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T ARTICOLI DEL 20-30 giugno 2008 #TOP
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Articoli
Class action (51)
Manovra, quando Berlusconi getta la maschera
( da "Unita,
L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: azione collettiva così come dell'interdipendenza e del senso di cittadinanza. La fondazione teorica è data da quella che Supiot definisce una "antropologa grossolana": la società, ridotta alla somma delle utilità individuali, non ha più né spessore né architettura normativa, rimanendo in campo prevalentemente il diritto privato,
La
class action si ferma per allargare il campo alla Pa
( da "Sole
24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: 24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 10 autore: Azione collettiva. Debutto dal 2009 La class action si ferma per allargare il campo alla Pa Giovanni Negri MILANO Lo aveva preannunciato il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola. Ieri lo ha confermato quello della Funzione pubblica, Renato Brunetta.
Si
tratta sul contratto Fuori i fannulloni
( da "Giornale.it,
Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action" contro la pubblica amministrazione, limiti alle consulenze e al lavoro flessibile negli uffici dello Stato e degli enti. Poi altre misure che rappresentano un giro di vite sui dipendenti. Si potrà ad esempio licenziare per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e per la presentazione di certificati medici falsi.
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
Capitalismo
americano corrotto e fragile una cintura sanitaria contro il contagio usa -
(segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente
( da "Repubblica,
La" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: nessuno in America contesterà l'azione dei magistrati, e attraverso le class action i risparmiatori forse otterranno qualche compensazione. Ma nel resto del mondo il sentimento dominante oggi non è l'ammirazione per il blitz della giustizia, che comunque non ripara gli effetti del contagio globale di una crisi finanziaria made in Usa.
Un
partito forte per uscire dal passato
( da "Unita,
L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: abolizione della class action? Quanto vale, l'evaporare della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto? Quanto vale il mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto vale il rinnovo per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i meccanismi che il governo intende mettere in atto per impedire che consumatori,
E
Walter diventa il "premier ombra"
( da "Giornale.it,
Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
Un
colpo di scure su oneri, leggi ed enti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione azien-dale e determinano,
Bersani:
Costruiamo il partito fuori dal Palazzo, tra la gente
( da "Unita,
L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: evidenza solare che le banche hanno avuto in cambio il blocco della Class action e l'accordo sui mutui." C'è la cosiddetta carta dei poveri, però. "Che la dice lunga su come loro leggono il disagio sociale. Noi una misura di questo genere non ce la saremmo nemmeno sognata. Con quei soldi, aggiungendone altri, avremmo fatto l'aumento delle pensioni piu' basse, come l'anno scorso.
Subprime,
ora tremano i colletti bianchi - sara bennewitz
( da "Repubblica,
La" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: ora tremano i colletti bianchi Dimissioni e licenziamenti a raffica. Per Citi e Merrill rischio svalutazioni Perdite oltre mille miliardi per le banche. Passera: "In Italia il sistema è sano" SARA BENNEWITZ MILANO - A distanza di un anno dallo scoppio della bolla dei subprime le banche americane continuano a navigare a vista.
Class
action, Antitrust e democrazia economica
( da "Corriere
Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: queste azioni finiscono spesso con transazioni ? ricorda Cristina Pagni, partner dello studio legale Norton Rose ?. La class action non è un male assoluto per le imprese". E Martinello cocorda: "Le azioni collettive non sono un capriccio delle associazioni dei consumatori ma lo strumento attuativo del controllo della concorrenza"
Si
è riaperto, dopo le parole del minstro Sacconi, il
( da "Corriere
Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: della remunerazione degli azionisti e del management. Può essere attivata con la parte economica (che deve essere variabile) dei contratti collettivi di secondo livello, con la partecipazione agli utili per via legislativa (come tradizionalmente avviene in Francia e ora in fase di estensione alle imprese con meno di 50 addetti),
Traffico,
la ricetta dell'assessore sceriffo - stefano origone
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Via ai taxi collettivi" STEFANO ORIGONE Tolleranza zero contro le soste selvagge in centro, ma anche nei confronti di chi parla al cellulare mentre guida, e di chi non indossa le cinture di sicurezza. Pattuglie dei vigili triplicate di notte, potenziamento dei controlli con l'autovelox e l'etilometro.
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà?
( da "Giornale.it,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
A
castagnole parte "we love jazz" sabato una jam session con golson
( da "Repubblica,
La" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Jimmy Cobb ad occuparne la parte alta e comprimari di eccellente levatura come il corpulento organista Joey De Francesco, il Collettivo Mazzulata e gli Organ Logistics a infoltirne il programma. Per gli appassionati una beneficiata, un'occasione imperdibile per vedere in azione musicisti che hanno attraversato in lungo e in largo la storia del jazz della seconda metà del Novecento.
Lo
stop alla legge gozzini passo indietro nella civiltà - alessio carlucci luigi
paccione ( da "Repubblica, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ricordiamo fra tutti le leggi razziali che colpivano i cittadini italiani di origine ebraica e quelle contro i dissidenti politici, puniti duramente solo per il loro pensiero e indipendentemente da comportamenti criminosi o azioni antisociali. avvocati.
In
sintesi ( da "Unita, L'"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Considerando il bilancio consolidato del Gruppo, il fatturato è pari a 337,3 milioni. Tale fatturato è generato per il 65% dalla ristorazione collettiva, per il 22% dalla ristorazione commerciale e il restante 13% nel segmento Ticket. In sintesi.
Il
consumatore? Meglio se tace ( da "Unita, L'"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: disciplina della class action, l'azione collettiva risarcitoria dei danni subiti da consumatori e utenti. Quanto alla motivazione - tutelare più efficacemente i consumatori - ci sarebbe da replicare: trop de zèle, uno zelo dal sapore beffardo. È vero: la disciplina in questione, anche perché costituisce un innesto di un istituto estraneo alle caratteristiche del nostro ordinamento,
Snc,
le liti tornano alla partenza ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Ma secondo il principio di colpevolezza in vigore (articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, secondo cui "ciascuno " risponde della "propria " azione od omissione, cosciente e volontaria) sembrerebbe meglio concentrare le sanzioni sul soggetto collettivo, unico vero dichiarante.
Concentrazioni,
l'affondo di Catricalà <Corrompono il mercato: sono reati>
( da "Corriere.it"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: CLASS ACTION - Il rinvio della class action "rischia di disattendere" le "speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi". È l'allarme che lancia Catricalà, che comunque rileva come il nuovo semestre che ci separa dall'entrata in vigore "può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio corrispondono agli obiettivi di celeritá dei processi di allargamento
Roma,
11:23 -ANTITRUST: RINVIO CLASS ACTION DELUDE MA SERVA A MIGLIORARLA
( da "Repubblica.it"
del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
L'antitrust
sfida i cartelli sui prezzi "in usa prigione a chi li manipola" -
aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: di massimo scoperto è una prassi iniqua per risparmiatori e imprese "Rinviare la class action disattende le speranze di migliaia di persone" ALDO FONTANAROSA ROMA - Affonda due, tre volte contro le banche. Spiega che i nemici della libera concorrenza sono in mezzo a noi: basta un grossista complice del farmacista per sabotare il supermarket che vorrebbe vendere medicine generiche.
I
cittadini presentano il conto: "ridateci i soldi" - antonio
fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: già attivando per delle richieste collettive: "Una raccomandata costa 5 euro, quasi un terzo di quanto il cittadino dovrebbe avere indietro dall'acquisto del pass - dice Benedetto Romano, presidente dell'Adiconsum - Non appena avremo studiato per bene le motivazioni della sentenza ci attiveremo per fare delle richieste collettive sia di risarcimento per i soldi spesi per il pass,
Qualche
amnesia tra politica e monopoli ( da "Unita, L'"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Quanto alla class action, è, invece, nettissima la preoccupazione di Catricalà per il rinvio della sua introduzione. A questo punto dovrebbero riflettere coloro che hanno minimizzato il differimento. Tuttavia il Presidente ritiene utile che il semestre che ci separa dall'entrata in vigore sia impiegato per migliorare le soluzioni tecniche e per un allargamento al settore pubblico.
In
Italia troppi cartelli ( da "Manifesto, Il"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: class action". Spera, però, che i 6 mesi di tempo in più possano essere utili "a individuare le soluzioni tecniche che meglio rispondono agli obiettivi di celerità dei processi e di allargamento dell'intervento al settore pubblico". Infine, anche i libri scolastici sono finiti nel mirino dell'Antitrust che terrà "sotto monitoraggio direttamente presso le librerie"
<Concorrenza,
i cartelli corrompono il mercato>
( da "Corriere
della Sera" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Class action sugli uffici pubblici". Scajola: ne terremo conto ROMA - "I cartelli non sono peccati veniali", sono "gravi misfatti ", fatti criminosi che "corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato ": il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà rilancia la lotta alle intese segrete tra imprese,
PROVINCIA
DI IMPERIA Le offerte pubblicate in questa rub
( da "Stampa,
La" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part time dalle ore 09 alle ore 13 o dalle 14 alle 19 circa . Richiesto il Cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 114/08/V Qualifica: CUOCO/A Azienda: Impresa servizi Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo indeterminato pieno Requisiti: Età 25/
Meglio
sotterrare l'ascia di guerra ( da "Giornale.it, Il"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: cercando di guardare al bene collettivo. E, perchè no?, anche al bene del Popolo delle libertà. È una capacità che, ad esempio, ha dimostrato Sandro Biasotti, inviando le sue dimissioni dalla Regione Liguria, primo fra tutti i deputati del Pdl contemporaneamente consiglieri regionali, seguendo il consiglio del Giornale.
L'Antitrust
striglia banche e assicurazioni <Basta con i cartelli>
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: istituto della class action, l'azione collettiva di risarcimento. Catricalà ha espresso il timore che si possano "disattendere le speranze di migliaia di persone". Il ministro dello sviluppo Scajola ha osservato che l'esecutivo terrà conto "delle utili valutazioni e degli stimoli dell'Antitrust che appaiono in linea con quanto realizzato dal governo"
Walter
e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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D'Alema
batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il"
del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Crollano
consumi e fiducia Nessuno spende più Il calo maggiore interessa i generi non
alimentari Sono soprattutto i piccoli esercizi a pagare la crisi
( da "Unita,
L'" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: "Non vanno certo in questa direzione decisioni quali lo slittamento della Class Action e, soprattutto, la determinazione del tasso programmato di inflazione all'1,7%" che potrebbe procurare danni rilevantissimi per il potere d'acquisto delle famiglie.
In
118 voci l'abc del decreto legge di manovra
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Le norme in
materia di azione collettiva risarcitoria entreranno in vigore nel
Relazioni
sindacali, internazionalizzazione, formazione e organizzazione ai primi posti
dell'azione associativa ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action
Abstract: dei quali si sono dibattute vertenze collettive (in particolare stipule di accordi aziendali), vertenze individuali, richieste di cassa integrazione ordinaria e straordinaria e verifiche di vario genere relative ad accordi aziendali già in essere. L'86% delle aziende ha usufruito della consulenza dell'ufficio sindacale e 461 sono stati gli interventi svolti direttamente in azienda.
Unica
certezza, tasse uguali fino al 2012 Silvio Berlusconi, all'assemblea annuale
della C ( da "Stampa, La"
del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: rinvio della Class action. Siamo solo ad inizio legislatura, cosa ci riserveranongli anni che rimangono? Al momento una sola certezza: le tasse non vengono abbassate fino al 2012, vigilia delle elezioni politiche. Chi governa il Paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale.
VENERDI'
27 Istituto di neuroscienze ACCADEMIA DELLE SCIENZE, VIA ACCADEMIA DELLE SCI
( da "Stampa,
La" del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract:
Yoga PARCO
DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE
C'era
una volta il conflitto sociale ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: è la difficoltà di rimodulare le forme dell'azione collettiva in assenza di un soggetto sociale. Per questo gli addetti ai lavori dipendenti non diminuiscono affatto dal punto di vista quantitativo, ma perdono ogni rappresentanza e capacità d'azione. Si uscirà da questa condizione solo con la reinvenzione delle forme dell'autonomia politica del lavoro.
E
Walter diventa il "premier ombra"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Adempimenti,
il calendario delle proroghe ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: consentiranno di calibrare meglio la nuova disciplina delle azioni collettive risarcitorie. Sul fronte fiscale non potevano mancare gli slittamenti dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Un classico di metà anno. Con il Dl 97/2008, ora all'esame del Senato, sono state differite le scadenze per l'invio telematico di Unico (ora a fine settembre),
Intercettazioni,
Di Pietro attacca il premier ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: Denunciando lo squallore che emerge dalle intercettazioni pubblicate in questi giorni ("spero in uno scatto di dignità collettivo"), la presidente del Pd in Senato, pur senza citare direttamente il leader di Idv, ha avvertito che anche la politica deve evitare "di usare un linguaggio truculento e offensivo". Una dichiarazione che non ha soddisfatto la maggioranza.
RILANCIARE
LE SPERANZE ( da "Corriere della Sera"
del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: questo è il nodo di psicologia collettiva cui si va impiccando la nostra attuale società, sempre più pervasa da paure, inquietudini, preoccupazioni, ansie di ogni tipo; mentre le speranze sono poche, e la speranza (al singolare, cioè da tutti condivisa) resta una non praticata virtù teologale, estranea e lontana.
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
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Berlusconi:
"Giustizia, avanti tutta" Veltroni: "Pensa solo a se
stesso" ( da "Repubblica.it"
del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: interesse collettivo". Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, torna sulle dure polemiche sollevate dalle sue iniziative in materie di giustizia. E lo fa riaffermando le scelte prese, assicurando "ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti" e insistendo "
Giustizia,
Berlusconi tira dritto <Stop a polemiche strumentali>
( da "Corriere.it"
del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Abstract: interesse collettivo" Il premier: "Su giustizia, sicurezza e ordine pubblico siamo decisi ad andare avanti" Silvio Berlusconi (LaPresse) ROMA - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". È quanto afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai,
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando
l'edizione del Manovra, quando Berlusconi getta la maschera Laura Pennacchi C ome
già con il decreto salva premier, con il DPF e il decreto finanziario, il duo
Berlusconi-Tremonti getta la maschera. Il mix di populismo neoliberista e di
decisionismo compassionevole ha di mira il Welfare, il lavoro e i servizi
pubblici, per i quali saranno nefasti la deregulation, i tagli selvaggi ai
Comuni e alle Regioni, il definanziamento della sanità, le privatizzazioni. Il
Pd non riuscirà a rendere più incisivi il taglio e la natura della sua
opposizione al governo Berlusconi se non farà emergere un modello alternativo
di economia e di società. Giorgio Ruffolo ha individuato nelle mancate risposte
al dilagare di edonismo, egoismo e consumismo la ragione fondamentale per cui
il centrosinistra perde le elezioni. Il suo ragionamento è così riassumibile.
Il capitalismo, grazie al progresso tecnologico, riduce lo sfruttamento
sistematico del lavoro - anche se questo davvero non scompare e non solo nel
Sud del mondo - e, al tempo stesso, produce masse enormi di beni di consumo, il
che da una parte sposta quote di sfruttamento sulla natura, dilapidata e
saccheggiata in modi senza precedenti, dall'altra, con la stimolazione
dell'edonismo materialistico e dell'"incontinenza consumistica", fa
emergere nuove contraddizioni, soprattutto culturali, ecologiche, morali, prima
fra tutte l'incapacità di risolvere, a fronte dell'accumulazione di grandi
profitti e grandi ricchezze, il problema della fame nel mondo. Sono queste le
contraddizioni che il centrosinistra non riesce a mettere a fuoco, attardato
com'è "nell'inseguire una rispettabilità politica basata sull'imitazione
di un modo di produzione irresponsabile e di un modo di consumo immorale"
("la Repubblica" del 30 maggio). Sviluppare questa linea di
ragionamento implica prendere molto sul serio non solo la questione del
consumismo ma anche quella del "consumatore", figura ambigua ma
sempre più spesso evocata in economia e in sociologia senza fare i conti con
tutte le implicazioni che la sua generalizzazione ha sull'agenda politica,
sulle istituzioni della responsabilità collettiva,
sulla sfera pubblica. Come quella del contribuente la figura del consumatore è
un'invenzione, secondo la quale il consumatore conosce perfettamente il proprio
volere, fa scelte razionali e si aspetta che i produttori vi corrispondano. Eppure,
nella retorica tipica del neoliberismo populista è l'identità collettiva dei cittadini che viene spezzata in tre
differenziate figure: il contribuente, l'utente, il consumatore. Spezzare
l'unità del cittadino rende possibile attribuire alle figure così differenziate
interessi distinti e spesso divergenti. L'interesse del cittadino contribuente
viene isolato dall'interesse del cittadino utente e questo dall'interesse del
cittadino consumatore. In particolare, gli interessi dei cittadini contribuenti
sono uguagliati ad avere servizi poco costosi con pratiche business like e
questa equazione è posta alla base di progetti che sono un mix di decisionismo
interventista (ma non di orientamento al bene comune) e di privatizzazione:
fanno testo i propositi del centrodestra italiano in materia di Alitalia, di
assetto delle Università, di trasformazione in spa degli ospedali pubblici. Non
si tiene alcun conto del fatto che gli interessi del cittadino utente e quelli
del cittadino consumatore potrebbero essere meno angusti e più convergenti, né
che i cittadini potrebbero nutrire aspirazioni a servizi di qualità complessa,
incorporante adeguato spirito relazionale e interattivo. Un'equivalenza
ideologizzata taglia fuori ogni altro orientamento sociale e politico verso il
pubblico e le istituzioni collettive. La costruzione ideologico-discorsiva è
duplice: un calcolo economico per la valutazione dei servizi pubblici è
naturalizzato e la sconnessione tra tasse e servizi è approfondita. Anche la
figura del consumatore viene costruita mediante visualizzazione ideologica
delle attitudini del singolo verso il pubblico, esaltando il suo presunto
attivismo - a fronte della passività che sarebbe sempre indotta dall'iniziativa
dell'operatore pubblico - e il suo desiderio di scelta libera, a fronte del
paternalismo supposto tipico dell'azione pubblica volta a promuovere il bene
comune. Contribuenti, utenti, consumatori vengono ad essere astrattizzati da
ogni altro ruolo e posizione sociale. Così, però, vengono registrate diversità
- nel consumo ciascuno manifesta differenti volontà - senza che si sia messi in
grado di riconoscere le disuguaglianze connesse alla differenziazione sociale.
E l'interesse pubblico viene smarrito entro una suddivisione
"seriale", letteralmente una serie di scambi particolari e
individualizzati, nella quale ciascun consumatore consuma una frazione di
servizio, mentre il consumo collettivo dei servizi diventa invisibile e con
esso la relazione tra "consumatori" e "produttori". La sfera
pubblica è frantumata perché immaginata come un "campo di diversità"
serializzate, irriflesse, giustapposte: contribuenti, utenti, consumatori,
produttori, ma anche diverse comunità, diverse culture, diversi gruppi
sociodemografici, tutti con interessi distinti. Il sociologo Clarke si chiede:
"l'interesse pubblico può essere generato dalla sommatoria di campioni
della popolazione per età, etnia, genere, orientamento sessuale o altre
categorizzazioni sociodemografiche? Un pubblico così frammentato può essere
adeguatamente consultato e rappresentato?" Esattamente come la società per
la Thatcher, l'"interesse pubblico" non esiste, se non come
"serialità". L'individualismo atomistico porta da un lato a
considerare con molto sospetto un interesse pubblico considerato inafferrabile,
dall'altro ad attribuire importanza solo alla scelte private per i beni di
mercato (o da ricondurre al mercato). Il rafforzamento del consumatore, e della
sua facoltà di scelta, viene rappresentato come la via con cui contrastare il
Leviathano dell'autorità statale e delle istituzioni pubbliche, il
paternalismo, le burocrazie, lo strapotere di gruppi organizzati, tra cui gli
odiatissimi sindacati. Le conseguenze sono chiare. Innanzitutto la natura di
ciò che viene scambiato e fornito passa del tutto in secondo piano, così come
vengono oscurate le relazioni tra soggetti nel processo e il "contesto
sociale" di tale fornitura. Inoltre il meccanismo della trasformazione
sociale diventa l'exit, non la voice, né la loyalty, vale a dire
l'esternalizzazione viene esaltata a detrimento della partecipazione e dell'azione collettiva così come dell'interdipendenza e del senso di cittadinanza. La
fondazione teorica è data da quella che Supiot definisce una "antropologa
grossolana": la società, ridotta alla somma delle utilità individuali, non
ha più né spessore né architettura normativa, rimanendo in campo
prevalentemente il diritto privato, strettamente necessario al
rafforzamento di contratti privati, i quali diventano l'unica forma regolativa.
Si spiega perché in questa prospettiva si erga a cifra dominante la
privatizzazione di funzioni e servizi in precedenza pubblici. Un'avversione
drastica e totale alla nozione di pubblico e di responsabilità collettiva fa della privatizzazione un totem al quale
sacrificare ogni altra istanza. Nell'assunzione che il privato funzioni sempre
più efficientemente del settore pubblico e offra più vaste possibilità di
scelta al consumatore, il privato va sistematicamente favorito, magari
foraggiato dal pubblico come quando, mediante l'acquisto di contratti di
servizio, lo stato finanzia un'offerta privata di beni sociali e servizi.
L'approccio privatizzatore oltranzistico crea le condizioni per uno slittamento
anche della natura di ciò che viene offerto: poiché si punta a far esercitare ai
cittadini la cosiddetta sovranità del consumatore consentendo loro di trarre
maggiore guadagno dall'agire delle forze competitive del mercato, i
trasferimenti di benessere sociale avvengono nella forma cash e mediante
voucher piuttosto che nella forma in-kind tipica del servizio pubblico. Voucher
e trasferimenti cash (sotto forma monetaria diretta o sotto forma indiretta di
sgravi fiscali nei quali si traduce anche il quoziente familiare) sono
considerati sostenere la scelta del consumatore e stimolare la competizione nel
mercato, rendendo disponibili beni e servizi che il governo non deve più
fornire direttamente ma acquistare attraverso contratti. L'estensione del
contrattualismo bilaterale privatistico - invece dell'esercizio della terzietà
della mediazione delle istituzioni pubbliche - si configura così come l'altra
faccia di quel processo di commodification (mercificazione) che è la vera base
della generalizzazione della figura del "consumatore". Ma su ciò
varrà la pena ritornare più distesamente.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 10 autore:
Azione collettiva. Debutto dal 2009 La class action si ferma per allargare il
campo alla Pa Giovanni Negri MILANO Lo aveva preannunciato il ministro delle
Attività produttive, Claudio Scajola. Ieri lo ha confermato quello della
Funzione pubblica, Renato Brunetta. La class action slitterà al 1Ú
gennaio 2009. La norma, ha assicurato Brunetta, è contenuta nel decreto legge
approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì sera e garantirà un rinvio di
sei mesi dell'entrata in vigore dell'azione collettiva
che, altrimenti, sarebbe stata operativadal1Úluglio. Unperiodo di tempo che, ha
spiegato Brunetta, servirà per introdurre un pacchetto di modifiche su alcuni
dei punti critici segnalati in questi mesi e di sicuro ammetterà anche le
pubbliche amministrazioni tra i soggetti nei confronti dei quali può essere
proposta l'azione. Scajola, intanto, ha cominciato ad aprire un tavolo di
confronto con le associazioni dei consumatori (almeno con quelle riconosciute
nel Registro del Codice del consumo). Un primo incontro, nel quale Scajola ha
spiegato le ragioni del rinvio, motivandolo con la scarsa efficacia dello
strumento proprio per gli interessati, si è svolto mercoledì. Le associazioni,
per il momento, hanno abbozzato e accolto le rassicurazioni del ministro che ha
promesso che non sarà necessario un nuovo passaggio legislativo. Si comincerà a
fare sul serio a partire dal 2 luglio quando si entrerà nel merito dei nodi da
sciogliere. Di sicuro la fisionomia della futura azione collettiva
sarà diversa da quella attuale. Perchè a non convincere erano stati sinora
molti aspetti. A partire dalla scarsa chiarezza sul fronte dell'applicazione
retroattiva della class action. Dove a fronteggiarsi erano state due posizioni
opposte. Quella di chi ritiene che l'azione collettiva
sia solo uno strumento più evoluto a tutela di interessi diffusi e, in quanto
tale, applicabile anche per il passato. E quella, invece, di chi la considera una
forma dirompente che assegna nuovi diritti e, quindi, può essere fatta valere
solo per il futuro. Una questione non solo accademica, visto che ai nastri di
partenza del 1Ú luglio c'era un numero elevato di class action sulle materia
più varie: da quelle squisitamente finanziarie, come Parmalat, al caro libri.
Ma i sei mesi potrebbero servire anche per introdurre un giudice specializzato,
in grado di affrontare con una professionalità specifica un terreno sinora
vergine del nostro diritto, per rideterminare l'area degli interessi che
possono essere fatti valere (e l'allargamento alla pubblica amministrazione è
già un segnale), per provare a chiarire i requisiti di rappresentatività dei
soggetti che possono proporre l'azione. Ma da sistemare ci sarebbero anche
questioni come la precisazione del momento ultimo in cui è possibile l'adesione
e il coordinamento tra i criteri generali definiti dal giudice per il
risarcimento e la misura del risarcimento stesso. PARTE IL CONFRONTO Scajola
avvia la verifica con le associazioni dei consumatori Possibile l'introduzione
di un giudice specializzato.
( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
N. 146 del
2008-06-20 pagina 4 Si tratta sul contratto Fuori i fannulloni di Renato
Brunetta Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ieri ha
rassicurato i sindacati: "Dalle prossime settimane, prima dell'estate, si
aprirà la stagione contrattuale per il rinnovo del secondo biennio del pubblico
impiego". Parole attese dai dipendenti pubblici che, però, fanno seguito a
un piano per l'amministrazione dai contenuti radicali. La soppressione degli
enti con una dotazione organica inferiore alle 50 unità, la "class="hilite">class="term">class class="term">action"
contro la pubblica amministrazione, limiti alle consulenze e al lavoro
flessibile negli uffici dello Stato e degli enti. Poi altre misure che
rappresentano un giro di vite sui dipendenti. Si potrà ad esempio licenziare
per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e
per la presentazione di certificati medici falsi. Vita dura anche per chi
arreca "gravi danni al normale funzionamento degli uffici", per
"incompetenza professionale o inefficienza". Anche per loro scatterà
il licenziamento oppure saranno messi "a disposizione". Insomma, chi
rompe paga. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action
Tanto tuonò che
piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni.
Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si
consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di
scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e
della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere
consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda
invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e
esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in
piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma
anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la
tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua
moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè
il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema,
ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto
che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi
dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa:
"Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il
Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare
anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo
agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e
la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla
guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto
partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra,
impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine
dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter
eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo.
"Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come
obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto
il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex
ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (14 votes, average: 3.93
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel
senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi
in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio
idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita
Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il
loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito
socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato
c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il
livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle
elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che
pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura
rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il
"parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un
seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di
guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che
vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i
"cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è
l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
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post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no
dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già,
brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel
secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi
di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo
poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma
stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa,
democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che
ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani
vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare
questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare
nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace
di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si
diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non
pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto.
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Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E'
facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi
l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio
condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una
sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o
alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato
appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura
di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile).
Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa
parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno
i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o
meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa
editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando,
nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico,
come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti
saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è
azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino
a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna
dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che
si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina,
rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre
Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo
ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi
diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in
crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito
del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente
radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader".
Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non
sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché,
tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così
emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader
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Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da
affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio
si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni
Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i
leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate,
futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna
elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed
è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato
frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
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Ultime discussioni Fabio: Beh che dire.questa bomba a orologeria dei magistrati
che puntualmente esplode prima, durante o subito... Giacomino G.: Devo dire che
ci avevo quasi creduto, avevo apprezzato l'On. Veltroni per la coraggiosa
decisione... nando: Che strano questo Veltroni. Vuole scendere in piazza contro
Berlusconi, ma non vuole fare antiberlusconismo.... Domenico Caponi: In autuno
in piazza, credo a Roma, il bancarottiere Veltroni troverà qualche milione di
romani che... andrea: Alberto, solo un ultima considerazione per tutti i
lettori del blog: questo paese ha bisogno che almeno per... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
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rosso dicono addio al vagone ristoranteL'ad: mercato disastroso Il titolo Fiat
perde l'8,5%Naomi condannata: 200 ore di servizi socialiBerlusconi: le toghe
non sovvertano il voto Anm: "Basta insulti, Napolitano ci
riceva"Veltroni: in autunno in piazza contro il governo Il Cavaliere:
"A Roma una voragine, se ne vada" Blog amici Il blog di Andrea
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Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille June
( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Economia Cina e
India si proteggono, la Sec teme l'effetto a catena: ci vuole un poliziotto
mondiale Capitalismo americano corrotto e fragile una cintura sanitaria contro
il contagio Usa I Paesi emergenti guardano con diffidenza a quello che sinora è
stato un riferimento Un'elite di 50 finanziarie controlla un terzo dei capitali
mondiali (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE federico rampini
In una vigorosa arringa Paulson ha spiegato perché la Repubblica Popolare deve
liberalizzare al più presto i suoi mercati finanziari, adottando il modello
della deregulation americana. Nelle foto del summit si notano i sorrisi
divertiti deidirigenti cinesi mentre Paulson parla. Avevano appena visto
sfilare sugli schermi tv i banchieri americani in manette. Una volta tornati a
casa, è poco probabile che si affrettino a trapiantare a Pechino la ricetta che
Paulson (ex chief executive della Goldman Sachs) continua a propagandare. Gli
arresti legati al crac dei mutui - una crisi emersa alla luce del sole meno di
un anno fa - possono suscitare ammirazione: l'Fbi e i procuratori distrettuali
americani hanno agito in tempi record e con severità. Le pene saranno dure, class="hilite">nessuno in America contesterà
l'azione dei magistrati, e attraverso le class="term">class class="term">action
i risparmiatori forse otterranno qualche compensazione. Ma nel resto del mondo
il sentimento dominante oggi non è l'ammirazione per il blitz della giustizia,
che comunque non ripara gli effetti del contagio globale di una crisi
finanziaria made in Usa. Il modello angloamericano è in una vorticosa caduta di
credibilità. La Repubblica Popolare non offre certo un esempio migliore. I
difetti dei mercati cinesi sono noti: banche opache, Borse ad alto rischio,
risparmiatori poco tutelati, collusione fra capitalismo e potere politico. Oggi
però lo stesso elenco può servire a descrivere i mercati americani. Nel mondo
intero il sistema anglosassone soffre di un rigetto senza precedenti. E non
solo presso regimi autoritari come la Cina. L'India ha preso una misura
drastica vietando alla Borsa di Mumbai le contrattazioni sui futures di materie
prime agricole: di fronte all'iperinflazione alimentare, il governo democratico
di Manmohan Singh giudica inaccettabile lasciare in mano alla speculazione un
mercato da cui dipende la sopravvivenza di centinaia di milioni di suoi
concittadini. Anche ai vertici dei paesi ricchi dell'Occidente si sentono
giudizi di una severità inusuale. Il presidente della Repubblica federale
tedesca Horst Koehler ha pronunciato una requisitoria pesante contro la logica
di Wall Street: "La complessità dei prodotti finanziari, e la possibilità
per gli speculatori di prendere posizioni cospicue rischiando pochissimi
capitali propri, hanno generato un mostro". Koheler prima di accedere alla
massima carica dello Stato tedesco non era un agitatore dei no-global bensì il
direttore generale del Fondo monetario internazionale, una venerabile istituzione
dove in genere i mercati finanziari non vengono definiti "un mostro".
Il crollo di fiducia nel modello americano si insinua nel cuore di Wall Street.
John Paulson (stesso cognome ma nessuna parentela col segretario al Tesoro) è
uno dei più importanti gestori di hedge fund e fu uno dei primi ad avvertire le
avvisaglie del crac dei mutui. In un'intervista al Financial Times ha stimato
che il vero buco tuttora nascosto nei bilanci delle banche è di 1.300 miliardi
di dollari, contro 380 miliardi di perdite finora riconosciute ufficialmente.
Ha aggiunto che "la crisi del mercato immobiliare non accenna neppure a
stabilizzarsi, il contagio continuerà a estendersi ad altri settori". Le
manette scattate ai polsi di tanti manager americani non bastano ad arginare la
metastasi. Sempre a Wall Street la direttrice della vigilanza della Sec
(l'autorità di controllo dei mercati finanziari), Linda Chatman Thomson, mette
il dito sulla piaga più grave: l'illegalità dilagante ai vertici
dell'establishment. "Sono turbata e sgomenta", ha detto osservando la
montagna di indagini su casi insider trading che si accumula sulla sua
scrivania. "Questi non sono pesci piccoli, ma dirigenti che stanno in cima
alla piramide gerarchica". Dalla Morgan Stanley alla Ubs svizzera, gli
scandali si moltiplicano e Linda Thomson invoca la necessità di un "global
law enforcement", un poliziotto mondiale. Il suo suona come un grido di
impotenza, venendo da quella istituzione che un tempo era considerata un
guardiano invincibile. Sono passati appena sette anni dal crac Enron e quella
lezione sembra non aver lasciato traccia. La caduta di legittimità mondiale del
sistema americano ha qui la sua causa più profonda: proprio quei gruppi
dirigenti capitalistici al centro di una grave "questione morale", sono
anche i massimi beneficiari della globalizzazione. David Rothkopf, del Carnegie
Endowment, li ha definiti la Superclasse, ovvero la
nuova élite del potere sovranazionale. Rothkopf descrive una vera e propria
mutazione della classe dirigente: "La metamorfosi
della finanza internazionale è stata una delle tendenze portanti di
quest'epoca. In un quarto di secolo i flussi di capitali sono diventati
immensi, istantanei, e controllati da una nuova razza di trader che
rappresentano un manipolo di colossi finanziari concentrati in pochissimi
paesi. Le loro remunerazioni personali hanno polverizzato ogni precedente
storico: il manager più pagato di uno hedge fund nel
( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando l'edizione
del Un partito forte per uscire dal passato Pubblichiamo il testo integrale
dell'intervento tenuto ieri da Walter Veltroni a Roma all'Assemblea costituente
nazionale del Partito Democratico La lettera che il Presidente del Consiglio ha
inviato lunedì scorso al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di
segnare negativamente l'intera legislatura. Con quella missiva, l'on.
Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sulla
sicurezza che stravolge il senso del provvedimento all'esame del Senato,
colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato, strappa la delicatissima
tela del dialogo istituzionale con l'opposizione. Siamo preoccupati, per questa
svolta all'indietro. Siamo preoccupati per l'Italia, che rischia di perdere una
nuova occasione per darsi un sistema politico maturo: una democrazia compiuta,
nella quale si possa competere lealmente tra avversari, scontrarsi a viso
aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori
costituzionali e collaborare nella manutenzione e nella riforma delle
istituzioni e delle regole democratiche, come avviene in tutti i grandi paesi
occidentali. Siamo preoccupati, ma non sorpresi. In tutti questi mesi il
Partito Democratico ha cercato di portare l'Italia fuori dal passato. La
proposta che quasi un anno fa abbiamo avanzato al centrodestra, di aprire una
nuova stagione di confronto, per il bene dell'Italia, non era solo una mano
tesa: era anche un guanto di sfida. Abbiamo sfidato il centrodestra sul terreno
della responsabilità nazionale, dell'innovazione politica e programmatica.
Convinti che questo nostro Paese non può più permettersi di aspettare altro
tempo, che gli italiani non possono più aspettare. L'Italia è un Paese fermo. È
un Paese che non cresce. E' un Paese che dispone di straordinarie risorse,
materiali e umane. Risorse però non sfruttate, e mortificate, da un vero e
proprio blocco non solo politico-istituzionale, ma anche economico e sociale e
perfino di genere e di generazione. Un blocco che lo imprigiona, lo attanaglia,
fino quasi a soffocarlo. La nostra società è, e si sente, più povera. Sono e si
sentono così milioni di famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, che di
fatto contano in lire i loro stipendi e le loro pensioni e calcolano in euro il
prezzo di quel che spendono per vivere, con sempre maggiori difficoltà a far
quadrare tutto. Si sentono così tutte quelle persone, giovani e meno giovani,
che si ritrovano a collezionare un contratto dopo l'altro per poche centinaia
di euro alla volta. Sono più poveri gli operai, che si ritrovano con una busta
paga sempre più leggera e rischiano di uscire dalla generale invisibilità solo
quando sono vittime di uno dei troppi incidenti sul lavoro. Da quindici anni,
coalizioni politiche di segno diverso si alternano al governo dell'Italia, ma
nessuna di esse è stata in grado di esprimere la capacità di decisione
democratica necessaria ad aggredire in modo incisivo e durevole i problemi di
fondo del nostro Paese. Questa è la verità: l'Italia non dispone di un sistema
istituzionale e politico all'altezza della gravità e della complessità dei suoi
problemi. E se questo deficit di coesione politica e di decisione democratica
non verrà rapidamente colmato, rischia una crisi di sistema, della quale da tempo
si vedono molto più che le avvisaglie. La stessa anomalia della destra
italiana, quel suo affidarsi alla persona che detiene la massima concentrazione
di potere privato del Paese, non è che l'altra faccia della debolezza dei
poteri pubblici e della fragilità del sistema politico. Quasi che un sistema
politico e istituzionale strutturalmente inadeguato a prendere le decisioni
necessarie dovesse e potesse essere surrogato dall'investitura di un potere
parallelo. I risultati dei passati governi Berlusconi, così come l'infelice
esordio di questa legislatura, ci dicono che la speranza che una parte larga e
più volte maggioritaria del Paese ha riposto nella supplenza privata di poteri
pubblici si è rivelata un'illusione: alla fine il potere privato, pure invocato
per finalità pubbliche, finisce sempre per anteporre gli interessi particolari
a quelli generali. Come ha scritto uno sconsolato Luca Ricolfi,
"Emendamento salva Rete 4, limiti alle intercettazioni e alla libertà di
stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che
dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica
che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha sicuramente
ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si mette in movimento è
del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del Paese".
Per questo ci ha preoccupato e indignato, ma non sorpreso, lo strappo consumato
dall'on. Berlusconi con l'emendamento sul decreto sicurezza. L'occasione è perduta,
forse definitivamente. Ma nessuno si illuda, tra i nostri avversari: noi non
torneremo con loro nel passato. Noi continueremo a lavorare per la nuova
stagione della democrazia italiana. Proprio l'inadeguatezza del centrodestra
apre davanti a noi una grande opportunità, che dobbiamo far maturare con
pazienza, coerenza, tenacia. E' proprio adesso che i nostri avversari hanno
messo in mostra, ancora una volta, i loro limiti radicali, che noi non dobbiamo
ricadere in vizi antichi e ripetere i vecchi errori: se lo facessimo, ci
giocheremmo la possibilità di diventare maggioranza nel Paese. Anche nella
legislatura 2001-2006 il berlusconismo si rivelò un rimedio peggiore del male,
un'aggravante alla crisi italiana. E lungo tutto l'arco del quinquennio, il
centrodestra continuò a perdere vaste aree di consenso, che preferirono
accamparsi nella terra di nessuno dell'astensionismo. Il vecchio centrosinistra
vinse in quegli anni quasi tutte le elezioni parziali. Ma non riuscì a smuovere
e a spostare verso di sé gli elettori moderati che si erano rifugiati
nell'astensione. E nel 2006, quei voti in grandissima parte tornarono lì da
dove erano venuti. L'Unione rischiò così di perdere un'elezione che comunque
non vinse. Fu il connubio tra antiberlusconismo e massimalismo a rendere non
credibile la nostra alternativa. Fondata, plausibile, convincente nella
denuncia, ma inadeguata nella proposta, incapace di porsi, sia sul piano
programmatico che su quello politico, come praticabile soluzione politica alla
crisi italiana. Noi non ripeteremo gli errori di quella stagione. Per la
semplice ragione che oggi, finalmente, abbiamo il Partito democratico, la Casa
comune dei riformisti, il grande partito che mancava al centrosinistra italiano
e per il quale abbiamo lavorato, lottato, sperato, dalla nascita dell'Ulivo
fino ad oggi. All'indomani della sconfitta delle elezioni del 13 e 14 aprile,
le motivazioni della quale costituiscono il filo conduttore di questa
relazione, noi abbiamo messo in campo una opposizione coerente con la natura del
Partito Democratico. La nostra è l'opposizione di un grande partito riformista,
che si candida non solo a governare il Paese, ma ad aprire un ciclo di grande
innovazione istituzionale, politica e programmatica. Per questo, la nostra è
già e sarà sempre di più un'opposizione intransigente: contro il ritorno di una
stagione di conflitti istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra
gli interessi privati e la cosa pubblica. Al tempo stesso, sarà un'opposizione
incalzante e propositiva sul terreno delle politiche che hanno a che fare con
la concreta condizione di vita dei cittadini: sicurezza, potere d'acquisto,
servizi sociali. Un'opposizione che gradualmente, senza arroganza, ma con
crescente autorevolezza, riesca ad imporre la propria agenda in Parlamento e
nel Paese. Per questo abbiamo dato vita al "Governo-ombra": uno
strumento essenziale per un'opposizione che voglia qualificarsi per le sue
proposte e affermarsi progressivamente come credibile alternativa di governo
per il Paese. Una decisione, la nostra, che è stata accolta dall'opinione
pubblica più avvertita come la conferma della volontà di procedere con
determinazione lungo la via dell'innovazione del sistema politico e
istituzionale. Il governo Berlusconi è ancora nel pieno della fisiologica luna
di miele col Paese, il periodo nel quale, come accade in ogni sistema
democratico, anche chi non ha votato per il governo in carica può concedere
fiducia al nuovo esecutivo, o quanto meno sospendere il giudizio, in attesa
della prova dei fatti. La prova dei fatti verrà in autunno. Sul terreno
economico, innanzi tutto. Ne abbiamo già i primi segni. Della manovra economica
che il Governo ha presentato ieri, noi apprezziamo la conferma dell'obiettivo
del pareggio di bilancio nel 2011e l'equilibrio tra minori spese e maggiori
entrate che sembra caratterizzarla. Esprimiamo invece un giudizio severo per la
mancanza di qualsiasi intervento sulla questione salariale e per la discutibile
qualità delle misure adottate per la riduzione della spesa pubblica. È davvero
grave che proprio ora che le parti sociali muovono i primi passi verso una
riforma del modello contrattuale che metta al centro la produttività e la sua
equa remunerazione, proprio ora il Governo non dia luogo ad un intervento
significativo di riduzione della pressione fiscale sui salari. Su tutti i
salari - con l'aumento della detrazione IRPEF - e sulla quota di salario da
contrattazione di secondo livello. Non ci si può rispondere che si è deciso di
intervenire sugli straordinari: non tutti i lavoratori fanno straordinari, e un
intervento su questo solo aspetto non è in grado di spingere le parti sociali
ad una nuova stagione di contrattazione, che distribuisca finalmente un po' dei
vantaggi da aumento di produttività a favore dei lavoratori. Ecco dunque un
primo elemento della nostra contromanovra: salari migliori e salto nelle
capacità competitive del sistema, attraverso misure fiscali e riforma del
modello contrattuale. In secondo luogo, quale componente della spesa pubblica
viene tagliata? Noi non discutiamo l'entità dell'intervento: il nostro
programma elettorale, al quale intendiamo ispirare la nostra opposizione,
prevedeva riduzioni della spesa corrente primaria della Pubblica
Amministrazione, al netto della spesa sociale, anche più significative.
All'interno della spesa corrente primaria, però, è soprattutto alle spese di
organizzazione della Pubblica Amministrazione che noi guardiamo, per un'azione
al tempo stesso di qualificazione e riduzione. Nell'intervento del Governo,
invece, leggiamo di tagli alla sanità e agli Enti Locali. Quanto alla finanza
locale, proprio non si vuole uscire dalla logica dei tagli orizzontali, che
accomunano buoni e cattivi, virtuosi e viziosi, a tutto danno dei primi e a
tutto vantaggio dei secondi. Bisogna invece rovesciare logica e tempistica
rispetto a quella adottata dal Governo. Prima il federalismo fiscale, fondato
su standard di qualità, quantità e costi dei livelli essenziali dei servizi,
poi la razionalizzazione dei trasferimenti. Quanto a banche, assicurazioni e
petrolieri, mi limiterò a qualche domanda: quanto vale, per questi soggetti, l'class="hilite">abolizione della class="term">class class="term">action? Quanto vale, l'evaporare
della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto? Quanto vale il
mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto vale il rinnovo
per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i meccanismi che il
governo intende mettere in atto per impedire che consumatori, risparmiatori e
utenti vedano trasferire sui prezzi gli aggravi? Liberalizzare, aprire i
mercati chiusi, favorire l'accesso degli outsiders: ecco di cosa c'è bisogno.
Leggeremo la proposta del Governo sui servizi pubblici locali: se sarà figlia
di una strategia di modernizzazione e apertura, capace al tempo stesso di
favorire l'irrobustimento delle nostre imprese e l'apertura dei mercati, faremo
la nostra parte. Se in passato le maggioranze di centrosinistra non hanno
proceduto, in questo campo, non è certo stato per responsabilità dell'Ulivo e
del PD. Infine, gli interventi sui fondi europei per il Sud. Qui, se davvero il
Governo intende procedere ad una severa opera di selezione dei progetti, per
riprogrammare alla luce di poche priorità, definite con le istituzioni
regionali e locali - a partire dai progetti sulla mobilità, sulla ricerca e
sulla sicurezza - sappia che troverà nel PD un interlocutore attento e
disponibile. Ma il governo deve anche sapere che la sospensione
dell'automaticità dei crediti d'imposta, il saccheggio delle risorse per le
infrastrutture nel Sud a fini di copertura del decreto ICI, lo sperpero di 300
milioni nel prestito Alitalia, che non è più ponte verso una credibile
soluzione (e dunque non è più nemmeno un prestito), hanno inferto un duro colpo
alla sua credibilità in questo campo e ci rendono diffidenti sulla serietà
delle sue intenzioni. Non ci siamo, on. Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in
autunno sarà una larga parte degli italiani. Quella che noi chiameremo a
raccolta, per una azione di protesta e di proposta in tutto il Paese, che
culminerà con una grande manifestazione nazionale. Anche sul terreno, delicato
e decisivo, della sicurezza dei cittadini, il governo appare prigioniero della
sua stessa cattiva propaganda. Noi abbiamo detto con nettezza, nei mesi scorsi,
che la sicurezza è un bene primario, un diritto civile indisponibile, una
condizione imprescindibile della democrazia. Una delle "rotture",
delle innovazioni più grandi che rispetto al passato il Partito Democratico ha
prodotto, è stata proprio questa: affermare che quello alla sicurezza è un
diritto fondamentale, che chi governa ha il compito di fare ogni cosa per
assicurarlo. Con la necessaria fermezza, anche espellendo dall'Italia chi si
macchia di reati gravissimi e mostra segni di pericolosità sociale. Come
peraltro ponendo fine alla vergogna di troppi delinquenti, non importa se
italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi
giorni, o di condannati che evitano il carcere grazia a un'infinità di premi e
benefici. Dire questo, far vivere concretamente questi principi in un pacchetto
sulla sicurezza che a suo tempo stato è un grave errore non approvare, ci ha
permesso se non di colmare un ritardo accumulatosi per troppo tempo, di
rimetterci in sintonia con il Paese. Con gli italiani, che in nove su dieci
ritengono che negli ultimi anni la criminalità sia complessivamente aumentata e
che per il 50 per cento pensano che questo sia avvenuto nel proprio territorio
di residenza, dove vivono e lavorano. La percezione delle persone, si badi, non
è qualcosa da sminuire o biasimare. È parte integrante del diritto a vivere
sicuri e sereni, senza temere di andare a ritirare la pensione, senza dover
star svegli con l'ansia di chi aspetta il ritorno a casa di sua figlia. La
paura è un dato reale. Va compresa, e le vanno date risposte. Come va data
risposta a chi arriva qui, lavora onestamente, e chiede integrazione, chiede di
aver riconosciuti diritti civili e politici, chiede di poter votare, a
cominciare dalle amministrative. Altra cosa, decisamente altra cosa, è fare
un'equazione tanto ingiusta quanto gravemente sbagliata: più immigrazione
uguale insicurezza, straniero uguale estraneo, diverso, "altro" da
sé, minaccia per il proprio territorio, la propria casa, la propria incolumità.
E quindi nemico da allontanare, da respingere, da cacciare. segue a pagina 16.
( da "Giornale.it, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Tanto tuonò che
piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni.
Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si
consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di
scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e
della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non
perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui
guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del
Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge
Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista".
Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe
D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la
"guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (16 votes, average: 3.94
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici
nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel
senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi
in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio
idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della
solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice
"il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al
Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da
un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani,
dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a
pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma
anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la
clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure
Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della
poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema,
capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare
Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori
i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è
l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
33 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima
il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito
sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già,
brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel
secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei
Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle
accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita
da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (43
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne
la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla.
Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato
Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza
solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non
è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo.
Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa
su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori
il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa",
alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del
Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un
avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale
anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una
Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May
08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds)
nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente
Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto"
(Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito
democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per
ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che
sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata
presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"),
la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico
di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la
strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è
deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al
caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica
e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché
Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come
chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei
partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con
il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.
Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra"
voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i
suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come
in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A
questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare
il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il
ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a
sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post
elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La
sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione
approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese,
cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare
di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra"
perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa
dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche
perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza
sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno
di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una
struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono
candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di
nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa
"caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra
linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il
prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite,
lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora.
Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile
conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le
prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere,
ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 96 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (39)
Ultime discussioni paolo: ma cosa si può pensare di uno che ha messo come suo
vice un franceschini, uno che ha come compagno di partito... Fabio: Beh che
dire.questa bomba a orologeria dei magistrati che puntualmente esplode prima,
durante o subito... Giacomino G.: Devo dire che ci avevo quasi creduto, avevo
apprezzato l'On. Veltroni per la coraggiosa decisione... nando: Che strano
questo Veltroni. Vuole scendere in piazza contro Berlusconi, ma non vuole fare
antiberlusconismo.... Domenico Caponi: In autuno in piazza, credo a Roma, il
bancarottiere Veltroni troverà qualche milione di romani che... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
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semifinaleNaomi condannata: 200 ore di servizi sociali"Pm sovversivi,
democrazia a rischio"Veltroni in piazza: "Manifestazione in
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Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June
( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore sezione:
NORME MANOVRA data: 2008-06-21 - pag: 32 autore: Un colpo di scure su oneri,
leggi ed enti ARTICOLO 20 Disposizioni in materia contributiva 1. Il secondo
comma, dell'articolo 6, della legge 11 gennaio 1943, n. 138, si interpreta nel
senso che i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto
collettivo, anche di diritto comune, il trattamento economico di malattia, con
conseguente esonero dell'Istituto nazionale della previdenza sociale
dall'erogazione della predetta indennità, non sono tenuti al versamento della
relativa contribuzione all'Istituto medesimo.
Restanoacquisiteallagestioneeconser-vano la loro efficacia le
contribu-zionicomunqueversateperiperi-odianteriori alladatadel 1Úgennaio2009.
2. Adecorreredal1Úgennaio2009, le imprese dello Stato, degli enti pubblici e
degli enti locali privatizzate e a capitale misto sono tenute a versare,secondo
la normativa vigente: a) la contribuzione per maternità; b) la contribuzione
per malattia per gli operai. 3. Adecorrere dal 1Úgennaio 2009 il comma 2,
lettera a) dell'articolo 16 della legge 23 luglio 1991, n. 223è così
sostituito: " Al versamento di un contributo nella misura dello 0,30%
delle retribuzioni che costituiscono imponibile contributivo ". 4. Sono
abrogate le disposizioni di cui all'articolo 40,n.2,del regio decreto legge 4
ottobre 1935, n. 1827. 5. All'articolo 36 del decreto del presidente della
Repubblica del 26 aprile 1957, n. 818, sono soppresse le parole:
"dell'articolo 40, n. 2, del Rdl 4 ottobre 1935, n. 1827 , e".
( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando
l'edizione del Bersani: "Costruiamo il partito fuori dal Palazzo, tra la
gente" di Ninni Andriolo/ Roma Onorevole Bersani, come giudica l'Assemblea
costituente di venerdì? "Come è andata l'altro ieri lo si vedrà dalle
prossime settimane, perché è chiaro che quando si prende una botta non si sta
bene subito. Sicuramente l'Assemblea rifletteva un disagio. Penso, però, che il
punto sia quello di uscire dalla depressione e di rimboccarsi le maniche tutti
assieme. La Costituente ha dato primi segnali in questa direzione". Una
tregua nel gruppo dirigente, si è scritto. Basterà a rimotivare il popolo delle
primarie? "Tutti gli interventi, e non solo quelli del gruppo dirigente,
hanno mantenuto un equilibrio tra la sofferenza per la botta elettorale e la
spinta unitaria a rimettersi in movimento. Non c'è dubbio che un tratto
unitario, che non credo tattico, sia venuto fuori. Lo ritengo utile sia per la
costruzione del partito che per la battaglia d'opposizione di cui il Paese ha
bisogno". Maggiore unità nel Pd perché torna in campo il Berlusconi di
sempre? "Anche su questo ci siamo messi tutti a pari. Chi riteneva che
quello di Berlusconi non fosse solo un atteggiamento tattico, e chi pensava che
la destra avrebbe ricominciato a fare il mestiere di sempre, non solo dal punto
di vista degli strappi alle regole della democrazia, inevitabili nel
berlusconismo che, non dimentichiamolo, ha sempre dato lo scettro al consenso e
mai alle regole. Ma, soprattutto, nell'impostazione della politica economica.
Se vogliamo che gli italiani si indignino per gli strappi alle regole, bisogna
che mostriamo loro anche quanto siano fallimentari le ricette economiche e
sociali di questo governo". Lei le ha definite vecchie, inutili per la
crescita. "Se qualcuno pensasse una cosa diversa, avverto che il
centrodestra non farà quello che non siamo riusciti a fare noi, perché non ne
siamo stati capaci. Loro, in realtà, metteranno in pratica la loro ricetta. Con
qualche accorgimento in più, con qualche pensata nuova. Ma la sostanza sarà:
abbassare l'asticella per chi già ce la fa, lanciare messaggi demagogici e
compassionevoli per chi è in difficoltà, difendere paratie corporative o di
altro genere". In campagna elettorale avevano promesso ben altro. "Le
loro manovre non le pagheranno mai davvero le rendite e gli evasori fiscali. Ma
i consumi popolari e i servizi, come si vedrà nelle prossime settimane. Poi,
naturalmente, attorno a questa ricetta ci potrà stare questa o quella misura
condivisibile, la furbizia di un messaggio demagogico, cose sulle quali ci
potrà stare, per così dire, un'opposizione più duttile. Ma il segno complessivo
è disvelato già da alcune misure." Quali? "Davvero si pensa che i
petrolieri non recupereranno i soldi che dovranno pagare allo Stato? È un gioco
da ragazzi scaricare l'incremento fiscale sui consumatori. Ed è di un'class="hilite">evidenza solare che le banche
hanno avuto in cambio il blocco della Class class="term">action
e l'accordo sui mutui." C'è la cosiddetta carta dei poveri, però.
"Che la dice lunga su come loro leggono il disagio sociale. Noi una misura
di questo genere non ce la saremmo nemmeno sognata. Con quei soldi,
aggiungendone altri, avremmo fatto l'aumento delle pensioni piu' basse, come
l'anno scorso. Per noi un povero è una persona con una dignità. Credo,
comunque, che non dobbiamo lasciarci impressionare dai fuochi
d'artificio". L'assenza di molti delegati dall'Assemblea di venerdì
riflette la delusione della gente del Pd. Non crede? "Abbiamo il compito
di passare dalla fase costituente a quella di costruzione del partito e
dobbiamo farlo nel vivo di una battaglia d'opposizione. Se protratta troppo a
lungo, la fase costituente non regge. Dobbiamo lavorare immediatamente per la
costruzione ideologica, politica e organizzativa del partito. La battaglia
d'opposizione dovrà essere la fucina in cui forgeremo il Pd. Le cose si vedono
meglio girando per strada, che non dal Palazzo. E io credo che questa sarà
l'occasione per riprendere i contatti con i soggetti sociali che ci
interessano". Veltroni propone una manifestazione nazionale contro la
politica del governo. Perché in autunno e non subito? "Non perché non
manchino argomenti per far scendere già adesso la gente in piazza. Ricordo le
misure economiche, gli attacchi di Berlusconi ai giudici, le sue iniziative per
salvarsi dai processi. O la provocazione spropositata sul Comune di Roma con
l'obiettivo di delegittimare Veltroni, un tentativo di fronte al quale tutti dobbiamo
reagire. Nel Paese, però, deve maturare la consapevolezza dei danni che produce
questo governo. La costruzione e il radicamento del partito devono servire
anche a questo. Dobbiamo avviare il tesseramento in tempi rapidissimi.
Contemporaneamente, cogliendo l'occasione delle feste, dobbiamo sviluppare una
campagna sui temi economici e sociali. E predisporre le tracce della
discussione politica che avremo, senza conta, nella Conferenza autunnale che
coinvolgerà tutto il partito. Questo lavoro di opposizione e di composizione
avrà poi un'espressione di massa. Le grandi manifestazioni rappresentano anche
l'esito di un lavoro che mette in movimento energie e costruisce
rapporti". In questi mesi più che a costruire il Pd si è pensato a
edificare le sue correnti, è d'accordo? "Tutte queste espressioni sono
convintissimo che rappresentino una ricchezza. Ha ragione anche Veltroni, però,
quando afferma che le fondazioni, gli istituti, le associazioni devono
esprimere qualcosa di vero in termini di radicamento e di posizione culturali.
Servono affluenti veri, che portino acqua. Dopodiché noi non possiamo osservare
il fenomeno senza essere sicuri che ci sia il fiume. Senza organizzare, cioè,
il partito, come palestra politica di tutti. A questo dovrà servire la Conferenza
d'autunno. È lì, nel fiume del partito, che bisognerà dipanare, per esempio, la
matassa del rapporto tra politica e valori, o quella delle riforme
istituzionali che vogliamo. Il luogo della sintesi, quindi, deve essere il
partito. Se manca questo, la gente andrà a discutere da altre parti. Noi, tra
l'altro, non abbiamo avuto un dibattito di massa sull'esito del voto."
Anche nella Costituente si è registrato un deficit di analisi sulle elezioni.
"È mancata una discussione di massa sul voto. Questa avrebbe aiutato a
ritrovarsi, a reagire prima, a elaborare il lutto, a sentirsi comunità. Tutto
questo dobbiamo recuperarlo. L'Assemblea costituente ha rappresentato il primo
segno di questo recupero". Ma nel Pd non si pone l'esigenza di rinnovare i
gruppi dirigenti e di passare il testimone a generazioni più fresche? "Se
invece di spendersi in improbabili paragoni con il Midas i giornali si fossero
occupati di andare a spulciare la composizione della nuova direzione, avrebbero
visto che in atto c'è già la promozione - certo ancora insufficiente - di nuove
personalità, di nuovi gruppi dirigenti e di nuove generazioni. Il processo di
rinnovamento è in corso, lo vedo in giro per l'Italia. Al centro, certo,
bisogna essere più permeabili a valorizzare quelle esperienze. Ma non basta
essere giovani. Servono giovani di lungo corso, che abbiano già maturato
esperienza, che godano di credibilità esterna. Ne abbiamo tantissimi nel nostro
partito". Senza il "rimescolo" di cui lei parla anche il
rinnovamento verrà stretto dentro il gioco delle componenti. "Questo
famoso rimescolo può avvenire solo sul terreno politico e della cultura
politica. Senza discutere del rapporto tra valori e politica o del nostro
concetto di mercato o della nostra visione di partito, ad esempio, non si
capisce in che direzione possa andare l'intreccio tra posizioni socialiste,
liberali, cattolico-democratiche, ecc. Io credo che il rimescolo debba avvenire
senza buttar via le parole. Né la parola sinistra, né la parola popolare. Che,
però, bisogna far coesistere con nuovi termini. Il punto non è quello di
mettere d'accordo me e Fioroni. Ma di consegnare alle nuove leve una cultura
politica che non le inscatoli dentro cose che non ci sono più". Veltroni
ricollega il Pd all'Ulivo del '96, lei mette in evidenza il ruolo di Prodi. Ma
è il Professore che prende le distanze dal Partito democratico. "Nella
relazione di venerdì Veltroni ha sistemato le cose nel modo giusto. Sia dal
punto di vista delle elezioni, che del profilo della nostra battaglia di opposizione,
che del rapporto con l'Ulivo. Io dico sempre che le nostre radici sono lì,
nell'Ulivo. E che da lì è iniziata una stagione che possiamo chiamare con il
nome di Prodi. Noi dobbiamo riconoscere che, in quella fase di frantumazione,
nella quale si affacciava il bipolarismo, quella politica ha rappresentato un
punto di raccordo indispensabile. Che ha consentito di evitare un ventennio
berlusconiano e di riportare dal cielo alla terra parole d'ordine che ci hanno
dato un profilo: sulla politica estera, sulle liberalizzazioni, sull'evasione
fiscale, ecc. Dopodiché quella fase conteneva in sé, e Prodi era il primo a
esserne consapevole, visto che lanciò l'idea del Partito democratico, tutte le
contraddizioni e i limiti che la hanno fatta esaurire. Oggi abbiamo compiuto la
scelta di un partito a vocazione maggioritaria, ma non isolato. Capace di
trovare un raccordo con le altre forze di opposizione". È riduttivo
ricondurre Parisi al Professore, ma tra i "prodiani" si registra una
notevole insoddisfazione. "Anche io mi sento parte del prodismo. Prodi
continua a girare nella nostra aria, nella nostra atmosfera, nel nostro mondo.
A prescindere dal fatto che lui sia presidente del Pd, come avrei voluto anche
io, o non lo sia. Per me sarebbe stato inelegante procedere venerdì alla nomina
di un altro presidente. Dopodiché vedremo assieme, con il contributo di Romano,
che sono certo non mancherà, come eventualmente procedere anche ad altre
soluzioni. L'applauso che la platea gli ha rivolto è stato un segnale evidente di
affetto e di riconoscimento del ruolo esercitato e del lavoro svolto".
Marini ha detto sì al patto federativo Pd-Pse, un segnale importante di
"rimescolo", non crede? "Nelle cose dette da Marini si individua
il terreno per una soluzione che riconosca il nostro progetto e la nostra
identità. E l'ambizione di portarli in Europa, in collegamento con i luoghi
dove si addensa la stragrande maggioranza del centrosinistra europeo".
( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action
Economia Subprime, ora tremano i colletti bianchi Dimissioni e licenziamenti a
raffica. Per Citi e Merrill rischio svalutazioni Perdite oltre mille miliardi
per le banche. Passera: "In Italia il sistema è sano" SARA BENNEWITZ
MILANO - A distanza di un anno dallo scoppio della bolla dei subprime le banche
americane continuano a navigare a vista. Ma dopo aver operato una profonda
pulizia di bilancio, i principali istituti colpiti dalla crisi iniziano anche a
fare una severa selezione tra i colletti bianchi nel tentativo di recuperare
almeno in parte la fiducia degli investitori. Secondo Bloomberg, gli istituti
di tutto il mondo hanno operato 397 miliardi di dollari di svalutazioni.
Tuttavia questa cifra eclatante rischia di aumentare ulteriormente. "Era
prevedibile che la crisi dei subprime non fosse ancora finita - ha dichiarato
ieri Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo -. Ma in
Italia questo fenomeno ci tocca solo indirettamente. Il nostro sistema bancario
sta infatti riuscendo ad assicurare all'economia tutto il credito di cui ha
bisogno". Per John Paulson, primo azionista del fondo Paulson & Co., le
banche hanno svalutato solo un terzo dei crediti a rischio. Paulson, che
proprio scommettendo sullo scoppio della bolla dei subprime ha realizzato
ingenti guadagni, stima che questo fenomeno costerà al sistema mondiale 1.300
miliardi di dollari di svalutazioni. Dopo le difficoltà di Lehman Brothers e
Morgan Stanley, la prossima settimana Merrill Lynch e Citigroup potrebbero
essere costrette ad annunciare nuove perdite. Le due banche d'affari Usa
avevano operato pesanti svalutazioni nel 2007, ma ora gli investitori temono
che ci sia bisogno di ulteriori rettifiche al portafoglio dei crediti a
rischio. Tuttavia, in seguito agli scandali e alle perdite miliardarie, anche i
colletti bianchi iniziano a pagare il conto di questa crisi. Secondo gli
esperti le società coinvolte nello scandalo dei subprime starebbero facendo
saltare le teste dei responsabili per cercare così di recuperare quantomeno la
fiducia degli investitori. In settimana Martin Sullivan, amministratore
delegato di Aig, è stato costretto a dimettersi dopo aver fatto dimezzare le
quotazioni del gruppo assicurativo proprio per colpa dei subprime. Sullivan
sarà sostituito da Robert Willumstad, presidente di Aig, che nell'assumere
l'incarico ha annunciato che la compagnia non è ancora uscita dallo stato
d'emergenza. Ma anche gli azionisti di alcuni colossi come Citigroup, Marsh
& McLennan, Merrill Lynch, Prudential, Ubs e molti altri ancora, hanno
licenziato buona parte dei vertici che si sono assunti le responsabilità di
aver causato gravi perdite all'azienda e ai suoi investitori. Parallelamente a
questo la Sec e la Procura di New York hanno iniziato una serie di indagini a
tappeto per accertare le effettive responsabilità degli operatori, a cominciare
da Matthew Tannin e Ralph Cioffi di Bear Stearns, la banca Usa che si è salvato
dal fallimento solo grazie all'intervento di Jp Morgan. Infine, anche Goldman
Sachs, che ha comunque riportato un'ottima trimestrale dato che gli utili sono
scesi "solo" del 10% a 2,05 miliardi di dollari, ha annunciato centinaia
di licenziamenti. Dal momento che l'attività di fusioni e acquisizioni nel 2008
è diminuita del 25%, Goldman si appresta a tagliare i costi del personale della
sua divisione M&A.
( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
L'organismo guidato
da Antonio Catricalà si candida a collaborare, filtrando le denunce dei
cittadini C lass action all'italiana, tutto rimandato. Non è una sorpresa.
L'avversione di Confindustria per la norma era già evidente in novembre, quando
l'allora presidente Luca di Montezemolo la definì "all'amatriciana".
E la posizione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, era già chiara nel
2004, quando dichiarò: "Non consideriamo l'ipotesi class action,
l'ordinamento italiano garantisce già elevato grado di tutela". Per non
parlare dell'Abi, l'associazione bancaria: "Siamo perplessi sul fatto che
possa avere effetto", disse il presidente Corrado Faissola nel marzo 2007.
Ma il rinvio al gennaio 2009, annunciato settimana scorsa ("per
rivederla") dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola,
dell'entrata in vigore della legge sull'"azione collettiva
risarcitoria a tutela dei consumatori", com'è indicata nella Finanziaria
2008 che l'ha istituita dopo tre proposte di legge naufragate, è l'occasione
per porsi una domanda. La class action, che tutela il consumatore
consentendogli di muovere cause collettive alla grande industria su danni
civili o finanziari, è elemento di distorsione del mercato, come temono le
imprese? O, piuttosto, è la base di un capitalismo aperto e inclusivo, che
raccolga la spinta della società civile? In Italia la class action porterebbe
valanghe di cause, già prenotate sui moduli prestampati e distribuiti, per
esempio, da Adusbef o Altroconsumo: su bond argentini e Parmalat, Cirio e
Finmatica, Italease, Telecom, Poste, mutui, derivati. Può essere questo, come
auspica Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, il vero "sistema di
regolazione del mercato"? Con "i privati che ne controllano il
funzionamento affiancando il lavoro delle authority come Agcom, Antitrust,
Consob"? Dipende. Dal "livello di partecipazione consapevole dei
cittadini", dice l'avvocato Gustavo Ghidini, presidente onorario del
Movimento consumatori. Dalla disponibilità a mediare, sostiene l'economista
Paolo Gualtieri. E soprattutto dall'integrazione con le authority medesime,
ritiene l'Antitrust guidata Antonio Catricalà che domani, 24 giugno, terrà la
Relazione annuale. "La class action è uno strumento indiretto che tutela
la concorrenza ? dice Carla Rabitti Bedogni, giurista, ex commissario Consob,
componente dell'Autorità garante della concorrenza ?. Potrà incentivare
comportamenti corretti. Per l'impresa, il rischio risarcitorio unitamente al
costo legale e reputazionale, che si aggiunge al rischio di sanzione da parte
dell'Autorità, non può che stimolare un comportamento virtuoso". Però il commissario
Antitrust si dice preoccupato che la class action "comprometta l'efficacia
dell'azione dell'Autorità, sotto il profilo dell'istruttoria e dell'irrogazione
della sanzione". Il rischio è che "l'avviarsi di un procedimento
presso il giudice ordinario rallenti la nostra attività". Il giudice che
valuta la class action potrebbe, insomma, chiedere carte su carte
all'Antitrust, che sugli stessi argomenti conduce l'istruttoria. Soluzione? La
legge dice che il giudice "può" sospendere il giudizio fino alla
pronuncia dell'Autorità. Rabitti Bedogni propone si corregga: "deve".
L'altro rischio rilevato dall'Antitrust è che, con la class action, "ci
sia un freno alla richiesta di provvedimenti di clemenza, basati
sull'autodenuncia dell'impresa". Cioè che le aziende, per timore delle
azioni collettive, smettano di "confessarsi" all'Antitrust e
preferiscano correre il rischio-multa. Per Rabitti Bedogni, l'ideale sarebbe
stato affidare "all'Antitrust, invece che alla magistratura ordinaria, la
prima delle tre fasi della class action: valutare la proponibilità
dell'azione". Cioè dire se la class action è fondata oppure no. La legge
approvata e rinviata ha diversi punti critici, due i più importanti. Uno è la
retroattività, che Confindustria e le banche, presumibilmente, cercheranno di
evitare: non è chiaro se la norma verrà applicata ai processi in corso o no.
L'altro è, appunto, la complessità dell'iter, che rischia di portare a processi
decennali. Le fasi giudiziali previste sono tre: ammissibilità dell'azione collettiva, accertamento del danno, quantificazione del
danno con Camera di conciliazione e giudizio. È nella prima fase che
l'Antitrust può intervenire. Un'altra idea per rendere efficace la class
action, ai fini del controllo sul mercato tutelando i cittadini senza
penalizzare le imprese, è quella di Gualtieri. L'economista suggerisce
d'invertire la seconda fase con la terza, rafforzando il concetto di
mediazione. "Bisogna partire subito con la conciliazione, sul modello
anglosassone ? dice ?. Solo fissando una mediazione efficace può nascere il
capitalismo inclusivo". "Negli Usa, queste azioni
finiscono spesso con transazioni ? ricorda Cristina Pagni, partner dello studio
legale Norton Rose ?. La class action non è un male assoluto per le
imprese". E Martinello cocorda: "Le azioni collettive non sono un
capriccio delle associazioni dei consumatori ma lo strumento attuativo del
controllo della concorrenza". Possono funzionare, in chiave di
leva, anche all'italiana, insomma. La nostra legge, a differenza dell'americana,
prevede che il risarcimento vada solo a chi ha avviato la causa, non a tutti
quelli della stessa "classe", ma per Ghidini è ancora meglio:
"La possibilità dell'inclusione dipende dall'attivarsi del
cittadino". Le aziende però restano scettiche, se non altro per i costi.
Assicurativi. "Ci sarà la tendenza ad aumentare i massimali", prevede
Carlo Clavarino, amministratore delegato del broker Aon in Italia, che ha
lanciato la polizza sui prospetti informativi. Un sondaggio di Aon fra 300 imprese
rivela che la responsabilità civile verso terzi è il rischio più temuto per il
75% delle aziende. Ma oggi per la responsabilità civile si raccolgono premi per
3 miliardi di euro. Enron costò 5 miliardi.
( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Si è riaperto, dopo
le parole del minstro Sacconi, il dibattito sul tema della partecipazione dei
lavoratori all'interno dell'impresa. È opportuno che esso prosegua se tiene
conto del fatto che, in Italia come altrove, la partecipazione si può
manifestare con forme diverse. Tra gli indicatori principali di diversità,
consideriamo in questa sede: l'obiettivo che si intende conseguire e la
presenza o meno di rappresentanti dei lavoratori negli organi societari. Le
forme che individuiamo sono tre: la partecipazione informativa, la
partecipazione ai risultati, la partecipazione alle decisioni. La chiave
informativa La partecipazione informativa dovrebbe consentire ai rappresentanti
dei lavoratori di conoscere e valutare la situazione e le prospettive
dell'impresa date le esigenze di flessibilità, l'insicurezza, la loro
dimensione finanziaria. Essa può essere attivata con alcune modalità, come gli
osservatori dei contratti collettivi e gli istituti di informazione e di
consultazione (sulla base della direttiva comunitaria del 2002, recepita in
Italia nel 2007). Si può forse aggiungere la recente proposta del ministro
Sacconi che prevede l'ingresso dei lavoratori nel capitale accompagnato da
diritti di controllo sulla trasparenza del bilancio. Il dividendo al lavoratore
La partecipazione economica o ai risultati ha finalità essenzialmente
distributive e non contempla normalmente la presenza dei rappresentanti dei
lavoratori negli organi societari. Con essa si intende collegare il reddito dei
dipendenti all'andamento dell'impresa e (in forza dell'equità) della remunerazione degli azionisti e del management. Può essere
attivata con la parte economica (che deve essere variabile) dei contratti
collettivi di secondo livello, con la partecipazione agli utili per via
legislativa (come tradizionalmente avviene in Francia e ora in fase di
estensione alle imprese con meno di 50 addetti), con associazioni di
dipendenti azionisti che ricercano un miglior rendimento del loro risparmio,
anche connesso con obiettivi previdenziali. Si pensi ai piani Esop negli Stati
Uniti. Capire per decidere La partecipazione alle decisioni è quella che
prevede l'influenza dei rappresentanti dei lavoratori all'interno degli organi
societari per quanto attiene alle scelte strategiche e rilevanti. Tali scelte
dovrebbero essere condivise con detti rappresentanti. Questa forma di
partecipazione ? decisamente più problematica delle altre due ? si può
racchiudere in due principali modalità, che sono molto differenti fra di loro
e, quindi, non vanno confuse; come è accaduto in talune prese di posizione
nell'attuale dibattito. L'esempio tedesco La prima modalità si può chiamare
partecipazione istituzionale, è storicamente identificata con la corposa
esperienza della codeterminazione tedesca e, recentemente, riproposta
nell'ordinamento della Società Europea. Essa si esprime nella presenza
paritaria della rappresentanza dei dipendenti nel consiglio di sorveglianza,
che esercita la sua influenza sugli indirizzi che l'impresa assume, ma non sui
contenuti della gestione. Il suo fondamento attuale rientra nel coinvolgimento
e nella valorizzazione del capitale umano come risorsa strategica cruciale e
come compensazione delle crescenti richieste di impegno e di rendimento volte
ai dipendenti. Lavoratori azionisti La seconda modalità può essere chiamata
partecipazione finanziaria, nel senso che si basa sull'accesso dei lavoratori
al capitale in misura cospicua e mediante idonee associazioni di
rappresentanza. Questa entra negli organi societari ? consiglio di
amministrazione o di sorveglianza ? per conto di dipendenti che sono azionisti
e con il ruolo prevalente di comproprietari. La loro finalità principale non è
il livello del dividendo ma la prospettiva di influenzare le scelte e le sorti
dell'impresa, attraverso una minoranza attiva di amministratori. Non sono molte
le esperienze concrete di una piena partecipazione finanziaria. In questo
periodo è stato opportunamente citato il caso della Metalcam di Breno, media
impresa bresciana del gruppo Zaleski. L'una e l'altra modalità possono forse
affermarsi, anche solo con casi esemplari, se sussistono tre condizioni: il
pieno riconoscimento collaborativo fra le parti in gioco; esiti partecipativi
che vanno a vantaggio di tutte e due le parti; la loro libera e concorde
decisione di creare e sperimentare partecipazione (anche in presenza di
provvedimenti legislativi congrui).
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Genova Traffico,
la ricetta dell'assessore sceriffo Francesco Scidone: tolleranza zero in
centro, controlli dei vigili triplicati di notte "Per portare avanti
questa battaglia assumeremo più agenti 60, non 30" "Non solo multe,
ma rimozione immediata. Via ai taxi collettivi"
STEFANO ORIGONE Tolleranza zero contro le soste selvagge in centro, ma anche
nei confronti di chi parla al cellulare mentre guida, e di chi non indossa le
cinture di sicurezza. Pattuglie dei vigili triplicate di notte, potenziamento
dei controlli con l'autovelox e l'etilometro. Francesco Scidone sceglie
la linea dura. Sarà perché ha anche la delega alla sicurezza e ha affrontato
temi caldi come lo sgombero dei campi nomadi e la lotta alla microcriminalità,
ma in Comune c'è chi lo ha già soprannominato lo "sceriffo".
"L'obiettivo è ridurre entro il 2012 del 50% la mortalità sulle strade per
allinearci alle direttive europee", avverte il neo assessore al Traffico e
Polizia Municipale. "La sicurezza stradale è uno degli argomenti a cui
tiene di più l'amministrazione comunale. Ci sono troppi incidenti, feriti,
purtroppo anche morti. Non basta fare repressione, l'arma vincente è la
prevenzione. Per questo ho deciso di aumentare i controlli notturni con
l'autovelox e l'etilometro non solo in città, come in corso Europa, lungomare
Canepa, corso Perrone, via Perlasca, via lungomare Bisagno, via Albareto, corso
Italia, la Sopraelevata dove si corre troppo, ma anche in riviera. Ho preso
accordi con i sindaci di Arenzano e Bogliasco per un'azione combinata: su
quest'asse aumenteremo le pattuglie e inizieremo una vera e propria lotta
contro chi scambia le strade per piste. Ma presteremo particolare attenzione
anche chi guida senza cinture, chi parla al cellulare e chi passa sulle strisce
gialle". In città, invece, la battaglia sarà contro le soste selvagge.
"Lo dico subito: la parola d'ordine è punire chi lascia l'auto in doppia
fila bloccando la circolazione, chi se ne frega delle regole è l'abbandona in
sosta vietata. Non ci saranno punti della città in cui chiuderemo un occhio, i
vigili hanno avuto l'ordine di picchiare duro contro i furbi". Per portare
avanti questa battaglia serviranno più agenti? "Per forza. Abbiamo deciso
di assumerne sessanta anziché trenta per coprire in modo capillare tutta la
città". Di notte auto e moto intasano la zona di Matteotti e di
Caricamento. "Venendo anche incontro alle richieste dei residenti, che
sono esasperati dal rumore, dalle 2 di notte triplicheremo le pattuglie di
vigili e se qualcuno "butta" l'auto in mezzo alla strada questa volta
non scatterà solo la sanzione: la portiamo direttamente via così la prossima
volta ci penserà a infischiarsene dei regolamenti". Scidone conferma che
il Comune vuole diminuire il traffico privato, e di conseguenza l'inquinamento,
privilegiando il trasporto pubblico. "Questo è vero, ma non è che ci
mettiamo a dare multe a raffica per obbligare la gente a lasciare l'auto a
casa... ". Una ricetta è il taxi collettivo. "Hanno aderito
all'iniziativa già duecento tassisti. Sono tutti volontari, partiremo entro
settembre, appena tareranno gli strumenti". Come funziona? "è molto
semplice. Appena sale un cliente, sul pannello installato sopra il tetto della
macchina comparirà la destinazione. Durante il percorso il tassista raccoglierà
altre persone che devono andare in quella direzione. A quel punto la tariffa è
a scalare. Più salgono persone, meno si paga perché man mano scatta lo
"sconto". è previsto un abbattimento che può arrivare al 55/60% della
corsa". Ma non è finita. "Il servizio si può anche programmare.
Mettiamo il caso che un mercoledì alla data ora mi serva il taxi. Informo la
centrale e mi vengono a prendere direttamente a casa con il taxi
collettivo". Anche le auto dei turisti non sono benvolute in centro.
"Qui iniziamo a parlare del progetto "tourist driver" che
coinvolge anche in questo caso i tassisti. Quelli che sanno parlare le lingue,
parteciperanno a questo servizio. Porteranno in giro i turisti applicando
tariffe particolari". Sembra di capire che lo Scidone-pensiero è meno
traffico privato, più trasporto pubblico di qualità, meno inquinamento e più
sicurezza stradale. "Diciamo che è il pensiero, anzi la strada che sta
seguendo il Comune. Soprattutto in centro ci siamo resi conto che il traffico
ormai è diventato insostenibile, che l'inquinamento e il rumore sono due mali
da vincere". Un'idea, ancora allo stato embrionale, è coinvolgere aziende
che hanno dipendenti in centro per promuovere il trasporto collettivo.
"Contatteremo i "mobility manager", per vedere se sia possibile
organizzare dei pulmini che vanno a un parcheggio di interscambio esterni al
centro, per "raccogliere" i dipendenti e portarli sul luogo di
lavoro. Insomma, quello che voglio dire è che non vogliamo chiudere il centro,
ma limitare al massimo le auto per rendere la città più vivibile".
( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
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( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina XVII - Torino
La rassegna A Castagnole parte "We love jazz" sabato una jam session
con Golson A Castagnole Piemonte amano il jazz e lo scrivono a caratteri
cubitali sul manifesto del primo festival ad esso riservato in quei paraggi:
"We Love Jazz". Un cartellone importante, con solisti del calibro di
Benny Golson e Jimmy Cobb ad occuparne la parte alta e
comprimari di eccellente levatura come il corpulento organista Joey De
Francesco, il Collettivo Mazzulata e gli Organ Logistics a infoltirne il
programma. Per gli appassionati una beneficiata, un'occasione imperdibile per
vedere in azione musicisti che hanno attraversato in lungo e in largo la storia
del jazz della seconda metà del Novecento. Tanto più che tutti gli
appuntamenti - fatta eccezione per la jam session finale di sabato per la quale
è richiesto un biglietto di 10 euro ? sono ad a ingresso libero. Tutte le
informazioni su www.welovejazz.it oppure al 347.411.90.39. (e. bus.).
( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina X - Bari LO
STOP ALLA LEGGE GOZZINI PASSO INDIETRO NELLA CIVILTà Il comportamento può
essere punito solo se in concreto crea un danno o un pericolo ALESSIO CARLUCCI
LUIGI PACCIONE Il nuovo governo intende azzerare la legge Gozzini ma ignora (o
fa finta di ignorare) che essa ha rappresentato il primo serio tentativo
(seppure tardivo) di dare attuazione al principio costituzionale di rieducazione
e umanizzazione della pena. Questa fu la ragione ispiratrice di una legge che,
attraverso la concessione di benefici in favore di condannati con sentenza
definitiva, mirava al loro recupero morale e sociale anche al fine di renderli
soggetti attivi del progresso sociale, civile ed umano della società intera.
Non può invocarsi il fallimento della legge perché in molti casi essa ha
contribuito al reinserimento sociale dei condannati e, conseguentemente, ad un
ridimensionamento della pressione criminale sulla collettività. Certo da sola
non poteva allora e non può oggi risolvere il problema della sicurezza sociale
perché quando entrò in vigore nel 1975 si disse da più parti che altri
provvedimenti necessitavano sul piano sociale, comportamentale e lavorativo.
Ricordiamo che quando la Gozzini fu varata mafia, camorra, 'ndrangheta si erano
già da tempo consolidate e i reati di terrorismo commessi successivamente
avevano come protagonisti soggetti incensurati e, come tali, non ancora
soggetti a tale legge. Il carcere doveva essere umanizzato nel senso che lì il
condannato doveva pagare il proprio debito con la società espiando le proprie
colpe ma recuperando i tratti migliori della sua personalità al fine di
partecipare alla crescita della società stessa, al progresso civile e umano.
Purtroppo il carcere è rimasto un luogo di emarginazione e di mortificazione
dei più elementari diritti di persone come noi, molti dei quali hanno avuto la
sfortuna di nascere "meno uguali" in una nazione in cui il principio
di uguaglianza è e deve rimanere il primo comandamento civile. Si parla di
elevare l'orario di lavoro a 60 ore settimanali e si continua ad ignorare che
un detenuto ne ha meno della metà per uscire dalla cella, spesso angusta e
sovraffollata e poter passeggiare in un piccolo cortile insieme a una
moltitudine di compagni di reclusione. Bar, ristoranti e alberghi sono
costantemente monitorati per ragioni di igiene e salute pubblica ma lo stesso
non avviene per i luoghi di detenzione dove esseri umani consumano il loro
pasto a ridosso dei servizi igienici. La neutralizzazione di una legge
ordinaria quale la Gozzini ha quindi riflessi molto più ampi perché di fatto
cancella principi costituzionali non solo relativi alle finalità rieducative di
una pena il più possibile umana ma anche ai diritti fondamentali di
uguaglianza, solidarietà e salute del cittadino. Lo stesso è avvenuto in
occasione della recentissima creazione legislativa del reato di
"immigrazione clandestina" che viola l'altro e non meno importante
principio costituzionale di necessaria offensività del reato: un comportamento
può essere punito solo se in concreto crea un danno o un pericolo per interessi
dei singoli o della collettività. Nel caso di specie l'immigrato clandestino in
quanto tale non cagiona nessun danno o pericolo per la collettività; nuoce solo
se commette reati al pari dell'immigrato non clandestino, dello straniero
comunitario o dello stesso cittadino italiano. Ora per la legge italiana sarà
punibile solo "in quanto è" secondo un modello antico di reato che la
Costituzione aveva cancellato perché usato (ed abusato) nel precedente
ordinamento fascista. Ricordiamo fra tutti le leggi
razziali che colpivano i cittadini italiani di origine ebraica e quelle contro
i dissidenti politici, puniti duramente solo per il loro pensiero e
indipendentemente da comportamenti criminosi o azioni antisociali. avvocati.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
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l'edizione del Il cda di Ferrovie Nord Milano ha varato l'aumento di capitale
gratuito deciso dall'ultima assemblea. Agli azionisti sarà assegnata una nuova
azione gratuita ogni cinque possedute a decorrere dal 30 giugno. Saranno così
assegnate 41.419.292 azioni e l'aumento di capitale sarà pari a 22.309.839,76
euro interamente prelevati dalle riserve. Dopo l'operazione, il capitale
sociale sarà pari a 130 milioni di euro suddiviso in 248.515.754 azioni.
Sinsys, società del gruppo Sia-ssb specializzata nel processing delle carte di
credito, si è aggiudicata il premio come "Best Card Processor of the
Year" nell'ambito dei "Cards International Global Awards 2008",
consegnati a Bruxelles da VRL Knowledge Bank, società di ricerca e analisi
attiva nel settore dei servizi finanziari. Snia conferma la validità del
proprio piano industriale e le prospettive di un recupero di redditività
smentendo indiscrezioni di stampa che parlano di "naufragio". È
quanto comunica l'azienda in una nota nella quale si legge che "Snia
smentisce le notizie fortemente allarmistiche apparse sulla stampa relative
alla propria continuità aziendale". Goldman Sachs taglierà fino al 10% dei
posti di lavoro della propria divisione di banca d'affari nel corso del 2008.
Lo scrive il sito internet del Financial Times. Licenziamenti in vista anche
per le attività di banca d'affari di Citigroup, che secondo il Financial Times
e il Wall Street Journal taglierà anch'essa fino al 10% degli effettivi di una
divisione che ne conta 65mila. Secondo il Walla Street Journal interi desk
operativi sono stati cancellati a New York e in altre città. Cir food, la
Cooperativa italiana di ristorazione, con sede a Reggio Emilia, ha fatto
registrare nel 2007 ricavi per 327 milioni (+9% sul 2006), con un utile netto
di 3,67 milioni. In aumento anche la forza occupazionale con oltre 300
dipendenti in più rispetto al 2006, per un totale di 7.586 occupati. Considerando il bilancio consolidato del Gruppo, il fatturato è
pari a 337,3 milioni. Tale fatturato è generato per il 65% dalla ristorazione collettiva, per il 22% dalla ristorazione commerciale e il restante 13% nel
segmento Ticket. In sintesi.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
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l'edizione del Il consumatore? Meglio se tace Angelo De Mattia Altro che la
metafora della Robin Hood tax; piuttosto Sheriff of Nottingham tax o
Confindustria tax: si potrebbe definire così il rinvio di sei mesi dell'entrata
in vigore, fissata nel 29 giugno, della class="hilite">disciplina
della class="term">class
class="term">action, l'azione collettiva risarcitoria dei danni subiti da consumatori e
utenti. Quanto alla motivazione - tutelare più efficacemente i consumatori - ci
sarebbe da replicare: trop de zèle, uno zelo dal sapore beffardo. È vero: la
disciplina in questione, anche perché costituisce un innesto di un istituto
estraneo alle caratteristiche del nostro ordinamento, presenta alcuni punti da
aggiustare o da migliorare. Riguardano in particolare i criteri di
individuazione delle associazioni che possono agire in giudizio, il tema della
retroattività e, in un'ottica di più lungo termine, la eventuale introduzione
di sezioni specializzate della magistratura. È vero anche che negli Usa la class="term">class class="term">action è stata distorta
dall'attivismo degli studi legali e necessita di qualche correttivo. Ma ciò lo
si sapeva dal giorno della sua definitiva approvazione, con un solo voto di
scarto, nell'ambito della legge finanziaria per il 2008, seguita dal pianto del
parlamentare di Forza Italia che, a suo dire, aveva votato favorevolmente senza
rendersene conto. E tuttavia, soprattutto per il valore di stimolo a
comportamenti corretti e trasparenti delle imprese, prima ancora e piuttosto
che per i profili giudiziari e sanzionatori, si era ritenuto che fosse
importante dare avvio all'azionabilità di questa disciplina proprio perché essa
opera nel senso di riequilibrare i rapporti tra imprese e
consumatori/utenti/risparmiatori - contraenti deboli, contribuisce a ridurre i
costi di accesso alla giustizia, riduce gli ostacoli alla tutela di diritti in
caso di danni subiti da più persone, spinge il mercato all'efficienza e alla
trasparenza. Si era, quindi, convenuto che fosse opportuno che la legge - la
cui entrata in vigore veniva dilazionata di 180 giorni, alla fine, appunto, di
questo mese - passasse al vaglio dei tribunali, per valutare poi, dopo una
prima applicazione, se e quali modifiche introdurre. La Confindustria, che sin
dalle prime battute dell'iter parlamentare aveva promosso una forte opposizione
a differenza anche di altre associazioni, nelle scorse settimane ha rincarato
la dose, percependo i rischi di riduzione del potere di mercato delle imprese
aderenti, oggi fondato anche sulla debolezza contrattuale dei
consumatori-utenti-investitori danneggiati e sulla loro inadeguata capacità,
innanzitutto economica, di affrontare i diversi gradi di giudizio singolarmente
e non insieme con molti altri soggetti, collettivamente
raggruppati con l'aiuto delle associazioni rappresentative di interessi
diffusi. Eppure, quella in discorso non è, né vuole essere, una normativa di classe: del resto, è da decenni in vigore negli Usa, patria
del capitalismo. Ma di classe rischia di apparire se
il mondo imprenditoriale continua a contrastarla, trovando piena adesione nel
Governo il cui presidente, proprio nel convegno di Santa Margherita Ligure -
dove Emma Marcegaglia attaccava la class="term">class class="term">action
- aveva affermato la totale coincidenza tra il programma dell'Esecutivo e
quello confindustriale. Le imprese che operano correttamente - e sono
moltissime - non dovrebbero avere alcunché da temere. La metafora - agitata dal
ministro dell'Economia - del Robin Hood che "toglie" a banchieri,
petrolieri, percettori di extraprofitti per dare ai ceti meno favoriti avrebbe
dovuto trovare nel varo della class="term">class class="term">action
la controprova della fondatezza della strategia seguita, della sua estraneità
all'intento di "épater le bourgeois". E invece si può misurare la
distanza tra la declamazione di una linea che vorrebbe apparire di destra e di
sinistra insieme - non considerando per di più i possibili boomerang delle
iniziative, per come sono strutturate, nei confronti di banche e società
petrolifere - e la realtà. D'altro canto, se veramente il Governo avesse voluto
migliorare la disciplina inserendovi anche, tra i possibili soggetti passivi
dell'azione collettiva, la pubblica amministrazione
(aggiunta peraltro molto complessa) o una fase preliminare di esperimento di
conciliazione, allora le modifiche avrebbero potuto essere apportate con
decreto legge ed entrare in vigore alla data già fissata del 29 giugno. Ma,
allora, è possibile credere che non sussista alcuna propensione dilatoria? Di
proroghe è lastricata la via di molte leggi italiane. C'è un modo per mettere
le mani nelle tasche dei consumatori non solo con l'inasprimento fiscale, ma
anche impedendo la tempestiva applicazione di un istituto di impronta liberale
che dia loro un po' più di forza negoziale - in un mercato dominato da imprese
con grandi poteri - creando un migliore contesto per lo svolgimento delle transazioni:
insomma, una importante integrazione dell'azione antitrust e di quella delle
diverse Authority. Ci vollero cento anni perché, in materia di antimonopoli,
dallo Sherman Act statunitense si passasse all'italiana legge. Di questo passo,
quanto tempo ancora dovrà trascorrere per avere una buona disciplina della class="term">class class="term">action? Specialmente in periodi
elettorali le strategie consumeristiche sono ampiamente blandite. E ora?.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-24 - pag: 37 autore: Soci e associati. La
Suprema Corte annulla le controversie che non hanno riunito gli interessati
Snc, le liti tornano alla partenza Diventa necessario un intervento normativo
sui contenziosi Raffaele Rizzardi La sentenza della Cassazione a sezioni unite
14815 del 4 giugno (si veda "Il Sole 24 Ore" del 10 giugno) pone un
punto fermo al contenzioso dopo 35 anni dall'entrata in vigore di quella che
all'epoca era una novità: il passaggio delle società di persone e degli studi
associati da soggetti d'imposta a soggetti di accertamento, relativamente
all'imposta personale dovuta dai soci o associati. Ricordiamo che il problema
non si pone per i collaboratori familiari, per i quali qualunque rettifica
fatta alla dichiarazione del titolare dell'impresa opera solo nei suoi
confronti. Le norme esaminate dalla Cassazione sono tre: l'articolo 5 (ora) del
Tuir (principio di trasparenza fiscale verso soci e associati), l'articolo 6
del Dpr 600/73 (la società o associazione presenta la dichiarazione agli
effetti della propria imposta " reale", allora l'Ilor, ora l'Irap, e
dell'imposta personale dei soci e associati) e l'articolo 40, comma 2, del Dpr
600/73 (che individua nello stesso modo la funzione dell'accertamento alla
società). Consideriamo che società di persone e associazioni professionali sono
tassate in base alle scritture contabili: è quindi evidente il motivo
dell'unitarietà della dichiarazione e dell'accertamento, essendovi inoltre soci
o associati che non sono in grado o non possono accedere alla contabilità del
soggetto collettivo. La necessità di liquidare il tributo personale nel modello
Unico dei soci ha però portato a moltiplicare gli accertamenti per il medesimo
unico presupposto: la rettifica al reddito dichiarato dalla società,con
l'ulteriore conseguenza che il contenzioso Irpef dei soci potrebbe essere
radicato presso Commissioni tributarie di altre province, rendendo impossibile
chiedere la riunione deiricorsi per ottenere un'unica decisione. L'attuale
determinazione della Corte viene presa a sezioni unite perché alcune sentenze
dichiaravano la più assoluta autonomia tra i vari giudizi, mentre altre più
recenti avevano ravvisato l'unicità della lite avente il solo oggetto del
reddito della società o associazione. La sentenza dichiara oggi la nullità, in
qualsiasi grado di giudizio, di tutte le controversie pendenti sul reddito
prodotto da una società o associazione, quando la lite non ha visto la
partecipazione di tutti i soggetti interessati, sia quello collettivo sia i
singoli destinatari del redditoe della rettifica. Il litisconsorzio tra questi
soggetti è considerato "necessario", cioè condizione per l'adozione
di un valido giudizio: se la partecipazione alla lite non è fatta sin
dall'inizio da tutti i soci, sarà il giudice a chiamare in causa gli
interessati. Così, mentre le Commissioni regionali si vedono attribuire lo
stralcio delle mancate decisioni della Commissione tributaria centrale, questa
sentenza riporta a zero, cioè alla Commissione provinciale, tutti i giudizi di
questo tipo in qualsiasi grado, tranne quelli per cui si sia formato giudicato.
Il caso risolto dalla Cassazione fa ripartire il contenzioso per il periodo
d'imposta 1985, cioè di 23 anni fa, e qualche anno sarà ancora necessario per
una decisione definitiva. Questa vicenda evoca peraltro l'auspicabile
intervento del legislatore per un paio di modifiche normative: - la prima per
l'attività dell'ufficio nei confronti dei singoli soci, attualmente un vero e
proprio accertamento, sia pure parziale ex articolo 41-bis, Dpr 600/73:
bisognerebbe dire con una norma che questo ulteriore accertamento non è
necessario, essendo quella della società l'unica lite, e in tal senso la
Cassazione ritiene che si debba superare anche la competenza territoriale, se
il socio o associatoè domiciliato in altra provincia; - come ulteriore
corollario di questo principio va rivista la sanzionabilità del socio per
effetto della minor Irpef da lui dichiarata rispetto all'imponibile oggetto di
accertamento nei confronti della società. L'orientamento prevalente della
Cassazione è di ritenere che il socio sia autonomamente sanzionabile, in
proporzione all'Irpef evasa, dato che all'infedeltà della società consegue
quella del socio. Ma secondo il principio di colpevolezza
in vigore (articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
472, secondo cui "ciascuno " risponde della "propria "
azione od omissione, cosciente e volontaria) sembrerebbe meglio concentrare le
sanzioni sul soggetto collettivo, unico vero dichiarante.
( da "Corriere.it" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il bilancio
presidente dell'Antitrust nella sua relazione annuale al Parlamento Catricalà:
"I cartelli corrompono il libero mercato tra le forze economiche"
L'80% delle banche e assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di
ruolo (Emblema) ROMA - "I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti
contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze
economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi,
puniti con la prigione". È quanto dichiarato dal presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nella sua relazione annuale al Parlamento.
MASSIMO SCOPERTO - La commissione di massimo scoperto applicata dalle banche è
una "prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese:
deve essere abolita". Antonio Catricalà, aggiunge come "sui tempi e sulle
modalità di cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in
piena libertà di mercato". CONFLITTI RUOLO BANCHE-ASSICURAZIONI - L'80%
delle banche e assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di ruolo,
legati alla presenza nei propri organi di amministrazione di persone che
siedono contemporaneamente nei board dei concorrenti. Lo ha detto il presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, riferendosi ai primi dati emersi
dall'indagine conoscitiva sulla governance di banche e assicurazioni condotta dal
Garante. PORTABILITA' MUTUI - L'Antitrust ha avviato 23 istruttorie contro le
banche per accertare eventuali ostacoli alla applicazione della legge sulla
portabilità gratuita dei mutui. Lo afferma il presidente dell'Authority,
Antonio Catricalà, nella relazione annuale al Parlamento. "Nonostante la
nostra tempestiva presa di posizione - spiega Catricalà - e nonostante un
intervento della Banca d'Italia, molte banche si sono ostinatamente attardate
in una prassi che noi riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità
dei mutui senza oneri per i risparmiatori, sì da costringerci ad aprire ben 23
procedure istruttorie". LIBERALIZZAZIONI - Sarebbe "un errore
imperdonabile rinunciare a politiche di liberalizzazione e apertura dei mercati".
Per questo, il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, esprime
"l'auspicio di una veloce e definitiva approvazione" delle misure
varate dal Governo in sede parlamentare. Aprire e liberalizzare il mercato
diventa fondamentale "soprattutto per l'Italia, che non gode di materie
prime e di autonome risorse energetiche", per la quale "una politica
di chiusura sarebbe disastrosa". Catricalà, evidenziando come
"competizione non significhi indifferenza verso i più deboli", cita
il "pensiero cristiano", che conduce al merito e all'impegno
personale come passaggi necessari per l'applicazione del principio di
sussidiarietà "ma anche" la visione laica della cultura d'occidente
"per la quale" il mercato è una forma di garanzia rispetto a ogni
integralismo ed estremismo". class="hilite">CLASS
ACTION - Il rinvio della class="term">class class="term">action
"rischia di disattendere" le "speranze di migliaia di persone
che chiedono tutela in tempi brevi". È l'allarme che lancia Catricalà, che
comunque rileva come il nuovo semestre che ci separa dall'entrata in vigore
"può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio
corrispondono agli obiettivi di celeritá dei processi di allargamento
dell'intervento al settore pubblico". L'azione dell'Antitrust, aggiunge
Catricalà, "sarebbe utile anche in relazione al nuovo istituto", data
"la continua e proficua collaborazione con le associazioni dei
consumatori". CARBURANTI - L'Autorità garante della concorrenza e del
mercato vigilerà "con rigore" per i prossimi cinque anni sull'attuazione
degli impegni presi dalle compagnie petrolifere ai fini dell'apertura dei
mercati della distribuzione dei carburanti. Catricalà aggiunge: "Sono
stati vietati gli scambi informativi sui prezzi. Si è incentivata la diffusione
della modalità di rifornimento self service. Sono stati favoriti l'ingresso e
lo sviluppo degli operatori della grande distribuzione organizzata. È stata
messa a disposizione di operatori non verticalmente integrati una quota delle
strutture logistiche, a condizioni eque, non discriminatorie e determinate
secondo criteri conoscibili in anticipo". Infine, "il leader di
mercato si è impegnato a contenere i prezzi entro un differenziale massimo e a
praticare sconti per il self service, tali da eguagliare il listino alla media
europea. Vigileremo con rigore, per i prossimi 5 anni, sull'attuazione degli
impegni, data la rilevanza strategica del settore per l'intera economia".
ALIMENTARI - Nel
( da "Repubblica.it" del 24-06-2008)
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Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
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Economia Conti
correnti Catricalà parla di "gravi misfatti" soprattutto su beni come
il pane. Nuovo pressing sulle banche L'Antitrust sfida i cartelli sui prezzi
"In Usa prigione a chi li manipola" La commissione class="hilite">di
massimo scoperto è una prassi iniqua per risparmiatori e imprese "Rinviare
la class="term">class
class="term">action disattende le
speranze di migliaia di persone" ALDO FONTANAROSA ROMA - Affonda due, tre
volte contro le banche. Spiega che i nemici della libera concorrenza sono in
mezzo a noi: basta un grossista complice del farmacista per sabotare il supermarket
che vorrebbe vendere medicine generiche. Si tiene lontano infine da temi caldi
come il pluralismo tv (con grande delusione del deputato Giulietti). Nel suo
bilancio annuale, Antonio Catricalà chiede agli enti locali, alle piccole
imprese, ai colossi industriali (tv esclusa) di aprirsi al vento della
concorrenza. E avverte: falsare la partita è un "grave misfatto" che
gli Usa puniscono "con la prigione". I mutui. Nella solita lussuosa
sala della Camera, Catricalà manda più di un segnale ai banchieri presenti. Il
Garante li chiama in causa intanto sulla trasferibilità dei mutui. La legge
dice che le famiglie non devono pagare niente se spostano il mutuo da una banca
all'altra. Eppure il Garante ha aperto ben 23 procedure contro istituti che
ancora impongono penalità al cliente in fuga. C'è poi un'altra penalità. Se
andiamo in rosso oltre una certa soglia, subito la banca ci infligge la
"commissione di massimo scoperto". Catricalà chiede che questa
stangata ci venga risparmiata. Bazoli (Banca Intesa) promette: "Ci
penseremo". Corrado Faissola, presidente dell'Associazione Banche, cita
Vittorio Emanuele II. "Non saremo insensibili al grido di dolore". Ma
l'ex ministro Bersani (Pd) intima al governo di eliminare lui l'odioso
pedaggio, come già proposto da Prodi. Infine Catricalà accusa quegli
amministratori di banche e assicurazioni che siedono in organi di governo di un
certo istituto e poi del concorrente. Un andazzo grave, diffuso. In questo
scenario, Catricalà rivendica un successo. Quando preleveremo al bancomat, una
scritta ci informerà sui costi. Farmaci, pane, riso. In Italia, i beni
alimentari passano di mano in mano, di intermediario in intermediario, con
ricarichi di prezzo folli. Del
( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Pagina III - Palermo
I cittadini presentano il conto: "Ridateci i soldi" Il rimborso dei
pass costerebbe alle casse di Palazzo delle Aquile 5 milioni Le reazioni Erano
stati venduti 280 mila tagliandi Le associazioni dei consumatori aprono sportelli
Palmigiano: "Una raccomandata a Palazzo delle Aquile per avere i
risarcimenti" ANTONIO FRASCHILLA "Faremo avere ai cittadini
palermitani il rimborso dei 5 milioni di euro che hanno speso per comprare un
pass che adesso non serve più, ma chiederemo al Comune anche il risarcimento
danni per il tempo perso per fare i tagliandi": le associazioni dei
consumatori annunciano battaglia contro Palazzo delle Aquile e nei prossimi
giorni Adiconsum e Federconsumatori convocheranno una conferenza stampa per
spiegare "a tutti i palermitani che hanno speso soldi per il pass, oppure
ricevuto delle multe per violazione delle Ztl, cosa fare per essere
risarciti". E il presidente di Confcommercio, Roberto Helg, annuncia anche
una richiesta di risarcimento danni per "i tanti commercianti che hanno
perso clienti in questi ultimi due mesi di avvio delle Ztl". In ballo ci
sono circa 5 milioni di euro che Td Group e Comune hanno già incassato dalla
vendita di 285.786 permessi per le Ztl "A" e "B".
"Tecnicamente basta una raccomandata per avere il rimborso dei soldi spesi
per comprare il pass - dice Alessandro Palmigiano, l'avvocato che ha curato il
ricorso accolto ieri dal Tar che ha così stoppato le Ztl - La raccomandata deve
essere inviata alla Td Gruop che tecnicamente ha venduto il tagliando, ma
soprattutto al Comune che ha istituito le Ztl". Comune rappresentato dal
sindaco Diego Cammarata e dal direttore generale Gaetano Lo Cicero. Ma le
associazioni dei consumatori si stanno già attivando per
delle richieste collettive: "Una raccomandata costa 5 euro, quasi un terzo
di quanto il cittadino dovrebbe avere indietro dall'acquisto del pass - dice
Benedetto Romano, presidente dell'Adiconsum - Non appena avremo studiato per
bene le motivazioni della sentenza ci attiveremo per fare delle richieste
collettive sia di risarcimento per i soldi spesi per il pass, ma anche
per i danni subiti: c'è gente che si è presa uno o due giorni di ferie per fare
la fila e comprare il tagliando nelle postazioni Td Group e adesso deve avere
indietro il compenso della giornata di lavoro persa". I consumatori
organizzeranno anche i moduli per le richieste di risarcimento dalle multe,
oltre 150, fatte dai vigili urbani da maggio a giugno ai cittadini non in
regola con le Ztl. "I vigili urbani devono subito cancellare tutti i dati
registrati dalle telecamere dall'inizio di giugno", dice Romano.
"Insomma siamo pronti a dare battaglia per riavere quanto questa
amministrazione ha tolto ingiustamente dalle tasche dei cittadini",
aggiunge Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori. Le azioni dei
consumatori però non finiscono qui. A Palermo nascerà un comitato "vittime
delle Zone a traffico limitato e delle strisce blu". "A coordinare il
comitato ci sarà l'avvocato Paolo Di Stefano, al quale abbiamo dato mandato di
valutare la possibilità di avviare azioni legali di risarcimento a tutela dei
consumatori palermitani", annuncia Francesco Tanasi, leader nazionale dei
Consumatori italiani. "Attendiamo - dice Tanasi - di conoscere nel
dettaglio la sentenza, ma nel frattempo chiediamo al sindaco Diego Cammarata di
avviare le procedure per il rimborso delle spese sostenute dai cittadini per i
pass e le multe subite e pagate. Per quanto riguarda le multe non ancora pagate
chiediamo che vengano immediatamente annullate". La Lega consumatori
Sicilia, invece, metterà a disposizione dei cittadini palermitani "gli
sportelli e gli operatori dell'associazione per assisterli nella richiesta di
rimborso dei soldi versati al comune di Palermo per l'ottenimento dei
pass", come assicura il presidente regionale, Angelo Capitummino. Sul
piede di guerra anche l'associazione Movimento in difesa del cittadino:
"La verità è che l'amministrazione comunale si è solo preoccupata di fare
cassa - dice il presidente Giuseppe Messina - Adesso dovrà subire anche il
danno economico derivante da tutti i ricorsi che saranno presentati per avere
indietro i soldi". Legambiente invece si dice "assolutamente
contraria a questo modo di fare cassa: non si può pagare per inquinare
permettendo a tutte le auto catalizzate e non di entrare comunque nelle zone a
traffico limitato". Oltre ai cittadini anche i commercianti sono pronti a
presentare al Comune richieste di risarcimento danni: "Chiederemo il
rimborso dei soldi persi a causa delle vendite crollate anche del 30 per cento
- dicono dalla Confcommercio - Dati che hanno registrato i negozianti dal
maggio scorso, da quando cioè sono scattate le due Ztl". Si annuncia
quindi una vera stangata per Palazzo delle Aquile: oltre ai 5 milioni di euro
spesi dai palermitani per comprare i permessi, potrebbe arrivare anche la
richiesta di risarcimento danni della Td Gruop, la società che ha vinto un
appalto da 16 milioni di euro per la vendita dei pass nei prossimi 5 anni. Nel
contratto è prevista una fideiussione di 3,5 milioni di euro, che in caso di
rescissione del contratto il Comune si impegnava a versare nelle casse della
società toscana. Per non parlare dei 7,80 centesimi a permesso che, secondo
contratto, ha incassato la Td Gruop stessa, altri 2,2 milioni di euro.
( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
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Stai consultando l'edizione
del Qualche amnesia tra politica e monopoli Angelo De Mattia È una relazione,
quella del Presidente Catricalà, essenzialistica, che sconta le difficoltà
dell'affermarsi di comportamenti proconcorrenziali e valorizza le due
procedure, dell'"accettazione degli impegni" e dei "programmi di
clemenza". Manca un respiro più largo, come l'inquadramento delle azioni
antitrust nell'ambito dei fenomeni di internazionalizzazione e di
globalizzazione. Manca una disamina degli impatti macroeconomici dei comportamenti
anticoncorrenziali. Sarebbe necessario un migliore intreccio, nell'analisi, tra
diritto ed economia. Eppure è possibile ricavare una filosofia di fondo sul
mercato, sulla difesa del consumatore, sulla politica delle liberalizzazioni,
necessaria per la crescita, sui monopoli locali. Quanto alle banche, non è
esaltante, forse troppo drastica, l'affermazione di Catricalà secondo la quale
esse sono solo all'inizio di un auspicato processo di trasformazione della
cultura imprenditoriale. Ma nell'elencazione delle innovazioni, il Presidente
non riserva neppure un rigo all'intesa Abi-Tesoro sui mutui. È strano:
indifferenza, presa di distanza, soddisfazione (nascosta) perché è stata
accolta la tesi dell'Autorità che vuole che l'intesa sia offerta ai clienti
delle banche come una delle possibilità insieme, per esempio, con la
portabilità? Resta, comunque, una non casuale omissione che, forse
involontariamente, riduce il presunto rilievo dell'intesa. E a proposito della
portabilità, la relazione stigmatizza il comportamento di alcune banche che
eludono la legge la quale impone l'assenza di oneri per il trasferimento di
mutui. E' un argomento che esige la continuazione di uno strettissimo
monitoraggio. Ma, se è riconosciuta la necessità di complementarità tra attività
di tutela del contraente debole e norme di concorrenza, appare strana la tesi
secondo cui - affermato il carattere iniquo della commissione di massimo
scoperto che va dunque abolita - i tempi e le modalità della soppressione
devono essere lasciati alla concorrenza tra le banche e alla libertà di
mercato. Però, è realisticamente immaginabile che, dopo che è stata frustrata
l'opzione legislativa non certo mentre le banche dormivano, si sprigioni ora ex
abrupto una competizione tra di loro nell'abolizione della commissione? Proprio
in questo caso l'autonomia sarebbe migliore dell'eteronomia? Quanto meno si
dovrebbe aggiungere che, se le banche non decidono prontamente questo non
difendibile istituto, come definito dal governatore Draghi, dovrà essere soppresso
con gli strumenti imperativi della legge. Diversamente, la declamata difesa del
risparmiatore-contraente debole, diventa soltanto una bella medaglia da
appuntarsi. class="hilite">Quanto alla class="term">class class="term">action, è, invece, nettissima la
preoccupazione di Catricalà per il rinvio della sua introduzione. A questo
punto dovrebbero riflettere coloro che hanno minimizzato il differimento.
Tuttavia il Presidente ritiene utile che il semestre che ci separa dall'entrata
in vigore sia impiegato per migliorare le soluzioni tecniche e per un
allargamento al settore pubblico. Ma, c'è da chiedersi, si tratterà del primo e
unico differimento? La relazione tocca, infine, il delicato tema dei legami tra
concorrenti, degli intrecci di presenze di persone nei board dei competitori
nonché dei conflitti di ruolo degli amministratori. È una materia sulla quale
vi è una prevalenza di competenza della Banca d'Italia alla quale sarebbe
opportuno lasciare la sintesi. Se a questo stato di cose non si registrano
reazioni endogene, allora ci potrà essere bisogno di un intervento per una
soluzione normativa che incida sui gruppi, sulle piramidi societarie, sulle
catene di comando, sui conflitti di interesse. Fin qui, però, il Presidente non
si spinge. L'opinione.
( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
ANTITRUST La
relazione annuale mette sotto accusa banche e assicurazioni In Italia troppi
cartelli Roberto Tesi Antonio Catricalà non ha dubbi: "I cartelli non sono
peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la
libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati
fatti criminosi, puniti con la prigione". Il presidente dell'Autorità
garante della concorrenza e del mercato (che tutti più brevemente chiamano
Antitrust) sembra aver fatto della "lotta ai cartelli segreti" la
principale missione del suo istituto. Ma, "intese segrete" a parte,
di ostacoli alla libertà economica in Italia non ne mancano. E nella
"Relazione annuale" presentata ieri ce n'è per tutti a cominciare
dalle banche fino alle assicurazioni. Ma non è finita: Catricalà punta anche a
nuove liberalizzzazioni "per aumentare la produttività e far ripartire la
crescita". Sarebbe "un errore fermarle". E i settori di
intervento sono tantissimi: dalle infrastrutture ai carburanti, dalle ferrovie
alle comunicazioni fino ai servizi pubblici locali. Le cifre fornite da
Catricalà indicano che le sanzioni complessive applicate dall'Antitrust nel
2008 ammontano a 86 milioni di euro, dei quali 62 milioni sanzionati per
"1e intese restrittive" e "24 milioni di euro in ammende per
abuso di posizione dominante". L'attività di controllo è stata
intensificata e il numero di provvedimenti decisi ha registrato un aumento del
39%. Per quanto riguarda la lotta ai "cartelli segreti" il presidente
dell'Antitrust ha citato l'istruttoria aperta per presunte intese sul prezzo del
pane. Ma anche l'indagine sulle industrie cosmetiche, "un mercato con
tutti i fondamentali per sviluppare competizione" e che invece sente il
bisogno di intese collusive. In Italia c'è molto che non va, sostiene
Catricalà. Per esempio è quantomeno bizzarro che da una indagine sulla
governance delle imprese sia risultata "una amplissima diffusione dei
legami tra concorrenti, pur in assenza di situazioni di controllo". Con
riferimento alle società quotate, emerge che il "45% di esse annovera tra
i propri soci imprese concorrenti" e "l'80% conta all'interno dei
propri organi di amministrazione persone presenti contemporaneamente nei board
competitori". Dov'è la concorrenza? C'è addirittura un caso di impresa
"con ben 13 persone che siedono anche in organi di governance di altre
società del settore". E nel settore delle banche e delle assicurazioni,
invece di farsi una sana concorrenza per conquistare nuovi clienti, prevale
l'abitudine delle fusioni e degli acquisti di concorrenti. A proposito di
banche, l'Antitrust lancia una pesante accusa alla "commissione di massimo
scoperto" definita "una prassi iniqua e penalizzante per i
risparmiatori e per le imprese". Per Catricalà deve essere abolita".
Altro "frontale" alle banche è quello sulla "portabilità dei
mutui": l'Antitrust ha aperto 23 istruttorie per accertare eventuali
ostacoli all'applicazione della legge. Il fatto è che, nonostante le
indicazioni della legge e l'intervento della Banca d'Italia, "molte banche
si sono ostinatamente attardate in una prassi" elusiva della legge che
"impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori".
Per quanto riguarda le assicurazioni, l'Antitrust preme per "scindere il
legame ferreo tra società, prodotti e canale distributivo" introducendo "un
sistema di brokeraggio analogo a quello anglosassone". Insomma, "i
broker sceglierebbero per i clienti le miglori offerte. Le commissioni
sarebbero ben evidenziate, non avendo interessi occulti da proteggere".
Catricalà è rimasto molto deluso del rinvio della "class="hilite">class="term">class class="term">action". Spera, però, che i 6
mesi di tempo in più possano essere utili "a individuare le soluzioni
tecniche che meglio rispondono agli obiettivi di celerità dei processi e di
allargamento dell'intervento al settore pubblico". Infine, anche i libri
scolastici sono finiti nel mirino dell'Antitrust che terrà "sotto
monitoraggio direttamente presso le librerie" per verificare che il tetto
imposto dalle legge non venga superato.
( da "Corriere della Sera" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-25 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Antitrust L'accusa agli istituti: frenano la portabilità dei mutui,
abolire il massimo scoperto "Concorrenza, i cartelli corrompono il
mercato" Catricalà: intrecci patologici banche-assicurazioni L'Authority:
"Pane e pasta, odioso patto sui prezzi. class="hilite">Class
class="term">action sugli uffici
pubblici". Scajola: ne terremo conto ROMA - "I cartelli non sono
peccati veniali", sono "gravi misfatti ", fatti criminosi che
"corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato
": il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà rilancia la lotta alle
intese segrete tra imprese, società, banche o assicurazioni, chiedendo il
rafforzamento delle sanzioni e il miglioramento della "discliplina dei
programmi di clemenza ". Che sarebbero l'attenuazione della responsabilità
civile per la parte che collabora con l'autorità. Catricalà se la piglia in
particolare con gli "odiosi cartelli" che riguardano beni essenziali
come il pane o la pasta. E in generale i prodotti alimentari per i quali il
ricarico medio sul prezzo finale, dal produttore al consumatore, è pari al 200%
con punte del 300%. E prende di mira le intese che "denunciano
l'incapacità di rispettare regole elementari di mercato" come per esempio
quella ipotizzata per le principali industrie cosmetiche. Ma l'Autorità
mantiene sempre i riflettori accesi sulla pubblicità ingannevole, sugli ex
monopolisti a cui si aggiungono i nuovi monopoli locali, protetti da
"irragionevoli privilegi". Sono tuttavia le banche il bersaglio principale
della relazione annuale del presidente dell'Antitrust svolta nella sala della
Lupa di Montecitorio alla presenza, fra gli altri, del presidente della Camera,
Gianfranco Fini, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di ministri,
banchieri nonché del presidente della Consob, Lamberto Cardia, del governatore
della Banca d'Italia, Mario Draghi, e del presidente dell'Abi, Corrado
Faissola. Catricalà che pure riconosce all'Abi di aver risposto positivamente
alle richieste dell'Autorità, attacca la categoria sulla commissione di massimo
scoperto "prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le
imprese" che "deve essere abolita". E rinnova l'affondo contro i
ritardi "elusivi della legge" sulla portabilità dei mutui senza oneri
per i risparmiatori, per i quali sono sotto indagine 23 gruppi creditizi. Senza
la portabilità, afferma, anche l'accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione
delle scadenze è "insufficiente ". Ma non basta: il presidente
dell'Antitrust annuncia per dopo l'estate, al massimo entro Natale, la chiusura
dell'istruttoria sulla governance di banche e assicurazioni da cui potrebbe
derivare la richiesta di nuove regole. "Il 45% di banche e assicurazioni
quotate annovera tra i propri soci imprese concorrenti e l'80% conta all'interno
dei propri consigli di amministrazione persone contemporaneamente presenti
anche nei board dei competitori" dice Catricalà denunciando - ed il
riferimento è rispettivamente a Generali e Mediobanca - "un caso di
impresa con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche in organi di
governance di altre società del settore". In un contesto realmente
concorrenziale, aggiunge, le imprese dovrebbero invece seguire "rigidi
criteri per impedire il determinarsi di conflitti di ruolo per i loro
amministratori". Quello che preoccupa, sostiene Catricalà, è
"l'assenza di apprezzabili reazioni endogene che correggano una così
macroscopica anomalia del sistema di governance". Infine la class="term">class class="term">action. Catricalà ha chiesto
l'allargamento dell'intervento al settore pubblico ed il ministro per lo
sviluppo economico Claudio Scajola ha subito ribattuto: "Ne terremo
conto". Stefania Tamburello.
( da "Stampa, La" del 25-06-2008)
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Rica provengono dai
Centri per l'Impiego della Provincia, dalle Agenzie di lavoro temporaneo, direttamente
dalle Aziende presenti sul territorio e dagli Enti che si occupano di
formazione professionale. Le persone interessate alle posizioni lavorative
offerte attraverso i Centri per l'Impiego potranno dare la propria adesione
alle richieste recandosi direttamente al Centro per l'Impiego competente,
citando il riferimento all'offerta alla quale s'intende partecipare. Per le
offerte proposte dalle Agenzie di lavoro temporaneo occorre mettersi in
contatto direttamente con l'Agenzia. Per chi è interessato alle offerte di
lavoro pervenute direttamente attraverso lo "Sportello Lavoro"
dovranno presentarsi direttamente presso lo sportello muniti possibilmente di
curriculum vitae. Verranno segnalati all'azienda richiedente. Richieste
aziendali Accessibili attraverso i Centri per l'Impiego Centro per l'Impiego di
Imperia Piazza Roma, 2 Tel. 0183/704228 - 704205 - Fax 0183/666289 Qualifica:
APPRENDISTA PANETTIERE Azienda: Panificio Posti: 1 Tipo di contratto:
Apprendistato Requisiti: Età 18-29 anni gradita esperienza nella mansione Sede
di lavoro: Imperia Riferimento: 241.08 New/333 Qualifica: APPRENDISTA
MAGAZZINIERE Azienda: Servizi Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato
Requisiti: Età 18-29 anni. Diploma ragioneria. Buone conoscenze informatiche.
Orario di lavoro 7.00 - 15.00. Mezzo proprio Sede di lavoro: Imperia
Riferimento: 240.08 New/331 Qualifica: CUOCO/A Azienda: Albergo Posti: 1 Tipo
di contratto: Stagionale Requisiti: Esperienza documentabile nella mansione
disponibilità pranzo e cena Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 239.08 New/330
Qualifica: EDUCATORE PROFESSIONALE Azienda: Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo
di contratto: Contratto a progetto Requisiti: Disponibilità solo week-end.
Esperienza documentabile nella mansione. Automuniti Sede di lavoro: Imperia
Riferimento: 238.08 New/329 Qualifica: BADANTE Azienda: Famiglia Privata Posti:
1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: con convivenza età 30 - 50
anni. Esperienza documentabile nella mansione Sede di lavoro: Imperia
Riferimento: 237.08 New/328 Qualifica: APPRENDISTA COMMESSO/A Azienda: Negozio
calzature Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18 - 29 anni
gradita esperienza nella mansione. Bella presenza predisposizione contatto
pubblico Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 236.08 New/327 Qualifica: AUTISTA
PAT ADR Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato 3 mesi
part time 25 ore settimanali Requisiti: Età 25-50 anni disp. orario flessibile
Sede di lavoro: Prov. Imperia Riferimento: 235.08 New/326 Qualifica:
PORTALETTERE Azienda: Poste Italiane Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo
determinato 4 mesi Requisiti: Età 18 - 40 anni, necessario saper condurre
motociclo 125 cc a pieno carico. Pat. B Sede di lavoro: Prov. Imperia
Riferimento: 234.08 New/325 Qualifica: BARISTA Azienda: Bar Posti: 1 Tipo di
contratto: Stagionale Requisiti: Età 18-50 anni. Esperienza nella mansione.
Mezzo proprio Sede di lavoro: San Bartolomeo al Mare Riferimento: 229.08 /319
Qualifica: APPRENDISTA MAGAZZINIERE Azienda: Negozio Posti: 1 Tipo di
contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18-29 anni. Gradita esperienza nella
mansione. Pat.B Sede di lavoro: San Bartolomeo al Mare Riferimento: 228.08 /318
Qualifica: MACELLAIO Azienda: Supermercato Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato
con scopo assunzione Requisiti: Esp. documentabile nella mansione Sede di
lavoro: Imperia Riferimento: 226.08 /316 Qualifica: BARISTA Azienda: Bar Posti:
1 Tipo di contratto: Stagionale Requisiti: Esp. documentabile nella mansione
Sede di lavoro: Diano Marina Riferimento: 225.08 /315 Qualifica: EDUCATORE
PROFESSIONALE Azienda: Cooperativa Posti: 3 Tipo di contratto: Da definire
Requisiti: Età 25-50 anni, esperienza documentabile nella mansione. Lavoro su
turni. Automuniti Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 220.08 /310 Qualifica:
ADDETTO/A ALLE PULIZIE Azienda: Servizi di pulizie Posti: 1 Tipo di contratto:
Tempo determinato con scopo assunzione part time 20 ore settimanali Requisiti:
Età 20- 40 anni. Orario di lavoro 6.30 - 12.00. Automuniti Sede di lavoro:
Imperia Riferimento: 218.08 /306 Qualifica: APPRENDISTA IDRAULICO Azienda:
Azienda artigiana Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età
18-24 anni. Gradita esperienza nella mansione. Pat. B Sede di lavoro: Imperia
Riferimento: 210.08 /295 Qualifica: APPRENDISTASEGRETARIO/A Azienda: Studio
legale Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18- 24 anni.
Diploma scuola media supe. Buone conoscenze informatiche. Mezzo proprio Sede di
lavoro: Sanremo Riferimento: 208.08 /293 Qualifica: ADDETTO/A ALLE PULIZIE
Azienda: Servizi di pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato con
scopo assunzione part time 14 ore settimanali Requisiti: Età 18- 50 anni. Mezzo
proprio Sede di lavoro: San Lorenzo Riferimento: 206.08 /291 Qualifica:
PARRUCCHIERE/A Azienda: Parrucchiere Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determ.
con scopo assunzione Requisiti: Assunzione con agevolazione. Titolo inerente la
qualifica oppure esperienza nella mansione Sede di lavoro: Imperia Riferimento:
204.08 /289 Qualifica: TECNICO MECCANICO Azienda: Azienda artigiana Posti: 1
Tipo di contratto: Tempo determinato con scopo assunzione Requisiti: Età 25/50
anni, lavoro su turni, anche notturni, disponibilità anche nei festivi. Mezzo
proprio Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 203.08 /288 Centro per l'Impiego
di Sanremo Via P. Agosti, 245 Tel. 0184/577099 - Fax 0184/577005 Qualifica:
APPRENDISTA MAGAZZIENIERE Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto:
Apprendistato Requisiti: Uso muletto Pat. B, esperienza Sede di lavoro: Sanremo
Riferimento: 313/08/S New 358 Qualifica: APPRENDISTA BANCONIERE Azienda: Fast
Food Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Orario su turni Sede
di lavoro: Sanremo Riferimento: 311/08/S New 356 Qualifica: ESTETISTA + APPRENDISTA
ESTETISTA Azienda: Centro estetico Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo determ. +
apprendistato Requisiti: Doppio turno. Esperienza Sede di lavoro: Bordighera
Riferimento: 310/08/S New 355 Qualifica: MURATORE QUALIFICATO O APPRENDISTA
MURATORE Azienda: Artigiano Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire o
apprendistato Requisiti: Esperienza. Pat B, mezzo proprio Sede di lavoro:
Sanremo Riferimento: 309/08/S New 353 Qualifica: ADDETTO A DERATTIZZAZIONE E
DISINFESTAZIONE Azienda: Impresa si pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Da
definire Requisiti: Esperienza Pat. B Sede di lavoro: Sanremo Riferimento:
308/08/S New 352 Qualifica: IMPIEGATO/A Azienda: Commercio fiori Posti: 1 Tipo
di contratto: Tempo determinato Requisiti: Esperienza settore floricolo. Diploma,
minimo 30 anni. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Arma di Taggia Riferimento:
307/08/S New 351 Qualifica: BADANTE (VITTO ALLOGGIO) Azienda: Casa Privata
Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato (dal 15 luglio al 31 agosto)
Requisiti: Esperienza referenze Sede di lavoro: Ospedaletti Riferimento:
305/08/S New 349 Qualifica: CAMERIERA AI PIANI Azienda: Albergo Posti: 1 Tipo
di contratto: Tempo determinato Requisiti: Esperienza medesima mansione.
Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 304/08/S New 348
Qualifica: RESPONSABILE DI MAGAZZINO Azienda: Commercio fiori Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Esp. di almeno 5 anni nel settore
floricolo. Età 40-50 anni. Buona conoscenza della lingua inglese. Buone
conoscenze informatiche. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo
Riferimento: 303/08/S New 347 Qualifica: IMPIEGATO/A Azienda: Commercio fiori
Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Esperienza
fatturazione. Buona conoscenza della lingua inglese. Buone conoscenze
informatiche. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 276/08/S
New 436 Qualifica: APPRENDISTA IMPIEGATO/A Azienda: Agenzia viaggi Posti: 1
Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Max 29 anni. Diploma. Presentarsi
con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 301/08/S New 345 Qualifica:
APPRENDISTA COMMESSA/O Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto:
Apprendistato Requisiti: Esperienza. Pat. B mezzo proprio, presentarsi con Cv
Sede di lavoro: N.s Riferimento: 299/08/S New 343 Qualifica: OSS Azienda:
Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determ. (luglio agosto)
Requisiti: Orario su turni Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 298/08/S New
342 Qualifica: OPERAIO GENERICO Azienda: Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo determinato (fino al 30/11/2008) Requisiti: Pat. B Sede di
lavoro: Sanremo - Bordighera Riferimento: 297/08/S New 341 Qualifica: BARISTA
Azienda: Bar / ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti:
Esperienza. Orario di lavoro su turni Sede di lavoro: Sanremo Riferimento:
296/08/S New 340 Qualifica: APPRENDISTA BARISTA Azienda: Bar Posti: 1 Tipo di
contratto: Apprendistato Requisiti: Esperienza. Orario di lavoro su turni Sede
di lavoro: Santo Stefano al Mare Riferimento: 295/08/S New 339 Centro per
l'Impiego di Ventimiglia Via Lamboglia, 13 Tel. e Fax 0184/254822 Qualifica:
BARISTA ESPERTO Azienda: Bar ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo
determinato fino al 31/12/2008 Requisiti: Disponibilità lavoro serale dalle ore
17 alle ore 24,00 circa. Età max 35 anni. Con esperienza nella medesima
posizione. Preferibilmente conoscenza della lingua Francese Sede di lavoro:
Bordighera Riferimento: New 121/08/V Qualifica: CAMERIERE/A DI SALA Azienda:
Bar ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato fino al 31/12/2008
Requisiti: Età max 30 anni. Con esperienza nella medesima posizione.
Preferibilmente conoscenza della lingua Francese Sede di lavoro: Bordighera
Riferimento: New 120/08/V Qualifica: ESTETISTA + APPRENDISTA ESTETISTA Azienda:
Centro estetico Posti: 1 + 1 Tipo di contratto: Tempo determinato fino al
31/10/2008 + apprendistato Requisiti: Estetista: Età 18/30. In possesso del
corso di specializzazione di estetista. In possesso di diploma scuola media inferiore
o superiore. Con esperienza nella medesima posizione. Richiesto cv per
candidatura. Apprendista estetista: Età 18/29 anni In possesso del corso di
specializzazione di estetista. In possesso di diploma scuola media inferiore o
superiore. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Bordighera Riferimento:
New 119/08/V Qualifica: APPRENDISTA MONTATORE DI SERRAMENTI Azienda: Serramenti
Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18 anni /29. Diploma
licenza media. In possesso di patente di guida cat. B. Munito di mezzo di
locomozione Sede di lavoro: Dolceacqua Riferimento: New 118/08/V Qualifica:
APPRENDISTA COMMESSO/A Azienda: Commercio articoli sportivi Posti: 1 Tipo di
contratto: Apprendistato tempo pieno Requisiti: Età 18/29 anni. Diploma scuola
media sup. Mansioni: addetto/a vendita articoli sportivi. Esperienza: grande
distribuzione, commercio al dettaglio. Discrete conoscenze informatiche.
Discreta conoscenza delle Lingue Francese ed Inglese. Richiesto cv per
candidatura Sede di lavoro: Arma di taggia Riferimento: New 117/08/V Qualifica:
COLLABORATORE COMMERCIALE Azienda: Commercio parti ricambio macchinari Posti: 1
Tipo di contratto: Tempo determinato pieno Requisiti: Età 25/30 anni. In
possesso di patente di guida cat. B e mezzo di locomozione. Preferibilmente in
possesso di diploma istruzione superiore. Conoscenza Lingue: Spagnolo
madrelingua, Inglese ottimo, Francese nozioni. Conoscenze informatiche: Word,
excell, outlook. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento:
115/08/V Qualifica: AIUTO CUOCO Azienda: Impresa servizi Posti: 5 Tipo di
contratto: Tempo determinato part time 25/30 ore settimanali Requisiti: Età da
18 anni. Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part time dalle ore 09 alle ore 13 o dalle
14 alle 19 circa . Richiesto il Cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL
N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 114/08/V Qualifica: CUOCO/A
Azienda: Impresa servizi Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo indeterminato pieno
Requisiti: Età 25/55 anni. Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro dalle ore 07 alle ore 15.
Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese
Bordighera/Bussana Riferimento: 113/08/V Qualifica: ADDETTO/A MENSA Azienda:
Impresa servizi Posti: 5 Tipo di contratto: Tempo determinato part time 25/30
ore settimanali Requisiti: età min 18 anni. Preferibilmente esperienza nella
ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part
time dalle ore 11 alle ore 15 o dalle 17 alle 20 circa. Richiesto cv per
candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana
Riferimento: 112/08/V Qualifica: OPERAIO/A ADD. PULIZIE Azienda: Impresa di
pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato part time Requisiti:
Preferibilmente in possesso di patente di guida cat. B mezzo proprio Sede di
lavoro: Ventimiglia, Camporosso , Bordighera Riferimento: 111/08/V Qualifica:
MURATORE Azienda: Impresa edile Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato
Requisiti: Con documentata esperienza nella medesima posizione. Preferibilmente
iscritti da oltre 24 mesi L.407/90 o iscritti nelle liste di Mobilità.
Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Provincia di Impera Riferimento: 110/08/V
Qualifica: COLLABORATRICE DOMESTICA Azienda: Famiglia privata Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo indeterminato Requisiti: con esperienza nella medesima
posizione, disponibilità part time 18/24 ore settimanali per 6 giorni.
Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: 109/08/V
Qualifica: AIUTO PIZZAIOLO Azienda: Ristorante pizzeria Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo determinato pieno Requisiti: Con esperienza di almeno 1 anno
nella qualifica. Ottima conoscenza della Lingua Italiana Sede di lavoro:
Ventimiglia Riferimento: 108/08/V Qualifica: IMPIEGATO/A D'ORDINE Azienda:
Studio architettura Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno
Requisiti: Età 23/43. Patente di guida cat. B Mezzo di locomozione. Discreta
conoscenza della lingua francese. Buone conoscenze informatiche.
Preferibilmente iscritti da oltre 24 mesi e iscritti nelle liste di mobilità.
Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Frazione Trucco
Riferimento: 107/08/V Qualifica: ADDETTO/A PUNTO VENDITA Azienda: Commercio
articoli Posti: 1 Tipo di contratto: N.s Requisiti: Con esperienza nella
medesima posizione. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro:
Vallecrosia/Arma di Taggia Riferimento: 106/08/V Qualifica: DOMESTICO FAMILIARE
Azienda: Famiglia privata Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno
con convivenza Requisiti: Età 25/40 anni. Con esperienza nella medesima
posizione. Conoscenza della Lingua Italiana buona. Offresi vitto e alloggio.
Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 105/08/V
Qualifica: CAMERIERE DI SALA Azienda: Studio architettura Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo determinato part time verticale Requisiti: Età da 18 anni. Con
esperienza nella medesima posizione. Disponibilità lavorare solo il Sabato e
Domenica, orario serale, part time 8 ore settimanali. Gradita iscrizione da
oltre 24 mesi o iscritti nelle Liste di Mobilità. Richiesto cv per candidatura
Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 104/08/V Qualifica: LAVAPIATTI
Azienda: Ristorante pizzeria Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato
part time verticale Requisiti: Età da 18 anni. Con esperienza nella medesima
posizione. Disponibilità lavorare solo il sabato e domenica, orario serale,
part time 8 ore settimanali. Gradita iscrizione da oltre 24 mesi o iscritti
nelle Liste di Mobilità. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro:
Ventimiglia Riferimento: 103/08/V Qualifica: MANOVALE Azienda: Impresa edile
Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato 2 mesi + poss. rinnovo Requisiti:
Età da 18 anni. Esperienza minima nel settore edile. In possesso di patente di
guida cat. B e mezzo di locomozione. Preferibile iscritti nelle liste di
mobilità Sede di lavoro: Entroterra di Ventimiglia Riferimento: 102/08/V
Qualifica: CONTABILE Azienda: Studio architettura Posti: 1 Tipo di contratto:
N.s tempo pieno Requisiti: Con almeno 10 anni di esperienza nella medesima
mansione. Discreta conoscenza lingua inglese. Richiesto Cv per candidatura Sede
di lavoro: Bordighera Riferimento: 100/08/V Qualifica: FRIGORISTA INSTALLATORE
Azienda: Azienda attrezzature Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato
pieno Requisiti: Età max 50 anni, specializzazione frigorista/ elettricista,
con almeno 3 anni di esperienza nella qualifica. Pat B mezzo di locomozione.
Conoscenza lingua francese discreta. Inviare cv per candidatura Sede di lavoro:
Vallecrosia Riferimento: 98/08/V Qualifica: CUOCO/A Azienda: Ristorante Posti:
1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato doppio servizio Requisiti: Età minima
25 anni. Con esperienza di almeno 5 anni nella medesima posizione. Munito di
mezzo di locomozione. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Dolceacqua
Riferimento: 96/08/V EURES E' possibile richiedere l'elenco completo delle
offerte Eures direttamente agli operatori dello "Sportello lavoro
Cisl". Per informazioni, consigli ed orientamento i candidati alle
assunzioni internazionali possono rivolgersi agli Euroconsiglieri: Lorenzi
Alessandra Euroconsigliere presso il Centro per l'Impiego di Ventimiglia (Tel.
0184 254822), Giorgio Faconti referente Eures presso il Centro per l'Impiego di
Sanremo (Tel. 0184 577099), Vincenza Zaccardo Euroconsigliere presso il Centro
per l'Impiego di Imperia (Tel. 0183 704471). Per informazioni sulla Sicurezza
Sociale e Fiscalità Italia - Francia è possibile contattare l'Euroconsigliere
CISL Salvatore Maio, Tel. 0184.231512. SPORTELLO LAVORO CISL Via Des Geneys 8 -
Imperia Tel. 0183-720100 - Fax. 0183/275216 sportello-lavoro@libero.it Le
aziende interessate a segnalare richiesta di personale tramite questa rubrica
possono far contattare gli operatori dello Sportello Lavoro Cisl entro le ore
12 del lunedì. Qualifica: BADANTE CON CONVIVENZA Azienda: Famiglia privata Tipo
di contratto: Tempo Indeterminato Requisiti: Si ricerca persona seria ed affidabile,
con referenze, per persona non autosufficiente, con mansione di cura della
persona, cura della casa Sede di lavoro: Chiusanico Riferimento: SLI 194
Qualifica: AGENTE DI VENDITA Azienda: Commercio Tipo di contratto: Tempo
indeterminato Requisiti: Si ricerca ragazzo/a dai 25 anni in sù, iscritto
all'ENASARCO, per svolgere la mansione di venditore di prodotti all'ingrosso,
preferibilmente con esperienza Sede di lavoro: Imperia e provincia Riferimento:
SLI 193 Qualifica: BAGNINO Azienda: Residence Tipo di contratto: Tempo
determinato (stagione estiva) Requisiti: Si ricerca ragazzo maggiorenne, con
brevetto per svolgere la mansione da bagnino, per un part time di 5 - 6 ore
giornaliere Sede di lavoro: Diano Marina Riferimento: SLI 192 Qualifica:
BADANTE Azienda: Famiglia privata Tipo di contratto: Tempo Indeterminato
graduale (iniziale part time, possibile convivenza) Requisiti: Si ricerca
persona seria ed affidabile per persona autosufficiente, con mansione di cura
della persona, cura della casa, gradita esperienza infermieristica. Sede di
lavoro: Imperia Riferimento: SLI 191 Qualifica: CASSIERA Azienda: Stabilimento
balneare Tipo di contratto: Tempo determinato - full time (dalle ore 9.00 sino
alla chiusura con pausa pranzo) Requisiti: Si ricerca persona seria ed
affidabile con conoscenza della lingua inglese e francese. Età in apprendistato
Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: SLI 187 Agenzie di lavoro temporaneo Gi
Group Via XXV Aprile, 39 - 18100 - Imperia Tel. 0183/309993 - Fax 0183/309992
Qualifica: STAGE AREA RISORSE UMANE Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi +
possibilità di proroga + ticket pranzo giornalieri Requisiti: laurea indirizzo
umanistico o giuridico economico, predisposizione al lavoro in team.
Motivazione ad operare nel settore delle Risorse Umane, capacità relazionali,
dinamismo, flessibilità e orientamento al cliente. Conoscenza del pacchetto
Office. Automunita Sede di lavoro: Imperia Qualifica: BAGNINO Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo determinato Requisiti: brevetto da assistente bagnante, disponibilità
part time 2 giorni a settimana. Motomunito Sede di lavoro: Arma di Taggia
Qualifica: BARMAN Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe
Requisiti: necessaria esperienza nella preparazione dei cocktail, disponibilità
nel turno serale e/o notturno. Possibilità di vitto ed alloggio Sede di lavoro:
Alassio Qualifica: INGEGNERE ELETTROMECCANICO Posti: 1 Tipo di contratto:
inserimento diretto Requisiti: con esperienza su macchine di produzione e nella
manutenzione impianti Sede di lavoro: Pornassio Qualifica: ADDETTO VENDITE
Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + possibilità di inserimento
Requisiti: richiesta esperienza nel settore della grande distribuzione,
disponibilità full time e a lavorare nei festivi con riposi compensativi.
Disponibilità immediata Sede di lavoro: Imperia Qualifica: CONSULENTI
PREVIDENZIALI Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe
Requisiti: esperienza maturata nel settore, in possesso di diploma o laurea,
buona dialettica. Orario full time/flessibilità Sede di lavoro:
Imperia-Albenga-Savona Qualifica: COMMESSO/MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di
contratto: Tempo determinato + inserimento diretto Requisiti: è gradita minima
esperienza in esercizi commerciali, buona predisposizione al contatto con il
pubblico, disponibilità full-time Sede di lavoro: Alassio Qualifica: IMPIEGATO
AMMINISTRATIVO Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + possibilità di
inserimento Requisiti: diploma da ragioniere, laurea in Ingegneria Gestionale.
Esperienza nella revisione dei conti e l'ottimizzazione del processo produttivo
aziendale. Possibilità di crescita professionale. Automunito Sede di lavoro:
Arma di Taggia Qualifica: SEGRETARIA Posti: 1 Tipo di contratto: inserimento
diretto Requisiti: diploma liceo classico - neo diplomata, prima esperienza di
lavoro, conoscenza pacchetto Office. Residente a Sanremo. Disponibilità
immediata full time Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1
Tipo di contratto: iniziale tempo determinato + possibilità di proroghe
Requisiti: esperienza nella spunta e nel carico/scarico merci. Buon utilizzo
del muletto, disponibilità part time Sede di lavoro: Arma di Taggia Obiettivo
Lavoro Via Aurelia Levante, 2 18011 - Arma di Taggia (IM) Tel. 0184 41039 - Fax
0184 476323 ivanaruscigni@obiettivolavoro.it Qualifica: INFERMIERI/E
PROFESSIONALI Tipo di contratto: Tempo determinato di 6/12 mesi Posti: 2
Requisiti: Possesso di specifico diploma di infermiere professionale,
predisposizione al contatto con pazienti anziani, flessibilità e disponibilità.
Orario di lavoro strutturato su turni. Disponibilità immediata Sede di lavoro:
San Remo, Imperia Qualifica: MURATORE FINITO Tipo di contratto: 3 mesi Posti: 1
Requisiti: Precedente esperienza nella mansione. Serietà e affidabilità. Ccnl
Edilizia 3° livello Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: OSS Tipo di contratto: 1
mese + proroghe Posti: 3 Requisiti: Precedente esperienza maturata nella
mansione,serietà ed affidabilità. Contratto Cooperative sociali. Orario di
lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pontedassio Qualifica: OSA Tipo di
contratto: 2 mesi + proroghe Posti: 1 Requisiti: Precedente esperienza maturata
nella mansione, serietà ed affidabilità. Contratto Enti Locali. Orario di
lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pieve di Teco Qualifica:
FISIOTERAPISTA Tipo di contratto: 2 mesi + proroghe Posti: N.s Requisiti:
Precedente esperienza maturata nella mansione,serietà ed affidabilità.
Contratto Enti Locali. Orario di lavoro strutturato su turni Sede di lavoro:
Pontedassio Qualifica: EDUCATORE Tipo di contratto: 2 mesi + proroghe Posti:
N.s Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione,serietà ed
affidabilità. Contratto Cooperative sociali. Orario di lavoro strutturato su
turni Sede di lavoro: Pontedassio Qualifica: ESCAVATORISTA Posti: 1 Tipo di
contratto: 3 mesi + possibilità di proroghe Requisiti: Precedente esperienza
maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL edilizia, livello
commisurato alle reali capacità Sede di lavoro: Imperia Qualifica: SALDATORE Posti:
1 Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroghe Requisiti: Precedente
esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL edilizia,
livello commisurato alle reali capacità Sede di lavoro: Imperia Qualifica:
COMMESSO GELATERIA Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mesi + possibilità di
assunzione diretta Requisiti: Per gelateria in Diano Marina Orario di lavoro
part time dalle 20,00 alle 24,00 7 giorni alla settimana. CCnl Turismo Pubblici
esercizi VII livello Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: BARISTA Posti: 1
Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroga Requisiti: Precedente
esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. Disponibilità
immediata Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: CAMERIERE DI SALA Posti: 2
Tipo di contratto: stagione estiva Requisiti: Precedente esperienza maturata
nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL turismo VI livello Sede di lavoro:
Imperia Qualifica: ADDETTA RECEPTIONIST Posti:1 Tipo di contratto: 3 mesi +
proroga Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà e
disponibilità immediata, buona conoscenza della lingua inglese e tedesco.
Orario di lavoro Part time dalle 8.00 alle 12.00 CCNL Turismo IV livello Sede
di lavoro: Diano Marina Qualifica: AIUTO CUOCO Posti: 1 Tipo di contratto:
stagione estiva Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione,
serietà, affidabilità. CCNL turismo VI livello Sede di lavoro: Imperia
Qualifica: PRESSO PIEGATORE ACCIAIO Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese +
proroga Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà,
affidabilità. CCNL: metalmeccanica Sede di lavoro: Arma di Taggia Adecco Via
della Repubblica, 38 - 18100 - Imperia Tel. 0183 273536 - Fax 0183 767657
Qualifica: INFERMIERE PROFESSIONALE Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo
Determinato Requisiti: Titolo di studio ed iscrizione all'albo, esperienza
nella mansione, flessibilità oraria Sede di lavoro: Provincia di Imperia e
Imperia Qualifica: CAMERIERI PER EXTRA Posti: 1 Tipo di contratto: Contratto di
somministrazione Requisiti: Esperienza nella mansione, flessibilità oraria e
disponibilità al lavoro serale e festivo, attitudine al contatto con il
pubblico, persona dinamica e volenterosa Sede di lavoro: Imperia/Sanremo
Qualifica: GEOMETRA Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo Determinato Requisiti:
Per prove tecniche in cantiere, anche neodiplomato e senza esperienza,
predisposizione all'apprendimento, pat. B Sede di lavoro: Imperia e provincia
Qualifica: STAGISTA ADECCO Posti: 1 Tipo di contratto: Dal 1° luglio, tirocinio
3 mesi prorogabili (buoni pasto) Requisiti: Diploma o laurea in materie
umanistiche, attitudine al contatto con il pubblico, massima serietà, buon
utilizzo del pc e conoscenza del pacchetto Office, disponibilità full time Sede
di lavoro: Filiale di Imperia Qualifica: ASSISTENTE SOCIALE Posti: 3 Tipo di
contratto: Tempo determinato Requisiti: Titolo riconosciuto ed iscrizione
all'albo professionale, gradita una minima esperienza nella mansione, patente
b, disponibile agli spostamenti Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica:
FISIOTERAPISTA Posti: 3 Tipo di contratto: Iniziale tempo determinato con
possibilità di inserimento Requisiti: Titolo di studio riconosciuto, esp. nella
mansione, capacità di relazionarsi con gli altri ed al lavoro in team Sede di
lavoro: Imperia Qualifica: ADDETTO AL CUSTOMER CARE Posti: 1 Tipo di contratto:
Iniziale tempo determinato Requisiti: Ottima conoscenza lingua inglese,
residenza nelle zone limitrofe, buon utilizzo del pc, capacità relazionale e di
ascolto, orientamento al cliente, tolleranza allo stress Sede di lavoro:
Imperia Qualifica: GRAFICO Posti: 1 Tipo di contratto: Possibilità di
inserimento a tempo indeterminato Requisiti: Esperienza nella mansione, ottimo
utilizzo del pc, conoscenza dei programmi base di grafica, predisposizione al
lavoro in team, gradita laurea in scienze della comunicazione o equipollente
Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di contratto:
Tempo determ., per la stagione Requisiti: Esperienza nella mansione, uso muletto,
residenza nelle zone limitrofe, predisposizione al lavoro in team, capacità
organizzativa, ordine e precisione Sede di lavoro: Entroterra di Imperia
Qualifica: ADDETTI AL CONFEZIONAMENTO Posti: 2 Tipo di contratto: Iniziale
tempo determinato Requisiti: Predisposizione al lavoro di routine, precisione e
manualità, disponibilità full time Sede di lavoro: Entroterra di Imperia
Qualifica: BARISTA Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato, per la
stagione Requisiti: Esperienza nella mansione, doti relazionali, disponibilità
ed orientamento al cliente, flessibilità oraria, ordine e pulizia della persona
Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: BANCONISTA Posti: 1 Tipo di contratto:
Extra Requisiti: Esperienza nella mansione, doti relazionali, cortesia, precisione,
ordine e pulizia della persona, disponibilità a lavorare su turni e nei festivi
Sede di lavoro: Taggia Temporary Via XXV Aprile, 40 - 18100 - Imperia Tel.
0183/960262 - Fax 0183/960263 Qualifica: INFERMIERI PROFESSIONALI Tipo di
contratto: Somministrazione con possibilità di proroghe Posti: 2 Requisiti:
Regolarmente diplomati. Per sostituzioni presso strutture assistenziali o
sanitarie. Per periodi che possono essere anche di buona durata Sede di lavoro:
Albenga Qualifica: MURATORI / CARPENTIERI Tipo di contratto: Tempo determinato
+ proroghe Posti: 2 Requisiti: richiesta buona esperienza, diretti ad operare
soprattutto in cantieri stradali. Assunzione diretta o contratti di buona
durata Sede di lavoro: Imperia, Albenga Qualifica: OPERAIO MULETTISTA Tipo di
contratto: Tempo determinato Posti: 1 Requisiti: Munito di patentino per
l'utilizzo del mezzo e cognizione di gestione del magazzino; necessaria
esperienza nelle mansioni Sede di lavoro: Imperia Qualifica: AUTISTA Tipo di
contratto: Somministrazione con possibilità di proroghe Posti: 1 Requisiti: Con
patente C per distribuzione di prodotti alimentari e non nelle aree
provinciali. Oltre alla capacità di condurre veicoli è richiesta anche una
buona conoscenza geografica della zona Sede di lavoro: Provincia Imperia
Qualifica: FABBRI / SALDATORI Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe
Posti: 2 Requisiti: Buona e provata esperienza del settore per aziende operanti
nella preparazione e assemblaggi di ringhiere, serre, serramenti e similari Sede
di lavoro: Imperia e prov. Qualifica: ELETTRICISTI Tipo di contratto: Tempo
determinato + possibilità di proroghe Posti: 2 Requisiti: esperienza di lavoro
settoriale, sia installatori ce manutentori di impianti civili ed industriali
Sede di lavoro: Prov. Imperia Qualifica: OSS/OSA Tipo di contratto: Tempo
determinato Posti: 2 Requisiti: Per sostituzioni presso strutture assistenziali
o sanitarie Sede di lavoro: Imperia o Albenga Qualifica: PASTICCERE Tipo di
contratto: Stagionale Posti: 1 Requisiti: Esperienza. Possibile inserim.
aziendale Sede di lavoro: Prov. Imperia Qualifica: OPERAI Tipo di contratto:
Tempo determinato Posti: 2 Requisiti: Per attività diverse sia di produzione
industriale che di confezionamento alimentare. E' titolo preferenziale il possesso
di un mezzo autonomo di trasporto (moto e/o macchina) Sede di lavoro: Imperia
ed entroterra Qualifica: SERRAMENTISTI Tipo di contratto: Tempo determinato
Posti: 2 Requisiti: Per costruzione di porte vetrine e serre per piante. Si
richiede esperienza settoriale. Possibile successivo inserimento diretto in
azienda Sede di lavoro: Imperia Qualifica: TORNITORE/FRESATORE Tipo di
contratto: Tempo Determinato Posti: 1 Requisiti: Anche senza particolare
esperienza settoriale, ma con conoscenza di utilizzo delle attrezzature ,
contratto di somministrazione con buone possibilità di successiva assunzione
diretta Sede di lavoro: Albenga Manpower Via G. Berio, 35 - 18100 - Imperia
Tel. 0183/272094 - Fax 0183/763494 imperia.berio@manpower.it Qualifica: OSA -
OSS - INFERMIERE PROFESSIONALE Posti: 2 Tipo di contratto: da definire
Requisiti: Esperienza come Osa / Oss / infermiere professionale per R.p. e R.
s. a. Sede di lavoro: Albenga / Arma Qualifica: IMPIEGATO CONTABILE Posti: 1
Tipo di contratto: da definire Requisiti: Diploma di ragioneria - esperienza
anche breve in contabilità ordinaria - buona conoscenza della lingua francese e
uso Pc Sede di lavoro: Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A COMMERCIALE Posti: 2 Tipo
di contratto: 3 mesi con possibilità di inserimento Requisiti: ottima
conoscenza della lingua francese e inglese - automuniti Sede di lavoro: Albenga
Qualifica: NEO LAUREATO/A SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE Posti: 1 Tipo di
contratto: 1 mese con possibilità di proroga Requisiti: gradita laurea in
scienze della comunicazione o esperienza in comunicazione e marketing - buona
conoscenza e utilizzo dei principali programmi di grafica Sede di lavoro:
Sanremo Qualifica: OPERAIO Posti: 1 Tipo di contratto: da definire Requisiti:
esperienza come operaio generico - buona manualità - gradita conoscenza del
settore elettrico Sede di lavoro: Imperia Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo
di contratto: da definire Requisiti: esperienza nella mansione - buona
disponibilità d'orario - automuniti - è gradito il possesso del patentino da
mulettista Sede di lavoro: Ventimiglia Qualifica: IMPIEGATO Posti: 1 Tipo di
contratto: 3 mesi con possibilità di proroga Requisiti: Diploma di geometra,
buona conoscenza dei principali sistemi informatici, gradita conoscenza di
autocad, capacità di leggere disegno tecnico, automunito. Sede di lavoro:
Entroterra di Albenga Qualifica: FABBRO Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire
Requisiti: Esperienza nella mansione Sede di lavoro: Imperia Qualifica: ADDETTA
ALLE VENDITE Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese con possibilità di proroghe
Requisiti: esperienze pregressa nella mansione - buone doti comunicative -
gradita esperienza in gioiellerie - automuniti Sede di lavoro: Imperia
Qualifica: SERRAMENTISTA Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: esperienza
nella mansione Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: IMPIEGATA/O
Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese più possibili proroghe Requisiti:
Impiegata/o addetta/o alla fatturazione e alla bollettazione per azienda
settore bevande - Esperienza pregressa nella mansione - appartenenza alle
Categorie Protette Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: OPERAI METALMECCANICI
Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese Requisiti: Operai addetti alla linea di
produzione per azienda settore metalmeccanico - diplomati -disponibilità a
lavorare su due turni Sede di lavoro: Imperia/ Pieve di teco Qualifica: ADDETTA
ALLE PULIZE Posti: 1 Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti:
disponibilità part time - gradita esperienza nella mansione - residenza come
luogo lavoro Sede di lavoro: Imperia / Albenga Qualifica: SALDATORE Posti: 1
Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti: saldatore in possesso di
patentino Sede di lavoro: Prov. Di Imperia Qualifica: OPERAIO ADDETTO ALLA
PRODUZIONE Posti: 1 Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti: esperienza
nel settore della movimentazione merci e preparazione pallet- conoscenza Pc di
base per inserimento dati - buona manualità Sede di lavoro: Albenga Qualifica:
COMMESSA ADDETTA ALLA VENDITA Posti: 1 Tipo di contratto: da definire
Requisiti: Commessa addetta alla vendita settore abbigliamento -
predisposizione alla vendita - disponibilità a lavorare anche nei week end Sede
di lavoro: Diano Marina/ Alassio / Ventimiglia Qualifica: PAGHE E CONTRIBUTI
Posti: 2 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Addetto/a
paghe e contributi con esperienza. Studio Professionale. Contratto a tempo
indeterminato Sede di lavoro: Imperia e Ventimiglia Qualifica: VENDITORE Posti:
1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Venditore -
assunzione diretta alle dipendenze dell'azienda - buone capacità relazionali -
predisposizione alla vendita - mezzo aziendale - patente B Sede di lavoro:
Imperia Qualifica: APPRENDISTA TORNITORE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento
diretto in azienda Requisiti: Neodiplomato (indirizzo meccanico) in età di
apprendistato, per svolgere la mansione di Apprendista Tornitore. Buona volontà
e predisposizione all'apprendimento, per la mansione di Operatore di Torni
Automatici Plurimadrini Sede di lavoro: Albenga Qualifica: AGENTE DI COMMERCIO
Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Agente di
Vendita per importante azienda Multinazionale Americana. Predisposizione alla
vendita. Buone doti commerciali. Disponibilità ad aprire P.IVA. Disponibilità a
muoversi sul territorio. Forte sistema incentivante Sede di lavoro: Provincia
di Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A CONTABILE ESPERTO/A Posti: 2 Tipo di
contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a Contabile/amministrativo/a
per Studio Commercialista. Tempo indeterminato. Il candidato ideale ha maturato
pluriennale esperienza nella mansione in studi professionali. Il profilo
ricercato si occuperà di contabilità ordinaria, semplificata, dichiarazione redditi,
partita doppia, IVA, e stesura bilancio Sede di lavoro: Imperia e Ventimiglia
Qualifica: VENDITORE FIORI Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in
azienda Requisiti: Impiegato/a Commerciale settore fiori recisi - esperienza di
vendita nel settore - conoscenza lingue inglese e tedesco - buona
predisposizione commerciale - buona dimestichezza con supporti informatici e
telematici Sede di lavoro: Arma di Taggia Qualifica: CUOCO/AIUTO CUOCO Posti: 1
Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Aiuto cuoco per
Prestigioso Ristorante - Competenze nella preparazione nella preparazione di
primi e secondi di carne e pesce - titolo preferenziale competenze nella
preparazione di dolci e pasticceria Sede di lavoro: Ventimiglia Qualifica: IMPIEGATO/A
CONTABILE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti:
Impiegato/a contabile con minima esperienza preferibilmente in studi
professionale - addetta alla liquidazione IVA, stampe delle dichiarazioni,
invii telematici, aggiornamento libri sociali, prima nota e contabilità Sede di
lavoro: Ventimiglia e Imperia Qualifica: TECNICO COMMERCIALE Posti: 1 Tipo di
contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Tecnico Commerciale per
Azienda leader nelle agro-forniture e nell'agro-chimica. Laurea o diploma in
agraria, buona conoscenza delle aziende agricole della zona. Buone capacità
relazionali e predisposizione alla vendita. Assunzione diretta alle dipendenze
dell'azienda e sistema incentivante variabile, telefono e auto aziendale Sede
di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: FALEGNAME Posti: 1 Tipo di
contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Esperienza nella mansione.
Contratto a tempo indeterminato. Laboratorio di falegnameria Sede di lavoro:
Ventimiglia Qualifica: AGENTE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto
in azienda Requisiti: Agenti per attività di gestione pacchetto clienti attivo
e acquisizione nuovi clienti (business), per Azienda Leader nella fornitura di
informazioni per le decisioni di credito, marketing ed acquisti. Gradita
esperienza di vendita di servizi, diploma, età compresa tra i 25 e i 40 anni,
buona conoscenza dei principali supporti informatici. Patente B. Inquadramento
da dipendente con fisso + incentivi, cellulare e auto aziendale, rimborso spese
e ticket restaurant Sede di lavoro: Imperia - Savona - Genova Qualifica:
IMPIEGATO COMMERCIALE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in
azienda Requisiti: Impiegato/a Commerciale per importante azienda import/export
piante. Ottima conoscenza lingua inglese e francese e gradita altra lingua
straniera per contatto clienti esteri. Gradita esperienza nel settore o nella
vendita. Disponibilità a viaggiare all'estero. Buona dimestichezza con i
supporti informatici Sede di lavoro: Albenga Qualifica: IMPIEGATO/A CONTABILE
Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti:
Impiegato/a Contabile con esperienza in contabilità e dichiarazione dei redditi
Sede di lavoro: Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A UFFICIO ESPORTAZIONI Posti: 1
Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a
ufficio esportazioni. Buona conoscenza lingua inglese. Buona conoscenza PC e
soprattutto excel. Flessibilità di orario Sede di lavoro: Imperia CONCORSI -
SELEZIONI BANDO PER LA SELEZIONE DI 34.104 VOLONTARI, DI ETÀ COMPRESA TRA I 18
ED I 28 ANNI, DA IMPIEGARE IN PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE IN ITALIA E
ALL'ESTERO. DATA DI SCADENZA: 7 LUGLIO 2008 - ORE 14.00. IN PROVINCIA DI
IMPERIA I PROGETTI A CUI POTER FARE DOMANDA SONO: Progetto: SILVER AGE 2008
Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane
Sede: Apricale Posti: 1 Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente:
Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane Sede: Imperia Posti: 1
Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative-
Confederazione Cooperative Italiane Sede: Taggia Posti: 5 Progetto: SILVER AGE
2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative
Italiane Sede: Vallecrosia Posti: 4 Progetto: FILO DIRETTO PER LA SOLIDARIETÀ
Area: Assistenza Ente: Comune di Taggia Sede: Taggia Posti: 4 Progetto: SCUOLA?
E PERCHÉ NO Area: Educazione e Promozione culturale Ente: Federazione SCS/CNOS
Salesiani Sede: Vallecrosia Posti: 1 Progetto: IMPERIA 1 Area: Assistenza Ente:
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus Sede: Imperia Posti: 4
Progetto: PROGETTO DI ASSISTENZA SOCIALE ED EMPOWERMWNT ALLE PERSONE CON SM E
PATOLOGIE SIMILARI - 2008 Area: Assistenza Ente: A.I.S.M. - Associazione
Italiana Sclerosi Multipla O.N.L.U.S Sede: Imperia Posti: 4 Progetto: RETE MAC
SERVIZI 2008 PER L'INTEGRAZIONE DEI CIECHI Area: Assistenza Ente: M.A.C. -
Movimento Apostolico Ciechi Sede: Sanremo Posti: 1 Progetto: GIOVANI CON I
GIOVANI Area: Assistenza Ente: Comune di Taggia Sede: Taggia Posti: 4 VOLONTARI
IN FERMA BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'AERONAUTICA Ente: Ministero della
Difesa Posti: 540 Fonte: G.U. n. 72/07 Scadenza: 3° blocco 31/07/08 (in
funzione della data di nascita - vedi bando) Sedi: Italia Titoli: Licenza media,
età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza minima m. 1,61, m. 1,65 se uomini +
altri requisiti vedi bando Note: www.areonautica.difesa.it VOLONTARI IN FERMA
BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'ESERCITO ITALIANO - ANNO 2008 Ente: Ministero
della difesa Posti: 11680 Scadenza: 4° blocco: 06/08/2008 (in funzione all'anno
di nascita-vedi bando) Fonte: G.U. 11/09/2007 n. 72 Sedi: Italia Titoli:
Licenza media, età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza minima m. 1.61 se
donne, m. 1.65 se uomini + altri requisiti Note: www.esercito.difesa.it
VOLONTARI IN FERMA BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'ESERCITO ITALIANO - ANNO
2008 Ente: Ministero della difesa Posti: 11680 Scadenza: 4° blocco: 06/08/2008
(in funzione all'anno di nascita-vedi bando) Fonte: G.U. 11/09/2007 n. 72 Sedi:
Italia Titoli: Licenza media, età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza
minima m. 1.61 se donne, m. 1.65 se uomini + altri requisiti. Note:
www.esercito.difesa.it E' possibile consultare la rassegna completa dei
concorsi presso lo "Sportello Lavoro". Formazione professionale e
orientamento Titolo: CORSI GRATUITI DI LINGUE STRANIERE E INFORMATICA PER
OCCUPATI E DISOCCUPATI ED ITALIANO PER STRANIERI Ente: ADFOR, via Carli 11,
Sanremo, telefono: 0184.575576; AESSEFFE, via Volta 65, Sanremo, telefono:
0184.544134; C.P.F.P. PASTORE, via Delbecchi 32/36, Imperia, telefono:
0183.76231; ENTE DI FORMAZIONE CIRCOLO PARASIO, piazza Pagliari 4, Imperia,
telefono: 0183.667064; SCUOLA EDILE DI IMPERIA via priv. Gazzano 24, Imperia,
telefono: 0183 71 09 47; SCUOLA MEDIA BIANCHERI CAVOUR, via Roma 61,
Ventimiglia, telefono: 0184.351180. Posti: Ad ogni corso non possono essere
iscritti più di 15 allievi. Requisiti: Possono accedere, a titolo individuale,
lavoratori e persone in cerca di occupazione maggiori di 18 anni. Durata:
Nell'area informatica il corso base ha una durata di 30 ore, mentre quello
avanzato ha una durata di 60 ore; nell'area linguistica i corsi hanno una
durata di 60 ore. Ogni utente potrà partecipare ad un massimo di 120 ore di
formazione e, quindi, potrà partecipare massimo a due corsi Sede: Vedere
catalogo corsi Scadenza: Le iscrizioni ai corsi possono essere presentate a
partire dal 01/07/08. Tutte le attività formative dovranno concludersi entro il
31/03/2009 Info: Le iscrizioni possono essere presentate presso l'ente di
formazione scelto compilando apposita domanda. Il catalogo dei corsi è
scaricabile dal sito internet www.provincia.imperia.it - Sezione Formazione
Titolo: INTERVENTI PER L'AUMENTO E LA QUALIFICAZIONE DELL'OCCUPAZIONE FEMMINILE
MEDIANTE INIZIATIVE FORMATIVE A DOMANDA INDIVIDUALE (VOUCHER FORMATIVI)
Destinatari: Gli interventi sono diretti a donne disoccupate, inoccupate e
inattive, immigrate, lavoratrici con contratti atipici, a tempo parziale,
stagionali. I destinatari devono avere residenza, o domicilio, o sede abituale
di lavoro in provincia di Imperia Scadenza: Le domande potranno essere
trasmesse a decorrere dalla data del 15/04/2008 e fino alla data del 15/07/2008
e saranno accolte fino all'esaurimento delle risorse finanziarie disponibili
Note: Il finanziamento pubblico per ogni azione individualizzata di formazione
non può essere superiore al costo dell'azione e comunque limite di e 1.800,00,
comprensivo di I.V.A. dovuta, e viene assegnato all'utente sotto forma buono di
partecipazione, da erogarsi direttamente ai soggetti realizzatori delle azioni
individualizzate Info: http://www.provincia.imperia.it/site/9808/default.aspx
Titolo: FORMAZIONE CONTINUA PER OCCUPATI AD ACCESSOINDIVIDUALE MEDIANTE VOUCHER
FORMATIVO Destinatari: Gli interventi sono diretti a tutti i lavoratori
occupati, con particolare attenzione a quelli anziani, con bassa
qualificazione, con contratti atipici, a tempo parziale, stagionali, in
mobilità, persone che rientrano al lavoro dopo periodi di astensione (per
maternità, malattia, ecc.). Destinatari delle iniziative sono altresì
imprenditori e manager, lavoratori autonomi e operatori del sistema della
formazione. I destinatari devono avere residenza, o domicilio, o sede abituale
di lavoro in provincia di Imperia Scadenza: Le domande potranno essere
trasmesse a decorrere dalla data del 15/04/2008 e fino alla data del 15/07/2008
e saranno accolte fino all'esaurimento delle risorse finanziarie disponibili
Note: Il finanziamento pubblico per ogni azione individualizzata di formazione
non può essere superiore al costo dell'azione e comunque al limite di e
1.800,00, comprensivo di I.V.A. se dovuta, e viene assegnato all'utente sotto
forma di buono di partecipazione, da erogarsi direttamente ai soggetti realizzatori
delle azioni individualizzate Info:
http://www.provincia.imperia.it/site/9808/default.aspx I CONSIGLI DELLO
SPORTELLO LAVORO CISL A BREVE IL DECRETO CHE SBLOCCA LE GRADUATORIE PER
ASSUMERE I BIDELLI, DOMANDE ENTRO 30 GIORNI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE Per gli
aspiranti collaboratori scolastici (ex bidelli), oltre che per gli assistenti
tecnici, cuochi, infermieri, guardarobieri, assistenti amministrativi e tecnici
e addetti alle aziende agrarie torna la speranza di assunzione, anche se solo
come supplenti. Le graduatorie erano praticamente bloccate dal 2000. Chi vi era
aveva la possibilità di trovare lavoro, seppure a tempo determinato. Gli altri
non potevano più accedervi. Ora ci sono possibilità per quelli cui era stata
preclusa la possibilità di inserimento. Tra pochi giorni sarà pubblicato un
decreto ministeriale con tutte le informazioni per presentare la domanda. Il
decreto prevede anche per quelli che erano già in graduatoria la possibilità di
spostarsi da una provincia all'altra. In questo caso si rinuncia però alla
posizione in graduatoria ottenuta nelle province di provenienza. A tutt'oggi
l'organico provinciale prevede l'impiego di 619 bidelli, dalle scuole per l
l'infanzia fino alle superiori. Una parte (circa la metà) di questi posti venivano
coperti con nomine annuali, quindi da supplenti. C'erano poi quelli che
andavano a sostituire in malattia, maternità o vario titolo. Le nuove
graduatorie dei bidelli saranno stilate in base a titolo di studio, punteggio
di altri servizi svolti con precedenze in base al numero dei figli o eventuali
handicap. Ma i nuovi bidelli (collaboratori scolastici) dovranno disporre di un
titolo di studio equivalente almeno al diploma di qualifica degli istituti
professionali. A meno che non fossero in graduatorie precedenti o abbiano
svolto almeno, in passato, un mese di servizio nella scuola. La domanda di
inserimento (all. D previsto dal Decreto) nelle graduatorie così dette di
circolo e di istituto di terza fascia deve essere prodotta entro il termine
perentorio di 30 giorni a decorrere dal primo giorno successivo alla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta emanazione del
decreto. L'avviso di pubblicazione e il decreto saranno tempestivamente affissi
all'Albo degli uffici scolastici regionali, all'albo degli uffici scolastici
provinciali di ciascuna provincia e , contestualmente, all'albo di ciascuna
istituzione scolastica statale per tutto il tempo utile per la presentazione
della domanda. La domanda di inserimento deve essere prodotta per non più di 30
istituzioni scolastiche appartenenti alla medesima provincia individuata
nell'ordine indicato dal decreto. La domanda può essere presentata a mano,
direttamente all'istituzione scolastica prescelta che ne rilascia ricevuta,
oppure spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno. In quest'ultimo caso,
del tempestivo inoltro del modulo di domanda fa fede il timbro a data
dell'Ufficio postale accettante. Le nuove graduatorie sostituiscono
integralmente quelle vigenti nel triennio scolastico 2005/2008, pertanto le
citate graduatorie hanno validità per il triennio scolastico 2008/2011. Per chi
è interessato a prendere visione della bozza del decreto o avere maggiori
informazioni al riguardo può contattare direttamente gli operatori dello Sportello
Lavoro Cisl, oppure la responsabile della categoria Cisl-Scuola, Allaria M.
Gabriella , presso la sede Cisl di Imperia al numero 0183.720100. A cura di:
AGRATI FRANCESCO (Responsabile Sportello Lavoro), BESSEGHINI LORENZA e MASSARO
MANUELA (Collaboratrici Sportello Lavoro).
( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
N. 150 del
2008-06-25 pagina 4 Meglio sotterrare l'ascia di guerra di Massimiliano Lussana
(...) rispetto al voto per il centrodestra in Comune che ha portato Enrico
Musso a un passo dal ballottaggio. Insomma, la notizia politica più bella
dell'anno. Ma proprio perchè quelle vittorie ci avevano entusiasmato, ci fa
male vedere che, spesso, in quei Municipi si litiga per cosucce. Non voglio
entrare neanche nel merito delle ragioni e dei torti. Non ho gli elementi per
farlo e non sono abituato a parlare di ciò che non conosco in profondità. Quindi,
prendo assolutamente per buone tutte le spiegazioni. Perchè non è qui il
problema. Il problema è che, troppo spesso, in politica, anche ai livelli più
bassi - che per me sono i più alti perchè sono i più vicini alle esigenze dei
cittadini e in questo senso il ruolo dei Municipi è insostituibile, altro che
abolirli - i personalismi hanno un ruolo decisivo. E, in un certo senso, lo
capisco. Se qualcuno mi fa un torto, è chiaro che sono portato a pensare che
quello è il problema più grave del mondo. Ma non è detto che la mia visione,
sia la visione del mondo. E il mio sforzo, che nel mio piccolo ho un incarico
di responsabilità, è proprio quello di saper andare oltre i fatti miei, cercando di guardare al bene collettivo. E, perchè no?, anche al
bene del Popolo delle libertà. È una capacità che, ad esempio, ha dimostrato
Sandro Biasotti, inviando le sue dimissioni dalla Regione Liguria, primo fra
tutti i deputati del Pdl contemporaneamente consiglieri regionali, seguendo il
consiglio del Giornale. Ecco, credo che in politica la visione personale
debba lasciar spazio a una visione mirata al bene della collettività e della
propria coalizione, pensando anche ai danni futuri che possono provocare azioni
formalmente legittime per l'oggi. E penso che, nella vita, ma soprattutto in
politica, non ci sia difetto peggiore di quello di ritenersi infallibili e di
non aver bisogno di consigli, soprattutto se disinteressati. Apprezzare chi ti
elogia e guardare con sospetto chi ti critica, non è un segno di grandissima lungimiranza
politica. Quindi, ribadisco l'invito a tutti i consiglieri dei Municipi del
centrodestra a sotterrare l'ascia di guerra, a parlarsi, a capirsi, a
rispettarsi. Poi, non è necessario andare a cena insieme e firmare "il
patto delle trofie al pesto" dopo quello scandrogliano "dei
tonnarelli cacio e pepe", così come non è necessario mostrarsi amiconi
dopo che c'eravamo tanto odiati. Ma rispettarsi, sì. Soprattutto, rispettare la
volontà del popolo della libertà, quello che esiste da prima del predellino e
senza la maiuscola, che vuole che i suoi rappresentanti governino senza
litigare. E possibilmente, governino bene. Al di là delle ragioni e dei torti,
ribadisco, non facciamoci del male. Ricordiamoci com'è finita la sinistra che
pensava di essere invincibile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
N. 150 del
2008-06-25 pagina 4 L'Antitrust striglia banche e assicurazioni "Basta con
i cartelli" di Gian Maria De Francesco da Roma Una reprimenda al sistema
bancario su portabilità dei mutui, commissione di massimo scoperto e potenziali
conflitti interesse. E un convinto plauso al governo Berlusconi per le
"rilevanti" misure pro-liberalizzazioni introdotte con la manovra
triennale. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nella relazione annuale
ha tratteggiato un ritratto in chiaroscuro del mercato italiano nel 2007.
Cartelli. "I nostri ex monopolisti - ha detto Catricalà riferendosi a
gruppi che in passato erano i soli operatori di un settore come Telecom ed Enel
- talvolta cedono a tentazioni di ripristino delle originarie esclusive. Ai
vecchi si aggiungono i nuovi monopoli locali, protetti da irragionevoli
privilegi. I cartelli non sono peccati veniali, sono gravi misfatti contro la
società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche".
E gli esempi presentati non sono incoraggianti: pane, pasta e cosmetici sono
prodotti nel quale le dinamiche di prezzo non si sono sviluppare liberamente.
Massimo scoperto. Il settore bancario non è esente da colpe per la pratica di
alcuni comportamenti non ritenuti in linea dall'Authority, come l'applicazione
della commissione di massimo scoperto già criticata dallo stesso governatore di
Bankitalia, Mario Draghi. Per Catricalà si tratta di una "prassi iniqua e
penalizzante per i risparmiatori e per le imprese" che "deve essere
abolita". Non va meglio sul versante mutui. "Molte banche si sono
ostinatamente attardate in una prassi che riteniamo elusiva della legge che
impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, così da costringerci
ad aprire ben 23 istruttorie". Trasparenza. Nel settore delle banche e
delle assicurazioni vi sono troppi legami tra concorrenti. L'indagine sul
governo societario del comparto avviata dall'Antitrust ha rilevato che il 45%
degli istituti quotati annovera tra i propri soci imprese concorrenti e l'80%
conta all'interno degli organi di amministrazione persone presenti
contemporaneamente nelle strutture dei competitori. "C'è un caso di
impresa con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche in organi di
governo di altre società del settore", ha rimarcato Catricalà riferendosi
a Generali e a Mediobanca. Repliche. Le banche "non saranno insensibili al
grido di dolore" che si è sollevato sul tema delle commissioni di massimo
scoperto. Il presidente dell'Associazione bancaria italiana (Abi), Corrado
Faissola, ha citato Carlo Alberto per evidenziare come le sollecitazioni di
Antitrust e Bankitalia siano tenute in debito conto. Allo stesso modo, il
presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli,
si è limitato a un laconico quanto incisivo "Credo che ci penseremo".
Governo ok. Particolare apprezzamento è stato espresso nei confronti del
governo che nell'ambito della manovra triennale ha adottato "rilevanti
misure di interesse" in tema di servizi pubblici locali, riduzione dei
controlli burocratici e snellimento del processo civile". Un accento è
stato posto sul rinvio al 2009 dell'entrata in vigore dell'class="hilite">istituto
della class="term">class
class="term">action, l'azione collettiva di risarcimento. Catricalà ha espresso il timore
che si possano "disattendere le speranze di migliaia di persone". Il
ministro dello sviluppo Scajola ha osservato che l'esecutivo terrà conto
"delle utili valutazioni e degli stimoli dell'Antitrust che appaiono in
linea con quanto realizzato dal governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano
in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto
alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel
deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 )
" (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati
dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero
che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della
nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da
tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si
comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna
evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori
dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata
appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che
potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti (
12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa
"premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine
dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema
e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani)
ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha
varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le
analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla
carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica,
quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of
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Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo!
Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi
come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole
creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a...
fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare
la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite
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nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e
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( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo,
tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal
parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione
più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso
mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd
lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a
dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo):
Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di
Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso
leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga
svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa
bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il
segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli
dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E
spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 )
" (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro
Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
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dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa
farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile
quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter
vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi
a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di
cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in
calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è
allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo
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Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa
il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare".
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Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio"
con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del
Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita
dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario:
dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura"
per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a
cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del
Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge
Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista".
Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul
Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma,
la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con
il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso
la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare
la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero
il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30
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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta
per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non
c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes,
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Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
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dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa
farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile
quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter
vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi
a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di
cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite
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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici.
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dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
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con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il
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( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione
più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso
mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd
lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a
dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo):
Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di
Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso
leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga
svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa
bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il
segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli
dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E
spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto
un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 )
" (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata
appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che
potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti (
12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del
Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha
iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei
conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra.
"La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una
riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi
e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd
"deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono
alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e
terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of
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Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo!
Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi
come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole
creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a...
fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare
la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite
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amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza
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nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e
il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
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( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche
di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati
dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma,
molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è
azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino
a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò
in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica,
quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of
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Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo!
Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi
come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole
creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a...
fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare
la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in
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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua
Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il
rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier
ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti
sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro
Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta
feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
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( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione
più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso
mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd
lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a
dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo):
Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di
Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso
leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga
svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa
bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il
segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli
dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E
spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo
riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai.
Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo
opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla
Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è
appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di
Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E
gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) "
(23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08
Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12
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La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra
a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma
l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che
tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista"
degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel
Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova
strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti,
delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma
anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da
subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo
D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
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dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa
farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile
quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter
vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a...
fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare
la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in
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avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il
loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra"
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello
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Commenti.
( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni,
creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo,
tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal
parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere
all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che
piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni.
Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si
consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di
scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e
della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non
perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui
guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna
e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in
piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma
anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la
tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua
moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd.
Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di
D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd).
Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più
innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in
Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo
oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi,
ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la
"guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con
il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto
il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma
parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le
parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse
Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il
"premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci,
Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti
migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione
rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a
Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e
l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier
ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative
e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi),
tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed
entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato
lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie
finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono
buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi
che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40
anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il
filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è
cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà
contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono
Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"),
la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico
di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la
strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è
deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al
caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
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dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa
farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile
quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter
vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi
a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di
cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei
giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune
isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier
ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e
le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in
calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è
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avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il
loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra"
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About
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( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno.
Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio"
con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del
Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita
dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario:
dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura"
per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a
cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del
Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge
Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista".
Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul
Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma,
la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della
solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice
"il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al
Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da
un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani,
dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a
pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma
anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la
clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure
Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della
poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema,
capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare
Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori
i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è
l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
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post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no
dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già,
brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel
secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei
Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle
accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita
da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo
di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza
si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da
parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire:
"Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono
solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della
nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina
vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di
Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo
cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla.
Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato
Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza
solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non
è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo.
Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa
su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori
il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa",
alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del
Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un
avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale
anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una
Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May
08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds)
nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente
Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare
avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica,
quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato
solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i
leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal
parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di
San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a
lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi,
perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano",
politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare
proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande
partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di
lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua
Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie
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E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non
vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire...
valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito
Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba:
L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica
italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla
fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati
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ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
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sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli
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( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve,
sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché
le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano
con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola
comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della
sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non
perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui
guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno
in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma
anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la
tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua
moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd.
Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di
D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd).
Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori
noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa:
"Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il
Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare
anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo
agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e
la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla
guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto
partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra,
impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine
dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter
eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo.
"Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come
obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto
il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex
ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (24 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con
il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero
che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della
nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da
tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si
comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna
evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori
dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non
minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare
subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di
tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata
appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (47
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che
potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti (
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14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes,
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diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa
"premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine
dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema
e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani)
ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha
varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le
analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla
carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente
Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo
è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con
D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire:
non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al
D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere"
alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è
più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla
direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce
il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione.
A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in
nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi
no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica,
quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di
costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri
in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o
dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo
leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of
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del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da
Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it
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non Walter; credo qualsiasi politico,ora del centro sinistra o pd avrebbe avuto
comunque... Fabrizio: Sono molto dispiaciuto per la probabile caduta di
Veltroni dalla poltrona di segretario del PD se non altro... Michele: Pur non
essendo del Pd dico solo a Walter Veltroni che deve tirare fuori gli artigli
con i suoi alleati e... moritz: "Il valore di un uomo è proporzionale alla
grandezza del suo avversario".Silvio riconoscere... valentino: Caro
Uolter, cosa dura cambiar la testa ai "compagni".& #8230;!!!!!!
Se poi aggiungi... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il
"premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Caldo: allarme
rosso fino a sabato In città è caro-acquaAccusato di 13 omicidi uscirà tra un
mese: decorrenza dei terminiAutotrasporto: trovata l'intesa, niente
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( da "Unita, L'" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
Stai consultando
l'edizione del Crollano consumi e fiducia Nessuno spende più Il calo maggiore
interessa i generi non alimentari Sono soprattutto i piccoli esercizi a pagare
la crisi di Laura Matteucci/ Milano CONSUMI IN APNEA Crollo generalizzato, ma
più marcato per i generi non alimentari, scarpe e abbigliamento: ad aprile,
certifica l'Istat, quando l'inflazione era al 3,3% (3,6% a maggio) le vendite
al dettaglio hanno registrato una flessione annua del 2,3%, la peggiore dal
2005 quando il calo fu del 3,9%. La variazione mensile, invece, è stata nulla. In
picchiata soprattutto le vendite dei beni non alimentari con un -3,4%, mentre
per i prodotti alimentari il calo è dello 0,8%. Si rinuncia insomma a vestiti,
pellicce, scarpe e anche giocattoli e articoli sportivi. Le flessioni più
marcate, infatti, sono quelle dei comparti calzature, articoli in cuoio e da
viaggio (-6,4%),abbigliamento e pellicceria (-5%),giochi, giocattoli, sport e
campeggio (-4,9%), generi casalinghi (-4,2%), cartoleria, libri, giornali e
riviste (-3,4%) così come utensileria per la casa e ferramenta (-3,4%),
foto-ottica e pellicole (-2,9%), gioielleria e orologeria (-2,8%) e cosmetica
(-2,7%). In realtà, non c'è un solo tipo di bene che non abbia registrato una
diminuzione delle vendite. A farne le spese sono soprattutto i piccoli negozi,
con un calo del 4,1%, mentre tutte le forme della grande distribuzione
registrano aumenti (ad eccezione degli hard discount, che hanno segnato una
variazione nulla). Nel dettaglio: gli ipermercati segnano un +0,1% (+0,8%
alimentari, -0,4% non alimentari), i supermercati un +0,3%, i grandi magazzini
un +0,2% e gli altri specializzati un +1%. L'arretramento è generale, ma le
punte geografiche sono sud, isole e centro (rispettivamente -4 e -3,4%). Meno
0,9% nel nord-ovest, meno 1,3% nel nord-est. Le vendite al dettaglio vanno male
ormai da parecchio tempo, pur con un andamento altalenante. E per i prossimi
mesi non si prevede alcun miglioramento: l'istituto Isae ha rilevato a giugno
un nuovo calo della fiducia dei consumatori, molto preoccupati per la situazione
economica del Paese e anche per quella loro personale. Di conseguenza, la
maggior parte degli intervistati ritiene che non sia il caso di acquistare beni
durevoli, e non riesce ad effettuare risparmi. Del resto, le ultime notizie che
danno le bollette della luce in aumento dell'8% a partire da luglio (la
decisione è attesa per domani) non fanno che aumentare il carico delle
famiglie. Mentre l'inflazione programmata dal governo all'1,7% è un ostacolo
pesante sulla strada dei rinnovi contrattuali e delle rivalutazioni
pensionistiche. Le associazioni di categoria lanciano l'allarme. "La
nostra urgenza è quella di rimettere in moto l'economia, renderla più
competitiva a livello internazionale, rilanciare i consumi, valorizzare il
nostro turismo e i prodotti italiani", dice Marco Venturi, presidente
della Confesercenti, che ieri ha tenuto la propria assemblea annuale.
Confcommercio ricorda che "il dato sulle vendite al dettaglio di aprile
non può essere attribuito" a fattori stagionali. Un "segnale
preoccupante" anche per Emma Marcegagalia, presidente di Confindustria,
nonostante i "dati abbastanza positivi sulle esportazioni e sul fatturato
industriale". "C'è un problema di domanda interna molto forte, che
frena la crescita". Nessuna sorpresa da parte delle associazioni dei
consumatori. "Quello che rende la situazione drammatica è che ciò riguarda
non solo il calo della vendita di autovetture o il calo del consumo turistico,
bensì quello dei beni di prima necessità, come gli alimentari", commenta Federconsumatori.
Per ripartire, continua, "occorre diminuire i prezzi di almeno il 15%,
oltre a ridurre il carico fiscale di almeno 1.200 euro l'anno per le famiglie a
reddito fisso, lavoratori e pensionati". L'associazione spinge anche per i
"processi di modernizzazione, in modo da diminuire, anche per questa via,
prezzi e tariffe". class="hilite">"Non
vanno certo in questa direzione decisioni quali lo slittamento della Class
Action e, soprattutto, la determinazione del tasso programmato di inflazione
all'1,7%" che potrebbe procurare danni rilevantissimi per il potere
d'acquisto delle famiglie.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action
Di Nicoletta Cottone
Di tutto un po' nel decreto legge di manovra. Arriva la Robin tax, che grava su
petrolieri, banche e assicurazioni, viene istituito un Fondo in favore dei ceti
meno abbienti, alimentato dalle maggiori entrate previste dalla stretta sui
settori petroliferi e del gas. Sul fronte dell'energia ci sarà una strategia
energetica nazionale, basata anche sulla realizzazione di centrali nucleari nel
Belpaese. Si punta anche alla semplificazione degli adempimenti per centrare
l'obiettivo di rendere effettiva la cosiddetta "impresa in un
giorno". Adeguate anche le normative per l'internazionalizzazione delle
imprese. Fondi per l'Expo Milano 2015 e per Roma Capitale. Sì anche alla piena
cumulabilità fra pensione e redditi da lavoro. Varato, poi, un Piano nazionale
di edilizia abitativa, finanziato da capitali pubblici e privati. Per tutti i
cittadini, inoltre, viene raddoppiata da 5 a 10 anni la validità della carta
d'identità. Viene canellato l'obbligo di prestare una garanzia fideiussoria in
caso di richiesta di rateazione di somme iscritte a ruolo superiori a 50mila
euro. Eliminate anche le agevolazioni in materia di stock option. La class
action, poi, viene rinviata al 2009, anno nel quale il raggio d'azione sarà
anche allargato alle pubbliche amministrazioni. Per i dipendenti pubblici il
decreto sancisce una stretta sulle assenze per malattia, con controlli più
serrati per combattere l'assenteismo. Vengono ridotte collaborazioni e
consulenze e diventano più serrate le verifiche su incompatibilità e cumulo di
incarichi. Sul fronte della giustizia arriva un colpo d'acceleratore al
contenzioso tributario, al processo del lavoro e a quello amministrativo.
Prevista, per esempio, la cancellazione della causa, in caso di inerzia delle
parti. Negli albi forensi dovranno poi risultare gli indirizzi telematici degli
avvocati per le notificazioni in via telematica del processo civile. Nel
settore del lavoro, oltre alle modifiche alla disciplina dell'apprendistato,
rispuntano i buoni lavoro, mai decollati, per le prestazioni occasionali.
Arriva un piano d'azione per combattere l'evasione. Dalle addizionali Ires per
il settore energetico, fino alle verifiche sulle invalidità civili, ecco l'abc
del decreto legge di manovra in 118 voci. Addizionale Ires per il settore
energetico (articolo 81, commi da 16 a 18). Introdotta un'addizionale Ires di
5,5 punti percentuali, dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in
vigore del decreto legge di manovra, sull'importo del reddito complessivo netto
dei soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume
di ricavi superiore a 10 milioni di euro e che operano nei settori: di ricerca
e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; di raffinazione petrolio,
produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli
lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; di
produzione e distribuzione di energia elettrica. Agevolazioni fiscali (articolo
63, comma 8). Stanziamento, per l'esercizio finanziario 2009, dell'importo di
500 milioni di euro, su apposito fondo costituito nello stato di previsione del
ministero dell'Economia e delle Finanze. Le risorse sono destinate al
finanziamento di misure di proroga di agevolazioni fiscali attualmente vigenti,
da adottare con successivi provvedimenti normativi. Anas (articolo 63, comma
5). Norma per consentire alla Società Anas spa l'utilizzo, in via di
anticipazione, delle disponibilità giacenti sul conto di tesoreria n. 20060, con
obbligo di reintegro entro il 31 dicembre 2008, per far fronte alle
obbligazioni già assunte per la realizzazione di interventi previsti nel
contratto di programma 2003-2005 e in Accordi pregressi, a valere su residui
passivi degli anni 2002 e precedenti. Apprendistato (articolo 23). Modifiche
alla disciplina dell'apprendistato. Si stabilisce che, in caso di formazione
esclusivamente aziendale i profili formativi dell'apprendistato
professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro
di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da
associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più
rappresentative sul piano nazionale o agli enti bilaterali. I contratti
collettivi e gli enti bilaterali determineranno, per ciascun profilo formativo,
la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di
riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la
registrazione nel libretto formativo. Confermato il tetto massimo di sei anni
per l'apprendistato, ma si supera il tetto minimo dei due anni, lasciando alle
parti sociali la possibilità di determinare periodi anche inferiori, se
funzionali alle esigenze del settore o alle caratteristiche di ciascun percorso
formativo. Assenze per malattie e per permesso retribuito dei dipendenti delle
pubbliche amministrazioni (articolo 71). Stretta sulle assenze per malattia per
i dipendenti delle amministrazioni pubbliche: nei primi 10 giorni di assenza è
corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni
indennità o emolumento di carattere fisso o continuativo e di ogni altro
trattamento accessorio. Se l'assenza per malattia di protrae oltre i 10 giorni
e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza
si giustifica solo con certificazione medica rilasciata da una struttura
sanitaria pubblica. Viene ampliato l'orario dei controlli: le fasce di
reperibilità vanno dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20, festivi e non lavorativi
compresi. La disposizione introduce alcune modifiche in materia di disciplina
dei permessi retribuiti: in particolare, viene stabilito che i permessi per
particolari motivi familiari o personali introdotti dalla contrattazione collettiva, nonché quelli previsti dalla normativa a tutela
delle persone portatrici di handicap grave, attualmente fruiti alternativamente
in giorni o in ore, possano essere fruiti soltanto a ore, fermi restando i
tetti massimi già previsti dalle normative di settore. Assicurazioni (articolo
82, commi da 6 a 8). Le disposizioni prevedono la modifica della deducibilità
nell'esercizio della variazione della riserva sinistri relativamente ai
contratti di assicurazione (rami danni) per la quota considerata di lungo
periodo dal 60% al 30 per cento. Si allunga il periodo di riportabilità delle
eccedenze: non sono più riportabili nei nove esercizi successivi, ma nei
diciotto esercizi successivi. La modifica proposta interviene anche sui
"noni pregressi", che dal 2008 saranno deducibili per quote costanti
fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di loro
formazione. Inoltre si stabilisce che viene considerato di lungo periodo il 75%
della riserva sinistri, rispetto al previdente 50 per cento. Attrazione degli
investimenti e sviluppo di impresa (articolo 43). Al ministro dello Sviluppo
economico il compito di stabilire con decreto criteri, condizioni e modalità
per la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti
privati e per la realizzazione di interventi complementari e funzionali.
Dall'entrata in vigore del decreto legge di manovra non potranno più essere
presentate domande per l'accesso ad agevolazioni e incentivi basate sulle
previsioni in materia di contratti di programma (articolo 2, comma 203 lettera
e), legge 662/1996). Affidati al ministero dello Sviluppo economico compiti
direttivi, di vigilanza e verifica sugli interventi di sostegno ai
finanziamenti. Per la realizzazione degli interventi vengono individuate le
risorse finanziarie, per l'utilizzo delle quali il ministro si avvarrà della
Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti. Autorità indipendenti
(articolo 75). In attesa di una specifica disciplina di riforma entro 45 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto e in coerenza con i
rispettivi ordinamenti, le Autorità indipendenti dovranno riconsiderare le
proprie politiche in materia di personale in base ai principi di contenimento
della relativa spesa, predisponendo piani di adeguamento da inoltrare alla
Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell'Economia e delle
Finanze. In attesa delle attività di verifica dei piani, è fatto divieto di
procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo. Banda larga (articolo
2). Sempificate le regole edilizie per le reti in fibra ottica, realizzabili
mediante denuncia di inizio attività. L'operatore della comunicazione ha
facoltà di utilizzare per la posa della fibra nei cavidotti, senza oneri, le
infrastrutture civili già esistenti di proprietà a qualsiasi titolo pubblica o
comunque in titolarità di concessionari pubblici. Se dall'esecuzione dell'opera
possa derivare un pregiudizio alle infrastrutture civili esistenti le parti,
senza che ciò possa cagionare ritardo alcuno all'esecuzione dei lavori,
concordano un equo indennizzo, che, in caso di dissenso, è determinato dal
giudice. Cancellazione della causa dal ruolo (articolo 50). Se nessuna delle
parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di
cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle
parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata
dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo. Caro greggio e agricoltura,
autotrasporto e pesca (articolo 9). Misure di sostegno per i settori dell'agricoltura,
della pesca e dell'autotrasporto, gravemente colpiti dal rincaro del greggio,
tramite apposita convenzione tra ministero dello Sviluppo economico e l'Agenzia
per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, che pone a
disposizione proprie risorse. Carta d'identità (articolo 31). Viene prolungato
da 5 a 10 anni il periodo di validità della carta d'identità in formato
cartaceo e della carta d'identità elettronica. A carico dei Comuni l'obbligo di
informare il cittadino della scadenza della carta d'identità. Certificazioni e
prestazioni sanitarie (articolo 37). Eliminati gli adempimenti formali a carico
di cittadini e imprese per le pratiche sanitarie obsolete. Le disposizioni
relative alla disciplina sull'immigrazione e sulla condizione dello straniero
non si applicano ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, salvo
quanto previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario. Class
action (articolo 36). Le norme in materia di azione collettiva risarcitoria entreranno in vigore nel 2009. L'obiettivo del
rinvio è quello di individuare e coordinare specifici strumenti di tutela
risarcitoria collettiva, anche in forma specifica nei confronti delle pubbliche
amministrazioni. Clausola di salvaguardia enti (articolo 63, comma 2).
Prevede che la disposizione di cui all'articolo 1, comma 621, lettera a), della
legge 296/2006, non si applica limitatamente all'anno 2008, consentendo, in
sostanza, lo sblocco delle limitazioni gestionali relative ai trasferimenti
agli enti pubblici, comprese quelle finalizzate a garantire l'effettivo
conseguimento degli obiettivi di risparmio. L'iniziativa esclude per l'anno
2008 il possibile ricorso alla riduzione delle dotazioni di bilancio, relative
ai trasferimenti agli enti pubblici, in maniera lineare, fino a concorrenza
dell'importo indicato dal richiamato comma 483 (310 milioni di euro in termini
di indebitamento netto), ove nel corso dell'esercizio si fossero accertate
minori economie rispetto a quelle che si sarebbero dovute porre in essere attraverso
il previsto procedimento volto al riordino, alla trasformazione o alla
soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi pubblici, nonché
di strutture amministrative pubbliche. Cooperative a mutualità prevalente
(articolo 82, commi 25 e 26). Le cooperative a mutualità prevalente che hanno
presentato in bilancio debiti nei confronti dei soci superiori ai 50 milioni di
euro e maggiori dell'importo del patrimonio netto contabile comprensivo
dell'utile, destinano il 5% dell'utile netto annuale al finanziamento del fondo
di solidarietà per i cittadini meno abbienti. Cooperative e ritenuta sugli
interessi ai soci (articolo 82, comma 27). La disposizione eleva la ritenuta a
titolo d'imposta sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e loro
consorzi ai soci persone fisiche, relativamente ai prestiti erogati alle
condizioni stabilite dall'articolo 13 del Dpr 601/1973 dal 12,5 al 20 per
cento. Cooperative di consumo e consorzi (articolo 82, commi 28 e 29). La
disposizione in esame eleva dal 30 al 55% la quota degli utili netti annuali
destinati a riserve indivisibili che concorrono alla formazione del reddito
imponibile delle cooperative di consumo e loro consorzi. Collaborazioni e
consulenze nella Pubblica amministrazione (articolo 46). Riduzioni di
collaborazioni e consulenze nella Pubblica amministrazione. Per esigenze cui
non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche
possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di
natura occasionale o coordinata e continuativa, a esperti di particolare e
comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza di alcuni
presupposti di legittimità: l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle
competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, a
obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le
esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente; l'amministrazione
deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le
risorse umane disponibili al suo interno; la prestazione deve essere di natura
temporanea e altamente qualificata; devono essere preventivamente determinati
durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Per quanto concerne gli
enti locali è previsto che possano stipulare contratti di collaborazione
autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo con
riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel
programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, del
decreto legislativo 267/2000. Coltivazione di idrocarburi (articolo 81, commi
da 1 a 15). Le disposizioni in esame prevedono: 1) una ulteriore aliquota di
produzione che si incrementa in modo progressivo, da corrispondere allo Stato,
variabile in funzione dell'andamento delle quotazioni petrolifere; 2) l'acconto
sulla aliquota di produzione ordinaria a beneficio di Stato, Regioni a statuto
ordinario e Comuni, che sarebbe diversamente liquidata nell'anno successivo.
Alle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi di competenza dello
Stato, delle regioni a statuto ordinario e dei comuni è sostanzialmente estesa
la disciplina dei versamenti in acconto prevista ai fini delle imposte sul
reddito. Il gettito aggiuntivo della prima misura è calcolato in 300 milioni di
euro dal 2009, mentre per la seconda si stima l'arrivo di 200 milioni di euro
che confluiscono nel fondo di solidarietà per i meno abbienti. Coni (articolo
63, comma 9). Rifinanziamento delle risorse attribuite al Coni per il proprio
funzionamento, estendendo al triennio 2009-2011 il trasferimento periodico dei
fondi per il finanziamento, attualmente quantificato in 450 milioni di euro
fino al corrente esercizio. Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero
degli interessi nazionali in economia (articolo 83, commi da 25 a 28). Presso
la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Comitato strategico per
lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia, al
qual sono assegnati compiti di indirizzo, consulenza e coordinamento
informativo, anche tramite scambi di dati con le principali aziende nazionali,
soprattutto a partecipazione pubblica, che operano nei settori dell'energia,
dei trasporti, della difesa, delle telecomunicazioni e nei settori di altri
pubblici servizi. Sì anche ad analisi di fenomeni economici complessi propri
della globalizzazione. Il Comitato è composto da alte professionalità tecniche
(massimo 10) dotate di elevata specializzazione , da qualificati rappresentanti
dei ministeri degli Affari esteri, dell'Economia, della Difesa, dello Sviluppo
economico, delle Infrastrutture e del Trasporti. Comunicazioni e notificazioni
in via telematica nel processo civile (articolo 51). Per le notifiche
telematiche dagli Albi forensi territoriali dovrà risultare l'indirizzo
elettronico attribuito a ciascun professionista ai sensi del Dpr 123/2001,
relativo all'uso degli strumenti informatici e telematici nel processo civile,
amministrativo e contabile. Con decreto del ministro della Giustizia, sentiti
l'Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli
dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica della funzionalità dei
servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici giudiziari,
saranno individuati i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le
disposizioni. Conferimento concessionari coltivazioni idrocarburi (articolo 81,
commi da 26 a 28). La disposizione prevede il conferimento allo Stato di una
quota, espressa in barili, pari all'1% delle produzioni annue ottenute a
decorrere dal 1° luglio 2008 dalle concessioni di coltivazione di idrocarburi.
Il versamento all'Erario, pari al valore del prodotto calcolato utilizzando la
quotazione media annua del Brent per barile rilevata nel periodo dal 1° luglio
dell'anno precedente al 30 giugno dell'anno in corso, deve essere effettuato a
decorrere dal 2009. Dovrebbe generarsi un maggior gettito di 40 milioni di
euro. Contenzioso tributario (articolo 55). Norma di accelerazione dei processi
di natura tributaria. Previsto che per i processi pendenti per i quali non è
stata ancora fissata l'udienza di trattazione alla data di entrata in vigore
del presente norma, gli uffici depositano presso la competente segreteria apposita
dichiarazione di persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio.
Nel caso in cui manca tale dichiarazione i relativi processi si estinguono di
diritto e le spese del giudizio restano a carico della parte che le ha
sopportate. Contrasto all'evasione fiscale derivante dalle estero-residenze
fittizie delle persone fisiche (articolo 83, commi 16 e 17). Per contrastare lo
spostamento fittizio all'estero della residenza delle persone fisiche ai fini
di evasione fiscale viene introdotta una specifica vigilanza da parte
dell'Agenzia delle entrate, con il supporto dei Comuni. Contrasto alle frodi
Iva (articolo 83, commi da 5 a 7). Le Agenzie delle Entrate e delle Dogane e la
Guardia di finanza dovranno incrementare la capacità operativa destinata alla
prevenzione e alla repressione dei fenomeni di frode in materia di Iva
nazionale e comunitaria (in Italia il livello delle frodi Iva è stimato in 2,2
miliardi di euro l'anno). Si punterà sull'analisi dei fenomeni e
l'individuazione di specifici ambiti di indagine, sulla definizione di
metodologie di contrasto ad hoc, sulla realizzazione di specifici piani di
prevenzione e contrasto dei fenomeni, sul monitoraggio dell'efficacia delle
azioni. Contrattazione integrativa (articolo 67). La disposizione è rivolta a
contenere le risorse destinate alla contrattazione integrativa delle
Amministrazioni dello Stato, delle agenzie, incluse le Agenzie fiscali, degli
enti pubblici non economici, inclusi gli enti di ricerca e quelli pubblici e
delle università in attesa di un generale riordino della materia concernente la
disciplina del trattamento economico accessorio. Contratti occasionali di tipo
accessorio (articolo 22). Semplificato il regime giuridico dei buoni lavoro
previsti dalla legge Biagi del 2003, ma mai entrati a regime. Confermato
l'utilizzo del lavoro accessorio per attività di natura occasionale rese a
favore della impresa familiare, limitatamente al commercio, al turismo e ai
servizi, o nell'ambito di lavori domestici, di lavori di giardinaggio, pulizia
e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, dell'insegnamento
privato supplementare, di manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o
di lavori di emergenza o di solidarietà, di attività agricole di carattere
stagionale. Consentito l'utilizzo dei buoni lavoro anche periodi di vacanza da
parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo
di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado.
Si eliminano i requisiti soggettivi per poter svolgere prestazioni di lavoro
occasionale. Si semplificano le modalità di selezione del concessionario
rinviando a un regolamento del ministro del Lavoro che individua il
concessionario del servizio e disciplina con proprio regolamento criteri e
modalità per il versamento dei contributi e delle relative coperture
assicurative e previdenziali. In attesa del decreto ministeriale i
concessionari del servizio sono individuati nell'Inps e nelle agenzie per il
lavoro. Contratto di lavoro a tempo determinato (articolo 21). Con l'intervento
sul contratto di lavoro a tempo determinato si consente alle parti sociali
comparativamente più rappresentative, a ogni livello di contrattazione
(nazionale, territoriale, aziendale), di introdurre una disciplina ad hoc,
anche in deroga alla normativa di legge, in tema di stabilizzazione dei
rapporti di lavoro decorsi 36 mesi e in relazione ai regimi di precedenza dei
lavoratori a termine in caso di nuove assunzioni. Sempre in tema di lavoro a
termine, pur confermando che il contratto di lavoro a tempo indeterminato è la
regola, si chiarisce che il ricorso a prestazioni di lavoro temporaneo non deve
rispondere ad esigenze di carattere eccezionale, ma ad esigenze oggettive,
anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro. Contributi
all'editoria (articolo 44). Semplificazione e riordino delle procedure relative
all'erogazione di contributi all'editoria, da attuarsi con regolamento di
delegificazione. Contribuzione (articolo 20). Estensione dell'assicurazione per
la maternità e la malattia - limitatamente ai lavoratori con qualifica di
operai - ai dipendenti delle imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli
enti locali privatizzate e a capitale misto, attualmente esclusi dall'obbligo
di assicurazione. Estesa l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria
e la mobilità ai dipendenti delle aziende esercenti pubblici servizi.
Obbligatorietà della riunificazione delle cause relative allo stesso credito
previdenziale, stabilendo che, a fronte di una pluralità di domande che
frazionino un medesimo credito, la riunificazione debba essere sempre disposta
d'ufficio dal giudice. Gli assegni sociali saranno corrisposti agli aventi
diritto, a condizione che siano residenti in via continuativa nel territorio
nazionale per almeno cinque anni. Non vengono riconosciuti compensi ai
componenti dei Comitati provinciali che gestiscono il contenzioso
amministrativo dell'Inps. L'Inps metterà a disposizione dei Comuni un'apposita
piattaforma informatica per procedere alla trasmissione delle comunicazioni
relative ai decessi e alle variazioni dello stato civile. Il ritardo nelle
comunicazioni obbligatorie oltre il termine massimo di due giorni dalla data di
conoscenza dell'evento, realizza un'ipotesi di danno erariale. Controlli contro
l'evasione contributiva e fiscale (articolo 83, commi da 1 a 4). Per garantire
maggiore efficacia nei controlli sui corretti adempimenti contributivi e
fiscali a carico di soggetti non residenti e di quelli residenti ai fini
fiscali da meno di 5 anni l'Inps e l'Agenzia delle entrate predisporranno di
comune accordo piani di controllo. Nel triennio 2009-2011 l'Agenzia delle
entrate realizzerà un piano di ottimizzazione delle risorse finalizzato a
incrementare del 10% rispetto al biennio 2007/2008 la capacità operativa delle
attività di prevenzione e repressione dell'evasione fiscale. Il Dipartimento
delle finanze fornirà con cadenza semestrale ai Comuni, anche tramite l'Anci,
l'elenco delle iscrizioni a ruolo delle somme derivanti da accertamenti ai
quali i Comuni abbiano contribuito. Controlli su incompatibilità, cumulo di
impieghi e incarichi (articolo 47). La Presidenza del Consiglio dei ministri,
Dipartimento della funzione pubblica, può disporre verifiche del rispetto della
disciplina delle incompatibilità relative al cumulo di impieghi e incarichi
tramite l'Ispettorato per la funzione pubblica. A tale scopo quest'ultimo
stipula apposite convenzioni coi servizi ispettivi delle diverse
amministrazioni, avvalendosi anche della Guardia di Finanza e collaborando con
il ministero dell'Economia e delle finanze. Controlli finalizzati
all'accertamento sintetico (articolo 83, commi da 8 a 15). Nelle attività di
accertamento del triennio 2009-2011 è previsto un piano straordinario di
controlli finalizzato alla determinazione sintetica del reddito delle persone
fisiche, sulla base di elementi desunti dall'anagrafe tributaria o acquisiti in
base agli ordinari poteri istruttori. Al piano di controllo contribuisce la
Guardia di finanza. Sono coinvolti anche i Comuni ai fini della segnalazione di
situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito in attuazione
della partecipazione all'accertamento prevista dalla normativa. Copertura
finanziaria (articolo 84). Agli oneri derivanti dagli articoli 3, 14, 19, 22,
60, comma 7, 63, commi 1, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10 e 12, 72, commi da 7 a 11, 81,
82 del decreto-legge, pari a 1.520,5 milioni di euro per l'anno 2008, a 5.569,1
milioni di euro per l'anno 2009, a 4.203,2 milioni di euro per l'anno 2010 e a
4.486,3 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante utilizzo di parte
delle maggiori entrate recate dal presente provvedimento. Corte dei conti
(articolo 61). Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti possono
effettuare controlli su gestioni pubbliche in corso di svolgimento presso le
amministrazioni regionali. L'amministrazione competente ha obbligo di
conformarsi all'accertamento della Corte, adottando i provvedimenti idonei a
rimuovere gli impedimenti. Cumulo fra pensione e redditi da lavoro (articolo
19). Dal 1° gennaio 2009 la piena cumulabilità tra pensione anticipata rispetto
a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per donne con i redditi da lavoro autonomo
e dipendente. Riordino della disciplina in materia di cumulo tra pensione e
reddito di lavoro nel sistema contributivo uniformandola a quella prevista nei
regimi retributivo e misto, vista l'uniformità di requisiti di accesso al
pensionamento anticipato in tutti e tre i regimi. Deducibilità degli interessi
passivi per banche e assicurazioni ai fini Ires e Irap (articolo 82, commi da 1
a 5). La disposizione prevede che una quota pari al 4% degli interessi passivi
dei soggetti appartenenti al settore dell'intermediazione monetaria siano
indeducibili sia ai fini Ires sia ai fini Irap, inoltre, limitatamente al
periodo d'imposta in corso al 2008, la parte degli interessi indeducibili sono
fissati nella quota del 3 per cento. La disposizione che sterilizza gli effetti
dell'indeducibilità per gli interessi passivi relativi a finanziamenti
infragruppo tra soggetti inclusi nel consolidato è finalizzata a stemperare
l'intervento sugli interessi passivi. Essa riconosce la deducibilità integrale
degli interessi passivi infragruppo, limitatamente a quelli che trovano
capienza negli interessi corrisposti a soggetti estranei al gruppo.
Disposizioni transitorie (articolo 56). Gli articoli 181 (mancata comparizione
delle parti) e 429 (pronuncia della sentenza) del Codice di procedura civile,
modificati dal decreto legge, si applicano ai giudizi instaurati dopo la sua
entrata in vigore. Elenchi dei contribuenti (articolo 42). Introdotte alcune
modifiche al Dpr 600/1973. In particolare è previsto che gli elenchi dei
contribuenti siano depositati per un anno sia presso l'Ufficio delle imposte
sia presso i comuni interessati e che, in tale periodo, ne sia consentita
l'estrazione di copia in conformità alla disciplina sul diritto di accesso.
Viene previsto, inoltre, che fuori dai casi disciplinati, la diffusione degli
elenchi, al di là delle ipotesi in cui costituisca reato, è punita con una
sanzione amministrativa. Energia (articolo 7). Entro 6 mesi il Consiglio dei
ministri definirà Una Strategia energetica nazionale e stipulerà accordi per
ridurre le emissioni di CO2. Si punta a una diversificazione delle fonti di
energia e delle aree geografiche di approvvigionamento; al miglioramento della
competitività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture
nella prospettiva del mercato interno europeo; alla promozione delle fonti
rinnovabili di energia e dell'efficienza energetica; alla realizzazione nel
territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare,
all'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico
e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; alla
sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai
fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; alla garanzia di
adeguati livelli di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori.
Entrata in vigore (articolo 85). Il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112
("Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
Tributaria"), pubblicato sul supplemento ordinario n. 152 alla Gazzetta
Ufficiale del 25 giugno 2008 n. 147 è entrato in vigore il 25 giugno 2008.
Espropriazione immobiliare (articolo 83, comma 24). In caso di espropriazione
immobiliare da parte del concessionario della riscossione il prezzo base dell'incanto
è pari all'importo stabilito dall'articolo 52, comma 4, del Dpr 131/1986,
moltiplicato per tre. Expo Milano 2015 (articolo 14). Fondi per la
realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande
evento Expo Milano 2015: 30 milioni nel 2009, 45 milioni nel 2010, 59 milioni
per l'anno 2011, 223 milioni per il 2012, 564 milioni per il 2013, 445 milioni
per il 2014 e 120 milioni per il 2015. Il sindaco di Milano è nominato
Commissario straordinario del Governo per l'attività preparatoria urgente.
Ferrovie dello Stato (articolo 63, comma 4). Autorizzata la spesa di 300
milioni per l'anno 2008 in favore del Gruppo Ferrovie dello Stato. La
destinazione del contributo sarà individuata da un decreto interministeriale,
sulla base di una valutazione delle esigenze più immediate delle società
Trenitalia Spa e Rete Ferroviaria Spa. L'effetto sui saldi di finanza pubblica
si realizza nell'anno 2008 per l'intero ammontare dell'autorizzazione di spesa.
Finanza pubblica (articolo 60). Riduzione delle dotazioni delle missioni di
spesa di ciascun ministero, per ciascun anno del triennio 2009-2011.
Monitoraggio della finanza pubblica. Finmeccanica spa (articolo 59). La
disposizione è diretta a consentire al ministero dell'Economia la sottoscrizione
di azioni di nuova emissione connesse all'esecuzione di possibili aumenti di
capitale di Finmeccanica. Fondi di investimento immobiliare (articolo 82, commi
da 17 a 22). Modifiche al regime tributario dei fondi di investimento
immobiliare. Fondo di solidarietà per i ceti meno abbienti (articolo 81, commi
da 29 a 31). Istituzione di un fondo di solidarietà per i cittadini meno
abbienti. Il fondo è alimentato dalle maggiori entrate previste dalla stretta
sui settori petroliferi e del gas. Fondo per interventi strutturali di politica
economica (articolo 63, comma 10). Reintegro del Fondo per interventi
strutturali di politica economica di 500 milioni di euro a decorrere dall'anno
2008 per l'attuazione delle misure per Roma Capitale e 2.240 milioni di euro a
decorrere dall'anno 2009 per la copertura dei rinnovi contrattuali e degli
adeguamenti retributivi del personale delle Amministrazioni statali. Fondo per
l'occupazione e Fondo nazionale per le Politiche sociali (articolo 63, commi 6
e 7). Rifinanziamento delle autorizzazioni di spesa del Fondo per
l'occupazione, per 700 milioni di euro per l'anno 2009 e del Fondo da ripartire
per le politiche sociali, per 300 milioni di euro per l'anno 2009. Fondo
sostegno sviluppo del trasporto pubblico (articolo 63, comma 12). La
disposizione ripristina l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 comma
304 della legge 244/2007, soppressa dal decreto-legge 93/2008. La norma prevede
l'istituzione del Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del
trasporto pubblico locale con una dotazione finanziaria di 113 milioni di euro
per il 2008, 130 milioni di euro per l'anno 2009 e 110 milioni di euro per gli
anni 2010 e 2011. Forze armate (articolo 65). Riduzione delle risorse destinate
alla professionalizzazione delle Forze armate dal processo di revisione
organizzativa del ministero della Difesa e dall'impiego in mansioni tipicamente
operative del personale utilizzato per compiti strumentali. Previsti risparmi
del 7% per il 2009 e del 40% a decorrere dal 2010. Si prevedono economie per
non meno di 304 milioni di euro a decorrere dal 2010. Garante per la
sorveglianza dei prezzi (articolo 5). Modifiche alla figura di Mister Prezzi,
il Garante per la sorveglianza dei prezzi, istituito dalla Finanziaria 2008.
Maggiore specificazione delle funzioni attribuite, in aggiunta alla vigente
funzione di sorveglianza, fra le quali la possibilità di avviare indagini
conoscitive sull'andamento dei prezzi, potendo contare anche sul supporto
operativo della Guardia di Finanza. Coinvolgimento delle associazioni di
categoria nella verifica dell'andamento dei prezzi, anche per individuare il
livello dei prezzi compatibile con un normale e corretto funzionamento del
mercato. Maggiore coinvolgimento delle strutture pubbliche direttamente interessate
e in particolare dei ministeri competenti, dell'Ismea, oltre al sistema
camerale. Eliminati alcuni appesantimenti burocratici che coinvolgevano la
Conferenza Unificata, l'Unioncamere, l'Anci nella predisposizione di una
convenzione-tipo, risultata superata nell'applicazione della norma da parte
delle Cciaa. Eliminati i riferimenti al Portale delle imprese, dei consumatori
e dei prezzi che non ha avuto applicazione. Giacimenti di idrocarburi (articolo
8). Riapertura delle possibilità di sfruttamento dei giacimenti di gas naturale
dell'Alto Adriatico e agevolazioni per lo sfruttamento dei giacimenti
cosiddetti marginali. Il vigente divieto di prospezione, ricerca e coltivazione
di idrocarburi si applicherà fino a quando il Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell'ambiente, non abbia definitivamente accertato la non
sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base di
nuovi e aggiornati studi, che dovranno essere presentati dai titolari di
permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, utilizzando i metodi
di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie
disponibili per la coltivazione. Previsto il trasferimento della titolarità
della coltivazione dei giacimenti marginali a soggetti di dimensioni
proporzionate all'investimento, senza prevedere costi per l'Amministrazione.
Imposta di bollo e imposta sulle assicurazioni (articolo 82, commi 9 e 10). Il
decreto Legge 282/2004 ha introdotto l'obbligo di versamento a titolo di
acconto dell'imposta di bollo assolta in modo virtuale e dell'imposta sulle
assicurazioni. Banche, Poste italiane e gli altri enti e società finanziarie
sono tenute al pagamento di un acconto dell'imposta di bollo pari al 70%
dell'imposta provvisoriamente liquidata: questa aliquota sale al 75% per l'anno
2008, all'85% per il 2009 e al 95% per gli anni successivi. Gli assicuratori
versano a titolo di acconto dell'imposta sulle assicurazioni una somma pari al
12,5% dell'imposta liquidata per l'anno precedente, al neto di quella relativa
alle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione
dei veicoli a motore: la percentuale è elevata al 14% per il 2008, al 30% per
il 2009 e al 40% per gli anni successivi. Imposta di registro contratti di locazione
immobiliare (articolo 82, commi 14 e 15). Per le locazioni immobiliari si
applica un'aliquota proporzionale del Registro pari all'1% delle locazioni di
immobili strumentali e del 2% delle locazioni di immobili abitativi. Impresa in
un giorno (articolo 38). L'obiettivo è quello di semplificare i procedimenti e
di individuare le competenze per rendere effettiva "l'impresa in un
giorno". L'attestazione dei requisiti previsti dalla normativa per la
realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione
dell'esercizio dell'attività di impresa può essere affidata a soggetti privati
accreditati. Tali soggetti, in caso di istruttoria con esito positivo, possono
rilasciare una dichiarazione di conformitàche costituisce titolo autorizzatorio
per l'esercizio dell'attività stessa. In caso di procedimenti che comportino
attività discrezionale della pubblica amministrazione, i soggetti privati
accreditati possono svolgere unicamente attività istruttorie. Tra le principali
innovazioni: lo sportello unico rilascia una ricevuta che, in caso di Dia,
costituisce titolo autorizzatori; possibilità per i comuni di esercitare le
funzioni inerenti allo sportello unico anche avvalendosi del sistema camerale;
immediato avvio dell'attività di impresa nei casi in cui sia sufficiente la
dichiarazione di inizio attività; termine massimo di 30 giorni per il rigetto o
la formulazione di rilievi ovvero per l'attivazione della conferenza di
servizi. Imprese soggette a certificazione (articolo 30). La disposizione
introduce il principio, attinente ai livelli essenziali delle prestazioni da
garantirsi su tutto il territorio nazionale, in base al quale, per le
certificazioni ambientali o di qualità, rilasciate da soggetti certificatori
accreditati, i controlli degli enti certificatori sostituiscono quelli degli
organi amministrativi. A questi ultimi spettano poteri di verifica ex post
della certificazione. Inail (articolo 63, comma 11). Deroga al divieto per gli
enti previdenziali di operare investimenti in forma diretta: l'Inail è
autorizzato a operare in forma diretta per la realizzazione di investimenti per
infrastrutture di interesse regionale nel limite di 75 milioni per il solo
2008. Conseguentemente si determina un peggioramento dell'indebitamento netto
di pari importo con invarianza del fabbisogno considerato che l'Inail era
comunque autorizzato, nel limite previsto dalla legge, ad effettuare
investimenti in forma indiretta. Indebitamento Regioni ed enti locali (articolo
62). Alle regioni, alle province autonome di Trento e Bolzano e agli enti
locali è fatto divieto di stipulare contratti relativi agli strumenti
finanziari derivati, di ricorrere all'indebitamento attraverso contratti che
non prevedano modalità di rimborso mediante rate di ammortamento comprensive di
capitale e interessi. Il divieto opera fino a che non venga individuata da un
regolamento la tipologia degli strumenti finanziari derivati che possono essere
stipulati. Insegnanti e Ata (articolo 64). La disposizione ha lo scopo di
ridurre, nel triennio 2009-2011, di un punto il gap esistente tra il rapporto
medio alunni-docente esistente in Italia e il corrispondente rapporto medio
degli altri paesi europei. Previsto il decremento delle dotazioni organiche del
personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) nella misura complessiva
del 17 per cento. Gli obiettivi, dovranno realizzarsi nel triennio 2009-2011,
mediante l'adozione di un piano triennale (2009-2011) che preveda interventi
strutturali finalizzati al conseguimento delle economie non inferiori a 456 milioni
nel 2009, 1.650 milioni nel 2010, 2.538 milioni nel 2011 e 3.188 milioni a
decorrere dal 2012. Internazionalizzazione delle imprese (articolo 6). Adeguato
il sistema di agevolazione finanziaria alle imprese all'ordinamento
comunitario, per evitare possibili procedure comunitarie. Le iniziative ammesse
ai benefici sono: la realizzazione di programmi con caratteristiche di
investimento finalizzati al lancio e alla diffusione di nuovi prodotti e
servizi o all'acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi già
esistenti, attraverso l'apertura di strutture volte ad assicurare in
prospettiva la presenza stabile nei mercati di riferimento; studi di
prefattibilità e di fattibilità collegati a investimenti italiani all'estero,
nonché programmi di assistenza tecnica collegati ai suddetti investimenti;
altri interventi prioritari individuati e definiti dal Comitato
interministeriale per la programmazione economica. Interventi infrastrutturali
nel settore energetico e delle telecomunicazioni (articolo 10). L'operatività
del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca è
estesa anche al finanziamento di infrastrutture nel settore energetico e in
quello delle reti di telecomunicazione. Il decreto legge 159/2007 aveva già
esteso l'operatività del Fondo alle infrastrutture strategiche di preminente
interesse nazionale. Installazione impianti all'interno di edifici (articolo
35). Semplificazione della disciplina per l'installazione degli impianti
all'interno degli edifici, attraverso l'emanazione di uno o più decreti del
ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro per la
Semplificazione normativa. I regolamenti sono volti a disciplinare anche il
sistema di verifiche degli impianti e il regime sanzionatorio in caso di violazione
dei relativi obblighi. Abrogata la norma che imponeva l'obbligo di conservare
la documentazione amministrativa e tecnica, il libretto di uso e manutenzione,
nonché l'obbligo di consegnare la documentazione in caso di trasferimento
dell'immobile; era anche previsto che l'atto di trasferimento riportasse la
garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente
normativa in materia di sicurezza e contenesse in allegato, salvo espressi
patti contrari, la dichiarazione di conformità, ovvero la dichiarazione di
rispondenza. Copia della stessa documentazione doveva essere consegnata anche
al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l'immobile. Istituzioni
scolastiche (articolo 63, comma 3). Integrazione del Fondo per il funzionamento
delle istituzioni scolastiche per consentire l'acquisto di beni e servizi
indispensabili per il mantenimento di un livello minimo di efficienza delle
funzioni amministrative e tecniche di dette istituzioni. Iva e aumenti
petroliferi (articolo 9). La disposizione è finalizzata a rendere efficace la
norma di "sterilizzazione" della fiscalità in relazione agli aumenti
del petrolio greggio contenuta nella Finanziaria per il 2008 annullando
l'effetto sui prezzi derivante dalla variazione di gettito Iva. Si mira a
rendere automatico il processo di accertamento della maggiore Iva e di
compensazione delle accise. Lavoro flessibile nella Pubblica amministrazione
(articolo 49). Linee guida per le Pubbliche amministrazioni sull'utilizzo del
lavoro flessibile. Per esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni
pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e
di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti
di lavoro subordinato nell'impresa, nel rispetto delle procedure di
reclutamento vigenti. Libri scolastici (articolo 15). A partire dall'anno
scolastico 2008-2009 in ogni scuola e istituto universitario, nell'adozione dei
testi, deve essere data preferenza a quelli che sono resi disponibili tramite internet,
gratuitamente o dietro pagamento dei diritti d'autore. Prevista nelle scuole
primaria e secondaria di primo grado e secondaria superiore, la produzione dei
testi scolastici nella doppia versione, a stampa e on line, per ampliarne la
disponibilità e la fruibilità da parte di istituti scolastici, alunni e
relative famiglie. Un decreto Istruzione, Università e Ricerca individuerà le
caratteristiche tecniche dei libri di testo e il prezzo massimo con riferimento
alle due versioni, assicurando comunque il compenso per il diritto di autore e
la copertura dei costi di produzione. Missioni di pace (articolo 63, comma 1).
Integrazione di 90 milioni di euro dell'apposito fondo per il rifinanziamento
fino al 31 dicembre 2008 della partecipazione italiana alle missioni
internazionali di pace in scadenza nel mese di agosto. Orario di lavoro
(articolo 41). Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro.
Semplificati molti adempimenti obbligatori di natura formale nella gestione dei
rapporti di lavoro. Abrogazione dell'obbligo del lavoratore di consegnare le
dimissioni volontarie presso il ministero del lavoro, nonché l'abrogazione del
libro matricola. Istituito il libro unico del lavoro nel quale sono iscritti
tutti i lavoratori (subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi,
anche nella modalità a progetto, i lavoratori in somministrazione e gli
associati in partecipazione con apporto lavorativo). Una norma semplifica la
tenuta dei documenti di lavoro che consente, in certi casi espressamente previsti,
che i documenti dei datori di lavoro possano essere tenuti presso lo studio dei
consulenti del lavoro o degli altri soggetti tassativamente individuati.
Organizzazione pubblica (articolo 74). Le amministrazioni dello Stato, compresa
la presidenza del Consiglio dei ministri, le agenzie, comprese quelle fiscali,
gli enti pubblici non economici entro il 31 ottobre 2008 devono ridimensionare
gli assetti organizzativi in base ai principi di efficienza, razionalità ed
economicità, operando la riduzione degli uffici dirigenziali di livello
generale e di livello non generale in misura non inferiore , rispettivamente,
al 20 e al 15 per cento. Le dotazioni organiche sono corrispondentemente
ridotte. Part time (articolo 73). Due modifiche alla disciplina del part time
nel pubblico impiego. Viene modificata la disciplina relativa alla
trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, che
viene subordinata alla valutazione discrezionale dell'amministrazione,
effettuata in relazione alle esigenze dei servizi. L'amministrazione potrà
respingere la domanda del dipendente quando la trasformazione arrechi
pregiudizio alla funzionalità dell'amministrazione e non più, com'è
attualmente, nella ristretta ipotesi del grave pregiudizio. Cambia la destinazione
delle economie derivanti dalle trasformazioni dei rapporti di lavoro in part
time, che sarà destinata all'incentivazione della mobilità del personale solo
per le amministrazioni che dimostrino di aver adottato piani di mobilità e di
riallocazione, tramite trasferimento di personale da una sede all'altra. Le
disposizioni introdotte non sono derogabili dagli accordi e contratti
collettivi. Patrimonio immobiliare di regioni ed enti locali (articolo 58).
Disposizioni per assicurare il riordino, gestione e valorizzazione del
patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri enti locali:
ciascun ente con delibera dell'organo di Governo individua, sulla base e nei
limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i
singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali
all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di
valorizzazione ovvero di dismissione. Poi viene redatto il Piano delle
alienazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione. Attraverso
l'inserimento degli immobili nel piano si determina la conseguente
classificazione come patrimonio disponibile e se ne dispone espressamente la
destinazione urbanistica. La deliberazione del consiglio comunale di
approvazione del Piano delle alienazioni costituisce variante allo strumento
urbanistico generale, che non necessita di verifiche di conformità agli
eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e
delle Regioni. Patrimonio residenziale pubblico (articolo 13). I ministro delle
Infrastrutture e per i Rapporti con le regioni promuoveranno accordi con
regioni ed enti locali per la semplificazione delle procedure di alienazione
degli immobili residenziali nel patrimonio degli Istituti autonomi per le case
popolari, comunque denominati. Il prezzo di vendita delle unità immobiliari
sarà determinato in proporzione al canone di locazione. Previsto il
riconoscimento del diritto di opzione all'acquisto in favore dell'assegnatario
unitamente al proprio coniuge, qualora risulti in regime di comunione dei beni,
o, in caso di rinunzia da parte dell'assegnatario, in favore del coniuge in
regime di separazione dei beni, o, gradatamente, del convivente more uxorio,
purché la convivenza duri da almeno cinque anni, dei figli conviventi, dei
figli non conviventi. Destinazione dei proventi delle alienazioni alla
realizzazione di interventi volti ad alleviare il disagio abitativo. Patto di
stabilità interno (articolo 77). Disegnata la cornice finanziaria entro la
quale dovranno essere definite le disposizioni per disciplinare il nuovo patto
di stabilità interno per regioni ed enti locali nel triennio 2009/2011. Le
regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni
con popolazione superiore a 5mila abitanti concorrono alla realizzazione degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009/2011 nelle misure seguenti
in termini di fabbisogno e indebitamento netto: a) il settore regionale per
1.500, 2.300 e 4.060 milioni, rispettivamente, per gli anni 2009, 2010 e 2011;
b)il settore locale per 1.650, 2.900 e 5.140 milioni, rispettivamente, per gli
anni 2009, 2010 e 2011. Al fine di scontare gli effetti sui saldi, in attesa
delle nuove disposizioni, è previsto l'accantonamento sui vari capitoli del
bilancio statale di importi corrispondenti al contributo alla manovra degli
enti territoriali. Personale enti locali e camere di commercio (articolo 76).
Misure dirette alla riduzione e alla razionalizzazione della spesa di personale
degli enti locali e delle camere di commercio. Personale prossimo al
pensionamento delle amministrazioni dello Stato (articolo 72). Progressiva
riduzione del personale delle amministrazioni dello Stato (con esclusione della
scuola) degli enti pubblici non economici, delle università e degli enti di
ricerca, mediante l'introduzione di un nuovo istituto, l'esonero dal servizio,
da attuare su base volontaria per il triennio 2009-2011. La posizione di
esonero può essere riconosciuta solo al personale che si trovi nel quinquennio
antecedente la data di maturazione dell'anzianità massima contributiva di 40
anni. Si ha diritto a un trattamento economico pari al 50% di quello
complessivamente goduto. Prevista una maggiorazione del trattamento economico
temporaneo per chi durante questo periodo svolge in modo continuativo ed
esclusivo attività di volontariato opportunamente documentata e certificata. La
facoltà prevista per i dipendenti pubblici di restare in servizio per un
biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo viene rimessa
all'apprezzamento dell'Amministrazione. Possibilità per le amministrazioni di
risolvere, con preavviso di un anno, il rapporto di lavoro del personale
dipendente da pubbliche amministrazioni, nel caso di compimento dell'anzianità
massima contributiva di 40 anni. Piano casa (articolo 11). Realizzazione di un
Piano nazionale di edilizia abitativa, realizzato con il coinvolgimento di
capitali pubblici e privati, destinato a incrementare il patrimonio immobiliare
a uso abitativo per tutte le categorie sociali per le quali è impossibile
accedere al libero mercato della locazione. Si tratta dei nuclei familiari e
giovani coppie a basso reddito, di anziani in condizioni socio-economiche
svantaggiate, degli studenti fuori sede, dei soggetti sottoposti a procedure esecutive
di rilascio, di altri soggetti a basso reddito che abbiano nel proprio nucleo
familiare persone svantaggiate, ai sensi dell'articolo 1 della legge 9/2007,
nonché degli immigrati regolari. Tra i mezzi a disposizione per la
realizzazione del Piano c'è la costituzione di fondi immobiliari destinati alla
valorizzazione e all'incremento dell'offerta abitativa, o alla promozione di
strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la partecipazione di altri
soggetti pubblici o privati, articolati anche in un sistema integrato nazionale
e locale, per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia
residenziale. Un secondo modo di intervento è rappresentato dall'incremento del
patrimonio abitativo di edilizia sociale con le risorse derivanti dalla
alienazione di alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti muniti di
titolo legittimo. Agevolazioni anche amministrative, in favore di cooperative
edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi. Privacy
(articolo 29). Semplificazioni dell'onere della redazione del "documento
programmatico sulla sicurezza": viene soppresso l'obbligo di tenere un
"documento programmatico sulla sicurezza" in tutti i casi in cui
vengano trattati solo dati personali e in cui l'unico eventuale dato sensibile
sia costituito dalla malattia dei dipendenti senza indicazione della diagnosi.
In queste ipotesi, i soggetti interessati sono tenuti a rendere
un'autocertificazione dalla quale emerge che l'unico dato sensibile trattato è
costituito dallo stato di salute o di malattia dei dipendenti e che il relativo
trattamento è eseguito nel rispetto delle misure minime di sicurezza e del
disciplinare tecnico. Le piccole e medie imprese possono, inoltre, beneficiare
di un "documento programmatico sulla sicurezza" a carattere
semplificato e, in caso di mancato perfezionamento dell'intervento di
semplificazione entro due mesi dall'entrata in vigore delle norme in oggetto,
tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dalla natura dei dati
trattati, possono sostituire il "documento programmatico sulla
sicurezza" con l'autocertificazione. Viene semplificata la notifica al
Garante del trattamento di determinati dati personali: i soggetti interessati
sono tenuti a utilizzare un modello predisposto dal Garante che, nella
formulazione attuale, richiede numerose informazioni non previste dalla
disciplina comunitaria. Eliminato ogni riferimento alla firma digitale nella
sottoscrizione della notificazione, consentendo al Garante di stabilire altre
modalità semplificate di individuazione del mittente (ad es. tramite procedure
di autenticazione nel sito mediante password). Si prevede la semplificazione
del modulo entro due mesi dall'entrata in vigore delle norme suddette. Processo
amministrativo (articolo 54). Norma di accelerazione dei processi
amministrativi. Modifica alla legge sul Consiglio di Stato che permette al
Presidente di variare le competenze delle Sezioni, aumentando quelle
Giurisdizionali a scapito di quelle consultive (sempre rimanendo nel numero
complessivo di sei e quindi senza oneri a carico del bilancio dello Stato) per
adeguarle al diverso carico di lavoro tra giuridizione e consultiva di verifica
in periodi alterni. Al Presidente anche il potere di determinare la
composizione dell'adunanza plenaria che oggi è attribuito, al Consiglio di
Presidenza. Processo del lavoro (articolo 53). Nei processi per lavoro viene
stabilito che, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle
parti, il giudice non solo debba dare lettura del dispositivo, ma debba esporre
anche le ragioni di fatto e diritto della decisione. Per ottimizzare i tempi
anche in casi particolarmente complessi deve essere fissato nel dispositivo un
termine non superiore a 60 giorni per il deposito della sentenza. Progressione
triennale (articolo 69). A decorrere dal 1° gennaio 2009 riduzione di un terzo
del valore della progressione economica degli stipendi per classi e aumenti
periodici biennali di magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti
dei corpi di polizia e delle forze armate. Si tratta delle uniche categorie che
mantengono, insieme alla scuola, un meccanismo retributivo con sviluppi
automatici in ragione dell'anzianità di servizio. Rapporti di lavoro (articolo
39). Misure di semplificazione in materia di adempimenti obbligatori di natura
formale nella gestione dei rapporti di lavoro. Prevista l' istituzione del
libro unico del lavoro nel quale sono iscritti tutti i lavoratori e annotate
tutte le dazioni in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di
lavoro. Introdotte sanzioni relative alla violazione dell'obbligo di
istituzione e tenuta del libro unico, nonché dell'omessa esibizione agli organi
di vigilanza del libro stesso. Rateazioni di importi iscritti a ruolo (articolo
83, comma 23). Eliminazione dell'obbligo di prestare garanzia fideiussoria in
caso di richiesta di rateazione di somme iscritte a ruolo maggiori di 50mila
euro. Reclutamento del personale delle società pubbliche (articolo 18). La
norma consente alle società che gestiscono servizi pubblici locali a totale
partecipazione pubblica di adottare criteri e modalità per il reclutamento del
personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di
cui comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Analoga
previsione viene stabilita per le altre società a partecipazione pubblica
totale o di controllo, prevedendo che le stesse adottano, con propri
provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il
conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione
comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità. Escluse dal campo di
applicazione della norma le società quotate su mercati regolamentati. Regime
Iva delle prestazioni ausiliarie nei gruppi bancari e assicurativi (articolo
82, comma 16). La modifica normativa intende posticipare al 1° gennaio 2009 la
decorrenza delle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 262, della legge
Finanziaria 2008 e intende posticipare l'abrogazione dei commi 1-3 bis della
legge 133/1999 con cui si esentano dall'Iva le prestazioni ausiliarie nei
gruppi bancari, assicurativi e di imprese che svolgono per lo più operazioni
esenti. Restituzione di pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a
ruolo (articolo 83, commi 21 e 22). Disposizioni per la restituzione di
pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a ruolo. In caso di
versamento di somme eccedenti almeno 50 euro rispetto a quelle richieste
dall'agente della riscossione, questi ne offre la restituzione notificandogli
una comunicazione. A tre mesi dalla notifica senza che l'avente diritto ne
abbia accettata la restituzione o, per le eccedenze inferiori a 50 euro decorsi
3 mesi dal pagamento, l'agente della riscossione riversa le somme eccedenti
all'ente creditore o allo Stato se l'ente non è identificato o identificabile.
Ricerca di eccellenza (articolo 17). Soppressione della Fondazione Iri a
decorrere dal 1° luglio 2008: le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto
giuridico della Fondazione Iri in essere sono devolute alla Fondazione Istituto
Italiano di Tecnologia, ad eccezione del patrimonio storico e documentale della
Fondazione Iri che sarà devoluto a una società totalitariamente controllata
dallo Stato che ne curerà la conservazione. Le risorse acquisite dalla
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia sono destinate al finanziamento di
programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul
territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e
alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia
localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati. Riduzione
degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture (articolo 68).
Criteri più rigorosi da adottare in sede di attuazione nella valutazione da
parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri della perdurante utilità
degli organismi collegiali, al fine del raggiungimento dell'obiettivo da
realizzare al termine del triennio 2009-2011, consistente nel trasferimento
delle funzioni di tali organismi nell'ambito delle attività istituzionali delle
Amministrazioni di competenza. Eliminazione delle duplicazioni organizzative e
funzionali derivanti dall'esistenza presso le amministrazioni centrali e
periferiche di strutture che svolgono attività a contenuto tecnico e ad elevata
specializzazione che rientrano fra le funzioni istituzionali delle
amministrazioni. Risparmio energetico (articolo 48). Le amministrazioni dello
Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni
educative, aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo,
istituzioni universitarie, enti pubblici non economici nazionali, l'Agenzia per
la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), sono tenute
ad approvvigionarsi di combustibile da riscaldamento e dei relativi servizi
nonché di energia elettrica mediante le convenzioni Consip o comunque a prezzi
inferiori o uguali a quelli praticati dalla Consip. Roma Capitale (articolo
78). Nomina del sindaco del Comune di Roma a Commissario straordinario del
Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria del Comune e
delle società da esso partecipate e per la predisposizione e attuazione di un
piano di rientro dall'indebitamento pregresso. Prevista la concessione al
Comune di Roma di un' anticipazione di 500 milioni di euro, da parte della
Cassa Depositi e Prestiti spa, a valere sui futuri maggiori trasferimenti
statali che dovranno essere attribuiti all'amministrazione comunale.
Semplificazione nella gestione dei rapporti tributari (articolo 83, comma 18).
Per semplificare la gestione dei rapporti con l'amministrazione finanziaria,
ispirandoli a principi di reciproco affidamento e agevolando il contribuente
mediante la compressione dei tempi di definizione, L'accertamento con adesione
viene steso ai processi verbali di constatazione. Servizi di cabotaggio
(articolo 57). Trasferimento ex lege, alle Regioni, dei compiti e delle
funzioni amministrative in materia di servizi di cabotaggio. La gestione dei
servizi di cabotaggio è regolata da appositi contratti di servizio stipulati
secondo criteri omogenei stabiliti dal Cipe. Disposizione sulla destinazione
delle risorse attualmente previste nel bilancio dello Stato per il
finanziamento dei contratti di servizio pubblico di cabotaggio marittimo e in
ordine alla verifica di congruità ed efficienza della spesa statale.
Trasferimenti di azioni e risorse alle Regioni interessate. Possibilità, da
parte delle Regioni, di affidamento diretto dei servizi di cabotaggio a società
di capitali in possesso dei requisiti richiesti, al fine, dall'ordinamento
comunitario. Considerato che agli oneri del servizio pubblico si fa fronte con
le risorse stanziate nel bilancio dello Stato, è opportuno che le società siano
dotate di contabilità separata e che tutti i contratti di programma siano
notificati alla Commissione che verificherà che gli importi riconosciuti alle
società che svolgono un servizio pubblico non comportino sovra-compensazione.
Servizio consultivo e ispettivo tributario e Commissione spesa pubblica
(articolo 45). Soppressione, a decorrere dall'entrata in vigore del decreto
legge, del Secit (Servizio consultivo e ispettivo tributario) e trasferimento
delle relative funzioni al Dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia
e delle finanze. Restituzione del personale amministrativo alle amministrazioni
di appartenenza o, nel caso il personale appartenga al ruolo del Mef,
assegnazione al Dipartimento delle Finanze. Spesa sanitaria (articolo 79).
Disposizione sulla programmazione delle risorse per la spesa sanitaria, che
prevedono il concorso del settore alla realizzazione della complessiva manovra
di finanza pubblica. Per l'anno 2009 conferma del livello di finanziamento già
previsto dalla legislazione vigente, mentre viene fissato per il periodo 2010 e
2011 un livello di finanziamento che sconta una manovra rispettivamente di
2.000 e 3.000 milioni di euro. Spese di giustizia (articolo 52). Disposizioni
per il contenimento delle spese di giustizia. Ai fini della quantificazione
dell'importo di applica la norma che stabilisce che il funzionario addetto
quantifica l'importo dovuto per spese sulla base degli atti, dei registri,
delle norme che individuano la somma da recuperare, e prende atto degli importi
stabiliti nei provvedimenti giurisdizionali per le pene pecuniarie, per le
sanzioni amministrative pecuniarie e per le sanzioni pecuniarie processuali,
specificando le varie voci dell'importo complessivo. Entro un mese dal
passaggio in giudicato o dalla definitività del provvedimento da cui sorge
l'obbligo, l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo. Start up (articolo 3).
Sostanziale esenzione di alcune plusvalenze da cessione di partecipazioni, sia
pura a determinate condizioni: il reinvestimento delle stesse nel capitale sociale
di "start-up" operanti nella medesima attività, sempre che la società
le cui partecipazioni sono state cedute abbia a sua volta provveduto ad
effettuare investimenti in beni strumentali o in ricerca e sviluppo. Stock
option (articolo 82, commi 23 e 24). Abolizione delle agevolazioni in materia
di stock option. Prevista l'abrogazione della lettera g-bis), comma 2,
dell'articolo 51 del Tuir., includendo quindi le plusvalenze da stock option
tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
La disposizione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a
decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto. Studi di settore
(articolo 83, comma 19). In funzione dell'attuazione del federalismo fiscale
dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore saranno elaborati anche su base
regionale o comunale, ove compatibile. Strumenti di pagamento (articolo 32).
Elevato da 5mila a 12.500 euro il tetto per i trasferimenti di contante, di
libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore. Gli assegni
bancari e circolari al di sopra dei 12.500 euro (e non più 5mila) dovranno
indicare la clausola della non trasferibilità. Il saldo dei libretti bancari o
postali al portatori non può essere superiore a 12.500 euro (prima 5mila euro).
Eliminata la disposizione che prevedeva che i compensi in denaro per
l'esercizio di arti e professioni fossero riscossi, oltre un tetto,
esclusivamente tramite assegni o bonifici bancari. Studi di settore ed elenco
clienti fornitori (articolo 33). A partire dal 2009 gli studi di settore
debbano essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre del
periodo d'imposta nel quale entrano in vigore. Per l'anno 2008, in via
transitoria, il termine di pubblicazione è fissato al 31 dicembre. Modificata
la disciplina concernente la comunicazione dei dati Iva. Strumenti innovativi
di investimento (articolo 4). Disposizioni per consentire lo sviluppo di
programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative produttive
con elevato contenuto di innovazione. Possibile prevedere, oltre alla
costituzione di appositi fondi di investimento con la partecipazione di
investitori pubblici e privati, articolati in un sistema integrato tra fondi di
livello nazionale e rete di fondi locali, anche il coinvolgimento di soggetti
pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento nonché la
valorizzazione delle risorse finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti
da cofinanziamenti europei e internazionali. Strumenti metrici (articolo 34).
Vengono attribuite ai Comuni le funzioni attualmente esercitate dalle Camere di
commercio in materia di verifica degli strumenti metrici. Ogni comune dovrà
individuare un responsabile delle attività finalizzate alla tutela del
consumatore e della fede pubblica tra cui quelle relative alla verifica degli
strumenti metrici. Strutture tecniche statali (articolo 28). Istituzione
dell'Istituto di ricerca per la protezione ambientale (Irpa) sotto la vigilanza
del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare:
sostituisce l'agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici,
l'istituto nazionale per la fauna selvatica e l'istituto centrale per la
ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare. Un decreto Ambiente,
adottato di concerto con l'Economia, sentite le commissioni parlamentari
competenti in materia di ambiente, disciplinerà gli organi di amministrazione e
controllo, nonché le modalità di costituzione e funzionamento dell'istituto.
L'articolo disciplina altresì la composizione della commissione istruttoria
Ippc (Integrated pollution prevention and control) e della Commissione di
valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione
degli interventi ambientali. Svalutazione dei crediti e accantonamenti per
rischi su crediti (articolo 82, commi da 11 a 13). L'articolo 106 del testo
unico delle imposte sui redditi definisce le regole di deducibilità delle
svalutazioni crediti e degli accantonamenti al fondo rischi su crediti sia
delle imprese industriali, commerciali e di servizi che degli enti creditizi e
finanziari.La disposizione, con riferimento alle banche ed agli altri enti e
società finanziari, modifica la quota deducibile in ciascun esercizio delle
svalutazioni dallo 0,40% allo 0,30% e contemporaneamente modifica la durata del
periodo di deduzione dell'importo delle svalutazioni dei crediti imputati in
bilancio eccedenti il limite. La deduzione di tale importo deve essere operata
nei successivi diciotto esercizi, anziché nei nove previsti dalla disposizione
precedentemente in vigore. Le quote residue formate negli esercizi precedenti
sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo
esercizio successivo a quello di formazione. Taglia carta (articolo 27). Si
punta a ridurre in maniera significativa i costi attualmente sostenuti dalle
amministrazioni per il mantenimento dei documenti in cartaceo. Prevista la
riduzione del 50% della spesa sostenuta per la stampa delle relazioni e di
altre pubblicazioni. Gli abbonamenti in formato cartaceo alla Gazzetta
Ufficiale, inviata in abbonamento a carico delle amministrazioni a un'ampia
serie di destinatari (funzionari, magistrati, parlamentari, etc.) saranno
sostituiti da abbonamenti telematici. Il costo degli abbonamenti stessi sarà
rideterminato entro 60 giorni dalla data di conversione del decreto legge.
Taglia enti (articolo 26). Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto,
soppressione automatica di tutti gli enti pubblici non economici con dotazione
organica inferiore alle 50 unità e di tutti gli enti già espressamente
individuati dal comma 636 dell'articolo 2 della legge 244/2007, nell'allegato
A. Tutte le funzioni da questi esercitate nonché le relative risorse
strumentali ed umane sono attribuite alle amministrazioni vigilanti che
succederanno a titolo universale in ogni rapporto e nelle eventuali
controversie. Esclusi dalla soppressione gli ordini professionali e le loro
federazioni, le federazioni sportive e gli enti non inclusi nell'elenco Istat
pubblicato in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 311/2004,
nonché gli enti parco e gli enti di ricerca. Prevista una norma di salvaguardia
in base alla quale sono individuati gli enti che non sono soppressi e quelli le
cui funzioni sono attribuite a organi diversi dal Ministero che riveste
competenza primaria nella materia. Spostato al 31 dicembre 2008 il termine
ultimo concesso alle amministrazioni per procedere alla conferma, al riordino o
alla trasformazione degli enti pubblici economici con dotazione organica superiore
alle 50 unità. Integrato l'allegato A della legge 244/2007 con l'individuazione
di ulteriori enti da sottoporre a procedura automatica di soppressione. Taglia
leggi (articolo 24). È stata verificata la presenza, in tutti i settori
dell'ordinamento, di un gran numero di atti con forza di legge che hanno
esaurito i propri effetti: da quelle ad efficacia temporanea a quelle
implicitamente abrogate che appesantiscono l'ordinamento vigente, fino a leggi
tuttora vigenti considerate, tuttavia, dalle amministrazioni di riferimento
palesemente obsolete. Nell'Allegato A, sono elencati gli atti legislativi
abrogati, a far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in
vigore del decreto legge. Taglia oneri amministrativi (articolo 25). Obbligo per
le singole amministrazioni statali di predisporre piani di riduzione degli
oneri amministrativi, i cosiddetti "piani taglia-oneri", per
conseguire l'obiettivo europeo di riduzione del 25 per cento. Ciascun ministro
adotta un Piano di riduzione degli oneri amministrativi, sulla base delle
previste attività di misurazione, assegnando i relativi obiettivi ai dirigenti
titolari dei centri di responsabilità. La disposizione prevede, infine, una
delega al Governo ad adottare uno o più regolamenti contenenti gli interventi
normativi volti a ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese
nei settori oggetto di misurazione e a semplificare e riordinare la relativa
disciplina, anche nell'ambito del processo di riassetto normativo previsto
dalla legge 59/1997. Tav (articolo 12). Abrogati gli effetti delle revoche
delle concessioni rilasciate alla Tav con i contraenti generali in data 15
ottobre 1991 e 16 marzo 1992, consentendo la prosecuzione dei rapporti
convenzionali stipulati da Tav con Rfi. Tenuta dei documenti di lavoro
(articolo 40). La disposizione interviene in materia di norme per l'ordinamento
della professione di consulente del lavoro: i documenti dei datori di lavoro
per lo svolgimento dell'attività di cui all'articolo 2 della legge 12/1979, possono
essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri
professionisti indicati nella legge n. 12. All'atto dell'assunzione, prima
dell'inizio della attività di lavoro, i datori di lavoro pubblici e privati,
sono tenuti a consegnare ai lavoratori una copia della comunicazione di
instaurazione del rapporto di lavoro. L'obbligo si intende assolto nel caso in
cui il datore di lavoro consegni al lavoratore, prima dell'inizio della
attività lavorativa, copia del contratto individuale di lavoro che contenga
anche tutte le informazioni previste dal decreto legislativo 152/1997. La
presente disposizione non si applica per il personale di cui all'articolo 3 del
decreto legislativo 165/2001. Armatori e società di armamento sono tenute a
comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di imbarco
o sbarco, agli Uffici di collocamento della gente di mare nel cui ambito
territoriale si verifica l'imbarco o lo sbarco, l'assunzione e la cessazione
dei rapporti di lavoro relativi al personale marittimo iscritto nelle matricole
della gente di mare, al personale marittimo non iscritto nelle matricole della
gente di mare e a tutto il personale che a vario titolo presta servizio.
Trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio
(articolo 70). Razionalizzazione della spesa sostenuta dalla Pubblica
Amministrazione per la corresponsione del trattamento economico al personale a
cui è stata riconosciuta un'infermità dipendente da causa di servizio.
Attualmente oltre all'equo indennizzo, spetta un beneficio economico aggiuntivo
calcolato nella misura del 2.50% e del 1.25% prendendo a base il trattamento
economico fondamentale. La disposizione prevede, fermo restando il diritto alla
corresponsione dell'equo indennizzo, la soppressione delle norme che prevedono
tale trattamento economico aggiuntivo. Turn over (articolo 66). Misure per
contenere ulteriormente le assunzioni presso le pubbliche amministrazioni. Le
amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici, le Agenzie, fatte
salvi gli specifici programmi di assunzioni già previsti dalla normativa
vigente (in particolare per quanto riguarda i corpi di polizia il corpo
nazionale dei vigili del fuoco e le agenzie fiscali), le procedure di mobilità
e le assunzioni di personale appartenente alle categorie protette, potranno
procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato: per l'anno 2009 nel
limite del 10% delle cessazioni verificatesi nell'anno precedente (rispetto al
20% previsto dall'art. 1 comma 523 della legge 296/2006). Nel 2009 potranno
essere disposte stabilizzazioni di personale nel limite del 10% del turn-over
dell'anno precedente, in luogo del 40% previsto dall'articolo 1, comma 526
della legge 296/2006. Per gli anni 2010 e 2011 nel limite del 20% delle
cessazioni avvenute nell'anno precedente (rispetto al 60% ed al 100% previsti,
rispettivamente per il 2010 e per il 2011, dalla precedente normativa). Per
l'anno 2012 nel limite del 50% del turn over (rispetto al 100% previsto dalla
precedente normativa). A decorrere dall'anno 2013 al fine di dare carattere
strutturale alle economie conseguite le assunzioni potranno avvenire nei limiti
delle cessazioni avvenute nell'anno precedente (e non dei posti vacanti in
organico). Le disposizioni riguardano anche il personale in regime di diritto
pubblico. Soppressione dei fondi per le assunzioni in deroga già previsti per
gli anni 2009 e 2010. Le disposizioni di contenimento trovano applicazione, nel
rispetto della specifica autonomia anche nei confronti delle università. Per
gli enti di ricerca, in relazione alla valenza strategica del settore per
l'innovazione e lo sviluppo le assunzioni sono consentite nel limite delle
cessazioni avvenute nell'anno precedente. Università (articolo 16). Le
Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni
di diritto privato, che subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella
titolarità del patrimonio dell'ateneo. Al fondo di dotazione delle fondazioni
universitarie è trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà
dei beni immobili già in uso alle Università trasformate. Gli atti di
trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni connesse
sono esenti da imposte e tasse. Le fondazioni universitarie sono enti non
commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla
loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della
gestione. Valutazione delle rimanenze delle imprese che operano nei settori
petrolifero e del gas (articolo 81, commi da 19 a 25). La disposizione,
relativamente alle imprese attive nelle attività di: a) ricerca e coltivazione
di idrocarburi liquidi e gassosi e b) raffinazione petrolio, produzione o
commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti
e residuati, di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale, introduce
l'obbligo della valutazione secondo il metodo della media ponderata o Fifo
delle rimanenze producendo un incremento dei valori di tali rimanenze. Verifica
invalidità civili (articolo 80). L'Inps attuerà dal 1° gennaio al 31 dicembre
2009 un piano straordinario di 200mila accertamenti di verifica nei confronti
dei titolari di benefìci economici di invalidità civile. 26 giugno 2008.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Centro Nord))
Argomenti: Class Action
Centro-Nord sezione:
SYSTEM (SPECIALE FORLI) data: 2008-06-25 - pag: 9 autore: Relazioni sindacali,
internazionalizzazione, formazione e organizzazione ai primi posti dell'azione
associativa Relazioni Sindacali Facendo il consuntivo dell'attività svolta nel
2007, emerge che il rapporto tra Confindustria Forlì-Cesena e le aziende
associate è stato ancora una volta contrassegnato da una consistente crescita
della domanda, essendosi ulteriormente ampliati e diversificati gli interventi
e le aree d'azione e di consulenza (registrati 9.321 fra contatti e quesiti).
Scorrendo l'elenco degli interventi effettuati (1.465 in totale), si evidenzia
che con la controparte istituzionale si sono fatti 784 incontri, nel corso dei quali si sono dibattute vertenze collettive (in particolare
stipule di accordi aziendali), vertenze individuali, richieste di cassa
integrazione ordinaria e straordinaria e verifiche di vario genere relative ad
accordi aziendali già in essere. L'86% delle aziende ha usufruito della
consulenza dell'ufficio sindacale e 461 sono stati gli interventi svolti
direttamente in azienda.Si è partecipato alle riunioni convocate su
argomenti specifici dal Sistema Confindustria (7) e va poi ricordata la
partecipazione dei funzionari alle tante riunioni (229) delle Commissioni
Provinciali di Conciliazione, della Commissione Provinciale di Concertazione e
dell'Organismo che presiede ai Collocamenti Obbligatori ed alle riunioni della
Commissione INPS per la Cassa Integrazione Guadagni e per il Servizio Ispezioni
sul Lavoro. Inoltre, le sedi locali dell'INPS e dell'INAIL hanno impegnato i
funzionari in tutta una serie di “interventi mirati” (42) per la soluzione di
questioni relative a singole aziende Internazionalizzazione Fra le iniziative
più importanti svolte, nell'area dell'internazionalizzazione, vanno citati i 21
progetti che hanno portato le aziende della nostra Provincia ad approcciare i
mercati della Cina, dell'India, della Serbia e dell'Est-Europa, dell'Area del
Golfo, del Sud Africa, dell'Australia e del Brasile. è stata inoltre realizzata
formazione specifica sulle strategie di posizionamento mercati esteri, sulle
modalità dei pagamenti internazionali, sulla contrattualistica e sul marketing
internazionale. Facendo il consuntivo, sono stati svolti 1 seminario e 6
incontri di studio e si sono registrate oltre 300 presenze. Sono state anche
attivate forme di consulenza “one-to-one” in materia di diritto internazionale,
assicurazione crediti esteri, finanziamenti per l'intenazionalizzazione,
pagamenti internazionali e tutela del made in Italy. Scendendo nei dettagli,
vanno citati anche i tantissimi incontri e i contatti specifici (77) avuti con
le Fiere di Forlì e Cesena, gli Uffici ICE e gli Uffici Doganali. Formazione ed
Orientamento Professionale Anche nel 2007, sono state realizzate numerose ed
importanti iniziative: 19 corsi e 39 fra incontri di studio e seminari, per un
totale di 1.004 ore di docenza e 5.407 presenze. Tutte le iniziative sono state
condotte dal Consigliere “con delega” Paolo Celli, che si è giovato della
segreteria di Valentina Vimari. Va sottolineato che è continuato anche il
supporto finanziario della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì. Una
citazione particolare merita, infine, la ripetizione di un'iniziativa,
avviatasi nel corso del 2006 per merito del Gruppo di Lavoro per “l'education”,
gruppo guidato dalla Vicepresidente Magalì Prati: si tratta di un progetto di
orientamento professionale intitolato “Aziende e buoi dei paesi tuoi”, che è
mirato a diffondere fra gli studenti degli Istituti Tecnici e delle locali
Facoltà Universitarie, la conoscenza delle opportunità di lavoro fornite dalle
aziende locali. Organizzazione Per illustrare quanto è stato fatto in quest'area
(quasi 400 fra riunioni/incontri), va innanzitutto rilevato che due sono stati
gli elementi che hanno contraddistinto il 2007. Si tratta di un'ampia serie di
interventi riguardanti la grafica, i contenuti e le modalità di “navigazione”
all'interno del portale informatico www.assindfc.it e si tratta di un'ampia
azione di ammodernamento che ha toccato i servizi, l'anagrafe ed il sistema
contributivo.
( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action
Onfesercenti,
attacca parte della magistratura e lancia pesanti bordate da far accapponare la
pelle: "Vogliono impedirmi di governare.La democrazia è a rischio. Ho
avuto 587 visite dalla polizia giudiziaria e una spesa per gli avvocati che dal
1994 mi è costata più di 174 milioni di euro. I processi sono finiti tutti con
assoluzioni o perchè il fatto non sussiste. Il mio interesse sarebbe stato
quello di godermi i soldi che mi sono meritatamente conquistato."; e dice
ancora che è sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani:
tutto questo basta e avanza! Le parcelle dei suoi avvocati le stiamo pagando
anche noi cittadini perchè li ha portati quasi tutti in Parlamento. Riguardo al
fatto che sia sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani,
scusate ma mi viene da ridere, esprimo seri dubbi perchè gli unici interessi a
cui Berlusconi dimostra particolare attenzione sono i suoi personali; è questo
il vero motivo per cui l'uomo di Arcore ha messo in piedi Forza Italia con
tutto quello che ne è seguito. La sua carriera è stata facilitata dalla
istintiva attitudine al marketing, dalla capacità di convincere gli altri a
dargli ragione; con l'allargarsi dei suoi affari il marketing è diventato la
fede dei suoi collaboratori. L'Italia intera piange, ma lui se la ride perchè
qualcuno gli ha consegnato l'Italia e così, in un solo mese, ha già potuto
sistemare alcune faccende: decreto salva Rete 4, divieto di intercettazioni,
sospensione dei procedimenti giudiziari con pene inferiori ai 10 anni, class="hilite">rinvio della Class class="term">action. Siamo solo ad inizio
legislatura, cosa ci riserveranongli anni che rimangono? Al momento una sola
certezza: le tasse non vengono abbassate fino al 2012, vigilia delle elezioni
politiche. Chi governa il Paese non può denigrare e delegittimare i giudici e
l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale.
CARLO MIGLIAVACCA, NOVARA Il Palio di Boca e iniziative clone Spesso vengo
interrogato sul mio pensiero a proposito del Palio di Boca e al fine di evitare
fraintendimenti intendo fin da subito dire che non sono contrario al Palio di
Boca ma sono contrario ad un Palio clone di quello che da 23anni si fa a
Maggiora. Fin da quando l'idea di un Palio a Boca clone di quello maggiorese è
stata prospettata dal sindaco di Boca, ho chiesto lumi a quest'ultimo, che
"miope" del bene del territorio, ha voluto portare avanti ugualmente.
Maggiora non ha paura che la nascita del Palio di Boca offuschi il Palio dei
Rioni di Maggiora: il Magistrato del Palio teme che l'originalità che ha
portato la manifestazione maggiorese a livelli di eccellenza venga inflazionata
dal continuo girar di botti tanto da stufare. Si pensi se ogni frazione
Borgomanerese visto i successi del CascinarMangiando decida di organizzare un
proprio CascinarMangiando, non ci sarebbe che un danno per tutti? Perché,
continuo a chiedermi,il Comune di Boca non studia un idea originale per
identificare il suo Palio? Nel Novarese il Palio con la Corsa delle Botti
esiste già ed è quello di Maggiora. Nelle scorse settimane sono stato informato
dal sindaco di Boca che ha intenzione di proporre a settembre "La festa
dell'Uva" a Boca con carri dei paesi produttori dell'omonima Doc e una
corsa delle botti tra gli stessi: perché ancora botti che rotolano? Allora mi
chiedo se non valga la pena spendere le proprie energie per pensare a qualcosa
di Nuovo anziché copiare dal vicino di banco per poi chiedere collaborazione.
Perchè Boca non pensa ad un Palio con la Corsa dei Crocefissi? Sarebbe
originale e unica nel territorio legata al Suo Santuario del S.S. Crocifisso
opera del maggiorese Arch. Alessandro Antonelli e quindi sarebbe un legame
culturale interessante. Condivido l'entusiasmo del sindaco ma il rischio è di
trasformare Boca in una "Piccola Cina Novarese delle Manifestazione
Clonate". GIORGIO PALMA, PRESIDENTE A.R. MAGISTRATO DEL PALIO MAGGIORA.
( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action
ENZE 6/A, ORE 10
Convegno di presentazione dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze,
all'avanguardia negli studi e nella ricerca scientifica. Nel pomeriggio, si
svolgerà una tavola rotonda dal titolo "Le Neuroscienze in Italia:
progressi scientifici e politica della ricerca", con interventi di Torsten
Diesel e Maria Grazia Spillantini. Le conclusioni e le relazioni scientifiche
dalle Unità Operative dell'Inn saranno affidate a Fabrizio Benedetti, Fabio
Benfenati, Giovanni Berlucchi, Stefano Cappa, Gaetano Di Chiara, Mario Maj,
Jacopo Meldolesi, Michele Simonato e Pier Franco Spano. Ingresso libero fino ad
esaurimento posti. Info 011/6708173. Europamel@ TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA
8, ORE 11 La Camera di commercio di Torino organizza un incontro di presentazione
del progetto europeo "Europamel@ - Portail de l'Arc Méditerranéen
Latin", finalizzato a sviluppare analisi socio-economiche sull'Arco
Mediterraneo Latino. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Info 011/
5714702. Torino 011 OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, VIA CASTELFIDARDO 18, ORE 11
Inaugurazione della mostra "Torino 011_Biografia di una città", per
il calendario di Torino 2008 World Design Capital. Flexibility EX-CARCERI LE
NUOVE, VIA BORSELLINO 1, ORE 11 Inaugurazione della mostra "Flexibility.
Deisgn in a fast-changing society", per il calendario di Torino 2008 World
Design Capital. Ai margini DIPARTIMENTO DI STUDI POLITICI, VIA GIOLITTI 33, ORE
15-17,30 Gábor Fleck e Carlotta Saletti Salza terranno un seminario dal titolo
"Ai margini. Vita quotidiana e relazioni sociali dei rom in Romania e in
Italia". Sarà fornita traduzione consecutiva dall'inglese per l'intervento
di Gábor Fleck. Info 011/5160044 o fieri@fieri.it. Dietro le quinte TEATRO
REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le
quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro.
Informazioni: 011/ 8815557. Tutto liscio SPORTING DORA, CORSO UMBRIA 83, ORE 15
I classici del liscio: iniziano i pomeriggi danzanti del venerdi all'insegna dei
classici del liscio. Fino a sera si balla con l'animazione dello Sporting.
Notte fonda LABORATORIO PSICOANALITICO, VIA ASSISI 6, ORE 17,30-19 Per il
"Passalibro Psicoanalitico", il Laboratorio propone l'incontro
"Notte fonda". Info 011/2162736. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO,
VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 Il tour si conclude in piazza San Carlo alle 22.
Prenotazione necessaria. Info 011/853670 o info@barburin.com. Salute del
Sangoner MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 21
Patologia ambientale: dall'inquinamento alla prevenzione, interviene Giancarlo
Ugazio. Capitango SPORTING DORA, CORSO UMBRIA 83, ORE 21 Milonga sulla Dora:
tra Milonga e Tango, in un'ambientazione tipica, con i maestri Pino e Caterina.
Pavese Festival PIAZZA DELLA CONSOLATA, ORE 21 "L'America è già qui"
apre con la prima nazionale dello spettacolo "L'isola", scritto e
realizzato da Accademia dei Folli -Compagnia di MusicaTeatro. Venerdì popolari
VIA BORGO DORA, ORE 21 Dibattito: "Comitato di difesa Leonard Peltier
Leonard Peltier Libero", incontro sui diritti dei nativi americani.
Solstizio Tantrico KARMACOLA INDIA, LUNGODORA SIENA 12, ORE 21-22 Il risveglio
dei chakra e l'energia del Solstizio d'estate con Alcamon Ram Haros. Ingresso
libero, partecipazione gratuita. Serata in bianco e nero BELLARTE, VIA BELLARDI
116, ORE 21,15 "Ballando in casa Addams", il testo è liberamente
tratto da due puntate televisive della serie storica della Famiglia Addams.
Alla fine dello spettacolo il gruppo EstravadanzA eseguirà una coreografia di
Daniela Camisassi, danzata su celebri note di tango. Reading Park CORTILE
PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 Licia Maglietta legge "Vasta è la
prigione" di Assia Djebar. Info www.circololettori.it. Growing Up CAMERA
DI COMMERCIO, VIA NINO COSTA 8, ORE 21,30-24 Cocktail e intrattenimento
musicale in occasione della presentazione del libro "011 + Architetture
made in Torino", edito da Mondadori Electa. La Camera di Commercio apre al
pubblico le porte dell'avveniristico palazzo molliniano per presentare il
percorso professionale di 13 giovani studi di architettura torinesi,
rappresentanti di una nuova e fibrillante cultura progettuale, sviluppatasi
negli ultimi 10 anni nel capoluogo piemontese. Ginnastica ritmica
TENDOSTRUTTURA PARCO DELLA TESORIERA, CORSO FRANCIA 186/192, ORE 21,30 VI
Festival Internazionale di Ginnastica Ritmica, a cura dell'associazione
sportiva Ritmica Piemonte Vinilificio creativo VILLA CAPRIGLIO, STRADA AL
TRAFORO DEL PINO 67, ORE 23 Inaugurazione della mostra "Vinilificio creativo
vol. 1", un'esposizione incentrata sul rapporto arte - clubbing, binomio
poco diffuso a livello formale ma ben radicato nella cultura metropolitana.
L'oggetto dell'esposizione non poteva che essere il vinile, simbolo culto del
djismo: il vinile al posto delle tele, dipinto, personalizzato,
"customizzato" con le più diverse tecniche artistiche e senza legare
gli artisti ad un tema specifico. Le opere saranno visibili per le due
settimane successive, fino al l'11 luglio. Info myspace.com/vinilificiocreativo.
SABATO 28 Visite e mercato ORTO BOTANICO, VIALE MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19
Al termine della visita guidata al giardino settecentesco e al boschetto,
piccola mostra mercato con 6 diverse varietà di lavanda, a fiore rosa, viola, a
foglia dentata, e altre piante aromatiche e ornamentali per giardini, terrazzi
e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992. Archeologia piemontese BIBLIOTECA
CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 10,30 Dall'età tardo-romana
all'età barbarica e la vocazione "egittologica" della città, a cura
di Sandro Caranzano e Pietro Rossi. Info 011/4438604. Visita a tema BASILICA DI
SUPERGA, COLLE DI SUPERGA, ORE 11 E 16 Visita a tema "Storie, aneddoti e
leggende di Re, Principi e Duchi di Casa Savoia". È consigliata la prenotazione.
Info 011/8997456. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15
Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande
teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Aria MUSEO
REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 15,30-17,30 Nell'ambito della
mostra "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali
e scenari futuri", le famiglie incontrano il Museo in dieci
appuntamenti-laboratorio. Oggi e domani si illustreranno con piccoli esperimenti
i concetti di pressione, temperatura e atmosfera e si parlerà di combusitbili
gassosi e biogas prodotti da batteri. Ingresso gratuito fino esaurimento posti
(max 25 partecipanti). Info e prenotazioni 011/4326354 o 011/4326307. Ballo
TENDOSTRUTTURA PARCO DELLA TESORIERA, CORSO FRANCIA 186/192, ORE 16,30-19 Ballo
a palchetto, a cura dell'Associazione LaPolismile. Diciotto secoli d'arte
PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17 Visita guidata: un primo approccio alle
collezioni e al palazzo per conoscere gli spazi, i nuovi allestimenti e i
grandi capolavori di Palazzo Madama. Un modo per capire che non basta una
visita a scoprire tutte le ricchezze del Museo. Info e prenotazioni
011/4429911. Balise ArchiCitizen PIAZZA CARIGNANO, ORE 18 Nell'ambito del XXIII°
Congresso di Architettura sarà inaugurato un arredamento urbano d'informazione
di un genere del tutto nuovo. Questa struttura concepita da Bruno Lugaz e
Philippe Barbeyer, due architetti del Consiglio d'architettura, d'urbanistica e
dell'ambiente (Caue) di Savoia e membri dell'Ordine degli architetti, è un
allestimento mobile, temporaneo, dedicato all'architettura e al design.
L'allestimento rimarrà visibile fino a giovedì 3. Pop Up Shop PIAZZA VITTORIO
VENETO, ORE 18-20 Approda a Torino il Nivea Pop Up Shop, in occasione di Torino
- 2008 World Design Capital, come main sponsor della mostra Flexibility. Sarà
possibile occuparsi della cura di sé sorseggiando un cocktail Martini. Info
02/5461442. Fantasmi a Torino PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 19,15 Il
tour si conclude alla Mole Antonelliana alle 21,30. Prenotazione necessaria.
Info 011/ 853670 o info@barburin.com. Balon Mundial HIROSHIMA MON AMOUR, VIA
BOSSOLI 83, ORE 19,30 Aperitivo musicale di Balon Mundial - post partite - con
i Carambantua in concerto. Pavese Festival PIAZZA DELLA CONSOLATA, ORE 21
Lucrezia Lante Della Rovere legge "Il suo Cesare Pavese",
accompagnata al contrabbasso da Enrico De Lotto. Serata mediorientale CORTILE
DEL MAGLIO, BORGO DORA, ORE 21 Continua la rassegna Artistica Mediorientale
tratta dal romanzo "L'ultima notte di Sherazade" dello scrittore
Younis Tawfik, con la seconda puntata: serata speciale nella quale diverse arti
si completano e si contemplano per creare emozioni che rinfrescano le anime
degli spettatori. L'ingresso è libero, con una partecipazione volontaria
tramite contributo consumazione minima di 6 euro, che include dei dolcetti e
del thé verde alla menta. Info 320/ 3712832. Voci di donna SCUOLA LEONARDO DA
VINCI, VIA DEGLI ABETI 13, ORE 21 Spettacolo di fine laboratorio del gruppo
delle donne falcheresi "Oasi delle donne falcheresi", con l'azione
scenica "Voci di donne". Al termine si festeggia con musica e gustosi
sapori. Info 011/2625687. Carane di Uka BELLARTE, VIA BELLARDI 116, ORE 21,15
Racconto e dialogo sonoro. Alcune semplici parole-oggetto ne descrivono e
guidano il percorso, arricchito dai paesaggi sonori degli Ensemble strumentali.
Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 Appuntamento con Cristiano
Godano e Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz, che ripropongono in chiave sonora
alcuni passi del libro di Godano, "Terrore". Info
www.circololettori.it. DOMENICA 29 Visite e mercato ORTO BOTANICO, VIALE
MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19 Al termine della visita guidata al giardino
settecentesco e al boschetto, piccola mostra mercato con 6 diverse varietà di
lavanda, a fiore rosa, viola, a foglia dentata, e altre piante aromatiche e
ornamentali per giardini, terrazzi e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992.
Costellazioni familiari ASSOCIAZIONE IL GIARDINO DELLA VITA, CORSO TRAPANI 59,
ORE 9,30-18 Seminario di Costellazioni familiari "Senza radici non si
vola". Info 011/2766819 o 335/6924082. Il Karma SAMVEDA, VIA TIZIANO 15,
ORE 9,30-16,30 Seminario "Il Karma": preparazione alla meditazione
con lavoro corporale e respirazione e meditazione di consapevolezza. Pranzo al
sacco e a seguire discorsi e dialoghi sul karma con riferimento agli
insegnamenti di Ramana Maharshi. Info 011/6645339 o www.samveda.it. La gente
dei ricetti BORGO MEDIEVALE, VIALE VIRGILIO 107, ORE 11-19 Nella scenografica
cornice del Borgo Medievale si potrà assistere ad una inconsueta rievocazione
medievale. In collaborazione con il Gruppo Storico dell'Associazione Turistica
Pro Loco di Oglianico i visitatori rivivranno un autentico spaccato
dell'esistenza che conducevano le classi più umili durante il Medioevo. Info
www.borgomedievaletorino.it o 011/4431703. Visita a tema BASILICA DI SUPERGA,
COLLE DI SUPERGA, ORE 11 E 16 Visita a tema "Storie, aneddoti e leggende
di Re, Principi e Duchi di Casa Savoia". È consigliata la prenotazione.
Info 011/8997456. Diciotto secoli d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE
15 Visita guidata: un primo approccio alle collezioni e al palazzo per
conoscere gli spazi, i nuovi allestimenti e i grandi capolavori di Palazzo
Madama. Un modo per capire che non basta una visita a scoprire tutte le
ricchezze del Museo. Info e prenotazioni 011/ 4429911. Decrescita PLAZA DEL
PUEBLO, CORSO PALESTRO 3, ORE 15 ManaManà in collaborazione con il circolo
Pueblo promuovono il mercatino Senzamoneta e alle 17 l'incontro con Maurizio
Pallante "Fermiamo il PIL, promuoviamo decrescita". Nell'occasione si
parlerà dei vincoli, potenzialità, difficoltà, vantaggi, gioie e dolori per
cambiare il modello di sviluppo imperante e il nostro modo di vivere. Aria
MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 15,30-17,30 Nell'ambito
della mostra "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze
attuali e scenari futuri", le famiglie incontrano il Museo in dieci appuntamenti-laboratorio.
Oggi e domani si illustreranno con piccoli esperimenti i concetti di pressione,
temperatura e atmosfera e si parlerà di combusitbili gassosi e biogas prodotti
da batteri. Ingresso gratuito fino esaurimento posti (max 25 partecipanti).
Info e prenotazioni 011/4326354 o 011/ 4326307. Visite guidate PALAZZO MADAMA,
PIAZZA CASTELLO, ORE 16,30 Visita guidata alla mostra "Roberto Sambonet,
designer, grafico, artista (1924-1995)". Info e prenotazioni 011/4429911.
Suoni animati BELLARTE, VIA BELLARDI 116, ORE 21,15 Azione
sonora e movimento musicale. Alcune semplici parole-baule ne descrivono e
guidano il percorso, arricchito dai paesaggi sonori degli Ensemble strumentali.
LUNEDI' 30 Assemblea Associati 2008 CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA
FANTI 17, ORE 11 I lavori dell'Assemblea Generale pubblica dell'Unione
Industriale si apriranno con la relazione del nuovo Presidente, Gianfranco
Carbonato, che analizzerà la situazione economica e politica del nostro Paese e
toccherà i principali temi di interesse industriale legati al nostro
territorio. Seguono gli interventi del Presidente di Confindustria Emma
Marcegaglia e, in rappresentanza del Governo, del Ministro dello Sviluppo
Economico Claudio Scajola. Architettura al femminile FONDAZIONE PALAZZO BRICHERASIO,
VIA LAGRANGE 20, ORE 15-19 L'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti
(Aidia) ha organizzato la tavola rotonda "Architettura al femminile",
che vuole portare un momento di riflessione sul ruolo e sul rapporto fra donna
e architettura. Intervengono Lorenza Minoli, Maria Giuseppina Grasso, Anty
Pansera, Enrica Borghi e Paola Vigliani, modera Sergio Pace. Al termine della
Tavola Rotonda verrà presentato il volume a cura di Clara Silvia Roero e Erika
Luciano, "Numeri, atomi e alambicchi. Donne e Scienza in Piemonte
1840-1960". Operazioni con l'estero CEIPIEMONTE, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE
16-18 Focus Group "La partecipazione delle Pmi alle gare d'appalto in
Unione Europea". Info 011/ 67006191. Mondo francese BIBLIOTECA CIVICA ALBERTO
GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 17 Presentazione di un itinerario di lettura di
letteratura francese, incontro condotto da Morgana Bozzola. Info 011/8196706.
Business della fede FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Per quale motivo
"La Passione di Cristo" di Mel Gibson, un film molto crudo sulle
ultime ore di Gesù, in latino e aramaico con i sottotitoli, è stato un
incredibile successo al botteghino? Ce lo spiega Mara Einstein nel suo "Il
business della fede". A parlare di marketing religioso intervengono Massimo
Introvigne e Bruno Ballardini. I miei maestri SADHANA, VIA VITTORIO AMEDEO 16
BIS, ORE 18,30 Giorgio Lombardi presenta il libro "I miei maestri" di
Carla Perotti, edito da Psiche. Tarot SALA INFERNOTTI OSPEDALE S.GIOVANNI
ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20 "Tarot - predestinazione o libero
arbitrio?", con la partecipazione del dott.S.Scarazzini. L'inizio dei
lavori sarà preceduto da un conviviale saluto di benvenuto nel giardino
dell'Ospedale e dalla visita della chiesa settecentesca sovrastante la sala. Info
011/6335110. Yoga PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA
COLLETTA, ORE 20 L'Associazione Shiva Yoga promuove una serata di avvicinamento
allo yoga. Consigliata la prenotazione. Info 349/8152051. L'ombra della Luna
SALA INFERNOTTI, OSPEDALE SA GIOVANNI BATTISTA ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE
20 "Una Donna, un libro e.... è subito magia creativa", come
può una donna trasformare un libro in uno spunto di riflessione operativamente
attivo: tre serate di riflessione con Giancarlo Guerreri, autore del libro
"L'ombra della Luna - La via del Tarocco". Gli incontri iniziano dopo
il saluto di benvenuto nel giardino dell'Ospedale e la visita della Chiesa
settecentesca sovrastante la Sala. Questa sera "Tarot - Predestinazione o
Libero Arbitrio?", interviene il dott. S. Scarazzini. Info 011/6335110 o
011/6333521. Cercatore di verità ASSOCIAZIONE LIFE QUALITY PROJECT, VIA VOLVERA
23, ORE 21 Incontro "Il Cercatore di Verità", in cammino con un
Maestro Contemporaneo. Ingresso libero, prenotare al 339/2433069. Erbacce MUSEO
REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21 "Erbacce.
Contaminazioni tra letteratura e botanica" è un progetto del Museo
Regionale di Scienze Naturali e di HoldenArt, a cura di Renata Lodari e Eric
Minetto, con Marco Fubini, Renata Lodari ed Eric Minetto. Questa sera
appuntamento con "La cacciata dall'Eden: chi può stare i giradino e chi
no?". Info 011/2304007 o www.holdenart.it. Goliardia AULA MAGNA, VIA PO
17, ORE 21 L'Associazione Amici dell'Università organizza, in collaborazione
col Museo Nazionale del Cinema, la serata "Gli anni più belli della
Goliardia": proiezione di "Addio giovinezza", commenti, aneddoti
e curiosità a cura del regista Massimo Scaglione e del curatore della mostra
"L'Università degli Studi di Torino. Vicende e protagonisti di una storia
plurisecolare", Marco Albera. Prima dell'incontro, dalle 20 alle 21, sarà
possibile visitare la mostra. Info 011/ 6604284. Hans Ulrich Obrist THE BEACH,
VIA MURAZZI DEL PO 18-24, ORE 21,30 Sette ore di interviste a Hans Ulrich
Obrist, co-direttore della Serpentine Gallery di Londra, a cura di artisti,
scienziati, designer, architetti e personalità del mondo della cultura del
calibro di Carla Accardi, Stefano Boeri, Armin Linke, Michelangelo Pistoletto,
Tullio Regge, Grazia Toderi, Massimo Torrigiani e Angela Vettese. Info
info@tlbx.it. MARTEDI' 1 40° anniversario BAR PEROTTI, VIA BARBAROUX ANGOLO VIA
XX SETTEMBRE, ORE 8 In occasione del 40° anniversario della sua nascita, il bar
regala una giornata di offerte speciali, dalle colazioni (a 1,50 euro), al gran
buffet di mezzogiorno, con caffé omaggio, fino all'aperitivo. Info 011/5621775.
Frontiere FONDAZIONE SANDRETTO RE RBAUDENGO, VIA MODANE 16, ORE 8,30-17,30
L'incontro "Le frontiere dell'interazione 2008: benvenuti in un mondo
senza computer" quest'anno si focalizzerà sulla mobilità e su l'Internet
delle Cose, partendo dal dato che i computer così come li conosciamo sono ormai
visti come qualcosa di vecchio. Fra gli speaker lo scrittore di ScienceFiction
Bruce Sterling, Nicolas Nova (LIFT Conference) ed Elizabeth Churchill,
Principal Research Scientist di Yahoo, USA. Questa edizione, frutto di una
stretta collaborazione con il consorzio TOP-IX, ben si colloca nel panorama
delle attività culturali di Torino Capitale Mondiale del Design. Per coloro che
non potranno fisicamente essere presenti a Torino è comunque prevista la
possibilità di partecipare alla conferenza tramite le diverse dirette video su
internet, sia su SecondLife (2lifecast) che in live streaming (dolmedia). Info
http://frontiers.idearium.org. Socialmente responsabili PALAZZO CIVICO, VIA
MILANO 1, ORE 8.30-13 Convegno "Le domande per scoprirsi "socialmente
responsabili" e gli incentivi economici alle imprese previsti
dall'Inail", si analizzano le azioni alla base della Responsabilità
Sociale d'Impresa tese al dialogo e alla comprensione delle esigenze delle
parti interessate e gli incentivi economici previsti dall'INAIL a beneficio
delle aziende considerate "virtuose". Info 011/6700654. Investimenti
TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9-13 Convegno "Innovazione e
integrazione, driver per l'attrazione di investimenti", si affronterà il
ruolo delle Regioni nello sviluppo del territorio su scala internazionale,
agendo sulla competitività, la diffusione dell'innovazione, il rafforzamento e
la promozione dei distretti, delle piattaforme tecnologiche, dei poli
d'innovazione e delle eccellenze territoriali. Info 011/ 6604284. Protocollo di
Kyoto ENVIRONMENT PARK, VIA LIVORNO 60, ORE 9-13 La Camera di commercio
organizza, insieme a Environment Park, un incontro formativo sul progetto
"Kyoto in action", relativo ai meccanismi flessibili del protocollo
di Kyoto. Aziende e società potranno confrontarsi sulla realizzazione di
progetti, in particolare in Africa, Sud America e nell'Est europeo. Info
011/5716326. Globalizzazione CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE DELL'ILO,
VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15 Nel convegno internazionale "Dialogo
tripartito ad alto livello sul modello sociale europeo nel contesto della
Globalizzazione" si affronteranno i seguenti temi: quali sono i rapporti
tra la globalizzazione, la gestione del cambiamento nel mondo del lavoro? Come
concretizzare il principio della flexicurity? Info www.itciclo.org. Dietro le
quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio
dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera".
Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Torino di nebbia BIBLIOTECA
CIVICA ALBERTO GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 18 Mario Ambrosino presenta il suo
libro di poesie "Torino di nebbia". Info 011/8196706. Ayurveda
FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 L'arte del Massaggio Ayurvedico dei Monaci
Erranti è una disciplina antichissima che si avvale di tecniche e prescrizioni
complementari ma diverse da quelle praticate nelle cliniche ayurvediche e
insegnate nelle scuole occidentali. Sul tema intervengono Alida Dal Degan e
Giorgio Lombardi. Durante l'incontro dimostrazioni di massaggio ayurvedico.
Apriti Ied SEDE IED, VIA SAN QUINTINO 38, ORE 18,30 Inaugura l'esposizione dei
progetti di tesi degli studenti dell'Istituto Europeo di Design di Torino
"Apriti Ied 2008: 205 studenti si diplomano. Un'onda creativa travolge la
città". Le opere rimarranno in esposizione fino a settembre, con orario
lunedì - venerdì, 9-13 e 14-18. Ingresso libero. L'evento è inserito nel
cartellone di Torino Eorld Capital Design. Info 011/541111. Alluminio e design
CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18,30 La mostra "Alluminio e
design" è visitabile fino al 3 luglio. Nella giornata di oggi tutti i
visitatori saranno accolti con un drink. Gurlino Life CANOTTIERI ESPERIA, CORSO
MONCALIERI 2, ORE 19 Gurlino organizza una speciale esposizione tinta di viola
per festeggiare 40 anni della storica azienda di arredi e design. Accompagnerà
l'inaugurazione la musica di Laura Conti e Giorgio Gaslini. La mostra rimarrà
in esposizione fino al 3 luglio, inserendosi nel cartellone di TWCD. Templari a
Torino PIAZZA SAN CARLO, FRONTE CHIESA SANTA CRISTINA, ORE 19,50 Il tour
"Il mistero dei Templari a Torino" si conclude in piazza San Giovanni
alle 22. Prenotazione necessaria. Info 011/853670 o info@barburin.com. Sguardi
d'Africa LIBRERIA MASSENA 28, VIA MASSENA 28, ORE 21 Conferenza dal titolo
"Africa e donna: esperienze al femminile in Africa per l'Africa",
intervengono Claudia Bertoldi Marsiaj e Ivana Ciapponi. Info
www.sguardisullafrica.org. Conferenze del martedì SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA
27, ORE 21 Incontro "L'amore: cura o malattia?", interviene Gabriele
Lodari, coordina Patrizia Donà. Info 011/4343700. MERCOLEDI' 2 Carpe Ideam CENTRO
CONGRESSI TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9 Convegno "Carpe Ideam:
le imprese tessili incontrano i centri di ricerca", l'idea è quella di
sostenere la imprese della filiera tessile attraverso la creazione di una rete
di contatti diretti con i principali centri di ricerca del territorio. Il
convegno darà voce ai ricercatori, che presenteranno le loro attività di
innovazione nel campo dei materiali e dei processi tessili e coinvolgerà le
imprese che potranno così reperire i servizi tecnologici, le consulenze
tecniche, le competenze professionali utili alla condivisione della conoscenza
ed allo sviluppo del business. La partecipazione è libera previa iscrizione.
Info 011/2440984 o carpeideam@artigianitorino.it. Globalizzazione CENTRO
INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE DELL'ILO, VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15
Nel convegno internazionale "Dialogo tripartito ad alto livello sul
modello sociale europeo nel contesto della Globalizzazione" si
affronteranno i seguenti temi: quali sono i rapporti tra la globalizzazione, la
gestione del cambiamento nel mondo del lavoro? Come concretizzare il principio
della flexicurity? Info www.itciclo.org. Sicurezza ASCOM, VIA MASSENA 20, ORE
14,30-17,30 L'Ascom torinese accoglie il "Road Show Sicurezza", organizzato
da Confcommercio per informare sulla nuova legge, entrata in vigore il 15
maggio scorso e che riscrive la normativa sulla salute e sulla sicurezza nei
luoghi di lavoro. La partecipazione all'incontro organizzato dall'Ascom è
gratuita e prevede la consegna ai partecipanti di un attestato di frequenza
necessario per assolvere agli obblighi di informazione cui il datore di lavoro
è tenuto. Info e iscrizioni 011/5516256 o sicurezzalavoro@ascomtorino.it.
Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata
"Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro
d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Pizzi in piazza
PARCO DI VITTORIO, CORSO CORSICA, ORE 16-18 Nell'ambito del progetto Est-Adò
"Pizzi in Piazza" partecipazione al "Punto letterario".
Info 011/4435990. Tè del pomeriggio CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20,
ORE 17-18,30 Tè del pomeriggio: "Alla scoperta di nuovi viaggi e
paesaggi". Durante la chiacchierata verrà offerto ai partecipanti un tè
con dolci marocchini. L'ingresso è libero, l'accesso è consentito fino ad
esaurimento posti. Info 800/166670 o www.comune.torino.it/infogio/cig. Ute
Lemper FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Composto da 11 brani sublimi,
scritti interamente e per la prima volta dall'artista, "Between Yesterday
and Tomorrow" (Edel), è una raccolta di ricordi, di momenti di grande
gioia, ma anche di profonda analisi interiore, che hanno segnato la vita di
questa grande cantante ed attrice tedesca dalla sensualità e dallo stile unici.
Con Ute Lemper, prima del suo concerto al Real Festival di Venaria, previsto
per le 21,30. FlexPilates PARCO DELLA CONFLUENZA, PIAZZA SOFIA, ORE 18-19,30
L'Atelier Body & Fit promuove una serata di avvicinamento al FlexPilates.
Appuntamento gratuito, consigliata la prenotazione. Info 346/2412183. Fabula
EDP., CORSO TRENTO 13, ORE 21 Stefania Guido e Franco Quesito terminano il
ciclo "Fabula, quello che le fiabe dicono e quello che non dicono" e
analizzeranno la fiaba "Il gatto con gli stivali ( il mondo è così
grande!)", l'ingresso è libero. Info 368/956303. Seduzione pratica CENTRO
STUDI COMUNICAZIONE, VIA MAGENTA 49, ORE 21 Lezione su "Conoscere la
Comunicazione Seduttiva". Info 333/1511703. Tango in pole position MUSEO
DELL'AUTOMOBILE, TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15, ORE 21 Una
serata dedicata al tango argentino nell'ambito della mostra "Trilogia
dell'Automobile. Velocità". La sensualità del tango rivivrà nella magica
atmosfera del Padiglione Agnelli, a fare da sfondo le splendide automobili che
hanno fatto la storia della velocità. "Tango" e "Velocità"
è un abbinamento inconsueto che si basa sul comune denominatore della passione.
Il costo della serata, che comprende la visita alla mostra, è 5 euro; per i
possessori dell'Abbonamento Musei Torino Piemonte 2 euro. Info 011/6502251;
011/677666, info@museoauto.it Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO, ORE
21,15 "Orientarsi con le stelle", omaggio a Raymond Carver e Chet
Baker, con gli attori Paolo Calabresi e Manuela Mandracchia, accompagnati da
Marco di Gennaro al pianoforte e Andy Gravish alla tromba. Info
www.circololettori.it. GIOVEDI' 3 Globalizzazione CENTRO INTERNAZIONALE
FORMAZIONE ILO, VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15-12,45 Nell'ambito del
convegno internazionale "Dialogo tripartito ad alto livello sul modello
sociale europeo nel contesto della Globalizzazione", si svolge la sessione
speciale sotto forma di "dialogo tra ministri", che vedrà presenti
ministri del welfare di Brasile, Danimarca, Francia, India, Italia, Polonia e
Tanzania oltre al Direttore Generale dell'ILO, Juan Somavia e al Commissario
Europeo, Vladimír Spidla. Info www.itcilo.org. Energia TORINO INCONTRA, VIA
NINO COSTA 8, ORE 9,30-13 Il Sole 24 Ore e Atel Energia, con il patrocinio
della Camera di commercio di Torino, propongono un incontro sull'ottimizzazione
del consumo energetico come strumento di competitività per le imprese,
"Energia, industria, territorio". L'obiettivo è sensibilizzare i top
manager di grandi aziende, Pmi, studi professionali ed esercizi commerciali
sull'utilizzo di energia. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Info
011/5716951. Dichiarazioni doganali CEIPIEMONTE, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 14-18
Seminario "Dichiarazioni doganali: i controlli automatizzati previsti dal
1° giugno". Info 011/6700619. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA
CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari
segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni:
011/8815557. Aurelio Peccei MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A,
ORE 17 "Centesimo anniversario della nascita di Aurelio Peccei",
conferenza di Luca Mercalli nell'ambito di un ciclo di "Conferenze in
onore di Aurelio Peccei". Vestirsi CASTELLO DEL VALENTINO SALONE, VIALE
PIER ANDREA MATTIOLI 39, ORE 18 "La parola all'oggetto - vestirsi":
serie d'incontri durante i quali i curatori di archivi e musei di impresa fanno
parlare oggetti e documenti conservati presso le istituzioni cui appartengono
con l'intento di comunicare la cultura del progetto e la rete produttiva che
preludono alla creazione e alla circolazione di un prodotto. Il tema
dell'ultimo incontro è l'abbigliamento: tessile, scarpe, cappelli, occhiali.
Partecipano: Museo del Cappello Borsalino, Museo Salvatore Ferragamo, Zucchi
collection Museum, Galleria Guglielmo Tabacchi - Safilo, Zegna, modera Elena
Dellapiana. Pop Up Shop PIAZZA VITTORIO VENETO, ORE 18-20 Approda a Torino il
Nivea Pop Up Shop, in occasione di Torino - 2008 World Design Capital, come
main sponsor della mostra Flexibility. Sarà possibile occuparsi della cura di
sé sorseggiando un cocktail Martini. Info 02/5461442. Energia vitale OFFICINA
DELLA MENTE, CORSO MONCALIERI 389, ORE 18 E 21 Conferenza "Tecniche per
ritrovare energia e nuovi stimoli nella vita", conduce Simona Sanmartino.
Per permettere a tutti gli interessati di partecipare stato deciso un doppio
orario. Info 347/2666402 o info@officinadellamente.net. Enrico Vaime
FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Enrico Vaime parla del suo "I cretini
non sono più quelli di una volta". Dietro il muro TEATRO REGIO, PIAZZA
CASTELLO 115, ORE 19 Si apre il convegno organizzato da Berloni, dal titolo
"Beyond the wall. Integrati e disintegrati, culture dell'architettura a
confronto in un mondo che cambia", al quale partecipano Mario Botta, Enzo
Eusebi, Ricardo Flores. Con Aldo Colonetti - Ied, Bruno Gabbiani - Ala
Assoarchitetti, Massimo Pica Ciamarra - Inarch, Pierpaolo Saporito - Occam,
Roberto Tricarico - Anci, Franco Mirenzi - Ofarch, Matteo Vercelloni - Interni.
Curatore: Fortunato D'Amico. La conferenza sarà impreziosita dal concerto
Perspective scritto e diretto da Simona Cazzari alias Wilbi. Un concerto
architettonico dove non vengono usati strumenti classici ma un "abito
sonoro", in stile ottocentesco, costituito da moduli di lamiera regolari e
di diverse dimensioni, curvati e modellati in moda da produrre una cassa di
risonanza. Al femminile PIOLA DELL'ANGOLO, VIA VALGIOIE 32, ORE 20 Incontri
culturali al femminile: presentazione della scrittrice Valeria Moccanasu e
della poetesa Norma Bertalmio. Interverrà lo scrittore poeta Fabrizio Legger
India AMICI DELL'ARTE E ANTIQUARIATO, VIA TOSELLI 1, ORE 21 "Incredibile
India", Isabella ed Antonella raccontano il loro viaggio in terra indiana
con immagini e musiche e, a conclusione, gelato per tutti. Gradito segnalare la
presenza in segreteria. Info 011/5816611. Vanchiglia by night AREA PEDONALE VIA
BUNIVA ANGOLO VIA CESARE BALBO, ORE 21 Interviene l'assessore Ilda Curti per
illustrare il progetto di riqualificazione di via Cesare Balbo "Vittà in
gioco". Info 011/4435752 o www.comune.torino.it/circ7. Innamorati in 3
minuti CENTRO STUDI COMUNICAZIONE, PIAZZA CARDUCCI 122, ORE 21 Incontro di
Speed Date, un nuovo modo per comunicare, fare nuove conoscenze imparando a
cogliere la prima impressione in soli tre minuti. Info 333/1511703. Carattere
SAMVEDA, VIA TIZIANO 15, ORE 21 Incontro "I lati divini e demoniaci del
carattere - I tratti divini e demoniaci come illustrati nel capitolo XVI della
Bhagavad-gita", relatore Giacomo Bonaveglio. Info 011/6645339 o
www.samveda.it. Yoga CENTRO YOGA SAMADHI, VIA TRIPOLI 181, ORE 21-22,30
Conferenza per conoscere i benefici dello Yoga secondo i Sutra di Patanjali.
Info 347/4278055 o lucemt@alice.it. Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO,
ORE 21,15 Lo scrittore-attore-viaggiatore Giuseppe Cederna e Mario Brunello
viaggiano assieme attraverso la musica e la letteratura di tutto il mondo, in
"Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta".Info
www.circololettori.it. Il Grande Fresco KING KONG MICROPLEX, VIA PO 21, ORE 22
Incontri d'estate per "Il Grande Fresco": Federico Sirianni e Guido
Catalano incontrano cantautori, scrittori, poeti, musicisti e gli artisti del
Teatro della Caduta. "Il Grande Fresco" è lieto di aprire il palco a
chi suona, dice o fa. Per partecipare scrivere a ilgrandefresco@gmail.com.
MOSTRE Michelangelo Architetto PALAZZO REALE, PIAZZETTA REALE 1
"Michelangelo Architetto. Disegni dalla Casa Buonarroti": la mostra
presenta una significativa selezione degli 80 splendidi studi di architettura
che fanno parte della Collezione di disegni di Michelangelo della Casa
Buonarroti di Firenze. Sarà visitabile dal 28 giugno al 3 agosto. Info
v.faustini@nework.it o 06/36000101. New Slovak Architecture ANTICHI CHIOSTRI,
VIA GARIBALDI 25 La società degli Architetti Slovacchi, denominata "Slovak
Architects Society", in collaborazione con l'Ambasciata Della Repubblica
Slovacca e con l'Associazione Amici della Slovacchia, propone la mostra
dell'architettura slovacca intitolata "New Slovak Architecture". La
mostra si svolgerà dal 29 giugno al 3 luglio, con orario da lunedì a venerdi,
8,30-19, sabato 8,30-14. Info www.myavyslovacchia.it. +&+ CAVALLERIZZA
REALE, VIA VERDI 9 "+&+ exhibit and lounge", si tratta di due
mostre messe a disposizione dai partners asiatici, che abbracceranno lo spazio
vuoto, in attesa di essere riempito dagli ospiti che si alterneranno durante le
serate del Congresso. La lounge, con decori ceramici su disegno di Krizia, avrà
la duplice funzione di ristoro e studio televisivo da dove partiranno brevi
interviste. Una serata Pecha Kucha darà la possibilità ad architetti giapponesi
ed italiani di presentare in maniera originale i propri lavori. Orari dal 29
giugno al 3 luglio: martedì - domenica, 14-20, lunedì chiuso. Not For SPAZIO
NOIRE CONTEMPORARY ART, VIA PIOSSASCO 29 A Enzo Eusebi e Nothing Studio è
dedicata la mostra "Not For", curata da Fortunato D'Amico e Marco
Noire. Si tratta di un percorso attraverso i progetti di Nothing Studio nel
mondo del design, delle architetture e delle utopie. Mondadori Electa, per
questa occasione, pubblica il libro Not For. Info 02/48518662. Simboli per
Torino PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20 Rientra tra gli eventi Off Congress
official events promossi dall'Ordine degli Architetti Ppc della provincia di
Torino e dalla Fondazione Oat la mostra "Guarini, Juvarra, Antonelli.
Segni e simboli per Torino", che apre il 28 giugno nelle sale di Palazzo
Bricherasio. La mostra sarà visitabile fino al 14 settembre. Info
www.palazzobricherasio.it. Aperture al pubblico VILLA DELLA REGINA, STRADA
SANTA MARGHERITA 79 Fino al 26 ottobre riprendono le visite a Villa della
Regina. La Residenza sarà aperta al pubblico dal venerdì alla domenica, dalle
ore 13,30 alle 18,30. Ogni giorno verranno organizzati 5 gruppi di visita con
partenze ogni 50 minuti: 13,30-14,20-15,10-16,00-16,50. Gli ultimi 2 ingressi
di ogni giornata sono riservati ai gruppi preorganizzati. Prenotazione
obbligatoria ai numeri 800/329329, 011/5641717, 011/5641709, 011/5641778. Info
spsae-pie@beniculturali.it. Carlo Promis BIBLIOTECA REALE, PIAZZA CASTELLO 191
La mostra porta l'attenzione sugli strumenti e sul metodo di "insegnare
l'architettura", a partire dall'analisi del manoscritto autografo, e fino
ad oggi inedito, del Trattato di Architettura civile scritto da Promis a
partire dal 1843 e fondato sul confronto dei principi teorici desunti dalla
trattatistica rinascimentale. Visitabile fino al 12 luglio. Vespa e Lambretta
PALAZZO BIRAGO, VIA CARLO ALBERTO 16 Dal 20 al 29 giugno, la Camera di
Commercio ospita l'esposizione "Gli italiani. Lei e l'Altra", mostra
che racconta la rivalità tra Vespa e Lambretta, attraverso immagini del cinema
e della pubblicità. Saranno anche esposti esemplari dei due scooter. Ingresso
gratuito. Info 011/5716407. Fogli botanici MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI,
VIA GIOLITTI 36 La mostra "Fogli botanici. Le famiglie della flora
italiana, rappresentate nell'erbario di Alfonso e Ada Sella, fotografate da
Angelo Garoglio" sarà visitabile fino al 12 ottobre. Info 011/4326354.
Piemonte Torino Design PALAZZO DELLA REGIONE, PIAZZA CASTELLO 165 Dopo 2 anni
di prestigiosa itineranza internazionale, la mostra "Piemonte Torino
design" torna in città. L'esposizione documenta l'eccellenza del design
"made in Piemonte" attraverso più di 200 prodotti industriali
progettati e/o realizzati nel territorio piemontese dagli oltre 150 designer e
170 aziende coinvolti. Orari di apertura, fino al 21 agosto: martedì - domenica
10-19, lunedì chiuso. Bhopal BIBLIOTECA VILLA AMORETTI, VIA DELLA CITTADELLA 5
Mostra fotografica "Bhopal: per non dimenticare. Il più grande maestro
chimico della storia", fotografie di Raghu Rai. Visitabile fino al 5
luglio. Studio 65 TURIN GALLERY, VIA MARIA VITTORIA 6 E 19 L'Architetto Franco
Audrito, fondatore e animatore per più di quaranta anni dello Studio 65 di
Torino, inaugura la mostra dei "Multipli storici dello Studio 65":
un'occasione per rivisitare il design ironico e dissacrante degli anni 60 e 70
e scoprire il percorso progettuale dello Studio. Nel cortile adiacente la sede
di via Maria Vittoria 19 è inoltre proposta una selezione dei progetti più
recenti dello studio, attualmente in fase di realizzazione in diversi paesi del
mondo. La mostra rimarrà aperta fino al 21 settembre. L'Africa danza BIBLIOTECA
VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200 Mostra fotografica "L'Africa
danza", a cura di Mariangela Palmisano. Visitabile fino al 12 luglio. Info
011/4438604. Finalmente una donna MUSEO DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE
CAPPUCCINI 7 Fino al 21 settembre sarà visitabile la mostra "Finalmente
una donna", dedicata a ritratti di montagne al femminile. Orario visite
9-19, chiuso lunedì. Info www.museomontagna.org. Giorgio Cavallo BIBLIOTECA
DELLA REGIONE PIEMONTE, VIA CONFIENZA 14 Prosegue, fino al 23 settembre, la
mostra "Giorgio Cavallo: una vita per l'umorismo". Orari: dal lunedì
al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16. Sorrisi in mostra ARTINTOWN, VIA
BERTHOLLET 25 La mostra "Lo spazio di un sorriso" organizzata dalla
Cooperativa sociale Piero & Gianni, sarà visitabile fino al 25 luglio. La
mostra presenta tutti gli esiti del concorso di progettazione di elementi di
arredo e gioco-arredo per bambini costretti a degenza ospedaliera. Info
011/3828581 o www.pieroegianni.com. La città disegnata dagli architetti
ARCHIVIO DI STATO, PIAZZA CASTELLO 209 Mostra "Committente e Architetto:
direttive e libertà progettuale. 1731: Filippo Juvarra progetta i Regi Archivi
di corte per il re Vittorio Amedeo II", curata da Marco Carassi. Orari
fino al 5 luglio: da lunedì a venerdì, 10-18; sabato 10-19; domenica 15-19.
Ingresso gratutito. Info 011/540382. L'Università PALAZZO DELL'UNIVERSITA', VIA
PO 17, ORE 18 La mostra evento "L'Università degli Studi di Torino.
Vicende e Protagonisti di una storia plurisecolare" rimane aperta fino al
24 luglio. Voglia di vacanze INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B I laboratori di
pittura della Città propongono fino al 10 settembre la mostra collettiva "Voglia di Vacanze", una serie di
viaggi reali e viaggi immaginari, sogni o ricordi di vacanze fantastiche ed
indimenticabili. Ausencias MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4
Mostra fotografica "Ausencias. I desaparecidos negli scatti di Gustavo
Germano". La mostra, che fa parte del progetto del Museo "2008. Un
anno per i diritti", è visitabile fino al 7 settembre. Info 011/4363470 o
www.museodiffusotorino.it. Olivetti SOCIETÀ PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI, VIALE
CRIVELLI 11 La mostra "Olivetti. Una bella società" rimane aperta
fino al 27 luglio, con orario: ma-do 10-9; gio 10-23, dalle 19 alle 23 con ingresso
libero; lunedì chiuso. Info 011/6692545. Province a Palazzo PALAZZO MADAMA,
PIAZZA CASTELLO Per il mese di giugno i residenti o le persone nate nella
provincia di Cuneo potranno entrare a Palazzo Madama con un biglietto di
ingresso al costo di 1 euro, previa esibizione di un documento di identità. Il
Caffé Madama offre un caffé omaggio, inoltre con lo stesso tagliando sarà
possibile visitare gratuitamente la Rocca del Borgo Medievale. Visite guidate
tutte le domeniche alle ore 11 Info 011/4433501 o palazzomadama@fondazionetorinomusei.it.
Velocità TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 11 Il Museo Nazionale
dell'Automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia" presenta
"Velocità", il secondo appuntamento di Trilogia dell'Automobile.
Orari, dal martedì alla domenica 10-18,30, chiuso lunedì. Info 011/6599872 o
011/6502251. Accendi il cervello e cambiamenti climatici MUSEO REGIONALE DI
SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 È allestita l'esposizione "I tempi
stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari
futuri", che propone una serie di incontri dedicati a Acqua, Aria, Terra e
Fuoco. Info 800/329329, 011/4326337 o didattica.mrsn@regione.piemonte.it.
Mostra zoologica MUSEO DI STORIA NATURALE DON BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra
zoologica permanente "La collezione De Bono", trentasei significativi
esemplari di mammiferi ed uccelli della fauna italiana ed esotica, con otto
specie nuove per il museo, inseriti in un nuovo percorso espositivo, accanto
agli esemplari preesistenti. Info 011/6601066, 331/6605587 o museo@liceovalsalice.it.
VARIE Pranayama al Meisino YOGASANA KUTIR, LUNGO PO ANTONELLI 147, TEL.
011/899588 L'1 e il 2 luglio si svolgerà un laboratorio di Pranayama al parco
del Meisino. Si tratta di attività legate al controllo del respiro. Questo
mini-corso all'aria aperta si propone di avvicinare tutti coloro credano
nell'utilizzo terapeutico del controllo respiratorio, o Pranayama. Prenotazione
consigliata. San Salvario Pilota AGENZIA SVILUPPO LOCALE, VIA SANT'ANSELMO 20/C
Dal 27 al 30 giugno, "San Salvario pilota. Opening - Il quartiere in
trasformazione" è un percorso mostra open-air che collega interventi negli
spazi pubblici e progetti di identità visiva e comunicazione a San Salvario per
sperimentare possibilità di trasformazione dei luoghi e del loro uso. Lungo il
percorso, suoni di "San Salvario sound station", festival di musica
di strada "Nuove Vie Musicali" stridii e antenne di "Isectida
Identity World", laboratori aperti. Info 011/6686772 e
sansalvariosviluppo@teoresi.net. Aperture straordinarie MUSEO DELL'AUTOMOBILE,
C/o TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15 Il Museo dell'automobile,
che ospita le mostre "Trilogia dell'Automobile: Velocità",
"Auto&Mobile" e "L'architettura Ferrari a Maranello",
fino al 17 agosto, prevede della aperture straordinarie: lunedì 30 orario
10-22; martedì 1° luglio orario 10-22; mercoledì 2 orario 10-01, con serata di
tango argentino dalle ore 21; giovedì 3 orario 10-22. Inserimento lavorativo
SERVIZIO DECENTRAMENTO PER IL LAVORO, CORSO BELGIO 38/F Progetto formativo per
l'inserimento lavorativo nel settore dei servizi alle imprese, per adulti di
età compresa tra i 25 e i 50 anni. Saranno ammesse 10 persone. La domanda di
partecipazione dovrà essere consegnata entro il 18 luglio presso Ufficio
Informa7 - Circoscrizione 7, corso Vercelli 15. Info 011/4435751 o
www.comune.torino.it/circ7. Flexibility WWW.TORINOWORLDDESIGNCAPITAL.IT Al via
le iscrizioni per i workshop e il dibattito che faranno da corollario a
"Flexibility. Design in a fast-changing society". C'è tempo fino al
20 giugno per registrarsi al dibattito e ai 2 workshop che si terranno il 26,
27 e 28 giugno. L'accesso è gratuito fino ad esaurimento posti: per partecipare
iscriversi sul sito www.torinoworlddesigncapital.it. Balon Mundial CAMPI DI
CALCIO, VIA SPAZZAPAN 0 Fino al 6 luglio torna con la II edizone Balon Mundial,
il principale torneo di calcio per migranti a Torino. Tra gli incontri
spettacoli negli spazi dell'Hiroshima Mon Amour (via Bossoli 83), fronte campi
da gioco: sabato 7 giugno con Pagode do grilo, sabato 14 Bruskoi Triu e
Miskhale, sabato 21 Marius Seck, sabato 28 Carambantua e domenica 6 luglio
Paranza del Geco in Musica Mundial con Ngalam, Soppressata Samba, Carambantua,
Abidat Rma, Lu Pipitiulu Tarantella Trio. Info www.balonmundial.it. Tranvia
Sassi-Superga STAZIONE DI SASSI, VIA MODENA Fino al 27 settembre, la tranvia a
dentiera Sassi-Superga prolunga l'orario di servizio nelle serate di venerdì e
sabato fino a mezzanotte. Questi gli orari dei mesi estivi (con partenze ogni
ora da Sassi e da Superga): al lunedì, mercoledì e giovedì: dalle 9 alle 12 e
dalle 14 alle 20 (da Superga ultima partenza alle 20.30); al venerdì dalle 9
alle 12 e dalle 14 alle 24 (da Superga ultima partenza alle 0.30); al sabato
orario continuato dalle 9 alle 24 (ultima partenza da Superga alle 0.30). Nei
giorni festivi corse continuate dalle 9 alle 20 (da Superga ultima partenza
alle 20.30) con partenze ogni mezz'ora dalle 14 a fine servizio. Al martedì la
tranvia è chiusa e il collegamento con Superga è effettuato con autobus.
Superga by night BASILICA DI SUPERGA, COLLE DI SUPERGA Per tutto il periodo
estivo la Basilica sarà aperta in notturna, dalle 21 alle 24. Info 011/8997456.
Estate al museo MUSEO A COME AMBIENTE, CORSO UMBRIA 84/90 Fino al 25 luglio il
museo propone "L'estate al museo - un mondo da scoprire per i centri
estivi", attività straordinarie, dalle 9 alle 17. Info 011/0702535.
Aperitivo sotto la Mole PUNTO INFO TURISMO TORINO E PROVINCIA, PIAZZA CASTELLO
161 Ogni sabato, fino al 26 luglio, alle 17,30, appuntamento con una piacevole
visita guidata a piedi che conduce alla scoperta del centro città con i suoi
caffé storici e i locali trendy, cornice ideale del rito dell'aperitivo, una
invenzione tutta torinese. Al termine del tour è prevista la degustazione di un
ottimo aperitivo in un locale a scelta aderente all'iniziativa. Info
www.turismotorino.org. Volontari CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20 Il
centro InformaGiovani di Torino, in collaborazione con i Centri Servizi per il
volontariato Idea Solidale e VSSP, ha allestito una bacheca per la ricerca di
volontari. I giovani interessati a dedicare parte del proprio tempo agli altri,
possono consultare i numerosi annunci esposti e scegliere tra diverse
opportunità. Info 800/166670. Exhibit sul Big Bang PARCO ASTRONOMICO INFINI.TO
Con l'arrivo dell'estate il Parco Astronomico amplia l'orario di apertura per
il pubblico, che potrà visitare Inifini.To durante il weekend, sabato e
domenica dalle 10 alle 19,30 (ultimo ingresso alle18,30), e anche nei giorni
feriali (tranne lunedì) dalle 9,30 alle 17,30 (ultimo ingresso alle 16). Chiuso
lunedì. Inoltre, il parco astronomico propone per i mesi di giugno, luglio e
agosto il programma dedicato ai gruppi estivi con "Il museo
interattivo" e "Il planetario". Info 011 8118652 o numero verde
800/329329; www.planetarioditorino.it. Servizi anagrafici ANAGRAFE CENTRALE,
VIA GIULIO Parte la nuova sperimentazione degli orari degli uffici anagrafici:
ogni mercoledì in via Giulio i cittadini potranno recarsi a fare certificati,
carta d'identità, cambi di indirizzo e di residenza e dichiarazioni sostitutive
dalle 8,15 fino alle 18 con orario continuato. Sempre il mercoledì sarà aperta
fino alle 16 l'anagrafe di via Campana 30, mentre dal 1° giugno l'anagrafe di
via Carrera sarà aperta dal lunedì al giovedì su prenotazione, fino alle 16.
Sportello anti-mobbing ASSOCIAZIONE RISORSA ONLUS, VIA SANT'AGOSTINO 20 Ogni
lunedì alle 21 i componenti del gruppo si incontrano per ascoltare e analizzare
i problemi psicologici di chi sta subendo o ha subito mobbing. Info
011/5176332. Nonni civici CENTRO DI INFORMAZIONE DELLA CIRCOSCRIZIONE 7, CORSO
VERCELLI 15 Nell'ambito del progetto "Nonno Civico" la Città di
Torino "Settore Tempi e Orari della Città" e la Circoscrizione 7, in
collaborazione con l'Associazione Auser, referente per la gestione diretta dei
volontari, ha attivato due "Nonni Civici", presso i giardini di
Piazza Alimonia. Lavorare nella ristorazione ACCADEMIA ALBERGHIERA LE MIDÌ, VIA
PRINCIPESSA CLOTILDE 11/F L'Accademia apre ai giovani che si sentono attratti
dalle professioni di barman, cuoco, pizzaiolo, cameriere, o che sono alla
ricerca di un lavoro sicuro facendoli partecipare a lezioni dimostrative.
Partecipazione gratuita. Info e prenotazioni 011/480343. Servizi anziani SPAZIO
ANZIANI, VIA OSASCO 80 Sono stati attivati sul territorio circoscrizionale
alcuni sportelli e servizi rivolti agli anziani della Circoscrizione 3:
laboratorio esperienziale - Il baule della memoria, ogni 15 giorni su
prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello psicologico,
mercoledì pomeriggio, su prenotazione telefonando al numero 329/3784549;
sportello legale, un sabato al mese, su prenotazione telefonando al numero
329/3784549; sportello medico-sanitario, il martedì dalle 15,30 alle 18,30;
rilevazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e misurazione
dell'ossigeno nel sangue, il giovedì dalle 9 alle 12; misurazione della
glicemia, il terzo giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12; misurazione del
colesterolo, il quarto giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12. Appuntamenti in
Scatola SPAZIO INCONTRI, CORSO VENEZIA 11 Ogni venerdì alle 21,30 appuntamento
per riscoprire il piacere del gioco da tavolo. Appuntamento organizzato con la
partecipazione dei ragazzi di GiocaTorino, Lords of Dragon, TreEmme e Una Mole
di Dadi. Burraco CIRCOLO CAPRERA, CORSO MONCALIERI 22 L'Associazione Burraco
Piemonte affiliata F.I.BUR, organizza, ogni martedì pomeriggio, dalle 15,30
alle 18,30, un torneo di Burraco, a coppie libere, aperto a tutti gli
appassionati. Info 011/4373928. GITE In bici WWW.BICIEDINTORNI.IT Domenica 29,
pedalata in Circoscrizione 3, dal Parco Ruffini al Cit Turin su piste ciclabili
e strade poco trafficate. Visita alla fondazione Mertz per poi pedalare lungo i
palazzi Liberty del Cit Turin; e In bici all'Hamman: da Torino a Collegno per
piste ciclabili con bagno turco in un caratteristico Hammam nella Certosa
Reale. Info 011/888981 e 328/9618668. Venaria by night REGGIA DI VENARIA A
seguito del successo di pubblico ottenuto, la Reggia di Venaria apre le sue
porte per suggestive visite notturne: ogni sabato alle 20,30 partenza da piazza
Statuto 15. Costo 25 euro a persona, inclusa consumazione alla caffetteria
della Reggia. Info e prenotazioni presso Somewhere 011/6680580 o su www.somewhere.it.
Diabolik e design SOMEWHERE, VIA NIZZA 32, TEL. 011/6680580 "Torino Design
- Nell'anno del Design Diabolik abita qui", un nuovo percorso a Torino per
conoscere, scoprire e vedere il "dietro le quinte" della Città che, dalle
Olimpiadi ha trasmutato la sua anima. Il tour comprende la visita notturna
all'atelier di design Mycrom, esclusivista mondiale delle immagini di Diabolik
ed Eva Kant per la produzione di stampe artistiche. Ogni venerdì alle 20,30,
ritrovo in piazza Statuto. Costo 20 euro. Prenotazione telefonica obbligatoria,
oppure su www.somewhere.it. Gigante Bianco SILVIO LAVALLE, TEL 347/2734202 Dal
3 all'8 luglio, Silvio Lavalle propone "6 giorni con Gigante Bianco",
un fantastico viaggio in quota, da Courmayeur a Chamonix in territori alpini di
straordinaria bellezza al cospetto di una delle montagne più belle del mondo.
Quota 400 euro, che include trattamento di mezza pensione in rifugi e
accompagnatore, e 100 euro a gestione personale per eventuale assicurazione,
funivie, autobus in Italia, Svizzera e Francia, acquisti di cibarie. Libia CTC,
PIAZZA BERNINI 16 Dal 29 settembre al 9 ottobre Cina Classica (euro 1.657),
visita a Pechino, con la Grande Muraglia e la Città Proibita, Shanghai, Xian,
Sozhou ed Hanzhou. Ultime prenotazioni entro il 29 giugno. Dal 7 al 15
novembre, Sultanato dell'Oman (euro 2.085), dalla capitale Muscata i villaggi,
dove si può passeggiare in mezzo ad oasi ricche di palme da dattero, ed
abitazioni costruite in fango. Prenotazioni massime entro il 7 agosto. Info e
prenotazioni 011/5604183, info@assoctc.it o www.assoctc.it. Campi estivi GRUPPO
ARCHEOLOGICO ORINESE, VIA BAZZI 2 Campi estivi 2008 di ricerca archeologica.
Per partecipare non occorre essere in possesso di conoscenze specifiche in
ambito archeologico. La partecipazione a questi campi è riservata ai soci del
Gruppo Archeologico Torinese e delle Associazioni convenzionate. Info
011/4366333 o www.acheogat.it. Vacanza e cultura ASSOCIAZIONE CULTURALE NUOVA
ACCADEMIA E DAI PADRI DOMENICANI Sono aperte le iscrizioni alle settimane di
vacanza e cultura "La filosofia nei luoghi del silenzio" organizzate
dall'Ass. Culturale Nuova Accademia e dai Padri Domenicani. Settimane proposte,
dal 13 luglio al 31 agosto, con quattordici corsi che avranno luogo in 10
località, dal Piemonte alla Campania. Per ricevere la brochure completa dei
corsi con le rispettive date e avere informazioni dettagliate: 011/3093665 o
349/3660808. Escursioni NATURALENTI, TEL 340/4106172 I NaturaLenti,
Associazione di Guide Ambientali e Accompagnatori Naturalisitici, organizzano
nella primavera/estate del 2008 viaggi, escursioni e trekking, negli ambienti
naturalisticamente più belli e sugli itinerari più famosi come
l'"avvicinamento al trekking alpino" nella Valle della Claree il 5 e
6 luglio. Info 340/4106172 o patrizia@naturalenti.it. Viaggi e cultura M.G.M.
VIAGGI, VIA GIOLITTI 45 L'Incanto del Sud Sardegna, dal 13 al 20 o 27
settembre. Info 011/8177629. Viaggi in Nepal GUIDA AIGAE GIANNI TAMIOZZO, TEL
340/0021540, MAIL PARNASSIUS@FASTWEBNET.IT Viaggi in Nepal per l'autunno:
"Manang - Jomson", sotto l'ombra delle Annapurna, dal 7 al 28
ottobre; "Sagamartha National Park", sotto l'ombra dell'Everest,
dall'1 al 22 novembre. Tour guidati TORINGIRANDO@YAHOO.IT, TEL 333/6791750.
Giri guidati ideati e condotti dalla guida Micaela: vengono proposti a Torino
la domenica e altri giorni su richiesta. Tra le proposte "Rol è ancora con
noi" sul sensitivo torinese, "Il malatour", sulla
"mala" di un tempo, "Penne d'oro del Piemonte " su Pavese e
Salgari, "Torino in prima pagina", su fatti e personaggi da prima
pagina, "Torino elegante sulla moda", "Torino segreta e
proibita", "Torino pubblicitaria" e "W Verdi" sul
musicista deputato parlamentare, "Torino inglese e piccola Parigi",
curiosità inglesi e francesi a Torino. Costo: 5 euro a persona. Info
toringirando@yahoo.it, visitin.turin@email.it. CONCORSI Caterina Fassino
FONDAZIONE CATERINA FASSINO, CORSO PRINCIPE ODDONE 88, TEL. 011/19505852
"Le coincidenze non esistono" è il tema della seconda edizione del premio
fotografico dedicato alla memoria della giovane torinese Caterina Fassino:
possono partecipare tutti i residenti in Italia tra i 18 e i 40 anni secondo le
modalità sul sito www.sdsm.it, entro il 30 giugno. I 3 vincitori espongono al
Six day sonic madness 2008. Favole ASSOCIAZIONE IL NONNO RACCONTA, VIA GIULIA
DI BAROLO 4 È bandto il IV° Premio di letteratura per bambini e ragazzi Dada
Rosso, "Pane, amore e... favole", in collaborazione con Eataly. Il
Bando è aperto a chiunque ami i bambini ed il cibo genuino. Le favole pervenute
saranno raccolte in un volume con prefazione di Oscar Farinetti. Termine ultimo
di partecipazione 31 luglio. Info 011/837606 o www.ilnonnoracconta.it. Block
notes UNIONE CNA, TEL. 011/4617621 Concorso "Pma Design reinventa il block
notes". Il bando è inserito nel calendario ufficiale degli eventi di
Torino World Design Capital. Sono previste due categorie di premi:
professionisti (1° premio 5000 euro, 2° premio 3000 euro, 3° premio 2000 euro);
studenti (1° premio MacBook Pro, 2° premio Week-end a scelta, 3° premio
Tavoletta grafica Intuos3 A4). Gli elaboratori dovranno prevenire unitamente al
modulo di iscrizione, in pacco anonimo, entro le ore 17 del 1° settembre. Il
bando integrale del premio è consultabile su www.cna.to.it oppure
www.pmadesign.it. Laser e design PROGETTO NANOMAT, WWW.NANOMAT.IT Concorso per
giovani artisti e designer "Applicazioni laser nel design e nella
decorazione". L'obiettivo è quello di promuovere ed incentivare l'utilizzo
e la diffusione di questa nuova tecnica. Tematiche proposte: lavorazione e
decorazione del cartoncino per il packaging di un profumo da donna; lavorazione
di piastrelle geometriche dorate per arredi di interni (cornici, camini,
sovrapporte, ecc), per edifici o interni nelle costruzioni nautiche di lusso;
lavorazione su tessuto di pregio per un capo di abbigliamento ad uso
"pareo", con colorazione a scelta, di dimensioni massime 160 cm x 160
cm. Lavorazioni Laser: taglio, marcatura, traforatura. Scadenze: 30 giugno per
la presentazione delle candidature; 31 agosto per la presentazione degli
elaborati. Info info@nanomat.it. Movin'Up WWW.GIOVANIARTISTI.IT Compie dieci
anni Movin'Up, il programma di sostegno rivolto ai giovani creativi tra i 18 e
i 35 anni che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all'estero da
istituzioni culturali, festival o enti per partecipare a concorsi, seminari,
workshop, stage. I settori artistici coinvolti sono: arti visive, architettura,
design, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura. Il nuovo
bando per il 2008 si articola in due diverse sessioni, la seconda scadrà
venerdì 14 novembre alle ore 12, considera le domande per le attività
all'estero con inizio compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2009. Bando,
modulistica e info su www.giovaniartisti.it. Prima e dopo FORUM ITALIANO EUROPA
DONNA, WWW.EUROPADONNA-ITALIA.IT Aperte le iscrizioni alla quinta edizione del
Concorso Letterario ideato e promosso dal Forum italiano di Europa Donna, il
Movimento d'opinione europeo per la lotta al tumore del seno fondato da Umberto
Veronesi. Gli elaborati dovranno essere inviati a mezzo posta ed e-mail alla
Segreteria del Forum italiano di Europa Donna entro e non oltre il 3 ottobre
2008. Info 02/72095416 o concorso@europadonna-italia.eu. Scrivere l'immigrazione
CENTRO CULTURALE DAR AL HIKMA, VIA FIOCHETTO 15, TEL 349/6353229 Concorso
letterario "Scrivere l'immigrazione", prima edizione, riservato a
racconti brevi e poesie inediti liberamente ispirati al tema dell'immigrazione.
L'età dei partecipanti deve essere compresa tra i 15 e i 20 anni. Agli autori
dei racconti e delle poesie classificati ai primi tre posti sarà consegnata una
targa e un premio in denaro mentre agli primi dieci autori segnalati dalla
giuria saranno consegnate targhe personalizzate; tutte le opere saranno
pubblicate in un volume. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 giugno a
Centro culturale Dar al Hikma, via Fiochetto 15, 10152 Torino - Premio Scrivere
l'immigrazione. Info www.daralhikma.it o 349/6353229. Tesori Sacri COMPAGNIA DI
SAN PAOLO, WWW.COMPAGNIA.TORINO.IT La Compagnia di San Paolo ha indetto
l'edizione 2008 del bando finalizzato al restauro, alla valorizzazione e alla
diffusione della conoscenza di beni mobili del patrimonio artistico religioso
in Piemonte e Liguria. Il bando è riservato esclusivamente a enti pubblici,
enti religiosi e senza fini di lucro, che intendano richiedere contributi
finalizzati al restauro di beni mobili esposti al pubblico in edifici
religiosi, anche secolarizzati, e sottoposti al vincolo di tutela. Le tipologie
interessate sono le seguenti: opere pittoriche e scultoree, arredi, oggetti e
suppellettili, stoffe, paramenti liturgici, strumenti musicali. Entro il 5
settembre. Fata Morgana CS COOP. STUDI LIBRERIA EDITRICE, VIA ORMEA 69 Decima
edizione Concorso letterario "Fata Morgana", il tema dei racconti è
"Porte, passaggi, varchi, barriere". La lunghezza degli elaborati non
dovrà superare le 10 cartelle dattiloscritte, si deve trattare di opere inedite
in lingua italiana. Gli elaborati dovranno pervenire in 6 copie entro il 30
giugno alla redazione della rivista Ln-LibriNuovi presso Cs Coop. Studi
Libreria editrice, via Ormea 69 - 10125 Torino. Info 011/6503158 o
redazione@librinuovi.info.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action
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l'edizione del C'era una volta il conflitto sociale di Michele Prospero Elogio del
conflitto Miguel Benasayag Angélique Del Rey Trad. di F. Leoni pagine 206, euro
16,00 Feltrinelli È certo un po' inusuale questo libro di Miguel Benasayag e
Angélique Del Rey appena tradotto da Feltrinelli con il titolo accattivante
Elogio del conflitto. Nei tempi che corrono, ogni forma di lotta è osservata
con sospetto e rimossa dall'agenda come una pura provocazione. O meglio viene
esaltato, sulla scia del conservatorismo americano, il "conflitto di
cultura", che alcuni chiamano anche "scontro di civiltà", ma
stigmatizzato con rudezza il conflitto sociale, dipinto come una insana
archeologia. Il conflitto di cultura non lesina mezzi per la sua guerra al
terrore, ingaggiata in nome dei diritti umani. Il conflitto sociale invece
declina nello spazio pubblico, e anzi guai a parlare di antagonismo fra i ceti
sociali per ottenere diversi equilibri di potere e nuovi diritti di
cittadinanza. Il conflitto sociale viene archiviato come una indecente
anomalia. Eppure non declina nelle società occidentali la fabbrica del nemico.
Solo che dopo l'evaporazione delle classi sociali, i nemici sono gli altri, i
nomadi, gli stranieri, gli irregolari, i lavavetri, i gay, gli islamici, mai
chi è portatore di interessi economico-sociali dominanti e pretende dai governi
la immediata rimozione dei diritti che alzano il costo del lavoro. Benasayag e
Del Rey descrivono con efficacia questo spostamento ottico che dirotta le
aspettative dei soggetti dal conflitto sociale sempre più evanescente allo
scontro identitario sempre più surriscaldato. Imprenditori dinamici e
lavoratori sradicati stringono ovunque sante alleanze in nome di un nemico
mortale: lo straniero. In ragione della sicurezza, si costruisce nelle città un
diversivo insidioso che occulta la distanza economica e nasconde la differenza
di potere sociale. La diversità di etnia o di fede emerge così come la più
rilevante differenza, e la disparità di potere economico-sociale sfuma come
occasione di sociale contesa. I ceti popolari sono quelli che più di altri
cadono estasiati sotto le attrattive della politica securitaria, la cui domanda
è stimolata con sapienza dai media con deliberate campagne di allarme sociale.
Sindaci sceriffi e militari per le strade, sono le sole richieste
"pragmatiche" rivolte a una politica post-ideologica che nelle sue
trame invisibili bada al sodo, ossia alla finanza, allo scambio ravvicinato tra
pubblico e privato, come ingrediente della governance postmoderna. Perché si
riscontra questo facile successo della politica securitaria? E come arginarne
la presa divenuta in breve così asfissiante? Nel libro di Benasayag e Del Rey,
pur apprezzabile per lo sforzo di mantenere aperto uno spiraglio di criticità
verso l'ordine esistente, si riscontrano due significative mancanze. La prima è
un'assenza bibliografica (e non solo) un po' vistosa, quella di Machiavelli,
ovvero del primo teorico della produttività del conflitto in politica. Mai
citato. Una dimenticanza che però pesa, perché nel segretario fiorentino il
carattere costruttivo (di libertà e di nuovi ordini sociali) del conflitto
discende da una feconda interazione tra forme della contesa e reticoli
politico-istituzionali. Sulla scia di un certo radicalismo francese, che si
muove in gran parte sulle orme di Foucault, le pagine di Benasayag e Del Rey prediligono
una "microfisica del contropotere" che, in strenua opposizione alla
devitalizzazione del tessuto sociale, dispiega ovunque possibile degli sprazzi
di resistenze, scontri locali, devianza e disprezza ogni macropotere che
pretende di rappresentare la molteplicità dell'agire sociale. La
contrapposizione ferrea tra la potenza sociale disseminata nei luoghi della
"devianza", e il momento della generalità del potere normativo
conduce ad esiti teorici molto insoddisfacenti. Un senso della generalità, e quindi
anche una attitudine alla rappresentazione nella sfera pubblica, non può
mancare nella strategia del conflitto, pena la condanna alla sua estrema
irrilevanza. Questo aggancio sempre fecondo è ben presente in un altro libro
appena uscito, scritto da Charles Tilly e Sindney Tarrow: La politica del
conflitto. Senza una intersezione con quelli che proprio Machiavelli chiamava
gli ordini e gli istituti, più che un conflitto innovativo si ha soltanto un
generico ribellismo che non porta a sbocchi in avanti, e quindi a momenti
costruttivi di nuove forme. E proprio qui si incontra la seconda assenza
riscontrabile nel libro di Benasayag e del Rey, quella di una convincente
radiografia dei soggetti sociali protagonisti del conflitto postmoderno. La via
del contropotere da essi imboccata nel libro non soltanto non prevede norma
(vista sempre come violenza, giogo) ma si affida a figure troppo generiche
unificate solo da uno spirito di privazione e da un indeterminato e inappagato
eccesso creativo del desiderio. Insomma manca, nel variopinto brulicare di
corpi deprivati e comunque "desideranti", proprio il corpo che lavora
ed è situato in condizioni di dipendenza, nella esistente divisione sociale
delle funzioni. Anche se gli autori dichiarano di aderire ad una prospettiva
materialistica, e intendono finalmente ritrovare la corporeità, affrancandola
dalla dimensione sacrificale verso cui la confina l'età del post-umano, il
conflitto per loro non si svolge mai attorno al processo di produzione dei beni
materiali e immateriali. La nozione dei "senza" (assistenza
sanitaria, permesso di soggiorno, tetto, lavoro, documenti) assume nelle loro
pagine il compito di attaccare alla radice le strategie securitarie del
"biopotere". Tutto ciò che per svariati motivi incarna il "fuori
norma", indica nel libro una via possibile di resistenza. In nome del
conflitto senza soluzione, il libro esorta all'azione irriducibile i
"senza", cioè i soggetti marginali che di solito però ritengono
esaurito lo scontro appena abbiano ottenuto ciò che loro mancava (permesso di
soggiorno ecc.). I "senza forma" promossi sul campo come "nuovi
soggetti sociali", in grado di resistere alle strategie disciplinari e
normative del potere, appaiono a Benasayag e del Rey come l'unica "radice
ontologica di ogni forma di creazione". Se davvero il mero resistere al
potere equivale a scorgere soglie critiche pronte a creare il nuovo, il
conflitto perde così ogni aggancio con la dimensione sociale e materiale, e
rigetta ogni fondazione di una normatività diversa. E così il libro finisce
però con l'essere subalterno all'ordine postmoderno - ne assume i paradigmi,
sia pure per rovesciarli - e ne condivide gli sviamenti, sia pure per
contrastarli. Le "strategie securitarie", che inducono alla
costruzione di piccole fortezze private, non vengono colte nella loro genesi e
il conflitto perde la sua specifica pregnanza sociale per assumere le troppo
ambigue e sfuggenti vesti "di un ingovernabile che è parte essenziale
della realtà dell'uomo". Talché, più che una ontologia del conflitto visto
come una invariante e però volatile dimensione dell'essere, serve invece una
fenomenologia del conflitto, colto nelle sue effettive ed empiriche modalità di
svolgimento. E qui serve una diagnosi della società e dell'economia reale per
individuare, nelle forme concrete di esistenza, l'insorgere di interessi
contrastanti, se è vero, come scrivono Tilly e Tarrow, che "il conflitto
ha a che fare con le rivendicazioni che impattano sugli interessi di qualcun
altro". Quali interessi far prevalere nella decisione e quali lasciare
soccombere, questa è la posta in gioco in ogni fenomenologia politica del
conflitto reale che sempre scaturisce dall'incrocio di azioni collettive,
costruzioni giuridiche, istituzioni. Come mai il postmoderno, quando non si
culla nelle politiche securitarie, esprime solo le rivendicazioni identitarie
dei popoli nativi contro la globalizzazione liberista, le sollevazioni
sporadiche di breve durata nelle periferie del mondo? Nelle società occidentali
si assiste a un autentico paradosso. Le distanze sociali crescono in maniera
impressionante, così come una sensibile impennata hanno la diseguaglianza e la
precarietà. Diminuiscono invece i salari, le protezioni sindacali e declina il
potere d'acquisto dei redditi da lavoro. Ma nessun conflitto durevole ha per
asse strategico la nuova questione sociale. Nella vecchia Europa anzi con la
depoliticizzazione della vita sociale, e con il lungo disincanto che produce
defezione, si apre di nuovo la strada del contratto individuale, roba da primo
ottocento. In nome della sacralità del contratto, vengono archiviati i deboli
sindacati e si prospetta come segno della modernità un tempo di lavoro 65 ore
settimanali! Si torna, dopo oltre un secolo, alla percezione di plusvalore
assoluto, ovvero al profitto succhiato attraverso il prolungamento
indeterminato della giornata lavorativa e salari compressi verso il minimo.
Parrebbe la condizione ideale per una ripresa di azione politica e di
conflitto. E invece al momento, se una rivolta c'è, è solo silenziosa. Se un
disagio esiste, non si organizza. Forse ciò accade, come scrivono Tilly e
Tarrow, perché "la politica moderna presenta flussi conflittuali
ricorrenti, ma anche la diffusa calma piatta dell'apatia". Eppure c'è
qualcosa che scavalca la pura ciclicità di momenti di azione collettiva
e di fasi di riflusso dei movimenti sociali. "Ma perché così spesso i
cittadini dei regimi democratici se ne stanno con le mani in mano anche quando
avrebbero tutti i diritti di resistere?". Questa è la domanda cruciale che
Tilly e Tarrow pongono con forza, e alla quale non si può rispondere senza
accennare al vero nodo: la sconfitta politica subita dal mondo del lavoro.
Quello che ormai anche in Europa si sconta, dopo l'eclisse della grande
politica inventata dal movimento operaio, è la difficoltà
di rimodulare le forme dell'azione collettiva in
assenza di un soggetto sociale. Per questo gli addetti ai lavori dipendenti non
diminuiscono affatto dal punto di vista quantitativo, ma perdono ogni
rappresentanza e capacità d'azione. Si uscirà da questa condizione solo con la
reinvenzione delle forme dell'autonomia politica del lavoro. Una
politica del conflitto primo o poi tornerà, la sollecita la dura condizione
materiale (si calcola che negli ultimi 10-15 anni i lavoratori hanno perso
circa 7mila euro annui di stipendio) e obbligherà il socialismo europeo a
destarsi finalmente dal suo più che decennale torpore scambiato per
"riformismo". È il sonno del socialismo che genera i mostri del
governo securitario. POLEMICHE Che fine hanno fatto le lotte sociali in un
mondo dalle disparità sempre più abissali? Rispondono Miguel Benasayag e
Angélique Del Rey: "Ormai contano le identità". Ma senza soggetti
sociali non si va da nessuna parte La politica del conflitto Charles Tilly Sidney
G. Tarrow A cura di T. Vitale - Trad. di A. Guaraldo pagine 301, euro 32,00
Bruno Mondadori.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action
In politica tutti
nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema
per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso
di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo:
"Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio
che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come
scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario
ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione
di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che
piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni.
Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si
consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di
scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e
della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non
perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui
guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del
Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge
Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista".
Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul
Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma,
la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (25 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con
il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche
e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è
partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E'
il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro
Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto
mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a
preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi,
ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta
intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma
Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che
questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra
città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti.
Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad
aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare
questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia
e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e
dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza
- sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa
come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E'
necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa,
democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che
ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani
vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare
questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare
nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace
di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si
diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non
pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto.
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Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E'
facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi
l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio
condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una
sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o
alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato
appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura
di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile).
Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa
parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno
i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o
meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa
editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu
sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta
ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in
una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (53 votes, average: 2.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi
Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella
lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco
all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del
Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La
Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a
posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano
("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità,
azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la
scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di
maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la
strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è
deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al
caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono
"problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale,
sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non
ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno
fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 )
" (123 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati
a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a
combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai
suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna
l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo
"sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I
care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in
grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci
sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve
restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota
il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (132 votes, average: 1.52
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni valentino: Cosa
vi dicevo ?? Rieccoli i "compagni" di nuovo, sempre loro..sempre
uguali !!!... Paolo: Veltroni=Di Pietro? mi fanno schifo solo a sentirli Giano:
Tempi duri per la sinistra. Quella arcobaleno, subito dopo le elezioni, non
solo è scomparsa dal Parlamento,... Rosario: Vel-Troni, presto si ritroverà col
Vel e senza Troni! Alberto Taliani: Caro Maurizio C., vedo che lei è contento
di essersi meritato il governo Prodi. I più inviati Sayed, primo risultato
della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E
Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Il terrorista Carlos:
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un palazzo fatiscente Un morto e un feritoTreviso, 12enne vende le sue foto
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sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e
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dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra"
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E
"L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e
terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About
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( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: IL TEMA DELLA SETTIMANA data: 2008-06-30 - pag: 35 autore:
Adempimenti, il calendario delle proroghe Dalla class action alle dichiarazioni
dei redditi la mappa dei 40 differimenti varati dal Governo Marco Gasparini
L'ultima infornata è arrivata venerdì scorso con l'approvazione di un nuovo
"milleproroghe". Tredici rinvii che si aggiungono a quelli inseriti
nella manovra estiva (Dl 112) e agli altri disseminati nei provvedimenti
urgenti varati a partire dal Consiglio dei ministri tenuto a Napoli il 21
maggio scorso. In sostanza, nei primi 40 giorni operativi di lavoro l'Esecutivo
ha spostato in avanti alcuni adempimenti o ha differito l'entrata in vigore di
specifiche discipline o ancora ha rinviato l'attuazione di disposizioni. In
altri casi, va detto, non ha ceduto alle pressioni esterne di chi chiedeva più
tempo, ad esempio, per rivalutare i valori di quote e terreni o per i
versamenti dell'autotassazione 2008. Scorrendo la mappa riportata a fianco e
aggiornata al Consiglio dei ministri di venerdì scorso salta all'occhio la
natura variegata dei termini rinviati: si va dalla giustizia alla Pa, senza
tralasciare settori come quello dell'ambiente, dell'università e della ricerca
scientifica. Nell'elenco delle proroghe non mancano i differimenti "classici",
come quelli sulle dichiarazioni dei redditi, o al contrario, quelli dell'ultima
ora, come il posticipo dei regolamenti attuativi della direttiva Mifid sui
consulenti di investimenti finanziari, quelli sul riordino delle comunità montane
o dell'attivazione degli uffici periferici nelle nuove province. Ma vediamo
come è stata riscritta l'agenda dei prossimi sei mesi alla luce delle proroghe
disposte fino a oggi e ritenute indispensabili dal Governo, sia per rivedere
questioni particolarmente delicate, sia per valutare meglio l'effetto di alcune
scelte del precedente Esecutivo. Tra i temi oggetto di riflessione va
senz'altro inclusa la class action che non entrerà in vigore domani – come era
previsto dalla Finanziaria 2008 – mail 1Úgennaio 2009. I prossimi sei mesi, ha
dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, consentiranno di calibrare meglio la nuova disciplina delle
azioni collettive risarcitorie. Sul fronte fiscale non potevano mancare gli
slittamenti dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi.
Un classico di metà anno. Con il Dl 97/2008, ora all'esame del Senato, sono
state differite le scadenze per l'invio telematico di Unico (ora a fine
settembre), e dei modelli 770 e 730, scivolati invece al prossimo 10
luglio. E non è tutto. Nel "collegato" alla manovra triennale ha
trovato posto una proroga molto attesa dal mondo del credito: lo slittamento al
1Ú gennaio 2009 della fine del regime di esenzione Iva per i gruppi bancari.
Altro tema su cui il Governo ha preso una pausa di riflessione è quello che ha
investito il nuovo Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro (Dlgs
81/2008), approvato agli inizi di aprile dal Governo Prodi. Sempreal
1Úgennaio2009slittano le sanzioni sulle mancate comunicazioni degli infortuni e
le visite mediche. Differimento, questo, la cui portata è stata nel frattempo
estesa dal Senato anche alla redazione del piano di valutazione rischi (si veda
l'articolo in basso e il Sole 24 Ore di venerdì scorso). Tra le proroghe del Dl
varato venerdì trovano posto quella al 2009 delle misure antincendio per le
strutture alberghiere e ricettive di maggiori dimensioni, così come – dopo
alcune esitazioni del Governo – quella sul divieto degli arbitrati in materia
di contratti pubblici. Riformulato in parte anche lo scadenziario del settore
giustizia. In particolare gli incarichi dei giudici e dei viceprocuratori
onorari negli uffici giudiziari che saranno soppressi entro il 31 dicembre
2009. Tra le proroghe più significative figurano anche il termine per la
liberalizzazione di alcune attività delle società pubbliche o miste regionali
locali (la data slitta dal 4 luglio 2008 al 4 gennaio 2009) e quello
sull'abrogazione delle disposizioni che limitano i sequestri conservativi a
carico delle stazioni appaltanti insolventi (dal 1Úluglio 2008 al 1Ú gennaio
2009). Quanto al settore Università e ricerca scientifica, il milleproroghe
estivo differisce al 31 dicembre 2009 il termine per definire le nuove
procedure di assunzione dei docenti di prima e seconda fascia nonché quelle dei
ricercatori negli atenei. SUL FILO DI LANA Slittano a fine anno gli arbitrati
nella Pa, i tagli alle comunità montane e i regolamenti Mifid sui consulenti
finanziari.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-29 - pag: 10 autore: Giustizia. L'ex
Pm: Berlusconi fa "un lavoro da magnaccia" - Ghedini: pronte querele
Intercettazioni, Di Pietro attacca il premier ROMA "Le intercettazioni che
loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del Governo che fa un lavoro più
da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da
statista". Il giorno dopo il via libera del Governo al "lodo
bis" fa registrare l'ennesimo durissimo attacco di Antonio Di Pietro a
Silvio Berlusconi. Mentre non vi è traccia dei segnali di apertura da parte
dell'opposizione auspicati dal ministro della Giustizia Alfano, ad alzare
ulteriormentela temperatura ci ha pensato il leader dell'Idv con una serie di
dichiarazioni ai cronisti convocati appositamente ieri a Campobasso che hanno
messo in un certo imbarazzo gli stessi alleati del Pd. Quella sulla
"vocazione professionale" del presidente del Consiglio non è la sola
sparata di Di Pietro, ma è più che sufficiente per provocare l'immediata
reazione della maggioranza, che ha chiesto al partito di Walter Veltroni di
prendere le distanze dal suo alleato e, con l'avvocato di Berlusconi Niccolò
Ghedini, annuncia una querela per diffamazione contro l'ex Pm. I democratici,
pur restando contrari al Ddl sull'immunità (almeno nei termini previsti
dall'Esecutivo), in qualche modo hanno accolto l'invito del Pdl, lasciando solo
Di Pietro nella polemica antiBerlusconi, con un silenzio rotto in serata da una
nota di Anna Finocchiaro. Denunciando lo squallore che
emerge dalle intercettazioni pubblicate in questi giorni ("spero in uno
scatto di dignità collettivo"), la presidente del Pd in Senato, pur senza
citare direttamente il leader di Idv, ha avvertito che anche la politica deve
evitare "di usare un linguaggio truculento e offensivo". Una
dichiarazione che non ha soddisfatto la maggioranza. "Molto poco e
troppo tardi", ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti, denunciando "il silenzio fragoroso della sinistra sugli
insulti di Di Pietro e sul suo linguaggio rozzo e volgare al di fuori della
politica e proprio soltanto dell'osteria". La querela è comunque pronta a
partire, come ha spiegato Ghedini: "è del tutto evidente la portata
diffamatoria che trascende di gran lunga ogni critica politica e per la quale
saranno espedite tutte le azioni giudiziarie conseguenti". Difeso solo dal
suo partito, Di Pietro va però avanti ("non ci lasciamo intimorire"),
proseguendo sulla strada del consolidamento del suo consenso, che intercetta il
giustizialismo di una cospicua fetta di elettori di sinistra come di estrema
destra e l'antiberlusconismo viscerale, abbandonato dal Pd. Non è un caso se a
criticare l'ex Pm sia anche il leader del Prc Franco Giordano, secondo il quale
"l'opposizione proposta da Di Pietro è un opposizione
"scorciatoia" concentrata sull'antiberlusconismo anziché sull'alternativa
alle politiche di Berlusconi e del suo Governo". Mentre per la Lega,
"Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Pd,
usando gli strumenti che gli sono propri ", come spiega il ministro
Roberto Calderoli, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini interviene nel
dibattito in corso per sottolineare, con un apparente assist per il premier,
come "il vero scandalo non sia il "lodo". Se si torna alla
demonizzazione del Caimano non si è capito nulla. Io voglio fare un'opposizione
che eviti a Berlusconi di avere alibi e lo metta di fronte alle proprie
responsabilità di governo". L. Os. LE REAZIONI Bonaiuti: parole da osteria
Finocchiaro: no al linguaggio truculento e offensivo, ora serve uno scatto di
dignità collettiva La polemica. Il leader dell'Italia
dei Valori, Antonio Di Pietro EMBLEMA.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-30 num: - pag: 1 autore: di
GIUSEPPE DE RITA categoria: REDAZIONALE CITTADINI E POLITICA RILANCIARE LE
SPERANZE P iù paure che speranze, questo è il nodo di
psicologia collettiva cui si va impiccando la nostra attuale società, sempre più
pervasa da paure, inquietudini, preoccupazioni, ansie di ogni tipo; mentre le
speranze sono poche, e la speranza (al singolare, cioè da tutti condivisa)
resta una non praticata virtù teologale, estranea e lontana. Governare
una società di tal fatta è impegno di maledetta difficoltà e pericolosa
ambiguità. La gente si ingabbia nelle sue singole paure ed esprime delle
emotive pretese di pronta e specifica risposta ad ognuna di esse: per la paura
di aggressioni, scippi e rapine chiede più forze dell'ordine ed addirittura
l'esercito; per le paure destate dagli immigrati, chiede controlli, espulsioni,
galera; per l'ansia del precariato dei figli, chiede pubblico consolidamento
dei rapporti di lavoro; per la paura di non aver casa e/o non poter pagare le
rate del mutuo vuole un deciso intervento statale di social housing; per la
paura della vecchiaia e del connesso declino psicofisico, chiede una politica
di long-term-care; per l'ansia delle morti sulle strade chiede una forte
repressione istituzionale contro droghe ed alcol; per l'inquietudine creata dai
rifiuti non raccolti e non trattati pretende commissari straordinari,
poliziotti ed esercito. E via via, senza allungar troppo l'elenco, si arriva a
paure e domande più sofisticate: per paura della globalizzazione si esprime
voglia di protezionismo; e per la paura dell'egoismo dei localismi si ritorna
alla fiducia nello Stato centrale. Questo proliferante flusso di paure e di
correlati interventi pubblici non è per ora bilanciato da un po' di speranza collettiva, o almeno di egoistiche speranze individuali; e
neppure da una interpretazione di sintesi di quel che si vuole e quel che si
fa. Il motto prevalente sembra il banale "io speriamo che me la cavo
" degli impauriti studenti della maturità, motto del tutto regressivo in
termini di impegni orientati al nuovo e al futuro. Dalle tante paure nascono
allora altrettante domande di pura rassicurazione che facilmente, specialmente
in periodi elettorali, si declinano al singolare; diventando "domanda di
sicurezza ", termine magico, in nome del quale si coltiva, si ottiene, si
sfrutta il consenso. Ma siccome le pretese di sicurezza sono molteplici,
finiscono per essere molteplici e senza grande ordine le dirette risposte; con
una galleria di annunci e provvidenze che non fa una politica, mentre la loro
somma non fa una risposta socialmente convincente, anzi talvolta induce ad una
ulteriore sensazione di paura e di insicurezza. Ci vuole allora una cultura
istituzionale complessa unificando le varie azioni in un'unica prospettiva
politica: quella della "politica della sicurezza" sarebbe stata buona
se non fosse stata usata troppo e in modo sconnesso rispetto alle nostre intime
esigenze di coesione sociale e di qualità della vita. Lì intorno bisogna
comunque restare, ma forse la vera novità di risposta sarebbe quella di
rilanciare le speranze, anche se solo al plurale.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
Tonino Di Pietro
parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre
dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la
linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red"
(prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve
subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle
intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti
interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli
altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito
c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione
dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una
manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate? Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (da Tonino) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una letterà all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni - che da settembre riprenderò, riprenderemo,
ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a
parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli
italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e
uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per
l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia
il comandante Veltroni Scritto in Varie Non commentato " (5 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un
grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la
sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al
voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 45 ) " (22 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve,
sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché
le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano
con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola
comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della
sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza
allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet
preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e
l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo
gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no,
lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle
riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non
perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui
guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe:
"Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a
dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire,
andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema
e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la
"guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (25 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è
ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di
più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo
D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia
fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener
fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande
è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
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questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima
il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito
sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già,
brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel
secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei
Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle
accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita
da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare
questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare
nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace
di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si
diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non
pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto.
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Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E'
facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi
l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio
condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una
sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o
alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato
appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura
di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile).
Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa
parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno
i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o
meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa
editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 101 ) " (54 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che
non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante
nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle
persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo
non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41)
Ultime discussioni Alberto Taliani: per PietroB. La libertà di parola esiste
eccome, dipende però da quali parole si usano. Alberto Taliani: Caro Stefano,
le rispondo volentieri: non amo la politica fatta in questo modo, spiando dal
buco... gianroberto: Secondo voi , per quale ragione Valter ha imbarcato il
Dott.On.Di Pietro?, " non poteva non sapere... Pietro.b: Non avevo
dubbi,non appena una persona si permette di esprimere un opinione diversa dalla
Sua,CARO... stefano: Sono di Sinistra, quindi un comunista. Scusatemi tanto se
sono fuori tema, ma una bella discussione sul... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E
Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Intercettazioni, giudice dà
ragione a Saccà: "Può tornare al lavoro"Obbligavano i figli a rubare:
presi 8 romArizona, due elicotteri si scontrano: 7 mortiGermania-Spagna 0-1:
decide el Niñ o TorresGiustizia, Berlusconi: "Vado avanti" Veltroni
attacca: "Pensi alle famiglie"L'inflazione vola al 3,8%: è record dal
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nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così
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del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se
la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Pagine About
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( da "Repubblica.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
ROMA - "Tante
polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato
al convegno della Federazione italiana tabaccai, torna sulle dure polemiche
sollevate dalle sue iniziative in materie di giustizia. E lo fa riaffermando le
scelte prese, assicurando "ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non
prevalga su quello di quasi tutti" e insistendo "nella
direzione che era indicata nei programmi e si incarna nella nostra
azione". Nessuna frenata, nessun passo indietro. Scomparsa ogni traccia di
dialogo post- elettorale. "Questo governo pensi alle famiglie e non ai
problemi di Berlusconi" attacca Walter Veltroni che annuncia, in una
lettera all'Unità, il via ad un viaggio attraverso l'Italia. 'Da che pulpito
viene la predica di Veltroni, uno che ha ha portato al disastro il comune di
Roma che è la Capitale d'Italia" ribatte il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Dunque, nonostante l'appello al
reciproco rispetto dei presidente della repubblica, nonostante gli inviti
"alla cautela" che Bossi fa arrivare a Berlusconi, lo scontro resta
aspro. E il presidente del Consiglio va avanti. "Il governo ha scelto di
mettere la sicurezza e l'ordine pubblico fra le priorità della propria azione,
compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile ad una giustizia
che, troppo spesso, delude le aspettative in essa legittimamente riposte"
spiega Berlusconi. Ma Veltroni sposta l'attenzione sull'economia. Imputando al
premier di occuparsi di giustizia e non "dei veri problemi dei
cittadini". "Chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di
salari, stipendi, e pensioni. E' questa la vera priorità del Pese e non il lodo
Schifani. L'inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo
hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono
soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima
necessità" continua Veltroni. Davvero lontani i tempi del dialogo.
"Alcuni atteggiamenti e alcune posizioni sono volgari violenti e contro il
dialogo" dice il ministro delle attività produttive Claudio Scajola. Ed è
sempre l'italia dei Valori ad alzare i toni. "Che Berlusconi parli di
interesse collettivo è quasi una barzelletta" taglia corto Massimo Donadi,
capogruppo alla Camera. Dalla maggioranza Italo Bocchino, capogruppo vicario
del Pdl alla Camera, ipotizza la possibilità che la norma 'blocca-processi'
venga stralciata dal dl sicurezza, se l'opposizione dovesse dire sì al lodo
Schifani. Una sorta di "baratto" che però il Pd ha già rifiutato in
passato. E che rifiuta oggi con toni secchi: "E' una logica mercantilistica
che non ci appartiene: nessuno scambio" dice il ministro ombra della
giustizia, Lanfranco Tenaglia. "Da Berlusconi solo chiacchiere"
rincara il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro. Ma Bocchino avverte:
"Se faranno ostruzionismo, il governo potrebbe essere costretto a porre la
fiducia". (30 giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action
VELTRONI: "Il
governo pensi ai salari". L'idv: "Il capo del governo? cattivo
gusto" Berlusconi: "Polemiche strumentali danneggiano l'interesse collettivo" Il premier: "Su giustizia,
sicurezza e ordine pubblico siamo decisi ad andare avanti" Silvio
Berlusconi (LaPresse) ROMA - "Tante polemiche strumentali finiscono col
mettere in secondo piano l'interesse collettivo". È quanto afferma il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al
convegno della Federazione italiana tabaccai, facendo un chiaro
riferimento alla questione della giustizia. "ANDIAMO AVANTI" -
"È certo però che profonderemo ogni sforzo - ha sottolineato Berlusconi -
perché l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando
nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra
azione". Il presidente del Consiglio ha quindi spiegato che "il
governo ha scelto di mettere la sicurezza e l'ordine pubblico fra le priorità
della propria azione, compresa la volontá di ridare efficienza e forza
credibile ad una giustizia che, troppo spesso, delude le aspettative in essa
legittimamente riposte". PD - Non si fa attendere la replica di Walter
Veltroni. "Il governo si occupi di un Paese sempre più sull'orlo del
baratro, piuttosto che dei problemi del presidente del Consiglio" dichiara
il segretario del Partito Democratico. Che poi aggiunge: "L'inflazione
sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che
non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della
pasta e degli altri generi di prima necessità. Salgono i prezzi alla produzione
del 7,5%. Frena il mercato dell'auto e la produttività del Paese continua a
decrescere. A questo si aggiunga la crisi di Alitalia che dopo mesi non ha
ancora una soluzione e i quattromila esuberi prospettati. Ho parlato di un
Paese che è sull'orlo di un tracollo e questi dati confermano quella
valutazione". "Il governo - attacca il segretario del Pd - sembra
invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei
problemi del presidente del Consiglio. Noi chiediamo immediatamente un
intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni. È questa la vera priorità
del Pese e non il lodo Schifani". IDV - Immediata anche la reazione
dell'Italia dei Valori (il cui leader, ). "Che Berlusconi parli di
interesse collettivo è quasi una barzelletta - afferma Massimo Donadi,
capogruppo dell'Idv alla Camera - E pure di cattivo gusto, visto che da quando
è stato eletto ha solo pensato ai suoi affari personali e mai alla situazione
del Paese, sempre più drammatica soprattutto dal punto di vista
economico". "Ci troviamo di fronte ad un presidente del Consiglio
deciso a fare strame della giustizia e delle istituzioni - aggiunge Donadi -
per far approvare leggi indecenti, nel più totale disinteresse per le esigenze
del Paese e dei cittadini. Una situazione molto grave - conclude - che richiede
la più ferma e decisa opposizione, in Parlamento e nelle piazze". stampa
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