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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DELl’11 febbraio 2009     #TOP


IN EVIDENZA

Corte dei Conti. Relazione del Procuratore generale: I controlli non sono adeguati

Allarme della Corte dei Conti : «Troppa corruzione nella PA» Incide sul prezzo degli appalti e danneggia l'immagine. Nel 2008 ci sono state 77 condanne per danni all'erario

ROMA - Allarme corruzione nella pubblica amministrazione da parte della Corte dei Conti. «I controlli interni ed esterni sull'amministrazione non sono pienamente adeguati, vi è un'attuale situazione di loro scarsa efficacia, di pochezza di effetti concreti», ha sottolineato il presidente della magistratura contabile Tullio Lazzaro, per il quale «occorre potenziare e irrobustire i controlli, renderli effettivi nello svolgersi e concreti negli effetti. Nel campo dell'amministrazione, a un maggior e migliore uso dei controlli, corrisponde simmetricamente un minore ricorso al codice penale».

«CONO D'OMBRA DOVE MANCA TRASPARENZA» - «Dove manca la trasparenza si genera il cono d'ombra entro cui possono trovare spazio quei fatti di corruzione o di concussione che rendono poi indispensabile l'intervento del giudice penale» ha poi sottolineato Lazzaro, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Lazzaro ha ricordato come l'intervento del giudice penale, «a sua volta, prima ancora del definitivo accertamento dei fatti, può avere anche l'effetto, non voluto, di generare un clima di sospetto, una nebbia mefitica che sembra tutto avvolgere e genera sfiducia da parte dei cittadini onesti».

I PREZZI DEGLI APPALTI SALGONO, E L'IMMAGINE DELLA PA SCENDE - Corruzione e concussione, incidono sul prezzo degli appalti e danneggiano l'immagine della pubblica amministrazione. Il procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua relazione ha poi ricordato che la magistratura contabile ha emesso nel 2008 102 sentenze per danno erariale derivato da attività contrattuale, 77 delle quali sfociate nella condanna dei chiamati in giudizio. «Le patologie maggiormente ricorrenti negli appalti pubblici di opere, beni e servizi - ha sottolineato - attengono innanzitutto a fatti corruttivi e concussivi che, al di là della loro riprovevolezza sotto l'aspetto penale, incidono di norma sul prezzo degli appalti medesimi aumentandone l'entità e determinando quini un maggior onere finanziario a carico dell'erario, assolutamente ingiustificato». Inoltre, tali fatti, ha detto ancora Pasqualucci, «vengono costantemente ritenuti dalla giurisprudenza di questa Corte dei Conti pregiudizievoli dell'immagine della pubblica amministrazione lesa nei confronti della pubblica opinione dai comportamenti altamenti anti doverosi dei propri dipendenti».

DA CALCIOPOLI AI RIFIUTI A NAPOLI - Truffe nei settori della spesa farmaceutica-sanitaria, dei rifiuti, e dei contributi comunitari; opere edilizie incompiute e uso sconsiderato dei prodotti finanziari derivati; danno all'immagine causato alla Pubblica amministrazione dai dipendenti pubblici che hanno intascato "mazzett2"; consulenze indebite. È questo il quadro della mala- amministrazione e degli sperperi che emerge dalla relazione del pg della Corte dei Conti Furio Pasqualucci e che, nel 2008, si è tradotto in atti di citazione in giudizio per un totale di circa 1 miliardo e 700mila euro di danni e in 561 sentenze di condanna in primo grado.

I CASI ECLATANTI - Tra i casi più eclatanti segnalati dal pg, l'emergenza rifiuti in Campania che nel 2008 ha portato alle prime condanne da parte della magistratura contabile regionale per un totale di 650mila euro, ma restano da definire altri due giudizi per un totale di 45 milioni di euro di danni, mentre altre istruttorie sono state aperte. La procura regionale del Lazio ha invece contestato a dieci concessionari del servizio new slot (le slot machine collegate in rete) una cifra da capogiro di 70 miliardi di euro di danno erariale (una somma «enorme, pari a diversi punti di Pil», ammette Pasqualucci, ma in relazione alla quale il giudizio è sospeso in attesa di una decisione della Cassazione per regolamento di competenza). Gli onori delle cronache al caso Calciopoli sono andati non solo per processo penale ma anche per quello attivato dalla Corte dei Conti: la procura regionale del Lazio ha emesso due atti di citazione, il primo nei confronti di nove persone tra dirigenti, arbitri, assistenti di gara e due giornalisti Rai ai quali si richiede di risarcire 240milioni di euro, mentre il secondo per contestare ad altre nove persone un milione di euro per danni all'immagine e da disservizio.

LA CLINICA DEGLI ORRORI A MILANO - E ancora: sempre per danno all'immagine , stavolta del sistema sanitario, la procura della Corte dei Conti della Lombardia ha chiesto risarcimenti per oltre 8milioni di euro alle 14 persone coinvolte nell'inchiesta sulla cosiddetta clinica degli orrorì di Milano per interventi ritenuti inutili e dannosi sui malati solo per ottenere rimborsi dallo Stato. Notevoli anche le condanne (77) nel 2008 per danni erariali causati da attività contrattuale, per esempio appalti per la costruzione di strade, scuole o carceri che, a causa di tangenti o sovrafatturrazioni, sono stati eseguiti tardi e male, oppure mai realizzati: le citazioni in giudizio per questo tipo di danno , sempre nel 2008, sono per un totale di 831milioni di euro. Atti di citazione per circa 79milioni di euro sono invece stati emessi per frodi comunitarie, in particolare per lo sforamento delle quote latte, mentre il ricorso ai derivati ha causato citazioni per quasi 46mila euro. Consulenze esterne ed incarichi "illeciti" sono state alla base di 96 condanne in primo grado e di oltre 20milioni di euro di danni contestati nelle citazioni a giudizio.



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (14)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

I vertici si riducono lo stipendio ( da "Stampa, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i vertici di Asa cercano di scacciare la crisi di liquidità tagliandosi lo stipendio. Il direttore generale e quello amministrativo, Emidio Filipponi e Lorenzo Ardissone, hanno deciso di ridurre del 15% la parte variabile dello stipendio fino al 30 giugno. E i membri del cda rinunciano al gettone di presenza.

doppia firma anti-furbetti della politica ( da "Tirreno, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come l'organizzazione di convegni. FIRME E GETTONI I membri delle commissioni devono firmare sia quando entrano che quando se ne vanno. Si tratta di un provvedimento valido solo per monitorare l'attività dei consiglieri ai quali spetta sempre il gettone di presenza, pur restando alla riunione per un solo minuto.

<Opere pubbliche e ambiente> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: proposta per ridurre i costi della politica? «Vorremmo ridurre il numero dei consiglieri regionali, ma per questo bisognerà ritoccare lo Statuto. Invece già con la prossima Finanziaria taglieremo i compensi». In che misura? «Elimineremo tutte le aggiunte alla paga base: contributi di segreteria, aggiornamento culturale, o le indennità per chi assume cariche interne al Consiglio.

UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben 120... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: far quadrare un bilancio che ancora non quadra si ritoccano spese di ogni genere. COSÌ NELL'ULTIMO consiglio comunale, il capogruppo dei Socialisti, Leonardo Buselli, ha lanciato la proposta di devolvere in beneficenza il gettone di presenza per la cerimonia delle foibe. «Ho pensato ha spiegato Buselli che non essendo possibile rinunciare all'indennità, per motivi di regolamento,

di ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Pa... ( da "Nazione, La (Prato)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Trovo sconcertante che alla luce della crisi economica, fino ad ora, Abati, non abbia mai parlato di riduzione dei costi della politica né della diminuzione dei consigli di amministrazione all'interno del Consiag. Capisco che eviti questo argomento, in quanto è il fulgido esempio di questo tipo di politica. * candidato sindaco lista Prato Libera&sicura

dal nostro inviato UDINE - Ancora mani di "intrusi" sul corpo di Eluana. E anco... ( da "Messaggero, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico»

LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la ... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presenza di pochissimi minuti prendendo però l'intero gettone di presenza. Qualche problema in più sull'articolo che riguarda i tempi e le modalità della discussione in consiglio comunale. L'attuale regolamento prevede, all'articolo 22, che per ogni argomento è assegnato un tempo, per una sola volta, di 20 minuti a ogni gruppo al quale si deve aggiungere un tempo di 3 minuti per

L'appello ai privati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: conclusosi apparentemente con la vittoria del partito più vicino alle banche che non voleva mettere paletti troppo stretti, per non scoraggiare l'afflusso di capitali privati che è l'asse portante dello schema dal punto di vista politico. Ma questo comporta un ulteriore costo che si è deciso di pagare in aggiunta alla possibile perdita di indipendenza (e di solidità finanziaria)

UN PAESE ASSUEFATTO ( da "Corriere del Veneto" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sul Corriere della Sera Stella e Rizzo denunciano da anni privilegi e scandali della casta (che non è solo quella dei politici). Sono denunce precise, circostanziate, documentate, quando è necessario nominative, raramente smentite. Questi articoli sono diventati un libro che si vende aggiornato con i nuovi capitoli, sempre più avvilenti,

Le banche italiane reagiscono bene ( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in termini di aumento nel costo dei nuovi finanziamenti, oggi 300-400 punti base oltrel'Euribor, non si assiste a politiche creditizie restrittive, come invece si inizia ad avvertire all'estero». Emerge, al contrario «una politica di finanziamenti del settore bancario italiano che dimostra il suo radicamento al territorio e storicità nei rapporti banca-

Un'assmblea "interessata". A giudicare dagli incarichi ricoperti dalla str... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 560 euro di indennità (più un gettone di 221,50 euro a Consiglio) Orciani, lui sì membro effettivo dell'Assemblea. Così come è tra i protagonisti delle riunioni Giacchetti, presidente del Parco del Conero con un'indennità di 2.789 euro lordi mensili. Senza dimenticare la Giunta (membri di diritto dell'assemblea) con gli assegni mensili di 4.

L'acqua avvelena gli animi naccio ( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in particolare Gianluca Cannata di Fi ha voluto sapere che cosa si è fatto e si farà in via Miramare, strada disastrata e impercorribile in coincidenza delle precipitazioni. Nulla di fatto per quanto riguarda la quantificazione del gettone di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali alla luce della nuova legge regionale, l'argomento è stato rinviato.

Sono pronti gli appalti e i soldiper la manutenzione di due strade ( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: irregolarità nelle modalità di riunione e nei tempi di trattazione degli argomenti. Procedure che avrebbero provocato un danno erariale stimato in 200mila euro, derivante dall'accumulo di gettoni di presenza, su cui preciserà meglio la Corte dei Conti. Si attende ora l'udienza per decidere l'eventuale citazione in giudizio.

RENATO PEZZINI UDINE. ANCORA MANI DI INTRUSI SUL CORPO DI ELUANA. E ANCORA PAROLE EFF... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico»


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I vertici si riducono lo stipendio (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Crisi Asa I vertici si riducono lo stipendio Dopo la richiesta di tre milioni di euro ai Comuni, i vertici di Asa cercano di scacciare la crisi di liquidità tagliandosi lo stipendio. Il direttore generale e quello amministrativo, Emidio Filipponi e Lorenzo Ardissone, hanno deciso di ridurre del 15% la parte variabile dello stipendio fino al 30 giugno. E i membri del cda rinunciano al gettone di presenza.

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doppia firma anti-furbetti della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Per tagliare i costi, con il nuovo regolamento del consiglio comunale si introducono le notifiche elettroniche Doppia firma anti-furbetti della politica Ma il gettone si paga anche se il politico resta in commissione per pochi minuti LUCCA. Doppia firma, all'ingresso e all'uscita delle commissioni, per individuare i "furbetti della politica", quelli che si danno presenti alle riunioni solo per prendere il gettone di presenza. Poi un taglio (per quanto piccolo) alle spese della politica, con due rimedi: la notifica via mail di atti e convocazioni e il divieto di costituire nuovi gruppi politici composti da un solo membro. La commissione partecipazione, presieduta da Marco Brancoli Pantera, licenzia il nuovo regolamento del consiglio comunale che stamani passerà al vaglio della conferenza dei capigruppo, prima di approdare in consiglio comunale. E proprio in questa sede saranno ancora possibili modifiche al testo che prevede (per ora solo sulla carta) anche la costituzione di un fondo a disposizione di ciascun gruppo consiliare per le attività istituzionali, come l'organizzazione di convegni. FIRME E GETTONI I membri delle commissioni devono firmare sia quando entrano che quando se ne vanno. Si tratta di un provvedimento valido solo per monitorare l'attività dei consiglieri ai quali spetta sempre il gettone di presenza, pur restando alla riunione per un solo minuto. «Questo provvedimento - osserva il capogruppo di Rc, Antonio Sichi - fa parte di un processo di moralizzazione dell'attività politica. è evidente che se notiamo che un consigliere a ripetizione resta solo per pochi minuti in commissione, solleveremo il problema politico». L'accordo è stato trovato perché la doppia firma non è stata agganciata alla cancellazione del gettone. GRUPPI CONSILIARI è stabilito il divieto di costituire, a legislatura avviata, gruppi consiliari di un solo membro. Il numero minimo per un nuovo gruppo è di due consiglieri. L'eccezione a questa regola è per quei gruppi di un solo consigliere che si formano in base ai risultati elettorali. NOTIFICHE ELETTRONICHE Sempre nell'ottica del risparmio, passa la notifica elettronica di atti (dalle delibere di giunta ai documenti in discussione in commissione o in consiglio comunale) e di convocazioni. In questo modo il Comune risparmierà sui messi notificatori che continueranno ad andare a casa solo dei consiglieri non dotati di computer. QUESTION TIME Il consiglio comunale potrà iniziare alla presenza di soli 14 consiglieri (invece di 21) quando si presentano interrogazioni e raccomandazioni. TEMPI In fase di valutazione la facoltà per i capigruppo, in presenza di discussione di argomenti importanti, di derogare ai tempi massimi attribuiti a ciascun gruppo per esprimere le proprie posizioni. La deroga, però, dovrà essere sottoscritta da un numero di capigruppo tale da rappresentare i 2/3 del consiglio comunale (28 persone).

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<Opere pubbliche e ambiente> (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Primo Piano Pagina 106 «Opere pubbliche e ambiente» Renato Soru: così continueremo nel cambiamento --> Renato Soru: così continueremo nel cambiamento di GIUSEPPE MELONI Curva dopo curva, Renato Soru percorre da un mese quasi tutte le strade dell'Isola. Centri grandi, piccoli e sperduti: un colossale porta a porta per spiegare quel che è stato fatto in questi anni. E quel che si farà, elettori sardi permettendo. «Ho fatto già 130 assemblee, alla fine saranno 140», dice il leader del centrosinistra, «e avrò incontrato 60-70mila persone». Poi, parallela, corre l'altra propaganda, sul web: già da tempo i programmi si scaricano (da internet) più di quanto si stampino, ma questa è la prima campagna elettorale giocata su Facebook. Ma forse la rivendicazione dell'orgoglio identitario non sarebbe la stessa cosa, senza un simile giro di Sardegna. Come mai ha scelto questa campagna elettorale? «Non so, non ho fatto grandi ragionamenti. Il voto era ravvicinato, la folla del 6 gennaio alla Fiera mi ha incoraggiato. E poi avevo anch'io voglia di andare in giro». E cosa ha scoperto, di nuovo? «Che la gente vuol conoscere, partecipare. Il fatto nuovo è la straordinaria partecipazione dei giovani. Quando abbiamo aperto il sito si sono fatti vivi subito mille volontari». Che spiegazione si è dato? «Che i giovani hanno capito prima di altri il progetto che li riguarda. Master and back, Erasmus, fondi per la ricerca, assegni di merito: si investe su di loro come in nessun'altra regione». Però non votano solo i giovani. «Ma piano piano il cambiamento da noi avviato lo stanno comprendendo tutti. La partecipazione alle assemblee è incredibile. Ovunque, senza partiti che organizzino. L'altra sera, a Tonara, 700 persone tutte lì dalle 22 alle 23 e 30. La gente vuol conoscere questo presidente, non si accontenta delle maldicenze, dei pregiudizi, della mancata informazione. Vogliono rendersi conto di persona». Conta molto sul voto di opinione. «Più che altro noto che le singole persone, le famiglie, vedono cos'è accaduto. Toccano con mano, per esempio, la stabilizzazione di migliaia di precari: 3.000 dell'antincendio, 3.500 dell'Ente foreste, più di mille nella sanità, centinaia nei consorzi di bonifica e nella pubblica amministrazione». La Regione però ha conosciuto anche un certo dimagrimento. «Ne abbiamo ridotto di molto i costi di funzionamento, ma abbiamo anche fatto il primo concorso pubblico per dirigenti. Anche il mondo della scuola vede la novità: mentre il Governo taglia, la Sardegna investe per aumentare le ore di lezione. La gente tocca con mano i contributi a fondo perduto per la prima casa, il sostegno alle famiglie indigenti». Eppure molti parlano di aree di malessere nell'Isola. «Non c'è un malessere dell'Isola, c'è una crisi economica mondiale gravissima. Prenda l'Eurallumina: la sua difficoltà è legata al crollo del mercato dell'auto. E va denunciata la chiara inadempienza del Governo, che non sa reagire alla crisi. Sulla chimica, dal 2001 al 2006, ha saputo fare solo un accordo per finanziare qualche attività sostitutiva». E la Regione che cosa ha fatto? «Abbiamo reagito con la grande battaglia sui costi dell'energia, con gli accordi bilaterali (Ineos-Endesa, Portovesme srl-Enel) che rendono i nostri stabilimenti più competitivi. Abbiamo realizzato la prima grande riconversione industriale: il polo nautico nell'ex cartiera di Arbatax». Resta la grave crisi industriale. «Però guardi la Carbosulcis: nel 2004 trovammo 120 lavoratori fermi e un costo di 50 milioni di euro all'anno per le casse regionali. Oggi è ripartita, riassume, ha dimezzato le perdite e in due o tre anni sarà in pareggio. È ripartita anche la Nuova Mineraria Silius, che a sua volta determinava perdite alla Regione». Sul fronte dell'occupazione, qual è il bilancio? «Qualcuno cerca di raccontare uno scenario drammatico. I dati Istat, che tutti possono consultare, dicono che nel 2008 in Sardegna ci sono 27mila occupati in più del 2004. Il 40 per cento dell'incremento registrato in tutto il Sud. Resta tanto da fare, dobbiamo dare lavoro a tutti quelli che lo cercano. Ma non è il dramma di cui qualcuno parla». In questi anni c'è stata forte tensione nel Pd e nel centrosinistra. Com'è ora la situazione? «La cosa che mi va di sottolineare in questo momento è la grande partecipazione di cui parlavo prima. Ritornano tanti che si erano allontanati dalla politica: saranno un patrimonio importantissimo per il Pd e il centrosinistra». Teme il voto disgiunto? «Per niente». La accusano di essere un decisionista, uno che dialoga poco. «È parzialmente vero. Non che non accetti il dialogo: ho incontrato spessissimo i sindacati, le categorie, i sindaci. Credo di esser stato un presidente straordinariamente accessibile. È vero che, alla fine, la responsabilità delle decisioni è mia. E non può essere una media delle opinioni di tutti». Per i prossimi cinque anni, qual è il programma del centrosinistra? «Anzitutto migliorare ulteriormente la qualità della pubblica amministrazione, investendo sulla formazione del personale e rendendola più semplice e trasparente. E meno costosa, per recuperare risorse da destinare ai servizi per i cittadini». Qual è la sua proposta per ridurre i costi della politica? «Vorremmo ridurre il numero dei consiglieri regionali, ma per questo bisognerà ritoccare lo Statuto. Invece già con la prossima Finanziaria taglieremo i compensi». In che misura? «Elimineremo tutte le aggiunte alla paga base: contributi di segreteria, aggiornamento culturale, o le indennità per chi assume cariche interne al Consiglio. Si potranno quasi dimezzare i costi dell'assemblea». Ritorniamo al resto del programma. Quali sono i cardini? «Anzitutto l'istruzione: il nostro progetto è far sì che tra 20 o 30 anni si possa dire che i sardi hanno il più alto tasso d'istruzione d'Europa. Poi l'ambiente: lo sviluppo deve preservare il valore ambientale per le prossime generazioni. Questo significa investire sulla forestazione, sulle energie rinnovabili, sul recupero dei rifiuti». Capitolo sanità. «Attueremo il piano regionale con gli investimenti nella sanità pubblica: per i prossimi anni sono già pronti 870 milioni di lavori per la cittadella sanitaria di Nuoro, il completamento dell'ospedale di Olbia, i nuovi ospedali di Sassari, San Gavino e Cagliari. E poi riempiremo la sanità pubblica di tecnologia, come abbiamo fatto col nuovo centro di radioterapia di Cagliari che consente a 4000 persone di non dover più viaggiare per curarsi». I cittadini avvertono molto il problema delle liste d'attesa. «Stiamo potenziando la sanità territoriale e la prevenzione, e per il taglio delle attese sarà utile il 1533: il nuovo numero unico regionale per la prenotazione delle prestazioni, appena entrato in funzione». In tempi di crisi, diventano decisive anche le politiche sociali. «Infatti la Regione deve rafforzare la rete di solidarietà per le famiglie: aiutandole se nasce un bambino o lo si deve mandare a scuola, aiutando le coppie a trovar casa. Nel 2004 in Sardegna erano assistiti a domicilio 3mila non autosufficienti, e 7mila erano in lista d'attesa. Oggi sono 20mila le domande accolte». Questo per il recente passato. Ma gli sforzi per il futuro? «Nella Finanziaria che approveremo poche settimane dopo il voto rafforzeremo il sostegno ai precari e alle famiglie in difficoltà. Contro le povertà ci sono già 40 milioni di euro, che lasciamo gestire ai Comuni, con discrezione. Non con una social card da 40 euro, che poi vai alla cassa e non funziona». Nei giorni scorsi ha accennato a un piano di opere pubbliche. Di cosa si tratta? «Ci sono 4 miliardi e 700 milioni di opere pubbliche, già finanziate, che saranno accantierate entro il 2009. Metanizzazione, strade, ferrovie. Investimenti che daranno lavoro». Ma servono risorse imponenti. «Le abbiamo. È stato risanato il bilancio, e dall'altro lato sono pronti per i prossimi anni 10 miliardi tra risorse europee e fondi per le aree sottoutilizzate, il cui utilizzo è già previsto dal documento unico di programmazione. Risorse che stanno nei nostri diritti: non c'è bisogno di un piano Marshall che il Governo annuncia, ma per il quale non c'è un euro. Anzi, in questi anni il Governo ha tolto risorse al Sud». Che cosa non rifarebbe? «Una gara unica per tutta la pubblicità istituzionale». A proposito del caso Saatchi, ma anche dei tanti contenziosi con la magistratura sugli atti della Giunta: c'è stata un'eccessiva volontà di forzare le regole, per riscriverle e modificare le competenze della Regione? «Per niente. Parliamo delle tasse sul turismo: la Corte costituzionale ha censurato solo il modo, ma ha ammesso l'utilizzo, da parte della Regione, di una potestà impositiva che da 60 anni era nello Statuto, inattuata. O il Ppr: ha resistito a un ricorso del Governo Berlusconi, e a più di 100 ricorsi al Tar. Ci hanno solo chiesto di modificare alcuni dettagli». Conflitto di interessi: lei ha detto in tv che ogni politico ne ha uno. Non è un colpo di cimosa su 15 anni di battaglie del centrosinistra contro Berlusconi? «No, io ho detto che ogni buon politico deve mettere in secondo piano i suoi interessi, che a volte possono entrare in conflitto col bene pubblico: se si tratta di favorire chi merita o chi ti è vicino politicamente, per esempio. Poi, il caso di Berlusconi è diverso: lui è capo del Governo e concessionario delle frequenze radio-tv, risorsa scarsa nel senso che se le danno a lui non possono darle ad altri. E ha un potere mediatico straripante. Io non rientro in questi due casi, e comunque la legge statutaria ha risolto la questione nel modo più severo mai visto in Italia. A livello nazionale, invece, niente». Ha già deciso come sarà la sua Giunta, in caso di vittoria? «No, è prematuro». E se perde, resterà a fare il semplice consigliere regionale? «Guardi, io sono abituato ad affrontare i problemi uno alla volta. Oggi affronto la campagna elettorale per vincere. E penso che stiamo andando a vincere queste elezioni».

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UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben 120... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA CARRARA pag. 11 UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben 120... UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben 1200 euro. Ieri per commemorare i martiri delle foibe al campo profughi di Marina sono stati convocati i capigruppo consiliari e la commissione sociale, mentre la commissione urbanistica era impegnata in un'altra manifestazione analoga. In tutto oltre 20 consiglieri, al costo di 50 euro l'uno, impegnati nella deposizione di una corona e in celebrazioni senza dubbio importanti e da non dimenticare, ma che avrebbero potuto trovare un altro constesto meno dispendioso. Specialmente in un momento in cui a palazzo civico il piatto piange e per far quadrare un bilancio che ancora non quadra si ritoccano spese di ogni genere. COSÌ NELL'ULTIMO consiglio comunale, il capogruppo dei Socialisti, Leonardo Buselli, ha lanciato la proposta di devolvere in beneficenza il gettone di presenza per la cerimonia delle foibe. «Ho pensato ha spiegato Buselli che non essendo possibile rinunciare all'indennità, per motivi di regolamento, potrebbe essere un segnale importante devolvere il gettone di presenza per qualche associazione di beneficenza». Proposta che non ha avuto pareri contrari, ma che è stata colta al volo da Massimo Menconi, Rifondazione, che ha ricordato quante ancora siano le commemorazioni per cui una regola è bene darsela. La vice presidente del consiglio, Rigoletta Vincenti, ha quindi assicurato che la questione sarà portata venerdì in conferenza dei capigruppo.

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di ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Pa... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Prato)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PRATO pag. 4 di ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Pa... di ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Paolo Abati che ha preferito sprecare tempo prezioso per attaccarmi, piuttosto che esporre il suo programma. Sul "bieco trasformismo" vorrei far notare al candidato del Pd, che l'aver dato vita ad una lista civica con un programma e delle idee ben definite, non si può certo definire trasformismo. Tengo a sottolineare che sarò disposto ad alleanze soltanto con chi sosterrà e condividerà i miei principi come sicurezza, lotta all'illegalità, lotta al degrado e ai privilegi politici. La mia coerenza è sotto gli occhi di tutti, e i cittadini lo sanno, visto che appena sono sorti i primi contrasti con la linea politica del Pd, ho preferito dimettermi e non occupare una poltrona da assessore. Per quanto riguarda lo sport mi fanno sorridere le sue accuse: solo per citare alcuni eventi organizzati sotto il mio assessorato c'è stata Italia-Tonga di rugby con le nazionali di serie A, per non parlare di Italia-Germania di calcio under 20 tornata a Prato dopo diversi anni. O si può parlare delle finali di Coppa Italia di seria A di pallavolo femminile che hanno richiamato migliaia di persone al palazzetto (a costo zero per il Comune), o dei Mondiali di calcio che per la prima volta sono stati seguiti da migliaia di persone grazie al maxischermo allo stadio (uno dei più grandi di Italia) infine tutti ricorderanno la Coppa del Mondo vinta dall'Italia ai Mondiali del 2006 esposta al Castello dell'Imperatore. Ora aspetto con ansia di conoscere il bilancio delle attività svolte da Abati in veste di assessore allo sport, ruolo che ha ricoperto prima di me. Trovo sconcertante che alla luce della crisi economica, fino ad ora, Abati, non abbia mai parlato di riduzione dei costi della politica né della diminuzione dei consigli di amministrazione all'interno del Consiag. Capisco che eviti questo argomento, in quanto è il fulgido esempio di questo tipo di politica. * candidato sindaco lista Prato Libera&sicura

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dal nostro inviato UDINE - Ancora mani di "intrusi" sul corpo di Eluana. E anco... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 11 Febbraio 2009 Chiudi RENATO PEZZINIdal nostro inviato UDINE - Ancora mani di "intrusi" sul corpo di Eluana. E ancora parole efferate sulla sua esistenza sofferta, sulla sua morte. Neppure oggi c'è quiete per lei e per la sua memoria. Le burocrazie impongono i loro copioni doverosi: l'autopsia, gli esami tossicologici, l'apertura di un'inchiesta, i rapporti amministrativi e le ispezioni. Le ideologie, invece, non vogliono saperne di rinunciare ai loro "j'accuse". Eluana è morta dopo seimiladuecentotrentasette giorni passati in un letto che l'hanno progressivamente consumata, ma sono soltanto gli ultimi quattro giorni a interessare: da venerdì scorso, quando i medici volontari guidati dall'anestesista Amato De Monte hanno chiuso il tubo che la nutriva artificialmente, a lunedì sera quando è morta. Novanta ore che adesso sono divenute materia di un nuovo scontro in cui sono già entrati in scena esperti d'ogni risma, o presunti tali, e personaggi in cerca di una via di fuga dall'anonimato: «Perché ci sono voluti "solo" quattro giorni per farla giungere alla fine?». Domanda che per alcuni è unicamente un interrogativo di natura scientifica. Per molti altri è lo strumento per insinuare un sospetto, quello secondo cui nella stanza numero 11 della clinica "La Quiete" non si siano limitati a chiudere il flusso del nutrimento, ma che siano state messe in atto altre pratiche poco trasparenti e poco ortodosse per accelerare la morte di Eluana. Per ora, la replica più autorevole a questo sospetto arriva dalla Procura Generale di Trieste che ha giurisdizione sull'intera Regione: «Non c'è nessuna notizia di reato, non c'è nessun indagato, e il fascicolo che abbiamo aperto è un semplice atto di routine. Come procura siamo orgogliosi di aver difeso lo Stato di diritto a fronte di certe denunce farneticanti che ci sono giunte». Affermazione che prende peso soprattutto se si considera che per quattro giorni due consulenti della stessa Procura (entrambi anestesisti di fama) sono stati sovente al capezzale di Eluana per controllare "in diretta" l'operato dei medici e il rispetto del protocollo sanitario previsto. Uno di essi era in clinica anche nei minuti immediatamente successivi al decesso della donna, premurandosi di esaminare da subito la temperatura corporea e il livello di potassio. Agli occhi dei due consulenti in quella stanza non è accaduto nulla di anomalo, e questo hanno riferito ai magistrati. Da ieri, tuttavia, il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico» dice l'avvocato Giuseppe Campeis «proprio perché servirà a certificare ulteriormente l'assoluta regolarità di quello che è avvenuto». L'autopsia è stata fatta ieri sera nell'obitorio dell'ospedale civile di Udine. Prima è arrivato il padre di Eluana, rimasto da solo con lei per qualche minuto. Poi quando Englaro se n'è andato sono entrati in scena i medici. Una prima sommaria relazione arriverà sul tavolo del Procuratore già oggi, ma la morte, in base ai primi risultati, sarebbe stata causata dalla disidratazione. Per quanto riguarda l'esame tossicologico, invece, ci vorrà molto più tempo, forse un mese. E l'esame tossicologico è ovviamente il più importante visto che dovrà certificare la presenza o meno nell'organismo di Eluana di sostanze non contemplate dal protocollo o la loro eccessiva quantità: «Noi siamo assolutamente tranquilli» dicono gli avvocati «così come lo è il professor Amato De Monte che ha guidato l'équipe di volontari». De Monte è la persona che i "promotori del sospetto" hanno nel mirino da molti giorni. E non solo loro visto che il professore è costretto a muoversi per la città con la protezione della Digos e obbligato a leggere sui muri scritte che lo paragonano a un boia dei lager nazisti. Ieri ha pure ricevuto un telegramma dell'Ordine dei Medici del Friuli che lo ha convocato per giovedì: «Un atto dovuto» precisa il presidente dell'ordine «dopo gli esposti che ci sono arrivati. Ma è anche un atto di tutela nei confronti dello stesso professore». Il quale ha già fatto sapere che al termine dell'inchiesta sarà lui ad affidarsi ai magistrati: per denunciare tutti quelli che in questi giorni, a suo giudizio, lo hanno diffamato e calunniato.

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LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LUCCA pag. 8 LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la ... LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la partecipazione, presieduta da Marco Brancoli, ha approvato ieri mattina il nuovo regolamento del consiglio comunale che ora passerà alla definitiva valutazione dell'aula di Palazzo Santini. L'intento del nuovo regolamento è quello di dare maggiore funzionalità ai lavori del consiglio comunale e delle commissioni. Diversi i punti innovativi. Per esempio le sedute consiliari, che oggi iniziano spesso in ritardo in attesa del numero legale, potranno iniziare all'ora indicata nella convocazione con la serie di raccomandazioni e di risposte degli assessori. Sul fronte delle commissioni consiliari è prevista l'introduzione della firma al momento dell'entrata e dell'uscita. Una decisione questa che ha un intento moralizzatore. Oggi sembra infatti che alcuni consiglieri che partecipano alle comissioni si limitino a una presenza di pochissimi minuti prendendo però l'intero gettone di presenza. Qualche problema in più sull'articolo che riguarda i tempi e le modalità della discussione in consiglio comunale. L'attuale regolamento prevede, all'articolo 22, che per ogni argomento è assegnato un tempo, per una sola volta, di 20 minuti a ogni gruppo al quale si deve aggiungere un tempo di 3 minuti per ogni consigliere del gruppo stesso. Tempi che possono essere aumentati fino a un massimo di 30 minuti e di 5 minuti in occasione della trattazione di particolari argomenti. La nuova proposta prevede invece due opzioni, la prima è lasciare immutati i tempi attuali, la seconda è riconoscere alla conferenza dei capigruppo il potere di decidere i tempi complessivi della discussione e quindi le modalità e i limiti degli interventi.

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L'appello ai privati (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-02-11 - pag: 7 autore: DALLA PRIMA L'appello ai privati Basta questa parola per demolire l'ottimismo di facciata secondo cui non si può ripetere una crisi tipo anni 30 perché i governi sanno cosa fare e lo faranno in fretta. Il guaio è che ogni crisi è diversa e dunque non ripetere gli errori di quella precedente è condizione necessaria ma non sufficiente per evitare i disastri già sperimentati. Il piano annunciato ieri dal segretario al Tesoro Tim Geithner è una sorta di missile a tre stadi: il primo è rivolto alla ricapitalizzazione delle banche, il secondo allo stimolo del credito al consumo (un pacchetto che può arrivare fino a mille mi-liardi, il terzo agli investitori che intendono acquistare titoli strutturati del mercato ipotecario; questa parte dovrebbe portare alla costituzione di una specie di bad bank finanziata in parte da Tesoro e Fed e in parte da privati. Barack Obama ha deciso di evitare provvedimenti di nazionalizzazione e ha puntato su una scelta molto netta dal punto di vista politico: cercare di coinvolgere quanto più possibile il capitale privato nel salvataggio del sistema finanziario americano. Una via già aperta con il piano annunciato qualche giorno fa (Talf: Term assetbacked lending facility) in base al quale la Fed si è dichiarata disposta a finanziare gli investitori istituzionali, compresi gli hedge funds che intendono investire in titoli emessi a fronte di prestiti per l'acquisto di auto o concessi agli studenti, cioè due fra i settori più colpiti dalla rarefazione dell'offerta di credito. Misure di questo genere adesso vengono generalizzate e attuate in dosi massicce. Un impegno di questo genere, possibile solo attraverso il sostegno della Fed, rappresenta uno scarto impressionante rispetto alla tradizionale dottrina del central banking e del credito di ultima istanza. Non era mai successo che un settore non regolamentato, per di più considerato da molti estremamente rischioso, come quello degli hedge funds potesse accedere direttamente alla Banca centrale. In altri termini la Fed, che già ha dilatato il suo bilancio concedendo credito alle banche dietro garanzia di titoli molto rischiosi, fa un ulteriore passo in questa direzione accettando di prestare anche su titoli di nuova emissione e quindi potenzialmente ancora più pericolosi. Auguri... Il piano Obama si segnala anche per quello che manca (o quasi). Sono infatti ridotte al minimo le condizioni alle quali devono sottostare le banche che accedono a questa nuova tornata di aiuti. Le cronache riferiscono di un aspro dibattito all'interno del team presidenziale, conclusosi apparentemente con la vittoria del partito più vicino alle banche che non voleva mettere paletti troppo stretti, per non scoraggiare l'afflusso di capitali privati che è l'asse portante dello schema dal punto di vista politico. Ma questo comporta un ulteriore costo che si è deciso di pagare in aggiunta alla possibile perdita di indipendenza (e di solidità finanziaria) della Banca centrale. Non è difficile immaginare che in Parlamento il livello dello scontro fra maggioranza e opposizione, già elevato, crescerà ulteriormente e porrà serie minacce all'iter legislativo. Anche sul piano delle regole ci si poteva aspettare un annuncio più deciso. Certo, non si può scrivere la nuova legislazione finanziaria in poco più di un mese, ma almeno si potevano indicare le linee guida che si intende perseguire per costruire un sistema bancario degno della fiducia del pubblico. E ormai conclamato che la crisi è scoppiata perché si è lasciato che tutta l'innovazione finanziaria degli ultimi venti anni si sviluppasse su terreni del tutto esterni alla regolamentazione tradizionale. E sono state soprattutto la regolamentazione e la vigilanza americana a consentire le lacune più vistose. Persino George Sorose Lloyd Blankfein (capo di Goldman Sachs) rilasciano oggi pensose interviste in cui affermano che lasciare totalmente privi di ogni controllo i mercati dei derivati è stato un errore strategico fondamentale. Oppure osservano che se a gennaio 2008 vi erano nel mondo solo 12 imprese con rating tripla A e ben 64mila prodotti Cdo (Collateralized debt obligations) con lo stesso voto, qualcosa non ha funzionato e occorrono regole adeguate. Sono però gli stessi che negli anniscorsi premevano sul legislatore per impedire ogni possibile regolamentazione che avrebbe quanto meno accresciuto la trasparenza e ridotto i rischi di carattere sistemico. E come ha messo in evidenza Mario Margiocco (Sole 24 Ore di ieri), si trovavano perfettamente d'accordo con quanti, a cominciare dal neosegretario americano al Tesoro, sono oggi chiamati a risolvere la crisi. Da questi ultimi sarebbe stato dunque lecito attendersi un annuncio riformista più deciso. Marco Onado

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UN PAESE ASSUEFATTO (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-02-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE SE LE DENUNCE NON CAMBIANO LA REALTà UN PAESE ASSUEFATTO di GIANPAOLO ROMANATO C' è un settimanale che ad ogni numero denuncia scandali, privilegi, cose che non vanno. Non s'è salvato quasi nessuno: po-litici, sindacalisti, medici, baroni d'università, magistrati, giornalisti, imprenditori. è' l'Espresso, che nell'ultimo fascicolo ci racconta fatti e misfatti dei nostri rappresentanti al parlamento europeo, i più pagati e i più fannulloni, che fra pochi mesi saremo chiamati a giudicare attraverso la prova delle elezioni. Riesce a cambiare qualcosa questo settimanale? No, nulla. Sul Corriere della Sera Stella e Rizzo denunciano da anni privilegi e scandali della casta (che non è solo quella dei politici). Sono denunce precise, circostanziate, documentate, quando è necessario nominative, raramente smentite. Questi articoli sono diventati un libro che si vende aggiornato con i nuovi capitoli, sempre più avvilenti, sempre più degradanti, taluni incredibili. Sono riusciti a cambiare qualcosa questi due giornalisti? No, nulla. Intervistato prima della pensione dal cronista di questo giornale, il 18 gennaio, Ennio Fortuna, procuratore generale di Venezia, cioè il più alto magistrato inquirente della nostra regione, ha dichiarato che dopo cinquant'anni di carriera lascia una giustizia «lenta, deperita, screditata». E ha aggiunto, testualmente: «Se subissi un furto lo denuncerei solo per struttura mentale e non perché ci creda». Ha suscitato reazioni, proteste, smentite questo sfogo del dottor Fortuna? No. Qualcuno si è indignato? Nessuno. Solo un impressionante silenzio. Sempre su questo giornale, il 30 gennaio, si dava notizia su tutta una pagina del rapporto predisposto dal presidente della corte d'appello di Venezia. La sintesi è molto rapida: la giustizia nel Veneto è al collasso per mancanza di organici, di strutture, di sedi. Siamo la regione italiana più dinamica, la seconda in Italia per tasso di immigrazione, quella che è cambiata di più in questi decenni, e abbiamo la metà dei magistrati di Milano e Roma, un terzo in meno rispetto a Firenze e Bologna. Cambierà qualcosa il rapporto- denuncia della dottoressa Romei Pasetti? Vedremo, ma c'è da temere che non avvenga nulla. Come nelle carceri, dove (sono dati apparsi su queste colonne lo stesso giorno) la popolazione detenuta ha superato largamente la quota del 2006, ed è più che doppia rispetto ai livelli considerati regolamentari. E più di metà dei carcerati (più di metà!) sono in attesa di giudizio, quindi gente potenzialmente innocente. Qualcuno protesta per questa inciviltà? No, nessuno. Ecco, la cosa che più colpisce osservando questo nostro paese, è la mancanza di reazioni, l'assuefazione, il torpore. Ci stiamo abituando al malaffare, ai privilegi, alle ruberie, alle cose che non funzionano, o funzionano male, come se fossero situazioni normali, come se la patologia sociale fosse diventata la norma e l'eccezione si fosse sostituita alla regola. Credo che questa rassegnata (e forse anche acquiescente) incapacità di reagire sia il sintomo più evidente e preoccupante del nostro declino.

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Le banche italiane reagiscono bene (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: SYSTEM data: 2009-02-11 - pag: 28 autore: Credito. Il presidente dell'Antitrust Catricalà al Senato: il sistema ha mostrato radici solide rispetto alle difficoltà globali «Le banche italiane reagiscono bene» La crisi accentua i rischi derivanti dagli interessi incrociati fra finanziati e finanziatori Rossella Bocciarelli ROMA La crisi economica «accentua i rischi delle anomalie italiane » anche per quel che riguarda il sistema bancario. Ma le aziende di credito hanno dimostrato «una capacità di reazione positiva »alle difficoltà globali dell'economia perché «l'Italia ha fortunatamente mostrato radici più solide rispetto agli altri Paesi». è l'analisi del presidente dell'Autorità Antitrust, Antonio Catricalà,espressa in un'audizione pressola Commissione Finanze e Tesoro del Senato sul «settore bancario finanziario e i rapporti tra banche e imprese in particolare per gli strumenti di finanziamento ». Pur dando atto al sistema creditizio italiano della sua solidità, Catricalà ha in ogni caso ribadito le preoccupazioni, già note, per le «anomalie italiane» e per i «potenziali effetti domino» che possono essere innescati. Si è cioè riferito ai rischi derivanti dagli «interessi incrociati e non sempre lineari tra soggetto finanziato e soggetto finanziatore, tra soggetto partecipato e soggetto azionista ». Tra l'altro, l'Antitrust chiede una «radicale innovazione normativa» per la figura dell'amministratore indipendente nella governance bancaria. Una figura che «così come configurata a livello normativo e di autoregolamentazione, consente il verificarsi di situazioni non trasparenti, nelle quali il medesimo soggetto assomma cariche diverse in società ».Per il presidente dell'Antitrust, inoltre, oggi «la garanzia della concorrenza è necessaria ma non più sufficiente, serve sempre più anche una diretta tutela del consumatore finale, come prova la crisi finanziaria in corso la quale impone una attenzione ancora maggiore sui temi di trasparenza e aiuto alla mobilità dal lato della domanda finale», valea dire eliminare ogni difficoltà per i clienti nel cambiare banca. Per questo le banche, dice il Garante, devono «superare tali rischi, recuperare in reputazione, dare al consumatore una completa informazione e diritti certi in termini di mobilità. Possono essere obiettivi ambiziosi ma non irraggiungibili ». Ma ieri Catricalà ha ricordato anche che occorre «un intervento chiarificatore del legislatore al fine di pervenire ad un'indicazione precisa e tassativa dei criteri di calcolo del tasso usurario ». E ha chiesto nuovamente degli «interventi regolatori che esplicitino un indicatore sintetico di tutte le voci di spesa a carico dei clienti finali». In ogni caso, con la crisi, in Italia - rileva Catricalà - non si sta assistendo ad una stretta creditizia: «Nonostante l'emergere di alcune difficoltà nell'accesso al credito, in termini di aumento nel costo dei nuovi finanziamenti, oggi 300-400 punti base oltrel'Euribor, non si assiste a politiche creditizie restrittive, come invece si inizia ad avvertire all'estero». Emerge, al contrario «una politica di finanziamenti del settore bancario italiano che dimostra il suo radicamento al territorio e storicità nei rapporti banca-impresa, nonché la sua capacità di stimare i rischi, quindi, di differenziare tra imprese». Va detto, peraltro, che la crisi sta facendo emergere anche una riduzione della domanda di prestiti: gli ultimi dati di Bankitalia, rilasciati ieri, rilevano che in dicembre i prestiti concessi dalle banche e dalle istituzioni finanziarie e monetarie ai residenti in Italia sono diminuiti dell'1,3% rispetto al mese precedente, registrando il secondo calo consecutivo del 2008. Quanto agli aspetti di solidità del sistema creditizio italiano, ieri il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra si è soffermato, a margine del premio Menichella, sul tema della bad bank, di cui molto si discute in queste ore negli Usa: «L'Italia – ha detto – non ha problemi di bilancio nelle banche e non ha bisogno di una bad bank» ovvero di un veicolo societario nel quale far affluire i titoli tossici degli istituti di credito. LE RASSICURAZIONI Giuseppe Zadra (Abi): «Non abbiamo problemi di bilanci e non c'è bisogno di una bad bank» in cui fare affluire i titoli tossici

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Un'assmblea "interessata". A giudicare dagli incarichi ricoperti dalla str... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 11 Febbraio 2009 Chiudi Un'assmblea "interessata". A giudicare dagli incarichi ricoperti dalla stragrande maggioranza dei componenti del parlamentino del Pd, se il sindaco Sturani riuscisse a proseguire il suo mandato sino al 2011 loro avrebbero di che guadagnarci. In ogni senso. Scorrendo l'elenco dei 151 partecipanti all'Assemblea quasi 80 hanno incarichi o "gettoni" da difendere: dalle presidenze di enti o Cda ai quartieri. Un interesse in altri casi anche indiretto, poiché in caso di voto anticipato Cda, poltrone e strapuntini sarebbero da rimettere in gioco. Un esempio? La presidenza Conerobus e i suoi 42 mila euro lordi ora ad appannaggio di Biekar. Passando per i 36mila lordi di Secchi ad Anconambiente. Spa dove siede e incassa 7.560 euro di indennità (più un gettone di 221,50 euro a Consiglio) Orciani, lui sì membro effettivo dell'Assemblea. Così come è tra i protagonisti delle riunioni Giacchetti, presidente del Parco del Conero con un'indennità di 2.789 euro lordi mensili. Senza dimenticare la Giunta (membri di diritto dell'assemblea) con gli assegni mensili di 4.793 euro del vicesindaco Simonetti e i 3.834 degli assessori Benadduci, Brisighelli, D'Alessio, Fontana, Ragnetti e Turchetti. Oltre ai 693 euro lordi dei 19 consiglieri comunali (Ambrogini, Bonventi, Busilacchi, Cardoni, Cesarini, Francella, il capogruppo Franzoni, Freddini, Mengani, Mengarelli, Morbidoni, Nobili, Pavani, Piersanti, Rossi, Sampaolo, Sediari e Tomassetti) e 1.639 euro del presidente del consiglio Frisoli (la metà rispetto ai 3.279 previsti dal regolamento poiché non in aspettativa). Sul fronte del Comune nell'assemblea trova posto anche Livia Cavatassi, dirigente al personale nonché consigliere provinciale (incarico da 900 euro lordi al emse). E restando in Provincia tra le fila dell'Assemlee c'è anche Eliana Maiolini, assesore al bilancio (3.885 euro lordi) ed ex componente della segreteria del sindaco. Incarico ora assunto da Milvio Sturari, anche lui nell'Assemblea. In prima fila nella composizione del "parlamentino" anche i presidenti di circoscrizione (per loro ogni mese 2.300 euro lordi) Gramillano, Foresi, Lucesoli e Bilò assieme al 16 sedici consiglieri dei quartieri (a loro 40,94 euro per ogni consiglio di circoscrizione più 29,25 euro a commissione). Tra i possibili incarichi da riassegnare in caso di nuove elezioni troviamo poi quelli di Valeria Gioacchini, consigliere della Aato2 (14mila euro lordi all'anno), Andrea Nespoli (ex presidente Envia ora alla Mediateca), Giorgio Piloni alla Meritan (gettone di 200 euro) o Renato Galeazzi (200 euro di gettone) a Marinadorica. Assemblea dove siedono anche i presidenti dei circoli (Ferretti, Gramillano jr, Gagliardi, Mandarano e Sturari), i componenti del sito Pd Guzzini (ex presidnete parco Conero) e Gonnella. O presidenti di associazioni (Fimmanò dell'Auser) o realtà culturali come Duranti (Recremisi). Infine una curiosità: oltre ai Gramillano (padre e figlio) c'è posto per i Simonetti (padre e figlia) e alla coppia Mengarelli-Sturari.

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L'acqua avvelena gli animi naccio (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'acqua avvelena gli animi naccio @@Il sindaco, l'unico a votare contro la privatizzazione, parla di false speculazioni. Critiche dall'on. Marziano Doveva essere una seduta, quella del consiglio comunale di lunedì sera, più animata dal punto di vista della dialettica politica, almeno secondo le previsioni. Invece la seduta è proceduta senza grossi scossoni, secondo un clichè ormai trito e ritrito, segnato dalla ripresa della consuetudine, andata in soffitta per qualche tempo, di svolgere il civico consesso in diversi round per raggranellare più gettoni di presenza. Un intenso ordine del giorno, quindi, cui ha fatto seguito lo «spezzettamento» delle attività. La fase dei preliminari non è stata particolarmente ampia, giusto il tempo di segnalare la necessità, lo ha fatto Francesco Tardonato di An, di predisporre alcuni cassonetti nei punti più strategici della città perché la loro assenza sta determinando disagi nella popolazione. E, poi, ancora, problemi alla viabilità, in particolare Gianluca Cannata di Fi ha voluto sapere che cosa si è fatto e si farà in via Miramare, strada disastrata e impercorribile in coincidenza delle precipitazioni. Nulla di fatto per quanto riguarda la quantificazione del gettone di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali alla luce della nuova legge regionale, l'argomento è stato rinviato. L'inversione del punto relativo alla nomina del difensore civico, messo in coda all'ordine del giorno, peraltro poi saltato a martedì sera per via della mancanza del numero legale, ha dato la misura, come preannunciato, della grave crisi politica che affligge la giunta Barbagallo. Il consiglio comunale si è espresso positivamente per il riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio relativi al settore socio-assistenziale e quelli conseguenti al mancato pagamento, a due dipendenti comunali, delle maggiorazioni degli assegni familiari non corrisposti per un certo periodo. E' stata sottolineata, però, la delicatezza della problematica e la necessità di inviare un monito a tutti gli uffici affinché sia attivino individuando per tempo le poste passive. E' stato affrontato, sebbene con esito negativo, il problema del parco eolico grazie alla mozione presentata dai consiglieri comunali di An che hanno chiesto una rivisitazione della convenzione stipulata dal comune con la società Renewable. Una decisione, quella della giunta, ha sottolineato il primo firmatario, Daniele Calvo, che sarebbe andata oltre il rispetto dei ruoli considerato che il consiglio comunale doveva essere coinvolto. Nessuno, tranne appunto i consiglieri di An e il consigliere dell'Udc, Corrado Paolo Caruso, ha fatto propria la richiesta di revoca dei relativi atti deliberativi. Gabriella Tiralongo

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Sono pronti gli appalti e i soldiper la manutenzione di due strade (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

adrano Sono pronti gli appalti e i soldi per la manutenzione di due strade Scadono questa settimana i termini per la presentazione di eventuali memorie difensive da parte degli 11 ex consiglieri comunali di Biancavilla indagati per la vicenda delle "commissioni bluff". L'inchiesta dei carabinieri si era chiusa con la notifica degli avvisi di garanzia all'ex presidente del Consiglio, Antonio Portale e ai 10 presidenti che si sono alternati tra il 2003 e il 2008 nelle quattro commissioni, dove vi sarebbero anomalie di convocazione, irregolarità nelle modalità di riunione e nei tempi di trattazione degli argomenti. Procedure che avrebbero provocato un danno erariale stimato in 200mila euro, derivante dall'accumulo di gettoni di presenza, su cui preciserà meglio la Corte dei Conti. Si attende ora l'udienza per decidere l'eventuale citazione in giudizio. Rimane aperto un aspetto politico, visto che quattro degli indagati sono consiglieri in carica. E uno di loro, Giuseppe Sapienza, capogruppo del Pd, ricopre la presidenza di una commissione. Motivo per cui dall'Mpa si era sollevata l'opportunità di sue dimissioni, visto che proprio su quella carica ruota l'indagine. «Mi rimetto alla volontà del partito», aveva replicato Sapienza. Dalla segreteria locale, però, nessun cenno o presa di posizione ufficiale. Posizione attendista pure quella assunta dai vertici provinciali: «Siamo fiduciosi - dice il segretario Luca Spataro - nell'operato della magistratura, in questa fase siamo di fronte a degli avvisi di garanzia, è giusto aspettare per poi valutare tutti insieme l'atteggiamento da assumere, anche se sono certo della dedizione e dell'impegno dei nostri consiglieri verso la comunità». Vittorio Fiorenza

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RENATO PEZZINI UDINE. ANCORA MANI DI INTRUSI SUL CORPO DI ELUANA. E ANCORA PAROLE EFF... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-02-2009)

Argomenti: Costi della politica

RENATO PEZZINI Udine. Ancora mani di «intrusi» sul corpo di Eluana. E ancora parole efferate sulla sua esistenza sofferta, sulla sua morte: l'autopsia, gli esami tossicologici, l'apertura di un'inchiesta, i rapporti amministrativi e le ispezioni. Eluana è morta dopo seimiladuecentotrentasette giorni passati in un letto, che l'hanno progressivamente consumata, ma sono soltanto gli ultimi quattro giorni a interessare: da venerdì scorso, quando i volontari guidati dall'anestesista Amato De Monte hanno chiuso il tubo che la nutriva artificialmente, a lunedì sera quando si è spenta. Novanta ore che adesso sono divenute materia di un nuovo scontro in cui sono già entrati in scena esperti d'ogni risma, o presunti tali, e personaggi in cerca di una via di fuga dall'anonimato: «Perché ci sono voluti "solo" quattro giorni per farla giungere alla fine?». Domanda che per alcuni è unicamente un interrogativo di natura scientifica. Per molti altri è lo strumento per insinuare un sospetto, quello secondo cui nella stanza numero 11 della clinica «La Quiete» non si siano limitati a chiudere il flusso del nutrimento, ma siano state messe in atto altre pratiche poco trasparenti e poco ortodosse per accelerare la morte di Eluana. Per ora, la replica più autorevole a questo sospetto arriva dalla Procura Generale di Trieste che ha giurisdizione sull'intera Regione: «Non c'è nessuna notizia di reato, non c'è nessun indagato, e il fascicolo che abbiamo aperto è un semplice atto di routine. Come procura siamo orgogliosi di aver difeso lo Stato di diritto a fronte di certe denunce farneticanti che ci sono giunte». Affermazione che prende peso soprattutto se si considera che per quattro giorni due consulenti della stessa Procura (entrambi anestesisti di fama) sono stati sovente al capezzale di Eluana per controllare «in diretta» l'operato dei medici e il rispetto del protocollo sanitario previsto. Uno di essi era in clinica anche nei minuti immediatamente successivi al decesso della donna, premurandosi di esaminare da subito la temperatura corporea e il livello di potassio. Agli occhi dei due consulenti in quella stanza non è accaduto nulla di anomalo, e questo hanno riferito ai magistrati. Da ieri, tuttavia, il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico» dice l'avvocato Giuseppe Campeis «proprio perché servirà a certificare ulteriormente l'assoluta regolarità di quello che è avvenuto». L'autopsia è stata fatta ieri sera nell'obitorio dell'ospedale civile di Udine. Prima è arrivato il padre di Eluana, rimasto da solo con lei per qualche minuto. Poi quando Englaro se n'è andato sono entrati in scena i medici. Una prima sommaria relazione arriverà sul tavolo del Procuratore già oggi, secondo indiscrezioni rivelerebbe evidenze di disidratazione. Ma per quanto riguarda l'esame tossicologico ci vorrà molto più tempo, forse un mese. E l'esame tossicologico è ovviamente il più importante visto che dovrà certificare la presenza o meno nell'organismo di Eluana di sostanze non contemplate dal protocollo o la loro eccessiva quantità: «Noi siamo assolutamente tranquilli» dicono gli avvocati «così come lo è il professor Amato De Monte che ha guidato l'équipe di volontari». De Monte è la persona che i «promotori del sospetto» hanno nel mirino da molti giorni. E non solo loro, visto che il professore è costretto a muoversi per la città con la protezione della Digos e obbligato a leggere sui muri scritte che lo paragonano a un boia dei lager nazisti. Ieri ha pure ricevuto un telegramma dell'Ordine dei Medici del Friuli che lo ha convocato per giovedì: «Un atto dovuto» - precisa il presidente dell'Ordine - «dopo gli esposti che ci sono arrivati. Ma è anche un atto di tutela nei confronti dello stesso professore». Il quale ha già fatto sapere che al termine dell'inchiesta sarà lui ad affidarsi ai magistrati: per denunciare tutti quelli che in questi giorni, a suo giudizio, lo hanno diffamato e calunniato.

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