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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Storia di un giornale di partito e di una "bella famiglia come le altre", raccontata dal Direttore del Corriere d'Italia, Mauro Montanari Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 12 - Anno XV, giovedì 17 gennaio 2008

 

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più. Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama "Il Campanile", con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula. Dice ad esempio il primo: "Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!". A che serve allora -direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro. E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita in-tera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara? 
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo… non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti. 
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato? L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur. Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui! 
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta
Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità. 
La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d'Italia/News ITALIA PRESS


Report "Costi dei politici"

SAN SEVERINO - CONSIGLI COMUNALI e giunte mai deserte. Dall' ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consigliere di An (13), Gilberto Chiodi, capogruppo di An (16), Giovanni Fagiolini, consigliere di minoranza - gruppo Popolo della libertà (16). Il gettone di presenza per ogni seduta è 19,99 euro lordi. COME SI EVINCE dalla rilevazione nelle sedute consiliari i più "assenteisti", se così si può dire e volendoli trovare per forza,

MATELICA - SONO STATE 50 le riunioni della giunta Gagliardi nel 2 ( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre a causa di dimissioni da consigliere solo 11 presenze Corrado Fantoni (Nuvo Psi) e 2 per Gino Mattei (indipendente); nessuna presenza, per ora. per Alessandro Delpriori (PD), subentrato a ottobre al dimissionario Farroni. Il gettone di presenza per ogni consigliere è 20,59 a seduta. Matteo Parrini - -->.

Il Colle, i censori e il bilancio trasparente La ringrazio per lo scrupolo professionale c ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli autori del grande libro "La Casta", Stella e Rizzo, fra i più autorevoli censori della nostra classe politica, hanno preso infatti atto di questa novità, sia pur mantenendo alcune riserve. Della riduzione tendenziale delle spese, indicata in questo stesso bilancio, ho reso conto ieri.

Zambianchi non perde un colpo Presenti e assenti in consiglio comunale nel 2007: Gugnoni il 'peggiore' ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Quarantaquattro gli euro lordi per il gettone di presenza incassati per ogni consiglio e commissione. Più difficile però avere il quadro completo di chi partecipa alle commissioni consiliari. Dati che sono veritieri solo in parte, in quanto esiste sempre il fenomeno della 'toccata e fuga tanto per portare a casa l'obolo.

I TAGLI AI COSTI della politica potrebbero iniziare dai piccoli Comuni. Macchi ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract:

I consiglieri comunali vanno ridotti ( da "Alto Adige" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sempre in tema di tagli dei costi della politica, oggi il consiglio regionale dovrebbe discutere la mozione proposta dalla Svp sul taglio dei vitalizi. "Se andrà al voto la mozione per cancellare il contributo del 30% della Regione al fondo vitalizi - affermano i consiglieri regionali dei Verdi - questo sarà un primo successo della battaglia che portiamo avanti da tempo.

Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica ( da "Unita, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica.

La partecipazione va al passo con i costi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Dal momento che l'attuale ordinamento non fissa l'entità dei compensi e dei gettoni di presenza, perché non adottare il regolamento (approvato nel 2005) come a Parma, lasciando nel caso di Vicenza le sette Circoscrizioni, trasformandole da circoscrizioni a "Consigli di zona o quartiere" ottenendo così di eliminare i costi complessivi.

Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco ( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco Rivolta ? Nell'ultima riunione, la giunta comunale ha stabilito i compensi mensili lordi per gli amministratori e i gettoni di presenza per i consiglieri comunali relativamente al 2008.

Commissioni e soldi pubblici ( da "Adige, L'" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Lo statuto comunale non prevede né che nelle commissioni si mantenga una proporzione numerica maggioranza-minoranza né un numero chiuso di componenti". Le delibere che aumentano il numero di commissari e il gettone presenza saranno ridiscusse questa sera. 19/02/2008.

Requiem per il Consorzio industriale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poltrone e gettoni di presenza nel nome della politica della spartizione. "La situazione è drammatica - dice Carta - purtroppo lo stato delle casse pubbliche è in condizioni disastrose proprio a causa di questi apparati che avevano l'unico scopo pratico nel foraggiare gli apparati della politica in maniera trasversale.

Tagliare consorzi e municipalizzate ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ex ministro del governo Berlusconi le direttive da seguire in tema di costi della politica sono altre: stop alla duplicazione delle competenze, precisi limiti al numero dei componenti degli esecutivi (non solo di quello nazionale ma anche per le giunte locali) e poi la molta citata eliminazione delle province. "Non devono essere più a carico del bilancio dello Stato –

Abolire le Province? <Diminuirne il numero> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per il consigliere provinciale del Partito democratico ciò che fa lievitare realmente i costi della politica "sono le spese legate ai tanti apparati che la politica si porta dietro". La sede in piazza della Pace Berlusconi propone di eliminare le Province.

Un voto per il mio Santo in terra ( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Silvana Mura del partito Italia dei Valori, per l'impegno profuso durante l'arco della legislatura. La sua coerenza l'ha spinta a portare avanti la difficile battaglia sui tagli ai costi della politica e la sua grinta e determinazione l'hanno contraddistinta non soltanto all'interno del suo gruppo parlamentare, quale unico esponente femminile,

SCANDIANO: NASCE L'UNIONE DEI COMUNI, ECCO COME SARA' ( da "Sestopotere.com" del 19-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per rafforzare tali finalità lo Statuto proposto dai quattro sindaci non prevede alcuna indennità o gettone di presenza a Presidente, componenti della Giunta e consiglieri dell'Unione. Si tratta in sostanza di un'evoluzione dei rapporti instaurati fra i 4 Comuni nell'attuale forma associativa varata dall'anno 2001 "Associazione Tresinario-Secchia".


Articoli

SAN SEVERINO - CONSIGLI COMUNALI e giunte mai deserte. Dall' (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

? SAN SEVERINO ? CONSIGLI COMUNALI e giunte mai deserte. Dall'analisi delle presenze in giunta e in consiglio si rileva una costante presenza di tutti i protagonisti della vita politico-amministrativa della città alle varie sedute. Prendendo in considerazione le presenze in consiglio nelle sedute (16 in totale) che si sono svolte dall'insediamento della nuova giunta guidata da Cesare Martini ecco i più presenti: Cesare Martini, sindaco (16), Tito Livio Lucarelli, presidente del Consiglio comunale (16), Sante Petrocchi, vice sindaco (15), Alessandra Aronne, assessore alla Cultura (15), Gianpiero Pelagalli, assessore allo Sport (14), Marco Massei, assessore ai Lavori pubblici (15), Sergio Giorgetti, assessore ai Servizi alla persona (16), Massimo Panicari, assessore all'Urbanistica (16), Cadia Carloni, assessore allo Sviluppo economico (16), Francesco Alesiani, capogruppo di maggioranza (16), Fernando Taborro, consigliere di maggioranza (16), Paolo De Angelis, consigliere di maggioranza (15), Gino Caciorgna, consigliere di maggioranza (15), Gianluca Gelsomino, capogruppo "Rosa nel pugno" (16), Alberto Pilato, consigliere di minoranza - gruppo An (14), Fabrizio Grandinetti, capogruppo Popolo della libertà (15), Nazzareno Rocci, consigliere di minoranza - gruppo Popolo della libertà (14), Giovanni Dialuce, consigliere di minoranza - gruppo autonomo (13), Fabio Eusebi, consigliere di An (13), Gilberto Chiodi, capogruppo di An (16), Giovanni Fagiolini, consigliere di minoranza - gruppo Popolo della libertà (16). Il gettone di presenza per ogni seduta è 19,99 euro lordi. COME SI EVINCE dalla rilevazione nelle sedute consiliari i più "assenteisti", se così si può dire e volendoli trovare per forza, sono Eusebi e Dialuce con 13 presenze su 16. Da dire che entrambi sono impegnati su altri fronti: il primo è presidente del Cosmari e il secondo assessore in Comunità Montana. Per tutti gli altri una o al massimo due assenze. Andando a vedere i dati delle presenze in giunta nello stesso periodo (da giugno 2006 a febbraio 2008) ecco quanto emerge: Cesare Martini sindaco (72), Sante Petrocchi vicesindaco (86), Gianpiero Pelagalli assessore allo Sport (82), Marco Massei assessore ai Lavori pubblici (81), Sergio Giorgetti assessore ai Servizi alla persona (64), Massimo Panicari assessore all'Urbanistica (67), Cadia Carloni assessore allo Sviluppo economico (78) e Alessandra Aronne assessore alla Cultura (83). Da tenere conto che nessun assessore ha preso l'aspettativa per mandato amministrativo e che le sedute di giunta si tengono, di regola, una volta a settimana. Cristiana Zampa - -->.

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MATELICA - SONO STATE 50 le riunioni della giunta Gagliardi nel 2 (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Macerata)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

? MATELICA ? SONO STATE 50 le riunioni della giunta Gagliardi nel 2007 ed i registri delle presenze parlano della partecipazione dei suoi componenti. Il più presenzialista è l'assessore al Bilancio Egidio Montemezzo con 44 presenze, seguito dall'assessore alla Sicurezza urbana Adriano De Leo con 43 sedute. A breve distanza gli assessori al Patrimonio artistico e museale Loredana Marcaccini con 42 presenze, quindi l'assessore allo Sport Marcello Catena con 41. Per il sindaco patrizio Gagliardi invece non resta che un quinto posto con 39 sedute. Ben distanti infine gli altri tre membri della giunta: l'assessore al Turismo, Luciano Farroni, che si ferma a quota 32 sedute, mentre i più 'assenteisti' risultano essere pari merito, con 30 presenze, l'assessore alla Cultura Fabiola Santini ed il vicesindaco Paolo Sparvoli. Circa 350 le delibere di giunta adottate in un anno. DIVERSA LA SITUAZIONE invece in consiglio comunale, dove le sedute in un quattro anni sono state in tutto 36, con la presenza costante dell'assessore Montemezzo (Udc) e del capogruppo di minoranza Igino Colonnelli (Sd). Con una sola assenza invece il sindaco Gagliardi (lista civica), gli assessori Marcaccini (An) e De Leo (FI), il consigliere Botticelli (Udc), mentre seguono con 34 presenze i consiglieri Belardinelli (Rc), Cruciani (PD) e Gubinelli (FI), quindi a 33 il vicesindaco Sparvoli (Lista Nannino Crescentini), l'assessore Santini (PD) e il consigliere Aringoli (PD). Poche le assenze anche per gli assessori Catena (ex FI) con 32 presenze, Farroni (ex FI) e la consigliere Smargiassi (Udc) con 31, i consiglieri Foresti (An) e Montesi (PD) con 30 e per i consiglieri Ciccardini (ex Marrgherita) e Cingolani (indipendente) a 29. Più marcate le assenze per i consiglieri Boldrini (Udc) 26, Marcos Farroni (indipendente) con 23 presenze ed il ritiro dalla politica lo scorso settembre. Sempre a causa di dimissioni da consigliere solo 11 presenze Corrado Fantoni (Nuvo Psi) e 2 per Gino Mattei (indipendente); nessuna presenza, per ora. per Alessandro Delpriori (PD), subentrato a ottobre al dimissionario Farroni. Il gettone di presenza per ogni consigliere è 20,59 a seduta. Matteo Parrini - -->.

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Il Colle, i censori e il bilancio trasparente La ringrazio per lo scrupolo professionale c (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

On cui ha raccolto dalla recente Nota illustrativa del Bilancio di previsione per il 2008 della Presidenza della Repubblica elementi obiettivi e corretti per la risposta al lettore Lorenzo Gravi ("Il Quirinale non taglia soltanto i corazzieri"). Mi sia permesso cogliere l'occasione anche per confutare l'asserzione del lettore, secondo la quale chi opera al Quirinale definirebbe questo luogo di lavoro come una "Corte". Questa affermazione, priva di qualunque riscontro, coinvolge in un giudizio generico e indiscriminato - spinto fino all'offensivo appellativo di "dannosi microbi" da "disinfestare" - dipendenti pubblici che compiono il loro dovere a supporto delle alte funzioni di questa istituzione e che stanno offrendo la più ampia collaborazione alla complessa e difficile opera di riorganizzazione dell'amministrazione e di contenimento dei relativi costi avviata dal Presidente Napolitano. PASQUALE CASCELLA (Consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e l'informazione) Ringrazio il Quirinale per l'attenzione a questa rubrica. Al Colle sono state rivolte negli ultimi mesi critiche sui costi e i sistemi di gestione comparati a quelli della Presidenza francese e della Corona inglese. Tra le critiche c'era, molto importante, quella alla mancanza di trasparenza del bilancio della nostra Presidenza della Repubblica, tradizionalmente tenuto "privato", a differenza di quello della monarchia inglese, pubblicato on line. Ieri ho fornito i dati del bilancio, resi pubblici dal Quirinale stesso, con una decisione che non ha precedenti nella storia della Repubblica, tantomeno in quella dell'Italia monarchica. Non è questa forse una risposta efficace alle critiche di mancanza di trasparenza? Gli autori del grande libro "La Casta", Stella e Rizzo, fra i più autorevoli censori della nostra classe politica, hanno preso infatti atto di questa novità, sia pur mantenendo alcune riserve. Della riduzione tendenziale delle spese, indicata in questo stesso bilancio, ho reso conto ieri. Vorrei solo ricordare che il Presidente Napolitano si è impegnato in questo lavoro di "risparmio" fin dal primo giorno, con una serie di tagli grandi e piccoli. Penso alla riduzione drastica del personale a seguito delle trasferte in Italia e all'estero - voce non minore, del bilancio; ma anche la piccola ma aggraziata scelta di tornare alla vecchia auto presidenziale, lasciando in garage l'extralussuosa Maserati. Troppo appassionata la mia difesa del Quirinale? Non credo. Nessun sistema politico può considerare lo svilimento della propria più importante istituzione, senza svilire anche sé stesso. Le critiche sono importanti, e benvenute, nei confronti di tutti. Ma prima di dire che sul Colle c'è un carrozzone, o che, come ha detto il nostro lettore ieri, ci sono dei parassiti, bisognerebbe pesare le parole.

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Zambianchi non perde un colpo Presenti e assenti in consiglio comunale nel 2007: Gugnoni il 'peggiore' (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

I NODI DELLA POLITICA Zambianchi non perde un colpo Presenti e assenti in consiglio comunale nel 2007: Gugnoni il 'peggiore' di MATTEO ALVISI NON HA perso neppure una seduta del consiglio comunale negli ultimi quattro anni. Luca Zambianchi, consigliere di Forza Italia, ha fatto l'en plein di presenze: 92, di cui 27 nel 2007. Nell'anno appena passato, anche Pier Giuseppe Bertaccini (Nuova Romagna), divenuto da pochi giorni assessore al Volontariato e al Terzo settore, ha partecipato a tutte le 27 sedute del consiglio comunale. Così come Vanda Burnacci (Fi), Marco Errani, Fabrizio Francia e Luciano Minghini del Pd. I più assenteisti, invece, sono stati Gabriele Gugnoni dell'Udc con 18 presenze e Vincenzo Bongiorno di An con 20. Diciannove partecipazioni anche Per Lizeta Zabsonre, vice presidente della consulta degli stranieri. PER QUANTO riguarda la Giunta, nello scorso anno non sono mai mancati gli assessori Elvio Galassi, Loretta Lega e Gabriele Zelli che tra l'altro, come Zambianchi, non ha mai disertato l'aula dal 2004. I meno costanti sono stati Evangelista Castrucci (20) e Giovanni Bucci (23). Promosso comunque il consiglio comunale nel suo insieme: nelle 27 sedute convocate (nel 2006 erano state due in meno) ha approvato quasi lo stesso numero di delibere: 224 rispetto alle 227 dell'anno prima, trattando in pratica tutti gli argomenti portati in aula, 188 su 191. L'incombente inchiesta giudiziaria sui presunti abusi commessi nella costruzione dell'ipermercato di Pieveacquedotto ha portato al ritiro di due delle tre delibere non trattate. La terza riguardava il ritiro della partecipazione dal Consorzio agrario. Le ha votate tutte e 224 Luciano Minghini, presidente del consiglio comunale. 'Solo' 209 per Enrica Mancini, 207 per Massimo Montanari e 204 per Diana Morgagni. Tutti e tre nelle file del Pd. Dall'altra parte della classifica, c'è ancora Gabriele Gugnoni con 44. Delle 8 mozioni rimaste inevase al 31 dicembre 2007, sulle 39 presentate, ci sarebbero quelle meno urgenti. "Come, per esempio, quelle relative a proposte di intitolazioni di vie della città", sottolinea Luciano Minghini. SULLE 138 interrogazioni e interpellanze messe nero su bianco, 13 sono ancora da discutere, mentre solamente una è stata ritirata. Insomma, consiglieri e assessori più presenti che assenti, anche se si può fare meglio. Quarantaquattro gli euro lordi per il gettone di presenza incassati per ogni consiglio e commissione. Più difficile però avere il quadro completo di chi partecipa alle commissioni consiliari. Dati che sono veritieri solo in parte, in quanto esiste sempre il fenomeno della 'toccata e fuga' tanto per portare a casa l'obolo. Si arriva, si firma e si va via. - -->.

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I TAGLI AI COSTI della politica potrebbero iniziare dai piccoli Comuni. Macchi (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ne amministrative che costano, che andrebbero obbligate ad aggregarsi creando Comuni più grandi. L'ideale sarebbe stabilire per legge una soglia minima per abitanti (30.000?) e territoriale, sotto la quale non si possa parlare di Comune. Se l'Italia fosse fatta da grandi Comuni, questi potrebbero direttamente dipendere dalle Regioni eliminando le Province che sono solo propense a far confluire tutto ai capoluoghi lasciando le briciole agli altri Comuni e niente a quelli più piccoli. L'ente Provincia potrebbe essere cancellato lasciando la definizione come semplice identificazione geografica e i Comuni sottoposti a riorganizzazione del personale. Il limite di questa proposta? Troppe poche poltrone da spartirsi e una mole di lavoro più pesante cui i nostri politici sono poco inclini. Possibile che i suggerimenti di snellimento debbano sempre restare sulla carta, mentre solo in campagna elettorale tutti si riempiono la bocca di demagogiche parole come tagli e risparmi? Loris Dall'Acqua, Poggio Berni (Rimini) - -->.

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I consiglieri comunali vanno ridotti (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

I tagli ai costi della politica: oggi in Regione dovrebbe arrivare il via libera alla riduzione dei vitalizi d'oro "I consiglieri comunali vanno ridotti" Durnwalder: a Bolzano ne basterebbero 35 come in Provincia, nei paesi 12 BOLZANO. Luis Durnwalder torna a parlare di tagli ai costi della politica. Lo fa dopo un colloquio informale con il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e lo fa con una proposta destinata a far discutere: "Personalmente sono convinto che il numero di consiglieri comunali potrebbe essere ridotto. Innanzitutto a Bolzano, perché se bastano 35 consiglieri in Provincia credo che anche per amministrare il Comune siano sufficienti 30-35 consiglieri. Ma lo stesso vale anche per i Comuni minori che oggi hanno quindici consiglieri. Potrebbero tranquillamente scendere a dodici. Dieci invece sarebbe un numero forse troppo ridotto se si vuole garantire la rappresentanza di tutte le frazioni e di tutti i partiti". D'accordo anche il sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, che aveva "benedetto" il taglio dei consiglieri già alcune settimane fa: "Cinquanta consiglieri sono troppi perché riducono l'efficienza del consiglio comunale, che nel corso degli anni ha visto modificato il suo ruolo. Oggi tutto è codificato da leggi e ai consigli si chiede di fare scelte strategiche: questo però non è affatto facile visto il numero abnorme di consiglieri", erano state le parole del sindaco. Sempre in tema di tagli dei costi della politica, oggi il consiglio regionale dovrebbe discutere la mozione proposta dalla Svp sul taglio dei vitalizi. "Se andrà al voto la mozione per cancellare il contributo del 30% della Regione al fondo vitalizi - affermano i consiglieri regionali dei Verdi - questo sarà un primo successo della battaglia che portiamo avanti da tempo. Abbiamo costretto la Svp a cambiare idea e ora è la Volkspartei stessa che deve proporre una piccola modifica per salvare la faccia di fronte all'opinione pubblica. La mozione presentata da Svp e maggioranza ha però alcune lacune: riguarda solo i consiglieri futuri; gli attuali pensionati possono ancora sommare i vitalizi ai redditi da altri incarichi politici e infine non è previsto alcun termine per l'approvazione". I Verdi voteranno comunque a favore della mozione chiedendo però che la riforma venga approvata prima del termine della legislatura.

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Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del Il candidato premier del Pd ha chiuso il suo viaggio in Abruzzo. Applausi tutte le volte che critica l'eccessivo costo della politica.

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La partecipazione va al passo con i costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL CASO CIRCOSCRIZIONI/2 La partecipazione va al passo con i costi Chi le scrive è un cittadino che ha alle spalle qualche decennio di esperienze di organizzazione e partecipazione in comitati spontanei, nonché di rappresentanza nei Consigli di Circoscrizione per due legislature, dal tempo in cui si chiamavano ancora Consigli di Zona. Dopo tanti anni non sento per niente affievolita la passione civica e il bisogno di condividerla e tradurla in forme di progettualità responsabile, attraverso la partecipazione di base, la collaborazione e il confronto, mai servile, con le istituzioni cittadine. Spero dunque che sia consentito anche a me di dire come la penso in merito al tema d'attualità: "Circoscrizioni sì - Circoscrizioni no". Prima di tutto occorre distinguere le funzioni delle Circoscrizioni da quelle dei servizi dell'Anagrafe decentrata, che in ogni caso vanno conservati e semmai potenziati per la loro dimostrata utilità. Entrando in tema, dico subito che, se dovesse prevalere la linea delle forze politiche che propongono il raggruppamento delle attuali 7 circoscrizioni a 3, "potremmo dire addio ad ogni decentramento": in cambio, avremmo "tre" macrostrutture paracomunali, predestinate ad essere incubatoi per la casta di domani, ancora più staccate dalle varie realtà del territorio comunale di quanto non siano le attuali superate sette Circoscrizioni, che, se non altro, erano state in origine ritagliate sulla base di serie ragioni storiche e urbanistiche. Le finalità originarie (occorre ricordarlo?) erano quelle di avvicinare il cittadino alle Istituzioni, rendendone più comprensibili, trasparenti e partecipate le scelte amministrative; nello stesso tempo, attraverso il Decentramento, il Comune si dotava di organi in grado di assimilare i bisogni e le aspettative dei quartieri vecchi e nuovi, in primo luogo di quelle nuove periferie cittadine verso cui la Città si stava espandendo spesso in forme incontrollate. Esso soprattutto avrebbe dovuto veicolare e coordinare gli impulsi provenienti dai Comitati di zona. È triste ma anche salutare paragonare il clima d'allora con quello sonnolento che alimenta le piccole caste odierne, tutte votate a giustificare la loro esistenza con trovate estemporanee, per alimentare la finzione d'un potere volto solo all'esteriore. Penso all'entusiasmo di allora e all'impegno cui davano prova i promotori dei vari comitati, che spesso si autotassavano per coprire le spese dell'organizzazione, di volantini, di consulenze per proporre alternative per la soluzione di problemi. Come si fa ad essere indulgenti verso chi, mortificando lo spirito del decentramento, ha girato le spalle alla realtà dei concittadini, anzi non si è neppure mai preso la briga di prenderne conoscenza, non prende visione delle problematiche del territorio e di chi le vive, non ascolta le loro voci, tutto immerso in una mediocre realtà parallela, al centro della quale c'è il partito a cui deve l'elezione, nonché la soddisfazione della vanità personale e i lauti gettoni di presenza? È stato scritto in questi giorni, anche da personalità autorevoli, che le Circoscrizioni sarebbero "palestre", ovvero "scuole" della classe politica di domani. Se le cose stanno così, vorrei che qualcuno mi rispondesse: in una scuola o in una palestra il frequentatore paga per esservi ammesso! Perché nelle Circoscrizioni, invece, bisogna essere pagati? Non vorrei però essere frainteso: il problema per me non è "cancellare le Circoscrizioni", ma "ridurne drasticamente i costi, rilanciando contemporaneamente la partecipazione". Ora si sente dire che le voci relative ai compensi sono "piccole spese", che non inciderebbero più di tanto sul bilancio comunale: ma quanti enti, quali i Consorzi di Bonifica, IPAB, consigli di amministrazione per dare riconoscimenti politici - economici ecc. difendono i propri privilegi con gli stessi argomenti? Eppure il proverbiale buon senso del padre di famiglia insegna che, in tempi di vacche magre, l'economia si fa anche decurtando tante "piccole" spese ritenute superflue. Che poi, nel nostro caso, tanto piccole non sono: euro 2300 circa lordi per ogni Presidente, 40 per Consigliere ad ogni seduta, per un costo di ogni seduta di 1200 euro circa, fiumi di carte per lo più inutili, che poi un apposito personale deve leggere, smistare, ecc. Il tutto va a incidere sui 110.000 circa abitanti del Comune di Vicenza: 20 euro a cittadino l'anno! All'anno, senza tema di smentite, fanno un costo di 2.300.000 euro circa (5 miliardi di vecchie lire): vedi Bilancio comunale, al capitolo "Spese per le Circoscrizioni". E in cambio di quali vantaggi per la popolazione da essi rappresentata? Oggi in realtà questa piccola casta, anziché favorire la vera partecipazione, è protesa a rappresentare se stessa, per dimostrare di esistere, inventandosi iniziative a scopi ridicoli, vedi erogazione contributi sagre paesane, o l'articolo del Giornale di Vicenza del 4 dicembre 2007 dove il Presidente della Circoscrizione 4 si è sentito preso in giro perché non era stato invitato alla prima per l'inaugurazione del Teatro Comunale di Vicenza (in quanto eletto direttamente dai cittadini si sentiva padrone del Teatro e per tanto si sentiva offeso)! Ricordate la missione del Consiglio di circoscrizione n. 3 in "visita di Stato" nell'ottobre scorso allo Setaf della caserma Ederle, per essere informato sugli obiettivi tattici e strategici della 173a brigata americana? Mancava solo George Bush: peccato, dato che i nostri Consiglieri pensavano di sostituire il nostro Ministro della difesa. Quanto meglio avrebbero fatto quegli oziosi a recarsi nella frazione di Casale, che da 12 anni non ha ricevuto una lira per la realizzazione di infrastrutture, neppure per i "bisogni arretrati", a prendere atto una buona volta della situazione indecente di viabilità, marciapiedi e altre infrastrutture, la cui precarietà è stata tante volte documentata invano dal comitato locale! Mi chiedo se si rendono conto che una frazione di circa 1800 abitanti rientra ufficialmente dal 1995 nel "Piano pilota delle frazioni", ed attende invano da allora un intervento che sani quei "fabbisogni arretrati di attrezzature pubbliche" che allora le furono riconosciuti come indispensabili dal Comune cittadino. Dopo questi comportamenti discutibili dal punto di vista delle competenze: sono queste le testimonianze per formare la nuova scuola per le future classi politiche? La prima proposta è dunque questa. Dal momento che l'attuale ordinamento non fissa l'entità dei compensi e dei gettoni di presenza, perché non adottare il regolamento (approvato nel 2005) come a Parma, lasciando nel caso di Vicenza le sette Circoscrizioni, trasformandole da circoscrizioni a "Consigli di zona o quartiere" ottenendo così di eliminare i costi complessivi. Seconda proposta:adottare la suddivisione del territorio in dieci Consigli di quartierPcome per il Piano Frazioni per meglio favorire la partecipazione ed essere più vicini alle realtà locali. Terza proposta! lasciare per ora congelate le attuali Circoscrizioni fino alla conclusione del mandato, chiedendo sin d'ora a tutte le forze politiche di prendere un impegno preciso da sottoporre ai cittadini attraverso un referendum, come previsto espressamente dal Regolamento comunale per il Decentramento (art.2, punto 3), visto che le Circoscrizioni sono al servizio dei cittadini. Il compito della politica non è quello di sostituirsi al cittadino, ma di creare le condizioni per favorire la più ampia partecipazione. Perché Vicenza non può cogliere l'occasione per diventare una "palestra" di moralità e costi della politica partendo dai livelli più bassi, per arrivare ai vertici? Giuseppe Romio.

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Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Rivolta d'Adda, 2.500 euro lo stipendio del sindaco Rivolta ? Nell'ultima riunione, la giunta comunale ha stabilito i compensi mensili lordi per gli amministratori e i gettoni di presenza per i consiglieri comunali relativamente al 2008. Il sindaco percepirà 2.509,57 euro, il vicesindaco 1.254,98, gli assessori 1.129,48. Per ogni seduta del consiglio comunale il gettone di presenza dei consiglieri è stato fissato in 16,26 euro.

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Commissioni e soldi pubblici (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi e domani torna a riunirsi il consiglio comunale Commissioni e soldi pubblici Torna oggi e domani a riunirsi il consiglio comunale. Tra i punti all'ordine del giorno c'è la discussione sulle commissioni consiliari e sui gettoni presenza. Bianca Gaifas fu una dei primi consiglieri a chiedere al Comune di risparmiare sulle sedute delle commissioni permanenti. "Lo statuto comunale non prevede né che nelle commissioni si mantenga una proporzione numerica maggioranza-minoranza né un numero chiuso di componenti". Le delibere che aumentano il numero di commissari e il gettone presenza saranno ridiscusse questa sera. 19/02/2008.

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Requiem per il Consorzio industriale (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Iglesias Pagina 2022 Nei prossimi giorni la Regione nominerà il liquidatore e l'organismo sarà soppresso Requiem per il Consorzio industriale Nei prossimi giorni la Regione nominerà il liquidatore e l'organismo sarà soppresso Solo nomine politiche, nessun rappresentante delle imprese --> Solo nomine politiche, nessun rappresentante delle imprese La Finanziaria regionale cancella i consorzi industriali. La gestione passerà ai Comuni. Il Consorzio industriale ha i giorni contati. Dopo il commissario arriva anche il liquidatore che dovrà traghettare il passaggio della Zir al Comune. La nuova legge Finanziaria regionale ha soppresso i consorzi di Pratosardo a Nuoro, di Predda Niedda a Sassari, di Chilivani-Ozieri, di Siniscola, di Tempio, della Valle del Tirso di Macomer-Borore e anche quello di Iglesias. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della Manovra, la Giunta nominerà un liquidatore che i successivi sei mesi di fatto metterà la parola fine sui numerosi consorzi industriali. CONSORZI AI COMUNI Nelle aree industriali di dimensione comunale, si delegano al comune, in coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti, le funzioni amministrative relative all'urbanizzazione, alla concessione delle aree, alla fornitura di servizi, alla riscossione delle somme dovute per la manutenzione, all'attuazione dei programmi di reinsediamento produttivo. Nei giorni scorsi la Regione ha commissariato l'ente nominando il sindaco Pierluigi Carta. Che dovrebbe svolgere anche il compito di liquidatore. "Ma per il momento - dice il primo cittadino - non c'è stata alcuna comunicazione". La scomparsa dell'ente presieduto fino a qualche settimana fa da Mario Angioi secondo il sindaco di Iglesias "lascerà molti orfani". Il riferimento è quanti in questi anni hanno dispensato nomine, poltrone e gettoni di presenza nel nome della politica della spartizione. "La situazione è drammatica - dice Carta - purtroppo lo stato delle casse pubbliche è in condizioni disastrose proprio a causa di questi apparati che avevano l'unico scopo pratico nel foraggiare gli apparati della politica in maniera trasversale. Non a caso proprio la presidenza della Zir salvò un noto politico locale dalla disgrazia politica in cui era caduto. Che a sua volta rese il favore regalando la presidenza della Comunità montana a un avversario. Altri tempi. Oggi ogni euro pubblico deve essere destinato allo sviluppo sostenibile attraverso un patto tra generazioni e tra istituzioni. Che non prescinda dal protagonismo di chi l'impresa la fa davvero". NIENTE IMPRESE Ci sono i politici, mancano gli imprenditori. I più importanti enti pubblici sono presenti nel Consorzio che sta per chiudere i battenti. Ci sono i rappresentanti della Camera di Commercio, di Banca Cis, Consorzio Bonifica del Cixerri, Esaf e dei Comuni di Domusnovas, Musei, Villamassargia, Vallermosa, Siliqua, Buggerru e Fluminimaggiore. Il Comune di Iglesias li ha nominati il giorno prima della scadenza del mandato. Una scelta che non è piaciuta a una parte del centrosinistra che governa la città. Del consorzio non fanno parte i rappresentanti delle imprese che operano nella zona industriale. Insomma, un organismo governato e gestito dai partiti, come la Comunità montana. Il Consorzio Industriale di Iglesias è stato istituito nel 1972 con un decreto del prefettura di Cagliari. IL FUTURO Il commissario Pierluigi Carta aspetta notizie dalla Regione per la liquidazione dell'ente. Di sicuro il Consorzio in futuro sarà gestito dal Comune. "Ci sono problemi da affrontare immediatamente - conclude il primo cittadino - dalle discariche abusive a quella consortile di Candiazzus che garantirà le necessità del territorio per i rifiuti solidi urbani. Inoltre tutta la Zir deve fare i conti con le problematiche del piano di assetto idrogeologico che classifica quelle aree a massimo rischio". FRANCESCO PINTORE.

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Tagliare consorzi e municipalizzate (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-02-19 - pag: 15 autore: Costi della politica. Villone e Alemanno: la riduzione degli amministratori non basta "Tagliare consorzi e municipalizzate" ROMA Le elezioni di aprile si presentano come la prima occasione di vedere applicate le norme sui costi della politica, dal momento che, con il rinnovo delle amministrazioni locali, scattano i tagli previsti dalla legge Finanziaria. L'aspettattiva che sul tema si è creata nell'opinione pubblica non sembra, però, essere ripagata dai numeri: come calcolato ieri dal Sole-24 Ore, dei 15.233 mandati che arrivano a termine, appena 611 (2 assessori provinciali, 6 assessori comunali e 603 con-siglieri circoscrizionali) non verranno mai più riassegnati, con un risparmio di 6,2 milioni all'anno (pari allo 0,7% degli 847 milioni complessivi). Troppo poco, forse, rispetto agli annunci e ai buoni propositi accumulatisi nella legislatura. "La norma originaria è stata smontata – riconosce Linda Lanzillotta, ministro degli Affari regionali e autonomie locali – e l'esito finale è meno incisivo di quanto proposto all'inizio. è rimasta, inoltre, la parte sulle comunità montane ma, anche in questo caso, gli effetti saranno assai meno convincenti di quanto avessimo programmato". Previsione pessimistica che si basa su un paio di osservazioni: la prima è il ricorso presso la Consulta presentato da due Regioni (Veneto e Toscana) che considerano la norma lesiva delle proprie prerogative; la seconda sono le "voci" di un rinvio da giugno a settembre del meccanismo automatico che scatta nel caso in cui non siano le amministrazioni locali a provvedere alla soppressione di questi enti. Il magro bottino non sorprende Massimo Villone, senatore della Sinistra democratica e autore insieme a Cesare Salvi di un saggio sui costi della politica: "Innanzitutto perché quella di aprile non sarà una maxi- tornata elettorale e, quindi, il ricambio delle amministrazioni non è completo. Un bilancio lo si avrà quando la norma entrerà effettivamente a regime". Per Villone, però, il punto è un altro: è sbagliato aspettarsi grandi risparmi dal taglio degli amministratori. "La via maestra –sottolinea il senatore napoletano – non è questa: bisogna piuttosto intervenire con l'accetta sul mondo dei consorzi e delle società miste pubblicoprivato. Non solo per l'abbattimento dei costi che, pure, rimane un obiettivo pregevole, ma per una ragione ancora più importante: fino a quando avremo apparati pubblici con sovraccarichi clientelari e processi decisionali su cui gravano architetture barocche, la modernizzazione del nostro Paese rimarrà sempre un'utopia". "I risultati sono deboli, perché è debole la strada che è stata scelta" commenta Gianni Alemanno (An), impegnato in queste ore con altri esponenti del Pdl nella stesura del programma. Per l'ex ministro del governo Berlusconi le direttive da seguire in tema di costi della politica sono altre: stop alla duplicazione delle competenze, precisi limiti al numero dei componenti degli esecutivi (non solo di quello nazionale ma anche per le giunte locali) e poi la molta citata eliminazione delle province. "Non devono essere più a carico del bilancio dello Stato – è la sua proposta – ma farle rientrare nella competenza delle Regioni. Spetterà loro decidere se conservarle, trasformarle o sopprimerle ". Anche per Alemanno nell'agenda per la prossima legislatura dovrà rientrare lo sfoltimento delle muncipalizzate. "Sono contenta che An abbia cambiato idea su questo punto perché il partito di Fini presentò contro il Ddl sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali pregiudiziali di incostituzionalità " dice Lanzillotta. La quale si augura che sul tema della semplificazione del sistema amministrativo in vista di una maggiore efficienza, dalle forze politiche si abbia un'assunzione di responsabilità come di fronte alle grandi riforme istituzionali. Serve, cioè, "un patto comune di fronte agli elettori ". Alemanno, dal canto suo, ha già un'ideasul luogo in cui cominciare a dare il buon esempio: potrebbe essere il Ddl costituzionale di Luciano Violante che già prevede un taglio dei parlamentari cui si potrebbe aggiungere, per esempio, un "ripensamento" sulle province. R. Fe. LANZILLOTTA "La norma che imponeva di ridurre consiglieri e assessori è stata smontata. Sulle comunità montane rischio flop, le Regioni sono contro".

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Abolire le Province? <Diminuirne il numero> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA 19-02-2008 INCHIESTA LE REAZIONI ALLA PROPOSTA DI BERLUSCONI. TUTTI CHIEDONO UNA RAZIONALIZZAZIONE Abolire le Province? "Diminuirne il numero" Ubaldi e Fecci: "Vanno rivisti i poteri". Bertoncini: "Hanno funzioni rilevanti" Luca Molinari II Province sì, Province no. Il tema è tornato d'attualità in questa campagna elettorale. Silvio Berlusconi in alcuni interventi, ha dichiarato di voler "togliere di mezzo le Province". Da parte propria Walter Veltroni vorrebbe abolire quelle nelle aree metropolitane, accorpare i Comuni più piccoli e tagliare il numero delle comunità montane. Cosa ne pensano i politici di casa nostra? I pareri sono quasi tutti favorevoli ad una razionalizzazione del numero e raggruppamento dei poteri delle Province con la conseguente chiusura o ridimensionamento di altri enti, da molti considerati inutili doppioni. Il sindaco di Noceto Fabio Fecci da tempo sostiene questa linea d'intervento. "Mi batto da parecchio per queste razionalizzazioni - spiega - Condivido quindi pienamente la proposta lanciata da Berlusconi. Già nel 2005 avevo scritto degli appunti su questi problemi poi inviati allo stesso leader del Popolo delle Libertà ed altri parlamentari. Penso tuttavia che si potrebbe partire da una revisione del numero e dei poteri delle Province, e dall'abolizione delle comunità montane e degli ato (ambiti territoriali omogenei che hanno competenza sulla gestione di acque e rifiuti)". Allo stesso tempo bisognerebbe fornire più finanziamenti e poteri ai Comuni "perché sono rimasti gli unici veri punti di riferimento per le persone - prosegue il primo cittadino di Noceto - Le amministrazioni comunali più piccole andrebbero messe in rete e dotate di maggiori finanziamenti". Dello stesso parere anche l'ex sindaco Elvio Ubaldi, ora vicesegretario nazionale della Rosa bianca, che aveva già proposto in passato l'eliminazione delle attuali province. "Così come sono oggi vanno abolite - dichiara - si tratta infatti di organi a rilevanza costituzionale, eletti direttamente dai cittadini e con competenze generali. Ritengo invece che sia giusto avere un organo di coordinamento di certe politiche come l'ambiente, il lavoro, il territorio, che abbia il compito di coordinare l'azione dei comuni e di produrre piani di tutela di queste materie. Un organismo unico, (andrebbero abolite le competenze di Comunità montane e Ato), che dovrebbe essere eletto dai Consigli comunali in base al numero di abitanti". Più cauto Gian Luca Armellini, capogruppo di Forza Italia in consiglio provinciale, che affronterebbe la riduzione della spesa pubblica "partendo dal governo centrale - rimarca - e scendendo a cascata in tutti gli altri enti. Partire dalle realtà intermedie, tra comuni e regione, sarebbe un intervento efficace soltanto a metà". Antonio Bertoncini, consigliere provinciale del Pd, pur affermando che "una razionalizzazione è necessaria", sottolinea come "le Province abbiano ancora funzioni rilevanti che esercitano sul territorio. Tra queste quelle relative a scuola e rete stradale". Per il consigliere provinciale del Partito democratico ciò che fa lievitare realmente i costi della politica "sono le spese legate ai tanti apparati che la politica si porta dietro". La sede in piazza della Pace Berlusconi propone di eliminare le Province.

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Un voto per il mio Santo in terra (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 042, pag. 7 del 19/2/2008 Autore: Mario B., Alcamo (Tp) Eugenio J. Claudia Genovesi,Genova Giusy Milazzo Marco Rossini Anna Mirella O Visualizza la pagina in PDF       Ultimi appelli per i Panda. Il giovane Guerrieri apprezzato per la difesa della politica Un voto per il mio Santo in terra Un lettore sceglie Lucchese, politico e medico che gli salvò la vita Egregio direttore io vorrei segnalare un politico che della politica non ne ha fatto una professione. Questo è il dott. Francesco Paolo Lucchese che per 30 anni è stato impegnato nello sviluppo del nostro territorio, prima come medico facendo nascere il reparto di pediatria nell' ospedale di Alcamo, poi come Presidente di una banca cooperativa portandola da pochi impiegati a più di un centinaio. uno che fra l'altro si è anche distinto in Parlamento non stando solo lì a fare numero. Ecco perchè lo voto, affinchè non venga perduta l'esperienza di gente che ha già dimostrato di saper fare. Siamo un gruppo di ragazzi del centro destra e ci identifichiamo in Giovanni Vagnone, come proposta per il prossimo parlamento. Sappiamo che nelle liste di Crosetto è tra i “possibili” candidati sfavoriti, ma non smettiamo di sognare: molti di noi sono su italiaoggi a lasciare i loro pareri. Giovanni l'ho conosciuto quando ha organizzato a Torino un congresso quasi tutto da solo, con più di 60 ragazzi da tutta Europa. Certo, noi siamo tutti suoi amici, ma ha lavorato molto agli esteri di Forza Italia Giovani ed ha sempre avuto un atteggiamento di umiltà e fattività che non abbiamo mai trovato in altri nostri “colleghi”. Insomma politici ancora per passione. In più è più giovane di me, ha solo 25 anni ma si comporta davvero da persona matura. Sarebbe bello che con uno strumento nuovo come internet potesse anche proporsi un candidato nuovo come Vagnone... certo sappiamo anche noi che è solo un nostro sogno, ma ancora una volta, siamo un buon numero e ci dispiace solo non poter far sentire il nostro peso con delle primarie. Quindi Vagnone è quello che suggeriamo per il rinnovamento. E poi Beatrice Lorenzin e Giorgia Meloni, due trentenni (la prima di FI e la seconda di AN) che sanno bene cosa vogliono e possono dare anche loro un po' di respiro ad un sistema così vecchio... Grazie dello spazio, Buongiorno Dott. Bechis, intanto da lettice non posso che ringraziarla per liniziativa dei Panda da salvare. Un momento di democrazia in un paese dove neppure le elezioni riescono pi a esprimere una vera rappresentanza. Ho sentito sabato il leader del Pd, Walter Veltroni, e devo dire che mi ha colpito soprattutto il coraggio della rottura: con la sinistra radicale e con la vecchia classe dirigente. Credo sia giunto il momento del cambiamento possibile. Per questo vorrei che attraverso il Suo giornale riusciste a portare avanti il messaggio del rinnovamento della classe politica. I nomi? Molti hanno fatto bene. Io, da donna, sono rimasta affascinata da quello che ha fatto Anna Finocchiaro, e il coraggio che ha avuto nel non ricandidarsi al Senato per andare nella difficile terra di Sicilia, dove il centrodestra da sempre fortissimo, e portare avanti una battaglia anche contro la storia, oltre che per la politica. E poi mi consenta di sostenere la candidatura di quel giovane di cui ha parlato sul suo giornale di sabato, Antonio Guerrieri. Mi hanno molto colpito le sue parole: "credo che fare politica sia una delle attivit pi nobili cui possa dedicarsi un essere umano, purch la si faccia con onest intellettuale e rispetto delle opinioni altrui". Un vero manifesto di quello che vorrei dicesse il mio candidato ideale alle prossime elezioni politiche. Lo sostenga anche lei: da persone come queste, capaci di dire e pensare queste cose, che la politica deve ripartire. Buon lavoro e ancora grazie Egregio direttore appena ho saputo della sua iniziativa ho sentito la necessita di scriverle questa mail per votare il mio santo in paradiso, SAN FRANCESCO DI PAOLA, ossia Francesco Paolo Lucchese. A parte i toni mistici, è grazie a lui, che un giorno di tanti anni fa mi salvò la vita, che oggi sono qui a scriverle la presente, questo è il minimo che io possa fare per esprimere la mia gratitudine al dott. Lucchese Egregio Direttore, le vorrei chiedere conferma di una notizia che circola di bocca in bocca ma che non è stata assolutamente evidenziata dai media. La data delle elezioni politiche sarebbe stata fissata al 13 aprile per consentire che maturassero i termini per l'ottenimento della pensione da parte degli attuali “rappresentanti” del popolo degli italiani. Se fosse così mi domando come mai nessuno si è dato la pena di evidenziare questo ulteriore ennesimo esempio di malaffare politico, finalizzato esclusivamente a garantire l'acquisizione di un ulteriore e sostanziale privilegio. Le formulo inoltre i miei complimenti per l'iniziativa del Panda, avrei preferito disporre di un sistema elettorale che mi potesse consentire di eleggere chi decido mi debba rappresentare, ma in mancanza, la sua iniziativa è di indubbia utilità per segnalare e rappresentare a chi costruirà le liste cosa pensano gli italiani. L'unico timore è che tali “burattinai” rimangano sordi anche a questo ennesimo e forte segnale che dimostra quanto si siano allontanati dal paese, dalle sue esigenze, dalle sue speranze. Cara redazione di ItaliaOggi, desideravo fornire anch'io un piccolo contributo a favore di un uomo così speciale come l'on. Gioacchino Alfano. Personalmente ritengo che al giorno d'oggi “politici” come lui stiano diventando più unici che rari. Prima che rappresentante di un importantissimo partito politico, l'on. Alfano è innanzitutto un “uomo” nel vero senso della parola, capace di restare integro e vero, onesto e cordiale, zelante e pieno di vero amore per il suo territorio. Non come altri “politici” che fingono tali sentimenti con il solo scopo di abbindolare la povera gente e far credere loro di essere quello che in realtà non sono e non potranno mai essere. In Campania più che mai c'è bisogno di gente come l'on. Alfano altrimenti Dio solo sa che brutta fine faremo (e purtroppo stiamo già in caduta libera verso l'abisso più buio) Merita senz'altro la rielezione l'on. Silvana Mura del partito Italia dei Valori, per l'impegno profuso durante l'arco della legislatura. La sua coerenza l'ha spinta a portare avanti la difficile battaglia sui tagli ai costi della politica e la sua grinta e determinazione l'hanno contraddistinta non soltanto all'interno del suo gruppo parlamentare, quale unico esponente femminile, ma anche dell'intera Assemblea dei deputati. Affidabile seria e instancabile lavoratrice...... speriamo che Le venga rinnovata una meritata possibilità di continuare l'ottimo lavoro intrapreso. Cordiali saluti. Buongiorno Bechis, chi per un verso chi per un altro scelgo una di destra e una di centrosinistra. Dorina Bianchi perchè ha portato avanti iniziative per la sanità, per migliorarla! Stefania Prestigiacomo in quanto ha saputo difendersi di fronte a Furio Colombo. Non mi aspettavo tanta grinta! Voto l'on. Pierluigi Mantini, per l'impegno serio e costante per la riforma delle professioni. Voto l'On. Paola Pelino perchè ho avuto modo di incontrarla professionalmente e ne ho potuto apprezzare la competenza e la preparazione. Senz'altro il primo meritevole è Savino Pezzotta che ha tenuto duro nonostante il mondo cattolico sia campanile, con tanti altri campanili. Il secondo è l'on.le Bruno Tabacci che con coraggio, subito ha rotto, non tanto con l'Udc ma quanto, dall'Udc immobilizzato nella Cdl. Il terzo è il Sen. Alberto Monticone uomo coerente con forza-calma, che proviene con prestigio dall'A.C. Voto l'on. Francesco Paolo Lucchese, un politico che dopo 40 anni dal terremoto del Belice ha finalmente saputo dare delle risposte al territorio, grazie al suo lavoro in 14 anni sono arrivati nel belice i finanziamenti ma siccome c'è ancora da ultimare la ricostruzione, e questa è una vera vergogna a distanza di tutti questi anni , è necessario rimandarlo in parlamento affinchè la nostra terra non venga abbandonata di nuovo al suo destino.

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SCANDIANO: NASCE L'UNIONE DEI COMUNI, ECCO COME SARA' (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 19-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(13:23) (19/2/2008 12:32) | SCANDIANO: NASCE L'UNIONE DEI COMUNI, ECCO COME SARA' (Sesto Potere) - Scandiano - 19 febbraio 2008 - Inizia a prendere forma l'Unione intercomunale Tresinaro Secchia che raggrupperà i comuni di Scandiano, Rubiera, Casalgrande e Castellarano. A Scandiano, il Consiglio comunale ha approvato con 19 voti favorevoli e nessun contrario lo statuto presentato dal Sindaco Angelo Giovannetti. A favore i gruppi del Partito Democratico, di Rifondazione Comunista e del Polo delle Libertà, assente al voto il consigliere della Lega. Particolare soddisfazione è stata espressa dal Sindaco, durante il dibattito, per il proficuo livello di confronto e per il contributo portato dai consiglieri a costruire una ipotesi condivisa di progetto di costituzione della Unione. A tale proposito il Sindaco ha dichiarato che "la bozza elaborata dai quattro sindaci è stata discussa in due appositi incontri della Commissione Affari Generali. Si è trattato di incontri caratterizzati da un confronto vero, anche molto costruttivo e al quale, come era giusto che fosse, siamo andati con una disponibilità sera a cogliere suggerimenti e proposte di miglioramento da parte dei consiglieri ed anche dei rappresentanti della minoranza." Ma cosa prevede lo statuto e come sarà l'Unione che sia appresta a nascere? Innanzitutto va specificato che alla base della scelta c'è la necessità di un utilizzo sinergico di risorse umane, economiche e strumentali con la necessità di diminuire i costi di gestione pur garantendo la qualità e la quantità dei servizi offerti e in certi casi potenziandoli. Per rafforzare tali finalità lo Statuto proposto dai quattro sindaci non prevede alcuna indennità o gettone di presenza a Presidente, componenti della Giunta e consiglieri dell'Unione. Si tratta in sostanza di un'evoluzione dei rapporti instaurati fra i 4 Comuni nell'attuale forma associativa varata dall'anno 2001 "Associazione Tresinario-Secchia". Associazione che ha già gestito numerosi servizi in convenzione e collaborazione. Ora l'Unione dei Comuni si propone di migliorare la prestazione dei servizi e la gestione delle funzioni; rafforzare le strutture con uffici comuni; acquisire nuove competenze e professionalità; realizzare economie di scala e migliorare l'utilizzo delle risorse mettendole in rete; evitare di sovrapporre competenze e creare conflittualità o concorrenza; privilegiare la collaborazione, il coordinamento e la flessibilità. Non si tratta quindi di cancellare l'identità dei Municipi che rappresentano valori di indubbio significato storico né di porre limiti ai poteri e competenze delle rappresentanze comunali democraticamente elette dai cittadini. Ma si tratta di rinnovare e rafforzare un processo aggregativo già in essere tra i 4 comuni, il tutto con l'obiettivo di svolgere meglio le funzioni e i servizi a favore dei cittadini. Entrando nello specifico dello statuto, si scopre che l'Unione sarà un Ente Locale dotato di autonomia statutaria e regolamentare nell'ambito del vigente quadro normativo. Sarà costituita a tempo indeterminato, avrà sede nel Comune di Scandiano e sarà un organismo collegiale a tutti gli effetti. I Comuni aderenti conferiranno preliminarmente all'Unione le funzioni già gestite in forma associata e potranno in un secondo momento conferirvi anche altre funzioni a seconda delle proprie esigenze amministrative e delle libere determinazioni che saranno operate dai Consigli Comunali. L'Unione sarà governata da un Consiglio composto da 24 membri (6 per ogni Comune partecipante di cui due eletti dalle minoranze), da un Presidente (uno dei quattro Sindaci) e da una Giunta, composta dai Sindaci dei Comuni partecipanti e dal Presidente stesso. Se il Consiglio sarà l'espressione delle municipalità partecipanti, la Giunta avrà il compito di ad attivare gli indirizzi generali del Consiglio stesso svolgendo attività propositiva e di stimolo. L'Unione, per la sua attività, avrà una sua dotazione organica separata da quella dei Comuni partecipanti e si servirà di un Segretario Generale. Avrà inoltre autonomia finanziaria ed elaborerà annualmente il proprio bilancio di previsione. Le tappe che dovrebbero portare alla nascita dell'Unione Tresinaro Secchia dovrebbero concludersi entro il primo aprile 2008, data in cui inizierà la propria attività.

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