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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  22-26 gennaio 2009       #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (60)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Domani apre il nuovo parcheggio ( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: com e chi resta sempre senza monetine può tirare un sospiro di sollievo, perché il sistema scelto da Filù è tra i più moderni e pratici, senza gettoni, oltre al fatto che le tariffe sono concorrenziali. Filù sta facendo omaggio ai negozianti del centro di blocchetti da 20 buoni di un'ora e si stanno stringendo accordi con gli esercizi.

Alleghe, uno straniero a gettone ( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: uno straniero «a gettone» E' probabile l'arrivo di un rinforzo per cercare il quarto posto HOCKEY SERIE A1 GIGI SOSSO ALLEGHE. Un mese solo ti vorrei. L'Alleghe sta continuando a scannerizzare il mercato nordamericano, alla ricerca di un giocatore a gettone. Perché non ha fabbricato una squadra migliore, in estate?

Scontro sulla commissione pari opportunità Tassistro: <Della Bianca può dimettersi presto> ( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Medio Ponente): «Bisogna prevedere tavoli di confronto permanenti tra realtà decentrate e consiglieri comunali» 22/01/2009 «NON VORREI si trattasse di una questione di gettone non percepito. Comunque stia tranquilla, la consigliera Della Bianca: quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sarà libera di cambiare commissione».

Tiscali ristruttura previsti 250 esodi Il titolo perde l'8% in Borsa ( da "Unita, L'" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ridurre «gli enormi costi delle numerose consulenze esterne». Infine, valutare la disponibilità dei lavoratori all'esodo incentivato. «Vista la crisi - conclude Genovesi - siamo aperti a soluzioni momentanee, ma l'azienda deve garantire prospettive di sviluppo a tutti i lavoratori».

SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Cong... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che hanno offerto il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo spiega Verri la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola sentire protagonista.

La crisi è ben oltre i segnali, assessore ( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: già ho avuto modo di dirgli: la mia disponibilità (ma credo di interpretare il pensiero anche degli altri gruppi), a fare subito un Consiglio Comunale, rinunciando al gettone di presenza, per applicare al più presto tali agevolazioni. Ma ciò che mi pare più grave è che non venga colta la difficoltà del momento, che non si comprenda quanto siano urgenti misure di sostegno concreto,

Bondeno gemella di Goma Verri: Un atto di solidarietà e di rispetto a don Silvio ( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che hanno donato il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo - spiega Verri - la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente,

Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 17 Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto al 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.

IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grav... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 38 IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grav... IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grave difficoltà per molti (non tutti) ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.

Ultimissima chiamata per la Cgil ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Come la riforma delle pensioni, l'abolizione delle Province e la ripresa del progetto di liberalizzazioni, specie nei servizi locali, di cui non parla più nessuno. E vi sono le condizioni politiche per una mossa così impegnativa? Certo sono consapevole che ciò ha un costo politico molto alto.

Venezia, prezzi maggiorati per i <foresti> Codacons presenta un esposto alla Finanza ( da "Corriere del Veneto" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quello dell'«inviato in bianco» del tg satirico, che ha portato a un esposto alla Guardia di Finanza da parte del Codacons. Nel servizio trasmesso da Venezia, tre coppie di finti clienti «inviati» da Striscia (una coppia venezia, una giapponese, una romana) andavano negli stessi ristoranti e ordinavano lo stesso menu,

magazzino unico, accuse di sprechi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della stessa struttura e sulle spese a essa legate: «Con i fondi che attualmente si spendono per la locazione dello stabile dell'Interporto, per l'assegnazione del magazzino a una ditta esterna, costi di consulenze varie e stipendi dei dirigenti del Csc si sarebbe potuto assumere un numero di infermieri professionali tale da garantire una eccellente assistenza sanitaria ai pazienti

Vendola: "Rifondazione addio" ( da "Giornale.it, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"

Il gettone dei Consiglio in beneficenza per Gaza ( da "Corriere Adriatico" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: secondo il capo gruppo della lista civile Cittadini in Comune Loris Calcina che alla fine si è astenuto, edulcorato rispetto al testo originario) è stato votato anche dal PdL e tutti i consiglieri hanno deciso, di comune accordo, di devolvere il gettone di presenza della seduta di martedì a Caritas ed Unicef che stanno raccogliendo aiuti per le popolazioni colpite dalla guerra. M.M.,

Un programma con quattro pilastri ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Francesca Del Rizzo. È una sorta di corso educativo, in campo e fuori, che coinvolge tecnici, genitori e ragazzi. Finora ha prodotto risultati importanti e concreti». - I quattro pilastri della sua carta d'intenti? «Sono la formazione dirigenziale - risponde ancora il numero uno del Coni -, l'assistenza alle società (con una particolare attenzione nei confronti degli aspetti legali)

PD Lecco: arriva l`addizionale Irpef, cade anche l`ultima promessa ( da "Merateonline.it" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei Comuni? Certo! Ma anche le spese folli di questa amministrazione: il mutuo acceso per la passerella, il restauro del Palazzo delle Paure senza un'idea del suo scopo, i costi lievitati per il Tribunale, eccetera. Oggi, schiacciata dai suoi stessi errori, la Giunta di centrodestra non trova altra via d'uscita che usando le loro stesse parole mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Confermato lo sciopero ( da "Adige, L'" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: inizio di questo inverno ho assunto io l'incarico del direttore di piste e il mio compenso è di 60mila euro l'anno. Il vicepresidente non prende nulla, solo il gettone di presenza. Comunque, credo che domenica molti impianti possano restare aperti, penso anche il 60 per cento: non credo che tutti sciopereranno». 23/01/2009

Assieme ai problemi del mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo per cercare di elim ( da "Adige, L'" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dorigatti, grazie al fatto di essere membro dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, ha invece cominciato a prendere subito di petto la questione dei costi della politica. E con il suo voto contrario agli aumenti delle indennità dei consiglieri ha voluto lanciare un segnale.

enti regionali, parte la carica dei pretendenti ( da "Centro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è in grado di accontentare quasi 500 persone (si parla di faldoni con gli elenchi dei nomi che vanno in giro nelle segreterie dei partiti), anche se molti di questi incarichi è a titolo gratuito o a gettone di presenza, per esempio in comitati minori come in quello per l'educazione ambientale, o nella commissione botanica regionale.

Bilancio difficile, ma la spesa sociale è salva ( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: interpretazione restrittiva delle norme per il finanziamento delle società partecipate, dal rimborso solo parziale degli ex introiti Ici da parte di Roma, dal mantenersi dei costi della politica (proroga delle Circoscrizioni sino al 2011, costo 340 mila euro all'anno). Il risultato, l'assessore Luca Martino lo presenta così: «Prima le persone.

È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale e capog... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a proposito dell'Ausl di Forlì. Lista che è una chiara replica ai resoconti e ai progetti esposti la settimana scorsa dal direttore generale dell'Ausl Claudio Mazzoni. «Liste d'attesa, costi in consulenze, gestione delle emergenze al pronto soccorso, perdita di servizi in favore di Ravenna o Cesena (Elisoccorso e Anatomia patologica)

In Aula un reduce da Mauthausen ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: due mesi di inattività, considerato che l'ultima riunione risaliva al 29 dicembre. Invece, a sorpresa, i consiglieri sono stati convocati ieri per una seduta straordinaria. Gettone di presenza assicurato, ma niente argomenti politicamente rischiosi come ad esempio il bilancio, che ancora attende di essere approvato in Giunta.

Contro una scuola di regime ( da "Manifesto, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». La scuola dello Stato rappresenta il primo strumento di questa rimozione, avendo come compito fondamentale di licenziare cittadini consapevoli.

Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Ga... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Venerdì 23 Gennaio 2009 Chiudi Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Gaza è stato attivato dalla conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale di Terni, che ha invitato tutti i consiglieri a devolvere a questo scopo un loro gettone di presenza.

Bilancio, tagli alle spese e aumento della Tarsu ( da "Stampa, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: generali del bilancio 2009 approvato ieri dalla giunta che prevede una salvaguardia della spesa sociale (aumentata anzi a 12 milioni e mezzo) e tagli sui costi della politica e sul funzionamento della «macchina». «La situazione generale non è favorevole perchè con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, il governo non rimborsa completamente il mancato introito - dice Luca Martino -.

Riforme, i Comuni protagonisti ( da "Denaro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: da quelle che si sono tradotte in aumento di costi ed inefficienze o in manovre elusive dei vincoli di finanza pubblica posti dal patto di stabilità. E' ormai matura l'esigenza di una riflessione di fondo sul sistema delle "esternalizzazioni", sulle cosiddette società di servizi spesso copertura di interessi politici e localistici.

Misure anticrisi fra limature sulle tasse locali e sguardi rivolti a Roma ( da "Varesenews" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il consigliere assente proponeva pubblicamente di istituire un fondo da 250mila euro per le situazioni di emergenza; la copertura economica, provocatoriamente, sarebbe da recuperare tagliando di un terzo gli emolumenti degli assessori e rinunciando per un anno a tutti i gettoni di presenza per le sedute di consiglio e commissione. Venerdi 23 Gennaio 2009 SdA

Federalismo/ Orlando: Idv sostiene riforma ma mancano ( da "Virgilio Notizie" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: (Apcom) - Italia dei valori sostiene la riforma federalista dello Stato ma lamenta la mancanza di alcuni contenuti fondamentali come la riduzione dei costi della politica e le sanzioni per gli amministratori. Lo spiega il portavoce Leoluca Orlando dopo l'astensione di ieri al Senato.

Sublagunare, via libera all'iter per il finanziamento ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: finanziamento dal Cipe pari al 60 per cento del costo previsto dell'opera. Con una delibera approvata a maggioranza (Zanella astenuta) si modificano alcuni articoli della convenzione con l'associazione temporanea di imprese che propone il progetto in modo da eliminare qualsiasi rischio di carattere finanziario per il Comune sia nella costruzione sia nella gestione della sublagunare.

I sindacati: Rifiutate gli aumenti ( da "Trentino" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rappresenti un problema di immagine, «in quanto crea una pregiudiziale sui privilegi della casta rappresentata dalla classe politica» e propone quindi di sopprimere i gettoni di presenza percepiti per le sedute del Consiglio Regionale: «Anzi propongo una trattenuta di 100 euro per ogni assenza ingiustificata».

Consiglio e circoscrizioni risparmio di 50 mila e. ( da "Trentino" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: puntuale vedrà ridotto della metà il gettone di presenza: un modo per porre fine ai consiglieri ritardatari. Per quanto riguarda le circoscrizioni, invece, il gettone di presenza è di 60 euro lordi. Solitamente i consigli circoscrizionali si riuniscono una volta al mese. Per quanto riguarda i consiglieri comunali gli uffici di Palazzo Thun hanno previsto una spesa pari a 195 mila euro,

L'indennità sale, 300 euro mensili in più ( da "Alto Adige" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: con relative sanzioni in caso di inadempienza, mentre con una mozione i Freiheitlichen intendono abbassare le indennità dei membri della giunta e della presidenza del consiglio. Infine, Minniti chiede solo un gettone di presenza per tutti i consiglieri. Tante proposte, ma finora nessuna è diventata realtà.

Promesse da marinaio ( da "Arena, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi». Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro, circa un terzo del costo totale della politica.

Nidi privati, voucher per tutti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: opposizione: «Comunque meglio i voucher e queste forme di sostegno per tutti, che i bonus bebè discriminatori». A vuoto la proposta (della minoranza) di devolvere il gettone di presenza di ieri dei consiglieri al donum bebè, il controbonus per i bimbi immigrati. PRESENTATA la relazione del difensore civico, il cui mandato scade.

La cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno capito che in un momento di crisi economica mondiale la <mossa> poteva risultare particolarmente ( da "Adige, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: motiva il presidente - molto lavoro dei consiglieri è di tipo politico, di relazioni, quindi effettivamente coinvolgente. Se lo si asciugasse di questi aspetti, allora veramente si potrebbe pagare semplicemente una sorta di gettone di presenza». Sarebbe uno stravolgimento radicale del modo di fare politica «a vita» come è in Italia.

Comunità di valle, inutili (e costosi) carrozzoni? ( da "Adige, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: invece che comunità territoriali di valle, trasformando le valli in comuni, forti e omogenei. La disastrosa «legge Amistadi», che ha portato ad un aumento di 5 milioni di euro di indennità e gettoni di presenza in più, è nata sulla stessa scia, quella di favorire le divisioni e la polverizzazione dei comuni, invece di portare ad una loro razionalizzazione.

biblioteche universitarie senza volontari: orari ridotti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ateneo a proporre la riduzione degli orari di apertura delle biblioteche è stato il mancato finanziamento da parte della presidenza del Consiglio dei ministri del progetto biblioteche. Quello realizzato finora con l'utilizzo dei volontari senza i quali l'ateneo, non essendo in grado di assumere bibliotecari, non riesce a garantire la distribuzione dei libri fino a tarda ora.

arrestato consulente della giunta guazzaloca - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attuale vicepresidente della Regione e candidato sindaco del Pd Flavio Delbono che nel 2002 chiese conto di una consulenza da 356 mila euro di Hera e di un´altra da 70 mila euro del Comune. Due anni dopo, quando scoppiò il caso Parmalat, l´allora consigliere dei Ds Claudio Merighi chiese ragione delle numerose e ripetute consulenze affidate dal sindaco all´

pienone per le signore delle primarie ( da "Tirreno, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Le tre signore della politica pistoiese hanno comunque dimostrato scioltezza e preparazione, rispettando i tempi dettati da Marco Giunti, presidente del collegio dei garanti. L'incontro, iniziato con un ritardo di circa 45 minuti, è proseguito poi su binari di scorrevolezza, terminando dopo due ore.

esame piacenza il citta cerca tre punti nel segno di zorro ( da "Mattino di Padova, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rispolverato in quel di Rimini si tornerà alla disposizione a quattro con il probabile rientro tra i titolari di Giordano al fianco di Iori. Un ritorno dopo una lunga assenza per l'ex capitano del Foggia (ultimo gettone di presenza da titolare il 27 settembre in occasione della sconfitta al Tenni con l'Empoli alla sesta giornata) che dirotterebbe così Castiglia a rifiatare in panchina.

LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima isola ecologica interrata... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intervento di piazza Costa prevede un investimento di 443.000 euro finanziati in parte da contributo regionale e in parte da Hera mediante fondi remunerati dalle bollette sui rifiuti. L'isola ecologica interrata sarà composta da cinque vani dotati di sistemi di sollevamento per l'alloggiamento di altrettanti contenitori di dimensioni diverse per la raccolta di carta (

Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica ( da "AltaLex" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza o altra forma di retribuzione è attribuita ai componenti del consiglio provvisorio in ragione di tale incarico. 6. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1,

Olbia a Bolzano con gli uomini contati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: solo nove gettoni di presenza per Florean, vecchio pallino del direttore sportivo Davide Bolognesi. Il ragazzo originario di Motta di Livenza ha vestito anche i panni da giustiziere dell'Olbia nella sua giovane carriera, che lo va visto negli ultimi anni giocare con il Casale (2004-2005), il Portogruaro (2005-06) e,

Presepi allestiti al Palazzo di giustiziamercoledì la cerimonia di premiazione ( da "Sicilia, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gabriella Rizza e del dirigente scolastico Maria Luisa Sedita. I ragazzi, nelle ore scolastiche ed extrascolastiche, hanno svolto numerose attività di laboratorio che hanno loro permesso di sviluppare ed affinare la creatività e il senso estetico. Ed è sufficiente osservare la scelta dei soggetti per capire quanto sia stato duro lo sforzo degli alunni del ?

La Fondazione Tullio, dalla fine del 2008, ha un nuovo consiglio di amministrazione. Il vecchio dire... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non c'è un gettone di presenza e non esistono rimborsi spese. Uno lo fa per dare un servizio alla città e alla gente bisognosa». Ritiene che il direttivo da lei presieduto abbia fatto un buon lavoro? «Un ottimo lavoro. Nel '98, quando ci siamo insediati, abbiamo ereditato una situazione un po' particolare.

Palumbo, l'emigrante ( da "Alto Adige" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quindi una parentesi a Palermo e Pisa per poi iniziare la parentesi sarda con la Torres in C1, con la quale sigla 12 reti con 52 gettoni. Questa all'Olibia è la sua seconda stagione. Nella prima ha riportato 14 gol mentre quest'anno il suo bottino è di 3 reti in 12 presenze fra i sardi.

Toni Gajo: sarò difensore civico senza compenso, i soldi al Comune ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Io ho presentato la mia candidatura con l'intenzione di mettere a disposizione la mia esperienza, non per percepire un compenso. In tutti gli anni che ho fatto il consigliere comunale passavo i gettoni di presenza al partito, in questo periodo di crisi lascerei volentieri il compenso da difensore civico al Comune». (e.f.)

TERAMO - Di nuovo una trasferta. Stavolta a Ferrara. Dopo aver centrato il sesto successo in otto ga... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Completano il roster degli ospiti il tiratore Marco Allegretti, il "tuttofare" Oluoma Nnamaka, il giovane prospetto italiano Brian Sacchetti e l'ex biancorosso (ma parliamo del Teramo Basket di B2 di una decina d'anni fa) Massimiliano Rizzo.

Facchin: <Tunnel, si faccia chiarezza> ( da "Corriere Alto Adige" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministratore della Bbt per parte italiana, la partita non è ancora chiusa. Ingegner Facchin, come si è giunti a questa situazione? «Lo studio sulla possibile utilizzazione dei fondi A22, accantonati in base alla Legge 449/97, è stato trasmesso da un ufficio del ministero delle Infrastrutture alle Province autonome di Trento e Bolzano per l'

l'udc distribuirà pasta gratis ai cittadini ( da "Mattino di Padova, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: distribuiranno gratuitamente ai cittadini 250 chili di pasta. Hanno deciso, infatti, di destinare gli introiti 2008 derivanti dalla loro attività amministrativa (gettoni di presenza per un importo complessivo di 128 euro) a questa iniziativa a favore delle famiglie di Cadoneghe. «Questa azione è un segno di protesta verso l'amministrazione guidata dal sindaco Mirco Gastaldon che,

anagrafe degli eletti no bipartisan a pescara ( da "Centro, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i gettoni di presenza, le dichiarazioni dei redditi. «Vengono votate tante porcherie perché chi le vota rimane nascosto» dice il neo eletto consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, «e l'anagrafe potrebbe risolvere questo problema, ma abbiamo constatato una forte e diffusa contrarietà».

ballaman: si alla riforma elettorale solo se taglia i consiglieri da 59 a 40 ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: allora si metta in discussione anche il taglio dei costi della politica, portando i consiglieri regionali da 59 a 40». Il presidente del consiglio regionale, Edouard Ballaman, commenta cosí la proposta del Pdl di modificare le regole del voto in Friuli Venezia Giulia. «Prima facciamo le riforme che interessano alla gente», è il suggerimento del presidente del consiglio regionale,

ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della città nella zona artigianale Ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione CIVIDALE. Centomila euro per la realizzazione di un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune di Cividale ha appena ricevuto dalla Provincia di Udine l'assegnazione di un contributo che non coprirà certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista nuova ecopiazzola

Perdenza idrica non riparataallagato negozio del centro ( da "Sicilia, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: registrare la loro presenza in avvio dei lavori e poi si allontanati al momento del voto, specialmente quando sono stati trattati delibere di natura urbanistica. Per ogni presenza a ciascun consigliere viene pagato un ?gettone? che è di poco superiore ai 50 euro, ad eccezione del presidente Paolo Iannello e del vicepresidente Alfredo Fiaccabrino che hanno una indennità mensile fissa (

Da quattro mesi senza linea telefonica Acquisto ogni giorno il Gazzettino e leggendo le ... ( da "Gazzettino, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi". Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro.

Ma così il Pd... tira a campare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: corruzione ma l'illegalità diffusa è come l'aria che respiriamo; perché si vorrebbe essere laici ma non si sa come difendere e tutelare i diritti fondamentali della persona; perché vorremmo rappresentare anche il mondo delle professioni, della piccola impresa e del terziario ma alla fine raccogliamo voti pressoché solo nel lavoro dipendente prevalentemente pubblico e tra i pensionati;

i partiti bocciano il taglio dei consiglieri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: proposta organica di modifica dello statuto e della legge elettorale «se veramente c'è la seria intenzione di ridurre i costi della politica e il numero dei consiglieri», dice Moretton, il capogruppo del Carroccio, Danilo Narduzzi chiarisce che la proposta di Ballaman non è targata Lega Nord «perché la linea del partito la traccia il segretario e non certo il presidente del Consiglio»

quanta demagogia si fa sui costi della politica ( da "Tirreno, Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi della politica Uno dei temi che a volte si ripresentano riproposti dai candidati alle elezioni amministrative, è la promessa di fare azioni per diminuire il "costo della politica". Al livello cittadino recentemente se ne parla per far notare come se si riuscisse a morigerare stipendi dei politici e numero dei vari membri dei consigli di amministrazione si potrebbero investire

"Nascite controllate contro la crisi" ( da "Stampaweb, La" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: WASHINGTON La speaker della camera Usa Nancy Pelosi è convinta che il finanziamento di nuovi programmi per il controllo delle nascite potrà rendere più efficace anche il pacchetto di "stimoli" all?economia. La «contraccezione - dice intervistata da Abc - consentirà di ridurre le spese e i costi sia per i singoli stati che per il governo fedeale»

L'opposizione torna all'attacco ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tra l'altro, la rideterminazione dell'indennità di funzione per il presidente del consiglio comunale e dell'importo di gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Si parlerà pure delle controdeduzioni alle osservazioni presentate e dell'approvazione del piano di lottizzazione di iniziativa privata C.


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Domani apre il nuovo parcheggio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domani apre il nuovo parcheggio Alle 11 si inaugura la struttura interrata dell'Ex Ospedale VIA CAFFI BELLUNO. Da domani pomeriggio il centro avrà 270 posti auto in più. E' arrivato il giorno dell'inaugurazione per il parcheggio interrato di via Caffi, realizzato dalla Filù srl sotto il grande complesso dell'Ex Ospedale. Il parcheggio fa parte dell'operazione di recupero urbanistico più importante per la città e attesissimo, proprio perché darà un nuovo volto e grande vitalità al centro storico di Belluno. La ditta della famiglia Chemello ha concluso buona parte della ristrutturazione dell'edificio lungo via Caffi e ora è pronto anche il parcheggio: un'opera che scende quattro piani sotto terra e che può riportare gli automobilisti più nostalgici (e pigri) a posteggiare a due passi dai locali e dai negozi della piazza dei Martiri. La vernice è fissata per domani mattina, alle 11 davanti all'ingresso di via Caffi, dove le autorità faranno i loro discorsi di circostanza. Sono stati invitati il sindaco, il presidente della provincia e quello della Regione, anche se si prevede qualche presenza per delega. Ma il più atteso sarà il discorso di Roberto Chemello, l'ex dirigente di Luxottica oggi imprenditore che ha messo decine di milioni di euro nel cantiere dell'Ex Ospedale. Dopo i discorsi tutti i presenti sono invitati al piano meno 1 del parcheggio per un buffet, mentre le prime automobili potranno accedere al parcheggio a partire dalle 15. La struttura sarà aperta al pubblico nei primi tre piani, mentre il quarto è destinato ai proprietari degli appartamenti realizzati in via Caffi. Tutte le informazioni sul nuovo park si possono trovare nel sito www.parcheggiocaffi.com e chi resta sempre senza monetine può tirare un sospiro di sollievo, perché il sistema scelto da Filù è tra i più moderni e pratici, senza gettoni, oltre al fatto che le tariffe sono concorrenziali. Filù sta facendo omaggio ai negozianti del centro di blocchetti da 20 buoni di un'ora e si stanno stringendo accordi con gli esercizi. Nel frattempo è in elaborazione il progetto per il volume interno al complesso, dove la ditta realizzerà un albergo con area commerciale e sala conferenze. L'iter però è ancora all'inizio e servirà tempo.

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Alleghe, uno straniero a gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Alleghe, uno straniero «a gettone» E' probabile l'arrivo di un rinforzo per cercare il quarto posto HOCKEY SERIE A1 GIGI SOSSO ALLEGHE. Un mese solo ti vorrei. L'Alleghe sta continuando a scannerizzare il mercato nordamericano, alla ricerca di un giocatore a gettone. Perché non ha fabbricato una squadra migliore, in estate? In realtà, ci aveva provato, fa sapere da Toronto il presidente Renato Rossi. Ma l'ultima operazione non è arrivata alla firma: «Avevamo in mano un giocatore canadese - racconta il numero uno di via Lungolago - che però alla fine ha preferito firmare un contratto in Finlandia. E non riesco davvero a dargli torto, dal momento che questo campionato scandinavo è più importante del nostro: non siamo competitivi né come ingaggi né come prestigio. Il torneo italiano ha un richiamo nettamente inferiore a quelli del nord Europa». O fa la differenza o... Insomma, c'è ancora un gruzzolo da parte, con il quale l'Alleghe vorrebbe assicurarsi un rinforzo importante. Neanche parente del Tony Iob della scorsa stagione: «Sempre ammesso che si tratti di un giocatore in grado di essere decisivo. Il presupposto necessario è che sia molto più forte di quelli che abbiamo in casa, diversamente non sarebbe il caso di prenderlo. Ci stiamo sempre guardando intorno, ben sapendo che non è semplice trovare qualcuno con questi requisiti e soprattutto disponibile a venire da noi. C'è ancora qualcosa in ballo, ma purtroppo ancora niente di concreto. Nessun nome». I gol in power play. Rossi ha giocato per anni a hockey e non si capacita di questa strana abitudine delle Civette: incassare reti in superiorità numerica. «E' un problema che ci è costato molto, penso solo a Collalbo. In Canada sto andando a vedere diverse partite della Nhl e capita anche nella lega più importante del mondo di vedere qualche punto in penalty killing, ma è un evento. Per noi, invece, sta diventando una costante preoccupante». Tanti punti da fare. La zona play off non è lontanissima, ma nemmeno tanto vicina. Il vicepresidente Nilo Riva ha già detto che la società crede mel quarto posto, il fatto è che bisogna vincerne tante: «Era molto importante battere anche il Pontebba, dopo il successo contro il Valpusteria, in maniera da restare a contatto con la zona play off. Ovvio che non possiamo fermarci qui: sarà il caso di vincerne parecchie altre, se vogliamo farcela». Sempre tanti malanni. Quelo che non cambia è la folla in infermeria: «Non vorrei creare un alibi - conclude Rossi - però è indiscutibile il fatto che anche quest'anno la squadra sia stata molto penalizzata dagli infortuni. Non so quante volte i ragazzi si siano allenati al completo con il coach Mike Kelly. Adesso c'è fuori Lorenzi e Nicola Fontanive ha appena preso un disco in faccia. Speriamo sia finita».

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Scontro sulla commissione pari opportunità Tassistro: <Della Bianca può dimettersi presto> (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Scontro sulla commissione pari opportunità Tassistro: «Della Bianca può dimettersi presto» la polemica Bernini (Medio Ponente): «Bisogna prevedere tavoli di confronto permanenti tra realtà decentrate e consiglieri comunali» 22/01/2009 «NON VORREI si trattasse di una questione di gettone non percepito. Comunque stia tranquilla, la consigliera Della Bianca: quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sarà libera di cambiare commissione». Così la consigliera del Pd Michela Tassistro, presidente della (inattiva) commissione Pari opportunità del Consiglio comunale, interviene sul caso della capogruppo di Forza Italia Raffaella Della Bianca che ha pubblicamente denunciato, ieri, l'impossibilità a dimettersi da una commissione che non si riunisce da mesi. «Mi pare pretestuoso usare il termine prigioniera - dice Tassistro - bisogna considerare che il lungo stop delle riunioni è dovuto alla richiesta di osservazioni presentata dal municipio Levante, che ha espresso parere negativo al cambio di regolamento del consiglio comunale chiedendo una serie di chiarimenti». La nuova commissione consiliare doveva occuparsi di diritti, soprattutto di quelli al femminile. E per statuto era composta esclusivamente alle donne: consigliere comunali e consigliere municipali, una per ciascuna delle nove realtà decentrate. L'organismo comincia a operare con la nuova amministrazione Vincenzi suscitando subito polemiche. Ecco il quesito di fondo: è legittima una commissione comunale "mista", cioè composta anche da consiglieri municipali (che percepiscono regolare gettone)? Tra i pareri negativi arrivò anche quello del Municipio Medio Ponente. Perché lo spiega il presidente Stefano Bernini: «Non si tratta di una questione formale, quanto di metodo. Quella era l'unica commissione sulla quale c'era un accordo diretto tra il territorio e i consiglieri comunali. Sarebbe utile che fosse creato un tavolo di confronto per ogni commissione in cui sono presenti consiglieri comunali e consiglieri municipali, anche senza gettone». 22/01/2009

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Tiscali ristruttura previsti 250 esodi Il titolo perde l'8% in Borsa (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Tiscali ristruttura previsti 250 esodi Il titolo perde l'8% in Borsa Tiscali ha comunicato che nel prossimo piano industriale è previsto «un piano di ottimizzazione e miglioramento dei costi e delle risorse», che contempla «un programma di esodi volontari incentivati» per 250 dipendenti italiani. L'obiettivo è quello di ridurre i costi operativi e di struttura di 40milioni di euro. La conferma è arrivata ieri, con buona pace degli azionisti che hanno visto il titolo perdere sul parterre di Piazza Affari l'8,59%, ma «la notizia è vecchia di un mese», dicono i sindacati. «Ad oggi non mi risultano novità - commenta Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc-Cgil - Sono cose che l'azienda ci ha comunicato a novembre, e che tra l'altro ha reso note alla comunità finanziaria poco prima della pausa natalizia». In attesa di conoscere l'esito delle trattative per la cessione delle attività inglesi - trattative ancora in corso, ha confermato il gruppo sardo di telecomunicazioni - i rappresentanti dei lavoratori aspettano il prossimo incontro con i vertici aziendali previsto per il 3 febbraio. «Solo allora potremo fare un bilancio del piano industriale - riprende Genovesi - Abbiamo fatto delle controproste all'azienda per trovare soluzioni non traumatiche che permettano di ridurre gli sprechi senza penalizzare i lavoratori. Bisogna usare tutti gli strumenti possibili per evitare i licenziamenti, soprattutto in una regione come la Sardegna». Nello specifico, i sindacati chiedono di risparmiare ottimizzando i rapporti con i fornitori, «i cui costi ci risultano molto più alti di quelli sostenuti dai diretti competitor di Tiscali»; avviare un percorso di mobilità interna al gruppo per ricollocare i lavoratori dei settori meno importanti in quelli con maggiori potenzialità di sviluppo; ridurre «gli enormi costi delle numerose consulenze esterne». Infine, valutare la disponibilità dei lavoratori all'esodo incentivato. «Vista la crisi - conclude Genovesi - siamo aperti a soluzioni momentanee, ma l'azienda deve garantire prospettive di sviluppo a tutti i lavoratori».

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SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Cong... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

BONDENO E ALTO FERRARESE pag. 17 SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Cong... SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Congo, dove la guerra vede contrapposti l'esercito regolare e i ribelli filo-ruandesi. Una sorta di gemellaggio la cui parola d'ordine è solidarietà. E' l'intenzione del sindaco Davide Verri, ufficialmente annunciata nel corso di un incontro in cui a don Silvio Turazzi, che a Goma opera da più di 20 anni con una comunità missionaria da lui fondata che si occupa di aiuti ai carcerati, accoglienza, nutrizione dei bimbi, formazione professionale, sono stati donati oltre 23mila euro. Soldi della cui raccolta si è occupato un comitato che ha saputo far breccia nel cuore dei cittadini. Anche se un contributo sostanzioso, va detto, è arrivato dalla Bondenese Calcio e dai gruppi consiliari, che hanno offerto il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo spiega Verri la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola sentire protagonista. Per questo credo sia giusto instaurare un rapporto istituzionale' tra le due comunità. Un rapporto di solidarietà e amicizia che nel tempo possa tradursi in atti altrettanto concreti, che vadano oltre il reperimento di fondi». Una prospettiva di cui Don Silvio si è ritenuto soddisfatto e rispetto alla quale ha dato la disponibilità a interloquire a breve con le autorità di Goma. «Parliamo di una parte del mondo di cui forse si sa troppo poco. conclude il sindaco Il nostro, per quanto piccolo, è un tentativo per mantenere l'interesse e formalizzare un impegno».

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La crisi è ben oltre i segnali, assessore (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ARGENTA La crisi è ben oltre i segnali, assessore Apprendo con favore, da La Nuova Ferrara del 18 gennaio u.s., che l'assessore all'Istruzione del Comune di Argenta, Fiorentini, adotterà tariffe agevolate per gli asili nido e le mense scolastiche, a favore dei "genitori argentani cassintegrati, licenziati o precari". Noto che l'assessore si preoccupa di far sapere che non è stata la mia interrogazione in Consiglio Comunale a farlo agire, ma che ci aveva già pensato e ci stava lavorando. Tuttavia, poiché non sono interessata alla disputa sulla primogenitura del provvedimento, ma soltanto ad aiutare concretamente le famiglie in difficoltà, attendo la discussione in Consiglio Comunale per valutarne il contenuto e presentare, se del caso, le mie osservazioni. A questo proposito, ripeto all'assessore ciò che già ho avuto modo di dirgli: la mia disponibilità (ma credo di interpretare il pensiero anche degli altri gruppi), a fare subito un Consiglio Comunale, rinunciando al gettone di presenza, per applicare al più presto tali agevolazioni. Ma ciò che mi pare più grave è che non venga colta la difficoltà del momento, che non si comprenda quanto siano urgenti misure di sostegno concreto, per fronteggiare una crisi che è già fra noi e che rischia di diventare drammatica. Fiorentini, che è assessore pure alle Attività Produttive, afferma che "ad Argenta una crisi forte che sta generando cassintegrati non c'è, ma ci sono dei segnali". In realtà, decine e decine di argentani che lavorano fuori Comune sono in quella condizione già da tempo, mentre fin dal primo accenno di crisi, diverse aziende argentane hanno annunciato per il 2009 due mesi, a volte tre mesi di cassa integrazione. Ma per l'assessore questi sono semplici "segnali". Fra la gente comune, fuori dal palazzo, la preoccupazione è diffusa, basta mettersi ad ascoltare. Lavoratori e imprese, in ogni settore, lo confermano. Tutto il resto è un facile ottimismo, purtroppo fuori luogo, che può permettersi soltanto chi, come Fiorentini, dichiara pubblicamente (v. La Nuova del 28 novembre 2008) di aver "fatto una scelta di vita per la politica" per poterla praticare "a tempo pieno". Concludo citando le parole del direttore della Nuova che sulla prima pagina di domenica ha descritto, come meglio non si poteva, i tempi che stiamo vivendo: "chi resta immutabile di fronte a questo disastro è la politica (..) Ma è mai possibile pensare sempre alle poltrone, agli incarichi, ai consigli di amministrazione, a comandare e mai a servire?". Gabriella Azzalli capogruppo di Argenta Rinnovamento

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Bondeno gemella di Goma Verri: Un atto di solidarietà e di rispetto a don Silvio (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bondeno. Avviata la pratica tramite il missionario Bondeno «gemella» di Goma Verri: «Un atto di solidarietà e di rispetto a don Silvio» BONDENO. Sottoscrivere una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Congo, dove la guerra vede contrapposti l'esercito regolare e i ribelli filo-ruandesi. Una sorta di gemellaggio, la cui parola d'ordine è "solidarietà". E' questa l'intenzione del sindaco Davide Verri. Intenzione ufficialmente annunciata nel corso di un incontro in cui a don Silvio Turazzi - che a Goma opera da più di 20 anni con una comunità missionaria da lui fondata che si occupa di aiuti ai carcerati, accoglienza, nutrizione dei bimbi, formazione professionale -, sono stati donati oltre 23mila euro. Danari della cui raccolta si è occupato un comitato che ha saputo far breccia nel cuore dei cittadini. Anche se un contributo sostanzioso, va detto, è arrivato dalla Bondenese Calcio e dai gruppi consiliari, che hanno donato il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo - spiega Verri - la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola sentire protagonista. Per questo, credo sia giusto instaurare un rapporto "istituzionale" tra le due comunità. Un rapporto di solidarietà e amicizia che nel tempo possa tradursi in atti altrettanto concreti, che vadano oltre il reperimento di fondi». Una prospettiva di cui don Silvio si è ritenuto soddisfatto e rispetto alla quale ha dato la disponibilità a interloquire a breve con le autorità di Goma. «Parliamo di una parte del mondo di cui forse si sa troppo poco. Il nostro, per quanto piccolo, è un tentativo per mantenere l'interesse e formalizzare un impegno. Ritengo poi - chiude Verri - che dopo 20 anni di missione, sia il modo più realistico per dimostrare a don Silvio il rispetto e l'ammirazione che Bondeno da sempre gli riserva».

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Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE & COMMENTI pag. 17 Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto al 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.772.000 euro per senatore (+2,2% rispetto all'inflazione programmata dell'1,7%): 7.251.000 euro di spese per vitalizi di solidarietà ai 57 membri rimasti senza seggio. Ad esempio a Mastella, non rieletto, 307.328 euro. Come si fa a non inc... E. Sorpilli

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IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grav... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LETTERE E COMMENTI pag. 38 IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grav... IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grave difficoltà per molti (non tutti) ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.772.000 euro per senatore (+2,20% rispetto all'inflazione programmata dell'1,7%), noleggio piante ornamentali euro 19.080 per 6 mesi, 260.000 euro per agende da tavolo firmate' e 7.251.000 euro di spese per vitalizi di solidarietà ai 57 membri (di tutti i colori) rimasti senza seggio. E. Sorpilli, Ferrara

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Ultimissima chiamata per la Cgil (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-01-22 - pag: 3 autore: «Ultimissima chiamata per la Cgil» Aiuti all'auto? A indotto e meccanica, non solo alla Fiat - Difendo Malpensa ma esco da Cai «S a che cosa ho pensato? Che mi piacerebbe che anche da noi un giorno si potesse apprezzare questo tipo di orgoglio nazionale, che anche l'Italia si trasformasse, e ne abbiamo le capacità, in una terra dei progetti senza confini, magari anche per un immigrato, come lo è in fondo Obama. Allora potremmo dire che la nostra cultura, compresa quella d'impresa, ha avuto il pieno successo che merita...». Presidente, torniamo in Italia. Preoccupata? Molto, la recessione è più dura del previsto. La produzione industriale scende del 13%, il prodotto interno lordo del due. I dati su ordini e fatturato negativi. Noi stimiamo che ci saranno, nei prossimi mesi, almeno 600mila disoccupati in più. Io penso che si possa uscire da questa crisi, ma sa che cosa rischiamo veramente? Posso immaginarlo, ma lo dica lei. Di affrontare l'inverno della recessione con un vestito troppo leggero. La politica economica è in mezzo al guado, da una parte la necessità del sostegno ai consumi e alle imprese, dall'altrala preoccupazione, sacrosanta, di mantenere il rigore sui conti pubblici. Noi diamo atto al Governo di aver fatto scelte corrette, e nella giusta direzione, con la blindatura dei conti e la manovra finanziaria triennale. Ma ora il quadro è drammaticamente cambiato. Non possiamo più consolarci dicendo che gli altri stanno peggio. Vogliamo guardare agli altri? Bene. Rispetto ai 73 miliardi di euro messi in campo dalla Germania per stimolare l'economia, ai 41 della Spagna, ai 26 della Francia e ai 24 del Regno Unito, i nostri 5 sono pochi. Sì, ma bisogna aggiungere, a quella somma, gli investimenti nelle opere pubbliche, gli 8 miliardi annunciati per il nuovo fondo di garanzia per gli ammortizzatori sociali. L'operazione di utilizzo e di riorientamento del Fondo Sociale Europeo, anche per sostegno al reddito di chi perde il posto di lavoro, è interessante. Il problema è la dimensione delle risorse disponibili e la tempestività del loro utilizzo. La crisi morde adesso, la gente perde il posto ora e non può aspettare. Le Regioni facciano fino in fondo il loro dovere ma il Governo sia pronto a stanziare nuovi fondi qualora fosse necessario. Questa è una priorità assoluta. Ma dove trovarli tutti questi fondi aggiuntivi con un deficit che viaggia verso il 3,8% e il debito che cresce? Tremonti non ha torto. Riconosco a Tremonti molti meriti, ma bisogna cambiare passo. Subito. E come? Ci vuole coraggio. Osare di più e varare un piano straordinario a sostegno degli ammortizzatori sociali, delle infrastrutture e degli investimenti. Dobbiamo anche rimodulare i fondi strutturali su queste tre priorità, ma poiché abbiamo un debito pubblico eccessivo, è urgente fare quelle riforme sempre rinviate. Come la riforma delle pensioni, l'abolizione delle Province e la ripresa del progetto di liberalizzazioni, specie nei servizi locali, di cui non parla più nessuno. E vi sono le condizioni politiche per una mossa così impegnativa? Certo sono consapevole che ciò ha un costo politico molto alto. Ma sarei tentata di rispondere: se non ora quando? La maggioranza è forte, l'opposizione potrebbe cogliere l'occasione per uscire dall'angolo. L'economia non è meno importante della giustizia e qui ci piacerebbe vedere una forte collaborazione tra le forze politiche e non l'ennesima e dannosa occasione di scontro. Il quadro non è del tutto negativo, però. I consumi tengono. Molti settori resistono ed esportano. Appunto per questo un intervento d'urgenza più ampio nell'economia, con riforme di struttura profonde, non è più rinviabile. Per aiutare chi è in difficoltà e consentire a chi va bene, e sono ancora tanti, di continuare a esportare, ad assumeree creare reddito. Dobbiamo pensare a una gigantesca operazione di fiducia, un progetto sul quale far convergere tutte le forze vitali del Paese, un patto generazionale che guardi a giovani, precari e famiglie a basso reddito, assicuri più competitività alle imprese e il rilancio dello sviluppo del Mezzogiorno. L'auto e la meccanica soffrono più degli altri. Il settore automobilistico è aiutato da tutti, persino dalla Cina. Martedì il Governo francese ha varato un piano da 6 miliardi. E noi? Noi dobbiamo preoccuparci del fatto che gli interventi nel settore di altri governi, penso in particolare a quello francese e tedesco ma presto anche all'America di Obama, finiranno per creare gravi distorsioni alla concorrenza e un danno indiretto e serio per noi se resteremo fermi. Dunque, va sostenuta la Fiat? Diciamo più correttamente che va aiutata l'intera filiera a partire dalle piccole imprese dell'indotto che oggi soffrono molto. La Fiat occupa in Italia 60mila addetti, con l'indotto si arriva a un milione. Sì a incentivi che siano indirizzati all'efficienza energetica, alla mobilità ecologicamente compatibile, al rinnovamento dei prodotti. Forse possiamo aggiornare il vecchio adagio, peraltro d'importazione americana, che diceva "ciò che fa bene alla Fiat fa bene all'Italia"? Possiamo aggiornarlo così, se vuole: "Quello che fa bene all'intero settore automobilistico e della meccanica fa bene al Paese". Ma non c'è solo l'auto. E bisogna, a differenza di altre occasioni, avere un'attenzione maggiore per la piccola impresa di tutti i settori produttivi. Quali altri strumenti? Riduzioni d'orario? Orari ridotti possono essere già realizzati facendo ricorso alla cassa integrazione ordinaria o ai contratti di solidarietà. Ma vi sono anche altri strumenti. Le rigidità in questa situazione non servono, si spezzano nella disoccupazione. Dove è profondalaculturadellavoroèpiùstret-toilrapportotraimprenditorielavorato-rieinsiemesitrovanosoluzioniinnovati-vepersalvarel'occ pazioneeilpatrimonio professionale. Oggi è in programma un incontro fra Governo e parti sociali sul nuovo modello contrattuale. A che punto siamo? è un incontro chiesto anche da noi per affrontare la crisi e, nello stesso tempo, rilanciare la competitività e la crescita nel nostro Paese. Parleremo anche di assetti contrattuali. Di un sistema di relazioni sindacali che sostenga il reddito dei lavoratori, aumenti la produttività, dia regole certe e affermi una cultura della condivisione superando la logica del conflitto. Una priorità per tutti. Non solo nostra. La novità importantissima è che tutte le associazioni d'impresa, compreso auspicabilmente il pubblico impiego, convergono su un documento quadro che fissa per tutti i lavoratori le stesse condizioni di base. La crisi si è aggravata e dobbiamo trovare nuove convergenze. Non possiamo più perdere tempo. Gli altri sindacati stanno mostrando realismo e senso di responsabilità. Ultima chiamata per la Cgil? Ultimissima. E se si trovasse un'intesa? Si aprirebbe una nuova stagione. Positiva. Per la prima volta, dopo il '93, vi sarebbe un accordo generale a difesa di salari e produttività. Mi auguro che Epifani non guardi ad altri obiettivi, come le elezioni europee. Infrastrutture: come cambiare passo? In una fase come questa le infrastrutture possono giocare un ruolo determinante per il rilancio economico. è necessario stanziare per quest'anno un volume di spesa superiore a quella programmata (che per il 2009 è esigua) per finanziare prioritariamente i grandi lavori già in corso e le opere minori, comprese le manutenzioni straordinarie oggi bloccate dal patto di stabilità interno. Bisogna utilizzare anche strumenti eccezionali per sbloccare i processi decisionali e realizzativi delle opere. è inaccettabile bloccare investimenti privati e pubblici pronti a partire per veti strumentali e privi di motivazione. L'Expo 2015, una grande occasione, che rischiamo di sprecare? Un'opportunità irripetibile per rinnovare anche la dotazione infrastrutturale di Milano e della Lombardia, per valorizzare le nostre eccellenze nazionali e dare una straordinaria vetrina al nostro turismo, settore strategico che resiste e bene alla crisi. Si è perso troppo tempo. Vi sono degli impegni internazionali da rispettare. Che cosa fare per le piccole imprese, che patiscono la crisi più delle grandi? Le piccole imprese hanno uno straordinario ruolo sociale oltre che economico. Non possiamo lasciarle sole e dobbiamo dare loro segnali di fiducia. Siamo convinti che si debbano studiare misure per il loro rafforzamento patrimoniale. Ad esempio prevedere sgravi fiscali per chi fa apporti di capitale o reinveste gli utili o per chi si aggrega. E poi ci sono gli arretrati nei pagamenti della pubblica amministrazione con ritardi che arrivano ai due anni. Ho trovato sinceramente inaccettabile l'ipotesi di accelerare i pagamenti a fronte di sconti sui corrispettivi. Ma è positivo, anche se va migliorato, il sistema individuato con la certificazione regionale e la possibilità di scontare i crediti con gli istituti bancari. Il credito è più caro e più raro? Gli ultimi dati disponibili segnalano un calo a novembre dei crediti all'industria dell'1,4 per cento. In dicembre, secondo l'indagine Bankitalia-Sole 24 Ore, il 40,6% degli imprenditori ha visto peggiorare le condizioni di accesso al credito. Certo nuove linee di credito non se ne aprono. Stiamo lavorando con le banche per superare le attuali criticità e per mettere a disposizione delle piccole imprese nuovi strumenti di supporto. Lei aveva difeso le ragioni di Malpensa. E, ora, dopo il varo della nuova Alitalia, le proteste del Nord hanno ancora senso? Continuo a difendere le ragioni di Malpensa. Anche se le colpe non sono tutte di Alitalia. E lei fa parte della cordata Cai... Ho più volte ribadito i motivi della mia adesione alla cordata.Adesso l'operazione si è conclusa. Il mio compito, quindi, si è esaurito. Perciò, esco da Cai. (f. de b.) I PIANI ANTI-RECESSIONE «La Germania ha messo in campo 73 miliardi, la Spagna 41, la Francia 26 e 24 il Regno Unito. Noi solo 5: sono davvero pochi» FONDO SOCIALE EUROPEO «Il suo riorientamento verso chi perde il posto di lavoro è interessante. Le Regioni devono fare il loro dovere fino in fondo» GIUSTIZIA «Non è meno importante dell'economia. Vorremmo vedere forte collaborazione tra le forze politiche non l'ennesimo scontro» Emma Marcegaglia. Presidente di Confindustria DISEGNO DI DARIUSH RADPOUR

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Venezia, prezzi maggiorati per i <foresti> Codacons presenta un esposto alla Finanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-22 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il Blitz di Striscia Il tg satirico ha scoperto che i giapponesi pagano il 44% in più Venezia, prezzi maggiorati per i «foresti» Codacons presenta un esposto alla Finanza VENEZIA - Patriottici, a modo loro, i commercianti veneziani «pizzicati» dall'inviato di Striscia la Notizia, Moreno Morello, ad applicare scientificamente tariffe differenziate a turisti - polli da spennare - e veneziani, da trattare più equamente. Un servizio, quello dell'«inviato in bianco» del tg satirico, che ha portato a un esposto alla Guardia di Finanza da parte del Codacons. Nel servizio trasmesso da Venezia, tre coppie di finti clienti «inviati» da Striscia (una coppia venezia, una giapponese, una romana) andavano negli stessi ristoranti e ordinavano lo stesso menu, lo stesso giorno. Risultato: conti con differenze di prezzo di oltre il 40 per cento. «Chiediamo alle Fiamme Gialle di acquisire il filmato integrale di Striscia spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - e di procedere all'individuazione dei ristoranti in oggetto, verso i quali si dovrà agire con il ritiro della licenza». Il Codacons parla di «comportamenti inaccettabili» per cui servono «punizioni esemplari che fungano da deterrente nei confronti dei furbetti della ristorazione veneziana». Le telecamere del tg condotto da Ezio Greggio e Michelle Hunziker continuano a fare le pulci all'universo veneziano. Dopo la «bacchettata» di poche settimane fa ai vetri «made in China» è stata la volta dei doppi prezzi nei ristoranti. Moreno Morello ha giocato d'astuzia, indottrinando finti avventori stranieri e altri con la parlata locale, corredata da una finta mise da gondolieri. Risultato: nel primo ristorante esaminato, per un pranzo completo una coppia di veneziani ha speso 120 euro, mentre per le stesse portate a due giapponesi sono stati fatturati 144 euro. In un altro caso, i clienti autoctoni hanno speso 60 euro, una coppietta romana ne ha spesi 10 in più mentre per due giapponesi il conto è salito a 76,70 euro, come se ci fosse un vero e proprio tariffario che distingue veneziani, italiani e stranieri. Stesso copione nel terzo ristorante, dove spaghetti alle vongole e fritto misto sono costati da 77 a 90 fino a 109 euro. Cifre che danno da pensare. Intanto i commercianti veneziani finiscono sotto la lente d'ingrandimento di un'indagine di Confesercenti: lo scorso anno, uno su cinque ha guadagnato di più ma in tutti è diffusa la sfiducia nel futuro. Tanto che l'80 per cento dichiara di non poter assumere nuovi commessi e il 44 per cento non investirà nel 2009. La crisi fa paura ai commercianti veneziani, che non stanno investendo nell'ampliamento dei magazzini né nel rinnovo dei locali. è pur vero, però, che i saldi stanno andando meglio del 2008, con un più 5 per cento di guadagni che arrivano quasi a più 10 nel settore calzaturiero. Le lamentele dei commerciani lagunari, però, restano: il 31 per cento degli intervistati definisce l'anno scorso peggiore di quello precedente, il 16,4 per cento «decisamente peggiore». Il 27 per cento non ha notato cambiamenti ma c'è anche un 20 per cento che ammette di aver visto migliorare gli incassi. Insomma, un futuro nero ma non troppo con un 43 per cento che dichiara di avere «speranze nella ripresa». Martina Zambon Inviato Moreno Morello di «Striscia»

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magazzino unico, accuse di sprechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Pordenone Magazzino unico, accuse di sprechi Centro servizi condivisi dell'ospedale: gli operatori replicano alle parole di Bordon SANITÀ Prosegue il dibattito che coinvolge il Centro per i servizi condivisi (Csc). Ieri gli operatori addetti alla logistica interna (ricevimento e consegna beni) dell'Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli sono intervenuti sulle dichiarazioni rilasciate qualche giorno fa, e pubblicate la scorsa settimana, da Paolo Bordon, amministratore delegato del Csc. Alcuni punti di confronto vertono sul rifiuto di alcuni operatori - così come dichiarato da Paolo Bordon - di lasciare la sede ospedaliera per il magazzino unico. Dall'istituzione del magazzino unico, infatti, il personale diretto è sceso da 69 a 45 unità, e «si è deciso - spiegava Bordon - di non procedere a nuove assunzioni, bensì di fare ricorso al personale interinale, nell'attesa di rivedere la gestione che immaginavamo di poter curare direttamente. Questo non è stato possibile perchè il personale non ha voluto lasciare la sede ospedaliera per il magazzino. Dopodiché abbiamo appaltato il servizio di trasporto». Secca la replica degli operatori, che affermano che il personale ospedaliero non si è mai rifiutato di trasferirsi nella sede del magazzino di area vasta e chiedono di spiegare «i motivi - così dice il comunicato - per cui il personale, dopo essersi trasferito volontariamente, è rientrato nelle sedi di appartenenza». Dura la risposta, poi, in merito all'utilità della stessa struttura e sulle spese a essa legate: «Con i fondi che attualmente si spendono per la locazione dello stabile dell'Interporto, per l'assegnazione del magazzino a una ditta esterna, costi di consulenze varie e stipendi dei dirigenti del Csc si sarebbe potuto assumere un numero di infermieri professionali tale da garantire una eccellente assistenza sanitaria ai pazienti ricoverati in tutta l'area vasta pordenonese». Nessuna ulteriore replica da parte di Paolo Bordon, che ha preferito non commentare. Il dibattito è nato, tra l'altro, per la decisione assunta dalla Cisl di segnalare alla Corte dei conti l'esternalizzazione del servizio di logistica del materiale sanitario. «Proprio sulla logistica - entrava nel dettaglio Bordon nel servizio precedente - c'è uno studio di fattibilità regionale per una possibile riorganizzazione che oggi poggia su ben 33 magazzini di scorte di beni sanitari per un valore di 44 milioni di euro, ovvero 44 milioni immobilizzati e stoccati nelle varie sedi, con 250 addetti. In provincia di Pordenone si sta tentando di portare avanti questa sperimentazione iniziata con la locazione, prima attivata dal Csc e poi ceduta alla società che si è aggiudicata la gara, di un sito idoneo, e successivamente con la riorganizzazione del servizio sul territorio e l'istituzione del magazzino unico». (p.d.m.)

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Vendola: "Rifondazione addio" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Non commentato » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 47 ) » (13 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (7 votes, average: 1.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (10 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (10 votes, average: 1.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 117 ) » (26 votes, average: 3.69 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (40 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (30 votes, average: 2.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (117 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (69 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (58) Ultime discussioni Talita: Ciao, Athos. Pensavo che oggi l'ermetismo fosse appannaggio solo dei/delle cartomanti e affini.... Matteo: Ma come? Voi berluscones non siete contenti? Avete un pretesto per dare addosso all'avversario: i panni... athos: Interventi alti? ah ah ah Alberto Taliani: Caro Nico, ecco due articoli interessanti su Alitalia, Prodi e i sindacati. quando dissero no... Nico: "Caro Stefano, le sue obiezioni da oppositore del governo le lascio volentieri a lei che ha diritto di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Washington, le prime mosse di Obama Guantanamo e pace in Medio OrienteTangenti e camorra: l?affare sporco delle intercettazioniGiustizia, Berlusconi: maggioranza unita al votoIslam, Maroni vieta le preghiere in piazzaLatte contaminato, in Cina 2 condanne a morteCimmino: "Così fui raggirato da Di Pietro"Leila Virzì: "Dopo Vallettopoli costretta a fare la cameriera"Il Papa cancella la scomunica ai vescovi nominati da LefebvreGf: ecco il primo topless è della bionda FedericaSilenzi e volti: 10 anni di arte contemporanea Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille January 2009 M T W T F S S « Dec 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post January 2009 (3) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Vendola: "Rifondazione addio" D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. 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Il gettone dei Consiglio in beneficenza per Gaza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Durante la seduta si è discusso anche dello stop ai parcometri. "Necessario per il cambio del gestore" Il gettone dei Consiglio in beneficenza per Gaza FALCONARA Approvati all'unanimità martedì sera nel corso del primo consiglio comunale 2009 sia il protocollo d'intesa fra i Comuni di Ancona, Falconara e Osimo per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti (atto con cui l'amministrazione Brandoni inizia a parlare della questione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani dopo l'annuncio del sindaco di non avviare subito, come invece era nei programmi, la raccolta differenziata porta a porta) che il regolamento per l'istituzione ed il funzionamento della Consulta dei giovani. Rinviate ad altra seduta, invece, sia l'interrogazione sulla situazione del commercio cittadino (presentata da Andrea Rossi del Pd) che le mozioni dei Democratici sull'attuazione del regolamento per l'istituzione della consulta dei cittadini extracomunitari e sullo stato di sicurezza degli edifici scolastici. Su richiesta del Pd è stata discussa dall'assemblea civica falconarese una interrogazione urgente sulla questione dei parcometri, sul blocco del servizio fino alla metà del mese di gennaio e sulle eventuali conseguenze del mancato introito di quei quindici giorni di sospensione del servizio. "Nulla di grave hanno spiegato gli amministratori cittadini e lo stop era in programma per via del cambio del gestore dopo la chiusura di Esino Entrate ed il subentro di un'altra società vincitrice della gara espletata negli ultimi giorni del 2008". L'assemblea cittadina ha anche lungamente discusso (tanto che per approfondire l'argomento è stata necessaria una sospensione del consiglio) una mozione urgente presentata dal Pd sul conflitto Israele-Palestina perché, secondo i tre firmatari, Emanuele Lodolini, Antonio Mastrovincenzo ed Alessandro Pieroni "non è possibile restare indifferenti di fronte al tragico riaccendersi del conflitto, iniziato con la rottura della tregua da parte di Hamas, cui è seguita la sproporzionata reazione israeliana fino allo scatenarsi di una guerra strada per strada che ha provocato oltre 1300 morti, un terzo dei quali bambini". Il documento, rivisto in alcune sue parti (e, secondo il capo gruppo della lista civile Cittadini in Comune Loris Calcina che alla fine si è astenuto, edulcorato rispetto al testo originario) è stato votato anche dal PdL e tutti i consiglieri hanno deciso, di comune accordo, di devolvere il gettone di presenza della seduta di martedì a Caritas ed Unicef che stanno raccogliendo aiuti per le popolazioni colpite dalla guerra. M.M.,

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Un programma con quattro pilastri (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Un programma con quattro pilastri Verso il Cella-bis al vertice: «Punto su formazione, assistenza, aggiornamento e fiscalità» Giovedì 22 Gennaio 2009, Pordenone Lorenzo Cella corre ancora. La Stella d'argento nazionale del Coni, 62 anni, di Fiume Veneto, che è anche assessore provinciale, ha messo a punto una piattaforma con quattro solide basi per ricandidarsi al vertice del Comitato olimpico del Friuli Occidentale. In attesa dei responsi delle urne di metà febbraio, per ora è l'unico in lizza. - Da dove è arrivato l'impulso di rimettersi "in gara"? «Ho risposto - segnala - alle richieste di tanti dirigenti, che mi hanno chiesto di dare continuità al programma avviato in questo quadriennio. D'altra parte sono un fautore del volontariato collegiale e quindi...». Con lui alla guida, l'organismo dei Cinque Cerchi del Friuli Occidentale ha toccato quota 35mila tesserati. Il calcio fa sempre la parte del leone, ma sono in crescita il volley rosa (quello maschile continua invece a soffrire), le bocce, il ciclismo, il rugby, il basket e la pesca. - Ma ci sono dei comitati federali che lavorano più e meglio degli altri? «Al di là dei numeri dei praticanti, mi sta a cuore la loro educazione - Cella aggira l'ostacolo -. Faccio un esempio: ho voluto fortemente sviluppare un esperimento con sette sodalizi e quattro federazioni, grazie all'impegno diretto della psicologa sportiva Francesca Del Rizzo. È una sorta di corso educativo, in campo e fuori, che coinvolge tecnici, genitori e ragazzi. Finora ha prodotto risultati importanti e concreti». - I quattro pilastri della sua carta d'intenti? «Sono la formazione dirigenziale - risponde ancora il numero uno del Coni -, l'assistenza alle società (con una particolare attenzione nei confronti degli aspetti legali), l'aggiornamento tecnico costante per i comparti giovanili e la fiscalità». - E le scuole? «Credo molto nel lavoro fatto tra aule e palestre. Per questo ho perfezionato nel tempo le forme di collaborazione mirate con l'Ufficio educazione fisica. Da qui lo sviluppo di GiocoSport, Campionati studenteschi e Giochi della Gioventù». - Altri appuntamenti fissi? «Se verrò confermato insisterò anche con Sport in Vetrina, che consente a tante discipline di farsi conoscere e apprezzare direttamente». - Il nodo delle visite mediche? «Siamo a buon punto, nel percorso studiato con la Federazione dei medici sportivi, le istituzioni e l'Azienda sanitaria, per creare a Pordenone un Centro specializzato e convenzionato». - La prevenzione degli incidenti è sempre stata un suo pallino. Lo è ancora? «Più che mai, insieme alle lezioni di primo soccorso, che il Coni continua a organizzare gratuitamente sul territorio. Sogno un responsabile della sicurezza su ogni campo e in ogni realtà sportiva. Ci arriveremo». Pier Paolo Simonato

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PD Lecco: arriva l`addizionale Irpef, cade anche l`ultima promessa (sezione: Costi dei politici)

( da "Merateonline.it" del 22-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Voce_ai_partiti >> Partito Democratico 22 / 1 / 2009 PD Lecco: arriva l`addizionale Irpef, cade anche l`ultima promessa Una pessima notizia per i cittadini lecchesi: è in arrivo l'addizionale IRPEF! In una girandola frenetica di convocazioni e sconvocazioni, a pochi giorni dal Consiglio comunale di lunedì 26 è stata ritirata dall'ordine del giorno l'approvazione del bilancio 2009 e inserita l'adozione del regolamento per l'addizionale IRPEF, con la proposta di fissare l'aliquota in un sol colpo allo 0,3% e l'esenzione per una soglia davvero minima: 10.000€ di reddito lordo. Già prevista nel bilancio precedente come misura da adottare quest'anno, il centrodestra si era prodigato a promettere che era solo una misura precauzionale, che non era assolutamente loro intenzione ricorrere a questa nuova tassazione. Poi la Giunta ha compreso che i conti non tornavano e che non bastavano più le solite alchimie di bilancio e le entrate una tantum per riequilibrare una spesa corrente ormai da anni fuori controllo. Si è quindi ridotta addirittura a finanziare parte delle spese ordinarie con risorse normalmente destinate alle politiche di investimento. è come se una famiglia dovesse vendere un termosifone per pagare la bolletta del gas! Il Comune si trova ora a chiedere nuove imposte ed uscire dal patto di stabilità per garantire alcuni pagamenti minimali già rimandati gli anni precedenti e rimasti inevasi. Chi biasimare per questa assurda situazione? Forse il Governo Berlusconi che ha ridotto l'autonomia fiscale dei Comuni? Certo! Ma anche le spese folli di questa amministrazione: il mutuo acceso per la passerella, il restauro del Palazzo delle Paure senza un'idea del suo scopo, i costi lievitati per il Tribunale, eccetera. Oggi, schiacciata dai suoi stessi errori, la Giunta di centrodestra non trova altra via d'uscita che usando le loro stesse parole mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Senza, peraltro, fornire spiegazioni sulle finalità di utilizzo di queste ulteriori risorse che il Comune pretende dai contribuenti in un momento già difficile per tante famiglie. Questa era l'ultima promessa elettorale sulla quale il Sindaco Faggi non era tornata indietro. Un Sindaco che, anziché assumersene la responsabilità, spera forse di salvare la faccia facendo proporre a tre consiglieri di maggioranza, per anni alfieri della supposta buona gestione dell'amministrazione lecchese, una delibera con il regolamento per l'addizionale che pare proprio fatta e finita dai tecnici del Comune. Questa amministrazione ha perso anche l'ultimo brandello di credibilità al quale era aggrappata. E chi paga per tutto ciò? Noi cittadini, come al solito. è ora che se ne vadano a casa. Gruppo consiliare e Segreteria cittadina PD Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 22/1/2009 alle 17.52

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Confermato lo sciopero (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Passo Tonale Il sindacato: «L'accordo non c'è». Daldoss: «No unanime nel cda» Confermato lo sciopero PASSO DEL TONALE - Lo sciopero degli addetti agli impianti a fune sul versante trentino del Tonale è stato confermato. Nella serata di ieri, fra sindacato e Carosello Tonale spa non è stato trovato l'accordo sul rinnovo del contratto aziendale dei quasi cinquanta dipendenti (31 fissi, 16 stagionali) scaduto nell'aprile 2008, anche se le parti sono andate relativamente vicine ad un accordo. «L'azienda ha offerto un aumento di 100 euro a regime con la cifra di 25 euro per quattro anni da qui al 2011 - spiega Antonio Beccati della Filt-Cgil - la nostra richiesta è scesa fino a 140 euro con la controproposta di dividere l'aumento in quattro tranche: 25 euro per il 2008, 35 quest'anno, 40 nel 2010 e 45 nel 2011. Il presidente ha apprezzato la proposta, ma ha comunicato che il consiglio di amministrazione non gli ha dato mandato di accettare. Abbiamo la sensazione che si tratti di un problema di equilibri interni alla società, più che un fatto di cifra. Lo sciopero di domenica è comunque confermato e resta fissata anche la data del secondo sciopero, domenica 1° febbraio». Lino Daldoss , presidente di Carosello Tonale spa, ha parole positive per il sindacato («Si è comportato bene, cercando di metterci d'accordo», dice), ma vede nello sciopero un attacco verso la sua persona: «Ho cercato di cambiare il modo di lavorare nella società - osserva - e a qualcuno non deve essere andato bene. Ma il consiglio di amministrazione è unanime nel ritenere che in questo momento di recessione, con un aumento di capitale in corso e l'adeguamento del contratto agli ex Paradiso, non si possa accettare quella richiesta. Noi abbiamo offerto l'adeguamento degli addetti ex Paradiso al contratto della Carosello in tre tranche - gennaio 2009, gennaio 2010 e 1° maggio 2011 - e 100 euro di aumento in 4 anni, 25 euro all'anno». Presidente, se ritiene che la protesta abbia come obiettivo anche lei, ha a che fare con i compensi degli amministratori? «Dall'inizio di questo inverno ho assunto io l'incarico del direttore di piste e il mio compenso è di 60mila euro l'anno. Il vicepresidente non prende nulla, solo il gettone di presenza. Comunque, credo che domenica molti impianti possano restare aperti, penso anche il 60 per cento: non credo che tutti sciopereranno». 23/01/2009

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Assieme ai problemi del mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo per cercare di elim (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Assieme ai problemi del mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo per cercare di eliminare quei privilegi che ancora resistono, ma che oggi non sono più sostenibili né giustificabili Assieme ai problemi del mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo per cercare di eliminare quei privilegi che ancora resistono, ma che oggi non sono più sostenibili né giustificabili. Lo vuole fare senza demagogia, ma con la responsabilità di chi intende continuare a guardare negli occhi i cittadini senza sentirsi parte di una casta. Per questo - con coerenza rara - il neoeletto consigliere provinciale del Pd, Bruno Dorigatti, ha rinunciato alla carica e all'indennità di assessore regionale agli enti locali, che pure il partito gli aveva offerto, perché non era quello il tema su cui si ritiene ferrato e sentiva di poter dare qualcosa alla comunità. Dorigatti, grazie al fatto di essere membro dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, ha invece cominciato a prendere subito di petto la questione dei costi della politica. E con il suo voto contrario agli aumenti delle indennità dei consiglieri ha voluto lanciare un segnale. «Il gruppo del Pd - spiega Dorigatti - ha già depositato una mozione che vuole impegnare il consiglio regionale, come primo provvedimento, a modificare la legge sulle indennità e i vitalizi per prevedere la soppressione o almeno la sostanziale riduzione della rivalutazione annuale in base all'indice Istat. Non c'è lavoratore, operaio o impiegato, che gode di un trattamento come questo». 23/01/2009

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enti regionali, parte la carica dei pretendenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Antonio De Frenza Enti regionali, parte la carica dei pretendenti Sono 40 o 50 i posti più ambiti. E i partiti cominciano ad affilare le armi Il ricambio entro 45 giorni dal via della legislatura PESCARA. Oggi il Pdl elegge Gianfranco Giuliante capogruppo del partito in Consiglio regionale. Per la coalizione del presidente Chiodi sarà l'atto che chiude il girone d'andata delle nomine istituzionali e apre il girone di ritorno delle poltrone da assegnare negli enti regionali soggette alla legge dello spoil system, il ricambio politico ai vertici delle società controllate dalla Regione voluto nel 2005 da Del Turco. Un girone aperto in genere ai delusi e ai trombati della coalizione vincente, e forse anche a qualcuno bravo che il presidente Chiodi si è tenuto di riserva. In lizza ci sono 70 o 80 incarichi pesanti, presidenze e posti in consigli di amministrazione, pagati con prebende di tutto rispetto (per esempio i presidenti di Sangritana e Arpa prendono il 60% dello stipendio di un consigliere regionale). Ma la struttura organizzativa della Regione, che conta oltre 90 tra comitati, commissioni e agenzie, è in grado di accontentare quasi 500 persone (si parla di faldoni con gli elenchi dei nomi che vanno in giro nelle segreterie dei partiti), anche se molti di questi incarichi è a titolo gratuito o a gettone di presenza, per esempio in comitati minori come in quello per l'educazione ambientale, o nella commissione botanica regionale. Il Pdl ha già fatto una mappatura di 40-50 enti e ha cominciato a ragionare sulle nomine. Il criterio che verrà seguito è probabilmente quello della ripartizione tra le componenti di Forza Italia e An in ragione del 70% alla componente azzurra e del 30% a quella aennina. Nel partito si assicura però che il presidente Chiodi non si lascerà condizionare troppo dal rito da sottogoverno del Cencelli, perché «ha preso un impegno chiaro con l'opinione pubblica». Ma i partiti sono già al lavoro e i tempi stringono perché la legge regionale sullo spoil system stabilisce che i vertici degli enti regionali decadono automaticamente all'atto dell'insediamento del nuovo consiglio regionale e vanno sostituiti, «salvo conferma nei successivi 45 giorni». Fanno eccezione le società per azioni, come le società di trasporto Saga, Arpa, Sangritana e Gtm che decadono alla scadenza naturale. In questo caso Chiodi dovrà aspettare la presentazione dei bilanci delle società il 30 aprile prossimo. In quell'occasione l'assessore ai Trasporti Giandonato Morra, che rappresenta nell'assemblea il socio di maggioranza, potrà riconfermare o meno i vertici. In questo caso li farà certamente decadere, visti che presidenti e consigli di amministrazione erano stati nominati tutti dal centrosinistra. Il passaggio sarà meno indolore per la Asl di Pescara, dove il manager Antonio Balestrino si è già dimesso e dovrà essere sostituito nel mese di febbraio. Gli altri manager sono attesi alla prova dei bilanci ad aprile. Se i bilanci saranno in pareggio potranno essere confermati, altrimenti si procederà alla sostituzione. Indolore anche il passaggio si consegne all'Aptr, dove c'è un commissario, Piergiorgio Togni, il cui contratto è scaduto. Diversa la situazione negli Ato, gli enti territoriali delle acque, che sono tutti commissariati in attesa di riforma, ma sono in piena funzione le società di gestione che sono un boccone ghiotto per i partiti.

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Bilancio difficile, ma la spesa sociale è salva (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bilancio difficile, ma la spesa sociale è salva palazzo sisto, via libera in giunta L'assessore Martino: la sfida di un Comune vicino ai cittadini. Tagli alla macchina comunale e ai costi della politica 23/01/2009 Savona. Un bilancio di previsione da 105 milioni di euro. Lo schema è stato approvato ieri dalla giunta municipale e ora dovrà passare in consiglio comunale. La sua stesura è risultata difficilissima, come per tutti gli enti locali, stretta dai tagli dallo Stato, dall'interpretazione restrittiva delle norme per il finanziamento delle società partecipate, dal rimborso solo parziale degli ex introiti Ici da parte di Roma, dal mantenersi dei costi della politica (proroga delle Circoscrizioni sino al 2011, costo 340 mila euro all'anno). Il risultato, l'assessore Luca Martino lo presenta così: «Prima le persone. La sfida di un Comune vicino ai cittadini». Il bilancio, infatti, non tocca la spesa sociale (alla quale sono destinati 12 milioni e mezzo e aumenta la spesa per gli asili estivi), rilancia gli investimenti (quasi 27 milioni per il piano delle opere pubbliche, il più ambizioso tra quelli varati dall'amministrazione Berruti), lascia invariata la pressione fiscale, tranne la Tarsu che come annunciato aumenterà del 15%: «La consideriamo una "imposta di scopo", finalizzata a garantire ai cittadini il livello e la qualità di pulizia e di decoro della città acquisito in questi anni». Tagli verranno effettuati invece sulla macchina comunale, per 400 mila euro, e ai costi della politica (riduzione delle sedute di consiglio e commissioni), per 140 mila. Dice Martino: «Il Comune adotta il bilancio di previsione annuale in un quadro generale di grande disagio economico delle persone. In un contesto di incertezza sul futuro, le esigenze e i bisogni dei cittadini, in particolare di quelli più deboli, ovviamente crescono e diventano più urgenti e fondamentali». E aggiunge: «È in questo quadro che il Governo ha chiuso il suo bilancio operando tagli sulle amministrazioni comunali, considerate, a torto, luoghi di spesa e di perdite, quando, al contrario, i Comuni sono i luoghi per eccellenza delle faticose risposte quotidiane alle persone. Se insieme ai tagli dei fondi statali consideriamo alcuni ulteriori vincoli finanziari imposti al Comune, quali ad esempio l'obbligo di allocare nella parte corrente del bilancio le risorse necessarie per società di servizio fondamentali quali Ata, Acts e Spes, la difficoltà di chiudere il bilancio senza ridurre i servizi alle persone è davvero grande». Le cifre in questione ammontano rispettivamente a 574 mila euro per Acts, 400 mila per Ata e 153 mila per Spes. Prosegue Martino: «La scelta apparentemente obbligata rischiava di essere una riduzione seria del livello e della qualità dei servizi ai cittadini, trasferendo quindi le mancanze di risorse sulle spalle della città. Abbiamo fatto un'altra scelta. Una sfida. Una sfida alle scelte del Governo, perché la posta in gioco non è un mero elemento quantitativo di tipo economico, ma il rilancio o il venir meno del Comune nella sua funzione essenziale, di ente più vicino alle persone. Una sfida a noi stessi, alla nostra capacità di orientare la spesa innanzitutto là dove piùè necessario che il Comune ci sia». Il bilancio sposta sulla spesa corrente una quota significativa di oneri di urbanizzazione (1 milione 400 mila su 2 milioni 300 mila totali) e di proventi da alienazioni immobili (1 milione 450 mila euro su 6 milioni 325 mila): «È una scelta che avremmo preferito non fare, destinando per intero quelle risorse agli investimenti, ma è una scelta che rivendichiamo, perché finalizzata a non ridurre i servizi. Nonostante questa spostamento di risorse, il piano degli investimenti è di 26.980 mila euro. Parte significativa del piano è sostenuto dalle risorse che contiamo di ottenere dai finanziamenti del POR, il bando a cui il Comune partecipa con due rilevanti progetti di opere pubbliche e di riqualificazione urbana relativi al fronte mare centrale della città e al quartiere di Zinola». Le priorità, negli investimenti, alla qualità della vita: sicurezza, qualità urbana, opere pubbliche, scuole, impianti sportive e politiche culturali. A. G. 23/01/2009 All'ospedale San Paolo, dopo breve malattia è mancato all'affetto dei suoi cari Enrico Giuseppe Iacono DI ANNI 67 Agente di commercio TornadoNe danno il triste annuncio Mariuccia, il figlio Paolo, Patrizia, Marisa e Sonia. I funerali avranno luogo venerdì 23 gennaio alle ore 9 nella chiesa Parrocchiale di San Paolo in corso Tardy & Benech. La presente vale da partecipazione e ringraziamento. Savona, 21 gennaio 2009. O.F. La Savonese. 23/01/2009

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È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale e capog... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

FORLÌ? CRONACA pag. 15 È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale e capog... È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale e capogruppo comunale di Forza Italia-Pdl, a proposito dell'Ausl di Forlì. Lista che è una chiara replica ai resoconti e ai progetti esposti la settimana scorsa dal direttore generale dell'Ausl Claudio Mazzoni. «Liste d'attesa, costi in consulenze, gestione delle emergenze al pronto soccorso, perdita di servizi in favore di Ravenna o Cesena (Elisoccorso e Anatomia patologica), vicinanza scorretta con i vertici politici del Pd: l'elenco delle ombre dice Antonio Nervegna, pesano sulla gestione dell'azienda». Lo stesso Mazzoni, precisa Nervegna, «ha ammesso che nel 2009 si dovranno migliorare le performance per le liste d'attesa: sono anni che ci sentiamo raccontare questa promessa, senza che si passi dalle parole ai fatti. Il pronto soccorso precisa Nervegna per numero di medici e ambulatori non può reggere l'urto di potenziali utenti di una città di 110 mila abitanti come Forlì». Secondo Nervegna è in atto «un evidente tentativo di impoverimento dell'ospedale di Forlì, che pure vanta diverse eccellenze, che però vanno valorizzate, non depauperate».

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In Aula un reduce da Mauthausen (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Quartu S.Elena Pagina 1020 Consiglio. Celebrata ieri la Giornata della memoria In Aula un reduce da Mauthausen Consiglio.. Celebrata ieri la Giornata della memoria --> Meno rischioso parlare di Olocausto e guerra nella Striscia di Gaza, che di questioni politiche. Con i partiti impegnati nella campagna elettorale, il Consiglio comunale sembrava essere condannato a rimanere congelato fino all'appuntamento con le urne del 15 e del 16 febbraio. In pratica, due mesi di inattività, considerato che l'ultima riunione risaliva al 29 dicembre. Invece, a sorpresa, i consiglieri sono stati convocati ieri per una seduta straordinaria. Gettone di presenza assicurato, ma niente argomenti politicamente rischiosi come ad esempio il bilancio, che ancora attende di essere approvato in Giunta. La riunione è stata invece dedicata alla ricorrenza della Giornata della Memoria con ospite il partigiano Armando Gasiani, internato durante la Seconda guerra mondiale nel campo di concentramento austriaco di Mauthausen. L'ex deportato aveva incontrato in mattinata gli studenti della scuola media ?Rosas? di Bellavista, mentre a fine serata era previsto un altro appuntamento all'istituto professionale ?Pertini? di Cagliari. Oggi Gasiani sarà nuovamente in città, nella scuola media di via Tiziano. Da anni le scuole quartesi, in particolare la ?Rosas?, sono impegnate attivamente nel ricordo della tragedia dell'Olocausto. Ieri in Consiglio comunale, però, non poteva che esserci anche un risvolto politico d'attualità: il capogruppo di Rifondazione comunista Giuseppe Stocchino ha proposta all'aula di esprimere solidarietà al popolo palestinese per quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza, sotto assedio da parte dell'esercito israeliano. (g. mdn.)

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Contro una scuola di regime (sezione: Costi dei politici)

( da "Manifesto, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Contro una scuola di regime Marina Boscaino Scuola statale, laicità, divieto del finanziamento da parte di Stato e governi locali alle scuole private, autogoverno sugli indirizzi culturali, didattici e pedagogici per una scuola realmente pluralista: erano questi gli elementi imprescindibili su cui si basava il documento scritto nell'ottobre del 1995 da un gruppo di intellettuali, in risposta a un altro documento, uscito qualche mese prima, «Idee per una buona scuola», primo firmatario Luigi Berlinguer. Fu l'inizio del tentativo di contrastare la deriva mercantile e privatistica, che strizzava un occhio alla scuola confessionale e che avviava un processo di presunta «modernizzazione» della scuola: in realtà rincorsa di quelle che sembravano e si sono rivelate, purtroppo, le tendenze vincenti del cambiamento, il cui unico effetto è stato l'allontanamento progressivo della scuola dello Stato dalla funzione che la Costituzione le attribuisce. In una concezione di modernità che - non coincidendo per sua stessa natura con positività, progresso e crescita - collimava in questo caso con mercato e privatizzazione. La scuola-azienda (quella delle «tre i» di morattiana memoria, quella che divarica i percorsi dei nati bene da quelli degli «sfigati», così come quella che si configura nel disegno di legge Aprea) non sono che le degenerazioni di un processo inaugurato allora; servito su un piatto d'argento da uno dei mille atti di abiura del passato che sono stati fatti. Là dove «passato» significava difesa intransigente di valori e principi irrinunciabili. È nata così l'associazione «Per la scuola della Repubblica», un raro esempio di sobrietà in un paese come il nostro, sempre più ostaggio di nani e ballerine, della cultura dell'approssimazione, dell'inciucio, del lobbysmo, della difesa di postazioni di più o meno reale potere. Donne e uomini di sinistra, ma provenienti da esperienze diverse, hanno lavorato e studiato per continuare a presidiare uno spazio di democrazia che - svincolato da pregiudizi e da condizioni di opportunismo - ha garantito e continua a garantire vigilanza e libera riflessione sul ruolo che la scuola dovrebbe avere nel nostro paese. Il 17 gennaio a Roma «Per la scuola della Repubblica» ha organizzato il convegno «Contro la scuola di regime, per la scuola della Costituzione»: una carrellata sulle maggiori ferite inferte dall'attuale governo (ma non solo) all'idea di scuola licenziata dalla Carta. Un significativo momento di confronto in cui la politica è stata chiamata a fornire delle risposte ad alcune domande sollevate dalle relazioni e dagli interventi previsti. Il convegno, introdotto e coordinato da Antonia Sani, ha illustrato vari argomenti (le linee anticostituzionali delle politiche governative, il problema del finanziamento pubblico alle scuole paritarie private, il disegno di legge Aprea, obbligo scolastico e dispersione) e dato voce ai coordinamenti anti-Gelmini, a rappresentanti dell'Onda, del mondo politico e sindacale, come della società civile. Configurando, nella lucida relazione di Corrado Mauceri, la cornice ragionata che ha tenuto al proprio interno tutti gli intenventi seguenti: la politica scolastica di Berlusconi non è solo tagli, ma destrutturazione e decostituzionalizzazione della scuola statale. Su tale tema sarebbe opportuno che si interrogasse non solo il mondo della scuola democratica, ma tutta la società civile. Invocare la Costituzione rappresenta una sorta di retorico slogan bipartisan. Che, come tutte le argomentazioni bipartisan applicate a matrici etico-culturali - che spiegano una specifica valenza politica - si stempera fisiologicamente e perde la propria significatività. Invece occorre stabilire un accordo sulla lettura della Costituzione, perché l'indebolimento progressivo che il continuo e abusato ricorso ne provoca - consentendo la possibilità di incursioni continue tra il legittimo e l'illegittimo - rappresenta la più grave insidia alla democrazia. La scuola della Costituzione è una scuola per tutti e di tutti, che fa direttamente riferimento al secondo comma dell'art. 3: «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». La scuola dello Stato rappresenta il primo strumento di questa rimozione, avendo come compito fondamentale di licenziare cittadini consapevoli. La scuola, poi, è un organo costituzionale dello Stato, non affidabile al privato: occorre dunque contrastare il principio di sussidiarietà e il sistema integrato. Un terzo elemento per configurare la scuola della Costituzione è la difesa della laicità dell'insegnamento: «l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento». Tale principio individua uno stato di libertà del personale scolastico non dalle regole ma nelle regole, con conseguente autonomia dell'organizzazione della scuola dagli esecutivi per quanto riguarda gli indirizzi culturali; mentre - come dimostrano i regolamenti Gelmini - i governi hanno considerato questo un ambito di intervento, spesso spregiudicato. La Costituzione detta le norme generali in materia di istruzione: intervenire sulle linee generali è compito esclusivo del Parlamento; ciò nonostante il governo continua a procedere a colpi di decreti legge e di regolamenti, appropriandosene definitivamente. Ultimo punto è l'autosufficienza della scuola non statale: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». È il caso di ricordare la lotta che gli ultimi governi hanno ingaggiato per finanziare la scuola privata, dopo la sciagurata approvazione della legge di parità. Da quanti sono realmente condivisi questi principi? È questa la domanda chiave, per avviare una riflessione condivisa. Una parte della sinistra dal 1995 ne ha fornito interpretazioni fantasiose e imbarazzanti. Walter Tocci, del Pd, ha risposto, a chi gli segnalava l'inconsistenza della cosiddetta opposizione sui temi della scuola - che si è sostanziata in una richiesta di aumento del contributo pubblico alle scuole non statali più alto di quello previsto dal governo e nella demagogica proposta di un referendum abrogativo della legge 133, precluso esplicitamente dall'art. 75 della Costituzione - che è necessario ripensare autocriticamente l'autonomia e ha raccolto la proposta di un coordinamento per un impegno sui principi realmente condivisi di tutti i soggetti del mondo della scuola, politici e sindacali.

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Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Ga... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Venerdì 23 Gennaio 2009 Chiudi Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Gaza è stato attivato dalla conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale di Terni, che ha invitato tutti i consiglieri a devolvere a questo scopo un loro gettone di presenza.

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Bilancio, tagli alle spese e aumento della Tarsu (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE SUI CONTI PESANO I DISAVANZI DI ATA E ACTS Bilancio, tagli alle spese e aumento della Tarsu Invariati i servizi, previste opere pubbliche per 26 milioni [FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Tagli per 500 mila euro sulla spesa corrente, aumento del 15% della Tarsu e vendita del patrimonio immobiliare. Queste le linee generali del bilancio 2009 approvato ieri dalla giunta che prevede una salvaguardia della spesa sociale (aumentata anzi a 12 milioni e mezzo) e tagli sui costi della politica e sul funzionamento della «macchina». «La situazione generale non è favorevole perchè con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, il governo non rimborsa completamente il mancato introito - dice Luca Martino -. Quest'anno riceveremo il 7% in meno di quelli che sarebbero stati gli incassi. In pratica perderemo oltre 100 mila euro. A questi si aggiungono altri 220 mila euro in meno di trasferimenti statali che sono stati ridotti del 2,7%. Il governo infine ci ha imposto una riduzione di 340 mila euro sui costi della politica. Un obiettivo che in realtà non riusciamo a raggiungere perchè le Circoscrizioni sono rimaste in vita. Sui costi della politica riusciremo invece a ridurre 140 mila euro così suddivisi: 50 mila euro sulle riunioni del Consiglio comunale e 80 su quelle delle commissioni. Ovviamente possiamo solo suggerire ai presidenti di commissioni di effettuare il numero strettamente necessario di sedute ma non possiamo ordinare nulla». Il Comune riuscirà poi ad effettuare qualche risparmio sulle spese generali. In tutto 400 mila euro di tagli fra 161 mila euro sulle utenze (luce, gas, acqua, telefono), 186 di tagli sull'acquisto dibeni e servizi, 55 mila sulle manutenzioni. Per far quadrare i conti l'amministrazione ha adottato alcuni stratagemmi destinati a suscitare critiche: «Abbiamo deciso di impiegare buona parte del ricavato degli oneri di urbanizzazione per un totale di 1 milione e 400 mila euro e un altro milione e 400 mila euro derivante dalla vendita del patrimonio immobiliare - dice Martino -. So già che la minoranza mi ricorderà che queste poste andrebbero utilizzate correttamente sulla parte investimenti del bilancio ma l'alternativa sarebbe stata quella di tagliare i servizi al cittadino che invece abbiamo mantenuto inalterati». Rilevante l'esborso del Comune per le tre aziende controllate. La Finanziaria impone infatti di inserire le perdite nella spesa corrente del bilancio. Si tratta di 400 mila euro per il ripiano delle perdite dell'Ata, 574 mila per quelle dell'Acts e 153 mila per le quote dovute alla Spes, la società dell'Università. Da notare che il Comune per riportare l'Ata in condizioni di equilibrio economico ha dovuto anche aumentare la tassa sulla spazzatura del 15%. Per le opere pubbliche sono prebisti 26 milioni di investimento in cui la parte più rilevante è rappresentata dai 9 milioni di euro che il Comune pensa di ricevere dalla Regione per il recupero della fascia costiera dal Priamar a Zinola.

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Riforme, i Comuni protagonisti (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Enti Locali & Cittadini autonomie Riforme, i Comuni protagonisti Non basta difendere le identità locali: occorre affrontare le sfide di governo Nando Morra E' del tutto evidente la distanza sempre più accentuata tra il quadro globale che investe e sferza il paese nelle componenti fondamentali, società, economia, produzione, occupazione ed il passo incerto, lento e propagandistico del governo. Sorvolare ed ostentare ottimismo come fa Berlusconi sul dramma reale che colpisce milioni di lavoratori, di cittadini, di giovani e le imprese, è un tentativo maldestro di esorcizzare i problemi acuti che attanagliano il paese. Le cifre in rosso del PIL, del debito pubblico, della CIG e della inflazione non si combattono e non si eludono con i servizi posticci. Un tranquillante obsoleto, inutile e cinico che il paese rigetta. L'operazione Berlusconi-Kakà, ha questo segno. Preoccupato di perdere il consenso politico ed elettorale della cassaforte "Milan Club", Berlusconi ha innestato la retromarcia passando con disinvoltura dal saluto a Bush al "colpo di teatro" della diretta TV per annunciare "urbe et orbi" che Kakà non si tocca. Continuiamo a pensare che se lo stesso tempo e la stessa intensità di impegno fosse riservata al Mezzogiorno o alle riforme costituzionali, sarebbe meglio e positivo per il sistema paese. Ma tant'è. Economia, Lavoro e riforme sono in stand-by; il Milan prima e più di tutto. Il paese ha necessità di uscire dalla crisi ma ha bisogno assoluto che venga concluso il percorso riformatore. Non si può continuare a parlare di federalismo senza completare la riforma del Titolo V della Costituzione. Da essa dipendono, infatti, il federalismo fiscale, il riassetto dell'ordinamento degli Enti Locali, le potenzialità di innovazione, di efficienza e di produttività del sistema istituzionale e dei governi locali e territoriali. E' tempo di concentrare attenzione ed impegni proprio sul completamento della riforma del Titolo V. Essa ha ancora diversi traguardi da raggiungere. Tra questi, il federalismo fiscale ed il riassetto e l'adeguamento dell'ordinamento degli Enti locali in relazione ai nuovi artt. 117 e 118 della Costituzione. Sul primo punto, apparentemente, si sono fatti passi in avanti. Il Governo ha finalmente depositato il disegno di Legge e si è avviato il dibattito e un primo giro di audizioni delle rappresentanze delle autonomie da parte delle competenti Commissioni parlamentari. Occorre spingere con forti iniziative politiche e parlamentari per neutralizzare i tentativi dilatori che non mancano ed il rischio che la riforma, seppur con i tanti limiti denunciati, finisca su un binario morto. Manca, infatti, ancora la riforma dell'ordinamento, che dovrebbe accompagnare il nodo dell'allocazione delle risorse e dell'autonomia finanziaria e impositiva. Il governo si è mosso con un disegno di legge articolato in più provvedimenti: Piccoli Comuni; funzioni fondamentali; Città metropolitane; polizia locale. Si tratta di uno "spezzatino" che non convince. Il rischio è di perdere la necessaria visione unitaria che deve sostenere questa importante riforma. Tuttavia, quel che conta è uscire da una discussione che finora si è esaurita prevalentemente nei convegni e nei dibattiti accademici. L'urgenza è evidente anche al fine di mettere in parallelo i due provvedimenti federalismo fiscale e ordinamento di condividerne gli assi portanti con il sistema delle autonomie e di evitare che pezzi di riforma, come è stato fatto, spesso, nel passato con le leggi finanziarie, siano approvate in maniera impropria e frammentata. Il nuovo ordinamento delle autonomie dovrà, infatti, essere ridefinito guardando al processo di costruzione del federalismo fiscale. L'esercizio dell'autonomia finanziaria e impositiva, con l'individuazione di solide basi imponibili per il sostegno delle funzioni di spesa, dipenderà, infatti, anche dalla giusta centralità che sarà data al principio di adeguatezza e quindi alla costruzione di un efficiente sistema delle Autonomie in grado di esercitare concretamente le proprie funzioni al servizio delle collettività. Si tratterà di costruire una ripartizione delle funzioni vincolate ad una necessità di chiarezza nel definire "chi fa che cosa". Qui sta un primo punto critico. Al tempo stesso, è indispensabile una sufficiente elasticità per poter consentire un adattamento dell'allocazione delle funzioni al processo evolutivo delle esigenze amministrative ed alla complessità delle realtà amministrate. In questa situazione sarà centrale la questione dei Piccoli Comuni e dei processi di unione in ambiti territoriali più vasti ed in una unica forma associativa. Il processo di esercizio associato, attraverso le unioni o le Comunità Montane riformate, sarà la condizione per mantenere alcune funzioni legate ai servizi essenziali in funzione della maggior prossimità ai cittadini. Riteniamo, infatti, che l'esperienza dell'associazionismo vada incentivata e consolidata proprio come strumento a disposizione del Comune e, primo titolare del processo riformatore stesso. Qui è centrale il ruolo delle Regioni ed il rapporto tra legislazione statale e regionale. Si può immaginare, in parallelo con quanto proposto sul federalismo fiscale, che allo Stato sia demandato, oltre la definizione delle funzioni fondamentali, anche quella dei principi e dei criteri ai quali le Regioni devono concretamente attenersi nella loro allocazione agli enti locali, di funzioni, poteri, risorse. Si tratta di un fronte sul quale si registrano ritardi significativi. In molte Regioni, ancora si è molto lontani da un funzionale ed organico impianto di decentramento dalla Regione al sistema delle Autonomie. Per la Regione Campania è un nodo politico-istituzionale ancora non risolto. Condiziona in senso centralista il rapporto con gli Enti Locali e comprime l'autonomia dell'autogoverno locale. Con conseguenze serie sui termini dello sviluppo dei territori. E' un punto politico importante. Superare i limiti attuali significa conquistare le condizioni per un compiuto esercizio delle funzioni e dei poteri di governo locale. Le autonomie, debbono avere più coraggio su questo punto ed affrontare con determinazione la sfida del governo guardando ben oltre gli angusti confini amministrativi del proprio territorio. Il salto di qualità è capire che il ruolo compiuto del Comune come luogo fisico e simbolico dell'identità collettiva deve potersi misurare con la concreta possibilità di rappresentare effettivamente quella comunità nei necessari processi di crescita e sviluppo che riguarda proprio il territorio. Diversamente, c'è il rischio di ripiegare in una difensiva tutela di una identità. Un altro punto critico sta nella confusione sul piano istituzionale generata dalla proliferazione di apparati, enti strumentali, agenzie ed organismi vari dipendenti da regioni o enti locali che svolgono spesso, funzioni monosettoriali che possono essere ricondotte alle funzioni tipiche, istituzionali, dell'ente di riferimento. Un processo di razionalizzazione e di semplificazione istituzionale aiuterebbe, oltre che a restituire un po' di trasparenza, anche a sottrarre le migliaia di amministratori locali che si dedicano alla propria collettività alla critica, spesso spicciola, sugli eccessivi costi della politica. Anche qui occorre procedere ad una attenta valutazione e distinzione tra esternalizzazioni che hanno consentito il perseguimento efficace di politiche pubbliche, da quelle che si sono tradotte in aumento di costi ed inefficienze o in manovre elusive dei vincoli di finanza pubblica posti dal patto di stabilità. E' ormai matura l'esigenza di una riflessione di fondo sul sistema delle "esternalizzazioni", sulle cosiddette società di servizi spesso copertura di interessi politici e localistici. Nel Sud, in particolare, è prevalsa la cattiva pratica di esternalizzare senza privatizzare. Da un lato, il Comune paga gli scoperti di bilancio; dall'altro, i cittadini pagano di più per servizi di scadente qualità. C'è inoltre, una questione che riguarda la riaffermazione degli incomprimibili spazi di autonomia statutaria e regolamentare, costituzionalmente garantita nella gestione interna e nell'organizzazione dell'ente locale. La riaffermazione della distinzione tra amministrazione e politica e per implementare i processi di autoriforma e responsabilizzazione, con un proprio ordinamento, una propria organizzazione, propri strumenti di controllo e valutazione, è un valore da consolidare. Un'altra questione assume infine rilievo politico. C'è la necessità di dare una definitiva certezza al tema che riguarda l'abolizione del vincolo del secondo mandato, che giustamente e legittimamente si pongono da troppo tempo migliaia di amministratori locali. del 23-01-2009 num.

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Misure anticrisi fra limature sulle tasse locali e sguardi rivolti a Roma (sezione: Costi dei politici)

( da "Varesenews" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Busto Arsizio - Le proposte del PD: azioni di riduzione e recupero fondi su addizionale Irpef, fasce ISEE, debito comunale. Porfidio: "Ricaviamo i fondi tagliando di un terzo gli stipendi degli assessori" Misure anticrisi fra limature sulle tasse locali e sguardi rivolti a Roma Le mozioni d'indirizzo e gli ordini del giorno targati Partito Democratico saranno la prima traccia dell'attività della Commissione ad hoc creata giovedì con voto unanime del consiglio comunale. Le misure proposte sembrano sintetizzare gli scarsi margini d'azione, al limite dell'impotenza, degli enti locali, "sempre più "ingessati" da Roma, mentre si attende che il federalismo fiscale divenga realtà. Alle minime manovre possibili su un bilancio già magro, rosicchiando qua e là dalla tassazione comunale, si aggiungono richieste più politiche che si traducono quasi in una supplica alle superiori autorità statali di Roma. Ad esporsi è la maggiore forza d'opposizione, ma è chiaro che certe posizioni sono bipartisan, a fronte di problemi comuni. In aula le proposte del PD sono state accorpate per ragioni tecniche in un documento unico che sarà sottoposto alla commissione. Spicca fra esse la richiesta che l'amministrazione si adoperi per chiedere al Ministero dell'Economia la sospensione negli anni 2009-2011 degli studi di settore, "croce" fiscale di artigiani e commercianti. Una seconda proposta prevederebbe di innalzare la soglia di esenzione dell'addizionale comunale Irpef da 8000 a 16000 euro di reddito annuo dichiarato al fisco; e ancora, un'altra mozione analoga chiede di ridurre l'addizionale stessa dallo 0,4 allo 0,3% (quando Carlo Fontana per Busto dei Quartieri insisteva invece per l'applicazione del quoziente familiare, sistema in uso in Francia per un calcolo "graduato" della tassazione a seconda dei figli o parenti a carico). Si chiede inoltre di rimodulare le fasce ISEE per il calcolo della contribuzione per i servizi comunali, in modo da ridurre i costi; di utilizzare le risorse rastrellate con operazioni di rinegoziazione del debito comunale (una "palla al piede" che limita molto i margini di intervento) alle misure anticrisi, in forma di un fondo definire. E ancora altre richieste politiche, relative ad uno "sblocco" del patto di stabilità (si vedano le motivate lagnanze di Varese) e alla proposta che la nuova commissione consiliare temporanea sulla crisi, istituita con voto del consiglio, incontri tutte le parti sociali. È stata data infine lettura, su iniziativa di Corrado (Rifondazione), di una comunicazione dell'assente Audio Porfidio (la Voce della Città). In modo non formalizzato, quindi non ancora tradotto in delibera, il consigliere assente proponeva pubblicamente di istituire un fondo da 250mila euro per le situazioni di emergenza; la copertura economica, provocatoriamente, sarebbe da recuperare tagliando di un terzo gli emolumenti degli assessori e rinunciando per un anno a tutti i gettoni di presenza per le sedute di consiglio e commissione. Venerdi 23 Gennaio 2009 SdA

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Federalismo/ Orlando: Idv sostiene riforma ma mancano (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Roma, 23 gen. (Apcom) - Italia dei valori sostiene la riforma federalista dello Stato ma lamenta la mancanza di alcuni contenuti fondamentali come la riduzione dei costi della politica e le sanzioni per gli amministratori. Lo spiega il portavoce Leoluca Orlando dopo l'astensione di ieri al Senato. "Idv sostiene la riforma federalista, ci siamo astenuti perchè ancora non vediamo la riduzione dei costi della politica, insomma non vediamo quello che occorre per avere un federalismo vero. Crediamo nella cornice - conclude Orlando - ma ancora il quadro non è definito".

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Sublagunare, via libera all'iter per il finanziamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sublagunare, via libera all'iter per il finanziamento Venerdì 23 Gennaio 2009, «La giunta Cacciari è finita». Con questo commento, il presidente della Municipalità di Venezia, Enzo Castelli, lascia ben poco all'immaginazione. Nonostante le perplessità che da più parti, anche all'interno della maggioranza e della stessa giunta si sono manifestate, l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi continua per la sua strada portando avanti il progetto "benedetto" dall'amministrazione Costa nel 2003. Lo stesso Piano urbano della mobilità (Pum) che il Comune ha approvato nel luglio 2008 sostiene che il ruolo della sublagunare, così come è stata pensata, non possa che essere marginale. "La sublagunare - si legge a pagina 104 del documento - non consente una significativa riduzione dei traffici di vaporetti lungo il canal Grande e... i 18mila passeggeri giornalieri della sublagunare, pur essendo relativamente marginali rispetto ai flussi complessivi che interessano Venezia, vanno ad interessare un contesto di calli e campielli oltremodo delicato". Fatto sta che ieri, dopo una riunione durata quattro ore (nelle due ore iniziali i presidenti di municipalità erano stati tenuti fuori dalla porta), la Giunta ha di fatto dato il via all'iter per ottenere il finanziamento dal Cipe pari al 60 per cento del costo previsto dell'opera. Con una delibera approvata a maggioranza (Zanella astenuta) si modificano alcuni articoli della convenzione con l'associazione temporanea di imprese che propone il progetto in modo da eliminare qualsiasi rischio di carattere finanziario per il Comune sia nella costruzione sia nella gestione della sublagunare. Il passo successivo sarà l'invio della pratica al Ministero delle Infrastrutture. La costruzione della sublagunare, inserita tra le "grandi opere" della legge obiettivo nazionale e presente nella proposta di piano territoriale regionale di coordinamento, è subordinata all'effettivo finanziamento da parte dello Stato del 60 per cento della spesa, mentre il 40 per cento è a carico della associazione temporanea di imprese, della quale Actv detiene il 30 per cento delle quote in qualità di capogruppo. Gli altri associati sono Sacaim, Studio Altieri, Mantovani, Arsenale di Venezia Spa, Save Engineering, Metropolitana milanese, Net Engineering, Bnl. Per il presidente della Municipalità veneziana, però, questa delibera è stata un pesante atto di rottura. «Si è scelto - attacca Castelli - di portare avanti quel progetto condiviso da pochi, anche se lo si affida ad un testo migliore a quello della giunta Costa. Si è scelto di continuare nonostante le perplessità solo per paura di andare contro il consorzio e di affrontare una causa. Ha vinto Paolo Costa, la continuità amministrativa ha prevalso sulla discontinuità politica». Revocare la delibera che adottava il progetto dell'Ati guidata da Actv significherebbe dover rimborsare le spese progettuali, il cui importo non è ancora conosciuto. «Chiederò subito al presidente di Actv - conclude Castelli - di avere la documentazione delle spese sostenute». Via libera anche al progetto di Consorzio che riunirà le funzioni di polizia locale tra i comuni di Venezia, Spinea e Marcon. Con la delibera di ieri sera, la Giunta ha approvato il piano di zonizzazione regionale e ha nominato il comandante Marco Agostini referente pro tempore. Il passo successivo sarà l'incontro con i sindacati, la cui quasi totalità si è detta contraria al Consorzio. «Il territorio di competenza aumenta - dicono Gianni Brandani della Cgil e Luca Lombardo del Sulpm - mentre il personale rimane lo stesso. Sapete quanti vigili hanno insieme Spinea e Marcon? Ventidue. Se si voleva fare questo si poteva fare una convenzione, come prevede il piano di zonizzazione regionale, il quale non pone affatto il consorzio come unica alternativa». Per tutto il pomeriggio una delegazione della Rsu e dei sindacati Sulpm e Cgil ha manifestato pacificamente all'interno del municipio per chiedere alla giunta di tornare indietro e, alla fine, sono stati annotati i nomi di tutti. «Incontrerò presto i sindacati che hanno firmato l'accordo del 30 dicembre - ha detto il vicesindaco Michele Vianello - per discutere le condizioni. Ma ripeto: nessuno ci rimetterà nulla. Anzi, porteremo la pianta organica a 696 unità». Michele Fullin

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I sindacati: Rifiutate gli aumenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Firmani propone di eliminare i gettoni per le riunioni della Regione e di far pagare le assenze I sindacati: «Rifiutate gli aumenti» Invito ai consiglieri provinciali: è uno schiaffo a tutti i lavoratori TRENTO. «L'aumento delle indennità dei consiglieri provinciali rappresenta uno schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati, a tanti che rischiano di restare senza impiego. In generale mortifica i trentini alle prese con una delle più drammatiche crisi economiche degli ultimi decenni». Questo il commento di Cgil, Cisl e Uil. I tre segretari generali del Trentino Ruggero Purin, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari sono concordi: «I 300 euro di aumento, che portano l'indennità dei nostri rappresentanti politici a quota 14.359 euro mensili, sono scandalosi se raffrontati agli 800 euro lordi percepiti da un lavoratore cassintegrato o disoccupato. La politica si dimostra ancora una volta lontana dal mondo reale e certifica il proprio distacco dalla condizione quotidiana di decine di migliaia di lavoratori e pensionati che faticano ad arrivare alla fine del mese. Di fronte a tutto questo, valgono davvero a poco il balbettio di chi si giustifica sostenendo si tratti di un automatismo. Ci domandiamo poi come le istituzioni possano riconquistare il rispetto e l'autorevolezza agli occhi dei cittadini trentini, senza un costante contenimento dei costi della politica. A questo proposito, visto che le competenze della regione sono praticamente nulle - tranne quelle riguardanti la previdenza complementare - le indennità degli assessori regionali andrebbero abolite una volta per tutte. Diventa necessario, inoltre, un ragionamento a tutto campo per rivedere e ridimensionare lo stipendio di assessori, consiglieri ma anche manager pubblici. E' poi arrivato il tempo di mettere in discussione il meccanismo dei consiglieri supplenti che, in base all'incompatibilità tra ruolo esecutivo e legislativo, subentrano ai colleghi nominati assessori». Le organizzazioni sindacali chiedono quindi ai consiglieri provinciali di eliminare una volta per tutte l'automatismo nell'adeguamento delle proprie indennità e di rifiutare questi ultimi aumenti dirottando semmai quelle risorse al sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica. Bruno Firmani, consigliere provinciale dell'Italia dei Valori, sostiene invece che la rivalutazione delle indennità su base Istat pur non incidendo in modo sostanziale sul bilancio della Provincia, rappresenti un problema di immagine, «in quanto crea una pregiudiziale sui privilegi della casta rappresentata dalla classe politica» e propone quindi di sopprimere i gettoni di presenza percepiti per le sedute del Consiglio Regionale: «Anzi propongo una trattenuta di 100 euro per ogni assenza ingiustificata». Firmani sostiene inoltre che gli aumenti delle indennità dovrebbero essere legati ai rinnovi contrattuali dei lavoratori del pubblico impiego. Anche la Lega Nord del Trentino ha preso posizione, chiedendo che le cariche politiche «siano svolte senza oneri per la pubblica amministrazione, tenuto conto che risulta già dignitosa l'indennità di consigliere regionale e provinciale e che, per le loro ulteriori funzioni, esistono uffici a disposizione, personale e talvolta automezzi di servizio». (s.c.)

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Consiglio e circoscrizioni risparmio di 50 mila e. (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Grazie all'anno più corto, sforbiciata ai gettoni Consiglio e circoscrizioni risparmio di 50 mila € TRENTO. Cinquanta mila euro. E' quanto il Comune conta di risparmiare nel 2009 sui costi del consiglio e delle circoscrizioni. Nel 2008 per i consigli comunali, le commissioni e i consigli circoscrizionali sono stati spesi circa 500 mila euro, mentre per il 2009 la previsione di Palazzo Thun si ferma a di 450 mila. Non è tutto merito della sforbiciata scattata col nuovo anno che prevede un taglio del 50% del gettone ai consiglieri che partecipano a meno di metà seduta: il provvedimento permetterà di risparmiare tra i 10 e i 20 mila euro. Il risparmio è dovuto anche al fatto che quest'anno ci saranno le elezioni e per almeno due mesi l'attività consiliare sarà sospesa. Uno stop che permetterà di risparmiare circa 50 mila euro. Lo scorso anno le sedute del consiglio sono state 57: per ogni seduta un consigliere incassa 120 euro lordi, che diventano 70 in busta paga. Stessa cifra per le commissioni, che nel 2008 sono state ben 250. Da quest'anno, però, chi non sarà puntuale vedrà ridotto della metà il gettone di presenza: un modo per porre fine ai consiglieri ritardatari. Per quanto riguarda le circoscrizioni, invece, il gettone di presenza è di 60 euro lordi. Solitamente i consigli circoscrizionali si riuniscono una volta al mese. Per quanto riguarda i consiglieri comunali gli uffici di Palazzo Thun hanno previsto una spesa pari a 195 mila euro, mentre è di 245 mila euro la cifra destinata alle circoscrizioni. Nove mila euro invece andranno come rimborso ai datori di lavoro per le assenze dei consiglieri comunali. Infine, l'impegno di spesa per il 2009 per le attività delle circoscrizioni e l'acquisto di materiali è di 300.000 euro. (j.t.)

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L'indennità sale, 300 euro mensili in più (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'indennità sale, 300 euro mensili in più Indice Istat per i consiglieri A Durnwalder 27.282 euro Aumenti da gennaio per tutti i membri del consiglio provinciale Il Pd: cambiare norma I Verdi: «Un tetto alle spese elettorali» MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Fare il consigliere provinciale conviene. In gennaio ognuno dei 35 membri del consiglio altoatesino troverà in busta paga la bella cifra di 302 euro lordi in più, frutto dell'aumento legato all'indice Istat. L'indennità arriva così a toccare quota 14.359 euro mensili, con riflessi a cascata per chi ricopre un'altra carica, dal presidente della giunta provinciale - 27.282 euro - in giù. Paradossi delle leggi. Nel 2004 l'indennità di consigliere regionale e provinciale viene sganciata da quella dei parlamentari per evitare incrementi troppo sostanziosi, in quel periodo davvero notevoli. Si decide, così, che gli aumenti a Bolzano e Trento siano solo quelli legati all'indice Istat. Poi succede che a Roma blocchino gli aumenti per senatori e deputati e la situazione si capovolge. Qui, il meccanismo continua a «macinare» aumenti che sono oltretutto maggiori rispetto a quelli del normale lavoratore dipendente, il cui stipendio - aldilà di eventuali novità contrattuali - cresce ogni anno in base all'inflazione programmata: un tasso percentuale sempre più basso rispetto all'indice Istat. Ed ecco che dal mese in corso per i 35 consiglieri provinciali - sono anche regionali - l'indennità sale del 2,15 per cento, pari a 302 euro lordi mensili. Un aumento che si riflette a cascata per tutte le funzioni in giunta e consiglio. Ma partiamo dal semplice consigliere: gli spettano 14.359 euro ogni mese. Al presidente del consiglio provinciale maggiorazione del 50%, in modo da arrivare a quota 21.585 euro. Il vicepresidente porta a casa il 25 per cento in più di un normale consigliere, ovvero 17.948 euro, mentre l'indennità è maggiorata del 12,5% per i segretari questori che raggiungono i 16.153 euro. Meglio ancora va ai componenti della giunta altoatesina. Per il presidente sono previsti 27.282 euro mensili, ai due vicepresidenti 25846 euro ed agli assessori 24410 euro a testa, rispettivamente il 90, 80 e 70% in più di quanto prende un consigliere semplice. Per i consiglieri che ricoprono cariche anche in Regione occorre osservare che Durnwalder e Dellai svolgono il compito di presidente e vicepresidente della giunta senza compenso, mentre per gli assessori sono previsti 18.666 euro mensili lordi, ovvero il 30% in più di un consigliere regionale. Che fare rispetto al normale cittadino alle prese con il carovita? I consiglieri regionali del Pd hanno presentato una mozione per eliminare la rivalutazione annuale delle indennità su base Istat, puntando ad «un meccanismo flessibile che tenga conto della situazione economica generale». Tra i firmatari anche gli altoatesini Tommasini e Repetto. I Verdi, tra il resto, puntano a mettere un tetto di 25 mila euro alle spese elettorali, con relative sanzioni in caso di inadempienza, mentre con una mozione i Freiheitlichen intendono abbassare le indennità dei membri della giunta e della presidenza del consiglio. Infine, Minniti chiede solo un gettone di presenza per tutti i consiglieri. Tante proposte, ma finora nessuna è diventata realtà.

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Promesse da marinaio (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 24 Gennaio 2009 LETTERE Pagina 21 POLITICA Promesse da marinaio Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche dell'aprile 2008 il disco più gettonato era il taglio del costo della politica. I candidati del centro destra e del centro sinistra promettevano risparmi da 1 miliardo di euro. Berlusconi aveva promesso di eliminare le province. Adesso con 100 seggi di vantaggio alla camera e 50 al senato e nonostante la crisi con milioni di famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, Berlusconi e il centrodestra manco se lo sognano. Pochi giorni dopo il voto l'onorevole Fini dichiarava; «penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi». Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro, circa un terzo del costo totale della politica. Ma ora «passata la festa gabbato lo santo». I giornalisti Stella e Rizzo ci rivelano che «la casta» non solo non ha diminuito il costo della politica, ma è riuscita a far lievitare la spesa di 100 milioni di euro, mentre chiede ai cittadini ulteriori sacrifici perché questi sono tempi difficili. E ciò grazie a tante piccole «spesucce» come le agendine per i senatori per 260mila euro, gli assegni di solidarietà ai senatori rimasti senza seggio perché bocciati dall'elettorato che per il loro reinserimento nella vita sociale prenderanno «solamente» 7 milioni e 251mila euro. Aggiungiamo poi i compensi ai «governatori delle regioni italiane» che fanno impallidire quelli di chi governa gli Stati americani. Mentre in Italia i «padroni del vapore» conservano i loro privilegi, in Spagna i partiti si auto tagliano i finanziamenti statali di 17 milioni di euro. E intanto la gente arranca e il costo del disagio si scarica sulle famiglie. Nessuno prende in seria considerazione l'allarme lanciato dalla «Caritas»: oggi 15 milioni di italiani sono a rischio povertà. In Italia i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Siamo ora al sesto posto nella classifica Ocse (organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico) con la più alta disuguaglianza, dopo di noi Messico, Turchia, Portogallo, Stati uniti e Polonia. Le famiglie colpite dalla crisi sono in attesa di interventi di lunga durata e non più solo briciole. Aumentano i poveri, i disoccupati e cassa integrati, mentre i precari sono i primi a perdere il lavoro. La casta arrogante, auto referenziale, difende e aumenta i propri privilegi. La credibilità della politica non è mai stata così bassa e l'ostilità così alta. Diceva Fini nell'ottobre 2007:«I politici promettono di dare il buon esempio». Purtroppo ahimè, promesse da marinaio. Giancarlo Maffezzoli GARDA  

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Nidi privati, voucher per tutti (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO COMUNALE. Rinnovata per un altro anno l'intesa con tredici asili già convenzionati con la Loggia. L'assessore ha anticipato le prossime scelte Nidi privati, «voucher» per tutti di Eugenio Barboglio Ermes Gatti e Renato Grendene, il partigiano e il presidente dei farmacisti. È dalla commemorazione di queste figure che è partito il consiglio comunale di ieri, il primo del 2009. Un consiglio per il resto interlocutorio, che ha avuto il clou nel sì alla proroga delle convenzioni con 13 asili nido privati, ma che ha vissuto un prologo anche esilarante. La consigliere di Sinistra Arcobaleno, Daniela Albini ha chiesto conto alla Giunta del perchè abbia negato largo Formentone ad una manifestazione di Lily Elbe, associazione trans. «Si trattava di ricordare le vittime trans e di farlo con un'installazione di un artista». È che la Giunta ha scovato nel sito dell'associazione altre opere dello stesso artista, inequivocabilmente hard (la raffigurazione è stata fata circolare tra i consiglieri). Di qui il no. Ma Lily Elbe replica che l'opera era assolutamente casta, adatta al ricordo di persone morte. E che le opere hard non sono nel sito dell'associazione, ma in quello dell'artista, a sua volta «linkabile» dal sito di Lily Elbe. CHIUSA la parentesi a luci rosse, ecco irrompere gli asili nido. Il consiglio ha approvato - su proposta dell'assessore ai servizi sociali, Giorgio Maione - il prolungamento di un anno della convenzione con i nidi privati già convenzionati, per una spesa di poco meno di un milione di euro. Un tassello di una politica di cui l'assessore ha tracciato le linee guida e che prossimamente calerà in atti amministrativi. E che fa perno sullo strumento dei voucher, «buoni» che rendono sostenibile la scelta di strutture private in alternativa agli asili nido pubblici che in città sono diciassette. Se la strategia è quella, dunque, della sussidiarietà, per renderla operante il Comune intende rafforzarla e diffonderla. Lo scorso anno, ad esempio, a usufruire dei voucher sono state solo 47 famiglie, per una copertura complessiva della Loggia, costata 171mila euro. L'ipotesi, per ora solo presentata ai consiglieri, è quella di intervenire su questo strumento, in due direzioni: esternderne l'usufruibilità a tutti, in pratica cancellando il limite Isee di reddito (che attualmente è di 12mila euro annui) - e semmai anche aumentando le convenzioni ad altri asili (oltre agli attuali 13 convenzionati, altri dieci privati si trovano in regime di accreditamento, dunque non godono di sovvenzione comunale, ma per la retta c'è l'opportunità-vaucher). L'altra linea di intervento verterà invece sul potenziamento di strutture intremedie, come le case famiglia. Il consigliere Pd Fabio Capra ha ammonito «a non indebolire il servizio pubblico per quello privato»; detto ciò i democratici hanno comunque votato a favore della delibera. Ma in più hanno lanciato una proposta: «Non facciamo pagare la retta degli asili nido per il primo anno». La chiosa è per il bonus bebè, mai digerito dall'opposizione: «Comunque meglio i voucher e queste forme di sostegno per tutti, che i bonus bebè discriminatori». A vuoto la proposta (della minoranza) di devolvere il gettone di presenza di ieri dei consiglieri al donum bebè, il controbonus per i bimbi immigrati. PRESENTATA la relazione del difensore civico, il cui mandato scade. La Lega Nord ha proposto che il prossimo sia eletto dal popolo oppure sorteggiato (ora viene scelto, su proposta della Giunta, da due terzi del consiglio). Il Pd non è contrario. Carla Bisleri avverte «è una figura che ha svolto un ruolo positivo, va promossa».

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La cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno capito che in un momento di crisi economica mondiale la <mossa> poteva risultare particolarmente (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

La cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno capito che in un momento di crisi economica mondiale la «mossa» poteva risultare particolarmente indigesta agli elettori La cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno capito che in un momento di crisi economica mondiale la «mossa» poteva risultare particolarmente indigesta agli elettori. E così qualcuno ha pensato di correre ai ripari. Ieri Bruno Dorigatti spiegava che il Pd vuole modificare la legge per prevedere la soppressione (o la riduzione) della rivalutazione annuale in base all'indice Istat delle indennità mensili. Dopo la notizia riferita ieri dall' Adige si sono mossi anche altri partiti. I consiglieri della Lega hanno presentato una mozione con la quale si propone che tutte le cariche (tranne quella di presidente della Provincia) siano svolte senza oneri per la pubblica amministrazione, «tenuto conto che risulta già dignitosa l'indennità di consigliere regionale e provinciale e che, per le loro ulteriori funzioni, esistono uffici a disposizione, personale e talvolta automezzi di servizio». Insomma, i presidenti e i vicepresidenti dell'aula nonché gli assessori dovrebbero accontentarsi della paga «base» di 14.359 euro lordi al mese. E il capogruppo Alessandro Savoi aggiunge: «A titolo personale sono d'accordo anche per togliere l'aumento automatico». Bruno Firmani dell'Italia dei Valori ha un'altra idea: «Cancellare l'adeguamento automatico delle indennità all'indice Istat e legarle alle revisioni degli stipendi dei dipendenti pubblici e togliere il gettone di presenza in consiglio regionale». Non solo. Ha in mente di chiedere la riduzione degli indennità aggiuntive per chi ha cariche. «Il risparmio quantificato - calcola - sarebbe di 400 mila euro l'anno». Sulla materia, però, il consigliere dipietrista rischia di essere «bruciato» sul tempo da un'iniziativa dell'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. L'organo, composto dal presidente Giovanni Kessler, dal vice Claudio Eccher e dai segretari questori Renzo Anderle, Alessandro Savoi e Pino Morandini, ne sta parlando al suo interno già da un po'. La conferma viene dallo stesso Kessler. «Su mia proposta - spiega - abbiamo già cominciato la discussione per ridurre l'indennità di carica dell'ufficio di presidenza». Palazzo Trentini, per legge, non può toccare le indennità dell'esecutivo ma sta pensando di dare il buon esempio con un taglio del 30% delle indennità di carica. Si tratta di togliere un terzo del «bonus» che spetta al presidente (50% in più del semplice consigliere), al vice (25%) e ai segretari questori (12,5%). «La carica - spiega - va riconosciuta, ma sul quantum si può decidere». Kessler, però, fa un ragionamento più generale sui costi della politica e propone due alternative per incidere veramente sui costi della politica. Prima ipotesi. una normativa di carattere nazionale che preveda criteri per permettere veramente il confronto tra i vari consiglieri regionali. «Sarebbe un'operazione di grande trasparenza e so che il ministro Fitto ci sta pensando» spiega. Seconda ipotesi: una riforma complessiva del modo di fare politica diminuendo il ruolo dell'eletto dando più spazio all'amministrazione e ai dirigenti, come in consiglio comunale o come in Svizzera (dove il Parlamento si riunisce 30 volte l'anno). «Oggi - motiva il presidente - molto lavoro dei consiglieri è di tipo politico, di relazioni, quindi effettivamente coinvolgente. Se lo si asciugasse di questi aspetti, allora veramente si potrebbe pagare semplicemente una sorta di gettone di presenza». Sarebbe uno stravolgimento radicale del modo di fare politica «a vita» come è in Italia. «Io sono tentato da questa idea, ma rendiamoci conto che ciò comporterebbe anche dei rischi, cioè che diventi la politica dei pensionati o di chi ha una rendita che gli permetta di avere tanto tempo a disposizione». Per Kessler, infine, i politici non sono dei privilegiati. «Dobbiamo considerare che per qualcuno l'indennità può essere quattro volte maggiore rispetto allo stipendio che si percepiva prima, ma per altri è minore. Se io fossi solo consigliere, considerando quello che devo dare al partito, guadagnerei di meno che a fare il magistrato». D.B. 24/01/2009

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Comunità di valle, inutili (e costosi) carrozzoni? (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Comunità di valle, inutili (e costosi) carrozzoni? C on l'esito del voto referendario del 30 novembre scorso, a larga maggioranza, sei comuni della Valle di Ledro hanno scelto di fondersi in uno solo. Una scelta, a mio parare, ottima, credo ponderata a lungo e che porterà ad eccellenti risultati e benefici. Le cittadinanze hanno mostrato di aver superato i vecchi campanilismi, avendo compreso che oggigiorno le forze unite di sei piccoli paesi possono ottenere dei risultati migliori sia economici che funzionali per il beneficio di tutta la comunità, cosa che non avrebbero ottenuto se avessero marciato da soli. Un segnale forte e positivo da cui la classe politica trentina dovrebbe trovare esempio. Pure le municipalità di Arco e Riva hanno intrapreso un cammino verso questa direzione, dal momento che per alcuni servizi si sono associate o hanno delegato una municipalizzata per dare risposte più efficienti e rispondenti alle esigenze dei loro concittadini. Forse, lo ignoro, quanto è successo o sta accadendo qui nel Basso Sarca, in altre realtà trentine è già avvenuto o in via di accadimento. Queste istanze, queste spinte provenienti dal basso, volute dai cittadini avranno un futuro certo, perché sentite dalla comunità come necessarie ed improrogabili. Invece la nuova riforma istituzionale voluta dalla Provincia, cioè quella che prevede le Comunità di Valle, va proprio in senso opposto, perché non sono più i cittadini a decidere quale forma di associazionismo fra i comuni dia maggior garanzie e abbia a cuore di perseguire i propri interessi, ma la Provincia di Trento decide per tutti quale sia la miglior opportunità. Nonostante che negli statuti, al vaglio dei singoli comuni, ci sia un capitolo dedicato alla sussidiarietà, questa sussidiarietà è interpretata dalla riforma in maniera inversa, ossia invece che partire dal basso, viene imposta dall'alto non tenendo in alcun conto le peculiarità e singolarità dei vari comuni. Ci stiamo incamminando sempre più verso una novella sovietizzazione della nostra Provincia. Che questa riforma incontri ostilità anche da parte dei primi cittadini, è cosa arcinota, e non bastano le danarose lusinghe della Provincia a indorare la pillola. Complicare la vita del cittadino in un inutile e dispendioso carrozzone quale la Comunità di Valle, che drena denaro e risorse alla gente, non credo sia una risposta adeguata da parte della politica atta a soddisfare le esigenze e le istanze della popolazione. Questi tempi di crisi dovrebbero far riflettere e da parte dell'ente pubblico ci si aspetterebbe un segnale chiaro e forte: essere al servizio del cittadino ma mostrandosi anche parsimonioso e gestendo con oculatezza le risorse di cui dispone. L'abolizione delle «porte girevoli» ossia quella legge elettorale per cui, pur essendo stati eletti i 35 consiglieri provinciali, poi per un meccanismo perverso in cui un assessore non può essere consigliere, ci si ritrova con 40 e più effettivi, sarebbe già un piccolo segnale, ma, a mio avviso, importante. Come importante sarebbe pure la revisione della cosiddetta legge Amistadi, quella che stabilisce le indennità dei singoli amministratori, perché, così com'è, sembra un po' troppo «esuberante». Un indennizzo va dato ma con criterio. Un risparmio di ben poco conto, si potrebbe obiettare, per un bilancio provinciale quale il nostro, ma importante è cominciare, perché qualsiasi risorsa risparmiata, può essere investita in interventi più utili e necessari. Ruggero Bellotti - Torbole sul Garda L a riforma istituzionale che dovrà creare le Comunità di valle ha avuto un iter controverso e contestato, e continua a suscitare dubbi e perplessità come dimostra il fatto che a quasi tre anni di distanza dalla sua approvazione è ancora al palo. L'impostazione che si è voluta dare da parte della Provincia è più o meno quella dei comprensori, con qualche competenza in più. Gli ambiti sono quasi gli stessi, con le stesse incongruenze dei comprensori. Le assemblee pletoriche e farraginose idem. I costi, invece, saranno maggiori anche se, come per il federalismo a livello nazionale nessuno sa quantificare e fornire cifre certe. Per cui s'imboccano riforme delle quali non si conosce l'impatto finanziario che avranno, anche se tutti - a cominciare dal governatore - si sono sgolati a ripetere che non costeranno un euro in più di quanto si spende ora. Il fatto è che di fronte ad una Provincia forte, occorrono Comuni forti. E introducendo un terzo livello istituzionale intermedio, le Comunità di valle, i Comuni sono indeboliti non rafforzati. Meglio sarebbe stato percorrere la via maestra tracciata in valle di Ledro, quella di favorire unioni di comuni e accorpamenti, in grado di far crescere le dimensioni dei comuni, la loro forza demografica e politica, la loro capacità di affrontare e risolvere i problemi. E dall'altra, avere la Provincia che si occupa (oltre che di legiferare) anche di amministrare per le questioni di competenza generale, data la capacità (e serietà) amministrativa che si è sviluppata negli anni. Si è detto che i Comuni trentini, anche rafforzati, da soli non sarebbero stati in grado di esercitare competenze maggiori, che richiedono ambiti più ampi e bacini di utenza comprensoriali. Per questo occorrevano le Comunità di valle. In realtà, per gestire la raccolta dei rifiuti, i trasporti locali o la distribuzione dell'energia, non servono le Comunità di valle. Bastano dei normali consorzi intercomunali a cui affidare il servizio. E per quanto riguarda la programmazione urbanistica e socioeconomica, meglio che sia svolta dai Comuni che dalle Comunità di valle, che hanno al loro interno territori del tutto disomogenei fra loro (nell'Alto Garda, per fare un esempio, c'è dentro la montagna di 2000 metri e la riviera gardesana, zone turistiche blasonate come Riva e piccoli centri contadini e montani, poli industriali e aree protette). Certo, per esercitare la programmazione urbanistica e quella socioeconomica, occorrono Comuni sostanziosi quanto a dimensioni, non dei Comuni mignon alla Massimeno da 114 abitanti. Purtroppo si è imboccata la più facile strada dei comprensori nella versione riveduta e corretta, che la più ambiziosa riforma istituzionale di dare più peso ai Comuni a cominciare da una loro aggregazione territoriale. Si è preferito privilegiare le mille poltroncine di minisindaco e miniassessore (che prolifereranno con le Comunità montane, con costi annessi e connessi), invece che spingere per avere sindaci e consigli comunali forti, che diventano referenti importanti del potere provinciale. Si è voluto continuare ad avere come interlocutori Vignola Falesina (133 abitanti) e Lardaro (195 abitanti), invece che comunità territoriali di valle, trasformando le valli in comuni, forti e omogenei. La disastrosa «legge Amistadi», che ha portato ad un aumento di 5 milioni di euro di indennità e gettoni di presenza in più, è nata sulla stessa scia, quella di favorire le divisioni e la polverizzazione dei comuni, invece di portare ad una loro razionalizzazione. Si è voluto dare il contentino a chi fa l'assessore supplente in un comune di 114 abitanti (ma a che serve un assessore supplente, in un comune del genere?), invece che spingere a mettersi insieme. A distanza di decenni possiamo dire che i comprensori sono risultati degli inutili carrozzoni e la legge un autentico (e costosissimo) buco nell'acqua. Purtroppo ci sono tutte le premesse perché anche la legge sui comprensori 2 (la riforma N.3 del 2006) segua gli stessi binari. p.giovanetti@ladige.it 24/01/2009

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biblioteche universitarie senza volontari: orari ridotti (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 1 - Udine Biblioteche universitarie senza volontari: orari ridotti Roma non finanzia il progetto del servizio civile e l'ateneo taglia le aperture del servizio di oltre 10 mila ore l'anno La perdita dei volontari del servizio civile costringe l'università a ridurre l'orario di apertura delle biblioteche da 43 a 32 mila ore l'anno. E nonostante ciò il costo del servizio, rispetto al 2008, lieviterà da 149 a 161 mila euro. Un taglio necessario per far tornare i conti approvato, l'altro giorno, dal Cda e che la prossima settimana dovrà superare il vaglio del Senato accademico. Un intervento che preoccupa gli studenti, i cui rappresentanti si sono battuti in Cda per mantenere l'apertura fino alle 24 della sala studio di via Mantica e della biblioteca di Medicina, in via Colugna. «Accettiamo la razionalizzazione dei costi - ha fatto verbalizzare il rappresentante, Andrea Lerussi - purché gli effetti non si riversino solo sugli studenti». A costringere l'ateneo a proporre la riduzione degli orari di apertura delle biblioteche è stato il mancato finanziamento da parte della presidenza del Consiglio dei ministri del progetto biblioteche. Quello realizzato finora con l'utilizzo dei volontari senza i quali l'ateneo, non essendo in grado di assumere bibliotecari, non riesce a garantire la distribuzione dei libri fino a tarda ora. E così la biblioteca di Scienza, dal lunedì al venerdì, resterà aperta dalle 9 alle 16 e non più dalle 9 alle 18.45, mentre il venerdì aprirà alle 9 e chiuderà alle 13 piuttosto che alle 18. Quella del dipartimento di Pagnacco, invece, garantirà il servizio 4 e non più 6 ore a settimana. Anche la biblioteca di studi umanistici di via Mantica cambierà orario: se al momento dal lunedì al giovedì resta aperta dalle 8.30 alle 19 in futuro il nuovo orario sarà dalle 10 alle 19. Il venerdì aprirà alle 10 anziché alle 8.30 e chiuderà alle 14 invece che alle 17. Pure la biblioteca di via Cotonificio aperta, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 modificherà l'orario dalle 9.50 alle 12.30. Stesso copione per la biblioteca situata al piano terra di via Mantica ora aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19, in futuro questa struttura funzionerà dalle 9 alle 17 per chiudere il sabato e il venerdì alle 15. Anche l'orario di chiusura della biblioteca di Italianistica, in via Petracco, sarà anticipato alle 13, mentre quello dello stesso servizio garantito in via Zanon dal lunedì al giovedì sarà ridotto di un'ora: chiuderà alle 16 piuttosto che alle 17 e il venerdì alle 13 anziché alle 15. Analoga la scelta effettuata per la biblioteca di Scienze della formazione che dal lunedì al giovedì chiuderà alle 12 invece che alle 18, mentre il venerdì aprirà alle 10, un'ora dopo rispetto all'orario vigente e chiuderà alle 12 anziché alle 14. (g.p.)

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arrestato consulente della giunta guazzaloca - luciano nigro (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XI - Bologna Arrestato consulente della giunta Guazzaloca Sciumé accusato di riciclaggio a Palermo. Si occupò di Hera LUCIANO NIGRO E´ stato arrestato ieri a Milano Paolo Sciumè, avvocato molto noto a Bologna dove ha uno studio in via San Vitale e nel resto della regione (è vicepresidente del gruppo Cremonini ed era consigliere di amministrazione del gruppo Parmalat). Sciumè era stato assolto in dicembre dal tribunale di Parma per il crack della società di Calisto Tanzi. Ora è coinvolto in un´indagine sul riciclaggio di denaro della direzione distrettuale antimafia di Palermo. L´accusa nei suoi confronti è di intestazione fittizia di beni. A Sciumè, dopo la perquisizione dello studio milanese, sono stati concessi gli arresti domiciliari. L´avvocato ha avuto un momento di grande notorietà sotto le due torri durante la giunta Guazzaloca perché per cinque anni sono passate per il suo studio tutte le più importanti operazioni finanziarie del Comune e per questa ragione, senza che le sue qualità professionali siano mai state messe in discussione, è stato tirato in ballo in più occasioni dall´opposizione di centrosinistra. Nominato in un primo tempo nel consiglio di amministrazione di Hera dal sindaco di centrodestra, ne era poi diventato consulente. Per Palazzo d´Accursio si era occupato di Atc, della Fiera, del Caab, del bilancio comunale, della Cineteca e dell´Arena del Sole, il teatro Manzoni. Sessantacinque anni, nato a Carpi, molto vicino a Comunione e Liberazione, Sciumè è molto conosciuto negli ambienti della finanza internazionale, dell´economia e della politica. E´ stato nel Cda di Mediolanum con Marina Berlusconi, in quello della Scala. A Bologna nell´intensa attività di consulente è finito spesso nel mirino delle polemiche politiche. Il primo a sollevare perplessità fu l´attuale vicepresidente della Regione e candidato sindaco del Pd Flavio Delbono che nel 2002 chiese conto di una consulenza da 356 mila euro di Hera e di un´altra da 70 mila euro del Comune. Due anni dopo, quando scoppiò il caso Parmalat, l´allora consigliere dei Ds Claudio Merighi chiese ragione delle numerose e ripetute consulenze affidate dal sindaco all´avvocato milanese. Coinvolto e poi indagato in un´inchiesta per riciclaggio nell´inchiesta sul crack Cirio, l´avvocato Sciumè fu di nuovo bersagliato dalle opposizioni che chiedevano al sindaco di Bologna di spiegare la ragione delle numerose consulenze che il Comune gli aveva dato. Domande alle quali il primo cittadino non rispose, mentre i suoi sostenitori replicavano che non c´era «nessuna connessione tra Parmalat, Cirio e l´incarico in Comune». Infine era stato oggetto di un roventi scambi tra maggioranza e opposizione le super-parcelle che Sciumè e altri consulenti avevano incassato quando Hera approdò in borsa, parcelle milionarie che furono definite «esorbitanti» dal sindaco di Ravenna Vidmer Mercatali e «terrificanti» dall´allora presidente della Provincia Vittorio Prodi. Era ormai iniziata la campagna elettorale e dopo il cambio della guardia tra Guazzaloca e Cofferati finirono le consulenze pubbliche e le polemiche.

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pienone per le signore delle primarie (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Pistoia Pienone per le signore delle primarie Al circolo Arci di Olmi confronto pubblico tra Turco, Fratoni e Gai L'assessore uscente: vinco io oppure mi ritiro dalla politica PISTOIA. Oltre 150 persone hanno assistito giovedì sera al circolo Arci di Olmi al confronto pubblico tra le candidate alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Provincia Daniela Gai, Federica Fratoni e Cecilia Turco. Politici, esponenti di associazioni e di enti, imprenditori vicini al centrosinistra, ma anche tanti cittadini, non hanno voluto disertare la prima possibilità pubblica di vedere le tre contendenti alla carica di Gianfranco Venturi. Rimarcando ciascuna le peculiarità della loro candidatura: improntata ad un rinnovamento riformista e pragmatico Federica Fratoni; forte di dieci anni di esperienza in politica come amministratore al bilancio, al sociale e alle politiche giovanili Daniela Gai; per una sinistra che ritrovi la passione civile fondendo pragmatismo e idealità, riconquisti gli elettori disaffezionati e non consegni la bandiera del cambiamento alla destra Cecilia Turco. Le tre signore della politica pistoiese hanno comunque dimostrato scioltezza e preparazione, rispettando i tempi dettati da Marco Giunti, presidente del collegio dei garanti. L'incontro, iniziato con un ritardo di circa 45 minuti, è proseguito poi su binari di scorrevolezza, terminando dopo due ore. Al momento delle conclusioni, Daniela Gai ha annunciato che, in caso di mancata vittoria, lascerà la vita politica. «Ho buone speranze di vincere - afferma - ma se non vincerò m'impegno a ritirarmi dalla politica attiva e a non accettare incarichi. Non credo nel riciclaggio». Vediamo ora in sintesi le diverse posizioni su alcune questioni poste dal pubblico. Centri per l'impiego. Valentina Chiericoni ha chiesto alle candidate se li ritengono uno strumento utile. Turco. «Così come sono non possono dare risposte efficaci. Formazione professionale e rapporto con il mondo del lavoro non possono essere visti con l'ottica del passato». Tra i suoi obiettivi in caso di vittoria il completamento della rete wireless. Fratoni. «Al centro per l'impiego adesso ci si rivolge quando non si hanno più risorse. Devono essere rivisti e migliorati, diventare il luogo vero della domanda e dell'offerta». Gai. «Da quando i vecchi uffici di collocamento si sono trasformati in centri per l'impiego passi in avanti ne sono stati fatti. L'incontro domanda - offerta è migliorato, ma dobbiamo ancora lavorare. Il problema è l'efficacia: dare risposte concrete ai lavoratori e alle aziende». Costi della politica. Pier Giorgio Pacini ha posto l'accento sui costi della politica. Fratoni. «I costi troppo alti di certa politica sono legati alla sua inefficienza». Gai. E' concorde con Federica Fratoni. «Si parla di abolizione delle Province, dovremmo parlare di altri enti in cui si riciclano politici e amministratori che passano da un incarico all'altro». Turco. «E' uno dei miei cavalli di battaglia: dobbiamo recuperare il rigore. Non possiamo pagare costosi viaggi di assessori quando non hanno benefici per la comunità, o sopportare spese per procedure amministrative dovute a scarsa attenzione di dirigenti che non ne risponderanno mai. In caso di vittoria, effettuerò uno screening delle aziende partecipate, per verificare se sono utili, o utili uffici di collocamento di incollocabili». Ciclo dei rifiuti. Con linguaggio alquanto tecnico - e la Turco non ha mancato di rimarcarlo - il primo cittadino di Agliana, Paolo Magnanensi, ha chiesto alle candidate la loro posizione sul potenziamento dell'inceneritore. Turco. «Al primo posto vi sono la tutela ambientale e la salute. Nel breve periodo non possiamo fare a meno dell'inceneritore di Montale, ma cerchiamo di guardare più lontano, al suo ridimensionamento in un'ottica di riduzione dei rifiuti. I cittadini devono essere resi partecipi di ogni iniziativa. I dati non devono essere interpretati, bensì diffusi in modo rigoroso, trasparente e leggibile». Fratoni. «Siamo entrati a far parte di un ambito di area metropolitana e la realtà dei fatti ci spinge verso la termovalorizzazione. Se non diamo seguito agli obiettivi contenuti nel piano regionale rischiamo di trovarci un altro inceneritore al Calice. Per i prossimi 15-20 anni non possiamo prescindere dall'impianto di Montale. Disegnare una realtà che non ci è dato di conoscere - sostiene entrando nel merito delle dichiarazioni di Cecilia Turco - mi sembra un po' surreale. Mi rendo conto dell'onere sopportato dalla popolazione della zona, che dovrà ricevere tutte le garanzie di sicurezza e servizi in cambio della presenza dell'impianto». Gai. «Dobbiamo mantenere fede agli impegni del Piano, compresa la percentuale di raccolta differenziata del 65% entro il 2012. Per il futuro puntiamo a qualcosa di diverso: più sobrietà, meno consumi». Rischio idrogeologico. La domanda di maggior interesse locale. Daniele Manetti, esponente di Legambiente e del Comitato di Olmi, ha chiesto spiegazioni sui programmi delle candidate in merito al piano idrogeologico provinciale e i tempi di realizzazione della cassa di espansione per le acque basse della Querciola, a Caserana. Gai. «I finanziamenti per la Querciola ci sono, si tratta di dare attuazione al progetto, che è molto atteso dalla popolazione della Piana. I ritardi vanno colmati rapidamente, è poco comprensibile che sia stato perso tutto questo tempo". Turco. «Non saprei spiegare i motivi dei ritardi sulla Querciola. Quel che so è che l'emergenza idraulica non è un incidente - o un accidente -. Il territorio è cambiato. Se a giugno sarò presidente m'impegnerò a capire quello che è successo, e cosa ha bloccato la realizzazione della cassa di espansione». Fratoni. «Quando più enti hanno la competenza su un'opera arrivare ad un rislutato è complicato. Il progetto preliminare è pronto, mancano la convenzione con il Consorzio Ombrone e la progettazione definitiva. E' stata comunque realizzata la cassa di espansione ad Olmi, che ha già lavorato quattro volte. Se vincerò procederò per arrivare velocemente alla sottoscrizione della convenzione con il Consorzio». Tiziana Gori

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esame piacenza il citta cerca tre punti nel segno di zorro (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Alessandro Mazzon ESAME PIACENZA Il Citta cerca tre punti nel segno di «Zorro» LA FORMAZIONE. Foscarini schiera dal primo minuto il nuovo attaccante Carparelli CITTADELLA. Sotto il segno di «Zorro», ovvero Marco Carparelli. Riuscirà il nuovo eroe col suo manto granata a sferrare al Tombolato la stoccata decisiva al danni del Piacenza per risollevare le sorti del Cittadella ed allontanarlo così dalle pericolose sabbie mobili della zona retrocessione? E' questa la domanda sulla bocca e la speranza nel cuore dei tifosi del Cittadella che oggi in occasione della prima giornata del girone di ritorno del campionato cadetto dovrebbero vedere l'ex blucerchiato in campo fin dal primo minuto al fianco di Meggiorini per cercare d'infilare la seconda vittoria casalinga di Iori & C. dall'inizio di stagione. «Sì. Potrebbe partire dal primo minuto», conferma il tecnico granata Claudio Foscarini, alla vigilia della delicata sfida con il Piacenza. E aggiunge: «La società ha fatto uno sforzo importante per risolvere la nostra problematica nella fase offensiva. Giochiamo bene ma dobbiamo migliorare negli ultimi venti metri e lui sotto questo profilo ci può dare una grossa mano». Per ritrovare così una vittoria che manca dal 13 dicembre (2-0 in casa col Brescia) e che sarebbe un ottimo apripista nel primo dei tre «spareggi» salvezza consecutivi che attendono la truppa del presidente Gabrielli, opposta dopo l'impegno coi biancorossi alla Salernitana in trasferta e all'Avellino tra le mura amiche. «Tre gare molto importanti e alla nostra portata, dopo questi tre incontri si potrà fare una valutazione migliore sulla nostra situazione di classifica. Uscire bene da questo trittico sarebbe fondamentale e ci darebbe una grande spinta per il prosieguo del campionato, anche dal punto di vista psicologico. Intanto però pensiamo al Piacenza perchè la partenza come detto sarà determinante». L'avversario è di quelli da prendere con le molle: «Hanno fatto sette punti nelle ultime tre partite. Una formazione arcigna che si difende bene dietro la linea della palla, riparte in velocità e sfrutta gli esterni. Noi dovremo essere bravi a non concedere molti spazi soprattutto sulle fasce. L'importante è cercare la vittoria che ultimamente ci è mancata sebbene nelle ultime gare meritassimo qualcosa in più. Purtroppo le pacche sulle spalle ed i complimenti ricevuti non fanno di certo classifica». Sul fronte formazione in difesa toccherà a Gorini sostituire al centro lo squalificato Cherubin mentre Manucci dovrebbe prendere il posto di Turato sulla fascia destra. Novità anche a centrocampo dove dopo la sfortunata parentesi dello schieramento a rombo rispolverato in quel di Rimini si tornerà alla disposizione a quattro con il probabile rientro tra i titolari di Giordano al fianco di Iori. Un ritorno dopo una lunga assenza per l'ex capitano del Foggia (ultimo gettone di presenza da titolare il 27 settembre in occasione della sconfitta al Tenni con l'Empoli alla sesta giornata) che dirotterebbe così Castiglia a rifiatare in panchina. «Tutto può succedere e quella di Giordano potrebbe essere una possibilità - chiude il tecnico granata -. Si è sempre allenato seriamente ed è in forma. E' vero, si è visto poco ma io non trascuro mai nessuno. Un giocatore può star fuori un po' e poi ritrovarsi titolare». Sulle corsie laterali spazio invece a Volpe e De Gasperi (ma non è da escludere l'ipotesi di Oliveira che ha ben figurato nello spicchio di gara disputato contro i romagnoli). In avanti a far coppia con Meggiorini sarà invece come detto l'attesissimo Carparelli.

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LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima isola ecologica interrata... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

RAVENNA PRIMO PIANO pag. 23 LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima isola ecologica interrata... LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima isola ecologica interrata. Sarà costruita in piazza Andrea Costa entro l'estate. A seguire saranno realizzate quelle previste in piazza Anita Garibaldi, piazza Kennedy, piazza Garibaldi e largo Firenze. Il progetto complessivo, curato da Hera, consentirà la raccolta differenziata di carta, vetro, plastica e frazione organica, oltre al rifiuto residuo. L'intervento di piazza Costa prevede un investimento di 443.000 euro finanziati in parte da contributo regionale e in parte da Hera mediante fondi remunerati dalle bollette sui rifiuti. L'isola ecologica interrata sarà composta da cinque vani dotati di sistemi di sollevamento per l'alloggiamento di altrettanti contenitori di dimensioni diverse per la raccolta di carta (2 metri cubi), plastica (2 metri cubi), vetro/lattine (1,5 metri cubi), frazione organica (1,3 metri cubi), dei rifiuti indifferenziati (10 metri cubi). I contenitori per le raccolte differenziate saranno inserite di fronte alla facciata orientale del mercato coperto. Dal piano stradale saranno visibili soltanto le torrette di conferimento.

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Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica (sezione: Costi dei politici)

( da "AltaLex" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Federalismo fiscale: il disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica Disegno di legge approvato dal Senato il 22.01.2009 n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Il Governo è delegato ad adottare [...] uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città metropolitane e regioni. E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia di federalismo fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) approvato dal Senato della Repubblica il 22 gennaio 2009. In particolare, il provvedimento prevede: istituzione di una specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale; attribuzione di specifici tributi per le province e le città metropolitane; quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale; ineleggibilità per gli amministratori degli enti locali responsabili di dissesto finanziario; possibilità di istituire città metropolitane possono essere istituite nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera dei Deputati. (Altalex, 23 gennaio 2009) DISEGNO DI LEGGE 22 GENNAIO 2008, N. 1117-A Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione. Capo I CONTENUTI E REGOLE DI COORDINAMENTO FINANZIARIO Art. 1. (Ambito di intervento) 1. La presente legge costituisce attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, Città metropolitane e regioni e rispettando i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l'effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti. A tali fini, la presente legge reca disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, a disciplinare l'istituzione ed il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l'utilizzazione delle risorse aggiuntive e l'effettuazione degli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione. Disciplina altresì i princìpi generali per l'attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, province, Città metropolitane e regioni ed il finanziamento di Roma capitale. 2. Alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente le disposizioni di cui agli articoli 14, 21 e 24. Art. 2. (Oggetto e finalità) 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli specifici princìpi e criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 25 e 26, i decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono informati ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) autonomia di entrata e di spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile di tutti i livelli di governo; b) lealtà istituzionale fra tutti i livelli di governo e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale in coerenza con i vincoli posti dall'Unione europea e dai trattati internazionali; c) razionalità e coerenza dei singoli tributi e del sistema tributario nel suo complesso; semplificazione del sistema tributario, riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti, trasparenza del prelievo, efficienza nell'amministrazione dei tributi; rispetto dei princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212; d) coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale; e) attribuzione di risorse autonome ai comuni, alle province, alle Città metropolitane e alle regioni, in relazione alle rispettive competenze, secondo il principio di territorialità e nel rispetto del principio di solidarietà e dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate proprie di regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f) determinazione del costo e del fabbisogno standard quale costo o fabbisogno obiettivo che, valorizzando l'efficienza e l'efficacia, e tenendo conto anche del rapporto tra il numero dei dipendenti dell'ente territoriale e il numero dei residenti, costituisce l'indicatore rispetto al quale comparare e valutare l'azione pubblica nonché gli obiettivi di servizio cui devono tendere le amministrazioni regionali e locali nell'esercizio delle rispettive funzioni; g) adozione per le proprie politiche di bilancio da parte di regioni, Città metropolitane, province e comuni di regole coerenti con quelle derivanti dall'applicazione del patto di stabilità e crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali dell'armonizzazione dei bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni, province, Città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e di spesa nei bilanci dello Stato, delle regioni, delle Città metropolitane, delle province e dei comuni deve essere eseguita in forme che consentano di ricondurre tali poste ai criteri rilevanti per l'osservanza del patto di stabilità e crescita; i) coerenza con i princìpi di cui all'articolo 53 della Costituzione; l) superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della spesa storica a favore: 1) del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, e delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; 2) della perequazione della capacità fiscale per le altre funzioni; m) rispetto della ripartizione delle competenze legislative fra Stato e regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; n) esclusione di ogni doppia imposizione sul medesimo presupposto, salvo le addizionali previste dalla legge statale o regionale; o) tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e amministrativa; continenza e responsabilità nell'imposizione di tributi propri; p) previsione che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato: 1) istituire tributi regionali e locali; 2) determinare le variazioni delle aliquote o le agevolazioni che comuni, province e Città metropolitane possono applicare nell'esercizio della propria autonomia; q) facoltà delle regioni di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali; r) esclusione di interventi sulle basi imponibili e sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di governo; ove i predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi imponibili e sulle aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono possibili solo se prevedono la contestuale adozione di misure per la completa compensazione tramite modifica di aliquota o attribuzione di altri tributi e previa quantificazione finanziaria delle predette misure nella Conferenza di cui all'articolo 5; s) previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e di riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto del riscosso agli enti titolari del tributo; previsione che i tributi erariali compartecipati siano integralmente contabilizzati nel bilancio dello Stato; t) definizione di modalità che assicurino a ciascun soggetto titolare del tributo l'accesso diretto alle anagrafi e a ogni altra banca dati utile alle attività di gestione tributaria, assicurando il rispetto della normativa a tutela della riservatezza dei dati personali; u) premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell'esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori per gli enti che non rispettano gli equilibri economico - finanziari o non assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; previsione delle specifiche modalità attraverso le quali il Governo, nel caso in cui la regione o l'ente locale non assicuri i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, o qualora gli scostamenti dal patto di convergenza di cui all'articolo 17 della presente legge abbiano caratteristiche permanenti e sistematiche, adotta misure sanzionatorie, fino all'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo quanto disposto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; v) previsione che le sanzioni di cui alla lettera u) a carico degli enti inadempienti si applichino anche nel caso di mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei bilanci, predefiniti ai sensi della lettera h); z) garanzia del mantenimento di un adeguato livello di flessibilità fiscale nella costituzione di insiemi di tributi e compartecipazioni, da attribuire alle regioni e agli enti locali, la cui composizione sia rappresentata in misura rilevante da tributi manovrabili, con determinazione, per ciascun livello di governo, di un adeguato grado di autonomia di entrata, derivante da tali tributi; aa) previsione di una adeguata flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile e distribuita in modo tendenzialmente uniforme sul territorio nazionale, tale da consentire a tutte le regioni ed enti locali, comprese quelle a più basso potenziale fiscale, di finanziare, attivando le proprie potenzialità, il livello di spesa non riconducibile ai livelli essenziali delle prestazioni e alle funzioni fondamentali degli enti locali; bb) trasparenza ed efficienza delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire l'effettiva attuazione dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b); cc) riduzione della imposizione fiscale statale in misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di regioni ed enti locali calcolata ad aliquota standard e corrispondente riduzione delle risorse statali umane e strumentali; eliminazione dal bilancio dello Stato delle previsioni di spesa relative al finanziamento delle funzioni attribuite a regioni, province, comuni e Città metropolitane, con esclusione dei fondi perequativi e delle risorse per gli interventi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione; dd) definizione di una disciplina dei tributi locali in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà orizzontale; ee) territorialità dei tributi regionali e locali e dei gettiti delle compartecipazioni, in conformità a quanto previsto dall'articolo 119 della Costituzione; ff) tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore pubblico; previsione di strumenti che consentano autonomia ai diversi livelli di governo nella gestione della contrattazione collettiva; gg) certezza delle risorse e stabilità tendenziale del quadro di finanziamento, in misura corrispondente alle funzioni attribuite. hh) individuazione, in conformità con il diritto comunitario, di forme di fiscalità di sviluppo, con particolare riguardo alla creazione di nuove attività di impresa. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni e del Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell'interno, con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con gli altri Ministri volta a volta competenti nelle materie oggetto di tali decreti. Gli schemi di decreto legislativo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono trasmessi alle Camere perché su di essi sia espresso il parere della Commissione di cui all'articolo 3 e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri delibera, approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione sono indicate le specifiche motivazioni per cui l'intesa non è stata raggiunta. 4. Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 3 da parte della Commissione di cui all'articolo 3, i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, se non intende conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, per l'espressione di un nuovo parere da parte delle commissioni di cui al comma 3. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa. 5. Il Governo assicura, nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1, piena collaborazione con le regioni e gli enti locali, anche al fine di condividere la definizione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli essenziali delle prestazioni e la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard. 6. Almeno uno dei decreti legislativi di cui al comma 1 è adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Contestualmente all'adozione del primo schema di decreto legislativo, il Governo trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione concernente il quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed ipotesi di definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei rapporti finanziari tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, con l'indicazione delle possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la procedura di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. È istituita la Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, composta da quindici senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati. La composizione della Commissione deve rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari anche dopo la sua costituzione. 2. La Commissione assicura il raccordo con le regioni, le Città metropolitane, le province e i comuni, avvalendosi a tal fine della consultazione di un Comitato esterno di rappresentanti delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle regioni e degli enti locali nell'ambito della Conferenza unificata. Esso è composto da dodici membri di cui sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. 3. La Commissione: a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui all'articolo 2; b) verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere fino alla conclusione della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. A tal fine può ottenere tutte le informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 o dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5. 4. La Commissione può chiedere ai Presidenti delle Camere una proroga di venti giorni per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso periodo all'esame della Commissione. Con la proroga del termine per l'espressione del parere si intende prorogato di venti giorni anche il termine finale per l'esercizio della delega. 5. La Commissione è sciolta al termine della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. Art. 4. (Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. Al fine di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei contenuti dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, una Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, di seguito denominata «Commissione», formata da trenta componenti e composta per metà da rappresentanti tecnici dello Stato e per metà da rappresentanti tecnici degli enti di cui all'articolo 114, secondo comma, della Costituzione. Partecipano alle riunioni della Commissione un rappresentante tecnico della Camera dei deputati e uno del Senato della Repubblica, designati dai rispettivi Presidenti, nonché un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle province autonome, designato d'intesa tra di loro nell'ambito della Conferenza dei presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province autonome di cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. Gli oneri relativi sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati. 2. La Commissione è sede di condivisione delle basi informative finanziarie e tributarie, promuove la realizzazione delle rilevazioni e delle attività necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori fabbisogni informativi e svolge attività consultiva per il riordino dell'ordinamento finanziario di comuni, province, Città metropolitane e regioni e delle relazioni finanziarie intergovernative. A tale fine, le amministrazioni statali, regionali e locali forniscono i necessari elementi informativi sui dati finanziari e tributari. 3. La Commissione adotta, nella sua prima seduta, da convocare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, la tempistica e la disciplina procedurale dei propri lavori. 4. La Commissione opera nell'ambito della Conferenza unificata e svolge le funzioni di segreteria tecnica della Conferenza di cui all'articolo 5 a decorrere dall'istituzione di quest'ultima. Trasmette informazioni e dati alle Camere, su richiesta di ciascuna di esse. Art. 5. (Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 prevedono l'istituzione, nell'ambito della Conferenza unificata, della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica come organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica, di seguito denominata «Conferenza», di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di governo, e ne disciplinano il funzionamento e la composizione, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla definizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in relazione ai livelli di pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla definizione delle procedure per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica e promuove l'attivazione degli eventuali interventi necessari per il rispetto di tali obiettivi; verifica la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per la determinazione degli indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila sull'applicazione dei meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi sanzionatori e sul loro funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il corretto utilizzo dei fondi perequativi secondo princìpi di efficacia, efficienza e trasparenza e ne verifica l'applicazione; c) la Conferenza verifica l'utilizzo dei fondi per gli interventi di cui all'articolo 15; d) la Conferenza assicura la verifica periodica del funzionamento del nuovo ordinamento finanziario di comuni, province, Città metropolitane e regioni, ivi compresa la congruità di cui all'articolo 10, comma 1, lettera d); assicura altresì la verifica delle relazioni finanziarie tra i livelli diversi di governo e l'adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, proponendo eventuali modifiche o adeguamenti del sistema; e) la Conferenza verifica la congruità dei dati e delle basi informative finanziarie e tributarie, fornite dalle amministrazioni territoriali. f) la Conferenza si avvale della Commissione di cui all'articolo 4 quale segreteria tecnica per lo svolgimento delle attività istruttorie e di supporto necessarie; a tali fini, è istituita una banca dati comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio nonché per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di servizio; g) la Conferenza verifica periodicamente la realizzazione del percorso di convergenza ai costi e ai fabbisogni standard e promuove la conciliazione degli interessi tra i diversi livelli di governo interessati all'attuazione delle norme sul federalismo fiscale, oggetto di confronto e di valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle Camere. Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria) 1. All'articolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n. 60, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali». Capo II RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art. 7. (Princìpi e criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) le regioni dispongono di tributi e di compartecipazioni al gettito dei tributi erariali in grado di finanziare le spese derivanti dall'esercizio delle funzioni nelle materie che la Costituzione attribuisce alla loro competenza residuale e concorrente; b) per tributi delle regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le aliquote riservate alle regioni a valere sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3) i tributi propri istituiti dalle regioni con proprie leggi in relazione ai presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale; c) per una parte dei tributi di cui alla lettera b), numeri 1) e 2), le regioni, con propria legge, possono modificare le aliquote nei limiti massimi di incremento stabiliti dalla legislazione statale; possono altresì disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni, nel rispetto della normativa comunitaria. Sono fatti salvi gli elementi strutturali dei tributi stessi, la coerenza con la struttura di progressività del singolo tributo erariale su cui insiste l'aliquota riservata e la coerenza con il principio di semplificazione e con l'esigenza di standardizzazione necessaria per il corretto funzionamento della perequazione; d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali sono definite in conformità al principio di territorialità. A tal fine, le suddette modalità devono tenere conto: 1) del luogo di consumo, per i tributi aventi quale presupposto i consumi; per i servizi, il luogo di consumo può essere identificato nel domicilio del soggetto fruitore finale; 2) della localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul patrimonio; 3) del luogo di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla produzione; 4) della residenza del percettore, per i tributi riferiti ai redditi delle persone fisiche; 5) delle modalità di coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell'attività di lotta all'evasione ed all'elusione fiscale; e) il gettito dei tributi regionali derivati e le compartecipazioni al gettito dei tributi erariali sono senza vincolo di destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri direttivi sulle modalità di esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento) 1. Al fine di adeguare le regole di finanziamento alla diversa natura delle funzioni spettanti alle regioni, nonché al principio di autonomia di entrata e di spesa fissato dall'articolo 119 della Costituzione, i decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese connesse a materie di competenza legislativa di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione; tali spese sono: 1) spese riconducibili al vincolo dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione; 2) spese non riconducibili al vincolo di cui al numero 1); 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui le spese riconducibili alla lettera a), numero 1), sono determinate nel rispetto dei costi standard associati ai livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla legge statale, da erogarsi in condizioni di efficienza e di appropriatezza su tutto il territorio nazionale; c) definizione delle modalità per cui per la spesa per il trasporto pubblico locale, nella determinazione dell'ammontare del finanziamento, si tiene conto della fornitura di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard; per il trasporto pubblico locale l'attribuzione delle quote del fondo perequativo è subordinata al rispetto di un livello di servizio minimo, fissato a livello nazionale; d) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 1), sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e base imponibile uniformi, di tributi regionali da individuare in base al principio di correlazione, della riserva di aliquota sull'imposta sui redditi delle persone fisiche o dell'addizionale regionale all'imposta sui redditi delle persone fisiche e della compartecipazione regionale all'IVA nonché con quote specifiche del fondo perequativo, in modo tale da garantire nelle predette condizioni il finanziamento integrale in ciascuna regione; in via transitoria, le spese di cui al primo periodo sono finanziate anche con il gettito dell'IRAP fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri e con quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9; f) tendenziale limitazione dell'utilizzo delle compartecipazioni ai soli casi in cui occorre garantire il finanziamento integrale della spesa; g) soppressione dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2); h) definizione delle modalità per cui le aliquote dei tributi e delle compartecipazioni destinati al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), sono determinate al livello minimo assoluto sufficiente ad assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto previsto dalla lettera b), in una sola regione; definizione, altresì, delle modalità per cui al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9; i) definizione delle modalità per cui l'importo complessivo dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 2), è sostituito dal gettito derivante dall'aliquota media di equilibrio dell'addizionale regionale all'IRPEF. Il nuovo valore dell'aliquota deve essere stabilito sul livello sufficiente ad assicurare al complesso delle regioni un ammontare di risorse tale da pareggiare esattamente l'importo complessivo dei trasferimenti soppressi; l) definizione delle modalità per cui agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente trasferite dallo Stato alle regioni, in attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, si provvede con adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni. 1-bis. Nelle forme in cui le singole Regioni daranno seguito all'Intesa Stato-Regioni sull'istruzione, al relativo finanziamento si provvede secondo quanto previsto dal presente articolo per le spese riconducibili alla lettera a), punto 1. 2. Nelle spese di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per la sanità, l'assistenza e, per quanto riguarda l'istruzione, le spese per i servizi e le prestazioni inerenti all'esercizio del diritto allo studio, nonché per lo svolgimento delle altre funzioni amministrative attribuite alle regioni dalle norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Art. 9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dell'entità e del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, in relazione alla determinazione dell'entità e del riparto del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore delle regioni, in attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, terzo comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione del fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante, alimentato dal gettito prodotto da una compartecipazione al gettito IVA assegnata per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), nonché da una quota del gettito del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione; b) applicazione del principio di perequazione delle differenze delle capacità fiscali in modo tale da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante senza alterarne l'ordine e senza impedirne la modifica nel tempo conseguente all'evoluzione del quadro economico-territoriale; c) definizione delle modalità per cui le risorse del fondo devono finanziare: 1) la differenza tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell'articolo 8 e il gettito regionale dei tributi ad esse dedicati, determinato con l'esclusione delle variazioni di gettito prodotte dall'esercizio dell'autonomia tributaria nonché dall'emersione della base imponibile riferibile al concorso regionale nell'attività di recupero fiscale, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese corrispondenti al fabbisogno standard per i livelli essenziali delle prestazioni; 2) le esigenze finanziarie derivanti dalla lettera e) del presente articolo; d) definizione delle modalità per cui la determinazione delle spettanze di ciascuna regione sul fondo perequativo tiene conto delle capacità fiscali da perequare e dei vincoli risultanti dalla legislazione intervenuta in attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese al fabbisogno standard; e) è garantita la copertura del differenziale certificato tra i dati previsionali e l'effettivo gettito dei tributi alla regione con riferimento alla quale è stato determinato il livello minimo sufficiente delle aliquote dei tributi ai sensi dell'articolo 8, comma 1, lettere d) e h), tali da assicurare l'integrale finanziamento delle spese per i livelli essenziali delle prestazioni; f) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo per le spese di parte corrente per il trasporto pubblico locale sono assegnate in modo da ridurre adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per abitante e, per le spese in conto capitale, tenendo conto del fabbisogno standard di cui è assicurata l'integrale copertura; g) definizione delle modalità in base alle quali per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono assegnate in base ai seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), supera il gettito medio nazionale per abitante, non ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità fiscale, ossia quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), è inferiore al gettito medio nazionale per abitante, partecipano alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato da una quota del gettito prodotto nelle altre regioni, in relazione all'obiettivo di ridurre le differenze interregionali di gettito per abitante per il medesimo tributo rispetto al gettito medio nazionale per abitante; 3) la ripartizione del fondo perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa e delle isole minori; h) definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d) sono distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L'indicazione non comporta vincoli di destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento al finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni, nelle materie di loro competenza legislativa ai sensi dell'articolo 117, terzo e quarto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) cancellazione dei relativi stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del personale e di funzionamento, nel bilancio dello Stato; b) riduzione delle aliquote dei tributi erariali e corrispondente aumento: 1) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), dei tributi di cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2); 2) per le spese di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2), del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), fatto salvo quanto previsto dall'articolo 24, comma 4; c) aumento dell'aliquota della compartecipazione regionale al gettito dell'IVA destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore delle regioni con minore capacità fiscale per abitante ovvero della compartecipazione all'IRPEF; d) definizione delle modalità secondo le quali si effettua la verifica periodica della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del fabbisogno standard di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h), sia in termini di gettito sia in termini di correlazione con le funzioni svolte. Capo III FINANZA DEGLI ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento delle funzioni di comuni, province e Città metropolitane) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al finanziamento delle funzioni di comuni, province e Città metropolitane, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese relative alle funzioni di comuni, province e Città metropolitane, in: 1) spese riconducibili alle funzioni fondamentali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione, come individuate dalla legislazione statale; 2) spese relative alle altre funzioni; 3) spese finanziate con i contributi speciali, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui il finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numero 1), e dei livelli essenziali delle prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in modo da garantirne il finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed è assicurato dai tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è stabilita tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e dal fondo perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri, con compartecipazioni al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale per abitante; d) definizione delle modalità per tenere conto del trasferimento di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle Città metropolitane ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione e secondo le modalità di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di assicurare, per il complesso degli enti, l'integrale finanziamento di tali funzioni, ove non si sia provveduto contestualmente al finanziamento ed al trasferimento; e) soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione degli stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dell'articolo 13; f) il gettito delle compartecipazioni a tributi erariali e regionali è senza vincolo di destinazione; g) valutazione dell'adeguatezza delle dimensioni demografiche e territoriali degli enti locali per l'ottimale svolgimento delle rispettive funzioni e salvaguardia delle peculiarità territoriali, con particolare riferimento alla specificità dei piccoli comuni, anche con riguardo alle loro forme associative, e dei territori montani. Art. 12. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il coordinamento e l'autonomia di entrata e di spesa degli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento al coordinamento ed all'autonomia di entrata e di spesa degli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la legge statale individua i tributi propri dei comuni e delle province, anche in sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti e anche attraverso l'attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già erariali; ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili; stabilisce, garantendo una adeguata flessibilità, le aliquote di riferimento valide per tutto il territorio nazionale; b) definizione delle modalità secondo cui le spese dei comuni relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o più delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione all'IVA, dal gettito derivante da una compartecipazione all'imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della tassazione patrimoniale sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla data di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale sugli immobili, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; c) definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un tributo erariale; d) disciplina di uno o più tributi propri comunali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di applicazione in riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina di uno o più tributi propri provinciali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di applicazione in riferimento a particolari scopi istituzionali; f) previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni tra comuni, anche attraverso l'incremento dell'autonomia impositiva o maggiori aliquote di compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che le regioni, nell'ambito dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possano istituire nuovi tributi dei comuni, delle province e delle Città metropolitane nel proprio territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali; h) previsione che gli enti locali, entro i limiti fissati dalle leggi, possano disporre del potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da tali leggi e di introdurre agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel rispetto delle normative di settore e delle delibere delle autorità di vigilanza, dispongano di piena autonomia nella fissazione delle tariffe per prestazioni o servizi offerti anche su richiesta di singoli cittadini; i-bis) previsione che la legge statale, nell'ambito della premialità ai comuni virtuosi, in sede di individuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che concerne la spesa in conto capitale. Art. 13. (Princìpi e criteri direttivi concernenti l'entità e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento all'entità e al riparto dei fondi perequativi per gli enti locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione nel bilancio delle regioni di due fondi, uno a favore dei comuni, l'altro a favore delle province, alimentati da un fondo perequativo dello Stato con indicazione separata degli stanziamenti per le diverse tipologie di enti, a titolo di concorso per il finanziamento delle funzioni da loro svolte; la dimensione del fondo è determinata, per ciascun livello di governo, con riguardo all'esercizio delle funzioni fondamentali, in misura uguale alla differenza tra il totale dei fabbisogni standard per le medesime funzioni e il totale delle entrate standardizzate di applicazione generale spettanti ai comuni e alle province ai sensi dell'articolo 12, con esclusione dei tributi di cui al comma 1, lettere d) ed e) del medesimo articolo, e dei contributi di cui all'articolo 15, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; b) definizione delle modalità con cui viene periodicamente aggiornata l'entità dei fondi di cui alla lettera a) e sono ridefinite le relative fonti di finanziamento; c) la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1), avviene in base a: 1) un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato della spesa corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del gettito dei tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori tengono conto dell'entità dei finanziamenti dell'Unione europea di carattere infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per cui la spesa corrente standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base di una quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della spesa in relazione all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche, utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e) definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f) definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative all'esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo perequativo per i comuni e quello per le province sono diretti a ridurre le differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione demografica stessa e della loro partecipazione a forme associative; g) definizione delle modalità per cui le regioni, sulla base di criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di Conferenza unificata, e previa intesa con gli enti locali, possono, avendo come riferimento il complesso delle risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo perequativo ai comuni e alle province inclusi nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni della spesa corrente standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera d), e delle entrate standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di infrastrutture; in tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato sulla base dei parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera; h) i fondi ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e per le province del territorio sono trasferiti dalla regione agli enti di competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni, qualora non provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del fondo perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo stabiliti dai decreti legislativi di cui all'articolo 2 della presente legge. La eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate standardizzate non può comportare ritardi nell'assegnazione delle risorse perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base alle disposizioni di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Capo IV FINANZIAMENTO DELLE CITTÀ METROPOLITANE Art. 14. (Finanziamento delle Città metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo, adottato in base all'articolo 2, è assicurato il finanziamento delle funzioni delle Città metropolitane, anche attraverso l'attribuzione di specifici tributi, in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. Il medesimo decreto legislativo assegna alle Città metropolitane tributi ed entrate proprie, anche diverse da quelle assegnate ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle Città metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese riconducibili all'esercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, lettera d). Capo V INTERVENTI SPECIALI Art. 15. (Interventi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento all'attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione delle modalità in base alle quali gli interventi finalizzati agli obiettivi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione sono finanziati con contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dell'Unione europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b) confluenza dei contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le proprie finalizzazioni, in appositi fondi destinati ai comuni, alle province, alle Città metropolitane e alle regioni; c) considerazione delle specifiche realtà territoriali, con particolare riguardo alla realtà socio-economica, al deficit infrastrutturale, ai diritti della persona, alla collocazione geografica degli enti, alla loro prossimità al confine con altri Stati o con regioni a statuto speciale, ai territori montani e alle isole minori; d) individuazione di interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle aree sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli squilibri economici e sociali e a favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona; e) definizione delle modalità per cui gli obiettivi e i criteri di utilizzazione delle risorse stanziate dallo Stato ai sensi del presente articolo sono oggetto di intesa in sede di Conferenza unificata e disciplinati con i provvedimenti annuali che determinano la manovra finanziaria. L'entità delle risorse è determinata dai medesimi provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO DEI DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 16. (Coordinamento e disciplina fiscale dei diversi livelli di governo) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al coordinamento e alla disciplina fiscale dei diversi livelli di governo, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) garanzia della trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse complessive per abitante prima e dopo la perequazione, in modo da salvaguardare il principio dell'ordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua eventuale modifica a seguito dell'evoluzione del quadro economico territoriale; b) rispetto degli obiettivi del conto consuntivo, sia in termini di competenza sia di cassa, per il concorso all'osservanza del patto di stabilità per ciascuna regione e ciascun ente locale; determinazione dei parametri fondamentali sulla base dei quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle province, delle Città metropolitane e delle regioni, anche in relazione ai meccanismi premiali o sanzionatori dell'autonomia finanziaria; c) assicurazione degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle regioni che possono adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel proprio territorio regionale, le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle diverse regioni; d) individuazione di indicatori di efficienza e di adeguatezza atti a garantire adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da parte di regioni ed enti locali; e) introduzione di un sistema premiante nei confronti degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo a parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici mediante l'assunzione di oneri e di impegni nell'interesse della collettività nazionale ivi compresi quelli di carattere ambientale ovvero degli enti che incentivano l'occupazione e l'imprenditorialità femminile; introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di finanza pubblica di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche l'alienazione di beni mobiliari e immobiliari rientranti nel patrimonio disponibile dell'ente nonché l'attivazione nella misura massima dell'autonomia impositiva, atti a raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale o dell'ente locale per l'attuazione delle politiche comunitarie; previsione di meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui all'articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui all'articolo 126, primo comma, della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali. Art. 17. (Patto di convergenza) 1. Nell'ambito del disegno di legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da parte del Documento di programmazione economico-finanziaria, il Governo, previo confronto e valutazione congiunta in sede di Conferenza unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo e a stabilire, per ciascun livello di governo territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, gli obiettivi di servizio, il livello di ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della pressione fiscale complessiva, nel rispetto dell'autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali. Nel caso in cui il monitoraggio rilevi che uno o più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo Stato attiva, previa intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente agli enti che presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un procedimento, denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza», volto ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le azioni correttive da intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica e utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione delle migliori pratiche fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI LOCALI Art. 18. (Patrimonio di comuni, province, Città metropolitane e regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi generali per l'attribuzione a comuni, province, Città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali; b) attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità; c) ricorso alla concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell'attribuzione dei beni a comuni, province, Città metropolitane e regioni; d) individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME TRANSITORIE E FINALI Art. 19. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme transitorie per le regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano una disciplina transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo perequativo di cui all'articolo 9 si applicano a regime dopo l'esaurimento di una fase di transizione diretta a garantire il passaggio graduale dai valori dei trasferimenti rilevati nelle singole regioni come media nel triennio 2006-2008, al netto delle risorse erogate in via straordinaria, ai valori determinati con i criteri dello stesso articolo 9; b) l'utilizzo dei criteri definiti dall'articolo 9 avviene a partire dall'effettiva determinazione del contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni, mediante un processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard in un periodo di cinque anni; c) per le materie diverse da quelle di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il sistema di finanziamento deve divergere progressivamente dal criterio della spesa storica a favore delle capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può attivare a proprio carico meccanismi correttivi di natura compensativa di durata pari al periodo transitorio di cui alla presente lettera; d) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle lettere b) e c); e) garanzia per le regioni, in sede di prima applicazione, della copertura del differenziale certificato tra i dati previsionali e l'effettivo gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); f) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui all'articolo 10, comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni, non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma 1, lettera a), del medesimo articolo 10 e che si effettui una verifica, concordata in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, dell'adeguatezza e della congruità delle risorse finanziarie delle funzioni già trasferite. Art. 20. (Norme transitorie per gli enti locali) 1. In sede di prima applicazione, i decreti legislativi di cui all'articolo 2 recano norme transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) nel processo di attuazione dell'articolo 118 della Costituzione, al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle regioni, nonché agli oneri derivanti dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni svolte dagli stessi alla data di entrata in vigore dei medesimi decreti legislativi, provvedono lo Stato o le regioni, determinando contestualmente adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente legge; b) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate di comuni e province in base alla presente legge sia, per il complesso dei comuni ed il complesso delle province, non inferiore al valore dei trasferimenti di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e); c) determinazione dei fondi perequativi di comuni e province in misura uguale, per ciascun livello di governo, alla differenza fra i trasferimenti statali soppressi ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera e), destinati al finanziamento delle spese di comuni e province, esclusi i contributi di cui all'articolo 15, e le maggiori entrate spettanti in luogo di tali trasferimenti ai comuni ed alle province, ai sensi dell'articolo 12, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l), numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica; d) sono definite regole, tempi e modalità della fase transitoria in modo da garantire il superamento del criterio della spesa storica in un periodo di cinque anni, per le spese riconducibili all'esercizio delle funzioni fondamentali e per le altre spese. Fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni concernenti l'individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali: 1) il fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato considerando l'80 per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di esse come non fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l'80 per cento delle spese è finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e dal fondo perequativo; il 20 per cento delle spese è finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia finanziaria, ivi comprese le compartecipazioni a tributi regionali, e dal fondo perequativo; 3) ai fini del numero 2) si prendono a riferimento gli ultimi bilanci certificati a rendiconto, alla data di predisposizione degli schemi di decreto legislativo di cui all'articolo 2; e) specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alla lettera d). 2. Ai soli fini dell'attuazione della presente legge, e in particolare della determinazione dell'entità e del riparto dei fondi perequativi degli enti locali in base al fabbisogno standard o alla capacità fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima applicazione, nei decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono provvisoriamente considerate ai sensi del presente articolo, ai fini del finanziamento integrale sulla base del fabbisogno standard, le funzioni individuate e quantificate dalle corrispondenti voci di spesa, sulla base dell'articolazione in funzioni e relativi servizi prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per i comuni, le funzioni e i relativi servizi da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di polizia locale; c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia scolastica; d) funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia; f) funzioni del settore sociale, fatta eccezione per i servizi per l'infanzia e per i minori. 4. Per le province, le funzioni da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresa l'edilizia scolastica; c) funzioni nel campo dei trasporti; d) funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni nel campo della tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo economico relative ai servizi del mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 disciplinano la possibilità che l'elenco delle funzioni di cui ai commi 3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni, province e comuni, da concludere in sede di Conferenza unificata. Art. 21. (Perequazione infrastrutturale) 1. In sede di prima applicazione, il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro per le riforme per il federalismo, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per i rapporti con le regioni e gli altri Ministri competenti per materia, predispone una ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti, da ricondurre nell'ambito degli interventi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, riguardanti la rete stradale, autostradale e ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è effettuata secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) valutazione dell'estensione delle superfici territoriali; b) valutazione del parametro della densità della popolazione e della densità delle unità produttive; c) considerazione dei particolari requisiti delle zone di montagna; d) valutazione della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e) valutazione della specificità insulare con definizione di parametri oggettivi relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo economico derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle risorse per gli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione. 2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati, sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo, interventi finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard. Gli interventi di cui al presente comma sono individuati nel programma da inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art. 21-bis. (Norme transitorie per le città metropolitane) 1. Il presente articolo reca in via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della disciplina organica delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge, la disciplina per la prima istituzione delle stesse. 2. Le città metropolitane possono essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Napoli. La proposta di istituzione spetta: a) al comune capoluogo congiuntamente alla Provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente ad almeno il cinquanta per cento dei comuni della provincia interessata che rappresentino nel complesso almeno il cinquanta per cento della popolazione; c) alla provincia, congiuntamente ad almeno il cinquanta per cento dei comuni della provincia medesima che rappresentino almeno il cinquanta per cento della popolazione. 2-bis. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene la perimetrazione della città metropolitana, secondo il principio della continuità territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti e reca una proposta di statuto provvisorio della città metropolitana. Sulla proposta è acquisito il parere della regione espresso entro novanta giorni. Si osservano le seguenti modalità: a) Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) la città metropolitana si articola al suo interno in comuni; c) lo statuto provvisorio della città metropolitana definisce le forme dì coordinamento dell'azione complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano; disciplina altresì le modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del consiglio provvisorio di cui al comma 5. Lo statuto definitivo della città metropolitana è adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del loro insediamento in base alla legge di cui al comma 1; d) sulla proposta di istituzione della città metropolitana è indetto un referendum tra tutti i cittadini dei comuni inclusi nella perimetrazione contenuta nella proposta di istituzione; il referendum è senza quorum di validità se il parere della Regione è favorevole o in mancanza di parere; in caso di parere regionale negativo, il quorum di validità è del trenta per cento. 3. Con regolamento da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia, per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa e per i rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e di svolgimento del referendum di cui alla lettera d) del comma 2-bis, osservando le disposizioni della legge 25 giugno 1970, n. 352, in quanto compatibili. 4. Con le modalità stabilite dalla legge di cui al comma 1, successivamente al referendum di cui alla lettera d) del comma 2-bis, verranno definitivamente istituite le città metropolitane. 5. Con le città metropolitane istituite ai sensi del presente articolo è istituita una assemblea rappresentativa, denominata "consiglio provvisorio della città metropolitana", composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal presidente della provincia. Nessun emolumento, gettone di presenza o altra forma di retribuzione è attribuita ai componenti del consiglio provvisorio in ragione di tale incarico. 6. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il trasferimento delle funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie inerenti alle funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni stabilite ai sensi del presente articolo. La legge di cui al comma 1 stabilisce la disciplina per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della provincia non inclusi nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione nell'area metropolitana ovvero in altra provincia. 7. Dalla data di proclamazione dell'esito positivo del referendum di cui al comma 2-bis, lettera d), e fino alla data di entrata in vigore della disciplina organica di cui al comma 1, il finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente. 8. Ai soli fini delle previsioni concernenti le spese e l'attribuzione delle risorse finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi definitivi. 9. Ai medesimi fini di cui al comma 8 sono, altresì, considerate funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione e al territorio metropolitano: a) la pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; b) la strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici; c) la promozione ed il coordinamento dello sviluppo economico e sociale. Art. 22. (Ordinamento transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione) 1. In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle Città metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali; b) soppressa; c) sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; d) sviluppo urbano e pianificazione territoriale; e) edilizia pubblica e privata; f) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità; g) protezione civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio; h) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4. L'esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal Consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e 4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 5. Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti la regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Lo status dei membri dell'Assemblea capitolina è disciplinato dalla legge dello Stato. 7. Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i princìpi generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici: a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma 5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione della disciplina delle Città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città metropolitana di Roma capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite alla città metropolitana di Roma capitale. Art. 23. (Princìpi e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al sistema gestionale dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto della autonomia organizzativa di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate forme di collaborazione delle regioni e degli enti locali con il Ministero dell'economia e delle finanze e con le Agenzie regionali delle entrate in modo da configurare dei centri di servizio regionali per la gestione organica dei tributi erariali, regionali e degli enti locali; b) definizione con apposita e specifica convenzione fra il Ministero dell'economia e delle finanze, le singole regioni e gli enti locali, delle modalità gestionali, operative, di ripartizione degli oneri, degli introiti di attività di recupero dell'evasione. Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI SOLIDARIETÀ PER LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO Art. 24. (Coordinamento della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome) 1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel rispetto degli statuti speciali, concorrono al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ed all'esercizio dei diritti e doveri da essi derivanti, nonché al patto di convergenza di cui all'articolo 17 e all'assolvimento degli obblighi posti dall'ordinamento comunitario, secondo criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti, da definire, con le procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine stabilito per l'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e secondo il principio del superamento del criterio della spesa storica di cui all'articolo 2, comma 2, lettera l). 2. Le norme di attuazione di cui al comma 1 tengono conto della dimensione della finanza delle predette regioni e province autonome rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, e dei livelli di reddito pro capite che caratterizzano i rispettivi territori o parte di essi, rispetto a quelli corrispondentemente sostenuti per le medesime funzioni dallo Stato, dal complesso delle regioni e, per le regioni e province autonome che esercitano le funzioni in materia di finanza locale, dagli enti locali. Le medesime norme di attuazione disciplinano altresì le specifiche modalità attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi costituzionali di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto speciale i cui livelli di reddito pro capite siano inferiori alla media nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno standard per il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 sono attuate, nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli statuti speciali e alle condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al comma 2, anche mediante l'assunzione di oneri derivanti dal trasferimento o dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a statuto speciale e province autonome ovvero da altre misure finalizzate al conseguimento di risparmi per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle norme di attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la parte di propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi statali in materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e provinciali in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale, nonché di finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della regione a statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi fondamentali di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali e locali. c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, lettera hh), e alle condizioni di cui all'articolo 15, comma 1, lettera d). 4. A fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, così come alle regioni a statuto ordinario, nei casi diversi dal concorso al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ai sensi del comma 2, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui all'articolo 2 definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento aggiuntivo attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise. 5. Alle riunioni del Consiglio dei ministri per l'esame degli schemi concernenti le norme di attuazione di cui al presente articolo sono invitati a partecipare, in conformità ai rispettivi statuti, i Presidenti delle regioni e delle province autonome interessate. 6. La Commissione di cui all'articolo 4 svolge anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti concernenti l'ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione. Nell'esercizio di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante tecnico della singola regione o provincia interessata. Capo X SALVAGUARDIA FINANZIARIA ED ABROGAZIONI Art. 25. (Salvaguardia finanziaria) 1. L'attuazione della presente legge deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti con il patto europeo di stabilità e crescita. 2. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzioni; b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia salvaguardato l'obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale complessiva anche nel corso della fase transitoria; c) siano previsti adeguati meccanismi diretti a coinvolgere e cointeressare Regioni ed Enti locali nell'attività di recupero dell'evasione fiscale e nel contrasto all'elusione fiscale. 3. Per le spese derivanti dall'attuazione degli articoli 4 e 5, si provvede con gli ordinari stanziamenti di bilancio. Art. 26. (Abrogazioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano le disposizioni incompatibili con la presente legge, prevedendone l'abrogazione. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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Olbia a Bolzano con gli uomini contati (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sport Pagina 10045 Olbia a Bolzano con gli uomini contati Gilardi o Scalise al posto di Memé, in attacco Giglio e Palumbo --> Gilardi o Scalise al posto di Memé, in attacco Giglio e Palumbo OLBIA L'operazione "pochi ma buoni" è scattata all'alba con una delle più lunghe e faticose trasferte della stagione con destinazione Bolzano. Partenza in aereo dallo scalo del Costa Smeralda, cambio di aeromobile a Cagliari alla volta di Verona e poi un'altra ora e mezza di pullman sino a raggiungere il capoluogo altoatesino. L'Olbia è partita con solo sedici giocatori, visto che mancano all'appello l'infortunato Bordacconi, l'acciacciato Testa e i due squalificati Memè e Masciantonio. In recupero il centrocampista Soro, alle prese con una preparazione atletica approssimativa. L'Olbia ha scelto di svolgere proprio in Alto Adige la seduta di rifinitura ma in linea di massima l'undici titolare è già fissato nella testa del tecnico, al massimo resta da sciogliere qualche riserva. Il forfait del mancino Memè verrà colmato con l'impiego di un fuori ruolo, che ben si adatta alla fascia. Potrebbe ricadere la scelta tra Gilardi e Scalise, ultimo arrivato in casa Olbia con Fedeli e Bussi. Tutto lascia presagire che i galluresi si presenteranno al cospetto del SudTirol, penultima in graduatoria nel girone A, con Giglio e Palumbo in avanti. E mai come questa volta alla coppia d'attacco, che molte avversarie invidiano, è richiesta una spiccata propensione al sacrificio. Ce ne sarà bisogno allo stadio Druso, contro i biancorossi che annaspano con l'acqua alla gola. A detta degli esperti non meritano la posizione che occupano, sta di fatto che la realtà sentenzia che la zona è pericolosa. «Hanno tesserato nuovi giocatori», ha precisato Rosolino Puccica «quindi il SudTirol si presenta molto agguerrito. Ma l'Olbia, al di là delle assenze, intende farsi valere. Questa squadra può mettere in difficoltà chiunque, a patto che la mentalità sia quella dei tempi migliori. Gruppo caparbio, sacrificio e determinazione». Per quanto riguarda la campagna di rafforzamento si è registrata una pausa di riflessione, ma le voci di calcio mercato si rincorrono. Una pista porta all'ingaggio del mancino trevigiano, in forza ai gialloblu del Pergocrema. Si tratta di Lauro Florean, ex compagno del portiere Righi. Arriverebbe, si dice addirittura correndo, con la formula del prestito. Ma bisogna vincere la concorrenza del Rodengo Saiano, intenzionato a trovare un elemento valido per l'attacco a tre. I dirigenti dell'Olbia, visto che le fregature sono sempre in agguato, vogliono vederci chiaro. Capire insomma perché il fantasista veneto non sta trovando spazio in formazione e soprattutto quale sia la sua condizione atletica, dato che la qualità non si discute. Con il Pergo, solo nove gettoni di presenza per Florean, vecchio pallino del direttore sportivo Davide Bolognesi. Il ragazzo originario di Motta di Livenza ha vestito anche i panni da giustiziere dell'Olbia nella sua giovane carriera, che lo va visto negli ultimi anni giocare con il Casale (2004-2005), il Portogruaro (2005-06) e, nelle ultime tre stagioni, col Pergocrema. Un sostituto ideale per Massaro, in grado di irrobustire il 3-4-3 di Puccica. Dal Venezia potrebbe arrivare anche il centrocampista Luca Corradi (1981) e si parla di uno scambio con il ventenne portiere Davide Ciceri. Per le partenze si va verso il blocco delle liste. L'esperienza insegna che basta poco per vedere ridotta all'osso una rosa di taglia larga. Come dicevano i latini, è meglio abbondare. GIAMPAOLO CUCCURU

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Presepi allestiti al Palazzo di giustiziamercoledì la cerimonia di premiazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

La manifestazione promossa dal Cral Presepi allestiti al Palazzo di giustizia mercoledì la cerimonia di premiazione v.p.) Gli studi, i lavori e le ricerche sulla Storia dell'Arte compiuti dagli studenti del liceo classico ?Ruggero Settimo? finiscono nel calendario da tavolo 2009 realizzato dagli alunni dell'istituto dietro iniziativa della prof. Gabriella Rizza e del dirigente scolastico Maria Luisa Sedita. I ragazzi, nelle ore scolastiche ed extrascolastiche, hanno svolto numerose attività di laboratorio che hanno loro permesso di sviluppare ed affinare la creatività e il senso estetico. Ed è sufficiente osservare la scelta dei soggetti per capire quanto sia stato duro lo sforzo degli alunni del ?Settimo?. Non è certo un lavoro da poco accostarsi a capolavori quali ?L'Annunciazione? o ?La dama con l'ermellino? di Leonardo, ?Il ritorno di Giuditta? del Botticelli, ?Giuditta e Oloferne? di Donatello, ?La Sibilla deifica? e il ?Mosè? di Michelangelo. Sulle tavole del calendario, che viene realizzato ormai da 6 anni, hanno trovato spazio anche gli stemmi della città di Ragusa (mese di febbraio), raffigurante un'aquila nera che regge tra le zampe un caduceo e una cornucopia fruttifera e Agrigento (mese di marzo), raffigurante i giganti, creature di origine mitologica. Inoltre è possibile ammirare sul calendario anche le tele del 1936 realizzate dai vecchi alunni del liceo, restaurate dai ragazzi, la scena finale della tragedia ?Le Eumenidi? di Euripide e il presepe in terracotta, sempre realizzato dagli alunni del ?Settimo?, vincitore del primo premio ?Stella Azzurra?.

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La Fondazione Tullio, dalla fine del 2008, ha un nuovo consiglio di amministrazione. Il vecchio dire... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 24-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 24 Gennaio 2009, La Fondazione Tullio, dalla fine del 2008, ha un nuovo consiglio di amministrazione. Il vecchio direttivo, nominato dall'ex sindaco Sergio Cecotti, è stato "azzerato" dopo dieci anni di gestione dell'ente. Spetta al sindaco, infatti, nominare quattro dei cinque membri del Cda, fra cui il presidente (il quinto consigliere è su indicazione del socio privato, la Banca popolare di Cividale), chiamati a guidare la fondazione, che trae origine dalle disposizioni testamentarie del nobile Giuseppe Tullio, che nel 1898 lasciò al Comune numerosi immobili, perché con le rendite del lascito provvedesse all'assistenza degli udinesi disagiati. E, visto che il vecchio Cda dopo dieci anni era in scadenza e andava rinnovato, Honsell ha fatto quanto in suo potere. Ma l'ex presidente Arturo Andrea Andreucci, nel tracciare il bilancio della sua gestione, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. È stato contattato dalla nuova amministrazione prima del rinnovo del Cda? «No. Non sono stato contattato né dal sindaco Honsell né da chi era delegato a individuare le candidature per le nomine. Dopo il rinnovo, ho solo avuto un incontro con il nuovo presidente del Cda Trovò, che voleva alcune informazioni». Deluso perché si aspettava almeno un "grazie" dalla nuova amministrazione? «Non mi interessa che Honsell mi dica "grazie" ma mi aspettavo che almeno mi chiedesse che cos'è la Fondazione...». Ritiene che il vecchio Cda sia stato messo alla porta senza troppi complimenti? «Dico solo che forse qualcun altro avrebbe agito in maniera diversa». Pensava che Honsell avrebbe mantenuto qualcuno del vecchio Cda? «Sono nomine del sindaco, se non ha ritenuto di mantenere nessuno, è nei suoi poteri». Nel nuovo direttivo ci sono molti medici. Scelta azzeccata? «Forse è stata fraintesa l'attività della Fondazione. Non è una fondazione sanitaria, ma si occupa di disagio sociale». Quanto guadagna un membro del Cda della Fondazione? «Zero. Non c'è un gettone di presenza e non esistono rimborsi spese. Uno lo fa per dare un servizio alla città e alla gente bisognosa». Ritiene che il direttivo da lei presieduto abbia fatto un buon lavoro? «Un ottimo lavoro. Nel '98, quando ci siamo insediati, abbiamo ereditato una situazione un po' particolare. Oltre a un residuo di liquidità di 4,1 miliardi di lire, fra i beni, c'erano parecchi immobili infruttuosi, fra cui il palazzo di via Aquileia, palazzo Tullio: costava troppo ristrutturarlo, la Regione all'epoca non poteva darci una mano, così si è deciso di venderlo con un'asta. Abbiamo alienato altri immobili infruttuosi: con il ricavato delle vendite, circa 1,6 milioni di euro, abbiamo acquistato 14 miniappartamenti arredati, che sono stati messi a reddito e si sono aggiunti a quello già di proprietà in via Treppo 18. Con il ricavato degli affitti dei mini e con i liquidi rimasti, circa 1,9 milioni, vengono raggiunti gli scopi assistenziali della Fondazione, con il sostegno a progetti di associazioni che si occupano di disagio sociale». In media, quanti soldi sono stati erogati ogni anno per questo fine? «Circa 60-70mila euro all'anno. Il vecchio Cda ha anche il merito di aver individuato, come previsto dalla legge regionale, il socio privato, la Banca popolare di Cividale». Ma è vero che tornerà alla politica attiva? «Non ho mai abbandonato la politica attiva...». Che ne pensa della gestione Honsell della città? «Cito Pietro l'Aretino. "Di tutti disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco"». Camilla De Mori

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Palumbo, l'emigrante (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Occhio a...è cresciuto in Germania Palumbo, l'emigrante L'elemento più rappresentativo dell'Olbia è certamente Vincenzo Palumbo. Attaccante esperto, calsse 74, nativo di HeiBronn, in Germania, ma di nazionalità italiana. Cresciuto ne Kickers Stoccarda, squadra che ha timbrato anche in Bundesliga, Palumbo torna presto in Italia per una lunga parentesi nell'Andria dove realizza 9 gol in B e 3 in C1. Sempre nella serie cadetta si fa luce nel Pescara dove riporta 15 marcature in 47 incontri. Quindi una parentesi a Palermo e Pisa per poi iniziare la parentesi sarda con la Torres in C1, con la quale sigla 12 reti con 52 gettoni. Questa all'Olibia è la sua seconda stagione. Nella prima ha riportato 14 gol mentre quest'anno il suo bottino è di 3 reti in 12 presenze fra i sardi.

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Toni Gajo: sarò difensore civico senza compenso, i soldi al Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Toni Gajo: sarò difensore civico senza compenso, i soldi al Comune MONTEBELLUNA. Martedì sarà la volta della scelta del nuovo difensore civico di Montebelluna. Ai nastri di partenza sono in 17, i rumors politici danno già una candidata predestinata: una avvocatessa che riceverebbe i voti della maggioranza e di quattro esponenti dell'opposizione. Gli altri quattro voti, ossia quelli di «Noi Veneti» e di Fi dovrebbero andare a Toni Gajo, ex consigliere comunale e che prima di diventare battitore libero era stato un esponente di spicco della Sinistra comunista. Il quale rilancia, assicurando che, detratte le spese, lui svolgerebbe l'incarico gratuitamente. «Sono venuti a dirmi che uno dei problemi per votarmi era costituito dal compenso di 30 mila euro all'anno - spiega - li ho rassicurati. Tolte le spese, non voglio percepire alcun compenso. Io ho presentato la mia candidatura con l'intenzione di mettere a disposizione la mia esperienza, non per percepire un compenso. In tutti gli anni che ho fatto il consigliere comunale passavo i gettoni di presenza al partito, in questo periodo di crisi lascerei volentieri il compenso da difensore civico al Comune». (e.f.)

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TERAMO - Di nuovo una trasferta. Stavolta a Ferrara. Dopo aver centrato il sesto successo in otto ga... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 25 Gennaio 2009 Chiudi di PAOLO MARINI TERAMO - Di nuovo una trasferta. Stavolta a Ferrara. Dopo aver centrato il sesto successo in otto gare giocate fuori dal PalaScapriano, la Bancatercas prova a dare continuità al suo ottimo campionato al PalaSegest di Ferrara. Dove, alle 18,15, gli uomini di coach Capobianco affronteranno la locale formazione. Ma Poeta e soci si troveranno di fronte qualche giocatore in più rispetto all'avversario avuto davanti all'esordio in stagione, quando il Teramo Basket si impose 84-68. In quel match tutte le responsabilità dell'attacco estense gravavano sul play Andre Collins, continuamente pressato dagli esterni teramani e reso ininfluente in attacco (se si eccettua un terzo periodo da favola dove l'ex portatore di palla della Maryland University realizzerà tutti i suoi 20 punti, ma senza spostare sostanzialmente l'inerzia della partita). Oggi coach Valli avrà a disposizione Daniel Farabello, che a Teramo non giocò per infortunio, e Allan Ray, tesserato in settimana e voglioso di continuare la sua esperienza in Italia lontano da un ambiente come Roma, con il quale l'ex stella della Villanova University ha raramente trovato un feeling cestistico. E tanto cambieranno queste due addizioni nello scacchiere della Carife, perché se è vero che il piano partita dell'andata (e probabilmente non sarà poi molto differente da quello di oggi) prevedeva una continua pressione sui portatori di palla di Ferrara per forzare palle perse o per ritardare l'ingresso nei giochi, è altrettanto scontato valutare che con due esterni in più aumentano le armi per controbilanciare questa mossa tattica (per non parlare dell'attacco, dove si inserisce un giocatore, l'ex Varese, dal 39,4% da tre, e una guardia che se in giornata la mette con continuità). Ma non solo sul perimetro si giocano le partite, ovviamente. Anche in area bisognerà valutare che impatto avranno i due lunghi di coach Valli. In primis Harold Jamison, centro da 14,4 punti e 6,1 rimbalzi per gara, esperto del campionato italiano e capace di chiudere l'area, in particolar modo in coppia con l'atletico Ndudi Ebi (11,5 punti e 6,5 rimbalzi di media). Se Brown e i compagni di reparto riusciranno a tenere fuori dal pitturato i lunghi della Carife e se i piccoli saranno bravi ad occupare le linee di passaggio la gara potrebbe mettersi nei binari giusti per la Bancatercas. Poi, c'è il fattore "Ray". Che non sarà l'Allen di Boston, ma va tenuto comunque in debita considerazione quando si alza dal perimetro per tirare. Il tutto orchestrato, come detto da Andre Collins (che 15 punti, col 32,7% da tre, e 3 assist per gara li assicura, stando alle statistiche). Completano il roster degli ospiti il tiratore Marco Allegretti, il "tuttofare" Oluoma Nnamaka, il giovane prospetto italiano Brian Sacchetti e l'ex biancorosso (ma parliamo del Teramo Basket di B2 di una decina d'anni fa) Massimiliano Rizzo.

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Facchin: <Tunnel, si faccia chiarezza> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-25 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Grandi opere La lettera del ministero sotto la lente. L'ingegnere: Dellai e Durnwalder in sintonia Facchin: «Tunnel, si faccia chiarezza» L'amministratore: va trovata una soluzione per il finanziamento A22 BOLZANO — Non si placa la discussione sulla lettera del ministero delle Infrastrutture che aveva escluso la possibilità per A22 di entrare nella Bbt, e suggerito lo scioglimento del fondo di accantonamento. Ma secondo Ezio Facchin, amministratore della Bbt per parte italiana, la partita non è ancora chiusa. Ingegner Facchin, come si è giunti a questa situazione? «Lo studio sulla possibile utilizzazione dei fondi A22, accantonati in base alla Legge 449/97, è stato trasmesso da un ufficio del ministero delle Infrastrutture alle Province autonome di Trento e Bolzano per l'espressione di un parere. Sul tema, sono intervenute valutazioni diverse tra i vari interlocutori, compreso il Gruppo Ferrovie che con Rfi è il primo azionista della finanziaria di Bbt Se. La questione sulle modalità di utilizzazione dell'accantonamento è nota da tempo e non ha trovato ancora una risposta concreta». A questo punto l'ipotesi di un finanziamento è tramontata? «No, dopo la presa visione dello studio del Ministero da parte delle testate giornalistiche locali, la discussione sul tema del "finanziamento trasversale" è stata rilanciata e forse è arrivato il momento di chiarire le posizioni o perlomeno di cogliere dalle varie prese di posizione gli aspetti più interessanti. La questione va affrontata nei suoi diversi aspetti: politico, finanziario e giuridico ». Proprio l'aspetto giuridico sembra essere il più preoccupante. «Si sta sottolineando che la presenza di soci privati nella compagine di A22 renderebbe non compatibile la partecipazione della stessa a Tfb SpA, finanziaria di Bbt. La questione è rilevante, ma non determinante. Lo studio sottace peraltro la possibilità per A22 di investire direttamente gli accantonamenti sulle opere ferroviarie sull'asse del Brennero, come sottace la validità dei patti di partecipazione di A22 alla finanziaria Tfb. è comunque limitativo il solo approccio giuridico in quanto la componente dei fondi accantonati rappresenta circa il 15% del valore economico del progetto Bbt sul lato italiano. Restano molti altri punti da chiarire sul finanziamento che sono sostanzialmente in capo ai soli ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia. L'approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe richiede che tutte le risorse finanziarie siano individuate nei piani di spesa del Governo e questo si deve avere in tempi strettissimi, pena il mancato avvio delle attività per le quali è già stato ottenuto il 5 dicembre scorso il finanziamento da parte della Ue. Sta quindi in capo al Governo la possibilità e la responsabilità di individuare la disponibilità finanziaria per poter approvare il progetto. Analoga posizione va manifestata anche per il finanziamento di parte austriaca». E il ruolo delle Province? «La sintonia e la determinazione con la quale i presidenti Dellai e Durnwalder esprimono la posizione di Trentino e Alto Adige testimonia come le difficoltà che si incontreranno potranno sicuramente essere superate individuando le soluzioni più idonee rispetto agli obiettivi, nell'interesse del progetto. La volontà di investire gli accantonamenti A22 permetterà di ridurre l'incidenza del debito con la Banca europea degli Investimenti ed è evidente che questa ferma posizione crea le condizioni favorevoli per la definizione del piano finanziario da parte del Ministero, tenendo anche conto della attuale situazione generalizzata di crisi economica. In definitiva, i messaggi "trasversali" che sono circolati recentemente rafforzano il clima di fiducia sul progetto complessivo: è importante valutare i messaggi per il loro significato, non per le misure che intendono individuare. Ora è necessario raccogliere gli sforzi per acquisire l'approvazione del progetto e poi cominciare a lavorare sulle regole per rendere quanto prima attuabile il finanziamento incrociato, obiettivo politico confermato a nord e a sud di Trento». L. R. Fiducioso Ezio Facchin della Bbt Se

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l'udc distribuirà pasta gratis ai cittadini (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il 31 gennaio la consegna al mercato di Castagnara, in polemica col Comune L'Udc distribuirà pasta gratis ai cittadini CADONEGHE. Sabato 31 gennaio a partire dalle 9, all'interno di un gazebo allestito nel mercato comunale a Castagnara, i consiglieri dell'Udc Luigi Sposato, Rosa Accarino e Maurizio Brotto distribuiranno gratuitamente ai cittadini 250 chili di pasta. Hanno deciso, infatti, di destinare gli introiti 2008 derivanti dalla loro attività amministrativa (gettoni di presenza per un importo complessivo di 128 euro) a questa iniziativa a favore delle famiglie di Cadoneghe. «Questa azione è un segno di protesta verso l'amministrazione guidata dal sindaco Mirco Gastaldon che, anziché destinare risorse economiche alle famiglie in difficoltà, continua l'opera di propaganda, che si protrae da anni e che ultimamente si è intensificata - spiega il capogruppo Luigi Sposato - In città sono stati addirittura affissi manifesti pubblicitari allo scopo di convincere la cittadinanza della bontà dell'azione amministrativa. Questa propaganda politica va ad aggiungersi a tutte le altre iniziative pubblicitarie, come il sondaggio commissionato a terzi, costato migliaia di euro alle casse comunali, per conoscere il grado di popolarità del sindaco e della sua giunta. Spendere 128.000 euro nel 2008 in pubblicità, come si desume dai dati di bilancio, poi, ci sembra davvero eccessivo, considerando che la voce cultura ne ha ottenuti solamente 114.000. Saranno i cittadini a giudicare se il sindaco abbia amministrato bene: non bisogna certo persuaderli attraverso manifesti, volantini e giornalini». (Cristina Salvato)

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anagrafe degli eletti no bipartisan a pescara (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO PROVINCIALE Anagrafe degli eletti No bipartisan a Pescara PESCARA. No trasversale sulla proposta di un'anagrafe pubblica degli eletti nella Provincia di Pescara. Il registro, attraverso il quale sarà possibile conoscere nel dettaglio l'attività dei consiglieri, le presenze in aula, i voti espressi, ma anche il trattamento economico e i beni immobili posseduti e i doni ricevuti, non sembra riscuotere grande successo né tra le fila del Pdl né tra quelle del Pd. A lanciare l'allarme è il promotore della mozione, il capogruppo di Rifondazione comunista Sandro Di Minco. La questione dell'anagrafe gira e rigira nelle sedute del consiglio provinciale da qualche tempo e Di Minco afferma che prima gli è stato chiesto dal presidente De Dominicis «di ritirare la mozione presentata, perché avrebbe voluto partecipare anche lui alla stesura», poi gli è stato detto «di approvarla come bozza, per meglio vedere la questione delle donazioni». Sono proprio le donazioni infatti, insieme ad una serie di altre informazioni, i dati che dovrebbero essere inseriti sul sito della Provincia di Pescara. A disposizione dei cittadini anche gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo, lo stipendio, i rimborsi, i gettoni di presenza, le dichiarazioni dei redditi. «Vengono votate tante porcherie perché chi le vota rimane nascosto» dice il neo eletto consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, «e l'anagrafe potrebbe risolvere questo problema, ma abbiamo constatato una forte e diffusa contrarietà». Il dissenso dei consiglieri provinciali si legge nel verbale di una seduta e che i cittadini possono trovare sul blog dello stesso Acerbo. Viste le reazioni, Di Minco ha spedito una lettera a presidente, vice presidente, capigruppo e consiglieri, in cui afferma di «voler rendere pubbliche solo le donazioni che superano i 500 euro», nell'attesa che questo convinca i consiglieri ad una più serena accettazione del provvedimento. Da Rifondazione fanno sapere che manderanno il suddetto verbale anche a Massimo Brutti, il commissario del Pd, che solo qualche giorno fa ha annunciato un'iniziativa analoga per il Pd. Melissa Di Sano

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ballaman: si alla riforma elettorale solo se taglia i consiglieri da 59 a 40 (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente del consiglio Fvg sferza i gruppi politici e detta le condizioni per inserire in agenda il confronto sulla legge voto «Prima discutiamo gli interventi che interessano la gente, a partire dai costi eccessivi della politica» Ballaman: si alla riforma elettorale solo se taglia i consiglieri da 59 a 40 di PAOLO MOSANGHINI UDINE. «Non è urgente cambiare la legge elettorale regionale, ma se si deve aprire questo fronte allora si metta in discussione anche il taglio dei costi della politica, portando i consiglieri regionali da 59 a 40». Il presidente del consiglio regionale, Edouard Ballaman, commenta cosí la proposta del Pdl di modificare le regole del voto in Friuli Venezia Giulia. «Prima facciamo le riforme che interessano alla gente», è il suggerimento del presidente del consiglio regionale, il pordenonese Edouard Ballaman. La proposta della riforma della legge elettorale è stata presentata dal Pdl alcuni giorni fa; gli alleati - Udc e Lega - hanno già messo le mani avanti, spiegando che prima va fatto altro. Nella calendarizzazione dei lavori dell'Aula per i prossimi mesi «si terrà conto della richiesta del Pdl», «anche se si tratta di una decisione che si prenderà assieme ai capiogruppo», ma la proposta «prima va approfondita meglio», spiega il presidente leghista. Un rallentamento alla controriforma arriva, dunque, anche dal massimo esponente dell'Aula: «Il tema è stato aperto su diversi fronti, ma c'è la necessità di vederci chiaro. Siamo l'unica regione che ha il limite di tre mandati per i consiglieri regionali? Bene, questo non significa che siamo i peggiori, forse può voler dire invece che siamo i migliori o che siamo piú avanti di altri», riflette Ballaman, secondo il quale «la legge attuale contiene alcuni elementi importanti». Uno è quello dei limiti di mandato: tre per i consiglieri e due per gli assessori. «Anche noi, nel nostro partito, manteniamo questi paletti per garantire un ricambio. Comunque, complessivamente, non vedo tutta questa necessità di modificare la legge in vigore. Lo faremo, c'è tempo», aggiunge. Per l'ex questore della Camera dei deputati, «il sistema elettorale è un corollario». «Prima - dice ancora - i consiglieri si devono preoccupare di fare le cose che interessano alla gente, le riforme sulle quali vengono giudicati e grazie alle quali, se sono buone, si fanno rieleggere. Fatte le cose che i cittadini aspettano, si può pensare anche alle modalità per andare al voto», aggiunge. Ma quali sono le priorità alle quali il consiglio dovrebbe lavorare di piú per l'interesse del Friuli Venezia Giulia? «Innanzitutto, rispettiamo le indicazioni che ci vengono dalla giunta regionale; poi credo ci si debba concentrare in questo momento sull'aspetto della sicurezza economica e fisica della popolazione. Ci dobbiamo occupare di un sistema economico che rischia di lasciare senza lavoro le famiglie, non possiamo non tenere presenti questi aspetti, che costituiscono le priorità per la nostra società», sottolinea Ballaman. Il presidente punta soprattutto sui risparmi che potrebbero rappresentare la novità, «oltre a essere un esempio per la società friulana». «In quanto a spese eccessive non siamo la maglia nera, in confronto alle altre regioni d'Italia, ma - ribadisce ancora Ballaman - il vero risparmio e la vera riforma è ridurre il numero dei consiglieri regionali, apportando un notevole taglio ai costi della politica». Il centro-destra sarà d'accordo?

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ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Cividale. Stanziati 100 mila euro dall'amministrazione provinciale. Sarà costruita alle porte della città nella zona artigianale Ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione CIVIDALE. Centomila euro per la realizzazione di un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune di Cividale ha appena ricevuto dalla Provincia di Udine l'assegnazione di un contributo che non coprirà certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista nuova ecopiazzola (il cui costo è ingente, 690 mila euro), ma che, comunque, consentirà di avviare un progetto atteso da tempo. Ad ufficializzare la notizia è l'assessore all'ambiente Elia Miani: «Un supporto significativo, quello che ci giunge dall'amministrazione provinciale - commenta -: quanto basta per poter iniziare, finalmente, i lavori per l'allestimento dell'ecopiazzola. Ringraziamo dunque la Provincia e auspichiamo, ora, di reperire ulteriori fondi a sostegno dell'intervento. L'amministrazione comunale cercherà, da parte sua, una via per coprire almeno in parte l'importo rimanente, o con l'accensione di un mutuo o tramite i proventi dell'alienazione di qualche immobile». Sull'ubicazione del servizio ormai non parrebbero esserci dubbi: l'area più idonea, a parere della giunta, è quella del contesto industriale-artigianale, dunque alle porte della città. Nell'arco di qualche mese, insomma - il progetto è pronto da tempo -, le attività dovrebbero partire. Per il momento, e fino a quando non sarà pronta la nuova ecopiazzola, il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti sarà operativo in una sede provvisoria: a seguito della chiusura - imposta dai contenuti del decreto ministeriale 8/4/08 - dei due siti preesistenti, quello di Carraria e quello situato a ridosso della piscina, l'amministrazione ha infatti attivato un punto di smaltimento per gli ingombranti nell'area esterna del macello comunale, struttura in disuso da anni. Il contesto è apparso idoneo risultando già dotato di alcune delle principali caratteristiche tecniche richieste dal decreto ministeriale; gli interventi per l'adeguamento dell'ambito alla sua nuova funzione sono stati effettuati grazie ad un contributo provinciale e, in parte, con fondi comunali. I lavori sono consistiti, prevalentemente, nell'individuazione della viabilità interna e nel posizionamento di un'opportuna segnaletica, nell'asfaltatura dello slargo e nella realizzazione di un sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta, carico e scarico dei rifiuti. La gestione del centro è a cura del Consorzio Smaltimento Rifiuti Bassa Friulana Spa, che ne garantisce l'apertura nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì dalle 13 alle 17 nonché il sabato, con orario continuato dalle 9 alle 17. Lucia Aviani

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Perdenza idrica non riparataallagato negozio del centro (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Perdenza idrica non riparata allagato negozio del centro Il consigliere comunale più presente in aula nelle sedute consiliari svoltesi a Palazzo del Carmine negli ultimi tre anni è l'ing. Michele Giarratana, che nel periodo 2006-2008 è diventato ?maglia rosa? avendo totalizzato 101 presenze. Dietro a lui nella ?top ten? dei semprepresenti si sono classificati Michele Mastrosimone (94 presenze), Giuseppe Territo (87), Angelo Scalia (86), Giuseppe D'Anna (86), Tullio Russo (84), Benedetto Azzaro (83), Michele Privitera (81), Filippo Longombardo e Massimo Taglialavore (80). Un posto di riguardo in questa specifica classifica comunque lo meritano anche il presidente del Consiglio Paolo Iannello ed il vicepresidente Alfredo Fiaccabrino che hanno assicurato la loro presenza in maniera tale da consentire l'avvio dei lavori. In questi ultimi tre anni sono stati determinanti Calogero Adornetto ed Andrea Ferrante (con 79 presenze), Angelo Failla (77), Gabriella Falzone e Giancarlo Longo (76), Tonino Delpopolo (73), Gianluca Miccichè (66), Sergio Averna (64), Lillo Salvaggio (53), Sergio Speciale (50) e Michele Eufrate (49). In fondo alla classifica Salvatore Amico (41), Raimondo Maira (39) e Sergio Iacona (37). Hanno infine totalizzato nel triennio poche presenze rispetto agli altri Angelo Fasulo (41), Loris Giambrone (18) Francesco Giglio, Ritalba Mazzè e Giuseppe Rabbiolo (16), che sono subentrati in Consiglio negli ultimi mesi in sostituzione di colleghi transitati alla Provincia. In una ipotetica classifica ?a tappe? tra i più presenti in questi ultimi tre anni al primo posto si sono classificati Michele Mastrosimone nel 2006 con 28 partecipazioni (seguito da Territo e Russo con 27, Scalia, Giarratana e Failla con 26, Longombardo e Barrile con 25, Taglialavore, Delpopolo, Azzaro e Cicero con 22), Gianluca Miccichè e Filippo Longombardo nel 2007 con 32 partecipazioni (seguito da Giarratana e Cicero con 31, Territo, Mastrosimone e D'Anna con 30, Azzaro, Del Popolo e Privitera con 29 e Scalia con 28), e lo stesso Michele Giarratana nel 2008 con 44 (seguito da Ferrante con 39, D'Anna, Rizza e Falzone con 38, Territo con 37, Mastrosimone e Longo con 34, Russo e Speciale con 33). Diversi sono comunque i consiglieri che hanno fatto registrare la loro presenza in avvio dei lavori e poi si allontanati al momento del voto, specialmente quando sono stati trattati delibere di natura urbanistica. Per ogni presenza a ciascun consigliere viene pagato un ?gettone? che è di poco superiore ai 50 euro, ad eccezione del presidente Paolo Iannello e del vicepresidente Alfredo Fiaccabrino che hanno una indennità mensile fissa (rispettivamente di 1.260 e 1.050 euro, che, in questo caso è dimezzata, perchè i due sono dipendenti di altre amministrazioni). G. S.

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Da quattro mesi senza linea telefonica Acquisto ogni giorno il Gazzettino e leggendo le ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 25-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 25 Gennaio 2009, Da quattro mesi senza linea telefonica Acquisto ogni giorno il Gazzettino e leggendo le lettere mi sono accorto di non essere il solo che soffre per colpa di Telecom. Molti lettori si lamentano che non riescono più a comunicare con il telefono fisso, altri che non riescono a connettersi via internet e questo succede da un mese o due mesi. Bene, io penso di battere il record perché da quattro mesi non ho più la linea telefonica e di conseguenza l'Adsl. Questo succede dal 3 ottobre: da quando mi sono trasferito, badi bene, nello stesso paese, Mirano, da una via ad un'altra. Non è nel mio carattere piangere, ma denunciare sì l'indifferenza ai problemi degli altri, l'arroganza di una società dominante, i comportamenti verso l'utenza, la mancanza di etica... e pensare che siamo l'ottava potenza al mondo! Luciano Petulla Mirano (Venezia) Il comportamento della Lega a Roma e in Veneto Sul Gazzettino del 18 gennaio ho letto la lettera del signor Pessotto che descrive, distortamente, l'azione della Lega sia in quel di Roma che in Veneto. Il comportamento della Lega è corretto, coerente ed impagabile, soprattutto nei confronti della nostra gente. I buchi amministrativi di Roma e Catania, fatti da Rutelli e Veltroni nonchè in gran parte da Enzo Bianco in quel di Catania, tutti sindaci di sinistra, dovevano essere sanati affinché si potesse partire alla pari con la riforma fiscale in senso federalista. Certo, la Lega ha dovuto accettare, a malincuore, tutto ciò ma il patto di stabilità deve poi essere rispettato da tutti, compresa Roma capitale. Ecco perché gli amministratori leghisti devono essere inflessibili, anche nei confronti degli alleati. Renato Tomezzoli Verona Più militari per la sicurezza nelle città Prima di tutto, vorrei ringraziare i nostri soldati che, qui in Italia, fanno azioni di puttugliamento per la repressione e prevenzione delle attività criminose dei clandestini e non. Diciamo che l'idea è buona, però il numero di militari per questa attività è assolutamente inadeguato: basti pensare che in una città difficile come Padova ci siano appena 60 militari a fare questo servizio. Ce ne vorrebbero molti di più, ma purtroppo buona parte è all'estero. L'abolizione del servizio di leva si è rivelata un boomerang, sia perché il servizio militare obbligatorio era una scuola di vita per i maschi sia perché in caso di emergenza avere a disposizione un gran numero di militari sarebbe stato un vero toccasana. E non si dica che i costi sarebbero elevati, perché i soldi ci sono. Basta vedere i piagnistei dei sindaci quando il Governo ha abolito l'Ici sulla prima casa. Dicevano che non ce l'avrebbero fatta. In realtà i soldi ce li hanno, visto che si permettono di fare gli spettacoli in piazza a Ferragosto, Capodanno e feste comandate e continuano a foraggiare associazioni varie che ben potrebbero trovare da sé i fondi. E, allora, invito il ministro La Russa ad incrementare, mediante nuovi arruolamenti, i militari da impiegare nel nostro suolo nazionale. Luigi Soccolin Padova Le vane promesse di tagliare i costi della politica Durante la campagna elettorale per le politiche dell'aprile 2008 il disco più gettonato era il taglio del costo della politica. I candidati del centrodestra e del centrosinistra promettevano risparmi da un miliardo di euro. Berlusconi aveva promesso di eliminare le province. Adesso con 100 seggi di vantaggio alla Camera e 50 al Senato e nonostante la crisi con milioni di famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, Berlusconi e il centrodestra manco se lo sognano. Pochi giorni dopo il voto l'onorevole Fini dichiarava: "Penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi". Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro. Ma ora "passata la festa gabbato lo santo". I giornalisti Stella e Rizzo ci rivelano che "la casta" non solo non ha diminuito il costo della politica, ma è riuscita a far lievitare la spesa di 100 milioni di euro, mentre chiede ai cittadini ulteriori sacrifici perché questi sono tempi difficili. E ciò grazie a tante piccole "spesucce" come le agendine per i senatori, gli assegni di solidarietà ai senatori rimasti senza seggio perché bocciati dall'elettorato che per il loro reinserimento nella vita sociale prenderanno "solamente" 7 milioni e 251 mila euro. Aggiungiamo poi i compensi ai "governatori delle regioni italiane" che fanno impallidire quelli di chi governa gli Stati americani. Intanto in Spagna i partiti si autotagliano i finanziamenti statali di 17 milioni di euro. Nessuno prende in seria considerazione l'allarme lanciato dalla "Caritas": oggi 15 milioni di italiani sono a rischio povertà. In Italia i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Siamo ora al sesto posto nella classifica Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) con la più alta disuguaglianza. Le famiglie colpite dalla crisi sono in attesa di interventi di lunga durata e non più solo briciole. Aumentano i poveri, i disoccupati e cassa integrati, mentre i precari sono i primi a perdere il lavoro. La casta arrogante, autoreferenziale, difende e aumenta i propri privilegi. La credibilità della politica non è mai stata così bassa e l'ostilità così alta. Giancarlo Maffezzoli Garda Il palestinese disse: «Gerusalemme capitale di pace» Mi sia concesso di fare un appunto sulla questione palestinese. La scorsa estate, in un viaggio aereo, al mio fianco era seduto un diplomatico della Palestina. Dopo la presentazione, quasi per caso, impostammo il discorso sul problema dei palestinesi, in contrasto con gli israeliani. A un certo punto, gli posi questa domanda: «Perché volete cancellare Israele dalla carta geografica?». Risposta: «Caro signore (si esprimeva in italiano molto meglio di tanti giornalisti radiotelevisivi), le cose non stanno affatto come dice lei. Noi vogliamo la pace, e, per ottenerla, vi è una sola soluzione: Gerusalemme dovrà essere la capitale della Palestina, dove si potrà convivere, pacificamente, tra i due popoli. Finché questo non accadrà, quello che voi chiamate "terrorismo", erroneamente, non cesserà». Gli replico: «Ma non sarebbe meglio, anziché spargere tanto sangue, risolvere la questione per le vie diplomatiche?». E quello: «Ci abbiamo già provato più volte... inutilmente». Intanto l'aereo stava atterrando a Fiumicino. Carmine Fiorenza Udine

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Ma così il Pd... tira a campare (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LA REPLICA Ma così il Pd... tira a campare Signor direttore, mi dia cortesemente un briciolo di spazio per fare alcune osservazioni alla lettera dell'amico Claudio Bragaglio sul Pd quale partito dell'Ulivo. Quel che ho da dirgli è il fatto che penso non sia più politicamente rilevante, oggi, vagare nel panorama politico di centrosinistra alla ricerca di qualche agognata compagine, come se il semplice obiettivo di unirsi, sperando che due più due faccia almeno quattro, possa servire a salvarci il posto ed anche l'anima. Pensare ad ampi raggruppamenti non vuol dire pensare in grande se, nel contempo od ancora prima, non si è costruito nulla che ne spieghi le ragioni. Del resto il centrosinistra ha sperimentato ogni possibile soluzione politica nell'ultimo decennio, Ulivo compreso, ed ogni volta abbiamo dovuto assistere, mesti ed allibiti, ad esiti deprimenti. La creatività politica, dunque, non è mai stata disdegnata dal centrosinistra, ma non è mai bastato. Gira e rigira, forse sarebbe il caso che qualcuno si chiedesse perché si sia invece investito pressoché nulla su un vero programma politico basato su una visione sociale d'insieme organica e coerente, che è la vera meta, invece di perdersi sfiniti a confabulare e litigare sul nulla nei corridoi della società che vorremmo governare e che non governiamo mai nemmeno quando siamo al governo, senza mai accedere a stanza alcuna. In effetti, alzi la mano chi può dire con sufficiente sicurezza quali sono gli strumenti che, oggi, dovrebbero consentire al Pd di farsi Ulivo o rimanere quello che è o diventare quel che si vuole. Il cammino è già difficile per chi ha le idee molto chiare, figuriamoci per chi barcolla ad ogni soffio. Non è un caso, dunque, che ci ritroviamo davvero smarriti allorquando si chiede alla politica di svolgere la sua missione di guida della società, smarriti perché non sappiamo se e fino a quando dirci liberisti o "socialisti"; perché si vuole essere dalla parte dei deboli ma alla fine constatiamo che prevalgono sempre i poteri forti; perché ci scandalizziamo se non si asfalta ma siamo contemporaneamente a favore delle vie di trasporto alternative; perché siamo per la tutela dell'ambiente e del tanto ammirato "territorio" ma contemporaneamente ogni amministrazione li distrugge; perché non sappiamo mai distinguere tra giustizia solo formale e giustizia sostanziale; perché si è contro la corruzione ma l'illegalità diffusa è come l'aria che respiriamo; perché si vorrebbe essere laici ma non si sa come difendere e tutelare i diritti fondamentali della persona; perché vorremmo rappresentare anche il mondo delle professioni, della piccola impresa e del terziario ma alla fine raccogliamo voti pressoché solo nel lavoro dipendente prevalentemente pubblico e tra i pensionati; perché ammiriamo Al Gore però un piano energetico alternativo non sappiamo cosa sia. E via dicendo. Dissidi ed ambiguità oggi ineliminabili, perché non si sprecano fatica e intelligenze a pensare di organizzare a ragion veduta la società che si vuole rappresentare. É molto più facile e comodo rimanere assisi sulle proprie debolezze, che non costano fatica alcuna appunto perché sono già lì, sperando ciclicamente che l'elettorato si stufi più degli altri che di noi, oppure puntando tutto come per magia su qualche "soluzione strategica" come le alleanze, a sinistra od al centro non si sa per fare che, oltretutto con chi nemmeno ci vorrebbe. Da tutta questa debolezza deriva l'attaccamento ai propri retaggi, il rifugiasi nell'associazionismo alla ricerca di certezze noi che invece dovremmo darle, l'accanimento terapeutico per tenere in vita le componenti politiche che hanno dato origine al Pd, accanimento che è vera mancanza di coraggio e la causa di un Pd proditoriamente non costruito, non l'effetto del suo fallimento. Baloccandoci ogni tanto con qualche giochino, come quando si finge che il vero ricambio stia solo nella gioventù, consentendo così di mostrarsi innovatori semplicemente sventolando il ritratto di qualche trentenne (il quale a sua volta è insidiato da un anelante ventenne che si ritiene solo per questo ben più legittimato), quando è invece assai più vero che esso risiede nella novità e chiarezza delle idee. Se tutto questo è vero, finisce che ad ogni elezione non sappiamo che pesci pigliare, se fare o meno alleanze e con chi, a quale elettorato parlare, il che tra l'altro ci impedisce ogni volta di puntare su un candidato che sappia diventare forte se presentato con largo anticipo, sopratutto in zone assai difficili come la nostra. Vorrei dunque anche io fare alleanze del tipo Ulivo, caro Bragaglio, perché le alleanze sono necessarie per governare. Ma vorrei farlo non da perdente, con un Pd forte che abbia la consapevolezza del proprio potere nell'alleanza perché saldo nella società, non per tirare a campare, come al solito presi dal panico prima di uno scontro elettorale. Paolo Lombardi BRESCIA

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i partiti bocciano il taglio dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il portavoce del Pdl polemizza: parlava per sé o per la Lega? Moretton: una boutade che copre le divisioni nella maggioranza I partiti bocciano il taglio dei consiglieri No bipartisan a Ballaman. Cdl e Pd: per farlo si intaccherebbe lo statuto LA RIFORMA ELETTORALE L'appello del presidente del consiglio si infrange sul muro delle forze politiche Da centro-destra dubbi sull'applicabilità, da centro-sinistra la sfida: depositi il pdl UDINE. I partiti bocciano quasi all'unanimità la proposta di tagliare da 59 a 40 il numero dei consiglieri regionali avanzata dal presidente del consiglio Edouard Ballaman. Perché modificare il numero dei consiglieri significa cambiare lo statuto e quindi Pd e Pdl, che pure si dicono pronti ad avviare un ragionamento, sottolineano la necessità di fare una proposta organica. Da sola, la riduzione servirebbe a poco. Ma la bocciatura che arriva da centro-destra e centro-sinistra non si basa unicamente su una valutazione di metodo. Il capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco rivendica la necessità di garantire un'adeguata rappresentanza del territorio. Per il Pd si tratta di una boutade e nulla più, il cui fine, secondo il capogruppo Gianfranco Moretton, è unicamente quello di nascondere le divisioni interne al centro-destra: «Ballaman - sostiene - abbaia alla luna». Il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso si domanda invece a nome di chi sia intervenuto Ballaman visto che né in Consiglio, né in sede di capigruppo il tema è mai stato affrontato. E mentre il centro-sinistra invita la Lega a presentare una proposta organica di modifica dello statuto e della legge elettorale «se veramente c'è la seria intenzione di ridurre i costi della politica e il numero dei consiglieri», dice Moretton, il capogruppo del Carroccio, Danilo Narduzzi chiarisce che la proposta di Ballaman non è targata Lega Nord «perché la linea del partito la traccia il segretario e non certo il presidente del Consiglio». Quello di Ballaman, secondo Narduzzi, è quindi un invito rivolto a tutti i partiti in qualità di presidente del Consiglio, a ragionare su un tema che sta a cuore alla Lega. «Credo che Ballaman non abbia parlato a nome del partito - dice infatti Narduzzi -, ma si sia limitato a interpretare un sentire comuni all'interno dei gruppi di maggioranza e minoranza di andare incontro a una richiesta dei cittadini. Detto ciò è chiaro che la Lega ha sempre manifestato grande interesse a un ragionamento complessivo per cercare nel tempo di ridimensionare e migliorare la funzionalità macchina regionale. Tutte questioni sulle quali credo sia opportuno che i capigruppo avviino un confronto. Ma a sollevare la questione della legge elettorale - chiude Narduzzi - è stato il Pdl quindi è dal Pdl che ci aspettiamo la prima mossa. Per quanto mi riguarda credo che sia giusto cercare di ridurre i costi della politica, tanto che anni fa avevo presentato un emendamento al riguardo, ma è chiaro che il ragionamento andrebbe allargato al parlamento e agli enti locali». Il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso invita però a tenere distinte le due questioni: «Un conto è proporre di cambiare una legge ordinaria come quella elettorale, un conto modificare il numero dei consiglieri e quindi lo statuto. Per quanto riguarda la nostra proposta di eliminare il limite dei tre mandati si sta facendo parecchia confusione perché in Fvg ci sono le preferenze e quindi sono i cittadini attraverso il voto a decidere il rinnovamento della classe politica. E oltre ai cittadini ci sono i partiti che devono essere autorevoli e comprendere al loro interno la necessità di ricambio della classe dirigente. Come ultima istanza potrebbe anche esserci una norma finalizzata a favorire il ricambio, ma siamo gli unici in Italia ad averne una che riguarda chi, come i consiglieri, svolgono una funzione legislativa e non esecutiva come sindaci e presidenti per i quali i limiti esistono dappertutto. A nostro giudizio la durata del mandato la deve decidere l'elettore e lo stesso vale per le donne. Quelle capaci e motivate arrivano ai vertici senza bisogno che una legge imponga la loro presenza. E poi - conclude - troviamo strampalato l'allineamento che al termine del terzo mandato dall'entrata in vigore del limite introdotto dal centro-sinistra costringerà tutti i consiglieri a non ricandidarsi». Tanto più che - rimarca Sasco - «il 40% degli attuali consiglieri sono al primo mandato». Come dire insomma che il rinnovamento fatto dagli elettori funziona. «E poi - aggiunge - il lavoro del consigliere è impegnativo, già così bisogna far fronte a molte incombenze. Per quanto riguarda il limite al mandato invece, penso che dare spazio ai giovani sia giusto, ma bisogna fare un ragionamento complessivo allargato al parlamento europeo, italiano e agli enti locali». Chi guarda con interesse alla proposta di Ballaman è Roberto Asquini del Gruppo misto che però mette in guardia sul rischio di «escludere i giovani con il taglio dei consiglieri» mentre l'obiettivo - spiega - «deve essere quello di favorire il ricambio generazione e tagliare i costi della politica». Per riuscirci, secondo Asquini, si potrebbe subito dare un segnale forte «eliminando decine e decine di comitati inutili». A questo proposito Asquini ha già presentato una proposta (da ieri ha diffusa anche su youtube e sul suo sito internet) che prevede l'eliminazione di 28 comitati. Cristian Rigo

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quanta demagogia si fa sui costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 26-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Osservazioni sui candidati Quanta demagogia si fa sui costi della politica Uno dei temi che a volte si ripresentano riproposti dai candidati alle elezioni amministrative, è la promessa di fare azioni per diminuire il "costo della politica". Al livello cittadino recentemente se ne parla per far notare come se si riuscisse a morigerare stipendi dei politici e numero dei vari membri dei consigli di amministrazione si potrebbero investire diversamente il gruzzolo risparmiato. E' un discorso sentito molte volte. Ma per far cosa? Risparmiare qualche decina di migliaia di euro a fronte di un decadimento della qualità del lavoro degli amministratori che vantaggi porterebbe? Nella terza città del centro Italia, 180.000 abitanti, abbassare lo stipendio a una dozzina di assessori che percepiscono 2.800 euro al mese netti a che servirebbe? Nelle società partecipate l'operazione di taglio agli incarichi e ai consigli d'amministrazione è già stato fatto. Si può limare ancora quel che volete certo, ma poi con che risultati? Chi scrive è presidente di un Ente del Comune che ha un bilancio di circa un miliardo delle vecchie lire, il Centro di scienze naturali. E prendo novecento euro LORDI al mese. Per i quali lavoro e corro i rischi di ogni presidente. Perché se un giorno avvenisse un fatto qualsiasi causato da personale interno, o da visitatori, o dalla sfortuna, sarei io ad andare in tribunale a risponderne. Per novecento euro al mese lordi. Beh, ma neanche per 2.800 euro dello stipendio di un assessore varrebbe la pena correre certi rischi, sapendo anche che comunque governerai ci sarà sempre una parte di città faziosa ed interessata a sbeffeggiarti e pronta a lapidarti sui giornali, se non ci fosse nei "politici" l'assunzione di una dignitosa responsabilità politica di solita raramente povera di riconoscimenti da parte della cittadinanza. Buona a criticare tutto e tutti ma a sua volta artefice di comportamenti altrettanto criticabili. Per cui i candidati che parlano di "costo della politica" sanno benissimo che se vinceranno, anche loro diventeranno un "costo" assieme a tutto il gruppo degli amministratori. Ma sarà un costo dovuto, legittimo, del quali una società civile dovrebbe essere orgogliosa. Senza derive demagogiche e ipocrite. Massimo Calissi (presidente del Centro di Scienze naturali di Galceti)

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"Nascite controllate contro la crisi" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampaweb, La" del 26-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

WASHINGTON La speaker della camera Usa Nancy Pelosi è convinta che il finanziamento di nuovi programmi per il controllo delle nascite potrà rendere più efficace anche il pacchetto di "stimoli" all?economia. La «contraccezione - dice intervistata da Abc - consentirà di ridurre le spese e i costi sia per i singoli stati che per il governo fedeale». Madre di cinque figli, con sei nipoti, la democratica Pelosi ha le idee chiarissime in materia: «Una buona pianificazione familiare permetterà di ridurre i costi. Gli stati attraversano una gravissima crisi fiscale dovuta in parte anche ai servizi per la salute e l?educazione dei bambini. Sono necessarie misure su questo fronte. E tra queste anche un piano per la contraccezione potrebbe essere importante». Nei giorni scorsi molte polemiche ha suscitato la decisione del presidente Obama di rimuovere il veto al finanziamento da parte Usa di programmi e piani sulla pianificazione familiare all?estero anche col ricorso alla contraccezione e all?aborto.

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L'opposizione torna all'attacco (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'opposizione torna all'attacco Lunedì 26 Gennaio 2009, Mirano Dopo l'approvazione del bilancio di previsione del 2009 da parte della sola maggioranza di centrodestra, con l'opposizione di centrosinistra che ha abbandonato l'aula nella riunione della fine dell'anno precedente, il braccio di ferro tra le due componenti del consiglio comunale continua. Lo dimostra il fatto che il prossimo consiglio cittadino che è stato fissato per giovedì 29 gennaio alle ore 17.30, cioè ad un mese esatto dal precedente, prevede una serie di interrogazioni e interpellanze da parte del centrosinista, oltre una mozione della stessa parte politica relativa al taglio dei finanziamenti alle scuole dell'infanzia e primarie-paritarie in base alla manovra 2009. Il primo punto riguarda l'accordo sul Passante del febbraio 2008, quindi la riorganizzazione dei servizi comunali, lo scottante problema della sorte della casa di riposo Luigi Mariutto di Mirano, e la nuova zonizzazione della polizia locale. Ma non basta. Il consigliere Luigi Gasparini quindi chiede circa la mini rotatoria tra via Porara, via Galuppi e la nuova lottizzazione di via Gramsci. L'ordine del giorno prevede, tra l'altro, la rideterminazione dell'indennità di funzione per il presidente del consiglio comunale e dell'importo di gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Si parlerà pure delle controdeduzioni alle osservazioni presentate e dell'approvazione del piano di lottizzazione di iniziativa privata C.2. 1/3 del capoluogo adottate con delibera di giunta comunale numero 253 dell'11 dicembre 2008. Pino Moggian

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