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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 1-10 febbraio 2009
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Articoli
Province (95)
Indennità dei politici
( da "Corriere
delle Alpi" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici FREQUENTANDO il mondo dell'associazionismo italiano, e non solo in Svizzera, ma anche leggendo nelle agenzie e sulla stampa, così detta d'emigrazione, da parte di molte persone residenti soprattutto in Europa viene manifestata la sorpresa e lo sconcerto per la mancata promessa di Silvio Berlusconi che,
Salta
la seduta salva Province ( da "Stampa, La"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: AUTONOMIA Salta la seduta salva Province Tre assenti in maggioranza e l'opposizione a mezzanotte lascia l'aula [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Il colpo di scena - o lo sgambetto, a seconda dei punti di vista - è arrivato a mezzanotte. Il documento dell'Upi contro l'abolizione delle Province, motivo della seduta straordinaria di consiglio,
L'ente
Provincia? Può anche sparire ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ente Provincia? Può anche sparire» Raffaele Massussi, 47 anni, titolare del «Caffè Vecchia Piazza» di piazza Tebaldo Brusato, legge Bresciaoggi e commenta le notizie del giorno. No all'abolizione delle Province. I consiglieri del Broletto rivendicano l'utilità dell'ente e propongono in alternativa ridefinizione di compiti e alleggerimenti di enti intermedi.
AltraSavona
acclama Cappelli presidente ( da "Secolo XIX, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: comunale forzista sarà il candidato di AltraSavona nel collegio delle Fornaci. Il programma in dieci punti prevede l'abolizione delle provincie e l'abbattimento del 50% degli emolumenti degli eletti. La realizzazione o l'espansione di alcune infrastrutture: l'Albenga-Carcare-Predosa, il secondo svincolo autostradale di Savona all'altezza del Letimbro, lo svincolo autostradale Millesimo-
provincia,
reazione d'orgoglio contro la richiesta di abolizione
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Sassari Provincia, reazione d'orgoglio contro la richiesta di abolizione Dura nota dell'Upi: «Una campagna denigratoria, un attacco alla democrazia» SASSARI. Doveva essere la giornata del "Provincia pride": un'affermazione d'orgoglio del ruolo delle amministrazioni e dei consigli provinciali in tutta Italia, convocati su un ordine del giorno dell'
nelle
aree periferiche ( da "Mattino di Padova, Il"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: superamento della frammentazione dei servizi, che ha creato tante IRI locali senza alcun vantaggio in termini di costi per i cittadini, ovvero l'abolizione delle Province, grande promessa elettorale disattesa... In compenso la legge detta le regole su come ciascuno di questi enti - ai quali si aggiungono le città metropolitane - potrà avvalersi della capacità impositiva sui cittadini,
La
Provincia vota l'abolizione della prefettura
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: La Provincia vota l'abolizione della prefettura Ordine del giorno approvato all'unanimità a Palazzo Piloni: An contraria all'inserimento, ma alla fine dice sì Domenica 1 Febbraio 2009,
il
pd: è necessario allargare l'alleanza all'udc
( da "Centro,
Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: è chi vuole abolire le Province, ma poi presenta i candidati e vuole gli assesorati». Fioroni, sulla questione Province, ce l'ha anche con «un gruppo di intellettuali del Pd, che prepara un manifesto per l'abolizione delle Province». Un monito, perentorio, è arrivato dall'onorevole Fioroni al Pd abruzzese, sulle Primarie: «Siete bravi a fare le Primarie,
EGREGIO
DIRETTORE, da Vasco Errani Presidente della Regione Emilia Romagna ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province e, per ultimo, ma non meno importante, per mandare un segnale di vera innovazione ai cittadini, ormai stanchi di questa politica e di tutto quello che la circonda, una riduzione degli emolumenti e l'abolizione di tutti i privilegi che ancora persistono fra i Parlamentari Italiani ed Europei ed i Consiglieri Regionali.
NELL'
ULTIMA seduta del consi... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: attacco portato dal centrosinistra contro la locale Confindustria solo perché rea a detta dello stesso Ucchielli di essere gelosa delle prerogative in materia di collocamento al lavoro esercitate dalla Provincia. Fra le proposte inaccettabili contenute nella citata missiva vi è anche quella di abolire il Corpo Forestale dello Stato e di trasferirne le funzioni alla Polizia locale.
PESCARA
- Aspro botta e risposta sul tema dell'abolizione delle Province tra Pino De
Dominicis,... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Aspro botta e risposta sul tema dell'abolizione delle Province tra Pino De Dominicis, Pd, presidente della Provincia di Pescara e dell'Upi abruzzese, e l'ex candidato governatore del centrosinistra, Carlo Costantini, IdV, che aveva sollevato il tema. De Dominicis: «Secondo Costantini, con l'abolizione delle Province lo Stato risparmierebbe 14 miliardi di euro,
La
Provincia salva sè stessa. Venerdì sera il Consiglio provinciale di Treviso ha
approvat... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: E disconoscendo il diritto di rappresentanza delle comunità locali: «Chi sostiene la tesi dell'abolizione della province è antifederalista e non può nascondersi dietro il dito del risparmio economico, tra l'altro modestissimo perchè non interesserebbe i costi di struttura, di funzionamento e di personale, ma solo i cosiddetti costi della politica delle Province,
L'ira
di Sernagiotto: Un partito senza coerenza
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. Certo, inserendo il "taglio" all'interno di una più ampio e organica riforma dell'assetto istituzionale italiano. «Un approccio serio non può che essere complessivo», ha asserito il parlamentare azzurro. Che ha rilanciato la proposta, già avanzata in precedenti occasioni, di trasformare piuttosto le province in una sorta di organismo,
Tre
proposte per un partito liberale ( da "Blogosfere"
del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Una effettiva diminuizione delle aliquote fiscali. 2) L'eliminazione del valore legale del titolo di studio. 3) L'abolizione delle province. Vediamo nel dettaglio. Il primo punto e' un po' il Santo Graal del liberismo, diminuire il flusso di denaro dal privato al pubblico, per soffocare la cieca (e stupida) avidita' dello Stato,
Prefetture
enti inutili? Lo sono anche le Province
( da "Corriere
delle Alpi" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Bortoluzzi sottolinea come il documento per l'abolizione delle Province sia stato firmato ormai da molte personalità venete, sia del mondo imprenditoriale ma non solo: oltre a Carraro e alla Salomon hanno aderito Luigi Rossi Luciani (Past President Confindustria Veneto), Massimo Calearo e Stefano Beraldo (AD Coin), ma anche il giornalista Aldo Forbice,
PROVINCIA,
PD SUBALTERNO ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della Provincia non sarebbe un dramma per i cittadini, tutt'altro. Che la Lega sia contraria all'abolizione perché difende la «Casta padana» che anche in via Battisti ha i suoi luoghi di potere e di remunerazione non stupisce e, tutto sommato, anche il riallineamento del PDL non era particolarmente inaspettato visto che,
falanga
eletto nel direttivo regionale della figc
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Gennaro Falanga già dal palco della sede della Vivai Rauscedo, a San Giorgio della Richinvelda, in provincia di Pordenone, aveva detto che non voleva contrapporsi in modo energico a Vincenzo Cisilin, in quella che non era una guerra, ma una semplice elezione del direttivo.
gli
ospedali uguali alle province ( da "Tempo, Il"
del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: stampa Il commento gli ospedali uguali alle province Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva annunciato durante la campagna elettorale che uno dei suoi primi provvedimenti avrebbe riguardato l'abolizione delle Province. Che fine ha fatto quella promessa? Avete ascoltato le dichiarazioni degli amministratori di Campobasso e di Isernia,
SAN
CARLO RESTAURATO BELLO MA DISAGEVOLE ELVIRA SPAGNUOLO DE MARTINO - TORRE DEL
GRECO ... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 02-02-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della legge cosiddetta «lodo Alfano». Nella primavera del 2009 i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per l'abolizione di alcune norme della legge elettorale «Calderoli». Tutte e due queste iniziative molto probabilmente, come già è accaduto in precedenti referendum abrogativi, saranno destinate alla sconfitta.
Neve,
ma Milano non è Marsiglia nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna)
( da "Giornale.it,
Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente,
Le
prefetture non servono ( da "Corriere delle Alpi"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: della libertà, sia a livello locale che nazionale, si esprimano per l'abolizione dell'ente Provincia. La corsa in solitaria della Lega Nord alle amministrative della prossima primavera diventa dunque sempre più probabile. Credo infatti», conclude il consigliere, «che, per le forze sopra citate, sarebbe davvero imbarazzante proporre un candidato per la guida di enti che ritengono
Costerà
almeno 20 milioni e sarà pronta entro il 2013
( da "Cittadino,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: La spesa verrebbe ripartita tra la terna di comuni, la provincia di Milano e la regione Lombardia. Tra i vantaggi annoverati dai vertici del comune di San Donato, figura l'abolizione dei semafori sulla Paullese e e l'alleggerimento del traffico sulle congestionate assi interne alla città delle vie Morandi e Cefalonia.
Province
da abolire, ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell Province. Lo conferma l'articolo del compianto direttore Fabio Barbieri. Franco Vicentini Treviso Con il voto sulle Province il Pd mi ha aperto gli occhi Egregio Direttore, confesso che leggendo la cronaca delle azioni e delle recenti esternazioni del Partito Democratico trevigiano, in un primo tempo ho pensato all'
Province:
no all'abolizione ma qualche accorpamento...
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: dire che alcune Province sono state istituite non per rispondere a bisogni veri delle popolazioni, ma per mungere dallo Stato soldi a coprire esigenze del tutto inesistenti, o calcoli elettorali non sempre del tutto chiari e trasparenti. Ci sono Comunità montane situate quasi completamente in pianura e via altri esempi che una trasmissione come Report ha messo in grande evidenza.
ripartiamo
dall'eolico e dalle piccole industrie
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: è merito esclusivo della giunta regionale uscente». Punto importante nel programma dell'Idv è la lotta agli sprechi, «proseguendo nell'abolizione di enti inutili avviata da Soru». Anche la sanità pubblica ha necessità delle sue regole: on particolare, dice l'Idv, dovranno trovarsi soluzioni all'assistenza degli anziani che,
Il
consiglio provinciale aperto nel deserto
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: della giunta Ciriani (non che siano grandi cifre, ma moltiplicate per 300 mila fanno una bella differenza). Dopodiché poteva essere l'occasione per un confronto costruttivo e, chissà, anche per fare proseliti nel campo degli abolizionisti. Invece, tutto si è ridotto a una passerella autoreferenziale, sulla quale sono sfilati i protagonisti della politica per professare il loro intangibile
comune,
tagli per 2,2 milioni di euro ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: a fronte della contrazione dei trasferimenti regionali e degli effetti non pienamente compensati dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ma anche una manovra finanziaria che, nel triennale, produce investimenti per 33 milioni di euro che rappresentano un contributo a riavviare l'economia in un momento difficile come quello attuale.
un
fondo di 43.000 euro in bilancio per i bisognosi di camposampiero
( da "Mattino
di Padova, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Bisognerà verificare l'evolversi nel corso dell'anno di entrate e lavori». Sulle entrate, «i Comuni attendono risposte per quanto riguarda i minori introiti legati all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. I trasferimenti di pari importo ad oggi non sono stati ancora completamente incassati e Camposampiero ne ha certificati per 730.
meglio
eliminare i consorzi ( da "Tirreno, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province verrebbe meno l'unico ente che, in tale dimensione territoriale, ha la legittimazione democratica e la capacità di rappresentanza dei diversi interessi organizzati. Se l'obiettivo è tagliare i costi della politica, allora occorre un'analisi seria, perché nel dibattito vengono fatti circolare dati privi di fondamento»
Attenzione
alla crisi Il Comune e le azioni Sacbo Prudenza! Egregio direttore, le scrivo a
proposito dell'eventuale acquisto da parte del Comune di Bergamo di quote di
azioni Sacbo ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: al di là della diminuzione di valore), e ci sarebbe il rischio che debba pro quota ripianare perdite che intaccassero il capitale sociale. Se il motivo della permanenza del Comune di Bergamo come azionista Sacbo è quello di continuare con la Provincia a garantire l'impedimento a privati di pervenire alla maggioranza nella stessa Sacbo,
Musei,
tagli in vista ( da "Corriere Alto Adige"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Tra le ipotesi allo studio per risparmiare l'abolizione dell'ente provinciale dei Musei e l'unificazione di tutte le strutture in un'unica ripartizione. «L'obiettivo è utilizzare meglio i soldi che ci sono non so se sarà possibile risparmiare qualcosa » spiega l'assessora alla cultura tedesca, Sabina Kasslatter Mur.
PESCARA
- Fabio Spinosa Pingue, presidente del comitato Regionale Giovani Imprenditori
di Confindust... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: interviene sul dibattito in corso sull'abolizione o meno delle Province. «La mobilitazione di tanti consiglieri provinciali, per difendere non si sa bene se l'istituzione Provincia o se stessi, rischia di ridicolizzare quella che è una autentica emergenza nazionale -afferma Spinosa Pingue- Il problema è mal posto.
Nuova
legge elettorale: il Consiglio accelera
( da "Denaro,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Angela Milanese Abolizione del listino pressocchè unanime (eccetto qualche "nostalgico" come Pasquale Marrazzo del Pdl); premio di maggioranza spalmato sulle liste; norme di garanzia per la rappresentanza di genere e per i territori di tutte le cinque le province campane.
Regione,
rivoluzione alle Entrate ( da "Denaro, Il"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle Entrate -segue il principio in base al quale "a grande Regione corrisponde una grande struttura": un'organizzazione differenziata per grandezza e peso economico della territorio di riferimento. Il nuovo assetto prevede in sostanza l'abolizione delle posizioni di direttore regionale aggiunto, la riduzione del numero di dirigenti con compiti di coordinamento e di audit manager,
Bilancio
approvato tra sedie vuote ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Già con l'ordine del giorno contro l'abolizione delle Province, era andata in scena la reprimenda dell'azzurro Nicola Marinelli. «Avete il bilancio da approvare e siete pieni di assenze. Difendete le Province a parole, ma se questi sono i vostri atteggiamenti, è molto meglio che siano cancellate».
IRPEF,
UN SINDACO "FUORI DAL CORO"
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: aumento dei costi introducendo gravi squilibri tra territori, basti pensare alla differenziazione dell'applicazione dell'aliquota nella nostra provincia. E' per questo motivo che solo una riforma complessiva ed organica del sistema, anche alla luce dell'affrettata abolizione dell'Ici sulla prima casa, può risolvere i gravi problemi degli enti locali.
Alle
urne per l'Europa, ma con le preferenze
( da "Gazzettino,
Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: espresso dalla popolazione del Nord Est in merito alla riforma della legge elettorale in vista delle prossime consultazioni europee. I cittadini residenti in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento si oppongono, in modo fermo, alla possibile abolizione del voto di preferenza. A rivelarlo sono i dati dell'Osservatorio sul Nord Est, raccolti da Demos per Il Gazzettino,
Massalengon
Ma ora c'è chi storce il naso: <Ci sarà anche più traffico>
( da "Cittadino,
Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: a destra e la Provincia ci ha dato il via libera solo in seguito alle modifiche che abbiamo proposto, tra cui l'abolizione dei posti auto sul lato destro di via Amendola proprio in direzione di via Liberazione. Ma le uscite sui giornali di questi mesi sono state un'inutile strumentalizzazione della vicenda», ha commentato l'assessore in merito al braccio di ferro con i residenti.
Primo
segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più
( da "Alto
Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della politica. Arriva il primo segnale Svp. La Stella Alpina è intenzionata a votare l'abolizione dell'adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri provinciali.
AGRICOLTURA
DI MONTAGNA, A BOLZANO UN CONGRESSO SULLE STRATEGIE FUTURE
( da "marketpress.info"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: si giocano le partite più importanti: dagli indirizzi della futura politica agricola comunitaria per il periodo successivo al 2013, all´abolizione delle quote latte prevista per il 2015. Quest´ultimo punto avrà ricadute dirette sul settore lattiero-caseario, che rappresenta uno dei punti di forza dell´agricoltura altoatesina".
VICENZA:
SINTESI DEGLI INTERVENTI SULLE PROVINCIE DEL PRESIDENTE SCHNECK E DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GASPAROTTO
( da "marketpress.info"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 100 milioni è il costo delle Province, 2miliardi e 500milioni è il costo del Parlamento. Se l´abolizione delle Province fosse la ricetta per risollevare le sorti economiche del nostro Paese e per far sì che la spesa pubblica incida sul Pil tanto quanto incide in altri Stati Europei, saremmo i primi a dire che sì, la Provincia va abolita.
Berger:
<Aumentare i fondi per i contadini di montagna>
( da "Corriere
Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: si giocano le partite più importanti: dagli indirizzi della futura politica agricola comunitaria per il periodo successivo al 2013, all'abolizione delle quote latte prevista per il 2015. Quest'ultimo punto avrà ricadute dirette sul settore lattiero-caseario, che rappresenta uno dei punti di forza dell'agricoltura altoatesina ».
Un
Polesine agganciato all'Europa' ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici sulla prima casa. E', invece, chiaro che, come un po' in tutto il Paese, l'imposizione fiscale degli enti locali negli ultimi anni è aumentata e non di poco. E, ciò nonostante, su 100 euro di imposte versate, come mostra un recentissimo studio della Cgia di Mestre, circa 77 vanno allo Stato centrale.
<Rivalutiamo
il ruolo di Province e Comuni>
( da "Giorno,
Il (Como)" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: federalismo fiscale e dalla presentazione del complesso dei provvedimenti relativi all'individuazione delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province e alla scrittura della nuova Carta delle autonomie locali». Il consigliere d'opposizione nonché sindaco di Calolziocorte Paolo Arrigoni della Lega Nord: «C'è un attacco verso l'abolizione delle Province e al federeralismo fiscale.
<Salviamo
il tribunale di Bassano> ( da "Corriere del Veneto"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: in occasione della recente cerimonia di apertura dell'anno giudiziario». Il documento arriva in quel di Palazzo Ferro Fini solo qualche giorno prima della visita a Bassano del sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, attesa in città sabato e chiamata proprio a discutere di leggi, norme e sedi.
PESARO
Le parole di Palmiro Ucchielli "l'abolizionista", non sono certamente
piaciut... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizionista", non sono certamente piaciute ad Italia Nostra. Ecco perchè la presidentessa delle sezioni di Pesaro e Fano dell'associazione, Federica Tesini, esprime tutta la propria solidarietà «ed un sincero apprezzamento per il prezioso lavoro svolto» a tutte le Soprintendenze, organi periferici del ministero dei Beni Culturali,
Primo
sì in Consiglio: via il listino ( da "Denaro, Il"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Pieno consenso invece da Salvatore Ronghi dell'Mpa: "In Campania vince la democrazia, la commissione Statuto ha licenziato la legge elettorale abolendo il listino. E' questa una risposta all'inciucio nazionale tra Pd e Pdl". Soddisfatto il presidente della Commissione Salvatore Gagliano: "Si completa finalmente un lungo lavoro che ci ha visti impegnati prima nell'
APPROVATA
IN COMMISSIONE STATUTO LA LEGGE ELETTORALE REGIONALE. ABOLIZIONE DEL LISTINO,
NESSUNA SOGL... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione del listino, nessuna soglia di sbarramento, un terzo delle candidature riservate all'altro genere, una preferenza rappresentatività di tutte le province, premio di maggioranza del 60 per cento alla coalizione vincente: questi i punti principali della legge.
Tutti
a Lampedusa ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: come responsabile di un Movimento (Pab), rappresentato in Provincia dal consigliere Matteo Toscani, gli concedo e lo ringrazio di essere soddisfatto per il voto espresso dal Consiglio Provinciale circa l'emendamento di Matteo, che chiedeva l'abolizione delle Prefetture, ma non posso permettergli di affermare cose non vere.
<La
Liguria si è difesa benesulle comunità montane>
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: vicepresidente dell'Anci (associazione nazionale dei comuni italiani) che verrà presentata in questi giorni. Nel testo si prevede - dopo tutto il rumore sull'abolizione delle Province a cui è però contraria la Lega, la soppressione di 356 Comunità montane, 63 Bacini imbriferi montani, 191 Consorzi di bonifica, 138 Enti parco regionali,
brazzano
sarà valorizzato ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: autorizzazione della riapertura della discarica per inerti - ha sottolineato comunque Gherghetta -, anzi, ci tengo a ricordare che ho guidato una delegazione di rappresentanti a Roma, quando ancora era in carica il governo Prodi, per promuovere l'abolizione delle ecotasse sulle discariche: sono un incentivo alla creazione di nuovi siti di questo genere.
Val
Seriana, troppe buche sulle strade. La Provincia: sempre meno soldi a
disposizione ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
questo
progressivo taglio di risorse che arrivano sempre più scarse dagli organi superiori
fossero proprio quelli che adesso chiedono l'abolizione delle Province? Vorrei
chiedere a lei, egregio signor "Lettera firmata": considerando
l'inettitudine che ci attribuisce, a chi intenderebbe passare la gestione delle
strade provinciali (
LA
LEGGE ELETTORALE REGIONALE SPACCA IL PDL. FORZA ITALIA CONTESTA L'ABOLIZIONE
DEL LISTINO E L... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: «L'abolizione del listino - dice il capo dell'opposizione Franco D'Ercole - cancellerà l'elezione di nominati calati dall'alto». Replica a Forza Italia anche Salvatore Ronghi (Mpa). «Altro che miopia politica. Contrariamente a quanto stanno facendo Pd e Pdl a Roma questa legge - dice - garantisce la democrazia».
Potere
di nomina ( da "AprileOnline.info"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: da parte dei partiti politici ha raggiunto il suo apice con l'abolizione delle preferenze nella nuova legge elettorale per le Politiche del 2005 (non che le preferenze fossero il massimo, ma tant'è...) e, adesso, con lo sbarramento al 4% che taglia via ( o rischia di tagliare via) un pezzo di vita reale del sistema politico italiano in un frangente dove, per ironia della sorte,
Europee,
Socialisti al bivio ( da "AprileOnline.info"
del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: comprendere le ragioni che stanno dietro la presa di posizione di compagni che non vogliono sentire parlare di abolizione delle Province perché il "partito si regge sugli oltre cento consiglieri provinciali ed assessori che abbiamo" , perché potranno essere condivise da molti, piuttosto che imbastire polemiche preventive su una scelta che, comunque, non tarderà a dover essere fatta.
"Il
campo pratica di golf? Lo faremo"
( da "Stampa,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: è stata poi riservata alla Provincia, ente in odore di eliminazione, che però la minoranza giudica fondamentale come arbitro e controllore: «Nel 1974 il Pci di Berlinguer, assieme a Ugo La Malfa, era per l'abolizione delle Province perché avevamo già le Regioni». Il clima è già da vigilia di elezioni.
bisogna
rilanciare l'agricoltura in chiave turistica - silvia sanna
( da "Nuova
Sardegna, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: «Le Province a Soru non stanno molto simpatiche. Lei è favorevole alla loro abolizione? «Una riflessione seria è indispensabile. è necessario definire meglio i ruoli di questi enti, soprattutto dopo il travaso di competenze dalla Regione. Ancora il quadro non è chiaro».
fenomeno
rugby, uno sport nel futuro - corrado sannucci roma
( da "Repubblica,
La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del campionato, il Super10, che di super aveva ben poco, per poter entrare nella Celtic League, la lega europea. E´ un boom che ha origine con l´ingresso dell´Italia nel Sei Nazioni, che ha fatto decollare in meno di dieci anni i tesserati: da meno di 40mila a ormai 80mila, con l´obiettivo dichiarato di arrivare presto ai 100mila.
PER
l'1 per cento è stato facile, ma qualcuno ci ha provato lo stesso. ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Per fortuna il presidente della Camera e la conferenza dei capigruppo hanno dichiarato inammissibile quella proposta che, per la verità, anche diversi parlamentari hanno giudicato indecente. Più difficile appare la battaglia per l'abolizione delle Province. Questa proposta doveva essere prevista nella legge sul federalismo fiscale.
scuola
primaria, 39 maestri a casa ( da "Tirreno, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: saranno confermati i vecchi modelli orari (30 ore e 40 ore) ma di fatto - avvertono i sindacati - con l'abolizione delle compresenze prevista dalla circolare ministeriale di metà gennaio spariranno il modello a modulo (3 maestri su 2 classi) e il vecchio modello di tempo pieno. Minimo e massimo. Sulla base di questa rivoluzione ecco dunque le proiezioni.
Chiudere
l'Eulo? La Provincia chiama il Comune (
da "Giornale
di Brescia" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Se anche venisse spesso un solo euro per la gestione dell'Eulo sarebbe speso male in quanto totalmente inutile». Ghirardelli ha spiegato che invierà a Paroli copia della proposta di delibera per l'abolizione dell'Eulo, quando avrà avuto risposta riconvocherà la commissione provinciale per decidere il da farsi.
Concessionarie
autostradali, lavori senza gara ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: SYSTEM data: 2009-02-06 - pag: 21 autore: Le altre modifiche prima dell'Aula Concessionarie autostradali, lavori senza gara Marco Rogari ROMA Slittamento al 30 giugno 2009 della scadenza per la "potatura" degli enti statali. Abolizione dell'obbligo di gara per tutti i lavori pubblici da parte delle concessionarie autostradali.
PESARO
Il sindacato contro l'ex sindacalista, ora "abolizionista". E' il
coordi... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 06-02-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: abolizionista". E' il coordinamento regionale della Funzione pubblica Cgil per il Corpo Forestale a replicare duro al presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli. Il numero uno di via Gramsci nei giorni scorsi aveva chiesto che i poteri della Forestale venissero trasferiti alle polizie locali, smantellando così il Corpo.
Campania
senza listino Scontro An-Forza Italia
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: alle coalizioni politiche la possibilità di indicare tre componenti su sessanta non credo possa essere considerato un espediente antidemocratico. Mentre il listino può essere un importante strumento di compensazione». Angelo Agrippa Polemico Il sottosegretario Nicola Cosentino ha criticato la nuova legge elettorale della Campania che prevede l'abolizione del listino delle preferenze
Piccoli
Comuni, terzo mandato ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: settimane il Senato dovrebbe affrontare una prima modifica della legge elettorale per le amministrative di giugno prossimo. La modifica consiste nell'abolizione del divieto del terzo mandato per i sindaci dei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti. Spiega il senatore del Pd, Giovanni Procacci, componente la commissione Affari costituzionali: «Al Senato è stato depositato un emendamento,
Polibibita,
Noia che fugge e Nero acero: ecco la cena futurista di Corelli
( da "Giornale.it,
Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Nel Manifesto Marinetti riproponeva alcune idee portanti della filosofia culinaria di Jules Maincave, lo chef francese che proponeva trasgressivi (si direbbe oggi) abbinamenti fino ad allora vietati. Marinetti ci mette di suo l'abolizione delle posate tradizionali (salvo il cucchiaio, sfuggito alla sua fatwah) e di molti degli elementi tradizionali dei nostri deschi,
Agenzia
entrate, si volta pagina ( da "Denaro, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: la nuova struttura della Direzione Regionale delle Entrate della Campania. Le novità riguardano principalmente l'abolizione delle posizioni di direttore regionale aggiunto, la riduzione del numero di dirigenti con compiti di coordinamento e di audit manager, e significativi accorpamenti di funzioni al fine di razionalizzare le risorse e le strutture.
Farmacisti
e Asl: tregua finita ( da "Denaro, Il"
del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: altro il Consiglio regionale ha decretato la impignorabilità dei beni delle aziende sanitarie irrigidendo non poco i rapporti tra fornitori di beni e servizi e aziende sanitarie. Proprio ieri si è riunita la Quinta commissione Sanità per l'abolizione del comma 2 dell'articolo 25 della Finanziaria regionale che sancisce la impignorabilità dei beni delle aziende sanitarie.
Petizione
per chiedere l'abolizione dei sensi unici
( da "Stampa,
La" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: I firmatari chiedono un incontro ai responsabili cittadini della circolazione, per valutare i cambiamenti da apportare per rendere il traffico più scorrevole e sicuro. «È necessaria una riunione in tempi brevi per arrivare ad un radicale ripensamento della viabilità in viale Martiri della Foce e via al Piemonte», spiega il promotore della protesta.
Buizza
Un impatto pesante ( da "Giornale di Brescia"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: del paese e uno in località Bassolino per il carico e scarico delle acciaierie Stefana di Ospitaletto. Attraverso una delibera del Consiglio comunale dello scorso giugno abbiamo richiesto l'abolizione dello svincolo in località Bassolino e la modifica degli altri due. Mentre la nostra proposta di correzione degli svincoli ad ovest e ad est del paese è stata parzialmente accolta,
Contratti
e appalti Brescia in campo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: attualmente unico ente attivo in provincia di Brescia nella certificazione. Le novità sono emerse ieri pomeriggio nel corso dell'incontro che ha anche celebrato il trentennale dall'approvazione della legge 12 dell'11 gennaio 1979 che istituì l'Ordine. Oltre a Faini erano presenti i past president del consiglio nazionale Gabriella Perini e Virgilio Baresi,
aumentano
le famiglie in difficoltà ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle famiglie in difficoltà che permetta all'ente d'intervenire con più urgenza nei casi di necessità. Il sindaco sagradino lamenta il mancato trasferimento della quota economica che lo Stato deve in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma e, nel contempo, informa che l'amministrazione ha predisposto numerosi progetti di sviluppo che hanno trovato riscontri finanziari
di
MARCO PICINOTTI B ERLUSCONI teneva <La Casta> sul comodino. Mentr...
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: assessorato alla cultura della Provincia di Arezzo. «E pensare ha chiosato il giornalista che sono favorevole all'abolizione di questa istituzione». MA, DICEVA STELLA, è stato fatto solo «qualcosina» perchè se da una parte «in molti hanno iniziato a pubblicare le indennità percepite, dall'altra le istituzioni centrali (Parlamento,
Abolizione
dell'Ici, 400 milioni di rosso ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Per i
rimborsi ai Comuni Abolizione dell'Ici, 400 milioni di rosso Gianni Trovati
MILANO L'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale è «scoperta» per 424
milioni. A dirlo, per la prima volta ufficialmente, è il ministero dell'Interno
nella nota metodologica sui trasferimenti
L'utilità
della Provincia ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: In un organico ridisegno della pubblica amministrazione e non con un'abolizione solo elettoralistica. Più incidente potrà essere l'unificazione di molti comuni che hanno la dimensione del viale di una città e che producono servizi inefficienti, insufficienti e ad alti costi.
Casini:
<Niente ricatti dal Carroccio>
( da "Corriere
del Veneto" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: No ai ricatti della Lega, no agli studi di settore, sì al federalismo fiscale e al partito dei sindaci». Sono queste le parole d'ordine del leader dell'Udc Pierferdinando Casini che, accompagnato dal capo della segreteria politica Antonio De Poli, ieri ha incontrato a Padova una rappresentanza dei sindaci del 20 per cento.
Listino,
l'Mpa contro Forza Italia ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: è un vero peccato che Fi abbia perso una importante occasione per dimostrare la sua coerenza, tenuto conto che l'abolizione del listino era la battaglia politica dell'intero centrodestra». Sulla legge elettorale interviene anche Marcello Di Caterina (Pdl): «Condivido le perplessità di Cosentino in merito all'abolizione del listino e della soglia di sbarramento.
<Hanno
ragione, difendono la loro terra e il loro popolo>
( da "Corriere
della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: In caso di abolizione dei trattati bilaterali si riaprirebbe una tavolo di confronto tra Svizzera e Ue; in quella sede, sono convinto, gli interessi dei lombardi potranno essere fatti valere. Perché i nostri amici della Lega dei Ticinesi non sono spaventati dai varesini o dai comaschi quanto dall'arrivo di immigrati di altre nazionalità.
pronti
alla sfida delle riforme ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Sulle liste d'attesa non serve una legge «ma è indispensabile rivedere il ruolo e la rete dei medici di medicina generale». Sulle semplificazioni, Florean concorda sull'abolizione delle Aster. E infine, in considerazione della crisi in atto, «stupisce che dei costi della politica non si parli più».
CI
OPPONIAMO ALL'ABOLIZIONE DEL LISTINO: è L'UNICO STRUMENTO IN GRADO DI GARANT...
( da "Mattino,
Il (City)" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: «Ci opponiamo all'abolizione del listino: è l'unico strumento in grado di garantire l'elezione delle donne. La formazione di liste con almeno un terzo di rappresentanti femminili non basta». È chiaro e diretto il messaggio di Nicola Cosentino, coordinatore campano di Forza Italia.
Casini:
senza modifiche no a questo federalismo
( da "Gazzettino,
Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Questo dimostra quanto gravi siano le decisioni prese in modo emotivo: il compito della politica non è eccitare gli animi ma risolvere i problemi. Il ministro dell'Interno ha detto che vuole essere cattivo: credo che debba invece semplicemente essere giusto. Come chiediamo allo Stato». Abolizione delle Province? «In campagna tutti contro.
PETROLIO
L'Opec taglierà la produzione a marzo L'Opec è intenzionato a fis...
( da "Giornale
di Brescia" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici per l'abitazione principale «sembra essere direttamente proporzionale al tenore di vita familiare». Lo afferma in una nota l'Ancot, l'Associazione Nazionale Consulenti Tributari. A beneficiare dell'esenzione è il 50% delle famiglie italiane ma la quota scende al 34% se si considerano le famiglie meno abbienti e sale al 63%
domani
( da "Centro,
Il" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: apparecchiatura indispensabili per la salvaguardia della vita. ABOLIZIONE ICI PRIMA CASA ABRUZZO, 171 EURO A FAMIGLIA A godere dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa sono più le famiglie abbienti che quelle con maggiori difficoltà economiche: in totale beneficiano dell'esenzione il 50% delle famiglie italiane ma la quota scende al 34% se si considerano quelle meno abbienti e sale al 63%
Un
terreno incendiato che aspetta protezione
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
E adesso Lega
abolizione caccia, Wwf e Legambiente Franciacorta hanno deciso di usare metodi
più convincenti per farla rispettare. Stiamo parlando degli «esiti» di un
gravissimo incendio boschivo che nell'aprile dell'anno scorso aveva incenerito
l'abolizione
dell'ici? risparmio di 179 euro ( da "Repubblica, La"
del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Pagina V - Torino La curiosità L´abolizione dell´Ici? Risparmio di 179 euro L´abolizione dell´Ici? Le famiglie piemontesi un po´ ci hanno guadagnato: in media 179 euro ciascuna, tra quelle che hanno beneficiato della misura, una delle prime messe in atto dal governo Berlusconi.
ASCOLI
Le Province? Aboliamole. Avanti con le unioni dei Comuni sul modello della
Germania... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: dell'on. Pierferdinando Casini, già presidente della Camera, seguito da quella del segretario nazionale Lorenzo Cesa e dagli altri deputati dell'Udc. «Le Province costano 16,5 miliardi di euro all'anno dice l'on. Amedeo Ciccanti Con l'abolizione non risparmieremo questa cifra, ma almeno ci sarà una diminuzione annua di 115 milioni di euro per la spesa degli organi istituzionali.
Passante
di Mestre, yes we can ( da "Giornale.it, Il"
del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente,
Provincia
Novara: "valida per almeno tutto il mese di febbraio la tariffa unica su
treni e bus" ( da "Sestopotere.com"
del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: per quanto riguarda la provincia di Novara è riferita in particolare alla tratta Novara-Varallo. Come si ricorderà la Provincia di Novara si era duramente opposta all'abolizione e si era schierata al fianco della Regione per ottenerene la riconferma. Dopo una lunga trattativa è stata ottenuta la proroga consentirà, in attesa della stipula del nuovo contratto di servizio,
Abolizione
del divieto di segnalazione da parte dei professionisti sanitari dei
clandestini: la S.It.I. esprime preoccupazione per le possibili ripercussioni
negative sulla salute ( da "SaluteEuropa.it"
del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: della quasi certa introduzione del reato di clandestinità nel nostro ordinamento, chiede pertanto che il Governo e i Ministeri competenti si impegnino fin d'ora per fornire corrette informazioni agli operatori sanitari e alla popolazione riguardo le cure sanitarie per gli immigrati, assicurando che il Servizio Sanitario Nazionale possa continuare a garantire le prestazioni sanitarie
Rischio
abolizione degli standard di qualità per le pmi elettriche
( da "e-gazette"
del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ipotesi è contenuta negli emendamenti di alcuni parlamentari della maggioranza al decreto mille proroghe (disegno di legge n. 1305 - Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti) che dovrebbe essere approvato in settimana.
Viaggi,
doppio rimborso a km ( da "Alto Adige"
del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: costi della politica Renato Stancher, vicesindaco di Brunico, si dice favorevole all'abolizione della indennità di carica sostituita dal gettone di presenza per i consiglieri provinciali (proposta di Mauro Minniti, Pdl), ma lancia un appello contro la riduzione dei consigli comunali: «Soprattutto per la minore rappresentatività del gruppo italiano che comporterebbe in periferia»
fontanini:
grandi opere per battere la crisi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: formazione professionale che rispondono alle esigenze delle aziende formando tecnici professionali». Sottolineando poi la crisi in montagna, Fontanini chiede ancora l'abolizione delle Comunità montane. «Ci sono troppi enti che rallentano le risposte - dice Fontanini - e quindi la Regione abbia il coraggio di tagliarne alcuni, come le Comunità montane di cui siamo acerrimi nemici,
È
DIVENTATO un ritornello ricorrente l'abolizione delle Province; perso...
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
10-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 11 È DIVENTATO un ritornello ricorrente l'abolizione delle Province; perso... È DIVENTATO un ritornello ricorrente l'abolizione delle Province; personalmente credo che andrebbero aboliti solo quegli enti che non possono offrire ai cittadini i servizi necessari agli stessi nel modo più efficiente ed efficace possibile.
Inagibile
via Sabbioni a Fratta Siamo una delle famiglie che abitano in via Sabbioni a
F... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: In un organico ridisegno della pubblica amministrazione e non con un'abolizione solo elettoralistica. Più incidente potrà essere l'unificazione di molti comuni che hanno la dimensione del viale di una città e che producono servizi inefficienti, insufficienti e ad alti costi.
QUIRINALE:
COSSIGA CHIEDE ABOLIZIONE REATO OFFESA A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
( da "ITnews.it"
del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Il presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, "anche in conseguenza dei recenti comportamenti istituzionali del Presidente della Repubblica, ha presentato un Disegno di Legge per l'abrogazione dall'articolo 278 del codice penale, che prevede come reato l'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica".
( da "Corriere delle Alpi" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Indennità dei
politici Indennità dei politici E' ora di dire «basta» SI', è vero sono un
vigliacco. Come il 99,9 degli italiani. Sì, è vero sono un pecorone. Come il 99,9
degli italiani. Indignati per l'arroganza dei politici ad aumentarsi
vergognosamente lo stipendio, indignato per incazzarsi a parlarne al bar e non
avere il coraggio di andare nei loro preziosi ufficietti, pagati da noi fessi
contribuenti, ed avere il coraggio di sputargli addosso!! Come mi vergogno!!
Loro, come certe dichiarazioni alla stampa no! Forse è l'ora di agire! Andrea
Massarelli La politica, cari miei... Tutti ne facciamo parte LA POLITICA è
un'illusione, della quale noi tutti facciamo parte. E i partiti sono come delle
gabbie, dentro alle quali ci richiudiamo e ci limitiamo. La pace è tutt'altra
cosa, la pace è il dialogo fra le persone umane. La pace sono i sentimenti e la
loro ricerca. Eppure, questo grande sistema, la politica, ci appartiene a tutti
noi e noi tutti in qualche modo, volenti o nolenti, ne facciamo parte.
Christian Ferdigg Il grazie ai medici che hanno curato Onorina A SEGUITO del
decesso della mamma Onorina, i figli ringraziano per le cure prestate alla cara
mamma tutto il personale medico ed infermiristico del reparto di oncologia,
pneumologia, cure palliative e Hospice "Le Vette" dell' ospedale S.
Maria del Prato di Feltre. I figli Occorre più coraggio contro questa crisi NON
è semplice tentare di uscire da questa crisi globale che ci attanaglia. Ognuno
dispone di ricette proprie: l'America tenta la scommessa lungimirante
dell'indipendenza energetica, l'Inghilterra, la settimana corta, lavorare meno,
lavorare tutti, col conseguente ed ovvio ridimensionamento degli stipendi. La
Francia controcorrente, incentiva a lavorare di più, detassando gli
straordinari. E cosa fa invece l'Italia? Abbassa le serrande, minaccia
licenziamenti, ogni calo di fatturato sulle vendite, si ripercuote
immancabilmente sulla manodopera, che come una mannaia, taglia sul personale.
Pur essendo stati altri tempi, mi incuriosì leggere, che il Patron Adriano
Olivetti, in piena recessione anni 50, anziché licenziare il personale, come
suggerivano i suoi direttori tecnici, licenziò questi ultimi, facendo la scelta
coraggiosa di investire in ricerca, producendo la famosa macchina da scrivere,
Olivetti Lettera 22. Addirittura in epoca fascista, c'era l'Industria di
Abbellimento, che si prendeva cura del decoro, di parchi e strade, dando da
lavorare a parecchia gente, anziché estendere sussidi, a chi resta a casa
disoccupato. Per carità, non avendo io doti imprenditoriali, e tanto meno
conoscenze strategiche di marketing settoriale, cito come ultimo, l'illogico
squilibrio menzionato dal Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che analizza
come sia proibitivo oggi fare la spesa di generi alimentari di prima necessità,
causa i continui rincari, mentre il costo del biglietto aereo, è crollato a
tariffe popolari. Auguriamoci pertanto, che ogni iniziativa presa dagli strateghi
preposti a raddrizzare il sistema, sia per la collettività, la più indolore
possibile. Andrea Bertazzoni La sfida sugli autobus fra atei e cattolici
"PROBABILMENTE Dio non esiste, smettila di preoccuparti e goditi la
vita!». Sembra essere scoppiato uno scontro via autobus tra atei e cattolici.
Possono cadere tutte le mode, ma il mistero religioso accompagnerà l'uomo
finché vivrà. Tanto che un'altra associazione spagnola ha scelto Gandhi per
ribattere: «Quanto tutti ti abbandonano, Dio continua al tuo fianco». Portare
il tema della religione al centro di una discussione generale è secondo me un
fatto non indifferente. In un mondo dove il più insulso comportamento è oggetto
di gossip, di chiacchiera diffusa, bisogna a tornare a credere di più in Dio, e
dare risalto al fatto religioso. Se la vita ha un senso, questo senso ce lo dà
una visione religiosa della vita, che la proietta nell'immortalità. La
consapevolezza di ciò può darci la gioia di non essere destinati al nulla, di
non essere uomini a termine. L'amore per gli altri e l'impegno per la giustizia
può essere una scelta di vita che ci qualifica molto di più di un godimento
fine a se stesso. Che comunque sarà solo portatore di gioia effimera. Flavio
Bertolini Soddisfatto per il voto sulle Prefetture VOTO unanime in Consiglio
Provinciale sulla proposta di inserire le Prefetture tra gli Enti pubblici di
possibile soppressione. Esprimo viva soddisfazione per il voto unanime e
trasversale, nel corso della seduta del Consiglio provinciale di ieri, all'emendamento
da me proposto alla deliberazione sull'importanza dell'Ente Provincia per il
governo del territorio, volto ad inserire le Prefetture tra i soggetti pubblici
da "mettere in discussione" per un'eventuale soppressione. In
effetti, dopo quasi 150 di convivenza parallela di Prefetture e Province, nel
momento in cui, con l'obiettivo del contenimento della spesa pubblica, si
ipotizzano soppressioni ed accorpamenti di vari soggetti, ritengo importante
che il Consiglio Provinciale abbia avuto la forza ed il coraggio di considerare
oggetto di discussione anche l'esistenza delle Prefetture. In realtà, da alcuni
anni, le forze politiche con forte identità territoriale hanno ventilato
l'ipotesi di una soppressione di questo Ente, nato con il Regno d'Italia nel lontano
( da "Stampa, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
DOCUMENTO UPI.LE
DIVISIONI SULL'AUTONOMIA Salta la seduta salva Province Tre
assenti in maggioranza e l'opposizione a mezzanotte lascia l'aula
[FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA Il colpo di scena - o lo sgambetto, a seconda dei
punti di vista - è arrivato a mezzanotte. Il documento dell'Upi contro
l'abolizione delle Province, motivo della seduta straordinaria di consiglio,
è rimasto sul tavolo. Senza approvazione. La minoranza ha abbandonato palazzo
Flaim, le assenze dei consiglieri di maggioranza Christian Scatamacchia,
Margherita Bianchi e Massimo Bonini hanno fatto il resto: niente numero legale,
niente voto. E dire che le premesse per l'unanimità parevano non mancare,
nonostante un avvio all'insegna delle proteste della Sinistra, con tanto di
bandiere e abbandono simbolico del consiglio di Roberto Inzaghi (Rifondazione)
e Pietro Mazzola (Gruppo misto), contro la previsione di uno sbarramento al 4%
per l'elezione dei parlamentari europei. Unanime nell'eliminare dal documento
Upi la parte relativa all'attribuzione alle Province delle funzioni delle
Comunità montane e (con l'astensione di Mazzola) nel rigettare l'ipotesi di una
revisione delle circoscrizioni provinciali in vista di possibili accorpamenti,
il consiglio si è sfilacciato, ancora una volta, sulla questione
dell'autonomia. Da un lato l'opposizione, che proponeva di aggiungere in coda
al testo che «la Provincia del Vco chiede a gran voce di ottenere da Governo e
Regione piena autonomia speciale in ossequio alla sua riconosciuta specificità
montana». Dall'altro la maggioranza, che ricordava il percorso intrapreso con
la Regione per maggiori deleghe e fondi, sancito a luglio con un protocollo
d'intesa: «Se mai - dice Alberto Nobili, Pd - chiediamo di continuare a
lavorare in questa direzione». Respinto l'emendamento della minoranza, a
palazzo Flaim sono rimasti solo i 12 consiglieri di maggioranza e la seduta è
stata sospesa. «Questo dimostra l'attaccamento dell'opposizione alle
istituzioni - commenta il presidente della Provincia Paolo Ravaioli - e il poco
senso di responsabilità. Non hanno voluto votare per difendere la Provincia,
non sono stati capaci di mettere l'interesse del territorio davanti ai propri
fini politici». Un'accusa che fa sorridere Paolo Marchioni (Lega), che ha
presentato l'emendamento della minoranza: «Avrebbero dovuto preoccuparsi di
avere il numero legale, non si può chiedere sempre i voti all'opposizione. Comunque
non vedo che problema ci fosse con la nostra proposta, visto che
l'amministrazione Ravaioli si dice autonomista: senza il nostro emendamento
sarebbe stata solo una kermesse autocelebrativa della Provincia. La realtà è
che senza una vera autonomia rischiamo l'accorpamento». E Giulio Lapidari,
capogruppo Forza Italia, aggiunge: «Parlando di correttezza, che dire della
manifestazione della Sinistra all'apertura del consiglio?».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
cronaca pag. 11 «L'ente Provincia? Può anche sparire» Raffaele Massussi, 47 anni,
titolare del «Caffè Vecchia Piazza» di piazza Tebaldo Brusato, legge
Bresciaoggi e commenta le notizie del giorno. No all'abolizione delle Province.
I consiglieri del Broletto rivendicano l'utilità dell'ente e propongono in
alternativa ridefinizione di compiti e alleggerimenti di enti intermedi.
«Si discute molto sui costi della politica, sprechi e malfunzionamenti degli
apparati amministrativi. Voglio sperare che non sia il caso della nostra
Provincia. Detto ciò, penso che in futuro l'esistenza delle province
possa essere ridiscussa». Ritirato il bonus bebè. All'invito da parte del
tribunale cittadino di estendere anche ai cittadini stranieri il
contributo-natalità da mille euro, la Giunta in Loggia ha risposto revocando
l'intera delibera. Per il sindaco Adriano Paroli, ora non ha più motivo
d'essere. Lei cosa ne pensa? «Mi pare che la Loggia con questa decisione abbia
voluto ribadire quanto le famiglie italiane abbiano la precedenza. Questo a
molti cittadini bresciani può far piacere, soprattutto in questa congiuntura
economica. D'altro canto trovo che non si possano trattare diversamente gli
immigrati che da anni risiedono a Brescia, qui lavorano regolarmente e
contribuiscono alla ricchezza del Paese». Camorra, 'ndrangheta, mafia. La
presenza della criminalità organizzata è ormai forte anche al Nord, dove si
insinua nel tessuto economico e finanziario. Che cosa ne pensa? «Purtroppo è
una realtà con cui bisogna convivere. Tuttavia sono dell'idea che queste forme
di criminalità non trovino facilmente terreno fertile nella mentalità di noi
lavoratori del nord, gente che difficilmente si piegherebbe a determinati
soprusi».TH.OR.
( da "Secolo XIX, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
AltraSavona acclama
Cappelli presidente elezioni provinciali, il congresso straordinario a villa
cambiaso Ma il leader "si riserva". E annuncia: nessuna alleanza, al
secondo turno decideremo sui programmi Savona. L'ex senatore Sergio Cappelli è
stato acclamato ieri dal congresso straordinario di AltraSavona, a Villa
Cambiaso, come candidato del movimento a presidente nella corsa alla Provincia.
"Volare alto, volare soli", lo slogan del movimento che ha scelto
l'aquila - antico simbolo della città - come proprio emblema. A lanciare la
proposta, un uomo autorevole del movimento civico, l'ex segretario provinciale
del Pci Elio Ferraris. Difficile pensare che si sia trattato di una sortita
casuale. Il leader del movimento, tuttavia, non ha sciolto le riserve: deciderà
nelle prossime settimane (il nome verrà ufficializzato entro la fine di
febbraio), in lizza ci sono altre due o tre persone, anche se l'unica
alternativa concreta, secondo i boatos, sarebbe quella di una personalità
rappresentativa del Ponente della provincia. Lui, il leader maximo, dice di far
resistenza per un motivo ben preciso: «Se il candidato fossi io, si
rischierebbe di avvalorare le tesi di chi ci vede schiacciati sul centrodestra.
E così non è». Intrepretando, si potrebbe pensare che l'altro candidato in
pectore provenga - se non proprio dal centrosinistra - da un'area meno
connotata politicamente. Si vedrà. Intanto una cosa è certa: AltraSavona ha
accolto in pieno la proposta di Cappelli di una corsa in perfetta solitudine.
Quanto all'eventuale ballottaggio, l'ex senatore sottolinea: «Sceglieremo chi
appoggiare esclusivamente sulla base della linea politica che il congresso ha
voluto, ovvero delle convergenze sulle nostre linee programmatiche. Su
null'altro». Aggiunge Cappelli: «AltraSavona non è disponibile a partecipare al
mercato dei patteggiamenti. È portatrice di messaggi alternativi sia alla
destra sia alla sinistra». E conclude: «Non è trasversale solo nella
composizioni interna, ma anche nei rapporti politici esterni. Il voto lo daremo
indifferentemente a destro o a sinistra in base alle convergenze
programmatiche». Il partito, intanto, ha annunciato le prime candidature di
collegio, quelle di Savona città. Correranno Giancarlo Frumento (Legino),
Alessandro Delucis (Villapiana), Vittorio Murialdo (Lavagnola), Anna Geralli
Mazzini (centro). La prima sorpresa, tuttavia, è quella di Pierluigi Pesce: il
consigliere comunale forzista sarà il candidato di
AltraSavona nel collegio delle Fornaci. Il programma in dieci punti prevede
l'abolizione delle provincie e l'abbattimento del 50% degli emolumenti degli
eletti. La realizzazione o l'espansione di alcune infrastrutture:
l'Albenga-Carcare-Predosa, il secondo svincolo autostradale di Savona
all'altezza del Letimbro, lo svincolo autostradale Millesimo-Cengio,
l'aeroporto di Villanova. Un Piano strategico per il lavoro, con particolare
attenzione al turismo ed un sì deciso alla Margonara. Sull'ampliamento della
centrale Tirreno Power, AltraSavona ritiene di non dover neppure analizzare il
problema, visto il "no" della Via regionale e la mancata attuazion,
da parte dell'azienda «dei precedenti impegni». Sì alla piattaforma Maersk. Sui
rifiuti parla di «tecnologie di trattamento avanzate», che sembra significare
termovalorizzatore. Un'agenzia per la promozione del territorio; sostegno ai
piccoli Comuni; valorizzazione del patrimonio e delle tradizioni culturali e
identitarie (centrale in questo contesto il Priamàr), università e scuola. In
particolare, AltraSavona chiede la restituzione dell'autonomia all'istituto
Nautico. Gli schieramenti vanno insomma definendosi e, con questi, anche le
candidature. Saranno almeno sei a correre per la presidenza della Provincia:
Michele Boffa per Pd e centrosinistra e Giannantonio Chiavelli per il Partito
comunista dei lavoratori sono gli unici due già ufficializzati. Poi c'è il PdL
e la Lega: quasi certa la candidatura di Angelo Vaccarezza. AltraSavona, come
visto, ha chiesto di candidarsi a Cappelli, ma la partita non è chiusa. L'UdC e
il centro hanno un terzetto. Tra i papabili, Alberto Delfino, ex consigliere
provinciale transfuga da Fi, Bianca Sartori e Licia Giorello. La sinistra
radicale potrebbe scegliere tra Bruno Marengo e Sergio Acquilino. Incerto
ancora ciò che farà la destra radicale: da sola o con il Pdl?Detto tutto ciò,
una cosa è certa: la grande frammentazione del quadro politico. È probabile che
molti tra i candidati saranno utili a "rosicchiare" voti a destra o a
sinistra, ma non supereranno la fatidica soglia del 3%. Cosa accade in queste situazione
è noto. Negli Usa si è verificato un caso che ha fatto scuola: nel 2000, il
candidato verde Nader conquistò una percentuale di voti molto bassa. Ma
sufficiente e far perdere la presidenza ad Al Gore, sconfitto da Bush per poche
centinaia di voti. A Savona chi resterà con il cerino in mano? An. Gran.
01/02/2009 la sfida per palazzo nervi entra nel vivo 01/02/2009 ' 01/02/2009
infrastrutturee prioritàAlbenga-Predosa, svincolo a Savona, svincolo a
Millesimo, aeroporto di Villanova sergio cappellipresidente AltraSavona
01/02/2009
( da "Nuova Sardegna, La" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 25 - Sassari Provincia, reazione d'orgoglio contro la richiesta di
abolizione Dura nota dell'Upi: «Una campagna denigratoria, un attacco alla
democrazia» SASSARI. Doveva essere la giornata del "Provincia pride":
un'affermazione d'orgoglio del ruolo delle amministrazioni e dei consigli
provinciali in tutta Italia, convocati su un ordine del giorno dell'Upi,
organo di coordinamento nazionale degli enti intermedi di governo territoriale.
«Costruiamo insieme il nuovo sistema Paese», lo slogan dei consigli provinciali
aperti alla partecipazione di Comuni, associazioni di categoria e, in generale,
dei cittadini. Un'iniziativa per rispondere a quella che l'Unione Province
italiane ha definito una campagna denigratoria, un attacco alla democrazia: la
richiesta di abolizione delle Province. Ma si sono però dovuti fare i conti con
la campagna elettorale e il risultato è stato:: nessun ospite e molti banchi
vuoti. Comunque, dopo il dibattito, con i voti della maggioranza di
centrosinistra, è stato ratificato l'ordine del giorno approvato dal consiglio
direttivo dell'Upi. Hanno scelto di astenersi dal voto i rappresentanti del
centrodestra che, pur approvando i contenuti, hanno ritenuto insufficiente una
presa di posizione basata su rivendicazioni non avvalorate da un confronto
adeguatamente rivolto all'esterno. «L'ingiustificata affermazione
dell'inutilità delle Province costituisce un oltraggio verso il lavoro di 61
mila dipendenti che quotidianamente svolgono interventi e servizi fondamentali
per assicurare il benessere dei cittadini e lo sviluppo del territorio - si
afferma nell'ordine del giorno dell'Upi approvato anche dal Consiglio
provinciale di Sassari -. L'Italia ha invece bisogno di dare certezze agli
assetti istituzionali. Occorre una profonda opera di riordino delle istituzioni
che semplifichi la pubblica amministrazione, fornisca un quadro di riferimento
stabile, snello, moderno ed efficiente della Repubblica e valorizzi i soggetti
che la costituiscono: Comuni, Province, Regioni, Stato. Costruire un assetto
istituzionale chiaro e stabile per i cittadini e le imprese è premessa
essenziale per porre le condizioni di una ripresa della fiducia e degli
investimenti nei territori. Si deve partire dalla consapevolezza che non ci può
essere crescita senza un grande patto tra il Governo e le comunità locali che
valorizzi il ruolo delle istituzioni più vicine ai cittadini». La proposta
dell'ordine del giorno si identifica in un riordino istituzionale che sappia
individuare le funzioni fondamentali di Comuni e Province, riorganizzando in
modo organico tutte le funzioni amministrative intorno alle istituzioni che
compongono la Repubblica. «Un impegno - viene precisato - che sappia colpire le
reali inefficienze e sia in grado di superare enti e strutture ridondanti a
livello nazionale e regionale. Il federalismo fiscale dovrà garantire alle
Province, come ai Comuni e alle Regioni, la certezza delle risorse finanziarie
per l'esercizio delle funzioni istituzionali». L'approvazione è stata preceduta
dagli interventi della presidente della Provincia, Alessandra Giudici,
dell'assessore alla Cultura, Sergio Mundula, del vicepresidente del Consiglio,
Giannicola Cabizza e dei consiglieri Gavino Sechi (Ds) Paolo Battino
(Margherita), Giampiero Lavena (Forza Italia) e Antonio Doneddu (An). Marco
Deligia
( da "Mattino di Padova, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 15 - Altre Nelle
aree periferiche Nelle aree periferiche si può spacciare? L'ordinanza di
Zanonato prevede il divieto di acquistare, ricevere e consumare stupefacenti
nelle aree pubbliche o aperte al pubblico. Deduco che altrove si possa
acquistare, ricevere e consumare stupefacenti. Con questa ordinanza non ha
quindi lo scopo di combattere la droga perchè fa male ma perchè non è decoroso.
La conversione di Zanonato già nota da tempo è davvero in caduta libera. Quale
sarà la prossima? Lucio Costa Padova No al federalismo a scatola chiusa Il
federalismo come pastrocchio non ci piace. Tanto più se serve più per i fini
elettorali di qualcuno che per il bene dell'Italia. E' questa la ragione per la
quale il mio partito in questi giorni sta ingaggiando l'ennesima battaglia per
spiegare ai cittadini che le scelte si fanno con numeri e coraggio e non con
gli slogan. La fretta con la quale la maggioranza al Governo nazionale chiede
di approvare la legge delega per il federalismo sembra infatti più dettata
dalle scadenze delle prossime elezioni europee e amministrative del 6 giugno,
che dalla volontà di fare una seria riforma strutturale dell'assetto del
governo in Italia. Noi dell'Udc non siamo contro il federalismo. Anzi, la
valorizzazione delle autonomie locali fa da sempre parte della nostra cultura
democratico-cristiana, da sempre in antitesi alle ideologie che con la
centralità dello Stato hanno voluto affermare la superiorità di quest'ultimo
sui cittadini e non l'essere al loro servizio. Noi però non vogliamo un
federalismo che è solo estetico e di facciata. Ho letto il disegno di legge con
il quale si vuole fare il federalismo in Italia, approvato al Senato: in ben 24
pagine di testo la parola "federalismo" non è mai citata. Oggi
viviamo una fase di crisi economica con pochi precedenti in passato. La storia
ci dovrebbe insegnare che in momenti come questi si può far ripartire il Paese
concentrandosi sulle cose essenziali ed eliminando gli sprechi, con tanto
coraggio. E' il contrario di quello che questa legge intende fare, perché non
c'è un solo articolo, un solo comma che proponga la riduzione dei centri di
spesa, magari attraverso l'accorpamento dei micro-comuni, anomalia tutta
italiana, o il superamento della frammentazione dei
servizi, che ha creato tante IRI locali senza alcun vantaggio in termini di
costi per i cittadini, ovvero l'abolizione delle Province, grande promessa
elettorale disattesa... In compenso la legge detta le regole su come ciascuno
di questi enti - ai quali si aggiungono le città metropolitane - potrà avvalersi
della capacità impositiva sui cittadini, con chissà quali farraginosi
meccanismi di coordinamento e problemi di contenzioso. A pagare gli errori che
si potranno compiere con una legge sbagliata saranno i cittadini. E pagheranno
dopo che avranno votato per le europee 2009, per le regionali 2010 o per le
politiche 2011. Quello che chiediamo, è di fare una stima economica dei
possibili rischi comparata ai vantaggi. Per la responsabilità che portiamo ai
nostri elettori e al nostro Paese, noi non siamo disposti a comprare a scatola
chiusa qualcosa che vedremo tra non so quanti anni e con chissà quali esiti.
Stefano Valdegamberi assessore alle politiche sociali della Regione Veneto
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
La
Provincia vota l'abolizione della prefettura Ordine del giorno approvato
all'unanimità a Palazzo Piloni: An contraria all'inserimento, ma alla fine dice
sì Domenica 1 Febbraio 2009,
( da "Centro, Il" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
di Vittorio Perfetto
Il Pd: è necessario allargare l'alleanza all'Udc Fioroni e Brutti: dobbiamo
chiamarli subito. Intanto «scaricano» Rifondazione «Alle elezioni di giugno
occorre un'intesa chiara e una maggioranza forte Ma bisogna tornare presto tra la
gente» L'AQUILA. Palazzo dell'Emiciclo, sala "Michetti", ore 16.10:
il Pd scarica le frange estreme della coalizione di centrosinistra e punta la
prua della nave, «prima che affondi», verso l'Udc e nuove alleanze «moderate».
Alleanze a trecentosessanta gradi, per i prossimi appuntamenti elettorali di
giugno, che riguardano città importanti, come il comune di Pescara e il comune
di Teramo (e forse anche L'Aquila), e le quattro Province. Un'indicazione
precisa arrivata dal senatore Massimo Brutti e dall'onorevole Giuseppe Fioroni,
e applaudita dalla "base", cioè da molti amministratori locali del
Pd. L'occasione è stata la Conferenza regionale degli amministratori locali
abruzzesi del Partito democratico, che si è svolta ieri all'Aquila, in un'affollatissima
sala "Michetti". L'impressione è che stia nascendo più un partito che
fa riferimento alla Democrazia cristiana, quella di Alcide De Gasperi, di Moro,
di Zaccagnini (non a caso sono stati fatti riferimenti a frasi di Papa Paolo
VI). Un modo per tagliare le "frange" più estreme, anche se la porta
rimane sempre aperta, ma a condizione che si abbandonino certe posizioni
drastiche e radicali, «che poco o nulla hanno a che fare con la politica
sociale». Il senatore Massimo Brutti, che è anche commissario regionale del Pd
- dopo le vicende che hanno coinvolto l'ex sindaco di Pescara e coordinatore
regionale Pd, Luciano D'Alfonso -, insieme all'onorevole Giuseppe Fioroni,
hanno sottolineato come il Pd lavori «per una coalizione la più ampia
possibile, cominciando da subito, senza perdere tempo, in modo da non ripetere
lo sbaglio fatto a dicembre per le elezioni regionali, a contattare l'Udc e
sedersi intorno a un tavolo per discutere i termini dell'alleanza». Ma non
un'alleanza a tutti i costi, che alla fine produrrà mille simboli, «che i
cittadini non capiranno. Occorre un'allenza chiara», hanno detto Brutti e
Fioroni, «trasparente, ma soprattutto solida». Un'alleanza la più ampia
possibile, ma con dei paletti. Fioroni ha fatto un riferimento implicito, ma
molto chiaro, a Rifondazione comunista: «Non posso sentirmi parte di una
coalizione nella quale qualcuno brucia in piazza la bandiera di Israele o vuol
far passare Hamas per un frate missionario». Un frecciata anche all'Idv, e in
particolare al capogruppo in consiglio regionale, Carlo Costantini (anche se
non è stato fatto il nome, ma una sua dichiarazione in merito è uscita ieri su
il Centro): «C'è chi vuole abolire le Province, ma poi
presenta i candidati e vuole gli assesorati». Fioroni, sulla questione Province,
ce l'ha anche con «un gruppo di intellettuali del Pd, che prepara un manifesto
per l'abolizione delle Province». Un monito, perentorio, è arrivato
dall'onorevole Fioroni al Pd abruzzese, sulle Primarie: «Siete bravi a fare le
Primarie, l'avete fatto anche per le regionali. Ma non lo fate più. Con
le Primarie, nel clima di sfiducia e di crisi che si è creato nel rapporto tra
politica-partiti e cittadini-elettori, dovuta in gran parte al fatto che non si
riescono a risolvere i problemi reali della gente, diamo l'impressione del
partito dei comitati elettorali, che si vuole spartire chissà che cosa». Alla
Conferenza degli amministratori Pd c'erano anche decine di sindaci (come quello
di Chieti, Francesco Ricci, il vice sindaco di Pescara, Camillo D'Angelo, il
sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese), consiglieri e assessori di Comuni
grandi e piccoli, presidenti di Province (come quello di Chieti, Tommaso
Coletti e dell'Aquila, Stefania Pezzopane), di assessori (della Provincia di
Chieti, come Giovanni Di Fonzo), e consiglieri regionali del Pd, come il neo
capogruppo Camillo D'Alessandro. E Antonio Iannamorelli, vice presidente
nazionale del Pd-Enti locali. E poi i parlamentari Giovanni Legnini, Franco
Marini e Luigi Lusi. Tutti intervenuti a indicare in primo luogo la strada
«dell'unità» del partito. Rigore è stato predicato dall'assessore Giovanni Di
Fonzo («abbiamo capito veramente la situazione, siamo consapevoli di dove
stiamo scivolando e dove dobbiamo dirigerci? La crisi, i lavoratori senza più
stipendio, le questue alle banche per il cosiddetto "segmento della
disperazione", l'anno di aiuti economici perché non hanno ammortizzatori
sociali»). Trasparenza è quanto chiede Camillo D'Alessandro, che nel confermare
la costituzione del gruppo unico in consiglio regionale, ha annunciato
l'istituzione di un sito Internet con il quale dialogare con gli amministratori
locali e sottoporre alla loro attenzione proposte di leggi e regolamenti per
conoscere il loro parere. Insomma, «tornare in mezzo alla gente, un rapporto
interrotto anche dalle liste bloccate, che non hanno più reso necessaria la
campagna elettorale e, quindi, il rapporto con sindaci e amministratori locali,
dai piccolissimi, ai piccoli e grandi Comuni».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
01-02-2009)
Argomenti: Province
LETTERE E COMMENTI
pag. 34 EGREGIO
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
01-02-2009)
Argomenti: Province
PESARO AGENDA pag.
10 NELL' ULTIMA seduta del consi... NELL' ULTIMA seduta del consiglio
provinciale nella quale si è dibattuto sul ruolo e sul futuro delle
amministrazioni provinciali, il presidente Palmiro Ucchielli ha consegnato ai consiglieri
presenti una copia di una sua missiva, inviata solo qualche tempo fa al
Presidente della Repubblica.La lettera contiene affermazioni e proposte che non
possono restare sotto silenzio così come non può rimanere nel silenzio il duro
e immotivato attacco portato dal centrosinistra contro la
locale Confindustria solo perché rea a detta dello stesso Ucchielli di essere
gelosa delle prerogative in materia di collocamento al lavoro esercitate dalla
Provincia. Fra le proposte inaccettabili contenute nella citata missiva vi è
anche quella di abolire il Corpo Forestale dello Stato e di trasferirne le
funzioni alla Polizia locale. Oltre ad essere inaccettabile, la proposta
offende il lavoro e l'impegno degli uomini e delle donne del Corpo Forestale
che, in tutti questi anni, hanno assicurato, grazie alla loro professionalità e
alla loro dedizione, la tutela della salute e della sicurezza agroalimentare
nonché la salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e forestale,
preservandolo dalla distruzione e dall'inquinamento. Nella lettera, poi, si
definiscono testualmente le Prefetture e i Prefetti come "residui storici
del centralismo statale" e si chiede pure la cancellazione delle
Soprintendenze. Fa certo un po' sorridere che questo attacco al centralismo
statale provenga proprio da uomini che hanno militato, solo fino a qualche anno
fa, in quel Partito comunista che per oltre un cinquantennio ha fatto dello
statalismo la propria bandiera. Il presidente Ucchielli chiede anche
l'abolizione di alcuni enti inutili come, ad esempio, i Consorzi di bonifica.
Almeno su questo ultimo punto ci troviamo d'accordo con Ucchielli, ma vogliamo
rammentargli come il centrosinistra, che ancora governa la Regione Marche, le
quattro Province marchigiane e la maggioranza dei Comuni della nostra Regione e
che fino all'anno scorso governava anche a Roma, abbia finora prodotto solo
propaganda e inutili chiacchiere. Al contrario, il Pdl ha presentato in
Parlamento un disegno di legge proprio per abolire definitivamente i Consorzi
di bonifica.Teniamo infine a ribadire alla maggioranza provinciale, che solo
oggi che non governa più la nazione chiede l'abolizione degli enti inutili e
maggiore parsimonia a Stato, Regioni e Comuni, di iniziare, essa per prima, a
dare il buon esempio riducendo le sue tante spese inutili e quelle non
strettamente necessarie. Antonio Baldelli, consigliere provinciale Pdl
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Domenica 01 Febbraio
2009 Chiudi PESCARA - Aspro botta e risposta sul tema dell'abolizione
delle Province tra Pino De Dominicis, Pd, presidente della Provincia di Pescara
e dell'Upi abruzzese, e l'ex candidato governatore del centrosinistra, Carlo
Costantini, IdV, che aveva sollevato il tema. De Dominicis: «Secondo
Costantini, con l'abolizione delle Province lo Stato risparmierebbe 14 miliardi
di euro, assestando un bel colpo alla "casta" della politica e
liberando risorse da impiegare per ammortizzatori sociali, infrastrutture e
credito alle imprese. Costantini dimentica però di dire che di quei 14 miliardi
che messe tutte assieme le Province italiane gestiscono, i costi per le
indennità di presidenti, assessori, consiglieri, ammontano a 119 milioni. Come
si arriva allora a ipotizzare risparmi per 14 miliardi? Semplicissimo: gettando,
per citare un proverbio caro al leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, con l'acqua
sporca pure il bambino, e cioè i 2 miliardi e 900 milioni che le Province
utilizzano per effettuare le manutenzioni sui 145mila chilometri di strade di
competenza (non sono pure queste infrastrutture?), il miliardo e 700 milioni
per la manutenzione delle scuole, il miliardo per la tutela ambientale, l'altro
miliardo per lo sviluppo economico, il miliardo e 200 milioni per la mobilità,
i 2 miliardi e 300 milioni per la gestione del personale. Costantini,
coerentemente abrogazionista, dica che i dipendenti delle Province vanno
licenziati, le scuole abbandonate a sé stesse, le strade lasciate all'incuria.
Se davvero si vuole colpire i costi della politica, perché non tagliare allora
quella moltitudine di enti inutili (Ato, Aptr, consorzi industrali)
riconducendo alle Province funzioni che sono state loro espropriate?
Costantini, che guarda caso dell'Aptr è stato presidente, sa che l'Abruzzo
detiene il triste record nazionale di questi enti? Nella maggioranza oggi al
Governo, sull'abolizione delle Province è contraria nettamente la Lega, e sono
abolizioniste singole personalità di An e FI. All'opposizione, contrario il Pd,
sono favorevoli Udc e Idv. A queste forze politiche, visto che il voto per le
provinciali è fissato per giugno, è onesto chiedere se non sia più giusto
astenersi dal presentare liste. A meno che Costantini non voglia dire agli
elettori che chiederà voti per aiutarlo ad "abrogare" le Province,
secondo il più fedele dei copioni del teatrino della politica». Ed ecco
Costantini: «Non comprendo la durezza di De Dominicis. Siamo ormai al punto che
se un esponente dell'IdV dissente dal coro del Pd e del Pdl è un eversore o un
demagogo. Io penso molto più semplicemente di rappresentare la volontà della
maggioranza degli italiani, che certamente vogliono la manutenzione di scuole e
strade, ma che non sono affatto convinti che per farla, oltre ai Comuni,
debbano esistere per forza anche le Province. Ai cittadini, che anche De
Dominicis e il suo partito dovrebbero rappresentare, interessa che i soldi per
mantenere in vita le Province, così come gli enti inutili citati da De
Dominicis, vengano utilizzati per cassa integrazione, sviluppo, infrastrutture
e anche manutenzione di scuole e strade. Quanto alla prossima campagna
elettorale non ritengo né eversivo, né demagogico, né teatrale, informare
preventivamente i cittadini che devono votarti per le provinciali di quella che
è la tua idea sul futuro delle Province. Se De Dominicis vorrà conservarle e
ulteriormente ingrassarle, chieda il voto su questa proposta».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
Domenica 1 Febbraio
2009, La Provincia salva sè stessa. Venerdì sera il Consiglio provinciale di
Treviso ha approvato un ordine del giorno che sollecita il mantenimento dell'istituzione.
È necessario un ente intermedio che si occupi di questioni di "area
vasta". Troppo piccoli e frazionati i Comuni, troppo lontana la Regione,
che deve dedicarsi a legiferare e fissare indirizzi. Lo sostiene il documento
dell'Unione province italiane su cui l'odg era
modellato, l'hanno ribadito quasi tutti gli intervenuti al dibattito che ha
preceduto il voto, durante un consiglio straordinario aperto a sindaci e
rappresentanti della società. L'ha sottolineato, ovviamente, il presidente
Leonardo Muraro: «Chi mette in discussione l'esistenza delle Province deve
assumersi l'onere ed avere l'onestà intellettuale di affermare contestualmente
anche la necessità di accorpare i Comuni di medie e piccole dimensioni».
Calpestando storia e identità. E disconoscendo il diritto
di rappresentanza delle comunità locali: «Chi sostiene la tesi dell'abolizione
della province è
antifederalista e non può nascondersi dietro il dito del risparmio economico,
tra l'altro modestissimo perchè non interesserebbe i costi di struttura, di
funzionamento e di personale, ma solo i cosiddetti costi della politica delle
Province, che, all'interno dell'attuale organizzazione istituzionale
sono i più bassi, se confrontati con i costi della politica regionale e
nazionale». In Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna esistono livelli
equivalenti alle province, si chiamino dipartimenti,
distretti o contee. Vorrà pur dire qualcosa, hanno spiegato i vari oratori.
Aggiungendo che ciò non significa avallare la proliferazione di neo-province con meno abitanti di un grosso comune. Piuttosto
occorre far piazza pulita di tutti quegli organismi di "secondo
grado", dagli Ato ai consorzi, alla pletora di agenzie, che, per giunta,
non sono eletti. O le Prefetture, come ha suggerito il consigliere regionale
leghista Federico Caner. O i "postifici", come li ha definiti Gian
Paolo Gobbo: «Non gli enti che sanno spendere i soldi dei cittadini, ma gli
enti assurdi, che in altre parti d'Italia assorbono solo risorse». Un unico
brivido, quando Gobbo, nel fornire un esempio di meritata soppressione, ha
citato il ministero dell'Agricoltura, retto dal trevigiano, leghista e
predecessore di Muraro in viale Battisti, Luca Zaia. Bisogna riconoscere alle
Province - ha chiosato Muraro - «il ruolo che a loro spetta in base alla
Costituzione, portando finalmente a compimento il processo già in atto di
trasferimento di competenze e funzioni». Imputata numero uno la Regione. L'ha
chiamata in causa, ad esempio, Giampietro Favero: «La nostra è una delle
Regioni più centraliste», ha rimarcato il capogruppo di Forza Italia. Gli
azzurri (tranne uno) hanno votato a favore, nonostante le indicazioni dei
vertici regionali che avevano fatto pensare ad una astensione: «Il documento
rispetta la Costituzione ed è in linea con il programma di governo e con il
programma elettorale di Forza Italia: che non dice di eliminare tutte le
Province, ma solo quelle inutili», ha spiegato Favero. Per Lorenzo Biagi,
capogruppo del Pd, «Promuovere la provincia non vuol dire difendere
l'esistente, bensì tendere verso un maggiore equilibrio della distribuzione del
potere valorizzando soprattutto i corpi intermedi tra cittadino e Stato».
Eppure proprio da sinistra sono venute le principali critiche. Per il
consigliere regionale Diego Bottacin (Pd): «Occorre definire un livello
organizzativo minimo, la rappresentatività va garantita ma deve combinarsi con
razionalità e sostenibilità dell'assetto». Forse però, ha fatto più rumore
l'astensione del consigliere di Forza Italia Alessio De Mitri: «Le Province sono
lontane dalla gente, sono percepite non come un ente dotato di poteri propri,
ma solo come una forma di decentramento di altri enti e di servizi statali».
Mattia Zanardo
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-02-2009)
Argomenti: Province
L'ira di
Sernagiotto: «Un partito senza coerenza» Domenica 1 Febbraio 2009, «Dentro le istituzioni
i rappresentanti eletti possono prendere le decisioni che vogliono. Ma per le
elezioni, le liste, le decidono i partiti e nella vita politica di una persona
tutto viene giudicato e pesato». Suonano come una velata minaccia le parole di
Remo Sernagiotto, capogruppo del Pdl in Regione. Il voto di venerdì in
consiglio provinciale non lo ha proprio digerito. E nel suo mirino sono finiti
quei consiglieri del Pdl che hanno votato a favore dell'ordine del giorno che
chiede il mantenimento delle Province. «Io dico solo che in politica paga la
coerenza - osserva - e noi siamo un partito che a Roma presenta quattro disegni
di legge per abolire le Province, di cui uno firmato da Fabio Gava, e a Treviso
vota per mantenerle. Indubbiamente è stato commesso un errore gravissimo. Il
mio plauso va invece al consigliere Alessio De Mitri, l'unico che ha avuto il
coraggio di dire la sua e di astenersi». Infatti per Sernagiotto, se proprio
non si voleva votare contro, un'astensione sarebbe stata sicuramente più produttiva:
«Gli equilibri all'interno di una maggioranza si ottengo anche così, senza
contare che si trattava solo di un ordine del giorno - precisa - non di un
documento di governo. Poi la Provincia che si salva da sola è una cosa
ridicola». Il capogruppo in regione sferza il suo partito: «Ammiro la coerenza
della Lega che, in Regione, quando si trattò di votare il caso Lamon (il comune
veneto che vuole passare in trentino ndr) votò a favore della disgregazione del
Veneto perchè questo è scritto nel suo statuto. Noi questa coerenza non
l'abbiamo avuta, tranne che nel caso di De Mitri. Inoltre non credo proprio che
tutti quelli che hanno votato siano dei sostenitori delle province».
Un voto che rischia di avere ripercussioni. A parte l'ipotesi, al momento solo
ventilata, di penalizzare i consiglieri che hanno votato a favore quando sarà
il momento di fare le liste per le prossime tornate elettorali, Sernagiotto ha
anche un timore: «Pagheremo politicamente il fatto di esserci dimostrati un
partito non coerente con quanto scritto nel programma». Anche Fabio Gava,
deputato del Pdl, durante il dibattito che ha preceduto la votazione in
consiglio provinciale aveva ribadito come l'orientamento del movimento
berlusconiano fosse propenso all'abolizione delle Province.
Certo, inserendo il "taglio" all'interno di una più ampio e organica
riforma dell'assetto istituzionale italiano. «Un approccio serio non può che
essere complessivo», ha asserito il parlamentare azzurro. Che ha rilanciato la
proposta, già avanzata in precedenti occasioni, di trasformare piuttosto le province in una sorta di organismo,
non eletto direttamente dai cittadini, ma rappresentativo delle amministrazioni
comunali di un territorio.
( da "Blogosfere" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Feb 09 2 Tre
proposte per un partito liberale Pubblicato da Giovanni Sena alle 00:29 in
Ideologia e liberismo Con un PD in preda a convulsioni interne ed un PdL che
cerca ancora il punto di equilibrio interno, c'e' oggi spazio in Italia per un
vero partito liberale? Altroche', e ce ne sarebbe proprio un urgente bisogno.
Questo ipotetico partito me lo immaginerei snello, indipendente e concentrato
sulla liberazione dell'Italia dall'opprimente cappa di statalismo. Un partito
liberista dal punto di vista economico (mercato e concorrenza i cardini) e
libertario dal punto di vista sociale (il primato dell'individuo sullo Stato).
Una specie di Lega Nord applicata all'idea liberale della societa', piu' che al
federalismo, se mi passate il parallelo. Dovesse questo partito emergere dal
ribollente humus della societa' civile, gli suggerirei di concentrarsi
inizialmente su tre questioni altrettanto semplici quanto simboliche. Tre punti
programmatici storicamente cari ai combattenti liberali, facili da spiegare, e
da cui l'Italia trarrebbe grandissimo beneficio se realizzati: 1) Una effettiva diminuizione delle aliquote fiscali. 2) L'eliminazione
del valore legale del titolo di studio. 3) L'abolizione delle province. Vediamo nel dettaglio. Il
primo punto e' un po' il Santo Graal del liberismo, diminuire il flusso di
denaro dal privato al pubblico, per soffocare la cieca (e stupida) avidita'
dello Stato, del Leviatano . Piu' prosaicamente, e' anche quello che
Berlusconi e' andato dicendo in varie occasioni, senza pero' mai affondare fino
in fondo il bisturi (ci ando' vicino nel 2001, ma poi nemmeno lui ce la fece).
Il secondo punto e' una elementare operazione per mettere in concorrenza tra di
loro le universita' Italiane. Togli la finta livellazione imposta dall'alto per
mettere a nudo le reali differenze di qualita' tra gli atenei. Poi vedi quel
che succede. Le buone universita' avranno studenti (e fondi di ricerca), le
cattive scompariranno, come dovrebbe essere. Il risultato netto e' un aumento
della qualita' dell'insegnamento (e della ricerca) e un taglio dei costi. Il
terzo punto e' il colpo piu' diretto (e ovvio) al carrozzone-burocrazia. Una
delle piu' insopportabili palle al piede per l'Italia e' proprio questa, la
capillare penetrazione dello Stato nella vita degli individui. Non vi e' alcun
motivo organizzativo che giustifichi l'esistenza delle province
in Italia. Non solo le province sono inutili, ma
comportano una spesa abnorme di denaro pubblico. Consiglio la lettura
dell'articolo preparato da Silvio Boccalatte per l'Istituto Bruno Leoni. Tre
proposte molto nette, di chiaro stampo ideologico e simbolico. Argomenti di cui
discutere e per cui lottare. Ditemi voi GS
( da "Corriere delle Alpi" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Prefetture enti
inutili? «Lo sono anche le Province» Un comitato in Veneto «Non serve non voto»
che raccoglie proseliti BELLUNO. Le Province vanno abolite perchè enti inutili?
No, piuttosto sopprimere le Prefetture. E' la proposta approvata venerdì a stragrande
maggioranza dal Consiglio provinciale di Belluno con il voto contrario del
rappresentante di An. L'emendamento taglia-Prefetture è stato presentato da
Matteo Toscani, in aggiunta al documento dell'Upi in difesa delle Province. E
subito Massimo Carraro, che insieme a Marina Salomon e ad altri imprenditori
del Nordest ha lanciato il movimento «Non serve. Non voto» in vista delle
elezioni provinciali, coglie la palla al balzo: «Benissimo, aboliamo sia le
Province che le Prefetture - dice Carraro - visto il peso della Casta, sarebbe
un bel risparmio. Comunque mi fa piacere la presa di posizione della Provincia
di Belluno perchè significa che il processo che abbiamo messo in moto comincia
a muovere qualcosa». Nella discussione si inserisce anche Michele Bortoluzzi,
dei radicali, che fa parte del movimento «Non serve. Non voto». «Il giorno
dell'Orgoglio Provinciale celebrato venerdì ha proposto, tra i tanti, surreali
dibattiti di autodifesa della Casta all'interno dei Consigli Provinciali, un
elemento di novità» fa notare il bellunese. «A Belluno l'istituzione Provincia
chiede formalmente, in Consiglio, l'abolizione dell'Istituzione Prefettura,
dicendo, sostanzialmente "siamo più utili noi", ed ammettendo - al
contempo - che esistano delle forti sacche di spreco ed inutilità nella
macchina amministrativa». Bortoluzzi sottolinea come il
documento per l'abolizione delle Province sia stato firmato ormai da molte
personalità venete, sia del mondo imprenditoriale ma non solo: oltre a Carraro
e alla Salomon hanno aderito Luigi Rossi Luciani (Past President Confindustria
Veneto), Massimo Calearo e Stefano Beraldo (AD Coin), ma anche il giornalista
Aldo Forbice, il professor Curi che si è schierato a favore e di oltre
300 cittadini che in poche ore hanno sottoscritto dal sito www.aboliamoleprovince.it (curato da Lorenzo Furlan) la proposta "Non
Serve, Non Voto". «Il Consiglio provinciale di Belluno è stato...
fantastico - spiega Bortoluzzi - ha centrato il punto. Ciò di cui abbiamo
bisogno è di smettere i panni dell'ipocrisia, del silenzio sullo scandalo
gigantesco rappresentato dagli enormi sprechi della macchina pubblica, nelle
sue diverse articolazioni. Le Prefetture sono uno tra gli enti poco utili,
sovradotate di lussi e confort, sottodotati di competenze, che dovrebbero
essere disarticolate. Aggiungo, insieme alle Province e ai piccolissimi Comuni.
Ora siamo davanti ad un'istituzione inutile che ne attacca un'altra altrettanto
inutile, siamo alla soglia dell'implosione e questo grazie al terrore del
giudizio astensionista dei cittadini».
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
L'INTERVENTO/CALESSO
PROVINCIA, PD SUBALTERNO LUIGI CALESSO Non sono mai stato un tifoso
dell'antipolitica, di quella critica populistica alla cattiva politica che
diventa discredito delle istituzioni e della stessa democrazia, ma sulla
questione della inutilità delle province mi sembra
evidente che la«Casta» gioca una delle partite a difesa dei propri posti di
potere e sottopotere, compensi e prebende che nulla hanno a che vedere con gli
interessi dei cittadini. Penso alla Provincia di Treviso che sta realizzando
una sede enorme, faraonica, sproporzionata con una spesa di almeno 60-70
milioni di euro. Per realizzare questa opera imponente si snatura completamente
l'ex-manicomio di Sant'Artemio e sono stati venduti ville e palazzi di
proprietà della Provincia sottraendoli alla disponibilità della comunità civile
trevigiana. Penso al Piano Strategico Provinciale per il quale sono stati spesi
nel corso degli anni milioni di euro e che adesso, di fronte alla crisi
economica, nessuno cita più perché, evidentemente è del tutto inadeguato ad
offrire soluzioni ai gravi problemi che il nostro sistema produttivo sta
affrontando: insomma, è già un ferrovecchio. Penso a «Marca Ambiente» organismo
che costa ai contribuenti centinaia di migliaia di euro e che dovrebbe
occuparsi di smaltimento dei rifiuti, mentre tale materia è saldamente nelle
mani dei consorzi fra comuni e di Trevisoservizi, nonostante i ripetuti (ormai
patetici) appelli del Presidente Muraro alla unificazione della gestione del
servizio sotto l'egida della Provincia. Per non parlare della campagna contro
l'abbandono degli animali domestici che ha riempito quotidiani e periodici di
foto del Presidente della Provincia! Ce n'è abbastanza per sostenere che anche
a Treviso l'abolizione della Provincia non sarebbe un
dramma per i cittadini, tutt'altro. Che la Lega sia contraria all'abolizione
perché difende la «Casta padana» che anche in via Battisti ha i suoi luoghi di
potere e di remunerazione non stupisce e, tutto sommato, anche il
riallineamento del PDL non era particolarmente inaspettato visto che,
alla fine, a Treviso il PDL, prima o dopo, si riallinea sempre all'alleato
padano. Quello che stupisce, invece, è la scelta del PD di sostenere la
maggioranza Lega-PDL nel «no» all'abolizione delle province.
Mentre disquisisce di «partito del Nord», di partito federale di rapporto con
il territorio, il PD trevigiano non riesce ad esprimere una sola posizione
autonoma, innovativa che vada oltre il grigiore del replicare a Treviso le già
non entusiasmanti parole d'ordine veltroniane. In questo caso, ovviamente, da Roma
probabilmente è arrivato al PD di casa nostra l'invito a non sostenere
l'abolizione delle province perché in altre parti
d'Italia sono ex-parlamentari ed ex-funzionari di partito del centrosinistra ad
occupare poltrone, sedie e scranni vari nelle Province. E il PD trevigiano ha
preferito accodarsi alla logica nazionale senza capire che sull'eliminazione di
un ente che è in sé uno spreco avrebbe potuto aprire un rapporto di credibilità
con tutti i trevigiani (compresi molti elettori di centrodestra) che sono
stanchi della «Casta» (anche di quella padana), del tributo quotidiano che la
società paga alla cattiva politica, ai suoi costi, agli incarichi inutili.
Oltretutto, la scelta del PD rappresenta, in questo territorio, anche una
scelta di subalternità netta al «pensiero unico leghista», quello della
denuncia degli sprechi di Roma e della occupazione militare dei luoghi di
potere sul territorio. In una logica superata e tutta interna al ceto politico,
il PD trevigiano cerca da tempo un qualche tipo di rapporto con la Lega, come
se fosse questa la chiave per ottenere un qualche tipo di ruolo nella società
trevigiana. Ottenendo, invece, il risultato opposto, quello di allontanare gli
elettori antileghisti e quello di avvicinare ulteriormente alla Lega gli elettori
che si sentono rassicurati dal fatto che anche il PD apre alla Lega. Dal PD
trevigiano gli elettori di centrosinistra (soprattutto quelli potenziali, come
me) si aspettano, invece, che faccia quello che finora non fatto: che esprima
«una» idea originale a partire dalla lettura delle caratteristiche della Marca,
che organizzi «una» campagna su un problema importante del territorio, che
lanci una «iniziativa», che dimostri in sostanza di non essere solamente un
terminale delle decisioni romane. Quella dell'abolizione delle province, proprio perché non condivisa a livello nazionale,
avrebbe potuto essere una buona idea.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 11 - Gorizia
Falanga eletto nel direttivo regionale della Figc CALCIO GORIZIA. Renzo Burelli
è stato riconfermato alla carica di presidente della federcalcio regionale. Nella
sua squadra è stato eletto, come membro del direttivo, il goriziano Gennaro
Falanga, per anni direttore sportivo del Fogliano. Falanga è stato eletto con
102 preferenze, superando in questa ideale classifica il presidente Vincenzo
Cisilin, che invece appoggiava la lista del rivale di Renzo Burelli, ovvero
Spartaco Ventura, cogliendo comunque un lusinghiero bottino di 87 voti,
( da "Tempo, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
stampa
Il commento gli ospedali uguali alle province Il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi aveva annunciato durante la campagna elettorale che
uno dei suoi primi provvedimenti avrebbe riguardato l'abolizione delle
Province. Che fine ha fatto quella promessa? Avete ascoltato le dichiarazioni
degli amministratori di Campobasso e di Isernia, di destra e di sinistra, sul ruolo
delle Province? Guai a toccarle: esse sono nate a baluardo del territorio e
continuano a recitare un ruolo determinante per lo sviluppo. Lo sanno pure
loro, (presidenti, consiglieri ed assessori), che le Province hanno fatto ormai
il loro tempo e che è assolutamente necessario abolirle, eppure si indignano,
manifestano, polemizzano appena si comincia a parlare di tagli. La risposta al
perchè è semplice e arcinota: stanno bene dove stanno. Identico discorso, anche
se un po' più vasto, può essere fatto per la sanità. Da mesi e mesi si va
ripetendo che il deficit va colmato e che occorre procedere ad una
razionalizzazione dei servizi sul territorio. Però appena si è messo mano alla
razionalizzazione e ai tagli abbiamo cominciato ad accapigliarci: l'ospedale di
Agnone non si tocca, quello di Larino va difeso con le unghie e con i denti e
quello di Venafro è indispensabile perchè accoglie anche pazienti di altre
regioni. Ragazzi, ma vogliamo scherzare?
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 02-02-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud2))
(Mattino, Il (Circondario Sud1))
Argomenti: Province
San Carlo restaurato
bello ma disagevole Elvira Spagnuolo De Martino - TORRE DEL GRECO Anch'io, come
molti napoletani che da sempre frequentano il teatro, sono rimasta abbagliata
dal nuovo San Carlo. Il restauro della sala è magnifico, esalta dettagli che
s'erano perduti. Ho assistito al bellissimo «Peter Grimes» diretto da Tate e
devo dire che i miei dubbi, però, sono tanti. A cominciare dal parquet che
sembra di plastica al fastidioso soffio d'aria condizionata che arriva dalle
griglie sotto le poltrone e che alle signore della mia età, sono sulla soglia
degli ottanta, non fa certo benissimo. Molto scomode, sopratutto per noi non
più giovani, le sedie dei palchi dove hanno eliminato le panche e le pedane.
Poco piacevole anche la questione delle toilette, certo belle, nuove, pulite,
ma le stesse per uomini e donne. Era molto imbarazzante stare in fila, l'altra
sera. Tra l'altro, moltissime persone ci guardavano perché per entrare in bagno
si sosta in un corridio - una volta di servizio - che porta al nuovo ridotto
realizzato sotto la platea. Lo stesso corridoio porta anche negli spogliatoi
dell'orchestra dov'è finita una mia amica che girava alla scoperta del «nuovo
San Carlo». Spero che il commissario Nastasi e i tecnici che seguono i lavori
prendano provvedimenti al più presto. Elenchi telefonici e numeri vecchi Nabla
Vettori - NAPOLI Strano comportamento quello di chi gestisce gli elenchi del
telefono: fino a quando esistevano solo le guide cartacee era ovviamente
impossibile pretendere che i numeri fossero perennemente aggiornati, per
trovare le variazioni dei numeri bisognava aspettare la stampa e la
distribuzione successiva. Ora c'è internet e molti cercano queste informazioni
direttamente sul sito Paginebianche.it che ha il pregio di poter essere
aggiornato in tempo reale, peccato che questo non accada. Il numero vecchio
rimane chissà quanto tempo e ogni volta che qualcuno telefona spende uno scatto
(provato da una cabina telefonica) per ascoltare il messaggio registrato che
recita il nuovo numero. Poiché inoltre questo messaggio coglie alla sprovvista,
difficilmente si ha a disposizione carta e penna per segnarselo e siccome il
numero viene detto una volta sola, spesso gli scatti alla risposta necessari
diventano 2, solo per conoscere quello che dovrebbe essere messo
(gratuitamente) sul sito nel momento stesso in cui avviene il cambio di numero.
Referendum se il quorum cambia Salvatore Scotti - PIEDIMONTE MATESE (CE) In questi
giorni l'on. Antonio Di Pietro ha deposito oltre un milione di firme in
Cassazione per l'abolizione della legge cosiddetta «lodo
Alfano». Nella primavera del 2009 i cittadini italiani saranno chiamati alle
urne per l'abolizione di alcune norme della legge elettorale «Calderoli». Tutte
e due queste iniziative molto probabilmente, come già è accaduto in precedenti
referendum abrogativi, saranno destinate alla sconfitta. Infatti sia nel
primo che nel secondo caso il Pdl e la Lega, essendo contrari a queste
iniziative, inviteranno i propri elettori ad astenersi dal voto referendario.
La loro forza elettorale, sommata alla percentuale fisiologica degli
assenteisti, determinerà sicuramente il non raggiungimento del quorum. Al fine
di non vanificare e «mortificare» sempre l'iniziativa democratica che la
Costituzione consente ai cittadini, sarebbe opportuno che il comma 4 dell'art.
75 fosse modificato nel seguente modo: «La proposta soggetta a referendum è
approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori
ottenuta moltiplicando il numero degli aventi diritto per la percentuale dei
votanti per la elezione della Camera dei Deputati, riferita alla legislatura in
cui si vota per il referendum». Con questa modifica, tenuto conto che nelle ultime
elezioni legislative gli elettori aventi diritto erano circa 50.000.000 e la
percentuale dei votanti è stata circa dell'80%, il quorum al referendum si
raggiungerebbe con 20.000.001 invece di 25.000.001. Naturalmente, al fine di
evitare una deriva democratica, la percentuale inderogabile a cui far
riferimente potrebbe essere i 2/3 degli aventi diritto. Una prepotenza da
incivile Carmine R. - MELITO Ieri un'ennesima scena violenza si è presentata
davanti ai miei occhi, nella cittadina di Melito, ore
( da "Giornale.it, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Province
Di Pietro 1. È il
sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei
confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia
insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo
scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a
manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una
piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo
dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro
possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di
Pietro affe rma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente».
Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso
per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia
molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva
disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto,
il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di
questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e
ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno
striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di
Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho
mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della
Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato
quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché
non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati
che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato
(forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il
giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video).
Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più
grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola,
"mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è
perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione
morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza
fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa
rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza,
rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è
partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia,
vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive
Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne
addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione
aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno
visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza
Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe
parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul
Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver
rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso
modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?)
dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente
capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in
un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le
elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al
Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI:
"IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola
di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di
Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola:
"Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista.
L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3,
il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una
stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della
politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io
parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno
deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono
l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e
la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui
scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e
invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito,
"Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno
Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e
allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 25 ) » (5
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09
D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema
(ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con
un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il
partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai),
logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e
dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della
Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e
della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A
Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci
è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano
l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di
ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono
all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato
all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è
governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva
occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv,
definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd,
sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in
diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter
dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il
presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di
astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È
stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una
campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema,
non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il
partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il
messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del
partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il
processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza
programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono
disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si
sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per
rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta
(con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E
come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che
ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma
fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente.
Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio
senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di
Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta
(lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle
"alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori
in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore
della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big
bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri
Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (16 votes, average: 3.38 out of 5) Loading
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questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E
nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è
stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è
praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti
su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla
Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai
( da "Corriere delle Alpi" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Il consigliere della
Lega a Pd e Pdl: «Provincia inutile? Perché vi presentate?» «Le prefetture non
servono» Bottacin soddisfatto: «E' una delle battaglie leghiste» BELLUNO. «Fa
piacere vedere come una delle battaglie storiche portate avanti dalla Lega
Nord, quella dell'abolizione delle prefetture, cominci ad ottenere
considerazione crescente». L'affermazione è di Gianpaolo Bottacin, presidente
gruppo Lega Nord in Regione. «Bene ha fatto Matteo Toscani, qualche giorno fa,
a proporre l'emendamento taglia-prefetture in consiglio provinciale a Belluno»,
prosegue il capogruppo del Carroccio. «E' ora che, a tutti i livelli, si
cominci a ragionare sulla necessità di abolire una struttura che, dopo la
modifica del titolo V della Costituzione, ha sempre meno ragione di essere».
Bottacin passa a spiegare le sue ragioni: «Credo che l'intervento diretto dello
Stato sul territorio sia ormai anacronistico: le funzioni attualmente espletate
dalle prefetture devono essere affidate agli enti periferici che, naturalmente,
dovranno interfacciarsi sempre di più con lo stato». «A proposito di tagli»,
dice ancora Bottacin, «prendo atto di come, ogni giorno di più, autorevoli
esponenti del Partito democratico e del Popolo della
libertà, sia a livello locale che nazionale, si esprimano per l'abolizione dell'ente
Provincia. La corsa in solitaria della Lega Nord alle amministrative della
prossima primavera diventa dunque sempre più probabile. Credo infatti»,
conclude il consigliere, «che, per le forze sopra citate, sarebbe davvero
imbarazzante proporre un candidato per la guida di enti che ritengono
inutili».
( da "Cittadino, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Costerà almeno 20
milioni e sarà pronta entro il 2013 n La mappa della nuova arteria da 20
milioni di euro è debuttata nei giorni scorsi nel nuovo numero del periodico
comunale di San Donato. Il tracciato, come rivelavano le prime anticipazioni, partirebbe
dallo scavalco di Peschiera, per poi procedere lungo un "moncherino"
di strada che conduce al depuratore, fino a raggiungere il Lambro, dove è
prevista la realizzazione di un ponte, per proseguire quindi verso via per
Monticello, fino a costeggiare lo scolmatore lungo un tratto di competenza del
comune di San Giuliano, e sbucare sulla via Emilia. La
spesa verrebbe ripartita tra la terna di comuni, la provincia di Milano e la
regione Lombardia. Tra i vantaggi annoverati dai vertici del comune di San
Donato, figura l'abolizione dei semafori sulla Paullese e e l'alleggerimento
del traffico sulle congestionate assi interne alla città delle vie Morandi e
Cefalonia. Inoltre, questa soluzione, che in base alle previsioni
dovrebbe essere pronta per il decollo nel 2013, eviterebbe la costruzione del
temuto sovrappasso che sarebbe dovuto sorgere all'altezza di via Maritano e via
Gela. Un intervento quest'ultimo fortemente contrastato dai residenti della
zona. Riguardo invece l'aspetto ambientale, il sindaco di San Donato Mario
Dompé ha messo in evidenza che le scelte saranno di carattere corale, tra tutti
gli enti legati a questa partita, in quanto «solo la collaborazione può
garantire il giusto equilibrio tra la tutela del territorio e il suo sviluppo».
Il dibattito quindi ha preso quota in una fase ancora assorbita dalla
pianificazione, in cui il comune di Peschiera dovrebbe iniziare a muovere i
primi passi legati all'affidamento della progettazione della nuova opera, che
parte da uno schizzo di massima. Mentre per quanto riguarda l'alleanza tra enti
locali confinanti, il comune di San Donato aveva già aderito all'accordo di
programma siglato negli anni scorsi con Peschiera, a cui si è aggiunto poi
l'amministrazione comunale sangiulianese guidata da Marco Toni, che sta
peraltro definendo il tracciato di un'altra bretella di collegamento tra la
strada provinciale per Mediglia a via per Monticello, al fine di restituire
quiete al quartiere di Carpianello. Si prospetta così un nuovo mosaico di opere
legate al futuro viabilistico del Sudmilano, su cui piovono però le critiche
degli ambientalisti. Giu. Cer.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Province da abolire,
Province da abolire, la Tribuna e Libero Il 6 ottobre 2000 il direttore della
«Tribuna di Treviso» Fabio Barbieri pubblicò un articolo con il titolo
«Province enti inutili e interessi corporativi». In questo articolo si legge:
«Quando qualche anno fa, durante il primo baccanale riformista, si cominciò a
parlare di «enti inutili», al primo posto in classifica si trovavano
regolarmente le Province. Poi, non se ne fece più nulla... Siamo chiaramente di
fronte a una difesa corporativa di rendite di posizione che attraversa l'intero
arco di schieramento politico». Oggi sappiamo che le Province ogni anno costano
ai contribuenti italiani 14,6 miliardi di euro. Una cifra colossale. Ricordo
che la Lega Nord delle origini (quando non era ancora nelle stanze del potere)
voleva abolire tutti gli enti inutili e decentrare e semplificare lo Stato. Più
mercato e meno Stato teorizzava. E la promessa di abolire le Province, fatta
dal Pdl in campagna elettorale 2008, dove è finita? E il primo e più importante
sostenitore dell'abolizione delle Province, cioè il nostro concittadino
ministro in carica Sacconi, perché oggi è silenzioso? Al consigliere
provinciale Stefano Dall'Agata ricordo che Feltri di «Libero» è arrivato molto
dopo la «Tribuna» nella battaglia per l'abolizione dell
Province. Lo conferma l'articolo del compianto direttore Fabio Barbieri. Franco
Vicentini Treviso Con il voto sulle Province il Pd mi ha aperto gli occhi
Egregio Direttore, confesso che leggendo la cronaca delle azioni e delle
recenti esternazioni del Partito Democratico trevigiano, in un primo tempo ho
pensato all'affievolirsi delle mie capacità di analisi di problemi
elementari e, più tardi, sono arrivato maliziosamente a pensare (e me ne scuso
sin d'ora) che vi fosse pure incompletezza e superficialità nella cronaca e
nelle valutazioni della «Tribuna». Ne faccio pubblica ammenda. Ho finalmente
capito, dopo il voto favorevole al mantenimento in vita delle Provincie, che il
gruppo di burloni che democraticamente ha ottenuto la maggioranza nel partito
cacciando cristianamente la minoranza, ha visione strategica, obiettivi ben
focalizzati e piani d'azione originali. Anche se non e dato sapere avvallati da
chi. Infatti, come fare per esprimere il potenziale d'innovazione del partito e
liberare tutte le energie di cui dispone? Ricorrendo a strumenti innovativi e
di sicura efficacia, ma anche coerenti col contesto. Se il partito nazionale
dice corriamo da soli, soli, qui si caldeggiano patti d'acciaio con tutti. E se
in risposta arrivano bastonate sui denti, nessun problema. Il palcoscenico è
tutto nostro! Vuole il PD contribuire alla modernizzazione del quasi secolare
apparato statale magari a partire dalla riduzione delle Province nelle «aree
metropolitane»? Non sia mai. A fin di bene e per essere originali ed ascoltati,
a Treviso si vota per garantire perpetua conservazione delle Provincie e dei
suoi occupanti! E credo siano in corso di definizione, in coerenza col crescere
della disoccupazione, le proposte di innalzamento del numero dei consiglieri,
degli assessori e degli addetti stampa. A seguire saranno richiesti il
raddoppio delle indennità, l'assegnazione di portaborse pagati in nero e
vetture di servizio con autista, di colore da definire col vincitore delle
prossime elezioni. Mi è tornato in mente che negli anni dell'università ho
votato, per la nomina di non ricordo quali rappresentanti, il gioioso partito
della «Rorida Begonia» affascinato dall'originalità e freschezza del programma
che chiedeva, ad esempio (vera apertura a più che legittime istanze sociali)
Borse di Studio in Vera Pelle e tante altre cose ancora. Vuoi vedere che pure
questi nostri esordienti, ma scaltri, dirigenti la buttano in ridere e non
perchè siamo di Carnevale. Questo è il momento giusto per farla finità col
funereo teatrino della politica e lanciare, finalmente, un vero, divertente,
programma riformista. Divertire, non governare! Questa è la linea Se poi andrà
a finir male la colpa sarà soltanto dello sfavorevole clima della prossima
Quaresima, della malvagità della Fiat o dell'inadeguatezza del mondo... Flavio
Trevisan E-Mail Alcune notizie di casa viste da occhi di straniero Sono tempi
in cui mi capita di vedere e sentire cose mai viste o sentite prima ed in ogni
caso ribaltate, rivisitate ad uso & consumo dai nuovi profeti. Il mondo
economico sembra essere arrivato al capolinea ma, pur tirando i freni, deve
ovviamente continuare a correre, senza fermarsi a riflettere (anche se
bisognerà farlo...) e per motivi di lavoro recentemente mi capita di lasciare
ogni tanto le mie colline. Quando «recito» la parte dello straniero, a parte
internet, rimane solamente la tv satellitare del «posteggio» (se funziona) per
tenermi in contatto con la terra natìa. Grazie a questo strumento di
comunicazione popolare qualche «frégola» di notizia riguardante «casa» arriva e
farò tre esempi, questa volta di carattere religioso. Il primo riguarda
l'apertura delle braccia paterne ai dissidenti tradizionalisti da parte del
nuovo successore di S. Pietro, dissidenti che sembrano essere affini ai vicini,
più avvinghiati al dialetto che all'italiano, tanto che l'odiato latino sembra
diventare il male minore, migliore comunque di qualsiasi altro lessico
straniero. Il secondo, probabilmente conseguenza del primo, riguarda la
negazione del documentato evidente da parte dei «perdonati», che affermano
essere tutto frutto di fantasia quanto visto in passato, quasi che a quei tempi
esistesse già Big Brother (anche se non è detto...). Nel terzo, intravisto in
terra straniera, ma ben documento venerdì sera dal mitico Blob dal titolo 4%
(riferito ovviamente ad altro...), si vede l'«ex postino» Chiambretti evitare
di mettere il classico dito tra monsignor Milingo & la moglie Maria. E
pensare che i problemi attuali del mondo sembrerebbero essere di ben di altro
tipo. Sul secondo dei tre punti aggiungo comunque un semplice appunto di
viaggio: sono passato venerdì per l'ennesima volta su Katowice, che si trova a
quattro passi da un posto che non ho ancora avuto la possibilità di visitare, dove
lavorare doveva rendere liberi. Oswiecim è il nome polacco di questo punto del
Mondo, che dirà sicuramente poco a don Abrahamowicz & Co., ma che tradotto
assumerebbe ben altro significato, tragicamente ben noto. Tarci Solighetto Se
il cucciolino di Natale finisce scaricato in strada E' facile regalare un
«cucciolino» a Natale. E' bello, coccolo, peloso e bisognoso di affetto...
(lui, il cucciolo). Poi, arriva l'estate l'ex cucciolo è ormai grande e...
«pesante». Anzi, è divenuto un «peso» poiché si deve (noi) andare in ferie.
Lui, invece, dopo averci fatto compagnia tutto l'inverno non ha più diritto e
nulla. Molto «rapido» scaricarlo per strada, e poi codardamente darsi alla
fuga. Ricordate la vecchia canzone (1970 o circa) di Guccini/Nomadi: - Canzone
per un'amica (in morte di S. F.). Raccontava un reale e tragico incidente
autostradale a causa di un cane abbandonato. Oppure una pubblicità girata
qualche anno fa. Una storia al contrario. Una coppia di cani doveva partire per
le ferie. L'uomo che «loro» accudivano era divenuto un peso. Lo scaricano per
strada e finisce poi travolto da un auto. Qui interveniva la voce fuori campo
che diceva:... se loro lo facessero a noi... Meditate,...speriamo che presto
anche i cani inizino a guidare, ristabilendo l'equilibrio. Mario Faston Treviso
Monigo, le responsabilità dei morti sulle strade Il 29 gennaio 2009, ennesimo
incidente all'incrocio dello stadio di rugby, sulla Feltrina ma, purtroppo,
questa volta ci è scappato il morto. Ore 4 del mattino, di un qualsiasi giorno
dell'anno, di un mese qualsiasi, di un anno qualsiasi: comincia il traffico di
camion e automobili, migliaia ogni giorno, continuamente, senza sosta, che
sfrecciano ben oltre i 50 orari. E alle ore 21 circa, da migliaia, si passa a
decine di veicoli. In questo tratto attraversamenti pedonali poco illuminati,
limiti di velocità superati, persone che parlano al cellulare in macchina, se
vedono di giorno una persona che attraversa le striscie, anzichè rallentare,
accelerano. Polizia? Carabinieri? Qualche rara volta. Vigili urbani? Sarebbe
interessante sapere quante volte in un anno eseguono i controlli di velocità.
Semafori? Niente. Una rotonda nel punto dell'incidente suddetto, niente: pare
per mancanza di fondi. Ma i governanti della nostra città, dagli anni '70 agli
inizi degli anni '90, per questa viabilità, cosa hanno fatto? Dove erano? E'
possibile che il progetto di raccordo Feltrina-Castellana sia fermo da oltre 25
anni? 25 anni per fare un raccordo di
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Province: no
all'abolizione ma qualche accorpamento... Nel dibattito politico c'è una
litania corrente: eliminiamo le Province. Questa voglia sacrificale si esprime
con sempre più frequenza. Sono un consigliere provinciale e voglio provare a
dire la mia. La motivazione principale di queste volontà... distruttiva è di
natura economica: il Paese è costretto, nella crisi attuale, a «fare economia»
e si intende incominciare dalle Province. Queste istituzioni si considerano
poco rilevanti e poco radicato nel popolo: sono istituzioni «non democratiche».
Esaminiamo queste opinioni che ritengo infondate. Prima di tutto la loro
caratteristica democratica è innegabile: i responsabili vengono eletti dal popolo
e ciò rimanda ai mittenti l'accusa di cui sopra. Esse sono un mezzo che attua
il decentramento amministrativo previsto dalla Costituzione, così come le
Regioni e i Comuni: hanno le carte in regola riguardo alla democrazia. Il
pretesto risparmio che segue la loro eliminazione si calcola con estrema
precisione in un punto del PIL, non è dunque gran cosa: esse finora sono
costate alle casse dello Stato molto meno che... Alitalia. Il risparmio va
fatto eliminando altre spese eccessive: ad esempio, noi abbiamo un parlamento -
le due Camere - più numeroso del Senato e del Congresso degli Stati Uniti, che
si occupano di circa 283 milioni di persone. Abbiamo regioni che non si fanno
scrupolo di moltiplicare i propri dipendenti caricando in tal modo di gravi spese
le casse pubbliche. Certo si può dire che alcune Province
sono state istituite non per rispondere a bisogni veri delle popolazioni, ma
per mungere dallo Stato soldi a coprire esigenze del tutto inesistenti, o
calcoli elettorali non sempre del tutto chiari e trasparenti. Ci sono Comunità
montane situate quasi completamente in pianura e via altri esempi che una
trasmissione come Report ha messo in grande evidenza. Occorre più
oculatezza nel concedere lo statuto di Provincia a territori che non ne hanno
bisogno, oppure eliminare le Province là dove grandi Comuni potrebbero
sostituirle: si pensi a Roma, Milano, Torino e simili. In Italia esistono 8101
Comuni e di loro 5740 (vale a dire il 70.86%) sono abitati da meno di 5000
persone: neanche il 20% della popolazione italiana. Non credo che per questi si
possano tirare in ballo problemi come l'identità storico-culturale, sempre più
difficile da determinare e da precisare: spesso ci si arrampica sugli specchi
per spillare capitali allo Stato. Un serio e indispensabile accorpamento
eliminerebbe davvero sprechi dannosi e ingiustificabili. Mi sembra di poter
dire (anche se può sembrare banale) che le Pronvincie, collocate nello spazio
esistente tra le Regioni e i Comuni, possono utilmente garantire servizi che
diventerebbero troppo onerosi e forse ingombranti alle altre istituzioni e
collaborare insieme per attuare al meglio un programma economico politico più
aderente al bene comune. Anselmo Formizzi Consigliere Provinciale Pd Mantova
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 22 - sassa
«Ripartiamo dall'eolico e dalle piccole industrie» L'Italia dei Valori: «Al
fianco di Soru per creare lavoro e promuovere la cultura» SASSARI. L'Italia dei
Valori si è sempre qualificata come un partito del centrosinistra e come tale
ha confermato il suo appoggio a Renato Soru, candidato alla presidenza del
centrosinistra, ritenendo che il governo della Regione sarda in quest'ultima
legislatura, pur con notevoli difficoltà, abbia dimostrato concrete diversità
rispetto quello precedente. «Il programma a suo tempo concordato con la
coalizione di centrosinistra, è ancora valido, pur con ovvi e indispensabili
correttivi ed aggiornamenti, e deve proseguire per altri cinque anni».
Fondamentali, secondo l'Idv, sono le risorse finanziare: «Il governo di Soru ha
riportato sotto controllo la spesa e, soprattutto, ha rintracciato le ingenti
somme che i diversi governi nazionali hanno sempre negato di dovere alla
Sardegna, prospettando entrate nel 2010 il cui apporto alle casse regionali, è merito esclusivo della giunta regionale uscente». Punto
importante nel programma dell'Idv è la lotta agli sprechi, «proseguendo
nell'abolizione di enti inutili avviata da Soru». Anche la sanità pubblica ha
necessità delle sue regole: on particolare, dice l'Idv, dovranno trovarsi
soluzioni all'assistenza degli anziani che, autosufficienti o meno, sono
spesso abbandonati anche dai familiari che non possono più dare una convivenza
solidale e affettuosa. Strettamente intrecciati cultura e lavoro: «Il progetto
iniziato per un miglioramento della cultura deve essere completato come
presupposto essenziale per migliorare le possibilità di lavoro dei giovani».
L'agricoltura e l'allevamento del bestiame, con la creazione di pochi prodotti
qualificati con marchi che li garantiscano, «non solo porterebbero un lavoro in
forma cooperativistica, ma valorizzerebbero le produzioni locali». Per fare
questo, secondo l'Italia dei Valori il governo regionale si deve impegnare per
convincere i produttori a modificare la mentalità individualistica per
conseguire una produzione più omogenea, con un miglioramento del reddito della
categoria. Fondamentale anche un diverso sviluppo turistico, «da indirizzare
con offerte differenti non solo verso il mare, ma anche all'interno dell'isola,
con la valorizzazione di tutto il territorio regionale a iniziare dai siti
naturalistici e archeologici, dal materiale archeologico troppo spesso
conservato e non esposto al pubblico, dalle acque termali e terapeutiche». Una
regione con una evidente vocazione per il turismo deve, però, essere in grado
di dare risposte anche sul piano energetico: «Le coste sarde debbono essere
salvaguardate, ma si deve mirare sul solare-eolico per il quale è
indispensabile un piano regionale che individui i siti con minore impatto
ambientale, rigettando la proposta di un impianto nucleare, costoso e
inquinante al massimo livello, rifiutato da un referendum nazionale». Un
problema che interessa da vicino la provincia di Sassari è quello dei grandi
impianti industriali, «che non sono in sintonia con le peculiarità locali,
mentre le piccole e medie industrie possono convivere nella nostra isola. è
indispensabile, quindi, dare una risposta ai problemi dell'industria
petrolchimica, poiché è necessario mantenere il livello occupazionale attuale,
mirando però a una progressiva riqualifidell'ambiente nella quale opera».
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
03-02-2009)
Argomenti: Province
Il consiglio provinciale
aperto nel deserto di Giorgio Coden Martedì 3 Febbraio 2009, La vigilia di
Natale, su questo giornale, il presidente del consiglio provinciale di
Pordenone spiegava le ragioni che militano per la conservazione dell'ente
provincia. Un intervento apprezzabile, da ragionarci su. Anche chi pensa il
contrario qualche interrogativo se lo è posto. A esempio, chi e come debba
subentrare nei compiti della Provincia è questione non da poco. A fine gennaio
è arrivata la convocazione del consiglio provinciale aperto al pubblico. Stesso
tema: Provincia sì, Provincia no. Idea non malvagia. Oddio, piazzata così, a
ridosso del rinnovo dei mandati, la cosa sapeva di propaganda elettorale, ma
poteva passare. Non può, invece, farla franca la data scelta per l'appuntamento.
In effetti, a meno che i sindacati non abbiano proclamato unilateralmente la
chiusura al giovedì sera della settimana lavorativa, lo scorso venerdì 30
gennaio era un giorno feriale qualunque. Conseguenza: il consiglio aperto è
andato deserto, di pubblico, ovviamente, perché gli esponenti politici c'erano
tutti. Delle due, l'una: o nel palazzo della Provincia non sono al corrente che
la gente il venerdì mattina va a lavorare, e sarebbe preoccupante, oppure la
riunione è stata indetta a bella posta per quel giorno a quell'ora, come usano
gli amministratori di condominio quando fissano la prima convocazione delle
assemblee alle 6 del mattino di Capodanno, il che sarebbe ancora più grave.
Peccato: peccato perché sarebbe stata la sede adatta per chiarire quanto costa
esattamente all'anno la Provincia a ogni cittadino: se 3,85 euro come sostiene
il presidente del consiglio, Sartori di Borgoricco, ovvero 1,60 euro come dice
il presidente della giunta Ciriani (non che siano grandi
cifre, ma moltiplicate per 300 mila fanno una bella differenza). Dopodiché
poteva essere l'occasione per un confronto costruttivo e, chissà, anche per
fare proseliti nel campo degli abolizionisti. Invece, tutto si è ridotto a una
passerella autoreferenziale, sulla quale sono sfilati i protagonisti della
politica per professare il loro intangibile attaccamento alla Provincia.
Restano due domande: a chi e a cosa è servito quel consiglio? Quanto è costato?
E una preghiera: risparmiateci la seconda convocazione; avremo modo di
discutere l'argomento direttamente in campagna elettorale.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
L'assessore Mio:
siamo stati penalizzati dal metodo col quale si è compensata la cancellazione
dell'Ici Ridotti anche i contributi a disposizione del sindaco Messe in
sicurezza le finanze fino al 2011 Comune, tagli per 2,2 milioni di euro
Risparmiati politiche sociali, vigilanza e ambiente. Stop all'assunzione di
personale di STEFANO POLZOT Un bilancio di sacrifici che taglia per 2 milioni
200 mila euro le spese correnti, a fronte della contrazione
dei trasferimenti regionali e degli effetti non pienamente compensati dell'abolizione
dell'Ici sulla prima casa. Ma anche una manovra finanziaria che, nel triennale,
produce investimenti per 33 milioni di euro che rappresentano un contributo a
riavviare l'economia in un momento difficile come quello attuale. Questa
la fotografia dei conti del municipio fatta ieri sera in consiglio comunale
dall'assessore al Bilancio, Chiara Mio, la quale ha rimarcato che i tagli hanno
risparmiato tre settori: le politiche sociali, l'ambiente e la mobilità e la
vigilanza e la sicurezza. Vacche magre. Il contesto non aiuta a garantire
l'equilibrio dei conti municipali e lo sanno molti sindaci, anche della
provincia di Pordenone, che stanno sudando le classiche sette camicie per far
quadrare le entrate con le uscite. «Per legge - afferma la Mio - la leva
fiscale è stata bloccata e con il congelamento dell'Ici sulla prima casa al
gettito del 2007 sono stati penalizzati i Comuni come il nostro che da un lato
avevano usato il meno possibile la leva fiscale, con un'aliquota minima del 4
per mille, e dall'altro sono stati più dinamici con una promozione degli
investimenti edilizi che, a regole invariate, avrebbe comportato maggiore
gettito». In più la contrazione dei trasferimenti regionali, passati da 807,59
euro procapite del
( da "Mattino di Padova, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 25 -
Provincia Un fondo di 43.000 euro in bilancio per i bisognosi di Camposampiero
CAMPOSAMPIERO. Il Comune istituisce dal 2009 un fondo straordinario di solidarietà
per aiutare le famiglie in difficoltà. E' la novità principale del bilancio di
previsione approvato in consiglio. «Il fondo ammonta attualmente a 43.000 euro
- spiega l'assessore al bilancio Luca Masetto - e andrà a sostegno in
particolare di chi ha perso il posto di lavoro e non usufruisce degli
ammortizzatori sociali». Invariate aliquote Ici, addizionale Irpef (con
esenzione sotto i 10.500 euro) e tariffe a domanda individuale. «Rispettare il
patto di stabilita è però divenuto sempre più difficile - aggiunge Masetto - Bisognerà verificare l'evolversi nel corso dell'anno di entrate e
lavori». Sulle entrate, «i Comuni attendono risposte per quanto riguarda i
minori introiti legati all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. I
trasferimenti di pari importo ad oggi non sono stati ancora completamente
incassati e Camposampiero ne ha certificati per 730.000 euro». Approvato
l'ordine del giorno Anci per «chiedere al Governo di poter utilizzare
liberamente i soldi che hanno già a bilancio, soprattutto per la parte
destinata ad investimenti. Per le regole del patto di stabilità, Enti che hanno
in cassa risorse non possono pagare i fornitori per appalti già finanziati e
già eseguiti». Ma solo Attilio Perusin ha votato come la maggioranza, che per
Domenico Zanon avrebbe «dimostrato di non sapere gestire i soldi a
disposizione, salvo ora lamentarsi del patto di stabilità». (fra.z.)
( da "Tirreno, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 5 - Pisa
«Meglio eliminare i consorzi» Il consiglio boccia l'ipotesi di sopprimere le
Province PISA. «Cancellare le Province? Più opportuno tagliare i consorzi di
bonifica oppure i vari enti strumentali regionali». Le amministrazioni
provinciali si ribellano e rivendicano il loro ruolo. Alla ciclica campagna di
discredito contro queste istituzioni, l'Upi (Unione delle Province) dà una
risposta d'insieme, mobilitandosi in tutta Italia con riunioni straordinarie dei
consigli provinciali. A Pisa, il documento nel quale da un lato si smentiscono
luoghi comuni portati a conforto della presunta inutilità delle Province,
dall'altro si fanno proposte in tema di semplificazione e risparmio
amministrativo, è stato approvato a maggioranza, come spiegano il presidente
Andrea Pieroni e la presidente del consiglio Cristina Filippini. Questi alcuni
passaggi del documento. «Tutta la società civile italiana - si legge - è
strutturata a livello provinciale: con l'abolizione delle Province
verrebbe meno l'unico ente che, in tale dimensione territoriale, ha la
legittimazione democratica e la capacità di rappresentanza dei diversi
interessi organizzati. Se l'obiettivo è tagliare i costi della politica, allora
occorre un'analisi seria, perché nel dibattito vengono fatti circolare dati
privi di fondamento». Alcuni esempi? La spesa: nel 2007 quella delle
Province è stata di 14 miliardi di euro (66 per i Comuni, 160 per le Regioni,
443 dello Stato). E l'andamento nel periodo 2005-
( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Attenzione alla crisi
Il Comune e le azioni Sacbo Prudenza! Egregio direttore, le scrivo a proposito
dell'eventuale acquisto da parte del Comune di Bergamo di quote di azioni Sacbo
che la Sea sembra voglia cedere, anche perché ritengo preliminari due passaggi
istituzionali prima di ogni decisione: 1° --> Martedì 03 Febbraio 2009
NECROLOGIE, pagina 26 e-mail print Attenzione alla crisi Il Comune e le azioni
Sacbo Prudenza! Egregio direttore, le scrivo a proposito dell'eventuale
acquisto da parte del Comune di Bergamo di quote di azioni Sacbo che la Sea
sembra voglia cedere, anche perché ritengo preliminari due passaggi
istituzionali prima di ogni decisione: 1°. la presentazione a marzo in
Consiglio comunale del bilancio preventivo 2009. Da questo documento si potrà
evincere se, pur con le previsioni di entrate finanziarie e fiscali tutt'altro
che rosee , il Comune di Bergamo potrà stanziare cospicue risorse per sostenere
le crescenti difficoltà delle famiglie e dei singoli cittadini. In questa fase
di generale precarietà finanziaria, l'attenzione ed il sostegno alle persone
più deboli o in difficoltà a soddisfare normali necessità di vita, deve
diventare la prima preoccupazione di tutte le municipalità. Quindi l'acquisto
di parte delle azioni Sacbo della Sea, non è indispensabile. 2°. Il Comune di
Bergamo dovrebbe pretendere dalla Sacbo la rapida ottemperanza di tutte le
prescrizioni e di tutti i limiti fissati dalla Via (Valutazione Impatto
Ambientale) e dalle prescrizioni regionali e ministeriali, la sollecita
realizzazione di tutte le opere di mitigazione ambientale, l'abolizione dei
voli notturni ed una decisa azione per far sì che le rotte di decollo non siano
sopra il territorio cittadino intensamente abitato. Sarebbe disdicevole che,
risorse finanziarie dei cittadini, venissero impiegate in operazioni che nulla
hanno a che vedere con la tutela della loro salute e della loro sicurezza cui
invece hanno diritto e che da anni reclamano invano. Certamente il Comune di
Bergamo dovrà scegliere al più presto tra sindaco azionista Sacbo e sindaco che
tutela salute e sicurezza dei cittadini: «non si può servire due padroni» ha
qui una forte evidenza. Inoltre la Provincia, azionista Sacbo, rappresenta
tutti i comuni compreso quello di Bergamo. Perciò non vedo perché Bergamo
continui ad essere azionista Sacbo, per di più con possibili rischi finanziari.
Adesso si registrano utili e cospicui fondi di riserva (se vengono attuate con
molta lentezza le dovute opere di mitigazione ambientale, si impinguano
certamente le riserve !). Ma se irrompessero le vacche magre, diverrebbe più
difficile per il Comune di Bergamo vendere le azioni Sacbo (al di là della diminuzione di valore), e ci sarebbe il rischio
che debba pro quota ripianare perdite che intaccassero il capitale sociale. Se
il motivo della permanenza del Comune di Bergamo come azionista Sacbo è quello
di continuare con la Provincia a garantire l'impedimento a privati di pervenire
alla maggioranza nella stessa Sacbo, questo ruolo può essere svolto
dalla Provincia stessa che rappresenta la «bergamaschità». Certo la Provincia
quando le fa comodo chiama Bergamo, la quale risponde sempre signorsì. Quando
invece si tratta di aiutare finanziariamente Bergamo (vedi teatro Donizetti -
Accademia Carrara - Istituto musicale -musei - ecc.) fa orecchio da mercante.
Oppure, in nome della grande Bergamo, le azioni che la Sea venderebbe,
potrebbero essere offerte, quale invito alla corresponsabilità nella gestione
Sacbo, a tutti i Comuni sorvolati dagli aerei. In conclusione, riandando alle
due azioni preliminari sopra citate, credo che la situazione economica generale
che obbliga alla prudenza finanziaria e fiscale a 360° e per più anni, debba
far riflettere tutti anche sull'ipotesi di vendita delle azioni Sacbo di
proprietà del Comune di Bergamo. Giuseppe Anghileri Consigliere comunale
indipendente - Bergamo Dibattito sul progetto Piano Porta Sud Tanti i dubbi dei
cittadini È stato descritto come l'intervento «Porta Sud» preveda la
realizzazione di circa 1.500.000
( da "Corriere Alto Adige" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere dell'Alto Adige
- BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-02-03 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Bilancio Ancora scontro sulle misure di risparmio Musei, tagli in
vista Sarà abolito l'ente provinciale BOLZANO — L'iter di approvazione del
bilancio provinciale è più complesso del previsto. L'accordo sul budget 200 è
ancora lontano e nessun assessore è disposto ad accettare senza combattere i
tagli alla propria ripartizione. Tra le ipotesi allo studio
per risparmiare l'abolizione dell'ente provinciale dei Musei e l'unificazione
di tutte le strutture in un'unica ripartizione. «L'obiettivo è utilizzare
meglio i soldi che ci sono non so se sarà possibile risparmiare qualcosa »
spiega l'assessora alla cultura tedesca, Sabina Kasslatter Mur. «Per
l'anno 2009— aggiunge Durnwalder — il bilancio si assesterà sui 5,4 miliardi di
euro, e non intendiamo sforare questa cifra: anche se la situazione, in molti
settori, è resa delicata dalla crisi economica, sono convinto che riusciremo a
farvi fronte con le risorse a disposizione. Non ho intenzione, infatti, di
accendere mutui e incidere sulla situazione debitoria della Provincia». Tra le
novità presenti nella manovra collegata al bilancio 2009, le agevolazioni al
diritto di studio per studenti disabili e per i beneficiari di borse di studio,
le esenzioni dalla tassa di circolazione per le moto di piccola cilindrata, il
nuovo assetto dell'amministrazione provinciale alla luce della riduzione del
numero degli assessori, e i contributi al 50 per cento per la realizzazione di
piccoli distributori di gas per auto nei comuni dove non si trovano le stazioni
di servizio abilitate. Insomma Bolzano sarà esclusa. Con la nuova legge di
bilancio verrà anche fissato il numero massimo dei dipendenti provinciali a
tempo pieno (18.377), e verranno previste alcune modifiche alla partecipazione
della Provincia in alcune società. L'esempio più lampante è quello delle Terme
di Merano, con la previsione di un articolo che autorizzi l'ente pubblico a
vendere l'albergo e a rilevare la gestione della parte pubblica della
struttura. Via libera anche all'aumento di capitale della Sta, che dovrà
permettere all'ente di risanare stazioni e tratte ferroviarie in Alto Adige e
di acquistare materiale rotabile. Un milione di euro è stato inserito a
bilancio per il 2009 nel quadro del programma di costruzione dell'inceneritore
di Bolzano (saranno 40 nel 2010), sono stati azzerati 600mila euro di debito
residuo della fondazione di Sarentino che garantisce la struttura
riabilitativa. Per quanto riguarda i comuni la Giunta ha assegnato 255 milioni
in quota procapite, 98 per investimenti e 75 per alimentare il nuovo fondo di
rotazione che riduce l'indebitamento delle municipalità. L'assessora
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Martedì 03 Febbraio
2009 Chiudi PESCARA - Fabio Spinosa Pingue, presidente del comitato Regionale
Giovani Imprenditori di Confindustria, interviene sul
dibattito in corso sull'abolizione o meno delle Province. «La mobilitazione di
tanti consiglieri provinciali, per difendere non si sa bene se l'istituzione
Provincia o se stessi, rischia di ridicolizzare quella che è una autentica
emergenza nazionale -afferma Spinosa Pingue- Il problema è mal posto. Il
problema non è l'Ente Provincia in quanto tale. Lìemergenza è quella di
rivedere l'assetto del "pubblico" sul territorio, l'intera sua
organizzazione. Urge una riforma strutturale delle autonomie locali. Il
problema non è quello del costo di questi Enti, circa 15 miliardi di euro:
peraltro, visti i tempi, non sarebbe male recuperarne anche una piccola parte.
Ma sarebbe riduttivo pensare solo ai costi. C'è da ripensare lo stato sul
territorio ed adeguarlo alla globalizzazione, all'era di internet, allo
spopolamento dei piccoli Comuni che sono diventati col tempo sempre più piccoli
a scapito dei grandi diventati sempre più grandi. In un'epoca in cui le
distanze si sono notevolmente accorciate, dove le competizioni si svolgono a
livello di sistemi/Paesi, quando altre comunità internazionali stanno
accorpando financo entità di decine e centinaia di migliaia di abitanti, come
può competere il sistema Italia con Comuni con poche centinaia di abitanti,
affetti da deleteri, dispendiosi e anacronistici campanilismi? Se siamo
d'accordo sulla necessità di un intervento straordinario che ridisegni a 360
gradi organi e loro funzioni non si può che partire dai Comuni. Dalla loro
dimensione. Che deve necessariamente essere favorita con una legislazione che
accompagni la fusione dei piccoli Comuni. Con Comuni di almeno 5mila abitanti e
stimolando la nascita di macro-Comuni di decine di migliaia di abitanti viene
meno il ruolo dell'Ente Provincia a svolgere un ruolo di raccordo e sintesi con
l'Ente Regione. E venendo meno l'Ente Provincia si eliminano tutti gli enti che
hanno una dimensione provinciale, assurgendo ad una dimensione regionale». Per
Spinosa Pingue, «poiché sono le Province che hanno enfatizzato i deleteri
campanilismi a scapito dei virtuosi localismi, andando ad alimentare di fatto
una ulteriore rivalità a livello di territorio provinciale, si verrebbero a
creare le condizioni ideali per realizzare concretamente la Città/Regione con
gli evidenti risvolti positivi e virtuosi. Se poi abbiamo la lungimiranza di
capire che sono maturi i tempi per realizzare accorpamenti e fusioni per
ottenere macro-Regioni, come ad esempio ricostruire gli Abruzzi con il vicino
Molise, consegneremo alle future generazioni, le condizioni ottimali per
competere con il mondo senza complessi di inferiorità. Staremo a vedere se la
politica una volta tanto riesce a stare al passo, decisamente più avanzato,
della società civile».
( da "Denaro, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Campania regione
Nuova legge elettorale: il Consiglio accelera Si chiuderà entro la prossima
settimana il lavoro della commissione Statuto sulla nuova legge elettorale:
dopo la seduta "tecnica" di ieri che è servita a ribadire la
necessità di eliminare il listino del presidente, l'organismo di Slavatore Gagliano
è stato riconvocato per oggi ad oltranza. Ad accelerare sulle riforme
istituzionali è anche la conferenza dei capigruppo che ieri si è detta pronta a
fissare a breve una nuova seduta del parlamentino per il via libera in seconda
lettura alla Carta costituzionale. Angela Milanese Abolizione del listino pressocchè
unanime (eccetto qualche "nostalgico" come Pasquale Marrazzo del
Pdl); premio di maggioranza spalmato sulle liste; norme di garanzia per la
rappresentanza di genere e per i territori di tutte le cinque le province campane. L'intesa sulla
nuova legge elettorale è quasi chiusa: si attende solo il via libera della
commissione Statuto che, assicura il suo presidente Salvatore Gagaliano,
"arriverà al massimo entro la prossima settima". Accelera anche la
conferenza dei capigruppo guidata da Sandra Lonardo, che attenderà la fine dei
lavori in Commissione per fissare una nuova seduta. Intanto dai piccoli partiti
arriva l'appello ad approvare una riforma che vada in direzione opposta a quella
europea: "Una legge - dice Salvatore Ronghi dell'Mpa - che garantisca il
pluralismo democratico e l'espressione della volontà popolare". Sulla
stessa linea l'Udeur, con il capogruppo Fernando Errico che annuncia
l'astensione dalle prossime sedute del Consiglio regionale "in segno di
protesta contro l'ipotesi di riforma della legge elettorale europea in
discussione sul piano nazionale". Su proposta del capogruppo di An Enzo
Rivellini, la conferenza dei capigruppo ha anche deciso di sottoporre in tempi
rapidi all'esame del Consiglio il provvedimento per l'abrogazione del comma 2
articolo 25 della legge finanziaria 2009 relativo alla impignorabilità dei beni
delle Asl e degli ospedali della Campania. del 03-02-2009 num.
( da "Denaro, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Campania fisco
Regione, rivoluzione alle Entrate Entro il 2010 via a tutte le direzioni
provinciali: si parte da Benevento Rivoluzione alla direzione regionale delle
Entrate della Campania. La riorganizzazione è partita ieri, prevede un
riassetto delle strutture centrali e periferiche e porterà, a processo
ultimato, all'istituzione di direzioni provinciali che saranno tutte realizzate
entro il 2010. La prima a partire sarà la direzione provinciale di Benevento.
nel primo semestre di quest'anno. Giovanni Brancaccio La riorganizzazione che
attiene al livello regionale, è spiegato in una nota delle
Entrate -segue il principio in base al quale "a grande Regione corrisponde
una grande struttura": un'organizzazione differenziata per grandezza e
peso economico della territorio di riferimento. Il nuovo assetto prevede in
sostanza l'abolizione delle posizioni di direttore regionale aggiunto, la
riduzione del numero di dirigenti con compiti di coordinamento e di audit
manager, significativi accorpamenti di funzioni al fine di
razionalizzare le risorse e le strutture La Campania manterrà la tradizionale
suddivisione in quattro settori (Controlli, Contenzioso e riscossione; Servizi
e consulenza; Gestione risorse; Audit e sicurezza) con un criterio diverso per
l'organizzazione dei controlli. Questi ultimi non saranno non più basati sul
tipo di attività, ma sulla tipologia di contribuente e le sue dimensioni. A
questo proposito è istituito l'Ufficio Grandi contribuenti con compiti di
analisi dei rischi di evasione o elusione ed attività di controllo, verifica e
accertamento per i contribuenti con volume d'affari, ricavi e compensi di importo
non inferiore a 100 milioni di euro, indagini e controlli di particolare
rilevanza e complessità. Di nuova istituzione anche l'Ufficio antifrode per lo
svolgimento di indagini fiscali su fenomeni di truffe significative a livello
regionale. Per quanto concerne le direzioni provinciali, invece, gradualmente
partiranno in tutta Italia. In Campania durante il primo semestre del 2009 sarà
la volta di quella di Benevento seguita, nella seconda parte dell'anno, da
Avellino. Nel 2010 partiranno le tre direzioni provinciali di Napoli, Salerno e
Caserta. Il senso dell'introduzione della "logica provinciale" è
quella di una più coerente attuazione delle due distinte logiche organizzative
che presiedono alle attività di assistenza da un lato e alle attività di controllo
dall'altro. Le strutture che erogano servizi devono essere diffuse
capillarmente sul territorio per raggiungere il maggior numero possibile di
contribuenti: in risposta a questa esigenza, ogni direzione provinciale avrà
più "uffici territoriali" deputati alle attività di assistenza, con
eventuali sportelli decentrati. L'utilizzo più efficiente delle risorse e
l'efficace presidio del territorio in attività di accertamento richiedono,
invece, un certo grado di accentramento delle strutture deputate ai controlli.
Per questo è previsto, all'interno delle nuove direzioni provinciali, un
"Ufficio controlli" competente per l'intera provincia. "La
riorganizzazione afferma il direttore regionale delle Entrate Enrico Sangermano
- è la traduzione, sul piano concreto, del principio che solo associando un
buon servizio ed una responsabile attività di deterrenza e controllo si può
generare la cosiddetta "tax compliance", l'adesione spontanea di
tutti i cittadini all'obbligo fiscale.La nostra organizzazione si rinnova,
quindi, per fornire servizi sempre più tempestivi e puntuali ai contribuenti e
migliorare la propria azione di contrasto all'evasione". del 03-02-2009
num.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Bilancio approvato
tra sedie vuote La maggioranza è piena di assenti e il centrodestra lascia
l'aula accusandola Martedì 3 Febbraio 2009, Uno scontro sui lavori del
consiglio provinciale è diventato quasi uno scivolone istituzionale. Anche se
solo d'immagine. Per la verità, più che sulla gamba tesa dell'opposizione, il
centrosinistra ci ha messo molto del suo per inciampare su alcuni passaggi
procedurali evitabili con meno approssimazione. La mattinata a Palazzo Celio ha
avuto momenti un po' paradossali. Come quando il presidente Saccardin si è
esibito in più ruoli per prendere per i capelli una seduta che stava andando a
carte quarantotto. E nonostante ciò, alla fine tutto è andato bene ed è rimasto
pure il dubbio che il centrodestra abbia buttato al vento una ghiotta occasione
per inchiodare la maggioranza alle proprie responsabilità sottoforma di
assenze, peraltro giustificate. Il colpo d'occhio dell'aula a metà mattina
parlava da sé. Assenti i consiglieri Mancin, Azzalin, Rigoni da una parte,
Marangon, Paglione e Furlan dall'altra. Completava il quadro l'abbandono del
suo seggio del consigliere Sacchetto che è andato a sedersi dove di solito
stazionano ospiti e giornalisti. Insomma, i "buchi" nell'emiciclo non
mancavano. E dire che di carne al fuoco ce n'era, a cominciare dalla
discussione sulle funzioni delle Province, per finire col bilancio
previsionale, poi approvato senza la presenza della minoranza. Tutto è
cominciato dal costo della macchina amministrativa e più in generale, della
politica. Era la coda della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul ruolo
d'ente indetta dall'Unione delle Province il 30 gennaio. Poi si è andati avanti
azzuffandosi sulle sedie, quelle vuote per gli assenti e quella rifiutata dal
consigliere Sacchetto tra i banchi della maggioranza. E si è finito con un
numero legale riconquistato in extremis chiamando gli assenti alla spicciolata,
mentre l'opposizione, indignata, si è ritirata al terzo piano. Piccolo show del
presidente Saccardin, che si è fatto garantire dal segretario Savino che la
seduta aveva mantenuto una parvenza di regolarità, e ha provato a convincere
l'opposizione, ottenendo solo un diniego più doloroso di un voto contrario. Già con l'ordine del giorno contro l'abolizione delle Province,
era andata in scena la reprimenda dell'azzurro Nicola Marinelli. «Avete il
bilancio da approvare e siete pieni di assenze. Difendete le Province a parole,
ma se questi sono i vostri atteggiamenti, è molto meglio che siano cancellate».
È stata però la scelta di Vanni Sacchetto di non sedersi a fianco degli ex
colleghi, a far da sponda al centrodestra. «Sacchetto non può essere lasciato
fuori dai banchi - ha attaccato il consigliere Ermenegildo Ghezzo - se non fa
più parte della maggioranza, gli dovete garantire un altro posto». A suon di
sospensioni richieste e concesse, ma non votate, si è consumata la giornataccia
della presidente del consiglio Fiorella Cappato che ha progressivamente perso
le redini della situazione. Tra pause da pochi minuti a mezz'ora, richieste di
rinviare al giorno dopo, via-vai di consiglieri che finalmente arrivavano e di
altri che infilavano il cappotto per andarsene, alla fine la maggioranza è
rimasta da sola a parlare del previsionale. «Avete la relazione. Che dite? La
diamo per letta?», ha chiesto l'assessore competente Anna Lucia Riberto.
«Diciamo almeno due parole», ha risposto la capogruppo del Pd Giuliana
Gulmanelli. Infuriato il consigliere Graziano Azzalin. «Il centrodestra adopera
ogni più piccolo espediente a fini propagandistici. Lascia l'aula per
mascherare la sua mancanza di proposte». Franco Pavan
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
IRPEF, UN SINDACO
"FUORI DAL CORO" Martedì 3 Febbraio 2009, Il tema della fiscalità e delle
autonomie locali è oggi al centro dell'attenzione del dibattito politico,
tuttavia la complessità della materia rischia di creare false aspettative e
confusione nell'opinione pubblica. Negli anni Novanta l'elezione diretta dei
sindaci e l'introduzione dell'Ici modificarono sostanzialmente gli assetti dei
Comuni. Gli effetti positivi si rifletterono su una maggiore stabilità della
giunte e sulla possibilità di investire oltre i limiti del fondo nazionale. Ma
mentre i Comuni del Nord grazie all'Ici si indebitavano per fare opere
pubbliche nonostante i tagli ai trasferimenti statali, nel resto d'Italia ad
aumentare era soprattutto la spesa corrente. Successivamente gli interventi di
Bassanini e la riforma del titolo V della Costituzione resero oggettivamente
più flessibile ed efficace l'azione amministrativa. I costi della pubblica
amministrazione però aumentarono, da un lato per la maggiore remunerazione del
personale dirigente, dall'altro perché ad un salutare decentramento non
corrispose una soppressione dei centri burocratici ministeriali. Quest'ultimo
fatto creò doppioni utili solo alle carriere della dirigenza statale.
L'introduzione dell'addizionale Irpef a favore dei Comuni, compensò i sempre
minori trasferimenti del Governo centrale, ma confermò la tendenza all'aumento dei costi introducendo gravi squilibri tra territori,
basti pensare alla differenziazione dell'applicazione dell'aliquota nella
nostra provincia. E' per questo motivo che solo una riforma complessiva ed
organica del sistema, anche alla luce dell'affrettata abolizione dell'Ici sulla
prima casa, può risolvere i gravi problemi degli enti locali. La via
adottata dal Parlamento con l'approvazione del cosiddetto federalismo fiscale
(riordino di competenze e funzioni, riparametrazione nazionale della spesa
storica, compartecipazione Iva e Irpef) mi pare corretta, pur richiedendo dei
tempi lunghi. Rimango invece perplesso rispetto alla proposta di sostituire
trasferimenti e imposte locali con la possibilità di dare ai Comuni il 20 per
cento dell'Irpef. Innanzitutto per i costi stimati in 10 miliardi di euro, che
la rendono difficilmente attuabile; poi perché si creerebbero grossissimi
squilibri non solo a livello nazionale ma anche a livello locale. Basti pensare
che con questo sistema, tanto per fare qualche esempio, i Comuni della Bassa
padovana avrebbero in media dal 40 al 50 per cento in meno di risorse rispetto
ad altre realtà provinciali. Condivisibile è invece la presa di posizione
dell'Anci sul patto di stabilità. Consentire lo sblocco totale della
possibilità di investire in opere pubbliche, oltre a migliorare la qualità
della vita, darebbe un impulso all'economia in questo momento storico
estremamente critico. Mauro Fecchio sindaco di Correzzola
( da "Gazzettino, Il" del 03-02-2009)
Argomenti: Province
Alle urne per
l'Europa, ma con le preferenze Nessun dubbio sulla posizione del Nordest che
non accetterebbe il taglio della scelta del candidato "personale"
Martedì 3 Febbraio 2009, No alle liste bloccate, sì alle preferenze: tre, come
prevede l'attuale legge; oppure una soltanto. E' un orientamento netto, quello espresso dalla popolazione del Nord Est in merito alla riforma
della legge elettorale in vista delle prossime consultazioni europee. I
cittadini residenti in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e provincia di Trento si
oppongono, in modo fermo, alla possibile abolizione del voto di preferenza. A
rivelarlo sono i dati dell'Osservatorio sul Nord Est, raccolti da Demos per Il
Gazzettino, intervistando un campione di mille persone. Sono
essenzialmente due i nodi attorno a cui si è sviluppata, negli ultimi mesi, la
discussione sulla legge elettorale per le Europee: il ricorso al voto di
preferenza (già previsto dall'attuale legge); la possibile introduzione di una
soglia di sbarramento. Sul secondo punto, lo scontro si è acceso soprattutto
negli ultimi giorni, quando la convergenza fra Pd e PdL verso una soglia del 4%
ha scatenato le vivaci proteste delle formazioni più piccole, in particolare di
quelle attualmente escluse dal Parlamento (i partiti della sinistra radicale,
la Destra di Storace). Sembra ormai essere tramontato, invece, il possibile
"taglio" delle preferenze, ventilato, qualche tempo fa, sulla scia
delle norme elettorali che attualmente regolano le consultazioni politiche. Se
ciò è avvenuto - e se questo orientamento verrà mantenuto nell'iter legislativo
che prende avvio oggi in Parlamento - è anche perché l'atteggiamento
dell'opinione pubblica italiana, in materia, non sembra lasciare spazio a
dubbi. E le posizioni dei cittadini, nell'area del Nord Est, sembrano ribadire
questo orientamento generale. I risultati proposti dall'Osservatorio mostrano come
solo una piccola frazione, nella popolazione nordestina, sia favorevole
all'utilizzo di liste bloccate: si tratta di appena il 6%, fra gli intervistati
da Demos. Va precisato che il tema trattato dal sondaggio è di natura
"tecnica", ostico per il cittadino comune: più di una persona su
cinque, del resto, preferisce non esprimersi (o non è in grado di farlo). Tra
chi ha un'opinione in proposito, tuttavia, l'opzione favorevole alle preferenze
è in larga misura la più gradita. In due diverse "versioni". La più
gettonata riguarda la conservazione dell'attuale "formula"
elettorale. La scheda con tre indicazioni, infatti, mette d'accordo oltre
quattro intervistati su dieci (43%). Il dato si rafforza nei settori giovani e
più istruiti, che sono però, allo stesso tempo, quelli più informati,
maggiormente in grado di formulare un giudizio. Guardando ai diversi
elettorati, sono soprattutto le forze di opposizione al governo a
"spingere" in questa direzione: in particolare, il dato supera la
soglia della maggioranza assoluta tra gli elettori del Pd (57%) e dell'Udc
(55%), e si attesta attorno al 50% tra i sostenitori della Lista Di Pietro. Gli
elettori dell'attuale alleanza governativa (PdL e Lega) appaiono maggiormente
divisi tra la conservazione dell'attuale legge e la riduzione delle preferenze
da tre a una. Quest'ultima opzione, nel complesso del campione interpellato,
mette d'accordo circa il 30% del totale. Fabio Bordignon
( da "Cittadino, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
L'istanza dei
residenti a buon fine: fermata dei bus in via Liberazione massalengoC'era una
volta una protesta: quella degli abitanti di via Liberazione a Massalengo. A
guidarli, il sogno di avere la fermata dei pullman per il trasporto scolastico
a pochi passi da casa. Un sogno diventato realtà. Nel percorso definitivo dei
bus della Star spa, non solo i pullman che effettuano il trasporto scolastico
(quello delle 7.35 e quello delle 13.35) fanno tappa nella nuova fermata di via
Liberazione, ma anche tutte le altre corse della linea si fermano qui, a pochi
metri da dove sorgerà il nuovo polo scolastico, che accoglierà scuola materna,
elementare, media e palestra agonistica da 400 posti a sedere. «Una decisione
che non ha nulla a che fare con la protesta - ci tiene però a precisare
l'assessore alla viabilità Massimiliano Capuano - ; eravamo già pronti a
contemplare soluzioni alternative per servire tutta la zona che è di nuova
edificazione e in cui si sentiva la necessità di un nuovo servizio». Soluzione,
quella della fermata in via Liberazione, resa possibile dal ripensamento della
viabilità, concordato insieme alla Provincia. «Le nostre difficoltà erano
legate alla conformazione di via Amendola, che rendeva pericolosa la svolta a destra e la Provincia ci ha dato il via libera solo in seguito
alle modifiche che abbiamo proposto, tra cui l'abolizione dei posti auto sul
lato destro di via Amendola proprio in direzione di via Liberazione. Ma le
uscite sui giornali di questi mesi sono state un'inutile strumentalizzazione
della vicenda», ha commentato l'assessore in merito al braccio di ferro con i
residenti. Polemiche che potrebbero non essere ancora finite però. Il
percorso attuale, infatti, prevede che i pullman che effettuano il trasporto
scolastico si fermino alla nuova rotonda della sp
( da "Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
di Francesca Gonzato
Primo segnale Svp: tagliamo quei 300 euro in più Pichler Rolle sulle indennità:
ok, basta aumenti «Subito una risposta, poi rivediamo tutto
il sistema» Il capogruppo della Stella Alpina «Da Trento a Bolzano la
competenza sugli stipendi» BOLZANO. Costi della politica. Arriva il primo
segnale Svp. La Stella Alpina è intenzionata a votare l'abolizione
dell'adeguamento Istat delle indennità dei consiglieri provinciali. Un
meccanismo che ha appena portato nelle buste paga 302 euro (lordi) in più al
mese. Il taglio è previsto da una mozione depositata in consiglio regionale dal
Pd. L'annuncio è del capogruppo Svp in Provincia Elmar Pichler Rolle, che si
dice anche favorevole «a una revisione generale del sistema delle indennità».
Oggi in aula la mozione dei Freiheitlichen su una decurtazione secca del 20 per
cento dei compensi. Tagliare, tagliare. L'opposizione incalza e si fa forte
della recessione, i confronti tra il tenore di vita dei lavoratori «normali» e
i compensi di politici e amministratori è sempre più impietoso. Questa mattina
è prevista la discussione in consiglio provinciale della mozione dei
Freiheitlichen che chiede la riduzione del 20 per cento ai compensi dei
consiglieri provinciali-regionali (pagamenti e leggi sono a carico della
Regione) e ulteriori riduzioni alle indennità di carica degli assessori. «La
Svp ci ha chiesto di ritirare la mozione o di discuterla più avanti», fa sapere
Roland Tinkhauser (Freiheitlichen), «ma andiamo avanti. Vogliamo sentire cosa
rispondono alle nostre richieste. Solo dopo potremo iniziare a discutere». E
quindi il capogruppo della Svp Elmar Pichler Rolle anticipa la linea del
partito, che durante la clausura di gruppo della scorsa settimana ha deciso un
proprio tavolo di lavoro sui costi della politica. Tra tavoli e gruppi di
lavoro non si rischia di rinviare troppo le scelte? «Ci sono due piani. Serve
un segnale da dare presto e una riforma degli stipendi. Possiamo lavorare su
due binari diversi, uno più veloce e l'altro più ragionato». A quale provvedimento
rapido state pensando? «Siamo orientati a votare in consiglio regionale la
mozione del Pd che prevede l'abolizione dell'adeguamento automatico su base
Istat delle indennità. Otteniamo subito un risultato: per tutta la legislatura
i nostri compensi saranno congelati. Dico che siamo orientati, perché non sono
capogruppo regionale, quindi è una decisione che dobbiamo concordare. E la
revisione integrale del sistema? «Quella è una questione molto più complicata,
che sarà giusto affrontare a patto che tutti sappiano, anche la pubblica
opinione, che le indennità dei consiglieri, a seconda dell'anno di elezione,
contribuiscono ad alimentare il fondo previdenziale degli ex eletti. Il taglio
dei compensi comporterà un rimpinguamento del fondo dei vitalizi con fondi
pubblici, dobbiamo capire in quale misura». A parte questo problema, come
pensate di muovervi? «C'è in corso la riflessione del partito, ma è giusto
coinvolgere tutto il consiglio provinciale, magari con una commissione. La
riforma potrebbe basarsi sullo sganciamento delle competenze da parte della
Regione. Tutta la partita sulle indennità dovrebbe diventare di competenza
provinciale». Non è un percorso troppo complicato? Perché non cercate un
accordo politico regionale per rivedere le indennità? «Sì, anche questa può
essere una strada. Mi rendo conto che le persone diventano sospettose quando ci
sentono parlare di questi argomenti».
( da "marketpress.info" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì 04
Febbraio 2009 AGRICOLTURA DI MONTAGNA, A BOLZANO UN CONGRESSO SULLE STRATEGIE
FUTURE Bolzano - "Il futuro dell´agricoltura di montagna si decide
ora". Con queste parole l´assessore provinciale Hans Berger ha presentato
le iniziative di sensibilizzazione sui problemi di un settore tradizionalmente
molto importante per l´Alto Adige. La prima tappa sarà il congresso
sull´agricoltura di montagna che si svolgerà venerdì 6 febbraio a Bolzano.
"Dopo l´ottimo riscontro dello scorso anno - ha spiegato Berger - abbiamo
deciso di riproporre questo congresso in modo tale da farlo diventare un
appuntamento fisso per tutto il mondo dell´agricoltura di montagna".
L´iniziativa, organizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione
con numerosi partner tra cui la Lub e il Bauernbund, si svolgerà venerdì 6
febbraio a partire dalle ore 9 presso la Fiera di Bolzano. Il programma dei
lavori sarà suddiviso in tre parti: due più tecniche legate al bestiame e ai
boschi, e una di stampo più marcatamente politico, dedicata alle sfide che
attendono l´agricoltura di montagna nell´ambito della Ue. Da segnalare la
presenza in qualità di relatore di Klaus-dieter Borchardt, capo di gabinetto
del Commissario europeo all´agricoltura Mariann Fischer Boel "Proprio a
Bruxelles - ha ricordato l´assessore Berger - si giocano le
partite più importanti: dagli indirizzi della futura politica agricola
comunitaria per il periodo successivo al 2013, all´abolizione delle quote latte
prevista per il 2015. Quest´ultimo punto avrà ricadute dirette sul settore
lattiero-caseario, che rappresenta uno dei punti di forza dell´agricoltura
altoatesina". Negli ultimi 18 anni, in provincia di Bolzano, si
sono persi circa 1. 200 produttori di latte, ma ciononostante la produzione è
cresciuta dal punto di vista quantitativo. "L´intensificazione non è la
strada da seguire - ha concluso Berger - il futuro dell´agricoltura di montagna
passa anche attraverso misure in grado di mantenere il delicato equilibrio
ambientale su cui si reggono territori particolari come il nostro. La ricetta
peggiore, comunque, è quella di abbandonarsi al pessimismo". .
<<BACK
( da "marketpress.info" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì 04 Febbraio
2009 VICENZA: SINTESI DEGLI INTERVENTI SULLE PROVINCIE DEL PRESIDENTE SCHNECK E
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GASPAROTTO Vicenza, 4 febbraio 2009 - Sintesi
della dichiarazione del Presidente della Provincia Attilio Schneck: Siamo
coinvolti in questo dibattito sulle Province non tanto e non solo come
amministratori pro-tempore della Provincia di Vicenza, ma in un contesto più
ampio di rappresentanti dei cittadini in un sistema istituzionale complesso.
L´ente Provincia non ha solo un significato storico, ma anche e soprattutto
un´identità territoriale da cui non si può prescindere. Il 52% del Pil in
Italia è assorbito dalla spesa pubblica. È un dato che fa riflettere, ma
altrettanto devono far riflettere altri due numeri: 100
milioni è il costo delle Province, 2miliardi e 500milioni è il costo del
Parlamento. Se l´abolizione delle Province fosse la ricetta per risollevare le
sorti economiche del nostro Paese e per far sì che la spesa pubblica incida sul
Pil tanto quanto incide in altri Stati Europei, saremmo i primi a dire che sì,
la Provincia va abolita. Ma siamo convinti che non sia così. Anzi. Solo
chi non ha mai fatto l´amministratore può fare una simile dichiarazione e può
sostenere l´utilità dell´abolizione di questo importante ente intermedio. È necessaria
piuttosto la rivisitazione della funzione che le Province hanno. Sempre più la
Regione delega le Province su settori su cui è chiaro che non riuscirebbe a
dare una risposta concreta in quanto troppo lontana dal cittadino. In questo
senso, si sta realizzando quel decentramento che da tempo auspichiamo quale
cura a tanti sprechi. Ma è necessario che assieme alla delega delle funzioni
arrivino alle Province anche le risorse per poter svolgere al meglio queste
funzioni. Oggi le entrate della Provincia si limitano a due grandi serbatoi:
l´imposta sulla trascrizione delle auto e l´addizionale all´energia elettrica.
E con questi due soli capitoli di entrata la Provincia di Vicenza riesce ad
avere una autonomia finanziaria pari al 78%. Ciò vuol dire che riusciamo a
gestire un´area vasta come la Provincia in buona parte con i soldi che arrivano
direttamente dai cittadini di questo territorio, i quali hanno scelto chi li
deve amministrare, i quali potranno esprimere il loro apprezzamento per ciò che
facciamo, o criticarci per ciò che non facciamo o facciamo male. Cosa che
invece i cittadini non possono fare con tanti Presidenti e consiglieri di Enti
che non hanno scelto né voluto, persone che non sono state elette ma imposte
dalla politica e che solo alla politica devono una risposta, non ai cittadini.
I settori di intervento della Provincia sono tanti e importanti. Le Province si
occupano di lavoro, di strade, di scuole, di turismo, di ambiente, di
agricoltura, coordinano le Protezioni Civili, fanno formazione. Chi potrebbe
sostituirsi alle Province con la stessa efficacia? Chi potrebbe muoversi con la
stessa sinergia con enti di rilievo provinciale quali la Prefettura, le parti
sociali, le associazioni di categoria, gli ordini professionali? Di certo non
la Regione, troppo lontana dal cuore dei suoi territori. Di certo non i Comuni,
spesso troppo piccoli, come tanti comuni vicentini, che non hanno la forza
economica né le capacità di occuparsi di questioni di ampio respiro. La
Provincia, con i Comuni, è il fulcro del cambiamento in senso federalista, come
lo è stata per il decentramento amministrativo. La Provincia, e in particolar
modo la Provincia di Vicenza, sa bene cosa significhino il principio di
sussidiarietà e solidarietà, se è vero che fornisce assistenza tecnica e legale
ai piccoli Comuni del territorio, che oggi non hanno la possibilità di
ricorrere all´ausilio di un professionista o di un legale. Questo è il ruolo
della Provincia: il coordinamento. Dando gli indirizzi generali ai Sindaci, che
considero dei veri e propri missionari per il delicato ruolo che hanno. Non è
un ombrello di protezione quello che offriamo, ma un coordinamento. La
Provincia è il Territorio. Se davvero si vuole snellire l´apparato, riducendo
nel contempo i costi dell´amministrazione, bisogna cambiare indirizzo. Se
davvero si vuole abolire la Provincia, si pensi a chi la può sostituire, in che
modo e con che costi. Sono certo che nessuno è in grado di sostituire la
Provincia senza aumentarne il costo almeno di dieci volte. Piuttosto, è il
non-federalismo che genera costi. Perché è giusto che esistano regole uguali
per tutti. Ma è ingiusto che queste regole non vengano da tutti seguite. Che i
bilanci siano così diseguali. Che ogni ente vada per conto suo. L´intero
sistema deve crescere. E l´unica via è il federalismo. Sintesi della
dichiarazione del Presidente del Consiglio Valter Gasparotto: Come Consiglio e
Giunta Provinciale abbiamo accolto di buon grado l´invito del Presidente
Nazionale dell´Upi per questa giornata, che non vuole essere di protesta ma
bensì di mobilitazione, per ribadire l´importante ruolo che le Province
svolgono quali enti indispensabili per il coordinamento di area vasta e per
ribadire altresì che il federalismo che oggi, faticosamente, sta muovendo i
primi passi non può prescindere dal ruolo dell´Ente Provincia. Questa è una
giornata per ricordare il nostro quotidiano impegno verso il territorio e la
centralità delle nostre istituzioni, chiamate a dare risposte concrete alla
crisi in atto attraverso in servizi che offrono ai cittadini, è una giornata
per parlare delle vere questioni che interessano le nostre comunità. Noi oggi
siamo a chiedere , come recita l´ordine del giorno, un forte riordino
istituzionale che consenta di semplificare la pubblica amministrazione
individuando le funzioni fondamentali e le relative risorse di Comuni, Province
e Regioni, razionalizzando, se del caso, sforbiciando, tutti quegli enti e
strutture che non hanno una diretta legittimazione democratica e che non sono
quindi responsabili nei confronti dei cittadini. . <<BACK
( da "Corriere Alto Adige" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-02-04 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Agricoltura L'assessore preoccupato: 10 milioni sono
pochi Berger: «Aumentare i fondi per i contadini di montagna» BOLZANO — «Il
futuro dell'agricoltura di montagna si decide ora». L'assessore provinciale
Hans Berger è seriamente preoccupato per il destino dei contadini di alta quota
che fanno sempre più fatica a far quadrare bilanci. «Migliaia di aziende
rischiano di chiudere» avverte l'assessore secondo cui negli ultimi 18 anni si
sono persi circa 1.200 produttori di latte. Berger sta lottando con tutte le
sue forze per far aumentare il budget destinato all'agricoltura. «Dieci milioni
sono pochi, se teniamo conto che ci sono diecimila contadini di montagna fanno
mille euro a testa. Purtroppo — avverte Berger — il bilancio è quello che è ma
sono necessarie ulteriori risorse. Nessun contadino riceve volentieri gli aiuti
pubblici ma dobbiamo fare il possibile per sostenere la loro attività
aiutandoli a commercializzare i loro prodotti». Se la situazione degli
agricoltori di montagna è critica lo è anche quella dei melicoltori. I dati
sulle giacenze di mele diffusi dalla Camera di commercio indicano che
quest'anno la situazione è particolarmente difficile: il 60 per cento dei pomi
raccolti è ancora nei magazzini. Le uniche varietà quasi esaurite sono le
Johnatan e le Morgenduft, molto male le Red delicious. Per riportare
l'attenzione su un settore in crisi la Provincia organizzerà due convegni, uno
a Bolzano (che si terrà dopodomani) e uno a Bruxelles. L'iniziativa,
organizzata dalla Provincia in collaborazione con numerosi partner tra cui la
Lub e il Bauernbund, si svolgerà a partire dalle ore 9 presso la Fiera di
Bolzano. Da segnalare la presenza in qualità di relatore di Klaus-Dieter
Borchardt, capo di gabinetto del Commissario europeo all'agricoltura Mariann
Fischer Boel. «Proprio a Bruxelles — ricorda Berger — si
giocano le partite più importanti: dagli indirizzi della futura politica
agricola comunitaria per il periodo successivo al 2013, all'abolizione delle
quote latte prevista per il 2015. Quest'ultimo punto avrà ricadute dirette sul
settore lattiero-caseario, che rappresenta uno dei punti di forza
dell'agricoltura altoatesina ». M. An.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
04-02-2009)
Argomenti: Province
ROVIGO pag. 7 Un Polesine
agganciato all'Europa' INCONTRO CON GIUSEPPE DE RITA ANCORA non è chiaro
quanto, in termini precisi, abbia prodotto di risparmio reale per i polesani l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. E', invece, chiaro che,
come un po' in tutto il Paese, l'imposizione fiscale degli enti locali negli
ultimi anni è aumentata e non di poco. E, ciò nonostante, su 100 euro di
imposte versate, come mostra un recentissimo studio della Cgia di Mestre, circa
77 vanno allo Stato centrale. Ma, ecco il quadro della tassazione locale
in crescita: se la Provincia nel
( da "Giorno, Il (Como)" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
LECCO E HINTERLAND
pag. 6 «Rivalutiamo il ruolo di Province e Comuni» Il Consiglio di Villa
Locatelli approva il testo LECCO IL CONSIGLIO provinciale nella scorsa riunione
a Villa Locatelli ha approvato un ordine del giorno presentato dalla
maggioranza in merito all'importante ruolo che svolge l'Ente Provincia.
«Sollecitando il Governo e il Parlamento alla rapida approvazione delle norme
di semplificazione a partire dall'approvazione del disegno di Legge delega sul federalismo fiscale e dalla presentazione del complesso dei
provvedimenti relativi all'individuazione delle funzioni fondamentali dei
Comuni e delle Province e alla scrittura della nuova Carta delle autonomie
locali». Il consigliere d'opposizione nonché sindaco di Calolziocorte Paolo
Arrigoni della Lega Nord: «C'è un attacco verso l'abolizione delle Province e
al federeralismo fiscale. Per quanto ci riguarda la Lega è l'unica forza
a ribadire la Provincia come Ente vicino ai cittadini. UN ESEMPIO: se
riusciremo ad avere il sottopasso di Sala lo dobbiamo all'impegno della
Provincia. Non voglio più mendicare nel chiedere interventi». Il consigliere di
opposizione Fabio Dadati (An): «Noi siamo per una rivalutazione del lavoro che
svolgono Province e Comuni rappresentato dai rispettivi consigli. Non è giusto
che lo stipendio di presidenti e sindaci sia inferiore a quello dei
parlamentari». Nel dibattito anche l'intervento del consigliere di maggioranza
Irene Riva nell'evidenziare l'importante ruolo che svolge la Provincia di Lecco
in merito alle pari opportunità. «Più donne nei consigli e maggiore occupazione
femminile». Nel dibattito globale anche il presidente dell'Unione Province
Lombarde Leonardo Carioni: «Per ogni Provincia abbiamo evidenziato a titolo di
esempio tre opere, per lo più in campo viabilistico e di edilizia scolastica,
realizzate o avviate negli ultimi quattro anni. Sono grandi infrastrutture,
complesse, indispensabili per i nostri cittadini e per la nostra economia».
INTANTO la Provincia ha comunicato che il nuovo ponte «Cesare Cantù», sarà
inaugurato il prossimo 13 febbraio alle 11. Lo comunicano il presidente della
provincia, Virginio Brivio, e l'assessore ai Lavori pubblici Armando Volontè.
Dopo il rinvio dell'inaugurazione dello scorso 18 dicembre, per motivi legati
alla mancata consegna del materiale per il guard rail, ora finalmente è giunto
il momento per la consegna agli automobilisti della nuova struttura. . Un nuovo
ponte a scavalco, sul fiume Adda, che collega la località Bricolla, nella
frazione di Sala con la strada statale
( da "Corriere del Veneto" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2009-02-04 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Giustizia L'Anm ne propone l'abolizione. Interrogazione regionale
di Grazia «Salviamo il tribunale di Bassano» BASSANO - L'associazione nazionale
dei magistrati propone il taglio dei piccoli tribunali (quelli con meno di
dieci magistrati e fra questi c'è Bassano) in nome della razionalizzazione. Non
ci sta la procura: «Nelle piccole realtà come la nostra è possibile dare
risposte rapide alla domanda di giustizia », aveva commentato il procuratore
capo di Bassano, Carmelo Ruberto, qualche giorno ga. Non ci sta nemmeno il
mondo della politica locale. E così Raffaele Grazia, consigliere veneto del Ppe
che risidie proprio nella città del ponte ai piedi del Grappa, ha presentato
un'interrogazione sul problema, nella convinzione che «una presa di posizione
da parte della giunta veneta potrebbe scongiurare la chiusura del tribunale di
Bassano ventilata, ancora una volta, in occasione della
recente cerimonia di apertura dell'anno giudiziario». Il documento arriva in
quel di Palazzo Ferro Fini solo qualche giorno prima della visita a Bassano del
sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, attesa in
città sabato e chiamata proprio a discutere di leggi, norme e sedi. «Va
ricordato che il tribunale di Bassano del Grappa ha un bacino di utenza, come
popolazione, superiore a quello di molte province
d'Italia e pari a quello di alcune province venete -
aggiunge Grazia - Ricordo anche che il consiglio regionale del Veneto ha votato
contro la possibilità per Bassano di diventare provincia in base all'assunto
che si potevano garantire ugualmente dei servizi adeguati alla sua dimensione,
e tra questi il Tribunale, senza creare un nuovo ente locale». Sotto la
giurisdizione della procura bassanese, che può contare su nove magistrati ci
sono 31 comuni con un totale di 180mila abitanti. Consigliere Raffaele Grazia,
consigliere regionale del Ppe, ha presentato un'interrogazione contro la chiusura
del tribunale di Bassano
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì 04
Febbraio 2009 Chiudi PESARO Le parole di Palmiro Ucchielli "l'abolizionista", non sono certamente piaciute ad Italia
Nostra. Ecco perchè la presidentessa delle sezioni di Pesaro e Fano
dell'associazione, Federica Tesini, esprime tutta la propria solidarietà «ed un
sincero apprezzamento per il prezioso lavoro svolto» a tutte le Soprintendenze,
organi periferici del ministero dei Beni Culturali, e dai Corpi
Forestali dello Stato. «Abbiamo validi motivi per ritenere che il vero senso di
tali scomposti atteggiamenti - spiega Tesini, riferendosi agli
"attacchi" di Ucchielli - sia quello che alcuni settori dei poteri
politici "forti" locali, mal sopportino la significativa ed
importante autonomia operativa che tali enti ed istituti hanno nel campo della
vigilanza ambientale, urbanistica e paesaggistica. In una situazione in cui a
livello nazionale emerge sempre di più l'intreccio fra politica locale ed
"affari", nell'ambito dei quali troppo spesso il territorio è visto solo
come mera e semplice "merce di scambio", rafforzare le potenzialità
operative delle Soprintendenze e della Forestale non solo è opportuno per
creare dei contrappesi ai debordanti personali poteri locali, ma anche
doveroso, per salvaguardare parallele e complementari potenzialità operative».
Insomma al contrario del numero uno di via Gramsci, la presidentessa Tesini
sogna un potenziamento di questi enti a discapito proprio delle Province, che
vedrebbero così ridimensionato il proprio ruolo. «Auspichiamo - conclude la
rappresentante di Italia Nostra - un potenziamento sia delle Soprintendenze che
del Corpo Forestale ai danni delle Province, le quali in materia di prevenzione
e vigilanza urbanistico-ambientale sono espertissime nell'applicare la politica
dello "struzzo". Ciò detto restiamo serenamente in attesa della
prossima "grida" manzoniana volta a sancire la soppressione anche di
tutte le associazioni e comitati di base, che esercitano qualificate e
qualificanti azioni di sensibilizzazione sulle materie della salvaguardia
dell'ambiente e del paesaggio. Esprimiamo inoltre solidarietà al Prefetto che
certamente non merita un attacco così grossolano». Lu.Fa.
( da "Denaro, Il" del 04-02-2009)
Argomenti: Province
Campania legge
elettorale Primo sì in Consiglio: via il listino Forza Italia vota contro. Il
provvedimento in aula la prossima settimana Via il listino, premio di maggioranza
con il 65 per cento dei seggi assegnati alla coalzione vincente, garanzia di
rappresentanza a tutte le province, presenza nelle
liste di "almeno" un terzo di candidati di sesso femminile. Passa in
Commissione Statuto la nuova legge elettorale, al termine di una seduta fiume
che ha fatto registrare una spaccatura tutta interna al Pdl. Vota contro il
testo elaborato dall'organismo dell'alleatino Salvatore Gagliano, infatti, il
gruppo di Forza Italia, ufficialmente perchè contrario alla soppressione del
listino. Spiega il capogruppo azzurro Paolo Romano: "Vorrei ricordare che
è uno strumento politico che offre una importante opportunità: quella di poter
compensare gli squilibri di una legge elettorale che per quanto perfetta non è
mai in grado di garantire gli obiettivi che si pone". Antonella Autero
L'intesa quasi trasversale è stata raggiunta proprio sull'abolizione del
listino: hanno votato a favore Pd, Alleanza nazionale, Italia dei valori, Udeur
ed Mpa. Pur non condividendo alcuni punti del provvedimento, hanno espresso il
proprio apprezzamento anche Rifondazione comunista e Sdi, riservandosi di
presentare i propri rilievi in aula. E' l'opposizione netta di Forza Italia la
vera novità della saeduta di ieri: il gruppo guidato da Paolo Romano ha espresso
voto contrario motivando il proprio no con la previsione di abolire il listino.
"Se il confronto politico deve essere tale è necessario rifuggire da
tentazioni populiste dice Romano -. E tale appare purtroppo l'approccio di chi
si è lanciato in questi giorni a testa bassa sull'abolizione del listino
demonizzandolo semplicisticamente ma ignorandone completamente la sua
ratio.Ricorderei infatti che il listino è uno strumento politico che offre una
importante opportunità: quella di poter compensare gli squilibri di una legge
elettorale che per quanto perfetta non è mai in grado di garantire gli
obbiettivi che si pone". Pieno consenso invece da
Salvatore Ronghi dell'Mpa: "In Campania vince la democrazia, la
commissione Statuto ha licenziato la legge elettorale abolendo il listino. E'
questa una risposta all'inciucio nazionale tra Pd e Pdl". Soddisfatto il
presidente della Commissione Salvatore Gagliano: "Si completa finalmente
un lungo lavoro che ci ha visti impegnati prima nell'approvazione dello
Statuto e ora di questa proposta di legge con una maggioranza elevata. In un
momento in cui, a livello nazionale, si prediligono sbarramenti antidemocratici
con liste bloccate, noi diamo prova di ampia democrazia lasciando ai cittadini
la possibilità di scegliere sia il partito da votare che il candidato da
eleggere". L'approdo in aula è previsto per la prossima settimana,
probabilmente per martedì prossimonale. del 04-02-2009 num.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
04-02-2009)
Argomenti: Province
Approvata in
commissione Statuto la legge elettorale regionale. Abolizione del listino, nessuna soglia di sbarramento, un terzo delle
candidature riservate all'altro genere, una preferenza rappresentatività di
tutte le province, premio
di maggioranza del 60 per cento alla coalizione vincente: questi i punti
principali della legge. Hanno votato a favore Pd, An, Mpa, Udeur e Idv;
contro Forza Italia (chiedeva di mantenere il listino). Astenuti Prc e Ps. «In
controtendenza rispetto all'accordo Pd-Pdl - dice il presidente della
commissione Salvatore Gagliano - approviamo una legge che garantisce tutti. Ora
spero in un'approvazione in aula in tempi brevi».
( da "Corriere delle Alpi" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Tutti a Lampedusa
Tutti a Lampedusa l'Isola dei famosi PER "Isola dei Famosi"
normalmente si intendeva quel "reality" che ogni anno, pur cambiando
zona tra le varie isole del "Centro America", trovava la
partecipazione di un "manipolo" di personaggi variegati nelle
attività di "routine" lavorativo giornaliero. Ma ora per "Isola
dei Famosi" credo che si possa senza ombra di dubbio parlare di
"Lampedusa", la quale ha una varietà di partecipanti "multi
etnica", con una differenza: nessuno si trova in questo luogo per un
"reality", ma per capire (che non si lamentino, visto che per 18
mesi, male vada saranno felicemente ammassati uno sull'altro) se possono essere
"arruolati" o meno alla vita nel nostro Paese. Solo che, pur trovando
la massima comprensione degli abitanti di queste isole, per gli
"isolani" la faccenda comincia a farsi pesante. E vedendo le scene in
televisione sembra di assistere più che a un "centro di assistenza" a
un continuo caracollare di persone sull'orlo di una crisi di
"identità". E mi viene spontaneo a un accostamento di qualche
immagine di repertorio degli internati. Ma il presidente Berlusconi non aveva
fatto un accordo, anche se in "segreto" (alla faccia
dell'opposizione) con Gheddafi, al fine di diminuire "l'esodo" delle
coste libiche? Altro che tartassare costantemente l'ex Governo per questi
fatti, mi sembra che Prodi in Albania abbia concluso un accordo, poi
confermatosi, sull'emigrazione da quel paese. Caro ministro Maroni lei si
spiega molto bene a parole, ma i fatti purtroppo sono in notevole ritardo o
caduti nel "dimenticatoio". Luigi Palman Abolire le prefetture non è
battaglia leghista L'AMICO Bottacin, consigliere regionale, ultimamente è così
impegnato ad affermare come qualsiasi iniziativa politica in corso sia stata
idea sua o del suo partito, da non accorgersi che a volte rasenta il ridicolo.
In certe occasioni egli ha ragione, ma sempre più spesso entra in
contraddizione o cade nella malafede. Non entro nel merito di fatti che
riguardano iniziative di altre forze politiche ma, come
responsabile di un Movimento (Pab), rappresentato in Provincia dal consigliere
Matteo Toscani, gli concedo e lo ringrazio di essere soddisfatto per il voto
espresso dal Consiglio Provinciale circa l'emendamento di Matteo, che chiedeva
l'abolizione delle Prefetture, ma non posso permettergli di affermare cose non
vere. L'iniziativa dell'abolizione delle Prefetture non è mai e
sottolineo mai, stata un'iniziativa della Lega Nord. Egli non può dire che la
"battaglia" contro le Prefetture è stata iniziata dalla Lega, perché
non è mai stata fatta alcuna battaglia in tal senso, da parte di chicchessia.
Vero è che Bossi qualche volta aveva abbaiato contro tale istituzione, (quasi
esclusivamente e non a torto, perché i Prefetti sono pressoché tutti meridionali)
ma mai è stato fatto alcun atto concreto da parte sua, del suo partito o di
altri per la loro abolizione: non una Proposta di legge, non un Ordine del
Giorno, non una Mozione, né un' interrogazione a qualsiasi livello
istituzionale... insomma: nulla di nulla. Il primo atto ufficiale per smuovere
le acque verso la cancellazione delle Prefetture è del PAB, attraverso il
proprio consigliere provinciale,(che ringrazio a nome del Movimento per aver
ufficializzato una nostra importante posizione politica). Anche in questa
occasione, come quella volta nel 2004 (mozione sull'autonomia della Provincia
da me presentata in Consiglio), tutti gli altri si sono dovuti accodare,
facendo propri alcuni principi fondamentali. Spero che, come allora, la
battaglia diventi di tutti. Ricordo a me stesso, prima che ad altri, inoltre,
che la Lega è stata 3 volte al Governo e che Roberto Maroni è stato 2 volte
Ministro dell'Interno, quindi responsabile delle Prefetture, senza che per
questo le medesime siano mai state oggetto di riforma o, tantomeno, di
abolizione. Mi dica, pertanto, l'amico Bottacin cosa è stato fatto dalla Lega
Nord contro i Prefetti...a parte i soliti bla, bla, bla.. Paolo Bampo
Responsabile Pab (Provincia Autonoma Belluno) Ascensore a Feltre? Piuttosto un
montacarichi IL CORRIERE delle Alpi del 3 febbraio, a pagina 23, occupa quasi
una pagina per dare, a carattere cubitali, questa notizia: "L'ascensore
debutterà sabato 21 febbraio". Quando sento parlare dell' ascensore di
Feltre, mi vien da ridere, da piangere, ma anche da commiserare. Quest'opera
infatti, modificata più volte, più che dimezzata rispetto ai programmi iniziali
grazie e soprattutto all'intervento deciso degli Amici dei Musei e dei
Monumenti Feltrini, sembra andar avanti a rilento in quanto, al suo interno, -
lo dico come forzatura -, pare che ci sia una sorta di rimorso di coscienza
anche da parte delle cose materiali, come il cemento e le pietre,.. Infatti,
detto manufatto implode a causa delle sue contraddizioni, delle bugie, della
illegittimità dei finanziamenti europei che dovevano servire ad altro, ma anche
per il fatto che la gente sa aprioristicamente che questo ascensore non servirà
a nessuno. Come dire: quando una cosa nasce male, poi finisce peggio. La voglio
buttare sul ridere. Questo manufatto mi procura un transfert verso il pezzo
autostradale Caserta-Reggio Calabria che, al contrario, inaugurato più volte
dal governo Berlusconi, non è mai stata ultimato, salvo notizie di segno
opposto degli ultimi mesi (di cui potrei essere a non conoscenza). Non sarà che
l'amministrazione comunale, per far vedere in seguito che l'ascensore funziona,
inviterà le scuole in gita scolastica, inventando storie venute alla luce dopo
gli scavi? Monitoreremo tutti la frequenza dell'uso di questo montacarichi inutile,
costoso, pericoloso e soprattutto da mantenere (costo di esercizio perenne) a
spese dei cittadini che non lo vogliono. E poi ne parleremo. Arnaldo De Porti
Referendum antistranieri esterofobi elvetici DOMENICA prossima, 8 febbraio, in
Svizzera si terrà ancora un referendum per difendere la patria dall'invasione
straniera! Una vera e propria mania, in questo Paese, la paura verso gli
stranieri che, ovviamente, viene fomentata e strumentalizzata dalla solita
Destra nazional-conservatrice elvetica. Una paura maniacale che viene da
lontano, se si pensa che il primo referendum antistraniero si tenne nel 1970
quando straniero, in quell'epoca, era sinonimo di italiano e di cui si fece
promotore e paladino James Schwarzebach, leader del partito nazionalista dei
Democratici Svizzeri. Negli anni successivi il testimone della xenofobia
elvetica venne raccolto da Valentin Oehen nuovo leader dei Democratici Svizzeri
che, nel frattempo, aveva cambiato nome in Azione Nazionale. In tutto ben
quattro referendum, sin verso la fine degli anni '80, contro
l'inforestieramento della Svizzera che, pur avendo avuto scarso successo grazie
all'intelligenza ed alla razionalità del popolo elvetico, hanno tuttavia
condizionato fortemente la politica d'immigrazione ed estera della Confederazione.
Anni dopo la politica antistraniera elvetica si è focalizzata, poi, contro
l'Unione Europea facendosene interprete Christopher Blocher, leader dell'Unione
Democratica di Centro (Udc), un nuovo partito della destra che, proprio grazie
alla sua politica nazionalpopolare e conservatrice, è diventato in pochi lustri
il primo partito politico elvetico. Questa nuova e più moderna crociata
esterofoba anti Unione Europea iniziò con il referendum del 1992 con il quale
il popolo svizzero respinse l'adesione allo Spazio economico europeo (See).
Proseguendo nel 2000 con un primo referendum contro gli Accordi bilaterali
firmati nel 1999 dalla Confederazione e dall'Unione Europea e concernenti sette
specifici settori: la libera circolazione delle persone, il commercio,
l'agricoltura, i trasporti aerei, i trasporti terrestri, gli appalti pubblici e
la ricerca. Referendum respinto dai due terzi degli elettori e quindi un forte
smacco per i referendari che, tuttavia, tornarono presto alla carica
(sbandierando lo spauracchio de "l'idraulico polacco") con un nuovo
referendum, nel 2005, contro l'estensione degli Accordi bilaterali ai nuovi
dieci Paesi entrati a far parte dell'Unione Europea nel 2004. Referendum
respinto anch'esso dal 56 per cento dell'elettorato. Oggi si è alla vigilia di
un nuovo referendum promosso dai giovani dell'Udc, dalla Lega dei Ticinesi e
dai Democratici Svizzeri che si terrà, appunto, domenica prossima 8 febbraio e
con il quale gli elettori svizzeri sono chiamati ad esprimersi se sono favorevoli
o meno a confermare gli Accordi bilaterali del 2002 e ad estenderli a Bulgaria
e Romania e cioè ai due nuovi Paesi diventati, nel frattempo, pure membri
dell'Unione Europea. Secondo gli ultimi sondaggi i fautori del sì sarebbero il
50 per cento, mentre i contrari il 43 per cento e gli indecisi il 7 per cento.
Pertanto il risultato appare ancora molto incerto e legato al comportamento
degli indecisi ma anche dal numero dei votanti che, raramente, in Svizzera
supera il 50 per cento. Ed il risultato è incerto poiché anche in questa
circostanza, come ogni volta in cui una votazione riguarda gli stranieri, la
destra populista elvetica specula sull'emozionalità dell'elettorato
rispolverando i soliti slogan sui posti di lavoro "rubati" dagli stranieri;
sui maggiori costi sociali dovuti all'immigrazione; sull'arrivo di criminalità
dai nuovi Paesi dell'Ue, ecc. ecc.. Resta il fatto che se l'8 febbraio
vincessero davvero i no ai Bilaterali (l'attuale crisi economica gli sta dando
indubbiamente una mano) per la Svizzera sarebbe una vera e propria catastrofe.
Non per niente tra i sostenitori del sì vi sono, praticamente, tutte le
istituzioni elvetiche: dal governo al parlamento; dai Cantoni ai Comuni più
importanti. Ma il sì è sostenuto a spada tratta anche dalla maggioranza dei
partiti politici e dalla stessa Quinta Svizzera degli elvetici residenti
all'estero di cui ben 405 mila nell'Unione Europea, come pure dalle
organizzazioni imprenditoriali elvetiche e dagli stessi sindacati per i quali
un no ai Bilaterali sarebbe semplicemente da irresponsabili! Per la Svizzera
significherebbe, in pratica, ritrovarsi isolata nel centro dell'Europa poiché,
per via della così detta "clausola ghigliottina" prevista dagli
stessi Accordi, cadrebbero tutti gli Accordi bilaterali in vigore oggi con l'Ue
(non solo quelli del 1999 ma anche quelli successivi del 2004, tra cui, per
esempio, quello di Schengen e la fiscalità del risparmio) e l'orologio del
tempo tornerebbe indietro di dieci anni. Meglio non pensarci proprio ad una
simile eventualità, soprattutto per i danni che ne avrebbero gli stessi
immigrati europei in Svizzera, e quindi anche la comunità italiana, che dai
Bilaterali ne hanno tratto e ne traggono un doppio beneficio: come cittadini
comunitari ma anche alla stessa stregua dei cittadini elvetici essendo
residenti in Svizzera. Per questo motivo è auspicabile che vi sia una massiccia
partecipazione al voto dei doppi cittadini (svizzeri e comunitari) poiché, in
questa votazione, il loro si potrebbe essere più che mai determinante a far
pendere la bilancia a favore della conferma dei Bilaterali. Dino Nardi
Coordinatore Europeo a Zurigo di Uim
( da "Secolo XIX, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
«La Liguria si è
difesa benesulle comunità montane» la manovra Il presidente regionale Sugo:
«Subito meno consiglieri». Tagli su Savona GENOVA. I comuni liguri non
rinunciano alle Comunità montane. «La legge regionale - spiega Lorenzo Sugo,
presidente dell'Uncem Liguria - sul riordino delle Comunità montane prevedeva
che i comuni appartenenti ad esse potessero recedere. Cito testualmente il
passaggio dal testo: "Il Comune appartenente ad una Comunità montana può,
con provvedimento motivato dell'organo competente, deliberare il recesso dalla
Comunità montana dandone comunicazione alla stessa e alla Regione, al fine
della formalizzazione dello scorporo". Bene, posso dire con orgoglio,
ringraziando i sindaci liguri, che dopo la riforma tutti i comuni della nostra
regione hanno aderito alle Comunità montane, tranne due: Ceranesi e Pieve di
Teco». Oggi sono scaduti i tre mesi a disposizione delle Comunità per il loro
riordino e con il testo della legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Sugo
si dichiara soddisfatto perché le comunità montane hanno vinto. «Le indicazioni
della riforma - sottolinea - le abbiamo già messe tutte in opera. Si sono
ridotte le comunità da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Cormòns. Il
presidente della Provincia disposto a portare a compimento opere per abbellire
la frazione «Non si tratta di una forma di indennizzo vista la presenza sul territorio
di una discarica» «Brazzano sarà valorizzato» Gherghetta: saranno realizzati
interventi di arredo urbano CORMÒNS. «Un progetto microhabitat anche a
Brazzano? Basta chiedere»: così il presidente della Provincia di Gorizia,
Enrico Gherghetta (nella foto in alto), ha manifestato la volontà di valutare
eventuali richieste da parte della popolazione della frazione cormonese, sulla
scia dell'analogo intervento di riqualificazione ambientale già avviato per
Borgnano. «Non si tratta di una forma di indennizzo nei confronti della
popolazione, visto che i due casi sono molto differenti - ha sottolineato il
presidente provinciale - perché, nel caso di Borgnano, la frazione ha sofferto
le conseguenze ambientali di una discarica per rifiuti solidi urbani e dunque
abbiamo potuto esentare i residenti dalla Tarsu per tre anni, mentre a Brazzano
si tratta di una discarica di inerti. Confidiamo che la nuova perizia
idrogeologica da noi disposta possa fugare ogni preoccupazione da parte della
cittadinanza. Se però qualcuno ci chiederà di siglare un protocollo d'intesa
per valorizzare il borgo rurale, realizzare interventi di arredo urbano e
abbellire il paese, siamo disposti ad ascoltare, come abbiamo fatto con i
borgnanesi, che hanno lanciato la proposta. E noi l'abbiamo accolta». Alle
bordate del consigliere comunale di maggioranza, Renzo Coceancig, che ha
accusato l'ente provinciale di voler "far cassa" a causa
dell'ecotassa che la ditta Enrico Gasparutti dovrà versare per legge alla
Provincia, Gherghetta ha replicato che si tratta di una cifra assolutamente
irrilevante. Ammonterebbe, ha rivelato il presidente provinciale, a circa 10
mila euro all'anno. «Non c'è alcun fine utilitaristico nell'autorizzazione della riapertura della discarica per inerti - ha
sottolineato comunque Gherghetta -, anzi, ci tengo a ricordare che ho guidato
una delegazione di rappresentanti a Roma, quando ancora era in carica il
governo Prodi, per promuovere l'abolizione delle ecotasse sulle discariche:
sono un incentivo alla creazione di nuovi siti di questo genere. Quando
noi andremo via dalla Provincia, a Cormòns non ci saranno più discariche. Pecol
dei Lupi sarà chiusa e così anche la discarica per inerti in località Cave.
Stiamo risolvendo noi i problemi ambientali che sono stati creati vent'anni
fa». Gherghetta ha inoltre precisato che l'atteggiamento complessivo dev'essere
di responsabilità e fiducia nei confronti dell'operato della Provincia nel
settore ambientale: «Siamo sempre propositivi ma altrettanto severi - ha
affermato il presidente -, ringrazio il sindaco, Luciano Patat, per le sue
parole. Sono l'unico presidente che va in mezzo alla gente a illustrare le sue
azioni e ad ascoltare ulteriori suggerimenti. Una perizia idrogeologica è già
stata fatta e l'Arpa ha dato parere positivo. Non posso però che prendere atto
della diffidenza e delle preoccupazioni espresse dai brazzanesi all'assemblea
e, dunque, ho deciso d'istruire una nuova perizia, per sgombrare il campo da
ogni ipotesi negativa. L'indagine la farà un professionista e indipendente, che
sarà scevro da qualsiasi condizionamento politico. Anche se mi hanno sgridato,
io ascolto la mia gente e spenderemo quanto è necessario per fare
quest'ulteriore verifica». L'intervento di ristrutturazione del sito in
località Cave sarà sospeso finché non saranno stati chiariti i dubbi, non
ultimo quello sulla disponibilità della particella confinante con la discarica.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Val Seriana, troppe
buche sulle strade. La Provincia: sempre meno soldi a disposizione -->
Giovedì 05 Febbraio 2009 LETTERE, pagina 24 e-mail print Spettabile redazione,
la strada provinciale della Valseriana, quando piove, si trasforma come al
solito da anni ormai in un vero e proprio gruviera di buche, candidandosi a
scalzare la capitale, celeberrima per le sue pericolose vie bucherellate, nella
poco invidiata classifica delle città con le strade peggiori d'Europa. L'ho
percorsa il 20 gennaio scorso, dopo 12 ore di pioggia, e mentre facevo, al pari
degli altri automobilisti, lo slalom di coppa del mondo di schivata della buca,
ne ho contate ben 60 di medio-grandi nel tratto Gazzaniga-Ponte Nossa dove mi
son fermato per immortalarne una (nella foto a fianco, ndr). Ringraziamo la
Provincia e l'ufficio manutenzione strade che, non intervenendo, ci permettono
di diventare dei campioni della gincane al volante, sperando che queste
acrobazie non provochino danni ad alcuno. Inizio a credere che abbiano ragione
coloro che predicano la soppressione degli enti provinciali vista la loro
inettitudine di fronte alla risoluzione dei compiti di loro competenza. Lettera
firmata Risponde l'assessore provinciale alla Viabilità e Protezione civile
Valter Milesi: «È purtroppo vero che dopo nevicate di un certo rilievo, seguite
poi dalla pioggia, in parecchi casi si formano buche sul manto d'asfalto delle
strade e questo a prescindere dai titolari (Provincia, Anas, Comuni, ecc.). Ciò
è dovuto principalmente al sale, sparso in quantità industriale durante le
nevicate per prevenire il rischio del ghiaccio, che non può essere affrontato
da automobilisti con autoveicoli non attrezzati con catene o almeno gomme da
neve, come ormai la stragrande maggioranza degli utenti della strada fa, senza
porsi nemmeno il problema. È da tempo che chi è più attento a queste cose si
sta ponendo il quesito, e cioè se sia giusto spargere sale in modo esagerato
sulle strade per renderle più sicure in caso di neve per poi lamentarsi dei
danni che il sale provoca al piano bitumato, specialmente se di stesura non
recente, al calcestruzzo dei ponti e dei muri, alle carrozzerie delle auto,
ecc., oltre all'inquinamento dell'acqua che proviene dalle strade. C'è poi il
problema della qualità del bitume usato per gli asfalti, sempre più impoverito
dalle moderne tecniche di raffinamento del petrolio. È chiaro che se i prodotti
in commercio sono di un certo tipo e se gli sconti che le imprese praticano
sono alti, pur con tutte le analisi chimiche del bitume che ci viene fornito e
con le penali che vengono applicate, si fa sempre più difficile avere asfalti
perfetti, salvo ricorrere a prodotti speciali, che però costano molto cari. Il
personale della Provincia cerca di fare quello che può con impegno e capacità,
da tanta gente riconosciuto, ma purtroppo, con sempre meno persone addette e
meno soldi a disposizione, è sempre più problematico far tornare i conti. E se
a causare questo progressivo taglio di risorse che arrivano
sempre più scarse dagli organi superiori fossero proprio quelli che adesso
chiedono l'abolizione delle Province? Vorrei chiedere a lei, egregio signor
"Lettera firmata": considerando l'inettitudine che ci attribuisce, a
chi intenderebbe passare la gestione delle strade provinciali (
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
La legge elettorale
regionale spacca il Pdl. Forza Italia contesta l'abolizione del listino e la
scelta di non prevedere una soglia di sbarramento. «È un atto di miope
arroganza politica, che fa ripiombare la Campania indietro di almeno dieci
anni», attacca il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino. Una
posizione condivisa dal gruppo in Regione che in commissione aveva presentato
un emendamento per inserire un minilistino che con il meccanismo della presenza
obbligatoria dei candidati dei due generi, avrebbe fra l'altro assicurato,
sostiene Pasquale Marrazzo, l'elezione di una quota certa di donne. «Affidare
tutto alle preferenze - dice Cosentino - in una regione dove clientelismi e
favoritismi rappresentano una regola appare un controsenso». Il Pdl
ripresenterà l'emendamento in aula. Ma An e Mpa difendono la legge. «L'abolizione del listino - dice il capo dell'opposizione Franco
D'Ercole - cancellerà l'elezione di nominati calati dall'alto». Replica a Forza
Italia anche Salvatore Ronghi (Mpa). «Altro che miopia politica. Contrariamente
a quanto stanno facendo Pd e Pdl a Roma questa legge - dice - garantisce la
democrazia». Resta infine irrisolta la questione delle donne.
«Introdurre l'obbligo di candidature di genere per almeno un terzo nelle liste
- sostiene l'assessore provinciale del Pd Angela Cortese - non garantisce una
adeguata presenza femminile».
( da "AprileOnline.info" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Potere di nomina
Franco Astengo, 05 febbraio 2009, 11:17 Approfondimento/1 La riforma della
legge elettorale per le elezioni eruopea è un atto politico che mette un punto
nella trasformazione del nostro sistema politico avviata da almeno un
trentennio e che contraddice, nelle fondamenta, il tipo di sistema emerso nel
dopoguerra e consolidatosi attorno al dettato della Costituzione Repubblicana.
Costituzione che, a questo punto, appare vieppiù vulnerabile anche nella parte
riguardate il Presidente della Repubblica, il Governo ed il Parlamento I
componenti della Camera dei Deputati, più o meno all'unanimità, hanno attuato,
con la votazione dello scorso 3 Febbraio 2009, sulla riforma della legge
elettorale per le elezioni dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento
Europeo, una vera e propria stretta iugulatoria nei confronti di quanti
intendessero, a questo punto, entrare nel loro ristretto "club". Si
tratta di un atto politico importante che mette un punto (non definitivo,
ovviamente, ma importante) nella trasformazione del nostro sistema politico
avviata, attraverso una lunghissima fase di transizione, da almeno un
trentennio e che contraddice, nelle fondamenta, il tipo di sistema emerso nel
dopoguerra e consolidatosi attorno al dettato della Costituzione Repubblicana.
Costituzione che, a questo punto, appare vieppiù vulnerabile anche nella parte
riguardate il Presidente della Repubblica, il Governo ed il Parlamento: un
insieme di relazioni fra questi tre soggetti che, nel frattempo, è andato
certamente modificandosi ma senza trovare un momento di sistematizzazione in
una riforma - appunto - dell'assetto costituzionale, modificato invece, come
tutti ricordiamo, nella parte riguardante il rapporto tra potere centrale e
sistema degli enti locali. In questo lungo processo sono risultati determinanti
due fattori: il primo, proprio quello del rapporto tra potere centrale e
sistema degli enti locali cui si accennava proprio sopra; il secondo, quello
della natura dei partiti politici che, in una fase di grande espansione della
loro egemonia sull'intera società, appunto la Costituzione, attraverso il
dettato dell'art.49, poneva a salvaguardia dell'intero impianto della neonata
democrazia italiana, all'indomani del travaglio subito con il fascismo e la
guerra ed il ritrovato riscatto avutosi con la guerra di Liberazione al Nord. I
partiti politici, all'epoca e per circa un trentennio, hanno esercitato questa
egemonia attraverso fattori "forti" di matrice culturale, di
identificazione sociale, di rappresentanza e partecipazione politica: una
caratteristica che avevano non solo i tre grandi "partiti di massa" usciti
così configurati fin dalle elezioni dell'Assemblea Costituente, DC, PSI, PCI,
ma anche quelli di minor dimensione, come PSDI e PRI e, financo, ma piuttosto
ovviamente anche il MSI, mentre l'impronta dell'antico "partito dei
notabili" si ravvisava ancora nel PLI e nelle diverse formazioni
monarchiche. Non che fossero rose e fiori, il sistema presentava i suoi
difetti, in particolare derivanti dalla tacita applicazione della
"conventio ad excludendum", cui il PCI non sapeva ( o poteva)
contrapporre una vera "politica dell'alternativa" , esercitando la
democrazia progressiva soprattutto attraverso il governo di importanti Enti
Locali. Questo secondo punto va preso in seria considerazione, perché è proprio
a partire dagli Enti Locali che le cose cominciano a cambiare: l'istituzione
delle Regioni nel 1970 crea le condizioni per la costruzione di un nuovo ceto
politico, intermedio, fra quello di dimensione nazionale e quello di conduzione
dei partiti a livello locale. Un ceto politico che reclama una nuova dimensione
nelle proprie prospettive di "professionalizzazione" ed esercita in
autonomia funzioni essenziali, prima delegate o al Parlamento o ai Partiti.
Quasi contemporaneamente la riforma della finanza locale esalta le possibilità
di spesa di Comuni e di Province, con il loro diretto intervento sui temi del
territorio non soltanto dal punto di vista della programmazione, trasformando
questi Enti in un passaggio nevralgico del "cursus honorum" dei
funzionari di partito. Ci troviamo, a questo punto, ad un'altra fase molto
delicata di questa lunga transizione: l'aumentata capacità di spesa porta con
sé anche fenomeni non secondari di malversazione (in Liguria abbiamo esempi che
fanno di questa regione, un vero e proprio "laboratorio politico":
pensiamo allo scandalo del 1966 che travolse esponenti di spicco del PSI e
negli anni immediatamente successivi) e quindi di crescita di impopolarità dei
partiti che, nel frattempo, stavano già abbandonando quella funzione di
"integrazione di massa" che abbiamo cercato di descrivere all'inizio.
La risposta alla crescita dell'impopolarità dei partiti, in seguito
all'emergere della "questione morale", fu la peggiore: quella della
istituzione del finanziamento pubblico. Ravvisiamo qui il primo tratto concreto
di distacco tra il sistema dei partiti e la società civile, segnato dalla
perdita di egemonia da parte dei soggetti politici: il provvedimento che
istituiva il finanziamento pubblico, fortemente voluto dal PCI e dal PRI fu
sottoposto a referendum, su iniziativa dei radicali, nel giugno del 1978,
proprio all'indomani dell'esito tragico della vicenda Moro. Si trattò di un
campanello d'allarme che non fu raccolto: i partiti, tutti più o meno schierati
in difesa dell'istituto del finanziamento pubblico salvarono a stento la pelle,
raccogliendo il 53% dei voti a favore, contro il 47% dei contrari. Ci furono
giudizi affrettati di "qualunquismo" e, ancora una volta, si perseguì
la strada peggiore, anche perché il partito diventato "centrale"del
sistema, il PSI, aveva scientemente deciso di abbandonare la strada del partito
di massa per trasformarsi in un partito, insieme di "nomina"
(sportello indispensabile per accedere agli incarichi politici e ai pubblici
uffici) e di "spesa" (al centro come in periferia). Il resto della
storia è noto e può essere riassunto con brevi parole: i partiti, consci di una
sorta di sindrome da isolamento, hanno cercato appunto nella via della
"nomina" e della "spesa" la strada per una legittimazione
della loro presenza, trascurando l'indispensabilità, in una democrazia compiuta,
di soggetti aggregativi in grado di produrre rappresentanza, quadri, cultura
politica. Via, via che le possibilità di spesa, per vari motivi dalle scelte
europee alla crisi economica diminuivano spostandosi, tra l'altro, vieppiù dal
centro alla periferia anche per la crescita di esigenze post -materialiste in
larghi strati sociali e del fenomeno dell'immigrazione con una nuova
conformazione della struttura produttiva e del lavoro, ai partiti non restava
che assumersi per intero l'onore e l'onere del "potere di nomina",
andando ad un restringimento delle possibilità d'accesso verso nuovi soggetti
ed escogitando farraginosi sistemi elettorali, tutti motivati dalle esigenze
della governabilità e della necessità di assecondare il fenomeno della "personalizzazione
della politica", per evitare l'apertura di una nuova dialettica politica
complessiva ( va ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, che la proliferazione
di appartenenze istituzionali avutasi tra il 1994 ed il 2006 è stata dovuta,
per la gran parte, da scissioni dei grandi partiti pre-92: quindi un fenomeno
di ceto, tutto interno al ceto, come contrariamente ci viene indicato oggi da
analisti forse un po' troppo smemorati). Intendiamoci bene il "potere di
nomina" nel senso della sopravvivenza partitica non è stato usato soltanto
dai "servi del padrone": Rifondazione Comunista nel momento della
candidatura di esponenti del Social Forum, dei disobbedienti, dei centri
sociali, di personaggi dello spettacolo ha agito nella stessa logica, suffragando
così totalmente la propria rinuncia, che pure appariva chiara fin dal
( da "AprileOnline.info" del 05-02-2009)
Argomenti: Province
Europee, Socialisti al
bivio Franco D'Alfonso*, 05 febbraio 2009, 12:24 Politica/ Dibattito nel Ps Con
l'approvazione dello sbarramento elettorale, come una maledizione, il vecchio
slogan di Pietro Nenni ritorna d'attualità. Molte le ipotesi in campo:la lista
di "sinistra per la democrazia" , che andrebbe da Vendola a Pannella;
una lista di convergenza laica, con socialisti, repubblicani, liberali, in
parte attualmente nel centrodestra, con i Radicali, in una sorta di riedizione
della Rnp; una lista del Partito Socialista Europeo; l'apparentamento con o nel
Pd La modifica della legge elettorale europea, con l'accordo
Berlusconi-Veltroni per l'introduzione di uno sbarramento del 4%, cambia
completamente i termini del dibattito politico interno al PS ed all'intera
sinistra. Questo fatto impone a noi, tutti, iscritti e non iscritti, militanti
e simpatizzanti, fino a semplici interessati alle vicende della sinistra
politica riformista in Italia, l'obbligo direi quasi morale di esprimere con
chiarezza la propria opinione, dopo aver ascoltato molto ed altrettanto
meditato. Provo a mettere in fila gli elementi della questione, sulla base di
quanto conosco, invitando chiunque avesse integrazioni e precisazioni di farle
al più presto, perché utili per tutti. Perché siamo contro lo sbarramento
Precisiamo innanzitutto che l'accordo del 4% non è criticabile per il suo
specifico contenuto (l'opzione per il cosiddetto modello tedesco, con
sbarramento al 5%, è per molti, fin dai tempi di Craxi, la preferita), quanto
per modalità e tempistica di introduzione: non è inquadrata in un quadro
armonico generale, introducendo un sistema ed uno sbarramento diverso ed
ulteriore rispetto a quello del "Porcellum" in vigore alle Politiche
ed ai tre diversi sistemi elettorali in vigore per Comune, Provincia e regione;
viene introdotto precipitosamente a due mesi dalle elezioni con il solo scopo
di avvantaggiare i due protagonisti del bipartitismo imposto a colpi di sistema
elettorale e non dalla politica e, in particolare, per "salvare" il
debole leader del Pd, permettendogli di drenare un po' di voti a sinistra, come
già alle Politiche, in maniera da essere ovviamente sconfitto, ma con ancora le
forza per sostenere la monumentale sciocchezza di aver fondato "il più
grande partito riformista della storia italiana". E' la linea Veronica,
espressa con grande lucidità nell'intervista che la moglie del premier ha
rilasciato nei giorni scorso al quotidiano "La Stampa": con Veltroni
leader dell'opposizione, suo (di Veronica) marito resterà premier per almeno
altri 10 anni. In specifico per i socialisti l'accordo sulle europee è la
dimostrazione inoppugnabile che la linea del Pd di Veltroni, dalle scelte alle
ultime politiche, passando per il netto rifiuto dell'adesione al Pse, è quella
della cancellazione dell'identità socialista in Italia (in Europa per ora no,
ma lasciandolo lavorare potrebbe provarci con successo..), con una tolleranza
minima per la presenza di piccole consorterie di notabili locali che
rigidamente non aprano bocca sulla politica, in una sorta di riedizione del
"Partito dei contadini" polacco, che fu mantenuto in vita burocratica
fino alla caduta del comunismo. La proposta di sbarramento europeo ha sortito
almeno questo risultato: le poche illusioni che aveva sollevato Veltroni con il
suo vago accenno alla nuova alleanza con i socialisti al Congresso di
Montecatini e dopo sono svanite anche in chi nella dirigenza PS aveva cercato
di trovarvi un fondo di verità e lealtà. Possibile sconfitta parlamentare di
Veltroni L'accordo del 4% ha superato il primo passaggio d'Aula alla Camera, si
appresta ad arrivare in Senato e, nelle intenzioni di lorsignori, dovrebbe
diventare legge già entro venerdì 6 febbraio. In queste ultime ore si era
delineato su questo accordo la minaccia di un emendamento spinto soprattutto
dai cosiddetti "dalemiani", per abbassare lo sbarramento dal 4 al 3%
: dal punto di vista tecnico si tratta di una piccola furbizia tipica di
D'Alema, introdurre una soglia più morbida finalizzata ad aiutare la nascita
dell'ennesima formazione "scissionista" dalla sinistra alternativa
che dreni i voti di quell'area, impedendone il riflusso verso Di Pietro e nel
contempo cominci a formare le "truppe di complemento" all'esterno del
Pd di Veltroni per aprire un nuovo capitolo dell'alternanza tra "compagni
di scuola" che ha caratterizzato la stentata vita della sinistra della
Seconda repubblica. Ma è del tutto evidente che se l'emendamento 3% fosse
passato in sede parlamentare avrebbe delineato una sconfitta politica decisiva
per Veltroni, che sarebbe stato abbandonato come "incapace anche di
reggere il ruolo del perdente permanente", come ha già annunciato
Cicchitto, mediante il ritiro della proposta da parte di Berlusconi. In queste
ore socialisti e Sinistra Democratica stanno effettuando pressioni e sollecitazioni
sui parlamentari del Pd che si definiscono "del Pse " ( ricordo fra
le tante iniziative, la lettera del "Gruppo di Volpedo" a tutti i
parlamentari "socialisti" del Pd) perché escano allo scoperto e si
pronuncino contro la legge salva-Veltroni e penso che, in queste ore, chiunque
debba fare il massimo dello sforzo in quella direzione. In tutta evidenza, nel
caso di sconfitta parlamentare su questo tema (personalmente non dispongo di
informazioni sufficienti a fare ipotesi sulle possibilità effettive che questo
accada), la crisi della segreteria Veltroni e dell'intero Partito democratico
sarebbe di fatto aperta ufficialmente e si prospetterebbero scenari ancora
diversi rispetto a quelli che stiamo esaminando in queste ore. Gli scenari
possibili per i Socialisti con la legge del 4% : liste di sinistra per la
difesa della democrazia La linea di azione del PS attuale è quella espressa in
questa dichiarazione del segretario Riccardo Nencini: "Per battere i
fautori dello sbarramento elettorale alle Europee servono coesione dei partiti
che siedono nel Comitato per la Democrazia ( quello proposto dai socialisti e
presieduto da Mauro Del Bue ) ed un progetto politico da contrapporre ad un
bipolarismo imposto dall'alto che richiama una 'bella' legge imposta dai militari
brasiliani nell'ultima fase del loro regime. I militari stabilirono con decreto
che ci fossero due soli partiti: Arena e Mdb. Decisero anche di indire le
elezioni ma il partito di maggioranza - Arena - sarebbe comunque rimasto tale.
Per legge. Se l' ipotesi del C.L.N. non trovasse tutti d'accordo sarà
necessario promuovere una alleanza che vada dai Radicali al movimento di
Vendola, dai Verdi a Sinistra Democratica. Una alleanza fra riformisti -
sottolinea Nencini - da riproporre nelle elezioni amministrative del prossimo
giugno. Un 'Patto per il futuro' - conclude il leader del Partito Socialista -
che si opponga alle violenze fatte alla Costituzione ed alla democrazia
italiana e che dia voce alla sinistra delle libertà''. E' utile che i compagni
sappiano che tutti, da De Michelis a Turci, da Pia Locatelli a Bobo Craxi, sono
d'accordo e supportano attivamente il segretario in questo tentativo e nelle
verifiche che si stanno effettuando con tutti gli interlocutori sunnominati. I
possibili esiti di questa iniziativa sono sostanzialmente tre, dal momento che
è già stata esclusa l'ipotesi di una lista Cln da Ferrero a Mastella, proprio
ad opera degli "estremi" di questo ipotetico schieramento: - la lista
di "sinistra per la democrazia" , che andrebbe da Vendola a Pannella.
Questa ipotesi privilegerebbe il dato di emergenza democratica e di minaccia
all'esistenza stessa di una sinistra laica, di contrapposizione alla nuova
"bipartitocrazia" (aspetto questo particolarmente caro a Pannella),
rispetto a quelli delle convergenze politiche. - una lista di convergenza
laica, con socialisti, repubblicani, liberali, in parte attualmente nel
centrodestra, con i Radicali, in una sorta di riedizione della Rnp. Questa
ipotesi privilegerebbe, evidentemente, le similitudini politiche in materia di
libertà civili e di politica economica rispetto al dato elettorale. - una lista
del Partito Socialista Europeo, come nella linea già sostanzialmente adottata
dal PS in assenza dello sbarramento, con una scelta identitaria ed autonomistica
che prescinde dal dato elettorale europeo. La Segreteria del PS arriverà
presumibilmente entro pochi giorni a definire quale delle tre ipotesi sarà
praticabile e quindi proponibile al Partito, ragione per la quale ritengo che
sia utile, più che esprimere una preferenza per l'una o per l'altra ipotesi,
ragionare e capire fino in fondo le implicazioni che ciascuna delle tre
possibili ipotesi potrebbero comportare, in termini di possibile risultato
elettorale, politico, di prospettiva immediata e futura. In particolare invito
tutti a meditare sulla necessaria coerenza che dovrà esserci tra l'adozione di
una di queste formule e le alleanze elettorali alle provinciali ed alle
comunali che si terranno nella stessa giornata: la rottura che si è consumata con
il Pd di Veltroni rovescia il tradizionale scenario, tipico degli anni dello
Sdi , che prevedeva il non essere alleati del Pd come l'eccezione ad una regola
ed ad un automatismo indiscusso. Alle prossime elezioni amministrative dovranno
essere spiegate le ragioni del sostegno a candidati del Pd (ovviamente sarà
possibile farlo con successo, se le stesse saranno valide) e non quelle della
contrapposizione di altre candidature . La "proposta indecente" del
Pd Il segretario socialista Nencini ha smentito che fino ad ora siano giunte
proposte di "apparantemento" da parte del Pd ai socialisti e non
esiste motivo di dubitare del contrario. L'insistenza con la quale in sede
locale esponenti del Pd danno per fatto, scontato e concluso un accordo di "ospitalità"
del Ps nelle liste del Pd è scopertamente strumentale e finalizzata a chiudere
senza incidenti le piccole partite locali, possibilmente senza
"spendere" troppo, essendo la "borsa" dei Democratici non
particolarmente rigonfia di suo. E' nell'ordine delle cose, tuttavia, che
questa offerta, una volta approvata la legge, arrivi: potrà essere più o meno
generosa (sulle Europee, peraltro, si tratterà di posti in lista e non molto di
più, dal momento che ben difficilmente il Pd lacerato ed in difficoltà potrà ripetere,
nemmeno in piccola parte, la leggera "spinta" che fu garantita ai
candidati Sdi come Del Turco nell'Unione alle scorse elezioni ), riguarderà
soprattutto il livello amministrativo e potrà comprendere qualche
"extra" riguardante il poco sottogoverno disponibile. Sarà un'offerta
comunque non priva di appeal per molti compagni e settori del Partito, che
ritengono che la sopravvivenza dell'idea socialista in Italia passi per il
mantenimento di una serie di posizioni, di Giunta o di Consiglio, che giustifichino
l'idea di un Partito radicato nel territorio, come nella tradizione socialista
. Il "Partito degli amministratori" sopravvissuti alle crisi
successive di questi anni, spesso eletto in "listini" bloccati,
sentirà certamente il fascino ed evidenzierà l'utilità di una proposta che
rispetto a quella di chi privilegia l'aspetto della battaglia politica, ha una
indubbia concretezza e porta a risultati di "pochi, maledetti e
subito" rispetto all'alea per molti insopportabile di una sfida elettoralmente
improponibile nelle condizioni date. Anche in questo caso ritengo sia utile,
oggi, analizzare e comprendere le ragioni che stanno dietro
la presa di posizione di compagni che non vogliono sentire parlare di
abolizione delle Province perché il "partito si regge sugli oltre cento
consiglieri provinciali ed assessori che abbiamo" , perché potranno essere
condivise da molti, piuttosto che imbastire polemiche preventive su una scelta
che, comunque, non tarderà a dover essere fatta. Socialisti al bivio
Come una maledizione, il vecchio slogan di Pietro Nenni ritorna d'attualità.
Non appena il quadro legislativo e dei rapporti politici si chiarirà - e
succederà in pochissimi giorni - ancora una volta i socialisti, che siano o
meno nel Ps, si troveranno di fronte ad una scelta: imboccare la via già
seguita da alcuni con scarso successo, entrando di fatto nel Pd per tentare di
giocare la partita della componente "socialista" nell'eterno ed
indistinto cantiere che ieri si chiamava Unione, oggi Pd e domani non si sa;
oppure giocare l'azzardo di una partita elettoralmente quasi impossibile e
politicamente difficile dell'altrettanto eterna ricerca di una sinistra che non
c'è. Personalmente non banalizzo minimamente la scelta, né sottovaluto le
possibili ragioni di chi sosterrà un'ipotesi piuttosto che un'altra: è
possibile, anzi molto probabile, che si sia alla vigilia di possibili nuovi
strappi e lacerazioni dettate da differenti visioni della politica, in grado di
vanificare in pochi minuti percorsi politici che, giusti o sbagliati che
fossero, hanno richiesto mesi, anni di lavoro e passione politica anche solo
per essere pensati. Quello che vedo e sento come profondamente necessario è che
non si affronti questa svolta con preconcetti e personalismi tipici della
storia recente e meno recente dei socialisti, affidandosi alle scelte di
qualche "dirigente", magari per criticarle un momento dopo, quando
spesso diventa troppo tardi per influire o modificarle. Suggerisco a tutti noi
di approfittare di uno dei pochi elementi positivi emersi negli ultimi tempi,
proprio l'assenza o la non evidenza di personalismi e divisioni precostituite
nel gruppo dirigente nazionale del Ps, che è inevitabilmente il fulcro oggi
della discussione fra i socialisti: magari riemergeranno prestissimo, ma in questi
giorni ed in queste ore non c'è traccia di tentativi di forzare gli sbocchi in
un senso od in un altro ed il segretario Nencini cerca di tessere una trama
comune, avendo la solidarietà di tutti. Approfittare di questo significa
portare il proprio contributo ed i propri suggerimenti espliciti ed in maniera
chiara e trasparente, da parte di tutti, nelle forme più diverse: partecipando
a forum ed iniziative, scrivendo, parlandone, sempre con spirito e volontà di
comprensione prima che di polemica, dando una chiara indicazione e sensazione
di quello che è l'orientamento di ciascuno di noi individualmente presi. Io
penso che se la scelta dovrà ricadere tra le alternative di cui ho parlato sarà
ovviamente indispensabile un confronto ed un pronunciamento degli organi del
PS, dalla Segreteria al Consiglio Nazionale, ma sarà anche necessario trovare
un momento di confronto finale in un Congresso straordinario, ovviamente tutto
politico, che veda la partecipazione di tutti coloro i quali si dichiarano
socialisti oggi, senza eccessiva burocratizzazione formale, con lo scopo di
dare vita ad un momento di grande e vero confronto, che possa costituire, come
tutti sicuramente auspichiamo in cuor nostro, l'occasione più volte mancata del
rilancio e del nuovo inizio della politica socialista in Italia. *Partito
Socialista, Milano
( da "Stampa, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
COMUNEA IMPERIA
CONTINUANO LE POLEMICHE FRA MINORANZA E MAGGIORANZA SU QUESTIONI URBANISTICHE
"Il campo pratica di golf? Lo faremo" [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA
Si dice spesso che nell'assonnata Imperia gli argomenti in discussione sono
sempre gli stessi; di recente, a sorpresa, si è aggiunta la pioggia, neppure
fossimo a Londra. Tra le questioni ricorrenti, perché motivo di attrito
permanente fra opposizione e maggioranza, c'è quella del campo pratica di golf
nel Parco urbano sul mare, che la Regione ha a suo tempo bocciato. Nella seduta
di Consiglio di martedì scorso, all'interno del «botta e risposta» sulle
questioni urbanistiche, il capogruppo Pdl Antonio Di Marco è tornato sul tema
ripetendo un proclama già proposto nel recente passato. Dopo aver ringraziato i
colleghi «per avermi chiamato assessore, perché è benaugurante», ha aggiunto
con aria decisa: «Il campo pratica al Parco urbano si farà». In un'altra
occasione, riferendosi alle elezioni per il rinnovo dell'amministrazione
regionale, attualmente di centrosinistra, era stato ancora più chiaro: «Quando
saliremo al potere noi, cambieremo le cose». D'altra parte, Di Marco persegue
la politica delle frasi storiche. Nello stesso Consiglio ha dichiarato,
parlando della minoranza «che dice sempre di no»: «Il potere logora chi non ce
l'ha, come diceva il Guicciardini ben prima di Andreotti». In risposta alle
osservazioni dell'opposizione per la scarsità di servizi in località Barcheto,
destinata ad accogliere nuovi insediamenti, ha inoltre detto: «Per Barcheto
resta ancora molto da fare. E la prossima amministrazione, che saremo sempre
noi, ci penserà». Un'altra tirata, in Consiglio comunale, è
stata poi riservata alla Provincia, ente in odore di eliminazione, che però la
minoranza giudica fondamentale come arbitro e controllore: «Nel 1974 il Pci di
Berlinguer, assieme a Ugo La Malfa, era per l'abolizione delle Province perché
avevamo già le Regioni». Il clima è già da vigilia di elezioni. Nel
Consiglio comunale di martedì ha assunto toni infiammati anche un intervento di
Gabriella Badano, capogruppo dei Verdi, che ha definito «un'indecenza» la
relazione paesistica allegata al progetto della società le Vele Srl, per una
palazzina a quattro piani accanto a lungomare Vespucci. Sul tema ha
preannunciato osservazioni, «per prevenire quelle, scontate, della commissione
tecnica provinciale». Tuona: «Il documento era già stato giudicato inadeguato
dalla Provincia. Invece di una puntuale analisi sul territorio, contiene
infatti un excursus storico che parte dal 2° secolo dopo Cristo, parla del
ponte di Barcheto e della popolazione nell'anno Mille». Il documento logora chi
non ce l'ha.
( da "Nuova Sardegna, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Luigi Lotto (Pd)
«Bisogna rilanciare l'agricoltura in chiave turistica» SILVIA SANNA SASSARI.
Della politica si è innamorato a 20 anni: consigliere comunale nel suo paese,
Villagrande Strisaili. Dal 1978 vive a Sassari e per quasi 10 anni ha occupato
la stessa poltrona: assessorato ai Lavori pubblici. Luigi Lotto, «l'uomo dei
cantieri e delle rotatorie», ora tenta il salto in Regione. E snocciola
orgoglioso i dati sui milioni spesi per «cambiare il volto di questa città». -
Due anni di scavi al centro storico, la città trasformata in un cantiere,
polemiche e disagi. Qual'è il suo bilancio? «Sono fiero dei risultati. Siamo
riusciti a portare a compimento entro i tempi stabiliti il progetto per la
riqualificazione del centro storico. Con un'aggiunta non prevista: la rete del
gas». - Le elezioni arrivano quando lei poteva iniziare a godersi i frutti del
lavoro svolto. Avrebbe preferito andare al voto in primavera? «Per me è
ininfluente. I complimenti che ricevo superano di gran lunga le critiche». -
Però in questi due anni i commercianti hanno sofferto parecchio. Ha paura che
si possano vendicare? «I benefici arriveranno per tutti. La città è più bella,
grazie ai soldi spesi da quest'amministrazione per rifare le strade, le piazze
e i sottoservizi». - Facciamo un po' di conti. «Venticinque milioni di euro per
i Pit del centro storico. Sette milioni per l'Argentiera, quattro per le strade
vicinali, 10 per l'ex mattatoio, 8 per il mercato civico. - L'incompiuta più
dolorosa insieme all'Auditorium. «Purtroppo il contratto con le ditte
appaltatrici è stato rescisso. Ma la gestione molto accurata da parte degli
uffici ha fatto sì che i lavori proseguissero comunque». - Un intervento di cui
è particolarmente orgoglioso? «Il quartiere di via Baddimanna-via Bachelet sino
a poco tempo fa viveva una situazione da terzo mondo. Senza luce, senza acqua,
senza strade, nel totale isolamento. Lì abbiamo fatto i miracoli». - Rotatorie,
a che quota siamo? «Venti già realizzate, otto appaltate, altrettante in
programma. Entro un anno saranno ultimate tutte. Un toccasana per il traffico,
la gente ha detto addio con gioia alle code ai semafori». - Parliamo di Renato
Soru, chi è? «è una persona di grandissima levatura e intelligenza. è uno che
pretende il massimo da se stesso e dagli altri e che ha dato alla politica
quella scossa di cui aveva bisogno». - I big lasciati all'angolo, la spinta
verso il rinnovamento. Che ne pensa? «Un'iniziativa giustissima, è giusto che
si mettano in gioco persone nuove, che portino in Regione l'esperienza maturata
nelle amministrazioni comunali o provinciali». «Le Province
a Soru non stanno molto simpatiche. Lei è favorevole alla loro abolizione? «Una
riflessione seria è indispensabile. è necessario definire meglio i ruoli di
questi enti, soprattutto dopo il travaso di competenze dalla Regione. Ancora il
quadro non è chiaro». - Il governatore uscente ha dichiarato guerra agli
sprechi della politica. Lei va in giro su un'auto blu? «Palazzo Ducale ne ha un
paio in dotazione, io vado a piedi oppure sulla Panda del settore Lavori
pubblici». - Accetterebbe di ridurre la sua indennità? «Certo, bisogna dare
esempi giusti». - Tre risultati raggiunti dalla giunta di centrosinistra. «La
vertenza sulle entrate era ferma da 20 anni. Il piano sanitario era atteso da
25. Di servitù militari si parlava inutilmente da 50 anni. Soru è riuscito
nell'impresa in cui gli avversari avevano miseramente fallito. Ma c'è un'altra
cosa che mi ha colpito ancora di più». - Si spieghi. «è la valorizzazione della
scuola, lo sforzo immenso profuso per cancellare il messaggio sociale distorto
diffuso degli ultimi 15 anni». - Chi era il portavoce? «Berlusconi
naturalmente, è lui che incanta i ragazzi con il miraggio del guadagno facile,
senza lavoro e senza impegno. C'è lui dietro l'involuzione culturale del nostro
paese. Per fortuna in tanti hanno capito l'inganno». - Di Ugo Cappellacci che
opinione ha? «Non lo conosco, mai visto. Di lui so solo che è stato assessore
nell'ultima giunta di centrodestra e che è considerato tra i principali
responsabili del buco nei bilanci. Ha iniziato male, spero finisca peggio, con
una sonora sconfitta». - Se lei invece conquisterà un posto in Regione, che
farà per il Sassarese? «Mi batterei per salvaguardare il polo industriale di
Porto Torres. E punterei al rilancio del settore agricolo in chiave turistica.
Marchi da esportare, da promuovere in contesti più ampi. Ma mi piacerebbe anche
occuparmi di risorse umane». - In che senso? «Il piano sanitario è stata una
grande cosa. Ma occorre motivare chi negli ospedali ci lavora. Parlo dei medici
e degli infermieri, figure indispensabili per garantire un ottimo servizio.
Bisognerebbe ascoltarli di più, assicurare condizioni di lavoro più soddisfacenti.
Per il bene di tutti». - Se andrà male che farà? «Ritornerò a scuola,
all'istituto di Bono dove insegno Scienze agrarie. Continuerò a fare footing
allo Stadio dei Pini e a Platamona e non smetterò di fare politica. Anzi. Vada
come vada, ho importanti progetti in mente». - Il più ambizioso? «Lavorerò alla
costruzione di un grande Partito Democratico. Una struttura organizzata e
solida, di cui l'Italia e la Sardegna in particolare hanno bisogno. Avevamo un
segretario, poi è arrivato il commissario. è tempo di imparare a cavarcela da
soli».
( da "Repubblica, La" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 50 - Sport
Effetto Torneo I soldi Il minirugby Fenomeno rugby, uno sport nel futuro
Tesserati, soldi, bambini le chiavi del successo. E ora abolirà la serie A
Domani in Inghilterra il via al Sei Nazioni, con l´Italia che pare destinata a
nuove sconfitte. Ma il torneo è stata la vetrina decisiva per un movimento in
continua crescita. Ecco i suoi segreti Oggi i giocatori sono un po´ troppo
simili ai calciatori: troppo professionisti e la loro vita sembra incompiuta
CORRADO SANNUCCI ROMA è l´unico sport che cresce eppure ha iniziato una
rivoluzione per sostenere questa crescita. Comincia domani il Sei Nazioni di
rugby in una stagione di svolta, che dovrà segnare un radicale cambiamento di
strategie e strutture nelle squadre e nell´organizzazione, spinti in alto dal
tumultuoso aumento dei tesserati. Il rugby dà un esempio limpido di creatività
dirigenziale, favorito anche dall´esposizione mediatica che ne ha fatto il
fenomeno degli anni 2000: anche altre discipline, come il volley, si muovono,
ma non con l´irruenza e con la forza che adesso ha la palla ovale, che gode di
risorse che gli altri non hanno. Gli sponsor continuano a prenotare spazi, sono
25 le aziende che hanno chiesto di legare il proprio nome al rugby. La
Federazione fa la guerra alla pay tv, di fatto è stata progettata l´abolizione del campionato, il Super10, che di super aveva ben
poco, per poter entrare nella Celtic League, la lega europea. E´ un boom che ha
origine con l´ingresso dell´Italia nel Sei Nazioni, che ha fatto decollare in
meno di dieci anni i tesserati: da meno di 40mila a ormai 80mila, con
l´obiettivo dichiarato di arrivare presto ai 100mila. Un boom che ha
modificato completamente anche l´approccio della famiglia italiana verso questa
disciplina: i minirugby sono pieni di ragazzini per l´avvio alla motricità ma
la novità è che adesso restano a giocare anche dopo i primi lividi e tagli.
Sono i genitori che li portano, volendo uno sport che diverta e tempri il
figlio che passa troppe ore davanti alla Wii. Uno sport che pur nelle sue
contraddizioni, nella violenza che affiora nei match, ha saputo comunque
trasmettere un insieme di valori che vengono giudicati positivi se non
alternativi agli altri sport, il calcio fondamentalmente. La crescita è stata
molto vistosa negli ultimi due anni, paradossalmente proprio in una fase in cui
la nazionale ha cominciato a mostrare sofferenze in ruoli chiave e una certa
stanchezza di obiettivi. E´ ritornato il rugby di un discreto livello a Milano,
è riapparso in zone semisconosciute come la Calabria e la Puglia. Il messaggio
è veicolato soprattutto dalla tv (e si spiega la disperazione della Fir per
essere finita sulla pay tv, con Sky che ha acquisito i diritti per il Sei
Nazioni 2010) mentre incredibilmente già si parla di insufficienza di strutture,
i campi da gioco, e di dirigenti e allenatori, che possano dare qualità alla
voglia di giocare dei ragazzi. Ogni mese ci sono 4-5 nuove realtà che si
affiliano, sono 842 le società italiane. Il bilancio della Fir è di 28 milioni
di euro, 90 il suo fatturato: dieci anni fa era un decimo. A essere trascinato
è stato anche il movimento femminile, passato in pochi anni da
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
06-02-2009)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag. 12
PER l'1 per cento è stato facile, ma qualcuno ci ha provato lo stesso. ... PER
l'1 per cento è stato facile, ma qualcuno ci ha provato lo stesso. In questo
caso l'uomo senza ritegno è stato l'on.Ugo Sposetti, l'ex tesoriere dei Ds,
che, in occasione del dibattito sulla riforma elettorale per le europee, ha
presentato un emendamento che prevedeva il rimborso elettorale anche per le
forze politiche che superavano l'1%, anche se non avevano raggiunto il 4%
previsto dalla legge. Per fortuna il presidente della
Camera e la conferenza dei capigruppo hanno dichiarato inammissibile quella
proposta che, per la verità, anche diversi parlamentari hanno giudicato
indecente. Più difficile appare la battaglia per l'abolizione delle Province.
Questa proposta doveva essere prevista nella legge sul federalismo fiscale.
Ma, in realtà, si parla dell'abolizione di questo ente solo dove nasceranno le
città metropolitane, che di fatto finiranno col diventare delle superprovince. Attualmente le Province sono 104 e costano alle
casse pubbliche oltre 16 miliardi di euro ogni anno. Ripetiamo: ogni anno. Un
ente assolutamente inutile, riconosciuto da tutti (ad eccezione dell'Upi) che i
parlamentari dicono di voler abolire ma poi, sotto sotto, cercano di ampliarne
il numero con nuove proposte di legge. Vi sono almeno 47 progetti per
l'istituzione di altrettante nuove province. I più
attivi sono i leghisti e sono anche i difensori più accaniti delle Province,
dove nelle aeree padane hanno conquistato posizioni di potere che non intendono
mollare. CI SONO però, per fortuna, movimenti di base, soprattutto nel nord,
che stanno sensibilizzando l'opinione pubblica. Ad esempio, un gruppo di
imprenditori veneti (Carraro ,Salamon, Beraldo, Rossi Luciani, Bortoluzzi,
ecc.) ha promosso una campagna dal titolo Non serve, non voto' (che ha già
raccolto oltre 50 mila firme) per invitare a non andare a votare per le province alle prossime elezioni. Ovviamente la roccaforte' dell'Upi
si sente minacciata ed è passata al contrattacco, con argomenti arcinoti: «La
Provincia è prevista dalla Costituzione», «La Provincia rappresenta
l'articolazione della democrazia nel territorio», ecc. In realtà gli argomenti
di difesa sono molto deboli... E' noto infatti che anche la Costituzione è
modificabile e che le attuali funzioni delle inutili province
possono essere facilmente essere redistribuiti con una nuova Carta delle
autonomie locali ai Comuni, alle Regioni, alle città metropolitane e alle
comunità montane. Ma anche queste ultime dovrebbero essere cancellate. Forse
quei sedici miliardi di euro l'anno potrebbero essere utilizzati meglio per
infrastrutture, ammortizzatori sociali e credito alle imprese. E in tempi di
crisi credo che queste cose siano assolutamente prioritarie. Un libro, che
uscirà fra un paio di settimane, scritto da me con Giancarlo Mazzuca (I
Faraoni', Piemme editore) approfondirà questi problemi e non solo.
( da "Tirreno, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 8 - Cecina
Scuola primaria, 39 maestri a casa Le proiezioni-choc della Cgil per il
prossimo anno scolastico E in tutta la provincia sono 89 gli insegnanti che
rischiano il posto LIVORNO. Dopo tanto parlare (e manifestare) sull'eventuale
sconquasso alla scuola che procurerà l'applicazione della Legge Gelmini ecco le
prime proiezioni sulla maxi-sforbiciata ai posti di lavoro: secondo i calcoli
della Flc-Cgil livornese, al via del prossimo anno scolastico alle primarie (ex
elementari) rischiano il posto in città da un minimo di
( da "Giornale di Brescia" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Edizione: 06/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Chiudere l'Eulo? La
Provincia «chiama» il Comune Sull'inserimento dell'ente universitario nella
lista delle organizzazioni inutili la maggioranza in Broletto si divide La sede
dell'Eulo in via Valotti L'Ente universitario per la Lombardia orientale (Eulo)
dovrebbe compiere quarant'anni il prossimo 11 novembre, essendo nato nel
lontano
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-02-06 - pag: 21 autore: Le altre
modifiche prima dell'Aula Concessionarie autostradali, lavori senza gara Marco
Rogari ROMA Slittamento al 30 giugno 2009 della scadenza per la
"potatura" degli enti statali. Abolizione dell'obbligo di gara per tutti i lavori pubblici da parte delle
concessionarie autostradali. Ed esclusione dall'Ici dei fabbricati
rurali. Sono queste alcune delle novità apportate al decreto milleproroghe
dalla commissione Affari costituzionali del Senato che ha concluso nella notte
tra mercoledìe giovedì l'esame del provvedimento, in sede referente. Il testo,
da martedì sarà al vaglio dell'Aula di Palazzo Madama, contiene anche il
cosiddetto emendamento-Alfano sul decollo del " piano-carceri" con
cui vengono affidati poteri straordinari al capo del Dap, Franco Ionta, e
vengono previsti iter più veloci per l'edilizia carceraria. Dell'articolato che
approda in Aula fanno parte anche i correttivi per sanare alcuni errori tecnici
contenuti nel decreto anti- crisi, da poco convertito in legge dal Parlamento,
a cominciare da quello riguardante l'individuazione della quota di
finanziamenti da destinare all'acquisto di nuovo materiale rotabile per il
trasporto ferroviario regionale e locale. Ma la vera partita in Commissione si
è giocata sui ritocchi al capitolo delle opere pubbliche. Con tanto di giallo
su un doppio via libera a due emendamenti, uno del Governo e l'altro di Angelo
Cicolani (Pdl), con i quali viene fatto saltare l'obbligo di gara per tutti i
lavori pubblici, introdotto dal Governo di Centro- sinistra con l'allora
ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Il primo emendamento permette
alle concessionarie di affidare "in house" (senza obbligo di gara)
fino al 60% dei lavori pubblici, in primis opere autostradali, attraverso
società controllate. Il correttivo del Governo estende questa possibilità anche
a servizi e forniture. Una impostazione non perfettamente compatibile con
quella proposta da Cicolani. Di qui la decisione, nella fase di
"assemblaggio" degli emendamenti approvati, di far approdare in Aula
il testo del Dl con uno solo di questi ritocchi. Che dovrebbe essere quello
targato Cicolani. «Si tratta – afferma lo stesso Cicolani – di un tipico
intervento anti-crisi, perché consente di anticipare di 12-15 mesi l'avvio dei
lavori che le concessionarie potranno affidare "in house" senza dover
fare prequalifiche e gare già pronti, finanziati da capitale interamente
privato». Tra gli altri emendamenti che hanno ottenuto il via libera della
Commissione spicca quello del relatore Lucio Malan (Pdl) che fissa all'anno
solare precedente, al1Úluglio, ilredditosulqualecalcolare le prestazioni
previdenziali. Sempre del relatore è un ritocco con cui vengono cambiate alcune
regole sull'accertamento dell'idoneità alla circolazione e omologazione di
veicoli. Sul versante dell'autotrasporto è stato approvato anche un emendamento
che riduce i tassi dei premi Inail in relazione al minor tasso di
incidentalità. Via libera anche all'emendamento che esclude dall'Ici i
fabbricati rurali. Fitto anche il pacchetto di correttivi del Governo. A
partire da quello che fa slittare, almeno in parte. l'operazione di potatura
degli enti pubblici: slitta infatti dal 31 marzo al 30 giugno 2009 il termine
per la presentazione dei regolamenti da parte delle strutture che, in caso di
mancato rispetto di questa scadenza, verrebbero automaticamente soppresse. La
commissione, dove la maggioranza è andata sotto due volte, ha anche approvato
un correttivo di Antonio Battaglia (Pdl) finalizzato a precisare la misura
dell'ultima legge Finanziaria con cui è stato ammorbidito il vincolo del Patto
di Stabilità interno per le spese in infastrutture sostenute dagli enti locali.
In particolare, viene maggiormente marcato il perimetro entro il quale può
operare l'alleggerimento, mantenendo comunque invariata l'esenzione dalle
sanzioni per Comuni e Province in caso di sforamenti del Patto per la
realizzazione di opere pubbliche. DOPPIA CORREZIONE Per gli appalti pubblici
coordinamento difficile tra le modifiche proposte dal relatore e quelle del
Governo ENTI LOCALI Via libera all'emendamento che esclude dal perimetro
dell'Ici i fabbricati rurali Correzioni in vista per il patto di stabilità
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-02-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))
Argomenti: Province
Venerdì 06 Febbraio
2009 Chiudi PESARO Il sindacato contro l'ex sindacalista, ora "abolizionista". E' il coordinamento regionale della Funzione
pubblica Cgil per il Corpo Forestale a replicare duro al presidente della
Provincia, Palmiro Ucchielli. Il numero uno di via Gramsci nei giorni scorsi
aveva chiesto che i poteri della Forestale venissero trasferiti alle polizie
locali, smantellando così il Corpo. Parole inaccettabili secondo il
sindacato. «Come può - spiega il sindacato - l'istituzione preposta al
controllo e alla repressione degli illeciti ambientali auspicare la scomparsa
di un corpo di polizia, come quello della Forestale, fondato ed
istituzionalmente deputato a difendere la natura e gli ecosistemi più delicati?
Come può Ucchielli invitare il presidente della Repubblica a riflettere sull'esistenza
del Corpo Forestale dello Stato? Noi pensiamo ad un autogol istituzionale».
Insomma un attacco del genere da parte di un ex sindacalista, la Cgil non se
l'aspettava proprio. Un attacco troppo simile, secondo il sindacato, a quelli
lanciati dal ministro Brunetta. «Non sappiamo - spiegano - quali siano state le
reali motivazioni che hanno spinto il presidente Ucchielli a puntare il dito
sull'inutilità istituzionale di Forestale e Prefettura, ma una cosa la possiamo
immaginare: ancora una volta, il dipendente pubblico viene indicato come
qualcosa che non serve o che deve essere abolito a discapito, per l'ennesima
volta, dell'immagine di chi lavora per difendere la sicurezza ambientale di
tutti i cittadini. Grazie presidente... ma sulla presunta inutilità del Corpo
Forestale faccia parlare i cittadini, che tutti i giorni testano con mano lo
spirito di abnegazione e la professionalità di chi lavora». Lu.Fa.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-02-06 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Campania senza listino Scontro An-Forza Italia Legge
elettorale, Cicchitto e Quagliariello: «Favorisce clientele» D'Ercole: «Non
capisco, abbiamo solo abolito un privilegio» Oggi conferenza stampa di Forza
Italia per annunciare la campagna di sensibilizzazione contro la nuova legge
elettorale regionale licenziata in commissione statuto NAPOLI — Il centrodestra
rischia di dividersi sulla legge elettorale regionale, quella che prevede
l'abolizione del listino, la garanzia di formare liste con almeno un terzo di
rappresentanti donne e l'assegnazione alla coalizione che perde di almeno il
35% dei seggi (una sorta di premio di minoranza): vale a dire una ventina di
consiglieri. Oggi, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nicola Cosentino,
e il capogruppo azzurro in consiglio regionale, Paolo Romano, annunceranno in
conferenza stampa l'avvio di una incalzante campagna di sensibilizzazione
contro la legge varata dalla commissione statuto. «La Campania — anticipa
Cosentino — rischia di essere l'unica regione italiana a non prevedere il
listino, necessario strumento di riequilibrio e compensazione, in questo caso,
anche di genere e a tutela delle competenze. Io — aggiunge — ho conosciuto il
sistema delle preferenze e so quante difficoltà comporti: impegna ad aprire
comitati elettorali, a rastrellare consenso, a mediare talvolta tra le esigenze
personali dei cittadini e gli interessi del territorio. Insomma, uno scienziato
che ha dedicato tutta la vita agli studi non credo abbia la possibilità di
stringere una molteplicità di rapporti con i cittadini. Tuttavia, solo per
questo non potrebbe far politica perché senza alcuna possibilità di raccogliere
voti». Da Roma arrivano a dar man forte anche il capogruppo alla Camera,
Fabrizio Cichitto, e il vicecapogruppo al Senato, Gaetano Quagliariello, del Pdl:
«Noi che abbiamo liberato Napoli dai rifiuti non consentiremo che le scorie di
un periodo da dimenticare possano tornare a inquinare la Campania che invece ha
bisogno di rialzarsi e tornare a respirare. Il progetto di riforma della legge
elettorale regionale approvato in commissione nel consiglio campano —
proseguono i due parlamentari del Pdl— tradisce un'evidente nostalgia per
quell'ancien regime che già tanti danni ha prodotto. Non è un problema di
persone, ma di regole: incentivare la frammentazione eliminando la soglia di
sbarramento, e affidare alle preferenze l'intera rappresentanza in consiglio
regionale mediante l'abolizione del listino significherebbe riprodurre guasti e
meccanismi dei quali la Campania ancora porta vive le ferite. Non vorremmo — concludono
— che il centrosinistra, consapevole della sua debolezza, volesse limitare i
danni agevolando con la riscrittura delle regole la politica delle clientele».
Non è dello stesso parere il leader dell'opposizione in consiglio regionale,
Franco D'Ercole, di An, il quale premette di non voler aprire alcun fronte
polemico nel Pdl. Ma basta una premessa per diluire una oggettiva differenza di
posizione? «In verità — conferma D'Ercole — resto sconcertato dalla protesta di
Forza Italia. Non la comprendo e non credo abbia presa sull'opinione pubblica.
L'abolizione del listino, di questa sacca di privilegio, è stata da sempre il
cavallo di battaglia del centrodestra in consiglio regionale. Tra l'altro,
Forza Italia insiste sul fatto che si sia toccata anche la soglia di
sbarramento. Cosa non vera». Il fuoco di Forza Italia continua a bersagliare la
nuova legge elettorale regionale approvata lo scorso 3 febbraio con i voti di
An, del Pd, di Idv, dell'Udeur e del Movimento per l'Autonomia; ma che ha
registrato l'astensione di Rifondazione comunista e dello Sdi e il voto
contrario. evidentemente, di Forza Italia. Il listino resta oggetto della
contesa. E per la sua difesa si rispolverano anche argomentazioni un po'
bizzarre che sull'effetto di contrasto tentano di sminuire l'importanza della
preferenza: oggetto di transazione — si insinua — talvolta impura dato il clima
politico inquinato che esiste in Campania. Come dire che occorrerebbe proibire
la vendita dei coltelli poiché oltre che essere usati in cucina possono anche
offendere l'uomo. Ma nessuno aggiunge: a seconda dell'uso che se ne fa.
«Rifuggiamo da tentazioni populiste — replica in una nota il capogruppo azzurro
in consiglio regionale, Romano —: sottrarre alle coalizioni
politiche la possibilità di indicare tre componenti su sessanta non credo possa
essere considerato un espediente antidemocratico. Mentre il listino può essere
un importante strumento di compensazione». Angelo Agrippa Polemico Il
sottosegretario Nicola Cosentino ha criticato la nuova legge elettorale della
Campania che prevede l'abolizione del listino delle preferenze
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-02-06 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Pronte le modifiche alla legge elettorale Piccoli
Comuni, terzo mandato BARI — Nelle prossime settimane il
Senato dovrebbe affrontare una prima modifica della legge elettorale per le
amministrative di giugno prossimo. La modifica consiste nell'abolizione del
divieto del terzo mandato per i sindaci dei Comuni al di sotto dei 5.000
abitanti. Spiega il senatore del Pd, Giovanni Procacci, componente la
commissione Affari costituzionali: «Al Senato è stato depositato un
emendamento, firmato da Enzo Bianco, che va proprio in questa direzione.
Naturalmente il Pd è compatto, la Lega favorevole, ma il Pdl nicchia». E in
queste ore si sta trattando. «E' possibile continua Procacci - che
l'emendamento venga discusso insieme alla legge sulle autonomie locali, che
arriverà a breve in commissione, oppure che faccia parte del decreto 10/82
sulla semplificazione, una sorta di decreto omnibus». Maggiormente complesso,
invece, appare l'iter di una più corposa modifica della legge elettorale alla
quale è particolarmente attento il presidente della commissione Affari
costituzionali della Camera, Donato Bruno, del Pdl. Secondo quanto è dato di
sapere, sarebbe previsto un solo turno secco di voto per i sindaci e i
presidenti di Provincia, abolendo i ballottaggi, purchè almeno un candidato
superi il 40% dei consensi. In caso contrario, varrebbero ancora i ballottaggi.
E verrebbe anche ridotto di netto il numero delle liste, in appoggio ai
candidati sindaci o ai presidenti, ad un massimo di tre. Una modifica che
svantaggerebbe soprattutto il centro sinistra visto il pullulare di civiche e
l'attivo mondo dell'associazionismo che si affianca ai partiti. Alle amministrative,
è noto, si vince moltiplicando il numero dei candidati. Basti pensare che nella
scorsa tornata elettorale, per la corsa al consiglio comunale di Bari ci furono
1.040 candidati e 4.200 per i consigli di circoscrizione. L. Sar.
( da "Giornale.it, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
n. 32 del 2009-02-06
pagina 0 Polibibita, Noia che fugge e Nero acero: ecco la cena futurista di
Corelli di Andrea Cuomo Il grande chef interpreta a Milano il prossimo 19
febbraio i dettami del Manifesto della cucina futurista in occasione del
centenario del mocimento creato da Marinetti. E confessa: «Sarà un
evento-spettacolo ma non mi stupisco che i loro ristoranti siano falliti» Per
aperitivo «Polibibita», per primo «La noia che fugge», per secondo «A caccia
nel paradiso», per dessert «Chiaro di luna» e per chiudere «Nero acero». Sono
nella migliore tradizione futurista i piatti del menu che il grande chef Igles
Corelli proporrà il 19 febbraio prossimo a Milano, per celebrare il centenario
della pubblicazione del Manifesto futurista da parte di Filippo Tommaso
Marinetti. Un anniversario che verrà celebrato con tanti eventi in tutta
Italia. Poteva mai mancare il cibo? In realtà i futuristi non erano affatto
indifferenti alla cucina. Convinto che la pasta, piatto principe della nostra
alimentazione, fosse pernicioso al punto da indurre negli italiani «fiacchezza,
pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo», Marinetti pubblicò il 28
dicembre 1930 sulla Gazzetta del Popolo di Torino il Manifesto della cuicina
futurista, che appartiene alla fase matura del movimento, che si apriva
all'applicazione pratica nelle discipline del quotidiano, compresa la più
quotidiana di tutte, il mangiare. Nel Manifesto Marinetti
riproponeva alcune idee portanti della filosofia culinaria di Jules Maincave,
lo chef francese che proponeva trasgressivi (si direbbe oggi) abbinamenti fino
ad allora vietati. Marinetti ci mette di suo l'abolizione delle posate
tradizionali (salvo il cucchiaio, sfuggito alla sua fatwah) e di molti degli
elementi tradizionali dei nostri deschi, l'accostamento ai piatti di poesie
e musiche e, soprattutto, la creazione di piatti dal nome evocativo come Bordo
solare, Antipasto intuitivo, Crneplastico e Mare d'Italia. Culmine della cucina
futirusta fu l'apertura a Torino della «Taverna Santopalato», ove venivano
sperimentati e messi in pratica i dettami della azzardata «cuisine». Oggi
mangiare futurista è un gioco e una provocazione. Che Corelli, a suo modo
futurista nel modo in cui concepisce i suoi menu alla Locanda della Tamerice in
provincia di Ferrara, accoglie con entusiasmo. «Sarà una reinterpretazione del
mito della velocità e una vera cena-spettacolo - promette - con tanto di
balletti e musica che stupirà i commensali. L'evento è organizzato da Archeo
900 e dalla Locanda della Tamerice». E veniamo al menu. «La cena - attacca
Corelli - sarà preceduta da un aperitivo a base di Polibibita, un cocktail
ottenuto da sciroppi a base di fiori che sarà accompagnato da un piatto a base
d'anatra. Il primo sarà un risotto allo zafferano e liquirizia battezzato
"La noia che fugge" poiché la noia di un semplice risotto alla
milanese, chiaro omaggio alla città che ci ospiterà, fugge grazie al sapore
particolare della liquirizia. Il secondo si chiama "A caccia nel
Paradiso": anatra selvatica cotta in pietra ollare e spruzzata di argento
commestibile, servita con purea di spinaci e salsa al cioccolato. Il dessert,
invece, ricalca la ricetta originale: "Chiaro di luna" è un frullato
di datteri e spuma di ricotta. Al momento di servirlo verrà vaporizzato in sala
sciroppo di rose. A chiudere il pasto "Nero acero": caffè corretto
con succo d'acero». E il «carneplastico»?. «L'ho provato, ma devo dire che di
commestibile in quella ricetta c'era poco (si tratta di un cilindro di carne
macinata ripieno di undici verdure sostenuto da un anello di salsiccia e da tre
sfere di pollo il tutto condito dal miele, ndr). Non mi stupisco che i primi
ristoranti futuristi siano tutti falliti: alla fine si deve pur mangiare!». Per
fortuna, aggiungiamo noi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Denaro, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Benevento fisco
& territorio Agenzia entrate, si volta pagina Entro giugno nascerà la prima
delle cinque nuove direzioni provinciali Spetta a Benevento il primato in
Campania nell'attivazione della riorganizzazione disposta, a partire dallo
scorso primo gennaio, dall'agenzia delle entrate. Entro i primi sei mesi
dell'anno, infatti, nasce nel capoluogo sannita la prima delle cinque direzioni
provinciali campane, destinate a sostituire gli uffici locali. Si tratta di una
riorganizzazione che dovrebbe terminare entro la fine del 2010, concepita per
tarare le strutture periferiche in base alla grandezza e alla rilevanza dei
territori. A guidare la direzione provinciale è Myriam Clemente. Cecilia Del
Gaudio " Benevento la prima città in Campania ad effettuare la
riorganizzazione dell'agenzia delle entrate, secondo quanto avviato in Italia,
a partire dal primo gennaio 2009. Nel capoluogo sannita, entro il primo
semestre di quest'anno, parte l'attività della prima delle cinque direzioni
provinciali campane. A guidare la struttura è Myriam Clemente. L a
riorganizzazione, programmata a livello nazionale, prevede centosei direzioni
provinciali che, entro la fine del 2010, sostituiscono i trecentottantasei
uffici locali. La direzione provinciale si articola in un unico ufficio
controlli, con competenze per l'intera provincia, su gran parte delle attività
di prevenzione e contrasto all'evasione. Gli uffici territoriali variano a
seconda delle dimensioni della provincia. Tra i loro compiti rientra perlopiù
l'erogazione dei servizi ai contribuenti. I cambiamenti riguardano anche la
componente regionale. Operativa da qualche giorno, infatti, la nuova struttura della Direzione Regionale delle Entrate della
Campania. Le novità riguardano principalmente l'abolizione delle posizioni di
direttore regionale aggiunto, la riduzione del numero di dirigenti con compiti
di coordinamento e di audit manager, e significativi accorpamenti di funzioni
al fine di razionalizzare le risorse e le strutture. In Campania resta
la suddivisione in quattro settori. Nello specifico: controlli, contenzioso e
riscossione, servizi e consulenza, audit e sicurezza, gestione risorse. Per
quanto riguarda l'attività di contrasto all'evasione, questa passa da uno
schema attuato per tipologia di controllo( verifiche, accertamenti formali,
controlli sostanziali), ad una organizzazione che tiene conto del cliente da
controllare (soggetti di grandi dimensioni, piccole imprese, professionisti).
La suddivisione delle competenze tra gli uffici ne esce dunque completamente
rinnovata: più specializzazione, coerentemente con il nuovo assetto previsto
per le strutture periferiche. Di nuova istituzione anche l'ufficio Antifrode.
Sul territorio regionale, le direzioni provinciali che saranno attivate, dopo
Benevento, sono Avellino, nella seconda parte del 2009, mentre nel 2010 partono
le strutture di Napoli, Salerno e Caserta. In Italia ad inaugurare la riforma è
Bologna. Un rinnovamento dettato dall'esigenza di fornire servizi tempestivi e
puntuali ai contribuenti e contrastare il fenomeno dell'evasione. L'Agenzia
delle Entrate, operativa dal primo gennaio 2001, è una delle quattro agenzie
fiscali, nate dalla riorganizzazione dell'amministrazione finanziaria a seguito
del decreto legislativo n. 300 del 1999, alla quale spettano funzioni che
riguardano le entrate tributarie erariali, non assegnate alle competenze di
altre agenzie. La riorganizzazione del 2009, dunque, vede le strutture
periferiche "tarate" in base alla grandezza e alla rilevanza fiscale
delle Regioni. del 06-02-2009 num.
( da "Denaro, Il" del 06-02-2009)
Argomenti: Province
Campania sanità
Farmacisti e Asl: tregua finita Di Iorio: Il manager di Na 1 vanifica le intese
stipulate per il ripiano Farmacisti di Napoli e provincia di nuovo in
agitazione. Esaurita la tregua tra Federfarma, Regione ed Asl. "Oltre agli
otto mesi di arretrato di Na 1 spiega il presidente napoletano della categoria,
Michele Di Iorio - pesa sulla nostra decisione il comportamento del manager
della Asl: siamo stupiti dall'atteggiamento di Giovanni Di Minno, il quale dopo
aver firmato una transazione tombale sui crediti da noi vantati fino al 31
dicembre del 2007, ci contesta notule di addebito su farmaci e ricette per poche
centinaia di euro". Nel mirino del direttore della Asl errori di calcolo
sulle tariffe di rimborso di alcune specialità medicinali. Il rischio è che
tutta la transazione, siglata a luglio scorso per 90 milioni di euro, possa
risultare viziata e il perfezionamento della cessione dei crediti problematica
per i titolari di farmacia napoletani. ettore mautone Federfarma e Asl Napoli 1
ai ferri corti: otto mesi di arretrato nei pagamenti, per circa 50 milioni di
euro di crediti vantati dai titolari di farmacia ma soprattutto la novità di
una pioggia di addebiti contabili che il direttore generale della azienda
sanitaria metropolitana Giovanni Di Minno, ha fatto recapitare nei giorni
scorsi ai circa 600 farmacisti di Napoli e provincia, relativi al periodo che va
dal 2004 al 2007. Notule di contestazione (ma anche di accredito) per poche
centinaia di euro, per difformità tra incassi e somme dovute sulle ricette e
nel rapporto tra Asl e farmacisti, maturati in massima parte per una difformità
nell'aggiornamento dei tariffari delle specialità del nomenclatore.
"Sembrerebbe un'inezia, ma in realtà noi con la Asl spiega il presidente
di Federfarma Napoli Michele Di Iorio abbiamo sottoscritto, nel luglio scorso,
un accordo transattivo tombale per il ripiano dei crediti che vantavamo nei
confronti dell'azienda sanitaria napoletana fino al 31 dicembre del 2007".
Un accordo che vale circa 90 milioni di euro e che, secondo i patti
sottoscritti avrebbe dovuto consentire di mettere una pietra sopra a vecchi
contenziosi e partite debitore con la rinuncia, da ambo le parti, ad azioni
legali di qualsivoglia natura. La minuziosa ricostruzione, anche per difformità
di pochi euro nelle partite del dare e avere, potrebbe ora mettere in forse la
transazione sottoscritta e, secondo le interpretazioni dei titolari di
farmacia, potrebbe vanificare anche tutte le precedenti transazioni.
"Chiedo che intervengano gli advisor della Regione, Kpmg, e la Soresa
sottolinea Di Iorio - non posso accettare che da un lato ci sia
l'impignorabilità e dall'altro non ci paghino. I farmacisti, infatti, hanno
ottenuto crediti certificati ceduti a banche e istituti finanziari. Alla luce
delle note di addebito emesse da Di Minno tali crediti certificati potrebbero
ore essere viziati. Da qui l'agitazione della categoria". Se non è tombale
per la Asl la transazione non è tombale neanche per i farmacisti. La situazione
potrebbe rivelarsi un grave boomerang per le casse della Asl considerando che
molti farmacisti non hanno mai intentato un contenzioso giudiziario per il
recupero del credito vantato. La conferenza stampa del presidente di Federfarma
Michele Di Iorio, si terrà stamani presso la sede di via Toledo. "La
nostra situazione, al pari di altre sull'insostenibile situazione dei titolari
di farmacia di nuovo alle strette finanziarie per i ritardi nei pagamenti di
alcune Asl napoletane. Nel corso della conferenza saranno illustrati dati e
cifre delle criticità - non solo economiche - che riguardano le farmacie di
Napoli e provincia e le possibili forme di protesta. l'Impignorabilità Del
resto, se la Asl da un lato non paga (la Napoli
( da "Stampa, La" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
il caso Contestata la
viabilità all'ospedale ANGELO FRESIA Petizione per chiedere l'abolizione dei
sensi unici ALBENGA Più di seicento firme per chiedere al Comune di modificare
la viabilità intorno al nuovo ospedale dopo la rivoluzione dei sensi unici
scattata ad ottobre. Una delegazione di cittadini albenganesi, guidati da Bruno
Balbo di Bastia, ha consegnato in municipio quarantasette fogli, sottoscritti
dagli albenganesi critici col nuovo sistema viario. I
firmatari chiedono un incontro ai responsabili cittadini della circolazione,
per valutare i cambiamenti da apportare per rendere il traffico più scorrevole
e sicuro. «È necessaria una riunione in tempi brevi per arrivare ad un radicale
ripensamento della viabilità in viale Martiri della Foce e via al Piemonte»,
spiega il promotore della protesta. La raccolta delle firme è iniziata
la settimana dopo l'apertura del nosocomio e ha riscosso l'apprezzamento degli
automobilisti. «Perché per i sensi unici non si è scelto il senso inverso, che
avrebbe evitato tanta segnaletica e incroci pericolosi?», è stata la domanda
posta da Balbo agli amministratori comunali, adesso in attesa di una risposta
dai politici albenganesi. «Dopo le prime difficoltà, il nuovo sistema stradale
ha cominciato a funzionare a dovere, quindi non credo che i sensi unici possano
essere messi in discussione, perché hanno contribuito a diminuire il numero di
incidenti in una zona pericolosa», ricorda Romano Minetto, assessore comunale
alla viabilità. «Nei prossimi giorni organizzeremo un incontro coi firmatari della
petizione, perché siamo interessati ad ascoltare le esigenze e i consigli di
chi percorre tutti i giorni quelle strade. Presteremo molta attenzione agli
eventuali disagi patiti dagli automobilisti e ci impegniamo fin da subito ad
intervenire per ridurre i problemi», assicura l'assessore. A provocare le
proteste dei viaggiatori è soprattutto la rotonda all'incrocio tra la strada
d'argine e via Noberasco. L'immissione dei veicoli provenienti da via al
Piemonte causa infatti inevitabili rallentamenti per il flusso principale,
proveniente da Leca. Alcuni conducenti propongono di trasformare via Noberasco
in senso unico, per eliminare le code tra l'ospedale e le caserme di
carabinieri e polizia stradale. Un altro punto critico di regione Bagnoli è via
Benedetto Revelli, aperta al traffico a novembre. La strada è a doppio senso di
marcia e potrebbe dare vita ad una serie di incroci pericolosi quando il
passaggio dei mezzi si intensificherà. All'incrocio con viale Martiri della
Foce, per un centinaio di metri, l'arteria viaria adotta il sistema
anglosassone della guida a sinistra, coi veicoli costretti ad abbandonare la
corsia di destra.
( da "Giornale di Brescia" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Edizione: 07/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Qui Travagliato Buizza
«Un impatto pesante» «Molto forte è l'impatto che la Brebemi avrà sul nostro
territorio - ha commentato il sindaco di Travagliato Dante Davide Buizza -. In
ragione di ciò e del mancato accoglimento di alcune nostre proposte, per noi la
battaglia non è ancora finita. Oltre a tentare di ridurre al massimo l'impatto
dell'infrastruttura, stiamo cercando di essere il più possibile vicini a tutti
i cittadini direttamente interessati e di sollecitare gli Enti ad avere una
visione il più possibile realistica del problema». Diversi sono i punti critici
del progetto definitivo sui quali il sindaco vuole porre l'attenzione: «Il
tracciato della Brebemi scorrerà nel nostro territorio per quasi tre chilometri
a nord del centro abitato. Tre sono gli svincoli previsti a Travagliato: uno ad
ovest verso la Provinciale 19, uno ad est verso la zona industriale del paese e uno in località Bassolino per il carico e scarico
delle acciaierie Stefana di Ospitaletto. Attraverso una delibera del Consiglio
comunale dello scorso giugno abbiamo richiesto l'abolizione dello svincolo in
località Bassolino e la modifica degli altri due. Mentre la nostra proposta di
correzione degli svincoli ad ovest e ad est del paese è stata parzialmente
accolta, quella di eliminazione dello svincolo in località Bassolino non
è stata presa in considerazione. Non siamo quindi per niente contenti. Non è infatti
giusto che venga espropriato territorio travagliatese per dare sfogo ad
un'industria, seppur di primario interesse, situata in un altro paese, che paga
le tasse a quest'altro paese, Ospitaletto». Alle richieste, non completamente
accolte, in termini di variazione del progetto se ne sono aggiunte altre in
termini questa volta economici: «In ragione del pesante impatto ambientale
dell'opera - ha continuato Buizza -, in un tavolo regionale indetto una decina
di giorni fa abbiamo chiesto che in cambio del passaggio dell'infrastruttura
Travagliato possa ricevere 10 milioni di euro in denaro, opere pubbliche o di
mitigazione. Visto che si tratta di un'opera a scopo di lucro che cambierà
radicalmente il territorio dal punto di vista sociale ed economico è giusto che
la comunità venga correttamente risarcita. Nessuna risposta è stata però per il
momento data a questa nostra importante richiesta». In tema di risarcimenti
l'attenzione del sindaco è caduta anche sui futuri espropriati: «Il Comune di
Travagliato - ha annunciato - intende proporsi alle altre Amministrazioni
comunali interessate dal passaggio di questa infrastruttura nel loro territorio
come ente di coordinamento sulla questione degli indennizzi. È infatti nostra
intenzione aprire in municipio un apposito ufficio al quale gli interessati,
anche residenti in altri comuni, potranno rivolgersi. Vogliamo tutelare i
cittadini». Barbara Bertocchi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
IL CONVEGNO. In
«Cdc» il trentesimo anniversario dell'Ordine Contratti e appalti Brescia in
campo di Andrea Podestani I consulenti del lavoro sono pronti a fare la loro parte
anche a Brescia nella certificazione dei contratti d'appalto e a progetto. È
questo l'indirizzo emerso ieri nel convegno organizzato in Camera di commercio
dall'Ordine provinciale presieduto da Sergio Faini. Nei prossimi 2 mesi sarà
predisposta una speciale commissione per il controllo della regolarità di tutti
gli accordi di tutte le attività interessate direttamente. La «certificazione
dei contratti di lavoro» venne introdotta dalla Legge Biagi nel 2003. Le
direttive del ministro Cesare Damiano ai tempi del Governo Prodi (che prevedeva
una restrizione dei contratti a progetto, fino addirittura alla possibilità di
una loro abolizione) suggerirono tuttavia ad alcuni Ordini, fra cui quello
bresciano, di rinunciare alle competenze proprio per la linea restrittiva
adottata. I nuovi indirizzi del ministro Maurizio Sacconi (che nel 2003 era
sottosegretario) hanno determinato una scelta diversa: i consulenti bresciani
affiancheranno con la loro professionalità la direzione provinciale del lavoro,
attualmente unico ente attivo in provincia di Brescia nella
certificazione. Le novità sono emerse ieri pomeriggio nel corso dell'incontro
che ha anche celebrato il trentennale dall'approvazione della legge 12 dell'11
gennaio 1979 che istituì l'Ordine. Oltre a Faini erano presenti i past
president del consiglio nazionale Gabriella Perini e Virgilio Baresi,
Rosario De Luca, presidente della fondazione studi del Consiglio nazionale e
Marina Calderone, attuale presidente nazionale. Ora l'obiettivo è quello di
puntare velocemente alla istituzione «dello strumento principale per aggiornare
la professione anche a Brescia» come ha evidenziato Faini. «La legge consente
già a tutti gli ordini provinciali dei consulenti di poter esaminare e dare il
via libera ai contratti - ha precisato il presidente bresciano - . Brescia in
un paio di mesi potrebbe già mettersi in moto attivando la apposita commissione
necessaria». «La certificazione rappresenta il riconoscimento della
professionalità e dell'imparzialità dimostrate dai consulenti - ha aggiunto
Virgilio Baresi -, un tempo noti solo come "tenutari dei libri paga"
e oggi riconosciuti come specialisti nella consulenza retributiva e
contributiva dei lavoratori». «I nuovi strumenti - ha aggiunto il presidente
nazionale Marina Calderoni - sono l'esempio di come l'ordine metta al primo
posto l'innovazione dei sistemi interni, aggiornandoli ai tempi in corso. La
maggior parte degli iscritti alla categoria ha meno di 5 anni di attività come
consulente; significa che la media dei professionisti è molto giovane. Un segno
di efficacia della formazione continua messa in campo per aggiornare
continuamente i servizi».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Sagrado. Diffuso il
foglio informativo del Comune. Il sindaco lamenta i mancati trasferimenti
statali dopo i tagli Ici Aumentano le famiglie in difficoltà SAGRADO. Con un
foglio informativo che sarebbe dovuto essere diffuso nel periodo natalizio, ma
che solamente in questi giorni è stato recapitato alle famiglie,
l'amministrazione comunale di Sagrado ha riassunto l'attività svolta dall'ente
locale durante il 2008. Il sindaco Elisabetta Pian ha colto e ha fatto proprie
le difficoltà derivate dalla crisi economica, confermando l'aumento del numero
delle famiglie che hanno chiesto aiuti di diverso tipo all'amministrazione e
che la stessa ha cercato di assecondare. Sono state infatti promosse - spiega Elisabetta
Pian - le misure create dalle istituzioni pubbliche: dalla carta famiglia alla
social card e progetti sanitari o sociali, mentre, a carattere locale, sono
state destinate risorse comunali per istituire un nuovo fondo per la
solidarietà delle famiglie in difficoltà che permetta
all'ente d'intervenire con più urgenza nei casi di necessità. Il sindaco
sagradino lamenta il mancato trasferimento della quota economica che lo Stato
deve in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma e, nel contempo,
informa che l'amministrazione ha predisposto numerosi progetti di sviluppo che
hanno trovato riscontri finanziari da Regione e Provincia. Il Comune,
spiega ancora il sindaco Pian, ha mantenuto in vita il forum Agenda 21
nonostante la Regione, con la nuova legge urbanistica, abbia chiuso le
esperienze dei forum locali. Uno dei risultati di questa scelta è stato la
redazione, la prima in assoluto per il Comune isontino, del rapporto sullo
stato dell'ambiente comunale su cui l'assessore Alberto Boschin ha lavorato
alacremente in relazione alla sua specifica delega all'Ambiente. Il sindaco
Pian si appella a una maggior coesione per poter superare le difficoltà del
momento e della qualità della vita, indicando per esempio la collaborazione
quotidiana dell'amministrazione con il numeroso e molto attivo gruppo di
associazioni di volontariato, sportive e ricreative che operano alacremente a
Sagrado e nelle frazioni di Poggio e di San Martino. Elisabetta Pian,
rivolgendosi alle famiglie di Sagrado, conclude il suo intervento dando il
benvenuto ai nuovi residenti e ai dieci nuovi nati, di cui quattro maschi e sei
femmine. (da.vi.)
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
AGENDA AREZZO pag.
10 di MARCO PICINOTTI B ERLUSCONI teneva «La Casta» sul comodino. Mentr... di
MARCO PICINOTTI B ERLUSCONI teneva «La Casta» sul comodino. Mentre Veltroni,
ispirandosi al libro, aveva messo a punto un decalogo per il contenimento dei
costi della politica. Retaggi della campagna elettorale. Perché Gian Antonio
Stella, ieri ospite di un Caffé dei Costanti stracolmo di pubblico (sono stati
installati diversi maxischermo perchè tutti potessero vedere), successivamente
ha sfornato un nuovo libro, «La Deriva», un volume che racconta cosa succederà
se il sistema dei privilegi non dovesse finire. Come dire: repetita iuvant. «Le
istituzioni ancora si comportano come se stessimo vivendo negli anni delle
vacche grasse e intanto non è stato risolto quasi nulla» dice. Certo, qualcosa
è cambiato, titolava un film, «ma solo qualcosina» ha sottolineatoo lapidario
Stella che con «La Casta» è stato coautore, insieme con Rizzo, del caso
editoriale più importante degli ultimi decenni. Libro al centro del primo
appuntamento del ciclo d'incontri «Che cosa succede in Italia» curati da
Michele De Mieri, in collaborazione con l'assessorato alla
cultura della Provincia di Arezzo. «E pensare ha chiosato il giornalista che
sono favorevole all'abolizione di questa istituzione». MA, DICEVA STELLA, è
stato fatto solo «qualcosina» perchè se da una parte «in molti hanno iniziato a
pubblicare le indennità percepite, dall'altra le istituzioni centrali
(Parlamento, Corte Costituzionale, Csm, ecc), hanno speso 100 milioni di
euro in più rispetto al 2007». Insomma, come parlare al vento: «Anche perchè la
destra ha creduto a torto che a pagare dazio sul problema 'casta' sia stata
solamente la sinistra. Ma non si rende conto che prima di tutto la
responsabilità è trasversale e che per questo il problema si ripresenterà». Un
problema tradotto nel malcontento dei cittadini, una sorta di «fiume carsico»
che per il momento si è acquietato sottoterra ma prima o poi riemergerà: «Anche
perchè un sentimento collettivo di quell'entità non poteva stare in piedi oltre
i due anni altrimenti sarebbe potuta scoppiare la rivoluzione». Intanto però si
fa la fila per sentire qualcuno che ha ancora voglia di fare denuncia.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore sezione:
NORME E TRIBUTI data: 2009-02-07 - pag: 23 autore: Enti locali. Per i rimborsi ai Comuni Abolizione dell'Ici, 400 milioni di rosso Gianni Trovati MILANO
L'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale è «scoperta» per 424 milioni.
A dirlo, per la prima volta ufficialmente, è il ministero dell'Interno nella
nota metodologica sui trasferimenti
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
07-02-2009)
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ROVIGO AGENDA pag.
( da "Corriere del Veneto" del 07-02-2009)
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Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: REGIONE - data: 2009-02-07 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE A Padova Casini: «Niente ricatti dal Carroccio» PADOVA — «No ai ricatti della Lega, no agli studi di settore, sì al
federalismo fiscale e al partito dei sindaci». Sono queste le parole d'ordine
del leader dell'Udc Pierferdinando Casini che, accompagnato dal capo della
segreteria politica Antonio De Poli, ieri ha incontrato a Padova una
rappresentanza dei sindaci del 20 per cento. All'incontro non poteva
mancare il leader del movimento, il vice sindaco di Crespano del Grappa Antonio
Guadagnini, pure Udc. L'appuntamento padovano di Casini si trasformato però in
una lunga requisitoria contro la Lega Nord. «Ai ricatti non ci stiamoha tuonato
il leader centrista-. A chi ci dice o votate il federalismo fiscale o niente
alleanze locali, noi rispondiamo: siamo disposti a discutere il dispositivo
prima che arrivi alla Camera ma, se non verranno accettati i nostri
emendamenti, voteremo contro e non abbiamo certo paura di correre da soli». Nel
qual caso De Poli si dice pronto a candidarsi in Provincia a Padova, mentre a
Padova potrebbe scendere in campo l'eurodeputato Iles Braghetto.Nei prossimo
giorni Casini dovrebbe incontrasi con il ministro per la Semplificazione
Roberto Calderoli: «Noi siamo favorevoli al federalismo, purché ci dicano come
verrà suddiviso il debito pubblico, che fine faranno le Regioni a statuto
speciale, come verranno suddivise le competenze. Vanno appoggiate battaglie
concrete, come quelle dei sindaci che si battono per l'Irpef o l'abolizione
degli studi di settore. Dei dispositivi contro i quali, quand'era
all'opposizione, la Lega minacciava lo sciopero fiscale, la stessa Lega che
oggi preferisce starsene muta». Leader Pierferdinando Casini si è detto
disponibile a discutere il federalismo
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-02-07 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Regione è sempre più scontro aperto nel centrodestra
sulla legge elettorale Listino, l'Mpa contro Forza Italia NAPOLI — No
all'abolizione del listino e all'eliminazione della soglia di sbarramento.
Questi i due punti principali che Forza Italia intende sostenere in consiglio
regionale. Lo annuncia Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e
coordinatore di Fi in Campania, confermando la spaccatura nel centro-destra
ipotizzata ieri dal Corriere. «Bisogna elevare la soglia di sbarramento — dice
Cosentino — per andare davvero verso il bipartitismo e conservare il listino,
senza depotenziare i partiti. Intorno a queste proposte vogliamo aggregare in
consiglio le altre forze». Cosentino si riferisce in primo luogo ad An che in
commissione ha votato a favore della riforma. Forza Italia ha depositato le
proposte di modifica della legge approvata in Commissione, come confermato dal
capogruppo in consiglio regionale Paolo Romano. Sulla soglia di sbarramento,
Cosentino precisa che «alzarla è una necessità anche per garantire la
governabilità di una regione che ne ha profondo bisogno». Salvatore Ronghi,
portavoce regionale dell'Mpa, commenta: «Chi sostiene che la legge elettorale
approvata in Consiglio regionale abbassa la soglia di sbarramento e favorisce
le clientele fa delle affermazioni non veritiere. La legge non interviene
affatto sulla soglia di sbarramento, che resta quella attuale, ma cancella il
listino presidenziale che, da sempre, è un mero elenco di privilegiati, amici e
clientes incapaci di raccogliere democraticamente il consenso. è un vero peccato che Fi abbia perso una importante occasione per
dimostrare la sua coerenza, tenuto conto che l'abolizione del listino era la battaglia
politica dell'intero centrodestra». Sulla legge elettorale interviene anche
Marcello Di Caterina (Pdl): «Condivido le perplessità di Cosentino in merito
all'abolizione del listino e della soglia di sbarramento. Ad esse va
aggiunta la considerazione che, con l'eventuale approvazione della riforma,
verrebbe sicuramente penalizzata la presenza delle donne nel consiglio
regionale». Stefano Graziano, deputato del Pd, ritiene che «la soluzione
adottata è quella giusta. Personalmente preferisco il metodo proporzionale con
preferenze, tuttavia, dinanzi ad una regione come la Campania continuamente in
crisi, forse sarebbe stato utile riflettere su una legge elettorale che
prevedesse collegi uninominali con quota di recupero proporzionale scelta tra i
migliori perdenti a favore del candidato presidente che vince. Ciò si pone a
metà tra la scelta delle preferenze e la lista bloccata». S. P. Salvatore
Ronghi «La legge non interviene affatto sulla soglia di sbarramento, ma
cancella il listino presidenziale, da sempre elenco di privilegiati, amici e
clientes»
( da "Corriere della Sera" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-02-07 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Stefano Candiani, segretario del Carroccio a Varese «Hanno ragione,
difendono la loro terra e il loro popolo» DAL NOSTRO INVIATO VARESE — Più che
la ragion di Stato potè la ragion di partito: il referendum di domani, che
rischia di colpire anche i frontalieri lombardi, è promosso in primis dalla
Lega dei ticinesi. E che fa la Lega di Umberto Bossi? «Dice che i nostri
colleghi elvetici hanno ragione: difendono gli interessi della loro terra e del
loro popolo come più spesso dovremmo fare noi»: Stefano Candiani è il
segretario del Carroccio di Varese, provincia che assieme a Como è la
principale tributaria della manodopera oltreconfine. Eppure la possibilità che
molti varesini possano perdere opportunità di lavoro in seguito a una vittoria
degli antieuropei non lo angustia. «Prima di tutto — esordisce — la Svizzera
dimostra di essere una nazione seria, perché per decisioni importanti come
questa si affida al volere dei cittadini. In secondo luogo i promotori del
referendum dimostrano di aver a cuore gli interessi del popolo che devono
tutelare». Però gli interessi del popolo elvetico in questo caso confliggono
con quelli che dovrebbe tutelare la Lega Nord. Come la mettiamo? «In caso di abolizione dei trattati bilaterali si riaprirebbe una
tavolo di confronto tra Svizzera e Ue; in quella sede, sono convinto, gli
interessi dei lombardi potranno essere fatti valere. Perché i nostri amici
della Lega dei Ticinesi non sono spaventati dai varesini o dai comaschi quanto
dall'arrivo di immigrati di altre nazionalità. Così come sono convinto
che apprezzino la serietà dei lombardi mentre guardano con sfiducia a realtà
come Roma o Catania dove gli amministratori mandano in bancarotta le città.
Ecco, noi lombardi dovremmo guardarci da loro, anziché dai ticinesi». C. Del.
Lumbard Stefano Candiani, segretario del Carroccio di Varese
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 6 - Pordenone
«Pronti alla sfida delle riforme» È il messaggio lanciato ieri dal settore
sanità della Cisl IL VENERDÌ DEI CONGRESSI Paolo Florean confermato, ieri allo
Ial, al vertice della segreteria della Fps Tra le priorità dell'azione
sindacale anche pubblico impiego ed enti locali di ELENA DEL GIUDICE Macchè
fannulloni: i dipendenti pubblici sono pronti ad affrontare la sfida della
riforma della pubblica amministrazione. La domanda vera è: la pubblica
amministrazione lo è altrettanto? Questo insieme a federalismo, sanità,
sociale, i temi del congresso della Fp Cisl. Una grande categoria, che
comprende dipendenti di comuni, provincia, regione, sanità, enti locali,
comunità montane, agenzie fiscali. In un'unica parola: pubblico impiego. E se
grande è la categoria, sono grandi e importanti i problemi di questi
lavoratori, attaccati dal ministro di riferimento che li ha definiti
"fannulloni", spesso attaccati dai cittadini per disservizi e
risposte mancate che andrebbero imputate ad altri, in prima linea a garantire
qualità e quantità del servizio sanitario. Su tutti questi argomenti si è
soffermato ieri, nella sala convegni dello Ial di Aviano, Paolo Florean,
segretario uscente - e confermato - della Fp-Fps Cisl. Dito puntato contro le
disomogeneità di trattamento economico in sanità: «Un operatore sociosanitario
che lavora in una casa di riposo come dipendente di una cooperativa - ha
ricordato Florean - prende 800 euro il mese; tra la sua paga oraria e quella di
un altro Oss alle dipendenze di un'azienda sanitaria o ospedaliera, ci sono 3
euro di differenza. Ma il lavoro svolto è lo stesso». Sono disparità
inaccettabili, generate anche dal criterio principe per le gare d'appalto: il
massimo ribasso, che fa sì che per contenere i costi si agisca anche sui
salari. Restando in tema di sanità, Florean ha ribadito «che l'emergenza
sanitaria deve essere garantita con criteri omogenei sull'intero territorio provinciale».
E quindi sì all'ambulanza a Cimolais, ma sì anche a quella della Val
Tramontina. E in più una proposta: se il servizio del 118 deve essere omogeneo,
allora anche l'organizzazione della centrale deve essere unica. Chiara la
posizione della Cisl anche sull'ospedale di Pordenone, con il sostegno al
progetto del nuovo nosocomio provinciale; ma altrettanto chiara la
considerazione che, se si vogliono liberare risorse per il territorio, è
necessario riorganizzare la rete ospedaliera provinciale. Sempre in relazione
alla sanità, Florean ricorda le contraddizioni che esistono «come un eccessivo
numero di stabilimenti, una cattiva distribuzione di posti letto ancorati ai
primari, una squilibrata composizione degli organici (troppi medici, pochi
infermieri, poco personale di assistenza». Sulle liste
d'attesa non serve una legge «ma è indispensabile rivedere il ruolo e la rete
dei medici di medicina generale». Sulle semplificazioni, Florean concorda
sull'abolizione delle Aster. E infine, in considerazione della crisi in atto,
«stupisce che dei costi della politica non si parli più».
( da "Mattino, Il (City)" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
«Ci
opponiamo all'abolizione del listino: è l'unico strumento in grado di garantire
l'elezione delle donne. La formazione di liste con almeno un terzo di rappresentanti
femminili non basta». È chiaro e diretto il messaggio di Nicola Cosentino,
coordinatore campano di Forza Italia. In consiglio regionale, dice il sottosegretario
all'Economia, «ci batteremo per modificare la legge elettorale messa a punto in
commissione Statuto» che elimina il premio di maggioranza (attraverso il quale
si eleggono 12 consiglieri su 60). Forza Italia, dunque, va avanti senza
l'appoggio degli esponenti di An (favorevole alla riforma) a cui rivolge un
accorato appello: «Ci auguriamo - auspica Cosentino - che cambino idea e
sostengano la nostra posizione». Rilievi vengono mossi, inoltre, sulla scelta
di non modificare la soglia di sbarramento attuale (il 2% per le liste
collegate alle coalizioni). «È necessario portarla al 4% seguendo la tendenza
nazionale - spiega - per mettere fine al multipartitismo che finora ha
contribuito all'ingovernabilità causando danni irreparabili. Si pensi
all'emergenza rifiuti e al deficit di infrastrutture». Scelte da contrastare,
dunque, perché «frutto dello scontro interno al Pd tra D'Alema e Bassolino, che
puntano al ritorno dei vecchi schemi ulivisti, e Veltroni che guarda avanti».
Dello stesso avviso il capogruppo regionale Paolo Romano: «Lasciare tutto alle
preferenze significa dare il via libera alle pratiche clientelari già note».
Quanto alle possibili alleanze con la Lega Nord, Cosentino non si sbilancia: «È
sempre positivo quando si creano aggregazioni, ma dobbiamo stare attenti a
uscire dalla logica del multipartitismo». Al fianco del partito di Berlusconi
si schiera anche Fiorella Girace, ex dirigente di Emily e oggi esponente del Pd
e presidente della commissione Pari opportunità della Regione Campania: «Siamo
con Forza Italia, la proposta della commissione Statuto non garantisce la
democrazia. La presenza delle donne in Consiglio, peraltro, consentirebbe un
reale rinnovamento della politica. Siamo pronte a iniziative eclatanti per far
valere i nostri diritti». ger.aus.
( da "Gazzettino, Il" del 07-02-2009)
Argomenti: Province
Casini: senza
modifiche no a questo federalismo «Faremo proposte e dialogheremo col governo a
partire da Calderoli. Ma non accettiamo ricatti su riforme fuori controllo»
Sabato 7 Febbraio 2009, Padova NOSTRO INVIATO Un partito che ha il federalismo
nel Dna. Che non lo ha votato al Senato perché vuole vederci chiaro. Un partito
che non ha paura di correre da solo alle prossime elezioni. Un partito che
guarda con attenzione al movimento dei sindaci "per il 20%
dell'Irpef". Pier Ferdinando Casini, il leader dell'Udc arriva all'hotel
Crowne Plaza di Padova sotto una pioggia battente, resti di un grosso sigari in
mano, a fianco l'onorevole Antonio De Poli. Un pomeriggio tutto Veneto, con
l'occhio a quello che accade a Roma. E con la voglia di far vedere ai veneti
accorsi che lo scudo crociato sul logo dell'Udc è ancora un valore forte. Prima
coi giornalisti , poi con i sindaci, quindi con i rappresentanti delle
categorie produttive e sociali e alla fine con i propri iscritti. Un tour de
force sempre in primo piano. Casini, che farete alla Camera col Federalismo?
«Senza modifiche voteremo ancora no. Non possiamo accettare ricatti di alcun
genere su questo tema. Il Federalismo non può moltiplicare i centri di spesa,
diventare confusione istituzionale». Che deve fare? «Incaricarsi di dare
risposte concrete: chi si accollerà il debito pubblico dello Stato italiano?
Come saranno trattate le regioni a statuto speciale? Noi vogliamo risposta ad
una semplice domanda: cosa faranno regioni e comuni e con quali risorse?».
Invece finora? «Si è anteposto le risorse al tema delle competenze. Il governo
non può rinviare a provvedimenti futuri. Il governo deve risponde oggi, alla
Camera dei deputati. Abbiamo chiesto a Tremonti quanto costi il federalismo. Il
ministro dell'Economia ha risposto - con onestà - che non era in grado di
quantificare nulla». Quindi? «Abbiamo detto che questo Federalismo non poteva
essere varato a cuore leggero perché il massimo responsabile delle Finanze non
era in grado di dare la risposta prorioritaria, cioè quanto costa». Che farete?
«Riproporremo le domande alla Camera dei deputati, presenteremo emendamenti e
dialogheremo col governo, a partire da Calderoli. Vogliamo risposte. Senza,
confermeremo il nostro no. E non ci interessa nulla il ricatto politico che
viene fatto sul territorio ai nostri amministratori...». Perchè? «In passato
abbiamo già fatto scelte difficili, e molti per comodità ci hanno abbandonato
ma due milioni e 200 mila hanno accettato la scomodità della nostra posizione;
hanno accettato cioè di perdere il potere. Non cerchiamo la solitudine, siamo
disponibili alle alleanze, ma sulla base di serietà e non di equivoci». Cosa
non vi si può dire? «Se fate così, noi non faremo alleanze: questa non è una
risposta, ma una minaccia. Le risposte le attendiamo. Le minacce ci lasciano
indifferenti». C'è un problema "vero"? «Sì, E non è il rapporto tra
la Lega e Udc, ma tra Lega e Pld. Scontro durissimo che nel Veneto ha avuto un
prologo molto chiaro in questi mesi. Noi diamo semmai fastidio anche perchè
chiediamo concretezza; noi che diciamo che il bipartitismo non serve al nostro
Paese...». Su che cosa altro attendete risposte? «Sugli studi di settore che
erano stati concepiti in epoca di sviluppo. Adesso le piccole aziende non
possono affrontare una crisi economica così se non si rimuove questo macigno.
Ricordo che la Lega, nel 2007, aveva proposto uno sciopero fiscale su questo.
Magari adesso condivide gli studi di settore». I rapporti in regione Veneto...
«Con i nostri assessori condividiamo la guida della Regione, in base al
giudizio positivo che diamo delle scelte del presidente Galan. Cambiassimo
opinione non appoggeremo Galan...Siamo d'accordo con i suoi atti. Siamo
d'accordo col Governatore anche quando dice che il decreto sicurezza, in ordine
alla obbligatorietà della denuncia degli extracomunitari illegali per i medici
è un vero e proprio obbrobrio. Una questione che ci riporta al primitivismo. E
rischia di creare guai enormi per collettività». Che lezione ne viene? «Questo dimostra quanto gravi siano le decisioni prese in modo
emotivo: il compito della politica non è eccitare gli animi ma risolvere i
problemi. Il ministro dell'Interno ha detto che vuole essere cattivo: credo che
debba invece semplicemente essere giusto. Come chiediamo allo Stato». Abolizione delle Province? «In campagna
tutti contro. Oggi non ne parla nessuno perchè la Lega dice che non si
aboliscono. E perchè un governo di destra tratta peggio che il governo con
Rifondazione la liberalizzazione dei servizi pubblici locali?». Il
provvedimento anticrisi? «Si deve fare di più, soprattutto per gli
ammortizzatori sociali». Alle Europee che accadrà? «Sempre detto che non ci
interessavano gli sbarramenti ma consentire ai cittadini di scegliere i propri
parlamentari: siamo contenti». Adriano Favaro
( da "Giornale di Brescia" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Edizione: 08/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia PETROLIO L'Opec taglierà la
produzione a marzo L'Opec è intenzionato a fissare un ulteriore taglio della
produzione di petrolio nell'incontro previsto a marzo, per far risalire
gradatamente il prezzo del petrolio a una media di 70 dollari a barile. Ad
annunciarlo è il ministro iracheno del Petrolio, Hussain al-Shahristani. FISCO
Scoperta su e-Bay rivendita abusiva cellulari La Guardia di Finanza di Gorizia
ha concluso un'operazione nel contrasto dell'evasione fiscale denunciando una
persona che aveva aperto una sorta di «rivendita» abusiva di cellulari e
accessori, attraverso il sito «e-Bay», occultando guadagni per 600mila euro, ma
è stato scoperto e denunciato dalla Guardia di Finanza di Gorizia. L'uomo
residente in provincia di Gorizia e completamente sconosciuto al Fisco, era
riuscito a concludere sul sito internet di e-commerce oltre 26.850 transazioni
di materiale non denunciato alla Dogana. ICI PRIMA CASA Secondo l'Ancot
favorisce i ricchi Il beneficio derivante dall'abolizione
dell'Ici per l'abitazione principale «sembra essere direttamente proporzionale
al tenore di vita familiare». Lo afferma in una nota l'Ancot, l'Associazione
Nazionale Consulenti Tributari. A beneficiare dell'esenzione è il 50% delle
famiglie italiane ma la quota scende al 34% se si considerano le famiglie meno
abbienti e sale al 63% se si considerano quelle più facoltose. BNP
PARIBAS Pronta a rinunciare a Fortis Bnp Paribas è pronta ad «abbandonare il
campo» su Fortis se non ci saranno progressi per la sua offerta su parte delle
attività. Lo ha detto l'amministratore delegato di Bnp, Baudouin Prot. Gli
azionisti di Fortis sono chiamati a votare l'11 febbraio sulle acquisizioni
proposte da Bnp Paribas. MADE EXPO In 200mila per la fiera di Milano È stata
superata quota 200.000 visitatori, con un incremento del 17% rispetto all'anno
scorso, a Made Expo, salone dedicato al mondo delle costruzioni, che chiude
oggi a Fieramilano. Oltre 19.000 i visitatori stranieri (+19%). IN SICILIA Un
golf resort da 150 milioni di euro Un investimento di 150 milioni di euro, di
cui 107 privati, che insieme a 500 dipendenti porteranno occupazione per 5mila
persone nell'indotto, in un resort nei pressi di Sciacca di
( da "Centro, Il" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina 10 - Regione
DOMANI DOMANI PESCANTE INCONTRA MASCI Il Commissario per l'organizzazione dei
Giochi del Mediterraneo, Mario Pescante, sarà a Pescara, nella sede della Regione,
nel pomeriggio di lunedì, per incontrare l'assessore allo sport Carlo Masci per
fare il punto della situazione. PDL IN CONSIGLIO DI MATTEO VICECAPROGRUPPO Il
consigliere regionale Emiliano Di Matteo, 38 anni, avvocato eletto nella
circoscrizione di Teramo, è il vice capogruppo del Pdl in Consiglio regionale.
La decisione è stata presa nel corso di una riunione della maggioranza di
centrodestra alla Regione che si è svolta nel pomeriggio all'Aquila.
MONTESILVANO AGEVOLAZIONI ENERGIA A cura dell'Anci, l'associazine nazionale
comuni italiani, martedì 10 febbraio alle 9,30 presso Palazzo Baldoni in Piazza
Indro Montanelli di Montesilvano si terrà un incontro con le amministrazioni
comunali delle Marche, dell'Abruzzo e il Molise per mettere in fase le procedure
necessarie per attivare le agevolazioni sulle tariffe di energia elettrica a
favore dei cittadini in condizioni di disagio economico o costretti ad alti
assorbimenti di energia elettrica nelle rispettive abitazioni per il
funzionamento di apparecchiatura indispensabili per la
salvaguardia della vita. ABOLIZIONE ICI PRIMA CASA ABRUZZO, 171 EURO A FAMIGLIA
A godere dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa sono più le famiglie
abbienti che quelle con maggiori difficoltà economiche: in totale beneficiano
dell'esenzione il 50% delle famiglie italiane ma la quota scende al 34% se si
considerano quelle meno abbienti e sale al 63% se si considerano quelle
più facoltose. Il dato emerge da un'indagine Ancot (Associazione nazionale
consulenti tributari). Per le famiglie abruzzesi il risparmio medio è di 171
euro. Sono invece le famiglie della regione Lazio che, con un risparmio medio
ciascuna pari a 304 euro si aggiudicano il primo posto in Italia per
l'ammontare dell'agevolazione.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
LUMEZZANE Un terreno
incendiato che aspetta protezione C'è una importante legge di tutela, la 353
del 2000, che per impedire gravi sommatorie di danni impone di vietare la
caccia per 10 anni (oltre che il pascolo e qualsiasi intervento edificatorio)
sui terreni che sono stati attraversati dagli incendi. È una norma in vigore da
tempo, eppure nel territorio comunale di Lumezzane è stata ignorata per quasi
un anno. E adesso Lega abolizione caccia, Wwf e Legambiente
Franciacorta hanno deciso di usare metodi più convincenti per farla rispettare.
Stiamo parlando degli «esiti» di un gravissimo incendio boschivo che
nell'aprile dell'anno scorso aveva incenerito
( da "Repubblica, La" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Pagina
V - Torino La curiosità L´abolizione dell´Ici? Risparmio di 179 euro
L´abolizione dell´Ici? Le famiglie piemontesi un po´ ci hanno guadagnato: in
media 179 euro ciascuna, tra quelle che hanno beneficiato della misura, una
delle prime messe in atto dal governo Berlusconi. Il calcolo è stato fatto dalla
Ancot, l´Associazione nazionale dei consulenti tributari, che però nella sua
indagine fa notare come esista «una maggiore incidenza del provvedimento nel
caso delle famiglie con un reddito più elevato». Questo perché a beneficiare
dell´esenzione è il 50% delle famiglie italiane, ma la quota scende al 34% se
si considerano le famiglie meno abbienti e sale al 63% se si considerano quelle
più facoltose. Il risparmio ottenuto dai nuclei familiari del Piemonte è in
linea con la media nazionale di 171 euro, ma risulta essere quasi la metà
rispetto ai 304 euro medi a famiglia fatti registrare dal Lazio. Proprio la regione
della Capitale è quella che più ha goduto degli effetti dell´abolizione: ha
raccolto il 18% dei benefici, mentre il Piemonte si è fermato all´8%. In
territorio sabaudo a giovarsi della misura è stata una famiglia su due.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 08-02-2009)
Argomenti: Province
Domenica 08 Febbraio
2009 Chiudi ASCOLI «Le Province? Aboliamole. Avanti con le unioni dei Comuni
sul modello della Germania». C'è anche la firma del deputato ascolano Amedeo
Ciccanti (Udc) nella proposta di legge presentata dal partito centrista per la
soppressione delle Province. Il primo autografo è dell'on.
Pierferdinando Casini, già presidente della Camera, seguito da quella del
segretario nazionale Lorenzo Cesa e dagli altri deputati dell'Udc. «Le Province
costano 16,5 miliardi di euro all'anno dice l'on. Amedeo Ciccanti Con
l'abolizione non risparmieremo questa cifra, ma almeno ci sarà una diminuzione
annua di 115 milioni di euro per la spesa degli organi istituzionali. La
nostra proposta di legge prevede il passaggio delle funzioni ai Comuni
destinati a mettersi insieme grazie alle unioni. Si tratta del cosiddetto
modello "tedesco" che anche la Spagna vuole seguire». Ma quante
possibilità ci sono per arrivare alla chiusura di questi enti? «Il programma
del Pdl dice sempre l'on. Ciccanti prevedeva l'abolizione di questi enti,
mentre il Pd proponeva la chiusura di quelle (in totale 9) che ricadono in
un'area metropolitane. Il ministro Roberto Maroni rispondendo ad un
"question time" parlamentare ha detto che fino a quando ci sarà lui
le Province non si toccheranno e che, al contrario, si rafforzeranno. Le sue
parole quindi hanno messo una "pietra tombale" almeno per questa
legislatura sull'eliminazione delle Province. Per arrivare al risultato finale,
inoltre, serve anche una legge costituzionale che ha un iter abbastanza complesso
e lungo». In Parlamento c'è anche un'altra proposta di legge presentata da un
parlamentare ligure del Pdl per procedere all'abolizione delle Province.
( da "Giornale.it, Il" del 09-02-2009)
Argomenti: Province
L'inaugurazione del
Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le
priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32
chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo, realizzati in meno di quattro
anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche
sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi
feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati.
L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri. Inutile rivangare.
Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il
Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier
Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano
alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del
fare" non dovrebbe essere considerato un slogan (come fa la sinistra) ma
una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per
un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture al servizio delle
imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo
fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che
sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a
insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un
altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa
quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra
gocerno e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto,
che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei
cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella
"strada" la faremo". Certo, la strada dal percorrere è ancora
lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio
Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano, l'Expo 2015 e
quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono
16,6 miliardi stanziati dal Cipe, nel servono ancora più di 100 per raggiungere
i 125 miliardi necessari a realizzare il piano che il premier si è impegnato a
reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un
metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più
eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad
esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio
positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un
mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente
"politica". Scritto in Varie Non commentato » (1 votes, average: 1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza
popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della
procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato.
L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente
dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato
Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in
piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva
riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio) Di
Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta
critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme,
l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono
farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il
diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto.
In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del
Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro
possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di
Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente».
Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso
per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia
molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva
disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto,
il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di
questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e
ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno
striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di
Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho
mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della
Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato
quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché
non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati
che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato
(forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il
giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video).
Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più
grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola,
"mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è
perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione
morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore).
Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi
ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano)
verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco
da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare
retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come
scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne
addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in
versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani
li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco
di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta
spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei
spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due
volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima.
Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma
lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà
finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è
avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini
aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i
voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I
COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il
demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali
e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica
l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU
NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 152 ) » (35 votes, average: 3.69 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione
addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di
Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore
della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione
politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La
decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non
voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti
con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della
spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista
delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere,
l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il
ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione",
l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il
loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post
veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 31 ) » (5 votes, average: 4.2 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a
Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno
avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le
elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo
sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima
spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra
ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema
sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al
centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra
autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i
"cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti
al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando
che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo
prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di
Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato".
"Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il
partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce
"amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea
che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito
della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono
unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di
Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio
riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato
sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna
per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non
capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito
che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio:
"Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per
vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo
fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io
resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna
chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non
farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo
aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime
elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a
tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un
simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il
centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e
gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un
fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando
Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa,
segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di
nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per
quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della
Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang
della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto
in Varie Commenti ( 50 ) » (16 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno
Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella
morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente
paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e
binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del
Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno
alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono
rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600
persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un
migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni
riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi
anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso
l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta
cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già,
perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata
praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa
quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a
Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è
Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la
Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole
aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della
Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi
essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il
sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo,
problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra
scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da
apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi
insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga
come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per
una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un
preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande
Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e
ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa
(giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi
(soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di
alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi,
disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non
puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in
barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le
linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il
fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce
n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio
lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e
ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro
ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De
Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare
e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso
magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i
mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in
anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di
Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci
sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della
pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se
qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia,
naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi
ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo
aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE,
AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen.
(Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale
spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto
internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le
principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con
incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale
al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto
difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a
«evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in
considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la
storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per
coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia
pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani.
AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS
PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb.
(Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la
tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le
due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli
cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista
di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al
London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di
Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre
ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo
che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di
neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (9 votes, average: 2.44 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile.
auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il
2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che
ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre
discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi
per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di
ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche
a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che
m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato
l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità
morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato
la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga
tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda
delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste
napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e
quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare
il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee
e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero.
Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande
equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e
dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da
quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con
nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in
un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento
della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di
un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino
il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi
ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si
intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce
il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato.
Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega
all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la
crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in
molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo
insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione
(e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione
perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si
mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo
sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo
investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà,
soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile
e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che
non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono
davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo.
Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo".
Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e
felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (12 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra,
consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema
impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale"
dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché
la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di
interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di
"area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e
che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul
"Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche
ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile
base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra
sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi
interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La
Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca
orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la
Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti
dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla
"tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e
nella società civile in modo da poter "governare" anche
dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra
in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un
ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella
cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una
diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle
fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre
lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli
articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas
"Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra
gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra
moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La
destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di
Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di
Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera
politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la
Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da
salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (12 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che
non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti
per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla
protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso
quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in
realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti
in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto
da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro.
Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal
palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a
sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani?
Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la
protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè
sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso,
magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami
politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non
in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei
concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la
Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda.
"Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul
Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il
ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi
"baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero
insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si
schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la
riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà
giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di
"baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e
contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo
e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme
mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna
istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi
anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui
governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire
molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in
bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto
della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti
universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla
"creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli
alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli
insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese".
Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come
va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai
sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che
se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per
carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto
allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME
FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie
Commenti ( 119 ) » (28 votes, average: 3.79 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi
clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il
rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far
notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già,
l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una
volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la
cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in
questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo,
soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di
rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa.
Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro
Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila
cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla
fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la
Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno
banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione
delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri
delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette
12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad
aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la
credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su
questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di
"meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero
bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora
chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano
Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla
meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (42 votes, average: 3.81
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo.
Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche.
Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici
pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai
sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti
pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo
secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la
politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il
cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa
maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul
sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet
Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il
paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere
e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) .
ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera,
Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi
ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere,
ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e
operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di
regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso
dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift,
che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che
il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (32 votes, average: 2.56 out of 5)
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (60) Ultime discussioni Ely: A proposito
di vendola ho letto sul corriere della sera on line un articolo su una sua
decisione per la Puglia... Alberto Taliani: Caro Nico, quello che dice è vero:
gli spazy della privacy del cittadino (qualunque) si stanno... Nico: Caro
Taliani, in che senso le intercettazioni vengono usate contro? In effetti il
Sig. Masi solleva un... voce nel deserto: Oeramai Di Pietro può parlare solo
allo specchio ed applaudirsi.Non gli crede più nessuno. federico: gli italiani
non vogliono piu' questo governo, pero' la democrazia impone il rispetto
delle... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5
Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il
bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Eluana, il
direttore dell'Asl in procura Ddl al Senato: è corsa contro il tempoUe:
"Entro febbraio il vertice straordinario per la crisi economica"La
recessione piega Ferrè: probabile bancarottaBrescia, 4 minorenni stuprano una
14enneVeltroni: "Berlusconi non andrà mai al Colle"Bancarotta della
Micop: sei anni per CoppolaLa sfortuna? Ci vede benissimo Si rischia la morte a
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( da "Sestopotere.com" del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Provincia Novara:
"valida per almeno tutto il mese di febbraio la tariffa unica su treni e
bus" (9/2/2009 10:05) | (Sesto Potere) - Novara - 9 febbraio 2009 - Sarà
valida per almeno tutto il mese di febbraio la tariffa Piemonte Integrato, che
consente di viaggiare con un biglietto unico su treni e autobus La tariffa, per quanto riguarda la provincia di Novara è riferita in
particolare alla tratta Novara-Varallo. Come si ricorderà la Provincia di
Novara si era duramente opposta all'abolizione e si era schierata al fianco
della Regione per ottenerene la riconferma. Dopo una lunga trattativa è stata
ottenuta la proroga consentirà, in attesa della stipula del nuovo contratto di
servizio, di evitare ai pendolari il pagamento del doppio biglietto
(treno + bus). La tariffa Piemonte Integrato, di cui le ferrovie avevano
minacciato la sospensione, era nata nel 1997 con l?obiettivo di eliminare
alcune sovrapposizioni tra ferro e gomma fornendo la possibilità ai pendolari
di utilizzare treni e autobus acquistando un unico biglietto. “E? una buona
notizia per i viaggiatori - ha commentato l?assessore regionale ai Trasporti,
Daniele Borioli – Ora confidiamo che il Governo ci trasferisca al più presto i
soldi promessi per il rinnovo dei contratti in modo che anche la partita del
Piemonte Integrato possa essere inserita nel nuovo accordo e trovare così una
soluzione stabile”. «Sono soddisfatto per la proroga - aggiunge l'assessore
provinciale Gianni Barcellini - ma auspico che questa vicenda possa essere
conclusa definitivamente in tempi rapidi. L'abbonamento integrato è un sistema
tariffario lungimirante che non deve essere abolito, ma che anzi andrebbe
esteso anche ad altre linee locali in cui gli utenti hanno necessità di
integrare senza difficoltà i servizi su ferro con quelli su gomma».
( da "SaluteEuropa.it" del 09-02-2009)
Argomenti: Province
09/02/2009 Abolizione del divieto di segnalazione da parte dei
professionisti sanitari dei clandestini: la S.It.I. esprime preoccupazione per
le possibili ripercussioni negative sulla salute pubblica La Società Italiana
di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (S.It.I.) esprime la propria
preoccupazione per quanto approvato al Senato nel Disegno di Legge sulla
Sicurezza ove si prospetta la possibilità per i medici di segnalare alle
autorità competenti la presenza di persone immigrate senza regolare permesso di
soggiorno che si rivolgono ai presidi sanitari pubblici o privati per la
richiesta di prestazioni sanitarie. Tale provvedimento, oltre ad essere
contrario ai principi deontologici cui si ispira la professione medica, è
potenzialmente in grado di apportare danni alla sanità pubblica, poiché
soggetti portatori, sintomatici o asintomatici, di malattie contagiose
irregolarmente presenti sul territorio nazionale potrebbero essere indotti a
non richiedere assistenza alle strutture del Servizio Sanitario Nazionale. Si
potrebbe mettere così in pericolo anche la salute dei cittadini italiani, che
potrebbero trovarsi sempre più spesso in condizioni di rischio derivante
dall'inconsapevole contatto con soggetti infetti in grado di trasmettere
malattie anche gravi come ad esempio la tubercolosi. Senza entrare nel merito
degli orientamenti generali del legislatore, la S.It.I., alla luce della quasi certa introduzione del reato di clandestinità nel
nostro ordinamento, chiede pertanto che il Governo e i Ministeri competenti si
impegnino fin d'ora per fornire corrette informazioni agli operatori sanitari e
alla popolazione riguardo le cure sanitarie per gli immigrati, assicurando che
il Servizio Sanitario Nazionale possa continuare a garantire le prestazioni
sanitarie curative e preventive necessarie per la tutela della salute
individuale e collettiva garantita dalla nostra Costituzione.
( da "e-gazette" del 09-02-2009)
Argomenti: Province
Rischio abolizione
degli standard di qualità per le pmi elettriche Il provvedimento è contenuto in
alcuni emendamenti del decreto ?milleproroghe?.L?allarme lanciato dal Movimento
Difesa del Cittadino. Roma, 9 febbraio ? Le imprese elettriche con meno di
5.000 clienti (pari a 121 aziende) potrebbero venir esonerate nell?applicare le
norme sugli standard di qualità del servizio elettrico, sia per quanto riguarda
le piccole aziende di distribuzione che quelle di vendita. L?ipotesi è contenuta negli emendamenti di alcuni parlamentari
della maggioranza al decreto mille proroghe (disegno di legge n. 1305 -
Conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante
proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni
finanziarie urgenti) che dovrebbe essere approvato in settimana. A
renderlo noto è il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che chiede di bloccare
questi emendamenti, perché non rispettano il principio della concorrenza e
perché risultano discriminatori nei confronti di 126mila utenti a cui non
sarebbero garantiti gli standard di qualità del servizio universale stabiliti
dall?Autorità per l?energia elettrica e il gas. I paramenti in questione
riguardano l?obbligo di tempi congrui di risposta ai reclami, di rettifiche
degli errori nelle fatturazioni, di tempi brevi nella risposta da parte dei
call center, del rispetto del piano di investimenti, per ridurre il numero e i
tempi medi di interruzione nell?erogazione dell?energia elettrica. E-GAZETTE -
09/02/2009 e-gazette.it -->
( da "Alto Adige" del 10-02-2009)
Argomenti: Province
LA SCHEDA Viaggi,
doppio rimborso a km BOLZANO. Ogni consigliere provinciale ha diritto a
rimborsi per 16 mila chilometri all'anno, 8000 dal consiglio regionale e 8000
dal consiglio provinciale. «Per decenza, tagliamo almeno questo doppione:
restino 8 mila chilometri all'anno». Questa una delle proposte dei consiglieri
Verdi in vista della discussione sulla revisione delle indennità. I Verdi hanno
già ripresentato i disegni di legge sul divieto di cumulo dei vitalizi con
altri redditi da politica e il tetto alle spese elettorali. Alessandro Urzì
(Pdl) parla di «meandri oscuri dei costi della politica», oltre alla indennità
di 14.359 euro lordi per il consigliere «semplice». Riccardo Dello Sbarba
(Verdi) ricorda infatti che oltre alla indennità di consiglieri e assessori, ai
finanziamenti ai gruppi consiliari (anche in questo caso doppi tra Provincia e
Regione), ci sono voci meno conosciute come l'indennità chilometrica (rimborso
del mezzo pubblico o del 30 per cento del prezzo di un litro di benzina a
chilometro: circa 2800 euro per 8000 chilometri). E poi c'è la diaria per le
missioni politiche: 110 euro al giorno in Italia, rimborso variabile
all'estero: «Anche questo è un privilegio doppio, provinciale e regionale». Urzì
aggiunge i fondi spese per giunta e ufficio di presidenza consiliare: «Una
percentuale è spendibile senza alcuna certificazione: uno scandalo che deve
finire». Sempre sui costi della politica Renato Stancher,
vicesindaco di Brunico, si dice favorevole all'abolizione della indennità di
carica sostituita dal gettone di presenza per i consiglieri provinciali
(proposta di Mauro Minniti, Pdl), ma lancia un appello contro la riduzione dei
consigli comunali: «Soprattutto per la minore rappresentatività del gruppo
italiano che comporterebbe in periferia». SICUREZZA «No credit» in fiera
a Roma La campagna di sicurezza stradale «No credit» è stata presentata nel
fine settimana alla fiera «Motodays» a Roma. La Provincia ricorda che la
campagna per prevenire gli incidenti stradali proseguirà anche nel 2009.
ASSICURAZIONI Ctcu, giù le mani dalla legge Bersani Assicurazioni: il Ctcu ha
scritto al ministro Scajola per difendere la legge Bersani su plurimandato e
disdetta dei contratti.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Ieri la riunione del
Comitato economia e lavoro. Il presidente critica la Regione per formazione
professionale e taglio degli enti inutili Fontanini: grandi opere per battere
la crisi Via a tangenziale Est, nodo di Basaldella e passaggio a livello di
Santa Caterina Pungola la Regione per avere nuove competenze. Recita il mea
culpa per 60 milioni di opere pubbliche fermi, in attesa di essere messi in
circolo nell'economia friulana. E studia soluzioni per anticipare la cassa
integrazione ordinaria e straordinaria ai lavoratori. Il presidente della
Provincia Pietro Fontanini ha appena concluso una riunione del Comitato
provinciale per l'economia e il lavoro (Cpel), la seconda in meno di un mese, e
sfodera le armi per superare la crisi. La ricetta di Fontanini, affiancato
dagli assessori al Lavoro Daniele Macorig e alle Attività produttive Franco Mattiussi,
sta dunque nell'immettere liquidità sul mercato, nella sburocratizzazione degli
iter, troppo lunghi, e in azioni più mirate, da quelle per fornire crediti alla
formazione professionale. E per dimostrare il suo impegni, annuncia il via di
tre opere provinciali, la Tangenziale est, l'eliminazione del semaforo accanto
all'autostrada a Basadella e del passaggio a livello a Santa Caterina. Opere
che complessivamente raggiungono i 25 milioni. «Abbiamo ritardi troppo lunghi
nei lavori pubblici - confessa il presidente - e dobbiamo accelerare. Ma per
farlo spero anche che il governo centrale possa dare forma a norme che rendano
più snelli gli iter burocratici, altrimenti rischiamo davvero di tenere chiusi
nei cassetti diversi soldi». Per la Tangenziale est, infrastruttura da oltre 8
milioni, l'esecutivo provinciale ha approvato il progetto preliminare, la
prossima settimana passerà al vaglio della Commissione viabilità di palazzo
Belgrado, ma anche attraverso una riunione tra i sindaci e la Conferenza tecnica.
I lavori però dovrebbero partire entro la fine del 2009. Stessa previsione di
avvio delle opere anche per Basaldella, 9 milioni di investimento e procedura
quasi ultimata con gara imminente, e per Santa Caterina, oltre 6 milioni di
lavori, per cui gli uffici stanno predisponendo la gara, ma attendono ancora di
sbloccare l'opera con il demanio dello Stato. «I soldi però erano fermi da
prima - risponde a Fontanini il suo vice e assessore alle infrastrutture Fabio
Marchetti -, la Tangenziale est addirittura dal 2006, e a giugno abbiamo
accelerato ogni realizzazione. Non si tratta quindi di denaro fermo, ma di
soldi che rimettiamo in circolo e che quindi saranno sul mercato entro l'anno».
Fontanini supera poi le opere pubbliche e si concentra sulle frecciate alla
Regione. Chiedendo la formazione professionale, l'eliminazione degli enti
inutili e rivendicando il ruolo della Provincia. «Se la Regione non vuole dare
alle Province la competenza in materia di formazione professionale - spiega il
presidente - dovrà almeno cominciare a considerati prioritari i segnali
lanciati del territorio eliminando qualche corso d'inglese, che ora non serve
molto, per dare più spazio alle attività di formazione
professionale che rispondono alle esigenze delle aziende formando tecnici
professionali». Sottolineando poi la crisi in montagna, Fontanini chiede ancora
l'abolizione delle Comunità montane. «Ci sono troppi enti che rallentano le
risposte - dice Fontanini - e quindi la Regione abbia il coraggio di tagliarne
alcuni, come le Comunità montane di cui siamo acerrimi nemici, e di
rilanciare enti come Agemont che ha buone idee ma nessun finanziamento che
dovrebbe invece arrivare da Friulia». E poi, rimandando a un nuovo appuntamento
del Cpel a meno di un mese, Fontanini conclude: «Spero la Regione non si
adombri per questo appuntamento, perché so che l'organizzazione di questo
tavolo piace poco, ma il nostro ruolo è quello di fare sintesi tra le esigenze
del territorio e di sottoporla alla Regione. E questo continueremo a fare». Anna
Buttazzoni
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
10-02-2009)
Argomenti: Province
MODENA E AGENDA pag.
11 È DIVENTATO un ritornello ricorrente l'abolizione delle
Province; perso... È DIVENTATO un ritornello ricorrente l'abolizione delle
Province; personalmente credo che andrebbero aboliti solo quegli enti che non
possono offrire ai cittadini i servizi necessari agli stessi nel modo più
efficiente ed efficace possibile. Perché non si pensa di abolire quei
Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti e, magari, vicini tra di loro, che
sicuramente non riescono ad offrire autonomamente ed economicamente servizi
quali quelli di nettezza urbana, polizia urbana. PROVA NE è che alcuni Comuni
hanno dovuto consorziarsi per offrire tali servizi in maniera più economica. In
alcune province d'Italia basta passeggiare a piedi per
dieci minuti per attraversare due o tre Comuni piccolissimi la cui esistenza è
finalizzata al mantenimento di un Consiglio comunale, di una Giunta e di alcuni
impiegati. TALE PROPOSTA rientrerebbe sicuramente tra quelle riforme
strutturali che assicurerebbero vantaggi economici anche alle generazioni
future. Credo che manchi solo il coraggio per una tale riforma. Alfredo De
Laurentis (Modena)
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Martedì 10 Febbraio
2009, Inagibile via Sabbioni a Fratta Siamo una delle famiglie che abitano in
via Sabbioni a Fratta Polesine. Questa strada, dopo tutta questa pioggia, è
diventata inagibile, fangosa e piena di buche ed essendo affiancata da un
fossato, dovendo obbligatoriamente percorrerla per andare al lavoro, rischiamo
di finirci dentro sbandando con l'auto sul terreno fangoso. Ringraziamo pertanto
il sindaco di Fratta Polesine per non avere provveduto alla sistemazione di
tale strada, nonostante sia stato più volte sollecitato a farlo. Siamo nel 2009
e l'amministrazione comunale, appellandosi a leggi obsolete, permette a delle
persone di vivere ancora come ai tempi dei nostri antenati. Dovrebbe prendere
esempio dal collega della vicina Costa che, asfaltando anche tante stradine di
campagna, ha cercato di agevolare i concittadini che abitano nelle zone più
isolate. Lettera firmata Fratta Polesine Censer speriamo in una svolta Ho
appreso positivamente che il Consiglio di amministrazione del Censer, la
società delle fiere di Rovigo, ha dato il via libera alla gara pubblica per
l'affitto del ramo d'azienda di gestione delle fiere. Tradotto in soldoni tra
poco tempo le fiere verranno organizzate da chi lo fa di mestiere e non da chi
si improvvisa tale. Auspico che tale percorso non venga interrotto per velleità
o ritardi di qualche socio pubblico (visto che di anni se ne sono persi anche
troppi!) o per fare del Censer l'ulteriore terreno di scambio per la politica
locale di centro-sinistra: il recente esempio dell'Interporto è, in materia,
illuminante. Il Presidente Borgato cerca di minimizzare i risultati disastrosi
del Censer dal punto di vista economico: dalla fine del mio mandato di Sindaco
ad oggi la società ha accumulato perdite per oltre 2 milioni di euro, che sono
sulle spalle dei soci, quindi anche dei cittadini. Circa poi la sottoscrizione
nel 2005, da parte della mia Giunta, di solo metà del previsto aumento sociale
di 4,5 milioni di euro, questo non è stato casuale: metà era destinato a
finanziare il completamento del nuovo padiglione espositivo e l'altra metà a
copertura di future perdite. Volevamo costringere il Censer a dividere la gestione
immobiliare, finalità sua propria, dalla gestione delle fiere e su questo
eravamo in sintonia con Camera di Commercio, Cassa di Risparmio e Fondazione
Carisp. di Padova e Rovigo. Peccato ci fosse la contrarietà politica della
Provincia, che da metà del
( da "ITnews.it" del 10-02-2009)
Argomenti: Province
Roma, 10 feb.
(Adnkronos) - Il presidente Emerito della Repubblica,
Francesco Cossiga, "anche in conseguenza dei recenti comportamenti
istituzionali del Presidente della Repubblica, ha presentato un Disegno di
Legge per l'abrogazione dall'articolo 278 del codice penale, che prevede come
reato l'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica".
Lo rende noto il portavoce del senatore a vita.