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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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Report "Province"

ELEZIONI: PROVINCE, VANNO ELIMINATI COMMISSARI ED ENTI INUTILI ( da "Asca" del 20-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province - e non serve a riconquistare la fiducia dei cittadini che chiedono giustamente alla politica di rendere piu efficiente e moderno lo Stato, e che, stanchi di vuoti slogan, si aspettano concretezza. Gli amministratori delle 104 Province italiane non possono piu accettare l'ipocrisia di una campagna che delegittima e sminuisce il ruolo di una istituzione

Comuni e Comunità insieme per chiedere più federalismo ( da "Stampa, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Giovanelli e Borghi hanno detto che l'abolizione è "propaganda elettorale". La loro proposta è di "riformarla affinché rispecchi meglio i reali valori immobiliari di mercato". Altra richiesta sul Patto di stabilità: "Va rivisto, altrimenti da strumento di giustizia finanziaria diventa un impedimento alla crescita dei territori".

ELEZIONI/ RICETTA DI FINI SU SPESA: VIA LE PROVINCE E TAGLI SANITA' ( da "Virgilio Notizie" del 21-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Altra voce su cui bisogna intervenire per tagliare la spesa pubblica, secondo Fini, è quella della previdenza, tornando alla riforma Maroni cancellata dal governo Prodi. Il leader di An inoltre propone di abolire l'istituzione delle Province: "Qual è il senso? L'abolizione delle Province - sostiene Fini - determinerebbe una forte diminuzione dei costi".


Articoli

ELEZIONI: PROVINCE, VANNO ELIMINATI COMMISSARI ED ENTI INUTILI (sezione: Province)

( da "Asca" del 20-02-2008)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 20 feb - Per diminuire la spesa pubblica da subito, basterebbe attuare la Costituzione e riportare in capo a Regioni, Province e Comuni tutte quelle funzioni che oggi invece gestiscono, ad di fuori di ogni controllo democratico, le agenzie, le societa' e gli enti inutili; basterebbe eliminare gli oltre 10.000 Commissari straordinari, che costano al Paese oltre 1 miliardo di euro; basterebbe definire con chiarezza i ruoli di ciascuno. E' il messaggio lanciato oggi dall'Ufficio di Presidenza dell'Unione delle Province d'Italia ai partiti politici, impegnati in questi giorni a redigere i loro programmi elettorali. ''Ridurre una istituzione a ''costo della politica'' e' pura demagogia - sottolinea il Presidente dell'Upi Fabio Melilli, riferendosi alla polemica sull'abolizione delle Province - e non serve a riconquistare la fiducia dei cittadini che chiedono giustamente alla politica di rendere piu' efficiente e moderno lo Stato, e che, stanchi di vuoti slogan, si aspettano concretezza. Gli amministratori delle 104 Province italiane non possono piu' accettare l'ipocrisia di una campagna che delegittima e sminuisce il ruolo di una istituzione riconosciuta dalla Costituzione quale parte fondante della Repubblica italiana. Ai partiti interessati ad aprire un dibattito vero sulle riforme, diciamo che siamo pronti da subito ad avviare un confronto, anche serrato, sul ruolo di ciascuna istituzione''. res-rus/mcc/rob (Asca).

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Comuni e Comunità insieme per chiedere più federalismo (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 21-02-2008)

Argomenti: Province

Accordo Comuni e Comunità insieme per chiedere più federalismo L'Unione nazionale di Comuni ed enti montani (Uncem) si è alleata con Legautonomie. L'accordo è stato presentato ieri a Roma dai presidenti Enrico Borghi (foto) e Oriano Giovanelli. L'Uncem raggruppa 355 comunità montane e 1.400 Comuni montani, la Lega per le autonomie è composta invece da 2.500 enti tra Regioni, Province, Comunità montane e Comuni. La nuova confederazione come primo passo ha chiesto lo sblocco del federalismo fiscale e finanziario e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Quanto all'Ici, l'imposta sugli immobili, Giovanelli e Borghi hanno detto che l'abolizione è "propaganda elettorale". La loro proposta è di "riformarla affinché rispecchi meglio i reali valori immobiliari di mercato". Altra richiesta sul Patto di stabilità: "Va rivisto, altrimenti da strumento di giustizia finanziaria diventa un impedimento alla crescita dei territori".

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ELEZIONI/ RICETTA DI FINI SU SPESA: VIA LE PROVINCE E TAGLI SANITA' (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 21-02-2008)

Argomenti: Province

21-02-2008 16:18 Interventi anche nel pubblico impiego: licenziare i fannulloni Vicenza, 21 feb. (Apcom) - Il leader di An, Gianfranco Fini, illustra in una conferenza stampa a Vicenza la sua ricetta per tagliare la spesa pubblica: interventi sulla sanità, sulla previdenza, sul pubblico impiego e l'abolizione delle Province. "C'è bisogno di bonificare tante spese inutili che gridano vendetta", ha detto Fini, individuando nel "comparto della sanità" il settore che più "sfugge al controllo". Secondo il leader di An "la politica deve discutere del piano sanitario nazionale, non delle modalità di gestione che invece spettano alle Regioni. La politica quindi deve fare un passo indietro e sottrarre ai partiti la gestione della sanità". Tuttavia secondo fini bisogna "rivedere alcuni meccanismi che consentano ad alcune Regioni di mettere in carico al contribuente interventi che possano essere considerati opzionali, come quelli di chirurgia estetica". Altra voce su cui bisogna intervenire per tagliare la spesa pubblica, secondo Fini, è quella della previdenza, tornando alla riforma Maroni cancellata dal governo Prodi. Il leader di An inoltre propone di abolire l'istituzione delle Province: "Qual è il senso? L'abolizione delle Province - sostiene Fini - determinerebbe una forte diminuzione dei costi". Altro settore cui mettere mano quello del pubblico impiego, inserendo le voci di "produttività e mobilità". Nel pubblico, osserva Fini, "deve valere il principio che se lavori di più guadagni di più. Devono esserci dei contratti sempre più decentrati, con il contratto nazionale che stabilisce il minimo". Altro principio da inserire nella pubblica amministrazione è quello della "mobilità" perché "c'è una rigidità che ha ascendenze ottocentesche". Infine il leader di An non ha dubbi: "Vanno licenziati i fannulloni".

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