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21-2-2008 #TOP
IN
EVIDENZA
Brasile,
appello dei preti: basta celibato. Istanza a papa
Ratzinger per consentire ai sacerdoti di avere una famiglia. E per ridare i
sacramenti ai divorziati (Il Corriere della Sera 21-2-2008)
SAN PAOLO (Brasile) -
Sono sempre di più i sacerdoti cattolici che chiedono una revisione della legge
canonica che li obbliga al celibato, con un occhio a quanto avviene in diverse
confessioni protestanti dove i pastori possono mettere su famiglia. Il
dibattito è aperto da tempo e la stessa Chiesa sembra avvere assunto in materia
posizioni un po' meno rigide, anche se non ancora possibiliste. L'ultimo
appello arrivato a papa Benedetto XVI è dei preti brasiliani che hanno inserito
la loro richiesta nel documento finale della loro convention nazionale,
terminata martedì a Indaiatuba, nello Stato di San Paolo).
IL DOGMA CHE NON C'E' - La
sollecitazione sarà inviata alla Sacra Congregazione per il Clero, presieduta
dal brasiliano Claudio Hummes, ex arcivescovo di San Paolo e che era stato uno
dei papabili nel conclave in cui fu eletto il cardinale tedesco Joseph
Ratzinger. E proprio il porporato brasiliano, grande amico del presidente Luiz
Inacio Lula da Silva, aveva detto subito dopo il nuovo incarico, che il celibato
dei sacerdoti «non è un dogma» e che il calo delle vocazioni
potrebbe indurre la Chiesa e «riflettere su tale questione».
OBIETTIVO FAMIGLIA - Nel
documento inviato a Roma si chiedono due tipi di sacerdozio: il celibatario,
che potrebbe essere obbligatorio per i religiosi che facciano voto di castità
nei rispettivi ordini e congregazioni religiose; e il sacerdozio senza
l'obbligo del celibato. E si chiede anche che i vescovi possano ordinare i
coniugati ritenuti degni del sacerdozio, e possano essere reintegrati
nell'esercizio del sacerdozio quelli che lo abbiano abbandonato per formare una
famiglia.
SACRAMENTI AI DIVORZIATI - Secondo quanto riferito
al quotidiano spagnolo El Pais da un vescovo che non ha voluto rivelare
il suo nome, in Brasile già da tempo laici sposati vengono ordinati sacerdoti:
«Roma lo sa, ma chiede non sia reso pubblico». I sacerdoti brasiliani chiedono
anche che si cambi la nomina dei vescovi per renderla più democratica; e che si
consenta ai divorziati che si siano rifatti una nuova famiglia di accedere ai
sacramenti.
21 febbraio 2008
Pacatamente e laicamente. Con Ferrara? (
da "EUROPA.it" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sono cattolici che si esprimono in modo laico e laici che
si esprimono secondo l'etica cattolica razionalmente ascoltata e declinata. Non
vogliono punire le donne, vogliono promuovere la vita, l'amore e il buonumore.
Questa è la nostra grande parrocchia di credenti laici".
Ma Dio non va messo in un angolo I troppi dubbi di una
società moderna che ha perso il senso del sacro (
da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Molti sono i movimenti laici che hanno preso sempre più
corpo negli ultimi decenni come l'Opus Dei, Comunione e Liberazione,
Rinnovamento dello Spirito e il Regnum Christi. Certo sono numeri minoritari ma
non per questo marginali. La Chiesa Cattolica deve sfidare un mondo moderno
senza cedere a compromessi o facili vie d'uscita.
"applicare pienamente la 194" mozione
finocchiaro-binetti - paola coppola (
da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: aborto (testo che è stato inviato ieri a tutte le
senatrici del partito democratico): "Ritengo essenziale la presenza dei
cattolici nel Pd, ma quando si sta in politica dobbiamo partire dal presupposto
che il nostro è uno stato laico e che non si può scegliere un atteggiamento di
interdizione su temi tanto delicati", dice.
Mons. vecchi e la via bolognese al dialogo - giovanni de
plato ( da "Repubblica, La"
del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: possa essere interpretato come una scelta di alcuni
cattolici a non volere acutizzare la polemica sui temi toccati o come
disinteresse dei molti laici a un dialogo su posizioni così intransigenti.
Forse, la ragione del non interloquire sta semplicemente nella difficoltà
odierna a cogliere la complessità delle questioni che spingono alla ricerca del
dialogo tra cattolici e laici.
Monsignor vecchi, lercaro e la via bolognese al dialogo -
giovanni de plato ( da "Repubblica, La"
del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: autenticamente laiche e convintamene democratiche non
possono rinunciare o delegare ad altri (meno democratici e più genuflessi) la
costruzione con i cattolici di un percorso di speranza e di vita, oltre che di
sviluppo e di giustizia sociale. Sarà difficile, ma esiste una via bolognese al
dialogo e all'incontro che bisogna avere il coraggio di percorrere.
"sì alle coppie di fatto, anche quelle gay" -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Parole pesate per realizzare la mediazione laico-cattolica
e proposte che accontentano sia i laici ("Informazione sui mezzi di
contraccezione") che i teodem ("Creazione di un'unità di terapia
intensiva neonatale" e nella relazione annuale sugli aborti anche "i
dati clinici sulle patologie fetali").
Menù di Quaresima a scuola, l'ira dei genitori laici (
da "Unita, L'" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: in osservanza dei precetti della religione cattolica. Con
dimagrimento dei piccoli, a cui viene tolta senza essere sostituita da altre
proteine, una fetta di prosciutto dal timballo di patate, e ira dei genitori
laici, pronti alla raccolta delle firme. Al centro della "querelle"
una nota del 28 gennaio, re-inviata il 15 febbraio, mandata alle scuole
dall'Unità organizzativa socio-
Il Pdl mette in campo la portavoce del Family day (
da "Tempo, Il" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: sui quali laici e cattolici insieme devono saper
rispondere alla sfida della sinistra che, una volta ancora, vuole affermare una
visione totalitaria in cui non c'è spazio per la piena dignità della
persona". La critica di avere troppi laici in lista, un Pdl poco
rappresentativo del mondo cattolico erano state tutte preoccupazioni che erano
state avanzate nei giorni scorsi.
( da "EUROPA.it" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
S C R I
P T A M A N E N T Pacatamente e laicamente. Con Ferrara? PANORAMIX Il
trionfalista "Un fiume di popolo in Italia ha deciso, e la moratoria è
stata solo la scintilla, di dire un suo "basta". Nel rispetto pieno
per le coscienze individuali, e in sostegno alla solitudine delle donne
imprigionate da trent'anni di ideologia di un libertarismo mortifero".
Così Giuliano Ferrara sul Foglio. "Una marea di cittadini e cittadine
sente come proprio il messaggio semplice che gli manda la nostra lista:
portiamo alle camere i volontari che in questi trent'anni non hanno voltato la
testa dall'altra parte e si sono battuti a mani nude, in semiclandestinità,
subendo l'ostracismo, per la vita e contro l'eugenetica. Sono
cattolici che si esprimono in modo laico e laici che si esprimono secondo
l'etica cattolica razionalmente ascoltata e declinata. Non vogliono punire le
donne, vogliono promuovere la vita, l'amore e il buonumore. Questa è la nostra
grande parrocchia di credenti laici". Prosa solenne, tambureggiante
(e tromboneggiante), il direttore chiama all'adunata del prossimo 8 marzo a
Roma. E poco importa all'elefante che dall'etica e dalle battaglie culturali
ferventi si sia passati in queste ultimi giorni a trattative, apparentamenti sì
o no, candidature ? dal Campidoglio al dicastero della salute. Meglio non
infierire. Un contributo laico Piuttosto, ricorda Claudio Magris sul Corriere
della Sera, "nel clamore delle polemiche sull'aborto c'è un grande quasi
dimenticato: Norberto Bobbio ". Magris ricorda un'intervista di Bobbio a
Giulio Nascimbeni proprio alla vigilia del referendum del 1981 dove, "con
pacatezza e anzi con disagio", il filosofo torinese ribadiva "il
diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo
me, non si può transigere. È lo stesso diritto in nome del quale sono contrario
alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si
può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto". Si soffermava
inoltre sulla "scelta sempre dolorosa fra diritti incompatibili ",
ribadendo che "il primo, quello del concepito, è fondamentale ", in
quanto "con l'aborto si dispone di una vita altrui". Bobbio
aggiungeva la necessità di evitare il concepimento non voluto e non gradito e
concludeva: "Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un
laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico il
"non uccidere". E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai
credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere".
Parole chiarissime, pronunciate in anni ancor più difficili, commenta Magris.
Eppure oggi in pochi le ricordano. "Le discussioni di oggi sono altamente
meritorie, perché aiutano ? scrive ancora Magris ? contro ogni pigrizia e viltà
mentale, a guardare in faccia cos'è l'aborto. Visto che nessuno vuole toccare
la legge 194, nessuno dovrebbe protestare contro queste discussioni, a meno che
non sia un entusiasta dell'aborto. Visto che nessuno vuol toccare la 194, non
ha senso presentare una lista elettorale che si proponga di andare al
parlamento solo per non fare leggi; per creare e diffondere una cultura dei
diritti di ogni individuo, in tutte le fasi della sua vita, il luogo non è il
parlamento, bensì la società, il dibattito, l'agorà".
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
CI SI
INTERROGA molto se sia scomparso il senso religioso e troppo poco sul perché
ciò sia accaduto. Poco tempo fa è stato reso noto che
presto verranno riesumati i resti mortali di Padre Pio, e le spoglie del santo
saranno esposte all'adorazione dei fedeli nella nuova chiesa costruita da Renzo
Piano a San Giovanni Rotondo. Alcuni si sono chiesti il perché di un gesto
simile trovandolo forse inopportuno visto che il prete di Pietrelcina è già
un'icona popolare conosciutissima, molti altri invece aspettano il grande
evento con impazienza. RICORDO che qualche anno fa rimasi molto colpita dal
fatto che la mia parrocchia di S.Lorenzo in Lucina a Roma improvvisamente si
riempì di gente, a tutte le ore, e per tutte le celebrazioni liturgiche.
Sembrava fosse Natale o Pasqua. Il motivo scatenante di tanta partecipazione fu
l'esposizione delle reliquie di S.Teresa di Lisieux. Certamente un fatto degno
di tutta l'attenzione perchè questa giovanissima santa a quindici anni scoprì
la sua piccola via dell'infanzia spirituale. Il Regno dei cieli promesso ai
piccoli fu raggiunto da santa Teresina sulla via della totale fiducia e
abbandono all'amore misericordioso del Padre. LO SCORSO 11 febbraio, sono
arrivate a Roma le reliquie di un'altra amatissima santa, Bernadette Soubirous,
a cui la Madonna 150 anni fa apparve per ben diciotto volte in una Grotta ai
piedi dei Pirenei. Il quantitativo di gente che si è riversata in quell'unica
parrocchia alla periferia di Roma, dedicata a santa Bernadette è stato impressionante. Le persone hanno compiuto gesti
semplici e riconoscibili. Ognuno (vecchio, giovane o bambino) ha avuto una
chiara conoscenza di quello che stava facendo. Non è stata quindi una
partecipazione casuale, ma piuttosto un incontro di preghiera voluto e
ricercato. Viene allora spontanea una domanda. Possibile che in un mondo così
distratto, centinaia di persone possano accorrere ad adorare e a chiedere
intercessione ad una 'piccola' santa o recarsi nel paesino di un vecchio
cappuccino? Chi frequenta i santuari è abituato a vedere tanta devozione
popolare, mentre certamente molto meno trasporto viene vissuto nelle
parrocchie. In effetti oggi le chiese sono spesso vuote, e la crisi di
conoscenza religiosa è alquanto palpabile. L'inversione di tendenza che si è
verificata nelle due chiese romane se pur a distanza di anni, dovrebbe far
riflettere il clero su quello che i fedeli oggi più che mai necessitano. In due
parole: il senso del sacro. Non è giusto però ridurre le religioni ad un fatto
meramente sociologico. Indubbiamente una certa cristianità è finita. Anche lo
scontro post-conciliare tra tradizionalisti e progressisti ha portato gli uni ad
avere troppo immobilismo, e gli altri troppo liberismo, con risultati a volte
sconcertanti. SONO ormai passati più di 40 anni dal Concilio Vaticano II anche
se il travaglio non è ancora finito. Sta emergendo una 'nuova cristianità' non
più sostenuta dalle istituzioni, che deve confrontarsi con le esigenze moderne
e la sfida delle altre religioni. Molti sono i movimenti
laici che hanno preso sempre più corpo negli ultimi decenni come l'Opus Dei,
Comunione e Liberazione, Rinnovamento dello Spirito e il Regnum Christi. Certo
sono numeri minoritari ma non per questo marginali. La Chiesa Cattolica deve
sfidare un mondo moderno senza cedere a compromessi o facili vie d'uscita.
I Protestanti hanno inseguito la moda del mondo (salvo alcune sette), da loro i
preti si sposano, le donne possono presiedere il culto, gli omosessuali
dichiarati sono accettati nel clero etc. NON PENSATE però che così abbiano
perso gran parte del loro sale? In fondo la religione non è altro che una
risposta a Dio. Quel 'Dio morto' di Nietzsche o 'messo in un angolo' come più
volte ha ammonito il Papa. Una nuova cristianità sta crescendo, con fatica e
tra molti pregiudizi, ma la speranza cristiana è sostenuta dalla certezza che
se noi cerchiamo Dio, sarà Lui a trovarci. - -->.
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca
La mozione La legge L'annuncio a Repubblica tv della capogruppo Pd al Senato
"Applicare pienamente la 194" mozione Finocchiaro-Binetti Documento
comune con la senatrice teodem: tanti i punti che ci uniscono PAOLA COPPOLA
ROMA - Applicare la 194 per garantire la libera scelta delle donne. Scritta da
Anna Finocchiaro e Paola Binetti. La capogruppo del Pd a Palazzo Madama e la
senatrice teodem. Una mozione comune. Si può fare, è anzi cosa fatta. "è
una mozione che chiede la piena applicazione della legge", annuncia la
Finocchiaro a Repubblica Tv e, mentre ricorda le differenze d'opinione e le
discussioni con la Binetti, chiarisce da dove nasce la scelta di un testo
condiviso proprio sul tema dell'aborto (testo che è stato inviato ieri a tutte le senatrici del partito democratico):
"Ritengo essenziale la presenza dei cattolici nel Pd,
ma quando si sta in politica dobbiamo partire dal presupposto che il nostro è
uno stato laico e che non si può scegliere un atteggiamento di interdizione
su temi tanto delicati", dice. Tre pagine di mozione nella quale si
parte da una premessa: il giudizio positivo sulla 194 "che ha permesso di
limitare fortemente l'aborto da ritenersi sempre un dramma sociale e
individuale del quale è auspicabile la completa scomparsa>. Poi ribadisce
che la 194 non si tocca. Va verificata che vi sia "un'applicazione piena,
coerente ed omogenea della legge nel rispetto della libertà e responsabilità
della donna". Nessuna deriva eugenetica: "è uno strumento utilissimo,
soprattutto per le donne immigrate, che senza questa legge sarebbero consegnate
alle mammane. La rappresentazione che viene fatta della 194 è falsa: non c'è
alcuna deriva eugenetica", afferma la Finocchiaro. Come dicono i dati:
"Gli aborti terapeutici riguardano solo lo 0,7 del totale. E il miliardo e
700 milioni di aborti nel mondo, di cui si parla per confondere la gente, non
ha niente a che vedere con questa legge". In serata la senatrice elenca i
punti (che sono nella mozione) condivisi con la Binetti . Lo fa intervenendo a
L'Infedele di Gad Lerner su La7. "Innanzitutto la prevenzione
dell'aborto". E ancora: la contraccezione, soprattutto per quanto riguarda
gli adolescenti, le donne immigrate che sono la "vera emergenza", le maternità
difficili e la necessità che vengano assistite da un intervento pubblico, il
potenziamento dei reparti intensivi neonatali e dei consultori familiari, e la
necessità di politiche che assecondino il desiderio di maternità delle
italiane. Ai partiti proprio ieri il Movimento per la vita ha chiesto di
schierarsi sull'aborto prima dell'election day. Con un documento che individua
quattro punti per aiutare gli elettori a districarsi nella campagna elettorale,
a cominciare dalla promozione della moratoria sull'aborto.
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina
III - Bologna L'intervento Mons. Vecchi e la via bolognese al dialogo GIOVANNI
DE PLATO L'INTERESSANTE intervista che il Vescovo ausiliare Ernesto Vecchi ha
rilasciato a Michele Smargiassi e pubblicata su questa pagina martedì 12
febbraio, non ha suscitato riflessioni o prese di posizioni. Le molte
personalità della cultura democratica bolognese, nonostante l'importanza e le
novità delle cose dette dall'alto prelato della Curia di Bologna, preferiscono
tacere. Questo silenzio non credo che possa essere
interpretato come una scelta di alcuni cattolici a non
volere acutizzare la polemica sui temi toccati o come disinteresse dei molti
laici a un dialogo su posizioni così intransigenti. Forse, la ragione del non
interloquire sta semplicemente nella difficoltà odierna a cogliere la complessità
delle questioni che spingono alla ricerca del dialogo tra cattolici e laici. Se questo fosse vero, sarebbe da vincere una
certa pigrizia intellettuale e da superare un comodo atteggiamento di
tolleranza formale. Dovrebbe far riflettere anche il fatto che l'inserto
domenicale Bologna Sette dell'Avvenire abbia ripubblicato l'intera intervista,
cosa che fa capire che le parole dette esprimono il pensiero ufficiale della
Curia di via Altabella. Non è facile provare ad avvicinare posizioni così
rigide ed atteggiamenti così diffidenti, ma vale la pena di provarci anche se
l'amico Pasquino non apprezzerà. La ricostruzione, come le precisazioni e le
valutazioni delle vicende che hanno riguardato le storie gloriose e tristi in
vita e postume del Cardinale Lercaro e di don Giuseppe Dossetti, permettono a
Monsignor Vecchi di delineare i fondamenti della missione episcopale degli anni
'60 come di quella degli anni attuali. SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina
IX - Bologna L'intervento / 1 Monsignor Vecchi, Lercaro e la via bolognese al
dialogo Il vescovo non si sottrae ai chiarimenti su eventi storici scomodi
GIOVANNI DE PLATO (segue dalla prima di cronaca) La continuità della Chiesa di
Bologna nella realizzazione del Concilio vaticano II viene ribadita con orgoglio
("Io sono ancora lercariano") e si respinge con forza la tesi della
rottura di allora con i principi dei precedenti venti concili. Il Vescovo
precisa, inoltre con altrettanta fermezza, che la Chiesa "ha bisogno di
respirare, di costruire e non di stravolgere". Con questo si vuole
liquidare ogni pretesto polemico di chi continua a leggere la storia passata e
moderna della Chiesa bolognese in termini di rottura o di restaurazione. Il
messaggio di Vecchi nella sua chiarezza sembra essere rivolto verso una duplice
direzione: al mondo interno dei fedeli e della diocesi perché si rinsaldi la
comunione evangelica e al mondo esterno dei laici perché si rispetti
l'autonomia della fede e il suo diritto di presenza pubblica, sapendo che
l'incontro e il dialogo possono avvenire soltanto sulla base di una
condivisione dei valori cristiani. Forte di questa visione della missione della
Chiesa e delle direttrici che possono permettere il dialogo con i laici,
Monsignor Vecchi nell'intervista di Smargiassi non si sottrae alla richiesta di
chiarimenti su eventi storici che ancora sono avvolti da ombre o che possono
apparire scomodi. Le risposte date tentano di dirimere il nodo della scelta o
delle pressioni che portarono nel 1968 il Cardinale Lercaro a pronunciare il
famoso obbedisco alla Santa Sede, terminando così bruscamente una missione di
alto profilo episcopale e di coraggiosa apertura al dialogo. Va ricordato che
in quella epoca la chiesa bolognese era fortemente votata alla realizzazione
delle novità introdotte dal Concilio vaticano II e fraternamente orientata alla
ricerca di una possibilità di dialogo con il sindaco comunista della città più
rossa dell'Occidente. Il sindaco Dozza e il Cardinale Lercaro si dovettero
fermare sulla soglia dell'incontro, perché nonostante la loro intelligenza ed
umanità subirono il clima culturale di quel tempo che non ammetteva rotture di
rassicuranti barriere. Dove sono oggi i Lercaro e i Dozza? E' mai possibile che
dopo decenni quella intelligente ed umana volontà di incontro è ancora lì, ferma
sulla soglia? L'intervista di Monsignor Vecchi può essere letta come un invito
ad andare avanti, anche con il peso dei tanti "se". Le persone, però,
autenticamente laiche e convintamene democratiche non
possono rinunciare o delegare ad altri (meno democratici e più genuflessi) la
costruzione con i cattolici di un percorso di speranza e di vita, oltre che di sviluppo e di
giustizia sociale. Sarà difficile, ma esiste una via bolognese al dialogo e
all'incontro che bisogna avere il coraggio di percorrere.
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
"Sì
alle coppie di fatto, anche quelle gay" Pd, nel programma l'applicazione
della 194: "Ma l'aborto è un dramma" GIOVANNA CASADIO ROMA -
"L'aborto è un dramma e le donne che decidono di ricorrervi non lo fanno a
cuor leggero... ma la 194 è una buona legge e va attuata in tutte le sue
parti". Poche righe, nessuna slabbratura sui distinguo. Walter Veltroni
del resto, l'ha voluto così il programma di governo del Pd. Sintetico. Trenta
pagine (contro le 281 di quello dell'Unione nel 2006), 97 mila battute (contro
le 586 mila di due anni fa). "Il nostro programma uguale a quello di
Berlusconi e Fini? Se ne sentono di tutti i colori: ci sono differenze molto
profonde. Se fosse uguale, non ci capisce perché lo criticano", scherza il
segretario introducendo la direzione del partito. E comunque, nei dodici punti
di programma che si basano "su dieci pilastri" (spiega Enrico
Morando, il coordinatore), una parte concisa e inequivocabile è dedicata alle
questioni eticamente sensibili. Innanzitutto, un futuro governo dei Democratici
s'impegna sulle coppie di fatto. Il programma prevede il "riconoscimento e
dei diritti e delle prerogative delle persone conviventi a prescindere
dall'orientamento sessuale". Come era previsto nei naufragati Dico. Tutti
d'accordo, anche Paola Concia e Andrea Benedino esponenti lesbo-gay del Pd per
i quali "è un buon passo avanti". Esattamente il contrario di quanto
Aurelio Mancuso dell'Arcigay detta in una nota: "Siamo delusi, non c'è
nulla di nuovo sul fronte veltroniano". Sotto traccia anche le polemiche
sulla 194 e l'aborto. In direzione, Rosy Bindi critica la formula usata:
"Meglio sarebbe scrivere che è una legge equilibrata". Quel
"buona" è inopportuno: non per tutti infatti è la migliore delle
leggi possibili, per i cattolici non lo è. Il tentativo
di non scontentare i cattolici, entrando un po' più
nel merito di modifiche della 194, è affidato a un documento che Anna
Finocchiaro, la capogruppo dei senatori Pd e la teodem Paola Binetti hanno
sottoscritto insieme. Tre pagine, che ieri sono state consegnate alle colleghe
senatrici Pd per osservazioni e modifiche. Vi hanno lavorato Vittoria Franco,
Albertina Soliani, Emanuela Baio. Per ora è solo una "bozza
riservata" nella quale si loda la 194 "che ha permesso il
contenimento di una piaga quale l'aborto da ritenersi un dramma sociale e
individuale, del quale è auspicabile la completa scomparsa". Parole pesate per realizzare la mediazione laico-cattolica e
proposte che accontentano sia i laici ("Informazione sui mezzi di
contraccezione") che i teodem ("Creazione di un'unità di terapia
intensiva neonatale" e nella relazione annuale sugli aborti anche "i
dati clinici sulle patologie fetali"). Anna Finocchiaro la
rivendica come una buona sintesi: "Sulla 194 ho molte cose che mi legano
alla Binetti, una mozione insieme si può fare". Sui diritti civili,
"alzata di scudi" laica di Barbara Pollastrini, ieri. La ministra
delle Pari opportunità ha chiesto di inserire "l'approvazione della legge
anti omofobia".Ottenuto. Nel programma entra anche a pieno titolo il
testamento biologico. A tenere compatta la squadra, ci pensa il segretario che
non manca di bacchettare. Sul "caso tv e Di Pietro" ritorna al Tg5
nel faccia a faccia con il direttore Mimun dopo le polemiche: "Non ci sarà
nessun intento punitivo nei confronti di Mediaset, Di Pietro si atterrà al
nostro programma ma passiamo oltre. Al primo punto, la sicurezza, quindi lo
sviluppo, la concorrenza, il lavoro. Morando premette: il metodo è quello
dell'etica della responsabilità, cioè per ogni progetto indicare costo e come
si trovano le risorse.
( da "Unita, L'" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai
consultando l'edizione del IL CASOA Roma una nota dell'unità socio-educativa
del XVII municipio rivede la "dieta": niente polpette il venerdì Menù
di Quaresima a scuola, l'ira dei genitori laici Gioia Salvatori Pane e
cioccolata al posto del panino imbottito di mortadella, pesce al posto delle
polpette il venerdì e nessuna fetta di prosciutto nel timballo. In tempo di
quaresima cambia la dieta nelle mense scolastiche del XVII municipio di Roma in osservanza dei precetti della religione cattolica. Con
dimagrimento dei piccoli, a cui viene tolta senza essere sostituita da altre
proteine, una fetta di prosciutto dal timballo di patate, e ira dei genitori
laici, pronti alla raccolta delle firme. Al centro della "querelle"
una nota del 28 gennaio, re-inviata il 15 febbraio, mandata alle scuole
dall'Unità organizzativa socio-educativa del municipio. Via le polpette
il venerdì fino a Pasqua, si mangia pesce o il menù, senza carne, previsto per
un altro giorno. La direttiva è stata emanata in autonomia dalla dirigente dell'unità
municipale. A sollevare il caso è stata la dirigente del XX circolo didattico
Brunella Maiolini che, con la collega della scuola "Leopardi", si è
rifiutata di adottare la direttiva ritenendola illegittima rispetto al
capitolato d'appalto della mensa, e lesiva del principio di laicità dello
Stato. "Il capitolato d'appalto, con due articoli, esclude la possibilità
di variazioni di menù generalizzate - spiega la dirigente - Inoltre sancisce il
diritto di avere menù variati per motivi religiosi ma solo su richiesta
individuale, per i singoli, e dalla mia scuola nessun genitore mi risulta
l'abbia fatta". ùNel caso del XX circolo, poi, la mensa è autogestita, la
dirigente, cioè, firma in prima persona il contratto d'appalto che, a maggior
ragione, non si sente di contravvenire. A rendere il tutto più paradossale c'è
il fatto che la chiesa esonera i piccoli dal rispetto del digiuno quaresimale e
solo una piccola parte dei genitori cattolici, in
genere, chiede variazioni al menù. Lo scivolone intanto costa qualche imbarazzo
alla politica. Dal municipio l'assessore alla scuola Francesco Alario, in
quota, Pd, fa sapere che farà di tutto per raccogliere le istanze dei genitori:
"Nel pieno rispetto del principio di laicità - dice - inviteremo il
dipartimento municipale a ritirare la nota, emanata, comunque, in perfetta
buona fede". La dirigente, infatti, voleva solo "semplificare",
come già detto dal presidente del municipio, la procedura, evitando ai genitori
cattolici di fare domande di cambio dieta. E invece la
quaresima si è complicata. Con i genitori pronti a raccogliere le firme, la
sinistra arcobaleno del municipio decisa a scrivere al Campidoglio e l'Unione
atei agnostici e razionalisti di Roma che grida allo scandalo.
( da "Tempo, Il" del 21-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa
La novità Il Pdl mette in campo la portavoce del Family day Il Pdl non ha
dimenticato i valori cattolici. Anzi, ha scelto di
candidare la testimonial per eccellenza. Eugenia Roccella, portavoce del Family
Day, sarà candidata infatti alla Camera nelle liste del Popolo della Libertà.
"La candidatura - si legge in una nota della formazione di centrodestra -,
sollecitata da numerose personalità politiche, ha il senso di sottolineare la
centralità nel programma del Pdl della difesa della famiglia e dei temi di biopolitica.
I temi etici, sui quali laici e cattolici insieme
devono saper rispondere alla sfida della sinistra che, una volta ancora, vuole
affermare una visione totalitaria in cui non c'è spazio per la piena dignità
della persona". La critica di avere troppi laici in lista, un Pdl poco
rappresentativo del mondo cattolico erano state tutte preoccupazioni che erano
state avanzate nei giorni scorsi. Anche perché l'altro portavoce della
manifestazione a difesa della famiglia che si era svolta nel maggio scorso,
Savino Pezzotta, ha deciso di correre con la Rosa Bianca. Inoltre la scelta
dell'Udc di correre da solo, o comunque non apparentato con il Pdl, rischiava di
portare il Popolo delle Libertà a scoprire al fianco a troppe critiche, come
quella di essere eccessivamente schierato verso destra. La candidatura della
Roccella, infatti, è stata salutata da un coro di sì. "In occasione del
Family Day ci fu piena sintonia con Eugenia Roccella nell'affermare che la
famiglia della nostra tradizione non ha significato e valore solo per i cattolici, ma è un insostituibile punto di riferimento e una
conquista per tutti, compresi quanti giungono in Italia da altre culture e civiltà,
e soprattutto per i più deboli - afferma il senatore di Forza Italia Gaetano
Quagliariello -. La sua presenza nelle liste del Pdl assicurerà il
proseguimento dell'impegno in questa direzione, e garantirà continuità e
rilancio al lavoro che abbiamo intrapreso in questa legislatura sulla
biopolitica, e contro la tentazione fatale della sinistra di trasformare ogni
desiderio umano in un diritto". Maurizio Gasparri, dell'ufficio politico
di An, afferma: "Esprimo grande gioia per la candidatura di Eugenia
Roccella nelle liste del Popolo delle Libertà. Con questa presenza si
sottolinea ancor di più il nostro impegno per difendere la famiglia e la
vita". E aggiunge: "Eugenia Roccella esprime una posizione limpida e
darà un contributo essenziale per l'affermazione di valori fondamentali. La sua
decisione ci onora e ci impegna a fare cose concrete per tutelare la cellula
fondamentale della nostra società che sarà sempre la famiglia". Attacca
invece Luca Volontè, capogruppo alla Camera dell'Udc: "Il Pdl ha copiato
Veltroni creando una coalizione enorme con tantissime idee e personalità
contrastanti sui principi "non negoziabili". La semplificazione,
almeno a destra e a sinistra, ha portato a riproporre agli italiani lo stesso
cocktail velenoso di Prodi, solo che ora è mascherato meglio. Roccella e Fini,
opposti al Referendum sulla legge 40, fanno il paio con Binetti e Bonino.
L'originale è sempre meglio della brutta copia: l'impegno sincero sui valori
non negoziabili dell'Udc è la vera alternativa all'incoerenza. Credo che a
questo punto gli italiani abbiano capito quale sia il vero "voto
utile" in grado di difendere valori fondamentali come vita, famiglia,
scuola e libertà di educazione".