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tARTICOLI DEL 22-26 gennaio
2009 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (60)
Domani apre il nuovo parcheggio
( da "Corriere
delle Alpi" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: com e chi resta sempre senza monetine può tirare un sospiro di sollievo, perché il sistema scelto da Filù è tra i più moderni e pratici, senza gettoni, oltre al fatto che le tariffe sono concorrenziali. Filù sta facendo omaggio ai negozianti del centro di blocchetti da 20 buoni di un'ora e si stanno stringendo accordi con gli esercizi.
Alleghe,
uno straniero a gettone ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: uno straniero «a gettone» E' probabile l'arrivo di un rinforzo per cercare il quarto posto HOCKEY SERIE A1 GIGI SOSSO ALLEGHE. Un mese solo ti vorrei. L'Alleghe sta continuando a scannerizzare il mercato nordamericano, alla ricerca di un giocatore a gettone. Perché non ha fabbricato una squadra migliore, in estate?
Scontro
sulla commissione pari opportunità Tassistro: <Della Bianca può dimettersi
presto> ( da "Secolo XIX, Il"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Medio Ponente): «Bisogna prevedere tavoli di confronto permanenti tra realtà decentrate e consiglieri comunali» 22/01/2009 «NON VORREI si trattasse di una questione di gettone non percepito. Comunque stia tranquilla, la consigliera Della Bianca: quando entrerà in vigore il nuovo regolamento sarà libera di cambiare commissione».
Tiscali
ristruttura previsti 250 esodi Il titolo perde l'8% in Borsa
( da "Unita,
L'" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ridurre «gli enormi costi delle numerose consulenze esterne». Infine, valutare la disponibilità dei lavoratori all'esodo incentivato. «Vista la crisi - conclude Genovesi - siamo aperti a soluzioni momentanee, ma l'azienda deve garantire prospettive di sviluppo a tutti i lavoratori».
SOTTOSCRIVERE
una lettera di intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Cong...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che hanno offerto il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo spiega Verri la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola sentire protagonista.
La
crisi è ben oltre i segnali, assessore
( da "Nuova
Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: già ho avuto modo di dirgli: la mia disponibilità (ma credo di interpretare il pensiero anche degli altri gruppi), a fare subito un Consiglio Comunale, rinunciando al gettone di presenza, per applicare al più presto tali agevolazioni. Ma ciò che mi pare più grave è che non venga colta la difficoltà del momento, che non si comprenda quanto siano urgenti misure di sostegno concreto,
Bondeno
gemella di Goma Verri: Un atto di solidarietà e di rispetto a don Silvio
( da "Nuova
Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che hanno donato il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle varie iniziative da lui messe in campo - spiega Verri - la comunità matildica si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente,
Il
governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo
periodo di crisi, ecco ... ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 17 Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... Il governo ha come missione la riduzione dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto al 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.
IL
GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo
periodo di grav... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 38 IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grav... IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grave difficoltà per molti (non tutti) ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano di 13 milioni rispetto 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.
Ultimissima
chiamata per la Cgil ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Come la riforma delle pensioni, l'abolizione delle Province e la ripresa del progetto di liberalizzazioni, specie nei servizi locali, di cui non parla più nessuno. E vi sono le condizioni politiche per una mossa così impegnativa? Certo sono consapevole che ciò ha un costo politico molto alto.
Venezia,
prezzi maggiorati per i <foresti> Codacons presenta un esposto alla
Finanza ( da "Corriere del Veneto"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quello dell'«inviato in bianco» del tg satirico, che ha portato a un esposto alla Guardia di Finanza da parte del Codacons. Nel servizio trasmesso da Venezia, tre coppie di finti clienti «inviati» da Striscia (una coppia venezia, una giapponese, una romana) andavano negli stessi ristoranti e ordinavano lo stesso menu,
magazzino
unico, accuse di sprechi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della stessa struttura e sulle spese a essa legate: «Con i fondi che attualmente si spendono per la locazione dello stabile dell'Interporto, per l'assegnazione del magazzino a una ditta esterna, costi di consulenze varie e stipendi dei dirigenti del Csc si sarebbe potuto assumere un numero di infermieri professionali tale da garantire una eccellente assistenza sanitaria ai pazienti
Vendola:
"Rifondazione addio" ( da "Giornale.it, Il"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"
Il
gettone dei Consiglio in beneficenza per Gaza
( da "Corriere
Adriatico" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: secondo il capo gruppo della lista civile Cittadini in Comune Loris Calcina che alla fine si è astenuto, edulcorato rispetto al testo originario) è stato votato anche dal PdL e tutti i consiglieri hanno deciso, di comune accordo, di devolvere il gettone di presenza della seduta di martedì a Caritas ed Unicef che stanno raccogliendo aiuti per le popolazioni colpite dalla guerra. M.M.,
Un
programma con quattro pilastri ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Francesca Del Rizzo. È una sorta di corso educativo, in campo e fuori, che coinvolge tecnici, genitori e ragazzi. Finora ha prodotto risultati importanti e concreti». - I quattro pilastri della sua carta d'intenti? «Sono la formazione dirigenziale - risponde ancora il numero uno del Coni -, l'assistenza alle società (con una particolare attenzione nei confronti degli aspetti legali)
PD
Lecco: arriva l`addizionale Irpef, cade anche l`ultima promessa
( da "Merateonline.it"
del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei Comuni? Certo! Ma anche le spese folli di questa amministrazione: il mutuo acceso per la passerella, il restauro del Palazzo delle Paure senza un'idea del suo scopo, i costi lievitati per il Tribunale, eccetera. Oggi, schiacciata dai suoi stessi errori, la Giunta di centrodestra non trova altra via d'uscita che usando le loro stesse parole mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Confermato
lo sciopero ( da "Adige, L'"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: inizio di questo inverno ho assunto io l'incarico del direttore di piste e il mio compenso è di 60mila euro l'anno. Il vicepresidente non prende nulla, solo il gettone di presenza. Comunque, credo che domenica molti impianti possano restare aperti, penso anche il 60 per cento: non credo che tutti sciopereranno». 23/01/2009
Assieme
ai problemi del mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno dei
motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo per
cercare di elim ( da "Adige, L'"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dorigatti, grazie al fatto di essere membro dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, ha invece cominciato a prendere subito di petto la questione dei costi della politica. E con il suo voto contrario agli aumenti delle indennità dei consiglieri ha voluto lanciare un segnale.
enti
regionali, parte la carica dei pretendenti
( da "Centro,
Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: è in grado di accontentare quasi 500 persone (si parla di faldoni con gli elenchi dei nomi che vanno in giro nelle segreterie dei partiti), anche se molti di questi incarichi è a titolo gratuito o a gettone di presenza, per esempio in comitati minori come in quello per l'educazione ambientale, o nella commissione botanica regionale.
Bilancio
difficile, ma la spesa sociale è salva
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: interpretazione restrittiva delle norme per il finanziamento delle società partecipate, dal rimborso solo parziale degli ex introiti Ici da parte di Roma, dal mantenersi dei costi della politica (proroga delle Circoscrizioni sino al 2011, costo 340 mila euro all'anno). Il risultato, l'assessore Luca Martino lo presenta così: «Prima le persone.
È
UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale e capog...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a proposito dell'Ausl di Forlì. Lista che è una chiara replica ai resoconti e ai progetti esposti la settimana scorsa dal direttore generale dell'Ausl Claudio Mazzoni. «Liste d'attesa, costi in consulenze, gestione delle emergenze al pronto soccorso, perdita di servizi in favore di Ravenna o Cesena (Elisoccorso e Anatomia patologica)
In
Aula un reduce da Mauthausen ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: due mesi di inattività, considerato che l'ultima riunione risaliva al 29 dicembre. Invece, a sorpresa, i consiglieri sono stati convocati ieri per una seduta straordinaria. Gettone di presenza assicurato, ma niente argomenti politicamente rischiosi come ad esempio il bilancio, che ancora attende di essere approvato in Giunta.
Contro
una scuola di regime ( da "Manifesto, Il"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese». La scuola dello Stato rappresenta il primo strumento di questa rimozione, avendo come compito fondamentale di licenziare cittadini consapevoli.
Un
fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra
nella striscia di Ga... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Venerdì 23 Gennaio 2009 Chiudi Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Gaza è stato attivato dalla conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale di Terni, che ha invitato tutti i consiglieri a devolvere a questo scopo un loro gettone di presenza.
Bilancio,
tagli alle spese e aumento della Tarsu
( da "Stampa,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: generali del bilancio 2009 approvato ieri dalla giunta che prevede una salvaguardia della spesa sociale (aumentata anzi a 12 milioni e mezzo) e tagli sui costi della politica e sul funzionamento della «macchina». «La situazione generale non è favorevole perchè con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, il governo non rimborsa completamente il mancato introito - dice Luca Martino -.
Riforme,
i Comuni protagonisti ( da "Denaro, Il"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: da quelle che si sono tradotte in aumento di costi ed inefficienze o in manovre elusive dei vincoli di finanza pubblica posti dal patto di stabilità. E' ormai matura l'esigenza di una riflessione di fondo sul sistema delle "esternalizzazioni", sulle cosiddette società di servizi spesso copertura di interessi politici e localistici.
Misure
anticrisi fra limature sulle tasse locali e sguardi rivolti a Roma
( da "Varesenews"
del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il consigliere assente proponeva pubblicamente di istituire un fondo da 250mila euro per le situazioni di emergenza; la copertura economica, provocatoriamente, sarebbe da recuperare tagliando di un terzo gli emolumenti degli assessori e rinunciando per un anno a tutti i gettoni di presenza per le sedute di consiglio e commissione. Venerdi 23 Gennaio 2009 SdA
Federalismo/
Orlando: Idv sostiene riforma ma mancano
( da "Virgilio
Notizie" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: (Apcom) - Italia dei valori sostiene la riforma federalista dello Stato ma lamenta la mancanza di alcuni contenuti fondamentali come la riduzione dei costi della politica e le sanzioni per gli amministratori. Lo spiega il portavoce Leoluca Orlando dopo l'astensione di ieri al Senato.
Sublagunare,
via libera all'iter per il finanziamento
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: finanziamento dal Cipe pari al 60 per cento del costo previsto dell'opera. Con una delibera approvata a maggioranza (Zanella astenuta) si modificano alcuni articoli della convenzione con l'associazione temporanea di imprese che propone il progetto in modo da eliminare qualsiasi rischio di carattere finanziario per il Comune sia nella costruzione sia nella gestione della sublagunare.
I
sindacati: Rifiutate gli aumenti ( da "Trentino"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rappresenti un problema di immagine, «in quanto crea una pregiudiziale sui privilegi della casta rappresentata dalla classe politica» e propone quindi di sopprimere i gettoni di presenza percepiti per le sedute del Consiglio Regionale: «Anzi propongo una trattenuta di 100 euro per ogni assenza ingiustificata».
Consiglio
e circoscrizioni risparmio di 50 mila e.
( da "Trentino"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: puntuale vedrà ridotto della metà il gettone di presenza: un modo per porre fine ai consiglieri ritardatari. Per quanto riguarda le circoscrizioni, invece, il gettone di presenza è di 60 euro lordi. Solitamente i consigli circoscrizionali si riuniscono una volta al mese. Per quanto riguarda i consiglieri comunali gli uffici di Palazzo Thun hanno previsto una spesa pari a 195 mila euro,
L'indennità
sale, 300 euro mensili in più ( da "Alto Adige"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: con relative sanzioni in caso di inadempienza, mentre con una mozione i Freiheitlichen intendono abbassare le indennità dei membri della giunta e della presidenza del consiglio. Infine, Minniti chiede solo un gettone di presenza per tutti i consiglieri. Tante proposte, ma finora nessuna è diventata realtà.
Promesse
da marinaio ( da "Arena, L'"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi». Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro, circa un terzo del costo totale della politica.
Nidi
privati, voucher per tutti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: opposizione: «Comunque meglio i voucher e queste forme di sostegno per tutti, che i bonus bebè discriminatori». A vuoto la proposta (della minoranza) di devolvere il gettone di presenza di ieri dei consiglieri al donum bebè, il controbonus per i bimbi immigrati. PRESENTATA la relazione del difensore civico, il cui mandato scade.
La
cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno
capito che in un momento di crisi economica mondiale la <mossa> poteva
risultare particolarmente ( da "Adige, L'"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: motiva il presidente - molto lavoro dei consiglieri è di tipo politico, di relazioni, quindi effettivamente coinvolgente. Se lo si asciugasse di questi aspetti, allora veramente si potrebbe pagare semplicemente una sorta di gettone di presenza». Sarebbe uno stravolgimento radicale del modo di fare politica «a vita» come è in Italia.
Comunità
di valle, inutili (e costosi) carrozzoni?
( da "Adige,
L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: invece che comunità territoriali di valle, trasformando le valli in comuni, forti e omogenei. La disastrosa «legge Amistadi», che ha portato ad un aumento di 5 milioni di euro di indennità e gettoni di presenza in più, è nata sulla stessa scia, quella di favorire le divisioni e la polverizzazione dei comuni, invece di portare ad una loro razionalizzazione.
biblioteche
universitarie senza volontari: orari ridotti
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ateneo a proporre la riduzione degli orari di apertura delle biblioteche è stato il mancato finanziamento da parte della presidenza del Consiglio dei ministri del progetto biblioteche. Quello realizzato finora con l'utilizzo dei volontari senza i quali l'ateneo, non essendo in grado di assumere bibliotecari, non riesce a garantire la distribuzione dei libri fino a tarda ora.
arrestato
consulente della giunta guazzaloca - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: attuale vicepresidente della Regione e candidato sindaco del Pd Flavio Delbono che nel 2002 chiese conto di una consulenza da 356 mila euro di Hera e di un´altra da 70 mila euro del Comune. Due anni dopo, quando scoppiò il caso Parmalat, l´allora consigliere dei Ds Claudio Merighi chiese ragione delle numerose e ripetute consulenze affidate dal sindaco all´
pienone
per le signore delle primarie ( da "Tirreno, Il"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Le tre signore della politica pistoiese hanno comunque dimostrato scioltezza e preparazione, rispettando i tempi dettati da Marco Giunti, presidente del collegio dei garanti. L'incontro, iniziato con un ritardo di circa 45 minuti, è proseguito poi su binari di scorrevolezza, terminando dopo due ore.
esame
piacenza il citta cerca tre punti nel segno di zorro
( da "Mattino
di Padova, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rispolverato in quel di Rimini si tornerà alla disposizione a quattro con il probabile rientro tra i titolari di Giordano al fianco di Iori. Un ritorno dopo una lunga assenza per l'ex capitano del Foggia (ultimo gettone di presenza da titolare il 27 settembre in occasione della sconfitta al Tenni con l'Empoli alla sesta giornata) che dirotterebbe così Castiglia a rifiatare in panchina.
LUNEDI'
partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima isola ecologica
interrata... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: intervento di piazza Costa prevede un investimento di 443.000 euro finanziati in parte da contributo regionale e in parte da Hera mediante fondi remunerati dalle bollette sui rifiuti. L'isola ecologica interrata sarà composta da cinque vani dotati di sistemi di sollevamento per l'alloggiamento di altrettanti contenitori di dimensioni diverse per la raccolta di carta (
Federalismo
fiscale: il disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica
( da "AltaLex"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone di presenza o altra forma di retribuzione è attribuita ai componenti del consiglio provvisorio in ragione di tale incarico. 6. La provincia di riferimento cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla legge di cui al comma 1,
Olbia
a Bolzano con gli uomini contati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: solo nove gettoni di presenza per Florean, vecchio pallino del direttore sportivo Davide Bolognesi. Il ragazzo originario di Motta di Livenza ha vestito anche i panni da giustiziere dell'Olbia nella sua giovane carriera, che lo va visto negli ultimi anni giocare con il Casale (2004-2005), il Portogruaro (2005-06) e,
Presepi
allestiti al Palazzo di giustiziamercoledì la cerimonia di premiazione
( da "Sicilia,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gabriella Rizza e del dirigente scolastico Maria Luisa Sedita. I ragazzi, nelle ore scolastiche ed extrascolastiche, hanno svolto numerose attività di laboratorio che hanno loro permesso di sviluppare ed affinare la creatività e il senso estetico. Ed è sufficiente osservare la scelta dei soggetti per capire quanto sia stato duro lo sforzo degli alunni del ?
La
Fondazione Tullio, dalla fine del 2008, ha un nuovo consiglio di
amministrazione. Il vecchio dire...
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non c'è un gettone di presenza e non esistono rimborsi spese. Uno lo fa per dare un servizio alla città e alla gente bisognosa». Ritiene che il direttivo da lei presieduto abbia fatto un buon lavoro? «Un ottimo lavoro. Nel '98, quando ci siamo insediati, abbiamo ereditato una situazione un po' particolare.
Palumbo,
l'emigrante ( da "Alto Adige"
del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Quindi una parentesi a Palermo e Pisa per poi iniziare la parentesi sarda con la Torres in C1, con la quale sigla 12 reti con 52 gettoni. Questa all'Olibia è la sua seconda stagione. Nella prima ha riportato 14 gol mentre quest'anno il suo bottino è di 3 reti in 12 presenze fra i sardi.
Toni
Gajo: sarò difensore civico senza compenso, i soldi al Comune
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Io ho presentato la mia candidatura con l'intenzione di mettere a disposizione la mia esperienza, non per percepire un compenso. In tutti gli anni che ho fatto il consigliere comunale passavo i gettoni di presenza al partito, in questo periodo di crisi lascerei volentieri il compenso da difensore civico al Comune». (e.f.)
TERAMO
- Di nuovo una trasferta. Stavolta a Ferrara. Dopo aver centrato il sesto
successo in otto ga... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Completano il roster degli ospiti il tiratore Marco Allegretti, il "tuttofare" Oluoma Nnamaka, il giovane prospetto italiano Brian Sacchetti e l'ex biancorosso (ma parliamo del Teramo Basket di B2 di una decina d'anni fa) Massimiliano Rizzo.
Facchin:
<Tunnel, si faccia chiarezza>
( da "Corriere
Alto Adige" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: amministratore della Bbt per parte italiana, la partita non è ancora chiusa. Ingegner Facchin, come si è giunti a questa situazione? «Lo studio sulla possibile utilizzazione dei fondi A22, accantonati in base alla Legge 449/97, è stato trasmesso da un ufficio del ministero delle Infrastrutture alle Province autonome di Trento e Bolzano per l'
l'udc
distribuirà pasta gratis ai cittadini
( da "Mattino
di Padova, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: distribuiranno gratuitamente ai cittadini 250 chili di pasta. Hanno deciso, infatti, di destinare gli introiti 2008 derivanti dalla loro attività amministrativa (gettoni di presenza per un importo complessivo di 128 euro) a questa iniziativa a favore delle famiglie di Cadoneghe. «Questa azione è un segno di protesta verso l'amministrazione guidata dal sindaco Mirco Gastaldon che,
anagrafe
degli eletti no bipartisan a pescara
( da "Centro,
Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i gettoni di presenza, le dichiarazioni dei redditi. «Vengono votate tante porcherie perché chi le vota rimane nascosto» dice il neo eletto consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, «e l'anagrafe potrebbe risolvere questo problema, ma abbiamo constatato una forte e diffusa contrarietà».
ballaman:
si alla riforma elettorale solo se taglia i consiglieri da 59 a 40
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
allora si metta
in discussione anche il taglio dei costi della politica, portando i consiglieri
regionali da
ecopiazzola,
finanziata in parte la realizzazione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della città nella zona artigianale Ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione CIVIDALE. Centomila euro per la realizzazione di un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune di Cividale ha appena ricevuto dalla Provincia di Udine l'assegnazione di un contributo che non coprirà certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista nuova ecopiazzola
Perdenza
idrica non riparataallagato negozio del centro
( da "Sicilia,
La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: registrare la loro presenza in avvio dei lavori e poi si allontanati al momento del voto, specialmente quando sono stati trattati delibere di natura urbanistica. Per ogni presenza a ciascun consigliere viene pagato un ?gettone? che è di poco superiore ai 50 euro, ad eccezione del presidente Paolo Iannello e del vicepresidente Alfredo Fiaccabrino che hanno una indennità mensile fissa (
Da
quattro mesi senza linea telefonica Acquisto ogni giorno il Gazzettino e
leggendo le ... ( da "Gazzettino, Il"
del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi". Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro.
Ma
così il Pd... tira a campare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: corruzione ma l'illegalità diffusa è come l'aria che respiriamo; perché si vorrebbe essere laici ma non si sa come difendere e tutelare i diritti fondamentali della persona; perché vorremmo rappresentare anche il mondo delle professioni, della piccola impresa e del terziario ma alla fine raccogliamo voti pressoché solo nel lavoro dipendente prevalentemente pubblico e tra i pensionati;
i
partiti bocciano il taglio dei consiglieri
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: proposta organica di modifica dello statuto e della legge elettorale «se veramente c'è la seria intenzione di ridurre i costi della politica e il numero dei consiglieri», dice Moretton, il capogruppo del Carroccio, Danilo Narduzzi chiarisce che la proposta di Ballaman non è targata Lega Nord «perché la linea del partito la traccia il segretario e non certo il presidente del Consiglio»
quanta
demagogia si fa sui costi della politica
( da "Tirreno,
Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi della politica Uno dei temi che a volte si ripresentano riproposti dai candidati alle elezioni amministrative, è la promessa di fare azioni per diminuire il "costo della politica". Al livello cittadino recentemente se ne parla per far notare come se si riuscisse a morigerare stipendi dei politici e numero dei vari membri dei consigli di amministrazione si potrebbero investire
"Nascite
controllate contro la crisi"
( da "Stampaweb,
La" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: WASHINGTON La speaker della camera Usa Nancy Pelosi è convinta che il finanziamento di nuovi programmi per il controllo delle nascite potrà rendere più efficace anche il pacchetto di "stimoli" all?economia. La «contraccezione - dice intervistata da Abc - consentirà di ridurre le spese e i costi sia per i singoli stati che per il governo fedeale»
L'opposizione
torna all'attacco ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tra l'altro, la rideterminazione dell'indennità di funzione per il presidente del consiglio comunale e dell'importo di gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Si parlerà pure delle controdeduzioni alle osservazioni presentate e dell'approvazione del piano di lottizzazione di iniziativa privata C.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domani apre il nuovo
parcheggio Alle 11 si inaugura la struttura interrata dell'Ex Ospedale VIA
CAFFI BELLUNO. Da domani pomeriggio il centro avrà 270 posti auto in più. E'
arrivato il giorno dell'inaugurazione per il parcheggio interrato di via Caffi,
realizzato dalla Filù srl sotto il grande complesso dell'Ex Ospedale. Il
parcheggio fa parte dell'operazione di recupero urbanistico più importante per
la città e attesissimo, proprio perché darà un nuovo volto e grande vitalità al
centro storico di Belluno. La ditta della famiglia Chemello ha concluso buona
parte della ristrutturazione dell'edificio lungo via Caffi e ora è pronto anche
il parcheggio: un'opera che scende quattro piani sotto terra e che può
riportare gli automobilisti più nostalgici (e pigri) a posteggiare a due passi
dai locali e dai negozi della piazza dei Martiri. La vernice è fissata per
domani mattina, alle 11 davanti all'ingresso di via Caffi, dove le autorità
faranno i loro discorsi di circostanza. Sono stati invitati il sindaco, il
presidente della provincia e quello della Regione, anche se si prevede qualche presenza per delega. Ma il più atteso sarà il discorso di
Roberto Chemello, l'ex dirigente di Luxottica oggi imprenditore che ha messo
decine di milioni di euro nel cantiere dell'Ex Ospedale. Dopo i discorsi tutti
i presenti sono invitati al piano meno 1 del parcheggio per un buffet, mentre
le prime automobili potranno accedere al parcheggio a partire dalle 15. La struttura
sarà aperta al pubblico nei primi tre piani, mentre il quarto è destinato ai
proprietari degli appartamenti realizzati in via Caffi. Tutte le informazioni
sul nuovo park si possono trovare nel sito www.parcheggiocaffi.com e chi resta sempre senza monetine può tirare un sospiro di
sollievo, perché il sistema scelto da Filù è tra i più moderni e pratici, senza
gettoni, oltre al fatto che le tariffe sono concorrenziali. Filù sta
facendo omaggio ai negozianti del centro di blocchetti da 20 buoni di un'ora e
si stanno stringendo accordi con gli esercizi. Nel frattempo è in
elaborazione il progetto per il volume interno al complesso, dove la ditta
realizzerà un albergo con area commerciale e sala conferenze. L'iter però è
ancora all'inizio e servirà tempo.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Alleghe, uno straniero «a gettone» E' probabile l'arrivo di un rinforzo
per cercare il quarto posto HOCKEY SERIE A1 GIGI SOSSO ALLEGHE. Un mese solo ti
vorrei. L'Alleghe sta continuando a scannerizzare il mercato nordamericano,
alla ricerca di un giocatore a gettone. Perché non ha fabbricato una squadra
migliore, in estate? In realtà, ci aveva provato, fa sapere da Toronto
il presidente Renato Rossi. Ma l'ultima operazione non è arrivata alla firma:
«Avevamo in mano un giocatore canadese - racconta il numero uno di via
Lungolago - che però alla fine ha preferito firmare un contratto in Finlandia.
E non riesco davvero a dargli torto, dal momento che questo campionato
scandinavo è più importante del nostro: non siamo competitivi né come ingaggi
né come prestigio. Il torneo italiano ha un richiamo nettamente inferiore a
quelli del nord Europa». O fa la differenza o... Insomma, c'è ancora un
gruzzolo da parte, con il quale l'Alleghe vorrebbe assicurarsi un rinforzo
importante. Neanche parente del Tony Iob della scorsa stagione: «Sempre ammesso
che si tratti di un giocatore in grado di essere decisivo. Il presupposto
necessario è che sia molto più forte di quelli che abbiamo in casa,
diversamente non sarebbe il caso di prenderlo. Ci stiamo sempre guardando
intorno, ben sapendo che non è semplice trovare qualcuno con questi requisiti e
soprattutto disponibile a venire da noi. C'è ancora qualcosa in ballo, ma
purtroppo ancora niente di concreto. Nessun nome». I gol in power play. Rossi
ha giocato per anni a hockey e non si capacita di questa strana abitudine delle
Civette: incassare reti in superiorità numerica. «E' un problema che ci è
costato molto, penso solo a Collalbo. In Canada sto andando a vedere diverse
partite della Nhl e capita anche nella lega più importante del mondo di vedere
qualche punto in penalty killing, ma è un evento. Per noi, invece, sta
diventando una costante preoccupante». Tanti punti da fare. La zona play off
non è lontanissima, ma nemmeno tanto vicina. Il vicepresidente Nilo Riva ha già
detto che la società crede mel quarto posto, il fatto è che bisogna vincerne
tante: «Era molto importante battere anche il Pontebba, dopo il successo contro
il Valpusteria, in maniera da restare a contatto con la zona play off. Ovvio
che non possiamo fermarci qui: sarà il caso di vincerne parecchie altre, se
vogliamo farcela». Sempre tanti malanni. Quelo che non cambia è la folla in
infermeria: «Non vorrei creare un alibi - conclude Rossi - però è indiscutibile
il fatto che anche quest'anno la squadra sia stata molto penalizzata dagli
infortuni. Non so quante volte i ragazzi si siano allenati al completo con il
coach Mike Kelly. Adesso c'è fuori Lorenzi e Nicola Fontanive ha appena preso
un disco in faccia. Speriamo sia finita».
( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Scontro sulla
commissione pari opportunità Tassistro: «Della Bianca può dimettersi presto» la
polemica Bernini (Medio Ponente): «Bisogna prevedere tavoli
di confronto permanenti tra realtà decentrate e consiglieri comunali»
22/01/2009 «NON VORREI si trattasse di una questione di gettone non percepito.
Comunque stia tranquilla, la consigliera Della Bianca: quando entrerà in vigore
il nuovo regolamento sarà libera di cambiare commissione». Così la
consigliera del Pd Michela Tassistro, presidente della (inattiva) commissione
Pari opportunità del Consiglio comunale, interviene sul caso della capogruppo
di Forza Italia Raffaella Della Bianca che ha pubblicamente denunciato, ieri,
l'impossibilità a dimettersi da una commissione che non si riunisce da mesi.
«Mi pare pretestuoso usare il termine prigioniera - dice Tassistro - bisogna
considerare che il lungo stop delle riunioni è dovuto alla richiesta di
osservazioni presentata dal municipio Levante, che ha espresso parere negativo
al cambio di regolamento del consiglio comunale chiedendo una serie di chiarimenti».
La nuova commissione consiliare doveva occuparsi di diritti, soprattutto di
quelli al femminile. E per statuto era composta esclusivamente alle donne:
consigliere comunali e consigliere municipali, una per ciascuna delle nove
realtà decentrate. L'organismo comincia a operare con la nuova amministrazione
Vincenzi suscitando subito polemiche. Ecco il quesito di fondo: è legittima una
commissione comunale "mista", cioè composta anche da consiglieri
municipali (che percepiscono regolare gettone)? Tra i pareri negativi arrivò
anche quello del Municipio Medio Ponente. Perché lo spiega il presidente
Stefano Bernini: «Non si tratta di una questione formale, quanto di metodo.
Quella era l'unica commissione sulla quale c'era un accordo diretto tra il territorio
e i consiglieri comunali. Sarebbe utile che fosse creato un tavolo di confronto
per ogni commissione in cui sono presenti consiglieri comunali e consiglieri
municipali, anche senza gettone». 22/01/2009
( da "Unita, L'" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Tiscali ristruttura
previsti 250 esodi Il titolo perde l'8% in Borsa Tiscali ha comunicato che nel
prossimo piano industriale è previsto «un piano di ottimizzazione e
miglioramento dei costi e delle risorse», che contempla «un programma di esodi
volontari incentivati» per 250 dipendenti italiani. L'obiettivo è quello di
ridurre i costi operativi e di struttura di 40milioni di euro. La conferma è
arrivata ieri, con buona pace degli azionisti che hanno visto il titolo perdere
sul parterre di Piazza Affari l'8,59%, ma «la notizia è vecchia di un mese»,
dicono i sindacati. «Ad oggi non mi risultano novità - commenta Alessandro
Genovesi, segretario nazionale Slc-Cgil - Sono cose che l'azienda ci ha
comunicato a novembre, e che tra l'altro ha reso note alla comunità finanziaria
poco prima della pausa natalizia». In attesa di conoscere l'esito delle
trattative per la cessione delle attività inglesi - trattative ancora in corso,
ha confermato il gruppo sardo di telecomunicazioni - i rappresentanti dei
lavoratori aspettano il prossimo incontro con i vertici aziendali previsto per
il 3 febbraio. «Solo allora potremo fare un bilancio del piano industriale -
riprende Genovesi - Abbiamo fatto delle controproste all'azienda per trovare
soluzioni non traumatiche che permettano di ridurre gli sprechi senza
penalizzare i lavoratori. Bisogna usare tutti gli strumenti possibili per
evitare i licenziamenti, soprattutto in una regione come la Sardegna». Nello
specifico, i sindacati chiedono di risparmiare ottimizzando i rapporti con i
fornitori, «i cui costi ci risultano molto più alti di quelli sostenuti dai
diretti competitor di Tiscali»; avviare un percorso di mobilità interna al
gruppo per ricollocare i lavoratori dei settori meno importanti in quelli con
maggiori potenzialità di sviluppo; ridurre «gli enormi
costi delle numerose consulenze esterne». Infine, valutare la disponibilità dei
lavoratori all'esodo incentivato. «Vista la crisi - conclude Genovesi - siamo
aperti a soluzioni momentanee, ma l'azienda deve garantire prospettive di
sviluppo a tutti i lavoratori».
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
BONDENO E ALTO
FERRARESE pag. 17 SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città
di Goma, in Cong... SOTTOSCRIVERE una lettera di intenti tra Bondeno e la città
di Goma, in Congo, dove la guerra vede contrapposti l'esercito regolare e i
ribelli filo-ruandesi. Una sorta di gemellaggio la cui parola d'ordine è
solidarietà. E' l'intenzione del sindaco Davide Verri, ufficialmente annunciata
nel corso di un incontro in cui a don Silvio Turazzi, che a Goma opera da più
di 20 anni con una comunità missionaria da lui fondata che si occupa di aiuti
ai carcerati, accoglienza, nutrizione dei bimbi, formazione professionale, sono
stati donati oltre 23mila euro. Soldi della cui raccolta si è occupato un
comitato che ha saputo far breccia nel cuore dei cittadini. Anche se un
contributo sostanzioso, va detto, è arrivato dalla Bondenese Calcio e dai
gruppi consiliari, che hanno offerto il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle
varie iniziative da lui messe in campo spiega Verri la comunità matildica si è
sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua
missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola sentire
protagonista. Per questo credo sia giusto instaurare un rapporto istituzionale'
tra le due comunità. Un rapporto di solidarietà e amicizia che nel tempo possa
tradursi in atti altrettanto concreti, che vadano oltre il reperimento di
fondi». Una prospettiva di cui Don Silvio si è ritenuto soddisfatto e rispetto
alla quale ha dato la disponibilità a interloquire a breve con le autorità di
Goma. «Parliamo di una parte del mondo di cui forse si sa troppo poco. conclude
il sindaco Il nostro, per quanto piccolo, è un tentativo per mantenere
l'interesse e formalizzare un impegno».
( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ARGENTA La crisi è ben
oltre i segnali, assessore Apprendo con favore, da La Nuova Ferrara del 18
gennaio u.s., che l'assessore all'Istruzione del Comune di Argenta, Fiorentini,
adotterà tariffe agevolate per gli asili nido e le mense scolastiche, a favore
dei "genitori argentani cassintegrati, licenziati o precari". Noto
che l'assessore si preoccupa di far sapere che non è stata la mia
interrogazione in Consiglio Comunale a farlo agire, ma che ci aveva già pensato
e ci stava lavorando. Tuttavia, poiché non sono interessata alla disputa sulla
primogenitura del provvedimento, ma soltanto ad aiutare concretamente le
famiglie in difficoltà, attendo la discussione in Consiglio Comunale per
valutarne il contenuto e presentare, se del caso, le mie osservazioni. A questo
proposito, ripeto all'assessore ciò che già ho avuto modo
di dirgli: la mia disponibilità (ma credo di interpretare il pensiero anche
degli altri gruppi), a fare subito un Consiglio Comunale, rinunciando al
gettone di presenza, per applicare al più presto tali agevolazioni. Ma ciò che mi
pare più grave è che non venga colta la difficoltà del momento, che non si
comprenda quanto siano urgenti misure di sostegno concreto, per
fronteggiare una crisi che è già fra noi e che rischia di diventare drammatica.
Fiorentini, che è assessore pure alle Attività Produttive, afferma che "ad
Argenta una crisi forte che sta generando cassintegrati non c'è, ma ci sono dei
segnali". In realtà, decine e decine di argentani che lavorano fuori
Comune sono in quella condizione già da tempo, mentre fin dal primo accenno di
crisi, diverse aziende argentane hanno annunciato per il 2009 due mesi, a volte
tre mesi di cassa integrazione. Ma per l'assessore questi sono semplici
"segnali". Fra la gente comune, fuori dal palazzo, la preoccupazione
è diffusa, basta mettersi ad ascoltare. Lavoratori e imprese, in ogni settore,
lo confermano. Tutto il resto è un facile ottimismo, purtroppo fuori luogo, che
può permettersi soltanto chi, come Fiorentini, dichiara pubblicamente (v. La
Nuova del 28 novembre 2008) di aver "fatto una scelta di vita per la
politica" per poterla praticare "a tempo pieno". Concludo
citando le parole del direttore della Nuova che sulla prima pagina di domenica
ha descritto, come meglio non si poteva, i tempi che stiamo vivendo: "chi resta
immutabile di fronte a questo disastro è la politica (..) Ma è mai possibile
pensare sempre alle poltrone, agli incarichi, ai consigli di amministrazione, a
comandare e mai a servire?". Gabriella Azzalli capogruppo di Argenta
Rinnovamento
( da "Nuova Ferrara, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bondeno. Avviata la
pratica tramite il missionario Bondeno «gemella» di Goma Verri: «Un atto di
solidarietà e di rispetto a don Silvio» BONDENO. Sottoscrivere una lettera di
intenti tra Bondeno e la città di Goma, in Congo, dove la guerra vede
contrapposti l'esercito regolare e i ribelli filo-ruandesi. Una sorta di
gemellaggio, la cui parola d'ordine è "solidarietà". E' questa
l'intenzione del sindaco Davide Verri. Intenzione ufficialmente annunciata nel
corso di un incontro in cui a don Silvio Turazzi - che a Goma opera da più di
20 anni con una comunità missionaria da lui fondata che si occupa di aiuti ai
carcerati, accoglienza, nutrizione dei bimbi, formazione professionale -, sono
stati donati oltre 23mila euro. Danari della cui raccolta si è occupato un
comitato che ha saputo far breccia nel cuore dei cittadini. Anche se un
contributo sostanzioso, va detto, è arrivato dalla Bondenese Calcio e dai
gruppi consiliari, che hanno donato il gettone di presenza dell'ultimo trimestre 2008. «Alla missione di don Silvio e alle
varie iniziative da lui messe in campo - spiega Verri - la comunità matildica
si è sempre dimostrata piuttosto sensibile. Merito di don Silvio, che della sua
missione ha sempre parlato riuscendo a coinvolgere la gente, facendola
sentire protagonista. Per questo, credo sia giusto instaurare un rapporto
"istituzionale" tra le due comunità. Un rapporto di solidarietà e
amicizia che nel tempo possa tradursi in atti altrettanto concreti, che vadano
oltre il reperimento di fondi». Una prospettiva di cui don Silvio si è ritenuto
soddisfatto e rispetto alla quale ha dato la disponibilità a interloquire a
breve con le autorità di Goma. «Parliamo di una parte del mondo di cui forse si
sa troppo poco. Il nostro, per quanto piccolo, è un tentativo per mantenere
l'interesse e formalizzare un impegno. Ritengo poi - chiude Verri - che dopo 20
anni di missione, sia il modo più realistico per dimostrare a don Silvio il
rispetto e l'ammirazione che Bondeno da sempre gli riserva».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE &
COMMENTI pag. 17 Il governo ha come missione la riduzione
dei costi della politica? In questo periodo di crisi, ecco ... Il governo ha come
missione la riduzione dei costi della politica? In
questo periodo di crisi, ecco come opera: le spese di Palazzo Madama aumentano
di 13 milioni rispetto al 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.772.000
euro per senatore (+2,2% rispetto all'inflazione programmata dell'1,7%):
7.251.000 euro di spese per vitalizi di solidarietà ai 57 membri rimasti senza
seggio. Ad esempio a Mastella, non rieletto, 307.328 euro. Come si fa a non
inc... E. Sorpilli
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LETTERE E COMMENTI
pag. 38 IL GOVERNO ha come missione la riduzione dei costi
della politica. In questo periodo di grav... IL GOVERNO ha come missione la
riduzione dei costi della politica. In questo periodo di grave
difficoltà per molti (non tutti) ecco come opera: le spese di Palazzo Madama
aumentano di 13 milioni rispetto 2007 (totale 570 milioni) equivalente a 1.772.000
euro per senatore (+2,20% rispetto all'inflazione programmata dell'1,7%),
noleggio piante ornamentali euro 19.080 per 6 mesi, 260.000 euro per agende da
tavolo firmate' e 7.251.000 euro di spese per vitalizi di solidarietà ai 57
membri (di tutti i colori) rimasti senza seggio. E. Sorpilli, Ferrara
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2009-01-22 - pag: 3 autore: «Ultimissima chiamata per la
Cgil» Aiuti all'auto? A indotto e meccanica, non solo alla Fiat - Difendo
Malpensa ma esco da Cai «S a che cosa ho pensato? Che mi piacerebbe che anche
da noi un giorno si potesse apprezzare questo tipo di orgoglio nazionale, che
anche l'Italia si trasformasse, e ne abbiamo le capacità, in una terra dei
progetti senza confini, magari anche per un immigrato, come lo è in fondo
Obama. Allora potremmo dire che la nostra cultura, compresa quella d'impresa,
ha avuto il pieno successo che merita...». Presidente, torniamo in Italia.
Preoccupata? Molto, la recessione è più dura del previsto. La produzione
industriale scende del 13%, il prodotto interno lordo del due. I dati su ordini
e fatturato negativi. Noi stimiamo che ci saranno, nei prossimi mesi, almeno
600mila disoccupati in più. Io penso che si possa uscire da questa crisi, ma sa
che cosa rischiamo veramente? Posso immaginarlo, ma lo dica lei. Di affrontare
l'inverno della recessione con un vestito troppo leggero. La politica
economica è in mezzo al guado, da una parte la necessità del sostegno ai
consumi e alle imprese, dall'altrala preoccupazione, sacrosanta, di mantenere il
rigore sui conti pubblici. Noi diamo atto al Governo di aver fatto scelte
corrette, e nella giusta direzione, con la blindatura dei conti e la manovra
finanziaria triennale. Ma ora il quadro è drammaticamente cambiato. Non
possiamo più consolarci dicendo che gli altri stanno peggio. Vogliamo guardare
agli altri? Bene. Rispetto ai 73 miliardi di euro messi in campo dalla Germania
per stimolare l'economia, ai 41 della Spagna, ai 26 della Francia e ai 24 del
Regno Unito, i nostri 5 sono pochi. Sì, ma bisogna aggiungere, a quella somma,
gli investimenti nelle opere pubbliche, gli 8 miliardi annunciati per il nuovo
fondo di garanzia per gli ammortizzatori sociali. L'operazione di utilizzo e di
riorientamento del Fondo Sociale Europeo, anche per sostegno al reddito di chi
perde il posto di lavoro, è interessante. Il problema è la dimensione delle
risorse disponibili e la tempestività del loro utilizzo. La crisi morde adesso,
la gente perde il posto ora e non può aspettare. Le Regioni facciano fino in
fondo il loro dovere ma il Governo sia pronto a stanziare nuovi fondi qualora
fosse necessario. Questa è una priorità assoluta. Ma dove trovarli tutti questi
fondi aggiuntivi con un deficit che viaggia verso il 3,8% e il debito che
cresce? Tremonti non ha torto. Riconosco a Tremonti molti meriti, ma bisogna
cambiare passo. Subito. E come? Ci vuole coraggio. Osare di più e varare un
piano straordinario a sostegno degli ammortizzatori sociali, delle
infrastrutture e degli investimenti. Dobbiamo anche rimodulare i fondi strutturali
su queste tre priorità, ma poiché abbiamo un debito pubblico eccessivo, è
urgente fare quelle riforme sempre rinviate. Come la
riforma delle pensioni, l'abolizione delle Province e la ripresa del progetto
di liberalizzazioni, specie nei servizi locali, di cui non parla più nessuno. E
vi sono le condizioni politiche per una mossa così impegnativa? Certo sono
consapevole che ciò ha un costo politico molto alto. Ma sarei tentata di
rispondere: se non ora quando? La maggioranza è forte, l'opposizione potrebbe
cogliere l'occasione per uscire dall'angolo. L'economia non è meno importante
della giustizia e qui ci piacerebbe vedere una forte collaborazione tra le
forze politiche e non l'ennesima e dannosa occasione di scontro. Il quadro non
è del tutto negativo, però. I consumi tengono. Molti settori resistono ed
esportano. Appunto per questo un intervento d'urgenza più ampio nell'economia,
con riforme di struttura profonde, non è più rinviabile. Per aiutare chi è in
difficoltà e consentire a chi va bene, e sono ancora tanti, di continuare a
esportare, ad assumeree creare reddito. Dobbiamo pensare a una gigantesca
operazione di fiducia, un progetto sul quale far convergere tutte le forze
vitali del Paese, un patto generazionale che guardi a giovani, precari e
famiglie a basso reddito, assicuri più competitività alle imprese e il rilancio
dello sviluppo del Mezzogiorno. L'auto e la meccanica soffrono più degli altri.
Il settore automobilistico è aiutato da tutti, persino dalla Cina. Martedì il
Governo francese ha varato un piano da 6 miliardi. E noi? Noi dobbiamo
preoccuparci del fatto che gli interventi nel settore di altri governi, penso
in particolare a quello francese e tedesco ma presto anche all'America di
Obama, finiranno per creare gravi distorsioni alla concorrenza e un danno
indiretto e serio per noi se resteremo fermi. Dunque, va sostenuta la Fiat?
Diciamo più correttamente che va aiutata l'intera filiera a partire dalle
piccole imprese dell'indotto che oggi soffrono molto. La Fiat occupa in Italia 60mila
addetti, con l'indotto si arriva a un milione. Sì a incentivi che siano
indirizzati all'efficienza energetica, alla mobilità ecologicamente
compatibile, al rinnovamento dei prodotti. Forse possiamo aggiornare il vecchio
adagio, peraltro d'importazione americana, che diceva "ciò che fa bene
alla Fiat fa bene all'Italia"? Possiamo aggiornarlo così, se vuole:
"Quello che fa bene all'intero settore automobilistico e della meccanica
fa bene al Paese". Ma non c'è solo l'auto. E bisogna, a differenza di altre
occasioni, avere un'attenzione maggiore per la piccola impresa di tutti i
settori produttivi. Quali altri strumenti? Riduzioni d'orario? Orari ridotti
possono essere già realizzati facendo ricorso alla cassa integrazione ordinaria
o ai contratti di solidarietà. Ma vi sono anche altri strumenti. Le rigidità in
questa situazione non servono, si spezzano nella disoccupazione. Dove è
profondalaculturadellavoroèpiùstret-toilrapportotraimprenditorielavorato-rieinsiemesitrovanosoluzioniinnovati-vepersalvarel'occ
pazioneeilpatrimonio professionale. Oggi è in programma un incontro fra Governo
e parti sociali sul nuovo modello contrattuale. A che punto siamo? è un
incontro chiesto anche da noi per affrontare la crisi e, nello stesso tempo,
rilanciare la competitività e la crescita nel nostro Paese. Parleremo anche di
assetti contrattuali. Di un sistema di relazioni sindacali che sostenga il
reddito dei lavoratori, aumenti la produttività, dia regole certe e affermi una
cultura della condivisione superando la logica del conflitto. Una priorità per
tutti. Non solo nostra. La novità importantissima è che tutte le associazioni
d'impresa, compreso auspicabilmente il pubblico impiego, convergono su un
documento quadro che fissa per tutti i lavoratori le stesse condizioni di base.
La crisi si è aggravata e dobbiamo trovare nuove convergenze. Non possiamo più
perdere tempo. Gli altri sindacati stanno mostrando realismo e senso di
responsabilità. Ultima chiamata per la Cgil? Ultimissima. E se si trovasse
un'intesa? Si aprirebbe una nuova stagione. Positiva. Per la prima volta, dopo
il '93, vi sarebbe un accordo generale a difesa di salari e produttività. Mi
auguro che Epifani non guardi ad altri obiettivi, come le elezioni europee.
Infrastrutture: come cambiare passo? In una fase come questa le infrastrutture
possono giocare un ruolo determinante per il rilancio economico. è necessario
stanziare per quest'anno un volume di spesa superiore a quella programmata (che
per il 2009 è esigua) per finanziare prioritariamente i grandi lavori già in
corso e le opere minori, comprese le manutenzioni straordinarie oggi bloccate
dal patto di stabilità interno. Bisogna utilizzare anche strumenti eccezionali
per sbloccare i processi decisionali e realizzativi delle opere. è
inaccettabile bloccare investimenti privati e pubblici pronti a partire per
veti strumentali e privi di motivazione. L'Expo 2015, una grande occasione, che
rischiamo di sprecare? Un'opportunità irripetibile per rinnovare anche la
dotazione infrastrutturale di Milano e della Lombardia, per valorizzare le
nostre eccellenze nazionali e dare una straordinaria vetrina al nostro turismo,
settore strategico che resiste e bene alla crisi. Si è perso troppo tempo. Vi
sono degli impegni internazionali da rispettare. Che cosa fare per le piccole
imprese, che patiscono la crisi più delle grandi? Le piccole imprese hanno uno
straordinario ruolo sociale oltre che economico. Non possiamo lasciarle sole e
dobbiamo dare loro segnali di fiducia. Siamo convinti che si debbano studiare
misure per il loro rafforzamento patrimoniale. Ad esempio prevedere sgravi
fiscali per chi fa apporti di capitale o reinveste gli utili o per chi si
aggrega. E poi ci sono gli arretrati nei pagamenti della pubblica
amministrazione con ritardi che arrivano ai due anni. Ho trovato sinceramente
inaccettabile l'ipotesi di accelerare i pagamenti a fronte di sconti sui
corrispettivi. Ma è positivo, anche se va migliorato, il sistema individuato
con la certificazione regionale e la possibilità di scontare i crediti con gli
istituti bancari. Il credito è più caro e più raro? Gli ultimi dati disponibili
segnalano un calo a novembre dei crediti all'industria dell'1,4 per cento. In
dicembre, secondo l'indagine Bankitalia-Sole 24 Ore, il 40,6% degli
imprenditori ha visto peggiorare le condizioni di accesso al credito. Certo
nuove linee di credito non se ne aprono. Stiamo lavorando con le banche per
superare le attuali criticità e per mettere a disposizione delle piccole
imprese nuovi strumenti di supporto. Lei aveva difeso le ragioni di Malpensa.
E, ora, dopo il varo della nuova Alitalia, le proteste del Nord hanno ancora
senso? Continuo a difendere le ragioni di Malpensa. Anche se le colpe non sono
tutte di Alitalia. E lei fa parte della cordata Cai... Ho più volte ribadito i
motivi della mia adesione alla cordata.Adesso l'operazione si è conclusa. Il
mio compito, quindi, si è esaurito. Perciò, esco da Cai. (f. de b.) I PIANI
ANTI-RECESSIONE «La Germania ha messo in campo 73 miliardi, la Spagna 41, la
Francia 26 e 24 il Regno Unito. Noi solo 5: sono davvero pochi» FONDO SOCIALE
EUROPEO «Il suo riorientamento verso chi perde il posto di lavoro è
interessante. Le Regioni devono fare il loro dovere fino in fondo» GIUSTIZIA
«Non è meno importante dell'economia. Vorremmo vedere forte collaborazione tra
le forze politiche non l'ennesimo scontro» Emma Marcegaglia. Presidente di
Confindustria DISEGNO DI DARIUSH RADPOUR
( da "Corriere del Veneto" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-22 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Il Blitz di Striscia Il tg satirico ha scoperto che i giapponesi
pagano il 44% in più Venezia, prezzi maggiorati per i «foresti» Codacons
presenta un esposto alla Finanza VENEZIA - Patriottici, a modo loro, i
commercianti veneziani «pizzicati» dall'inviato di Striscia la Notizia, Moreno
Morello, ad applicare scientificamente tariffe differenziate a turisti - polli
da spennare - e veneziani, da trattare più equamente. Un servizio, quello dell'«inviato in bianco» del tg satirico, che ha portato a
un esposto alla Guardia di Finanza da parte del Codacons. Nel servizio
trasmesso da Venezia, tre coppie di finti clienti «inviati» da Striscia (una
coppia venezia, una giapponese, una romana) andavano negli stessi ristoranti e
ordinavano lo stesso menu, lo stesso giorno. Risultato: conti con
differenze di prezzo di oltre il 40 per cento. «Chiediamo alle Fiamme Gialle di
acquisire il filmato integrale di Striscia spiega il presidente Codacons,
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Pordenone
Magazzino unico, accuse di sprechi Centro servizi condivisi dell'ospedale: gli
operatori replicano alle parole di Bordon SANITÀ Prosegue il dibattito che
coinvolge il Centro per i servizi condivisi (Csc). Ieri gli operatori addetti
alla logistica interna (ricevimento e consegna beni) dell'Azienda ospedaliera
Santa Maria degli Angeli sono intervenuti sulle dichiarazioni rilasciate
qualche giorno fa, e pubblicate la scorsa settimana, da Paolo Bordon,
amministratore delegato del Csc. Alcuni punti di confronto vertono sul rifiuto
di alcuni operatori - così come dichiarato da Paolo Bordon - di lasciare la
sede ospedaliera per il magazzino unico. Dall'istituzione del magazzino unico,
infatti, il personale diretto è sceso da
( da "Giornale.it, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Nichi Vendola lascia
Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In
un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a
Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e
faremo i conti con la crisi travolgente della politica".
La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non
voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti
con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della
spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista
delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere,
l'uomo che bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il
ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione",
l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro
approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post
veltroniano? Scritto in Varie Non commentato » (1 votes, average: 5 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a
Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno
avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le
elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo
sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima
spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra
ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema
sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al
centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra
autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i
"cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti
al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando
che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo
prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di
Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd
non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva
occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv,
definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd,
sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in
diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter
dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il
presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di
astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È
stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una
campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema,
non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il
partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il
messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del
partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il
processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza
programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono
disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si
sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per
rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta
(con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E
come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd
che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si
consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente.
Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio
senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di
Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta
(lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle
"alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori
in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore
della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big
bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri
Scritto in Varie Commenti ( 47 ) » (13 votes, average: 3.08 out of 5) Loading
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questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per
fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della
neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata:
10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono
fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono
caduti dai 20 ai
( da "Corriere Adriatico" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Durante la seduta si
è discusso anche dello stop ai parcometri. "Necessario per il cambio del
gestore" Il gettone dei Consiglio in beneficenza per Gaza FALCONARA Approvati
all'unanimità martedì sera nel corso del primo consiglio comunale 2009 sia il
protocollo d'intesa fra i Comuni di Ancona, Falconara e Osimo per la gestione
integrata del ciclo dei rifiuti (atto con cui l'amministrazione Brandoni inizia
a parlare della questione dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani dopo
l'annuncio del sindaco di non avviare subito, come invece era nei programmi, la
raccolta differenziata porta a porta) che il regolamento per l'istituzione ed
il funzionamento della Consulta dei giovani. Rinviate ad altra seduta, invece,
sia l'interrogazione sulla situazione del commercio cittadino (presentata da
Andrea Rossi del Pd) che le mozioni dei Democratici sull'attuazione del
regolamento per l'istituzione della consulta dei cittadini extracomunitari e
sullo stato di sicurezza degli edifici scolastici. Su richiesta del Pd è stata
discussa dall'assemblea civica falconarese una interrogazione urgente sulla
questione dei parcometri, sul blocco del servizio fino alla metà del mese di
gennaio e sulle eventuali conseguenze del mancato introito di quei quindici
giorni di sospensione del servizio. "Nulla di grave hanno spiegato gli
amministratori cittadini e lo stop era in programma per via del cambio del
gestore dopo la chiusura di Esino Entrate ed il subentro di un'altra società
vincitrice della gara espletata negli ultimi giorni del 2008". L'assemblea
cittadina ha anche lungamente discusso (tanto che per approfondire l'argomento
è stata necessaria una sospensione del consiglio) una mozione urgente
presentata dal Pd sul conflitto Israele-Palestina perché, secondo i tre
firmatari, Emanuele Lodolini, Antonio Mastrovincenzo ed Alessandro Pieroni
"non è possibile restare indifferenti di fronte al tragico riaccendersi
del conflitto, iniziato con la rottura della tregua da parte di Hamas, cui è
seguita la sproporzionata reazione israeliana fino allo scatenarsi di una
guerra strada per strada che ha provocato oltre 1300 morti, un terzo dei quali
bambini". Il documento, rivisto in alcune sue parti (e, secondo il capo gruppo della lista civile Cittadini in Comune
Loris Calcina che alla fine si è astenuto, edulcorato rispetto al testo
originario) è stato votato anche dal PdL e tutti i consiglieri hanno deciso, di
comune accordo, di devolvere il gettone di presenza della
seduta di martedì a Caritas ed Unicef che stanno raccogliendo aiuti per le
popolazioni colpite dalla guerra. M.M.,
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Un programma con
quattro pilastri Verso il Cella-bis al vertice: «Punto su formazione,
assistenza, aggiornamento e fiscalità» Giovedì 22 Gennaio 2009, Pordenone Lorenzo
Cella corre ancora. La Stella d'argento nazionale del
Coni, 62 anni, di Fiume Veneto, che è anche assessore provinciale, ha messo a
punto una piattaforma con quattro solide basi per ricandidarsi al vertice del
Comitato olimpico del Friuli Occidentale. In attesa dei responsi delle urne di
metà febbraio, per ora è l'unico in lizza. - Da dove è arrivato l'impulso di
rimettersi "in gara"? «Ho risposto - segnala - alle richieste di
tanti dirigenti, che mi hanno chiesto di dare continuità al programma avviato
in questo quadriennio. D'altra parte sono un fautore del volontariato
collegiale e quindi...». Con lui alla guida, l'organismo dei Cinque Cerchi del
Friuli Occidentale ha toccato quota 35mila tesserati. Il calcio fa sempre la
parte del leone, ma sono in crescita il volley rosa (quello maschile continua
invece a soffrire), le bocce, il ciclismo, il rugby, il basket e la pesca. - Ma
ci sono dei comitati federali che lavorano più e meglio degli altri? «Al di là
dei numeri dei praticanti, mi sta a cuore la loro educazione - Cella aggira
l'ostacolo -. Faccio un esempio: ho voluto fortemente sviluppare un esperimento
con sette sodalizi e quattro federazioni, grazie all'impegno diretto della
psicologa sportiva Francesca Del Rizzo. È una sorta
di corso educativo, in campo e fuori, che coinvolge tecnici, genitori e
ragazzi. Finora ha prodotto risultati importanti e concreti». - I quattro
pilastri della sua carta d'intenti? «Sono la formazione dirigenziale - risponde
ancora il numero uno del Coni -, l'assistenza alle società (con una particolare
attenzione nei confronti degli aspetti legali), l'aggiornamento tecnico
costante per i comparti giovanili e la fiscalità». - E le scuole? «Credo molto
nel lavoro fatto tra aule e palestre. Per questo ho perfezionato nel tempo le
forme di collaborazione mirate con l'Ufficio educazione fisica. Da qui lo
sviluppo di GiocoSport, Campionati studenteschi e Giochi della Gioventù». -
Altri appuntamenti fissi? «Se verrò confermato insisterò anche con Sport in
Vetrina, che consente a tante discipline di farsi conoscere e apprezzare
direttamente». - Il nodo delle visite mediche? «Siamo a buon punto, nel
percorso studiato con la Federazione dei medici sportivi, le istituzioni e
l'Azienda sanitaria, per creare a Pordenone un Centro specializzato e
convenzionato». - La prevenzione degli incidenti è sempre stata un suo pallino.
Lo è ancora? «Più che mai, insieme alle lezioni di primo soccorso, che il Coni
continua a organizzare gratuitamente sul territorio. Sogno un responsabile
della sicurezza su ogni campo e in ogni realtà sportiva. Ci arriveremo». Pier
Paolo Simonato
( da "Merateonline.it" del 22-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Voce_ai_partiti >> Partito Democratico 22 / 1 / 2009 PD Lecco:
arriva l`addizionale Irpef, cade anche l`ultima promessa Una pessima notizia
per i cittadini lecchesi: è in arrivo l'addizionale IRPEF! In una girandola
frenetica di convocazioni e sconvocazioni, a pochi giorni dal Consiglio
comunale di lunedì 26 è stata ritirata dall'ordine del giorno l'approvazione
del bilancio 2009 e inserita l'adozione del regolamento per l'addizionale IRPEF,
con la proposta di fissare l'aliquota in un sol colpo allo 0,3% e l'esenzione
per una soglia davvero minima: 10.000€ di reddito lordo. Già prevista nel
bilancio precedente come misura da adottare quest'anno, il centrodestra si era
prodigato a promettere che era solo una misura precauzionale, che non era
assolutamente loro intenzione ricorrere a questa nuova tassazione. Poi la
Giunta ha compreso che i conti non tornavano e che non bastavano più le solite
alchimie di bilancio e le entrate una tantum per riequilibrare una spesa
corrente ormai da anni fuori controllo. Si è quindi ridotta addirittura a
finanziare parte delle spese ordinarie con risorse normalmente destinate alle
politiche di investimento. è come se una famiglia dovesse vendere un
termosifone per pagare la bolletta del gas! Il Comune si trova ora a chiedere
nuove imposte ed uscire dal patto di stabilità per garantire alcuni pagamenti
minimali già rimandati gli anni precedenti e rimasti inevasi. Chi biasimare per
questa assurda situazione? Forse il Governo Berlusconi che ha ridotto
l'autonomia fiscale dei Comuni? Certo! Ma anche le spese
folli di questa amministrazione: il mutuo acceso per la passerella, il restauro
del Palazzo delle Paure senza un'idea del suo scopo, i costi lievitati per il
Tribunale, eccetera. Oggi, schiacciata dai suoi stessi errori, la Giunta di
centrodestra non trova altra via d'uscita che usando le loro stesse parole
mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Senza, peraltro, fornire
spiegazioni sulle finalità di utilizzo di queste ulteriori risorse che il
Comune pretende dai contribuenti in un momento già difficile per tante
famiglie. Questa era l'ultima promessa elettorale sulla quale il Sindaco Faggi
non era tornata indietro. Un Sindaco che, anziché assumersene la responsabilità,
spera forse di salvare la faccia facendo proporre a tre consiglieri di
maggioranza, per anni alfieri della supposta buona gestione
dell'amministrazione lecchese, una delibera con il regolamento per
l'addizionale che pare proprio fatta e finita dai tecnici del Comune. Questa
amministrazione ha perso anche l'ultimo brandello di credibilità al quale era
aggrappata. E chi paga per tutto ciò? Noi cittadini, come al solito. è ora che
se ne vadano a casa. Gruppo consiliare e Segreteria cittadina PD Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 22/1/2009 alle 17.52
( da "Adige, L'" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Passo Tonale Il
sindacato: «L'accordo non c'è». Daldoss: «No unanime nel cda» Confermato lo
sciopero PASSO DEL TONALE - Lo sciopero degli addetti agli impianti a fune sul
versante trentino del Tonale è stato confermato. Nella serata di ieri, fra
sindacato e Carosello Tonale spa non è stato trovato l'accordo sul rinnovo del
contratto aziendale dei quasi cinquanta dipendenti (31 fissi, 16 stagionali)
scaduto nell'aprile 2008, anche se le parti sono andate relativamente vicine ad
un accordo. «L'azienda ha offerto un aumento di 100 euro a regime con la cifra
di 25 euro per quattro anni da qui al 2011 - spiega Antonio Beccati della
Filt-Cgil - la nostra richiesta è scesa fino a 140 euro con la controproposta
di dividere l'aumento in quattro tranche: 25 euro per il 2008, 35 quest'anno,
40 nel 2010 e 45 nel 2011. Il presidente ha apprezzato la proposta, ma ha
comunicato che il consiglio di amministrazione non gli ha dato mandato di
accettare. Abbiamo la sensazione che si tratti di un problema di equilibri
interni alla società, più che un fatto di cifra. Lo sciopero di domenica è
comunque confermato e resta fissata anche la data del secondo sciopero,
domenica 1° febbraio». Lino Daldoss , presidente di Carosello Tonale spa, ha
parole positive per il sindacato («Si è comportato bene, cercando di metterci
d'accordo», dice), ma vede nello sciopero un attacco verso la sua persona: «Ho
cercato di cambiare il modo di lavorare nella società - osserva - e a qualcuno non
deve essere andato bene. Ma il consiglio di amministrazione è unanime nel
ritenere che in questo momento di recessione, con un aumento di capitale in
corso e l'adeguamento del contratto agli ex Paradiso, non si possa accettare
quella richiesta. Noi abbiamo offerto l'adeguamento degli addetti ex Paradiso
al contratto della Carosello in tre tranche - gennaio 2009, gennaio 2010 e 1°
maggio 2011 - e 100 euro di aumento in 4 anni, 25 euro all'anno». Presidente,
se ritiene che la protesta abbia come obiettivo anche lei, ha a che fare con i
compensi degli amministratori? «Dall'inizio di questo
inverno ho assunto io l'incarico del direttore di piste e il mio compenso è di
60mila euro l'anno. Il vicepresidente non prende nulla, solo il gettone di presenza. Comunque, credo che domenica molti impianti possano restare
aperti, penso anche il 60 per cento: non credo che tutti sciopereranno».
23/01/2009
( da "Adige, L'" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Assieme ai problemi del
mondo del lavoro, il costo della politica è senz'altro
uno dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel
Palazzo per cercare di eliminare quei privilegi che ancora resistono, ma che
oggi non sono più sostenibili né giustificabili Assieme ai problemi del mondo
del lavoro, il costo della politica è senz'altro uno
dei motivi che hanno spinto Bruno Dorigatti a decidere di entrare nel Palazzo
per cercare di eliminare quei privilegi che ancora resistono, ma che oggi non
sono più sostenibili né giustificabili. Lo vuole fare senza demagogia, ma con
la responsabilità di chi intende continuare a guardare negli occhi i cittadini
senza sentirsi parte di una casta. Per questo - con coerenza rara - il neoeletto
consigliere provinciale del Pd, Bruno Dorigatti, ha rinunciato alla carica e
all'indennità di assessore regionale agli enti locali, che pure il partito gli
aveva offerto, perché non era quello il tema su cui si ritiene ferrato e
sentiva di poter dare qualcosa alla comunità. Dorigatti,
grazie al fatto di essere membro dell'ufficio di presidenza del consiglio
regionale, ha invece cominciato a prendere subito di petto la questione dei
costi della politica. E con il suo voto contrario agli aumenti delle indennità dei
consiglieri ha voluto lanciare un segnale. «Il gruppo del Pd - spiega
Dorigatti - ha già depositato una mozione che vuole impegnare il consiglio
regionale, come primo provvedimento, a modificare la legge sulle indennità e i
vitalizi per prevedere la soppressione o almeno la sostanziale riduzione della
rivalutazione annuale in base all'indice Istat. Non c'è lavoratore, operaio o
impiegato, che gode di un trattamento come questo». 23/01/2009
( da "Centro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Antonio De Frenza
Enti regionali, parte la carica dei pretendenti Sono 40 o 50 i posti più
ambiti. E i partiti cominciano ad affilare le armi Il ricambio entro 45 giorni
dal via della legislatura PESCARA. Oggi il Pdl elegge Gianfranco Giuliante
capogruppo del partito in Consiglio regionale. Per la coalizione del presidente
Chiodi sarà l'atto che chiude il girone d'andata delle nomine istituzionali e
apre il girone di ritorno delle poltrone da assegnare negli enti regionali
soggette alla legge dello spoil system, il ricambio politico ai vertici delle
società controllate dalla Regione voluto nel 2005 da Del Turco. Un girone
aperto in genere ai delusi e ai trombati della coalizione vincente, e forse
anche a qualcuno bravo che il presidente Chiodi si è tenuto di riserva. In
lizza ci sono 70 o 80 incarichi pesanti, presidenze e posti in consigli di amministrazione,
pagati con prebende di tutto rispetto (per esempio i presidenti di Sangritana e
Arpa prendono il 60% dello stipendio di un consigliere regionale). Ma la
struttura organizzativa della Regione, che conta oltre 90 tra comitati,
commissioni e agenzie, è in grado di accontentare quasi 500
persone (si parla di faldoni con gli elenchi dei nomi che vanno in giro nelle
segreterie dei partiti), anche se molti di questi incarichi è a titolo gratuito
o a gettone di presenza, per esempio in comitati minori come in quello per l'educazione
ambientale, o nella commissione botanica regionale. Il Pdl ha già fatto
una mappatura di 40-50 enti e ha cominciato a ragionare sulle nomine. Il
criterio che verrà seguito è probabilmente quello della ripartizione tra le
componenti di Forza Italia e An in ragione del 70% alla componente azzurra e
del 30% a quella aennina. Nel partito si assicura però che il presidente Chiodi
non si lascerà condizionare troppo dal rito da sottogoverno del Cencelli,
perché «ha preso un impegno chiaro con l'opinione pubblica». Ma i partiti sono
già al lavoro e i tempi stringono perché la legge regionale sullo spoil system
stabilisce che i vertici degli enti regionali decadono automaticamente all'atto
dell'insediamento del nuovo consiglio regionale e vanno sostituiti, «salvo
conferma nei successivi 45 giorni». Fanno eccezione le società per azioni, come
le società di trasporto Saga, Arpa, Sangritana e Gtm che decadono alla scadenza
naturale. In questo caso Chiodi dovrà aspettare la presentazione dei bilanci
delle società il 30 aprile prossimo. In quell'occasione l'assessore ai
Trasporti Giandonato Morra, che rappresenta nell'assemblea il socio di
maggioranza, potrà riconfermare o meno i vertici. In questo caso li farà
certamente decadere, visti che presidenti e consigli di amministrazione erano
stati nominati tutti dal centrosinistra. Il passaggio sarà meno indolore per la
Asl di Pescara, dove il manager Antonio Balestrino si è già dimesso e dovrà
essere sostituito nel mese di febbraio. Gli altri manager sono attesi alla
prova dei bilanci ad aprile. Se i bilanci saranno in pareggio potranno essere
confermati, altrimenti si procederà alla sostituzione. Indolore anche il
passaggio si consegne all'Aptr, dove c'è un commissario, Piergiorgio Togni, il cui
contratto è scaduto. Diversa la situazione negli Ato, gli enti territoriali
delle acque, che sono tutti commissariati in attesa di riforma, ma sono in
piena funzione le società di gestione che sono un boccone ghiotto per i
partiti.
( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bilancio difficile, ma
la spesa sociale è salva palazzo sisto, via libera in giunta L'assessore
Martino: la sfida di un Comune vicino ai cittadini. Tagli alla macchina
comunale e ai costi della politica 23/01/2009 Savona.
Un bilancio di previsione da 105 milioni di euro. Lo schema è stato approvato
ieri dalla giunta municipale e ora dovrà passare in consiglio comunale. La sua
stesura è risultata difficilissima, come per tutti gli enti locali, stretta dai
tagli dallo Stato, dall'interpretazione restrittiva delle
norme per il finanziamento delle società partecipate, dal rimborso solo
parziale degli ex introiti Ici da parte di Roma, dal mantenersi dei costi della
politica (proroga delle Circoscrizioni sino al 2011, costo 340 mila euro
all'anno). Il risultato, l'assessore Luca Martino lo presenta così: «Prima le
persone. La sfida di un Comune vicino ai cittadini». Il bilancio,
infatti, non tocca la spesa sociale (alla quale sono destinati 12 milioni e
mezzo e aumenta la spesa per gli asili estivi), rilancia gli investimenti
(quasi 27 milioni per il piano delle opere pubbliche, il più ambizioso tra
quelli varati dall'amministrazione Berruti), lascia invariata la pressione
fiscale, tranne la Tarsu che come annunciato aumenterà del 15%: «La
consideriamo una "imposta di scopo", finalizzata a garantire ai
cittadini il livello e la qualità di pulizia e di decoro della città acquisito
in questi anni». Tagli verranno effettuati invece sulla macchina comunale, per
400 mila euro, e ai costi della politica (riduzione
delle sedute di consiglio e commissioni), per 140 mila. Dice Martino: «Il
Comune adotta il bilancio di previsione annuale in un quadro generale di grande
disagio economico delle persone. In un contesto di incertezza sul futuro, le
esigenze e i bisogni dei cittadini, in particolare di quelli più deboli,
ovviamente crescono e diventano più urgenti e fondamentali». E aggiunge: «È in
questo quadro che il Governo ha chiuso il suo bilancio operando tagli sulle
amministrazioni comunali, considerate, a torto, luoghi di spesa e di perdite, quando,
al contrario, i Comuni sono i luoghi per eccellenza delle faticose risposte
quotidiane alle persone. Se insieme ai tagli dei fondi statali consideriamo
alcuni ulteriori vincoli finanziari imposti al Comune, quali ad esempio
l'obbligo di allocare nella parte corrente del bilancio le risorse necessarie
per società di servizio fondamentali quali Ata, Acts e Spes, la difficoltà di
chiudere il bilancio senza ridurre i servizi alle persone è davvero grande». Le
cifre in questione ammontano rispettivamente a 574 mila euro per Acts, 400 mila
per Ata e 153 mila per Spes. Prosegue Martino: «La scelta apparentemente
obbligata rischiava di essere una riduzione seria del livello e della qualità
dei servizi ai cittadini, trasferendo quindi le mancanze di risorse sulle
spalle della città. Abbiamo fatto un'altra scelta. Una sfida. Una sfida alle
scelte del Governo, perché la posta in gioco non è un mero elemento
quantitativo di tipo economico, ma il rilancio o il venir meno del Comune nella
sua funzione essenziale, di ente più vicino alle persone. Una sfida a noi
stessi, alla nostra capacità di orientare la spesa innanzitutto là dove piùè
necessario che il Comune ci sia». Il bilancio sposta sulla spesa corrente una
quota significativa di oneri di urbanizzazione (1 milione 400 mila su 2 milioni
300 mila totali) e di proventi da alienazioni immobili (1 milione 450 mila euro
su 6 milioni 325 mila): «È una scelta che avremmo preferito non fare,
destinando per intero quelle risorse agli investimenti, ma è una scelta che
rivendichiamo, perché finalizzata a non ridurre i servizi. Nonostante questa
spostamento di risorse, il piano degli investimenti è di 26.980 mila euro.
Parte significativa del piano è sostenuto dalle risorse che contiamo di
ottenere dai finanziamenti del POR, il bando a cui il Comune partecipa con due
rilevanti progetti di opere pubbliche e di riqualificazione urbana relativi al
fronte mare centrale della città e al quartiere di Zinola». Le priorità, negli
investimenti, alla qualità della vita: sicurezza, qualità urbana, opere
pubbliche, scuole, impianti sportive e politiche culturali. A. G. 23/01/2009
All'ospedale San Paolo, dopo breve malattia è mancato all'affetto dei suoi cari
Enrico Giuseppe Iacono DI ANNI 67 Agente di commercio TornadoNe danno il triste
annuncio Mariuccia, il figlio Paolo, Patrizia, Marisa e Sonia. I funerali
avranno luogo venerdì 23 gennaio alle ore 9 nella chiesa Parrocchiale di San
Paolo in corso Tardy & Benech. La presente vale da partecipazione e
ringraziamento. Savona, 21 gennaio 2009. O.F. La Savonese. 23/01/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
FORLÌ? CRONACA pag.
15 È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere regionale
e capog... È UNA lista di ombre', quella che fa Antonio Nervegna, consigliere
regionale e capogruppo comunale di Forza Italia-Pdl, a
proposito dell'Ausl di Forlì. Lista che è una chiara replica ai resoconti e ai
progetti esposti la settimana scorsa dal direttore generale dell'Ausl Claudio
Mazzoni. «Liste d'attesa, costi in consulenze, gestione delle emergenze al
pronto soccorso, perdita di servizi in favore di Ravenna o Cesena (Elisoccorso
e Anatomia patologica), vicinanza scorretta con i vertici politici del
Pd: l'elenco delle ombre dice Antonio Nervegna, pesano sulla gestione
dell'azienda». Lo stesso Mazzoni, precisa Nervegna, «ha ammesso che nel 2009 si
dovranno migliorare le performance per le liste d'attesa: sono anni che ci
sentiamo raccontare questa promessa, senza che si passi dalle parole ai fatti.
Il pronto soccorso precisa Nervegna per numero di medici e ambulatori non può
reggere l'urto di potenziali utenti di una città di 110 mila abitanti come
Forlì». Secondo Nervegna è in atto «un evidente tentativo di impoverimento
dell'ospedale di Forlì, che pure vanta diverse eccellenze, che però vanno
valorizzate, non depauperate».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Quartu S.Elena Pagina
1020 Consiglio. Celebrata ieri la Giornata della memoria In Aula un reduce da
Mauthausen Consiglio.. Celebrata ieri la Giornata della memoria --> Meno
rischioso parlare di Olocausto e guerra nella Striscia di Gaza, che di
questioni politiche. Con i partiti impegnati nella campagna elettorale, il
Consiglio comunale sembrava essere condannato a rimanere congelato fino
all'appuntamento con le urne del 15 e del 16 febbraio. In pratica, due mesi di inattività, considerato che l'ultima riunione
risaliva al 29 dicembre. Invece, a sorpresa, i consiglieri sono stati convocati
ieri per una seduta straordinaria. Gettone di presenza
assicurato, ma niente argomenti politicamente rischiosi come ad esempio il
bilancio, che ancora attende di essere approvato in Giunta. La riunione
è stata invece dedicata alla ricorrenza della Giornata della Memoria con ospite
il partigiano Armando Gasiani, internato durante la Seconda guerra mondiale nel
campo di concentramento austriaco di Mauthausen. L'ex deportato aveva
incontrato in mattinata gli studenti della scuola media ?Rosas? di Bellavista,
mentre a fine serata era previsto un altro appuntamento all'istituto
professionale ?Pertini? di Cagliari. Oggi Gasiani sarà nuovamente in città,
nella scuola media di via Tiziano. Da anni le scuole quartesi, in particolare
la ?Rosas?, sono impegnate attivamente nel ricordo della tragedia
dell'Olocausto. Ieri in Consiglio comunale, però, non poteva che esserci anche
un risvolto politico d'attualità: il capogruppo di Rifondazione comunista Giuseppe
Stocchino ha proposta all'aula di esprimere solidarietà al popolo palestinese
per quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza, sotto assedio da parte
dell'esercito israeliano. (g. mdn.)
( da "Manifesto, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Contro una scuola di
regime Marina Boscaino Scuola statale, laicità, divieto del finanziamento da parte
di Stato e governi locali alle scuole private, autogoverno sugli indirizzi
culturali, didattici e pedagogici per una scuola realmente pluralista: erano
questi gli elementi imprescindibili su cui si basava il documento scritto
nell'ottobre del 1995 da un gruppo di intellettuali, in risposta a un altro
documento, uscito qualche mese prima, «Idee per una buona scuola», primo
firmatario Luigi Berlinguer. Fu l'inizio del tentativo di contrastare la deriva
mercantile e privatistica, che strizzava un occhio alla scuola confessionale e
che avviava un processo di presunta «modernizzazione» della scuola: in realtà
rincorsa di quelle che sembravano e si sono rivelate, purtroppo, le tendenze
vincenti del cambiamento, il cui unico effetto è stato l'allontanamento progressivo
della scuola dello Stato dalla funzione che la Costituzione
le attribuisce. In una concezione di modernità che - non coincidendo per sua
stessa natura con positività, progresso e crescita - collimava in questo caso
con mercato e privatizzazione. La scuola-azienda (quella delle «tre i» di
morattiana memoria, quella che divarica i percorsi dei nati bene da quelli
degli «sfigati», così come quella che si configura nel disegno di legge Aprea)
non sono che le degenerazioni di un processo inaugurato allora; servito su un
piatto d'argento da uno dei mille atti di abiura del passato che sono stati
fatti. Là dove «passato» significava difesa intransigente di valori e principi
irrinunciabili. È nata così l'associazione «Per la scuola della Repubblica», un
raro esempio di sobrietà in un paese come il nostro, sempre più ostaggio di
nani e ballerine, della cultura dell'approssimazione, dell'inciucio, del
lobbysmo, della difesa di postazioni di più o meno reale potere. Donne e uomini
di sinistra, ma provenienti da esperienze diverse, hanno lavorato e studiato
per continuare a presidiare uno spazio di democrazia che - svincolato da
pregiudizi e da condizioni di opportunismo - ha garantito e continua a
garantire vigilanza e libera riflessione sul ruolo che la scuola dovrebbe avere
nel nostro paese. Il 17 gennaio a Roma «Per la scuola della Repubblica» ha
organizzato il convegno «Contro la scuola di regime, per la scuola della Costituzione»: una carrellata sulle maggiori ferite inferte
dall'attuale governo (ma non solo) all'idea di scuola licenziata dalla Carta.
Un significativo momento di confronto in cui la politica
è stata chiamata a fornire delle risposte ad alcune domande sollevate dalle
relazioni e dagli interventi previsti. Il convegno, introdotto e coordinato da
Antonia Sani, ha illustrato vari argomenti (le linee anticostituzionali delle
politiche governative, il problema del finanziamento pubblico alle scuole
paritarie private, il disegno di legge Aprea, obbligo scolastico e dispersione)
e dato voce ai coordinamenti anti-Gelmini, a rappresentanti dell'Onda, del
mondo politico e sindacale, come della società civile. Configurando, nella
lucida relazione di Corrado Mauceri, la cornice ragionata che ha tenuto al
proprio interno tutti gli intenventi seguenti: la politica
scolastica di Berlusconi non è solo tagli, ma destrutturazione e
decostituzionalizzazione della scuola statale. Su tale tema sarebbe opportuno
che si interrogasse non solo il mondo della scuola democratica, ma tutta la
società civile. Invocare la Costituzione rappresenta
una sorta di retorico slogan bipartisan. Che, come tutte le argomentazioni
bipartisan applicate a matrici etico-culturali - che spiegano una specifica
valenza politica - si stempera fisiologicamente e
perde la propria significatività. Invece occorre stabilire un accordo sulla
lettura della Costituzione, perché l'indebolimento
progressivo che il continuo e abusato ricorso ne provoca - consentendo la
possibilità di incursioni continue tra il legittimo e l'illegittimo -
rappresenta la più grave insidia alla democrazia. La scuola della Costituzione è una scuola per tutti e di tutti, che fa
direttamente riferimento al secondo comma dell'art. 3: «è compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando
di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione
di tutti i lavoratori all'organizzazione politica,
economica e sociale del Paese». La scuola dello Stato rappresenta il primo
strumento di questa rimozione, avendo come compito fondamentale di licenziare
cittadini consapevoli. La scuola, poi, è un organo costituzionale dello
Stato, non affidabile al privato: occorre dunque contrastare il principio di
sussidiarietà e il sistema integrato. Un terzo elemento per configurare la
scuola della Costituzione è la difesa della laicità
dell'insegnamento: «l'arte e la scienza sono libere e libero ne è
l'insegnamento». Tale principio individua uno stato di libertà del personale
scolastico non dalle regole ma nelle regole, con conseguente autonomia
dell'organizzazione della scuola dagli esecutivi per quanto riguarda gli
indirizzi culturali; mentre - come dimostrano i regolamenti Gelmini - i governi
hanno considerato questo un ambito di intervento, spesso spregiudicato. La Costituzione detta le norme generali in materia di
istruzione: intervenire sulle linee generali è compito esclusivo del
Parlamento; ciò nonostante il governo continua a procedere a colpi di decreti
legge e di regolamenti, appropriandosene definitivamente. Ultimo punto è
l'autosufficienza della scuola non statale: «Enti e privati hanno il diritto di
istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». È il
caso di ricordare la lotta che gli ultimi governi hanno ingaggiato per
finanziare la scuola privata, dopo la sciagurata approvazione della legge di
parità. Da quanti sono realmente condivisi questi principi? È questa la domanda
chiave, per avviare una riflessione condivisa. Una parte della sinistra dal
1995 ne ha fornito interpretazioni fantasiose e imbarazzanti. Walter Tocci, del
Pd, ha risposto, a chi gli segnalava l'inconsistenza della cosiddetta
opposizione sui temi della scuola - che si è sostanziata in una richiesta di
aumento del contributo pubblico alle scuole non statali più alto di quello
previsto dal governo e nella demagogica proposta di un referendum abrogativo
della legge 133, precluso esplicitamente dall'art. 75 della Costituzione
- che è necessario ripensare autocriticamente l'autonomia e ha raccolto la
proposta di un coordinamento per un impegno sui principi realmente condivisi di
tutti i soggetti del mondo della scuola, politici e sindacali.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Venerdì
23 Gennaio 2009 Chiudi Un fondo a favore degli aiuti umanitari per le
popolazioni colpite dalla guerra nella striscia di Gaza è stato attivato dalla
conferenza dei capigruppo del consiglio provinciale di Terni, che ha invitato
tutti i consiglieri a devolvere a questo scopo un loro gettone di presenza.
( da "Stampa, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE SUI CONTI
PESANO I DISAVANZI DI ATA E ACTS Bilancio, tagli alle spese e aumento della
Tarsu Invariati i servizi, previste opere pubbliche per 26 milioni
[FIRMA]ERMANNO BRANCA SAVONA Tagli per 500 mila euro sulla spesa corrente,
aumento del 15% della Tarsu e vendita del patrimonio immobiliare. Queste le
linee generali del bilancio 2009 approvato ieri dalla
giunta che prevede una salvaguardia della spesa sociale (aumentata anzi a 12
milioni e mezzo) e tagli sui costi della politica e sul
funzionamento della «macchina». «La situazione generale non è favorevole perchè
con l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, il governo non rimborsa
completamente il mancato introito - dice Luca Martino -. Quest'anno
riceveremo il 7% in meno di quelli che sarebbero stati gli incassi. In pratica
perderemo oltre 100 mila euro. A questi si aggiungono altri 220 mila euro in
meno di trasferimenti statali che sono stati ridotti del 2,7%. Il governo
infine ci ha imposto una riduzione di 340 mila euro sui costi della politica. Un obiettivo che in realtà non riusciamo a
raggiungere perchè le Circoscrizioni sono rimaste in vita. Sui costi della politica riusciremo invece a ridurre 140 mila euro così
suddivisi: 50 mila euro sulle riunioni del Consiglio comunale e 80 su quelle
delle commissioni. Ovviamente possiamo solo suggerire ai presidenti di
commissioni di effettuare il numero strettamente necessario di sedute ma non
possiamo ordinare nulla». Il Comune riuscirà poi ad effettuare qualche
risparmio sulle spese generali. In tutto 400 mila euro di tagli fra 161 mila
euro sulle utenze (luce, gas, acqua, telefono), 186 di tagli sull'acquisto
dibeni e servizi, 55 mila sulle manutenzioni. Per far quadrare i conti
l'amministrazione ha adottato alcuni stratagemmi destinati a suscitare
critiche: «Abbiamo deciso di impiegare buona parte del ricavato degli oneri di
urbanizzazione per un totale di 1 milione e 400 mila euro e un altro milione e
400 mila euro derivante dalla vendita del patrimonio immobiliare - dice Martino
-. So già che la minoranza mi ricorderà che queste poste andrebbero utilizzate
correttamente sulla parte investimenti del bilancio ma l'alternativa sarebbe
stata quella di tagliare i servizi al cittadino che invece abbiamo mantenuto
inalterati». Rilevante l'esborso del Comune per le tre aziende controllate. La
Finanziaria impone infatti di inserire le perdite nella spesa corrente del
bilancio. Si tratta di 400 mila euro per il ripiano delle perdite dell'Ata, 574
mila per quelle dell'Acts e 153 mila per le quote dovute alla Spes, la società
dell'Università. Da notare che il Comune per riportare l'Ata in condizioni di
equilibrio economico ha dovuto anche aumentare la tassa sulla spazzatura del
15%. Per le opere pubbliche sono prebisti 26 milioni di investimento in cui la
parte più rilevante è rappresentata dai 9 milioni di euro che il Comune pensa
di ricevere dalla Regione per il recupero della fascia costiera dal Priamar a
Zinola.
( da "Denaro, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Enti Locali &
Cittadini autonomie Riforme, i Comuni protagonisti Non basta difendere le identità
locali: occorre affrontare le sfide di governo Nando Morra E' del tutto
evidente la distanza sempre più accentuata tra il quadro globale che investe e
sferza il paese nelle componenti fondamentali, società, economia, produzione,
occupazione ed il passo incerto, lento e propagandistico del governo. Sorvolare
ed ostentare ottimismo come fa Berlusconi sul dramma reale che colpisce milioni
di lavoratori, di cittadini, di giovani e le imprese, è un tentativo maldestro
di esorcizzare i problemi acuti che attanagliano il paese. Le cifre in rosso
del PIL, del debito pubblico, della CIG e della inflazione non si combattono e
non si eludono con i servizi posticci. Un tranquillante obsoleto, inutile e
cinico che il paese rigetta. L'operazione Berlusconi-Kakà, ha questo segno.
Preoccupato di perdere il consenso politico ed elettorale della cassaforte
"Milan Club", Berlusconi ha innestato la retromarcia passando con
disinvoltura dal saluto a Bush al "colpo di teatro" della diretta TV
per annunciare "urbe et orbi" che Kakà non si tocca. Continuiamo a
pensare che se lo stesso tempo e la stessa intensità di impegno fosse riservata
al Mezzogiorno o alle riforme costituzionali, sarebbe meglio e positivo per il
sistema paese. Ma tant'è. Economia, Lavoro e riforme sono in stand-by; il Milan
prima e più di tutto. Il paese ha necessità di uscire dalla crisi ma ha bisogno
assoluto che venga concluso il percorso riformatore. Non si può continuare a
parlare di federalismo senza completare la riforma del Titolo V della Costituzione. Da essa dipendono, infatti, il federalismo
fiscale, il riassetto dell'ordinamento degli Enti Locali, le potenzialità di
innovazione, di efficienza e di produttività del sistema istituzionale e dei
governi locali e territoriali. E' tempo di concentrare attenzione ed impegni
proprio sul completamento della riforma del Titolo V. Essa ha ancora diversi
traguardi da raggiungere. Tra questi, il federalismo fiscale ed il riassetto e
l'adeguamento dell'ordinamento degli Enti locali in relazione ai nuovi artt.
117 e 118 della Costituzione. Sul primo punto,
apparentemente, si sono fatti passi in avanti. Il Governo ha finalmente
depositato il disegno di Legge e si è avviato il dibattito e un primo giro di
audizioni delle rappresentanze delle autonomie da parte delle competenti
Commissioni parlamentari. Occorre spingere con forti iniziative politiche e
parlamentari per neutralizzare i tentativi dilatori che non mancano ed il
rischio che la riforma, seppur con i tanti limiti denunciati, finisca su un
binario morto. Manca, infatti, ancora la riforma dell'ordinamento, che dovrebbe
accompagnare il nodo dell'allocazione delle risorse e dell'autonomia
finanziaria e impositiva. Il governo si è mosso con un disegno di legge
articolato in più provvedimenti: Piccoli Comuni; funzioni fondamentali; Città
metropolitane; polizia locale. Si tratta di uno "spezzatino" che non
convince. Il rischio è di perdere la necessaria visione unitaria che deve
sostenere questa importante riforma. Tuttavia, quel che conta è uscire da una
discussione che finora si è esaurita prevalentemente nei convegni e nei
dibattiti accademici. L'urgenza è evidente anche al fine di mettere in
parallelo i due provvedimenti federalismo fiscale e ordinamento di condividerne
gli assi portanti con il sistema delle autonomie e di evitare che pezzi di
riforma, come è stato fatto, spesso, nel passato con le leggi finanziarie,
siano approvate in maniera impropria e frammentata. Il nuovo ordinamento delle
autonomie dovrà, infatti, essere ridefinito guardando al processo di
costruzione del federalismo fiscale. L'esercizio dell'autonomia finanziaria e
impositiva, con l'individuazione di solide basi imponibili per il sostegno
delle funzioni di spesa, dipenderà, infatti, anche dalla giusta centralità che
sarà data al principio di adeguatezza e quindi alla costruzione di un
efficiente sistema delle Autonomie in grado di esercitare concretamente le
proprie funzioni al servizio delle collettività. Si tratterà di costruire una
ripartizione delle funzioni vincolate ad una necessità di chiarezza nel
definire "chi fa che cosa". Qui sta un primo punto critico. Al tempo
stesso, è indispensabile una sufficiente elasticità per poter consentire un
adattamento dell'allocazione delle funzioni al processo evolutivo delle
esigenze amministrative ed alla complessità delle realtà amministrate. In
questa situazione sarà centrale la questione dei Piccoli Comuni e dei processi
di unione in ambiti territoriali più vasti ed in una unica forma associativa.
Il processo di esercizio associato, attraverso le unioni o le Comunità Montane
riformate, sarà la condizione per mantenere alcune funzioni legate ai servizi
essenziali in funzione della maggior prossimità ai cittadini. Riteniamo,
infatti, che l'esperienza dell'associazionismo vada incentivata e consolidata
proprio come strumento a disposizione del Comune e, primo titolare del processo
riformatore stesso. Qui è centrale il ruolo delle Regioni ed il rapporto tra
legislazione statale e regionale. Si può immaginare, in parallelo con quanto
proposto sul federalismo fiscale, che allo Stato sia demandato, oltre la
definizione delle funzioni fondamentali, anche quella dei principi e dei
criteri ai quali le Regioni devono concretamente attenersi nella loro
allocazione agli enti locali, di funzioni, poteri, risorse. Si tratta di un
fronte sul quale si registrano ritardi significativi. In molte Regioni, ancora
si è molto lontani da un funzionale ed organico impianto di decentramento dalla
Regione al sistema delle Autonomie. Per la Regione Campania è un nodo politico-istituzionale
ancora non risolto. Condiziona in senso centralista il rapporto con gli Enti
Locali e comprime l'autonomia dell'autogoverno locale. Con conseguenze serie
sui termini dello sviluppo dei territori. E' un punto politico importante.
Superare i limiti attuali significa conquistare le condizioni per un compiuto
esercizio delle funzioni e dei poteri di governo locale. Le autonomie, debbono
avere più coraggio su questo punto ed affrontare con determinazione la sfida
del governo guardando ben oltre gli angusti confini amministrativi del proprio
territorio. Il salto di qualità è capire che il ruolo compiuto del Comune come
luogo fisico e simbolico dell'identità collettiva deve potersi misurare con la
concreta possibilità di rappresentare effettivamente quella comunità nei
necessari processi di crescita e sviluppo che riguarda proprio il territorio.
Diversamente, c'è il rischio di ripiegare in una difensiva tutela di una
identità. Un altro punto critico sta nella confusione sul piano istituzionale
generata dalla proliferazione di apparati, enti strumentali, agenzie ed
organismi vari dipendenti da regioni o enti locali che svolgono spesso,
funzioni monosettoriali che possono essere ricondotte alle funzioni tipiche,
istituzionali, dell'ente di riferimento. Un processo di razionalizzazione e di
semplificazione istituzionale aiuterebbe, oltre che a restituire un po' di
trasparenza, anche a sottrarre le migliaia di amministratori locali che si
dedicano alla propria collettività alla critica, spesso spicciola, sugli
eccessivi costi della politica. Anche qui occorre
procedere ad una attenta valutazione e distinzione tra esternalizzazioni che
hanno consentito il perseguimento efficace di politiche pubbliche, da quelle che si sono tradotte in aumento di costi ed inefficienze
o in manovre elusive dei vincoli di finanza pubblica posti dal patto di
stabilità. E' ormai matura l'esigenza di una riflessione di fondo sul sistema
delle "esternalizzazioni", sulle cosiddette società di servizi spesso
copertura di interessi politici e localistici. Nel Sud, in particolare,
è prevalsa la cattiva pratica di esternalizzare senza privatizzare. Da un lato,
il Comune paga gli scoperti di bilancio; dall'altro, i cittadini pagano di più
per servizi di scadente qualità. C'è inoltre, una questione che riguarda la
riaffermazione degli incomprimibili spazi di autonomia statutaria e
regolamentare, costituzionalmente garantita nella gestione interna e
nell'organizzazione dell'ente locale. La riaffermazione della distinzione tra
amministrazione e politica e per implementare i
processi di autoriforma e responsabilizzazione, con un proprio ordinamento, una
propria organizzazione, propri strumenti di controllo e valutazione, è un
valore da consolidare. Un'altra questione assume infine rilievo politico. C'è
la necessità di dare una definitiva certezza al tema che riguarda l'abolizione
del vincolo del secondo mandato, che giustamente e legittimamente si pongono da
troppo tempo migliaia di amministratori locali. del 23-01-2009 num.
( da "Varesenews" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Busto Arsizio - Le proposte
del PD: azioni di riduzione e recupero fondi su addizionale Irpef, fasce ISEE,
debito comunale. Porfidio: "Ricaviamo i fondi tagliando di un terzo gli
stipendi degli assessori" Misure anticrisi fra limature sulle tasse locali
e sguardi rivolti a Roma Le mozioni d'indirizzo e gli ordini del giorno targati
Partito Democratico saranno la prima traccia dell'attività della Commissione ad
hoc creata giovedì con voto unanime del consiglio comunale. Le misure proposte
sembrano sintetizzare gli scarsi margini d'azione, al limite dell'impotenza,
degli enti locali, "sempre più "ingessati" da Roma, mentre si
attende che il federalismo fiscale divenga realtà. Alle minime manovre
possibili su un bilancio già magro, rosicchiando qua e là dalla tassazione
comunale, si aggiungono richieste più politiche che si traducono quasi in una
supplica alle superiori autorità statali di Roma. Ad esporsi è la maggiore
forza d'opposizione, ma è chiaro che certe posizioni sono bipartisan, a
fronte di problemi comuni. In aula le proposte del PD sono state accorpate
per ragioni tecniche in un documento unico che sarà sottoposto alla
commissione. Spicca fra esse la richiesta che l'amministrazione
si adoperi per chiedere al Ministero dell'Economia la sospensione negli
anni 2009-2011 degli studi di settore, "croce" fiscale di artigiani e
commercianti. Una seconda proposta prevederebbe di innalzare la soglia di
esenzione dell'addizionale comunale Irpef da
( da "Virgilio Notizie" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 23 gen. (Apcom) - Italia dei valori sostiene la riforma federalista dello
Stato ma lamenta la mancanza di alcuni contenuti fondamentali come la riduzione
dei costi della politica e le sanzioni per gli amministratori. Lo spiega il portavoce
Leoluca Orlando dopo l'astensione di ieri al Senato. "Idv sostiene
la riforma federalista, ci siamo astenuti perchè ancora non vediamo la
riduzione dei costi della politica, insomma non
vediamo quello che occorre per avere un federalismo vero. Crediamo nella
cornice - conclude Orlando - ma ancora il quadro non è definito".
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sublagunare, via
libera all'iter per il finanziamento Venerdì 23 Gennaio 2009, «La giunta
Cacciari è finita». Con questo commento, il presidente della Municipalità di
Venezia, Enzo Castelli, lascia ben poco all'immaginazione. Nonostante le
perplessità che da più parti, anche all'interno della maggioranza e della
stessa giunta si sono manifestate, l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi
continua per la sua strada portando avanti il progetto "benedetto"
dall'amministrazione Costa nel 2003. Lo stesso Piano urbano della mobilità
(Pum) che il Comune ha approvato nel luglio 2008 sostiene che il ruolo della
sublagunare, così come è stata pensata, non possa che essere marginale.
"La sublagunare - si legge a pagina 104 del documento - non consente una
significativa riduzione dei traffici di vaporetti lungo il canal Grande e... i
18mila passeggeri giornalieri della sublagunare, pur essendo relativamente
marginali rispetto ai flussi complessivi che interessano Venezia, vanno ad
interessare un contesto di calli e campielli oltremodo delicato". Fatto
sta che ieri, dopo una riunione durata quattro ore (nelle due ore iniziali i
presidenti di municipalità erano stati tenuti fuori dalla porta), la Giunta ha
di fatto dato il via all'iter per ottenere il finanziamento
dal Cipe pari al 60 per cento del costo previsto dell'opera. Con una delibera
approvata a maggioranza (Zanella astenuta) si modificano alcuni articoli della
convenzione con l'associazione temporanea di imprese che propone il progetto in
modo da eliminare qualsiasi rischio di carattere finanziario per il Comune sia
nella costruzione sia nella gestione della sublagunare. Il passo
successivo sarà l'invio della pratica al Ministero delle Infrastrutture. La
costruzione della sublagunare, inserita tra le "grandi opere" della
legge obiettivo nazionale e presente nella proposta di piano territoriale
regionale di coordinamento, è subordinata all'effettivo finanziamento da parte
dello Stato del 60 per cento della spesa, mentre il 40 per cento è a carico
della associazione temporanea di imprese, della quale Actv detiene il 30 per
cento delle quote in qualità di capogruppo. Gli altri associati sono Sacaim,
Studio Altieri, Mantovani, Arsenale di Venezia Spa, Save Engineering,
Metropolitana milanese, Net Engineering, Bnl. Per il presidente della
Municipalità veneziana, però, questa delibera è stata un pesante atto di
rottura. «Si è scelto - attacca Castelli - di portare avanti quel progetto
condiviso da pochi, anche se lo si affida ad un testo migliore a quello della
giunta Costa. Si è scelto di continuare nonostante le perplessità solo per
paura di andare contro il consorzio e di affrontare una causa. Ha vinto Paolo
Costa, la continuità amministrativa ha prevalso sulla discontinuità politica». Revocare la delibera che adottava il progetto dell'Ati
guidata da Actv significherebbe dover rimborsare le spese progettuali, il cui
importo non è ancora conosciuto. «Chiederò subito al presidente di Actv -
conclude Castelli - di avere la documentazione delle spese sostenute». Via
libera anche al progetto di Consorzio che riunirà le funzioni di polizia locale
tra i comuni di Venezia, Spinea e Marcon. Con la delibera di ieri sera, la
Giunta ha approvato il piano di zonizzazione regionale e ha nominato il
comandante Marco Agostini referente pro tempore. Il passo successivo sarà
l'incontro con i sindacati, la cui quasi totalità si è detta contraria al
Consorzio. «Il territorio di competenza aumenta - dicono Gianni Brandani della
Cgil e Luca Lombardo del Sulpm - mentre il personale rimane lo stesso. Sapete quanti
vigili hanno insieme Spinea e Marcon? Ventidue. Se si voleva fare questo si
poteva fare una convenzione, come prevede il piano di zonizzazione regionale,
il quale non pone affatto il consorzio come unica alternativa». Per tutto il
pomeriggio una delegazione della Rsu e dei sindacati Sulpm e Cgil ha
manifestato pacificamente all'interno del municipio per chiedere alla giunta di
tornare indietro e, alla fine, sono stati annotati i nomi di tutti. «Incontrerò
presto i sindacati che hanno firmato l'accordo del 30 dicembre - ha detto il
vicesindaco Michele Vianello - per discutere le condizioni. Ma ripeto: nessuno
ci rimetterà nulla. Anzi, porteremo la pianta organica a 696 unità». Michele
Fullin
( da "Trentino" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Firmani propone di
eliminare i gettoni per le riunioni della Regione e di
far pagare le assenze I sindacati: «Rifiutate gli aumenti» Invito ai
consiglieri provinciali: è uno schiaffo a tutti i lavoratori TRENTO. «L'aumento
delle indennità dei consiglieri provinciali rappresenta uno schiaffo alle
lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati, a tanti che rischiano
di restare senza impiego. In generale mortifica i trentini alle prese con una
delle più drammatiche crisi economiche degli ultimi decenni». Questo il
commento di Cgil, Cisl e Uil. I tre segretari generali del Trentino Ruggero
Purin, Lorenzo Pomini ed Ermanno Monari sono concordi: «I 300 euro di aumento,
che portano l'indennità dei nostri rappresentanti politici a quota 14.359 euro
mensili, sono scandalosi se raffrontati agli 800 euro lordi percepiti da un
lavoratore cassintegrato o disoccupato. La politica si dimostra ancora una
volta lontana dal mondo reale e certifica il proprio distacco dalla condizione
quotidiana di decine di migliaia di lavoratori e pensionati che faticano ad
arrivare alla fine del mese. Di fronte a tutto questo, valgono davvero a poco
il balbettio di chi si giustifica sostenendo si tratti di un automatismo. Ci
domandiamo poi come le istituzioni possano riconquistare il rispetto e
l'autorevolezza agli occhi dei cittadini trentini, senza un costante
contenimento dei costi della politica. A questo proposito, visto che le
competenze della regione sono praticamente nulle - tranne quelle riguardanti la
previdenza complementare - le indennità degli assessori regionali andrebbero
abolite una volta per tutte. Diventa necessario, inoltre, un ragionamento a
tutto campo per rivedere e ridimensionare lo stipendio di assessori,
consiglieri ma anche manager pubblici. E' poi arrivato il tempo di mettere in
discussione il meccanismo dei consiglieri supplenti che, in base
all'incompatibilità tra ruolo esecutivo e legislativo, subentrano ai colleghi
nominati assessori». Le organizzazioni sindacali chiedono quindi ai consiglieri
provinciali di eliminare una volta per tutte l'automatismo nell'adeguamento
delle proprie indennità e di rifiutare questi ultimi aumenti dirottando semmai
quelle risorse al sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica. Bruno
Firmani, consigliere provinciale dell'Italia dei Valori, sostiene invece che la
rivalutazione delle indennità su base Istat pur non incidendo in modo
sostanziale sul bilancio della Provincia, rappresenti un
problema di immagine, «in quanto crea una pregiudiziale sui privilegi della
casta rappresentata dalla classe politica» e propone quindi di sopprimere i gettoni di presenza percepiti per le sedute del Consiglio Regionale: «Anzi propongo
una trattenuta di 100 euro per ogni assenza ingiustificata». Firmani
sostiene inoltre che gli aumenti delle indennità dovrebbero essere legati ai
rinnovi contrattuali dei lavoratori del pubblico impiego. Anche la Lega Nord
del Trentino ha preso posizione, chiedendo che le cariche politiche «siano
svolte senza oneri per la pubblica amministrazione, tenuto conto che risulta
già dignitosa l'indennità di consigliere regionale e provinciale e che, per le
loro ulteriori funzioni, esistono uffici a disposizione, personale e talvolta
automezzi di servizio». (s.c.)
( da "Trentino" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Grazie all'anno più
corto, sforbiciata ai gettoni Consiglio e
circoscrizioni risparmio di 50 mila € TRENTO. Cinquanta mila euro. E' quanto il
Comune conta di risparmiare nel 2009 sui costi del consiglio e delle
circoscrizioni. Nel 2008 per i consigli comunali, le commissioni e i consigli
circoscrizionali sono stati spesi circa 500 mila euro, mentre per il 2009 la
previsione di Palazzo Thun si ferma a di 450 mila. Non è tutto merito della
sforbiciata scattata col nuovo anno che prevede un taglio del 50% del gettone
ai consiglieri che partecipano a meno di metà seduta: il provvedimento
permetterà di risparmiare tra i 10 e i 20 mila euro. Il risparmio è dovuto
anche al fatto che quest'anno ci saranno le elezioni e per almeno due mesi
l'attività consiliare sarà sospesa. Uno stop che permetterà di risparmiare
circa 50 mila euro. Lo scorso anno le sedute del consiglio sono state 57: per
ogni seduta un consigliere incassa 120 euro lordi, che diventano
( da "Alto Adige" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'indennità sale,
300 euro mensili in più Indice Istat per i consiglieri A Durnwalder 27.282 euro
Aumenti da gennaio per tutti i membri del consiglio provinciale Il Pd: cambiare
norma I Verdi: «Un tetto alle spese elettorali» MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Fare
il consigliere provinciale conviene. In gennaio ognuno dei 35 membri del
consiglio altoatesino troverà in busta paga la bella cifra di 302 euro lordi in
più, frutto dell'aumento legato all'indice Istat. L'indennità arriva così a
toccare quota 14.359 euro mensili, con riflessi a cascata per chi ricopre
un'altra carica, dal presidente della giunta provinciale - 27.282 euro - in
giù. Paradossi delle leggi. Nel
( da "Arena, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato 24 Gennaio
2009 LETTERE Pagina 21 POLITICA Promesse da marinaio Durante la campagna
elettorale per le elezioni politiche dell'aprile 2008 il disco più gettonato
era il taglio del costo della politica. I candidati
del centro destra e del centro sinistra promettevano risparmi da 1 miliardo di
euro. Berlusconi aveva promesso di eliminare le province. Adesso con 100 seggi
di vantaggio alla camera e 50 al senato e nonostante la crisi con milioni di
famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, Berlusconi e il
centrodestra manco se lo sognano. Pochi giorni dopo il voto l'onorevole Fini
dichiarava; «penso che gli italiani siano disponibili a
fare dei sacrifici, ma pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci
sia l'esempio da parte del governo per la diminuzione del costo della politica e dei privilegi». Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno
di legge bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro, circa un
terzo del costo totale della politica. Ma ora «passata la
festa gabbato lo santo». I giornalisti Stella e Rizzo ci rivelano che «la casta» non solo non ha diminuito
il costo della politica, ma è riuscita a far lievitare
la spesa di 100 milioni di euro, mentre chiede ai cittadini ulteriori sacrifici
perché questi sono tempi difficili. E ciò grazie a tante piccole «spesucce»
come le agendine per i senatori per 260mila euro, gli assegni di solidarietà ai
senatori rimasti senza seggio perché bocciati dall'elettorato che per il loro
reinserimento nella vita sociale prenderanno «solamente» 7 milioni e 251mila
euro. Aggiungiamo poi i compensi ai «governatori delle regioni italiane» che
fanno impallidire quelli di chi governa gli Stati americani. Mentre in Italia i
«padroni del vapore» conservano i loro privilegi, in Spagna i partiti si auto tagliano i finanziamenti statali di 17
milioni di euro. E intanto la gente arranca e il costo del disagio si scarica
sulle famiglie. Nessuno prende in seria considerazione l'allarme lanciato dalla
«Caritas»: oggi 15 milioni di italiani sono a rischio povertà. In Italia i
ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri. Siamo ora al
sesto posto nella classifica Ocse (organizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo economico) con la più alta disuguaglianza, dopo di noi Messico,
Turchia, Portogallo, Stati uniti e Polonia. Le famiglie colpite dalla crisi
sono in attesa di interventi di lunga durata e non più solo briciole. Aumentano
i poveri, i disoccupati e cassa integrati, mentre i precari sono i primi a
perdere il lavoro. La casta arrogante, auto referenziale, difende e aumenta i
propri privilegi. La credibilità della politica non è
mai stata così bassa e l'ostilità così alta. Diceva Fini nell'ottobre 2007:«I
politici promettono di dare il buon esempio». Purtroppo ahimè, promesse da
marinaio. Giancarlo Maffezzoli GARDA
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO COMUNALE.
Rinnovata per un altro anno l'intesa con tredici asili già convenzionati con la
Loggia. L'assessore ha anticipato le prossime scelte Nidi privati, «voucher»
per tutti di Eugenio Barboglio Ermes Gatti e Renato Grendene, il partigiano e
il presidente dei farmacisti. È dalla commemorazione di queste figure che è
partito il consiglio comunale di ieri, il primo del 2009. Un consiglio per il
resto interlocutorio, che ha avuto il clou nel sì alla proroga delle
convenzioni con 13 asili nido privati, ma che ha vissuto un prologo anche
esilarante. La consigliere di Sinistra Arcobaleno, Daniela Albini ha chiesto
conto alla Giunta del perchè abbia negato largo Formentone ad una
manifestazione di Lily Elbe, associazione trans. «Si trattava di ricordare le
vittime trans e di farlo con un'installazione di un artista». È che la Giunta
ha scovato nel sito dell'associazione altre opere dello stesso artista,
inequivocabilmente hard (la raffigurazione è stata fata circolare tra i
consiglieri). Di qui il no. Ma Lily Elbe replica che l'opera era assolutamente
casta, adatta al ricordo di persone morte. E che le opere hard non sono nel sito
dell'associazione, ma in quello dell'artista, a sua volta «linkabile» dal sito
di Lily Elbe. CHIUSA la parentesi a luci rosse, ecco irrompere gli asili nido.
Il consiglio ha approvato - su proposta dell'assessore ai servizi sociali,
Giorgio Maione - il prolungamento di un anno della convenzione con i nidi
privati già convenzionati, per una spesa di poco meno di un milione di euro. Un
tassello di una politica di cui l'assessore ha tracciato le linee guida e che
prossimamente calerà in atti amministrativi. E che fa perno sullo strumento dei
voucher, «buoni» che rendono sostenibile la scelta di strutture private in
alternativa agli asili nido pubblici che in città sono diciassette. Se la
strategia è quella, dunque, della sussidiarietà, per renderla operante il
Comune intende rafforzarla e diffonderla. Lo scorso anno, ad esempio, a
usufruire dei voucher sono state solo 47 famiglie, per una copertura
complessiva della Loggia, costata 171mila euro. L'ipotesi, per ora solo
presentata ai consiglieri, è quella di intervenire su questo strumento, in due
direzioni: esternderne l'usufruibilità a tutti, in pratica cancellando il
limite Isee di reddito (che attualmente è di 12mila euro annui) - e semmai
anche aumentando le convenzioni ad altri asili (oltre agli attuali 13 convenzionati,
altri dieci privati si trovano in regime di accreditamento, dunque non godono
di sovvenzione comunale, ma per la retta c'è l'opportunità-vaucher). L'altra
linea di intervento verterà invece sul potenziamento di strutture intremedie,
come le case famiglia. Il consigliere Pd Fabio Capra ha ammonito «a non
indebolire il servizio pubblico per quello privato»; detto ciò i democratici
hanno comunque votato a favore della delibera. Ma in più hanno lanciato una
proposta: «Non facciamo pagare la retta degli asili nido per il primo anno». La
chiosa è per il bonus bebè, mai digerito dall'opposizione:
«Comunque meglio i voucher e queste forme di sostegno per tutti, che i bonus
bebè discriminatori». A vuoto la proposta (della minoranza) di devolvere il gettone
di presenza di ieri dei consiglieri al donum bebè, il controbonus per i
bimbi immigrati. PRESENTATA la relazione del difensore civico, il cui mandato
scade. La Lega Nord ha proposto che il prossimo sia eletto dal popolo
oppure sorteggiato (ora viene scelto, su proposta della Giunta, da due terzi
del consiglio). Il Pd non è contrario. Carla Bisleri avverte «è una figura che
ha svolto un ruolo positivo, va promossa».
( da "Adige, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
La cosa buona è che,
dopo aver incassato gli aumenti, i politici provinciali hanno capito che in un
momento di crisi economica mondiale la «mossa» poteva risultare particolarmente
indigesta agli elettori La cosa buona è che, dopo aver incassato gli aumenti, i
politici provinciali hanno capito che in un momento di crisi economica mondiale
la «mossa» poteva risultare particolarmente indigesta agli elettori. E così
qualcuno ha pensato di correre ai ripari. Ieri Bruno Dorigatti spiegava che il
Pd vuole modificare la legge per prevedere la soppressione (o la riduzione)
della rivalutazione annuale in base all'indice Istat delle indennità mensili.
Dopo la notizia riferita ieri dall' Adige si sono mossi anche altri partiti. I
consiglieri della Lega hanno presentato una mozione con la quale si propone che
tutte le cariche (tranne quella di presidente della Provincia) siano svolte
senza oneri per la pubblica amministrazione, «tenuto conto che risulta già
dignitosa l'indennità di consigliere regionale e provinciale e che, per le loro
ulteriori funzioni, esistono uffici a disposizione, personale e talvolta
automezzi di servizio». Insomma, i presidenti e i vicepresidenti dell'aula
nonché gli assessori dovrebbero accontentarsi della paga «base» di 14.359 euro
lordi al mese. E il capogruppo Alessandro Savoi aggiunge: «A titolo personale
sono d'accordo anche per togliere l'aumento automatico». Bruno Firmani
dell'Italia dei Valori ha un'altra idea: «Cancellare l'adeguamento automatico
delle indennità all'indice Istat e legarle alle revisioni degli stipendi dei
dipendenti pubblici e togliere il gettone di presenza
in consiglio regionale». Non solo. Ha in mente di chiedere la riduzione degli
indennità aggiuntive per chi ha cariche. «Il risparmio quantificato - calcola -
sarebbe di 400 mila euro l'anno». Sulla materia, però, il consigliere
dipietrista rischia di essere «bruciato» sul tempo da un'iniziativa
dell'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. L'organo, composto dal
presidente Giovanni Kessler, dal vice Claudio Eccher e dai segretari questori
Renzo Anderle, Alessandro Savoi e Pino Morandini, ne sta parlando al suo
interno già da un po'. La conferma viene dallo stesso Kessler. «Su mia proposta
- spiega - abbiamo già cominciato la discussione per ridurre l'indennità di
carica dell'ufficio di presidenza». Palazzo Trentini, per legge, non può
toccare le indennità dell'esecutivo ma sta pensando di dare il buon esempio con
un taglio del 30% delle indennità di carica. Si tratta di togliere un terzo del
«bonus» che spetta al presidente (50% in più del semplice consigliere), al vice
(25%) e ai segretari questori (12,5%). «La carica - spiega - va riconosciuta,
ma sul quantum si può decidere». Kessler, però, fa un ragionamento più generale
sui costi della politica e propone due alternative per incidere veramente sui
costi della politica. Prima ipotesi. una normativa di carattere nazionale che
preveda criteri per permettere veramente il confronto tra i vari consiglieri
regionali. «Sarebbe un'operazione di grande trasparenza e so che il ministro
Fitto ci sta pensando» spiega. Seconda ipotesi: una riforma complessiva del
modo di fare politica diminuendo il ruolo dell'eletto dando più spazio
all'amministrazione e ai dirigenti, come in consiglio comunale o come in Svizzera
(dove il Parlamento si riunisce 30 volte l'anno). «Oggi - motiva
il presidente - molto lavoro dei consiglieri è di tipo politico, di relazioni,
quindi effettivamente coinvolgente. Se lo si asciugasse di questi aspetti,
allora veramente si potrebbe pagare semplicemente una sorta di gettone di presenza». Sarebbe uno stravolgimento radicale del modo di fare politica
«a vita» come è in Italia. «Io sono tentato da questa idea, ma
rendiamoci conto che ciò comporterebbe anche dei rischi, cioè che diventi la
politica dei pensionati o di chi ha una rendita che gli permetta di avere tanto
tempo a disposizione». Per Kessler, infine, i politici non sono dei
privilegiati. «Dobbiamo considerare che per qualcuno l'indennità può essere
quattro volte maggiore rispetto allo stipendio che si percepiva prima, ma per
altri è minore. Se io fossi solo consigliere, considerando quello che devo dare
al partito, guadagnerei di meno che a fare il magistrato». D.B. 24/01/2009
( da "Adige, L'" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Comunità di valle,
inutili (e costosi) carrozzoni? C on l'esito del voto referendario del 30
novembre scorso, a larga maggioranza, sei comuni della Valle di Ledro hanno
scelto di fondersi in uno solo. Una scelta, a mio parare, ottima, credo
ponderata a lungo e che porterà ad eccellenti risultati e benefici. Le
cittadinanze hanno mostrato di aver superato i vecchi campanilismi, avendo
compreso che oggigiorno le forze unite di sei piccoli paesi possono ottenere
dei risultati migliori sia economici che funzionali per il beneficio di tutta
la comunità, cosa che non avrebbero ottenuto se avessero marciato da soli. Un
segnale forte e positivo da cui la classe politica trentina dovrebbe trovare
esempio. Pure le municipalità di Arco e Riva hanno intrapreso un cammino verso
questa direzione, dal momento che per alcuni servizi si sono associate o hanno
delegato una municipalizzata per dare risposte più efficienti e rispondenti
alle esigenze dei loro concittadini. Forse, lo ignoro, quanto è successo o sta
accadendo qui nel Basso Sarca, in altre realtà trentine è già avvenuto o in via
di accadimento. Queste istanze, queste spinte provenienti dal basso, volute dai
cittadini avranno un futuro certo, perché sentite dalla comunità come
necessarie ed improrogabili. Invece la nuova riforma istituzionale voluta dalla
Provincia, cioè quella che prevede le Comunità di Valle, va proprio in senso
opposto, perché non sono più i cittadini a decidere quale forma di
associazionismo fra i comuni dia maggior garanzie e abbia a cuore di perseguire
i propri interessi, ma la Provincia di Trento decide per tutti quale sia la
miglior opportunità. Nonostante che negli statuti, al vaglio dei singoli
comuni, ci sia un capitolo dedicato alla sussidiarietà, questa sussidiarietà è
interpretata dalla riforma in maniera inversa, ossia invece che partire dal
basso, viene imposta dall'alto non tenendo in alcun conto le peculiarità e
singolarità dei vari comuni. Ci stiamo incamminando sempre più verso una
novella sovietizzazione della nostra Provincia. Che questa riforma incontri
ostilità anche da parte dei primi cittadini, è cosa arcinota, e non bastano le
danarose lusinghe della Provincia a indorare la pillola. Complicare la vita del
cittadino in un inutile e dispendioso carrozzone quale la Comunità di Valle,
che drena denaro e risorse alla gente, non credo sia una risposta adeguata da
parte della politica atta a soddisfare le esigenze e le istanze della
popolazione. Questi tempi di crisi dovrebbero far riflettere e da parte
dell'ente pubblico ci si aspetterebbe un segnale chiaro e forte: essere al
servizio del cittadino ma mostrandosi anche parsimonioso e gestendo con
oculatezza le risorse di cui dispone. L'abolizione delle «porte girevoli» ossia
quella legge elettorale per cui, pur essendo stati eletti i 35 consiglieri
provinciali, poi per un meccanismo perverso in cui un assessore non può essere
consigliere, ci si ritrova con 40 e più effettivi, sarebbe già un piccolo
segnale, ma, a mio avviso, importante. Come importante sarebbe pure la
revisione della cosiddetta legge Amistadi, quella che stabilisce le indennità
dei singoli amministratori, perché, così com'è, sembra un po' troppo
«esuberante». Un indennizzo va dato ma con criterio. Un risparmio di ben poco
conto, si potrebbe obiettare, per un bilancio provinciale quale il nostro, ma
importante è cominciare, perché qualsiasi risorsa risparmiata, può essere
investita in interventi più utili e necessari. Ruggero Bellotti - Torbole sul
Garda L a riforma istituzionale che dovrà creare le Comunità di valle ha avuto
un iter controverso e contestato, e continua a suscitare dubbi e perplessità
come dimostra il fatto che a quasi tre anni di distanza dalla sua approvazione
è ancora al palo. L'impostazione che si è voluta dare da parte della Provincia
è più o meno quella dei comprensori, con qualche competenza in più. Gli ambiti
sono quasi gli stessi, con le stesse incongruenze dei comprensori. Le assemblee
pletoriche e farraginose idem. I costi, invece, saranno maggiori anche se, come
per il federalismo a livello nazionale nessuno sa quantificare e fornire cifre
certe. Per cui s'imboccano riforme delle quali non si conosce l'impatto
finanziario che avranno, anche se tutti - a cominciare dal governatore - si
sono sgolati a ripetere che non costeranno un euro in più di quanto si spende
ora. Il fatto è che di fronte ad una Provincia forte, occorrono Comuni forti. E
introducendo un terzo livello istituzionale intermedio, le Comunità di valle, i
Comuni sono indeboliti non rafforzati. Meglio sarebbe stato percorrere la via
maestra tracciata in valle di Ledro, quella di favorire unioni di comuni e
accorpamenti, in grado di far crescere le dimensioni dei comuni, la loro forza
demografica e politica, la loro capacità di affrontare e risolvere i problemi.
E dall'altra, avere la Provincia che si occupa (oltre che di legiferare) anche
di amministrare per le questioni di competenza generale, data la capacità (e
serietà) amministrativa che si è sviluppata negli anni. Si è detto che i Comuni
trentini, anche rafforzati, da soli non sarebbero stati in grado di esercitare
competenze maggiori, che richiedono ambiti più ampi e bacini di utenza
comprensoriali. Per questo occorrevano le Comunità di valle. In realtà, per
gestire la raccolta dei rifiuti, i trasporti locali o la distribuzione
dell'energia, non servono le Comunità di valle. Bastano dei normali consorzi
intercomunali a cui affidare il servizio. E per quanto riguarda la
programmazione urbanistica e socioeconomica, meglio che sia svolta dai Comuni
che dalle Comunità di valle, che hanno al loro interno territori del tutto
disomogenei fra loro (nell'Alto Garda, per fare un esempio, c'è dentro la
montagna di
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 1 - Udine
Biblioteche universitarie senza volontari: orari ridotti Roma non finanzia il
progetto del servizio civile e l'ateneo taglia le aperture del servizio di
oltre 10 mila ore l'anno La perdita dei volontari del servizio civile costringe
l'università a ridurre l'orario di apertura delle biblioteche da
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina XI - Bologna
Arrestato consulente della giunta Guazzaloca Sciumé accusato di riciclaggio a
Palermo. Si occupò di Hera LUCIANO NIGRO E´ stato arrestato ieri a Milano Paolo
Sciumè, avvocato molto noto a Bologna dove ha uno studio in via San Vitale e
nel resto della regione (è vicepresidente del gruppo Cremonini ed era
consigliere di amministrazione del gruppo Parmalat). Sciumè era stato assolto
in dicembre dal tribunale di Parma per il crack della società di Calisto Tanzi.
Ora è coinvolto in un´indagine sul riciclaggio di denaro della direzione
distrettuale antimafia di Palermo. L´accusa nei suoi confronti è di
intestazione fittizia di beni. A Sciumè, dopo la perquisizione dello studio
milanese, sono stati concessi gli arresti domiciliari. L´avvocato ha avuto un
momento di grande notorietà sotto le due torri durante la giunta Guazzaloca
perché per cinque anni sono passate per il suo studio tutte le più importanti
operazioni finanziarie del Comune e per questa ragione, senza che le sue qualità
professionali siano mai state messe in discussione, è stato tirato in ballo in
più occasioni dall´opposizione di centrosinistra. Nominato in un primo tempo
nel consiglio di amministrazione di Hera dal sindaco di centrodestra, ne era
poi diventato consulente. Per Palazzo d´Accursio si era occupato di Atc, della
Fiera, del Caab, del bilancio comunale, della Cineteca e dell´Arena del Sole,
il teatro Manzoni. Sessantacinque anni, nato a Carpi, molto vicino a Comunione
e Liberazione, Sciumè è molto conosciuto negli ambienti della finanza
internazionale, dell´economia e della politica. E´ stato nel Cda di Mediolanum
con Marina Berlusconi, in quello della Scala. A Bologna nell´intensa attività
di consulente è finito spesso nel mirino delle polemiche politiche. Il primo a
sollevare perplessità fu l´attuale vicepresidente della
Regione e candidato sindaco del Pd Flavio Delbono che nel 2002 chiese conto di
una consulenza da 356 mila euro di Hera e di un´altra da 70 mila euro del
Comune. Due anni dopo, quando scoppiò il caso Parmalat, l´allora consigliere
dei Ds Claudio Merighi chiese ragione delle numerose e ripetute consulenze
affidate dal sindaco all´avvocato milanese. Coinvolto e poi indagato in
un´inchiesta per riciclaggio nell´inchiesta sul crack Cirio, l´avvocato Sciumè
fu di nuovo bersagliato dalle opposizioni che chiedevano al sindaco di Bologna
di spiegare la ragione delle numerose consulenze che il Comune gli aveva dato.
Domande alle quali il primo cittadino non rispose, mentre i suoi sostenitori
replicavano che non c´era «nessuna connessione tra Parmalat, Cirio e l´incarico
in Comune». Infine era stato oggetto di un roventi scambi tra maggioranza e
opposizione le super-parcelle che Sciumè e altri consulenti
avevano incassato quando Hera approdò in borsa, parcelle milionarie che furono
definite «esorbitanti» dal sindaco di Ravenna Vidmer Mercatali e «terrificanti»
dall´allora presidente della Provincia Vittorio Prodi. Era ormai iniziata la
campagna elettorale e dopo il cambio della guardia tra Guazzaloca e Cofferati
finirono le consulenze pubbliche e le polemiche.
( da "Tirreno, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Pistoia
Pienone per le signore delle primarie Al circolo Arci di Olmi confronto
pubblico tra Turco, Fratoni e Gai L'assessore uscente: vinco io oppure mi
ritiro dalla politica PISTOIA. Oltre 150 persone hanno
assistito giovedì sera al circolo Arci di Olmi al confronto pubblico tra le
candidate alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Provincia
Daniela Gai, Federica Fratoni e Cecilia Turco. Politici, esponenti di
associazioni e di enti, imprenditori vicini al centrosinistra, ma anche tanti
cittadini, non hanno voluto disertare la prima possibilità pubblica di vedere
le tre contendenti alla carica di Gianfranco Venturi. Rimarcando ciascuna le
peculiarità della loro candidatura: improntata ad un rinnovamento riformista e
pragmatico Federica Fratoni; forte di dieci anni di esperienza in politica come amministratore al bilancio, al sociale e alle
politiche giovanili Daniela Gai; per una sinistra che ritrovi la passione
civile fondendo pragmatismo e idealità, riconquisti gli elettori disaffezionati
e non consegni la bandiera del cambiamento alla destra Cecilia Turco. Le tre signore della politica pistoiese
hanno comunque dimostrato scioltezza e preparazione, rispettando i tempi dettati
da Marco Giunti, presidente del collegio dei garanti. L'incontro, iniziato con
un ritardo di circa 45 minuti, è proseguito poi su binari di scorrevolezza,
terminando dopo due ore. Al momento delle conclusioni, Daniela Gai ha
annunciato che, in caso di mancata vittoria, lascerà la vita politica.
«Ho buone speranze di vincere - afferma - ma se non vincerò m'impegno a
ritirarmi dalla politica attiva e a non accettare
incarichi. Non credo nel riciclaggio». Vediamo ora in sintesi le diverse
posizioni su alcune questioni poste dal pubblico. Centri per l'impiego.
Valentina Chiericoni ha chiesto alle candidate se li ritengono uno strumento
utile. Turco. «Così come sono non possono dare risposte efficaci. Formazione
professionale e rapporto con il mondo del lavoro non possono essere visti con
l'ottica del passato». Tra i suoi obiettivi in caso di vittoria il
completamento della rete wireless. Fratoni. «Al centro per l'impiego adesso ci
si rivolge quando non si hanno più risorse. Devono essere rivisti e migliorati,
diventare il luogo vero della domanda e dell'offerta». Gai. «Da quando i vecchi
uffici di collocamento si sono trasformati in centri per l'impiego passi in
avanti ne sono stati fatti. L'incontro domanda - offerta è migliorato, ma
dobbiamo ancora lavorare. Il problema è l'efficacia: dare risposte concrete ai
lavoratori e alle aziende». Costi della politica. Pier
Giorgio Pacini ha posto l'accento sui costi della politica.
Fratoni. «I costi troppo alti di certa politica sono
legati alla sua inefficienza». Gai. E' concorde con Federica Fratoni. «Si parla
di abolizione delle Province, dovremmo parlare di altri enti in cui si
riciclano politici e amministratori che passano da un incarico all'altro».
Turco. «E' uno dei miei cavalli di battaglia: dobbiamo recuperare il rigore.
Non possiamo pagare costosi viaggi di assessori quando non hanno benefici per
la comunità, o sopportare spese per procedure amministrative dovute a scarsa
attenzione di dirigenti che non ne risponderanno mai. In caso di vittoria,
effettuerò uno screening delle aziende partecipate, per verificare se sono
utili, o utili uffici di collocamento di incollocabili». Ciclo dei rifiuti. Con
linguaggio alquanto tecnico - e la Turco non ha mancato di rimarcarlo - il
primo cittadino di Agliana, Paolo Magnanensi, ha chiesto alle candidate la loro
posizione sul potenziamento dell'inceneritore. Turco. «Al primo posto vi sono
la tutela ambientale e la salute. Nel breve periodo non possiamo fare a meno
dell'inceneritore di Montale, ma cerchiamo di guardare più lontano, al suo
ridimensionamento in un'ottica di riduzione dei rifiuti. I cittadini devono
essere resi partecipi di ogni iniziativa. I dati non devono essere
interpretati, bensì diffusi in modo rigoroso, trasparente e leggibile».
Fratoni. «Siamo entrati a far parte di un ambito di area metropolitana e la
realtà dei fatti ci spinge verso la termovalorizzazione. Se non diamo seguito
agli obiettivi contenuti nel piano regionale rischiamo di trovarci un altro
inceneritore al Calice. Per i prossimi 15-20 anni non possiamo prescindere
dall'impianto di Montale. Disegnare una realtà che non ci è dato di conoscere -
sostiene entrando nel merito delle dichiarazioni di Cecilia Turco - mi sembra
un po' surreale. Mi rendo conto dell'onere sopportato dalla popolazione della
zona, che dovrà ricevere tutte le garanzie di sicurezza e servizi in cambio
della presenza dell'impianto». Gai. «Dobbiamo mantenere fede agli impegni del
Piano, compresa la percentuale di raccolta differenziata del 65% entro il 2012.
Per il futuro puntiamo a qualcosa di diverso: più sobrietà, meno consumi».
Rischio idrogeologico. La domanda di maggior interesse locale. Daniele Manetti,
esponente di Legambiente e del Comitato di Olmi, ha chiesto spiegazioni sui
programmi delle candidate in merito al piano idrogeologico provinciale e i
tempi di realizzazione della cassa di espansione per le acque basse della
Querciola, a Caserana. Gai. «I finanziamenti per la Querciola ci sono, si
tratta di dare attuazione al progetto, che è molto atteso dalla popolazione
della Piana. I ritardi vanno colmati rapidamente, è poco comprensibile che sia
stato perso tutto questo tempo". Turco. «Non saprei spiegare i motivi dei
ritardi sulla Querciola. Quel che so è che l'emergenza idraulica non è un
incidente - o un accidente -. Il territorio è cambiato. Se a giugno sarò
presidente m'impegnerò a capire quello che è successo, e cosa ha bloccato la
realizzazione della cassa di espansione». Fratoni. «Quando più enti hanno la
competenza su un'opera arrivare ad un rislutato è complicato. Il progetto
preliminare è pronto, mancano la convenzione con il Consorzio Ombrone e la
progettazione definitiva. E' stata comunque realizzata la cassa di espansione
ad Olmi, che ha già lavorato quattro volte. Se vincerò procederò per arrivare
velocemente alla sottoscrizione della convenzione con il Consorzio». Tiziana
Gori
( da "Mattino di Padova, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Alessandro Mazzon
ESAME PIACENZA Il Citta cerca tre punti nel segno di «Zorro» LA FORMAZIONE.
Foscarini schiera dal primo minuto il nuovo attaccante Carparelli CITTADELLA.
Sotto il segno di «Zorro», ovvero Marco Carparelli. Riuscirà il nuovo eroe col
suo manto granata a sferrare al Tombolato la stoccata decisiva al danni del
Piacenza per risollevare le sorti del Cittadella ed allontanarlo così dalle
pericolose sabbie mobili della zona retrocessione? E' questa la domanda sulla
bocca e la speranza nel cuore dei tifosi del Cittadella che oggi in occasione
della prima giornata del girone di ritorno del campionato cadetto dovrebbero
vedere l'ex blucerchiato in campo fin dal primo minuto al fianco di Meggiorini
per cercare d'infilare la seconda vittoria casalinga di Iori & C.
dall'inizio di stagione. «Sì. Potrebbe partire dal primo minuto», conferma il
tecnico granata Claudio Foscarini, alla vigilia della delicata sfida con il
Piacenza. E aggiunge: «La società ha fatto uno sforzo importante per risolvere
la nostra problematica nella fase offensiva. Giochiamo bene ma dobbiamo
migliorare negli ultimi venti metri e lui sotto questo profilo ci può dare una
grossa mano». Per ritrovare così una vittoria che manca dal 13 dicembre (2-
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
RAVENNA PRIMO PIANO
pag. 23 LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in centro storico la prima
isola ecologica interrata... LUNEDI' partiranno i lavori per realizzare in
centro storico la prima isola ecologica interrata. Sarà costruita in piazza
Andrea Costa entro l'estate. A seguire saranno realizzate quelle previste in
piazza Anita Garibaldi, piazza Kennedy, piazza Garibaldi e largo Firenze. Il
progetto complessivo, curato da Hera, consentirà la raccolta differenziata di
carta, vetro, plastica e frazione organica, oltre al rifiuto residuo. L'intervento di piazza Costa prevede un investimento di 443.000
euro finanziati in parte da contributo regionale e in parte da Hera mediante
fondi remunerati dalle bollette sui rifiuti. L'isola ecologica interrata sarà
composta da cinque vani dotati di sistemi di sollevamento per l'alloggiamento
di altrettanti contenitori di dimensioni diverse per la raccolta di carta (
( da "AltaLex" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Federalismo fiscale:
il disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica Disegno di legge
approvato dal Senato il 22.01.2009 n° 1117-A Commenta | Stampa | Segnala |
Condividi Il Governo è delegato ad adottare [...] uno o più decreti legislativi
aventi ad oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di
assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del
coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione
della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città
metropolitane e regioni. E' quanto prevede il Disegno di Legge in materia di
federalismo fiscale (nato dalla c.d. bozza Calderoli) approvato dal Senato della
Repubblica il 22 gennaio 2009. In particolare, il provvedimento prevede:
istituzione di una specifica Commissione parlamentare per l'attuazione del
federalismo fiscale; attribuzione di specifici tributi per le province e le
città metropolitane; quote aggiuntive di tributi erariali per Roma capitale;
ineleggibilità per gli amministratori degli enti locali responsabili di
dissesto finanziario; possibilità di istituire città metropolitane possono
essere istituite nell'ambito di una regione nelle aree metropolitane in cui
sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze,
Bari e Napoli. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera dei Deputati.
(Altalex, 23 gennaio 2009) DISEGNO DI LEGGE 22 GENNAIO 2008, N. 1117-A Delega
al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119
della Costituzione. Capo I CONTENUTI E REGOLE DI COORDINAMENTO FINANZIARIO Art.
1. (Ambito di intervento) 1. La presente legge costituisce attuazione
dell'articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di
spesa di comuni, province, Città metropolitane e regioni e rispettando i
princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire
gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e
da garantire la loro massima responsabilizzazione e l'effettività e la
trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti. A tali fini,
la presente legge reca disposizioni volte a stabilire in via esclusiva i
princìpi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario, a disciplinare l'istituzione ed il funzionamento del fondo
perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché
l'utilizzazione delle risorse aggiuntive e l'effettuazione degli interventi
speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione. Disciplina
altresì i princìpi generali per l'attribuzione di un proprio patrimonio a
comuni, province, Città metropolitane e regioni ed il finanziamento di Roma
capitale. 2. Alle regioni a statuto speciale ed alle province autonome di
Trento e di Bolzano si applicano, in conformità con gli statuti, esclusivamente
le disposizioni di cui agli articoli 14, 21 e 24. Art. 2. (Oggetto e finalità)
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad
oggetto l'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, al fine di
assicurare, attraverso la definizione dei princìpi fondamentali del
coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario e la definizione
della perequazione, l'autonomia finanziaria di comuni, province, Città
metropolitane e regioni. 2. Fermi restando gli specifici princìpi e criteri
direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui agli articoli 5, 7, 8, 9, 10, 11,
12, 13, 14, 15, 16, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 25 e 26, i decreti legislativi di
cui al comma 1 del presente articolo sono informati ai seguenti princìpi e
criteri direttivi generali: a) autonomia di entrata e di spesa e maggiore
responsabilizzazione amministrativa, finanziaria e contabile di tutti i livelli
di governo; b) lealtà istituzionale fra tutti i livelli di governo e concorso
di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di
finanza pubblica nazionale in coerenza con i vincoli posti dall'Unione europea
e dai trattati internazionali; c) razionalità e coerenza dei singoli tributi e
del sistema tributario nel suo complesso; semplificazione del sistema
tributario, riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti, trasparenza
del prelievo, efficienza nell'amministrazione dei tributi; rispetto dei
princìpi sanciti dallo statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge
27 luglio 2000, n. 212; d) coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali
nell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale; e) attribuzione
di risorse autonome ai comuni, alle province, alle Città metropolitane e alle
regioni, in relazione alle rispettive competenze, secondo il principio di
territorialità e nel rispetto del principio di solidarietà e dei princìpi di
sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza di cui all'articolo 118 della
Costituzione; le risorse derivanti dai tributi e dalle entrate proprie di
regioni ed enti locali, dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali
e dal fondo perequativo consentono di finanziare integralmente il normale
esercizio delle funzioni pubbliche attribuite; f) determinazione del costo e
del fabbisogno standard quale costo o fabbisogno obiettivo che, valorizzando
l'efficienza e l'efficacia, e tenendo conto anche del rapporto tra il numero
dei dipendenti dell'ente territoriale e il numero dei residenti, costituisce
l'indicatore rispetto al quale comparare e valutare l'azione pubblica nonché gli
obiettivi di servizio cui devono tendere le amministrazioni regionali e locali
nell'esercizio delle rispettive funzioni; g) adozione per le proprie politiche
di bilancio da parte di regioni, Città metropolitane, province e comuni di
regole coerenti con quelle derivanti dall'applicazione del patto di stabilità e
crescita; h) individuazione dei princìpi fondamentali dell'armonizzazione dei
bilanci pubblici, in modo da assicurare la redazione dei bilanci di comuni,
province, Città metropolitane e regioni in base a criteri predefiniti e
uniformi, concordati in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata «Conferenza
unificata», coerenti con quelli che disciplinano la redazione del bilancio
dello Stato. La registrazione delle poste di entrata e di spesa nei bilanci
dello Stato, delle regioni, delle Città metropolitane, delle province e dei
comuni deve essere eseguita in forme che consentano di ricondurre tali poste ai
criteri rilevanti per l'osservanza del patto di stabilità e crescita; i)
coerenza con i princìpi di cui all'articolo 53 della Costituzione; l)
superamento graduale, per tutti i livelli istituzionali, del criterio della
spesa storica a favore: 1) del fabbisogno standard per il finanziamento dei
livelli essenziali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della
Costituzione, e delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo
comma, lettera p), della Costituzione; 2) della perequazione della capacità fiscale
per le altre funzioni; m) rispetto della ripartizione delle competenze
legislative fra Stato e regioni in tema di coordinamento della finanza pubblica
e del sistema tributario; n) esclusione di ogni doppia imposizione sul medesimo
presupposto, salvo le addizionali previste dalla legge statale o regionale; o)
tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle
funzioni esercitate sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra
responsabilità finanziaria e amministrativa; continenza e responsabilità
nell'imposizione di tributi propri; p) previsione che la legge regionale possa,
con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello
Stato: 1) istituire tributi regionali e locali; 2) determinare le variazioni delle
aliquote o le agevolazioni che comuni, province e Città metropolitane possono
applicare nell'esercizio della propria autonomia; q) facoltà delle regioni di
istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e
delle compartecipazioni regionali; r) esclusione di interventi sulle basi
imponibili e sulle aliquote dei tributi che non siano del proprio livello di
governo; ove i predetti interventi siano effettuati dallo Stato sulle basi
imponibili e sulle aliquote riguardanti i tributi degli enti locali e quelli di
cui all'articolo 7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), essi sono possibili
solo se prevedono la contestuale adozione di misure per la completa
compensazione tramite modifica di aliquota o attribuzione di altri tributi e
previa quantificazione finanziaria delle predette misure nella Conferenza di
cui all'articolo 5; s) previsione di strumenti e meccanismi di accertamento e
di riscossione che assicurino modalità efficienti di accreditamento diretto del
riscosso agli enti titolari del tributo; previsione che i tributi erariali
compartecipati siano integralmente contabilizzati nel bilancio dello Stato; t)
definizione di modalità che assicurino a ciascun soggetto titolare del tributo
l'accesso diretto alle anagrafi e a ogni altra banca dati utile alle attività
di gestione tributaria, assicurando il rispetto della normativa a tutela della
riservatezza dei dati personali; u) premialità dei comportamenti virtuosi ed
efficienti nell'esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria
ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori per gli enti che non
rispettano gli equilibri economico - finanziari o non assicurano i livelli
essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera
m), della Costituzione o l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui
all'articolo 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione; previsione
delle specifiche modalità attraverso le quali il Governo, nel caso in cui la
regione o l'ente locale non assicuri i livelli essenziali delle prestazioni di
cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, o
l'esercizio delle funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, secondo comma,
lettera p), della Costituzione, o qualora gli scostamenti dal patto di convergenza
di cui all'articolo 17 della presente legge abbiano caratteristiche permanenti
e sistematiche, adotta misure sanzionatorie, fino all'esercizio del potere
sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, secondo
quanto disposto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, e secondo il
principio di responsabilità amministrativa e finanziaria; v) previsione che le
sanzioni di cui alla lettera u) a carico degli enti inadempienti si applichino
anche nel caso di mancato rispetto dei criteri uniformi di redazione dei
bilanci, predefiniti ai sensi della lettera h); z) garanzia del mantenimento di
un adeguato livello di flessibilità fiscale nella costituzione di insiemi di
tributi e compartecipazioni, da attribuire alle regioni e agli enti locali, la
cui composizione sia rappresentata in misura rilevante da tributi manovrabili,
con determinazione, per ciascun livello di governo, di un adeguato grado di
autonomia di entrata, derivante da tali tributi; aa) previsione di una adeguata
flessibilità fiscale articolata su più tributi con una base imponibile stabile
e distribuita in modo tendenzialmente uniforme sul territorio nazionale, tale
da consentire a tutte le regioni ed enti locali, comprese quelle a più basso
potenziale fiscale, di finanziare, attivando le proprie potenzialità, il
livello di spesa non riconducibile ai livelli essenziali delle prestazioni e
alle funzioni fondamentali degli enti locali; bb) trasparenza ed efficienza
delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire l'effettiva
attuazione dei princìpi di efficacia, efficienza ed economicità di cui
all'articolo 5, comma 1, lettera b); cc) riduzione della imposizione fiscale
statale in misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di regioni
ed enti locali calcolata ad aliquota standard e corrispondente riduzione delle
risorse statali umane e strumentali; eliminazione dal bilancio dello Stato
delle previsioni di spesa relative al finanziamento delle funzioni attribuite a
regioni, province, comuni e Città metropolitane, con esclusione dei fondi
perequativi e delle risorse per gli interventi di cui all'articolo 119, quinto
comma, della Costituzione; dd) definizione di una disciplina dei tributi locali
in modo da consentire anche una più piena valorizzazione della sussidiarietà
orizzontale; ee) territorialità dei tributi regionali e locali e dei gettiti
delle compartecipazioni, in conformità a quanto previsto dall'articolo 119
della Costituzione; ff) tendenziale corrispondenza tra autonomia impositiva e autonomia
di gestione delle proprie risorse umane e strumentali da parte del settore
pubblico; previsione di strumenti che consentano autonomia ai diversi livelli
di governo nella gestione della contrattazione collettiva; gg) certezza delle
risorse e stabilità tendenziale del quadro di finanziamento, in misura
corrispondente alle funzioni attribuite. hh) individuazione, in conformità con
il diritto comunitario, di forme di fiscalità di sviluppo, con particolare
riguardo alla creazione di nuove attività di impresa. 3. I decreti legislativi
di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze, del Ministro per le riforme per il federalismo, del Ministro per la
semplificazione normativa, del Ministro per i rapporti con le regioni e del
Ministro per le politiche europee, di concerto con il Ministro dell'interno,
con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e con gli altri
Ministri volta a volta competenti nelle materie oggetto di tali decreti. Gli
schemi di decreto legislativo, previa intesa da sancire in sede di Conferenza
unificata ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, sono trasmessi alle Camere perché su di essi sia espresso il parere della
Commissione di cui all'articolo 3 e delle Commissioni parlamentari competenti
per le conseguenze di carattere finanziario, entro sessanta giorni dalla
trasmissione. In mancanza di intesa nel termine di cui all'articolo 3 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Consiglio dei ministri delibera,
approvando una relazione che è trasmessa alle Camere. Nella relazione sono
indicate le specifiche motivazioni per cui l'intesa non è stata raggiunta. 4.
Decorso il termine per l'espressione dei pareri di cui al comma 3 da parte
della Commissione di cui all'articolo 3, i decreti possono essere comunque
adottati. Il Governo, se non intende conformarsi ai pareri parlamentari,
ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni, per l'espressione di un nuovo parere da parte delle commissioni
di cui al comma 3. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i
decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il
Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non
intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette
alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono
indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa. 5. Il Governo
assicura, nella predisposizione dei decreti legislativi di cui al comma 1,
piena collaborazione con le regioni e gli enti locali, anche al fine di
condividere la definizione dei livelli essenziali di assistenza e dei livelli
essenziali delle prestazioni e la determinazione dei costi e dei fabbisogni
standard. 6. Almeno uno dei decreti legislativi di cui al comma 1 è adottato
entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Contestualmente all'adozione del primo schema di decreto legislativo, il Governo
trasmette alle Camere, in allegato a tale schema, una relazione concernente il
quadro generale di finanziamento degli enti territoriali ed ipotesi di
definizione su base quantitativa della struttura fondamentale dei rapporti
finanziari tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, con l'indicazione delle
possibili distribuzioni delle risorse. 7. Entro due anni dalla data di entrata
in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 1, possono essere adottati
decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive nel rispetto
dei princìpi e criteri direttivi previsti dalla presente legge e con la
procedura di cui ai commi 3 e 4. Art. 3. (Commissione parlamentare per
l'attuazione del federalismo fiscale) 1. È istituita la Commissione
parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, composta da quindici
senatori e da quindici deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del
Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati. La
composizione della Commissione deve rispecchiare la proporzione dei gruppi
parlamentari anche dopo la sua costituzione. 2. La Commissione assicura il
raccordo con le regioni, le Città metropolitane, le province e i comuni,
avvalendosi a tal fine della consultazione di un Comitato esterno di rappresentanti
delle autonomie territoriali, nominato dalla componente rappresentativa delle
regioni e degli enti locali nell'ambito della Conferenza unificata. Esso è
composto da dodici membri di cui sei in rappresentanza delle regioni, due in
rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni. 3. La
Commissione: a) esprime i pareri sugli schemi dei decreti legislativi di cui
all'articolo 2; b) verifica lo stato di attuazione di quanto previsto dalla
presente legge e ne riferisce ogni sei mesi alle Camere fino alla conclusione
della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. A tal fine può ottenere
tutte le informazioni necessarie dalla Commissione tecnica paritetica per
l'attuazione del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 o dalla Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5.
4. La Commissione può chiedere ai Presidenti delle Camere una proroga di venti
giorni per l'espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la
complessità della materia o per il numero di schemi trasmessi nello stesso
periodo all'esame della Commissione. Con la proroga del termine per
l'espressione del parere si intende prorogato di venti giorni anche il termine
finale per l'esercizio della delega. 5. La Commissione è sciolta al termine
della fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20. Art. 4. (Commissione
tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale) 1. Al fine di
acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione dei
contenuti dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, è istituita, presso il
Ministero dell'economia e delle finanze, una Commissione tecnica paritetica per
l'attuazione del federalismo fiscale, di seguito denominata «Commissione»,
formata da trenta componenti e composta per metà da rappresentanti tecnici
dello Stato e per metà da rappresentanti tecnici degli enti di cui all'articolo
114, secondo comma, della Costituzione. Partecipano alle riunioni della
Commissione un rappresentante tecnico della Camera dei deputati e uno del
Senato della Repubblica, designati dai rispettivi Presidenti, nonché un
rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle province
autonome, designato d'intesa tra di loro nell'ambito della Conferenza dei
presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province autonome di
cui agli articoli 5, 8 e 15 della legge 4 febbraio 2005, n. 11. Gli oneri
relativi sono a carico dei rispettivi soggetti istituzionali rappresentati. 2.
La Commissione è sede di condivisione delle basi informative finanziarie e
tributarie, promuove la realizzazione delle rilevazioni e delle attività
necessarie per soddisfare gli eventuali ulteriori fabbisogni informativi e
svolge attività consultiva per il riordino dell'ordinamento finanziario di
comuni, province, Città metropolitane e regioni e delle relazioni finanziarie
intergovernative. A tale fine, le amministrazioni statali, regionali e locali
forniscono i necessari elementi informativi sui dati finanziari e tributari. 3.
La Commissione adotta, nella sua prima seduta, da convocare entro quindici
giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, la
tempistica e la disciplina procedurale dei propri lavori. 4. La Commissione
opera nell'ambito della Conferenza unificata e svolge le funzioni di segreteria
tecnica della Conferenza di cui all'articolo 5 a decorrere dall'istituzione di
quest'ultima. Trasmette informazioni e dati alle Camere, su richiesta di
ciascuna di esse. Art. 5. (Conferenza permanente per il coordinamento della
finanza pubblica) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2 prevedono
l'istituzione, nell'ambito della Conferenza unificata, della Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica come organismo stabile
di coordinamento della finanza pubblica, di seguito denominata «Conferenza», di
cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di governo,
e ne disciplinano il funzionamento e la composizione, secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) la Conferenza concorre alla definizione degli
obiettivi di finanza pubblica per comparto, anche in relazione ai livelli di
pressione fiscale e di indebitamento; concorre alla definizione delle procedure
per accertare eventuali scostamenti dagli obiettivi di finanza pubblica e
promuove l'attivazione degli eventuali interventi necessari per il rispetto di
tali obiettivi; verifica la loro attuazione ed efficacia; avanza proposte per
la determinazione degli indici di virtuosità e dei relativi incentivi; vigila
sull'applicazione dei meccanismi di premialità, sul rispetto dei meccanismi
sanzionatori e sul loro funzionamento; b) la Conferenza propone criteri per il
corretto utilizzo dei fondi perequativi secondo princìpi di efficacia,
efficienza e trasparenza e ne verifica l'applicazione; c) la Conferenza
verifica l'utilizzo dei fondi per gli interventi di cui all'articolo 15; d) la
Conferenza assicura la verifica periodica del funzionamento del nuovo
ordinamento finanziario di comuni, province, Città metropolitane e regioni, ivi
compresa la congruità di cui all'articolo 10, comma 1, lettera d); assicura
altresì la verifica delle relazioni finanziarie tra i livelli diversi di
governo e l'adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo
rispetto alle funzioni svolte, proponendo eventuali modifiche o adeguamenti del
sistema; e) la Conferenza verifica la congruità dei dati e delle basi informative
finanziarie e tributarie, fornite dalle amministrazioni territoriali. f) la
Conferenza si avvale della Commissione di cui all'articolo 4 quale segreteria
tecnica per lo svolgimento delle attività istruttorie e di supporto necessarie;
a tali fini, è istituita una banca dati comprendente indicatori di costo, di
copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i
fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio nonché per valutare il grado di
raggiungimento degli obiettivi di servizio; g) la Conferenza verifica
periodicamente la realizzazione del percorso di convergenza ai costi e ai
fabbisogni standard e promuove la conciliazione degli interessi tra i diversi
livelli di governo interessati all'attuazione delle norme sul federalismo fiscale,
oggetto di confronto e di valutazione congiunta in sede di Conferenza
unificata. 2. Le determinazioni della Conferenza sono trasmesse alle Camere.
Art. 6. (Compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe
tributaria) 1. All'articolo 2, primo comma, della legge 27 marzo 1976, n. 60,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonché il compito di effettuare
indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e
riscossione dei tributi locali». Capo II RAPPORTI FINANZIARI STATO-REGIONI Art.
7. (Princìpi e criteri direttivi relativi ai tributi delle regioni e alle
compartecipazioni al gettito dei tributi erariali) 1. I decreti legislativi di
cui all'articolo 2 disciplinano i tributi delle regioni, in base ai seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) le regioni dispongono di tributi e di
compartecipazioni al gettito dei tributi erariali in grado di finanziare le
spese derivanti dall'esercizio delle funzioni nelle materie che la Costituzione
attribuisce alla loro competenza residuale e concorrente; b) per tributi delle
regioni si intendono: 1) i tributi propri derivati, istituiti e regolati da
leggi statali, il cui gettito è attribuito alle regioni; 2) le aliquote
riservate alle regioni a valere sulle basi imponibili dei tributi erariali; 3)
i tributi propri istituiti dalle regioni con proprie leggi in relazione ai
presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale; c) per una parte dei
tributi di cui alla lettera b), numeri 1) e 2), le regioni, con propria legge,
possono modificare le aliquote nei limiti massimi di incremento stabiliti dalla
legislazione statale; possono altresì disporre esenzioni, detrazioni e
deduzioni, nel rispetto della normativa comunitaria. Sono fatti salvi gli
elementi strutturali dei tributi stessi, la coerenza con la struttura di
progressività del singolo tributo erariale su cui insiste l'aliquota riservata
e la coerenza con il principio di semplificazione e con l'esigenza di
standardizzazione necessaria per il corretto funzionamento della perequazione;
d) le modalità di attribuzione alle regioni del gettito dei tributi regionali
istituiti con legge dello Stato e delle compartecipazioni ai tributi erariali
sono definite in conformità al principio di territorialità. A tal fine, le
suddette modalità devono tenere conto: 1) del luogo di consumo, per i tributi
aventi quale presupposto i consumi; per i servizi, il luogo di consumo può
essere identificato nel domicilio del soggetto fruitore finale; 2) della
localizzazione dei cespiti, per i tributi basati sul patrimonio; 3) del luogo
di prestazione del lavoro, per i tributi basati sulla produzione; 4) della
residenza del percettore, per i tributi riferiti ai redditi delle persone
fisiche; 5) delle modalità di coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali
nell'attività di lotta all'evasione ed all'elusione fiscale; e) il gettito dei
tributi regionali derivati e le compartecipazioni al gettito dei tributi
erariali sono senza vincolo di destinazione. Art. 8. (Princìpi e criteri
direttivi sulle modalità di esercizio delle competenze legislative e sui mezzi
di finanziamento) 1. Al fine di adeguare le regole di finanziamento alla
diversa natura delle funzioni spettanti alle regioni, nonché al principio di
autonomia di entrata e di spesa fissato dall'articolo 119 della Costituzione, i
decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono adottati secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese connesse a materie
di competenza legislativa di cui all'articolo 117, terzo e quarto comma, della
Costituzione; tali spese sono: 1) spese riconducibili al vincolo dell'articolo
117, secondo comma, lettera m), della Costituzione; 2) spese non riconducibili
al vincolo di cui al numero 1); 3) spese finanziate con i contributi speciali,
con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di
cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui le spese
riconducibili alla lettera a), numero 1), sono determinate nel rispetto dei
costi standard associati ai livelli essenziali delle prestazioni fissati dalla
legge statale, da erogarsi in condizioni di efficienza e di appropriatezza su
tutto il territorio nazionale; c) definizione delle modalità per cui per la
spesa per il trasporto pubblico locale, nella determinazione dell'ammontare del
finanziamento, si tiene conto della fornitura di un livello adeguato del
servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard; per il
trasporto pubblico locale l'attribuzione delle quote del fondo perequativo è
subordinata al rispetto di un livello di servizio minimo, fissato a livello
nazionale; d) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera
a), numero 1), sono finanziate con il gettito, valutato ad aliquota e base
imponibile uniformi, di tributi regionali da individuare in base al principio
di correlazione, della riserva di aliquota sull'imposta sui redditi delle
persone fisiche o dell'addizionale regionale all'imposta sui redditi delle
persone fisiche e della compartecipazione regionale all'IVA nonché con quote
specifiche del fondo perequativo, in modo tale da garantire nelle predette
condizioni il finanziamento integrale in ciascuna regione; in via transitoria,
le spese di cui al primo periodo sono finanziate anche con il gettito dell'IRAP
fino alla data della sua sostituzione con altri tributi; e) definizione delle
modalità per cui le spese di cui alla lettera a), numero 2), sono finanziate
con il gettito dei tributi propri e con quote del fondo perequativo di cui
all'articolo 9; f) tendenziale limitazione dell'utilizzo delle
compartecipazioni ai soli casi in cui occorre garantire il finanziamento
integrale della spesa; g) soppressione dei trasferimenti statali diretti al
finanziamento delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2); h)
definizione delle modalità per cui le aliquote dei tributi e delle
compartecipazioni destinati al finanziamento delle spese di cui alla lettera
a), numero 1), sono determinate al livello minimo assoluto sufficiente ad
assicurare il pieno finanziamento del fabbisogno corrispondente ai livelli
essenziali delle prestazioni, valutati secondo quanto previsto dalla lettera
b), in una sola regione; definizione, altresì, delle modalità per cui al
finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni nelle regioni ove il
gettito tributario è insufficiente concorrono le quote del fondo perequativo di
cui all'articolo 9; i) definizione delle modalità per cui l'importo complessivo
dei trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese di cui alla
lettera a), numero 2), è sostituito dal gettito derivante dall'aliquota media
di equilibrio dell'addizionale regionale all'IRPEF. Il nuovo valore
dell'aliquota deve essere stabilito sul livello sufficiente ad assicurare al
complesso delle regioni un ammontare di risorse tale da pareggiare esattamente
l'importo complessivo dei trasferimenti soppressi; l) definizione delle
modalità per cui agli oneri delle funzioni amministrative eventualmente
trasferite dallo Stato alle regioni, in attuazione dell'articolo 118 della
Costituzione, si provvede con adeguate forme di copertura finanziaria coerenti
con i princìpi della presente legge e secondo le modalità di cui all'articolo 7
della legge 5 giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni. 1-bis. Nelle
forme in cui le singole Regioni daranno seguito all'Intesa Stato-Regioni
sull'istruzione, al relativo finanziamento si provvede secondo quanto previsto
dal presente articolo per le spese riconducibili alla lettera a), punto 1. 2.
Nelle spese di cui al comma 1, lettera a), numero 1), sono comprese quelle per
la sanità, l'assistenza e, per quanto riguarda l'istruzione, le spese per i
servizi e le prestazioni inerenti all'esercizio del diritto allo studio, nonché
per lo svolgimento delle altre funzioni amministrative attribuite alle regioni
dalle norme vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Art.
9. (Princìpi e criteri direttivi in ordine alla determinazione dell'entità e
del riparto del fondo perequativo a favore delle regioni) 1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2, in relazione alla determinazione dell'entità
e del riparto del fondo perequativo statale di carattere verticale a favore
delle regioni, in attuazione degli articoli 117, secondo comma, lettera e), e
119, terzo comma, della Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi
e criteri direttivi: a) istituzione del fondo perequativo a favore delle
regioni con minore capacità fiscale per abitante, alimentato dal gettito
prodotto da una compartecipazione al gettito IVA assegnata per le spese di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), nonché da una quota del gettito
del tributo regionale di cui all'articolo 8, comma 1, lettera i), per le spese
di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 2); le quote del fondo sono
assegnate senza vincolo di destinazione; b) applicazione del principio di
perequazione delle differenze delle capacità fiscali in modo tale da ridurre
adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per
abitante senza alterarne l'ordine e senza impedirne la modifica nel tempo
conseguente all'evoluzione del quadro economico-territoriale; c) definizione
delle modalità per cui le risorse del fondo devono finanziare: 1) la differenza
tra il fabbisogno finanziario necessario alla copertura delle spese di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), calcolate con le modalità di
cui alla lettera b) del medesimo comma 1 dell'articolo 8 e il gettito regionale
dei tributi ad esse dedicati, determinato con l'esclusione delle variazioni di
gettito prodotte dall'esercizio dell'autonomia tributaria nonché dall'emersione
della base imponibile riferibile al concorso regionale nell'attività di
recupero fiscale, in modo da assicurare l'integrale copertura delle spese
corrispondenti al fabbisogno standard per i livelli essenziali delle
prestazioni; 2) le esigenze finanziarie derivanti dalla lettera e) del presente
articolo; d) definizione delle modalità per cui la determinazione delle
spettanze di ciascuna regione sul fondo perequativo tiene conto delle capacità
fiscali da perequare e dei vincoli risultanti dalla legislazione intervenuta in
attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, in
modo da assicurare l'integrale copertura delle spese al fabbisogno standard; e)
è garantita la copertura del differenziale certificato tra i dati previsionali
e l'effettivo gettito dei tributi alla regione con riferimento alla quale è
stato determinato il livello minimo sufficiente delle aliquote dei tributi ai
sensi dell'articolo 8, comma 1, lettere d) e h), tali da assicurare l'integrale
finanziamento delle spese per i livelli essenziali delle prestazioni; f)
definizione delle modalità per cui le quote del fondo perequativo per le spese
di parte corrente per il trasporto pubblico locale sono assegnate in modo da ridurre
adeguatamente le differenze tra i territori con diverse capacità fiscali per
abitante e, per le spese in conto capitale, tenendo conto del fabbisogno
standard di cui è assicurata l'integrale copertura; g) definizione delle
modalità in base alle quali per le spese di cui all'articolo 8, comma 1,
lettera a), numero 2), le quote del fondo perequativo sono assegnate in base ai
seguenti criteri: 1) le regioni con maggiore capacità fiscale, ossia quelle
nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo
8, comma 1, lettera i), supera il gettito medio nazionale per abitante, non
ricevono risorse dal fondo; 2) le regioni con minore capacità fiscale, ossia
quelle nelle quali il gettito per abitante del tributo regionale di cui all'articolo
8, comma 1, lettera i), è inferiore al gettito medio nazionale per abitante,
partecipano alla ripartizione del fondo perequativo, alimentato da una quota
del gettito prodotto nelle altre regioni, in relazione all'obiettivo di ridurre
le differenze interregionali di gettito per abitante per il medesimo tributo
rispetto al gettito medio nazionale per abitante; 3) la ripartizione del fondo
perequativo tiene conto, per le regioni con popolazione al di sotto di una
soglia da individuare con i decreti legislativi di cui all'articolo 2, del
fattore della dimensione demografica in relazione inversa alla dimensione
demografica stessa e delle isole minori; h) definizione delle modalità per cui
le quote del fondo perequativo risultanti dalla applicazione della lettera d)
sono distintamente indicate nelle assegnazioni annuali. L'indicazione non
comporta vincoli di destinazione. Art. 10. (Princìpi e criteri direttivi
concernenti il finanziamento delle funzioni trasferite alle regioni) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento al finanziamento
delle funzioni trasferite alle regioni, nelle materie di loro competenza
legislativa ai sensi dell'articolo 117, terzo e quarto comma, della
Costituzione, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
cancellazione dei relativi stanziamenti di spesa, comprensivi dei costi del
personale e di funzionamento, nel bilancio dello Stato; b) riduzione delle
aliquote dei tributi erariali e corrispondente aumento: 1) per le spese di cui
all'articolo 8, comma 1, lettera a), numero 1), dei tributi di cui all'articolo
7, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2); 2) per le spese di cui all'articolo 8,
comma 1, lettera a), numero 2), del tributo regionale di cui all'articolo 8,
comma 1, lettera i), fatto salvo quanto previsto dall'articolo 24, comma 4; c)
aumento dell'aliquota della compartecipazione regionale al gettito dell'IVA
destinata ad alimentare il fondo perequativo a favore delle regioni con minore
capacità fiscale per abitante ovvero della compartecipazione all'IRPEF; d)
definizione delle modalità secondo le quali si effettua la verifica periodica
della congruità dei tributi presi a riferimento per la copertura del fabbisogno
standard di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h), sia in termini di gettito
sia in termini di correlazione con le funzioni svolte. Capo III FINANZA DEGLI
ENTI LOCALI Art. 11. (Princìpi e criteri direttivi concernenti il finanziamento
delle funzioni di comuni, province e Città metropolitane) 1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al finanziamento delle funzioni
di comuni, province e Città metropolitane, sono adottati secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) classificazione delle spese relative alle
funzioni di comuni, province e Città metropolitane, in: 1) spese riconducibili
alle funzioni fondamentali ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera
p), della Costituzione, come individuate dalla legislazione statale; 2) spese
relative alle altre funzioni; 3) spese finanziate con i contributi speciali,
con i finanziamenti dell'Unione europea e con i cofinanziamenti nazionali di
cui all'articolo 15; b) definizione delle modalità per cui il finanziamento
delle spese di cui alla lettera a), numero 1), e dei livelli essenziali delle
prestazioni eventualmente da esse implicate avviene in modo da garantirne il
finanziamento integrale in base al fabbisogno standard ed è assicurato dai
tributi propri, da compartecipazioni al gettito di tributi erariali e
regionali, da addizionali a tali tributi, la cui manovrabilità è stabilita
tenendo conto della dimensione demografica dei comuni per fasce, e dal fondo
perequativo; c) definizione delle modalità per cui le spese di cui alla lettera
a), numero 2), sono finanziate con il gettito dei tributi propri, con compartecipazioni
al gettito di tributi e con il fondo perequativo basato sulla capacità fiscale
per abitante; d) definizione delle modalità per tenere conto del trasferimento
di ulteriori funzioni ai comuni, alle province e alle Città metropolitane ai
sensi dell'articolo 118 della Costituzione e secondo le modalità di cui
all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, al fine di assicurare, per il
complesso degli enti, l'integrale finanziamento di tali funzioni, ove non si
sia provveduto contestualmente al finanziamento ed al trasferimento; e)
soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento
delle spese di cui alla lettera a), numeri 1) e 2), ad eccezione degli
stanziamenti destinati ai fondi perequativi ai sensi dell'articolo 13; f) il
gettito delle compartecipazioni a tributi erariali e regionali è senza vincolo
di destinazione; g) valutazione dell'adeguatezza delle dimensioni demografiche
e territoriali degli enti locali per l'ottimale svolgimento delle rispettive
funzioni e salvaguardia delle peculiarità territoriali, con particolare
riferimento alla specificità dei piccoli comuni, anche con riguardo alle loro
forme associative, e dei territori montani. Art. 12. (Princìpi e criteri
direttivi concernenti il coordinamento e l'autonomia di entrata e di spesa
degli enti locali) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con
riferimento al coordinamento ed all'autonomia di entrata e di spesa degli enti
locali, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) la legge
statale individua i tributi propri dei comuni e delle province, anche in
sostituzione o trasformazione di tributi già esistenti e anche attraverso
l'attribuzione agli stessi comuni e province di tributi o parti di tributi già
erariali; ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili;
stabilisce, garantendo una adeguata flessibilità, le aliquote di riferimento
valide per tutto il territorio nazionale; b) definizione delle modalità secondo
cui le spese dei comuni relative alle funzioni fondamentali di cui all'articolo
11, comma 1, lettera a), numero 1), sono prioritariamente finanziate da una o
più delle seguenti fonti: dal gettito derivante da una compartecipazione
all'IVA, dal gettito derivante da una compartecipazione all'imposta sul reddito
delle persone fisiche, dalla imposizione immobiliare, con esclusione della
tassazione patrimoniale sull'unità immobiliare adibita ad abitazione principale
del soggetto passivo secondo quanto previsto dalla legislazione vigente alla
data di entrata in vigore della presente legge in materia di imposta comunale
sugli immobili, ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n.
93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126; c)
definizione delle modalità secondo cui le spese delle province relative alle
funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1, lettera a), numero 1),
sono prioritariamente finanziate dal gettito derivante da tributi il cui
presupposto è connesso al trasporto su gomma e dalla compartecipazione ad un tributo
erariale; d) disciplina di uno o più tributi propri comunali che, valorizzando
l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la facoltà di applicazione in
riferimento a particolari scopi quali la realizzazione di opere pubbliche
ovvero il finanziamento degli oneri derivanti da eventi particolari quali
flussi turistici e mobilità urbana; e) disciplina di uno o più tributi propri
provinciali che, valorizzando l'autonomia tributaria, attribuisca all'ente la
facoltà di applicazione in riferimento a particolari scopi istituzionali; f)
previsione di forme premiali per favorire unioni e fusioni tra comuni, anche
attraverso l'incremento dell'autonomia impositiva o maggiori aliquote di
compartecipazione ai tributi erariali; g) previsione che le regioni, nell'ambito
dei propri poteri legislativi in materia tributaria, possano istituire nuovi
tributi dei comuni, delle province e delle Città metropolitane nel proprio
territorio, specificando gli ambiti di autonomia riconosciuti agli enti locali;
h) previsione che gli enti locali, entro i limiti fissati dalle leggi, possano
disporre del potere di modificare le aliquote dei tributi loro attribuiti da
tali leggi e di introdurre agevolazioni; i) previsione che gli enti locali, nel
rispetto delle normative di settore e delle delibere delle autorità di
vigilanza, dispongano di piena autonomia nella fissazione delle tariffe per
prestazioni o servizi offerti anche su richiesta di singoli cittadini; i-bis)
previsione che la legge statale, nell'ambito della premialità ai comuni
virtuosi, in sede di individuazione dei principi di coordinamento della finanza
pubblica riconducibili al rispetto del patto di stabilità e crescita, non possa
imporre vincoli alle politiche di bilancio degli enti locali per ciò che
concerne la spesa in conto capitale. Art. 13. (Princìpi e criteri direttivi
concernenti l'entità e il riparto dei fondi perequativi per gli enti locali) 1.
I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento all'entità e al
riparto dei fondi perequativi per gli enti locali, sono adottati secondo i
seguenti princìpi e criteri direttivi: a) istituzione nel bilancio delle
regioni di due fondi, uno a favore dei comuni, l'altro a favore delle province,
alimentati da un fondo perequativo dello Stato con indicazione separata degli
stanziamenti per le diverse tipologie di enti, a titolo di concorso per il
finanziamento delle funzioni da loro svolte; la dimensione del fondo è
determinata, per ciascun livello di governo, con riguardo all'esercizio delle
funzioni fondamentali, in misura uguale alla differenza tra il totale dei
fabbisogni standard per le medesime funzioni e il totale delle entrate
standardizzate di applicazione generale spettanti ai comuni e alle province ai
sensi dell'articolo 12, con esclusione dei tributi di cui al comma 1, lettere
d) ed e) del medesimo articolo, e dei contributi di cui all'articolo 15,
tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l),
numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica;
b) definizione delle modalità con cui viene periodicamente aggiornata l'entità
dei fondi di cui alla lettera a) e sono ridefinite le relative fonti di
finanziamento; c) la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti, per
la parte afferente alle funzioni fondamentali di cui all'articolo 11, comma 1,
lettera a), numero 1), avviene in base a: 1) un indicatore di fabbisogno
finanziario calcolato come differenza tra il valore standardizzato della spesa
corrente al netto degli interessi e il valore standardizzato del gettito dei
tributi ed entrate proprie di applicazione generale; 2) indicatori di
fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di
settore, per il finanziamento della spesa in conto capitale; tali indicatori
tengono conto dell'entità dei finanziamenti dell'Unione europea di carattere
infrastrutturale ricevuti dagli enti locali e del vincolo di addizionalità cui
questi sono soggetti; d) definizione delle modalità per cui la spesa corrente
standardizzata è computata ai fini di cui alla lettera c) sulla base di una
quota uniforme per abitante, corretta per tenere conto della diversità della
spesa in relazione all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali,
con particolare riferimento alla presenza di zone
montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei diversi
enti. Il peso delle caratteristiche individuali dei singoli enti nella
determinazione del fabbisogno è determinato con tecniche statistiche,
utilizzando i dati di spesa storica dei singoli enti, tenendo conto anche della
spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata; e)
definizione delle modalità per cui le entrate considerate ai fini della
standardizzazione per la ripartizione del fondo perequativo tra i singoli enti
sono rappresentate dai tributi propri valutati ad aliquota standard; f)
definizione delle modalità in base alle quali, per le spese relative
all'esercizio delle funzioni diverse da quelle fondamentali, il fondo
perequativo per i comuni e quello per le province sono diretti a ridurre le
differenze tra le capacità fiscali, tenendo conto, per gli enti con popolazione
al di sotto di una soglia da individuare con i decreti legislativi di cui
all'articolo 2, del fattore della dimensione demografica in relazione inversa
alla dimensione demografica stessa e della loro partecipazione a forme
associative; g) definizione delle modalità per cui le regioni, sulla base di
criteri stabiliti con accordi sanciti in sede di Conferenza unificata, e previa
intesa con gli enti locali, possono, avendo come riferimento il complesso delle
risorse assegnate dallo Stato a titolo di fondo perequativo ai comuni e alle
province inclusi nel territorio regionale, procedere a proprie valutazioni
della spesa corrente standardizzata, sulla base dei criteri di cui alla lettera
d), e delle entrate standardizzate, nonché a stime autonome dei fabbisogni di
infrastrutture; in tal caso il riparto delle predette risorse è effettuato
sulla base dei parametri definiti con le modalità di cui alla presente lettera;
h) i fondi ricevuti dalle regioni a titolo di fondo perequativo per i comuni e
per le province del territorio sono trasferiti dalla regione agli enti di
competenza entro venti giorni dal loro ricevimento. Le regioni, qualora non
provvedano entro tale termine alla ridefinizione della spesa standardizzata e
delle entrate standardizzate, e di conseguenza delle quote del fondo
perequativo di competenza dei singoli enti locali secondo le modalità previste
dalla lettera g), applicano comunque i criteri di riparto del fondo stabiliti
dai decreti legislativi di cui all'articolo 2 della presente legge. La
eventuale ridefinizione della spesa standardizzata e delle entrate
standardizzate non può comportare ritardi nell'assegnazione delle risorse
perequative agli enti locali. Nel caso in cui la regione non ottemperi alle
disposizioni di cui alla presente lettera, lo Stato esercita il potere
sostitutivo di cui all'articolo 120, secondo comma, della Costituzione, in base
alle disposizioni di cui all'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. Capo
IV FINANZIAMENTO DELLE CITTÀ METROPOLITANE Art. 14. (Finanziamento delle Città
metropolitane) 1. Con specifico decreto legislativo, adottato in base
all'articolo 2, è assicurato il finanziamento delle funzioni delle Città
metropolitane, anche attraverso l'attribuzione di specifici tributi, in modo da
garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura
corrispondente alla complessità delle medesime funzioni. Il medesimo decreto
legislativo assegna alle Città metropolitane tributi ed entrate proprie, anche
diverse da quelle assegnate ai comuni, nonché disciplina la facoltà delle Città
metropolitane di applicare tributi in relazione al finanziamento delle spese
riconducibili all'esercizio delle loro funzioni fondamentali, fermo restando
quanto previsto dall'articolo 12, comma 1, lettera d). Capo V INTERVENTI
SPECIALI Art. 15. (Interventi di cui al quinto comma dell'articolo 119 della
Costituzione) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riferimento
all'attuazione dell'articolo 119, quinto comma, della Costituzione, sono
adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) definizione delle
modalità in base alle quali gli interventi finalizzati agli obiettivi di cui al
quinto comma dell'articolo 119 della Costituzione sono finanziati con
contributi speciali dal bilancio dello Stato, con i finanziamenti dell'Unione
europea e con i cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della
programmazione pluriennale. I finanziamenti dell'Unione europea non possono
essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato; b) confluenza dei
contributi speciali dal bilancio dello Stato, mantenendo le proprie
finalizzazioni, in appositi fondi destinati ai comuni, alle province, alle
Città metropolitane e alle regioni; c) considerazione delle specifiche realtà
territoriali, con particolare riguardo alla realtà socio-economica, al deficit
infrastrutturale, ai diritti della persona, alla collocazione geografica degli
enti, alla loro prossimità al confine con altri Stati o con regioni a statuto
speciale, ai territori montani e alle isole minori; d) individuazione di
interventi diretti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione delle aree
sottoutilizzate del Paese e la solidarietà sociale, a rimuovere gli squilibri
economici e sociali e a favorire l'effettivo esercizio dei diritti della
persona; e) definizione delle modalità per cui gli obiettivi e i criteri di
utilizzazione delle risorse stanziate dallo Stato ai sensi del presente
articolo sono oggetto di intesa in sede di Conferenza unificata e disciplinati
con i provvedimenti annuali che determinano la manovra finanziaria. L'entità
delle risorse è determinata dai medesimi provvedimenti. Capo VI COORDINAMENTO
DEI DIVERSI LIVELLI DI GOVERNO Art. 16. (Coordinamento e disciplina fiscale dei
diversi livelli di governo) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con
riguardo al coordinamento e alla disciplina fiscale dei diversi livelli di
governo, sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a)
garanzia della trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse
complessive per abitante prima e dopo la perequazione, in modo da salvaguardare
il principio dell'ordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua
eventuale modifica a seguito dell'evoluzione del quadro economico territoriale;
b) rispetto degli obiettivi del conto consuntivo, sia in termini di competenza
sia di cassa, per il concorso all'osservanza del patto di stabilità per
ciascuna regione e ciascun ente locale; determinazione dei parametri
fondamentali sulla base dei quali è valutata la virtuosità dei comuni, delle
province, delle Città metropolitane e delle regioni, anche in relazione ai
meccanismi premiali o sanzionatori dell'autonomia finanziaria; c) assicurazione
degli obiettivi sui saldi di finanza pubblica da parte delle regioni che
possono adattare, previa concertazione con gli enti locali ricadenti nel
proprio territorio regionale, le regole e i vincoli posti dal legislatore
nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei
singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti
nelle diverse regioni; d) individuazione di indicatori di efficienza e di
adeguatezza atti a garantire adeguati livelli qualitativi dei servizi resi da
parte di regioni ed enti locali; e) introduzione di un sistema premiante nei
confronti degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della
pressione fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di
governo a parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il
rispetto di quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti
strategici mediante l'assunzione di oneri e di impegni nell'interesse della
collettività nazionale ivi compresi quelli di carattere ambientale ovvero degli
enti che incentivano l'occupazione e l'imprenditorialità femminile;
introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di
finanza pubblica di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della
messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche l'alienazione di beni
mobiliari e immobiliari rientranti nel patrimonio disponibile dell'ente nonché
l'attivazione nella misura massima dell'autonomia impositiva, atti a
raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di
posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese
per attività discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento
regionale o dell'ente locale per l'attuazione delle politiche comunitarie;
previsione di meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e
amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi
economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione
dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili
degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto
finanziario di cui all'articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle
cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave
violazione di legge di cui all'articolo 126, primo comma, della Costituzione,
rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze
regionali. Art. 17. (Patto di convergenza) 1. Nell'ambito del disegno di legge
finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e gli interventi appositamente
individuati da parte del Documento di programmazione economico-finanziaria, il
Governo, previo confronto e valutazione congiunta in sede di Conferenza
unificata, propone norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte
a realizzare l'obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard
dei vari livelli di governo e a stabilire, per ciascun livello di governo
territoriale, il livello programmato dei saldi da rispettare, gli obiettivi di
servizio, il livello di ricorso al debito nonché l'obiettivo programmato della
pressione fiscale complessiva, nel rispetto dell'autonomia tributaria delle
regioni e degli enti locali. Nel caso in cui il monitoraggio rilevi che uno o
più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, lo Stato attiva,
previa intesa in sede di Conferenza unificata, e limitatamente agli enti che
presentano i maggiori scostamenti nei costi per abitante, un procedimento,
denominato «Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza», volto
ad accertare le cause degli scostamenti e a stabilire le azioni correttive da
intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica e
utilizzando, ove possibile, il metodo della diffusione delle migliori pratiche
fra gli enti dello stesso livello. Capo VII PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI
LOCALI Art. 18. (Patrimonio di comuni, province, Città metropolitane e regioni)
1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo all'attuazione
dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi
generali per l'attribuzione a comuni, province, Città metropolitane e regioni
di un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri
direttivi: a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di
distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle
capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o
esercitate dalle diverse regioni ed enti locali; b) attribuzione dei beni
immobili sulla base del criterio di territorialità; c) ricorso alla
concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell'attribuzione dei
beni a comuni, province, Città metropolitane e regioni; d) individuazione delle
tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi
compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale. Capo VIII NORME
TRANSITORIE E FINALI Art. 19. (Princìpi e criteri direttivi concernenti norme
transitorie per le regioni) 1. I decreti legislativi di cui all'articolo 2
recano una disciplina transitoria per le regioni, nel rispetto dei seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) i criteri di computo delle quote del fondo
perequativo di cui all'articolo 9 si applicano a regime dopo l'esaurimento di
una fase di transizione diretta a garantire il passaggio graduale dai valori
dei trasferimenti rilevati nelle singole regioni come media nel triennio
2006-2008, al netto delle risorse erogate in via straordinaria, ai valori
determinati con i criteri dello stesso articolo 9; b) l'utilizzo dei criteri
definiti dall'articolo 9 avviene a partire dall'effettiva determinazione del
contenuto finanziario dei livelli essenziali delle prestazioni, mediante un
processo di convergenza dalla spesa storica al fabbisogno standard in un
periodo di cinque anni; c) per le materie diverse da quelle di cui all'articolo
117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, il sistema di finanziamento
deve divergere progressivamente dal criterio della spesa storica a favore delle
capacità fiscali per abitante in cinque anni. Nel caso in cui, in sede di
attuazione dei decreti legislativi, emergano situazioni oggettive di
significativa e giustificata insostenibilità per alcune regioni, lo Stato può
attivare a proprio carico meccanismi correttivi di natura compensativa di
durata pari al periodo transitorio di cui alla presente lettera; d)
specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alle
lettere b) e c); e) garanzia per le regioni, in sede di prima applicazione,
della copertura del differenziale certificato tra i dati previsionali e
l'effettivo gettito dei tributi di cui all'articolo 8, comma 1, lettera h); f)
garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate regionali di cui
all'articolo 10, comma 1, lettere b) e c), sia, per il complesso delle regioni,
non inferiore al valore degli stanziamenti di cui al comma 1, lettera a), del medesimo
articolo 10 e che si effettui una verifica, concordata in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, dell'adeguatezza e della congruità delle risorse
finanziarie delle funzioni già trasferite. Art. 20. (Norme transitorie per gli
enti locali) 1. In sede di prima applicazione, i decreti legislativi di cui
all'articolo 2 recano norme transitorie per gli enti locali, secondo i seguenti
princìpi e criteri direttivi: a) nel processo di attuazione dell'articolo 118
della Costituzione, al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative
nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle regioni, nonché
agli oneri derivanti dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni
svolte dagli stessi alla data di entrata in vigore dei medesimi decreti
legislativi, provvedono lo Stato o le regioni, determinando contestualmente
adeguate forme di copertura finanziaria coerenti con i princìpi della presente
legge; b) garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate di comuni e
province in base alla presente legge sia, per il complesso dei comuni ed il
complesso delle province, non inferiore al valore dei trasferimenti di cui
all'articolo 11, comma 1, lettera e); c) determinazione dei fondi perequativi
di comuni e province in misura uguale, per ciascun livello di governo, alla
differenza fra i trasferimenti statali soppressi ai sensi dell'articolo 11,
comma 1, lettera e), destinati al finanziamento delle spese di comuni e province,
esclusi i contributi di cui all'articolo 15, e le maggiori entrate spettanti in
luogo di tali trasferimenti ai comuni ed alle province, ai sensi dell'articolo
12, tenendo conto dei princìpi previsti dall'articolo 2, comma 2, lettera l),
numeri 1) e 2), relativamente al superamento del criterio della spesa storica;
d) sono definite regole, tempi e modalità della fase transitoria in modo da
garantire il superamento del criterio della spesa storica in un periodo di
cinque anni, per le spese riconducibili all'esercizio delle funzioni
fondamentali e per le altre spese. Fino alla data di entrata in vigore delle
disposizioni concernenti l'individuazione delle funzioni fondamentali degli
enti locali: 1) il fabbisogno delle funzioni di comuni e province è finanziato
considerando l'80 per cento delle spese come fondamentali ed il 20 per cento di
esse come non fondamentali, ai sensi del comma 2; 2) per comuni e province l'80
per cento delle spese è finanziato dalle entrate derivanti dall'autonomia
finanziaria, comprese le compartecipazioni a tributi erariali, e dal fondo
perequativo; il 20 per cento delle spese è finanziato dalle entrate derivanti
dall'autonomia finanziaria, ivi comprese le compartecipazioni a tributi
regionali, e dal fondo perequativo; 3) ai fini del numero 2) si prendono a
riferimento gli ultimi bilanci certificati a rendiconto, alla data di
predisposizione degli schemi di decreto legislativo di cui all'articolo 2; e)
specificazione del termine da cui decorre il periodo di cinque anni di cui alla
lettera d). 2. Ai soli fini dell'attuazione della presente legge, e in
particolare della determinazione dell'entità e del riparto dei fondi
perequativi degli enti locali in base al fabbisogno standard o alla capacità
fiscale di cui agli articoli 11 e 13, in sede di prima applicazione, nei
decreti legislativi di cui all'articolo 2 sono provvisoriamente considerate ai
sensi del presente articolo, ai fini del finanziamento integrale sulla base del
fabbisogno standard, le funzioni individuate e quantificate dalle
corrispondenti voci di spesa, sulla base dell'articolazione in funzioni e
relativi servizi prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 31 gennaio 1996, n. 194. 3. Per i comuni, le funzioni e i
relativi servizi da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente
individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di amministrazione, di
gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese
come certificate dall'ultimo conto del bilancio disponibile alla data di
entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di polizia locale; c)
funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e
quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l'edilizia scolastica; d)
funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; e) funzioni riguardanti la
gestione del territorio e dell'ambiente, fatta eccezione per il servizio di
edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia; f) funzioni del
settore sociale, fatta eccezione per i servizi per l'infanzia e per i minori.
4. Per le province, le funzioni da considerare ai fini del comma 2 sono
provvisoriamente individuate nelle seguenti: a) funzioni generali di
amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70
per cento delle spese come certificate dall'ultimo conto del bilancio
disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; b) funzioni di
istruzione pubblica, ivi compresa l'edilizia scolastica; c) funzioni nel campo
dei trasporti; d) funzioni riguardanti la gestione del territorio; e) funzioni
nel campo della tutela ambientale; f) funzioni nel campo dello sviluppo
economico relative ai servizi del mercato del lavoro. 5. I decreti legislativi
di cui all'articolo 2 disciplinano la possibilità che l'elenco delle funzioni
di cui ai commi 3 e 4 sia adeguato attraverso accordi tra Stato, regioni,
province e comuni, da concludere in sede di Conferenza unificata. Art. 21.
(Perequazione infrastrutturale) 1. In sede di prima applicazione, il Ministro dell'economia
e delle finanze, d'intesa con il Ministro per le riforme per il federalismo, il
Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per i rapporti con le
regioni e gli altri Ministri competenti per materia, predispone una
ricognizione degli interventi infrastrutturali, sulla base delle norme vigenti,
da ricondurre nell'ambito degli interventi di cui all'articolo 119, quinto
comma, della Costituzione, riguardanti la rete stradale, autostradale e
ferroviaria, la rete fognaria, la rete idrica, elettrica e di trasporto e
distribuzione del gas, le strutture portuali ed aeroportuali. La ricognizione è
effettuata secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) valutazione
dell'estensione delle superfici territoriali; b) valutazione del parametro
della densità della popolazione e della densità delle unità produttive; c)
considerazione dei particolari requisiti delle zone di montagna; d) valutazione
della dotazione infrastrutturale esistente in ciascun territorio; e)
valutazione della specificità insulare con definizione di parametri oggettivi
relativi alla misurazione degli effetti conseguenti al divario di sviluppo
economico derivante dall'insularità, anche con riguardo all'entità delle
risorse per gli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma,
della Costituzione. 2. Nella fase transitoria di cui agli articoli 19 e 20, al
fine del recupero del deficit infrastrutturale, ivi compreso quello riguardante
il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le isole, sono individuati,
sulla base della ricognizione di cui al comma 1 del presente articolo,
interventi finalizzati agli obiettivi di cui all'articolo 119, quinto comma,
della Costituzione, che tengano conto anche della virtuosità degli enti
nell'adeguamento al processo di convergenza ai costi o al fabbisogno standard.
Gli interventi di cui al presente comma sono individuati nel programma da
inserire nel Documento di programmazione economico-finanziaria ai sensi
dell'articolo 1, commi 1 e 1-bis, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. Art.
21-bis. (Norme transitorie per le città metropolitane) 1. Il presente articolo
reca in via transitoria, fino alla data di entrata in vigore della disciplina
organica delle città metropolitane che sarà determinata con apposita legge, la
disciplina per la prima istituzione delle stesse. 2. Le città metropolitane
possono essere istituite, nell'ambito di una regione, nelle aree metropolitane
in cui sono compresi i comuni di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,
Firenze, Bari e Napoli. La proposta di istituzione spetta: a) al comune
capoluogo congiuntamente alla Provincia; b) al comune capoluogo congiuntamente
ad almeno il cinquanta per cento dei comuni della provincia interessata che
rappresentino nel complesso almeno il cinquanta per cento della popolazione; c)
alla provincia, congiuntamente ad almeno il cinquanta per cento dei comuni
della provincia medesima che rappresentino almeno il cinquanta per cento della
popolazione. 2-bis. La proposta di istituzione di cui al comma 2 contiene la
perimetrazione della città metropolitana, secondo il principio della continuità
territoriale, comprende almeno tutti i comuni proponenti e reca una proposta di
statuto provvisorio della città metropolitana. Sulla proposta è acquisito il
parere della regione espresso entro novanta giorni. Si osservano le seguenti
modalità: a) Il territorio metropolitano coincide con il territorio di una
provincia o di una sua parte e comprende il comune capoluogo; b) la città
metropolitana si articola al suo interno in comuni; c) lo statuto provvisorio
della città metropolitana definisce le forme dì coordinamento dell'azione
complessiva di governo all'interno del territorio metropolitano; disciplina
altresì le modalità per l'elezione o l'individuazione del presidente del
consiglio provvisorio di cui al comma 5. Lo statuto definitivo della città
metropolitana è adottato dai competenti organi entro sei mesi dalla data del
loro insediamento in base alla legge di cui al comma 1; d) sulla proposta di
istituzione della città metropolitana è indetto un referendum tra tutti i
cittadini dei comuni inclusi nella perimetrazione contenuta nella proposta di
istituzione; il referendum è senza quorum di validità se il parere della
Regione è favorevole o in mancanza di parere; in caso di parere regionale negativo,
il quorum di validità è del trenta per cento. 3. Con regolamento da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai
sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri della giustizia,
per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa e per i
rapporti con le regioni, è disciplinato il procedimento di indizione e di
svolgimento del referendum di cui alla lettera d) del comma 2-bis, osservando
le disposizioni della legge 25 giugno 1970, n. 352, in quanto compatibili. 4.
Con le modalità stabilite dalla legge di cui al comma 1, successivamente al
referendum di cui alla lettera d) del comma 2-bis, verranno definitivamente
istituite le città metropolitane. 5. Con le città metropolitane istituite ai
sensi del presente articolo è istituita una assemblea rappresentativa,
denominata "consiglio provvisorio della città metropolitana",
composta dai sindaci dei comuni che fanno parte della città metropolitana e dal
presidente della provincia. Nessun emolumento, gettone di presenza o altra forma di retribuzione è attribuita ai componenti del
consiglio provvisorio in ragione di tale incarico. 6. La provincia di riferimento
cessa di esistere e sono soppressi tutti i relativi organi a decorrere dalla
data di insediamento degli organi della città metropolitana, individuati dalla
legge di cui al comma 1, che provvede altresì a disciplinare il
trasferimento delle funzioni e delle risorse umane, strumentali e finanziarie
inerenti alle funzioni trasferite e a dare attuazione alle nuove perimetrazioni
stabilite ai sensi del presente articolo. La legge di cui al comma 1 stabilisce
la disciplina per l'esercizio dell'iniziativa da parte dei comuni della
provincia non inclusi nella perimetrazione dell'area metropolitana, in modo da
assicurare la scelta da parte di ciascuno di tali comuni circa l'inclusione
nell'area metropolitana ovvero in altra provincia. 7. Dalla data di proclamazione
dell'esito positivo del referendum di cui al comma 2-bis, lettera d), e fino
alla data di entrata in vigore della disciplina organica di cui al comma 1, il
finanziamento degli enti che compongono la città metropolitana assicura loro
una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla
complessità delle funzioni da esercitare in forma associata o congiunta, nel
limite degli stanziamenti previsti a legislazione vigente. 8. Ai soli fini
delle previsioni concernenti le spese e l'attribuzione delle risorse
finanziarie alle città metropolitane, con riguardo alla popolazione e al
territorio metropolitano, le funzioni fondamentali della provincia sono
considerate, in via provvisoria, funzioni fondamentali della città
metropolitana, con efficacia dalla data di insediamento dei suoi organi
definitivi. 9. Ai medesimi fini di cui al comma 8 sono, altresì, considerate
funzioni fondamentali della città metropolitana, con riguardo alla popolazione
e al territorio metropolitano: a) la pianificazione territoriale generale e
delle reti infrastrutturali; b) la strutturazione di sistemi coordinati di
gestione dei servizi pubblici; c) la promozione ed il coordinamento dello
sviluppo economico e sociale. Art. 22. (Ordinamento transitorio di Roma capitale
ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della Costituzione) 1. In sede di
prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle Città
metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento,
anche finanziario, di Roma capitale. 2. Roma capitale è un ente territoriale, i
cui attuali confini sono quelli del comune di Roma, e dispone di speciale
autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla
Costituzione. L'ordinamento di Roma capitale è diretto a garantire il miglior
assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi
costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi
presenti presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del
Vaticano e presso le istituzioni internazionali. 3. Oltre a quelle attualmente
spettanti al comune di Roma, sono attribuite a Roma capitale le seguenti
funzioni amministrative: a) concorso alla valorizzazione dei beni storici,
artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il Ministero per i beni e
le attività culturali; b) soppressa; c) sviluppo economico e sociale di Roma
capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; d)
sviluppo urbano e pianificazione territoriale; e) edilizia pubblica e privata;
f) organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare
riferimento al trasporto pubblico ed alla mobilità; g) protezione civile, in
collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio;
h) ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla regione Lazio, ai sensi
dell'articolo 118, secondo comma, della Costituzione. 4. L'esercizio delle
funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti adottati dal
Consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea capitolina, nel
rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed internazionali, della
legislazione statale e di quella regionale nel rispetto dell'articolo 117,
sesto comma, della Costituzione nonché in conformità al principio di
funzionalità rispetto alle speciali attribuzioni di Roma capitale. L'Assemblea
capitolina, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui al comma 5, approva, ai sensi dell'articolo 6, commi 2, 3 e
4, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con particolare riguardo al
decentramento municipale, lo statuto di Roma capitale che entra in vigore alla
data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 5. Con specifico decreto
legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti la regione Lazio, la
provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato l'ordinamento
transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i seguenti princìpi e
criteri direttivi: a) specificazione delle funzioni di cui al comma 3 e
definizione delle modalità per il trasferimento a Roma capitale delle relative
risorse umane e dei mezzi; b) fermo quanto stabilito dalle disposizioni di
legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di ulteriori risorse a Roma
capitale, tenendo conto delle specifiche esigenze di finanziamento derivanti
dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro determinazione
specifica, e delle funzioni di cui al comma 3. 6. Il decreto legislativo di cui
al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il coordinamento e la
collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la regione Lazio e la provincia
di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3. Lo status dei membri
dell'Assemblea capitolina è disciplinato dalla legge dello Stato. 7. Il decreto
legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione dell'articolo 119,
sesto comma, della Costituzione, stabilisce i princìpi generali per
l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di un proprio
patrimonio, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi specifici:
a) attribuzione a Roma capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e
competenze ad essa attribuite; b) trasferimento, a titolo gratuito, a Roma
capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più funzionali
alle esigenze dell'Amministrazione centrale, in conformità a quanto previsto
dall'articolo 18, comma 1, lettera d). 8. Le disposizioni di cui al presente
articolo e quelle contenute nel decreto legislativo adottato ai sensi del comma
5 possono essere modificate, derogate o abrogate solo espressamente. Per quanto
non disposto dal presente articolo, continua ad applicarsi a Roma capitale
quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267. 9. A seguito dell'attuazione della disciplina delle Città
metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città metropolitana di Roma
capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono riferite
alla città metropolitana di Roma capitale. Art. 23. (Princìpi e criteri
direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo al sistema gestionale
dei tributi e delle compartecipazioni, nel rispetto della autonomia
organizzativa di regioni ed enti locali nella scelta delle forme di
organizzazione delle attività di gestione e di riscossione, sono adottati
secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) previsione di adeguate
forme di collaborazione delle regioni e degli enti locali con il Ministero
dell'economia e delle finanze e con le Agenzie regionali delle entrate in modo
da configurare dei centri di servizio regionali per la gestione organica dei
tributi erariali, regionali e degli enti locali; b) definizione con apposita e
specifica convenzione fra il Ministero dell'economia e delle finanze, le
singole regioni e gli enti locali, delle modalità gestionali, operative, di
ripartizione degli oneri, degli introiti di attività di recupero dell'evasione.
Capo IX OBIETTIVI DI PEREQUAZIONE E DI SOLIDARIETÀ PER LE REGIONI A STATUTO
SPECIALE E PER LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO Art. 24. (Coordinamento
della finanza delle regioni a statuto speciale e delle province autonome) 1. Le
regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, nel
rispetto degli statuti speciali, concorrono al conseguimento degli obiettivi di
perequazione e di solidarietà ed all'esercizio dei diritti e doveri da essi
derivanti, nonché al patto di convergenza di cui all'articolo 17 e
all'assolvimento degli obblighi posti dall'ordinamento comunitario, secondo
criteri e modalità stabiliti da norme di attuazione dei rispettivi statuti, da
definire, con le procedure previste dagli statuti medesimi, entro il termine
stabilito per l'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2 e
secondo il principio del superamento del criterio della spesa storica di cui
all'articolo 2, comma 2, lettera l). 2. Le norme di attuazione di cui al comma
1 tengono conto della dimensione della finanza delle predette regioni e
province autonome rispetto alla finanza pubblica complessiva, delle funzioni da
esse effettivamente esercitate e dei relativi oneri, anche in considerazione
degli svantaggi strutturali permanenti, ove ricorrano, e dei livelli di reddito
pro capite che caratterizzano i rispettivi territori o parte di essi, rispetto
a quelli corrispondentemente sostenuti per le medesime funzioni dallo Stato,
dal complesso delle regioni e, per le regioni e province autonome che
esercitano le funzioni in materia di finanza locale, dagli enti locali. Le
medesime norme di attuazione disciplinano altresì le specifiche modalità
attraverso le quali lo Stato assicura il conseguimento degli obiettivi
costituzionali di perequazione e di solidarietà per le regioni a statuto
speciale i cui livelli di reddito pro capite siano inferiori alla media
nazionale, ferma restando la copertura del fabbisogno standard per il
finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti
civili e sociali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della
Costituzione, conformemente a quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera
b), della presente legge. 3. Le disposizioni di cui al comma 1 sono attuate,
nella misura stabilita dalle norme di attuazione degli statuti speciali e alle
condizioni stabilite dalle stesse norme in applicazione dei criteri di cui al
comma 2, anche mediante l'assunzione di oneri derivanti dal trasferimento o
dalla delega di funzioni statali alle medesime regioni a statuto speciale e
province autonome ovvero da altre misure finalizzate al conseguimento di
risparmi per il bilancio dello Stato, nonché con altre modalità stabilite dalle
norme di attuazione degli statuti speciali. Inoltre, le predette norme, per la
parte di propria competenza: a) disciplinano il coordinamento tra le leggi
statali in materia di finanza pubblica e le corrispondenti leggi regionali e
provinciali in materia, rispettivamente, di finanza regionale e provinciale,
nonché di finanza locale nei casi in cui questa rientri nella competenza della
regione a statuto speciale o provincia autonoma; b) definiscono i princìpi
fondamentali di coordinamento del sistema tributario con riferimento alla
potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle regioni a statuto
speciale e alle province autonome in materia di tributi regionali, provinciali
e locali. c) individuano forme di fiscalità di sviluppo, ai sensi dell'articolo
2, comma 2, lettera hh), e alle condizioni di cui all'articolo 15, comma 1,
lettera d). 4. A fronte dell'assegnazione di ulteriori nuove funzioni alle
regioni a statuto speciale ed alle province autonome di Trento e di Bolzano,
così come alle regioni a statuto ordinario, nei casi diversi dal concorso al
conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà ai sensi del
comma 2, rispettivamente le norme di attuazione e i decreti legislativi di cui
all'articolo 2 definiranno le corrispondenti modalità di finanziamento
aggiuntivo attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali e alle
accise. 5. Alle riunioni del Consiglio dei ministri per l'esame degli schemi
concernenti le norme di attuazione di cui al presente articolo sono invitati a
partecipare, in conformità ai rispettivi statuti, i Presidenti delle regioni e
delle province autonome interessate. 6. La Commissione di cui all'articolo 4
svolge anche attività meramente ricognitiva delle disposizioni vigenti
concernenti l'ordinamento finanziario delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano e della relativa applicazione.
Nell'esercizio di tale funzione la Commissione è integrata da un rappresentante
tecnico della singola regione o provincia interessata. Capo X SALVAGUARDIA
FINANZIARIA ED ABROGAZIONI Art. 25. (Salvaguardia finanziaria) 1. L'attuazione
della presente legge deve essere compatibile con gli impegni finanziari assunti
con il patto europeo di stabilità e crescita. 2. I decreti legislativi di cui
all'articolo 2 individuano meccanismi idonei ad assicurare che: a) vi sia la
coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle
risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni
corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di
funzioni; b) sia garantita la determinazione periodica del limite massimo della
pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo e sia
salvaguardato l'obiettivo di non produrre aumenti della pressione fiscale
complessiva anche nel corso della fase transitoria; c) siano previsti adeguati
meccanismi diretti a coinvolgere e cointeressare Regioni ed Enti locali
nell'attività di recupero dell'evasione fiscale e nel contrasto all'elusione
fiscale. 3. Per le spese derivanti dall'attuazione degli articoli 4 e 5, si
provvede con gli ordinari stanziamenti di bilancio. Art. 26. (Abrogazioni) 1. I
decreti legislativi di cui all'articolo 2 individuano le disposizioni
incompatibili con la presente legge, prevedendone l'abrogazione. Commenta |
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sport Pagina 10045
Olbia a Bolzano con gli uomini contati Gilardi o Scalise al posto di Memé, in
attacco Giglio e Palumbo --> Gilardi o Scalise al posto di Memé, in attacco
Giglio e Palumbo OLBIA L'operazione "pochi ma buoni" è scattata
all'alba con una delle più lunghe e faticose trasferte della stagione con
destinazione Bolzano. Partenza in aereo dallo scalo del Costa Smeralda, cambio
di aeromobile a Cagliari alla volta di Verona e poi un'altra ora e mezza di
pullman sino a raggiungere il capoluogo altoatesino. L'Olbia è partita con solo
sedici giocatori, visto che mancano all'appello l'infortunato Bordacconi,
l'acciacciato Testa e i due squalificati Memè e Masciantonio. In recupero il
centrocampista Soro, alle prese con una preparazione atletica approssimativa.
L'Olbia ha scelto di svolgere proprio in Alto Adige la seduta di rifinitura ma
in linea di massima l'undici titolare è già fissato nella testa del tecnico, al
massimo resta da sciogliere qualche riserva. Il forfait del mancino Memè verrà
colmato con l'impiego di un fuori ruolo, che ben si adatta alla fascia.
Potrebbe ricadere la scelta tra Gilardi e Scalise, ultimo arrivato in casa
Olbia con Fedeli e Bussi. Tutto lascia presagire che i galluresi si
presenteranno al cospetto del SudTirol, penultima in graduatoria nel girone A,
con Giglio e Palumbo in avanti. E mai come questa volta alla coppia d'attacco,
che molte avversarie invidiano, è richiesta una spiccata propensione al
sacrificio. Ce ne sarà bisogno allo stadio Druso, contro i biancorossi che
annaspano con l'acqua alla gola. A detta degli esperti non meritano la
posizione che occupano, sta di fatto che la realtà sentenzia che la zona è
pericolosa. «Hanno tesserato nuovi giocatori», ha precisato Rosolino Puccica
«quindi il SudTirol si presenta molto agguerrito. Ma l'Olbia, al di là delle
assenze, intende farsi valere. Questa squadra può mettere in difficoltà
chiunque, a patto che la mentalità sia quella dei tempi migliori. Gruppo
caparbio, sacrificio e determinazione». Per quanto riguarda la campagna di
rafforzamento si è registrata una pausa di riflessione, ma le voci di calcio
mercato si rincorrono. Una pista porta all'ingaggio del mancino trevigiano, in
forza ai gialloblu del Pergocrema. Si tratta di Lauro Florean, ex compagno del
portiere Righi. Arriverebbe, si dice addirittura correndo, con la formula del
prestito. Ma bisogna vincere la concorrenza del Rodengo Saiano, intenzionato a
trovare un elemento valido per l'attacco a tre. I dirigenti dell'Olbia, visto
che le fregature sono sempre in agguato, vogliono vederci chiaro. Capire
insomma perché il fantasista veneto non sta trovando spazio in formazione e
soprattutto quale sia la sua condizione atletica, dato che la qualità non si
discute. Con il Pergo, solo nove gettoni di presenza per Florean, vecchio pallino del direttore sportivo Davide
Bolognesi. Il ragazzo originario di Motta di Livenza ha vestito anche i panni
da giustiziere dell'Olbia nella sua giovane carriera, che lo va visto negli
ultimi anni giocare con il Casale (2004-2005), il Portogruaro (2005-06) e,
nelle ultime tre stagioni, col Pergocrema. Un sostituto ideale per Massaro, in
grado di irrobustire il 3-4-3 di Puccica. Dal Venezia potrebbe arrivare anche
il centrocampista Luca Corradi (1981) e si parla di uno scambio con il ventenne
portiere Davide Ciceri. Per le partenze si va verso il blocco delle liste.
L'esperienza insegna che basta poco per vedere ridotta all'osso una rosa di
taglia larga. Come dicevano i latini, è meglio abbondare. GIAMPAOLO CUCCURU
( da "Sicilia, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
La manifestazione
promossa dal Cral Presepi allestiti al Palazzo di giustizia mercoledì la
cerimonia di premiazione v.p.) Gli studi, i lavori e le ricerche sulla Storia
dell'Arte compiuti dagli studenti del liceo classico ?Ruggero Settimo?
finiscono nel calendario da tavolo 2009 realizzato dagli alunni dell'istituto
dietro iniziativa della prof. Gabriella Rizza e del dirigente scolastico Maria
Luisa Sedita. I ragazzi, nelle ore scolastiche ed extrascolastiche, hanno
svolto numerose attività di laboratorio che hanno loro permesso di sviluppare
ed affinare la creatività e il senso estetico. Ed è sufficiente osservare la
scelta dei soggetti per capire quanto sia stato duro lo sforzo degli alunni del
?Settimo?. Non è certo un lavoro da poco accostarsi a capolavori quali
?L'Annunciazione? o ?La dama con l'ermellino? di Leonardo, ?Il ritorno di
Giuditta? del Botticelli, ?Giuditta e Oloferne? di Donatello, ?La Sibilla deifica?
e il ?Mosè? di Michelangelo. Sulle tavole del calendario, che viene realizzato
ormai da 6 anni, hanno trovato spazio anche gli stemmi della città di Ragusa
(mese di febbraio), raffigurante un'aquila nera che regge tra le zampe un
caduceo e una cornucopia fruttifera e Agrigento (mese di marzo), raffigurante i
giganti, creature di origine mitologica. Inoltre è possibile ammirare sul
calendario anche le tele del 1936 realizzate dai vecchi alunni del liceo,
restaurate dai ragazzi, la scena finale della tragedia ?Le Eumenidi? di
Euripide e il presepe in terracotta, sempre realizzato dagli alunni del
?Settimo?, vincitore del primo premio ?Stella
Azzurra?.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 24-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato 24 Gennaio
2009, La Fondazione Tullio, dalla fine del 2008, ha un nuovo consiglio di
amministrazione. Il vecchio direttivo, nominato dall'ex sindaco Sergio Cecotti,
è stato "azzerato" dopo dieci anni di gestione dell'ente. Spetta al
sindaco, infatti, nominare quattro dei cinque membri del Cda, fra cui il
presidente (il quinto consigliere è su indicazione del socio privato, la Banca
popolare di Cividale), chiamati a guidare la fondazione, che trae origine dalle
disposizioni testamentarie del nobile Giuseppe Tullio, che nel 1898 lasciò al
Comune numerosi immobili, perché con le rendite del lascito provvedesse
all'assistenza degli udinesi disagiati. E, visto che il vecchio Cda dopo dieci
anni era in scadenza e andava rinnovato, Honsell ha fatto quanto in suo potere.
Ma l'ex presidente Arturo Andrea Andreucci, nel tracciare il bilancio della sua
gestione, si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. È stato contattato
dalla nuova amministrazione prima del rinnovo del Cda? «No. Non sono stato
contattato né dal sindaco Honsell né da chi era delegato a individuare le candidature
per le nomine. Dopo il rinnovo, ho solo avuto un incontro con il nuovo
presidente del Cda Trovò, che voleva alcune informazioni». Deluso perché si
aspettava almeno un "grazie" dalla nuova amministrazione? «Non mi
interessa che Honsell mi dica "grazie" ma mi aspettavo che almeno mi
chiedesse che cos'è la Fondazione...». Ritiene che il vecchio Cda sia stato
messo alla porta senza troppi complimenti? «Dico solo che forse qualcun altro
avrebbe agito in maniera diversa». Pensava che Honsell avrebbe mantenuto
qualcuno del vecchio Cda? «Sono nomine del sindaco, se non ha ritenuto di
mantenere nessuno, è nei suoi poteri». Nel nuovo direttivo ci sono molti
medici. Scelta azzeccata? «Forse è stata fraintesa l'attività della Fondazione.
Non è una fondazione sanitaria, ma si occupa di disagio sociale». Quanto
guadagna un membro del Cda della Fondazione? «Zero. Non c'è
un gettone di presenza e non esistono rimborsi spese. Uno lo fa per dare un servizio
alla città e alla gente bisognosa». Ritiene che il direttivo da lei presieduto
abbia fatto un buon lavoro? «Un ottimo lavoro. Nel '98, quando ci siamo
insediati, abbiamo ereditato una situazione un po' particolare. Oltre a
un residuo di liquidità di 4,1 miliardi di lire, fra i beni, c'erano parecchi
immobili infruttuosi, fra cui il palazzo di via Aquileia, palazzo Tullio:
costava troppo ristrutturarlo, la Regione all'epoca non poteva darci una mano,
così si è deciso di venderlo con un'asta. Abbiamo alienato altri immobili
infruttuosi: con il ricavato delle vendite, circa 1,6 milioni di euro, abbiamo
acquistato 14 miniappartamenti arredati, che sono stati messi a reddito e si
sono aggiunti a quello già di proprietà in via Treppo 18. Con il ricavato degli
affitti dei mini e con i liquidi rimasti, circa 1,9 milioni, vengono raggiunti
gli scopi assistenziali della Fondazione, con il sostegno a progetti di
associazioni che si occupano di disagio sociale». In media, quanti soldi sono
stati erogati ogni anno per questo fine? «Circa 60-70mila euro all'anno. Il
vecchio Cda ha anche il merito di aver individuato, come previsto dalla legge
regionale, il socio privato, la Banca popolare di Cividale». Ma è vero che
tornerà alla politica attiva? «Non ho mai abbandonato la politica attiva...».
Che ne pensa della gestione Honsell della città? «Cito Pietro l'Aretino.
"Di tutti disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: non lo
conosco"». Camilla De Mori
( da "Alto Adige" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Occhio a...è
cresciuto in Germania Palumbo, l'emigrante L'elemento più rappresentativo
dell'Olbia è certamente Vincenzo Palumbo. Attaccante esperto, calsse 74, nativo
di HeiBronn, in Germania, ma di nazionalità italiana. Cresciuto ne Kickers
Stoccarda, squadra che ha timbrato anche in Bundesliga, Palumbo torna presto in
Italia per una lunga parentesi nell'Andria dove realizza 9 gol in B e 3 in C1.
Sempre nella serie cadetta si fa luce nel Pescara dove riporta 15 marcature in
47 incontri. Quindi una parentesi a Palermo e Pisa per poi
iniziare la parentesi sarda con la Torres in C1, con la quale sigla 12 reti con
52 gettoni. Questa all'Olibia è la sua seconda stagione. Nella prima ha riportato
14 gol mentre quest'anno il suo bottino è di 3 reti in 12 presenze fra i sardi.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Toni Gajo: sarò
difensore civico senza compenso, i soldi al Comune MONTEBELLUNA. Martedì sarà
la volta della scelta del nuovo difensore civico di Montebelluna. Ai nastri di
partenza sono in 17, i rumors politici danno già una candidata predestinata:
una avvocatessa che riceverebbe i voti della maggioranza e di quattro esponenti
dell'opposizione. Gli altri quattro voti, ossia quelli di «Noi Veneti» e di Fi
dovrebbero andare a Toni Gajo, ex consigliere comunale e che prima di diventare
battitore libero era stato un esponente di spicco della Sinistra comunista. Il
quale rilancia, assicurando che, detratte le spese, lui svolgerebbe l'incarico
gratuitamente. «Sono venuti a dirmi che uno dei problemi per votarmi era
costituito dal compenso di 30 mila euro all'anno - spiega - li ho rassicurati.
Tolte le spese, non voglio percepire alcun compenso. Io ho
presentato la mia candidatura con l'intenzione di mettere a disposizione la mia
esperienza, non per percepire un compenso. In tutti gli anni che ho fatto il
consigliere comunale passavo i gettoni di presenza al partito, in
questo periodo di crisi lascerei volentieri il compenso da difensore civico al
Comune». (e.f.)
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 25 Gennaio
2009 Chiudi di PAOLO MARINI TERAMO - Di nuovo una trasferta. Stavolta a
Ferrara. Dopo aver centrato il sesto successo in otto gare giocate fuori dal
PalaScapriano, la Bancatercas prova a dare continuità al suo ottimo campionato
al PalaSegest di Ferrara. Dove, alle 18,15, gli uomini di coach Capobianco
affronteranno la locale formazione. Ma Poeta e soci si troveranno di fronte
qualche giocatore in più rispetto all'avversario avuto davanti all'esordio in
stagione, quando il Teramo Basket si impose 84-68. In quel match tutte le
responsabilità dell'attacco estense gravavano sul play Andre Collins,
continuamente pressato dagli esterni teramani e reso ininfluente in attacco (se
si eccettua un terzo periodo da favola dove l'ex portatore di palla della
Maryland University realizzerà tutti i suoi 20 punti, ma senza spostare
sostanzialmente l'inerzia della partita). Oggi coach Valli avrà a disposizione
Daniel Farabello, che a Teramo non giocò per infortunio, e Allan Ray, tesserato
in settimana e voglioso di continuare la sua esperienza in Italia lontano da un
ambiente come Roma, con il quale l'ex stella della Villanova University ha
raramente trovato un feeling cestistico. E tanto cambieranno queste due
addizioni nello scacchiere della Carife, perché se è vero che il piano partita
dell'andata (e probabilmente non sarà poi molto differente da quello di oggi)
prevedeva una continua pressione sui portatori di palla di Ferrara per forzare
palle perse o per ritardare l'ingresso nei giochi, è altrettanto scontato
valutare che con due esterni in più aumentano le armi per controbilanciare
questa mossa tattica (per non parlare dell'attacco, dove si inserisce un
giocatore, l'ex Varese, dal 39,4% da tre, e una guardia che se in giornata la mette
con continuità). Ma non solo sul perimetro si giocano le partite, ovviamente.
Anche in area bisognerà valutare che impatto avranno i due lunghi di coach
Valli. In primis Harold Jamison, centro da 14,4 punti e 6,1 rimbalzi per gara,
esperto del campionato italiano e capace di chiudere l'area, in particolar modo
in coppia con l'atletico Ndudi Ebi (11,5 punti e 6,5 rimbalzi di media). Se
Brown e i compagni di reparto riusciranno a tenere fuori dal pitturato i lunghi
della Carife e se i piccoli saranno bravi ad occupare le linee di passaggio la
gara potrebbe mettersi nei binari giusti per la Bancatercas. Poi, c'è il
fattore "Ray". Che non sarà l'Allen di Boston, ma va tenuto comunque
in debita considerazione quando si alza dal perimetro per tirare. Il tutto orchestrato,
come detto da Andre Collins (che 15 punti, col 32,7% da tre, e 3 assist per
gara li assicura, stando alle statistiche). Completano il
roster degli ospiti il tiratore Marco Allegretti, il "tuttofare"
Oluoma Nnamaka, il giovane prospetto italiano Brian Sacchetti e l'ex
biancorosso (ma parliamo del Teramo Basket di B2 di una decina d'anni fa)
Massimiliano Rizzo.
( da "Corriere Alto Adige" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1AECONOMIA - data: 2009-01-25 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Grandi opere La lettera del ministero sotto la lente.
L'ingegnere: Dellai e Durnwalder in sintonia Facchin: «Tunnel, si faccia
chiarezza» L'amministratore: va trovata una soluzione per il finanziamento A22
BOLZANO — Non si placa la discussione sulla lettera del ministero delle
Infrastrutture che aveva escluso la possibilità per A22 di entrare nella Bbt, e
suggerito lo scioglimento del fondo di accantonamento. Ma secondo Ezio Facchin,
amministratore della Bbt per parte italiana, la partita non
è ancora chiusa. Ingegner Facchin, come si è giunti a questa situazione? «Lo studio
sulla possibile utilizzazione dei fondi A22, accantonati in base alla Legge
449/97, è stato trasmesso da un ufficio del ministero delle Infrastrutture alle
Province autonome di Trento e Bolzano per l'espressione di un parere.
Sul tema, sono intervenute valutazioni diverse tra i vari interlocutori,
compreso il Gruppo Ferrovie che con Rfi è il primo azionista della finanziaria
di Bbt Se. La questione sulle modalità di utilizzazione dell'accantonamento è
nota da tempo e non ha trovato ancora una risposta concreta». A questo punto
l'ipotesi di un finanziamento è tramontata? «No, dopo la presa visione dello
studio del Ministero da parte delle testate giornalistiche locali, la
discussione sul tema del "finanziamento trasversale" è stata rilanciata
e forse è arrivato il momento di chiarire le posizioni o perlomeno di cogliere
dalle varie prese di posizione gli aspetti più interessanti. La questione va
affrontata nei suoi diversi aspetti: politico, finanziario e giuridico ».
Proprio l'aspetto giuridico sembra essere il più preoccupante. «Si sta
sottolineando che la presenza di soci privati nella compagine di A22 renderebbe
non compatibile la partecipazione della stessa a Tfb SpA, finanziaria di Bbt.
La questione è rilevante, ma non determinante. Lo studio sottace peraltro la
possibilità per A22 di investire direttamente gli accantonamenti sulle opere
ferroviarie sull'asse del Brennero, come sottace la validità dei patti di
partecipazione di A22 alla finanziaria Tfb. è comunque limitativo il solo
approccio giuridico in quanto la componente dei fondi accantonati rappresenta
circa il 15% del valore economico del progetto Bbt sul lato italiano. Restano
molti altri punti da chiarire sul finanziamento che sono sostanzialmente in
capo ai soli ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia. L'approvazione del
progetto definitivo da parte del Cipe richiede che tutte le risorse finanziarie
siano individuate nei piani di spesa del Governo e questo si deve avere in
tempi strettissimi, pena il mancato avvio delle attività per le quali è già
stato ottenuto il 5 dicembre scorso il finanziamento da parte della Ue. Sta
quindi in capo al Governo la possibilità e la responsabilità di individuare la
disponibilità finanziaria per poter approvare il progetto. Analoga posizione va
manifestata anche per il finanziamento di parte austriaca». E il ruolo delle
Province? «La sintonia e la determinazione con la quale i presidenti Dellai e
Durnwalder esprimono la posizione di Trentino e Alto Adige testimonia come le
difficoltà che si incontreranno potranno sicuramente essere superate
individuando le soluzioni più idonee rispetto agli obiettivi, nell'interesse
del progetto. La volontà di investire gli accantonamenti A22 permetterà di
ridurre l'incidenza del debito con la Banca europea degli Investimenti ed è
evidente che questa ferma posizione crea le condizioni favorevoli per la
definizione del piano finanziario da parte del Ministero, tenendo anche conto
della attuale situazione generalizzata di crisi economica. In definitiva, i
messaggi "trasversali" che sono circolati recentemente rafforzano il
clima di fiducia sul progetto complessivo: è importante valutare i messaggi per
il loro significato, non per le misure che intendono individuare. Ora è
necessario raccogliere gli sforzi per acquisire l'approvazione del progetto e
poi cominciare a lavorare sulle regole per rendere quanto prima attuabile il
finanziamento incrociato, obiettivo politico confermato a nord e a sud di
Trento». L. R. Fiducioso Ezio Facchin della Bbt Se
( da "Mattino di Padova, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il 31 gennaio la consegna
al mercato di Castagnara, in polemica col Comune L'Udc distribuirà pasta gratis
ai cittadini CADONEGHE. Sabato 31 gennaio a partire dalle 9, all'interno di un
gazebo allestito nel mercato comunale a Castagnara, i consiglieri dell'Udc
Luigi Sposato, Rosa Accarino e Maurizio Brotto distribuiranno
gratuitamente ai cittadini 250 chili di pasta. Hanno deciso, infatti, di
destinare gli introiti 2008 derivanti dalla loro attività amministrativa (gettoni di presenza per un importo complessivo di 128 euro) a questa iniziativa a
favore delle famiglie di Cadoneghe. «Questa azione è un segno di protesta verso
l'amministrazione guidata dal sindaco Mirco Gastaldon che, anziché
destinare risorse economiche alle famiglie in difficoltà, continua l'opera di
propaganda, che si protrae da anni e che ultimamente si è intensificata -
spiega il capogruppo Luigi Sposato - In città sono stati addirittura affissi
manifesti pubblicitari allo scopo di convincere la cittadinanza della bontà
dell'azione amministrativa. Questa propaganda politica va ad aggiungersi a
tutte le altre iniziative pubblicitarie, come il sondaggio commissionato a
terzi, costato migliaia di euro alle casse comunali, per conoscere il grado di
popolarità del sindaco e della sua giunta. Spendere 128.000 euro nel 2008 in
pubblicità, come si desume dai dati di bilancio, poi, ci sembra davvero
eccessivo, considerando che la voce cultura ne ha ottenuti solamente 114.000.
Saranno i cittadini a giudicare se il sindaco abbia amministrato bene: non
bisogna certo persuaderli attraverso manifesti, volantini e giornalini».
(Cristina Salvato)
( da "Centro, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO
PROVINCIALE Anagrafe degli eletti No bipartisan a Pescara PESCARA. No
trasversale sulla proposta di un'anagrafe pubblica degli eletti nella Provincia
di Pescara. Il registro, attraverso il quale sarà possibile conoscere nel
dettaglio l'attività dei consiglieri, le presenze in aula, i voti espressi, ma
anche il trattamento economico e i beni immobili posseduti e i doni ricevuti,
non sembra riscuotere grande successo né tra le fila del Pdl né tra quelle del
Pd. A lanciare l'allarme è il promotore della mozione, il capogruppo di
Rifondazione comunista Sandro Di Minco. La questione dell'anagrafe gira e
rigira nelle sedute del consiglio provinciale da qualche tempo e Di Minco
afferma che prima gli è stato chiesto dal presidente De Dominicis «di ritirare
la mozione presentata, perché avrebbe voluto partecipare anche lui alla
stesura», poi gli è stato detto «di approvarla come bozza, per meglio vedere la
questione delle donazioni». Sono proprio le donazioni infatti, insieme ad una
serie di altre informazioni, i dati che dovrebbero essere inseriti sul sito
della Provincia di Pescara. A disposizione dei cittadini anche gli incarichi
elettivi ricoperti nel tempo, lo stipendio, i rimborsi, i gettoni di presenza, le dichiarazioni dei redditi. «Vengono votate tante porcherie
perché chi le vota rimane nascosto» dice il neo eletto consigliere regionale di
Rifondazione, Maurizio Acerbo, «e l'anagrafe potrebbe risolvere questo
problema, ma abbiamo constatato una forte e diffusa contrarietà». Il
dissenso dei consiglieri provinciali si legge nel verbale di una seduta e che i
cittadini possono trovare sul blog dello stesso Acerbo. Viste le reazioni, Di
Minco ha spedito una lettera a presidente, vice presidente, capigruppo e
consiglieri, in cui afferma di «voler rendere pubbliche solo le donazioni che
superano i 500 euro», nell'attesa che questo convinca i consiglieri ad una più
serena accettazione del provvedimento. Da Rifondazione fanno sapere che
manderanno il suddetto verbale anche a Massimo Brutti, il commissario del Pd,
che solo qualche giorno fa ha annunciato un'iniziativa analoga per il Pd.
Melissa Di Sano
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il presidente del
consiglio Fvg sferza i gruppi politici e detta le condizioni per inserire in agenda
il confronto sulla legge voto «Prima discutiamo gli interventi che interessano
la gente, a partire dai costi eccessivi della politica»
Ballaman: si alla riforma elettorale solo se taglia i consiglieri da 59 a 40 di
PAOLO MOSANGHINI UDINE. «Non è urgente cambiare la legge elettorale regionale,
ma se si deve aprire questo fronte allora si metta in
discussione anche il taglio dei costi della politica, portando
i consiglieri regionali da 59 a 40». Il presidente del consiglio regionale,
Edouard Ballaman, commenta cosí la proposta del Pdl di modificare le regole del
voto in Friuli Venezia Giulia. «Prima facciamo le riforme che interessano alla
gente», è il suggerimento del presidente del consiglio regionale, il
pordenonese Edouard Ballaman. La proposta della riforma della legge elettorale
è stata presentata dal Pdl alcuni giorni fa; gli alleati - Udc e Lega - hanno
già messo le mani avanti, spiegando che prima va fatto altro. Nella
calendarizzazione dei lavori dell'Aula per i prossimi mesi «si terrà conto della
richiesta del Pdl», «anche se si tratta di una decisione che si prenderà
assieme ai capiogruppo», ma la proposta «prima va approfondita meglio», spiega
il presidente leghista. Un rallentamento alla controriforma arriva, dunque,
anche dal massimo esponente dell'Aula: «Il tema è stato aperto su diversi
fronti, ma c'è la necessità di vederci chiaro. Siamo l'unica regione che ha il
limite di tre mandati per i consiglieri regionali? Bene, questo non significa
che siamo i peggiori, forse può voler dire invece che siamo i migliori o che
siamo piú avanti di altri», riflette Ballaman, secondo il quale «la legge
attuale contiene alcuni elementi importanti». Uno è quello dei limiti di
mandato: tre per i consiglieri e due per gli assessori. «Anche noi, nel nostro partito,
manteniamo questi paletti per garantire un ricambio. Comunque,
complessivamente, non vedo tutta questa necessità di modificare la legge in
vigore. Lo faremo, c'è tempo», aggiunge. Per l'ex questore della Camera dei
deputati, «il sistema elettorale è un corollario». «Prima - dice ancora - i
consiglieri si devono preoccupare di fare le cose che interessano alla gente,
le riforme sulle quali vengono giudicati e grazie alle quali, se sono buone, si
fanno rieleggere. Fatte le cose che i cittadini aspettano, si può pensare anche
alle modalità per andare al voto», aggiunge. Ma quali sono le priorità alle
quali il consiglio dovrebbe lavorare di piú per l'interesse del Friuli Venezia
Giulia? «Innanzitutto, rispettiamo le indicazioni che ci vengono dalla giunta
regionale; poi credo ci si debba concentrare in questo momento sull'aspetto
della sicurezza economica e fisica della popolazione. Ci dobbiamo occupare di
un sistema economico che rischia di lasciare senza lavoro le famiglie, non
possiamo non tenere presenti questi aspetti, che costituiscono le priorità per
la nostra società», sottolinea Ballaman. Il presidente punta soprattutto sui
risparmi che potrebbero rappresentare la novità, «oltre a essere un esempio per
la società friulana». «In quanto a spese eccessive non siamo la maglia nera, in
confronto alle altre regioni d'Italia, ma - ribadisce ancora Ballaman - il vero
risparmio e la vera riforma è ridurre il numero dei consiglieri regionali,
apportando un notevole taglio ai costi della politica».
Il centro-destra sarà d'accordo?
( da "Messaggero Veneto, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cividale. Stanziati
100 mila euro dall'amministrazione provinciale. Sarà costruita alle porte della città nella zona artigianale Ecopiazzola, finanziata in
parte la realizzazione CIVIDALE. Centomila euro per la realizzazione di un
centro per la raccolta differenziata dei rifiuti: il Comune di Cividale ha
appena ricevuto dalla Provincia di Udine l'assegnazione di un contributo che
non coprirà certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista
nuova ecopiazzola (il cui costo è ingente, 690 mila euro), ma che,
comunque, consentirà di avviare un progetto atteso da tempo. Ad ufficializzare
la notizia è l'assessore all'ambiente Elia Miani: «Un supporto significativo,
quello che ci giunge dall'amministrazione provinciale - commenta -: quanto
basta per poter iniziare, finalmente, i lavori per l'allestimento
dell'ecopiazzola. Ringraziamo dunque la Provincia e auspichiamo, ora, di
reperire ulteriori fondi a sostegno dell'intervento. L'amministrazione comunale
cercherà, da parte sua, una via per coprire almeno in parte l'importo
rimanente, o con l'accensione di un mutuo o tramite i proventi dell'alienazione
di qualche immobile». Sull'ubicazione del servizio ormai non parrebbero esserci
dubbi: l'area più idonea, a parere della giunta, è quella del contesto industriale-artigianale,
dunque alle porte della città. Nell'arco di qualche mese, insomma - il progetto
è pronto da tempo -, le attività dovrebbero partire. Per il momento, e fino a
quando non sarà pronta la nuova ecopiazzola, il servizio di raccolta differenziata
dei rifiuti sarà operativo in una sede provvisoria: a seguito della chiusura -
imposta dai contenuti del decreto ministeriale 8/4/08 - dei due siti
preesistenti, quello di Carraria e quello situato a ridosso della piscina,
l'amministrazione ha infatti attivato un punto di smaltimento per gli
ingombranti nell'area esterna del macello comunale, struttura in disuso da
anni. Il contesto è apparso idoneo risultando già dotato di alcune delle
principali caratteristiche tecniche richieste dal decreto ministeriale; gli
interventi per l'adeguamento dell'ambito alla sua nuova funzione sono stati
effettuati grazie ad un contributo provinciale e, in parte, con fondi comunali.
I lavori sono consistiti, prevalentemente, nell'individuazione della viabilità
interna e nel posizionamento di un'opportuna segnaletica, nell'asfaltatura
dello slargo e nella realizzazione di un sistema di gestione delle acque
meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di raccolta, carico e scarico dei
rifiuti. La gestione del centro è a cura del Consorzio Smaltimento Rifiuti
Bassa Friulana Spa, che ne garantisce l'apertura nelle giornate di lunedì,
mercoledì e venerdì dalle 13 alle 17 nonché il sabato, con orario continuato
dalle 9 alle 17. Lucia Aviani
( da "Sicilia, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Perdenza idrica non riparata
allagato negozio del centro Il consigliere comunale più presente in aula nelle
sedute consiliari svoltesi a Palazzo del Carmine negli ultimi tre anni è l'ing.
Michele Giarratana, che nel periodo 2006-2008 è diventato ?maglia rosa? avendo
totalizzato 101 presenze. Dietro a lui nella ?top ten? dei semprepresenti si
sono classificati Michele Mastrosimone (94 presenze), Giuseppe Territo (87),
Angelo Scalia (86), Giuseppe D'Anna (86), Tullio Russo (84), Benedetto Azzaro
(83), Michele Privitera (81), Filippo Longombardo e Massimo Taglialavore (80).
Un posto di riguardo in questa specifica classifica comunque lo meritano anche
il presidente del Consiglio Paolo Iannello ed il vicepresidente Alfredo
Fiaccabrino che hanno assicurato la loro presenza in
maniera tale da consentire l'avvio dei lavori. In questi ultimi tre anni sono
stati determinanti Calogero Adornetto ed Andrea Ferrante (con 79 presenze),
Angelo Failla (77), Gabriella Falzone e Giancarlo Longo (76), Tonino Delpopolo
(73), Gianluca Miccichè (66), Sergio Averna (64), Lillo Salvaggio (53), Sergio
Speciale (50) e Michele Eufrate (49). In fondo alla classifica Salvatore Amico
(41), Raimondo Maira (39) e Sergio Iacona (37). Hanno infine totalizzato nel
triennio poche presenze rispetto agli altri Angelo Fasulo (41), Loris Giambrone
(18) Francesco Giglio, Ritalba Mazzè e Giuseppe Rabbiolo (16), che sono
subentrati in Consiglio negli ultimi mesi in sostituzione di colleghi
transitati alla Provincia. In una ipotetica classifica ?a tappe? tra i più
presenti in questi ultimi tre anni al primo posto si sono classificati Michele
Mastrosimone nel 2006 con 28 partecipazioni (seguito da Territo e Russo con 27,
Scalia, Giarratana e Failla con 26, Longombardo e Barrile con 25, Taglialavore,
Delpopolo, Azzaro e Cicero con 22), Gianluca Miccichè e Filippo Longombardo nel
2007 con 32 partecipazioni (seguito da Giarratana e Cicero con 31, Territo,
Mastrosimone e D'Anna con 30, Azzaro, Del Popolo e Privitera con 29 e Scalia
con 28), e lo stesso Michele Giarratana nel 2008 con 44 (seguito da Ferrante
con 39, D'Anna, Rizza e Falzone con 38, Territo con 37, Mastrosimone e Longo
con 34, Russo e Speciale con 33). Diversi sono comunque i consiglieri che hanno
fatto registrare la loro presenza in avvio dei lavori
e poi si allontanati al momento del voto, specialmente quando sono stati
trattati delibere di natura urbanistica. Per ogni presenza
a ciascun consigliere viene pagato un ?gettone? che è di poco superiore ai 50
euro, ad eccezione del presidente Paolo Iannello e del vicepresidente Alfredo
Fiaccabrino che hanno una indennità mensile fissa (rispettivamente di 1.260 e
1.050 euro, che, in questo caso è dimezzata, perchè i due sono dipendenti di
altre amministrazioni). G. S.
( da "Gazzettino, Il" del 25-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 25 Gennaio
2009, Da quattro mesi senza linea telefonica Acquisto ogni giorno il Gazzettino
e leggendo le lettere mi sono accorto di non essere il solo che soffre per
colpa di Telecom. Molti lettori si lamentano che non riescono più a comunicare
con il telefono fisso, altri che non riescono a connettersi via internet e
questo succede da un mese o due mesi. Bene, io penso di battere il record
perché da quattro mesi non ho più la linea telefonica e di conseguenza l'Adsl.
Questo succede dal 3 ottobre: da quando mi sono trasferito, badi bene, nello stesso
paese, Mirano, da una via ad un'altra. Non è nel mio carattere piangere, ma
denunciare sì l'indifferenza ai problemi degli altri, l'arroganza di una
società dominante, i comportamenti verso l'utenza, la mancanza di etica... e
pensare che siamo l'ottava potenza al mondo! Luciano Petulla Mirano (Venezia)
Il comportamento della Lega a Roma e in Veneto Sul Gazzettino del 18 gennaio ho
letto la lettera del signor Pessotto che descrive, distortamente, l'azione
della Lega sia in quel di Roma che in Veneto. Il comportamento della Lega è
corretto, coerente ed impagabile, soprattutto nei confronti della nostra gente.
I buchi amministrativi di Roma e Catania, fatti da Rutelli e Veltroni nonchè in
gran parte da Enzo Bianco in quel di Catania, tutti sindaci di sinistra,
dovevano essere sanati affinché si potesse partire alla pari con la riforma
fiscale in senso federalista. Certo, la Lega ha dovuto accettare, a malincuore,
tutto ciò ma il patto di stabilità deve poi essere rispettato da tutti,
compresa Roma capitale. Ecco perché gli amministratori leghisti devono essere
inflessibili, anche nei confronti degli alleati. Renato Tomezzoli Verona Più
militari per la sicurezza nelle città Prima di tutto, vorrei ringraziare i
nostri soldati che, qui in Italia, fanno azioni di puttugliamento per la
repressione e prevenzione delle attività criminose dei clandestini e non.
Diciamo che l'idea è buona, però il numero di militari per questa attività è
assolutamente inadeguato: basti pensare che in una città difficile come Padova ci
siano appena 60 militari a fare questo servizio. Ce ne vorrebbero molti di più,
ma purtroppo buona parte è all'estero. L'abolizione del servizio di leva si è
rivelata un boomerang, sia perché il servizio militare obbligatorio era una
scuola di vita per i maschi sia perché in caso di emergenza avere a
disposizione un gran numero di militari sarebbe stato un vero toccasana. E non
si dica che i costi sarebbero elevati, perché i soldi ci sono. Basta vedere i
piagnistei dei sindaci quando il Governo ha abolito l'Ici sulla prima casa.
Dicevano che non ce l'avrebbero fatta. In realtà i soldi ce li hanno, visto che
si permettono di fare gli spettacoli in piazza a Ferragosto, Capodanno e feste
comandate e continuano a foraggiare associazioni varie che ben potrebbero
trovare da sé i fondi. E, allora, invito il ministro La Russa ad incrementare,
mediante nuovi arruolamenti, i militari da impiegare nel nostro suolo
nazionale. Luigi Soccolin Padova Le vane promesse di tagliare i costi della politica Durante la campagna elettorale per le politiche
dell'aprile 2008 il disco più gettonato era il taglio del costo della politica. I candidati del centrodestra e del centrosinistra
promettevano risparmi da un miliardo di euro. Berlusconi aveva promesso di
eliminare le province. Adesso con 100 seggi di vantaggio alla Camera e 50 al
Senato e nonostante la crisi con milioni di famiglie che non arrivano alla
terza settimana del mese, Berlusconi e il centrodestra manco se lo sognano.
Pochi giorni dopo il voto l'onorevole Fini dichiarava: "Penso che gli italiani siano disponibili a fare dei sacrifici, ma
pongono delle condizioni moralmente imperative: che ci sia l'esempio da parte
del governo per la diminuzione del costo della politica e dei
privilegi". Fini e Di Pietro avevano presentato un disegno di legge
bipartisan che prometteva tagli per 600 milioni di euro. Ma ora
"passata la festa gabbato lo santo". I giornalisti Stella
e Rizzo ci rivelano che "la casta" non solo
non ha diminuito il costo della politica, ma è
riuscita a far lievitare la spesa di 100 milioni di euro, mentre chiede ai
cittadini ulteriori sacrifici perché questi sono tempi difficili. E ciò grazie
a tante piccole "spesucce" come le agendine per i senatori, gli
assegni di solidarietà ai senatori rimasti senza seggio perché bocciati
dall'elettorato che per il loro reinserimento nella vita sociale prenderanno
"solamente" 7 milioni e 251 mila euro. Aggiungiamo poi i compensi ai
"governatori delle regioni italiane" che fanno impallidire quelli di
chi governa gli Stati americani. Intanto in Spagna i partiti
si autotagliano i finanziamenti statali di 17 milioni di euro. Nessuno prende
in seria considerazione l'allarme lanciato dalla "Caritas": oggi 15
milioni di italiani sono a rischio povertà. In Italia i ricchi diventano sempre
più ricchi, i poveri sempre più poveri. Siamo ora al sesto posto nella
classifica Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)
con la più alta disuguaglianza. Le famiglie colpite dalla crisi sono in attesa
di interventi di lunga durata e non più solo briciole. Aumentano i poveri, i
disoccupati e cassa integrati, mentre i precari sono i primi a perdere il
lavoro. La casta arrogante, autoreferenziale, difende e aumenta i propri
privilegi. La credibilità della politica non è mai
stata così bassa e l'ostilità così alta. Giancarlo Maffezzoli Garda Il
palestinese disse: «Gerusalemme capitale di pace» Mi sia concesso di fare un
appunto sulla questione palestinese. La scorsa estate, in un viaggio aereo, al mio
fianco era seduto un diplomatico della Palestina. Dopo la presentazione, quasi
per caso, impostammo il discorso sul problema dei palestinesi, in contrasto con
gli israeliani. A un certo punto, gli posi questa domanda: «Perché volete
cancellare Israele dalla carta geografica?». Risposta: «Caro signore (si
esprimeva in italiano molto meglio di tanti giornalisti radiotelevisivi), le
cose non stanno affatto come dice lei. Noi vogliamo la pace, e, per ottenerla,
vi è una sola soluzione: Gerusalemme dovrà essere la capitale della Palestina,
dove si potrà convivere, pacificamente, tra i due popoli. Finché questo non
accadrà, quello che voi chiamate "terrorismo", erroneamente, non
cesserà». Gli replico: «Ma non sarebbe meglio, anziché spargere tanto sangue,
risolvere la questione per le vie diplomatiche?». E quello: «Ci abbiamo già
provato più volte... inutilmente». Intanto l'aereo stava atterrando a
Fiumicino. Carmine Fiorenza Udine
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA REPLICA Ma così
il Pd... tira a campare Signor direttore, mi dia cortesemente un briciolo di
spazio per fare alcune osservazioni alla lettera dell'amico Claudio Bragaglio
sul Pd quale partito dell'Ulivo. Quel che ho da dirgli è il fatto che penso non
sia più politicamente rilevante, oggi, vagare nel
panorama politico di centrosinistra alla ricerca di qualche agognata compagine,
come se il semplice obiettivo di unirsi, sperando che due più due faccia almeno
quattro, possa servire a salvarci il posto ed anche l'anima. Pensare ad ampi
raggruppamenti non vuol dire pensare in grande se, nel contempo od ancora
prima, non si è costruito nulla che ne spieghi le ragioni. Del resto il
centrosinistra ha sperimentato ogni possibile soluzione politica
nell'ultimo decennio, Ulivo compreso, ed ogni volta abbiamo dovuto assistere,
mesti ed allibiti, ad esiti deprimenti. La creatività politica,
dunque, non è mai stata disdegnata dal centrosinistra, ma non è mai bastato.
Gira e rigira, forse sarebbe il caso che qualcuno si chiedesse perché si sia
invece investito pressoché nulla su un vero programma politico basato su una
visione sociale d'insieme organica e coerente, che è la vera meta, invece di
perdersi sfiniti a confabulare e litigare sul nulla nei corridoi della società
che vorremmo governare e che non governiamo mai nemmeno quando siamo al
governo, senza mai accedere a stanza alcuna. In effetti, alzi la mano chi può
dire con sufficiente sicurezza quali sono gli strumenti che, oggi, dovrebbero
consentire al Pd di farsi Ulivo o rimanere quello che è o diventare quel che si
vuole. Il cammino è già difficile per chi ha le idee molto chiare, figuriamoci
per chi barcolla ad ogni soffio. Non è un caso, dunque, che ci ritroviamo
davvero smarriti allorquando si chiede alla politica
di svolgere la sua missione di guida della società, smarriti perché non
sappiamo se e fino a quando dirci liberisti o "socialisti"; perché si
vuole essere dalla parte dei deboli ma alla fine constatiamo che prevalgono
sempre i poteri forti; perché ci scandalizziamo se non si asfalta ma siamo
contemporaneamente a favore delle vie di trasporto alternative; perché siamo
per la tutela dell'ambiente e del tanto ammirato "territorio" ma
contemporaneamente ogni amministrazione li distrugge; perché non sappiamo mai
distinguere tra giustizia solo formale e giustizia sostanziale; perché si è
contro la corruzione ma l'illegalità diffusa è come l'aria che respiriamo; perché si
vorrebbe essere laici ma non si sa come difendere e tutelare i diritti
fondamentali della persona; perché vorremmo rappresentare anche il mondo delle
professioni, della piccola impresa e del terziario ma alla fine raccogliamo
voti pressoché solo nel lavoro dipendente prevalentemente pubblico e tra i
pensionati; perché ammiriamo Al Gore però un piano energetico
alternativo non sappiamo cosa sia. E via dicendo. Dissidi ed ambiguità oggi
ineliminabili, perché non si sprecano fatica e intelligenze a pensare di
organizzare a ragion veduta la società che si vuole rappresentare. É molto più
facile e comodo rimanere assisi sulle proprie debolezze, che non costano fatica
alcuna appunto perché sono già lì, sperando ciclicamente che l'elettorato si
stufi più degli altri che di noi, oppure puntando tutto come per magia su
qualche "soluzione strategica" come le alleanze, a sinistra od al
centro non si sa per fare che, oltretutto con chi nemmeno ci vorrebbe. Da tutta
questa debolezza deriva l'attaccamento ai propri retaggi, il rifugiasi
nell'associazionismo alla ricerca di certezze noi che invece dovremmo darle,
l'accanimento terapeutico per tenere in vita le componenti politiche che hanno
dato origine al Pd, accanimento che è vera mancanza di coraggio e la causa di
un Pd proditoriamente non costruito, non l'effetto del suo fallimento.
Baloccandoci ogni tanto con qualche giochino, come quando si finge che il vero
ricambio stia solo nella gioventù, consentendo così di mostrarsi innovatori
semplicemente sventolando il ritratto di qualche trentenne (il quale a sua
volta è insidiato da un anelante ventenne che si ritiene solo per questo ben
più legittimato), quando è invece assai più vero che esso risiede nella novità
e chiarezza delle idee. Se tutto questo è vero, finisce che ad ogni elezione
non sappiamo che pesci pigliare, se fare o meno alleanze e con chi, a quale
elettorato parlare, il che tra l'altro ci impedisce ogni volta di puntare su un
candidato che sappia diventare forte se presentato con largo anticipo,
sopratutto in zone assai difficili come la nostra. Vorrei dunque anche io fare
alleanze del tipo Ulivo, caro Bragaglio, perché le alleanze sono necessarie per
governare. Ma vorrei farlo non da perdente, con un Pd forte che abbia la
consapevolezza del proprio potere nell'alleanza perché saldo nella società, non
per tirare a campare, come al solito presi dal panico prima di uno scontro
elettorale. Paolo Lombardi BRESCIA
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il portavoce del Pdl
polemizza: parlava per sé o per la Lega? Moretton: una boutade che copre le
divisioni nella maggioranza I partiti bocciano il
taglio dei consiglieri No bipartisan a Ballaman. Cdl e Pd: per farlo si
intaccherebbe lo statuto LA RIFORMA ELETTORALE L'appello del presidente del
consiglio si infrange sul muro delle forze politiche Da centro-destra dubbi
sull'applicabilità, da centro-sinistra la sfida: depositi il pdl UDINE. I partiti bocciano quasi all'unanimità la proposta di tagliare
da 59 a 40 il numero dei consiglieri regionali avanzata dal presidente del consiglio
Edouard Ballaman. Perché modificare il numero dei consiglieri significa
cambiare lo statuto e quindi Pd e Pdl, che pure si dicono pronti ad avviare un
ragionamento, sottolineano la necessità di fare una proposta organica. Da sola,
la riduzione servirebbe a poco. Ma la bocciatura che arriva da centro-destra e
centro-sinistra non si basa unicamente su una valutazione di metodo. Il
capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco rivendica la necessità di garantire
un'adeguata rappresentanza del territorio. Per il Pd si tratta di una boutade e
nulla più, il cui fine, secondo il capogruppo Gianfranco Moretton, è unicamente
quello di nascondere le divisioni interne al centro-destra: «Ballaman -
sostiene - abbaia alla luna». Il capogruppo del Pdl, Daniele Galasso si domanda
invece a nome di chi sia intervenuto Ballaman visto che né in Consiglio, né in
sede di capigruppo il tema è mai stato affrontato. E mentre il centro-sinistra
invita la Lega a presentare una proposta organica di
modifica dello statuto e della legge elettorale «se veramente c'è la seria
intenzione di ridurre i costi della politica e il
numero dei consiglieri», dice Moretton, il capogruppo del Carroccio, Danilo
Narduzzi chiarisce che la proposta di Ballaman non è targata Lega Nord «perché
la linea del partito la traccia il segretario e non certo il presidente del
Consiglio». Quello di Ballaman, secondo Narduzzi, è quindi un invito
rivolto a tutti i partiti in qualità di presidente del
Consiglio, a ragionare su un tema che sta a cuore alla Lega. «Credo che Ballaman
non abbia parlato a nome del partito - dice infatti Narduzzi -, ma si sia
limitato a interpretare un sentire comuni all'interno dei gruppi di maggioranza
e minoranza di andare incontro a una richiesta dei cittadini. Detto ciò è
chiaro che la Lega ha sempre manifestato grande interesse a un ragionamento
complessivo per cercare nel tempo di ridimensionare e migliorare la
funzionalità macchina regionale. Tutte questioni sulle quali credo sia
opportuno che i capigruppo avviino un confronto. Ma a sollevare la questione
della legge elettorale - chiude Narduzzi - è stato il Pdl quindi è dal Pdl che
ci aspettiamo la prima mossa. Per quanto mi riguarda credo che sia giusto
cercare di ridurre i costi della politica, tanto che
anni fa avevo presentato un emendamento al riguardo, ma è chiaro che il
ragionamento andrebbe allargato al parlamento e agli enti locali». Il
capogruppo del Pdl, Daniele Galasso invita però a tenere distinte le due
questioni: «Un conto è proporre di cambiare una legge ordinaria come quella
elettorale, un conto modificare il numero dei consiglieri e quindi lo statuto.
Per quanto riguarda la nostra proposta di eliminare il limite dei tre mandati
si sta facendo parecchia confusione perché in Fvg ci sono le preferenze e
quindi sono i cittadini attraverso il voto a decidere il rinnovamento della
classe politica. E oltre ai cittadini ci sono i partiti che devono essere autorevoli e comprendere al loro
interno la necessità di ricambio della classe dirigente. Come ultima istanza
potrebbe anche esserci una norma finalizzata a favorire il ricambio, ma siamo
gli unici in Italia ad averne una che riguarda chi, come i consiglieri,
svolgono una funzione legislativa e non esecutiva come sindaci e presidenti per
i quali i limiti esistono dappertutto. A nostro giudizio la durata del mandato
la deve decidere l'elettore e lo stesso vale per le donne. Quelle capaci e
motivate arrivano ai vertici senza bisogno che una legge imponga la loro
presenza. E poi - conclude - troviamo strampalato l'allineamento che al termine
del terzo mandato dall'entrata in vigore del limite introdotto dal
centro-sinistra costringerà tutti i consiglieri a non ricandidarsi». Tanto più
che - rimarca Sasco - «il 40% degli attuali consiglieri sono al primo mandato».
Come dire insomma che il rinnovamento fatto dagli elettori funziona. «E poi -
aggiunge - il lavoro del consigliere è impegnativo, già così bisogna far fronte
a molte incombenze. Per quanto riguarda il limite al mandato invece, penso che
dare spazio ai giovani sia giusto, ma bisogna fare un ragionamento complessivo
allargato al parlamento europeo, italiano e agli enti locali». Chi guarda con
interesse alla proposta di Ballaman è Roberto Asquini del Gruppo misto che però
mette in guardia sul rischio di «escludere i giovani con il taglio dei
consiglieri» mentre l'obiettivo - spiega - «deve essere quello di favorire il
ricambio generazione e tagliare i costi della politica».
Per riuscirci, secondo Asquini, si potrebbe subito dare un segnale forte
«eliminando decine e decine di comitati inutili». A questo proposito Asquini ha
già presentato una proposta (da ieri ha diffusa anche su youtube e sul suo sito
internet) che prevede l'eliminazione di 28 comitati. Cristian Rigo
( da "Tirreno, Il" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Osservazioni sui
candidati Quanta demagogia si fa sui costi della politica Uno dei temi che a volte si ripresentano riproposti dai
candidati alle elezioni amministrative, è la promessa di fare azioni per
diminuire il "costo della politica". Al livello cittadino
recentemente se ne parla per far notare come se si riuscisse a morigerare stipendi
dei politici e numero dei vari membri dei consigli di amministrazione si
potrebbero investire diversamente il gruzzolo risparmiato. E' un
discorso sentito molte volte. Ma per far cosa? Risparmiare qualche decina di
migliaia di euro a fronte di un decadimento della qualità del lavoro degli
amministratori che vantaggi porterebbe? Nella terza città del centro Italia,
180.000 abitanti, abbassare lo stipendio a una dozzina di assessori che
percepiscono 2.800 euro al mese netti a che servirebbe? Nelle società
partecipate l'operazione di taglio agli incarichi e ai consigli
d'amministrazione è già stato fatto. Si può limare ancora quel che volete
certo, ma poi con che risultati? Chi scrive è presidente di un Ente del Comune
che ha un bilancio di circa un miliardo delle vecchie lire, il Centro di
scienze naturali. E prendo novecento euro LORDI al mese. Per i quali lavoro e
corro i rischi di ogni presidente. Perché se un giorno avvenisse un fatto
qualsiasi causato da personale interno, o da visitatori, o dalla sfortuna,
sarei io ad andare in tribunale a risponderne. Per novecento euro al mese
lordi. Beh, ma neanche per 2.800 euro dello stipendio di un assessore varrebbe
la pena correre certi rischi, sapendo anche che comunque governerai ci sarà
sempre una parte di città faziosa ed interessata a sbeffeggiarti e pronta a
lapidarti sui giornali, se non ci fosse nei "politici" l'assunzione
di una dignitosa responsabilità politica di solita
raramente povera di riconoscimenti da parte della cittadinanza. Buona a criticare
tutto e tutti ma a sua volta artefice di comportamenti altrettanto criticabili.
Per cui i candidati che parlano di "costo della politica"
sanno benissimo che se vinceranno, anche loro diventeranno un "costo"
assieme a tutto il gruppo degli amministratori. Ma sarà un costo dovuto,
legittimo, del quali una società civile dovrebbe essere orgogliosa. Senza
derive demagogiche e ipocrite. Massimo Calissi (presidente del Centro di
Scienze naturali di Galceti)
( da "Stampaweb, La" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
WASHINGTON La
speaker della camera Usa Nancy Pelosi è convinta che il finanziamento di nuovi programmi
per il controllo delle nascite potrà rendere più efficace anche il pacchetto di
"stimoli" all?economia. La «contraccezione - dice intervistata da Abc
- consentirà di ridurre le spese e i costi sia per i singoli stati che per il
governo fedeale». Madre di cinque figli, con sei nipoti, la democratica Pelosi
ha le idee chiarissime in materia: «Una buona pianificazione familiare
permetterà di ridurre i costi. Gli stati attraversano una gravissima crisi
fiscale dovuta in parte anche ai servizi per la salute e l?educazione dei
bambini. Sono necessarie misure su questo fronte. E tra queste anche un piano
per la contraccezione potrebbe essere importante». Nei giorni scorsi molte
polemiche ha suscitato la decisione del presidente Obama di rimuovere il veto al
finanziamento da parte Usa di programmi e piani sulla pianificazione familiare
all?estero anche col ricorso alla contraccezione e all?aborto.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'opposizione torna
all'attacco Lunedì 26 Gennaio 2009, Mirano Dopo l'approvazione del bilancio di previsione
del 2009 da parte della sola maggioranza di centrodestra, con l'opposizione di
centrosinistra che ha abbandonato l'aula nella riunione della fine dell'anno
precedente, il braccio di ferro tra le due componenti del consiglio comunale
continua. Lo dimostra il fatto che il prossimo consiglio cittadino che è stato
fissato per giovedì 29 gennaio alle ore 17.30, cioè ad un mese esatto dal
precedente, prevede una serie di interrogazioni e interpellanze da parte del
centrosinista, oltre una mozione della stessa parte politica relativa al taglio
dei finanziamenti alle scuole dell'infanzia e primarie-paritarie in base alla
manovra 2009. Il primo punto riguarda l'accordo sul Passante del febbraio 2008,
quindi la riorganizzazione dei servizi comunali, lo scottante problema della
sorte della casa di riposo Luigi Mariutto di Mirano, e la nuova zonizzazione
della polizia locale. Ma non basta. Il consigliere Luigi Gasparini quindi
chiede circa la mini rotatoria tra via Porara, via Galuppi e la nuova
lottizzazione di via Gramsci. L'ordine del giorno prevede, tra
l'altro, la rideterminazione dell'indennità di funzione per il presidente del
consiglio comunale e dell'importo di gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Si parlerà pure delle
controdeduzioni alle osservazioni presentate e dell'approvazione del piano di
lottizzazione di iniziativa privata C.2. 1/3 del capoluogo adottate con
delibera di giunta comunale numero 253 dell'11 dicembre 2008. Pino Moggian