HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
tARTICOLI DELl’11 febbraio 2009 #TOP
IN EVIDENZA
Corte dei Conti.
Relazione del Procuratore generale: I controlli non sono adeguati
Allarme
della Corte dei Conti : «Troppa corruzione nella PA» Incide
sul prezzo degli appalti e danneggia l'immagine. Nel 2008 ci sono state 77
condanne per danni all'erario
ROMA - Allarme corruzione
nella pubblica amministrazione da parte della Corte dei Conti. «I controlli
interni ed esterni sull'amministrazione non sono pienamente adeguati, vi è
un'attuale situazione di loro scarsa efficacia, di pochezza di effetti
concreti», ha sottolineato il presidente della magistratura contabile Tullio
Lazzaro, per il quale «occorre potenziare e irrobustire i controlli, renderli
effettivi nello svolgersi e concreti negli effetti. Nel campo
dell'amministrazione, a un maggior e migliore uso dei controlli, corrisponde
simmetricamente un minore ricorso al codice penale».
«CONO D'OMBRA DOVE MANCA TRASPARENZA» - «Dove
manca la trasparenza si genera il cono d'ombra entro cui possono trovare spazio
quei fatti di corruzione o di concussione che rendono poi indispensabile
l'intervento del giudice penale» ha poi sottolineato Lazzaro, nel suo
intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Lazzaro ha ricordato come
l'intervento del giudice penale, «a sua volta, prima ancora del definitivo
accertamento dei fatti, può avere anche l'effetto, non voluto, di generare un
clima di sospetto, una nebbia mefitica che sembra tutto avvolgere e genera
sfiducia da parte dei cittadini onesti».
I PREZZI DEGLI APPALTI SALGONO, E L'IMMAGINE
DELLA PA SCENDE - Corruzione e concussione, incidono sul prezzo
degli appalti e danneggiano l'immagine della pubblica amministrazione. Il
procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, nella sua
relazione ha poi ricordato che la magistratura contabile ha emesso nel 2008 102
sentenze per danno erariale derivato da attività contrattuale, 77 delle quali
sfociate nella condanna dei chiamati in giudizio. «Le patologie maggiormente
ricorrenti negli appalti pubblici di opere, beni e servizi - ha sottolineato -
attengono innanzitutto a fatti corruttivi e concussivi che, al di là della loro
riprovevolezza sotto l'aspetto penale, incidono di norma sul prezzo degli
appalti medesimi aumentandone l'entità e determinando quini un maggior onere
finanziario a carico dell'erario, assolutamente ingiustificato». Inoltre, tali
fatti, ha detto ancora Pasqualucci, «vengono costantemente ritenuti dalla
giurisprudenza di questa Corte dei Conti pregiudizievoli dell'immagine della
pubblica amministrazione lesa nei confronti della pubblica opinione dai
comportamenti altamenti anti doverosi dei propri dipendenti».
DA CALCIOPOLI AI RIFIUTI A NAPOLI - Truffe
nei settori della spesa farmaceutica-sanitaria, dei rifiuti, e dei contributi
comunitari; opere edilizie incompiute e uso sconsiderato dei prodotti
finanziari derivati; danno all'immagine causato alla Pubblica amministrazione dai
dipendenti pubblici che hanno intascato "mazzett2"; consulenze
indebite. È questo il quadro della mala- amministrazione e degli sperperi che
emerge dalla relazione del pg della Corte dei Conti Furio Pasqualucci e che,
nel 2008, si è tradotto in atti di citazione in giudizio per un totale di circa
1 miliardo e 700mila euro di danni e in 561 sentenze di condanna in primo
grado.
I CASI ECLATANTI -
Tra i casi più eclatanti segnalati dal pg, l'emergenza rifiuti in Campania che
nel
LA CLINICA DEGLI ORRORI A MILANO - E
ancora: sempre per danno all'immagine , stavolta del sistema sanitario, la
procura della Corte dei Conti della Lombardia ha chiesto risarcimenti per oltre
8milioni di euro alle 14 persone coinvolte nell'inchiesta sulla cosiddetta
clinica degli orrorì di Milano per interventi ritenuti inutili e dannosi sui
malati solo per ottenere rimborsi dallo Stato. Notevoli anche le condanne (77)
nel 2008 per danni erariali causati da attività contrattuale, per esempio
appalti per la costruzione di strade, scuole o carceri che, a causa di tangenti
o sovrafatturrazioni, sono stati eseguiti tardi e male, oppure mai realizzati:
le citazioni in giudizio per questo tipo di danno , sempre nel 2008, sono per
un totale di 831milioni di euro. Atti di citazione per circa 79milioni di euro
sono invece stati emessi per frodi comunitarie, in particolare per lo
sforamento delle quote latte, mentre il ricorso ai derivati ha causato
citazioni per quasi 46mila euro. Consulenze esterne ed incarichi
"illeciti" sono state alla base di 96 condanne in primo grado e di
oltre 20milioni di euro di danni contestati nelle citazioni a giudizio.
·
Articoli
Costi dei politici (14)
I vertici si riducono lo stipendio
( da "Stampa,
La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i vertici di Asa cercano di scacciare la crisi di liquidità tagliandosi lo stipendio. Il direttore generale e quello amministrativo, Emidio Filipponi e Lorenzo Ardissone, hanno deciso di ridurre del 15% la parte variabile dello stipendio fino al 30 giugno. E i membri del cda rinunciano al gettone di presenza.
doppia
firma anti-furbetti della politica
( da "Tirreno,
Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come l'organizzazione di convegni. FIRME E GETTONI I membri delle commissioni devono firmare sia quando entrano che quando se ne vanno. Si tratta di un provvedimento valido solo per monitorare l'attività dei consiglieri ai quali spetta sempre il gettone di presenza, pur restando alla riunione per un solo minuto.
<Opere
pubbliche e ambiente> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: proposta per ridurre i costi della politica? «Vorremmo ridurre il numero dei consiglieri regionali, ma per questo bisognerà ritoccare lo Statuto. Invece già con la prossima Finanziaria taglieremo i compensi». In che misura? «Elimineremo tutte le aggiunte alla paga base: contributi di segreteria, aggiornamento culturale, o le indennità per chi assume cariche interne al Consiglio.
UNA
CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben 120...
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: far quadrare un bilancio che ancora non quadra si ritoccano spese di ogni genere. COSÌ NELL'ULTIMO consiglio comunale, il capogruppo dei Socialisti, Leonardo Buselli, ha lanciato la proposta di devolvere in beneficenza il gettone di presenza per la cerimonia delle foibe. «Ho pensato ha spiegato Buselli che non essendo possibile rinunciare all'indennità, per motivi di regolamento,
di
ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Pa...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Trovo sconcertante che alla luce della crisi economica, fino ad ora, Abati, non abbia mai parlato di riduzione dei costi della politica né della diminuzione dei consigli di amministrazione all'interno del Consiag. Capisco che eviti questo argomento, in quanto è il fulgido esempio di questo tipo di politica. * candidato sindaco lista Prato Libera&sicura
dal
nostro inviato UDINE - Ancora mani di "intrusi" sul corpo di Eluana.
E anco... ( da "Messaggero, Il"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico»
LA
COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la ...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: presenza di pochissimi minuti prendendo però l'intero gettone di presenza. Qualche problema in più sull'articolo che riguarda i tempi e le modalità della discussione in consiglio comunale. L'attuale regolamento prevede, all'articolo 22, che per ogni argomento è assegnato un tempo, per una sola volta, di 20 minuti a ogni gruppo al quale si deve aggiungere un tempo di 3 minuti per
L'appello
ai privati ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: conclusosi apparentemente con la vittoria del partito più vicino alle banche che non voleva mettere paletti troppo stretti, per non scoraggiare l'afflusso di capitali privati che è l'asse portante dello schema dal punto di vista politico. Ma questo comporta un ulteriore costo che si è deciso di pagare in aggiunta alla possibile perdita di indipendenza (e di solidità finanziaria)
UN
PAESE ASSUEFATTO ( da "Corriere del Veneto"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sul Corriere della Sera Stella e Rizzo denunciano da anni privilegi e scandali della casta (che non è solo quella dei politici). Sono denunce precise, circostanziate, documentate, quando è necessario nominative, raramente smentite. Questi articoli sono diventati un libro che si vende aggiornato con i nuovi capitoli, sempre più avvilenti,
Le
banche italiane reagiscono bene ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in termini di aumento nel costo dei nuovi finanziamenti, oggi 300-400 punti base oltrel'Euribor, non si assiste a politiche creditizie restrittive, come invece si inizia ad avvertire all'estero». Emerge, al contrario «una politica di finanziamenti del settore bancario italiano che dimostra il suo radicamento al territorio e storicità nei rapporti banca-
Un'assmblea
"interessata". A giudicare dagli incarichi ricoperti dalla str...
( da "Messaggero,
Il (Ancona)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 560 euro di indennità (più un gettone di 221,50 euro a Consiglio) Orciani, lui sì membro effettivo dell'Assemblea. Così come è tra i protagonisti delle riunioni Giacchetti, presidente del Parco del Conero con un'indennità di 2.789 euro lordi mensili. Senza dimenticare la Giunta (membri di diritto dell'assemblea) con gli assegni mensili di 4.
L'acqua
avvelena gli animi naccio ( da "Sicilia, La"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in particolare Gianluca Cannata di Fi ha voluto sapere che cosa si è fatto e si farà in via Miramare, strada disastrata e impercorribile in coincidenza delle precipitazioni. Nulla di fatto per quanto riguarda la quantificazione del gettone di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali alla luce della nuova legge regionale, l'argomento è stato rinviato.
Sono
pronti gli appalti e i soldiper la manutenzione di due strade
( da "Sicilia,
La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: irregolarità nelle modalità di riunione e nei tempi di trattazione degli argomenti. Procedure che avrebbero provocato un danno erariale stimato in 200mila euro, derivante dall'accumulo di gettoni di presenza, su cui preciserà meglio la Corte dei Conti. Si attende ora l'udienza per decidere l'eventuale citazione in giudizio.
RENATO
PEZZINI UDINE. ANCORA MANI DI INTRUSI SUL CORPO DI ELUANA. E ANCORA PAROLE
EFF... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il numero dei consulenti della Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel nostro protocollo medico»
( da "Stampa, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Crisi Asa I vertici
si riducono lo stipendio Dopo la richiesta di tre milioni di euro ai Comuni, i vertici di Asa cercano di scacciare la crisi di liquidità
tagliandosi lo stipendio. Il direttore generale e quello amministrativo, Emidio
Filipponi e Lorenzo Ardissone, hanno deciso di ridurre del 15% la parte
variabile dello stipendio fino al 30 giugno. E i membri del cda rinunciano al
gettone di presenza.
( da "Tirreno, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Per tagliare i costi,
con il nuovo regolamento del consiglio comunale si introducono le notifiche
elettroniche Doppia firma anti-furbetti della politica Ma il gettone si paga
anche se il politico resta in commissione per pochi minuti LUCCA. Doppia firma,
all'ingresso e all'uscita delle commissioni, per individuare i "furbetti
della politica", quelli che si danno presenti alle riunioni solo per
prendere il gettone di presenza. Poi un taglio (per
quanto piccolo) alle spese della politica, con due rimedi: la notifica via mail
di atti e convocazioni e il divieto di costituire nuovi gruppi politici
composti da un solo membro. La commissione partecipazione, presieduta da Marco
Brancoli Pantera, licenzia il nuovo regolamento del consiglio comunale che
stamani passerà al vaglio della conferenza dei capigruppo, prima di approdare
in consiglio comunale. E proprio in questa sede saranno ancora possibili
modifiche al testo che prevede (per ora solo sulla carta) anche la costituzione
di un fondo a disposizione di ciascun gruppo consiliare per le attività
istituzionali, come l'organizzazione di convegni. FIRME E
GETTONI I membri delle commissioni devono firmare sia quando entrano che quando
se ne vanno. Si tratta di un provvedimento valido solo per monitorare
l'attività dei consiglieri ai quali spetta sempre il gettone di presenza, pur restando alla riunione per un solo minuto. «Questo
provvedimento - osserva il capogruppo di Rc, Antonio Sichi - fa parte di un
processo di moralizzazione dell'attività politica. è evidente che se notiamo
che un consigliere a ripetizione resta solo per pochi minuti in commissione,
solleveremo il problema politico». L'accordo è stato trovato perché la doppia
firma non è stata agganciata alla cancellazione del gettone. GRUPPI CONSILIARI
è stabilito il divieto di costituire, a legislatura avviata, gruppi consiliari
di un solo membro. Il numero minimo per un nuovo gruppo è di due consiglieri.
L'eccezione a questa regola è per quei gruppi di un solo consigliere che si
formano in base ai risultati elettorali. NOTIFICHE ELETTRONICHE Sempre
nell'ottica del risparmio, passa la notifica elettronica di atti (dalle
delibere di giunta ai documenti in discussione in commissione o in consiglio
comunale) e di convocazioni. In questo modo il Comune risparmierà sui messi
notificatori che continueranno ad andare a casa solo dei consiglieri non dotati
di computer. QUESTION TIME Il consiglio comunale potrà iniziare alla presenza di soli 14 consiglieri (invece di 21) quando si
presentano interrogazioni e raccomandazioni. TEMPI In fase di valutazione la
facoltà per i capigruppo, in presenza di discussione
di argomenti importanti, di derogare ai tempi massimi attribuiti a ciascun
gruppo per esprimere le proprie posizioni. La deroga, però, dovrà essere
sottoscritta da un numero di capigruppo tale da rappresentare i 2/3 del
consiglio comunale (28 persone).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Primo Piano Pagina
106 «Opere pubbliche e ambiente» Renato Soru: così continueremo nel cambiamento
--> Renato Soru: così continueremo nel cambiamento di GIUSEPPE MELONI Curva
dopo curva, Renato Soru percorre da un mese quasi tutte le strade dell'Isola.
Centri grandi, piccoli e sperduti: un colossale porta a porta per spiegare quel
che è stato fatto in questi anni. E quel che si farà, elettori sardi
permettendo. «Ho fatto già 130 assemblee, alla fine saranno 140», dice il leader
del centrosinistra, «e avrò incontrato 60-70mila persone». Poi, parallela,
corre l'altra propaganda, sul web: già da tempo i programmi si scaricano (da
internet) più di quanto si stampino, ma questa è la prima campagna elettorale
giocata su Facebook. Ma forse la rivendicazione dell'orgoglio identitario non
sarebbe la stessa cosa, senza un simile giro di Sardegna. Come mai ha scelto
questa campagna elettorale? «Non so, non ho fatto grandi ragionamenti. Il voto
era ravvicinato, la folla del 6 gennaio alla Fiera mi ha incoraggiato. E poi
avevo anch'io voglia di andare in giro». E cosa ha scoperto, di nuovo? «Che la
gente vuol conoscere, partecipare. Il fatto nuovo è la straordinaria
partecipazione dei giovani. Quando abbiamo aperto il sito si sono fatti vivi
subito mille volontari». Che spiegazione si è dato? «Che i giovani hanno capito
prima di altri il progetto che li riguarda. Master and back, Erasmus, fondi per
la ricerca, assegni di merito: si investe su di loro come in nessun'altra
regione». Però non votano solo i giovani. «Ma piano piano il cambiamento da noi
avviato lo stanno comprendendo tutti. La partecipazione alle assemblee è
incredibile. Ovunque, senza partiti che organizzino.
L'altra sera, a Tonara, 700 persone tutte lì dalle 22 alle 23 e 30. La gente
vuol conoscere questo presidente, non si accontenta delle maldicenze, dei
pregiudizi, della mancata informazione. Vogliono rendersi conto di persona».
Conta molto sul voto di opinione. «Più che altro noto che le singole persone,
le famiglie, vedono cos'è accaduto. Toccano con mano, per esempio, la
stabilizzazione di migliaia di precari: 3.000 dell'antincendio, 3.500 dell'Ente
foreste, più di mille nella sanità, centinaia nei consorzi di bonifica e nella
pubblica amministrazione». La Regione però ha conosciuto anche un certo
dimagrimento. «Ne abbiamo ridotto di molto i costi di funzionamento, ma abbiamo
anche fatto il primo concorso pubblico per dirigenti. Anche il mondo della
scuola vede la novità: mentre il Governo taglia, la Sardegna investe per aumentare
le ore di lezione. La gente tocca con mano i contributi a fondo perduto per la
prima casa, il sostegno alle famiglie indigenti». Eppure molti parlano di aree
di malessere nell'Isola. «Non c'è un malessere dell'Isola, c'è una crisi
economica mondiale gravissima. Prenda l'Eurallumina: la sua difficoltà è legata
al crollo del mercato dell'auto. E va denunciata la chiara inadempienza del
Governo, che non sa reagire alla crisi. Sulla chimica, dal 2001 al
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA CARRARA pag.
11 UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben
120... UNA CERIMONIA senza dubbio di valore, ma che costa alla collettività ben
1200 euro. Ieri per commemorare i martiri delle foibe al campo profughi di
Marina sono stati convocati i capigruppo consiliari e la commissione sociale,
mentre la commissione urbanistica era impegnata in un'altra manifestazione
analoga. In tutto oltre 20 consiglieri, al costo di 50 euro l'uno, impegnati
nella deposizione di una corona e in celebrazioni senza dubbio importanti e da
non dimenticare, ma che avrebbero potuto trovare un altro constesto meno
dispendioso. Specialmente in un momento in cui a palazzo civico il piatto
piange e per far quadrare un bilancio che ancora non quadra
si ritoccano spese di ogni genere. COSÌ NELL'ULTIMO consiglio comunale, il
capogruppo dei Socialisti, Leonardo Buselli, ha lanciato la proposta di
devolvere in beneficenza il gettone di presenza per la
cerimonia delle foibe. «Ho pensato ha spiegato Buselli che non essendo
possibile rinunciare all'indennità, per motivi di regolamento, potrebbe
essere un segnale importante devolvere il gettone di presenza
per qualche associazione di beneficenza». Proposta che non ha avuto pareri
contrari, ma che è stata colta al volo da Massimo Menconi, Rifondazione, che ha
ricordato quante ancora siano le commemorazioni per cui una regola è bene
darsela. La vice presidente del consiglio, Rigoletta Vincenti, ha quindi assicurato
che la questione sarà portata venerdì in conferenza dei capigruppo.
( da "Nazione, La (Prato)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PRATO pag. 4
di ALDO MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Pa... di ALDO
MILONE * SONO RIMASTO sorpreso dalle esternazioni di Paolo Abati che ha preferito
sprecare tempo prezioso per attaccarmi, piuttosto che esporre il suo programma.
Sul "bieco trasformismo" vorrei far notare al candidato del Pd, che
l'aver dato vita ad una lista civica con un programma e delle idee ben
definite, non si può certo definire trasformismo. Tengo a sottolineare che sarò
disposto ad alleanze soltanto con chi sosterrà e condividerà i miei principi
come sicurezza, lotta all'illegalità, lotta al degrado e ai privilegi politici.
La mia coerenza è sotto gli occhi di tutti, e i cittadini lo sanno, visto che
appena sono sorti i primi contrasti con la linea politica
del Pd, ho preferito dimettermi e non occupare una poltrona da assessore. Per
quanto riguarda lo sport mi fanno sorridere le sue accuse: solo per citare
alcuni eventi organizzati sotto il mio assessorato c'è stata Italia-Tonga di
rugby con le nazionali di serie A, per non parlare di Italia-Germania di calcio
under 20 tornata a Prato dopo diversi anni. O si può parlare delle finali di
Coppa Italia di seria A di pallavolo femminile che hanno richiamato migliaia di
persone al palazzetto (a costo zero per il Comune), o dei Mondiali di calcio
che per la prima volta sono stati seguiti da migliaia di persone grazie al
maxischermo allo stadio (uno dei più grandi di Italia) infine tutti
ricorderanno la Coppa del Mondo vinta dall'Italia ai Mondiali del 2006 esposta
al Castello dell'Imperatore. Ora aspetto con ansia di conoscere il bilancio
delle attività svolte da Abati in veste di assessore allo sport, ruolo che ha
ricoperto prima di me. Trovo sconcertante che alla luce
della crisi economica, fino ad ora, Abati, non abbia mai parlato di riduzione
dei costi della politica né della diminuzione dei consigli di amministrazione all'interno
del Consiag. Capisco che eviti questo argomento, in quanto è il fulgido esempio
di questo tipo di politica. * candidato sindaco lista Prato Libera&sicura
( da "Messaggero, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 11
Febbraio 2009 Chiudi RENATO PEZZINIdal nostro inviato UDINE - Ancora mani di
"intrusi" sul corpo di Eluana. E ancora parole efferate sulla sua
esistenza sofferta, sulla sua morte. Neppure oggi c'è quiete per lei e per la
sua memoria. Le burocrazie impongono i loro copioni doverosi: l'autopsia, gli
esami tossicologici, l'apertura di un'inchiesta, i rapporti amministrativi e le
ispezioni. Le ideologie, invece, non vogliono saperne di rinunciare ai loro
"j'accuse". Eluana è morta dopo seimiladuecentotrentasette giorni
passati in un letto che l'hanno progressivamente consumata, ma sono soltanto
gli ultimi quattro giorni a interessare: da venerdì scorso, quando i medici
volontari guidati dall'anestesista Amato De Monte hanno chiuso il tubo che la
nutriva artificialmente, a lunedì sera quando è morta. Novanta ore che adesso
sono divenute materia di un nuovo scontro in cui sono già entrati in scena
esperti d'ogni risma, o presunti tali, e personaggi in cerca di una via di fuga
dall'anonimato: «Perché ci sono voluti "solo" quattro giorni per
farla giungere alla fine?». Domanda che per alcuni è unicamente un interrogativo
di natura scientifica. Per molti altri è lo strumento per insinuare un
sospetto, quello secondo cui nella stanza numero 11 della clinica "La
Quiete" non si siano limitati a chiudere il flusso del nutrimento, ma che
siano state messe in atto altre pratiche poco trasparenti e poco ortodosse per
accelerare la morte di Eluana. Per ora, la replica più autorevole a questo
sospetto arriva dalla Procura Generale di Trieste che ha giurisdizione
sull'intera Regione: «Non c'è nessuna notizia di reato, non c'è nessun indagato,
e il fascicolo che abbiamo aperto è un semplice atto di routine. Come procura
siamo orgogliosi di aver difeso lo Stato di diritto a fronte di certe denunce
farneticanti che ci sono giunte». Affermazione che prende peso soprattutto se
si considera che per quattro giorni due consulenti
della stessa Procura (entrambi anestesisti di fama) sono stati sovente al
capezzale di Eluana per controllare "in diretta" l'operato dei medici
e il rispetto del protocollo sanitario previsto. Uno di essi era in clinica
anche nei minuti immediatamente successivi al decesso della donna, premurandosi
di esaminare da subito la temperatura corporea e il livello di potassio. Agli
occhi dei due consulenti in quella stanza non è
accaduto nulla di anomalo, e questo hanno riferito ai magistrati. Da ieri,
tuttavia, il numero dei consulenti della
Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di
Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare
l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con
il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel
nostro protocollo medico» dice l'avvocato Giuseppe Campeis «proprio
perché servirà a certificare ulteriormente l'assoluta regolarità di quello che
è avvenuto». L'autopsia è stata fatta ieri sera nell'obitorio dell'ospedale
civile di Udine. Prima è arrivato il padre di Eluana, rimasto da solo con lei
per qualche minuto. Poi quando Englaro se n'è andato sono entrati in scena i
medici. Una prima sommaria relazione arriverà sul tavolo del Procuratore già
oggi, ma la morte, in base ai primi risultati, sarebbe stata causata dalla
disidratazione. Per quanto riguarda l'esame tossicologico, invece, ci vorrà
molto più tempo, forse un mese. E l'esame tossicologico è ovviamente il più
importante visto che dovrà certificare la presenza o meno nell'organismo di
Eluana di sostanze non contemplate dal protocollo o la loro eccessiva quantità:
«Noi siamo assolutamente tranquilli» dicono gli avvocati «così come lo è il
professor Amato De Monte che ha guidato l'équipe di volontari». De Monte è la
persona che i "promotori del sospetto" hanno nel mirino da molti
giorni. E non solo loro visto che il professore è costretto a muoversi per la
città con la protezione della Digos e obbligato a leggere sui muri scritte che
lo paragonano a un boia dei lager nazisti. Ieri ha pure ricevuto un telegramma
dell'Ordine dei Medici del Friuli che lo ha convocato per giovedì: «Un atto
dovuto» precisa il presidente dell'ordine «dopo gli esposti che ci sono
arrivati. Ma è anche un atto di tutela nei confronti dello stesso professore».
Il quale ha già fatto sapere che al termine dell'inchiesta sarà lui ad
affidarsi ai magistrati: per denunciare tutti quelli che in questi giorni, a
suo giudizio, lo hanno diffamato e calunniato.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LUCCA pag. 8
LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la ...
LA COMMISSIONE consiliare sullo statuto, l'ordinamento la trasparenza e la
partecipazione, presieduta da Marco Brancoli, ha approvato ieri mattina il
nuovo regolamento del consiglio comunale che ora passerà alla definitiva
valutazione dell'aula di Palazzo Santini. L'intento del nuovo regolamento è
quello di dare maggiore funzionalità ai lavori del consiglio comunale e delle
commissioni. Diversi i punti innovativi. Per esempio le sedute consiliari, che
oggi iniziano spesso in ritardo in attesa del numero legale, potranno iniziare
all'ora indicata nella convocazione con la serie di raccomandazioni e di
risposte degli assessori. Sul fronte delle commissioni consiliari è prevista
l'introduzione della firma al momento dell'entrata e dell'uscita. Una decisione
questa che ha un intento moralizzatore. Oggi sembra infatti che alcuni
consiglieri che partecipano alle comissioni si limitino a una presenza di pochissimi minuti prendendo però l'intero gettone di presenza. Qualche problema in più sull'articolo che riguarda i tempi e le
modalità della discussione in consiglio comunale. L'attuale regolamento
prevede, all'articolo 22, che per ogni argomento è assegnato un tempo, per una
sola volta, di 20 minuti a ogni gruppo al quale si deve aggiungere un tempo di
3 minuti per ogni consigliere del gruppo stesso. Tempi che possono
essere aumentati fino a un massimo di 30 minuti e di 5 minuti in occasione
della trattazione di particolari argomenti. La nuova proposta prevede invece
due opzioni, la prima è lasciare immutati i tempi attuali, la seconda è
riconoscere alla conferenza dei capigruppo il potere di decidere i tempi
complessivi della discussione e quindi le modalità e i limiti degli interventi.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-02-11 - pag: 7 autore: DALLA PRIMA L'appello ai
privati Basta questa parola per demolire l'ottimismo di facciata secondo cui
non si può ripetere una crisi tipo anni 30 perché i governi sanno cosa fare e
lo faranno in fretta. Il guaio è che ogni crisi è diversa e dunque non ripetere
gli errori di quella precedente è condizione necessaria ma non sufficiente per
evitare i disastri già sperimentati. Il piano annunciato ieri dal segretario al
Tesoro Tim Geithner è una sorta di missile a tre stadi: il primo è rivolto alla
ricapitalizzazione delle banche, il secondo allo stimolo del credito al consumo
(un pacchetto che può arrivare fino a mille mi-liardi, il terzo agli
investitori che intendono acquistare titoli strutturati del mercato ipotecario;
questa parte dovrebbe portare alla costituzione di una specie di bad bank
finanziata in parte da Tesoro e Fed e in parte da privati. Barack Obama ha
deciso di evitare provvedimenti di nazionalizzazione e ha puntato su una scelta
molto netta dal punto di vista politico: cercare di coinvolgere quanto più
possibile il capitale privato nel salvataggio del sistema finanziario
americano. Una via già aperta con il piano annunciato qualche giorno fa (Talf:
Term assetbacked lending facility) in base al quale la Fed si è dichiarata
disposta a finanziare gli investitori istituzionali, compresi gli hedge funds
che intendono investire in titoli emessi a fronte di prestiti per l'acquisto di
auto o concessi agli studenti, cioè due fra i settori più colpiti dalla
rarefazione dell'offerta di credito. Misure di questo genere adesso vengono
generalizzate e attuate in dosi massicce. Un impegno di questo genere,
possibile solo attraverso il sostegno della Fed, rappresenta uno scarto impressionante
rispetto alla tradizionale dottrina del central banking e del credito di ultima
istanza. Non era mai successo che un settore non regolamentato, per di più
considerato da molti estremamente rischioso, come quello degli hedge funds
potesse accedere direttamente alla Banca centrale. In altri termini la Fed, che
già ha dilatato il suo bilancio concedendo credito alle banche dietro garanzia
di titoli molto rischiosi, fa un ulteriore passo in questa direzione accettando
di prestare anche su titoli di nuova emissione e quindi potenzialmente ancora
più pericolosi. Auguri... Il piano Obama si segnala anche per quello che manca
(o quasi). Sono infatti ridotte al minimo le condizioni alle quali devono
sottostare le banche che accedono a questa nuova tornata di aiuti. Le cronache
riferiscono di un aspro dibattito all'interno del team presidenziale, conclusosi apparentemente con la vittoria del partito più vicino
alle banche che non voleva mettere paletti troppo stretti, per non scoraggiare
l'afflusso di capitali privati che è l'asse portante dello schema dal punto di
vista politico. Ma questo comporta un ulteriore costo che si è deciso di pagare
in aggiunta alla possibile perdita di indipendenza (e di solidità finanziaria)
della Banca centrale. Non è difficile immaginare che in Parlamento il livello
dello scontro fra maggioranza e opposizione, già elevato, crescerà
ulteriormente e porrà serie minacce all'iter legislativo. Anche sul piano delle
regole ci si poteva aspettare un annuncio più deciso. Certo, non si può
scrivere la nuova legislazione finanziaria in poco più di un mese, ma almeno si
potevano indicare le linee guida che si intende perseguire per costruire un
sistema bancario degno della fiducia del pubblico. E ormai conclamato che la
crisi è scoppiata perché si è lasciato che tutta l'innovazione finanziaria
degli ultimi venti anni si sviluppasse su terreni del tutto esterni alla
regolamentazione tradizionale. E sono state soprattutto la regolamentazione e
la vigilanza americana a consentire le lacune più vistose. Persino George
Sorose Lloyd Blankfein (capo di Goldman Sachs) rilasciano oggi pensose
interviste in cui affermano che lasciare totalmente privi di ogni controllo i
mercati dei derivati è stato un errore strategico fondamentale. Oppure osservano
che se a gennaio 2008 vi erano nel mondo solo 12 imprese con rating tripla A e
ben 64mila prodotti Cdo (Collateralized debt obligations) con lo stesso voto,
qualcosa non ha funzionato e occorrono regole adeguate. Sono però gli stessi
che negli anniscorsi premevano sul legislatore per impedire ogni possibile
regolamentazione che avrebbe quanto meno accresciuto la trasparenza e ridotto i
rischi di carattere sistemico. E come ha messo in evidenza Mario Margiocco
(Sole 24 Ore di ieri), si trovavano perfettamente d'accordo con quanti, a
cominciare dal neosegretario americano al Tesoro, sono oggi chiamati a
risolvere la crisi. Da questi ultimi sarebbe stato dunque lecito attendersi un
annuncio riformista più deciso. Marco Onado
( da "Corriere del Veneto" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-02-11 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE SE LE DENUNCE NON CAMBIANO LA REALTà UN PAESE ASSUEFATTO di
GIANPAOLO ROMANATO C' è un settimanale che ad ogni numero denuncia scandali,
privilegi, cose che non vanno. Non s'è salvato quasi nessuno: po-litici,
sindacalisti, medici, baroni d'università, magistrati, giornalisti,
imprenditori. è' l'Espresso, che nell'ultimo fascicolo ci racconta fatti e
misfatti dei nostri rappresentanti al parlamento europeo, i più pagati e i più
fannulloni, che fra pochi mesi saremo chiamati a giudicare attraverso la prova
delle elezioni. Riesce a cambiare qualcosa questo settimanale? No, nulla. Sul Corriere della Sera Stella e Rizzo denunciano da anni privilegi e scandali della casta (che non è
solo quella dei politici). Sono denunce precise, circostanziate, documentate,
quando è necessario nominative, raramente smentite. Questi articoli sono
diventati un libro che si vende aggiornato con i nuovi capitoli, sempre più
avvilenti, sempre più degradanti, taluni incredibili. Sono riusciti a
cambiare qualcosa questi due giornalisti? No, nulla. Intervistato prima della
pensione dal cronista di questo giornale, il 18 gennaio, Ennio Fortuna,
procuratore generale di Venezia, cioè il più alto magistrato inquirente della
nostra regione, ha dichiarato che dopo cinquant'anni di carriera lascia una
giustizia «lenta, deperita, screditata». E ha aggiunto, testualmente: «Se
subissi un furto lo denuncerei solo per struttura mentale e non perché ci
creda». Ha suscitato reazioni, proteste, smentite questo sfogo del dottor
Fortuna? No. Qualcuno si è indignato? Nessuno. Solo un impressionante silenzio.
Sempre su questo giornale, il 30 gennaio, si dava notizia su tutta una pagina
del rapporto predisposto dal presidente della corte d'appello di Venezia. La
sintesi è molto rapida: la giustizia nel Veneto è al collasso per mancanza di
organici, di strutture, di sedi. Siamo la regione italiana più dinamica, la
seconda in Italia per tasso di immigrazione, quella che è cambiata di più in questi
decenni, e abbiamo la metà dei magistrati di Milano e Roma, un terzo in meno
rispetto a Firenze e Bologna. Cambierà qualcosa il rapporto- denuncia della
dottoressa Romei Pasetti? Vedremo, ma c'è da temere che non avvenga nulla. Come
nelle carceri, dove (sono dati apparsi su queste colonne lo stesso giorno) la
popolazione detenuta ha superato largamente la quota del 2006, ed è più che
doppia rispetto ai livelli considerati regolamentari. E più di metà dei
carcerati (più di metà!) sono in attesa di giudizio, quindi gente
potenzialmente innocente. Qualcuno protesta per questa inciviltà? No, nessuno.
Ecco, la cosa che più colpisce osservando questo nostro paese, è la mancanza di
reazioni, l'assuefazione, il torpore. Ci stiamo abituando al malaffare, ai privilegi,
alle ruberie, alle cose che non funzionano, o funzionano male, come se fossero
situazioni normali, come se la patologia sociale fosse diventata la norma e
l'eccezione si fosse sostituita alla regola. Credo che questa rassegnata (e
forse anche acquiescente) incapacità di reagire sia il sintomo più evidente e
preoccupante del nostro declino.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: SYSTEM data: 2009-02-11 - pag: 28 autore: Credito. Il presidente
dell'Antitrust Catricalà al Senato: il sistema ha mostrato radici solide
rispetto alle difficoltà globali «Le banche italiane reagiscono bene» La crisi
accentua i rischi derivanti dagli interessi incrociati fra finanziati e
finanziatori Rossella Bocciarelli ROMA La crisi economica «accentua i rischi
delle anomalie italiane » anche per quel che riguarda il sistema bancario. Ma
le aziende di credito hanno dimostrato «una capacità di reazione positiva »alle
difficoltà globali dell'economia perché «l'Italia ha fortunatamente mostrato
radici più solide rispetto agli altri Paesi». è l'analisi del presidente
dell'Autorità Antitrust, Antonio Catricalà,espressa in un'audizione pressola
Commissione Finanze e Tesoro del Senato sul «settore bancario finanziario e i
rapporti tra banche e imprese in particolare per gli strumenti di finanziamento
». Pur dando atto al sistema creditizio italiano della sua solidità, Catricalà
ha in ogni caso ribadito le preoccupazioni, già note, per le «anomalie
italiane» e per i «potenziali effetti domino» che possono essere innescati. Si
è cioè riferito ai rischi derivanti dagli «interessi incrociati e non sempre
lineari tra soggetto finanziato e soggetto finanziatore, tra soggetto
partecipato e soggetto azionista ». Tra l'altro, l'Antitrust chiede una
«radicale innovazione normativa» per la figura dell'amministratore indipendente
nella governance bancaria. Una figura che «così come configurata a livello
normativo e di autoregolamentazione, consente il verificarsi di situazioni non
trasparenti, nelle quali il medesimo soggetto assomma cariche diverse in
società ».Per il presidente dell'Antitrust, inoltre, oggi «la garanzia della
concorrenza è necessaria ma non più sufficiente, serve sempre più anche una
diretta tutela del consumatore finale, come prova la crisi finanziaria in corso
la quale impone una attenzione ancora maggiore sui temi di trasparenza e aiuto
alla mobilità dal lato della domanda finale», valea dire eliminare ogni
difficoltà per i clienti nel cambiare banca. Per questo le banche, dice il
Garante, devono «superare tali rischi, recuperare in reputazione, dare al
consumatore una completa informazione e diritti certi in termini di mobilità.
Possono essere obiettivi ambiziosi ma non irraggiungibili ». Ma ieri Catricalà
ha ricordato anche che occorre «un intervento chiarificatore del legislatore al
fine di pervenire ad un'indicazione precisa e tassativa dei criteri di calcolo
del tasso usurario ». E ha chiesto nuovamente degli «interventi regolatori che
esplicitino un indicatore sintetico di tutte le voci di spesa a carico dei
clienti finali». In ogni caso, con la crisi, in Italia - rileva Catricalà - non
si sta assistendo ad una stretta creditizia: «Nonostante l'emergere di alcune
difficoltà nell'accesso al credito, in termini di aumento
nel costo dei nuovi finanziamenti, oggi 300-400 punti base oltrel'Euribor, non
si assiste a politiche creditizie restrittive, come invece si inizia ad
avvertire all'estero». Emerge, al contrario «una politica di
finanziamenti del settore bancario italiano che dimostra il suo radicamento al
territorio e storicità nei rapporti banca-impresa, nonché la sua
capacità di stimare i rischi, quindi, di differenziare tra imprese». Va detto,
peraltro, che la crisi sta facendo emergere anche una riduzione della domanda
di prestiti: gli ultimi dati di Bankitalia, rilasciati ieri, rilevano che in
dicembre i prestiti concessi dalle banche e dalle istituzioni finanziarie e
monetarie ai residenti in Italia sono diminuiti dell'1,3% rispetto al mese
precedente, registrando il secondo calo consecutivo del 2008. Quanto agli
aspetti di solidità del sistema creditizio italiano, ieri il direttore generale
dell'Abi, Giuseppe Zadra si è soffermato, a margine del premio Menichella, sul
tema della bad bank, di cui molto si discute in queste ore negli Usa: «L'Italia
– ha detto – non ha problemi di bilancio nelle banche e non ha bisogno di una
bad bank» ovvero di un veicolo societario nel quale far affluire i titoli
tossici degli istituti di credito. LE RASSICURAZIONI Giuseppe Zadra (Abi): «Non
abbiamo problemi di bilanci e non c'è bisogno di una bad bank» in cui fare
affluire i titoli tossici
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 11
Febbraio 2009 Chiudi Un'assmblea "interessata". A giudicare dagli
incarichi ricoperti dalla stragrande maggioranza dei componenti del
parlamentino del Pd, se il sindaco Sturani riuscisse a proseguire il suo
mandato sino al 2011 loro avrebbero di che guadagnarci. In ogni senso.
Scorrendo l'elenco dei 151 partecipanti all'Assemblea quasi 80 hanno incarichi
o "gettoni" da difendere: dalle presidenze
di enti o Cda ai quartieri. Un interesse in altri casi anche indiretto, poiché
in caso di voto anticipato Cda, poltrone e strapuntini sarebbero da rimettere
in gioco. Un esempio? La presidenza Conerobus e i suoi 42 mila euro lordi ora
ad appannaggio di Biekar. Passando per i 36mila lordi di Secchi ad
Anconambiente. Spa dove siede e incassa 7.560 euro di
indennità (più un gettone di 221,50 euro a Consiglio) Orciani, lui sì membro
effettivo dell'Assemblea. Così come è tra i protagonisti delle riunioni
Giacchetti, presidente del Parco del Conero con un'indennità di 2.789 euro
lordi mensili. Senza dimenticare la Giunta (membri di diritto dell'assemblea)
con gli assegni mensili di 4.793 euro del vicesindaco Simonetti e i
3.834 degli assessori Benadduci, Brisighelli, D'Alessio, Fontana, Ragnetti e
Turchetti. Oltre ai 693 euro lordi dei 19 consiglieri comunali (Ambrogini,
Bonventi, Busilacchi, Cardoni, Cesarini, Francella, il capogruppo Franzoni,
Freddini, Mengani, Mengarelli, Morbidoni, Nobili, Pavani, Piersanti, Rossi,
Sampaolo, Sediari e Tomassetti) e 1.639 euro del presidente del consiglio Frisoli
(la metà rispetto ai 3.279 previsti dal regolamento poiché non in aspettativa).
Sul fronte del Comune nell'assemblea trova posto anche Livia Cavatassi,
dirigente al personale nonché consigliere provinciale (incarico da 900 euro
lordi al emse). E restando in Provincia tra le fila dell'Assemlee c'è anche
Eliana Maiolini, assesore al bilancio (3.885 euro lordi) ed ex componente della
segreteria del sindaco. Incarico ora assunto da Milvio Sturari, anche lui
nell'Assemblea. In prima fila nella composizione del "parlamentino"
anche i presidenti di circoscrizione (per loro ogni mese 2.300 euro lordi)
Gramillano, Foresi, Lucesoli e Bilò assieme al 16 sedici consiglieri dei
quartieri (a loro 40,94 euro per ogni consiglio di circoscrizione più 29,25 euro
a commissione). Tra i possibili incarichi da riassegnare in caso di nuove
elezioni troviamo poi quelli di Valeria Gioacchini, consigliere della Aato2
(14mila euro lordi all'anno), Andrea Nespoli (ex presidente Envia ora alla
Mediateca), Giorgio Piloni alla Meritan (gettone di 200 euro) o Renato Galeazzi
(200 euro di gettone) a Marinadorica. Assemblea dove siedono anche i presidenti
dei circoli (Ferretti, Gramillano jr, Gagliardi, Mandarano e Sturari), i
componenti del sito Pd Guzzini (ex presidnete parco Conero) e Gonnella. O
presidenti di associazioni (Fimmanò dell'Auser) o realtà culturali come Duranti
(Recremisi). Infine una curiosità: oltre ai Gramillano (padre e figlio) c'è
posto per i Simonetti (padre e figlia) e alla coppia Mengarelli-Sturari.
( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'acqua avvelena gli
animi naccio @@Il sindaco, l'unico a votare contro la privatizzazione, parla di
false speculazioni. Critiche dall'on. Marziano Doveva essere una seduta, quella
del consiglio comunale di lunedì sera, più animata dal punto di vista della
dialettica politica, almeno secondo le previsioni. Invece la seduta è proceduta
senza grossi scossoni, secondo un clichè ormai trito e ritrito, segnato dalla
ripresa della consuetudine, andata in soffitta per qualche tempo, di svolgere
il civico consesso in diversi round per raggranellare più gettoni
di presenza. Un intenso ordine del giorno, quindi, cui ha fatto seguito
lo «spezzettamento» delle attività. La fase dei preliminari non è stata
particolarmente ampia, giusto il tempo di segnalare la necessità, lo ha fatto
Francesco Tardonato di An, di predisporre alcuni cassonetti nei punti più
strategici della città perché la loro assenza sta determinando disagi nella
popolazione. E, poi, ancora, problemi alla viabilità, in
particolare Gianluca Cannata di Fi ha voluto sapere che cosa si è fatto e si
farà in via Miramare, strada disastrata e impercorribile in coincidenza delle
precipitazioni. Nulla di fatto per quanto riguarda la quantificazione del
gettone di presenza da corrispondere ai consiglieri comunali alla luce della nuova
legge regionale, l'argomento è stato rinviato. L'inversione del punto
relativo alla nomina del difensore civico, messo in coda all'ordine del giorno,
peraltro poi saltato a martedì sera per via della mancanza del numero legale,
ha dato la misura, come preannunciato, della grave crisi politica che affligge
la giunta Barbagallo. Il consiglio comunale si è espresso positivamente per il
riconoscimento di legittimità dei debiti fuori bilancio relativi al settore
socio-assistenziale e quelli conseguenti al mancato pagamento, a due dipendenti
comunali, delle maggiorazioni degli assegni familiari non corrisposti per un
certo periodo. E' stata sottolineata, però, la delicatezza della problematica e
la necessità di inviare un monito a tutti gli uffici affinché sia attivino
individuando per tempo le poste passive. E' stato affrontato, sebbene con esito
negativo, il problema del parco eolico grazie alla mozione presentata dai
consiglieri comunali di An che hanno chiesto una rivisitazione della
convenzione stipulata dal comune con la società Renewable. Una decisione,
quella della giunta, ha sottolineato il primo firmatario, Daniele Calvo, che
sarebbe andata oltre il rispetto dei ruoli considerato che il consiglio
comunale doveva essere coinvolto. Nessuno, tranne appunto i consiglieri di An e
il consigliere dell'Udc, Corrado Paolo Caruso, ha fatto propria la richiesta di
revoca dei relativi atti deliberativi. Gabriella Tiralongo
( da "Sicilia, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
adrano Sono pronti
gli appalti e i soldi per la manutenzione di due strade Scadono questa
settimana i termini per la presentazione di eventuali memorie difensive da
parte degli 11 ex consiglieri comunali di Biancavilla indagati per la vicenda
delle "commissioni bluff". L'inchiesta dei carabinieri si era chiusa
con la notifica degli avvisi di garanzia all'ex presidente del Consiglio,
Antonio Portale e ai 10 presidenti che si sono alternati tra il 2003 e il 2008
nelle quattro commissioni, dove vi sarebbero anomalie di convocazione, irregolarità nelle modalità di riunione e nei tempi di
trattazione degli argomenti. Procedure che avrebbero provocato un danno
erariale stimato in 200mila euro, derivante dall'accumulo di gettoni di presenza, su cui preciserà meglio la Corte dei Conti. Si attende ora
l'udienza per decidere l'eventuale citazione in giudizio. Rimane aperto
un aspetto politico, visto che quattro degli indagati sono consiglieri in
carica. E uno di loro, Giuseppe Sapienza, capogruppo del Pd, ricopre la
presidenza di una commissione. Motivo per cui dall'Mpa si era sollevata
l'opportunità di sue dimissioni, visto che proprio su quella carica ruota
l'indagine. «Mi rimetto alla volontà del partito», aveva replicato Sapienza.
Dalla segreteria locale, però, nessun cenno o presa di posizione ufficiale.
Posizione attendista pure quella assunta dai vertici provinciali: «Siamo fiduciosi
- dice il segretario Luca Spataro - nell'operato della magistratura, in questa
fase siamo di fronte a degli avvisi di garanzia, è giusto aspettare per poi
valutare tutti insieme l'atteggiamento da assumere, anche se sono certo della
dedizione e dell'impegno dei nostri consiglieri verso la comunità». Vittorio
Fiorenza
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-02-2009)
Argomenti: Costi della politica
RENATO PEZZINI
Udine. Ancora mani di «intrusi» sul corpo di Eluana. E ancora parole efferate
sulla sua esistenza sofferta, sulla sua morte: l'autopsia, gli esami
tossicologici, l'apertura di un'inchiesta, i rapporti amministrativi e le
ispezioni. Eluana è morta dopo seimiladuecentotrentasette giorni passati in un
letto, che l'hanno progressivamente consumata, ma sono soltanto gli ultimi
quattro giorni a interessare: da venerdì scorso, quando i volontari guidati
dall'anestesista Amato De Monte hanno chiuso il tubo che la nutriva
artificialmente, a lunedì sera quando si è spenta. Novanta ore che adesso sono
divenute materia di un nuovo scontro in cui sono già entrati in scena esperti
d'ogni risma, o presunti tali, e personaggi in cerca di una via di fuga
dall'anonimato: «Perché ci sono voluti "solo" quattro giorni per
farla giungere alla fine?». Domanda che per alcuni è unicamente un
interrogativo di natura scientifica. Per molti altri è lo strumento per
insinuare un sospetto, quello secondo cui nella stanza numero 11 della clinica
«La Quiete» non si siano limitati a chiudere il flusso del nutrimento, ma siano
state messe in atto altre pratiche poco trasparenti e poco ortodosse per
accelerare la morte di Eluana. Per ora, la replica più autorevole a questo
sospetto arriva dalla Procura Generale di Trieste che ha giurisdizione
sull'intera Regione: «Non c'è nessuna notizia di reato, non c'è nessun
indagato, e il fascicolo che abbiamo aperto è un semplice atto di routine. Come
procura siamo orgogliosi di aver difeso lo Stato di diritto a fronte di certe
denunce farneticanti che ci sono giunte». Affermazione che prende peso
soprattutto se si considera che per quattro giorni due consulenti
della stessa Procura (entrambi anestesisti di fama) sono stati sovente al
capezzale di Eluana per controllare «in diretta» l'operato dei medici e il
rispetto del protocollo sanitario previsto. Uno di essi era in clinica anche
nei minuti immediatamente successivi al decesso della donna, premurandosi di
esaminare da subito la temperatura corporea e il livello di potassio. Agli
occhi dei due consulenti in quella stanza non è
accaduto nulla di anomalo, e questo hanno riferito ai magistrati. Da ieri,
tuttavia, il numero dei consulenti della
Procura è raddoppiato. Altri due esperti - questa volta un anatomopatologo di
Padova e un tossicologo di Trieste - hanno infatti avuto l'incarico di fare
l'autopsia sulla donna. Altre mani sul suo corpo, dunque, ma questa volta con
il consenso di Beppino Englaro e dei suoi legali: «L'esame era già previsto nel
nostro protocollo medico» dice l'avvocato Giuseppe Campeis «proprio
perché servirà a certificare ulteriormente l'assoluta regolarità di quello che
è avvenuto». L'autopsia è stata fatta ieri sera nell'obitorio dell'ospedale
civile di Udine. Prima è arrivato il padre di Eluana, rimasto da solo con lei
per qualche minuto. Poi quando Englaro se n'è andato sono entrati in scena i
medici. Una prima sommaria relazione arriverà sul tavolo del Procuratore già
oggi, secondo indiscrezioni rivelerebbe evidenze di disidratazione. Ma per
quanto riguarda l'esame tossicologico ci vorrà molto più tempo, forse un mese.
E l'esame tossicologico è ovviamente il più importante visto che dovrà
certificare la presenza o meno nell'organismo di Eluana di sostanze non
contemplate dal protocollo o la loro eccessiva quantità: «Noi siamo
assolutamente tranquilli» dicono gli avvocati «così come lo è il professor
Amato De Monte che ha guidato l'équipe di volontari». De Monte è la persona che
i «promotori del sospetto» hanno nel mirino da molti giorni. E non solo loro,
visto che il professore è costretto a muoversi per la città con la protezione
della Digos e obbligato a leggere sui muri scritte che lo paragonano a un boia
dei lager nazisti. Ieri ha pure ricevuto un telegramma dell'Ordine dei Medici
del Friuli che lo ha convocato per giovedì: «Un atto dovuto» - precisa il
presidente dell'Ordine - «dopo gli esposti che ci sono arrivati. Ma è anche un
atto di tutela nei confronti dello stesso professore». Il quale ha già fatto
sapere che al termine dell'inchiesta sarà lui ad affidarsi ai magistrati: per
denunciare tutti quelli che in questi giorni, a suo giudizio, lo hanno
diffamato e calunniato.