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Venturi,
dieci priorità per l'Italia ( da "Italia Oggi"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: si va dallo stop agli sprechi (con
l'abolizione delle province, la riduzione delle comunità montane, la
privatizzazione delle aziende municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro
3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al
caro-energia (meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti
rinnovabili,
Dall'ambiente
alla lotta all'usura Ecco le richieste di Confesercenti
( da "Giornale.it, Il"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: presidente dell'associazione,
propone cinque "stop" a sprechi, burocrazia, caro
energia, fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle
Province, la riduzione delle comunità montane e la privatizzazione delle
municipalizzate, il taglio degli statali, incentivi per fonti rinnovabili,
taglio delle imposte alle piccole e medie imprese,
Laicità,
Sud, fisco, scuola... il nostro programma per il Pd
( da "Unita,
L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizioni delle provincie.
Maggiori privatizzazionoi a cominciare dalle aziende
pubbliche locali. Alfredo Zucchetti Attenzione per gli operai Non c'è dubbio
che la prima questione sono gli aumenti, e la diminuzione delle tasse su salari
e pensioni.
Presidenzialismo,
il Pd scopre le carte ( da "Stampa, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: come la sostanziale inemendabilità della legge Finanziaria dopo un primo esame
parlamentare. E poi, via libera al referendum propositivo, norme contro tutti i
conflitti d'interesse, il diritto di voto ai sedicenni, l'abolizione delle
Province o degli enti intermedi. Insomma, finita la legislatura, finita la
coalizione dell'Unione, finita la stagione dei compromessi.
ELEZIONI:
DI PIETRO, NO PARLAMENTO A CONDANNATI E VIA LE PROVINCE
( da "Asca" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: limitazione dell'elezione a
parlamentare per massimo due legislature; modifica immediata della legge
elettorale con il ritorno alla preferenza diretta; abolizione delle Province;
accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti; accorpamento dei ministeri;
GIULIANO
(UDC): NECESSARIA LEGGE PER RIORDINO ENTI LOCALI
( da "Basilicanet.it"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Per questo - ha concluso Giuliano -
una legge sul riordino e il consolidamento delle autonomie locali, è¨ quanto mai opportuna per snidare quei partiti in cui si
annidano firmatari di proposte di legge per lâ??abolizione delle Provinceâ?.
(BAS â?" 02).
FERRARA,
IN CONSIGLIO PROVINCIALE DIBATTITO SUI COSTI DELLA POLITICA
( da "Sestopotere.com"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Stella e dagli interventi di Beppe
Grillo il tema dei costi della politica si sono moltiplicate le interrogazioni
sul tema. Anche il dibattito sull'abolizione delle Province: certo è che non si
tratta di una cosa che può essere decisa da un momento all'altro. Daniela
Montani (Pd): Gli ordini del giorno sono attuali, ma non si risolvono i
problemi strutturali con i tagli dall'alto.
Enrico
Cisnetto
( da "Sicilia,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ma il rischio è che lo prendano a
pietrate come il suo collega Sacconi quando ha proposto la (sacrosanta)
abolizione delle province. Ma si sa, questo è il tempo delle promesse, quello
del realismo verrà a urne chiuse. Nel frattempo, però, alle forze politiche
rivolgiamo una sommessa preghiera: almeno i conti pubblici lasciateli fuori
dalla campagna elettorale.
( da "Italia Oggi" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
ItaliaOggi ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 037, pag. 12 del
13/2/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Il pacchetto
di proposte del presidente di Confesercenti per i
prossimi programmi elettorali Venturi, dieci priorità per l'Italia è tempo di
svolte per non bloccare più un paese in affanno Un pacchetto di dieci priorità
per i partiti che si apprestano a varare i programmi elettorali. Ma soprattutto
un "confronto aperto e concreto". è la
richiesta arrivata ieri dal mondo delle pmi, rappresentato
dalla Confesercenti di Marco Venturi, che ha
avvertito i politici: no alle promesse da marinai, l'associazione dei
commercianti vuole un "paese che funzioni" ed è pronta a
"mettere alla gogna" chi fa promesse e poi le disattende. Sono,
quindi, dieci le priorità per l'Italia secondo la Confesercenti:
cinque stop agli ostacoli che "impediscono la crescita" come gli
sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi,
il caro energia, il fisco esoso, la criminalità. Ma
anche cinque richieste per decidere su "nodi cruciali": dalle
infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all'ambiente, al rilancio del turismo. "I
partiti", ha spiegato il presidente Venturi, "sappiano che non ci
accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona e una
classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche
trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica
internazionale". "Ora", ha proseguito il presidente di Confesercenti, "è tempo di svolte e cambiamenti
profondi in grado di assicurare stabilità, di non
bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a
cominciare dalla innovazione e dalla competitività". Ecco più in dettaglio
le dieci priorità viste dagli imprenditori: si va dallo
stop agli sprechi (con l'abolizione delle province, la
riduzione delle comunità montane, la privatizzazione delle aziende
municipalizzate) allo stop alla burocrazia (entro 3 anni solo documenti
telematici e meno dipendenti pubblici); dalla lotta al caro-energia (meno
vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno
accise sui carburanti) alla battaglia contro il "fisco esoso" (taglio
Ire/Ires per pmi, fisco
premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione Irap fino a 15
mila euro, lotta all'abusivismo); infine lo stop alla criminalità (più
poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia
taglieggiatori e usurai, sostenere associazioni antiracket e antiusura). Quanto
alle scelte cruciali per il paese: ci sono le infrastrutture (task force per completare le opere, realizzare rapidamente le
vie del mare, la Tav e l'autostrada Sa-Rc); i giovani (un conto risparmio per la formazione,
dotarli di computer e internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno); le pmi (incentivi per la costruzione di centri commerciali
naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer e internet
per tutte le pmi); il turismo (allungare la
stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi
di tv satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle
stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella
bassa stagione); l'ambiente (agevolazioni shock per riconversioni edifici e
nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata
rifiuti). "Inutile negarlo: le ragioni della
crisi di governo che ha portato alle elezioni", ha dichiarato Venturi,
"stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il
potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile
frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai
partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi
generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e
sociali. Ora è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di
recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla
competitività".
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Di Redazione -
mercoledì 13 febbraio 2008, 07:00 Roma. "Le imprese vogliono un Paese che
funzioni". La Confesercenti propone alle forze
politiche un decalogo di riforme per far ripartire l'economia italiana. Marco
Venturi, presidente dell'associazione, propone cinque
"stop" a sprechi, burocrazia, caro energia,
fisco esoso e criminalità, attraverso l'abolizione delle Province, la riduzione
delle comunità montane e la privatizzazione delle municipalizzate, il taglio
degli statali, incentivi per fonti rinnovabili, taglio delle imposte alle
piccole e medie imprese, lotta all'abusivismo, certezza delle pene,
premi a chi denuncia taglieggiatori ed usurai. Servono, secondo Venturi, cinque
"go": infrastrutture (vie del mare, Tav e Salerno-Reggio Calabria) soldi ai giovani per la
formazione, incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali,
rilancio del turismo e politiche ambientaliste come agevolazioni fiscali per la
riconversione degli edifici, nuovi depuratori e raccolta differenziata dei
rifiuti.
( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
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l'edizione del PARLANO I LETTORI Laicità, Sud, fisco, scuola... il
"nostro" programma per il Pd La campagna elettorale del Pd è
iniziata. Toccherà tutte le 110 province italiane.
Veltroni ha già lanciato due priorità: tagli alle tasse e aumenti degli
stipendi. Quali sono le due o tre cose che ritieni debbano essere
indispensabili nel programma del Partito democratico? Ecco cosa rispondono i
lettori de l'Unità on line. Laicità e ricerca Una
politica seria per l'occupazione dei giovani laureati. Una politica di
liberalizzazioni in tutti i settori per combattere le varie caste che divorano
il paese e per dare finalmente ai cittadini la possibilità di scegliere secondo
le proprie esigenze. L'affermazione del laicismo come valore fondamentale della
convivenza civile e per limitare l'ingerenza della chiesa nelle questioni
private della gente. Mario Rinaldi Cominciamo dal sud
Il Mezzogiorno d'Italia deve ridiventare questione nazionale come base per lo sviluppo generale del paese. Non possiamo correre
con due velocità. Altra questione il precariato ed il lavoro. Poi la sicurezza
dei cittadini quella che riguarda la microcriminalità, le attenzioni e le
preoccupazioni di tutti i giorni dei cittadini. Paolo Fatuzzo
Sì alle intercettazioni Se dalle intercettazioni fatte su persone che svolgono
una funzione politica o di pubblico interesse emergono atti o fatti penalmente
rilevanti si deve dare la massima pubblicità poiché gli elettori hanno il
sacrosanto diritto di essere informati e non di nascondere le malefatte come è
nei programmi della destra. Savino Muscillo
Trasparenza e legalità Conflitto d'interesse. Legge sul monopolio Tv. Nuova
legge elettorale. Oltre naturalmente a continuare la lotta all'evasione fiscale
senza i penosi condoni del governo precedente che erano la base delle
finanziarie di quel governo. E, se possibile, una legge che impedisca a chi ha
pendenze con la legge di candidarsi per una qualsiasi carica pubblica. Enzo
Paliotti Sostegno ai deboli Maggiore attenzione ai problemi delle fasce più
deboli (dipendenti e pensionati). Abolizioni delle
provincie. Maggiori privatizzazionoi a cominciare
dalle aziende pubbliche locali. Alfredo Zucchetti Attenzione per gli operai Non
c'è dubbio che la prima questione sono gli aumenti, e la diminuzione delle
tasse su salari e pensioni. Anche se queste due cose le chiederanno
tutti. Subito! Il conflitto di interessi. Dicasi per quanto riguarda il falso
in bilancio. Eliminazione del precariato. No alla riduzione dell'Ici,
altrimenti i comuni sono costretti a prendere soldi comunque dai cittadini.
Riforma elettorale, i Dico, la questione morale. La laicità, la questione
ambientale. Più attenzione verso gli operai, e classe lavoratrice in generale.
Questa per me è la priorità. Poi c'è il resto. Roberto Sanità e diritti Asili
nido, trasporti scolastici per i disabili, più maestri e professori di
sostegno, più preparazione per il professori. Sanità:
meno attesa per esami tipo mammografia ecografia ecc. Liste preferenziali per i
malati oncologici e tutti coloro che hanno malattie croniche. Più attenzione
verso gli anziani, assistenza domiciliare. Aiuto alle donne che lavorano con
asili nido, scuole materne, con orari articolati per coprire tutte le esigenze.
Dare agli immmigrati la possibilità di vivere nel
nostro paese con dignità. Tiziana Regole, anche al Vaticano Chiarezza e
rispetto nei rapporti tra lo Stato Italiano e il Vaticano, anche all'interno
del Pd. Allontanare gli indagati dalla Giustizia sia Civile che Penale.
Maggiore attenzione per le infrastrutture, diventate, ormai, un collo di
bottiglia sulle grandi direttrici di traffico. Le considerazioni sul da farsi
sono molteplici. Dalla cultura alla consapevolezza che il rispetto delle regole
non deve consentire scappatoie di alcun tipo. Fondamentale è la difesa, contro
le lobby, di ogni provvedimento, non possiamo consentire lo squilibrio
esistente con il resto dell'Europa trà le categorie.
Cesare Non sono residuale Non dimentichiamoci dei pensionati, ritengo di non
dover essere considerato un evento residuale. Peraltro si è sempre in maggior
numero. Si potrebbe chiedere di lavorare in settori sociali e di supporto alla
collettività e pertanto migliorare la condizione che a volte è anche di
percezione di abbandono ed inutilità. Alberto Massaruti
Meno precarietà Limitare a un anno (considerandolo come periodo di prova) i
contratti precari. Servono a dare fiducia ai giovani, danno una base meno
labile per accedere al credito (mutui casa, credito
alle famiglie, ecc.) e, non trascurabile, ciò permette di creare una migliore
base per la pensione consentendo, grazie al tfr, la
possibilità di avere anche loro una pensione integrativa. Ridurre le imposte ai
cittadini che fruiscono di un reddito fisso e, contemporaneamente, collegare la
rivalutazione dei redditi in base all'inflazione reale! Espulsione veloce e
definitiva dei delinquenti stranieri. Filippo Le mani e il grano Serietà e
rigore con meritocrazia nella scuola;in tutti gli atti
sempre attenzione alle fasce più deboli; etica pubblica e civile ai primi
posti. Battersi per il ritorno di spessore culturale nella Tv. Immediata
Ridistribuzione sociale per cancellare l'anomalia del "Ricco paese dei
poveri". Essere sempre attenti a mostrarsi con azioni eticamente superiori
agli atti, a tutti gli atti di quel signore, che ci fa vergognare di essere
italiani, il quale mostrando le sue mani ad un affascinato elettore ha detto
"Baciale, hanno fatto il"grano"". Santolo Sica Si va per titoli Redistribuzione (Welfare),
Detassazione lavoro subordinato, Lotta a evasione fiscale, Abolizione
di strutture obsolete (Motorizzazione Civile, Province). Non rappresentabilità
a politici con sentenze in giudicato, Diritto di famiglia alle coppie di fatto,
Stato veramente laico, scuole superiori moderne con programmi a livelli piu' avanzati, Università baron-free
con ricerca di alta classe, Nuove politiche energetiche (nucleare, eolico),
Riduzione senato/deputati, lotta a mafia, processi veloci, conflitto interessi,
no IVA su alimentari, Authority su servizi finanziari, Meritocrazia, Catholic-free. Giovanni Fattori Tutti paghino le tasse
Primo: combattere l'evasione fiscale, affinchè tutti
paghino le tasse, specialmente l'alta società. Secondo: dare più credito ai
magistrati affinché i pezzi da novanta paghino per corruzione, altrimenti detto
i signori ricchi avendo possibilità affogano con i loro soldi le indagini su di
loro per cui dopo un periodo di tempo nessuno ne parla più. Vivo in Canada, qui
tutti paghiamo le tasse, riformate la legge elettorale, altrimenti detto
L'Italia va direttamente a finire come l'immondizia di Napoli. Esther Rossi Ricerca e sapere. E poi... Forti investimenti
per la scuola pubblica, università e ricerca con specifiche finalizzazioni allo
sviluppo economico del Paese. Poi ci vuole uno sforzo straordinario nella lotta
alla criminalità ed in particolare contro quella che
controlla ed avvelena il territorio e la società: mafia, camorra, 'ndrangheta e
Sacra corona unit. Tarcisio Lupi Multiculturalismo e
integrazione È cruciale che il Pd metta al suo centro i temi dell'integrazione
e dell'immigrazione. La nostra società è già molto cambiata con i flussi
migratori, ed il suo volto muterà ancor più profondamente negli anni a venire.
Dobbiamo capire che è un'Italia sempre più multiculturale quella che abbiamo
davanti: una questione che porta con sé tutto la questione
dei diritti, dei nuovi diritti, delle tante intolleranze che ancora ci sono in
vasti strati del Paese. Francesco.
( da "Stampa, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Retroscena Cosa c'è nella
bozza del programma L'Italia in salsa francese sognata dai democratici
"SCELTE NETTE E RADICALI" Presidente che governa, solo 470 deputati,
Senato federale Presidenzialismo, il Pd scopre le carte ROBERTO GIOVANNINI Il
leader ha chiesto ai saggi di indicare proposte senza mediazioni ROMA
1Semipresidenzialismo Più poteri al Presidente Per il Partito democratico, la
forma di Stato e di governo che meglio servirebbe al nostro Paese sarebbe
quella del semipresidenzialismo alla francese. Il Presidente della Repubblica,
quindi, sarebbe eletto dal popolo e avrebbe i poteri che oggi ha Sarkozy.2Efficienza Iter più spedito Altri provvedimenti
riguardano l'iter delle leggi. I disegni di legge del governo dovranno essere
approvati entro due mesi dalle Camere. Inoltre, in caso di contrasto tra le
camere sulle leggi non costituzionali prevarrà il voto della Camera.
3Partecipazione Voto ai minori Previsto un abbassamento dell'età minima per
votare a sedici anni. La tutela delle minoranze in Parlamento sarà garantita da
uno Statuto dell'opposizione. Inoltre sarà possibile il referendum propositivo
se viene ignorata una legge di iniziativa popolare.4Walter Veltroni dice da
mesi che vuole una "politica che decida": e ai suoi "saggi"
al lavoro per preparare il programma del Partito Democratico ha chiesto di
elaborare proposte shock anche sul fronte della
riforma della politica. Il lavoro degli esperti ancora non è terminato, ma nella bozze del documento programmatico si descrive un
ridisegno radicale del sistema istituzionale del paese. Se si tramutasse in
realtà, la politica italiana riveduta e corretta in salsa veltroniana
assomiglierà moltissimo alla Francia della Quinta Repubblica: un Presidente
della Repubblica "dotato di poteri di governo", una Camera con soli
470 deputati molto più forte del Senato federale composto da 100 membri
designati e non eletti, un sistema elettorale uninominale a doppio turno. Non
mancano però incursioni nel sistema britannico, come la
sostanziale inemendabilità della legge Finanziaria
dopo un primo esame parlamentare. E poi, via libera al referendum propositivo,
norme contro tutti i conflitti d'interesse, il diritto di voto ai sedicenni,
l'abolizione delle Province o degli enti intermedi. Insomma, finita la
legislatura, finita la coalizione dell'Unione, finita la stagione dei
compromessi. Walter Veltroni si può gettare alle spalle tutte le
proposte forgiate - come il "Vassallum" o
il modello tedesco - per cercare consensi trasversali. Il Pd che "può fare
da solo" senza cercare intese e accordi si prepara alla "legislatura
costituente" che immagina riscoprendo le idee e le soluzioni istituzionali
da sempre più care al segretario del partito, che sin dagli anni '
( da "Asca" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
(ASCA) - Roma, 13 feb
- Interdizione del Parlamento ai condannati; limitazione
dell'elezione a parlamentare per massimo due legislature; modifica immediata
della legge elettorale con il ritorno alla preferenza diretta; abolizione delle
Province; accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti; accorpamento dei
ministeri; inasprimento delle pene per reati economici e di falso in
bilancio. Sono alcune delle proposte programmatiche per le prossime elezioni
politiche che Antonio Di Pietro ha sottoposto al giudizio dei cittadini sul suo
blog. L'Italia dei Valori propone inoltre una percentuale massima di precari in
azienda fissata al 10%, inasprimento delle pene per i titolari di aziende che
non garantiscono la sicurezza dei lavoratori. Limitazioni all'immigrazione di
soggetti senza reddito o posto di lavoro. diminuzione
del carico fiscale sulle imprese. In campo editoriale Di Pietro prevede una
sola televisione pubblica, senza pubblicita' e
l'eliminazione dei finanziamenti pubblici all'editoria. cer/cam/rob.
( da "Basilicanet.it"
del 13-02-2008)
Argomenti: Province
13.39.01
[Basilicata] Per contrastare la campagna denigratoria contro le province, il capogruppo dellâ??Udc alla Provincia di Potenza, Vincenzo Giuliano, ha
presentato un ordine del giorno nel quale si fa voti allâ??Upi nazionale perché© adotti la
proposta di legge â??Indirizzi per il riordino ed il consolidamento di un
efficiente sistema delle autonomie localiâ?,
elaborata dal gruppo Udc e la sottoponga ai segretari dei partiti politici per
chiedere chiarezza sul ruolo delle Province prima delle prossime elezioni di primavera. â??Se vogliamo condurre la battaglia,sacrosanta, per risanare
i costi della politica - ha dichiarato Giuliano - non è¨
certo nelle spese della gestione corrente delle Province che si possono trovare
i costi ingiustificati, i privilegi dei politici, le spese folli, i
finanziamenti ingiusti e quantâ??altro merita il
nostro rifiuto. Ci sono ben altri luoghi, ben altri campi in cui si può² e si deve condurre lâ??opera attenta e vigile della bonifica, che è¨ alta missione civile e politica per i cittadini di buona
volontà di questa nostra terra. E si tratta di vedere se tale opera di
monitoraggio e di bonifica dei costi della politica e dei privilegi dei
politici non debba essere orientata, ad esempio, nella rete delle agenzie,
delle â??autorità â?,
delle società a
partecipazione pubblica, dei tanti enti inutili o doppioni di funzioni della
Provincia, che rappresentano il terreno in cui fiorisce il sottobosco di certi
interessi politici. Abbiamo il dovere di interrogarci - ha continuato Giuliano
- se la nostra attenzione non si debba rivolgere verso la verifica delle
modalità con cui vengono formulati i piani
finanziari, che costituiscono gli interventi pubblici; piani finanziari nei
quali determinati costi sono fissati in massimali di 1000 o di 800 euro per
giornata/uomo. Dovremmo forse avere la correttezza etica e morale per andare a
verificare se sono giustificati i compensi â?" i più¹
alti dâ??Europa â?" che
vengono dati a certi livelli dirigenziali, che ricevono compensi più¹ alti di quelli del Presidente Bush o del Presidente Sarkosì¬. I costi della gestione corrente degli organici
provinciali sono â??le bricioleâ?, che
cadono dalla tavola del padrone. La torta sta altrove! Per questo -
ha concluso Giuliano - una legge sul riordino e il consolidamento delle
autonomie locali, è¨ quanto mai opportuna per snidare
quei partiti in cui si annidano firmatari di proposte di legge per lâ??abolizione delle Provinceâ?.
(BAS â?" 02).
( da "Sestopotere.com" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
(18:02) (13/2/2008 16:27) | FERRARA,
IN CONSIGLIO PROVINCIALE DIBATTITO SUI COSTI DELLA POLITICA (Sesto Potere) -
Ferrara - 13 febbraio 2008 - La Provincia di Ferrara informa che costi diretti
e indiretti della politica, ridefinizione del numero dei componenti dei
Consigli di amministrazione degli enti e delle aziende partecipate e criteri di
selezione dei rappresentanti, sono stati i temi al centro della seduta del
Consiglio provinciale tenutosi in Castello Estense. Sul tema erano stati
presentati tre ordini del giorno. Il documento di Neda
Barbieri (Apf): "al fine di contribuire fattivamente
al miglioramento della spesa e della sua efficacia invita il Presidente e la
Giunta nelle fasi di rinnovo delle cariche amministrative degli enti e aziende
controllate ad una riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione
contenendolo al numero massimo di cinque componenti e invita ad una attenta valutazione delle personalità e delle
esperienze". Il documento di Brunella Lugli
(Verdi), invita a "predisporre una proposta complessiva da sottoporre agli
altri organi delle società partecipate per una riduzione del numero di
componenti del Cda per l'individuazione di criteri chiari e omogenei per la
definizione dei compensi e delle modalità di erogazione degli stessi
individuando uno strumento che colleghi il compenso alla reale partecipazione
delle sedute". Il documento presentato da Paolo Panizza (Pd), chiede che si prosegua con decisione nella
direzione della Finanziaria 2007 (ndr il documento era stato presentato nel
giugno 2007) sulla riduzione dei costi e si chiede al presidente della Giunta
una graduale riduzione dove è possibile delle nomine nei consigli di
amministrazione". Sugli ordini del giorno poi si è sviluppato un
unico dibattito. Ugo Taddeo (Fi): Fare i tagli dalle province in giù non va bene mentre in alto ci si è aumentati
il compenso. La questione va vista senza strabismi e senza malizia. Occorre
riflettere anche sui monogruppo su cui occorre
analizzare i costi e parlarne anche in sede di modifica dello statuto. Tito Cuoghi (Ds-Sinistra Democratica):
Il tema dei costi della politica è molto sentito e il grado di credibilità
della politica è molto basso tra gli elettori. Ci deve essere la volontà di
stabilire regole e principi. Massimo Mazzanti (Fi): La politica rappresenta un costo quando è cattiva e a
Ferrara ci sono tanti esempi di questo fatto. E anche il proliferare di enti e
organi non aiuta. Occorre semplificare il quadro istituzionale per abbattere i
costi della politica. Fausto Balboni (An): C'è una casta che ha abdicato al suo
ruolo. Si taglia dalle province in giù e sulle
circoscrizioni che sono il vero punto di appoggio sul territorio. I veri costi
della politica sono tra Regione e Parlamento. Anche da noi ci sono sprechi come
dimostra l'Istituzione Castello. Neda Barbieri (ApF): Credo che sarà importante confluire verso un ordine
del giorno comune. Occorre ridurre le presenze all'interno dei consigli di
amministrazione. Occorre semplificare, ridurre i costi ed stabilire compensi in
base ai risultati. Eugenio Gramolelli (Pd): Auspico
la realizzazione di un unico ordine del giorno. A livello nazionale non si
tiene conto di tante cose. Non sono per la demagogia o il populismo, ma colpire
comuni e province non va bene. Diamo un segnale
approvando un documento comune. Mario Castelluzzo
(Pd): Occorre dove è possibile ridurre il numero di consiglieri delle società
partecipate. Altro aspetto fondamentale è sicuramente rappresentato dal limite
di mandato per un periodo determinato di tempo come ha stabilito di fare il Pd.
Catullo Nalin (Pdci): Credo che sul tema è
fondamentale che ogni amministrazione valuti i propri costi e ogni ente deve
agire in quest'ottica di contenimento. Vittorio Anselmi (Fi):
La politica deve essere sinonimo di rappresentanza ed evitare forme di
degenerazione che a volte avvengono. Occorre sapere ragionare in una dimensione
qualitativa. Davide Verri (An): Da La Casta di Stella e
dagli interventi di Beppe Grillo il tema dei costi della politica si sono
moltiplicate le interrogazioni sul tema. Anche il dibattito sull'abolizione
delle Province: certo è che non si tratta di una cosa che può essere decisa da
un momento all'altro. Daniela Montani (Pd): Gli ordini del giorno sono attuali,
ma non si risolvono i problemi strutturali con i tagli dall'alto. A
livello di enti locali si stanno vivendo situazioni molto delicate e parlare
solamente di indennità svilisce tutto. Paolo Panizza
(Pd): Occorre stare coi piedi per terra e dare dignità a chi opera in politica.
Serve grande raziocinio e analizzare a tutto campo i costi del sistema e non
demonizzare sempre chi fa politica; politica che deve essere sempre più aperta
e partecipata per tutti. I lavori del consiglio sono poi stati sospesi per
trovare una posizione di sintesi e approdare all'approvazione di un documento
comune. Alla ripresa dei lavori è stato approvato all'unanimità un documento
comune letto in aula dal consigliere Paolo Panizza
(Pd). L'ordine del giorno "sulla composizione di enti e aziende
partecipate in un'ottica di riduzione dei costi della politica" invita il
presidente della Provincia a proseguire "in un'opera di riduzione del
numero di componenti dei consigli di amministrazione e in sede di valutazione
prima delle scelte di valutare con grande attenzione la professionalità e le
competenze dei componenti che vengono selezionati". Il documento è stato
approvato all'unanimità: 23 presenti, 23 favorevoli. Nel corso della seduta
sono anche state anche fatte due comunicazioni dal presidente del Consiglio
provinciale Filippo Farinelli: Rossano Scanavini ha
presentato richiesta di cambiamento di nome con la nuova denominazione che sarà
"Popolari-liberali?verso il partito della
libertà" ed è stata annunciata la richiesta di passaggio di Rino Conventi
dal Gruppo misto all'Udc.
( da "Sicilia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Province
Ma insomma, questo
"tesoretto" di maggiori entrate fiscali c'è o non c'è? E se c'è, va
speso per aumentare i redditi da lavoro dipendente? Oppure, al contrario, nelle
pieghe del bilancio dello Stato c'è un buco, causato dalle spese inattese per
contratti pubblici, elezioni, investimenti per le Ferrovie ed emergenza
rifiuti? Come sempre accade in Italia, le campagne elettorali non sono tali se
non alimentano furiose polemiche sui conti pubblici, e anche questa non poteva
esserne esente. Con la differenza che stavolta a litigare non sono soltanto la
maggioranza (presunta) uscente e l'opposizione (presunta) entrante, ma anche le
diverse componenti della coalizione al governo e, come se non bastasse, i
sindacati. Ai quali era stato promesso, in cambio di uno sciopero generale
rientrato, una riduzione delle tasse sui salari che oggi appare ardua se non
impossibile, visti gli ennesimi "paletti" che ieri, ancora una volta,
la Commissione europea ha deciso di metterci per indurci a rispettare l'impegno
del deficit zero entro il 2011. Chi ha ragione? Per conoscere l'esatto
ammontare dell'extra-gettito e per il calcolo delle spese non previste (il Sole
24 Ore ha conteggiato 7 miliardi) dovremo attendere qualche mese. Ma di certo
fin d'ora non si può dar torto al ministro Padoa-Schioppa
quando dice che il "malato Italia" è sì uscito dalla sala operatoria,
ma giace ancora in corsia e la sua prognosi è tuttora riservata. Infatti, da un
lato, sul fronte delle entrate nessuno può giurare che quell'extragettito
impropriamente chiamato "tesoretto" sia derivato da una diminuzione
strutturale dell'evasione fiscale e non invece dal combinato disposto della
congiuntura favorevole del 2007 e di un aumento della pressione fiscale. E se
così fosse, ci sarebbe poco da stare allegri visto che tutte le istituzioni
pronosticano una crescita molto minore nel 2008 (0,5%-0,7%) rispetto ai due
anni appena trascorsi. Mentre dal lato della spesa, la tendenza di tutti i
governi ad aumentarla e a non riqualificarla (il contrario delle due cose che
ci chiede di fare la Ue) induce a credere che non ci
siano speranze neppure con il prossimo esecutivo, come dimostra una campagna
elettorale che parla d'altro. Sì, c'è l'economista targato Forza Italia Renato
Brunetta che immagina una manovra shock a giugno per arrivare già nel 2010 al
pareggio di bilancio e al debito pubblico sotto il 100% del pil,
ma il rischio è che lo prendano a pietrate come il suo
collega Sacconi quando ha proposto la (sacrosanta) abolizione delle province. Ma si sa, questo è il tempo delle promesse, quello del realismo
verrà a urne chiuse. Nel frattempo, però, alle forze politiche rivolgiamo una
sommessa preghiera: almeno i conti pubblici lasciateli fuori dalla campagna
elettorale.