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Oltre
il Giardino ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 11-02-2008)
Abstract: superflui in
Italia ce ne sono tantissimi ha replicato il presidente della Provincia di
Verona Elio Mosele, cominciamo a tagliare questi. Le
Regioni sono nate dopo il '47, le Province risalgono a Napoleone e tutto il
vivere civile è organizzato su base provinciale. Altro che
abolizione, sono semmai per un'esaltazione del nostro ruolo, come previsto dal
Titolo V della Costituzione".
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-02-2008)
SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo
aggiornamento 11 Febbraio 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO -->
PRIMO PIANO pag. 10 OLTRE IL GIARDINO Nei programmi elettorali il taglio delle
Province non ci sarà DI ALBERTO STATERA Mai più 281
pagine come il mega programma di Prodi del 2006, ci si può scommettere. E forse
neanche 20 pagine come il mini programma di Berlusconi
della precedente tornata elettorale. Stavolta niente "fabbriche",
come quella che il leader uscente di centrosinistra aveva impiantato a Bologna,
niente commissioni multiformi, ma ristrette task force per redigere documenti asciuttissimi, quasi scarni,
in modo da evitare di rimanerci impiccati, com'è capitato a Prodi nella
legislatura appena sciolta e anche a Berlusconi, nella precedente, con il
continuo rimbrotto per non aver onorato il "Contratto con gli
italiani". Per il Partito Democratico è al lavoro piuttosto solitariamente
Enrico Morando, che si dice produrrà tre capitoletti
su "efficienza", "equità" e "democrazia
decidente". Per il Partito del Popolo berlusconiano sta distillando le
pillole, forse non più di 810 pagine, Giulio Tremonti, coadiuvato da Renato
Brunetta e pochi altri. Ma anche l'asciuttezza può nascondere spine. Ne sa
qualcosa Maurizio Sacconi, ex socialista, già sottosegretario al Lavoro nel
secondo governo Berlusconi che, rivelando di lavorare con Tremonti e Brunetta,
ha incautamento annunciato che nel programma di
governo berlusconiano, nella parte riservata alle riforme istituzionali, sarà contemplata
anche l'abolizione delle Province. Mal gliene incolse. Tutti, a destra e a
sinistra, concordano a parole sul fatto che bisogna semplificare la
"catena democratica" e ridurre gli enti elettivi che non si sa bene
cosa facciano, moltiplicano le spese, e producono iperfetazione
della Casta. Ma quando Sacconi ha annunciato l'inserimento della rasoiata nel
programma di governo per le elezioni del prossimo aprile gli si è sollevata
contro mezza Forza Italia, a cominciare dal Veneto, la regione dove è nato e
dove è stato eletto. "Di enti superflui
in Italia ce ne sono tantissimi ha replicato il presidente della Provincia di
Verona Elio Mosele, cominciamo a tagliare questi. Le Regioni sono nate dopo il '47, le Province risalgono a
Napoleone e tutto il vivere civile è organizzato su base provinciale. Altro che abolizione, sono semmai per un'esaltazione del nostro
ruolo, come previsto dal Titolo V della Costituzione".
Vittorio Casarin, anche lui forzista e presidente
della Provincia di Padova, ha accusato Sacconi di propalare pure
"scemenze" perché "tagliare l'unico soggetto che coordina una
dimensione sovracomunale, dagli insediamenti
produttivi al commercio, sarebbe una follia". E Attilio Schneck, presidente leghista di Vicenza, si è lamentato che
"in giro c'è tanta gente che non capisce nulla, non conosce il territorio
e come Sacconi non ha mai amministrato neppure un Comune. Le Province
costano 110 milioni, il Parlamento 2 miliardi e 300 milioni,
c'è ben altro da tagliare". Stessa musica a sinistra e nel resto d'Italia.
Pochi giorni fa il presidente dell'Unione delle Province Italiane Fabio Melilli, del Partito Democratico, ha promosso e
naturalmente sottoscritto un documento che ne rivaluta il ruolo. Se nel
programma elettorale Tremonti pensava di cominciare la riforma dello Stato
sforbiciando le Province, sarà probabilmente costretto a fare marcia indietro.
Quanto a Morando, se i titoli del documento sono
quelli ventilati, volerà ben alto, in modo da non bruciarsi, non solo con i
compagni alla guida di Province, ma anche con gran parte dei cittadini, che
vogliono ridurre i costi della politica, ma quando si prospetta una
soppressione di enti a loro vicini fanno le barricate. Così, poco a poco, i
programmi elettorali dei due schieramenti in elaborazione tendono a smagrire,
presi da progressiva anoressia. a.statera@repubblica.it.