|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
|||||||
|
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
|
|||||
|
|
||||||||
Se il complotto
fosse di Berlusconi Alcune recenti vicende che hanno coinvolto il nostro p...
( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: BARABINI FREY La Gelmini abolisca i test uguali per tutti Qualcuno
fermi il ministro Gelmini! E' del tutto irragionevole la sua intenzione di
affidare all'Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema d'istruzione) la
messa a punto di una prova uguale per tutti basata su test a risposta multipla
con l'obiettivo di garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio
nazionale.
Scuola l'allarme
dei precari ( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: del Vco che a settembre perderanno il posto per effetto dei tagli
stabiliti dal ministro Gelmini. Il numero arriva direttamente da loro, ossia
dal Coordinamento docenti precari che ieri in un documento consegnato alla
dirigente dell'ufficio scolastico provinciale Franca Giordano ha sottolineato
anche «la forte preoccupazione per la situazione lavorativa relativa al
prossimo anno».
No a un indirizzo
diverso da quello scelto dai nostri figli'
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: questi gli effetti della riforma Gelmini, una scure che si è abbattuta
anche sull'Itis Montanti. Ma veniamo al nocciolo del problema: 21 sono i
ragazzi che hanno chiesto di iscriversi al terzo anno di Chimica (per formare
una classe occorrono almeno 27 alunni); 12 quelli che hanno chiesto
l'iscrizione al terzo Elettronica (sempre 27 il numero minimo).
Tempo pieno:
Consiglio dalla parte dei genitori
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con critiche unidirezionali al ministro Mariastella Gelmini.
Emendamento che consentirà l'unanimità del Consiglio. Sul tappeto il
restringimento dell'offerta formativa a 40 ore settimanali alla Montessori' di
Portomaggiore che ha avuto l'effetto dell'assegnazione di organici
insufficienti a soddisfazione la richiesta di tempo pieno.
boom di bocciati
alle superiori - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Ma, con tutta probabilità, la verità sta in
mezzo. I tabelloni con gli scrutini finali sono stati pubblicati da poco più di
una settimana e in alcune scuole sono già iniziati i corsi di recupero. Dopo la
ressa dei primi giorni, basta scorrere gli elenchi affissi all´albo per
rendersi conto della débcle.
Insegnanti e
genitori scrivono
Argomenti: Scuola
Abstract: Insegnanti e genitori scrivono«Così la scuola che sogniamo» inviato un
progetto a napolitano e gelmini Proposta la modifica del percorso di studi che
prevede 6 anni di scuola primaria, 4 di media e 3 di superiori .x/01/0907
se la qualità dei
servizi batte secoli di storia - valentina bernabei
( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nonostante le recenti dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini
sulla «necessità di una rivoluzione che conduca il Paese a un sistema realmente
meritocratico, efficiente e competitivo». In attesa che vengano applicati i
nuovi criteri per l´assegnazione dei finanziamenti alla formazione e alla
ricerca, sulla base del merito, degli obiettivi e della valutazione dei risultati,
Nei licei resti il
diritto ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Appello dei legali del Triveneto al ministro dell'Istruzione Gelmini
«Nei licei resti il diritto» Critiche anche per lo stop all'insegnamento di
Economia PADOVA Valeria Zanetti Avvocati triveneti preoccupati per il progetto
di riforma della scuola media superiore, al quale sta lavorando il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
Costa: una nuova
squadra per l'editoria dell'era digitale
( da "Corriere della Sera" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E sono convinto che il ministro Gelmini abbia ragione quando dice che
il digitale sarà fondamentale per lo studio di domani. Sono due settori che
seguono logiche diverse e quindi da presidiare in modi differenti ». Ma più o
meno è sempre stato così... «Avevamo un'unica divisione, che negli anni ci ha
dato grande soddisfazione e forte crescita.
Il metadistretto
si espande ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini. «Per noi la priorità rimane concentrare i fondi
su pochi progetti di qualità e di respiro nazionale –ha dichiarato il ministro
di passaggio al salone parigino –. In quest'ottica il metadistretto ci
interessa e contiamo di sostenerlo al Sud ma anche al Nord, ricorrendo ai fondi
Fas a nostra disposizione»
Stop alla maturità
dopo gli scritti
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini, sul punto, era stata chiarissima: niente ammissione per
chi non arriva al sei come media fra tutte le materie, voto in condotta
compreso. E, allora, di chi è la colpa del pasticcio? «È stata riscontrata
un'irregolarità si limita a dire Francesca Bianchessi, ispettrice per gli esami
di Stato a Mantova e sul caso è stato interpellato il ministero.
"inviterò
ancora il premier a cena"
( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vito, Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi guardano il vice presidente
di turno Buttiglione sperando in un intervento. Niente da fare. Replica Vito
che conferma l´incontro «conviviale» con tanto di mogli. Di Pietro insiste
sulle dimissioni. Bondi si scatena: «è solo lei che infanga l´Italia, si
vergogni».
tagli sui bidelli,
molte scuole a rischio - lorenza pleuteri
( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di 70 minuti Appello bipartisan al ministro Gelmini: salvate i piccoli
istituti Torino-Milano, pomeriggio da incubo L´assessore Borioli chiede a
Trenitalia più risorse per la manutenzione della rete Difficoltà anche per gli
insegnanti: prevista la riduzione di altri 580 maestre e prof LORENZA PLEUTERI
Le prime parole, accorate, sono per le persone morte nella strage di Viareggio,
di NICOLETTA
TEMPERA SONO 7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell&#...
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: danni prodotti dalla Riforma Gelmini. Saranno 59, quest'anno, i
docenti a tempo indeterminato che rimarranno senza sede. I supplenti, invece,
non vedranno rinnovato affatto il proprio contratto». Altro punto dolente,
infine, quello dei lavoratori precari: «I dati approssimativi conclude Angelini
parlano di 500 assunzioni in meno,
Pronti a offrire
un teatro per l'Aquila ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: poi però il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto
sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta è fatta:
sarà un teatro tutto nuovo, che verrà offerto alla città terremotata. Il
progetto è stato affidato all'architetto Mario Cucinella, il legno farà la
parte del leone.
Giudici a cena con
Berlusconi Urla e insulti alla Camera
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostenuto dalla collega Gelmini. Anche il Pd ha chiosato la lettera
del giudice Mazzella. «Non sta decisamente bene invitare a casa propria una
persona sulla quale si dovrà decidere: sarò anche incivile, ma la penso così»,
ha detto Anna Finocchiaro. Ma alcuni parlamentari Pdl le hanno provocatoriamente
chiesto «se solo la sinistra può incontrare membri della Consulta»
PER COMMINARE una
sanzione a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: abrogato nel 1999 per far posto al Consiglio Superiore (mai attivato)
è accusato dal Ministro Gelmini di «fare solo politica e sindacalismo contrario
a qualsiasi forma di cambiamento». In fin dei conti costituisce l'unico elemento
di continuità che caratterizza la scuola italiana: «l'immobilismo prorogato».
Argomenti: Scuola
Abstract: sottosegretario Paolo Bonaiuti e dai ministri Sandro Bondi e
Mariastella Gelmini) punterà proprio su questo slogan: un investimento
complessivo di 2,4 milioni di euro da dividere tra spot radio e tv, una
«campagna stampa» e manifesti. A fare da colonna sonora, nello spot tv, la
musica di Giovanni Allevi. Tra le iniziative presentate ieri anche una
«Giornata della promozione della lettura» e l'
Cani avvelenati a
Paternò: sottosegretario Martini interviene sull'ennesimo grave caso di violenze
avvenuto in Sicilia ( da "SaluteEuropa.it" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dato che questi incivili atti vengono purtroppo compiuti da cittadini,
sarebbe forse opportuno avviare un'opera di educazione e di informazione che,
partendo dai primi anni di scuola, riesca finalmente a diffondere una cultura
di rispetto dell'ambiente e di chi vi vive, compresi ovviamente gli animali. Ne
parlerò con il Ministro Gelmini."
Uccise il
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini su tutti), oltre a deputati e senatori. Ma La Spina non
smentisce e non conferma e sul possibile arrivo del miliardario russo Roman
Abrahmovic, dice: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni contatti con il nostro
staff. Una ulteriore conferma che la struttura sta avendo il successo che
merita e che i vip l'hanno già scoperta e apprezzata»
La cena fra
giudici e Cavaliere: nuovo scontro sul Lodo Alfano
( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: quello della Scuola Mariastella Gelmini e della Cultura Sandro Bondi.
Quest' ultimo si alza e grida più volte a Di Pietro: »Vergognati! Vergognati!«.
Poi, ancora gridando e accompagnato dai commessi, lascia l'Aula per protesta.
Il centrodestra prende le difese del premier. Ma ad alzare la voce più di tutti
è Luigi Mazzella, il giudice promotore della cena.
La Rete degli
Atenei del Meridione ora è realtà, ecco le strategie
( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno condiviso la volontà del ministro Gelmini di introdurre, in
tempi brevi, una sostanziale riforma dell'università italiana ed hanno esposto
le politiche di cambiamento in corso negli Atenei meridionali. È emerso il dato
di un complessivo sottofinanziamento dell'alta formazione e della ricerca in
Italia, valutabile intorno all'1,1% del Pil contro l'1,
La Corte boccia
parte della riforma Gelmini
( da "Stampaweb, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sos scuola
piemontese Tagli per 3500 posti
( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: MINISTRO Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti Il Piemonte della
scuola scrive al ministro Gelmini e lancia un Sos tagli. E' stato deciso al
termine del summit convocato dall'assessore all'Istruzione Gianna Pentenero sui
temi della riforma scolastica. Vi hanno preso parte i rappresentanti delle
province piemontesi, dei comuni e comunità montane e dell'Ufficio Scolastico
Regionale.
bocciati i tagli
della gelmini la consulta: riforma illegittima - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Bocciati i tagli della Gelmini la Consulta: riforma
illegittima No agli accorpamenti scolastici. Il ministro: rilievi marginali
L´Alta Corte ha detto no anche alla chiusura delle mini-scuole: compito
regionale SALVO INTRAVAIA Dopo il Tar del Lazio, anche la Corte Costituzionale
boccia un pezzo della Riforma Gelmini.
il quirinale:
"la consulta è autonoma"
( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: appena fatto per la legge sui tagli alla scuola della Gelmini
dichiarandone le norme in parte illegittime. E come farà, è chiaro il
riferimento di Amirante, sul lodo Alfano, quando la questione, il 6 ottobre,
arriverà in agenda. Amirante s´interfaccia con il Quirinale, perché «ancora una
volta da lì viene la giusta indicazione di quali debbano essere i rapporti tra
le istituzioni»
FRA le numerose
brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: idea che finalmente vengono puniti i bulli che importunano compagni ed
insegnanti e danneggiano scuole e materiali didattici e che venga ammesso
all'esame chi veramente studia e si comporta bene, mi dà la speranza che in
futuro ci saranno più giovani capaci ed educati. Forse la cura della tanto
bistrattata Gelmini comincia a dare i suoi frutti. Vittorio Boari, Bologna
Bimbi e adulti si
passano la parola
Argomenti: Scuola
Abstract: dai ministri Mariastella Gelmini e Sandro Bondi, oltre che dal
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti che però trova le
radici (e al tempo stesso rilancia) in qualcosa che già esiste, e che molti
ormai conoscono. «Voglio sottolineare ha spiegato il titolare dell'Istruzione
l'importanza delle lettura non solo dei libri ma anche dei giornali e dei
quotidiani,
La Consulta boccia
la Gelmini
Argomenti: Scuola
Abstract: 17 La Consulta boccia la Gelmini «Illegittimi tagli e accorpamenti»
SCUOLA I GIUDICI COSTITUZIONALI: TRAVALICATI I POTERI DI COMUNI E REGIONI ROMA
La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui
tagli' alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha
previsto a partire dal 2009-2010.
Viareggio, 19
morti Le Fs bloccano i vagoni della Gatx
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma La Corte costituzionale boccia alcune norme della riforma
Gelmini: a decidere i criteri e le modalità di riorganizzazione del sistema
scolastico dovranno essere regioni ed enti locali. u pagina 33 Morto a 85 anni
Lucio Rondelli è morto ieri all'età di 85 anni Lucio Rondelli, per vent'anni
amministratore delegato del Credito italiano e poi presidente di UniCredit,
Chi paga il prezzo
del merito? ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Ma siamo davvero sicuri che, al di là
dell'accordo di principio, vi sia anche condivisione sulle caratteristiche che
ciò dovrebbe avere in concreto; e siamo davvero consapevoli del significato
"rivoluzionario" che avrebbero in Italia delle serie valutazioni
utili anche a produrre meritocrazia?
Censura parziale
dalla Consulta per i tagli alla scuola
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dovranno essere regioni ed enti locali ad attuare il cuore della
riforma Gelmini e a ridimensionare la rete scolastica. Lo ha sancito la Corte
costituzionale bocciando ieri (con la sentenza n. 200) due passaggi del decreto
voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (contenuti per la
precisione nelle lettere f-bis) e f-ter) dell'articolo 64, comma 4, del decreto
legge n.
Università: oggi
primo sì per l'Anvur ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. L'Anvur andrà a sostituire il Cnvisu (la cui
scadenza è stata prorogata al 31 dicembre 2009 a opera del Dl 78 anti- crisi) e
dovrà promuovere, come stabilisce l'articolo 2 del regolamento, «la cultura
della qualità e del merito operando in coerenza con le migliori prassi di
valutazione dei risultati a livello internazionale e in base ai principi di
autonomia,
IL MERITO DA
PREMIARE ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non so se il ministro Gelmini si rende conto di quanto deve amare il
proprio Paese un ricercatore che decide di lasciare università in cui l'unica
gerarchia è quella determinata dai risultati ottenuti nella ricerca, per venire
in un mondo in cui, come scrive la dott.
La Consulta boccia
i tagli delle piccole scuole
( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: c'è l'accordo ROMA L'accorpamento o la chiusura di piccole
scuole, anche se con pochi iscritti, non può essere deciso dal ministro
dell'Istruzione perché si tratta di una competenza delle Regioni. Lo ha
stabilito la Corte costituzionale dichiarando illegittime alcune norme del
decreto sullo Sviluppo del giugno 2008,
Gli spot per
invitare a leggere di più con la musica di Giovanni Allevi
( da "Corriere della Sera" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È stata Maria Stella Gelmini a ricostruire l'origine del progetto, con
la volontà «di coinvolgere le scuole, perché aumenti non solo il numero di
libri letti, ma anche di quotidiani. Abbiamo già un'iniziativa che ha riscosso
molto successo: il Quotidiano in Classe».
I più temuti? I
membri esterni ( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la temuta linea dura preannunciata dalla Gelmini si è dimostrata
essere più che altro un richiamo alla serietà e all'impegno. «Da noi sono stati
tutti ammessi - puntualizza una raggiante Greta Umanità appena uscita
dall'orale con un sorriso contagioso - Mi sono tolta un peso, è una sensazione
bellissima».
Gelmini
"rimandata" dai giudici
( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini "rimandata" dai giudici la scuola Parzialmente
illegittime le norme sui tagli secondo la Corte Costituzionale. Il ministro:
«Ma l'impianto generale è salvo» 03/07/2009 Roma. La Corte Costituzionale ha
dichiarato parzialmente illegittime le norme sui "tagli" alla scuola
che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal
2009-
Tagli alla scuola,
la Corte costituzionale ferma il decreto Gelmini
( da "RomagnaOggi.it" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: infatti avevano vivacemente protestato contro questo decreto Gelmini
che tante manifestazioni ha suscitato nel mondo della scuola. Molto diplomatica
la reazione del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini.
"Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte
Costituzionale - ha detto -, posto che e' stata riconosciuta la legittimita'
costituzionale dell'
Maroni: "Il
Vaticano? Solita liturgia" La Santa Sede frena: nessuna critica
( da "Stampaweb, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e delle Pari opportunità Mara Carfagna
sulla violenza contro le donne- sentenzia: «Nessun governo ha mai fatto tanto
in così poco tempo contro la mafia, contro la criminalità, contro
l?immigrazione clandestina». Gli stessi punti che aveva toccato in
un'intervista a Libero, un'intervista che aveva fatto infuriare il Pd.
Scuola, la
Consultaboccia in partei tagli della Gelmini
( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tagli della Gelmini La Consulta ha dichiarato parzialmente illegittime
le norme sui 'tagli' alla scuola del ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini. La Consulta ha salvato, ritenendolo di competenza esclusiva statale,
l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto di cui, però, ha
bocciato la definizione ministeriale del ridimensionamento della rete
scolastica.
Consulta:
Argomenti: Scuola
Abstract: Parziale bocciatura del decreto Gelmini Consulta: «Illegittime 2 norme
sui tagli previsti nella scuola» Roma. La Corte Costituzionale ha dichiarato
parzialmente illegittime le norme sui tagli alla scuola che il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha previsto a partire dal 2009-2010.
Campionato
sudamericano ricco di sorprese
( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: atteso disegno di legge di (ennesima) riforma del "sistema"
universitario, l'attuale Ministro Gelmini dovrà considerare, tra i tanti,
diversi problemi, anche quelli recenti che, più di quelli antichi, hanno
pregiudicato efficienza e qualità dell'insegnamento universitario,
compromettendo l'immagine dell'Università italiana in Italia e all'estero.
Corte
Costituzionale: sentenza dà ragione alla Regione Toscana
( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ignorata sistematicamente dal ministro Gelmini, la migliore garanzia
contro un inaccettabile impoverimento dell'offerta formativa e della rete
scolastica e una limitazione, nei fatti, del diritto allo studio dei cittadini
toscani». L'assessore ricorda che quella della Toscana è stata una battaglia
seria, che non si è limitata a dire no ai tagli.
Il poker del Cav.
è senza euro ( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bertolaso fa il possibile, Berlusconi annuncia, il ministro Gelmini è
sparita. C'entra pure lei nella grande confusione. Dopo il sisma sbandierò
l'idea di un campus «modello Bicocca» per rilanciare l'Università. La sua
sopravvivenza è l'unica speranza per l'Aquila. Perché questo Abruzzo sta
crollando anche economicamente.
di CRISTINA
DEGLIESPOSTI
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini racconta , che sta creando grosse difficoltà in tutte le
scuole del territorio, dalle materne alle superiori. Gli organici di fatto
dovevano essere noti a giugno, ma così non è stato per effetto delle elezioni.
Con il prediente Draghetti dobbiamo ancora defnire i dettagli del programma, ma
sicuramente saremo accanto alle famiglie perché vengano rispettate le scelte
educative
Regioni più libere
sulla rete scolastica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le conseguenze della sentenza della Consulta sulla riforma Gelmini
Regioni più libere sulla rete scolastica Luigi Illiano ROMA Sul
ridimensionamento della rete scolastica il ministero dell'Istruzione non potrà
più usare la carta dell'ultimatum per fare pressione sulle regioni. è l'effetto
concreto della sentenza n.
COSÌ LEGHEREMO
( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 04/07/2009 - pag: 1
Università COSÌ LEGHEREMO I FINANZIAMENTI A QUALITÀ E MERITO di MARIASTELLA
GELMINI Contro la fuga dei cervelli dal nostro Paese occorre far crescere
qualità e merito. E' a questo che legheremo i finanziamenti del governo alle
università. A PAGINA
Autodifesa: corsi
pagati dal governo ( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Lo scopo è finanziare iniziative per
migliorare l'educazione e la sensibilizzazione di tutti. «Dare alle donne la
possibilità di partecipare ai corsi di autodifesa non vuole dire rispondere con
la violenza alla violenza», ha sottolineato la Carfagna: «Piuttosto cerchiamo di
renderle consapevoli delle loro possibilità ed aiutarle a vincere la paura»
Far crescere la
cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli
( da "Corriere della Sera" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI RISPONDE A GIAVAZZI Far crescere la cultura del merito per
combattere la fuga dei cervelli di MARIASTELLA GELMINI * C aro Direttore,
rispondo volentieri alle sollecitazioni che Francesco Giavazzi mi pone nel suo
articolo di ieri. Sono particolarmente sensibile, anche per motivi
generazionali, alle difficoltà che giovani studiosi di valore incontrano quando
vogliono mettere
Alle medie in
uniforme ( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, che l?estate scorsa lanciò la proposta
del ritorno all?uniforme. «Mi piacerebbe introdurre la divisa nelle scuole sul
modello di alcune nazioni europee - aveva infatti annunciato il ministro -.
Vestirsi nello stesso modo, magari con lo stemma dell?
G8, il Secolo
contro Berlusconi "Con le first lady solo ministre fedeli"
( da "Repubblica.it" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stella Gelmini. E qui si insinua il dubbio: "La Meloni e la
Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?". Il riferimento è
soprattutto alla questione dell'inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da
Flavia Perina si legge: "Le due ministre prescelte sono state in effetti
nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle
rivelazioni e dai veleni dell'
"Premia solo
le ministre fedelissime" Il Secolo d'Italia bacchetta Berlusconi
( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stella Gelmini. Il secolo insinua il dubbio: «La Meloni e la
Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?». Il riferimento è soprattutto
alla questione dell?inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina
si legge: «Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime
settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni
e dai veleni dell?
L'ultima
Argomenti: Scuola
Abstract: anche la struttura di questi corsi dovrà essere rivista dal ministro
della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Intanto, tutte le commissioni
impegnate con la maturità hanno completato la valutazione dell'esame scritto,
il cui esito complessivo è stato pubblicato all'albo della scuola. I candidati,
se lo volessero, potrebbero chiedere la valutazione di ogni singola prova.
Nuovo stupro a
RomaVia a corsi di autodifesa
( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle pari opportunità Mara Carfagna e dell'istruzione Mariastella
Gelmini hanno siglato due protocolli per l'avvio sperimentale di corsi di
autodifesa per le donne in alcune città campione, l'istituzione di una
Settimana contro la violenza dal 12 al 18 ottobre, formazione delle forze di
polizia preposte all'accoglienza delle vittime di violenza.
Via ai corsi di
autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura
( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accordo tra il ministro delle Pari opportunità, Gelmini e Maroni:
iniziative pilota in alcune città Via ai corsi di autodifesa per le donne.
Carfagna: basta paura In alto, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano. Sopra, il ministro della Giustizia Angelino Alfano
Ora nelle valli
alpine vogliono ridiscutere i tagli delle mini-classi
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: respinto i tagli alle scuole di montagna ipotizzati dalla riforma Gelmini,
stabilendo che l'eventuale riorganizzazione scolastica spetta alle Regioni.
«Non ho ancora avuto modo di leggere la sentenza nei dettagli; importante,
comunque, che venga fissato un principio - spiega Renata Salvano, componente
del gruppo di lavoro Regione-Ufficio scolastico regionale per le scuole di
montagna -
Dopo 25 anni torna
come preside nell'istituto dove esordì insegnante
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il caso Gli effetti della riforma Gelmini Alla Piumati di Bra ALBERTO
PRIERI Dopo 25 anni torna come preside nell'istituto dove esordì insegnante
CUNEO [FIRMA]ERICA ASSELLE BRA Ha insegnato lettere alla media «Piumati» per 18
anni. Ora torna come dirigente. Prenderà servizio l'ultima settimana di agosto,
ma è già emozionata Itala Flavia Santi,
"Noi prof
beffati dalle cattedre spezzatino"
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini, queste discipline sono passate da tre a due
ore di insegnamento in ogni classe. «Così saltano i laboratori. E per arrivare
a coprire tutte le 18 ore di servizio, ogni docente di musica, arte, tecnologia
e ginnastica e lingua straniera dovrà avere 9 classi», svela un prof saluzzese,
che insegna da 9 anni ma ha ottenuto l'
un tè con clio
napolitano nel summit orfano di veronica - francesca caferri
( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: orfano di Veronica Per le mogli dei Grandi mobilitate Carfagna e
Gelmini Michelle dal Papa in udienza privata con il marito. Carla in Abruzzo
più a lungo delle altre FRANCESCA CAFERRI ROMA - Clio Napolitano in soccorso di
Silvio Berlusconi: può suonare come un paradosso ma sarà la schiva moglie del
presidente della Repubblica a ricoprire, in assenza della consorte del primo
ministro,
Magie e misteri
della caccia al Codice Gelmini
( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo chiameremo il Codice Gelmini. Ora, non avendo io letto il libro né
visto il film, non saprei dire cosa servisse o cosa indicasse il Codice Da
Vinci. Quanto al Codice Gelmini, sono nelle stesse condizioni. Pur avendo
chiesto, non ho capito bene a cosa serva. So solo che la ricerca del codice
Gelmini funziona come una complicata caccia al tesoro.
Più ore di lezione
per salvare l'elementare di Scapezzano
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. E' stato questo l'argomento che ha tenuto banco venerdì sera
nel corso di una affollata ed animata assemblea pubblica che si è tenuta nel
centro collinare, presenti gli assessori comunali Maurizio Mangialardi e Simone
Ceresoni. Dopo aver fatto il punto della situazione rispetto ai possibili tagli
di organici e di classi in alcune frazioni a rischio nel territorio comunale,
Tagli alle scuole,
gli amministratori si appellano all'assessorato regionale
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischi paventati dalla Riforma Gelmini sulle scuole cittadine». Come
noto, i provvedimenti governativi in tema di scuola sortiranno a S.Elpidio a
Mare ben due effetti: se le misure saranno applicate, dal prossimo anno
scolastico 2009-2010 verrebbe tagliata una sezione alla scuola materna di
Castellano (attualmente ospitata al capoluogo) e verrebbe eliminata una classe
alla media "
SARANNO i due
ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first lady durante il summit:
n... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 7 SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad accompagnare le first
lady durante il summit: n... SARANNO i due ministri Carfagna e Gelmini ad
accompagnare le first lady durante il summit: nelle ultime ore malumori sono
stati espressi da un quotidiano vicino ad An, che ha evidenziato l'«esclusione»
del ministro Giorgia Meloni.
Il premier e le
first lady: nessun incontro
( da "Corriere della Sera" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: summit invece le prime dame saranno scortate da Mariastella Gelmini,
nella foto alta, («Ammiro Michelle perché si impegna nel sociale ed è una donna
positiva che ama suo marito») e Mara Carfagna (foto sopra), uniche due ministre
accreditate dalla diplomazia di Palazzo Chigi. Mentre Prestigiacomo e Meloni,
scrive il Secolo d'Italia, sarebbero state trascurate perché non abbastanza «
perché la storia
dell'arte va studiata a scuola
( da "Repubblica, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tra le varie accuse che si rivolgono alla "riforma Gelmini",
ce n´è una che sta particolarmente a cuore al mondo intellettuale ed è appunto
«il pesante ridimensionamento se non addirittura la drastica eliminazione della
disciplina, in particolare in molti settori dell´istruzione tecnica e
professionale».
IL 5% DEL
PERSONALE docente della scuola di ogni ordine e grado in ...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, di 43 unità: dunque pari e patta. E, forse, alle medie, che
hanno subito una riduzione di 26 cattedre e possono contare su 42 pensionamenti
qualcosa avanza per i supplenti. In realtà qualcosa dovrebbe anche
"restare" per un piccolo plotoncino di nuove immissioni in ruolo
promesse dal Ministro entro l'estate ma non ancora annunciate.
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo con il ministro Gelmini perché anche i fondi dell'università,
come i nostri a partire da quest'anno, siano distribuiti con lo steso
meccanismo». E i cervelli in fuga, ultimo caso quello di Rita Clementi,
denunciato dal «Corriere»? «Intanto verrà stanziato un fondo per favorire la
collaborazione tra chi lavora all'estero e i nostri centri.
I veri ostacoli
alle riforme ( da "Corriere della Sera" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ed è vero che il ministro Gelmini è sinceramente interessato a farla.
Ma potrà mai il Parlamento (nelle sue componenti di destra e di sinistra)
consentire davvero incisive riforme meritocratiche nel settore dell'istruzione?
Ne dubito. E non certo a causa della resistenza di qualche «barone» o di
qualche preside di liceo.
Cinquecento
firmeper capire ( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla presenza dei delegati del ministro Gelmini. Se salvare la
riattivazione dei due corsi è stato il primo passo, mantenerli dev'essere
quello immediatamente successivo. Per questo entro il 15 settembre si aprirà un
tavolo coordinato dalle segreterie tecniche del Ministero sul decentramento
della sede universitaria, al fine di definire la nuova offerta formativa,
l'onda:
"stiamo dalla loro parte l'obiettivo era violare la zona rossa"
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: gli studenti che da settembre si mobilitano con occupazioni e
manifestazioni per protestare contro la riforma Gelmini, l´aumento delle tasse,
il G8 University Summit. «è stato straordinario dare vita a un movimento che
dall´autunno non ha perso vigore - spiegano - Avevano detto che eravamo morti,
invece a maggio c´eravamo ancora, ci siamo a luglio e ci saremo il prossimo
autunno.
first lady, carla
bruni snobba roma - alessandra paolini giovanna vitale
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oltre alla moglie di Alemanno, le ministre Carfagna e Gelmini. Undici
le first lady, tra cui l´inglese Sarah Brown, la giapponese Chikako Aso,
l´indiana Gursharran Kaur, la messicana Margarita Zavale, la svedese Giulia
Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle cinque mogli del poligamo presidente
sudafricano Zuma.
riconosciuti dai
video della digos mentre vanno all'attacco della polizia - carlo gulotta
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dal corteo No Gelmini del 30 ottobre alla protesta contro le filiali
Unicredit del 12 novembre, fino all´assedio del Rettorato la settimana scorsa
contro il caro-tasse. Tutti incensurati, dicono i loro avvocati, Marina
Prosperi, Simone Sabattini e Carlo Bressan, mentre la polizia parla di
precedenti di polizia in qualche caso "specifici"
dieci politico,
maestre sanzionate ( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per aver criticato la riforma Gelmini «non nelle sedi competenti». E
un richiamo scritto per tutti gli altri 24 insegnanti per non aver ottemperato
alla riforma sui voti in decimi. Sul caso del «dieci in pagella» alle scuole
elementari Longhena (foto sotto), ecco i provvedimenti disciplinari annunciati.
Studente
universitario sanremese arrestato per i disordini a Torino
( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione promossa dal ministro Gelmini. Nell'ordinanza di custodia
cautelare il giudice ha ricostruito la dinamica dell'episodio di violenza
avvenuto a Torino: «Dopo essersi travisati ed armati i dimostranti si
disponevano su diverse file, in assetto sostanzialmente "bellico", e
si muovevano secondo una strategia diversificata per le ali e il fronte della
formazione,
Argomenti: Scuola
Abstract: appello del Clds alla Gelmini «Rischio sudamericanizzazione» «Dalla
crisi si esce solo investendo nel vero motore della ricerca che è lo sviluppo e
la formazione delle giovani generazioni». E' il monito lanciato dal
Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds) al ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini,
isabella rauti,
first lady per caso "vorrei stare vicino a michelle" - giovanna
vitale ( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Altro che le ministre Carfagna e Gelmini, incaricate dal governo a
scortare le première dame in visita nella città eterna, ma entrambe prive di
marito. L´unica a potersi fregiare del titolo è Isabella Rauti, legittima
consorte del sindaco di Roma, che oggi all´ora di pranzo, in piazza del Campidoglio,
accoglierà Michelle Obama, Sarah Brown e le altre.
Nella zona a luci
rosse tornano le due ministre
( da "Riformista, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di cui una promossa solo da poco: Carfagna, Gelmini e la rossa Michela
Vittoria Brambilla. Insomma, potrebbero saltare fuori le trascrizioni. Di qui,
allora, la considerazione di alcuni parlamentari su Carfagna e Gelmini al
vertice. Si tratta, in conclusione, di uno scenario altamente cupo per il
Cavaliere.
Il governo non
taglia i fondi all'Ateneo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL GOVERNO Berlusconi ha deciso di non decurtare i fondi all'Ateneo di
Urbino sulla base di quanto previsto quest'anno dalla riforma Gelmini e dai
tagli ai bilanci dello Stato. Due sole università italiane sfuggono ai tagli;
L'Aquila per ovvi motivi a seguito del terremoto e Urbino. A farlo sapere è il
magnifico rettore Giovanni Bogliolo (che rimarrà in carica fino a ottobre).
Maestre:
Argomenti: Scuola
Abstract: a febbraio nella protesta anti Gelmini del 10 in pagella in tutte le
materie. Le docenti lamentano però di non essere state informate delle sanzioni
in arrivo: 'siamo sorpresi e indignati di apprenderlo dalla stampa». Spiegano
di non aver «ricevuto nessun riscontro» e dicono di trovare ciò «una grave
mancanza da parte di chi avrebbe avuto il dovere di comunicarci
tempestivamente,
Michelle sta in
gruppo, Carla da sola ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini che le accompagneranno prima in
Vaticano da Benedetto XVI (salta la visita Michelle, che ci andrà venerdì con
il marito e le figlie) poi da Isabella Rauti alla terrazza Caffarelli (si
esibiscono per loro prima Gianni Alemanno in un saluto e poi Heinz Beck in un
pranzo leggero) e ai Musei Capitolini: oltre a Michelle,
G8, vacanze romane
per le first lady ( da "Reuters Italia" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, entrambe in total black. A tavola il menu -- del
pluripremiato chef Hans Beck -- ha previsto medaglioni di astice su purea di
melanzane e pomodori, fagottelli, filetto di triglia croccante alle erbe
estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su puré di albicocche e salsa
mou e vari dolci serviti in piedi.
Menu griffato e
chiacchiere da amiche Michelle affascina la moglie del sindaco
( da "Repubblica.it" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, in tubini neri a
fasciare la silhouette sui tacchi a spillo. A seguire, la parata di premiere
dame, tra picchi di classe, sontuosità etniche, accessori eccentrici,
esuberanze di tessuti e ricami, e qualche azzardo cromatico. La signora
svedese, Filippa Reinfeldt, la moglie del presidente messicano Margarita Zavala
Calderon,
michelle, star al
campidoglio - giovanna vitale
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con le ministre Gelmini e Carfagna in total black, come la padrona di
casa, che però si concede il vezzo di una giacchina rosa cipria. Festoni di
agrumi, rose e uva su una Terrazza Caffarelli inondata dal sole, il secret
service americano a scrutare ogni ospite e portata, sfiorando l´incidente
diplomatico quando tenta di impedire la consegna dei regali:
a 11 anni espulso
e bocciato "è affetto da disturbi psichici" - francesca savino
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: esposto al provveditore Giovanni Lacoppola e al ministro Maria Stella
Gelmini. «Era un alunno scomodo. In quella scuola nessuno lo ha voluto»
denunciano i genitori del bambino. Luca (il nome è di fantasia), per cinque
anni ha frequentato con profitto le elementari. Fu una sua maestra a notare le
sue difficoltà nell´apprendimento e a suggerire ai genitori di rivolgersi ai
medici.
"peccato,
niente shopping" è michelle la superstar nel g8 delle "first
ladies" - (segue dalla prima pagina) laura laurenzi
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accanto a lei le ministre Gelmini e Carfagna, comandate da Berlusconi
a dividersi il ruolo di first lady del governo italiano, appaiono minuscole. Ed
è anche la più espansiva e la più affabile. Espansiva ma non frivola: non ha
certo l´atteggiamento di chi partecipa a un futile e mondano pranzo per signore
la first lady della Casa Bianca,
in vaticano dal
papa con gelmini e carfagna - orazio la rocca
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: appello In Vaticano dal Papa con Gelmini e Carfagna Ratzinger:
"Aiutate i più poveri" Invoco la benedizione divina per il buon esito
del G8. Mi auguro che possano scaturire decisioni e orientamenti utili al
progresso di tutti i popoli ORAZIO LA ROCCA CITTà DEL VATICANO - Sette first
ladies - mogli di capi di Stato e premier impegnati al G8 dell´Aquila -
Scoppia la
polemica per il tempo pieno
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sottolineando i vantaggi della riforma Gelmini. Ma secondo la giunta
Barbieri l'ex sindaco «ha provato a snaturare il senso della petizione dei
genitori delle classi di prima elementare di Portomaggiore per estendere il
tempo pieno. Ci verrebbe da dire che la novità sta nel fatto che il capogruppo
di Vivi Portomaggiore abbia completamente rivisto la sua posizione:
NIENTE più voti
segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Marias...
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per volere del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini i voti
dell'esame di Stato tornano a essere pubblici e affissi agli ingressi delle
scuole. L'anno scorso invece, per ragioni di privacy, nei tabelloni era
riportata la dicitura "Esito positivo o negativo" e per conoscere il
proprio voto ogni studente doveva informarsi in segreteria.
Michelle e
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre
portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza
sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza
con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di
Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro.
di ELENA G.
POLIDORI ROMA
Argomenti: Scuola
Abstract: E ci voleva proprio alla fine di una mattinata che le due ministre
portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza
sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza
con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di
Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro.
UNA BRILLANTE
ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli ...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tra un paio di giorni nessuno ne parlerà più e i giochi di potere dei
baroni delle università continueranno indisturbati, in attesa che un altro
ricercatore segua lo stesso percorso. Intanto il ministro Gelmini, come le
stelle, sta a guardare... Maurizio Tarterini, Bologna
Gelato, spaghetti
e Colosseo Michelle fa la turista a Roma
( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono accompagnate dai ministri Mara Carfagna e da Mariastella Gelmini
che ritorna raggiante: «Lei è una donna tenace» le ha detto il Santo Padre.
Michelle ci andrà domani con il marito e le bambine. Michelle farà molte cose a
parte in questi tre giorni romani. In Campidoglio entra ed esce dall'uscita
defilata.
Clio e Isabella
seducono la squadra di first lady
( da "Corriere della Sera" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e Mara Carfagna). Hanno fronteggiato le first
ladies per il tè (Clio), hanno offerto una colazione gourmet in Campidoglio
(Isabella), le hanno portate in udienza dal Papa, accompagnatrici Gelmini e
Carfagna. Mai viste così felici; sembravano godersi la vacanza romana più delle
ospiti, d'altra parte le first ladies hanno meno guai di un ministro,
G8, le first lady
all'Aquila. Michelle: come stanno i bimbi?
( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini -- le signore hanno visitato la piazza del Duomo,
la chiesa delle Anime Sante e la Prefettura, fortemente danneggiata. La
delegazione ha fatto un giro anche tra i quartieri più colpiti -- visitati ieri
anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal presidente russo Dmitry
Medvedev e da Obama -- non senza commozione e spirito di solidarietà per i
terremotati.
Le first ladies a
L'Aquila nella seconda giornata del Vertice G8
( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mara Carfagna e il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Le
first ladies si sono recate nel centro storico dell?Aquila per vedere le zone
danneggiate dal terremoto del 6 aprile, in particolare Piazza Duomo, la Chiesa
di Santa Maria del Suffragio e la sede della Prefettura, il Palazzo del
Governo.
G8, Michelle Obama
si commuove tra le macerie
( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ad accompagnarle sempre i ministri Mara Carfagna e Mariastella
Gelmini. La grande assente è Carla Bruni in Sarkozy. Secondo le indiscrezioni
sarà tra i terremotati venerdì mattina insieme con Walter Veltroni e l'attore
George Clooney, dove, ha spiegato il capo dell'Eliseo, "annuncerà una serie
di decisioni a nome della Francia preso con le autorità italiane".
Al Colosseo:
Argomenti: Scuola
Abstract: ha regalato alla first lady Usa due campanelline portafortuna per le
figlie) e Gelmini. Non solo temi seri, ma anche battute durante il pranzo
offerto dal sindaco di Roma. In particolare Michelle Obama (che ha cambiato
scarpe, ai piedi aveva le consuete ballerine) ha raccomandato al sindaco Gianni
Alemanno di comportarsi bene con la moglie.
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI E CARFAGNA. Durante l'udienza in Vaticano, Benedetto XVI ha
ricordato al ministro Gelmini il periodo delle contestazioni studentesche alle
riforma della scuola. «Adesso è un po' più facile». «Lei è una donna tenace» le
ha detto. S. EGIDIO.
L'Aquila, First
Lady tra le rovine del sisma Michelle commossa: "E i bambini?"
( da "Repubblica.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accompagnate dai ministri Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna le
first lady hanno visitato prima piazza Duomo, poi la chiesa delle Anime Sante e
infine la Prefettura dove campeggia ancora, anche se danneggiata, l'iscrizione
"Palazzo del governo". La delegazione. Le signore - insieme a
Michelle Obama le mogli dei leader di Gran Bretagna, Canada,
Le convenzioni Asl
con i privati Scusate il ritardo ma, in attesa di eventuali ulteriori n...
( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulla complessiva bontà o meno della riforma Gelmini (cosa di cui
tanti parlano spesso solo per sentito dire o per interessi di bottega) ma
bisogna onestamente prendere atto che è un tentativo serio e coerente di
riforma su cui si può essere più o meno d'accordo, ma se si ha realmente a
cuore il bene della Scuola non si può demonizzare tout-court e ridurlo a un
semplice decreto «
La first lady tra
le macerie dell'Aquila, la première dame arriva all'ultimo
( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, in abiti scuri. Michelle,
commossa, fa una promessa: «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che
stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi». Finisce qui la
giornata della signora Obama all'Aquila. Niente pranzo, ma un veloce rientro a
Roma dove la aspettavano le figlie Malia e Sasha.
errore del
ministero, tagli più pesanti a scuola - stefano parola
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: spiega il dicastero guidato da Mariastella Gelmini nella sua nota,
«sono state inficiate da un errore materiale», dunque i dati vanno aggiornati.
Nella loro prima versione i tagli riguardavano 150 assistenti amministrativi,
87 assistenti tecnici, 670 bidelli. La revisione aumenta invece la riduzione di
personale rispettivamente a 173 segretari,
lombardi: scure
senza criterio il sindaco dovrebbe intervenire
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Su questo la Gelmini non ha fatto nulla, ha solo tagliato senza
criterio. Anche il ritorno al maestro unico è stata un´operazione di
comunicazione, bisognerà poi vedere a cosa porterà in concreto. L´importante,
pensando alla scuola elementare, è che siano garantite le scelte delle famiglie
e i segnali non incoraggiano: la domanda per il tempo pieno cresce ma non l´
puccini e verdi
sotto le stelle l'opera lirica va al castello - mariella tanzarella
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: diretta di volta in volta da Pierangelo Gelmini, Francesco Attardi e
Roberto Gianola. I biglietti saranno in distribuzione all´assessorato al
Turismo (via Bagutta 12) dalle 10 alle 17 del lunedì precedente ogni spettacolo.
200 posti saranno assegnati ai primi che arrivano al Castello la sera stessa
della rappresentazione.
Commosse tra le
rovine ( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ci sono le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini (sottilissime
nei loro completi scuri), i tecnici della protezione civile, un comandante dei
vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Gli
esperti della protezione civile fanno vedere i pannelli con i rendering delle
nuove case che si stanno costruendo per i terremotati,
le lacrime di
michelle "ce la farete a ricostruire?" - laura laurenzi
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel cuore di Roma Accompagnata dalle ministre Carfagna e Gelmini
"Come stanno i piccoli sfollati?" Lo stupore delle mogli dei leader
davanti alle macerie La protesta nelle tendopoli LAURA LAURENZI DAL NOSTRO
INVIATO L´AQUILA - Dalle lacrime fra le rovine agli applausi da stadio al
Pantheon. Molto più mamma che first lady, Michelle Obama si commuove per i
bambini del terremoto d´
Tra le rovine del
terremoto Michelle domanda
Argomenti: Scuola
Abstract: dai ministri Maria Stella Gelmini a Mara Carfagna è iniziato da Piazza
Duomo. Michelle, in taffetà giallo con un piccolo cardigan bianco chiuso da un
bottone gioiello che riprendeva i colori del vestito e i capelli raccolti in
uno chignon stretto stretto, con le sue colleghe si è fermata di fronte ai
pannelli che illustrano i progetti per la ricostruzione del capoluogo
abruzzese.
Berlusconi a
Repubblica
Argomenti: Scuola
Abstract: Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. In vari ambienti si è pensato che
fosse eccessivo dopo le polemiche degli ultimi due mesi. Risultato: leader
senza mogli e pranzo allargato. Il Cavaliere si è consolato però con autista
d'eccezione: Guido Bertolaso. È stato quando il presidente del Consiglio è
rimasto da solo su una macchinina elettrica.
LE FIRST LADY
hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito,
Argomenti: Scuola
Abstract: LE FIRST LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito,
«L'Aquila bella mai non po' perire» e «L'arte del saper fare bene italiano»,
accolte dai ministri Sandro Bondi, Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna e
Maria Stella Gelmini
Argomenti: Scuola
Abstract: A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre
Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della
protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo,
come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore
manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.
ESPERIENZA UNICA
NELLA STORIA DEL SUMMIT ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ed è riuscito a convincere il ministro Gelmini a fare ricostruire una
scuola in legno dove si insegnerà alle ricamatrici l'arte del merletto a
tombolo. INCROCIATO il sismologo Enzo Boschi. Mi ha detto che gli sciami
sismici potranno proseguire anche per altri due mesi. Gli ho chiesto chi, a suo
parere, tra i Grandi della Terra, è il più sensibile alle scosse telluriche.
L'AQUILA È LA
DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fr...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A guidarle per la breve escursione in centro ci sono le ministre
Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della
protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, come
era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore manca
Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.
L'EUROPA chiede da
tempo all'Italia, in nome della parità di gener...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Avere a disposizione nella scuola 40 mila posti vacanti potrebbe
costituire una positiva occasione d'intervento per il Ministro Gelmini, che
intende ridurre le piante organiche del personale docente e non docente. La
diminuzione dei posti è stata iscritta nell'agenda politica di tutti i Governi
degli ultimi 15 anni. I risultati sono stati finora nulli. Anzi fallimentari.
PER UNA STRANA
coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gl...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lo richiede anche la nuova indicazione ministeriale della legge
Gelmini: cittadinanza e costituzione, legge 169 del 30 ottobre 2008). Ma la
scuola deve fare Scuola. Con i suoi mezzi, le sue strutture, i suoi maestri. Al
di fuori degli orari scolastici i giovani possono ripulire la città, sostenuti
e visionati da strutture esterne alla scuola.
Le first lady in
visita tra le macerie Michelle in lacrime: e i bambini?
( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini si spendono avanti e
indietro per avere una parola per tutte queste prima donne che a guardarle così
sembrano davvero semplici turiste per caso. E forse per capire basterebbe,
chessò, lo sguardo ingenuo di Sarah Brown, il vestito dritto della svedese
Filippa Reinfeldt o lo sguardo solare della sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma.
Lirica gratuita
( da "Corriere della Sera" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 18 e 19 con la «Bohème» di Puccini diretta da Pierangelo Gelmini, la
settimana successiva toccherà al «Don Giovanni» di Mozart e «Nabucco» (foto)
chiuderà l'1 e il 2 agosto. I biglietti per Bohème potranno essere ritirati
gratuitamente all'Assessorato al Turismo del Comune da lunedì 13 (via Bagutta
12, ore 9, tel.
E la supermodella
diventò moglie
Argomenti: Scuola
Abstract: unica che può sconfiggerla e lo ha già fatto) in gita tra Roma e
l'Abruzzo con Gelmini & Carfagna, per arrivare da sola, e da protagonista,
tra divi hollywoodiani e terremotati ben disposti. Forse era troppo. Forse fare
la première dame è limitante. Non consente attivismi e esibizionismi per buone
cause, via alla Angelina Jolie, che invece di Sarkò ha Brad Pitt.
Mini-tour tra le
macerie. L'indiana Singh ai pompieri:
Argomenti: Scuola
Abstract: a fare da cicerone, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini,
sottilissime nei loro completi scuri (nero inchiostro la ministra delle Pari
Opportunità blu navy per la collega dell'Istruzione) i tecnici della protezione
civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato
ieri per Obama.
Argomenti: Scuola
Abstract: e per conoscenza al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini i
due consiglieri regionali del Pdl scrivono che "alla luce del profilo
scolastico della ragazza" se il controllo dei tabulati del telefonino
dimostrasse la sua onestà bisognerebbe consentirle di completare la maturità,
con il minimo dei voti.
Sindaci e
assessori camerieri alla seconda festa democratica
( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini: cosa succederà in provincia di Savona".
Intervengono Maria Luisa Madini, Lucia Nazari ed Angelica Lubrano. Martedì in
programma Gioki Tango con la storia del tango e, alle 18, "Idee per la
città, incontro con gli amministratori". Mercoledì, il Triangolo in concerto
e spettacolo co n la compagnia Attori per Caso "
Berlusconi si
contienee lascia la scenaa barack il "piacione"
( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le "first ladies" a
visitare questi preziosi frammenti della storia della mia terra. La possibilità
di essere stato accanto per qualche tempo a quattro degli otto
"grandi" (Obama, Medvedev, Merkel e Berlusconi) mi consente di
trascrivere qualche impressione di getto.
Sacconi: sì alle
badanti ( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno chiesto le dimissioni del ministro Gelmini. L'attacco al
ministro dell'Istruzione è a 360 gradi: per i Cip, la gestione di viale
Trastevere è «un fallimento totale». Sostengono i precari: «In un anno, non si
poteva far peggio. Dal piano programmatico ai regolamenti, dalla chiusura delle
scuole nei piccoli centri alla determinazione del numero degli alunni per
classe,
COME sono i
grandi' visti da vicino? Barack Obama è più ...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Coppito si spiega invece con la mia qualifica di membro del comitato
promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal terremoto esposte
all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con le ministre
Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le first ladies' a visitare
questi preziosi frammenti della storia. E c'è stato più di un momento di
autentica commozione.
IL RITORNO al
rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocci...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'alunno potrebbe colmare le lacune con lo studio estivo. Dubito che
il ministro Gelmini avrà questo coraggio o, se l'avrà, sarà subito vanificato
dalle solite rumore proteste che nulla hanno a che vedere con gli aspetti
educativi della scuola. Antonio Casaroli, S. Lazzaro di Savena (Bo)
L'INVITO rivolto
al neo direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ma...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: introduzione della riforma Gelmini e che, secondo Garagnani, avrebbero
portato Vicenzo Aiello, direttore dell'Usp di Bologna, ad applicare sanzioni
«deboli» come l'avvertimento scritto e la censura. Provvedimenti «forieri di
conseguenze negative» per la corretta educazione dei ragazzi e in contrasto con
una circolare dell'ex ministro alla Pubblica istruzione,
Niente terza per
l'Alberghetti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: avvio del corso con i nuovi parametri imposti dalla riforma Gelmini. E
questo nonostante si tratti di una classe terminale, quella cioè che porterà i
ragazzi a giugno 2010 a ottenere la qualifica professionale. A darne notizia è
il sindaco Sara Brunori nella seduta di martedì saera del consiglio comunale,
che però non ha intenzione di mollare il colpo.
Ammesso lo stage
di sei mesi oltre frontiera
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, frena le trasferte dei praticanti. In
compenso, riconosce la validità di periodi di tirocinio all'estero (massimo sei
mesi) presso studi di professionisti di uno degli stati dell'Unione europea. è
confermata la necessità che il dominus sia iscritto all'ordine da cinque
anni,così come prescritto dal decreto legislativo 139/
Michelle si
emoziona Ricevute dal Pontefice anche Malia e Sasha
( da "Corriere della Sera" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non bastassero i mille complimenti declinati in ogni verso e in ogni
modo da Clio Napoletano, Gianni Alemanno, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini o
Isabella Rauti, bisogna ascoltare le parole fuori dai denti di chi in questi
tre giorni romani con Michelle Obama ha avuto a che fare perché l'ha scortata,
protetta in strada, accompagnata nei monumenti o, magari, servita al
ristorante.
A ottobre si
decide sul Tfr ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini non risponde La campagna di divulgazione non consisterà
solo in spot ma intende coinvolgere le scuole. La Covip ha sondato il Ministero
dell'Istruzione, col quale aveva siglato un protocollo di intenti, per passare
all'azione. Ma il presidente Covip Antonio Finocchiaro, nel convegno, ha fatto
sapere che sta incontrando notevoli difficoltà:
( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Se il complotto fosse di Berlusconi Alcune recenti vicende
che hanno coinvolto il nostro presidente del Consiglio mi inducono a qualche
riflessione critica sulla qualità del giornalismo «politico», forse non solo
italiano. Il Signor Berlusconi ha intrattenuto un qualche genere di rapporto
con una signorina minorenne, con una escort, con veline; tutto ciò riguarda il
«Signor» Berlusconi, la sua dimensione privata. Al cittadino dovrebbe
interessare cosa fa Berlusconi come presidente del Consiglio. Tutti i media
però si sono ghiottamente avventati sul gossip. Conseguenza: l'attenzione
dell'opinione pubblica è distolta da ciò che Berlusconi fa in quanto presidente
del Consiglio. Pavento che dietro ci sia davvero un «complotto» (ma ordito da
Berlusconi) ai danni di opinione pubblica e media che funziona benissimo
evitando che il Presidente del Consiglio sia sotto i riflettori per le sue
scelte politiche: molto meglio che lo sia per le sue privatissime scelte di
«macho» che di politico non hanno nulla! GIANLUCA STRATA, COURMAYEUR (AO)
Educazione sessuale il ruolo dei docenti Educazione sessuale a scuola a cura
dei professori! Speriamo che i docenti intelligenti riescano a recepire cosa
sta dietro al ritiro dalla scuola degli operatori Asl di Milano: l'educazione
sessuale a scuola deve essere sotto controllo e a cura degli insegnanti stessi,
come prevede la normativa. Il trasferire tale attività ad operatori esterni
risulta operazione fine a se stessa e in certi casi pericolosa. Sono i docenti
che devono uscire dal torpore dell'indifferenza e assumersi la responsabilità
di promuovere tale formazione entro la normale didattica: un bel lavoro
interdisciplinare «Il corpo e l'amore» tra letteratura, storia, psicologia,
anatomia e religione è una buona risposta alla giusta direttiva milanese. Senza
costi aggiuntivi. SERGIO BENETTI, DOCENTE ISTITUTO REMONDINI BASSANO DEL GRAPPA
(VI) Giornali stranieri e danni all'Italia Certi giornali italiani ricordano
Arlecchino «servo di due padroni». Uno è l'editore, l'altro è la parte politica
che sostengono. Ciò offre l'estro ai giornali stranieri di raccogliere menzogne
e amplificarle sul piano internazionale con quale effetto sull'immagine dell'Italia
è facile immaginare. Alcuni corrispondenti di giornali stranieri, specie
inglesi, sono tanto sciocchi quanto solerti nel muovere accuse e tranciare
giudizi. Farebbero meglio a guardare in casa loro dove tra disastri economici e
scandali politici, non hanno nulla da invidiare all'Italia. GIULIO BARABINI FREY La Gelmini abolisca i test uguali per tutti Qualcuno fermi il ministro Gelmini! E' del tutto irragionevole la
sua intenzione di affidare all'Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema
d'istruzione) la messa a punto di una prova uguale per tutti basata su test a
risposta multipla con l'obiettivo di garantire omogeneità di giudizio su tutto
il territorio nazionale. Se facesse una cosa del genere si renderebbe
responsabile di un ulteriore aggravamento della impostazione da quizzone di cui
soffre questo esame. La terza prova non è da rendere nazionale, è da togliere,
perché non c'entra nulla con la didattica quotidiana e favorisce la riduzione
dell'insegnamento a pura trasmissione di nozioni. Se il ministro portasse
avanti la sua intenzione avremmo un esame ancor più nozionistico, il che è
proprio l'opposto di ciò che un esame di stato dovrebbe verificare: non
controllare se gli studenti possiedono le nozioni di fondo di ogni disciplina,
ma se sanno usarle affrontando in modo critico e creativo il reale. GIANNI
MEREGHETTI, INSEGNANTE Quanto costerà il nuovo passaporto Nei nuovi passaporti
ci sarà l'apposito chip che conterrà tutti i nostri dati, e qualche hacker tra
pochissimo avrà già scoperto come manometterlo. Quanto costa in più? E quanto
costa altrove? Mi risulta che in Gran Bretagna e in Eire sia gratis. Se le
proporzioni con la carta d'identità saranno rispettate c'è il concreto rischio
che espatriare diventi un affare per ricchi. Venendo ai numeri, la carta
d'identità tradizionale costa l'equivalente delle vecchie 10 mila lire più
altre 500 per diritti di segreteria, insomma poco meno di 5,50 euro, quella
elettronica 20 euro +5,42. L'attuale passaporto vecchio stile costa 45,62, e
questo è solo il costo del libretto, non comprende gli extra che esistono solo
in Italia. Se le proporzioni cartaceo/elettronico fossero le stesse della carta
d'identità, il nuovo passaporto inteso solo come libretto potrebbe costare la
bellezza di 210 euro, nulla di più probabile, i britannici che scelgono il
premium service lo pagano 108 sterline (130 euro) tutto compreso. Se il costo
rimanesse invariato ci spieghino perché la carta d'identità costa tanto cara.
NICOLA PASTA Il marchese del Grillo e il potere dei papi Mi è capitato di
rivedere quel capolavoro che è Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli.
Voglio ricordarlo non tanto per la superba prova di Alberto Sordi, ma perché un
episodio riguarda la presa del Quirinale, allora dimora del Pontefice, da parte
delle truppe napoleoniche alla guida del generale Radet. Era la notte tra il 5
e il 6 luglio 1809. Tra qualche giorno, dunque, cade il bicentenario di un
avvenimento, nemmeno citato nei libri di storia, memorabile perché il Bonaparte
tentò di mettere fine al potere temporale del Papa. Il Pontefice del tempo, Pio
VII, fu infatti tenuto prigioniero prima in Italia, per tre anni, poi in
Francia, a Fontainebleau, dal 1812 fino al maggio 1814, quando, declinando la
stella di Napoleone, potè rientrare a Roma. Dovranno passare altri 56 anni
perché i pontefici si dedicassero ad esercitare il solo potere spirituale sui
cattolici. Almeno ufficialmente, perché il potere di condizionare le decisioni
della politica, quello è rimasto pressoché intatto, specie in Italia. PAOLO FAI,
SOLARINO (SR) I viaggi della bellezza Vacanze per rifarsi il fisico. Le
palestre non c'entrano. Si tratta di viaggi della bellezza. Ci sono agenzie che
propongono tour per sottoporsi a interventi estetici. Al primo posto
l'Argentina. Tutto compreso: liposuzione, rimodellamento di addome e fianchi.
Unico consiglio: attenzione alle mode locali, possono «incidere» sui risultati
estetici. FABIO SÌCARI, BERGAMO
( da "Stampa, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola l'allarme dei precari [FIRMA]FILIPPO RUBERTA'
VERBANIA Sono più di cento gli insegnanti precari del Vco
che a settembre perderanno il posto per effetto dei tagli stabiliti dal
ministro Gelmini. Il numero
arriva direttamente da loro, ossia dal Coordinamento docenti precari che ieri
in un documento consegnato alla dirigente dell'ufficio scolastico provinciale
Franca Giordano ha sottolineato anche «la forte preoccupazione per la
situazione lavorativa relativa al prossimo anno». «Abbiamo scelto questa
giornata per la consegna del documento - spiegano i precari - perchè proprio il
30 giugno scadono tutti i contratti a tempo determinato e da domani saremo
senza stipendio. Nonostante ciò, molti di noi saranno ancora impegnati nella
programmazione per il prossimo anno e negli esami di maturità». Secondo le
stime effettuate dai docenti, rispetto all'anno scolastico 2008/2009 andranno
perduti 109 posti di lavoro: 47 nelle scuole superiori, 31 nelle media, 29
nelle primarie e due tra il personale educativo. A questi tagli andranno ad
aggiungersi quelli programmati tra il personale non docente che, secondo le proiezioni
effettuate dalla Cgil, dovrebbero ammontare ad una quarantina di unità. «A
differenza di quanto sostenuto dal ministro Gelmini -
dicono i precari -, cioé che "nessun insegnante sarà licenziato", a
settembre molti docenti, seppur in testa alle graduatorie provinciali degli
abilitati all'insegnamento, non riceveranno l'incarico per le supplenze
annuali». Per i precari, il loro accantonamento è simbolo di un patrimonio
collettivo che se ne va in fumo: «Il mancato impiego di docenti esperti di
conoscenza ed educazione, che arrivano nelle scuole dopo un percorso di
preparazione lungo, faticoso ed economicamente impegnativo, comporterà una
crescita della disoccupazione consistente e priverà le scuole della forza
lavoro più innovativa, dinamica e all'avanguardia».
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
01-07-2009)
Argomenti: Scuola
FERMO PRIMO PIANO pag. 14 No a un indirizzo diverso da
quello scelto dai nostri figli' MONTANIGENITORI IMBUFALITI PER LE CONSEGUENZE
DEI TAGLI IMPOSTI DALLA RIFORMA GELIMINI. L'ISTITUTO HA LE MANI LEGATE GENITORI
imbufaliti, scuola con le mani legate, ragazzi trattati come pacchi postali: questi gli effetti della riforma Gelmini, una scure che si è abbattuta anche sull'Itis Montanti. Ma
veniamo al nocciolo del problema: 21 sono i ragazzi che hanno chiesto di
iscriversi al terzo anno di Chimica (per formare una classe occorrono almeno 27
alunni); 12 quelli che hanno chiesto l'iscrizione al terzo Elettronica (sempre
27 il numero minimo). Con questi numeri, scatta la mediazione della
scuola. Esiste la concreta possibilità di formare una classe «articolata» (con
17 ragazzi che hanno scelto Chimica e i 12 di Elettronica, per un totale di 29
alunni); ma quattro ragazzi di Chimica resterebbero fuori. «Abbiamo già una
classe articolata dove i ragazzi frequentano insieme le materie comuni, divisi
quelle di indirizzo specialistico. Ad oggi è questa l'unica possibilità che ci
è concessa dalla legge in vigore», ci ha detto il vicepreside del Montani,
Mauro Tomassetti, che l'altra sera ha riunito i genitori per prospettare questa
scappatoia'. «Capisco perfettamente l'indignazione dei genitori continua e
anche quella dei ragazzi, soprattutto di quelli che hanno scelto Chimica, una
materia che hanno già imparato a conoscere durante il biennio. La cosa che più
mi preoccupa è che oggi la scuola è fatta di numeri e non più di persone.
Diventano numeri i ragazzi che saranno costretti a fare una scelta diversa da
quella per cui hanno voluto frequentare l'istituto, e oggi vedono leso un loro
diritto». Tornando alla riunione dell'altra sera, i genitori non hanno
accettato di iscrivere il loro ragazzi a un altro indirizzo, che sia Meccanica
o altra specializzazione. Hanno chiesto un incontro con il preside (Luigi
Cifani era assente perché impegnato fuori sede per gli esami) che dovrebbe
tenersi a fine settimana, per cercare di risolvere la questione. In caso
contrario cosa accadrà? «Che sulla scorta degli indirizzi che si è dato il
nostro Consiglio di Istituto aggiunge Tomassetti si dovranno estrarre a sorte i
4 ragazzi, che saranno costretti a scegliere un'altra specializzazione. Si
pensi che, addirittura, la legge in casi del genere prevede la possibilità di
spostare d'ufficio i ragazzi in scuole di centri limitrofi». Mauro Nucci
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
ARGENTA E PORTOMAGGIORE pag. 17 Tempo pieno: Consiglio
dalla parte dei genitori Per l'aggiunta di una terza sezione alle elementari AL
FIANCO dei genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria di
Portomaggiore, e che da settimane sono in lotta per ottenere la terza sezione
del tempo pieno, c'è anche il consiglio comunale. L'altra sera l'assessore alla
pubblica istruzione Patrizia Pichierri ha presentato un ordine del giorno, che
è stato ritirato per un pura questione formale, già risolta ieri pomeriggio
dalla conferenza dei capigruppo limando la prima parte del documento, con critiche unidirezionali al ministro Mariastella Gelmini. Emendamento che consentirà
l'unanimità del Consiglio. Sul tappeto il restringimento dell'offerta formativa
a 40 ore settimanali alla Montessori' di Portomaggiore che ha avuto l'effetto
dell'assegnazione di organici insufficienti a soddisfazione la richiesta di
tempo pieno. Alle iscrizioni 77 famiglie avevano scelto il tempo a 40
ore e 6 la preferenza a 27 ore settimanali. Il modello a 40 ore ha ottenuto il
maggior gradimento da parte delle famiglie, composto in larga parte di genitori
lavoratori, alcuni pendolari, che lavorano spesso fuori provincia. Morale: sono
state istituite solo due sezioni a 40 ore settimanali e due a 27 ore, lasciando
insoddisfatte 26 famiglie. I genitori però non si sono dati per vinti, avviando
una protesta che ha coinvolto non solo le famiglie rimaste fuori dalla
preferenza del tempo scuola richiesto, ma anche l'adesione dell'opinione
pubblica portuense. Non solo, disappunto ha espresso il Consiglio del circolo
didattico, inviando una lettera di protesta al Ministero e agli uffici
scolastici di viario grado. Richiesta di tempo pieno per la terza sezione cui
ora si aggiunta la solidarietà dell'intero consiglio comunale, chiedendo
l'integrazione dell'organico necessario alla copertura del tempo scuola
richiesto dalle famiglie. C'è però un altro aspetto, per ora sotto traccia, ma
che non potrà essere sottovalutato a lungo: su 268 iscritti alla primaria di
Portomaggiore ben 108 sono extracomuntari, con la presenza degli stranieri che
cresce ogni anno in maniera significativa, arrivando adesso a quasi un terzo
dell'utenza scolastica. Alla media inferiore da tempo c'è una piccola fuga
delle famiglie dei genitori "italiani" a Voghiera per evitare classi
troppo sbilanciate o promiscue. Utenza straniera in aumento pure nelle
superiori: nella classe prima dell'Ipsia su 25 iscritti 23 sono
extracomunitari. Image: 20090701/foto/3706.jpg
( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Palermo Boom di bocciati alle superiori
Stangata per due studenti su dieci, 27 per cento di rimandati Un quarto degli
iscritti negli istituti tecnici e nei professionali ripeterà l´anno SALVO
INTRAVAIA Record di bocciati a Palermo nella scuola superiore. Mentre gli esami
di maturità entrano nel vivo con i colloqui e stanno per decretare il verdetto
finale, per la scuola secondaria di secondo grado è tempo di bilanci. Secondo
un primo monitoraggio effettuato da Repubblica-Palermo su circa un terzo delle
scuole cittadine, quest´anno, i prof sono stati particolarmente severi. O, in
alternativa, gli studenti hanno studiato meno del necessario. A sentire i
commenti e le proteste di genitori e alunni sembra che gli insegnanti abbiano
sposato la linea del rigore auspicata dal ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma, con tutta probabilità, la verità sta in mezzo. I tabelloni
con gli scrutini finali sono stati pubblicati da poco più di una settimana e in
alcune scuole sono già iniziati i corsi di recupero. Dopo la ressa dei primi
giorni, basta scorrere gli elenchi affissi all´albo per rendersi conto della
débcle. Su oltre 7 mila studenti presi in esame dal monitoraggio in
città i bocciati superano le 1.400 unità: un dato che sfiora il 20 per cento,
discostandosi di parecchio dai primi dati forniti dallo stesso ministero
dell´Istruzione per l´intero territorio italiano. Infatti, la percentuale dei
"non ammessi" all´anno successivo - come vengono chiamati in
burocratese i bocciati - è pari a livello nazionale al 13,6 per cento. Anche
rispetto all´estate scorsa, quando i prof fermarono ben 16,6 studenti su 100,
il numero di coloro che dovrà ripetere l´anno a Palermo è da record. Insomma:
un mezzo disastro che assume dimensioni decisamente preoccupanti negli istituti
tecnici e nei professionali. In questi ultimi, più di un quarto degli studenti
dovrà iscriversi nuovamente alla classe che ha frequentato quest´anno, mentre
23 ragazzi su 100 dovranno studiare in estate se a settembre vorranno
conquistare la promozione. Complessivamente, coloro che nel tabellone finale
hanno letto la criptica dicitura "giudizio sospeso" (i rimandati)
sono circa 2 mila: il 27,5 per cento. Le cose sono andate meglio nei licei
(classici, scientifici e socio-psico-pedagogici) ma non in tutti: i 214
bocciati (pari al 21 per cento) dell´ex magistrale Danilo Dolci, a Brancaccio,
parlano da soli. Boom di bocciature anche allo scientifico Ernesto Basile,
sempre a Brancaccio, che fa registrare quasi 16 bocciati su 100. Ma la maglia
nera, sempre in relazione agli istituti presi in considerazione dal
monitoraggio, spetta all´Ipsia Medi di via Leonardo da Vinci, dove un ragazzo
su tre (il 33 per cento) ripeterà l´anno e quasi 20 su 100 dovranno rimboccarsi
le maniche per acciuffare il lasciapassare. E se alla scuola media, per via
delle novità introdotte dalla Gelmini quest´anno, un
certo incremento di insuccessi scolastici era prevedibile, nella scuola
secondaria di secondo grado il boom di bocciati sorprende. Anche perché,
rispetto a 12 mesi fa, al superiore, la normativa è rimasta invariata, a parte
l´introduzione del voto di condotta per reprimere bulli e studenti
ingovernabili. Ma a Palermo, al momento, non si registrano studenti bocciati
per la sola condotta. E mentre le migliaia di bocciati ingrossa le fila dei
cosiddetti "dispersi", un gran numero di studenti sta cercando di
cavarsela per il rotto della cuffia. Allo scientifico Galilei e all´industriale
Vittorio Emanuele III i corsi di recupero sono già iniziati da una settimana.
Tra fine agosto e i primi di settembre, la maggior parte dei ragazzi dovrà
riparare una o al massimo due materie. Superlavoro per quel 17 per cento di
rimandati che dovrà fare i conti con tre o addirittura quattro materie.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Insegnanti e genitori scrivono«Così
la scuola che sogniamo» inviato un progetto a napolitano e gelmini Proposta la
modifica del percorso di studi che prevede 6 anni di scuola primaria, 4 di
media e 3 di superiori .x/01/0907
( da "Repubblica, La" del 01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 40 - Cronaca lo scenario Tra le prime c´è
l´Università di Calabria nella periferica provincia di Cosenza Se la qualità
dei servizi batte secoli di storia Il campus di Arcavacata è giovane ha 6
facoltà e diversi dipartimenti efficienti, centro linguistico, 170 aule e il
più grande sistema bibliotecario del Mezzogiorno VALENTINA BERNABEI I soldi per
gli atenei più virtuosi tardano ad arrivare, nonostante le
recenti dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini sulla «necessità di una rivoluzione che conduca il Paese a un
sistema realmente meritocratico, efficiente e competitivo». In attesa che
vengano applicati i nuovi criteri per l´assegnazione dei finanziamenti alla
formazione e alla ricerca, sulla base del merito, degli obiettivi e della
valutazione dei risultati, le classifiche di ranking e rating tengono
sotto pressione le università che, fino a poco tempo fa, mostravano il numero
degli studenti iscritti come un vero fiore all´occhiello. Oggi sfoggiare il
proprio valore quantitativo non basta più. Il giudizio qualitativo si rivela
molto più significativo, in grado di cogliere aspetti fondamentali che
riguardano il buon funzionamento degli atenei e il loro sviluppo. Il Censis per
esaminare le università statali italiane (suddivise in cinque gruppi -grandi,
medi, mega, piccoli e politecnici- in base al numero di iscritti desunto
dall´indagine Miur 2007/2008) passa al vaglio, ogni anno, le strutture, le
borse di studio disponibili, i servizi offerti e lo sviluppo del web. In base a
tali parametri si scopre che i migliori atenei non sono più quelli che si
portano appresso secoli di storia e un nome celebre : al primo posto nella
classifica 2009 del Censis relativa ai grandi atenei (quelli che hanno cioè un
numero di iscritti che va dai 20 ai 40mila) si è posizionata l´università di
Calabria, la cui sede centrale è situata ad Arcavacata di Rende, nella
periferica provincia cosentina. Il campus di Arcavacata è giovane, ha meno di
50 anni di storia, ed è composto da sei facoltà e da un´ottantina di corsi di laurea
(tra triennali, magistrali, a ciclo unico e specialistici), diversi
dipartimenti efficienti, centro linguistico, 170 aule e il più grande sistema
bibliotecario del Mezzogiorno. Il suo primato dimostra che la gerarchia
geografica non è più in mano alle tanto inflazionate grandi città italiane:
scompaiono dal podio Milano e Roma, resiste Torino, con le eccellenze del
Politecnico e dell´Università degli studi. Spesso, tra l´altro, proprio le
dislocazioni decentrate hanno spinto gli atenei a potenziare le connessioni
telematiche-informatiche e a favorire la nascita di vere e proprie cittadelle
universitarie in grado di ospitare fuorisede e studenti che hanno difficoltà a
raggiungere le sedi principali. Quelli che in origine erano aspetti
penalizzanti si sono così trasformati in punti di forza. La rivincita dei
piccoli centri trova un´altra grande testimonianza nell´università di Sassari
che è ritenuta dal Censis la migliore tra le università medie, quelle cioè che
hanno un numero di iscritti superiore ai 10mila e inferiore ai 20mila.
L´università sarda dimostra di essere in continua crescita: nel 2002 ha
arricchito la sua offerta formativa istituendo l´undicesima facoltà, quella di
Architettura. Tra i piccoli atenei (fino a 10mila iscritti) il migliore risulta
essere il campus di Camerino, ennesima riprova di come si riesce a studiare
meglio nei piccoli centri, dove la dimensione universitaria non rimane
circoscritta all´interno dell´ateneo ma pervade l´intera zona tanto da fargli
attribuire spesso una "personalità" da città universitaria:
tranquilla e piena di studenti. L´università degli Studi di Torino si rivela
infine la migliore tra i mega atenei (quelli che hanno oltre 40mila iscritti).
Il flusso migratorio verso la città della Fiat sembra non trovare mai fine: qui
ci si trasferisce ancora, classifiche del Censis alla mano, se si vuole
diventare ottimi ingegneri e progettisti, iscrivendosi al Politecnico, il
migliore in Italia.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Nord-Est sezione: EST data: 2009-07-01 - pag: 19 autore:
Avvocati. Appello dei legali del Triveneto al ministro
dell'Istruzione Gelmini «Nei
licei resti il diritto» Critiche anche per lo stop all'insegnamento di Economia
PADOVA Valeria Zanetti Avvocati triveneti preoccupati per il progetto di
riforma della scuola media superiore, al quale sta lavorando il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Secondo gli schemi attuativi del Miur, non ancora
definitivamente approvati, infatti, si prevede l'eliminazione dell'insegnamento
di "Diritto ed economia" in molti ordini di scuole ed in particolare
nei licei classici e scientifici, dove la materia era stata introdotta in
numerosi indirizzi sperimentali, per due ore settimanali e comunque solo nelle
classi del biennio. I legali di Nord-Est hanno dunque elaborato un documento
finalizzato a sensibilizzare le istituzioni scolastiche del territorio, gli
avvocatidi tutti i sedici Ordini triveneti, gli atenei per sollecitare una
presa di posizione comune. «L'obiettivo è di far condividere il nostro appello
il più diffusamente possibile e di raggiungere i parlamentari di Veneto,
Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Occorre far capire loro cosa non
va nel progetto, in modo da ottenere una revisione della scelta operata e
mantenere l'insegnamento del diritto e dell'economia nei licei. Ci sono ancora
i tempi tecnici per intervenire sugli schemi attuativi», sottolinea Mauro
Pizzigati, presidente dell'Unione triveneta dei consigli dell'Ordine degli
avvocati, promotore dell'iniziativa insieme al presidente dell'Ordine di
Verona, Carlo Trentini. «L'appello ai parlamentari sulla riforma della scuola
rientra nell'ambito delle azioni promosse dagli avvocati triveneti, non
strettamente collegate alla professione, ma aperte all'intervento sui temi
culturali, proposti dalla società civile», chiarisce il presidente dell'Unione.
«La bozza di riforma – illustra il documento appena elaborato – prevede infatti
l'eliminazione dell'insegnamento del diritto, al cui posto verrebbe inserita
una nuova materia denominata " Cittadinanza e Costituzione", ridotta
ad un'ora settimanale e attribuita, anziché agli insegnanti di discipline
giuridiche ed economiche, agli insegnanti di storia, geografia e studi sociali
». Con il rischio, secondo gli avvocati nordestini, di tornare alla vecchia
Educazione civica, «materia spesso assai trascurata se non del tutto
dimenticata, salvo eccezioni di alcuni, pochi, lodevoli insegnanti di storia»,
prosegue l'appello.Una materia che comunque risulta solo complementare
all'insegnamento del diritto, non sostitutiva. «Secondo noi la soppressione
dell'insegnamento di diritto ed economia comporterebbe un oggettivo
impoverimento del patrimonio culturale indispensabile per la formazione di
giovani che aspirano alla completezza della preparazione offerta dalla scuola
media superiore, ed in particolare dalla frequenza ai licei», aggiunge
Pizzigati. «Oltretutto – ribadisce – si fa un gran parlare di orientamento ai
percorsi didattici e di studio post diploma senza tenere in considerazione che,
tagliando le ore di diritto e di economia, gli studenti completeranno l'iter
formativo di studi superiori e si troveranno a dover scegliere che facoltà
frequentare, senza aver mai avuto alcuna conoscenza di importanti materie di
indirizzo». La carenza impedirà insomma ai neo diplomati in uscita dai licei di
formarsi un'idea e una consapevolezza sull'oggetto ed il metodo di studio
necessari ad affrontare facoltà come giurisprudenza, economia, scienze
politiche, che probabilmente, se la riforma non sarà ritoccata, saranno scelte
solo in base ad una valutazione sugli sbocchi professionali che, si ipotizza,
potranno offrire dopo il conseguimento della laurea. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Mauro Pizzigati PRESIDENTE UNIONE TRIVENETA Il rischio. Un impoverimento della
formazione dei giovani che non avranno modo di conoscere materie utili al
momento della scelta della facoltà universitaria
( da "Corriere della Sera" del
01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Economia data: 01/07/2009 -
pag: 33 Intervista L'amministratore delegato della casa di Segrate: va difeso
il valore di ciò che produciamo. L'ex numero uno si occuperà delle strategie
Costa: una nuova squadra per l'editoria dell'era digitale Mondadori libri, lascia
Ferrari. Arrivano Cavallero e Baravalle MILANO «La carta stampata, periodica e
quotidiana, è stata forse colta di sorpresa dalla rivoluzione digitale.
Soprattutto non ha fatto abbastanza per difendere il suo 'value for money'; e
cioè quanto valore è capace di dare ai propri clienti. Riuscire a ricostruire
un meccanismo deteriorato non sarà facile. Discorso profondamente diverso per i
libri. Libri che, nonostante la crisi stanno andando bene, nel nostro caso
molto bene, con una redditività attorno al 20%: spesso doppia dei nostri
concorrenti internazionali come ad esempio Pearson e Hachette. Gli editori
devono però prepararsi a un forte cambiamento di scenario, legato più che alla
crisi economica all'innovazione tecnologica. Che questa poi abbia le forme del
Kindle di Amazon o di un Sony e-reader è difficile dirlo. Di sicuro è il
momento di cambiare». Maurizio Costa, vicepresidente e amministratore delegato
del gruppo Mondadori, è da dodici anni alla guida della casa editrice e
confessa: «Non avevo mai visto una crisi simile e una così forte discontinuità
tecnologica», racconta dal suo ufficio d'angolo al quinto piano del Palazzo
Niemeyer a Segrate. E' per questo che a partire dal gennaio del 2010 sarà
rivista l'intera struttura del settore librario della casa editrice, con la
costituzione di due nuove direzioni generali, affidate a due manager interni:
Riccardo Cavallero (oggi amministratore delegato di Random House Mondadori in
Spagna) e Antonio Baravalle (ex amministratore delegato di Alfa Romeo, da due anni
all'Einaudi con analogo incarico). Gian Arturo Ferrari, attuale capo della
divisione libri, lascerà i ruoli operativi per dedicarsi, lavorando a fianco di
Costa, a compiti più marcatamente strategici e istituzionali. Chris Anderson,
autore di «The Long Tail» nel suo libro appena uscito «Free» si dice convinto
del fatto che tutte le attività «composte di idee» subiranno una fortissima
pressione al ribasso sui prezzi avvicinandosi al free, al gratuito. «Mi
sembrano teorie azzardate. Che ci sia uno scenario difficile, critico è
innegabile. Ma che questo non possa generare nuovi modelli di business mi pare
eccessivo ». D'accordo, ma nell'attesa l'aumento del peso di Google, Yahoo,
integratori via Internet di notizie, Amazon, siti letterari di autoproduzione, il
mestiere dell'editore pare andare verso l'estinzione perlomeno nelle forme nel
quale lo conosciamo. «A mio parere la vera domanda che dovrebbe farmi è: ma un
editore oggi che mestiere fa?» E quindi: un editore oggi che mestiere fa? «Le
rispondo con le parole di un signore che se ne intendeva e che ritengo ancora
valide: Valentino Bompiani. Diceva: un editore è quello che stampa i libri? No,
lo fa il tipografo. E' quello che li vende? No, sono le librerie. Li
distribuisce? Anche qui la risposta è no: c'è il distributore. Li scrive?
Nemmeno, sono gli autori a farlo. E allora? Ebbene l'editore fa tutto il resto.
Vale a dire seleziona i contenuti, acquisisce grandi autori e individua nuovi
talenti, li promuove e li propone al pubblico in modo che vengano letti e
apprezzati, con un brand riconosciuto che è quello di una casa editrice». Ma
Larry Page e Sergey Brin di Google così come Jeff Bezos di Amazon stanno
mescolando ben bene le carte sul tavolo. Il primo paga diritti d'autore su
libri per renderli scaricabili gratuitamente, il secondo è un intermediario dal
ruolo crescente... «Non credo che però vogliano fare il mestiere dell'editore.
Un conto è l'apparecchiatura tramite la quale si leggeranno libri, o il modo in
cui li compreremo, magari scaricandoli da un pc, o servendoci di supporti di
diversa natura siano carta o digitali; un altro è l'attività propria di un
editore». Sarà pur vero ma a giudicare dai margini decrescenti il futuro è
perlomeno in bilico. «Certo, i margini saranno sotto pressione e le esigenze
dei lettori crescenti. Questo significherà che dovremo adeguare in termini di
efficienza le redazioni dei periodici così come quelle dei libri, entrambe
dovranno adeguarsi a un mondo fatto di una combinazione tra carta e tecnologia
digitale. Questa è una condizione necessaria, ma mi lasci dire, non
sufficiente». E come si sopravviverà in un mondo dove quando va bene si è
sempre meno disposti a pagare per i contenuti, quando va male si viene piratati
senza tanti complimenti? «Abbiamo ben presente i danni inferti all'industria
musicale da Internet. In tempi non sospetti tutto quello che potevamo
esternalizzare lo abbiamo fatto a cominciare dal 'printing'. Ma tagliare i
costi non basta: serve una visione strategica. La cosa stimolante di questo
periodo è che la crescita della richiesta di informazione, contenuti e
intrattenimento è in aumento. E' vero, i periodici stanno pagando il fatto di
essere in una morsa tra contrazione degli investimenti pubblicitari e
discontinuità tecnologica. E anche lì si tratta di fare delle scelte, taglio
dei costi ma anche una combinazione di carta e digitale. Per quanto riguarda i
libri invece la pressione è inferiore. E la Mondadori grazie a una quota di
mercato del 30% e a un'alta redditività può fare scelte innovative e di lungo
periodo». Tutti parlano di innovazione... «Noi la faremo». E come? Il
professore del Mit Joe Jacobson, inventore dell'e-ink la tecnologia del Kindle,
paragona la nostra era a quella del dopo Gutenberg dove può accadere di tutto.
«Intanto la categoria dei libri va spezzata in due: da una parte l'editoria di
autore che seleziona, acquisisce e valorizza appunto gli autori; dall'altra
un'editoria di progetto dove comprendere ad esempio la produzione scolastica. E sono convinto che il ministro Gelmini abbia ragione quando dice che il digitale sarà fondamentale per
lo studio di domani. Sono due settori che seguono logiche diverse e quindi da
presidiare in modi differenti ». Ma più o meno è sempre stato così... «Avevamo
un'unica divisione, che negli anni ci ha dato grande soddisfazione e forte
crescita. Dal gennaio del 2010 avremo però due direttori generali: uno
per i libri d'autore, Riccardo Cavallero, l'altro, Antonio Baravalle, per i
libri di creazione. Due manager 45enni con un fortissimo background: Cavallero,
dopo una precedente responsabilità in Mondadori Libri, ha brillantemente
gestito per 8 anni la nostra joint venture Random House Mondadori portandola a
essere un editore leader nel mercato dei libri di lingua spagnola. Baravalle,
dopo un percorso professionale di grande rilievo al di fuori del settore
editoriale, è entrato nel nostro Gruppo in qualità di ammini-- stratore
delegato di Einaudi, carica che ha ricoperto con successo e che manterrà anche
nel nuovo assetto organizzativo. Per me è motivo di grande soddisfazione la
loro crescita dall'interno nel nostro gruppo». E Gian Arturo Ferrari che in
questi anni è stata l'anima dei libri Mondadori? «Starà qui al mio fianco. Avrà
un ruolo istituzionale e strategico. La sua esperienza e capacità riconosciuta
a livello internazionale sarà fondamentale per la Mondadori per capire le
strategie culturali ma anche quelle di prospettiva di business. Per capire come
combinare il mondo fisico della carta e quello liquido degli e-book. Per
sfruttare il grande vantaggio dei libri che, a differenza di quotidiani e
periodici, avranno più tempo per far capire l'enorme valore che c'è dietro
l'acquisto di prodotti di un brand che si chiami Mondadori o Corriere della
Sera ». \\ Amazon, Google o Yahoo hanno il loro ruolo, ma non vogliono fare gli
editori Daniele Manca
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del
01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESE - CAMPANIA data:
2009-07-01 - pag: 6 autore: Aerospazio. Dopo Campania, Puglia e Piemonte ha
aderito anche la Lombardia Il metadistretto si espande Il polo oggi conta 500
aziende e 8 miliardi di fatturato MILANO Marco Ferrando I primi a salire sono
stati Campania, Piemonte e Puglia, ma ora che il treno del metadistretto
italiano dell'aerospazio ha preso a viaggiare come si deve, anche la Lombardia
è pronta a farne parte. La notizia è arrivata nei giorni scorsi al salone
parigino di Le Bourget, dove insieme ai rappresentanti delle tre regioni fondatrici
era presente anche l'assessore regionale alle Infrastrutture della giunta
Formigoni, Raffaele Cattaneo: «Anche se la Lombardia arriva per ultima – ha
dichiarato – non vuol dire che finora sia stata distratta alle crescenti
sinergie del settore, sia a livello territoriale, con i singoli distretti in
fase di costituzione, che su scala nazionale con il progetto del
metadistretto». L'ingresso della Lombardia porterà in dote all'aggregazione
nazionale – formalmente costituita nel settembre scorso a Torino, durante una
convention Finmeccanica – qualcosa come 220 aziende, 13mila addetti e un volume
d'affari di 3,5 miliardi l'anno. Un contributo significativo, che consentirà al
metadistretto nazionale di raggiungere le 500 aziende totali, i 39.500 addetti
e gli 8,1 miliardi di fatturato annuo, cifre ancora lontane da quelle di Tolosa
(oltre 10 miliardi) ma intanto superiori alle Midlands inglesi, uno dei
competitor di riferimento a livello di distretti europei. Intanto, dal Sud si
preme sull'acceleratore. «Senza dubbio il metadistretto rappresenta un'enorme
opportunità », ha dichiarato sempre a Le Bourget Nicola Mazzocca, assessore
campano a Innovazione e rircerca, senza tuttavia nascondere che ci sarà anche
«una certa complessità da gestire». «Credo che l'importante –ha evidenziato –
sia partire con un progetto del tutto nuovo che nasca da zero, nel quale
concordare insieme quale possa essere il contributo di ogni regione a livello
di competenze industriali e di ricerca». Tra i partner ormai certi anche la Puglia,
a Parigi rappresentata dal presidente del distretto, Giuseppe Acierno: «Nel
settore abbiamo fatto molto in questi anni, ma i margini di un'ulteriore
crescita sono notevoli. Soprattutto se daremo spazio a nuove sinergie con altre
regioni », ha dichiarato. Da Bari, gli ha fatto ecco il vice presidente della
giunta regionale, Sandro Frisullo: «Grazie al metadistretto, l'aerospazio
pugliese – ha dichiarato in una nota – potrà essere ancora più forte
all'estero, dopo un 2008 che ha già visto aumentare l'export del 26% rispetto
all'anno precedente». Fuori discussione il pieno appoggio di Finmeccanica, che
non a caso ha ospitato all'interno del proprio stand la presentazione parigina
del metadistretto, ora il tema delicato (e decisivo) diventa quello dei fondi. «Possiamo
annunciare che grazie agli incentivi regionali nel 2009 sono stati programmati
in Puglia 252 milioni di investimenti che prenderanno avvio entro il prossimo
31 luglio», ha fatto sapere ancora Frisullo. D'altronde la Puglia, così come la
Campania, avrà dalla sua l'ampia torta delle risorse collegate al Pon; più
risicata la disponibilità di Piemonte e Lombardia, anche se in questo caso
un'inattesa apertura è arrivata dal ministero alla Ricerca, Maria Stella Gelmini. «Per noi la priorità rimane concentrare i fondi su
pochi progetti di qualità e di respiro nazionale –ha dichiarato il ministro di
passaggio al salone parigino –. In quest'ottica il metadistretto ci interessa e
contiamo di sostenerlo al Sud ma anche al Nord, ricorrendo ai fondi Fas a nostra
disposizione». Prossima scadenza la fine dell'estate, entro la quale «metteremo
a punto un progetto di trasferimento tecnologico comune a tutto il
metadistretto », ha anticipato il presidente del comitato promotore del
distretto piemontese, Mario Calderini. In pratica, si individueranno i 3-4
filoni di ricerca e innovazione su cui si concentreranno gli sforzi, e le
risorse. marco.ferrando@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA allepagg. 19
-22 La delibera della Campania sul distretto regionale
( da "Corriere della Sera" del
01-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data:
01/07/2009 - pag: 7 Mantova La commissione s'è accorta che aveva la media del
5,7 Stop alla maturità dopo gli scritti «Era stato ammesso per sbaglio» MANTOVA
È l'unico esaminando d'Italia a sapere già di non avercela fatta. Un primato
del quale Stefano Spaggiari, studente del liceo classico Virgilio di Mantova,
avrebbe fatto volentieri a meno. Invece, venerdì scorso, dopo aver già
affrontato tema di italiano e versione di latino, ha saputo di essere stato
ammesso alla maturità «per sbaglio ». La sua media era infatti, seppur di poco,
inferiore al 6: 5,75 a essere precisi. E la Gelmini, sul punto, era stata
chiarissima: niente ammissione per chi non arriva al sei come media fra tutte
le materie, voto in condotta compreso. E, allora, di chi è la colpa del
pasticcio? «È stata riscontrata un'irregolarità si limita a dire Francesca
Bianchessi, ispettrice per gli esami di Stato a Mantova e sul caso è stato
interpellato il ministero. La risposta è stata quella comunicata
dall'istituto allo studente». Niente media del 6, niente maturità, appunto. Ma
non si poteva evitare al povero Stefano almeno lo stress dei due scritti
inutili e il sogno infranto a metà dell'opera? Forse sì. Perché, stando alle
voci di corridoio, Carmelisa Saviola, presidente (esterno) della commissione
d'esame, appena ricevuto gli incartamenti, un paio di giorni prima del via agli
scritti, aveva segnalato l'anomalia al preside Giuseppe Montecchio. Ma la
risposta sarebbe stata, più o meno, che il consiglio di classe riteneva di non
dover essere un semplice notaio che procede a colpi di calcolatrice e decimali.
Insomma, al Virgilio pensavano ci potesse essere un margine di discrezionalità.
E, nel caso di Stefano, il consiglio di classe riteneva ci fossero fondati
motivi per ammetterlo nonostante la media matematica non raggiungesse il sei. A
quel punto, a Carmelisa Saviola non è rimasto altro che interpellare il
ministero. E la risposta, comunicata tramite l'ispettrice Bianchessi, è stata
che la media del 6 è requisito indispensabile, senza se e senza ma. Stando così
le cose, il liceale ha poche speranze di ricorso. Magari, se si trova un buon
avvocato, ne ha di più di ottenere un risarcimento per danni (volete mettere lo
stress, le nottatacce e il trauma della mazzata imprevista?). Probabile, però,
che in questo momento non abbia voglia né dell'uno, né dell'altro. In fondo, lo
diceva anche la versione di Cicerone: iracundia repudianda est. Luca Angelini
( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Interni "Inviterò ancora il premier a
cena" Il giudice Mazzella: Silvio, noi oggetto di barbarie. Bagarre alla
Camera Di Pietro attacca governo e giudice del lodo Alfano: "Come la
P2". E Bondi reagisce ROMA - Di Pietro, alla Camera, ne chiede le
dimissioni, assieme a quelle del suo collega della Consulta Paolo Maria
Napolitano e del Guardasigilli Alfano, ma l´alto giudice Luigi Mazzella per
tutta risposta scrive al premier e gli dice: «Caro Silvio ti inviterò ancora».
Alla famosa cena di metà maggio a casa di Mazzella, confermata dal ministro per
il Rapporti col Parlamento Elio Vito, in cui si ritrovarono il Cavaliere,
Alfano, Letta, i presidenti delle commissioni Affari costituzionali di Camera e
Senato Bruno e Vizzini. Per parlare di una bozza di riforma della giustizia
scritta dal medesimo Mazzella. Il giudice, ex Psi, ex ministro della Funzione
pubblica con Berlusconi, va in collera: «Molti miei attuali colleghi ed emeriti
della Corte hanno sempre ricevuto nelle loro case, come è giusto che sia, alte
personalità dello Stato e potrei farne un elenco chilometrico». L´Idv, il primo
partito a reagire scandalizzato per la cena tra il premier e i due giudici
della Corte che il 6 ottobre deciderà sul lodo Alfano (la legge fatta dallo
stesso Berlusconi per bloccare tutti i suoi processi), considera Mazzella «reo
confesso» e si appella al capo dello Stato e al presidente della Consulta
perché intervengano «su un fatto grave che mortifica credibilità, sacralità e
autonomia della Corte». Con un´interpellanza urgente la cena arriva in
Parlamento. Dove lo scontro tra Di Pietro e il centrodestra è inevitabile.
Nell´ora morta del question time Di Pietro scandisce: «Non si saprà mai se la
decisione sul lodo Alfano sarà il frutto di un´autonoma scelta della Consulta o
della riunione carbonara e piduista tra i due giudici e il premier
pluri-inquisito». Vito, Maria Stella Gelmini, Sandro Bondi guardano il vice
presidente di turno Buttiglione sperando in un intervento. Niente da fare.
Replica Vito che conferma l´incontro «conviviale» con tanto di mogli. Di Pietro
insiste sulle dimissioni. Bondi si scatena: «è solo lei che infanga l´Italia,
si vergogni». E ancora «vergogna, vergogna». Gli danno man forte
Salvatore Cicu («Come si può permettere di usare questi termini?») e Roberto
Tortoli («Sei l´unico reo confesso qua dentro»). Di Pietro in Transatlantico
conferma: «In casi simili i giudici ordinari devono astenersi e possono essere
ricusati. Quello di Mazzella è solo un atto di superficialità o piuttosto la
precisa volontà di calpestare etica e diritto?». La Pd Anna Finocchiaro non ha
dubbi: «Non sta bene invitare a casa propria qualcuno sul quale si è chiamati a
decidere. Un magistrato della Consulta non dovrebbe mai farlo». La attaccano
due del Pdl, Stracquadanio e Fasano, parlando di un suo pranzo con un giudice
della Corte. Tre ore dopo esplode Mazzella. Una lettera a Berlusconi inviata in
copia all´Ansa. «Ritengo in buona fede di essere un uomo libero in un paese
ancora libero e di avere il diritto umano di invitare a casa mia un amico di
vecchia data quale tu sei», cioè Berlusconi. La cena non gli pare «un
misfatto». Ne farà ancora. E scrive: «Caro Silvio, quella non era la prima
volta che venivi a casa mia e non sarà neanche l´ultima fino al momento in cui
un nuovo totalitarismo malauguratamente dovesse privarci delle nostre libertà
personali». (l. mi.)
( da "Repubblica, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Torino Gravi disagi per i pendolari. Il
leader Carbonari: "Pensiamo ai morti di Viareggio ma anche qui andiamo
malissimo" Tagli sui bidelli, molte scuole a rischio Problemi tecnici a
Settimo: 15 convogli soppressi, ritardi di 70 minuti
Appello bipartisan al ministro Gelmini: salvate i piccoli istituti Torino-Milano, pomeriggio da incubo
L´assessore Borioli chiede a Trenitalia più risorse per la manutenzione della
rete Difficoltà anche per gli insegnanti: prevista la riduzione di altri 580
maestre e prof LORENZA PLEUTERI Le prime parole, accorate, sono per le persone
morte nella strage di Viareggio, per i feriti, per la gente che ha perso
la casa. «Siamo sconvolti per quello che è avvenuto nella cittadina toscana -
ripete Cesare Carbonari, leader del Comitato spontaneo pendolari Torino Milano
- Quando ci sono delle vittime, tutte le volte ci diciamo che devono essere le
ultime. Adesso lo devono essere davvero». In confronto ciò che è successo di
nuovo sulle linee ferroviarie piemontese è niente. Ma anche quello di ieri,
relativizzando tutto, è stato un pomeriggio no per pendolari e passeggeri in
viaggio tra Piemonte e Lombardia. Una quindicina di treni soppressi. Venti
convogli in ritardo, con sforamenti fino a 70 minuti sulla tabella di marcia originaria.
Attese inutili. Trasbordi. Carrozze strapiene. Intorno alle 14.30, tra Settimo
Torinese e Brandizzo si sono sovrapposti due problemi tecnici. La sostituzione
di un cavo elettrico aereo di alimentazione è stata più complessa del previsto.
E, in contemporanea, si sono registrate disfunzioni sugli apparati di controllo
della circolazione, i dispositivi che regolano segnali, scambi, distanziamenti
dei treni. Per rimettere tutto a posto è stato necessario cancellare una serie
di corse e si è creato l´effetto "tappo", stop and go e ritardi a
catena. «Abbiamo contattato la regione - racconta Carbonari, il portavoce dei
viaggiatori abituali - e siamo riusciti ad ottenere che l´Eurostar in arrivo da
Trieste facesse due fermate supplementari, a Santhià e Chivasso, per agevolare
chi era rimasto a terra». Poi, a partire dalle 17.02, la situazione è tornata
alla normalità. «Con cadenza preoccupante - è il commento dell´assessore
regionale ai Trasporti, Daniele Borioli - registriamo intere mezze giornate di
blocchi delle linee con gravi disagi per i pendolari, oltretutto su una delle
tratte più importanti del nord Italia. Quando il blocco del funzionamento di
linee aeree e dei sistemi elettrici si verificano con una frequenza pari a
quella rilevata in Piemonte - dice sempre l´assessore - non si può che
constatare come anni di mancati investimenti statali inizino a mostrare con i
risultati». Ergo, «è improcrastinabile da parte del governo un´iniezione
sostanziosa di risorse per la manutenzione della rete: se si vuole dare
credibilità ai grandi progetti, bisogna che lo Stato investa le risorse
necessarie per rendere affidabile l´esistente».
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
02-07-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 di NICOLETTA TEMPERA SONO 7.725
i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell&#... di NICOLETTA TEMPERA SONO
7.725 i lavoratori che, nei primi cinque mesi dell'anno, sono entrati in cassa
integrazione o mobilità. Il dato, relativo alle Province di Ascoli e Fermo, è
stato estrapolato dalla Cisl che ha fornito tutti i numeri' di una crisi che,
nel Piceno, sembra non voler arrestarsi. Nel corso del 2009 le aziende che
hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali sono state, in totale, 291: 189
nella nuova provincia di Fermo e 102 nel territorio ascolano. Significativo
come, a fronte di una preponderanza di aziende fermane in crisi, il numero dei
cassintegrati ascolani (4.890) sia molto superiore a quello dei cugini fermani
(2.835): un fatto che può essere spiegato analizzando la tipologia delle
imprese diffuse nei rispettivi territori. A Fermo, infatti, delle 189 aziende che
hanno attivato le procedure per cassa integrazione o mobilità ben 84 sono
imprese artigiane (dei 2.835 lavoratori interessati 2.065 sono impiegati nel
settore calzaturiero), mentre ad Ascoli è il settore metalmeccanico (3.218
dipendenti a spasso') quello più in difficoltà. «Nel primo trimestre del 2009
ha spiegato il segretario provinciale della Cisl Antonio Angelini 1.259
aziende, solo nella nuova provincia di Ascoli, hanno cessato la propria
attività a fronte delle 725 nuove nate: il saldo negativo, per la prima volta
ha quindi superato il positivo. Le richieste di cassa integrazione hanno visto
un incremento del 128%, mentre la mobilità (e quindi i licenziamenti) sono
aumentati del 111% rispetto allo stesso periodo del 2008». Una situazione
drammatica, quindi che si rispecchia nelle 1.117 domande presentate nel 2009
per accedere al fondo di solidarietà (un contributo mensile di 200 euro per chi
ha perso il lavoro, ndr) messo a disposizione dalla Regione per le famiglie in
difficoltà. «DI FRONTE a questi numeri ha detto ancora Angelini c'è bisogno di
una risposta concreta che deve arrivare da una sinergia che dovrà essere
attivata tra le istituzioni (e quindi Comune, Provincia e Regione), le
organizzazioni sindacali e le stesse aziende che gravitano sul territorio. Come
Cisl sproneremo le istituzioni, in particolare, ad accelerare i tempi per la
realizzazione di grandi progetti come la riconversione della Carbon, a
stringere l'accordo per la reindustrializzazione dell'area del Tronto tra le
Province di Ascoli e Teramo e a risolvere il problema della ex cartiera». PAOLA
FEDERICI, segretaria Ust della Cisl, ha invece puntato l'attenzione sul
problema occupazionale nel mondo della scuola, a seguito dei «danni prodotti dalla Riforma Gelmini. Saranno 59, quest'anno, i docenti a tempo indeterminato che
rimarranno senza sede. I supplenti, invece, non vedranno rinnovato affatto il
proprio contratto». Altro punto dolente, infine, quello dei lavoratori precari:
«I dati approssimativi conclude Angelini parlano di 500 assunzioni in meno,
rispetto allo scorsa estate, per il settore commerciale. In generale, però, la
stima è molto maggiore: tra contratti a termine non rinnovati e assunzioni
mancate, i precari che rimarranno a piedi sono circa 3mila»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data:
2009-07-02 - pag: 19 autore: L'INIZIATIVA Pronti a offrire un teatro per
l'Aquila L'avevano annunciato ad aprile, durante il Salone del mobile di
Milano: Cosmit, insieme a FederlegnoArredo e a Made, si sarebbe fatto carico
della costruzione di un importante edificio all'Aquila, progettato da un grande
architetto in materiale antisismico, a partire dal legno lamellare. «Qualcosa
che lasci il segno e che possa diventare anche un richiamo per i turisti»,
aveva detto Carlo Guglielmi, presidente del Cosmit. La prima idea era stata una
casa per gli studenti, poi però il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini ha
fatto sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta è
fatta: sarà un teatro tutto nuovo, che verrà offerto alla città terremotata. Il
progetto è stato affidato all'architetto Mario Cucinella, il legno farà la
parte del leone. «è una scelta – spiega Guglielmi – che vuole avere
anche un forte contenuto culturale». C. J. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA pag. 14 Giudici a cena con Berlusconi Urla e
insulti alla Camera Di Pietro: «Incontro piduista». Mazzella: «Barbarie
fascista, lo rifarei» di UGO BONASI ROMA DI PIETRO e il Pd hanno messo sotto
accusa il ministro della Giustizia Alfano e due giudici della Corte
costituzionale perchè ai primi di maggio si sono trovati a cena,
nell'abitazione di uno dei due alti magistrati, Luigi Mazzella, con Silvio
Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e il senatore del Pdl Carlo
Vizzini. Per il leader dell'Idv, che ieri alla Camera ha chiesto le dimissioni
del ministro e dei due giudici, i convitati avrebbero discusso del lodo Alfano
sul quale la Corte dovrà pronunciarsi il 6 ottobre. E' stata una «cena
carbonara e piduista ed è stata compromessa la credibilità della Corte» ha
tuonato a Montecitorio Di Pietro che poi ha chiesto l'intervento del presidente
della Consulta e dello stesso Napolitano. In serata il giudice Manzella ha reso
pubblica una lettera «all'amico di vecchia data Silvio Berlusconi», nella quale
riconduce la cena (alla quale erano presenti quasi tutte le mogli degli ospiti)
a un tradizionale incontro tra loro, così come hanno fatto aggiunge «con alte
personalità, molti miei attuali ed emeriti colleghi della Corte: potrei fartene
un elenco chilometrico». DI PIETRO in Aula ha accusato Berlusconi e Alfano di
aver «infangato la sacralità della Corte che vediamo totalmente minata». Motivi
sufficienti, per lui, perchè i due giudici commensali del premier «si astengano
da decisioni che lo riguardino». Dopo la lettera di Manzella, l'ha definito
«reo confesso» e ha ricordato che in casi simili i magistrati ordinari «possono
essere ricusati». Per Di Pietro è un «caso abnorme e lo stesso Manzella non può
non capirlo»: la premessa per chiedere se è «stato solo un atto di
superficilità o la precisa volontà di calpestare etica e diritto». Le accuse
del leader dell'Idv hanno fatto perdere la calma al ministro Sandro Bondi che,
prima di lasciare l'Aula, gli ha urlato «Vergognati, vergognati», sostenuto dalla collega Gelmini. Anche il Pd ha chiosato la lettera del giudice Mazzella. «Non
sta decisamente bene invitare a casa propria una persona sulla quale si dovrà
decidere: sarò anche incivile, ma la penso così», ha detto Anna Finocchiaro. Ma
alcuni parlamentari Pdl le hanno provocatoriamente chiesto «se solo la sinistra
può incontrare membri della Consulta», aggiungendo di sapere di «pranzi»
della stessa Finocchiaro con giudici della Consulta: «Pranzi sì e cene no? Così
il galateo istituzionale è salvo!», hanno ironizzato. E' TOCCATO al ministro
Elio Vito assicurare a Di Pietro che l'incontro non ha trattato in alcun modo
temi nell'agenda della Consulta, nè la riforma della Giustizia, anche perchè la
Corte «giudica solo eventuali controversie». Vito ha confermato che la cena c'è
stata ai primi di maggio, un mese e mezzo prima del 26 giugno, quando il
presidente della Corte ha fissato al 6 ottobre la discussione sul lodo Alfano.
E il Pdl Quagliariello ha ricordato che la Corte «non è un tribunale chiamato a
pronunciarsi su Berlusconi». Il capogruppo Cicchitto ipotizza che quello
provocato dalla sinistra sia un polverone per spingere la Consulta a bocciare
il lodo Alfano, un «tentativo di delegittimazione, un'interferenza». Capezzone
fa ironia pesante, chiedendosi se Di Pietro «non voglia arrestare i giudici
della Consulta che non gli piacciono e creare nel Paese tensioni forti e
gravi». Poi, fa un appello alle «personalità più responsabili di ogni
schieramento per preservare le istituzioni». Ma il Pd, pur con toni diversi da
Di Pietro, con Tenaglia e Ferranti ha parlato di «cena inopportuna che mina
l'imparzialità della Corte». Nella sua lettera aperta («Per non subire
ulteriori accuse») a Berlusconi, il giudice Mazzella ironizza, ma non troppo,
sul clima da Stato di polizia, sulla «barbarie» che ci circonda e definisce
«fantasiose» le ricostrizione delle conversazioni di quella sera di maggio.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
I COMMENTI pag. 10 PER COMMINARE una sanzione a un
insegnante dello Stato occorre attivare, come per... PER COMMINARE una sanzione
a un insegnante dello Stato occorre attivare, come per tutti i dipendenti
pubblici, un procedimento disciplinare. Una fase del procedimento consiste nel
richiedere un parere «obbligatorio e vincolante» alle commissioni disciplinari
del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione per gli insegnanti degli
Istituti di 2° grado o dei Consigli Scolastici Provinciali per i docenti degli
altri gradi d'istruzione. I citati organismi furono riordinati nel 1974 per
favorire «la partecipazione», allora di moda. I loro componenti, eletti
prevalentemente su liste sindacali, devono essere rinnovati ogni 3 anni. Quelli
attualmente in carica sono stati eletti nel 1996. Nel frattempo molti
insegnanti sono andati in pensione o si sono trasferiti in altre province, i
genitori non hanno più i figli a scuola e hanno perduto il titolo di
rappresentanza. Quando è stato possibile si è proceduto alla loro sostituzione
con i non eletti presenti nelle liste del '96 ma, di fatto, i consigli oggi
sono simulacri della partecipazione e monumenti dell'inefficienza burocratica.
Eppure le loro decisioni vincolano i procedimenti disciplinari a carico dei
docenti italiani. L'assenza, l'incompletezza o l'errata composizione della
commissione rende il procedimento nullo. Un dirigente del Miur ha recentemente
scritto su "Tuttoscuola" che per avviare oggi un procedimento
disciplinare occorre essere temerari. In 13 anni si sono succeduti tanti
Governi, con diversa maggioranza, ma questa Babele non ha trovato soluzione.
Nessuno reclama. Se sono organi inutili vanno soppressi; se sono utili si
rinnovino per dare un senso alla democrazia ed efficienza all'amministrazione.
Il Consiglio Nazionale, abrogato nel 1999 per far posto al
Consiglio Superiore (mai attivato) è accusato dal Ministro Gelmini di «fare solo politica e
sindacalismo contrario a qualsiasi forma di cambiamento». In fin dei conti
costituisce l'unico elemento di continuità che caratterizza la scuola italiana:
«l'immobilismo prorogato».
( da "Corriere della Sera" del
02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Terza Pagina data: 02/07/2009
- pag: 41 Progetti «Passa parola»: la promozione della lettura punta su spot e
musica Questo lo slogan: «Leggere è il cibo della mente. Passa parola». La
campagna di comunicazione istituzionale per la promozione della lettura (voluta
dalla Presidenza del Consiglio e presentata ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario Paolo Bonaiuti e dai ministri Sandro Bondi e
Mariastella Gelmini)
punterà proprio su questo slogan: un investimento complessivo di 2,4 milioni di
euro da dividere tra spot radio e tv, una «campagna stampa» e manifesti. A fare
da colonna sonora, nello spot tv, la musica di Giovanni Allevi. Tra le
iniziative presentate ieri anche una «Giornata della promozione della lettura»
e l'apertura, il 3 agosto, del Centro per la promozione del libro nel
Castello di Moncalieri, alle porte di Torino.
( da "SaluteEuropa.it" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
02/07/2009 Cani avvelenati a Paternò: sottosegretario
Martini interviene sull'ennesimo grave caso di violenze avvenuto in Sicilia In
relazione ai gravi episodi di violenza a danno di cani verificatisi a Paternò
(Catania) negli scorsi giorni, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini
ha dichiarato: "Non passa purtroppo settimana o addirittura giorno senza
che arrivino notizie e segnalazioni di incredibili maltrattamenti, sevizie,
avvelenamenti di massa di cani randagi o, nel peggiore dei casi, di aggressioni
anche mortali agli stessi. Le colpe del drammatico fenomeno del randagismo in
Sicilia non sono certo dell'Assessore alla Sanità Massimo Russo, da poco al
governo della sanità siciliana, ma degli amministratori locali che a distanza
di anni non riescono (o non vogliono) debellare un problema praticamente
superato in altre regioni d'Italia. Mi chiedo come mai quei poveri cani
avvelenati fossero vaganti sul territorio e non ospitati in appositi rifugi o
canili. Il Sindaco risponda, invii dati e documentazione sul randagismo nel suo
Comune agli organi regionali competenti, spieghi senza nascondersi dietro falsi
alibi. E' a conoscenza il Sindaco della nuova ordinanza ministeriale in materia
di esche killer da me emanata? Applichi subito i protocolli previsti per la
sicurezza dei cittadini, bambini ed altri cani (randagi e non) e fauna
selvatica che potrebbero rimanere colpiti da questo vergognoso reato che
purtroppo sta ormai diventando un'abitudine in Sicilia, avvii indagini per
scoprire i delinquenti autori degli avvelenamenti. L'invito è rivolto a tutti i
sindaci di comuni dove sono avvenuti recentemente episodi analoghi. Ho timore
che qualcuno abbia pensato di risolvere il problema del randagismo non
accudendo, raccogliendo, curando gli animali del territorio, ma uccidendoli
tutti, come accade in alcuni paesi sottosviluppati. Esistono delle Leggi,
chiare e precise, che gli amministratori, gli assessori regionali e la
veterinaria pubblica devono rispettare. Il caso di alcuni veterinari della Asl
di Ragusa (luogo tristemente famoso all'opinione pubblica nazionale per il
tragico episodio del bambino ucciso da un branco di randagi senza nessun controllo)
ne è una dimostrazione. Richiedo quindi all'Assessore Russo, persona di
spessore che stimo, di proseguire con il cammino intrapreso insieme al
Ministero ed alla sottoscritta per cercare di risolvere un problema che sta
oramai esplodendo in tutta la sua drammaticità nel meridione a causa del totale
menefreghismo e della noncuranza su queste materie di alcuni primi cittadini e
del governo precedente. "Bacchetti" quando necessario i sindaci
inadempienti, li esorti a costruire strutture adeguate per randagi degne di
tale nome e li mandi in alcune regioni italiane, dove il rapporto uomo-animale
ed il benessere animale sono sicuramente ad un livello più avanzato, per
imparare a gestire il fenomeno. Ho incontrato più di una volta in quest'ultimo
periodo numerose associazioni animaliste che mi hanno denunciato la più totale
mancanza di collaborazione con enti ed istituzioni locali, anzi spesso con
ostacolo da parte degli stessi. Anche su questo è necessario intervenire.
Un'ultima riflessione: dato che questi incivili atti
vengono purtroppo compiuti da cittadini, sarebbe forse opportuno avviare
un'opera di educazione e di informazione che, partendo dai primi anni di
scuola, riesca finalmente a diffondere una cultura di rispetto dell'ambiente e
di chi vi vive, compresi ovviamente gli animali. Ne parlerò con il Ministro Gelmini."
( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
In Corte d'Assise è cominciato il processo a carico di
Umberto Briganti Uccise il «paciere», ma lui parla di legittima difesa
«Baglioni? Sì, è nostro ospite da alcuni giorni. Arrivato di mattina, ha
trovato la struttura molto bella, si è soffermato a vedere Ortigia per almeno
cinque minuti e ha poi cenato a lume di candela con sua moglie. C'è anche il
suo staff, naturalmente, mentre ieri ha passato una giornata di mare e si sta
rilassando». Giuseppe La Spina, proprietario del Grand hotel Minareto, svela
alcuni momenti delle giornate tipo di Claudio Baglioni. Stasera l'artista
romano sarà in città per un concerto, ma Siracusa sarebbe già entrata nel cuore
del musicista architetto. «L'impressione che sta avendo della città
bisognerebbe chiederla a lui - prosegue La Spina - ma mi sembra che sia
soddisfatto. Il trattamento che riserviamo a questa categoria di vip riguarda i
servizi, diamo il massimo delle aspettative. Questi personaggi non cercano lo
sconto, ma l'efficienza, noi dobbiamo fornirla a un costo equo». Tanto che
Baglioni alloggia in una suite on vista su Ortigia, a strapiombo sull'acqua,
con un prezzo che si aggira sugli 800 euro al giorno. Lascerà il capoluogo
oggi, al termine del concerto. Baglioni non sarà l'unico vip presente al Grand
hotel Minareto in questa estate che si è appena iniziata, pare che abbiano già
prenotato alcuni ministri del Governo Berlusconi (la Gelmini su tutti), oltre a deputati e
senatori. Ma La Spina non smentisce e non conferma e sul possibile arrivo del
miliardario russo Roman Abrahmovic, dice: «Potrebbe essere, ha già avuto alcuni
contatti con il nostro staff. Una ulteriore conferma che la struttura sta
avendo il successo che merita e che i vip l'hanno già scoperta e apprezzata».
l.s
( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
La cena fra giudici e Cavaliere: nuovo scontro sul Lodo
Alfano Roma. «Un incontro conviviale» organizzato dal giudice della Consulta
Luigi Mazzella (nella foto) nella prima metà di maggio e cioè «prima che la
Consulta fissasse al 6 ottobre la data di inizio della sua discussione sul Lodo
Alfano». Il ministro per i Rapporti col Parlamento Elio Vito liquidà così, in
Aula alla Camera, la vicenda della cena svelata da «L'Espresso» tra i due
giudici costituzionali Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, il premier
Silvio Berlusconi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni
Letta, il Guardasigilli Angelino Alfano e il presidente della commissione
Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini. Con «consorti». Il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, chiede le dimissioni del ministro e dei due
«giudici spregiudicati». Ad ottobre l'Alta Corte dovrà pronunciarsi sul Lodo
Alfano (la legge che impedisce di processare le quattro più alte cariche dello
Stato tra cui il presidente del Consiglio) e «non si saprà mai - è l'allarme di
Di Pietro - se la decisione presa sarà il frutto di un'autonoma scelta della
Consulta o della «riunione carbonara e piduista» tra i due giudici e il
premier. Il tono usato da Di Pietro piace poco a Elio Vito e ad altri due
ministri: quello della Scuola Mariastella Gelmini e della Cultura Sandro Bondi.
Quest' ultimo si alza e grida più volte a Di Pietro: »Vergognati! Vergognati!«.
Poi, ancora gridando e accompagnato dai commessi, lascia l'Aula per protesta.
Il centrodestra prende le difese del premier. Ma ad alzare la voce più di tutti
è Luigi Mazzella, il giudice promotore della cena. L'alto togato, ex
Psi, ex ministro di Berlusconi, già capo di gabinetto di Gianfranco Fini e
dell'allora ministro Francesco De Lorenzo, scrive infatti una lettera aperta al
premier che comincia così: «Caro Silvio, ti inviterò ancora...». Non pago della
polemica sollevata, Mazzella, assicura al premier, «amico di vecchia data, che
la cena a casa sua tanto criticata dal centrosinistra non è stata la prima e
non sarà certo l'ultima, almeno fino a quando un nuovo totalitarismo dovesse
privarci delle nostre libertà personali». E, dopo aver spiegato di essersi
deciso a scrivere questa missiva anche perchè dubita del fatto «che le pratiche
dell'Ovra (la polizia segreta di Mussolini, ndr) siano cessate con la caduta
del fascismo», chiama in causa i suoi colleghi. «Molti miei colleghi della
Consulta hanno sempre ricevuto nelle loro case alte personalità dello Stato e
potrei fartene un elenco chilometrico». Quindi Mazzella, non solo respinge ogni
accusa, ma difende la libertà di invitare a cena «un amico stimato». Con buona
pace di quei parlamentari che, come il presidente dei senatori Pd Anna
Finocchiaro, definiscono «gravissimo» il fatto che un giudice ceni con colui
sul quale dovrà giudicare. Anna Laura Bussa
( da "Sicilia, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
Rettori pronti a lavorare insieme per lo sviluppo
didattico utilizzando risorse e metodologie innovative La Rete degli Atenei del
Meridione ora è realtà, ecco le strategie La Rete degli Atenei del Meridione
(Ram) è una realtà. I rettori delle università del Sud, riuniti per il convegno
"Università e sviluppo del Mezzogiorno," hanno dimostrato di essere
pronti a lavorare insieme per un percorso di autoriforma dell'università che
porti ad una nuova politica di sviluppo del territorio meridionale. I rettori di
Reggio Calabria (Giovannini), Messina (Tomasello), Palermo (La Galla) ed Enna
(Andò) hanno sottolineato davanti ai rappresentanti dei sindacati, del mondo
dell'industria, del governo regionale il ruolo sociale delle università nella
trasmissione non solo di cultura, ma di valori democratici fondamentali per lo
sviluppo. Importanti gli impegni presi con la rete delle università del Sud sia
da parte dei rappresentanti del governo nazionale e regionale che da parte del
mondo dell'imprenditoria. L' iniziativa della Rete degli Atenei del Meridione
mette l'accento sul ruolo politico e strategico dell'università nella
possibilità di assistere lo sviluppo locale utilizzando risorse che devono
acquisire metodologie diverse per orientare verso politiche di condivisione
delle risorse stesso. La "Ram" si poggia su quattro punti ben
definiti: politico, università, giovani e impresa. Il convegno ha rappresentato
un'occasione per stigmatizzare i ritardi che, soprattutto in Sicilia, stanno
caratterizzando l'utilizzazione dei fondi strutturali 2007-2013 destinati
all'innovazione e alla definizione di strategie condivise tra mondo accademico
ed impresa. Forte ed unanime è stato l'appello a garantire sufficienti
finanziamenti, a livello nazionale e locale, del sistema universitario che,
soprattutto al Sud, è chiamato a svolgere un importante e fondamentale ruolo di
coesione sociale, di affermazione della legalità e di stimolo all'integrazione
euro-mediterranea. I rettori e il vice-presidente del Cun Siviero, presente
all'incontro, hanno condiviso la volontà del ministro Gelmini di introdurre, in tempi brevi,
una sostanziale riforma dell'università italiana ed hanno esposto le politiche
di cambiamento in corso negli Atenei meridionali. È emerso il dato di un
complessivo sottofinanziamento dell'alta formazione e della ricerca in Italia,
valutabile intorno all'1,1% del Pil contro l'1,7% della media europea;
questo parametro scende al di sotto dell'1% nelle regioni del Sud. Più di
qualche riserva è stata indirizzata all'attuale modello di valutazione della
qualità del sistema universitario, basato su parametri in parte non attuali e
in parte non attenti alle condizioni di contesto nel quale operano le
università. Riaffermando la concreta disponibilità a porre in essere processi
di autoriforma, gli atenei meridionali hanno conclusivamente condiviso
l'esigenza di operare in rete tra loro e in sinergia con le istituzioni
politiche e con il mondo imprenditoriale per favorire lo sviluppo locale. La
formazione dei giovani all'esercizio attivo e critico aggiunge valore al ruolo
delle università. Miglioramento di contesto sociale e pratica concreta della
legalità e della lealtà. Rete del sud come portatrice di dialogo paritario tra
le parti per creare le politiche vincenti per lo sviluppo locale nell'interesse
di quei giovani che vanno altrove ed altrove sono competitivi. Sottolineata in
diversi interventi la disponibilità del Ministro Gelmini
verso le istanze messe avanti dalla rete delle università meridionali. Nuova
questione meridionale che si coniuga con la necessità di uno scambio.
( da "Stampaweb, La" del 02-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Lo Stato, in particolare il ministero dellIstruzione, non può ridimensionare
la rete scolastica sul territorio perchè si tratta di una competenza delle
Regioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale
dichiarando parzialmente illegittime alcune norme del decreto sviluppo del
giugno 2008, quelle che realizzavano consistenti risparmi di spesa sulla scuola
a partire dal prossimo anno scolastico. Due i punti dichiarati incostituzionali
dai giudici della Consulta, alle prese con i ricorsi delle Regioni: lassegnazione al ministero
dellIstruzione del compito di definire criteri, tempi e modalità
per la determinazione e larticolazione dellazione di
ridimensionamento della rete scolasticà; e il fatto che anche
lo Stato, oltre a Regioni ed enti locali, possa nel caso di chiusura o accorpamento
degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli comuni, prevedere specifiche
misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti». La sentenza, depositata stasera in cancelleria e redatta dal
giudice Alfonso Quaranta, fa riferimento allarticolo 117 della Costituzione che
disciplina le competenze legislative di Stato e Regioni. I criteri di
definizione della rete scolastico hanno «una diretta
e immediata incidenza su situazioni strettamente legate alle varie realtà
territoriali e alle connesse esigenze socio-economiche di ciascun territorio,
che ben possono e devono essere apprezzate in sede regionale», osserva la
Corte. Le disposizioni in questione non possono essere «qualificate come norma generale
sullistruzionè» ma al contrario «invadono spazi riservati alla potestà
legislativa delle Regioni», sostiene la Consulta.
( da "Stampa, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
REGIONE. ASSESSORE SCRIVE AL MINISTRO
Sos scuola piemontese Tagli per 3500 posti Il Piemonte della scuola scrive al
ministro Gelmini e lancia
un Sos tagli. E' stato deciso al termine del summit convocato dall'assessore
all'Istruzione Gianna Pentenero sui temi della riforma scolastica. Vi hanno
preso parte i rappresentanti delle province piemontesi, dei comuni e comunità
montane e dell'Ufficio Scolastico Regionale. I partecipanti al tavolo,
indipendentemente dalla loro appartenenza politica, nel prendere atto dei dati
annunciati sui tagli previsti per il prossimo anno scolastico 2008-2009 (2510
docenti e 914 amministrativi in meno rispetto all'anno appena concluso), hanno
concordato, in assenza di interventi correttivi, sulla pericolosità
dell'effetto di questa riduzione di organico sulla tenuta del sistema
scolastico regionale. L'assessore Pentenero ha chiesto un incontro al ministro Gelmini per illustrare in concreto l'effetto dei
provvedimenti in termini di qualità e capillarità dell'offerta formativa e
«invitare il ministro - è scritto in una nota - a riconsiderare il tetto
imposto all'organico alla luce della situazione di emergenza che si sta
determinando. "L'impressione che abbiamo - precisa l'assessore Pentenero -
è che il ministro abbia imposto tagli orizzontali, senza curarsi di ascoltare
le ragioni di merito dei territori, prevaricando in questo modo le competenze
in fatto di offerta formativa e determinando conseguenze insostenibili per la
scuola. Chiederemo quindi di limitare l'entità della riduzione di organico
prevista per il prossimo anno scolastico rimodulando i tagli annunciati per il
triennio».
( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 23 - Cronaca Bocciati i tagli
della Gelmini la Consulta:
riforma illegittima No agli accorpamenti scolastici. Il ministro: rilievi
marginali L´Alta Corte ha detto no anche alla chiusura delle mini-scuole:
compito regionale SALVO INTRAVAIA Dopo il Tar del Lazio, anche la Corte
Costituzionale boccia un pezzo della Riforma Gelmini. Con l´attesissima sentenza depositata ieri in tarda
serata, l´Alta Corte ha ricusato i provvedimenti del governo sull´accorpamento
degli istituti e la chiusura delle miniscuole. I giudici della Consulta
ritengono che la gestione della rete scolastica sia di competenza delle Regioni
e hanno, quindi, bocciato due punti dell´articolo 64 del decreto legge 112 del
mese di giugno del 2008: la cosiddetta Finanziaria estiva predisposta
dall´esecutivo, che dà al ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini la possibilità di riformare l´intero sistema
formativo italiano con una serie di Regolamenti ministeriali. Sono due i punti
contestati dai giudici costituzionali: la definizione tramite regolamento
ministeriale di criteri, tempi e modalità per dimensionare la rete scolastica e
l´attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti
locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o
accorpamento di scuole nei piccoli comuni. "è una vittoria delle Regioni -
commenta a caldo Mariangela Bastico, responsabile scuola per il Partito
democratico - che hanno il riconoscimento pieno della loro competenza in
materia di rete scolastica. La Gelmini, tanto per
intenderci, non può chiudere scuole - continua la Bastico - con un regolamento».
Ma il ministro la pensa diversamente. «Posto che è stata riconosciuta la
legittimità costituzionale dell´impianto complessivo della riforma, va
precisato che a proposito delle due disposizioni di cui è stata affermata
l´incostituzionalità - ha osservato il ministro - nessuno dei provvedimenti
attuativi dell´articolo 64 si fonda su di esse». «Per questo - ha concluso la Gelmini - i punti giudicati incostituzionali sono da
ritenersi marginali e da tempo superati». In sostanza, pare di capire, il taglio
di 133 mila posti in tre anni colpirà ugualmente la scuola italiana. Sulla
chiusura delle scuole nei piccoli comuni, meno di un anno fa (ad ottobre del
2008) regioni e governo andarono allo scontro: allorché, con una norma
introdotta alla chetichella in un decreto legge sulla sanità, l´esecutivo
esautorava le regioni inadempienti in tema di accorpamento e chiusura di
piccoli plessi. Anche perché nel 2001 la riforma del titolo quinto della
Costituzione riscrisse l´articolo 117, affidando allo Stato la competenza
esclusiva su norme di carattere generale ma affidando, come materia di
legislazione concorrente, l´Istruzione alle regioni. In quella occasione, il
governo fu costretto ad una clamorosa marcia indietro e in sede di conversione
del decreto legge (a dicembre 2008) alleggerì i toni del provvedimento, che
venne comunque mantenuto. Così, otto regioni (Piemonte, Emilia Romagna,
Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia) si rivolsero alla Corte
costituzionale che ieri ha detto la parola fine: la rete scolastica è di
competenza regionale. Che fine farà il regolamento sulla rete scolastica
pubblicato in gazzetta proprio due giorni fa? Avrà ripercussioni, anche
politiche, sulla riforma della scuola messa in cantiere dal governo. Intanto,
dopo il dietro front sull´Inglese potenziato alla scuola media - bocciato dal
Tar Lazio - i sindacati contestano gli ulteriori tagli agli organici. Tagli che
a settembre priveranno le scuole di 57 mila unità di personale. «Anche la Corte
si è resa conto che questa riforma ubbidisce soltanto alla logica dei numeri»,
chiosa Francesco Scrima, leader della Cisl scuola.
( da "Repubblica, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Interni BREVIARIO Il Quirinale: "La
Consulta è autonoma" Il giudice Napolitano: "Noi intimiditi". Il
presidente Amirante: "Abbassare i toni" Invito formale al silenzio da
parte del presidente: "Decideremo con imparzialità" ROMA - Alle 17 e
45 il presidente della Consulta Francesco Amirante fa quello che tutti, dentro
e fuori il palazzo, giudici attuali e passati, si aspettano che faccia, un
invito formale al silenzio, perché la Corte torni subito a essere quello che è
sempre stata, un santuario delle leggi, dove non sono ammesse, senza che ci sia
bisogno di metterlo per iscritto, né dichiarazioni né protagonismi. è una
bacchettata ai due giudici, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, che non
solo sono andati a cena con Berlusconi, il Guardasigilli, il sottosegretario
Letta e due presidenti di commissioni parlamentari Vizzini e Bruno alla vigilia
della discussione sul lodo Alfano, ma ne rivendicano pure il pieno diritto.
Poche righe, ma di grande sostanza, quelle di Amirante: «Ho accolto e accolgo
l´invito a tutti rivolto a non contribuire ad alzare i toni del dibattito
pubblico. La Corte, nella sua collegialità, deciderà, come ha sempre fatto, in
serenità, e con imparzialità e obiettività, le questioni sottoposte al suo
esame». Giusto come ha appena fatto per la legge sui tagli
alla scuola della Gelmini
dichiarandone le norme in parte illegittime. E come farà, è chiaro il
riferimento di Amirante, sul lodo Alfano, quando la questione, il 6 ottobre,
arriverà in agenda. Amirante s´interfaccia con il Quirinale, perché «ancora una
volta da lì viene la giusta indicazione di quali debbano essere i rapporti tra
le istituzioni». Di prima mattina era stato proprio il Colle a rimettere
nei giusti binari istituzionali la partita della cena. Davanti alle insistenze
di Antonio Di Pietro, che sui giornali reclamava a voce altissima un suo
immediato intervento «per ridare sacralità alla Corte», Napolitano aveva fatto
rispondere con poche righe informali per dire che la richiesta «non aveva
fondamento istituzionale» perché se il presidente della Repubblica dovesse
intervenire su quello della Corte imponendogli una linea di comportamento ciò
si risolverebbe «in un´interferenza nella sua sfera di insindacabile
autonomia». E dunque spettava ad Amirante parlare. Mentre aumentavano le
proteste veicolate dai blogger. Soprattutto quando anche Paolo Maria
Napolitano, il giudice ospite a casa Mazzella, attacca Di Pietro. Un passato di
alto funzionario del Senato e poi di capo di gabinetto di Fini, il giudice
eletto nel 2006 dalle Camere, segue le orme di Mazzella, la tesi «a casa mia
invito chi voglio, soprattutto amici di vecchia data come Berlusconi». Di più
ha detto l´ex ministro: «Caro Silvio, l´ho fatto e lo rifarò ancora». Ed ecco
che Napolitano si scaglia contro Di Pietro: «Il suo é un tentativo di
intimidazione». Le reazioni contro la cena? «Spropositate e violente». Dice
l´alto giudice: «Qual è la contestazione? Essere andato a cena col presidente
del Consiglio in carica? Ma noi non giudichiamo mica il premier, ma le leggi.
Di tutte le leggi ci sono coloro che ne beneficiano e coloro che vengono
danneggiati da certe pronunce, ma è un effetto indiretto». Peccato che il lodo
Alfano sia stato fatto solo per Berlusconi e si applichi solo a lui. Nessun
paragone con i magistrati: «Uno di noi non è un giudice ordinario e non fa
parte dell´ordine giudiziario. Basta leggersi la Costituzione». Di Pietro
replica a stretto giro: «Non può fare lo gnorri, facendo finta di non capire,
ma non può pensare che tutti gli altri siano fessi». Il lodo Alfano, chiosa
l´ex pm, non è una legge come le altre, e quindi Mazzella e Napolitano, che
hanno messo in piazza il loro rapporto con il premier, adesso devono andarsene.
(l.mi.)
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
LETTERE E COMMENTI pag. 35 FRA le numerose brutte notizie
che giornali e televisioni ci dispensano quotidianamente, una... FRA le
numerose brutte notizie che giornali e televisioni ci dispensano
quotidianamente, una mi ha reso felice, e precisamente quella che ci sono stati
quasi 30.000 non ammessi all'esame di maturità che si svolge in questi giorni.
Non voglio sembrare cattivo ma l'idea che finalmente
vengono puniti i bulli che importunano compagni ed insegnanti e danneggiano
scuole e materiali didattici e che venga ammesso all'esame chi veramente studia
e si comporta bene, mi dà la speranza che in futuro ci saranno più giovani
capaci ed educati. Forse la cura della tanto bistrattata Gelmini comincia a dare i suoi frutti.
Vittorio Boari, Bologna
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 14 Bimbi e adulti si passano la parola «La
lettura è il cibo per la mente» Campagna della Presidenza del Consiglio:
«Diffondiamo libri e giornali» di P.F. DE ROBERTIS ROMA I LIBRI e i giornali.
La lettura, amica, compagna, maestra. «Cibo per la mente», dice il Governo che
con questo slogan ha presentato una insolita ma proprio per questo stimolante
campagna che avrà la lettura come protagonista. Una campagna nuova annunciata dai ministri Mariastella Gelmini e Sandro Bondi, oltre che dal sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Paolo Bonaiuti che però trova le radici (e al tempo stesso
rilancia) in qualcosa che già esiste, e che molti ormai conoscono. «Voglio
sottolineare ha spiegato il titolare dell'Istruzione l'importanza delle lettura
non solo dei libri ma anche dei giornali e dei quotidiani, e per questo
ricordo il successo di iniziative come Quotidiano in classe', che nel corso del
tempo ha avvicinato alla lettura dei giornali migliaia e miglia di ragazzi».
Quotidiano in classe, ricordiamolo, è la grande iniziativa che da anni porta
avanti l'Osservatorio Giovani editori di Andrea Ceccherini, con il sostegno dei
maggiori gruppi editoriali italiani tra i quali la Poligrafici editoriale che
edita Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Osservatorio che nel tempo
ha avuto notevoli riconoscimenti, tra tutti quello di essere ricevuto al
Quirinale dal Capo dello Stato. IL SOTTOGRETARIO Bonaiuti, presentando
l'iniziativa (nella quale l'Esecutivo investirà oltre due milioni di euro), ha
ha spiegato che la campagna si articolerà in due fasi: il lancio di uno spot su
televisioni, radio e internet e inserzioni sulla carta stampata, che promuove
la lettura; la seconda che prevede un protocollo di intesa tra i ministeri
della Cultura e dell'Istruzione per promuovere una serie di iniziative nelle
scuole, al termine delle quali la presidenza del Consiglio realizzerà la
campagna vincitrice. Non solo: verrà lanciato anche un concorso per il miglior
giornalino' scolastico e verrà chiesto ai giornali di distribuirlo in edicola.
IL GOVERNO non si ferma però qui, e intende coinvolgere sempre più i giornali,
quelli «veri», quelli che troviamo in edicola tutti i giorni. Le parole di
apprezzamento del ministro Gelmini a proposito
dell'esperienza del Quotidiano in classe sono illuminanti. E si ricollegano a
quanto era emerso nelle scorse settimane a Bagnaia, nel corso dell'ultima
grande convention tenutasi nella tenuta toscana, alla quale aveva preso parte
il gotha dell'editoria italiana, il convegno «Crescere tra le righe». Proprio a
Bagnaia il sottogretario Paolo Bonaiuti aveva lanciato l'idea di allargare
ancora di più l'esperienza di Quotidiano in classe, in modo da riuscire a
«garantire» la lettura di un giornale a tutti gli studenti italiani, con un
abbonamento della durata di sei mesi a un quotidiano a scelta. Un'idea cui il
Governo intendeva dar seguito a partire dal 2010, e che non è assolutamente
tramontata. Anzi, che a sentire l'apprezzamento del ministro Gelmini,
pare proprio in via di realizzazione. Ovvia la soddisfazione di Andrea
Ceccherini. «Siamo orgogliosi che le istituzioni del paese abbiano voluto dare
un segnale forte nella direzione in cui da nove anni a questa parte abbiamo
sempre operato: invitare i giovani a leggere, nella convinzione che leggere non
serve solo a leggere ma soprattutto a pensare. E pensare in una democrazia non
è certo un esercizio superfluo. E' un esercizio essenziale».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
BREVI pag. 17 La Consulta boccia la Gelmini «Illegittimi tagli e
accorpamenti» SCUOLA I GIUDICI COSTITUZIONALI: TRAVALICATI I POTERI DI COMUNI E
REGIONI ROMA La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le
norme sui tagli' alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal
2009-2010. I giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo
di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi
contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati
bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri,
tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche
allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure
necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole
nei piccoli comuni. La sentenza n. 200, scritta dal giudice Quaranta, è stata
depositata ieri sera in cancelleria. La Corte ha dichiarato l'illegittimità
costituzionale dell'articolo 64, comma 4, lettera f bis ed f ter, del decreto
sullo sviluppo economico, convertito in legge con modifiche nell'agosto 2008.
Per la Corte, infatti, solo in questi due punti mentre tutte le altre
contestazioni mosse da otto Regioni sono state dichiarate inammissibili,
infondate o superate da nuove norme è stato violato l'articolo 117 della
Costituzione sulla potesta' legislativa dello Stato e delle Regioni sulla base
delle modifiche apportate dalla riforma del titolo V della Costituzione nel
2001. Le motivazioni della lunga sentenza (38 pagine) fissano per la prima
volta importanti paletti nel riparto delle competenze tra Stato e Regioni in
fatto di istruzione. «Il sistema generale dell'istruzione, per sua stessa
natura, riveste carattere nazionale scrive la Consulta , non essendo
ipotizzabile che esso si fondi su una autonoma iniziativa legislativa delle
Regioni, limitata solo dall'osservanza dei principi fondamentali fissati dallo
Stato, con inevitabili differenziazioni che in nessun caso potrebbero essere
giustificabili sul piano della stessa logica. Si tratta, dunque, di conciliare,
da un lato, basilari esigenze di uniformità' di disciplina della materia su
tutto il territorio nazionale, e viene aggiunto dall'altro, esigenze
autonomistiche che, sul piano locale-territoriale, possono trovare
soddisfazione mediante l'esercizio di scelte programmatiche e gestionali
rilevanti soltanto nell'ambito del territorio di ciascuna Regione». «Prendo
atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale,
posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto
complessivo dell'articolo 64 del Dl. 112/2008 ha dichiarato il ministro Gelmini . Per quanto riguarda specificamente le due
disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità va precisato che
nessuno dei provvedimenti attuativi del menzionato articolo 64 si fonda su di
esse e che in particolare per quel che riguarda il dimensionamento nei piccoli
Comuni la norma dichiarata incostituzionale risulta superata dall'articolo 3
del Dl. 154/20082. Per quel che riguarda invece criteri, tempi e modalità per
ridimensionare la rete scolastica «si era già proceduto a trovare un accordo
sul nella conferenza Stato-Regioni-Enti locali. Per questo i punti giudicati
incostituzionali sono da ritenersi marginali e da tempo superati».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-07-03 - pag: 1
autore: PANORAMA Viareggio, 19 morti Le Fs bloccano i vagoni della Gatx Il
conto delle vittime della sciagura di Viareggio è salito ieri a 19 con la
scomparsa di un'anziana; solo 4 i corpi identificati con certezza. Oggi il
governo vara lo stato di emergenza. Il procuratore di Lucca, Aldo Cicala, ha
precisato che la responsabilità della tragedia non è solo della ruggine:
probabile la rottura di un componente meccanico. Le Fs, infine, hanno bloccato
i vagoni della Gatx. u pagina 22 Berlusconi al test del G-8: «Tutto fila come previsto»
Nuovo sopralluogo (è il sedicesimo) del premier Silvio Berlusconi all'Aquila
per il G-8. Berlusconi ha fatto visita all'ospedale San Salvatore: «Speriamo
che non ci siano incidenti». u pagina 15 Amirante: Alta Corte imparziale sul
lodo Alfano «La Consulta sarà imparziale sul lodo Alfano». Così il presidente
Francesco Amirante dopo le polemiche sulla cena giudici-premier. Napolitano: il
capo dello Stato non interviene sulla Corte. u pagina 17 Scuola: la Consulta
«rimanda» la riforma La Corte costituzionale boccia alcune
norme della riforma Gelmini:
a decidere i criteri e le modalità di riorganizzazione del sistema scolastico
dovranno essere regioni ed enti locali. u pagina 33 Morto a 85 anni Lucio
Rondelli è morto ieri all'età di 85 anni Lucio Rondelli, per vent'anni
amministratore delegato del Credito italiano e poi presidente di UniCredit,
a lungo consigliere di Mediobanca. u pagina 13 Tiziano Scarpa vince il Premio
Strega Tiziano Scarpa è il vincitore della 63esima edizione del Premio Strega:
il suo romanzo «Stabat Mater» (Einaudi) ha prevalso di un solo voto su «Il
bambino che sognava la fine del mondo» di Antonio Scurati.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data:
2009-07-03 - pag: 12 autore: Scuola e ricerca Chi paga il prezzo del merito? di
Giacomo Vaciago S empre più spesso anche in Italia si auspica la meritocrazia
e, a tal fine, si propone che il sistema scolastico italiano si fondi
«sull'autonomia e su una più efficace capacità di valutazione». L'ha
sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e ha subito
dichiarato di condividerlo il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini. Ma siamo davvero
sicuri che, al di là dell'accordo di principio, vi sia anche condivisione sulle
caratteristiche che ciò dovrebbe avere in concreto; e siamo davvero consapevoli
del significato "rivoluzionario" che avrebbero in Italia delle serie
valutazioni utili anche a produrre meritocrazia? Per accertare tutto
ciò, ricordiamo cosa significhi nei paesi dove questi princìpi trovano
applicazione da più tempo, cioè nei paesi del Nord Europa. Tre aspetti meritano
di essere sottolineati. Il primo riguarda la necessità che un efficace sistema
di valutazione di un istituto scolastico sia anzitutto valutazione
dell'apprendimento dei suoi studenti. Ovviamente non potrà essere affidata ai
loro stessi insegnanti, se anch'essi devono essere in questo modo valutati.
Perciò, ad esempio, gli esami finali in Inghilterra sono sempre giudicati da
commissioni composte da docenti diversi da quelli che hanno preparato gli
studenti. In Italia, siamo pronti ad accettare un sistema così rigoroso (e
costoso!), valido per ogni livello di scuola? Il secondo aspetto, in parte
connesso al precedente, è che gli esami sono sempre svolti come prove scritte,
e corretti in modo anonimo. Il vestito dello studente, il suo genere, come ogni
altra caratteristica che riguardi l'apparenza, sono tutti aspetti irrilevanti
se gli esami sono sempre solo scritti e corretti in modo anonimo. Quanti sono
attualmente in Italia gli esempi di un modo così serio e rigoroso di fare gli
esami, dalle elementari su su fino all'università? Il terzo e ultimo aspetto,
anch'esso essenziale se davvero si vuol parlare di meritocrazia, è che la
votazione sia sempre di tipo ordinale (primo, secondo ecc.) e non di tipo
cardinale ( sei, sette, otto ecc.). In altre parole, la valutazione deve
manifestare l'elemento di competizione che è intrinseco in un sistema
meritocratico, e che è necessario se la serietà dell'esame deve essere un
valore condiviso. Per inciso,a livello universitario ciò significa un solo
appello di esami una volta all'anno come è in tutti i paesi normali! Per
riassumere, se davvero parlamento e governo decidessero che nei prossimi anni
dovremmo passare dall'attuale sistema scolastico che è sostanzialmente di
qualità casuale - dove cioè il meglio e il peggio possono convivere anche nello
stesso istituto, anche nella stessa aula - a un sistema di qualità che sia
invece esplicitamente valutata e cer-tificata, è chiaro che poi il lavoro da
fare per realizzare ciò sarebbe tantissimo (e costoso!). D'altra parte,è
inutile parlare di meritocrazia e di valutazione se i due aspetti non vengono
strettamente connessi, come è nei sistemi scolastici migliori che
caratterizzano i paesi del Nord Europa. © RIPRODUZIONE RISERVATA GLI
INSEGNAMENTI DAL NORD EUROPA Valutazioni rigorose – con prove scritte e
corrette in modo anonimo – e commissioni esterne sono costose ma eliminano
privilegi consolidati
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-03 -
pag: 33 autore: Istruzione. Stop al Dl 112/08 Censura parziale dalla Consulta
per i tagli alla scuola Marco Bellinazzo ROMA Dovranno
essere regioni ed enti locali ad attuare il cuore della riforma Gelmini e a ridimensionare la rete
scolastica. Lo ha sancito la Corte costituzionale bocciando ieri (con la
sentenza n. 200) due passaggi del decreto voluto dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini
(contenuti per la precisione nelle lettere f-bis) e f-ter) dell'articolo 64,
comma 4, del decreto legge n. 112 del 2008, entrambe aggiunte dalla
legge di conversione n. 133). Nello stesso giorno, però, in una sorta di corto
circuito normativo, è stato pubblicato nella «Gazzetta Ufficiale» n. 151 il Dpr
datato 20 marzo 2009 n. 81 con cui il Governo dà attuazione alla
«riorganizzazione della rete scolastica e al razionale ed efficace utilizzo
delle risorse umane». Secondo il ministro Gelmini
l'impatto della sentenza n. 200, che ha salvato in ogni caso l'impianto
complessivo del riordino operativo dal prossimo anno scolastico, è marginale:
«Nessuno dei provvedimenti attuativi dell'articolo 64 si fonda su di esse – si
legge in una nota del ministero diffusa in serata – e in particolare per quel
che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni la norma dichiarata
incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/08. Mentre per
quel che riguarda tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era
già proceduto a trovare un accordo nella Conferenza Stato-regioni-enti locali».
Nel dettaglio le censure della Consulta si sono concentrate sulla definizione
di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica e sulla
potestà di definire le misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla
chiusura o dall'accorpamento di scuole nei piccoli comuni. Secondo i giudici
costituzionali questi profili della riforma – in virtù della divisione delle
competenze legislative fra Stato e Regioni – non possono essere disciplinati da
Roma, ma devono essere le realtà locali a provvedere in base alle effettive
esigenze del territorio. «La definizione di criteri, tempi e modalità per la
determinazione e l'articolazione dell'azione di ridimensionamento della rete
scolastica ha un'immediata incidenza sulle esigenze socio-economiche di ciascun
territorio che ben possono e devono essere apprezzate in sede regionale –
osserva la Corte – con la precisazione che non possono venire in rilievo
aspetti che ridondino sulla qualità dell'offerta formativa e, dunque, sulla
didattica». Così come spetta a Regioni ed enti locali la facoltà «di prevedere
misure volte a ridurre il disagio degli utenti del servizio scolastico, proprio
per l'impatto che tali eventi hanno sulle comunità insediate nel territorio».
Dichiarate incostituzionali le lettere f-bis) e f-ter) del comma 4
dell'articolo 64, perciò, dovrà essere verificato ora quali parti del Dpr 81/09
immediatamente riconducibili ai rilievi accolti dalla Corte saranno travolti.
Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, «la
pronuncia sembra confermare gli interrogativi e i problemi che le Regioni hanno
sollevato in questi mesi». © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-03 -
pag: 33 autore: A Palazzo Chigi Università: oggi primo sì per l'Anvur ROMA
Potrebbe essere un giorno decisivo per l'Agenzia nazionale di valutazione del
sistema universitario e della ricerca (Anvur). Oltre a emanare il Dpcm che
proclamerà lo stato d'emergenza per Viareggio, colpita dal disastro di lunedì
scorso, il Consiglio dei ministri dovrebbe dare l'ok preliminare allo schema di
regolamento elaborato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini. L'Anvur andrà a
sostituire il Cnvisu (la cui scadenza è stata prorogata al 31 dicembre 2009 a
opera del Dl 78 anti- crisi) e dovrà promuovere, come stabilisce l'articolo 2
del regolamento, «la cultura della qualità e del merito operando in coerenza
con le migliori prassi di valutazione dei risultati a livello internazionale e
in base ai principi di autonomia, imparzialità, professionalità,
trasparenza e pubblicità degli atti». E cioè valutare le performance degli
atenei in modo da individuare quelli "virtuosi" a cui il decreto
180/08 destina il 7% del finanziamento statale. Ma anche proporre al ministro i
requisiti per l'istituzione di nuove università o sedi distaccate e
l'attivazione di corsi di studio, master o scuole di specializzazione. Quanto
agli organi, l'agenziadi valutazione sarà formata da un presidente, un
consiglio direttivo di sette membri, un collegio dei revisori di tre componenti
e un direttore con mansioni gestionali. A cui si affiancheranno i 17
"suggeritori" del comitato consultivo. Fissati anche i dipendenti
(18, di cui tre dirigenti), così come i costi complessivi: 2,8 milioni di euro
l'anno di cui 2,3 per le spese del personale. Eu. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Corriere della Sera" del
03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 03/07/2009
- pag: 1 FERMARE LA FUGA DEI RICERCATORI IL MERITO DA PREMIARE di FRANCESCO
GIAVAZZI Q uando il direttore del Corriere mi ha chiesto di commentare la
lettera di Rita Clementi al Presidente Napolitano, stavo parlando con un
giovane collega che vive da anni negli Stati Uniti e insegna in una delle
migliori università di quel Paese: cercavo di convincerlo a rientrare,
accettando un'offerta della mia università. Non so se avremo fortuna, ma se
rientrasse non sarebbe il primo. Da un decennio alcune nostre università
riescono ad attrarre ricercatori che si sono affermati all'estero: nel campo
dell'economia i casi di maggior successo sono Salerno e Torino, ma ve ne sono
alcuni anche in altre discipline, soprattutto nelle scienze, come testimonia la
lettera del ricercatore dello Iov di Padova, Vincenzo Bronte, pubblicata ieri
dal Corriere. Purtroppo questa fortuna arride a pochi. Non
so se il ministro Gelmini
si rende conto di quanto deve amare il proprio Paese un ricercatore che decide
di lasciare università in cui l'unica gerarchia è quella determinata dai
risultati ottenuti nella ricerca, per venire in un mondo in cui, come scrive la
dott.ssa Clementi, spesso «la benevolenza dei propri referenti è una
variabile indipendente dalla qualità della ricerca ». Non dobbiamo sorprenderci
se alcuni coraggiosi, dopo essere tornati ripartono, anche dall'Istituto
Italiano di Tecnologia di Genova, che aveva suscitato tante speranze. Che fare
per trattenerli o per evitare, caso ancor più triste e amaro, che intelligenze
brillanti dopo 10-20 anni di eccellente ricerca siano costrette a cambiar
lavoro? Mi rivolgo a Lei, Signor Ministro: Lei può fare moltissimo. Scrive Rita
Clementi: «Un sistema anti-meritocratico danneggia non solo il singolo
ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione.
Una 'buona ricerca' aiuta a crescere; per questo motivo numerosi Stati europei
ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di
aumentare i finanziamenti per la ricerca. È sufficiente, anche in Italia,
incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà
interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i
migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di
potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo
privato e che così facendo distruggono la ricerca ». Da alcuni mesi il ministro
ha nel cassetto un disegno di legge di riforma dell'università che almeno nelle
versioni più coraggiose circolate sulla rete affronta molti dei mali che hanno
convinto Rita Clementi a partire. CONTINUA A PAGINA 29
( da "Corriere della Sera" del
03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/07/2009 -
pag: 29 La riforma Via libera al resto del «pacchetto» voluto dal ministro La
Consulta boccia i tagli delle piccole scuole «Decidono le Regioni». La Gelmini:
c'è l'accordo ROMA L'accorpamento o la chiusura di piccole scuole, anche se con
pochi iscritti, non può essere deciso dal ministro dell'Istruzione perché si
tratta di una competenza delle Regioni. Lo ha stabilito la Corte costituzionale
dichiarando illegittime alcune norme del decreto sullo Sviluppo del giugno
2008, contestato da prof e sindacati per gli interventi di
razionalizzazione nella scuola (accorpamento classi concorso, ridefinizione
programmi e orari, nuovi criteri formazione classi, maestro unico, revisione
degli organici). Un punto a favore dell'opposizione, che però deve incassare il
via libera della Corte ai principali aspetti della riforma Gelmini.
Il ricorso delle Regioni è scattato dopo che il ministero, con una norma, aveva
previsto la possibilità di sostituirsi agli enti territoriali nel caso che
questi non avessero garantito gli interventi di razionalizzazione, cioè la
chiusura delle scuole sottoutilizzate. In incontri successivi, alla Conferenza
Stato- Regioni, mentre il ricorso seguiva la sua strada, è stata raggiunta
un'intesa. La Gelmini e i governatori hanno deciso di
fissare entro il 2010 dei criteri sul dimensionamento della rete scolastica. E
sui futuri incontri peserà il parere della Consulta. I punti dichiarati
incostituzionali dai giudici, dopo i ricorsi delle Regioni, riguardano
l'assegnazione al ministero del compito di definire «criteri, tempi e modalità
per l'azione di ridimensionamento della rete scolastica» e il fatto che anche
lo Stato, oltre a Regioni ed enti locali, possa, «nel caso di chiusura o
accorpamento degli istituti scolastici nei piccoli comuni, prevedere specifiche
misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti». Nessun riferimento
ai «tagli» nella scuola, ma alle competenze in una materia concorrente. «Prendo
atto con soddisfazione delle decisioni assunte dalla Consulta ha detto il
ministro posto che è stata riconosciuta la legittimità costituzionale
dell'impianto complessivo dell'articolo 64 del Dl 112/2008. Per quanto riguarda
le due disposizioni di cui è stata affermata l'incostituzionalità, va osservato
che su criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica si era
già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato- Regioni-Enti
Locali». Per la senatrice Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd, la
decisione della Corte costituzionale «è una vittoria importante delle Regioni
che hanno ottenuto il riconoscimento della propria competenza in materia di
dimensionamento della rete scolastica». La sentenza, redatta dal giudice
Alfonso Quaranta, fa riferimento all'articolo 117 della Costituzione. «Il
sistema generale dell'istruzione riveste carattere nazionale scrive la Consulta
, non essendo ipotizzabile che si fondi su una autonoma iniziativa legislativa
delle Regioni, limitata solo dall'osservanza dei principi fondamentali fissati
dallo Stato, con inevitabili differenziazioni in nessun caso giustificabili sul
piano della stessa logica. Si tratta, dunque, di conciliare, da un lato,
basilari esigenze di uniformità di disciplina della materia su tutto il
territorio nazionale, e dall'altro, esigenze autonomistiche che, sul piano
locale, possono trovare soddisfazione mediante l'esercizio di scelte
programmatiche e gestionali rilevanti soltanto in ciascuna Regione». Ministro
Mariastella Gelmini in una primaria di Segrate (Emblema)
Giulio Benedetti
( da "Corriere della Sera" del
03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data: 03/07/2009 -
pag: 29 La campagna Gli spot per invitare a leggere di più con la musica di
Giovanni Allevi MILANO Metti, un libro sotto l'ombrellone. Ma anche un
giornale, una rivista. Pensieri su carta, per informarsi e sognare. Una buona
abitudine da trasmettere, con un «passaparola», a chi ci sta vicino: perché «la
lettura è il cibo della mente». Slogan e concetti intorno a cui si snoda la
campagna per la promozione della lettura, la cui prima fase partirà proprio
oggi: uno spot che intreccia le immagini alla musica di Giovanni Allevi (ceduta
a titolo gratuito), accompagnato da messaggi radio e inserzioni sulla carta
stampata. Un'iniziativa che, ha spiegato il sottosegretario all'editoria Paolo
Bonaiuti, «risponde a insistenti inviti» arrivati dal Parlamento e dalla
commissione cultura. E che andrà oltre la campagna, in programma fino al 26
luglio, con «un protocollo d'intesa» con i ministeri dell'Istruzione e della
Cultura, «per lanciare una giornata nazionale della lettura». Investimento
previsto: 2,4 milioni di euro. È stata Maria Stella Gelmini a ricostruire l'origine del
progetto, con la volontà «di coinvolgere le scuole, perché aumenti non solo il
numero di libri letti, ma anche di quotidiani. Abbiamo già un'iniziativa che ha
riscosso molto successo: il Quotidiano in Classe». Realizzato
dall'Osservatorio Giovani-Editori, più volte encomiato dal Quirinale, è stato
il progetto capofila in questa manovra condivisa di «riavvicinamento» dei
giovani alla lettura. Lo stesso Bonaiuti a maggio aveva «approfittato» del
convegno dell'Osservatorio, a Bagnaia, per rilanciare l'idea di un abbonamento
gratuito a un quotidiano a scelta, per 6 mesi, ai 18enni italiani. «Siamo
orgogliosi commenta il presidente dell'Osservatorio, Andrea Ceccherini che le
istituzioni abbiano voluto dare un segnale forte nella direzione in cui abbiamo
sempre operato: quella di invitare i giovani a leggere, nella convinzione che
leggere non serva solo a leggere ma soprattutto a pensare. E pensare, in una
democrazia, non può essere un esercizio superfluo, ma un esercizio essenziale».
A. Ceccherini Ga. Ja.
( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
I più temuti? I membri esterni maturità: le prime prove
orali All'uscita di scuola fra ansie e urli liberatori dopo l'ultima notte
passata sui libri a ripassare GLI ATTESI e temuti orali, ultimo capitolo degli
esami di maturità, sono iniziati tra ieri e oggi in diversi licei e istituti
tecnici genovesi. L'interrogazione finale, tenuta da professori interni ed
esterni, ha visto protagonisti i primi cinque ragazzi di ogni classe, arrivati
già nel primo mattino per ripassare gli ultimi appunti e prendere spunto dalle
altre interrogazioni. Tanta agitazione, l'urlo liberatorio di chi ha finito
senza problemi e anche qualche lacrima per chi è andato "nel
pallone". La maturità 2009, come emerge dai racconti dei protagonisti,
registra le solite reazioni e contestazioni. Qualche polemica per i membri
esterni troppo severi, tante occhiaie di chi ha passato la notte in bianco a
studiare, ma soprattutto i sorrisi e la felicità di chi, a esame finito, fa la
parodia a Vaporidis progettando già la notte dopo gli esami. «Effettivamente i
membri esterni ci sono andati un po' troppo pesante - racconta Umberto Serito
del liceo D'Oria, uno dei tanti ragazzi presenti per farsi un'idea - Una
ragazza è uscita in lacrime, le hanno chiesto "La crisi marocchina"?
Che roba è?». La severità dei membri esterni è stata tuttavia bilanciata dal
buonsenso e dalla comprensione di quelli interni, pronti a sostenere
nell'ultimo ostacolo i ragazzi che hanno seguito per tanti anni. «In molti ci
hanno dato una mano, anche usando un tono più rilassato per stemperare il clima
- spiega Luca Genovesi del liceo D'Oria - In fondo è normale che alcuni
professori tengano un atteggiamento più severo». La stessa tesi viene
confermata da Massimo Tumiati, studente del Vittorio Emanuele che dopo l'orale
ha la testa già proiettata alla festa. «Gli esterni sono l'ostacolo più grande,
fanno domande imprevedibili. Alla fine peròè andata bene e adesso posso
finalmente concentrarmi sulla festa». Alcuni studenti preferiscono invece
aspettare a far baldoria, mostrando solidarietà ai compagni ancora in ansia per
l'esame. «Non festeggeremo finchè non avremo finito tutti», spiega Lorenzo
Ruggiero, appena uscito dall'orale ma in attesa degli amici che devono ancora
farlo. E insieme ai maturandi erano presenti anche loro, gli
"infiltrati", studenti che avranno l'esame nei prossimi giorni ma che
hanno utilizzato la mattinata per farsi un'idea ottenendo risultati opposti:
alcuni hanno stemperato la tensione, altri l'hanno aumentata. «Sinceramente ora
che mi sono fatto un'idea sono più tranquillo. Ci sono alcune materie che mi
preoccupano di più ma ormai siamo alla stretta finale», racconta Marco Di Caro,
uno dei compagni che si aggiungeranno ai festeggiamenti di Lorenzo. «Io ho
l'esame l'undici luglio... Mancano ancora un po' di giorni ma l'ansia cresce.
Ho fatto un salto prima di ricorrere al metodo migliore per non pensarci:
andare al mare», aggiunge Francesca Bruzzone. Nonostante i consigli di andare a
dormire presto la sera prima dell'orale, la maggior parte dei ragazzi ha
preferito fare gli straordinari fino alle ore piccole per cercare di studiare
il più possibile nella speranza di colmare gli ultimi buchi di un vasto
programma. «Spero sia andata bene, ho risposto a gran parte delle domande e
nonostante la tanta agitazione sono riuscito a parlare - racconta Jonathan
Romero del Vittorio Emanuele - tuttavia ieri sera sono andato a letto all'una e
mezza perchè non riuscivo a dormire». Tra oggi e domani tutte le altre scuole
di Genova inizieranno gli orali, cinque ragazzi alla volta per interrogazioni
che in media sono durate circa un'ora. «La mia è durata poco di più, ma quando
le domande iniziano non ci si rende conto del tempo. Tutto sommato è andata
bene, sono contenta», aggiunge Elisa Calcagno del liceo Classico Colombo. Come
era prevedibile il numero di ammissioni ha sfiorato il cento per cento, la temuta linea dura preannunciata dalla Gelmini si è dimostrata essere più che
altro un richiamo alla serietà e all'impegno. «Da noi sono stati tutti ammessi
- puntualizza una raggiante Greta Umanità appena uscita dall'orale con un
sorriso contagioso - Mi sono tolta un peso, è una sensazione bellissima».
Matteo Politanò 03/07/2009 la curaspiaggiaIl rimedio contro l'ansia è il mare
FRANCESCA BRUZZONE Liceo D'Oria 03/07/2009 liberituttiAppena uscita ho urlato
di gioia GRETA UMANITà Liceo D'Oria 03/07/2009 finalecol bottoFinalmente adesso
si può festeggiare MASSIMO TUMIATI Vittorio Emanuele 03/07/2009 faredecisoServe
voce sicura e ritmo spedito MARCO DI CARO Liceo Colombo 03/07/2009 insonniada
pauraLa notte della vigilia ho dormito alle 2 JONATHAN ROMERO VIttorio Emanuele
03/07/2009 permessod'uscitaLa sera prima ci si può svagare LUCA GENOVESILiceo
D'Oria 03/07/2009 provaosticaAlcune domande davvero difficili ANDREA RAVERA
Liceo D'Oria 03/07/2009 molto più facilePensavo peggio. È andato tutto liscio
LORENZO RUGGIEROLiceo Colombo 03/07/2009 appellobontàAi membri esterni: siate
più buoni UMBERTO SERITO Liceo D'Oria 03/07/2009 esamelungoIl mio orale è
durato oltre un'ora ELISA CALCAGNOLiceo Colombo 03/07/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini "rimandata" dai giudici la scuola
Parzialmente illegittime le norme sui tagli secondo la Corte Costituzionale. Il
ministro: «Ma l'impianto generale è salvo» 03/07/2009 Roma. La Corte
Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui "tagli"
alla scuola che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha previsto a partire dal 2009-2010. Ma i giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo
di competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi
contenuti nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati
bocciati due punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri,
tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche
allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure
necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole
nei piccoli comuni. La sentenza è stata depositata ieri sera in cancelleria,
scatenando subito le reazioni. «Soddisfazione» del ministro Mariastella Gelmini secondo cui «la legittimità costituzionale
dell'impianto complessivo è stata riconosciuta» e i punti giudicati invece
incostituzionali «sono da ritenersi marginali e da tempo superati». «Per quel
che riguarda il dimensionamento nei piccoli Comuni, la norma dichiarata
incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/2008» ha
sottolineato in una nota. Per quanto riguarda invece criteri, tempi e modalità
per ridimensionare la rete scolastica, il ministro ha sottolineato che «si era
già proceduto a trovare un accordo nella conferenza Stato-Regioni-Enti Locali».
«Sembrano confermati gli interrogativi e i problemi che le Regioni avevano
sollevato in relazione al dimensionamento della rete scolastica» ribatte però
il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. 03/07/2009
( da "RomagnaOggi.it" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
3 luglio 2009 - 9.45 (Ultima Modifica: 03 luglio 2009) La
Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime due norme sui
'tagli' alla scuola previsti dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini a partire dal prossimo anno scolastico. I giudici
della Consulta salvano l'impianto complessivo degli interventi, ma bocciano due
punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e
modalita' per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo
Stato della possibilità di ridimensionare la rete scolastica. Un punto,
quest'ultimo, in conflitto con le competenze delle Regioni, che infatti avevano vivacemente protestato contro questo decreto Gelmini che tante manifestazioni ha
suscitato nel mondo della scuola. Molto diplomatica la reazione del ministro
della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. "Prendo atto con soddisfazione delle decisioni assunte
dalla Corte Costituzionale - ha detto -, posto che e' stata riconosciuta la
legittimita' costituzionale dell'impianto complessivo dell'articolo 64
del Dl. 112/2008". La Gelmini poi chiarisce che
"per quanto riguarda specificamente le due disposizioni di cui è stata
affermata l'incostituzionalità va precisato che nessuno dei provvedimenti
attuativi dell'articolo 64 si fonda su di esse e che in particolare, per quel
che riguarda il dimensionamento nei piccoli comuni, la norma dichiarata
incostituzionale risulta superata dall'articolo 3 del Dl 154/2008".
( da "Stampaweb, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
TORINO Il ddl sulla sicurezza è legge, ma le polemiche non
si fermano. «È la solita liturgia». Roberto Maroni replica alle critiche di
monsignor Agostino Marchetto che aveva parlato di «tristezza», «dispiacere» e
«grande preoccupazione» per un provvedimento che porterà «difficoltà», che
mette a rischio «la tenuta dei diritti umani» e che «ignora la vera questione»,
quella dell
«integrazione». «Sono fiero e orgoglioso di questo lavoro e ringrazio il
governo e la maggioranza parlamentare» continua Maroni. Il titolare del Viminale si dice a tal proposito «assolutamente
soddisfatto». E -a margine di una conferenza a Palazzo Chigi per la firma di un
protocollo dintesa
con i ministri dellIstruzione Mariastella Gelmini e delle Pari opportunità Mara
Carfagna sulla violenza contro le donne- sentenzia: «Nessun governo ha mai
fatto tanto in così poco tempo contro la mafia, contro la criminalità, contro limmigrazione clandestina». Gli
stessi punti che aveva toccato in un'intervista a Libero, un'intervista che
aveva fatto infuriare il Pd. La sinistra
«deve rispondere sul perchè abbia bocciato le norme di Falcone e perchè
boicotta la lotta alla mafia» la provocazione del ministro. «Sull`impegno
antimafia nessuno si può permettere di darci lezioni e tanto meno questo governo
e questa maggioranza che vede nei suoi ranghi più di un indagato per reati
connessi alla criminalità organizzata» la replica di Marco Minniti,
responsabile sicurezza del partito democratico. Una schiarita arriva anche dal
Vaticano, che smorza l'intervento di monsignor Marchetto. «Non consta che ci
siano state critiche che si debbano qualificare come critiche del Vaticano» fa
sapere padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede. E
il Pdl esulta. «I titolisti dei giornali ancora una volta hanno scambiato
lucciole per lanterne» dice Gasparri. «Abbiamo votato una buona legge, lo
diciamo anche da cristiani. Perchè la vera solidarietà è accogliere coloro che
possono trovare una dignitosa sistemazione nel nostro Paese, non incoraggiare lillegalità e lo sfruttamento del
prossimo».
( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, la Consulta boccia in parte i tagli
della Gelmini La Consulta
ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui 'tagli' alla scuola del
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La Consulta ha salvato, ritenendolo di competenza esclusiva
statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti nel decreto di cui,
però, ha bocciato la definizione ministeriale del ridimensionamento della rete
scolastica.9
( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Parziale bocciatura del decreto Gelmini Consulta: «Illegittime 2 norme sui tagli previsti nella scuola» Roma.
La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittime le norme sui
tagli alla scuola che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha previsto a partire dal 2009-2010. I giudici della Consulta hanno di fatto salvato, ritenendolo di
competenza esclusiva statale, l'impianto complessivo degli interventi contenuti
nel decreto sullo sviluppo economico di cui, però, sono stati bocciati due
punti: la definizione tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e
modalità per ridimensionare la rete scolastica; l'attribuzione anche allo Stato
(e non soltanto alle Regioni) delle misure necessarie a ridurre i disagi
causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli Comuni. È stato
«conservato l'impianto del riordino del sistema scolastico» e «i punti
giudicati incostituzionali sono marginali», ha commentato il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini. «Prendo atto con soddisfazione
delle decisioni assunte dalla Corte Costituzionale ha detto posto che è stata
riconosciuta la legittimità costituzionale dell'impianto complessivo
dell'articolo 64 del decreto legge 112». «La sentenza
ha invece affermato la deputata del Pd, Manuela Ghizzoni dichiara
l'illegittimità costituzionale del famigerato articolo 64 della manovra. La Gelmini e tutto il governo davanti alle
proteste e ai rilievi dell'opposizione e del mondo della scuola non si sono mai
fermati. Ora questa tracotanza trova una netta battuta d'arresto». In realtà,
con la sentenza n. 200, scritta dal giudice Quaranta, la Corte ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale dell'articolo 64, comma 4, lettera f bis ed f ter,
del decreto sullo sviluppo economico, convertito in legge con modifiche
nell'agosto 2008. Per la Corte, infatti, solo in questi due punti mentre tutte le altre
contestazioni mosse da 8 Regioni sono state dichiarate inammissibili, infondate
o superate da nuove norme è stato violato l'articolo 117
della Costituzione sulla potestà legislativa dello Stato e delle Regioni sulla
base delle modifiche apportate dalla riforma del titolo V della Costituzione
nel 2001. Le motivazioni della sentenza fissano per la prima volta importanti paletti nel riparto delle competenze tra Stato
e Regioni in fatto di istruzione. «Il sistema generale dell'istruzione, per sua
stessa natura, riveste carattere nazionale scrive la Consulta , non
essendo ipotizzabile che esso si fondi su una autonoma iniziativa
legislativa delle Regioni. Si tratta di conciliare basilari esigenze di
uniformità» di disciplina della materia sul territorio nazionale ed esigenze
autonomistiche che possono essere soddisfatte con l'esercizio di scelte programmatiche
e gestionali rilevanti solo nell'ambito del territorio di ciascuna Regione».
( da "Sicilia, La" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Campionato sudamericano ricco di sorprese Nell'atteso disegno di legge di (ennesima) riforma del
"sistema" universitario, l'attuale Ministro Gelmini dovrà considerare, tra i tanti, diversi problemi, anche quelli
recenti che, più di quelli antichi, hanno pregiudicato efficienza e qualità
dell'insegnamento universitario, compromettendo l'immagine dell'Università
italiana in Italia e all'estero. Mi riferisco ai troppi
"riconoscimenti" elargiti a "Università" private, quasi
sempre create per corrispondere a interessi provincialistici, ovvero create per
ragioni di mero "business". Con inevitabile dequalificazione della
docenza e del livello di preparazione dei "laureati". Molte di queste
"Università" appaiono solamente dei semplici e facili "esamifici"
e si rendono "attraenti" perché facilmente conducenti alla conquista
del titolo (richiesto quasi sempre per ragioni di progressioni di carriera o
miglioramenti retributivi). Il fenomeno di questi facili
"riconoscimenti" (anche per responsabilità dei precedenti Consigli
Universitari Nazionali troppo generosi nell'esprimere pareri non adeguatamente
verificati), è fenomeno relativamente recente, particolarmente per quel che
riguarda le Università telematiche (cioè, di insegnamento "a distanza").
La soluzione per porre "naturalmente" fine a questa situazione di
degrado (che ha relegato l'Università italiana agli ultimi posti nelle stime
internazionali) è la abolizione del valore legale della laurea, con ricadute
positive non solo nel comparto dell'impiego privato, ma anche e soprattutto in
quello dell'impiego pubblico. Andrebbero, comunque, rivisti i criteri
conducenti ai "riconoscimenti" e rivisti - ed, occorrendo, revocando
- taluni dei "riconoscimenti" in precedenza accordati. Tali criteri
non devono esaurirsi nella valutazione (spesso superficiale) della necessaria
capacità economica dei richiedenti il "riconoscimento"; ovvero
esaurirsi nella verifica dei cosiddetti "requisiti minimi", è cioè
quel determinato numero di docenti in ruolo e ricercatori (per i quali, poi, i
relativi concorsi vengono banditi ed espletati, ma spesso i vincitori non
vengono chiamati a prendere servizio con l'effetto di vanificare quella
legittima aspettativa che il "riconoscimento" dovrebbe dare ai
vincitori di pubblici concorsi!). Il criterio dovrebbe essere anche -e
soprattutto- quello di verificare se la "Università" richiedente il
"riconoscimento" sia anche in grado di essere luogo di studio e di
ricerca (se disponga, cioè, delle necessarie strutture e mezzi) -che è funzione
coessenziale dell'Università- e non semplicemente luogo di didattica (di
persona o a distanza) e, dunque, alla fine, un "esamificio".
Prioritariamente, andrebbero valutate la qualità della docenza (cioè dei
docenti) e la capacità di svolgere ricerca scientifica. Non si vuole
coinvolgere in un generalizzato giudizio negativo tutte le esistenti Università
"libere riconosciute". Ve ne sono alcune di sicuro prestigio che ben
hanno meritato il "riconoscimento" per qualità della docenza, per
capacità di ricerca e idoneità delle strutture, come anche per corrispondenza
ad istanze sociali e "bacini" di utenza. Così tra queste (tra le c.d.
"territoriali"), di sicuro, la Università "Kore" di Enna;
come anche, tra le Telematiche, l'Università "G. Marconi" di Roma. E
ciò è confermato dal rilevante e crescente numero degli studenti calcolabili in
diverse migliaia; come anche è confermato dai numerosi accordi di cooperazione
didattica e scientifica conclusi con altre Università italiane e straniere;
come anche dalla disponibilità di strutture, anche edilizie, talvolta
imponenti. Non è ammissibile, però (e su questo sicuramente rivolgerà la sua
attenzione l'attuale Ministro) che esistano Università telematiche
"riconosciute" -come, per esempio, e forse l'ultima in ordine di
tempo, l'"Università Telematica delle Scienze Umane (Unisu)" di Roma
- dove vi è una radicale assenza di ogni pur minima struttura (non vi è neppure
un libro o una Rivista italiana o straniera!) per svolgere attività di studio e
di ricerca, e dove i ricercatori di ruolo (i pochi finora assunti, rispetto ai
numerosi concorsi banditi ed espletati) non possono in alcun modo assolvere ai
loro compiti istituzionali e si trovano costretti a trascorrere il loro tempo
nella sede, in modo del tutto improduttivo e inutile; e dove, ancora, per la
inadeguatezza dei locali, gli esami di laurea si possono svolgere solo per la
ospitalità concessa da un viciniere Istituto di istruzione media (il "Don
Orione") e dove, infine, nell'Organo di amministrazione non si trovano
quelle personalità come, tra gli altri, un Rainer Masera o un Paolo Savona,
presenti nel Consiglio di Amministrazione della "G. Marconi"! E
l'esempio è fatto solo per la diretta conoscenza della situazione da parte di
chi scrive che per un certo tempo è stato membro del "Comitato Tecnico
Organizzatore" della Unisu, fino a quando il Rettore della
"Sapienza" non ebbe a censurare tale partecipazione. Prof. Augusto
Sinagra Ordinario di Diritto dell'Unione europea nella Università degli studi
"La Sapienza" di Roma
( da "Sestopotere.com" del 03-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corte Costituzionale: sentenza dà ragione alla Regione
Toscana (3/7/2009 18:43) | (Sesto Potere) - Firenze - 3 luglio 2009 - «La
sentenza della Corte Costituzionale sulla scuola dà ragione alla battaglia
della Toscana che, per prima, aveva deciso lo scorso ottobre di fare ricorso
contro provvedimenti del governo giudicati lesivi delle competenze
sull'organizzazione della rete scolastica affidate alle Regioni». Così
l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta
la sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso fatto contro il
decreto 112, ribadisce che titolari della competenza sull'organizzazione della
rete (chiusure, aperture, accorpamenti) sono, appunto, le Regioni. «Grazie a
questa sentenza – dice l'assessore - si evita così il rischio, paventato anche
dalla Toscana, di ridurre le Regioni a mere esecutrici di decisioni prese a
livello nazionale». «Si tratta di un importante ris ultato politico – prosegue
Simoncini – contro una impostazione che vede nella scuola solo un costo da
tagliare e non una leva per lo sviluppo, un bene da preservare e sul quale
investire. Noi siamo da sempre in controtendenza con questa impostazione ed è
per questo che abbiamo visto nella difesa di questa competenza, ignorata sistematicamente dal ministro Gelmini, la migliore garanzia contro un inaccettabile impoverimento
dell'offerta formativa e della rete scolastica e una limitazione, nei fatti,
del diritto allo studio dei cittadini toscani». L'assessore ricorda che quella
della Toscana è stata una battaglia seria, che non si è limitata a dire no ai
tagli. «Anche perché - dice Simoncini - sono ormai anni che esercitiamo
con rigore queste competenze, portando avanti di concerto con gli enti locali,
il piano annuale di dimensionamento scolastico. Abbiamo così avviato una
razionalizza zione della rete scolastica, come dimostra l'alto numero di scuole
con oltre 900 allievi sul territorio regionale e il rapporto fra alunni e
insegnanti che è uno dei più alti a livello nazionale. Parallelamente, però,
abbiamo voluto salvaguardare, sempre nel rispetto delle esigenze del
territorio, la presenza delle scuole nei piccoli Comuni delle zone montane e
disagiate, dove la scuola ha una funzione preziosa di presidio culturale e
sociale cui non è possibile rinunciare».
( da "Riformista, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il poker del Cav. è senza euro altalena. Dalle New town ai
siti a rischio sisma. L'impegno per il summit ha distolto il premier dalle
promesse fatte ai terremotati. Ecco i conti che non tornano in quel
dell'Aquila. segue dalla prima pagina Per questo ha accelerato sulla consegna
delle case per settembre. Aveva definito una «mission impossible» - che avrebbe
portato a termine - realizzarle prima dell'inverno. Ora è sempre più
impossible. Gioco d'azzardo, appunto. In vista della passerella. E infatti
l'efficientismo per adeguare la città al G8 è sfrenato. Per dirne una: la
strada che collegherà la sede del G8 all'aeroporto di Preturo, circa tre
chilometri, è pronta. Ci hanno lavorato giorno e notte una sessantina di ruspe,
per venti giorni. Per non parlare, appunto, dell'aeroporto di Preturo, che è
stato ampliato e munito di radar. Potere dei riflettori. È stato pure allestito
alla Guardia di Finanza un campo di basket per Obama, casomai all'inquilino
della Casa Bianca venisse voglia di sgranchirsi un po'. Fin qui i nastri da
tagliare, tutti pronti. Ma il grande bluff è sul capitolo ricostruzione. Che
col G8 ha poco a che fare. Certo il Cavaliere incasserà un po' di solidarietà:
qualche chiesa a Obama, Onna alla Merkel. Per l'occasione Berlusconi ha
preparato un colpo di scena: mostrare ai capi di governo un filmino realizzato
dalla Protezione civile e dal ministero dei Beni culturali con i monumenti
«adottabili dai Paesi esteri». Lo ha fatto vedere ieri. Qualcuno - questo è
l'intento - metterà mano al portafoglio. Meglio che niente. Anche perché il
Governo non si può dire che non abbia badato spese. Anzi. Il decreto Abruzzo
rischia di essere una trappola. Innanzi tutto perché copre solo la
ricostruzione delle prime case. E non delle seconde (nonostante le rassicurazioni),
o di quelle dei non residenti. Non solo. Il punto è che per ora il
provvedimento passato alla Camera non serve a nulla. Anche se il provvedimento
è approvato, il cittadino che ha diritto ai soldi, ancora non può averli. Il
motivo è semplice: il Governo non ha ancora scritto un'ordinanza per rendere
spendibili le somme stanziate. Quindi anche chi potrebbe togliere il disturbo
dalle tende o dagli alberghi della costa non può iniziare i lavori per
rientrare a casa. E finché non c'è l'ordinanza regna il caos su prezziari,
ditte, tempi di inizio dei lavori. A ciò si aggiunga che, visto lo stato di
emergenza, i Comuni sono senza entrate da tre mesi. Quelli fuori dal cosiddetto
cratere poi, che pure hanno avuto danni, sono sull'orlo della crisi di nervi. Basta
farsi un giro nella Valle Peligna. Da quelle parti per Silvio sono pronti una
valanga di fischi. Il sottosegretario Guido Bertolaso l'ordinanza l'ha
annunciata, ma per ora non se ne vede traccia. Quello che invece è certo che i
terremotati - loro sì - dovranno mettere mano al portafoglio. Il Governo ha
infatti imposto ai residenti del Comune del cratere sismico, attualmente
esonerati dal pagamento di tributi e tasse, di restituire quanto finora non
corrisposto all'erario a partire dal gennaio del 2010. In Umbria, per citare un
caso analogo, hanno iniziato a restituirli solo ora, dieci anni dopo il sisma.
La sensazione è che, sull'Aquila, nel Governo si recita a soggetto. Altro che i
tempi in cui Berlusconi si muoveva da direttore dai lavori tra le macerie.
Allora volava nei sondaggi e la gente gli aveva affidato le sue speranze di una
vita decente. Oggi qualcosa si è rotto, tanto che frenquenta solo luoghi
chiusi. E soprattutto si contraddice in continuazione. Ricapitolando. A tre
giorni dalla sisma annunciò le new town. E per le nuove case aveva pensato al
modello nipponico: «Interverremo con una tecnica antisismica giapponese. Non
c'è terremoto che possa portare danno a una ricostruzione di questo genere».
Poi la linea è cambiata: «Non c'è nessuna new town in programma», (1° maggio).
Da quel momento ha solo parlato delle «case campus», i complessi antisismici
immersi nel verde destinati ad accogliere prima gli sfollati e poi, a
ricostruzione avvenuta, gli studenti universitari: «È partita la macchina per
la costruzione di case per 13mila persone. Abbiamo individuato quattordici aree
dove faremo case in linea con lo sky line del paesaggio» (2 maggio). Ieri
l'ultimo colpo di scena: «Tutti a casa a settembre». Il che lascerebbe supporre
che nelle quattordici aree dove saranno costruite le casette le case sono quasi
pronte. Non è così. In alcune delle aree individuate i lavori vanno avanti a
ritmi serrati. Ma dopo un monitoraggio della Protezione civile ben cinque siti
(su quattordici) sono stati dichiarati a rischio idrogeologico, anche gli
uomini di Bertolaso usano formule più sfumate. Il professor Mario Dolce,
direttore dell'ufficio rischio sismico ha fornito questa spiegazione al
quotidiano Il Centro: «Le ragioni sono legate alle caratteristiche geotecniche
dei terreni, in quanto la fondazione diretta, senza pali, richiede
caratteristiche precise del terreno già a quattro metri di profondità per
garantire una ricostruzione rapida». La scelta dei nuovi siti ha già suscitato
la reazione della popolazioni locali che da oggi sono in una sorta di
mobilitazione permanente. Lo slittamento sulla tabella di marcia è inevitabile.
A microfoni spenti lo lasciano intendere pure alla Protezione civile. Eppure il
premier fa promesse. Non c'è linea, lontani dalla passerella. Né sulla gestione
dell'emergenza, né sul capitolo ricostruzione. Bertolaso fa
il possibile, Berlusconi annuncia, il ministro Gelmini è sparita. C'entra pure lei nella grande confusione. Dopo il
sisma sbandierò l'idea di un campus «modello Bicocca» per rilanciare
l'Università. La sua sopravvivenza è l'unica speranza per l'Aquila. Perché
questo Abruzzo sta crollando anche economicamente. Nell'ultimo rapporto
Istat è scritto: «Per la prima volta negli ultimi venti anni la regione segna
un tasso di disoccupazione (9,7 per cento) superiore a quello italiano». Oltre
25mila posti di lavoro in meno. Roba da brivido, se sei un libero
professionista, un operaio, un artigiano in una tendopoli. Tanto vale provare a
salvare l'unica azienda funzionante, cioè l'Università. Ma la Gelmini tace. E non si capisce su quale progetto sarà
ricostruito l'Ateneo, o quanti studenti ci saranno, visto che per loro non ci
sono alloggi disponibili in città. Lei però non parla. Al suo posto qualche
notizia sull'Università l'ha data Giulio Tremonti, all'Aquila day: «L'idea è di
fare all'Aquila un'università di eccellenza». Altro poker, sulla pelle dei
terremotati. Non c'è un progetto su nessuna delle scrivanie governative. Dietro
la sortita di Tremonti c'è una guerra con la titolare dell'Università.
L'obiettivo? Prendere in mano il dossier della riforma universitaria e farlo
slittare nel tempo per evitare un autunno caldo. Giochi di palazzo. E la Gelmini? Ieri gli sherpa del ministro erano impegnati a
rispondere all'ultimo editoriale del professor Giavazzi sul Corriere.
Alessandro De Angelis 04/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
04-07-2009)
Argomenti: Scuola
IMOLA pag. 2 di CRISTINA DEGLIESPOSTI «LE PRIORITÀ sono le
aziende». Condivi... di CRISTINA DEGLIESPOSTI «LE PRIORITÀ sono le aziende».
Condividono l'obiettivo i neo eletti assessori provinciali del circondario,
Graziano Prantoni (Attvità produttive e turismo) e Anna Pariani (Istruzione,
formazione e lavoro) che, a tre giorni dalla nomina nella squadra del
presidente Beatrice Draghetti, sono già all'opera. E la prima delle
preoccupazioni espresse da entrambi è per la situazione dello stabilimento
imolese della Cnh. «Faremo visita ai lavoratori del presidio la prossima
settimana afferma Prantoni . La situazione è delicata e la partita si sta
giocando sul piano nazionale. Ma come Provincia ci attiveremo in questa
battaglia. Sul territorio provinciale le aziende in crisi sono oltre un
centinaio e alcune non riapriranno dopo la pausa estiva. Gli analisti dicono
che la fase più critica non è ancora passata e, anzi, da noi arriverà a
settembre». Prantoni, che negli ultimi cinque si è occupato di mobilità e
viabilità nelle strade provinciali, ha già fissato le nuove priorità del suo
assessorato: aziende e rilancio del turismo. «Il momento economico è difficile
spiega e so che il mio sarà un compito arduo. Sono contento che nell'assesorato
più affine al mio, quello del Lavoro, ci sia Pariani, un'esponente dal
circondario con la quale lavoreremo molto assieme». Ma con la delega alle
Attività produttive anche il commercio è diventato materia di competenza
dell'ex sindaco di Castel San Pietro. Che però temporeggia sul tema, «perché
ribadisce guardiamo con grande attenzione al commercio, ma non per parlare solo
di metri quadrati. Ora la priorità sono le aziende». SE QUALCHE rimpianto per
le sue vecchie deleghe e per tematiche come il Passante nord e la complanare a
Prantoni può non mancare, su una cosa non ha dubbi: «Gran parte della
progettazione sulla viabilità del territorio è già stata fatta, la fase
preliminare più difficile è già stata elaborata. Ora si tratta solo di seguirla
e portarla a compimento». DIVERSA è invece la situazione per l'assessore
Pariani al suo primo mandato nella giunta Draghetti e che raccoglie l'eredità
di Paolo Rebaudengo. «Ora dobbiamo affrontare tutto il tema dell'applicazione
della riforma Gelmini racconta ,
che sta creando grosse difficoltà in tutte le scuole del territorio, dalle
materne alle superiori. Gli organici di fatto dovevano essere noti a giugno, ma
così non è stato per effetto delle elezioni. Con il prediente Draghetti
dobbiamo ancora defnire i dettagli del programma, ma sicuramente saremo accanto
alle famiglie perché vengano rispettate le scelte educative che hanno
fatto per i propri figli». Poi un obiettivo a livello locale: «Lavorare in
maniera stretta con il presidente del Circondario e portare la Provincia a essere
più presente sul territorio».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-07-04 -
pag: 25 autore: Istruzione. Le conseguenze della sentenza
della Consulta sulla riforma Gelmini Regioni più libere sulla rete scolastica Luigi Illiano ROMA Sul
ridimensionamento della rete scolastica il ministero dell'Istruzione non potrà
più usare la carta dell'ultimatum per fare pressione sulle regioni. è l'effetto
concreto della sentenza n. 200 depositata il 2 luglio dalla Corte
costituzionale (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). La Consulta ha fatto
chiarezza su due punti: spetta a Regioni ed enti locali definire criteri, tempi
e modalità per ridimensionare la rete scolastica; la chiusura o l'accorpamento
delle scuole nei piccoli Comuni è competenza delle autonomie locali. La
decisione della Corte costituzionale è arrivata in seguito a una raffica di
ricorsi presentati dalle Regioni contro la parte della manovra d'estate
(articolo 64 della legge 133/08) che interveniva sulla riorganizzazione del
sistema scolastico nazionale, soprattutto in tema di tagli del personale,
previsti per ottenere i risparmi programmati. I ricorsi sono stati in gran
parte giudicati inammissibili: l'impianto complessivo ha superato l'esame, in
quanto si tratta di disposizioni di ordine generale e, quindi, di esclusiva
competenza dello Stato. La bocciatura ha riguardato, nello specifico, le
lettere f) bis e f) ter del comma 4 contenuto nell'articolo 64. La sentenza non
dovrebbe avere effetti concreti clamorosi perché proprio sul ridimensionamento,
lo scorso novembre, in Conferenza StatoRegioni (dopo un estenuante braccio di
ferro) il Governo ha deciso di fare un passo indietro e raggiungere un accordo:
le Regioni dovrebbero mettere a punto il riordino della rete scolastica entro
il 2010. Intanto alcune Regioni hanno già provveduto al ridimensionamento,
nella direzione indicata dalla Consulta. La differenza sta nel fatto che,
scaduto il termine del 2010, il Governo non potrà - comunque - intervenire con
poteri sostitutivi. Una coincidenza di date ha fatto incrociare la sentenza della
Corte costituzionale con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale » del
regolamento che si occupa proprio della riorganizzazione della rete scolastica
e dell'utilizzo delle risorse umane della scuola». Il testo, con buona
probabilità, dovrà essere ricalibrato alla luce della sentenza. Va sottolineato
che la Consulta non è intervenuta sui tagli agli organici della scuola. Anzi, i
ricorsi specifici sono stati respinti. E la sentenza non interviene sulla
facoltà del ministero di definire gli organici assegnati alle Regioni. Saranno
queste ultime, poi, a stabilire in via esclusiva - come distribuire il
personale tra le scuole, secondo criteri dettati dalle esigenze territoriali.
Ma, come spesso accade, la riduzione degli organici prevista da Viale Trastevere
potrebbe saltare ugualmente per motivi molto concreti e non per la sentenza
della Consulta. Ad esempio, il ridimensionamento è fissato con criteri che
potrebbero risultare inapplicabili soprattutto nelle regioni del Sud, dove
buona parte delle scuole sono ospitate in strutture del tutto inadeguate, prese
in affitto da privati, spesso si tratta di appartamenti. Le autonomie locali
potranno far valere le ragioni della sicurezza e della mancanza di
certificazioni adeguate (impossibili da ottenere, nelle attuali condizioni) per
sfondare qualsiasi parametro assegnato, soprattutto nel numero di alunni da
distribuire nelle classi. Il regolamento fissa i criteri per la definizione
degli organici e per la formazione delle classi, dall'infanzia alle superiori.
Il testo contiene anche le indicazioni per il tempo pieno e per quello
prolungato e per l'insegnamento della lingua straniera. Slittato il primo via
libera per l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della
ricerca (Anvur) che sembrava dover arrivare dalla riunione del Consiglio dei
ministri di ieri. L'approvazione dovrebbe arrivare il prossimo 17 luglio. Su
proposta del ministro dell'Università, Mariastella Gelmini,
il Governo ha nominato Enrico Saggese alla presidenza dell'Agenzia spaziale italiana
(Asi). © RIPRODUZIONE RISERVATA RIORDINO IN ATTO Il ridimensionamento degli
istituti dovrà essere completato entro il 2010 ma il Governo non potrà
intervenire in via sostitutiva
( da "Corriere della Sera" del
04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Prima
Pagina data: 04/07/2009 - pag: 1 Università COSÌ LEGHEREMO I FINANZIAMENTI A
QUALITÀ E MERITO di MARIASTELLA GELMINI Contro la fuga dei cervelli dal nostro
Paese occorre far crescere qualità e merito. E' a questo che legheremo i
finanziamenti del governo alle università. A PAGINA 8
( da "Corriere della Sera" del
04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data: 04/07/2009 -
pag: 24 Per le donne Autodifesa: corsi pagati dal governo ROMA Corsi di
autodifesa per le donne. «Settimana contro la violenza». Tre ministri si sono
impegnati a contrastare le aggressioni alle donne, dentro e fuori le mura di
casa. Due protocolli d'intesa sono stati firmati dalla titolare delle Pari
opportunità Mara Carfagna (nella foto), da quello del Viminale Roberto Maroni e
dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Lo scopo è finanziare
iniziative per migliorare l'educazione e la sensibilizzazione di tutti. «Dare
alle donne la possibilità di partecipare ai corsi di autodifesa non vuole dire
rispondere con la violenza alla violenza», ha sottolineato la Carfagna:
«Piuttosto cerchiamo di renderle consapevoli delle loro possibilità ed aiutarle
a vincere la paura». Per Maroni «la violenza sulle donne, sui minori e
sugli indifesi sono tra i reati più odiosi, forme di criminalità che stiamo
contrastando e che sono in diminuzione. L'impegno del governo è anche quello di
finanziare sperimentalmente corsi di autodifesa per le donne». Annunciando la
settimana contro la violenza che si svolgerà nelle scuole dal 12 al 18 ottobre
la Gelmini ha detto che quella «sarà l'occasione per
mettere a punto tutte le iniziative e le buone pratiche messe in campo dalle
scuole con il coinvolgimento delle famiglie». Il ministro dell'Istruzione ha
poi ricordato che nell'ultimo anno sono state 302 le segnalazioni di episodi di
bullismo mentre al centralino del dicastero sono arrivate una sessantina di
telefonate al giorno.
( da "Corriere della Sera" del
04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 04/07/2009 -
pag: 8 IL MINISTRO GELMINI RISPONDE A GIAVAZZI Far crescere
la cultura del merito per combattere la fuga dei cervelli di MARIASTELLA
GELMINI * C aro Direttore, rispondo volentieri alle sollecitazioni che
Francesco Giavazzi mi pone nel suo articolo di ieri. Sono particolarmente
sensibile, anche per motivi generazionali, alle difficoltà che giovani studiosi
di valore incontrano quando vogliono mettere a disposizione del nostro
Paese le loro competenze e le loro energie. Se vogliamo trovare una soluzione a
questo problema dobbiamo prima di tutto averne ben chiare le cause, che, come
Giavazzi giustamente ricorda, non sono di carattere economico, ma organizzativo
e «culturale». In pochi anni il corpo docente è cresciuto del 27% ma gli
ordinari sono oggi il 41% in più del 2000: se tanti giovani in gamba sono a
spasso o all'estero non dipende dal fatto che sono mancati i soldi, ma dal
fatto che le priorità del sistema, lasciato a se stesso, sono evidentemente
altre. I nostri docenti vanno in pensione molto più tardi dei loro colleghi stranieri;
non ne viene mai valutata la produttività scientifica, se non quando
partecipano ai famosi «concorsi». I fondi sono distribuiti a pioggia. Non
importa se si assumono studiosi scadenti o geniali. Per questo la decisione più
importante che abbiamo preso in questi mesi è stata quella di distribuire 550
milioni del fondo di finanziamento delle università su base meritocratica. È la
prima volta che accade. Finalmente le università potranno toccare con mano la
differenza tra chi assume studiosi seri e chi preferisce sistemare, per
pigrizia mentale o peggio, i soliti noti. L'anno prossimo voglio aumentare la
quota premiale, perché è solo rendendo chiara e netta la connessione tra
qualità e risorse che si può spingere il sistema universitario sulla strada del
merito. Se si crede nella qualità si deve poter contare su un'agenzia di
valutazione forte, autorevole e indipendente. Il 17 luglio il Consiglio dei
Ministri varerà il nuovo regolamento dell'Anvur, un regolamento innovativo che
recepisce soprattutto l'esigenza di rendere l'agenzia più autonoma rispetto a
quanto previsto nella precedente legislatura. Non sarà più il ministro a
scegliere il presidente e neppure a nominare il comitato di selezione per
individuare i membri del consiglio direttivo. Questi ultimi saranno nominati
con un decreto del Presidente della Repubblica, non dal governo, proprio per
garantire terzietà e indipendenza. Mi attendo dall'Anvur un contributo decisivo
per far crescere la cultura del merito, la sola che può spingere a una nuova
etica del reclutamento. Il disegno di legge quadro sulla riforma
dell'università e della ricerca sarà presentato in autunno quando il calendario
parlamentare, oggi fortemente intasato, consentirà una rapida approvazione del
testo. La riforma dunque entrerà in vigore per l'anno accademico 2010-2011 così
come previsto. Un anno che segnerà una svolta epocale. Le direttrici della
riforma sono note: organi di governo degli atenei più snelli e responsabili,
forme di reclutamento più vicine alla migliore prassi internazionale. Nelle
settimane che ci separano dal varo del ddl vorrei ancora approfondire il
dibattito pubblico su alcuni e specifici temi. Oggi, ad esempio, si diventa
ricercatori in media a 37 anni, dopo un'estenuante attesa che frustra i talenti
migliori proprio in una fase di grande produttività scientifica e opera nei
fatti una selezione in base alla ricchezza. Vorrei riuscire ad abbassare
drasticamente l'età di ingresso nel sistema, sperimentando forme innovative di
reclutamento. Intanto già quest'anno ho destinato 8,5 milioni per finanziare
sia le chiamate dirette dall'estero, che la nuova legge del gennaio scorso ha
reso possibili anche per i ricercatori, sia un programma di contratti «Rita
Levi Montalcini» per studiosi italiani o stranieri che vogliono venire a
lavorare in Italia. Su questi temi sono aperta al contributo di tutti coloro
che hanno a cuore la nostra università e specialmente dell'opposizione, con la
quale mi auguro che si possa impostare un dialogo sereno e trovare un'intesa su
punti qualificanti. Quanto poi alle presunte lobby che intendono bloccare la
riforma voglio rassicurare il professor Giavazzi: nessuno è in grado di far
desistere il ministro e questo governo dalla volontà di riformare profondamente
il sistema universitario italiano. *Ministro dell'Istruzione BEPPE GIACOBBE
( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Da settembre, per quasi 500 alunni di Pordenone la sveglia
suonerà più tardi. Un regalo di 15-30 minuti da spendere in sogni. E il merito
è della preside di una scuola media. Che, con una proposta approvata allunanimità dal Consiglio
distituto, ha cancellato in un colpo ansie e divertimenti mattutini dei suoi studenti. Niente più indecisioni davanti allarmadio aperto, fra top e camicette
sciancrate. E addio prove allo specchio, con decine di capi ammassati sul
letto. Agli alunni della scuola statale secondaria di primo grado «Centro
Storico», dal 14 settembre basterà aprire un
cassetto e infilarsi lunica
maglietta disponibile, una girocollo blu con un elegante stemmino. Già, perché
con lanno scolastico 2009-2010 nella media più centrale di Pordenone si
cambia registro: tutti in divisa. O meglio, mezza
divisa. Una maglietta quando la stagione lo consente, un bel felpone con lirrigidirsi del clima. «Volevo
rafforzare lidentità della scuola - spiega la dirigente, Teresa Tassan
Viol -. E donare un po dordine ed eleganza ai miei alunni». Modello e fattura sono ancora allo studio. Il colore no, quello è già
sicuro. «Punterei sul classico - ragiona la preside - un bel blu». E in alto a
destra «il logo della scuola, una margherita, o lo stemma del Comune di
Pordenone». La professoressa Tassan Viol sognava questa rivoluzione da quando,
lanno scorso, da
maestra elementare è stata «promossa» dirigente dellistituto. Una
passione, quella per la divisa, condivisa anche dal ministro
dellIstruzione Mariastella Gelmini,
che lestate
scorsa lanciò la proposta del ritorno alluniforme. «Mi piacerebbe introdurre
la divisa nelle scuole sul modello di alcune nazioni europee - aveva infatti
annunciato il ministro -. Vestirsi nello stesso modo, magari con lo stemma
dellistituto sulla giacca, suscita un senso di appartenenza e aiuterebbe tante famiglie in difficoltà a causa della
corsa alle griffe». La proposta, poi decaduta, faceva parte della cosiddetta
rivoluzione Gelmini, che prevedeva anche il ritorno
del 7 in condotta e degli esami di riparazione. Allora la proposta suscitò un
polverone, fra gli applausi dei nostalgici e le smorfie dei libertari. Lo
stesso succede oggi a Pordenone, e sul web piovono commenti di genitori che
ringraziano («Evviva, basta marche, più uguaglianza») o che storcono il naso
(«Lasciateli liberi di scegliere»). Ma la preside va avanti, forte del favore
della «maggioranza dei genitori». «Cominceremo da una tuta uguale per tutti per
leducazione
motoria - spiega - poi passeremo a maglietta e felpa per le altre lezioni». Il
via libera alluniforme è arrivato appena due giorni fa, quando gli
studenti, che per pra hanno accolto la novità con una risata, erano già tutti
in vacanza. La scuola ha contattato varie ditte per i preventivi e a settembre
le famiglie pagheranno la divisa. «Fra i 450 studenti della scuola - spiega la preside - circa il 30% è di origine
straniera ed è già abituato alla divisa. Penso sia educativo: allontana i
ragazzi dallossessione
dellapparire, garantisce il decoro, eliminando pance nude e mutande in
vista, e serve a non escludere il diverso (anche se
jeans e scarpe saranno lasciate alla fantasia, e al portafoglio, di ognuno,
ndr.)». La rivoluzione blu, però, potrebbe essere solo il primo passo. «Il mio
sogno - confida la preside - è lo stile inglese, giacca, cravatta e gonnellina
a pieghe».
( da "Repubblica.it" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - Ministre fedeli premiate dal premier, e ministre
dissenzienti messe in ombra in occasione del G8. A criticare il taglio che
Silvio Berlusconi ha dato al G8 "rosa", quello che riguarda
l'accoglienza alle first lady dei Grandi impegnate in un tour culturale e
istituzionale in occasione del vertice dell'Aquila, è oggi il Secolo d'Italia.
In un pezzo richiamato in prima pagina, il quotidiano politico della componente
An del Pdl, titola: "Il premier premia soltanto le fedelissime".
Perché, si spiega, ad accogliere Michelle Obama e le altre signore e a guidarle
tra i musei Vaticani e i Fori imperiali saranno Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. E qui si insinua il dubbio: "La Meloni e la Prestigiacomo
pagano la troppa indipendenza?". Il riferimento è soprattutto alla
questione dell'inchiesta di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si
legge: "Le due ministre prescelte sono state in effetti nelle ultime
settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle rivelazioni
e dai veleni dell'inchiesta di Bari. Un particolare che deve aver
giocato un ruolo di rilievo nell'opzione in loro favore decisa con tutta
probabilità dallo stesso Cavaliere". E invece, "di certo non mancano
nel governo altri bei volti, giovanili e altrettanto grintosi che avrebbero
potuto assolvere all'impegno", scrive il Secolo. I motivi della punizione
per altre ministre lasciate in ombra sarebbero diversi. Per Stefania
Prestigiacomo, "ultimamente trascurata nelle operazioni-immagine di
Palazzo Chigi", avrebbe pesato il caso Sicilia ("ha preso le difese
di Raffaele Lombardo nella querelle sul governo siciliano"). Poi una lite
"che non deve essere passata inosservata" con Michela Vittoria
Brambilla (lei sì "fortemente sostenuta da Berlusconi") per un
convegno sul Gran Sasso, cui la titolare dell'Ambiente non è stata invitata ed
ha sottolineato con stizza lo sgarbo. Infine la sua posizione sul caso Eluana
Englaro, "diffidente rispetto al premier", e il suo dissenso
manifestato in Consiglio dei ministri. OAS_RICH('Middle'); Per la Meloni, oltre
al "marchio" di "finiana", ragiona sempre il Secolo,
"la cosa che è stata meno digerita è stato il suo silenzio sui gossip
relativi a festini e cene allegre nonché la sua aperta avversione al
velinismo". Che, oltrettutto, quando emerge il lato più gaudente del
berlusconismo sembra decisamente fuori posto, apparendo più imbarazzata che
divertita di fronte alle inarrestabili battute del premier. (4 luglio 2009
( da "Stampaweb, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Non piace al Secolo dItalia il taglio che Silvio
Berlusconi ha dato al G8 rosa, quello che riguarda le first lady dei grandi
impegnate in un tour culturale e istituzionale in occasione del vertice
dellAquila. Il quotidiano affida il suo disappunto ad un pezzo richiamato in prima pagina: «Il premier premia soltanto le
fedelissime». Perchè? Perchè ad accogliere Michelle Obama e le altre e guidarle
tra i musei vaticani e i fori imperiali saranno Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. Il secolo insinua il dubbio: «La Meloni e la
Prestigiacomo pagano la troppa indipendenza?». Il riferimento è soprattutto
alla questione dellinchiesta
di Bari. Sul quotidiano diretto da Flavia Perina si legge: «Le due ministre
prescelte sono state in effetti nelle ultime settimane le più intransigenti paladine del premier travolto dalle
rivelazioni e dai veleni dellinchiesta
di Bari. Un particolare che deve aver giocato un ruolo di rilievo
nellopzione in loro favore decisa con tutta probabilità dallo stesso
Cavaliere». E invece, «di certo non mancano nel
governo altri bei volti, giovanili e altrettanto grintosi che avrebbero potuto
assolvere allimpegno»,
scrive il Secolo. I motivi della punizione sarebbero diversi. Per la
Prestigiacomo avrebbe pesato il caso Sicilia («ha preso le difese di Raffaele Lombardo»), una lite «che non deve essere
passata inosservata» con Michela Vittoria Brambilla (lei sì «fortemente
sostenuta da Berlusconi») per un convegno sul Gran Sasso e le posizioni sul
caso Eluana «diffidenti rispetto al premier». Per la Meloni, oltre al
"marchio" di «finiana», ragiona sempre il Secolo, «la cosa che è
stata meno digerita è stato il suo silenzio sui gossip relativi a festini e
cene allegre nonchè la sua aperta avversione al velinismo».
( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
L'ultima «fatica» per 12.167 alunni Sono cominciati i
corsi di recupero che dovranno frequentare gli alunni delle scuole secondarie
di secondo grado non ammessi alla classe successiva. Generalmente gli studenti
interessati dovranno superare il debito in tre materie, la maggior parte degli
alunni che frequentano i corsi di recupero appartengono al primo biennio delle
scuole superiore. I corsi di recupero dovranno concludersi, probabilmente,
entro il 25 luglio, mentre gli esami verranno svolti entro il mese di
settembre, anche se in qualche istituto le prove conclusive si svolgeranno
anche in agosto. Ogni corso di recupero è composto da 15 ore, mentre i docenti
percepiranno una indennità di 50 euro l'ora al lordo, una somma quindi che sarà
sottoposta a trattenute. C'è da dire che non sempre la liquidazione avverrà
subito dopo l'espletamento dei corsi, è probabile che i docenti dovranno
attendere. Senz'altro da discutere l'utilità dei corsi, dal momento che è
assurdo che un alunno con il debito in Matematica, Fisica, Latino o Greco possa
recuperare in 15 ore di corso. Dello stesso parere è il dirigente scolastico
dell'istituto superiore "Regina Elena" di Acireale, in cui sono stati
avviati vari corsi di recupero. «Sicuramente - ha rilevato il prof. Alfio
Mazzaglia - le 15 ore per corso sono senz'altro insufficienti per recuperare
tutte le carenze registrate nel corso dell'intero anno scolastico, però le
famiglie hanno l'opportunità di fare completare la preparazione nel mese di
agosto affinchè i gli alunni si presentino con un preparazione adeguata
nell'esame di settembre». Insomma, anche la struttura di
questi corsi dovrà essere rivista dal ministro della Pubblica istruzione,
Mariastella Gelmini.
Intanto, tutte le commissioni impegnate con la maturità hanno completato la
valutazione dell'esame scritto, il cui esito complessivo è stato pubblicato
all'albo della scuola. I candidati, se lo volessero, potrebbero chiedere la
valutazione di ogni singola prova. Oggi quasi tutte le commissioni
inizieranno i colloqui. L'esame di Stato dovrà concludersi entro il 15-16
luglio. MARIO CASTRO
( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Nuovo stupro a Roma Via a corsi di autodifesa Incubo
stupri a Roma, dove un'altra ragazza è stata violentata in garage. E' il
secondo caso e si teme sia opera di un violentatore seriale. E per insegnare
alle donne a difendersi i ministri dell'interno Roberto Maroni, delle pari opportunità Mara Carfagna e dell'istruzione
Mariastella Gelmini hanno
siglato due protocolli per l'avvio sperimentale di corsi di autodifesa per le
donne in alcune città campione, l'istituzione di una Settimana contro la
violenza dal 12 al 18 ottobre, formazione delle forze di polizia preposte
all'accoglienza delle vittime di violenza. I corsi di autodifesa,
avviati d'intesa con gli enti locali e il mondo della scuola, serviranno a
rendere le donne «più consapevoli delle proprie possibilità e aiutarle a
vincere la paura» ha spiegato la Carfagna. Abbrescia, Caputo 3
( da "Sicilia, La" del 04-07-2009)
Argomenti: Scuola
Accordo tra il ministro delle Pari
opportunità, Gelmini e Maroni: iniziative pilota in alcune città Via ai
corsi di autodifesa per le donne. Carfagna: basta paura In alto, il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano. Sopra, il ministro della Giustizia
Angelino Alfano
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
SENTENZA. CORTE COSTITUZIONALE Ora nelle valli alpine
vogliono ridiscutere i tagli delle mini-classi Amministratori locali
soddisfatti della sentenza della Corte costituzionale che ha respinto i tagli alle scuole di montagna ipotizzati dalla riforma
Gelmini, stabilendo che
l'eventuale riorganizzazione scolastica spetta alle Regioni. «Non ho ancora
avuto modo di leggere la sentenza nei dettagli; importante, comunque, che venga
fissato un principio - spiega Renata Salvano, componente del gruppo di lavoro
Regione-Ufficio scolastico regionale per le scuole di montagna -. A
questo punto i numeri e parametri della riorganizzazione andranno discussi
nella Conferenza Stato-Regioni. Per le scuole di montagna era già prevista una
deroga sul numero di alunni, anziché 50 si era scesi a 20. Soglia pur sempre
difficile da raggiungere nei piccoli paesi delle valli. Per questo motivo era
stato richiesto di tener conto anche di altri parametri, come le distanze, la
qualità degli edifici». Soddisfatto del pronunciamento della Corte anche
Silvano Dovetta, ex assessore provinciale alla Montagna e presidente della
Comunità montana Valle Varaita, che aveva votato anche un ordine del giorno per
il mantenimento del polo scolastico di Sampeyre. «Speriamo ora di poter salvare
la nostra scuola - spiega Dovetta -. E' giusto che sulla riorganizzazione
decida un'ente collegato al territorio come la Regione. Le situazioni cambiano
da luogo a luogo; non possono, quindi, essere applicati parametri generali».
Positivo il commento alla sentenza anche da parte dell'Uncem (Unione comuni
montani). «Sono le Regioni ad avere la competenza sulla rete scolastica e sul
suo assetto - dice il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba -, su questo la
Consulta ha dato ragione alle otto Regioni che hanno presentato ricorso contro
i tagli. La riforma del ministro avrebbe dovuto tagliare 400 scuole del
Piemonte, la maggior parte in territorio montano, creare accorpamenti e
pluriclassi. Un'assurdità. La scuola rimane uno dei pochissimi servizi presenti
nelle valli, va difesa e mantenuta. Il ministro Gelmini
aveva considerato solo il criterio numerico per la chiusura». \
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
il caso Gli effetti della riforma Gelmini Alla Piumati di Bra ALBERTO PRIERI Dopo 25 anni torna come preside
nell'istituto dove esordì insegnante CUNEO [FIRMA]ERICA ASSELLE BRA Ha
insegnato lettere alla media «Piumati» per 18 anni. Ora torna come dirigente.
Prenderà servizio l'ultima settimana di agosto, ma è già emozionata Itala
Flavia Santi, al pensiero di rientrare in quella
scuola, dopo 25 anni. «Devo dire che ogni volta che passavo lì davanti un po'
di nostalgia c'era» confessa. Ora la scuola media braidese unificata comprende
«Craveri, «Piumati» e «Dalla Chiesa». Flavia Santi raccoglie il testimone di
Teresa Rinero, che va in pensione. «La grande professionalità di Teresa Rinero
è un'eredità. Cercherò di essere all'altezza e spero di avere la collaborazione
di tutti gli insegnanti, un corpo molto preparato, una garanzia rispetto al
compito impegnativo che mi aspetta» aggiunge. Il modello di dirigenza che
porterà a Bra è quello sperimentato negli ultimi sei anni, prima a Fossano, poi
negli Istituti comprensivi di Sommariva Bosco e Racconigi. «Ho sempre cercato
di fare in modo che la scuola sia strettamente integrata con il territorio -
spiega -. A Sommariva Bosco gli allievi partecipavano ad esempio a molte
iniziative promosse dal Comune e a Racconigi il castello è diventato quasi una
seconda casa per le tante attività che abbiamo svolto e i progetti legati
all'Europa, il gemellaggio con Saint Jean de Maurienne in Savoia. Per queste
ragioni è un po' faticoso cambiare scuola, rimane là un pezzo di cuore». Classe
1951, laureata in Pedagogia con tesi filosofica, Flavia Santi ha iniziato la
sua esperienza di professoressa con il corso delle 150 ore alle scuole serali
nel 1985-1986. Poi i 18 anni alle Piumati, sezione A e B, indirizzo musicale.
«Guidare un Istituto comprensivo permette di capire quali sono i passaggi tra
un grado e l'altro - dice -, di avere il quadro completo della formazione. La
scuola media arriva in una fase delicata, molto impegnativa, ma anche di grande
soddisfazione perché prepara i ragazzi a diventare adulti, ad iniziare un
progetto di vita». A far due conti, c'è la possibilità che, come dirigente,
incontri a scuola i figli di quelli che furono suoi allievi. «Sarebbe ancora
più emozionante! Alcuni degli studenti di allora quando mi vedono per strada o
al supermercato mi salutano».
( da "Stampa, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
"Noi prof beffati dalle cattedre spezzatino"
Sono stati seguiti criteri demenziali nella definizione delle cattedre, la
maggior parte delle quali sono state spezzate su scuole distanti fra loro»:
protestano gli insegnanti delle «educazioni» (musicale, artistica, tecnologica,
fisica e di lingue straniere) delle medie. Con la riforma Gelmini, queste discipline sono passate
da tre a due ore di insegnamento in ogni classe. «Così saltano i laboratori. E
per arrivare a coprire tutte le 18 ore di servizio, ogni docente di musica,
arte, tecnologia e ginnastica e lingua straniera dovrà avere 9 classi», svela
un prof saluzzese, che insegna da 9 anni ma ha ottenuto l'inserimento in
ruolo solo nel 2007. «Solo i grandi istituti hanno così tanti alunni, diventerà
impossibile lavorare in una sola scuola - aggiunge -. L'assurdità è nelle
scuole in cui ci sono 7 classi: bastava assegnarle tutte a un docente e poi
trovare una seconda sede per completare. In molti casi invece si è scelto di
spezzare ulteriormente la cattedra». Risultato: dove c'era un professore ce ne
saranno due che dovranno correre di qua e di là. Sarà così a Scarnafigi:
cattedra di musica spartita tra due insegnanti che «completeranno», uno a
Sanfront e uno a Marene. Situazione simile a Venasca perché, invece dell'unione
con la vicina Sampeyre, è stata prevista quella con Busca. Difficile capire su
quali basi siano stati decisi gli abbinamenti. Guido Gossa dell'Ufficio
scolastico provinciale: «E' il sistema informativo del ministero a stabilire le
cattedre in base alla vicinanza delle sedi. Tuttavia saranno poi i presidi ad
assegnare i posti e le cose potrebbero cambiare parecchio». Per ora alle scuole
è stato assegnato l'organico di diritto. I dirigenti scolastici hanno la
possibilità di chiedere modifiche per arrivare a quello che viene definito
«organico di fatto», poiché potrebbero «liberarsi» altre ore per distacchi
sindacali di professori, richieste di part-time, aspettative. «Il 17 luglio si
completeranno i trasferimenti delle medie e molti colleghi potranno far domanda
per completare il servizio nella sede originaria entro il 24 - interviene
Graziella Dogliani dello Snals -. Intanto, abbiamo chiesto un incontro al
provveditore perché si evitino situazioni paradossali». Altri problemi derivano
dalla cancellazione delle compresenze (con due professori sulla stessa classe,
utile a creare due gruppi per fare recupero con stranieri e ragazzi in
difficoltà e «potenziamento« con i più bravi) e dalla riduzione dell'orario in
alcuni istituti, da 33 a 30 ore settimanali (come la media
Sacco-Boetti-Paglieri di Fossano). Per questo la cattedra spezzata potrà
toccare anche agli insegnanti delle materie fondamentali. «Sono tutti
provvedimenti che vanno a danno delle famiglie, ma io sarò fortunato se potrò
lavorare», dice Massimo Iaria, professore di Lettere di Villafalletto. Ha 42
anni, insegna da 10, ma è un «precario a vita». «La mia laurea in pedagogia è
considerata di serie B, tanto da non garantirmi l'accesso alla scuola di
abilitazione - racconta -. Pure la mia invalidità civile è una beffa: le
graduatorie scolastiche non ne tengono conto, senza abilitazione, e all'ultimo
concorso per averla chiedevano 360 giorni di insegnamento nel 2004. A me ne
mancano 8».
( da "Repubblica, La" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Esteri Un tè con Clio Napolitano nel summit orfano di Veronica Per le mogli dei Grandi mobilitate Carfagna e Gelmini Michelle dal Papa in udienza
privata con il marito. Carla in Abruzzo più a lungo delle altre FRANCESCA
CAFERRI ROMA - Clio Napolitano in soccorso di Silvio Berlusconi: può suonare
come un paradosso ma sarà la schiva moglie del presidente della Repubblica a
ricoprire, in assenza della consorte del primo ministro, il ruolo di
prima donna italiana del vertice del G8. Come a Genova nel 2001, all´Aquila
2009 Berlusconi si presenta al cospetto dei leader del mondo senza una donna al
suo fianco: se la prima volta l´assenza fu attribuita al riserbo di Veronica Lario,
oggi la domanda di divorzio mette le cose in chiaro una volta per tutte. E
attira l´attenzione della stampa mondiale. Come risolvere quello che il Times
ieri ha definito "un mal di testa" per gli organizzatori del vertice?
Chiedere al Quirinale di aprire i giardini del Palazzo alle first ladies e di
ospitarle per un tè pomeridiano deve essere sembrata allo staff del G8 la
soluzione ideale. Così, l´8 giugno, le consorti dei leader mondiali e Joachim Sauer, marito della
cancelliera tedesca Angela Merkel e unico "first
husband" del gruppo
saranno ricevute da Clio Napolitano. «Cortesia dovuta», si dice al Quirinale,
dove sottolineano che la moglie del presidente non ha nessuna intenzione di
coprire il buco lasciato libero da Veronica Lario e non parteciperà neanche alla cena offerta dal marito il giorno successivo
all´Aquila. Per il resto del tempo il cerimoniale ha chiamato in soccorso due
delle "fedelissime" di Berlusconi, il ministro delle Pari Opportunità
Mara Carfagna e quello dell´Istruzione Maria Stella Gelmini.
L´8 giugno sul palcoscenico salirà anche la moglie del sindaco di Roma Isabella
Rauti: ha invitato personalmente le ospiti a pranzo in Campidoglio e pare
particolarmente preoccupata di non sfigurare di fronte a Michelle Obama. «Mia
moglie si sta preparando per lei, speriamo bene», ha ammesso ieri Gianni
Alemanno. Nei giorni del vertice il programma delle first ladies - che
all´appuntamento parteciperanno in massa, deludendo così le firmatarie
dell´appello che le invitava a disertare visti gli scandali che coinvolgono
Berlusconi - sarà sostanzialmente diverso da quello dei mariti. In Abruzzo i
politici. A Roma, per la maggior parte del tempo, loro. L´8, quando si
apriranno i lavori, le signore visiteranno la città ed incontreranno il Papa. Assente
giustificata Michelle Obama (che arriverà a Roma con madre e figlie): sarà
ricevuta in udienza privata in Vaticano con il marito al termine del G8. Il
giorno successivo la carovana rosa si sposterà in Abruzzo per una breve visita:
Carla Bruni Sarkozy potrebbe però fermarsi all´Aquila per visitare i progetti
post-terremoto di cui è sponsor. Il dieci infine le first ladies parteciperanno
a incontri organizzati dalle agenzie Onu che si occupano di agricoltura e fame
nel mondo (Pam, Fao e Ifad). Tempo libero per esigenze private e shopping?
Molti giurano che ci sarà: Michelle Obama avrebbe chiesto di provare del gelato
ma soprattutto di stare il più possibile con le figlie. Sarah Brown aggiornerà
il suo profilo su Twitter, come fa sempre. E Joachim Sauer probabilmente non
vedrà l´ora di staccarsi dal gruppetto rosa.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Magie e misteri della caccia al Codice Gelmini
Diego pastorino Sulle orme del Codice Da Vinci, in questa fine giugno il gruppo
degli insegnanti precari della scuola è alla ricerca di un altro Codice
misterioso, affascinante come il sorriso della Gioconda di Leonardo. Lo chiameremo il Codice Gelmini. Ora, non avendo io letto il libro né visto il film, non saprei
dire cosa servisse o cosa indicasse il Codice Da Vinci. Quanto al Codice Gelmini, sono nelle stesse condizioni.
Pur avendo chiesto, non ho capito bene a cosa serva. So solo che la ricerca del
codice Gelmini funziona
come una complicata caccia al tesoro. L'inizio pare abbordabile: si va
sul sito del ministero della Pubblica Istruzione, e poi alla sezione
"registrazione on line". Lì si compilano questionari, soddisfacendo
una serie di richieste generiche, e, se si seguono le regole, alla fine si
acquisisce "la metà del codice". Solo la prima metà, si badi bene.
Questa porzione iniziale della formula magica, prodotta elettronicamente da un
elaboratore, compare sul video del computer in modo discreto, in una riga
qualsiasi di un testo abbastanza lungo, tanto che non è mica subito evidente
che quello lì, proprio quello lì, è"la metà del codice". Giunti così
alla metà del percorso, il gioco continua all'esterno: in possesso della metà
del codice, bisogna recarsi personalmente in una scuola. Questa parte del gioco
è la più succosa, perché prevede che si giochi in squadra con una segreteria
scolastica. Funziona più o meno così: uno dei segretari della scuola, dopo aver
visto che tu sei tu, solo tu, proprio tu, non altri che tu, ti consegna
"l'altra metà del codice". In questa maniera, collegando
alchemicamente le due metà del codice, probabilmente agli occhi degli
insegnanti precari si disvelerà il segreto del nascondiglio del Sacro Graal.
Così soddisfatti, essi potranno vieppiù aggiornare il loro punteggio nelle
graduatorie interne delle scuole che hanno scelto. E scopriranno che tutto
questo andirivieni di codici codicilli e formule è servito per fare una cosa semplice
semplice: aggiornare il punteggio di una graduatoria. Che è in sé operazione
importante, importantissima: dall'aggiornamento del punteggio dipende la
possibilità di insegnare. È il lavoro, accidenti, il lavoro. E sinceramente,
trasformare tutto ciò in una specie di gioco denota una totale mancanza di
rispetto. Per le persone. E per il lavoro che svolgono. Ancora una volta,
grazie al codice Gelmini, il ministero della Pubblica
Istruzione dimostra che la pratica che meglio conosce è prendere per il naso i
suoi stessi dipendenti. Con quale scopo, ditemelo voi, perché io proprio non lo
capisco. Diego Pastorino è insegnante di materie letterarie nella scuola media.
05/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
05-07-2009)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag. 11 Più ore di lezione per salvare
l'elementare di Scapezzano SCUOLA TREDICI ISCRITTI INVECE CHE QUINDICI: LA
FRAZIONE RISCHIA DI PERDERE LA PRIMA CLASSE SENIGALLIA L'OBIETTIVO rimane
invariato: mantenere per il prossimo anno scolastico la prima classe alla
scuola elementare di Scapezzano e salvare così il plesso della frazione dal
possibile ridimensionamento previsto dalla normativa varata dal ministro Gelmini. E' stato questo l'argomento che
ha tenuto banco venerdì sera nel corso di una affollata ed animata assemblea
pubblica che si è tenuta nel centro collinare, presenti gli assessori comunali
Maurizio Mangialardi e Simone Ceresoni. Dopo aver fatto il punto della
situazione rispetto ai possibili tagli di organici e di classi in alcune
frazioni a rischio nel territorio comunale, l'attenzione si è incentrata
sul locale plesso dove non si è raggiunto il numero minimo di studenti previsto
per avviare una prima classe: le iscrizioni sono state infatti tredici, contro
le quindici previste. Presenti all'assemblea anche componenti del locale
Comitato dei genitori, costituito proprio per salvare la scuola. «E' un
obiettivo al quale stiamo lavorando da mesi dice uno dei portavoce, Francesco
Simoncioni (foto) con l'attivazione di attività pomeridiane e coinvolgendo sia
la direzione didattica, che l'Amministrazione comunale. Vogliamo scongiurare la
chiusura della scuola di Scapezzano e la perdita di un patrimonio importante
per tutta la frazione». AL TERMINE dell'incontro è stato deciso di formalizzare
l'invio di una richiesta al direttore didattico dell'istituto comprensivo Senigallia
nord - Mercantini', Giancarlo Santini ed all'Amministrazione comunale. Nella
lettera verrà richiesto di aggiungere cinque ore settimanali all'orario
complessivo. Se venisse accolta la richiesta dalla direzione didattica, si
potrebbe evitare la costituzione di pluriclassi' per i corsi di italiano e
matematica. «Siamo in attesa intanto di comunicazioni ufficiali riguardo agli
organici per il prossimo anno scolastico dice l'assessore Ceresoni e quindi
verificheremo anche questa possibilità, aggiornandoci tra due settimane». NEL
CORSO dell'assemblea sono stati affrontati anche altri argomenti, tra i quali
il sempre molto sentito Piano particolareggiato della frazione, dal cui
sviluppo dipende non solo la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali
ma anche la possibilità per le giovani coppie di poter rimanere a Scapezzano. E
di conseguenza anche di garantire la speranza di poter salvaguardare la scuola
elementare. Positivo il giudizio dei residenti sugli interventi di recupero
alla mura storiche ed al centro. Sandro Galli Image: 20090705/foto/153.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
05-07-2009)
Argomenti: Scuola
P.S. ELPIDIO - S. ELPIDIO A MARE pag. 18 Tagli alle
scuole, gli amministratori si appellano all'assessorato regionale SANT'ELPIDIO
A MARE «ABBIAMO A CUORE la questione dei tagli alle scuole cittadine e andremo
fino in fondo per trovare una congrua soluzione»: l'assessore alla pubblica
istruzione Giuseppe Cifola e il presidente del consiglio comunale, Norberto
Clementi non hanno dubbi sul fatto che questa è una battaglia da portare avanti
per offrire ai ragazzi le migliori condizioni possibili di studio e
apprendimento a scuola. Così, l'altro giorno, Cifola e Clementi sono andati ad
Ancona, in Regione dove hanno incontrato l'assessore regionale alla pubblica
istruzione Stefania Benatti. «Abbiamo voluto rappresentare all'assessore la
preoccupazione nostra e delle famiglie elpidiensi circa i rischi
paventati dalla Riforma Gelmini sulle scuole cittadine». Come noto, i provvedimenti governativi
in tema di scuola sortiranno a S.Elpidio a Mare ben due effetti: se le misure
saranno applicate, dal prossimo anno scolastico 2009-2010 verrebbe tagliata una
sezione alla scuola materna di Castellano (attualmente ospitata al capoluogo) e
verrebbe eliminata una classe alla media "Bacci" (passerebbe
da cinque sezioni a quattro, nonostante i numeri siano ampiamente sufficienti a
formarne cinque, come sempre). In quest'ultimo caso, si creerebbe una
situazione critica di 26 alunni per classe, con la presenza di un numero
elevato di diversamente abili, e con l'aggravante di un ulteriore incremento di
studenti per i flussi migratori di extracomunitari. Per contro, ci sarebbe una
contrazione di organico di 2 posti di insegnante. «L'assessore Benatti ci ha
assicurato il suo interessamento ed il suo sostegno affinché queste due
situazioni possano essere scongiurate. Comunque, l'azione dell'amministrazione
comunale per il bene delle scuole, della città, degli studenti e delle famiglie
andrà avanti ancora con interventi concreti» assicurano l'assessore e il
presidente. Marisa Colibazzi
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 05-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 7 SARANNO i due
ministri Carfagna e Gelmini
ad accompagnare le first lady durante il summit: n... SARANNO i due ministri
Carfagna e Gelmini ad
accompagnare le first lady durante il summit: nelle ultime ore malumori sono
stati espressi da un quotidiano vicino ad An, che ha evidenziato l'«esclusione»
del ministro Giorgia Meloni. Telegrafica la sua risposta: «Non vedo dove
sia la polemica, sto concentrando le mie energie sul vertice del J8, l'incontro
fra giovani parallelo al G8». I ministri Carfagna e Gelmini
dunque con le first lady: la loro giornata più intensa sarà mercoledì 8, con
visite in Vaticano, Quirinale e Campidoglio.
( da "Corriere della Sera" del
05-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 05/07/2009
- pag: 5 Cerimoniale Il premier e le first lady: nessun incontro ROMA Il loro
sarà un G8 a parte. Michelle Obama, Carla Bruni Sarkozy e le altre first ladies
non incontreranno il premier Berlusconi. Ma nemmeno i rispettivi mariti: il
programma è serrato, manca proprio il tempo. Nessuna foto di gruppo allargato,
non è tradizione. Niente serate di gala: la cena del Capo dello Stato di
giovedì all'Aquila non prevede la loro presenza. Durante il summit invece le prime dame saranno scortate da Mariastella Gelmini, nella foto alta, («Ammiro
Michelle perché si impegna nel sociale ed è una donna positiva che ama suo
marito») e Mara Carfagna (foto sopra), uniche due ministre accreditate dalla
diplomazia di Palazzo Chigi. Mentre Prestigiacomo e Meloni, scrive il Secolo
d'Italia, sarebbero state trascurate perché non abbastanza «fedelissime»
del Cavaliere. «Non vedo dove sia la polemica», commenta la Meloni che peraltro
scorterà una delegazione di 14 ragazzi del J8 (Junior summit guidato
dall'Unicef) dagli Otto Grandi. Il carnet delle signore è fitto ma ancora non
definitivo. Mercoledì 8 alcune andranno in udienza dal Papa intorno alle 12.
Seguono tappa in Campidoglio dal sindaco Alemanno e la moglie Isabella Rauti
con visita di 45 minuti ai Musei Capitolini e pranzo sulla Terrazza Caffarelli,
in cucina Heinz Beck. Tè pomeridiano da Clio Napolitano, cena di lavoro e in
mezzo, chi può, shopping. Ci si cambia d'abito in hotel riservati. L'indomani
partenza per L'Aquila, visita al centro storico distrutto dal sisma, mostra
archeologica a Coppito, pranzo, la sera si torna a Roma. Venerdì appuntamento
alla Fao. Il regalo della presidenza del G8 sarà un ciondolo d'oro made in
Italy. La Regione donerà a ciascuna una presentosa , gioiello tipico abruzzese
di filigrana con al centro uno o due cuori. Giovanna Cavalli
( da "Repubblica, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 34 - Cultura Una lettera a Napolitano Perché la
storia dell´arte va studiata a scuola ROMA - L´insegnamento della storia
dell´arte nelle scuole italiane rischia di avere un ruolo marginale. Tra le varie accuse che si rivolgono alla "riforma Gelmini", ce n´è una che sta
particolarmente a cuore al mondo intellettuale ed è appunto «il pesante
ridimensionamento se non addirittura la drastica eliminazione della disciplina,
in particolare in molti settori dell´istruzione tecnica e professionale».
Si tratta di riduzioni orarie che - ad esempio - riguarderà l´indirizzo per il
turismo, «uno dei più strategici per il rilancio economico del nostro Paese e
avranno conseguenze gravi per la cultura artistica diffusa dei cittadini
italiani». è quanto scrivono in una lettera al capo dello Stato Giorgio
Napolitano, la presidente del Fondo ambientale italiano Giulia Maria Crespi,
Cesare De Seta, Marisa Dalai Emiliani della "Sapienza" di Roma e
Clara Rech che rappresenta gli insegnanti di storia dell´arte. I firmatari
denunciano come i curricula elaborati dal ministero della Pubblica istruzione
siano in decisa controtendenza rispetto all´orientamento europeo, del vasto
movimento che promuove l´insegnamento della storia dell´arte nei sistemi
scolastici di tutti i paesi membri dell´Unione. A Giorgio Napolitano è stato
sottoposto un "Appello" che ha già raccolto oltre 2200 firmatari,
sostenuto da autorevoli studiosi e istituzioni prestigiose - dalla Francia alla
Spagna, dal Portogallo alla Germania, alla Slovenia. Il provvedimento della Gelmini è "sorprendente", sembra del tutto
ignorare come sia sempre più diffusa «una nuova consapevolezza che nella storia
della creatività e della produzione artistica riconosce il germe di un sentire
comune, un terreno fecondo che, con la bellezza, ha visto fiorire la democrazia
e la pace».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
06-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 IL 5% DEL PERSONALE docente
della scuola di ogni ordine e grado in ... IL 5% DEL PERSONALE docente della
scuola di ogni ordine e grado in Polesine andrà in pensione dal prossimo 1
settembre: non sono numeri da record, ma poco ci manca. In tutta Italia le
domande di "quiescenza" accolte sono state oltre 40 mila, il che la
dice lunga anche sulle difficoltà di Ata e docenti ad affrontare novità spesso
contraddittorie, nel pieno guado della riforma della scuola media-elementare e
alla vigilia di quella delle superiori (tecnici, professionali e licei). Se ne
andranno dalla scuola, in Polesine, nelle prossime settimane ben 32 maestre
elementari e 8 docenti della scuola dell'infanzia; ma anche 42 prof delle medie
e, tra questi, fanno il botto quelli di lettere con ben 19 pensionamenti; alle
superiori lasciano in 44, tra il personale Ata in 35. Facendo le somme, nel
nuovo anno scolastico mancheranno all'appello 124 prof e 35 Ata, circa, come si
diceva, il 5% del personale. La notizia è però che non tutti i posti lasciati
vacanti saranno riempiti con nuove nomine; in effetti è stato il Ministero
stesso a "sollecitare" i pensionamenti, al fine di garantire una
qualche chance ai supplenti di recuperare un posto nelle prime settimane di
settembre. I tagli imposti in Polesine alle elementari (40) infatti non vengono
nemmeno del tutto assorbiti dai pensionamenti (35). Leggermente migliore la
situazione alle superiori dove, a fronte di 44 pensionamenti tra le varie
classi di concorso, c'è stata in provincia una riduzione delle cattedre, a
seguito della "riforma" Gelmini, di 43 unità: dunque pari e patta. E, forse, alle medie, che
hanno subito una riduzione di 26 cattedre e possono contare su 42 pensionamenti
qualcosa avanza per i supplenti. In realtà qualcosa dovrebbe anche
"restare" per un piccolo plotoncino di nuove immissioni in ruolo
promesse dal Ministro entro l'estate ma non ancora annunciate. L'effetto
congiunto di tagli e pensionamenti rimette tuttavia tutto in discussione, con
supplenti che possono trovarsi confermati o meno sul posto dove magari hanno
lavorato per anni e con docenti di ruolo che, in decine e decine nella nostra
provincia, sono stati spostati d'ufficio, alle elementari come alle medie e
superiori, perché hanno perso il posto nell'istituto dov'erano o perché devono
completare il loro quadro orario. Insomma è un rimescolamento senza precedenti
del personale di scuola: ed è solo l'inizio, perché i tagli ai Tecnici, Licei e
Professionali annunciati a partire dal 2010 porteranno un vero "tsunami
didattico": la scomparsa di certe discipline (come trattamento testi.),
l'accorpamento di tutte le aree disciplinari di chimica e scienze, il taglio
delle ore al biennio fino a 32 ai Tecnici-Professionali (oggi sono 36) e fino a
27 nei Licei (oggi sono più di 30) ecc.porteranno inevitabilmente a
rimescolamenti rivoluzionari rispetto ad un quadro rimasto sostanzialmente
stabile negli ultimi decenni. Di fronte a queste scosse, tutte le previsioni
sindacali danno per il 2010 l'anno vero dell'esodo verso la pensione dei
docenti. o.p.
( da "Corriere della Sera" del
06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronache data: 06/07/2009 -
pag: 23 Scienza Scontro con le tre ricercatrici che hanno presentato ricorso al
Tar contestando i limiti ai test «Staminali, i tagli decisi dalle Regioni» Il
viceministro Fazio: nessun blocco del governo sulle embrionali ROMA Il
viceministro contro la rivista Nature che ha messo sotto dura accusa il sistema
italiano della ricerca pubblica. «E' falso che il governo abbia voluto
escludere dai finanziamenti i progetti che prevedono l'uso di linee di staminali
embrionarie. Sono state le Regioni a chiedere di introdurre questa
limitazione», replica piuttosto adirato Ferruccio Fazio che si appresta a
prendere il timone del ripristinato dicastero della Salute. E annuncia una
rettifica. La prestigiosa testata scientifica nell'ultimo numero ha dato
notizia del ricorso presentato da tre ricercatrici italiane (Elisabetta Cerbai,
Elena Cattaneo e Silvia Garagna) contro il bando che stanzia 8 milioni per
progetti sulle cellule staminali. La decisione di cancellare sperimentazioni su
linee di origine embrionaria infrangerebbe «il diritto costituzionale alla
libertà di ricerca». La Cerbai attacca: «Scelta voluta ad alto livello politico
». Viceministro, smentisce? «Sono state le Regioni a proporre quella modifica come
dimostrano senza ombra di dubbio i verbali delle riunioni col governo avute tra
dicembre 2008 e febbraio scorso. Le tre ricercatrici sono disinformate.
Perderanno il ricorso». Il veto sulle staminali embrionarie è venuto dalla
Lombardia. Il governo non poteva opporsi visto che altri Paesi finora ostili al
finanziamento di questi studi, primi fra tutti gli Stati Uniti di Obama, hanno
cambiato rotta? «Io ho il massimo rispetto il lavoro delle Regioni con le quali
voglio mantenere un buon rapporto. Il mio obiettivo inoltre era mandare avanti
il bando che altrimenti si sarebbe fermato. A volte è necessario accettare
compromessi». Ritiene che le ricerche sulle staminali dell'embrione debbano
essere portate avanti? «Da ricercatore sono convinto che dal punto di vista
scientifico le staminali adulte siano più interessanti. Non c'è bisogno di
scomodare l'embrione ». Sergio Pagano, prefetto dell'Archivio Segreto del
Vaticano, ha affermato che su alcune questioni, come cellule staminali e
genetica, la Chiesa ragiona con gli stessi preconcetti nutriti a suo tempo nei
confronti di Galileo. Che ne pensa? «L'apertura mi fa molto piacere. Lo dico
come medico. Questo non sottintende un giudizio sulle cellule staminali
embrionali. Credo però che la ragionevolezza debba sempre guidare il
comportamento degli uomini». Come liberare il sistema italiano dal conflitto di
interessi? Una legge che renda obbligatoria l'introduzione del principio del
peer review (confronto tra pari) per dare trasparenza? «Sì alla legge, ma non è
necessaria. Sono già d'accordo con il ministro Gelmini perché anche i fondi
dell'università, come i nostri a partire da quest'anno, siano distribuiti con
lo steso meccanismo». E i cervelli in fuga, ultimo caso quello di Rita
Clementi, denunciato dal «Corriere»? «Intanto verrà stanziato un fondo per
favorire la collaborazione tra chi lavora all'estero e i nostri centri.
Una cifra contenuta per ora, 10 milioni. E' a buon punto l'anagrafe degli
espatriati. Stiamo raccogliendo i dati attraverso le ambasciate ». Margherita
De Bac mdebac@corriere.it \\ L'obiettivo era mandare avanti il bando di ricerca
che altrimenti si sarebbe fermato
( da "Corriere della Sera" del
06-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 06/07/2009 -
pag: 8 LE RESISTENZE SOCIALI E TERRITORIALI I veri ostacoli alle riforme di
ANGELO PANEBIANCO SEGUE DALLA PRIMA Dipende dal fatto che, accanto al welfare
«ufficiale», quello gestito dallo stato, c'è anche un esteso welfare «occulto»
che tutela tante famiglie italiane a vari livelli di reddito. Ci sono
protezioni e fringe benefits assicurati ai tanti dalle innumerevoli
corporazioni, le rendite garantite dalla spesa pubblica (sprechi inclusi), i
benefici assicurati ai singoli dall'economia sommersa. Non casualmente, a
soffrire di più a causa della crisi sono fino ad oggi quei settori della
piccola impresa e del commercio (come ha osservato Dario Di Vico sul Corriere
del 2 luglio) che sono tra i pochi davvero esposti alla concorrenza di mercato.
Dall'elenco di Monti estraggo il caso che conosco meglio, quello della
formazione del capitale umano. E' la questione dell'istruzione. Sarebbe
auspicabile una riforma meritocratica dell'Università (Francesco Giavazzi, su
questo giornale, 3 luglio) e della scuola in generale. Ed è
vero che il ministro Gelmini è sinceramente interessato a farla. Ma potrà mai il Parlamento
(nelle sue componenti di destra e di sinistra) consentire davvero incisive
riforme meritocratiche nel settore dell'istruzione? Ne dubito. E non certo a
causa della resistenza di qualche «barone» o di qualche preside di liceo.
A causa del fatto, piuttosto, che verrebbero scossi equilibri territoriali,
locali, consolidati. Prendiamo il caso dell'Università. In Italia ci sono
centri universitari ottimi, centri universitari così così e centri universitari
pessimi. Questi ultimi godono di esteso sostegno e di granitiche complicità
nelle comunità territoriali di appartenenza. Una riforma meritocratica (che, se
fosse davvero tale, dirotterebbe i finanziamenti sui centri e i ricercatori
migliori) li metterebbe in ginocchio. E che cosa credete che accadrebbe? Quei
pessimi centri universitari sono pur sempre erogatori di stipendi e rendite, e
grazie ad essi vive anche un esteso indotto cittadino. Inoltre, essi contano
sulla complicità delle famiglie le quali, pagando tasse basse, assicurano
comunque ai propri figli diplomi dotati di valore legale. Ci sarebbero
probabilmente rivolte in stile Reggio Calabria 1970. I sindaci, i sindacati, i
deputati locali (di destra e di sinistra) farebbero barriera in difesa del
pessimo centro universitario minacciato. Ciò che vale per l'istruzione vale,
credo, per tutti gli altri settori che dovrebbero essere interessati da
incisive riforme. In molti casi, colpire la rendita può significare mettere a
rischio o, per lo meno, in grave sofferenza, anche i legami fra le diverse aree
territoriali del Paese. Ciò significa che non bisogna fare quegli interventi
riformatori? Bisogna farli di sicuro, a meno che non ci si rassegni
definitivamente all'idea che la democrazia italiana possa reggere solo se si
accettano bassi tassi di crescita (anche a crisi superata) e forse, in
prospettiva, un ulteriore impoverimento complessivo. Ma bisogna anche
individuare le strategie utili per attutire gli inevitabili, probabilmente
fortissimi, contraccolpi.
( da "Sicilia, La" del 06-07-2009)
Argomenti: Scuola
teatro greco Cinquecento firme per capire Lettera alla
soprintendenza per conoscere le condizioni del sito. Ancora nessuna risposta di
bartolo 37 Università salva a patto che si rispettino alcune condizioni. Prima
fra tutte il pagamento in 4 rate dei 10 milioni e 300 mila euro che la
Provincia deve all'ateneo e che in caso di insolvenza comporterà il
trasferimento dei due corsi di laurea a Catania. Lo ha deciso il consiglio
d'amministrazione etneo dopo la riunione del senato accademico che approva
l'accordo con gli enti aretusei per l'attivazione di Beni culturali. Il Cda ha
dato mandato al rettore Antonino Recca, in caso di mancato pagamento - nei
termini pattuiti - anche di una sola delle quattro rate previste dal piano di
rientro proposto dalla Provincia, di agire mediante decreto ingiuntivo per il
recupero del credito; di risolvere i rapporti convenzionali in essere al
momento dell'inadempimento con disattivazione di tutti i corsi svolti presso la
sede di Siracusa e trasferimento a Catania di tutti gli studenti; e di agire
poi per il risarcimento di ogni danno. Condizioni chiare che appaiono come un
diktat ai siracusani impegnati nella strenua difesa della causa università.
«Esiste una convenzione firmata tra le parti - afferma il presidente del
consorzio Archimede, Salvo Baio - e dunque occorre agire tutti nel pieno
rispetto di questo accordo. Un insediamento universitario non si costruisce
sulla carta bollata né sugli aut-aut. Questa vicenda è già stata molto dura sia
per gli studenti che per i docenti, oltre che per l'intera città e le sue
istituzioni che tanto si sono prodigate in questi anni per la crescita della
realtà accademica. Credo che sia adesso giunta l'ora di pensare a come
riprendere il cammino definendo un percorso formativo condiviso, che punti a
elevare la qualità didattica e formativa. Mi dà fastidio la sola idea che si
possa staccare o attaccare la spina dell'insediamento universitario in maniera
così sbrigativa e sommaria. In definitiva, la cosa più importante è il fatto
che abbiamo salvato per il prossimo anno accademico tutti i corsi. Ora serve
comunque una riflessione». E si farà. Come deciso anche al termine
dell'incontro svoltosi nella sede ministeriale di Roma, alla
presenza dei delegati del ministro Gelmini. Se salvare la riattivazione dei due corsi è stato il primo
passo, mantenerli dev'essere quello immediatamente successivo. Per questo entro
il 15 settembre si aprirà un tavolo coordinato dalle segreterie tecniche del
Ministero sul decentramento della sede universitaria, al fine di definire la
nuova offerta formativa, in collaborazione con l'Università di Catania.
Ciò nel rispetto dei requisiti di qualità previsti dal decreto ministeriale 270
del 2004. Isabella di bartolo
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Torino Presidio in ateneo e parole dure contro
la magistratura: "Esegue gli ordini di Berlusconi" L´Onda:
"Stiamo dalla loro parte l´obiettivo era violare la zona rossa"
"Scelta condivisa in assemblea, ma poi durante un corteo c´è chi va avanti
e chi si tira indietro" «La magistratura soggiace alle direttive ministeriali,
questi arresti sono segno della debolezza del governo che non trova risposte ai
problemi del paese, alla crisi come al terremoto». Con queste parole gli
studenti dell´Onda di Torino ieri hanno commentato gli arresti di ieri durante
un incontro nell´atrio di Palazzo Nuovo. E si riferiscono al ministro
dell´Interno, Roberto Maroni. «è lui il mandante di questa operazione che,
oltre a reprimere il dissenso, compie una azione preventiva in vista
dell´imminente G8 dell´Aquila. Ma se era un´intimidazione, ribadiamo che non ci
sottrarremo alla partecipazione al G8 e alle altre iniziative. Questa è stata
un´operazione prevedibile, non riuscirà a ingabbiare quello straordinario
movimento che da settembre ad oggi ha inondato le scuole, le università e le strade.
Le pratiche repressive utilizzate da governo, magistratura e polizia si
ripetono, ma noi torneremo in piazza più forti di prima». Dietro una cattedra
improvvisata con due banchi e qualche sedia ci sono Marta e Matilde, volti
puliti, facce nuove del movimento antagonista. Sono tra gli
studenti che da settembre si mobilitano con occupazioni e manifestazioni per
protestare contro la riforma Gelmini, l´aumento delle tasse, il G8 University Summit. «è stato
straordinario dare vita a un movimento che dall´autunno non ha perso vigore -
spiegano - Avevano detto che eravamo morti, invece a maggio c´eravamo ancora,
ci siamo a luglio e ci saremo il prossimo autunno. Certo il fatto di
aver arrestato ragazzi giovani, appena ventenni, all´inizio del loro percorso
universitario, è un chiaro segnale di volerci depotenziare in vista del
prossimo autunno». Respingono le accuse di essere stati strumentalizzati da una
frangia di facinorosi. «La decisione di violare la zona rossa è stata
concordata da un´assemblea a livello nazionale due giorni prima del corteo e
che il corteo non si è spaccato è dimostrato dal fatto che dopo quello che è
accaduto in corso Marconi siamo tornati tutti insieme all´università, forse
eravamo ancora più di prima e tutti eravamo compatti nell´assemblea del
pomeriggio. è evidente che in queste situazioni non tutti fanno tutto, qualcuno
va avanti e altri restano indietro, ma questo non vuol dire che una parte della
manifestazione non abbia condiviso l´accaduto». Poi tutti in rettorato, per un
presidio già fissato contro l´aumento delle tasse in concomitanza con la
riunione del Senato Accademico. A quelle motivazioni aggiungono la richiesta di
liberazione dei loro compagni. «La lotta continua», dicono fieri. (f. cr.)
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Roma First lady, Carla Bruni snobba Roma Domani
pranzo per Michelle Obama e le altre in Campidoglio. Il menu di Heinz Beck
Tempi serratissimi tra udienza papale sosta sulla Terrazza Caffarelli,
rinfresco al Quirinale ALESSANDRA PAOLINI GIOVANNA VITALE In Italia sì, ma non
a Roma. Carla Bruni-Sarkozy snobba le altre first lady che domani sbarcheranno
nella capitale per una 24 ore istituzional-vacanziera fitta di impegni. Udienza
dal papa, pranzo in Campidoglio, rinfresco al Quirinale e magari qualche
piccolo fuori programma che non guasta mai. Per poi, la mattina dopo,
raggiungere i mariti al G8 dell´Aquila. Un programma, come si diceva, che non
riguarderà l´inquilina dell´Eliseo: Carlà andrà dritta in Abruzzo assieme al
consorte. Non ci ha invece pensato un attimo Michelle Obama a regalarsi una
giornata tutta romana per lei, le figliolette Malia e Sasha e la mamma Marian
Robinson. A villa Taverna è già tutto pronto per ospitarle. Del resto, in
città, i preparativi si sprecano. Isabella Rauti, art director del pranzo sulla
terrazza Caffarelli fissato per le 13.30, durata prevista 50 minuti, è da più
di una settimana che ci pensa e ci ripensa, come ha raccontato il marito
sindaco. Il tavolo imperiale ovale, apparecchiato per 14, sarà ombreggiato da tende
in lino chiaro. A far gli onori di casa, oltre alla moglie
di Alemanno, le ministre Carfagna e Gelmini. Undici le first lady, tra cui l´inglese Sarah Brown, la
giapponese Chikako Aso, l´indiana Gursharran Kaur, la messicana Margarita
Zavale, la svedese Giulia Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle cinque
mogli del poligamo presidente sudafricano Zuma. Per l´occasione lo chef
della Pergola, Heinz Beck, ha immaginato un banchetto tutto "core de´
Roma". Piatto forte: saccottelli alla carbonara. Ovvero: «Pasta ripiena
con l´uovo, mantecata con dadini di zucchine e pecorino. Ma senza pancetta. Non
tutte le signore, per religione, possono mangiare carne di maiale», spiega il
cuoco. Per antipasto, gamberi rossi fritti, piccole bruschettine e assaggi di
coda alla vaccinara. Una pausa di relax tra l´udienza mattutina da Benedetto
XVI (assente giustificata, la moglie del presidente Usa che vedrà il Papa
venerdì mattina insieme al marito) e il tè al Quirinale da donna Clio. Conclusa
dalla visita ai musei Capitolini (dalle 14.30 alle 15.20), con piazza del
Campidoglio off limits dalle 12 alle 16. Un cronoprogramma studiato al secondo.
«Ma le signore non sono obbligate a seguirlo passo passo», spiegano dal
Cerimoniale della Farnesina. E siccome la Pinacoteca è straordinaria, ma un po´
di shopping non guasta mai, la Confcommercio ha messo a disposizione del
"ghota in gonnella" una ventina di personal shopper. Tra le boutique
del centro non si spera altro. Bulgari le invitate tutte alla mostra Tra
eternità e storia al Palexpò, mentre la gioielleria Versace espone una parure
che - dicono in atelier - «sarebbe perfetta per Michelle».
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna Erano al G8 degli Atenei a Torino,
alcuni impugnavano bastoni. I difensori: misura ingiustificata Riconosciuti dai
video della Digos mentre vanno all´attacco della polizia In manette quattro
ragazzi del Collettivo universitario L´operazione alla vigilia del G8
dell´Aquila, appuntamento chiave del governo CARLO GULOTTA LE TELECAMERE della
Scientifica li hanno immortalati mentre attaccano la polizia che protegge il
castello del Valentino a Torino, nel giorno del "G8 University
Summit": era il 19 maggio e il video ha incastrato quattro studenti
bolognesi dell´Alma Mater in marcia contro gli agenti. Si proteggono con caschi
e sciarpe, uno ha in tasca un fumogeno, gli altri stringono un bastone e stanno
a due passi dagli altri manifestanti raccolti a "testuggine", sotto
gli scudi di plastica rinforzati da un´armatura, che poi si scagliano contro il
cordone. Venti agenti feriti, prognosi limitate. Un mese e mezzo di indagini
della Procura di Torino, 21 arresti in tutta Italia, ieri mattina il blitz e le
perquisizioni. Alla vigilia di un altro G8: l´appuntamento-chiave del Governo
Berlusconi a l´Aquila. Scrive il gip di Torino nell´ordine d´arresto: le misure
sono scattate «in vista dell´apertura del G8 a l´Aquila. Gli arrestati
appartengono al movimento antagonista, in grado di elaborare un disegno
criminale collettivo organizzato, suscettibile di porre in serio pericolo
l´incolumità delle forze dell´ordine e di turbare l´ordine pubblico. E´
evidente l´estrema concretezza del rischio di reiterazione di analoghe
condotte». Giustizia con la mano dura: a Alessandro Boggia, 22 anni, Marco
Mattei, 28, Ernesto Maria Rugolino, 22, e Francesco Zuanetti, 21, tutti del
Collettivo Autonomo Universitario, "costola" del centro sociale
"Crash", viene contestata la violenza a pubblico ufficiale e le
lesioni. Facce note alla Digos: Mattei è il portavoce del Cua, Boggia, Rugolino
e Francesco "Zua" Zuanetti hanno partecipato a tutte le iniziative
dell´Onda, dal corteo No Gelmini del 30 ottobre alla protesta contro le filiali Unicredit del 12
novembre, fino all´assedio del Rettorato la settimana scorsa contro il
caro-tasse. Tutti incensurati, dicono i loro avvocati, Marina Prosperi, Simone
Sabattini e Carlo Bressan, mentre la polizia parla di precedenti di polizia in
qualche caso "specifici". Mai una condanna, però. Frequentano
Scienze Politiche, Lettere, Biologia e Scienze della Formazione e il 19 maggio
parteciparono alla grande manifestazione di Torino assieme ad altri 150
studenti bolognesi. Protestano gli avvocati: «Non ravvisiamo i gravi indizi
idonei a mantenere una misura coercitiva così grave. E non condividiamo
l´impostazione della Procura: mancano le specificazioni rispetto alle condotte
individuali e materiali degli accusati».
( da "Repubblica, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna Alle Longhena Dieci politico, maestre
sanzionate UNA censura a tre maestre, per aver criticato la
riforma Gelmini «non nelle
sedi competenti». E un richiamo scritto per tutti gli altri 24 insegnanti per
non aver ottemperato alla riforma sui voti in decimi. Sul caso del «dieci in
pagella» alle scuole elementari Longhena (foto sotto), ecco i provvedimenti
disciplinari annunciati. Dopo tanto clamore, l´ufficio scolastico
provinciale ha scelto una linea soft, che sgonfia il caso. «C´erano le
condizioni per andare ben oltre, ma c´è stato il ravvedimento e un
comportamento corretto dei docenti», dice il direttore, Vincenzo Aiello. I
provvedimenti, già firmati da una settimana, non sono ancora arrivati agli
insegnanti. Per le tre maestre censurate l´ispettore aveva chiesto addirittura
il trasferimento. (il. ve.)
( da "Stampa, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
INDAGINIMATTIA MARZUOLI, 26 ANNI, E' ACCUSATO DI VIOLENZA
E LESIONI Studente universitario sanremese arrestato per i disordini a Torino
[FIRMA]GIULIO GAVINO SANREMO Anche uno studente universitario sanremese è stato
arrestato ieri nell'ambito dell'operazione della Digos di Torino che ha
interessato il nucleo violento protagonista degli scontri di piazza avvenuti
nel capoluogo piemontese nel mese di maggio a margine di una manifestazione di
protesta contro il «G8 University Summit». L'ordinanza di custodia cautelare in
carcere ha raggiunto Mattia Marzuoli, 26 anni, residente a Coldirodi, iscritto
all'ateneo torinese. La polizia lo ha rintracciato ieri mattina, in vacanza a
casa, e l'ha associato per ordine del magistrato al carcere di Valle Armea.
L'interrogatorio di garanzia, per rogatoria, è fissato per questa mattina. Il
blitz è scattato, a Torino e in altre parti del Nord Italia, e ha portato
complessivamente all'arresto di 21 studenti (16 in carcere e gli altri ai
domiciliari). Le contestazioni della magistratura sono di violenza e minaccia
aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, violenza privata.
Negli scontri, che erano avvenuti lo scorso 17 maggio, più di venti agenti
rimasero feriti e numerose auto e negozi subirono danneggiamenti. Il corteo era
stato ordinato e composto ma una volta giunto in corso Marconi una piccola
parte di manifestanti si era resa protagonista dell'episodio violento. Il ruolo
di Marzuoli nello scontro, secondo quanto emerso nella giornata di ieri,
sarebbe stato quello di «coprire» l'azione di un nucleo di ragazzi armati di
spranghe e di un estintore utilizzando quale «paravento» uno striscione. Quel
giorno, secondo i filmati realizzati dalla Digos che seguiva il corteo, il
giovane sanremese indossava un casco di colore bianco e un bavaglio bianco con
una scritta viola davanti alla bocca (e anche un paio di occhiali da sole).
L'attività investigativa che ha portato al riconoscimento di Mattia Marzuoli ha
permesso di accertare come in passato avesse preso parte a manifestazioni
contro la riforma dell'Istruzione promossa dal ministro Gelmini. Nell'ordinanza di custodia
cautelare il giudice ha ricostruito la dinamica dell'episodio di violenza
avvenuto a Torino: «Dopo essersi travisati ed armati i dimostranti si disponevano
su diverse file, in assetto sostanzialmente "bellico", e si muovevano
secondo una strategia diversificata per le ali e il fronte della formazione,
a dimostrazione del fatto che l'attacco era stato preordinato e pianificato in
ogni passaggio come un'operazione militare». ALTRI SERVIZI IN PAGINA NAZIONALE
( da "Sicilia, La" del 07-07-2009)
Argomenti: Scuola
Risorse ancora in alto mare, appello
del Clds alla Gelmini
«Rischio sudamericanizzazione» «Dalla crisi si esce solo investendo nel vero
motore della ricerca che è lo sviluppo e la formazione delle giovani
generazioni». E' il monito lanciato dal Coordinamento delle liste per il
diritto allo studio (Clds) al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per sollecitare la
destinazioni di maggiori risorse allo studio. Altrimenti, corriamo il rischio
di «sudamericanizzarci». Dopo i tagli della Finanziaria 2009, imposti dal
ministero dell'Economia, il governo dovrebbe invertire la tendenza
incrementando i fondi. Così, almeno, ha lasciato intendere la Gelmini nei mesi scorsi, rassicurando le aspettative di
insegnanti e studenti. Ma di segnali concreti ancora non c'è traccia. Ed è per
questo che il Clds suona il campanello d'allarme, reclamando investimenti utili
anche a contrastare la crisi economica. «Se non si interviene subito - si legge
nel documento - a ottobre non potremo che assistere al solito triste
"teatrino" dell'Onda». La protesta studentesca, cioè, che fu oggetto
di «strumentalizzazioni» da parte delle forze politiche. Se non si vuole
ripetere il copione, dunque, il ministero dell'Istruzione deve assumere
iniziative:«O dobbiamo rassegnarci ad avere un unico ministero,
quell'Economia?». Nicola Rossi, ordinario di Economia politica, nonché senatore
del Pd, condivide l'allarme («sono osservazioni più che legittime») ma non
sembra fiducioso. «L'unica cosa che risulta certa è che le risorse saranno
tagliate in maniera consistente senza indicare settori i che andranno
ridimensionati», dice: «E' ben strano che il governo non dica agli Enti di
prepararsi».
( da "Repubblica, La" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Esteri La consorte del sindaco Alemanno
accoglierà in Campidoglio le mogli dei leader Isabella Rauti, first lady per
caso "Vorrei stare vicino a Michelle" "Mi sto occupando del menù
tipico romano: c´è anche la coda alla vaccinara. Non ci sarà Carla Bruni?
Meglio, così non sfigureremo troppo..." GIOVANNA VITALE ROMA - è lei la
vera first lady del G8. Altro che le ministre Carfagna e Gelmini, incaricate dal governo a
scortare le première dame in visita nella città eterna, ma entrambe prive di
marito. L´unica a potersi fregiare del titolo è Isabella Rauti, legittima
consorte del sindaco di Roma, che oggi all´ora di pranzo, in piazza del
Campidoglio, accoglierà Michelle Obama, Sarah Brown e le altre. Undici
ospiti dai quattro angoli del globo per una «colazione informale» sulla
Terrazza Caffarelli preparata dallo chef tre stelle Michelin Heinz Beck. Una
pausa di relax fra l´udienza papale e il tè al Quirinale. Tuttavia: «Sto rivivendo
l´incubo del mio banchetto di nozze», trepida la signora Alemanno, art director
dell´evento. «Mi sono occupata di tutti i dettagli organizzativi, dal menu con
piatti della tradizione romana, coda alla vaccinara compresa, alla scelta del
regalo che la città di Roma farà alle first ladies». Ci può dire cosa ha
scelto? «Non posso anticipare nulla, solo che si tratta di un accessorio di
moda etica a cui tengo molto. Tutti pezzi unici ed equo-solidali, realizzati
cioè con materiali riciclati, il cui ricavato viene devoluto ad associazioni
femminili del terzo e quarto mondo. Mi sembrava giusto, nello spirito di questo
G8, donare un oggetto che avesse un forte valore simbolico». Come si svolgerà
l´evento? «A partire dalle 13.30 io e il sindaco Alemanno accoglieremo le first
ladies davanti ai musei capitolini. Una dopo l´altra cominceranno a salire
nella Sala Petronilla, dove le aspettano le ministre Carfagna e Gelmini. Verrà servito l´aperitivo in attesa che il gruppo
sia completo. Quindi faremo un brindisi, ci sposteremo sulla Terrazza
Caffarelli e lì Gianni ci lascia». Come vi sistemerete? «Non so bene, il placé
è ancora in via di definizione. Se ne stanno occupando le ambasciate e il
Cerimoniale. Saremo tutte sedute a un tavolo ovale, dove verrà servito l´antipasto,
un primo e due secondi. Il regalo verrà consegnato prima del dolce, che sarà
invece a buffet». Lei certo vorrà stare accanto alla signora Obama... «Lo
spero. Prima della sua partenza per l´Italia le ho inviato la traduzione di un
mio articolo su di lei pubblicato dal Secolo d´Italia. Ci tenevo che Michelle
lo leggesse. Un modo per farle sapere chi la sta ricevendo, una donna che la
stima molto». Dopodiché ci sarà la visita ai Musei capitolini «Le nostre ospiti
si muoveranno liberamente, ciascuna con un interprete, fino all´esedra del
Marco Aurelio, dove faremo la foto di gruppo. Poi ci scioglieremo». Come si
sente? «Sono emozionata, sento molto la responsabilità. Vorrei che tutte si
trovassero bene, che fosse un incontro informale durante il quale conversare
amabilmente fuori dai protocolli rigidi cui sono costrette. Se riuscissimo a
regalare un´ora e mezza di assoluto relax sarei molto contenta». Lei che look
adotterà? «Un vestito, purtroppo dovrò fare a meno dei miei adorati pantaloni,
ma non ho ancora avuto il tempo per sceglierlo». E il parrucchiere? «Lo farà
venire domattina a casa». Dispiaciuta per la diserzione di Carla Bruni? «Tutto
sommato meglio così. Sfigureremo tutte un po´ meno». SEGUE A PAGINA 6
( da "Riformista, Il" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Nella zona a luci rosse tornano le due ministre carfagna e
gelmini. L'attacco al Cavaliere procede su tre livelli. Il primo riguarda Noemi
e Patrizia. Il secondo alcune deputate del Pdl, il terzo le first ladies scelte
per L'Aquila. di Fabrizio d'Esposito Il Cavaliere, è noto, ha la fissa per i
video, anzi per gli spottoni che esaltano la sua figura. Alle ragazze di
Palazzo Grazioli, secondo le testimonianze raccolte nel Patriziagate, ha fatto
vedere lunghi documentari un po' noiosi su lui e Bush a Washington. E anche ai
grandi della terra che oggi si ritroveranno all'Aquila è stata riservata una
sorpresa sul grande schermo: un video sulle meraviglie d'Italia che si sofferma
molto sulla Sardegna e si conclude con un'immagine del Colosseo. Spot turistici
a parte, l'incognita che incombe sul summit del premier è quella degli scandali
sessuali. Chi varcherà la zona a luci rosse del G8? Quale quotidiano straniero
pubblicherà le foto piccanti di Villa Certosa? In ballo ce ne sono quattro e in
alcuni ambienti della maggioranza ha preso piede l'ipotesi che i famosi 5mila
scatti di Antonello Zappadu, in realtà avrebbero più padri. Nel senso che il
fotoreporter sardo non sarebbe stato l'unico ad averle realizzate. Certo, la
presunta soluzione finale non è l'intervista pubblicata ieri da Repubblica a
un'altra delle ospiti delle residenze private di Silvio Berlusconi: Teresa De
Nicolò, indicata sin dall'inizio del caso della escort Patrizia D'Addario, come
una "reclutatrice" per conto dell'imprenditore pugliese Giampaolo Tarantini.
Anche perché come riferisce crudamente un fedelissimo del premier «ormai siamo
assuefatti ai racconti sulle notti di Palazzo Grazioli, a questo punto l'unica
cosa che potrebbe provocare un forte imbarazzo è solo una foto, un'immagine
piccante». Altra domanda ricorrente è poi questa: se Berlusconi uscirà
"incolume" dal summit dell'Aquila finiranno le rivelazioni hard? La
risposta è no. Probabilmente. Molto significativa, in merito, è la sibillina
annotazione, quasi rabbiosa, fatta da vari esponenti del Pdl dopo aver saputo
che il ruolo vacante della first lady Veronica Lario sarà occupato per esigenze
istituzionali dalla coppia ministeriale Carfagna-Gelmini,
con la prima in una posizione predominante. Questo il commento: «Ma allora
Silvio non ha capito nulla. Perché insiste?». Le parole nascondono un timore
che circola da qualche giorno. E cioè che quella che viene individuata come la
strategia della delegittimazione di questo governo abbia tre livelli ben
precisi. Il primo è rappresentato dalla passione del premier per le feste a
Palazzo Grazioli e sinora ha come simboli il Noemigate e il Patriziagate. Gli
altri due, secondo queste fonti molto accreditate, riguarderebbero più
direttamente la politica. Ovviamente con il sesso sullo sfondo. In pratica, il
secondo livello di attacco investirebbe alcune donne elette nelle liste del
Pdl. Addirittura una di loro potrebbe vantare un passato da escort di lusso,
mentre un'altra avrebbe già ammesso riservatamente di essere stata di notte a
Palazzo Grazioli. Illazioni? Fino a un certo punto. Per un semplice motivo: in
qualche altra procura italiana potrebbe essere già partita un'altra inchiesta
per il reato di induzione alla prostituzione sulle feste del Cavaliere. E tutto
ruoterebbe a una delle persone più note di questi ricevimenti privati del
premier, il cui nome è già uscito varie volte. Infine, il terzo. Di livello.
Quello più alto, che riporterebbe l'opinione pubblica a un anno fa, quando
uscirono fuori le intercettazioni hard del presidente del Consiglio su tre
ministre dell'attuale esecutivo, di cui una promossa solo
da poco: Carfagna, Gelmini
e la rossa Michela Vittoria Brambilla. Insomma, potrebbero saltare fuori le
trascrizioni. Di qui, allora, la considerazione di alcuni parlamentari su
Carfagna e Gelmini al
vertice. Si tratta, in conclusione, di uno scenario altamente cupo per il
Cavaliere. Nella maggioranza, sottotraccia, è anche iniziato un
riposizionamento verso qualche esponente di rilievo del cosidetto "governo
dei migliori", concepito nell'emergenza scatenata dallo scandalo di
Casoria. A meno che, e anche questa è solo un'ipotesi, l'evoluzione delle
vicende interne del Pd non riporti a uno scenario di riserva: e cioè che
qualcuno ricominci a parlare e trattare con il premier. Ma, allo stato, sembra
molto difficile. 08/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
08-07-2009)
Argomenti: Scuola
URBINO pag. 17 Il governo non taglia i fondi all'Ateneo Il
rettore Bogliolo è soddisfatto: «Fatta eccezione solo per noi e L'Aquila» IL GOVERNO Berlusconi ha deciso di non decurtare i fondi
all'Ateneo di Urbino sulla base di quanto previsto quest'anno dalla riforma Gelmini e dai tagli ai bilanci dello
Stato. Due sole università italiane sfuggono ai tagli; L'Aquila per ovvi motivi
a seguito del terremoto e Urbino. A farlo sapere è il magnifico rettore
Giovanni Bogliolo (che rimarrà in carica fino a ottobre). «Il fondo
destinato all'università di Urbino, come quello dell'università dell'Aquila,
sono tenuti fuori dai tagli previsti afferma Bogliolo, in questo periodo in
Liguria . Il governo ha previsto di tagliare agli atenei il 7 per cento dei
finanziamenti (che in realtà diventa del 13 a seguito di complessi meccanismi
che illustrare qui porterebbe via troppo spazio) per poi ridistribuire questi
fondi sulla base di alcuni indicatori. Come è facile immaginare, i nostri
indici non possono essere valutati come quelli di altri altri atenei a seguito
della eccezionalità della nostra condizione di questo periodo, a causa del
transito allo status di università pubblica». E' una decisione che fa ben
sperare... «In effetti c'è da essere soddisfatti perché il governo ha riconosciuto
la eccezionalità della nostra condizione». A proposito di bilanci, a due anni
dalla data del decreto di statalizzazione dovrebbe esserci la presa di
coscienza che il risanamento è stato compiuto... «Entro l'anno arriverà. Il
punto è che l'organismo che si doveva riunire, il Cnvsu (Comitato nazionale per
la valutazione del sistema universitario, ndr) che va avanti dai tempi del
ministro Mussi, con continue riconferme, va ora sostituito dall'Anvur (Agenzia
nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ndr). E'
vero che il decreto di statalizzazione è del 22 giugno di due anni fa, però non
è così fiscale come si pensa e tra l'altro l'organismo di valutazione è in fase
di ricostituzione. In ogni caso abbiamo i finanziamenti dello scorso anno
confermati, quest'anno chiuderemo il bilancio in pareggio ancora una volta. Il
punto fondamentale è che si devono trovare ulteriori fondi e non è che i
politici hanno dato molto aiuto in questo senso. Però il ministero ci ha
riconosciuto quel che ho detto». La recente analisi del Censis che pone in
ottima luce la nostra università è dunque di conforto. Non trova? «Nell'analisi
condotta dal Censis sui 58 atenei statali, l'Università nostra ottiene
quest'anno significative qualificazioni, passando dal 14° al 9° posto tra gli
Atenei di media grandezza con un punteggio totale di 87,3 contro quello di 85
dello scorso anno. Questa classifica è stilata sulla base di quattro
indicatori: strutture, servizi, borse erogate e web. Particolarmente apprezzato
il sito web www.uniurb.it che ha ottenuto il punteggio massimo in Italia, a
pari merito con quello di Camerino. Tra le Facoltà dell'Ateneo spicca il primo
posto assoluto della Facoltà di Lingue (che l'anno scorso era seconda). Inoltre
la Facoltà di Sociologia si è confermata al terzo posto e quella di Scienze e
Tecnologie è balzata dal decimo al quarto. In totale, sono ben sette le Facoltà
che hanno migliorato la loro posizione e il loro punteggio rispetto all'anno
precedente». Questa è una risposta a chi è pessimista? «Beh, mi pare evidente,
l'università è viva e capace di fare ricerca di qualità e di formare i giovani
nella maniera migliore. Ancor più perché esse giungono dopo un periodo nel
quale l'Ateneo ha dovuto affrontare e superare grandi difficoltà: sono una
ulteriore tangibile testimonianza della ripresa, di cui ci sono molti sintomi
dalla statalizzazione in poi». Cosa ne pensa del fallimento del progetto di
fare i nuovi collegi a Castelcavallino? «Non verso una sola lacrima. Sono
sempre stato contrario. E' curioso che nessuno si faccia avanti, ora, per dire
che era favorevole. Tutte le sconfitte sono orfane e le vittorie hanno tanti
padri. Comunque, dovremmo riuscire a mantenere i finanziamenti per le residenze
degli studenti e trovare soldi per restaurare bene i collegi ai Cappuccini.
Vanno messi a norma e dopo tanti anni che fanno un lavoro eccellente, hanno
comunque bisogno di interventi». g. l.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA SCUOLA pag. 11 Maestre: «Sanzioni ingiuste»
Garagnani: «Presa in giro» 10 IN PAGELLA ALLE LONGHENA «LE SANZIONI ricevute
(richiamo scritto per 24 docenti e censura per altri tre, ndr), seppure di
minore entità rispetto alle punizioni esemplari' che erano state paventate, le
riteniamo profondamente ingiuste». Lo scrivono le maestre delle scuole primarie
Longhena, coinvolte a febbraio nella protesta anti Gelmini del 10 in pagella in tutte le
materie. Le docenti lamentano però di non essere state informate delle sanzioni
in arrivo: 'siamo sorpresi e indignati di apprenderlo dalla stampa». Spiegano
di non aver «ricevuto nessun riscontro» e dicono di trovare ciò «una grave
mancanza da parte di chi avrebbe avuto il dovere di comunicarci
tempestivamente, prima che a chiunque altro, la conclusione del
procedimento disciplinare». A tre insegnanti poi è stata inflitta una pena
superiore e diversa dalle altre: «Troviamo tutto questo arbitrario,
ingiustificato e strumentale, visto che tutti e 27 abbiamo agito con lo stesso
fine e con modalità simili e condivise». I docenti ribadiscono di esserci
avvalsi del diritto di critica e di pensiero e di non accettare «alcun tipo di
sanzione perché il nostro comportamento è stato corretto e conforme al ruolo
che ricopriamo. Con i nostri avvocati concorderemo cosa fare». GLI AVVOCATI dal
canto loro prendono posizione adombrando l'ipotesi di una causa di lavoro.
«Sanzioni ingiuste e ingiustificabili», scrivono in una nota i legali Allodi,
Gamberini, Nanetti, Ronchi, Sacco e Zorzella. Critici anche i Cobas
specialmente contro la gestione del caso da parte del dirigente dell'Ufficio
scolastico provinciale, Vincenzo Aiello accusato di aver fornito le
indiscrezioni. Duro, ma dal versante opposto, il commento dell'onorevole del
Pdl, Fabio Garagnani, per il quale queste sanzioni sono «ridicole e
debolissime». Una «presa in giro di chi rispetta la legge». Per Garagnani «i
regolamenti scolastici vanno modificati» con più severità e meno
discrezionalità. Poi attacca Aiello: «A mio modo di vedere è venuto meno ad un
dovere di lealtà verso lo Stato, creando un precedente pericoloso». Garagnani
annuncia di aver presentato un'interpellanza urgente al governo». L'assessore
provinciale alla scuola, Anna Pariani: «Le maestre hanno fatto solo il loro
dovere».
( da "Corriere della Sera" del
08-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 08/07/2009
- pag: 6 Le first lady Agenda fitta tra L'Aquila e Roma: dai musei alle cene
(poco tempo per lo shopping) Michelle sta in gruppo, Carla da sola ROMA A
L'Aquila presidenti e premier se la vedranno con i timori per le scosse di
terremoto, nella capitale andranno in scena le vacanze romane delle first lady.
Protagonista: Michelle Obama, nella sua prima volta in Italia, ospite insieme
alle figlie a Villa Taverna. Sarà lei oggi il personaggio del giorno
nell'intenso (e rigorosamente separato) programma delle mogli del G8/14/20.
Hanno dato forfait gli altri due co-protagonisti: il signor Merkel, Joachim
Sauer, non cambia abitudini e non segue la moglie a Roma, sarebbe stato l'unico
first husband della compagnia. Carla Bruni Sarkozy invece si è organizzata un
programma a parte. Niente visite romane, solo una puntata a L'Aquila in
controtempo rispetto alle altre dame: loro ci vanno giovedì mattina e ripartono
dopo pranzo, lei atterra giovedì sera e venerdì avrà tutta la mattinata per
visitare da sola una tendopoli, l'Ospedale San Salvatore e la Chiesa di Santa
Maria del Suffragio, il monumento scelto dalla Francia per contribuire alla
ricostruzione, stimata in 6,5 milioni di euro. Un programma polemico, quello
della first lady francese? All'Eliseo non commentano, anche se è nota la sua
scarsa simpatia per Berlusconi così come la sua attitudine a tenere la scena
tutta per sé. Non parteciperà alla tre giorni romana neppure Svetlana Medvedeva
che, confermano fonti russe, non accompagna il marito in questa trasferta.
Difficile dire quanto abbia inciso sulle scelte del protocollo delle varie
ambasciate l'assenza della first lady italiana e il fatto che il programma
delle mogli è del tutto slegato da quello dei mariti (non si incontreranno
neppure a pranzo e cena). Ma a Roma stamattina, ad accogliere le mogli ci
saranno ben due ministre, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini che le accompagneranno prima in
Vaticano da Benedetto XVI (salta la visita Michelle, che ci andrà venerdì con
il marito e le figlie) poi da Isabella Rauti alla terrazza Caffarelli (si
esibiscono per loro prima Gianni Alemanno in un saluto e poi Heinz Beck in un
pranzo leggero) e ai Musei Capitolini: oltre a Michelle, ci saranno
Sarah Brown, unica first lady che insieme all'indiana Gursharran Kaur andrà a
dormire nella caserma di Coppito, la giapponese Chikako Aso, la messicana
Margarita Zavale, la svedese Giulia Reinfeldt e Siza Kele Khumalo, prima delle
cinque mogli del poligamo presidente sudafricano Zuma, la cinese Liu Yongqing e
la canadese Laureen Harper. Alle 18 appuntamento al Quirinale dove l'unica
first lady italiana Clio Napolitano offrirà un tè alle sue colleghe. Serata
libera, per girovagare per Roma (sono in allerta i ristoratori di Trastevere e
del centro). Giovedì le mogli si trasferiranno a L'Aquila per una visita alla
zona terremotata e un pranzo a Coppito. Venerdì invece saranno protagoniste di
un seminario del World food programme sul ruolo delle donne nel combattere la
fame nel mondo. Nei ritagli di tempo sarà difficile vederle indaffarate nello
shopping: il momento non lo permette e il clima neanche. Gianna Fregonara
( da "Reuters Italia" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
di Ilaria Polleschi ROMA (Reuters) - E' una giornata
dedicata alla visita di Roma per alcune first lady dei Grandi della Terra,
impegnati all'Aquila nelle riunioni del G8, ma con un programma personalizzato
per Michelle Obama. La mattinata è iniziata con una visita ai giardini del
Vaticano e foto di rito con il Pontefice. Alle 13.00 tutte in Campidoglio per
un pranzo sulla terrazza Caffarelli e visita ai Musei capitolini, che per
l'occasione sono rimasti chiusi al pubblico per tutta la giornata. Otto in tutto
-- la canadese Laureen Harper, la giapponese Chikako Aso, la britannica Sarah
Brown, l'americana Michelle Obama, la svedese Filippa Reinseldt, la messicana
Margarita Calderon, l'indiana Gursharan Kaur Singh, una delle mogli del
presidente sudafricano Jacob Zuma -- le first lady accolte dal sindaco di Roma,
Gianni Alemanno nella piazza del Campidoglio, addobbata con ghirlande di arance
alle finestre e tappetto rosso all'ingresso del museo. Assenti, come previsto,
Carla Bruni, moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, e Veronica Lario,
moglie di Silvio Berlusconi, che ha chiesto il divorzio, mentre la moglie del
presidente Usa Barack Obama -- che stamani con il marito ha fatto visita al
Quirinale -- è entrata da un ingresso secondario per ragioni di sicurezza. A
fare gli onori di casa per il pranzo e il tour nei musei, insieme alla moglie
del sindaco Isabella Rauti, c'erano il ministro delle Pari opportunità, Mara
Carfagna, e quello dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, entrambe in total black. A tavola
il menu -- del pluripremiato chef Hans Beck -- ha previsto medaglioni di astice
su purea di melanzane e pomodori, fagottelli, filetto di triglia croccante alle
erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su puré di albicocche e
salsa mou e vari dolci serviti in piedi. Menu vegetariano personalizzato
per la first lady indiana. Tutte le signore hanno ricevuto una borsa
"Carmina Campus", realizzata con plastica e stoffa riciclate. Il
denaro speso sarà devoluto ad associazioni di donne nei paesi in via di
sviluppo. Intanto il centro di Roma continua ad essere blindato dalle forze di
polizia con forti problemi per il traffico. Continua...
( da "Repubblica.it" del 08-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - Tra un affaccio mozzafiato sul Foro Romano, un
regalo speciale all'insegna del fashion etico e solidale (una borsa con
materiali di riciclo del brand Carmina Campus di Ilaria Venturini), un menu
griffato Heinz Beck declinato sulle tradizioni romane "ingentilite",
dove ha aleggiato fino all'ultimo il giallo della Coda alla Vaccinara (assente
dal menu ufficiale ma elargita come "assaggio sul cucchiaio" negli
antipasti), e il gossip di Giorgio Armani che dovrebbe orchestrare tre sfilate
in tre appartamenti riservati esclusivamente alle first ladies, si è consumato
il G8 rosa in un blindatissimo Campidoglio. Ad accogliere le illustri ospiti
nella piazza michelangiolesca addobbata con ghirlande di aranci e limoni, il
sindaco Gianni Alemanno e la consorte Isabella Rauti, elegante e sobria nel suo
abito nero di seta con gonna a sbuffo e giacca color cipria (mise che svela
aver scelto all'ultimo dal repertorio dell'armadio perché troppo impegnata nei
preparativi). Prime ad arrivare, a fare le veci del governo, le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, in tubini neri a fasciare la silhouette sui tacchi a spillo. A
seguire, la parata di premiere dame, tra picchi di classe, sontuosità etniche,
accessori eccentrici, esuberanze di tessuti e ricami, e qualche azzardo
cromatico. La signora svedese, Filippa Reinfeldt, la moglie del presidente
messicano Margarita Zavala Calderon, la signora Maria Margarida Barroso
moglie del presidente della commissione europeo. Gusharran Kao, consorte del
primo ministro indiano, la moglie del presidente sudafricano Nompumelelo Ntuli
Zuma. Ancora la signora Juliana Nwanze, la first lady canadese Laureen Harper,
la signora Ping dell'Unione africana, la signora giapponese Chikako Aso, Sarah
Brown, consorte del premier inglese. OAS_RICH('Middle'); A saltare il red
carpet, per motivi di sicurezza voluti dallo staff americano, Michelle Obama,
in tubino giallo decorato da un grosso fiore verde. E mentre le figlie
prendevano un gelato da Giolitti dietro al Parlamento, lei seduceva i coniugi
Alemanno: "La cosa che mi ha colpito di più di Michelle Obama è stato il
suo atteggiamento - ha raccontato Gianni Alemanno - dopo pochi secondi mi è
sembrato di aver rincontrato una vecchia amica". "Da vicino è
bellissima, di grandissima classe - dichiara Isabella Rauti che durante il
pranzo era seduta alla sinistra di Michelle Obama - E' molto intensa, le sue
domande non sono mai banali, unisce intelligenza profonda a semplicità
avvolgente". "E' stata altre volte in Italia - continua la Rauti - ci
tiene che le figlie conoscano bene il nostro Paese, perché capiscano che non è
solo la pizza". E in conferenza stampa, dopo il brindisi finale sulla Terraza
Caffarelli e una visita all'Esedra del Marc'Aurelio, Gianni Alemanno ha
rivelato: "Michelle Obama mi ha detto di aver trovato molto simpatica e
intelligente mia moglie e mi ha ammonito di comportarmi bene con lei perché è
molto faticoso essere la moglie di un sindaco". E Isabella Rauti ha
ironizzato: "Ho detto a Michelle che mi permetterò di ricordarglielo tutti
i giorni". Intorno ad una lunga tavola ovale decorata da bouquet di frutta
e dove ogni posto era segnato da rose rosse e gialle, i colori di Roma, il
vertice rosa di quattordici signore (undici first ladies più le due ministre
italiane e la moglie del sindaco) si è consumato all'insegna dell'informalita':
"Incredibilmente nessuna gaffe. Tutto è filato liscio - racconta Isabella
Rauti - Clima informale, le signore hanno parlato liberamente, si sono
intrattenute volentieri. Gli argomenti affrontati erano i più diversi, dalla
condizione delle donne, a quanti figli si hanno. Fino alle strategie per
conciliare impegni pubblici con la famiglia. E' stata una parentesi di relax
all'interno di un programma molto impegnativo". Nessuna domanda su
Berlusconi, né affrontata la questione de L'Aquila, "come se tutte già
sapessero della situazione", commenta Isabella Rauti. Affascinata dalla Roma
antica, Michelle Obama ha rinunciato al pomeriggio di shopping per visitare il
Colosseo con le figlie. (8 luglio 2009
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Roma La curiosità Michelle, star al
Campidoglio E la first lady cambiò scarpe per la visita al museo Il pranzo con
le altre mogli dei leader. E ad Alemanno: "Sia bravo con la signora"
La visita GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Un´ammonizione, quella
di Michelle Obama ad Alemanno, che la moglie Isabella non s´è sfatta sfuggire.
«Siccome gliel´ha raccomandato lei di fare il bravo con me, mi permetterò di
ricordarglielo ogni giorno», ha fulminato il marito con lo sguardo. Strappando,
come a dire "ci mancava solo questa", un´alzata di spalle divertita:
«Ne sono perfettamente consapevole», ha sorriso lui. L´epilogo di una giornata
davvero particolare in Campidoglio. Per oltre due ore al centro della metà del
mondo: quello femminile. Deliziato dalla cucina romana reinventata dallo chef
della Pergola, che a lady Usa ha "dedicato" i saccottelli alla
carbonara, incassando le sue personali congratulazioni. Quattro portate e signore
sedute al tavolo imperiale per 14, con le ministre Gelmini e Carfagna in total black, come
la padrona di casa, che però si concede il vezzo di una giacchina rosa cipria.
Festoni di agrumi, rose e uva su una Terrazza Caffarelli inondata dal sole, il
secret service americano a scrutare ogni ospite e portata, sfiorando
l´incidente diplomatico quando tenta di impedire la consegna dei regali:
troppo pericoloso per la moglie del presidente. Panico fra lo staff del
sindaco. Poi la soluzione: il sacchetto viene prelevato e passato al metal
detector portatile che ogni agente porta sempre con sé. Il rito dei doni può
andare avanti: Isabella Rauti ha scelto per tutte una borsa equo-solidale di
lusso (1.700 euro) realizzata con materiali riciclati da "Carmina Campus",
la griffe che devolve parte dei ricavi a imprese femminili del terzo e quarto
mondo. Ognuna è un pezzo unico, personalizzata da una frase ricamata a mano da
una lavoratrice del Camerun. «Le donne affrontano le sfide», recita quella
scelta per Michelle. La più coccolata e vezzeggiata. «è una donna molto
elegante, bellissima, ha un´autorevolezza innata», dirà poi la signora
Alemanno. Conquistata, come il suo marito sindaco: «Sì è lei la mia preferita»,
confesserà alla fine, «è stata la più cordiale e dopo pochi minuti sembrava di
parlare con una vecchia amica». Capace anche di confidenze sul suo ruolo di
moglie, madre e first lady. Sui suoi desideri: «Vorremmo tornare qui in
vacanza, vorrei che le nostre figlie conoscessero il vostro Paese non solo per
la pizza». Anche quelli non realizzati: «Mi sarebbe molto piaciuto fare
shopping, ma sono consapevole dei disagi che la mia sicurezza comporta e non
voglio crearne altri». Dispiaciuta soprattutto «per i problemi causati al
traffico». Il tempo scorre in fretta. C´è la visita ai Musei che lascia senza
fiato. Il protocollo da rispettare. Alle quattro è tutto finito. Peccato. è
stato bello. è entrata con un paio di decolletè pitonate col mezzo tacco, è
uscita con un paio di ballerine nere. Cambio di scarpe al volo per la fisrt
lady d´America. Consapevole di dover affronantare una lunga visita ai musei
capitolini, Michelle Obama s´è concessa il lusso di cambiare le scarpe con cui
era arrivata in Campidoglio. Appena dopo il pranzo sulla Terrazza Caffarelli,
si è ritirata un attimo: via i tacchi usati sotto l´abito in seta giallo per il
pranzo istituzionale e sì alle pianelle per camminare meglio all´interno della
Pinacoteca fino all´Esedra del Marco Aurelio per la foto di gruppo finale.
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Bari A 11 anni espulso e bocciato "è
affetto da disturbi psichici" Esposto dei genitori a ministro e
provveditore Ha ferito alla mano un compagno e poi è stato trovato con un
coltellino: "Per tutti era un bullo" FRANCESCA SAVINO Un bambino
disabile denunciato, sospeso, espulso e infine bocciato: la storia di uno
studente di Bari è al centro di un esposto al ministero dell´Istruzione e
all´Ufficio scolastico provinciale. Luca ha 11 anni e una malattia dal nome
difficile. Si chiama "disturbo da deficit di attenzione e iperattività,
sottotipo combinato, con disturbo oppositivo provocatorio", si declina in
sigle come Adhd o Ddad e significa che fa fatica a gestire le emozioni e
imparare dai suoi errori. La diagnosi è arrivata quando aveva 7 anni: da quel
momento fra i banchi di scuola lo hanno accompagnato un insegnante di sostegno
e un´attenzione particolare alla sua integrazione. Fino a quando in prima media
Luca non è stato denunciato, sospeso, espulso e poi bocciato: una decisione
contro la quale adesso la sua famiglia ha presentato un esposto
al provveditore Giovanni Lacoppola e al ministro Maria Stella Gelmini. «Era un alunno scomodo. In
quella scuola nessuno lo ha voluto» denunciano i genitori del bambino. Luca (il
nome è di fantasia), per cinque anni ha frequentato con profitto le elementari.
Fu una sua maestra a notare le sue difficoltà nell´apprendimento e a suggerire
ai genitori di rivolgersi ai medici. Nel 2004 Luca è ricoverato in
Neuropsichiatria infantile al Policlinico: ne uscirà una settimana dopo con la
prima diagnosi. Ne seguiranno altre quattro: tutte confermeranno il disturbo.
Il bambino, si legge nelle cartelle cliniche, ha difficoltà «nell´apprendimento
scolastico» e «nel controllo dell´emotività, in particolare nelle situazioni di
disagio», ma «è in grado di apprendere» e «si ipotizza un miglioramento delle
performance scolastiche se supportato da un intervento pedagogico
individualizzato». Per questo lo scorso settembre, quando ha iniziato a
frequentare la scuola media Carlo Levi, gli è stata affiancata un´insegnante di
sostegno per 9 ore a settimana, diventate poi 12. A novembre Luca però ferisce
un compagno di classe sul palmo della mano con delle forbicine. «Da quel
momento per tutti è diventato un bullo e non più un bambino malato» spiegano i
genitori. A marzo un compagno di scuola porta in classe un coltellino, Luca lo
trova, lo prende, viene scoperto. La madre va a parlare con gli insegnanti,
chiede spiegazioni, torna a casa. «Qualche giorno dopo vado a prendere mio
figlio da scuola e scopro che è con i carabinieri»: Luca è stato denunciato e sospeso
per 10 giorni. A giugno arrivano la bocciatura e l´espulsione dall´istituto,
insieme con la conclusione delle indagini su minore non imputabile: una
sequenza sulla quale ora la sua famiglia chiede chiarezza.
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Esteri "Peccato, niente shopping" è
Michelle la superstar nel G8 delle "First ladies" Le mogli Separate
dai mariti, oggi tutte a l´Aquila Il giallo sul menu del pranzo in Campidoglio:
la coda alla vaccinara c´era oppure no? E Sarah Brown scrive su Twitter:
"Tutto bello, buona compagnia e ottimi ravioli" (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) LAURA LAURENZI La signora Alemanno ha convocato addirittura Heinz Beck
(che smacco, un cuoco tedesco) per un triplice menu che tenesse conto di
signore vegetariane e dalle molte intolleranze. Ma è lo stesso Beck a
confermare che la coda è stata servita eccome, durante gli aperitivi, in
piccoli cucchiaini andati a ruba. Medaglioni di astice, triglia croccante alle
erbe, insalata di asparagi e fragole, ma soprattutto pasta (anche se in
porzioni minuscole). «Thank you for the carbonara», applaude entusiasta
Michelle Obama congratulandosi con lo chef. è l´unica delle 11 first ladies
presenti fatta passare attraverso una porta secondaria, l´ingresso del Vignola,
lontano anche dai giornalisti e dagli operatori per motivi di sicurezza. «Tutto
bello, buona compagnia e buon cibo» scriverà più tardi su "Twitter"
Sarah Brown, moglie del premier britannico. Pranzo davvero blindato per
proteggere al massimo "Renaissance", come la security americana ha
ribattezzato in codice Michelle. Tutto fila liscio, nessun incidente, nessuna
gaffe, nessun imprevisto, il nome di Berlusconi non viene mai neppure
pronunciato, nessuna signora domanda di lui, né si parla mai di sua moglie, con
l´eccezione della signora Barroso che, più tardi, nel pomeriggio, dirà:
«Veronica Lario? L´ho vista solo una volta ai funerali di papa Giovanni Paolo
II e non sono nemmeno stata presentata». Tavolo imperiale per 14 decorato con
festoni di agrumi, rose e uva, imbandito fra lini svolazzanti nella terrazza
Caffarelli da cui si gode una vista che leva il respiro. Peccato che - sempre
per motivi di sicurezza - l´ambasciata Usa abbia imposto di accostare la tavola
molto a ridosso della caffetteria, lontano dagli scorci panoramici, e peccato
che nessuna first lady abbia neppure potuto affacciarsi. Il rischio di essere
in 13 a tavola si è corso fino all´ultimo minuto. Cammina a passo di carica
Michelle, in giallo canarino, ed è altissima, oltre un metro e 80. Torreggia su
tutte. Accanto a lei le ministre Gelmini e Carfagna, comandate da Berlusconi a dividersi il ruolo di
first lady del governo italiano, appaiono minuscole. Ed è anche la più
espansiva e la più affabile. Espansiva ma non frivola: non ha certo
l´atteggiamento di chi partecipa a un futile e mondano pranzo per signore la
first lady della Casa Bianca, tutt´altro. Niente small talk ma discorsi
seri e impegnati. Sorride compiaciuta quando Carfagna - che ha portato due
campanelline d´argento di Chantecler in dono alle bambine Obama - le dice che
l´elezione di suo marito «segna la fine di ogni discriminazione politica e non,
negli Usa e nel resto del mondo». Con la Gelmini,
Michelle si trova d´accordo sull´importanza di «includere nell´istruzione anche
le persone che hanno poche risorse». Ma è a Isabella Alemanno, seduta alla sua
sinistra, che Michelle riserva le domande sugli argomenti più tosti. La
interroga sui diritti civili in Italia e a Roma, sull´integrazione degli
immigrati, sui dati dell´occupazione femminile. Sbocconcellando vitello
marinato allo yogurt la tempesta di domande sul gender gap, sulle disparità
salariali fra uomini e donne. Le parla della crisi finanziaria negli Usa,
dell´obiettivo di Obama di ridurre la disoccupazione, della riforma sanitaria.
Poi si rilassa e racconta quanto ama l´Italia: «Vorremmo tornare qui in
vacanza, vorrei che le nostre figlie conoscessero il vostro Paese non solo per
la pizza». E confida: Mi sarebbe molto piaciuto andare a fare shopping, ma sono
consapevole dei disagi che la mia sicurezza comporta e non voglio creare
ulteriori problemi, peccato». Accanto alla signora in giallo le altre first
ladies sembrano fare un passo indietro, sono quasi delle comparse, con
l´eccezione forse di Sarah Macaulay, la moglie di Gordon Brown, fotografatissima
nel suo festoso tailleur patriottico nei colori dell´Union Jack. Indossano
abiti sottotono e senza fantasia, le bocciano i nostri stilisti. Ecco, sobria e
composta, la first lady del Giappone Chikako Aso; ecco - con il seguito più
numeroso - la prima signora dell´India Gursharan Kaur, decana del gruppo; ecco,
in sandali di corda e gonnellona a fiori, la first lady canadese Laureen
Harper. Ecco la svedese e la messicana. Ecco, con un nero e monumentale
cappello tremolante di piume, Sizakele Khumalo, prima delle cinque mogli del
presidente sudafricano Zuma. A tutte viene consegnata in dono una borsa
equo-solidale di lusso (costa 1.700 euro) realizzata con materiali riciclati,
del progetto «Carmina Campus», che devolve parte dei proventi a imprese femminili
nel sud del mondo. Ognuna è un pezzo unico, personalizzata da una frase
ricamata a mano da una donna del Camerun. Quella che la Alemanno ha scelto per
Michelle recita «Le donne affrontano le sfide». Visita al Colosseo, ai musei
capitolini, affaccio sui Fori dal Tabularium, foto di gruppo all´ombra del
Marco Aurelio. E nel pomeriggio, dopo la sosta alla Comunità di Sant´Egidio, un
tè al Quirinale ospiti di Clio Napolitano. In serata, cena a sorpresa con le
figlie al ristorante "I maccheroni". Michelle ha ordinando alla
carta: amatriciana, carbonara e bolognese, i primi scelti dalla signora Obama,
accompagnati da vino rosso. Oggi a fare da cicerone alle first ladies
all´Aquila sarà il neo ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. E
domani si torna a casa.
( da "Repubblica, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 - Esteri L´appello In
Vaticano dal Papa con Gelmini e Carfagna Ratzinger: "Aiutate i più poveri" Invoco la
benedizione divina per il buon esito del G8. Mi auguro che possano scaturire
decisioni e orientamenti utili al progresso di tutti i popoli ORAZIO LA ROCCA
CITTà DEL VATICANO - Sette first ladies - mogli di capi di Stato e premier
impegnati al G8 dell´Aquila - , due ministre italiane e un papa, il
teologo Benedetto XVI. L´inedito incontro si svolge in una saletta accanto
all´aula Paolo VI, in Vaticano, dopo l´udienza pubblica di ieri durante la
quale il pontefice è tornato ad appellarsi agli 8 «grandi», chiedendo loro di
«fare veramente qualche cosa di concreto» per i più poveri della terra, a
partire dall´Africa. Nell´udienza pubblica invoca ancora «la benedizione divina
e la protezione della Vergine Maria» per il buon esito del G8 aquilano,
augurandosi che «da questo importante summit mondiale possano scaturire
decisioni e orientamenti utili al vero progresso di tutti i popoli,
specialmente di quelli più poveri». L´analogo auspicio, il pontefice lo fa
anche a porte chiuse al cospetto delle first lady, quando, salutando in
particolare Gursharan Kaur, moglie del premier indiano Mannohan Singh, invoca
sostegno per i più deboli e «aiuti per il grande continente dell´Africa»,
affidandolo anche alla «benedizione di Dio». L´udienza si svolge in maniera,
tutto sommato, sobria ed informale. Ratzinger, pur dedicando solo un minuto a
testa alle sue ospiti per una stretta di mano e per uno scambio di battute, non
nasconde di essere compiaciuto. Si rivolge a tutte con paterna familiarità. E
così davanti a lui sfilano nell´ordine Margarita Zavala, consorte del
presidente messicano Felipe Calderon; Nunpumelelo Ntuli Zuma, una delle 5 mogli
del presidente sudafricano Jacob Zuma; la signora Gursharan Kaur; Filippa
Reinfeldt, consorte del premier svedese Fredrik Reinfeld e la signora Sarah
McCaulay, consorte del primo ministro inglese Gordon Brown. Presenti
all´udienza anche la portoghese Margarida Souza Uva, moglie del presidente della
Commissione europea Josè Manuel Barroso, e l´americana Josette Sheeran,
direttrice dell´Ifad. A guidare il gruppo, le italiane Mara Carfagna, ministro
per le Pari opportunità, e Mariastella Gelmini,
ministro dell´Istruzione, al cospetto della quale papa Ratzinger si spinge
persino a fare qualche informale battuta, facendo capire di conoscere in
qualche modo le attività della ministra: «Si vede che lei - confida infatti
Ratzinger - è una donna molto tenace. La trovo finalmente molto serena dopo le
tensioni dei mesi passati. Ma il peggio è passato ed ora vedo che va meglio».
Dopo l´incontro col pontefice, le first ladies visitano la Città del Vaticano
compiendo un giro all´interno dei Giardini cominciando dalla Grotta di Lourdes.
Successivamente il gruppo si reca nella basilica di San Pietro entrando dalla
Porta della Preghiera, alle spalle dell´abside. Concluso il tour vaticano, le
first lady visitano anche la sede della Comunità di S. Egidio, a Trastevere, la
cosiddetta «Onu» della Santa Sede. Fervono, intanto, i preparativi per la prima
visita in Vaticano del presidente americano Barack Obama in programma per
domani. Tra Benedetto XVI e il presidente Usa ci sarà, quasi certamente, una
«franca discussione» su alcuni dei temi che trovano i due leader in disaccordo,
come l´aborto, ha preannunciato ieri il portavoce della Casa Bianca Robert
Gibbs. Pur precisando che tra Obama e Ratzinger «vi sono molti punti in
comune».
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
ARGENTA E PORTOMAGGIORE pag. 15 Scoppia la polemica per il
tempo pieno Pariali porta le sue ragioni su Facebook NON SI SPEGNE la polemica
sull'istituzione della terza classe per il tempo pieno. Il leader della lista
civica Aurelio Pariali ha portato le sue ragioni anche su Facebook, sottolineando i vantaggi della riforma Gelmini. Ma secondo la giunta Barbieri l'ex sindaco «ha provato a
snaturare il senso della petizione dei genitori delle classi di prima
elementare di Portomaggiore per estendere il tempo pieno. Ci verrebbe da dire
che la novità sta nel fatto che il capogruppo di Vivi Portomaggiore abbia
completamente rivisto la sua posizione: meglio tardi che mai». Infatti
non più tardi di nove mesi fa la maggioranza di centrosinistra presentò un
altro ordine del giorno, denunciando i rischi della riforma Gelmini.
«In realtà di questo poco ci importa, ci interessa molto di più che questa
battaglia intrapresa dai genitori, assieme al Circolo Didattico e con
l'appoggio di questa Amministrazione, abbia oggi un consenso unanime del
consiglio comunale di Portomaggiore». Poi l'affondo del vice sindaco Nicola
Minarelli: «Lasciateci però anche sottolineare come risulti strumentale e di
cattivo gusto il tentativo di Pariali, ma anche di Badolato, di attribuirsi
meriti che non gli spettano minimamente. Ricordiamo i fatti. La maggioranza,
nell'ultimo consiglio comunale, attraverso l'assessore Patrizia Pichierri, ha
presentato alle 20.30 un ordine del giorno a sostegno di tale raccolta firme;
tutto secondo la prassi e le regole, convinta di trovare nel consesso comunale
il pieno appoggio vista la posta in gioco. La risposta è stata che alle 23.30,
dopo aver affrontato tutti gli altri punti in discussione, secondo il
capogruppo Pariali era troppo tardi per discutere e che il tutto doveva venire
rimandato ad una conferenza dei capigruppo da convocare il giorno successivo.
E' evidente che il colpo di mano' evocato da Pariali altro non è che l'infelice
tentativo di trincerarsi dietro una posizione ambigua e scomoda, quella che cerca
una conciliazione impossibile tra le ragioni delle famiglie (a giusta ragione
arrabbiate dalla situazione che si prefigura) e la difesa delle scelte del
ministro Gelmini e di Tremonti che hanno portato a
tagli drastici del numero delle classi a tempo pieno». Franco Vanini
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
09-07-2009)
Argomenti: Scuola
CESENA pag. 5 NIENTE più voti segreti. Per volere del
ministro dell'Istruzione Marias... NIENTE più voti segreti. Per volere del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini i voti dell'esame di Stato
tornano a essere pubblici e affissi agli ingressi delle scuole. L'anno scorso
invece, per ragioni di privacy, nei tabelloni era riportata la dicitura
"Esito positivo o negativo" e per conoscere il proprio voto ogni studente
doveva informarsi in segreteria. A CESENA i primi freschi diplomati sono
stati martedì 27 alunni dell'Istituto per geometri Da Vinci, dove sono usciti i
risultati di due sezioni (di una terza gli esiti si sapranno oggi: finora tutti
promossi). In questi giorni stanno via via uscendo i risultati delle altre
scuole: esami conclusi ieri al Professionale Comandini e a buon punto
l'Agrario. L'ultima scuola a concludere gli orali (entro la fine della prossima
settimana) sarà il Versari. L'esame è iniziato il 25 giugno con la prima prova
di italiano (con tracce uguale per tutti gli indirizzi), a seguire il secondo
scritto (che ha riguardato una materia caratterizzate il corso di studio) e il
cosiddetto "quizzone" (questionari su quattro materie). Il ritorno alla
pubblicazione dei voti è solo una delle tante le novità della maturità 2009, a
partire dall'ammissione all'esame, tutt'altro che una formalità come era in
passato: quest'anno infatti sono stati ammessi solo gli studenti che hanno
riportato la media del 6 (condotta compresa). Per quanto riguarda i punteggi
novità introdotta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni aumenta il peso del credito
scolastico (la dote in punti raccolti nell'ultimo triennio che gli alunni
portano agli esami) che sale da 20 a 25 e di conseguenza diminuiscono i punti
da assegnare al colloquio (da 35 a 30). f.s.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 6 Michelle e La moglie di Obama incanta
di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU for the carbonara». Di questo tour romano
delle undici mogli dei grandi del mondo, rimarrà senz'altro quest'espressione
di giubilo con cui Michelle Obama ha voluto ringraziare uno dei più noti chef
della Capitale, il tedesco Heinz Beck, per avergli fatto gustare questa ruvida
prelibatezza nostrana. E ci voleva proprio alla fine di una
mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in un tour de force senza sconti
per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il Vaticano e l'udienza con
Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui si è parlato di Africa)
che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro. E poi via, verso il
Campidoglio, per la colazione con il sindaco Alemanno e la moglie, Isabella
Rauti, nella splendida terrazza Caffarelli, vista Fori Imperiali. I balconi dei
musei capitolini erano tutti decorati con ghirlande di arance, agli ingressi
vigili in divisa storica. La prima ad arrivare è stata Giulia Rainfelt moglie
del primo ministro svedese, l'ultima Sarah Brown moglie del primo ministro
britannico, in camicetta bianca di seta e gonna blu con fasce rosse e bianche,
scarpe rosse: in pratica la «Union Jack» indossata senza imbarazzo.
All'appello, mancava solo lei, Michelle. Lasciate le figlie a imparare a fare
il gelato, la signora Obama ha fatto ingresso in Campidoglio dalla porta
secondaria per questioni di sicurezza. A tavola, finalmente, e un menù mediterraneo
(ma niente coda alla vaccinara) per le signore che hanno parlato di condizione
delle donne in Italia e si sono fatte domande più semplici sui figli, secondo
un «mix razionale e intelligente», almeno a giudizio della signora Alemanno;
nessuna domanda e neppure commenti su Berlusconi. Le first lady hanno
assaporato medaglioni di astice su purè di melanzane e pomodori, fagottelli «La
Pergola», filetto di triglia croccante alle erbe estive, filetto di vitello
marinato allo yogurt su purè di albicocche e salsa mou. Solo due le variazioni
sul tema: la moglie di Josè Manuel Durao Barroso ha voluto un risotto di erbe
fini e mazzancolle; tutto vegetariano il menu per la first lady indiana,
Gursharan Kaur. Alle mogli dei grandi della terra, Isabella Rauti ha regalato
delle borse «Carmina Campus», pezzi unici, e alla fine del pranzo alcune
signore hanno voluto fare una tappa presso la comunità di Sant'Egidio mentre
Michelle Obama, «consapevole di aver creato problemi nel traffico di Roma», ha
preferito disertare lo shopping e se n'è andata con le figlie a visitare il
Colosseo. MICHELLE Obama ha fatto colpo sulla prima coppia di Roma: «E' la più
disinvolta si è spinto Alemanno, a cui Michelle ha raccomandato di trattare
bene sua moglie e ha un atteggiamento molto confidenziale e dopo poco sembra di
incontrare una vecchia amica». Ancora più lusinghieri i giudizi della Rauti.
Alle 18 le signore erano di nuovo in ballo, per un tè al Quirinale con la
moglie del presidente. E la signora Clio, tradizionalmente schiva, si è lasciata
andare ad aggettivi entusiatici per descrivere la signora Obama: «Michelle è
espansiva, cordiale, brillante, molto allegra e alla mano». Un successo unanime
per lei. Che, in serata, ha portato i figli a mangiare al ristorante
Maccheroni, vicino al Pantheon. Ma ha anche promesso: «Tornerò presto con loro
in Italia: devono capire che non è solo la patria della pizza».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 7 di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU
for... di ELENA G. POLIDORI ROMA «THANK YOU for the carbonara». Di questo tour
romano delle undici mogli dei grandi del mondo, rimarrà senz'altro
quest'espressione di giubilo con cui Michelle Obama ha voluto ringraziare uno
dei più noti chef della Capitale, il tedesco Heinz Beck, per avergli fatto
gustare questa ruvida prelibatezza nostrana. E ci voleva
proprio alla fine di una mattinata che le due ministre portabandiera, Gelmini e Carfagna, hanno trasformato in
un tour de force senza sconti per le auguste consorti mondiali. PRIMA tappa, il
Vaticano e l'udienza con Benedetto XVI (solo dieci minuti di colloquio in cui
si è parlato di Africa) che ha imposto alle signore un rigoroso abito scuro.
E poi via, verso il Campidoglio, per la colazione con il sindaco Alemanno e la
moglie, Isabella Rauti, nella splendida terrazza Caffarelli, vista Fori
Imperiali. I balconi dei musei capitolini erano tutti decorati con ghirlande di
arance, agli ingressi vigili in divisa storica. La prima ad arrivare è stata
Giulia Rainfelt moglie del primo ministro svedese, l'ultima Sarah Brown moglie
del primo ministro britannico, in camicetta bianca di seta e gonna blu con
fasce rosse e bianche, scarpe rosse: in pratica la «Union Jack» indossata senza
imbarazzo. All'appello, mancava solo lei, Michelle. Lasciate le figlie a
imparare a fare il gelato, la signora Obama ha fatto ingresso in Campidoglio
dalla porta secondaria per questioni di sicurezza. A tavola, finalmente, e un
menù mediterraneo (ma niente coda alla vaccinara) per le signore che hanno
parlato di condizione delle donne in Italia e si sono fatte domande più
semplici sui figli, secondo un «mix razionale e intelligente», almeno a
giudizio della signora Alemanno; nessuna domanda e neppure commenti su
Berlusconi. Le first lady hanno assaporato medaglioni di astice su purè di
melanzane e pomodori, fagottelli «La Pergola», filetto di triglia croccante
alle erbe estive, filetto di vitello marinato allo yogurt su purè di albicocche
e salsa mou. Solo due le variazioni sul tema: la moglie di Josè Manuel Durao
Barroso ha voluto un risotto di erbe fini e mazzancolle; tutto vegetariano il
menu per la first lady indiana, Gursharan Kaur. Alle mogli dei grandi della
terra, Isabella Rauti ha regalato delle borse «Carmina Campus», pezzi unici, e
alla fine del pranzo alcune signore hanno voluto fare una tappa presso la
comunità di Sant'Egidio mentre Michelle Obama, «consapevole di aver creato
problemi nel traffico di Roma», ha preferito disertare lo shopping e se n'è
andata con le figlie a visitare il Colosseo. MICHELLE Obama ha fatto colpo
sulla prima coppia di Roma: «E' la più disinvolta si è spinto Alemanno, a cui
Michelle ha raccomandato di trattare bene sua moglie e ha un atteggiamento
molto confidenziale e dopo poco sembra di incontrare una vecchia amica». Ancora
più lusinghieri i giudizi della Rauti. Alle 18 le signore erano di nuovo in
ballo, per un tè al Quirinale con la moglie del presidente. E la signora Clio,
tradizionalmente schiva, si è lasciata andare ad aggettivi entusiatici per
descrivere la signora Obama: «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, molto
allegra e alla mano». Un successo unanime per lei. Che, in serata, ha portato i
figli a mangiare al ristorante Maccheroni, vicino al Pantheon. Ma ha anche
promesso: «Tornerò presto con loro in Italia: devono capire che non è solo la
patria della pizza».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
LETTERE E COMMENTI pag. 28 UNA BRILLANTE ricercatrice,
ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli ... UNA BRILLANTE
ricercatrice, ancora precaria a 47 anni,lascia l'Italia per andare negli Usa. E
lo fa in modo fragoroso, scrivendo al presidente Napolitano una lettera carica
di significati. Tra un paio di giorni nessuno ne parlerà
più e i giochi di potere dei baroni delle università continueranno
indisturbati, in attesa che un altro ricercatore segua lo stesso percorso.
Intanto il ministro Gelmini,
come le stelle, sta a guardare... Maurizio Tarterini, Bologna
( da "Corriere della Sera" del
09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 09/07/2009
- pag: 12 Gelato, spaghetti e Colosseo Michelle fa la turista a Roma Niente
shopping per non bloccare il traffico. Sicurezza imponente ROMA Cosa farebbe un
americano che arriva a Roma per la prima volta? Michelle Obama ieri ha fatto
esattamente quello. Spaghetti. Fori. Colosseo. Gelato. Ma soprattutto
spaghetti: non ha esitato la prima donna d'America a fermarsi in un ristorante
dietro al Pantheon, senza preavviso. Come davvero fosse una roba normale. Come
se per fermarsi a mangiare gli spaghetti in un ristorante famoso tra i romani
Michelle non dovesse far fermare la città. È fatta così questa donna che ci ha
messo meno di ventiquattro ore per conquistare Roma con la sua semplicità,
autentica. Ieri mattina è scesa dall'aereo mano nella mano con il marito
irradiando allegria con il suo tubino giallo e corto. Ed era già una stella.
Clio Napolitano, la first lady del Quirinale, non sa più dove trovare le parole
per elogiarla: «Michelle è espansiva, cordiale, brillante, allegra, alla mano».
Il Quirinale è stata la sua prima tappa a Roma ed anche l'unica di questo
viaggio insieme con suo marito. Dopo il Colle, il presidente Barack corre
all'Aquila e Michelle corre con la sua scorta a chiudersi dentro il Campidoglio,
lì dove le prime donne dei grandi daranno il via al loro G8. Lei attende
paziente per oltre due ore l'arrivo delle altre: sono tutte in Vaticano dal
Papa. Sono accompagnate dai ministri Mara Carfagna e da
Mariastella Gelmini che
ritorna raggiante: «Lei è una donna tenace» le ha detto il Santo Padre.
Michelle ci andrà domani con il marito e le bambine. Michelle farà molte cose a
parte in questi tre giorni romani. In Campidoglio entra ed esce dall'uscita
defilata. Entra prima. Esce prima. Scappa via, con in mano le due
campanelle di Chantecler, dono per le sue bimbe del ministro Carfagna. Dopo lei
un gruppetto di quattro, capitanato da Sarah Brown, lascerà il colle del Comune
per raggiungere la Comunità di Sant'Egidio ed incontrare Marco Impagliazzo per
il progetto Dream contro l'Aids in Africa. Insieme a lei arriveranno sempre e
ovunque un nugolo di cecchini. Per le vie di Roma. Nella visita ad un Colosseo
blindato soltanto per lei e le sue bimbe, Malia e Sasha, 11 e 7 anni. E,
soprattutto, nella cena da Maccheroni, quel ristorante alle spalle del
Pantheon. Michelle è piombata lì all'improvviso, senza prenotare e senza
preavviso, voleva mangiare in mezzo agli altri, e ci è quasi riuscita nel piano
interrato mentre mandava giù lasagne e carbonara, matriciana e fettuccine e non
si è risparmiata in saluti per i camerieri, tutti, uno ad uno. Ha gusti
semplici e i modi pratici Michelle che alla fine del pranzo in Campidoglio non
ha esitato: via dai piedi quel tacco dodici da protocollo, rapido cambio con le
sue adorate ballerine. Gesti veloci. Poche storie. Troppo complicato andare in
bagno. Non c'è tempo. Volano i minuti quando per muoverti hai bisogno di
aspettare quattro uomini di scorta, minimo, e la tua sicurezza paralizza il
traffico della città: Michelle ha rinunciato allo shopping in via Condotti per
questo. Inutile tentare di convincerla del contrario. Decide il suo
pragmatismo. Alessandra Arachi Campidoglio Le first ladies: da sinistra Sarah
Brown, Chikako Aso, Gursharan Kaur Singh, Laureen Teskey Harper, Mariastella Gelmini, Nompumelelo Ntuli Zuma, Gianni e Isabella Alemanno,
Margarita Zavala Calderon, Michelle Obama, Filippa Reinfeldt, Mara Carfagna,
Juliana Olabintan Nwanze
( da "Corriere della Sera" del
09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 09/07/2009
- pag: 12 Il vertice Così le due padrone di casa, aiutate da Gelmini
e Carfagna, hanno guidato le ospiti straniere Clio e Isabella seducono la
squadra di first lady di MARIA LAURA RODOTÀ C'è spesso qualche anomalia
italiana, da noi; anche negli eventi più banali e formali, anche se le Prime
Dame hanno fatto finta di non accorgersene. Comunque va tutto liscio, ci
mancherebbe. Anche grazie a una squadra qualificata e rappresentativa;
convocata per sostituire la moglie del presidente di turno del G8, Veronica
Lario, notoriamente indisponibile. Sono scese in campo un'ex militante
comunista (Clio Napolitano), un'ex ragazza di destra (Isabella Rauti in
Alemanno), due giovani signore berlusconiane (Mariastella Gelmini e Mara Carfagna). Hanno
fronteggiato le first ladies per il tè (Clio), hanno offerto una colazione
gourmet in Campidoglio (Isabella), le hanno portate in udienza dal Papa,
accompagnatrici Gelmini e
Carfagna. Mai viste così felici; sembravano godersi la vacanza romana più delle
ospiti, d'altra parte le first ladies hanno meno guai di un ministro,
ovvio. Ma come usa in questi casi, nessuno ha fatto battute; neanche su
Berlusconi. Almeno così ha detto Isabella Rauti, contenta anche lei, per altri
motivi. È capo del dipartimento per le Pari opportunità, voleva conoscere
Michelle Obama; perché «diamo tutte e due molta importanza al sociale» e
Michelle è «una paladina delle donne acrobate». Hanno pranzato vicine; da quel
che si sa Rauti non ha raccontato a Obama cosa diceva, in stile Vianello-
Mondaini, suo marito Gianni Alemanno: «Mia moglie si sta preparando per lei,
speriamo bene». La paladina delle acrobate avrebbe guardato malissimo Alemanno.
Comunque. La figlia e moglie di ex cuori neri italiani ha simpatizzato con l'ex
radical nera americana. L'ex capo di un'agenzia di pr ora moglie del premier
inglese, Sarah Macaulay Brown, ha raccontato fatterelli su Twitter: «Grazie al
buon cibo e alla buona compagnia ho saltato la visita ai Musei Capitolini», o
«all'ambasciata sono molto eccitati per la raccolta di miele dall'alveare».
Carla Bruni- Sarkozy, invece, non c'era. Arriva Guardian, giornale arcinemico
del nostro premier, dedica alle prime dame la rubrica online Watching the Wags.
Wags sta in genere per Wives and Girlfriends, mogli e fidanzate, dei
calciatori. Non c'è più rispetto, signora mia, anche se con le signore va tutto
liscio. Cambio di scarpe Michelle è atterrata coi tacchi ma poi ha scelto le
ballerine, cambiandosele sotto il tavolo
( da "Reuters Italia" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
L'AQUILA (Reuters) - Commozione e interesse oggi durante
la visita delle first lady del G8 all'Aquila, tra le macerie del terremoto del
6 aprile scorso. Capeggiate da Michelle, moglie del presidente Usa Barack Obama
-- e accompagnate dal ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e quello
dell'Istruzione Mariastella Gelmini -- le signore hanno visitato la piazza del Duomo, la chiesa
delle Anime Sante e la Prefettura, fortemente danneggiata. La delegazione ha
fatto un giro anche tra i quartieri più colpiti -- visitati ieri anche dal
cancelliere tedesco Angela Merkel, dal presidente russo Dmitry Medvedev e da
Obama -- non senza commozione e spirito di solidarietà per i terremotati.
''Sono molto commossa, io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo
vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi", ha detto
Michelle Obama, che si è interessata in particolar modo alle sorti dei bambini.
"Quanti ne sono morti nel terremoto?'' ha domandato Michelle, che si è poi
informata su come fossero stati sistemati ed assistiti. "Sono molto
commossa", ha aggiunto.
( da "Sestopotere.com" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Le first ladies a L'Aquila nella seconda giornata del
Vertice G8 (9/7/2009 13:15) | (Sesto Potere) - L'Aquila - 9 luglio 2009 - Nella
seconda giornata del Vertice arrivano a LAquila le first ladies. La delegazione di dodici signore è giunta questa mattina a Coppito, il quartier generale del G8
allestito nella Caserma della Guardia di Finanza. Per loro la giornata prevede
un intenso programma di visite nel capoluogo abruzzese. Ad accogliere le
signore, il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna e il Ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Le first ladies
si sono recate nel centro storico dellAquila per vedere le zone danneggiate dal terremoto del 6
aprile, in particolare Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio e la sede della Prefettura, il Palazzo del Governo. A seguire,
hanno visitato la mostra allinterno
della Caserma della Guardia di Finanza "Before, immediately,
tomorrow", sul terremoto e sullattività di prevenzione della
Protezione Civile. Le first ladies hanno sperimentato la
“stanza sismica”, la piattaforma su cui è possibile provare leffetto di uno dei terremoti che,
in passato, hanno segnato il nostro territorio. Due gli appuntamenti culturali
in programma nel pomeriggio, con la visita alle altre esposizioni allestite nella Scuola della Guardia di Finanza di
Coppito: la mostra sulle eccellenze italiane e quella sullAquila e sulle tecniche di restauro
dei beni culturali danneggiati dal terremoto. In serata è previsto il rientro a
Roma. Fonte : Protezionecivile.it
( da "RomagnaOggi.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
9 luglio 2009 - 14.09 (Ultima Modifica: 09 luglio 2009)
Michelle Obama insieme al presidente Usa allo sbarco a Roma G8, lady Obama
stregata dal cibo italiano G8, le first lady in Abruzzo. Carlà in solitaria G8,
look causal per Berlusconi G8, Roma conquista Michelle Obama Il G8 delle first
lady L'AQUILA - E' una Michelle Obama commossa e colpita dal disastro del
terremoto. "Sono molto commossa - ha detto la first lady americana nel
corso della sua visita al centro storico dell'Aquila - io e mio marito siamo molto
colpiti da quello che stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile
per sostenervi". In particolare la moglie del capo della Casa Bianca ha
fatto molte domande sui bambini colpiti dal sisma."Ma quanti ne sono morti
nel terremoto?". Michelle si è detta inoltre "molto preoccupata"
dal loro stato psicologico e ha chiesto cosa si stesse facendo per far loro
superare la paura di rientrare nelle case. Con lei anche le altre undici moglie
del capo del Governo impegnati al summit di Coppito. Insieme hanno visitato il
centro storico devastato dal terremoto, piazza del Duomo e il palazzo della
Prefettura. Ad accompagnarle sempre i ministri Mara
Carfagna e Mariastella Gelmini. La grande assente è Carla Bruni in Sarkozy. Secondo le
indiscrezioni sarà tra i terremotati venerdì mattina insieme con Walter
Veltroni e l'attore George Clooney, dove, ha spiegato il capo dell'Eliseo,
"annuncerà una serie di decisioni a nome della Francia preso con le
autorità italiane". Foto tratta dal sito del G8
( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
Al Colosseo: «Fascinating» Roma. Per il suo debutto in
Italia Michelle Obama, con il suo torreggiante metro e 82, quelle braccia
muscolose e palestrate, rigorosamente scoperte, quel sorriso fiero, ha
conquistato la capitale sfoderando sorrisi, modi espliciti e carichi di
passione ma, soprattutto, sfoggiando un look alla portata di qualsiasi donna
della classe media, il suo marchio di fabbrica, e che ne ha fatto un'icona.
Michelle è stata la protagonista indiscussa della prima giornata «al femminile»
del G8 anche per la sua simpatia, per esempio quando ha raccomandato al sindaco
di Roma, Gianni Alemanno, di comportarsi bene con la moglie. E per finire
passeggiata al Colosseo e cena in un ristorante dalla cucina caratteristica in
piazza delle Coppelle con le figlie Malia e Sasha. AL QUIRINALE. Letteralmente
conquistata da Michelle. Per Clio Napolitano l'atteso faccia a faccia sul Colle
con la first lady della Casa Bianca è stato proprio come lo aveva desiderato:
una piacevole chiacchierata al di fuori degli schemi dell'ufficialità.
«Michelle è espansiva, cordiale, brillante, molto allegra e alla mano», confida
nel cortile del Quirinale. Elegante con uno spolverino panna chiuso da una
spilla antica su pantaloni palazzo di seta chiari - la signora Clio Napolitano si
dice senza esitazioni «soddisfatta della chiacchierata avuta con la first lady
americana. «C'erano delle aspettative positive e sono state pienamente
rispettate», commenta cordiale. Era stata proprio la signora Napolitano ad
accogliere la first lady americana - maestosa, avvolta in tubino giallo senza
maniche con un fiore verde di ceramica come spilla e ai piedi decolletè
pitonate (in mattinata era partita da Mosca con un tubino rosso) - arrivata con
il marito a piedi nel cortile d'onore perché la limousine era troppo grande per
passare tra gli archi del porticato. PRANZO IN CAMPIDOGLIO. Michelle è entrata
in Campidoglio da un ingresso riservato per motivi di sicurezza, e ha raggiunto
le altre first lady per il pranzo sulla terrazza Caffarelli cui hanno partecipato
anche i ministri Carfagna (ha regalato alla first lady Usa
due campanelline portafortuna per le figlie) e Gelmini. Non solo temi seri, ma anche battute durante il pranzo offerto
dal sindaco di Roma. In particolare Michelle Obama (che ha cambiato scarpe, ai
piedi aveva le consuete ballerine) ha raccomandato al sindaco Gianni Alemanno
di comportarsi bene con la moglie. «Sono stato anche ammonito - ha
raccontato Alemanno - mi ha detto di comportarmi bene con lei e di aiutarla a
sopportare il peso di essere la moglie di un sindaco e di un uomo politico».
«Mi ha colpito - ha insistito il primo cittadino - il suo essere alla mano».
«E' una una donna molto elegante, bellissima e di grandissima classe», ha
commentato Isabella Rauti, moglie di Alemanno, «ha una sua autorevolezza innata
e fa domande precise e intense». Il menu del regale pranzo è stato affidato a
Heinz Beck, il grande chef della «Pergola», e le sue creazioni sono state
applaudite. «Thank you for the carbonara» gli avrebbe detto la first lady
americana. A ogni signora è stata regalata una borsa etica, scelta da Isabella
Rauti. «Le donne affrontano le sfide» è la scritta ricamata da alcune donne del
Camerun sulla borsa regalata a Michelle. La borsa della linea
"Message" fa parte del progetto "Carmina Campus" (di Ilaria
Venturini della famiglia Fendi) e parte dei proventi saranno devoluti per
laboratori artigianali di associazioni femminili nei Paesi in via di sviluppo.
L'ITALIA NON E' SOLO PIZZA. A Michelle sarebbe piaciuto nel pomeriggio andare a
fare shopping, ma per evitare il blocco del traffico ha rinunciato, ha
raccontato ancora la Rauti e ha aggiunto ancora che la first lady vorrebbe
tornare in Italia «per insegnare alle figlie che l'Italia non è solo la pizza»
e far conoscere loro le bellezze storiche. MALIA E SASHA. A conquistare i
romani le spiritose figlie della coppia presidenziale Usa, Malia e Sasha, 10 e
7 anni: irresistibili quando, mentre la mamma era in Campidoglio, accompagnate
dalla nonna, nel laboratorio della storica gelateria Giolitti a un passo dal
Parlamento, hanno indossato il camice regolamentare e realizzato un gelato con
le loro mani, alla mora e alla banana. Lo hanno mangiato di gusto e poi l'hanno
portato in una vaschetta a mamma. AL COLOSSEO. «Fascinating». È questo l'aggettivo
che Michelle (abito di lino bianco e dettagli turchesi, scarpe basse nere) ha
usato di più per definire il Colosseo visitato con le figlie e la madre.
«L'aggettivo che hanno usato di più - ha spiegato il direttore Rossella Rea - è
stato "fascinating", affascinante. Erano ammirate e divertite e
cercavano di figurarsi come fosse il Colosseo nell'antichità». «Soprattutto le
bambine - ha aggiunto l'archeologa Laura Ciglioni, che ha condotto la visita
guidata - mi hanno tempestato di domande: mi hanno chiesto dei giochi, di quali
animali vi venivano coinvolti e soprattutto come funzionasse quando l'arena
veniva riempita d'acqua». All'uscita Michelle Obama ha salutato con la mano la
folla di curiosi e fotografi. CENA TIPICA. Michelle è andata al ristorante di
cucina tipica romana vicino al Pantheon «Maccheroni» con le figlie. La scelta
ha provocato un piccolo caos: via delle Coppelle è stata chiusa e lungo i
cordoni della polizia si sono assiepati curiosi, fotografi e giornalisti. La
scelta del ristorante è stata comunicata al proprietario all'ultimo momento.
Michelle ha ordinando alla carta: amatriciana, carbonara e bolognese
accompagnati da vino rosso. Molti clienti che avevano prenotato all'insaputa
della visita "eccellente" si sono seduti al tavolo dopo aver
consultato le forze dell'ordine. Flavia Ressmann
( da "Sicilia, La" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
«Senza personalità» Gli stilisti bocciano mogli e ministre
Roma. Alla fine la «sfida» tra prime donne non c'è stata, complice l'assenza
della francese Carla Bruni, ma l'avrebbe comunque vinta lei. Michelle Obama, è
stata la protagonista indiscussa del «G-rosa» il tour alternativo delle 11
First Lady del G8 allargato arrivate a Roma da quattro angoli del globo. Una
giornata all'insegna dell'impegno, passando dal Vaticano al Campidoglio, a S.
Egidio a un tè nella Sala degli Specchi del Quirinale ospiti di Clio Napolitano
con successiva visita al Palazzo del Quirinale. Ad accompagnare le mogli dei
grandi della Terra, vista l'assenza della moglie del premier Berlusconi,
Veronica Lario, le ministre dell'Istruzione Maria Stella Gelmini
e delle Pari Opportunità Mara Carfagna. CAMPIDOGLIO. Oltre due ore per il
pranzo sulla Terrazza Caffarelli e la visita dei Musei capitolini dove le
signore sono state ospiti di Isabella Rauti, moglie del sindaco Gianni
Alemanno. Un pranzo che si è volutamente svolto in un'atmosfera informale, in
cui le first lady del G8 allargato hanno affrontato temi come i diritti umani
ma hanno anche chiacchierato di argomenti più leggeri e apprezzato i tesori
della Roma antica. Foto di gruppo all'Esedra di Marco Aurelio e menu affidato
allo chef de La Pergola Heinz Beck. Tra le presenti la messicana Margarita
Zavala Calderon, la svedese Filippa Reinfeldt; l'indiana Gursharan Kaur, in un
tradizionale sari blu; la sudafricana Sizakele Khumalo, una delle cinque mogli
del premier Zuma; la canadese Laureen Teskey Harper; la giapponese Chikako Aso,
per l'inglese Sarah Brown, una camicetta in seta bianca su una gonna blu chiusa
da fasce rosse e bianche e scarpe rosse, probabile omaggio alla bandiera
britannica; la moglie del presidente della Commissione europea Barroso,
Margarida Sousa Uva. IN VATICANO. Nell'incontro con solo sette first lady
Benedetto XVI ha espresso l'auspicio che si possa «aiutare l'Africa». Accanto
al Papa che le ha ricevute in piedi sorridendo, c'era il suo segretario
personale, padre Georg. Dopo il breve incontro veloce e cordiale, con il
pontefice, un minuto di colloquio a testa per un totale di 10 minuti, le first
lady hanno fatto hanno fatto un giro per i Giardini del Vaticano passando dalla
Grotta di Lourdes. Poi hanno visitato la basilica di San Pietro. GELMINI E CARFAGNA. Durante l'udienza in Vaticano, Benedetto XVI
ha ricordato al ministro Gelmini il periodo delle contestazioni studentesche alle riforma della
scuola. «Adesso è un po' più facile». «Lei è una donna tenace» le ha detto. S.
EGIDIO. Le first lady inglese e messicana, accompagnate dalla moglie del
presidente della Commissione europea, hanno fatto tappa alla comunità di
Sant'Egidio per parlare di Africa e del progetto Dream, sviluppato dalla
comunità per la prevenzione e la lotta all'Aids. IL BLOG DI SARAH. Sarah Brown,
moglie del premier britannico, ha creato un blog per l'occasione "Sarah
Brown al G8" dove ha lodato la compagnia e i ravioli. I MENU. Il pranzo al
Campidoglio preparato dal celebre chef Heinz Beck con un menu vegetariano per
la first lady indiana, e per la signora Margarida Souza Uva, un menu senza
carne. Per tutte le altre antipasto di medaglioni di astice su purea di
melanzane e pomodori, un primo di fagottelli «La Pergola», filetto di triglia
croccante alle erbe estive e filetto di vitello marinato allo yogurt su purè di
albicocche e salsa mou. Dessert: carpaccio di pesche ai frutti di bosco,
cioccolatini ripieni di gelato, gelatina di albicocche, tiramisù. Oggi toccherà
allo chef Niko Romito, tre forchette Gambero Rosso, patron del ristorante Reale
di Rivisondoli, in provincia dell'Aquila, curare il pranzo tutto abruzzese delle
first lady. Nicoletta Tamberlich
( da "Repubblica.it" del 09-07-2009)
Argomenti: Scuola
L'AQUILA - Visita nel centro della città devastata dal
terremoto per le mogli dei capi di Stato e governo che questa mattina hanno
raggiunto i loro consorti all'Aquila dove è in corso il G8. Accompagnate dai ministri Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna le first lady hanno visitato prima piazza Duomo,
poi la chiesa delle Anime Sante e infine la Prefettura dove campeggia ancora,
anche se danneggiata, l'iscrizione "Palazzo del governo". La
delegazione. Le signore - insieme a Michelle Obama le mogli dei leader di Gran
Bretagna, Canada, Giappone, India, Sudafrica, Messico, Svezia, Nigeria,
Gabon e Ue, assente Carla Bruni Sarkozy che visiterà L'Aquila da sola - hanno
stretto le mani ai vigili del fuoco e sono apparse molto interessate e colpite
nel vedere i danni provocati dal sisma. Michelle pensa ai bambini. Di fronte
alle macerie Michelle Obama ha ribadito che gli americani non abbandoneranno
gli aquilani. "Sono commossa - ha detto la first lady americana nel corso
della visita - io e mio marito siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo
e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi". Ma Michelle ha
rivolto il pensiero soprattutto ai bambini, i più sfortunati che hanno perso la
vita e i sopravvissuti che non dimenticheranno mai quella notte del 6 aprile.
Poi ha voluto sapere quale sistemazione sia stata trovata per i piccoli che
hanno perso la casa e quale tipo di assistenza, anche psicologica, ricevano:
"Sono molto preoccupata" per loro, ha detto. Sono state le ministre
Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna a rassicurarla e
a spiegarle i programmi di assistenza per i bimbi. OAS_RICH('Middle'); La più
elegante la First Lady indiana. Tra gli abiti sobri scelti dalle signore,
spiccava anche oggi la first lady Usa di nuovo in giallo. Michelle indossava un
abitino a balze giallo-verde acido e un giacchino di maglia a mezze maniche
bianco con fiori in tinta trattenuto da una spilla tonda colorata, orecchini di
perle e ballerine. Questa volta i capelli erano raccolti a scoprire il viso. La
consorte del premier giapponese, Chikako Aso, portava pantaloni crema e giacca
bianca modello Chanel con borsa in tinta. Per Sarah Brown abito grigio-azzurro
con una vistosa collana colorata. Vestito grigio ma scuro anche per Filippa
Reinfeldt con cinta bianca e maglioncino verde. Margarita Zavala Calderon,
moglie del presidente messicano, ha scelto una semplice maglia vinaccia e una
gonna bianca. Gonna, bianca a fiori neri, e camicetta nera per la canadese
Laureen Harper. La più elegante era la moglie del premier indiano Gur Sharan
Kaur con un sari rosa cipria e una collana in tinta. La protesta delle
"Last lady". Mentre la delegazione delle signore visitava la città
distrutta, un corteo ha attraversato le strade dell'Aquila. Alla guida, un
gruppo di ragazze dei comitati cittadini che lottano per ottenere una casa che
sorreggono cartelli con la scritta "Last Lady" e gridano
"Michelle, Carla venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in
mutande". Le donne, una cinquantina - ma nel gruppo ci sono anche alcuni uomini
- urlano tutta la loro rabbia per il diverso trattamento riservato a chi soffre
a tre mesi dal terremoto e chi invece è venuto all'Aquila "in gita
turistica". "Per le first lady passeggiate in centro, per le donne
aquilane tende e cemento", recita un altro degli striscioni che le
manifestanti mostrano insieme ai vassoi utilizzati ogni giorno per prelevare i
pasti alle mense nelle tendopoli. (9 luglio 2009
( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Le convenzioni Asl con i privati Scusate il ritardo ma, in
attesa di eventuali ulteriori novità, stavo meditando su quanto segue. Leggendo
l'articolo apparso su «La Stampa» del 29 maggio «Le ultime ore della clinica
San Giuseppe», giunto al punto in cui si parla della sospensione
dell'accreditamento dal servizio sanitario nazionale «una scelta obbligata dopo
l'apertura del nuovo ospedale di Asti, in grado di soddisfare la domanda di
servizi in precedenza "appaltata" a strutture private», una domanda
sorge spontanea: perché allora rimane l'accreditamento del C.D.C. (struttura
privata)? Tra l'altro, a differenza della clinica San Giuseppe, situtata in un
edificio sorto esclusivamente per un'attività sanitaria, il C. D. C. ha sede
all'interno di un condominio, senza avere un ingresso autonomo, con un solo
ascensore (condominiale). Situazione che è causa di innumerevoli quotidiani
disagi e problematiche varie per i condomini. Ringrazio anticipatamente per i
chiarimenti. UN CONDOMINO Scuola, quanti posti sono davvero a rischio Nei
giorni scorsi sulla stampa locale si è spesso scritto dei tagli alla scuola
superiore astigiana usando toni allarmistici talvolta catastrofici, paventando
gravi rischi per la «qualità del servizio» e più prosaicamente la perdita del
posto di lavoro per «giovani insegnanti che si sono distinti per competenze e
professionalità». Credo che l'argomento Scuola (intesa quale luogo di crescita
intellettuale e di formazione dei nostri figli) meriti un approccio meno
demagogico sia sul piano generale sia su quello strettamente locale. In
proposito ritengo possa essere utile riflettere su alcuni elementi oggettivi
(cito dati Ocse): Il ritardo di conoscenza scientifica degli studenti italiani
rispetto alla media europea è pari a quasi un anno di studi; La scuola italiana
spende per mantenere il proprio sistema molto di più della media del Paesi Ocse
per dare un livello d'istruzione sensibilmente inferiore a quello medio e quel
che è peggio, in costante peggioramento. Il grande costo del nostro sistema
scolastico è in ampia misura imputabile all'elevato rapporto docente /discente
(9,6 contro 6,5 la media dei Paesi Ocse ogni 100 alunni). Del resto, che il
nostro attuale sistema scolastico non funzioni e che vada riformato è fatto
noto e di cui tutti siamo consapevoli. Non voglio intervenire in questa sede sulla complessiva bontà o meno della riforma Gelmini (cosa di cui tanti parlano
spesso solo per sentito dire o per interessi di bottega) ma bisogna onestamente
prendere atto che è un tentativo serio e coerente di riforma su cui si può
essere più o meno d'accordo, ma se si ha realmente a cuore il bene della Scuola
non si può demonizzare tout-court e ridurlo a un semplice decreto «taglia
classi». Chi fa così non fa certo l'interesse della Scuola (cioè studenti,
famiglie, operatori) ma solo forse, per un breve illusorio arco di tempo, il
proprio. Venendo alla situazione astigiana, proviamo a stare ai fatti e questi
dicono che l'Organico di Diritto sulla Provincia dovrebbe subire una riduzione
di circa 26 cattedre (a fronte di 21 pensionamenti). Tenuto conto del fisiologico
recupero sull'Organico di Fatto non è difficile capire che alla fine nessun
professore perderà il posto di lavoro. Anche sulle scuole elementari c'era
stato tanto «schiamazzo», alla fine 23 posti in meno a fronte di 28
pensionamenti. Lascio a voi le conclusioni. LOREDANA TUZII consigliere
provinciale Pdl, insegnante ITCG «Giobert»
( da "Stampa, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
La first lady tra le macerie dell'Aquila, la première dame
arriva all'ultimo Mi si nota di più se vado o se non vado»? Tutte così le
battute contro Carla Bruni Sarkozy, prima signora di Francia arrivata solo ieri
sera al G8 dopo giorni di giallo sulla sua presenza e, soprattutto, sul perché
della sua «non presenza». Solidarietà a Veronica Berlusconi, ha detto qualcuno.
No, solo un modo per non farsi oscurare dall'ombra di Michelle Obama, star
indiscussa di questo vertice terremotato ha spiegato qualcun altro. Quel che è
certo è che della première dame si è parlato molto. Tanto che in serata il
presidente Sarkozy ha capito che era meglio spiegare. E portare, addirittura,
la moglie in conferenza stampa. «Carlà spiegherà il suo programma domani, non
c'è nessuna polemica», ha detto. «Come sapete lei è italiana, conosce molto
bene Roma, quindi forse una visita di Roma non le era poi tanto utile». Anche
se non è chiaro perché una visita di Stato dovrebbe essere utile alla first
lady. E alla fine così Carla arrivò, vestita con un tubino bianco. Ma solo
dopo, sarà certamente un caso, la partenza di Michelle che ieri ha visitato le
macerie del centro storico. «Ma quanti ne sono morti nel terremoto?», ha
chiesto scuotendo la testa davanti al disastro delle case crollate. Il primo
pensiero ai bambini: «Come stanno adesso nelle tendopoli? E psicologicamente?
Sono molto preoccupata per loro». Scarpe basse, ancora in giallo, tubino, con
cardigan con disegni gialli e verdi su fondo bianco, Michelle ha camminato
sempre in mezzo al gruppo, undici first lady, fianco a fianco con Sarah Brown,
abito casual sul lilla e collana etnica. Osservando il disastro e facendo
domande agli uomini della Protezione civile. Solo una ventina di minuti per un
percorso che da piazza Duomo porta alla Prefettura, alla chiesa di S. Agostino,
al palazzo del Governo ferito, ormai simbolo del degrado che ha amplificato la
forza devastante del sisma. Il percorso che da piazza del Duomo porta alla
prefettura non prevede soste alla villa comunale dove le donne hanno issato
cartelli con scritto: «Noi siamo le last lady». A fare da guide, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, in abiti scuri. Michelle, commossa, fa una promessa: «Mio
marito ed io siamo molto colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare
il possibile per sostenervi». Finisce qui la giornata della signora Obama
all'Aquila. Niente pranzo, ma un veloce rientro a Roma dove la aspettavano le
figlie Malia e Sasha. Per loro ancora una visita al Pantheon, accolte da
un tripudio di applausi. La sera a cena al ristorante «San Michele» a
Trastevere. Per le sue colleghe, invece, una colazione nella caserma di Coppito
offerta dalla moglie del presidente della Regione Abruzzo e la visita di due
mostre. Quella sui tesori feriti dal sisma ha come cicerone Sandro Bondi,
quella sul terremoto ha un fuoriprogramma con le first lady invitate a provare
il simulatore sismico. Tre le volontarie: la signora Barroso, la canadese
Harper, la svedese Filippa Reinfeldt e la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma.
Spaventatissima la messicana Margarita Calderon. Subito dopo «gli scossoni», la
colazione firmata dall'enfant prodige della cucina abruzzese, Nicko Romito che
ha preparato baccalà con pane croccante al rosmarino e granita di patate,
formaggio primo sale con asparagi e spinaci, caramelle di fragole e pane,
ravioli liquidi di piselli con pomodoro fresco e basilico e dolce caldo-freddo
al cioccolato e finocchio. Clima disteso tra chiacchiere su figli e terremoto e
con la moglie del presidente sudafricano Zuma, Nompumelelo Ntuli, che ha
esortato tutte le sue colleghe a mantenere salda questa compagnia delle mogli
per affrontare i problemi come la fame in certi Paesi. Argomento di cui si
parleranno già oggi al World Food Program. Oggi è il giorno di «Carlà» decisa a
recuperare terreno. Il marito ha sottolineato come abbia scelto di dormire in
caserma e non in un cinque stelle a Roma. Ma è comunque difficile battere la
semplicità della concorrente Usa che mercoledì sera al ristorante ha chiesto un
«doggy bag» per gli avanzi. Ieri sera cena a un ristorante dell'Aquila, «Il
baco da seta», ma non allo stesso tavola di Mrs. Brown. Oggi la signora Sarkozy
andrà nel centro storico con una sosta particolare alla chiesa di Santa Maria
del Suffragio (la chiesa delle Anime Sante per gli aquilani), per poi
annunciare le opere di ricostruzione, chiese e ospedali, che la Francia
finanzierà. Destini e programmi paralleli per le due donne, Carla e Michelle,
che si contendono lo scettro che è stato di poche icone prima di loro. E, in vantaggio,
netto, sembra essere, Michelle.
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Torino Errore del ministero, tagli più
pesanti a scuola Sono 960 i bidelli che restano a casa, 46 più del previsto.
Sindacati all´attacco STEFANO PAROLA Errata corrige: il personale
tecnico-amministrativo delle scuole piemontesi non perderà più 914 unità. Il
ministero dell´Istruzione ha fatto mea culpa inviando una nota all´Ufficio
scolastico regionale spiegate che le tabelle inviate in precedenza erano
sbagliate. Ma per chi lavora negli istituti della regione non c´è da tirare un
sospiro di sollievo: l´errore consisteva nel fatto che il taglio di
collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici era stato
sottodimensionato. Il prossimo anno il Piemonte non perderà 914 posti Ata,
bensì 960. Nei primi dati forniti dal ministero ne mancavano 46, erano rimasti
in chissà quale calcolatrice di viale Trastevere. Le tabelle, spiega il dicastero guidato da Mariastella Gelmini nella sua nota, «sono state
inficiate da un errore materiale», dunque i dati vanno aggiornati. Nella loro
prima versione i tagli riguardavano 150 assistenti amministrativi, 87
assistenti tecnici, 670 bidelli. La revisione aumenta invece la riduzione di
personale rispettivamente a 173 segretari, 106 tecnici e 673 bidelli,
più un direttore dei servizi generali ed amministrativi. In tutto fanno 960
posti di lavoro in fumo. Un ulteriore colpo di forbici che fa imbufalire la Uil
Scuola: «Il Governo - attacca il segretario regionale Diego Meli - continua a
ridurre posti di lavoro e a diminuire i servizi in modo indistinto e indiscriminato,
confermando la logica di una politica prettamente economica e il disinteressa
per la scuola pubblica». Dal punto di vista occupazionale la diminuzione di
personale potrebbe essere ammortizzata da un certo numero di pensionamenti, ma,
sostiene Meli, «con questi tagli la scuola non funziona. E ne patirà anche la
qualità del lavoro, perché i presidi faranno a pezzettini l´orario degli
ausiliari per poter tappare i buchi causati dall´ammanco di personale». Per
l´Ufficio scolastico regionale si profila dunque un minuzioso lavoro di taglia
e cuci, da realizzare tramite un dialogo costante con le scuole piemontesi per
capire le loro esigenze basilari. La stessa attività che occorrerà fare sul
personale docente. Il ministero dell´Istruzione ha infatti ratificato,
attraverso una nota ministeriale, le riduzioni di personale relative a maestri
e professori: il Piemonte perderà in tutto 2.510 docenti, di cui 335 in
organico di fatto, che è quella quota di personale che viene assegnata in
seconda battuta per consentire l´effettivo funzionamento degli istituti.
Intanto sulla questione dei tagli al personale Ata si è mosso anche Juri
Bossuto, consigliere regionale del Prc, che ha presentato un´interrogazione
alla giunta in cui lamenta le «numerose le preoccupazioni provenienti dal mondo
lavorativo scolastico», alle quali si aggiunge «l´assunzione di 21 insegnanti
di religione da inserire nelle scuole materne e nei nidi torinesi. Si tratta di
insegnanti spesso privi di titoli idonei all´insegnamento in tali realtà
educative, docenti soggetti ad assunzioni in origine decise dalla Curia
cittadina, da cui dipendono gli insegnanti stessi. Queste assunzioni ledono i
diritti acquisiti dalle educatrici in graduatoria da anni e destinate al
precariato perenne».
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano L´intervista L´ex ministro: questa
regione è all´avanguardia, la si danneggia Lombardi: scure senza criterio il
sindaco dovrebbe intervenire "Si agisce solo sui costi ma non c´è un
progetto: in casi come questo tocca al Comune tutelare i cittadini. La Regione
l´ha fatto" Giancarlo Lombardi, presidente del Collegio di Milano, è stato
ministro dell´Istruzione nel governo Dini. «La scuola lombarda è
all´avanguardia, almeno in Italia, ma i tagli rischiano di danneggiarla.
L´impressione è che la riduzione di spesa si sia fatta con la calcolatrice e
senza eliminare gli sprechi, che pure ci sono». Su cosa si sarebbe dovuto
risparmiare? «Faccio un esempio: molti insegnanti del Sud si fanno assegnare
nelle cattedre al Nord e subito chiedono di rientrare a casa, lasciando posti
sguarniti. Su questo la Gelmini non ha fatto nulla, ha solo tagliato senza criterio. Anche il
ritorno al maestro unico è stata un´operazione di comunicazione, bisognerà poi
vedere a cosa porterà in concreto. L´importante, pensando alla scuola
elementare, è che siano garantite le scelte delle famiglie e i segnali non
incoraggiano: la domanda per il tempo pieno cresce ma non l´offerta,
anzi. Evidentemente, qualcosa non va». Di chi è la colpa? «Sicuramente non di
Tremonti, che fa il suo mestiere e segnala che i conti non tornano. Spetta al
ministro dell´Istruzione cercare di evitare che la scuola sia troppo
penalizzata. A suo tempo, Letizia Moratti puntò i piedi ed ebbe ragione. Quando
era lei ministro ci furono tagli, certo, ma ragionati. Ora invece, da sindaco,
sembra che sull´istruzione non abbia un progetto forte». Cosa può fare la
Moratti per la scuola milanese? «Quando lo stato centrale taglia, gli enti
locali si trovano a fare fronte alle spese non più coperte. Non lo dicono le
competenze delle singole istituzioni, ma il buon senso degli amministratori. Un
esempio lo ha dato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha
stretto un accordo con le università lombarde, finanziandole senza chiedere
nulla in cambio». Formigoni si è mosso allora per filantropia? «Per coerenza,
credo. Tutti in politica ripetono che l´istruzione è la fabbrica del domani, ma
all´atto pratico non lo dimostrano. Formigoni lo ha fatto e gli va
riconosciuto. Certo, non si può chiedere a Regione e Comuni di mettere tutti i
soldi che lo Stato nega. Sarebbe un´utopia». Quale sarà la ricaduta dei tagli
alla scuola per le famiglie? «Nell´immediato, si percepisce il disagio nelle
piccole cose: la carta igienica che manca, l´alternanza di supplenti in assenza
di un´insegnante di ruolo. Ma sul lungo periodo l´effetto è grave, l´intero
sistema culturale ne risente». Anche lei, quando fu ministro, fece tagli
consistenti. Che differenza c´è con oggi? «Noi studiammo un piano organico,
accorpammo istituti vicini fra loro per risparmiare personale, chiudemmo alcune
classi con pochissimi iscritti. Facemmo interventi mirati, senza la presunzione
di chiamare "riforma" un lavoro di snellimento dei conti». (franco
vanni)
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIX - Milano Puccini e Verdi sotto le stelle
l´opera lirica va al Castello Bohème a bordo di una nave, Don Giovanni e
Nabucco con i Babilonesi in divisa nazista MARIELLA TANZARELLA Viva la lirica,
che mantiene in vita l´estate culturale di Milano. Se poi si sposa a
un´ambientazione all´aperto e suggestiva come il cortile della Rocchetta
all´interno del Castello Sforzesco, il richiamo è ancora più forte. Così
l´assessorato al Turismo, Marketing Territoriale e Identità del Comune si è
fatto promotore ella terza edizione di "Lirica sotto le Stelle", che
presenterà dal 17 luglio al 2 agosto tre opere per un totale di otto repliche,
tutte a ingresso libero. I punti forti della rassegna sono diversi. La lirica è
molto amata dai milanesi, ma anche da forestieri e turisti che capitano da
queste parti in estate. L´accesso alla Scala è limitato, costoso e va prenotato
con largo anticipo, per cui l´offerta di spettacoli lirici accontenta chi non è
riuscito a procurarsi un biglietto, che si tratti di residenti o di visitatori.
In più, è tutto gratis: nonostante la contrazione dei budget, ha spiegato
l´assessore Orsatti, è stato possibile organizzare ugualmente la rassegna
grazie alla presenza di sponsor. E anche alla disponibilità del Teatro
dell´Opera di Milano, che tra l´altro ha fatto ricorso a molti giovani al loro
debutto in pubblico, riuscendo così a far quadrare i bilanci: «Nel cast delle
tre opere ci sarà un dieci-venti per cento di debuttanti», ha detto Mario
Ricardo Migliara, regista e direttore artistico. Si inizia con la Bohème di
Puccini, in scena dal 17 al 19 luglio, per la quale Migliara ha ideato
un´ambientazione inedita: a bordo di una nave di migranti diretti verso gli
Stati Uniti. «Una Bohème sul Titanic», ha sintetizzato, con mimi e comparse
vestiti da marinai. Da venerdì 24 a domenica 26 luglio è di scena il Don Giovanni
di Mozart. Qui la fantasia di Migliara ha immaginato di ribaltare totalmente la
figura del protagonista (per trovare l´interprete, ha detto, sono state
necessarie cinque audizioni): «Non un personaggio diabolico, ma al contrario,
data la sua gentilezza e soavità, un angelo». Il Don Giovanni angelico si
muoverà in una scenografia fatta di enormi frammenti di statue femminili.
L´ultimo titolo, il Nabucco di Verdi, sarà rappresentato per due sole serate,
il primo e il 2 di agosto, in una versione che Migliara ha pensato di
attualizzare vestendo i babilonesi con divise naziste. Nel corso della
rappresentazione, due artisti realizzeranno quadri estemporanei, un
"commento" visivo che alternerà forme e colori secondo i diversi
momenti dello spettacolo. In tutte le repliche le musiche saranno eseguite
dall´Orchestra Filarmonica di Milano, diretta di volta in
volta da Pierangelo Gelmini,
Francesco Attardi e Roberto Gianola. I biglietti saranno in distribuzione
all´assessorato al Turismo (via Bagutta 12) dalle 10 alle 17 del lunedì
precedente ogni spettacolo. 200 posti saranno assegnati ai primi che arrivano
al Castello la sera stessa della rappresentazione. Alcune decine di
posti per ogni serata sono invece stati consegnati a tour operator e alberghi
che li hanno richiesti. Giovedì 16 alla Palazzina Liberty, ore 21, concerto
gratuito di arie d´opera con l´Associazione Internazionale Lirico
Concertistica.
( da "Secolo XIX, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Commosse tra le rovine Le first lady in visita alla
città"fantasma". Clooney: «Qui girerò un film» L'Aquila. Al mattino
le first lady con gli occhi lucidi di fronte alla città"fantasma". Al
pomeriggio George Clooney nelle tendopoli, che annuncia: «A settembre gireremo
un film all'Aquila». E in serata è arrivata anche lei, Carla Bruni Sarkozy, la
cui assenza aveva fatto alzare le antenne alla stampa internazionale. Carlà ha
raggiunto la caserma di Coppito e questa mattina, probabilmente, farà visita
agli sfollati, anche se l'agenda della "première dame"è per il
momento assolutamente top secret. Se questa terra martoriata dal terremoto
cercava una visibilità internazionale in grado di scuotere le coscienze ed
attirare risorse per la ricostruzione, ieri l'ha ottenuta. Le lacrime di
Michelle Obama tra le macerie, ad esempio: hanno fatto il giro del mondo, così
come la domanda rivolta a chi le stava intorno: «Quanti bambini sono morti?».
Le altre first lady devono aver pensato la stessa cosa in quella camminata
concitata e breve a tacchi bassi tra le rovine. Per loro solo il tempo di
un'impressione. Venti minuti in tutto, senza bagno di folla, circondate dalla
sicurezza e bersagliate, da lontano, dai flash dei fotografi. Tutte serie le
dodici prime signore arrivate all'Aquila per vedere con i loro occhi che
disastro ha combinato il terremoto. I volti tirati, l'espressione sbigottita,
dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle
tendopoli partiva la protesta delle altre signore, quelle che dal 6 aprile
hanno per casa una tenda. «Noi siamo le last lady», si leggeva sui cartelli di
una manifestazione improvvisata. Non si inconteranno le une con le altre. E
magari sarebbe stato bello. Con le dodici mogli dei Grandi, a fare da cicerone,
ci sono le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini (sottilissime nei loro completi
scuri), i tecnici della protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco.
Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Gli esperti della
protezione civile fanno vedere i pannelli con i rendering delle nuove case che
si stanno costruendo per i terremotati, il comandante dei vigili spiega
un po' gli interventi che sono stati fatti e che si stanno facendo per
puntellare il disastro e mettere in sicurezza il centro storico. Le signore
ascoltano, Michelle più di tutte fa domande. Poi la breve camminata, duecento
metri e poco più, a passo spedito verso piazza della Repubblica. In giallo
acido anche ieri con un completo in taffetà e giacchino corto chiuso da un
bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla Gelmini.
Le altre si guardano intorno esterrefatte, anche loro chiedono, puntano il dito
sulla facciata di San Marco, poi su sant'Agostino, e ancora sulla facciata a
brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del governo.
Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra
più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt.
E ancora Michelle Obama a parlare. «Mio marito ed io siamo molto colpiti da
quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per sostenervi»,
dice ai vigili del Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che dalle prime ore
dopo la tragedia del 6 aprile sta lavorando per mettere in sicurezza palazzi e
monumenti. Quando le signore risalgono sui pulmini mezzogiorno è passato da
poco. In caserma, a Coppito, le aspetta un pranzo offerto dalla moglie del
presidente della regione abruzzo Chiodi, poi un tour nelle due mostre allestite
per l'occasione, con la guida, questa volta, del ministro Sandro Bondi arrivato
apposta da Roma. Nel pomeriggio tocca ad un sex symbol di Hollywood. George
Clooney, accompagnato da Walter Veltroni e dal collega Bill Murray, si cala
nello scenario spettrale dell'Aquila e annuncia: «Gireremo un film qui alla
fine di settembre. Avevamo esaminato le location già prima del terremoto e le
abbiamo riviste dopo. È sorprendente vedere una città che ha subito tanti danni
e credo che questo sia il miglior modo per dare una mano e rilanciare
l'economia». Un'ora dopo l'attore inaugura una sala cinematografia nella
tendopoli di San Demetrio Né Vestini. Ed è un bagno di folla per il divo,
assediato dai fan. B. L. 10/07/2009 Storiche strette di mano al G8 tra il
presidente Usa Barack Obama ed il leader libico Muammar Gheddafi. Si tratta di
un riavvicinamento tra Libia e Stati Uniti, divisi da oltre 30 anni di
tensioni. Favorisce il gioco diplomatico anche il premier Silvio Berlusconi,
che ieri sera all'ultimo ha scambiato i posti a tavola, per avvicinare Obama e
Gheddafi, nella cena offerta dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Mandando
probabilmente in fumo un lungo lavoro dei diplomatici per far quadrare il
cerchio, Berlusconi ha infatti messo a sedere alla sua sinistra il colonello
mentre alla sua destra, come previsto, c'era Obama. «Il presidente Obama non
vuole scegliere a quali leader dare la mano e a quali no: sarà lieto di
salutare tutti coloro che incontrerà» aveva perlaltro detto ieri pomeriggio un
portavoce della Casa Bianca. 10/07/2009
( da "Repubblica, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Esteri Le lacrime di Michelle "Ce la
farete a ricostruire?" Poi Lady Obama passeggia tra gli applausi nel cuore di Roma Accompagnata dalle ministre Carfagna e Gelmini "Come stanno i piccoli
sfollati?" Lo stupore delle mogli dei leader davanti alle macerie La
protesta nelle tendopoli LAURA LAURENZI DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Dalle
lacrime fra le rovine agli applausi da stadio al Pantheon. Molto più mamma che
first lady, Michelle Obama si commuove per i bambini del terremoto d´Abruzzo.
«Quanti ne sono morti esattamente?», chiede con il nodo alla gola. Vuole
sapere. Guarda i cumuli di macerie con sgomento, scuote la testa incredula
mentre gli occhi le si velano di lacrime. «Come sono stati sistemati i bambini
rimasti senza casa?», domanda incalzante. «Chi li assiste, chi li aiuta a
superare il trauma? Come stanno i piccoli sfollati? Cosa si fa per fargli
vincere la paura a tornare nelle case?», chiede alle ministre Carfagna e Gelmini, le due first lady per caso sempre più esili, sempre
più pallide, sempre più stanche, sempre più vestite di scuro. Michelle non è
una che fa domande di circostanza: «Ce la farete a ricostruire la città in
tempo? - torna alla carica - Ci vorrà molto per completare i lavori?». C´è un
silenzio irreale durante la passerella umanitaria delle 12 first lady nel
centro storico dell´Aquila, spettrale. Tour fra le rovine in ordine sparso,
vigilato da stuoli di militari, una mezz´oretta scarsa. Si sente solo lo
scalpiccio dei passi e il ronzio delle telecamere sotto il sole a picco. Le
signore parlano a bassa voce, sbigottite davanti alle chiese sventrate, ai
palazzi in polvere, alle montagne di calcinacci: eccole sfilare lungo il duomo,
la chiesa delle Anime sante, piazza della Repubblica, S. Maria del Suffragio,
la prefettura con le sue colonne sbilenche. Michelle stringe la mano ai vigili
del fuoco schierati, li passa in rassegna e a tutti ripete: «Ottimo lavoro»,
mentre la più anziana del gruppo, Gursharan Kaur first lady dell´India, li
elogia: «Siete degli eroi!». Prima di volatilizzarsi alla volta di Roma la
signora Obama sussurra: «Sono molto commossa...» e ha un tremito nelle labbra.
Poi aggiunge assertiva: «Mio marito ed io siamo molto colpiti da quello che
stiamo vedendo e cercheremo di fare tutto il possibile per sostenervi». Un
sopralluogo blindato: mai nei loro giri e nelle loro vetrine ufficiali le first
lady incontreranno le «last lady», come si sono polemicamente ribattezzate
alcune decine di sfollate dei comitati civici aquilani che vivono ancora nelle
tendopoli, in attesa di avere una casa assegnata: «Michelle, Carla, venite
nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande», scandiscono in coro
durante il loro corteo. Uno sgarbo, o forse il desiderio di tornare a Roma
dalle figlie? Fatto sta che l´inquilina della Casa Bianca diserta
l´elaboratissimo pranzo offerto dalla moglie del governatore Chiodi e cucinato
dallo chef Niko Romito di Rivisondoli, due stelle Michelin. Rinuncia al baccalà
con granita di patate e peperoni, ai ravioli liquidi (?) con piselli tardivi,
al caldo-freddo di cioccolato e finocchio. E rinuncia anche a salire sul
simulatore sismico, pezzo forte nella mostra sul terremoto allestito dalla
Protezione Civile alla caserma di Coppito, negli Stati Uniti un´attrazione da
luna park. A voler provare il brivido di una scossa magnitudo 4 punto 7 - tutte
con l´elmetto - sono le first lady di Canada, Gran Bretagna, Svezia, Giappone,
Commissione Europea, Sudafrica, Camerun, Gabon, Nigeria e Messico; è proprio la
prima signora messicana Margarita Zavala quella che si spaventa di più, fino
alle lacrime. Nel pomeriggio altre due mostre: una che illustra il patrimonio
culturale abruzzese, l´altra sull´eccellenza della creatività italiana, con i
ministri Bondi e Brambilla a fare da ciceroni. Ma Mrs Obama è già a Roma. Poco
dopo le 19 fa il suo ingresso trionfale in piazza del Pantheon con una scorta
imponente di 15 macchine in compagnia delle due figlie Sasha e Malia e del suo
staff. Visita la chiesa di «Angeli e demoni»: la cosa che la colpisce di più è
l´enorme foro sulla cupola. Poi - è il suo bagno di folla - esce sulla piazza,
transennata a tempo di record, a salutare capannelli di gente entusiasta che la
subissa di applausi. Una vera ovazione. Oggi visita privata alla Cappella
Sistina e poi udienza papale.
( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
le signore all'aquila Tra le rovine del terremoto Michelle
domanda «Quanti bimbi morirono?» Baccalà con pane croccante al rosmarino e
granita di patate, formaggio primo sale con asparagi e spinaci, caramelle di
fragole e pane, ravioli liquidi di piselli
un pranzo con i fiocchi e un po' più
sofisticato, ma non per questo meno appetitoso, rispetto alla cena da Maccaroni
a piazza delle Coppelle a Roma di Michelle e figlie. Abbandonato il capoluogo
capitolino per 24 ore, il viaggio delle first ladies ieri prevedeva la prima
tappa al centro storico dell'Aquila, devastato dal terremoto del 6 aprile. Il
giro delle 12 signore dei Grandi - tutte rigorosamente a tacchi bassi - e dei
leader del G5 accompagnati dai ministri Maria Stella Gelmini a Mara Carfagna è iniziato da
Piazza Duomo. Michelle, in taffetà giallo con un piccolo cardigan bianco chiuso
da un bottone gioiello che riprendeva i colori del vestito e i capelli raccolti
in uno chignon stretto stretto, con le sue colleghe si è fermata di fronte ai
pannelli che illustrano i progetti per la ricostruzione del capoluogo
abruzzese. Beato tra le donne, Agostino Miotto, direttore dell'Ufficio
relazioni estere della Protezione Civile, al quale Michelle ha posto diverse
domande mentre continuava il giro del centro storico arrivando al Palazzo della
Prefettura la cui facciata crollata è diventato il simbolo della distruzione
provocata dal sisma. «Ma quanti bambini sono morti?». Solo la signora Obama ha
avuto fino in fondo il coraggio di fare questa domanda «Quanti ne sono morti?»,
ha ripetuto. Finora lei e le altre signore avevano visto la tragedia
dell'Aquila solo in foto, magari anche qualche reportage in televisione ma
venti minuti di presa diretta sono stati sufficienti alle dodici signore per
capire il disastro combinato dal terremoto. I volti erano tirati, gli occhi
sinceramente preoccupati, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele
Khumalo Zuma, le first-ladies, senza bagno di folla, circondate dalla sicurezza
e bersagliate dai flash dei fotografi, seguivano con attenzione le spiegazioni
dei tecnici della protezione civile. Intanto dalle tendopoli a pochi metri dal
luogo dove si tiene il G8 è partita la protesta di altre signore "noi
siamo le last ladies", si leggeva sui cartelli di una manifestazione.
Purtroppo le first ladies e le last ladies abruzzesi non si sono incontrate, e
non si incontreranno. Questo è uno dei punti di cui la stessa delegazione
americana si è stupita, le signore avrebbero voluto incontrare le donne
protagoniste della tragedia ma per motivi di sicurezza - questa la risposta dei
funzionari della protezione civile - l'organizzazione ha preferito non mettere
in programma questo incontro. Dopo la breve ma concitata passeggiata il corteo
delle signore - tra cui spiccava per eleganza la moglie del premier indiano
Singh, la signora Gursharran Kaur, in un sari color cipria - si sono dirette
ancora una volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della
Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che dalle prime ore dopo la tragedia del 6
aprile sta lavorando per mettere in sicurezza palazzi e monumenti. A sciogliere
la tensione ci ha pensato Michelle, pronta a stringere loro le mani, «Ottimo
lavoro», ha detto salutandoli con una promessa: «Mio marito e io siamo molto
colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per
sostenervi». Le first ladies si congedano, ringraziano, salgono sul pulmino per
il pranzo. Intanto le altre, le last ladies non si abbattono vedendole
scomparire e con orgoglio dal corteo fanno sentire la loro voce: «Michelle,
Carla, venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in mutande». di
Alessandra Cardinale 10/07/2009
( da "Riformista, Il" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Berlusconi a Repubblica «Per voi obiettivo fallito»
conferenza stampa. Il premier è teso, si prende la sua rivincita parlando di
differenza tra realtà e fantasia, poi risponde secco al giornalista nemico.
L'indiscrezione dell'Ft sui microfoni. segue dalla prima pagina Poi, però, il
premier «stanco» ha fatto le ore piccole tra i viali della caserma della
Guardia di Finanza. Ha ascoltato il concerto dell'Orchestra sinfonica
abruzzese, fingendosi pure direttore per alcuni secondi; ha passeggiato e
stretto mani; ha firmato autografi; ha ispezionato le sale degli incontri
bilaterali. Senza contare che la notte precedente era andato a letto all'alba.
Stanco o instancabile, allora? Il Silvio Berlusconi show trova il suo culmine
nel tardo pomeriggio. Sono le sei e mezzo passate e il presidente del consiglio
si issa sul podio della sala principale del Media village. Lui e Obama occupano
tutta la scena. Le parole contano poco, tranne forse gli ennesimi
ringraziamenti dell'amico Barack «per l'eccellente ospitalità ricevuta da
Berlusconi e da tutti gli italiani». È l'immagine a prevalere. Qualcuno
paragona il podio accanto a Obama a un nuovo predellino, dopo il primo che
sancì nel 2007 la svolta di piazza San Babila, con l'annuncio del nuovo partito
del centrodestra. Ma stavolta, a che cosa serve il predellino di Coppito? La
speranza dei suoi fedelissimi, che in questi giorni l'hanno invitato alla
prudenza e alla sobrietà in più di una occasione, è che il premier rifondi se stesso
e si rilanci dopo gli scandali di minorenni ed escort. Consegnata ai posteri la
foto congiunta di lui e Obama in conferenza stampa, durata pochissimi minuti,
Berlusconi ha affrontato la prova più dura: fare il punto della giornata,
accettando le domande dei cronisti presenti. Il Cavaliere è teso. Con sguardo
cupo e viso tirato parla del piano Marshall per la Palestina, del clima, del
G14, del Mef, finanche del J8, in cui ha incontrato gli junior 8 e non ha
resistito alla tentazione della foto con i giovani: «I ragazzi vogliono un
ricordo per tutta la vita». Già. Dopo il monologo, le domande. Il silenzio è
gelido. Ma la regia di Bonaiuti ha previsto tutto. Il primo quesito arriva da
una cronista televisiva di Stato. Chiede «se l'uomo è stato al centro del
vertice». Si vola sulle vette dell'antropocentrismo. Qualcuno sussurra un
commento malizioso: «Hanno scambiato papi per il Papa». Tant'è. Le domande che
seguono, vertono sui contenuti del vertice. Un sussulto quando si accenna
moderatamente alle «polemiche» che hanno preceduto il summit degli otto grandi
all'Aquila. Il premier, spavaldo, si crogiola per lo sdoganamento ricevuto in
dono da Obama e distingue tra «realtà» e «fantasia», secondo uno schema
preparato insieme coi suoi collaboratori durante il giorno. Ovviamente, la
«fantasia» comprende tutte le rivelazioni, i verbali, le intercettazioni, le
registrazioni sulle sue notti a Palazzo Grazioli. La conferenza sembra finita
ma un giornalista "nemico" di Repubblica, il gruppo editoriale accusato
dalla maggioranza di aver tramato contro il governo, riesce a prendere il
microfono. «Lei ha accusato il mio giornale
». Il premier lo interrompe. È
infastidito, si vede: «Ma questo che c'entra con il vertice». Il cronista
ripete la domanda. A quel punto Berlusconi non si
trattiene, gonfia il petto e proclama come un generale vittorioso dopo una
sofferta battaglia: «Non avete raggiunto il vostro obiettivo». Applausi.
Applausi che rappresentano una linea di confine tra giornalisti amici e
giornalisti nemici. Manicheismo di carta, lontano anni luce dalla libertà di
stampa. Ma sul difficile rapporto tra Berlusconi e i media che non controlla
c'è stato anche un altro episodio trapelato ieri. Risale alla visita di Onna,
mercoledì scorso. Il premier è in compagnia di Bruno Vespa, il conduttore di
Porta a porta, abruzzese purosangue. Il Cavaliere dice: «Questa stampa qua
i giornalisti sono una categoria
di personaggi». Sono presenti anche vigili del fuoco e volontari della
protezione civile. Si ride. Vespa replica: «Sempre meglio dei politici, ma tanto lei dice che non è un politico».
Berlusconi non si arrende: «Ci sono farabutti in tutte e due le categorie».
Ieri all'Aquila è spuntata anche un'altra tenda. Non per i terremotati, però. È
arrivato Gheddafi. Il colonnello del regime libico è ritornato di nuovo in
Italia e ha fatto allestire un pezzo di deserto, con drappeggi beduini, tra le
dure montagne abruzzesi. Un capolavoro surreale. Ieri il G8 non si è fatto
mancare davvero nulla. Compresa una vera e propria spy-story rivelata dal
Financial Times. Auricolari segreti per spiare i colloqui di capi di Stato e
premier. Protagonista? Sempre Berlusconi. In pratica, secondo il quotidiano
britannico, lo sherpa del premier, Giampiero Massolo, segretario generale della
Farnesina, avrebbe avuto degli auricolari per comunicare con l'esterno.
Lasciandoli aperti avrebbe consentito di far ascoltare tutto a uno staff seduto
in una stanza accanto. La fonte è un alto funzionario che avrebbe mostrato
anche un documento con le direttive ricevute: «Fate attenzione a non parlare
alle altre delegazioni del nostro sistema altrimenti vorrebbero usufruirne
anche loro e non è possibile». Scontata ma decisa la smentita di Palazzo Chigi:
«Quel che dicono i leader rimane nella stanza. Non ci sono canali di
comunicazione al di fuori delle penne digitali». A proposito di penne e
pennette tricolori. La tanto attesa cena di gala offerta dal capo dello Stato
si è svolta ieri sera. Tutti uomini, tranne la cancelliera tedesca Angela
Merkel. Quarantatré persone. Insomma si è tornati all'antico cerimoniale dopo
l'introduzione delle consorti per evitare imbarazzi al premier italiano, privo
di una first lady. Per qualche giorno è spuntata pure l'ipotesi che a scortare
Berlusconi fossero due ministre: Mara Carfagna e Mariastella
Gelmini. In vari ambienti
si è pensato che fosse eccessivo dopo le polemiche degli ultimi due mesi.
Risultato: leader senza mogli e pranzo allargato. Il Cavaliere si è consolato
però con autista d'eccezione: Guido Bertolaso. È stato quando il presidente del
Consiglio è rimasto da solo su una macchinina elettrica. Berlusconi
aveva fretta e non c'era nessuno. E il capo della protezione civile si è
sacrificato al volante. Fabrizio d'Esposito 10/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 7 LE FIRST LADY hanno visitato le mostre
della Caserma di Coppito, «L'Aquila bella m... LE FIRST
LADY hanno visitato le mostre della Caserma di Coppito, «L'Aquila bella mai non
po' perire» e «L'arte del saper fare bene italiano», accolte dai ministri
Sandro Bondi, Michela Vittoria Brambilla, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 8 «Quanti bambini sono ANGOSCIA LE MOGLI
DEI CAPI DI STATO IN VISITA L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di
fronte alle macerie del cuore di L'Aquila: ma quanti bambini sono morti? È la
domanda che ha fatto anche Michelle, first lady del presidente degli Stati
Uniti che pure, ha confidato il presidente della provincia Stefania Pezzopane,
il giorno precedente «era molto preoccupato per i giovani». Negli occhi delle
dodici consorti dei capi di Stato in visita tra le chiese sventrate e
puntellate, i calcinacci ancora ammassati a testimoniare ferite che ancora
sanguinano profondamente, c'era la medesima espressione. Nel tardo pomeriggio
Michelle Obama ha chiesto di essere nuovamente accompagnata a Roma per visitare
il Pantheon, una visita privata, insieme alle figlie Malia, Sasha e al suo
staff. Di nuovo occhi che filtrano la tragedia, come quelli già visti in
mattinata. I volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown
alla sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la
protesta delle altre signore. A guidarle per la breve
escursione in centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della
protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo,
come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore
manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.
Gli esperti della protezione civile hanno mostrato loro i pannelli con i
rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il
comandante dei vigili ha spiegato gli interventi che sono stati fatti e che si
stanno facendo per puntellare le devastazioni del sisma, che ha colpito
l'immenso patrocinio architettonico e artistico della città e mettere in
sicurezza il centro storico. LE SIGNORE ascoltano, Michelle più di tutte fa
domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito
verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la fiancata
della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido con un completo in
taffetà e giacca corta chiusa da un bottone gioiello, la signora Obama chiede
informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si
guardano intorno esterrefatte, pure loro rivolgono domande, puntano il dito
sulla facciata di San Marco, poi su Sant'Agostino, e ancora sulla facciata a
brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del Governo.
Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra
più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt.
L'indiana Gursharran kaur, in sari cipria, parla fitto con la ministra
Carfagna, la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma appare spaesata. Pochi attimi
comunque. Prima di un rapido dietro front e un'altra breve sosta, ancora una
volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf. l. s.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 8 ESPERIENZA UNICA NELLA STORIA DEL
SUMMIT DIARIO DI BORDO IL MONDO che conta si è ritrovato nell'Abruzzo
martoriato e, come d'incanto, di fronte all'immane tragedia, la solidarietà tra
i popoli ha prevalso sull'odio, i rancori, gli egoismi: la sofferenza ci unisce
tutti. Al di là dei protocolli d'intesa e dei grandi scenari internazionali,
L'Aquila resterà unica nella storia del G8. LA soddisfazione per i risultati
ottenuti dal vertice non ci deve, comunque, indurre a facili trionfalismi: sul
tappeto restano grandi problemi, a cominciare dalla sindrome cinese. Anche ieri
Pechino non ha aderito all'accordo sul clima: la "geometria
variabile" può andare bene per i quadri di Picasso, non per le intese
internazionali che, per avere efficacia, debbono essere sottoscritte da tutti.
HO VISTO Bruno Vespa nei panni inediti di «ambasciatore viaggiante»
dell'Abruzzo. Fa parte del comitato promotore che ha raccolto alcuni capolavori
della regione (è il caso del quadro di Patini ritrovato tra le macerie della
prefettura aquilana) ed è riuscito a convincere il ministro
Gelmini a fare ricostruire
una scuola in legno dove si insegnerà alle ricamatrici l'arte del merletto a
tombolo. INCROCIATO il sismologo Enzo Boschi. Mi ha detto che gli sciami
sismici potranno proseguire anche per altri due mesi. Gli ho chiesto chi, a suo
parere, tra i Grandi della Terra, è il più sensibile alle scosse telluriche.
Mi ha risposto senza esitazioni: il più ballerino' è il presidente francese
Sarkozy. E Carla Bruni non era ancora arrivata al vertice NELLA tradizione
abruzzese c'è un pranzo con moltissime portate, che si chiama panarda': è il
piatto forte della cucina regionale. Al G8 non c'è stato, ovviamente, il tempo
per fare gustare alle delegazioni presenti il pasto pantagruelico, ma
l'ospitalità dell'Aquila è stata ugualmente tanta: in questi giorni sono state
metaforicamente servite svariate panarde'. Alla faccia delle cassandre. *
Parlamentare del Pdl
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 9 L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti,
sgomenti, di fr... L'AQUILA È LA DOMANDA che fanno tutti, sgomenti, di fronte
alle macerie del cuore di L'Aquila: ma quanti bambini sono morti? È la domanda
che ha fatto anche Michelle, first lady del presidente degli Stati Uniti che
pure, ha confidato il presidente della provincia Stefania Pezzopane, il giorno
precedente «era molto preoccupato per i giovani». Negli occhi delle dodici
consorti dei capi di Stato in visita tra le chiese sventrate e puntellate, i
calcinacci ancora ammassati a testimoniare ferite che ancora sanguinano
profondamente, c'era la medesima espressione. Nel tardo pomeriggio Michelle
Obama ha chiesto di essere nuovamente accompagnata a Roma per visitare il
Pantheon, una visita privata, insieme alle figlie Malia, Sasha e al suo staff.
Di nuovo occhi che filtrano la tragedia, come quelli già visti in mattinata. I
volti tirati, l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla
sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la protesta
delle altre signore. A guidarle per la breve escursione in
centro ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi scuri, i tecnici della
protezione civile, un comandante dei vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo,
come era accaduto il giorno di apertura del G8 per Obama. Tra le Prime Signore
manca Carla Bruni Sarkozy, che probabilmente il giro lo farà da sola oggi.
Gli esperti della protezione civile hanno mostrato loro i pannelli con i
rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i terremotati, il
comandante dei vigili ha spiegato gli interventi che sono stati fatti e che si
stanno facendo per puntellare le devastazioni del sisma, che ha colpito
l'immenso patrocinio architettonico e artistico della città e mettere in
sicurezza il centro storico. LE SIGNORE ascoltano, Michelle più di tutte fa
domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito
verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la
fiancata della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido con un completo
in taffetà e giacca corta chiusa da un bottone gioiello, la signora Obama
chiede informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si
guardano intorno esterrefatte, pure loro rivolgono domande, puntano il dito
sulla facciata di San Marco, poi su Sant'Agostino, e ancora sulla facciata a
brandelli e le colonne pencolanti di quello che era il palazzo del Governo.
Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi bassi come tutte, Sarah Brown sembra
più pallida del solito scambiando impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt.
L'indiana Gursharran kaur, in sari cipria, parla fitto con la ministra
Carfagna, la sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma appare spaesata. Pochi attimi
comunque. Prima di un rapido dietro front e un'altra breve sosta, ancora una
volta in piazza del Duomo, per stringere le mani ai vigili della Saf. l. s.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
I COMMENTI pag. 11 L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in
nome della parità di gener... L'EUROPA chiede da tempo all'Italia, in nome
della parità di genere, di fissare per le donne statali la stessa età di
pensionamento prevista per gli uomini. I reiterati annunci provocano effetti
immediati. Dal prossimo 1° settembre hanno chiesto di andare in pensione 32
mila docenti e 8 mila non docenti. In totale il 64% in più dell'esodo
registrato lo scorso anno. Si sa che la scuola italiana è un grande gineceo e
le donne che hanno maturato i requisiti minimi per presentare domanda di
collocamento a riposo non aspettano che i nuovi limiti di età le blocchino in
servizio ancora per diversi anni. Avere a disposizione
nella scuola 40 mila posti vacanti potrebbe costituire una positiva occasione
d'intervento per il Ministro Gelmini, che intende ridurre le piante organiche del personale docente e
non docente. La diminuzione dei posti è stata iscritta nell'agenda politica di
tutti i Governi degli ultimi 15 anni. I risultati sono stati finora nulli. Anzi
fallimentari. Il Sole 24 ore ha recentemente pubblicato i dati di una
elaborazione condotta sul numero dei posti d'insegnamento del corrente anno
scolastico rapportato con quello di 10 anni fa. E' emerso che, a fronte di una
diminuzione di posti nella scuola primaria (-2,8 %) e media (-6,7 %), l'aumento
registrato nella scuola dell'infanzia (+7,5 %), degli istituti superiori e
soprattutto dei posti di sostegno ha fatto crescere il totale complessivo delle
cattedre a 766.119 unità, cioè il 2,2% in più rispetto all'anno 1999/2000.
Hanno dunque perso la partita tutti i Governi; hanno vinto le spinte
localistiche e soprattutto le truppe sindacali che strategicamente presidiano
ogni istituzione scolastica. Il lento smantellamento dell'amministrazione
scolastica periferica (gli ex Provveditorati agli Studi) non consente al
Ministero di governare dal centro gli assetti organizzativi locali. La Gelmini cerca ora l'alleanza con i poteri regionali nella
Conferenza Stato-Regioni. Ma la partita non sarà facile soprattutto per la
grave crisi occupazionale che attraversa il Paese. Così la scuola è destinata a
rimanere... un ammortizzatore sociale.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 PER UNA STRANA coincidenza,
mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gl... PER UNA STRANA
coincidenza, mentre gli studenti stanno affrontando concentrati gli esami di
maturità, nelle stanze del Comune si propone la collaborazione con le scuole
superiori per pulire i muri della città garantendo crediti formativi. La
coincidenza mi invita a guardare proprio ai ragazzi e sorge un pensiero
immediato: coinvolgiamo la scuola in un'opera di pulizia e assegniamo crediti
agli studenti? E' necessario essere realisti. I nostri giovani possono e devono
avere senso civico (lo richiede anche la nuova indicazione
ministeriale della legge Gelmini: cittadinanza e costituzione, legge 169 del 30 ottobre 2008). Ma
la scuola deve fare Scuola. Con i suoi mezzi, le sue strutture, i suoi maestri.
Al di fuori degli orari scolastici i giovani possono ripulire la città,
sostenuti e visionati da strutture esterne alla scuola. Ma al mattino i
nostri studenti hanno bisogno di affrontare matematica, italiano, latino,
inglese... A ognuno i suoi ruoli e competenze. Alla scuola, che è fortemente
luogo di rapporti umani, lasciamo l'obiettivo di educare alla cultura e al
sapere: il tempo serve per le domande e gli approfondimenti sui grandi fatti
della storia, sulle alchimie e verità dei calcoli matematici, sulla bellezza e
sorpresa continua della poesia e dell'arte... Non utilizziamo la scuola come
mezzo per pulire e recuperare la città. La scuola non è un mezzo: la scuola
educa in primis. I maestri hanno bisogno di essere maestri per trasmettere ed
educare. E il grande maestro educa innanzitutto a una "tensione": il
desiderio di impegnarsi non si impone, il fiorire dell'intelligenza nasce in
sé. Aristofane nel IV secolo a.C. scriveva: «Formare non significa riempire un
vaso ma accendere un fuoco». Permettiamo e lavoriamo affinché essi apprendano
in sé. Così come cerchiamo di suscitare idee e volontà di realizzarle. Non può
essere un do ut des che spinge l'animo a fare il bene. Pulisco i muri per avere
il tornaconto del credito. Non li rovino proprio perché so che così non cresco.
Compito della scuola è educare la persona, non correggere errori sui fogli e
sui muri. Sembra che solo il 30-40 % dei sedicenni raggiunga effettivamente le
potenzialità intellettive di cui dispone. Domandiamoci se possiamo fare
qualcosa noi. E' una strana coincidenza che mentre loro si impegnano sui libri
noi parliamo di loro per pulire la città. L'aiuto più grande che possiamo
donare non è la parete esterna di una strada che percorrono. E' la capacità e
la bellezza di studiare. *Preside S.Alberto Magno
( da "Corriere della Sera" del
10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 10/07/2009
- pag: 10 Le first lady in visita tra le macerie Michelle in lacrime: e i
bambini? La moglie di Obama salta il programma abruzzese e torna nella capitale
dalle figlie DA UNO DEI NOSTRI INVIATI L'AQUILA Le briciole dei palazzi sono
ancora in terra, adesso in qualche modo ordinate nei mucchietti ai lati della
piazza del Duomo. Ma drammaticamente lì. Sono passati più di tre mesi da quella
scossa che ha sventrato il cuore dell'Aquila e ora Michelle Obama non si
accontenta della data, vuole sapere anche l'ora, il minuto. L'attimo che ha
scatenato la gigantesca onda di dolore. Agostino Miozzo le risponde, prova a
stare dietro alla sue domande che sono una raffica senza soluzione di
continuità. Ieri mattina Miozzo è arrivato in piazza Duomo con Mauro Dolce e
Marta Di Gennaro, inviati speciali della Protezione civile per le prime donne
del G8 in questa inconsueta gita e la prima donna d'America non se li lascia
scappare. Vuole sapere tutto. Come? Quando? Dove? Ma soprattutto: chi? «Sono
morti dei bambini, vero? Quanti?». Il corteo sfila davanti alla chiesa delle
Anime Sante, ai palazzi distrutti, arriva giù davanti al palazzo diroccato
della prefettura. I ministri Mara Carfagna e Mariastella Gelmini si spendono avanti e indietro
per avere una parola per tutte queste prima donne che a guardarle così sembrano
davvero semplici turiste per caso. E forse per capire basterebbe, chessò, lo
sguardo ingenuo di Sarah Brown, il vestito dritto della svedese Filippa
Reinfeldt o lo sguardo solare della sudafricana Siza Kele Khumalo Zuma.
Dopo la prefettura si allunga verso via XX Settembre. Michelle Obama ha già
bombardato di domande il ministro Carfagna per sapere come e quando gli sfollati
delle tende potranno tornare nelle loro case e adesso che il corteo è arrivato
davanti alla Casa dello Studente è alla Gelmini che si
rivolge: «Sono morti tanti giovani? Quanti? E i bambini, quanti bambini sono
morti?». I vigili del fuoco sono schierati in fila. La prima donna d'America
riesce a trasformare un gesto di protocollo in un concentrato di commozione.
Perché lei, come tutte le altre, stringerà le mani ad ognuno di quei ragazzi
che dalle macerie del 6 aprile hanno tirato fuori più morti che vivi. Ma lei, a
differenza delle altre, ad ogni stretta di mano concentrerà una lacrima in più
dentro gli occhi. «Quanti morti in questo terremoto? Quanti bambini?». E'
mezzogiorno, sono passati quaranta minuti dalla partenza, la gita nelle macerie
è finita. Michelle Obama si ritrova davanti al suo gippone blindato. Sono morte
290 persone nel terremoto del 6 aprile. Sedici erano bambini. E' il momento dei
saluti lei ora taglia corto. E con uno scatto si infila dentro un gippone: la
testa che si appoggia alla mano, le mani che coprono gli occhi. Non si può
piangere in pubblico. Michelle infila rapida un paio di occhiali da sole. Ma
non scenderà più dal suo gippone blindato. La prima donna d'America salterà
tutto il resto del programma abruzzese con le altre prime donne del G8: il
pranzo in casa del governatore Gianni Chiodi e di sua moglie Daniela, il regalo
della presentosa, tipico gioiello abruzzese. Ma anche la visita alle mostre
insieme ai ministri Michela Vittoria Brambilla e Sandro Bondi. Da piazza Duomo
punta dritta verso Roma. E strada facendo cancellerà anche la visita alla
mostra di Bulgari programmata per il primo pomeriggio nel Palazzo delle
Esposizioni. Dalle macerie del terremoto Michelle tornerà dritta nel suo
bell'albergo di via Veneto, dalle sue bambine, sua mamma, le tate. Al mattino
la prima donna d'America aveva indosso di nuovo un vestito color giallo
brillante e questa volta movimentato da balze. Quando alle sette raggiungerà il
Pantheon per l'unica visita che si è concessa a Roma ieri insieme con le bimbe
Malia e Sasha, Michelle ha indosso di nuovo un tubino, tutto nero. C'è la folla
delle grandi occasioni accalcata dietro le transenne del Pantheon, flash,
gridolini, applausi. Michelle Obama esce sul sagrato, si volta a guardare e fa
un cenno di saluto con la mano. La corsa verso Trastevere, per una cena al
ristorante San Michele, si interrompe ad un chiosco sul lungotevere: due
grattachecche per le sue bimbe. Il cuore ai bimbi del terremoto. Alessandra
Arachi Visita al Pantheon Michelle Obama è arrivata ieri sera al Pantheon per
una visita privata con il suo staff e insieme alle figlie Malia (con lei nella
foto) e Sasha. La storica piazza romana è stata blindata dalle forze
dell'ordine (Ansa/Mario De Renzis) Emozione Dopo i saluti, Michelle taglia
corto. Si infila in auto per nascondere la commozione
( da "Corriere della Sera" del
10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Tempo Libero data: 10/07/2009
- pag: 10 Al Castello Lirica gratuita La Torre del Filarete quale fredda
soffitta parigina, le merlature dei cortili come mura della residenza di un
nobile sivigliano o della prigione in cui sono costretti gli ebrei. Il Castello
Sforzesco torna a essere scenario dei grandi capolavori lirici con tre titoli
popolari, firmati dal regista Riccardo Migliora e concertati dall'Orchestra
Filarmonica di Milano. Si partirà il 17, 18 e 19 con la
«Bohème» di Puccini diretta da Pierangelo Gelmini, la settimana successiva toccherà al «Don Giovanni» di Mozart e
«Nabucco» (foto) chiuderà l'1 e il 2 agosto. I biglietti per Bohème potranno
essere ritirati gratuitamente all'Assessorato al Turismo del Comune da lunedì
13 (via Bagutta 12, ore 9, tel.02.79.58.92). (e.pa.)
( da "Corriere della Sera" del
10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 10/07/2009
- pag: 11 Metamorfosi E la supermodella diventò moglie «santa» di MARIA LAURA
RODOTÀ Carlà modella-statista-celebrity? Ma no, per carità, Santa Carlà. Diceva
ieri sera suo marito: «Le sono molto grato per aver dato un'impronta umanitaria
alla sua visita». I coniugi Sarkozy si sono incontrati nella caserma di
Coppito. L'arrivo di Carlà è stato tranquillo, sottotono per i suoi standard da
première dame. Il post-G8 sarà affettuoso-campanilista, lei porterà il marito
presidente a vedere la natia Torino. Ma fino a ieri pomeriggio, lo scenario
annunciato per Carla Bruni-Sarkozy era corale-surreale, da film di Robert
Altman: la modella-first lady statista con George Clooney e Walter Veltroni.
Tutti insieme, con autorità e fans abruzzesi e Bill Murray, a visitare rovine e
poi a inaugurare un cinema nella tendopoli di San Demetrio; con scene dal nuovo
film di Clooney e anteprima dell'Era Glaciale 3. Un eventone, solidale e
promozionale; forse troppo, tanto che a due ore dal previsto arrivo di Carlà
l'Eliseo smentiva la sua partecipazione. Il portavoce Frank Louvrier definiva
l'annuncio «assolutamente falso». E annunciava un regolare atterraggio, una
notte coniugale nella caserma di Coppito e una normale visita tra i
terremotati, con regolare iniziativa benefica. Cose buone e giuste, ma forse
noiose. Almeno per una star multitasking come Bruni: famosissima come modella,
abbastanza apprezzata come cantante, autrice di uno straordinario
auto-riciclaggio conquistando il presidente francese e diventando first lady in
pochi mesi; poi probabilmente perplessa causa ripetitività e scarso spazio per
lo spirito di iniziativa che comporta il ruolo di moglie di un capo di Stato.
Così ha disertato qualche vertice, si è bevuta qualche birra lamentandosi un
po' con gli amici, ha fatto qualche visita di Stato in qualità di star
perfezionista, come a Londra. Ma forse non bastava. Bruni, pre-Sarkozy, era una
italiana-parigina engagée. Impegnata in molte cause, pronta a sottoscrivere
molti manifesti. Di recente (con il marito probabilmente d'accordo, è in una
fase di formidabile corteggiamento-cooptazione di delusi della sinistra) scrivendone
anche. Per il G8 aveva scritto una lettera cortese ma autoritaria ai leader
invitati, esortandoli ad aumentare i finanziamenti per la lotta all'Aids, la
tubercolosi, la malaria. E ha lasciato le altre prime dame (Michelle Obama
inclusa, l'unica che può sconfiggerla e lo ha già fatto) in
gita tra Roma e l'Abruzzo con Gelmini & Carfagna, per arrivare da sola, e da protagonista, tra
divi hollywoodiani e terremotati ben disposti. Forse era troppo. Forse fare la
première dame è limitante. Non consente attivismi e esibizionismi per buone
cause, via alla Angelina Jolie, che invece di Sarkò ha Brad Pitt. In
caso, una dovrebbe studiare e farsi eleggere e andare ai vertici da capo di
governo, come Angela non Angelina Merkel (e poi come celebrity post-sismica
bastava Clooney, onestamente, è anche più cordiale). Sotto tono L'arrivo della
première dame è stato tranquillo. Ha fatto un giro sull'auto elettrica con il
marito
( da "Sicilia, La" del 10-07-2009)
Argomenti: Scuola
Mini-tour tra le macerie. L'indiana Singh ai pompieri:
«Siete eroi» L'Aquila. Il primo pensiero, davanti alle macerie del centro
storico dell'Aquila, le chiese sventrate, i palazzi caduti, i calcinacci ancora
lì ammassati lungo i marciapiedi, è stato per i bambini. Michelle, bella anche
con i capelli tirati da uno chignon stretto stretto, lo ha chiesto: «Ma quanti
ne sono morti nel terremoto?» Le altre devono averlo pensato, in quella
camminata concitata e breve a tacchi bassi tra le rovine. Per loro solo il
tempo di un'impressione. Venti minuti, forse mezz'ora in tutto, senza bagno di
folla, circondate dalla sicurezza e bersagliate, da lontano, dai flash dei
fotografi. Tutte serie le dodici prime signore arrivate all'Aquila per vedere
con i loro occhi che disastro ha combinato il terremoto. I volti tirati,
l'espressione sbigottita, dall'inglese Sarah Brown alla sudafricana Siza Kele
Khumalo Zuma. Mentre dalle tendopoli parte la protesta delle altre signore,
quelle che dal 6 aprile hanno per casa una tenda. «Noi siamo le last lady», si
leggeva sui cartelli di una manifestazione improvvissata da via Strinella alla
Villa Comunale. First ladies e last ladies comunque non si incontrano. Con le
prime, a fare da cicerone, ci sono le ministre Carfagna e Gelmini, sottilissime nei loro completi
scuri (nero inchiostro la ministra delle Pari Opportunità blu navy per la
collega dell'Istruzione) i tecnici della protezione civile, un comandante dei
vigili del fuoco. Prima tappa il Duomo, com'era stato ieri per Obama. Tra
loro non c'è Carla Bruni Sarkozy, che il giro lo farà probabilmente oggi da
sola. Ma sono ugualmente tante, 12 in tutto, dalla canadese Laureen Harper alla
giapponese Chikako Aso. Gli esperti della protezione civile fanno vedere i
pannelli con i rendering delle nuove case che si stanno costruendo per i
terremotati, il comandante dei vigili spiega un po' gli interventi che sono
stati fatti e che si stanno facendo per puntellare il disastro e mettere in
sicurezza il centro storico. Le signore ascoltano, Michelle più di tutte fa
domande. Poi la breve camminata, duecento metri e poco più, a passo spedito
verso piazza della Repubblica, dove le macerie della prefettura snudano la
fiancata della vicina chiesa di Sant'Agostino. In giallo acido anche in
quest'occasione, con un completo in taffetà e giacchino corto chiuso da un
bottone gioiello, la signora Obama chiede informazioni alla ministra Gelmini. Le altre si guardano intorno esterrefatte, anche
loro chiedono, puntano il dito sulla facciata di San Marco, poi su
sant'Agostino, e ancora sulla facciata a brandelli e le colonne pencolanti di
quello che era il palazzo del governo. Maglietta prugna e gonna chiara, tacchi
bassi come tutte, Sarah Brown sembra più pallida del solito scambiando
impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. L'indiana Gursharran kaur, in
sari cipria parla fitto con la ministra Carfagna, la sudafricana Siza kele
Khumalo Zuma sembra un po' spaesata. Pochi attimi comunque. Prima di un rapido
dietro front e un'altra piccola sosta, ancora una volta in piazza del Duomo,
per stringere le mani ai vigili della Saf, il gruppo speleo alpino fluviale che
dalle prime ore dopo la tragedia del 6 aprile sta lavorando per mettere in
sicurezza palazzi e monumenti. La tensione si è sciolta in sorrisi, Michelle
per prima stringe loro le mani. «Ottimo lavoro», ripete seria. Per poi spiegare
che si è commossa. E lasciarli con una promessa. «Mio marito ed io siamo molto
colpiti da quello che stiamo vedendo, cercheremo di fare il possibile per
sostenervi». Anche la first lady sudafricana, la moglie del presidente Jacob
Zuma, si è mostrata molto suggestionata dal tour e Margarida Sousa consorte del
presidente dell'Ue Josè Barroso, che ha dato molto lavoro agli interpreti. Le
mogli dei leader hanno poi stretto la mano ai vigili del fuoco, schierati in
fila, e la moglie del presidente Manmohan Singh ha detto loro «siete degli
eroi». Quando risalgono sui pulmini mezzogiorno è passato da poco. In caserma,
a Coppito, le aspetta un pranzo offerto dalla moglie del presidente della
Regione Abruzzo Chiodi, poi un tour nelle due mostre allestite per l'occasione,
con la guida, questa volta, del ministro Bondi arrivato apposta da Roma.
Michelle non c'è, anticipa il rientro a Roma dove ad attenderle ci sono le
figlie. Ma i tempi saranno ugualmente stretti, il ritorno nella capitale è
previsto già per metà pomeriggio. Dal corteo le last ladies protestano:
«Michelle, Carla venite nelle tende, le donne abruzzesi vi aspettano in
mutande». Silvia Lambertucci Matteo Guidelli
( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
«Potevano valutare di più la persona. Mia nipote è seria»
all'esame con il telefonino Parla la nonna di M. P., la studentessa del Cassini
sospesa dalla maturità perché sorpresa col cellulare "DURA LEX, sed
lex". Elena Romagnoli insegna latino e nella lingua di Cicerone spiega
come ha agito, da presidente della commissione d'esame, nel caso dell'espulsione
dalla maturità di M.P., la studentessa del liceo scientifico Cassini sorpresa
con il cellulare in mano nel corso della prova di matematica. «Con la morte nel
cuore», ci tiene a precisare la professoressa, «ma le regole parlano chiaro e
proprio sull'utilizzo di apparecchi elettronici gli ispettori hanno insistito
molto: vanno consegnati prima della prova e non devono essere accesi». «Abbiamo
anche dato alla ragazza la possibilità di spiegare le proprie ragioni, ma
sarebbe stato scandaloso e ingiusto verso gli altri fare finta di niente -
aggiunge la Romagnoli - i suoi compagni di classe erano preoccupati per lei, ma
gli orali sono proceduti con serenità». Gli esami per la V D, la classe della
studentessa espulsa, si sono conclusi martedì scorso. Nei corridoi del Cassini,
tra sigarette fumate di fretta, abbracci scaccia-tensione e libri in bilico
sulle ginocchia tremolanti, gli studenti in attesa di dare l'esame dicono di
non conoscerla personalmente: «È di un'altra sezione, non so chi sia, certo che
ha avuto una bella sfiga» commenta un ragazzo guardando i quadri appesi
all'entrata del liceo, dove sono riportati i risultati degli scritti. «Seconda
prova scritta non ancora valutata. Ammessa con riserva agli orali l'8 luglio»,
c'è scritto in corrispondenza di M.P. Ma, come conferma il vicepreside Giacomo
Costa, gli orali si sono già conclusi e lei non vi ha partecipato. «È davvero
un peccato perché la ragazza è brava e la prova di matematica quest'anno era
ben calibrata e risolvibile facilmente anche da parte di alunni "medi"
- commenta Costa - ma l'uso del cellulare è stato espressamente vietato, fosse
stato un semplice bigliettino magari si poteva chiudere un occhio...» È anche
il rammarico della nonna di M.P., Grazia Stella: «Io sono stata insegnante e
dico che poteva finire tutto in modo più semplice, ai miei tempi avevamo un
altro criterio di giudizio e valutavamo di più la persona». La ragazza, spiega
la nonna, è serena anche se ovviamente contrariata. «Ne abbiamo parlato questa
mattina e sta riflettendo. Non è una persona "leggera", come è stato
scritto, anzi, saprà sicuramente prendere la decisione giusta». Insieme alla
famiglia, che potrebbe tentare un ricorso al Tar «Non so se hanno già deciso
qualcosa, penso che aspetteranno il ritorno del padre che si trova all'estero
per lavoro, comunque posso già dire che M. in vacanza ci andrà , i genitori non
la puniranno per l'eventuale bocciatura». Una "rimodulazione della
punizione" per M.P. è quanto chiedono invece i consiglieri regionali del
Pdl, Matteo Rosso e Gianni Plinio. In una lettera inviata al Direttore
scolastico regionale, Anna Maria Dominici, e per conoscenza
al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini i due consiglieri regionali del Pdl scrivono che "alla luce
del profilo scolastico della ragazza" se il controllo dei tabulati del
telefonino dimostrasse la sua onestà bisognerebbe consentirle di completare la
maturità, con il minimo dei voti. Ma forse, per un'alunna con la media
superiore all'8, sarebbe una beffa ancora peggiore. Emanuele Rossi il sondaggio
www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia e vota il sondaggio sul tema in corso
sul nostro sito 11/07/2009 ' 11/07/2009 ricorso sì o noSta riflettendo sul da
farsi. Mia nipote saprà sicuramente prendere la decisione giusta Grazia
stellanonna di M. P. 11/07/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Sindaci e assessori camerieri alla seconda festa
democratica al prolungamento Non c'è il ristorante della Cgil ma è nato quello
"del sindaco" dove ogni sera gli amministratori servono ai tavoli
11/07/2009 Savona. Ha preso il via al Prolungamento la seconda Festa
Democratica. Quest'anno non c'è il ristorante della Cgil. In compenso, è nato
"il ristorante del Sindaco" dove a servire in tavola sono gli
amministratori della provincia. Ridotte all'essenziale le iniziative
strettamente politiche con la partecipazione di oratori nazionali. La Festa è
quest'anno tutta improntata al ricordo di Fabrizio De André, nel decennale
della scomparsa di Faber: giovedì ha inaugurato la mostra "Omaggio a
Fabrizio De Andrè" e ieri sera si è tenuto il concerto-omaggio di Danila Satragno,
che cantò con il grande cantautore.. Stasera, al ristorante del Sindaco
serviranno in tavola Livio Di Tullio, Maria Luisa Madini, Sergio Verdino,
Giovanni Carlevarino. Esibizioni della scuola di Danza Dany. Alle 19, Jacopo
Marchisio ed i Cattivi Maestri reciteranno brani tratti dall'antologia di
SpoonRiver. Alle 21 concerto di Vittorio Bonetti. Alle 20.45 è in programma
l'incontro con l'europarlamentare Debora Serracchiani, il "fenomeno
politico" del momento. Domani, al ristorante del Sindaco serviranno
Federico Berruti, Luca Martino, Lorena Rambaudi, Livio Di Tullio. Esibizione
dell'Orchestra spettacolo Fiorenza Lelli. Alle 21, Marzio Angiolani e Andrea
Podestà presentano con chitarra e voce il libro "Canzoni contro".
Lunedì, al Ristorante del Sindaco serviranno Nico Vicenzi, Gianluca Nasuti,
Maria Grazia Pasini, Gaudenzio Paola, Mario Patrucco, Gabriele Villa.
Esibizione della scuola di danza Dany. Alle 19 aperitivo incontro sulla scuola:
"La scuola è un bene di tutti i cittadini, presupposto e fondamento di
democrazia. Riforma Gelmini: cosa succederà in provincia di Savona". Intervengono Maria
Luisa Madini, Lucia Nazari ed Angelica Lubrano. Martedì in programma Gioki
Tango con la storia del tango e, alle 18, "Idee per la città, incontro con
gli amministratori". Mercoledì, il Triangolo in concerto e spettacolo co n
la compagnia Attori per Caso "Napoli... punto e a capo" di e
con Giuseppe Benzo. La Festa proseguirà poi tutte le sere sino a domenica 19
luglio. 11/07/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Berlusconi si contienee lascia la scenaa barack il
"piacione" dietro le quinte n VORREI CHIARIRE innanzitutto il mio
ruolo di unico giornalista "imbucato" nella "zona rossa"
del G8 dell'Aquila. Le ragioni sono due. Sono andato ad accogliere a Onna, con
Berlusconi, Angela Merkel quale ospite personale dell'ambasciatore tedesco a
Roma. Il 6 aprile scorso, giorno del terremoto, ricordai nel drammatico
speciale di Porta a porta che questo sfortunato paese a cinque chilometri
dall'Aquila aveva già subito una violenza atroce l'11 giugno del '44 quando le
truppe tedesche uccisero 17 cittadini inermi e innocenti. Né l'ambasciatore
Steiner - fior di diplomatico e gran signore - né le autorità di Berlino
conoscevano la storia. L'ambasciatore si è messo immediatamente in contatto con
la Cancelleria ed è nata la catena di solidarietà che ha portato la Germania a
ricostruire la chiesa di Onna e Porta a porta a ricostruirne l'asilo. Era
abbastanza naturale, dunque, che andassi a salutare il capo del governo
tedesco. La mia presenza a Coppito con un ruolo distinto dai 3.500 giornalisti
accreditati si spiega invece con la mia qualifica di membro del comitato
promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal terremoto esposte
all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con le ministre
Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho
accompagnato le "first ladies" a visitare questi preziosi frammenti
della storia della mia terra. La possibilità di essere stato accanto per
qualche tempo a quattro degli otto "grandi" (Obama, Medvedev, Merkel
e Berlusconi) mi consente di trascrivere qualche impressione di getto.
Barack Obama è più"piacione" del nostro presidente del Consiglio. Ed
è tutto dire. Presentarsi in camicia alla visita al centro storico dell'Aquila
è stato il suo biglietto da visita in fatto di comunicazione. Così come la
stretta di mano a tutti i vigili del fuoco e agli uomini della Protezione
civile e la garbatissima galanteria con le donne e con la presidente della
provincia dell'Aquila. Durante la breve passeggiata tra le rovine di uno
spicchio di centro storico, il presidente degli Stati Uniti mi ha molto
intenerito fermandosi sbigottito accanto alla piccola chiesa di San Marco, tra
piazza del Duomo e la prefettura distrutta. «Che cosa posso fare per restaurare
questo meraviglioso monumento?», ha chiesto. Ero lì a un passo e stavo per
dirgli che ero orgoglioso da aquilano che lui fosse lì e che purtroppo c'erano
almeno dieci chiese più importanti di San Marco semidistrutte. Ma perché
spegnere un così autorevole e sincero entusiasmo? Partito il presidente americano,
è arrivato il suo collega russo. Medvedev, accompagnato dal suo strepitoso
ambasciatore a Roma, è un giovane politico di prim'ordine. Molta gente,
fatalmente poco informata sugli aggiornamenti della nomenclatura sovietica, si
aspettava Putin che invece si è"retrocesso" a primo ministro.
Medvedev, assai più controllato di Obama, ha stretto le stesse mani e fatto le
stesse foto del presidente americano. Ma il risultato mediatico era diverso.
Angela Merkel è una Margaret Thatcher dei nostri tempi. Fredda, determinata, va
subito al cuore dei problemi. Quando parla non vola sull'ottovolante della
grandeur come Sarkozy, ma dice pane al pane e vino al vino. A Onna, tuttavia,
ha saputo guadagnarsi la simpatia della gente con un sottile, raffinato ma
esplicito accenno alla tragedia del '44. Ha indossato il casco dei vigili solo
per il tempo di una foto, ma poi l'ha restituito, visto che Berlusconi non lo
indossava (ma non lo indossava perché gliene hanno offerto uno rosso?). Infine
Berlusconi. Quando è atterrato dall'elicottero a Onna era molto teso. Due mesi
di campagna di stampa - prima interna, poi internazionale - lo hanno provato.
Ha scelto dunque di essere molto più controllato del solito, mettendo la
camicia di forza alla sua abituale esuberanza. Ha aspettato che la Merkel lo
baciasse e la stessa cosa ha fatto con Obama. Durante le due visite ha lasciato
completamente ai suoi ospiti la scena (e gli applausi) tra la gente ,
raggiungendoli soltanto quando non farlo sarebbe sembrato assurdo, prima che
scortese. Ha aspettato che i complimenti gli piovessero addosso senza andarseli
a cercare, ha tenuto un atteggiamento informale ma sobrio anche durante le
sedute politiche, confermando che la diplomazia personale - criticata da chi è
legato a schemi d'altri tempi -è ormai un elemento fondamentale nei rapporti
bilaterali e nelle mediazioni. Berlusconi ha capito fin dal primo giorno che il
G8 gli avrebbe restituito la serenità perduta. Il resto è venuto da sé.
Naturalmente la campagna contro di lui non è finita. I grandi giornali
stranieri hanno riconosciuto a denti stretti il successo del G8 vendicandosi
quasi tutti con brutte foto di Berlusconi. E chissà cosa ci aspetta. Ma abbiamo
la sensazione che i suoi avversari (e perché no?, i suoi alleati) il vero
Berlusconi fresco di bucato lo vedranno a fine estate. Mentre gli aquilani lo
avranno con loro per molti giorni durante le vacanze. la rivincitaUn bel
successo dopo la campagna dei giornali stranieri contro il nostro premier
11/07/2009
( da "Riformista, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
le notizie Sacconi: sì alle badanti La regolarizzazione
riguarderà «soltanto badanti e collaboratrici domestiche, di questo si è
peraltro sempre parlato»: lo ha confermato il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi, aggiungendo che l'intesa nella maggioranza si tramuterà in un
emendamento del Governo, che sarà inserito «nel decreto legge sulle misure per
contrastare la crisi già all'esame del Parlamento». Sacconi ha spiegato che «il
nostro mercato del lavoro non sarebbe in grado di recepire, in questo momento e
in modo sostenibile, altre professionalità. Nell'interesse degli stessi
immigrati, che già sono qui e che spesso sono costretti all'inattività o alla
disoccupazione dalla grande recessione globale, dobbiamo contenere gli ingressi
con riferimento proprio a queste professioni». anarchico preso. Uno studente
dell'università Bicocca, incensurato, è finito ieri in manette a Milano per
aver dato fuoco a un bancomat in piazza De Agostini. Paradossalmente, a
inseguire e catturare il 25enne è stato un immigrato irregolare boliviano che
ha assistito alla scena. L'arrestato, secondo la Digos, è volto noto che
gravita nell'ambiente degli anarchici. È stato giudicato per direttissima per
il reato di «danneggiamento aggravato». Il giudice ha però disposto il rinvio
dell'udienza a lunedì prossimo e ha rimesso in libertà l'imputato con l'obbligo
di firma. Per il cittadino boliviano è possibile che il Questore di Milano
conceda ora un permesso di soggiorno «per motivi umanitari». scuola e precari.
I precari della scuola tornano sul piede di guerra per dire no ai decreti sui
tagli agli organici e ai progetti di riforma dell'istruzione: mercoledì
prossimo manifesteranno in piazza Montecitorio. Ieri, i Comitati italiani
precari, anticipando i temi della protesta, hanno chiesto
le dimissioni del ministro Gelmini. L'attacco al ministro dell'Istruzione è a 360 gradi: per i Cip,
la gestione di viale Trastevere è «un fallimento totale». Sostengono i precari:
«In un anno, non si poteva far peggio. Dal piano programmatico ai regolamenti,
dalla chiusura delle scuole nei piccoli centri alla determinazione del numero
degli alunni per classe, dalla circolare sulle iscrizioni a quella sui
libri di testo, dal sistema di valutazione alla quantificazione degli organici,
dal voto in condotta a quello di ammissione agli esami di stato, abbiamo
assistito a una lunga serie di provvedimenti raffazzonati, velleitari,
demagogici, scoordinati tra loro e disarticolati dalla realtà». 11/07/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 COME sono i grandi' visti da vicino?
Barack Obama è più ... COME sono i grandi' visti da vicino? Barack Obama è più
piacione' del nostro presidente del Consiglio. Ed è tutto dire. Presentarsi in
camicia alla visita al centro storico dell'Aquila è stato il suo biglietto da
visita in fatto di comunicazione. Così come la stretta di mano a tutti i vigili
del fuoco e agli uomini della protezione civile e la garbatissima galanteria
con le donne e con la presidente della provincia dell'Aquila. Durante la breve
passeggiata tra le rovine di uno spicchio di centro storico, il presidente
degli Stati Uniti mi ha molto intenerito fermandosi sbigottito accanto alla
piccola chiesa di San Marco, tra piazza del Duomo e la prefettura distrutta.
«Che cosa posso fare per restaurare questo meraviglioso monumento?» ha chiesto.
Ero lì a un passo e stavo per dirgli che ero orgoglioso da aquilano che lui
fosse lì e che purtroppo c'erano almeno dieci chiese più importanti di San
Marco semidistrutte. Ma perché spegnere un così autorevole e sincero
entusiasmo? Partito il presidente americano, è arrivato il suo collega russo.
Medvediev, accompagnato dal suo strepitoso ambasciatore a Roma, è un giovane politico
di prim'ordine. Naturalmente molta gente, fatalmente poco informata sugli
aggiornamenti della nomenclatura sovietica, si aspettava Putin che invece si è
retrocesso' a primo ministro. Medvediev, che politicamente è un allievo di
Putin è un politico di prim'ordine. Assai più controllato di Obama, ha stretto
le stesse mani e fatto le stesse foto del presidente americano. Ma il risultato
mediatico era necessariamente diverso. Angela Merkel è una Margaret Thatcher
dei nostri tempi. Fredda, determinata, va subito al cuore dei problemi. Quando
parla non vola sull'ottovolante della grandeur come Sarkozy, ma dice pane al
pane e vino al vino. A Onna, tuttavia, ha saputo guadagnarsi la simpatia della
gente con un sottile, garbato, perfino raffinato, ma esplicito accenno alla
tragedia del '44. Ha indossato il casco dei vigili solo per il tempo di una
foto, ma poi l'ha restituito, visto che Berlusconi non lo indossava (ma non lo
indossava perché gliene hanno offerto uno rosso). Infine Berlusconi. Quando è
atterrato dall'elicottero a Onna era molto teso. Due mesi di campagna di stampa
prima interna, poi internazionale lo hanno provato. Ha scelto dunque di essere
molto più controllato del solito, mettendo la camicia di forza alla sua
abituale esuberanza. Ha aspettato che la Merkel lo baciasse e la stessa cosa ha
fatto con Obama. Durante le due visite ha lasciato completamente ai suoi ospiti
la scena tra la gente , raggiungendoli soltanto quando non farlo sarebbe
sembrato assurdo, prima che scortese. Ha aspettato che i complimenti gli
piovessero addosso senza andarseli a cercare, ha mantenuto un atteggiamento
informale ma sobrio anche durante la sedute politiche, confermando peraltro che
la diplomazia personale così criticata da chi è legato a schemi d'altri tempi è
ormai un elemento fondamentale nei rapporti bilaterali e nelle mediazioni
multilaterali. Berlusconi ha capito fin dal pomeriggio del primo giorno che il
G8 gli avrebbe restituito la serenità perduta. Il resto è venuto da sé.
Naturalmente la campagna contro di lui non è finita. Ma abbiamo la sensazione
che i suoi avversari (e perché no?, i suoi alleati) il vero Berlusconi fresco
di bucato lo vedranno a fine estate. Mentre gli aquilani lo avranno con loro
per molti giorni durante le vacanze abruzzesi. Debbo chiarire a questo punto il
mio ruolo di unico giornalista imbucato' nella zona rossa' del G8 dell'Aquila.
Le ragioni sono due. Sono andato ad accogliere ad Onna con Berlusconi Angela
Merkel quale ospite dell'ambasciatore tedesco a Roma. Il 6 aprile scorso, giorno
del terremoto, ricordai nel drammatico speciale di Porta a porta' che questo
sfortunato paese vicino all'Aquila aveva già subito una violenza atroce l'11
giugno del '44 quando le truppe tedesche uccisero 17 cittadini inermi e
innocenti. Né l'ambasciatore Steiner fior di diplomatico e gran signore - né le
autorità di Berlino conoscevano la storia. L'ambasciatore si è messo subito in
contatto con la Cancelleria ed è nata la catena di solidarietà che ha portato
la Germania a ricostruire la chiesa di Onna e Porta a porta' a ricostruirne
l'asilo e a realizzare altre opere a L'Aquila, grazie anche alla generosità dei
lettori di Carlino', Nazione' e Giorno'. Era abbastanza naturale, dunque, che
andassi a salutare il capo del governo tedesco. La mia presenza nella zona
rossa' di Coppito si spiega invece con la mia qualifica di
membro del comitato promotore delle mostre sulle opere abruzzesi salvate dal
terremoto esposte all'interno della sede del G8. In questa veste, insieme con
le ministre Carfagna, Gelmini e Brambilla, ho accompagnato le first ladies' a visitare questi
preziosi frammenti della storia. E c'è stato più di un momento di autentica
commozione.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
LETTERE E COMMENTI pag. 35 IL RITORNO al rigore della
scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocci... IL RITORNO al
rigore della scuola, dopo tanto lassismo, è un buon segno, ma la bocciatura per
l'insufficienza in una sola materia si presta a manipolazioni: qualche alunno
fortunato sarà promosso per l'indulgenza di qualche consiglio di classe che trasforma
un'insufficienza in sufficienza con la conseguenza di perpetuare le lacune
accumulate, ma altri consigli di classe saranno inflessibili, con la
conseguenza di giudizi sperequati in generale. Sarebbe più equo ed educativo
ripristinare il vecchio esame di riparazione (serio, non pro forma). L'alunno potrebbe colmare le lacune con lo studio estivo. Dubito
che il ministro Gelmini
avrà questo coraggio o, se l'avrà, sarà subito vanificato dalle solite rumore
proteste che nulla hanno a che vedere con gli aspetti educativi della scuola.
Antonio Casaroli, S. Lazzaro di Savena (Bo)
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag. 13 L'INVITO rivolto al neo direttore
dell'Ufficio scolastico regionale, Ma... L'INVITO rivolto al neo direttore
dell'Ufficio scolastico regionale, Marcello Limina, perché «avochi a sé» la
pratica e adotti sanzioni più adeguate alla gravità della vicenda (come la
sospensione dall'insegnamento). E la decisione di presentare un'interpellanza
parlamentare per sollecitare l'intervento del Governo. Il deputato del Popolo della
libertà e componente della Commissione cultura, Fabio Garagnani, riapre il caso
del 10 in pagella alle Longhena e bolla i provvedimenti disciplinari che
l'Ufficio scolastico provinciale ha applicato agli insegnanti della scuola
elementare, il 7 luglio, come «quanto di più dannoso, ridicolo e inutile si
potesse concepire». NEL MIRINO ci sono «le forti pressioni che le scuole
bolognesi subiscono da esponenti sindacali e rappresentanti politici» vicini al
centrosinistra. Condizionamenti che «si stanno intensificando» in seguito all'introduzione della riforma Gelmini e che, secondo Garagnani, avrebbero portato Vicenzo Aiello,
direttore dell'Usp di Bologna, ad applicare sanzioni «deboli» come
l'avvertimento scritto e la censura. Provvedimenti «forieri di conseguenze
negative» per la corretta educazione dei ragazzi e in contrasto con una
circolare dell'ex ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni,
che raccomanda di tenere conto, nella valutazione dei casi disciplinari, anche
del «grado di allarme sociale» provocato dai fatti oggetto di indagine. Da qui
l'auspicio che Limina «avochi a sé la decisione» e adotti sanzioni più severe
in nome del danno subito dal «principio di autotutela dell'amministrazione
dello Stato». Richiesta accompagnata da un invito, al dirigente provinciale, di
lasciare l'incarico «se non se la sente di applicarle». L'interpellanza al
Governo punta ad ottenere dai ministri Gelmini e
Brunetta la riforma della normativa, allo scopo di non lasciare troppa «libertà
di azione ai dirigenti scolastici» nell'irrogare le sanzioni e per introdurre
pene accessorie «in caso di inottemperanza o di applicazione ostruzionistica»
della legislazione scolastica. Ma anche a garantire lo snellimento delle
procedure di appello' dei provvedimenti disciplinari previste dall'attuale
contratto collettivo di lavoro. Infine, Garagnani valuta negativamente
l'elezione in consiglio comunale, nelle file del Pd, della dirigente scolastica
Daniele Turci. Nicola Cappellini
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 28 Niente terza per
l'Alberghetti Troppo pochi i 14 ragazzi iscritti. A settembre dovranno
trasferirsi a Imola di CRISTINA DEGLIESPOSTI LA TERZA dell'Alberghetti fa le
valigie e prende la via per Imola. Sembra infatti non esserci più nulla da fare
per salvare l'avvio dell'anno scolastico, a settembre, della terza classe del
corso di meccanica nella sede distaccata dell'istituto imolese. Ancora una
volta, sono troppo pochi i ragazzi iscritti che, con la chiusura dell'ultimo anno
a giugno, sono scesi a quota 14 (complici due bocciature). Un numero, questo,
ben, lontano dai 25 richiesti per garantire l'avvio del
corso con i nuovi parametri imposti dalla riforma Gelmini. E questo nonostante si tratti di una classe terminale, quella
cioè che porterà i ragazzi a giugno 2010 a ottenere la qualifica professionale.
A darne notizia è il sindaco Sara Brunori nella seduta di martedì saera del
consiglio comunale, che però non ha intenzione di mollare il colpo.
«Abbiamo già avuto un incontro con i genitori dei ragazzi ha spiegato . Abbiamo
illustrato loro la situazione e ci siamo mobilitati con la preside verso la
Provincia e l'Ufficio scolastico provinciale. Continuiamo a chiedere che questi
14 studenti possano chiudere il loro ciclo di formazione qui a Castel San
Pietro, perché spostarli a Imola con nuovi compagni potrebbe essere demotivante
per loro. Al punto che possono decidere di abbandonare gli studi». UN'OPZIONE,
questa, che potrebbe essere fatale' per la carriera di studio di un ragazzo al
terzo anno in un istituto professionale. L'anno scolastico 2009-2010 è infatti
l'ultimo in cui potranno ottenere un diploma di qualifica riconosciuto nel
Paese. Dall'anno successivo, scatterà in toto l'effetto della riforma sugli
studi secondari e la certificazione che verrà rilasciata per chi interrompe il
percorso prima dei cinque anni (prima cioè dell'esame di maturità) varrà solo
all'interno del territorio regionale. «Spero di incontrare nuovamente i
genitori la settimana prossima aggiuge la preside dell'Alberghetti, Lucia
Leggieri . La conferma definitiva dell'organico l'avremo solo dopo l'incontro
di luglio con l'Usp, ma è quasi certo che i ragazzi dovranno essere spostati
nelle due sezioni di meccanica di Imola. Mi auguro che non si demotivino per
questo, perché si tratta dell'ultimo anno in cui hanno la chance di ottenere la
qualifica». Non dovrebbero esserci problemi invece per la prima castellana del
corso di meccatronica anche con soli 21 iscritti. Sommati agli studenti delle
prime imolesi, il numero raggiunto è tale che dovrà essere concessa un'altra
classe. Quella che la preside Leggieri ha già detto di destinare in via Remo
Tosi. BUONE NOTIZIE, infine, per quei genitori che hanno iscritto i propri
bambini in prima alle elementari Sassatelli e Albertazzi scegliendo il tempo
pieno. «Abbiamo avuto contatti con funzionari del ministero ha detto Brunori
martedì in consiglio . Sembra che ci siano buone probabilità di riuscire a
ottenere i due insegnanti mancanti, più quello di inglese, necessari per fare
le tre classi di tempo pieno».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI
data: 2009-07-11 - pag: 25 autore: La disciplina per i commercialisti Ammesso
lo stage di sei mesi oltre frontiera ROMA Chi vuol fare pratica come
commercialista deve essere iscritto al registro presso lo stesso Ordine del
dominus e dovrà lavorare in studio almeno 20 ore a settimana. Il regolamento
sul tirocinio degli aspiranti professionisti, che sarà firmato a giorni dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, frena le trasferte dei
praticanti. In compenso, riconosce la validità di periodi di tirocinio
all'estero (massimo sei mesi) presso studi di professionisti di uno degli stati
dell'Unione europea. è confermata la necessità che il dominus sia iscritto
all'ordine da cinque anni,così come prescritto dal decreto legislativo 139/2005
che istituisce l'Albo unico di dottori commercialisti ed esperti contabili. Un
paletto poco amato dalle sigle dei giovani professionisti perché di fatto
esclude i neoiscritti. «Non poteva che essere così: lo prescrive la legge »,
commenta Giorgio Sganga, segretario del Consiglio nazionale dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili. «Ma noi chiederemo che questa regola
venga cambiata». Il regolamento fa chiarezza su un altro punto delicato: il
compenso dei tirocinanti, che non sarà obbligatorio ma facoltativo. «è una
decisione che tiene conto della diversità tra aree geografiche », dice Sganga.
«La differenza del numero di praticanti tra certe città del nord e molte realtà
del sud è di uno a mille. Se fosse stato fissato un rimborso spese obbligatorio
molti giovani del sud non avrebbero più trovato uno studio disposto ad
accoglierli. Ricordo che se la professione a livello nazionale è cresciuta del
10% negli ultimi sei anni, al sud l'aumento è stato del 30 per cento». è anche
previsto il blocco del praticantato come sanzione per chi non è in regola con
il controllo periodico del libretto. La periodicità delle verifiche sarà decisa
dagli ordini territoriali. La firma del ministro Gelmini
non risolve però un problema: l'adozione della convenzione quadro per
permettere agli studenti universitari di far coincidere due dei tre anni di
tirocinio con la laurea specialistica. La soluzione consentirebbe di accorciare
i tempi e l'ingresso nel mondo del lavoro. «Il regolamento senza convenzione è
riduttivo- dice Sganga - perché i giovani si aiutano davvero se si accelerano i
tempi. La convenzione è pronta da quattro anni ma non viene attivata nonostante
il grande interesse delle università, che fanno pressione su di noi per avere
un fiore all'occhiello in più. Ci sono atenei coraggiosi come quello di Bologna
che stipulano accordi alternativi con l'Ordine locale correndo rischi perché
senza la convenzione non c'è il crisma dell'ufficialità». An.Man. © RIPRODUZIONE
RISERVATA SENZA PERDITE DI TEMPO Il regolamento va affiancato alla convenzione
per consentire in contemporanea la frequenza all'università
( da "Corriere della Sera" del
11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 11/07/2009
- pag: 2 La first lady Nel pomeriggio visita alla Cappella Sistina e ai Musei
vaticani Michelle si emoziona Ricevute dal Pontefice anche Malia e Sasha ROMA
Michelle Obama risale sull'aereo con ancora indosso il vestito nero della
visita in Vaticano. Ed entra nell'Olimpo. L'Air Force One non fa in tempo a
staccarsi dal suolo della capitale che a Capri avevano già finito di
confezionare il primo sandalo «modello Michelle ». Neanche Jacqueline Kennedy
era riuscita a tanto. Ma questa statuaria prima donna d'America è altro. È
oltre. E se non bastassero i mille complimenti declinati in
ogni verso e in ogni modo da Clio Napoletano, Gianni Alemanno, Mara Carfagna,
Mariastella Gelmini o
Isabella Rauti, bisogna ascoltare le parole fuori dai denti di chi in questi
tre giorni romani con Michelle Obama ha avuto a che fare perché l'ha scortata,
protetta in strada, accompagnata nei monumenti o, magari, servita al
ristorante. Dicono tutti la stessa cosa. Dicono che la first lady
americana è una lady come tutte le altre, nel senso più autentico del termine.
Una donna che paga il conto con la sua carta di credito. Ringrazia quando le
arriva un piatto in tavola. Non esita a schioccare baci sulle guance per
salutare un cameriere. Cerca di ingombrare il meno possibile, per quanto possa
essere possibile a una donna che per motivi di sicurezza si deve muovere con un
minimo di quattro body guard e deve essere preceduta, sempre, da almeno una
ventina di uomini addetti alle bonifiche e chissà più quanti cecchini armati.
Risale sull'aereo per tornare a Washington con la mamma, Marian Robinson, le
bimbe Malia e Sasha, le tate, e per la prima volta potrà riparlare con suo
marito, il presidente Barack. Prima quando lo ha visto in Vaticano, alle
quattro circa, non ha potuto nemmeno dargli un bacio: erano tutti e due davanti
al Papa, per la prima volta. Lei è arrivata dopo, per un saluto appena al Santo
Padre, e subito dopo sono arrivate anche le due bimbe e la sua mamma. Prima era
stata con loro a sgranare gli occhi davanti alla volta michelangiolesca della
Cappella Sistina, ad ammirare i musei Vaticani, la basilica di San Pietro. Poi
ha raggiunto il marito e anche in quel breve saluto al Papa Michelle è riuscita
a emozionarsi. No, ieri la prima donna d'America non ha pianto, non c'era
dolore al cospetto del Santo Padre. Ma la sua emozione era vera, proprio come
le lacrime che ha versato giovedì fra le macerie dell'Aquila per i bimbi morti
nel terremoto. Tutte le mamme del mondo si commuovono per i bimbi morti. Tutte
le donne del mondo proverebbero un tremore davanti al capo della Chiesa
cattolica. Così è per Michelle Obama. E lei non fa nulla per nasconderlo. È
così. Punto. Impossibile cercare di metterla dentro una casella. Ci hanno
provato i creatori di moda a metterle addosso uno stile. Sono riusciti a
metterle addosso semplicemente dei vestiti, come quello nero di Moschino indossato
ieri in Vaticano. Ma la verità è che non esiste uno stile che racconta
Michelle. E se Laura Biagiotti ci ha provato a paragonare Michelle alla regina
Elisabetta «perché come lei è una donna da considerare fuori dagli schemi
dell'eleganza classica», nessun creatore di moda con tutta la buona volontà ha
potuto fare nulla per giustificare, chessò, quella spillona verde di
bigiotteria che Michelle ha piazzato il primo giorno in Quirinale sopra un
tubino giallo canarino. Quelli sono i gusti di Michelle. E basta. E non esiste
uno stile che possa essere paragonato a quello di Michelle Obama. Esiste
semplicemente il suo stile, i suoi modi, i suoi modelli. Esiste lei. I primi a
capirlo sono stati i capresi: il sandalo «modello Michelle». Si attende la statuina
nei presepi di San Gregorio Armeno a Napoli. Alessandra Arachi Cappella Sistina
Una guida illustra gli affreschi di Michelangelo a Michelle Obama
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del
11-07-2009)
Argomenti: Scuola
Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-07-11 - pag: 9 autore:
Previdenza complementare. I tentativi di rilanciare le adesioni A ottobre si
decide sul Tfr Il ministero del Welfare studia le mosse per il semestre di
silenzio/assenso I l cantiere è aperto. E il suo obiettivo è allargare la
platea degli aderenti alla previdenza complementare dando vita ad una nuova
fase in cui i lavoratori dipendenti privati saranno chiamati a scegliere in
merito alla destinazione del proprio Tfr maturando. L'obiettivo – com'è noto –
è far sì che un numero sempre maggiore di italiani possa contare su una
pensione di scorta, nella prospettiva di ottenere pensioni di primo pilastro
sempre meno consistenti. Se l'intenzione è chiara, meno definiti sono i tempi e
le condizioni per far partire la seconda campagna sul trattamento di fine
rapporto: innanzitutto la crisi economica che rischia di colpire ancora; e poi
l'andamento dei mercati finanziari, che ha prodotto risultati che poco
incentivanti. Tempi tecnici Ciononostante il piano "A" del Welfare, è
quello di partire col semestre di silenzio/assenso nel primo semestre del 2010.
Il nodo sarà sciolto, dopo un'estate di riflessione, in occasione della legge
di bilancio e stabilità a ottobre: per innescare una fase analoga a quella del
primo semestre 2007 serve infatti un intervento legislativo. In autunno si
conosceranno i dettagli di questa seconda operazione. Tra le misure candidate a
entrare nel provvedimento, quelle già indicate dal ministro Maurizio Sacconi
nell'ultimo anno. Le mosse Innanzitutto la portabilità del contributo datoriale
anche alle forme individuali (fondi aperti e Pip); approfondimenti tecnici sono
previsti per la revocabilità della destinazione del Tfr. Escluse ulteriori
agevolazioni fiscali, vista la situazione debitoria del Tesoro, l'agenda del
Welfare prevede due interventi chiave: la riforma del decreto 703/96 sui
criteri e limiti di investimento dei fondi pensione, oltre che dei conflitti di
interessi e la creazioni di meccanismi che sterilizzino l'impatto negativo
dell'adesione dei lavoratori per il flusso di cassa delle piccole e medie
imprese. Trasparenza e comunicazione «Prima mossa – ha detto Paolo Reboani,
capo della Segreteria Tecnica del Ministero del Welfare, in un recente convegno
organizzato da Mefop sulle rendite – è fare estrema chiarezza sulla situazione
del primo pilastro: per questo per noi è fondamentale che i lavoratori ricevano
dall'Inps la «busta arancione», con le stime delle loro pensioni». L'obiettivo,
dunque, è spingerli a compiere una scelta conseguente per compensarla. Decisiva
sarà una campagna di divulgazione per far chiarezza sui rischi e le
opportunità. Con l'obiettivo di ottenere un risultato migliore, in termini di
adesione, rispetto a quello di due anni fa. La Gelmini non risponde La campagna di
divulgazione non consisterà solo in spot ma intende coinvolgere le scuole. La
Covip ha sondato il Ministero dell'Istruzione, col quale aveva siglato un
protocollo di intenti, per passare all'azione. Ma il presidente Covip Antonio
Finocchiaro, nel convegno, ha fatto sapere che sta incontrando notevoli
difficoltà: le lettere indirizzate alla Gelmini,
e al suo staff, non hanno trovato finora risposta. Con grande disappunto dell'ex
numero tre di Bankitalia. pagina a cura di Marco Lo Conte
http://marcoloconte.blog. ilsole24ore.com/ © RIPRODUZIONE RISERVATA