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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

Altre due commissioni in comune ( da "Tirreno, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ai capigruppo di partecipare di diritto a tutte le commissioni, riscuotendo il gettone di presenza, al pari degli altri membri eletti. "Il principio - sottolinea Sichi - mi sembra giusto. Alcuni capigruppo già lo fanno ora e fra questi ci sono anch'io. Se dopo l'introduzione del gettone la partecipazione dei capigruppo alle commissioni aumenterà improvvisamente,

L'assessore: ora la Romania finanzi i piani di integrazione ( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per quanto riguarda lo sgombero delle baraccopoli tirate su dagli zingari romeni, contatterà presto il consolato della Romania. Ci sono patti da onorare da entrambe le parti: Genova doveva preparare un piano di sgombero e contestualmente di inserimento sociale; la Romania, invece, deve finanziare in parte i progetti di integrazione, il costo dei mediatori sociali.

Unione dei Comuni manca solo la firma del presidente Soru ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: era sempre il gettone di presenza dentro la Comunità montana. Altra questione importante è quella dei contenuti e dei programmi della nuova unione. Tra i temi sul tavolo della trattativa, la gestione del porto dell'Isola Rossa, il sistema integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi e urbani e la costituzione di un corpo unificato della polizia municipale.

Costi della politica: in Italia tagliati solo otto assessori ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il turno amministrativo è la prima occasione per applicare il taglio ai costi della politica della Finanziaria 2008. Ma gli effetti saranno quasi impercettibili: le nuove norme cancellano due assessorati provinciali dei 161 che terminano il mandato, e sei assessorati comunali su 2.391. Più sensibile la sforbiciata nei consigli di quartiere, che perdono 603 fra i 15.

Alle urne 15mila politici locali ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lontano dai capoluoghi di provincia, ne ha abrogato i gettoni di presenza (un emendamento al Dl milleproroghe chiarirà probabilmente che anche queste norme entrano in vigore con i prossimi mandati). Tra aprile e giugno finirà il mandato di 1.814 mini- amministratori e per 603 di loro non ci sarà rinnovo: Massa, Pisa, Treviso,

Il paradosso: con la stretta indennità più ricche ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-18 - pag: 7 autore: Nelle pieghe della legge Il paradosso: con la stretta indennità più ricche C i sono cure dimagranti che fanno ingrassare il paziente. E ci sono tagli ai costi della politica che possono arricchire le "buste paga " dei politici. Il tutto, ovviamente, a norma di legge.

I consiglieri perdono l'indennità di funzione ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha trasformato i gettoni di presenza dei consiglieri in indennità di funzione. è corretto ritenere che tali indennità siano state abrogate per effetto delle legge finanziaria 2008 e si debba tornare ai gettoni di presenza ? La disposizione che prevedeva la trasformazione del gettone di presenza è stata abrogata.

BOLZANO, PROGRAMMA EDILIZIO 2008: INTERVENTI PER LA SCUOLA E LA CULTURA ( da "marketpress.info" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un'opera di rilievo sarà la costruzione delle officine e dei laboratori per la facoltà di design dell'Università a Bolzano con due piani sotterranei nel cortile fra il corpo centrale e l'ex Classi. Costo dei lavori, che dovrebbero essere avviati nel tardo autunno di quest'anno, circa 7 milioni di Euro.

E' figlia d'arte Rossella Croce, titolare insieme con Anna Maria Iannielli della piccola l ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Fra i libri più venduti di questi ultimi tempi, spiega, oltre ai bestseller di Rizzo e Stella, di Saviano, della Barbery e di Cazzullo, si sono segnalati anche Alan Bennett con "La sovrana lettrice" e Vito Mancuso con "L'anima e il suo destino".

Forlì, consiglio comunale: Zelli e Zambianchi gli stakanovisti ( da "RomagnaOggi.it" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alessandro Ronchi dei Verdi ha accumulato 25 gettoni presenza su 27, Romano Baccarini di Viva Forlì 24, Vincenzo Bongiorno di An 20, Gabriele Gugnoni (Udc) 18 (ottenendo il primato di consigliere meno presente), Roberto Gasperoni (Gruppo della Libertà) 22, Antonio Nervegna (Fi) 22. Rispetto al 2006, l'anno scorso sono cresciute le interrogazioni-interpellanze,

E' LUCA ZAMBIANCHI (FORZA ITALIA) IL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORLì PIù PRESENTE, LA CLASSIFICA ( da "Sestopotere.com" del 18-02-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La maglia nera spetta invece al vice sindaco Evangelista Castrucci. Ogni consigliere riceve, per sia per il consiglio che per le commissioni, un gettone di presenza di 44 euro lordi. 124 (su 138 documenti presentati) le interrogazioni o interpellanze trattate. 188 le deliberazioni adottate. L.B.


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Altre due commissioni in comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lucca Altre due commissioni in Comune Una è destinata alla trasparenza degli atti, l'altra ai lavori pubblici Nella prima la presidenza andrà a un consigliere della minoranza di centrosinistra LUCCA. Passano da 6 a 8 le commissioni consiliari. E le due nuove - che la commissione partecipazione propone in questi giorni - sono pesanti: la prima è la commissione sulla trasparenza e il controllo degli atti della pubblica amministrazione, la cui presidenza (è già deciso) verrà affidata a un membro della minoranza, come si fa, di solito, con gli organismi di garanzia; la seconda nascerà da una costola della commissione urbanistica e dovrebbe occuparsi di lavori pubblici, ambiente e altre competenze che finora, per mancanza di tempo, non sono state trattate dai commissari impegnati da mesi a modificare il regolamento urbanistico. Un esempio su tutti: in consiglio comunale non arriva il piano di telefonia mobile perché la commissione urbanistica non riesce a esaminarlo. La situazione, però, dovrebbe cambiare. Sulla divisione e redistribuzione delle competenze della commissione urbanistica c'è accordo fra maggioranza e minoranza. Restano, però, da definire nel dettaglio le competenze delle nuove commissioni e il numero dei componenti: c'è chi vorrebbe portare tutte le commissioni a 10 membri e chi, come il centrosinistra, vorrebbe avere composizioni differenziate, in base al lavoro e alle competenze della commissione. "In questo momento - spiega Marco Brancoli Pantera, presidente della commissione partecipazione - è importante aver trovato un accordo sulla riorganizzazione. In particolare tengo alla commissione sulla trasparenza, organismo di garanzia e controllo la cui presidenza (come già avviene in Provincia) sarà affidata a un consigliere di opposizione: questo mi sembra un segno di apertura e democrazia. Ancora non abbiamo definito lo statuto, ma è molto probabile che seguiremo quello già adottato dalla Provincia per la stessa commissione". Uno degli obiettivi di questa riforma - aggiunge Antonio Sichi, capogruppo di Rc e vicepresidente della commissione partecipazione - è che "le commissioni non si limitino solo a esprimere pareri sulle pratiche all'ordine del giorno, sulle pratiche impostate dalla giunta, ma che recuperino anche la funzione di proposta. Devono, insomma, ascoltare le questioni che arrivano dal territorio e porle all'attenzione della pubblica amministrazione". Per rendere più completa questa attività (e anche il confronto), verrà consentito (come già avviene in Provincia) ai capigruppo di partecipare di diritto a tutte le commissioni, riscuotendo il gettone di presenza, al pari degli altri membri eletti. "Il principio - sottolinea Sichi - mi sembra giusto. Alcuni capigruppo già lo fanno ora e fra questi ci sono anch'io. Se dopo l'introduzione del gettone la partecipazione dei capigruppo alle commissioni aumenterà improvvisamente, dovrà essere chi prima non veniva mai a spiegare l'improvviso interesse per l'attività amministrativa".

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L'assessore: ora la Romania finanzi i piani di integrazione (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gli accordi SI SAPEVA che in via Ballaydier quel tugurio ingombro di spazzatura offriva un riparo di fortuna ad una colonia di rom provenienti dalla Romania. Lo sapeva anche Giordano Puppo della Comunità di Sant'Egidio e responsabile per l'emergenza rom nel centro di via Vallechiara. "Al piano terra - spiega cercando di dare la dignità di una planimetria al rudere di San Benigno - viveva un gruppo di famiglie rom. Ogni tanto andavamo a dargli assistenza, a portare viveri e generi di conforto. Èâ??stato così che abbiamo saputo che c'era un secondo gruppo di persone". Erano state segnalate al piano superiore, più o meno dove è stato trovato il corpicino senza vita del neonato. "Però per quanto ci hanno detto, in quella parte abitavano per lo più uomini e comunque non è mai stata vista una donna incinta", prosegue Puppo. Se con il gruppo di famiglie che vivevano al piano terra, i rapporti con i volontari della Comunità di Sant'Egidio erano frequenti e cordiali, non è mai stato lo stesso con quelli del piano superiore. "Non c'erano grandi rapporti, si sapeva ad esempio che c'era stato qualche problema anche con gli altri "inquilini" . Non possiamo però dire che fossero rom, non c'è alcuna certezza su questo particolare". La scoperta dell'orrore nel tugurio di San Benigno sembra aver accelerato il processo di sgombero dei campi genovesi, alle barraccopoli e ai ripari di fortuna che accolgono romeni, rom, immigrati senza volto e carta d'identità, lavoratori costretti a rinunciare ai propri diritti. L'assessore alle politiche dell'immigrazione Massimiliano Morettini sabato ha annunciato che il piano è in linea di massima pronto. Ieri ha aggiunto che, per quanto riguarda lo sgombero delle baraccopoli tirate su dagli zingari romeni, contatterà presto il consolato della Romania. Ci sono patti da onorare da entrambe le parti: Genova doveva preparare un piano di sgombero e contestualmente di inserimento sociale; la Romania, invece, deve finanziare in parte i progetti di integrazione, il costo dei mediatori sociali. La prima ad essere sgomberata sarà la barraccopoli di Cornigliano. Il Comune offirà un tetto, assistenza e una chance di lavoro ad una quarantina di zingari romeni. Ma gli stranieri che hanno bsiogno di questo tipo di aiuto sono molti di più, tra i 100 e i 200 secondo una stima della Comunità di Sant'Egidio. Come sarà data questa assistenza è ancora da vedere. Fonti non ufficiali, dicono che il sindaco Marta Vincenzi è contraria alla costruzione di strutture di accoglienza e per questo Tursi potrebbe pensare di ripiegare su piccoli alberghi del centro storico genovese dove, con fondi probabilmente ottenibili dal ministero dell'Interno, potrebbero trovare sistemazione soprattutto donne e bambini. Soluzione questa che potrebbe creare una rottura tra le associazioni di volontariato - Agorà, Sant'Egidio, Arci e Caritas - pronte a collaborare al progetto. 18/02/2008.

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Unione dei Comuni manca solo la firma del presidente Soru (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Gallura Pagina 8055 tempio C'è già l'ok della Regione Unione dei Comuni manca solo la firma del presidente Soru Tempio. C'è già l'ok della Regione --> La casa è stata costruita, dentro ci sono tutti i comuni dell'alta Gallura. È l'unione che prende il posto delle vecchia Comunità montana e si candida ad essere il riferimento principale per tutti i centri della zona. La Regione ha praticamente chiuso l'iter della costituzione dell'ente con gli ultimi atti formali, manca soltanto il decreto del presidente Renato Soru, ma si tratta di un passaggio scontato. Piuttosto, a complicare questa primissima fase della vita dell'Unione dei comuni con capofila Tempio, sono gli equilibri interni, politici e territoriali. Le questioni sono diverse e sarà veramente difficile trovare la quadratura del cerchio. Intanto, venerdì scorso, è saltato l'incontro tra gli amministratori comunali, appuntamento che avrebbe dovuto sancire l'accordo definitivo su contenuti e soprattutto incarichi dell'Unione. EQUILIBRI Il primo problema è quello dell'equilibrio tra comuni costieri e zone interne. Un'alleanza forte costituita dal terzetto Antonello Pintus, Francesco Muntoni e Piero Bardanzellu. Il primo cittadino di Santa Teresa è in credito nei confronti dei colleghi. Ha infatti accolto, rinunciando a una collocazione più sicura con Arzachena e Palau, l'offerta di Tempio e Aggius, rafforzando così l'unione dell'alta Gallura. Santa Teresa, però, ora è pronta ad incassare. Si parla con insistenza di una presidenza, almeno per la prima fase, destinata al sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana. Discorso ancora apertissimo, però, non è detto che sia questa la soluzione finale. CRITERI "Posso soltanto dire - commenta il sindaco di Tempio Antonello Pintus - che in linea di principio abbiamo individuato un criterio per l'assegnazione dei posti nell'esecutivo, che valorizza al massimo i risultati. Saranno degli incarichi a termine. Una volta concluso il periodo di lavoro, tutti i Comuni tireranno le somme dei risultati ottenuti dagli amministratori dell'Unione". Una sorta di contratto a progetto per il presidente e i quattro assessori incaricati. INCARICHI Di sicuro con la riforma voluta da Soru e Gian Valerio Sanna, non c'è più posto per i consiglieri comunali senza incarichi e quelli in guerra dentro le loro maggioranze, per i quali in passato c'era sempre il gettone di presenza dentro la Comunità montana. Altra questione importante è quella dei contenuti e dei programmi della nuova unione. Tra i temi sul tavolo della trattativa, la gestione del porto dell'Isola Rossa, il sistema integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi e urbani e la costituzione di un corpo unificato della polizia municipale. ( a. b. ).

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Costi della politica: in Italia tagliati solo otto assessori (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-02-18 - pag: 1 autore: Elezioni. Rischio auto-aumenti in Comune Costi della politica: in Italia tagliati solo otto assessori Oltre al Parlamento, le elezioni di primavera rinnoveranno Giunte e consigli in 594 Comuni e 18 Province. Il turno amministrativo è la prima occasione per applicare il taglio ai costi della politica della Finanziaria 2008. Ma gli effetti saranno quasi impercettibili: le nuove norme cancellano due assessorati provinciali dei 161 che terminano il mandato, e sei assessorati comunali su 2.391. Più sensibile la sforbiciata nei consigli di quartiere, che perdono 603 fra i 15.233 posti a fine corsa. I risparmi: lo 0,7%, in teoria. Ma in pratica ci sono norme che consentono aumenti alle indennità, più generosi del passato. Servizio u pagina 7 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Alle urne 15mila politici locali (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-18 - pag: 7 autore: Alle urne 15mila politici locali Prima applicazione dei tagli alla rappresentanza: si risparmia solo lo 0,7% Gianni Trovati Nelle elezioni di primavera il duello Berlusconi-Veltroni si riprodurrà 615 volte a livello locale. Fra l'election day di aprile e i successivi turni di maggio (in Valle d'Aosta) e giugno (in Sicilia) le elezioni amministrative, anche grazie alle ambizioni parlamentari di 14 fra sindaci e presidenti di Provincia che hanno allungato la lista dei consigli che "chiudono", metteranno in palio 14.630 posti tra Regioni, Province, Comuni e quartieri. In pratica, va alle urne il 10% degli amministratori locali. Le prossime amministrative sono anche la prima occasione per applicare le misure con cui la Finanziaria 2008 ha provato a tagliare i costi della politica locale. E su questo fronte i numeri si assottigliano fin quasi a scomparire. Dei 15.233 mandati che finiscono in primavera, sono solo 611 quelli che terminano definitivamente, espulsi dal circuito della politica locale per effetto dei "tagli" con cui la manovra ha risposto (si fa per dire) all'ondata di antipolitica che si è sollevata nel Paese. Ovvio che in un quadro come questo i risparmi non siano propriamente da capogiro: 6,2 milioni di euro all'anno, lo 0,7% degli 847 milioni che servono per pagare le indennità e i gettoni di sindaci, presidenti, assessori e consiglieri. Per capire le dimensioni dell'intervento, è come se una famiglia con un reddito di 30mila euro scoprisse a fine anno di averne spesi 210 meno del previsto: per carità, un risultato piacevole. Ma un po' deludente se quella famiglia, come il Parlamento italiano, fosse stata impegnata per più di un anno a discutere su come tagliare i costi. Nella versione presentata dal Governo a fine settembre, in realtà, la Finanziaria ci aveva provato, con un pacchetto di misure che accoglieva in maniera più o meno fedele il Ddl Santagata che avrebbe cancellato 33mila posti locali. Ma ai vari passaggi parlamentari di quel "pacchetto" è sopravvissuto ben poco e gli effetti si notano. Nelle 18 Province che vanno al voto, per esempio, scadono 716 posti, ma 714 sopravvivono sereni alla "tagliola" della manovra. Solo la Provincia di Roma perde due posti in Giunta e per rispettare il nuovo tetto il prossimo presidente dovrà accontentarsi di 13 assessori. Va peggio ancora nei 594 Comuni che stanno scaldando i motori per la sfida del voto. Lì a scadere o decadere sono 12.488 mandati, ma la parola "fine" viene scritta davvero solo su sei posti (lo 0,048% del totale, per gli amanti delle percentuali): Roma, Catania e Messina dovranno infatti rinunciare a due assessorati a testa. Tra Comuni e Province, per questa via si risparmiano 411mila euro l'anno. Per incontrare qualche effetto apprezzabile a occhio nudo bisogna rivolgersi all'ultima ruota del carro politico locale, quella dei consiglieri di circoscrizione. Oggi sono 10.493, sparsi in 612 assemblee, costano poco più di 100 milioni all'anno e, con l'eccezione di Roma (dove però sono Municipi) non gestiscono quasi nulla. La Finanziaria li ha cancellati nelle città sotto i 100mila abitanti e, lontano dai capoluoghi di provincia, ne ha abrogato i gettoni di presenza (un emendamento al Dl milleproroghe chiarirà probabilmente che anche queste norme entrano in vigore con i prossimi mandati). Tra aprile e giugno finirà il mandato di 1.814 mini- amministratori e per 603 di loro non ci sarà rinnovo: Massa, Pisa, Treviso, Udine, Vicenza e Viterbo dovranno dire addio a tutti i parlamentini, mentre Brescia, Catania, Messina, Pescara e Vicenza dovranno ridurli, per rispettare la media di 30mila abitanti per consiglio di quartiere. I risparmi si possono (sovra)stimare in 5,8 milioni di euro (applicando a tutti la media dei compensi prevista dal Dm con cui il Viminale ha fissato nel 2000 l'ammontare dei gettoni). Attenzione, però: con le nuove regole le città fra 100mila e 250mila abitanti possono rinunciare alle loro assemblee di quartiere. Nell'ipotesi (improbabile) che tutti i Comuni al voto scelgano la via rigorista, gli addii diventerebbero 1.339 e i risparmi punterebbero a quota 12,9 milioni di euro. Una festa. Se non fosse per la sopravvivenza di leggine (si veda l'articolo sotto) che, alla fine, rischiano di appesantire ancor più il conto. gianni.trovati@ilsole24ore.com EFFETTI SCARSI I nuovi tetti cancellano due membri dell'Esecutivo nella Provincia di Roma e sei al Campidoglio, Messina e Catania NEI QUARTIERI Il rinnovo dei "parlamentini" fa scomparire 603 seggi, ma se i Comuni scelgono la via più rigorista gli addii salgono a 1.339.

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Il paradosso: con la stretta indennità più ricche (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-18 - pag: 7 autore: Nelle pieghe della legge Il paradosso: con la stretta indennità più ricche C i sono cure dimagranti che fanno ingrassare il paziente. E ci sono tagli ai costi della politica che possono arricchire le "buste paga " dei politici. Il tutto, ovviamente, a norma di legge. Il freno alle indennità degli amministratori locali contenuto in Finanziaria è solo un pallido residuo del sistema draconiano immaginato dalla prima versione della manovra, e drasticamente potato a ogni passaggio parlamentare. E come tutti i muri sbrecciati, lascia aperti ampi varchi a chi vuole aggirarlo. E quando si tratta di soldi, il desiderio può aguzzare l'ingegno. Il paradosso nasce da uno sfortunato intreccio di norme, che un legislatore disattento (speriamo) non ha preso in considerazione. La Finanziaria alleggerisce i compensi dei consiglieri circoscrizionali, comunali e provinciali, che ovviamente sono i meno pagati dall'azienda della politica locale, e oltre a diminuirne il valore assoluto dice no a eventuali aumenti futuri. Ma nulla dice sulle indennità di sindaci, assessori e presidenti dei consigli. Fin qui è tutto noto, ma c'è di più. Il vecchio decreto del ministero dell'Interno fissa l'ammontare di indennità e gettoni (Dm 119/2000), ma permette anche che questi siano aumentati. Gli incrementi, dice la norma, non devono aumentare più di tanto (fino al 30%, a seconda della dimensione dell'ente) l'incidenza dei costi della politica sulle spese correnti stanziate in bilancio. Cosa significa? Una traduzione dal bizantino all'italiano mostra due cose: il "paniere" di riferimento per determinare gli aumenti è il totale delle spese correnti, quindi più spendo più posso pagare gli amministratori. E questo rapporto determina una "torta", che va spartita (di regola) fra tutti gli amministratori. In questo quadro, lo stop sancito dalla Finanziaria 2008 ai gettoni dei consiglieri non alleggerisce la torta, ma diminuisce solo il numero dei commensali. Che quindi nel piatto possono trovarsi una fetta più grossa. Poniamo il caso di un Comune di 105mila abitanti che abbia in bilancio 100 milioni di spesa corrente e un milione di costi annui per indennità e gettoni. La torta del possibile aumento, in questo ente, è di 300mila euro (30%, a spesa corrente invariata; se aumenta la spesa corrente, aumenta anche la torta). Se, seguendo le vecchie regole, l'avesse divisa fra tutti gli amministratori, a ciascuno dei 53 interessati (40 consiglieri, 12 assessori e il sindaco) sarebbe toccata in media una fetta di 5.660 euro. La Finanziaria allontana i consiglieri dal tavolo e la fetta media cresce fino a 23.076 euro. Come taglio non c'è male. Da quando ha invaso gli ordini del giorno, del resto, la questione dei costi della politica sembra rispondere a una ferrea logica darwiniana, che castiga i piccoli per salvare i grandi. Così è successo anche in questa tornata, che non ha lambito le doti di deputati e senatori e ha fatto saltare per primi i gettoni dei consiglieri circoscrizionali. Che sicuramente sono troppi e potrebbero svolgere gratuitamente la loro funzione, ma forse non sono il problema più grave per la finanza pubblica. A loro la Finanziaria ha negato i gettoni di presenza (ma non nei Comuni capoluogo di provincia) e in alcuni casi ha cancellato la loro stessa esistenza (con le nuove regole non si possono istituire consigli circoscrizionali in città sotto i 100mila abitanti e ogni consiglio deve "amministrare" almeno 30mila persone). Siccome le norme, più che applicate, vanno interpretate, subito ci si è chiesti da quando scattasse la tagliola, e nel dubbio molte città hanno sospeso i pagamenti. Ma niente paura, il Dl milleproroghe che sarà discusso alla Camera la prossima settimana ha in serbo un regalino anche per loro: le nuove norme, prevede un emendamento che ha buone probabilità di entrare nel testo della legge di conversione, partiranno dalla prossima tornata amministrativa (come del resto è successo per il "dimagrimento" del Governo). G.Tr.

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I consiglieri perdono l'indennità di funzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-02-18 - pag: 51 autore: ANCI RISPONDE I consiglieri perdono l'indennità di funzione Daniele Formiconi La Finanziaria 2008 modifica l'articolo 82 del Dlgs 267/2000, in materia di indennità e gettoni di presenza dei consiglieri degli enti locali. I consiglieri hanno diritto a percepire un gettone per la partecipazione a consigli e commissioni; l'ammontare mensile dei gettoni non può superare il 25% (prima era il 33%) dell'indennità mensile prevista per il rispettivo sindaco o presidente della Provincia. è abrogata la possibilità di trasformare il gettone in indennità di funzione, e la cumulabilità di indennità e gettoni dovuti per mandati elettivi presso enti diversi. Dal 1Úgennaio 2008 non è più prevista la facoltà dei consigli di incrementare i gettoni secondo i parametri previsti dal Dm 119/2000. Sono fatti salvi gli incrementi disposti dai singoli enti prima di tale data purché l'ammontare complessivo dei gettoni percepiti in un mese non superi l'importo pari a un quarto dell'indennità di funzione del Sindaco o del presidente della Provincia. L'indennità sostitutiva Questo comune da diversi anni, ha trasformato i gettoni di presenza dei consiglieri in indennità di funzione. è corretto ritenere che tali indennità siano state abrogate per effetto delle legge finanziaria 2008 e si debba tornare ai gettoni di presenza ? La disposizione che prevedeva la trasformazione del gettone di presenza è stata abrogata. Al mantenimento della trasformazione effettuata prima del 1Úgennaio 2008 viene a mancare il sostegno di tale disposizione e comunque l'indennità non è più erogabile nell'importo già stabilito, dovendo l'ammontare dei gettoni non superare un quarto, anziché un terzo, dell'indennità del Sindaco. La corresponsione dei gettoni è subordinata all'effettiva presenza dei consiglieri, non essendo consentita l'attribuzione degli stessi per le assenze giustificate, prevista dalla norma abrogata. La regola prevista per l'indennità sostitutiva dei gettoni, richiamata da tassative disposizioni ministeriali, era stabilita dall'abrogato comma4 dell'articolo 82 che prevedeva che tale regime di indennità doveva comportare per l'ente pari o minori oneri finanziari rispetto alla corresponsione dei gettoni di presenza. Pertanto il mantenimento dell'indennità alle nuove condizioni non comporterebbe alcun beneficio per i consiglieri. Riteniamo quindiche dal 1Úgennaio 2008 sia cessata la corresponsione ai consiglieri comunali dell'indennità di funzione in precedenza attribuita e agli stessi competano i gettoni di presenza alle condizioni e nei limiti stabiliti dalle nuove disposizioni. Il limite ai gettoni Alla luce della nuova legge finanziaria si chiede se nel tetto del 25% della percentuale massima, rispetto a quella del Sindaco, spettante ai consiglieri comunali, si debbano conteggiare gli oneri da versarea datori di lavoro e se nella percentuale del 25% debbano essere comprese le spese sostenute per missioni coni relativi oneri da versare ai datori di lavoro. L'articolo 82, comma 2 del Dlgs 267/2000, come modificato dall'articolo 2, comma 25, lettera a) della legge finanziaria 2008, stabilisce il diritto dei consiglieri a percepire un gettone di presenza per la partecipazione alle adunanze del consiglio e delle commissioni. L'ammontare dei gettoni percepito ogni mese dal consigliere non può superare l'importo pari a un quarto (25 %) dell'indennità massima prevista per il Sindaco. Il limite, ridotto dalla Finanziaria 2008 da un terzo a un quarto, che ciascun consigliere può percepire mensilmente, è riferito a quanto è allo stesso attribuito, al lordo delle ritenute Irpef. I rimborsi delle spese di viaggio e delle altre sostenute per le missioni effettuate dagli amministratori, autorizzate preventivamente in conformità dell'articolo 84 del ricordato Testo Unico (nel Testo rinnovato con il comma 27 della legge n. 244/2007) sono anch'essi a totale carico del Comune e non incidono sull'importo dovuto ai consiglieri per gettoni di presenza e agli altri amministratori per l'indennità di funzione. "Il Sole 24 Ore del lunedì" pubblica in questa rubrica una selezione delle risposte fornite dall'Anci ai quesiti (che qui appaiono in forma anonima) degli amministratori locali. I Comuni possono accedere al servizio "Anci-risponde" - solo se sono abbonati - per consultare la banca dati, porre domandee ricevere la risposta, all'indirizzo Internet Web www.ancitel.it. I quesiti non devono, però, essere inviati al Sole 24 Ore. Per informazioni, le amministrazioni possono utilizzare il numero di telefono 06762911 o l'e-mail "ancirisponde@ancitel.it".

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BOLZANO, PROGRAMMA EDILIZIO 2008: INTERVENTI PER LA SCUOLA E LA CULTURA (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Bolzano, 18 febbraio 2008 - Nel settore edilizia il Dipartimento lavori pubblici investe quest'anno 91 milioni di Euro. Di questi 67,8 servono perchè già in fase di realizzazione, mentre con i rimanenti 23,5 milioni di Euro saranno finanziate una serie di nuove opere e la progettazione di altre. Il relativo programma edilizio 2008 è stato approvato dalla Giunta provinciale l'11 febbraio scorso. In autunno, una volta conclusa l'esposizione Manifesta 2008 ospitata nella parte bassa, saranno avviati i lavori di sistemazione della parte centrale del Forte di Fortezza, per i quali è prevista una spesa di 250. 000 Euro. Per la sistemazione della parte bassa del forte sono necessari ulteriori 700. 000 Euro. Nel 2009 il Forte ospiterà la Mostra congiunta. Secondo il direttore del dipartimento lavori pubblici, Josef March, un'opera di rilievo sarà la costruzione delle officine e dei laboratori per la facoltà di design dell'Università a Bolzano con due piani sotterranei nel cortile fra il corpo centrale e l'ex Classi. Costo dei lavori, che dovrebbero essere avviati nel tardo autunno di quest'anno, circa 7 milioni di Euro. Per l'avvio dell'anno scolastico 2008/2009 si provvederà alla prima tranche di arredi del Liceo classico "Walter von der Vogelweide" a Bolzano i cui lavori di costruzione sono quasi conclusi, come annuncia l'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner. La seconda tranche sarà installata entro la fine del 2008. I costi si aggirano sui 1,2 milioni di Euro. 1,5 milioni di Euro verrà a costare l'arredo del Liceo pedagogico "Gasser" in Bressanone che in autunno potrà così utilizzare la nuova sede. L'itc "Raetia" a Ortisei nel 2008 otterrà un finanziamento di circa 500. 000 Euro. Per la sede distaccata dell'Itc "Kunter" a Bolzano nel 2008 è previsto un investimento di 400. 000 Euro per la nuova scale e per l'ascensore adatto all'uso da parte di disabili. Nell'edificio delle Dame Inglesi a Bressanone sdovranno essere eseguiti urgenti lavori di sistemazione per una spesa di 200. 000 Euro al fine di ospitare alcne sezioni dell'Itc di Bressanone. Nel 2008 saranno finanziati in parte anche lavori di sistemazione dell' Ex-böhler a Merano al fine di ospitare parte della scuola alberghiera Savoy. . <<BACK.

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E' figlia d'arte Rossella Croce, titolare insieme con Anna Maria Iannielli della piccola l (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ibreria "Croce Rossella & Co.", in via Cortina d'Ampezzo 379. E' infatti la figlia di Remo, famoso libraio e animatore della vita culturale romana, scomparso quattro anni fa dopo aver ceduto nel 2000 la sua libreria di corso Vittorio Emanuele. In un centro per il tempo libero ("Happy Family"), dotato di campi di calcetto e beach volley, centro estetico e ristorante, ludoteca e negozi, Rossella e Anna Maria svolgono la loro attività in poco più di trenta metri quadrati. Con così poco spazio è quindi importante scegliere i libri giusti. "Ma i clienti escono sempre soddisfatti perché trovano quello che cercano", dice Rossella (nella foto). Le due libraie sono assai appassionate e prodighe di consigli. "Non solo consigli di lettura - racconta Rossella - ma anche di scrittura. Più di uno ci porta i suoi manoscritti e ci chiede un parere o un suggerimento di carattere editoriale". Fra i libri più venduti di questi ultimi tempi, spiega, oltre ai bestseller di Rizzo e Stella, di Saviano, della Barbery e di Cazzullo, si sono segnalati anche Alan Bennett con "La sovrana lettrice" e Vito Mancuso con "L'anima e il suo destino".

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Forlì, consiglio comunale: Zelli e Zambianchi gli stakanovisti (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sei in news/Prima pagina, data 18.02.2008, orario 16:22. Forlì, consiglio comunale: Zelli e Zambianchi gli stakanovisti L'assessore Gabriele Zelli (Pd) e il consigliere Luca Zambianci (FI) sono i due stakanovisti del consiglio comunale di Forlì. Con 91 e 92 presenze collezionate in due anni e mezzo di lavoro (dal giugno 2004 al dicembre 2007) sono in assoluto gli eletti più ligi al proprio dovere: almeno in quanto a presenza fisica. Tra i più presenti fra i consiglieri anche Marco Errani (Pd), Lauro Biondi (Pri), Giulio Marabini (Pd) e Luciano Minghini (Pd, presidente del consiglio). FORLI' - Presentato anche quest'anno il bilancio dell'attività svolta dal consiglio comunale nel 2007. A presenziare l'incontro con la stampa, lunedì mattina c'erano il presidente del consiglio comunale, Luciano Minghini (Pd), e il vice-presidente Flavio Giunchi (Forza Italia). A distinguersi per le maggiori presenze in consiglio comunale dal 2004 ad oggi, è Luca Zambianchi (Fi), l'unico consigliere a non aver mai mancato un appuntamento in tre anni (92 in tutto). Il primato, per gli assessori, va a Gabriele Zelli, che non ha collezionato nemmeno un'assenza alle assemblee civiche dal 2004 ad oggi (nel 2007 sono state 27 in tutto). A seguire, con 91 presenze dal 2004, ci sono i consiglieri Lauro Biondi (Pri, 26 consigli nel 2007), Marco Errani (capogruppo del Pd, nessuna assenza nel 2007), Giulio Marabini (Pd, 26 presenze l'anno scorso) e Luciano Minghini (che, nel 2007, che non ha saltato nemmeno un'assise cittadina). Stessi risultati per gli assessori Elvio Galassi e Loretta Lega. Ma a collezionare il massimo numero di presenze in consiglio comunale, l'anno scorso, ci sono anche il neo-assessore Pierluigi Bertaccini (Nuova Romagna), Vanda Burnacci (Fi), e Fabrizio Francia (Pd). Subito dopo, con 26 partecipazioni su 27 assemblee civiche, si attestano Francesco Aprigliano (alleanza Meridionale), Andrea Avellone (Pd), Ottavio Bonavita (Pd), Mauro Briganti (Pd), Paolo Farneti (Fi), Enrica Mancini (Pd), Leo Matteucci (capogruppo PRC), Massimo Montanari (Pd), Diana Morgagni (Pd), Paolo Ragazzini (Pd), Erio Sbaragli (Viva Forlì), Daniele Tappari (Pd), Marco Valentini (Pd) e l'assessore Lodovico Buffadini. Per quanto riguarda i capo-gruppi “mancanti”, Alessandro Ronchi dei Verdi ha accumulato 25 gettoni presenza su 27, Romano Baccarini di Viva Forlì 24, Vincenzo Bongiorno di An 20, Gabriele Gugnoni (Udc) 18 (ottenendo il primato di consigliere meno presente), Roberto Gasperoni (Gruppo della Libertà) 22, Antonio Nervegna (Fi) 22. Rispetto al 2006, l'anno scorso sono cresciute le interrogazioni-interpellanze, passate da 98 a 138, come pure le mozioni e gli ordini del giorno (39 contro i 35 del 2006). In calo, invece, gli argomenti trattati in consiglio, passati dai 209 del 2006 (in forte crescita rispetto al 2005, in cui erano stati 168) ai 191 del 2007. Di poco superiori le deliberazioni adottate, 224 nel 2007, contro le 227 dell'anno precedente. Numeri che hanno subito una grossa accelerazione, soprattutto considerando quelle adottate nel 2004, pari a 105, meno della metà degli anni successivi.

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E' LUCA ZAMBIANCHI (FORZA ITALIA) IL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORLì PIù PRESENTE, LA CLASSIFICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 18-02-2008)

Argomenti: Costi della politica

(18:05) (18/2/2008 16:04) | E' LUCA ZAMBIANCHI (FORZA ITALIA) IL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORLì PIù PRESENTE, LA CLASSIFICA (Sesto Potere) - Forlì - 18 febbraio 2008 ?Lui non manca mai. 92 presenze su altrettanti consigli comunali nel periodo 2004-2007. E' Luca Zambianchi (Forza Italia) il consigliere comunale di Forlì che, cifre alla mano, non ha mai 'dato buca'. Scontano invece l'arrivo tardivo (rispettivamente il 14 marzo e il 21 novembre 2005) Gabriele Gugnoni (Udc) e Enrica Mancini (Partito Democratico), che collezionano 59 e 56 presenze a testa. Fermandoci al 2007 (27 i consigli svolti) fanno il pieno Lauro Biondi (Pri), Vanda Burnacci (Forza Italia), Marco Errani, Fabrizio Francia e Luciano Minghini (Pd). Conta nove presenze Marino Bartoletti (Viva Forlì, uscito però dal consiglio il 10 maggio 2007). Dei 'regolari' i più assenti sono stati, con 20 presenze, Vincenzo Bongiorno (An) e Valeria Camorani (Pd). Non sono stati diffusi i numeri relativi alle commissioni consiliari. Per quanto riguarda la giunta il più presente, nell'arco del quadriennio, è stato Gabriele Zelli (92 presenze su 92). La maglia nera spetta invece al vice sindaco Evangelista Castrucci. Ogni consigliere riceve, per sia per il consiglio che per le commissioni, un gettone di presenza di 44 euro lordi. 124 (su 138 documenti presentati) le interrogazioni o interpellanze trattate. 188 le deliberazioni adottate. L.B.

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