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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
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ARCHIVIO GEN. DEL
DOSSIER |
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Lo
scippo all'Europa del maestro von Karajan
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Scoperto
l'errore, non sarà difficile trovare un rimedio: molti direttori, dal passato
più limpido, saranno felici di donare alla causa dell'Europa il loro talento e
quello di un'orchestra, restituendo il vero spirito del finale della Nona: una
laica preghiera, un'invocazione alla «fratellanza tra gli uomini».
Oggi
messa del cardinale Poletto al Santuario
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Oggi, dalle
14,30, i cattolici albanesi delle diocesi del Piemonte meridionale si danno
appuntamento al santuario della Madonna del Buon Consiglio di Castiglione
Tinella. Alle 15,30 don Pasquale Ferraro, responsabile nazionale della
pastorale dei cattolici albanesi, celebrerà la messa.
Festa
della Salve con la processione nelle strade del centro
( da "Stampa,
La" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
associazioni
religiose e laiche, autorità, fedeli delle zone pastorali, giovani e anziani,
malati e handicappati, rappresentanti di tutte le istituzioni, scout; al
termine il vescovo Giuseppe Versaldi terrà un breve discorso, seguito alle 18
da una messa. Gli alessandrini sono particolarmente devoti alla Salve che
definiscono,
Tornano
i Campionati Scolastici a squadre con la finale nazionale in programma da
giovedì 14 ma... ( da "Stampa, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
la sede è
stata spostata a Cattolica, la bella cittadina del litorale adriatico. Previsti
otto gruppi, 4 di Dama Italiana, la specialità sulle 64 caselle, e 4 di Dama
Internazionale, la specialità sulle 100 caselle. Le squadre ammesse si sono
qualificate dalle selezioni provinciali e interregionali, che, grazie alla
sempre maggior diffusione del gioco tra i giovani,
Infanzia
cattolica, Il ruolo della scuola anche il pd parla di istruzione
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Infanzia
cattolica, Il ruolo della scuola anche il pd parla di istruzione domani due
CONVEGNi LA F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) di Genova organizza
per domani in convegno sul tema "Il ruolo della scuola dell'infanzia di
ispirazione cattolica nella società civile".
Aice,
attiva da 35 anni per l'assistenzae la difesa dei diritti dei malati
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
internazionale
delle associazioni laiche non professionali IBE; la sezione ligure, di cui è
presidente Luigia Gugliemana, ha sede a Lavagna a Villa Grimaldi in piazzale
Lugano. L'Aice opera in collaborazione con l'associazione professionale medici
epilettologi (Lice) ed opera assieme alle altre realtà associative laiche e
professionali,
Il
mare e le vele star a CelleA Laigueglia festa di primavera
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Mario
Schenone 03/05/2009 TACCUINO Oggi, domenica 3 maggio, la Chiesa Cattolica
festeggia S. Filippo e Giacomo. Domani, lunedì, ricorda S.Silvano. Il segno
zodiacale è quello del Toro. La fase lunare è in Primo Quarto. FARMACIEA Savona
(orario continuato 8.30-19.30) sono di turno le farmacie: Delle Erbe via Corsi
69 r.
l'odissea
di alex, prigioniero delle leggi per sopravvivere resta solo il carcere - don
paolo farinella ( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
difendere i
simboli della «religione cattolica» e poi sbattere in faccia a un immigrato,
cioè ad un cittadino che è anche Gesù Cristo, la porta del proprio appartamento
libero: si preferisce tenerlo sfitto piuttosto che affittarlo ad un
«extra-comunitario». Il nostro giornale del 26 aprile, accanto alla cronaca
della «Festa della Liberazione»,
Anticipazioni/Enrico
Brizzi da Roma a Gerusalemme a piedi Da pellegrino laico spiega come ha vinto
pregiudizi e stereotipi ( da "Messaggero, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Domenica 03
Maggio 2009 Chiudi Anticipazioni/Enrico Brizzi da Roma a Gerusalemme a piedi Da
pellegrino laico spiega come ha vinto pregiudizi e stereotipi
OGNI
viaggio nasce da un viaggio precedente, desiderato o sognato mentre si consuma
la strada, e... ( da "Messaggero, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
o gli
emissari di qualche diocesi, ma laici che ritengono il messaggio di pace di
Gesù ancora fertile e rivoluzionario. Ciascuno secondo la propria storia
personale, abbiamo una visione critica della Chiesa: se ci si vuole attribuire
un'etichetta religiosa, la parola "cristiani" è più appropriata di
"cattolici".
Il
vescovo centenario denuncia
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il Vaticano e
alcuni cattolici per la trama in cui si ipotizzava che Gesù fosse stato sposato
con Maria Maddalena e da lei avesse avuto dei figli, dando così origine a una
«stirpe » tenuta segreta per secoli dalla Chiesa. Claudia Provvedini Anteprima
a Roma La pellicola viene proiettata oggi in anteprima mondiale proprio a Roma
Un successo annunciato Una scena di Angeli e demoni,
Fiabe
Sonore ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
professore di
Pedagogia alla Cattolica di Milano . Non hanno tempo, parlano un linguaggio
semplice, diretto e toccano temi importanti senza bisogno di mediazioni ». Di
più, rispondono ad un bisogno essenziale del nostro essere uomini: «La
narratività è un principio intrinseco alla natura dell'uomo e dunque anche a
quella del bambino: abbiamo bisogno di raccontare per crescere,
Per
un'etica condivisa tra laici e cattolici
( da "Corriere
della Sera" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Il presidente
francese ha auspicato «una laicità che rispetti, una laicità che riunisca, una
laicità che dialoghi. E non una laicità che escluda e che denunci». In Italia
non c'è un culto sacro della laicità o un complesso cattolico di fronte allo
spazio pubblico. Ci sono però un involgarimento del dibattito e tanta timidezza
verso le grandi imprese.
I
pomodori nemici del colesterolo ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Sono
coinvolti 15 centri di sei Paesi e, per l'Italia, l'università Cattolica di
Roma sta curando la parte clinica. Ruggiero Corcella Lo studio europeo Sul
licopene stanno lavorando 15 centri in 6 Paesi. L'Italia è responsabile della
parte clinica, con 100 pazienti
LA
FEBBRE DEL POKER ( da "Unita, L'"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
è diventato
una specie di religione laica. Carte e fiches, un tavolo verde, ma nessun'altra
suggestione da film di gangster. È un gioco che assomiglia ad uno sport, come
spiega Luca Pagano, la stella italiana nel firmamento dei campioni. È un
esercizio di disciplina mentale e fisica, niente alcol, niente donne, niente
bari.
Una
spiritosa lettrice vuole fuggire dall'invasione delle giornate mondiali
( da "Giornale.it,
Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laica né
quella cattolica abbiano gran risultati. Esiste poi anche la giornata mondiale
del sorriso: il 3 maggio siamo tutti caldamente invitati ad avere voglia di
sorridere o perlomeno a fingere che sia così. L'elenco è lunghissimo e lascia
perplessi, perché spesso molti non ne hanno mai nemmeno sentito parlare e
perché viene da chiedersi che valore abbiano e se servano davvero
Nozze
a Bawku per
Argomenti: Laicita'
Abstract:
alla fine,
arriviamo davanti ad una bella chiesetta cattolica con parecchie persone che
stanno entrando. Ci uniamo agli altri, la funzione è già iniziata e c'è la
solita allegria e vivacità delle messe africane: la preghiera si svolge tra
numerosi canti ed è accompagnata spesso dai suoni dei tamburi.
ANTONIO
TROISE ROMA. L'ACCORDO CON LA CHRYSLER LO HA SICURAMENTE SORPRESO. MA ANDREA
BOITANI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
studi a
Cambridge, una cattedra di economia politica all'università Cattolica di Milano
e animatore del sito Lavoce.info, non si fa grandi illusioni sulla ripresa.
«L'attivismo della Fiat può sicuramente dare maggiore fiducia ai mercati, ma
non basta per parlare di ripresa. I dati macroeconomici restano gravi».
CORRADO
OCONE ERA IL 1991 QUANDO GILLES KEPEL PUBBLICò IN FRANCIA UN VOLUME,
PRONTAMENTE TRA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
a cominciare
dalla cattolica, hanno messo ovunque in primo piano il fattore identitario,
facendo rinascere persino il dibattito laico che ai più sembrava un residuo
ottocentesco. La Chiesa di Roma ha attuato una vera controffensiva culturale:
da una parte insistendo per veder riconosciuto il ruolo di principale elemento
genetico delle stesse libertà dei moderni,
PASQUALE
ESPOSITO IO SAPEVO? E CHE POTEVO SAPERE O IMMAGINARE? . S'INTERROGA INQU...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Un fraticello
con il saio marrone e i sandali ai piedi, per noi laici, e, figuriamoci per un
pittore, è cosa sacra. Non si discute. Se il fraticello, dopo aver organizzato
con grande cura la mostra della "Via Crucis" in Santa Chiara, ti
chiede di perfezionare l'intento della donazione con un contratto notarile, tu
accetti senza battere ciglio.
PERCHÉ
PORTO IL MIO PACIFISMO A STRASBURGO
( da "Manifesto,
Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
batterò
perché i temi della laicità e dell'uguaglianza siano affermati in ogni istanza
o decisione del Parlamento europeo. L'offensiva della chiesa e del
fondamentalismo cattolico nel nostro paese può trovare un argine in Europa come
è già avvenuto in passato, mentre i diritti di uguaglianza dei lavoratori e dei
migranti saranno il banco di prova fondamentale di questa nuova Europa.
Il
cattolicesimo targato Usa ( da "Manifesto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Una conferma,
ancora dagli Usa, dove è stata nominata ministro della sanità una cattolica -
Kathleen Sebelius - favorevole alla libertà di aborto, subito criticata dal suo
vescovo che le ha addirittura rifiutato la comunione. E' nato a suo sostegno un
gruppo di cattolici dal nome «Catholics for Sebelius».
Il
vescovo: "Madonna della Salve ha protetto la città dall'alluvione"
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
rappresentanti
di Associazioni, istituzioni laiche e religiose, con in testa quelle di
volontariato, Confraternite, labari e un enorme crocifisso in filigrana d'oro
che ha aperto il corteo. La Madonna della Salve è venerata in città fin dal 1100
e il suo volto sudò miracolosamente il 24 aprile 1489.
"Chi
sono gli Illuminati? Perché, sono esistiti?"
( da "Stampa,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Chi sono gli
Illuminati? Perché, sono esistiti?" Dan Brown non ha dubbi, nel caso in
cui il suo prossimo romanzo The lost symbol dovesse finire nelle mani di Ron
Howard diventerebbe di sicuro «un film pazzesco». Sul volume (in uscita il 15
settembre in Usa e in Canada con la tiratura record di 5 milioni di copie)
aggiunge solo che «la vicenda si svolge nell'
Adesso
i sondaggi fanno paura al Pdl ( da "Stampa, La"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Sono in gran
parte cattolici, ma laicamente rispettosi della vita di ciascuno e quindi anche
del presidente del Consiglio». Umberto Bossi ci mette una puntina di veleno.
«Secondo me bisogna stare attenti quando ci sono dei figli, quando c'è una
moglie, a non farla star male».
segue
dalla prima Fabrizio dell'Orefice Un nuovo affondo della
Argomenti: Laicita'
Abstract:
questo molto
più laico. Di sicuro si augura che i giornali non continuino a raccogliere le
sue confidenze anche perché la sua credibilità è senz'altro superiore a quella
di una certa Noemi, la ragazzina napoletana omaggiata con la presenza al
compleanno. Infine, l'ultima considerazione: «Non sarebbe concepibile che una
vicenda privata possa offuscare tutto quello che stiamo facendo»
Illuminazione
pubblica in periferia ( da "Tempo, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
stampa
Patrica Illuminazione pubblica in periferia PATRICA In arrivo l'illuminazione
nella perifieria. Ad annunciarlo è il sindaco Belli: «Sono iniziati in questi
giorni i lavori per il completamento dell'illuminazione nelle zone che ne erano
sprovviste. Una promessa fatta negli anni scorsi dalla mia amministrazione».
Nella
terra di Gesù nel segno dell'unico Dio
( da "Tempo,
Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
racchiude il
luogo più sacro per quasi due miliardi di cristiani (cattolici, ortodossi,
protestanti) e si abbatté, quasi vinto da una spossatezza infinita. Pregò a
lungo, Karol Wojtyla, sul banco di roccia sul quale era stata adagiata la salma
di Gesù. La pietra ribaltata del sepolcro di Cristo, il sepolcro vuoto, segno
eloquente della resurrezione del fondatore del cristianesimo.
meno
rom nei prossimi due anni - oriana liso
( da "Repubblica,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
accordi con
le associazioni di volontariato laiche e cattoliche per aiutare i rom a trovare
un lavoro e, di conseguenza, una casa. Man mano che i campi si svuoteranno,
poi, si provvederà a ristrutturarne qualcuno, realizzando strutture adatte a
soste temporanee. Ma c´è anche l´altro aspetto del progetto di svuotamento dei
campi, quello legato alla criminalità.
"preghiamo
per i palestinesi" dal papa un segnale a israele - marco politi
( da "Repubblica,
La" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Nei giorni
scorsi il leader della destra laica israeliana aveva detto che a suo avviso
«sono superati» gli accordi degli anni passati miranti alla creazione di uno
stato palestinese, ma ancora ieri il cardinale Kasper ha ribadito a nome del
Vaticano il sostegno alla soluzione dei «due stati» e la ripulsa
dell´antigiudaismo cristiano che favorì l´antisemitismo.
Superga
60 anni dopo Il Grande Toro è vivo
( da "Unita,
L'" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
epoca in cui
il Filadelfia era la casa, il tempio, la Mecca laica di operai e
professionisti, borghesi e ragazzini in pantaloni corti. Oggi del Fila si
prendono cura Angeli in divisa. Falciatrici e vanghe sulle macerie di un
tentativo di riesumazione lungo un trentennio. Ci hanno provato in molti, non
c'è riuscito nessuno.
Nemmeno
Capezzone, il portavoce dice una parola. Pdl, divorzio nel silenzio
( da "Unita,
L'" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
alfiere
dell'ala cattolica del Pdl, attacca con la segreteria. Formigoni
irrintracciabile. Impagabile Carlo Giovanardi. L'uomo fuggito dall'Udc di
Casini probabilmente perché troppo laica, lo stesso sottosegretario che venti
giorni fa dichiarava «o rilanciamo il modello della famiglia come società
naturale fondata sul matrimonio,
Una
preghiera universale anti-omofobia La settimana dall'11 al 17 maggio si
terranno veglie in Italia e nel mondo contro l'odio verso gay e trans: piovono
adesioni di credenti di o ( da "Unita, L'"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
liberi fino a
quando i nostri fratelli e le nostre sorelle saranno schiavi di un razzismo
senza fondamento nei confronti degli omosessuali, transessuali e bisessuali.
Non ci sarà libertà per noi fin quando non contribuiremo tutti insieme,
valdesi, metodisti, battisti, cattolici, veterocattolici, laici, atei, credenti
e non al cambiamento dei cuori e delle leggi». Parole «sante».
Arriva
Angeli e demoni e tinge di nero la città eterna
( da "Unita,
L'" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laica. «Se
qualcuno si ritiene offeso da questo film, non c'è problema: basta non andare a
vederlo». Il film in questione è Angeli e demoni, superblockbuster prodotto
dalla Sony, che non a caso ha scelto Roma per il lancio mondiale del film tratto
dal bestseller di Dan Brown, che vede per l'appunto il premio Oscar nella parte
del coltissimo professor Robert Langdon e il regista di
Profanano
la tomba del Papa e pure quella di San Pietro in persona, ammazzano tre
cardinali in modo ... ( da "Unita, L'"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laica. «Se
qualcuno si ritiene offeso da questo film, non c'è problema: basta non andare a
vederlo». Il film in questione è Angeli e demoni, superblockbuster prodotto
dalla Sony, che non a caso ha scelto Roma per il lancio mondiale del film
tratto dal bestseller di Dan Brown, che vede per l'appunto il premio Oscar
nella parte del coltissimo professor Robert Langdon e il regista di
Processo
allo scrittore turco Gürsel.
Argomenti: Laicita'>
In
difesa dei maiali: rivolta in Egitto degli allevatori copti
( da "Corriere della Sera" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laico» ma
in realtà rappresentativo quasi esclusivamente di quel 90% di musulmani che
abitano (e votano) in Egitto. Gli scontri sono avvenuti a Manshiet Nasser, un
enorme quartiere-bidonville alla periferia del Cairo, sotto le colline di
Moqattam ai bordi del deserto, dove in una vecchia cava abbandonata vivono
dagli anni '
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il suo è
un approccio laico e disincantato al problema. «Occorre avere la consapevolezza
che il mondo contemporaneo vive di denaro», dice. E quindi? «Non ha senso fare
le anime belle risponde Donà . Venezia ha bisogno di tanto denaro.
Paradossalmente, il cosiddetto Dio denaro serve per tenere in vita, al meglio,
anche i luoghi autenticamente divini.
UN
BARONE DI FERRO PER L'UNITÀ D'ITALIA
( da "Corriere della Sera" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Credeva
che la nazione fosse opera dello Stato e che spettasse a questo formare gli
istituti, le coscienze, l'etica collettiva, persino una nuova Chiesa cattolica.
Secondo Spadolini fu dunque un giacobino di destra. Benché profondamente
cattolico, non esitò a ordinare l'arresto o il confino dei sacerdoti che
rifiutavano di cantare il Te Deum per il genetliaco di Vittorio Emanuele II.
ROMA
- Né angeli, né demoni. Sono ricchi diavoli hollywoodiani maestri
dell'intrat... ( da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
pettinatura
ma è sempre il solito accademico sospettoso e laico. «Quello che amo di lui»
continua Hanks, «è che anche quando dice che non ha fede lo fa con grazia,
sostendendo con un prete che la fede è un dono che lui ancora non ha ricevuto.
Langdon non vuole insegnare niente a nessuno». «Nel mio cuore non c'è mai
l'intenzione di scioccare il pubblico a priori» lo spalleggia Howard.
Argomenti: Laicita'
Abstract:
ma in
fondo anche il laico, deve «fare attenzione a una realtà di fatto: che questo
mondo, intenso nel senso evangelico, insidia anche la Chiesa, contagiando i
suoi membri e gli stessi ministri ordinati. Il «mondo» - ha spiegato - è una
mentalità, una maniera di pensare e di vivere che può inquinare anche la
Chiesa, e di fatto la inquina,
ROMA
- Quando ha lasciato Palazzo Grazioli, uscendo in auto, Silvio Berlusconi
appariva prov... ( da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
possa
intrecciarsi con un certo fondamentalismo di parte del voto cattolici. Insomma,
che questa vicenda possa condizionare, nell'urna, una parte di cattolici. Tutta
questa vicenda è giudicata, però, da Fabrizio Cicchitto, come una «trappola su
un'autentica bufala», mentre Umberto Bossi ha esclamato. «Bisogna stare attenti
quando ci sono dei figli, quando c'è una moglie,
In
auto 9 milionidi persone: in tiltle autostrade
( da "Secolo XIX, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Gli altri
punti caldi in Italia sono stati sulla A1: più di due ore per andare da Incisa
a Barberino, e anche sulla riviera adriatica le cose non sono andate
diversamente: due ore per andare da Rimini a Imola, 45 minuti per raggiungere
Cattolica arrivando da Fano. 04/05/2009
parte
da Roma il seguito del Codice da Vinci
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
decisamente
più indigesto ai cattolici, toccando esso un dogma della fede, la parola
d'ordine sia: sdrammatizzare. Da entrambe le parti. Del resto le modifiche
apportate dicono qualcosa: ad esempio, nel romanzo il camerlengo al centro
della vicenda è figlio naturale del Papa, sullo schermo diventa adottivo.
La
cronaca e la corte dei guardoni ( da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
un
moralismo di fondo che confligge con una visione laica e tollerante delle
vicende umane di tutti, anche dell?uomo più potente. Sul piano dei diritti il
potere presuppone pubblicità ma non il vilipendio della persona. In un Paese
civile l?opinione pubblica viene informata sui fatti privati dei potenti ma
viene anche abituata a non varcare la soglia della privacy e del rispetto.
Negli
istituti superiori la metà degli studenti salta l'ora di religione
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Irc
(Insegnamento religione cattolica). I dati lo dimostrano: un leggerissimo calo
di iscritti alla scuola dell?obbligo (meno 0,1%), ma di contro un incremento
alle superiori (più 0,9%). La situazione più critica riguarda la città dove,
sempre secondo le statistiche, coloro che scelgono di avvalersi dell?
Asili,
in 6 anni raddoppiati i bimbi disabili
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Università
Cattolica ha messo in luce un fenomeno ancora poco preso in considerazione, ma
con il quale ospedali e scuole stanno già facendo i conti: l'aumento
dell'immigrazione è andata di pari passo con l'aumento dei bambini disabili
immigrati. Tanto che nelle sei neuropsichiatrie degli ospedali milanesi il 30
per cento dei bambini in cura sono appunto stranieri.
LE
INTERVISTE DI PERNA PIPPO FRANCO ( da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Cattolico?».
«Praticante. Ma conosco anche altre fedi e non è solo l'aspetto religioso».
«Andiamo sul difficile. Terra terra?». «Non credo in ciò che vedo. Credo in ciò
che non vedo e soprattutto in ciò che provo. Non siamo esseri umani in cerca di
esperienze spirituali.
Pausa
pranzo nel passato e mostre: Cinque giorni di festa per il teatro romano
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Archeologi
dell'Istituto di archeologia dell'Università Cattolica illustreranno come si
svolgeva una giornata di spettacoli nel teatro romano di Milano, verranno
distribuiti biglietti simili a quelli usati all'epoca, poi un attore accoglierà
il pubblico e reciterà il prologo di una commedia di Plauto, tradotto in
italiano.
"Angeli
e demoni", il Vaticano non vuol fare pubblicità
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Educazione
cattolica, e Stanislaw Rylko al Pontificio consiglio per i laici). Scritto in
Varie Commenti ( 33 ) » (11 votes, average: 3.73 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 16Apr 09 Enciclica sociale, i tempi si allungano (a causa
della crisi)
GUIDO
PANICO CON ANTONIO GAMBINO, MORTO A ROMA A 83 ANNI, SE NE VA UNO DEGLI ULTIMI
PROTAGONISTI ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
che ha
interpretato lo spirito illuministico e democratico di una minoranza laica, per
decenni in difficoltà tra due mondi, quello sovietico e quello americano, e,
sul fronte interno, tra il dogmatismo comunista e un moderatismo politico
condizionato da oltre Tevere. Di origini siciliane, Gambino era nato a Roma nel
1926.
OSCAR
COSULICH ROMA. FILMARE NELLE CHIESE è IMPOSSIBILE OVUNQUE, PER QUESTO AVEVAMO
PR... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Sul suo
torace è marchiata a fuoco la scritta «Illuminati» e, dallo stesso centro di
ricerca, scompare un'ampolla con una piccola ma letale quantità di antimateria,
che sarà usata dall'antica setta degli Illuminati per minacciare di distruzione
l'intero Vaticano, come vendetta per i torti inferti dal clero agli scienziati
quattro secoli prima.
PROSEGUONO
SENZA SOSTA I LAVORI PER LA NASCITA DELLA NUOVA BAGNOLI. GIà COMPLETATA LA
BONIFICA ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
che
sorgerà su una superficie di
LAURENCE
FIGÀ-TALAMANCA L'ITALIA è DISPONIBILE A MEDIARE TRA ISRAELE E SIRIA - DOPO
CHE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
un viaggio
in cui il leader della destra radicale laica viene preceduto dalle sue
controverse dichiarazioni sul processo di pace e sul rifiuto di riconoscere la
soluzione «due popoli, due Stati». La visita in Europa e nel nostro Paese
precede inoltre di qualche giorno il vertice italo-egiziano di Sharm el Sheikh
e di poche settimane il viaggio di Netanyahu a Washington,
"Angeli
e demoni", il Vaticano non vuol fare pubblicità.
( da "Giornale.it, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Educazione
cattolica, e Stanislaw Rylko al Pontificio consiglio per i laici). Scritto in
Varie Commenti ( 33 ) » (11 votes, average: 3.73 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 16Apr 09 Enciclica sociale, i tempi si allungano (a causa
della crisi)
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
il caso Polemica
a vent'anni dalla morte L'ANTEFATTO LE CONTROMISURE Lo scippo all'Europa del
maestro von Karajan Diritti d'autore dall'Ue per poche note cambiate all'Inno
di Beethoven SANDRO CAPPELLETTO Al maestro fu offerta la direzione della
sinfonia, lui pretese l'arrangiamento Chi era Ora si pensa a un direttore con
un passato più limpido e che non chieda proventi ROMA Piacerà di meno l'Inno
Europeo, ora che sappiamo che ad ogni sua esecuzione ufficiale, gli eredi di
Herbert von Karajan, eccellente direttore d'orchestra, acuto uomo d'affari,
nazista della primissima ora, percepiscono una quota di diritti? «Il simbolo
sonoro dell'Europa è l'opera di un iscritto al partito nazista», scrive «Le
Monde» che dedica all'argomento un ampio, e scomodissimo, servizio. Sono
passati cinquanta anni dal 20 aprile 1959 quando a Strasburgo, in occasione del
decimo anniversario del Consiglio d'Europa, viene cantata per la prima volta l'
«Ode alla Gioia», i versi del poeta tedesco Friedrich Schiller che Ludwig van
Beethoven utilizza nel movimento finale della Nona. Nessuno aveva ancora osato
far cantare un coro e dei solisti in una sinfonia e la novità piacque al punto
che al termine della prima esecuzione, a Vienna il 7 maggio del 1824, il
delegato del Governo presente in sala dovette fermare l'entusiasmo del
pubblico: «Basta, basta», gridò. «Non è possibile applaudire la Corte Imperiale
soltanto tre volte e una sinfonia cinque!». Il desiderio dell'Europa di dotarsi
di un inno risale al 1949, quando una «mamma francese» che ha sopportato ogni
tipo di violenza durante la Seconda Guerra Mondiale scrive a Strasburgo e
chiede che l'Europa promuova un «canto delle Nazioni Unite». Lei, avrebbe già
pronto un inno, giudicato però troppo modesto. Negli anni, diventano migliaia i
cittadini che indirizzano la stessa richiesta, sempre respinta. Soltanto nel
1971 viene resa operativa una prima decisione: la Commissione permanente
dell'Assemblea consultiva del Consiglio d'Europa, riunita a Berlino Ovest,
propone «l'accettazione da parte dei Paesi membri del preludio all'"Ode
alla gioia", quarto movimento della IX Sinfonia di Beethoven come Inno
europeo». La proposta viene accettata e dopo pochi giorni il segretario
generale del Consiglio d'Europa, Lujo Toncic-Sorinj, scrive al maestro, dandogli
del «tu»: «Vorrei chiederti di dirigere la versione ufficiale dell'Inno. A
questo proposito, mi rimetto completamente ai tuoi suggerimenti e ai tuoi
desideri, compreso quanto riguarda l'orchestra e il luogo dell'esecuzione» .
Karajan, che all'epoca è «direttore a vita» dei Filarmonici di Berlino e
direttore del Festival di Salisburgo, la città dove è nato nel 1908, risponde
in terza persona: «Herr Karajan è molto interessato dalla prospettiva di
arrangiare l'Inno alla gioia e dirigerlo in un disco». A Strasburgo rimangono
perplessi di fronte al verbo «arrangiare»; inizia uno scambio epistolare con la
segretaria di Karajan «per evitare che l'Inno europeo arrechi un guadagno a una
persona o a una casa editrice». Ma il maestro è irremovibile; se lo vogliono,
accettino le sue condizioni: suoneranno i Berliner Philharmoniker, la partitura
verrà pubblicata dall'editore tedesco Schott e la versione sarà «arrangiata» da
lui. Che negli anni precedenti ha già inciso tutte le Sinfonie di Beethoven,
però senza arrangiarle. Lujo Toncic-Sorinj, austriaco come Karajan, cresciuto
anche lui a Salisburgo, capitola in fretta. «Le Monde» fa notare che quel
funzionario europeo era già stato Ministro degli
Esteri del suo paese, precedendo nell'incarico Kurt Waldheim, futuro segretario
generale delle Nazioni Unite, assemblea alla quale riuscì a nascondere il
proprio lavoro durante la guerra come agente segreto della Wehrmacht,
l'esercito tedesco. Un passato che Karajan non si preoccupò mai di occultare:
la sua tessera di adesione al Partito Nazionalsocialista numero 3430914 risale
al marzo 1935. Una lobby austro-nazista ha dunque orientato la decisione del
Parlamento europeo. L'arrangiamento di Karajan è minimo: «Il suo lavoro è
consistito in un copia-incolla di tre frammenti dell'autografo di Beethoven»,
scrive Esteban Buch in «La Nona Sinfonia: una storia politica», volume
pubblicato in Francia. E prosegue: «Quanto alla strumentazione, i cambiamenti
vanno nel senso di un uniforme rafforzamento delle sonorità, a scapito della ricchezza
della tessitura e del timbro dell'originale». Una Nona «trombona», enfatica più
che ispirata. «E' soltanto grazie a Karajan se questo dramma musicale
dell'umanità è potuto diventare una parata militare. Nella sua interpretazione
lo spirito e il gusto del Terzo Reich trovano involontariamente un'espressione
nuova», scriveva già il 24 dicembre 1947 la Oesterreichische Zeitung, un
diffuso periodico viennese. Scoperto l'errore, non sarà
difficile trovare un rimedio: molti direttori, dal passato più limpido, saranno
felici di donare alla causa dell'Europa il loro talento e quello di
un'orchestra, restituendo il vero spirito del finale della Nona: una laica
preghiera, un'invocazione alla «fratellanza tra gli uomini».
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
VICOFORTE. RAIUNO
Oggi messa del cardinale Poletto al Santuario [FIRMA]ALDO RIBERO VICOFORTE Con
la veglia di preghiera notturna iniziata ieri alle 22 e prolungatasi tutta la
notte, si è aperta ieri al Santuario la giornata dedicata alle vocazioni
sacerdotali e religiose organizzata dalla Conferenza episcopale piemontese. La
comunità Cenacolo di suor Elvira di Saluzzo ha animato l'accoglienza dei
giovani giunti da tutto il Piemonte. Le riflessioni bibliche sono state tenute
da monsignor Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì, monsignor Giuseppe Guerrini,
vescovo di Saluzzo, monsignor Sebastiano Dho, vescovo di Alba, e monsignor
Gabriele Mana , vescovo di Biella. Oggi alle 11 il cardinale Severino Poletto,
arcivescovo di Torino e metropolita, presiederà la messa concelebrata con
monsignor Guerrini e monsignor Pacomio. La celebrazione sarà trasmessa in diretta
da Raiuno. La celebrazione sarà animata dalla cantoria parrocchiale di
Beinette. «Il tema vocazionale dev'essere il cuore della vita delle nostre
comunità - dice don Dino Negro, sacerdote albese responsabile della pastorale
vocazionale piemontese -. E' un momento pubblico di coinvolgimento e
sensibilizzazione che non sostituisce il lavoro ordinario nelle comunità
affinché i giovani possano avere occasioni per confrontarsi con il tema della
vita sacerdotale o religiosa». Oggi, dalle 14,30, i cattolici albanesi delle diocesi del Piemonte meridionale si danno
appuntamento al santuario della Madonna del Buon Consiglio di Castiglione
Tinella. Alle 15,30 don Pasquale Ferraro, responsabile nazionale della
pastorale dei cattolici albanesi, celebrerà la messa. Giovedì la diocesi di Alba
organizza il pellegrinaggio annuale al santuario della Moretta. fazrib@tin.it
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
CHIESA LOCALE.
PATRONA DELLA CITTA' Festa della Salve con la processione nelle strade del
centro Alessandria rende omaggio alla sua patrona, la Madonna della Salve,
venerata fin dalla nascita della città: il simulacro sfilerà nel pomeriggio per
le vie del centro nella tradizionale processione con un percorso leggermente
modificato rispetto al passato per i lavori stradali in via Parma. La partenza
sarà alle 16 da piazza Duomo, poi via Gagliaudo, via Cavour, piazza Libertà
lato Poste, le vie Migliara, Trotti, Modena, San Giacomo della Vittoria,
ritorno in piazza Libertà e poi in Duomo passando sempre da via Gagliaudo.
Stamane in Cattedrale solenne pontificale alle 10,30 preceduto e seguito da due
messe, domani il simulacro sarà riposto nella cappella della Salve dedicata
dopo la funzione religiosa delle 10,30, mentre la messa delle 18 è a cura
dell'Associazione beata vergine della Salve in memoria di tutti i defunti. A
sfilare in processione saranno Confraternite, associazioni
religiose e laiche, autorità, fedeli delle zone pastorali, giovani e anziani,
malati e handicappati, rappresentanti di tutte le istituzioni, scout; al
termine il vescovo Giuseppe Versaldi terrà un breve discorso, seguito alle 18
da una messa. Gli alessandrini sono particolarmente devoti alla Salve che
definiscono, e invocano, come «clementissima patrona» perpetuando negli
anni una promessa di fede che parte da lontano. Perché «Salve»? E' l'acronimo
di «Sempre Alessandria la Vergine esaudisce». Lungo il percorso della
processione gli altoparlanti diffonderanno musiche sacre.
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Tornano i
Campionati Scolastici a squadre con la finale nazionale in programma da giovedì
14 maggio, fino a domenica 17; la sede è stata spostata a
Cattolica, la bella cittadina del litorale adriatico. Previsti otto gruppi, 4
di Dama Italiana, la specialità sulle 64 caselle, e 4 di Dama Internazionale,
la specialità sulle 100 caselle. Le squadre ammesse si sono qualificate dalle
selezioni provinciali e interregionali, che, grazie alla sempre maggior
diffusione del gioco tra i giovani, hanno visto complessivamente
impegnati oltre 40 mila studenti delle scuole di tutta Italia, dalle elementari
alle medie superiori. Lo scorso anno sono state 80 le squadre in gara, con la
Basilicata che stabilì il record di presenze. Anche questa volta saranno
numerose le ragazze al via, con molte squadre femminili, e non mancheranno tra
i più grandi i giocatori di livello magistrale.
( da "Secolo XIX, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Infanzia
cattolica, Il ruolo della scuola anche il pd parla di istruzione domani due
CONVEGNi LA F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) di Genova organizza
per domani in convegno sul tema "Il ruolo della scuola dell'infanzia di
ispirazione cattolica nella società civile". L'appuntamento è domani alle 17,30
nel salone di rappresentanza del Banco di Chiavari in via Garibaldi 2.
Parteciperanno monsignor Alberto Tanasini (vescovo di Chiavari), Felice Crema
(dell'Università Cattolica del Sacro Cuore), Cinzia Romitelli (presidente
Agesci) e il dirigente scolastico Adriano Deraggi. È previsto un servizio di
babysitteraggio per i genitori che volessero assistere all'incontro. Alle 17 di
domani, al teatro della Gioventù, è fissato anche un incontro pre-elettorale
sulla scuola con gli assessori alla scuola del Pd negli enti locali: tema
"Per una scuola pubblica di qualità per tutti, più sicura e autonoma,
capace di futuro". 03/05/2009
( da "Secolo XIX, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Aice, attiva da
35 anni per l'assistenzae la difesa dei diritti dei malati l'associazione
L'AICE, Associazione italiana contro l'epilessia, nasce il 14 febbraio
( da "Secolo XIX, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Il mare e le vele
star a CelleA Laigueglia festa di primavera gli appuntamenti Prima domenica di
maggio all'insegna degli appuntamenti all'aria aperta, con tante iniziative
studiate anche per coinvolgere i turisti che si sono recati in riviera in
questo lungo week end. A Celle si conclude oggi "E vie du ma",
manifestazione legata al mare, alle barche e alle tradizioni marinaresche.
"Le vie del mare" sono infatti una festa popolare che richiama al
passato, con iniziative in programma sia sul mare che nelle vie di Celle. Anche
oggi nella galleria Crocetta spazio dalle 10 alle 22 alla rassegna di
artigianato e prodotti tipici enogastronomici. Questa mattina alle 9 dal golfo
antistante la cittadina prenderà il via l'ultima veleggiata e alle 17.30 nella
sala consiliare di via Boagno ci sarà la premiazione. Sempre oggi a Celle,
dalle 9 alle 19 nel centro storico, spazio alla fiera dell'apparizione, con
giochi e dolci per celebrare l'apparizione di San Michele Arcangelo, patrono
della cittadina. A Laigueglia si conclude invece la settima festa di primavera
organizzata da Pro Loco, Comune e "Il centro". Lungo via Mazzini e
nelle piazzette del centro storico che si affacciano sul mare, artigiani e
artisti hanno allestito le loro botteghe-laboratorio, per dar vita ad una
mostra mercato nazionale di artigianato artistico e tipico. Anche oggi dalle 10
alle 19 ci sarà lo stand gastronomico dove saranno preparate al momento
frittelle dolci e salate. Tra le altre iniziative di oggi, a Varazze ultimo
giorno della seconda edizione del "Boat show", mostra sull'acqua di
imbarcazioni a motore nuove e usate. A Savona si rinnova il tradizionale
appuntamento in via Paleocapa con il mercatino dell'antiquariato e del
biologico. Nella società di San Genesio di Vado, dalle 15, sagra delle fave e
salame. A Noli, dalle 9 alle 18 nella loggia della Repubblica e in piazzetta
Morando, mercatino dell'artigianato artistico, con esposizione di articoli
decorati a decoupage, bigiotteria e altro. In via Marco Polo e nel centro di
Andora festa patronale dei santi Giacomo e Filippo. Alle 15.30 processione con
partenza dalla chiesa del Cuore Immacolato e alle 16.30 messa cantata con il
coro di San Pietro nella chiesa di Giacomo e Filippo, in località Castello.
Sempre ad Andora, l'isola pedonale di via Roma ospita l'esposizione floricola e
dei prodotti tipici, dove ci sarà anche il mercatino del brocante in fiore con
antiquariato e collezionismo, che si estenderà anche in via Clavesana. Mario Schenone 03/05/2009 TACCUINO Oggi, domenica 3 maggio, la
Chiesa Cattolica festeggia S. Filippo e Giacomo. Domani, lunedì, ricorda
S.Silvano. Il segno zodiacale è quello del Toro. La fase lunare è in Primo
Quarto. FARMACIEA Savona (orario continuato 8.30-19.30) sono di turno le
farmacie: Delle Erbe via Corsi 69 r. - tel. 019-82.49.19; Alla Torretta
via Paleocapa 3 r. - tel. 019-851669; Di Legino via Bove 19 r. - tel.
019-862025. Servizio notturno (dalle 19.30 alle 8.30): Saettone via Paleocapa
147r - tel. 019-829.803; Fascie via Boselli 24-r tel. 019-850.555. Di turno in
provincia Mallare: Giraudo (notturno dalle 19.30) - tel. 019-586195. Cairo:
S.Giacomo (notturno dalle 19.30) - tel. 019-599969. Cosseria: S.Bartolomeo (24
ore) - tel. 019-519516. Murialdo: Odella (24 ore) - tel. 019-53506. Cairo:
Manuelli (8.30-19.30) - tel. 019.503855.Varazze: Gallo (8.30-12.30 e
15.30-19.30) - tel. 019-97280. Celle: Brunetti (8.30-12.30 e 15.30-19.30) -
tel. 019-990124. Albisola: Albi 3 (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel.
019-489.242. Albissola: Della Concordia (8.30-12.30) - tel. 019-481616. Vado:
Mezzadra (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel. 019-880231. Spotorno: Citriniti
(8.30-19.30) - tel. 019-745342. Finale: Del Borgo (8.30-21) - tel. 019-690.623.
Pietra: Finadri (8.30-19.30) - tel. 019-628.035. Loano: S.Giovanni (24 ore) -
tel. 019-677.171. Borghetto: Comunale (8.30-12.30 e 15.30-19.30) - tel.
0182-971013. Ceriale: Moreno (24 ore) - tel. 0182-931049. Albenga: Vadino (24
ore) - tel. 0182-555.599.Villanova: Ranaldo (24 ore) - tel. 0182-582.927.
Alassio: S.Ambrogio (24 ore) - tel.0182-645164. Andora: Borgarello (24 ore) -
tel. 0182-85040. FARMATAXI Per la zona da Varigotti a Borghetto dalle 21 la
farmacia San Giovanni di Loano (tel. 019-677171). Per Cairo, Carcare, Altare,
Cengio, Pallare e Mallare comporre i numeri 504013 o 500280; per Vado e
Quiliano 827951; Varazze e Celle 019-931010. OSPEDALI Valloria Savona -
Centralino tel. 019-84.041. Visite: feriali 12.30-14.30 e 19-20.30 (festivi
13.30-16.30 e 19-20); Unità coronarica 12.30-13.15 e 18.30-19.15; Astanteria:
12-13 e 17.45-18.45; Neonatologia: 14.15-14.45 e 16.30-17.30; Nefrologia:
12.30-14 e 18-19 (festivi 14-16.30); Ostetricia: 13.30-15 e 20-20.30 (festivi
14.30-16.30); Semintensiva cardiologica 13.30-15 e 19.30-20; Rianimazione
14.15-14.45 e 18.30-19; Obitorio: 8-12 e 15-19. S.Corona di Pietra - Centralino
tel. 019-62.301. Orario visite: feriali 14.30-15.30 e 19.30-20.30; festivi
9.30-11.30 e 14.30-18. Rianimazione 13.30-14 e 19-19.30; Pronto Soccorso 12-13
e 18-19; Neurochirurgia 14.30-16.30; Unità Terapia Intensiva Coronarica 12.30-13.30,
15-16, 19.15-20; Malattie infettive 15-17 (festivi 9.30-11 e 15-17); Nido
19.30-20.30; Unità spinale 11.30-14 e 17.30-21. Ospedale di Cairo - Visite ai
degenti delle divisioni di medicina e chirurgia (tel. 019-50.091): 13-14.30 e
19-20. Ospedale di Albenga - Centralino tel. 0182-54.61. Orario visite: feriali
14.30-15.30 e 19-20; festivi 14-15.30 e 19-20. MERCATI Lunedì: Savona, Andora,
Ceriale e Finalborgo. Martedì: Mallare, Cengio, Spotorno, Albissola e
Borghetto. Mercoledì: Carcare, Albenga, Varigotti, Albisola Capo, Sassello e
Vado. Giovedì: Cairo, Finale, Mioglia, Noli e Bardineto. Venerdì: Loano,
Villanova, Zuccarello, Altare, Celle e Laigueglia. Sabato: Millesimo, Alassio,
Pietra e Varazze. Domenica: Sassello (solo l'ultima domenica del mese). 03/05/2009
( da "Repubblica, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XXI -
Genova L´ODISSEA DI ALEX, PRIGIONIERO DELLE LEGGI PER SOPRAVVIVERE RESTA SOLO
IL CARCERE DON PAOLO FARINELLA n ell´opinione del giorno di Pasqua ho fatto gli
auguri ai lettori di la Repubblica, ricordando lo stridore tra il definirsi
appartenenti alla «civiltà occidentale», difendere i
simboli della «religione cattolica» e poi sbattere in faccia a un immigrato,
cioè ad un cittadino che è anche Gesù Cristo, la porta del proprio appartamento
libero: si preferisce tenerlo sfitto piuttosto che affittarlo ad un
«extra-comunitario». Il nostro giornale del 26 aprile, accanto alla cronaca
della «Festa della Liberazione», riportava un servizio di Stefano
Origone sul sistema degli affitti a Genova, perpetrato da famiglie benestanti
con un titolo da singulto: «Una stanza per otto ragazzi, gli strozzini del
posto letto». Questa notizia è la negazione della «Festa della Liberazione»
perché ci dice che la Carta costituzionale e i «valori» della Resistenza sono
solo degli ammennicoli con cui fare i gargarismi in qualche manifestazione,
salvo darsi anima e corpo agli interessi propri, come egregiamente insegna il
presidente del consiglio italiota. L´altro interrogativo riguarda la
religiosità degli strozzini affittuari: se sono cattolici,
come credo che siano, pronti a difendere le radici cristiane dagli immigrati, è
meglio che si mettano una macina da mulino al collo e si buttino a mare, perché
sono di scandalo e, se l´inferno esiste, un posto non glielo neghiamo. E´
necessario abolire dal vocabolario quotidiano il termine «extracomunitario»
perché è un termine odioso e nazifascista: nega i principi fondamentali della
nostra Costituzione e nega il fondamento del cristianesimo che si basa
sull´inclusione «nella comunità» e non sulla esclusione. Usando l´orribile
parola «extracomunitario», noi sputiamo sul volto di Dio se crediamo, e
trasformiamo la Costituzione in carta straccia. Le parole sono pietre e devono
essere usate con sapienza e verità. Sarebbe meglio chiudere i Comuni e le
Chiese per fallimento e lasciare che viga la legge della giungla: arriva prima
chi corre più veloce e vince chi è più forte. Religione, Dio, civiltà, diritto,
persona, sono concetti astrusi senza senso e senza fondamento, come dimostra la
favola che voglio raccontare. C´era una volta Alex, figlio della terra di
Kenia, venuto a Genova come turista e, incuriosito dall´abbondanza
sperimentata, prova a restarvi, desiderando una vita migliore e cerca la via
per essere un cittadino riconosciuto, rispettoso delle leggi e rispettabile.
Non può perché la civile e cristiana Italia è un bordello senza Diritto. Prima
ancora di incontrare Alex, lo qualifica come «clandestino». Alex finisce in
carcere perché senza documenti e non può dimostrare la sua innocenza. Liberato
il 7 novembre 2008 e ributtato di nuovo nello stesso stato
di clandestinità per cui era stato imprigionato.
Questa Italia da burla, paese di poeti, santi, navigatori, usurai e delinquenti
in giacca e cravatta, presidenti del consiglio da burletta, generano i mostri
che vogliono combattere. Alex è fuori dal carcere, ma prigioniero della
clandestinità da cui non può uscire per legge. Senza documenti non è cittadino,
ma non può esserlo perché non può avere i documenti in nome della stessa legge
che lo incarcera, lo libera e lo insegue per incarcerarlo di nuovo. Alex ha un
desiderio: ritornare nella dolce Kenia, dove è riconosciuto e rispettato e lui
è una «persona». Non può ritornare perché non ha documenti (sequestrati), non
ha soldi e non ha un lavoro: non esiste. Allora nutre un altro sogno: ritornare
in carcere per essere assistito nella malattia e per essere nutrito quanto
basta alla sua sopravvivenza. Per tornare in carcere sul serio e non per pochi
giorni, però, deve diventare un delinquente «vero». In nome del popolo italiano,
in nome dell´esistenza di Dio, in nome dell´osceno governo del piduista
Berlusconi.
( da "Messaggero, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Domenica
03 Maggio 2009 Chiudi Anticipazioni/Enrico Brizzi da Roma a Gerusalemme a piedi
Da pellegrino laico spiega come ha vinto pregiudizi e stereotipi
( da "Messaggero, Il"
del 03-05-2009)
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Domenica 03
Maggio 2009 Chiudi di ENRICO BRIZZI OGNI viaggio nasce da un viaggio
precedente, desiderato o sognato mentre si consuma la strada, ed è stato così anche per la nostra piccola impresa della buona
stagione 2008. Bisogna tornare indietro di due anni, alla torrida estate del
2006, mentre insieme agli amici Valerio Gnesini e Marcello Fini si macinava
strada verso Roma lungo la Via Francigena, itinerario di Sigerico del 990.
Passati i monti del Giura, le Alpi e l'Appennino, quando ormai la partenza da
Canterbury era sessanta giorni dietro le spalle e le polverose strade bianche
di Toscana si erano fatte la nostra patria più vera, è nato in noi un sospetto
dolce e terribile: «E se Roma non fosse l'arrivo?». Non ricordo chi lo disse,
ma subito ci trovammo tutti d'accordo. Il nostro viaggio avrebbe conosciuto,
presto o tardi, un secondo atto. E quale itinerario poteva competere,
proseguendo verso sud, col fascino del viaggio verso la Terrasanta?
Gerusalemme. Anche nell'afa di luglio, bastava sussurrarci quella parola per
provare un brivido. Il 5 agosto 2006, lo stesso giorno dell'arrivo a Roma, è
cominciata la preparazione del nostro secondo viaggio sulle orme di viandanti e
pellegrini, il nuovo sogno da sognare insieme fino in fondo. Passavano i mesi,
e s'instillò in noi un sospetto: la Città santa delle tre grandi religioni
monoteistiche non era stata scelta sulla base di considerazioni razionali. Era
lei che ci chiamava. A noi non restava che rispondere, mettendo un passo dopo
l'altro e senza almanaccare troppo. Però, più ne parlavamo in giro e più la
gente ci guardava stralunata, pronta a scoccare le sue domande. Ne abbiamo
sentite davvero tante, e quasi tutte avevano un tono scettico, se non
addirittura rammaricato. «Ma non avete paura a camminare in Bassa Italia?» «Ma
non avete paura a imbarcarvi per il Levante senza nessuna esperienza in mare?»
«Ma non avete paura a camminare da quelle parti disarmati?» «Ma non avete paura
che la meta del vostro viaggio vi faccia apparire invasati religiosi? O,
peggio, che venga letta come un gesto politico?» Siamo gente disposta agli
imprevisti, e non credevamo che camminare al Sud fosse più pericoloso che
camminare al Nord solo perché non si trovano le mappe dei sentieri. Non abbiamo
dato fede, nell'anno di Gomorra e dell'avanzata della Lega anche nella nostra
Emilia, a quanti ci ammonivano che in Campania avremmo camminato fra i cumuli
fumanti di rifiuti e le traiettorie dei proiettili. A ragion veduta, chi va a
camminare solo sulle Alpi non sa cosa si perde. Né ci hanno sviato dalla nostra
meta le obiezioni ideologiche: non siamo una confraternita di penitenti, o gli emissari di qualche diocesi, ma laici che ritengono il
messaggio di pace di Gesù ancora fertile e rivoluzionario. Ciascuno secondo la
propria storia personale, abbiamo una visione critica della Chiesa: se ci si
vuole attribuire un'etichetta religiosa, la parola "cristiani" è più
appropriata di "cattolici". Quanto al conflitto che insanguina la Terrasanta,
non sentiamo di dover prendere alcuna bandiera in mano che non sia quella della
pace: rispettiamo gli esseri umani in quanto tali, e ci auspichiamo come tutte
le persone di buone volontà che l'antico Mandato britannico di Palestina possa
ospitare quanto prima due Stati sovrani, in grado di stringersi la mano da una
prospettiva di pari dignità; al contempo ci angosciano le minacce di un
Ahmadinejahd, che parla ancora di cancellare Israele dalla mappa. Il dramma dei
profughi palestinesi è un grido di dolore che si leva invano da decenni, e
attentarsi a definire in poche righe la questione mediorientale è come
addentrarsi in un ginepraio. Quanto a noi, il destino non ci ha condotto a
incontrare settlers ultranazionalisti, ma persone delle etnie più disparate,
askhenazi, sephardi, arabi e mizrahi, laburisti e del Likud, veterani di tre
guerre e renitenti alla leva, ricchi, meno ricchi e poveri conclamati, alcuni
residenti in Palestina da molte generazioni, altri sospinti su quei lidi dalla
persecuzione hitleriana di cui l'Italia fu complice. Crescendo, capita che
alcune certezze si sgretolino. L'idea che il mondo si divide in buoni e cattivi
è una di queste. Allora ho creduto di capire che un conto è criticare un governo,
un altro dimenticare il suo popolo, o chiudersi volontariamente fuori dal
perimetro dei suoi confini. In un certo senso, l'idea di andare a Gerusalemme è
stata resa possibile da questo sgretolamento, che ha lasciato posto a una
materia più salda e antica. Intendiamo i nostri viaggi a piedi come spostamenti
nello spazio, il che appare inconfutabile, ma li scegliamo sulla base di
suggestioni storiche. Stavolta, invece, più cercavamo di scrollarci di dosso
l'attualità, più lei ci inseguiva. È servito camminare
( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della
Sera sezione: Cronache data: 03/05/2009 - pag: 23 Lecce Monsignor Mennonna
contro il seguito del «Codice da Vinci»: potenziale attentato alla salute e
all'equilibrio dei minori Il vescovo centenario denuncia «Angeli e demoni»
MILANO Dopo i divieti vaticani alle affissioni e alle scene girate in Santa
Maria del Popolo, per Angeli e demoni arriva anche una denuncia. In anteprima
mondiale oggi a Roma, a pochi passi dalla Santa Sede, il nuovo film di Ron
Howard, seconda parte della vicenda ispirata all'omonimo bestseller di Dan
Brown, dopo il successo del Codice da Vinci, uscirà nelle sale italiane il 13
maggio, negli Stati Uniti il 15. E già si pensa alla terza parte. Il primo
esposto contro la pellicola vede tra i firmatari monsignor Antonio Rosario
Mennonna, vescovo emerito di Nardò-Gallipoli, che il 27 maggio avrà 103 anni e
risiede a Muro Lucano (Potenza). Il prelato è già noto alle cronache: di lui si
è parlato tempo fa, quando un ragazzo romeno, che era stato
denunciato per avergli rubato in casa, ha chiesto di diventare sacerdote. Il
vescovo più anziano del mondo non si limita ad accusare il film di «inutili
stupidaggini » come hanno fatto don Marco Fibbi, portavoce del Vicariato di
Roma, o sull'Avvenire lo storico Gennari e a fine aprile il direttore dei Musei
Vaticani, Antonio Paolucci né vieta manifesti o pubblicità come il ministro
vaticano dell'Economia, l'arcivescovo Velasio de Paolis ma denuncia «il
contenuto altamente denigratorio, diffamatorio ed offensivo per i valori della
Chiesa e il prestigio della Santa Sede». Gli avvocati romani Giacinto Canzona e
Anna Orecchioni, il cui nome è stato più volte legato
a importanti casi riguardanti ecclesiastici, hanno spiegato che il
pluricentenario monsignore loro cliente «è rimasto profondamente turbato» dal
contenuto del romanzo di Dan Brown e ancor di più dall'idea che se ne sia
tratto un film. L'esposto è stato inviato alle Procure
di Roma e di Potenza, «nei confronti di tutti gli eventuali responsabili che
hanno concorso alla realizzazione, produzione, diffusione e distribuzione in
Italia del film che non ha alcun divieto per i minorenni». Il film sui
complotti vaticani e sulla setta degli «Illuminati », per l'esposto-denuncia è
«un grave e potenziale attentato alla salute e all'equilibrio psicofisico dei
minori». Sua Eccellenza invita dunque «tutti i vescovi della Chiesa cattolica
cristiana a rivolgersi alla magistratura per avviare le inchieste nei loro
rispettivi Paesi », su presunti reati di concorso in vilipendio alla religione,
pubblicazione di spettacoli osceni, diffamazione. Come si ricorderà, il primo
film Il Codice Da Vinci, dal romanzo di Dan Brown, protagonista sempre Tom
Hanks nei panni dello scienziato Robert Langdon (incassi di oltre 750 milioni
di dollari), fece infuriare il Vaticano e alcuni cattolici per la trama in cui si ipotizzava che Gesù fosse stato sposato con Maria Maddalena e da lei avesse avuto dei figli,
dando così origine a una «stirpe » tenuta segreta per secoli dalla Chiesa.
Claudia Provvedini Anteprima a Roma La pellicola viene proiettata oggi in
anteprima mondiale proprio a Roma Un successo annunciato Una scena di Angeli e
demoni, il film di Ron Howard tratto dal libro di Dan Brown. Il
precedente Codice da Vinci incassò 750 milioni di dollari
( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della
Sera sezione: Cronache data: 03/05/2009 - pag: 25 Le iniziative del Corriere
Fiabe Sonore Parole e musica Le favole più belle in edicola con il «Corriere».
Si comincia martedì I bambini a lezione da Pollicino Così le fiabe svelano il
mondo Il pedagogista Scurati: la ripetizione rassicura e insegna la fiducia
Altro che storie: Cenerentola, Biancaneve e compagnia sono ancora oggi uno dei
primi strumenti attraverso cui i bambini fanno conoscenza con il mondo. Un
concentrato di pedagogia che viaggia sulle ali del fantastico. E che ci indica
il cammino. «Le fiabe sono la carta per interpretare la vita e le esperienze
spiega Cesare Scurati, professore di Pedagogia alla
Cattolica di Milano . Non hanno tempo, parlano un linguaggio semplice, diretto
e toccano temi importanti senza bisogno di mediazioni ». Di più, rispondono ad
un bisogno essenziale del nostro essere uomini: «La narratività è un principio
intrinseco alla natura dell'uomo e dunque anche a quella del bambino: abbiamo
bisogno di raccontare per crescere, per riflettere, per conoscere le
nostre radici e quello che c'è stato quando ancora noi
non c'eravamo». Il racconto, spiega Scurati, «è il modo che l'uomo ha per
passare all'altro uomo la propria esperienza. Perché la nostra è la specie che
si racconta». Anche attraverso le fiabe: «Danno un senso di continuità.
Raccontare è importante in famiglia, a scuola. Ad alta voce, per dare un senso
di comunicazione profonda e tenere viva l'attenzione». Giocando con la fantasia
ma seguendo le regole, perché per i più piccoli la fiaba è un rito: «I bambini
continua Scurati si riconoscono in quello che sentono e ascoltare le fiabe
raccontate sempre nella stessa maniera dà loro un senso di sicurezza: non
possiamo cambiargli troppo le carte in tavola». Niente scherzi, dunque, perché
le favole sono una cosa seria. E affrontano temi profondi. Un esempio? La
differenza tra il bene e il male. «Su questo punto spiega Federica Mormando,
psichiatra e presidente di Eurotalent Italia, un'associazione che si occupa di
bambini ad alto potenziale intellettivo i nostri bambini sono confusi. Il
concetto di bene e male è stato sostituito da quelli
di lotta e nemici: il nemico non è il cattivo, ma è cattivo perché è il mio
nemico ». Una differenza che le favole possono aiutare a chiarire. Ma non solo:
«Favorendo l'identificazione continua le fiabe incoraggiano alla fiducia in se
stessi e all'indipendenza. L'esempio classico è Pollicino: i genitori, non
potendoli più mantenere, mandano via i figli. All'inizio i bambini sono in difficoltà,
ma poi sono costretti a cavarsela da soli e ci riescono». Un lieto fine che
insegna a contare sulle proprie forze senza affidarsi sempre a mamma e papà. Ma
al mondo non ci sono solo genitori e fratelli minori: «Le favole spiega ancora
la psichiatra insegnano allo stesso tempo la cautela e la fiducia verso la
molteplicità degli incontri che la vita ci mette davanti: draghi e streghe
cattive da cui tenersi lontani ma anche fate e altri amici portatori di aiuti
insperati». E se alla «molteplicità di insegnamenti» si accompagna la
piacevolezza del racconto e magari un adeguato sottofondo musicale, il gioco è
fatto. Perché le favole sono strumenti insostituibili nell'educazione alla
vita, e vanno bene così come sono: «Stabili come le Dolomiti: non facciamo
cambiare il finale delle fiabe, raccontiamo ai nostri figli quelle classiche,
portatrici di una tradizione antica e di valori ancora attuali ». Proprio tutti
da salvare? «Il ruolo della donna qualche volta lascia a desiderare concede
Mormando con tante principesse pronte ad addentare la mela avvelenata o ad
aspettare in eterno il principe azzurro. Ma si può, dopo il racconto, aiutare i
bambini a riflettere e spiegare che cosa è cambiato. Poi, in fondo, un
messaggio di speranza non guasta». E ben venga il «vissero tutti felici e
contenti». Giulia Ziino
( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della
Sera sezione: Opinioni data: 03/05/2009 - pag: 30 LA NOSTRA IDENTITA' Per
un'etica condivisa tra laici e cattolici di ANDREA
RICCARDI SEGUE DALLA PRIMA Fu religione della laicità e della nazione. Tra
laici e cattolici, un forte confronto sale dal
Risorgimento: è ben noto. L'accoglienza dei Patti del Laterano nella
Costituzione sembrò chiudere la storia e fare della laicità un tema per
studiosi. La Dc, perno del sistema italiano per 40 anni, è stata accusata di
aver clericalizzato lo Stato. La «laicità democristiana» ha teso invece a
superare lo scontro tra guelfi e ghibellini, come voleva De Gasperi. Ma non ha
potuto gestire in Parlamento due gravi questioni, il divorzio e l'aborto,
all'origine di referendum. Di nuovo, con i referendum, si profilarono due
Italie: laica e cattolica. Appariva all'orizzonte la questione sull'etica, la
vita. Rinasce oggi il conflitto tra laici e cattolici,
come ieri, anche se non più sulla questione romana, ma su quella antropologica?
Tale conflitto mette in difficoltà i due poli politici (plurali al loro
interno). Ma c'è un fatto da notare. Il tempo è passato e le culture si sono
incrociate. Croce scriveva: perché non possiamo non dirci cristiani. Aveva
ragione. Un laico sente le acquisizioni del Cristianesimo dentro la laicità.
Anche i cattolici possono dire: perché non possiamo
non dirci laici. C'è una laicità del cristiano. Tutto è complesso. Eppure il funzionamento
dell'opinione pubblica, come un talk show gridato, gioca alla contrapposizione.
Il problema, a mio avviso, è invece lavorare per una laicità condivisa, che
affronti in modo serio le grandi questioni nazionali, umane, antropologiche,
con la convinzione che nessuno ha il monopolio della modernità. Siamo tutti più
perplessi di quanto sembri di fronte al futuro. Il conflitto tra le due Italie
è fuori luogo, perché il mondo è cambiato. È stato
smentito quell'assioma della cultura occidentale per cui più modernità avrebbe
significato meno religione: una storia che scorre inesorabile verso la
secolarizzazione universale. Ci si trova invece a fronteggiare i
fondamentalismi con la riscoperta della laicità. Siamo in un tempo di crisi,
non solo economica, ma di identità. L'Italia è sfidata. Diventa multireligiosa
con ortodossi, musulmani e altri. Non è più una questione solo tra laici e cattolici. A quale identità si avvia il Paese? Una
federazione di identità differenti? Lo scenario si allarga. Di fronte ai «nuovi
italiani» dell'immigrazione, alla globalizzazione, ai giganti asiatici, che
vuol dire essere italiani? Bisogna riprovare a dire cos'è l'Italia e chi sono
gli italiani. C'è da costruire una laicità condivisa nel senso profondo della
parola, laòs, popolo. Oggi la laicità si connette all'identità nazionale. È un
grande cantiere culturale ed educativo. Ieri, partiti ideologici erano
portatori di visioni del Paese. Oggi è diverso. Laicità è ricerca ragionevole,
possibile, del bene comune, al di là del messianismo o delle passioni di parte.
Ci sono grandi differenze, ad esempio sui temi della vita. Ma i valori del
mondo religioso sono tutt'altro che regresso. Ridire l'identità italiana in
modo laico coinvolge la Chiesa, tutt'altro che estranea al Paese per la storia,
l'eredità umanistica di pietas che segna l'umanesimo italiano. Perché il
cristianesimo in Italia è una religione di popolo, parte vitale dell'eredità
storica e dell'attualità. Se si prescinde dal cristianesimo italiano, non si
può costruire un'identità nazionale condivisa. Il rabbino Jonathan Sacks ha
notato: «Il relativismo è inadeguato alla sfida dell'affermazione etnica e dei
sistemi di credo esclusivi». C'è una crisi spirituale del nostro tempo, nel
vuoto di menti e di cuori, all'origine della violenza dei giovani. La crisi
dell'uomo italiano è anche spirituale. Resto fedele alla lezione di Olivier
Clément: «Convocare lo spirituale nel cuore della cultura europea: se non
vogliamo ritornare all'uomo delle caverne, dobbiamo scoprire l'uomo interiore
nelle caverne dell'uomo». Nella crisi della banlieue parigina il detonatore non
fu l'islam (erano bande interetniche), ma il vuoto. Régis Debray commentò
quegli episodi: «Qui il problema non è la troppa religione, ma la sua scarsa
quantità». Il vuoto produce identità contro, senza cultura, espresse da una
pratica aggressiva. È pericoloso in tempo di crisi. Si ricordi l'antisemitismo
o i movimenti totalitari dopo la crisi economica del 1929. Esclusivismi
aggressivi crescono nel vuoto e nella paura di uomini e donne spaesati. Bisogna
ridire agli italiani cos'è l'Italia. Le identità non si inventano. Come sono
effimere le operazioni che creano arbitrariamente il pantheon delle nuove
identità partitiche! Bisogna costruire una laicità di tutti, non facilmente
irenica, capace di vivere nelle diversità, ma di dire che c'è un destino comune
alla comunità nazionale: laicità di tutti per dire una nuova identità
nazionale. È il problema posto da Sarkozy, parlando di «laicità positiva»:
«Dobbiamo tener insieme i due capi della corda: accettare le radici cristiane
della Francia, e anche valorizzarle, continuando a difendere la laicità giunta
a maturità». Benedetto XVI gli ha risposto, insistendo sulla necessità di «una
più chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la
formazione delle coscienze e del contributo... insieme ad altre istanze, alla
creazione di un consenso etico di fondo». Il presidente
francese ha auspicato «una laicità che rispetti, una laicità che riunisca, una
laicità che dialoghi. E non una laicità che escluda e che denunci». In Italia
non c'è un culto sacro della laicità o un complesso cattolico di fronte allo
spazio pubblico. Ci sono però un involgarimento del dibattito e tanta timidezza
verso le grandi imprese. Non si deve pensare invece a un grande disegno,
a cui lavorino cultura, cristiani, laici, ebrei? Dobbiamo non avere paura di
investire sul lungo periodo. C'è bisogno di visioni. Nel 2011 ricorrerà il
centocinquantesimo dell'Unità: è il tempo di dire al Paese qualcosa di nuovo,
coinvolgente, dalle radici antiche, ma proiettato sul futuro. fondatore della
Comunità di Sant'Egidio
( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Corriere della
Sera sezione: Salute data: 03/05/2009 - pag: 53 Alimentazione Nuovi studi sugli
effetti protettivi I pomodori nemici del colesterolo Ricchi di licopene,
promessa anti-infarto Il pomodoro potrebbe presto scatenare una nuova corsa
all'oro. Rosso, in questo caso. Il «tomatl» degli aztechi, da noi trasformato
in simbolo nazionale e cardine della dieta mediterranea, potrebbe diventare una
terapia anti-infarto e anti-ictus. Da Taormina, dove si è tenuto il
Mediterranean cardiology meeting, i cardiologi si dichiarano sicuri della
capacità protettiva del pomodoro sul sistema cardiovascolare. Merito del
licopene, l'antiossidante contenuto nella buccia, responsabile del colore rosso
e di quello giallo anche di altri vegetali, già considerato un prezioso alleato
contro il tumore della prostata. «Studi condotti dal '94 al 2006 spiega Michele
Gulizia, presidente dell'Associazione italiana di aritmologia e
cardiostimolazione hanno dimostrato che il licopene è associato a una riduzione
statisticamente significativa del numero degli infarti e degli ictus, in
persone che ne assumono grandi quantità». Il licopene riduce l'ossidazione dei
lipidi e dunque la formazione della placca aterosclerotica. In un lavoro
pubblicato il 23 aprile sulla rivista Cardiovascular Drugs Therapy, ricercatori
dell'università del Negev, in Israele, hanno registrato una diminuzione della
pressione, da un minimo di
( da "Unita, L'" del
03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
LA FEBBRE DEL
POKER Una mania, una moda, ma anche una tra le miniere d'oro più prolifiche
perfino in questi tempi di vacche magre per tutti. Il «Texas Hold'em», come lo
chiamano i padri fondatori americani, è diventato una
specie di religione laica. Carte e fiches, un tavolo verde, ma nessun'altra
suggestione da film di gangster. È un gioco che assomiglia ad uno sport, come
spiega Luca Pagano, la stella italiana nel firmamento dei campioni. È un
esercizio di disciplina mentale e fisica, niente alcol, niente donne, niente
bari. Dalle poche decine di partecipanti alle prime World Series, nel
1970, ai diecimila che nel 2006 si sono sfidati a Las Vegas, eterno tempio
dell'azzardo. Una febbre che è divampata grazie ad internet: sul web impazzano
i tornei e le puntate, il giro di soldi è paragonabile a quello delle
multinazionali. L'Europa, e l'Italia, non fa eccezione. Al torneo di Sanremo,
nei giorni scorsi, gli organizzatori hanno avuto migliaia di presenze e oltre
1000 partecipanti. Un giro d'affari superiore al Festival della canzone,
storico sorpasso che la dice lunga sulle potenzialità di un gioco che corre sul
filo, oltre che al tavolo di panno verde, e promette di far brillare gli occhi
al cassiere come mai prima.
( da "Giornale.it, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 106 del
2009-05-03 pagina 39 Una spiritosa lettrice vuole fuggire dall'invasione delle
giornate mondiali di Redazione Confesso che mi è totalmente ignoto l'iter che
porta a indire le giornate mondiali e ad approvarle e renderle ufficiali e
soprattutto mi suona strana la definizione che viene data loro - mondiali -
considerando che molte di queste sono ai più ignote. Pare comunque non esista
una direttiva precisa. Un pubblicitario francese le ha raccolte tutte e sono
ben 190, senza contare quelle nazionali o locali. Solo di giornate mondiali per
la pace ce ne sono alcune, ne ignoro il numero esatto. Il 1° gennaio viene
celebrata ogni anno dalla Chiesa (se ne sono già succedute ben 42!). Pare che
ne esistano anche altre, tra cui quella indetta il 21 settembre dall'Assemblea
delle Nazioni Unite. A giudicare dalla situazione mondiale attuale pare che né
la festa laica né quella cattolica abbiano gran risultati.
Esiste poi anche la giornata mondiale del sorriso: il 3 maggio siamo tutti
caldamente invitati ad avere voglia di sorridere o perlomeno a fingere che sia
così. L'elenco è lunghissimo e lascia perplessi, perché spesso molti non ne
hanno mai nemmeno sentito parlare e perché viene da chiedersi che valore
abbiano e se servano davvero a sensibilizzare le persone, focalizzando
l'attenzione su una tematica ben precisa una sola volta all'anno e poi vada
come vada. Ottobre conta ben 36 giornate mondiali: perciò in alcuni giorni ci
dovremo sforzare di sdoppiarci e concentrarci su più tematiche
contemporaneamente. Nota curiosa: il 21 giugno sarà la giornata mondiale
dell'orgasmo. Gli italiani che leggono sono avvisati... Ilaria Angela Mascetti
- email Le giornate mondiali stanno diventando come i gruppi su Facebook, il
primo che si sveglia spara la sua baggianata. Il rischio è un bagno di retorica
e melassa. Ho fatto un controllo veloce su Google e ho trovato di tutto, un'orgia
di giornate mondiali. C'è la giornata mondiale dello sciopero della fame, che
ci fa sentire per 24 ore degni del Mahatma Gandhi o indegni di Giacinto
Pannella, detto Marco. È una fabbrica. Ecco solo una piccola parte dei suoi
prodotti. La giornata mondiale delle rane e quella del Tai Chi Chuan, della
lentezza, della danza, della terra o del pianeta, del vento, dell'acqua e degli
oceani, la giornata mondiale della preghiera per la vocazione dei preti e
quella della fotografia a foro stenopeico. C'è la giornata mondiale della
cybercensura, della proprietà industriale e del commercio solidale. La giornata
mondiale del lavoro, dei negozi di musica e di dischi, quella degli educatori,
del gioco, la giornata mondiale per l'abolizione della carne. E via così. C'è
una giornata per ogni cosa. E mi chiedo se qualcuno ha già pensato alla
giornata mondiale delle giornate mondiali. Lei chiede: ma servono a qualcosa
queste giornate? Forse all'inizio sì. Magari servivano a mettere in luce alcuni
problemi o a raccogliere fondi per malattie serie. Forse allora sì. Poi è
cominciata l'orgia. Ha senso una giornata del libro? Secondo me, no. Anzi, fa
male. Il libro come animale da salvare. Come un panda, un uccello migratore, un
cormorano nel petrolio. Ma ti chiedi se la letteratura e la poesia, la
filosofia e la storia, i saggi sulle macchie solari di Galileo o le avventure
di Lazarillo de Tormes abbiano poi bisogno del loro San Valentino e delle loro
mimose. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
n. 106 del
2009-05-03 pagina 5 Nozze a Bawku per «contratto» di Redazione La domenica è
giorno di riposo in tutto il mondo, anche negli ospedali africani. Si fa fronte
solamente alle urgenze, soprattutto ai parti cesarei; alle dieci del mattino ne
abbiamo già fatti due. Tutto è andato bene ed ora lasciamo l'ospedale nella
mani di Suor Teresa e andiamo a Bawku, dove si celebrerà il matrimonio di
Martine, la nostra infermiera di sala operatoria. Facciamo un po' di fatica a
trovare il posto ma, alla fine, arriviamo davanti ad una
bella chiesetta cattolica con parecchie persone che stanno entrando. Ci uniamo
agli altri, la funzione è già iniziata e c'è la solita allegria e vivacità
delle messe africane: la preghiera si svolge tra numerosi canti ed è
accompagnata spesso dai suoni dei tamburi. Martine è vestita con un
abito sgargiante, a macchie rosse e bianche; il futuro marito è in abito scuro.
La cerimonia è officiata da un padre missionario. La predica, in lingua locale,
è piuttosto breve ed io purtroppo non sono in grado di capirla. Alla fine del
discorso gli sposi rimangono assolutamente composti: lei sorridente dentro il
suo bel vestito e lui con l'aria di chi è lì per caso; tra il pubblico invece
si scatena un tripudio da stadio, con un vivace accompagnamento di tamburi che
suscita veramente molta allegria. Qui i matrimoni possono essere molto diversi,
celebrati secondo il rito islamico, quello animista, ed anche con differenze
legate a particolari usanze tribali. Al di là del significato religioso, il
matrimonio rappresenta prima di tutto un contratto commerciale. Il funerale, ha
ben più importanza dal punto di vista sociale, mondano e famigliare. Prima
delle nozze le ragazze non hanno quasi mai il fidanzato e neppure un ragazzo
fisso: non lo vogliono perché hanno paura di essere maltrattate e schiavizzate.
Preferiscono avere la loro libertà e le loro brevi avventure senza alcun
legame. Non esistono particolari tabù sessuali e se arriverà un figlio sarà
quasi sempre ben accetto dalla famiglia della ragazza perché costituirà un
nuovo componente ed una futura forza lavoro. L'aspetto commerciale del
matrimonio prevede che la futura sposa sia venduta in cambio di denaro o
animali d'allevamento, in genere capre, e a seconda delle disponibilità
finanziarie del futuro sposo. Concluso il contratto, la moglie andrà a far
parte della famiglia del marito e per loro si impegnerà a lavorare. Sarà nei
campi insieme ad altre donne, mentre qualche uomo probabilmente le controllerà.
È la donna che si occupa della semina, del raccolto, ma anche del trasporto e
della vendita del prodotto: praticamente della gran parte dell'impegno
lavorativo in un paese quasi esclusivamente agricolo. L'uomo riserva per se la
costruzione della capanna (considerato compito estremamente delicato) ed una
serie di piccoli commerci come vestiario, dischi, radio ecc.. Qualche anno dopo
il matrimonio se le disponibilità dell'uomo lo consentono egli potrà prendere
con se una moglie più giovane, ma nell'ambito familiare la prima resterà la più
importante. Avere tre o quattro mogli non è infrequente nell'Africa occidentale
ed è comunque segno di ricchezza. La poligamia, che fa parte della tradizione
islamica così presente nell'Africa Occidentale, è anche messa in atto da molti cattolici. Non so se Martine verrà trattata secondo l'usuale
maschilismo e fra qualche anno dovrà convivere con una nuova giovane moglie! Ma
per ora l' energia e la personalità che dimostra non lo fanno per nulla
presagire. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
ANTONIO TROISE
Roma. L'accordo con la Chrysler lo ha sicuramente sorpreso. Ma Andrea Boitani, studi a Cambridge, una cattedra di economia politica
all'università Cattolica di Milano e animatore del sito Lavoce.info, non si fa
grandi illusioni sulla ripresa. «L'attivismo della Fiat può sicuramente dare
maggiore fiducia ai mercati, ma non basta per parlare di ripresa. I dati
macroeconomici restano gravi». Non è strano, appunto, che operazioni
come queste avvengano in un momento di crisi così acuta per l'intera economia e
per l'industria dell'auto? «È proprio nei periodi di crisi che si registrano,
di solito, i grandi riassetti settoriali. Quando tutto va bene, i gruppi hanno
maggiore capacità di resistenza. Mentre oggi, le imprese che sono in condizioni
migliori fagocitano quelle che navigano in situazioni peggiori». Scusi, ma la
crisi non ha colpito anche la Fiat? «Fino a gennaio, nessuno avrebbe mai
scommesso sulla possibilità che il gruppo italiano potesse portare a termine
un'operazione di questo genere. Ma forse c'eravamo tutti sbagliati sul reale stato di salute del settore in Italia». Dietro l'operazione
Chrysler c'è però anche la mano di Obama. «Non è sorprendente l'iniezione di
capitali, ma il fatto che si sia lasciato entrare sul mercato un partner italiano.
L'industria dell'auto ha sempre esercitato un forte fascino dal punto di vista
del nazionalismo. Gli Stati Uniti, da questo punto di vista, rappresentano
un'eccezione». Vuole dire che con la Opel lo scenario sarà diverso? «Penso
proprio di sì. Anche perché, obiettivamente, l'integrazione è più difficile.
Stiamo parlando di due marchi attivi sugli stessi segmenti e che operano sullo
stesso mercato». Insomma, l'arrivo del Lingotto non sarà ben visto a Berlino?
«In generale non è ben visto l'arrivo di un partner straniero che abbia, come
Marchionne, la fama di gran ristrutturatore. Dietro la resistenza dei
sindacati, poi, c'è sempre il sospetto che in caso di crisi i primi
stabilimenti che saltano sono quelli più lontani dai centri decisionali. Basti
pensare a quello che successe con la Ford quando tentò di acquisire l'Alfa
Romeo. Ci fu un fuoco di sbarramento non solo da parte dei sindacati ma anche
dalla politica e Prodi, allora presidente dell'Iri, fu costretto a cedere la
società alla Fiat ad un prezzo simbolico». Un'ultima domanda: l'operazione
Chrysler può essere vista anche con un primo spiraglio di luce nel tunnel della
recessione? «Andrei molto cauto. Non si esce dalla crisi facendo acquisizioni.
Mi auguro che l'operazione possa, naturalmente, essere positiva per la Fiat. Ma
l'Italia continua a crescere meno degli altri paesi. Per combattere la
recessione bisogna pensare soprattutto a sostenere la domanda interna e sperare
in una ripresa di quella mondiale».
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Corrado Ocone Era
il 1991 quando Gilles Kepel pubblicò in Francia un volume, prontamente tradotto
da Rizzoli, intitolato La rivincita di Dio. Un libro provocatoriamente
inattuale: il mondo ai più sembrava andare in tutt'altra direzione. Dopo al
caduta del Muro di Berlino la politica sembrava essersi finalmente laicizzata,
definitiva appariva la vittoria della liberaldemocrazia e del mercato, come
aveva prontamente sottolineato Francis Fukuyama parlando di fine della Storia,
e anche la società, non solo quella occidentale, sembrava dominata dalla
secolarizzazione più sfrenata. Con il senno del poi, si può oggi dire che Kepel
aveva ragione e che l'uomo non può vivere senza qualcosa in cui credere. Negli
anni successivi il fondamentalismo religioso ha preso piede giocando un ruolo
sempre maggiore e le chiese organizzate, a cominciare dalla
cattolica, hanno messo ovunque in primo piano il fattore identitario, facendo
rinascere persino il dibattito laico che ai più sembrava un residuo
ottocentesco. La Chiesa di Roma ha attuato una vera controffensiva culturale:
da una parte insistendo per veder riconosciuto il ruolo di principale elemento
genetico delle stesse libertà dei moderni, sfumando sempre più il
dialogo interreligioso, cioè l'ecumenismo conciliare, in un generico dialogo
interculturale, come ha autorevolmente confermato Papa Ratzinger nella
prefazione all'ultimo testo di Marcello Pera Perché dobbiamo dirci cristiani.
Il liberalismo l'Europa, l'etica (Mondadori, pagg. 196, euro 18). Un'opera,
quella di Pera, espressione di un fenomeno che dura ormai da qualche anno e
che, riprendendo Kepel, si può definire come «la rivincita di Dio» anche in
libreria. Perché in netta controtendenza rispetto al recente passato, ora Dio è
un argomento di sicura presa editoriale, da richiamare esplicitamente sin nel
titolo dei volumi. Il primo esempio è il best seller della saggistica italiana
di questa primavera: la Disputa su Dio e dintorni tra Corrado Augias e Vito
Mancuso (Mondadori, pagg. 269, euro 18, 50). È un libro che si preannunciava
molto interessante anche perché i due autori, reduci da recenti successi
editoriali, sono apparentemente molto diversi fra loro: non solo perché uno -
Augias - è un giornalista (di quelli colti e all'anglosassone) e l'altro -
Mancuso - un fine teologo: ma soprattutto perché il primo è un laico
illuminista e il secondo un cattolico spiritualista. La stessa parola disputa
del titolo, che felicemente ricorda le Disputatio medioevali, richiama un
disaccordo che però nei fatti non c'è o è molto meno pronunciato di quanto ci
si sarebbe potuti aspettare: nonostante gli autori diano l'impressione ogni
tanto di volere ricalcare le differenze, è chiaro che lo fanno senza troppa
convinzione e giusto per rispettare il canovaccio. Il fatto è che Mancuso è un
cattolico sui generis, molto vicino a posizioni eretiche come sottolinea a più
riprese Augias, senza dubbio lontano dalle posizioni ufficiali della gerarchia
e dall'interpretazione corrente dei dogmi sacri. Interpretato il cristianesimo
come religione dello spirito, egli mostra con indubbio fascino che il mondo
moderno basato sull'idea di libertà è profondamente permeato dall'insegnamento
di Gesù e dalle categorie logiche e mentali cristiane. E che cristiano è
chiunque chi adora Dio non per appartenenza, ma «in spirito e in verità», per
usare le parole di Cristo alla samaritana. Servire il logos, amare il prossimo
come se stessi e sforzarsi di essere giusti significa corrispondere ad
un'armonia cosmica che è propriamente l'essenza del divino a cui fa riferimento
il cristianesimo. Ora, si può senza dubbio dimostrare che questa lettura non
ufficiale del cristianesimo è fatta per incontrarsi con la laica e civile
«religione della libertà» di cui ha parlato Croce e di cui Maurizio Viroli,
professore di Teoria politica a Princeton, offre ora una suggestiva storia in
Come se Dio ci fosse. Religione e libertà nella storia d'Italia (Einaudi, pagg.
373, euro 329). La tesi di Viroli, in un testo che rimanda a quello di Gian
Enrico Rusconi del 2000 (Come se Dio non ci fosse, Einaudi) è che la storia
d'Italia ha avuto ogni tanto dei sussulti, dei momenti d'oro in cui, sotto
l'azione di uomini straordinari che sapevano intrecciare in modo compiuto
pensiero e azione, un'intera nazione ha vissuto una palingenesi, una stagione
di riscatto morale e civile: dall'esperienza dei comuni e delle signorie
tardo-medievali e rinascimentali sino alla Resistenza e ai primi anni della
Repubblica, passando per il Risorgimento. Indipendentemente dal fatto che
credessero o meno nel Dio del cristianesimo o cattolico o in qualsiasi Dio
trascendente, questi uomini seppero guidare un intero popolo verso gli ideali
di una religione civile fondata sull'interesse comune e su un rapporto
equilibrato fra diritti e doveri. Nulla di grande è stato
fatto in Italia senza fervore e amore, dedizione e passione: questi sentimenti,
lungi dall'essere estranei a un popolo considerato per lo più disincantato o
addirittura cinico possono sbocciare all'improvviso e all'improvviso possono
far riprendere il posto che compete al Paese nella civiltà mondiale. Il saggio
di Viroli, senza dubbio edificante, è anche un buon antidoto all'ideologia
teocon. Il punto che evidenzia è lo stesso sottolineato da Augias e Mancuso:
accanto alla religione del potere e dell'esteriorità, della semplice adesione
formale ai precetti cristiani, c'è anche un vivere religioso comune a tutti gli
uomini di buona volontà (credenti e non) basato sull'esperienza diretta dei
sentimenti tipicamente cristiani dell'amore e della carità. Una prospettiva del
tutto opposta alla fondazione classica del liberalismo (non a caso Viroli
preferisce il repubblicanesimo), che si sforza di tener separate religione e
politica e quindi di fondare la politica sulla ragione laica. Lo ricorda con
grande finezza Mark Lilla ne Il Dio nato morto. Religione, politica e occidente
moderno (Baldini Castoldi Dalai, pagg. 351, euro 18). Lo storico delle idee
della «Columbia University» mette in guardia, tra l'altro, dal pericolo dei
totalitarismi, che giudica a ragione un surrettizio modo di far rientrare dalla
porta, cioè da una prospettiva atea, il millenarismo religioso scacciato dalla
finestra della politica in età moderna. Il liberale, nella prospettiva di
Lilla, deve temere ogni tipo di fervore in politica, coltivando solo quelle
«passioni calme» di cui ha tessuto l'elogio un altro grande pensatore liberal
americano, Albert Hirschman.
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Pasquale Esposito
«Io sapevo? E che potevo sapere o immaginare?». S'interroga inquieto Gianni
Pisani. E prosegue: «Mi sono fidato, e spero che le opere tornino a Santa
Chiara, o a Santa Maria la Nova, oppure al mio studio: la mia posizione non è
cambiata, ma certo non posso stare zitto di fronte alle affermazioni di Fra'
Salvatore Vilardi, segretario della provincia dei Frati Minori di Napoli, secondo
il quale io sapevo. Ma che cosa dovevo sapere? Che le mie opere, da me donate
all'Associazione Oltre il Chiostro, venissero pignorate e vendute, contro la
mia volontà?». La storia è quella - ormai nota - di una vertenza giudiziaria,
intentata dall'ex segretaria generale e socia fondatrice dell'Associazione
«Oltre il Chiostro» nei confronti di Giuseppe Reale, presidente e legale
rappresentante del sodalizio: la causa si è conclusa, in prima istanza, con il
riconoscimento delle ragioni della signora e la conseguente alienazione della
«Via Crucis, Via Lucis», le sedici opere eseguite da Gianni Pisani e da lui
donate a Santa Chiara: in attesa del prosieguo dell'iter giudiziario (si deve
discutere sia il ricorso di Giuseppe Reale che quello dell'avvocato Angelo
Pisani, nell'interesse e per conto dello zio Gianni), l'artista continua la sua
battaglia in difesa delle sue opere. E si rivolge al responsabile dei Frati
Minori di Napoli: «Già da tempo avrei voluto contattarlo per parlare con lui e
fargli conoscere tutto il mio dolore per questa vicenda che mi sta provando
psicologicamente e anche fisicamente» giacché la «Via Crucis, Via Lucis»,
incalza Pisani, è un'opera «da me molto amata perché appartiene a un momento
importante della mia vita che coincide con l'incontro con il teologo Bruno
Forte, oggi Arcivescovo di Chieti Vasto». L'intento - aggiunge - «era di
donarla a Santa Chiara, in quanto per me l'associazione rappresentava il
"braccio esterno" del Convento. E il piccolo monaco che mi fu presentato
da don Bruno Forte era per me la controfigura di San Francesco. Un fraticello con il saio marrone e i sandali ai piedi, per noi
laici, e, figuriamoci per un pittore, è cosa sacra. Non si discute. Se il
fraticello, dopo aver organizzato con grande cura la mostra della "Via
Crucis" in Santa Chiara, ti chiede di perfezionare l'intento della
donazione con un contratto notarile, tu accetti senza battere ciglio. E
così è stato». Pronta la replica di Fra' Salvatore
Vilardi, il quale intende chiarire che «Oltre il Chiostro» non è, come afferma
Pisani, «braccio operativo della Chiesa di Santa Chiara»: «Tutto ciò che
concerne il Complesso Monumentale di Santa Chiara - ribadisce il Segretario
della Provincia dei Frati Minori di Napoli - non rientra più, da nessun punto
di vista, nella competenza dell'associazione "Oltre il Chiostro", che
con la storica struttura francescana non ha più alcun tipo di rapporto. E
questo vale anche per tutti i recapiti istituzionali di Santa Chiara (tel. 081
7971224), compreso il sito web: www.monasterodisantachiara.eu». Ma Gianni
Pisani ricorda ai frati francescani il suo rammarico per «cose che hanno
sporcato questo lavoro, che per me è stato prezioso
nella forma e nello spirito». E i suoi dubbi, spiega l'artista a Fra' Vilardi,
sono cominciati nel luglio scorso: «Quando la mia opera, trasportata nella
nuova sede di "Oltre il Chiostro", in uno degli anniversari
festeggiati dall'associazione, fu chiusa al pubblico e, addirittura davanti
alla porta d'ingresso della sala, dov'era conservata, c'era l'indicazione per
accedere ai gabinetti», si lamenta Pisani. Il quale, oltre a contestare la
valutazione, nell'atto notarile di di Transo, delle sue opere («una cifra
irrisoria, assolutamente una cifra simbolica, non corrispondente in alcun modo
alla realtà»), impugna anche l'articolo 4 del documento pubblico di donazione,
dove si legge: «L'Associazione non potrà alienare a nessun titolo le opere
donate con il presente atto per almeno anni novantanove (n. 99) a decorrere da
oggi...; l'Associazione donataria dovrà assicurare alle opere ricevute in
donazione un'esposizione permanente in locali in cui sia consentito il pubblico
accesso; l'associazione donataria dovrà e potrà consentire che le opere in
oggetto vengano esposte in mostre temporanee o su richiesta di Istituti d'arte,
musei...». Secondo Pisani, tutti articoli disattesi. «Disattesa inoltre, ed è
dire poco, è stata la mia totale fiducia nel francescano Giuseppe Reale»,
conclude.
( da "Manifesto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
ELEZIONI EUROPEE
PERCHÉ PORTO IL MIO PACIFISMO A STRASBURGO Giuliana Sgrena Come forse già
saprete mi sono candidata alle elezioni europee nella lista di Sinistra e
libertà. Ho avuto altre volte, in passato, proposte di candidatura che ho
sempre rifiutato perché volevo continuare a fare il mio lavoro e non ho
cambiato idea. Ma questa volta si tratta di elezioni europee e intendo portare
la mia esperienza, accumulata in vent'anni di lavoro al manifesto, in Europa.
Se sarò eletta, cosa non certo facile, per cinque anni continuerò a seguire i
temi di cui mi sono occupata fino ad ora: indagare le ragioni dei conflitti del
Medioriente, dell'Afghanistan, dell'Africa e provare a costruire nel Parlamento
europeo gli schieramenti più larghi e trasversali per avanzare proposte e
iniziative di pace. In primo luogo, naturalmente, per sostenere la battaglia
delle donne contro tutti i fondamentalismi non solo per la difesa dei propri
diritti, ma anche e soprattutto per affermare un punto di vista originale,
laico e democratico, per la soluzione dei conflitti, a cui è sempre più
necessario trovare una sponda politica in Europa. Che ora può essere favorita
anche dall'elezione del presidente Obama negli Usa. E poi occorre costruire
un'alternativa alla contrapposizione tra islamofobia e relativismo culturale
che giustifica tutte le discriminazioni contro le donne. Proverò a essere un
punto di riferimento per i movimenti che in questi anni hanno manifestato per la pace e contro le guerre e renderò conto
puntualmente di tutte le mie iniziative oltre a sollecitare da parte dei
movimenti stessi tutti i suggerimenti e le proposte che vorranno indirizzarmi.
Perciò creerò un forum permanente di dibattito e confronto. Mi batterò perché i temi della laicità e dell'uguaglianza siano
affermati in ogni istanza o decisione del Parlamento europeo. L'offensiva della
chiesa e del fondamentalismo cattolico nel nostro paese può trovare un argine
in Europa come è già avvenuto in passato, mentre i diritti di uguaglianza dei
lavoratori e dei migranti saranno il banco di prova fondamentale di questa
nuova Europa. E poi la mia scelta ha a che vedere con la crisi della
sinistra. Credo che di fronte alle recenti sconfitte, come ho più volte
sostenuto, non serva coltivare delusione e amarezza, ma rinnovare l'impegno di
analisi, ricerca e proposta. Le ragioni della sinistra sono ancora tutte
valide, addirittura esaltate dal precipitare delle crisi nel mondo e la
mancanza di una leadership credibile, non solo in Italia, non può essere motivo
di abbandono o rinuncia. In questa tornata elettorale io sono stata tra quelli
che avrebbero preferito un'unica lista a sinistra senza leader di partito, ma
con candidature espressione del vastissimo mondo associativo, culturale e
professionale che sta a sinistra e che avrebbe potuto proporsi con un'immagine
del tutto nuova. Non è stato possibile e non mi
interessa qui e ora indicare le responsabilità. Io ho scelto Sinistra e libertà
perché credo nel modello di una sinistra plurale, in grado di raccogliere
culture e esperienze diverse, di riscrivere il proprio statuto non dimenticando
le proprie origini e identità, ma guardando avanti alle sfide anche teoriche
che la realtà impone, senza fare della propria identità/diversità un elemento
di divisione ma una ricchezza che ciascuno porta con sé e che mette
continuamente in discussione. È la complessità stessa della crisi delle nostre
società e del mondo, che intreccia politica, economia, diritti, ambiente,
etica, religione a imporre un nuovo linguaggio e nuove categorie
interpretative.
( da "Manifesto, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
DIVINO Il
cattolicesimo targato Usa Filippo Gentiloni A circa 100 giorni
dall'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, ci si chiede quale sia il
rapporto della nuova America con la religione. Se lo chiede, ovviamente, anche
Roma: dal Vaticano qualche consenso ma non poche perplessità. L'occasione del
contendere: la famosa università cattolica di Notre Dame ha invitato Obama a
una manifestazione importante. Qualche applauso, ma non poche contestazioni,
anche da parte di parecchi vescovi. I motivi sono noti e riguardano alcuni
importanti temi etici: Obama sarebbe troppo favorevole alle leggi sull'aborto e
sulle cellule staminali. L'invito all'università mette così in evidenza una
forte spaccatura all'interno del cattolicesimo Usa: due posizioni numericamente
quasi equivalenti, una a favore della nuova presidenza, l'altra, a dir poco,
perplessa se non proprio decisamente contraria. A proposito sarà bene ricordare
qualche dato fondamentale. Negli Usa il cattolicesimo è la più numerosa fra le
confessioni religiose (circa il 25%) , ma è in deciso aumento il numero dei cattolici - e anche dei protestanti - che preferiscono un
cristianesimo «fai da te», indipendente, cioè, delle autorità ecclesiastiche.
Si noti anche che è altissimo il numero dei cattolici
che hanno abbandonato, mentre crolla anche il dato delle chiese storiche della
riforma protestante (luterani, metodisti, presbiteriani, episcopaliani). Un
altro dato stranamente interessante: in un sondaggio sul nome dell'eroe
preferito dagli americani (tutti, credenti e non; lo riferisce l'autorevole
rivista cattolica Jesus) il primo è Obama, il secondo Gesù, il terzo Martin
Luther King. Dio sarebbe soltanto all'undicesimo posto. Che dire di questi
dati? Per la meno che tutto è in movimento, non soltanto da noi (si pensi al
successo degli interventi di Vito Mancuso) ma dappertutto. I «palazzi» delle
religioni non hanno certamente vita né facile né sicura. Una
conferma, ancora dagli Usa, dove è stata nominata ministro della sanità una
cattolica - Kathleen Sebelius - favorevole alla libertà di aborto, subito
criticata dal suo vescovo che le ha addirittura rifiutato la comunione. E' nato
a suo sostegno un gruppo di cattolici dal nome «Catholics for
Sebelius». Una conferma della complessità della situazione.
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
PROCESSIONE. IN
MIGLIAIA AL LUNGO CORTEO Il vescovo: "Madonna della Salve ha protetto la
città dall'alluvione" «In momenti in cui si scatenano le forze del male,
accogliamo il messaggio del Vangelo che ci invita a vincere il peccato con
l'amore, ringraziamo la Madonna che ci ha salvati da una nuova inondazione e le
autorità che in questo frangente hanno adottato immediati provvedimenti per
dare tranquillità a chi temeva la furia delle acque». A dirlo il vescovo
Giuseppe Versaldi nel breve intervento che ha concluso la tradizionale
processione della Madonna della Salve. A rendere omaggio alla «Clementissima
Patrona» c'erano, come sempre, migliaia di alessandrini che hanno partecipato o
assististito al lungo corteo. Ha attraversato le vie del centro accompagnato da
canti e preghiere e si è concluso con una messa preceduta in mattinata dal
solenne Pontificale. Stamane alle 11 il simulacro della Madonna sarà
ricollocato nella cappella del Duomo a lei dedicata e alle 18 verrà celebrata
una funzione religiosa in ricordo di tutti i defunti. Alla solenne processione
c'erano, con le varie autorità e personalità, un foltissimo gruppo di lupetti e
scauts, malati e handicappati, suore e sacerdoti, rappresentanti
di Associazioni, istituzioni laiche e religiose, con in testa quelle di
volontariato, Confraternite, labari e un enorme crocifisso in filigrana d'oro
che ha aperto il corteo. La Madonna della Salve è venerata in città fin dal
1100 e il suo volto sudò miracolosamente il 24 aprile 1489.
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Dan Brown "Chi sono gli Illuminati? Perché, sono esistiti?" Dan Brown
non ha dubbi, nel caso in cui il suo prossimo romanzo The lost symbol dovesse
finire nelle mani di Ron Howard diventerebbe di sicuro «un film pazzesco». Sul
volume (in uscita il 15 settembre in Usa e in Canada con la tiratura record di
5 milioni di copie) aggiunge solo che «la vicenda si svolge nell'arco di
12 ore». Meglio parlare ancora di Angeli e demoni: «E' sempre interessante
vedere il modo in cui un racconto viene adattato per lo schermo, in questo caso
i cambiamenti apportati sono stati utili per realizzare un film veloce, forte,
due ore di divertimento assoluto». Rispetto alla vicenda del Codice da Vinci,
aggiunge lo scrittore, questa è «sicuramente più cinematografica». A chi gli
chiede informazioni sulla setta degli Illuminati risponde divertito: «Perché? Sono
mai esistiti?». Poi aggiunge: «La mia è una storia di finzione creata su basi
realistiche, sviluppata attraverso le ricerche che ho svolto». L'ispirazione
per Angeli e demoni nasce da una passeggiata romana: «Ero in vacanza a Roma con
mia moglie, la guida ci parlò del "passetto", il percorso che unisce
Castel Sant'Angelo al Vaticano, spiegandoci che era un passaggio segreto per
garantire la salvezza del Papa in caso di pericolo».\
( da "Stampa, La" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Adesso i sondaggi
fanno paura al Pdl [FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Negli ambienti vicini a
Berlusconi dicono che la vera preoccupazione del premier sia legata ai
contraccolpi che le parole della moglie avranno sui sondaggi e i risultati
elettorali delle Europee. Viene poi fatto notare «il tempismo politico della
signora Lario»: chiedere ora il divorzio le frutterà un bel po' più di soldi.
«Malignità» a parte, a preoccupare il Pdl e il suo capo sono certe affermazioni
di Veronica sulla diciottenne napoletana che suo marito frequentava prima che
compisse il 18 anni: «E che nonostante tutto questo mio marito abbia ancora un
gradimento altissimo e non sia stato danneggiato dalla
vicenda». Una preoccupazione che traspare da una dichiarazione di Fabrizio
Cicchitto, che vede in corso «una operazione mediatica volta a costruire una
trappola su un'autentica bufala, quale quella riguardante l'ingresso nelle
liste di inesistenti veline: anche l'innocente partecipazione ad una festa di
compleanno è stata demonizzata». Il messaggio di Cicchitto agli avversari è
chiaro: non illudetevi di utilizzare una vicenda personale per scalfire il
nostro leader sul piano politico. Eppure nel Pd c'è una forte timidezza,
perfino imbarazzo a parlarne. «Siamo un partito di persone serie: sappiamo
tenere distinto lo scontro politico dalle vicende personali», osserva Luigi
Zanda, vicecapogruppo del Pd. Ma Rosy Bondi osa un poco di più e mette sotto
accusa non le scelte private di un marito ma «la connivenza morale e culturale
di un Paese che non si indigna e non reagisce di fronte alla pretesa immunità
morale del proprio presidente del Consiglio». Una replica piccata arriva dal
deputato del Pdl Osvaldo Napoli. La Bindi vorrebbe riesumare la Santa
Inquisizione e «bestemmia» quando accusa gli italiani di connivenza morale e
culturale: «Gli italiani non sono, come lei, accecati dall'odio per Berlusconi.
Sono in gran parte cattolici, ma
laicamente rispettosi della vita di ciascuno e quindi anche del presidente del
Consiglio». Umberto Bossi ci mette una puntina di veleno. «Secondo me bisogna
stare attenti quando ci sono dei figli, quando c'è una moglie, a non farla star
male». Una battuta, nulla di più forse, quella del leader della Lega.
«Certo - aggiunge - io non ho le veline. Se avessi una velina non potrei più
tornare a casa».
( da "Tempo, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
stampa segue
dalla prima Fabrizio dell'Orefice Un nuovo affondo della «signora» può essere
devastante anche perché la moglie ha usato frasi e insinuazione più che
pesanti. Ha detto per esempio che il marito «frequenta minorenni». Berlusconi
certo non se lo aspettava. Aveva raggiunto un accordo con la moglie. O almeno
riteneva di esserci riuscito. Considera la reazione di Veronica del tutto
sproporzionata, esagerata. Nata da un episodio che considera futile, la
partecipazione a una festa di diciotto anni di una ragazza vicino Napoli: «Ero
lì per i rifiuti, avevo ricevuto questo invito e sono andato come ho fatto
mille altre volte», ha ripetuto ai suoi. Non ha sopportato nemmeno l'accusa di
aver disertato le feste di compleanno dei figli. Anzi, negli ultimi giorni ha
raccontato per filo e per segno come lui stesso aveva organizzato le sorprese,
come quella a Barbara. Amareggiato e arrabbiato almeno per tutta la mattinata.
È volato ad Arcore e poi nel pomeriggio ha sbollito. È tornato sereno. E ha
cominciato a riorganizzare le idee. La linea che il Cavaliere intende seguire è
chiara: «Sono fatti privati, e privati devono restare». Come già aveva detto
nei giorni scorsi, vuole apparire soltanto per le cose fatte, le cose che sta
facendo. L'uomo del fare. Parlando con quei pochi che ha sentito a telefono
(tra questi Niccolò Ghedini, il suo avvocato di fiducia, che non a caso è
rimasto in silenzio per tutto il giorno), si è anche sfogato: «Sarebbe giusto
che i media si interrogassero sui reali confini del diritto di cronaca».
Berlusconi non è ancora apparso sicuro che l'intera querelle con Veronica possa
trasformarsi in un divorzio. Si è chiesto se quando Sarkozy lo ha fatto con
Cecilia lo ha poi pagato in termini di consenso elettorale. E comunque l'Italia
non è la Francia, Paese questo molto più laico. Di sicuro
si augura che i giornali non continuino a raccogliere le sue confidenze anche
perché la sua credibilità è senz'altro superiore a quella di una certa Noemi,
la ragazzina napoletana omaggiata con la presenza al compleanno. Infine,
l'ultima considerazione: «Non sarebbe concepibile che una vicenda privata possa
offuscare tutto quello che stiamo facendo». Terremoto in primis.
Berlusconi pensa di tornare a L'Aquila nei prossimi giorni, non intende mollare
l'impegno preso e adesso ha colto come sfida personale la consegna delle prime
case nella prima decade di settembre. C'è poi Napoli, visto che a giorni deve
partire la seconda linea del termovalorizzatore di Acerra e a giugno la terza:
a quel punto l'impianto sarà ultimato. Quindi bisognerà procedere con gli altri
impianti. La crisi coniugale, per giunta, gli arriva nel pieno della più grande
crisi economica che si ricordi. E Berlusconi sta seguendo tappa dopo tappa le
fasi critiche. Quindi c'è l'agenda internazionale. Il G8 di luglio. Ma anche
una intensa serie di incontri. Giovedì, tanto per cominciare, è atteso a Praga
per il partnenariato Europa Occidentale, l'
( da "Tempo, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
stampa
Patrica Illuminazione pubblica in periferia PATRICA In arrivo l'illuminazione
nella perifieria. Ad annunciarlo è il sindaco Belli: «Sono iniziati in questi
giorni i lavori per il completamento dell'illuminazione nelle zone che ne erano
sprovviste. Una promessa fatta negli anni scorsi dalla mia amministrazione». L'importo complessivo si aggira
sui 50.000 euro. Lo stesso primo cittadino ha precisato che ulteriori
interventi interesseranno altre zone del paes. «Ancora pochi giorni – ha
aggiunto Belli – e il nuovo look prenderà forma così tutto il paese potrà
finalmente avvalersi di un sistema di illuminazione efficiente». D.Tre.
( da "Tempo, Il" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
stampa Il
Pontefice a Gerusalemme «perno del mondo» Nella terra di Gesù nel segno
dell'unico Dio Pellegrinaggio Benedetto XVI sulle orme di Wojtyla andrà alla
spianata delle moschee Io finora ho viaggiato attraverso il mondo, ma alla fine
si deve arrivare alla terra di Gesù», ha detto una volta Papa Giovanni Paolo
II. E nel marzo del 2000 iniziò il viaggio più desiderato e difficile, la
«madre di tutti i pellegrinaggi». Conservo di quel viaggio ricordi
indimenticabili. Uno su tutti: il 26 marzo, con un gesto solo e fulminante,
Papa Wojtyla, già claudicante che si appoggiava ad un bastone, tentava
l'impossibile: arrivare al cuore delle tre religioni monoteiste. Ecco la
Spianata delle moschee con la «Cupola della Roccia» a Gerusalemme, il Muro del
Pianto ed il Santo Sepolcro. Ero in diretta con Lilly Gruber e di tutti i
viaggi di quel Papa straordinario, questa tappa è quella che mi ha commosso.
Quasi sino alle lacrime. Verso mezzogiorno, il vecchio pontefice si chinò ed
entrò nell'edicola che racchiude il luogo più sacro per
quasi due miliardi di cristiani (cattolici,
ortodossi, protestanti) e si abbatté, quasi vinto da una spossatezza infinita.
Pregò a lungo, Karol Wojtyla, sul banco di roccia sul quale era stata adagiata
la salma di Gesù. La pietra ribaltata del sepolcro di Cristo, il sepolcro
vuoto, segno eloquente della resurrezione del fondatore del cristianesimo.
Erano quel gesto e quel Papa in ginocchio, il culmine di un intero pontificato,
era la Chiesa che stava entrando nel Terzo Millennio con il segno vittorioso
della vita sulla morte. Un particolare che pochi conoscono: Giovanni Paolo II
non riuscì a salire sul Golgota, inglobato nella complessa basilica del Santo
Sepolcro. Non si diede pace. Doveva partire e già lo attendevano all'aeroporto
Ben Gurion di Tel Aviv. Gli era rimasta in testa quella scala sulla quale non
era salito, quella preghiera che non aveva potuto recitare. E così, rompendo
ogni piano di sicurezza, volle tornare in quel luogo santissimo. I pochi
testimoni di quel «fuori programma» sono ancora oggi sconvolti nel riandare a
quell'episodio. Il Papa che senza aiuto arranca sui 22 gradini ripidi e si
prostra a terra a baciare lo sperone roccioso, chiamato in aramaico Golgota,
cioè «cranio». Immobile, completamente assorto, impenetrabile. Il Papa della
sofferenza non poteva non andare là, là dove il Figlio di Dio ha assunto su di
sé, secondo la dottrina cattolica, tutti i mali e le sofferenze del mondo. Ce
lo ritrovammo in aereo, stanchissimo ma visibilmente soddisfatto. Il suo era
uno sguardo diverso, era il riflesso di una luce, di uno squarcio di cielo.
Sulle orme di Giovanni Paolo II, da venerdì 8 maggio a venerdì 15 maggio, andrà
anche Papa Benedetto XVI. Un pellegrinaggio rapinoso che inizierà in Giordania
per toccare i luoghi più evocativi della Terra Santa. Un programma da mozzare
il fiato. Amman e la visita alla moschea, la messa allo stadio, sul monte Nebo
dove il patriarca Mosé poté vedere, senza raggiungerla, la Terra Promessa. E
poi l'arrivo a Gerusalemme, la città «sotto il peso di Dio». «Che la mia destra
si secchi se ti dimentico Gerusalemme!» (Salmo 137). Gerusalemme la città che
è, per una millenaria tradizione, il «perno del mondo». Santa per i cristiani,
gli ebrei, i musulmani (Al Qods). È qui, per i fedeli del Corano, che Maometto,
cavalcando la giumenta alata fece l'esperienza mistica e l'ascensione notturna.
È Gerusalemme, il rifugio degli ultimi credenti che saranno convocati alla fine
dei tempi. C'è un non so che di cosmico e di terribile. Si capisce perché tutti
reclamino Gerusalemme, ma nessuno può rivendicarla escludendo gli altri.
Gerusalemme non è un luogo che si possiede, bensì un luogo che ci possiede. Qui
non si è più cittadini di questo o di quel paese, si è rivestiti della sola
cittadinanza che conta, quella di Dio. Con uno scatto di fantasia, rispetto
alla visita di Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger entrerà nella «Moschea della
Roccia» che custodisce la grande pietra del mancato sacrificio di Isacco da
parte di Abramo e addirittura una reliquia del profeta Maometto. Dalla Moschea
al Muro Occidentale, più conosciuto come «Muro del Pianto», luogo di massima
identificazione fra il popolo di Israele e Jahvé. La messa nella valle di
Giosafat (è là che nel giorno dell'Apocalisse si troveranno i giusti del
Signore), e poi Betlemme e i campi profughi palestinesi; sul Monte del
Precipizio a Nazaret, la Grotta dell'Annunciazione, il Cenacolo per approdare
al Santo Sepolcro. Un viaggio da seguire con la Bibbia in mano, disseminato di
spunti religiosi, di suggestioni spirituali, in una delle regioni più infuocate
e travagliate della terra. Ne è un doloroso emblema il muro, lungo settecento
chilometri, che separa lo Stato d'Israele dai territori palestinesi. Si insinua
fra le case,spezza legami familiari, separa innalzando cortine d'odio e
rancore. La guerra, i bombardamenti, il rinascere dei fondamentalismi, il
dramma della «Striscia di Gaza», una pace tanto annunciata quanto
irragiungibile. «Gerusalemme, ogni popolo ha qui la sua patria». Già. Intanto
chi ci vive si batte per il possesso. La città è diventata una collezione di
oggetti divini da strapparsi all'asta della storia, un alibi per le proprie
ambizioni politiche. «Città unica e indivisibile, capitale eterna» per gli
ebrei. «Città eterna» per i musulmani. Come uscirne? Un concentrato di pietre
che tutti reclamano, che esigono più vita degli stessi esseri umani viventi.
Per questa città, di nascosto e da sempre, si affilano le armi e si cammina sul
ciglio dell'abisso di un conflitto bellico di proporzioni devastanti. La regia
straordinaria del pellegrinaggio di Benedetto XVI prevede una sosta al
Memoriale di Yad Vashem che custodisce la memoria di sei milioni di ebrei
ammazzati dalla follia nazista. È la Shoah, l'olocausto, il monumento
all'orrore. È nel museo che tutti possono leggere la targa dedicata ai presunti
«silenzi» di Pio XII, al suo silenzio colpevole. Per gli ebrei, naturalmente.
Cosa dirà Papa Benedetto? Affronterà questo tema così spinoso, parlerà di
pace,guerra, giustizia ,riconciliazione, della creazione di uno Stato
palestinese? Questioni politico-religiose affilate come una spada. «Qualunque
cosa dirà - commenta sconfortato Peter Gumpel, storico della Chiesa e membro
della commissione che ha avviato la pratica di beatificazione di Papa Pacelli -
potrà essere letta e interpretata in modi diversi. È bene, che il Papa si tenga
sulle generali, perché il suo è,essenzialmente, un viaggio pastorale e
teologico. È l'incontro con la piccola comunità cristiana, oggi ridotta in
Terra Santa al due per cento della popolazione». Viaggio complicato, pieno di
tagliole comunicative, avaro di abbracci con le moltitudini per evidenti
ragioni di sicurezza. «Che uomo dolce è questo Papa, mi sembra quasi un ebreo».
Così scolpì un giornalista al termine del viaggio del 2000 di Papa Wojtyla.
Benedetto XVI è figlio del popolo tedesco. E un Papa tedesco in Terra Santa
nessuno l'avrebbe mai immaginato. Sarà la prova più ardua per questo Papa,
gentile e timido, sereno e sensibile. Un viaggio per scoprire il «Volto di Dio»
in Gesù Cristo. Lo scriveva bene lo scrittore «laico» Alfredo Oriani
(1852-1909): «Credenti o increduli, nessuno sa sottrarsi all'incanto di quella
figura, nessun dolore ha rinunciato sinceramente al fascino della sua
promessa».
( da "Repubblica, La"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina XVI -
Milano Meno rom nei prossimi due anni Il piano del Comune punta a una riduzione
del 30% ORIANA LISO Entro due anni almeno il trenta per cento dei quasi mille e
duecento nomadi distribuiti nei campi autorizzati del Comune sarà fuori di lì.
Per un buon motivo: avranno trovato casa e lavoro, iniziando così un percorso
di vero inserimento. Oppure, al contrario, per il motivo peggiore:
l´allontanamento forzato imposto a chi non rispetta le regole stabilite dal
patto di legalità e socialità e a chi commette reati. Del resto, da Comune e
Prefettura la voce è univoca: il concetto di campi nomadi deve essere superato,
quindi i campi vanno smantellati. Nel futuro non dovranno essercene, se non per
il solo transito. La prima stima la fa il vicesindaco Riccardo De Corato: «Con
alcune differenze da un campo all´altro, contiamo di ridurre le presenze di più
del trenta per cento, e già entro fine anno dovremmo realizzare la prima parte
dei nostri progetti». Progetti per cui il ministero dell´Interno mette a disposizione
i fondi che gestirà il commissario straordinario per l´emergenza nomadi, il
prefetto Gian Valerio Lombardi e che, nelle intenzioni, dovrebbero servire alla
parte "costruttiva" del piano: accordi con le
associazioni di volontariato laiche e cattoliche per aiutare i rom a trovare un
lavoro e, di conseguenza, una casa. Man mano che i campi si svuoteranno, poi,
si provvederà a ristrutturarne qualcuno, realizzando strutture adatte a soste
temporanee. Ma c´è anche l´altro aspetto del progetto di svuotamento dei campi,
quello legato alla criminalità. Da inizio anno - dicono i dati del
Comune - sono oltre cento le persone rom, tra adulti e minori, fermate per
furti e rapine. Sabato gli ultimi due episodi, quando un ragazzino di 13 anni
ha scippato una donna in corso Garibaldi (ma la vittima l´ha inseguito
riuscendo a recuperare la borsa) e tre donne romene sono state scoperte mentre
tentavano un furto in un supermercato. Nel frattempo ai semafori di molte
arterie principali sono ricomparsi i mendicanti, tutti dell´Est europeo, di
ogni età. «La questione rom - tuona il vicesindaco - diventa complessa quando
sono coinvolti minori, spesso utilizzati dagli adulti per compiere reati
predatori, o schiavizzati per la prostituzione: diventa più difficile quando si
tratta di minorenni comunitari, che non si possono rimpatriare né arrestare, se
hanno meno di 14 anni». Minori spesso destinati a fare un continuo dentro-fuori
dalle comunità protette, da cui, immancabilmente, scappano per tornare nei
campi.
( da "Repubblica, La"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Pagina 17 -
Esteri "Preghiamo per i palestinesi" dal Papa un segnale a Israele Da
venerdì in Terrasanta per sostenere la soluzione dei "due Stati"
Lieberman arriva a Roma, prima tappa di un tour che lo porterà anche in Francia
e Germania MARCO POLITI CITTA´ DEL VATICANO - Papa Ratzinger manda un segno di
solidarietà ai palestinesi e un avvertimento a Israele. «Preghiamo - dice ai
pellegrini in piazza San Pietro - per le popolazioni afflitte di Terrasanta. In
special modo vi chiedo di ricordare il popolo palestinese, che ha sopportato
grandi privazioni e sofferenze». Così il pontefice, che parte venerdì per la
Terrasanta, fa capire al governo di destra insediatosi in Israele che il
Vaticano respinge la posizione del ministro degli Esteri Lieberman, arrivato
fra le polemiche ieri sera a Roma, prima tappa di un tour europeo. Nei giorni scorsi il leader della destra laica israeliana aveva
detto che a suo avviso «sono superati» gli accordi degli anni passati miranti
alla creazione di uno stato palestinese, ma ancora ieri il cardinale Kasper ha ribadito a
nome del Vaticano il sostegno alla soluzione dei «due stati» e la ripulsa
dell´antigiudaismo cristiano che favorì l´antisemitismo. Papa Ratzinger
si è preparato al viaggio con molta cura. Dev´essere - ha anticipato - una
missione di «pace e riconciliazione». Allo Yad Vashem, il memoriale
dell´Olocausto, ribadirà l´assoluta inconciliabilità della fede cristiana con
l´antisemitismo. Ai suoi interlocutori - il re di Giordania, Peres, Netanyahu,
Abu Mazen, i gran rabbini d´Israele e il gran muftì di Gerusalemme - chiederà
una pace stabile e duratura. Ma, sebbene con parole equilibrate, Benedetto XVI
arriverà con una precisa visione geopolitica. La kefiah, accettata da una
ragazza palestinese e indossata per un minuto all´ultima udienza generale non è
stata un caso. Il Vaticano non ha dimenticato i bambini uccisi durante
l´operazione «Piombo fuso» a Gaza e non dimentica che l´espandersi di colonie
ebraiche nei Territori occupati viola il diritto internazionale e ferisce le
prospettive di pace. La Santa Sede condanna il terrorismo islamico, ma respinge
il rinvio di una soluzione definitiva di pace. La colletta della messa papale
del Giovedì santo è stata dedicata alla popolazione di Gaza. E appena dieci giorni
fa il Vaticano ha firmato con la Lega araba un memorandum per il dialogo
interreligioso e la «collaborazione in favore della pace, della sicurezza e
della stabilità regionale e internazionale». Il Vaticano favorisce il piano
saudita di pace fra gli arabi e vuole lo stato di
Israele nei confini del 1967. Fulcro del viaggio papale sarà l´appoggio ai
cristiani di Terrasanta. Benedetto XVI è preoccupato per l´emorragia della
presenza cristiana. Ormai sono rimasti 50mila nei Territori palestinesi
compresa Gerusalemme est e 120mila in Israele. «Farò loro sentire la vicinanza
e il sostegno di tutta la Chiesa», ha esclamato ieri. Qualche timore c´è nei
confronti del fondamentalismo islamico. A Nazareth sono apparsi volantini
antipapali e in Giordania il Fronte di azione islamica ha chiesto al governo di
premere sul pontefice perché si scusi per aver provocato la «collera dei
musulmani» con il discorso di Ratisbona.
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Superga 60 anni
dopo Il Grande Toro è vivo Il 4 maggio 1949 lo schianto del trimotore Fiat sul
terrapieno della basilica 31 morti, il lutto nazionale e un milione per i
funerali dell'«armata granata» MALCOM PAGANI C'era quella sigla rassicurante,
«I-Elce», l'anagramma quasi perfetto di cielo e c'erano voci e hostess gentili,
campioni e giornalisti, piloti ed eliche, nuovo mondo e leggenda.
Lisbona-Torino, sola andata, per non tornare mai più. Quattro maggio. Sessanta
anni fa. Un colpo, il fumo, poi il silenzio. Tra i sedili, senza che nulla
potesse far pensare a una manovra diversiva, andarono a morire 31 persone.
Visibilità zero, pioggia che cade a rovesci e l'intero alfabeto dei sogni di
una generazione che saluta senza un perché. Bacigalupo, Ballarin, Loik, Maroso,
Mazzola. Sul retro di una Basilica, simbolismo estremo, quando anche la pietà è
un lusso da scartare. E strazio, ricerche, ragioni sparse sul terreno umido,
divise che si muovono tra le lacrime di un'eco fortissima che scende dalla
vallata per diventare fiume carsico di rimpianto e ricordo. Edificazione del
lutto e memoria. «Trascorse un'ora vuota sulla città, forse si avvertì un
brivido inesprimibile, una sensazione di attesa (.) ma non era accaduto nulla,
nulla pareva dovesse accadere. La pioggia si infittiva a poco a poco sulle
strade, risuonava sulle pietre (.) e la notizia tremenda, piombò all'improvviso
tra la gente che percorreva i portici lungo le vie affollate del centro».
Arrivò e nulla fu più come prima. Per le famiglie, gli orfani, le biografie
spezzate di chi davanti a una natura ostile, osservò impotente la piega degli
eventi in una scatola di latta e per gli altri, i tanti altri, tutti quelli che
dietro una finestra, su un cortile grande, con le imprese di quel gruppo di
sovversivi in mutande erano cresciuti fino a diventare uomini. «Al cine vacci
tu», quando il brivido era sdraiarsi su un prato in attesa di veder spuntare il
volto sofferente di un ciclista o incamminarsi in fila verso la pancia dello
stadio. Una volta seduti, ammantati dal soffio della ricostruzione, lo spazio
fluttuava, conquistato dalle geometrie, da un represso
sciovinismo che al difficile tramonto del ventennio pagava un prezzo insaporito
dalla rivincita e dalla consapevolezza che, come quei ragazzi, quella sfera cucita
con sapienza, nessuno sapeva toccarla. Ci voleva perizia. La benzina rincarava,
sulle strade si andava con l'incanto del respiro nuovo e la settimana Incom e i
cinegiornali rimandavano frammenti di unione, speranze di sovvertire le regole
prestabilite, l'afrore di ciò che il cinquantennio successivo si sarebbe
incaricato di disilludere, dentro e fuori le arene. Per i diciotto danzatori in
granata, aree, linee e zolle, erano quello. Un ambito in cui inventare senza
remore, fondersi con la gente, osservare dal basso la marea montante col
compito primario di rimandarla a casa soddisfatta. Ci riuscirono e quando
giunse il momento estremo, vennero salutati da un milione di persone. Una folla
enorme, moltiplicata rispetto all'epoca in cui il
Filadelfia era la casa, il tempio, la Mecca laica di operai e professionisti,
borghesi e ragazzini in pantaloni corti. Oggi del Fila si prendono cura Angeli
in divisa. Falciatrici e vanghe sulle macerie di un tentativo di riesumazione
lungo un trentennio. Ci hanno provato in molti, non c'è riuscito nessuno.
Non le istituzioni almeno, anche se a bordo foto, tra gli altarini e i pianti
che ad ogni anniversario si rinnovano, le coccarde tricolori e i fiori del
palazzo non mancano mai. Anche in questi giorni, tra parenti diventati adulti,
filmati, film, fiction, premi e targhe, la macchina dell'oblio ha avuto partita
persa. Da Vicenza ad Alessandria è stato un voce a
voce. L'emozione che si ripresenta puntuale, le messe in suffragio, i minuti di
silenzio, le fasce nere al braccio, gli abbracci collettivi. Oggi la
condivisione ha perso di significato e forse, la spiegazione della decadenza, è
tutta lì. Aggrappata a un pomeriggio di tempesta, col cuore scosso e una
tristezza languida, inestinguibile. Il dossier
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Nemmeno
Capezzone, il portavoce dice una parola. Pdl, divorzio nel silenzio Nelle ore
in cui Veronica Lario cala il sipario sul suo matrimonio con Silvio Berlusconi,
sul palcoscenico del Popolo della Libertà va in onda lo spettacolo dei mimi. No
comment. Silenzio tombale. Bossi a parte, gli esponenti della maggioranza non
parlano. Staccano il telefono quando possono. Si pronunciano proprio se stretti
in un angolo. Altrimenti si negano. Daniele Capezzone, per esempio, non vuole
proferire parola non solo sul tema del divorzio, ma nemmeno su quello più
politico dell'immagine che deriva al partito o al governo in generale: «Sarebbe
la stessa cosa. Grazie molte. Buona domenica». E dire che di mestiere farebbe
il portavoce del Pdl. Giovanardi è via Gli altri tacciono a cascata. Non sarà
nemmeno un ordine di scuderia, è semplice buonsenso. Particolarmente silenti i cattolici, forse provati dalla distanza tra la difesa che si
fa della famiglia in astratto e la macelleria che se ne fa in concreto. Eugenia
Roccella, almeno dai tempi del Family day in prima fila quando si tratta fare
barricate sulla difesa della vita, convinta che «solo il Pdl possa difendere la
famiglia», non proferisce verbo e se cercata squilla a vuoto. Clemente
Mastella, appena ripescato dal nulla per essere lanciato alle Europee gratis et
amore Dei dopo il tiro mancino che giocò a Prodi un paio d'anni fa, non
risponde a nessuno dei suoi due telefoni Passati due squilli,, il cellulare del
ciellino Maurizio Lupi, alfiere dell'ala cattolica del Pdl,
attacca con la segreteria. Formigoni irrintracciabile. Impagabile Carlo
Giovanardi. L'uomo fuggito dall'Udc di Casini probabilmente perché troppo
laica, lo stesso sottosegretario che venti giorni fa dichiarava «o rilanciamo
il modello della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio,
o siamo spacciati», ora senza nemmeno una punta d'imbarazzo spiega: «Sono via
da due giorni, quando avrò letto le notizie mi potrò fare un'opinione e le
saprò dire cosa è successo». Le saprò dire. Ma dove si trova, all'estero? «No:
via». Bossi, l'unico Tace Italo Bocchino, tace persino Gasparri, un miracolo.
Anche sul fronte laico nulla. Gianfranco Fini non ha intenzione di proferir
verbo. Sul web magazine di Fare futuro sono espunti articoli che trattino Silvi
o Veroniche. Abbiamo già dato. Anche l'ispiratore laico del presidente della
Camera, Benedetto Della Vedova, preferisce parlare di calcio. Al silenzio fanno
eccezione in pochi, per lo più per dire che non vogliono far commenti. Solo il
leader della Lega Umberto Bossi, coraggiosissimo, si spinge a dire in generale
che «bisogna stare attenti a non far star male le mogli, quando ci sono figli».
Ignazio La Russa, invece, confessa che «si vergognerebbe al solo pensiero di
fare dichiarazioni al riguardo» . Il dettaglio, da solo, chiarisce tutta
l'eccezionalità della giornata. www.partitodemocratico.itwww.youdem.tv IMILITAR
IEIDIRITTI MARCOMINNIT I ResponsabileNazionale SicurezzaDipartimento
ROSAVILLECCOCALIPARI CapogruppoCommissioneDifesa CameradeiDeputati
GIANPIEROSCANU CapogruppoCommissioneDifesa SenatodellaRepubblica
DARIOFRANCESCHINI SegretarionazionalePD SarannopresentiiparlamentaridelPD
delleCommissioniAffaricostituzionalieDifesa Perinformazionieaccrediti:
dip.difesa@partitodemocratico.it tel.06/67605361-4493 ROBERTAPINOTTI
ResponsabileNazionale DipartimentoDifesa LepropostedelPartitoDemocratico
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Una preghiera
universale anti-omofobia La settimana dall'11 al 17 maggio si terranno veglie
in Italia e nel mondo contro l'odio verso gay e trans: piovono adesioni di
credenti di ogni fede sul sito del gruppo Gionata Non si può amare se la paura
è troppa. Se induce al nascondimento e alla vergogna. Ma ci si può vergognare
dell'amore? Una «carica di credenti» si prepara alla giornata mondiale contro
l'omofobia che è diventata una settimana, dall'11 al 17 maggio. Se lo scorso
anno si è concluso con la proposta della «depenalizzazione universale» degli
atti omosessuali presentata all'Onu su iniziativa francese che ha raccolto
oltre un terzo delle adesioni compresa quella dell'America di Obama, il 2009 si
rivela l'anno della preghiera universale contro la violenza ai danni di
lesbiche, gay e trans. Da Parigi a Palermo, da Londra a Pinerolo, si
organizzano veglie e momenti di preghiera con un obiettivo fondamentale: aprire
gli occhi, combattere l'ipocrisia. STOP ALL'IPOCRISIA Non a caso il banner
dell'iniziativa raffigura una persona con una benda sul volto. Il riferimento è
a coloro che non vogliono vedere l'amore e lo colpiscono condannando i
sentimenti altrui, nonché ai tanti omosessuali che introiettano l'odio e
aggrediscono se stessi. La frase «di battaglia» è di Giovanni: «Chi ha paura
non è perfetto nell'amore». Con queste parole si apre il video che campeggia
nel sito http://www.gionata.org/in-veglia/2009.html da cui viene lanciata
l'iniziativa e dove giungono adesioni dalle associazioni italiane. Il respiro
internazionale trova la sua sponda nell'evento previsto a Parigi che punta il
dito anche contro la transfobia e invita a raccolta i credenti di tutte le
religioni e i laci partecipi: «Le persone trans sono vittime del silenzio delle
famiglie, del vuoto giuridico e di una ingerenza medica pronta a classificare
quelli che escono dalla "norma"». Appuntamento il 17 alla Maison
Verte al 127 di Rue Marcadet. L'ora della preghiera scatta anche a Palermo,
«Paura, discriminazione, violenza, Omofobia..anche tu, insieme a noi, puoi dire
basta!»: con questo messaggio i ragazzi e le ragazze del gruppo «Ali d'aquila»,
omosessuali cristiani di Palermo, partecipano, anche con un video suggestivo,
alle veglie per il rispetto dell'amore. Non c'è da stupirsi della presenza
corale, del tam tam diffuso sui siti web e a colpi di immagini visibili in
tutto il mondo. Le veglie vogliono essere un momento di preghiera ecumenica e
di testimonianza cristiana - scrivono gli organizzatori - «perché non possiamo
stare in silenzio quando milioni di uomini e donne soffrono nel mondo
(minacciati, torturati e anche uccisi in alcuni Paesi) solo perché esistono,
perché amano e vogliono vivere l'affettività che il Signore ha dato loro».
SMETTERE DI TACERE La verità è semplice: quando si smette di tacere non si può
più tornare indietro. Se la politica in paesi come il nostro fa resistenza, se
il giudizio sociale nega, c'è sempre qualcosa di più forte. L'impatto della
trasformazione sociale si fa sentire grazie alle emozioni e ai sentimenti,
tramite l'arte, la poesia, le fedi. Rosa Salamone, vicepresidente nazionale
della Refo (Rete Evangelica fede e omosessualità) dice: «Noi non possiamo
essere liberi fino a quando i nostri fratelli e le nostre
sorelle saranno schiavi di un razzismo senza fondamento nei confronti degli
omosessuali, transessuali e bisessuali. Non ci sarà libertà per noi fin quando
non contribuiremo tutti insieme, valdesi, metodisti, battisti, cattolici, veterocattolici, laici, atei, credenti e non al cambiamento dei cuori e delle
leggi». Parole «sante».
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Arriva «Angeli e
demoni» e tinge di nero la città eterna ROBERTO BRUNELLI Profanano la tomba del
Papa e pure quella di San Pietro in persona, ammazzano tre cardinali in modo
orribile e un quarto tentano di affogarlo nella fontana di piazza Navona,
intanto fanno a pezzi due o tre chiese nel centro storico di Roma e alla fine
il camerlengo - quello che prende il posto del pontefice in attesa che ne venga
eletto uno nuovo - si getta con un paracadute da un elicottero che sta per
esplodere proprio sopra il cuore della cristianità. Questa è Hollywood, cari
signori della Chiesa, e probabilmente nemmeno voi ci potete far nulla, a parte
qualche autorizzazione negata, un po' di accigliato sdegno e qualche anatema
preventivo, come quello lanciato ieri l'altro da un vescovo centenario. HAPPY
DAYS Tom Hanks e Ron Howard, rispettivamente ex Forrest Gump ed ex Ritchie di
Happy Days, se la ridono in maniera squisitamente laica.
«Se qualcuno si ritiene offeso da questo film, non c'è problema: basta non
andare a vederlo». Il film in questione è Angeli e demoni, superblockbuster
prodotto dalla Sony, che non a caso ha scelto Roma per il lancio mondiale del
film tratto dal bestseller di Dan Brown, che vede per l'appunto il premio Oscar
nella parte del coltissimo professor Robert Langdon e il regista di
Apollo 13 dietro la macchina da presa. Roba forte, con una «prima» degna delle
più calde notti di Hollywood stasera all'Auditorium, preceduta da un'anteprima
blindatissima per la stampa accreditata: cellulari «sequestrati», metal
detector per evitare che con strane strumentazioni qualche cronista potesse
rubare qualche immagine e magari mandarla su You Tube. Trailer a parte, niente
deve uscire fino al giorno che il film approderà nelle sale, il 13 maggio.
DELIRIO ORGANIZZATO Praticamente un delirio perfettamente organizzato, per un
film già di suo meravigliosamente sgangherato, tra cardinali marchiati a fuoco
e misteri secolari, guardie svizzere che emettono uno svizzero perfetto e
italiani di fantasia che parlano un italiano maccheronico finto-vero abbastanza
buffo, un barattolo con un po' di antimateria rubato per far esplodere il
Vaticano e dei carabinieri (questa sì che è veramente incredibile) che
favellano in un inglese quasi oxfordiano. Pure il più splendido dei saloni del
St. Regis, meraviglioso albergo a due passi da piazza Repubblica, sembra un
distaccamento di Disneyland, con la conferenza stampa superhollywoodiana di
ieri trasformata in una specie di happening: finte guardie svizzere, body-guard
degni della Cia e circa duecento giornalisti venuti da tutto il globo
terracqueo. Anche questi su di giri, bisogna dire: dal cronista messicano che
esordisce «giuro che non ho la febbre suina!» alla tizia di una tv spagnola
coperta di tatuaggi (speriamo finti) che riproducono i vari loghi del film la
quale obbliga Tom Hanks a fare «la morra». Proprio come ai tempi d'oro, si
fanno curiosi incontri in questo distaccamento di Hollywood: uno è l'attore
italo-americano che nel film fa la parte del nuovo Papa, il mitico Marco Fiorini,
che racconta di aver lavorato negli anni sessanta con Orson Welles e giura di
essere il responsabile del primo bacio omosex in un western, ben quarant'anni
prima di Brokeback Mountain. «Questione di karma», assicura lui. EVVIVA LE
CONTROVERSIE Ci sono proprio tutti, qui al St. Regis, compreso Dan Brown, di
poche parole ma con l'aria soddisfattissima, il giovin belloccio Ewan McGregor,
la bella e interessante attrice israeliana Ayelet Zurer che interpreta la
scienziata italiana Vittoria Vetra, e il nostro Pierfrancesco Favino, unico
italiano «vero» del cast, che sorprende tutti con il suo formidabile inglese.
Ron Howard, a parte l'immancabile cappellino da baseball, è uguale a quando
faceva Happy Days, con la differenza che è molto più grinzoso. «Non ci aspettavamo
certo cooperazione, ma sappiamo che per vie traverse le autorità vaticane hanno
influito perché non venissero fornite le autorizzazioni a filmare in certe
parti della città di Roma. Quel che è certo è che giudicano un film che non
hanno visto: abbiamo più volte chiesto al clero di assistere a proiezioni
speciali del film, ma hanno sempre rifiutato». Battuta di Hanks: «È vero che
quando c'è un po' di controversia c'è sempre di mezzo il marketing. Quelli del
marketing adorano le controversie: ma, vi assicuro, non ce la fanno da soli, ci
vuole sempre uno sparring partner che dia una mano». LA CITTÀ ETERNA Sistemato
il Vaticano, il vero protagonista di Angeli e demoni, ovvio, è la città eterna:
mai così «dark», mai così fumettisticamente mozzafiato. Addirittura pericolosa,
secondo Tom Hanks: «Impossibile realizzare scene di inseguimento a Roma: non
c'è un solo mattone che non sia storto, una sola scala che sia dritta...
insomma, trappole mortali ovunque. Se siamo salvi lo dobbiamo certo ad un
intervento divino». Il bello è che - grazie anche alla scarsa cooperazione
d'Oltretevere - la capitale è quasi tutta ricostruita in America: piazza San
Pietro e piazza Navona sono state ricostruite tali e quali dentro l'autodromo
di Hollywood Park. Ricreati, in buona parte grazie alle tecniche digitali, il
Pantheon e Castel Sant'Angelo, così come gli affreschi, le fontane e le statue
del Bernini. Una copia perfetta della Cappella Sistina, sappiatelo, sta
parcheggiata nel teatro di posa 27 degli studi della Sony di Culver City. Altro
che Michelangelo, altro che Vaticano: il Giudizio Universale ormai è roba di
Hollywood. Roma come un parco a tema, quello di «Angeli e demoni». Il film è stato presentato ieri nella capitale vicino al Vaticano che
lo ha osteggiato prima ancora di vederlo. C'erano tutti: Howard, Hanks, Brown,
la Sony.
( da "Unita, L'" del
04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
Profanano la
tomba del Papa e pure quella di San Pietro in persona, ammazzano tre cardinali
in modo orribile e un quarto tentano di affogarlo nella fontana di piazza
Navona, intanto fanno a pezzi due o tre chiese nel centro storico di Roma e
alla fine il camerlengo - quello che prende il posto del pontefice in attesa
che ne venga eletto uno nuovo - si getta con un paracadute da un elicottero che
sta per esplodere proprio sopra il cuore della cristianità. Questa è Hollywood,
cari signori della Chiesa, e probabilmente nemmeno voi ci potete far nulla, a
parte qualche autorizzazione negata, un po' di accigliato sdegno e qualche
anatema preventivo, come quello lanciato ieri l'altro da un vescovo centenario.
HAPPY DAYS Tom Hanks e Ron Howard, rispettivamente ex Forrest Gump ed ex
Ritchie di Happy Days, se la ridono in maniera squisitamente laica. «Se qualcuno si ritiene offeso da questo film, non c'è
problema: basta non andare a vederlo». Il film in questione è Angeli e demoni,
superblockbuster prodotto dalla Sony, che non a caso ha scelto Roma per il
lancio mondiale del film tratto dal bestseller di Dan Brown, che vede per
l'appunto il premio Oscar nella parte del coltissimo professor Robert Langdon e
il regista di Apollo 13 dietro la macchina da presa. Roba forte, con una
«prima» degna delle più calde notti di Hollywood stasera all'Auditorium,
preceduta da un'anteprima blindatissima per la stampa accreditata: cellulari
«sequestrati», metal detector per evitare che con strane strumentazioni qualche
cronista potesse rubare qualche immagine e magari mandarla su You Tube. Trailer
a parte, niente deve uscire fino al giorno che il film approderà nelle sale, il
13 maggio. DELIRIO ORGANIZZATO Praticamente un delirio perfettamente
organizzato, per un film già di suo meravigliosamente sgangherato, tra
cardinali marchiati a fuoco e misteri secolari, guardie svizzere che emettono
uno svizzero perfetto e italiani di fantasia che parlano un italiano
maccheronico finto-vero abbastanza buffo, un barattolo con un po' di
antimateria rubato per far esplodere il Vaticano e dei carabinieri (questa sì
che è veramente incredibile) che favellano in un inglese quasi oxfordiano. Pure
il più splendido dei saloni del St. Regis, meraviglioso albergo a due passi da
piazza Repubblica, sembra un distaccamento di Disneyland, con la conferenza
stampa superhollywoodiana di ieri trasformata in una specie di happening: finte
guardie svizzere, body-guard degni della Cia e circa duecento giornalisti
venuti da tutto il globo terracqueo. Anche questi su di giri, bisogna dire: dal
cronista messicano che esordisce «giuro che non ho la febbre suina!» alla tizia
di una tv spagnola coperta di tatuaggi (speriamo finti) che riproducono i vari
loghi del film la quale obbliga Tom Hanks a fare «la morra». Proprio come ai
tempi d'oro, si fanno curiosi incontri in questo distaccamento di Hollywood:
uno è l'attore italo-americano che nel film fa la parte del nuovo Papa, il
mitico Marco Fiorini, che racconta di aver lavorato negli anni sessanta con
Orson Welles e giura di essere il responsabile del primo bacio omosex in un
western, ben quarant'anni prima di Brokeback Mountain. «Questione di karma»,
assicura lui. EVVIVA LE CONTROVERSIE Ci sono proprio tutti, qui al St. Regis,
compreso Dan Brown, di poche parole ma con l'aria soddisfattissima, il giovin
belloccio Ewan McGregor, la bella e interessante attrice israeliana Ayelet
Zurer che interpreta la scienziata italiana Vittoria Vetra, e il nostro
Pierfrancesco Favino, unico italiano «vero» del cast, che sorprende tutti con
il suo formidabile inglese. Ron Howard, a parte l'immancabile cappellino da
baseball, è uguale a quando faceva Happy Days, con la differenza che è molto
più grinzoso. «Non ci aspettavamo certo cooperazione, ma sappiamo che per vie
traverse le autorità vaticane hanno influito perché non venissero fornite le
autorizzazioni a filmare in certe parti della città di Roma. Quel che è certo è
che giudicano un film che non hanno visto: abbiamo più volte chiesto al clero
di assistere a proiezioni speciali del film, ma hanno sempre rifiutato».
Battuta di Hanks: «È vero che quando c'è un po' di controversia c'è sempre di
mezzo il marketing. Quelli del marketing adorano le controversie: ma, vi
assicuro, non ce la fanno da soli, ci vuole sempre uno sparring partner che dia
una mano». LA CITTÀ ETERNA Sistemato il Vaticano, il vero protagonista di
Angeli e demoni, ovvio, è la città eterna: mai così «dark», mai così
fumettisticamente mozzafiato. Addirittura pericolosa, secondo Tom Hanks:
«Impossibile realizzare scene di inseguimento a Roma: non c'è un solo mattone
che non sia storto, una sola scala che sia dritta... insomma, trappole mortali
ovunque. Se siamo salvi lo dobbiamo certo ad un intervento divino». Il bello è
che - grazie anche alla scarsa cooperazione d'Oltretevere - la capitale è quasi
tutta ricostruita in America: piazza San Pietro e piazza Navona sono state
ricostruite tali e quali dentro l'autodromo di Hollywood Park. Ricreati, in
buona parte grazie alle tecniche digitali, il Pantheon e Castel Sant'Angelo,
così come gli affreschi, le fontane e le statue del Bernini. Una copia perfetta
della Cappella Sistina, sappiatelo, sta parcheggiata nel teatro di posa 27
degli studi della Sony di Culver City. Altro che Michelangelo, altro che
Vaticano: il Giudizio Universale ormai è roba di Hollywood.
(
da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'>
(
da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Corriere della Sera"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Messaggero, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Secolo XIX, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 04-05-2009)
Argomenti: Laicita'
(
da "Giornale.it, Il"
del 04-05-2009)
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