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IN EVIDENZA
Palermo, 100 famiglie in
cattedra. La "parentopoli" dell'università. di ATTILIO
BOLZONI e EMANUELE LAURIA (La
Repubblica 24-10-2008)
Padri e
figli controllano le facoltà. Una Cupola di clan accademici si spartisce il
sapere. Docenti parenti:
PALERMO - Una Cupola
dotta si spartisce il sapere di Palermo. Sono cento le famiglie che hanno
l'Università nelle loro mani, cento clan accademici fatti di figli che salgono
in cattedra per diritto ereditario, fratelli e sorelle che succedono
inevitabilmente ai loro padri e ai loro zii, nipoti e cugini immancabilmente
primi al pubblico concorso. Regnano in ogni facoltà. Si riproducono
nell'omertà. Docenti parenti. Cinquantotto a Medicina. Ventuno a Giurisprudenza.
Ventitré su appena centoventinove professori ad Agraria, la roccaforte dei
patti di sangue.
Se l'Ateneo di Bari è diventato famoso in Italia per la compravendita di esami
e per i test superati in cambio di sesso, quello di Palermo ha un primato
assoluto che spiega come i "soliti noti" spadroneggino in ogni
disciplina. Ordinari, associati, ricercatori: tutti legati uno all'altro da un
intreccio parentale. In totale sono almeno 230. Cento famiglie.
Un altro record solo apparentemente innocuo di questa Università è per esempio
il luogo di nascita dei suoi docenti: il 54,7 per cento sono palermitani. Più
della metà sono di qui e due su tre vengono dalla provincia. Soltanto Napoli
eguaglia la capitale della Sicilia in questa performance. Ma il numero che
svela fino in fondo la Palermo cattedratica è quell'altro sui legami familiari.
Sono piccoli grandi eserciti dislocati dipartimento dopo dipartimento, materia
per materia.
Somiglia tanto a un'occupazione militare, chi non fa parte di un clan resta
quasi sempre fuori. E tutto nel rispetto della legge e delle procedure. La
regola per conquistare un posto in università è solo una: non parlare. Qualcuno
- è chiaro - si ritrova suo malgrado in questo elenco nonostante meriti e
titoli. Per molti però quello che conta è solo il nome che portano.
Ci sono delle vere e proprie dinasty anche a Scienze, ad Architettura, a
Economia. In ogni facoltà ci sono ceppi familiari dominanti, aule e laboratori
di ricerca popolati solo da rampolli. Uno scandalo dopo l'altro soffocati nel
silenzio.
A Medicina le famiglie che comandano sono 24. Si ramificano
dappertutto. Una è la famiglia Cannizzaro. Il padre Giuseppe è ordinario di
Scienze farmacologiche, nel suo dipartimento c'è anche il figlio Emanuele
(ricercatore), la cognata Luisa Dusonchet (associata) e la figlia Carla che
insegna a Farmacia. Ordinario di Scienze stomatologiche è Domenico Caradonna, i
figli Carola e Luigi fanno i ricercatori nello stesso dipartimento. Ordinario
di Scienze biochimiche è Giovanni Tesoriere, la moglie Renza Vento è a
Biologia, la figlia Zeila è entrata in Architettura dove c'è anche suo marito
Renzo Lecardane. Zeila è stata nominata a soli 37 anni come associata "per
chiamata diretta", il marito - che da un anno era impiegato al Comune di
Palermo dopo un'esperienza all'estero - ha conquistato un posto grazie alle
norme sul "rientro dei cervelli". Altri nomi eccellenti di Medicina
con parenti al seguito: i Salerno (Biopatologia), i Canziani (Neuropsichiatria
infantile), i Ferrara (Otorinolaringoiatria), i Piccoli (Neuroscienze
cliniche). Dopo i parenti ci sono naturalmente schiere di compari. Li piazzano
per grazia ricevuta. A un favore fatto ne corrisponde sempre un altro. E' una
catena interminabile, un giro chiuso. Le carte sono sempre a posto, i concorsi
a prova di codice penale, un altro discorso è la decenza.
Come a Economia, il reame dei Fazio. Il capostipite è Vincenzo, ordinario di
Scienze economiche, aziendali e finanziarie. Nello stesso suo dipartimento ci
sono altri due Fazio: i suoi figli, Gioacchino associato e Giorgio ricercatore.
Insegnano la stessa materia di papà. Il preside di Economia si chiama Carlo
Dominici, suo figlio Gandolfo è anche lui in facoltà per istruire gli studenti
in Scienze economiche. Poi ci sono i due Bavetta, Sebastiano ordinario e Carlo
associato, figli di Giuseppe che lì a Economia c'era fino a qualche tempo fa.
Ora è in pensione. Un ultimo caso di padre e figli di quella facoltà: il
docente di economia aziendale Carlo Sorci e sua figlia Elisabetta - ricercatrice
- che insegna Diritto commerciale.
A Giurisprudenza i docenti sono 137 e i nuclei familiari che dettano legge 10.
Alfredo Galasso è ordinario di Diritto privato, suo figlio Gianfranco insegna
la stessa materia, nello stesso dipartimento c'è anche Giuseppina Palmeri che è
la moglie del fratello di Gianfranco. Anche Savino Mazzamuto (Diritto privato,
ora trasferito a Roma 3) ha lasciato un posto in eredità a suo figlio
Pierluigi. La figlia di Aurelio Anselmo, Alice, ha trovato sistemazione all'Università
di Trapani: ricercatrice di Diritto pubblico. Salvatore Raimondi, nome pesante,
amministrativista di grido ingaggiato per i suoi "pareri" anche dalla
Regione siciliana, ha nel suo dipartimento di Diritto pubblico il figlio Luigi.
E Rosalba Alessi, ordinario di Diritto privato - e soprattutto potente
commissario degli enti economici siciliani, una carica che vale come tre
assessorati importanti - ha nello stesso suo dipartimento il nipote Enrico
Camilleri.
Ad Architettura c'è una grande famiglia, quella dei Milone. Il preside Angelo è
in compagnia del fratello Mario (che è anche vicesindaco di Palermo e -
attenzione - assessore ai rapporti con l'Università) e due figli che sono
ricercatori: Daniele e Manuela. A Lettere, i Carapezza sono 4. I fratelli
Attilio e Marco, il primo che insegna Scienze delle Antichità e il secondo
Filosofia e teoria dei linguaggi. Il loro cugino Paolo Emilio è ordinario di
Musicologia, suo figlio Francesco è ricercatore nello stesso dipartimento di
Attilio. Poi ci sono i Buttita. Nino, il vecchio, antropologo, è stato preside
di Lettere. Il figlio Ignazio insegna all'Università di Sassari ma ha supplenze
a Palermo. La moglie Elsa Guggino è ordinaria nella stessa facoltà.
L'elenco dei padri e dei figli continua a Ingegneria, 18 famiglie e 38 parenti.
Filippo Sorbello e il figlio Rosario, Michele Inzerillo e la figlia Laura,
Stefano Riva Sanseverino (cognato di Luca Orlando) e la figlia Eleonora. A
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali si contendono il numero dei parenti i
Gianguzza e i Vetro. Mario Gianguzza, ordinario di Biopatologia a Medicina, a
Scienze ha come colleghi i fratelli Antonio (Chimica inorganica) e Fabrizio
(Biologia cellulare) e la figlia Paola (Ecologia). Uno dei loro nipoti,
Salvatore Costa, è anche lui in Biologia cellulare. L'altra famiglia, i Vetro,
è tutta appassionata di matematica. Pasquale Vetro, matematico. La moglie
Cristina Di Bari, matematica. Il loro figlio Calogero, matematico.
La facoltà più piena di mogli e mariti e figli è però quella
di Agraria. Su 129 docenti 23 sono parenti. Un quinto. Divisi in 11 nuclei
familiari. Il preside Salvatore Tudisca ha lì dentro come associata sua moglie
Anna Maria Di Trapani. L'ordinario Antonino Bacarella ha la figlia Simona e il
nipote Luca Altamore. L'ordinario Giuseppe Chironi ha la figlia Stefania,
l'ordinario in pensione Giuseppe Asciuto ha suo figlio Antonio, l'ordinario in
pensione Carmelo Schifani ha il figlio Giorgio, l'ordinario Salvatore Ragusa ha
il figlio Ernesto, l'ordinario Luigi Di Marco ha la moglie Antonietta Germanà,
l'ordinario Vito Ferro ha la moglie Costanza Di Stefano, l'ordinario Antonio
Motisi ha la moglie Maria Gabriella Barbagallo, l'ordinario Riccardo Sarno ha
il figlio Mauro, l'ordinario Claudio Leto ha la moglie Teresa Tuttolomondo.
Cento famiglie. Di queste ce ne sono sessanta con "residenza" fissa
in uno stesso dipartimento. E' praticamente casa loro.
(24
ottobre 2008)