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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   1-12  luglio  2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Se il complotto fosse di Berlusconi Alcune recenti vicende che hanno coinvolto il nostro p... ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: BARABINI FREY La Gelmini abolisca i test uguali per tutti Qualcuno fermi il ministro Gelmini! E' del tutto irragionevole la sua intenzione di affidare all'Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema d'istruzione) la messa a punto di una prova uguale per tutti basata su test a risposta multipla con l'obiettivo di garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale.

Scuola l'allarme dei precari ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del Vco che a settembre perderanno il posto per effetto dei tagli stabiliti dal ministro Gelmini. Il numero arriva direttamente da loro, ossia dal Coordinamento docenti precari che ieri in un documento consegnato alla dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Franca Giordano ha sottolineato anche «la forte preoccupazione per la situazione lavorativa relativa al prossimo anno».

No a un indirizzo diverso da quello scelto dai nostri figli' ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: questi gli effetti della riforma Gelmini, una scure che si è abbattuta anche sull'Itis Montanti. Ma veniamo al nocciolo del problema: 21 sono i ragazzi che hanno chiesto di iscriversi al terzo anno di Chimica (per formare una classe occorrono almeno 27 alunni); 12 quelli che hanno chiesto l'iscrizione al terzo Elettronica (sempre 27 il numero minimo).

Tempo pieno: Consiglio dalla parte dei genitori ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con critiche unidirezionali al ministro Mariastella Gelmini. Emendamento che consentirà l'unanimità del Consiglio. Sul tappeto il restringimento dell'offerta formativa a 40 ore settimanali alla Montessori' di Portomaggiore che ha avuto l'effetto dell'assegnazione di organici insufficienti a soddisfazione la richiesta di tempo pieno.

boom di bocciati alle superiori - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Ma, con tutta probabilità, la verità sta in mezzo. I tabelloni con gli scrutini finali sono stati pubblicati da poco più di una settimana e in alcune scuole sono già iniziati i corsi di recupero. Dopo la ressa dei primi giorni, basta scorrere gli elenchi affissi all´albo per rendersi conto della débcle.

Insegnanti e genitori scrivono ( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Insegnanti e genitori scrivono«Così la scuola che sogniamo» inviato un progetto a napolitano e gelmini Proposta la modifica del percorso di studi che prevede 6 anni di scuola primaria, 4 di media e 3 di superiori .x/01/0907

se la qualità dei servizi batte secoli di storia - valentina bernabei ( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nonostante le recenti dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini sulla «necessità di una rivoluzione che conduca il Paese a un sistema realmente meritocratico, efficiente e competitivo». In attesa che vengano applicati i nuovi criteri per l´assegnazione dei finanziamenti alla formazione e alla ricerca, sulla base del merito, degli obiettivi e della valutazione dei risultati,

Nei licei resti il diritto ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Appello dei legali del Triveneto al ministro dell'Istruzione Gelmini «Nei licei resti il diritto» Critiche anche per lo stop all'insegnamento di Economia PADOVA Valeria Zanetti Avvocati triveneti preoccupati per il progetto di riforma della scuola media superiore, al quale sta lavorando il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.

Costa: una nuova squadra per l'editoria dell'era digitale ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E sono convinto che il ministro Gelmini abbia ragione quando dice che il digitale sarà fondamentale per lo studio di domani. Sono due settori che seguono logiche diverse e quindi da presidiare in modi differenti ». Ma più o meno è sempre stato così... «Avevamo un'unica divisione, che negli anni ci ha dato grande soddisfazione e forte crescita.

Il metadistretto si espande ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. «Per noi la priorità rimane concentrare i fondi su pochi progetti di qualità e di respiro nazionale –ha dichiarato il ministro di passaggio al salone parigino –. In quest'ottica il metadistretto ci interessa e contiamo di sostenerlo al Sud ma anche al Nord, ricorrendo ai fondi Fas a nostra disposizione»

Stop alla maturità dopo gli scritti ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini, sul punto, era stata chiarissima: niente ammissione per chi non arriva al sei come media fra tutte le materie, voto in condotta compreso. E, allora, di chi è la colpa del pasticcio? «È stata riscontrata un'irregolarità si limita a dire Francesca Bianchessi, ispettrice per gli esami di Stato a Mantova e sul caso è stato interpellato il ministero.

"inviterò ancora il premier a cena" ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vito, Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi guardano il vice presidente di turno Buttiglione sperando in un intervento. Niente da fare. Replica Vito che conferma l´incontro «conviviale» con tanto di mogli. Di Pietro insiste sulle dimissioni. Bondi si scatena: «è solo lei che infanga l´Italia, si vergogni».

tagli sui bidelli, molte scuole a rischio - lorenza pleuteri ( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di 70 minuti Appello bipartisan al ministro Gelmini: salvate i piccoli istituti Torino-Milano, pomeriggio da incubo L´assessore Borioli chiede a Trenitalia più risorse per la manutenzione della rete Difficoltà anche per gli insegnanti: prevista la riduzione di altri 580 maestre e prof LORENZA PLEUTERI Le prime parole, accorate, sono per le persone morte nella strage di Viareggio,

di NICOLETTA TEMPERA SONO 7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell&#... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: danni prodotti dalla Riforma Gelmini. Saranno 59, quest'anno, i docenti a tempo indeterminato che rimarranno senza sede. I supplenti, invece, non vedranno rinnovato affatto il proprio contratto». Altro punto dolente, infine, quello dei lavoratori precari: «I dati approssimativi conclude Angelini parlano di 500 assunzioni in meno,

Pronti a offrire un teatro per l'Aquila ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi però il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta è fatta: sarà un teatro tutto nuovo, che verrà offerto alla città terremotata. Il progetto è stato affidato all'architetto Mario Cucinella, il legno farà la parte del leone.

Giudici a cena con Berlusconi Urla e insulti alla Camera ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuto dalla collega Gelmini. Anche il Pd ha chiosato la lettera del giudice Mazzella. «Non sta decisamente bene invitare a casa propria una persona sulla quale si dovrà decidere: sarò anche incivile, ma la penso così», ha detto Anna Finocchiaro. Ma alcuni parlamentari Pdl le hanno provocatoriamente chiesto «se solo la sinistra può incontrare membri della Consulta»

PER COMMINARE una sanzione a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: abrogato nel 1999 per far posto al Consiglio Superiore (mai attivato) è accusato dal Ministro Gelmini di «fare solo politica e sindacalismo contrario a qualsiasi forma di cambiamento». In fin dei conti costituisce l'unico elemento di continuità che caratterizza la scuola italiana: «l'immobilismo prorogato».

: la promozione della lettura punta su spot e musica ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sottosegretario Paolo Bonaiuti e dai ministri Sandro Bondi e Mariastella Gelmini) punterà proprio su questo slogan: un investimento complessivo di 2,4 milioni di euro da dividere tra spot radio e tv, una «campagna stampa» e manifesti. A fare da colonna sonora, nello spot tv, la musica di Giovanni Allevi. Tra le iniziative presentate ieri anche una «Giornata della promozione della lettura» e l'

Cani avvelenati a Paternò: sottosegretario Martini interviene sull'ennesimo grave caso di violenze avvenuto in Sicilia ( da "SaluteEuropa.it" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dato che questi incivili atti vengono purtroppo compiuti da cittadini, sarebbe forse opportuno avviare un'opera di educazione e di informazione che, partendo dai primi anni di scuola, riesca finalmente a diffondere una cultura di rispetto dell'ambiente e di chi vi vive, compresi ovviamente gli animali. Ne parlerò con il Ministro Gelmini."

Uccise il , ma lui parla di legittima difesa ( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini su tutti), oltre a deputati e senatori. Ma La Spina non smentisce e non conferma e sul possibile arrivo del miliardario russo Roman Abrahmovic, dice: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro staff. Una ulteriore conferma che la struttura sta avendo il successo che merita e che i vip l'hanno già scoperta e apprezzata»

La cena fra giudici e Cavaliere: nuovo scontro sul Lodo Alfano ( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quello della Scuola Mariastella Gelmini e della Cultura Sandro Bondi. Quest' ultimo si alza e grida più volte a Di Pietro: »Vergognati! Vergognati!«. Poi, ancora gridando e accompagnato dai commessi, lascia l'Aula per protesta. Il centrodestra prende le difese del premier. Ma ad alzare la voce più di tutti è Luigi Mazzella, il giudice promotore della cena.

La Rete degli Atenei del Meridione ora è realtà, ecco le strategie ( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno condiviso la volontà del ministro Gelmini di introdurre, in tempi brevi, una sostanziale riforma dell'università italiana ed hanno esposto le politiche di cambiamento in corso negli Atenei meridionali. È emerso il dato di un complessivo sottofinanziamento dell'alta formazione e della ricerca in Italia, valutabile intorno all'1,1% del Pil contro l'1,

La Corte boccia parte della riforma Gelmini ( da "Stampaweb, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti ( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: MINISTRO Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti Il Piemonte della scuola scrive al ministro Gelmini e lancia un Sos tagli. E' stato deciso al termine del summit convocato dall'assessore all'Istruzione Gianna Pentenero sui temi della riforma scolastica. Vi hanno preso parte i rappresentanti delle province piemontesi, dei comuni e comunità montane e dell'Ufficio Scolastico Regionale.

bocciati i tagli della gelmini la consulta: riforma illegittima - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Bocciati i tagli della Gelmini la Consulta: riforma illegittima No agli accorpamenti scolastici. Il ministro: rilievi marginali L´Alta Corte ha detto no anche alla chiusura delle mini-scuole: compito regionale SALVO INTRAVAIA Dopo il Tar del Lazio, anche la Corte Costituzionale boccia un pezzo della Riforma Gelmini.

il quirinale: "la consulta è autonoma" ( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appena fatto per la legge sui tagli alla scuola della Gelmini dichiarandone le norme in parte illegittime. E come farà, è chiaro il riferimento di Amirante, sul lodo Alfano, quando la questione, il 6 ottobre, arriverà in agenda. Amirante s´interfaccia con il Quirinale, perché «ancora una volta da lì viene la giusta indicazione di quali debbano essere i rapporti tra le istituzioni»

FRA le numerose brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: idea che finalmente vengono puniti i bulli che importunano compagni ed insegnanti e danneggiano scuole e materiali didattici e che venga ammesso all'esame chi veramente studia e si comporta bene, mi dà la speranza che in futuro ci saranno più giovani capaci ed educati. Forse la cura della tanto bistrattata Gelmini comincia a dare i suoi frutti. Vittorio Boari, Bologna

Bimbi e adulti si passano la parola ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dai ministri Mariastella Gelmini e Sandro Bondi, oltre che dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti che però trova le radici (e al tempo stesso rilancia) in qualcosa che già esiste, e che molti ormai conoscono. «Voglio sottolineare ha spiegato il titolare dell'Istruzione l'importanza delle lettura non solo dei libri ma anche dei giornali e dei quotidiani,

La Consulta boccia la Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 17 La Consulta boccia la Gelmini «Illegittimi tagli e accorpamenti» SCUOLA I GIUDICI COSTITUZIONALI: TRAVALICATI I POTERI DI COMUNI E REGIONI ROMA La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui tagli' alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-2010.

Viareggio, 19 morti Le Fs bloccano i vagoni della Gatx ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma La Corte costituzionale boccia alcune norme della riforma Gelmini: a decidere i criteri e le modalità di riorganizzazione del sistema scolastico dovranno essere regioni ed enti locali. u pagina 33 Morto a 85 anni Lucio Rondelli è morto ieri all'età di 85 anni Lucio Rondelli, per vent'anni amministratore delegato del Credito italiano e poi presidente di UniCredit,

Chi paga il prezzo del merito? ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Ma siamo davvero sicuri che, al di là dell'accordo di principio, vi sia anche condivisione sulle caratteristiche che ciò dovrebbe avere in concreto; e siamo davvero consapevoli del significato "rivoluzionario" che avrebbero in Italia delle serie valutazioni utili anche a produrre meritocrazia?

Censura parziale dalla Consulta per i tagli alla scuola ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dovranno essere regioni ed enti locali ad attuare il cuore della riforma Gelmini e a ridimensionare la rete scolastica. Lo ha sancito la Corte costituzionale bocciando ieri (con la sentenza n. 200) due passaggi del decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (contenuti per la precisione nelle lettere f-bis) e f-ter) dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge n.

Università: oggi primo sì per l'Anvur ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. L'Anvur andrà a sostituire il Cnvisu (la cui scadenza è stata prorogata al 31 dicembre 2009 a opera del Dl 78 anti- crisi) e dovrà promuovere, come stabilisce l'articolo 2 del regolamento, «la cultura della qualità e del merito operando in coerenza con le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale e in base ai principi di autonomia,

IL MERITO DA PREMIARE ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non so se il ministro Gelmini si rende conto di quanto deve amare il proprio Paese un ricercatore che decide di lasciare università in cui l'unica gerarchia è quella determinata dai risultati ottenuti nella ricerca, per venire in un mondo in cui, come scrive la dott.

La Consulta boccia i tagli delle piccole scuole ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: c'è l'accordo ROMA L'accorpamento o la chiusura di piccole scuole, anche se con pochi iscritti, non può essere deciso dal ministro dell'Istruzione perché si tratta di una competenza delle Regioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale dichiarando illegittime alcune norme del decreto sullo Sviluppo del giugno 2008,

Gli spot per invitare a leggere di più con la musica di Giovanni Allevi ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È stata Maria Stella Gelmini a ricostruire l'origine del progetto, con la volontà «di coinvolgere le scuole, perché aumenti non solo il numero di libri letti, ma anche di quotidiani. Abbiamo già un'iniziativa che ha riscosso molto successo: il Quotidiano in Classe».

I più temuti? I membri esterni ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la temuta linea dura preannunciata dalla Gelmini si è dimostrata essere più che altro un richiamo alla serietà e all'impegno. «Da noi sono stati tutti ammessi - puntualizza una raggiante Greta Umanità appena uscita dall'orale con un sorriso contagioso - Mi sono tolta un peso, è una sensazione bellissima».

Gelmini "rimandata" dai giudici ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini "rimandata" dai giudici la scuola Parzialmente illegittime le norme sui tagli secondo la Corte Costituzionale. Il ministro: «Ma l'impianto generale è salvo» 03/07/2009 Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui "tagli" alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-

Tagli alla scuola, la Corte costituzionale ferma il decreto Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: infatti avevano vivacemente protestato contro questo decreto Gelmini che tante manifestazioni ha suscitato nel mondo della scuola. Molto diplomatica la reazione del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. "Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale - ha detto -, posto che e' stata riconosciuta la legittimita' costituzionale dell'

Maroni: "Il Vaticano? Solita liturgia" La Santa Sede frena: nessuna critica ( da "Stampaweb, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e delle Pari opportunità Mara Carfagna sulla violenza contro le donne- sentenzia: «Nessun governo ha mai fatto tanto in così poco tempo contro la mafia, contro la criminalità, contro l?immigrazione clandestina». Gli stessi punti che aveva toccato in un'intervista a Libero, un'intervista che aveva fatto infuriare il Pd.

Scuola, la Consultaboccia in partei tagli della Gelmini ( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tagli della Gelmini La Consulta ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui 'tagli' alla scuola del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La Consulta ha salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto di cui, però, ha bocciato la definizione ministeriale del ridimensionamento della rete scolastica.

Consulta: ( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Parziale bocciatura del decreto Gelmini Consulta: «Illegittime 2 norme sui tagli previsti nella scuola» Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui tagli alla scuola che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha previsto a partire dal 2009-2010.

Campionato sudamericano ricco di sorprese ( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: atteso disegno di legge di (ennesima) riforma del "sistema" universitario, l'attuale Ministro Gelmini dovrà considerare, tra i tanti, diversi problemi, anche quelli recenti che, più di quelli antichi, hanno pregiudicato efficienza e qualità dell'insegnamento universitario, compromettendo l'immagine dell'Università italiana in Italia e all'estero.

Corte Costituzionale: sentenza dà ragione alla Regione Toscana ( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ignorata sistematicamente dal ministro Gelmini, la migliore garanzia contro un inaccettabile impoverimento dell'offerta formativa e della rete scolastica e una limitazione, nei fatti, del diritto allo studio dei cittadini toscani». L'assessore ricorda che quella della Toscana è stata una battaglia seria, che non si è limitata a dire no ai tagli.

Il poker del Cav. è senza euro ( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bertolaso fa il possibile, Berlusconi annuncia, il ministro Gelmini è sparita. C'entra pure lei nella grande confusione. Dopo il sisma sbandierò l'idea di un campus «modello Bicocca» per rilanciare l'Università. La sua sopravvivenza è l'unica speranza per l'Aquila. Perché questo Abruzzo sta crollando anche economicamente.

di CRISTINA DEGLIESPOSTI . Condivi... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini racconta , che sta creando grosse difficoltà in tutte le scuole del territorio, dalle materne alle superiori. Gli organici di fatto dovevano essere noti a giugno, ma così non è stato per effetto delle elezioni. Con il prediente Draghetti dobbiamo ancora defnire i dettagli del programma, ma sicuramente saremo accanto alle famiglie perché vengano rispettate le scelte educative

Regioni più libere sulla rete scolastica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le conseguenze della sentenza della Consulta sulla riforma Gelmini Regioni più libere sulla rete scolastica Luigi Illiano ROMA Sul ridimensionamento della rete scolastica il ministero dell'Istruzione non potrà più usare la carta dell'ultimatum per fare pressione sulle regioni. è l'effetto concreto della sentenza n.

COSÌ LEGHEREMO ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 04/07/2009 - pag: 1 Università COSÌ LEGHEREMO I FINANZIAMENTI A QUALITÀ E MERITO di MARIASTELLA GELMINI Contro la fuga dei cervelli dal nostro Paese occorre far crescere qualità e merito. E' a questo che legheremo i finanziamenti del governo alle università. A PAGINA

Autodifesa: corsi pagati dal governo ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Lo scopo è finanziare iniziative per migliorare l'educazione e la sensibilizzazione di tutti. «Dare alle donne la possibilità di partecipare ai corsi di autodifesa non vuole dire rispondere con la violenza alla violenza», ha sottolineato la Carfagna: «Piuttosto cerchiamo di renderle consapevoli delle loro possibilità ed aiutarle a vincere la paura»

Far crescere la cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI RISPONDE A GIAVAZZI Far crescere la cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli di MARIASTELLA GELMINI * C aro Direttore, rispondo volentieri alle sollecitazioni che Francesco Giavazzi mi pone nel suo articolo di ieri. Sono particolarmente sensibile, anche per motivi generazionali, alle difficoltà che giovani studiosi di valore incontrano quando vogliono mettere

Alle medie in uniforme ( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, che l?estate scorsa lanciò la proposta del ritorno all?uniforme. «Mi piacerebbe introdurre la divisa nelle scuole sul modello di alcune nazioni europee - aveva infatti annunciato il ministro -. Vestirsi nello stesso modo, magari con lo stemma dell?

G8, il Secolo contro Berlusconi "Con le first lady solo ministre fedeli" ( da "Repubblica.it" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini. E qui si insinua il dubbio: "La Meloni e la Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?". Il riferimento è soprattutto alla questione dell'inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si legge: "Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni e dai veleni dell'

"Premia solo le ministre fedelissime" Il Secolo d'Italia bacchetta Berlusconi ( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini. Il secolo insinua il dubbio: «La Meloni e la Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?». Il riferimento è soprattutto alla questione dell?inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si legge: «Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni e dai veleni dell?

L'ultima per 12.167 alunni ( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche la struttura di questi corsi dovrà essere rivista dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Intanto, tutte le commissioni impegnate con la maturità hanno completato la valutazione dell'esame scritto, il cui esito complessivo è stato pubblicato all'albo della scuola. I candidati, se lo volessero, potrebbero chiedere la valutazione di ogni singola prova.

Nuovo stupro a RomaVia a corsi di autodifesa ( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle pari opportunità Mara Carfagna e dell'istruzione Mariastella Gelmini hanno siglato due protocolli per l'avvio sperimentale di corsi di autodifesa per le donne in alcune città campione, l'istituzione di una Settimana contro la violenza dal 12 al 18 ottobre, formazione delle forze di polizia preposte all'accoglienza delle vittime di violenza.

Via ai corsi di autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura ( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Accordo tra il ministro delle Pari opportunità, Gelmini e Maroni: iniziative pilota in alcune città Via ai corsi di autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura In alto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sopra, il ministro della Giustizia Angelino Alfano

Ora nelle valli alpine vogliono ridiscutere i tagli delle mini-classi ( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: respinto i tagli alle scuole di montagna ipotizzati dalla riforma Gelmini, stabilendo che l'eventuale riorganizzazione scolastica spetta alle Regioni. «Non ho ancora avuto modo di leggere la sentenza nei dettagli; importante, comunque, che venga fissato un principio - spiega Renata Salvano, componente del gruppo di lavoro Regione-Ufficio scolastico regionale per le scuole di montagna -

Dopo 25 anni torna come preside nell'istituto dove esordì insegnante ( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il caso Gli effetti della riforma Gelmini Alla Piumati di Bra ALBERTO PRIERI Dopo 25 anni torna come preside nell'istituto dove esordì insegnante CUNEO [FIRMA]ERICA ASSELLE BRA Ha insegnato lettere alla media «Piumati» per 18 anni. Ora torna come dirigente. Prenderà servizio l'ultima settimana di agosto, ma è già emozionata Itala Flavia Santi,

"Noi prof beffati dalle cattedre spezzatino" ( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini, queste discipline sono passate da tre a due ore di insegnamento in ogni classe. «Così saltano i laboratori. E per arrivare a coprire tutte le 18 ore di servizio, ogni docente di musica, arte, tecnologia e ginnastica e lingua straniera dovrà avere 9 classi», svela un prof saluzzese, che insegna da 9 anni ma ha ottenuto l'

un tè con clio napolitano nel summit orfano di veronica - francesca caferri ( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: orfano di Veronica Per le mogli dei Grandi mobilitate Carfagna e Gelmini Michelle dal Papa in udienza privata con il marito. Carla in Abruzzo più a lungo delle altre FRANCESCA CAFERRI ROMA - Clio Napolitano in soccorso di Silvio Berlusconi: può suonare come un paradosso ma sarà la schiva moglie del presidente della Repubblica a ricoprire, in assenza della consorte del primo ministro,

Magie e misteri della caccia al Codice Gelmini ( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo chiameremo il Codice Gelmini. Ora, non avendo io letto il libro né visto il film, non saprei dire cosa servisse o cosa indicasse il Codice Da Vinci. Quanto al Codice Gelmini, sono nelle stesse condizioni. Pur avendo chiesto, non ho capito bene a cosa serva. So solo che la ricerca del codice Gelmini funziona come una complicata caccia al tesoro.

Più ore di lezione per salvare l'elementare di Scapezzano ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. E' stato questo l'argomento che ha tenuto banco venerdì sera nel corso di una affollata ed animata assemblea pubblica che si è tenuta nel centro collinare, presenti gli assessori comunali Maurizio Mangialardi e Simone Ceresoni. Dopo aver fatto il punto della situazione rispetto ai possibili tagli di organici e di classi in alcune frazioni a rischio nel territorio comunale,

Tagli alle scuole, gli amministratori si appellano all'assessorato regionale ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischi paventati dalla Riforma Gelmini sulle scuole cittadine». Come noto, i provvedimenti governativi in tema di scuola sortiranno a S.Elpidio a Mare ben due effetti: se le misure saranno applicate, dal prossimo anno scolastico 2009-2010 verrebbe tagliata una sezione alla scuola materna di Castellano (attualmente ospitata al capoluogo) e verrebbe eliminata una classe alla media "

SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: n... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-07-2009)
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Abstract: 7 SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: n... SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: nelle ultime ore malumori sono stati espressi da un quotidiano vicino ad An, che ha evidenziato l'«esclusione» del ministro Giorgia Meloni.

Il premier e le first lady: nessun incontro ( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)
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Abstract: summit invece le prime dame saranno scortate da Mariastella Gelmini, nella foto alta, («Ammiro Michelle perché si impegna nel sociale ed è una donna positiva che ama suo marito») e Mara Carfagna (foto sopra), uniche due ministre accreditate dalla diplomazia di Palazzo Chigi. Mentre Prestigiacomo e Meloni, scrive il Secolo d'Italia, sarebbero state trascurate perché non abbastanza «

perché la storia dell'arte va studiata a scuola ( da "Repubblica, La" del 06-07-2009)
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Abstract: Tra le varie accuse che si rivolgono alla "riforma Gelmini", ce n´è una che sta particolarmente a cuore al mondo intellettuale ed è appunto «il pesante ridimensionamento se non addirittura la drastica eliminazione della disciplina, in particolare in molti settori dell´istruzione tecnica e professionale».

IL 5% DEL PERSONALE docente della scuola di ogni ordine e grado in ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-07-2009)
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Abstract: Gelmini, di 43 unità: dunque pari e patta. E, forse, alle medie, che hanno subito una riduzione di 26 cattedre e possono contare su 42 pensionamenti qualcosa avanza per i supplenti. In realtà qualcosa dovrebbe anche "restare" per un piccolo plotoncino di nuove immissioni in ruolo promesse dal Ministro entro l'estate ma non ancora annunciate.

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2009)
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Abstract: accordo con il ministro Gelmini perché anche i fondi dell'università, come i nostri a partire da quest'anno, siano distribuiti con lo steso meccanismo». E i cervelli in fuga, ultimo caso quello di Rita Clementi, denunciato dal «Corriere»? «Intanto verrà stanziato un fondo per favorire la collaborazione tra chi lavora all'estero e i nostri centri.

I veri ostacoli alle riforme ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2009)
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Abstract: Ed è vero che il ministro Gelmini è sinceramente interessato a farla. Ma potrà mai il Parlamento (nelle sue componenti di destra e di sinistra) consentire davvero incisive riforme meritocratiche nel settore dell'istruzione? Ne dubito. E non certo a causa della resistenza di qualche «barone» o di qualche preside di liceo.

Cinquecento firmeper capire ( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)
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Abstract: alla presenza dei delegati del ministro Gelmini. Se salvare la riattivazione dei due corsi è stato il primo passo, mantenerli dev'essere quello immediatamente successivo. Per questo entro il 15 settembre si aprirà un tavolo coordinato dalle segreterie tecniche del Ministero sul decentramento della sede universitaria, al fine di definire la nuova offerta formativa,

l'onda: "stiamo dalla loro parte l'obiettivo era violare la zona rossa" ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
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Abstract: gli studenti che da settembre si mobilitano con occupazioni e manifestazioni per protestare contro la riforma Gelmini, l´aumento delle tasse, il G8 University Summit. «è stato straordinario dare vita a un movimento che dall´autunno non ha perso vigore - spiegano - Avevano detto che eravamo morti, invece a maggio c´eravamo ancora, ci siamo a luglio e ci saremo il prossimo autunno.

first lady, carla bruni snobba roma - alessandra paolini giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
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Abstract: oltre alla moglie di Alemanno, le ministre Carfagna e Gelmini. Undici le first lady, tra cui l´inglese Sarah Brown, la giapponese Chikako Aso, l´indiana Gursharran Kaur, la messicana Margarita Zavale, la svedese Giulia Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle cinque mogli del poligamo presidente sudafricano Zuma.

riconosciuti dai video della digos mentre vanno all'attacco della polizia - carlo gulotta ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
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Abstract: dal corteo No Gelmini del 30 ottobre alla protesta contro le filiali Unicredit del 12 novembre, fino all´assedio del Rettorato la settimana scorsa contro il caro-tasse. Tutti incensurati, dicono i loro avvocati, Marina Prosperi, Simone Sabattini e Carlo Bressan, mentre la polizia parla di precedenti di polizia in qualche caso "specifici"

dieci politico, maestre sanzionate ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
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Abstract: per aver criticato la riforma Gelmini «non nelle sedi competenti». E un richiamo scritto per tutti gli altri 24 insegnanti per non aver ottemperato alla riforma sui voti in decimi. Sul caso del «dieci in pagella» alle scuole elementari Longhena (foto sotto), ecco i provvedimenti disciplinari annunciati.

Studente universitario sanremese arrestato per i disordini a Torino ( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
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Abstract: Istruzione promossa dal ministro Gelmini. Nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice ha ricostruito la dinamica dell'episodio di violenza avvenuto a Torino: «Dopo essersi travisati ed armati i dimostranti si disponevano su diverse file, in assetto sostanzialmente "bellico", e si muovevano secondo una strategia diversificata per le ali e il fronte della formazione,

( da "Sicilia, La" del 07-07-2009)
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Abstract: appello del Clds alla Gelmini «Rischio sudamericanizzazione» «Dalla crisi si esce solo investendo nel vero motore della ricerca che è lo sviluppo e la formazione delle giovani generazioni». E' il monito lanciato dal Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds) al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini,

isabella rauti, first lady per caso "vorrei stare vicino a michelle" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
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Abstract: Altro che le ministre Carfagna e Gelmini, incaricate dal governo a scortare le première dame in visita nella città eterna, ma entrambe prive di marito. L´unica a potersi fregiare del titolo è Isabella Rauti, legittima consorte del sindaco di Roma, che oggi all´ora di pranzo, in piazza del Campidoglio, accoglierà Michelle Obama, Sarah Brown e le altre.

Nella zona a luci rosse tornano le due ministre ( da "Riformista, Il" del 08-07-2009)
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Abstract: di cui una promossa solo da poco: Carfagna, Gelmini e la rossa Michela Vittoria Brambilla. Insomma, potrebbero saltare fuori le trascrizioni. Di qui, allora, la considerazione di alcuni parlamentari su Carfagna e Gelmini al vertice. Si tratta, in conclusione, di uno scenario altamente cupo per il Cavaliere.

Il governo non taglia i fondi all'Ateneo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-07-2009)
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Abstract: IL GOVERNO Berlusconi ha deciso di non decurtare i fondi all'Ateneo di Urbino sulla base di quanto previsto quest'anno dalla riforma Gelmini e dai tagli ai bilanci dello Stato. Due sole università italiane sfuggono ai tagli; L'Aquila per ovvi motivi a seguito del terremoto e Urbino. A farlo sapere è il magnifico rettore Giovanni Bogliolo (che rimarrà in carica fino a ottobre).

Maestre: Garagnani: ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-07-2009)
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Abstract: a febbraio nella protesta anti Gelmini del 10 in pagella in tutte le materie. Le docenti lamentano però di non essere state informate delle sanzioni in arrivo: 'siamo sorpresi e indignati di apprenderlo dalla stampa». Spiegano di non aver «ricevuto nessun riscontro» e dicono di trovare ciò «una grave mancanza da parte di chi avrebbe avuto il dovere di comunicarci tempestivamente,

Michelle sta in gruppo, Carla da sola ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)
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Abstract: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini che le accompagneranno prima in Vaticano da Benedetto XVI (salta la visita Michelle, che ci andrà venerdì con il marito e le figlie) poi da Isabella Rauti alla terrazza Caffarelli (si esibiscono per loro prima Gianni Alemanno in un saluto e poi Heinz Beck in un pranzo leggero) e ai Musei Capitolini: oltre a Michelle,

G8, vacanze romane per le first lady ( da "Reuters Italia" del 08-07-2009)
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Abstract: Maria Stella Gelmini, entrambe in total black. A tavola il menu -- del pluripremiato chef Hans Beck -- ha previsto medaglioni di astice su purea di melanzane e pomodori, fagottelli, filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su puré di albicocche e salsa mou e vari dolci serviti in piedi.

Menu griffato e chiacchiere da amiche Michelle affascina la moglie del sindaco ( da "Repubblica.it" del 08-07-2009)
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Abstract: le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, in tubini neri a fasciare la silhouette sui tacchi a spillo. A seguire, la parata di premiere dame, tra picchi di classe, sontuosità etniche, accessori eccentrici, esuberanze di tessuti e ricami, e qualche azzardo cromatico. La signora svedese, Filippa Reinfeldt, la moglie del presidente messicano Margarita Zavala Calderon,

michelle, star al campidoglio - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
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Abstract: con le ministre Gelmini e Carfagna in total black, come la padrona di casa, che però si concede il vezzo di una giacchina rosa cipria. Festoni di agrumi, rose e uva su una Terrazza Caffarelli inondata dal sole, il secret service americano a scrutare ogni ospite e portata, sfiorando l´incidente diplomatico quando tenta di impedire la consegna dei regali:

a 11 anni espulso e bocciato "è affetto da disturbi psichici" - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
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Abstract: esposto al provveditore Giovanni Lacoppola e al ministro Maria Stella Gelmini. «Era un alunno scomodo. In quella scuola nessuno lo ha voluto» denunciano i genitori del bambino. Luca (il nome è di fantasia), per cinque anni ha frequentato con profitto le elementari. Fu una sua maestra a notare le sue difficoltà nell´apprendimento e a suggerire ai genitori di rivolgersi ai medici.

"peccato, niente shopping" è michelle la superstar nel g8 delle "first ladies" - (segue dalla prima pagina) laura laurenzi ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
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Abstract: Accanto a lei le ministre Gelmini e Carfagna, comandate da Berlusconi a dividersi il ruolo di first lady del governo italiano, appaiono minuscole. Ed è anche la più espansiva e la più affabile. Espansiva ma non frivola: non ha certo l´atteggiamento di chi partecipa a un futile e mondano pranzo per signore la first lady della Casa Bianca,

in vaticano dal papa con gelmini e carfagna - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
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Abstract: appello In Vaticano dal Papa con Gelmini e Carfagna Ratzinger: "Aiutate i più poveri" Invoco la benedizione divina per il buon esito del G8. Mi auguro che possano scaturire decisioni e orientamenti utili al progresso di tutti i popoli ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Sette first ladies - mogli di capi di Stato e premier impegnati al G8 dell´Aquila -

Scoppia la polemica per il tempo pieno ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-07-2009)
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Abstract: sottolineando i vantaggi della riforma Gelmini. Ma secondo la giunta Barbieri l'ex sindaco «ha provato a snaturare il senso della petizione dei genitori delle classi di prima elementare di Portomaggiore per estendere il tempo pieno. Ci verrebbe da dire che la novità sta nel fatto che il capogruppo di Vivi Portomaggiore abbia completamente rivisto la sua posizione:

NIENTE più voti segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Marias... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 09-07-2009)
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Abstract: Per volere del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini i voti dell'esame di Stato tornano a essere pubblici e affissi agli ingressi delle scuole. L'anno scorso invece, per ragioni di privacy, nei tabelloni era riportata la dicitura "Esito positivo o negativo" e per conoscere il proprio voto ogni studente doveva informarsi in segreteria.

Michelle e ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro.

di ELENA G. POLIDORI ROMA ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
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Abstract: E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro.

UNA BRILLANTE ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
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Abstract: Tra un paio di giorni nessuno ne parlerà più e i giochi di potere dei baroni delle università continueranno indisturbati, in attesa che un altro ricercatore segua lo stesso percorso. Intanto il ministro Gelmini, come le stelle, sta a guardare... Maurizio Tarterini, Bologna

Gelato, spaghetti e Colosseo Michelle fa la turista a Roma ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
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Abstract: Sono accompagnate dai ministri Mara Carfagna e da Mariastella Gelmini che ritorna raggiante: «Lei è una donna tenace» le ha detto il Santo Padre. Michelle ci andrà domani con il marito e le bambine. Michelle farà molte cose a parte in questi tre giorni romani. In Campidoglio entra ed esce dall'uscita defilata.

Clio e Isabella seducono la squadra di first lady ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini e Mara Carfagna). Hanno fronteggiato le first ladies per il tè (Clio), hanno offerto una colazione gourmet in Campidoglio (Isabella), le hanno portate in udienza dal Papa, accompagnatrici Gelmini e Carfagna. Mai viste così felici; sembravano godersi la vacanza romana più delle ospiti, d'altra parte le first ladies hanno meno guai di un ministro,

G8, le first lady all'Aquila. Michelle: come stanno i bimbi? ( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini -- le signore hanno visitato la piazza del Duomo, la chiesa delle Anime Sante e la Prefettura, fortemente danneggiata. La delegazione ha fatto un giro anche tra i quartieri più colpiti -- visitati ieri anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal presidente russo Dmitry Medvedev e da Obama -- non senza commozione e spirito di solidarietà per i terremotati.

Le first ladies a L'Aquila nella seconda giornata del Vertice G8 ( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
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Abstract: Mara Carfagna e il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Le first ladies si sono recate nel centro storico dell?Aquila per vedere le zone danneggiate dal terremoto del 6 aprile, in particolare Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e la sede della Prefettura, il Palazzo del Governo.

G8, Michelle Obama si commuove tra le macerie ( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)
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Abstract: Ad accompagnarle sempre i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. La grande assente è Carla Bruni in Sarkozy. Secondo le indiscrezioni sarà tra i terremotati venerdì mattina insieme con Walter Veltroni e l'attore George Clooney, dove, ha spiegato il capo dell'Eliseo, "annuncerà una serie di decisioni a nome della Francia preso con le autorità italiane".

Al Colosseo: ( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)
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Abstract: ha regalato alla first lady Usa due campanelline portafortuna per le figlie) e Gelmini. Non solo temi seri, ma anche battute durante il pranzo offerto dal sindaco di Roma. In particolare Michelle Obama (che ha cambiato scarpe, ai piedi aveva le consuete ballerine) ha raccomandato al sindaco Gianni Alemanno di comportarsi bene con la moglie.

Gli stilisti bocciano mogli e ministre ( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI E CARFAGNA. Durante l'udienza in Vaticano, Benedetto XVI ha ricordato al ministro Gelmini il periodo delle contestazioni studentesche alle riforma della scuola. «Adesso è un po' più facile». «Lei è una donna tenace» le ha detto. S. EGIDIO.

L'Aquila, First Lady tra le rovine del sisma Michelle commossa: "E i bambini?" ( da "Repubblica.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Accompagnate dai ministri Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna le first lady hanno visitato prima piazza Duomo, poi la chiesa delle Anime Sante e infine la Prefettura dove campeggia ancora, anche se danneggiata, l'iscrizione "Palazzo del governo". La delegazione. Le signore - insieme a Michelle Obama le mogli dei leader di Gran Bretagna, Canada,

Le convenzioni Asl con i privati Scusate il ritardo ma, in attesa di eventuali ulteriori n... ( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla complessiva bontà o meno della riforma Gelmini (cosa di cui tanti parlano spesso solo per sentito dire o per interessi di bottega) ma bisogna onestamente prendere atto che è un tentativo serio e coerente di riforma su cui si può essere più o meno d'accordo, ma se si ha realmente a cuore il bene della Scuola non si può demonizzare tout-court e ridurlo a un semplice decreto «

La first lady tra le macerie dell'Aquila, la première dame arriva all'ultimo ( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, in abiti scuri. Michelle, commossa, fa una promessa: «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi». Finisce qui la giornata della signora Obama all'Aquila. Niente pranzo, ma un veloce rientro a Roma dove la aspettavano le figlie Malia e Sasha.

errore del ministero, tagli più pesanti a scuola - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiega il dicastero guidato da Mariastella Gelmini nella sua nota, «sono state inficiate da un errore materiale», dunque i dati vanno aggiornati. Nella loro prima versione i tagli riguardavano 150 assistenti amministrativi, 87 assistenti tecnici, 670 bidelli. La revisione aumenta invece la riduzione di personale rispettivamente a 173 segretari,

lombardi: scure senza criterio il sindaco dovrebbe intervenire ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Su questo la Gelmini non ha fatto nulla, ha solo tagliato senza criterio. Anche il ritorno al maestro unico è stata un´operazione di comunicazione, bisognerà poi vedere a cosa porterà in concreto. L´importante, pensando alla scuola elementare, è che siano garantite le scelte delle famiglie e i segnali non incoraggiano: la domanda per il tempo pieno cresce ma non l´

puccini e verdi sotto le stelle l'opera lirica va al castello - mariella tanzarella ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: diretta di volta in volta da Pierangelo Gelmini, Francesco Attardi e Roberto Gianola. I biglietti saranno in distribuzione all´assessorato al Turismo (via Bagutta 12) dalle 10 alle 17 del lunedì precedente ogni spettacolo. 200 posti saranno assegnati ai primi che arrivano al Castello la sera stessa della rappresentazione.

Commosse tra le rovine ( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ci sono le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini (sottilissime nei loro completi scuri), i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Gli esperti della protezione civile fanno vedere i pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati,

le lacrime di michelle "ce la farete a ricostruire?" - laura laurenzi ( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel cuore di Roma Accompagnata dalle ministre Carfagna e Gelmini "Come stanno i piccoli sfollati?" Lo stupore delle mogli dei leader davanti alle macerie La protesta nelle tendopoli LAURA LAURENZI DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Dalle lacrime fra le rovine agli applausi da stadio al Pantheon. Molto più mamma che first lady, Michelle Obama si commuove per i bambini del terremoto d´

Tra le rovine del terremoto Michelle domanda ( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dai ministri Maria Stella Gelmini a Mara Carfagna è iniziato da Piazza Duomo. Michelle, in taffetà giallo con un piccolo cardigan bianco chiuso da un bottone gioiello che riprendeva i colori del vestito e i capelli raccolti in uno chignon stretto stretto, con le sue colleghe si è fermata di fronte ai pannelli che illustrano i progetti per la ricostruzione del capoluogo abruzzese.

Berlusconi a Repubblica ( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. In vari ambienti si è pensato che fosse eccessivo dopo le polemiche degli ultimi due mesi. Risultato: leader senza mogli e pranzo allargato. Il Cavaliere si è consolato però con autista d'eccezione: Guido Bertolaso. È stato quando il presidente del Consiglio è rimasto da solo su una macchinina elettrica.

LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, «L'Aquila bella mai non po' perire» e «L'arte del saper fare bene italiano», accolte dai ministri Sandro Bondi, Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.

ESPERIENZA UNICA NELLA STORIA DEL SUMMIT ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ed è riuscito a convincere il ministro Gelmini a fare ricostruire una scuola in legno dove si insegnerà alle ricamatrici l'arte del merletto a tombolo. INCROCIATO il sismologo Enzo Boschi. Mi ha detto che gli sciami sismici potranno proseguire anche per altri due mesi. Gli ho chiesto chi, a suo parere, tra i Grandi della Terra, è il più sensibile alle scosse telluriche.

L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fr... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.

L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in nome della parità di gener... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Avere a disposizione nella scuola 40 mila posti vacanti potrebbe costituire una positiva occasione d'intervento per il Ministro Gelmini, che intende ridurre le piante organiche del personale docente e non docente. La diminuzione dei posti è stata iscritta nell'agenda politica di tutti i Governi degli ultimi 15 anni. I risultati sono stati finora nulli. Anzi fallimentari.

PER UNA STRANA coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gl... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo richiede anche la nuova indicazione ministeriale della legge Gelmini: cittadinanza e costituzione, legge 169 del 30 ottobre 2008). Ma la scuola deve fare Scuola. Con i suoi mezzi, le sue strutture, i suoi maestri. Al di fuori degli orari scolastici i giovani possono ripulire la città, sostenuti e visionati da strutture esterne alla scuola.

Le first lady in visita tra le macerie Michelle in lacrime: e i bambini? ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini si spendono avanti e indietro per avere una parola per tutte queste prima donne che a guardarle così sembrano davvero semplici turiste per caso. E forse per capire basterebbe, chessò, lo sguardo ingenuo di Sarah Brown, il vestito dritto della svedese Filippa Reinfeldt o lo sguardo solare della sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma.

Lirica gratuita ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 18 e 19 con la «Bohème» di Puccini diretta da Pierangelo Gelmini, la settimana successiva toccherà al «Don Giovanni» di Mozart e «Nabucco» (foto) chiuderà l'1 e il 2 agosto. I biglietti per Bohème potranno essere ritirati gratuitamente all'Assessorato al Turismo del Comune da lunedì 13 (via Bagutta 12, ore 9, tel.

E la supermodella diventò moglie ( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica che può sconfiggerla e lo ha già fatto) in gita tra Roma e l'Abruzzo con Gelmini & Carfagna, per arrivare da sola, e da protagonista, tra divi hollywoodiani e terremotati ben disposti. Forse era troppo. Forse fare la première dame è limitante. Non consente attivismi e esibizionismi per buone cause, via alla Angelina Jolie, che invece di Sarkò ha Brad Pitt.

Mini-tour tra le macerie. L'indiana Singh ai pompieri: ( da "Sicilia, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a fare da cicerone, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri (nero inchiostro la ministra delle Pari Opportunità blu navy per la collega dell'Istruzione) i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama.

( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e per conoscenza al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini i due consiglieri regionali del Pdl scrivono che "alla luce del profilo scolastico della ragazza" se il controllo dei tabulati del telefonino dimostrasse la sua onestà bisognerebbe consentirle di completare la maturità, con il minimo dei voti.

Sindaci e assessori camerieri alla seconda festa democratica ( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini: cosa succederà in provincia di Savona". Intervengono Maria Luisa Madini, Lucia Nazari ed Angelica Lubrano. Martedì in programma Gioki Tango con la storia del tango e, alle 18, "Idee per la città, incontro con gli amministratori". Mercoledì, il Triangolo in concerto e spettacolo co n la compagnia Attori per Caso "

Berlusconi si contienee lascia la scenaa barack il "piacione" ( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le "first ladies" a visitare questi preziosi frammenti della storia della mia terra. La possibilità di essere stato accanto per qualche tempo a quattro degli otto "grandi" (Obama, Medvedev, Merkel e Berlusconi) mi consente di trascrivere qualche impressione di getto.

Sacconi: sì alle badanti ( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno chiesto le dimissioni del ministro Gelmini. L'attacco al ministro dell'Istruzione è a 360 gradi: per i Cip, la gestione di viale Trastevere è «un fallimento totale». Sostengono i precari: «In un anno, non si poteva far peggio. Dal piano programmatico ai regolamenti, dalla chiusura delle scuole nei piccoli centri alla determinazione del numero degli alunni per classe,

COME sono i grandi' visti da vicino? Barack Obama è più ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Coppito si spiega invece con la mia qualifica di membro del comitato promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal terremoto esposte all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con le ministre Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le first ladies' a visitare questi preziosi frammenti della storia. E c'è stato più di un momento di autentica commozione.

IL RITORNO al rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocci... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'alunno potrebbe colmare le lacune con lo studio estivo. Dubito che il ministro Gelmini avrà questo coraggio o, se l'avrà, sarà subito vanificato dalle solite rumore proteste che nulla hanno a che vedere con gli aspetti educativi della scuola. Antonio Casaroli, S. Lazzaro di Savena (Bo)

L'INVITO rivolto al neo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ma... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: introduzione della riforma Gelmini e che, secondo Garagnani, avrebbero portato Vicenzo Aiello, direttore dell'Usp di Bologna, ad applicare sanzioni «deboli» come l'avvertimento scritto e la censura. Provvedimenti «forieri di conseguenze negative» per la corretta educazione dei ragazzi e in contrasto con una circolare dell'ex ministro alla Pubblica istruzione,

Niente terza per l'Alberghetti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: avvio del corso con i nuovi parametri imposti dalla riforma Gelmini. E questo nonostante si tratti di una classe terminale, quella cioè che porterà i ragazzi a giugno 2010 a ottenere la qualifica professionale. A darne notizia è il sindaco Sara Brunori nella seduta di martedì saera del consiglio comunale, che però non ha intenzione di mollare il colpo.

Ammesso lo stage di sei mesi oltre frontiera ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, frena le trasferte dei praticanti. In compenso, riconosce la validità di periodi di tirocinio all'estero (massimo sei mesi) presso studi di professionisti di uno degli stati dell'Unione europea. è confermata la necessità che il dominus sia iscritto all'ordine da cinque anni,così come prescritto dal decreto legislativo 139/

Michelle si emoziona Ricevute dal Pontefice anche Malia e Sasha ( da "Corriere della Sera" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non bastassero i mille complimenti declinati in ogni verso e in ogni modo da Clio Napoletano, Gianni Alemanno, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini o Isabella Rauti, bisogna ascoltare le parole fuori dai denti di chi in questi tre giorni romani con Michelle Obama ha avuto a che fare perché l'ha scortata, protetta in strada, accompagnata nei monumenti o, magari, servita al ristorante.

A ottobre si decide sul Tfr ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini non risponde La campagna di divulgazione non consisterà solo in spot ma intende coinvolgere le scuole. La Covip ha sondato il Ministero dell'Istruzione, col quale aveva siglato un protocollo di intenti, per passare all'azione. Ma il presidente Covip Antonio Finocchiaro, nel convegno, ha fatto sapere che sta incontrando notevoli difficoltà:


Articoli

Se il complotto fosse di Berlusconi Alcune recenti vicende che hanno coinvolto il nostro p... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Se il complotto fosse di Berlusconi Alcune recenti vicende che hanno coinvolto il nostro presidente del Consiglio mi inducono a qualche riflessione critica sulla qualità del giornalismo «politico», forse non solo italiano. Il Signor Berlusconi ha intrattenuto un qualche genere di rapporto con una signorina minorenne, con una escort, con veline; tutto ciò riguarda il «Signor» Berlusconi, la sua dimensione privata. Al cittadino dovrebbe interessare cosa fa Berlusconi come presidente del Consiglio. Tutti i media però si sono ghiottamente avventati sul gossip. Conseguenza: l'attenzione dell'opinione pubblica è distolta da ciò che Berlusconi fa in quanto presidente del Consiglio. Pavento che dietro ci sia davvero un «complotto» (ma ordito da Berlusconi) ai danni di opinione pubblica e media che funziona benissimo evitando che il Presidente del Consiglio sia sotto i riflettori per le sue scelte politiche: molto meglio che lo sia per le sue privatissime scelte di «macho» che di politico non hanno nulla! GIANLUCA STRATA, COURMAYEUR (AO) Educazione sessuale il ruolo dei docenti Educazione sessuale a scuola a cura dei professori! Speriamo che i docenti intelligenti riescano a recepire cosa sta dietro al ritiro dalla scuola degli operatori Asl di Milano: l'educazione sessuale a scuola deve essere sotto controllo e a cura degli insegnanti stessi, come prevede la normativa. Il trasferire tale attività ad operatori esterni risulta operazione fine a se stessa e in certi casi pericolosa. Sono i docenti che devono uscire dal torpore dell'indifferenza e assumersi la responsabilità di promuovere tale formazione entro la normale didattica: un bel lavoro interdisciplinare «Il corpo e l'amore» tra letteratura, storia, psicologia, anatomia e religione è una buona risposta alla giusta direttiva milanese. Senza costi aggiuntivi. SERGIO BENETTI, DOCENTE ISTITUTO REMONDINI BASSANO DEL GRAPPA (VI) Giornali stranieri e danni all'Italia Certi giornali italiani ricordano Arlecchino «servo di due padroni». Uno è l'editore, l'altro è la parte politica che sostengono. Ciò offre l'estro ai giornali stranieri di raccogliere menzogne e amplificarle sul piano internazionale con quale effetto sull'immagine dell'Italia è facile immaginare. Alcuni corrispondenti di giornali stranieri, specie inglesi, sono tanto sciocchi quanto solerti nel muovere accuse e tranciare giudizi. Farebbero meglio a guardare in casa loro dove tra disastri economici e scandali politici, non hanno nulla da invidiare all'Italia. GIULIO BARABINI FREY La Gelmini abolisca i test uguali per tutti Qualcuno fermi il ministro Gelmini! E' del tutto irragionevole la sua intenzione di affidare all'Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema d'istruzione) la messa a punto di una prova uguale per tutti basata su test a risposta multipla con l'obiettivo di garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. Se facesse una cosa del genere si renderebbe responsabile di un ulteriore aggravamento della impostazione da quizzone di cui soffre questo esame. La terza prova non è da rendere nazionale, è da togliere, perché non c'entra nulla con la didattica quotidiana e favorisce la riduzione dell'insegnamento a pura trasmissione di nozioni. Se il ministro portasse avanti la sua intenzione avremmo un esame ancor più nozionistico, il che è proprio l'opposto di ciò che un esame di stato dovrebbe verificare: non controllare se gli studenti possiedono le nozioni di fondo di ogni disciplina, ma se sanno usarle affrontando in modo critico e creativo il reale. GIANNI MEREGHETTI, INSEGNANTE Quanto costerà il nuovo passaporto Nei nuovi passaporti ci sarà l'apposito chip che conterrà tutti i nostri dati, e qualche hacker tra pochissimo avrà già scoperto come manometterlo. Quanto costa in più? E quanto costa altrove? Mi risulta che in Gran Bretagna e in Eire sia gratis. Se le proporzioni con la carta d'identità saranno rispettate c'è il concreto rischio che espatriare diventi un affare per ricchi. Venendo ai numeri, la carta d'identità tradizionale costa l'equivalente delle vecchie 10 mila lire più altre 500 per diritti di segreteria, insomma poco meno di 5,50 euro, quella elettronica 20 euro +5,42. L'attuale passaporto vecchio stile costa 45,62, e questo è solo il costo del libretto, non comprende gli extra che esistono solo in Italia. Se le proporzioni cartaceo/elettronico fossero le stesse della carta d'identità, il nuovo passaporto inteso solo come libretto potrebbe costare la bellezza di 210 euro, nulla di più probabile, i britannici che scelgono il premium service lo pagano 108 sterline (130 euro) tutto compreso. Se il costo rimanesse invariato ci spieghino perché la carta d'identità costa tanto cara. NICOLA PASTA Il marchese del Grillo e il potere dei papi Mi è capitato di rivedere quel capolavoro che è Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli. Voglio ricordarlo non tanto per la superba prova di Alberto Sordi, ma perché un episodio riguarda la presa del Quirinale, allora dimora del Pontefice, da parte delle truppe napoleoniche alla guida del generale Radet. Era la notte tra il 5 e il 6 luglio 1809. Tra qualche giorno, dunque, cade il bicentenario di un avvenimento, nemmeno citato nei libri di storia, memorabile perché il Bonaparte tentò di mettere fine al potere temporale del Papa. Il Pontefice del tempo, Pio VII, fu infatti tenuto prigioniero prima in Italia, per tre anni, poi in Francia, a Fontainebleau, dal 1812 fino al maggio 1814, quando, declinando la stella di Napoleone, potè rientrare a Roma. Dovranno passare altri 56 anni perché i pontefici si dedicassero ad esercitare il solo potere spirituale sui cattolici. Almeno ufficialmente, perché il potere di condizionare le decisioni della politica, quello è rimasto pressoché intatto, specie in Italia. PAOLO FAI, SOLARINO (SR) I viaggi della bellezza Vacanze per rifarsi il fisico. Le palestre non c'entrano. Si tratta di viaggi della bellezza. Ci sono agenzie che propongono tour per sottoporsi a interventi estetici. Al primo posto l'Argentina. Tutto compreso: liposuzione, rimodellamento di addome e fianchi. Unico consiglio: attenzione alle mode locali, possono «incidere» sui risultati estetici. FABIO SÌCARI, BERGAMO

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Scuola l'allarme dei precari (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola l'allarme dei precari [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Sono più di cento gli insegnanti precari del Vco che a settembre perderanno il posto per effetto dei tagli stabiliti dal ministro Gelmini. Il numero arriva direttamente da loro, ossia dal Coordinamento docenti precari che ieri in un documento consegnato alla dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Franca Giordano ha sottolineato anche «la forte preoccupazione per la situazione lavorativa relativa al prossimo anno». «Abbiamo scelto questa giornata per la consegna del documento - spiegano i precari - perchè proprio il 30 giugno scadono tutti i contratti a tempo determinato e da domani saremo senza stipendio. Nonostante ciò, molti di noi saranno ancora impegnati nella programmazione per il prossimo anno e negli esami di maturità». Secondo le stime effettuate dai docenti, rispetto all'anno scolastico 2008/2009 andranno perduti 109 posti di lavoro: 47 nelle scuole superiori, 31 nelle media, 29 nelle primarie e due tra il personale educativo. A questi tagli andranno ad aggiungersi quelli programmati tra il personale non docente che, secondo le proiezioni effettuate dalla Cgil, dovrebbero ammontare ad una quarantina di unità. «A differenza di quanto sostenuto dal ministro Gelmini - dicono i precari -, cioé che "nessun insegnante sarà licenziato", a settembre molti docenti, seppur in testa alle graduatorie provinciali degli abilitati all'insegnamento, non riceveranno l'incarico per le supplenze annuali». Per i precari, il loro accantonamento è simbolo di un patrimonio collettivo che se ne va in fumo: «Il mancato impiego di docenti esperti di conoscenza ed educazione, che arrivano nelle scuole dopo un percorso di preparazione lungo, faticoso ed economicamente impegnativo, comporterà una crescita della disoccupazione consistente e priverà le scuole della forza lavoro più innovativa, dinamica e all'avanguardia».

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No a un indirizzo diverso da quello scelto dai nostri figli' (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

FERMO PRIMO PIANO pag. 14 No a un indirizzo diverso da quello scelto dai nostri figli' MONTANIGENITORI IMBUFALITI PER LE CONSEGUENZE DEI TAGLI IMPOSTI DALLA RIFORMA GELIMINI. L'ISTITUTO HA LE MANI LEGATE GENITORI imbufaliti, scuola con le mani legate, ragazzi trattati come pacchi postali: questi gli effetti della riforma Gelmini, una scure che si è abbattuta anche sull'Itis Montanti. Ma veniamo al nocciolo del problema: 21 sono i ragazzi che hanno chiesto di iscriversi al terzo anno di Chimica (per formare una classe occorrono almeno 27 alunni); 12 quelli che hanno chiesto l'iscrizione al terzo Elettronica (sempre 27 il numero minimo). Con questi numeri, scatta la mediazione della scuola. Esiste la concreta possibilità di formare una classe «articolata» (con 17 ragazzi che hanno scelto Chimica e i 12 di Elettronica, per un totale di 29 alunni); ma quattro ragazzi di Chimica resterebbero fuori. «Abbiamo già una classe articolata dove i ragazzi frequentano insieme le materie comuni, divisi quelle di indirizzo specialistico. Ad oggi è questa l'unica possibilità che ci è concessa dalla legge in vigore», ci ha detto il vicepreside del Montani, Mauro Tomassetti, che l'altra sera ha riunito i genitori per prospettare questa scappatoia'. «Capisco perfettamente l'indignazione dei genitori continua e anche quella dei ragazzi, soprattutto di quelli che hanno scelto Chimica, una materia che hanno già imparato a conoscere durante il biennio. La cosa che più mi preoccupa è che oggi la scuola è fatta di numeri e non più di persone. Diventano numeri i ragazzi che saranno costretti a fare una scelta diversa da quella per cui hanno voluto frequentare l'istituto, e oggi vedono leso un loro diritto». Tornando alla riunione dell'altra sera, i genitori non hanno accettato di iscrivere il loro ragazzi a un altro indirizzo, che sia Meccanica o altra specializzazione. Hanno chiesto un incontro con il preside (Luigi Cifani era assente perché impegnato fuori sede per gli esami) che dovrebbe tenersi a fine settimana, per cercare di risolvere la questione. In caso contrario cosa accadrà? «Che sulla scorta degli indirizzi che si è dato il nostro Consiglio di Istituto aggiunge Tomassetti si dovranno estrarre a sorte i 4 ragazzi, che saranno costretti a scegliere un'altra specializzazione. Si pensi che, addirittura, la legge in casi del genere prevede la possibilità di spostare d'ufficio i ragazzi in scuole di centri limitrofi». Mauro Nucci

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Tempo pieno: Consiglio dalla parte dei genitori (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

ARGENTA E PORTOMAGGIORE pag. 17 Tempo pieno: Consiglio dalla parte dei genitori Per l'aggiunta di una terza sezione alle elementari AL FIANCO dei genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria di Portomaggiore, e che da settimane sono in lotta per ottenere la terza sezione del tempo pieno, c'è anche il consiglio comunale. L'altra sera l'assessore alla pubblica istruzione Patrizia Pichierri ha presentato un ordine del giorno, che è stato ritirato per un pura questione formale, già risolta ieri pomeriggio dalla conferenza dei capigruppo limando la prima parte del documento, con critiche unidirezionali al ministro Mariastella Gelmini. Emendamento che consentirà l'unanimità del Consiglio. Sul tappeto il restringimento dell'offerta formativa a 40 ore settimanali alla Montessori' di Portomaggiore che ha avuto l'effetto dell'assegnazione di organici insufficienti a soddisfazione la richiesta di tempo pieno. Alle iscrizioni 77 famiglie avevano scelto il tempo a 40 ore e 6 la preferenza a 27 ore settimanali. Il modello a 40 ore ha ottenuto il maggior gradimento da parte delle famiglie, composto in larga parte di genitori lavoratori, alcuni pendolari, che lavorano spesso fuori provincia. Morale: sono state istituite solo due sezioni a 40 ore settimanali e due a 27 ore, lasciando insoddisfatte 26 famiglie. I genitori però non si sono dati per vinti, avviando una protesta che ha coinvolto non solo le famiglie rimaste fuori dalla preferenza del tempo scuola richiesto, ma anche l'adesione dell'opinione pubblica portuense. Non solo, disappunto ha espresso il Consiglio del circolo didattico, inviando una lettera di protesta al Ministero e agli uffici scolastici di viario grado. Richiesta di tempo pieno per la terza sezione cui ora si aggiunta la solidarietà dell'intero consiglio comunale, chiedendo l'integrazione dell'organico necessario alla copertura del tempo scuola richiesto dalle famiglie. C'è però un altro aspetto, per ora sotto traccia, ma che non potrà essere sottovalutato a lungo: su 268 iscritti alla primaria di Portomaggiore ben 108 sono extracomuntari, con la presenza degli stranieri che cresce ogni anno in maniera significativa, arrivando adesso a quasi un terzo dell'utenza scolastica. Alla media inferiore da tempo c'è una piccola fuga delle famiglie dei genitori "italiani" a Voghiera per evitare classi troppo sbilanciate o promiscue. Utenza straniera in aumento pure nelle superiori: nella classe prima dell'Ipsia su 25 iscritti 23 sono extracomunitari. Image: 20090701/foto/3706.jpg

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boom di bocciati alle superiori - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Palermo Boom di bocciati alle superiori Stangata per due studenti su dieci, 27 per cento di rimandati Un quarto degli iscritti negli istituti tecnici e nei professionali ripeterà l´anno SALVO INTRAVAIA Record di bocciati a Palermo nella scuola superiore. Mentre gli esami di maturità entrano nel vivo con i colloqui e stanno per decretare il verdetto finale, per la scuola secondaria di secondo grado è tempo di bilanci. Secondo un primo monitoraggio effettuato da Repubblica-Palermo su circa un terzo delle scuole cittadine, quest´anno, i prof sono stati particolarmente severi. O, in alternativa, gli studenti hanno studiato meno del necessario. A sentire i commenti e le proteste di genitori e alunni sembra che gli insegnanti abbiano sposato la linea del rigore auspicata dal ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma, con tutta probabilità, la verità sta in mezzo. I tabelloni con gli scrutini finali sono stati pubblicati da poco più di una settimana e in alcune scuole sono già iniziati i corsi di recupero. Dopo la ressa dei primi giorni, basta scorrere gli elenchi affissi all´albo per rendersi conto della débcle. Su oltre 7 mila studenti presi in esame dal monitoraggio in città i bocciati superano le 1.400 unità: un dato che sfiora il 20 per cento, discostandosi di parecchio dai primi dati forniti dallo stesso ministero dell´Istruzione per l´intero territorio italiano. Infatti, la percentuale dei "non ammessi" all´anno successivo - come vengono chiamati in burocratese i bocciati - è pari a livello nazionale al 13,6 per cento. Anche rispetto all´estate scorsa, quando i prof fermarono ben 16,6 studenti su 100, il numero di coloro che dovrà ripetere l´anno a Palermo è da record. Insomma: un mezzo disastro che assume dimensioni decisamente preoccupanti negli istituti tecnici e nei professionali. In questi ultimi, più di un quarto degli studenti dovrà iscriversi nuovamente alla classe che ha frequentato quest´anno, mentre 23 ragazzi su 100 dovranno studiare in estate se a settembre vorranno conquistare la promozione. Complessivamente, coloro che nel tabellone finale hanno letto la criptica dicitura "giudizio sospeso" (i rimandati) sono circa 2 mila: il 27,5 per cento. Le cose sono andate meglio nei licei (classici, scientifici e socio-psico-pedagogici) ma non in tutti: i 214 bocciati (pari al 21 per cento) dell´ex magistrale Danilo Dolci, a Brancaccio, parlano da soli. Boom di bocciature anche allo scientifico Ernesto Basile, sempre a Brancaccio, che fa registrare quasi 16 bocciati su 100. Ma la maglia nera, sempre in relazione agli istituti presi in considerazione dal monitoraggio, spetta all´Ipsia Medi di via Leonardo da Vinci, dove un ragazzo su tre (il 33 per cento) ripeterà l´anno e quasi 20 su 100 dovranno rimboccarsi le maniche per acciuffare il lasciapassare. E se alla scuola media, per via delle novità introdotte dalla Gelmini quest´anno, un certo incremento di insuccessi scolastici era prevedibile, nella scuola secondaria di secondo grado il boom di bocciati sorprende. Anche perché, rispetto a 12 mesi fa, al superiore, la normativa è rimasta invariata, a parte l´introduzione del voto di condotta per reprimere bulli e studenti ingovernabili. Ma a Palermo, al momento, non si registrano studenti bocciati per la sola condotta. E mentre le migliaia di bocciati ingrossa le fila dei cosiddetti "dispersi", un gran numero di studenti sta cercando di cavarsela per il rotto della cuffia. Allo scientifico Galilei e all´industriale Vittorio Emanuele III i corsi di recupero sono già iniziati da una settimana. Tra fine agosto e i primi di settembre, la maggior parte dei ragazzi dovrà riparare una o al massimo due materie. Superlavoro per quel 17 per cento di rimandati che dovrà fare i conti con tre o addirittura quattro materie.

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Insegnanti e genitori scrivono (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Insegnanti e genitori scrivono«Così la scuola che sogniamo» inviato un progetto a napolitano e gelmini Proposta la modifica del percorso di studi che prevede 6 anni di scuola primaria, 4 di media e 3 di superiori .x/01/0907

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se la qualità dei servizi batte secoli di storia - valentina bernabei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 40 - Cronaca lo scenario Tra le prime c´è l´Università di Calabria nella periferica provincia di Cosenza Se la qualità dei servizi batte secoli di storia Il campus di Arcavacata è giovane ha 6 facoltà e diversi dipartimenti efficienti, centro linguistico, 170 aule e il più grande sistema bibliotecario del Mezzogiorno VALENTINA BERNABEI I soldi per gli atenei più virtuosi tardano ad arrivare, nonostante le recenti dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini sulla «necessità di una rivoluzione che conduca il Paese a un sistema realmente meritocratico, efficiente e competitivo». In attesa che vengano applicati i nuovi criteri per l´assegnazione dei finanziamenti alla formazione e alla ricerca, sulla base del merito, degli obiettivi e della valutazione dei risultati, le classifiche di ranking e rating tengono sotto pressione le università che, fino a poco tempo fa, mostravano il numero degli studenti iscritti come un vero fiore all´occhiello. Oggi sfoggiare il proprio valore quantitativo non basta più. Il giudizio qualitativo si rivela molto più significativo, in grado di cogliere aspetti fondamentali che riguardano il buon funzionamento degli atenei e il loro sviluppo. Il Censis per esaminare le università statali italiane (suddivise in cinque gruppi -grandi, medi, mega, piccoli e politecnici- in base al numero di iscritti desunto dall´indagine Miur 2007/2008) passa al vaglio, ogni anno, le strutture, le borse di studio disponibili, i servizi offerti e lo sviluppo del web. In base a tali parametri si scopre che i migliori atenei non sono più quelli che si portano appresso secoli di storia e un nome celebre : al primo posto nella classifica 2009 del Censis relativa ai grandi atenei (quelli che hanno cioè un numero di iscritti che va dai 20 ai 40mila) si è posizionata l´università di Calabria, la cui sede centrale è situata ad Arcavacata di Rende, nella periferica provincia cosentina. Il campus di Arcavacata è giovane, ha meno di 50 anni di storia, ed è composto da sei facoltà e da un´ottantina di corsi di laurea (tra triennali, magistrali, a ciclo unico e specialistici), diversi dipartimenti efficienti, centro linguistico, 170 aule e il più grande sistema bibliotecario del Mezzogiorno. Il suo primato dimostra che la gerarchia geografica non è più in mano alle tanto inflazionate grandi città italiane: scompaiono dal podio Milano e Roma, resiste Torino, con le eccellenze del Politecnico e dell´Università degli studi. Spesso, tra l´altro, proprio le dislocazioni decentrate hanno spinto gli atenei a potenziare le connessioni telematiche-informatiche e a favorire la nascita di vere e proprie cittadelle universitarie in grado di ospitare fuorisede e studenti che hanno difficoltà a raggiungere le sedi principali. Quelli che in origine erano aspetti penalizzanti si sono così trasformati in punti di forza. La rivincita dei piccoli centri trova un´altra grande testimonianza nell´università di Sassari che è ritenuta dal Censis la migliore tra le università medie, quelle cioè che hanno un numero di iscritti superiore ai 10mila e inferiore ai 20mila. L´università sarda dimostra di essere in continua crescita: nel 2002 ha arricchito la sua offerta formativa istituendo l´undicesima facoltà, quella di Architettura. Tra i piccoli atenei (fino a 10mila iscritti) il migliore risulta essere il campus di Camerino, ennesima riprova di come si riesce a studiare meglio nei piccoli centri, dove la dimensione universitaria non rimane circoscritta all´interno dell´ateneo ma pervade l´intera zona tanto da fargli attribuire spesso una "personalità" da città universitaria: tranquilla e piena di studenti. L´università degli Studi di Torino si rivela infine la migliore tra i mega atenei (quelli che hanno oltre 40mila iscritti). Il flusso migratorio verso la città della Fiat sembra non trovare mai fine: qui ci si trasferisce ancora, classifiche del Censis alla mano, se si vuole diventare ottimi ingegneri e progettisti, iscrivendosi al Politecnico, il migliore in Italia.

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Nei licei resti il diritto (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Nord-Est sezione: EST data: 2009-07-01 - pag: 19 autore: Avvocati. Appello dei legali del Triveneto al ministro dell'Istruzione Gelmini «Nei licei resti il diritto» Critiche anche per lo stop all'insegnamento di Economia PADOVA Valeria Zanetti Avvocati triveneti preoccupati per il progetto di riforma della scuola media superiore, al quale sta lavorando il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Secondo gli schemi attuativi del Miur, non ancora definitivamente approvati, infatti, si prevede l'eliminazione dell'insegnamento di "Diritto ed economia" in molti ordini di scuole ed in particolare nei licei classici e scientifici, dove la materia era stata introdotta in numerosi indirizzi sperimentali, per due ore settimanali e comunque solo nelle classi del biennio. I legali di Nord-Est hanno dunque elaborato un documento finalizzato a sensibilizzare le istituzioni scolastiche del territorio, gli avvocatidi tutti i sedici Ordini triveneti, gli atenei per sollecitare una presa di posizione comune. «L'obiettivo è di far condividere il nostro appello il più diffusamente possibile e di raggiungere i parlamentari di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Occorre far capire loro cosa non va nel progetto, in modo da ottenere una revisione della scelta operata e mantenere l'insegnamento del diritto e dell'economia nei licei. Ci sono ancora i tempi tecnici per intervenire sugli schemi attuativi», sottolinea Mauro Pizzigati, presidente dell'Unione triveneta dei consigli dell'Ordine degli avvocati, promotore dell'iniziativa insieme al presidente dell'Ordine di Verona, Carlo Trentini. «L'appello ai parlamentari sulla riforma della scuola rientra nell'ambito delle azioni promosse dagli avvocati triveneti, non strettamente collegate alla professione, ma aperte all'intervento sui temi culturali, proposti dalla società civile», chiarisce il presidente dell'Unione. «La bozza di riforma – illustra il documento appena elaborato – prevede infatti l'eliminazione dell'insegnamento del diritto, al cui posto verrebbe inserita una nuova materia denominata " Cittadinanza e Costituzione", ridotta ad un'ora settimanale e attribuita, anziché agli insegnanti di discipline giuridiche ed economiche, agli insegnanti di storia, geografia e studi sociali ». Con il rischio, secondo gli avvocati nordestini, di tornare alla vecchia Educazione civica, «materia spesso assai trascurata se non del tutto dimenticata, salvo eccezioni di alcuni, pochi, lodevoli insegnanti di storia», prosegue l'appello.Una materia che comunque risulta solo complementare all'insegnamento del diritto, non sostitutiva. «Secondo noi la soppressione dell'insegnamento di diritto ed economia comporterebbe un oggettivo impoverimento del patrimonio culturale indispensabile per la formazione di giovani che aspirano alla completezza della preparazione offerta dalla scuola media superiore, ed in particolare dalla frequenza ai licei», aggiunge Pizzigati. «Oltretutto – ribadisce – si fa un gran parlare di orientamento ai percorsi didattici e di studio post diploma senza tenere in considerazione che, tagliando le ore di diritto e di economia, gli studenti completeranno l'iter formativo di studi superiori e si troveranno a dover scegliere che facoltà frequentare, senza aver mai avuto alcuna conoscenza di importanti materie di indirizzo». La carenza impedirà insomma ai neo diplomati in uscita dai licei di formarsi un'idea e una consapevolezza sull'oggetto ed il metodo di studio necessari ad affrontare facoltà come giurisprudenza, economia, scienze politiche, che probabilmente, se la riforma non sarà ritoccata, saranno scelte solo in base ad una valutazione sugli sbocchi professionali che, si ipotizza, potranno offrire dopo il conseguimento della laurea. © RIPRODUZIONE RISERVATA Mauro Pizzigati PRESIDENTE UNIONE TRIVENETA Il rischio. Un impoverimento della formazione dei giovani che non avranno modo di conoscere materie utili al momento della scelta della facoltà universitaria

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Costa: una nuova squadra per l'editoria dell'era digitale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Economia data: 01/07/2009 - pag: 33 Intervista L'amministratore delegato della casa di Segrate: va difeso il valore di ciò che produciamo. L'ex numero uno si occuperà delle strategie Costa: una nuova squadra per l'editoria dell'era digitale Mondadori libri, lascia Ferrari. Arrivano Cavallero e Baravalle MILANO «La carta stampata, periodica e quotidiana, è stata forse colta di sorpresa dalla rivoluzione digitale. Soprattutto non ha fatto abbastanza per difendere il suo 'value for money'; e cioè quanto valore è capace di dare ai propri clienti. Riuscire a ricostruire un meccanismo deteriorato non sarà facile. Discorso profondamente diverso per i libri. Libri che, nonostante la crisi stanno andando bene, nel nostro caso molto bene, con una redditività attorno al 20%: spesso doppia dei nostri concorrenti internazionali come ad esempio Pearson e Hachette. Gli editori devono però prepararsi a un forte cambiamento di scenario, legato più che alla crisi economica all'innovazione tecnologica. Che questa poi abbia le forme del Kindle di Amazon o di un Sony e-reader è difficile dirlo. Di sicuro è il momento di cambiare». Maurizio Costa, vicepresidente e amministratore delegato del gruppo Mondadori, è da dodici anni alla guida della casa editrice e confessa: «Non avevo mai visto una crisi simile e una così forte discontinuità tecnologica», racconta dal suo ufficio d'angolo al quinto piano del Palazzo Niemeyer a Segrate. E' per questo che a partire dal gennaio del 2010 sarà rivista l'intera struttura del settore librario della casa editrice, con la costituzione di due nuove direzioni generali, affidate a due manager interni: Riccardo Cavallero (oggi amministratore delegato di Random House Mondadori in Spagna) e Antonio Baravalle (ex amministratore delegato di Alfa Romeo, da due anni all'Einaudi con analogo incarico). Gian Arturo Ferrari, attuale capo della divisione libri, lascerà i ruoli operativi per dedicarsi, lavorando a fianco di Costa, a compiti più marcatamente strategici e istituzionali. Chris Anderson, autore di «The Long Tail» nel suo libro appena uscito «Free» si dice convinto del fatto che tutte le attività «composte di idee» subiranno una fortissima pressione al ribasso sui prezzi avvicinandosi al free, al gratuito. «Mi sembrano teorie azzardate. Che ci sia uno scenario difficile, critico è innegabile. Ma che questo non possa generare nuovi modelli di business mi pare eccessivo ». D'accordo, ma nell'attesa l'aumento del peso di Google, Yahoo, integratori via Internet di notizie, Amazon, siti letterari di autoproduzione, il mestiere dell'editore pare andare verso l'estinzione perlomeno nelle forme nel quale lo conosciamo. «A mio parere la vera domanda che dovrebbe farmi è: ma un editore oggi che mestiere fa?» E quindi: un editore oggi che mestiere fa? «Le rispondo con le parole di un signore che se ne intendeva e che ritengo ancora valide: Valentino Bompiani. Diceva: un editore è quello che stampa i libri? No, lo fa il tipografo. E' quello che li vende? No, sono le librerie. Li distribuisce? Anche qui la risposta è no: c'è il distributore. Li scrive? Nemmeno, sono gli autori a farlo. E allora? Ebbene l'editore fa tutto il resto. Vale a dire seleziona i contenuti, acquisisce grandi autori e individua nuovi talenti, li promuove e li propone al pubblico in modo che vengano letti e apprezzati, con un brand riconosciuto che è quello di una casa editrice». Ma Larry Page e Sergey Brin di Google così come Jeff Bezos di Amazon stanno mescolando ben bene le carte sul tavolo. Il primo paga diritti d'autore su libri per renderli scaricabili gratuitamente, il secondo è un intermediario dal ruolo crescente... «Non credo che però vogliano fare il mestiere dell'editore. Un conto è l'apparecchiatura tramite la quale si leggeranno libri, o il modo in cui li compreremo, magari scaricandoli da un pc, o servendoci di supporti di diversa natura siano carta o digitali; un altro è l'attività propria di un editore». Sarà pur vero ma a giudicare dai margini decrescenti il futuro è perlomeno in bilico. «Certo, i margini saranno sotto pressione e le esigenze dei lettori crescenti. Questo significherà che dovremo adeguare in termini di efficienza le redazioni dei periodici così come quelle dei libri, entrambe dovranno adeguarsi a un mondo fatto di una combinazione tra carta e tecnologia digitale. Questa è una condizione necessaria, ma mi lasci dire, non sufficiente». E come si sopravviverà in un mondo dove quando va bene si è sempre meno disposti a pagare per i contenuti, quando va male si viene piratati senza tanti complimenti? «Abbiamo ben presente i danni inferti all'industria musicale da Internet. In tempi non sospetti tutto quello che potevamo esternalizzare lo abbiamo fatto a cominciare dal 'printing'. Ma tagliare i costi non basta: serve una visione strategica. La cosa stimolante di questo periodo è che la crescita della richiesta di informazione, contenuti e intrattenimento è in aumento. E' vero, i periodici stanno pagando il fatto di essere in una morsa tra contrazione degli investimenti pubblicitari e discontinuità tecnologica. E anche lì si tratta di fare delle scelte, taglio dei costi ma anche una combinazione di carta e digitale. Per quanto riguarda i libri invece la pressione è inferiore. E la Mondadori grazie a una quota di mercato del 30% e a un'alta redditività può fare scelte innovative e di lungo periodo». Tutti parlano di innovazione... «Noi la faremo». E come? Il professore del Mit Joe Jacobson, inventore dell'e-ink la tecnologia del Kindle, paragona la nostra era a quella del dopo Gutenberg dove può accadere di tutto. «Intanto la categoria dei libri va spezzata in due: da una parte l'editoria di autore che seleziona, acquisisce e valorizza appunto gli autori; dall'altra un'editoria di progetto dove comprendere ad esempio la produzione scolastica. E sono convinto che il ministro Gelmini abbia ragione quando dice che il digitale sarà fondamentale per lo studio di domani. Sono due settori che seguono logiche diverse e quindi da presidiare in modi differenti ». Ma più o meno è sempre stato così... «Avevamo un'unica divisione, che negli anni ci ha dato grande soddisfazione e forte crescita. Dal gennaio del 2010 avremo però due direttori generali: uno per i libri d'autore, Riccardo Cavallero, l'altro, Antonio Baravalle, per i libri di creazione. Due manager 45enni con un fortissimo background: Cavallero, dopo una precedente responsabilità in Mondadori Libri, ha brillantemente gestito per 8 anni la nostra joint venture Random House Mondadori portandola a essere un editore leader nel mercato dei libri di lingua spagnola. Baravalle, dopo un percorso professionale di grande rilievo al di fuori del settore editoriale, è entrato nel nostro Gruppo in qualità di ammini-- stratore delegato di Einaudi, carica che ha ricoperto con successo e che manterrà anche nel nuovo assetto organizzativo. Per me è motivo di grande soddisfazione la loro crescita dall'interno nel nostro gruppo». E Gian Arturo Ferrari che in questi anni è stata l'anima dei libri Mondadori? «Starà qui al mio fianco. Avrà un ruolo istituzionale e strategico. La sua esperienza e capacità riconosciuta a livello internazionale sarà fondamentale per la Mondadori per capire le strategie culturali ma anche quelle di prospettiva di business. Per capire come combinare il mondo fisico della carta e quello liquido degli e-book. Per sfruttare il grande vantaggio dei libri che, a differenza di quotidiani e periodici, avranno più tempo per far capire l'enorme valore che c'è dietro l'acquisto di prodotti di un brand che si chiami Mondadori o Corriere della Sera ». \\ Amazon, Google o Yahoo hanno il loro ruolo, ma non vogliono fare gli editori Daniele Manca

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Il metadistretto si espande (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE - CAMPANIA data: 2009-07-01 - pag: 6 autore: Aerospazio. Dopo Campania, Puglia e Piemonte ha aderito anche la Lombardia Il metadistretto si espande Il polo oggi conta 500 aziende e 8 miliardi di fatturato MILANO Marco Ferrando I primi a salire sono stati Campania, Piemonte e Puglia, ma ora che il treno del metadistretto italiano dell'aerospazio ha preso a viaggiare come si deve, anche la Lombardia è pronta a farne parte. La notizia è arrivata nei giorni scorsi al salone parigino di Le Bourget, dove insieme ai rappresentanti delle tre regioni fondatrici era presente anche l'assessore regionale alle Infrastrutture della giunta Formigoni, Raffaele Cattaneo: «Anche se la Lombardia arriva per ultima – ha dichiarato – non vuol dire che finora sia stata distratta alle crescenti sinergie del settore, sia a livello territoriale, con i singoli distretti in fase di costituzione, che su scala nazionale con il progetto del metadistretto». L'ingresso della Lombardia porterà in dote all'aggregazione nazionale – formalmente costituita nel settembre scorso a Torino, durante una convention Finmeccanica – qualcosa come 220 aziende, 13mila addetti e un volume d'affari di 3,5 miliardi l'anno. Un contributo significativo, che consentirà al metadistretto nazionale di raggiungere le 500 aziende totali, i 39.500 addetti e gli 8,1 miliardi di fatturato annuo, cifre ancora lontane da quelle di Tolosa (oltre 10 miliardi) ma intanto superiori alle Midlands inglesi, uno dei competitor di riferimento a livello di distretti europei. Intanto, dal Sud si preme sull'acceleratore. «Senza dubbio il metadistretto rappresenta un'enorme opportunità », ha dichiarato sempre a Le Bourget Nicola Mazzocca, assessore campano a Innovazione e rircerca, senza tuttavia nascondere che ci sarà anche «una certa complessità da gestire». «Credo che l'importante –ha evidenziato – sia partire con un progetto del tutto nuovo che nasca da zero, nel quale concordare insieme quale possa essere il contributo di ogni regione a livello di competenze industriali e di ricerca». Tra i partner ormai certi anche la Puglia, a Parigi rappresentata dal presidente del distretto, Giuseppe Acierno: «Nel settore abbiamo fatto molto in questi anni, ma i margini di un'ulteriore crescita sono notevoli. Soprattutto se daremo spazio a nuove sinergie con altre regioni », ha dichiarato. Da Bari, gli ha fatto ecco il vice presidente della giunta regionale, Sandro Frisullo: «Grazie al metadistretto, l'aerospazio pugliese – ha dichiarato in una nota – potrà essere ancora più forte all'estero, dopo un 2008 che ha già visto aumentare l'export del 26% rispetto all'anno precedente». Fuori discussione il pieno appoggio di Finmeccanica, che non a caso ha ospitato all'interno del proprio stand la presentazione parigina del metadistretto, ora il tema delicato (e decisivo) diventa quello dei fondi. «Possiamo annunciare che grazie agli incentivi regionali nel 2009 sono stati programmati in Puglia 252 milioni di investimenti che prenderanno avvio entro il prossimo 31 luglio», ha fatto sapere ancora Frisullo. D'altronde la Puglia, così come la Campania, avrà dalla sua l'ampia torta delle risorse collegate al Pon; più risicata la disponibilità di Piemonte e Lombardia, anche se in questo caso un'inattesa apertura è arrivata dal ministero alla Ricerca, Maria Stella Gelmini. «Per noi la priorità rimane concentrare i fondi su pochi progetti di qualità e di respiro nazionale –ha dichiarato il ministro di passaggio al salone parigino –. In quest'ottica il metadistretto ci interessa e contiamo di sostenerlo al Sud ma anche al Nord, ricorrendo ai fondi Fas a nostra disposizione». Prossima scadenza la fine dell'estate, entro la quale «metteremo a punto un progetto di trasferimento tecnologico comune a tutto il metadistretto », ha anticipato il presidente del comitato promotore del distretto piemontese, Mario Calderini. In pratica, si individueranno i 3-4 filoni di ricerca e innovazione su cui si concentreranno gli sforzi, e le risorse. marco.ferrando@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA allepagg. 19 -22 La delibera della Campania sul distretto regionale

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Stop alla maturità dopo gli scritti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 01/07/2009 - pag: 7 Mantova La commissione s'è accorta che aveva la media del 5,7 Stop alla maturità dopo gli scritti «Era stato ammesso per sbaglio» MANTOVA È l'unico esaminando d'Italia a sapere già di non avercela fatta. Un primato del quale Stefano Spaggiari, studente del liceo classico Virgilio di Mantova, avrebbe fatto volentieri a meno. Invece, venerdì scorso, dopo aver già affrontato tema di italiano e versione di latino, ha saputo di essere stato ammesso alla maturità «per sbaglio ». La sua media era infatti, seppur di poco, inferiore al 6: 5,75 a essere precisi. E la Gelmini, sul punto, era stata chiarissima: niente ammissione per chi non arriva al sei come media fra tutte le materie, voto in condotta compreso. E, allora, di chi è la colpa del pasticcio? «È stata riscontrata un'irregolarità si limita a dire Francesca Bianchessi, ispettrice per gli esami di Stato a Mantova e sul caso è stato interpellato il ministero. La risposta è stata quella comunicata dall'istituto allo studente». Niente media del 6, niente maturità, appunto. Ma non si poteva evitare al povero Stefano almeno lo stress dei due scritti inutili e il sogno infranto a metà dell'opera? Forse sì. Perché, stando alle voci di corridoio, Carmelisa Saviola, presidente (esterno) della commissione d'esame, appena ricevuto gli incartamenti, un paio di giorni prima del via agli scritti, aveva segnalato l'anomalia al preside Giuseppe Montecchio. Ma la risposta sarebbe stata, più o meno, che il consiglio di classe riteneva di non dover essere un semplice notaio che procede a colpi di calcolatrice e decimali. Insomma, al Virgilio pensavano ci potesse essere un margine di discrezionalità. E, nel caso di Stefano, il consiglio di classe riteneva ci fossero fondati motivi per ammetterlo nonostante la media matematica non raggiungesse il sei. A quel punto, a Carmelisa Saviola non è rimasto altro che interpellare il ministero. E la risposta, comunicata tramite l'ispettrice Bianchessi, è stata che la media del 6 è requisito indispensabile, senza se e senza ma. Stando così le cose, il liceale ha poche speranze di ricorso. Magari, se si trova un buon avvocato, ne ha di più di ottenere un risarcimento per danni (volete mettere lo stress, le nottatacce e il trauma della mazzata imprevista?). Probabile, però, che in questo momento non abbia voglia né dell'uno, né dell'altro. In fondo, lo diceva anche la versione di Cicerone: iracundia repudianda est. Luca Angelini

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"inviterò ancora il premier a cena" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Interni "Inviterò ancora il premier a cena" Il giudice Mazzella: Silvio, noi oggetto di barbarie. Bagarre alla Camera Di Pietro attacca governo e giudice del lodo Alfano: "Come la P2". E Bondi reagisce ROMA - Di Pietro, alla Camera, ne chiede le dimissioni, assieme a quelle del suo collega della Consulta Paolo Maria Napolitano e del Guardasigilli Alfano, ma l´alto giudice Luigi Mazzella per tutta risposta scrive al premier e gli dice: «Caro Silvio ti inviterò ancora». Alla famosa cena di metà maggio a casa di Mazzella, confermata dal ministro per il Rapporti col Parlamento Elio Vito, in cui si ritrovarono il Cavaliere, Alfano, Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato Bruno e Vizzini. Per parlare di una bozza di riforma della giustizia scritta dal medesimo Mazzella. Il giudice, ex Psi, ex ministro della Funzione pubblica con Berlusconi, va in collera: «Molti miei attuali colleghi ed emeriti della Corte hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte personalità dello Stato e potrei farne un elenco chilometrico». L´Idv, il primo partito a reagire scandalizzato per la cena tra il premier e i due giudici della Corte che il 6 ottobre deciderà sul lodo Alfano (la legge fatta dallo stesso Berlusconi per bloccare tutti i suoi processi), considera Mazzella «reo confesso» e si appella al capo dello Stato e al presidente della Consulta perché intervengano «su un fatto grave che mortifica credibilità, sacralità e autonomia della Corte». Con un´interpellanza urgente la cena arriva in Parlamento. Dove lo scontro tra Di Pietro e il centrodestra è inevitabile. Nell´ora morta del question time Di Pietro scandisce: «Non si saprà mai se la decisione sul lodo Alfano sarà il frutto di un´autonoma scelta della Consulta o della riunione carbonara e piduista tra i due giudici e il premier pluri-inquisito». Vito, Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi guardano il vice presidente di turno Buttiglione sperando in un intervento. Niente da fare. Replica Vito che conferma l´incontro «conviviale» con tanto di mogli. Di Pietro insiste sulle dimissioni. Bondi si scatena: «è solo lei che infanga l´Italia, si vergogni». E ancora «vergogna, vergogna». Gli danno man forte Salvatore Cicu («Come si può permettere di usare questi termini?») e Roberto Tortoli («Sei l´unico reo confesso qua dentro»). Di Pietro in Transatlantico conferma: «In casi simili i giudici ordinari devono astenersi e possono essere ricusati. Quello di Mazzella è solo un atto di superficialità o piuttosto la precisa volontà di calpestare etica e diritto?». La Pd Anna Finocchiaro non ha dubbi: «Non sta bene invitare a casa propria qualcuno sul quale si è chiamati a decidere. Un magistrato della Consulta non dovrebbe mai farlo». La attaccano due del Pdl, Stracquadanio e Fasano, parlando di un suo pranzo con un giudice della Corte. Tre ore dopo esplode Mazzella. Una lettera a Berlusconi inviata in copia all´Ansa. «Ritengo in buona fede di essere un uomo libero in un paese ancora libero e di avere il diritto umano di invitare a casa mia un amico di vecchia data quale tu sei», cioè Berlusconi. La cena non gli pare «un misfatto». Ne farà ancora. E scrive: «Caro Silvio, quella non era la prima volta che venivi a casa mia e non sarà neanche l´ultima fino al momento in cui un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà personali». (l. mi.)

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tagli sui bidelli, molte scuole a rischio - lorenza pleuteri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Torino Gravi disagi per i pendolari. Il leader Carbonari: "Pensiamo ai morti di Viareggio ma anche qui andiamo malissimo" Tagli sui bidelli, molte scuole a rischio Problemi tecnici a Settimo: 15 convogli soppressi, ritardi di 70 minuti Appello bipartisan al ministro Gelmini: salvate i piccoli istituti Torino-Milano, pomeriggio da incubo L´assessore Borioli chiede a Trenitalia più risorse per la manutenzione della rete Difficoltà anche per gli insegnanti: prevista la riduzione di altri 580 maestre e prof LORENZA PLEUTERI Le prime parole, accorate, sono per le persone morte nella strage di Viareggio, per i feriti, per la gente che ha perso la casa. «Siamo sconvolti per quello che è avvenuto nella cittadina toscana - ripete Cesare Carbonari, leader del Comitato spontaneo pendolari Torino Milano - Quando ci sono delle vittime, tutte le volte ci diciamo che devono essere le ultime. Adesso lo devono essere davvero». In confronto ciò che è successo di nuovo sulle linee ferroviarie piemontese è niente. Ma anche quello di ieri, relativizzando tutto, è stato un pomeriggio no per pendolari e passeggeri in viaggio tra Piemonte e Lombardia. Una quindicina di treni soppressi. Venti convogli in ritardo, con sforamenti fino a 70 minuti sulla tabella di marcia originaria. Attese inutili. Trasbordi. Carrozze strapiene. Intorno alle 14.30, tra Settimo Torinese e Brandizzo si sono sovrapposti due problemi tecnici. La sostituzione di un cavo elettrico aereo di alimentazione è stata più complessa del previsto. E, in contemporanea, si sono registrate disfunzioni sugli apparati di controllo della circolazione, i dispositivi che regolano segnali, scambi, distanziamenti dei treni. Per rimettere tutto a posto è stato necessario cancellare una serie di corse e si è creato l´effetto "tappo", stop and go e ritardi a catena. «Abbiamo contattato la regione - racconta Carbonari, il portavoce dei viaggiatori abituali - e siamo riusciti ad ottenere che l´Eurostar in arrivo da Trieste facesse due fermate supplementari, a Santhià e Chivasso, per agevolare chi era rimasto a terra». Poi, a partire dalle 17.02, la situazione è tornata alla normalità. «Con cadenza preoccupante - è il commento dell´assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli - registriamo intere mezze giornate di blocchi delle linee con gravi disagi per i pendolari, oltretutto su una delle tratte più importanti del nord Italia. Quando il blocco del funzionamento di linee aeree e dei sistemi elettrici si verificano con una frequenza pari a quella rilevata in Piemonte - dice sempre l´assessore - non si può che constatare come anni di mancati investimenti statali inizino a mostrare con i risultati». Ergo, «è improcrastinabile da parte del governo un´iniezione sostanziosa di risorse per la manutenzione della rete: se si vuole dare credibilità ai grandi progetti, bisogna che lo Stato investa le risorse necessarie per rendere affidabile l´esistente».

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di NICOLETTA TEMPERA SONO 7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell&#... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 di NICOLETTA TEMPERA SONO 7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell&#... di NICOLETTA TEMPERA SONO 7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell'anno, sono entrati in cassa integrazione o mobilità. Il dato, relativo alle Province di Ascoli e Fermo, è stato estrapolato dalla Cisl che ha fornito tutti i numeri' di una crisi che, nel Piceno, sembra non voler arrestarsi. Nel corso del 2009 le aziende che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali sono state, in totale, 291: 189 nella nuova provincia di Fermo e 102 nel territorio ascolano. Significativo come, a fronte di una preponderanza di aziende fermane in crisi, il numero dei cassintegrati ascolani (4.890) sia molto superiore a quello dei cugini fermani (2.835): un fatto che può essere spiegato analizzando la tipologia delle imprese diffuse nei rispettivi territori. A Fermo, infatti, delle 189 aziende che hanno attivato le procedure per cassa integrazione o mobilità ben 84 sono imprese artigiane (dei 2.835 lavoratori interessati 2.065 sono impiegati nel settore calzaturiero), mentre ad Ascoli è il settore metalmeccanico (3.218 dipendenti a spasso') quello più in difficoltà. «Nel primo trimestre del 2009 ha spiegato il segretario provinciale della Cisl Antonio Angelini 1.259 aziende, solo nella nuova provincia di Ascoli, hanno cessato la propria attività a fronte delle 725 nuove nate: il saldo negativo, per la prima volta ha quindi superato il positivo. Le richieste di cassa integrazione hanno visto un incremento del 128%, mentre la mobilità (e quindi i licenziamenti) sono aumentati del 111% rispetto allo stesso periodo del 2008». Una situazione drammatica, quindi che si rispecchia nelle 1.117 domande presentate nel 2009 per accedere al fondo di solidarietà (un contributo mensile di 200 euro per chi ha perso il lavoro, ndr) messo a disposizione dalla Regione per le famiglie in difficoltà. «DI FRONTE a questi numeri ha detto ancora Angelini c'è bisogno di una risposta concreta che deve arrivare da una sinergia che dovrà essere attivata tra le istituzioni (e quindi Comune, Provincia e Regione), le organizzazioni sindacali e le stesse aziende che gravitano sul territorio. Come Cisl sproneremo le istituzioni, in particolare, ad accelerare i tempi per la realizzazione di grandi progetti come la riconversione della Carbon, a stringere l'accordo per la reindustrializzazione dell'area del Tronto tra le Province di Ascoli e Teramo e a risolvere il problema della ex cartiera». PAOLA FEDERICI, segretaria Ust della Cisl, ha invece puntato l'attenzione sul problema occupazionale nel mondo della scuola, a seguito dei «danni prodotti dalla Riforma Gelmini. Saranno 59, quest'anno, i docenti a tempo indeterminato che rimarranno senza sede. I supplenti, invece, non vedranno rinnovato affatto il proprio contratto». Altro punto dolente, infine, quello dei lavoratori precari: «I dati approssimativi conclude Angelini parlano di 500 assunzioni in meno, rispetto allo scorsa estate, per il settore commerciale. In generale, però, la stima è molto maggiore: tra contratti a termine non rinnovati e assunzioni mancate, i precari che rimarranno a piedi sono circa 3mila»

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Pronti a offrire un teatro per l'Aquila (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-02 - pag: 19 autore: L'INIZIATIVA Pronti a offrire un teatro per l'Aquila L'avevano annunciato ad aprile, durante il Salone del mobile di Milano: Cosmit, insieme a FederlegnoArredo e a Made, si sarebbe fatto carico della costruzione di un importante edificio all'Aquila, progettato da un grande architetto in materiale antisismico, a partire dal legno lamellare. «Qualcosa che lasci il segno e che possa diventare anche un richiamo per i turisti», aveva detto Carlo Guglielmi, presidente del Cosmit. La prima idea era stata una casa per gli studenti, poi però il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta è fatta: sarà un teatro tutto nuovo, che verrà offerto alla città terremotata. Il progetto è stato affidato all'architetto Mario Cucinella, il legno farà la parte del leone. «è una scelta – spiega Guglielmi – che vuole avere anche un forte contenuto culturale». C. J. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Giudici a cena con Berlusconi Urla e insulti alla Camera (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA pag. 14 Giudici a cena con Berlusconi Urla e insulti alla Camera Di Pietro: «Incontro piduista». Mazzella: «Barbarie fascista, lo rifarei» di UGO BONASI ROMA DI PIETRO e il Pd hanno messo sotto accusa il ministro della Giustizia Alfano e due giudici della Corte costituzionale perchè ai primi di maggio si sono trovati a cena, nell'abitazione di uno dei due alti magistrati, Luigi Mazzella, con Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il senatore del Pdl Carlo Vizzini. Per il leader dell'Idv, che ieri alla Camera ha chiesto le dimissioni del ministro e dei due giudici, i convitati avrebbero discusso del lodo Alfano sul quale la Corte dovrà pronunciarsi il 6 ottobre. E' stata una «cena carbonara e piduista ed è stata compromessa la credibilità della Corte» ha tuonato a Montecitorio Di Pietro che poi ha chiesto l'intervento del presidente della Consulta e dello stesso Napolitano. In serata il giudice Manzella ha reso pubblica una lettera «all'amico di vecchia data Silvio Berlusconi», nella quale riconduce la cena (alla quale erano presenti quasi tutte le mogli degli ospiti) a un tradizionale incontro tra loro, così come hanno fatto aggiunge «con alte personalità, molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte: potrei fartene un elenco chilometrico». DI PIETRO in Aula ha accusato Berlusconi e Alfano di aver «infangato la sacralità della Corte che vediamo totalmente minata». Motivi sufficienti, per lui, perchè i due giudici commensali del premier «si astengano da decisioni che lo riguardino». Dopo la lettera di Manzella, l'ha definito «reo confesso» e ha ricordato che in casi simili i magistrati ordinari «possono essere ricusati». Per Di Pietro è un «caso abnorme e lo stesso Manzella non può non capirlo»: la premessa per chiedere se è «stato solo un atto di superficilità o la precisa volontà di calpestare etica e diritto». Le accuse del leader dell'Idv hanno fatto perdere la calma al ministro Sandro Bondi che, prima di lasciare l'Aula, gli ha urlato «Vergognati, vergognati», sostenuto dalla collega Gelmini. Anche il Pd ha chiosato la lettera del giudice Mazzella. «Non sta decisamente bene invitare a casa propria una persona sulla quale si dovrà decidere: sarò anche incivile, ma la penso così», ha detto Anna Finocchiaro. Ma alcuni parlamentari Pdl le hanno provocatoriamente chiesto «se solo la sinistra può incontrare membri della Consulta», aggiungendo di sapere di «pranzi» della stessa Finocchiaro con giudici della Consulta: «Pranzi sì e cene no? Così il galateo istituzionale è salvo!», hanno ironizzato. E' TOCCATO al ministro Elio Vito assicurare a Di Pietro che l'incontro non ha trattato in alcun modo temi nell'agenda della Consulta, nè la riforma della Giustizia, anche perchè la Corte «giudica solo eventuali controversie». Vito ha confermato che la cena c'è stata ai primi di maggio, un mese e mezzo prima del 26 giugno, quando il presidente della Corte ha fissato al 6 ottobre la discussione sul lodo Alfano. E il Pdl Quagliariello ha ricordato che la Corte «non è un tribunale chiamato a pronunciarsi su Berlusconi». Il capogruppo Cicchitto ipotizza che quello provocato dalla sinistra sia un polverone per spingere la Consulta a bocciare il lodo Alfano, un «tentativo di delegittimazione, un'interferenza». Capezzone fa ironia pesante, chiedendosi se Di Pietro «non voglia arrestare i giudici della Consulta che non gli piacciono e creare nel Paese tensioni forti e gravi». Poi, fa un appello alle «personalità più responsabili di ogni schieramento per preservare le istituzioni». Ma il Pd, pur con toni diversi da Di Pietro, con Tenaglia e Ferranti ha parlato di «cena inopportuna che mina l'imparzialità della Corte». Nella sua lettera aperta («Per non subire ulteriori accuse») a Berlusconi, il giudice Mazzella ironizza, ma non troppo, sul clima da Stato di polizia, sulla «barbarie» che ci circonda e definisce «fantasiose» le ricostrizione delle conversazioni di quella sera di maggio.

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PER COMMINARE una sanzione a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

I COMMENTI pag. 10 PER COMMINARE una sanzione a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per... PER COMMINARE una sanzione a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per tutti i dipendenti pubblici, un procedimento disciplinare. Una fase del procedimento consiste nel richiedere un parere «obbligatorio e vincolante» alle commissioni disciplinari del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per gli insegnanti degli Istituti di 2° grado o dei Consigli Scolastici Provinciali per i docenti degli altri gradi d'istruzione. I citati organismi furono riordinati nel 1974 per favorire «la partecipazione», allora di moda. I loro componenti, eletti prevalentemente su liste sindacali, devono essere rinnovati ogni 3 anni. Quelli attualmente in carica sono stati eletti nel 1996. Nel frattempo molti insegnanti sono andati in pensione o si sono trasferiti in altre province, i genitori non hanno più i figli a scuola e hanno perduto il titolo di rappresentanza. Quando è stato possibile si è proceduto alla loro sostituzione con i non eletti presenti nelle liste del '96 ma, di fatto, i consigli oggi sono simulacri della partecipazione e monumenti dell'inefficienza burocratica. Eppure le loro decisioni vincolano i procedimenti disciplinari a carico dei docenti italiani. L'assenza, l'incompletezza o l'errata composizione della commissione rende il procedimento nullo. Un dirigente del Miur ha recentemente scritto su "Tuttoscuola" che per avviare oggi un procedimento disciplinare occorre essere temerari. In 13 anni si sono succeduti tanti Governi, con diversa maggioranza, ma questa Babele non ha trovato soluzione. Nessuno reclama. Se sono organi inutili vanno soppressi; se sono utili si rinnovino per dare un senso alla democrazia ed efficienza all'amministrazione. Il Consiglio Nazionale, abrogato nel 1999 per far posto al Consiglio Superiore (mai attivato) è accusato dal Ministro Gelmini di «fare solo politica e sindacalismo contrario a qualsiasi forma di cambiamento». In fin dei conti costituisce l'unico elemento di continuità che caratterizza la scuola italiana: «l'immobilismo prorogato».

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: la promozione della lettura punta su spot e musica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 02/07/2009 - pag: 41 Progetti «Passa parola»: la promozione della lettura punta su spot e musica Questo lo slogan: «Leggere è il cibo della mente. Passa parola». La campagna di comunicazione istituzionale per la promozione della lettura (voluta dalla Presidenza del Consiglio e presentata ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario Paolo Bonaiuti e dai ministri Sandro Bondi e Mariastella Gelmini) punterà proprio su questo slogan: un investimento complessivo di 2,4 milioni di euro da dividere tra spot radio e tv, una «campagna stampa» e manifesti. A fare da colonna sonora, nello spot tv, la musica di Giovanni Allevi. Tra le iniziative presentate ieri anche una «Giornata della promozione della lettura» e l'apertura, il 3 agosto, del Centro per la promozione del libro nel Castello di Moncalieri, alle porte di Torino.

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Cani avvelenati a Paternò: sottosegretario Martini interviene sull'ennesimo grave caso di violenze avvenuto in Sicilia (sezione: Scuola)

( da "SaluteEuropa.it" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

02/07/2009 Cani avvelenati a Paternò: sottosegretario Martini interviene sull'ennesimo grave caso di violenze avvenuto in Sicilia In relazione ai gravi episodi di violenza a danno di cani verificatisi a Paternò (Catania) negli scorsi giorni, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha dichiarato: "Non passa purtroppo settimana o addirittura giorno senza che arrivino notizie e segnalazioni di incredibili maltrattamenti, sevizie, avvelenamenti di massa di cani randagi o, nel peggiore dei casi, di aggressioni anche mortali agli stessi. Le colpe del drammatico fenomeno del randagismo in Sicilia non sono certo dell'Assessore alla Sanità Massimo Russo, da poco al governo della sanità siciliana, ma degli amministratori locali che a distanza di anni non riescono (o non vogliono) debellare un problema praticamente superato in altre regioni d'Italia. Mi chiedo come mai quei poveri cani avvelenati fossero vaganti sul territorio e non ospitati in appositi rifugi o canili. Il Sindaco risponda, invii dati e documentazione sul randagismo nel suo Comune agli organi regionali competenti, spieghi senza nascondersi dietro falsi alibi. E' a conoscenza il Sindaco della nuova ordinanza ministeriale in materia di esche killer da me emanata? Applichi subito i protocolli previsti per la sicurezza dei cittadini, bambini ed altri cani (randagi e non) e fauna selvatica che potrebbero rimanere colpiti da questo vergognoso reato che purtroppo sta ormai diventando un'abitudine in Sicilia, avvii indagini per scoprire i delinquenti autori degli avvelenamenti. L'invito è rivolto a tutti i sindaci di comuni dove sono avvenuti recentemente episodi analoghi. Ho timore che qualcuno abbia pensato di risolvere il problema del randagismo non accudendo, raccogliendo, curando gli animali del territorio, ma uccidendoli tutti, come accade in alcuni paesi sottosviluppati. Esistono delle Leggi, chiare e precise, che gli amministratori, gli assessori regionali e la veterinaria pubblica devono rispettare. Il caso di alcuni veterinari della Asl di Ragusa (luogo tristemente famoso all'opinione pubblica nazionale per il tragico episodio del bambino ucciso da un branco di randagi senza nessun controllo) ne è una dimostrazione. Richiedo quindi all'Assessore Russo, persona di spessore che stimo, di proseguire con il cammino intrapreso insieme al Ministero ed alla sottoscritta per cercare di risolvere un problema che sta oramai esplodendo in tutta la sua drammaticità nel meridione a causa del totale menefreghismo e della noncuranza su queste materie di alcuni primi cittadini e del governo precedente. "Bacchetti" quando necessario i sindaci inadempienti, li esorti a costruire strutture adeguate per randagi degne di tale nome e li mandi in alcune regioni italiane, dove il rapporto uomo-animale ed il benessere animale sono sicuramente ad un livello più avanzato, per imparare a gestire il fenomeno. Ho incontrato più di una volta in quest'ultimo periodo numerose associazioni animaliste che mi hanno denunciato la più totale mancanza di collaborazione con enti ed istituzioni locali, anzi spesso con ostacolo da parte degli stessi. Anche su questo è necessario intervenire. Un'ultima riflessione: dato che questi incivili atti vengono purtroppo compiuti da cittadini, sarebbe forse opportuno avviare un'opera di educazione e di informazione che, partendo dai primi anni di scuola, riesca finalmente a diffondere una cultura di rispetto dell'ambiente e di chi vi vive, compresi ovviamente gli animali. Ne parlerò con il Ministro Gelmini."

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Uccise il , ma lui parla di legittima difesa (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

In Corte d'Assise è cominciato il processo a carico di Umberto Briganti Uccise il «paciere», ma lui parla di legittima difesa «Baglioni? Sì, è nostro ospite da alcuni giorni. Arrivato di mattina, ha trovato la struttura molto bella, si è soffermato a vedere Ortigia per almeno cinque minuti e ha poi cenato a lume di candela con sua moglie. C'è anche il suo staff, naturalmente, mentre ieri ha passato una giornata di mare e si sta rilassando». Giuseppe La Spina, proprietario del Grand hotel Minareto, svela alcuni momenti delle giornate tipo di Claudio Baglioni. Stasera l'artista romano sarà in città per un concerto, ma Siracusa sarebbe già entrata nel cuore del musicista architetto. «L'impressione che sta avendo della città bisognerebbe chiederla a lui - prosegue La Spina - ma mi sembra che sia soddisfatto. Il trattamento che riserviamo a questa categoria di vip riguarda i servizi, diamo il massimo delle aspettative. Questi personaggi non cercano lo sconto, ma l'efficienza, noi dobbiamo fornirla a un costo equo». Tanto che Baglioni alloggia in una suite on vista su Ortigia, a strapiombo sull'acqua, con un prezzo che si aggira sugli 800 euro al giorno. Lascerà il capoluogo oggi, al termine del concerto. Baglioni non sarà l'unico vip presente al Grand hotel Minareto in questa estate che si è appena iniziata, pare che abbiano già prenotato alcuni ministri del Governo Berlusconi (la Gelmini su tutti), oltre a deputati e senatori. Ma La Spina non smentisce e non conferma e sul possibile arrivo del miliardario russo Roman Abrahmovic, dice: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro staff. Una ulteriore conferma che la struttura sta avendo il successo che merita e che i vip l'hanno già scoperta e apprezzata». l.s

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La cena fra giudici e Cavaliere: nuovo scontro sul Lodo Alfano (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)

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La cena fra giudici e Cavaliere: nuovo scontro sul Lodo Alfano Roma. «Un incontro conviviale» organizzato dal giudice della Consulta Luigi Mazzella (nella foto) nella prima metà di maggio e cioè «prima che la Consulta fissasse al 6 ottobre la data di inizio della sua discussione sul Lodo Alfano». Il ministro per i Rapporti col Parlamento Elio Vito liquidà così, in Aula alla Camera, la vicenda della cena svelata da «L'Espresso» tra i due giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, il premier Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Guardasigilli Angelino Alfano e il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini. Con «consorti». Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, chiede le dimissioni del ministro e dei due «giudici spregiudicati». Ad ottobre l'Alta Corte dovrà pronunciarsi sul Lodo Alfano (la legge che impedisce di processare le quattro più alte cariche dello Stato tra cui il presidente del Consiglio) e «non si saprà mai - è l'allarme di Di Pietro - se la decisione presa sarà il frutto di un'autonoma scelta della Consulta o della «riunione carbonara e piduista» tra i due giudici e il premier. Il tono usato da Di Pietro piace poco a Elio Vito e ad altri due ministri: quello della Scuola Mariastella Gelmini e della Cultura Sandro Bondi. Quest' ultimo si alza e grida più volte a Di Pietro: »Vergognati! Vergognati!«. Poi, ancora gridando e accompagnato dai commessi, lascia l'Aula per protesta. Il centrodestra prende le difese del premier. Ma ad alzare la voce più di tutti è Luigi Mazzella, il giudice promotore della cena. L'alto togato, ex Psi, ex ministro di Berlusconi, già capo di gabinetto di Gianfranco Fini e dell'allora ministro Francesco De Lorenzo, scrive infatti una lettera aperta al premier che comincia così: «Caro Silvio, ti inviterò ancora...». Non pago della polemica sollevata, Mazzella, assicura al premier, «amico di vecchia data, che la cena a casa sua tanto criticata dal centrosinistra non è stata la prima e non sarà certo l'ultima, almeno fino a quando un nuovo totalitarismo dovesse privarci delle nostre libertà personali». E, dopo aver spiegato di essersi deciso a scrivere questa missiva anche perchè dubita del fatto «che le pratiche dell'Ovra (la polizia segreta di Mussolini, ndr) siano cessate con la caduta del fascismo», chiama in causa i suoi colleghi. «Molti miei colleghi della Consulta hanno sempre ricevuto nelle loro case alte personalità dello Stato e potrei fartene un elenco chilometrico». Quindi Mazzella, non solo respinge ogni accusa, ma difende la libertà di invitare a cena «un amico stimato». Con buona pace di quei parlamentari che, come il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, definiscono «gravissimo» il fatto che un giudice ceni con colui sul quale dovrà giudicare. Anna Laura Bussa

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La Rete degli Atenei del Meridione ora è realtà, ecco le strategie (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

Rettori pronti a lavorare insieme per lo sviluppo didattico utilizzando risorse e metodologie innovative La Rete degli Atenei del Meridione ora è realtà, ecco le strategie La Rete degli Atenei del Meridione (Ram) è una realtà. I rettori delle università del Sud, riuniti per il convegno "Università e sviluppo del Mezzogiorno," hanno dimostrato di essere pronti a lavorare insieme per un percorso di autoriforma dell'università che porti ad una nuova politica di sviluppo del territorio meridionale. I rettori di Reggio Calabria (Giovannini), Messina (Tomasello), Palermo (La Galla) ed Enna (Andò) hanno sottolineato davanti ai rappresentanti dei sindacati, del mondo dell'industria, del governo regionale il ruolo sociale delle università nella trasmissione non solo di cultura, ma di valori democratici fondamentali per lo sviluppo. Importanti gli impegni presi con la rete delle università del Sud sia da parte dei rappresentanti del governo nazionale e regionale che da parte del mondo dell'imprenditoria. L' iniziativa della Rete degli Atenei del Meridione mette l'accento sul ruolo politico e strategico dell'università nella possibilità di assistere lo sviluppo locale utilizzando risorse che devono acquisire metodologie diverse per orientare verso politiche di condivisione delle risorse stesso. La "Ram" si poggia su quattro punti ben definiti: politico, università, giovani e impresa. Il convegno ha rappresentato un'occasione per stigmatizzare i ritardi che, soprattutto in Sicilia, stanno caratterizzando l'utilizzazione dei fondi strutturali 2007-2013 destinati all'innovazione e alla definizione di strategie condivise tra mondo accademico ed impresa. Forte ed unanime è stato l'appello a garantire sufficienti finanziamenti, a livello nazionale e locale, del sistema universitario che, soprattutto al Sud, è chiamato a svolgere un importante e fondamentale ruolo di coesione sociale, di affermazione della legalità e di stimolo all'integrazione euro-mediterranea. I rettori e il vice-presidente del Cun Siviero, presente all'incontro, hanno condiviso la volontà del ministro Gelmini di introdurre, in tempi brevi, una sostanziale riforma dell'università italiana ed hanno esposto le politiche di cambiamento in corso negli Atenei meridionali. È emerso il dato di un complessivo sottofinanziamento dell'alta formazione e della ricerca in Italia, valutabile intorno all'1,1% del Pil contro l'1,7% della media europea; questo parametro scende al di sotto dell'1% nelle regioni del Sud. Più di qualche riserva è stata indirizzata all'attuale modello di valutazione della qualità del sistema universitario, basato su parametri in parte non attuali e in parte non attenti alle condizioni di contesto nel quale operano le università. Riaffermando la concreta disponibilità a porre in essere processi di autoriforma, gli atenei meridionali hanno conclusivamente condiviso l'esigenza di operare in rete tra loro e in sinergia con le istituzioni politiche e con il mondo imprenditoriale per favorire lo sviluppo locale. La formazione dei giovani all'esercizio attivo e critico aggiunge valore al ruolo delle università. Miglioramento di contesto sociale e pratica concreta della legalità e della lealtà. Rete del sud come portatrice di dialogo paritario tra le parti per creare le politiche vincenti per lo sviluppo locale nell'interesse di quei giovani che vanno altrove ed altrove sono competitivi. Sottolineata in diversi interventi la disponibilità del Ministro Gelmini verso le istanze messe avanti dalla rete delle università meridionali. Nuova questione meridionale che si coniuga con la necessità di uno scambio.

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La Corte boccia parte della riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 02-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Lo Stato, in particolare il ministero dell’Istruzione, non può ridimensionare la rete scolastica sul territorio perchè si tratta di una competenza delle Regioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale dichiarando parzialmente illegittime alcune norme del decreto sviluppo del giugno 2008, quelle che realizzavano consistenti risparmi di spesa sulla scuola a partire dal prossimo anno scolastico. Due i punti dichiarati incostituzionali dai giudici della Consulta, alle prese con i ricorsi delle Regioni: l’assegnazione al ministero dell’Istruzione del compito di definire ’criteri, tempi e modalità per la determinazione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolasticà; e il fatto che anche lo Stato, oltre a Regioni ed enti locali, possa ’nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti». La sentenza, depositata stasera in cancelleria e redatta dal giudice Alfonso Quaranta, fa riferimento all’articolo 117 della Costituzione che disciplina le competenze legislative di Stato e Regioni. I criteri di definizione della rete scolastico hanno «una diretta e immediata incidenza su situazioni strettamente legate alle varie realtà territoriali e alle connesse esigenze socio-economiche di ciascun territorio, che ben possono e devono essere apprezzate in sede regionale», osserva la Corte. Le disposizioni in questione non possono essere «qualificate come ’norma generale sull’istruzionè» ma al contrario «invadono spazi riservati alla potestà legislativa delle Regioni», sostiene la Consulta.

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Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

REGIONE. ASSESSORE SCRIVE AL MINISTRO Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti Il Piemonte della scuola scrive al ministro Gelmini e lancia un Sos tagli. E' stato deciso al termine del summit convocato dall'assessore all'Istruzione Gianna Pentenero sui temi della riforma scolastica. Vi hanno preso parte i rappresentanti delle province piemontesi, dei comuni e comunità montane e dell'Ufficio Scolastico Regionale. I partecipanti al tavolo, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, nel prendere atto dei dati annunciati sui tagli previsti per il prossimo anno scolastico 2008-2009 (2510 docenti e 914 amministrativi in meno rispetto all'anno appena concluso), hanno concordato, in assenza di interventi correttivi, sulla pericolosità dell'effetto di questa riduzione di organico sulla tenuta del sistema scolastico regionale. L'assessore Pentenero ha chiesto un incontro al ministro Gelmini per illustrare in concreto l'effetto dei provvedimenti in termini di qualità e capillarità dell'offerta formativa e «invitare il ministro - è scritto in una nota - a riconsiderare il tetto imposto all'organico alla luce della situazione di emergenza che si sta determinando. "L'impressione che abbiamo - precisa l'assessore Pentenero - è che il ministro abbia imposto tagli orizzontali, senza curarsi di ascoltare le ragioni di merito dei territori, prevaricando in questo modo le competenze in fatto di offerta formativa e determinando conseguenze insostenibili per la scuola. Chiederemo quindi di limitare l'entità della riduzione di organico prevista per il prossimo anno scolastico rimodulando i tagli annunciati per il triennio».

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bocciati i tagli della gelmini la consulta: riforma illegittima - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 23 - Cronaca Bocciati i tagli della Gelmini la Consulta: riforma illegittima No agli accorpamenti scolastici. Il ministro: rilievi marginali L´Alta Corte ha detto no anche alla chiusura delle mini-scuole: compito regionale SALVO INTRAVAIA Dopo il Tar del Lazio, anche la Corte Costituzionale boccia un pezzo della Riforma Gelmini. Con l´attesissima sentenza depositata ieri in tarda serata, l´Alta Corte ha ricusato i provvedimenti del governo sull´accorpamento degli istituti e la chiusura delle miniscuole. I giudici della Consulta ritengono che la gestione della rete scolastica sia di competenza delle Regioni e hanno, quindi, bocciato due punti dell´articolo 64 del decreto legge 112 del mese di giugno del 2008: la cosiddetta Finanziaria estiva predisposta dall´esecutivo, che dà al ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini la possibilità di riformare l´intero sistema formativo italiano con una serie di Regolamenti ministeriali. Sono due i punti contestati dai giudici costituzionali: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per dimensionare la rete scolastica e l´attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni. "è una vittoria delle Regioni - commenta a caldo Mariangela Bastico, responsabile scuola per il Partito democratico - che hanno il riconoscimento pieno della loro competenza in materia di rete scolastica. La Gelmini, tanto per intenderci, non può chiudere scuole - continua la Bastico - con un regolamento». Ma il ministro la pensa diversamente. «Posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell´impianto complessivo della riforma, va precisato che a proposito delle due disposizioni di cui è stata affermata l´incostituzionalità - ha osservato il ministro - nessuno dei provvedimenti attuativi dell´articolo 64 si fonda su di esse». «Per questo - ha concluso la Gelmini - i punti giudicati incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati». In sostanza, pare di capire, il taglio di 133 mila posti in tre anni colpirà ugualmente la scuola italiana. Sulla chiusura delle scuole nei piccoli comuni, meno di un anno fa (ad ottobre del 2008) regioni e governo andarono allo scontro: allorché, con una norma introdotta alla chetichella in un decreto legge sulla sanità, l´esecutivo esautorava le regioni inadempienti in tema di accorpamento e chiusura di piccoli plessi. Anche perché nel 2001 la riforma del titolo quinto della Costituzione riscrisse l´articolo 117, affidando allo Stato la competenza esclusiva su norme di carattere generale ma affidando, come materia di legislazione concorrente, l´Istruzione alle regioni. In quella occasione, il governo fu costretto ad una clamorosa marcia indietro e in sede di conversione del decreto legge (a dicembre 2008) alleggerì i toni del provvedimento, che venne comunque mantenuto. Così, otto regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia) si rivolsero alla Corte costituzionale che ieri ha detto la parola fine: la rete scolastica è di competenza regionale. Che fine farà il regolamento sulla rete scolastica pubblicato in gazzetta proprio due giorni fa? Avrà ripercussioni, anche politiche, sulla riforma della scuola messa in cantiere dal governo. Intanto, dopo il dietro front sull´Inglese potenziato alla scuola media - bocciato dal Tar Lazio - i sindacati contestano gli ulteriori tagli agli organici. Tagli che a settembre priveranno le scuole di 57 mila unità di personale. «Anche la Corte si è resa conto che questa riforma ubbidisce soltanto alla logica dei numeri», chiosa Francesco Scrima, leader della Cisl scuola.

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il quirinale: "la consulta è autonoma" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Interni BREVIARIO Il Quirinale: "La Consulta è autonoma" Il giudice Napolitano: "Noi intimiditi". Il presidente Amirante: "Abbassare i toni" Invito formale al silenzio da parte del presidente: "Decideremo con imparzialità" ROMA - Alle 17 e 45 il presidente della Consulta Francesco Amirante fa quello che tutti, dentro e fuori il palazzo, giudici attuali e passati, si aspettano che faccia, un invito formale al silenzio, perché la Corte torni subito a essere quello che è sempre stata, un santuario delle leggi, dove non sono ammesse, senza che ci sia bisogno di metterlo per iscritto, né dichiarazioni né protagonismi. è una bacchettata ai due giudici, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che non solo sono andati a cena con Berlusconi, il Guardasigilli, il sottosegretario Letta e due presidenti di commissioni parlamentari Vizzini e Bruno alla vigilia della discussione sul lodo Alfano, ma ne rivendicano pure il pieno diritto. Poche righe, ma di grande sostanza, quelle di Amirante: «Ho accolto e accolgo l´invito a tutti rivolto a non contribuire ad alzare i toni del dibattito pubblico. La Corte, nella sua collegialità, deciderà, come ha sempre fatto, in serenità, e con imparzialità e obiettività, le questioni sottoposte al suo esame». Giusto come ha appena fatto per la legge sui tagli alla scuola della Gelmini dichiarandone le norme in parte illegittime. E come farà, è chiaro il riferimento di Amirante, sul lodo Alfano, quando la questione, il 6 ottobre, arriverà in agenda. Amirante s´interfaccia con il Quirinale, perché «ancora una volta da lì viene la giusta indicazione di quali debbano essere i rapporti tra le istituzioni». Di prima mattina era stato proprio il Colle a rimettere nei giusti binari istituzionali la partita della cena. Davanti alle insistenze di Antonio Di Pietro, che sui giornali reclamava a voce altissima un suo immediato intervento «per ridare sacralità alla Corte», Napolitano aveva fatto rispondere con poche righe informali per dire che la richiesta «non aveva fondamento istituzionale» perché se il presidente della Repubblica dovesse intervenire su quello della Corte imponendogli una linea di comportamento ciò si risolverebbe «in un´interferenza nella sua sfera di insindacabile autonomia». E dunque spettava ad Amirante parlare. Mentre aumentavano le proteste veicolate dai blogger. Soprattutto quando anche Paolo Maria Napolitano, il giudice ospite a casa Mazzella, attacca Di Pietro. Un passato di alto funzionario del Senato e poi di capo di gabinetto di Fini, il giudice eletto nel 2006 dalle Camere, segue le orme di Mazzella, la tesi «a casa mia invito chi voglio, soprattutto amici di vecchia data come Berlusconi». Di più ha detto l´ex ministro: «Caro Silvio, l´ho fatto e lo rifarò ancora». Ed ecco che Napolitano si scaglia contro Di Pietro: «Il suo é un tentativo di intimidazione». Le reazioni contro la cena? «Spropositate e violente». Dice l´alto giudice: «Qual è la contestazione? Essere andato a cena col presidente del Consiglio in carica? Ma noi non giudichiamo mica il premier, ma le leggi. Di tutte le leggi ci sono coloro che ne beneficiano e coloro che vengono danneggiati da certe pronunce, ma è un effetto indiretto». Peccato che il lodo Alfano sia stato fatto solo per Berlusconi e si applichi solo a lui. Nessun paragone con i magistrati: «Uno di noi non è un giudice ordinario e non fa parte dell´ordine giudiziario. Basta leggersi la Costituzione». Di Pietro replica a stretto giro: «Non può fare lo gnorri, facendo finta di non capire, ma non può pensare che tutti gli altri siano fessi». Il lodo Alfano, chiosa l´ex pm, non è una legge come le altre, e quindi Mazzella e Napolitano, che hanno messo in piazza il loro rapporto con il premier, adesso devono andarsene. (l.mi.)

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FRA le numerose brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

LETTERE E COMMENTI pag. 35 FRA le numerose brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una... FRA le numerose brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una mi ha reso felice, e precisamente quella che ci sono stati quasi 30.000 non ammessi all'esame di maturità che si svolge in questi giorni. Non voglio sembrare cattivo ma l'idea che finalmente vengono puniti i bulli che importunano compagni ed insegnanti e danneggiano scuole e materiali didattici e che venga ammesso all'esame chi veramente studia e si comporta bene, mi dà la speranza che in futuro ci saranno più giovani capaci ed educati. Forse la cura della tanto bistrattata Gelmini comincia a dare i suoi frutti. Vittorio Boari, Bologna

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Bimbi e adulti si passano la parola (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 14 Bimbi e adulti si passano la parola «La lettura è il cibo per la mente» Campagna della Presidenza del Consiglio: «Diffondiamo libri e giornali» di P.F. DE ROBERTIS ROMA I LIBRI e i giornali. La lettura, amica, compagna, maestra. «Cibo per la mente», dice il Governo che con questo slogan ha presentato una insolita ma proprio per questo stimolante campagna che avrà la lettura come protagonista. Una campagna nuova annunciata dai ministri Mariastella Gelmini e Sandro Bondi, oltre che dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti che però trova le radici (e al tempo stesso rilancia) in qualcosa che già esiste, e che molti ormai conoscono. «Voglio sottolineare ha spiegato il titolare dell'Istruzione l'importanza delle lettura non solo dei libri ma anche dei giornali e dei quotidiani, e per questo ricordo il successo di iniziative come Quotidiano in classe', che nel corso del tempo ha avvicinato alla lettura dei giornali migliaia e miglia di ragazzi». Quotidiano in classe, ricordiamolo, è la grande iniziativa che da anni porta avanti l'Osservatorio Giovani editori di Andrea Ceccherini, con il sostegno dei maggiori gruppi editoriali italiani tra i quali la Poligrafici editoriale che edita Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Osservatorio che nel tempo ha avuto notevoli riconoscimenti, tra tutti quello di essere ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato. IL SOTTOGRETARIO Bonaiuti, presentando l'iniziativa (nella quale l'Esecutivo investirà oltre due milioni di euro), ha ha spiegato che la campagna si articolerà in due fasi: il lancio di uno spot su televisioni, radio e internet e inserzioni sulla carta stampata, che promuove la lettura; la seconda che prevede un protocollo di intesa tra i ministeri della Cultura e dell'Istruzione per promuovere una serie di iniziative nelle scuole, al termine delle quali la presidenza del Consiglio realizzerà la campagna vincitrice. Non solo: verrà lanciato anche un concorso per il miglior giornalino' scolastico e verrà chiesto ai giornali di distribuirlo in edicola. IL GOVERNO non si ferma però qui, e intende coinvolgere sempre più i giornali, quelli «veri», quelli che troviamo in edicola tutti i giorni. Le parole di apprezzamento del ministro Gelmini a proposito dell'esperienza del Quotidiano in classe sono illuminanti. E si ricollegano a quanto era emerso nelle scorse settimane a Bagnaia, nel corso dell'ultima grande convention tenutasi nella tenuta toscana, alla quale aveva preso parte il gotha dell'editoria italiana, il convegno «Crescere tra le righe». Proprio a Bagnaia il sottogretario Paolo Bonaiuti aveva lanciato l'idea di allargare ancora di più l'esperienza di Quotidiano in classe, in modo da riuscire a «garantire» la lettura di un giornale a tutti gli studenti italiani, con un abbonamento della durata di sei mesi a un quotidiano a scelta. Un'idea cui il Governo intendeva dar seguito a partire dal 2010, e che non è assolutamente tramontata. Anzi, che a sentire l'apprezzamento del ministro Gelmini, pare proprio in via di realizzazione. Ovvia la soddisfazione di Andrea Ceccherini. «Siamo orgogliosi che le istituzioni del paese abbiano voluto dare un segnale forte nella direzione in cui da nove anni a questa parte abbiamo sempre operato: invitare i giovani a leggere, nella convinzione che leggere non serve solo a leggere ma soprattutto a pensare. E pensare in una democrazia non è certo un esercizio superfluo. E' un esercizio essenziale».

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La Consulta boccia la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

BREVI pag. 17 La Consulta boccia la Gelmini «Illegittimi tagli e accorpamenti» SCUOLA I GIUDICI COSTITUZIONALI: TRAVALICATI I POTERI DI COMUNI E REGIONI ROMA La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui tagli' alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-2010. I giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni. La sentenza n. 200, scritta dal giudice Quaranta, è stata depositata ieri sera in cancelleria. La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 64, comma 4, lettera f bis ed f ter, del decreto sullo sviluppo economico, convertito in legge con modifiche nell'agosto 2008. Per la Corte, infatti, solo in questi due punti mentre tutte le altre contestazioni mosse da otto Regioni sono state dichiarate inammissibili, infondate o superate da nuove norme è stato violato l'articolo 117 della Costituzione sulla potesta' legislativa dello Stato e delle Regioni sulla base delle modifiche apportate dalla riforma del titolo V della Costituzione nel 2001. Le motivazioni della lunga sentenza (38 pagine) fissano per la prima volta importanti paletti nel riparto delle competenze tra Stato e Regioni in fatto di istruzione. «Il sistema generale dell'istruzione, per sua stessa natura, riveste carattere nazionale scrive la Consulta , non essendo ipotizzabile che esso si fondi su una autonoma iniziativa legislativa delle Regioni, limitata solo dall'osservanza dei principi fondamentali fissati dallo Stato, con inevitabili differenziazioni che in nessun caso potrebbero essere giustificabili sul piano della stessa logica. Si tratta, dunque, di conciliare, da un lato, basilari esigenze di uniformità' di disciplina della materia su tutto il territorio nazionale, e viene aggiunto dall'altro, esigenze autonomistiche che, sul piano locale-territoriale, possono trovare soddisfazione mediante l'esercizio di scelte programmatiche e gestionali rilevanti soltanto nell'ambito del territorio di ciascuna Regione». «Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale, posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del Dl. 112/2008 ha dichiarato il ministro Gelmini . Per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità va precisato che nessuno dei provvedimenti attuativi del menzionato articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli Comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl. 154/20082. Per quel che riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica «si era già proceduto a trovare un accordo sul nella conferenza Stato-Regioni-Enti locali. Per questo i punti giudicati incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati».

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Viareggio, 19 morti Le Fs bloccano i vagoni della Gatx (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-03 - pag: 1 autore: PANORAMA Viareggio, 19 morti Le Fs bloccano i vagoni della Gatx Il conto delle vittime della sciagura di Viareggio è salito ieri a 19 con la scomparsa di un'anziana; solo 4 i corpi identificati con certezza. Oggi il governo vara lo stato di emergenza. Il procuratore di Lucca, Aldo Cicala, ha precisato che la responsabilità della tragedia non è solo della ruggine: probabile la rottura di un componente meccanico. Le Fs, infine, hanno bloccato i vagoni della Gatx. u pagina 22 Berlusconi al test del G-8: «Tutto fila come previsto» Nuovo sopralluogo (è il sedicesimo) del premier Silvio Berlusconi all'Aquila per il G-8. Berlusconi ha fatto visita all'ospedale San Salvatore: «Speriamo che non ci siano incidenti». u pagina 15 Amirante: Alta Corte imparziale sul lodo Alfano «La Consulta sarà imparziale sul lodo Alfano». Così il presidente Francesco Amirante dopo le polemiche sulla cena giudici-premier. Napolitano: il capo dello Stato non interviene sulla Corte. u pagina 17 Scuola: la Consulta «rimanda» la riforma La Corte costituzionale boccia alcune norme della riforma Gelmini: a decidere i criteri e le modalità di riorganizzazione del sistema scolastico dovranno essere regioni ed enti locali. u pagina 33 Morto a 85 anni Lucio Rondelli è morto ieri all'età di 85 anni Lucio Rondelli, per vent'anni amministratore delegato del Credito italiano e poi presidente di UniCredit, a lungo consigliere di Mediobanca. u pagina 13 Tiziano Scarpa vince il Premio Strega Tiziano Scarpa è il vincitore della 63esima edizione del Premio Strega: il suo romanzo «Stabat Mater» (Einaudi) ha prevalso di un solo voto su «Il bambino che sognava la fine del mondo» di Antonio Scurati.

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Chi paga il prezzo del merito? (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-03 - pag: 12 autore: Scuola e ricerca Chi paga il prezzo del merito? di Giacomo Vaciago S empre più spesso anche in Italia si auspica la meritocrazia e, a tal fine, si propone che il sistema scolastico italiano si fondi «sull'autonomia e su una più efficace capacità di valutazione». L'ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e ha subito dichiarato di condividerlo il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma siamo davvero sicuri che, al di là dell'accordo di principio, vi sia anche condivisione sulle caratteristiche che ciò dovrebbe avere in concreto; e siamo davvero consapevoli del significato "rivoluzionario" che avrebbero in Italia delle serie valutazioni utili anche a produrre meritocrazia? Per accertare tutto ciò, ricordiamo cosa significhi nei paesi dove questi princìpi trovano applicazione da più tempo, cioè nei paesi del Nord Europa. Tre aspetti meritano di essere sottolineati. Il primo riguarda la necessità che un efficace sistema di valutazione di un istituto scolastico sia anzitutto valutazione dell'apprendimento dei suoi studenti. Ovviamente non potrà essere affidata ai loro stessi insegnanti, se anch'essi devono essere in questo modo valutati. Perciò, ad esempio, gli esami finali in Inghilterra sono sempre giudicati da commissioni composte da docenti diversi da quelli che hanno preparato gli studenti. In Italia, siamo pronti ad accettare un sistema così rigoroso (e costoso!), valido per ogni livello di scuola? Il secondo aspetto, in parte connesso al precedente, è che gli esami sono sempre svolti come prove scritte, e corretti in modo anonimo. Il vestito dello studente, il suo genere, come ogni altra caratteristica che riguardi l'apparenza, sono tutti aspetti irrilevanti se gli esami sono sempre solo scritti e corretti in modo anonimo. Quanti sono attualmente in Italia gli esempi di un modo così serio e rigoroso di fare gli esami, dalle elementari su su fino all'università? Il terzo e ultimo aspetto, anch'esso essenziale se davvero si vuol parlare di meritocrazia, è che la votazione sia sempre di tipo ordinale (primo, secondo ecc.) e non di tipo cardinale ( sei, sette, otto ecc.). In altre parole, la valutazione deve manifestare l'elemento di competizione che è intrinseco in un sistema meritocratico, e che è necessario se la serietà dell'esame deve essere un valore condiviso. Per inciso,a livello universitario ciò significa un solo appello di esami una volta all'anno come è in tutti i paesi normali! Per riassumere, se davvero parlamento e governo decidessero che nei prossimi anni dovremmo passare dall'attuale sistema scolastico che è sostanzialmente di qualità casuale - dove cioè il meglio e il peggio possono convivere anche nello stesso istituto, anche nella stessa aula - a un sistema di qualità che sia invece esplicitamente valutata e cer-tificata, è chiaro che poi il lavoro da fare per realizzare ciò sarebbe tantissimo (e costoso!). D'altra parte,è inutile parlare di meritocrazia e di valutazione se i due aspetti non vengono strettamente connessi, come è nei sistemi scolastici migliori che caratterizzano i paesi del Nord Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA GLI INSEGNAMENTI DAL NORD EUROPA Valutazioni rigorose – con prove scritte e corrette in modo anonimo – e commissioni esterne sono costose ma eliminano privilegi consolidati

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Censura parziale dalla Consulta per i tagli alla scuola (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-03 - pag: 33 autore: Istruzione. Stop al Dl 112/08 Censura parziale dalla Consulta per i tagli alla scuola Marco Bellinazzo ROMA Dovranno essere regioni ed enti locali ad attuare il cuore della riforma Gelmini e a ridimensionare la rete scolastica. Lo ha sancito la Corte costituzionale bocciando ieri (con la sentenza n. 200) due passaggi del decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (contenuti per la precisione nelle lettere f-bis) e f-ter) dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge n. 112 del 2008, entrambe aggiunte dalla legge di conversione n. 133). Nello stesso giorno, però, in una sorta di corto circuito normativo, è stato pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 151 il Dpr datato 20 marzo 2009 n. 81 con cui il Governo dà attuazione alla «riorganizzazione della rete scolastica e al razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane». Secondo il ministro Gelmini l'impatto della sentenza n. 200, che ha salvato in ogni caso l'impianto complessivo del riordino operativo dal prossimo anno scolastico, è marginale: «Nessuno dei provvedimenti attuativi dell'articolo 64 si fonda su di esse – si legge in una nota del ministero diffusa in serata – e in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/08. Mentre per quel che riguarda tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era già proceduto a trovare un accordo nella Conferenza Stato-regioni-enti locali». Nel dettaglio le censure della Consulta si sono concentrate sulla definizione di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica e sulla potestà di definire le misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o dall'accorpamento di scuole nei piccoli comuni. Secondo i giudici costituzionali questi profili della riforma – in virtù della divisione delle competenze legislative fra Stato e Regioni – non possono essere disciplinati da Roma, ma devono essere le realtà locali a provvedere in base alle effettive esigenze del territorio. «La definizione di criteri, tempi e modalità per la determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete scolastica ha un'immediata incidenza sulle esigenze socio-economiche di ciascun territorio che ben possono e devono essere apprezzate in sede regionale – osserva la Corte – con la precisazione che non possono venire in rilievo aspetti che ridondino sulla qualità dell'offerta formativa e, dunque, sulla didattica». Così come spetta a Regioni ed enti locali la facoltà «di prevedere misure volte a ridurre il disagio degli utenti del servizio scolastico, proprio per l'impatto che tali eventi hanno sulle comunità insediate nel territorio». Dichiarate incostituzionali le lettere f-bis) e f-ter) del comma 4 dell'articolo 64, perciò, dovrà essere verificato ora quali parti del Dpr 81/09 immediatamente riconducibili ai rilievi accolti dalla Corte saranno travolti. Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, «la pronuncia sembra confermare gli interrogativi e i problemi che le Regioni hanno sollevato in questi mesi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Università: oggi primo sì per l'Anvur (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-03 - pag: 33 autore: A Palazzo Chigi Università: oggi primo sì per l'Anvur ROMA Potrebbe essere un giorno decisivo per l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur). Oltre a emanare il Dpcm che proclamerà lo stato d'emergenza per Viareggio, colpita dal disastro di lunedì scorso, il Consiglio dei ministri dovrebbe dare l'ok preliminare allo schema di regolamento elaborato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. L'Anvur andrà a sostituire il Cnvisu (la cui scadenza è stata prorogata al 31 dicembre 2009 a opera del Dl 78 anti- crisi) e dovrà promuovere, come stabilisce l'articolo 2 del regolamento, «la cultura della qualità e del merito operando in coerenza con le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale e in base ai principi di autonomia, imparzialità, professionalità, trasparenza e pubblicità degli atti». E cioè valutare le performance degli atenei in modo da individuare quelli "virtuosi" a cui il decreto 180/08 destina il 7% del finanziamento statale. Ma anche proporre al ministro i requisiti per l'istituzione di nuove università o sedi distaccate e l'attivazione di corsi di studio, master o scuole di specializzazione. Quanto agli organi, l'agenziadi valutazione sarà formata da un presidente, un consiglio direttivo di sette membri, un collegio dei revisori di tre componenti e un direttore con mansioni gestionali. A cui si affiancheranno i 17 "suggeritori" del comitato consultivo. Fissati anche i dipendenti (18, di cui tre dirigenti), così come i costi complessivi: 2,8 milioni di euro l'anno di cui 2,3 per le spese del personale. Eu. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL MERITO DA PREMIARE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 03/07/2009 - pag: 1 FERMARE LA FUGA DEI RICERCATORI IL MERITO DA PREMIARE di FRANCESCO GIAVAZZI Q uando il direttore del Corriere mi ha chiesto di commentare la lettera di Rita Clementi al Presidente Napolitano, stavo parlando con un giovane collega che vive da anni negli Stati Uniti e insegna in una delle migliori università di quel Paese: cercavo di convincerlo a rientrare, accettando un'offerta della mia università. Non so se avremo fortuna, ma se rientrasse non sarebbe il primo. Da un decennio alcune nostre università riescono ad attrarre ricercatori che si sono affermati all'estero: nel campo dell'economia i casi di maggior successo sono Salerno e Torino, ma ve ne sono alcuni anche in altre discipline, soprattutto nelle scienze, come testimonia la lettera del ricercatore dello Iov di Padova, Vincenzo Bronte, pubblicata ieri dal Corriere. Purtroppo questa fortuna arride a pochi. Non so se il ministro Gelmini si rende conto di quanto deve amare il proprio Paese un ricercatore che decide di lasciare università in cui l'unica gerarchia è quella determinata dai risultati ottenuti nella ricerca, per venire in un mondo in cui, come scrive la dott.ssa Clementi, spesso «la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità della ricerca ». Non dobbiamo sorprenderci se alcuni coraggiosi, dopo essere tornati ripartono, anche dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, che aveva suscitato tante speranze. Che fare per trattenerli o per evitare, caso ancor più triste e amaro, che intelligenze brillanti dopo 10-20 anni di eccellente ricerca siano costrette a cambiar lavoro? Mi rivolgo a Lei, Signor Ministro: Lei può fare moltissimo. Scrive Rita Clementi: «Un sistema anti-meritocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una 'buona ricerca' aiuta a crescere; per questo motivo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di aumentare i finanziamenti per la ricerca. È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca ». Da alcuni mesi il ministro ha nel cassetto un disegno di legge di riforma dell'università che almeno nelle versioni più coraggiose circolate sulla rete affronta molti dei mali che hanno convinto Rita Clementi a partire. CONTINUA A PAGINA 29

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La Consulta boccia i tagli delle piccole scuole (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/07/2009 - pag: 29 La riforma Via libera al resto del «pacchetto» voluto dal ministro La Consulta boccia i tagli delle piccole scuole «Decidono le Regioni». La Gelmini: c'è l'accordo ROMA L'accorpamento o la chiusura di piccole scuole, anche se con pochi iscritti, non può essere deciso dal ministro dell'Istruzione perché si tratta di una competenza delle Regioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale dichiarando illegittime alcune norme del decreto sullo Sviluppo del giugno 2008, contestato da prof e sindacati per gli interventi di razionalizzazione nella scuola (accorpamento classi concorso, ridefinizione programmi e orari, nuovi criteri formazione classi, maestro unico, revisione degli organici). Un punto a favore dell'opposizione, che però deve incassare il via libera della Corte ai principali aspetti della riforma Gelmini. Il ricorso delle Regioni è scattato dopo che il ministero, con una norma, aveva previsto la possibilità di sostituirsi agli enti territoriali nel caso che questi non avessero garantito gli interventi di razionalizzazione, cioè la chiusura delle scuole sottoutilizzate. In incontri successivi, alla Conferenza Stato- Regioni, mentre il ricorso seguiva la sua strada, è stata raggiunta un'intesa. La Gelmini e i governatori hanno deciso di fissare entro il 2010 dei criteri sul dimensionamento della rete scolastica. E sui futuri incontri peserà il parere della Consulta. I punti dichiarati incostituzionali dai giudici, dopo i ricorsi delle Regioni, riguardano l'assegnazione al ministero del compito di definire «criteri, tempi e modalità per l'azione di ridimensionamento della rete scolastica» e il fatto che anche lo Stato, oltre a Regioni ed enti locali, possa, «nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici nei piccoli comuni, prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti». Nessun riferimento ai «tagli» nella scuola, ma alle competenze in una materia concorrente. «Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Consulta ha detto il ministro posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del Dl 112/2008. Per quanto riguarda le due disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità, va osservato che su criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato- Regioni-Enti Locali». Per la senatrice Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, la decisione della Corte costituzionale «è una vittoria importante delle Regioni che hanno ottenuto il riconoscimento della propria competenza in materia di dimensionamento della rete scolastica». La sentenza, redatta dal giudice Alfonso Quaranta, fa riferimento all'articolo 117 della Costituzione. «Il sistema generale dell'istruzione riveste carattere nazionale scrive la Consulta , non essendo ipotizzabile che si fondi su una autonoma iniziativa legislativa delle Regioni, limitata solo dall'osservanza dei principi fondamentali fissati dallo Stato, con inevitabili differenziazioni in nessun caso giustificabili sul piano della stessa logica. Si tratta, dunque, di conciliare, da un lato, basilari esigenze di uniformità di disciplina della materia su tutto il territorio nazionale, e dall'altro, esigenze autonomistiche che, sul piano locale, possono trovare soddisfazione mediante l'esercizio di scelte programmatiche e gestionali rilevanti soltanto in ciascuna Regione». Ministro Mariastella Gelmini in una primaria di Segrate (Emblema) Giulio Benedetti

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Gli spot per invitare a leggere di più con la musica di Giovanni Allevi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/07/2009 - pag: 29 La campagna Gli spot per invitare a leggere di più con la musica di Giovanni Allevi MILANO Metti, un libro sotto l'ombrellone. Ma anche un giornale, una rivista. Pensieri su carta, per informarsi e sognare. Una buona abitudine da trasmettere, con un «passaparola», a chi ci sta vicino: perché «la lettura è il cibo della mente». Slogan e concetti intorno a cui si snoda la campagna per la promozione della lettura, la cui prima fase partirà proprio oggi: uno spot che intreccia le immagini alla musica di Giovanni Allevi (ceduta a titolo gratuito), accompagnato da messaggi radio e inserzioni sulla carta stampata. Un'iniziativa che, ha spiegato il sottosegretario all'editoria Paolo Bonaiuti, «risponde a insistenti inviti» arrivati dal Parlamento e dalla commissione cultura. E che andrà oltre la campagna, in programma fino al 26 luglio, con «un protocollo d'intesa» con i ministeri dell'Istruzione e della Cultura, «per lanciare una giornata nazionale della lettura». Investimento previsto: 2,4 milioni di euro. È stata Maria Stella Gelmini a ricostruire l'origine del progetto, con la volontà «di coinvolgere le scuole, perché aumenti non solo il numero di libri letti, ma anche di quotidiani. Abbiamo già un'iniziativa che ha riscosso molto successo: il Quotidiano in Classe». Realizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori, più volte encomiato dal Quirinale, è stato il progetto capofila in questa manovra condivisa di «riavvicinamento» dei giovani alla lettura. Lo stesso Bonaiuti a maggio aveva «approfittato» del convegno dell'Osservatorio, a Bagnaia, per rilanciare l'idea di un abbonamento gratuito a un quotidiano a scelta, per 6 mesi, ai 18enni italiani. «Siamo orgogliosi commenta il presidente dell'Osservatorio, Andrea Ceccherini che le istituzioni abbiano voluto dare un segnale forte nella direzione in cui abbiamo sempre operato: quella di invitare i giovani a leggere, nella convinzione che leggere non serva solo a leggere ma soprattutto a pensare. E pensare, in una democrazia, non può essere un esercizio superfluo, ma un esercizio essenziale». A. Ceccherini Ga. Ja.

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I più temuti? I membri esterni (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

I più temuti? I membri esterni maturità: le prime prove orali All'uscita di scuola fra ansie e urli liberatori dopo l'ultima notte passata sui libri a ripassare GLI ATTESI e temuti orali, ultimo capitolo degli esami di maturità, sono iniziati tra ieri e oggi in diversi licei e istituti tecnici genovesi. L'interrogazione finale, tenuta da professori interni ed esterni, ha visto protagonisti i primi cinque ragazzi di ogni classe, arrivati già nel primo mattino per ripassare gli ultimi appunti e prendere spunto dalle altre interrogazioni. Tanta agitazione, l'urlo liberatorio di chi ha finito senza problemi e anche qualche lacrima per chi è andato "nel pallone". La maturità 2009, come emerge dai racconti dei protagonisti, registra le solite reazioni e contestazioni. Qualche polemica per i membri esterni troppo severi, tante occhiaie di chi ha passato la notte in bianco a studiare, ma soprattutto i sorrisi e la felicità di chi, a esame finito, fa la parodia a Vaporidis progettando già la notte dopo gli esami. «Effettivamente i membri esterni ci sono andati un po' troppo pesante - racconta Umberto Serito del liceo D'Oria, uno dei tanti ragazzi presenti per farsi un'idea - Una ragazza è uscita in lacrime, le hanno chiesto "La crisi marocchina"? Che roba è?». La severità dei membri esterni è stata tuttavia bilanciata dal buonsenso e dalla comprensione di quelli interni, pronti a sostenere nell'ultimo ostacolo i ragazzi che hanno seguito per tanti anni. «In molti ci hanno dato una mano, anche usando un tono più rilassato per stemperare il clima - spiega Luca Genovesi del liceo D'Oria - In fondo è normale che alcuni professori tengano un atteggiamento più severo». La stessa tesi viene confermata da Massimo Tumiati, studente del Vittorio Emanuele che dopo l'orale ha la testa già proiettata alla festa. «Gli esterni sono l'ostacolo più grande, fanno domande imprevedibili. Alla fine peròè andata bene e adesso posso finalmente concentrarmi sulla festa». Alcuni studenti preferiscono invece aspettare a far baldoria, mostrando solidarietà ai compagni ancora in ansia per l'esame. «Non festeggeremo finchè non avremo finito tutti», spiega Lorenzo Ruggiero, appena uscito dall'orale ma in attesa degli amici che devono ancora farlo. E insieme ai maturandi erano presenti anche loro, gli "infiltrati", studenti che avranno l'esame nei prossimi giorni ma che hanno utilizzato la mattinata per farsi un'idea ottenendo risultati opposti: alcuni hanno stemperato la tensione, altri l'hanno aumentata. «Sinceramente ora che mi sono fatto un'idea sono più tranquillo. Ci sono alcune materie che mi preoccupano di più ma ormai siamo alla stretta finale», racconta Marco Di Caro, uno dei compagni che si aggiungeranno ai festeggiamenti di Lorenzo. «Io ho l'esame l'undici luglio... Mancano ancora un po' di giorni ma l'ansia cresce. Ho fatto un salto prima di ricorrere al metodo migliore per non pensarci: andare al mare», aggiunge Francesca Bruzzone. Nonostante i consigli di andare a dormire presto la sera prima dell'orale, la maggior parte dei ragazzi ha preferito fare gli straordinari fino alle ore piccole per cercare di studiare il più possibile nella speranza di colmare gli ultimi buchi di un vasto programma. «Spero sia andata bene, ho risposto a gran parte delle domande e nonostante la tanta agitazione sono riuscito a parlare - racconta Jonathan Romero del Vittorio Emanuele - tuttavia ieri sera sono andato a letto all'una e mezza perchè non riuscivo a dormire». Tra oggi e domani tutte le altre scuole di Genova inizieranno gli orali, cinque ragazzi alla volta per interrogazioni che in media sono durate circa un'ora. «La mia è durata poco di più, ma quando le domande iniziano non ci si rende conto del tempo. Tutto sommato è andata bene, sono contenta», aggiunge Elisa Calcagno del liceo Classico Colombo. Come era prevedibile il numero di ammissioni ha sfiorato il cento per cento, la temuta linea dura preannunciata dalla Gelmini si è dimostrata essere più che altro un richiamo alla serietà e all'impegno. «Da noi sono stati tutti ammessi - puntualizza una raggiante Greta Umanità appena uscita dall'orale con un sorriso contagioso - Mi sono tolta un peso, è una sensazione bellissima». Matteo Politanò 03/07/2009 la curaspiaggiaIl rimedio contro l'ansia è il mare FRANCESCA BRUZZONE Liceo D'Oria 03/07/2009 liberituttiAppena uscita ho urlato di gioia GRETA UMANITà Liceo D'Oria 03/07/2009 finalecol bottoFinalmente adesso si può festeggiare MASSIMO TUMIATI Vittorio Emanuele 03/07/2009 faredecisoServe voce sicura e ritmo spedito MARCO DI CARO Liceo Colombo 03/07/2009 insonniada pauraLa notte della vigilia ho dormito alle 2 JONATHAN ROMERO VIttorio Emanuele 03/07/2009 permessod'uscitaLa sera prima ci si può svagare LUCA GENOVESILiceo D'Oria 03/07/2009 provaosticaAlcune domande davvero difficili ANDREA RAVERA Liceo D'Oria 03/07/2009 molto più facilePensavo peggio. È andato tutto liscio LORENZO RUGGIEROLiceo Colombo 03/07/2009 appellobontàAi membri esterni: siate più buoni UMBERTO SERITO Liceo D'Oria 03/07/2009 esamelungoIl mio orale è durato oltre un'ora ELISA CALCAGNOLiceo Colombo 03/07/2009

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Gelmini "rimandata" dai giudici (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini "rimandata" dai giudici la scuola Parzialmente illegittime le norme sui tagli secondo la Corte Costituzionale. Il ministro: «Ma l'impianto generale è salvo» 03/07/2009 Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui "tagli" alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-2010. Ma i giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni. La sentenza è stata depositata ieri sera in cancelleria, scatenando subito le reazioni. «Soddisfazione» del ministro Mariastella Gelmini secondo cui «la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo è stata riconosciuta» e i punti giudicati invece incostituzionali «sono da ritenersi marginali e da tempo superati». «Per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli Comuni, la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/2008» ha sottolineato in una nota. Per quanto riguarda invece criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica, il ministro ha sottolineato che «si era già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato-Regioni-Enti Locali». «Sembrano confermati gli interrogativi e i problemi che le Regioni avevano sollevato in relazione al dimensionamento della rete scolastica» ribatte però il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. 03/07/2009

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Tagli alla scuola, la Corte costituzionale ferma il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

3 luglio 2009 - 9.45 (Ultima Modifica: 03 luglio 2009) La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime due norme sui 'tagli' alla scuola previsti dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a partire dal prossimo anno scolastico. I giudici della Consulta salvano l'impianto complessivo degli interventi, ma bocciano due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalita' per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato della possibilità di ridimensionare la rete scolastica. Un punto, quest'ultimo, in conflitto con le competenze delle Regioni, che infatti avevano vivacemente protestato contro questo decreto Gelmini che tante manifestazioni ha suscitato nel mondo della scuola. Molto diplomatica la reazione del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. "Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale - ha detto -, posto che e' stata riconosciuta la legittimita' costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del Dl. 112/2008". La Gelmini poi chiarisce che "per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità va precisato che nessuno dei provvedimenti attuativi dell'articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare, per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni, la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/2008".

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Maroni: "Il Vaticano? Solita liturgia" La Santa Sede frena: nessuna critica (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

TORINO Il ddl sulla sicurezza è legge, ma le polemiche non si fermano. «È la solita liturgia». Roberto Maroni replica alle critiche di monsignor Agostino Marchetto che aveva parlato di «tristezza», «dispiacere» e «grande preoccupazione» per un provvedimento che porterà «difficoltà», che mette a rischio «la tenuta dei diritti umani» e che «ignora la vera questione», quella dell’ «integrazione». «Sono fiero e orgoglioso di questo lavoro e ringrazio il governo e la maggioranza parlamentare» continua Maroni. Il titolare del Viminale si dice a tal proposito «assolutamente soddisfatto». E -a margine di una conferenza a Palazzo Chigi per la firma di un protocollo d’intesa con i ministri dell’Istruzione Mariastella Gelmini e delle Pari opportunità Mara Carfagna sulla violenza contro le donne- sentenzia: «Nessun governo ha mai fatto tanto in così poco tempo contro la mafia, contro la criminalità, contro l’immigrazione clandestina». Gli stessi punti che aveva toccato in un'intervista a Libero, un'intervista che aveva fatto infuriare il Pd. La sinistra «deve rispondere sul perchè abbia bocciato le norme di Falcone e perchè boicotta la lotta alla mafia» la provocazione del ministro. «Sull`impegno antimafia nessuno si può permettere di darci lezioni e tanto meno questo governo e questa maggioranza che vede nei suoi ranghi più di un indagato per reati connessi alla criminalità organizzata» la replica di Marco Minniti, responsabile sicurezza del partito democratico. Una schiarita arriva anche dal Vaticano, che smorza l'intervento di monsignor Marchetto. «Non consta che ci siano state critiche che si debbano qualificare come critiche del Vaticano» fa sapere padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede. E il Pdl esulta. «I titolisti dei giornali ancora una volta hanno scambiato lucciole per lanterne» dice Gasparri. «Abbiamo votato una buona legge, lo diciamo anche da cristiani. Perchè la vera solidarietà è accogliere coloro che possono trovare una dignitosa sistemazione nel nostro Paese, non incoraggiare l’illegalità e lo sfruttamento del prossimo».

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Scuola, la Consultaboccia in partei tagli della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, la Consulta boccia in parte i tagli della Gelmini La Consulta ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui 'tagli' alla scuola del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La Consulta ha salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto di cui, però, ha bocciato la definizione ministeriale del ridimensionamento della rete scolastica.9

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Consulta: (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Parziale bocciatura del decreto Gelmini Consulta: «Illegittime 2 norme sui tagli previsti nella scuola» Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui tagli alla scuola che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha previsto a partire dal 2009-2010. I giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli Comuni. È stato «conservato l'impianto del riordino del sistema scolastico» e «i punti giudicati incostituzionali sono marginali», ha commentato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale – ha detto – posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del decreto legge 112». «La sentenza – ha invece affermato la deputata del Pd, Manuela Ghizzoni – dichiara l'illegittimità costituzionale del famigerato articolo 64 della manovra. La Gelmini e tutto il governo davanti alle proteste e ai rilievi dell'opposizione e del mondo della scuola non si sono mai fermati. Ora questa tracotanza trova una netta battuta d'arresto». In realtà, con la sentenza n. 200, scritta dal giudice Quaranta, la Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 64, comma 4, lettera f bis ed f ter, del decreto sullo sviluppo economico, convertito in legge con modifiche nell'agosto 2008. Per la Corte, infatti, solo in questi due punti – mentre tutte le altre contestazioni mosse da 8 Regioni sono state dichiarate inammissibili, infondate o superate da nuove norme – è stato violato l'articolo 117 della Costituzione sulla potestà legislativa dello Stato e delle Regioni sulla base delle modifiche apportate dalla riforma del titolo V della Costituzione nel 2001. Le motivazioni della sentenza fissano per la prima volta importanti paletti nel riparto delle competenze tra Stato e Regioni in fatto di istruzione. «Il sistema generale dell'istruzione, per sua stessa natura, riveste carattere nazionale – scrive la Consulta –, non essendo ipotizzabile che esso si fondi su una autonoma iniziativa legislativa delle Regioni. Si tratta di conciliare basilari esigenze di uniformità» di disciplina della materia sul territorio nazionale ed esigenze autonomistiche che possono essere soddisfatte con l'esercizio di scelte programmatiche e gestionali rilevanti solo nell'ambito del territorio di ciascuna Regione».

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Campionato sudamericano ricco di sorprese (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Campionato sudamericano ricco di sorprese Nell'atteso disegno di legge di (ennesima) riforma del "sistema" universitario, l'attuale Ministro Gelmini dovrà considerare, tra i tanti, diversi problemi, anche quelli recenti che, più di quelli antichi, hanno pregiudicato efficienza e qualità dell'insegnamento universitario, compromettendo l'immagine dell'Università italiana in Italia e all'estero. Mi riferisco ai troppi "riconoscimenti" elargiti a "Università" private, quasi sempre create per corrispondere a interessi provincialistici, ovvero create per ragioni di mero "business". Con inevitabile dequalificazione della docenza e del livello di preparazione dei "laureati". Molte di queste "Università" appaiono solamente dei semplici e facili "esamifici" e si rendono "attraenti" perché facilmente conducenti alla conquista del titolo (richiesto quasi sempre per ragioni di progressioni di carriera o miglioramenti retributivi). Il fenomeno di questi facili "riconoscimenti" (anche per responsabilità dei precedenti Consigli Universitari Nazionali troppo generosi nell'esprimere pareri non adeguatamente verificati), è fenomeno relativamente recente, particolarmente per quel che riguarda le Università telematiche (cioè, di insegnamento "a distanza"). La soluzione per porre "naturalmente" fine a questa situazione di degrado (che ha relegato l'Università italiana agli ultimi posti nelle stime internazionali) è la abolizione del valore legale della laurea, con ricadute positive non solo nel comparto dell'impiego privato, ma anche e soprattutto in quello dell'impiego pubblico. Andrebbero, comunque, rivisti i criteri conducenti ai "riconoscimenti" e rivisti - ed, occorrendo, revocando - taluni dei "riconoscimenti" in precedenza accordati. Tali criteri non devono esaurirsi nella valutazione (spesso superficiale) della necessaria capacità economica dei richiedenti il "riconoscimento"; ovvero esaurirsi nella verifica dei cosiddetti "requisiti minimi", è cioè quel determinato numero di docenti in ruolo e ricercatori (per i quali, poi, i relativi concorsi vengono banditi ed espletati, ma spesso i vincitori non vengono chiamati a prendere servizio con l'effetto di vanificare quella legittima aspettativa che il "riconoscimento" dovrebbe dare ai vincitori di pubblici concorsi!). Il criterio dovrebbe essere anche -e soprattutto- quello di verificare se la "Università" richiedente il "riconoscimento" sia anche in grado di essere luogo di studio e di ricerca (se disponga, cioè, delle necessarie strutture e mezzi) -che è funzione coessenziale dell'Università- e non semplicemente luogo di didattica (di persona o a distanza) e, dunque, alla fine, un "esamificio". Prioritariamente, andrebbero valutate la qualità della docenza (cioè dei docenti) e la capacità di svolgere ricerca scientifica. Non si vuole coinvolgere in un generalizzato giudizio negativo tutte le esistenti Università "libere riconosciute". Ve ne sono alcune di sicuro prestigio che ben hanno meritato il "riconoscimento" per qualità della docenza, per capacità di ricerca e idoneità delle strutture, come anche per corrispondenza ad istanze sociali e "bacini" di utenza. Così tra queste (tra le c.d. "territoriali"), di sicuro, la Università "Kore" di Enna; come anche, tra le Telematiche, l'Università "G. Marconi" di Roma. E ciò è confermato dal rilevante e crescente numero degli studenti calcolabili in diverse migliaia; come anche è confermato dai numerosi accordi di cooperazione didattica e scientifica conclusi con altre Università italiane e straniere; come anche dalla disponibilità di strutture, anche edilizie, talvolta imponenti. Non è ammissibile, però (e su questo sicuramente rivolgerà la sua attenzione l'attuale Ministro) che esistano Università telematiche "riconosciute" -come, per esempio, e forse l'ultima in ordine di tempo, l'"Università Telematica delle Scienze Umane (Unisu)" di Roma - dove vi è una radicale assenza di ogni pur minima struttura (non vi è neppure un libro o una Rivista italiana o straniera!) per svolgere attività di studio e di ricerca, e dove i ricercatori di ruolo (i pochi finora assunti, rispetto ai numerosi concorsi banditi ed espletati) non possono in alcun modo assolvere ai loro compiti istituzionali e si trovano costretti a trascorrere il loro tempo nella sede, in modo del tutto improduttivo e inutile; e dove, ancora, per la inadeguatezza dei locali, gli esami di laurea si possono svolgere solo per la ospitalità concessa da un viciniere Istituto di istruzione media (il "Don Orione") e dove, infine, nell'Organo di amministrazione non si trovano quelle personalità come, tra gli altri, un Rainer Masera o un Paolo Savona, presenti nel Consiglio di Amministrazione della "G. Marconi"! E l'esempio è fatto solo per la diretta conoscenza della situazione da parte di chi scrive che per un certo tempo è stato membro del "Comitato Tecnico Organizzatore" della Unisu, fino a quando il Rettore della "Sapienza" non ebbe a censurare tale partecipazione. Prof. Augusto Sinagra Ordinario di Diritto dell'Unione europea nella Università degli studi "La Sapienza" di Roma

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Corte Costituzionale: sentenza dà ragione alla Regione Toscana (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corte Costituzionale: sentenza dà ragione alla Regione Toscana (3/7/2009 18:43) | (Sesto Potere) - Firenze - 3 luglio 2009 - «La sentenza della Corte Costituzionale sulla scuola dà ragione alla battaglia della Toscana che, per prima, aveva deciso lo scorso ottobre di fare ricorso contro provvedimenti del governo giudicati lesivi delle competenze sull'organizzazione della rete scolastica affidate alle Regioni». Così l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta la sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso fatto contro il decreto 112, ribadisce che titolari della competenza sull'organizzazione della rete (chiusure, aperture, accorpamenti) sono, appunto, le Regioni. «Grazie a questa sentenza – dice l'assessore - si evita così il rischio, paventato anche dalla Toscana, di ridurre le Regioni a mere esecutrici di decisioni prese a livello nazionale». «Si tratta di un importante ris ultato politico – prosegue Simoncini – contro una impostazione che vede nella scuola solo un costo da tagliare e non una leva per lo sviluppo, un bene da preservare e sul quale investire. Noi siamo da sempre in controtendenza con questa impostazione ed è per questo che abbiamo visto nella difesa di questa competenza, ignorata sistematicamente dal ministro Gelmini, la migliore garanzia contro un inaccettabile impoverimento dell'offerta formativa e della rete scolastica e una limitazione, nei fatti, del diritto allo studio dei cittadini toscani». L'assessore ricorda che quella della Toscana è stata una battaglia seria, che non si è limitata a dire no ai tagli. «Anche perché - dice Simoncini - sono ormai anni che esercitiamo con rigore queste competenze, portando avanti di concerto con gli enti locali, il piano annuale di dimensionamento scolastico. Abbiamo così avviato una razionalizza zione della rete scolastica, come dimostra l'alto numero di scuole con oltre 900 allievi sul territorio regionale e il rapporto fra alunni e insegnanti che è uno dei più alti a livello nazionale. Parallelamente, però, abbiamo voluto salvaguardare, sempre nel rispetto delle esigenze del territorio, la presenza delle scuole nei piccoli Comuni delle zone montane e disagiate, dove la scuola ha una funzione preziosa di presidio culturale e sociale cui non è possibile rinunciare».

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Il poker del Cav. è senza euro (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il poker del Cav. è senza euro altalena. Dalle New town ai siti a rischio sisma. L'impegno per il summit ha distolto il premier dalle promesse fatte ai terremotati. Ecco i conti che non tornano in quel dell'Aquila. segue dalla prima pagina Per questo ha accelerato sulla consegna delle case per settembre. Aveva definito una «mission impossible» - che avrebbe portato a termine - realizzarle prima dell'inverno. Ora è sempre più impossible. Gioco d'azzardo, appunto. In vista della passerella. E infatti l'efficientismo per adeguare la città al G8 è sfrenato. Per dirne una: la strada che collegherà la sede del G8 all'aeroporto di Preturo, circa tre chilometri, è pronta. Ci hanno lavorato giorno e notte una sessantina di ruspe, per venti giorni. Per non parlare, appunto, dell'aeroporto di Preturo, che è stato ampliato e munito di radar. Potere dei riflettori. È stato pure allestito alla Guardia di Finanza un campo di basket per Obama, casomai all'inquilino della Casa Bianca venisse voglia di sgranchirsi un po'. Fin qui i nastri da tagliare, tutti pronti. Ma il grande bluff è sul capitolo ricostruzione. Che col G8 ha poco a che fare. Certo il Cavaliere incasserà un po' di solidarietà: qualche chiesa a Obama, Onna alla Merkel. Per l'occasione Berlusconi ha preparato un colpo di scena: mostrare ai capi di governo un filmino realizzato dalla Protezione civile e dal ministero dei Beni culturali con i monumenti «adottabili dai Paesi esteri». Lo ha fatto vedere ieri. Qualcuno - questo è l'intento - metterà mano al portafoglio. Meglio che niente. Anche perché il Governo non si può dire che non abbia badato spese. Anzi. Il decreto Abruzzo rischia di essere una trappola. Innanzi tutto perché copre solo la ricostruzione delle prime case. E non delle seconde (nonostante le rassicurazioni), o di quelle dei non residenti. Non solo. Il punto è che per ora il provvedimento passato alla Camera non serve a nulla. Anche se il provvedimento è approvato, il cittadino che ha diritto ai soldi, ancora non può averli. Il motivo è semplice: il Governo non ha ancora scritto un'ordinanza per rendere spendibili le somme stanziate. Quindi anche chi potrebbe togliere il disturbo dalle tende o dagli alberghi della costa non può iniziare i lavori per rientrare a casa. E finché non c'è l'ordinanza regna il caos su prezziari, ditte, tempi di inizio dei lavori. A ciò si aggiunga che, visto lo stato di emergenza, i Comuni sono senza entrate da tre mesi. Quelli fuori dal cosiddetto cratere poi, che pure hanno avuto danni, sono sull'orlo della crisi di nervi. Basta farsi un giro nella Valle Peligna. Da quelle parti per Silvio sono pronti una valanga di fischi. Il sottosegretario Guido Bertolaso l'ordinanza l'ha annunciata, ma per ora non se ne vede traccia. Quello che invece è certo che i terremotati - loro sì - dovranno mettere mano al portafoglio. Il Governo ha infatti imposto ai residenti del Comune del cratere sismico, attualmente esonerati dal pagamento di tributi e tasse, di restituire quanto finora non corrisposto all'erario a partire dal gennaio del 2010. In Umbria, per citare un caso analogo, hanno iniziato a restituirli solo ora, dieci anni dopo il sisma. La sensazione è che, sull'Aquila, nel Governo si recita a soggetto. Altro che i tempi in cui Berlusconi si muoveva da direttore dai lavori tra le macerie. Allora volava nei sondaggi e la gente gli aveva affidato le sue speranze di una vita decente. Oggi qualcosa si è rotto, tanto che frenquenta solo luoghi chiusi. E soprattutto si contraddice in continuazione. Ricapitolando. A tre giorni dalla sisma annunciò le new town. E per le nuove case aveva pensato al modello nipponico: «Interverremo con una tecnica antisismica giapponese. Non c'è terremoto che possa portare danno a una ricostruzione di questo genere». Poi la linea è cambiata: «Non c'è nessuna new town in programma», (1° maggio). Da quel momento ha solo parlato delle «case campus», i complessi antisismici immersi nel verde destinati ad accogliere prima gli sfollati e poi, a ricostruzione avvenuta, gli studenti universitari: «È partita la macchina per la costruzione di case per 13mila persone. Abbiamo individuato quattordici aree dove faremo case in linea con lo sky line del paesaggio» (2 maggio). Ieri l'ultimo colpo di scena: «Tutti a casa a settembre». Il che lascerebbe supporre che nelle quattordici aree dove saranno costruite le casette le case sono quasi pronte. Non è così. In alcune delle aree individuate i lavori vanno avanti a ritmi serrati. Ma dopo un monitoraggio della Protezione civile ben cinque siti (su quattordici) sono stati dichiarati a rischio idrogeologico, anche gli uomini di Bertolaso usano formule più sfumate. Il professor Mario Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico ha fornito questa spiegazione al quotidiano Il Centro: «Le ragioni sono legate alle caratteristiche geotecniche dei terreni, in quanto la fondazione diretta, senza pali, richiede caratteristiche precise del terreno già a quattro metri di profondità per garantire una ricostruzione rapida». La scelta dei nuovi siti ha già suscitato la reazione della popolazioni locali che da oggi sono in una sorta di mobilitazione permanente. Lo slittamento sulla tabella di marcia è inevitabile. A microfoni spenti lo lasciano intendere pure alla Protezione civile. Eppure il premier fa promesse. Non c'è linea, lontani dalla passerella. Né sulla gestione dell'emergenza, né sul capitolo ricostruzione. Bertolaso fa il possibile, Berlusconi annuncia, il ministro Gelmini è sparita. C'entra pure lei nella grande confusione. Dopo il sisma sbandierò l'idea di un campus «modello Bicocca» per rilanciare l'Università. La sua sopravvivenza è l'unica speranza per l'Aquila. Perché questo Abruzzo sta crollando anche economicamente. Nell'ultimo rapporto Istat è scritto: «Per la prima volta negli ultimi venti anni la regione segna un tasso di disoccupazione (9,7 per cento) superiore a quello italiano». Oltre 25mila posti di lavoro in meno. Roba da brivido, se sei un libero professionista, un operaio, un artigiano in una tendopoli. Tanto vale provare a salvare l'unica azienda funzionante, cioè l'Università. Ma la Gelmini tace. E non si capisce su quale progetto sarà ricostruito l'Ateneo, o quanti studenti ci saranno, visto che per loro non ci sono alloggi disponibili in città. Lei però non parla. Al suo posto qualche notizia sull'Università l'ha data Giulio Tremonti, all'Aquila day: «L'idea è di fare all'Aquila un'università di eccellenza». Altro poker, sulla pelle dei terremotati. Non c'è un progetto su nessuna delle scrivanie governative. Dietro la sortita di Tremonti c'è una guerra con la titolare dell'Università. L'obiettivo? Prendere in mano il dossier della riforma universitaria e farlo slittare nel tempo per evitare un autunno caldo. Giochi di palazzo. E la Gelmini? Ieri gli sherpa del ministro erano impegnati a rispondere all'ultimo editoriale del professor Giavazzi sul Corriere. Alessandro De Angelis 04/07/2009

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di CRISTINA DEGLIESPOSTI . Condivi... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 2 di CRISTINA DEGLIESPOSTI «LE PRIORITÀ sono le aziende». Condivi... di CRISTINA DEGLIESPOSTI «LE PRIORITÀ sono le aziende». Condividono l'obiettivo i neo eletti assessori provinciali del circondario, Graziano Prantoni (Attvità produttive e turismo) e Anna Pariani (Istruzione, formazione e lavoro) che, a tre giorni dalla nomina nella squadra del presidente Beatrice Draghetti, sono già all'opera. E la prima delle preoccupazioni espresse da entrambi è per la situazione dello stabilimento imolese della Cnh. «Faremo visita ai lavoratori del presidio la prossima settimana afferma Prantoni . La situazione è delicata e la partita si sta giocando sul piano nazionale. Ma come Provincia ci attiveremo in questa battaglia. Sul territorio provinciale le aziende in crisi sono oltre un centinaio e alcune non riapriranno dopo la pausa estiva. Gli analisti dicono che la fase più critica non è ancora passata e, anzi, da noi arriverà a settembre». Prantoni, che negli ultimi cinque si è occupato di mobilità e viabilità nelle strade provinciali, ha già fissato le nuove priorità del suo assessorato: aziende e rilancio del turismo. «Il momento economico è difficile spiega e so che il mio sarà un compito arduo. Sono contento che nell'assesorato più affine al mio, quello del Lavoro, ci sia Pariani, un'esponente dal circondario con la quale lavoreremo molto assieme». Ma con la delega alle Attività produttive anche il commercio è diventato materia di competenza dell'ex sindaco di Castel San Pietro. Che però temporeggia sul tema, «perché ribadisce guardiamo con grande attenzione al commercio, ma non per parlare solo di metri quadrati. Ora la priorità sono le aziende». SE QUALCHE rimpianto per le sue vecchie deleghe e per tematiche come il Passante nord e la complanare a Prantoni può non mancare, su una cosa non ha dubbi: «Gran parte della progettazione sulla viabilità del territorio è già stata fatta, la fase preliminare più difficile è già stata elaborata. Ora si tratta solo di seguirla e portarla a compimento». DIVERSA è invece la situazione per l'assessore Pariani al suo primo mandato nella giunta Draghetti e che raccoglie l'eredità di Paolo Rebaudengo. «Ora dobbiamo affrontare tutto il tema dell'applicazione della riforma Gelmini racconta , che sta creando grosse difficoltà in tutte le scuole del territorio, dalle materne alle superiori. Gli organici di fatto dovevano essere noti a giugno, ma così non è stato per effetto delle elezioni. Con il prediente Draghetti dobbiamo ancora defnire i dettagli del programma, ma sicuramente saremo accanto alle famiglie perché vengano rispettate le scelte educative che hanno fatto per i propri figli». Poi un obiettivo a livello locale: «Lavorare in maniera stretta con il presidente del Circondario e portare la Provincia a essere più presente sul territorio».

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Regioni più libere sulla rete scolastica (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-04 - pag: 25 autore: Istruzione. Le conseguenze della sentenza della Consulta sulla riforma Gelmini Regioni più libere sulla rete scolastica Luigi Illiano ROMA Sul ridimensionamento della rete scolastica il ministero dell'Istruzione non potrà più usare la carta dell'ultimatum per fare pressione sulle regioni. è l'effetto concreto della sentenza n. 200 depositata il 2 luglio dalla Corte costituzionale (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). La Consulta ha fatto chiarezza su due punti: spetta a Regioni ed enti locali definire criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; la chiusura o l'accorpamento delle scuole nei piccoli Comuni è competenza delle autonomie locali. La decisione della Corte costituzionale è arrivata in seguito a una raffica di ricorsi presentati dalle Regioni contro la parte della manovra d'estate (articolo 64 della legge 133/08) che interveniva sulla riorganizzazione del sistema scolastico nazionale, soprattutto in tema di tagli del personale, previsti per ottenere i risparmi programmati. I ricorsi sono stati in gran parte giudicati inammissibili: l'impianto complessivo ha superato l'esame, in quanto si tratta di disposizioni di ordine generale e, quindi, di esclusiva competenza dello Stato. La bocciatura ha riguardato, nello specifico, le lettere f) bis e f) ter del comma 4 contenuto nell'articolo 64. La sentenza non dovrebbe avere effetti concreti clamorosi perché proprio sul ridimensionamento, lo scorso novembre, in Conferenza StatoRegioni (dopo un estenuante braccio di ferro) il Governo ha deciso di fare un passo indietro e raggiungere un accordo: le Regioni dovrebbero mettere a punto il riordino della rete scolastica entro il 2010. Intanto alcune Regioni hanno già provveduto al ridimensionamento, nella direzione indicata dalla Consulta. La differenza sta nel fatto che, scaduto il termine del 2010, il Governo non potrà - comunque - intervenire con poteri sostitutivi. Una coincidenza di date ha fatto incrociare la sentenza della Corte costituzionale con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale » del regolamento che si occupa proprio della riorganizzazione della rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane della scuola». Il testo, con buona probabilità, dovrà essere ricalibrato alla luce della sentenza. Va sottolineato che la Consulta non è intervenuta sui tagli agli organici della scuola. Anzi, i ricorsi specifici sono stati respinti. E la sentenza non interviene sulla facoltà del ministero di definire gli organici assegnati alle Regioni. Saranno queste ultime, poi, a stabilire in via esclusiva - come distribuire il personale tra le scuole, secondo criteri dettati dalle esigenze territoriali. Ma, come spesso accade, la riduzione degli organici prevista da Viale Trastevere potrebbe saltare ugualmente per motivi molto concreti e non per la sentenza della Consulta. Ad esempio, il ridimensionamento è fissato con criteri che potrebbero risultare inapplicabili soprattutto nelle regioni del Sud, dove buona parte delle scuole sono ospitate in strutture del tutto inadeguate, prese in affitto da privati, spesso si tratta di appartamenti. Le autonomie locali potranno far valere le ragioni della sicurezza e della mancanza di certificazioni adeguate (impossibili da ottenere, nelle attuali condizioni) per sfondare qualsiasi parametro assegnato, soprattutto nel numero di alunni da distribuire nelle classi. Il regolamento fissa i criteri per la definizione degli organici e per la formazione delle classi, dall'infanzia alle superiori. Il testo contiene anche le indicazioni per il tempo pieno e per quello prolungato e per l'insegnamento della lingua straniera. Slittato il primo via libera per l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) che sembrava dover arrivare dalla riunione del Consiglio dei ministri di ieri. L'approvazione dovrebbe arrivare il prossimo 17 luglio. Su proposta del ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, il Governo ha nominato Enrico Saggese alla presidenza dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). © RIPRODUZIONE RISERVATA RIORDINO IN ATTO Il ridimensionamento degli istituti dovrà essere completato entro il 2010 ma il Governo non potrà intervenire in via sostitutiva

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COSÌ LEGHEREMO (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 04/07/2009 - pag: 1 Università COSÌ LEGHEREMO I FINANZIAMENTI A QUALITÀ E MERITO di MARIASTELLA GELMINI Contro la fuga dei cervelli dal nostro Paese occorre far crescere qualità e merito. E' a questo che legheremo i finanziamenti del governo alle università. A PAGINA 8

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Autodifesa: corsi pagati dal governo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 04/07/2009 - pag: 24 Per le donne Autodifesa: corsi pagati dal governo ROMA Corsi di autodifesa per le donne. «Settimana contro la violenza». Tre ministri si sono impegnati a contrastare le aggressioni alle donne, dentro e fuori le mura di casa. Due protocolli d'intesa sono stati firmati dalla titolare delle Pari opportunità Mara Carfagna (nella foto), da quello del Viminale Roberto Maroni e dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Lo scopo è finanziare iniziative per migliorare l'educazione e la sensibilizzazione di tutti. «Dare alle donne la possibilità di partecipare ai corsi di autodifesa non vuole dire rispondere con la violenza alla violenza», ha sottolineato la Carfagna: «Piuttosto cerchiamo di renderle consapevoli delle loro possibilità ed aiutarle a vincere la paura». Per Maroni «la violenza sulle donne, sui minori e sugli indifesi sono tra i reati più odiosi, forme di criminalità che stiamo contrastando e che sono in diminuzione. L'impegno del governo è anche quello di finanziare sperimentalmente corsi di autodifesa per le donne». Annunciando la settimana contro la violenza che si svolgerà nelle scuole dal 12 al 18 ottobre la Gelmini ha detto che quella «sarà l'occasione per mettere a punto tutte le iniziative e le buone pratiche messe in campo dalle scuole con il coinvolgimento delle famiglie». Il ministro dell'Istruzione ha poi ricordato che nell'ultimo anno sono state 302 le segnalazioni di episodi di bullismo mentre al centralino del dicastero sono arrivate una sessantina di telefonate al giorno.

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Far crescere la cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 04/07/2009 - pag: 8 IL MINISTRO GELMINI RISPONDE A GIAVAZZI Far crescere la cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli di MARIASTELLA GELMINI * C aro Direttore, rispondo volentieri alle sollecitazioni che Francesco Giavazzi mi pone nel suo articolo di ieri. Sono particolarmente sensibile, anche per motivi generazionali, alle difficoltà che giovani studiosi di valore incontrano quando vogliono mettere a disposizione del nostro Paese le loro competenze e le loro energie. Se vogliamo trovare una soluzione a questo problema dobbiamo prima di tutto averne ben chiare le cause, che, come Giavazzi giustamente ricorda, non sono di carattere economico, ma organizzativo e «culturale». In pochi anni il corpo docente è cresciuto del 27% ma gli ordinari sono oggi il 41% in più del 2000: se tanti giovani in gamba sono a spasso o all'estero non dipende dal fatto che sono mancati i soldi, ma dal fatto che le priorità del sistema, lasciato a se stesso, sono evidentemente altre. I nostri docenti vanno in pensione molto più tardi dei loro colleghi stranieri; non ne viene mai valutata la produttività scientifica, se non quando partecipano ai famosi «concorsi». I fondi sono distribuiti a pioggia. Non importa se si assumono studiosi scadenti o geniali. Per questo la decisione più importante che abbiamo preso in questi mesi è stata quella di distribuire 550 milioni del fondo di finanziamento delle università su base meritocratica. È la prima volta che accade. Finalmente le università potranno toccare con mano la differenza tra chi assume studiosi seri e chi preferisce sistemare, per pigrizia mentale o peggio, i soliti noti. L'anno prossimo voglio aumentare la quota premiale, perché è solo rendendo chiara e netta la connessione tra qualità e risorse che si può spingere il sistema universitario sulla strada del merito. Se si crede nella qualità si deve poter contare su un'agenzia di valutazione forte, autorevole e indipendente. Il 17 luglio il Consiglio dei Ministri varerà il nuovo regolamento dell'Anvur, un regolamento innovativo che recepisce soprattutto l'esigenza di rendere l'agenzia più autonoma rispetto a quanto previsto nella precedente legislatura. Non sarà più il ministro a scegliere il presidente e neppure a nominare il comitato di selezione per individuare i membri del consiglio direttivo. Questi ultimi saranno nominati con un decreto del Presidente della Repubblica, non dal governo, proprio per garantire terzietà e indipendenza. Mi attendo dall'Anvur un contributo decisivo per far crescere la cultura del merito, la sola che può spingere a una nuova etica del reclutamento. Il disegno di legge quadro sulla riforma dell'università e della ricerca sarà presentato in autunno quando il calendario parlamentare, oggi fortemente intasato, consentirà una rapida approvazione del testo. La riforma dunque entrerà in vigore per l'anno accademico 2010-2011 così come previsto. Un anno che segnerà una svolta epocale. Le direttrici della riforma sono note: organi di governo degli atenei più snelli e responsabili, forme di reclutamento più vicine alla migliore prassi internazionale. Nelle settimane che ci separano dal varo del ddl vorrei ancora approfondire il dibattito pubblico su alcuni e specifici temi. Oggi, ad esempio, si diventa ricercatori in media a 37 anni, dopo un'estenuante attesa che frustra i talenti migliori proprio in una fase di grande produttività scientifica e opera nei fatti una selezione in base alla ricchezza. Vorrei riuscire ad abbassare drasticamente l'età di ingresso nel sistema, sperimentando forme innovative di reclutamento. Intanto già quest'anno ho destinato 8,5 milioni per finanziare sia le chiamate dirette dall'estero, che la nuova legge del gennaio scorso ha reso possibili anche per i ricercatori, sia un programma di contratti «Rita Levi Montalcini» per studiosi italiani o stranieri che vogliono venire a lavorare in Italia. Su questi temi sono aperta al contributo di tutti coloro che hanno a cuore la nostra università e specialmente dell'opposizione, con la quale mi auguro che si possa impostare un dialogo sereno e trovare un'intesa su punti qualificanti. Quanto poi alle presunte lobby che intendono bloccare la riforma voglio rassicurare il professor Giavazzi: nessuno è in grado di far desistere il ministro e questo governo dalla volontà di riformare profondamente il sistema universitario italiano. *Ministro dell'Istruzione BEPPE GIACOBBE

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Alle medie in uniforme (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Da settembre, per quasi 500 alunni di Pordenone la sveglia suonerà più tardi. Un regalo di 15-30 minuti da spendere in sogni. E il merito è della preside di una scuola media. Che, con una proposta approvata all’unanimità dal Consiglio d’istituto, ha cancellato in un colpo ansie e divertimenti mattutini dei suoi studenti. Niente più indecisioni davanti all’armadio aperto, fra top e camicette sciancrate. E addio prove allo specchio, con decine di capi ammassati sul letto. Agli alunni della scuola statale secondaria di primo grado «Centro Storico», dal 14 settembre basterà aprire un cassetto e infilarsi l’unica maglietta disponibile, una girocollo blu con un elegante stemmino. Già, perché con l’anno scolastico 2009-2010 nella media più centrale di Pordenone si cambia registro: tutti in divisa. O meglio, mezza divisa. Una maglietta quando la stagione lo consente, un bel felpone con l’irrigidirsi del clima. «Volevo rafforzare l’identità della scuola - spiega la dirigente, Teresa Tassan Viol -. E donare un po’ d’ordine ed eleganza ai miei alunni». Modello e fattura sono ancora allo studio. Il colore no, quello è già sicuro. «Punterei sul classico - ragiona la preside - un bel blu». E in alto a destra «il logo della scuola, una margherita, o lo stemma del Comune di Pordenone». La professoressa Tassan Viol sognava questa rivoluzione da quando, l’anno scorso, da maestra elementare è stata «promossa» dirigente dell’istituto. Una passione, quella per la divisa, condivisa anche dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che l’estate scorsa lanciò la proposta del ritorno all’uniforme. «Mi piacerebbe introdurre la divisa nelle scuole sul modello di alcune nazioni europee - aveva infatti annunciato il ministro -. Vestirsi nello stesso modo, magari con lo stemma dell’istituto sulla giacca, suscita un senso di appartenenza e aiuterebbe tante famiglie in difficoltà a causa della corsa alle griffe». La proposta, poi decaduta, faceva parte della cosiddetta rivoluzione Gelmini, che prevedeva anche il ritorno del 7 in condotta e degli esami di riparazione. Allora la proposta suscitò un polverone, fra gli applausi dei nostalgici e le smorfie dei libertari. Lo stesso succede oggi a Pordenone, e sul web piovono commenti di genitori che ringraziano («Evviva, basta marche, più uguaglianza») o che storcono il naso («Lasciateli liberi di scegliere»). Ma la preside va avanti, forte del favore della «maggioranza dei genitori». «Cominceremo da una tuta uguale per tutti per l’educazione motoria - spiega - poi passeremo a maglietta e felpa per le altre lezioni». Il via libera all’uniforme è arrivato appena due giorni fa, quando gli studenti, che per pra hanno accolto la novità con una risata, erano già tutti in vacanza. La scuola ha contattato varie ditte per i preventivi e a settembre le famiglie pagheranno la divisa. «Fra i 450 studenti della scuola - spiega la preside - circa il 30% è di origine straniera ed è già abituato alla divisa. Penso sia educativo: allontana i ragazzi dall’ossessione dell’apparire, garantisce il decoro, eliminando pance nude e mutande in vista, e serve a non escludere il diverso (anche se jeans e scarpe saranno lasciate alla fantasia, e al portafoglio, di ognuno, ndr.)». La rivoluzione blu, però, potrebbe essere solo il primo passo. «Il mio sogno - confida la preside - è lo stile inglese, giacca, cravatta e gonnellina a pieghe».

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G8, il Secolo contro Berlusconi "Con le first lady solo ministre fedeli" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Ministre fedeli premiate dal premier, e ministre dissenzienti messe in ombra in occasione del G8. A criticare il taglio che Silvio Berlusconi ha dato al G8 "rosa", quello che riguarda l'accoglienza alle first lady dei Grandi impegnate in un tour culturale e istituzionale in occasione del vertice dell'Aquila, è oggi il Secolo d'Italia. In un pezzo richiamato in prima pagina, il quotidiano politico della componente An del Pdl, titola: "Il premier premia soltanto le fedelissime". Perché, si spiega, ad accogliere Michelle Obama e le altre signore e a guidarle tra i musei Vaticani e i Fori imperiali saranno Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. E qui si insinua il dubbio: "La Meloni e la Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?". Il riferimento è soprattutto alla questione dell'inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si legge: "Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni e dai veleni dell'inchiesta di Bari. Un particolare che deve aver giocato un ruolo di rilievo nell'opzione in loro favore decisa con tutta probabilità dallo stesso Cavaliere". E invece, "di certo non mancano nel governo altri bei volti, giovanili e altrettanto grintosi che avrebbero potuto assolvere all'impegno", scrive il Secolo. I motivi della punizione per altre ministre lasciate in ombra sarebbero diversi. Per Stefania Prestigiacomo, "ultimamente trascurata nelle operazioni-immagine di Palazzo Chigi", avrebbe pesato il caso Sicilia ("ha preso le difese di Raffaele Lombardo nella querelle sul governo siciliano"). Poi una lite "che non deve essere passata inosservata" con Michela Vittoria Brambilla (lei sì "fortemente sostenuta da Berlusconi") per un convegno sul Gran Sasso, cui la titolare dell'Ambiente non è stata invitata ed ha sottolineato con stizza lo sgarbo. Infine la sua posizione sul caso Eluana Englaro, "diffidente rispetto al premier", e il suo dissenso manifestato in Consiglio dei ministri. OAS_RICH('Middle'); Per la Meloni, oltre al "marchio" di "finiana", ragiona sempre il Secolo, "la cosa che è stata meno digerita è stato il suo silenzio sui gossip relativi a festini e cene allegre nonché la sua aperta avversione al velinismo". Che, oltrettutto, quando emerge il lato più gaudente del berlusconismo sembra decisamente fuori posto, apparendo più imbarazzata che divertita di fronte alle inarrestabili battute del premier. (4 luglio 2009

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"Premia solo le ministre fedelissime" Il Secolo d'Italia bacchetta Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Non piace al Secolo d’Italia il taglio che Silvio Berlusconi ha dato al G8 rosa, quello che riguarda le first lady dei grandi impegnate in un tour culturale e istituzionale in occasione del vertice dell’Aquila. Il quotidiano affida il suo disappunto ad un pezzo richiamato in prima pagina: «Il premier premia soltanto le fedelissime». Perchè? Perchè ad accogliere Michelle Obama e le altre e guidarle tra i musei vaticani e i fori imperiali saranno Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Il secolo insinua il dubbio: «La Meloni e la Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?». Il riferimento è soprattutto alla questione dell’inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si legge: «Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni e dai veleni dell’inchiesta di Bari. Un particolare che deve aver giocato un ruolo di rilievo nell’opzione in loro favore decisa con tutta probabilità dallo stesso Cavaliere». E invece, «di certo non mancano nel governo altri bei volti, giovanili e altrettanto grintosi che avrebbero potuto assolvere all’impegno», scrive il Secolo. I motivi della punizione sarebbero diversi. Per la Prestigiacomo avrebbe pesato il caso Sicilia («ha preso le difese di Raffaele Lombardo»), una lite «che non deve essere passata inosservata» con Michela Vittoria Brambilla (lei sì «fortemente sostenuta da Berlusconi») per un convegno sul Gran Sasso e le posizioni sul caso Eluana «diffidenti rispetto al premier». Per la Meloni, oltre al "marchio" di «finiana», ragiona sempre il Secolo, «la cosa che è stata meno digerita è stato il suo silenzio sui gossip relativi a festini e cene allegre nonchè la sua aperta avversione al velinismo».

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L'ultima per 12.167 alunni (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'ultima «fatica» per 12.167 alunni Sono cominciati i corsi di recupero che dovranno frequentare gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado non ammessi alla classe successiva. Generalmente gli studenti interessati dovranno superare il debito in tre materie, la maggior parte degli alunni che frequentano i corsi di recupero appartengono al primo biennio delle scuole superiore. I corsi di recupero dovranno concludersi, probabilmente, entro il 25 luglio, mentre gli esami verranno svolti entro il mese di settembre, anche se in qualche istituto le prove conclusive si svolgeranno anche in agosto. Ogni corso di recupero è composto da 15 ore, mentre i docenti percepiranno una indennità di 50 euro l'ora al lordo, una somma quindi che sarà sottoposta a trattenute. C'è da dire che non sempre la liquidazione avverrà subito dopo l'espletamento dei corsi, è probabile che i docenti dovranno attendere. Senz'altro da discutere l'utilità dei corsi, dal momento che è assurdo che un alunno con il debito in Matematica, Fisica, Latino o Greco possa recuperare in 15 ore di corso. Dello stesso parere è il dirigente scolastico dell'istituto superiore "Regina Elena" di Acireale, in cui sono stati avviati vari corsi di recupero. «Sicuramente - ha rilevato il prof. Alfio Mazzaglia - le 15 ore per corso sono senz'altro insufficienti per recuperare tutte le carenze registrate nel corso dell'intero anno scolastico, però le famiglie hanno l'opportunità di fare completare la preparazione nel mese di agosto affinchè i gli alunni si presentino con un preparazione adeguata nell'esame di settembre». Insomma, anche la struttura di questi corsi dovrà essere rivista dal ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Intanto, tutte le commissioni impegnate con la maturità hanno completato la valutazione dell'esame scritto, il cui esito complessivo è stato pubblicato all'albo della scuola. I candidati, se lo volessero, potrebbero chiedere la valutazione di ogni singola prova. Oggi quasi tutte le commissioni inizieranno i colloqui. L'esame di Stato dovrà concludersi entro il 15-16 luglio. MARIO CASTRO

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Nuovo stupro a RomaVia a corsi di autodifesa (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Nuovo stupro a Roma Via a corsi di autodifesa Incubo stupri a Roma, dove un'altra ragazza è stata violentata in garage. E' il secondo caso e si teme sia opera di un violentatore seriale. E per insegnare alle donne a difendersi i ministri dell'interno Roberto Maroni, delle pari opportunità Mara Carfagna e dell'istruzione Mariastella Gelmini hanno siglato due protocolli per l'avvio sperimentale di corsi di autodifesa per le donne in alcune città campione, l'istituzione di una Settimana contro la violenza dal 12 al 18 ottobre, formazione delle forze di polizia preposte all'accoglienza delle vittime di violenza. I corsi di autodifesa, avviati d'intesa con gli enti locali e il mondo della scuola, serviranno a rendere le donne «più consapevoli delle proprie possibilità e aiutarle a vincere la paura» ha spiegato la Carfagna. Abbrescia, Caputo 3

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Via ai corsi di autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)

Argomenti: Scuola

Accordo tra il ministro delle Pari opportunità, Gelmini e Maroni: iniziative pilota in alcune città Via ai corsi di autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura In alto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sopra, il ministro della Giustizia Angelino Alfano

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Ora nelle valli alpine vogliono ridiscutere i tagli delle mini-classi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

SENTENZA. CORTE COSTITUZIONALE Ora nelle valli alpine vogliono ridiscutere i tagli delle mini-classi Amministratori locali soddisfatti della sentenza della Corte costituzionale che ha respinto i tagli alle scuole di montagna ipotizzati dalla riforma Gelmini, stabilendo che l'eventuale riorganizzazione scolastica spetta alle Regioni. «Non ho ancora avuto modo di leggere la sentenza nei dettagli; importante, comunque, che venga fissato un principio - spiega Renata Salvano, componente del gruppo di lavoro Regione-Ufficio scolastico regionale per le scuole di montagna -. A questo punto i numeri e parametri della riorganizzazione andranno discussi nella Conferenza Stato-Regioni. Per le scuole di montagna era già prevista una deroga sul numero di alunni, anziché 50 si era scesi a 20. Soglia pur sempre difficile da raggiungere nei piccoli paesi delle valli. Per questo motivo era stato richiesto di tener conto anche di altri parametri, come le distanze, la qualità degli edifici». Soddisfatto del pronunciamento della Corte anche Silvano Dovetta, ex assessore provinciale alla Montagna e presidente della Comunità montana Valle Varaita, che aveva votato anche un ordine del giorno per il mantenimento del polo scolastico di Sampeyre. «Speriamo ora di poter salvare la nostra scuola - spiega Dovetta -. E' giusto che sulla riorganizzazione decida un'ente collegato al territorio come la Regione. Le situazioni cambiano da luogo a luogo; non possono, quindi, essere applicati parametri generali». Positivo il commento alla sentenza anche da parte dell'Uncem (Unione comuni montani). «Sono le Regioni ad avere la competenza sulla rete scolastica e sul suo assetto - dice il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba -, su questo la Consulta ha dato ragione alle otto Regioni che hanno presentato ricorso contro i tagli. La riforma del ministro avrebbe dovuto tagliare 400 scuole del Piemonte, la maggior parte in territorio montano, creare accorpamenti e pluriclassi. Un'assurdità. La scuola rimane uno dei pochissimi servizi presenti nelle valli, va difesa e mantenuta. Il ministro Gelmini aveva considerato solo il criterio numerico per la chiusura». \

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Dopo 25 anni torna come preside nell'istituto dove esordì insegnante (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

il caso Gli effetti della riforma Gelmini Alla Piumati di Bra ALBERTO PRIERI Dopo 25 anni torna come preside nell'istituto dove esordì insegnante CUNEO [FIRMA]ERICA ASSELLE BRA Ha insegnato lettere alla media «Piumati» per 18 anni. Ora torna come dirigente. Prenderà servizio l'ultima settimana di agosto, ma è già emozionata Itala Flavia Santi, al pensiero di rientrare in quella scuola, dopo 25 anni. «Devo dire che ogni volta che passavo lì davanti un po' di nostalgia c'era» confessa. Ora la scuola media braidese unificata comprende «Craveri, «Piumati» e «Dalla Chiesa». Flavia Santi raccoglie il testimone di Teresa Rinero, che va in pensione. «La grande professionalità di Teresa Rinero è un'eredità. Cercherò di essere all'altezza e spero di avere la collaborazione di tutti gli insegnanti, un corpo molto preparato, una garanzia rispetto al compito impegnativo che mi aspetta» aggiunge. Il modello di dirigenza che porterà a Bra è quello sperimentato negli ultimi sei anni, prima a Fossano, poi negli Istituti comprensivi di Sommariva Bosco e Racconigi. «Ho sempre cercato di fare in modo che la scuola sia strettamente integrata con il territorio - spiega -. A Sommariva Bosco gli allievi partecipavano ad esempio a molte iniziative promosse dal Comune e a Racconigi il castello è diventato quasi una seconda casa per le tante attività che abbiamo svolto e i progetti legati all'Europa, il gemellaggio con Saint Jean de Maurienne in Savoia. Per queste ragioni è un po' faticoso cambiare scuola, rimane là un pezzo di cuore». Classe 1951, laureata in Pedagogia con tesi filosofica, Flavia Santi ha iniziato la sua esperienza di professoressa con il corso delle 150 ore alle scuole serali nel 1985-1986. Poi i 18 anni alle Piumati, sezione A e B, indirizzo musicale. «Guidare un Istituto comprensivo permette di capire quali sono i passaggi tra un grado e l'altro - dice -, di avere il quadro completo della formazione. La scuola media arriva in una fase delicata, molto impegnativa, ma anche di grande soddisfazione perché prepara i ragazzi a diventare adulti, ad iniziare un progetto di vita». A far due conti, c'è la possibilità che, come dirigente, incontri a scuola i figli di quelli che furono suoi allievi. «Sarebbe ancora più emozionante! Alcuni degli studenti di allora quando mi vedono per strada o al supermercato mi salutano».

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"Noi prof beffati dalle cattedre spezzatino" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

"Noi prof beffati dalle cattedre spezzatino" Sono stati seguiti criteri demenziali nella definizione delle cattedre, la maggior parte delle quali sono state spezzate su scuole distanti fra loro»: protestano gli insegnanti delle «educazioni» (musicale, artistica, tecnologica, fisica e di lingue straniere) delle medie. Con la riforma Gelmini, queste discipline sono passate da tre a due ore di insegnamento in ogni classe. «Così saltano i laboratori. E per arrivare a coprire tutte le 18 ore di servizio, ogni docente di musica, arte, tecnologia e ginnastica e lingua straniera dovrà avere 9 classi», svela un prof saluzzese, che insegna da 9 anni ma ha ottenuto l'inserimento in ruolo solo nel 2007. «Solo i grandi istituti hanno così tanti alunni, diventerà impossibile lavorare in una sola scuola - aggiunge -. L'assurdità è nelle scuole in cui ci sono 7 classi: bastava assegnarle tutte a un docente e poi trovare una seconda sede per completare. In molti casi invece si è scelto di spezzare ulteriormente la cattedra». Risultato: dove c'era un professore ce ne saranno due che dovranno correre di qua e di là. Sarà così a Scarnafigi: cattedra di musica spartita tra due insegnanti che «completeranno», uno a Sanfront e uno a Marene. Situazione simile a Venasca perché, invece dell'unione con la vicina Sampeyre, è stata prevista quella con Busca. Difficile capire su quali basi siano stati decisi gli abbinamenti. Guido Gossa dell'Ufficio scolastico provinciale: «E' il sistema informativo del ministero a stabilire le cattedre in base alla vicinanza delle sedi. Tuttavia saranno poi i presidi ad assegnare i posti e le cose potrebbero cambiare parecchio». Per ora alle scuole è stato assegnato l'organico di diritto. I dirigenti scolastici hanno la possibilità di chiedere modifiche per arrivare a quello che viene definito «organico di fatto», poiché potrebbero «liberarsi» altre ore per distacchi sindacali di professori, richieste di part-time, aspettative. «Il 17 luglio si completeranno i trasferimenti delle medie e molti colleghi potranno far domanda per completare il servizio nella sede originaria entro il 24 - interviene Graziella Dogliani dello Snals -. Intanto, abbiamo chiesto un incontro al provveditore perché si evitino situazioni paradossali». Altri problemi derivano dalla cancellazione delle compresenze (con due professori sulla stessa classe, utile a creare due gruppi per fare recupero con stranieri e ragazzi in difficoltà e «potenziamento« con i più bravi) e dalla riduzione dell'orario in alcuni istituti, da 33 a 30 ore settimanali (come la media Sacco-Boetti-Paglieri di Fossano). Per questo la cattedra spezzata potrà toccare anche agli insegnanti delle materie fondamentali. «Sono tutti provvedimenti che vanno a danno delle famiglie, ma io sarò fortunato se potrò lavorare», dice Massimo Iaria, professore di Lettere di Villafalletto. Ha 42 anni, insegna da 10, ma è un «precario a vita». «La mia laurea in pedagogia è considerata di serie B, tanto da non garantirmi l'accesso alla scuola di abilitazione - racconta -. Pure la mia invalidità civile è una beffa: le graduatorie scolastiche non ne tengono conto, senza abilitazione, e all'ultimo concorso per averla chiedevano 360 giorni di insegnamento nel 2004. A me ne mancano 8».

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un tè con clio napolitano nel summit orfano di veronica - francesca caferri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Esteri Un tè con Clio Napolitano nel summit orfano di Veronica Per le mogli dei Grandi mobilitate Carfagna e Gelmini Michelle dal Papa in udienza privata con il marito. Carla in Abruzzo più a lungo delle altre FRANCESCA CAFERRI ROMA - Clio Napolitano in soccorso di Silvio Berlusconi: può suonare come un paradosso ma sarà la schiva moglie del presidente della Repubblica a ricoprire, in assenza della consorte del primo ministro, il ruolo di prima donna italiana del vertice del G8. Come a Genova nel 2001, all´Aquila 2009 Berlusconi si presenta al cospetto dei leader del mondo senza una donna al suo fianco: se la prima volta l´assenza fu attribuita al riserbo di Veronica Lario, oggi la domanda di divorzio mette le cose in chiaro una volta per tutte. E attira l´attenzione della stampa mondiale. Come risolvere quello che il Times ieri ha definito "un mal di testa" per gli organizzatori del vertice? Chiedere al Quirinale di aprire i giardini del Palazzo alle first ladies e di ospitarle per un tè pomeridiano deve essere sembrata allo staff del G8 la soluzione ideale. Così, l´8 giugno, le consorti dei leader mondiali – e Joachim Sauer, marito della cancelliera tedesca Angela Merkel e unico "first husband" del gruppo – saranno ricevute da Clio Napolitano. «Cortesia dovuta», si dice al Quirinale, dove sottolineano che la moglie del presidente non ha nessuna intenzione di coprire il buco lasciato libero da Veronica Lario e non parteciperà neanche alla cena offerta dal marito il giorno successivo all´Aquila. Per il resto del tempo il cerimoniale ha chiamato in soccorso due delle "fedelissime" di Berlusconi, il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e quello dell´Istruzione Maria Stella Gelmini. L´8 giugno sul palcoscenico salirà anche la moglie del sindaco di Roma Isabella Rauti: ha invitato personalmente le ospiti a pranzo in Campidoglio e pare particolarmente preoccupata di non sfigurare di fronte a Michelle Obama. «Mia moglie si sta preparando per lei, speriamo bene», ha ammesso ieri Gianni Alemanno. Nei giorni del vertice il programma delle first ladies - che all´appuntamento parteciperanno in massa, deludendo così le firmatarie dell´appello che le invitava a disertare visti gli scandali che coinvolgono Berlusconi - sarà sostanzialmente diverso da quello dei mariti. In Abruzzo i politici. A Roma, per la maggior parte del tempo, loro. L´8, quando si apriranno i lavori, le signore visiteranno la città ed incontreranno il Papa. Assente giustificata Michelle Obama (che arriverà a Roma con madre e figlie): sarà ricevuta in udienza privata in Vaticano con il marito al termine del G8. Il giorno successivo la carovana rosa si sposterà in Abruzzo per una breve visita: Carla Bruni Sarkozy potrebbe però fermarsi all´Aquila per visitare i progetti post-terremoto di cui è sponsor. Il dieci infine le first ladies parteciperanno a incontri organizzati dalle agenzie Onu che si occupano di agricoltura e fame nel mondo (Pam, Fao e Ifad). Tempo libero per esigenze private e shopping? Molti giurano che ci sarà: Michelle Obama avrebbe chiesto di provare del gelato ma soprattutto di stare il più possibile con le figlie. Sarah Brown aggiornerà il suo profilo su Twitter, come fa sempre. E Joachim Sauer probabilmente non vedrà l´ora di staccarsi dal gruppetto rosa.

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Magie e misteri della caccia al Codice Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

Magie e misteri della caccia al Codice Gelmini Diego pastorino Sulle orme del Codice Da Vinci, in questa fine giugno il gruppo degli insegnanti precari della scuola è alla ricerca di un altro Codice misterioso, affascinante come il sorriso della Gioconda di Leonardo. Lo chiameremo il Codice Gelmini. Ora, non avendo io letto il libro né visto il film, non saprei dire cosa servisse o cosa indicasse il Codice Da Vinci. Quanto al Codice Gelmini, sono nelle stesse condizioni. Pur avendo chiesto, non ho capito bene a cosa serva. So solo che la ricerca del codice Gelmini funziona come una complicata caccia al tesoro. L'inizio pare abbordabile: si va sul sito del ministero della Pubblica Istruzione, e poi alla sezione "registrazione on line". Lì si compilano questionari, soddisfacendo una serie di richieste generiche, e, se si seguono le regole, alla fine si acquisisce "la metà del codice". Solo la prima metà, si badi bene. Questa porzione iniziale della formula magica, prodotta elettronicamente da un elaboratore, compare sul video del computer in modo discreto, in una riga qualsiasi di un testo abbastanza lungo, tanto che non è mica subito evidente che quello lì, proprio quello lì, è"la metà del codice". Giunti così alla metà del percorso, il gioco continua all'esterno: in possesso della metà del codice, bisogna recarsi personalmente in una scuola. Questa parte del gioco è la più succosa, perché prevede che si giochi in squadra con una segreteria scolastica. Funziona più o meno così: uno dei segretari della scuola, dopo aver visto che tu sei tu, solo tu, proprio tu, non altri che tu, ti consegna "l'altra metà del codice". In questa maniera, collegando alchemicamente le due metà del codice, probabilmente agli occhi degli insegnanti precari si disvelerà il segreto del nascondiglio del Sacro Graal. Così soddisfatti, essi potranno vieppiù aggiornare il loro punteggio nelle graduatorie interne delle scuole che hanno scelto. E scopriranno che tutto questo andirivieni di codici codicilli e formule è servito per fare una cosa semplice semplice: aggiornare il punteggio di una graduatoria. Che è in sé operazione importante, importantissima: dall'aggiornamento del punteggio dipende la possibilità di insegnare. È il lavoro, accidenti, il lavoro. E sinceramente, trasformare tutto ciò in una specie di gioco denota una totale mancanza di rispetto. Per le persone. E per il lavoro che svolgono. Ancora una volta, grazie al codice Gelmini, il ministero della Pubblica Istruzione dimostra che la pratica che meglio conosce è prendere per il naso i suoi stessi dipendenti. Con quale scopo, ditemelo voi, perché io proprio non lo capisco. Diego Pastorino è insegnante di materie letterarie nella scuola media. 05/07/2009

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Più ore di lezione per salvare l'elementare di Scapezzano (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 11 Più ore di lezione per salvare l'elementare di Scapezzano SCUOLA TREDICI ISCRITTI INVECE CHE QUINDICI: LA FRAZIONE RISCHIA DI PERDERE LA PRIMA CLASSE SENIGALLIA L'OBIETTIVO rimane invariato: mantenere per il prossimo anno scolastico la prima classe alla scuola elementare di Scapezzano e salvare così il plesso della frazione dal possibile ridimensionamento previsto dalla normativa varata dal ministro Gelmini. E' stato questo l'argomento che ha tenuto banco venerdì sera nel corso di una affollata ed animata assemblea pubblica che si è tenuta nel centro collinare, presenti gli assessori comunali Maurizio Mangialardi e Simone Ceresoni. Dopo aver fatto il punto della situazione rispetto ai possibili tagli di organici e di classi in alcune frazioni a rischio nel territorio comunale, l'attenzione si è incentrata sul locale plesso dove non si è raggiunto il numero minimo di studenti previsto per avviare una prima classe: le iscrizioni sono state infatti tredici, contro le quindici previste. Presenti all'assemblea anche componenti del locale Comitato dei genitori, costituito proprio per salvare la scuola. «E' un obiettivo al quale stiamo lavorando da mesi dice uno dei portavoce, Francesco Simoncioni (foto) con l'attivazione di attività pomeridiane e coinvolgendo sia la direzione didattica, che l'Amministrazione comunale. Vogliamo scongiurare la chiusura della scuola di Scapezzano e la perdita di un patrimonio importante per tutta la frazione». AL TERMINE dell'incontro è stato deciso di formalizzare l'invio di una richiesta al direttore didattico dell'istituto comprensivo Senigallia nord - Mercantini', Giancarlo Santini ed all'Amministrazione comunale. Nella lettera verrà richiesto di aggiungere cinque ore settimanali all'orario complessivo. Se venisse accolta la richiesta dalla direzione didattica, si potrebbe evitare la costituzione di pluriclassi' per i corsi di italiano e matematica. «Siamo in attesa intanto di comunicazioni ufficiali riguardo agli organici per il prossimo anno scolastico dice l'assessore Ceresoni e quindi verificheremo anche questa possibilità, aggiornandoci tra due settimane». NEL CORSO dell'assemblea sono stati affrontati anche altri argomenti, tra i quali il sempre molto sentito Piano particolareggiato della frazione, dal cui sviluppo dipende non solo la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali ma anche la possibilità per le giovani coppie di poter rimanere a Scapezzano. E di conseguenza anche di garantire la speranza di poter salvaguardare la scuola elementare. Positivo il giudizio dei residenti sugli interventi di recupero alla mura storiche ed al centro. Sandro Galli Image: 20090705/foto/153.jpg

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Tagli alle scuole, gli amministratori si appellano all'assessorato regionale (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

P.S. ELPIDIO - S. ELPIDIO A MARE pag. 18 Tagli alle scuole, gli amministratori si appellano all'assessorato regionale SANT'ELPIDIO A MARE «ABBIAMO A CUORE la questione dei tagli alle scuole cittadine e andremo fino in fondo per trovare una congrua soluzione»: l'assessore alla pubblica istruzione Giuseppe Cifola e il presidente del consiglio comunale, Norberto Clementi non hanno dubbi sul fatto che questa è una battaglia da portare avanti per offrire ai ragazzi le migliori condizioni possibili di studio e apprendimento a scuola. Così, l'altro giorno, Cifola e Clementi sono andati ad Ancona, in Regione dove hanno incontrato l'assessore regionale alla pubblica istruzione Stefania Benatti. «Abbiamo voluto rappresentare all'assessore la preoccupazione nostra e delle famiglie elpidiensi circa i rischi paventati dalla Riforma Gelmini sulle scuole cittadine». Come noto, i provvedimenti governativi in tema di scuola sortiranno a S.Elpidio a Mare ben due effetti: se le misure saranno applicate, dal prossimo anno scolastico 2009-2010 verrebbe tagliata una sezione alla scuola materna di Castellano (attualmente ospitata al capoluogo) e verrebbe eliminata una classe alla media "Bacci" (passerebbe da cinque sezioni a quattro, nonostante i numeri siano ampiamente sufficienti a formarne cinque, come sempre). In quest'ultimo caso, si creerebbe una situazione critica di 26 alunni per classe, con la presenza di un numero elevato di diversamente abili, e con l'aggravante di un ulteriore incremento di studenti per i flussi migratori di extracomunitari. Per contro, ci sarebbe una contrazione di organico di 2 posti di insegnante. «L'assessore Benatti ci ha assicurato il suo interessamento ed il suo sostegno affinché queste due situazioni possano essere scongiurate. Comunque, l'azione dell'amministrazione comunale per il bene delle scuole, della città, degli studenti e delle famiglie andrà avanti ancora con interventi concreti» assicurano l'assessore e il presidente. Marisa Colibazzi

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SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: n... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 7 SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: n... SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit: nelle ultime ore malumori sono stati espressi da un quotidiano vicino ad An, che ha evidenziato l'«esclusione» del ministro Giorgia Meloni. Telegrafica la sua risposta: «Non vedo dove sia la polemica, sto concentrando le mie energie sul vertice del J8, l'incontro fra giovani parallelo al G8». I ministri Carfagna e Gelmini dunque con le first lady: la loro giornata più intensa sarà mercoledì 8, con visite in Vaticano, Quirinale e Campidoglio.

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Il premier e le first lady: nessun incontro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 05/07/2009 - pag: 5 Cerimoniale Il premier e le first lady: nessun incontro ROMA Il loro sarà un G8 a parte. Michelle Obama, Carla Bruni Sarkozy e le altre first ladies non incontreranno il premier Berlusconi. Ma nemmeno i rispettivi mariti: il programma è serrato, manca proprio il tempo. Nessuna foto di gruppo allargato, non è tradizione. Niente serate di gala: la cena del Capo dello Stato di giovedì all'Aquila non prevede la loro presenza. Durante il summit invece le prime dame saranno scortate da Mariastella Gelmini, nella foto alta, («Ammiro Michelle perché si impegna nel sociale ed è una donna positiva che ama suo marito») e Mara Carfagna (foto sopra), uniche due ministre accreditate dalla diplomazia di Palazzo Chigi. Mentre Prestigiacomo e Meloni, scrive il Secolo d'Italia, sarebbero state trascurate perché non abbastanza «fedelissime» del Cavaliere. «Non vedo dove sia la polemica», commenta la Meloni che peraltro scorterà una delegazione di 14 ragazzi del J8 (Junior summit guidato dall'Unicef) dagli Otto Grandi. Il carnet delle signore è fitto ma ancora non definitivo. Mercoledì 8 alcune andranno in udienza dal Papa intorno alle 12. Seguono tappa in Campidoglio dal sindaco Alemanno e la moglie Isabella Rauti con visita di 45 minuti ai Musei Capitolini e pranzo sulla Terrazza Caffarelli, in cucina Heinz Beck. Tè pomeridiano da Clio Napolitano, cena di lavoro e in mezzo, chi può, shopping. Ci si cambia d'abito in hotel riservati. L'indomani partenza per L'Aquila, visita al centro storico distrutto dal sisma, mostra archeologica a Coppito, pranzo, la sera si torna a Roma. Venerdì appuntamento alla Fao. Il regalo della presidenza del G8 sarà un ciondolo d'oro made in Italy. La Regione donerà a ciascuna una presentosa , gioiello tipico abruzzese di filigrana con al centro uno o due cuori. Giovanna Cavalli

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perché la storia dell'arte va studiata a scuola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 34 - Cultura Una lettera a Napolitano Perché la storia dell´arte va studiata a scuola ROMA - L´insegnamento della storia dell´arte nelle scuole italiane rischia di avere un ruolo marginale. Tra le varie accuse che si rivolgono alla "riforma Gelmini", ce n´è una che sta particolarmente a cuore al mondo intellettuale ed è appunto «il pesante ridimensionamento se non addirittura la drastica eliminazione della disciplina, in particolare in molti settori dell´istruzione tecnica e professionale». Si tratta di riduzioni orarie che - ad esempio - riguarderà l´indirizzo per il turismo, «uno dei più strategici per il rilancio economico del nostro Paese e avranno conseguenze gravi per la cultura artistica diffusa dei cittadini italiani». è quanto scrivono in una lettera al capo dello Stato Giorgio Napolitano, la presidente del Fondo ambientale italiano Giulia Maria Crespi, Cesare De Seta, Marisa Dalai Emiliani della "Sapienza" di Roma e Clara Rech che rappresenta gli insegnanti di storia dell´arte. I firmatari denunciano come i curricula elaborati dal ministero della Pubblica istruzione siano in decisa controtendenza rispetto all´orientamento europeo, del vasto movimento che promuove l´insegnamento della storia dell´arte nei sistemi scolastici di tutti i paesi membri dell´Unione. A Giorgio Napolitano è stato sottoposto un "Appello" che ha già raccolto oltre 2200 firmatari, sostenuto da autorevoli studiosi e istituzioni prestigiose - dalla Francia alla Spagna, dal Portogallo alla Germania, alla Slovenia. Il provvedimento della Gelmini è "sorprendente", sembra del tutto ignorare come sia sempre più diffusa «una nuova consapevolezza che nella storia della creatività e della produzione artistica riconosce il germe di un sentire comune, un terreno fecondo che, con la bellezza, ha visto fiorire la democrazia e la pace».

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IL 5% DEL PERSONALE docente della scuola di ogni ordine e grado in ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 IL 5% DEL PERSONALE docente della scuola di ogni ordine e grado in ... IL 5% DEL PERSONALE docente della scuola di ogni ordine e grado in Polesine andrà in pensione dal prossimo 1 settembre: non sono numeri da record, ma poco ci manca. In tutta Italia le domande di "quiescenza" accolte sono state oltre 40 mila, il che la dice lunga anche sulle difficoltà di Ata e docenti ad affrontare novità spesso contraddittorie, nel pieno guado della riforma della scuola media-elementare e alla vigilia di quella delle superiori (tecnici, professionali e licei). Se ne andranno dalla scuola, in Polesine, nelle prossime settimane ben 32 maestre elementari e 8 docenti della scuola dell'infanzia; ma anche 42 prof delle medie e, tra questi, fanno il botto quelli di lettere con ben 19 pensionamenti; alle superiori lasciano in 44, tra il personale Ata in 35. Facendo le somme, nel nuovo anno scolastico mancheranno all'appello 124 prof e 35 Ata, circa, come si diceva, il 5% del personale. La notizia è però che non tutti i posti lasciati vacanti saranno riempiti con nuove nomine; in effetti è stato il Ministero stesso a "sollecitare" i pensionamenti, al fine di garantire una qualche chance ai supplenti di recuperare un posto nelle prime settimane di settembre. I tagli imposti in Polesine alle elementari (40) infatti non vengono nemmeno del tutto assorbiti dai pensionamenti (35). Leggermente migliore la situazione alle superiori dove, a fronte di 44 pensionamenti tra le varie classi di concorso, c'è stata in provincia una riduzione delle cattedre, a seguito della "riforma" Gelmini, di 43 unità: dunque pari e patta. E, forse, alle medie, che hanno subito una riduzione di 26 cattedre e possono contare su 42 pensionamenti qualcosa avanza per i supplenti. In realtà qualcosa dovrebbe anche "restare" per un piccolo plotoncino di nuove immissioni in ruolo promesse dal Ministro entro l'estate ma non ancora annunciate. L'effetto congiunto di tagli e pensionamenti rimette tuttavia tutto in discussione, con supplenti che possono trovarsi confermati o meno sul posto dove magari hanno lavorato per anni e con docenti di ruolo che, in decine e decine nella nostra provincia, sono stati spostati d'ufficio, alle elementari come alle medie e superiori, perché hanno perso il posto nell'istituto dov'erano o perché devono completare il loro quadro orario. Insomma è un rimescolamento senza precedenti del personale di scuola: ed è solo l'inizio, perché i tagli ai Tecnici, Licei e Professionali annunciati a partire dal 2010 porteranno un vero "tsunami didattico": la scomparsa di certe discipline (come trattamento testi.), l'accorpamento di tutte le aree disciplinari di chimica e scienze, il taglio delle ore al biennio fino a 32 ai Tecnici-Professionali (oggi sono 36) e fino a 27 nei Licei (oggi sono più di 30) ecc.porteranno inevitabilmente a rimescolamenti rivoluzionari rispetto ad un quadro rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi decenni. Di fronte a queste scosse, tutte le previsioni sindacali danno per il 2010 l'anno vero dell'esodo verso la pensione dei docenti. o.p.

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 06/07/2009 - pag: 23 Scienza Scontro con le tre ricercatrici che hanno presentato ricorso al Tar contestando i limiti ai test «Staminali, i tagli decisi dalle Regioni» Il viceministro Fazio: nessun blocco del governo sulle embrionali ROMA Il viceministro contro la rivista Nature che ha messo sotto dura accusa il sistema italiano della ricerca pubblica. «E' falso che il governo abbia voluto escludere dai finanziamenti i progetti che prevedono l'uso di linee di staminali embrionarie. Sono state le Regioni a chiedere di introdurre questa limitazione», replica piuttosto adirato Ferruccio Fazio che si appresta a prendere il timone del ripristinato dicastero della Salute. E annuncia una rettifica. La prestigiosa testata scientifica nell'ultimo numero ha dato notizia del ricorso presentato da tre ricercatrici italiane (Elisabetta Cerbai, Elena Cattaneo e Silvia Garagna) contro il bando che stanzia 8 milioni per progetti sulle cellule staminali. La decisione di cancellare sperimentazioni su linee di origine embrionaria infrangerebbe «il diritto costituzionale alla libertà di ricerca». La Cerbai attacca: «Scelta voluta ad alto livello politico ». Viceministro, smentisce? «Sono state le Regioni a proporre quella modifica come dimostrano senza ombra di dubbio i verbali delle riunioni col governo avute tra dicembre 2008 e febbraio scorso. Le tre ricercatrici sono disinformate. Perderanno il ricorso». Il veto sulle staminali embrionarie è venuto dalla Lombardia. Il governo non poteva opporsi visto che altri Paesi finora ostili al finanziamento di questi studi, primi fra tutti gli Stati Uniti di Obama, hanno cambiato rotta? «Io ho il massimo rispetto il lavoro delle Regioni con le quali voglio mantenere un buon rapporto. Il mio obiettivo inoltre era mandare avanti il bando che altrimenti si sarebbe fermato. A volte è necessario accettare compromessi». Ritiene che le ricerche sulle staminali dell'embrione debbano essere portate avanti? «Da ricercatore sono convinto che dal punto di vista scientifico le staminali adulte siano più interessanti. Non c'è bisogno di scomodare l'embrione ». Sergio Pagano, prefetto dell'Archivio Segreto del Vaticano, ha affermato che su alcune questioni, come cellule staminali e genetica, la Chiesa ragiona con gli stessi preconcetti nutriti a suo tempo nei confronti di Galileo. Che ne pensa? «L'apertura mi fa molto piacere. Lo dico come medico. Questo non sottintende un giudizio sulle cellule staminali embrionali. Credo però che la ragionevolezza debba sempre guidare il comportamento degli uomini». Come liberare il sistema italiano dal conflitto di interessi? Una legge che renda obbligatoria l'introduzione del principio del peer review (confronto tra pari) per dare trasparenza? «Sì alla legge, ma non è necessaria. Sono già d'accordo con il ministro Gelmini perché anche i fondi dell'università, come i nostri a partire da quest'anno, siano distribuiti con lo steso meccanismo». E i cervelli in fuga, ultimo caso quello di Rita Clementi, denunciato dal «Corriere»? «Intanto verrà stanziato un fondo per favorire la collaborazione tra chi lavora all'estero e i nostri centri. Una cifra contenuta per ora, 10 milioni. E' a buon punto l'anagrafe degli espatriati. Stiamo raccogliendo i dati attraverso le ambasciate ». Margherita De Bac mdebac@corriere.it \\ L'obiettivo era mandare avanti il bando di ricerca che altrimenti si sarebbe fermato

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I veri ostacoli alle riforme (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 06/07/2009 - pag: 8 LE RESISTENZE SOCIALI E TERRITORIALI I veri ostacoli alle riforme di ANGELO PANEBIANCO SEGUE DALLA PRIMA Dipende dal fatto che, accanto al welfare «ufficiale», quello gestito dallo stato, c'è anche un esteso welfare «occulto» che tutela tante famiglie italiane a vari livelli di reddito. Ci sono protezioni e fringe benefits assicurati ai tanti dalle innumerevoli corporazioni, le rendite garantite dalla spesa pubblica (sprechi inclusi), i benefici assicurati ai singoli dall'economia sommersa. Non casualmente, a soffrire di più a causa della crisi sono fino ad oggi quei settori della piccola impresa e del commercio (come ha osservato Dario Di Vico sul Corriere del 2 luglio) che sono tra i pochi davvero esposti alla concorrenza di mercato. Dall'elenco di Monti estraggo il caso che conosco meglio, quello della formazione del capitale umano. E' la questione dell'istruzione. Sarebbe auspicabile una riforma meritocratica dell'Università (Francesco Giavazzi, su questo giornale, 3 luglio) e della scuola in generale. Ed è vero che il ministro Gelmini è sinceramente interessato a farla. Ma potrà mai il Parlamento (nelle sue componenti di destra e di sinistra) consentire davvero incisive riforme meritocratiche nel settore dell'istruzione? Ne dubito. E non certo a causa della resistenza di qualche «barone» o di qualche preside di liceo. A causa del fatto, piuttosto, che verrebbero scossi equilibri territoriali, locali, consolidati. Prendiamo il caso dell'Università. In Italia ci sono centri universitari ottimi, centri universitari così così e centri universitari pessimi. Questi ultimi godono di esteso sostegno e di granitiche complicità nelle comunità territoriali di appartenenza. Una riforma meritocratica (che, se fosse davvero tale, dirotterebbe i finanziamenti sui centri e i ricercatori migliori) li metterebbe in ginocchio. E che cosa credete che accadrebbe? Quei pessimi centri universitari sono pur sempre erogatori di stipendi e rendite, e grazie ad essi vive anche un esteso indotto cittadino. Inoltre, essi contano sulla complicità delle famiglie le quali, pagando tasse basse, assicurano comunque ai propri figli diplomi dotati di valore legale. Ci sarebbero probabilmente rivolte in stile Reggio Calabria 1970. I sindaci, i sindacati, i deputati locali (di destra e di sinistra) farebbero barriera in difesa del pessimo centro universitario minacciato. Ciò che vale per l'istruzione vale, credo, per tutti gli altri settori che dovrebbero essere interessati da incisive riforme. In molti casi, colpire la rendita può significare mettere a rischio o, per lo meno, in grave sofferenza, anche i legami fra le diverse aree territoriali del Paese. Ciò significa che non bisogna fare quegli interventi riformatori? Bisogna farli di sicuro, a meno che non ci si rassegni definitivamente all'idea che la democrazia italiana possa reggere solo se si accettano bassi tassi di crescita (anche a crisi superata) e forse, in prospettiva, un ulteriore impoverimento complessivo. Ma bisogna anche individuare le strategie utili per attutire gli inevitabili, probabilmente fortissimi, contraccolpi.

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Cinquecento firmeper capire (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)

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teatro greco Cinquecento firme per capire Lettera alla soprintendenza per conoscere le condizioni del sito. Ancora nessuna risposta di bartolo 37 Università salva a patto che si rispettino alcune condizioni. Prima fra tutte il pagamento in 4 rate dei 10 milioni e 300 mila euro che la Provincia deve all'ateneo e che in caso di insolvenza comporterà il trasferimento dei due corsi di laurea a Catania. Lo ha deciso il consiglio d'amministrazione etneo dopo la riunione del senato accademico che approva l'accordo con gli enti aretusei per l'attivazione di Beni culturali. Il Cda ha dato mandato al rettore Antonino Recca, in caso di mancato pagamento - nei termini pattuiti - anche di una sola delle quattro rate previste dal piano di rientro proposto dalla Provincia, di agire mediante decreto ingiuntivo per il recupero del credito; di risolvere i rapporti convenzionali in essere al momento dell'inadempimento con disattivazione di tutti i corsi svolti presso la sede di Siracusa e trasferimento a Catania di tutti gli studenti; e di agire poi per il risarcimento di ogni danno. Condizioni chiare che appaiono come un diktat ai siracusani impegnati nella strenua difesa della causa università. «Esiste una convenzione firmata tra le parti - afferma il presidente del consorzio Archimede, Salvo Baio - e dunque occorre agire tutti nel pieno rispetto di questo accordo. Un insediamento universitario non si costruisce sulla carta bollata né sugli aut-aut. Questa vicenda è già stata molto dura sia per gli studenti che per i docenti, oltre che per l'intera città e le sue istituzioni che tanto si sono prodigate in questi anni per la crescita della realtà accademica. Credo che sia adesso giunta l'ora di pensare a come riprendere il cammino definendo un percorso formativo condiviso, che punti a elevare la qualità didattica e formativa. Mi dà fastidio la sola idea che si possa staccare o attaccare la spina dell'insediamento universitario in maniera così sbrigativa e sommaria. In definitiva, la cosa più importante è il fatto che abbiamo salvato per il prossimo anno accademico tutti i corsi. Ora serve comunque una riflessione». E si farà. Come deciso anche al termine dell'incontro svoltosi nella sede ministeriale di Roma, alla presenza dei delegati del ministro Gelmini. Se salvare la riattivazione dei due corsi è stato il primo passo, mantenerli dev'essere quello immediatamente successivo. Per questo entro il 15 settembre si aprirà un tavolo coordinato dalle segreterie tecniche del Ministero sul decentramento della sede universitaria, al fine di definire la nuova offerta formativa, in collaborazione con l'Università di Catania. Ciò nel rispetto dei requisiti di qualità previsti dal decreto ministeriale 270 del 2004. Isabella di bartolo

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l'onda: "stiamo dalla loro parte l'obiettivo era violare la zona rossa" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

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Pagina IV - Torino Presidio in ateneo e parole dure contro la magistratura: "Esegue gli ordini di Berlusconi" L´Onda: "Stiamo dalla loro parte l´obiettivo era violare la zona rossa" "Scelta condivisa in assemblea, ma poi durante un corteo c´è chi va avanti e chi si tira indietro" «La magistratura soggiace alle direttive ministeriali, questi arresti sono segno della debolezza del governo che non trova risposte ai problemi del paese, alla crisi come al terremoto». Con queste parole gli studenti dell´Onda di Torino ieri hanno commentato gli arresti di ieri durante un incontro nell´atrio di Palazzo Nuovo. E si riferiscono al ministro dell´Interno, Roberto Maroni. «è lui il mandante di questa operazione che, oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista dell´imminente G8 dell´Aquila. Ma se era un´intimidazione, ribadiamo che non ci sottrarremo alla partecipazione al G8 e alle altre iniziative. Questa è stata un´operazione prevedibile, non riuscirà a ingabbiare quello straordinario movimento che da settembre ad oggi ha inondato le scuole, le università e le strade. Le pratiche repressive utilizzate da governo, magistratura e polizia si ripetono, ma noi torneremo in piazza più forti di prima». Dietro una cattedra improvvisata con due banchi e qualche sedia ci sono Marta e Matilde, volti puliti, facce nuove del movimento antagonista. Sono tra gli studenti che da settembre si mobilitano con occupazioni e manifestazioni per protestare contro la riforma Gelmini, l´aumento delle tasse, il G8 University Summit. «è stato straordinario dare vita a un movimento che dall´autunno non ha perso vigore - spiegano - Avevano detto che eravamo morti, invece a maggio c´eravamo ancora, ci siamo a luglio e ci saremo il prossimo autunno. Certo il fatto di aver arrestato ragazzi giovani, appena ventenni, all´inizio del loro percorso universitario, è un chiaro segnale di volerci depotenziare in vista del prossimo autunno». Respingono le accuse di essere stati strumentalizzati da una frangia di facinorosi. «La decisione di violare la zona rossa è stata concordata da un´assemblea a livello nazionale due giorni prima del corteo e che il corteo non si è spaccato è dimostrato dal fatto che dopo quello che è accaduto in corso Marconi siamo tornati tutti insieme all´università, forse eravamo ancora più di prima e tutti eravamo compatti nell´assemblea del pomeriggio. è evidente che in queste situazioni non tutti fanno tutto, qualcuno va avanti e altri restano indietro, ma questo non vuol dire che una parte della manifestazione non abbia condiviso l´accaduto». Poi tutti in rettorato, per un presidio già fissato contro l´aumento delle tasse in concomitanza con la riunione del Senato Accademico. A quelle motivazioni aggiungono la richiesta di liberazione dei loro compagni. «La lotta continua», dicono fieri. (f. cr.)

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first lady, carla bruni snobba roma - alessandra paolini giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

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Pagina V - Roma First lady, Carla Bruni snobba Roma Domani pranzo per Michelle Obama e le altre in Campidoglio. Il menu di Heinz Beck Tempi serratissimi tra udienza papale sosta sulla Terrazza Caffarelli, rinfresco al Quirinale ALESSANDRA PAOLINI GIOVANNA VITALE In Italia sì, ma non a Roma. Carla Bruni-Sarkozy snobba le altre first lady che domani sbarcheranno nella capitale per una 24 ore istituzional-vacanziera fitta di impegni. Udienza dal papa, pranzo in Campidoglio, rinfresco al Quirinale e magari qualche piccolo fuori programma che non guasta mai. Per poi, la mattina dopo, raggiungere i mariti al G8 dell´Aquila. Un programma, come si diceva, che non riguarderà l´inquilina dell´Eliseo: Carlà andrà dritta in Abruzzo assieme al consorte. Non ci ha invece pensato un attimo Michelle Obama a regalarsi una giornata tutta romana per lei, le figliolette Malia e Sasha e la mamma Marian Robinson. A villa Taverna è già tutto pronto per ospitarle. Del resto, in città, i preparativi si sprecano. Isabella Rauti, art director del pranzo sulla terrazza Caffarelli fissato per le 13.30, durata prevista 50 minuti, è da più di una settimana che ci pensa e ci ripensa, come ha raccontato il marito sindaco. Il tavolo imperiale ovale, apparecchiato per 14, sarà ombreggiato da tende in lino chiaro. A far gli onori di casa, oltre alla moglie di Alemanno, le ministre Carfagna e Gelmini. Undici le first lady, tra cui l´inglese Sarah Brown, la giapponese Chikako Aso, l´indiana Gursharran Kaur, la messicana Margarita Zavale, la svedese Giulia Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle cinque mogli del poligamo presidente sudafricano Zuma. Per l´occasione lo chef della Pergola, Heinz Beck, ha immaginato un banchetto tutto "core de´ Roma". Piatto forte: saccottelli alla carbonara. Ovvero: «Pasta ripiena con l´uovo, mantecata con dadini di zucchine e pecorino. Ma senza pancetta. Non tutte le signore, per religione, possono mangiare carne di maiale», spiega il cuoco. Per antipasto, gamberi rossi fritti, piccole bruschettine e assaggi di coda alla vaccinara. Una pausa di relax tra l´udienza mattutina da Benedetto XVI (assente giustificata, la moglie del presidente Usa che vedrà il Papa venerdì mattina insieme al marito) e il tè al Quirinale da donna Clio. Conclusa dalla visita ai musei Capitolini (dalle 14.30 alle 15.20), con piazza del Campidoglio off limits dalle 12 alle 16. Un cronoprogramma studiato al secondo. «Ma le signore non sono obbligate a seguirlo passo passo», spiegano dal Cerimoniale della Farnesina. E siccome la Pinacoteca è straordinaria, ma un po´ di shopping non guasta mai, la Confcommercio ha messo a disposizione del "ghota in gonnella" una ventina di personal shopper. Tra le boutique del centro non si spera altro. Bulgari le invitate tutte alla mostra Tra eternità e storia al Palexpò, mentre la gioielleria Versace espone una parure che - dicono in atelier - «sarebbe perfetta per Michelle».

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riconosciuti dai video della digos mentre vanno all'attacco della polizia - carlo gulotta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Erano al G8 degli Atenei a Torino, alcuni impugnavano bastoni. I difensori: misura ingiustificata Riconosciuti dai video della Digos mentre vanno all´attacco della polizia In manette quattro ragazzi del Collettivo universitario L´operazione alla vigilia del G8 dell´Aquila, appuntamento chiave del governo CARLO GULOTTA LE TELECAMERE della Scientifica li hanno immortalati mentre attaccano la polizia che protegge il castello del Valentino a Torino, nel giorno del "G8 University Summit": era il 19 maggio e il video ha incastrato quattro studenti bolognesi dell´Alma Mater in marcia contro gli agenti. Si proteggono con caschi e sciarpe, uno ha in tasca un fumogeno, gli altri stringono un bastone e stanno a due passi dagli altri manifestanti raccolti a "testuggine", sotto gli scudi di plastica rinforzati da un´armatura, che poi si scagliano contro il cordone. Venti agenti feriti, prognosi limitate. Un mese e mezzo di indagini della Procura di Torino, 21 arresti in tutta Italia, ieri mattina il blitz e le perquisizioni. Alla vigilia di un altro G8: l´appuntamento-chiave del Governo Berlusconi a l´Aquila. Scrive il gip di Torino nell´ordine d´arresto: le misure sono scattate «in vista dell´apertura del G8 a l´Aquila. Gli arrestati appartengono al movimento antagonista, in grado di elaborare un disegno criminale collettivo organizzato, suscettibile di porre in serio pericolo l´incolumità delle forze dell´ordine e di turbare l´ordine pubblico. E´ evidente l´estrema concretezza del rischio di reiterazione di analoghe condotte». Giustizia con la mano dura: a Alessandro Boggia, 22 anni, Marco Mattei, 28, Ernesto Maria Rugolino, 22, e Francesco Zuanetti, 21, tutti del Collettivo Autonomo Universitario, "costola" del centro sociale "Crash", viene contestata la violenza a pubblico ufficiale e le lesioni. Facce note alla Digos: Mattei è il portavoce del Cua, Boggia, Rugolino e Francesco "Zua" Zuanetti hanno partecipato a tutte le iniziative dell´Onda, dal corteo No Gelmini del 30 ottobre alla protesta contro le filiali Unicredit del 12 novembre, fino all´assedio del Rettorato la settimana scorsa contro il caro-tasse. Tutti incensurati, dicono i loro avvocati, Marina Prosperi, Simone Sabattini e Carlo Bressan, mentre la polizia parla di precedenti di polizia in qualche caso "specifici". Mai una condanna, però. Frequentano Scienze Politiche, Lettere, Biologia e Scienze della Formazione e il 19 maggio parteciparono alla grande manifestazione di Torino assieme ad altri 150 studenti bolognesi. Protestano gli avvocati: «Non ravvisiamo i gravi indizi idonei a mantenere una misura coercitiva così grave. E non condividiamo l´impostazione della Procura: mancano le specificazioni rispetto alle condotte individuali e materiali degli accusati».

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dieci politico, maestre sanzionate (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bologna Alle Longhena Dieci politico, maestre sanzionate UNA censura a tre maestre, per aver criticato la riforma Gelmini «non nelle sedi competenti». E un richiamo scritto per tutti gli altri 24 insegnanti per non aver ottemperato alla riforma sui voti in decimi. Sul caso del «dieci in pagella» alle scuole elementari Longhena (foto sotto), ecco i provvedimenti disciplinari annunciati. Dopo tanto clamore, l´ufficio scolastico provinciale ha scelto una linea soft, che sgonfia il caso. «C´erano le condizioni per andare ben oltre, ma c´è stato il ravvedimento e un comportamento corretto dei docenti», dice il direttore, Vincenzo Aiello. I provvedimenti, già firmati da una settimana, non sono ancora arrivati agli insegnanti. Per le tre maestre censurate l´ispettore aveva chiesto addirittura il trasferimento. (il. ve.)

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Studente universitario sanremese arrestato per i disordini a Torino (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Scuola

INDAGINIMATTIA MARZUOLI, 26 ANNI, E' ACCUSATO DI VIOLENZA E LESIONI Studente universitario sanremese arrestato per i disordini a Torino [FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Anche uno studente universitario sanremese è stato arrestato ieri nell'ambito dell'operazione della Digos di Torino che ha interessato il nucleo violento protagonista degli scontri di piazza avvenuti nel capoluogo piemontese nel mese di maggio a margine di una manifestazione di protesta contro il «G8 University Summit». L'ordinanza di custodia cautelare in carcere ha raggiunto Mattia Marzuoli, 26 anni, residente a Coldirodi, iscritto all'ateneo torinese. La polizia lo ha rintracciato ieri mattina, in vacanza a casa, e l'ha associato per ordine del magistrato al carcere di Valle Armea. L'interrogatorio di garanzia, per rogatoria, è fissato per questa mattina. Il blitz è scattato, a Torino e in altre parti del Nord Italia, e ha portato complessivamente all'arresto di 21 studenti (16 in carcere e gli altri ai domiciliari). Le contestazioni della magistratura sono di violenza e minaccia aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, violenza privata. Negli scontri, che erano avvenuti lo scorso 17 maggio, più di venti agenti rimasero feriti e numerose auto e negozi subirono danneggiamenti. Il corteo era stato ordinato e composto ma una volta giunto in corso Marconi una piccola parte di manifestanti si era resa protagonista dell'episodio violento. Il ruolo di Marzuoli nello scontro, secondo quanto emerso nella giornata di ieri, sarebbe stato quello di «coprire» l'azione di un nucleo di ragazzi armati di spranghe e di un estintore utilizzando quale «paravento» uno striscione. Quel giorno, secondo i filmati realizzati dalla Digos che seguiva il corteo, il giovane sanremese indossava un casco di colore bianco e un bavaglio bianco con una scritta viola davanti alla bocca (e anche un paio di occhiali da sole). L'attività investigativa che ha portato al riconoscimento di Mattia Marzuoli ha permesso di accertare come in passato avesse preso parte a manifestazioni contro la riforma dell'Istruzione promossa dal ministro Gelmini. Nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice ha ricostruito la dinamica dell'episodio di violenza avvenuto a Torino: «Dopo essersi travisati ed armati i dimostranti si disponevano su diverse file, in assetto sostanzialmente "bellico", e si muovevano secondo una strategia diversificata per le ali e il fronte della formazione, a dimostrazione del fatto che l'attacco era stato preordinato e pianificato in ogni passaggio come un'operazione militare». ALTRI SERVIZI IN PAGINA NAZIONALE

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 07-07-2009)

Argomenti: Scuola

Risorse ancora in alto mare, appello del Clds alla Gelmini «Rischio sudamericanizzazione» «Dalla crisi si esce solo investendo nel vero motore della ricerca che è lo sviluppo e la formazione delle giovani generazioni». E' il monito lanciato dal Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds) al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per sollecitare la destinazioni di maggiori risorse allo studio. Altrimenti, corriamo il rischio di «sudamericanizzarci». Dopo i tagli della Finanziaria 2009, imposti dal ministero dell'Economia, il governo dovrebbe invertire la tendenza incrementando i fondi. Così, almeno, ha lasciato intendere la Gelmini nei mesi scorsi, rassicurando le aspettative di insegnanti e studenti. Ma di segnali concreti ancora non c'è traccia. Ed è per questo che il Clds suona il campanello d'allarme, reclamando investimenti utili anche a contrastare la crisi economica. «Se non si interviene subito - si legge nel documento - a ottobre non potremo che assistere al solito triste "teatrino" dell'Onda». La protesta studentesca, cioè, che fu oggetto di «strumentalizzazioni» da parte delle forze politiche. Se non si vuole ripetere il copione, dunque, il ministero dell'Istruzione deve assumere iniziative:«O dobbiamo rassegnarci ad avere un unico ministero, quell'Economia?». Nicola Rossi, ordinario di Economia politica, nonché senatore del Pd, condivide l'allarme («sono osservazioni più che legittime») ma non sembra fiducioso. «L'unica cosa che risulta certa è che le risorse saranno tagliate in maniera consistente senza indicare settori i che andranno ridimensionati», dice: «E' ben strano che il governo non dica agli Enti di prepararsi».

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isabella rauti, first lady per caso "vorrei stare vicino a michelle" - giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Esteri La consorte del sindaco Alemanno accoglierà in Campidoglio le mogli dei leader Isabella Rauti, first lady per caso "Vorrei stare vicino a Michelle" "Mi sto occupando del menù tipico romano: c´è anche la coda alla vaccinara. Non ci sarà Carla Bruni? Meglio, così non sfigureremo troppo..." GIOVANNA VITALE ROMA - è lei la vera first lady del G8. Altro che le ministre Carfagna e Gelmini, incaricate dal governo a scortare le première dame in visita nella città eterna, ma entrambe prive di marito. L´unica a potersi fregiare del titolo è Isabella Rauti, legittima consorte del sindaco di Roma, che oggi all´ora di pranzo, in piazza del Campidoglio, accoglierà Michelle Obama, Sarah Brown e le altre. Undici ospiti dai quattro angoli del globo per una «colazione informale» sulla Terrazza Caffarelli preparata dallo chef tre stelle Michelin Heinz Beck. Una pausa di relax fra l´udienza papale e il tè al Quirinale. Tuttavia: «Sto rivivendo l´incubo del mio banchetto di nozze», trepida la signora Alemanno, art director dell´evento. «Mi sono occupata di tutti i dettagli organizzativi, dal menu con piatti della tradizione romana, coda alla vaccinara compresa, alla scelta del regalo che la città di Roma farà alle first ladies». Ci può dire cosa ha scelto? «Non posso anticipare nulla, solo che si tratta di un accessorio di moda etica a cui tengo molto. Tutti pezzi unici ed equo-solidali, realizzati cioè con materiali riciclati, il cui ricavato viene devoluto ad associazioni femminili del terzo e quarto mondo. Mi sembrava giusto, nello spirito di questo G8, donare un oggetto che avesse un forte valore simbolico». Come si svolgerà l´evento? «A partire dalle 13.30 io e il sindaco Alemanno accoglieremo le first ladies davanti ai musei capitolini. Una dopo l´altra cominceranno a salire nella Sala Petronilla, dove le aspettano le ministre Carfagna e Gelmini. Verrà servito l´aperitivo in attesa che il gruppo sia completo. Quindi faremo un brindisi, ci sposteremo sulla Terrazza Caffarelli e lì Gianni ci lascia». Come vi sistemerete? «Non so bene, il placé è ancora in via di definizione. Se ne stanno occupando le ambasciate e il Cerimoniale. Saremo tutte sedute a un tavolo ovale, dove verrà servito l´antipasto, un primo e due secondi. Il regalo verrà consegnato prima del dolce, che sarà invece a buffet». Lei certo vorrà stare accanto alla signora Obama... «Lo spero. Prima della sua partenza per l´Italia le ho inviato la traduzione di un mio articolo su di lei pubblicato dal Secolo d´Italia. Ci tenevo che Michelle lo leggesse. Un modo per farle sapere chi la sta ricevendo, una donna che la stima molto». Dopodiché ci sarà la visita ai Musei capitolini «Le nostre ospiti si muoveranno liberamente, ciascuna con un interprete, fino all´esedra del Marco Aurelio, dove faremo la foto di gruppo. Poi ci scioglieremo». Come si sente? «Sono emozionata, sento molto la responsabilità. Vorrei che tutte si trovassero bene, che fosse un incontro informale durante il quale conversare amabilmente fuori dai protocolli rigidi cui sono costrette. Se riuscissimo a regalare un´ora e mezza di assoluto relax sarei molto contenta». Lei che look adotterà? «Un vestito, purtroppo dovrò fare a meno dei miei adorati pantaloni, ma non ho ancora avuto il tempo per sceglierlo». E il parrucchiere? «Lo farà venire domattina a casa». Dispiaciuta per la diserzione di Carla Bruni? «Tutto sommato meglio così. Sfigureremo tutte un po´ meno». SEGUE A PAGINA 6

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Nella zona a luci rosse tornano le due ministre (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 08-07-2009)

Argomenti: Scuola

Nella zona a luci rosse tornano le due ministre carfagna e gelmini. L'attacco al Cavaliere procede su tre livelli. Il primo riguarda Noemi e Patrizia. Il secondo alcune deputate del Pdl, il terzo le first ladies scelte per L'Aquila. di Fabrizio d'Esposito Il Cavaliere, è noto, ha la fissa per i video, anzi per gli spottoni che esaltano la sua figura. Alle ragazze di Palazzo Grazioli, secondo le testimonianze raccolte nel Patriziagate, ha fatto vedere lunghi documentari un po' noiosi su lui e Bush a Washington. E anche ai grandi della terra che oggi si ritroveranno all'Aquila è stata riservata una sorpresa sul grande schermo: un video sulle meraviglie d'Italia che si sofferma molto sulla Sardegna e si conclude con un'immagine del Colosseo. Spot turistici a parte, l'incognita che incombe sul summit del premier è quella degli scandali sessuali. Chi varcherà la zona a luci rosse del G8? Quale quotidiano straniero pubblicherà le foto piccanti di Villa Certosa? In ballo ce ne sono quattro e in alcuni ambienti della maggioranza ha preso piede l'ipotesi che i famosi 5mila scatti di Antonello Zappadu, in realtà avrebbero più padri. Nel senso che il fotoreporter sardo non sarebbe stato l'unico ad averle realizzate. Certo, la presunta soluzione finale non è l'intervista pubblicata ieri da Repubblica a un'altra delle ospiti delle residenze private di Silvio Berlusconi: Teresa De Nicolò, indicata sin dall'inizio del caso della escort Patrizia D'Addario, come una "reclutatrice" per conto dell'imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini. Anche perché come riferisce crudamente un fedelissimo del premier «ormai siamo assuefatti ai racconti sulle notti di Palazzo Grazioli, a questo punto l'unica cosa che potrebbe provocare un forte imbarazzo è solo una foto, un'immagine piccante». Altra domanda ricorrente è poi questa: se Berlusconi uscirà "incolume" dal summit dell'Aquila finiranno le rivelazioni hard? La risposta è no. Probabilmente. Molto significativa, in merito, è la sibillina annotazione, quasi rabbiosa, fatta da vari esponenti del Pdl dopo aver saputo che il ruolo vacante della first lady Veronica Lario sarà occupato per esigenze istituzionali dalla coppia ministeriale Carfagna-Gelmini, con la prima in una posizione predominante. Questo il commento: «Ma allora Silvio non ha capito nulla. Perché insiste?». Le parole nascondono un timore che circola da qualche giorno. E cioè che quella che viene individuata come la strategia della delegittimazione di questo governo abbia tre livelli ben precisi. Il primo è rappresentato dalla passione del premier per le feste a Palazzo Grazioli e sinora ha come simboli il Noemigate e il Patriziagate. Gli altri due, secondo queste fonti molto accreditate, riguarderebbero più direttamente la politica. Ovviamente con il sesso sullo sfondo. In pratica, il secondo livello di attacco investirebbe alcune donne elette nelle liste del Pdl. Addirittura una di loro potrebbe vantare un passato da escort di lusso, mentre un'altra avrebbe già ammesso riservatamente di essere stata di notte a Palazzo Grazioli. Illazioni? Fino a un certo punto. Per un semplice motivo: in qualche altra procura italiana potrebbe essere già partita un'altra inchiesta per il reato di induzione alla prostituzione sulle feste del Cavaliere. E tutto ruoterebbe a una delle persone più note di questi ricevimenti privati del premier, il cui nome è già uscito varie volte. Infine, il terzo. Di livello. Quello più alto, che riporterebbe l'opinione pubblica a un anno fa, quando uscirono fuori le intercettazioni hard del presidente del Consiglio su tre ministre dell'attuale esecutivo, di cui una promossa solo da poco: Carfagna, Gelmini e la rossa Michela Vittoria Brambilla. Insomma, potrebbero saltare fuori le trascrizioni. Di qui, allora, la considerazione di alcuni parlamentari su Carfagna e Gelmini al vertice. Si tratta, in conclusione, di uno scenario altamente cupo per il Cavaliere. Nella maggioranza, sottotraccia, è anche iniziato un riposizionamento verso qualche esponente di rilievo del cosidetto "governo dei migliori", concepito nell'emergenza scatenata dallo scandalo di Casoria. A meno che, e anche questa è solo un'ipotesi, l'evoluzione delle vicende interne del Pd non riporti a uno scenario di riserva: e cioè che qualcuno ricominci a parlare e trattare con il premier. Ma, allo stato, sembra molto difficile. 08/07/2009

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Il governo non taglia i fondi all'Ateneo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-07-2009)

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URBINO pag. 17 Il governo non taglia i fondi all'Ateneo Il rettore Bogliolo è soddisfatto: «Fatta eccezione solo per noi e L'Aquila» IL GOVERNO Berlusconi ha deciso di non decurtare i fondi all'Ateneo di Urbino sulla base di quanto previsto quest'anno dalla riforma Gelmini e dai tagli ai bilanci dello Stato. Due sole università italiane sfuggono ai tagli; L'Aquila per ovvi motivi a seguito del terremoto e Urbino. A farlo sapere è il magnifico rettore Giovanni Bogliolo (che rimarrà in carica fino a ottobre). «Il fondo destinato all'università di Urbino, come quello dell'università dell'Aquila, sono tenuti fuori dai tagli previsti afferma Bogliolo, in questo periodo in Liguria . Il governo ha previsto di tagliare agli atenei il 7 per cento dei finanziamenti (che in realtà diventa del 13 a seguito di complessi meccanismi che illustrare qui porterebbe via troppo spazio) per poi ridistribuire questi fondi sulla base di alcuni indicatori. Come è facile immaginare, i nostri indici non possono essere valutati come quelli di altri altri atenei a seguito della eccezionalità della nostra condizione di questo periodo, a causa del transito allo status di università pubblica». E' una decisione che fa ben sperare... «In effetti c'è da essere soddisfatti perché il governo ha riconosciuto la eccezionalità della nostra condizione». A proposito di bilanci, a due anni dalla data del decreto di statalizzazione dovrebbe esserci la presa di coscienza che il risanamento è stato compiuto... «Entro l'anno arriverà. Il punto è che l'organismo che si doveva riunire, il Cnvsu (Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, ndr) che va avanti dai tempi del ministro Mussi, con continue riconferme, va ora sostituito dall'Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr). E' vero che il decreto di statalizzazione è del 22 giugno di due anni fa, però non è così fiscale come si pensa e tra l'altro l'organismo di valutazione è in fase di ricostituzione. In ogni caso abbiamo i finanziamenti dello scorso anno confermati, quest'anno chiuderemo il bilancio in pareggio ancora una volta. Il punto fondamentale è che si devono trovare ulteriori fondi e non è che i politici hanno dato molto aiuto in questo senso. Però il ministero ci ha riconosciuto quel che ho detto». La recente analisi del Censis che pone in ottima luce la nostra università è dunque di conforto. Non trova? «Nell'analisi condotta dal Censis sui 58 atenei statali, l'Università nostra ottiene quest'anno significative qualificazioni, passando dal 14° al 9° posto tra gli Atenei di media grandezza con un punteggio totale di 87,3 contro quello di 85 dello scorso anno. Questa classifica è stilata sulla base di quattro indicatori: strutture, servizi, borse erogate e web. Particolarmente apprezzato il sito web www.uniurb.it che ha ottenuto il punteggio massimo in Italia, a pari merito con quello di Camerino. Tra le Facoltà dell'Ateneo spicca il primo posto assoluto della Facoltà di Lingue (che l'anno scorso era seconda). Inoltre la Facoltà di Sociologia si è confermata al terzo posto e quella di Scienze e Tecnologie è balzata dal decimo al quarto. In totale, sono ben sette le Facoltà che hanno migliorato la loro posizione e il loro punteggio rispetto all'anno precedente». Questa è una risposta a chi è pessimista? «Beh, mi pare evidente, l'università è viva e capace di fare ricerca di qualità e di formare i giovani nella maniera migliore. Ancor più perché esse giungono dopo un periodo nel quale l'Ateneo ha dovuto affrontare e superare grandi difficoltà: sono una ulteriore tangibile testimonianza della ripresa, di cui ci sono molti sintomi dalla statalizzazione in poi». Cosa ne pensa del fallimento del progetto di fare i nuovi collegi a Castelcavallino? «Non verso una sola lacrima. Sono sempre stato contrario. E' curioso che nessuno si faccia avanti, ora, per dire che era favorevole. Tutte le sconfitte sono orfane e le vittorie hanno tanti padri. Comunque, dovremmo riuscire a mantenere i finanziamenti per le residenze degli studenti e trovare soldi per restaurare bene i collegi ai Cappuccini. Vanno messi a norma e dopo tanti anni che fanno un lavoro eccellente, hanno comunque bisogno di interventi». g. l.

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Maestre: Garagnani: (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-07-2009)

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BOLOGNA SCUOLA pag. 11 Maestre: «Sanzioni ingiuste» Garagnani: «Presa in giro» 10 IN PAGELLA ALLE LONGHENA «LE SANZIONI ricevute (richiamo scritto per 24 docenti e censura per altri tre, ndr), seppure di minore entità rispetto alle punizioni esemplari' che erano state paventate, le riteniamo profondamente ingiuste». Lo scrivono le maestre delle scuole primarie Longhena, coinvolte a febbraio nella protesta anti Gelmini del 10 in pagella in tutte le materie. Le docenti lamentano però di non essere state informate delle sanzioni in arrivo: 'siamo sorpresi e indignati di apprenderlo dalla stampa». Spiegano di non aver «ricevuto nessun riscontro» e dicono di trovare ciò «una grave mancanza da parte di chi avrebbe avuto il dovere di comunicarci tempestivamente, prima che a chiunque altro, la conclusione del procedimento disciplinare». A tre insegnanti poi è stata inflitta una pena superiore e diversa dalle altre: «Troviamo tutto questo arbitrario, ingiustificato e strumentale, visto che tutti e 27 abbiamo agito con lo stesso fine e con modalità simili e condivise». I docenti ribadiscono di esserci avvalsi del diritto di critica e di pensiero e di non accettare «alcun tipo di sanzione perché il nostro comportamento è stato corretto e conforme al ruolo che ricopriamo. Con i nostri avvocati concorderemo cosa fare». GLI AVVOCATI dal canto loro prendono posizione adombrando l'ipotesi di una causa di lavoro. «Sanzioni ingiuste e ingiustificabili», scrivono in una nota i legali Allodi, Gamberini, Nanetti, Ronchi, Sacco e Zorzella. Critici anche i Cobas specialmente contro la gestione del caso da parte del dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Vincenzo Aiello accusato di aver fornito le indiscrezioni. Duro, ma dal versante opposto, il commento dell'onorevole del Pdl, Fabio Garagnani, per il quale queste sanzioni sono «ridicole e debolissime». Una «presa in giro di chi rispetta la legge». Per Garagnani «i regolamenti scolastici vanno modificati» con più severità e meno discrezionalità. Poi attacca Aiello: «A mio modo di vedere è venuto meno ad un dovere di lealtà verso lo Stato, creando un precedente pericoloso». Garagnani annuncia di aver presentato un'interpellanza urgente al governo». L'assessore provinciale alla scuola, Anna Pariani: «Le maestre hanno fatto solo il loro dovere».

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Michelle sta in gruppo, Carla da sola (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 08/07/2009 - pag: 6 Le first lady Agenda fitta tra L'Aquila e Roma: dai musei alle cene (poco tempo per lo shopping) Michelle sta in gruppo, Carla da sola ROMA A L'Aquila presidenti e premier se la vedranno con i timori per le scosse di terremoto, nella capitale andranno in scena le vacanze romane delle first lady. Protagonista: Michelle Obama, nella sua prima volta in Italia, ospite insieme alle figlie a Villa Taverna. Sarà lei oggi il personaggio del giorno nell'intenso (e rigorosamente separato) programma delle mogli del G8/14/20. Hanno dato forfait gli altri due co-protagonisti: il signor Merkel, Joachim Sauer, non cambia abitudini e non segue la moglie a Roma, sarebbe stato l'unico first husband della compagnia. Carla Bruni Sarkozy invece si è organizzata un programma a parte. Niente visite romane, solo una puntata a L'Aquila in controtempo rispetto alle altre dame: loro ci vanno giovedì mattina e ripartono dopo pranzo, lei atterra giovedì sera e venerdì avrà tutta la mattinata per visitare da sola una tendopoli, l'Ospedale San Salvatore e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, il monumento scelto dalla Francia per contribuire alla ricostruzione, stimata in 6,5 milioni di euro. Un programma polemico, quello della first lady francese? All'Eliseo non commentano, anche se è nota la sua scarsa simpatia per Berlusconi così come la sua attitudine a tenere la scena tutta per sé. Non parteciperà alla tre giorni romana neppure Svetlana Medvedeva che, confermano fonti russe, non accompagna il marito in questa trasferta. Difficile dire quanto abbia inciso sulle scelte del protocollo delle varie ambasciate l'assenza della first lady italiana e il fatto che il programma delle mogli è del tutto slegato da quello dei mariti (non si incontreranno neppure a pranzo e cena). Ma a Roma stamattina, ad accogliere le mogli ci saranno ben due ministre, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini che le accompagneranno prima in Vaticano da Benedetto XVI (salta la visita Michelle, che ci andrà venerdì con il marito e le figlie) poi da Isabella Rauti alla terrazza Caffarelli (si esibiscono per loro prima Gianni Alemanno in un saluto e poi Heinz Beck in un pranzo leggero) e ai Musei Capitolini: oltre a Michelle, ci saranno Sarah Brown, unica first lady che insieme all'indiana Gursharran Kaur andrà a dormire nella caserma di Coppito, la giapponese Chikako Aso, la messicana Margarita Zavale, la svedese Giulia Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle cinque mogli del poligamo presidente sudafricano Zuma, la cinese Liu Yongqing e la canadese Laureen Harper. Alle 18 appuntamento al Quirinale dove l'unica first lady italiana Clio Napolitano offrirà un tè alle sue colleghe. Serata libera, per girovagare per Roma (sono in allerta i ristoratori di Trastevere e del centro). Giovedì le mogli si trasferiranno a L'Aquila per una visita alla zona terremotata e un pranzo a Coppito. Venerdì invece saranno protagoniste di un seminario del World food programme sul ruolo delle donne nel combattere la fame nel mondo. Nei ritagli di tempo sarà difficile vederle indaffarate nello shopping: il momento non lo permette e il clima neanche. Gianna Fregonara

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G8, vacanze romane per le first lady (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 08-07-2009)

Argomenti: Scuola

di Ilaria Polleschi ROMA (Reuters) - E' una giornata dedicata alla visita di Roma per alcune first lady dei Grandi della Terra, impegnati all'Aquila nelle riunioni del G8, ma con un programma personalizzato per Michelle Obama. La mattinata è iniziata con una visita ai giardini del Vaticano e foto di rito con il Pontefice. Alle 13.00 tutte in Campidoglio per un pranzo sulla terrazza Caffarelli e visita ai Musei capitolini, che per l'occasione sono rimasti chiusi al pubblico per tutta la giornata. Otto in tutto -- la canadese Laureen Harper, la giapponese Chikako Aso, la britannica Sarah Brown, l'americana Michelle Obama, la svedese Filippa Reinseldt, la messicana Margarita Calderon, l'indiana Gursharan Kaur Singh, una delle mogli del presidente sudafricano Jacob Zuma -- le first lady accolte dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno nella piazza del Campidoglio, addobbata con ghirlande di arance alle finestre e tappetto rosso all'ingresso del museo. Assenti, come previsto, Carla Bruni, moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, e Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi, che ha chiesto il divorzio, mentre la moglie del presidente Usa Barack Obama -- che stamani con il marito ha fatto visita al Quirinale -- è entrata da un ingresso secondario per ragioni di sicurezza. A fare gli onori di casa per il pranzo e il tour nei musei, insieme alla moglie del sindaco Isabella Rauti, c'erano il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e quello dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, entrambe in total black. A tavola il menu -- del pluripremiato chef Hans Beck -- ha previsto medaglioni di astice su purea di melanzane e pomodori, fagottelli, filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su puré di albicocche e salsa mou e vari dolci serviti in piedi. Menu vegetariano personalizzato per la first lady indiana. Tutte le signore hanno ricevuto una borsa "Carmina Campus", realizzata con plastica e stoffa riciclate. Il denaro speso sarà devoluto ad associazioni di donne nei paesi in via di sviluppo. Intanto il centro di Roma continua ad essere blindato dalle forze di polizia con forti problemi per il traffico. Continua...

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Menu griffato e chiacchiere da amiche Michelle affascina la moglie del sindaco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 08-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - Tra un affaccio mozzafiato sul Foro Romano, un regalo speciale all'insegna del fashion etico e solidale (una borsa con materiali di riciclo del brand Carmina Campus di Ilaria Venturini), un menu griffato Heinz Beck declinato sulle tradizioni romane "ingentilite", dove ha aleggiato fino all'ultimo il giallo della Coda alla Vaccinara (assente dal menu ufficiale ma elargita come "assaggio sul cucchiaio" negli antipasti), e il gossip di Giorgio Armani che dovrebbe orchestrare tre sfilate in tre appartamenti riservati esclusivamente alle first ladies, si è consumato il G8 rosa in un blindatissimo Campidoglio. Ad accogliere le illustri ospiti nella piazza michelangiolesca addobbata con ghirlande di aranci e limoni, il sindaco Gianni Alemanno e la consorte Isabella Rauti, elegante e sobria nel suo abito nero di seta con gonna a sbuffo e giacca color cipria (mise che svela aver scelto all'ultimo dal repertorio dell'armadio perché troppo impegnata nei preparativi). Prime ad arrivare, a fare le veci del governo, le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, in tubini neri a fasciare la silhouette sui tacchi a spillo. A seguire, la parata di premiere dame, tra picchi di classe, sontuosità etniche, accessori eccentrici, esuberanze di tessuti e ricami, e qualche azzardo cromatico. La signora svedese, Filippa Reinfeldt, la moglie del presidente messicano Margarita Zavala Calderon, la signora Maria Margarida Barroso moglie del presidente della commissione europeo. Gusharran Kao, consorte del primo ministro indiano, la moglie del presidente sudafricano Nompumelelo Ntuli Zuma. Ancora la signora Juliana Nwanze, la first lady canadese Laureen Harper, la signora Ping dell'Unione africana, la signora giapponese Chikako Aso, Sarah Brown, consorte del premier inglese. OAS_RICH('Middle'); A saltare il red carpet, per motivi di sicurezza voluti dallo staff americano, Michelle Obama, in tubino giallo decorato da un grosso fiore verde. E mentre le figlie prendevano un gelato da Giolitti dietro al Parlamento, lei seduceva i coniugi Alemanno: "La cosa che mi ha colpito di più di Michelle Obama è stato il suo atteggiamento - ha raccontato Gianni Alemanno - dopo pochi secondi mi è sembrato di aver rincontrato una vecchia amica". "Da vicino è bellissima, di grandissima classe - dichiara Isabella Rauti che durante il pranzo era seduta alla sinistra di Michelle Obama - E' molto intensa, le sue domande non sono mai banali, unisce intelligenza profonda a semplicità avvolgente". "E' stata altre volte in Italia - continua la Rauti - ci tiene che le figlie conoscano bene il nostro Paese, perché capiscano che non è solo la pizza". E in conferenza stampa, dopo il brindisi finale sulla Terraza Caffarelli e una visita all'Esedra del Marc'Aurelio, Gianni Alemanno ha rivelato: "Michelle Obama mi ha detto di aver trovato molto simpatica e intelligente mia moglie e mi ha ammonito di comportarmi bene con lei perché è molto faticoso essere la moglie di un sindaco". E Isabella Rauti ha ironizzato: "Ho detto a Michelle che mi permetterò di ricordarglielo tutti i giorni". Intorno ad una lunga tavola ovale decorata da bouquet di frutta e dove ogni posto era segnato da rose rosse e gialle, i colori di Roma, il vertice rosa di quattordici signore (undici first ladies più le due ministre italiane e la moglie del sindaco) si è consumato all'insegna dell'informalita': "Incredibilmente nessuna gaffe. Tutto è filato liscio - racconta Isabella Rauti - Clima informale, le signore hanno parlato liberamente, si sono intrattenute volentieri. Gli argomenti affrontati erano i più diversi, dalla condizione delle donne, a quanti figli si hanno. Fino alle strategie per conciliare impegni pubblici con la famiglia. E' stata una parentesi di relax all'interno di un programma molto impegnativo". Nessuna domanda su Berlusconi, né affrontata la questione de L'Aquila, "come se tutte già sapessero della situazione", commenta Isabella Rauti. Affascinata dalla Roma antica, Michelle Obama ha rinunciato al pomeriggio di shopping per visitare il Colosseo con le figlie. (8 luglio 2009

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michelle, star al campidoglio - giovanna vitale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

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Pagina VIII - Roma La curiosità Michelle, star al Campidoglio E la first lady cambiò scarpe per la visita al museo Il pranzo con le altre mogli dei leader. E ad Alemanno: "Sia bravo con la signora" La visita GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Un´ammonizione, quella di Michelle Obama ad Alemanno, che la moglie Isabella non s´è sfatta sfuggire. «Siccome gliel´ha raccomandato lei di fare il bravo con me, mi permetterò di ricordarglielo ogni giorno», ha fulminato il marito con lo sguardo. Strappando, come a dire "ci mancava solo questa", un´alzata di spalle divertita: «Ne sono perfettamente consapevole», ha sorriso lui. L´epilogo di una giornata davvero particolare in Campidoglio. Per oltre due ore al centro della metà del mondo: quello femminile. Deliziato dalla cucina romana reinventata dallo chef della Pergola, che a lady Usa ha "dedicato" i saccottelli alla carbonara, incassando le sue personali congratulazioni. Quattro portate e signore sedute al tavolo imperiale per 14, con le ministre Gelmini e Carfagna in total black, come la padrona di casa, che però si concede il vezzo di una giacchina rosa cipria. Festoni di agrumi, rose e uva su una Terrazza Caffarelli inondata dal sole, il secret service americano a scrutare ogni ospite e portata, sfiorando l´incidente diplomatico quando tenta di impedire la consegna dei regali: troppo pericoloso per la moglie del presidente. Panico fra lo staff del sindaco. Poi la soluzione: il sacchetto viene prelevato e passato al metal detector portatile che ogni agente porta sempre con sé. Il rito dei doni può andare avanti: Isabella Rauti ha scelto per tutte una borsa equo-solidale di lusso (1.700 euro) realizzata con materiali riciclati da "Carmina Campus", la griffe che devolve parte dei ricavi a imprese femminili del terzo e quarto mondo. Ognuna è un pezzo unico, personalizzata da una frase ricamata a mano da una lavoratrice del Camerun. «Le donne affrontano le sfide», recita quella scelta per Michelle. La più coccolata e vezzeggiata. «è una donna molto elegante, bellissima, ha un´autorevolezza innata», dirà poi la signora Alemanno. Conquistata, come il suo marito sindaco: «Sì è lei la mia preferita», confesserà alla fine, «è stata la più cordiale e dopo pochi minuti sembrava di parlare con una vecchia amica». Capace anche di confidenze sul suo ruolo di moglie, madre e first lady. Sui suoi desideri: «Vorremmo tornare qui in vacanza, vorrei che le nostre figlie conoscessero il vostro Paese non solo per la pizza». Anche quelli non realizzati: «Mi sarebbe molto piaciuto fare shopping, ma sono consapevole dei disagi che la mia sicurezza comporta e non voglio crearne altri». Dispiaciuta soprattutto «per i problemi causati al traffico». Il tempo scorre in fretta. C´è la visita ai Musei che lascia senza fiato. Il protocollo da rispettare. Alle quattro è tutto finito. Peccato. è stato bello. è entrata con un paio di decolletè pitonate col mezzo tacco, è uscita con un paio di ballerine nere. Cambio di scarpe al volo per la fisrt lady d´America. Consapevole di dover affronantare una lunga visita ai musei capitolini, Michelle Obama s´è concessa il lusso di cambiare le scarpe con cui era arrivata in Campidoglio. Appena dopo il pranzo sulla Terrazza Caffarelli, si è ritirata un attimo: via i tacchi usati sotto l´abito in seta giallo per il pranzo istituzionale e sì alle pianelle per camminare meglio all´interno della Pinacoteca fino all´Esedra del Marco Aurelio per la foto di gruppo finale.

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a 11 anni espulso e bocciato "è affetto da disturbi psichici" - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

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Pagina VIII - Bari A 11 anni espulso e bocciato "è affetto da disturbi psichici" Esposto dei genitori a ministro e provveditore Ha ferito alla mano un compagno e poi è stato trovato con un coltellino: "Per tutti era un bullo" FRANCESCA SAVINO Un bambino disabile denunciato, sospeso, espulso e infine bocciato: la storia di uno studente di Bari è al centro di un esposto al ministero dell´Istruzione e all´Ufficio scolastico provinciale. Luca ha 11 anni e una malattia dal nome difficile. Si chiama "disturbo da deficit di attenzione e iperattività, sottotipo combinato, con disturbo oppositivo provocatorio", si declina in sigle come Adhd o Ddad e significa che fa fatica a gestire le emozioni e imparare dai suoi errori. La diagnosi è arrivata quando aveva 7 anni: da quel momento fra i banchi di scuola lo hanno accompagnato un insegnante di sostegno e un´attenzione particolare alla sua integrazione. Fino a quando in prima media Luca non è stato denunciato, sospeso, espulso e poi bocciato: una decisione contro la quale adesso la sua famiglia ha presentato un esposto al provveditore Giovanni Lacoppola e al ministro Maria Stella Gelmini. «Era un alunno scomodo. In quella scuola nessuno lo ha voluto» denunciano i genitori del bambino. Luca (il nome è di fantasia), per cinque anni ha frequentato con profitto le elementari. Fu una sua maestra a notare le sue difficoltà nell´apprendimento e a suggerire ai genitori di rivolgersi ai medici. Nel 2004 Luca è ricoverato in Neuropsichiatria infantile al Policlinico: ne uscirà una settimana dopo con la prima diagnosi. Ne seguiranno altre quattro: tutte confermeranno il disturbo. Il bambino, si legge nelle cartelle cliniche, ha difficoltà «nell´apprendimento scolastico» e «nel controllo dell´emotività, in particolare nelle situazioni di disagio», ma «è in grado di apprendere» e «si ipotizza un miglioramento delle performance scolastiche se supportato da un intervento pedagogico individualizzato». Per questo lo scorso settembre, quando ha iniziato a frequentare la scuola media Carlo Levi, gli è stata affiancata un´insegnante di sostegno per 9 ore a settimana, diventate poi 12. A novembre Luca però ferisce un compagno di classe sul palmo della mano con delle forbicine. «Da quel momento per tutti è diventato un bullo e non più un bambino malato» spiegano i genitori. A marzo un compagno di scuola porta in classe un coltellino, Luca lo trova, lo prende, viene scoperto. La madre va a parlare con gli insegnanti, chiede spiegazioni, torna a casa. «Qualche giorno dopo vado a prendere mio figlio da scuola e scopro che è con i carabinieri»: Luca è stato denunciato e sospeso per 10 giorni. A giugno arrivano la bocciatura e l´espulsione dall´istituto, insieme con la conclusione delle indagini su minore non imputabile: una sequenza sulla quale ora la sua famiglia chiede chiarezza.

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"peccato, niente shopping" è michelle la superstar nel g8 delle "first ladies" - (segue dalla prima pagina) laura laurenzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

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Pagina 14 - Esteri "Peccato, niente shopping" è Michelle la superstar nel G8 delle "First ladies" Le mogli Separate dai mariti, oggi tutte a l´Aquila Il giallo sul menu del pranzo in Campidoglio: la coda alla vaccinara c´era oppure no? E Sarah Brown scrive su Twitter: "Tutto bello, buona compagnia e ottimi ravioli" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LAURA LAURENZI La signora Alemanno ha convocato addirittura Heinz Beck (che smacco, un cuoco tedesco) per un triplice menu che tenesse conto di signore vegetariane e dalle molte intolleranze. Ma è lo stesso Beck a confermare che la coda è stata servita eccome, durante gli aperitivi, in piccoli cucchiaini andati a ruba. Medaglioni di astice, triglia croccante alle erbe, insalata di asparagi e fragole, ma soprattutto pasta (anche se in porzioni minuscole). «Thank you for the carbonara», applaude entusiasta Michelle Obama congratulandosi con lo chef. è l´unica delle 11 first ladies presenti fatta passare attraverso una porta secondaria, l´ingresso del Vignola, lontano anche dai giornalisti e dagli operatori per motivi di sicurezza. «Tutto bello, buona compagnia e buon cibo» scriverà più tardi su "Twitter" Sarah Brown, moglie del premier britannico. Pranzo davvero blindato per proteggere al massimo "Renaissance", come la security americana ha ribattezzato in codice Michelle. Tutto fila liscio, nessun incidente, nessuna gaffe, nessun imprevisto, il nome di Berlusconi non viene mai neppure pronunciato, nessuna signora domanda di lui, né si parla mai di sua moglie, con l´eccezione della signora Barroso che, più tardi, nel pomeriggio, dirà: «Veronica Lario? L´ho vista solo una volta ai funerali di papa Giovanni Paolo II e non sono nemmeno stata presentata». Tavolo imperiale per 14 decorato con festoni di agrumi, rose e uva, imbandito fra lini svolazzanti nella terrazza Caffarelli da cui si gode una vista che leva il respiro. Peccato che - sempre per motivi di sicurezza - l´ambasciata Usa abbia imposto di accostare la tavola molto a ridosso della caffetteria, lontano dagli scorci panoramici, e peccato che nessuna first lady abbia neppure potuto affacciarsi. Il rischio di essere in 13 a tavola si è corso fino all´ultimo minuto. Cammina a passo di carica Michelle, in giallo canarino, ed è altissima, oltre un metro e 80. Torreggia su tutte. Accanto a lei le ministre Gelmini e Carfagna, comandate da Berlusconi a dividersi il ruolo di first lady del governo italiano, appaiono minuscole. Ed è anche la più espansiva e la più affabile. Espansiva ma non frivola: non ha certo l´atteggiamento di chi partecipa a un futile e mondano pranzo per signore la first lady della Casa Bianca, tutt´altro. Niente small talk ma discorsi seri e impegnati. Sorride compiaciuta quando Carfagna - che ha portato due campanelline d´argento di Chantecler in dono alle bambine Obama - le dice che l´elezione di suo marito «segna la fine di ogni discriminazione politica e non, negli Usa e nel resto del mondo». Con la Gelmini, Michelle si trova d´accordo sull´importanza di «includere nell´istruzione anche le persone che hanno poche risorse». Ma è a Isabella Alemanno, seduta alla sua sinistra, che Michelle riserva le domande sugli argomenti più tosti. La interroga sui diritti civili in Italia e a Roma, sull´integrazione degli immigrati, sui dati dell´occupazione femminile. Sbocconcellando vitello marinato allo yogurt la tempesta di domande sul gender gap, sulle disparità salariali fra uomini e donne. Le parla della crisi finanziaria negli Usa, dell´obiettivo di Obama di ridurre la disoccupazione, della riforma sanitaria. Poi si rilassa e racconta quanto ama l´Italia: «Vorremmo tornare qui in vacanza, vorrei che le nostre figlie conoscessero il vostro Paese non solo per la pizza». E confida: Mi sarebbe molto piaciuto andare a fare shopping, ma sono consapevole dei disagi che la mia sicurezza comporta e non voglio creare ulteriori problemi, peccato». Accanto alla signora in giallo le altre first ladies sembrano fare un passo indietro, sono quasi delle comparse, con l´eccezione forse di Sarah Macaulay, la moglie di Gordon Brown, fotografatissima nel suo festoso tailleur patriottico nei colori dell´Union Jack. Indossano abiti sottotono e senza fantasia, le bocciano i nostri stilisti. Ecco, sobria e composta, la first lady del Giappone Chikako Aso; ecco - con il seguito più numeroso - la prima signora dell´India Gursharan Kaur, decana del gruppo; ecco, in sandali di corda e gonnellona a fiori, la first lady canadese Laureen Harper. Ecco la svedese e la messicana. Ecco, con un nero e monumentale cappello tremolante di piume, Sizakele Khumalo, prima delle cinque mogli del presidente sudafricano Zuma. A tutte viene consegnata in dono una borsa equo-solidale di lusso (costa 1.700 euro) realizzata con materiali riciclati, del progetto «Carmina Campus», che devolve parte dei proventi a imprese femminili nel sud del mondo. Ognuna è un pezzo unico, personalizzata da una frase ricamata a mano da una donna del Camerun. Quella che la Alemanno ha scelto per Michelle recita «Le donne affrontano le sfide». Visita al Colosseo, ai musei capitolini, affaccio sui Fori dal Tabularium, foto di gruppo all´ombra del Marco Aurelio. E nel pomeriggio, dopo la sosta alla Comunità di Sant´Egidio, un tè al Quirinale ospiti di Clio Napolitano. In serata, cena a sorpresa con le figlie al ristorante "I maccheroni". Michelle ha ordinando alla carta: amatriciana, carbonara e bolognese, i primi scelti dalla signora Obama, accompagnati da vino rosso. Oggi a fare da cicerone alle first ladies all´Aquila sarà il neo ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. E domani si torna a casa.

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in vaticano dal papa con gelmini e carfagna - orazio la rocca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)

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Pagina 15 - Esteri L´appello In Vaticano dal Papa con Gelmini e Carfagna Ratzinger: "Aiutate i più poveri" Invoco la benedizione divina per il buon esito del G8. Mi auguro che possano scaturire decisioni e orientamenti utili al progresso di tutti i popoli ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Sette first ladies - mogli di capi di Stato e premier impegnati al G8 dell´Aquila - , due ministre italiane e un papa, il teologo Benedetto XVI. L´inedito incontro si svolge in una saletta accanto all´aula Paolo VI, in Vaticano, dopo l´udienza pubblica di ieri durante la quale il pontefice è tornato ad appellarsi agli 8 «grandi», chiedendo loro di «fare veramente qualche cosa di concreto» per i più poveri della terra, a partire dall´Africa. Nell´udienza pubblica invoca ancora «la benedizione divina e la protezione della Vergine Maria» per il buon esito del G8 aquilano, augurandosi che «da questo importante summit mondiale possano scaturire decisioni e orientamenti utili al vero progresso di tutti i popoli, specialmente di quelli più poveri». L´analogo auspicio, il pontefice lo fa anche a porte chiuse al cospetto delle first lady, quando, salutando in particolare Gursharan Kaur, moglie del premier indiano Mannohan Singh, invoca sostegno per i più deboli e «aiuti per il grande continente dell´Africa», affidandolo anche alla «benedizione di Dio». L´udienza si svolge in maniera, tutto sommato, sobria ed informale. Ratzinger, pur dedicando solo un minuto a testa alle sue ospiti per una stretta di mano e per uno scambio di battute, non nasconde di essere compiaciuto. Si rivolge a tutte con paterna familiarità. E così davanti a lui sfilano nell´ordine Margarita Zavala, consorte del presidente messicano Felipe Calderon; Nunpumelelo Ntuli Zuma, una delle 5 mogli del presidente sudafricano Jacob Zuma; la signora Gursharan Kaur; Filippa Reinfeldt, consorte del premier svedese Fredrik Reinfeld e la signora Sarah McCaulay, consorte del primo ministro inglese Gordon Brown. Presenti all´udienza anche la portoghese Margarida Souza Uva, moglie del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, e l´americana Josette Sheeran, direttrice dell´Ifad. A guidare il gruppo, le italiane Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità, e Mariastella Gelmini, ministro dell´Istruzione, al cospetto della quale papa Ratzinger si spinge persino a fare qualche informale battuta, facendo capire di conoscere in qualche modo le attività della ministra: «Si vede che lei - confida infatti Ratzinger - è una donna molto tenace. La trovo finalmente molto serena dopo le tensioni dei mesi passati. Ma il peggio è passato ed ora vedo che va meglio». Dopo l´incontro col pontefice, le first ladies visitano la Città del Vaticano compiendo un giro all´interno dei Giardini cominciando dalla Grotta di Lourdes. Successivamente il gruppo si reca nella basilica di San Pietro entrando dalla Porta della Preghiera, alle spalle dell´abside. Concluso il tour vaticano, le first lady visitano anche la sede della Comunità di S. Egidio, a Trastevere, la cosiddetta «Onu» della Santa Sede. Fervono, intanto, i preparativi per la prima visita in Vaticano del presidente americano Barack Obama in programma per domani. Tra Benedetto XVI e il presidente Usa ci sarà, quasi certamente, una «franca discussione» su alcuni dei temi che trovano i due leader in disaccordo, come l´aborto, ha preannunciato ieri il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs. Pur precisando che tra Obama e Ratzinger «vi sono molti punti in comune».

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Scoppia la polemica per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-07-2009)

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ARGENTA E PORTOMAGGIORE pag. 15 Scoppia la polemica per il tempo pieno Pariali porta le sue ragioni su Facebook NON SI SPEGNE la polemica sull'istituzione della terza classe per il tempo pieno. Il leader della lista civica Aurelio Pariali ha portato le sue ragioni anche su Facebook, sottolineando i vantaggi della riforma Gelmini. Ma secondo la giunta Barbieri l'ex sindaco «ha provato a snaturare il senso della petizione dei genitori delle classi di prima elementare di Portomaggiore per estendere il tempo pieno. Ci verrebbe da dire che la novità sta nel fatto che il capogruppo di Vivi Portomaggiore abbia completamente rivisto la sua posizione: meglio tardi che mai». Infatti non più tardi di nove mesi fa la maggioranza di centrosinistra presentò un altro ordine del giorno, denunciando i rischi della riforma Gelmini. «In realtà di questo poco ci importa, ci interessa molto di più che questa battaglia intrapresa dai genitori, assieme al Circolo Didattico e con l'appoggio di questa Amministrazione, abbia oggi un consenso unanime del consiglio comunale di Portomaggiore». Poi l'affondo del vice sindaco Nicola Minarelli: «Lasciateci però anche sottolineare come risulti strumentale e di cattivo gusto il tentativo di Pariali, ma anche di Badolato, di attribuirsi meriti che non gli spettano minimamente. Ricordiamo i fatti. La maggioranza, nell'ultimo consiglio comunale, attraverso l'assessore Patrizia Pichierri, ha presentato alle 20.30 un ordine del giorno a sostegno di tale raccolta firme; tutto secondo la prassi e le regole, convinta di trovare nel consesso comunale il pieno appoggio vista la posta in gioco. La risposta è stata che alle 23.30, dopo aver affrontato tutti gli altri punti in discussione, secondo il capogruppo Pariali era troppo tardi per discutere e che il tutto doveva venire rimandato ad una conferenza dei capigruppo da convocare il giorno successivo. E' evidente che il colpo di mano' evocato da Pariali altro non è che l'infelice tentativo di trincerarsi dietro una posizione ambigua e scomoda, quella che cerca una conciliazione impossibile tra le ragioni delle famiglie (a giusta ragione arrabbiate dalla situazione che si prefigura) e la difesa delle scelte del ministro Gelmini e di Tremonti che hanno portato a tagli drastici del numero delle classi a tempo pieno». Franco Vanini

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NIENTE più voti segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Marias... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 09-07-2009)

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CESENA pag. 5 NIENTE più voti segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Marias... NIENTE più voti segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini i voti dell'esame di Stato tornano a essere pubblici e affissi agli ingressi delle scuole. L'anno scorso invece, per ragioni di privacy, nei tabelloni era riportata la dicitura "Esito positivo o negativo" e per conoscere il proprio voto ogni studente doveva informarsi in segreteria. A CESENA i primi freschi diplomati sono stati martedì 27 alunni dell'Istituto per geometri Da Vinci, dove sono usciti i risultati di due sezioni (di una terza gli esiti si sapranno oggi: finora tutti promossi). In questi giorni stanno via via uscendo i risultati delle altre scuole: esami conclusi ieri al Professionale Comandini e a buon punto l'Agrario. L'ultima scuola a concludere gli orali (entro la fine della prossima settimana) sarà il Versari. L'esame è iniziato il 25 giugno con la prima prova di italiano (con tracce uguale per tutti gli indirizzi), a seguire il secondo scritto (che ha riguardato una materia caratterizzate il corso di studio) e il cosiddetto "quizzone" (questionari su quattro materie). Il ritorno alla pubblicazione dei voti è solo una delle tante le novità della maturità 2009, a partire dall'ammissione all'esame, tutt'altro che una formalità come era in passato: quest'anno infatti sono stati ammessi solo gli studenti che hanno riportato la media del 6 (condotta compresa). Per quanto riguarda i punteggi novità introdotta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni aumenta il peso del credito scolastico (la dote in punti raccolti nell'ultimo triennio che gli alunni portano agli esami) che sale da 20 a 25 e di conseguenza diminuiscono i punti da assegnare al colloquio (da 35 a 30). f.s.

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Michelle e (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 6 Michelle e La moglie di Obama incanta di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU for the carbonara». Di questo tour romano delle undici mogli dei grandi del mondo, rimarrà senz'altro quest'espressione di giubilo con cui Michelle Obama ha voluto ringraziare uno dei più noti chef della Capitale, il tedesco Heinz Beck, per avergli fatto gustare questa ruvida prelibatezza nostrana. E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro. E poi via, verso il Campidoglio, per la colazione con il sindaco Alemanno e la moglie, Isabella Rauti, nella splendida terrazza Caffarelli, vista Fori Imperiali. I balconi dei musei capitolini erano tutti decorati con ghirlande di arance, agli ingressi vigili in divisa storica. La prima ad arrivare è stata Giulia Rainfelt moglie del primo ministro svedese, l'ultima Sarah Brown moglie del primo ministro britannico, in camicetta bianca di seta e gonna blu con fasce rosse e bianche, scarpe rosse: in pratica la «Union Jack» indossata senza imbarazzo. All'appello, mancava solo lei, Michelle. Lasciate le figlie a imparare a fare il gelato, la signora Obama ha fatto ingresso in Campidoglio dalla porta secondaria per questioni di sicurezza. A tavola, finalmente, e un menù mediterraneo (ma niente coda alla vaccinara) per le signore che hanno parlato di condizione delle donne in Italia e si sono fatte domande più semplici sui figli, secondo un «mix razionale e intelligente», almeno a giudizio della signora Alemanno; nessuna domanda e neppure commenti su Berlusconi. Le first lady hanno assaporato medaglioni di astice su purè di melanzane e pomodori, fagottelli «La Pergola», filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su purè di albicocche e salsa mou. Solo due le variazioni sul tema: la moglie di Josè Manuel Durao Barroso ha voluto un risotto di erbe fini e mazzancolle; tutto vegetariano il menu per la first lady indiana, Gursharan Kaur. Alle mogli dei grandi della terra, Isabella Rauti ha regalato delle borse «Carmina Campus», pezzi unici, e alla fine del pranzo alcune signore hanno voluto fare una tappa presso la comunità di Sant'Egidio mentre Michelle Obama, «consapevole di aver creato problemi nel traffico di Roma», ha preferito disertare lo shopping e se n'è andata con le figlie a visitare il Colosseo. MICHELLE Obama ha fatto colpo sulla prima coppia di Roma: «E' la più disinvolta si è spinto Alemanno, a cui Michelle ha raccomandato di trattare bene sua moglie e ha un atteggiamento molto confidenziale e dopo poco sembra di incontrare una vecchia amica». Ancora più lusinghieri i giudizi della Rauti. Alle 18 le signore erano di nuovo in ballo, per un tè al Quirinale con la moglie del presidente. E la signora Clio, tradizionalmente schiva, si è lasciata andare ad aggettivi entusiatici per descrivere la signora Obama: «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, molto allegra e alla mano». Un successo unanime per lei. Che, in serata, ha portato i figli a mangiare al ristorante Maccheroni, vicino al Pantheon. Ma ha anche promesso: «Tornerò presto con loro in Italia: devono capire che non è solo la patria della pizza».

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di ELENA G. POLIDORI ROMA (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 7 di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU for... di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU for the carbonara». Di questo tour romano delle undici mogli dei grandi del mondo, rimarrà senz'altro quest'espressione di giubilo con cui Michelle Obama ha voluto ringraziare uno dei più noti chef della Capitale, il tedesco Heinz Beck, per avergli fatto gustare questa ruvida prelibatezza nostrana. E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro. E poi via, verso il Campidoglio, per la colazione con il sindaco Alemanno e la moglie, Isabella Rauti, nella splendida terrazza Caffarelli, vista Fori Imperiali. I balconi dei musei capitolini erano tutti decorati con ghirlande di arance, agli ingressi vigili in divisa storica. La prima ad arrivare è stata Giulia Rainfelt moglie del primo ministro svedese, l'ultima Sarah Brown moglie del primo ministro britannico, in camicetta bianca di seta e gonna blu con fasce rosse e bianche, scarpe rosse: in pratica la «Union Jack» indossata senza imbarazzo. All'appello, mancava solo lei, Michelle. Lasciate le figlie a imparare a fare il gelato, la signora Obama ha fatto ingresso in Campidoglio dalla porta secondaria per questioni di sicurezza. A tavola, finalmente, e un menù mediterraneo (ma niente coda alla vaccinara) per le signore che hanno parlato di condizione delle donne in Italia e si sono fatte domande più semplici sui figli, secondo un «mix razionale e intelligente», almeno a giudizio della signora Alemanno; nessuna domanda e neppure commenti su Berlusconi. Le first lady hanno assaporato medaglioni di astice su purè di melanzane e pomodori, fagottelli «La Pergola», filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su purè di albicocche e salsa mou. Solo due le variazioni sul tema: la moglie di Josè Manuel Durao Barroso ha voluto un risotto di erbe fini e mazzancolle; tutto vegetariano il menu per la first lady indiana, Gursharan Kaur. Alle mogli dei grandi della terra, Isabella Rauti ha regalato delle borse «Carmina Campus», pezzi unici, e alla fine del pranzo alcune signore hanno voluto fare una tappa presso la comunità di Sant'Egidio mentre Michelle Obama, «consapevole di aver creato problemi nel traffico di Roma», ha preferito disertare lo shopping e se n'è andata con le figlie a visitare il Colosseo. MICHELLE Obama ha fatto colpo sulla prima coppia di Roma: «E' la più disinvolta si è spinto Alemanno, a cui Michelle ha raccomandato di trattare bene sua moglie e ha un atteggiamento molto confidenziale e dopo poco sembra di incontrare una vecchia amica». Ancora più lusinghieri i giudizi della Rauti. Alle 18 le signore erano di nuovo in ballo, per un tè al Quirinale con la moglie del presidente. E la signora Clio, tradizionalmente schiva, si è lasciata andare ad aggettivi entusiatici per descrivere la signora Obama: «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, molto allegra e alla mano». Un successo unanime per lei. Che, in serata, ha portato i figli a mangiare al ristorante Maccheroni, vicino al Pantheon. Ma ha anche promesso: «Tornerò presto con loro in Italia: devono capire che non è solo la patria della pizza».

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UNA BRILLANTE ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)

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LETTERE E COMMENTI pag. 28 UNA BRILLANTE ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli ... UNA BRILLANTE ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli Usa. E lo fa in modo fragoroso, scrivendo al presidente Napolitano una lettera carica di significati. Tra un paio di giorni nessuno ne parlerà più e i giochi di potere dei baroni delle università continueranno indisturbati, in attesa che un altro ricercatore segua lo stesso percorso. Intanto il ministro Gelmini, come le stelle, sta a guardare... Maurizio Tarterini, Bologna

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Gelato, spaghetti e Colosseo Michelle fa la turista a Roma (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 09/07/2009 - pag: 12 Gelato, spaghetti e Colosseo Michelle fa la turista a Roma Niente shopping per non bloccare il traffico. Sicurezza imponente ROMA Cosa farebbe un americano che arriva a Roma per la prima volta? Michelle Obama ieri ha fatto esattamente quello. Spaghetti. Fori. Colosseo. Gelato. Ma soprattutto spaghetti: non ha esitato la prima donna d'America a fermarsi in un ristorante dietro al Pantheon, senza preavviso. Come davvero fosse una roba normale. Come se per fermarsi a mangiare gli spaghetti in un ristorante famoso tra i romani Michelle non dovesse far fermare la città. È fatta così questa donna che ci ha messo meno di ventiquattro ore per conquistare Roma con la sua semplicità, autentica. Ieri mattina è scesa dall'aereo mano nella mano con il marito irradiando allegria con il suo tubino giallo e corto. Ed era già una stella. Clio Napolitano, la first lady del Quirinale, non sa più dove trovare le parole per elogiarla: «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, allegra, alla mano». Il Quirinale è stata la sua prima tappa a Roma ed anche l'unica di questo viaggio insieme con suo marito. Dopo il Colle, il presidente Barack corre all'Aquila e Michelle corre con la sua scorta a chiudersi dentro il Campidoglio, lì dove le prime donne dei grandi daranno il via al loro G8. Lei attende paziente per oltre due ore l'arrivo delle altre: sono tutte in Vaticano dal Papa. Sono accompagnate dai ministri Mara Carfagna e da Mariastella Gelmini che ritorna raggiante: «Lei è una donna tenace» le ha detto il Santo Padre. Michelle ci andrà domani con il marito e le bambine. Michelle farà molte cose a parte in questi tre giorni romani. In Campidoglio entra ed esce dall'uscita defilata. Entra prima. Esce prima. Scappa via, con in mano le due campanelle di Chantecler, dono per le sue bimbe del ministro Carfagna. Dopo lei un gruppetto di quattro, capitanato da Sarah Brown, lascerà il colle del Comune per raggiungere la Comunità di Sant'Egidio ed incontrare Marco Impagliazzo per il progetto Dream contro l'Aids in Africa. Insieme a lei arriveranno sempre e ovunque un nugolo di cecchini. Per le vie di Roma. Nella visita ad un Colosseo blindato soltanto per lei e le sue bimbe, Malia e Sasha, 11 e 7 anni. E, soprattutto, nella cena da Maccheroni, quel ristorante alle spalle del Pantheon. Michelle è piombata lì all'improvviso, senza prenotare e senza preavviso, voleva mangiare in mezzo agli altri, e ci è quasi riuscita nel piano interrato mentre mandava giù lasagne e carbonara, matriciana e fettuccine e non si è risparmiata in saluti per i camerieri, tutti, uno ad uno. Ha gusti semplici e i modi pratici Michelle che alla fine del pranzo in Campidoglio non ha esitato: via dai piedi quel tacco dodici da protocollo, rapido cambio con le sue adorate ballerine. Gesti veloci. Poche storie. Troppo complicato andare in bagno. Non c'è tempo. Volano i minuti quando per muoverti hai bisogno di aspettare quattro uomini di scorta, minimo, e la tua sicurezza paralizza il traffico della città: Michelle ha rinunciato allo shopping in via Condotti per questo. Inutile tentare di convincerla del contrario. Decide il suo pragmatismo. Alessandra Arachi Campidoglio Le first ladies: da sinistra Sarah Brown, Chikako Aso, Gursharan Kaur Singh, Laureen Teskey Harper, Mariastella Gelmini, Nompumelelo Ntuli Zuma, Gianni e Isabella Alemanno, Margarita Zavala Calderon, Michelle Obama, Filippa Reinfeldt, Mara Carfagna, Juliana Olabintan Nwanze

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Clio e Isabella seducono la squadra di first lady (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 09/07/2009 - pag: 12 Il vertice Così le due padrone di casa, aiutate da Gelmini e Carfagna, hanno guidato le ospiti straniere Clio e Isabella seducono la squadra di first lady di MARIA LAURA RODOTÀ C'è spesso qualche anomalia italiana, da noi; anche negli eventi più banali e formali, anche se le Prime Dame hanno fatto finta di non accorgersene. Comunque va tutto liscio, ci mancherebbe. Anche grazie a una squadra qualificata e rappresentativa; convocata per sostituire la moglie del presidente di turno del G8, Veronica Lario, notoriamente indisponibile. Sono scese in campo un'ex militante comunista (Clio Napolitano), un'ex ragazza di destra (Isabella Rauti in Alemanno), due giovani signore berlusconiane (Mariastella Gelmini e Mara Carfagna). Hanno fronteggiato le first ladies per il tè (Clio), hanno offerto una colazione gourmet in Campidoglio (Isabella), le hanno portate in udienza dal Papa, accompagnatrici Gelmini e Carfagna. Mai viste così felici; sembravano godersi la vacanza romana più delle ospiti, d'altra parte le first ladies hanno meno guai di un ministro, ovvio. Ma come usa in questi casi, nessuno ha fatto battute; neanche su Berlusconi. Almeno così ha detto Isabella Rauti, contenta anche lei, per altri motivi. È capo del dipartimento per le Pari opportunità, voleva conoscere Michelle Obama; perché «diamo tutte e due molta importanza al sociale» e Michelle è «una paladina delle donne acrobate». Hanno pranzato vicine; da quel che si sa Rauti non ha raccontato a Obama cosa diceva, in stile Vianello- Mondaini, suo marito Gianni Alemanno: «Mia moglie si sta preparando per lei, speriamo bene». La paladina delle acrobate avrebbe guardato malissimo Alemanno. Comunque. La figlia e moglie di ex cuori neri italiani ha simpatizzato con l'ex radical nera americana. L'ex capo di un'agenzia di pr ora moglie del premier inglese, Sarah Macaulay Brown, ha raccontato fatterelli su Twitter: «Grazie al buon cibo e alla buona compagnia ho saltato la visita ai Musei Capitolini», o «all'ambasciata sono molto eccitati per la raccolta di miele dall'alveare». Carla Bruni- Sarkozy, invece, non c'era. Arriva Guardian, giornale arcinemico del nostro premier, dedica alle prime dame la rubrica online Watching the Wags. Wags sta in genere per Wives and Girlfriends, mogli e fidanzate, dei calciatori. Non c'è più rispetto, signora mia, anche se con le signore va tutto liscio. Cambio di scarpe Michelle è atterrata coi tacchi ma poi ha scelto le ballerine, cambiandosele sotto il tavolo

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G8, le first lady all'Aquila. Michelle: come stanno i bimbi? (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)

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L'AQUILA (Reuters) - Commozione e interesse oggi durante la visita delle first lady del G8 all'Aquila, tra le macerie del terremoto del 6 aprile scorso. Capeggiate da Michelle, moglie del presidente Usa Barack Obama -- e accompagnate dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e quello dell'Istruzione Mariastella Gelmini -- le signore hanno visitato la piazza del Duomo, la chiesa delle Anime Sante e la Prefettura, fortemente danneggiata. La delegazione ha fatto un giro anche tra i quartieri più colpiti -- visitati ieri anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal presidente russo Dmitry Medvedev e da Obama -- non senza commozione e spirito di solidarietà per i terremotati. ''Sono molto commossa, io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi", ha detto Michelle Obama, che si è interessata in particolar modo alle sorti dei bambini. "Quanti ne sono morti nel terremoto?'' ha domandato Michelle, che si è poi informata su come fossero stati sistemati ed assistiti. "Sono molto commossa", ha aggiunto.

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Le first ladies a L'Aquila nella seconda giornata del Vertice G8 (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)

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Le first ladies a L'Aquila nella seconda giornata del Vertice G8 (9/7/2009 13:15) | (Sesto Potere) - L'Aquila - 9 luglio 2009 - Nella seconda giornata del Vertice arrivano a L’Aquila le first ladies. La delegazione di dodici signore è giunta questa mattina a Coppito, il quartier generale del G8 allestito nella Caserma della Guardia di Finanza. Per loro la giornata prevede un intenso programma di visite nel capoluogo abruzzese. Ad accogliere le signore, il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna e il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Le first ladies si sono recate nel centro storico dell’Aquila per vedere le zone danneggiate dal terremoto del 6 aprile, in particolare Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e la sede della Prefettura, il Palazzo del Governo. A seguire, hanno visitato la mostra all’interno della Caserma della Guardia di Finanza "Before, immediately, tomorrow", sul terremoto e sull’attività di prevenzione della Protezione Civile. Le first ladies hanno sperimentato la “stanza sismica”, la piattaforma su cui è possibile provare l’effetto di uno dei terremoti che, in passato, hanno segnato il nostro territorio. Due gli appuntamenti culturali in programma nel pomeriggio, con la visita alle altre esposizioni allestite nella Scuola della Guardia di Finanza di Coppito: la mostra sulle eccellenze italiane e quella sull’Aquila e sulle tecniche di restauro dei beni culturali danneggiati dal terremoto. In serata è previsto il rientro a Roma. Fonte : Protezionecivile.it

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G8, Michelle Obama si commuove tra le macerie (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

9 luglio 2009 - 14.09 (Ultima Modifica: 09 luglio 2009) Michelle Obama insieme al presidente Usa allo sbarco a Roma G8, lady Obama stregata dal cibo italiano G8, le first lady in Abruzzo. Carlà in solitaria G8, look causal per Berlusconi G8, Roma conquista Michelle Obama Il G8 delle first lady L'AQUILA - E' una Michelle Obama commossa e colpita dal disastro del terremoto. "Sono molto commossa - ha detto la first lady americana nel corso della sua visita al centro storico dell'Aquila - io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi". In particolare la moglie del capo della Casa Bianca ha fatto molte domande sui bambini colpiti dal sisma."Ma quanti ne sono morti nel terremoto?". Michelle si è detta inoltre "molto preoccupata" dal loro stato psicologico e ha chiesto cosa si stesse facendo per far loro superare la paura di rientrare nelle case. Con lei anche le altre undici moglie del capo del Governo impegnati al summit di Coppito. Insieme hanno visitato il centro storico devastato dal terremoto, piazza del Duomo e il palazzo della Prefettura. Ad accompagnarle sempre i ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. La grande assente è Carla Bruni in Sarkozy. Secondo le indiscrezioni sarà tra i terremotati venerdì mattina insieme con Walter Veltroni e l'attore George Clooney, dove, ha spiegato il capo dell'Eliseo, "annuncerà una serie di decisioni a nome della Francia preso con le autorità italiane". Foto tratta dal sito del G8

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Al Colosseo: (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

Al Colosseo: «Fascinating» Roma. Per il suo debutto in Italia Michelle Obama, con il suo torreggiante metro e 82, quelle braccia muscolose e palestrate, rigorosamente scoperte, quel sorriso fiero, ha conquistato la capitale sfoderando sorrisi, modi espliciti e carichi di passione ma, soprattutto, sfoggiando un look alla portata di qualsiasi donna della classe media, il suo marchio di fabbrica, e che ne ha fatto un'icona. Michelle è stata la protagonista indiscussa della prima giornata «al femminile» del G8 anche per la sua simpatia, per esempio quando ha raccomandato al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di comportarsi bene con la moglie. E per finire passeggiata al Colosseo e cena in un ristorante dalla cucina caratteristica in piazza delle Coppelle con le figlie Malia e Sasha. AL QUIRINALE. Letteralmente conquistata da Michelle. Per Clio Napolitano l'atteso faccia a faccia sul Colle con la first lady della Casa Bianca è stato proprio come lo aveva desiderato: una piacevole chiacchierata al di fuori degli schemi dell'ufficialità. «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, molto allegra e alla mano», confida nel cortile del Quirinale. Elegante con uno spolverino panna chiuso da una spilla antica su pantaloni palazzo di seta chiari - la signora Clio Napolitano si dice senza esitazioni «soddisfatta della chiacchierata avuta con la first lady americana. «C'erano delle aspettative positive e sono state pienamente rispettate», commenta cordiale. Era stata proprio la signora Napolitano ad accogliere la first lady americana - maestosa, avvolta in tubino giallo senza maniche con un fiore verde di ceramica come spilla e ai piedi decolletè pitonate (in mattinata era partita da Mosca con un tubino rosso) - arrivata con il marito a piedi nel cortile d'onore perché la limousine era troppo grande per passare tra gli archi del porticato. PRANZO IN CAMPIDOGLIO. Michelle è entrata in Campidoglio da un ingresso riservato per motivi di sicurezza, e ha raggiunto le altre first lady per il pranzo sulla terrazza Caffarelli cui hanno partecipato anche i ministri Carfagna (ha regalato alla first lady Usa due campanelline portafortuna per le figlie) e Gelmini. Non solo temi seri, ma anche battute durante il pranzo offerto dal sindaco di Roma. In particolare Michelle Obama (che ha cambiato scarpe, ai piedi aveva le consuete ballerine) ha raccomandato al sindaco Gianni Alemanno di comportarsi bene con la moglie. «Sono stato anche ammonito - ha raccontato Alemanno - mi ha detto di comportarmi bene con lei e di aiutarla a sopportare il peso di essere la moglie di un sindaco e di un uomo politico». «Mi ha colpito - ha insistito il primo cittadino - il suo essere alla mano». «E' una una donna molto elegante, bellissima e di grandissima classe», ha commentato Isabella Rauti, moglie di Alemanno, «ha una sua autorevolezza innata e fa domande precise e intense». Il menu del regale pranzo è stato affidato a Heinz Beck, il grande chef della «Pergola», e le sue creazioni sono state applaudite. «Thank you for the carbonara» gli avrebbe detto la first lady americana. A ogni signora è stata regalata una borsa etica, scelta da Isabella Rauti. «Le donne affrontano le sfide» è la scritta ricamata da alcune donne del Camerun sulla borsa regalata a Michelle. La borsa della linea "Message" fa parte del progetto "Carmina Campus" (di Ilaria Venturini della famiglia Fendi) e parte dei proventi saranno devoluti per laboratori artigianali di associazioni femminili nei Paesi in via di sviluppo. L'ITALIA NON E' SOLO PIZZA. A Michelle sarebbe piaciuto nel pomeriggio andare a fare shopping, ma per evitare il blocco del traffico ha rinunciato, ha raccontato ancora la Rauti e ha aggiunto ancora che la first lady vorrebbe tornare in Italia «per insegnare alle figlie che l'Italia non è solo la pizza» e far conoscere loro le bellezze storiche. MALIA E SASHA. A conquistare i romani le spiritose figlie della coppia presidenziale Usa, Malia e Sasha, 10 e 7 anni: irresistibili quando, mentre la mamma era in Campidoglio, accompagnate dalla nonna, nel laboratorio della storica gelateria Giolitti a un passo dal Parlamento, hanno indossato il camice regolamentare e realizzato un gelato con le loro mani, alla mora e alla banana. Lo hanno mangiato di gusto e poi l'hanno portato in una vaschetta a mamma. AL COLOSSEO. «Fascinating». È questo l'aggettivo che Michelle (abito di lino bianco e dettagli turchesi, scarpe basse nere) ha usato di più per definire il Colosseo visitato con le figlie e la madre. «L'aggettivo che hanno usato di più - ha spiegato il direttore Rossella Rea - è stato "fascinating", affascinante. Erano ammirate e divertite e cercavano di figurarsi come fosse il Colosseo nell'antichità». «Soprattutto le bambine - ha aggiunto l'archeologa Laura Ciglioni, che ha condotto la visita guidata - mi hanno tempestato di domande: mi hanno chiesto dei giochi, di quali animali vi venivano coinvolti e soprattutto come funzionasse quando l'arena veniva riempita d'acqua». All'uscita Michelle Obama ha salutato con la mano la folla di curiosi e fotografi. CENA TIPICA. Michelle è andata al ristorante di cucina tipica romana vicino al Pantheon «Maccheroni» con le figlie. La scelta ha provocato un piccolo caos: via delle Coppelle è stata chiusa e lungo i cordoni della polizia si sono assiepati curiosi, fotografi e giornalisti. La scelta del ristorante è stata comunicata al proprietario all'ultimo momento. Michelle ha ordinando alla carta: amatriciana, carbonara e bolognese accompagnati da vino rosso. Molti clienti che avevano prenotato all'insaputa della visita "eccellente" si sono seduti al tavolo dopo aver consultato le forze dell'ordine. Flavia Ressmann

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Gli stilisti bocciano mogli e ministre (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

«Senza personalità» Gli stilisti bocciano mogli e ministre Roma. Alla fine la «sfida» tra prime donne non c'è stata, complice l'assenza della francese Carla Bruni, ma l'avrebbe comunque vinta lei. Michelle Obama, è stata la protagonista indiscussa del «G-rosa» il tour alternativo delle 11 First Lady del G8 allargato arrivate a Roma da quattro angoli del globo. Una giornata all'insegna dell'impegno, passando dal Vaticano al Campidoglio, a S. Egidio a un tè nella Sala degli Specchi del Quirinale ospiti di Clio Napolitano con successiva visita al Palazzo del Quirinale. Ad accompagnare le mogli dei grandi della Terra, vista l'assenza della moglie del premier Berlusconi, Veronica Lario, le ministre dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e delle Pari Opportunità Mara Carfagna. CAMPIDOGLIO. Oltre due ore per il pranzo sulla Terrazza Caffarelli e la visita dei Musei capitolini dove le signore sono state ospiti di Isabella Rauti, moglie del sindaco Gianni Alemanno. Un pranzo che si è volutamente svolto in un'atmosfera informale, in cui le first lady del G8 allargato hanno affrontato temi come i diritti umani ma hanno anche chiacchierato di argomenti più leggeri e apprezzato i tesori della Roma antica. Foto di gruppo all'Esedra di Marco Aurelio e menu affidato allo chef de La Pergola Heinz Beck. Tra le presenti la messicana Margarita Zavala Calderon, la svedese Filippa Reinfeldt; l'indiana Gursharan Kaur, in un tradizionale sari blu; la sudafricana Sizakele Khumalo, una delle cinque mogli del premier Zuma; la canadese Laureen Teskey Harper; la giapponese Chikako Aso, per l'inglese Sarah Brown, una camicetta in seta bianca su una gonna blu chiusa da fasce rosse e bianche e scarpe rosse, probabile omaggio alla bandiera britannica; la moglie del presidente della Commissione europea Barroso, Margarida Sousa Uva. IN VATICANO. Nell'incontro con solo sette first lady Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che si possa «aiutare l'Africa». Accanto al Papa che le ha ricevute in piedi sorridendo, c'era il suo segretario personale, padre Georg. Dopo il breve incontro veloce e cordiale, con il pontefice, un minuto di colloquio a testa per un totale di 10 minuti, le first lady hanno fatto hanno fatto un giro per i Giardini del Vaticano passando dalla Grotta di Lourdes. Poi hanno visitato la basilica di San Pietro. GELMINI E CARFAGNA. Durante l'udienza in Vaticano, Benedetto XVI ha ricordato al ministro Gelmini il periodo delle contestazioni studentesche alle riforma della scuola. «Adesso è un po' più facile». «Lei è una donna tenace» le ha detto. S. EGIDIO. Le first lady inglese e messicana, accompagnate dalla moglie del presidente della Commissione europea, hanno fatto tappa alla comunità di Sant'Egidio per parlare di Africa e del progetto Dream, sviluppato dalla comunità per la prevenzione e la lotta all'Aids. IL BLOG DI SARAH. Sarah Brown, moglie del premier britannico, ha creato un blog per l'occasione "Sarah Brown al G8" dove ha lodato la compagnia e i ravioli. I MENU. Il pranzo al Campidoglio preparato dal celebre chef Heinz Beck con un menu vegetariano per la first lady indiana, e per la signora Margarida Souza Uva, un menu senza carne. Per tutte le altre antipasto di medaglioni di astice su purea di melanzane e pomodori, un primo di fagottelli «La Pergola», filetto di triglia croccante alle erbe estive e filetto di vitello marinato allo yogurt su purè di albicocche e salsa mou. Dessert: carpaccio di pesche ai frutti di bosco, cioccolatini ripieni di gelato, gelatina di albicocche, tiramisù. Oggi toccherà allo chef Niko Romito, tre forchette Gambero Rosso, patron del ristorante Reale di Rivisondoli, in provincia dell'Aquila, curare il pranzo tutto abruzzese delle first lady. Nicoletta Tamberlich

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L'Aquila, First Lady tra le rovine del sisma Michelle commossa: "E i bambini?" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 09-07-2009)

Argomenti: Scuola

L'AQUILA - Visita nel centro della città devastata dal terremoto per le mogli dei capi di Stato e governo che questa mattina hanno raggiunto i loro consorti all'Aquila dove è in corso il G8. Accompagnate dai ministri Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna le first lady hanno visitato prima piazza Duomo, poi la chiesa delle Anime Sante e infine la Prefettura dove campeggia ancora, anche se danneggiata, l'iscrizione "Palazzo del governo". La delegazione. Le signore - insieme a Michelle Obama le mogli dei leader di Gran Bretagna, Canada, Giappone, India, Sudafrica, Messico, Svezia, Nigeria, Gabon e Ue, assente Carla Bruni Sarkozy che visiterà L'Aquila da sola - hanno stretto le mani ai vigili del fuoco e sono apparse molto interessate e colpite nel vedere i danni provocati dal sisma. Michelle pensa ai bambini. Di fronte alle macerie Michelle Obama ha ribadito che gli americani non abbandoneranno gli aquilani. "Sono commossa - ha detto la first lady americana nel corso della visita - io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi". Ma Michelle ha rivolto il pensiero soprattutto ai bambini, i più sfortunati che hanno perso la vita e i sopravvissuti che non dimenticheranno mai quella notte del 6 aprile. Poi ha voluto sapere quale sistemazione sia stata trovata per i piccoli che hanno perso la casa e quale tipo di assistenza, anche psicologica, ricevano: "Sono molto preoccupata" per loro, ha detto. Sono state le ministre Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna a rassicurarla e a spiegarle i programmi di assistenza per i bimbi. OAS_RICH('Middle'); La più elegante la First Lady indiana. Tra gli abiti sobri scelti dalle signore, spiccava anche oggi la first lady Usa di nuovo in giallo. Michelle indossava un abitino a balze giallo-verde acido e un giacchino di maglia a mezze maniche bianco con fiori in tinta trattenuto da una spilla tonda colorata, orecchini di perle e ballerine. Questa volta i capelli erano raccolti a scoprire il viso. La consorte del premier giapponese, Chikako Aso, portava pantaloni crema e giacca bianca modello Chanel con borsa in tinta. Per Sarah Brown abito grigio-azzurro con una vistosa collana colorata. Vestito grigio ma scuro anche per Filippa Reinfeldt con cinta bianca e maglioncino verde. Margarita Zavala Calderon, moglie del presidente messicano, ha scelto una semplice maglia vinaccia e una gonna bianca. Gonna, bianca a fiori neri, e camicetta nera per la canadese Laureen Harper. La più elegante era la moglie del premier indiano Gur Sharan Kaur con un sari rosa cipria e una collana in tinta. La protesta delle "Last lady". Mentre la delegazione delle signore visitava la città distrutta, un corteo ha attraversato le strade dell'Aquila. Alla guida, un gruppo di ragazze dei comitati cittadini che lottano per ottenere una casa che sorreggono cartelli con la scritta "Last Lady" e gridano "Michelle, Carla venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande". Le donne, una cinquantina - ma nel gruppo ci sono anche alcuni uomini - urlano tutta la loro rabbia per il diverso trattamento riservato a chi soffre a tre mesi dal terremoto e chi invece è venuto all'Aquila "in gita turistica". "Per le first lady passeggiate in centro, per le donne aquilane tende e cemento", recita un altro degli striscioni che le manifestanti mostrano insieme ai vassoi utilizzati ogni giorno per prelevare i pasti alle mense nelle tendopoli. (9 luglio 2009

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Le convenzioni Asl con i privati Scusate il ritardo ma, in attesa di eventuali ulteriori n... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Scuola

Le convenzioni Asl con i privati Scusate il ritardo ma, in attesa di eventuali ulteriori novità, stavo meditando su quanto segue. Leggendo l'articolo apparso su «La Stampa» del 29 maggio «Le ultime ore della clinica San Giuseppe», giunto al punto in cui si parla della sospensione dell'accreditamento dal servizio sanitario nazionale «una scelta obbligata dopo l'apertura del nuovo ospedale di Asti, in grado di soddisfare la domanda di servizi in precedenza "appaltata" a strutture private», una domanda sorge spontanea: perché allora rimane l'accreditamento del C.D.C. (struttura privata)? Tra l'altro, a differenza della clinica San Giuseppe, situtata in un edificio sorto esclusivamente per un'attività sanitaria, il C. D. C. ha sede all'interno di un condominio, senza avere un ingresso autonomo, con un solo ascensore (condominiale). Situazione che è causa di innumerevoli quotidiani disagi e problematiche varie per i condomini. Ringrazio anticipatamente per i chiarimenti. UN CONDOMINO Scuola, quanti posti sono davvero a rischio Nei giorni scorsi sulla stampa locale si è spesso scritto dei tagli alla scuola superiore astigiana usando toni allarmistici talvolta catastrofici, paventando gravi rischi per la «qualità del servizio» e più prosaicamente la perdita del posto di lavoro per «giovani insegnanti che si sono distinti per competenze e professionalità». Credo che l'argomento Scuola (intesa quale luogo di crescita intellettuale e di formazione dei nostri figli) meriti un approccio meno demagogico sia sul piano generale sia su quello strettamente locale. In proposito ritengo possa essere utile riflettere su alcuni elementi oggettivi (cito dati Ocse): Il ritardo di conoscenza scientifica degli studenti italiani rispetto alla media europea è pari a quasi un anno di studi; La scuola italiana spende per mantenere il proprio sistema molto di più della media del Paesi Ocse per dare un livello d'istruzione sensibilmente inferiore a quello medio e quel che è peggio, in costante peggioramento. Il grande costo del nostro sistema scolastico è in ampia misura imputabile all'elevato rapporto docente /discente (9,6 contro 6,5 la media dei Paesi Ocse ogni 100 alunni). Del resto, che il nostro attuale sistema scolastico non funzioni e che vada riformato è fatto noto e di cui tutti siamo consapevoli. Non voglio intervenire in questa sede sulla complessiva bontà o meno della riforma Gelmini (cosa di cui tanti parlano spesso solo per sentito dire o per interessi di bottega) ma bisogna onestamente prendere atto che è un tentativo serio e coerente di riforma su cui si può essere più o meno d'accordo, ma se si ha realmente a cuore il bene della Scuola non si può demonizzare tout-court e ridurlo a un semplice decreto «taglia classi». Chi fa così non fa certo l'interesse della Scuola (cioè studenti, famiglie, operatori) ma solo forse, per un breve illusorio arco di tempo, il proprio. Venendo alla situazione astigiana, proviamo a stare ai fatti e questi dicono che l'Organico di Diritto sulla Provincia dovrebbe subire una riduzione di circa 26 cattedre (a fronte di 21 pensionamenti). Tenuto conto del fisiologico recupero sull'Organico di Fatto non è difficile capire che alla fine nessun professore perderà il posto di lavoro. Anche sulle scuole elementari c'era stato tanto «schiamazzo», alla fine 23 posti in meno a fronte di 28 pensionamenti. Lascio a voi le conclusioni. LOREDANA TUZII consigliere provinciale Pdl, insegnante ITCG «Giobert»

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La first lady tra le macerie dell'Aquila, la première dame arriva all'ultimo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Scuola

La first lady tra le macerie dell'Aquila, la première dame arriva all'ultimo Mi si nota di più se vado o se non vado»? Tutte così le battute contro Carla Bruni Sarkozy, prima signora di Francia arrivata solo ieri sera al G8 dopo giorni di giallo sulla sua presenza e, soprattutto, sul perché della sua «non presenza». Solidarietà a Veronica Berlusconi, ha detto qualcuno. No, solo un modo per non farsi oscurare dall'ombra di Michelle Obama, star indiscussa di questo vertice terremotato ha spiegato qualcun altro. Quel che è certo è che della première dame si è parlato molto. Tanto che in serata il presidente Sarkozy ha capito che era meglio spiegare. E portare, addirittura, la moglie in conferenza stampa. «Carlà spiegherà il suo programma domani, non c'è nessuna polemica», ha detto. «Come sapete lei è italiana, conosce molto bene Roma, quindi forse una visita di Roma non le era poi tanto utile». Anche se non è chiaro perché una visita di Stato dovrebbe essere utile alla first lady. E alla fine così Carla arrivò, vestita con un tubino bianco. Ma solo dopo, sarà certamente un caso, la partenza di Michelle che ieri ha visitato le macerie del centro storico. «Ma quanti ne sono morti nel terremoto?», ha chiesto scuotendo la testa davanti al disastro delle case crollate. Il primo pensiero ai bambini: «Come stanno adesso nelle tendopoli? E psicologicamente? Sono molto preoccupata per loro». Scarpe basse, ancora in giallo, tubino, con cardigan con disegni gialli e verdi su fondo bianco, Michelle ha camminato sempre in mezzo al gruppo, undici first lady, fianco a fianco con Sarah Brown, abito casual sul lilla e collana etnica. Osservando il disastro e facendo domande agli uomini della Protezione civile. Solo una ventina di minuti per un percorso che da piazza Duomo porta alla Prefettura, alla chiesa di S. Agostino, al palazzo del Governo ferito, ormai simbolo del degrado che ha amplificato la forza devastante del sisma. Il percorso che da piazza del Duomo porta alla prefettura non prevede soste alla villa comunale dove le donne hanno issato cartelli con scritto: «Noi siamo le last lady». A fare da guide, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, in abiti scuri. Michelle, commossa, fa una promessa: «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi». Finisce qui la giornata della signora Obama all'Aquila. Niente pranzo, ma un veloce rientro a Roma dove la aspettavano le figlie Malia e Sasha. Per loro ancora una visita al Pantheon, accolte da un tripudio di applausi. La sera a cena al ristorante «San Michele» a Trastevere. Per le sue colleghe, invece, una colazione nella caserma di Coppito offerta dalla moglie del presidente della Regione Abruzzo e la visita di due mostre. Quella sui tesori feriti dal sisma ha come cicerone Sandro Bondi, quella sul terremoto ha un fuoriprogramma con le first lady invitate a provare il simulatore sismico. Tre le volontarie: la signora Barroso, la canadese Harper, la svedese Filippa Reinfeldt e la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Spaventatissima la messicana Margarita Calderon. Subito dopo «gli scossoni», la colazione firmata dall'enfant prodige della cucina abruzzese, Nicko Romito che ha preparato baccalà con pane croccante al rosmarino e granita di patate, formaggio primo sale con asparagi e spinaci, caramelle di fragole e pane, ravioli liquidi di piselli con pomodoro fresco e basilico e dolce caldo-freddo al cioccolato e finocchio. Clima disteso tra chiacchiere su figli e terremoto e con la moglie del presidente sudafricano Zuma, Nompumelelo Ntuli, che ha esortato tutte le sue colleghe a mantenere salda questa compagnia delle mogli per affrontare i problemi come la fame in certi Paesi. Argomento di cui si parleranno già oggi al World Food Program. Oggi è il giorno di «Carlà» decisa a recuperare terreno. Il marito ha sottolineato come abbia scelto di dormire in caserma e non in un cinque stelle a Roma. Ma è comunque difficile battere la semplicità della concorrente Usa che mercoledì sera al ristorante ha chiesto un «doggy bag» per gli avanzi. Ieri sera cena a un ristorante dell'Aquila, «Il baco da seta», ma non allo stesso tavola di Mrs. Brown. Oggi la signora Sarkozy andrà nel centro storico con una sosta particolare alla chiesa di Santa Maria del Suffragio (la chiesa delle Anime Sante per gli aquilani), per poi annunciare le opere di ricostruzione, chiese e ospedali, che la Francia finanzierà. Destini e programmi paralleli per le due donne, Carla e Michelle, che si contendono lo scettro che è stato di poche icone prima di loro. E, in vantaggio, netto, sembra essere, Michelle.

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errore del ministero, tagli più pesanti a scuola - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

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Pagina VIII - Torino Errore del ministero, tagli più pesanti a scuola Sono 960 i bidelli che restano a casa, 46 più del previsto. Sindacati all´attacco STEFANO PAROLA Errata corrige: il personale tecnico-amministrativo delle scuole piemontesi non perderà più 914 unità. Il ministero dell´Istruzione ha fatto mea culpa inviando una nota all´Ufficio scolastico regionale spiegate che le tabelle inviate in precedenza erano sbagliate. Ma per chi lavora negli istituti della regione non c´è da tirare un sospiro di sollievo: l´errore consisteva nel fatto che il taglio di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici era stato sottodimensionato. Il prossimo anno il Piemonte non perderà 914 posti Ata, bensì 960. Nei primi dati forniti dal ministero ne mancavano 46, erano rimasti in chissà quale calcolatrice di viale Trastevere. Le tabelle, spiega il dicastero guidato da Mariastella Gelmini nella sua nota, «sono state inficiate da un errore materiale», dunque i dati vanno aggiornati. Nella loro prima versione i tagli riguardavano 150 assistenti amministrativi, 87 assistenti tecnici, 670 bidelli. La revisione aumenta invece la riduzione di personale rispettivamente a 173 segretari, 106 tecnici e 673 bidelli, più un direttore dei servizi generali ed amministrativi. In tutto fanno 960 posti di lavoro in fumo. Un ulteriore colpo di forbici che fa imbufalire la Uil Scuola: «Il Governo - attacca il segretario regionale Diego Meli - continua a ridurre posti di lavoro e a diminuire i servizi in modo indistinto e indiscriminato, confermando la logica di una politica prettamente economica e il disinteressa per la scuola pubblica». Dal punto di vista occupazionale la diminuzione di personale potrebbe essere ammortizzata da un certo numero di pensionamenti, ma, sostiene Meli, «con questi tagli la scuola non funziona. E ne patirà anche la qualità del lavoro, perché i presidi faranno a pezzettini l´orario degli ausiliari per poter tappare i buchi causati dall´ammanco di personale». Per l´Ufficio scolastico regionale si profila dunque un minuzioso lavoro di taglia e cuci, da realizzare tramite un dialogo costante con le scuole piemontesi per capire le loro esigenze basilari. La stessa attività che occorrerà fare sul personale docente. Il ministero dell´Istruzione ha infatti ratificato, attraverso una nota ministeriale, le riduzioni di personale relative a maestri e professori: il Piemonte perderà in tutto 2.510 docenti, di cui 335 in organico di fatto, che è quella quota di personale che viene assegnata in seconda battuta per consentire l´effettivo funzionamento degli istituti. Intanto sulla questione dei tagli al personale Ata si è mosso anche Juri Bossuto, consigliere regionale del Prc, che ha presentato un´interrogazione alla giunta in cui lamenta le «numerose le preoccupazioni provenienti dal mondo lavorativo scolastico», alle quali si aggiunge «l´assunzione di 21 insegnanti di religione da inserire nelle scuole materne e nei nidi torinesi. Si tratta di insegnanti spesso privi di titoli idonei all´insegnamento in tali realtà educative, docenti soggetti ad assunzioni in origine decise dalla Curia cittadina, da cui dipendono gli insegnanti stessi. Queste assunzioni ledono i diritti acquisiti dalle educatrici in graduatoria da anni e destinate al precariato perenne».

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lombardi: scure senza criterio il sindaco dovrebbe intervenire (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano L´intervista L´ex ministro: questa regione è all´avanguardia, la si danneggia Lombardi: scure senza criterio il sindaco dovrebbe intervenire "Si agisce solo sui costi ma non c´è un progetto: in casi come questo tocca al Comune tutelare i cittadini. La Regione l´ha fatto" Giancarlo Lombardi, presidente del Collegio di Milano, è stato ministro dell´Istruzione nel governo Dini. «La scuola lombarda è all´avanguardia, almeno in Italia, ma i tagli rischiano di danneggiarla. L´impressione è che la riduzione di spesa si sia fatta con la calcolatrice e senza eliminare gli sprechi, che pure ci sono». Su cosa si sarebbe dovuto risparmiare? «Faccio un esempio: molti insegnanti del Sud si fanno assegnare nelle cattedre al Nord e subito chiedono di rientrare a casa, lasciando posti sguarniti. Su questo la Gelmini non ha fatto nulla, ha solo tagliato senza criterio. Anche il ritorno al maestro unico è stata un´operazione di comunicazione, bisognerà poi vedere a cosa porterà in concreto. L´importante, pensando alla scuola elementare, è che siano garantite le scelte delle famiglie e i segnali non incoraggiano: la domanda per il tempo pieno cresce ma non l´offerta, anzi. Evidentemente, qualcosa non va». Di chi è la colpa? «Sicuramente non di Tremonti, che fa il suo mestiere e segnala che i conti non tornano. Spetta al ministro dell´Istruzione cercare di evitare che la scuola sia troppo penalizzata. A suo tempo, Letizia Moratti puntò i piedi ed ebbe ragione. Quando era lei ministro ci furono tagli, certo, ma ragionati. Ora invece, da sindaco, sembra che sull´istruzione non abbia un progetto forte». Cosa può fare la Moratti per la scuola milanese? «Quando lo stato centrale taglia, gli enti locali si trovano a fare fronte alle spese non più coperte. Non lo dicono le competenze delle singole istituzioni, ma il buon senso degli amministratori. Un esempio lo ha dato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha stretto un accordo con le università lombarde, finanziandole senza chiedere nulla in cambio». Formigoni si è mosso allora per filantropia? «Per coerenza, credo. Tutti in politica ripetono che l´istruzione è la fabbrica del domani, ma all´atto pratico non lo dimostrano. Formigoni lo ha fatto e gli va riconosciuto. Certo, non si può chiedere a Regione e Comuni di mettere tutti i soldi che lo Stato nega. Sarebbe un´utopia». Quale sarà la ricaduta dei tagli alla scuola per le famiglie? «Nell´immediato, si percepisce il disagio nelle piccole cose: la carta igienica che manca, l´alternanza di supplenti in assenza di un´insegnante di ruolo. Ma sul lungo periodo l´effetto è grave, l´intero sistema culturale ne risente». Anche lei, quando fu ministro, fece tagli consistenti. Che differenza c´è con oggi? «Noi studiammo un piano organico, accorpammo istituti vicini fra loro per risparmiare personale, chiudemmo alcune classi con pochissimi iscritti. Facemmo interventi mirati, senza la presunzione di chiamare "riforma" un lavoro di snellimento dei conti». (franco vanni)

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puccini e verdi sotto le stelle l'opera lirica va al castello - mariella tanzarella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

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Pagina XIX - Milano Puccini e Verdi sotto le stelle l´opera lirica va al Castello Bohème a bordo di una nave, Don Giovanni e Nabucco con i Babilonesi in divisa nazista MARIELLA TANZARELLA Viva la lirica, che mantiene in vita l´estate culturale di Milano. Se poi si sposa a un´ambientazione all´aperto e suggestiva come il cortile della Rocchetta all´interno del Castello Sforzesco, il richiamo è ancora più forte. Così l´assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Identità del Comune si è fatto promotore ella terza edizione di "Lirica sotto le Stelle", che presenterà dal 17 luglio al 2 agosto tre opere per un totale di otto repliche, tutte a ingresso libero. I punti forti della rassegna sono diversi. La lirica è molto amata dai milanesi, ma anche da forestieri e turisti che capitano da queste parti in estate. L´accesso alla Scala è limitato, costoso e va prenotato con largo anticipo, per cui l´offerta di spettacoli lirici accontenta chi non è riuscito a procurarsi un biglietto, che si tratti di residenti o di visitatori. In più, è tutto gratis: nonostante la contrazione dei budget, ha spiegato l´assessore Orsatti, è stato possibile organizzare ugualmente la rassegna grazie alla presenza di sponsor. E anche alla disponibilità del Teatro dell´Opera di Milano, che tra l´altro ha fatto ricorso a molti giovani al loro debutto in pubblico, riuscendo così a far quadrare i bilanci: «Nel cast delle tre opere ci sarà un dieci-venti per cento di debuttanti», ha detto Mario Ricardo Migliara, regista e direttore artistico. Si inizia con la Bohème di Puccini, in scena dal 17 al 19 luglio, per la quale Migliara ha ideato un´ambientazione inedita: a bordo di una nave di migranti diretti verso gli Stati Uniti. «Una Bohème sul Titanic», ha sintetizzato, con mimi e comparse vestiti da marinai. Da venerdì 24 a domenica 26 luglio è di scena il Don Giovanni di Mozart. Qui la fantasia di Migliara ha immaginato di ribaltare totalmente la figura del protagonista (per trovare l´interprete, ha detto, sono state necessarie cinque audizioni): «Non un personaggio diabolico, ma al contrario, data la sua gentilezza e soavità, un angelo». Il Don Giovanni angelico si muoverà in una scenografia fatta di enormi frammenti di statue femminili. L´ultimo titolo, il Nabucco di Verdi, sarà rappresentato per due sole serate, il primo e il 2 di agosto, in una versione che Migliara ha pensato di attualizzare vestendo i babilonesi con divise naziste. Nel corso della rappresentazione, due artisti realizzeranno quadri estemporanei, un "commento" visivo che alternerà forme e colori secondo i diversi momenti dello spettacolo. In tutte le repliche le musiche saranno eseguite dall´Orchestra Filarmonica di Milano, diretta di volta in volta da Pierangelo Gelmini, Francesco Attardi e Roberto Gianola. I biglietti saranno in distribuzione all´assessorato al Turismo (via Bagutta 12) dalle 10 alle 17 del lunedì precedente ogni spettacolo. 200 posti saranno assegnati ai primi che arrivano al Castello la sera stessa della rappresentazione. Alcune decine di posti per ogni serata sono invece stati consegnati a tour operator e alberghi che li hanno richiesti. Giovedì 16 alla Palazzina Liberty, ore 21, concerto gratuito di arie d´opera con l´Associazione Internazionale Lirico Concertistica.

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Commosse tra le rovine (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)

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Commosse tra le rovine Le first lady in visita alla città"fantasma". Clooney: «Qui girerò un film» L'Aquila. Al mattino le first lady con gli occhi lucidi di fronte alla città"fantasma". Al pomeriggio George Clooney nelle tendopoli, che annuncia: «A settembre gireremo un film all'Aquila». E in serata è arrivata anche lei, Carla Bruni Sarkozy, la cui assenza aveva fatto alzare le antenne alla stampa internazionale. Carlà ha raggiunto la caserma di Coppito e questa mattina, probabilmente, farà visita agli sfollati, anche se l'agenda della "première dame"è per il momento assolutamente top secret. Se questa terra martoriata dal terremoto cercava una visibilità internazionale in grado di scuotere le coscienze ed attirare risorse per la ricostruzione, ieri l'ha ottenuta. Le lacrime di Michelle Obama tra le macerie, ad esempio: hanno fatto il giro del mondo, così come la domanda rivolta a chi le stava intorno: «Quanti bambini sono morti?». Le altre first lady devono aver pensato la stessa cosa in quella camminata concitata e breve a tacchi bassi tra le rovine. Per loro solo il tempo di un'impressione. Venti minuti in tutto, senza bagno di folla, circondate dalla sicurezza e bersagliate, da lontano, dai flash dei fotografi. Tutte serie le dodici prime signore arrivate all'Aquila per vedere con i loro occhi che disastro ha combinato il terremoto. I volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli partiva la protesta delle altre signore, quelle che dal 6 aprile hanno per casa una tenda. «Noi siamo le last lady», si leggeva sui cartelli di una manifestazione improvvisata. Non si inconteranno le une con le altre. E magari sarebbe stato bello. Con le dodici mogli dei Grandi, a fare da cicerone, ci sono le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini (sottilissime nei loro completi scuri), i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Gli esperti della protezione civile fanno vedere i pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il comandante dei vigili spiega un po' gli interventi che sono stati fatti e che si stanno facendo per puntellare il disastro e mettere in sicurezza il centro storico. Le signore ascoltano, Michelle più di tutte fa domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito verso piazza della Repubblica. In giallo acido anche ieri con un completo in taffetà e giacchino corto chiuso da un bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla Gelmini. Le altre si guardano intorno esterrefatte, anche loro chiedono, puntano il dito sulla facciata di San Marco, poi su sant'Agostino, e ancora sulla facciata a brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del governo. Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. E ancora Michelle Obama a parlare. «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi», dice ai vigili del Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che dalle prime ore dopo la tragedia del 6 aprile sta lavorando per mettere in sicurezza palazzi e monumenti. Quando le signore risalgono sui pulmini mezzogiorno è passato da poco. In caserma, a Coppito, le aspetta un pranzo offerto dalla moglie del presidente della regione abruzzo Chiodi, poi un tour nelle due mostre allestite per l'occasione, con la guida, questa volta, del ministro Sandro Bondi arrivato apposta da Roma. Nel pomeriggio tocca ad un sex symbol di Hollywood. George Clooney, accompagnato da Walter Veltroni e dal collega Bill Murray, si cala nello scenario spettrale dell'Aquila e annuncia: «Gireremo un film qui alla fine di settembre. Avevamo esaminato le location già prima del terremoto e le abbiamo riviste dopo. È sorprendente vedere una città che ha subito tanti danni e credo che questo sia il miglior modo per dare una mano e rilanciare l'economia». Un'ora dopo l'attore inaugura una sala cinematografia nella tendopoli di San Demetrio Né Vestini. Ed è un bagno di folla per il divo, assediato dai fan. B. L. 10/07/2009 Storiche strette di mano al G8 tra il presidente Usa Barack Obama ed il leader libico Muammar Gheddafi. Si tratta di un riavvicinamento tra Libia e Stati Uniti, divisi da oltre 30 anni di tensioni. Favorisce il gioco diplomatico anche il premier Silvio Berlusconi, che ieri sera all'ultimo ha scambiato i posti a tavola, per avvicinare Obama e Gheddafi, nella cena offerta dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Mandando probabilmente in fumo un lungo lavoro dei diplomatici per far quadrare il cerchio, Berlusconi ha infatti messo a sedere alla sua sinistra il colonello mentre alla sua destra, come previsto, c'era Obama. «Il presidente Obama non vuole scegliere a quali leader dare la mano e a quali no: sarà lieto di salutare tutti coloro che incontrerà» aveva perlaltro detto ieri pomeriggio un portavoce della Casa Bianca. 10/07/2009

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le lacrime di michelle "ce la farete a ricostruire?" - laura laurenzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)

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Pagina 13 - Esteri Le lacrime di Michelle "Ce la farete a ricostruire?" Poi Lady Obama passeggia tra gli applausi nel cuore di Roma Accompagnata dalle ministre Carfagna e Gelmini "Come stanno i piccoli sfollati?" Lo stupore delle mogli dei leader davanti alle macerie La protesta nelle tendopoli LAURA LAURENZI DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Dalle lacrime fra le rovine agli applausi da stadio al Pantheon. Molto più mamma che first lady, Michelle Obama si commuove per i bambini del terremoto d´Abruzzo. «Quanti ne sono morti esattamente?», chiede con il nodo alla gola. Vuole sapere. Guarda i cumuli di macerie con sgomento, scuote la testa incredula mentre gli occhi le si velano di lacrime. «Come sono stati sistemati i bambini rimasti senza casa?», domanda incalzante. «Chi li assiste, chi li aiuta a superare il trauma? Come stanno i piccoli sfollati? Cosa si fa per fargli vincere la paura a tornare nelle case?», chiede alle ministre Carfagna e Gelmini, le due first lady per caso sempre più esili, sempre più pallide, sempre più stanche, sempre più vestite di scuro. Michelle non è una che fa domande di circostanza: «Ce la farete a ricostruire la città in tempo? - torna alla carica - Ci vorrà molto per completare i lavori?». C´è un silenzio irreale durante la passerella umanitaria delle 12 first lady nel centro storico dell´Aquila, spettrale. Tour fra le rovine in ordine sparso, vigilato da stuoli di militari, una mezz´oretta scarsa. Si sente solo lo scalpiccio dei passi e il ronzio delle telecamere sotto il sole a picco. Le signore parlano a bassa voce, sbigottite davanti alle chiese sventrate, ai palazzi in polvere, alle montagne di calcinacci: eccole sfilare lungo il duomo, la chiesa delle Anime sante, piazza della Repubblica, S. Maria del Suffragio, la prefettura con le sue colonne sbilenche. Michelle stringe la mano ai vigili del fuoco schierati, li passa in rassegna e a tutti ripete: «Ottimo lavoro», mentre la più anziana del gruppo, Gursharan Kaur first lady dell´India, li elogia: «Siete degli eroi!». Prima di volatilizzarsi alla volta di Roma la signora Obama sussurra: «Sono molto commossa...» e ha un tremito nelle labbra. Poi aggiunge assertiva: «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi». Un sopralluogo blindato: mai nei loro giri e nelle loro vetrine ufficiali le first lady incontreranno le «last lady», come si sono polemicamente ribattezzate alcune decine di sfollate dei comitati civici aquilani che vivono ancora nelle tendopoli, in attesa di avere una casa assegnata: «Michelle, Carla, venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande», scandiscono in coro durante il loro corteo. Uno sgarbo, o forse il desiderio di tornare a Roma dalle figlie? Fatto sta che l´inquilina della Casa Bianca diserta l´elaboratissimo pranzo offerto dalla moglie del governatore Chiodi e cucinato dallo chef Niko Romito di Rivisondoli, due stelle Michelin. Rinuncia al baccalà con granita di patate e peperoni, ai ravioli liquidi (?) con piselli tardivi, al caldo-freddo di cioccolato e finocchio. E rinuncia anche a salire sul simulatore sismico, pezzo forte nella mostra sul terremoto allestito dalla Protezione Civile alla caserma di Coppito, negli Stati Uniti un´attrazione da luna park. A voler provare il brivido di una scossa magnitudo 4 punto 7 - tutte con l´elmetto - sono le first lady di Canada, Gran Bretagna, Svezia, Giappone, Commissione Europea, Sudafrica, Camerun, Gabon, Nigeria e Messico; è proprio la prima signora messicana Margarita Zavala quella che si spaventa di più, fino alle lacrime. Nel pomeriggio altre due mostre: una che illustra il patrimonio culturale abruzzese, l´altra sull´eccellenza della creatività italiana, con i ministri Bondi e Brambilla a fare da ciceroni. Ma Mrs Obama è già a Roma. Poco dopo le 19 fa il suo ingresso trionfale in piazza del Pantheon con una scorta imponente di 15 macchine in compagnia delle due figlie Sasha e Malia e del suo staff. Visita la chiesa di «Angeli e demoni»: la cosa che la colpisce di più è l´enorme foro sulla cupola. Poi - è il suo bagno di folla - esce sulla piazza, transennata a tempo di record, a salutare capannelli di gente entusiasta che la subissa di applausi. Una vera ovazione. Oggi visita privata alla Cappella Sistina e poi udienza papale.

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Tra le rovine del terremoto Michelle domanda (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)

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le signore all'aquila Tra le rovine del terremoto Michelle domanda «Quanti bimbi morirono?» Baccalà con pane croccante al rosmarino e granita di patate, formaggio primo sale con asparagi e spinaci, caramelle di fragole e pane, ravioli liquidi di piselli… un pranzo con i fiocchi e un po' più sofisticato, ma non per questo meno appetitoso, rispetto alla cena da Maccaroni a piazza delle Coppelle a Roma di Michelle e figlie. Abbandonato il capoluogo capitolino per 24 ore, il viaggio delle first ladies ieri prevedeva la prima tappa al centro storico dell'Aquila, devastato dal terremoto del 6 aprile. Il giro delle 12 signore dei Grandi - tutte rigorosamente a tacchi bassi - e dei leader del G5 accompagnati dai ministri Maria Stella Gelmini a Mara Carfagna è iniziato da Piazza Duomo. Michelle, in taffetà giallo con un piccolo cardigan bianco chiuso da un bottone gioiello che riprendeva i colori del vestito e i capelli raccolti in uno chignon stretto stretto, con le sue colleghe si è fermata di fronte ai pannelli che illustrano i progetti per la ricostruzione del capoluogo abruzzese. Beato tra le donne, Agostino Miotto, direttore dell'Ufficio relazioni estere della Protezione Civile, al quale Michelle ha posto diverse domande mentre continuava il giro del centro storico arrivando al Palazzo della Prefettura la cui facciata crollata è diventato il simbolo della distruzione provocata dal sisma. «Ma quanti bambini sono morti?». Solo la signora Obama ha avuto fino in fondo il coraggio di fare questa domanda «Quanti ne sono morti?», ha ripetuto. Finora lei e le altre signore avevano visto la tragedia dell'Aquila solo in foto, magari anche qualche reportage in televisione ma venti minuti di presa diretta sono stati sufficienti alle dodici signore per capire il disastro combinato dal terremoto. I volti erano tirati, gli occhi sinceramente preoccupati, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma, le first-ladies, senza bagno di folla, circondate dalla sicurezza e bersagliate dai flash dei fotografi, seguivano con attenzione le spiegazioni dei tecnici della protezione civile. Intanto dalle tendopoli a pochi metri dal luogo dove si tiene il G8 è partita la protesta di altre signore "noi siamo le last ladies", si leggeva sui cartelli di una manifestazione. Purtroppo le first ladies e le last ladies abruzzesi non si sono incontrate, e non si incontreranno. Questo è uno dei punti di cui la stessa delegazione americana si è stupita, le signore avrebbero voluto incontrare le donne protagoniste della tragedia ma per motivi di sicurezza - questa la risposta dei funzionari della protezione civile - l'organizzazione ha preferito non mettere in programma questo incontro. Dopo la breve ma concitata passeggiata il corteo delle signore - tra cui spiccava per eleganza la moglie del premier indiano Singh, la signora Gursharran Kaur, in un sari color cipria - si sono dirette ancora una volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che dalle prime ore dopo la tragedia del 6 aprile sta lavorando per mettere in sicurezza palazzi e monumenti. A sciogliere la tensione ci ha pensato Michelle, pronta a stringere loro le mani, «Ottimo lavoro», ha detto salutandoli con una promessa: «Mio marito e io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi». Le first ladies si congedano, ringraziano, salgono sul pulmino per il pranzo. Intanto le altre, le last ladies non si abbattono vedendole scomparire e con orgoglio dal corteo fanno sentire la loro voce: «Michelle, Carla, venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande». di Alessandra Cardinale 10/07/2009

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Berlusconi a Repubblica (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)

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Berlusconi a Repubblica «Per voi obiettivo fallito» conferenza stampa. Il premier è teso, si prende la sua rivincita parlando di differenza tra realtà e fantasia, poi risponde secco al giornalista nemico. L'indiscrezione dell'Ft sui microfoni. segue dalla prima pagina Poi, però, il premier «stanco» ha fatto le ore piccole tra i viali della caserma della Guardia di Finanza. Ha ascoltato il concerto dell'Orchestra sinfonica abruzzese, fingendosi pure direttore per alcuni secondi; ha passeggiato e stretto mani; ha firmato autografi; ha ispezionato le sale degli incontri bilaterali. Senza contare che la notte precedente era andato a letto all'alba. Stanco o instancabile, allora? Il Silvio Berlusconi show trova il suo culmine nel tardo pomeriggio. Sono le sei e mezzo passate e il presidente del consiglio si issa sul podio della sala principale del Media village. Lui e Obama occupano tutta la scena. Le parole contano poco, tranne forse gli ennesimi ringraziamenti dell'amico Barack «per l'eccellente ospitalità ricevuta da Berlusconi e da tutti gli italiani». È l'immagine a prevalere. Qualcuno paragona il podio accanto a Obama a un nuovo predellino, dopo il primo che sancì nel 2007 la svolta di piazza San Babila, con l'annuncio del nuovo partito del centrodestra. Ma stavolta, a che cosa serve il predellino di Coppito? La speranza dei suoi fedelissimi, che in questi giorni l'hanno invitato alla prudenza e alla sobrietà in più di una occasione, è che il premier rifondi se stesso e si rilanci dopo gli scandali di minorenni ed escort. Consegnata ai posteri la foto congiunta di lui e Obama in conferenza stampa, durata pochissimi minuti, Berlusconi ha affrontato la prova più dura: fare il punto della giornata, accettando le domande dei cronisti presenti. Il Cavaliere è teso. Con sguardo cupo e viso tirato parla del piano Marshall per la Palestina, del clima, del G14, del Mef, finanche del J8, in cui ha incontrato gli junior 8 e non ha resistito alla tentazione della foto con i giovani: «I ragazzi vogliono un ricordo per tutta la vita». Già. Dopo il monologo, le domande. Il silenzio è gelido. Ma la regia di Bonaiuti ha previsto tutto. Il primo quesito arriva da una cronista televisiva di Stato. Chiede «se l'uomo è stato al centro del vertice». Si vola sulle vette dell'antropocentrismo. Qualcuno sussurra un commento malizioso: «Hanno scambiato papi per il Papa». Tant'è. Le domande che seguono, vertono sui contenuti del vertice. Un sussulto quando si accenna moderatamente alle «polemiche» che hanno preceduto il summit degli otto grandi all'Aquila. Il premier, spavaldo, si crogiola per lo sdoganamento ricevuto in dono da Obama e distingue tra «realtà» e «fantasia», secondo uno schema preparato insieme coi suoi collaboratori durante il giorno. Ovviamente, la «fantasia» comprende tutte le rivelazioni, i verbali, le intercettazioni, le registrazioni sulle sue notti a Palazzo Grazioli. La conferenza sembra finita ma un giornalista "nemico" di Repubblica, il gruppo editoriale accusato dalla maggioranza di aver tramato contro il governo, riesce a prendere il microfono. «Lei ha accusato il mio giornale…». Il premier lo interrompe. È infastidito, si vede: «Ma questo che c'entra con il vertice». Il cronista ripete la domanda. A quel punto Berlusconi non si trattiene, gonfia il petto e proclama come un generale vittorioso dopo una sofferta battaglia: «Non avete raggiunto il vostro obiettivo». Applausi. Applausi che rappresentano una linea di confine tra giornalisti amici e giornalisti nemici. Manicheismo di carta, lontano anni luce dalla libertà di stampa. Ma sul difficile rapporto tra Berlusconi e i media che non controlla c'è stato anche un altro episodio trapelato ieri. Risale alla visita di Onna, mercoledì scorso. Il premier è in compagnia di Bruno Vespa, il conduttore di Porta a porta, abruzzese purosangue. Il Cavaliere dice: «Questa stampa qua… i giornalisti sono una categoria di personaggi». Sono presenti anche vigili del fuoco e volontari della protezione civile. Si ride. Vespa replica: «Sempre meglio dei politici, ma tanto lei dice che non è un politico». Berlusconi non si arrende: «Ci sono farabutti in tutte e due le categorie». Ieri all'Aquila è spuntata anche un'altra tenda. Non per i terremotati, però. È arrivato Gheddafi. Il colonnello del regime libico è ritornato di nuovo in Italia e ha fatto allestire un pezzo di deserto, con drappeggi beduini, tra le dure montagne abruzzesi. Un capolavoro surreale. Ieri il G8 non si è fatto mancare davvero nulla. Compresa una vera e propria spy-story rivelata dal Financial Times. Auricolari segreti per spiare i colloqui di capi di Stato e premier. Protagonista? Sempre Berlusconi. In pratica, secondo il quotidiano britannico, lo sherpa del premier, Giampiero Massolo, segretario generale della Farnesina, avrebbe avuto degli auricolari per comunicare con l'esterno. Lasciandoli aperti avrebbe consentito di far ascoltare tutto a uno staff seduto in una stanza accanto. La fonte è un alto funzionario che avrebbe mostrato anche un documento con le direttive ricevute: «Fate attenzione a non parlare alle altre delegazioni del nostro sistema altrimenti vorrebbero usufruirne anche loro e non è possibile». Scontata ma decisa la smentita di Palazzo Chigi: «Quel che dicono i leader rimane nella stanza. Non ci sono canali di comunicazione al di fuori delle penne digitali». A proposito di penne e pennette tricolori. La tanto attesa cena di gala offerta dal capo dello Stato si è svolta ieri sera. Tutti uomini, tranne la cancelliera tedesca Angela Merkel. Quarantatré persone. Insomma si è tornati all'antico cerimoniale dopo l'introduzione delle consorti per evitare imbarazzi al premier italiano, privo di una first lady. Per qualche giorno è spuntata pure l'ipotesi che a scortare Berlusconi fossero due ministre: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. In vari ambienti si è pensato che fosse eccessivo dopo le polemiche degli ultimi due mesi. Risultato: leader senza mogli e pranzo allargato. Il Cavaliere si è consolato però con autista d'eccezione: Guido Bertolaso. È stato quando il presidente del Consiglio è rimasto da solo su una macchinina elettrica. Berlusconi aveva fretta e non c'era nessuno. E il capo della protezione civile si è sacrificato al volante. Fabrizio d'Esposito 10/07/2009

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LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 7 LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, «L'Aquila bella m... LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, «L'Aquila bella mai non po' perire» e «L'arte del saper fare bene italiano», accolte dai ministri Sandro Bondi, Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 8 «Quanti bambini sono ANGOSCIA LE MOGLI DEI CAPI DI STATO IN VISITA L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fronte alle macerie del cuore di L'Aquila: ma quanti bambini sono morti? È la domanda che ha fatto anche Michelle, first lady del presidente degli Stati Uniti che pure, ha confidato il presidente della provincia Stefania Pezzopane, il giorno precedente «era molto preoccupato per i giovani». Negli occhi delle dodici consorti dei capi di Stato in visita tra le chiese sventrate e puntellate, i calcinacci ancora ammassati a testimoniare ferite che ancora sanguinano profondamente, c'era la medesima espressione. Nel tardo pomeriggio Michelle Obama ha chiesto di essere nuovamente accompagnata a Roma per visitare il Pantheon, una visita privata, insieme alle figlie Malia, Sasha e al suo staff. Di nuovo occhi che filtrano la tragedia, come quelli già visti in mattinata. I volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la protesta delle altre signore. A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi. Gli esperti della protezione civile hanno mostrato loro i pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il comandante dei vigili ha spiegato gli interventi che sono stati fatti e che si stanno facendo per puntellare le devastazioni del sisma, che ha colpito l'immenso patrocinio architettonico e artistico della città e mettere in sicurezza il centro storico. LE SIGNORE ascoltano, Michelle più di tutte fa domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la fiancata della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido con un completo in taffetà e giacca corta chiusa da un bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si guardano intorno esterrefatte, pure loro rivolgono domande, puntano il dito sulla facciata di San Marco, poi su Sant'Agostino, e ancora sulla facciata a brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del Governo. Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. L'indiana Gursharran kaur, in sari cipria, parla fitto con la ministra Carfagna, la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma appare spaesata. Pochi attimi comunque. Prima di un rapido dietro front e un'altra breve sosta, ancora una volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf. l. s.

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ESPERIENZA UNICA NELLA STORIA DEL SUMMIT (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 8 ESPERIENZA UNICA NELLA STORIA DEL SUMMIT DIARIO DI BORDO IL MONDO che conta si è ritrovato nell'Abruzzo martoriato e, come d'incanto, di fronte all'immane tragedia, la solidarietà tra i popoli ha prevalso sull'odio, i rancori, gli egoismi: la sofferenza ci unisce tutti. Al di là dei protocolli d'intesa e dei grandi scenari internazionali, L'Aquila resterà unica nella storia del G8. LA soddisfazione per i risultati ottenuti dal vertice non ci deve, comunque, indurre a facili trionfalismi: sul tappeto restano grandi problemi, a cominciare dalla sindrome cinese. Anche ieri Pechino non ha aderito all'accordo sul clima: la "geometria variabile" può andare bene per i quadri di Picasso, non per le intese internazionali che, per avere efficacia, debbono essere sottoscritte da tutti. HO VISTO Bruno Vespa nei panni inediti di «ambasciatore viaggiante» dell'Abruzzo. Fa parte del comitato promotore che ha raccolto alcuni capolavori della regione (è il caso del quadro di Patini ritrovato tra le macerie della prefettura aquilana) ed è riuscito a convincere il ministro Gelmini a fare ricostruire una scuola in legno dove si insegnerà alle ricamatrici l'arte del merletto a tombolo. INCROCIATO il sismologo Enzo Boschi. Mi ha detto che gli sciami sismici potranno proseguire anche per altri due mesi. Gli ho chiesto chi, a suo parere, tra i Grandi della Terra, è il più sensibile alle scosse telluriche. Mi ha risposto senza esitazioni: il più ballerino' è il presidente francese Sarkozy. E Carla Bruni non era ancora arrivata al vertice NELLA tradizione abruzzese c'è un pranzo con moltissime portate, che si chiama panarda': è il piatto forte della cucina regionale. Al G8 non c'è stato, ovviamente, il tempo per fare gustare alle delegazioni presenti il pasto pantagruelico, ma l'ospitalità dell'Aquila è stata ugualmente tanta: in questi giorni sono state metaforicamente servite svariate panarde'. Alla faccia delle cassandre. * Parlamentare del Pdl

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L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fr... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 9 L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fr... L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fronte alle macerie del cuore di L'Aquila: ma quanti bambini sono morti? È la domanda che ha fatto anche Michelle, first lady del presidente degli Stati Uniti che pure, ha confidato il presidente della provincia Stefania Pezzopane, il giorno precedente «era molto preoccupato per i giovani». Negli occhi delle dodici consorti dei capi di Stato in visita tra le chiese sventrate e puntellate, i calcinacci ancora ammassati a testimoniare ferite che ancora sanguinano profondamente, c'era la medesima espressione. Nel tardo pomeriggio Michelle Obama ha chiesto di essere nuovamente accompagnata a Roma per visitare il Pantheon, una visita privata, insieme alle figlie Malia, Sasha e al suo staff. Di nuovo occhi che filtrano la tragedia, come quelli già visti in mattinata. I volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la protesta delle altre signore. A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi. Gli esperti della protezione civile hanno mostrato loro i pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il comandante dei vigili ha spiegato gli interventi che sono stati fatti e che si stanno facendo per puntellare le devastazioni del sisma, che ha colpito l'immenso patrocinio architettonico e artistico della città e mettere in sicurezza il centro storico. LE SIGNORE ascoltano, Michelle più di tutte fa domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la fiancata della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido con un completo in taffetà e giacca corta chiusa da un bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si guardano intorno esterrefatte, pure loro rivolgono domande, puntano il dito sulla facciata di San Marco, poi su Sant'Agostino, e ancora sulla facciata a brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del Governo. Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. L'indiana Gursharran kaur, in sari cipria, parla fitto con la ministra Carfagna, la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma appare spaesata. Pochi attimi comunque. Prima di un rapido dietro front e un'altra breve sosta, ancora una volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf. l. s.

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L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in nome della parità di gener... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

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I COMMENTI pag. 11 L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in nome della parità di gener... L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in nome della parità di genere, di fissare per le donne statali la stessa età di pensionamento prevista per gli uomini. I reiterati annunci provocano effetti immediati. Dal prossimo 1° settembre hanno chiesto di andare in pensione 32 mila docenti e 8 mila non docenti. In totale il 64% in più dell'esodo registrato lo scorso anno. Si sa che la scuola italiana è un grande gineceo e le donne che hanno maturato i requisiti minimi per presentare domanda di collocamento a riposo non aspettano che i nuovi limiti di età le blocchino in servizio ancora per diversi anni. Avere a disposizione nella scuola 40 mila posti vacanti potrebbe costituire una positiva occasione d'intervento per il Ministro Gelmini, che intende ridurre le piante organiche del personale docente e non docente. La diminuzione dei posti è stata iscritta nell'agenda politica di tutti i Governi degli ultimi 15 anni. I risultati sono stati finora nulli. Anzi fallimentari. Il Sole 24 ore ha recentemente pubblicato i dati di una elaborazione condotta sul numero dei posti d'insegnamento del corrente anno scolastico rapportato con quello di 10 anni fa. E' emerso che, a fronte di una diminuzione di posti nella scuola primaria (-2,8 %) e media (-6,7 %), l'aumento registrato nella scuola dell'infanzia (+7,5 %), degli istituti superiori e soprattutto dei posti di sostegno ha fatto crescere il totale complessivo delle cattedre a 766.119 unità, cioè il 2,2% in più rispetto all'anno 1999/2000. Hanno dunque perso la partita tutti i Governi; hanno vinto le spinte localistiche e soprattutto le truppe sindacali che strategicamente presidiano ogni istituzione scolastica. Il lento smantellamento dell'amministrazione scolastica periferica (gli ex Provveditorati agli Studi) non consente al Ministero di governare dal centro gli assetti organizzativi locali. La Gelmini cerca ora l'alleanza con i poteri regionali nella Conferenza Stato-Regioni. Ma la partita non sarà facile soprattutto per la grave crisi occupazionale che attraversa il Paese. Così la scuola è destinata a rimanere... un ammortizzatore sociale.

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PER UNA STRANA coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gl... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 PER UNA STRANA coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gl... PER UNA STRANA coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gli esami di maturità, nelle stanze del Comune si propone la collaborazione con le scuole superiori per pulire i muri della città garantendo crediti formativi. La coincidenza mi invita a guardare proprio ai ragazzi e sorge un pensiero immediato: coinvolgiamo la scuola in un'opera di pulizia e assegniamo crediti agli studenti? E' necessario essere realisti. I nostri giovani possono e devono avere senso civico (lo richiede anche la nuova indicazione ministeriale della legge Gelmini: cittadinanza e costituzione, legge 169 del 30 ottobre 2008). Ma la scuola deve fare Scuola. Con i suoi mezzi, le sue strutture, i suoi maestri. Al di fuori degli orari scolastici i giovani possono ripulire la città, sostenuti e visionati da strutture esterne alla scuola. Ma al mattino i nostri studenti hanno bisogno di affrontare matematica, italiano, latino, inglese... A ognuno i suoi ruoli e competenze. Alla scuola, che è fortemente luogo di rapporti umani, lasciamo l'obiettivo di educare alla cultura e al sapere: il tempo serve per le domande e gli approfondimenti sui grandi fatti della storia, sulle alchimie e verità dei calcoli matematici, sulla bellezza e sorpresa continua della poesia e dell'arte... Non utilizziamo la scuola come mezzo per pulire e recuperare la città. La scuola non è un mezzo: la scuola educa in primis. I maestri hanno bisogno di essere maestri per trasmettere ed educare. E il grande maestro educa innanzitutto a una "tensione": il desiderio di impegnarsi non si impone, il fiorire dell'intelligenza nasce in sé. Aristofane nel IV secolo a.C. scriveva: «Formare non significa riempire un vaso ma accendere un fuoco». Permettiamo e lavoriamo affinché essi apprendano in sé. Così come cerchiamo di suscitare idee e volontà di realizzarle. Non può essere un do ut des che spinge l'animo a fare il bene. Pulisco i muri per avere il tornaconto del credito. Non li rovino proprio perché so che così non cresco. Compito della scuola è educare la persona, non correggere errori sui fogli e sui muri. Sembra che solo il 30-40 % dei sedicenni raggiunga effettivamente le potenzialità intellettive di cui dispone. Domandiamoci se possiamo fare qualcosa noi. E' una strana coincidenza che mentre loro si impegnano sui libri noi parliamo di loro per pulire la città. L'aiuto più grande che possiamo donare non è la parete esterna di una strada che percorrono. E' la capacità e la bellezza di studiare. *Preside S.Alberto Magno

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Le first lady in visita tra le macerie Michelle in lacrime: e i bambini? (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 10/07/2009 - pag: 10 Le first lady in visita tra le macerie Michelle in lacrime: e i bambini? La moglie di Obama salta il programma abruzzese e torna nella capitale dalle figlie DA UNO DEI NOSTRI INVIATI L'AQUILA Le briciole dei palazzi sono ancora in terra, adesso in qualche modo ordinate nei mucchietti ai lati della piazza del Duomo. Ma drammaticamente lì. Sono passati più di tre mesi da quella scossa che ha sventrato il cuore dell'Aquila e ora Michelle Obama non si accontenta della data, vuole sapere anche l'ora, il minuto. L'attimo che ha scatenato la gigantesca onda di dolore. Agostino Miozzo le risponde, prova a stare dietro alla sue domande che sono una raffica senza soluzione di continuità. Ieri mattina Miozzo è arrivato in piazza Duomo con Mauro Dolce e Marta Di Gennaro, inviati speciali della Protezione civile per le prime donne del G8 in questa inconsueta gita e la prima donna d'America non se li lascia scappare. Vuole sapere tutto. Come? Quando? Dove? Ma soprattutto: chi? «Sono morti dei bambini, vero? Quanti?». Il corteo sfila davanti alla chiesa delle Anime Sante, ai palazzi distrutti, arriva giù davanti al palazzo diroccato della prefettura. I ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini si spendono avanti e indietro per avere una parola per tutte queste prima donne che a guardarle così sembrano davvero semplici turiste per caso. E forse per capire basterebbe, chessò, lo sguardo ingenuo di Sarah Brown, il vestito dritto della svedese Filippa Reinfeldt o lo sguardo solare della sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Dopo la prefettura si allunga verso via XX Settembre. Michelle Obama ha già bombardato di domande il ministro Carfagna per sapere come e quando gli sfollati delle tende potranno tornare nelle loro case e adesso che il corteo è arrivato davanti alla Casa dello Studente è alla Gelmini che si rivolge: «Sono morti tanti giovani? Quanti? E i bambini, quanti bambini sono morti?». I vigili del fuoco sono schierati in fila. La prima donna d'America riesce a trasformare un gesto di protocollo in un concentrato di commozione. Perché lei, come tutte le altre, stringerà le mani ad ognuno di quei ragazzi che dalle macerie del 6 aprile hanno tirato fuori più morti che vivi. Ma lei, a differenza delle altre, ad ogni stretta di mano concentrerà una lacrima in più dentro gli occhi. «Quanti morti in questo terremoto? Quanti bambini?». E' mezzogiorno, sono passati quaranta minuti dalla partenza, la gita nelle macerie è finita. Michelle Obama si ritrova davanti al suo gippone blindato. Sono morte 290 persone nel terremoto del 6 aprile. Sedici erano bambini. E' il momento dei saluti lei ora taglia corto. E con uno scatto si infila dentro un gippone: la testa che si appoggia alla mano, le mani che coprono gli occhi. Non si può piangere in pubblico. Michelle infila rapida un paio di occhiali da sole. Ma non scenderà più dal suo gippone blindato. La prima donna d'America salterà tutto il resto del programma abruzzese con le altre prime donne del G8: il pranzo in casa del governatore Gianni Chiodi e di sua moglie Daniela, il regalo della presentosa, tipico gioiello abruzzese. Ma anche la visita alle mostre insieme ai ministri Michela Vittoria Brambilla e Sandro Bondi. Da piazza Duomo punta dritta verso Roma. E strada facendo cancellerà anche la visita alla mostra di Bulgari programmata per il primo pomeriggio nel Palazzo delle Esposizioni. Dalle macerie del terremoto Michelle tornerà dritta nel suo bell'albergo di via Veneto, dalle sue bambine, sua mamma, le tate. Al mattino la prima donna d'America aveva indosso di nuovo un vestito color giallo brillante e questa volta movimentato da balze. Quando alle sette raggiungerà il Pantheon per l'unica visita che si è concessa a Roma ieri insieme con le bimbe Malia e Sasha, Michelle ha indosso di nuovo un tubino, tutto nero. C'è la folla delle grandi occasioni accalcata dietro le transenne del Pantheon, flash, gridolini, applausi. Michelle Obama esce sul sagrato, si volta a guardare e fa un cenno di saluto con la mano. La corsa verso Trastevere, per una cena al ristorante San Michele, si interrompe ad un chiosco sul lungotevere: due grattachecche per le sue bimbe. Il cuore ai bimbi del terremoto. Alessandra Arachi Visita al Pantheon Michelle Obama è arrivata ieri sera al Pantheon per una visita privata con il suo staff e insieme alle figlie Malia (con lei nella foto) e Sasha. La storica piazza romana è stata blindata dalle forze dell'ordine (Ansa/Mario De Renzis) Emozione Dopo i saluti, Michelle taglia corto. Si infila in auto per nascondere la commozione

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Lirica gratuita (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 10/07/2009 - pag: 10 Al Castello Lirica gratuita La Torre del Filarete quale fredda soffitta parigina, le merlature dei cortili come mura della residenza di un nobile sivigliano o della prigione in cui sono costretti gli ebrei. Il Castello Sforzesco torna a essere scenario dei grandi capolavori lirici con tre titoli popolari, firmati dal regista Riccardo Migliora e concertati dall'Orchestra Filarmonica di Milano. Si partirà il 17, 18 e 19 con la «Bohème» di Puccini diretta da Pierangelo Gelmini, la settimana successiva toccherà al «Don Giovanni» di Mozart e «Nabucco» (foto) chiuderà l'1 e il 2 agosto. I biglietti per Bohème potranno essere ritirati gratuitamente all'Assessorato al Turismo del Comune da lunedì 13 (via Bagutta 12, ore 9, tel.02.79.58.92). (e.pa.)

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E la supermodella diventò moglie (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 10/07/2009 - pag: 11 Metamorfosi E la supermodella diventò moglie «santa» di MARIA LAURA RODOTÀ Carlà modella-statista-celebrity? Ma no, per carità, Santa Carlà. Diceva ieri sera suo marito: «Le sono molto grato per aver dato un'impronta umanitaria alla sua visita». I coniugi Sarkozy si sono incontrati nella caserma di Coppito. L'arrivo di Carlà è stato tranquillo, sottotono per i suoi standard da première dame. Il post-G8 sarà affettuoso-campanilista, lei porterà il marito presidente a vedere la natia Torino. Ma fino a ieri pomeriggio, lo scenario annunciato per Carla Bruni-Sarkozy era corale-surreale, da film di Robert Altman: la modella-first lady statista con George Clooney e Walter Veltroni. Tutti insieme, con autorità e fans abruzzesi e Bill Murray, a visitare rovine e poi a inaugurare un cinema nella tendopoli di San Demetrio; con scene dal nuovo film di Clooney e anteprima dell'Era Glaciale 3. Un eventone, solidale e promozionale; forse troppo, tanto che a due ore dal previsto arrivo di Carlà l'Eliseo smentiva la sua partecipazione. Il portavoce Frank Louvrier definiva l'annuncio «assolutamente falso». E annunciava un regolare atterraggio, una notte coniugale nella caserma di Coppito e una normale visita tra i terremotati, con regolare iniziativa benefica. Cose buone e giuste, ma forse noiose. Almeno per una star multitasking come Bruni: famosissima come modella, abbastanza apprezzata come cantante, autrice di uno straordinario auto-riciclaggio conquistando il presidente francese e diventando first lady in pochi mesi; poi probabilmente perplessa causa ripetitività e scarso spazio per lo spirito di iniziativa che comporta il ruolo di moglie di un capo di Stato. Così ha disertato qualche vertice, si è bevuta qualche birra lamentandosi un po' con gli amici, ha fatto qualche visita di Stato in qualità di star perfezionista, come a Londra. Ma forse non bastava. Bruni, pre-Sarkozy, era una italiana-parigina engagée. Impegnata in molte cause, pronta a sottoscrivere molti manifesti. Di recente (con il marito probabilmente d'accordo, è in una fase di formidabile corteggiamento-cooptazione di delusi della sinistra) scrivendone anche. Per il G8 aveva scritto una lettera cortese ma autoritaria ai leader invitati, esortandoli ad aumentare i finanziamenti per la lotta all'Aids, la tubercolosi, la malaria. E ha lasciato le altre prime dame (Michelle Obama inclusa, l'unica che può sconfiggerla e lo ha già fatto) in gita tra Roma e l'Abruzzo con Gelmini & Carfagna, per arrivare da sola, e da protagonista, tra divi hollywoodiani e terremotati ben disposti. Forse era troppo. Forse fare la première dame è limitante. Non consente attivismi e esibizionismi per buone cause, via alla Angelina Jolie, che invece di Sarkò ha Brad Pitt. In caso, una dovrebbe studiare e farsi eleggere e andare ai vertici da capo di governo, come Angela non Angelina Merkel (e poi come celebrity post-sismica bastava Clooney, onestamente, è anche più cordiale). Sotto tono L'arrivo della première dame è stato tranquillo. Ha fatto un giro sull'auto elettrica con il marito

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Mini-tour tra le macerie. L'indiana Singh ai pompieri: (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 10-07-2009)

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Mini-tour tra le macerie. L'indiana Singh ai pompieri: «Siete eroi» L'Aquila. Il primo pensiero, davanti alle macerie del centro storico dell'Aquila, le chiese sventrate, i palazzi caduti, i calcinacci ancora lì ammassati lungo i marciapiedi, è stato per i bambini. Michelle, bella anche con i capelli tirati da uno chignon stretto stretto, lo ha chiesto: «Ma quanti ne sono morti nel terremoto?» Le altre devono averlo pensato, in quella camminata concitata e breve a tacchi bassi tra le rovine. Per loro solo il tempo di un'impressione. Venti minuti, forse mezz'ora in tutto, senza bagno di folla, circondate dalla sicurezza e bersagliate, da lontano, dai flash dei fotografi. Tutte serie le dodici prime signore arrivate all'Aquila per vedere con i loro occhi che disastro ha combinato il terremoto. I volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la protesta delle altre signore, quelle che dal 6 aprile hanno per casa una tenda. «Noi siamo le last lady», si leggeva sui cartelli di una manifestazione improvvissata da via Strinella alla Villa Comunale. First ladies e last ladies comunque non si incontrano. Con le prime, a fare da cicerone, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri (nero inchiostro la ministra delle Pari Opportunità blu navy per la collega dell'Istruzione) i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Tra loro non c'è Carla Bruni Sarkozy, che il giro lo farà probabilmente oggi da sola. Ma sono ugualmente tante, 12 in tutto, dalla canadese Laureen Harper alla giapponese Chikako Aso. Gli esperti della protezione civile fanno vedere i pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il comandante dei vigili spiega un po' gli interventi che sono stati fatti e che si stanno facendo per puntellare il disastro e mettere in sicurezza il centro storico. Le signore ascoltano, Michelle più di tutte fa domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la fiancata della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido anche in quest'occasione, con un completo in taffetà e giacchino corto chiuso da un bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si guardano intorno esterrefatte, anche loro chiedono, puntano il dito sulla facciata di San Marco, poi su sant'Agostino, e ancora sulla facciata a brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del governo. Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. L'indiana Gursharran kaur, in sari cipria parla fitto con la ministra Carfagna, la sudafricana Siza kele Khumalo Zuma sembra un po' spaesata. Pochi attimi comunque. Prima di un rapido dietro front e un'altra piccola sosta, ancora una volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che dalle prime ore dopo la tragedia del 6 aprile sta lavorando per mettere in sicurezza palazzi e monumenti. La tensione si è sciolta in sorrisi, Michelle per prima stringe loro le mani. «Ottimo lavoro», ripete seria. Per poi spiegare che si è commossa. E lasciarli con una promessa. «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi». Anche la first lady sudafricana, la moglie del presidente Jacob Zuma, si è mostrata molto suggestionata dal tour e Margarida Sousa consorte del presidente dell'Ue Josè Barroso, che ha dato molto lavoro agli interpreti. Le mogli dei leader hanno poi stretto la mano ai vigili del fuoco, schierati in fila, e la moglie del presidente Manmohan Singh ha detto loro «siete degli eroi». Quando risalgono sui pulmini mezzogiorno è passato da poco. In caserma, a Coppito, le aspetta un pranzo offerto dalla moglie del presidente della Regione Abruzzo Chiodi, poi un tour nelle due mostre allestite per l'occasione, con la guida, questa volta, del ministro Bondi arrivato apposta da Roma. Michelle non c'è, anticipa il rientro a Roma dove ad attenderle ci sono le figlie. Ma i tempi saranno ugualmente stretti, il ritorno nella capitale è previsto già per metà pomeriggio. Dal corteo le last ladies protestano: «Michelle, Carla venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande». Silvia Lambertucci Matteo Guidelli

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(sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)

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«Potevano valutare di più la persona. Mia nipote è seria» all'esame con il telefonino Parla la nonna di M. P., la studentessa del Cassini sospesa dalla maturità perché sorpresa col cellulare "DURA LEX, sed lex". Elena Romagnoli insegna latino e nella lingua di Cicerone spiega come ha agito, da presidente della commissione d'esame, nel caso dell'espulsione dalla maturità di M.P., la studentessa del liceo scientifico Cassini sorpresa con il cellulare in mano nel corso della prova di matematica. «Con la morte nel cuore», ci tiene a precisare la professoressa, «ma le regole parlano chiaro e proprio sull'utilizzo di apparecchi elettronici gli ispettori hanno insistito molto: vanno consegnati prima della prova e non devono essere accesi». «Abbiamo anche dato alla ragazza la possibilità di spiegare le proprie ragioni, ma sarebbe stato scandaloso e ingiusto verso gli altri fare finta di niente - aggiunge la Romagnoli - i suoi compagni di classe erano preoccupati per lei, ma gli orali sono proceduti con serenità». Gli esami per la V D, la classe della studentessa espulsa, si sono conclusi martedì scorso. Nei corridoi del Cassini, tra sigarette fumate di fretta, abbracci scaccia-tensione e libri in bilico sulle ginocchia tremolanti, gli studenti in attesa di dare l'esame dicono di non conoscerla personalmente: «È di un'altra sezione, non so chi sia, certo che ha avuto una bella sfiga» commenta un ragazzo guardando i quadri appesi all'entrata del liceo, dove sono riportati i risultati degli scritti. «Seconda prova scritta non ancora valutata. Ammessa con riserva agli orali l'8 luglio», c'è scritto in corrispondenza di M.P. Ma, come conferma il vicepreside Giacomo Costa, gli orali si sono già conclusi e lei non vi ha partecipato. «È davvero un peccato perché la ragazza è brava e la prova di matematica quest'anno era ben calibrata e risolvibile facilmente anche da parte di alunni "medi" - commenta Costa - ma l'uso del cellulare è stato espressamente vietato, fosse stato un semplice bigliettino magari si poteva chiudere un occhio...» È anche il rammarico della nonna di M.P., Grazia Stella: «Io sono stata insegnante e dico che poteva finire tutto in modo più semplice, ai miei tempi avevamo un altro criterio di giudizio e valutavamo di più la persona». La ragazza, spiega la nonna, è serena anche se ovviamente contrariata. «Ne abbiamo parlato questa mattina e sta riflettendo. Non è una persona "leggera", come è stato scritto, anzi, saprà sicuramente prendere la decisione giusta». Insieme alla famiglia, che potrebbe tentare un ricorso al Tar «Non so se hanno già deciso qualcosa, penso che aspetteranno il ritorno del padre che si trova all'estero per lavoro, comunque posso già dire che M. in vacanza ci andrà , i genitori non la puniranno per l'eventuale bocciatura». Una "rimodulazione della punizione" per M.P. è quanto chiedono invece i consiglieri regionali del Pdl, Matteo Rosso e Gianni Plinio. In una lettera inviata al Direttore scolastico regionale, Anna Maria Dominici, e per conoscenza al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini i due consiglieri regionali del Pdl scrivono che "alla luce del profilo scolastico della ragazza" se il controllo dei tabulati del telefonino dimostrasse la sua onestà bisognerebbe consentirle di completare la maturità, con il minimo dei voti. Ma forse, per un'alunna con la media superiore all'8, sarebbe una beffa ancora peggiore. Emanuele Rossi il sondaggio www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia e vota il sondaggio sul tema in corso sul nostro sito 11/07/2009 ' 11/07/2009 ricorso sì o noSta riflettendo sul da farsi. Mia nipote saprà sicuramente prendere la decisione giusta Grazia stellanonna di M. P. 11/07/2009

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Sindaci e assessori camerieri alla seconda festa democratica (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)

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Sindaci e assessori camerieri alla seconda festa democratica al prolungamento Non c'è il ristorante della Cgil ma è nato quello "del sindaco" dove ogni sera gli amministratori servono ai tavoli 11/07/2009 Savona. Ha preso il via al Prolungamento la seconda Festa Democratica. Quest'anno non c'è il ristorante della Cgil. In compenso, è nato "il ristorante del Sindaco" dove a servire in tavola sono gli amministratori della provincia. Ridotte all'essenziale le iniziative strettamente politiche con la partecipazione di oratori nazionali. La Festa è quest'anno tutta improntata al ricordo di Fabrizio De André, nel decennale della scomparsa di Faber: giovedì ha inaugurato la mostra "Omaggio a Fabrizio De Andrè" e ieri sera si è tenuto il concerto-omaggio di Danila Satragno, che cantò con il grande cantautore.. Stasera, al ristorante del Sindaco serviranno in tavola Livio Di Tullio, Maria Luisa Madini, Sergio Verdino, Giovanni Carlevarino. Esibizioni della scuola di Danza Dany. Alle 19, Jacopo Marchisio ed i Cattivi Maestri reciteranno brani tratti dall'antologia di SpoonRiver. Alle 21 concerto di Vittorio Bonetti. Alle 20.45 è in programma l'incontro con l'europarlamentare Debora Serracchiani, il "fenomeno politico" del momento. Domani, al ristorante del Sindaco serviranno Federico Berruti, Luca Martino, Lorena Rambaudi, Livio Di Tullio. Esibizione dell'Orchestra spettacolo Fiorenza Lelli. Alle 21, Marzio Angiolani e Andrea Podestà presentano con chitarra e voce il libro "Canzoni contro". Lunedì, al Ristorante del Sindaco serviranno Nico Vicenzi, Gianluca Nasuti, Maria Grazia Pasini, Gaudenzio Paola, Mario Patrucco, Gabriele Villa. Esibizione della scuola di danza Dany. Alle 19 aperitivo incontro sulla scuola: "La scuola è un bene di tutti i cittadini, presupposto e fondamento di democrazia. Riforma Gelmini: cosa succederà in provincia di Savona". Intervengono Maria Luisa Madini, Lucia Nazari ed Angelica Lubrano. Martedì in programma Gioki Tango con la storia del tango e, alle 18, "Idee per la città, incontro con gli amministratori". Mercoledì, il Triangolo in concerto e spettacolo co n la compagnia Attori per Caso "Napoli... punto e a capo" di e con Giuseppe Benzo. La Festa proseguirà poi tutte le sere sino a domenica 19 luglio. 11/07/2009

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Berlusconi si contienee lascia la scenaa barack il "piacione" (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)

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Berlusconi si contienee lascia la scenaa barack il "piacione" dietro le quinte n VORREI CHIARIRE innanzitutto il mio ruolo di unico giornalista "imbucato" nella "zona rossa" del G8 dell'Aquila. Le ragioni sono due. Sono andato ad accogliere a Onna, con Berlusconi, Angela Merkel quale ospite personale dell'ambasciatore tedesco a Roma. Il 6 aprile scorso, giorno del terremoto, ricordai nel drammatico speciale di Porta a porta che questo sfortunato paese a cinque chilometri dall'Aquila aveva già subito una violenza atroce l'11 giugno del '44 quando le truppe tedesche uccisero 17 cittadini inermi e innocenti. Né l'ambasciatore Steiner - fior di diplomatico e gran signore - né le autorità di Berlino conoscevano la storia. L'ambasciatore si è messo immediatamente in contatto con la Cancelleria ed è nata la catena di solidarietà che ha portato la Germania a ricostruire la chiesa di Onna e Porta a porta a ricostruirne l'asilo. Era abbastanza naturale, dunque, che andassi a salutare il capo del governo tedesco. La mia presenza a Coppito con un ruolo distinto dai 3.500 giornalisti accreditati si spiega invece con la mia qualifica di membro del comitato promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal terremoto esposte all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con le ministre Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le "first ladies" a visitare questi preziosi frammenti della storia della mia terra. La possibilità di essere stato accanto per qualche tempo a quattro degli otto "grandi" (Obama, Medvedev, Merkel e Berlusconi) mi consente di trascrivere qualche impressione di getto. Barack Obama è più"piacione" del nostro presidente del Consiglio. Ed è tutto dire. Presentarsi in camicia alla visita al centro storico dell'Aquila è stato il suo biglietto da visita in fatto di comunicazione. Così come la stretta di mano a tutti i vigili del fuoco e agli uomini della Protezione civile e la garbatissima galanteria con le donne e con la presidente della provincia dell'Aquila. Durante la breve passeggiata tra le rovine di uno spicchio di centro storico, il presidente degli Stati Uniti mi ha molto intenerito fermandosi sbigottito accanto alla piccola chiesa di San Marco, tra piazza del Duomo e la prefettura distrutta. «Che cosa posso fare per restaurare questo meraviglioso monumento?», ha chiesto. Ero lì a un passo e stavo per dirgli che ero orgoglioso da aquilano che lui fosse lì e che purtroppo c'erano almeno dieci chiese più importanti di San Marco semidistrutte. Ma perché spegnere un così autorevole e sincero entusiasmo? Partito il presidente americano, è arrivato il suo collega russo. Medvedev, accompagnato dal suo strepitoso ambasciatore a Roma, è un giovane politico di prim'ordine. Molta gente, fatalmente poco informata sugli aggiornamenti della nomenclatura sovietica, si aspettava Putin che invece si è"retrocesso" a primo ministro. Medvedev, assai più controllato di Obama, ha stretto le stesse mani e fatto le stesse foto del presidente americano. Ma il risultato mediatico era diverso. Angela Merkel è una Margaret Thatcher dei nostri tempi. Fredda, determinata, va subito al cuore dei problemi. Quando parla non vola sull'ottovolante della grandeur come Sarkozy, ma dice pane al pane e vino al vino. A Onna, tuttavia, ha saputo guadagnarsi la simpatia della gente con un sottile, raffinato ma esplicito accenno alla tragedia del '44. Ha indossato il casco dei vigili solo per il tempo di una foto, ma poi l'ha restituito, visto che Berlusconi non lo indossava (ma non lo indossava perché gliene hanno offerto uno rosso?). Infine Berlusconi. Quando è atterrato dall'elicottero a Onna era molto teso. Due mesi di campagna di stampa - prima interna, poi internazionale - lo hanno provato. Ha scelto dunque di essere molto più controllato del solito, mettendo la camicia di forza alla sua abituale esuberanza. Ha aspettato che la Merkel lo baciasse e la stessa cosa ha fatto con Obama. Durante le due visite ha lasciato completamente ai suoi ospiti la scena (e gli applausi) tra la gente , raggiungendoli soltanto quando non farlo sarebbe sembrato assurdo, prima che scortese. Ha aspettato che i complimenti gli piovessero addosso senza andarseli a cercare, ha tenuto un atteggiamento informale ma sobrio anche durante le sedute politiche, confermando che la diplomazia personale - criticata da chi è legato a schemi d'altri tempi -è ormai un elemento fondamentale nei rapporti bilaterali e nelle mediazioni. Berlusconi ha capito fin dal primo giorno che il G8 gli avrebbe restituito la serenità perduta. Il resto è venuto da sé. Naturalmente la campagna contro di lui non è finita. I grandi giornali stranieri hanno riconosciuto a denti stretti il successo del G8 vendicandosi quasi tutti con brutte foto di Berlusconi. E chissà cosa ci aspetta. Ma abbiamo la sensazione che i suoi avversari (e perché no?, i suoi alleati) il vero Berlusconi fresco di bucato lo vedranno a fine estate. Mentre gli aquilani lo avranno con loro per molti giorni durante le vacanze. la rivincitaUn bel successo dopo la campagna dei giornali stranieri contro il nostro premier 11/07/2009

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Sacconi: sì alle badanti (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)

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le notizie Sacconi: sì alle badanti La regolarizzazione riguarderà «soltanto badanti e collaboratrici domestiche, di questo si è peraltro sempre parlato»: lo ha confermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, aggiungendo che l'intesa nella maggioranza si tramuterà in un emendamento del Governo, che sarà inserito «nel decreto legge sulle misure per contrastare la crisi già all'esame del Parlamento». Sacconi ha spiegato che «il nostro mercato del lavoro non sarebbe in grado di recepire, in questo momento e in modo sostenibile, altre professionalità. Nell'interesse degli stessi immigrati, che già sono qui e che spesso sono costretti all'inattività o alla disoccupazione dalla grande recessione globale, dobbiamo contenere gli ingressi con riferimento proprio a queste professioni». anarchico preso. Uno studente dell'università Bicocca, incensurato, è finito ieri in manette a Milano per aver dato fuoco a un bancomat in piazza De Agostini. Paradossalmente, a inseguire e catturare il 25enne è stato un immigrato irregolare boliviano che ha assistito alla scena. L'arrestato, secondo la Digos, è volto noto che gravita nell'ambiente degli anarchici. È stato giudicato per direttissima per il reato di «danneggiamento aggravato». Il giudice ha però disposto il rinvio dell'udienza a lunedì prossimo e ha rimesso in libertà l'imputato con l'obbligo di firma. Per il cittadino boliviano è possibile che il Questore di Milano conceda ora un permesso di soggiorno «per motivi umanitari». scuola e precari. I precari della scuola tornano sul piede di guerra per dire no ai decreti sui tagli agli organici e ai progetti di riforma dell'istruzione: mercoledì prossimo manifesteranno in piazza Montecitorio. Ieri, i Comitati italiani precari, anticipando i temi della protesta, hanno chiesto le dimissioni del ministro Gelmini. L'attacco al ministro dell'Istruzione è a 360 gradi: per i Cip, la gestione di viale Trastevere è «un fallimento totale». Sostengono i precari: «In un anno, non si poteva far peggio. Dal piano programmatico ai regolamenti, dalla chiusura delle scuole nei piccoli centri alla determinazione del numero degli alunni per classe, dalla circolare sulle iscrizioni a quella sui libri di testo, dal sistema di valutazione alla quantificazione degli organici, dal voto in condotta a quello di ammissione agli esami di stato, abbiamo assistito a una lunga serie di provvedimenti raffazzonati, velleitari, demagogici, scoordinati tra loro e disarticolati dalla realtà». 11/07/2009

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COME sono i grandi' visti da vicino? Barack Obama è più ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 COME sono i grandi' visti da vicino? Barack Obama è più ... COME sono i grandi' visti da vicino? Barack Obama è più piacione' del nostro presidente del Consiglio. Ed è tutto dire. Presentarsi in camicia alla visita al centro storico dell'Aquila è stato il suo biglietto da visita in fatto di comunicazione. Così come la stretta di mano a tutti i vigili del fuoco e agli uomini della protezione civile e la garbatissima galanteria con le donne e con la presidente della provincia dell'Aquila. Durante la breve passeggiata tra le rovine di uno spicchio di centro storico, il presidente degli Stati Uniti mi ha molto intenerito fermandosi sbigottito accanto alla piccola chiesa di San Marco, tra piazza del Duomo e la prefettura distrutta. «Che cosa posso fare per restaurare questo meraviglioso monumento?» ha chiesto. Ero lì a un passo e stavo per dirgli che ero orgoglioso da aquilano che lui fosse lì e che purtroppo c'erano almeno dieci chiese più importanti di San Marco semidistrutte. Ma perché spegnere un così autorevole e sincero entusiasmo? Partito il presidente americano, è arrivato il suo collega russo. Medvediev, accompagnato dal suo strepitoso ambasciatore a Roma, è un giovane politico di prim'ordine. Naturalmente molta gente, fatalmente poco informata sugli aggiornamenti della nomenclatura sovietica, si aspettava Putin che invece si è retrocesso' a primo ministro. Medvediev, che politicamente è un allievo di Putin è un politico di prim'ordine. Assai più controllato di Obama, ha stretto le stesse mani e fatto le stesse foto del presidente americano. Ma il risultato mediatico era necessariamente diverso. Angela Merkel è una Margaret Thatcher dei nostri tempi. Fredda, determinata, va subito al cuore dei problemi. Quando parla non vola sull'ottovolante della grandeur come Sarkozy, ma dice pane al pane e vino al vino. A Onna, tuttavia, ha saputo guadagnarsi la simpatia della gente con un sottile, garbato, perfino raffinato, ma esplicito accenno alla tragedia del '44. Ha indossato il casco dei vigili solo per il tempo di una foto, ma poi l'ha restituito, visto che Berlusconi non lo indossava (ma non lo indossava perché gliene hanno offerto uno rosso). Infine Berlusconi. Quando è atterrato dall'elicottero a Onna era molto teso. Due mesi di campagna di stampa prima interna, poi internazionale lo hanno provato. Ha scelto dunque di essere molto più controllato del solito, mettendo la camicia di forza alla sua abituale esuberanza. Ha aspettato che la Merkel lo baciasse e la stessa cosa ha fatto con Obama. Durante le due visite ha lasciato completamente ai suoi ospiti la scena tra la gente , raggiungendoli soltanto quando non farlo sarebbe sembrato assurdo, prima che scortese. Ha aspettato che i complimenti gli piovessero addosso senza andarseli a cercare, ha mantenuto un atteggiamento informale ma sobrio anche durante la sedute politiche, confermando peraltro che la diplomazia personale così criticata da chi è legato a schemi d'altri tempi è ormai un elemento fondamentale nei rapporti bilaterali e nelle mediazioni multilaterali. Berlusconi ha capito fin dal pomeriggio del primo giorno che il G8 gli avrebbe restituito la serenità perduta. Il resto è venuto da sé. Naturalmente la campagna contro di lui non è finita. Ma abbiamo la sensazione che i suoi avversari (e perché no?, i suoi alleati) il vero Berlusconi fresco di bucato lo vedranno a fine estate. Mentre gli aquilani lo avranno con loro per molti giorni durante le vacanze abruzzesi. Debbo chiarire a questo punto il mio ruolo di unico giornalista imbucato' nella zona rossa' del G8 dell'Aquila. Le ragioni sono due. Sono andato ad accogliere ad Onna con Berlusconi Angela Merkel quale ospite dell'ambasciatore tedesco a Roma. Il 6 aprile scorso, giorno del terremoto, ricordai nel drammatico speciale di Porta a porta' che questo sfortunato paese vicino all'Aquila aveva già subito una violenza atroce l'11 giugno del '44 quando le truppe tedesche uccisero 17 cittadini inermi e innocenti. Né l'ambasciatore Steiner fior di diplomatico e gran signore - né le autorità di Berlino conoscevano la storia. L'ambasciatore si è messo subito in contatto con la Cancelleria ed è nata la catena di solidarietà che ha portato la Germania a ricostruire la chiesa di Onna e Porta a porta' a ricostruirne l'asilo e a realizzare altre opere a L'Aquila, grazie anche alla generosità dei lettori di Carlino', Nazione' e Giorno'. Era abbastanza naturale, dunque, che andassi a salutare il capo del governo tedesco. La mia presenza nella zona rossa' di Coppito si spiega invece con la mia qualifica di membro del comitato promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal terremoto esposte all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con le ministre Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le first ladies' a visitare questi preziosi frammenti della storia. E c'è stato più di un momento di autentica commozione.

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IL RITORNO al rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocci... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)

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LETTERE E COMMENTI pag. 35 IL RITORNO al rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocci... IL RITORNO al rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocciatura per l'insufficienza in una sola materia si presta a manipolazioni: qualche alunno fortunato sarà promosso per l'indulgenza di qualche consiglio di classe che trasforma un'insufficienza in sufficienza con la conseguenza di perpetuare le lacune accumulate, ma altri consigli di classe saranno inflessibili, con la conseguenza di giudizi sperequati in generale. Sarebbe più equo ed educativo ripristinare il vecchio esame di riparazione (serio, non pro forma). L'alunno potrebbe colmare le lacune con lo studio estivo. Dubito che il ministro Gelmini avrà questo coraggio o, se l'avrà, sarà subito vanificato dalle solite rumore proteste che nulla hanno a che vedere con gli aspetti educativi della scuola. Antonio Casaroli, S. Lazzaro di Savena (Bo)

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L'INVITO rivolto al neo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ma... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)

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BOLOGNA CRONACA pag. 13 L'INVITO rivolto al neo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ma... L'INVITO rivolto al neo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Marcello Limina, perché «avochi a sé» la pratica e adotti sanzioni più adeguate alla gravità della vicenda (come la sospensione dall'insegnamento). E la decisione di presentare un'interpellanza parlamentare per sollecitare l'intervento del Governo. Il deputato del Popolo della libertà e componente della Commissione cultura, Fabio Garagnani, riapre il caso del 10 in pagella alle Longhena e bolla i provvedimenti disciplinari che l'Ufficio scolastico provinciale ha applicato agli insegnanti della scuola elementare, il 7 luglio, come «quanto di più dannoso, ridicolo e inutile si potesse concepire». NEL MIRINO ci sono «le forti pressioni che le scuole bolognesi subiscono da esponenti sindacali e rappresentanti politici» vicini al centrosinistra. Condizionamenti che «si stanno intensificando» in seguito all'introduzione della riforma Gelmini e che, secondo Garagnani, avrebbero portato Vicenzo Aiello, direttore dell'Usp di Bologna, ad applicare sanzioni «deboli» come l'avvertimento scritto e la censura. Provvedimenti «forieri di conseguenze negative» per la corretta educazione dei ragazzi e in contrasto con una circolare dell'ex ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che raccomanda di tenere conto, nella valutazione dei casi disciplinari, anche del «grado di allarme sociale» provocato dai fatti oggetto di indagine. Da qui l'auspicio che Limina «avochi a sé la decisione» e adotti sanzioni più severe in nome del danno subito dal «principio di autotutela dell'amministrazione dello Stato». Richiesta accompagnata da un invito, al dirigente provinciale, di lasciare l'incarico «se non se la sente di applicarle». L'interpellanza al Governo punta ad ottenere dai ministri Gelmini e Brunetta la riforma della normativa, allo scopo di non lasciare troppa «libertà di azione ai dirigenti scolastici» nell'irrogare le sanzioni e per introdurre pene accessorie «in caso di inottemperanza o di applicazione ostruzionistica» della legislazione scolastica. Ma anche a garantire lo snellimento delle procedure di appello' dei provvedimenti disciplinari previste dall'attuale contratto collettivo di lavoro. Infine, Garagnani valuta negativamente l'elezione in consiglio comunale, nelle file del Pd, della dirigente scolastica Daniele Turci. Nicola Cappellini

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Niente terza per l'Alberghetti (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)

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VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 28 Niente terza per l'Alberghetti Troppo pochi i 14 ragazzi iscritti. A settembre dovranno trasferirsi a Imola di CRISTINA DEGLIESPOSTI LA TERZA dell'Alberghetti fa le valigie e prende la via per Imola. Sembra infatti non esserci più nulla da fare per salvare l'avvio dell'anno scolastico, a settembre, della terza classe del corso di meccanica nella sede distaccata dell'istituto imolese. Ancora una volta, sono troppo pochi i ragazzi iscritti che, con la chiusura dell'ultimo anno a giugno, sono scesi a quota 14 (complici due bocciature). Un numero, questo, ben, lontano dai 25 richiesti per garantire l'avvio del corso con i nuovi parametri imposti dalla riforma Gelmini. E questo nonostante si tratti di una classe terminale, quella cioè che porterà i ragazzi a giugno 2010 a ottenere la qualifica professionale. A darne notizia è il sindaco Sara Brunori nella seduta di martedì saera del consiglio comunale, che però non ha intenzione di mollare il colpo. «Abbiamo già avuto un incontro con i genitori dei ragazzi ha spiegato . Abbiamo illustrato loro la situazione e ci siamo mobilitati con la preside verso la Provincia e l'Ufficio scolastico provinciale. Continuiamo a chiedere che questi 14 studenti possano chiudere il loro ciclo di formazione qui a Castel San Pietro, perché spostarli a Imola con nuovi compagni potrebbe essere demotivante per loro. Al punto che possono decidere di abbandonare gli studi». UN'OPZIONE, questa, che potrebbe essere fatale' per la carriera di studio di un ragazzo al terzo anno in un istituto professionale. L'anno scolastico 2009-2010 è infatti l'ultimo in cui potranno ottenere un diploma di qualifica riconosciuto nel Paese. Dall'anno successivo, scatterà in toto l'effetto della riforma sugli studi secondari e la certificazione che verrà rilasciata per chi interrompe il percorso prima dei cinque anni (prima cioè dell'esame di maturità) varrà solo all'interno del territorio regionale. «Spero di incontrare nuovamente i genitori la settimana prossima aggiuge la preside dell'Alberghetti, Lucia Leggieri . La conferma definitiva dell'organico l'avremo solo dopo l'incontro di luglio con l'Usp, ma è quasi certo che i ragazzi dovranno essere spostati nelle due sezioni di meccanica di Imola. Mi auguro che non si demotivino per questo, perché si tratta dell'ultimo anno in cui hanno la chance di ottenere la qualifica». Non dovrebbero esserci problemi invece per la prima castellana del corso di meccatronica anche con soli 21 iscritti. Sommati agli studenti delle prime imolesi, il numero raggiunto è tale che dovrà essere concessa un'altra classe. Quella che la preside Leggieri ha già detto di destinare in via Remo Tosi. BUONE NOTIZIE, infine, per quei genitori che hanno iscritto i propri bambini in prima alle elementari Sassatelli e Albertazzi scegliendo il tempo pieno. «Abbiamo avuto contatti con funzionari del ministero ha detto Brunori martedì in consiglio . Sembra che ci siano buone probabilità di riuscire a ottenere i due insegnanti mancanti, più quello di inglese, necessari per fare le tre classi di tempo pieno».

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Ammesso lo stage di sei mesi oltre frontiera (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-07-11 - pag: 25 autore: La disciplina per i commercialisti Ammesso lo stage di sei mesi oltre frontiera ROMA Chi vuol fare pratica come commercialista deve essere iscritto al registro presso lo stesso Ordine del dominus e dovrà lavorare in studio almeno 20 ore a settimana. Il regolamento sul tirocinio degli aspiranti professionisti, che sarà firmato a giorni dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, frena le trasferte dei praticanti. In compenso, riconosce la validità di periodi di tirocinio all'estero (massimo sei mesi) presso studi di professionisti di uno degli stati dell'Unione europea. è confermata la necessità che il dominus sia iscritto all'ordine da cinque anni,così come prescritto dal decreto legislativo 139/2005 che istituisce l'Albo unico di dottori commercialisti ed esperti contabili. Un paletto poco amato dalle sigle dei giovani professionisti perché di fatto esclude i neoiscritti. «Non poteva che essere così: lo prescrive la legge », commenta Giorgio Sganga, segretario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. «Ma noi chiederemo che questa regola venga cambiata». Il regolamento fa chiarezza su un altro punto delicato: il compenso dei tirocinanti, che non sarà obbligatorio ma facoltativo. «è una decisione che tiene conto della diversità tra aree geografiche », dice Sganga. «La differenza del numero di praticanti tra certe città del nord e molte realtà del sud è di uno a mille. Se fosse stato fissato un rimborso spese obbligatorio molti giovani del sud non avrebbero più trovato uno studio disposto ad accoglierli. Ricordo che se la professione a livello nazionale è cresciuta del 10% negli ultimi sei anni, al sud l'aumento è stato del 30 per cento». è anche previsto il blocco del praticantato come sanzione per chi non è in regola con il controllo periodico del libretto. La periodicità delle verifiche sarà decisa dagli ordini territoriali. La firma del ministro Gelmini non risolve però un problema: l'adozione della convenzione quadro per permettere agli studenti universitari di far coincidere due dei tre anni di tirocinio con la laurea specialistica. La soluzione consentirebbe di accorciare i tempi e l'ingresso nel mondo del lavoro. «Il regolamento senza convenzione è riduttivo- dice Sganga - perché i giovani si aiutano davvero se si accelerano i tempi. La convenzione è pronta da quattro anni ma non viene attivata nonostante il grande interesse delle università, che fanno pressione su di noi per avere un fiore all'occhiello in più. Ci sono atenei coraggiosi come quello di Bologna che stipulano accordi alternativi con l'Ordine locale correndo rischi perché senza la convenzione non c'è il crisma dell'ufficialità». An.Man. © RIPRODUZIONE RISERVATA SENZA PERDITE DI TEMPO Il regolamento va affiancato alla convenzione per consentire in contemporanea la frequenza all'università

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Michelle si emoziona Ricevute dal Pontefice anche Malia e Sasha (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 11/07/2009 - pag: 2 La first lady Nel pomeriggio visita alla Cappella Sistina e ai Musei vaticani Michelle si emoziona Ricevute dal Pontefice anche Malia e Sasha ROMA Michelle Obama risale sull'aereo con ancora indosso il vestito nero della visita in Vaticano. Ed entra nell'Olimpo. L'Air Force One non fa in tempo a staccarsi dal suolo della capitale che a Capri avevano già finito di confezionare il primo sandalo «modello Michelle ». Neanche Jacqueline Kennedy era riuscita a tanto. Ma questa statuaria prima donna d'America è altro. È oltre. E se non bastassero i mille complimenti declinati in ogni verso e in ogni modo da Clio Napoletano, Gianni Alemanno, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini o Isabella Rauti, bisogna ascoltare le parole fuori dai denti di chi in questi tre giorni romani con Michelle Obama ha avuto a che fare perché l'ha scortata, protetta in strada, accompagnata nei monumenti o, magari, servita al ristorante. Dicono tutti la stessa cosa. Dicono che la first lady americana è una lady come tutte le altre, nel senso più autentico del termine. Una donna che paga il conto con la sua carta di credito. Ringrazia quando le arriva un piatto in tavola. Non esita a schioccare baci sulle guance per salutare un cameriere. Cerca di ingombrare il meno possibile, per quanto possa essere possibile a una donna che per motivi di sicurezza si deve muovere con un minimo di quattro body guard e deve essere preceduta, sempre, da almeno una ventina di uomini addetti alle bonifiche e chissà più quanti cecchini armati. Risale sull'aereo per tornare a Washington con la mamma, Marian Robinson, le bimbe Malia e Sasha, le tate, e per la prima volta potrà riparlare con suo marito, il presidente Barack. Prima quando lo ha visto in Vaticano, alle quattro circa, non ha potuto nemmeno dargli un bacio: erano tutti e due davanti al Papa, per la prima volta. Lei è arrivata dopo, per un saluto appena al Santo Padre, e subito dopo sono arrivate anche le due bimbe e la sua mamma. Prima era stata con loro a sgranare gli occhi davanti alla volta michelangiolesca della Cappella Sistina, ad ammirare i musei Vaticani, la basilica di San Pietro. Poi ha raggiunto il marito e anche in quel breve saluto al Papa Michelle è riuscita a emozionarsi. No, ieri la prima donna d'America non ha pianto, non c'era dolore al cospetto del Santo Padre. Ma la sua emozione era vera, proprio come le lacrime che ha versato giovedì fra le macerie dell'Aquila per i bimbi morti nel terremoto. Tutte le mamme del mondo si commuovono per i bimbi morti. Tutte le donne del mondo proverebbero un tremore davanti al capo della Chiesa cattolica. Così è per Michelle Obama. E lei non fa nulla per nasconderlo. È così. Punto. Impossibile cercare di metterla dentro una casella. Ci hanno provato i creatori di moda a metterle addosso uno stile. Sono riusciti a metterle addosso semplicemente dei vestiti, come quello nero di Moschino indossato ieri in Vaticano. Ma la verità è che non esiste uno stile che racconta Michelle. E se Laura Biagiotti ci ha provato a paragonare Michelle alla regina Elisabetta «perché come lei è una donna da considerare fuori dagli schemi dell'eleganza classica», nessun creatore di moda con tutta la buona volontà ha potuto fare nulla per giustificare, chessò, quella spillona verde di bigiotteria che Michelle ha piazzato il primo giorno in Quirinale sopra un tubino giallo canarino. Quelli sono i gusti di Michelle. E basta. E non esiste uno stile che possa essere paragonato a quello di Michelle Obama. Esiste semplicemente il suo stile, i suoi modi, i suoi modelli. Esiste lei. I primi a capirlo sono stati i capresi: il sandalo «modello Michelle». Si attende la statuina nei presepi di San Gregorio Armeno a Napoli. Alessandra Arachi Cappella Sistina Una guida illustra gli affreschi di Michelangelo a Michelle Obama

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A ottobre si decide sul Tfr (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 11-07-2009)

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Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-07-11 - pag: 9 autore: Previdenza complementare. I tentativi di rilanciare le adesioni A ottobre si decide sul Tfr Il ministero del Welfare studia le mosse per il semestre di silenzio/assenso I l cantiere è aperto. E il suo obiettivo è allargare la platea degli aderenti alla previdenza complementare dando vita ad una nuova fase in cui i lavoratori dipendenti privati saranno chiamati a scegliere in merito alla destinazione del proprio Tfr maturando. L'obiettivo – com'è noto – è far sì che un numero sempre maggiore di italiani possa contare su una pensione di scorta, nella prospettiva di ottenere pensioni di primo pilastro sempre meno consistenti. Se l'intenzione è chiara, meno definiti sono i tempi e le condizioni per far partire la seconda campagna sul trattamento di fine rapporto: innanzitutto la crisi economica che rischia di colpire ancora; e poi l'andamento dei mercati finanziari, che ha prodotto risultati che poco incentivanti. Tempi tecnici Ciononostante il piano "A" del Welfare, è quello di partire col semestre di silenzio/assenso nel primo semestre del 2010. Il nodo sarà sciolto, dopo un'estate di riflessione, in occasione della legge di bilancio e stabilità a ottobre: per innescare una fase analoga a quella del primo semestre 2007 serve infatti un intervento legislativo. In autunno si conosceranno i dettagli di questa seconda operazione. Tra le misure candidate a entrare nel provvedimento, quelle già indicate dal ministro Maurizio Sacconi nell'ultimo anno. Le mosse Innanzitutto la portabilità del contributo datoriale anche alle forme individuali (fondi aperti e Pip); approfondimenti tecnici sono previsti per la revocabilità della destinazione del Tfr. Escluse ulteriori agevolazioni fiscali, vista la situazione debitoria del Tesoro, l'agenda del Welfare prevede due interventi chiave: la riforma del decreto 703/96 sui criteri e limiti di investimento dei fondi pensione, oltre che dei conflitti di interessi e la creazioni di meccanismi che sterilizzino l'impatto negativo dell'adesione dei lavoratori per il flusso di cassa delle piccole e medie imprese. Trasparenza e comunicazione «Prima mossa – ha detto Paolo Reboani, capo della Segreteria Tecnica del Ministero del Welfare, in un recente convegno organizzato da Mefop sulle rendite – è fare estrema chiarezza sulla situazione del primo pilastro: per questo per noi è fondamentale che i lavoratori ricevano dall'Inps la «busta arancione», con le stime delle loro pensioni». L'obiettivo, dunque, è spingerli a compiere una scelta conseguente per compensarla. Decisiva sarà una campagna di divulgazione per far chiarezza sui rischi e le opportunità. Con l'obiettivo di ottenere un risultato migliore, in termini di adesione, rispetto a quello di due anni fa. La Gelmini non risponde La campagna di divulgazione non consisterà solo in spot ma intende coinvolgere le scuole. La Covip ha sondato il Ministero dell'Istruzione, col quale aveva siglato un protocollo di intenti, per passare all'azione. Ma il presidente Covip Antonio Finocchiaro, nel convegno, ha fatto sapere che sta incontrando notevoli difficoltà: le lettere indirizzate alla Gelmini, e al suo staff, non hanno trovato finora risposta. Con grande disappunto dell'ex numero tre di Bankitalia. pagina a cura di Marco Lo Conte http://marcoloconte.blog. ilsole24ore.com/ © RIPRODUZIONE RISERVATA

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