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tARTICOLI DEL 17-19 gennaio 2009
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Articoli
Costi dei politici (18)
Gressan nel segno dei rincari
( da "Stampa,
La" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sono state ritoccate verso l'alto («dopo anni di congelamento dei prezzi» dice sempre il sindaco) anche le tariffe per i corsi di sci, per la palestra comunale, per il teatro e per la sala conferenze. Invariate le indennità di carica per gli amministratori e i gettoni di presenza dei consiglieri.
Basilea,
giù la maschera ( da "Milano Finanza"
del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Milano Finanza Numero 012 pag. 21 del 17/1/2009 | Indietro Basilea, giù la maschera Di Francesco Ninfole credit crunch Aumentano le imprese, soprattutto pmi, che subiscono una contrazione dei finanziamenti da parte delle banche. I direttori di filiale la giustificano con i regolamenti internazionali.
di
fronte al disastro chiamiamo la città alla mobilitazione
( da "Tirreno,
Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dando loro il solo gettone di presenza. Un passaggio che porterebbe a reperire finanziamenti da destinare al sociale». Settore per il quale, continua Caprili, «si annuncia un taglio in bilancio dai 2 ai 3 milioni di euro. Che in realtà significa tagliare il rapporto con i cittadini morsi dalla crisi».
IN
RELAZIONE all'articolo Polemica sui gettoni per le pr...
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di lavoro e il gettone di presenza, lo status del capogruppo di un gruppo che partecipa a una commissione di cui non è membro effettivo ma della quale, a norma di Regolamento, sembra dover far parte. Ciò serviva a comprendere se a tale capogruppo spetta o meno il permesso orario retribuito, visto che oltretutto la prassi consolidata pare quella indicata dai pareri del Ministero degli
IL
GRUPPO PD <Dal piano delle opere sono scomparsi interventi essenziali>
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non è stata finanziata la messa in sicurezza di Via dell'Uva, niente marciapiedi di via Tinelli». Nell'ex quartiere 4 «mancato completamento piazza Quercioli» e così via. Nel piano triennale «si è tenuto conto solo dei futuri interventi Piuss che se saranno approvati dovranno essere cofinanziati per il 40% con risorse comunali».
turco:
verifiche sulle spese dell'ente e più informazione sull'inceneritore
( da "Tirreno,
Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in materia di costi della politica, come pensa Cecilia Turco di dare attuazione all'auspicata riduzione dei costi della politica? «Riconducendo - è la risposta - ogni attività solo a ciò che è necessario e indispensabile. Penso a uno screening offerto ai cittadini sui costi delle decisioni di giunta e consiglio provinciale.
Novità
in consiglio comunale ( da "Corriere Adriatico"
del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Altra novità è quella della possibilità per i consiglieri di poter scegliere tra gettoni di presenza e indennità di funzione pari o inferiore alla somma dei gettoni percepita nell'anno precedente. Saranno poi gli stessi consiglieri comunali a stabilire entro il 31 dicembre di ogni anno quali corsi di aggiornamento organizzare.
manager,
ecco chi guadagna di più ( da "Tirreno, Il"
del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: amministratore delegato e direttore generale Nicola Fortunati che aveva diritto a un'indennità di 205mila 400 euro. Il presidente Giulio Augusto Baldi aveva un emolumento di 32mila euro e un gettone di presenza di 200 euro. Per i tre consiglieri Riccardo Sensi, Vittorio Capello e Massimo Martelli la retribuzione era di 16mila euro e 150 di gettone).
Il
centrodestra più presente in aula della maggioranza
( da "Stampa,
La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ACQUARONE HA COLLEZIONATO SOLO 15 GETTONI Ecco le presenze Il centrodestra più presente in aula della maggioranza SAVONA Centrodestra batte centrosinistra nella corsa alle presenze in Consiglio comunale. Secondo i dati pubblicati dalla segreteria generale di Palazzo Sisto, i consiglieri di Forza Italia, An, Lega Nord, Udc e Lista Delfino nel 2008 hanno partecipato in media a 20,
Il
presidente "costa" 200 mila euro
( da "Stampa,
La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per i loro gettoni di presenza sono stanziati 273 mila euro. Si aggiungono 31 mila euro per le assenze dal posto di lavoro di pochi dipendenti di aziende private e le spese per rimborsi di viaggio di quelli che non abitano in città (50 mila), le risorse per i gruppi (80 mila) e per le spese varie (80 mila).
l'ospedale
di thiesi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La Casta» di Stella e Rizzo, non per i suoi difetti ma per i suoi pregi. Ha diminuito gli sprechi a partire dalle auto blu della Regione, alle Comunità montane, ai Consorzi industriali ecc. riducendone il numero. Tuvixeddu è una necropoli sulla costa Cagliaritana definita «Patrimonio dell'umanità», sulla quale vogliono costruire palazzoni:
Il
boom negli anni Ottanta Il gettone ritirato nel 2001
( da "Nuova
Ferrara, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Sip in quel
periodo circolavano 7 gettoni per abitante. Nei primi anni Ottanta quando era
imminente il passaggio del costo del gettone da
L'idrovia?
E' solo uno spreco ( da "Nuova Ferrara, La"
del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i fiumi di denaro che correranno per consulenze, cantiere, società a partecipazione pubblica, con l'immancabile politico riciclato a guadagnarsi l'emolumento ed il gettone di presenza. Che pena! Ma torniamo all'idrovia: si legge nel progetto definitivo, elaborato dalla Provincia di Ferrara e dai suoi costosi consulenti (pg.
Finanza
derivata La deliberazione della Sezione regionale di con...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei primi temi che dovrà affrontare la coalizione di centrosinistra in vista della costruzione del percorso delle primarie è quello dei costi della politica e la questione etica. Troppe consulenze d'oro, troppe nomine politiche, troppi assessori esterni "investiti" e non sottoposti al vaglio del voto popolare hanno in questi anni fatto lievitare i costi della pubblica amministrazione
pd,
trasparenza sui redditi degli eletti
( da "Centro,
Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rendere note le proprie fonti di reddito (stipendi, rimborsi, gettoni di presenza ed ogni altra retribuzione o guadagno percepito), a far conoscere il proprio patrimonio; a dichiarare non solo i finanziamenti ricevuti, ma anche i doni (che se superiori ad un valore modico non dovrebbero essere accettati da chi ha responsabilità politiche);
Indennità
pagate con il fondo di riserva, è polemica
( da "Corriere
Adriatico" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha approvato il prelevamento dal fondo di riserva straordinario di 30.000 euro per il pagamento delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Un atto, quello della giunta Sorci, che sarebbe pieno zeppo di punti interrogativi, a partire dal momento in cui è stato deliberato.
Costi
politica/ Casini: Soldi pubblici solo a partiti
( da "Virgilio
Notizie" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: iniziativa per ricordare don Luigi Sturzo - avanziamo la proposta che solo i partiti che avranno statuti democratici, certificati dalla legge, potranno usufruire dei finanziamenti pubblici. Chi vuol fare partiti senza il requisito democratico - aggiunge il leader centrista - rinunci ai finanziamenti pubblici, ai soldi dei cittadini".
Costi
politica/ Monaco: Bene Casini, urge legge sui partiti
( da "Virgilio
Notizie" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: iniziativa dell'Udc, che propone di limitare il finanziamento pubblico ai partiti che si doteranno di statuti democratici in linea con la legge: "Casini ha assolutamente ragione: urge - osserva Monaco in una nota - una legge che disciplini la vita dei partiti, che ne assicuri la democraticità interna e condizioni ad essa il finanziamento pubblico"
( da "Stampa, La" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO. APPROVATO
IL BILANCIO In aula Gressan nel segno dei rincari Scontro sui costi per i
cittadini [FIRMA]GIANPAOLO CHARRÈRE GRESSAN Pareggia sulla cifra di sette
milioni e 784 mila euro il bilancio di previsione 2009 del Comune di Gressan.
Il documento contabile è stato approvato a maggioranza dal Consiglio, con il
voto contrario dell'opposizione. Sono stati aumentati («dovuti per legge» dice
il sindaco Mirco Impérial) i costi a carico del cittadino della raccolta
rifiuti (+7 per cento) e dell'acquedotto (+5 per cento). Sono
state ritoccate verso l'alto («dopo anni di congelamento dei prezzi» dice
sempre il sindaco) anche le tariffe per i corsi di sci, per la palestra
comunale, per il teatro e per la sala conferenze. Invariate le indennità di
carica per gli amministratori e i gettoni di presenza dei consiglieri. Per il sindaco il documento contabile «è
nel segno della continuità con gli esercizi precedenti. Facendo attenzione a
ogni uscita - ha detto ancora Impérial - abbiamo riportato il patto di
stabilità in linea, centrando l'obiettivo di rientrare nei parametri previsti
dalla legge». Ha obiettato il capogruppo dell'opposizione Michel Martinet: «Il
bilancio è piatto, e dimostra la fragilità del progetto politico di questa
maggioranza». Le spese per investimento 2009 ammontano a più di tre milioni e
700 mila euro, pari al 45 per cento delle uscite totali. Nel 2010 e 2011, il
punto di pareggio del bilancio salirà oltre i dieci milioni di euro. Un «salto»
giustificato dai fondi previsti per due grandi opere, il nuovo polo scolastico
(se il progetto otterrà i finanziamenti regionali) e la struttura «Après ski»
di Pila. Proprio su questi temi si è acceso il dibattito tra maggioranza e
opposizione. «Sono due lavori molto costosi - ha detto Martinet - che avranno
ripercussioni sulle finanze comunali almeno per i prossimi vent'anni». Martinet
ha contestato anche il mantenimento dell'Ici al 6 per mille per la zona
commerciale di Pila. Il sindaco ha ribattuto che «per il polo scolastico la situazione
attuale ci porta a questa scelta, da concretizzare con urgenza, considerate le
proiezioni che indicano un numero crescente di alunni». Per quanto riguarda
Pila, il sindaco ha ricordato che «l'Ici al 6 per mille e l'Après ski hanno lo
stesso denominatore. Per investire, riteniamo giusto chiedere qualcosa in più a
chi avrà maggior giovamento da questo intervento». Martinet, nella sua
relazione, ha messo l'accento anche su questioni urbanistiche. «Non avete fatto
nulla per rivedere il piano regolatore - ha detto il capogruppo di minoranza -
pur se in campagna elettorale questo tema era stato uno dei vostri cavalli di
battaglia». Il Consiglio ha approvato anche la trasformazione del Consorzio
dell'Envers (che raggruppa Gressan, Charvensod, Pollein e Jovençan) in società
a responsabilità limitata. Mirco Impérial «Il bilancio è nel segno della
continuità. Facendo attenzione a ogni uscita abbiamo riportato il patto di
stabilità in linea»Michel Martinet «Il documento contabile presentato in
Consiglio comunale è piatto e dimostra la fragilità del progetto politico di
questa maggioranza».
( da "Milano Finanza" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Milano Finanza
Numero 012 pag. 21 del 17/1/2009 | Indietro Basilea, giù
la maschera Di Francesco Ninfole credit crunch Aumentano le imprese,
soprattutto pmi, che subiscono una contrazione dei finanziamenti da parte delle
banche. I direttori di filiale la giustificano con i regolamenti
internazionali. Ma i motivi sono altri Fabio Capitani è un imprenditore come
tanti altri in Italia. E con lo stesso problema: l'accesso al credito. «La
banca mi concede affidamenti fino a 450 mila euro. La mia azienda Im-El, che si
occupa di impiantistica, lavora su commessa con pagamenti a 90, 120 e anche 150
giorni. Questo vuol dire per alcuni periodi la liquidità è prosciugata». Im-El
ha 15 dipendenti, un fatturato che sfiora il milione e mezzo di euro e utili in
crescita da anni. Capitani ha acquistato un immobile in leasing che non
contribuisce al merito creditizio. «Vorrei investire su un nuovo edificio.
Potrei ampliare l'attività e assumere un paio di dipendenti. Ma il progetto è
in cantiere, perché la banca non mi concede prestiti aggiuntivi. Anzi, mi
dicono che sono costretti a ridurre gli importi a causa degli accordi di
Basilea». L'esperienza di Fabio Capitani è solo un caso isolato? E soprattutto,
è davvero Basilea2 la causa di tutti i guai? Quanto alla prima domanda, sono
sempre più le aziende che lamentano un crollo dei finanziamenti. La percezione
diverge però dai dati ufficiali, per i quali i prestiti continuano ad
aumentare, seppure a un tasso di crescita inferiore (vedere tabella in pagina).
Secondo Gianfranco Torriero, responsabile del centro studi dell'Abi, «la
frenata del credito si collega alle difficoltà prospettiche macroeconomiche che
rendono più prudente la domanda di finanziamenti da parte delle imprese. La
riduzione degli investimenti è in atto dall'inizio del 2008, mentre ancora a
ottobre gli impieghi crescevano del 10%. Oggi la richiesta di prestiti deriva
principalmente da esigenze di ristrutturazione del debito e di finanziamento
dell'attivo circolante». Confindustria ha però segnalato che «il rallentamento
si è accentuato negli ultimi due mesi del 2008. è elevato il rischio che
prosegua nel 2009». L'Isae ha aggiunto che si è realizzato «un forte aumento
della quota di imprese che non hanno ottenuto il finanziamento richiesto (14,4%
a novembre, contro il 6,9% di giugno) e di imprese con peggiorate condizioni di
accesso al credito (43,5% a novembre, contro il 23,4% di giugno). A soffrire di
più sono le medie imprese (53,9%)». Per l'associazione degli imprenditori, «le
banche alzano gli spread, allungano i tempi, impongono oneri addizionali e
riducono l'ammontare concesso. Tutte le imprese sono penalizzate sui costi;
molte, considerate più rischiose anche per il settore in cui operano, sugli
stock concessi. Resta così insoddisfatta una quota della domanda di credito
delle aziende. Domanda che rimane in crescita». Come spiegare la diversità
delle opinioni? Le cifre complessive sono influenzate dai valori delle aziende
più grandi: potrebbe nascondersi un effetto Zaleski, tanto denaro a pochi, e
poco a molti. «Il rallentamento del credito è più intenso nei confronti delle
piccole imprese», conferma l'ultimo Bollettino di Banca d'Italia. Né tutti gli
istituti si stanno comportando nella stessa maniera: come ha sottolineato l'8 gennaio
il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, «le banche cooperative proseguono i
loro affidamenti alle imprese mentre altre li hanno ridotti». Da qui una
diversa percezione del credit crunch. Ma su un punto nessuno discute: la
situazione si è aggravata dopo il default di Lehman Brothers ed è tuttora in
peggioramento. Sulle cause della frenata, Tremonti è stato chiaro: «Non è
dovuta alla situazione dei conti delle imprese ma alla struttura di bilancio
delle banche». Ed eccoci allora a Basilea. Sono davvero i regolamenti
internazionali a penalizzare le imprese? Basilea produce un effetto prociclico
perché i requisiti patrimoniali delle banche diventano più stringenti quando i
rating delle aziende peggiorano. In tempi di recessione, cioè proprio quando le
imprese hanno bisogno di maggiori prestiti, le banche devono tirare la cinghia
dei finanziamenti. Andrea Sironi, professore ordinario di economia degli
intermediari finanziari alla Bocconi, osserva però che «qualunque tipo di
regolamentazione patrimoniale avrebbe un effetto prociclico. Basilea lo
accentua in parte perché è legata al sistema dei rating». Ogni downgrade
comporta una maggiore quota di capitale che la banca deve conservare per
coprire il rischio di default dell'impresa. Il docente fa notare che l'ultima
versione dell'accordo prevede l'adeguamento dei coefficienti di correlazione
del rischio per le piccole imprese, che sono dunque avvantaggiate. Se le
imprese soffrono il credit crunch, il motivo è un altro: «La richiesta di
solidità delle banche arriva dal mercato più ancora che da Basilea. Il mercato
non si fida delle banche». E richiede perciò ratio ben più elevati di quelli
previsti dai regolatori. Nonostante l'impatto sul livello dei prestiti non sia
rilevante, Basilea diventa però il motivo attraverso cui le agenzie respingono
le richieste degli imprenditori, come nel caso di Capitani. «Sia chiaro: se i
prestiti diminuiscono è colpa della flessione economica e dei problemi di
liquidità delle banche. Basilea serve più che altro ai direttori di filiale per
motivare le restrizioni», spiega Massimo Perini, presidente di Confidi Province
Lombarde e imprenditore nel ramo arredamento, che aggiunge: «Inutile nascondere
che finora molte imprese abbiano compilato i bilanci per il fisco, non per la
finanza. L'obiettivo era mostrare pochi utili e pagare poche tasse, ma così si
è perso merito creditizio». Inoltre molte aziende, soprattutto piccole, non
hanno neppure un rating, quindi per Basilea sono catalogate come rischiose:
anche quelle in realtà efficienti. Insomma, cambiare Basilea non servirà a
risolvere il problema del credit crunch, ma per ridurre alcuni effetti negativi
è possibile pensare a modifiche: «Ad esempio occorre che i prestiti a imprese
con alle spalle fondi di garanzia abbiano un assorbimento di capitale bancario
pari a zero. Mi sembra che questa istanza sia in fase di recepimento da parte
del legislatore», rileva Torriero. A livello più generale, secondo Sironi,
«occorre smorzare l'effetto prociclico di Basilea attraverso maggiori accontanamenti
da parte delle banche quando l'economia va bene». E se va male, alle imprese
non resta che sperare nei mercati e nelle politiche di sostegno statale:
«L'allentamento delle tensioni finanziarie e il rafforzamento patrimoniale
degli intermediari, facilitati dalle misure prese dal governo e dalla Banca
d'Italia, potranno contribuire a distendere le condizioni di offerta di
credito», è l'analisi di Via Nazionale. Ma per osservarne gli effetti concreti,
le imprese dovranno attendere. (riproduzione riservata) Banca Fabio
Capitani imprese Italia Basilea banche Alias
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( da "Tirreno, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'OPPOSIZIONE «Di
fronte al disastro chiamiamo la città alla mobilitazione» VIAREGGIO. Partito
democratico e Sinistra Arcobaleno uniti e concordi nel bocciare i primi nove
mesi di governo del centrodestra in città. «Chiamiamo la città tutta ad un
sussulto di fronte al disastro cui ci stanno portando», è l'appello di Caprili
(capogruppo SA) che coltiva l'idea di un'assemblea cittadina di tutti coloro
che si oppongono alla giunta Lunardini. Batistini (capogruppo Pd) dal canto suo
rilancia la proposta già avanzata: «La crisi c'è e il segnale che
l'amministrazione dovrebbe dare è quella del taglio dei compensi dei
consiglieri delle partecipate, dando loro il solo gettone
di presenza. Un passaggio che porterebbe a reperire finanziamenti da
destinare al sociale». Settore per il quale, continua Caprili, «si annuncia un taglio
in bilancio dai 2 ai 3 milioni di euro. Che in realtà significa tagliare il
rapporto con i cittadini morsi dalla crisi». Sugli incarichi - la
galassia delle società è come le sirene di Ulisse e Lunardini ne ha ascoltato
il richiamo - anche Caprili insista: «Ho chiesto alla Fondazione Carnevale i
nomi degli avvocati con i quali ha un contratto. Non ho ancora ricevuto
risposta, e ribadisco la domanda: voglio i nomi». E i compensi. Insieme
Batistini e Caprili anche sul giudizio dell'attività del consiglio comunale.
Che da maggio a novembre ha esaminato 42 delibere «e di queste 15 erano
relative a nomine». Il consiglio comunale - insiste il capogruppo del Pd -
«lavora in maniera sbagliata. E non per colpa del presidente Spadaccini al
quale chiediamo comunque maggiore tutela dell'opposizione». «Sento dire dai
consiglieri di maggioranza - continua Caprili - che le sedute durano troppo e
che bisogna andare a letto alle 23...Mi dispiace, ma ci si è candidati
chiedendo voti per andare in consiglio a discutere i problemi della città e non
per fare i "votatori"». I due partiti di opposizione hanno unito le
forze, insomma, e lanciano il proprio messaggio: «Vorremmo lavorare sulle
grandi questioni cittadine - è la promessa - con una mobilitazione comune».
D.F.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LIVORNO pag.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA MASSA pag. 2
IL GRUPPO PD «Dal piano delle opere sono scomparsi interventi essenziali» MASSA
IL PD DI MASSA si dice deluso dal piano triennale delle opere pubbliche
2009-2011: «La maggioranza scrivono i consiglieri Giovanni Ricci, Giorgio
Raffi, Stefano Alberti, Fabrizio Panesi e Gabriele Carioli non ha tenuto fede
agli impegni elettorali e non ha tenuto in considerazione quanto la precedente
amministrazione aveva predisposto nel piano 2008-2010». Il Pd contesta la
«cancellazione» di alcuni interventi: «nella zona montana il completamento
della strada a Casette, l'ampliamento del cimitero di Casette e Forno, gli
interventi per dissesto idrogeologico e il ripristino dei boschi inincendiati.
Nella zona a mare non è stato previsto alcun tipo di investimento», c'è solo la
delegata ma «al momento non è ancora stato fatto nulla da parte della delegata,
incarico che pesa fortemente sui costi della politica.
Non si è portato a termine il compimento della viabilità a Marina di ponente, è
stata ignorata l'area di Partaccia, non è stato completato il parco fluviale».
Nell'ex quartiere 2 «non è stata finanziata la messa in
sicurezza di Via dell'Uva, niente marciapiedi di via Tinelli». Nell'ex
quartiere 4 «mancato completamento piazza Quercioli» e così via. Nel piano
triennale «si è tenuto conto solo dei futuri interventi Piuss che se saranno
approvati dovranno essere cofinanziati per il 40% con risorse comunali».
E gli interventi Piuss sono «programmati senza una logica per la
riqualificazione della zona del centro città».
( da "Tirreno, Il" del 17-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 4 - Pistoia
Turco: verifiche sulle spese dell'ente e più informazione sull'inceneritore
Primarie Provincia L'avvocato replica: «Ho votato per Berti» PISTOIA. «Mi
sembra sia stato avviato strumentalmente un processo pubblico al mio mancato
appoggio a Renzo Berti, due anni fa, per le elezioni amministrative. Allora si
sappia che Berti è stato eletto grazie anche al mio voto al ballottaggio.
Insomma, è anche il mio sindaco». Cecilia Turco inizia così a replicare a chi
continua, nel Pd, ad attaccarla per il suo appoggio, due anni fa, a Giovanni
Capecchi, candidato sindaco per i Verdi Arcobaleno. L'avvocato è oggi candidata
alle primarie di centrosinistra ed ha raccolto il 40% delle firme
dell'assemblea provinciale del Pd. Ma quel "peccato originale" di due
anni fa continuano a rinfacciarglielo, soprattutto i sostenitori dell'altra
candidata espressa direttamente dal partito, Federica Fratoni. «Due anni fa -
continua Turco - ci furono esperienze nuove di cittadini che espressero la
necessità di una maggiore attenzione a temi come l'ambiente, la sostenibilità,
la trasparenza delle istituzioni. Mi sembrò giusto cogliere quei segnali, non
penso sia stata una frattura né un golpe. Singolare che Berti si meravigli. Mi
dispiace anche che non sapesse del mio appoggio; certo, non lo espressi con
clamore pubblico. Del resto il vero ascolto è una cosa difficile da praticare,
mentre dovrebbe essere un principio costitutivo». «E poi - conclude Turco - chi
vuol gurdare indietro lo faccia a tutta la mia storia, sempre collocata in un
ambito di centrosinistra. Ma attenzione, a guardare indietro si rischia il
torcicollo e quando poi si torna a guardare avanti può darsi che si sia rimasti
soli». Fin qui la polemica sul passato. Ma l'imminente voto sulle primarie
impone di spostare l'attenzione sulle scelte concrete per il futuro. Ad
esempio, in materia di costi della politica, come pensa Cecilia Turco di dare attuazione all'auspicata
riduzione dei costi della politica? «Riconducendo - è la
risposta - ogni attività solo a ciò che è necessario e indispensabile. Penso a
uno screening offerto ai cittadini sui costi delle decisioni di giunta e
consiglio provinciale. Il processo politico è cosa seria, da tutelare.
Ma la spesa andrà verificata e prese le misure che si rendessero necessarie.
Così per le spese di rappresentanza, quelle istituzionali, i contributi, i
viaggi. Su questo fronte mi pare ci sia la possibilità di dare dei segnali».
Altro tema caldo è quello della gestione dei rifiuti, in particolare del ruolo
dell'inceneritore di Montale... «L'inceneritore oggi è indispensabile,
purtroppo - scandisce Turco - dico purtroppo perché la politica
deve sforzarsi di creare equilibri sempre più avanzati dal punto di vista
ambientale. Non ci si può fossilizzare. L'inceneritore è uno strumento, non un
fine. Comunque per legge occorre che l'allargamento dell'impianto di Montale
sia sottoposto ad autorizzazione integrata ambientale, una procedura che attiva
tutti gli organismi competenti in materia. Io, poi, propongo anche che la
Provincia istituisca un garante della comunicazione, d'intesa con i Comuni,
perché tutti i dati disponibili sull'impianto siano messi a disposizione del
pubblico e aggiornati al massimo». Fabio Calamati
( da "Corriere Adriatico" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Commissione pari opportunità
e numero legale Novità in consiglio comunale CIVITANOVA - Novità a breve nel
funzionamento del consiglio comunale. E' stato approvato dalla commissione
Affari Istituzionali, insieme ai capigruppo, la proposta di modifica del
regolamento del consiglio comunale in base al Testo Unico degli Enti Locali. Le
novità principali riguardano l'istituzione della commissione Pari opportunità e
la modifica del numero legale. In base alle nuove disposizioni, non si dovrà
più conteggiare il sindaco e quindi il "quorum" del numero legale
passa, per quanto riguarda Civitanova, da
( da "Tirreno, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Pietro
Barghigiani Manager, ecco chi guadagna di più In testa l'amministratore delle
terme Fiori, lo segue Bechini (Mp) Quanto percepiscono i consiglieri delle
aziende Tanti gli incarichi senza corrispettivo MONTECATINI. Il pendolo dei
compensi di chi guida le società partecipate dal Comune oscilla dai 40mila euro
dell'amministratore unico delle terme allo zero assoluto previsto per altri posti
nei cda di aziende pubbliche che operano nei servizi. I numeri di Montecatini
non fanno gridare allo scandalo. Nomi, enti e compensi (quando ci sono) sono
consultabili sul sito del Comune che, in applicazione della Finanziaria 2007, è
obbligato a pubblicizzare l'elenco degli incarichi conferiti agli
amministratori delle società partecipate. I dati della tabella a fianco e gli
importi citati sono aggiornati al 31 dicembre scorso. Dal giro d'orizzonte nel
mare magnum degli enti che spaziano dalle terme ai parcheggi, dal gas alle case
popolari, dal turismo all'acqua, si contano nove società in cui il Comune ha
una quota che può essere poco più che simbolica e non fa scattare la nomina
dell'amministratore nel cda, o sostanziosa e allora gli uomini indicati dal
palazzo di viale Verdi compaiono nel board aziendale. Vediamo la situazione per
ciascuna azienda. Mp. Della Montecatini Parcheggi il Comune ha una quota del
99,99314 per cento. Il cda è formato da tre membri: il presidente Rossano
Bechini percepisce 18mila euro lordi all'anno, i consiglieri Luca Porciani e
Enrico Panicucci prendono 6mila euro. Terme. La quota societaria nella Terme
Spa è del 49,999665 per cento. L'altro socio è la Regione con la quale è stato
deciso di smobilitare il vecchio cda e insediare al vertice l'amministratore
unico Giovanni Battista Fiori. Il suo compenso, omnicomprensivo, è di 40mila
euro lordi all'anno. Altre cifre quelle versate nel 2007 all'amministratore delegato e direttore generale Nicola Fortunati che
aveva diritto a un'indennità di 205mila 400 euro. Il presidente Giulio Augusto
Baldi aveva un emolumento di 32mila euro e un gettone di presenza di 200 euro. Per i tre consiglieri Riccardo Sensi, Vittorio
Capello e Massimo Martelli la retribuzione era di 16mila euro e 150 di gettone).
Spes. Nella Società Pistoiese Edilizia Sociale il Comune ha il 2,34 per cento.
Non esprime consiglieri nel cda presieduto da Stefano Marini a cui va un
compenso lordo di 60mila euro all'anno. I consiglieri Sergio Silvestrini e Rita
Monari percepiscono un compenso annuale di 6mila 600 euro e un gettone per ogni
consiglio di 150 euro. Ato 5. La quota consortile nell'Ambito territoriale
ottimale è del 4,8 per cento. I sette membri del cda non hanno compensi. Per la
Valdinievole è presente il sindaco di Monsummano, Giuliano Calvetti. Gas.
Infinitesimale la quota detenuta in Toscana Energia: 0,056 per cento. Nessun
amministratore indicato dal Comune nella società al cui vertice siede Lorenzo
Becattini a cui vanno 84mila 154 euro lordi all'anno. Il vice Marco Braccini
prende 36mila euro e i consiglieri Fabrizio Bernardini, Luigi Fici e Gloria
Testi si fermano a 18mila. Ato 2. Non hanno indennità né gettoni
di presenza gli 11 membri del cda dell'Ato 2 del Basso Valdarno. Ne
fanno parte Aldo Morelli, sindaco di Lamporecchio e l'assessore all'urbanistica
di Montecatini Alessandro Sartoni. Turismo. Tra i 9 amministratori e con il 5
per cento delle quote, il Comune ha indicato come suoi rappresentanti nel
Montecatini Congressi Convention Bureau Scrl il vice presidente Giovanni
Spadoni e il consigliere David Mariani, ex assessore allo sport. Dalla
Provincia è nominato il presidente Massimo Porciani, dall'Apt, di cui è
direttore, il consigliere Giancarlo Melosi e dalla Camera di Commercio l'altro
consigliere Stefano Morandi. Nessuno percepisce compensi. Finanziaria. è una presenza simbolica quella del Comune in Fidi Toscana, la
finanziaria della Regione. Siamo allo 0,0021 per cento. La Regione ha nominato
Gaetano Viciconte, Pietro Pecorini, Andrea Blandi, Fabio Pacini, Luca Valente:
prendono 5mila euro e 155 euro di gettone. Unioncamere Toscana ha indicato
Claudio Guerrieri che percepisce 5mila euro più 2.500 come componente del
comitato esecutivo e 155 di gettone.
( da "Stampa, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
MA IL FORZISTA ACQUARONE HA COLLEZIONATO SOLO 15 GETTONI Ecco le presenze Il
centrodestra più presente in aula della maggioranza SAVONA Centrodestra batte
centrosinistra nella corsa alle presenze in Consiglio comunale. Secondo i dati
pubblicati dalla segreteria generale di Palazzo Sisto, i consiglieri di Forza
Italia, An, Lega Nord, Udc e Lista Delfino nel 2008 hanno partecipato in media
a 20,78 sedute (su un totale di 22). Appena un decimo più indietro la
coalizione del sindaco che con Pd, socialisti, Rifondazione, Gente di Liguria e
Comunisti italiani è arrivata a 20,68. Come si evince dalla tabella pubblicata
qui a fianco, una pattuglia di 13 consiglieri virtuosi non ha mancato nemmeno
ad un appuntamento. Fra questi figurano il compianto Augusto Briano, 4
esponenti del Pd (Apicella, Claudia Berruti, Lia Minetti e Riginaldo Vignola) i
forzisti Federico Delfino e Alfredo Remigio, il neo leghista Renato Giusto, il
Comunista italiano Federico Larosa, gli ex consiglieri Udc Pietro Santi e
Renato Costabile e il candidato sindaco del centrodestra Vincenzo Delfino. Il
consigliere meno presente è il medico di Forza Italia Mauro Acquarone con 15
presenze, seguito dal professore del Pd Franco Bonfanti con 16. Poco meglio un
terzetto formato dal forzista Filippo Marino, da Patrizia Turchi di A Sinistra
per Savona e dal Pd Nanni Carlevarino. Eccellente la partecipazione femminile:
Claudia Berruti e Lia Minetti a quota 22, Ileana Romagnoli a 21, Milvia
Pastorino a 20, Patrizia Turchi più staccata a 18. Questi i dati sui gettoni dei consiglieri dal 1° gennaio al 31 dicembre 2008.
22 Paolo Apicella, Augusto Briano, Claudia Berruti, Renato Costabile, Federico
Delfino, Vincenzo Delfino, Renato Giusto, Federico Larosa, Emilia Minetti,
Alessandro Parino, Alfredo Remigio, Pietro Santi, Reginaldo Vignola 21 Andrea
Addis, Giovanni Battista Baiardo, Luigi Bussalai, Stefano Demontis, Pietro
Carella, Roberto Drocchi, Giuseppe Ferreri, Livio Giraudo, Pietro Li Calzi,
Giuseppe Casalinuovo, Sergio Lugaro, Fabio Orsi, Marco Pozzo, Ileana Romagnoli,
Claudio Strinati 20 Giampiero Aschiero, Ruggiero Basso, Giancarlo Bossolino,
Roberto De Cia, Pierluigi Pesce, Milvia Pastorino, Emanuele Varaldo 18 Giovanni
Carlevarino, Filippo Marino, Patrizia Turchi 16 Francesco Bonfanti 15 Mauro
Acquarone
( da "Stampa, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
PALAZZO ROSSO. I
DATI SUI COMPENSI AGLI AMMINISTRATORI NEL 2008 Il presidente "costa"
200 mila euro [FIRMA]FRANCO MARCHIARO ALESSANDRIA Ha superato i 2 milioni di
euro il costo, nel 2008, per le indennità corrisposte a sindaco e assessori,
presidente del Consiglio e consiglieri comunali, presidenti e consiglieri delle
cinque Circoscrizioni. Per l'esattezza per sindaco, assessori e consiglieri
comunali erano stati stanziati 1 milione e 986 mila euro, per le Circoscrizioni
183.555. In queste cifre sono compresi, oltre alle indennità, i rimborsi ai
datori di lavoro di alcuni amministratori dipendenti di aziende private per le
loro assenze dal posto di lavoro per gli impegni istituzionali. Poi alcuni
rimborsi per viaggi, assicurazione, abbonamenti per il parcheggio e per le
spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio comunale e dei gruppi
consiliari. Lo stanziamento per il sindaco Fabbio era di 84.700 euro, di cui
circa 65 mila come indennità di carica. Per indennità di carica ai 12 assessori
(Bonadeo, Vandone, Curino, Trussi, Pavanello, Ulandi, Olivieri, Zaccone,
Giordano, Vanni Lai, Robutti, Secco) 426.750 euro, saliti a oltre 592 mila,
considerati rimborsi e spese varie. Per il presidente del Consiglio comunale,
il leghista Maurizio Grassano, l'indennità, nell'anno, è di 20 mila euro, ma
per il fatto che sia un dirigente della Vega sas di Novi e che per gli impegni
di carica sia costretto a numerose assenze dal posto di lavoro, il Comune deve
versare alla sua azienda oltre duecentomila euro («Sono un dirigente» si è
sempre giustificato). Poi vi sono spese e promozione della presidenza (134 mila
euro). Sono 40 i consiglieri comunali, per i loro gettoni di presenza sono stanziati 273 mila euro. Si aggiungono 31 mila euro per le
assenze dal posto di lavoro di pochi dipendenti di aziende private e le spese
per rimborsi di viaggio di quelli che non abitano in città (50 mila), le risorse
per i gruppi (80 mila) e per le spese varie (80 mila). Le indennità ai 5
presidenti delle Circoscrizioni - Lumiera, Remotti, Tortorici, Conte, Stirone)
pesano sul bilancio comunale per 106 mila euro. Per i gettoni
di presenza dei cento consiglieri (20 per Circoscrizione) il costo è di
50 mila euro, inoltre sono calcolati 10 mila euro per i rimborsi ai datori di
lavoro. Si devono aggiungere i 73 mila euro per il Collegio dei revisori e
altri costi vari per 32 mila euro. Non va poi dimenticato che per il
funzionamento del Consiglio comunale, le cui sedute sono in prevalenza alla
sera, si aggiungono gli straordinari per i dipendenti comunali che devono
essere presenti in aula.
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 31 - Sassari
L'ospedale di Thiesi L'ospedale di Thiesi è una bella realtà Vorrei ringraziare
e rendere merito a tutto il personale dell'ospedale di Thiesi. Sono stato
ricoverato in quella struttura per due settimane, con un complesso quadro
clinico (anche tenuto conto della mia età avanzata) e ho trovato sia nei medici
(in particolare i dottori Dore, Poddighe e Granella) sia negli infermieri una
grande professionalità e una costante attenzione alla mia persona. I miei
figli, che assiduamente venivano a trovarmi, hanno sempre riscontrato un clima
affabile e di grande disponibilità, quasi familiare. Grazie a questi medici, ho
ritrovato la salute e la serenità come meglio non avrei osato sperare.
Scongiuro gli amministratori, che dovranno decidere sul futuro dell'ospedale,
dal ridimensionarlo ulteriormente: se dovesse accadere sarebbe un gravissimo
danno per tutte i residenti nei paesi della zona. Ignazio Mura Bonorva Noi
sardi non possiamo che elogiare Renato Soru Il governatore Renato Soru si è
dimesso. L'opposizione l'ha applaudito e quelli che dovrebbero essere i suoi
alleati non lo hanno appoggiato. Ma noi sardi cosa stiamo facendo per lui? O
meglio, cosa stiamo facendo per noi? Prima di criticare o respingere il suo
operato, dovremmo interrogarci su quanto siamo realmente informati. Renato Soru
è stato nominato dall'Unesco Ambasciatore delle coste. Molti giornali nazionali
lo elogiano per la sua rettitudine. è citato nel libro «La Casta» di Stella e Rizzo, non per i suoi difetti ma per i suoi pregi. Ha diminuito gli
sprechi a partire dalle auto blu della Regione, alle Comunità montane, ai
Consorzi industriali ecc. riducendone il numero. Tuvixeddu è una necropoli
sulla costa Cagliaritana definita «Patrimonio dell'umanità», sulla quale
vogliono costruire palazzoni: lui sta cercando di salvarla. Ha iniziato
a liberarci dalla schiavitù delle basi militari come la Maddalena. La tassa sul
lusso, formulata forse in altra maniera e più mirata verso chi il lusso se lo
può permettere, avrebbe permesso migliori servizi e nel contempo favorito lo
sviluppo dei paesi più interni. La legge «salva coste» ha lo scopo di
preservare la bellezza della nostra isola ed è un atto d'amore nei confronti
della nostra terra e dei nostri figli che un giorno potranno godere delle
stesse meraviglie di cui godiamo ancora noi. è forse il primo sardo, dopo
Emilio Lussu, che ci sta aiutando a trovare quella autonomia di cui dovremmo
essere fieri. è di questi giorni la notizia che il bilancio del 2008 è stato
positivo. Non è un caso: è evidentemente il risultato di una politica seria.
Informiamoci bene prima di buttare via questa grande opportunità. Esultiamo per
Obama e non vediamo la grandezza di Renato Soru? Marcella Bosinco seguono altre
firme
( da "Nuova Ferrara, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cenni storici: la
grande epopea iniziò in città nel 1955 Il boom negli anni Ottanta Il gettone
ritirato nel 2001 La prima cabina telefonica venne installata in Italia a
Milano il 10 febbraio 1952 per iniziativa della concessionaria Stipel. In
precedenza i telefoni pubblici erano quasi esclusivamente (Ptp) posti
telefonici pubblici o ospitati presso generici esercizi, edicole o ristoranti.
A Ferrara la cabina telefonica sbarcò nel 1955 alla stazione ferroviaria, con
la quale non solo si poteva informare dell'arrivo del treno ma anche prenotare
un taxi. Fino alla fine degli anni Sessanta l'installazione di cabine
all'aperto proseguì poi con un ritmo più che moderato. Ma il vero boom delle cabine
si verificò nel decennio successivo, dove il telefono conquistò la strada con
box prefabbricati in materiale metallico con ante e pareti in vetro trasparente
ed a Ferrara se ne contavano già più di un centinaio. In questi anni c'è anche
il boom dei gettoni telefonici (apparsi per la prima
volta in Italia nel 1927 e a Ferrara l'anno successivo) che arrivarono anche a
sostituire la moneta stessa. Secondo i calcoli della Sip in
quel periodo circolavano 7 gettoni per abitante. Nei primi anni
Ottanta quando era imminente il passaggio del costo del gettone da
( da "Nuova Ferrara, La" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
IL DIBATTITO
L'idrovia? E' solo uno spreco Martedì scorso la Nuova ha dato notizia
dell'ennesimo enfatico annuncio dell'Ingegnere Capo della Provincia di Ferrara:
idrovia, a primavera i primi appalti «Sì, ci siamo...». L'informazione era
associata, per sottolinearne il valore, ad un commento del The Times di Londra
che riportava la notiza dell'apertura di un corridoio fluviale fra il lago
Maggiore e i Navigli. In Provincia hanno quindi pensato bene, anche per l'aria
pre-elettorale che si comincia a respirare in città, di sostenere la bontà del
proprio operato e la sua auspicata prosecuzione con un lancio ad effetto: anche
noi abbiamo un corridoio fluviale da aprire, caspita! La notizia, invece, è
drammatica. L'Idrovia Ferrarese dovrebbe collegare il Po da Pontelagoscuro a
Portogaribaldi e, una volta sistemata con finanziamenti europei, costituire la
"nostra" via d'acqua interna per la navigazione commerciale, un fiume
riqualificato per cittadini e turisti, e la definitiva valorizzazione del porto
fluvio-marittimo di Portogaribaldi (come riporta la costosa brochure
informativa della Provincia). Parole vuote, utopia, spreco di denaro pubblico
per un'opera morta ancor prima di nascere, completamente inutile... Salvo non
si voglia sostenere che, comunque, tutto fa massa critica purchè si possa
accedere ai finanziamenti europei a fondo perduto; vuoi mettere gli appalti, i fiumi di denaro che correranno per consulenze, cantiere,
società a partecipazione pubblica, con l'immancabile politico riciclato a
guadagnarsi l'emolumento ed il gettone di presenza. Che
pena! Ma torniamo all'idrovia: si legge nel progetto definitivo, elaborato
dalla Provincia di Ferrara e dai suoi costosi consulenti (pg. 56, ed.
maggio 2007), che scopo dell'intervento sia l'ammodernamento della tratta
fluviale Po-Mare per raggiungere il livello di navigabilità previsto per il
transito di natanti della classe europea "quinta A". Il progetto
poche righe più sotto, tra le sue definizioni, individua tali navi come quelle
aventi lunghezza di
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 18 Gennaio
2009 Chiudi Finanza derivata La deliberazione della Sezione regionale di controllo
per l'Umbria della Corte dei Conti relativa al ricorso agli strumenti di
finanza derivata da parte degli Enti locali umbri, datata 13 novembre 2008, ci
è stata trasmessa dal presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti il 3
dicembre. Data l' importanza dell'argomento chiesi subito agli altri
consiglieri di minoranza di discutere il problema e di promuovere una
conferenza stampa o prima di Natale o tra Natale e Capodanno. Lo scopo era
quello di far conoscere subito alla collettività regionale il modo con cui
anche gli enti locali umbri, Regione, Provincia e sette Comuni (al pari di 11
Regioni, alcune già sotto inchiesta) utilizzassero strumenti finanziari ad alto
rischio spesso con operazioni non consentite dalle norme vigenti, con perdite
anche elevate per Comuni spesso mal consigliati dagli esperti degli istituti di
credito e soprattutto nei casi in cui i contratti non prevedano clausole di
garanzie per l'Ente locale, soprattutto nel lungo periodo. Particolarmente
delicata la posizione del Comune di Perugia con un totale di derivati pari ad
euro 366.931.380,75 (di cui 188.708.518,41 nel 2006 e 178.223.462,34 nel 2007)
con un rapporto tra derivati ed indebitamento complessivo pari al 93,5% per il
2006 (anno del buco di Bilancio) ed al 94,44% per l'anno 2007. Una percentuale
altissima rispetto a tutti gli altri Comuni, come Foligno: 33.64%, con poco più
di 15 milioni di euro di derivati, o Spoleto: 32.47% con 53 milioni di euro di
derivati, o la stessa città di Terni con il 53.23%. Il più delle volte queste
operazioni, approvate in Giunta, non sono state discusse nelle Commissioni
preposte (Bilancio) né in Consiglio e i cittadini sono completamente
all'oscuro. La Corte dei Conti in merito si è chiaramente pronunciata e
potrebbero essere illegittime tutte le delibere di giunta; infatti è solo il
Consiglio, in quanto organo di indirizzo e di controllo amministrativo, il
soggetto al quale è riservata la potestà di decidere in merito alla conclusione
di tale tipologia di operazione, anche e soprattutto in considerazione dei
vincoli all'utilizzo delle risorse future dell'Ente, e quindi della
collettività, che la sottoscrizione dei contratti comportano. Ed il Comune di
Perugia ha stipulato cinque contratti con rate swap con collar con la Banca
Impresa Infrastrutture e Sviluppo, con differenziali negativi superiori a
quelli positivi di circa due milioni di euro. Armando Fronduti Consigliere
regionale FI Tassa rifiuti Vanno presentate entro il 20 gennaio le denunce
della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nonché quelle di
variazione per l'anno 2008 e precedenti. Sono obbligati alla presentazione
delle denunce: i cittadini o le società che non pagano la tassa rifiuti perché
non sono iscritti nei ruoli, ma che utilizzano o detengono locali ed aree scoperte
a qualsiasi uso adibite ad abitazioni, negozi, ristoranti, bar, uffici,
capannoni industriali e artigianali, distributori di carburante, chioschi ecc.;
i cittadini o le società per i quali, sebbene iscritti nei ruoli, siano
cambiate le condizioni di tassabilità per aumento della superficie o diversa
destinazione dei locali ed aree. Le denunce devono essere presentate su
appositi modelli all'ufficio tributi del Comune, direttamente o mediante
spedizione (nel qual caso come data di consegna vale quella del timbro
postale). Per l'omessa presentazione della denuncia, anche di variazione, si
applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento della tassa
o maggiore tassa dovuta. Se la denuncia è infedele, si applica la sanzione dal
cinquanta al cento per cento della maggiore tassa dovuta. Sulle somme dovute a
titolo di tributo evaso si applicano, inoltre, gli interessi per ritardata
iscrizione a ruolo nella misura stabilita dalla Legge. Comune di Gubbio
Consulenze d'oro Sicuramente uno dei primi temi che dovrà
affrontare la coalizione di centrosinistra in vista della costruzione del
percorso delle primarie è quello dei costi della politica e la
questione etica. Troppe consulenze d'oro, troppe nomine politiche, troppi
assessori esterni "investiti" e non sottoposti al vaglio del voto
popolare hanno in questi anni fatto lievitare i costi della pubblica
amministrazione e il disamore degli elettori verso la buona politica. Inoltre le vicende giudiziarie relative ad alcuni
enti provinciali ci inducono a chiedere una riflessione profonda alle forze che
in questi anni hanno gestito il governo della Provincia di Perugia e di molti
comuni. Daniela Chiaverini Coordinatrice regionale dei Verdi
( da "Centro, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il commissario: un
dovere verso i cittadini. La politica deve essere capace di controllare se stessa
Pd, trasparenza sui redditi degli eletti Brutti propone al partito l'anagrafe
degli amministratori PESCARA. Il Partito Democratico abruzzese si prepara a
pubblicare su internet (sul futuro Portale dei democratici) l'Anagrafe pubblica
dei propri eletti alle cariche amministrative. Il progetto è stato annunciato
dal commissario del Pd Massimo Brutti durante l'assemblea di sabato
all'aeroporto di Pescara. Per Brutti l'anagrafe deve essere uno «strumento di
partecipazione e trasparenza del partito, a cominciare dal rapporto tra i
propri rappresentanti nelle istituzioni e i cittadini». Per portare avanti il
progetto Brutti chiederà al Pd abruzzese di modificare lo statuto regionale del
partito perché vi si preveda appunto l'impegno degli eletti ad aderire all'anagrafe.
Di cosa si tratta? Spiega Brutti nella sua relazione all'assemblea che
l'anagrade degli eletti democratici servirà a «rendere note
le proprie fonti di reddito (stipendi, rimborsi, gettoni di presenza ed ogni altra retribuzione o guadagno percepito), a far
conoscere il proprio patrimonio; a dichiarare non solo i finanziamenti
ricevuti, ma anche i doni (che se superiori ad un valore modico non dovrebbero
essere accettati da chi ha responsabilità politiche); e poi, per quel
che riguarda l'attività istituzionale, a documentare le proprie votazioni, le
proposte di legge, le delibere assunte, le presenze nelle assemblee elettive,
ecc. Chi sceglie l'impegno politico, chi rappresenta i cittadini ha un dovere
in più», spiega Brutti «quello di rendere trasparenti tutti i propri
comportamenti e le proprie scelte». Per il commissario del Pd abruzzese anche
la trasparenza delle attività amministrative va garantita con il massimo di
rigore. «Quali sono le spese? Quali gli appalti? Vi sono consulenti? Come vengono
scelti? Quali sono i contratti e quali le retribuzioni? Su quali capitoli di
spesa dell'amministrazione vengono pagati? A quanto ammontano le spese per gli
staff, per gli uffici, per gli eventuali viaggi istituzionali sia dell'eletto
sia dello staff (di cui va documentato lo scopo istituzionale), le spese
telefoniche e per la dotazione informatica?» Queste le domande alle quali
l'anagrafe dovrà dare risposta. Un'operazione trasparenza mai tentata prima, né
in Abruzzo né altrove (proposte analoghe sono state avanzate dai Radicali e, in
Abruzzo, da Rifondazione comunista per gli eletti in Regione). Ma per Brutti si
tratta di un passo inevitabile, perché «La politica deve essere capace di
controllare e riformare se stessa, prima che si attivino i controlli
giudiziari». Ora toccherà al partito dare la risposta. Brutti ne parlerà nei
molti incontri che ha in programma. Prima di tutto nella coferenza degli
amministratori del partito, che ha annunciato di voler convocare per fare un
bilancio di ciò che è stato fatto e per parlare degli obiettivi futuri. E
certamente con i nuovi consiglieri regionali che saranno i primi ad essere
investiti del problema della trasparenza, per ovvi motivi. (cr.re.)
( da "Corriere Adriatico" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Urbani di Forza
Italia boccia l'operazione della giunta: "Quel capitolo di bilancio non
poteva contenere le risorse" Indennità pagate con il fondo di riserva, è
polemica FABRIANO - "Quanto accaduto è certamente grave. Speriamo almeno
che non si sia trattato di un fatto volontario, altrimenti il consiglio
comunale non avrebbe più ragione di esistere". E' più che mai decisa la
presa di posizione del consigliere comunale Urbano Urbani, dopo che
l'amministrazione civica, con delibera n. 301 del 22 dicembre scorso, ha approvato il prelevamento dal fondo di riserva straordinario
di 30.000 euro per il pagamento delle indennità degli assessori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Un atto, quello della giunta Sorci,
che sarebbe pieno zeppo di punti interrogativi, a partire dal momento in cui è
stato deliberato. "Innanzitutto - spiega Urbani - la delibera di
giunta in questione, presentataci giovedì scorso in consiglio dal presidente
dell'assemblea, porta la data del 22 dicembre 2008 (ore 10) e il nome degli
amministratori presenti (oltre al sindaco Sorci, gli assessori Romani,
Costantini, Paglialunga e Balducci), ma è bene ricordare che quella mattina
c'era anche il consiglio comunale. Se l'hanno approvata in giunta proprio quel
giorno, vuol dire che sindaco e assessori non erano in Consiglio. Francamente
mi sembra molto strano, ma non è questo l'aspetto più grave della questione. La
cosa incredibile è che è stata prelevata una somma di denaro che il fondo di
riserva straordinario non poteva contenere, dati i prelievi già verificatisi
durante l'anno". E' su questo punto che l'esponente di Forza Italia
insiste con decisione, perché quanto verificatosi non può non scatenare dubbi a
iosa. "Se consideriamo che con la delibera n. 180 del 10 luglio erano
stati prelevati 50.000 euro per la manutenzione delle scarpate delle strade
comunali bianche - osserva Urbani - e che con la n. 222 del 18 settembre ne
erano stati presi 110.000 per la sistemazione della pavimentazione di via
Cavour, vediamo che con i 30.000 euro per le indennità si arriva a 190.000
euro. Ebbene, è vero che la proposta di bilancio inizialmente aveva previsto
che il fondo di riserva straordinario fosse di 200.000 euro, ma poi il 9 giugno
il consiglio comunale approvò all'unanimità un ordine del giorno che fissava il
fondo stesso a 170.000 euro. Pertanto, non potevano essere prelevati 30.000
euro, bensì, al massimo, 10.000. Cos'è successo?". Domanda più che
legittima, che Urbani riproporrà attraverso un'interrogazione apposita.
"Almeno ci dicano come intendono rimetterceli - aggiunge l'esponente
azzurro - visto che erano soldi per ridurre la pressione fiscale".
AM.CAM.,
( da "Virgilio Notizie" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 18 gen.
(Apcom) - Una proposta di legge per limitare i finanziamenti pubblici ai partiti che abbiano una vita interna democratica: la
presenterà l'Unione di centro nei prossimi giorni. "Oggi - annuncia Pier Ferdinando
Casini, parlando a margine di un'iniziativa per ricordare
don Luigi Sturzo - avanziamo la proposta che solo i partiti che
avranno statuti democratici, certificati dalla legge, potranno usufruire dei
finanziamenti pubblici. Chi vuol fare partiti senza il
requisito democratico - aggiunge il leader centrista - rinunci ai finanziamenti
pubblici, ai soldi dei cittadini". "Coi soldi dei cittadini -
insiste Casini - si possono fare solo partiti
democratici. La proposta di legge che presenteremo nei prossimi giorni in
Parlamento riprende le pagine migliori di Sturzo".
( da "Virgilio Notizie" del 18-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 18 gen.
(Apcom) - Franco Monaco, ulivista del Pd, apprezza l'iniziativa
dell'Udc, che propone di limitare il finanziamento pubblico ai partiti che si doteranno di statuti democratici in linea con la legge:
"Casini ha assolutamente ragione: urge - osserva Monaco in una nota - una
legge che disciplini la vita dei partiti, che ne
assicuri la democraticità interna e condizioni ad essa il finanziamento
pubblico". "Dai partiti non si può
prescindere, ma gli attuali partiti - osserva
l'esponente democratico - sono indifendibili, forniscono materia in abbondanza
all'antipolitica. Li si deve adeguare all'articolo 49
della Costituzione. Abbiamo il diritto-dovere di
ricercare una terza via, appunto democratica, tra la struttura monarchica del
Pdl e quella oligarchica del Pd. Se i partiti non
intendono conformarsi al metodo democratico si paghino da sè, non pretendano il
finanziamento pubblico. Mi pare il minimo", conclude Monaco.