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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Province"

Venturi, dieci priorità per l'Italia ( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: si va dallo stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili,

Dall'ambiente alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: presidente dell'associazione, propone cinque "stop" a sprechi, burocrazia, caro energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle piccole e medie imprese,

Laicità, Sud, fisco, scuola... il nostro programma per il Pd ( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Abolizioni delle provincie. Maggiori privatizzazionoi a cominciare dalle aziende pubbliche locali. Alfredo Zucchetti Attenzione per gli operai Non c'è dubbio che la prima questione sono gli aumenti, e la diminuzione delle tasse su salari e pensioni.

Presidenzialismo, il Pd scopre le carte ( da "Stampa, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: come la sostanziale inemendabilità della legge Finanziaria dopo un primo esame parlamentare. E poi, via libera al referendum propositivo, norme contro tutti i conflitti d'interesse, il diritto di voto ai sedicenni, l'abolizione delle Province o degli enti intermedi. Insomma, finita la legislatura, finita la coalizione dell'Unione, finita la stagione dei compromessi.

ELEZIONI: DI PIETRO, NO PARLAMENTO A CONDANNATI E VIA LE PROVINCE ( da "Asca" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: limitazione dell'elezione a parlamentare per massimo due legislature; modifica immediata della legge elettorale con il ritorno alla preferenza diretta; abolizione delle Province; accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti; accorpamento dei ministeri;

GIULIANO (UDC): NECESSARIA LEGGE PER RIORDINO ENTI LOCALI ( da "Basilicanet.it" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Per questo - ha concluso Giuliano - una legge sul riordino e il consolidamento delle autonomie locali, è¨ quanto mai opportuna per snidare quei partiti in cui si annidano firmatari di proposte di legge per ??abolizione delle Provinceâ?. (BAS â?" 02).

FERRARA, IN CONSIGLIO PROVINCIALE DIBATTITO SUI COSTI DELLA POLITICA ( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Stella e dagli interventi di Beppe Grillo il tema dei costi della politica si sono moltiplicate le interrogazioni sul tema. Anche il dibattito sull'abolizione delle Province: certo è che non si tratta di una cosa che può essere decisa da un momento all'altro. Daniela Montani (Pd): Gli ordini del giorno sono attuali, ma non si risolvono i problemi strutturali con i tagli dall'alto.

Enrico Cisnetto ( da "Sicilia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ma il rischio è che lo prendano a pietrate come il suo collega Sacconi quando ha proposto la (sacrosanta) abolizione delle province. Ma si sa, questo è il tempo delle promesse, quello del realismo verrà a urne chiuse. Nel frattempo, però, alle forze politiche rivolgiamo una sommessa preghiera: almeno i conti pubblici lasciateli fuori dalla campagna elettorale.


Articoli

Venturi, dieci priorità per l'Italia (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 037, pag. 12 del 13/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Il pacchetto di proposte del presidente di Confesercenti per i prossimi programmi elettorali Venturi, dieci priorità per l'Italia è tempo di svolte per non bloccare più un paese in affanno Un pacchetto di dieci priorità per i partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali. Ma soprattutto un "confronto aperto e concreto". è la richiesta arrivata ieri dal mondo delle pmi, rappresentato dalla Confesercenti di Marco Venturi, che ha avvertito i politici: no alle promesse da marinai, l'associazione dei commercianti vuole un "paese che funzioni" ed è pronta a "mettere alla gogna" chi fa promesse e poi le disattende. Sono, quindi, dieci le priorità per l'Italia secondo la Confesercenti: cinque stop agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma anche cinque richieste per decidere su "nodi cruciali": dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo. "I partiti", ha spiegato il presidente Venturi, "sappiano che non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona e una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale". "Ora", ha proseguito il presidente di Confesercenti, "è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Ecco più in dettaglio le dieci priorità viste dagli imprenditori: si va dallo stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti) alla battaglia contro il "fisco esoso" (taglio Ire/Ires per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15 mila euro, lotta all'abusivismo); infine lo stop alla criminalità (più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori e usurai, sostenere associazioni antiracket e antiusura). Quanto alle scelte cruciali per il paese: ci sono le infrastrutture (task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la Tav e l'autostrada Sa-Rc); i giovani (un conto risparmio per la formazione, dotarli di computer e internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno); le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer e internet per tutte le pmi); il turismo (allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti). "Inutile negarlo: le ragioni della crisi di governo che ha portato alle elezioni", ha dichiarato Venturi, "stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e sociali. Ora è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività".

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Dall'ambiente alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

Di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Roma. "Le imprese vogliono un Paese che funzioni". La Confesercenti propone alle forze politiche un decalogo di riforme per far ripartire l'economia italiana. Marco Venturi, presidente dell'associazione, propone cinque "stop" a sprechi, burocrazia, caro energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle piccole e medie imprese, lotta all'abusivismo, certezza delle pene, premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai. Servono, secondo Venturi, cinque "go": infrastrutture (vie del mare, Tav e Salerno-Reggio Calabria) soldi ai giovani per la formazione, incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, rilancio del turismo e politiche ambientaliste come agevolazioni fiscali per la riconversione degli edifici, nuovi depuratori e raccolta differenziata dei rifiuti.

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Laicità, Sud, fisco, scuola... il nostro programma per il Pd (sezione: Province)

( da "Unita, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

Stai consultando l'edizione del PARLANO I LETTORI Laicità, Sud, fisco, scuola... il "nostro" programma per il Pd La campagna elettorale del Pd è iniziata. Toccherà tutte le 110 province italiane. Veltroni ha già lanciato due priorità: tagli alle tasse e aumenti degli stipendi. Quali sono le due o tre cose che ritieni debbano essere indispensabili nel programma del Partito democratico? Ecco cosa rispondono i lettori de l'Unità on line. Laicità e ricerca Una politica seria per l'occupazione dei giovani laureati. Una politica di liberalizzazioni in tutti i settori per combattere le varie caste che divorano il paese e per dare finalmente ai cittadini la possibilità di scegliere secondo le proprie esigenze. L'affermazione del laicismo come valore fondamentale della convivenza civile e per limitare l'ingerenza della chiesa nelle questioni private della gente. Mario Rinaldi Cominciamo dal sud Il Mezzogiorno d'Italia deve ridiventare questione nazionale come base per lo sviluppo generale del paese. Non possiamo correre con due velocità. Altra questione il precariato ed il lavoro. Poi la sicurezza dei cittadini quella che riguarda la microcriminalità, le attenzioni e le preoccupazioni di tutti i giorni dei cittadini. Paolo Fatuzzo Sì alle intercettazioni Se dalle intercettazioni fatte su persone che svolgono una funzione politica o di pubblico interesse emergono atti o fatti penalmente rilevanti si deve dare la massima pubblicità poiché gli elettori hanno il sacrosanto diritto di essere informati e non di nascondere le malefatte come è nei programmi della destra. Savino Muscillo Trasparenza e legalità Conflitto d'interesse. Legge sul monopolio Tv. Nuova legge elettorale. Oltre naturalmente a continuare la lotta all'evasione fiscale senza i penosi condoni del governo precedente che erano la base delle finanziarie di quel governo. E, se possibile, una legge che impedisca a chi ha pendenze con la legge di candidarsi per una qualsiasi carica pubblica. Enzo Paliotti Sostegno ai deboli Maggiore attenzione ai problemi delle fasce più deboli (dipendenti e pensionati). Abolizioni delle provincie. Maggiori privatizzazionoi a cominciare dalle aziende pubbliche locali. Alfredo Zucchetti Attenzione per gli operai Non c'è dubbio che la prima questione sono gli aumenti, e la diminuzione delle tasse su salari e pensioni. Anche se queste due cose le chiederanno tutti. Subito! Il conflitto di interessi. Dicasi per quanto riguarda il falso in bilancio. Eliminazione del precariato. No alla riduzione dell'Ici, altrimenti i comuni sono costretti a prendere soldi comunque dai cittadini. Riforma elettorale, i Dico, la questione morale. La laicità, la questione ambientale. Più attenzione verso gli operai, e classe lavoratrice in generale. Questa per me è la priorità. Poi c'è il resto. Roberto Sanità e diritti Asili nido, trasporti scolastici per i disabili, più maestri e professori di sostegno, più preparazione per il professori. Sanità: meno attesa per esami tipo mammografia ecografia ecc. Liste preferenziali per i malati oncologici e tutti coloro che hanno malattie croniche. Più attenzione verso gli anziani, assistenza domiciliare. Aiuto alle donne che lavorano con asili nido, scuole materne, con orari articolati per coprire tutte le esigenze. Dare agli immmigrati la possibilità di vivere nel nostro paese con dignità. Tiziana Regole, anche al Vaticano Chiarezza e rispetto nei rapporti tra lo Stato Italiano e il Vaticano, anche all'interno del Pd. Allontanare gli indagati dalla Giustizia sia Civile che Penale. Maggiore attenzione per le infrastrutture, diventate, ormai, un collo di bottiglia sulle grandi direttrici di traffico. Le considerazioni sul da farsi sono molteplici. Dalla cultura alla consapevolezza che il rispetto delle regole non deve consentire scappatoie di alcun tipo. Fondamentale è la difesa, contro le lobby, di ogni provvedimento, non possiamo consentire lo squilibrio esistente con il resto dell'Europa trà le categorie. Cesare Non sono residuale Non dimentichiamoci dei pensionati, ritengo di non dover essere considerato un evento residuale. Peraltro si è sempre in maggior numero. Si potrebbe chiedere di lavorare in settori sociali e di supporto alla collettività e pertanto migliorare la condizione che a volte è anche di percezione di abbandono ed inutilità. Alberto Massaruti Meno precarietà Limitare a un anno (considerandolo come periodo di prova) i contratti precari. Servono a dare fiducia ai giovani, danno una base meno labile per accedere al credito (mutui casa, credito alle famiglie, ecc.) e, non trascurabile, ciò permette di creare una migliore base per la pensione consentendo, grazie al tfr, la possibilità di avere anche loro una pensione integrativa. Ridurre le imposte ai cittadini che fruiscono di un reddito fisso e, contemporaneamente, collegare la rivalutazione dei redditi in base all'inflazione reale! Espulsione veloce e definitiva dei delinquenti stranieri. Filippo Le mani e il grano Serietà e rigore con meritocrazia nella scuola;in tutti gli atti sempre attenzione alle fasce più deboli; etica pubblica e civile ai primi posti. Battersi per il ritorno di spessore culturale nella Tv. Immediata Ridistribuzione sociale per cancellare l'anomalia del "Ricco paese dei poveri". Essere sempre attenti a mostrarsi con azioni eticamente superiori agli atti, a tutti gli atti di quel signore, che ci fa vergognare di essere italiani, il quale mostrando le sue mani ad un affascinato elettore ha detto "Baciale, hanno fatto il"grano"". Santolo Sica Si va per titoli Redistribuzione (Welfare), Detassazione lavoro subordinato, Lotta a evasione fiscale, Abolizione di strutture obsolete (Motorizzazione Civile, Province). Non rappresentabilità a politici con sentenze in giudicato, Diritto di famiglia alle coppie di fatto, Stato veramente laico, scuole superiori moderne con programmi a livelli piu' avanzati, Università baron-free con ricerca di alta classe, Nuove politiche energetiche (nucleare, eolico), Riduzione senato/deputati, lotta a mafia, processi veloci, conflitto interessi, no IVA su alimentari, Authority su servizi finanziari, Meritocrazia, Catholic-free. Giovanni Fattori Tutti paghino le tasse Primo: combattere l'evasione fiscale, affinchè tutti paghino le tasse, specialmente l'alta società. Secondo: dare più credito ai magistrati affinché i pezzi da novanta paghino per corruzione, altrimenti detto i signori ricchi avendo possibilità affogano con i loro soldi le indagini su di loro per cui dopo un periodo di tempo nessuno ne parla più. Vivo in Canada, qui tutti paghiamo le tasse, riformate la legge elettorale, altrimenti detto L'Italia va direttamente a finire come l'immondizia di Napoli. Esther Rossi Ricerca e sapere. E poi... Forti investimenti per la scuola pubblica, università e ricerca con specifiche finalizzazioni allo sviluppo economico del Paese. Poi ci vuole uno sforzo straordinario nella lotta alla criminalità ed in particolare contro quella che controlla ed avvelena il territorio e la società: mafia, camorra, 'ndrangheta e Sacra corona unit. Tarcisio Lupi Multiculturalismo e integrazione È cruciale che il Pd metta al suo centro i temi dell'integrazione e dell'immigrazione. La nostra società è già molto cambiata con i flussi migratori, ed il suo volto muterà ancor più profondamente negli anni a venire. Dobbiamo capire che è un'Italia sempre più multiculturale quella che abbiamo davanti: una questione che porta con sé tutto la questione dei diritti, dei nuovi diritti, delle tante intolleranze che ancora ci sono in vasti strati del Paese. Francesco.

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Presidenzialismo, il Pd scopre le carte (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

Retroscena Cosa c'è nella bozza del programma L'Italia in salsa francese sognata dai democratici "SCELTE NETTE E RADICALI" Presidente che governa, solo 470 deputati, Senato federale Presidenzialismo, il Pd scopre le carte ROBERTO GIOVANNINI Il leader ha chiesto ai saggi di indicare proposte senza mediazioni ROMA 1Semipresidenzialismo Più poteri al Presidente Per il Partito democratico, la forma di Stato e di governo che meglio servirebbe al nostro Paese sarebbe quella del semipresidenzialismo alla francese. Il Presidente della Repubblica, quindi, sarebbe eletto dal popolo e avrebbe i poteri che oggi ha Sarkozy.2Efficienza Iter più spedito Altri provvedimenti riguardano l'iter delle leggi. I disegni di legge del governo dovranno essere approvati entro due mesi dalle Camere. Inoltre, in caso di contrasto tra le camere sulle leggi non costituzionali prevarrà il voto della Camera. 3Partecipazione Voto ai minori Previsto un abbassamento dell'età minima per votare a sedici anni. La tutela delle minoranze in Parlamento sarà garantita da uno Statuto dell'opposizione. Inoltre sarà possibile il referendum propositivo se viene ignorata una legge di iniziativa popolare.4Walter Veltroni dice da mesi che vuole una "politica che decida": e ai suoi "saggi" al lavoro per preparare il programma del Partito Democratico ha chiesto di elaborare proposte shock anche sul fronte della riforma della politica. Il lavoro degli esperti ancora non è terminato, ma nella bozze del documento programmatico si descrive un ridisegno radicale del sistema istituzionale del paese. Se si tramutasse in realtà, la politica italiana riveduta e corretta in salsa veltroniana assomiglierà moltissimo alla Francia della Quinta Repubblica: un Presidente della Repubblica "dotato di poteri di governo", una Camera con soli 470 deputati molto più forte del Senato federale composto da 100 membri designati e non eletti, un sistema elettorale uninominale a doppio turno. Non mancano però incursioni nel sistema britannico, come la sostanziale inemendabilità della legge Finanziaria dopo un primo esame parlamentare. E poi, via libera al referendum propositivo, norme contro tutti i conflitti d'interesse, il diritto di voto ai sedicenni, l'abolizione delle Province o degli enti intermedi. Insomma, finita la legislatura, finita la coalizione dell'Unione, finita la stagione dei compromessi. Walter Veltroni si può gettare alle spalle tutte le proposte forgiate - come il "Vassallum" o il modello tedesco - per cercare consensi trasversali. Il Pd che "può fare da solo" senza cercare intese e accordi si prepara alla "legislatura costituente" che immagina riscoprendo le idee e le soluzioni istituzionali da sempre più care al segretario del partito, che sin dagli anni '90 ha sempre scommesso sul sistema semipresidenzialista alla francese, con un meccanismo elettorale uninominale e doppio turno. Come si legge nella bozza di documento, serve "una transizione" verso "una democrazia governante e federalista"; anzi, "è tempo quindi di scelte nette e radicali". Eccole. Elezione (possibilmente contestuale) di un Presidente della Repubblica "dotato di poteri di governo" e di una Camera dei deputati con 470 membri, eletti in collegi uninominali maggioritari a doppio turno da tutti i cittadini con più di sedici anni di età. I candidati indicati con un meccanismo di primarie regolate per legge, in lista metà uomini e metà donne. Il Senato, 100 componenti "designati" (e non eletti) dalle autonomie regionali e locali. Il Capo dello Stato nomina il Presidente del Consiglio "sulla base dei risultati della Camera": il premier riceve la fiducia e può chiedere al Presidente la revoca dei ministri. I disegni di legge approvati del governo devono essere votati dal Parlamento entro due mesi. La Finanziaria, una volta modificata dalla Commissione Bilancio, è inemendabile. Le leggi devono passare per le due Camere: ma con l'eccezione delle norme costituzionali o di quelle che riguardano le Autonomie, se c'è conflitto dopo un tentativo di conciliazione l'ultima parola spetta alla Camera. Tutto questo potere centralizzato avrebbe i suoi contrappesi istituzionali, secondo il progetto messo a punto dagli esperti di Veltroni. Innanzitutto, come abbiamo visto, i poteri del Senato "designato", in grado di bloccare norme sgradite. Secondo, i nuovi poteri affidati al nuovo "federalismo solidale": non ci sono i dettagli nel documento, ma si ipotizza una ulteriore revisione delle materie costituzionalmente delegate alle Autonomie, che godrebbero di una "clausola di supremazia trasversale". Il secondo grande contrappeso consiste nei nuovi poteri affidati alla Corte Costituzionale, all'opposizione, e in seconda battuta ai cittadini. Primo, sulla regolarità delle elezioni dei parlamentari non si pronunceranno più i parlamentari stessi, ma i giudici della Consulta. Secondo, la Prima Parte della Costituzione sarà emendabile solo con una maggioranza parlamentare dei due terzi. Terzo, anche per le nomine parlamentari degli organi indipendenti (le Authority, e così via) servirà una maggioranza dei due terzi. Quarto, se una proposta di legge di iniziativa popolare corredata di un milione di firme è ignorata dal Parlamento per due anni, arriva il referendum propositivo. Quinto, "norme rigorose contro tutti i conflitti d'interessi e il cumulo di cariche pubbliche". Infine, "alla Camera va previsto un significativo Statuto dell'Opposizione, a cominciare dalle Commissioni parlamentari d'inchiesta".Le Camere Meno parlamentari La Camera avrà 470 deputati eletti con maggioritario doppio turno, mentre il Senato non sarà più ad elezione diretta. Secondo il piano del partito democratico, è prevista infatti la nomina di 100 senatori da parte delle autonomie regionali e locali.

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ELEZIONI: DI PIETRO, NO PARLAMENTO A CONDANNATI E VIA LE PROVINCE (sezione: Province)

( da "Asca" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 13 feb - Interdizione del Parlamento ai condannati; limitazione dell'elezione a parlamentare per massimo due legislature; modifica immediata della legge elettorale con il ritorno alla preferenza diretta; abolizione delle Province; accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti; accorpamento dei ministeri; inasprimento delle pene per reati economici e di falso in bilancio. Sono alcune delle proposte programmatiche per le prossime elezioni politiche che Antonio Di Pietro ha sottoposto al giudizio dei cittadini sul suo blog. L'Italia dei Valori propone inoltre una percentuale massima di precari in azienda fissata al 10%, inasprimento delle pene per i titolari di aziende che non garantiscono la sicurezza dei lavoratori. Limitazioni all'immigrazione di soggetti senza reddito o posto di lavoro. diminuzione del carico fiscale sulle imprese. In campo editoriale Di Pietro prevede una sola televisione pubblica, senza pubblicita' e l'eliminazione dei finanziamenti pubblici all'editoria. cer/cam/rob.

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GIULIANO (UDC): NECESSARIA LEGGE PER RIORDINO ENTI LOCALI (sezione: Province)

( da "Basilicanet.it" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

13.39.01 [Basilicata] Per contrastare la campagna denigratoria contro le province, il capogruppo dellâ??Udc alla Provincia di Potenza, Vincenzo Giuliano, ha presentato un ordine del giorno nel quale si fa voti allâ??Upi nazionale perché© adotti la proposta di legge â??Indirizzi per il riordino ed il consolidamento di un efficiente sistema delle autonomie localiâ?, elaborata dal gruppo Udc e la sottoponga ai segretari dei partiti politici per chiedere chiarezza sul ruolo delle Province prima delle prossime elezioni di primavera. â??Se vogliamo condurre la battaglia,sacrosanta, per risanare i costi della politica - ha dichiarato Giuliano - non è¨ certo nelle spese della gestione corrente delle Province che si possono trovare i costi ingiustificati, i privilegi dei politici, le spese folli, i finanziamenti ingiusti e quantâ??altro merita il nostro rifiuto. Ci sono ben altri luoghi, ben altri campi in cui si può² e si deve condurre ??opera attenta e vigile della bonifica, che è¨ alta missione civile e politica per i cittadini di buona volontà  di questa nostra terra. E si tratta di vedere se tale opera di monitoraggio e di bonifica dei costi della politica e dei privilegi dei politici non debba essere orientata, ad esempio, nella rete delle agenzie, delle â??autorità â?, delle società  a partecipazione pubblica, dei tanti enti inutili o doppioni di funzioni della Provincia, che rappresentano il terreno in cui fiorisce il sottobosco di certi interessi politici. Abbiamo il dovere di interrogarci - ha continuato Giuliano - se la nostra attenzione non si debba rivolgere verso la verifica delle modalità  con cui vengono formulati i piani finanziari, che costituiscono gli interventi pubblici; piani finanziari nei quali determinati costi sono fissati in massimali di 1000 o di 800 euro per giornata/uomo. Dovremmo forse avere la correttezza etica e morale per andare a verificare se sono giustificati i compensi â?" i più¹ alti ??Europa â?" che vengono dati a certi livelli dirigenziali, che ricevono compensi più¹ alti di quelli del Presidente Bush o del Presidente Sarkosì¬. I costi della gestione corrente degli organici provinciali sono â??le bricioleâ?, che cadono dalla tavola del padrone. La torta sta altrove! Per questo - ha concluso Giuliano - una legge sul riordino e il consolidamento delle autonomie locali, è¨ quanto mai opportuna per snidare quei partiti in cui si annidano firmatari di proposte di legge per ??abolizione delle Provinceâ?. (BAS â?" 02).

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FERRARA, IN CONSIGLIO PROVINCIALE DIBATTITO SUI COSTI DELLA POLITICA (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

(18:02) (13/2/2008 16:27) | FERRARA, IN CONSIGLIO PROVINCIALE DIBATTITO SUI COSTI DELLA POLITICA (Sesto Potere) - Ferrara - 13 febbraio 2008 - La Provincia di Ferrara informa che costi diretti e indiretti della politica, ridefinizione del numero dei componenti dei Consigli di amministrazione degli enti e delle aziende partecipate e criteri di selezione dei rappresentanti, sono stati i temi al centro della seduta del Consiglio provinciale tenutosi in Castello Estense. Sul tema erano stati presentati tre ordini del giorno. Il documento di Neda Barbieri (Apf): "al fine di contribuire fattivamente al miglioramento della spesa e della sua efficacia invita il Presidente e la Giunta nelle fasi di rinnovo delle cariche amministrative degli enti e aziende controllate ad una riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione contenendolo al numero massimo di cinque componenti e invita ad una attenta valutazione delle personalità e delle esperienze". Il documento di Brunella Lugli (Verdi), invita a "predisporre una proposta complessiva da sottoporre agli altri organi delle società partecipate per una riduzione del numero di componenti del Cda per l'individuazione di criteri chiari e omogenei per la definizione dei compensi e delle modalità di erogazione degli stessi individuando uno strumento che colleghi il compenso alla reale partecipazione delle sedute". Il documento presentato da Paolo Panizza (Pd), chiede che si prosegua con decisione nella direzione della Finanziaria 2007 (ndr il documento era stato presentato nel giugno 2007) sulla riduzione dei costi e si chiede al presidente della Giunta una graduale riduzione dove è possibile delle nomine nei consigli di amministrazione". Sugli ordini del giorno poi si è sviluppato un unico dibattito. Ugo Taddeo (Fi): Fare i tagli dalle province in giù non va bene mentre in alto ci si è aumentati il compenso. La questione va vista senza strabismi e senza malizia. Occorre riflettere anche sui monogruppo su cui occorre analizzare i costi e parlarne anche in sede di modifica dello statuto. Tito Cuoghi (Ds-Sinistra Democratica): Il tema dei costi della politica è molto sentito e il grado di credibilità della politica è molto basso tra gli elettori. Ci deve essere la volontà di stabilire regole e principi. Massimo Mazzanti (Fi): La politica rappresenta un costo quando è cattiva e a Ferrara ci sono tanti esempi di questo fatto. E anche il proliferare di enti e organi non aiuta. Occorre semplificare il quadro istituzionale per abbattere i costi della politica. Fausto Balboni (An): C'è una casta che ha abdicato al suo ruolo. Si taglia dalle province in giù e sulle circoscrizioni che sono il vero punto di appoggio sul territorio. I veri costi della politica sono tra Regione e Parlamento. Anche da noi ci sono sprechi come dimostra l'Istituzione Castello. Neda Barbieri (ApF): Credo che sarà importante confluire verso un ordine del giorno comune. Occorre ridurre le presenze all'interno dei consigli di amministrazione. Occorre semplificare, ridurre i costi ed stabilire compensi in base ai risultati. Eugenio Gramolelli (Pd): Auspico la realizzazione di un unico ordine del giorno. A livello nazionale non si tiene conto di tante cose. Non sono per la demagogia o il populismo, ma colpire comuni e province non va bene. Diamo un segnale approvando un documento comune. Mario Castelluzzo (Pd): Occorre dove è possibile ridurre il numero di consiglieri delle società partecipate. Altro aspetto fondamentale è sicuramente rappresentato dal limite di mandato per un periodo determinato di tempo come ha stabilito di fare il Pd. Catullo Nalin (Pdci): Credo che sul tema è fondamentale che ogni amministrazione valuti i propri costi e ogni ente deve agire in quest'ottica di contenimento. Vittorio Anselmi (Fi): La politica deve essere sinonimo di rappresentanza ed evitare forme di degenerazione che a volte avvengono. Occorre sapere ragionare in una dimensione qualitativa. Davide Verri (An): Da La Casta di Stella e dagli interventi di Beppe Grillo il tema dei costi della politica si sono moltiplicate le interrogazioni sul tema. Anche il dibattito sull'abolizione delle Province: certo è che non si tratta di una cosa che può essere decisa da un momento all'altro. Daniela Montani (Pd): Gli ordini del giorno sono attuali, ma non si risolvono i problemi strutturali con i tagli dall'alto. A livello di enti locali si stanno vivendo situazioni molto delicate e parlare solamente di indennità svilisce tutto. Paolo Panizza (Pd): Occorre stare coi piedi per terra e dare dignità a chi opera in politica. Serve grande raziocinio e analizzare a tutto campo i costi del sistema e non demonizzare sempre chi fa politica; politica che deve essere sempre più aperta e partecipata per tutti. I lavori del consiglio sono poi stati sospesi per trovare una posizione di sintesi e approdare all'approvazione di un documento comune. Alla ripresa dei lavori è stato approvato all'unanimità un documento comune letto in aula dal consigliere Paolo Panizza (Pd). L'ordine del giorno "sulla composizione di enti e aziende partecipate in un'ottica di riduzione dei costi della politica" invita il presidente della Provincia a proseguire "in un'opera di riduzione del numero di componenti dei consigli di amministrazione e in sede di valutazione prima delle scelte di valutare con grande attenzione la professionalità e le competenze dei componenti che vengono selezionati". Il documento è stato approvato all'unanimità: 23 presenti, 23 favorevoli. Nel corso della seduta sono anche state anche fatte due comunicazioni dal presidente del Consiglio provinciale Filippo Farinelli: Rossano Scanavini ha presentato richiesta di cambiamento di nome con la nuova denominazione che sarà "Popolari-liberali?verso il partito della libertà" ed è stata annunciata la richiesta di passaggio di Rino Conventi dal Gruppo misto all'Udc.

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Enrico Cisnetto (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Province

Ma insomma, questo "tesoretto" di maggiori entrate fiscali c'è o non c'è? E se c'è, va speso per aumentare i redditi da lavoro dipendente? Oppure, al contrario, nelle pieghe del bilancio dello Stato c'è un buco, causato dalle spese inattese per contratti pubblici, elezioni, investimenti per le Ferrovie ed emergenza rifiuti? Come sempre accade in Italia, le campagne elettorali non sono tali se non alimentano furiose polemiche sui conti pubblici, e anche questa non poteva esserne esente. Con la differenza che stavolta a litigare non sono soltanto la maggioranza (presunta) uscente e l'opposizione (presunta) entrante, ma anche le diverse componenti della coalizione al governo e, come se non bastasse, i sindacati. Ai quali era stato promesso, in cambio di uno sciopero generale rientrato, una riduzione delle tasse sui salari che oggi appare ardua se non impossibile, visti gli ennesimi "paletti" che ieri, ancora una volta, la Commissione europea ha deciso di metterci per indurci a rispettare l'impegno del deficit zero entro il 2011. Chi ha ragione? Per conoscere l'esatto ammontare dell'extra-gettito e per il calcolo delle spese non previste (il Sole 24 Ore ha conteggiato 7 miliardi) dovremo attendere qualche mese. Ma di certo fin d'ora non si può dar torto al ministro Padoa-Schioppa quando dice che il "malato Italia" è sì uscito dalla sala operatoria, ma giace ancora in corsia e la sua prognosi è tuttora riservata. Infatti, da un lato, sul fronte delle entrate nessuno può giurare che quell'extragettito impropriamente chiamato "tesoretto" sia derivato da una diminuzione strutturale dell'evasione fiscale e non invece dal combinato disposto della congiuntura favorevole del 2007 e di un aumento della pressione fiscale. E se così fosse, ci sarebbe poco da stare allegri visto che tutte le istituzioni pronosticano una crescita molto minore nel 2008 (0,5%-0,7%) rispetto ai due anni appena trascorsi. Mentre dal lato della spesa, la tendenza di tutti i governi ad aumentarla e a non riqualificarla (il contrario delle due cose che ci chiede di fare la Ue) induce a credere che non ci siano speranze neppure con il prossimo esecutivo, come dimostra una campagna elettorale che parla d'altro. Sì, c'è l'economista targato Forza Italia Renato Brunetta che immagina una manovra shock a giugno per arrivare già nel 2010 al pareggio di bilancio e al debito pubblico sotto il 100% del pil, ma il rischio è che lo prendano a pietrate come il suo collega Sacconi quando ha proposto la (sacrosanta) abolizione delle province. Ma si sa, questo è il tempo delle promesse, quello del realismo verrà a urne chiuse. Nel frattempo, però, alle forze politiche rivolgiamo una sommessa preghiera: almeno i conti pubblici lasciateli fuori dalla campagna elettorale.

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