HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
top ARTICOLI DEL 19-2-2008
#TOP
IN EVIDENZA
Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua
moglie Sandra Lonardo
hanno due figli, Elio
e Pellegrino.
Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia
Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in
più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più
informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur,
in quanto partito votato
dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con
denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con
sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il
giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che
in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso,
che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in
Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo: "Da
anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella
spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giorna-le
come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile
incassa un milione e 331mila
euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale
non vede in una vita in-tera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara?
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un
giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare
una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno.
Sapete con chi? Con Mastella
Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti,
opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che
c’entra? Se è bravo… non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove
si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario
spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte.
Hanno volato soprattutto Sandra
Lonardo Mastella, Elio
Mastella e Pellegrino
Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è
appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di
Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente
Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco
Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di
pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale.
Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile?
Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha
finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a
raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo
nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati
viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del
magistrato Luigi De Magistris,
sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste
Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della
Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana,
fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il
Campanile ha speso 141mila
euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol
dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale,
aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella
di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata)
di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina
per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che
guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di
Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del
Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E
sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli
dell’ubiquità.
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto
è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata
all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto:
Pellegrino ed Elio Mastella.
Mauro Montanari-Corriere
d'Italia/News ITALIA PRESS
SAN SEVERINO - CONSIGLI COMUNALI e giunte mai deserte.
Dall' ( da "Resto del Carlino, Il
(Macerata)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: consigliere di An (13), Gilberto Chiodi, capogruppo di An (16), Giovanni Fagiolini, consigliere di minoranza - gruppo Popolo della libertà (16). Il gettone di presenza per ogni seduta è 19,99 euro lordi. COME SI EVINCE dalla rilevazione nelle sedute consiliari i più "assenteisti", se così si può dire e volendoli trovare per forza,
MATELICA - SONO STATE 50 le riunioni della giunta
Gagliardi nel 2 ( da "Resto del Carlino, Il
(Macerata)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sempre a causa di dimissioni da consigliere
solo 11 presenze Corrado Fantoni (Nuvo Psi) e 2 per Gino Mattei (indipendente);
nessuna presenza, per ora. per Alessandro Delpriori (PD), subentrato a ottobre
al dimissionario Farroni. Il gettone di presenza per ogni consigliere è
Il Colle, i censori e il bilancio trasparente La
ringrazio per lo scrupolo professionale c
( da "Stampa, La" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gli autori del grande libro "La Casta", Stella e Rizzo, fra i più autorevoli censori della nostra classe politica, hanno preso infatti atto di questa novità, sia pur mantenendo alcune riserve. Della riduzione tendenziale delle spese, indicata in questo stesso bilancio, ho reso conto ieri.
Zambianchi non perde un colpo Presenti e assenti in
consiglio comunale nel 2007: Gugnoni il 'peggiore'
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Quarantaquattro gli euro lordi per il gettone di presenza incassati per ogni consiglio e commissione. Più difficile però avere il quadro completo di chi partecipa alle commissioni consiliari. Dati che sono veritieri solo in parte, in quanto esiste sempre il fenomeno della 'toccata e fuga tanto per portare a casa l'obolo.
I TAGLI AI COSTI della politica potrebbero iniziare dai
piccoli Comuni. Macchi ( da "Resto del Carlino, Il
(Fermo)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
I consiglieri comunali vanno ridotti
( da "Alto Adige" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sempre in tema di tagli dei costi della politica, oggi il consiglio regionale dovrebbe discutere la mozione proposta dalla Svp sul taglio dei vitalizi. "Se andrà al voto la mozione per cancellare il contributo del 30% della Regione al fondo vitalizi - affermano i consiglieri regionali dei Verdi - questo sarà un primo successo della battaglia che portiamo avanti da tempo.
Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in
Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica
( da "Unita, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stai consultando l'edizione del Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica.
La partecipazione va al passo con i costi
( da "Giornale di Vicenza, Il" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Dal momento che l'attuale ordinamento non fissa l'entità dei compensi e dei gettoni di presenza, perché non adottare il regolamento (approvato nel 2005) come a Parma, lasciando nel caso di Vicenza le sette Circoscrizioni, trasformandole da circoscrizioni a "Consigli di zona o quartiere" ottenendo così di eliminare i costi complessivi.
Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco
( da "Provincia di Cremona, La" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco Rivolta ? Nell'ultima riunione, la giunta comunale ha stabilito i compensi mensili lordi per gli amministratori e i gettoni di presenza per i consiglieri comunali relativamente al 2008.
Commissioni e soldi pubblici
( da "Adige, L'" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: "Lo statuto comunale non prevede né che nelle commissioni si mantenga una proporzione numerica maggioranza-minoranza né un numero chiuso di componenti". Le delibere che aumentano il numero di commissari e il gettone presenza saranno ridiscusse questa sera. 19/02/2008.
Requiem per il Consorzio industriale
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: poltrone e gettoni di presenza nel nome della politica della spartizione. "La situazione è drammatica - dice Carta - purtroppo lo stato delle casse pubbliche è in condizioni disastrose proprio a causa di questi apparati che avevano l'unico scopo pratico nel foraggiare gli apparati della politica in maniera trasversale.
Tagliare consorzi e municipalizzate
( da "Sole 24 Ore, Il" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ex ministro del governo Berlusconi le direttive da seguire in tema di costi della politica sono altre: stop alla duplicazione delle competenze, precisi limiti al numero dei componenti degli esecutivi (non solo di quello nazionale ma anche per le giunte locali) e poi la molta citata eliminazione delle province. "Non devono essere più a carico del bilancio dello Stato –
Abolire le Province? <Diminuirne il numero>
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per il consigliere provinciale del Partito democratico ciò che fa lievitare realmente i costi della politica "sono le spese legate ai tanti apparati che la politica si porta dietro". La sede in piazza della Pace Berlusconi propone di eliminare le Province.
Un voto per il mio Santo in terra
( da "Italia Oggi" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Silvana Mura del partito Italia dei Valori, per l'impegno profuso durante l'arco della legislatura. La sua coerenza l'ha spinta a portare avanti la difficile battaglia sui tagli ai costi della politica e la sua grinta e determinazione l'hanno contraddistinta non soltanto all'interno del suo gruppo parlamentare, quale unico esponente femminile,
SCANDIANO: NASCE L'UNIONE DEI COMUNI, ECCO COME SARA'
( da "Sestopotere.com" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per rafforzare tali finalità lo Statuto proposto dai quattro sindaci non prevede alcuna indennità o gettone di presenza a Presidente, componenti della Giunta e consiglieri dell'Unione. Si tratta in sostanza di un'evoluzione dei rapporti instaurati fra i 4 Comuni nell'attuale forma associativa varata dall'anno 2001 "Associazione Tresinario-Secchia".
( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
? SAN
SEVERINO ? CONSIGLI COMUNALI e giunte mai deserte. Dall'analisi delle presenze
in giunta e in consiglio si rileva una costante presenza
di tutti i protagonisti della vita politico-amministrativa della città alle
varie sedute. Prendendo in considerazione le presenze in consiglio nelle sedute
(
( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
?
MATELICA ? SONO STATE 50 le riunioni della giunta Gagliardi nel 2007 ed i
registri delle presenze parlano della partecipazione dei suoi componenti. Il
più presenzialista è l'assessore al Bilancio Egidio Montemezzo con 44 presenze,
seguito dall'assessore alla Sicurezza urbana Adriano De Leo con 43 sedute. A
breve distanza gli assessori al Patrimonio artistico e museale Loredana
Marcaccini con 42 presenze, quindi l'assessore allo Sport Marcello Catena con
41. Per il sindaco patrizio Gagliardi invece non resta che un quinto posto con
39 sedute. Ben distanti infine gli altri tre membri della giunta: l'assessore
al Turismo, Luciano Farroni, che si ferma a quota 32 sedute, mentre i più
'assenteisti' risultano essere pari merito, con 30 presenze, l'assessore alla
Cultura Fabiola Santini ed il vicesindaco Paolo Sparvoli. Circa 350 le delibere
di giunta adottate in un anno. DIVERSA LA SITUAZIONE invece in consiglio
comunale, dove le sedute in un quattro anni sono state in tutto 36, con la presenza costante dell'assessore Montemezzo (Udc) e del
capogruppo di minoranza Igino Colonnelli (Sd). Con una sola assenza invece il
sindaco Gagliardi (lista civica), gli assessori Marcaccini (An) e De Leo (FI),
il consigliere Botticelli (Udc), mentre seguono con 34 presenze i consiglieri
Belardinelli (Rc), Cruciani (PD) e Gubinelli (FI), quindi a 33 il vicesindaco
Sparvoli (Lista Nannino Crescentini), l'assessore Santini (PD) e il consigliere
Aringoli (PD). Poche le assenze anche per gli assessori Catena (ex FI) con 32
presenze, Farroni (ex FI) e la consigliere Smargiassi (Udc) con 31, i
consiglieri Foresti (An) e Montesi (PD) con 30 e per i consiglieri Ciccardini
(ex Marrgherita) e Cingolani (indipendente) a 29. Più marcate le assenze per i
consiglieri Boldrini (Udc) 26, Marcos Farroni (indipendente) con 23 presenze ed
il ritiro dalla politica lo scorso settembre. Sempre a causa di dimissioni da
consigliere solo 11 presenze Corrado Fantoni (Nuvo Psi) e 2 per Gino Mattei
(indipendente); nessuna presenza, per ora. per
Alessandro Delpriori (PD), subentrato a ottobre al dimissionario Farroni. Il
gettone di presenza per ogni consigliere è
( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
On cui
ha raccolto dalla recente Nota illustrativa del Bilancio di previsione per il
2008 della Presidenza della Repubblica elementi obiettivi e corretti per la
risposta al lettore Lorenzo Gravi ("Il Quirinale non taglia soltanto i
corazzieri"). Mi sia permesso cogliere l'occasione anche per confutare
l'asserzione del lettore, secondo la quale chi opera al Quirinale definirebbe
questo luogo di lavoro come una "Corte". Questa affermazione, priva
di qualunque riscontro, coinvolge in un giudizio generico e indiscriminato - spinto
fino all'offensivo appellativo di "dannosi microbi" da
"disinfestare" - dipendenti pubblici che compiono il loro dovere a
supporto delle alte funzioni di questa istituzione e che stanno offrendo la più
ampia collaborazione alla complessa e difficile opera di riorganizzazione
dell'amministrazione e di contenimento dei relativi costi avviata dal
Presidente Napolitano. PASQUALE CASCELLA (Consigliere del Presidente della
Repubblica per la stampa e l'informazione) Ringrazio il Quirinale per
l'attenzione a questa rubrica. Al Colle sono state rivolte negli ultimi mesi
critiche sui costi e i sistemi di gestione comparati a quelli della Presidenza
francese e della Corona inglese. Tra le critiche c'era, molto importante,
quella alla mancanza di trasparenza del bilancio della nostra Presidenza della
Repubblica, tradizionalmente tenuto "privato", a differenza di quello
della monarchia inglese, pubblicato on line. Ieri ho fornito i dati del
bilancio, resi pubblici dal Quirinale stesso, con una decisione che non ha precedenti
nella storia della Repubblica, tantomeno in quella dell'Italia monarchica. Non
è questa forse una risposta efficace alle critiche di mancanza di trasparenza? Gli autori del grande libro "La Casta", Stella e Rizzo, fra i più autorevoli censori della nostra classe politica,
hanno preso infatti atto di questa novità, sia pur mantenendo alcune riserve.
Della riduzione tendenziale delle spese, indicata in questo stesso bilancio, ho
reso conto ieri. Vorrei solo ricordare che il Presidente Napolitano si è
impegnato in questo lavoro di "risparmio" fin dal primo giorno, con
una serie di tagli grandi e piccoli. Penso alla riduzione drastica del
personale a seguito delle trasferte in Italia e all'estero - voce non minore,
del bilancio; ma anche la piccola ma aggraziata scelta di tornare alla vecchia
auto presidenziale, lasciando in garage l'extralussuosa Maserati. Troppo
appassionata la mia difesa del Quirinale? Non credo. Nessun sistema politico
può considerare lo svilimento della propria più importante istituzione, senza
svilire anche sé stesso. Le critiche sono importanti, e benvenute, nei
confronti di tutti. Ma prima di dire che sul Colle c'è un carrozzone, o che,
come ha detto il nostro lettore ieri, ci sono dei parassiti, bisognerebbe
pesare le parole.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
I NODI
DELLA POLITICA Zambianchi non perde un colpo Presenti e assenti in consiglio
comunale nel 2007: Gugnoni il 'peggiore' di MATTEO ALVISI NON HA perso neppure
una seduta del consiglio comunale negli ultimi quattro anni. Luca Zambianchi,
consigliere di Forza Italia, ha fatto l'en plein di presenze: 92, di cui 27 nel
2007. Nell'anno appena passato, anche Pier Giuseppe Bertaccini (Nuova Romagna),
divenuto da pochi giorni assessore al Volontariato e al Terzo settore, ha
partecipato a tutte le 27 sedute del consiglio comunale. Così come Vanda
Burnacci (Fi), Marco Errani, Fabrizio Francia e Luciano Minghini del Pd. I più
assenteisti, invece, sono stati Gabriele Gugnoni dell'Udc con 18 presenze e
Vincenzo Bongiorno di An con 20. Diciannove partecipazioni anche Per Lizeta
Zabsonre, vice presidente della consulta degli stranieri. PER QUANTO riguarda
la Giunta, nello scorso anno non sono mai mancati gli assessori Elvio Galassi,
Loretta Lega e Gabriele Zelli che tra l'altro, come Zambianchi, non ha mai
disertato l'aula dal 2004. I meno costanti sono stati Evangelista Castrucci
(20) e Giovanni Bucci (23). Promosso comunque il consiglio comunale nel suo
insieme: nelle 27 sedute convocate (nel 2006 erano state due in meno) ha
approvato quasi lo stesso numero di delibere: 224 rispetto alle 227 dell'anno
prima, trattando in pratica tutti gli argomenti portati in aula, 188 su
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Ne amministrative
che costano, che andrebbero obbligate ad aggregarsi creando Comuni più grandi.
L'ideale sarebbe stabilire per legge una soglia minima per abitanti (30.000?) e
territoriale, sotto la quale non si possa parlare di Comune. Se l'Italia fosse
fatta da grandi Comuni, questi potrebbero direttamente dipendere dalle Regioni
eliminando le Province che sono solo propense a far confluire tutto ai
capoluoghi lasciando le briciole agli altri Comuni e niente a quelli più
piccoli. L'ente Provincia potrebbe essere cancellato lasciando la definizione
come semplice identificazione geografica e i Comuni sottoposti a
riorganizzazione del personale. Il limite di questa proposta? Troppe poche
poltrone da spartirsi e una mole di lavoro più pesante cui i nostri politici
sono poco inclini. Possibile che i suggerimenti di snellimento debbano sempre
restare sulla carta, mentre solo in campagna elettorale tutti si riempiono la
bocca di demagogiche parole come tagli e risparmi? Loris Dall'Acqua, Poggio
Berni (Rimini) - -->.
( da "Alto Adige" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
I
tagli ai costi della politica: oggi in Regione dovrebbe
arrivare il via libera alla riduzione dei vitalizi d'oro "I consiglieri
comunali vanno ridotti" Durnwalder: a Bolzano ne basterebbero 35 come in
Provincia, nei paesi 12 BOLZANO. Luis Durnwalder torna a parlare di tagli ai
costi della politica. Lo fa dopo un colloquio
informale con il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e lo fa con una proposta
destinata a far discutere: "Personalmente sono convinto che il numero di
consiglieri comunali potrebbe essere ridotto. Innanzitutto a Bolzano, perché se
bastano 35 consiglieri in Provincia credo che anche per amministrare il Comune
siano sufficienti 30-35 consiglieri. Ma lo stesso vale anche per i Comuni
minori che oggi hanno quindici consiglieri. Potrebbero tranquillamente scendere
a dodici. Dieci invece sarebbe un numero forse troppo ridotto se si vuole
garantire la rappresentanza di tutte le frazioni e di tutti i partiti". D'accordo anche il sindaco di Bolzano Luigi
Spagnolli, che aveva "benedetto" il taglio dei consiglieri già alcune
settimane fa: "Cinquanta consiglieri sono troppi perché riducono
l'efficienza del consiglio comunale, che nel corso degli anni ha visto
modificato il suo ruolo. Oggi tutto è codificato da leggi e ai consigli si
chiede di fare scelte strategiche: questo però non è affatto facile visto il
numero abnorme di consiglieri", erano state le parole del sindaco. Sempre in tema di tagli dei costi della politica, oggi il
consiglio regionale dovrebbe discutere la mozione proposta dalla Svp sul taglio
dei vitalizi. "Se andrà al voto la mozione per cancellare il contributo
del 30% della Regione al fondo vitalizi - affermano i consiglieri regionali dei
Verdi - questo sarà un primo successo della battaglia che portiamo avanti da
tempo. Abbiamo costretto la Svp a cambiare idea e ora è la Volkspartei
stessa che deve proporre una piccola modifica per salvare la faccia di fronte
all'opinione pubblica. La mozione presentata da Svp e maggioranza ha però
alcune lacune: riguarda solo i consiglieri futuri; gli attuali pensionati
possono ancora sommare i vitalizi ai redditi da altri incarichi politici e
infine non è previsto alcun termine per l'approvazione". I Verdi voteranno
comunque a favore della mozione chiedendo però che la riforma venga approvata
prima del termine della legislatura.
( da "Unita, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando l'edizione del Il candidato premier del Pd ha
chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica
l'eccessivo costo della politica.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
IL
CASO CIRCOSCRIZIONI/2 La partecipazione va al passo con i costi Chi le scrive è
un cittadino che ha alle spalle qualche decennio di esperienze di
organizzazione e partecipazione in comitati spontanei, nonché di rappresentanza
nei Consigli di Circoscrizione per due legislature, dal tempo in cui si
chiamavano ancora Consigli di Zona. Dopo tanti anni non sento per niente
affievolita la passione civica e il bisogno di condividerla e tradurla in forme
di progettualità responsabile, attraverso la partecipazione di base, la
collaborazione e il confronto, mai servile, con le istituzioni cittadine. Spero
dunque che sia consentito anche a me di dire come la penso in merito al tema
d'attualità: "Circoscrizioni sì - Circoscrizioni no". Prima di tutto
occorre distinguere le funzioni delle Circoscrizioni da quelle dei servizi
dell'Anagrafe decentrata, che in ogni caso vanno conservati e semmai potenziati
per la loro dimostrata utilità. Entrando in tema, dico subito che, se dovesse
prevalere la linea delle forze politiche che propongono il raggruppamento delle
attuali 7 circoscrizioni a 3, "potremmo dire addio ad ogni
decentramento": in cambio, avremmo "tre" macrostrutture
paracomunali, predestinate ad essere incubatoi per la casta di domani, ancora
più staccate dalle varie realtà del territorio comunale di quanto non siano le
attuali superate sette Circoscrizioni, che, se non altro, erano state in
origine ritagliate sulla base di serie ragioni storiche e urbanistiche. Le
finalità originarie (occorre ricordarlo?) erano quelle di avvicinare il
cittadino alle Istituzioni, rendendone più comprensibili, trasparenti e
partecipate le scelte amministrative; nello stesso tempo, attraverso il
Decentramento, il Comune si dotava di organi in grado di assimilare i bisogni e
le aspettative dei quartieri vecchi e nuovi, in primo luogo di quelle nuove
periferie cittadine verso cui la Città si stava espandendo spesso in forme
incontrollate. Esso soprattutto avrebbe dovuto veicolare e coordinare gli
impulsi provenienti dai Comitati di zona. È triste ma anche salutare paragonare
il clima d'allora con quello sonnolento che alimenta le piccole caste odierne,
tutte votate a giustificare la loro esistenza con trovate estemporanee, per
alimentare la finzione d'un potere volto solo all'esteriore. Penso
all'entusiasmo di allora e all'impegno cui davano prova i promotori dei vari
comitati, che spesso si autotassavano per coprire le spese dell'organizzazione,
di volantini, di consulenze per proporre alternative per la soluzione di
problemi. Come si fa ad essere indulgenti verso chi, mortificando lo spirito
del decentramento, ha girato le spalle alla realtà dei concittadini, anzi non
si è neppure mai preso la briga di prenderne conoscenza, non prende visione
delle problematiche del territorio e di chi le vive, non ascolta le loro voci,
tutto immerso in una mediocre realtà parallela, al centro della quale c'è il
partito a cui deve l'elezione, nonché la soddisfazione della vanità personale e
i lauti gettoni di presenza? È stato scritto in questi
giorni, anche da personalità autorevoli, che le Circoscrizioni sarebbero
"palestre", ovvero "scuole" della classe politica di
domani. Se le cose stanno così, vorrei che qualcuno mi rispondesse: in una
scuola o in una palestra il frequentatore paga per esservi ammesso! Perché
nelle Circoscrizioni, invece, bisogna essere pagati? Non vorrei però essere
frainteso: il problema per me non è "cancellare le Circoscrizioni",
ma "ridurne drasticamente i costi, rilanciando contemporaneamente la
partecipazione". Ora si sente dire che le voci relative ai compensi sono
"piccole spese", che non inciderebbero più di tanto sul bilancio
comunale: ma quanti enti, quali i Consorzi di Bonifica, IPAB, consigli di
amministrazione per dare riconoscimenti politici - economici ecc. difendono i
propri privilegi con gli stessi argomenti? Eppure il proverbiale buon senso del
padre di famiglia insegna che, in tempi di vacche magre, l'economia si fa anche
decurtando tante "piccole" spese ritenute superflue. Che poi, nel
nostro caso, tanto piccole non sono: euro 2300 circa lordi per ogni Presidente,
40 per Consigliere ad ogni seduta, per un costo di ogni seduta di 1200 euro
circa, fiumi di carte per lo più inutili, che poi un apposito personale deve
leggere, smistare, ecc. Il tutto va a incidere sui 110.000 circa abitanti del
Comune di Vicenza: 20 euro a cittadino l'anno! All'anno, senza tema di
smentite, fanno un costo di 2.300.000 euro circa (5 miliardi di vecchie lire):
vedi Bilancio comunale, al capitolo "Spese per le Circoscrizioni". E
in cambio di quali vantaggi per la popolazione da essi rappresentata? Oggi in
realtà questa piccola casta, anziché favorire la vera partecipazione, è protesa
a rappresentare se stessa, per dimostrare di esistere, inventandosi iniziative
a scopi ridicoli, vedi erogazione contributi sagre paesane, o l'articolo del
Giornale di Vicenza del 4 dicembre 2007 dove il Presidente della Circoscrizione
4 si è sentito preso in giro perché non era stato invitato alla prima per
l'inaugurazione del Teatro Comunale di Vicenza (in quanto eletto direttamente
dai cittadini si sentiva padrone del Teatro e per tanto si sentiva offeso)!
Ricordate la missione del Consiglio di circoscrizione n.
( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl
Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco Rivolta ? Nell'ultima
riunione, la giunta comunale ha stabilito i compensi mensili lordi per gli
amministratori e i gettoni di presenza
per i consiglieri comunali relativamente al 2008. Il sindaco percepirà
2.509,57 euro, il vicesindaco 1.254,98, gli assessori 1.129,48. Per ogni seduta
del consiglio comunale il gettone di presenza dei
consiglieri è stato fissato in 16,26 euro.
( da "Adige, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi e
domani torna a riunirsi il consiglio comunale Commissioni e soldi pubblici
Torna oggi e domani a riunirsi il consiglio comunale. Tra i punti all'ordine
del giorno c'è la discussione sulle commissioni consiliari e sui gettoni presenza. Bianca Gaifas fu
una dei primi consiglieri a chiedere al Comune di risparmiare sulle sedute
delle commissioni permanenti. "Lo statuto comunale non
prevede né che nelle commissioni si mantenga una proporzione numerica
maggioranza-minoranza né un numero chiuso di componenti". Le delibere che
aumentano il numero di commissari e il gettone presenza saranno
ridiscusse questa sera. 19/02/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Iglesias
Pagina 2022 Nei prossimi giorni la Regione nominerà il liquidatore e
l'organismo sarà soppresso Requiem per il Consorzio industriale Nei prossimi
giorni la Regione nominerà il liquidatore e l'organismo sarà soppresso Solo
nomine politiche, nessun rappresentante delle imprese --> Solo nomine
politiche, nessun rappresentante delle imprese La Finanziaria regionale
cancella i consorzi industriali. La gestione passerà ai Comuni. Il Consorzio
industriale ha i giorni contati. Dopo il commissario arriva anche il
liquidatore che dovrà traghettare il passaggio della Zir al Comune. La nuova
legge Finanziaria regionale ha soppresso i consorzi di Pratosardo a Nuoro, di
Predda Niedda a Sassari, di Chilivani-Ozieri, di Siniscola, di Tempio, della
Valle del Tirso di Macomer-Borore e anche quello di Iglesias. Entro trenta
giorni dall'entrata in vigore della Manovra, la Giunta nominerà un liquidatore
che i successivi sei mesi di fatto metterà la parola fine sui numerosi consorzi
industriali. CONSORZI AI COMUNI Nelle aree industriali di dimensione comunale,
si delegano al comune, in coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti, le
funzioni amministrative relative all'urbanizzazione, alla concessione delle
aree, alla fornitura di servizi, alla riscossione delle somme dovute per la
manutenzione, all'attuazione dei programmi di reinsediamento produttivo. Nei
giorni scorsi la Regione ha commissariato l'ente nominando il sindaco Pierluigi
Carta. Che dovrebbe svolgere anche il compito di liquidatore. "Ma per il
momento - dice il primo cittadino - non c'è stata alcuna comunicazione".
La scomparsa dell'ente presieduto fino a qualche settimana fa da Mario Angioi
secondo il sindaco di Iglesias "lascerà molti orfani". Il riferimento
è quanti in questi anni hanno dispensato nomine, poltrone e
gettoni di presenza nel nome della politica della spartizione. "La situazione è
drammatica - dice Carta - purtroppo lo stato delle casse pubbliche è in
condizioni disastrose proprio a causa di questi apparati che avevano l'unico
scopo pratico nel foraggiare gli apparati della politica in maniera
trasversale. Non a caso proprio la presidenza della Zir salvò un noto
politico locale dalla disgrazia politica in cui era caduto. Che a sua volta
rese il favore regalando la presidenza della Comunità montana a un avversario.
Altri tempi. Oggi ogni euro pubblico deve essere destinato allo sviluppo
sostenibile attraverso un patto tra generazioni e tra istituzioni. Che non
prescinda dal protagonismo di chi l'impresa la fa davvero". NIENTE IMPRESE
Ci sono i politici, mancano gli imprenditori. I più importanti enti pubblici
sono presenti nel Consorzio che sta per chiudere i battenti. Ci sono i
rappresentanti della Camera di Commercio, di Banca Cis, Consorzio Bonifica del
Cixerri, Esaf e dei Comuni di Domusnovas, Musei, Villamassargia, Vallermosa,
Siliqua, Buggerru e Fluminimaggiore. Il Comune di Iglesias li ha nominati il
giorno prima della scadenza del mandato. Una scelta che non è piaciuta a una
parte del centrosinistra che governa la città. Del consorzio non fanno parte i
rappresentanti delle imprese che operano nella zona industriale. Insomma, un
organismo governato e gestito dai partiti, come la Comunità montana. Il
Consorzio Industriale di Iglesias è stato istituito nel 1972 con un decreto del
prefettura di Cagliari. IL FUTURO Il commissario Pierluigi Carta aspetta
notizie dalla Regione per la liquidazione dell'ente. Di sicuro il Consorzio in
futuro sarà gestito dal Comune. "Ci sono problemi da affrontare immediatamente
- conclude il primo cittadino - dalle discariche abusive a quella consortile di
Candiazzus che garantirà le necessità del territorio per i rifiuti solidi
urbani. Inoltre tutta la Zir deve fare i conti con le problematiche del piano
di assetto idrogeologico che classifica quelle aree a massimo rischio".
FRANCESCO PINTORE.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-02-19 - pag: 15 autore: Costi della politica. Villone e Alemanno: la riduzione degli
amministratori non basta "Tagliare consorzi e municipalizzate" ROMA
Le elezioni di aprile si presentano come la prima occasione di vedere applicate
le norme sui costi della politica, dal momento che,
con il rinnovo delle amministrazioni locali, scattano i tagli previsti dalla
legge Finanziaria. L'aspettattiva che sul tema si è creata nell'opinione pubblica
non sembra, però, essere ripagata dai numeri: come calcolato ieri dal Sole-24
Ore, dei 15.233 mandati che arrivano a termine, appena 611 (2 assessori
provinciali, 6 assessori comunali e 603 con-siglieri circoscrizionali) non
verranno mai più riassegnati, con un risparmio di 6,2 milioni all'anno (pari
allo 0,7% degli 847 milioni complessivi). Troppo poco, forse, rispetto agli
annunci e ai buoni propositi accumulatisi nella legislatura. "La norma
originaria è stata smontata – riconosce Linda Lanzillotta, ministro degli
Affari regionali e autonomie locali – e l'esito finale è meno incisivo di
quanto proposto all'inizio. è rimasta, inoltre, la parte sulle comunità montane
ma, anche in questo caso, gli effetti saranno assai meno convincenti di quanto
avessimo programmato". Previsione pessimistica che si basa su un paio di
osservazioni: la prima è il ricorso presso la Consulta presentato da due
Regioni (Veneto e Toscana) che considerano la norma lesiva delle proprie
prerogative; la seconda sono le "voci" di un rinvio da giugno a
settembre del meccanismo automatico che scatta nel caso in cui non siano le
amministrazioni locali a provvedere alla soppressione di questi enti. Il magro
bottino non sorprende Massimo Villone, senatore della Sinistra democratica e autore
insieme a Cesare Salvi di un saggio sui costi della politica:
"Innanzitutto perché quella di aprile non sarà una maxi- tornata
elettorale e, quindi, il ricambio delle amministrazioni non è completo. Un
bilancio lo si avrà quando la norma entrerà effettivamente a regime". Per
Villone, però, il punto è un altro: è sbagliato aspettarsi grandi risparmi dal
taglio degli amministratori. "La via maestra –sottolinea il senatore
napoletano – non è questa: bisogna piuttosto intervenire con l'accetta sul
mondo dei consorzi e delle società miste pubblicoprivato. Non solo per
l'abbattimento dei costi che, pure, rimane un obiettivo pregevole, ma per una
ragione ancora più importante: fino a quando avremo apparati pubblici con
sovraccarichi clientelari e processi decisionali su cui gravano architetture
barocche, la modernizzazione del nostro Paese rimarrà sempre un'utopia".
"I risultati sono deboli, perché è debole la strada che è stata
scelta" commenta Gianni Alemanno (An), impegnato in queste ore con altri
esponenti del Pdl nella stesura del programma. Per l'ex
ministro del governo Berlusconi le direttive da seguire in tema di costi della politica sono altre: stop alla duplicazione delle competenze, precisi
limiti al numero dei componenti degli esecutivi (non solo di quello nazionale
ma anche per le giunte locali) e poi la molta citata eliminazione delle
province. "Non devono essere più a carico del bilancio dello Stato – è la
sua proposta – ma farle rientrare nella competenza delle Regioni. Spetterà loro
decidere se conservarle, trasformarle o sopprimerle ". Anche per Alemanno
nell'agenda per la prossima legislatura dovrà rientrare lo sfoltimento delle
muncipalizzate. "Sono contenta che An abbia cambiato idea su questo punto
perché il partito di Fini presentò contro il Ddl sulla liberalizzazione dei
servizi pubblici locali pregiudiziali di incostituzionalità " dice
Lanzillotta. La quale si augura che sul tema della semplificazione del sistema
amministrativo in vista di una maggiore efficienza, dalle forze politiche si abbia
un'assunzione di responsabilità come di fronte alle grandi riforme
istituzionali. Serve, cioè, "un patto comune di fronte agli elettori
". Alemanno, dal canto suo, ha già un'ideasul luogo in cui cominciare a
dare il buon esempio: potrebbe essere il Ddl costituzionale di Luciano Violante
che già prevede un taglio dei parlamentari cui si potrebbe aggiungere, per
esempio, un "ripensamento" sulle province. R. Fe. LANZILLOTTA
"La norma che imponeva di ridurre consiglieri e assessori è stata
smontata. Sulle comunità montane rischio flop, le Regioni sono contro".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA
19-02-2008 INCHIESTA LE REAZIONI ALLA PROPOSTA DI BERLUSCONI. TUTTI CHIEDONO
UNA RAZIONALIZZAZIONE Abolire le Province? "Diminuirne il numero"
Ubaldi e Fecci: "Vanno rivisti i poteri". Bertoncini: "Hanno
funzioni rilevanti" Luca Molinari II Province sì, Province no. Il tema è
tornato d'attualità in questa campagna elettorale. Silvio Berlusconi in alcuni
interventi, ha dichiarato di voler "togliere di mezzo le Province".
Da parte propria Walter Veltroni vorrebbe abolire quelle nelle aree
metropolitane, accorpare i Comuni più piccoli e tagliare il numero delle
comunità montane. Cosa ne pensano i politici di casa nostra? I pareri sono
quasi tutti favorevoli ad una razionalizzazione del numero e raggruppamento dei
poteri delle Province con la conseguente chiusura o ridimensionamento di altri
enti, da molti considerati inutili doppioni. Il sindaco di Noceto Fabio Fecci
da tempo sostiene questa linea d'intervento. "Mi batto da parecchio per
queste razionalizzazioni - spiega - Condivido quindi pienamente la proposta
lanciata da Berlusconi. Già nel 2005 avevo scritto degli appunti su questi
problemi poi inviati allo stesso leader del Popolo delle Libertà ed altri
parlamentari. Penso tuttavia che si potrebbe partire da una revisione del
numero e dei poteri delle Province, e dall'abolizione delle comunità montane e
degli ato (ambiti territoriali omogenei che hanno competenza sulla gestione di
acque e rifiuti)". Allo stesso tempo bisognerebbe fornire più
finanziamenti e poteri ai Comuni "perché sono rimasti gli unici veri punti
di riferimento per le persone - prosegue il primo cittadino di Noceto - Le
amministrazioni comunali più piccole andrebbero messe in rete e dotate di
maggiori finanziamenti". Dello stesso parere anche l'ex sindaco Elvio
Ubaldi, ora vicesegretario nazionale della Rosa bianca, che aveva già proposto
in passato l'eliminazione delle attuali province. "Così come sono oggi
vanno abolite - dichiara - si tratta infatti di organi a rilevanza
costituzionale, eletti direttamente dai cittadini e con competenze generali.
Ritengo invece che sia giusto avere un organo di coordinamento di certe
politiche come l'ambiente, il lavoro, il territorio, che abbia il compito di
coordinare l'azione dei comuni e di produrre piani di tutela di queste materie.
Un organismo unico, (andrebbero abolite le competenze di Comunità montane e
Ato), che dovrebbe essere eletto dai Consigli comunali in base al numero di
abitanti". Più cauto Gian Luca Armellini, capogruppo di Forza Italia in
consiglio provinciale, che affronterebbe la riduzione della spesa pubblica
"partendo dal governo centrale - rimarca - e scendendo a cascata in tutti
gli altri enti. Partire dalle realtà intermedie, tra comuni e regione, sarebbe
un intervento efficace soltanto a metà". Antonio Bertoncini, consigliere
provinciale del Pd, pur affermando che "una razionalizzazione è
necessaria", sottolinea come "le Province abbiano ancora funzioni
rilevanti che esercitano sul territorio. Tra queste quelle relative a scuola e
rete stradale". Per il consigliere provinciale del
Partito democratico ciò che fa lievitare realmente i costi della politica "sono le spese legate ai tanti apparati che la politica si porta dietro". La sede in piazza della Pace Berlusconi
propone di eliminare le Province.
( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 042, pag. 7 del
19/2/2008 Autore: Mario B., Alcamo (Tp) Eugenio J. Claudia Genovesi,Genova
Giusy Milazzo Marco Rossini Anna Mirella O Visualizza la pagina in PDF
Ultimi appelli per i Panda. Il giovane Guerrieri apprezzato per
la difesa della politica Un voto per il mio Santo in
terra Un lettore sceglie Lucchese, politico e medico che gli salvò la vita
Egregio direttore io vorrei segnalare un politico che della politica
non ne ha fatto una professione. Questo è il dott. Francesco Paolo Lucchese che
per 30 anni è stato impegnato nello sviluppo del nostro territorio, prima come
medico facendo nascere il reparto di pediatria nell' ospedale di Alcamo, poi
come Presidente di una banca cooperativa portandola da pochi impiegati a più di
un centinaio. uno che fra l'altro si è anche distinto in Parlamento non stando
solo lì a fare numero. Ecco perchè lo voto, affinchè non venga perduta
l'esperienza di gente che ha già dimostrato di saper fare. Siamo un gruppo di
ragazzi del centro destra e ci identifichiamo in Giovanni Vagnone, come
proposta per il prossimo parlamento. Sappiamo che nelle liste di Crosetto è tra
i “possibili” candidati sfavoriti, ma non smettiamo di sognare: molti di noi
sono su italiaoggi a lasciare i loro pareri. Giovanni l'ho conosciuto quando ha
organizzato a Torino un congresso quasi tutto da solo, con più di 60 ragazzi da
tutta Europa. Certo, noi siamo tutti suoi amici, ma ha lavorato molto agli
esteri di Forza Italia Giovani ed ha sempre avuto un atteggiamento di umiltà e
fattività che non abbiamo mai trovato in altri nostri “colleghi”. Insomma
politici ancora per passione. In più è più giovane di me, ha solo 25 anni ma si
comporta davvero da persona matura. Sarebbe bello che con uno strumento nuovo
come internet potesse anche proporsi un candidato nuovo come Vagnone... certo
sappiamo anche noi che è solo un nostro sogno, ma ancora una volta, siamo un
buon numero e ci dispiace solo non poter far sentire il nostro peso con delle
primarie. Quindi Vagnone è quello che suggeriamo per il rinnovamento. E poi
Beatrice Lorenzin e Giorgia Meloni, due trentenni (la prima di FI e la seconda
di AN) che sanno bene cosa vogliono e possono dare anche loro un po' di respiro
ad un sistema così vecchio... Grazie dello spazio, Buongiorno Dott. Bechis,
intanto da lettice non posso che ringraziarla per liniziativa dei Panda da
salvare. Un momento di democrazia in un paese dove neppure le elezioni riescono
pi a esprimere una vera rappresentanza. Ho sentito sabato il leader del Pd,
Walter Veltroni, e devo dire che mi ha colpito soprattutto il coraggio della
rottura: con la sinistra radicale e con la vecchia classe dirigente. Credo sia
giunto il momento del cambiamento possibile. Per questo vorrei che attraverso
il Suo giornale riusciste a portare avanti il messaggio del rinnovamento della
classe politica. I nomi? Molti hanno fatto bene. Io,
da donna, sono rimasta affascinata da quello che ha fatto Anna Finocchiaro, e
il coraggio che ha avuto nel non ricandidarsi al Senato per andare nella
difficile terra di Sicilia, dove il centrodestra da sempre fortissimo, e
portare avanti una battaglia anche contro la storia, oltre che per la politica. E poi mi consenta di sostenere la candidatura di
quel giovane di cui ha parlato sul suo giornale di sabato, Antonio Guerrieri.
Mi hanno molto colpito le sue parole: "credo che fare politica
sia una delle attivit pi nobili cui possa dedicarsi un essere umano, purch la
si faccia con onest intellettuale e rispetto delle opinioni altrui". Un vero
manifesto di quello che vorrei dicesse il mio candidato ideale alle prossime
elezioni politiche. Lo sostenga anche lei: da persone come queste, capaci di
dire e pensare queste cose, che la politica deve
ripartire. Buon lavoro e ancora grazie Egregio direttore appena ho saputo della
sua iniziativa ho sentito la necessita di scriverle questa mail per votare il
mio santo in paradiso, SAN FRANCESCO DI PAOLA, ossia Francesco Paolo Lucchese.
A parte i toni mistici, è grazie a lui, che un giorno di tanti anni fa mi salvò
la vita, che oggi sono qui a scriverle la presente, questo è il minimo che io
possa fare per esprimere la mia gratitudine al dott. Lucchese Egregio
Direttore, le vorrei chiedere conferma di una notizia che circola di bocca in
bocca ma che non è stata assolutamente evidenziata dai media. La data delle
elezioni politiche sarebbe stata fissata al 13 aprile per consentire che
maturassero i termini per l'ottenimento della pensione da parte degli attuali
“rappresentanti” del popolo degli italiani. Se fosse così mi domando come mai
nessuno si è dato la pena di evidenziare questo ulteriore ennesimo esempio di
malaffare politico, finalizzato esclusivamente a garantire l'acquisizione di un
ulteriore e sostanziale privilegio. Le formulo inoltre i miei complimenti per
l'iniziativa del Panda, avrei preferito disporre di un sistema elettorale che
mi potesse consentire di eleggere chi decido mi debba rappresentare, ma in
mancanza, la sua iniziativa è di indubbia utilità per segnalare e rappresentare
a chi costruirà le liste cosa pensano gli italiani. L'unico timore è che tali
“burattinai” rimangano sordi anche a questo ennesimo e forte segnale che
dimostra quanto si siano allontanati dal paese, dalle sue esigenze, dalle sue
speranze. Cara redazione di ItaliaOggi, desideravo fornire anch'io un piccolo
contributo a favore di un uomo così speciale come l'on. Gioacchino Alfano.
Personalmente ritengo che al giorno d'oggi “politici” come lui stiano
diventando più unici che rari. Prima che rappresentante di un importantissimo
partito politico, l'on. Alfano è innanzitutto un “uomo” nel vero senso della
parola, capace di restare integro e vero, onesto e cordiale, zelante e pieno di
vero amore per il suo territorio. Non come altri “politici” che fingono tali
sentimenti con il solo scopo di abbindolare la povera gente e far credere loro
di essere quello che in realtà non sono e non potranno mai essere. In Campania
più che mai c'è bisogno di gente come l'on. Alfano altrimenti Dio solo sa che
brutta fine faremo (e purtroppo stiamo già in caduta libera verso l'abisso più
buio) Merita senz'altro la rielezione l'on. Silvana Mura
del partito Italia dei Valori, per l'impegno profuso durante l'arco della
legislatura. La sua coerenza l'ha spinta a portare avanti la difficile
battaglia sui tagli ai costi della politica e la sua
grinta e determinazione l'hanno contraddistinta non soltanto all'interno del
suo gruppo parlamentare, quale unico esponente femminile, ma anche
dell'intera Assemblea dei deputati. Affidabile seria e instancabile lavoratrice......
speriamo che Le venga rinnovata una meritata possibilità di continuare l'ottimo
lavoro intrapreso. Cordiali saluti. Buongiorno Bechis, chi per un verso chi per
un altro scelgo una di destra e una di centrosinistra. Dorina Bianchi perchè ha
portato avanti iniziative per la sanità, per migliorarla! Stefania
Prestigiacomo in quanto ha saputo difendersi di fronte a Furio Colombo. Non mi
aspettavo tanta grinta! Voto l'on. Pierluigi Mantini, per l'impegno serio e
costante per la riforma delle professioni. Voto l'On. Paola Pelino perchè ho
avuto modo di incontrarla professionalmente e ne ho potuto apprezzare la
competenza e la preparazione. Senz'altro il primo meritevole è Savino Pezzotta
che ha tenuto duro nonostante il mondo cattolico sia campanile, con tanti altri
campanili. Il secondo è l'on.le Bruno Tabacci che con coraggio, subito ha
rotto, non tanto con l'Udc ma quanto, dall'Udc immobilizzato nella Cdl. Il
terzo è il Sen. Alberto Monticone uomo coerente con forza-calma, che proviene
con prestigio dall'A.C. Voto l'on. Francesco Paolo Lucchese, un politico che
dopo 40 anni dal terremoto del Belice ha finalmente saputo dare delle risposte
al territorio, grazie al suo lavoro in 14 anni sono arrivati nel belice i
finanziamenti ma siccome c'è ancora da ultimare la ricostruzione, e questa è
una vera vergogna a distanza di tutti questi anni , è necessario rimandarlo in
parlamento affinchè la nostra terra non venga abbandonata di nuovo al suo
destino.
( da "Sestopotere.com" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica
(13:23)
(19/2/2008 12:32) | SCANDIANO: NASCE L'UNIONE DEI COMUNI, ECCO COME SARA'
(Sesto Potere) - Scandiano - 19 febbraio 2008 - Inizia a prendere forma
l'Unione intercomunale Tresinaro Secchia che raggrupperà i comuni di Scandiano,
Rubiera, Casalgrande e Castellarano. A Scandiano, il Consiglio comunale ha
approvato con 19 voti favorevoli e nessun contrario lo statuto presentato dal
Sindaco Angelo Giovannetti. A favore i gruppi del Partito Democratico, di
Rifondazione Comunista e del Polo delle Libertà, assente al voto il consigliere
della Lega. Particolare soddisfazione è stata espressa dal Sindaco, durante il
dibattito, per il proficuo livello di confronto e per il contributo portato dai
consiglieri a costruire una ipotesi condivisa di progetto di costituzione della
Unione. A tale proposito il Sindaco ha dichiarato che "la bozza elaborata
dai quattro sindaci è stata discussa in due appositi incontri della Commissione
Affari Generali. Si è trattato di incontri caratterizzati da un confronto vero,
anche molto costruttivo e al quale, come era giusto che fosse, siamo andati con
una disponibilità sera a cogliere suggerimenti e proposte di miglioramento da
parte dei consiglieri ed anche dei rappresentanti della minoranza." Ma
cosa prevede lo statuto e come sarà l'Unione che sia appresta a nascere?
Innanzitutto va specificato che alla base della scelta c'è la necessità di un
utilizzo sinergico di risorse umane, economiche e strumentali con la necessità
di diminuire i costi di gestione pur garantendo la qualità e la quantità dei
servizi offerti e in certi casi potenziandoli. Per
rafforzare tali finalità lo Statuto proposto dai quattro sindaci non prevede
alcuna indennità o gettone di presenza a Presidente, componenti
della Giunta e consiglieri dell'Unione. Si tratta in sostanza di un'evoluzione
dei rapporti instaurati fra i 4 Comuni nell'attuale forma associativa varata
dall'anno 2001 "Associazione Tresinario-Secchia". Associazione
che ha già gestito numerosi servizi in convenzione e collaborazione. Ora
l'Unione dei Comuni si propone di migliorare la prestazione dei servizi e la
gestione delle funzioni; rafforzare le strutture con uffici comuni; acquisire
nuove competenze e professionalità; realizzare economie di scala e migliorare
l'utilizzo delle risorse mettendole in rete; evitare di sovrapporre competenze
e creare conflittualità o concorrenza; privilegiare la collaborazione, il
coordinamento e la flessibilità. Non si tratta quindi di cancellare l'identità
dei Municipi che rappresentano valori di indubbio significato storico né di
porre limiti ai poteri e competenze delle rappresentanze comunali
democraticamente elette dai cittadini. Ma si tratta di rinnovare e rafforzare
un processo aggregativo già in essere tra i 4 comuni, il tutto con l'obiettivo
di svolgere meglio le funzioni e i servizi a favore dei cittadini. Entrando
nello specifico dello statuto, si scopre che l'Unione sarà un Ente Locale
dotato di autonomia statutaria e regolamentare nell'ambito del vigente quadro
normativo. Sarà costituita a tempo indeterminato, avrà sede nel Comune di
Scandiano e sarà un organismo collegiale a tutti gli effetti. I Comuni aderenti
conferiranno preliminarmente all'Unione le funzioni già gestite in forma
associata e potranno in un secondo momento conferirvi anche altre funzioni a
seconda delle proprie esigenze amministrative e delle libere determinazioni che
saranno operate dai Consigli Comunali. L'Unione sarà governata da un Consiglio
composto da 24 membri (6 per ogni Comune partecipante di cui due eletti dalle
minoranze), da un Presidente (uno dei quattro Sindaci) e da una Giunta,
composta dai Sindaci dei Comuni partecipanti e dal Presidente stesso. Se il
Consiglio sarà l'espressione delle municipalità partecipanti, la Giunta avrà il
compito di ad attivare gli indirizzi generali del Consiglio stesso svolgendo
attività propositiva e di stimolo. L'Unione, per la sua attività, avrà una sua
dotazione organica separata da quella dei Comuni partecipanti e si servirà di
un Segretario Generale. Avrà inoltre autonomia finanziaria ed elaborerà
annualmente il proprio bilancio di previsione. Le tappe che dovrebbero portare
alla nascita dell'Unione Tresinaro Secchia dovrebbero concludersi entro il
primo aprile 2008, data in cui inizierà la propria attività.