HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER     

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

    TUTTI I DOSSIER



Report "Costi dei politici"  24-25 febbraio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

costi della politica: udine la più virtuosa in regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Udine Costi della politica: Udine la più virtuosa in Regione L'ANALISI Udine, tra le città capoluogo della Regione, è la più virtuosa per quanto riguarda i costi della "macchina" comunale. Il dato emerge da un'indagine condotta dal quotidiano economico "Il Sole 24 ore" sulla base degli archivi informatici "Aida" della pubblica amminsitrazione.

il comune serve un conto salatissimo ( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: delegato del sindaco per le politiche fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a numeri privi di senso - spiega - E così si rischia di cadere nel qualunquismo che si scatena spesso quando si parla di costi della politica». Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, non ha dubbi: «Come si possono paragonare le spese del Comune di Venezia con quelle,

costi della politica, la città ai vertici ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: analisi del tutto falsa anzi risparmiamo su tutti i capitoli «Costi della politica, la città ai vertici» Spesi oltre 2 milioni di euro. Bolzonello non ci sta: balla colossale L'INDAGINE SUI BILANCI di STEFANO POLZOT Pordenone è al vertice in regione per i costi degli organi istituzionali secondo l'indagine condotta dal quotidiano economico Il Sole 24 ore.

la macchina comunale ci costa poco - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I costi però lievitano sui gettoni di presenza: palazzo di Giano al 23º posto in Italia FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. In un anno ogni pistoiese spende 157 euro per mandare avanti gli uffici comunali, mentre ne spende 45 per pagare i gettoni di presenza di assessori e consiglieri e contribuire al funzionamento degli organi comunali: consiglio,

comune, burocrazia virtuosa ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anno per mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza e gli stipendi di sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo Berti si piazza al quarto posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il Sole 24 Ore in un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del 2007.

Fiat, la crisi e l'inopportuna "regalia" ai top-manager ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che alimentano l'alto costo della politica e l'espropriazione nei confronti dei cittadini e a favore delle segreterie di partito della possibilità di scegliere gli eletti che deriva dalle leggi elettorali vigenti, non solo fondano un esemplare modello di democrazia zoppa ma diffondono un'epidemica cultura anti-meritocratica.

quattro anni e trenta gol, così diventò l'idolo dei tifosi ( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al primo anno di serie C colleziona 24 presenze e 5 reti, in quella successiva firma il suo record in amaranto: 30 presenze e 12 gol. Siamo alla stagione 1978-79, serie C1, chiusa con 32 gettoni e 6 reti. è in questo campionato che Vitulano lascia un segno indelebile nella storia del Livorno, firmando il 22 aprile la rete della vittoria (

non c'è numero legale comune, rinviata la seduta - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Consigliamo ad Alemanno di ammettere il suo fallimento come condottiero di un´allegra brigata avida di potere e speriamo che finito il Risiko delle poltrone cominci ad affrontare i problemi di Roma». Caustico Storace: «La maggioranza romana dà un pessimo spettacolo. Domani i cittadini dovranno pagare un´altra seduta e relativi gettoni di presenza per un sindaco incapace di dialogo».

LA SPESA 2007 per gli organi is... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: calcolando il costo del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni consiliari, che è di 92,96 euro, per il totale delle delle presenze di ciascuno dei 40 componenti dell'assise consiliare. Cifre cui poi vanno aggiunti i costi delle riunioni delle otto circoscrizioni e delle spese per permettere l'esecuzione delle sedute.

di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati.

non troppo ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati.

Contratti integrativi leggeri per risparmiare sul personale ( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della legge 266/2005, a mente del quale ?a decorrere dal 1º gennaio 2006, le amministrazioni pubbliche, ai fini del finanziamento della contrattazione integrativa, tengono conto dei processi di rideterminazione delle dotazioni organiche e degli effetti delle limitazioni in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato?

L'apparato burocratico costa 320 ( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alla cifra di 316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore, cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco, assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa,

di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di qu... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: alla cifra di 316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore, cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco, assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa,

MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di pres... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CRONACA pag. 5 MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di pres... MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di presenze e segreterie Image: 20090224/foto/4997.jpg

La macchina' comunale costa 210 euro per ogni forlivese ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 8 milioni per l'attività ordinaria, compresi i gettoni di presenza dei consiglieri e 60 mila euro per gli affitti delle sedi delle circoscrizioni. Nel complesso, vanno dunque aggiunti altri 24 euro pro capite e si raggiunge la somma di 210 euro annui per ciascun forlivese, di cui si diceva all'inizio.

OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti precisano da Palazzo Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città,

Il costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno ( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: giunta e Municipalità Il costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno VENEZIA — Due milioni e mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei consiglieri, ai quali è stata tolta l'

Ca' Farsetti costa 112 euro a ogni cittadino ( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Due milioni e mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei consiglieri comunali e delegati municipali, ai quali è stata tolta l'indennità.

di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori.

Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune ( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: infatti una classifica che mette a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani, riferiti al 2007. Due le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle funzioni generali dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per segreterie, gestione del personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici e anagrafe.

Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance ( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori.

Grinzane, pioggia di gettoni agli attori ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La Bresso: ora un comitato di garanti per la gestione Grinzane, pioggia di gettoni agli attori Fra i documenti sequestrati i compensi di Verdone, Gerini, Solarino e Araya Migliaia le carte all'esame della Finanza torinese, compresi i cachet per gli ospiti di tanti altri eventi DAL NOSTRO INVIATO TORINO —

Ogni fiorentino <spende> 446 euro per il Comune ( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Siamo sul podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35 euro e a Rimini solo 10,

<Api pronta a stilare una black list delle banche> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pressioni per esaltare il ruolo dei consorzi fidi che consentono, attraverso garanzie dal 30 all'80%, un accesso al credito bancario, sia per gli investimenti che per la gestione ordinaria d'impresa. Tale strumento, grazie alle politiche di finanziamento anche regionale, costituirà nei prossimi mesi il polmone d'ossigeno per le Pmi e in particolare per la catena di subfornitura,

<Niente gettone per sedute brevi? E' un'idea> ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non è possibile prevedere l'esclusione del gettone di presenza in casi come questo? «Potrebbe essere un'idea. Il Consiglio comunale non è il corso mascherato di Viareggio (il riferimento è alla maschera di Veltroni indossata in quell'occasione dal consigliere socialista Alberto Niccolai ndr).

I NOSTRI SOLDI ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese;

VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese;

<OVVIO che spendiamo più della media. Tutta colpa dello s... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Avrà pure la sua parte coi gettoni di presenza? «No risponde grava solo per 300 mila euro l'anno sui bilanci comunali. Il suo peso è ridotto rispetto a quello di giunta e Circoscrizioni e comunque i costi allineati al resto dei Comuni. La vera anomalia, sono le indennità di assessori e sindaco».

SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione minimizza. &... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Per i costi delle consulenze, se il consigliere Franco Matarangolo le confrontasse con la media degli altri Comuni umbri forse arriverebbe a conclusioni diverse». E' questa la risposta da palazzo dei Priori circa le critiche rivolte dal capogruppo della Mongolfiera sulle spese (ritenute eccessive) e, soprattutto,

di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i consiglieri comunali un gettone di presenza di 69 euro. IL RISULTATO soddisfa l'amministrazione di centrosinistra impegnata in una politica di contenimento delle spese. In chiaroscuro il commento dell'opposizione di centrodestra: «Ok le spese per i politici, abbastanza contenute.

<Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti> ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la seconda è farlo senza gravare eccessivamente sugli stessi attraverso una progressiva riduzione dei costi della macchina. Qualità della spesa, qualità dei servizi e massima trasparenza. Costi della politica prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento di grande rigore nei cosiddetti "costi della politica". Spesso si parla a sproposito di "stipendi d'oro".

COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: PRIMO PIANO pag. 3 COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri... COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri: esprimi il tuo parere sui costi della politica laspezia@lanazione.net

<Anche chi fa il sindaco dovrebbe andare a lavorare> ( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e aggiunge: «Esiste anche una legge che prevede l'accorpamento dei Comuni di piccole dimensioni, ma non è stata ancora applicata». Enrico Cavani, medico di Terni che lavora a Perugia, propone «gettoni di presenza meno sostanziosi per gli amministratori locali», ritenendo gli stipendi base già sufficientemente sostanziosi.

Consiglieri liquidati con pochi spicci : ecco quanto prendono ( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di carica per i consiglieri al cosiddetto «gettone» di presenza. Il passaggio è stato sancito dalla delibera di Consiglio del 20 maggio 2008. Il Comune liquida, così, solo le «presenze» dei consiglieri nelle sedute ufficiali, non tenendo conto né della durata né dell'impegno dei consiglieri di approfondimento.

IL RISPARMIO - Saluggia, la giunta lavora gratis ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nessuno mi dà la bacchetta magica o la palla di vetro». Il gettone di presenza di un consigliere comunale, da queste parti, è di 18 euro. Esattamente quanto una seduta dal barbiere del Senato. Consoliamoci: fino a poco tempo fa, per i parlamentari avere barba e capelli sempre in ordine era un benefit tra i tanti.

Premio Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrina ( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono attirati sulle sponde del lago Maggiore da una kermesse sfavillante tanto quanto i gettoni di presenza pagati dalla direzione artistica al ricco cast di personaggi illustri, artisti, vip veri o presunti. I pm Demontis e Longi, assieme agli investigatori della polizia tributaria della Finanza, si sono concentrati sull?annata 2008.

Monselice, presto alla Rocca riprenderanno i lavori ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il nostro obiettivo è di arrivare a 100 mila», precisa Businaro, imprenditore nel settore dell'arredo e da due anni a capo della società di gestione. «Qui siamo tutti volontari - precisa - Ho rinunciato anche al gettone di presenza di 50 euro a seduta». Dal padre Aldo ha ereditato non solo il gusto per l'arte ma anche lo spirito di concretezza e l'

(AGR) PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO ( da "Basilicanet.it" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da questâ?

indennità ( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dando atto di un impegno alla buona contabilità che era già stato certificato dalla classifica della città meno indebitate (in cui Caltanissetta è stata 2ª in Italia), e di un contenimento virtuoso dei cosiddetti ?costi della politica? che in altre realtà piccole e grandi gonfiano i bilanci con stuoli di consulenti, indennità aggiuntive, maggiorazioni dei gettoni di presenza».

Costi della politica, Venezia al primo posto ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica, Venezia al primo posto Secondo il «Sole24 Ore», rispetto alla popolazione le istituzioni comunali pesano il doppio di quelle di Napoli Martedì 24 Febbraio 2009,

CONSIGLIERI Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CONSIGLIERI Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I singoli consiglieri sono "stipendiati" con un gettone di presenza. Ad ogni seduta di consiglio (solitamente quattro al mese) i consiglieri percepiscono un gettone lordo di 104 euro. Il gettone scende a 55.6 euro per le riunioni di Commissione, solitamente due al mese.

Classifica del Sole 24ore: dichiarazione dell'amministrazione comunale di Ravenna ( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti, si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città,

MORTI DA TEMPO (CASO LIMITE: DIECI ANNI FA) MA C'ERA ANCORA QUALCUNO, PARENTE O AMICO, CHE SI P... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: reati contro la pubblica amministrazione) ha ascoltato come persone informate sui fatti l'ex assessore comunale all'anagrafe Donata Rizzo D'Abundo e due dirigenti di Palazzo San Giacomo, Gennaro Cavallaro e Paolo Cresci. Accertamenti in corso nei competenti servizi della municipalità, un fascicolo sulla vicenda sarà aperto anche dalla Corte dei Conti.

Congelati tutti gli eventi del Premio Grinzane ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un valore che non può essere messo in discussione dal pagamento dei gettoni di presenza perché «personaggi di quel valore in tutto il mondo non si muovono gratis». La Crt cambia strategia Del resto anche la Fondazione Crt, secondo finanziatore del Premio riconosce che «il Grinzane costituisce un momento di riconosciuta eccellenza sul piano internazionale e di promozione».

Politici da 76 euro pro capite ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: impegno per ridurre il costo della macchina comunale, tagliando anche numero dei consiglieri e indennità nelle aziende partecipate. Continueremo nel 2009, abbattendo anche i costi della politica». Per Gianni Ivaldi, capogruppo Pd, maggior partito di opposizione in Comune, «ci deve essere l'impegno per ottimizzare le risorse,

Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aveva il divieto di parlare con gli invitati più illustri Valeria Solarino MASSIMO NUMA Carlo Verdone Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti Sotto inchiesta il budget del festival di Stresa Claudia Gerini STRESA La contabilità di una parte del Grinzane Cinema di Stresa, finanziata con i soldi pubblici e il contributo di alcuni sponsor. «Gettoni» anche a giornalisti e Vip.

"Le nostre circoscrizioni non producono costi Il Consiglio le mantenga" ( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: hanno precisato Marco Zacchera e Massimo Manzini - perché gli enti territoriali verbanesi non prevedono spese e gettoni di presenza per consiglieri e presidenti. Ritornare ai Consigli di quartiere non sarebbe una buona scelta». Secondo Zacchera «l'unica spesa è quella per il voto, calcolata in circa tremila euro se l'elezione avverrà insieme al turno amministrativo.

Costi della politica Asti è virtuosa 16 euro per cittadino ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: COMUNE INCHIESTA ASTI E MONCALVO ANAGRAFE All'interno Costi della politica Asti è virtuosa 16 euro per cittadino Pendolari, com'è difficile riuscire ad arrivare in stazione Katia Ricciarelli si racconta e recita a teatro La popolazione cresce grazie agli immigrati Cavagnino Fagnola Servizio Mussio

Costi della politica: Asti virtuosa ( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I DATI DEL SOLE 24 ORE Costi della politica: Asti virtuosa [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI Mentre si fa un gran parlare degli eccessivi costi della politica, il Comune di Asti sembra andare controcorrente: è quanto rileva il «Sole 24 ore» in un'inchiesta sul funzionamento degli enti locali.

Bresso: <Il Pd? Deve essere frullato> ( da "Corriere.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In realtà Stella e Rizzo mi hanno citata, altrove, come esempio virtuoso per il rapido restauro della Reggia in cui ci troviamo». La modestia non è il suo forte. Da mai indagata, ci tiene a dare prova di ultra-garantismo e sulla vicenda Soria (il presidente del Premio Grinzane accusato sia di molestie sia di irregolarità amministrative)

tassi giù ma i prestiti sono sempre cari - paoletta farina ( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Colpa dell'aumento, dicono gli esperti, dello spread, cioè il margine di ricavi sui finanziamenti da parte delle banche. Margine che ha compensato i tagli dei tassi: in pratica, gli istituti di credito continuano a guadagnarci un sacco di soldi. I tassi.

il governo e il sommerso - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perché non intensifica, al contempo, i controlli anziché ridurli, permettendo così di finanziare in parte i costi della riduzione delle imposte? In ogni caso, siamo in democrazia e gli italiani hanno il diritto di essere informati su questa scelta esplicita di politica economica del nostro esecutivo.

fondo della diocesi per le famiglie bisognose ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Una proposta i giornalisti presenti in conferenza stampa la fanno: non sarebbe male che gli amministratori di enti e società pubbliche dessero il buon esempio devolvendo al fondo i gettoni di presenza di almeno una delle prossime riunioni da qui al 3 maggio. Enrico Pizzi

Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle consulenze affidate a... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aggiornamento del sistema di definizione per le nuove classificazioni dei dispositivi medici, l'aggiornamento data base del nomenclatore medico europeo, consulenza sulle attività di back-office e front-office per la verifica delle registrazioni effettuate dalle aziende nella banda dati e nel repertorio nazionale per i dispositivi medici nel corso del 2008.

Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mercoledì 25 Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i numeri delle consulenze affidate a esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia regionale della sanità Si parte dai 7.334 euro per il tutoraggio del ricercatore junior ai 192.400 euro per dispositivi medici In regione

"c'è chi ha speculato sulla mia legge" ( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che da ministro delle Comunicazioni volle il provvedimento per favorire gli investimenti "C´è chi ha speculato sulla mia legge" "Adesso la politica ha abbandonato il Sud costringendo le imprese a lasciare" Da ministro delle Comunicazioni, nel �98, volle fortemente la legge che prevedeva sgravi fiscali per chi assume e forma giovani disoccupati del Mezzogiorno.

Tommasini: contributi al partito ultimi giorni per regolarizzarsi ( da "Alto Adige" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Problema di cassa per il Pd. Partito nuovo, nuove regole per il versamento di una quota delle indennità o dei gettoni di presenza da parte degli eletti (dagli assessori provinciali ai consiglieri comunali). Se n'è parlato l'altra sera durante la direzione del partito, perché mancano all'appello alcuni versamenti.

san daniele, approvato il bilancio ma non vale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sarà una cosa di pochi minuti». Ma (forse) di non irrilevante spesa per le casse comunali, visti i gettoni di presenza da pagare. Pascolini alza le mani: «Si sa che la giunta per i consigli non ha diritto al gettone - dichiara -. Non posso dal canto mio garantire per i consiglieri ma credo che con tutta probabilità rinunceranno,

biblioteca: via libera al progetto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il progetto preliminare è stato bocciato dalla Lega e dalla civica Uniti per Fiume Veneto, le quali hanno contestato l'ubicazione della nuova biblioteca asserendo che «l'area non è adatta a ospitare tale attività». Gli esponenti della civica hanno anche espresso disappunto per l'aver indetto «un consiglio con un solo odg, spendendo oltre mille euro in gettoni di presenza». (c.l.)

il gran rientro di george bush l'ex presidente oratore a gettone - vittorio zucconi ( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il gran rientro di George Bush l´ex presidente oratore a gettone Tour di conferenze in Canada, Australia e Giappone Il cachet è di circa 100 mila dollari a serata, un quarto della parcella di Bill Clinton La moglie Laura sta per scrivere le sue memorie, mentre lui cerca ancora un editore VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON - Dal cono dell´oscurità nel quale è piombato in appena un mese,

Attività a Imperia chiusa per vandali ( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: chiuso perchè il ripetersi di atti vandalici non ci consente di far funzionare i macchinari». Gettoniere sfondate, oblò delle lavatrici rotti, serrature manomesse, essiccatori fuori uso. Insomma una miriade di piccoli danni ai macchinari, non costosissimi da riparare, che tuttavia penalizzano economicamente l'attività che con le attrezzature rese inservibili non può andare avanti.

BASILICATA: PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO ( da "marketpress.info" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da quest?

di SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini de... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si somma anche il gettone di presenza che, sempre riferito al 2007, è di 165 euro e dal momento che di riunioni nel corso dell'anno sono più o meno una decina. PASSIAMO allora ai prossimi equilibri. Attualmente al vertice del Cis c'è un rappresentante dei Ds (oggi Pd) mentre alla Sogenus il posto è andato alla Margherita (oggi Pd).

Comune e Provincia pari per i costi della politica ( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 8 Comune e Provincia pari per i costi della politica I NOSTRI SOLDI CIFRE A CONFRONTO NIENTE scuola per due giorni e addio alla tradizionale festina del martedì grasso per i bambini della materna «Salicchi» di S.Marco. Tutto per «colpa» di alcuni interventi di consolidamento evidentemente non rimandabili.

di ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le fa... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: iniziativa importante per la quale ci sentiamo di avanzare una proposta a tutti i consigli comunali, presenti sul territorio diocesano, al consiglio provinciale, nonché a quegli enti e a quelle istituzioni pubbliche i cui membri ricevono un gettone di presenza: «Perché quello della prossima seduta non lo devolvete al Fondo sociale per le famiglie?

FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in particolare ... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in particolare per quanto riguarda i gettoni di presenza dei consiglieri e i compensi mensili degli assessori. I due principali enti locali: il Comune e la Provincia hanno un costo complessivo che arriva nello stesso ordine di grandezza. Se la Provincia ha infatti un compenso più alto per gli assessori (3.

NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Do... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 10 NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Do... NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Domenichelli e Guadagni. Andrea Caldi secondo gettone di presenza per essersi messo in mezzo al campo a dirigere l'orchestra giallonera dopo averla portata in vantaggio.

Polemica sui compensi di Acsm-Agam, interviene Bruni ( da "Corriere Di Como, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 16mila più i gettoni di presenza come avveniva prima. Secondo il primo cittadino, però, i parametri per il giudizio sono altri. «Parliamo del secondo operatore regionale nel settore dell'energia - ha scritto in una nota ufficiale Bruni - Una realtà quotata in Borsa, importante, solida e punto di riferimento per le comunità locali e le imprese di due vasti territori di Lombardia»

Confronto pubblico sul Prg naccio ( da "Sicilia, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aumento del gettone di presenza per i consiglieri comunali continua a far discutere, non solo perché sorgono dubbi di legittimità sulla validità della stessa delibera consiliare a causa del parere contrario, perché in contrasto con la legge regionale del 16 dicembre scorso, del segretario generale e del presidente del collegio dei revisori dei conti,

SAN NAZARIO ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre con l'astensione della minoranza, è stato approvato il bilancio di previsione, nel quale, tra le altre iniziative di contenimento dei costi, è stata prevista una riduzione di spesa del 10 per cento sull'indennità di risultato dei funzionari comunali, delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri.

Sanità, consulenze per 650mila euro ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la revisione delle architetture dei sistemi informativi dei servizi extra ospedalieri orientati alle persone con disabilità, e l'analisi dei flussi di dati relativi ai processi di accertamento unico della disabilità. Tra i consulenti anche Elena Tubaro con un incarico semestrale da 33.000 euro per il monitoraggio dell'attuazione del piano materno-infantile e Giovanni Bassi con 41.

Alemanno: "Sì al Gp di Roma". E Danica Patrick... ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Prima, invece, aveva risposto ad una domanda dell'inviato sui finanziamenti a partiti e sbarramenti: "Bisogna fare in modo di ridurre i costi della politica", aveva risposto Alemanno. Intanto oltreoceano qualcosa si muove per portare una squadra a stelle e strisce nel mondiale di Formula 1.


Articoli

costi della politica: udine la più virtuosa in regione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Udine Costi della politica: Udine la più virtuosa in Regione L'ANALISI Udine, tra le città capoluogo della Regione, è la più virtuosa per quanto riguarda i costi della "macchina" comunale. Il dato emerge da un'indagine condotta dal quotidiano economico "Il Sole 24 ore" sulla base degli archivi informatici "Aida" della pubblica amminsitrazione. Lo studio prende in esame i conti consuntivi relativi al 2007. Per quanto concerne le cariche elettive, la classifica vede la nostra città all'ottantunesimo posto (ultimo in regione) con una spesa oltre di 2 milioni di euro (22,27 euro pro capite). L'analisi tiene conto dei costi per giunta, consiglio comunale e circoscrizioni, inclusi i capitoli di servizio per il personale dedicato a queste strutture. L'analisi del quotidiano "Il Sole 24 ore"del ha preso in esame anche la macchina amministrativa nel suo complesso, contemplando le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali e gli uffici anagrafe e tecnico. Relativamente alle spese di funzionamento, il municipio udinese sborsa 24,8 milioni di euro, pari a 256,3 euro pro capite. In vetta alla classifica regionale Gorizia (12,3 milioni di spesa (ovvero 340,2 pro capite), mentre Trieste spende 62,6 milioni di euro (304,8 euro pro capite). In base al conto consuntivo, le funzioni relative a organi istituzionali, partecipazione e decentramento a Udine hanno comportato spese rilevanti, ma tengono conto di tutti gli oneri, inclusi quelli relativi al personale dedicato e le altre spese generali. I dati riguardanti la Destra Tagliamento hanno mandato su tutte le furie il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. «Questa indagine è una balla colossale - ha afferma ieri - come è sballata la comparazione dei dati. I compensi degli amministratori sono in linea con quelli degli altri municipi, come pure le circoscrizioni hanno in dote un budget limitatissimo. In questo modo si fa disinformazione, facendo credere che si scialano le risorse quando, in realtà, risparmiamo su tutto».

Torna all'inizio


il comune serve un conto salatissimo (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venezia in testa alla classifica nazionale dei costi degli organi istituzionali Il Comune serve un conto salatissimo Per far funzionare la «macchina» nel 2007 ogni cittadino ha speso 112 euro L'ACCUSA. Mazzonetto (Lega) parla di struttura imponente e super burocratizzata creata dalla giunta di Cacciari di Gianluca Codognato Mettici l'indennità del sindaco, degli assessori, dei consiglieri e le spese per il personale. Aggiungici i costi fissi legati al riscaldamento, al telefono, alla cancelleria. E voilà, il conto è servito ed è il più salato di tutta Italia. Insomma, secondo le elaborazioni del Sole 24 ore, gli esborsi riguardanti il funzionamento degli organi istituzionali, ovvero Giunta, Comune, Municipalità, piazzano Venezia al primo posto di una classifica nella quale, a dire il vero, sarebbe meglio trovarsi fra le ultime posizioni. Nel 2007 le spese istituzionali nel Comune hanno superato quota 30 milioni, con una media pro-capite che arriva a 112 euro e 60 cents. A Trieste, tanto per volare all'ultimo posto, ogni cittadino ha pagato meno di 10 euro. Naturalmente i dati necessitano di razionale interpretazione. Così, mentre Alberto Mazzonetto capogruppo della Lega a Ca' Farsetti accusa «la struttura imponente e super-burocratizzata creata dalla Giunta Cacciari», l'assessore al bilancio Michele Mognato, contesta le elaborazioni del Sole. «Nell'articolo si sono aggregate voci fra loro disomogenee, come per esempio il servizio ispettivo del Casinò. Per i cosiddetti costi della politica, nel 2007 sono stati sborsati poco più di 2 milione e mezzo di euro». Macchina comunale. Per far funzionare tutti i propri uffici nel 2007 il Comune ha speso 84 milioni, con una media di circa 312 euro a cittadino. In questo caso, Venezia si piazza al 19º posto di questa particolare classifica. Quando però si vanno ad analizzare i costi relativi ai soli organi istituzionali (Comune, Giunta, Municipalità), allora il capoluogo lagunare balza in prima posizione. In questo settore sono stati spesi oltre 30 milioni di euro con una media di 112,60 euro per cittadino. Attenzione, però. Solo un terzo di questa cifra, dicono i ricercatori del Sole 24 ore, contempla le indennità di sindaci, assessori e consiglieri. Il resto è riservato al personale e alle spese fisse, come per esempio il riscaldamento e il telefono. Burocrazia. Secondo Mazzonetto della Lega «questa situazione dimostra la scarsa attenzione della Giunta per il denaro pubblico. Da una parte si spreca, poi si svende la città alla Coca Cola. Cacciari ha costruito una macchina burocratica costosissima, con direttori generali che percepiscono un sacco di soldi. Questo è un Comune troppo burocratizzato che ha spese mastodontiche. E in più i servizi sono scadenti. C'è una burocrazia parassitaria». Interpretazioni. I dati del Sole 24 ore sono però contestati in modo trasversale. Maurizio Baratello, delegato del sindaco per le politiche fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a numeri privi di senso - spiega - E così si rischia di cadere nel qualunquismo che si scatena spesso quando si parla di costi della politica». Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, non ha dubbi: «Come si possono paragonare le spese del Comune di Venezia con quelle, per esempio, di Belluno? Proviamo solo a pensare al costo di riscaldamento per Ca' Loredan e Ca' Farsetti. In laguna ci sono costi talmente specifici, come i motoscafi d'acqua, che è ridicolo fare dei paragoni con altre realtà». Bilancio. «è evidente che la tabella del Sole 24 ore ha aggregato voci tra loro disomogenee - spiega l'assessore al Bilancio, Mognato - Nel 2007 i costi complessivi delle indennità di carica della Giunta, del Consiglio comunale, delle Municipalità nonché delle indennità di missione e rimborso spese ammontano a 2.692.509 euro. Altri costi derivano da spese quali servizi di pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e relativi contributi del personale. è chiaro che nell'articolo si sono poi aggregate voci tra loro diverse. Ne preciso alcune: il Servizio ispettivo del Casinò (euro 4.217.000); l'Ufficio relazioni internazionali Politiche comunitarie (euro 1.673.000); il difensore civico (euro 331.641); l'Urp Ufficio relazioni con il pubblico (euro 866.000); la Direzione relazioni esterne e Comunicazione (euro 1.737.000); il Progetto di lettura agevolata (euro 262.647); il Servizio multimediale e di Comunicazione sito web (euro 1.885.000,00). Il costo del Gabinetto del sindaco (euro 6.092.000) oltre alle indennità comprende anche le spese per le manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari».

Torna all'inizio


costi della politica, la città ai vertici (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Secondo il quotidiano Il Sole 24 ore il capoluogo è al top in Friuli Venezia Giulia Il primo cittadino: analisi del tutto falsa anzi risparmiamo su tutti i capitoli «Costi della politica, la città ai vertici» Spesi oltre 2 milioni di euro. Bolzonello non ci sta: balla colossale L'INDAGINE SUI BILANCI di STEFANO POLZOT Pordenone è al vertice in regione per i costi degli organi istituzionali secondo l'indagine condotta dal quotidiano economico Il Sole 24 ore. Una classifica che non è piaciuta al sindaco Bolzonello: «Si tratta di una balla colossale». L'indagine condotta dal quotidiano economico è basata sul database Aida della pubblica amministrazione e prende in esame i conti consuntivi relativi al 2007. Per quanto concerne le cariche elettive, la classifica vede Pordenone al ventottesimo posto (primo in regione) con una spesa di 2 milioni 50 mila euro (40,53 euro pro capite). L'analisi tiene conto dei costi per giunta, consiglio comunale e circoscrizioni, inclusi i capitoli di servizio per il personale dedicato a queste strutture. L'analisi ha preso in esame anche la macchina amministrativa nel suo complesso, contemplando le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali e gli uffici anagrafe e tecnico. Relativamente alle spese di funzionamento, il municipio sborsa 15,7 milioni di euro, pari a 310,1 euro pro capite. In vetta alla classifica regionale Gorizia (12,3 milioni di spesa, ovvero 340,2 pro capite), mentre alle spalle di Pordenone si collocano Trieste (304,8 euro pro capite) e Udine (256,3 euro pro capite). Dati che mandano su tutte le furie il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. «Questa indagine è una balla colossale - afferma - come è sballata la comparazione dei dati. I compensi degli amministratori sono in linea con quelli degli altri municipi, come pure le circoscrizioni hanno in dote un budget limitatissimo. In questo modo si fa disinformazione, facendo credere che si scialano le risorse quando, in realtà, risparmiamo su tutto». In base al conto consuntivo, le funzioni relative a organi istituzionali, partecipazione e decentramento ammontano a 2 milioni 47 mila euro, ma tengono conto di tutti gli oneri, inclusi quelli relativi al personale dedicato e le altre spese generali. I compensi a sindaco e assessori corrispondono a 360 mila euro, mentre quelli per i consiglieri comunali a 175 mila. Per le sei circoscrizioni, la somma dei compensi agli organi elettivi e dei gettoni di presenza corrisponde a circa 75 mila euro.

Torna all'inizio


la macchina comunale ci costa poco - francesco albonetti (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Montecatini La macchina comunale ci costa poco Ogni pistoiese spende 202 euro l'anno, un fiorentino più del doppio Giovannini: «Questo dimostra che in bilancio non si deve tagliare sul personale degli uffici». I costi però lievitano sui gettoni di presenza: palazzo di Giano al 23º posto in Italia FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. In un anno ogni pistoiese spende 157 euro per mandare avanti gli uffici comunali, mentre ne spende 45 per pagare i gettoni di presenza di assessori e consiglieri e contribuire al funzionamento degli organi comunali: consiglio, sindaco, giunta e commissioni. Cittadini vessati? Non proprio, almeno sul fronte della spesa per la macchina comunale. Secondo una classifica stilata dal Sole 24 Ore nell'edizione di ieri, Pistoia risulta addirittura fra i comuni capoluogo più virtuosi d'Italia, almeno sui costi degli uffici. Figura, infatti, al 96º posto su un totale di 99 capoluoghi, preceduta solo da Brindisi, Prato e Bari. Per fare un paragone, a Napoli la spesa pro-capite è di 539,2 euro e a Firenze, prima in Toscana, di 446,8 euro. I numeri della spesa per le cariche elettive sono meno brillati. Pistoia, con 3,92 milioni di euro come spesa complessiva e 45,27 pro-capite, figura al 23º posto in Italia, curiosamente in una classifica che vede uno dietro l'altro i tre capoluoghi dell'area metropolitana: Firenze, Prato e Pistoia. Al primo posto di questa classifica c'è Venezia: i cittadini della laguna sborsano ben 112,6 euro a testa per le indennità di Cacciari e le altre voci. Restando nel nord-est, buon ultima è Trieste, con appena 9,59 euro a testa. E c'è ancora un'altra classifica nella quale il Comune di Pistoia eccelle ed è inclusa dal giornale di Confindustria al quarto posto nazionale. E' quella del tasso di pagamento dei residui trascinati dall'anno in precedenza. In pratica, vengono presi in esame i debiti con i vari fornitori dell'ente e la capacità di smaltirli. Pistoia partiva da 60 milioni di euro di debiti ed è riuscita a pagarne 23,76, cioé il 44,6%. Parrebbe una percentuale scarsa, ma non è così, se si pensa che basta a colocarla al quarto posto nazionale, preceduta da Pisa, Imperia e Perugia. Avellino detiene il primato negativo, avendo pagato solo il 7,1% dei debiti. «La prima considerazione che mi viene da fare - commenta l'assessore al bilancio Piero Giovannini - è che, a dispetto degli allarmi lanciati da qualcuno sulle scelte di bilancio, non abbiamo poi tanto margine per tagliare sulle spese amministrative: evidentemente le nostre scelte non sono state così tanto sbagliate». Occorre precisare che l'indagine del Sole si riferisce ai servizi obbligatori le cui competenze sono assunte dai Comuni da leggi dello Stato, escludendo quindi i servizi alla persone, come quelli scolastici. Spesso al Comune di Pistoia viene imputata una spesa eccessiva, non tanto sul personale degli uffici in genere, quanto su quella del personale a vario titolo impiegato nelle scuole. «Quanto ai gettoni di presenza - prosegue Giovannini - al di là delle facili demagogie, occorerebbe in effetti una legge che definisca in modo chiaro ed equo le indennità. Da un lato, garantire un gettone dignitoso è anche un modo per favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica. Dall'altro, il fatto che Pistoia spenda poco più di altri, significa che vengono svolti tanti consigli e commissioni e i consiglieri sono più partecipi che altrove».

Torna all'inizio


comune, burocrazia virtuosa (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pistoia. Tra i più alti i costi della politica: 45 euro a testa (23º posto) per gettoni di presenza e stipendi Comune, burocrazia virtuosa Ogni cittadino paga 157 euro all'anno per il personale PISTOIA. La burocrazia comunale grava abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco rispetto agli altri Comuni italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno per mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza e gli stipendi di sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo Berti si piazza al quarto posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il Sole 24 Ore in un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del 2007. ALBONETTI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1

Torna all'inizio


Fiat, la crisi e l'inopportuna "regalia" ai top-manager (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Fiat, la crisi e l'inopportuna "regalia" ai top-manager luigi leone Un piano di incentivi per i manager. La Fiat lo annuncia poche ore prima che Moody's ne riduca il giudizio sulla qualità del debito a livello "junk", che significa spazzatura, e in prossimità degli aiuti che il governo destinerà al settore dell'auto. Non è neppure fortunato, il Lingotto, nello scegliere il momento in cui comunicare l'operazione di cui beneficeranno l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, e altri manager che egli stesso indicherà. Ma al di là di ciò, l'iniziativa appare comunque inopportuna, sebbene tecnicamente non vengano messe in campo le ormai famigerate stock option, bensì le stock grant. La differenza non è marginale. I piani di stock option, infatti, attribuiscono al beneficiario il diritto di acquistare un certo numero di azioni ad un prezzo prefissato (inferiore ai corsi di Borsa, qui sta il vantaggio) trascorsa una certa data ed entro un certo periodo di tempo, ma senza alcun vincolo che non sia quello di esercitare o meno l'opzione. I piani di stock grant, invece, attribuiscono al beneficiario un certo quantitativo di azioni a titolo gratuito, ma la "regalia"è condizionata al conseguimento di determinate performance. Al contrario delle stock option, quindi, le stock grant non sono esigibili "a prescindere". E questo è esattamente il caso della Fiat. L'obiettivo, spiega la casa torinese, è quello di «assicurare il coinvolgimento e la retention (motivazione, ndr) delle persone chiave per la crescita del gruppo, allineandone gli interessi a quelli degli azionisti». E dunque: oltre a mantenere il rapporto professionale con Torino, i manager dovranno anche contribuire a raggiungere i risultati fissati per il 2009 e per il 2010. Tutto in linea con pratiche avviate negli Stati Uniti già alla metà dell'Ottocento e poi sbarcate al di qua dell'Atlantico. E, quindi, tutto bene. Tutto bene se non fosse che qualcosa sfugge. Tanto per dire: i manager Fiat devono essere motivati, e avere interessi coincidenti con quelli degli azionisti, per fare al meglio il proprio lavoro (dovere) in un momento nel quale l'azienda, colpita dalla crisi che scuote il mondo e il suo settore in particolare, deve chiedere agli altri suoi dipendenti sacrifici anche durissimi? Parliamo di cassa integrazione e contratti non rinnovati ai precari, non di rinuncia a qualche benefit. E poi: come si concilia questa incentivazione con il fatto che importanti somme di denaro pubblico stanno per essere convogliate (anche Fiat ne trarrà vantaggio) verso l'auto? Gli aiuti statali sono mirati a dare ossigeno al mercato e a tutelare l'occupazione di chi guadagna 1.300 euro al mese, non a far sì che Marchionne e gli altri manager possano dividersi, malcontati e alle quotazioni di ieri, un "tesoretto" di 28 milioni. Se l'esempio deve venire dall'alto, questo non è un buon esempio. Né l'inopportunità dell'iniziativa può essere sterilizzata dall'indiscutibile merito - di Marchionne principalmente, e della sua squadra - di aver messo la Fiat in condizione di arrivare viva alla crisi di questi giorni. Il che può apparire un paradosso, ma sarebbe risultato inimmaginabile a chi avesse previsto l'attuale scenario planetario misurando, appena due-tre anni fa, la capacità di tenuta del gruppo. Questo può consentire a Marchionne di pensare una volta di più che «è osceno dare un rating "junk" a chi non ha debito» (dichiarazione dello scorso 28 gennaio), però non cancella l'intempestività del piano di stock grant. E ciò senza scomodare Barack Obama, che ha definito «irresponsabili e vergognosi i compensi dei top manager». Ma parlava degli Usa... leone@ilsecoloxix.it 24/02/2009 stefano zara Il dibattito sullo scivolamento della nostra democrazia verso forme autoritarie è prevalentemente centrato sulle accuse che la minoranza rivolge al governo in relazione all'esautoramento del Parlamento conseguente all'ampio ricorso ai decreti legge e al voto di fiducia. Vi si aggiungono il rifiuto del dialogo sulle riforme e sui provvedimenti anti-crisi e, infine, l'irrisolto conflitto d'interessi del premier in materia di reti televisive. Persino la penosa vicenda dell'elezione del senatore Riccardo Villari alla presidenza della Commissione di vigilanza della Rai ha fornito non pochi spunti per alimentare questo scontro che spesso finisce nel tritacarne dei reciproci insulti insieme con le molte altre miserie della vita politica italiana. Nella generale confusione non è dato capire ai cittadini se un allarme per la democrazia ha davvero ragione di esistere nel nostro Paese. Non è che le accuse del centrosinistra siano del tutto peregrine, ma non può sfuggire a chi guardi alle vicende politiche nazionali con un minimo di oggettività che queste stesse accuse, almeno alcune di queste e comunque per ragioni simili, erano rivolte dal centrodestra al centrosinistra quando i ruoli maggioranza-minoranza erano invertiti. Molto spesso la maggioranza di centrosinistra era allora accusata di porre in atto un vero e proprio regime. Sarebbe possibile affermare che siamo nel solito teatrino della politica, pari e patta, e fermarci lì. Oppure si potrebbe andare un po' oltre e constatare l'incapacità del sistema politico italiano ad accettare le regole del maggioritario e dell'alternanza come conseguenza della ancor giovane datazione, appena sessant'anni, della nostra democrazia. O, infine, si potrebbe concludere, come fanno molti, che è necessario mettere mano alle riforme costituzionali aggiornando un sistema di governance non più idoneo a rispondere tempestivamente alle sollecitazioni di un mondo estremamente dinamico e alle sfide della globalizzazione. C'è del vero in tutte queste valutazioni, ma nessuna di queste chiarisce se il rischio dello scivolamento autoritario nel nostro Paese è davvero presente. Per quel che mi riguarda sono convinto che questo sia molto più concreto di quel che si crede salvo che deve essere individuato non tanto nei temi dello scontro in corso tra destra e sinistra, ma in qualcosa che sta a monte dello stesso. Si ha infatti riduzione di democrazia non tanto e soltanto quando la maggioranza non rispetta la minoranza ma quando e soprattutto i cittadini non hanno il controllo reale della rappresentanza politica, cioè quando i cittadini non possono scegliere chi li rappresenta nelle istituzioni. Se si assume questo orizzonte si deve dire che l'allarme è motivato in relazione almeno a due temi cruciali tra loro intrecciati sinteticamente rubricabili alle voci costo della politica e legge elettorale. Il silenzio dei partiti su questi temi è a dir poco assordante. Nessuna iniziativa seria si conosce al riguardo e al massimo si assiste a punture di spillo tra una parte e l'altra. Sembra esistere sotto traccia una tacita intesa che liquida i temi di fondo della democrazia italiana come manifestazioni di anti-politica o come discussioni sterili che riguardano soltanto il Palazzo. Davvero singolare che sia la stessa casta politica a compiere questa operazione di mistificazione affermando che questi temi non interessano i cittadini alle prese come sono con i problemi della crisi economica e dell'impoverimento. È un incredibile alibi per garantire la perpetuazione genetica dei vizi propri non solo della politica ma della società italiana. Infatti l'articolazione, la ridondanza e al tempo stesso l'autoreferenzialità del nostro sistema di rappresentanza, che alimentano l'alto costo della politica e l'espropriazione nei confronti dei cittadini e a favore delle segreterie di partito della possibilità di scegliere gli eletti che deriva dalle leggi elettorali vigenti, non solo fondano un esemplare modello di democrazia zoppa ma diffondono un'epidemica cultura anti-meritocratica. Sul costo della politica né il governo né il governo ombra hanno reso pubblico un disegno di legge che ne proponga una corposa riduzione. Intanto i costi aumentano e la casta politica sembra essere l'unico soggetto sottratto ai rigori della crisi economico-finanziaria e sociale. Anche sulla riforma della legge elettorale la maggioranza di centrodestra e il Partito democratico non riescono a produrre uno straccio di proposta credibile per superare l'orribile "porcellum" e ripristinare l'irrinunciabile principio della sovranità popolare. Nemmeno l'avvicinarsi del referendum (un pannicello caldo) scuote i partiti probabilmente convinti che meno se ne parla più alta è la probabilità che fallisca. Alla faccia del rinnovamento e della invocata meritocrazia. Meritocrazia, efficienza e sacrifici per tutti salvo che per la casta. Il Pd, per parte sua, si segnala non solo per il vuoto di proposte al riguardo ma anche per l'utilizzazione di liste bloccate, esattamente come previsto dall'orribile "porcellum", per la scelta dei membri della sua Assemblea costituente. Di tal che, cosa ancor più incredibile, un' Assemblea di "nominati" e non di eletti, tra l'altro andando al di là della missione assegnata (la formulazione dello Statuto), è stata chiamata a "nominare" un nuovo segretario del partito in sostituzione di Walter Veltroni, eletto invece grazie al rito delle primarie. Un fulgido esempio di fede democratica e di coerenza politica. Se all'estraniazione dei cittadini dal controllo democratico della politica si aggiungono i fenomeni di disuguaglianza, in accentuazione nelle società italiana che, secondo Gustavo Zagrebelski, minano l'esercizio reale dei diritti democratici dei cittadini, si può ben dire che le preoccupazioni in ordine alle derive autoritarie nel nostro Paese sono più che fondate. La destra e la sinistra parlano d'altro, anzi litigano d'altro. Ma intanto la nostra giovane Costituzione, i suoi principi fondativi, sono messi a dura prova non tanto da ipotesi di riforma esplicite, quindi verificabili e opponibili, quanto dall'affermarsi di una partitocrazia sempre più pervasiva e autoreferenziale che invera il paradosso di una democrazia autoritaria.Stefano Zara è stato presidente di Confindustria Genova e deputato dell'Ulivo. 24/02/2009

Torna all'inizio


quattro anni e trenta gol, così diventò l'idolo dei tifosi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Livorno Quattro anni e trenta gol, così diventò l'idolo dei tifosi Arrivò nell'estate del 1976 dopo aver giocato a Perugia e a Salerno. 115 gare in amaranto LIVORNO. Vitulano è nato e cresciuto con un pallone tra i piedi, forse anche per le sue discendenze argentine. Inizia a giocare nella Perugina, poi è prelevato dalla Salernitana e da qui, nell'estate del 1976 passa al Livorno. Al primo anno di serie C colleziona 24 presenze e 5 reti, in quella successiva firma il suo record in amaranto: 30 presenze e 12 gol. Siamo alla stagione 1978-79, serie C1, chiusa con 32 gettoni e 6 reti. è in questo campionato che Vitulano lascia un segno indelebile nella storia del Livorno, firmando il 22 aprile la rete della vittoria (1-0) sul campo del Pisa. è un gol che fa impazzire e piangere di gioia una intera generazione. E la data diventa un grande striscione in curva nord destinato ad accompagnare centinaia di partite del Livorno, Nella stagione successiva, la quarta e ultima in amaranto, mette insieme 29 presenze e 7 gol, ma ormai per Livorno Miguel è un mito al di là delle prestazioni e dei gol. Chiude la sua avventura con il Livorno a quota 115 presenze e 30 reti. Era un innamorato folle del Livorno (orgoglioso di guidare il settore giovanile) e di Livorno, più di molti nati e cresciuti in questa città. Peccato solo che la società non abbia degnamente tenuto stretto a sè un uomo buono e di valori forti come lui. (a.b.)

Torna all'inizio


non c'è numero legale comune, rinviata la seduta - giovanna vitale (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XXVI - Roma Nonostante l´assegnazione delle nuove deleghe Non c´è numero legale Comune, rinviata la seduta GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Ieri un´altra seduta è andata buca a causa dei vuoti fra i banchi del Pdl. Con almeno un paio di consiglieri di Fi evidentemente afoni, dal momento che pur presenti non hanno risposto all´appello. «Come al solito Alemanno ha pensato solo ai suoi», mastica amaro un azzurro che vuol restare anonimo. Come dargli torto? Su 5 nuovi incarichi, 4 sono targati An: a Samuele Piccolo (defenestrato dalla Sicurezza che però resta in "famiglia", assegnata al fedelissimo Giuseppe Ciardi), va la delega alle Periferie; Roberto Angelini si occuperà del Tevere; Marco Visconti dell´Emergenza abitativa. L´unico forzista premiato con la Sicurezza stradale è Roberto Cantiani, ma i berlusconiani incassano pure la delega al Cinema per Michele Lo Foco (nel cda di Zetema) e il cambio del vice-capogruppo: lascia Dino Gasperini, entrano Giordano Tredicine e Marco Siclari. Ironici i pd Valeriani e Masini: «Consigliamo ad Alemanno di ammettere il suo fallimento come condottiero di un´allegra brigata avida di potere e speriamo che finito il Risiko delle poltrone cominci ad affrontare i problemi di Roma». Caustico Storace: «La maggioranza romana dà un pessimo spettacolo. Domani i cittadini dovranno pagare un´altra seduta e relativi gettoni di presenza per un sindaco incapace di dialogo». SEGUE A PAGINA VI

Torna all'inizio


LA SPESA 2007 per gli organi is... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 LA SPESA 2007 per gli organi is... LA SPESA 2007 per gli organi istituzionali (che comprende i costi di giunta e consiglio comunale e delle riunioni nelle otto circoscrizioni) per l'amministrazione comunale è stata di 2 milioni e 260mila euro, secondo quanto riportato da «Il Sole 24 Ore». Cifra complessiva che è scaturita dalla somma delle indennità (si tratta di importi lordi) pagate alla Giunta : al sindaco che è di 55.186 euro all'anno (4.598,84 euro al mese); al vicesindaco 41.389 euro (3.449 al mese); a sette assessori comunali 33.111 euro ciascuno (2.759,31 euro al mese); ad altri due assessori 16.555 ciascuno (1.379,66 al mese), importo ridotto perché risultano avere un altro reddito mensile. Per il Consiglio, invece, l'Amministrazione comunale ha speso circa 165mila euro, calcolando il costo del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni consiliari, che è di 92,96 euro, per il totale delle delle presenze di ciascuno dei 40 componenti dell'assise consiliare. Cifre cui poi vanno aggiunti i costi delle riunioni delle otto circoscrizioni e delle spese per permettere l'esecuzione delle sedute. Somme che possono variare da un anno all'altro, in base alle riunioni di consiglio e di commissione che vengono effettuate. nell'anno preso in considerazione, ad esempio, i consigli comunali sono stati diciassette. Molto più elevato, invece, il numero delle commissioni consiliari. Che per qualche consigliere è arrivato anche a 55. I compensi più alti, sempre riferiti al 2007, che sono stati pagati ai consiglieri sono 6.693 euro per 17 consigli comunali e 55 partecipazioni alle commissioni, e 6.228, sempre per 17 consigli comunali e 50 commissioni. i consiglieri più assenti e quindi meno pagati sono costati alle casse del Comune 1.301 euro, per avere partecipato a 9 consigli su 17 e a cinque riunioni di commissione. I CONSIGLIERI comunali sono: Luca Agresti, Tania Amarugi, Alessandro Antichi, Gabriele Bellettini, Cesare Buonavia, Franca Casagni, Giacomo Cerboni, Gianfranco Chelini, Luigi Colomba, Maria Chiara Daviddi, Stefano Dragoni, Francesco Falletti, Mario Iacobucci, Fiorenzo Linicchi, Mario Lolini, Walter Lunardi, Mario Malentacchi, Lorenzo Mascagni, Simone Marchetti, Luca Montemaggi, Roberto Panfi, Riccardo Paolini, Massimiliano Paolucci, Maurizio Perrone, Valerio Pizzuti, Lio Querci, Guglielmo Ristori, Unico Rossi, Alessio Scheggi, Christian Sensi, Giorgio Signori, Patrizia Siveri, Giovanna Stellini (presidente del Consiglio comunale) Giancarlo Tei, Riccardo Tinacci, Fabio Vagaggini, Fabrizio Viggiani, Maurizio Zaccherotti, Sandra Zanelli e Paola Ziviani.

Torna all'inizio


di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A partire dalla segreteria, dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della politica, e molto più vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta la popolazione».

Torna all'inizio


non troppo (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 non troppo uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A partire dalla segreteria, dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della politica, e molto più vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il carico di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta la popolazione».

Torna all'inizio


Contratti integrativi leggeri per risparmiare sul personale (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi sezione: Lavoro e Previdenza data: 24/02/2009 - pag: 30 autore: di Luigi Oliveri Un parere della Corte conti del Veneto sulla legge 133/2008 Contratti integrativi leggeri per risparmiare sul personale Ridurre la spesa per la contrattazione integrativa è la ricetta per rispettare i nuovi limiti ai costi del personale, previsti dalla legge 133/2008.E' perentoria la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Veneto, nell'affermare col parere 14 gennaio 2009, n. 6, la necessità, per le amministrazioni locali, di assicurare la riduzione delle spese di personale con specifico riferimento alla contrattazione decentrata.Il parere analizza i presupposti di legge da rispettare, ai fini della possibilità di assumere un dipendente a tempo determinato, in sostituzione di un distaccato presso il tribunale. La Corte esprime parere favorevole, dopo la disamina delle regole in base alle quali è possibile per le amministrazioni locali procedere a nuove assunzioni.Il principio ormai assodato è che occorre garantire la riduzione progressiva della spesa di personale. Come è noto, la Sezione Veneto sostiene ? con una posizione che desta, tuttavia, non poche perplessità ? l'immediata applicabilità della riduzione progressiva dell'incidenza delle spese di personale, rispetto al totale delle spese correnti. Il parere evidenzia che per raggiungere questo obiettivo, come quello della riduzione progressiva del tetto, prevista dall'articolo 1, comma 557, della legge 296/2006, gli enti locali debbono prendere di mira la contrattazione collettiva.In effetti, il sistema introdotto dalla legge 133/2008 induce ad abbandonare la logica della mera limitazione del turn-over delle assunzioni, quale unica misura per tenere sotto controllo la spesa. Considerando che per gli enti soggetti al patto gli oneri derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi sono da considerare un costo e che, in ogni caso, le spese di personale debbono rappresentare un rapporto favorevole con quelle correnti, la sola limitazione delle assunzioni non può essere sufficiente.La Sezione Veneto spiega per ridurre i costi del personale occorre agire sulle dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa, come espressamente prevede l'articolo 76, comma 5, della legge 133/2008, agendo proprio sul fondo della contrattazione decentrata.L'articolo 76, comma 5, citato, del resto, spiega che le amministrazioni locali a questo fine possono ?delle corrispondenti disposizioni dettate per le amministrazioni statali?. In altre parole, gli enti sono invitati ad applicare misure come quelle dettate dall'articolo 67, commi da 2 a 6, della legge 133/2008, che prevedono il congelamento o il taglio di parte degli incrementi contrattuali per il personale del comparto Stato. Occorre, ancora, ricordare la possibilità di applicare anche la disposizione contenuta nell'articolo 1, comma 194, della legge 266/2005, a mente del quale ?a decorrere dal 1º gennaio 2006, le amministrazioni pubbliche, ai fini del finanziamento della contrattazione integrativa, tengono conto dei processi di rideterminazione delle dotazioni organiche e degli effetti delle limitazioni in materia di assunzioni di personale a tempo indeterminato?. Per quanto non vi sia concordia tra gli interpreti, tale ultima norma, specie se letta alla luce della legge 133/2008, non può essere intesa che come possibilità di adeguare al ribasso il finanziamento della contrattazione integrativa, in applicazione di misure di contenimento delle dotazioni organiche e, dunque, della spesa di personale.Pertanto, laddove il solo contenimento del turn over non risulti sufficiente, gli enti locali dovranno rivedere il finanziamento, in primo luogo, della parte variabile del fondo che, in quanto tale si presta ad essere periodicamente modificato. Se non fosse sufficiente questa manovra, occorre ? nei limiti di manovra consentiti ? anche porre mano ai finanziamenti della parte fissa. Ovviamente, tanto più questa sia finalizzata a finanziare le progressioni orizzontali, tanto minori possono essere le possibilità operative.

Torna all'inizio


L'apparato burocratico costa 320 (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 4 L'apparato burocratico costa 320 Tanto spende ogni pisano in un anno per mantenere la macchina comunale: di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di quasi 320 euro, per la precisione 316 euro e 39 centesimi. E' quanto ogni pisano paga in un anno per mantenere e far funzionare la macchina comunale. I dati tutti nero su bianco sono contenuti nell'ultimo rapporto realizzato dal «Centro Studi Sintesi» di Venezia per il quotidiano economico «il Sole 24 Ore». Ne esce un quadro dettagliato di quanto pesi il Palazzo, inteso come apparato burocratico, sulle tasche dei cittadini. Non sono compresi in questa indagine i soldi tanti anche in questo caso e sempre sborsati sotto forma di tributi locali per i servizi pubblici erogati dall'amministrazione comunale, sul cui funzionamento occorrerebbe un capitolo a parte. L'INDAGINE prende in considerazione quanto costano (in termini di spesa per il personale e funzionamento) le «funzioni generali» nei Comuni, cioè il cuore burocratico dell'amministrazione, che contempla segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi e la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. A conti fatti a Pisa queste funzioni assorbono 22,9 milioni pari cioè a 262,20 euro per ciascun residente (dati 2007), in linea con la media nazionale. I dettagli relativi alle singole voci considerate dall'analisi del centro studi veneziano sono desumibili dagli stessi bilanci del Comune. Si apprende così che per il funzionamento di «organi istituzionali, partecipazione e decentramento» si sono spesi 4,7 milioni nel 2007 e 4,5 nel 2008. Per «segreteria generale, gestione personale e organizzazione» gli importi sono rispettivamente 2,3 nel 2007 e 3,3 nel 2008. E ancora la «gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali» ha richiesto un impegno finanziario di 5,6 milioni nel 2007 e 4,7 l'anno successivo. In lieve calo (da 4 milioni a 3,9) il costo per la «gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato e controllo di gestione» e sostanzialmente stabile, intorno a 1,8 milioni, quella per la «gestione dei beni demaniali e patrimoniali», così come quella per l'ufficio tecnico (3 milioni), mentre lievita da 1,8 a 2,4 milioni l'esborso, nei due anni considerati, per «anagrafe, stato civile, elettorale, leva e servizio statistico». SCORRENDO da un capo all'altro dello Stivale, va detto che Pisa occupa la posizione 37 in una graduatoria che vede al primo posto Napoli (con la spesa-record di 539 euro a testa) e, fanalino di coda, Brindisi con 130 euro pro capite. Quanto alle altre città del Granducato, l'apparato burocratico più costoso risulta quello di Firenze con 446 euro a testa (e una spesa complessiva di 163 milioni), seguita da Siena (rispettivamente 375 euro e 20 milioni) e Massa (320 euro e 22 milioni). Più virtuosi di Pisa risultano invece Livorno (259 euro a testa, ama 41,6 milioni di spesa globale). Lucca (238 euro e 19,6 milioni), Arezzo (212 euro e 20 milioni) e Grosseto (202 euro e 15 milioni). Tra le cinque amministrazioni comunali più «leggere» a livello nazionale svettano invece Pistoia (157 euro e 13 milioni) e Prato (138 euro per ciascun residente e 25 milioni). MA COME si arriva, per Pisa, alla cifra di 316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore, cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco, assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa, cifra che fa risalire a Pisa in classifica fino al 14° posto: la maglia nera tocca a Venezia con 112 euro a testa, seguita da Siena con 102, l'unica città toscana dove il costo vivo della politica è superiore a Pisa. Tutti gli altri spendono meno. Il capoluogo più virtuoso in assoluto è Trieste con meno di 10 euro a testa. Una cifra che dovrebbe far riflettere.

Torna all'inizio


di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di qu... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 5 di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di qu... di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di quasi 320 euro, per la precisione 316 euro e 39 centesimi. E' quanto ogni pisano paga in un anno per mantenere e far funzionare la macchina comunale. I dati tutti nero su bianco sono contenuti nell'ultimo rapporto realizzato dal «Centro Studi Sintesi» di Venezia per il quotidiano economico «il Sole 24 Ore». Ne esce un quadro dettagliato di quanto pesi il Palazzo, inteso come apparato burocratico, sulle tasche dei cittadini. Non sono compresi in questa indagine i soldi tanti anche in questo caso e sempre sborsati sotto forma di tributi locali per i servizi pubblici erogati dall'amministrazione comunale, sul cui funzionamento occorrerebbe un capitolo a parte. L'INDAGINE prende in considerazione quanto costano (in termini di spesa per il personale e funzionamento) le «funzioni generali» nei Comuni, cioè il cuore burocratico dell'amministrazione, che contempla segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi e la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e l'anagrafe. A conti fatti a Pisa queste funzioni assorbono 22,9 milioni pari cioè a 262,20 euro per ciascun residente (dati 2007), in linea con la media nazionale. I dettagli relativi alle singole voci considerate dall'analisi del centro studi veneziano sono desumibili dagli stessi bilanci del Comune. Si apprende così che per il funzionamento di «organi istituzionali, partecipazione e decentramento» si sono spesi 4,7 milioni nel 2007 e 4,5 nel 2008. Per «segreteria generale, gestione personale e organizzazione» gli importi sono rispettivamente 2,3 nel 2007 e 3,3 nel 2008. E ancora la «gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali» ha richiesto un impegno finanziario di 5,6 milioni nel 2007 e 4,7 l'anno successivo. In lieve calo (da 4 milioni a 3,9) il costo per la «gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato e controllo di gestione» e sostanzialmente stabile, intorno a 1,8 milioni, quella per la «gestione dei beni demaniali e patrimoniali», così come quella per l'ufficio tecnico (3 milioni), mentre lievita da 1,8 a 2,4 milioni l'esborso, nei due anni considerati, per «anagrafe, stato civile, elettorale, leva e servizio statistico». SCORRENDO da un capo all'altro dello Stivale, va detto che Pisa occupa la posizione 37 in una graduatoria che vede al primo posto Napoli (con la spesa-record di 539 euro a testa) e, fanalino di coda, Brindisi con 130 euro pro capite. Quanto alle altre città del Granducato, l'apparato burocratico più costoso risulta quello di Firenze con 446 euro a testa (e una spesa complessiva di 163 milioni), seguita da Siena (rispettivamente 375 euro e 20 milioni) e Massa (320 euro e 22 milioni). Più virtuosi di Pisa risultano invece Livorno (259 euro a testa, ama 41,6 milioni di spesa globale). Lucca (238 euro e 19,6 milioni), Arezzo (212 euro e 20 milioni) e Grosseto (202 euro e 15 milioni). Tra le cinque amministrazioni comunali più «leggere» a livello nazionale svettano invece Pistoia (157 euro e 13 milioni) e Prato (138 euro per ciascun residente e 25 milioni). MA COME si arriva, per Pisa, alla cifra di 316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore, cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco, assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa, cifra che fa risalire a Pisa in classifica fino al 14° posto: la maglia nera tocca a Venezia con 112 euro a testa, seguita da Siena con 102, l'unica città toscana dove il costo vivo della politica è superiore a Pisa. Tutti gli altri spendono meno. Il capoluogo più virtuoso in assoluto è Trieste con meno di 10 euro a testa. Una cifra che dovrebbe far riflettere.

Torna all'inizio


MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di pres... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

FORLÌ? CRONACA pag. 5 MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di pres... MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di presenze e segreterie Image: 20090224/foto/4997.jpg

Torna all'inizio


La macchina' comunale costa 210 euro per ogni forlivese (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

FORLÌ? CRONACA pag. 5 La macchina' comunale costa 210 euro per ogni forlivese La spesa per le funzioni generali. Il Comune è fra i meno spreconi' QUANTO COSTA ai forlivesi il funzionamento della macchina comunale? Circa 210 euro all'anno per abitante. Il dato piazza Forlì fra le venti città capoluogo meno sprecone' d'Italia. L'indagine curata dal quotidiano Il Sole 24 Ore vede Napoli in testa (600 euro pro capite), ma anche Rimini (352) e Ravenna (260) presentano costi nettamente più elevati che a Forlì. I più oculati amministratori pare siano a Brindisi e a Prato. Cosa si intende per «funzionamento della macchina comunale»? Si prendono in esame due parametri. Il primo raggruppa una serie di voci di spesa, che vanno dalle segreterie alla ragioneria, dalla gestione dei beni demaniali all'anagrafe. Non il costo del personale in quanto tale (la cui posta in bilancio oscilla fra i 33 e i 35 milioni all'anno) ma le attività e i dipendenti che servono per far funzionare gli uffici. Nel 2007 questa somma era di 21,1 milioni, rimasta pressocché inalterata l'anno scorso. Un numero che diviso per gli abitanti, dà 186 euro a testa. IL SECONDO CRITERIO valuta quanto si spende per gli organi istituzionali, cioé giunta, consiglio comunale e consigli di circoscrizioni. Due anni fa i costi erano di 2 milioni e 740 mila euro, saliti a 2,85 nel 2008. Nel dettaglio, 792 mila euro sono andati per le segreterie del sindaco, degli assessori e dei gruppi consiliari (si tratta di personale del Comune), 1,8 milioni per l'attività ordinaria, compresi i gettoni di presenza dei consiglieri e 60 mila euro per gli affitti delle sedi delle circoscrizioni. Nel complesso, vanno dunque aggiunti altri 24 euro pro capite e si raggiunge la somma di 210 euro annui per ciascun forlivese, di cui si diceva all'inizio. LO STUDIO prende in considerazione un altro fattore, sollecitato dalla crisi finanziaria. I comuni pagano o sono morosi? Anche in questo caso l'analisi del Sole 24 Ore promuove Forlì, considerato fra i più rapidi nell'onorare gli impegni verso i fornitori. «Nel caso di un appalto la legge fissa delle scadenze legate all'avanzamento dei lavori spiega Lodovico Buffadini, assessore al Bilancio . Il Comune di Forlì riesce a saldare le spettanze entro 60 giorni in media, salvo che subentrino delle contestazioni sui lavori eseguiti. Solo a dicembre, gli uffici per rispettare il patto di stabilità hanno disposto verifiche sui pagamenti e una ditta si è trovata in difficoltà. Ma poi la questione si è risolta. In generale l'indagine del quotidiano economico-finanziario conferma che è in atto una buona politica di contenimento della spesa amministrativa». Image: 20090224/foto/4995.jpg

Torna all'inizio


OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

RAVENNA CRONACA pag. 7 OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il funzionamento della macchina comunale'. La quota maggiore, pari a 227,4 euro, è destinata a retribuire il personale degli uffici strategici di Palazzo Merlato come segreteria, ragioneria ed economato, tributi, beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Una parte minore della spesa, che corrisponde a 34,8 euro pro capite, serve invece ad alimentare gli organi istituzionali politici': giunta, consiglio comunale, commissioni consiliari e consigli di circoscrizione. Dalle elaborazioni fornite ieri dal Sole 24 Ore si ricava una pagella a due facce per Ravenna: la città dei mosaici è nella lista delle città più virtuose, come gran parte dei capoluoghi dell'Emilia Romagna tranne Rimini, per quanto riguarda il costo della burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4 milioni di euro, dunque più leggera della media nazionale. L'altra faccia della medaglia sono invece i 5,2 milioni di euro che gravano sui ravennati per le spese degli organi istituzionali comunali e che, in virtù del numero di residenti, risultano tra i quaranta più onerosi delle città capoluogo. «QUESTO risultato rispondono da Palazzo Merlato deriva dal fatto che, nella voce sugli organi istituzionali, sono compresi tutti gli oneri per le attività del decentramento, che nel 2007 hanno comportato una spesa pari a 3,4 milioni di euro». E' la cifra corrisposta dall'amministrazione comunale per finanziare 65 dipendenti e operatori agli sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di podologia, operatori culturali, fondi circoscrizionali per attività culturali, piccole manutenzioni edifici interesse circoscrizionale, manutenzioni aree verdi, contributi, Cre, attività utilità sociale, e servizi vari. «La spesa sostenuta per gli organi elettivi del decentramento, gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti precisano da Palazzo Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città, in questo caso, in classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono poche le città che possono vantare un'attività così intensa e capillare come quella che le Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande estensione come il nostro». IL COMUNE ha poi precisato i motivi per cui è stato inserito nella graduatoria dei cattivi pagatori' nel 2007 (come riferito a parte). «Per rispettare il Patto di stabilità abbiamo dovuto ridurre le uscite di cassa. Si è così proceduto con la dilazione concertata di alcuni pagamenti verso i creditori e fornitori con più vasto giro d'affari. Questa pratica non ha dato luogo ad alcun contenzioso». La fase critica è stata comunque superata visto che nel 2008 la percentuale dei pagamenti si attesta attorno all'80 per cento del debito: sono state ripristinate le modalità consuete di pagamento, assicurano in Comune, che avvengono in un tempo medio di 90 giorni.

Torna all'inizio


Il costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-02-24 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Venezia Spesa in calo per consiglio, giunta e Municipalità Il costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno VENEZIA — Due milioni e mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei consiglieri, ai quali è stata tolta l'indennità. Una macchina che per gli organi costituzionali costa oltre trenta milioni di euro e pone Venezia in cima alla classifica delle città italiane, con una spesa per ogni cittadino di oltre 112 euro, scatenando la reazione di Ca' Farsetti. A PAGINA 7

Torna all'inizio


Ca' Farsetti costa 112 euro a ogni cittadino (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2009-02-24 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Ca' Farsetti costa 112 euro a ogni cittadino Venezia in testa, ma le spese per i compensi sono sono 2 milioni e mezzo e in calo Indagine de «Il Sole», la laguna guida la classifica. Mognato: un errore, dati diversi, ognuno li aggrega come vuole VENEZIA — Due milioni e mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei consiglieri comunali e delegati municipali, ai quali è stata tolta l'indennità. Una macchina che per gli organi istituzionali costa oltre trenta milioni di euro e pone Venezia — secondo un'indagine del Sole 24 Ore — in cima alla classifica delle città italiane, con una spesa per ogni cittadino di oltre 112 euro, scatenando la reazione di Ca' Farsetti. «Sono dati che non si possono confrontare, sono state aggregate tra di loro voci diverse», dice l'assessore al Bilancio Michele Mognato che critica anche la classifica che pone la città lagunare al dodicesimo posto per il costo procapite sostenuto dai Comuni per il funzionamento degli uffici. Come dire che ogni Comune organizza il Bilancio a modo suo. Lo conferma anche l'Anci che non nasconde le perplessità sul metodo usato sottolineando come «si confondono spese per l'erogazione dei servizi con quelle di funzionamento che sono invece connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del Comune». Se si guarda infatti solo il «costo diretto» cioè le spese strettamente collegate alla funzione (le indennità e non le altre spese come quelle di riscaldamentoo o telefoniche dei palazzi) il primato veneziano sfuma perché la cifra crolla. Il risultato è comunque che rispetto a due anni fa nel bilancio di previsione 2009 Ca' Farsetti ha deciso di tagliare e di ridurre di un milione di euro la spesa relativa agli organi istituzionali che comprende però oltre al costo diretto di giunta Consiglio e Municipalità anche ad esempio il costo del servizio ispettivo del Casinò (oltre quattro milioni), il difensore civico (331mila euro), l'Urp (866), l'ufficio relazioni internazionali (1,6 milioni), le relazioni esterne (1,7) e il gabinetto del sindaco (6 milioniper indennità e spese per la manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari). «Pertanto pur fermi i principi del documento fissati per legge — dice l'assessore Mognato — è evidente che ogni Comune imposta in maniera del tutto autonoma il proprio bilancio rendendo inutili e sbagliati paragoni con le altre amministrazioni ». Dal confronto tra le spese dirette il primato tra le Municipalità spetta a quella di Mestre che costa (dati 2007) solo per le indennità dei consiglieri oltre 145 mila euro, trentamila in più di Venezia, del resto sono le più grandi del Comune. Sulle indennità dei delegati, ma anche sui compensi ai consiglieri comunali si è invece abbattuta la mannaia della Finanziaria. Avendo introdotto i gettoni di presenza al posto dei compensi forfettari infatti Ca' Farsetti ha risparmiato nel 2008 rispetto all'anno precedente quasi 250 mila euro, due terzi dei quali dal Consiglio e il rimanente dalle Municipalità. A questi poi vanno sommati anche i soldi risparmiati con l'azzeramento dei gettoni per le commissioni e le sottocommissioni elettorali per un totale di 300 mila euro. R.C.

Torna all'inizio


di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunit&#... di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione 2 in via Orlandi, ora in affitto, sarà lasciato e gli uffici si trasferiranno nelle sedi messe a disposizione con il contratto di quartiere a San Miniato». A questo pacchetto va sommata la spesa per i circa 800 dipendenti. Nei 20 milioni indicati dal «Sole», che l'amministrazione conferma, occorre includere poi la gestione dei beni demaniali e patrimoniali (4 milioni 400mila), nel 2007 il servizio anagrafe, stato civile, elettorale e il servizio statistico hanno impegnato 2milioni 700mila euro. Nella cifra rientrano fra l'altro le spese per la formazione del personale e la gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali. POI C'E' IL CAPITOLO COSTO delle cariche elettive a cui il quotidiano economico dedica un'altra classifica. In questa Siena è addirittura seconda con un costo di 5,4 milioni sostenuto per gli organi istituzionali (102 euro pro capite). Supera la nostra città solo Venezia sebbene, considerando solo le spese direttamente collegate alle funzioni (indennità di sindaco e assessori, ecc) il quadro muta. «Anche la politica ha una struttura importante per rispondere alle funzioni della città. Ad ogni modo il suo reale costo incide intorno al 10%-12% sui 5 milioni indicati nella ricerca. Per il bilancio comunale, nella voce che il quotidiano definisce costi della politica e che per l'amministrazione è il capitolo organi istituzionali, partecipazione e decentramento, vanno considerati consigli comunali e circoscrizionali, assessori ma anche le spese per manifestazioni e convegni, difensore civico e Centro Gabrio Avanzati, per i gemellaggi e l'informazione ai cittadini, per lo staff e le iniziative editoriali, per telefono ed energia elettrica. Da mettere in conto i 35mila euro per il funzionamento del consiglio comunale, ben 280mila di spese postali, quelle legali che non sono un bruscolo. Morale: la fetta che se ne va per la politica è profondamente inferiore ai 5,4 milioni». Curioso notare infine che il rimborso per il costo del lavoro del singolo consigliere che partecipa ai lavori è, come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori. RESTA tuttavia forte la convinzione, soprattutto nel cittadino ma anche in qualche politico (seppure lo affermi a mezza voce) che la macchina comunale sia sensibilmente sovradimensionata rispetto al numero di residenti.

Torna all'inizio


Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Costi della politica La ricerca pubblicata dal Sole24Ore. Le riserve dell'Anci: «Le spese vanno rapportate ai servizi erogati» Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro per la «burocrazia» e 33 per la rappresentanza. Paloschi: verificherò Verona si piazza poco sopra la metà della classifica. L'assessore al Bilancio sperava in una performance migliore VERONA — Quanto costa ai cittadini la macchina burocratica locale e i suoi amministratori? Per quelli veronesi più di 300 euro all'anno. Il dato proviene da una ricerca pubblicata ieri sul Sole24Ore. Il giornale economico stila, infatti una classifica che mette a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani, riferiti al 2007. Due le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle funzioni generali dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per segreterie, gestione del personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici e anagrafe. Una sfilza di capitoli che, in riva all'Adige, fa segnare i 72,3 milioni di euro. Totale che, spalmato su tutti i residenti del Comune, raggiunge un costo pro capite di 277 euro. Cifra parziale questa, perché deve ancora essere aggiunta la spesa per gli organi istituzionali. Che tradotti non sono altri che stipendi, indennità, rimborsi e gettoni di chi è stato eletto dai cittadini per gestire al cosa pubblica. In poche parole il sindaco Flavio Tosi, la sua squadra di assessori e i consiglieri comunali e di circoscrizione. In questo caso la quota raggiunge gli 8,84 milioni di euro pari a poco meno che 40 euro se suddivisi per ogni abitante del Comune. Soldi che, sommati ai 277 euro di costi della burocrazia, arrivano ad un netto di 317 euro: è questo quanto ogni veronese deve sborsare ogni anno per «essere ammini-strato » dai propri rappresentanti. Un totale che, tutto sommato, sfora di poco la media delle città con più di 30mila abitanti: 260 euro per le funzioni generali e 34 per gli organi istituzionali. Nella classifica generale palazzo Barbieri si piazza 31esimo in riferimento alle spese di funzionamento (prima è la città di Napoli, con 593 euro pro capite). Mentre per quanto riguarda il costo della politica, Verona si trova nove posizioni più in basso, al 40esimo gradino. Ben 45 posizioni prima di Milano, che nonostante le dimensioni, riesce tuttavia a contenere meglio del comune scaligero queste spese, inferiori di 13 euro. In tutti i casi la ricerca dimostra che la «macchina » veronese resta tra le più costose del Veneto, battuta solo da Venezia che, tra uffici e politici, fa pagar un conto ben più salato ai propri cittadini: 424 euro. Scorrendo poi la lista delle altre città venete, in rapporto alle spese burocratiche, troviamo Treviso, (al 38Ë? posto), Rovigo (al 53Ë?), Padova, un gradino sotto, poi Vicenza (al 68Ë?) e a chiudere Belluno (al 72Ë?). Nella graduatoria parallela del Sole24ore, quella riferita ai costi della politica, sopravanzano Verona sia Venezia (capolista al primo posto) che Padova (18esima). Si piazzano sotto, invece, Vicenza (al 66Ë? posto), Rovigo (70Ë?), Belluno (95Ë?) e Treviso (96Ë?). Chi non è molto contento del risultato è l'assessore al Bilancio, Pier Luigi Paloschi che immaginava per Verona qualche posto più in basso nella classifica pubblicata. Ieri non si è sbilanciato in nessun commento, rimandato ad oggi dopo le verifiche del caso. Dubbi sulla ricerca anche dall'Anci, l'associazione nazionale dei comuni italiani, che sottolinea come le spese dovrebbero essere rapportate ai servizi erogati, e non prese come valori assoluti. Francesco Marchi

Torna all'inizio


Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione 2 in via Orlandi, ora in affitto, sarà lasciato e gli uffici si trasferiranno nelle sedi messe a disposizione con il contratto di quartiere a San Miniato». A questo pacchetto va sommata la spesa per i circa 800 dipendenti. Nei 20 milioni indicati dal «Sole», che l'amministrazione conferma, occorre includere poi la gestione dei beni demaniali e patrimoniali (4 milioni 400mila), nel 2007 il servizio anagrafe, stato civile, elettorale e il servizio statistico hanno impegnato 2milioni 700mila euro. Nella cifra rientrano fra l'altro le spese per la formazione del personale e la gestione delle entrate tributarie e dei servizi fiscali. POI C'E' IL CAPITOLO COSTO delle cariche elettive a cui il quotidiano economico dedica un'altra classifica. In questa Siena è addirittura seconda con un costo di 5,4 milioni sostenuto per gli organi istituzionali (102 euro pro capite). Supera la nostra città solo Venezia sebbene, considerando solo le spese direttamente collegate alle funzioni (indennità di sindaco e assessori, ecc) il quadro muta. «Anche la politica ha una struttura importante per rispondere alle funzioni della città. Ad ogni modo il suo reale costo incide intorno al 10%-12% sui 5 milioni indicati nella ricerca. Per il bilancio comunale, nella voce che il quotidiano definisce costi della politica e che per l'amministrazione è il capitolo organi istituzionali, partecipazione e decentramento, vanno considerati consigli comunali e circoscrizionali, assessori ma anche le spese per manifestazioni e convegni, difensore civico e Centro Gabrio Avanzati, per i gemellaggi e l'informazione ai cittadini, per lo staff e le iniziative editoriali, per telefono ed energia elettrica. Da mettere in conto i 35mila euro per il funzionamento del consiglio comunale, ben 280mila di spese postali, quelle legali che non sono un bruscolo. Morale: la fetta che se ne va per la politica è profondamente inferiore ai 5,4 milioni». Curioso notare infine che il rimborso per il costo del lavoro del singolo consigliere che partecipa ai lavori è, come detto nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte: qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori. RESTA tuttavia forte la convinzione, soprattutto nel cittadino ma anche in qualche politico (seppure lo affermi a mezza voce) che la macchina comunale sia sensibilmente sovradimensionata rispetto al numero di residenti.

Torna all'inizio


Grinzane, pioggia di gettoni agli attori (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-02-24 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Il caso L'inchiesta sul patron del Premio, Soria. La Bresso: ora un comitato di garanti per la gestione Grinzane, pioggia di gettoni agli attori Fra i documenti sequestrati i compensi di Verdone, Gerini, Solarino e Araya Migliaia le carte all'esame della Finanza torinese, compresi i cachet per gli ospiti di tanti altri eventi DAL NOSTRO INVIATO TORINO — Lo riconoscono anche i suoi tanti nemici: Giuliano Soria è sempre stato un maestro impareggiabile nel tessere contatti utili per il suo Premio letterario Grinzane Cavour. Nel 1982, quando lo mise in piedi, era poco più che un aspirante imprenditore della cultura. Oggi il suo Premio è un colosso del settore capace di raccoglie finanziamenti milionari da banche, associazioni, fondazioni, enti pubblici vari, Unione europea. Una fabbrica di soldi, almeno fino a qualche settimana fa, quando Soria è stato indagato per violenza sessuale e malversazione. Soldi che il «signor Grinzane» ha distribuito con generosità a personaggi più o meno noti del mondo della cultura e dello spettacolo. A Carlo Verdone, per esempio: un compenso da 10 mila euro per la sua partecipazione al Grinzane-Cinema dell'anno scorso. Claudia Gerini ne incassò invece 8.000, mentre 5.000 andarono alla madrina Zeudi Araya e altrettanti al regista Giuliano Montaldo e all'attrice Valeria Solarino. Spiccioli. Come lo erano i 500 euro che il Grinzane distribuiva ai giurati dei suoi concorsi o ai relatori dei suoi convegni. Certo sarà costata molto di più la presenza dell'attrice Charlotte Rampling, nel 2004. Oppure la cena d'onore organizzata per la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico nel più bell'hotel di Stresa. Isabella Ferrari, Anna Galiena, Margherita Bui, Alessandro Bergonzoni: tutti hanno ceduto almeno una volta (con cachet) al fascino del Grinzane-cinema, uno dei mille sottoprodotti del Premio principale. Va detto che nessuno delle «comparse», famose o meno che siano, è indagata o sospettata di alcunché. è solo che fra le migliaia di documenti nelle mani della Guardia di Finanza torinese ci sono anche quei compensi pagati per i tantissimi eventi collaterali del Premio Grinzane: dai convegni al ristorante letterario, al parco culturale, al Grinzane Hermitage e molti altri. Fra gli appuntamenti più dispendiosi, appunto, il Festival Grinzane-Cinema di Stresa, ideato nel 2003 e quest'anno sospeso per la prima volta proprio per via dello scandalo giudiziario. La domanda è: erano finanziamenti pubblici oppure privati quelli da cui Soria attingeva per pagare serate del genere? E se i soldi erano pubblici sono stati spesi con criterio? Il Grinzane Cavour ora rischia di scomparire sotto i colpi dell'inchiesta, anche se la presidente della Regione Mercedes Bresso punta a salvare il salvabile e spera «nella costituzione di un comitato di garanti per gestire il Premio». Giusi Fasano

Torna all'inizio


Ogni fiorentino <spende> 446 euro per il Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 2 Ogni fiorentino «spende» 446 euro per il Comune I costi per tutti gli uffici ammontano a 163 milioni. Anci e assessore contestano i dati di PAOLA FICHERA LA MACCHINA comunale fiorentina costa ad ogni cittadino 446 euro e 80 centesimi. E per macchina comunale si intendono i costi relativi agli uffici che si occupano di: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Il dato, citato con grande evidenza dal Sole 24 ore, è tratto dalla banca dati AidaPa pubblicata sul sito del Ministero dell'Interno, mette Firenze al terzo posto fra i Comuni più costosi' d'Italia. Al primo posto c'è Napoli (con 539,3 euro pro capite) al secondo Enna (483,6 euro) al terzo, appunto, Firenze con i suoi 446 euro e spiccioli. Un dato che lascia perplessi soprattutto se confrontato con le spese sostenute per macchine comunali più imponenti: come si suppone siano quella romana, al quarantacinquesimo posto con i suoi 249,4 euro a testa, e quella milanese che si piazza al quattordicesimo posto con 330,4 euro per ogni cittadino. Meno male che, nelle spese sostenute per pagare gli amministratori, Firenze se la cava con poco meno di 17 milioni di euro, pari a 46,35 euro pro capite. Cifra che piazza Palazzo Vecchio al ventunesimo posto in classifica nei 99 comuni presi in esame. Il centrodestra con il consigliere comunale, onorevole Gabriele Toccafondi (FI - Pdl) stigmatizza i conti' fiorentini. «Siamo sul podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35 euro e a Rimini solo 10,37 euro?». La risposta arriva dall'assessore al bilancio Tea Albini che ci tiene a rimettere i puntini sulle «i». «E' di 353 euro e non di 446,8 il costo della macchina comunale per ogni fiorentino. E abbiamo operato solo una correzione parziale». L'«errore» di lettura dei dati (esplosi' diversamente cioè aggregati per voci differenti) nasce dal certificato del conto di bilancio 2007 che ogni anno i Comuni forniscono al Ministero dell'Interno. «Abbiamo verificato che, per una trasposizione di dati, 92 milioni di euro riportati come costo per il personale sono in realtà poco meno di 60 milioni di euro. Ne deriva che il costo pro capite scende immediatamente a 353 euro e riposiziona Firenze a metà classifica». In ogni caso l'assessore Albini contesta il metodo utilizzato per stilare la classifica. «E' molto difficile comparare dati fra città spiega è evidente che i comuni che erogano più servizi hanno costi più alti». Una tesi sostenuta anche dall'Anci, l'associazione nazionale dei comuni: «Nelle tabelle pubblicate si confondono spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico, etc.) con quelle di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute all'esistenza stessa del Comune. Un'analisi di questo genere dovrebbe piuttosto concentrarsi sull'incidenza dei costi sull'ammontare complessivo dei beni e servizi erogati».

Torna all'inizio


<Api pronta a stilare una black list delle banche> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO pag. 9 «Api pronta a stilare una black list delle banche» SEGUE DALLA PRIMA (...) grazie alla flessibilità degli imprenditori di adattarsi ai cambiamenti degli scenari in cui si trovano ad operare. Dopo il primo step di monitoraggio condiviso con gli enti istituzionali e il confronto con le altre associazioni di categoria, siamo passati ad una fase di azioni proattive. CREDITO A livello provinciale Api, oltre ad aver rafforzato il proprio ufficio Credito, ha portato avanti, misure e pressioni per esaltare il ruolo dei consorzi fidi che consentono, attraverso garanzie dal 30 all'80%, un accesso al credito bancario, sia per gli investimenti che per la gestione ordinaria d'impresa. Tale strumento, grazie alle politiche di finanziamento anche regionale, costituirà nei prossimi mesi il polmone d'ossigeno per le Pmi e in particolare per la catena di subfornitura, strozzata dai ritardi di pagamento delle grandi imprese. Sono state stipulate convenzioni con istituti bancari e ora verificheremo che questi accordi vengano rispettati dalle banche, anche a costo di arrivare a stilare una black list degli istituti inosservanti da sottoporre agli enti istituzionali, Regione Emilia-Romagna in primis. Api ha vagliato le proposte sul mercato del credito verificando che esistono possibilità alternative attraverso intermediari che garantiscono tempi brevi di istruttoria (3 giorni per le pratiche fino a 25.000 euro), per finanziamenti di beni immateriali, scorte e impianti. Il team tecnico API, capitanato dalla Presidenza, ha seguito direttamente singole imprese nell'affrontare situazioni di grave crisi, ponendosi come intermediario tra creditori, consulenti ed istituti bancari. E' disponibile inoltre il servizio di check up finanziario alle imprese e l'assistenza nelle predisposizione della documentazione e della pre istruttoria. SINDACALE Api ha partecipato direttamente a tutti i tavoli Anteverto contribuendo fattivamente all'ottenimento delle anticipazioni per la cassa integrazione straordinaria e sta lavorando affinché a giorni siano attivate anche per quella ordinaria.Sono stati alleggeriti in modo concreto gli oneri procedurali a carico delle Pmi, che faticano più delle grandi imprese nella gestione delle pratiche. La Cig si svincola inoltre dalla necessità della ripresa dell'attività di stabilimento per l'ottenimento della prosecuzione e tale importante acquisizione gioverà particolarmente a quelle Pmi che allo stato attuale non conseguono nuovi ordini dai committenti e non possono impegnare le maestranze in altre attività. DIPENDENTI Api supporta iniziative e convenzioni per l'applicazione di un tasso minimo garantito e nessuna spesa di istruttoria per i dipendenti che chiedono anticipi su stipendi e TFR, mediante la cessione del quinto. FISCALITA' Chiederemo ai comuni di calmierare i costi Ici e della tassa sui rifiuti delle aree produttive, svincolandolo dalle superfici occupate e legandolo al reale svolgimento delle attività. BENI E SERVIZI Per razionalizzare i costi per l'acquisizione di beni e servizi come energia e telefonia operiamo rispettivamente attraverso un consorzio apposito, un gruppo di acquisto e nuove convenzioni per gli associati».

Torna all'inizio


<Niente gettone per sedute brevi? E' un'idea> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 2 «Niente gettone per sedute brevi? E' un'idea» NEL MIRINO MARCO VETTORI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE «SONO SOLDI ben spesi. Vedo un ottimo lavoro dei consiglieri che s'impegnano al massimo per svolgere il proprio compito. Se poi c'è qualche maglia da stringere, è sempre possibile intervenire». Parole bipartisan, quelle il presidente del Consiglio comunale di Pistoia, Marco Vettori (nella foto) sui costi dell'assemblea da lui condotta. Gettone di 90 euro per i consiglieri: possibile pensare ad un taglio? «Occorrerebbe una decisione politica, anche se la questione non è all'ordine del giorno Ad ogni modo credo che con l'ultimo bilancio si sia già intervenuti per ridurre diverse spese. Tutto ciò che spendiamo è per le sedute pubbliche: costi come quelli per le trasferte sono ridotti ai minimi termini. I consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, lavorano parecchio, e io per primo cerco di essere sempre disponibile, anche ricevendo tanti cittadini». INTANTO la seduta della scorsa settimana è stata sciolta per mancanza del numero legale dopo l'abbandono dell'aula della maggior parte dei consiglieri: sono stati praticamente bruciati quasi 4 mila euro e avete finito per discutere «soltanto» della legge elettorale europea. Un tema su cui l'assemblea pistoiese non ha voce in capitolo. Non è possibile prevedere l'esclusione del gettone di presenza in casi come questo? «Potrebbe essere un'idea. Il Consiglio comunale non è il corso mascherato di Viareggio (il riferimento è alla maschera di Veltroni indossata in quell'occasione dal consigliere socialista Alberto Niccolai ndr). Ma anche in quell'occasione, c'è stato senso di responsabilità: una consigliera arrivata in ritardo mi ha chiesto non le venisse corrisposto il gettone». s.t.

Torna all'inizio


I NOSTRI SOLDI (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 2 I NOSTRI SOLDI VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive: 3 mila 878 l'indennità lorda del presidente del Consiglio comunale; 92 euro lorde il gettone di presenza per i 40 consiglieri, sia per le sedute dell'assemblea che per quelle di commissione; 46 euro lorde a seduta il rimborso per i 45 consiglieri circoscrizionali. «Non sorprende la maggiore spesa procapite sia più alta della media dice ancora l'assessore Giovannini. Non tanto perché le nostre indennità siano maggiori che altrove, quanto perché gli organi istituzionali si riuniscono forse più spesso. Evitando di fare del facile populismo, se proprio si vogliono tagliare gettoni e indennità, credo si debba procedere attraverso una legge dello Stato anziché provvedimenti su base locale». «Ad ogni modo conclude Giovannini ritengo che eventuali riduzioni non debbano arrivare al punto di escludere l'accesso alle cariche pubbliche ai meno abbienti». Simone Trinci Image: 20090224/foto/5006.jpg

Torna all'inizio


VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 3 VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive: 3 mila 878 l'indennità lorda del presidente del Consiglio comunale; 92 euro lorde il gettone di presenza per i 40 consiglieri, sia per le sedute dell'assemblea che per quelle di commissione; 46 euro lorde a seduta il rimborso per i 45 consiglieri circoscrizionali. «Non sorprende la maggiore spesa procapite sia più alta della media dice ancora l'assessore Giovannini. Non tanto perché le nostre indennità siano maggiori che altrove, quanto perché gli organi istituzionali si riuniscono forse più spesso. Evitando di fare del facile populismo, se proprio si vogliono tagliare gettoni e indennità, credo si debba procedere attraverso una legge dello Stato anziché provvedimenti su base locale». «Ad ogni modo conclude Giovannini ritengo che eventuali riduzioni non debbano arrivare al punto di escludere l'accesso alle cariche pubbliche ai meno abbienti». Simone Trinci Image: 20090224/foto/5027.jpg

Torna all'inizio


<OVVIO che spendiamo più della media. Tutta colpa dello s... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 3 «OVVIO che spendiamo più della media. Tutta colpa dello s... «OVVIO che spendiamo più della media. Tutta colpa dello stipendio metropolitano che il sindaco si è voluto illegittimamente attribuire appena insediato». Rivanga nel passato (primavera 2003) il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei per spiegare i maggiori costi della politica pistoiese rispetto a quelli di altre amministrazioni comunali. E punta l'indice alla decisione che Berti prese di «adeguare il compenso delal giunta del 40%». In realtà, la giunta Berti applicò la legge per le aree metropolitane. «Come denunciai allora ripete si è trattato di una vergogna che ha portato ad un aumento proporzionale anche delle indennità degli assessori, dei presidenti di Circoscrizione e del presidente del Teatro Manzoni. Un mucchio di soldi sprecati». Ma il Consiglio? Avrà pure la sua parte coi gettoni di presenza? «No risponde grava solo per 300 mila euro l'anno sui bilanci comunali. Il suo peso è ridotto rispetto a quello di giunta e Circoscrizioni e comunque i costi allineati al resto dei Comuni. La vera anomalia, sono le indennità di assessori e sindaco». s.t.

Torna all'inizio


SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione minimizza. &... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

ASSISI / TODI / BASTIA pag. 11 SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione minimizza. &... SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione minimizza. «Per i costi delle consulenze, se il consigliere Franco Matarangolo le confrontasse con la media degli altri Comuni umbri forse arriverebbe a conclusioni diverse». E' questa la risposta da palazzo dei Priori circa le critiche rivolte dal capogruppo della Mongolfiera sulle spese (ritenute eccessive) e, soprattutto, sulla difficoltà di trovare dati e cifre nel sito Internet del Comune, nonostante la normativa in materia di trasparenza; questione cui, però, a ben guardare, il Comune non va in fondo. Intanto, sul fronte operativo', ci sono novità per la frana di Torgiovannetto, dopo le note e annose vicende. In queste settimane, probabilmente a seguito delle intense piogge (nel mese di gennaio si è registrata, in Italia, una quantità mai raggiunta negli in 200 anni), si sono resi necessari ulteriori interventi di consolidamento di una parte del muro in terra armata posto a protezione della strada provinciale 249 Assisi-Spello. Per questo motivo, al fine di eseguire immediatamente i lavori, la strada, pur rimanendo percorribile, è fruibile, per un breve tratto, a senso alternato, con semaforo). Entro 30 giorni (è questa la scadenza che ci si è dati se le condizioni meteorologiche non impediranno gli interventi) anche queste opere saranno concluse, restituendo la strada alla piena agibilità. E' anche in programma, da parte della Provincia, un' ulteriore sistemazione della strada verso monte lungo la direttrice Costa di Trex-Armenzano Come è noto la strada è da tempo nel mirino. Nell'agosto 2008, dopo quattro anni, grazie alle risorse ottenute dalla Protezione Civile e il proficuo lavoro di Regione Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Assisi e Comunità Montana, unitamente all'impegno del «Comitato frana Torgiovannetto», la strada venne riaperta al transito. M.B.

Torna all'inizio


di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più spendaccioni. Lo ha rilevato ieri uno studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le «macchine» della burocrazia e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei politici che le guidano. Per far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per la segreteria, la ragioneria e gli altri settori l'amministrazione di piazza Europa sborsa 20,8 milioni annui. L'importo per cittadino si attesta sui 220,9 euro. Siamo in sessantaduesima posizione nella classifica nazionale dei capoluoghi, ben distanti dalle capofila Napoli e Enna che hanno cifre pro capite rispettivamente di 539, 3 e 483,6 euro. Spezia può dirsi virtuosa soprattutto nel campo delle spese per le cariche elettive. Gli organi istituzionali, dal sindaco, alla giunta, alle commissioni, ai consigli, costano alle casse pubbliche 1,52 milioni l'anno. Rapportando il dato ai cittadini, scaturisce un valore pro capite di 16,19 euro. Uno dei più leggeri in Italia. Andando a spulciare viene fuori che il compenso mensile del sindaco è di 4.734,10 euro lordi (3.150 netti), degli assessori a tempo pieno 2.840,46 (2.000 netti), a tempo parziale di 1.420,23. Compensi fermi all'anno 2000, anche per gli adeguamenti Istat. E ancora. Il presidente del consiglio comunale percepisce un'indennità pari a 2.840,46; i consiglieri comunali un gettone di presenza di 69 euro. IL RISULTATO soddisfa l'amministrazione di centrosinistra impegnata in una politica di contenimento delle spese. In chiaroscuro il commento dell'opposizione di centrodestra: «Ok le spese per i politici, abbastanza contenute. Sugli esborsi per gli uffici da sottolineare che lo studio non tiene conto di Spezia Risorse che alza il valore pro capite da 220 a 245 euro», osserva Giacomo Gatti (An). MA DAI cittadini arriva un invito a migliori servizi e ulteriori tagli. Alfonso Novelli: «Devono funzionare meglio l'organizzazione della città. Invito i nostri gli amministratori ad andare a vedere come sono organizzate centri vicini a noi come Chiavari e Sestri». Vincenzo Mandato invece afferma: «Come si taglia sul sociale, via gli stipendi di chi fa politica. Via anche le auto di rappresentanza. Gli amministratori viaggino con i loro mezzi come fa la gente comune per andare al lavoro». Clara Giovanelli chiede «una migliore gestione dei soldi pubblici che porti alla realizzazione di più opere in città». Contro le consulenze esterne all'ente e a favore dello sviluppo delle capacità professionali del personale del Comune si schiera Massimo Cargiolli. Antonella Fierro sottolinea: «Non mi sono mai presa la briga di andare a leggere il bilancio del Comune. Ho assistito invece a una riunione pubblica dell'assessore Michelini. Mi sembra che l'amministrazione abbia deciso di dare un taglio agli sperperi».

Torna all'inizio


<Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 2 «Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti» L'AMMINISTRAZIONE PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il Sole 24 Ore promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del 2007 e confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare che le scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del 2008 vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa», rispondono Paola Michelini (nella foto) e Raffaella Paita, assessori rispettivamente al bilancio e alla macchina comunale. Dove sta il segreto? «In una politica che favorisce il risparmio, ma anche in scelte strategiche che mirano a dar vita ad un ente che si sburocratizza, snellisce le procedure e accelera i tempi. In questa direzione va l'intero processo di riorganizzazione e le scelte in tema finanziario e di bilancio. Da ultima, la recente manovra sui risparmi che prevede riduzione delle auto, centralizzazione degli acquisti e gare on line». E la qualità dei servizi? «Ci muoviamo su due direttrici. La prima è migliorare la vita dei cittadini, la seconda è farlo senza gravare eccessivamente sugli stessi attraverso una progressiva riduzione dei costi della macchina. Qualità della spesa, qualità dei servizi e massima trasparenza. Costi della politica prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento di grande rigore nei cosiddetti "costi della politica". Spesso si parla a sproposito di "stipendi d'oro". Alla Spezia abbiamo scelto il rigore e la serietà. Ma non si tratta certamente di un gesto straordinario, semmai è ciò che la politica sempre deve fare: dare l'esempio ed essere a servizio dei cittadini». M.P.

Torna all'inizio


COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri... COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri: esprimi il tuo parere sui costi della politica laspezia@lanazione.net

Torna all'inizio


<Anche chi fa il sindaco dovrebbe andare a lavorare> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 17 «Anche chi fa il sindaco dovrebbe andare a lavorare» LE REAZIONI LE VOCI DELLA GENTE di PIER FRANCESCO PICCOLOMINI PERUGIA LA CLASSIFICA STILATA dal Sole 24 ore sui costi dei Comuni non è lusinghiera per Perugia e Terni, che si piazzano rispettivamente al quindicesimo ed undicesimo posto per i compensi agli amministratori pubblici. Abbiamo chiesto ai cittadini come valutino tale dato, e quali interventi propongano per risparmiare. Per Paolo Bori, dirigente pubblico, andrebbero tagliati gli stipendi e «anche gli amministratori locali, ad esempio il sindaco, dovrebbero obbligatoriamente esercitare un mestiere, oltre a far politica; non dovrebbero più esserci i politici di professione»; inoltre si risparmierebbe ulteriormente informatizzando di più l'Amministrazione, «eliminando definitivamente il borbonico certificato cartaceo». PIERLUCA PROIETTI, impiegato della Regione, taglierebbe i costi accorpando alcune funzioni dei Comuni meno popolosi, ad esempio «creando un unico ufficio tecnico per quattro o cinque piccoli Municipi» e aggiunge: «Esiste anche una legge che prevede l'accorpamento dei Comuni di piccole dimensioni, ma non è stata ancora applicata». Enrico Cavani, medico di Terni che lavora a Perugia, propone «gettoni di presenza meno sostanziosi per gli amministratori locali», ritenendo gli stipendi base già sufficientemente sostanziosi. «Le Province prosegue andrebbero eliminate, ma le resistenze sono notevoli, perché ci sono troppi interessi legati ad esse». ANCHE la neolaureata in Scienze della comunicazione Matilde Gregori accorperebbe i piccoli Comuni confinanti in uno unico, «ma le difficoltà logistiche che ne deriverebbero sarebbero molte e di non semplice soluzione»; inoltre abolirebbe le Province, i cui costi di gestione «superano i benefici che apportano», e conclude: «E' necessario sconfiggere la legge dell'undici', in base alla quale per erogare qualunque servizio la Pubblica amministrazione, rispetto alle aziende private, spende in media undici volte di più».

Torna all'inizio


Consiglieri liquidati con pochi spicci : ecco quanto prendono (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Questa volta sono bastati appena 2928,15 euro Consiglieri liquidati con pochi «spicci»: ecco quanto prendono Riccardo Toffoli APRILIA Un'amministrazione che ha lavorato poco. In due mesi, appena 4 sedute di cui 2 di consiglio, una di commissione al bilancio e una conferenza dei capigruppo. Tutti poi effettuati nel mese di dicembre, perché nel mese di gennaio c'è stata la crisi politica che ha bloccato la macchina amministrativa. Per liquidare tutti i consiglieri per due mesi (dicembre 2008 e gennaio 2009) sono bastati questa volta appena 2928,15 euro. Ovviamente indennità del presidente del Consiglio Pio Nicolò a parte. Due le riunioni di consiglio comunale a dicembre (il 22 e il 29), una commissione al bilancio (il 15 dicembre) e una conferenza dei capigruppo (il 18 dicembre). Con la recente finanziaria si è passati dall'indennità di carica per i consiglieri al cosiddetto «gettone» di presenza. Il passaggio è stato sancito dalla delibera di Consiglio del 20 maggio 2008. Il Comune liquida, così, solo le «presenze» dei consiglieri nelle sedute ufficiali, non tenendo conto né della durata né dell'impegno dei consiglieri di approfondimento. Ogni «presenza» è così pagata 36 euro e 15 centesimi. I più «ricchi» si sono portati a casa in due mesi 144 euro e 60 centesimi: Elia Bacchin (lista civica), Giuseppe Colaiacovo (IdV), Domenico D'Alessio (Sdi), Bruno Di Marcantonio (Aprilia Domani), Giorgio Samperi (Udc), Michelino Telesca (DcA), Antonio Terra (Lista Forum), Alessandra Venditti (Rifondazione). Hanno preso 108 euro e 45 centesimi: Roberto Boi (popolari liberali), Arnaldo Cocilova (Pri), Sergio Corbolino (misto), Marco Moroni (Udc), Vincenzino Palumbo (An), Lanfranco (Principi Fi), Giovanni Raffa (An), Nello Romualdi (FI), Antonello Santangelo (Ppe). Più poveri, invece, con 72 euro e 30 centesimi: Mario Berna (An), Eugenio Campilongo (Ppe), Cataldo Consentino (Ppe), Luciano Coser (FI), Paolo Di Cesare (Verdi), Alfonso Longobardi (Pd), Angelina Gagliardi (Misto), Laura Sorrentini (Pd), Mario Stradaioli (Pd), Dino Taibbi (Udc). Pochi spiccioli, invece, con 36 euro e 15 centesimi per Iolanda De Quattro (Pd) e Luigi Tartaglia (popolari liberali). Ma anche il sindaco ci ha guadagnato. Infatti secondo la normativa, il sindaco a fine mandato ha una sorta di «liquidazione» per il lavoro svolto. Quella di Calogero Santangelo è bassa, appena 7234 euro e 27 centesimi. Colpa della sua volontà, subito dopo essere stato eletto dal 6 aprile 2005, di decurtarsi metà dello stipendio. Dai 4131 euro e 65 centesimi previsti al mese, Calogero Santangelo ha preso 2 mila 65 euro e 82 centesimi, poi decurtati ancora del 10% a partire dal 1 gennaio 2006. è andata bene anche per i revisori dei conti. Il collegio presieduto da Massimo Amabili ha incassato oltre 17mila euro per il 2008. 5959,20 euro a Massimo Amabili come presidente del collegio che si occupa di controllare i bilanci consuntivi e di previsione, 6588,14 per Sandro Calvani e 4855 euro, 32 per Gianpiero Forte.

Torna all'inizio


IL RISPARMIO - Saluggia, la giunta lavora gratis (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 47 del 2009-02-24 pagina 10 Nella Bassa Vercellese la giunta lavora gratis di Giacomo Susca nostro inviato a Saluggia (Vercelli) La Casta qui non si vede. E non è colpa della nebbia. A Saluggia, in mezzo ai campi del Vercellese, il sindaco preferisce lavorare gratis. Rinunciando ai duemilacentossessantanove virgola dodici euro al mese previsti dalla legge. Lordi, certo, che in un anno fanno 26mila tondi. Tanto? Poco? Per rendere l'idea, con quei soldi a Montecitorio ci pagano nove mesi di calze e di collant per i commessi parlamentari. «L'avevo promesso in campagna elettorale. E per il terzo anno consecutivo mantengo gli impegni», se ne vanta il primo cittadino Marco Pasteris (nella foto), 41 anni, uomo di An ma eletto con lista civica nel maggio del 2007. Poi è arrivata la nomina ad assessore provinciale al Turismo di Vercelli, è vero, «però non dite che così è facile» mette subito le mani avanti. «Conta solo che sia io sia cinque miei assessori - nella vita di tutti i giorni tre pensionati, un'operatrice sociale e un commerciante, ndr - non intaschiamo un solo centesimo delle indennità di funzione che ci spettano. Non parlo del denaro che buttano a Roma. Altri miei colleghi sindaci non lo fanno, ecco tutto». Per i cittadini significa un risparmio di oltre 45mila euro l'anno. Resta a libro paga soltanto il consulente all'urbanistica, con i suoi trecento euro lordi mensili. Viene da fuori, gli servono giusto a pagarsi le trasferte in Comune. Trasferiti nei bilanci di Palazzo Madama, gli stessi versati ogni tre giorni alla ditta che noleggia le piante ornamentali. Sì, quelle usate per colorire un po' gli appuntamenti ufficiali. Onorevoli vegetali. I quattromila indigeni di Saluggia sembrano aver apprezzato il gesto e lo sforzo, d'altronde amministrare il paese «deve essere una missione, mica un modo per arricchirsi» sostengono gli elettori seduti al bar in piazza. Per Pasteris è la sintesi delle «responsabilità che mi sono andato a cercare facendomi votare. Sa qual è la cosa più difficile? Il percorso a piedi, ogni mattina, da casa mia al Municipio. Mi fermano a ogni passo con le richieste più assurde... ma è giusto così», alza le spalle. Il camion che ieri sera non è passato a ritirare la spazzatura, quel permesso bloccato che non ti fa allargare il garage, l'aiutino per trovare un lavoro. Ecosistema di una comunità in miniatura dove sopravvivono ancora due, forse tre, istituzioni: il sindaco, il parroco e ...il «fagiolo saluggese». Un must della cucina di queste terre a sentire gli esperti, semplicemente la «carne dei poveri» per i più anziani. Con la fascia tricolore e senza stipendio, Pasteris si fa serio: «Guardi che problemi grossi ce li abbiamo anche noi». E indica la zona a ridosso della Dora Baltea. «Là c'è il più grande deposito di scorie nucleari d'Italia, gestito dalla Sogin. Ci hanno detto che prima del 2019 non portano via nulla. Se il fiume esonda ancora, mi incateno davanti al ministero... ho già comprato la catena!». Poi si volta dalla parte opposta: «Laggiù, invece, nella frazione di S. Antonino vivono un centinaio di rom kosovari. Per proteggerci dai furti ho dovuto riempire le strade di telecamere». Infine racconta delle 70 famiglie oggi in cassa integrazione Fiat e delle altrettante che s'arrangiano sotto la soglia della povertà. «Vogliamo impiegare a loro favore i 45mila euro messi a disposizione dopo il taglio ai costi della politica locale. Sul modello degli aiuti varati di recente dal governo, pensiamo a una sorta di "social card" per fare la spesa in paese. Credo si possa arrivare a un pacchetto di 5-6 euro al giorno da destinare ai più bisognosi. Dopo tutto, i nostri numeri sono questi. Facciamo il possibile. Nessuno mi dà la bacchetta magica o la palla di vetro». Il gettone di presenza di un consigliere comunale, da queste parti, è di 18 euro. Esattamente quanto una seduta dal barbiere del Senato. Consoliamoci: fino a poco tempo fa, per i parlamentari avere barba e capelli sempre in ordine era un benefit tra i tanti. E poi dicono che la Casta non ami i tagli... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Premio Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrina (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 47 del 2009-02-24 pagina 18 Premio Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrina di Giacomo Susca L?inchiesta sullo spreco di fondi pubblici svela i compensi per gli ospiti "illustri" a Stresa: da Verdone all'Araya Tutti i campi della cultura erano buoni per celebrare il premio torinese Grinzane Cavour, dalla letteratura ai film passando il teatro e la pittura. Enciclopedia universale come lo scandalo che si è abbattuto sul suo patron Giuliano Soria. Non bastava l?imbarazzo per le accuse di sfruttamento e di molestie (a sfondo razziale e sessuale) su un giovane collaboratore domestico originario delle Mauritius; ora a far arrossire il «Presidente» sono i lauti compensi elargiti sotto la voce Grinzane Cinema, che da anni trovava asilo dorato nella «suggestiva cornice» di Stresa. Verbo al passato perché, a indagini in corso, l?edizione del 2009 (in programma dall?11 al 14 marzo) è stata rinviata a data da destinarsi. Usando una cautela mai ammirata nelle edizioni precedenti. Sì, perché intellettuali e profani, infatti, sono attirati sulle sponde del lago Maggiore da una kermesse sfavillante tanto quanto i gettoni di presenza pagati dalla direzione artistica al ricco cast di personaggi illustri, artisti, vip veri o presunti. I pm Demontis e Longi, assieme agli investigatori della polizia tributaria della Finanza, si sono concentrati sull?annata 2008. E hanno scoperto il tariffario delle ospitate. A cominciare dagli stessi premiati, convinti a non dare buca con assegni a molti zeri. Diecimila euro a Carlo Verdone, cinquemila all?ex musa Claudia Gerini, cinquemila anche al regista Giuliano Montaldo e allo scrittore Nelson Blake. E poi ci sono i cachet corrisposti alle facce da copertina. Come la madrina della rassegna, Zeudi Araya (5mila tondi), Valeria Solarino e Carolina Crescentini (sempre 5mila), 3mila per la coppia gossipara (di allora) Fabio Troiano e Violante Placido. A pie? di lista i meno noti Emilio Frattini (800 euro), Massimo Cinque (500 euro), gli stessi spettati ad un anonimo «violinista». Ma a libro paga risultano pure i sette relatori, liquidati con 500 euro, e due giornalisti «arruolati» - non si capisce bene a quale scopo - con cifre analoghe o addirittura inferiori. Il totale dei compensi, solo per l?ultima rassegna cinematografica, arriva a 64mila e 300 euro. Dall?inchiesta emergono altri particolari surreali della gestione Soria. Come l?esistenza di una classifica per distinguere gli ospiti di «Serie A» da quelli ritenuti di rango inferiore. Soltanto a certi «eletti» erano concessi lussi e privilegi come spostamenti in limousine, gli altri dovevano accontentarsi di comuni taxi o bus. Invece i membri dello staff del premio alloggiavano in pensioncine qualsiasi. Lavorando senza orari e sottostando a ordini precisi da parte della presidenza. Cioè «vietato sedersi a tavola anche a cena finita» o «stabilire rapporti di confidenza» con le celebrità, perfino «tenere il tesserino di riconoscimento anche in caso di condizioni atmosferiche sfavorevoli» (!). La triade a capo dell?organizzazione, oltre all?onnipresente Soria, risponde ai nomi di Gianni Canova, Steve Della Casa e Arnaldo Colasanti (già collaboratore del Tg1). I quali hanno fatto fronte agli impegni in riva al lago intascando rispettivamente 3.500, 2.500 e 4mila euro. Da dove vengono tutti questi soldi? Facile. Sono finanziamenti pubblici. L?industria del Grinzane Cavour oggi vale 4,9 milioni di euro, la metà (2,3 milioni) concessi dalla Regione Piemonte guidata da Mercedes Bresso. Una cifra minoritaria proviene dal ministero dei Beni Culturali, dalla Salute e dalla presidenza del Consiglio. Il resto lo fanno gli sponsor. Dopotutto le spese sono tante: 242mila euro in ristoranti, 238mila in camere d?albergo, 27mila in squisiti buffet e soprattutto 285mila euro di viaggi. Come quelli a San Pietroburgo nelle due estati scorse. Il Grinzane Ermitage val bene una gita collettiva in Russia. In compagnia di intellettuali e giornalisti amici, della Bresso e consorte, il geografo Claudio Raffestin. Pezzo forte della trasferta la cena di gala in onore della governatrice. Vuoi mettere un compleanno all?Opera? Questa sì che è cultura. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

Torna all'inizio


Monselice, presto alla Rocca riprenderanno i lavori (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

LO ?STOP? DURA DA DIECI MESI. La società di gestione annuncia che gran parte del cantiere riaprirà a marzo Sul caso-ascensore, i gestori confidano in una rapida e positiva conclusione dell'inchiesta giudiziaria 24/02/2009 rss e-mail print Monselice, la Rocca federiciana: un ascensore la renderà accessibile Antonio Di Lorenzo INVIATO A MONSELICE Dopo dieci mesi di "stop", i lavori alla Rocca di Monselice riprenderanno a marzo. Almeno quelli relativi al nuovo accesso al mastio federiciano e quelli per la trasformazione della casa ex Bernardini, un progetto per dare spazio a una locanda per i turisti, con bar, ristorante e camere. L'annuncio è di Ferdinando Businaro, presidente della società di gestione della Rocca, 280 mila euro di bilancio, metà che arrivano dai biglietti dei turisti e l'altra metà da Regione (proprietaria del sito) Provincia e Comune. Ma per il caso-ascensore, che è stato al centro di un esposto degli ambientalisti e quindi di un'inchiesta giudiziaria con tanto di sequestro del cantiere, Businaro è più cauto anche se ottimista: «Il problema sta trovando soluzione - spiega - L'impressione è che le originarie ipotesi accusatorie si siano ridimensionate. Spero che entro fine marzo si giunga all'archivizione per questa svista o abbaglio. Ammiro sinceramente chi fa opposizione per la sua determinazione, ma sbaglia: si rende responsabile di una dissipazione di risorse». Il costo dell'ascensore, tutto interno alla Rocca e scavato nella roccia, è di due milioni e mezzo di euro, finanziati dall'Unione Europea. Scusate se è poco. Complessivamente i lavori del cantiere di Monselice (seguito dall'architetto Massimiliano D'Ambra) ammontano a 4.5 milioni di euro. Tutto è fermo da dieci mesi, quando anche la Regione - dopo la magistratura - ordinò lo stop per i suoi cantieri e decise di verificare tutte le procedure: «Gli interventi sono stati riconosciuti appropriati, così come gli atti e le procedure sono state definite corrette - spiega Businaro di fronte ad Angelo Tabaro che annuisce - Quindi due lotti possono ripartire a marzo». L'ascensore alla Rocca, che supera un dislivello di 110 metri, studiato naturalmente anche per i disabili, farebbe di colpo raddoppiare i turisti: dagli attuali 25 mila a 50 mila. «Il nostro obiettivo è di arrivare a 100 mila», precisa Businaro, imprenditore nel settore dell'arredo e da due anni a capo della società di gestione. «Qui siamo tutti volontari - precisa - Ho rinunciato anche al gettone di presenza di 50 euro a seduta». Dal padre Aldo ha ereditato non solo il gusto per l'arte ma anche lo spirito di concretezza e l'amore per il territorio. «Se tutto riparte come spero - aggiunge Businaro - entro la fine dell'anno concludiamo i lavori». Businaro ricorda anche le approvazioni giunte ai lavori da illustri esperti: il soprintendente Ugo Soragni e Francesca Ghedini, collaboratrice del ministro della Cultura, Sandro Bondi. A dare man forte a Businaro è intervenuto anche Matteo Marzotto (che a Monselice gioca un po' in casa) il quale da presidente dell'Enit ha ricordato quanto sono importanti per il turismo italiano le eccellenze "nascoste" da far conoscere, come la Rocca, appunto.

Torna all'inizio


(AGR) PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO (sezione: Costi dei politici)

( da "Basilicanet.it" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO 24/02/2009 12.51.17 [Scorie nucleari a Scanzano] (AGR) - Questa la relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: â??Siamo stati chiamati più¹ volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o proporre su un tema così¬ fondamentale quale è¨ quello del petrolio. Appare chiaro come una discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio, che non voglia essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita che proviene dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di generale e civile sfiducia che registra la società  regionale, nonostante sia in prossimità  di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e funzionale, su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima ostinazione. Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva compiuto un salto dâ??innovazione così¬ ampio ed ambizioso, con cui ha saputo riformare lo statuto stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di presentazione turistica e di offerta economica, di riassetto sanitario e degli enti locali a tutto vantaggio di un nuovo e più¹ ampio rapporto orizzontale tra amministrazione, cittadini ed imprese, si percepisce come il rapporto fra risorse ed opportunità  sia totalmente disallineato. Tanto disallineato da amplificare ulteriormente la percezione della crisi e rendere più¹ severo il giudizio sulla politica. Sappiamo che il tempo in cui abbiamo agito non è¨ stato dei più¹ facili. Per usare Camus è¨ stato un tempo di resistenza vissuto quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto affrontare le prove più¹ severe e quelle più¹ urgenti alla sua determinazione di futuro provando a non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di sviluppo. Colpita al cuore delle sue ambizioni più¹ forti da crisi globali e durature, esposta ai rischi di una gravissima recessione economica e sociale, attraversata da un incredibile carico mediatico dâ??inchieste giudiziarie, la Basilicata non si è¨ arresa al gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto vuole rivendicare il suo spazio di libertà  e dâ??iniziativa, mettendo ancora coraggio e buon cuore nella parte più¹ complicata del suo impegno istituzionale. Sono convinto che il lavoro di tutti in questi anni troverà  lâ??apprezzamento che merita. Del resto â??fructum afferunt in patientiaâ? dice Luca in 8, 15. Le cose portano frutto nella pazienza. E la storia tormentata di questi anni è¨ stata a volte maldestramente raccontata allâ??opinione pubblica in un gioco diventato in alcuni momenti spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica, interessata al solito pettegolezzo di strada ed alla delegittimazione istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche ben consapevole dei limiti della politica su cui le giunte regionali di questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il peso delle loro scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha visto più¹ volte il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità  dâ??intenti, non risparmiando nemmeno il tono di riconoscibilità  governativa e di mediazione ragionevole che invece avrebbe dovuto assolvere, almeno rispetto alla tradizione di difesa e di tenuta istituzionale sempre svolta dai suoi partiti fondatori. E ciò² nonostante e per la buona disponibilità  politica ed istituzionale di questâ??aula, molto si può² ancora fare per ritrovare un passo veloce e riformista dâ??iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che declini da subito le necessità  di una nuova azione amministrativa. E lo si può² fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla società  lucana la sfida più¹ importante, quella di non rassegnarsi al suo presente, ma di avere fiducia e responsabilità  sulla partita del futuro come quella di un campo nuovo e diverso di opportunità  che lâ??attività  estrattiva può² offrire. Si tratta di saper articolare, nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una iniziativa che offra alla Basilicata occasioni future di crescita. Il quadro degli accadimenti politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente questa traiettoria. Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e conflittuale tra nord e sud che da qualsiasi angolazione politica lo si analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di ribellione, la crisi che stringe dâ??assedio la debolezza dei territori e delle comunità . A questo quadro si può² rispondere uniti negli interessi generali che sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo. Eâ?? in questa direzione che può² essere guadagnata la nostra discussione sul tema del petrolio. Evitando di cadere nel facile tranello della polemica ed invece misurando con forza politica un banco di prova utile a definire direzioni, orientamenti, questioni. Anche qui, però², occorre essere chiari. La cronologia politica e normativa che ha accompagnato la vicenda del petrolio in Basilicata è¨ ormai nota. Lo Stato non era affatto preparato ad una simile scoperta e lo spazio di titolarità  sui diritti di roaylties che la Regione è¨ riuscita ad ottenere, con un braccio di ferro durissimo, sono state il massimo risultato possibile dentro quel tempo avaro e pieno di centralismo nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da questâ??aula, consenso ed approvazione. La riduzione della bolletta energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della loro difesa reddituale. 5 milioni per il sostegno allâ??Università  degli Studi della Basilicata. 20 milioni per la garanzia creditizia alle imprese. Chi mai potrebbe interrogarsi realmente sulle direttive di unâ??azione di sostegno così¬ ampia e consistente che innesta sui settori strategici della ricerca scientifica e dei territori, delle imprese e delle famiglie e del welfare? Ma nonostante tutto ancora si assiste ad un dibattito in certi momenti povero di verità , in cui le contraffazioni dâ??autore riempiono la pancia della discussione pubblica di illusioni salvatrici. Eâ?? la solita porta stretta delle cattive abitudini, mi consentirete, con cui si vuole ancora una volta fare il male della nostra regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri, quanto è¨ lungo e severo il giudizio che dobbiamo in questâ??aula consegnare alla società  lucana? E smascherare le cassandre di turno che vorrebbero un paradiso di felicità  e di autarchia regionale che non può² esistere con risorse così¬ ridotte e misurate sulla scala infinita dei problemi del mondo. Diversamente da questâ??aula mi aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio raggio che proponga lâ??obiettivo di riallineare il petrolio sul campo delle maggiori garanzie dâ??accesso ai territori ed ai suoi versanti di sviluppo diretto: imprese, cultura, turismo. E dentro questo obiettivo comune realizzi un fronte rivendicativo bipartisan che abbia buone motivazioni e più¹ forti ragioni sui diritti della Basilicata. Abbiamo notato come nella dispersione percepita delle opportunità  si vada, a volte clamorosamente, dilatando lâ??esigenza di sicurezza e di tutela della salute e dellâ??ambiente. Pur sapendo che non siamo stati scoperti su questo versante, abbiamo voluto rilanciare operativamente anche su questo fronte. Con lâ??avvio dello strumento più¹ eccezionale che è¨ quello del piano di sorveglianza sanitario della comunità , della definitiva e permanente strutturazione di una rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri enti che hanno competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di partecipazione che abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della trasparenza. Sono consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra Stato-Regione-Compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere dal federalismo. Un quadro capace dâ??intervenire efficacemente anche sullâ??allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni responsabilità  maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati dâ??estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare già  nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari lucani, a cui chiederò² nellâ??interesse generale della Basilicata, di costruire azioni di lobbying politica per portare avanti con la massima unità  e la più¹ assoluta determinazione la questione del petrolio e del livello effettivo dei suoi vantaggi, delle sue risorse e dei suoi investimenti. In questo ambito la rassegna delle proposte da lanciare al Governo e su cui questâ??aula dovrebbe discutere, può² riferirsi ad una forte azione nel settore dellâ??alta formazione e delle Infrastrutture per la Basilicata. In particolar modo: 1) Finanziare già  dal 2011 in Basilicata la Facoltà  di Medicina e la Scuola di Specializzazione in igiene ambientale e degli impianti industriali. 2) Finanziare una Scuola Superiore in Tecnologie industriali degli Idrocarburi, che permetta la nascita in Regione di giovani con competenze specifiche nel settore degli idrocarburi e in generale nel settore della componentistica energetica per formare i quadri, che serviranno per il distretto energetico, con sedi operative nel distretto energetico. 3) Aprire una trattativa sulle infrastrutture. Appare chiaro, se vogliamo il bene di questa terra, che i grandi concessionari ANAS e Trenitalia e lo stesso programma proposto dal Governo non tengano nel debito conto la Basilicata. 4) Adozione da parte del Governo di uno specifico provvedimento legislativo di perequazione a favore delle aree interessate dalle estrazioni (o da grandi produzioni da fonte fossile o nelle aree di raffinazione) mirante a consentire accordi, in cui la Regione svolga lâ??attività  di garante e aggregatore della domanda di energia primaria o secondaria (gas, olio, energia elettrica) tra i Concessionari (o le Aziende produttrici di energia) ubicati in un determinato territorio e le aziende estrattrici o produttrici operanti nel territorio. Il provvedimento determinerebbe delle â??isole energeticheâ? nelle quali, attesi i disagi connessi alle produzioni e attesa la minore infrastrutturazione di dette aree, si preveda â??a titolo di compensazioneâ? la possibilità  per le Aziende che vi si insediano di poter beneficiare di energia a costo più¹ contenuto . Gli accordi nel rispetto delle regole di mercato enfatizzerebbero i vantaggi economici localizzativi connessi alla distanza dai â??luoghi di produzioneâ? e quelli connessi alla gestione razionale ed aggregata dellâ??acquisizione dellâ??energia da parte delle aziende. Il cappello del Governo potrebbe efficacemente difendere lâ??iniziativa dagli strali dellâ??Autorità  della Concorrenza. Tutta lâ??attività  si annoderà  con il nuovo programma di sviluppo per le aree di estrazioni, che prevederà  lâ??avvio a regia centrale di tre progetti complessi: a) Programma di incentivazione allâ??insediamento di industrie produttrici di componentistica per il rinnovabile; b) Programma per lo sviluppo delle filiere agroalimentare nei territori delle estrazioni; c) Programma per la nascita di un attrattore turististico/culturale â??valle dellâ??Energiaâ?. Anche sul rapporto di negoziazione con le Compagnie petrolifere si dovrà  perseguire: 1. Lo sblocco degli accordi ancora non attuati (Sviluppo sostenibile 40 MLD lire, Contributi per la Gestione del Monitoraggio ambientale 90 MLD lire, Contributo per la Società  di sviluppo (accordo non firmato) 10 MLD, attivazione dellâ??Osservatorio Ambientale). 2. Il ripristino per ulteriori 10 anni del Contributo di Compensazione ambientale di 5,6 Mâ?¬/anno per la forestazione, di cui lâ??ultimo anno di erogazione è¨ stato il 2008. 3. La realizzazione di un distretto dellâ??Energia intorno allâ??area delle estrazioni in cui Eni e Shell si impegnino a far allocare i principali fornitori di tecnologie accessorie per le attività  di estrazione ed in generale per lâ??energia (componentistica per il rinnovabile â?? si pensi ad es. ad un impianto per la produzione di celle per il fotovoltaico, di cui Eni è¨ uno dei 5 produttori italiani e lâ??unico stabilimento italiano è¨ a Nettuno), che generi un indotto occupazionale certo. In effetti in coerenza con le indicazioni contenute nella Deliberazione CIPE n. 166 del 21 dicembre 2007 â??Attuazione del Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007-2013 Programmazione del Fondo per le Aree Sottoutilizzateâ?, la Regione persegue lâ??obiettivo di promuovere la realizzazione di un â??distretto energeticoâ?, in Val dâ??Agri, finalizzato a: â?¢ lo sviluppo di attività  di ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione in campo energetico, facendo leva sul costituendo centro studi â??Enrico Matteiâ? e coinvolgendo a tal fine le altre â??eccellenzeâ?? regionali a partire dallâ??Università  degli Studi di Basilicata; â?¢ lâ??insediamento nellâ??area di imprese innovative specializzate nella produzione di tecnologie e componentistica utili allâ??innalzamento dellâ??efficienza energetica da parte degli utilizzatori finali in campo sia civile che produttivo; â?¢ lâ??attivazione di filiere produttive incentrate sullâ??adozione di materiali tecniche e tecnologie innovative per la produzione di energia con particolare riferimento alle fonti rinnovabili ed alla cogenerazione; â?¢ la realizzazione, con il supporto della SEL, di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con i caratteri della innovazione e sperimentazione con il coinvolgimento di enti di ricerca (ENEA â?? Università  Agrobios, CNR etc), enti locali,e, ove necessario, dei grandi operatori del settore, anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata (Enel, SunPower ecc.); 4. lâ??Extra Bonus (o extra â?? sconto) sulla bolletta di tutti i residenti in Basilicata (lettera a Scaroni di De Filippo), di almeno il 10-15 % sul valore della materia prima venduta in Regione. Il Beneficio potrebbe portare ad una riduzione del costo del Gas (abbinata allâ??iniziativa regionale veramente significativa). 5. La valutazione dellâ??estendibilità  dellâ??extra-bonus sul gas anche alle imprese lucane nellâ??ottica di attuare una compensazione energetica ai territori interessati dalle estrazioni, caratterizzati da un ritardo di sviluppo e da consistenti difficoltà  di accessibilità  (il quadro evolutivo internazionale caratterizzato dalla crisi finanziaria dovrebbe attenuare le problematiche di antitrust esistenti in proposito), lâ??entità  di tale sconto potrebbe configurarsi nellâ??impegno di ENI a garantire a tutte le imprese lucane un prezzo della materia prima pari a quello di vendita al PSV al netto quindi degli oneri di trasporto, distribuzione, commercializzazione allâ??ingrosso e vendita, o ancora meglio, pari alla Qe, tariffa cui fin ora ha pagato il gas della Regione, e tale impegno negoziale produrrebbe un risparmio consistente rispetto alle tariffe normalmente praticate alle imprese, tale azione andrebbe inquadrata nella politica commerciale di ENI finalizzata a favorire lo sviluppo delle aree di estrazione, avrebbe buone possibilità  di ricevere un ok dallâ??Antitrust, in quanto andrebbe ad intervenire su extracosti, pagati dalle imprese (soprattutto le medio piccole in ragione della loro localizzazione e della loro inadeguatezza tecnica a concordare il prezzo della materia prima) e si esplicherebbe prevalentemente nella capacità  negoziale di Eni stessa con il territorio della Basilicata. Gli effetti pratici sarebbero significativi il valore della Qe del 2007 è¨ stata pari a 21 câ?¬/mc in tale periodo difficilmente imprese lucane hanno ottenuto gas a meno di 33 câ?¬/mc, nel 2008 la Qe è¨ stata di 28 câ?¬/mc e le imprese lucane non hanno ottenuto in questo anno forniture di gas a meno di 38-40 câ?¬/mc. 6. Il cofinanziamento di impianti di produzione di energia da fonti non fossili per complessivi 180 MW (impianti del valore di circa 180 Mâ?¬) da realizzare tramite un programma quinquennale, finalizzato a rendere la Pubblica Amministrazione Lucana assolutamente autosufficiente da un punto di vista energetico (100 MW ) + una produzione aggiuntiva corrispondente ad una potenza di 80 MW per garantire un consistente e prolungato abbattimento del costo dellâ??energia ai residenti nelle aree interessate da infrastrutture energetiche (cofinanziamento al Programma SEL art.9 L.31/2008); 7. La cessione di tutto il Gas della Val dâ??Agri per venderne quota al PSV al fine di finanziare impianti da rinnovabile, da realizzare nei prossimi 6 anni. Sono alcune direttrici di lavoro sulle quali ci potremo ripiegare nei prossimi giorni. Un lavoro di merito fatto dal governo regionale e dai capigruppo per arrivare ad una piattaforma condivisa che ci permetterebbe di aprire il negoziato con governo e compagnie in maniera forte e decisiva. Questo orizzonte presuppone responsabilità  massime della maggioranza e della minoranza. Da parte sua il governo è¨ pronto a questo confronto.

Torna all'inizio


indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

indennità Due buone notizie per Caltanissetta dall'ultima classifica de ?Il Sole 24 Ore?, che ha esaminato 99 città capoluogo di provincia italiane (ne mancano 4, tra cui Catania e Ragusa, non censite) in merito ai costi sostenuti per il funzionamento dei propri uffici ed ai costi degli organi istituzionali. In quest'ultima classifica Caltanissetta è di gran lunga la più ?risparmiosa? tra le città siciliane (e la 68ª su 99): infatti, per le indennità di sindaco, assessori, consiglieri comunali, esperti e spese telefoniche e di riscaldamento del "palazzo" la spesa grava sui cittadini solo per 26,96 euro pro-capite, a fronte dei 64,62 di Messina, ai 52,19 di Agrigento, ai 35,98 di Enna, ai 33,42 di Trapani e ai 27,52 di Palermo. «Già lo scorso anno - spiega il vicesindaco Fiorella Falci - la Giunta Messana aveva deciso di decurtare del 10% le proprie indennità non allineandosi agli aumenti ?automatici? che sarebbero scattati con gli adeguamenti previsti dalla legge. Se si pensa che la classifica del Sole 24 Ore è riferita al 2007, si può facilmente calcolare che le spese del Comune nisseno sono quindi ulteriormente scese nel corso del 2008». Anche rispetto alla classifica relativa alle spese per il funzionamento degli uffici e del personale, Caltanissetta è in buona posizione di ?risparmio?: 24ª in Italia con 296,5 euro pro-capite (le prime in assoluto sono Napoli 539,3 euro ed Enna 483,6), in Sicilia è superata anche da Palermo, che spende 418,7 euro per ogni cittadino e affiancata da Messina (282,5 euro). «Quando gli indicatori delle statistiche sono specifici e mirati, e relativi al capoluogo e non all'intera provincia - rileva il vicesindaco - i dati sono molto diversi da quel disastroso ultimo posto della classifica dello stesso Sole 24 Ore di poche settimane fa, dando atto di un impegno alla buona contabilità che era già stato certificato dalla classifica della città meno indebitate (in cui Caltanissetta è stata 2ª in Italia), e di un contenimento virtuoso dei cosiddetti ?costi della politica? che in altre realtà piccole e grandi gonfiano i bilanci con stuoli di consulenti, indennità aggiuntive, maggiorazioni dei gettoni di presenza».

Torna all'inizio


Costi della politica, Venezia al primo posto (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Costi della politica, Venezia al primo posto Secondo il «Sole24 Ore», rispetto alla popolazione le istituzioni comunali pesano il doppio di quelle di Napoli Martedì 24 Febbraio 2009,

Torna all'inizio


CONSIGLIERI Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 24 Febbraio 2009, CONSIGLIERI Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I singoli consiglieri sono "stipendiati" con un gettone di presenza. Ad ogni seduta di consiglio (solitamente quattro al mese) i consiglieri percepiscono un gettone lordo di 104 euro. Il gettone scende a 55.6 euro per le riunioni di Commissione, solitamente due al mese. QUARTIERI I presidenti di Circoscrizione (sono sei in tutto) hanno una indennità lorda di 463.6 euro al mese. I consiglieri di circoscrizione, invece, hanno un gettone di presenza pari a 21.7 euro a seduta. Solitamente vengono svolte due sedute al mese per ogni Circoscrizione.

Torna all'inizio


Classifica del Sole 24ore: dichiarazione dell'amministrazione comunale di Ravenna (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Classifica del Sole 24ore: dichiarazione dell'amministrazione comunale di Ravenna (24/2/2009 14:15) | (Sesto Potere) - Ravenna - 24 febbraio 2009 - In merito alla classifica pubblicata oggi dal Sole24 ore che vede il Comune di Ravenna tra i "peggiori" relativamente ai tempi di pagamento adottati nel 2007, e al 38° posto circa le spese per il funzionamento degli organi istituzionali, l'Amministrazione comunale precisa quanto segue: "Il Comune di Ravenna nel 2007, al fine di rispettare il Patto di stabilità, ha dovuto ridurre le uscite di cassa poiché i parametri del Patto hanno determinato una situazione finanziaria anomala, benché si fosse di fronte a un quadro contabile finanziario non solo corretto, ma virtuoso. Si è pertanto proceduto con la dilazione concertata di alcuni pagamenti verso i creditori/fornitori con più vasto giro d'affari. Questa pratica non ha dato luogo ad alcun contenzioso. Diversamente, il Comune non avrebbe potuto assumere personale nelle strutture per l'infanzia e vigili urbani nel periodo estivo, né contrarre mutui. Che il 2007, sia stato un anno eccezionale sotto questo profilo, lo dimostrano i dati sulla copertura dei pagamenti del 2006, effettuati entro l'anno, pari all'80, contro il 37 per cento del 2007. Sull'80 per cento si sta attestando anche la percentuale dei pagamenti del 2008 (il consuntivo è in corso di elaborazione), una volta ripristinate le modalità consuete di pagamento che avvengono in un tempo medio di 90 giorni. E' chiaro dunque che, escludendo la parentesi del 2007, Ravenna si potrebbe collocare fra i Comuni più virtuosi. In quanto alla 38° posizione occupata dal Comune circa le spese degli organi istituzionali, l'Amministrazione precisa che tale risultato deriva dal fatto che, in questa voce, sono comprese tutte le spese per le attività del Decentramento. Che nel 2007 hanno comportato una spesa pari a 3.433.483 euro riferita principalmente a: 65 dipendenti e operatori agli sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di podologia, operatori culturali, fondi circoscrizionali per attività culturali, piccole manutenzioni edifici interesse circoscrizionale, manutenzioni aree verdi C1, contributi, Cre, attività utilità sociale, e servizi vari. La spesa sostenuta per gli organi elettivi del Decentramento, gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti, si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città, in questo caso, in classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono poche le città che possono vantare un'attività così intensa e capillare come quella che le Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande estensione come il nostro."

Torna all'inizio


MORTI DA TEMPO (CASO LIMITE: DIECI ANNI FA) MA C'ERA ANCORA QUALCUNO, PARENTE O AMICO, CHE SI P... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Morti da tempo (caso limite: dieci anni fa) ma c'era ancora qualcuno, parente o amico, che si presentava puntuale all'ufficio postale, munito di delega, per riscuotere la loro pensione. L'inchiesta sull'ultima grande truffa all'Inps, anticipata dal «Mattino», è alle prime battute ma già conta 114 indagati. Un colossale imbroglio che nasce e si sviluppa nel territorio di un solo quartiere, Stella-San Carlo Arena, e sembra poter rivelare una solida rete di complicità, perché la sostanza del trucco sta nella mancata comunicazione tra uffici sull'avvenuto decesso. Il pm Graziella Arlomede (reati contro la pubblica amministrazione) ha ascoltato come persone informate sui fatti l'ex assessore comunale all'anagrafe Donata Rizzo D'Abundo e due dirigenti di Palazzo San Giacomo, Gennaro Cavallaro e Paolo Cresci. Accertamenti in corso nei competenti servizi della municipalità, un fascicolo sulla vicenda sarà aperto anche dalla Corte dei Conti.

Torna all'inizio


Congelati tutti gli eventi del Premio Grinzane (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Retroscena Gli effetti della bufera su Soria La Bresso convoca i finanziatori. La Crt stringe sui fondi Congelati tutti gli eventi del Premio Grinzane MAURIZIO TROPEANO NICCOLÒ ZANCAN Il Grinzane continua a perdere pezzi. E' di ieri la decisione di annullare l'appuntamento di Parigi, il premio Grinzane France istituito nel 2005 e programmato per la metà di marzo. Di fatto tutte le iniziative dell'Associazione sono in alto mare, praticamente congelate. Sul sito, infatti, non c'è traccia dei prossimi appuntamenti e i dipendenti stanno vivendo una situazione di incertezza assoluta. Si spiega così l'urgenza con cui l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Oliva, su indicazione della presidente Bresso, ha deciso di convocare i mecenati, cioè i principali finanziatori «per valutare insieme, anche con i rappresentanti dei territori, l'importanza che ha il Grinzane per le diverse aree piemontesi coinvolte nelle iniziative». Il ridimensionamento? La giunta regionale si muove con l'intenzione salvare il «marchio Grinzane» e di cercare di separarlo dalla vicende giudiziarie personali del suo patron, Giuliano Soria. Bresso non esclude che in un prossimo futuro l'attività dell'Associazione possa essere «sfrondata» ma spiega anche che ogni ipotesi compreso il ridimensionamento delle attività è legato a cosa pensano di questo premio i finanziatori e gli utenti. Si tratta di valutare insieme «che cosa deve essere mantenuto per il futuro». Il punto di partenza di Bresso è che nel corso degli anni il Premio ha «ottenuto i gradimenti del territorio» e una credibilità internazionale. E a riprova di queste affermazioni Oliva si è presentato in giunta con due faldoni che raccolgono le rassegne stampa dei giornali internazionali. Le rassegna stampa Il riscontro della stampa, nazionale e internazionale, è il «criterio più oggettivo per valutare le ricadute economiche del premio», spiega Oliva. E aggiunge: «Pagare una manchette pubblicitaria sui giornali ci costa circa 30 mila euro. Lo spazio è quello di un articolo. Nel gennaio 2008 quando sono stati annunciati i vincitori del premio ci sono stati 55 articoli sui giornali, tre passaggi sulle tv nazionali e una quantità su quelle locali. A giugno la premiazione è stata raccontata in 100 articoli». E conclude: «Basta fare i calcoli per dimostrare l'efficacia della promozione del territorio con la cultura». I gettoni, così fan tutti Un altro criterio di valutazione delle ricadute di un premio è legato alla credibilità internazionale del premio. Secondo Oliva il fatto che nel corso degli anni «abbiano partecipato alle varie iniziative del Grinzane premi Nobel e personaggi come la Betancourt è la testimonianza del valore internazionale del Premio». Un valore che non può essere messo in discussione dal pagamento dei gettoni di presenza perché «personaggi di quel valore in tutto il mondo non si muovono gratis». La Crt cambia strategia Del resto anche la Fondazione Crt, secondo finanziatore del Premio riconosce che «il Grinzane costituisce un momento di riconosciuta eccellenza sul piano internazionale e di promozione». Il caso è stato esaminato ieri dal Consiglio d'amministrazione e al termine la Fondazione sottolinea che è stato deciso di «applicare una significativa ristrutturazione del piano delle erogazioni» che prevede che «una parte dei contributi venga concessa come sostegno diretto ai giovani coinvolti nei progetti». Una scelta che riguarda il Grinzane ma «anche altre iniziative di eccellenza del territorio finanziate dalla fondazione in Piemonte». Ricca congela un progetto Nei mesi scorsi Giuliano Soria ha presentato all'assessorato alla Polizia Urbana della Regione, un progetto per l'integrazione e il dialogo tra le culture che avrebbe dovuto essere finanziato - circa 200 mila euro - con i fondi della legge sulla sicurezza. Un progetto che avrebbe permesso di portare la cultura all'interno delle aree di disagio sociale in Piemonte che gli uffici avevano valutato positivamente. L'assessore Luigi Ricca, per prudenza, lo ha sospeso. Stato e Castello Nel corso degli anni anche lo Stato è intervenuto per sostenere la ristrutturazione del Castello di Costigliole. Lo ha fatto a partire dal 2001 con una serie di stanziamenti messi a disposizione dalla legge numero 29 approvata in quell'anno. Da allora sono stati erogati circa 3,8 milioni che si aggiungono ai 4,7 pagati dalla Regione a partire dal 1995.

Torna all'inizio


Politici da 76 euro pro capite (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE.LA CLASSIFICA DEL «SOLE» Hanno detto il caso Mozioni del Pd su consulenze e piano strategico Politici da 76 euro pro capite Dati bipartisan: rilevati nel 2007, quando ci fu il cambio alla guida dell'amministrazione Amministratori a confronto Tra gli ultimi nel pagamento dei fornitori «E' la riprova che occorre ridimensionare quelli che sono i «Avevamo trovato difficoltà per un bilancio che era passato con i nostri voti contrari» «La scelta dei tagli è già stata presa e i risultati si vedranno nei prossimi anni» ALESSANDRIA costi della politica» Mara Scagni Luciano Vandone Piercarlo Fabbio [FIRMA]FRANCO MARCHIARO ALESSANDRIA Secondo uno studio basato sui dati dei consuntivi 2007 dei capoluoghi di provincia de «Il Sole-24 Ore», per la «macchina» comunale ogni cittadino in Italia paga in media 300 euro. Ma Ad Alessandria ben di più: 429. Per conteggiare i costi vengono prese in esame sei voci: segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico ed anagrafe. E' conteggiata a parte un'altra voce, quella delle spese per gli organi istituzionali: sindaco, giunta e Consiglio comunale. Il quotidiano stila anche una classifica sia per la «macchina» comunale come gestione dei servizi di competenza dell' ente sia per gli esborsi per le cariche elettive. Per la prima classifica Alessandria è tra quelle che nel 2007 - a Palazzo Rosso si sono alternati sino a giugno la giunta Scagni di centrosinistra e quella Fabbio di centrodestra - è costata di più: è al quinto posto, con un esborso per gli uffici di 39,4 milioni di euro, il che significa 429,8 euro per cittadino, dal neonato all'ultracentenario. Per gli organismi istituzionali ancora peggio: terzo posto, con un costo di 7 milioni di euro, pari a 76,35 a testa. Ma su questa classifica «Il Sole» fa una precisazione che interessa anche Venezia e Siena, che occupano le prime due posizioni. Si distingue infatti tra il costo dovuto solo alle indennità a sindaco, assessori e consiglieri e quelli per il riscaldamento e i telefoni al servizio della politica. Con questa separazione per Alessandria il costo delle sole indennità si ferma sui 4 milioni e 43,50 euro per ogni cittadino. L'ex sindaco Mara Scagni osserva subito che, al di là delle statistiche, occorre sempre tenere conto di come vengono compilate e quanto sono davvero fedeli alla realtà, per il 2007 inoltre si ritiene responsabile solo dei primi mesi. Conclude: «E' comunque difficile fare dei confronti e commentare valori assoluti. E' certo, questo sì, che bisogna arrivare veramente a una riduzione dei costi, anche della politica». Per il sindaco Piercarlo Fabbio «la fotografia potrebbe sembrare impietosa ma è la descrizione di uno scenario che abbiamo dovuto affrontare appena eletti, a metà 2007». Aggiunge: «Non a caso i tagli da noi effettuati finora sono andati proprio nel senso della riduzione dei costi con un alleggerimento e una semplificazione della macchina comunale nel suo complesso e non solo sul versante dei vertici direzionali e dei servizi. ma anche con una sforbiciata decisa su amministratori e risorse impegnate per i loro emolumenti . Diamo appuntamento tra due anni, almeno, per verificare i risultati di questo sforzo». I l Comune risulta inoltre tra i peggiori, sempre nel 2007, per i pagamenti per acquisto di beni e servizi: di fronte ad un impegno di 38,34 milioni ne risultano pagati solo 11,62, pari al 30,3%. «Un dato che non mi stupisce - dice Luciano Vandone, assessore al Bilancio -, abbiamo trovato difficoltà di bilancio che era già stato approvato con il nostro voto contrario. Abbiamo cercato di migliorare tutto il possibile. E con il 2008 è iniziato l'impegno per ridurre il costo della macchina comunale, tagliando anche numero dei consiglieri e indennità nelle aziende partecipate. Continueremo nel 2009, abbattendo anche i costi della politica». Per Gianni Ivaldi, capogruppo Pd, maggior partito di opposizione in Comune, «ci deve essere l'impegno per ottimizzare le risorse, come avevamo già iniziato nel 2007 grazie al decreto del ministro Lanzillotta. Come opposizione cercheremo di ottenere con il bilancio 2009 la riduzione dei costi». Ivaldi ha presentato una mozione: ricorda che «l'amministrazione ha deciso nel 2008 alcune consulenze per noi inopportune dal punto di vista politico ed altre viziate da possibili illegittimità» e chiede che «nel predisporre il bilancio non si vada oltre la misura del 50% del tetto massimo previsto per gli incarichi di consulenza». Con un' altra mozione il gruppo Pd, considerato il costo elevato per costruire il piano strategico («Secondo noi fondamentale per lo sviluppo economico, culturale e sociale nella città», precisa) chiede che il Consiglio impegni il sindaco a modificare lo statuto di Alessandria 2018, per inserire nella società, oltre al sindaco, due consiglieri comunali, uno di maggioranza e uno di minoranza.

Torna all'inizio


Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

DUE PESI DUE MISURE 5 mila il caso Controlli sui premi e gettoni 10 mila Il borderò 8 mila Lo staff dormiva in pensione e aveva il divieto di parlare con gli invitati più illustri Valeria Solarino MASSIMO NUMA Carlo Verdone Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti Sotto inchiesta il budget del festival di Stresa Claudia Gerini STRESA La contabilità di una parte del Grinzane Cinema di Stresa, finanziata con i soldi pubblici e il contributo di alcuni sponsor. «Gettoni» anche a giornalisti e Vip.

Torna all'inizio


"Le nostre circoscrizioni non producono costi Il Consiglio le mantenga" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 24-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

VERBANIA. RICHIESTA DEL PDL "Le nostre circoscrizioni non producono costi Il Consiglio le mantenga" Il Pdl propone un ordine del giorno in Consiglio comunale a Verbania per chiedere che a giugno, insieme alle elezioni per il sindaco, si voti anche per le Circoscrizioni. «E' possibile - hanno precisato Marco Zacchera e Massimo Manzini - perché gli enti territoriali verbanesi non prevedono spese e gettoni di presenza per consiglieri e presidenti. Ritornare ai Consigli di quartiere non sarebbe una buona scelta». Secondo Zacchera «l'unica spesa è quella per il voto, calcolata in circa tremila euro se l'elezione avverrà insieme al turno amministrativo. Dunque niente di gravoso per le casse comunali». Zacchera, che sabato annuncerà ufficialmente la sua candidatura a sindaco per la coalizione Pdl-Lega, ha chiesto anche (con una lettera a Claudio Zanotti) l'istituzione di due fondi per aiutare famiglie in difficoltà e nuove imprese che nascono o si insediano a Verbania. «Propongo di utilizzare un terzo dei 2,4 milioni di euro ottenuti dal Comune grazie al rinnovo per dodici anni del contratto di fornitura del gas». Trecentomila euro sarebbero per il fondo «Verbania sociale» dedicato a cassaintegrati e lavoratori in mobilità che non ce la fanno a pagare bollette, abbonamenti e servizi scolastici, altri cinquecentomila per «Verbania lavoro», fondo dedicato a incentivi per le imprese. «Vero - ha precisato Zacchera - che i 2,4 milioni sono stati destinati al nuovo teatro, ma la compensazione potrebbe avvenire aumentando la cifra del mutuo che si farà con la Cassa depositi e prestiti».

Torna all'inizio


Costi della politica Asti è virtuosa 16 euro per cittadino (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE INCHIESTA ASTI E MONCALVO ANAGRAFE All'interno Costi della politica Asti è virtuosa 16 euro per cittadino Pendolari, com'è difficile riuscire ad arrivare in stazione Katia Ricciarelli si racconta e recita a teatro La popolazione cresce grazie agli immigrati Cavagnino Fagnola Servizio Mussio

Torna all'inizio


Costi della politica: Asti virtuosa (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE.I DATI DEL SOLE 24 ORE Costi della politica: Asti virtuosa [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI Mentre si fa un gran parlare degli eccessivi costi della politica, il Comune di Asti sembra andare controcorrente: è quanto rileva il «Sole 24 ore» in un'inchiesta sul funzionamento degli enti locali. Per «mantenere» i propri amministratori(Consiglio, giunta e altri organi istituzionali) il Comune ha sborsato nel 2007 1,23 milioni di euro, pari a 16,7 euro per abitante. Una realtà come Siena, che non arriva a 60 mila abitanti, contro i 75 mila di Asti, «prosciuga» 102 euro a ciascun residente e la vicina Alessandria 76,35. Questo comportamento virtuoso ha fatto sì che Asti si collochi in 91ª posizione su 99 capoluoghi che formano la classifica stilata dal quotidiano economico. In Piemonte sono più parsimoniose di Asti solo Cuneo (13,27 euro pro capite) e Vercelli (11,13). La meno esosa in assoluto è Trieste: 9,59 euro l'«obolo» che pesa sul capo di ciascun triestino. «E' un risultato - puntualizza l'assessore alle Finanze, Maurizio Lattanzio - frutto anche del giro di vite che questa amministrazione ha imposto sulle collaborazioni esterne e sugli staff che abbiamo deciso di limitare al massimo. Io stesso - prosegue - non ho, per scelta, uno staff. C'è una dipendente che ricopre anche le funzioni di segretaria». Sui compensi degli amministratori era calata la scure della Finanziaria 2006 che aveva imposto una riduzione del 10% delle indennità, sino ad allora regolate da un decreto del Duemila: pertanto un sindaco di una città come Asti aveva visto scendere lo «stipendio» da 5.260 euro a 4734 (al lordo), mentre il «gettone» per i consiglieri era scivolato a 34,16 euro lordi. Il «Sole 24 ore» ha preso in esame anche un altro fronte: quello delle funzioni generali (organi istituzionali, segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione beni demaniali, ufficio tecnico, anagrafe). In questo caso il Comune di Asti «brilla» di meno (è 50° in Italia con una spesa pro capite di 244,5 euro), preceduto nella classifica piemontese solo dalle più «spendaccione» Alessandria e Verbania. «Il nostro ente - spiega l'assessore - continua ad avere un alto costo per il personale anche se siamo al di sotto del tetto del 47% della spesa corrente stabilito per legge. Il Comune ha 640 dipendenti - aggiunge Lattanzio - e non dimentichiamo l'impegno economico non indifferente profuso per la stabilizzazione dei precari».

Torna all'inizio


Bresso: <Il Pd? Deve essere frullato> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'intervista al governatore del Piemonte Bresso: «Il Pd? Deve essere frullato» «Sono stati messi i pezzi nel bicchierone, nessuno però ha mai attivato le pale. Solo quando idee e identità saranno mischiate andrà tutto meglio» Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, esponente di punta del Pd nel Nord-Ovest (Lapresse) Mercedes Bresso, nome da Madonna e militanza ultraradicale, 64 anni, presidente "piddina" della Regione Piemonte, è una specie di Zapatera della politica italiana: intrattabile sui diritti («Perché sui diritti non si dovrebbe trattare»), liberale e riformista. È anche detta comandoira, perché un po' decisionista, ma di tutti i soprannomi che le hanno attribuito lei preferisce «la zarina». La incontro nella dimora savoiarda della Venaria ed effettivamente sembra una reginetta: sorride davanti all'obiettivo, insiste per uno scatto accanto a una statua di donna egizia velata, si informa sulla resa del colore della sua giacca in foto. Quando le dico che è una dei pochi amministratori che non compare nei volumetti giudiziari di Travaglio o nel libro La casta, mi corregge: «In realtà Stella e Rizzo mi hanno citata, altrove, come esempio virtuoso per il rapido restauro della Reggia in cui ci troviamo». La modestia non è il suo forte. Da mai indagata, ci tiene a dare prova di ultra-garantismo e sulla vicenda Soria (il presidente del Premio Grinzane accusato sia di molestie sia di irregolarità amministrative), è fermissima: «I fatti vanno dimostrati». Sostenitrice da sempre del coordinamento del Nord del Pd, Bresso, fa anche parte dell'associazione dalemiana Red. Dopo il crollo sardo e le dimissioni veltroniane, è convinta che, al di là di congressi e assemblee costituenti, il partito debba rispondere prima di tutto a due domande: chi siamo? e perché i cittadini dovrebbero votarci? Partiamo da qui. Possibile che non abbiate ancora una risposta? «Dove si siederanno i nostri europarlamentari a Strasburgo? In che rapporti siamo con la gerarchia ecclesiastica? E con i sindacati?». Sergio Chiamparino, il giorno dopo l'addio di Veltroni, si è fatto domande simili. Chiamparino leader? «Non sarebbe male cominciare a dare responsabilità nazionali ad amministratori locali come Chiamparino. Porterebbero concretezza. La questione del leader però è secondaria ». Sarà, ma non ci vorrebbe un ricambio generazionale? Ha visto Matteo Renzi? A 34 anni ha vinto le primarie di Firenze... «A me non dispiace nemmeno Maurizio Martina, segretario del Pd lombardo. Ma prima delle Europee, non è il momento per elementi nuovissimi. Torniamo ai problemi veri». Il Pd a Strasburgo. «Intanto penso che le candidature debbano nascere dal territorio. Quelle piemontesi le decideremo qui. E poi non c'è dubbio che i democratici dovrebbero andare nel Pse». Lei ha detto che lascerà il partito se non succede. Ma se succede non saranno gli ex popolari o i rutelliani ad abbandonare il Pd? «Non credo» Ce lo vede Franco Marini, o un mariniano, sui banchi dei socialisti? «E lei ce lo vede Marini o un mariniano, tra i liberali inglesi? Quelli sono a favore dell'eutanasia». Lei si disse favorevole a portare Eluana in Piemonte. «Sono per lo Stato di diritto. Una sentenza mi consentiva di farlo. Il cardinal Poletto arrivò a dire che una legge dello Stato non dovrebbe andare contro la legge di Dio». Lei replicò che esistono più religioni e che non siamo in un Paese governato dagli ayatollah. Gli ex margheritini della sua maggioranza si ribellarono. «Ho avuto un parente in condizioni drammatiche. Era cattolico e mi sono guardata bene dal suggerire di staccare la spina. I cattolici dovrebbero avere lo stesso rispetto della volontà altrui». Si arriverà a una legge sul testamento biologico? «Se la legge in questione è quella proposta dal Pdl sarebbe meglio di no». Nel caso passasse, Ignazio Marino ha proposto un referendum abrogativo. Lo appoggerà? «Sì, ma prima bisogna vedere la legge». Marino è stato sostituito in Commissione sanità dall'ex teodem Dorina Bianchi. «Quell'operazione non mi è piaciuta affatto». Dorina Bianchi sostiene che la vita non appartenga solo all'individuo, ma anche alla collettività. «Figuriamoci! Io sono ferma all'habeas corpus. Ha presente la Magna Charta del 1215?». Lei, provocatoriamente, ha anche detto che prima di farsi cattolica, si farebbe valdese. «Ero seria, non era una provocazione». Era seria quando ha detto che il gay pride vale una processione religiosa? «Possono essere entrambe manifestazioni di orgoglio identitario». Paola Binetti, sua collega di partito, temo che non sia d'accordo. «Non siamo d'accordo su moltissime cose. Ma sui diritti gli italiani sono più sulle mie posizioni che sulle sue». Come potete stare nello stesso partito? «Guardi, il Pd dovrebbe essere un frullato. Sono stati messi i pezzi nel bicchierone, ma nessuno ha mai attivato le pale per frullare». Non mi pare poco. «Quando idee e identità saranno frullate, andrà tutto meglio. Certo, resteranno dei pezzi non frullati. Ma chi vuole andare più al centro può confluire nell'Udc, no?». Lei si è detta favorevole a una alleanza con l'Udc. «Sì. Anche se ammetto che Cuffaro e l'Udc in Sicilia sono un problema serio». A sinistra... «Si è visto che andare da soli non porta lontano. Io sono favorevole alle alleanze con chi ha un programma comune». Vendola, Mussi, Fava? «Chiunque non rappresenti le forze del "no". Coi partiti che non vogliono governare e si mettono sempre e comunque di traverso preferirei non avere a che fare». Lei quando ha cominciato a fare politica? «Nel periodo universitario». A Torino? «Durante la guerra i miei genitori sono sfollati da Torino a Sanremo. Ma io sono a tutti gli effetti torinese. Nel '67 andai a Milano per finire economia e commercio. E lì cominciai a frequentare i giovani liberali». Niente gruppetti extraparlamentari? «No. Nel '68 mi sposai e cominciai a fare l'insegnante di matematica, ma era un lavoro che non mi piaceva». Perché? «Troppo da donna. Finii alla Programmazione con il primo presidente della Regione Lombardia, Piero Bassetti, e rimasi a Milano 13 anni. Intanto erano cominciate la carriera accademica e la frequentazione dei radicali». La Milano incendiata degli anni di piombo. «Ricordo il fragore dell'esplosione di piazza Fontana. Ero lì vicino. Per me quelli furono gli anni delle grandi battaglie per i diritti». Il primo comizio? «Alla Statale. Spiegavo perché abolire il codice Rocco, quello che proibiva l'aborto». Anche lei, come altri radicali, si fece arrestare per difendere il diritto all'aborto? «No. Però con Franca Rame facemmo una dichiarazione di aborto. Fummo incriminate per autocalunnia». Non era vero che aveva abortito? «Non ho mai abortito e non abortirei mai. Ma sono liberale: ognuno deve essere libero di fare le proprie scelte ed esprimere le proprie idee». Quando ha lasciato i radicali? «Sono stata una pioniera delle politiche ambientali. Nel '75, c'erano le amministrative e con alcuni compagni milanesi preparammo un programma avanzatissimo». Ebbe successo? «No. Pannella decise che non ci dovevamo candidare. Non voleva crescere una classe dirigente locale, lontana da Roma, e non era interessato all'ambiente». Lei è stata attaccata dagli ambientalisti perché è favorevole alla Tav. «Solo degli strani personaggi in Val di Susa pensano che i treni siano contro l'ambiente». Gli strani personaggi sono preoccupati per l'impatto ambientale. «Lì i problemi sono tecnici, non ambientali». Al fianco degli abitanti della Val di Susa ci sono molte associazioni ambientaliste. «C'è un ambientalismo progressista e un ambientalismo di pura conservazione. Il secondo a me non piace». Dopo l'esperienza coi radicali... «Università e università... Poi, nel 1985, Livia Turco mi chiese di candidarmi alle regionali col Pci». Una liberal-radicale nelle liste comuniste? «Come indipendente. Mi chiesero di iscrivermi al partito, dissi che non l'avrei fatto se prima non avessero cambiato nome. Nel '91, presi la tessera del Pds». Chi le propose di fare la presidente di Regione? «Chiamparino. Accettai perché a me piacciono le battaglie. Non ho paura di niente». Non esageri. «È così. Chi ha coraggio è anche un po' incosciente». Un esempio della sua incoscienza? «A diciassette anni, con mia sorella andammo a curiosare alla Cetra di Torino. Eravamo del fan club del Reuccio, Claudio Villa. Lui, che ci conosceva, ci disse che era lì per registrare una canzone, ma non gli avevano fornito il testo, e ci chiese, scherzando, se avevamo qualche idea. Beh, mi misi lì...». E che cosa fece? «Scrissi. Ne venne fuori il pezzo Un furibondo twist. Non un successo, ma insomma...». Dopo il Piemonte a che cosa punta? «Al Piemonte». Un secondo mandato da presidente? «Certo. Devo finire il lavoro qui. Ora sto studiando uno statuto speciale che dia alla macro-regione Piemonte- Liguria, maggiori competenze». Quali competenze? «Quelle che hanno la Sicilia e il Trentino». Ultra-federalista. «Ed europeista. Io ero federalista, seguace di Cattaneo, quando i leghisti non erano nati». Che cosa ne pensa del progetto di federalismo di Calderoli? «Che è il trionfo di Vasco Errani. E ha poco a che fare con il vero federalismo». Che cosa c'entra Errani, governatore dell'Emilia-Romagna? «Calderoli ha adottato un vecchio progetto di Errani che era alla base del federalismo del governo Prodi. Quando il leghista l'ha sottoposto a noi presidenti di Regione ci è venuto da ridere. Io comunque sono per un federalismo molto più spinto. Alla Svizzera». Lei è stata radicale, ambientalista e ora è nel Pd. Mi ricorda un altro politico... «Francesco Rutelli?». Solo che ora, lei e Rutelli, sembrate il diavolo e l'acqua santa. Non una sola posizione in comune. «Mia nonna, parlando di mia madre, diceva: "È come se me l'avessero cambiata". Beh, con Rutelli è lo stesso: non lo riconosco più». Se lo ricorda... «Certo, il prediletto di Pannella». C'erano anche Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello, ora vicinissimi alla Chiesa. «Hanno atteggiamenti da spretati. Demoliscono il loro passato. Io capisco le scelte personali, religiose, ma non la perdita della laicità». A cena col nemico? «Non mi piace l'immagine di due avversari che vanno a cena insieme». Un nome me lo faccia. «Lombardo, il governatore della Sicilia. Il suo alleato principale, Cuffaro, è inquietante. Ma lui ha l'idea di un Sud che prende per mano se stesso e che non si fa difendere dallo Stato. Molto interessante». Lei ha un gruppo di amici storici? «La figlia di mio marito, Silvie, che ha più di quarant'anni, e poi Pierre e Marica, professori universitari. Ho amici sparsi in tutto il mondo». La scelta che le ha cambiato la vita? «Mio marito, Claude Raffestin. L'ho incontrato nel 1974 a un convegno di Bassetti sulle Alpi. L'ho visto e ho deciso che era il mio uomo. » La comandoira. «Eravamo entrambi sposati. Per molti anni abbiamo fatto gli "international commuters": ci dividevamo tra Milano e Ginevra». L'errore più grande che ha fatto? «Interrompere l'insegnamento accademico. Ma non potevo fare altrimenti». Da associata a Red, ha mai visto Redtv? «L'ho cercata una volta sul satellite. Ma se devo essere sincera sto poco davanti al teleschermo e non guardo i dibattiti televisivi». Niente Matrix, niente Porta a porta? «Il blablabla dei salotti tv è molto romano. È un avvitamento della politica su se stessa. Non credo che interessi davvero ai cittadini». Domande finali. La sua canzone? «Contre vents et marees, di Serge Reggiani». Il film? «Deserto rosso, di Antonioni». Il libro? «Memorie di Adriano, della Yourcenar. Ma è difficile scegliere. Leggo qualunque cosa». E scrive. «Ad aprile esce Il profilo del tartufo, un giallo di territorio». Li ha letti i libri di Walter Veltroni e Dario Franceschini? «No, ammetto di no». Oltraggio. «Evito di leggere gli scritti dei politici». Punta a vendere più di Veltroni? «Non sarebbe male. Coi guadagni comunque non comprerei una casa a New York, come ha fatto lui». Bresso, tra le sue passioni, però, c'è anche quella di comprar case. Uno schiaffo alla gauche pauperista. «Io sono sobria e risparmiatrice. Però se trovo qualche affare...». Ha molte case? «Una a Superga, dove vivo, una a Latte, uno studio a Parigi e un terreno sul Lago d'Orta. Tutte pagate molto poco». Cultura generale. Quando è caduto il muro di Berlino? «Novembre '89. Ero in Svizzera. Un'emozione così la provai solo quando cadde il dittatore portoghese Salazar». Quanto costa un litro di benzina? «Un euro. Ho appena comprato una Panda metano-benzina, natural power». Segue le regole ambientaliste di Al Gore? «Sì. E cerco di applicarle anche in Piemonte. Vorremmo convincere i cittadini a coibentare le case». Ha un profilo su Facebook? «Ebbene sì. E ho un mucchio di amici. Il dibattito nei miei spazi on line è molto civile». L'articolo 7 della Costituzione? «È quello del Concordato, i rapporti Stato-Chiesa». I patti Lateranensi... «Anche se nella versione craxiana sono accettabili, sì, sarebbe il momento di abolirli». Vittorio Zincone stampa |

Torna all'inizio


tassi giù ma i prestiti sono sempre cari - paoletta farina (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Gli effetti del diminuito costo del denaro non si sentono: pochi vantaggi per i clienti Tassi giù ma i prestiti sono sempre cari Inchiesta in banche e finanziarie: per 20mila euro in cinque anni interessi dal 7 all'11% Ieri l'Euribor è sceso al minimo storico: 1,86% E' il livello più basso registrato dal 2004 PAOLETTA FARINA SASSARI. Cure mediche da affrontare improvvisamente in famiglia, lavori di ristrutturazione in casa che non si possono più rimandare, crisi di liquidità vista la difficile congiuntura economica in cui si trovano le famiglie? E' il momento di chiedere un prestito personale, perchè i risparmi non sono sufficienti oppure non vogliamo intaccarli del tutto. Ma attenzione, perchè, alla faccia della riduzione dei tassi, da Euribor (ieri al minimo storico), a Bce e Irs, il costo del denaro resta sempre alto. Da un'indagine che abbiamo condotto emerge che per un prestito standard di 20 mila euro da estinguere in cinque anni (quindi in 60 rate) gli interessi variano dal 7,70 all'11 per cento che ci si rivolga a una banca oppure a una finanziaria. Colpa dell'aumento, dicono gli esperti, dello spread, cioè il margine di ricavi sui finanziamenti da parte delle banche. Margine che ha compensato i tagli dei tassi: in pratica, gli istituti di credito continuano a guadagnarci un sacco di soldi. I tassi. Per i mutui a tasso variabile sono ormai diversi giorni che nel mercato interbancario europeo si segnano record: il 10 febbraio, l'Euribor a tre mesi, ovvero il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali di depositi, è sceso dal 2,01 per cento all'1,99 per cento. E ieri c'è stato un nuovo minimo storico con l'Euribor all'1,858 per cento. Dal 1º aprile del 2004 non si registrava un livello così basso. Ora basti pensare che appena lo scorso ottobre il tasso a tre mesi era al 5,24 per cento. Un bel salto. Ma di questa vorticosa discesa, è probabile che poco si possano avvantaggiare i clienti. Perché le precedenti diminuzioni hanno avuto un riflesso tutto sommato modesto sul costo del credito. Eppure con il calo dei tassi (quello della Bce è al 2 per cento) le banche spendono meno per approvvigionarsi di denaro e di conseguenza dovrebbero farlo pagare meno anche ai clienti. Con impareggiabilità tutta italiana, mentre i prezzi vengono aumentati con estrema velocità, le riduzioni avvengono in tempi assolutamenti lenti. E anche le banche non sfuggono a questa regola aurea. Scendendo nel dettaglio, per i prestiti personali a tasso fisso su un lungo periodo, si applica un altro saggio, l'Irs, acronimo di «Interest rate swap». Anche qui la curva è in discesa. Ma appunto, che si tratti di Euribor, tasso Bce, o Irs, la solfa non cambia: tassi giù, costo del denaro sempre alto. Dicono che per colpa della crisi le banche diffidino a prestarsi moneta. Ma paga il consumatore. Lo spread. Una parola che sta prendendo piede nel vocabolario del popolo di mutui e prestiti. Lo spread è infatti la percentuale che ogni banca aggiunge al tasso quale proprio ricavo. E che sommata a quello fisso dà il tasso a cui il prestito viene concesso. Ovviamente lo spread è stato ritoccato all'insù sfiorando in alcuni casi anche il 2 per cento. Così il margine per gli istituti di credito è aumentato, vanificando il risparmio che una migliorata situazione di accesso al credito dovrebbe consentire. Le condizioni. Abbiamo chiesto a Banco di Sardegna, Banca Intesa, Unicredit e Findomestic, le condizioni per un prestito da 20mila euro con 60 rate, fissando come riferimento il Taeg (tasso annuo effettivo globale) che dovrebbe rappresentare nel modo più completo ed esatto l'effettivo costo del finanziamento richiesto, perché comprende una serie di voci caricate sulle rate rappresentate da spese di istruttoria, assicurazione (nel caso disgraziato il cliente possa passare a miglior vita), etc. Come si può vedere nella tabella che riportiamo a fianco, le condizioni sono oggettivamente diverse da banca a banca e da banca a finanziaria e incidono sulla rata anche al di là del Taeg. In testa alla classifica c'è il Banco di Sardegna che applica il tasso del 7,77%, il più basso e quindi conveniente dell'intero gruppo. Per completezza bisogna comunque ricordare che ogni istituto di credito propone piani finanziari a seconda delle necessità del cliente. Per esempio, alcune categorie di lavoratori hanno convenzioni grazie alle quali possono spuntare condizioni più favorevoli. Oppure esistono particolare «offerte» per specifiche esigenze (la ristrutturazione o l'acquisto di un'auto sono tra queste) che consentono di risparmiare sul finanziamento. Il cliente accorto deve perciò valutare prima tutte le offerte e poi le voci del piano di ammortamento del prestito per scegliere quello più conveniente. E per farlo occorre una semplice somma dei costi (rata mensile moltiplicata per il periodo del finanziamentp, la polizza di assicurazione, imposte) da cui detrarre la cifra è richiesta. Si potrà così verificare al centesimo quanto si deve restituire: che alla resa dei conti è quello che interessa.

Torna all'inizio


il governo e il sommerso - (segue dalla prima pagina) (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 31 - Commenti Il governo e il sommerso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Li ha ridotti nonostante potesse contare su più ispettori del lavoro di quelli a disposizione dei governi precedenti. Ne sono stati assunti 300 (quasi il 10 per cento in più) nel solo 2008 e 1100 nei due anni precedenti. Ma i controlli sono diminuiti. Nel 2008 sono calati del 6 per cento. E nel 2009 si ridurranno di un quarto. Ce lo dice tra le righe il Documento di Programmazione dell´Attività di Vigilanza nel 2009 predisposto dal ministero del Lavoro e reso pubblico in questi giorni. Se si prendono per buoni i dati forniti dal ministero sui controlli effettuati nel 2008, la riduzione delle ispezioni sarà del 24 per cento, con punte del 50 per cento nelle regioni del Sud (a partire dalla Calabria). Perché questa scelta? Il documento del ministero è molto esplicito a riguardo: «La criticità del momento contingente rafforza la scelta di investire su di un´azione di vigilanza selettiva e qualitativa, diretta a limitare ostacoli al sistema produttivo». Insomma, si preferisce chiudere un occhio, se non due, in questo frangente. Più chiaro di così! è una scelta di politica economica molto pericolosa e fatta senza dire nulla ai cittadini, senza interpellare il Parlamento. Può portare a un ulteriore e forte peggioramento dei nostri conti pubblici nel 2009, ben al di là di quanto previsto nei documenti ufficiali del Governo. Forse per questo il ministro Tremonti è stato così prudente in questi mesi. Secondo l´Aggiornamento del Programma di Stabilità dell´Italia presentato dal governo a Bruxelles, l´indebitamento dovrebbe salire nel 2009 al 4,1 per cento nel caso, sempre più probabile, di una diminuzione del prodotto interno lordo del 2,5 per cento. Ma le previsioni del governo contemplano un anacronistico incremento delle entrate contributive nell´anno in corso e confidano su di un consistente recupero di evasione nella copertura del decreto anticrisi. Con la riduzione della tax compliance, il disavanzo potrebbe perciò avvicinarsi pericolosamente alla soglia del 5 per cento. Il tutto senza che vengano varati provvedimenti significativi a sostegno dell´economia e delle famiglie colpite dalla crisi. La vera manovra, a quanto pare, consiste nel dare spazio all´economia sommersa. I controlli sui posti di lavoro sono molto efficaci nel recuperare base imponibile. Mediamente una ispezione su due porta al riscontro di frodi fiscali o contributive. Sempre in media, ciascun controllo compiuto dagli Ispettorati del Lavoro, dall´Inps, dall´Inail e dall´Enpals porta alle casse dello Stato fra tasse, contributi e sanzioni circa 55.000 euro, ben di più del costo unitario delle ispezioni. Questo significa che le ispezioni sono uno strumento molto efficiente nel recuperare base imponibile e che quella del governo è una scelta politica, probabilmente volta ad accontentare alcune fasce del suo elettorato di riferimento. è la stessa scelta, peraltro, resa esplicita nei nuovi orientamenti del Governo riguardo alle politiche di accertamento, che «non devono essere invasive nei confronti delle piccole e medie imprese», come recitano i comunicati dell´Agenzia delle Entrate (vedi Cecilia Guerra e Silvia Giannini su lavoce. info). è una scelta pericolosa anche perché penalizza le imprese che possono portarci fuori dalla recessione permettendo invece la sopravvivenza di quelle più inefficienti. La distruzione creativa che avviene in ogni recessione avrà così luogo all´inverso: sopravvivenza garantita alle imprese con produttività più bassa, mentre si tartassano le imprese, in regola, quelle che hanno il maggiore potenziale di sviluppo, così come le nuove iniziative imprenditoriali che volessero nascere in chiaro, alla luce del sole. è una scelta pericolosa perché lascerà a tutti noi un´eredità molto pesante di illegalità diffusa, di stato debole e invadente al tempo stesso. Debole perché non garantisce il rispetto della legalità. Invadente perché sarà la Direzione generale per l´attività ispettiva a programmare dal centro le ispezioni sulla base delle direttive del ministro, come affermato nella direttiva emanata il 18 settembre 2008 dal ministro Sacconi. è un accentramento di poteri senza precedenti. L´economia sommersa, l´insieme di attività svolte senza pagare tasse e contributi sociali, conta tra un sesto e un quarto del nostro prodotto interno lordo, a seconda della stime. Vi sono delle regioni, come la Calabria, dove secondo l´Agenzia delle Entrate fino al ´94 per cento dell´imponibile Irap veniva nel 2006 sottratto al fisco. è una piaga nazionale, un fardello che pesa sulla parte più avanzata del nostro tessuto produttivo, localizzata soprattutto nel Nord del paese, costringendola a pagare anche le tasse degli altri (potrebbero essere di un quinto più basse se tutti le pagassero). Allontana la soluzione dei problemi dello stesso Mezzogiorno. Perché l´illegalità alimenta altra illegalità ben più grave: è proprio sullo smercio delle produzioni del sommerso economico che spesso vive e vegeta la criminalità organizzata, a partire dal "sistema" camorristico narrato con rara efficacia da Roberto Saviano. Ed è sempre molto forte l´intreccio fra, da una parte, evasione fiscale e contributiva e, dall´altra, quel mancato rispetto degli standard di sicurezza da cui scaturiscono molte morti bianche. Le recessioni offrono un´occasione per contrastare in modo significativo la violazione delle norme sulla sicurezza perché per le imprese è meno costoso mettersi in regola quando le attività sono più contenute e, quindi, la regolarizzazione non comporta costose interruzioni del ciclo produttivo. Ma perché le imprese siano indotte a mettersi in regola ci vogliono più ispezioni, non certo di meno. Si dirà che reprimendo il sommerso si rischia di creare più disoccupazione in un momento già molto difficile per il nostro mercato del lavoro. Ma la disoccupazione viene creata proprio scaricando il peso della tassazione sulle imprese che operano alla luce del sole. Se il governo ritiene che la pressione fiscale sul lavoro sia insostenibile nell´attuale congiuntura, perché non riduce la tassazione sul lavoro, a beneficio di tutte le imprese in regola e di tutti i loro lavoratori? Perché non intensifica, al contempo, i controlli anziché ridurli, permettendo così di finanziare in parte i costi della riduzione delle imposte? In ogni caso, siamo in democrazia e gli italiani hanno il diritto di essere informati su questa scelta esplicita di politica economica del nostro esecutivo.

Torna all'inizio


fondo della diocesi per le famiglie bisognose (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Grosseto Fondo della Diocesi per le famiglie bisognose La povertà aumenta: alla mensa della Caritas anche 65 pasti serviti a pranzo GIORNI DIFFICILI GROSSETO. è un triste record, quello segnato lunedì dal centro di accoglienza Caritas di Grosseto, che per la prima volta ha raggiunto la soglia dei 65 pasti serviti a pranzo. «Solo un paio di anni fa - ricorda il direttore della Caritas, Alberto Eusepi - si arrivava a punte di 35/40 persone». Ne avrebbe fatto volentieri a meno, Eusepi, di questo record: il centro di accoglienza è un osservatorio privilegiato e quello che si sta verificando è non solo un aumento degli utenti, ma anche un "salto di qualità" nel senso che da qualche tempo non si tratta più solo dei soliti sbandati, ma anche di persone che hanno avuto una vita normale, un lavoro, e che adesso non ce la fanno ad arrivare a fine mese con la pensione e cercano un pasto gratis per risparmiare qualcosa. La povertà, le povertà, sono in crescita anche a Grosseto dove, forse, la crisi non morde come in altre città, visto il tessuto socio-economico fatto poco di industria e molto di stipendi fissi, ma i primi sentori di un cambiamento, in peggio, ci sono e per questo la chiesa grossetana ha deciso di mettere in campo una misura di emergenza, un fondo di 50 mila euro «raccolti con fatica e rinunciando ad altri usi», spiega il vescovo Franco Agostinelli, che sarà destinato a sostenere le famiglie più in difficoltà. «L'iniziativa - dice il vescovo - è rivolta alle famiglie più bisognose, quelle che in banca non le guardano nemmeno, che non potrebbero accedere neanche al microcredito». Il denaro messo a disposizione dalla diocesi è solo una base. Il «Fondo di solidarietà tra le famiglie della diocesi» è destinato, almeno nelle intenzioni, a crescere proprio con il contributo delle famiglie, di quelle che possono contribuire, a partire da quelle che frequentano le parrocchie e che sono chiamate a vivere con questo gesto la loro Quaresima di carità. Ma monsignor Agostinelli non guarda solo al suo gregge, il suo è un appello «a tutti gli uomini di buona volontà, al mondo economico, alle istituzioni» per contribuiscano tutti ad una gara di solidarietà che serve a dare una risposta di emergenza a chi si trova a dover far fronte a spese inattese, perdita di lavoro, sfratto, malattie improvvise e altri eventi che possono destabilizzare il bilancio di una famiglia già in difficoltà. «Non può funzionare - dice monsignor Agostinelli - una società in cui c'è qualcuno che sta male perché mangia troppo e qualcun altro che soffre perché non ha nulla da mangiare». L'iniziativa della diocesi passa attraverso le parrocchie. è qui che saranno distribuite delle scatolette per raccogliere le offerte ed è sempre qui che potranno essere presentate le richieste di aiuto da parte delle famiglie bisognose. Il primo screening lo fa il parroco, poi la "pratica" passa ad una commissione della Caritas che dopo il 3 maggio - il termine ultimo per inviare offerte - dovrà farsi carico della difficile scelta tra chi potrà avere accesso e chi no al sostegno del fondo. Le offerte possono essere consegnate nelle parrocchie oppure versate sul cc intestato alla Diocesi di Grosseto - Fondo di Solidarietà tra le Famiglie al Monte dei Paschi di Siena (IBAN: IT27G010301430000000 2171947). Si tratta di un intervento di emergenza, il vescovo lo ribadisce più volte, spiegando che la palla dovrà passare alla politica e alle istituzioni che «hanno il dovere di fare qualcosa». Di più non dice e non chiede, monsignor Agostinelli. Una proposta i giornalisti presenti in conferenza stampa la fanno: non sarebbe male che gli amministratori di enti e società pubbliche dessero il buon esempio devolvendo al fondo i gettoni di presenza di almeno una delle prossime riunioni da qui al 3 maggio. Enrico Pizzi

Torna all'inizio


Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle consulenze affidate a... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 25 Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle consulenze affidate ai professionisti esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia regionale della sanità e disponibili sul sito dell'Ars. Alcune fra queste consulenze totalizzano compensi davvero rilevanti, anche superiori allo stipendio di un dirigente. Le cifre sono le più disparate: si parte dai 7.334 euro per l'incarico della durata di un anno affidato a Carlo Daffara per l'attività di tutoraggio del ricercatore junior per il progetto Murinet, ai 192.400 euro per la collaborazione di Fabrizio Minuto che si occupa dell'aggiornamento del sistema di definizione per le nuove classificazioni dei dispositivi medici, l'aggiornamento data base del nomenclatore medico europeo, consulenza sulle attività di back-office e front-office per la verifica delle registrazioni effettuate dalle aziende nella banda dati e nel repertorio nazionale per i dispositivi medici nel corso del 2008. Zancaner a pagina VI

Torna all'inizio


Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 25 Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i numeri delle consulenze affidate a esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia regionale della sanità Si parte dai 7.334 euro per il tutoraggio del ricercatore junior ai 192.400 euro per dispositivi medici In regione

Torna all'inizio


"c'è chi ha speculato sulla mia legge" (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Palermo Parla Salvatore Cardinale, che da ministro delle Comunicazioni volle il provvedimento per favorire gli investimenti "C´è chi ha speculato sulla mia legge" "Adesso la politica ha abbandonato il Sud costringendo le imprese a lasciare" Da ministro delle Comunicazioni, nel �98, volle fortemente la legge che prevedeva sgravi fiscali per chi assume e forma giovani disoccupati del Mezzogiorno. Adesso Salvatore Cardinale guarda con rammarico gli scarsi risultati che ha prodotto quella legge, con aziende come la Omnia che finiti gli aiuti chiudono i battenti. Cardinale, pensa che quegli aiuti siano stati solo soldi sprecati, visti i risultati? «Certamente no. Io non nego che in alcuni casi ci siano state delle speculazioni, ma la legge che prevedeva bonus per ogni assunzione di giovani disoccupati ha smosso l´economia del Sud e della Sicilia. Certo, dopo la nostra iniziativa, la politica ha abbandonato il Mezzogiorno e il risultato è che gli imprenditori adesso preferiscono investire altrove una volta finiti gli aiuti». Ma oltre agli aiuti cosa poteva fare la politica? Perché devono essere sempre le istituzioni pubbliche ad aiutare un´impresa che poi non regge con le sue gambe sul mercato? «Le istituzioni, in territori difficili come quelli del Sud, devono proporre iniziative per lo sviluppo e creare le condizioni per fare sistema e portare le aziende estere a investire qui. In Sicilia, dopo che avevamo comunque attratto molti investimenti grazie a quella legge finanziata in parte con fondi Europei, alla fine gli imprenditori sono rimasti soli. Non hanno trovato attorno le istituzioni locali, e non solo. Per questo, una volta concluse le agevolazioni, non hanno avuto altro interesse economico a rimanere nell´Isola, visto che magari alcune attività potevano essere spostate quasi a costo zero in regioni dove invece gli imprenditori e la politica fanno insieme sistema». Ma cosa significa fare sistema? «Significa, a esempio, firmare la "Carta per Palermo", dove avevamo coinvolto decine di istituzioni e imprenditori di Paesi del Mediterraneo. Oppure attivare il progetto "Nautilus" che vedeva Palermo capofila per un´iniziativa che annunciava un miliardo di euro d´investimenti. Purtroppo oggi manca il clima di quegli anni: perché l´incentivo serve solo per lo start-up delle aziende, serve come strumento per attrarre imprenditori di altre regioni ad aprire attività in Sicilia. Ma dopo occorre creare quelle condizioni per far rimanere le imprese, invece qui la politica sembra interessata ad altre questioni di potere, e non allo sviluppo vero del territorio». a. fras.

Torna all'inizio


Tommasini: contributi al partito ultimi giorni per regolarizzarsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Tommasini: contributi al partito ultimi giorni per regolarizzarsi BOLZANO. Problema di cassa per il Pd. Partito nuovo, nuove regole per il versamento di una quota delle indennità o dei gettoni di presenza da parte degli eletti (dagli assessori provinciali ai consiglieri comunali). Se n'è parlato l'altra sera durante la direzione del partito, perché mancano all'appello alcuni versamenti. Il regolamento del partito prevede quote diverse, in base alle indennità percepite, più un contributo per la campagna elettorale. «L'assemblea provinciale del Pd ha deciso di prorogare al 28 febbraio il termine per la regolarizzazione da parte degli eletti dei versamenti al partito. Prima di quella data quindi non vi è alcuna lista di persone morose», fa sapere il segretario del Pd Christian Tommasini (foto), «Solo in seguito, così come deciso dalla stessa assemblea, verranno resi pubbici i nomi di coloro che non si sono messi in regola». La gestione è affidata al tesoriere Mauro Marchi.

Torna all'inizio


san daniele, approvato il bilancio ma non vale (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il sindaco Pascolini spiega: «Dovevano essere almeno nove i favorevoli invece dei sette che hanno votato». Il consiglio sarà riconvocato di nuovo per il 2 marzo San Daniele, approvato il bilancio ma non vale Il voto nella notte dopo una seduta-fiume, il giorno dopo ci si accorge che non c'era la maggioranza SAN DANIELE. Non c'è la maggioranza assoluta, il bilancio non passa, ma i consiglieri comunali non se ne accorgono, se non il giorno dopo. È accaduto a San Daniele dove, dopo quasi sette ore di ininterrotta discussione circa il bilancio e gli atti allegati, il consiglio lunedì sera ha votato il documento credendo di approvarlo. E invece mancavano i numeri. Qualche assenza di troppo tra le file dell'amministrazione ha infatti causato il venir meno della maggioranza assoluta, necessaria (lo prevede il regolamento) solo nel caso del via libera al rendiconto. Complici l'ora tarda e l'ovvia stanchezza, nessuno, in serata, se n'è accorto e anzi, se possibile, i consiglieri hanno preso congedo in un clima di generale serenità, convinti d'aver licenziato l'ultimo documento contabile dell'uscente giunta Pascolini. Tutto da rifare, dunque, ma con un pizzico di ironia, parola del sindaco: «Ci volevano nove consiglieri favorevoli - spiega Gino Marco Pascolini - e noi, in maggioranza, eravamo solo in sette». Sette voti favorevoli contro tre astensioni dei consiglieri Carlo Topazzini, Enzo Ceschia e Valerio Mattioni, e due voti contrari di Emilio Iob e Glauco Recchi, non sono dunque bastati. «Lì per lì - continua Pascolini - non ce ne siamo proprio accorti, se non stamattina (ieri, ndr). Nulla di grave, comunque, riuniremo il consiglio, solo per la votazione, il 2 marzo alle 20.30. Sarà una cosa di pochi minuti». Ma (forse) di non irrilevante spesa per le casse comunali, visti i gettoni di presenza da pagare. Pascolini alza le mani: «Si sa che la giunta per i consigli non ha diritto al gettone - dichiara -. Non posso dal canto mio garantire per i consiglieri ma credo che con tutta probabilità rinunceranno, ne discuteremo tuttavia in conferenza dei capigruppo». Quanto al bilancio, anche se formalmente l'approvazione deve ancora arrivare, ricordiamone brevemente i punti salienti. Vi si prevedono una sostanziale conferma di tasse e tariffe, così come la riproposizione delle opere pubbliche in itinere progettuale o in fase di appalto dei lavori assieme ad alcune novità. Due per tutte: l'acquisto e la ristrutturazione del teatro T.Ciconi e la riqualificazione del centro anziani di via Cadorna. Spiega Diego Sivilotti, vicesindaco con delega al bilancio: «Considerati i limiti naturali della capacità finanziaria del Comune, che consentono di realizzare ben poco rispetto ai bisogni, fondamentale è stata l'alienazione di palazzo Sonvilla che ci ha garantito le risorse utili ad effettuare alcuni interventi a carico di strade, illuminazione e sede della polizia municipale. L'obiettivo che ci siamo posti nella redazione di questo bilancio è stato per altro quello di lasciare inalterato il costo dei servizi a carico delle famiglie, manovra in cui siamo riusciti e con non poca soddisfazione». Maura Delle Case

Torna all'inizio


biblioteca: via libera al progetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 14 - Pordenone Biblioteca: via libera al progetto FIUME VENETO FIUME VENETO. All'attenzione dell'ultimo consiglio comunale (lunedì) figurava un unico punto all'ordine del giorno: la variante 42 al piano regolatore che contempla i lavori di ristrutturazione e riqualificazione di un edificio da adibire a biblioteca comunale (l'amministrazione guidata da Tiziano Borlina da tempo l'ha individuato nel rustico di via San Francesco, potendo contare su uno spazio tre volte l'attuale). La variante è stata approvata. Già tempo fa era stato possibile formalizzare il trasferimento di 500 mila euro del contributo regionale elargito per realizzare l'ampliamento della sede municipale, per permettere l'acquisizione del lotto limitrofo a quello dove attualmente è presente il rustico. A questo punto l'amministrazione potrà attivarsi per avviare la procedura di acquisizione delle aree, per poter ampliare la zona di competenza nella quale sorgerà la nuova biblioteca. L'edificio si svilupperà su tre piani. Il progetto preliminare è stato bocciato dalla Lega e dalla civica Uniti per Fiume Veneto, le quali hanno contestato l'ubicazione della nuova biblioteca asserendo che «l'area non è adatta a ospitare tale attività». Gli esponenti della civica hanno anche espresso disappunto per l'aver indetto «un consiglio con un solo odg, spendendo oltre mille euro in gettoni di presenza». (c.l.)

Torna all'inizio


il gran rientro di george bush l'ex presidente oratore a gettone - vittorio zucconi (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 19 - Esteri Il gran rientro di George Bush l´ex presidente oratore a gettone Tour di conferenze in Canada, Australia e Giappone Il cachet è di circa 100 mila dollari a serata, un quarto della parcella di Bill Clinton La moglie Laura sta per scrivere le sue memorie, mentre lui cerca ancora un editore VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON - Dal cono dell´oscurità nel quale è piombato in appena un mese, George W Bush riemerge per raggiungere il circuito del "pollo di cartone", il giro dei conferenzieri per atroci banchetti di gente troppo ricca e disposta a pagare per ascoltare saggi di Bushspeak, del bushese orwelliano che per otto anni aveva ascoltato gratis. Magari sperando segretamente e maliziosamente, per non piombare nel torpore post prandiale, in un´altra delle sue rimpiante e inimitabili gaffe. Nella speranza che esistano al mondo, in Canada, in Australia, in Asia, dove le prime tappe della tournée dovrebbero portarlo, persone disposte a spendere mille dollari a piatto per scoprirne «i pensieri», ove ve ne siano, come spiega l´agenzia di collocamento che l´ha assunto, George "Dubya" segue le orme dei predecessori più popolari, come Ronald Reagan e Bill Clinton, che hanno ammassato fortune parlando a gettone. I mesi della post-presidenza sono quelli nei quali gli ex "leader del mondo libero", pagati 400 mila dollari all´anno come un qualsiasi panchinaro del basket o del football, incassano i dividendi della loro fama diffondendo sul mondo il proprio carisma e firmando succulenti contratti per le loro memorie. Contratti che hanno già ricevuto la signora Bush, per un anticipo attorno ai 5 milioni di dollari (meno degli 8 incassati da Hillary nel 2001), e ieri Condolezza Rice, per 2 milioni e mezzo. Ma che finora nessun editore ha offerto a "Dubya", forse non fidandosi della sua memoria e dell´esistenza di un pensiero. Il prezzo del cartellino per ingaggiare «il più grande presidente della storia americana» come fu generosamente definito da un servizievole amico, è «superiore ai 100 mila dollari» a serata, spiega il sito del Washington Speaker Bureau, l´agenzia. Una cifra modesta, rispetto ai 400 mila che Clinton sparecchiava, ai 250 mila dell´evangelista dell´Effetto Serra, Al Gore, o ai finora insuperati due milioni e mezzo che la Confindustria giapponese versò a Ronald Reagan nel 1997, quando il dollaro valeva ancora qualcosa. Una tariffa un po´ da saldo, che l´agenzia affida al buon cuore del pubblico pagante con quella esortazione agli «oltre 100 mila» e che si giustifica con la minaccia degli argomenti che l´ospite affronterà nel suo indirizzo, tra i quali «la natura della leadership politica», nella quale potrà spiegare come fece a uscire da otto anni di leadership con il 28% di approvazione; «il funzionamento della Casa Bianca»; «il suo rapporto con la fede», oltre che «con altri capi di stato». Promettendo di essere, garantisce l´agenzia ma senza promettere, «soddisfatti o rimborsati». Un fatto che se fosse vero, varrebbe da solo i mille dollari a pollo con insalatina. In attesa che i suoi fedeli cultisti orfani del "Bushpensiero" in Europa aprano i libretto degli assegni per invitarlo anche in Italia, si sono per il momento prenotati i petrolieri di Calgary, in Canada, per affinità non necessariamente mistiche, gli australiani, che stanno tuttavia tirando sul prezzo e non vogliono andare oltre i 600 dollari Usa a piatto, e i giapponesi, che ricordano ancora oggi con nostalgia struggente la indimenticabile esibizione di papà Bush a un banchetto ufficiale del �92, quando vomitò sushi e sashimi nel grembo dell´impietrito premier Miyazawa al suo fianco. E se per il momento l´interesse per il conferenziere George W risente del sospetto che i suoi "pensieri" possano difettare un poco di profondità, né da lui si possono sperare spiragli pruriginosi come dal fascinoso "Bubba" Bill Clinton o esibizioni di charme hollywodiano come dal grande Ronnie, il circuito del pollo di cartone lo aiuterà ad affrontare le spese del trasloco. è avvenuto venerdì fra il disperato ranch nel nulla texano, comperato per fare da palcoscenico alla sceneggiata elettorale del cowboy presidente e per infliggere agli ospiti stranieri barbecue tra zanzare e aromi di mucche al pascolo. Ma dove la signora Laura aveva già chiarito che non avrebbe consumato la propria vecchiaia. Un trasloco a Dallas dove i Bush hanno comperato un cottage da 2,1 milioni di dollari sfortunatamente per loro subito prima del collasso dei valori immobiliari, accanto a una sorta di sontuosa Versailles da Prateria che lo fa apparire come la dépendance del personale, che deve presentare qualche inciampo. Questo spiega l´inattesa apparizione dell´ex presidente in un emporio di ferramenta e giardinaggio del Texas, Elliott´s Hardware, sabato scorso, quando si è presentato in giacchina a vento di nylon e brache di felpa, riconosciuto dal proprietario soltanto per lo sciame di agenti del Servizio Segreto che lo avevano accompagnato. «è molto più piccolo di come sembrava in televisione» si è scusato il commerciante che poi gli ha offerto per farsi perdonare un lavoro come greeter, come commesso alla porta per il benvenuto ai clienti. Bush ha declinato. è uscito dal negozio dopo avere acquistato una torcia elettrica e le relative batterie, attrezzo che potrebbe risultare prezioso anche per la ricerca di sempre possibili armi di distruzione di massa nella cantina della sua nuova casa.

Torna all'inizio


Attività a Imperia chiusa per vandali (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Attività a Imperia chiusa per vandali tre denunce, poi la clamorosa decisione La titolare: «C'è troppa microcriminalità, è peggio che a Torino!» Imperia. «Basta, se continua così siamo costrette a chiudere e ad andarcene. Lo stillicidio di atti vandalici che vengono compiuti da tempo all'interno della nostra attività di fatto ci impedisce di lavorare. In questa città la microcriminalitàè spaventosa. Peggio che a Torino!». E così Elisabetta Cisnetti, una delle due titolari della lavanderia self service all'inizio di via Argine destro, vicino al Bingo di Borgo San Moro, ha deciso di abbassare le serrande. "Chiuso per vandalismi", recita il cartello affisso sulla saracinesca della lavanderia. «Si, proprio così. Non abbiamo chiuso per ferie, né per ristrutturazione dei locali, né per inventario, come in questo periodo hanno fatto altri commercianti. Noi abbiamo chiuso perchè il ripetersi di atti vandalici non ci consente di far funzionare i macchinari». Gettoniere sfondate, oblò delle lavatrici rotti, serrature manomesse, essiccatori fuori uso. Insomma una miriade di piccoli danni ai macchinari, non costosissimi da riparare, che tuttavia penalizzano economicamente l'attività che con le attrezzature rese inservibili non può andare avanti. Nelle ultime settimane i vandali hanno agito per ben tre volte. «Tutte denunciate ai carabinieri», racconta Elisabetta Cisnetti esasperata. E così, con rammarico, la titolare della lavanderia e la sua socia stanno decidendo di dare forfeit e di andarsene da Imperia. «Ci stanno scoraggiando ad andare avanti e non riusciamo a comprendere questo accanimento nei confronti della nostra lavanderia. Offriamo un servizio utile - dicono - La nostra clientela è soddisfatta e se non ci fossero queste continue forzate interruzioni non ci potremmo lamentare del nostro lavoro. Ma così non si può andare avanti», è lo sfogo dopo l'ennesima visita dei vandali. Il persistere degli atti vandalici, non così gravi da far supporre che si stia consumando una vendetta ai danni delle due socie, mette in luce quanto meno un malcostume che secondo Elisabetta Cisnetti è più riconducibile a veri e propri episodi di microcriminalità. «Quello cui siamo sottoposte è uno stillicidio subdolo che ormai ci sta portando all'esasperazione anche perchèè vero che gli episodi si sono intensificati nelle ultime settimane, ma è anche vero che in precedenza se ne erano verificati altri», rivela la titolare della lavanderia a gettoni. Imperia dunque, malgrado l'apparenza di città tranquilla e le rassicurazioni da parte delle forze dell'ordine, mostra una faccia di sé non così gradevole: gli atti vandalici, ma anche le "pink baby gang" in azione nel centro cittadino, gli episodi di bullismo, non così rari tra i giovanissimi del capoluogo, le rapine come quella recente alle poste di Caramagna il cui presunto autore è stato arrestato dai carabinieri e i furti, l'ultimo è quello messo a segno al distributore Agip del centro commerciale Bennet di Pontedassio, per non parlare dell'attentato avvenuto lo scorso novembre a palazzo di Giustizia, smentiscono l'immagine dell'isola felice. Forse è un azzardo paragonare la microcriminalità imperiese a quella di Torino, come ha fatto Elisabetta Cisnetti che dal capoluogo piemontese proviene, ma non si può neppure fare come gli struzzi e cacciare la testa sotto la sabbia per non vedere o comunque sminuire episodi che invece andrebbero prevenuti. Lo sforzo delle forze dell'ordine, ma anche quello delle pubbliche amministrazioni dovrebbe andare in quella direzione. loredana grita grita@ilsecoloxix.it 25/02/2009 ' 25/02/2009 uno stillicidioesasperanteIl servizio è utile e piace, ma così non si può andare avanti. I danni ci impediscono di lavorare in pace elisabetta cisnettititolare lavanderia self service 25/02/2009

Torna all'inizio


BASILICATA: PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 25 Febbraio 2009 BASILICATA: PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO Potenza, 25 febbraio 2009 - Di seguito la relazione in Aula del Presidente della Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: ?Siamo stati chiamati più volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o proporre su un tema così fondamentale quale è quello del petrolio. Appare chiaro come una discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio, che non voglia essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita che proviene dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di generale e civile sfiducia che registra la società regionale, nonostante sia in prossimità di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e funzionale, su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima ostinazione. Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva compiuto un salto d?innovazione così ampio ed ambizioso, con cui ha saputo riformare lo statuto stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di presentazione turistica e di offerta economica, di riassetto sanitario e degli enti locali a tutto vantaggio di un nuovo e più ampio rapporto orizzontale tra amministrazione, cittadini ed imprese, si percepisce come il rapporto fra risorse ed opportunità sia totalmente disallineato. Tanto disallineato da amplificare ulteriormente la percezione della crisi e rendere più severo il giudizio sulla politica. Sappiamo che il tempo in cui abbiamo agito non è stato dei più facili. Per usare Camus è stato un tempo di resistenza vissuto quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto affrontare le prove più severe e quelle più urgenti alla sua determinazione di futuro provando a non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di sviluppo. Colpita al cuore delle sue ambizioni più forti da crisi globali e durature, esposta ai rischi di una gravissima recessione economica e sociale, attraversata da un incredibile carico mediatico d?inchieste giudiziarie, la Basilicata non si è arresa al gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto vuole rivendicare il suo spazio di libertà e d?iniziativa, mettendo ancora coraggio e buon cuore nella parte più complicata del suo impegno istituzionale. Sono convinto che il lavoro di tutti in questi anni troverà l?apprezzamento che merita. Del resto ?fructum afferunt in patientia? dice Luca in 8, 15. Le cose portano frutto nella pazienza. E la storia tormentata di questi anni è stata a volte maldestramente raccontata all?opinione pubblica in un gioco diventato in alcuni momenti spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica, interessata al solito pettegolezzo di strada ed alla delegittimazione istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche ben consapevole dei limiti della politica su cui le giunte regionali di questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il peso delle loro scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha visto più volte il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità d?intenti, non risparmiando nemmeno il tono di riconoscibilità governativa e di mediazione ragionevole che invece avrebbe dovuto assolvere, almeno rispetto alla tradizione di difesa e di tenuta istituzionale sempre svolta dai suoi partiti fondatori. E ciò nonostante e per la buona disponibilità politica ed istituzionale di quest?aula, molto si può ancora fare per ritrovare un passo veloce e riformista d?iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che declini da subito le necessità di una nuova azione amministrativa. E lo si può fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla società lucana la sfida più importante, quella di non rassegnarsi al suo presente, ma di avere fiducia e responsabilità sulla partita del futuro come quella di un campo nuovo e diverso di opportunità che l?attività estrattiva può offrire. Si tratta di saper articolare, nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una iniziativa che offra alla Basilicata occasioni future di crescita. Il quadro degli accadimenti politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente questa traiettoria. Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e conflittuale tra nord e sud che da qualsiasi angolazione politica lo si analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di ribellione, la crisi che stringe d?assedio la debolezza dei territori e delle comunità. A questo quadro si può rispondere uniti negli interessi generali che sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo. E? in questa direzione che può essere guadagnata la nostra discussione sul tema del petrolio. Evitando di cadere nel facile tranello della polemica ed invece misurando con forza politica un banco di prova utile a definire direzioni, orientamenti, questioni. Anche qui, però, occorre essere chiari. La cronologia politica e normativa che ha accompagnato la vicenda del petrolio in Basilicata è ormai nota. Lo Stato non era affatto preparato ad una simile scoperta e lo spazio di titolarità sui diritti di roaylties che la Regione è riuscita ad ottenere, con un braccio di ferro durissimo, sono state il massimo risultato possibile dentro quel tempo avaro e pieno di centralismo nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da quest?aula, consenso ed approvazione. La riduzione della bolletta energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della loro difesa reddituale. 5 milioni per il sostegno all?Università degli Studi della Basilicata. 20 milioni per la garanzia creditizia alle imprese. Chi mai potrebbe interrogarsi realmente sulle direttive di un?azione di sostegno così ampia e consistente che innesta sui settori strategici della ricerca scientifica e dei territori, delle imprese e delle famiglie e del welfare? Ma nonostante tutto ancora si assiste ad un dibattito in certi momenti povero di verità, in cui le contraffazioni d?autore riempiono la pancia della discussione pubblica di illusioni salvatrici. E? la solita porta stretta delle cattive abitudini, mi consentirete, con cui si vuole ancora una volta fare il male della nostra regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri, quanto è lungo e severo il giudizio che dobbiamo in quest?aula consegnare alla società lucana? E smascherare le cassandre di turno che vorrebbero un paradiso di felicità e di autarchia regionale che non può esistere con risorse così ridotte e misurate sulla scala infinita dei problemi del mondo. Diversamente da quest?aula mi aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio raggio che proponga l?obiettivo di riallineare il petrolio sul campo delle maggiori garanzie d?accesso ai territori ed ai suoi versanti di sviluppo diretto: imprese, cultura, turismo. E dentro questo obiettivo comune realizzi un fronte rivendicativo bipartisan che abbia buone motivazioni e più forti ragioni sui diritti della Basilicata. Abbiamo notato come nella dispersione percepita delle opportunità si vada, a volte clamorosamente, dilatando l?esigenza di sicurezza e di tutela della salute e dell?ambiente. Pur sapendo che non siamo stati scoperti su questo versante, abbiamo voluto rilanciare operativamente anche su questo fronte. Con l?avvio dello strumento più eccezionale che è quello del piano di sorveglianza sanitario della comunità, della definitiva e permanente strutturazione di una rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri enti che hanno competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di partecipazione che abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della trasparenza. Sono consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra Stato-regione-compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere dal federalismo. Un quadro capace d?intervenire efficacemente anche sull?allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati d?estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare già nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari lucani, a cui chiederò nell?interesse generale della Basilicata, di costruire azioni di lobbying politica per portare avanti con la massima unità e la più assoluta determinazione la questione del petrolio e del livello effettivo dei suoi vantaggi, delle sue risorse e dei suoi investimenti. In questo ambito la rassegna delle proposte da lanciare al Governo e su cui quest?aula dovrebbe discutere, può riferirsi ad una forte azione nel settore dell?alta formazione e delle Infrastrutture per la Basilicata. In particolar modo: 1) Finanziare già dal 2011 in Basilicata la Facoltà di Medicina e la Scuola di Specializzazione in igiene ambientale e degli impianti industriali. 2) Finanziare una Scuola Superiore in Tecnologie industriali degli Idrocarburi, che permetta la nascita in Regione di giovani con competenze specifiche nel settore degli idrocarburi e in generale nel settore della componentistica energetica per formare i quadri, che serviranno per il distretto energetico, con sedi operative nel distretto energetico. 3) Aprire una trattativa sulle infrastrutture. Appare chiaro, se vogliamo il bene di questa terra, che i grandi concessionari Anas e Trenitalia e lo stesso programma proposto dal Governo non tengano nel debito conto la Basilicata. 4) Adozione da parte del Governo di uno specifico provvedimento legislativo di perequazione a favore delle aree interessate dalle estrazioni (o da grandi produzioni da fonte fossile o nelle aree di raffinazione) mirante a consentire accordi, in cui la Regione svolga l?attività di garante e aggregatore della domanda di energia primaria o secondaria (gas, olio, energia elettrica) tra i Concessionari (o le Aziende produttrici di energia) ubicati in un determinato territorio e le aziende estrattrici o produttrici operanti nel territorio. Il provvedimento determinerebbe delle ?isole energetiche? nelle quali, attesi i disagi connessi alle produzioni e attesa la minore infrastrutturazione di dette aree, si preveda ?a titolo di compensazione? la possibilità per le Aziende che vi si insediano di poter beneficiare di energia a costo più contenuto . Gli accordi nel rispetto delle regole di mercato enfatizzerebbero i vantaggi economici localizzativi connessi alla distanza dai ?luoghi di produzione? e quelli connessi alla gestione razionale ed aggregata dell?acquisizione dell?energia da parte delle aziende. Il cappello del Governo potrebbe efficacemente difendere l?iniziativa dagli strali dell?Autorità della Concorrenza. Tutta l?attività si annoderà con il nuovo programma di sviluppo per le aree di estrazioni, che prevederà l?avvio a regia centrale di tre progetti complessi: a) Programma di incentivazione all?insediamento di industrie produttrici di componentistica per il rinnovabile; b) Programma per lo sviluppo delle filiere agroalimentare nei territori delle estrazioni; c) Programma per la nascita di un attrattore turististico/culturale ?valle dell?Energia?. Anche sul rapporto di negoziazione con le Compagnie petrolifere si dovrà perseguire: 1. Lo sblocco degli accordi ancora non attuati (Sviluppo sostenibile 40 Mld lire, Contributi per la Gestione del Monitoraggio ambientale 90 Mld lire, Contributo per la Società di sviluppo (accordo non firmato) 10 Mld, attivazione dell?Osservatorio Ambientale). 2. Il ripristino per ulteriori 10 anni del Contributo di Compensazione ambientale di 5,6 M?/anno per la forestazione, di cui l?ultimo anno di erogazione è stato il 2008. 3. La realizzazione di un distretto dell?Energia intorno all?area delle estrazioni in cui Eni e Shell si impegnino a far allocare i principali fornitori di tecnologie accessorie per le attività di estrazione ed in generale per l?energia (componentistica per il rinnovabile ? si pensi ad es. Ad un impianto per la produzione di celle per il fotovoltaico, di cui Eni è uno dei 5 produttori italiani e l?unico stabilimento italiano è a Nettuno), che generi un indotto occupazionale certo. In effetti in coerenza con le indicazioni contenute nella Deliberazione Cipe n. 166 del 21 dicembre 2007 ?Attuazione del Quadro Strategico Nazionale (Qsn) 2007-2013 Programmazione del Fondo per le Aree Sottoutilizzate?, la Regione persegue l?obiettivo di promuovere la realizzazione di un ?distretto energetico?, in Val d?Agri, finalizzato a: ? lo sviluppo di attività di ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione in campo energetico, facendo leva sul costituendo centro studi ?Enrico Mattei? e coinvolgendo a tal fine le altre ?eccellenze? regionali a partire dall?Università degli Studi di Basilicata; ? l?insediamento nell?area di imprese innovative specializzate nella produzione di tecnologie e componentistica utili all?innalzamento dell?efficienza energetica da parte degli utilizzatori finali in campo sia civile che produttivo; ? l?attivazione di filiere produttive incentrate sull?adozione di materiali tecniche e tecnologie innovative per la produzione di energia con particolare riferimento alle fonti rinnovabili ed alla cogenerazione; ? la realizzazione, con il supporto della Sel, di impianti alimentati da fonti rinnovabili, con i caratteri della innovazione e sperimentazione con il coinvolgimento di enti di ricerca (Enea ? Università Agrobios, Cnr etc), enti locali,e, ove necessario, dei grandi operatori del settore, anche attraverso gli strumenti della programmazione negoziata (Enel, Sunpower ecc. ); 4. L?extra Bonus (o extra ? sconto) sulla bolletta di tutti i residenti in Basilicata (lettera a Scaroni di De Filippo), di almeno il 10-15 % sul valore della materia prima venduta in Regione. Il Beneficio potrebbe portare ad una riduzione del costo del Gas (abbinata all?iniziativa regionale veramente significativa). 5. La valutazione dell?estendibilità dell?extra-bonus sul gas anche alle imprese lucane nell?ottica di attuare una compensazione energetica ai territori interessati dalle estrazioni, caratterizzati da un ritardo di sviluppo e da consistenti difficoltà di accessibilità (il quadro evolutivo internazionale caratterizzato dalla crisi finanziaria dovrebbe attenuare le problematiche di antitrust esistenti in proposito), l?entità di tale sconto potrebbe configurarsi nell?impegno di Eni a garantire a tutte le imprese lucane un prezzo della materia prima pari a quello di vendita al Psv al netto quindi degli oneri di trasporto, distribuzione, commercializzazione all?ingrosso e vendita, o ancora meglio, pari alla Qe, tariffa cui fin ora ha pagato il gas della Regione, e tale impegno negoziale produrrebbe un risparmio consistente rispetto alle tariffe normalmente praticate alle imprese, tale azione andrebbe inquadrata nella politica commerciale di Eni finalizzata a favorire lo sviluppo delle aree di estrazione, avrebbe buone possibilità di ricevere un ok dall?Antitrust, in quanto andrebbe ad intervenire su extracosti, pagati dalle imprese (soprattutto le medio piccole in ragione della loro localizzazione e della loro inadeguatezza tecnica a concordare il prezzo della materia prima) e si esplicherebbe prevalentemente nella capacità negoziale di Eni stessa con il territorio della Basilicata. Gli effetti pratici sarebbero significativi il valore della Qe del 2007 è stata pari a 21 c?/mc in tale periodo difficilmente imprese lucane hanno ottenuto gas a meno di 33 c?/mc, nel 2008 la Qe è stata di 28 c?/mc e le imprese lucane non hanno ottenuto in questo anno forniture di gas a meno di 38-40 c?/mc. 6. Il cofinanziamento di impianti di produzione di energia da fonti non fossili per complessivi 180 Mw (impianti del valore di circa 180 M?) da realizzare tramite un programma quinquennale, finalizzato a rendere la Pubblica Amministrazione Lucana assolutamente autosufficiente da un punto di vista energetico (100 Mw ) + una produzione aggiuntiva corrispondente ad una potenza di 80 Mw per garantire un consistente e prolungato abbattimento del costo dell?energia ai residenti nelle aree interessate da infrastrutture energetiche (cofinanziamento al Programma Sel art. 9 L. 31/2008); 7. La cessione di tutto il Gas della Val d?Agri per venderne quota al Psv al fine di finanziare impianti da rinnovabile, da realizzare nei prossimi 6 anni. Sono alcune direttrici di lavoro sulle quali ci potremo ripiegare nei prossimi giorni. Un lavoro di merito fatto dal governo regionale e dai capigruppo per arrivare ad una piattaforma condivisa che ci permetterebbe di aprire il negoziato con governo e compagnie in maniera forte e decisiva. Questo orizzonte presuppone responsabilità massime della maggioranza e della minoranza. Da parte sua il governo è pronto a questo confronto. . <<BACK

Torna all'inizio


di SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini de... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

JESI pag. 10 di SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini de... di SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini della Vallesina quelle poltrone al Cis o alla Sogenus? In tempi di crisi economica, di cassa integrazione, di licenziamenti a raffica dei precari, trovarsi di fronte ad un consistente budget annuale per i vertici degli enti sovracomunali, lascia di che pensare. Consigli di amministrazione ormai in scadenza, dato che sono legati ai rinnovi delle Amministrazioni comunali, il cui voto è in agenda per la primavera avanzata ( 5 e 6 giugno). E dunque ricomincerà il solito giro di valzer per avere una di quelle sedie tanto ambite. Già, perché il Cda del Cis, il consorzio intercomunale per i servizi, costa al contribuente qualcosa come 40 mila euro l'anno (i dati sono riferiti al 2007) mentre alla Sogenus, la società pubblico-privata che gestisce la discarica della "Cornacchia" di Moie, per il presidente ed i consiglieri a fine anno si spende circa 54 mila euro. Ovviamente le somme sono al lordo, intendiamoci. Come al lordo sono i circa 40 mila euro del Cda di Et (Energia e Territorio), altra controllata dal Cis; o i 12 mila euro di Et (Servizi commerciali). Certamente al contribuente gli è già venuto un fegato grosso così. Ma c'è un particolare da aggiungere. I politici che siedono su quelle poltrone non fanno attività a tempo pieno; cioè sono incarichi secondari, tant'è che continuano a svolgere la loro professione o il loro lavoro senza limitazioni. Alla Sogenus oltre allo "stipendio" si somma anche il gettone di presenza che, sempre riferito al 2007, è di 165 euro e dal momento che di riunioni nel corso dell'anno sono più o meno una decina. PASSIAMO allora ai prossimi equilibri. Attualmente al vertice del Cis c'è un rappresentante dei Ds (oggi Pd) mentre alla Sogenus il posto è andato alla Margherita (oggi Pd). E' invece di Rifondazione comunista il presidente di Et (Energia e territorio) e il consigliere è espressione Ds (oggi Pd). Accontentati anche i Comunisti italiani che si ritrovano al vertice di Et (Servizi commerciali). Ora, se sommiamo il tutto è lapidario che il centrosinistra ha fatto man bassa. E se il Pd, forte del suo peso politico ha fatto la voce grossa, Rifondazione ha avuto buon gioco, dato che oltre ad una presidenza ha avuto anche un consigliere nel Cis. La domanda a questo punto è la seguente: le amministrative di giugno potrebbero rivelarsi un terremoto per gli enti sovracomunali?

Torna all'inizio


Comune e Provincia pari per i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

24 ORE LUCCA pag. 8 Comune e Provincia pari per i costi della politica I NOSTRI SOLDI CIFRE A CONFRONTO NIENTE scuola per due giorni e addio alla tradizionale festina del martedì grasso per i bambini della materna «Salicchi» di S.Marco. Tutto per «colpa» di alcuni interventi di consolidamento evidentemente non rimandabili. Proprio questa urgenza, di cui si è resa portavoce ufficiale un'ordinanza del Comune, sta all'origine delle preoccupazioni dei genitori che non riescono a vederci chiaro su quale sia la causa e l'entità del pericolo all'interno di una struttura che ogni giorno accoglie oltre 60 bambini in età prescolare. Tanti dubbi, mille domande e poche risposte. Talvolta almeno in apparenza elusive, anche a quei puntelli che sono comparsi per sostenere il solaio lungo tutto il corridoio interno. Una misura cautelare, un intervento di ordinaria manutenzione, lo stesso, pare, messo in atto in altri plessi costruiti secondo un identico standard fabbricativo e che ad oggi presenterebbero alcune problematiche. O qualcosa di più? «Ci dicono tante cose, davvero non si sa qual è quella giusta» è lo sfogo di una mamma che non nasconde la sua preoccupazione. Al Circolo didattico Lucca quarto cercano di sdrammatizzare: «Non c'è niente da temere, proprio per la tranquillità di tutti abbiamo fatto i salti mortali per mettere a posto le cose prioritarie, il resto dei lavori sarà rimandato all'estate». Laura Sartini

Torna all'inizio


di ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le fa... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA GROSSETO pag. 5 di ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le fa... di ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le famiglie, per aiutare quelle di loro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese perché una bolletta di troppo o una visita specialistica non programmata hanno fatto saltare il budget. Chiamatela crisi internazionale, chiamateli nuovi poveri, fatto sta che le condizioni economiche di molte famiglie, anche a Grosseto, sono sensibilmente cambiate come testimonia lo stesso direttore della Caritas diocesana, Alberto Eusepi, che ricorda come lunedì, per la prima volta nella sua storia, la mensa abbia ospitato a pranzo ben 65 persone, quando fino a pochi mesi fa la media era, al massimo, di 35-40 ospiti. «La situazione è arrivata a un punto ricorda il vescovo Franco Agostinelli che, come sottolineato prima dalla Cei, che ha dato vita a un fondo di solidarietà nazionale, e poi dalla Cet (la Conferenza episcopale toscana, Ndr.) come Chiesa ci sentiamo in dovere di intervenire a sostegno di quelle famiglie che non possiedono quei parametri necessari per avere un prestito dalle banche. Per questo motivo, torchiando le nostre residue risorse, abbiamo deciso come Diocesi di dare l'avvio a questa iniziativa stanziando un plafond iniziale di 50mila euro, a cui si aggiungeranno le offerte che raccoglieremo in tutte le parrocchie nel corso della Quaresima». E così la diocesi diffonderà in tutte le parrocchie dei piccoli salvadanai, che saranno raccolti il 3 maggio in occasione della celebrazione della festa della Madonna delle Grazie. Chi poi volesse fare offerte aldifuori delle parrocchie potrà farlo con versamenti su conto corrente intestato alla Diocesi di Grosseto - Fondo di Solidarietà tra le Famiglie - presso il Monte dei Paschi di Siena, cod. Iban: IT27G0103014300000002171947. Ma come arriveranno materialmente gli aiuti alle famiglie? «Il perno di questa iniziativa ricorda Alessandro Baccetti, economo della Diocesi saranno i parroci. A loro infatti spetterà il compito di raccogliere le necessità presenti sul territorio di competenza e segnalarle, entro Pasqua, a un'apposita commissione diocesana. E sarà la commissione a dare l'assenso per lo stanziamento della somma richiesta, che a quel punto arriverà alla famiglia tramite il parroco». Un'iniziativa importante per la quale ci sentiamo di avanzare una proposta a tutti i consigli comunali, presenti sul territorio diocesano, al consiglio provinciale, nonché a quegli enti e a quelle istituzioni pubbliche i cui membri ricevono un gettone di presenza: «Perché quello della prossima seduta non lo devolvete al Fondo sociale per le famiglie?». Questo, crediamo, sarebbe davvero un gesto politico.

Torna all'inizio


FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in particolare ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

24 ORE LUCCA pag. 8 FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in particolare ... FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in particolare per quanto riguarda i gettoni di presenza dei consiglieri e i compensi mensili degli assessori. I due principali enti locali: il Comune e la Provincia hanno un costo complessivo che arriva nello stesso ordine di grandezza. Se la Provincia ha infatti un compenso più alto per gli assessori (3.953,28 euro lordi al mese, contro i 3.279 del Comune) è anche vero che a Palazzo Ducale ci sono soltanto 30 consiglieri contro i 40 di Palazzo Santini. Inoltre la Provincia non ha l'appendice delle nove Circoscrizioni, che per le casse comunali comportano altre cifre sensibili sul fronte del costo degli amministratori. Contro le facili generalizzazioni, spesso di sapore qualunquista e demagogico, c'è chi fa notare che i compensi mensili sono limitati a dodici mensilità e che l'impegno degli amministratori pubblici richiede molto più di un contratto a tempo pieno, senza limiti relativi a giornate festive o orari notturni che anzi sono spesso quelli caratterizzate da molte iniziative e da appuntamenti istituzionali. Inoltre gli amministratori che non sono in aspettativa dalla propria attività lavorativa percepiscono soltanto la metà delle indennità.

Torna all'inizio


NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Do... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO SARZANA / LUNIGIANA pag. 10 NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Do... NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Domenichelli e Guadagni. Andrea Caldi secondo gettone di presenza per essersi messo in mezzo al campo a dirigere l'orchestra giallonera dopo averla portata in vantaggio. Chisci se la cava sempre alla grande sia in uscita che tra i pali. Rosa viene piazzato sulla destra e non sbaglia un pallone. De Angeli è sicuro, deciso. In mezzo ad un «branco» di ragazzini salva situazioni imbarazzanti. Domenichelli controlla prima Marafetti poi Tosi e non perde un colpo. Lombardi affonda colpi sull'asse sinistro con una semplicità disarmante. Il pontremolese Mastrini gioca una partita da serie superiore facendo saltare i dispositivi dei biancorossi. Guadagni dimostra di essere un centrocampista con i fiocchi, intelligente ed in possesso di grandi intuizioni. Giannuzzi è il più lucido, anche se è uno che non sbraita, ma si adopera per richiamare i compagni alle consegne. Ferdani segna il gol vittoria. E' stato la bestia nera del Villa Basilica. Per Rombi è un'altra domenica passata alla grande, stordisce il Pontremoli con una doppia marcatura. L'allenatore è Morris Centofanti che ha dimostrato come si può impiantare su un undici in grado si controllare il Monzone.

Torna all'inizio


Polemica sui compensi di Acsm-Agam, interviene Bruni (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Polemica sui compensi di Acsm-Agam, interviene Bruni Il caso «La retribuzione per i consigli di Como e Monza ammontava a 405mila euro l'anno, ora siamo a 280» Il sindaco di Como, Stefano Bruni, interviene attraverso una nota sulle polemiche seguite all'aumento delle indennità per il nuovo consiglio di amministrazione della multiutility Acsm-Agam. Il presidente Umberto D'Alessandro non percepirà 73mila euro lordi come i predecessori bensì 80mila, il vicepresidente ne percepirà 40mila quando in precedenza il ruolo non era previsto, e i consiglieri guadagneranno 20mila euro e non 16mila più i gettoni di presenza come avveniva prima. Secondo il primo cittadino, però, i parametri per il giudizio sono altri. «Parliamo del secondo operatore regionale nel settore dell'energia - ha scritto in una nota ufficiale Bruni - Una realtà quotata in Borsa, importante, solida e punto di riferimento per le comunità locali e le imprese di due vasti territori di Lombardia». «C'è stata piena intesa con il sindaco di Monza e gli altri soci - prosegue il sindaco - Abbiamo respinto la sollecitazione di alcuni settori che chiedevano un forte aumento dei compensi, scegliendo responsabilmente di fare il contrario. È sbagliato persino parlare di ritocco minimo, visto che ormai dobbiamo abituarci a guardare la società da un punto di vista complessivo e non parziale». Poi le puntualizzazioni in cifre. «Di fatto - conclude Bruni - le indennità assegnate al cda di Acsm-Agam si sono ridotte di 115 mila euro l'anno. Prima, contando le due società, c'erano 20 consiglieri di amministrazione, oggi sono la metà. Inoltre la retribuzione per i due consigli ammontava a 405mila euro l'anno, ora siamo a 280 globali». Nella foto: La multiutility Acsm-Agam è il secondo operatore in Lombardia Home Comodepur scalderà case e uffici Ambulatori affollati, attese di 40 giorni Un raggio di luce per ricordare Alessandro Volta Italiano ruba macchina a un albanese mentre questi preleva al Bancomat Pensionato investito sulla Regina Dongo ancora sotto shock Malore alla sentenza, finisce al Valduce Moda a Milano Indotto lariano di 825mila euro Cantaluppi: «Calo più marcato nel primo trimestre» Donna rapinata della sua auto al semaforo Arrivano le allergie nonostante il freddo

Torna all'inizio


Confronto pubblico sul Prg naccio (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Confronto pubblico sul Prg naccio @@Corrado Bianca del Pd: «Abbiamo sollecitato il sindaco perché acceleri l'iter dello strumento urbanistico» L'aumento del gettone di presenza per i consiglieri comunali continua a far discutere, non solo perché sorgono dubbi di legittimità sulla validità della stessa delibera consiliare a causa del parere contrario, perché in contrasto con la legge regionale del 16 dicembre scorso, del segretario generale e del presidente del collegio dei revisori dei conti, ma anche per la valenza che assume in un periodo di profonda crisi. A mettere all'indice il provvedimento è il presidente del Gruppo giovani Mpa, Gaetano Buonagrazia, che così commenta: «Rimaniamo basiti riguardo alla reintroduzione del gettone di presenza portato a 100 euro a seduta. I consiglieri non fanno nulla per la città, ma anzi la penalizzano ulteriormente aumentando a dismisura i debiti comunali, non riuscendo a pagare gli stipendi degli stessi dipendenti e non mettendosi alla pari con gli arretrati alle ditte. E' un affronto alla povera gente che si vede aumentare le tasse e non riesce ad arrivare a fine mese». I giovani dell'Mpa annunciano che scenderanno in piazza contro l'amministrazione che definiscono demagogica e incapace di rispondere alle esigenze della città. Neanche An tralascia di criticare la scelta del consiglio comunale e partendo dal contesto in cui è maturata la decisione fa un'analisi severa mettendo in evidenza quanto grave sia la crisi politica. «E' vergognoso che l'attuale maggioranza, incapace di eleggere il difensore civico da 20 mesi, incapace di chiudere la verifica da 8 mesi, incapace di ricostruire la giunta, priva di 5 assessore su 10 da oltre 3 mesi, si ricompatti, come d'incanto, sull'indennità di presenza dei consiglieri comunali, aumentata di botto da 30 a 100 euro, nonostante il contrario parere di legittimità del segretario generale e dei revisori dei conti, specie in un periodo in cui l'assessore Bono parla inutilmente di sacrifici per le difficoltà finanziarie in cui versa il comune e si mette mano nelle tasche dei cittadini aumentando la tassa sul servizio della nettezza urbana» commenta il presidente del locale circolo di An, Giovanni Mazzone, la cui riflessione è condivisa anche dai consiglieri comunali Daniele Calvo e Salvo Baccio. La delibera del consiglio comunale, è legittimo a questo punto chiedersi, potrebbe correre il rischio di essere inefficace o nulla proprio a causa dei pareri negativi espressi dagli organi competenti? Gabriella Tiralongo

Torna all'inizio


SAN NAZARIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

SAN NAZARIO Mercoledì 25 Febbraio 2009, San Nazario Lo Stato tentenna con i pagamenti promessi per i rimborsi dell'Ici non riscossa dal comune, in seguito all'entrata in vigore dell'esenzione per la prima casa e i dipendenti, e gli amministratori, allineandosi al periodo di congiuntura, si autodecurtano i compensi. In consiglio sono state infoltre confermate le aliquote dell'Ici e dell'addizionale Irpef per il 2009. È stato anche approvato il piano triennale dei lavori pubblici, con l'astensione della minoranza, che ha comunque apprezzato la premessa del sindaco sulla logica, a fine mandato amministrativo, di non lasciare eredità impegnative finanziariamente ai nuovi amministratori che subentreranno in municipio la prossima primavera. Il programma nel triennio prevede investimenti per circa tre milioni di euro, dei quali 1.335mila nel 2009. «Stiamo attraversando un periodo difficile, come tanti altri piccoli comuni - ha spiegato il sindaco, Ottorino Bombieri - Molti progetti siamo riusciti a portarli a termine, ma, in alcuni casi, siamo stati costretti a rinunciare ad eseguire dei lavori per la mancanza di fondi per fare i progetti». Sul piano della viabilità, il consigliere Fontana ha fatto notare l'incidenza della spesa per località Lepre, ma il sindaco ha replicato che i lavori nell'area montana sono attesi da una decina d'anni. Qualche perplessità anche sugli investimenti nell'area Guarnieri, per il progetto Piruea, che stenta a decollare. Sempre con l'astensione della minoranza, è stato approvato il bilancio di previsione, nel quale, tra le altre iniziative di contenimento dei costi, è stata prevista una riduzione di spesa del 10 per cento sull'indennità di risultato dei funzionari comunali, delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri. Chiusura con le due interrogazioni presentate dal consigliere di minoranza Luca Moro su alcune problematiche della contrada Rivalta. Il sindaco ha spiegato che sono stati tolti gli alberi pericolosi segnalati, è stato dato incarico all'ufficio tecnico per l'illuminazione dell'area dove si trovano i cassonetti dei rifiuti ed è più volte stata sollecitata l'Anas per la caduta dei massi che hanno, pericolosamente, interessato anche la statale 47 Valsugana. Telefonicamente, comunque, dal responsabile della manutenzione, è giunta assicurazione sul disgaggio dei massi pericolanti, la posa di una rete e la richiesta di una perizia per una messa in sicurezza generale dell'area. R.L.

Torna all'inizio


Sanità, consulenze per 650mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sanità, consulenze per 650mila euro Gli incarichi dell'Agenzia regionale nel 2008: un professionista incasserà 190mila euro Mercoledì 25 Febbraio 2009, Udine Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle consulenze affidate ai professionisti esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia regionale della sanità e disponibili sul sito dell'Ars. Alcune fra queste consulenze totalizzano compensi davvero rilevanti, anche superiori allo stipendio di un dirigente. Le cifre sono le più disparate: si parte dai 7.334 euro per l'incarico della durata di un anno affidato a Carlo Daffara per l'attività di tutoraggio del ricercatore junior per il progetto Murinet, ai 192.400 euro per la collaborazione di Fabrizio Minuto che si occupa dell'aggiornamento del sistema di definizione per le nuove classificazioni dei dispositivi medici, l'aggiornamento data base del nomenclatore medico europeo, consulenza sulle attività di back-office e front-office per la verifica delle registrazioni effettuate dalle aziende nella banda dati e nel repertorio nazionale per i dispositivi medici nel corso del 2008. Una mole di lavoro che l'Agenzia considera degna di una lauta retribuzione: in considerazione del fatto che l'incarico ha una durata di nove mesi, la collaborazione di Fabrizio Minuto è costata all'Ars circa 21mila euro al mese. Il secondo posto, nella hit parade dei compensi, spetta a Lucio Medeot con un compenso di 45mila euro per un incarico affidato dal 17 giugno 2008 al 31 ottobre 2008: oltre 10mila euro al mese per attività di periodico monitoraggio e verifica di alcune opere di rilevanza regionale, nonché di verifica, per conto e supporto della direzione centrale della salute, delle rendicontazioni dei finanziamenti attribuiti alle strutture socio-assistenziali. Seguono due incarichi della durata di quattro mesi per un compenso di 30mila euro ciascuno a Flavia Costa per una collaborazione di coordinamento dell'attività di verifica per i nuovi dispositivi medici e a Francesco Volpe per una collaborazione coordinata e continuativa di supporto tecnico, gestionale ed organizzativo nella conduzione delle attività specialistiche previste dalle convenzioni con il Ministero della salute: in totale 60.000 euro fra agosto e dicembre 2008. Ci sono anche compensi più contenuti come i 38.400 euro per un incarico da aprile a dicembre a Giovanni Maglione per la revisione delle architetture dei sistemi informativi dei servizi extra ospedalieri orientati alle persone con disabilità, e l'analisi dei flussi di dati relativi ai processi di accertamento unico della disabilità. Tra i consulenti anche Elena Tubaro con un incarico semestrale da 33.000 euro per il monitoraggio dell'attuazione del piano materno-infantile e Giovanni Bassi con 41.000 euro in sei mesi per una collaborazione alla definizione del programma di attività territoriale. Ben retribuite sono anche le elaborazioni statistiche affidate a Elena Clagnan e Silvia Birri, rispettivamente 29.000 e 28.000 euro per un incarico durato dal 20 luglio a 1° ottobre 2008. Lisa Zancaner

Torna all'inizio


Alemanno: "Sì al Gp di Roma". E Danica Patrick... (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sport Alemanno: "Sì al Gp di Roma". Andretti contro Danica per la F1 Mercoledí 25.02.2009 17:10 Ferrari, McLaren Bmw e tutto il Circus delle quattroruote sbarcheranno nella capitale per dar vita a una corsa del Mondiale. Lo ha assicurato il sindaco Gianni Alemanno che, nel percorso che lo conduceva da Montecitorio dove aveva partecipato all'esecutivo nazionale di An fino a piazza Capranica dove doveva intervenire ad una conferenza del Confsal vigili del fuoco, è stato "pizzicato" da uno degli inviati di Striscia la notizia che gli ha rivolto la fatidica domanda sul gp della capitale: "Allora, sindaco. Il gran premio di Formula Uno a Roma si farà". "Beh, io penso proprio di sì", ha risposto Alemanno prestandosi al "gioco" dell'intervistatore del programma di Canale 5. Divertito dall'intervista, il sindaco ha risposto con un sorriso quando l'inviato gli ha chiesto: "In pole position chi c'è?". "Questo non lo sappiamo", la sardonica risposta del primo cittadino. Prima, invece, aveva risposto ad una domanda dell'inviato sui finanziamenti a partiti e sbarramenti: "Bisogna fare in modo di ridurre i costi della politica", aveva risposto Alemanno. Intanto oltreoceano qualcosa si muove per portare una squadra a stelle e strisce nel mondiale di Formula 1. E' stata presentata a Charlotte, in Nord Carolina, la USF1. La scuderia avrà il suo quartier generale in Nord Carolina, patria del campionato americano Nascar. "Ci sono più infrastrutture e più pubblico qui in America che in ogni altra parte del pianeta" ha assicurato Anderson, uno dei due finanziatori del progetto USF1 che ha trascorsi sia in Williams sia in Ferrari. Guarda lo spogliarello di Danica Patrick per SI GUARDA LA GALLERY Chi salirà in sella ai bolidi destinati a competere con Hamilton, Alonso e Massa? Nelle scorse settimane si è parlato molto dell'ipotesi Danica Patrick. Il nome della campionessa del Wisconsin rimane molto attuale anche se la concorrenza è forte. Tra i possibili piloti si parla pure Scott Speed, Kyle Bush (che viene dalla Nascar) e il 22enne Marco Andretti. Quest'ultimo è nipote d'arte e ha già ricevuto gli auguri entusiastici di nonno Mario. "Se io dovessi indicare oggi un pilota di formula 1, indicherei Marco" ha detto Anderson. E INOLTRE MICHAEL SCHUMACHER SI COMPRA... UN'UNGHIA DI PODOLSKI L'ex ferrarista ha investito la fantasmagorica cifra di 875 euro per contribuire all'acquisto boom della Bundesliga: Podolski dal Colonia al Bayern Monaco. Affare già fatto per giugno: 10 mln, meno... (SEGUE) tags: formula uno roma alemanno striscia la notizia

Torna all'inizio