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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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top          ARTICOLI DEL 22 e 23 febbraio 2008        #TOP



Report "Province"

Il Pd ridisegna gli enti locali ( da "Provincia di Sondrio, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: necessità di proseguire nella semplificazione e nella razionalizzazione dell'amministrazione che porti anche ad una consistente riduzione dei costi. In quest'ottica va letta, per esempio, l'abolizione di tutti gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), enti che si occupano della gestione ottimale delle acque e dei rifiuti nel territorio, con il passaggio delle loro funzioni alle Province,

Ichino con il Pd, la sinistra insulta I massimalisti: Vuole riformare l'articolo 18, è un servo del padrone ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: I lavoratori non possono votare per il Pd", è la stoccata di Zuccherini (Rifondazione). Neanche nel Pdl tutto fila liscio. A Fini che rilancia l'abolizione delle province, replica duro Maroni (Lega): "Questa proposta non c'è nel piano di governo". - -->.

Consorzi bonifica, carrozzoni tenuti in vita dalla regione ( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: contro la proposta di legge avanzata da Forza Italia verso il Popolo della Libertà e da Alleanza Federalista di abolizione dei Consorzi di bonifica e relative tasse a carico della popolazione con il passaggio delle competenze (e dei lavoratori dipendenti) alle Province. Il piatto è servito. La maggioranza si rifiuta di toccare i carrozzoni. Maurizio Zingoni Coordinatore Provinciale F.

Calearo verso il no al Pd <Grazie, ho altri pensieri> Strappo Udc, Fini: la giunta a Verona non si ridiscute ( da "Corriere del Veneto" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Per esempio, con l'abolizione delle Province ", annuncia il politico, che così si allinea alle idee programmatiche dei forzisti veneti Sacconi e Brunetta. Federalismo? "Sì a quello fiscale, anche se lo Stato dovrà verificare come risolvere il problema di quelle regioni che non ce la fanno da sole".

Fini: <aboliamo le province>ma la lega è contraria ( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E non mancheranno le polemiche come si intuisce dalle reazioni della Lega all'annuncio di Fini sull'abolizione delle province: "Si possono abolire solo nelle aree metropolitane perché ha un senso. Ma ci sono comuni piccoli e piccolissimi dove l'ente provincia è di fatto insostituibile per l'assistenza agli anziani, le scuole, le strade", ribatte Roberto Maroni.

Di Pietro-Pd, sottoscritto il patto di legislatura ( da "ADN Kronos" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Riduzione di almeno il 50% del numero di Società a partecipazione pubblica sia dello Stato che degli Enti Locali. Abolizione delle Provincie nelle aree Metropolitane e abolizione delle Comunità montane. Ambiente e qualità della vita - Sviluppo energie rinnovabili (finanziamento auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche e autonome).

RIFORME/ BERLUSCONI: TROVARE INTESA PER DIMEZZARE PARLAMENTARI ( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Province

Abstract: opposizione sulla modifica della Costituzione e sui regolamenti parlamentari e credo che si debba anche trovare un accordo con l'altra parte sul dimezzamento dei parlamentari e sull'abolizione degli enti inutili come le Province". Il leader del Pdl lo dice durante la registrazione della punta di 'Matrix, insistendo sulla necessità di tagliare i costi della politica.


Articoli

Il Pd ridisegna gli enti locali (sezione: Province)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

ROMA Quello delle autonomie e degli enti locali è un argomento ricorrente nel programma del Pd che sarà presentato ufficialmente lunedì. "La novità del programma - spiega il responsabile nazionale Enti locali, Andrea Causin - è che si mette dalla parte del cittadino e quindi parlare di enti locali è inevitabile". Per il Pd è ora di "cambiare le modalità con cui si amministra, facendo un investimento sullo stile con cui si amministra". "Gli amministratori - aggiunge Causin - spesso pensano al consenso immediato; ora dovranno avere una visione più ampia". Nelle circa quindici pagine che compongono il programma si fa poi riferimento alla necessità di proseguire nella semplificazione e nella razionalizzazione dell'amministrazione che porti anche ad una consistente riduzione dei costi. In quest'ottica va letta, per esempio, l'abolizione di tutti gli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali), enti che si occupano della gestione ottimale delle acque e dei rifiuti nel territorio, con il passaggio delle loro funzioni alle Province, prevista dal programma. O alla formazione di Unioni di Comuni minori, aggregazioni con 15-20 mila abitanti, che comporterebbero " minori costi per l'erario - spiega il responsabile enti locali - senza però abolire i piccoli Comuni". Un altro punto previsto dal programma riguarda la creazione delle Città metropolitane , in applicazione del Codice delle autonomie. "Si tratta di allargare - dice sempre Causin - i confini delle città grandi" sovrapponendosi alle province che in quel territorio non avrebbero più motivo di essere. Anche in questo caso però i comuni di fascia urbana non sarebbero eliminati. Il Pd proseguirà inoltre sulla strada dell'applicazione del Titolo V e del federalismo fiscale. "Bisogna aprire un dialogo con le regioni a statuto ordinario - aggiunge - per arrivare a definirne le nuove competenze con una diversa modalità di riparto dell'Irpef, una perequazione tra regione e regione e una maggiore capacità di spesa". Infine, per i servizi pubblici locali parla di privatizzazione e di liberalizzazione, escludendo nel primo caso i servizi che riguardano la persona e riferendosi, nel secondo caso, ai "servizi di tipo commerciale, come il gas".

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Ichino con il Pd, la sinistra insulta I massimalisti: Vuole riformare l'articolo 18, è un servo del padrone (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

Ichino con il Pd, la sinistra insulta I massimalisti: "Vuole riformare l'articolo 18, è un servo del padrone" di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? PIU' CHE I programmi (per ora) potè la candidatura. Fa rumore quella di Pietro Ichino nel Pd, il giulavorista che vuole riformare l'articolo 18 attirandosi le critiche della sinistra radicale. Intanto, tutti i partiti, sia quelli nati, sia quelli in gestazione, assicurano che il loro programma farà dell'Italia un Paese felice. Veltroni (Pd) e Fini (Pdl), all'unisono, hanno annunciato che dopo aver vinto le elezioni, "nel primo consiglio dei ministri" saranno varati disegni di legge "su tutti i punti del programma". In realtà, che cosa contengano i programmi è ancora assai nebbioso. Per ora tutti garantiscono che le tasse saranno ridotte ("Basta Ici sulla prima casa", dice, ad esempio, Berlusconi); che si penserà ai salari ("Per i precari ci vuole un minimo garantito di 1000-1.100 euro al mese", dichiara Veltroni); che le riforme saranno il cavallo di battaglia. Il Pdl presenterà il suo programma l'1 e il 2 marzo in ottomila gazebo sparsi per l'Italia. Linee guida: premier forte, federalismo basato sul Senato delle Regioni, modifica dei regolamenti parlamentari che consenta di rafforzare sia il Governo che l'opposizione, semplificazione di leggi e procedimenti amministrativi. Il programma, tra l'altro, dovrebbe contenere la riforma della giustizia in otto punti: ripristino della immunità parlamentare, intercettazioni solo per i reati più gravi, introduzione di una giuria popolare come negli Stati Uniti, separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, modifica della composizione del Csm. Nel frattempo, però, tutto continua a girare attorno ai nomi dei candidati. I vari schieramenti si rinfacciano l'impossibile coesistenza di candidati con visioni politiche spesso antitetiche. "Sul programma del Pd stiamo aprendo il dibattito", cercano di calmare le acque dal vertice del partito. Da definire, soprattutto, le posizioni da assumere sui temi etici (aborto, coppie di fatto, e altro) e quelli legati ai temi del lavoro. UN CASO che fa discutere è quello di Pietro Ichino, professore della Bocconi, un passato nelle fila del Pci negli anni '80. Il giuslavorista propone la modernizzazione del pubblico impiego (qualche tempo fa ha sostenuto che vanno licenziati "gli statali fannulloni"), l'innovazione della legislazione sul lavoro e suggerisce di cambiare le norme sulle assunzioni e, di conseguenza, quelle sui licenziamenti. In particolare, sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (licenziamento possibile solo per "giustificato motivo"), Ichino ipotizza di eliminare la giungla dei contratti atipici e precari sostituendoli con quelli a tempo indeterminato, ma con la possibilità del licenziamento 'libero' che, però, diminuisca con il trascorrere degli anni di lavoro. Dalla Sinistra Arcobaleno si è subito alzato un fuoco di sbarramento. "Anch'io sono per rivedere l'articolo 18, ma per estenderlo a tutti i lavoratori" è il contrattacco di Bertinotti sostenuto dal ministro Ferrero. Più duro Rizzo: "Una volta si sarebbe detto: è servo del padrone". "La candidatura di Ichino sottintende che il Pd vuole abbattere i sindacati, abolire l'articolo 18 e favorire le imprese. I lavoratori non possono votare per il Pd", è la stoccata di Zuccherini (Rifondazione). Neanche nel Pdl tutto fila liscio. A Fini che rilancia l'abolizione delle province, replica duro Maroni (Lega): "Questa proposta non c'è nel piano di governo". - -->.

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Consorzi bonifica, carrozzoni tenuti in vita dalla regione (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

Livorno Consorzi bonifica, carrozzoni tenuti in vita dalla Regione I Consorzi di Bonifica continuano imperterriti a tassare i citadini toscani nonostante le numerose proteste per la loro inefficienza. Molti nodi sono venuti al pettine e con essi la Giunta toscana e la maggioranza hanno dovuto gettare la maschera. è successo nell'ultima seduta del Consiglio regionale, quella di martedì 12 e mercoledì 13 febbraio. In questa occasione Martini e compagni hanno di fatto certificato che continueranno allegramente a spendere e spandere per far sopravvivere e anzi ampliare ulteriormente il modello con il quale controllano, mediante un potente apparato di fedelissimi, la società toscana e, di conseguenza, il consenso. Il conclamato taglio della spesa, a cominciare da quella politica, per il governatore è una volta di più uno slogan, uno specchietto per le allodole. Decisioni e comportamenti sono ben altro. Come i Consorzi di bonifica, che costano tanto ai cittadini, hanno più amministratori e dirigenti che dipendenti, dovrebbero svolgere compiti che sono di piena competenza delle Province. Una valutazione che, virgola più, virgola meno, accomuna anche il centrosinistra che, tuttavia, ha votato unito e come un sol uomo contro la proposta di legge avanzata da Forza Italia verso il Popolo della Libertà e da Alleanza Federalista di abolizione dei Consorzi di bonifica e relative tasse a carico della popolazione con il passaggio delle competenze (e dei lavoratori dipendenti) alle Province. Il piatto è servito. La maggioranza si rifiuta di toccare i carrozzoni. Maurizio Zingoni Coordinatore Provinciale F.I.

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Calearo verso il no al Pd <Grazie, ho altri pensieri> Strappo Udc, Fini: la giunta a Verona non si ridiscute (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-22 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Calearo verso il no al Pd "Grazie, ho altri pensieri" Strappo Udc, Fini: la giunta a Verona non si ridiscute "Nessuna conseguenza sulle alleanze locali" Vicenza, Fini attacca: "Un'idea di Veltroni-Crozza" Tiene banco il seggio offerto al presidente di Federmeccanica. Che scherza: "Vediamo cosa mi dà Gianfranco" VICENZA - Irresistibile tendenza al raddoppio per Massimo Calearo. Dopo il cognome (ora ha anche quello della mamma, Ciman) anche le candidature: il Partito democratico gli ha offerto un posto in Parlamento e pure il Popolo delle Libertà sarebbe disposto a concedergli uno scranno. Lo rivela lui stesso, sotto stretto marcamento dei cronisti: "Se è per questo - scherza, ma non troppo - la candidatura me l'hanno offerta praticamente tutti, eccetto Storace e Bertinotti. Non credo però che Fausto me la proponga, visto che ho litigato con lui in tv solo qualche giorno fa". Poi, più serio, chiude la porta (ma non la sbatte): "Non ho molto da dire su queste proposte, se non che fanno piacere. Però io ho altre idee". Idee che volano sì verso la capitale, ma sembrano deviare in direzione di viale dell'Astronomia: Calearo punta a una più pratica - e praticabile, sembra - vicepresidenza nazionale di Confindustria. E Gianfranco Fini, ospite vip alla sede degli industriali di Vicenza per il seminario organizzato dalla fondazione Farefuturo? Sfotte l'avversario Veltroni. Comincia soft: "Noi non abbiamo bisogno di candidati imprenditori che facciano da specchietto per le allodole". Poi accelera: Walter è un "mago Houdini, che nasconde nel pullman una semplice verità e cioé che il loro governo ha messo in ginocchio l'Italia". Quanto alla presenza di Matteo Colaninno nelle liste del Pd e all'offerta a Calearo, parla di "un Vetroni alla Crozza. Ovvero: candido l'operaio della Thyssen Krupp ma anche il presidente dei giovani industriali. è un'impostazione che risente, tra l'altro, di una mentalità vecchia: pensa ancora in termini di classe operaia-grande industria. Se voleva fare qualcosa di significativo, soprattutto da queste parti, avrebbe dovuto piuttosto candidare artigiani o piccoli e medi imprenditori". Calearo, a dire il vero, è catalogabile sotto quest'ultima categoria. Fini si rivolge al padrone di casa che lo affianca al tavolo: "Non so cosa abbia deciso sulla proposta del Pd...". E lui, pronto: "Vedrò cosa mi offrirete voi". Lazzi e frizzi sul mercato delle candidature, ma c'è spazio per parlare anche di programmi e di politica locale. Messaggio del presidente di An: "La rottura con l'Udc non deve avere conseguenze sulle alleanze locali", quindi avanti con le coalizioni che governano - tanto per dirne due - la Regione Veneto e il Comune di Verona. "Il motivo è semplice: non ci sono punti programmatici, aspetti etici o sul piano dei valori" che possano giustificare una battaglia senza quartiere tra ex alleati. "E poi ridiscutere le giunte sarebbe un tradimento del mandato degli elettori". Fini risponde alle sollecitazioni di cui lo stesso Calearo si fa interprete. "Ridurre la spesa pubblica per sostenere la necessità di abbassare la pressione fiscale. Come? Per esempio, con l'abolizione delle Province ", annuncia il politico, che così si allinea alle idee programmatiche dei forzisti veneti Sacconi e Brunetta. Federalismo? "Sì a quello fiscale, anche se lo Stato dovrà verificare come risolvere il problema di quelle regioni che non ce la fanno da sole". Riforme? "Dopo l'elezione, assemblea costituente o commissione parlamentare con poteri costituenti". Pubblico impiego? "Più produttività e mobilità. E nel privato più spazio alla contrattazione di secondo livello, per dare di più a chi lavora di più". Le parole d'ordine cominciano pericolosamente a somigliarsi. "Sì, ma noi siamo l'originale, è Veltroni che fotocopia". Nella cartella stampa c'è la rivista della fondazione Farefuturo. Titolo dell'editoriale a firma Adolfo Urso, l'uomo di An a Nord Est: " I care about you... ". Almeno in questo caso, però, il contagio è avvenuto al contrario. Claudio Trabona Allo stesso tavolo Gianfranco Fini e Massimo Calearo ieri alla fondazione Farefuturo (Galofaro).

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Fini: <aboliamo le province>ma la lega è contraria (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

Fini: "aboliamo le province"ma la lega è contraria botta e risposta sul programma nRoma. "L'esistenza di istituzioni come le province non ha nessun senso". Così dice Gianfranco Fini davanti agli industriali di Vicenza ed è solo un assaggio: "La gestione della sanità deve essere sottratta ai partiti, compreso il mio", aggiunge il leader di An. E infine l'affondo sugli statali da sempre protetti e coccolati dal partito di Fini: "Produttività e mobilità non devono essere più un tabù per i dipendenti pubblici", spiega il co-fondatore del Pdl mettendo in conto che si tratta di scelte impopolari. Il giorno in cui il Pd arruola nelle sue liste Pietro Ichino, il giurista nemico giurato dei "fannulloni", Fini chiarisce che anche il Pdl intende voltare una pagina sempre scomoda da affrontare: "Licenziare i fannulloni? Non è uno slogan ma va studiato il modo perché possa essere uno strumento capace di far funzionare meglio la pubblica amministrazione". Pillole di programma da girare all'Officina del programma di Giulio Tremonti che lavora a pieno ritmo: ci saranno sorprese e novità in grado di dare il senso di svolta, come chiede Silvio Berlusconi. E non mancheranno le polemiche come si intuisce dalle reazioni della Lega all'annuncio di Fini sull'abolizione delle province: "Si possono abolire solo nelle aree metropolitane perché ha un senso. Ma ci sono comuni piccoli e piccolissimi dove l'ente provincia è di fatto insostituibile per l'assistenza agli anziani, le scuole, le strade", ribatte Roberto Maroni. E c'è di più. Il colonnello del Carroccio spiega che la "proposta non c'è nel programma di governo". Insomma, c'è ancora qualche confusione in campo Pdl: si rimedierà. Ma intanto Fini sostiene: "Il programma verrà presentato a breve e non sarà un libro dei sogni ma sarà la dimostrazione della volontà di risolvere i problemi concreti, con una serie di impegni precisi". Impegni, che dovrebbero essere tradotti in disegni di legge e decreti (10 o 12 in tutto, come vuole fare anche Veltroni) da portare in fretta sul tavolo del Consiglio dei ministri e da approvare nei primi cento giorni di governo. La stesura del programma è alle ultime battute e dentro ci saranno anche le proposte di carattere istituzionale su cui il Pd verrà chiamato a collaborare. Fra le riforme in cantiere, spicca la proposta di un premier forte, eletto dal popolo direttamente per cui la sfiducia o le dimissioni del premier la strada allo scioglimento delle Camere. Il premier potrà nominare e revocare i ministri così come potrà servirsi del "voto bloccato", chiedendo così al Parlamento di approvare in blocco una sua proposta senza modifiche. Anche i regolamenti parlamentari saranno cambiati: il Pdl proporrà tempi certi per le leggi di particolare importanza, mediante un meccanismo che punta a mettere fuori gioco gli emendamenti in eccesso. L'opposizione avrà un suo leader o portavoce. Il governo dovrà fare meno però dei maxi-emendamenti, usati a man bassa quando si tratta di approvare la Finanziaria. Ancora pochi giorni e poi Berlusconi scoprirà ufficialmente le carte. M. Lo. 22/02/2008.

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Di Pietro-Pd, sottoscritto il patto di legislatura (sezione: Province)

( da "ADN Kronos" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

Questa mattina al loft di Piazza Santa Anastasia il leader dell'Idv ha firmato il 'matrimonio' con Veltroni. Sul blog lancia il programma in 11 punti: dall'inglese negli asili al falso in bilancio. E un impegno: fuori la politica dalla Rai. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie di POLITICA Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Ign) - Ora sotto il 'matrimonio' elettorale tra l'Idv e il Pd c'è anche la firma. E' stato infatti sottoscritto questa mattina tra Walter Veltroni e Antonio Di Pietro il patto programmatico che unirà i due partiti per i prossimi cinque anni e guiderà l'azione di governo, qualora Veltroni e Di Pietro riescano a vincere le elezioni del 13 e 14 aprile. Questo è l'obiettivo ed il programma sottoscritto oggi al loft di Piazza Santa Anastasia riempie di contenuti l'accordo elettorale che prevede la presentazione di liste collegate per le consultazioni del voto di primavera, alle quali Pd e Idv si presenteranno con il proprio simbolo. "Nell'ambito del programma - ha affermato Di Pietro lasciando la sede del Pd - ci sono tante azioni che possiamo portare avanti insieme". Il leader dell'Italia dei Valori si è limitato ad indicare il riassetto del sistema televisivo come uno degli obiettivi sui quali lavorare con il Partito democratico. Un tema imprtante, ha precisato l'ex pm, ''per risolvere uno dei problemi di questo Paese: ovvero come superare in modo efficace e moderno il duopolio Rai-Mediaset. Su questo aspetto - assicura l'ex ministro - il programma non è certo un accomodamento al ribasso". Dunque l'Italia dei Valori corre con il Pd. Il partito di Di Pietro ha preparato 11 punti come proposta di programma che viene sottoposto ai cittadini e che vengono riportati sul blog di Antonio Di Pietro. Lavoro - Miglioramento della Legge 30, garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari. Per i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/1100 euro. Controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell'applicazione delle sanzioni. Sicurezza - Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine. Piu' Polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio. Inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne. Legalità - Reintroduzione del reato di falso in bilancio. Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello. Pene certe e processi penali e civili piu' rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio). Economia - Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca. Liberalizzazione dei servizi pubblici. Diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Informazione - Fine dei duopolio Rai-Mediaset in attuazione delle direttive europee e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di giustizia europea. Revisione dei criteri di assegnazione ed effettivo controllo sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici all'editoria. Fuori la politica dalla Rai. Salute - Nomine e incarichi nelle Asl e negli ospedali secondo criteri di competenza e professionalità valutati da organi indipendenti. Realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il territorio nazionale. Maggiori finanziamenti alla ricerca medica. Politica - Incandidabilità al Parlamento per i condannati con sentenza passata in giudicato. Restituzione agli elettori della scelta dei candidati. Riduzione del numero dei componenti delle Assemblee elettive (Parlamentari e consiglieri comunali provinciale e regionali). Famiglia e diritti delle persone - Riconoscimento di un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto. Agevolazioni sulla prima casa per le giovani coppie. Diffusione capillare di asili e asili nido con orari di apertura identici a quelli di lavoro e creazione di un sistema di tutele per le lavoratrici madri. Scuola-Università - Integrazione Universita'/Imprese su progetti di ricerca e innovazione. Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari. Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili. Lotta agli sprechi e inefficienza pubblica - Obbligo di gestione unificata dei servizi generali nei comuni con meno di 5000 abitanti. Riduzione di almeno il 50% del numero di Società a partecipazione pubblica sia dello Stato che degli Enti Locali. Abolizione delle Provincie nelle aree Metropolitane e abolizione delle Comunità montane. Ambiente e qualità della vita - Sviluppo energie rinnovabili (finanziamento auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche e autonome). Incentivazione del trasporto pubblico. Realizzazione nelle realtà inadempienti di un ciclo di rifiuti basato su raccolta differenziata, riutilizzo del riciclabile e smaltimento ecocompatibile.

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RIFORME/ BERLUSCONI: TROVARE INTESA PER DIMEZZARE PARLAMENTARI (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)

Argomenti: Province

22-02-2008 20:20 Dialogo su modifica costituzione e regolamenti parlamentari Roma, 22 feb. (Apcom) - Silvio Berlusconi si augura che "dopo le elezioni ci siano collaborazione e dialogo con l'opposizione sulla modifica della Costituzione e sui regolamenti parlamentari e credo che si debba anche trovare un accordo con l'altra parte sul dimezzamento dei parlamentari e sull'abolizione degli enti inutili come le Province". Il leader del Pdl lo dice durante la registrazione della punta di 'Matrix', insistendo sulla necessità di tagliare i costi della politica. "Il Senato fa lo stesso lavoro della Camera con metà dei parlamentari - spiega Berlusconi - e sono anche più vecchi. Credo che si debba dimezzare il numero dei parlamentari". Per quanto riguarda la modifica della Costituzione, Berlusconi ricorda che "il Governo di centrodestra l'aveva già fatta ed era stata votata quattro volte, poi la sinistra si è scagliata contro facendo una campagna lontana dalla verità".

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