|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
|||||||
|
|
DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA” |
|
|
|||||
|
|
||||||||
costi
della politica: udine la più virtuosa in regione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Udine Costi
della politica: Udine la più virtuosa in Regione L'ANALISI Udine, tra le città
capoluogo della Regione, è la più virtuosa per quanto riguarda i costi della
"macchina" comunale. Il dato emerge da un'indagine condotta dal
quotidiano economico "Il Sole 24 ore" sulla base degli archivi
informatici "Aida" della pubblica amminsitrazione.
il
comune serve un conto salatissimo
( da "Nuova
Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
delegato del
sindaco per le politiche fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a numeri
privi di senso - spiega - E così si rischia di cadere nel qualunquismo che si
scatena spesso quando si parla di costi della politica». Renato Boraso,
presidente del consiglio comunale, non ha dubbi: «Come si possono paragonare le
spese del Comune di Venezia con quelle,
costi
della politica, la città ai vertici
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
analisi del
tutto falsa anzi risparmiamo su tutti i capitoli «Costi della politica, la
città ai vertici» Spesi oltre 2 milioni di euro. Bolzonello non ci sta: balla
colossale L'INDAGINE SUI BILANCI di STEFANO POLZOT Pordenone è al vertice in
regione per i costi degli organi istituzionali secondo l'indagine condotta dal
quotidiano economico Il Sole 24 ore.
la
macchina comunale ci costa poco - francesco albonetti
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I costi però
lievitano sui gettoni di presenza: palazzo di Giano al 23º posto in Italia
FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. In un anno ogni pistoiese spende 157 euro per
mandare avanti gli uffici comunali, mentre ne spende 45 per pagare i gettoni di
presenza di assessori e consiglieri e contribuire al funzionamento degli organi
comunali: consiglio,
comune,
burocrazia virtuosa ( da "Tirreno, Il"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
anno per
mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di
presenza e gli stipendi di sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo
Berti si piazza al quarto posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il
Sole 24 Ore in un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del
2007.
Fiat,
la crisi e l'inopportuna "regalia" ai top-manager
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che
alimentano l'alto costo della politica e l'espropriazione nei confronti dei
cittadini e a favore delle segreterie di partito della possibilità di scegliere
gli eletti che deriva dalle leggi elettorali vigenti, non solo fondano un
esemplare modello di democrazia zoppa ma diffondono un'epidemica cultura
anti-meritocratica.
quattro
anni e trenta gol, così diventò l'idolo dei tifosi
( da "Tirreno,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Al primo anno
di serie C colleziona 24 presenze e 5 reti, in quella successiva firma il suo
record in amaranto: 30 presenze e 12 gol. Siamo alla stagione 1978-79, serie
C1, chiusa con 32 gettoni e 6 reti. è in questo campionato che Vitulano lascia
un segno indelebile nella storia del Livorno, firmando il 22 aprile la rete
della vittoria (
non
c'è numero legale comune, rinviata la seduta - giovanna vitale
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Consigliamo
ad Alemanno di ammettere il suo fallimento come condottiero di un´allegra
brigata avida di potere e speriamo che finito il Risiko delle poltrone cominci
ad affrontare i problemi di Roma». Caustico Storace: «La maggioranza romana dà
un pessimo spettacolo. Domani i cittadini dovranno pagare un´altra seduta e
relativi gettoni di presenza per un sindaco incapace di dialogo».
LA
SPESA 2007 per gli organi is... ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
calcolando il
costo del gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni
consiliari, che è di 92,96 euro, per il totale delle delle presenze di ciascuno
dei 40 componenti dell'assise consiliare. Cifre cui poi vanno aggiunti i costi
delle riunioni delle otto circoscrizioni e delle spese per permettere
l'esecuzione delle sedute.
di
CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dai costi del
personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla
gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare
alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa.
Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è
stato possibile reperire i dati.
non
troppo ( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dai costi del
personale dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla
gestione dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare
alcuni dei settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa.
Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è
stato possibile reperire i dati.
Contratti
integrativi leggeri per risparmiare sul personale
( da "Italia
Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
della legge
266/2005, a mente del quale ?a decorrere dal 1º gennaio 2006, le
amministrazioni pubbliche, ai fini del finanziamento della contrattazione
integrativa, tengono conto dei processi di rideterminazione delle dotazioni
organiche e degli effetti delle limitazioni in materia di assunzioni di
personale a tempo indeterminato?
L'apparato
burocratico costa 320 ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
alla cifra di
316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore,
cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco,
assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse
ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa,
di
GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di qu...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
alla cifra di
316 euro a testa? L'analisi prende in considerazione anche un altro valore,
cioè le spese destinate agli organi istituzionali (stipendio del sindaco,
assegno per gli assessori, gettoni di presenza dei consiglieri comunali). Esse
ammontano complessivamente a 4,72 milioni per una media di 54,19 euro a testa,
MILIONI
La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende gettoni di
pres... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
CRONACA pag.
5 MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi istituzionali. Comprende
gettoni di pres... MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi
istituzionali. Comprende gettoni di presenze e segreterie Image:
20090224/foto/4997.jpg
La
macchina' comunale costa 210 euro per ogni forlivese
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
8 milioni per
l'attività ordinaria, compresi i gettoni di presenza dei consiglieri e 60 mila
euro per gli affitti delle sedi delle circoscrizioni. Nel complesso, vanno
dunque aggiunti altri 24 euro pro capite e si raggiunge la somma di 210 euro
annui per ciascun forlivese, di cui si diceva all'inizio.
OGNI
ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettoni di
presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti precisano da Palazzo
Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa
complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il
territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune
di Ravenna a livelli analoghi delle città,
Il
costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno
( da "Corriere
del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
giunta e
Municipalità Il costo di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno VENEZIA — Due
milioni e mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e
Municipalità. Qualche decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso
grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento
dei consiglieri, ai quali è stata tolta l'
Ca'
Farsetti costa 112 euro a ogni cittadino
( da "Corriere
del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Due milioni e
mezzo l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche
decina di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei
gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei consiglieri comunali e
delegati municipali, ai quali è stata tolta l'indennità.
di
LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra
comunit&#... ( da "Nazione, La (Siena)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
come detto
nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga
l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico
rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte:
qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori.
Oltre
300 euro a testa per mantenere il Comune
( da "Corriere
del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
infatti una
classifica che mette a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani,
riferiti al 2007. Due le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle
funzioni generali dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per
segreterie, gestione del personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei
beni demaniali, uffici tecnici e anagrafe.
Ateneo,
gli studenti contestano la nuova governance
( da "Nazione,
La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
come detto
nell'articolo a fianco, di 300mila euro per il Comune. Supera di gran lunga
l'erogazione dei gettoni di presenza, un valore doppio. Palazzo pubblico
rivendica per contro una cifra bassissima impegnata per indennità e trasferte:
qualche migliaio di euro in un anno per consiglieri e assessori.
Grinzane,
pioggia di gettoni agli attori ( da "Corriere della Sera"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
La Bresso:
ora un comitato di garanti per la gestione Grinzane, pioggia di gettoni agli
attori Fra i documenti sequestrati i compensi di Verdone, Gerini, Solarino e
Araya Migliaia le carte all'esame della Finanza torinese, compresi i cachet per
gli ospiti di tanti altri eventi DAL NOSTRO INVIATO TORINO —
Ogni
fiorentino <spende> 446 euro per il Comune
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Siamo sul
podio per i costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i
costi della politica. Perché per il totale delle spese della macchina comunale
ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato per fare le stesse cose ne
servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35
euro e a Rimini solo 10,
<Api
pronta a stilare una black list delle banche>
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
pressioni per
esaltare il ruolo dei consorzi fidi che consentono, attraverso garanzie dal 30
all'80%, un accesso al credito bancario, sia per gli investimenti che per la
gestione ordinaria d'impresa. Tale strumento, grazie alle politiche di
finanziamento anche regionale, costituirà nei prossimi mesi il polmone
d'ossigeno per le Pmi e in particolare per la catena di subfornitura,
<Niente
gettone per sedute brevi? E' un'idea>
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Non è
possibile prevedere l'esclusione del gettone di presenza in casi come questo?
«Potrebbe essere un'idea. Il Consiglio comunale non è il corso mascherato di
Viareggio (il riferimento è alla maschera di Veltroni indossata in
quell'occasione dal consigliere socialista Alberto Niccolai ndr).
I
NOSTRI SOLDI ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ad ogni modo
afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di
margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il
discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano
più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila
e 463 euro al mese;
VIRTUOSO
(ma con un distinguo) in spese per l...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Ad ogni modo
afferma Giovannini la classifica sfata il mito che crede nell'esistenza di
margini di risparmio nel funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il
discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano
più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila
e 463 euro al mese;
<OVVIO
che spendiamo più della media. Tutta colpa dello s...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Avrà pure la
sua parte coi gettoni di presenza? «No risponde grava solo per 300 mila euro
l'anno sui bilanci comunali. Il suo peso è ridotto rispetto a quello di giunta
e Circoscrizioni e comunque i costi allineati al resto dei Comuni. La vera
anomalia, sono le indennità di assessori e sindaco».
SCONTRO
Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione minimizza. &...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
«Per i costi
delle consulenze, se il consigliere Franco Matarangolo le confrontasse con la
media degli altri Comuni umbri forse arriverebbe a conclusioni diverse». E'
questa la risposta da palazzo dei Priori circa le critiche rivolte dal
capogruppo della Mongolfiera sulle spese (ritenute eccessive) e, soprattutto,
di
MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
i consiglieri
comunali un gettone di presenza di 69 euro. IL RISULTATO soddisfa
l'amministrazione di centrosinistra impegnata in una politica di contenimento
delle spese. In chiaroscuro il commento dell'opposizione di centrodestra: «Ok
le spese per i politici, abbastanza contenute.
<Le
nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti>
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la seconda è farlo
senza gravare eccessivamente sugli stessi attraverso una progressiva riduzione
dei costi della macchina. Qualità della spesa, qualità dei servizi e massima
trasparenza. Costi della politica prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento
di grande rigore nei cosiddetti "costi della politica". Spesso si
parla a sproposito di "stipendi d'oro".
COSA
NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i consiglieri...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
PRIMO PIANO
pag. 3 COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per i
consiglieri... COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone
per i consiglieri: esprimi il tuo parere sui costi della politica
laspezia@lanazione.net
<Anche
chi fa il sindaco dovrebbe andare a lavorare>
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
e aggiunge:
«Esiste anche una legge che prevede l'accorpamento dei Comuni di piccole
dimensioni, ma non è stata ancora applicata». Enrico Cavani, medico di Terni
che lavora a Perugia, propone «gettoni di presenza meno sostanziosi per gli
amministratori locali», ritenendo gli stipendi base già sufficientemente
sostanziosi.
Consiglieri
liquidati con pochi spicci : ecco quanto prendono
( da "Tempo,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
indennità di
carica per i consiglieri al cosiddetto «gettone» di presenza. Il passaggio è
stato sancito dalla delibera di Consiglio del 20 maggio 2008. Il Comune
liquida, così, solo le «presenze» dei consiglieri nelle sedute ufficiali, non
tenendo conto né della durata né dell'impegno dei consiglieri di approfondimento.
IL
RISPARMIO - Saluggia, la giunta lavora gratis
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Nessuno mi dà
la bacchetta magica o la palla di vetro». Il gettone di presenza di un
consigliere comunale, da queste parti, è di 18 euro. Esattamente quanto una
seduta dal barbiere del Senato. Consoliamoci: fino a poco tempo fa, per i
parlamentari avere barba e capelli sempre in ordine era un benefit tra i tanti.
Premio
Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrina
( da "Giornale.it,
Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sono attirati
sulle sponde del lago Maggiore da una kermesse sfavillante tanto quanto i
gettoni di presenza pagati dalla direzione artistica al ricco cast di
personaggi illustri, artisti, vip veri o presunti. I pm Demontis e Longi,
assieme agli investigatori della polizia tributaria della Finanza, si sono
concentrati sull?annata 2008.
Monselice,
presto alla Rocca riprenderanno i lavori
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il nostro
obiettivo è di arrivare a 100 mila», precisa Businaro, imprenditore nel settore
dell'arredo e da due anni a capo della società di gestione. «Qui siamo tutti
volontari - precisa - Ho rinunciato anche al gettone di presenza di 50 euro a
seduta». Dal padre Aldo ha ereditato non solo il gusto per l'arte ma anche lo
spirito di concretezza e l'
(AGR)
PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO
( da "Basilicanet.it"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gli effetti
di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai
60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al
tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei
territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da questâ?
indennità
( da "Sicilia,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
dando atto di
un impegno alla buona contabilità che era già stato certificato dalla
classifica della città meno indebitate (in cui Caltanissetta è stata 2ª in
Italia), e di un contenimento virtuoso dei cosiddetti ?costi della politica?
che in altre realtà piccole e grandi gonfiano i bilanci con stuoli di
consulenti, indennità aggiuntive, maggiorazioni dei gettoni di presenza».
Costi
della politica, Venezia al primo posto
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Costi della
politica, Venezia al primo posto Secondo il «Sole24 Ore», rispetto alla
popolazione le istituzioni comunali pesano il doppio di quelle di Napoli
Martedì 24 Febbraio 2009,
CONSIGLIERI
Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I ...
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
CONSIGLIERI
Solo il presidente del consiglio è dotato di una indennità mensile. I singoli
consiglieri sono "stipendiati" con un gettone di presenza. Ad ogni
seduta di consiglio (solitamente quattro al mese) i consiglieri percepiscono un
gettone lordo di 104 euro. Il gettone scende a 55.6 euro per le riunioni di
Commissione, solitamente due al mese.
Classifica
del Sole 24ore: dichiarazione dell'amministrazione comunale di Ravenna
( da "Sestopotere.com"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
gettoni di
presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti, si attesta sui 400mila
euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa complessiva quella destinata alle
attività svolte dal decentramento per il territorio, la cifra complessiva
diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune di Ravenna a livelli analoghi
delle città,
MORTI
DA TEMPO (CASO LIMITE: DIECI ANNI FA) MA C'ERA ANCORA QUALCUNO, PARENTE O
AMICO, CHE SI P... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
reati contro
la pubblica amministrazione) ha ascoltato come persone informate sui fatti l'ex
assessore comunale all'anagrafe Donata Rizzo D'Abundo e due dirigenti di
Palazzo San Giacomo, Gennaro Cavallaro e Paolo Cresci. Accertamenti in corso
nei competenti servizi della municipalità, un fascicolo sulla vicenda sarà
aperto anche dalla Corte dei Conti.
Congelati
tutti gli eventi del Premio Grinzane
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Un valore che
non può essere messo in discussione dal pagamento dei gettoni di presenza
perché «personaggi di quel valore in tutto il mondo non si muovono gratis». La
Crt cambia strategia Del resto anche la Fondazione Crt, secondo finanziatore
del Premio riconosce che «il Grinzane costituisce un momento di riconosciuta
eccellenza sul piano internazionale e di promozione».
Politici
da 76 euro pro capite ( da "Stampa, La"
del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
impegno per
ridurre il costo della macchina comunale, tagliando anche numero dei
consiglieri e indennità nelle aziende partecipate. Continueremo nel 2009,
abbattendo anche i costi della politica». Per Gianni Ivaldi, capogruppo Pd,
maggior partito di opposizione in Comune, «ci deve essere l'impegno per
ottimizzare le risorse,
Grinzane
Cinema pioggia di euro sui super ospiti
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aveva il
divieto di parlare con gli invitati più illustri Valeria Solarino MASSIMO NUMA
Carlo Verdone Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti Sotto inchiesta
il budget del festival di Stresa Claudia Gerini STRESA La contabilità di una
parte del Grinzane Cinema di Stresa, finanziata con i soldi pubblici e il
contributo di alcuni sponsor. «Gettoni» anche a giornalisti e Vip.
"Le
nostre circoscrizioni non producono costi Il Consiglio le mantenga"
( da "Stampa,
La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
hanno
precisato Marco Zacchera e Massimo Manzini - perché gli enti territoriali
verbanesi non prevedono spese e gettoni di presenza per consiglieri e
presidenti. Ritornare ai Consigli di quartiere non sarebbe una buona scelta».
Secondo Zacchera «l'unica spesa è quella per il voto, calcolata in circa
tremila euro se l'elezione avverrà insieme al turno amministrativo.
Costi
della politica Asti è virtuosa 16 euro per cittadino
( da "Stampa,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
COMUNE
INCHIESTA ASTI E MONCALVO ANAGRAFE All'interno Costi della politica Asti è
virtuosa 16 euro per cittadino Pendolari, com'è difficile riuscire ad arrivare
in stazione Katia Ricciarelli si racconta e recita a teatro La popolazione
cresce grazie agli immigrati Cavagnino Fagnola Servizio Mussio
Costi
della politica: Asti virtuosa ( da "Stampa, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I DATI DEL
SOLE 24 ORE Costi della politica: Asti virtuosa [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI
Mentre si fa un gran parlare degli eccessivi costi della politica, il Comune di
Asti sembra andare controcorrente: è quanto rileva il «Sole 24 ore» in
un'inchiesta sul funzionamento degli enti locali.
Bresso:
<Il Pd? Deve essere frullato>
( da "Corriere.it"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
In realtà
Stella e Rizzo mi hanno citata, altrove, come esempio virtuoso per il rapido
restauro della Reggia in cui ci troviamo». La modestia non è il suo forte. Da
mai indagata, ci tiene a dare prova di ultra-garantismo e sulla vicenda Soria
(il presidente del Premio Grinzane accusato sia di molestie sia di irregolarità
amministrative)
tassi
giù ma i prestiti sono sempre cari - paoletta farina
( da "Nuova
Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Colpa dell'aumento,
dicono gli esperti, dello spread, cioè il margine di ricavi sui finanziamenti
da parte delle banche. Margine che ha compensato i tagli dei tassi: in pratica,
gli istituti di credito continuano a guadagnarci un sacco di soldi. I tassi.
il
governo e il sommerso - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Perché non
intensifica, al contempo, i controlli anziché ridurli, permettendo così di
finanziare in parte i costi della riduzione delle imposte? In ogni caso, siamo
in democrazia e gli italiani hanno il diritto di essere informati su questa
scelta esplicita di politica economica del nostro esecutivo.
fondo
della diocesi per le famiglie bisognose
( da "Tirreno,
Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Una proposta
i giornalisti presenti in conferenza stampa la fanno: non sarebbe male che gli
amministratori di enti e società pubbliche dessero il buon esempio devolvendo
al fondo i gettoni di presenza di almeno una delle prossime riunioni da qui al
3 maggio. Enrico Pizzi
Diciassette
incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle consulenze
affidate a... ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aggiornamento
del sistema di definizione per le nuove classificazioni dei dispositivi medici,
l'aggiornamento data base del nomenclatore medico europeo, consulenza sulle
attività di back-office e front-office per la verifica delle registrazioni
effettuate dalle aziende nella banda dati e nel repertorio nazionale per i
dispositivi medici nel corso del 2008.
Diciassette
incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i...
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Mercoledì 25
Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro Sono i
numeri delle consulenze affidate a esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia
regionale della sanità Si parte dai 7.334 euro per il tutoraggio del
ricercatore junior ai 192.400 euro per dispositivi medici In regione
"c'è
chi ha speculato sulla mia legge"
( da "Repubblica,
La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
che da
ministro delle Comunicazioni volle il provvedimento per favorire gli
investimenti "C´è chi ha speculato sulla mia legge" "Adesso la
politica ha abbandonato il Sud costringendo le imprese a lasciare" Da
ministro delle Comunicazioni, nel �98, volle fortemente la legge che
prevedeva sgravi fiscali per chi assume e forma giovani disoccupati del
Mezzogiorno.
Tommasini:
contributi al partito ultimi giorni per regolarizzarsi
( da "Alto
Adige" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Problema di
cassa per il Pd. Partito nuovo, nuove regole per il versamento di una quota
delle indennità o dei gettoni di presenza da parte degli eletti (dagli
assessori provinciali ai consiglieri comunali). Se n'è parlato l'altra sera
durante la direzione del partito, perché mancano all'appello alcuni versamenti.
san
daniele, approvato il bilancio ma non vale
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sarà una cosa
di pochi minuti». Ma (forse) di non irrilevante spesa per le casse comunali,
visti i gettoni di presenza da pagare. Pascolini alza le mani: «Si sa che la
giunta per i consigli non ha diritto al gettone - dichiara -. Non posso dal
canto mio garantire per i consiglieri ma credo che con tutta probabilità
rinunceranno,
biblioteca:
via libera al progetto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il progetto
preliminare è stato bocciato dalla Lega e dalla civica Uniti per Fiume Veneto,
le quali hanno contestato l'ubicazione della nuova biblioteca asserendo che
«l'area non è adatta a ospitare tale attività». Gli esponenti della civica
hanno anche espresso disappunto per l'aver indetto «un consiglio con un solo
odg, spendendo oltre mille euro in gettoni di presenza». (c.l.)
il
gran rientro di george bush l'ex presidente oratore a gettone - vittorio
zucconi ( da "Repubblica, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il gran
rientro di George Bush l´ex presidente oratore a gettone Tour di conferenze in
Canada, Australia e Giappone Il cachet è di circa 100 mila dollari a serata, un
quarto della parcella di Bill Clinton La moglie Laura sta per scrivere le sue
memorie, mentre lui cerca ancora un editore VITTORIO ZUCCONI WASHINGTON - Dal
cono dell´oscurità nel quale è piombato in appena un mese,
Attività
a Imperia chiusa per vandali ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
chiuso perchè
il ripetersi di atti vandalici non ci consente di far funzionare i macchinari».
Gettoniere sfondate, oblò delle lavatrici rotti, serrature manomesse,
essiccatori fuori uso. Insomma una miriade di piccoli danni ai macchinari, non
costosissimi da riparare, che tuttavia penalizzano economicamente l'attività
che con le attrezzature rese inservibili non può andare avanti.
BASILICATA:
PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO
( da "marketpress.info"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Gli effetti
di quegli accordi hanno permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai
60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno, azioni significative al
tessuto regionale delle imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei
territori. Ne cito solo alcune su cui ho ricevuto da quest?
di
SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini de...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
si somma
anche il gettone di presenza che, sempre riferito al 2007, è di 165 euro e dal
momento che di riunioni nel corso dell'anno sono più o meno una decina.
PASSIAMO allora ai prossimi equilibri. Attualmente al vertice del Cis c'è un
rappresentante dei Ds (oggi Pd) mentre alla Sogenus il posto è andato alla
Margherita (oggi Pd).
Comune
e Provincia pari per i costi della politica
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
8 Comune e
Provincia pari per i costi della politica I NOSTRI SOLDI CIFRE A CONFRONTO
NIENTE scuola per due giorni e addio alla tradizionale festina del martedì
grasso per i bambini della materna «Salicchi» di S.Marco. Tutto per «colpa» di
alcuni interventi di consolidamento evidentemente non rimandabili.
di
ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le fa...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
iniziativa
importante per la quale ci sentiamo di avanzare una proposta a tutti i consigli
comunali, presenti sul territorio diocesano, al consiglio provinciale, nonché a
quegli enti e a quelle istituzioni pubbliche i cui membri ricevono un gettone
di presenza: «Perché quello della prossima seduta non lo devolvete al Fondo
sociale per le famiglie?
FANNO
discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in particolare ...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
in
particolare per quanto riguarda i gettoni di presenza dei consiglieri e i
compensi mensili degli assessori. I due principali enti locali: il Comune e la
Provincia hanno un costo complessivo che arriva nello stesso ordine di
grandezza. Se la Provincia ha infatti un compenso più alto per gli assessori
(3.
NELLA
CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di
Do... ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
10 NELLA
CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di
Do... NELLA CLASSIFICA dei migliori della settimana, solo due sono le novità,
si tratta di Domenichelli e Guadagni. Andrea Caldi secondo gettone di presenza
per essersi messo in mezzo al campo a dirigere l'orchestra giallonera dopo
averla portata in vantaggio.
Polemica
sui compensi di Acsm-Agam, interviene Bruni
( da "Corriere
Di Como, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
16mila più i
gettoni di presenza come avveniva prima. Secondo il primo cittadino, però, i
parametri per il giudizio sono altri. «Parliamo del secondo operatore regionale
nel settore dell'energia - ha scritto in una nota ufficiale Bruni - Una realtà
quotata in Borsa, importante, solida e punto di riferimento per le comunità
locali e le imprese di due vasti territori di Lombardia»
Confronto
pubblico sul Prg naccio ( da "Sicilia, La"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
aumento del
gettone di presenza per i consiglieri comunali continua a far discutere, non
solo perché sorgono dubbi di legittimità sulla validità della stessa delibera
consiliare a causa del parere contrario, perché in contrasto con la legge
regionale del 16 dicembre scorso, del segretario generale e del presidente del
collegio dei revisori dei conti,
SAN
NAZARIO ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sempre con
l'astensione della minoranza, è stato approvato il bilancio di previsione, nel
quale, tra le altre iniziative di contenimento dei costi, è stata prevista una
riduzione di spesa del 10 per cento sull'indennità di risultato dei funzionari
comunali, delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei
consiglieri.
Sanità,
consulenze per 650mila euro ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la revisione
delle architetture dei sistemi informativi dei servizi extra ospedalieri
orientati alle persone con disabilità, e l'analisi dei flussi di dati relativi
ai processi di accertamento unico della disabilità. Tra i consulenti anche
Elena Tubaro con un incarico semestrale da 33.000 euro per il monitoraggio
dell'attuazione del piano materno-infantile e Giovanni Bassi con 41.
Alemanno:
"Sì al Gp di Roma". E Danica Patrick...
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Prima,
invece, aveva risposto ad una domanda dell'inviato sui finanziamenti a partiti
e sbarramenti: "Bisogna fare in modo di ridurre i costi della
politica", aveva risposto Alemanno. Intanto oltreoceano qualcosa si muove
per portare una squadra a stelle e strisce nel mondiale di Formula 1.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Udine Costi della politica: Udine la più virtuosa in Regione L'ANALISI Udine, tra le città
capoluogo della Regione, è la più virtuosa per quanto riguarda i costi della
"macchina" comunale. Il dato emerge da un'indagine condotta dal
quotidiano economico "Il Sole 24 ore" sulla base degli archivi
informatici "Aida" della pubblica amminsitrazione. Lo studio
prende in esame i conti consuntivi relativi al 2007. Per quanto concerne le
cariche elettive, la classifica vede la nostra città all'ottantunesimo posto
(ultimo in regione) con una spesa oltre di 2 milioni di euro (22,27 euro pro
capite). L'analisi tiene conto dei costi per giunta, consiglio comunale e
circoscrizioni, inclusi i capitoli di servizio per il personale dedicato a
queste strutture. L'analisi del quotidiano "Il Sole 24 ore"del ha
preso in esame anche la macchina amministrativa nel suo complesso, contemplando
le segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato,
l'ufficio tributi, la gestione dei beni demaniali e gli uffici anagrafe e
tecnico. Relativamente alle spese di funzionamento, il municipio udinese sborsa
24,8 milioni di euro, pari a 256,3 euro pro capite. In vetta alla classifica
regionale Gorizia (12,3 milioni di spesa (ovvero 340,2 pro capite), mentre
Trieste spende 62,6 milioni di euro (304,8 euro pro capite). In base al conto
consuntivo, le funzioni relative a organi istituzionali, partecipazione e
decentramento a Udine hanno comportato spese rilevanti, ma tengono conto di
tutti gli oneri, inclusi quelli relativi al personale dedicato e le altre spese
generali. I dati riguardanti la Destra Tagliamento hanno mandato su tutte le
furie il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. «Questa indagine è una balla
colossale - ha afferma ieri - come è sballata la comparazione dei dati. I
compensi degli amministratori sono in linea con quelli degli altri municipi,
come pure le circoscrizioni hanno in dote un budget limitatissimo. In questo
modo si fa disinformazione, facendo credere che si scialano le risorse quando,
in realtà, risparmiamo su tutto».
( da "Nuova Venezia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Venezia in testa
alla classifica nazionale dei costi degli organi istituzionali Il Comune serve
un conto salatissimo Per far funzionare la «macchina» nel 2007 ogni cittadino
ha speso 112 euro L'ACCUSA. Mazzonetto (Lega) parla di struttura imponente e
super burocratizzata creata dalla giunta di Cacciari di Gianluca Codognato
Mettici l'indennità del sindaco, degli assessori, dei consiglieri e le spese
per il personale. Aggiungici i costi fissi legati al riscaldamento, al
telefono, alla cancelleria. E voilà, il conto è servito ed è il più salato di
tutta Italia. Insomma, secondo le elaborazioni del Sole 24 ore, gli esborsi
riguardanti il funzionamento degli organi istituzionali, ovvero Giunta, Comune,
Municipalità, piazzano Venezia al primo posto di una classifica nella quale, a
dire il vero, sarebbe meglio trovarsi fra le ultime posizioni. Nel 2007 le
spese istituzionali nel Comune hanno superato quota 30 milioni, con una media
pro-capite che arriva a 112 euro e 60 cents. A Trieste, tanto per volare
all'ultimo posto, ogni cittadino ha pagato meno di 10 euro. Naturalmente i dati
necessitano di razionale interpretazione. Così, mentre Alberto Mazzonetto
capogruppo della Lega a Ca' Farsetti accusa «la struttura imponente e
super-burocratizzata creata dalla Giunta Cacciari», l'assessore al bilancio
Michele Mognato, contesta le elaborazioni del Sole. «Nell'articolo si sono
aggregate voci fra loro disomogenee, come per esempio il servizio ispettivo del
Casinò. Per i cosiddetti costi della politica, nel
2007 sono stati sborsati poco più di 2 milione e mezzo di euro». Macchina
comunale. Per far funzionare tutti i propri uffici nel 2007 il Comune ha speso
84 milioni, con una media di circa 312 euro a cittadino. In questo caso,
Venezia si piazza al 19º posto di questa particolare classifica. Quando però si
vanno ad analizzare i costi relativi ai soli organi istituzionali (Comune,
Giunta, Municipalità), allora il capoluogo lagunare balza in prima posizione.
In questo settore sono stati spesi oltre 30 milioni di euro con una media di
112,60 euro per cittadino. Attenzione, però. Solo un terzo di questa cifra,
dicono i ricercatori del Sole 24 ore, contempla le indennità di sindaci,
assessori e consiglieri. Il resto è riservato al personale e alle spese fisse,
come per esempio il riscaldamento e il telefono. Burocrazia. Secondo Mazzonetto
della Lega «questa situazione dimostra la scarsa attenzione della Giunta per il
denaro pubblico. Da una parte si spreca, poi si svende la città alla Coca Cola.
Cacciari ha costruito una macchina burocratica costosissima, con direttori
generali che percepiscono un sacco di soldi. Questo è un Comune troppo
burocratizzato che ha spese mastodontiche. E in più i servizi sono scadenti.
C'è una burocrazia parassitaria». Interpretazioni. I dati del Sole 24 ore sono
però contestati in modo trasversale. Maurizio Baratello, delegato
del sindaco per le politiche fiscali, non ha dubbi: «Ci troviamo di fronte a
numeri privi di senso - spiega - E così si rischia di cadere nel qualunquismo
che si scatena spesso quando si parla di costi della politica». Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, non ha
dubbi: «Come si possono paragonare le spese del Comune di Venezia con quelle,
per esempio, di Belluno? Proviamo solo a pensare al costo di riscaldamento per
Ca' Loredan e Ca' Farsetti. In laguna ci sono costi talmente specifici, come i
motoscafi d'acqua, che è ridicolo fare dei paragoni con altre realtà».
Bilancio. «è evidente che la tabella del Sole 24 ore ha aggregato voci tra loro
disomogenee - spiega l'assessore al Bilancio, Mognato - Nel 2007 i costi
complessivi delle indennità di carica della Giunta, del Consiglio comunale,
delle Municipalità nonché delle indennità di missione e rimborso spese
ammontano a 2.692.509 euro. Altri costi derivano da spese quali servizi di
pulizia in appalto, acquisto di materiale, retribuzioni e relativi contributi
del personale. è chiaro che nell'articolo si sono poi aggregate voci tra loro
diverse. Ne preciso alcune: il Servizio ispettivo del Casinò (euro 4.217.000);
l'Ufficio relazioni internazionali Politiche comunitarie (euro 1.673.000); il
difensore civico (euro 331.641); l'Urp Ufficio relazioni con il pubblico (euro
866.000); la Direzione relazioni esterne e Comunicazione (euro 1.737.000); il
Progetto di lettura agevolata (euro 262.647); il Servizio multimediale e di
Comunicazione sito web (euro 1.885.000,00). Il costo del Gabinetto del sindaco
(euro 6.092.000) oltre alle indennità comprende anche le spese per le
manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Secondo il quotidiano
Il Sole 24 ore il capoluogo è al top in Friuli Venezia Giulia Il primo
cittadino: analisi del tutto falsa anzi risparmiamo su
tutti i capitoli «Costi della politica, la città ai vertici» Spesi oltre 2 milioni di euro. Bolzonello
non ci sta: balla colossale L'INDAGINE SUI BILANCI di STEFANO POLZOT Pordenone
è al vertice in regione per i costi degli organi istituzionali secondo
l'indagine condotta dal quotidiano economico Il Sole 24 ore. Una
classifica che non è piaciuta al sindaco Bolzonello: «Si tratta di una balla
colossale». L'indagine condotta dal quotidiano economico è basata sul database
Aida della pubblica amministrazione e prende in esame i conti consuntivi
relativi al 2007. Per quanto concerne le cariche elettive, la classifica vede
Pordenone al ventottesimo posto (primo in regione) con una spesa di 2 milioni
50 mila euro (40,53 euro pro capite). L'analisi tiene conto dei costi per
giunta, consiglio comunale e circoscrizioni, inclusi i capitoli di servizio per
il personale dedicato a queste strutture. L'analisi ha preso in esame anche la
macchina amministrativa nel suo complesso, contemplando le segreterie, la
gestione del personale, la ragioneria e l'economato, l'ufficio tributi, la
gestione dei beni demaniali e gli uffici anagrafe e tecnico. Relativamente alle
spese di funzionamento, il municipio sborsa 15,7 milioni di euro, pari a 310,1
euro pro capite. In vetta alla classifica regionale Gorizia (12,3 milioni di
spesa, ovvero 340,2 pro capite), mentre alle spalle di Pordenone si collocano Trieste
(304,8 euro pro capite) e Udine (256,3 euro pro capite). Dati che mandano su
tutte le furie il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. «Questa indagine è
una balla colossale - afferma - come è sballata la comparazione dei dati. I
compensi degli amministratori sono in linea con quelli degli altri municipi,
come pure le circoscrizioni hanno in dote un budget limitatissimo. In questo
modo si fa disinformazione, facendo credere che si scialano le risorse quando,
in realtà, risparmiamo su tutto». In base al conto consuntivo, le funzioni
relative a organi istituzionali, partecipazione e decentramento ammontano a 2
milioni 47 mila euro, ma tengono conto di tutti gli oneri, inclusi quelli
relativi al personale dedicato e le altre spese generali. I compensi a sindaco
e assessori corrispondono a 360 mila euro, mentre quelli per i consiglieri
comunali a 175 mila. Per le sei circoscrizioni, la somma dei compensi agli
organi elettivi e dei gettoni di presenza corrisponde
a circa 75 mila euro.
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 8 -
Montecatini La macchina comunale ci costa poco Ogni pistoiese spende 202 euro
l'anno, un fiorentino più del doppio Giovannini: «Questo dimostra che in
bilancio non si deve tagliare sul personale degli uffici». I
costi però lievitano sui gettoni di presenza: palazzo di Giano al 23º posto in Italia FRANCESCO ALBONETTI
PISTOIA. In un anno ogni pistoiese spende 157 euro per mandare avanti gli
uffici comunali, mentre ne spende 45 per pagare i gettoni
di presenza di assessori e consiglieri e contribuire
al funzionamento degli organi comunali: consiglio, sindaco, giunta e
commissioni. Cittadini vessati? Non proprio, almeno sul fronte della spesa per
la macchina comunale. Secondo una classifica stilata dal Sole 24 Ore
nell'edizione di ieri, Pistoia risulta addirittura fra i comuni capoluogo più
virtuosi d'Italia, almeno sui costi degli uffici. Figura, infatti, al 96º posto
su un totale di 99 capoluoghi, preceduta solo da Brindisi, Prato e Bari. Per
fare un paragone, a Napoli la spesa pro-capite è di 539,2 euro e a Firenze,
prima in Toscana, di 446,8 euro. I numeri della spesa per le cariche elettive
sono meno brillati. Pistoia, con 3,92 milioni di euro come spesa complessiva e
45,27 pro-capite, figura al 23º posto in Italia, curiosamente in una classifica
che vede uno dietro l'altro i tre capoluoghi dell'area metropolitana: Firenze,
Prato e Pistoia. Al primo posto di questa classifica c'è Venezia: i cittadini
della laguna sborsano ben 112,6 euro a testa per le indennità di Cacciari e le
altre voci. Restando nel nord-est, buon ultima è Trieste, con appena 9,59 euro
a testa. E c'è ancora un'altra classifica nella quale il Comune di Pistoia
eccelle ed è inclusa dal giornale di Confindustria al quarto posto nazionale.
E' quella del tasso di pagamento dei residui trascinati dall'anno in
precedenza. In pratica, vengono presi in esame i debiti con i vari fornitori
dell'ente e la capacità di smaltirli. Pistoia partiva da 60 milioni di euro di
debiti ed è riuscita a pagarne 23,76, cioé il 44,6%. Parrebbe una percentuale
scarsa, ma non è così, se si pensa che basta a colocarla al quarto posto
nazionale, preceduta da Pisa, Imperia e Perugia. Avellino detiene il primato
negativo, avendo pagato solo il 7,1% dei debiti. «La prima considerazione che
mi viene da fare - commenta l'assessore al bilancio Piero Giovannini - è che, a
dispetto degli allarmi lanciati da qualcuno sulle scelte di bilancio, non
abbiamo poi tanto margine per tagliare sulle spese amministrative:
evidentemente le nostre scelte non sono state così tanto sbagliate». Occorre
precisare che l'indagine del Sole si riferisce ai servizi obbligatori le cui
competenze sono assunte dai Comuni da leggi dello Stato, escludendo quindi i
servizi alla persone, come quelli scolastici. Spesso al Comune di Pistoia viene
imputata una spesa eccessiva, non tanto sul personale degli uffici in genere,
quanto su quella del personale a vario titolo impiegato nelle scuole. «Quanto
ai gettoni di presenza - prosegue Giovannini - al di
là delle facili demagogie, occorerebbe in effetti una legge che definisca in
modo chiaro ed equo le indennità. Da un lato, garantire un gettone dignitoso è
anche un modo per favorire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita
politica. Dall'altro, il fatto che Pistoia spenda poco più di altri, significa
che vengono svolti tanti consigli e commissioni e i consiglieri sono più
partecipi che altrove».
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pistoia. Tra i più
alti i costi della politica: 45 euro a testa (23º posto) per gettoni
di presenza e stipendi Comune, burocrazia virtuosa Ogni cittadino paga
157 euro all'anno per il personale PISTOIA. La burocrazia comunale grava
abbastanza poco sui cittadini pistoiesi. Poco rispetto agli altri Comuni
italiani. Ogni cittadino spende 157 euro all'anno per
mandare avanti gli uffici comunali e 45 euro all'anno per pagare i gettoni di presenza e gli stipendi di
sindaco e assessori. Così l'amministrazione di Renzo Berti si piazza al quarto
posto tra quelle più virtuose d'Italia. Lo scrive il Sole 24 Ore in
un'inchiesta pubblicata ieri, esaminando i conti consuntivi del 2007.
ALBONETTI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1
( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Fiat, la crisi e
l'inopportuna "regalia" ai top-manager luigi leone Un piano di
incentivi per i manager. La Fiat lo annuncia poche ore prima che Moody's ne
riduca il giudizio sulla qualità del debito a livello "junk", che
significa spazzatura, e in prossimità degli aiuti che il governo destinerà al
settore dell'auto. Non è neppure fortunato, il Lingotto, nello scegliere il
momento in cui comunicare l'operazione di cui beneficeranno l'amministratore
delegato, Sergio Marchionne, e altri manager che egli stesso indicherà. Ma al
di là di ciò, l'iniziativa appare comunque inopportuna, sebbene tecnicamente
non vengano messe in campo le ormai famigerate stock option, bensì le stock
grant. La differenza non è marginale. I piani di stock option, infatti,
attribuiscono al beneficiario il diritto di acquistare un certo numero di
azioni ad un prezzo prefissato (inferiore ai corsi di Borsa, qui sta il
vantaggio) trascorsa una certa data ed entro un certo periodo di tempo, ma
senza alcun vincolo che non sia quello di esercitare o meno l'opzione. I piani
di stock grant, invece, attribuiscono al beneficiario un certo quantitativo di
azioni a titolo gratuito, ma la "regalia"è condizionata al
conseguimento di determinate performance. Al contrario delle stock option,
quindi, le stock grant non sono esigibili "a prescindere". E questo è
esattamente il caso della Fiat. L'obiettivo, spiega la casa torinese, è quello
di «assicurare il coinvolgimento e la retention (motivazione, ndr) delle
persone chiave per la crescita del gruppo, allineandone gli interessi a quelli
degli azionisti». E dunque: oltre a mantenere il rapporto professionale con
Torino, i manager dovranno anche contribuire a raggiungere i risultati fissati
per il 2009 e per il 2010. Tutto in linea con pratiche avviate negli Stati
Uniti già alla metà dell'Ottocento e poi sbarcate al di qua dell'Atlantico. E,
quindi, tutto bene. Tutto bene se non fosse che qualcosa sfugge. Tanto per
dire: i manager Fiat devono essere motivati, e avere interessi coincidenti con
quelli degli azionisti, per fare al meglio il proprio lavoro (dovere) in un
momento nel quale l'azienda, colpita dalla crisi che scuote il mondo e il suo
settore in particolare, deve chiedere agli altri suoi dipendenti sacrifici
anche durissimi? Parliamo di cassa integrazione e contratti non rinnovati ai
precari, non di rinuncia a qualche benefit. E poi: come si concilia questa
incentivazione con il fatto che importanti somme di denaro pubblico stanno per
essere convogliate (anche Fiat ne trarrà vantaggio) verso l'auto? Gli aiuti
statali sono mirati a dare ossigeno al mercato e a tutelare l'occupazione di
chi guadagna 1.300 euro al mese, non a far sì che Marchionne e gli altri
manager possano dividersi, malcontati e alle quotazioni di ieri, un
"tesoretto" di 28 milioni. Se l'esempio deve venire dall'alto, questo
non è un buon esempio. Né l'inopportunità dell'iniziativa può essere
sterilizzata dall'indiscutibile merito - di Marchionne principalmente, e della
sua squadra - di aver messo la Fiat in condizione di arrivare viva alla crisi
di questi giorni. Il che può apparire un paradosso, ma sarebbe risultato
inimmaginabile a chi avesse previsto l'attuale scenario planetario misurando,
appena due-tre anni fa, la capacità di tenuta del gruppo. Questo può consentire
a Marchionne di pensare una volta di più che «è osceno dare un rating
"junk" a chi non ha debito» (dichiarazione dello scorso 28 gennaio),
però non cancella l'intempestività del piano di stock grant. E ciò senza
scomodare Barack Obama, che ha definito «irresponsabili e vergognosi i compensi
dei top manager». Ma parlava degli Usa... leone@ilsecoloxix.it 24/02/2009
stefano zara Il dibattito sullo scivolamento della nostra democrazia verso
forme autoritarie è prevalentemente centrato sulle accuse che la minoranza
rivolge al governo in relazione all'esautoramento del Parlamento conseguente
all'ampio ricorso ai decreti legge e al voto di fiducia. Vi si aggiungono il
rifiuto del dialogo sulle riforme e sui provvedimenti anti-crisi e, infine,
l'irrisolto conflitto d'interessi del premier in materia di reti televisive.
Persino la penosa vicenda dell'elezione del senatore Riccardo Villari alla
presidenza della Commissione di vigilanza della Rai ha fornito non pochi spunti
per alimentare questo scontro che spesso finisce nel tritacarne dei reciproci
insulti insieme con le molte altre miserie della vita politica
italiana. Nella generale confusione non è dato capire ai cittadini se un
allarme per la democrazia ha davvero ragione di esistere nel nostro Paese. Non
è che le accuse del centrosinistra siano del tutto peregrine, ma non può
sfuggire a chi guardi alle vicende politiche nazionali con un minimo di
oggettività che queste stesse accuse, almeno alcune di queste e comunque per
ragioni simili, erano rivolte dal centrodestra al centrosinistra quando i ruoli
maggioranza-minoranza erano invertiti. Molto spesso la maggioranza di
centrosinistra era allora accusata di porre in atto un vero e proprio regime.
Sarebbe possibile affermare che siamo nel solito teatrino della politica, pari e patta, e fermarci lì. Oppure si potrebbe
andare un po' oltre e constatare l'incapacità del sistema politico italiano ad
accettare le regole del maggioritario e dell'alternanza come conseguenza della
ancor giovane datazione, appena sessant'anni, della nostra democrazia. O,
infine, si potrebbe concludere, come fanno molti, che è necessario mettere mano
alle riforme costituzionali aggiornando un sistema di governance non più idoneo
a rispondere tempestivamente alle sollecitazioni di un mondo estremamente
dinamico e alle sfide della globalizzazione. C'è del vero in tutte queste
valutazioni, ma nessuna di queste chiarisce se il rischio dello scivolamento
autoritario nel nostro Paese è davvero presente. Per quel che mi riguarda sono
convinto che questo sia molto più concreto di quel che si crede salvo che deve
essere individuato non tanto nei temi dello scontro in corso tra destra e
sinistra, ma in qualcosa che sta a monte dello stesso. Si ha infatti riduzione
di democrazia non tanto e soltanto quando la maggioranza non rispetta la
minoranza ma quando e soprattutto i cittadini non hanno il controllo reale
della rappresentanza politica, cioè quando i cittadini
non possono scegliere chi li rappresenta nelle istituzioni. Se si assume questo
orizzonte si deve dire che l'allarme è motivato in relazione almeno a due temi
cruciali tra loro intrecciati sinteticamente rubricabili alle voci costo della politica e legge elettorale. Il silenzio dei partiti su questi temi è a dir poco assordante. Nessuna
iniziativa seria si conosce al riguardo e al massimo si assiste a punture di
spillo tra una parte e l'altra. Sembra esistere sotto traccia una tacita intesa
che liquida i temi di fondo della democrazia italiana come manifestazioni di
anti-politica o come discussioni sterili che riguardano
soltanto il Palazzo. Davvero singolare che sia la stessa casta politica a compiere questa operazione di mistificazione
affermando che questi temi non interessano i cittadini alle prese come sono con
i problemi della crisi economica e dell'impoverimento. È un incredibile alibi
per garantire la perpetuazione genetica dei vizi propri non solo della politica ma della società italiana. Infatti l'articolazione,
la ridondanza e al tempo stesso l'autoreferenzialità del nostro sistema di
rappresentanza, che alimentano l'alto costo della politica e l'espropriazione nei
confronti dei cittadini e a favore delle segreterie di partito della
possibilità di scegliere gli eletti che deriva dalle leggi elettorali vigenti,
non solo fondano un esemplare modello di democrazia zoppa ma diffondono
un'epidemica cultura anti-meritocratica. Sul costo della politica né il governo né il governo ombra hanno reso
pubblico un disegno di legge che ne proponga una corposa riduzione. Intanto i
costi aumentano e la casta politica sembra essere
l'unico soggetto sottratto ai rigori della crisi economico-finanziaria e
sociale. Anche sulla riforma della legge elettorale la maggioranza di
centrodestra e il Partito democratico non riescono a produrre uno straccio di
proposta credibile per superare l'orribile "porcellum" e ripristinare
l'irrinunciabile principio della sovranità popolare. Nemmeno l'avvicinarsi del
referendum (un pannicello caldo) scuote i partiti
probabilmente convinti che meno se ne parla più alta è la probabilità che
fallisca. Alla faccia del rinnovamento e della invocata meritocrazia.
Meritocrazia, efficienza e sacrifici per tutti salvo che per la casta. Il Pd,
per parte sua, si segnala non solo per il vuoto di proposte al riguardo ma
anche per l'utilizzazione di liste bloccate, esattamente come previsto
dall'orribile "porcellum", per la scelta dei membri della sua
Assemblea costituente. Di tal che, cosa ancor più incredibile, un' Assemblea di
"nominati" e non di eletti, tra l'altro andando al di là della missione
assegnata (la formulazione dello Statuto), è stata chiamata a
"nominare" un nuovo segretario del partito in sostituzione di Walter
Veltroni, eletto invece grazie al rito delle primarie. Un fulgido esempio di
fede democratica e di coerenza politica. Se
all'estraniazione dei cittadini dal controllo democratico della politica si aggiungono i fenomeni di disuguaglianza, in
accentuazione nelle società italiana che, secondo Gustavo Zagrebelski, minano
l'esercizio reale dei diritti democratici dei cittadini, si può ben dire che le
preoccupazioni in ordine alle derive autoritarie nel nostro Paese sono più che
fondate. La destra e la sinistra parlano d'altro, anzi litigano d'altro. Ma
intanto la nostra giovane Costituzione, i suoi
principi fondativi, sono messi a dura prova non tanto da ipotesi di riforma
esplicite, quindi verificabili e opponibili, quanto dall'affermarsi di una
partitocrazia sempre più pervasiva e autoreferenziale che invera il paradosso
di una democrazia autoritaria.Stefano Zara è stato presidente di Confindustria Genova
e deputato dell'Ulivo. 24/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Livorno
Quattro anni e trenta gol, così diventò l'idolo dei tifosi Arrivò nell'estate
del 1976 dopo aver giocato a Perugia e a Salerno. 115 gare in amaranto LIVORNO.
Vitulano è nato e cresciuto con un pallone tra i piedi, forse anche per le sue
discendenze argentine. Inizia a giocare nella Perugina, poi è prelevato dalla
Salernitana e da qui, nell'estate del 1976 passa al Livorno. Al primo anno di serie C colleziona 24 presenze e 5 reti, in
quella successiva firma il suo record in amaranto: 30 presenze e 12 gol. Siamo
alla stagione 1978-79, serie C1, chiusa con 32 gettoni e 6 reti. è in questo campionato che Vitulano lascia un segno
indelebile nella storia del Livorno, firmando il 22 aprile la rete della
vittoria (1-0) sul campo del Pisa. è un gol che fa impazzire e piangere
di gioia una intera generazione. E la data diventa un grande striscione in
curva nord destinato ad accompagnare centinaia di partite del Livorno, Nella
stagione successiva, la quarta e ultima in amaranto, mette insieme 29 presenze
e 7 gol, ma ormai per Livorno Miguel è un mito al di là delle prestazioni e dei
gol. Chiude la sua avventura con il Livorno a quota 115 presenze e 30 reti. Era
un innamorato folle del Livorno (orgoglioso di guidare il settore giovanile) e
di Livorno, più di molti nati e cresciuti in questa città. Peccato solo che la
società non abbia degnamente tenuto stretto a sè un uomo buono e di valori
forti come lui. (a.b.)
( da "Repubblica, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina XXVI - Roma
Nonostante l´assegnazione delle nuove deleghe Non c´è numero legale Comune,
rinviata la seduta GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Ieri un´altra
seduta è andata buca a causa dei vuoti fra i banchi del Pdl. Con almeno un paio
di consiglieri di Fi evidentemente afoni, dal momento che pur presenti non
hanno risposto all´appello. «Come al solito Alemanno ha pensato solo ai suoi»,
mastica amaro un azzurro che vuol restare anonimo. Come dargli torto? Su 5
nuovi incarichi, 4 sono targati An: a Samuele Piccolo (defenestrato dalla
Sicurezza che però resta in "famiglia", assegnata al fedelissimo
Giuseppe Ciardi), va la delega alle Periferie; Roberto Angelini si occuperà del
Tevere; Marco Visconti dell´Emergenza abitativa. L´unico forzista premiato con
la Sicurezza stradale è Roberto Cantiani, ma i berlusconiani incassano pure la
delega al Cinema per Michele Lo Foco (nel cda di Zetema) e il cambio del
vice-capogruppo: lascia Dino Gasperini, entrano Giordano Tredicine e Marco
Siclari. Ironici i pd Valeriani e Masini: «Consigliamo ad
Alemanno di ammettere il suo fallimento come condottiero di un´allegra brigata
avida di potere e speriamo che finito il Risiko delle poltrone cominci ad
affrontare i problemi di Roma». Caustico Storace: «La maggioranza romana dà un
pessimo spettacolo. Domani i cittadini dovranno pagare un´altra seduta e
relativi gettoni di presenza per un sindaco incapace di dialogo». SEGUE A PAGINA VI
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
LA SPESA 2007 per gli organi is... LA SPESA 2007 per gli organi istituzionali
(che comprende i costi di giunta e consiglio comunale e delle riunioni nelle
otto circoscrizioni) per l'amministrazione comunale è stata di 2 milioni e
260mila euro, secondo quanto riportato da «Il Sole 24 Ore». Cifra complessiva
che è scaturita dalla somma delle indennità (si tratta di importi lordi) pagate
alla Giunta : al sindaco che è di 55.186 euro all'anno (4.598,84 euro al mese);
al vicesindaco 41.389 euro (3.449 al mese); a sette assessori comunali 33.111
euro ciascuno (2.759,31 euro al mese); ad altri due assessori 16.555 ciascuno
(1.379,66 al mese), importo ridotto perché risultano avere un altro reddito
mensile. Per il Consiglio, invece, l'Amministrazione comunale ha speso circa
165mila euro, calcolando il costo del gettone di presenza per la partecipazione a
consigli e commissioni consiliari, che è di 92,96 euro, per il totale delle
delle presenze di ciascuno dei 40 componenti dell'assise consiliare. Cifre cui
poi vanno aggiunti i costi delle riunioni delle otto circoscrizioni e delle
spese per permettere l'esecuzione delle sedute. Somme che possono
variare da un anno all'altro, in base alle riunioni di consiglio e di
commissione che vengono effettuate. nell'anno preso in considerazione, ad
esempio, i consigli comunali sono stati diciassette. Molto più elevato, invece,
il numero delle commissioni consiliari. Che per qualche consigliere è arrivato
anche a 55. I compensi più alti, sempre riferiti al 2007, che sono stati pagati
ai consiglieri sono 6.693 euro per 17 consigli comunali e 55 partecipazioni
alle commissioni, e 6.228, sempre per 17 consigli comunali e 50 commissioni. i
consiglieri più assenti e quindi meno pagati sono costati alle casse del Comune
1.301 euro, per avere partecipato a 9 consigli su 17 e a cinque riunioni di
commissione. I CONSIGLIERI comunali sono: Luca Agresti, Tania Amarugi,
Alessandro Antichi, Gabriele Bellettini, Cesare Buonavia, Franca Casagni,
Giacomo Cerboni, Gianfranco Chelini, Luigi Colomba, Maria Chiara Daviddi,
Stefano Dragoni, Francesco Falletti, Mario Iacobucci, Fiorenzo Linicchi, Mario
Lolini, Walter Lunardi, Mario Malentacchi, Lorenzo Mascagni, Simone Marchetti,
Luca Montemaggi, Roberto Panfi, Riccardo Paolini, Massimiliano Paolucci,
Maurizio Perrone, Valerio Pizzuti, Lio Querci, Guglielmo Ristori, Unico Rossi,
Alessio Scheggi, Christian Sensi, Giorgio Signori, Patrizia Siveri, Giovanna
Stellini (presidente del Consiglio comunale) Giancarlo Tei, Riccardo Tinacci,
Fabio Vagaggini, Fabrizio Viggiani, Maurizio Zaccherotti, Sandra Zanelli e
Paola Ziviani.
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA comunale grosseta... di CRISTINA RUFINI LA
BUROCRAZIA comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo
un'indagine del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del
capoluogo di provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far
funzionare la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno
grossetano 202,4 euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A
partire dalla segreteria, dai costi del personale
dipendente, alla ragioneria e l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione
dei beni demaniali, all'ufficio tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei
settori che fanno parte della complessa macchina amministrativa. Cifre che
pongono Grosseto al 73esimo posto tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato
possibile reperire i dati. Classifica in cui troviamo ai primi posti i
comuni il cui costo pro capite è più alto (Napoli in testa con 525 milioni di
euro e una spesa pro capite di 539) e all'ultimo quelli che hanno fatto
registrare cifre meno elevate (Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro
per una spesa pro capite di 130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260
euro, i 202,4 di Grosseto appaiono non certo poca cosa, ma comunque un
«risparmio». «E' UNA nuova prova dell'attenzione commenta l'assessore comunale
al Bilancio, Paolo Borghi e della cura che l'amministrazione ha avuto fin dal
suo insediamento per una buona e sana gestione delle casse comunali. I
sacrifici che abbiamo dovuto fare per risanare i conti sono stati davvero
molti, ma alla fine i risultati hanno dato e ci stanno continuando a dare
ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte dei conti è arrivata infatti
una nuova promozione al bilancio dell'ente, rispetto a quale è stato
sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro di contenimento delle
spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del quotidiano economico, un
capitolo a parte è stato dedicato al costo politico della macchina burocratica,
cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco, giunta e consiglio comunale
e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale condizione non positiva di
venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi di funzionamento alla
53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila euro sommato ai 15
milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire il totale a 17
milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun grossetano 29,18
euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento Grosseto è quasi
ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni capoluoghi italiani,
mentre per la spesa politica i valori si alzano.
Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite fatti registrare a
Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della politica,
e molto più vicini a Trieste, che coi suoi 9,59 euro pro capite è il fanalino
di coda della classifica del «Sole». «SIAMO convinti, oggi più che mai, anche a
fronte della grave crisi che sta attraversando tutti i maggiori sistemi
economici mondiali che nessuna azione possa avere valore e fondamento se non
parte da un'ordinata, corretta e sana tenuta del bilancio ha proseguito
l'assessore Borghi che in parte si lega ad un oculato piano di risparmi,
dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un serio ed efficace piano di
investimenti. Penso, ad esempio, alla carta elettronica, che oltre a portare
benefici ai cittadini in termini di snellimento dei passaggi burocratici,
consente ai nostri uffici di ridurre il carico di lavoro e di spese, a
vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta la popolazione».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 3
non troppo uffici che per gli amministratori di CRISTINA RUFINI LA BUROCRAZIA
comunale grossetana non è tra le più care d'Italia. Anzi. Secondo un'indagine
del quotidiano economico Il Sole 24Ore dalle casse dell'ente del capoluogo di
provincia sono usciti, nel 2007, 15 milioni e 700mila euro per far funzionare
la macchina amministrativa. Pesando sulle tasche di ciascuno grossetano 202,4
euro per far muovere il cuore burocratico del Comune. A partire dalla segreteria,
dai costi del personale dipendente, alla ragioneria e
l'economato, all'ufficio tributi, alla gestione dei beni demaniali, all'ufficio
tecnico e anagrafe. Solo per citare alcuni dei settori che fanno parte della
complessa macchina amministrativa. Cifre che pongono Grosseto al 73esimo posto
tra i 99 comuni capoluoghi di cui è stato possibile reperire i dati.
Classifica in cui troviamo ai primi posti i comuni il cui costo pro capite è
più alto (Napoli in testa con 525 milioni di euro e una spesa pro capite di
539) e all'ultimo quelli che hanno fatto registrare cifre meno elevate
(Brindisi in coda con 11 milioni e 800mila euro per una spesa pro capite di
130,4 euro). A fronte di una media nazionale di 260 euro, i 202,4 di Grosseto
appaiono non certo poca cosa, ma comunque un «risparmio». «E' UNA nuova prova
dell'attenzione commenta l'assessore comunale al Bilancio, Paolo Borghi e della
cura che l'amministrazione ha avuto fin dal suo insediamento per una buona e
sana gestione delle casse comunali. I sacrifici che abbiamo dovuto fare per
risanare i conti sono stati davvero molti, ma alla fine i risultati hanno dato
e ci stanno continuando a dare ragione. Non più di due settimane fa dalla Corte
dei conti è arrivata infatti una nuova promozione al bilancio dell'ente,
rispetto a quale è stato sottolineato l'impegno dimostrato attraverso il lavoro
di contenimento delle spese di gestione degli uffici». NEL SONDAGGIO del
quotidiano economico, un capitolo a parte è stato dedicato al costo politico
della macchina burocratica, cioè alle spese per gli organismi eletti: sindaco,
giunta e consiglio comunale e le otto circoscrizioni. E qui Grosseto risale
condizione non positiva di venti posizioni , portandosi dalla 73esima dei costi
di funzionamento alla 53esima. Con una spesa, nel 2007, di 2 milioni e 260mila
euro sommato ai 15 milioni e 700mila delle spese di funzionamento fanno salire
il totale a 17 milioni e 960mila euro che è costata alla tasche di ciascun
grossetano 29,18 euro. Condizione che evidenzia come sui costi di funzionamento
Grosseto è quasi ai minimi termini, se confrontata con gli altri comuni
capoluoghi italiani, mentre per la spesa politica i
valori si alzano. Restando comunque ben lontani dai 112,60 euro pro capite
fatti registrare a Venezia, città al primo posto in Italia quanto a costo della
politica, e molto più vicini a Trieste, che coi suoi
9,59 euro pro capite è il fanalino di coda della classifica del «Sole». «SIAMO
convinti, oggi più che mai, anche a fronte della grave crisi che sta
attraversando tutti i maggiori sistemi economici mondiali che nessuna azione
possa avere valore e fondamento se non parte da un'ordinata, corretta e sana
tenuta del bilancio ha proseguito l'assessore Borghi che in parte si lega ad un
oculato piano di risparmi, dall'altra ad una programmazione ponderata e ad un
serio ed efficace piano di investimenti. Penso, ad esempio, alla carta
elettronica, che oltre a portare benefici ai cittadini in termini di
snellimento dei passaggi burocratici, consente ai nostri uffici di ridurre il carico
di lavoro e di spese, a vantaggio di altri importanti servizi e quindi di tutta
la popolazione».
( da "Italia Oggi" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi sezione:
Lavoro e Previdenza data: 24/02/2009 - pag: 30 autore: di Luigi Oliveri Un
parere della Corte conti del Veneto sulla legge 133/2008 Contratti integrativi
leggeri per risparmiare sul personale Ridurre la spesa per la contrattazione
integrativa è la ricetta per rispettare i nuovi limiti ai costi del personale,
previsti dalla legge 133/2008.E' perentoria la Corte dei conti, Sezione
regionale di controllo per il Veneto, nell'affermare col parere 14 gennaio
2009, n. 6, la necessità, per le amministrazioni locali, di assicurare la
riduzione delle spese di personale con specifico riferimento alla
contrattazione decentrata.Il parere analizza i presupposti di legge da
rispettare, ai fini della possibilità di assumere un dipendente a tempo
determinato, in sostituzione di un distaccato presso il tribunale. La Corte
esprime parere favorevole, dopo la disamina delle regole in base alle quali è
possibile per le amministrazioni locali procedere a nuove assunzioni.Il
principio ormai assodato è che occorre garantire la riduzione progressiva della
spesa di personale. Come è noto, la Sezione Veneto sostiene ? con una posizione
che desta, tuttavia, non poche perplessità ? l'immediata applicabilità della
riduzione progressiva dell'incidenza delle spese di personale, rispetto al
totale delle spese correnti. Il parere evidenzia che per raggiungere questo
obiettivo, come quello della riduzione progressiva del tetto, prevista dall'articolo
1, comma 557, della legge 296/2006, gli enti locali debbono prendere di mira la
contrattazione collettiva.In effetti, il sistema introdotto dalla legge
133/2008 induce ad abbandonare la logica della mera limitazione del turn-over
delle assunzioni, quale unica misura per tenere sotto controllo la spesa.
Considerando che per gli enti soggetti al patto gli oneri derivanti dai rinnovi
dei contratti collettivi sono da considerare un costo e che, in ogni caso, le
spese di personale debbono rappresentare un rapporto favorevole con quelle
correnti, la sola limitazione delle assunzioni non può essere sufficiente.La
Sezione Veneto spiega per ridurre i costi del personale occorre agire sulle
dinamiche di crescita della spesa per la contrattazione integrativa, come
espressamente prevede l'articolo 76, comma 5, della legge 133/2008, agendo
proprio sul fondo della contrattazione decentrata.L'articolo 76, comma 5,
citato, del resto, spiega che le amministrazioni locali a questo fine possono
?delle corrispondenti disposizioni dettate per le amministrazioni statali?. In
altre parole, gli enti sono invitati ad applicare misure come quelle dettate
dall'articolo 67, commi da
( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 5
di GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di qu... di
GUGLIELMO VEZZOSI IL CONTO è servito ed è salato: si tratta di quasi 320 euro,
per la precisione 316 euro e 39 centesimi. E' quanto ogni pisano paga in un
anno per mantenere e far funzionare la macchina comunale. I dati tutti nero su
bianco sono contenuti nell'ultimo rapporto realizzato dal «Centro Studi
Sintesi» di Venezia per il quotidiano economico «il Sole 24 Ore». Ne esce un
quadro dettagliato di quanto pesi il Palazzo, inteso come apparato burocratico,
sulle tasche dei cittadini. Non sono compresi in questa indagine i soldi tanti
anche in questo caso e sempre sborsati sotto forma di tributi locali per i
servizi pubblici erogati dall'amministrazione comunale, sul cui funzionamento
occorrerebbe un capitolo a parte. L'INDAGINE prende in considerazione quanto
costano (in termini di spesa per il personale e funzionamento) le «funzioni
generali» nei Comuni, cioè il cuore burocratico dell'amministrazione, che
contempla segreterie, la gestione del personale, la ragioneria e l'economato,
l'ufficio tributi e la gestione dei beni demaniali, l'ufficio tecnico e
l'anagrafe. A conti fatti a Pisa queste funzioni assorbono 22,9 milioni pari
cioè a 262,20 euro per ciascun residente (dati 2007), in linea con la media nazionale.
I dettagli relativi alle singole voci considerate dall'analisi del centro studi
veneziano sono desumibili dagli stessi bilanci del Comune. Si apprende così che
per il funzionamento di «organi istituzionali, partecipazione e decentramento»
si sono spesi 4,7 milioni nel 2007 e 4,5 nel 2008. Per «segreteria generale,
gestione personale e organizzazione» gli importi sono rispettivamente 2,3 nel
2007 e 3,3 nel 2008. E ancora la «gestione delle entrate tributarie e servizi
fiscali» ha richiesto un impegno finanziario di 5,6 milioni nel 2007 e
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
FORLÌ? CRONACA pag. 5 MILIONI La cifra è quella necessaria per gli
organi istituzionali. Comprende gettoni di pres... MILIONI La cifra è quella necessaria per gli organi
istituzionali. Comprende gettoni di presenze e segreterie Image: 20090224/foto/4997.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
FORLÌ? CRONACA pag.
5 La macchina' comunale costa 210 euro per ogni forlivese La spesa per le
funzioni generali. Il Comune è fra i meno spreconi' QUANTO COSTA ai forlivesi
il funzionamento della macchina comunale? Circa 210 euro all'anno per abitante.
Il dato piazza Forlì fra le venti città capoluogo meno sprecone' d'Italia.
L'indagine curata dal quotidiano Il Sole 24 Ore vede Napoli in testa (600 euro
pro capite), ma anche Rimini (352) e Ravenna (260) presentano costi nettamente
più elevati che a Forlì. I più oculati amministratori pare siano a Brindisi e a
Prato. Cosa si intende per «funzionamento della macchina comunale»? Si prendono
in esame due parametri. Il primo raggruppa una serie di voci di spesa, che
vanno dalle segreterie alla ragioneria, dalla gestione dei beni demaniali
all'anagrafe. Non il costo del personale in quanto tale (la cui posta in
bilancio oscilla fra i 33 e i 35 milioni all'anno) ma le attività e i
dipendenti che servono per far funzionare gli uffici. Nel 2007 questa somma era
di 21,1 milioni, rimasta pressocché inalterata l'anno scorso. Un numero che
diviso per gli abitanti, dà 186 euro a testa. IL SECONDO CRITERIO valuta quanto
si spende per gli organi istituzionali, cioé giunta, consiglio comunale e
consigli di circoscrizioni. Due anni fa i costi erano di 2 milioni e 740 mila
euro, saliti a 2,85 nel 2008. Nel dettaglio, 792 mila euro sono andati per le
segreterie del sindaco, degli assessori e dei gruppi consiliari (si tratta di
personale del Comune), 1,8 milioni per l'attività
ordinaria, compresi i gettoni di presenza dei consiglieri e 60 mila euro per gli affitti delle sedi delle
circoscrizioni. Nel complesso, vanno dunque aggiunti altri 24 euro pro capite e
si raggiunge la somma di 210 euro annui per ciascun forlivese, di cui si diceva
all'inizio. LO STUDIO prende in considerazione un altro fattore,
sollecitato dalla crisi finanziaria. I comuni pagano o sono morosi? Anche in
questo caso l'analisi del Sole 24 Ore promuove Forlì, considerato fra i più
rapidi nell'onorare gli impegni verso i fornitori. «Nel caso di un appalto la
legge fissa delle scadenze legate all'avanzamento dei lavori spiega Lodovico
Buffadini, assessore al Bilancio . Il Comune di Forlì riesce a saldare le
spettanze entro 60 giorni in media, salvo che subentrino delle contestazioni
sui lavori eseguiti. Solo a dicembre, gli uffici per rispettare il patto di
stabilità hanno disposto verifiche sui pagamenti e una ditta si è trovata in
difficoltà. Ma poi la questione si è risolta. In generale l'indagine del
quotidiano economico-finanziario conferma che è in atto una buona politica di
contenimento della spesa amministrativa». Image: 20090224/foto/4995.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
RAVENNA CRONACA pag.
7 OGNI ravennate spende 262 euro l'anno per garantire il... OGNI ravennate
spende 262 euro l'anno per garantire il funzionamento della macchina comunale'.
La quota maggiore, pari a 227,4 euro, è destinata a retribuire il personale degli
uffici strategici di Palazzo Merlato come segreteria, ragioneria ed economato,
tributi, beni demaniali, ufficio tecnico e anagrafe. Una parte minore della
spesa, che corrisponde a 34,8 euro pro capite, serve invece ad alimentare gli
organi istituzionali politici': giunta, consiglio comunale, commissioni
consiliari e consigli di circoscrizione. Dalle elaborazioni fornite ieri dal
Sole 24 Ore si ricava una pagella a due facce per Ravenna: la città dei mosaici
è nella lista delle città più virtuose, come gran parte dei capoluoghi
dell'Emilia Romagna tranne Rimini, per quanto riguarda il costo della
burocrazia, a cui compete una spesa annua di 34,4 milioni di euro, dunque più
leggera della media nazionale. L'altra faccia della medaglia sono invece i 5,2
milioni di euro che gravano sui ravennati per le spese degli organi
istituzionali comunali e che, in virtù del numero di residenti, risultano tra i
quaranta più onerosi delle città capoluogo. «QUESTO risultato rispondono da
Palazzo Merlato deriva dal fatto che, nella voce sugli organi istituzionali,
sono compresi tutti gli oneri per le attività del decentramento, che nel 2007
hanno comportato una spesa pari a 3,4 milioni di euro». E' la cifra corrisposta
dall'amministrazione comunale per finanziare 65 dipendenti e operatori agli
sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di podologia, operatori culturali,
fondi circoscrizionali per attività culturali, piccole manutenzioni edifici
interesse circoscrizionale, manutenzioni aree verdi, contributi, Cre, attività
utilità sociale, e servizi vari. «La spesa sostenuta per gli organi elettivi
del decentramento, gettoni di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai presidenti precisano da
Palazzo Merlato si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla
spesa complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per
il territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il
Comune di Ravenna a livelli analoghi delle città, in questo caso, in
classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono poche le città
che possono vantare un'attività così intensa e capillare come quella che le
Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande estensione come il
nostro». IL COMUNE ha poi precisato i motivi per cui è stato inserito nella
graduatoria dei cattivi pagatori' nel 2007 (come riferito a parte). «Per
rispettare il Patto di stabilità abbiamo dovuto ridurre le uscite di cassa. Si
è così proceduto con la dilazione concertata di alcuni pagamenti verso i
creditori e fornitori con più vasto giro d'affari. Questa pratica non ha dato
luogo ad alcun contenzioso». La fase critica è stata comunque superata visto
che nel 2008 la percentuale dei pagamenti si attesta attorno all'80 per cento
del debito: sono state ripristinate le modalità consuete di pagamento,
assicurano in Comune, che avvengono in un tempo medio di 90 giorni.
( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-02-24 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Venezia Spesa in calo per consiglio, giunta e Municipalità Il costo
di Ca' Farsetti: due milioni e mezzo l'anno VENEZIA — Due milioni e mezzo
l'anno tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina
di migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico di pagamento dei
consiglieri, ai quali è stata tolta l'indennità. Una macchina che per gli
organi costituzionali costa oltre trenta milioni di euro e pone Venezia in cima
alla classifica delle città italiane, con una spesa per ogni cittadino di oltre
112 euro, scatenando la reazione di Ca' Farsetti. A PAGINA 7
( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2009-02-24 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Ca' Farsetti costa 112 euro a ogni cittadino Venezia in testa, ma
le spese per i compensi sono sono 2 milioni e mezzo e in calo Indagine de «Il
Sole», la laguna guida la classifica. Mognato: un errore, dati diversi, ognuno
li aggrega come vuole VENEZIA — Due milioni e mezzo l'anno
tra spese e compensi di giunta, Consiglio e Municipalità. Qualche decina di
migliaia di euro in meno dell'anno scorso grazie all'introduzione dei gettoni di presenza come sistema unico
di pagamento dei consiglieri comunali e delegati municipali, ai quali è stata
tolta l'indennità. Una macchina che per gli organi istituzionali costa
oltre trenta milioni di euro e pone Venezia — secondo un'indagine del Sole 24
Ore — in cima alla classifica delle città italiane, con una spesa per ogni
cittadino di oltre 112 euro, scatenando la reazione di Ca' Farsetti. «Sono dati
che non si possono confrontare, sono state aggregate tra di loro voci diverse»,
dice l'assessore al Bilancio Michele Mognato che critica anche la classifica
che pone la città lagunare al dodicesimo posto per il costo procapite sostenuto
dai Comuni per il funzionamento degli uffici. Come dire che ogni Comune
organizza il Bilancio a modo suo. Lo conferma anche l'Anci che non nasconde le
perplessità sul metodo usato sottolineando come «si confondono spese per
l'erogazione dei servizi con quelle di funzionamento che sono invece connesse alle
spese dovute all'esistenza stessa del Comune». Se si guarda infatti solo il
«costo diretto» cioè le spese strettamente collegate alla funzione (le
indennità e non le altre spese come quelle di riscaldamentoo o telefoniche dei
palazzi) il primato veneziano sfuma perché la cifra crolla. Il risultato è
comunque che rispetto a due anni fa nel bilancio di previsione 2009 Ca'
Farsetti ha deciso di tagliare e di ridurre di un milione di euro la spesa
relativa agli organi istituzionali che comprende però oltre al costo diretto di
giunta Consiglio e Municipalità anche ad esempio il costo del servizio
ispettivo del Casinò (oltre quattro milioni), il difensore civico (331mila
euro), l'Urp (866), l'ufficio relazioni internazionali (1,6 milioni), le
relazioni esterne (1,7) e il gabinetto del sindaco (6 milioniper indennità e
spese per la manifestazioni tradizionali culturali turistiche e popolari).
«Pertanto pur fermi i principi del documento fissati per legge — dice
l'assessore Mognato — è evidente che ogni Comune imposta in maniera del tutto
autonoma il proprio bilancio rendendo inutili e sbagliati paragoni con le altre
amministrazioni ». Dal confronto tra le spese dirette il primato tra le
Municipalità spetta a quella di Mestre che costa (dati 2007) solo per le indennità
dei consiglieri oltre 145 mila euro, trentamila in più di Venezia, del resto
sono le più grandi del Comune. Sulle indennità dei delegati, ma anche sui
compensi ai consiglieri comunali si è invece abbattuta la mannaia della
Finanziaria. Avendo introdotto i gettoni di presenza
al posto dei compensi forfettari infatti Ca' Farsetti ha risparmiato nel 2008
rispetto all'anno precedente quasi 250 mila euro, due terzi dei quali dal
Consiglio e il rimanente dalle Municipalità. A questi poi vanno sommati anche i
soldi risparmiati con l'azzeramento dei gettoni per le
commissioni e le sottocommissioni elettorali per un totale di 300 mila euro.
R.C.
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla nostra
comunit&#... di LAURA VALDESI BUROCRAZIA E POLITICA costano un occhio alla
nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante sostenuto per far funzionare gli
uffici del Comune in una parola la sua macchina organizzativa è infatti di 375
euro. Pone Siena, secondo la classifica del «Sole24Ore» stilata spulciando i
Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia addirittura prima di metropoli come
Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con 249 euro). Magra consolazione: Firenze
(446,8 euro) si piazza sul terzo gradino del podio, mentre il primato va a
Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra in fondo siamo poco più di 54 mila
residenti sborsare circa 20 milioni per la struttura comunale non è uno scherzo
in tempi di vacche magre e di risparmi dettati dalla crisi che soffia forte
nella provincia. Dati «forti» che il Comune però spiega con il supporto delle
cifre tentando di ridimensionarne la portata. «Siena assomma a sé grandi
funzioni e qualità tali da richiedere un castello amministrativo importante. Ci
sono 54mila abitanti ma da noi insistono Fondazione Mps e Università, Banca Mps
e policlinico, unitamente all'offerta culturale per cui le presenze di
cittadini superano di gran lunga i residenti: basta pensare agli studenti
dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila le persone che 'usano' la
città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare alle metropoli, hanno
università e banche, unitamente a un ventaglio artistico-culturale immenso.
Semmai il numero di abitanti è di ben altra consistenza. Servono dunque altri
elementi per una lettura meno ingessata della classifica del «Sole». «Tra i
costi attribuiti alla macchina organizzativa osserva ancora il Comune figura ad
esempio la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare: molto elevata,
visto che riguarda palazzi che hanno valore storico come il Santa Maria e il
Comune stesso. E ancora. L'immobile della Circoscrizione
( da "Corriere del Veneto" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-02-24 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Costi della politica La ricerca pubblicata
dal Sole24Ore. Le riserve dell'Anci: «Le spese vanno rapportate ai servizi
erogati» Oltre 300 euro a testa per mantenere il Comune Si spendono 271 euro
per la «burocrazia» e 33 per la rappresentanza. Paloschi: verificherò Verona si
piazza poco sopra la metà della classifica. L'assessore al Bilancio sperava in
una performance migliore VERONA — Quanto costa ai cittadini la macchina
burocratica locale e i suoi amministratori? Per quelli veronesi più di 300 euro
all'anno. Il dato proviene da una ricerca pubblicata ieri sul Sole24Ore. Il
giornale economico stila, infatti una classifica che mette
a confronto i certificati consuntivi dei comuni italiani, riferiti al 2007. Due
le voci prese in esame. La prima riguarda i costi delle funzioni generali
dell'amministrazione locale. In pratica la spesa per segreterie, gestione del
personale, ragionerie, uffici tributi, gestione dei beni demaniali, uffici
tecnici e anagrafe. Una sfilza di capitoli che, in riva all'Adige, fa
segnare i 72,3 milioni di euro. Totale che, spalmato su tutti i residenti del
Comune, raggiunge un costo pro capite di 277 euro. Cifra parziale questa,
perché deve ancora essere aggiunta la spesa per gli organi istituzionali. Che
tradotti non sono altri che stipendi, indennità, rimborsi e gettoni di chi è
stato eletto dai cittadini per gestire al cosa pubblica. In poche parole il
sindaco Flavio Tosi, la sua squadra di assessori e i consiglieri comunali e di
circoscrizione. In questo caso la quota raggiunge gli 8,84 milioni di euro pari
a poco meno che 40 euro se suddivisi per ogni abitante del Comune. Soldi che,
sommati ai 277 euro di costi della burocrazia, arrivano ad un netto di 317
euro: è questo quanto ogni veronese deve sborsare ogni anno per «essere
ammini-strato » dai propri rappresentanti. Un totale che, tutto sommato, sfora
di poco la media delle città con più di 30mila abitanti: 260 euro per le
funzioni generali e 34 per gli organi istituzionali. Nella classifica generale
palazzo Barbieri si piazza 31esimo in riferimento alle spese di funzionamento
(prima è la città di Napoli, con 593 euro pro capite). Mentre per quanto
riguarda il costo della politica, Verona si trova nove
posizioni più in basso, al 40esimo gradino. Ben 45 posizioni prima di Milano,
che nonostante le dimensioni, riesce tuttavia a contenere meglio del comune
scaligero queste spese, inferiori di 13 euro. In tutti i casi la ricerca
dimostra che la «macchina » veronese resta tra le più costose del Veneto,
battuta solo da Venezia che, tra uffici e politici, fa pagar un conto ben più
salato ai propri cittadini: 424 euro. Scorrendo poi la lista delle altre città
venete, in rapporto alle spese burocratiche, troviamo Treviso, (al 38Ë? posto),
Rovigo (al 53Ë?), Padova, un gradino sotto, poi Vicenza (al 68Ë?) e a chiudere
Belluno (al 72Ë?). Nella graduatoria parallela del Sole24ore, quella riferita
ai costi della politica, sopravanzano Verona sia
Venezia (capolista al primo posto) che Padova (18esima). Si piazzano sotto,
invece, Vicenza (al 66Ë? posto), Rovigo (70Ë?), Belluno (95Ë?) e Treviso
(96Ë?). Chi non è molto contento del risultato è l'assessore al Bilancio, Pier
Luigi Paloschi che immaginava per Verona qualche posto più in basso nella
classifica pubblicata. Ieri non si è sbilanciato in nessun commento, rimandato
ad oggi dopo le verifiche del caso. Dubbi sulla ricerca anche dall'Anci,
l'associazione nazionale dei comuni italiani, che sottolinea come le spese
dovrebbero essere rapportate ai servizi erogati, e non prese come valori
assoluti. Francesco Marchi
( da "Nazione, La (Siena)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 3
Ateneo, gli studenti contestano la nuova governance di LAURA VALDESI BUROCRAZIA
E POLITICA costano un occhio alla nostra comunità. Il «peso» per ogni abitante
sostenuto per far funzionare gli uffici del Comune in una parola la sua macchina
organizzativa è infatti di 375 euro. Pone Siena, secondo la classifica del
«Sole24Ore» stilata spulciando i Consuntivi 2007, al settimo posto in Italia
addirittura prima di metropoli come Milano (14° con 330 euro) e Roma (45° con
249 euro). Magra consolazione: Firenze (446,8 euro) si piazza sul terzo gradino
del podio, mentre il primato va a Napoli. PER UNA CITTÀ piccola come la nostra
in fondo siamo poco più di 54 mila residenti sborsare circa 20 milioni per la
struttura comunale non è uno scherzo in tempi di vacche magre e di risparmi
dettati dalla crisi che soffia forte nella provincia. Dati «forti» che il
Comune però spiega con il supporto delle cifre tentando di ridimensionarne la
portata. «Siena assomma a sé grandi funzioni e qualità tali da richiedere un
castello amministrativo importante. Ci sono 54mila abitanti ma da noi insistono
Fondazione Mps e Università, Banca Mps e policlinico, unitamente all'offerta
culturale per cui le presenze di cittadini superano di gran lunga i residenti:
basta pensare agli studenti dell'ateneo. Tutto compreso sono intorno a 90mila
le persone che 'usano' la città». Giusto: però anche Roma e Milano, per restare
alle metropoli, hanno università e banche, unitamente a un ventaglio
artistico-culturale immenso. Semmai il numero di abitanti è di ben altra
consistenza. Servono dunque altri elementi per una lettura meno ingessata della
classifica del «Sole». «Tra i costi attribuiti alla macchina organizzativa
osserva ancora il Comune figura ad esempio la manutenzione ordinaria del
patrimonio immobiliare: molto elevata, visto che riguarda palazzi che hanno
valore storico come il Santa Maria e il Comune stesso. E ancora. L'immobile
della Circoscrizione
( da "Corriere della Sera" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-02-24 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE Il caso L'inchiesta sul patron del Premio, Soria. La Bresso: ora un
comitato di garanti per la gestione Grinzane, pioggia di gettoni
agli attori Fra i documenti sequestrati i compensi di Verdone, Gerini, Solarino
e Araya Migliaia le carte all'esame della Finanza torinese, compresi i cachet
per gli ospiti di tanti altri eventi DAL NOSTRO INVIATO TORINO — Lo riconoscono
anche i suoi tanti nemici: Giuliano Soria è sempre stato un maestro
impareggiabile nel tessere contatti utili per il suo Premio letterario Grinzane
Cavour. Nel 1982, quando lo mise in piedi, era poco più che un aspirante
imprenditore della cultura. Oggi il suo Premio è un colosso del settore capace
di raccoglie finanziamenti milionari da banche, associazioni, fondazioni, enti
pubblici vari, Unione europea. Una fabbrica di soldi, almeno fino a qualche
settimana fa, quando Soria è stato indagato per violenza sessuale e
malversazione. Soldi che il «signor Grinzane» ha distribuito con generosità a
personaggi più o meno noti del mondo della cultura e dello spettacolo. A Carlo
Verdone, per esempio: un compenso da 10 mila euro per la sua partecipazione al
Grinzane-Cinema dell'anno scorso. Claudia Gerini ne incassò invece 8.000,
mentre 5.000 andarono alla madrina Zeudi Araya e altrettanti al regista
Giuliano Montaldo e all'attrice Valeria Solarino. Spiccioli. Come lo erano i
500 euro che il Grinzane distribuiva ai giurati dei suoi concorsi o ai relatori
dei suoi convegni. Certo sarà costata molto di più la presenza
dell'attrice Charlotte Rampling, nel 2004. Oppure la cena d'onore organizzata
per la sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico nel più bell'hotel di Stresa.
Isabella Ferrari, Anna Galiena, Margherita Bui, Alessandro Bergonzoni: tutti
hanno ceduto almeno una volta (con cachet) al fascino del Grinzane-cinema, uno
dei mille sottoprodotti del Premio principale. Va detto che nessuno delle
«comparse», famose o meno che siano, è indagata o sospettata di alcunché. è
solo che fra le migliaia di documenti nelle mani della Guardia di Finanza
torinese ci sono anche quei compensi pagati per i tantissimi eventi collaterali
del Premio Grinzane: dai convegni al ristorante letterario, al parco culturale,
al Grinzane Hermitage e molti altri. Fra gli appuntamenti più dispendiosi, appunto,
il Festival Grinzane-Cinema di Stresa, ideato nel 2003 e quest'anno sospeso per
la prima volta proprio per via dello scandalo giudiziario. La domanda è: erano
finanziamenti pubblici oppure privati quelli da cui Soria attingeva per pagare
serate del genere? E se i soldi erano pubblici sono stati spesi con criterio?
Il Grinzane Cavour ora rischia di scomparire sotto i colpi dell'inchiesta,
anche se la presidente della Regione Mercedes Bresso punta a salvare il
salvabile e spera «nella costituzione di un comitato di garanti per gestire il
Premio». Giusi Fasano
( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO FIRENZE
pag. 2 Ogni fiorentino «spende» 446 euro per il Comune I costi per tutti gli
uffici ammontano a 163 milioni. Anci e assessore contestano i dati di PAOLA
FICHERA LA MACCHINA comunale fiorentina costa ad ogni cittadino 446 euro e 80
centesimi. E per macchina comunale si intendono i costi relativi agli uffici
che si occupano di: organi istituzionali, segreteria e gestione del personale,
ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio
tecnico e anagrafe. Il dato, citato con grande evidenza dal Sole 24 ore, è
tratto dalla banca dati AidaPa pubblicata sul sito del Ministero dell'Interno,
mette Firenze al terzo posto fra i Comuni più costosi' d'Italia. Al primo posto
c'è Napoli (con 539,3 euro pro capite) al secondo Enna (483,6 euro) al terzo,
appunto, Firenze con i suoi 446 euro e spiccioli. Un dato che lascia perplessi
soprattutto se confrontato con le spese sostenute per macchine comunali più
imponenti: come si suppone siano quella romana, al quarantacinquesimo posto con
i suoi 249,4 euro a testa, e quella milanese che si piazza al quattordicesimo
posto con 330,4 euro per ogni cittadino. Meno male che, nelle spese sostenute
per pagare gli amministratori, Firenze se la cava con poco meno di 17 milioni
di euro, pari a 46,35 euro pro capite. Cifra che piazza Palazzo Vecchio al
ventunesimo posto in classifica nei 99 comuni presi in esame. Il centrodestra
con il consigliere comunale, onorevole Gabriele Toccafondi (FI - Pdl)
stigmatizza i conti' fiorentini. «Siamo sul podio per i
costi della burocrazia, tra i primi venti per quanto riguarda i costi della politica. Perché per il totale delle
spese della macchina comunale ogni fiorentino spende oltre 446 euro e a Prato
per fare le stesse cose ne servono solo 138? Perchè per i costi della politica a Firenze spendiamo 46,35 euro
e a Rimini solo 10,37 euro?». La risposta arriva dall'assessore al
bilancio Tea Albini che ci tiene a rimettere i puntini sulle «i». «E' di 353
euro e non di 446,8 il costo della macchina comunale per ogni fiorentino. E
abbiamo operato solo una correzione parziale». L'«errore» di lettura dei dati
(esplosi' diversamente cioè aggregati per voci differenti) nasce dal
certificato del conto di bilancio 2007 che ogni anno i Comuni forniscono al
Ministero dell'Interno. «Abbiamo verificato che, per una trasposizione di dati,
92 milioni di euro riportati come costo per il personale sono in realtà poco
meno di 60 milioni di euro. Ne deriva che il costo pro capite scende immediatamente
a 353 euro e riposiziona Firenze a metà classifica». In ogni caso l'assessore
Albini contesta il metodo utilizzato per stilare la classifica. «E' molto
difficile comparare dati fra città spiega è evidente che i comuni che erogano
più servizi hanno costi più alti». Una tesi sostenuta anche dall'Anci,
l'associazione nazionale dei comuni: «Nelle tabelle pubblicate si confondono
spese per l'erogazione di servizi (anagrafe, ufficio tecnico, etc.) con quelle
di funzionamento, che sono invece connesse alle spese dovute all'esistenza
stessa del Comune. Un'analisi di questo genere dovrebbe piuttosto concentrarsi
sull'incidenza dei costi sull'ammontare complessivo dei beni e servizi
erogati».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
REGGIO pag. 9 «Api
pronta a stilare una black list delle banche» SEGUE DALLA PRIMA (...) grazie
alla flessibilità degli imprenditori di adattarsi ai cambiamenti degli scenari
in cui si trovano ad operare. Dopo il primo step di monitoraggio condiviso con
gli enti istituzionali e il confronto con le altre associazioni di categoria,
siamo passati ad una fase di azioni proattive. CREDITO A livello provinciale
Api, oltre ad aver rafforzato il proprio ufficio Credito, ha portato avanti,
misure e pressioni per esaltare il ruolo dei consorzi fidi
che consentono, attraverso garanzie dal 30 all'80%, un accesso al credito
bancario, sia per gli investimenti che per la gestione ordinaria d'impresa.
Tale strumento, grazie alle politiche di finanziamento anche regionale,
costituirà nei prossimi mesi il polmone d'ossigeno per le Pmi e in particolare
per la catena di subfornitura, strozzata dai ritardi di pagamento delle
grandi imprese. Sono state stipulate convenzioni con istituti bancari e ora
verificheremo che questi accordi vengano rispettati dalle banche, anche a costo
di arrivare a stilare una black list degli istituti inosservanti da sottoporre
agli enti istituzionali, Regione Emilia-Romagna in primis. Api ha vagliato le
proposte sul mercato del credito verificando che esistono possibilità
alternative attraverso intermediari che garantiscono tempi brevi di istruttoria
(3 giorni per le pratiche fino a 25.000 euro), per finanziamenti di beni
immateriali, scorte e impianti. Il team tecnico API, capitanato dalla
Presidenza, ha seguito direttamente singole imprese nell'affrontare situazioni
di grave crisi, ponendosi come intermediario tra creditori, consulenti ed
istituti bancari. E' disponibile inoltre il servizio di check up finanziario
alle imprese e l'assistenza nelle predisposizione della documentazione e della
pre istruttoria. SINDACALE Api ha partecipato direttamente a tutti i tavoli
Anteverto contribuendo fattivamente all'ottenimento delle anticipazioni per la
cassa integrazione straordinaria e sta lavorando affinché a giorni siano
attivate anche per quella ordinaria.Sono stati alleggeriti in modo concreto gli
oneri procedurali a carico delle Pmi, che faticano più delle grandi imprese
nella gestione delle pratiche. La Cig si svincola inoltre dalla necessità della
ripresa dell'attività di stabilimento per l'ottenimento della prosecuzione e
tale importante acquisizione gioverà particolarmente a quelle Pmi che allo
stato attuale non conseguono nuovi ordini dai committenti e non possono
impegnare le maestranze in altre attività. DIPENDENTI Api supporta iniziative e
convenzioni per l'applicazione di un tasso minimo garantito e nessuna spesa di
istruttoria per i dipendenti che chiedono anticipi su stipendi e TFR, mediante
la cessione del quinto. FISCALITA' Chiederemo ai comuni di calmierare i costi
Ici e della tassa sui rifiuti delle aree produttive, svincolandolo dalle
superfici occupate e legandolo al reale svolgimento delle attività. BENI E
SERVIZI Per razionalizzare i costi per l'acquisizione di beni e servizi come
energia e telefonia operiamo rispettivamente attraverso un consorzio apposito,
un gruppo di acquisto e nuove convenzioni per gli associati».
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
2 «Niente gettone per sedute brevi? E' un'idea» NEL MIRINO MARCO VETTORI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE «SONO SOLDI ben spesi. Vedo un ottimo lavoro
dei consiglieri che s'impegnano al massimo per svolgere il proprio compito. Se
poi c'è qualche maglia da stringere, è sempre possibile intervenire». Parole
bipartisan, quelle il presidente del Consiglio comunale di Pistoia, Marco
Vettori (nella foto) sui costi dell'assemblea da lui condotta. Gettone di 90
euro per i consiglieri: possibile pensare ad un taglio? «Occorrerebbe una
decisione politica, anche se la questione non è all'ordine del giorno Ad ogni
modo credo che con l'ultimo bilancio si sia già intervenuti per ridurre diverse
spese. Tutto ciò che spendiamo è per le sedute pubbliche: costi come quelli per
le trasferte sono ridotti ai minimi termini. I consiglieri, sia di maggioranza
che di opposizione, lavorano parecchio, e io per primo cerco di essere sempre
disponibile, anche ricevendo tanti cittadini». INTANTO la seduta della scorsa
settimana è stata sciolta per mancanza del numero legale dopo l'abbandono
dell'aula della maggior parte dei consiglieri: sono stati praticamente bruciati
quasi 4 mila euro e avete finito per discutere «soltanto» della legge
elettorale europea. Un tema su cui l'assemblea pistoiese non ha voce in
capitolo. Non è possibile prevedere l'esclusione del
gettone di presenza in casi
come questo? «Potrebbe essere un'idea. Il Consiglio comunale non è il corso
mascherato di Viareggio (il riferimento è alla maschera di Veltroni indossata
in quell'occasione dal consigliere socialista Alberto Niccolai ndr). Ma
anche in quell'occasione, c'è stato senso di responsabilità: una consigliera
arrivata in ritardo mi ha chiesto non le venisse corrisposto il gettone». s.t.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
2 I NOSTRI SOLDI VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per la burocrazia;
assai meno in costi della politica. Nel giro di un anno il Comune di Pistoia
spende 13 milioni e 600 mila euro per il funzionamento del suo cuore pulsante
amministrativo: segreterie gestione del personale, ragioneria ed economato,
ufficio tributi, gestione dei beni demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una
media di poco più di 157 euro per cittadino, che finiscono per fare quello
intitolato a Giano uno dei palazzi meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo
posto nella classifica (pubblicata ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di
provincia. Al contrario, i dati 2007 elaborati dal quotidiano economico su vari
database, collocano Pistoia al 23esimo posto in Italia in spese per il
mantenimento degli organi istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e
920 mila, per una media procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli
esborsi per gli uffici, il nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari,
della vicina Prato e di Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime
toscane come Firenze (al terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi
nell'anno di riferimento) e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da
stupirsi. Come spiega anche l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli
non prendono in considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che
notoriamente assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti
dell'amministrazione pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi
di maestre e personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per
l'adempimento di funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio
elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica
sfata il mito che crede nell'esistenza di margini di risparmio nel
funzionamento della macchina comunale». DIVERSO il discorso per i costi della
politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della media nazionale. Al lordo delle imposte, il
sindaco percepisce 6 mila e 463 euro al mese; il suo vice 4 mila 847;
gli altri sette assessori 4 mila 201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2
mila 326 (metà quello della 3, Silvano Pocci perché dipendente non in
aspettativa). Poi, le assemblee elettive: 3 mila
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
3 VIRTUOSO (ma con un distinguo) in spese per l... VIRTUOSO (ma con un
distinguo) in spese per la burocrazia; assai meno in costi della politica. Nel
giro di un anno il Comune di Pistoia spende 13 milioni e 600 mila euro per il
funzionamento del suo cuore pulsante amministrativo: segreterie gestione del
personale, ragioneria ed economato, ufficio tributi, gestione dei beni
demaniali, uffici tecnici ed anagrafe. Una media di poco più di 157 euro per
cittadino, che finiscono per fare quello intitolato a Giano uno dei palazzi
meno dispendiosi d'Italia, al quart'ultimo posto nella classifica (pubblicata
ieri dal Sole 24 ore) su 99 capoluoghi di provincia. Al contrario, i dati 2007
elaborati dal quotidiano economico su vari database, collocano Pistoia al
23esimo posto in Italia in spese per il mantenimento degli organi
istituzionali. La somma totale è stata di 3 milioni e 920 mila, per una media
procapite di circa 45 euro. NELLA graduatoria degli esborsi per gli uffici, il
nostro Comune è secondo soltanto a quelli di Bari, della vicina Prato e di
Brindisi e lontana anni luce da altre dispendiosissime toscane come Firenze (al
terzo posto con una media procapite di 446 euro spesi nell'anno di riferimento)
e Siena (7a con 375 per residente). MA C'È POCO da stupirsi. Come spiega anche
l'assessore al bilancio, Piero Giovannini i calcoli non prendono in
considerazione le voci di spesa per i servizi alla persona che notoriamente
assorbono una percentuale molto alta delle spese correnti dell'amministrazione
pistoiese. In pratica, i dati non considerano gli stipendi di maestre e
personale di scuole ed asili, ma unicamente quelli per l'adempimento di
funzioni demandate dallo Stato come anagrafe od ufficio elettorale. «Ad ogni modo afferma Giovannini la classifica sfata il mito che
crede nell'esistenza di margini di risparmio nel funzionamento della macchina
comunale». DIVERSO il discorso per i costi della politica. Indennità e gettoni di presenza costano più della
media nazionale. Al lordo delle imposte, il sindaco percepisce 6 mila e 463
euro al mese; il suo vice 4 mila 847; gli altri sette assessori 4 mila
201; i presidenti delle tre Circoscrizioni 2 mila 326 (metà quello della 3,
Silvano Pocci perché dipendente non in aspettativa). Poi, le assemblee elettive:
3 mila
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
3 «OVVIO che spendiamo più della media. Tutta colpa dello s... «OVVIO che
spendiamo più della media. Tutta colpa dello stipendio metropolitano che il
sindaco si è voluto illegittimamente attribuire appena insediato». Rivanga nel
passato (primavera 2003) il capogruppo di Forza Italia Alessio Bartolomei per
spiegare i maggiori costi della politica pistoiese rispetto a quelli di altre
amministrazioni comunali. E punta l'indice alla decisione che Berti prese di
«adeguare il compenso delal giunta del 40%». In realtà, la giunta Berti applicò
la legge per le aree metropolitane. «Come denunciai allora ripete si è trattato
di una vergogna che ha portato ad un aumento proporzionale anche delle
indennità degli assessori, dei presidenti di Circoscrizione e del presidente
del Teatro Manzoni. Un mucchio di soldi sprecati». Ma il Consiglio? Avrà pure la sua parte coi gettoni di presenza? «No risponde grava solo per 300 mila euro l'anno sui bilanci
comunali. Il suo peso è ridotto rispetto a quello di giunta e Circoscrizioni e
comunque i costi allineati al resto dei Comuni. La vera anomalia, sono le
indennità di assessori e sindaco». s.t.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
ASSISI / TODI /
BASTIA pag. 11 SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze: l'amministrazione
minimizza. &... SCONTRO Comune-Mongolfiera per le consulenze:
l'amministrazione minimizza. «Per i costi delle consulenze,
se il consigliere Franco Matarangolo le confrontasse con la media degli altri
Comuni umbri forse arriverebbe a conclusioni diverse». E' questa la risposta da
palazzo dei Priori circa le critiche rivolte dal capogruppo della Mongolfiera
sulle spese (ritenute eccessive) e, soprattutto, sulla difficoltà di
trovare dati e cifre nel sito Internet del Comune, nonostante la normativa in
materia di trasparenza; questione cui, però, a ben guardare, il Comune non va
in fondo. Intanto, sul fronte operativo', ci sono novità per la frana di
Torgiovannetto, dopo le note e annose vicende. In queste settimane,
probabilmente a seguito delle intense piogge (nel mese di gennaio si è
registrata, in Italia, una quantità mai raggiunta negli in 200 anni), si sono
resi necessari ulteriori interventi di consolidamento di una parte del muro in
terra armata posto a protezione della strada provinciale 249 Assisi-Spello. Per
questo motivo, al fine di eseguire immediatamente i lavori, la strada, pur
rimanendo percorribile, è fruibile, per un breve tratto, a senso alternato, con
semaforo). Entro 30 giorni (è questa la scadenza che ci si è dati se le
condizioni meteorologiche non impediranno gli interventi) anche queste opere
saranno concluse, restituendo la strada alla piena agibilità. E' anche in
programma, da parte della Provincia, un' ulteriore sistemazione della strada
verso monte lungo la direttrice Costa di Trex-Armenzano Come è noto la strada è
da tempo nel mirino. Nell'agosto 2008, dopo quattro anni, grazie alle risorse
ottenute dalla Protezione Civile e il proficuo lavoro di Regione Umbria,
Provincia di Perugia, Comune di Assisi e Comunità Montana, unitamente
all'impegno del «Comitato frana Torgiovannetto», la strada venne riaperta al
transito. M.B.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
di MANRICO PARMA IL COMUNE della Spezia non è fra i più... di MANRICO PARMA IL
COMUNE della Spezia non è fra i più spendaccioni. Lo ha rilevato ieri uno
studio del Sole 24 Ore facendo il punto sui costi per le «macchine» della
burocrazia e sulle spese per gli stipendi e le indennità dei politici che le
guidano. Per far viaggiare gli uffici gli oneri sostenuti per la segreteria, la
ragioneria e gli altri settori l'amministrazione di piazza Europa sborsa 20,8
milioni annui. L'importo per cittadino si attesta sui 220,9 euro. Siamo in
sessantaduesima posizione nella classifica nazionale dei capoluoghi, ben
distanti dalle capofila Napoli e Enna che hanno cifre pro capite
rispettivamente di 539, 3 e 483,6 euro. Spezia può dirsi virtuosa soprattutto
nel campo delle spese per le cariche elettive. Gli organi istituzionali, dal
sindaco, alla giunta, alle commissioni, ai consigli, costano alle casse
pubbliche 1,52 milioni l'anno. Rapportando il dato ai cittadini, scaturisce un
valore pro capite di 16,19 euro. Uno dei più leggeri in Italia. Andando a
spulciare viene fuori che il compenso mensile del sindaco è di 4.734,10 euro
lordi (3.150 netti), degli assessori a tempo pieno 2.840,46 (2.000 netti), a
tempo parziale di 1.420,23. Compensi fermi all'anno 2000, anche per gli
adeguamenti Istat. E ancora. Il presidente del consiglio comunale percepisce
un'indennità pari a 2.840,46; i consiglieri comunali un
gettone di presenza di 69
euro. IL RISULTATO soddisfa l'amministrazione di centrosinistra impegnata in
una politica di contenimento delle spese. In chiaroscuro il commento
dell'opposizione di centrodestra: «Ok le spese per i politici, abbastanza
contenute. Sugli esborsi per gli uffici da sottolineare che lo studio
non tiene conto di Spezia Risorse che alza il valore pro capite da
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag. 2
«Le nostre scommesse su rigore e efficienza stanno dando buoni frutti»
L'AMMINISTRAZIONE PAITA E MICHELINI Spese per burocrazia e cariche elettive. Il
Sole 24 Ore promuove Spezia. Commento? «I dati sono riferiti ai bilanci del
2007 e confermano un Comune rigoroso e attento ai risparmi. Possiamo confermare
che le scelte che hanno caratterizzato l'amministrazione anche nel corso del
2008 vanno nel senso del massimo contenimento di ogni risorsa», rispondono
Paola Michelini (nella foto) e Raffaella Paita, assessori rispettivamente al
bilancio e alla macchina comunale. Dove sta il segreto? «In una politica che favorisce il risparmio, ma anche in scelte
strategiche che mirano a dar vita ad un ente che si sburocratizza, snellisce le
procedure e accelera i tempi. In questa direzione va l'intero processo di
riorganizzazione e le scelte in tema finanziario e di bilancio. Da ultima, la
recente manovra sui risparmi che prevede riduzione delle auto, centralizzazione
degli acquisti e gare on line». E la qualità dei servizi? «Ci muoviamo su due
direttrici. La prima è migliorare la vita dei cittadini, la
seconda è farlo senza gravare eccessivamente sugli stessi attraverso una
progressiva riduzione dei costi della macchina. Qualità della spesa, qualità dei
servizi e massima trasparenza. Costi della politica prossimi venturi? «Terremo un atteggiamento di grande rigore nei
cosiddetti "costi della politica". Spesso si parla a sproposito di "stipendi
d'oro". Alla Spezia abbiamo scelto il rigore e la serietà. Ma non
si tratta certamente di un gesto straordinario, semmai è ciò che la politica sempre deve fare: dare l'esempio ed essere a
servizio dei cittadini». M.P.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 3 COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone per
i consiglieri... COSA NE PENSI? Stipendi del sindaco e degli assessori, gettone
per i consiglieri: esprimi il tuo parere sui costi della politica
laspezia@lanazione.net
( da "Nazione, La (Umbria)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACHE pag. 17
«Anche chi fa il sindaco dovrebbe andare a lavorare» LE REAZIONI LE VOCI DELLA
GENTE di PIER FRANCESCO PICCOLOMINI PERUGIA LA CLASSIFICA STILATA dal Sole 24
ore sui costi dei Comuni non è lusinghiera per Perugia e Terni, che si piazzano
rispettivamente al quindicesimo ed undicesimo posto per i compensi agli
amministratori pubblici. Abbiamo chiesto ai cittadini come valutino tale dato,
e quali interventi propongano per risparmiare. Per Paolo Bori, dirigente
pubblico, andrebbero tagliati gli stipendi e «anche gli amministratori locali,
ad esempio il sindaco, dovrebbero obbligatoriamente esercitare un mestiere,
oltre a far politica; non dovrebbero più esserci i politici di professione»;
inoltre si risparmierebbe ulteriormente informatizzando di più
l'Amministrazione, «eliminando definitivamente il borbonico certificato
cartaceo». PIERLUCA PROIETTI, impiegato della Regione, taglierebbe i costi
accorpando alcune funzioni dei Comuni meno popolosi, ad esempio «creando un
unico ufficio tecnico per quattro o cinque piccoli Municipi» e aggiunge: «Esiste anche una legge che prevede l'accorpamento
dei Comuni di piccole dimensioni, ma non è stata ancora applicata». Enrico
Cavani, medico di Terni che lavora a Perugia, propone «gettoni di presenza meno sostanziosi per
gli amministratori locali», ritenendo gli stipendi base già sufficientemente
sostanziosi. «Le Province prosegue andrebbero eliminate, ma le
resistenze sono notevoli, perché ci sono troppi interessi legati ad esse».
ANCHE la neolaureata in Scienze della comunicazione Matilde Gregori
accorperebbe i piccoli Comuni confinanti in uno unico, «ma le difficoltà
logistiche che ne deriverebbero sarebbero molte e di non semplice soluzione»;
inoltre abolirebbe le Province, i cui costi di gestione «superano i benefici
che apportano», e conclude: «E' necessario sconfiggere la legge dell'undici',
in base alla quale per erogare qualunque servizio la Pubblica amministrazione,
rispetto alle aziende private, spende in media undici volte di più».
( da "Tempo, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Questa volta
sono bastati appena 2928,15 euro Consiglieri liquidati con pochi «spicci»: ecco
quanto prendono Riccardo Toffoli APRILIA Un'amministrazione che ha lavorato
poco. In due mesi, appena 4 sedute di cui 2 di consiglio, una di commissione al
bilancio e una conferenza dei capigruppo. Tutti poi effettuati nel mese di
dicembre, perché nel mese di gennaio c'è stata la crisi politica che ha
bloccato la macchina amministrativa. Per liquidare tutti i consiglieri per due
mesi (dicembre 2008 e gennaio 2009) sono bastati questa volta appena 2928,15
euro. Ovviamente indennità del presidente del Consiglio Pio Nicolò a parte. Due
le riunioni di consiglio comunale a dicembre (il 22 e il 29), una commissione
al bilancio (il 15 dicembre) e una conferenza dei capigruppo (il 18 dicembre).
Con la recente finanziaria si è passati dall'indennità di
carica per i consiglieri al cosiddetto «gettone» di presenza. Il passaggio è stato sancito dalla delibera di Consiglio del 20
maggio 2008. Il Comune liquida, così, solo le «presenze» dei consiglieri nelle
sedute ufficiali, non tenendo conto né della durata né dell'impegno dei
consiglieri di approfondimento. Ogni «presenza»
è così pagata 36 euro e 15 centesimi. I più «ricchi» si sono portati a casa in
due mesi 144 euro e 60 centesimi: Elia Bacchin (lista civica), Giuseppe
Colaiacovo (IdV), Domenico D'Alessio (Sdi), Bruno Di Marcantonio (Aprilia
Domani), Giorgio Samperi (Udc), Michelino Telesca (DcA), Antonio Terra (Lista
Forum), Alessandra Venditti (Rifondazione). Hanno preso 108 euro e 45
centesimi: Roberto Boi (popolari liberali), Arnaldo Cocilova (Pri), Sergio Corbolino
(misto), Marco Moroni (Udc), Vincenzino Palumbo (An), Lanfranco (Principi Fi),
Giovanni Raffa (An), Nello Romualdi (FI), Antonello Santangelo (Ppe). Più
poveri, invece, con 72 euro e 30 centesimi: Mario Berna (An), Eugenio
Campilongo (Ppe), Cataldo Consentino (Ppe), Luciano Coser (FI), Paolo Di Cesare
(Verdi), Alfonso Longobardi (Pd), Angelina Gagliardi (Misto), Laura Sorrentini
(Pd), Mario Stradaioli (Pd), Dino Taibbi (Udc). Pochi spiccioli, invece, con 36
euro e 15 centesimi per Iolanda De Quattro (Pd) e Luigi Tartaglia (popolari
liberali). Ma anche il sindaco ci ha guadagnato. Infatti secondo la normativa,
il sindaco a fine mandato ha una sorta di «liquidazione» per il lavoro svolto.
Quella di Calogero Santangelo è bassa, appena 7234 euro e 27 centesimi. Colpa
della sua volontà, subito dopo essere stato eletto dal 6 aprile 2005, di
decurtarsi metà dello stipendio. Dai 4131 euro e 65 centesimi previsti al mese,
Calogero Santangelo ha preso 2 mila 65 euro e 82 centesimi, poi decurtati
ancora del 10% a partire dal 1 gennaio 2006. è andata bene anche per i revisori
dei conti. Il collegio presieduto da Massimo Amabili ha incassato oltre 17mila
euro per il 2008. 5959,20 euro a Massimo Amabili come presidente del collegio
che si occupa di controllare i bilanci consuntivi e di previsione, 6588,14 per
Sandro Calvani e 4855 euro, 32 per Gianpiero Forte.
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 47 del 2009-02-24
pagina 10 Nella Bassa Vercellese la giunta lavora gratis di Giacomo Susca
nostro inviato a Saluggia (Vercelli) La Casta qui non si vede. E non è colpa
della nebbia. A Saluggia, in mezzo ai campi del Vercellese, il sindaco
preferisce lavorare gratis. Rinunciando ai duemilacentossessantanove virgola
dodici euro al mese previsti dalla legge. Lordi, certo, che in un anno fanno
26mila tondi. Tanto? Poco? Per rendere l'idea, con quei soldi a Montecitorio ci
pagano nove mesi di calze e di collant per i commessi parlamentari. «L'avevo
promesso in campagna elettorale. E per il terzo anno consecutivo mantengo gli
impegni», se ne vanta il primo cittadino Marco Pasteris (nella foto), 41 anni,
uomo di An ma eletto con lista civica nel maggio del 2007. Poi è arrivata la
nomina ad assessore provinciale al Turismo di Vercelli, è vero, «però non dite
che così è facile» mette subito le mani avanti. «Conta solo che sia io sia
cinque miei assessori - nella vita di tutti i giorni tre pensionati,
un'operatrice sociale e un commerciante, ndr - non intaschiamo un solo
centesimo delle indennità di funzione che ci spettano. Non parlo del denaro che
buttano a Roma. Altri miei colleghi sindaci non lo fanno, ecco tutto». Per i
cittadini significa un risparmio di oltre 45mila euro l'anno. Resta a libro
paga soltanto il consulente all'urbanistica, con i suoi trecento euro lordi
mensili. Viene da fuori, gli servono giusto a pagarsi le trasferte in Comune. Trasferiti
nei bilanci di Palazzo Madama, gli stessi versati ogni tre giorni alla ditta
che noleggia le piante ornamentali. Sì, quelle usate per colorire un po' gli
appuntamenti ufficiali. Onorevoli vegetali. I quattromila indigeni di Saluggia
sembrano aver apprezzato il gesto e lo sforzo, d'altronde amministrare il paese
«deve essere una missione, mica un modo per arricchirsi» sostengono gli
elettori seduti al bar in piazza. Per Pasteris è la sintesi delle
«responsabilità che mi sono andato a cercare facendomi votare. Sa qual è la
cosa più difficile? Il percorso a piedi, ogni mattina, da casa mia al
Municipio. Mi fermano a ogni passo con le richieste più assurde... ma è giusto
così», alza le spalle. Il camion che ieri sera non è passato a ritirare la
spazzatura, quel permesso bloccato che non ti fa allargare il garage, l'aiutino
per trovare un lavoro. Ecosistema di una comunità in miniatura dove
sopravvivono ancora due, forse tre, istituzioni: il sindaco, il parroco e ...il
«fagiolo saluggese». Un must della cucina di queste terre a sentire gli
esperti, semplicemente la «carne dei poveri» per i più anziani. Con la fascia
tricolore e senza stipendio, Pasteris si fa serio: «Guardi che problemi grossi
ce li abbiamo anche noi». E indica la zona a ridosso della Dora Baltea. «Là c'è
il più grande deposito di scorie nucleari d'Italia, gestito dalla Sogin. Ci
hanno detto che prima del 2019 non portano via nulla. Se il fiume esonda
ancora, mi incateno davanti al ministero... ho già comprato la catena!». Poi si
volta dalla parte opposta: «Laggiù, invece, nella frazione di S. Antonino
vivono un centinaio di rom kosovari. Per proteggerci dai furti ho dovuto
riempire le strade di telecamere». Infine racconta delle 70 famiglie oggi in
cassa integrazione Fiat e delle altrettante che s'arrangiano sotto la soglia
della povertà. «Vogliamo impiegare a loro favore i 45mila euro messi a
disposizione dopo il taglio ai costi della politica locale. Sul modello degli
aiuti varati di recente dal governo, pensiamo a una sorta di "social card"
per fare la spesa in paese. Credo si possa arrivare a un pacchetto di 5-6 euro
al giorno da destinare ai più bisognosi. Dopo tutto, i nostri numeri sono
questi. Facciamo il possibile. Nessuno mi dà la bacchetta
magica o la palla di vetro». Il gettone di presenza di un consigliere comunale, da queste parti, è di 18 euro.
Esattamente quanto una seduta dal barbiere del Senato. Consoliamoci: fino a
poco tempo fa, per i parlamentari avere barba e capelli sempre in ordine era un
benefit tra i tanti. E poi dicono che la Casta non ami i tagli... ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 47 del 2009-02-24
pagina 18 Premio Grinzane Cavour e regali: pagati 5mila euro solo alla madrina
di Giacomo Susca L?inchiesta sullo spreco di fondi pubblici svela i compensi
per gli ospiti "illustri" a Stresa: da Verdone all'Araya Tutti i
campi della cultura erano buoni per celebrare il premio torinese Grinzane
Cavour, dalla letteratura ai film passando il teatro e la pittura. Enciclopedia
universale come lo scandalo che si è abbattuto sul suo patron Giuliano Soria.
Non bastava l?imbarazzo per le accuse di sfruttamento e di molestie (a sfondo
razziale e sessuale) su un giovane collaboratore domestico originario delle
Mauritius; ora a far arrossire il «Presidente» sono i lauti compensi elargiti
sotto la voce Grinzane Cinema, che da anni trovava asilo dorato nella
«suggestiva cornice» di Stresa. Verbo al passato perché, a indagini in corso,
l?edizione del 2009 (in programma dall?11 al 14 marzo) è stata rinviata a data
da destinarsi. Usando una cautela mai ammirata nelle edizioni precedenti. Sì,
perché intellettuali e profani, infatti, sono attirati sulle sponde del lago
Maggiore da una kermesse sfavillante tanto quanto i gettoni
di presenza pagati dalla direzione artistica al ricco cast di personaggi
illustri, artisti, vip veri o presunti. I pm Demontis e Longi, assieme agli
investigatori della polizia tributaria della Finanza, si sono concentrati
sull?annata 2008. E hanno scoperto il tariffario delle ospitate. A cominciare
dagli stessi premiati, convinti a non dare buca con assegni a molti zeri.
Diecimila euro a Carlo Verdone, cinquemila all?ex musa Claudia Gerini,
cinquemila anche al regista Giuliano Montaldo e allo scrittore Nelson Blake. E
poi ci sono i cachet corrisposti alle facce da copertina. Come la madrina della
rassegna, Zeudi Araya (5mila tondi), Valeria Solarino e Carolina Crescentini
(sempre 5mila), 3mila per la coppia gossipara (di allora) Fabio Troiano e
Violante Placido. A pie? di lista i meno noti Emilio Frattini (800 euro),
Massimo Cinque (500 euro), gli stessi spettati ad un anonimo «violinista». Ma a
libro paga risultano pure i sette relatori, liquidati con 500 euro, e due
giornalisti «arruolati» - non si capisce bene a quale scopo - con cifre analoghe
o addirittura inferiori. Il totale dei compensi, solo per l?ultima rassegna
cinematografica, arriva a 64mila e 300 euro. Dall?inchiesta emergono altri
particolari surreali della gestione Soria. Come l?esistenza di una classifica
per distinguere gli ospiti di «Serie A» da quelli ritenuti di rango inferiore.
Soltanto a certi «eletti» erano concessi lussi e privilegi come spostamenti in
limousine, gli altri dovevano accontentarsi di comuni taxi o bus. Invece i
membri dello staff del premio alloggiavano in pensioncine qualsiasi. Lavorando
senza orari e sottostando a ordini precisi da parte della presidenza. Cioè
«vietato sedersi a tavola anche a cena finita» o «stabilire rapporti di
confidenza» con le celebrità, perfino «tenere il tesserino di riconoscimento anche
in caso di condizioni atmosferiche sfavorevoli» (!). La triade a capo
dell?organizzazione, oltre all?onnipresente Soria, risponde ai nomi di Gianni
Canova, Steve Della Casa e Arnaldo Colasanti (già collaboratore del Tg1). I
quali hanno fatto fronte agli impegni in riva al lago intascando
rispettivamente 3.500, 2.500 e 4mila euro. Da dove vengono tutti questi soldi?
Facile. Sono finanziamenti pubblici. L?industria del Grinzane Cavour oggi vale
4,9 milioni di euro, la metà (2,3 milioni) concessi dalla Regione Piemonte
guidata da Mercedes Bresso. Una cifra minoritaria proviene dal ministero dei
Beni Culturali, dalla Salute e dalla presidenza del Consiglio. Il resto lo
fanno gli sponsor. Dopotutto le spese sono tante: 242mila euro in ristoranti,
238mila in camere d?albergo, 27mila in squisiti buffet e soprattutto 285mila
euro di viaggi. Come quelli a San Pietroburgo nelle due estati scorse. Il
Grinzane Ermitage val bene una gita collettiva in Russia. In compagnia di
intellettuali e giornalisti amici, della Bresso e consorte, il geografo Claudio
Raffestin. Pezzo forte della trasferta la cena di gala in onore della
governatrice. Vuoi mettere un compleanno all?Opera? Questa sì che è cultura. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
LO ?STOP? DURA DA
DIECI MESI. La società di gestione annuncia che gran parte del cantiere
riaprirà a marzo Sul caso-ascensore, i gestori confidano in una rapida e
positiva conclusione dell'inchiesta giudiziaria 24/02/2009 rss e-mail print
Monselice, la Rocca federiciana: un ascensore la renderà accessibile Antonio Di
Lorenzo INVIATO A MONSELICE Dopo dieci mesi di "stop", i lavori alla
Rocca di Monselice riprenderanno a marzo. Almeno quelli relativi al nuovo
accesso al mastio federiciano e quelli per la trasformazione della casa ex
Bernardini, un progetto per dare spazio a una locanda per i turisti, con bar,
ristorante e camere. L'annuncio è di Ferdinando Businaro, presidente della
società di gestione della Rocca, 280 mila euro di bilancio, metà che arrivano dai
biglietti dei turisti e l'altra metà da Regione (proprietaria del sito)
Provincia e Comune. Ma per il caso-ascensore, che è stato al centro di un
esposto degli ambientalisti e quindi di un'inchiesta giudiziaria con tanto di
sequestro del cantiere, Businaro è più cauto anche se ottimista: «Il problema
sta trovando soluzione - spiega - L'impressione è che le originarie ipotesi
accusatorie si siano ridimensionate. Spero che entro fine marzo si giunga
all'archivizione per questa svista o abbaglio. Ammiro sinceramente chi fa
opposizione per la sua determinazione, ma sbaglia: si rende responsabile di una
dissipazione di risorse». Il costo dell'ascensore, tutto interno alla Rocca e
scavato nella roccia, è di due milioni e mezzo di euro, finanziati dall'Unione
Europea. Scusate se è poco. Complessivamente i lavori del cantiere di Monselice
(seguito dall'architetto Massimiliano D'Ambra) ammontano a 4.5 milioni di euro.
Tutto è fermo da dieci mesi, quando anche la Regione - dopo la magistratura -
ordinò lo stop per i suoi cantieri e decise di verificare tutte le procedure:
«Gli interventi sono stati riconosciuti appropriati, così come gli atti e le
procedure sono state definite corrette - spiega Businaro di fronte ad Angelo
Tabaro che annuisce - Quindi due lotti possono ripartire a marzo». L'ascensore
alla Rocca, che supera un dislivello di
( da "Basilicanet.it" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
PETROLIO, LA
RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE FILIPPO 24/02/2009 12.51.17 [Scorie
nucleari a Scanzano] (AGR) - Questa la relazione in Aula del Presidente della
Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: â??Siamo stati chiamati più¹
volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o proporre su un
tema così¬ fondamentale quale è¨ quello del petrolio. Appare chiaro come una
discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio, che non voglia
essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita che proviene
dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di generale e civile
sfiducia che registra la società regionale, nonostante sia in
prossimità di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e
funzionale, su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima
ostinazione. Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva
compiuto un salto dâ??innovazione così¬ ampio ed ambizioso, con cui ha saputo
riformare lo statuto stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di
presentazione turistica e di offerta economica, di riassetto sanitario e degli
enti locali a tutto vantaggio di un nuovo e più¹ ampio rapporto orizzontale tra
amministrazione, cittadini ed imprese, si percepisce come il rapporto fra
risorse ed opportunità sia totalmente disallineato. Tanto disallineato da
amplificare ulteriormente la percezione della crisi e rendere più¹ severo il
giudizio sulla politica. Sappiamo che il tempo in cui
abbiamo agito non è¨ stato dei più¹ facili. Per usare Camus è¨ stato un tempo
di resistenza vissuto quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto
affrontare le prove più¹ severe e quelle più¹ urgenti alla sua determinazione
di futuro provando a non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di
sviluppo. Colpita al cuore delle sue ambizioni più¹ forti da crisi globali e
durature, esposta ai rischi di una gravissima recessione economica e sociale,
attraversata da un incredibile carico mediatico dâ??inchieste giudiziarie, la
Basilicata non si è¨ arresa al gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto
vuole rivendicare il suo spazio di libertà e dâ??iniziativa, mettendo
ancora coraggio e buon cuore nella parte più¹ complicata del suo impegno
istituzionale. Sono convinto che il lavoro di tutti in questi anni troverà
lâ??apprezzamento che merita. Del resto â??fructum afferunt in patientiaâ? dice
Luca in 8, 15. Le cose
portano frutto nella pazienza. E la storia tormentata di questi anni è¨ stata a
volte maldestramente raccontata allâ??opinione pubblica in un gioco diventato
in alcuni momenti spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica, interessata al solito pettegolezzo di strada ed
alla delegittimazione istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche
ben consapevole dei limiti della politica su cui le
giunte regionali di questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il
peso delle loro scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha
visto più¹ volte il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità
dâ??intenti, non risparmiando nemmeno il tono di riconoscibilità
governativa e di mediazione ragionevole che invece avrebbe dovuto assolvere,
almeno rispetto alla tradizione di difesa e di tenuta istituzionale sempre
svolta dai suoi partiti fondatori. E ciò² nonostante e
per la buona disponibilità politica ed
istituzionale di questâ??aula, molto si può² ancora fare per ritrovare un passo
veloce e riformista dâ??iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che
declini da subito le necessità di una nuova azione amministrativa. E lo
si può² fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla
società lucana la sfida più¹ importante, quella di non rassegnarsi al suo
presente, ma di avere fiducia e responsabilità sulla partita del futuro
come quella di un campo nuovo e diverso di opportunità che
lâ??attività estrattiva può² offrire. Si tratta di saper articolare,
nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una iniziativa che offra
alla Basilicata occasioni future di crescita. Il quadro degli accadimenti
politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente questa traiettoria.
Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e conflittuale tra nord
e sud che da qualsiasi angolazione politica lo si
analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di ribellione,
la crisi che stringe dâ??assedio la debolezza dei territori e delle
comunità . A questo quadro si può² rispondere uniti negli interessi
generali che sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo. Eâ?? in questa
direzione che può² essere guadagnata la nostra discussione sul tema del
petrolio. Evitando di cadere nel facile tranello della polemica ed invece
misurando con forza politica un banco di prova utile a
definire direzioni, orientamenti, questioni. Anche qui, però², occorre essere
chiari. La cronologia politica e normativa che ha
accompagnato la vicenda del petrolio in Basilicata è¨ ormai nota. Lo Stato non
era affatto preparato ad una simile scoperta e lo spazio di titolarità
sui diritti di roaylties che la Regione è¨ riuscita ad ottenere, con un braccio
di ferro durissimo, sono state il massimo risultato possibile dentro quel tempo
avaro e pieno di centralismo nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno
permesso di finanziare con partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e
soltanto da qualche anno, azioni significative al tessuto regionale delle
imprese, delle giovani generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo
alcune su cui ho ricevuto da questâ??aula, consenso ed approvazione. La
riduzione della bolletta energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della
loro difesa reddituale. 5 milioni per il sostegno allâ??Università degli
Studi della Basilicata. 20 milioni per la garanzia creditizia alle imprese. Chi
mai potrebbe interrogarsi realmente sulle direttive di unâ??azione di sostegno
così¬ ampia e consistente che innesta sui settori strategici della ricerca
scientifica e dei territori, delle imprese e delle famiglie e del welfare? Ma
nonostante tutto ancora si assiste ad un dibattito in certi momenti povero di
verità , in cui le contraffazioni dâ??autore riempiono la pancia della
discussione pubblica di illusioni salvatrici. Eâ?? la solita porta stretta
delle cattive abitudini, mi consentirete, con cui si vuole ancora una volta
fare il male della nostra regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri,
quanto è¨ lungo e severo il giudizio che dobbiamo in questâ??aula consegnare
alla società lucana? E smascherare le cassandre di turno che vorrebbero
un paradiso di felicità e di autarchia regionale che non può² esistere con
risorse così¬ ridotte e misurate sulla scala infinita dei problemi del mondo.
Diversamente da questâ??aula mi aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio
raggio che proponga lâ??obiettivo di riallineare il petrolio sul campo delle
maggiori garanzie dâ??accesso ai territori ed ai suoi versanti di sviluppo
diretto: imprese, cultura, turismo. E dentro questo obiettivo comune realizzi
un fronte rivendicativo bipartisan che abbia buone motivazioni e più¹ forti
ragioni sui diritti della Basilicata. Abbiamo notato come nella dispersione
percepita delle opportunità si vada, a volte clamorosamente, dilatando
lâ??esigenza di sicurezza e di tutela della salute e dellâ??ambiente. Pur
sapendo che non siamo stati scoperti su questo versante, abbiamo voluto rilanciare
operativamente anche su questo fronte. Con lâ??avvio dello strumento più¹
eccezionale che è¨ quello del piano di sorveglianza sanitario della
comunità , della definitiva e permanente strutturazione di una rete di
monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la
collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri enti che hanno
competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di partecipazione che
abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della trasparenza. Sono
consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove
regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra
Stato-Regione-Compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere
dal federalismo. Un quadro capace dâ??intervenire efficacemente anche
sullâ??allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni
responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati
dâ??estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare
già nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari
lucani, a cui chiederò² nellâ??interesse generale della Basilicata, di
costruire azioni di lobbying politica per portare
avanti con la massima unità e la più¹ assoluta determinazione la
questione del petrolio e del livello effettivo dei suoi vantaggi, delle sue
risorse e dei suoi investimenti. In questo ambito la rassegna delle proposte da
lanciare al Governo e su cui questâ??aula dovrebbe discutere, può² riferirsi ad
una forte azione nel settore dellâ??alta formazione e delle Infrastrutture per
la Basilicata. In particolar modo: 1) Finanziare già dal
( da "Sicilia, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
indennità Due buone
notizie per Caltanissetta dall'ultima classifica de ?Il Sole 24 Ore?, che ha
esaminato 99 città capoluogo di provincia italiane (ne mancano 4, tra cui
Catania e Ragusa, non censite) in merito ai costi sostenuti per il
funzionamento dei propri uffici ed ai costi degli organi istituzionali. In
quest'ultima classifica Caltanissetta è di gran lunga la più ?risparmiosa? tra
le città siciliane (e la 68ª su 99): infatti, per le indennità di sindaco, assessori,
consiglieri comunali, esperti e spese telefoniche e di riscaldamento del
"palazzo" la spesa grava sui cittadini solo per 26,96 euro
pro-capite, a fronte dei 64,62 di Messina, ai 52,19 di Agrigento, ai 35,98 di
Enna, ai 33,42 di Trapani e ai 27,52 di Palermo. «Già lo scorso anno - spiega
il vicesindaco Fiorella Falci - la Giunta Messana aveva deciso di decurtare del
10% le proprie indennità non allineandosi agli aumenti ?automatici? che
sarebbero scattati con gli adeguamenti previsti dalla legge. Se si pensa che la
classifica del Sole 24 Ore è riferita al 2007, si può facilmente calcolare che
le spese del Comune nisseno sono quindi ulteriormente scese nel corso del
2008». Anche rispetto alla classifica relativa alle spese per il funzionamento
degli uffici e del personale, Caltanissetta è in buona posizione di
?risparmio?: 24ª in Italia con 296,5 euro pro-capite (le prime in assoluto sono
Napoli 539,3 euro ed Enna 483,6), in Sicilia è superata anche da Palermo, che
spende 418,7 euro per ogni cittadino e affiancata da Messina (282,5 euro).
«Quando gli indicatori delle statistiche sono specifici e mirati, e relativi al
capoluogo e non all'intera provincia - rileva il vicesindaco - i dati sono
molto diversi da quel disastroso ultimo posto della classifica dello stesso
Sole 24 Ore di poche settimane fa, dando atto di un impegno alla buona
contabilità che era già stato certificato dalla classifica della città meno
indebitate (in cui Caltanissetta è stata 2ª in Italia), e di un contenimento
virtuoso dei cosiddetti ?costi della politica? che in altre realtà piccole e
grandi gonfiano i bilanci con stuoli di consulenti, indennità aggiuntive,
maggiorazioni dei gettoni di presenza».
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Costi
della politica, Venezia al primo posto Secondo il «Sole24 Ore», rispetto
alla popolazione le istituzioni comunali pesano il doppio di quelle di Napoli
Martedì 24 Febbraio 2009,
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 24 Febbraio
2009, CONSIGLIERI Solo il presidente del consiglio è dotato
di una indennità mensile. I singoli consiglieri sono "stipendiati"
con un gettone di presenza.
Ad ogni seduta di consiglio (solitamente quattro al mese) i consiglieri
percepiscono un gettone lordo di 104 euro. Il gettone scende a 55.6 euro per le
riunioni di Commissione, solitamente due al mese. QUARTIERI I presidenti
di Circoscrizione (sono sei in tutto) hanno una indennità lorda di 463.6 euro
al mese. I consiglieri di circoscrizione, invece, hanno un gettone di presenza pari a 21.7 euro a seduta. Solitamente vengono
svolte due sedute al mese per ogni Circoscrizione.
( da "Sestopotere.com" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Classifica del Sole
24ore: dichiarazione dell'amministrazione comunale di Ravenna (24/2/2009 14:15)
| (Sesto Potere) - Ravenna - 24 febbraio 2009 - In merito alla classifica
pubblicata oggi dal Sole24 ore che vede il Comune di Ravenna tra i
"peggiori" relativamente ai tempi di pagamento adottati nel 2007, e
al 38° posto circa le spese per il funzionamento degli organi istituzionali,
l'Amministrazione comunale precisa quanto segue: "Il Comune di Ravenna nel
2007, al fine di rispettare il Patto di stabilità, ha dovuto ridurre le uscite
di cassa poiché i parametri del Patto hanno determinato una situazione
finanziaria anomala, benché si fosse di fronte a un quadro contabile
finanziario non solo corretto, ma virtuoso. Si è pertanto proceduto con la
dilazione concertata di alcuni pagamenti verso i creditori/fornitori con più
vasto giro d'affari. Questa pratica non ha dato luogo ad alcun contenzioso.
Diversamente, il Comune non avrebbe potuto assumere personale nelle strutture
per l'infanzia e vigili urbani nel periodo estivo, né contrarre mutui. Che il
2007, sia stato un anno eccezionale sotto questo profilo, lo dimostrano i dati
sulla copertura dei pagamenti del 2006, effettuati entro l'anno, pari all'80,
contro il 37 per cento del 2007. Sull'80 per cento si sta attestando anche la
percentuale dei pagamenti del 2008 (il consuntivo è in corso di elaborazione),
una volta ripristinate le modalità consuete di pagamento che avvengono in un
tempo medio di 90 giorni. E' chiaro dunque che, escludendo la parentesi del
2007, Ravenna si potrebbe collocare fra i Comuni più virtuosi. In quanto alla
38° posizione occupata dal Comune circa le spese degli organi istituzionali,
l'Amministrazione precisa che tale risultato deriva dal fatto che, in questa
voce, sono comprese tutte le spese per le attività del Decentramento. Che nel
2007 hanno comportato una spesa pari a 3.433.483 euro riferita principalmente
a: 65 dipendenti e operatori agli sportelli Cup delle circoscrizioni, servizi di
podologia, operatori culturali, fondi circoscrizionali per attività culturali,
piccole manutenzioni edifici interesse circoscrizionale, manutenzioni aree
verdi C1, contributi, Cre, attività utilità sociale, e servizi vari. La spesa
sostenuta per gli organi elettivi del Decentramento, gettoni
di presenza ai 200 consiglieri e indennità ai
presidenti, si attesta sui 400mila euro. Pare ovvio che, sottraendo dalla spesa
complessiva quella destinata alle attività svolte dal decentramento per il
territorio, la cifra complessiva diminuirebbe sensibilmente, portando il Comune
di Ravenna a livelli analoghi delle città, in questo caso, in
classifica. Tenuto conto inoltre che, sul piano nazionale, sono poche le città
che possono vantare un'attività così intensa e capillare come quella che le
Circoscrizioni portano avanti su un territorio di grande estensione come il
nostro."
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Morti da tempo (caso
limite: dieci anni fa) ma c'era ancora qualcuno, parente o amico, che si
presentava puntuale all'ufficio postale, munito di delega, per riscuotere la
loro pensione. L'inchiesta sull'ultima grande truffa all'Inps, anticipata dal
«Mattino», è alle prime battute ma già conta 114 indagati. Un colossale
imbroglio che nasce e si sviluppa nel territorio di un solo quartiere, Stella-San Carlo Arena, e sembra poter rivelare una solida
rete di complicità, perché la sostanza del trucco sta nella mancata
comunicazione tra uffici sull'avvenuto decesso. Il pm Graziella Arlomede (reati contro la pubblica amministrazione) ha ascoltato come
persone informate sui fatti l'ex assessore comunale all'anagrafe Donata Rizzo D'Abundo e due dirigenti di
Palazzo San Giacomo, Gennaro Cavallaro e Paolo Cresci. Accertamenti in corso
nei competenti servizi della municipalità, un fascicolo sulla vicenda sarà
aperto anche dalla Corte dei Conti.
( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Retroscena Gli
effetti della bufera su Soria La Bresso convoca i finanziatori. La Crt stringe
sui fondi Congelati tutti gli eventi del Premio Grinzane MAURIZIO TROPEANO
NICCOLÒ ZANCAN Il Grinzane continua a perdere pezzi. E' di ieri la decisione di
annullare l'appuntamento di Parigi, il premio Grinzane France istituito nel
2005 e programmato per la metà di marzo. Di fatto tutte le iniziative
dell'Associazione sono in alto mare, praticamente congelate. Sul sito, infatti,
non c'è traccia dei prossimi appuntamenti e i dipendenti stanno vivendo una
situazione di incertezza assoluta. Si spiega così l'urgenza con cui l'assessore
regionale alla Cultura, Gianni Oliva, su indicazione della presidente Bresso,
ha deciso di convocare i mecenati, cioè i principali finanziatori «per valutare
insieme, anche con i rappresentanti dei territori, l'importanza che ha il
Grinzane per le diverse aree piemontesi coinvolte nelle iniziative». Il
ridimensionamento? La giunta regionale si muove con l'intenzione salvare il
«marchio Grinzane» e di cercare di separarlo dalla vicende giudiziarie
personali del suo patron, Giuliano Soria. Bresso non esclude che in un prossimo
futuro l'attività dell'Associazione possa essere «sfrondata» ma spiega anche
che ogni ipotesi compreso il ridimensionamento delle attività è legato a cosa
pensano di questo premio i finanziatori e gli utenti. Si tratta di valutare insieme
«che cosa deve essere mantenuto per il futuro». Il punto di partenza di Bresso
è che nel corso degli anni il Premio ha «ottenuto i gradimenti del territorio»
e una credibilità internazionale. E a riprova di queste affermazioni Oliva si è
presentato in giunta con due faldoni che raccolgono le rassegne stampa dei
giornali internazionali. Le rassegna stampa Il riscontro della stampa,
nazionale e internazionale, è il «criterio più oggettivo per valutare le
ricadute economiche del premio», spiega Oliva. E aggiunge: «Pagare una
manchette pubblicitaria sui giornali ci costa circa 30 mila euro. Lo spazio è
quello di un articolo. Nel gennaio 2008 quando sono stati annunciati i
vincitori del premio ci sono stati 55 articoli sui giornali, tre passaggi sulle
tv nazionali e una quantità su quelle locali. A giugno la premiazione è stata
raccontata in 100 articoli». E conclude: «Basta fare i calcoli per dimostrare
l'efficacia della promozione del territorio con la cultura». I gettoni, così fan tutti Un altro criterio di valutazione
delle ricadute di un premio è legato alla credibilità internazionale del
premio. Secondo Oliva il fatto che nel corso degli anni «abbiano partecipato
alle varie iniziative del Grinzane premi Nobel e personaggi come la Betancourt
è la testimonianza del valore internazionale del Premio». Un
valore che non può essere messo in discussione dal pagamento dei gettoni di presenza perché «personaggi
di quel valore in tutto il mondo non si muovono gratis». La Crt cambia
strategia Del resto anche la Fondazione Crt, secondo finanziatore del Premio
riconosce che «il Grinzane costituisce un momento di riconosciuta eccellenza
sul piano internazionale e di promozione». Il caso è stato esaminato
ieri dal Consiglio d'amministrazione e al termine la Fondazione sottolinea che
è stato deciso di «applicare una significativa ristrutturazione del piano delle
erogazioni» che prevede che «una parte dei contributi venga concessa come
sostegno diretto ai giovani coinvolti nei progetti». Una scelta che riguarda il
Grinzane ma «anche altre iniziative di eccellenza del territorio finanziate
dalla fondazione in Piemonte». Ricca congela un progetto Nei mesi scorsi
Giuliano Soria ha presentato all'assessorato alla Polizia Urbana della Regione,
un progetto per l'integrazione e il dialogo tra le culture che avrebbe dovuto
essere finanziato - circa 200 mila euro - con i fondi della legge sulla
sicurezza. Un progetto che avrebbe permesso di portare la cultura all'interno
delle aree di disagio sociale in Piemonte che gli uffici avevano valutato
positivamente. L'assessore Luigi Ricca, per prudenza, lo ha sospeso. Stato e
Castello Nel corso degli anni anche lo Stato è intervenuto per sostenere la
ristrutturazione del Castello di Costigliole. Lo ha fatto a partire dal 2001
con una serie di stanziamenti messi a disposizione dalla legge numero 29
approvata in quell'anno. Da allora sono stati erogati circa 3,8 milioni che si
aggiungono ai 4,7 pagati dalla Regione a partire dal 1995.
( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE.LA CLASSIFICA
DEL «SOLE» Hanno detto il caso Mozioni del Pd su consulenze e piano strategico
Politici da 76 euro pro capite Dati bipartisan: rilevati nel 2007, quando ci fu
il cambio alla guida dell'amministrazione Amministratori a confronto Tra gli
ultimi nel pagamento dei fornitori «E' la riprova che occorre ridimensionare
quelli che sono i «Avevamo trovato difficoltà per un bilancio che era passato
con i nostri voti contrari» «La scelta dei tagli è già stata presa e i
risultati si vedranno nei prossimi anni» ALESSANDRIA costi della politica» Mara Scagni Luciano Vandone Piercarlo Fabbio
[FIRMA]FRANCO MARCHIARO ALESSANDRIA Secondo uno studio basato sui dati dei
consuntivi 2007 dei capoluoghi di provincia de «Il Sole-24 Ore», per la
«macchina» comunale ogni cittadino in Italia paga in media 300 euro. Ma Ad
Alessandria ben di più: 429. Per conteggiare i costi vengono prese in esame sei
voci: segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato, ufficio
tributi, gestione dei beni demaniali, ufficio tecnico ed anagrafe. E'
conteggiata a parte un'altra voce, quella delle spese per gli organi
istituzionali: sindaco, giunta e Consiglio comunale. Il quotidiano stila anche
una classifica sia per la «macchina» comunale come gestione dei servizi di
competenza dell' ente sia per gli esborsi per le cariche elettive. Per la prima
classifica Alessandria è tra quelle che nel 2007 - a Palazzo Rosso si sono
alternati sino a giugno la giunta Scagni di centrosinistra e quella Fabbio di
centrodestra - è costata di più: è al quinto posto, con un esborso per gli
uffici di 39,4 milioni di euro, il che significa 429,8 euro per cittadino, dal
neonato all'ultracentenario. Per gli organismi istituzionali ancora peggio:
terzo posto, con un costo di 7 milioni di euro, pari a
( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
DUE PESI DUE MISURE
5 mila il caso Controlli sui premi e gettoni 10 mila
Il borderò 8 mila Lo staff dormiva in pensione e aveva il
divieto di parlare con gli invitati più illustri Valeria Solarino MASSIMO NUMA
Carlo Verdone Grinzane Cinema pioggia di euro sui super ospiti Sotto inchiesta
il budget del festival di Stresa Claudia Gerini STRESA La contabilità di una
parte del Grinzane Cinema di Stresa, finanziata con i soldi pubblici e il
contributo di alcuni sponsor. «Gettoni» anche a giornalisti e Vip.
( da "Stampa, La" del 24-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
VERBANIA. RICHIESTA
DEL PDL "Le nostre circoscrizioni non producono costi Il Consiglio le
mantenga" Il Pdl propone un ordine del giorno in Consiglio comunale a
Verbania per chiedere che a giugno, insieme alle elezioni per il sindaco, si
voti anche per le Circoscrizioni. «E' possibile - hanno
precisato Marco Zacchera e Massimo Manzini - perché gli enti territoriali
verbanesi non prevedono spese e gettoni di presenza per consiglieri e presidenti. Ritornare ai Consigli di quartiere
non sarebbe una buona scelta». Secondo Zacchera «l'unica spesa è quella per il
voto, calcolata in circa tremila euro se l'elezione avverrà insieme al turno
amministrativo. Dunque niente di gravoso per le casse comunali».
Zacchera, che sabato annuncerà ufficialmente la sua candidatura a sindaco per
la coalizione Pdl-Lega, ha chiesto anche (con una lettera a Claudio Zanotti)
l'istituzione di due fondi per aiutare famiglie in difficoltà e nuove imprese
che nascono o si insediano a Verbania. «Propongo di utilizzare un terzo dei 2,4
milioni di euro ottenuti dal Comune grazie al rinnovo per dodici anni del
contratto di fornitura del gas». Trecentomila euro sarebbero per il fondo
«Verbania sociale» dedicato a cassaintegrati e lavoratori in mobilità che non
ce la fanno a pagare bollette, abbonamenti e servizi scolastici, altri
cinquecentomila per «Verbania lavoro», fondo dedicato a incentivi per le
imprese. «Vero - ha precisato Zacchera - che i 2,4 milioni sono stati destinati
al nuovo teatro, ma la compensazione potrebbe avvenire aumentando la cifra del
mutuo che si farà con la Cassa depositi e prestiti».
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE
INCHIESTA ASTI E MONCALVO ANAGRAFE All'interno Costi della politica Asti è
virtuosa 16 euro per cittadino Pendolari, com'è difficile riuscire ad arrivare
in stazione Katia Ricciarelli si racconta e recita a teatro La popolazione
cresce grazie agli immigrati Cavagnino Fagnola Servizio Mussio
( da "Stampa, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE.I DATI DEL SOLE 24 ORE Costi della
politica: Asti virtuosa [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI
Mentre si fa un gran parlare degli eccessivi costi della politica, il Comune di Asti sembra
andare controcorrente: è quanto rileva il «Sole 24 ore» in un'inchiesta sul
funzionamento degli enti locali. Per «mantenere» i propri
amministratori(Consiglio, giunta e altri organi istituzionali) il Comune ha
sborsato nel 2007 1,23 milioni di euro, pari a 16,7 euro per abitante. Una
realtà come Siena, che non arriva a 60 mila abitanti, contro i 75 mila di Asti,
«prosciuga» 102 euro a ciascun residente e la vicina Alessandria 76,35. Questo
comportamento virtuoso ha fatto sì che Asti si collochi in 91ª posizione su 99
capoluoghi che formano la classifica stilata dal quotidiano economico. In
Piemonte sono più parsimoniose di Asti solo Cuneo (13,27 euro pro capite) e
Vercelli (11,13). La meno esosa in assoluto è Trieste: 9,59 euro l'«obolo» che
pesa sul capo di ciascun triestino. «E' un risultato - puntualizza l'assessore
alle Finanze, Maurizio Lattanzio - frutto anche del giro di vite che questa
amministrazione ha imposto sulle collaborazioni esterne e sugli staff che
abbiamo deciso di limitare al massimo. Io stesso - prosegue - non ho, per scelta,
uno staff. C'è una dipendente che ricopre anche le funzioni di segretaria». Sui
compensi degli amministratori era calata la scure della Finanziaria 2006 che
aveva imposto una riduzione del 10% delle indennità, sino ad allora regolate da
un decreto del Duemila: pertanto un sindaco di una città come Asti aveva visto
scendere lo «stipendio» da 5.260 euro a 4734 (al lordo), mentre il «gettone»
per i consiglieri era scivolato a 34,16 euro lordi. Il «Sole 24 ore» ha preso
in esame anche un altro fronte: quello delle funzioni generali (organi
istituzionali, segreteria e gestione del personale, ragioneria ed economato,
ufficio tributi, gestione beni demaniali, ufficio tecnico, anagrafe). In questo
caso il Comune di Asti «brilla» di meno (è 50° in Italia con una spesa pro
capite di 244,5 euro), preceduto nella classifica piemontese solo dalle più
«spendaccione» Alessandria e Verbania. «Il nostro ente - spiega l'assessore -
continua ad avere un alto costo per il personale anche se siamo al di sotto del
tetto del 47% della spesa corrente stabilito per legge. Il Comune ha 640
dipendenti - aggiunge Lattanzio - e non dimentichiamo l'impegno economico non
indifferente profuso per la stabilizzazione dei precari».
( da "Corriere.it" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'intervista al
governatore del Piemonte Bresso: «Il Pd? Deve essere frullato» «Sono stati
messi i pezzi nel bicchierone, nessuno però ha mai attivato le pale. Solo
quando idee e identità saranno mischiate andrà tutto meglio» Mercedes Bresso,
presidente della Regione Piemonte, esponente di punta del Pd nel Nord-Ovest
(Lapresse) Mercedes Bresso, nome da Madonna e militanza ultraradicale, 64 anni,
presidente "piddina" della Regione Piemonte, è una specie di Zapatera
della politica italiana: intrattabile sui diritti («Perché sui diritti non si
dovrebbe trattare»), liberale e riformista. È anche detta comandoira, perché un
po' decisionista, ma di tutti i soprannomi che le hanno attribuito lei
preferisce «la zarina». La incontro nella dimora savoiarda della Venaria ed
effettivamente sembra una reginetta: sorride davanti all'obiettivo, insiste per
uno scatto accanto a una statua di donna egizia velata, si informa sulla resa
del colore della sua giacca in foto. Quando le dico che è una dei pochi
amministratori che non compare nei volumetti giudiziari di Travaglio o nel
libro La casta, mi corregge: «In realtà Stella e Rizzo mi hanno citata, altrove, come esempio virtuoso per il rapido
restauro della Reggia in cui ci troviamo». La modestia non è il suo forte. Da
mai indagata, ci tiene a dare prova di ultra-garantismo e sulla vicenda Soria
(il presidente del Premio Grinzane accusato sia di molestie sia di irregolarità
amministrative), è fermissima: «I fatti vanno dimostrati». Sostenitrice
da sempre del coordinamento del Nord del Pd, Bresso, fa anche parte
dell'associazione dalemiana Red. Dopo il crollo sardo e le dimissioni
veltroniane, è convinta che, al di là di congressi e assemblee costituenti, il
partito debba rispondere prima di tutto a due domande: chi siamo? e perché i
cittadini dovrebbero votarci? Partiamo da qui. Possibile che non abbiate ancora
una risposta? «Dove si siederanno i nostri europarlamentari a Strasburgo? In
che rapporti siamo con la gerarchia ecclesiastica? E con i sindacati?». Sergio
Chiamparino, il giorno dopo l'addio di Veltroni, si è fatto domande simili.
Chiamparino leader? «Non sarebbe male cominciare a dare responsabilità
nazionali ad amministratori locali come Chiamparino. Porterebbero concretezza.
La questione del leader però è secondaria ». Sarà, ma non ci vorrebbe un
ricambio generazionale? Ha visto Matteo Renzi? A 34 anni ha vinto le primarie
di Firenze... «A me non dispiace nemmeno Maurizio Martina, segretario del Pd
lombardo. Ma prima delle Europee, non è il momento per elementi nuovissimi.
Torniamo ai problemi veri». Il Pd a Strasburgo. «Intanto penso che le candidature
debbano nascere dal territorio. Quelle piemontesi le decideremo qui. E poi non
c'è dubbio che i democratici dovrebbero andare nel Pse». Lei ha detto che
lascerà il partito se non succede. Ma se succede non saranno gli ex popolari o
i rutelliani ad abbandonare il Pd? «Non credo» Ce lo vede Franco Marini, o un
mariniano, sui banchi dei socialisti? «E lei ce lo vede Marini o un mariniano,
tra i liberali inglesi? Quelli sono a favore dell'eutanasia». Lei si disse
favorevole a portare Eluana in Piemonte. «Sono per lo Stato di diritto. Una
sentenza mi consentiva di farlo. Il cardinal Poletto arrivò a dire che una
legge dello Stato non dovrebbe andare contro la legge di Dio». Lei replicò che
esistono più religioni e che non siamo in un Paese governato dagli ayatollah.
Gli ex margheritini della sua maggioranza si ribellarono. «Ho avuto un parente
in condizioni drammatiche. Era cattolico e mi sono guardata bene dal suggerire
di staccare la spina. I cattolici dovrebbero avere lo stesso rispetto della
volontà altrui». Si arriverà a una legge sul testamento biologico? «Se la legge
in questione è quella proposta dal Pdl sarebbe meglio di no». Nel caso
passasse, Ignazio Marino ha proposto un referendum abrogativo. Lo appoggerà?
«Sì, ma prima bisogna vedere la legge». Marino è stato sostituito in
Commissione sanità dall'ex teodem Dorina Bianchi. «Quell'operazione non mi è
piaciuta affatto». Dorina Bianchi sostiene che la vita non appartenga solo
all'individuo, ma anche alla collettività. «Figuriamoci! Io sono ferma all'habeas
corpus. Ha presente la Magna Charta del 1215?». Lei, provocatoriamente, ha
anche detto che prima di farsi cattolica, si farebbe valdese. «Ero seria, non
era una provocazione». Era seria quando ha detto che il gay pride vale una
processione religiosa? «Possono essere entrambe manifestazioni di orgoglio
identitario». Paola Binetti, sua collega di partito, temo che non sia
d'accordo. «Non siamo d'accordo su moltissime cose. Ma sui diritti gli italiani
sono più sulle mie posizioni che sulle sue». Come potete stare nello stesso
partito? «Guardi, il Pd dovrebbe essere un frullato. Sono stati messi i pezzi
nel bicchierone, ma nessuno ha mai attivato le pale per frullare». Non mi pare
poco. «Quando idee e identità saranno frullate, andrà tutto meglio. Certo, resteranno
dei pezzi non frullati. Ma chi vuole andare più al centro può confluire
nell'Udc, no?». Lei si è detta favorevole a una alleanza con l'Udc. «Sì. Anche
se ammetto che Cuffaro e l'Udc in Sicilia sono un problema serio». A
sinistra... «Si è visto che andare da soli non porta lontano. Io sono
favorevole alle alleanze con chi ha un programma comune». Vendola, Mussi, Fava?
«Chiunque non rappresenti le forze del "no". Coi partiti che non
vogliono governare e si mettono sempre e comunque di traverso preferirei non
avere a che fare». Lei quando ha cominciato a fare politica? «Nel periodo
universitario». A Torino? «Durante la guerra i miei genitori sono sfollati da
Torino a Sanremo. Ma io sono a tutti gli effetti torinese. Nel '67 andai a
Milano per finire economia e commercio. E lì cominciai a frequentare i giovani
liberali». Niente gruppetti extraparlamentari? «No. Nel '
( da "Nuova Sardegna, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Gli effetti del
diminuito costo del denaro non si sentono: pochi vantaggi per i clienti Tassi
giù ma i prestiti sono sempre cari Inchiesta in banche e finanziarie: per 20mila
euro in cinque anni interessi dal 7 all'11% Ieri l'Euribor è sceso al minimo
storico: 1,86% E' il livello più basso registrato dal 2004 PAOLETTA FARINA
SASSARI. Cure mediche da affrontare improvvisamente in famiglia, lavori di
ristrutturazione in casa che non si possono più rimandare, crisi di liquidità
vista la difficile congiuntura economica in cui si trovano le famiglie? E' il
momento di chiedere un prestito personale, perchè i risparmi non sono
sufficienti oppure non vogliamo intaccarli del tutto. Ma attenzione, perchè,
alla faccia della riduzione dei tassi, da Euribor (ieri al minimo storico), a
Bce e Irs, il costo del denaro resta sempre alto. Da un'indagine che abbiamo
condotto emerge che per un prestito standard di 20 mila euro da estinguere in cinque
anni (quindi in 60 rate) gli interessi variano dal 7,70 all'11 per cento che ci
si rivolga a una banca oppure a una finanziaria. Colpa
dell'aumento, dicono gli esperti, dello spread, cioè il margine di ricavi sui
finanziamenti da parte delle banche. Margine che ha compensato i tagli dei
tassi: in pratica, gli istituti di credito continuano a guadagnarci un sacco di
soldi. I tassi. Per i mutui a tasso variabile sono ormai diversi giorni
che nel mercato interbancario europeo si segnano record: il 10 febbraio,
l'Euribor a tre mesi, ovvero il tasso che le banche applicano fra loro per i
prestiti trimestrali di depositi, è sceso dal 2,01 per cento all'1,99 per
cento. E ieri c'è stato un nuovo minimo storico con l'Euribor all'1,858 per
cento. Dal 1º aprile del 2004 non si registrava un livello così basso. Ora
basti pensare che appena lo scorso ottobre il tasso a tre mesi era al 5,24 per
cento. Un bel salto. Ma di questa vorticosa discesa, è probabile che poco si
possano avvantaggiare i clienti. Perché le precedenti diminuzioni hanno avuto
un riflesso tutto sommato modesto sul costo del credito. Eppure con il calo dei
tassi (quello della Bce è al 2 per cento) le banche spendono meno per
approvvigionarsi di denaro e di conseguenza dovrebbero farlo pagare meno anche
ai clienti. Con impareggiabilità tutta italiana, mentre i prezzi vengono
aumentati con estrema velocità, le riduzioni avvengono in tempi assolutamenti
lenti. E anche le banche non sfuggono a questa regola aurea. Scendendo nel
dettaglio, per i prestiti personali a tasso fisso su un lungo periodo, si
applica un altro saggio, l'Irs, acronimo di «Interest rate swap». Anche qui la
curva è in discesa. Ma appunto, che si tratti di Euribor, tasso Bce, o Irs, la
solfa non cambia: tassi giù, costo del denaro sempre alto. Dicono che per colpa
della crisi le banche diffidino a prestarsi moneta. Ma paga il consumatore. Lo
spread. Una parola che sta prendendo piede nel vocabolario del popolo di mutui
e prestiti. Lo spread è infatti la percentuale che ogni banca aggiunge al tasso
quale proprio ricavo. E che sommata a quello fisso dà il tasso a cui il
prestito viene concesso. Ovviamente lo spread è stato ritoccato all'insù
sfiorando in alcuni casi anche il 2 per cento. Così il margine per gli istituti
di credito è aumentato, vanificando il risparmio che una migliorata situazione
di accesso al credito dovrebbe consentire. Le condizioni. Abbiamo chiesto a
Banco di Sardegna, Banca Intesa, Unicredit e Findomestic, le condizioni per un
prestito da 20mila euro con 60 rate, fissando come riferimento il Taeg (tasso
annuo effettivo globale) che dovrebbe rappresentare nel modo più completo ed
esatto l'effettivo costo del finanziamento richiesto, perché comprende una
serie di voci caricate sulle rate rappresentate da spese di istruttoria,
assicurazione (nel caso disgraziato il cliente possa passare a miglior vita),
etc. Come si può vedere nella tabella che riportiamo a fianco, le condizioni
sono oggettivamente diverse da banca a banca e da banca a finanziaria e
incidono sulla rata anche al di là del Taeg. In testa alla classifica c'è il
Banco di Sardegna che applica il tasso del 7,77%, il più basso e quindi
conveniente dell'intero gruppo. Per completezza bisogna comunque ricordare che
ogni istituto di credito propone piani finanziari a seconda delle necessità del
cliente. Per esempio, alcune categorie di lavoratori hanno convenzioni grazie
alle quali possono spuntare condizioni più favorevoli. Oppure esistono
particolare «offerte» per specifiche esigenze (la ristrutturazione o l'acquisto
di un'auto sono tra queste) che consentono di risparmiare sul finanziamento. Il
cliente accorto deve perciò valutare prima tutte le offerte e poi le voci del
piano di ammortamento del prestito per scegliere quello più conveniente. E per
farlo occorre una semplice somma dei costi (rata mensile moltiplicata per il
periodo del finanziamentp, la polizza di assicurazione, imposte) da cui
detrarre la cifra è richiesta. Si potrà così verificare al centesimo quanto si
deve restituire: che alla resa dei conti è quello che interessa.
( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 31 - Commenti
Il governo e il sommerso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Li ha ridotti nonostante
potesse contare su più ispettori del lavoro di quelli a disposizione dei
governi precedenti. Ne sono stati assunti 300 (quasi il 10 per cento in più)
nel solo 2008 e 1100 nei due anni precedenti. Ma i controlli sono diminuiti.
Nel 2008 sono calati del 6 per cento. E nel 2009 si ridurranno di un quarto. Ce
lo dice tra le righe il Documento di Programmazione dell´Attività di Vigilanza
nel 2009 predisposto dal ministero del Lavoro e reso pubblico in questi giorni.
Se si prendono per buoni i dati forniti dal ministero sui controlli effettuati
nel 2008, la riduzione delle ispezioni sarà del 24 per cento, con punte del 50
per cento nelle regioni del Sud (a partire dalla Calabria). Perché questa
scelta? Il documento del ministero è molto esplicito a riguardo: «La criticità
del momento contingente rafforza la scelta di investire su di un´azione di
vigilanza selettiva e qualitativa, diretta a limitare ostacoli al sistema produttivo».
Insomma, si preferisce chiudere un occhio, se non due, in questo frangente. Più
chiaro di così! è una scelta di politica economica
molto pericolosa e fatta senza dire nulla ai cittadini, senza interpellare il
Parlamento. Può portare a un ulteriore e forte peggioramento dei nostri conti
pubblici nel 2009, ben al di là di quanto previsto nei documenti ufficiali del
Governo. Forse per questo il ministro Tremonti è stato così prudente in questi
mesi. Secondo l´Aggiornamento del Programma di Stabilità dell´Italia presentato
dal governo a Bruxelles, l´indebitamento dovrebbe salire nel 2009 al 4,1 per
cento nel caso, sempre più probabile, di una diminuzione del prodotto interno
lordo del 2,5 per cento. Ma le previsioni del governo contemplano un anacronistico
incremento delle entrate contributive nell´anno in corso e confidano su di un
consistente recupero di evasione nella copertura del decreto anticrisi. Con la
riduzione della tax compliance, il disavanzo potrebbe perciò avvicinarsi
pericolosamente alla soglia del 5 per cento. Il tutto senza che vengano varati
provvedimenti significativi a sostegno dell´economia e delle famiglie colpite
dalla crisi. La vera manovra, a quanto pare, consiste nel dare spazio
all´economia sommersa. I controlli sui posti di lavoro sono molto efficaci nel
recuperare base imponibile. Mediamente una ispezione su due porta al riscontro
di frodi fiscali o contributive. Sempre in media, ciascun controllo compiuto
dagli Ispettorati del Lavoro, dall´Inps, dall´Inail e dall´Enpals porta alle
casse dello Stato fra tasse, contributi e sanzioni circa 55.000 euro, ben di
più del costo unitario delle ispezioni. Questo significa che le ispezioni sono
uno strumento molto efficiente nel recuperare base imponibile e che quella del
governo è una scelta politica, probabilmente volta ad
accontentare alcune fasce del suo elettorato di riferimento. è la stessa
scelta, peraltro, resa esplicita nei nuovi orientamenti del Governo riguardo
alle politiche di accertamento, che «non devono essere invasive nei confronti
delle piccole e medie imprese», come recitano i comunicati dell´Agenzia delle
Entrate (vedi Cecilia Guerra e Silvia Giannini su lavoce. info). è una scelta
pericolosa anche perché penalizza le imprese che possono portarci fuori dalla
recessione permettendo invece la sopravvivenza di quelle più inefficienti. La
distruzione creativa che avviene in ogni recessione avrà così luogo
all´inverso: sopravvivenza garantita alle imprese con produttività più bassa,
mentre si tartassano le imprese, in regola, quelle che hanno il maggiore
potenziale di sviluppo, così come le nuove iniziative imprenditoriali che
volessero nascere in chiaro, alla luce del sole. è una scelta pericolosa perché
lascerà a tutti noi un´eredità molto pesante di illegalità diffusa, di stato
debole e invadente al tempo stesso. Debole perché non garantisce il rispetto
della legalità. Invadente perché sarà la Direzione generale per l´attività
ispettiva a programmare dal centro le ispezioni sulla base delle direttive del
ministro, come affermato nella direttiva emanata il 18 settembre 2008 dal
ministro Sacconi. è un accentramento di poteri senza precedenti. L´economia
sommersa, l´insieme di attività svolte senza pagare tasse e contributi sociali,
conta tra un sesto e un quarto del nostro prodotto interno lordo, a seconda
della stime. Vi sono delle regioni, come la Calabria, dove secondo l´Agenzia
delle Entrate fino al ´94 per cento dell´imponibile Irap veniva nel 2006
sottratto al fisco. è una piaga nazionale, un fardello che pesa sulla parte più
avanzata del nostro tessuto produttivo, localizzata soprattutto nel Nord del
paese, costringendola a pagare anche le tasse degli altri (potrebbero essere di
un quinto più basse se tutti le pagassero). Allontana la soluzione dei problemi
dello stesso Mezzogiorno. Perché l´illegalità alimenta altra illegalità ben più
grave: è proprio sullo smercio delle produzioni del sommerso economico che
spesso vive e vegeta la criminalità organizzata, a partire dal
"sistema" camorristico narrato con rara efficacia da Roberto Saviano.
Ed è sempre molto forte l´intreccio fra, da una parte, evasione fiscale e
contributiva e, dall´altra, quel mancato rispetto degli standard di sicurezza
da cui scaturiscono molte morti bianche. Le recessioni offrono un´occasione per
contrastare in modo significativo la violazione delle norme sulla sicurezza
perché per le imprese è meno costoso mettersi in regola quando le attività sono
più contenute e, quindi, la regolarizzazione non comporta costose interruzioni
del ciclo produttivo. Ma perché le imprese siano indotte a mettersi in regola
ci vogliono più ispezioni, non certo di meno. Si dirà che reprimendo il
sommerso si rischia di creare più disoccupazione in un momento già molto
difficile per il nostro mercato del lavoro. Ma la disoccupazione viene creata
proprio scaricando il peso della tassazione sulle imprese che operano alla luce
del sole. Se il governo ritiene che la pressione fiscale sul lavoro sia
insostenibile nell´attuale congiuntura, perché non riduce la tassazione sul
lavoro, a beneficio di tutte le imprese in regola e di tutti i loro lavoratori?
Perché non intensifica, al contempo, i controlli anziché
ridurli, permettendo così di finanziare in parte i costi della riduzione delle
imposte? In ogni caso, siamo in democrazia e gli italiani hanno il diritto di
essere informati su questa scelta esplicita di politica economica del nostro esecutivo.
( da "Tirreno, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Grosseto
Fondo della Diocesi per le famiglie bisognose La povertà aumenta: alla mensa
della Caritas anche 65 pasti serviti a pranzo GIORNI DIFFICILI GROSSETO. è un
triste record, quello segnato lunedì dal centro di accoglienza Caritas di
Grosseto, che per la prima volta ha raggiunto la soglia dei 65 pasti serviti a
pranzo. «Solo un paio di anni fa - ricorda il direttore della Caritas, Alberto
Eusepi - si arrivava a punte di 35/40 persone». Ne avrebbe fatto volentieri a
meno, Eusepi, di questo record: il centro di accoglienza è un osservatorio
privilegiato e quello che si sta verificando è non solo un aumento degli
utenti, ma anche un "salto di qualità" nel senso che da qualche tempo
non si tratta più solo dei soliti sbandati, ma anche di persone che hanno avuto
una vita normale, un lavoro, e che adesso non ce la fanno ad arrivare a fine
mese con la pensione e cercano un pasto gratis per risparmiare qualcosa. La
povertà, le povertà, sono in crescita anche a Grosseto dove, forse, la crisi
non morde come in altre città, visto il tessuto socio-economico fatto poco di
industria e molto di stipendi fissi, ma i primi sentori di un cambiamento, in
peggio, ci sono e per questo la chiesa grossetana ha deciso di mettere in campo
una misura di emergenza, un fondo di 50 mila euro «raccolti con fatica e
rinunciando ad altri usi», spiega il vescovo Franco Agostinelli, che sarà
destinato a sostenere le famiglie più in difficoltà. «L'iniziativa - dice il
vescovo - è rivolta alle famiglie più bisognose, quelle che in banca non le
guardano nemmeno, che non potrebbero accedere neanche al microcredito». Il
denaro messo a disposizione dalla diocesi è solo una base. Il «Fondo di solidarietà
tra le famiglie della diocesi» è destinato, almeno nelle intenzioni, a crescere
proprio con il contributo delle famiglie, di quelle che possono contribuire, a
partire da quelle che frequentano le parrocchie e che sono chiamate a vivere
con questo gesto la loro Quaresima di carità. Ma monsignor Agostinelli non
guarda solo al suo gregge, il suo è un appello «a tutti gli uomini di buona
volontà, al mondo economico, alle istituzioni» per contribuiscano tutti ad una
gara di solidarietà che serve a dare una risposta di emergenza a chi si trova a
dover far fronte a spese inattese, perdita di lavoro, sfratto, malattie
improvvise e altri eventi che possono destabilizzare il bilancio di una
famiglia già in difficoltà. «Non può funzionare - dice monsignor Agostinelli -
una società in cui c'è qualcuno che sta male perché mangia troppo e qualcun
altro che soffre perché non ha nulla da mangiare». L'iniziativa della diocesi
passa attraverso le parrocchie. è qui che saranno distribuite delle scatolette
per raccogliere le offerte ed è sempre qui che potranno essere presentate le
richieste di aiuto da parte delle famiglie bisognose. Il primo screening lo fa
il parroco, poi la "pratica" passa ad una commissione della Caritas
che dopo il 3 maggio - il termine ultimo per inviare offerte - dovrà farsi
carico della difficile scelta tra chi potrà avere accesso e chi no al sostegno
del fondo. Le offerte possono essere consegnate nelle parrocchie oppure versate
sul cc intestato alla Diocesi di Grosseto - Fondo di Solidarietà tra le
Famiglie al Monte dei Paschi di Siena (IBAN: IT27G010301430000000 2171947). Si
tratta di un intervento di emergenza, il vescovo lo ribadisce più volte,
spiegando che la palla dovrà passare alla politica e alle istituzioni che
«hanno il dovere di fare qualcosa». Di più non dice e non chiede, monsignor
Agostinelli. Una proposta i giornalisti presenti in
conferenza stampa la fanno: non sarebbe male che gli amministratori di enti e
società pubbliche dessero il buon esempio devolvendo al fondo i gettoni di presenza di almeno una delle
prossime riunioni da qui al 3 maggio. Enrico Pizzi
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 25
Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono
i numeri delle consulenze affidate ai professionisti esterni nel corso del 2008
dall'Agenzia regionale della sanità e disponibili sul sito dell'Ars. Alcune fra
queste consulenze totalizzano compensi davvero rilevanti, anche superiori allo
stipendio di un dirigente. Le cifre sono le più disparate: si parte dai 7.334
euro per l'incarico della durata di un anno affidato a Carlo Daffara per
l'attività di tutoraggio del ricercatore junior per il progetto Murinet, ai
192.400 euro per la collaborazione di Fabrizio Minuto che si occupa dell'aggiornamento del sistema di definizione per le nuove
classificazioni dei dispositivi medici, l'aggiornamento data base del
nomenclatore medico europeo, consulenza sulle attività di back-office e
front-office per la verifica delle registrazioni effettuate dalle aziende nella
banda dati e nel repertorio nazionale per i dispositivi medici nel corso del
2008. Zancaner a pagina VI
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì
25 Febbraio 2009, Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro
Sono i numeri delle consulenze affidate a esterni nel corso del 2008
dall'Agenzia regionale della sanità Si parte dai 7.334 euro per il tutoraggio
del ricercatore junior ai 192.400 euro per dispositivi medici In regione
( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina III - Palermo
Parla Salvatore Cardinale, che da ministro delle
Comunicazioni volle il provvedimento per favorire gli investimenti "C´è
chi ha speculato sulla mia legge" "Adesso la politica ha abbandonato il Sud
costringendo le imprese a lasciare" Da ministro delle Comunicazioni, nel
�98, volle fortemente la legge che prevedeva sgravi fiscali per chi assume e
forma giovani disoccupati del Mezzogiorno. Adesso Salvatore Cardinale
guarda con rammarico gli scarsi risultati che ha prodotto quella legge, con
aziende come la Omnia che finiti gli aiuti chiudono i battenti. Cardinale,
pensa che quegli aiuti siano stati solo soldi sprecati, visti i risultati?
«Certamente no. Io non nego che in alcuni casi ci siano state delle
speculazioni, ma la legge che prevedeva bonus per ogni assunzione di giovani
disoccupati ha smosso l´economia del Sud e della Sicilia. Certo, dopo la nostra
iniziativa, la politica ha abbandonato il Mezzogiorno
e il risultato è che gli imprenditori adesso preferiscono investire altrove una
volta finiti gli aiuti». Ma oltre agli aiuti cosa poteva fare la politica? Perché devono essere sempre le istituzioni
pubbliche ad aiutare un´impresa che poi non regge con le sue gambe sul mercato?
«Le istituzioni, in territori difficili come quelli del Sud, devono proporre
iniziative per lo sviluppo e creare le condizioni per fare sistema e portare le
aziende estere a investire qui. In Sicilia, dopo che avevamo comunque attratto
molti investimenti grazie a quella legge finanziata in parte con fondi Europei,
alla fine gli imprenditori sono rimasti soli. Non hanno trovato attorno le
istituzioni locali, e non solo. Per questo, una volta concluse le agevolazioni,
non hanno avuto altro interesse economico a rimanere nell´Isola, visto che
magari alcune attività potevano essere spostate quasi a costo zero in regioni
dove invece gli imprenditori e la politica fanno
insieme sistema». Ma cosa significa fare sistema? «Significa, a esempio,
firmare la "Carta per Palermo", dove avevamo coinvolto decine di
istituzioni e imprenditori di Paesi del Mediterraneo. Oppure attivare il
progetto "Nautilus" che vedeva Palermo capofila per un´iniziativa che
annunciava un miliardo di euro d´investimenti. Purtroppo oggi manca il clima di
quegli anni: perché l´incentivo serve solo per lo start-up delle aziende, serve
come strumento per attrarre imprenditori di altre regioni ad aprire attività in
Sicilia. Ma dopo occorre creare quelle condizioni per far rimanere le imprese,
invece qui la politica sembra interessata ad altre
questioni di potere, e non allo sviluppo vero del territorio». a. fras.
( da "Alto Adige" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Tommasini:
contributi al partito ultimi giorni per regolarizzarsi BOLZANO. Problema di cassa per il Pd. Partito nuovo, nuove regole per il
versamento di una quota delle indennità o dei gettoni
di presenza da parte degli eletti (dagli assessori
provinciali ai consiglieri comunali). Se n'è parlato l'altra sera durante la
direzione del partito, perché mancano all'appello alcuni versamenti. Il
regolamento del partito prevede quote diverse, in base alle indennità
percepite, più un contributo per la campagna elettorale. «L'assemblea
provinciale del Pd ha deciso di prorogare al 28 febbraio il termine per la
regolarizzazione da parte degli eletti dei versamenti al partito. Prima di
quella data quindi non vi è alcuna lista di persone morose», fa sapere il
segretario del Pd Christian Tommasini (foto), «Solo in seguito, così come
deciso dalla stessa assemblea, verranno resi pubbici i nomi di coloro che non
si sono messi in regola». La gestione è affidata al tesoriere Mauro Marchi.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il sindaco Pascolini
spiega: «Dovevano essere almeno nove i favorevoli invece dei sette che hanno
votato». Il consiglio sarà riconvocato di nuovo per il 2 marzo San Daniele,
approvato il bilancio ma non vale Il voto nella notte dopo una seduta-fiume, il
giorno dopo ci si accorge che non c'era la maggioranza SAN DANIELE. Non c'è la
maggioranza assoluta, il bilancio non passa, ma i consiglieri comunali non se
ne accorgono, se non il giorno dopo. È accaduto a San Daniele dove, dopo quasi
sette ore di ininterrotta discussione circa il bilancio e gli atti allegati, il
consiglio lunedì sera ha votato il documento credendo di approvarlo. E invece
mancavano i numeri. Qualche assenza di troppo tra le file dell'amministrazione
ha infatti causato il venir meno della maggioranza assoluta, necessaria (lo
prevede il regolamento) solo nel caso del via libera al rendiconto. Complici
l'ora tarda e l'ovvia stanchezza, nessuno, in serata, se n'è accorto e anzi, se
possibile, i consiglieri hanno preso congedo in un clima di generale serenità,
convinti d'aver licenziato l'ultimo documento contabile dell'uscente giunta
Pascolini. Tutto da rifare, dunque, ma con un pizzico di ironia, parola del
sindaco: «Ci volevano nove consiglieri favorevoli - spiega Gino Marco Pascolini
- e noi, in maggioranza, eravamo solo in sette». Sette voti favorevoli contro
tre astensioni dei consiglieri Carlo Topazzini, Enzo Ceschia e Valerio
Mattioni, e due voti contrari di Emilio Iob e Glauco Recchi, non sono dunque
bastati. «Lì per lì - continua Pascolini - non ce ne siamo proprio accorti, se
non stamattina (ieri, ndr). Nulla di grave, comunque, riuniremo il consiglio,
solo per la votazione, il 2 marzo alle 20.30. Sarà una cosa
di pochi minuti». Ma (forse) di non irrilevante spesa per le casse comunali,
visti i gettoni di presenza
da pagare. Pascolini alza le mani: «Si sa che la giunta per i consigli non ha
diritto al gettone - dichiara -. Non posso dal canto mio garantire per i consiglieri
ma credo che con tutta probabilità rinunceranno, ne discuteremo tuttavia
in conferenza dei capigruppo». Quanto al bilancio, anche se formalmente
l'approvazione deve ancora arrivare, ricordiamone brevemente i punti salienti.
Vi si prevedono una sostanziale conferma di tasse e tariffe, così come la
riproposizione delle opere pubbliche in itinere progettuale o in fase di
appalto dei lavori assieme ad alcune novità. Due per tutte: l'acquisto e la
ristrutturazione del teatro T.Ciconi e la riqualificazione del centro anziani
di via Cadorna. Spiega Diego Sivilotti, vicesindaco con delega al bilancio:
«Considerati i limiti naturali della capacità finanziaria del Comune, che
consentono di realizzare ben poco rispetto ai bisogni, fondamentale è stata
l'alienazione di palazzo Sonvilla che ci ha garantito le risorse utili ad
effettuare alcuni interventi a carico di strade, illuminazione e sede della
polizia municipale. L'obiettivo che ci siamo posti nella redazione di questo
bilancio è stato per altro quello di lasciare inalterato il costo dei servizi a
carico delle famiglie, manovra in cui siamo riusciti e con non poca
soddisfazione». Maura Delle Case
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 14 -
Pordenone Biblioteca: via libera al progetto FIUME VENETO FIUME VENETO.
All'attenzione dell'ultimo consiglio comunale (lunedì) figurava un unico punto
all'ordine del giorno: la variante 42 al piano regolatore che contempla i
lavori di ristrutturazione e riqualificazione di un edificio da adibire a
biblioteca comunale (l'amministrazione guidata da Tiziano Borlina da tempo l'ha
individuato nel rustico di via San Francesco, potendo contare su uno spazio tre
volte l'attuale). La variante è stata approvata. Già tempo fa era stato
possibile formalizzare il trasferimento di 500 mila euro del contributo
regionale elargito per realizzare l'ampliamento della sede municipale, per
permettere l'acquisizione del lotto limitrofo a quello dove attualmente è
presente il rustico. A questo punto l'amministrazione potrà attivarsi per
avviare la procedura di acquisizione delle aree, per poter ampliare la zona di
competenza nella quale sorgerà la nuova biblioteca. L'edificio si svilupperà su
tre piani. Il progetto preliminare è stato bocciato dalla
Lega e dalla civica Uniti per Fiume Veneto, le quali hanno contestato
l'ubicazione della nuova biblioteca asserendo che «l'area non è adatta a
ospitare tale attività». Gli esponenti della civica hanno anche espresso
disappunto per l'aver indetto «un consiglio con un solo odg, spendendo oltre
mille euro in gettoni di presenza». (c.l.)
( da "Repubblica, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 19 - Esteri Il gran rientro di George Bush l´ex presidente oratore a gettone
Tour di conferenze in Canada, Australia e Giappone Il cachet è di circa 100
mila dollari a serata, un quarto della parcella di Bill Clinton La moglie Laura
sta per scrivere le sue memorie, mentre lui cerca ancora un editore VITTORIO
ZUCCONI WASHINGTON - Dal cono dell´oscurità nel quale è piombato in appena un
mese, George W Bush riemerge per raggiungere il circuito del "pollo
di cartone", il giro dei conferenzieri per atroci banchetti di gente troppo
ricca e disposta a pagare per ascoltare saggi di Bushspeak, del bushese
orwelliano che per otto anni aveva ascoltato gratis. Magari sperando
segretamente e maliziosamente, per non piombare nel torpore post prandiale, in
un´altra delle sue rimpiante e inimitabili gaffe. Nella speranza che esistano
al mondo, in Canada, in Australia, in Asia, dove le prime tappe della tournée
dovrebbero portarlo, persone disposte a spendere mille dollari a piatto per
scoprirne «i pensieri», ove ve ne siano, come spiega l´agenzia di collocamento
che l´ha assunto, George "Dubya" segue le orme dei predecessori più
popolari, come Ronald Reagan e Bill Clinton, che hanno ammassato fortune
parlando a gettone. I mesi della post-presidenza sono quelli nei quali gli ex "leader
del mondo libero", pagati 400 mila dollari all´anno come un qualsiasi
panchinaro del basket o del football, incassano i dividendi della loro fama
diffondendo sul mondo il proprio carisma e firmando succulenti contratti per le
loro memorie. Contratti che hanno già ricevuto la signora Bush, per un anticipo
attorno ai 5 milioni di dollari (meno degli 8 incassati da Hillary nel 2001), e
ieri Condolezza Rice, per 2 milioni e mezzo. Ma che finora nessun editore ha
offerto a "Dubya", forse non fidandosi della sua memoria e
dell´esistenza di un pensiero. Il prezzo del cartellino per ingaggiare «il più
grande presidente della storia americana» come fu generosamente definito da un
servizievole amico, è «superiore ai 100 mila dollari» a serata, spiega il sito
del Washington Speaker Bureau, l´agenzia. Una cifra modesta, rispetto ai 400
mila che Clinton sparecchiava, ai 250 mila dell´evangelista dell´Effetto Serra,
Al Gore, o ai finora insuperati due milioni e mezzo che la Confindustria
giapponese versò a Ronald Reagan nel 1997, quando il dollaro valeva ancora
qualcosa. Una tariffa un po´ da saldo, che l´agenzia affida al buon cuore del
pubblico pagante con quella esortazione agli «oltre 100 mila» e che si
giustifica con la minaccia degli argomenti che l´ospite affronterà nel suo
indirizzo, tra i quali «la natura della leadership politica», nella quale potrà
spiegare come fece a uscire da otto anni di leadership con il 28% di
approvazione; «il funzionamento della Casa Bianca»; «il suo rapporto con la
fede», oltre che «con altri capi di stato». Promettendo di essere, garantisce
l´agenzia ma senza promettere, «soddisfatti o rimborsati». Un fatto che se
fosse vero, varrebbe da solo i mille dollari a pollo con insalatina. In attesa
che i suoi fedeli cultisti orfani del "Bushpensiero" in Europa aprano
i libretto degli assegni per invitarlo anche in Italia, si sono per il momento
prenotati i petrolieri di Calgary, in Canada, per affinità non necessariamente
mistiche, gli australiani, che stanno tuttavia tirando sul prezzo e non
vogliono andare oltre i 600 dollari Usa a piatto, e i giapponesi, che ricordano
ancora oggi con nostalgia struggente la indimenticabile esibizione di papà Bush
a un banchetto ufficiale del �92, quando vomitò sushi e sashimi nel grembo
dell´impietrito premier Miyazawa al suo fianco. E se per il momento l´interesse
per il conferenziere George W risente del sospetto che i suoi
"pensieri" possano difettare un poco di profondità, né da lui si
possono sperare spiragli pruriginosi come dal fascinoso "Bubba" Bill
Clinton o esibizioni di charme hollywodiano come dal grande Ronnie, il circuito
del pollo di cartone lo aiuterà ad affrontare le spese del trasloco. è avvenuto
venerdì fra il disperato ranch nel nulla texano, comperato per fare da
palcoscenico alla sceneggiata elettorale del cowboy presidente e per infliggere
agli ospiti stranieri barbecue tra zanzare e aromi di mucche al pascolo. Ma
dove la signora Laura aveva già chiarito che non avrebbe consumato la propria
vecchiaia. Un trasloco a Dallas dove i Bush hanno comperato un cottage da 2,1
milioni di dollari sfortunatamente per loro subito prima del collasso dei
valori immobiliari, accanto a una sorta di sontuosa Versailles da Prateria che
lo fa apparire come la dépendance del personale, che deve presentare qualche inciampo.
Questo spiega l´inattesa apparizione dell´ex presidente in un emporio di
ferramenta e giardinaggio del Texas, Elliott´s Hardware, sabato scorso, quando
si è presentato in giacchina a vento di nylon e brache di felpa, riconosciuto
dal proprietario soltanto per lo sciame di agenti del Servizio Segreto che lo
avevano accompagnato. «è molto più piccolo di come sembrava in televisione» si
è scusato il commerciante che poi gli ha offerto per farsi perdonare un lavoro
come greeter, come commesso alla porta per il benvenuto ai clienti. Bush ha
declinato. è uscito dal negozio dopo avere acquistato una torcia elettrica e le
relative batterie, attrezzo che potrebbe risultare prezioso anche per la
ricerca di sempre possibili armi di distruzione di massa nella cantina della
sua nuova casa.
( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Attività a Imperia
chiusa per vandali tre denunce, poi la clamorosa decisione La titolare: «C'è
troppa microcriminalità, è peggio che a Torino!» Imperia. «Basta, se continua
così siamo costrette a chiudere e ad andarcene. Lo stillicidio di atti
vandalici che vengono compiuti da tempo all'interno della nostra attività di
fatto ci impedisce di lavorare. In questa città la microcriminalitàè
spaventosa. Peggio che a Torino!». E così Elisabetta Cisnetti, una delle due
titolari della lavanderia self service all'inizio di via Argine destro, vicino
al Bingo di Borgo San Moro, ha deciso di abbassare le serrande. "Chiuso
per vandalismi", recita il cartello affisso sulla saracinesca della
lavanderia. «Si, proprio così. Non abbiamo chiuso per ferie, né per ristrutturazione
dei locali, né per inventario, come in questo periodo hanno fatto altri
commercianti. Noi abbiamo chiuso perchè il ripetersi di
atti vandalici non ci consente di far funzionare i macchinari». Gettoniere
sfondate, oblò delle lavatrici rotti, serrature manomesse, essiccatori fuori
uso. Insomma una miriade di piccoli danni ai macchinari, non costosissimi da
riparare, che tuttavia penalizzano economicamente l'attività che con le
attrezzature rese inservibili non può andare avanti. Nelle ultime
settimane i vandali hanno agito per ben tre volte. «Tutte denunciate ai
carabinieri», racconta Elisabetta Cisnetti esasperata. E così, con rammarico,
la titolare della lavanderia e la sua socia stanno decidendo di dare forfeit e
di andarsene da Imperia. «Ci stanno scoraggiando ad andare avanti e non
riusciamo a comprendere questo accanimento nei confronti della nostra
lavanderia. Offriamo un servizio utile - dicono - La nostra clientela è
soddisfatta e se non ci fossero queste continue forzate interruzioni non ci
potremmo lamentare del nostro lavoro. Ma così non si può andare avanti», è lo
sfogo dopo l'ennesima visita dei vandali. Il persistere degli atti vandalici,
non così gravi da far supporre che si stia consumando una vendetta ai danni
delle due socie, mette in luce quanto meno un malcostume che secondo Elisabetta
Cisnetti è più riconducibile a veri e propri episodi di microcriminalità.
«Quello cui siamo sottoposte è uno stillicidio subdolo che ormai ci sta
portando all'esasperazione anche perchèè vero che gli episodi si sono
intensificati nelle ultime settimane, ma è anche vero che in precedenza se ne
erano verificati altri», rivela la titolare della lavanderia a gettoni. Imperia dunque, malgrado l'apparenza di città
tranquilla e le rassicurazioni da parte delle forze dell'ordine, mostra una
faccia di sé non così gradevole: gli atti vandalici, ma anche le "pink
baby gang" in azione nel centro cittadino, gli episodi di bullismo, non
così rari tra i giovanissimi del capoluogo, le rapine come quella recente alle
poste di Caramagna il cui presunto autore è stato arrestato dai carabinieri e i
furti, l'ultimo è quello messo a segno al distributore Agip del centro
commerciale Bennet di Pontedassio, per non parlare dell'attentato avvenuto lo
scorso novembre a palazzo di Giustizia, smentiscono l'immagine dell'isola
felice. Forse è un azzardo paragonare la microcriminalità imperiese a quella di
Torino, come ha fatto Elisabetta Cisnetti che dal capoluogo piemontese
proviene, ma non si può neppure fare come gli struzzi e cacciare la testa sotto
la sabbia per non vedere o comunque sminuire episodi che invece andrebbero
prevenuti. Lo sforzo delle forze dell'ordine, ma anche quello delle pubbliche
amministrazioni dovrebbe andare in quella direzione. loredana grita
grita@ilsecoloxix.it 25/02/2009 ' 25/02/2009 uno stillicidioesasperanteIl
servizio è utile e piace, ma così non si può andare avanti. I danni ci
impediscono di lavorare in pace elisabetta cisnettititolare lavanderia self
service 25/02/2009
( da "marketpress.info" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 25
Febbraio 2009 BASILICATA: PETROLIO, LA RELAZIONE IN AULA DEL PRESIDENTE DE
FILIPPO Potenza, 25 febbraio 2009 - Di seguito la relazione in Aula del
Presidente della Regione Vito De Filippo sul tema del petrolio: ?Siamo stati
chiamati più volte, in questi anni, a valutare, rendere conto, verificare o
proporre su un tema così fondamentale quale è quello del petrolio. Appare
chiaro come una discussione aperta e sincera sulla vicenda lucana del petrolio,
che non voglia essere pigra e disimpegnata alla voce di riscatto e di crescita
che proviene dai nostri territori, non possa che collocarsi dentro il clima di
generale e civile sfiducia che registra la società regionale, nonostante sia in
prossimità di cambiamenti importanti del suo assetto organizzativo e funzionale,
su cui questa aula ed io stesso abbiamo misurato moltissima ostinazione.
Seppure nel corso della sua storia la Basilicata non aveva compiuto un salto
d?innovazione così ampio ed ambizioso, con cui ha saputo riformare lo statuto
stesso dei servizi Pubblici ed i suoi sistemi di presentazione turistica e di
offerta economica, di riassetto sanitario e degli enti locali a tutto vantaggio
di un nuovo e più ampio rapporto orizzontale tra amministrazione, cittadini ed
imprese, si percepisce come il rapporto fra risorse ed opportunità sia
totalmente disallineato. Tanto disallineato da amplificare ulteriormente la
percezione della crisi e rendere più severo il giudizio sulla politica. Sappiamo che il tempo in cui abbiamo agito non è
stato dei più facili. Per usare Camus è stato un tempo di resistenza vissuto
quasi ad oltranza. Un tempo in cui la Basilicata ha dovuto affrontare le prove
più severe e quelle più urgenti alla sua determinazione di futuro provando a
non cedere nulla sul campo delle sue aspirazioni di sviluppo. Colpita al cuore
delle sue ambizioni più forti da crisi globali e durature, esposta ai rischi di
una gravissima recessione economica e sociale, attraversata da un incredibile
carico mediatico d?inchieste giudiziarie, la Basilicata non si è arresa al
gioco infelice e ingiusto del destino. Piuttosto vuole rivendicare il suo
spazio di libertà e d?iniziativa, mettendo ancora coraggio e buon cuore nella
parte più complicata del suo impegno istituzionale. Sono convinto che il lavoro
di tutti in questi anni troverà l?apprezzamento che merita. Del resto ?fructum
afferunt in patientia? dice Luca in 8, 15. Le cose portano frutto nella
pazienza. E la storia tormentata di questi anni è stata a volte maldestramente
raccontata all?opinione pubblica in un gioco diventato in alcuni momenti
spietato che ha visto perfino la compiacenza di una certa politica,
interessata al solito pettegolezzo di strada ed alla delegittimazione
istituzionale di questa regione. Naturalmente sono anche ben consapevole dei
limiti della politica su cui le giunte regionali di
questa complicata legislatura hanno dovuto esercitare il peso delle loro
scelte. Un quadro regionale in pericolosa fibrillazione che ha visto più volte
il centrosinistra, affaticarsi su coesione e unità d?intenti, non risparmiando
nemmeno il tono di riconoscibilità governativa e di mediazione ragionevole che
invece avrebbe dovuto assolvere, almeno rispetto alla tradizione di difesa e di
tenuta istituzionale sempre svolta dai suoi partiti
fondatori. E ciò nonostante e per la buona disponibilità politica
ed istituzionale di quest?aula, molto si può ancora fare per ritrovare un passo
veloce e riformista d?iniziative e di nuova tensione progettuale ed etica che
declini da subito le necessità di una nuova azione amministrativa. E lo si può
fare rilanciando, tutti insieme maggioranza ed opposizione, alla società lucana
la sfida più importante, quella di non rassegnarsi al suo presente, ma di avere
fiducia e responsabilità sulla partita del futuro come quella di un campo nuovo
e diverso di opportunità che l?attività estrattiva può offrire. Si tratta di
saper articolare, nella leale differenza delle posizioni di questa aula, una
iniziativa che offra alla Basilicata occasioni future di crescita. Il quadro
degli accadimenti politici e legislativi nazionali confermerebbero facilmente
questa traiettoria. Il federalismo fiscale e le sue ombre, il divario ampio e
conflittuale tra nord e sud che da qualsiasi angolazione politica
lo si analizza propone testimonianze di reazione, di separatismi se non di
ribellione, la crisi che stringe d?assedio la debolezza dei territori e delle
comunità. A questo quadro si può rispondere uniti negli interessi generali che
sono una cosa diversa da un vacuo unanimismo. E? in questa direzione che può
essere guadagnata la nostra discussione sul tema del petrolio. Evitando di
cadere nel facile tranello della polemica ed invece misurando con forza politica un banco di prova utile a definire direzioni,
orientamenti, questioni. Anche qui, però, occorre essere chiari. La cronologia politica e normativa che ha accompagnato la vicenda del
petrolio in Basilicata è ormai nota. Lo Stato non era affatto preparato ad una
simile scoperta e lo spazio di titolarità sui diritti di roaylties che la
Regione è riuscita ad ottenere, con un braccio di ferro durissimo, sono state
il massimo risultato possibile dentro quel tempo avaro e pieno di centralismo
nazionale. Gli effetti di quegli accordi hanno permesso di finanziare con
partite modeste, intorno ai 60 -70 milioni di euro e soltanto da qualche anno,
azioni significative al tessuto regionale delle imprese, delle giovani
generazioni, della ricerca e dei territori. Ne cito solo alcune su cui ho
ricevuto da quest?aula, consenso ed approvazione. La riduzione della bolletta
energetica a vantaggio delle famiglie lucane e della loro difesa reddituale. 5
milioni per il sostegno all?Università degli Studi della Basilicata. 20 milioni
per la garanzia creditizia alle imprese. Chi mai potrebbe interrogarsi
realmente sulle direttive di un?azione di sostegno così ampia e consistente che
innesta sui settori strategici della ricerca scientifica e dei territori, delle
imprese e delle famiglie e del welfare? Ma nonostante tutto ancora si assiste
ad un dibattito in certi momenti povero di verità, in cui le contraffazioni
d?autore riempiono la pancia della discussione pubblica di illusioni
salvatrici. E? la solita porta stretta delle cattive abitudini, mi
consentirete, con cui si vuole ancora una volta fare il male della nostra
regione. Mi chiedo e vi chiedo, cari consiglieri, quanto è lungo e severo il
giudizio che dobbiamo in quest?aula consegnare alla società lucana? E
smascherare le cassandre di turno che vorrebbero un paradiso di felicità e di
autarchia regionale che non può esistere con risorse così ridotte e misurate
sulla scala infinita dei problemi del mondo. Diversamente da quest?aula mi
aspetto altro. Un dibattito utile, ad ampio raggio che proponga l?obiettivo di
riallineare il petrolio sul campo delle maggiori garanzie d?accesso ai
territori ed ai suoi versanti di sviluppo diretto: imprese, cultura, turismo. E
dentro questo obiettivo comune realizzi un fronte rivendicativo bipartisan che
abbia buone motivazioni e più forti ragioni sui diritti della Basilicata.
Abbiamo notato come nella dispersione percepita delle opportunità si vada, a
volte clamorosamente, dilatando l?esigenza di sicurezza e di tutela della
salute e dell?ambiente. Pur sapendo che non siamo stati scoperti su questo
versante, abbiamo voluto rilanciare operativamente anche su questo fronte. Con
l?avvio dello strumento più eccezionale che è quello del piano di sorveglianza
sanitario della comunità, della definitiva e permanente strutturazione di una
rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli
impianti con la collaborazione di Arpab, Metapontum Agrobios e tutti gli altri
enti che hanno competenza. Il tutto verificato e discusso con un modello di
partecipazione che abbiamo sperimentato per il nucleare con il tavolo della
trasparenza. Sono consapevole che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale
e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra
Stato-regione-compagnie ed in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere
dal federalismo. Un quadro capace d?intervenire efficacemente anche
sull?allargamento percentuale delle royalties da versare che assegni
responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze sui dati
d?estrazione e sul monitoraggio ambientale. Al riguardo intendo convocare già
nelle prossime settimane, un tavolo istituzionale con i parlamentari lucani, a
cui chiederò nell?interesse generale della Basilicata, di costruire azioni di
lobbying politica per portare avanti con la massima
unità e la più assoluta determinazione la questione del petrolio e del livello
effettivo dei suoi vantaggi, delle sue risorse e dei suoi investimenti. In
questo ambito la rassegna delle proposte da lanciare al Governo e su cui
quest?aula dovrebbe discutere, può riferirsi ad una forte azione nel settore
dell?alta formazione e delle Infrastrutture per la Basilicata. In particolar
modo: 1) Finanziare già dal
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
JESI pag. 10 di
SERGIO FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini de... di SERGIO
FEDERICI JESI SAPETE quanto costano ai cittadini della Vallesina quelle
poltrone al Cis o alla Sogenus? In tempi di crisi economica, di cassa
integrazione, di licenziamenti a raffica dei precari, trovarsi di fronte ad un
consistente budget annuale per i vertici degli enti sovracomunali, lascia di
che pensare. Consigli di amministrazione ormai in scadenza, dato che sono
legati ai rinnovi delle Amministrazioni comunali, il cui voto è in agenda per
la primavera avanzata ( 5 e 6 giugno). E dunque ricomincerà il solito giro di
valzer per avere una di quelle sedie tanto ambite. Già, perché il Cda del Cis,
il consorzio intercomunale per i servizi, costa al contribuente qualcosa come
40 mila euro l'anno (i dati sono riferiti al 2007) mentre alla Sogenus, la
società pubblico-privata che gestisce la discarica della "Cornacchia"
di Moie, per il presidente ed i consiglieri a fine anno si spende circa 54 mila
euro. Ovviamente le somme sono al lordo, intendiamoci. Come al lordo sono i circa
40 mila euro del Cda di Et (Energia e Territorio), altra controllata dal Cis; o
i 12 mila euro di Et (Servizi commerciali). Certamente al contribuente gli è
già venuto un fegato grosso così. Ma c'è un particolare da aggiungere. I
politici che siedono su quelle poltrone non fanno attività a tempo pieno; cioè
sono incarichi secondari, tant'è che continuano a svolgere la loro professione
o il loro lavoro senza limitazioni. Alla Sogenus oltre allo
"stipendio" si somma anche il gettone di presenza che, sempre riferito al 2007, è
di 165 euro e dal momento che di riunioni nel corso dell'anno sono più o meno
una decina. PASSIAMO allora ai prossimi equilibri. Attualmente al vertice del
Cis c'è un rappresentante dei Ds (oggi Pd) mentre alla Sogenus il posto è
andato alla Margherita (oggi Pd). E' invece di Rifondazione comunista il
presidente di Et (Energia e territorio) e il consigliere è espressione Ds (oggi
Pd). Accontentati anche i Comunisti italiani che si ritrovano al vertice di Et
(Servizi commerciali). Ora, se sommiamo il tutto è lapidario che il
centrosinistra ha fatto man bassa. E se il Pd, forte del suo peso politico ha
fatto la voce grossa, Rifondazione ha avuto buon gioco, dato che oltre ad una
presidenza ha avuto anche un consigliere nel Cis. La domanda a questo punto è
la seguente: le amministrative di giugno potrebbero rivelarsi un terremoto per
gli enti sovracomunali?
( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
24 ORE LUCCA pag. 8 Comune e Provincia pari per i costi della politica I NOSTRI SOLDI CIFRE A
CONFRONTO NIENTE scuola per due giorni e addio alla tradizionale festina del
martedì grasso per i bambini della materna «Salicchi» di S.Marco. Tutto per
«colpa» di alcuni interventi di consolidamento evidentemente non rimandabili.
Proprio questa urgenza, di cui si è resa portavoce ufficiale un'ordinanza del
Comune, sta all'origine delle preoccupazioni dei genitori che non riescono a
vederci chiaro su quale sia la causa e l'entità del pericolo all'interno di una
struttura che ogni giorno accoglie oltre 60 bambini in età prescolare. Tanti
dubbi, mille domande e poche risposte. Talvolta almeno in apparenza elusive,
anche a quei puntelli che sono comparsi per sostenere il solaio lungo tutto il
corridoio interno. Una misura cautelare, un intervento di ordinaria
manutenzione, lo stesso, pare, messo in atto in altri plessi costruiti secondo
un identico standard fabbricativo e che ad oggi presenterebbero alcune
problematiche. O qualcosa di più? «Ci dicono tante cose, davvero non si sa qual
è quella giusta» è lo sfogo di una mamma che non nasconde la sua
preoccupazione. Al Circolo didattico Lucca quarto cercano di sdrammatizzare:
«Non c'è niente da temere, proprio per la tranquillità di tutti abbiamo fatto i
salti mortali per mettere a posto le cose prioritarie, il resto dei lavori sarà
rimandato all'estate». Laura Sartini
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA GROSSETO
pag. 5 di ALBERTO CELATA UN FONDO di solidarietà tra le fa... di ALBERTO CELATA
UN FONDO di solidarietà tra le famiglie, per aiutare quelle di loro che non ce
la fanno ad arrivare a fine mese perché una bolletta di troppo o una visita specialistica
non programmata hanno fatto saltare il budget. Chiamatela crisi internazionale,
chiamateli nuovi poveri, fatto sta che le condizioni economiche di molte
famiglie, anche a Grosseto, sono sensibilmente cambiate come testimonia lo
stesso direttore della Caritas diocesana, Alberto Eusepi, che ricorda come
lunedì, per la prima volta nella sua storia, la mensa abbia ospitato a pranzo
ben 65 persone, quando fino a pochi mesi fa la media era, al massimo, di 35-40
ospiti. «La situazione è arrivata a un punto ricorda il vescovo Franco
Agostinelli che, come sottolineato prima dalla Cei, che ha dato vita a un fondo
di solidarietà nazionale, e poi dalla Cet (la Conferenza episcopale toscana,
Ndr.) come Chiesa ci sentiamo in dovere di intervenire a sostegno di quelle
famiglie che non possiedono quei parametri necessari per avere un prestito
dalle banche. Per questo motivo, torchiando le nostre residue risorse, abbiamo
deciso come Diocesi di dare l'avvio a questa iniziativa stanziando un plafond
iniziale di 50mila euro, a cui si aggiungeranno le offerte che raccoglieremo in
tutte le parrocchie nel corso della Quaresima». E così la diocesi diffonderà in
tutte le parrocchie dei piccoli salvadanai, che saranno raccolti il 3 maggio in
occasione della celebrazione della festa della Madonna delle Grazie. Chi poi
volesse fare offerte aldifuori delle parrocchie potrà farlo con versamenti su
conto corrente intestato alla Diocesi di Grosseto - Fondo di Solidarietà tra le
Famiglie - presso il Monte dei Paschi di Siena, cod. Iban:
IT27G0103014300000002171947. Ma come arriveranno materialmente gli aiuti alle
famiglie? «Il perno di questa iniziativa ricorda Alessandro Baccetti, economo
della Diocesi saranno i parroci. A loro infatti spetterà il compito di
raccogliere le necessità presenti sul territorio di competenza e segnalarle,
entro Pasqua, a un'apposita commissione diocesana. E sarà la commissione a dare
l'assenso per lo stanziamento della somma richiesta, che a quel punto arriverà
alla famiglia tramite il parroco». Un'iniziativa importante
per la quale ci sentiamo di avanzare una proposta a tutti i consigli comunali,
presenti sul territorio diocesano, al consiglio provinciale, nonché a quegli
enti e a quelle istituzioni pubbliche i cui membri ricevono un gettone di presenza: «Perché quello della prossima
seduta non lo devolvete al Fondo sociale per le famiglie?». Questo,
crediamo, sarebbe davvero un gesto politico.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
24 ORE LUCCA pag. 8
FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche lucchesi, in
particolare ... FANNO discutere i costi delle amministrazioni pubbliche
lucchesi, in particolare per quanto riguarda i gettoni di presenza dei consiglieri e i
compensi mensili degli assessori. I due principali enti locali: il Comune e la
Provincia hanno un costo complessivo che arriva nello stesso ordine di
grandezza. Se la Provincia ha infatti un compenso più alto per gli assessori
(3.953,28 euro lordi al mese, contro i 3.279 del Comune) è anche vero
che a Palazzo Ducale ci sono soltanto 30 consiglieri contro i 40 di Palazzo
Santini. Inoltre la Provincia non ha l'appendice delle nove Circoscrizioni, che
per le casse comunali comportano altre cifre sensibili sul fronte del costo
degli amministratori. Contro le facili generalizzazioni, spesso di sapore
qualunquista e demagogico, c'è chi fa notare che i compensi mensili sono
limitati a dodici mensilità e che l'impegno degli amministratori pubblici
richiede molto più di un contratto a tempo pieno, senza limiti relativi a
giornate festive o orari notturni che anzi sono spesso quelli caratterizzate da
molte iniziative e da appuntamenti istituzionali. Inoltre gli amministratori
che non sono in aspettativa dalla propria attività lavorativa percepiscono
soltanto la metà delle indennità.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO SARZANA /
LUNIGIANA pag. 10 NELLA CLASSIFICA dei migliori della
settimana, solo due sono le novità, si tratta di Do... NELLA CLASSIFICA dei
migliori della settimana, solo due sono le novità, si tratta di Domenichelli e
Guadagni. Andrea Caldi secondo gettone di presenza per essersi messo in mezzo al campo a dirigere l'orchestra
giallonera dopo averla portata in vantaggio. Chisci se la cava sempre
alla grande sia in uscita che tra i pali. Rosa viene piazzato sulla destra e
non sbaglia un pallone. De Angeli è sicuro, deciso. In mezzo ad un «branco» di
ragazzini salva situazioni imbarazzanti. Domenichelli controlla prima Marafetti
poi Tosi e non perde un colpo. Lombardi affonda colpi sull'asse sinistro con
una semplicità disarmante. Il pontremolese Mastrini gioca una partita da serie
superiore facendo saltare i dispositivi dei biancorossi. Guadagni dimostra di
essere un centrocampista con i fiocchi, intelligente ed in possesso di grandi
intuizioni. Giannuzzi è il più lucido, anche se è uno che non sbraita, ma si
adopera per richiamare i compagni alle consegne. Ferdani segna il gol vittoria.
E' stato la bestia nera del Villa Basilica. Per Rombi è un'altra domenica
passata alla grande, stordisce il Pontremoli con una doppia marcatura.
L'allenatore è Morris Centofanti che ha dimostrato come si può impiantare su un
undici in grado si controllare il Monzone.
( da "Corriere Di Como, Il" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Polemica sui
compensi di Acsm-Agam, interviene Bruni Il caso «La retribuzione per i consigli
di Como e Monza ammontava a 405mila euro l'anno, ora siamo a 280» Il sindaco di
Como, Stefano Bruni, interviene attraverso una nota sulle polemiche seguite
all'aumento delle indennità per il nuovo consiglio di amministrazione della
multiutility Acsm-Agam. Il presidente Umberto D'Alessandro non percepirà 73mila
euro lordi come i predecessori bensì 80mila, il vicepresidente ne percepirà
40mila quando in precedenza il ruolo non era previsto, e i consiglieri
guadagneranno 20mila euro e non 16mila più i gettoni di presenza come avveniva prima.
Secondo il primo cittadino, però, i parametri per il giudizio sono altri.
«Parliamo del secondo operatore regionale nel settore dell'energia - ha scritto
in una nota ufficiale Bruni - Una realtà quotata in Borsa, importante, solida e
punto di riferimento per le comunità locali e le imprese di due vasti territori
di Lombardia». «C'è stata piena intesa con il sindaco di Monza e gli
altri soci - prosegue il sindaco - Abbiamo respinto la sollecitazione di alcuni
settori che chiedevano un forte aumento dei compensi, scegliendo
responsabilmente di fare il contrario. È sbagliato persino parlare di ritocco
minimo, visto che ormai dobbiamo abituarci a guardare la società da un punto di
vista complessivo e non parziale». Poi le puntualizzazioni in cifre. «Di fatto
- conclude Bruni - le indennità assegnate al cda di Acsm-Agam si sono ridotte
di 115 mila euro l'anno. Prima, contando le due società, c'erano 20 consiglieri
di amministrazione, oggi sono la metà. Inoltre la retribuzione per i due
consigli ammontava a 405mila euro l'anno, ora siamo a 280 globali». Nella foto:
La multiutility Acsm-Agam è il secondo operatore in Lombardia Home Comodepur
scalderà case e uffici Ambulatori affollati, attese di 40 giorni Un raggio di
luce per ricordare Alessandro Volta Italiano ruba macchina a un albanese mentre
questi preleva al Bancomat Pensionato investito sulla Regina Dongo ancora sotto
shock Malore alla sentenza, finisce al Valduce Moda a Milano Indotto lariano di
825mila euro Cantaluppi: «Calo più marcato nel primo trimestre» Donna rapinata
della sua auto al semaforo Arrivano le allergie nonostante il freddo
( da "Sicilia, La" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Confronto pubblico
sul Prg naccio @@Corrado Bianca del Pd: «Abbiamo sollecitato il sindaco perché
acceleri l'iter dello strumento urbanistico» L'aumento del
gettone di presenza per i
consiglieri comunali continua a far discutere, non solo perché sorgono dubbi di
legittimità sulla validità della stessa delibera consiliare a causa del parere
contrario, perché in contrasto con la legge regionale del 16 dicembre scorso,
del segretario generale e del presidente del collegio dei revisori dei conti,
ma anche per la valenza che assume in un periodo di profonda crisi. A mettere
all'indice il provvedimento è il presidente del Gruppo giovani Mpa, Gaetano
Buonagrazia, che così commenta: «Rimaniamo basiti riguardo alla reintroduzione
del gettone di presenza portato a 100 euro a seduta. I
consiglieri non fanno nulla per la città, ma anzi la penalizzano ulteriormente
aumentando a dismisura i debiti comunali, non riuscendo a pagare gli stipendi
degli stessi dipendenti e non mettendosi alla pari con gli arretrati alle
ditte. E' un affronto alla povera gente che si vede aumentare le tasse e non
riesce ad arrivare a fine mese». I giovani dell'Mpa annunciano che scenderanno
in piazza contro l'amministrazione che definiscono demagogica e incapace di
rispondere alle esigenze della città. Neanche An tralascia di criticare la
scelta del consiglio comunale e partendo dal contesto in cui è maturata la
decisione fa un'analisi severa mettendo in evidenza quanto grave sia la crisi
politica. «E' vergognoso che l'attuale maggioranza, incapace di eleggere il
difensore civico da 20 mesi, incapace di chiudere la verifica da 8 mesi,
incapace di ricostruire la giunta, priva di 5 assessore su 10 da oltre 3 mesi,
si ricompatti, come d'incanto, sull'indennità di presenza
dei consiglieri comunali, aumentata di botto da
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
SAN NAZARIO
Mercoledì 25 Febbraio 2009, San Nazario Lo Stato tentenna con i pagamenti
promessi per i rimborsi dell'Ici non riscossa dal comune, in seguito
all'entrata in vigore dell'esenzione per la prima casa e i dipendenti, e gli
amministratori, allineandosi al periodo di congiuntura, si autodecurtano i
compensi. In consiglio sono state infoltre confermate le aliquote dell'Ici e
dell'addizionale Irpef per il 2009. È stato anche approvato il piano triennale
dei lavori pubblici, con l'astensione della minoranza, che ha comunque
apprezzato la premessa del sindaco sulla logica, a fine mandato amministrativo,
di non lasciare eredità impegnative finanziariamente ai nuovi amministratori
che subentreranno in municipio la prossima primavera. Il programma nel triennio
prevede investimenti per circa tre milioni di euro, dei quali 1.335mila nel
2009. «Stiamo attraversando un periodo difficile, come tanti altri piccoli
comuni - ha spiegato il sindaco, Ottorino Bombieri - Molti progetti siamo riusciti
a portarli a termine, ma, in alcuni casi, siamo stati costretti a rinunciare ad
eseguire dei lavori per la mancanza di fondi per fare i progetti». Sul piano
della viabilità, il consigliere Fontana ha fatto notare l'incidenza della spesa
per località Lepre, ma il sindaco ha replicato che i lavori nell'area montana
sono attesi da una decina d'anni. Qualche perplessità anche sugli investimenti
nell'area Guarnieri, per il progetto Piruea, che stenta a decollare. Sempre con l'astensione della minoranza, è stato approvato il
bilancio di previsione, nel quale, tra le altre iniziative di contenimento dei
costi, è stata prevista una riduzione di spesa del 10 per cento sull'indennità
di risultato dei funzionari comunali, delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri.
Chiusura con le due interrogazioni presentate dal consigliere di minoranza Luca
Moro su alcune problematiche della contrada Rivalta. Il sindaco ha spiegato che
sono stati tolti gli alberi pericolosi segnalati, è stato dato incarico
all'ufficio tecnico per l'illuminazione dell'area dove si trovano i cassonetti
dei rifiuti ed è più volte stata sollecitata l'Anas per la caduta dei massi che
hanno, pericolosamente, interessato anche la statale 47 Valsugana.
Telefonicamente, comunque, dal responsabile della manutenzione, è giunta
assicurazione sul disgaggio dei massi pericolanti, la posa di una rete e la
richiesta di una perizia per una messa in sicurezza generale dell'area. R.L.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sanità, consulenze
per 650mila euro Gli incarichi dell'Agenzia regionale nel 2008: un
professionista incasserà 190mila euro Mercoledì 25 Febbraio 2009, Udine
Diciassette incarichi per un totale di oltre 650mila euro. Sono i numeri delle
consulenze affidate ai professionisti esterni nel corso del 2008 dall'Agenzia
regionale della sanità e disponibili sul sito dell'Ars. Alcune fra queste
consulenze totalizzano compensi davvero rilevanti, anche superiori allo
stipendio di un dirigente. Le cifre sono le più disparate: si parte dai 7.334
euro per l'incarico della durata di un anno affidato a Carlo Daffara per
l'attività di tutoraggio del ricercatore junior per il progetto Murinet, ai
192.400 euro per la collaborazione di Fabrizio Minuto che si occupa
dell'aggiornamento del sistema di definizione per le nuove classificazioni dei
dispositivi medici, l'aggiornamento data base del nomenclatore medico europeo,
consulenza sulle attività di back-office e front-office per la verifica delle
registrazioni effettuate dalle aziende nella banda dati e nel repertorio
nazionale per i dispositivi medici nel corso del 2008. Una mole di lavoro che
l'Agenzia considera degna di una lauta retribuzione: in considerazione del
fatto che l'incarico ha una durata di nove mesi, la collaborazione di Fabrizio
Minuto è costata all'Ars circa 21mila euro al mese. Il secondo posto, nella hit
parade dei compensi, spetta a Lucio Medeot con un compenso di 45mila euro per
un incarico affidato dal 17 giugno 2008 al 31 ottobre 2008: oltre 10mila euro
al mese per attività di periodico monitoraggio e verifica di alcune opere di
rilevanza regionale, nonché di verifica, per conto e supporto della direzione
centrale della salute, delle rendicontazioni dei finanziamenti attribuiti alle
strutture socio-assistenziali. Seguono due incarichi della durata di quattro
mesi per un compenso di 30mila euro ciascuno a Flavia Costa per una
collaborazione di coordinamento dell'attività di verifica per i nuovi
dispositivi medici e a Francesco Volpe per una collaborazione coordinata e
continuativa di supporto tecnico, gestionale ed organizzativo nella conduzione
delle attività specialistiche previste dalle convenzioni con il Ministero della
salute: in totale 60.000 euro fra agosto e dicembre 2008. Ci sono anche
compensi più contenuti come i 38.400 euro per un incarico da aprile a dicembre
a Giovanni Maglione per la revisione delle architetture dei
sistemi informativi dei servizi extra ospedalieri orientati alle persone con
disabilità, e l'analisi dei flussi di dati relativi ai processi di accertamento
unico della disabilità. Tra i consulenti anche Elena Tubaro con un incarico semestrale da 33.000 euro per
il monitoraggio dell'attuazione del piano materno-infantile e Giovanni Bassi
con 41.000 euro in sei mesi per una collaborazione alla definizione del
programma di attività territoriale. Ben retribuite sono anche le elaborazioni
statistiche affidate a Elena Clagnan e Silvia Birri, rispettivamente 29.000 e
28.000 euro per un incarico durato dal 20 luglio a 1° ottobre 2008. Lisa
Zancaner
( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sport Alemanno:
"Sì al Gp di Roma". Andretti contro Danica per la F1 Mercoledí
25.02.2009 17:10 Ferrari, McLaren Bmw e tutto il Circus delle quattroruote
sbarcheranno nella capitale per dar vita a una corsa del Mondiale. Lo ha
assicurato il sindaco Gianni Alemanno che, nel percorso che lo conduceva da
Montecitorio dove aveva partecipato all'esecutivo nazionale di An fino a piazza
Capranica dove doveva intervenire ad una conferenza del Confsal vigili del
fuoco, è stato "pizzicato" da uno degli inviati di Striscia la notizia
che gli ha rivolto la fatidica domanda sul gp della capitale: "Allora,
sindaco. Il gran premio di Formula Uno a Roma si farà". "Beh, io
penso proprio di sì", ha risposto Alemanno prestandosi al
"gioco" dell'intervistatore del programma di Canale 5. Divertito dall'intervista,
il sindaco ha risposto con un sorriso quando l'inviato gli ha chiesto: "In
pole position chi c'è?". "Questo non lo sappiamo", la sardonica
risposta del primo cittadino. Prima, invece, aveva risposto
ad una domanda dell'inviato sui finanziamenti a partiti e sbarramenti: "Bisogna fare in modo di ridurre i costi
della politica", aveva
risposto Alemanno. Intanto oltreoceano qualcosa si muove per portare una
squadra a stelle e strisce nel mondiale di Formula 1. E' stata
presentata a Charlotte, in Nord Carolina, la USF1. La scuderia avrà il suo
quartier generale in Nord Carolina, patria del campionato americano Nascar.
"Ci sono più infrastrutture e più pubblico qui in America che in ogni
altra parte del pianeta" ha assicurato Anderson, uno dei due finanziatori
del progetto USF1 che ha trascorsi sia in Williams sia in Ferrari. Guarda lo
spogliarello di Danica Patrick per SI GUARDA LA GALLERY Chi salirà in sella ai
bolidi destinati a competere con Hamilton, Alonso e Massa? Nelle scorse
settimane si è parlato molto dell'ipotesi Danica Patrick. Il nome della
campionessa del Wisconsin rimane molto attuale anche se la concorrenza è forte.
Tra i possibili piloti si parla pure Scott Speed, Kyle Bush (che viene dalla
Nascar) e il 22enne Marco Andretti. Quest'ultimo è nipote d'arte e ha già
ricevuto gli auguri entusiastici di nonno Mario. "Se io dovessi indicare
oggi un pilota di formula 1, indicherei Marco" ha detto Anderson. E
INOLTRE MICHAEL SCHUMACHER SI COMPRA... UN'UNGHIA DI PODOLSKI L'ex ferrarista
ha investito la fantasmagorica cifra di 875 euro per contribuire all'acquisto
boom della Bundesliga: Podolski dal Colonia al Bayern Monaco. Affare già fatto
per giugno: 10 mln, meno... (SEGUE) tags: formula uno roma alemanno striscia la
notizia