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DOSSIER “CLASS ACTION”

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T ARTICOLI DEL 20-30 giugno 2008       #TOP



Report "Class action"

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Indice delle sezioni

Class action (51)


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Manovra, quando Berlusconi getta la maschera ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva così come dell'interdipendenza e del senso di cittadinanza. La fondazione teorica è data da quella che Supiot definisce una "antropologa grossolana": la società, ridotta alla somma delle utilità individuali, non ha più né spessore né architettura normativa, rimanendo in campo prevalentemente il diritto privato,

La class action si ferma per allargare il campo alla Pa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: 24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 10 autore: Azione collettiva. Debutto dal 2009 La class action si ferma per allargare il campo alla Pa Giovanni Negri MILANO Lo aveva preannunciato il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola. Ieri lo ha confermato quello della Funzione pubblica, Renato Brunetta.

Si tratta sul contratto Fuori i fannulloni ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action" contro la pubblica amministrazione, limiti alle consulenze e al lavoro flessibile negli uffici dello Stato e degli enti. Poi altre misure che rappresentano un giro di vite sui dipendenti. Si potrà ad esempio licenziare per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e per la presentazione di certificati medici falsi.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Capitalismo americano corrotto e fragile una cintura sanitaria contro il contagio usa - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: nessuno in America contesterà l'azione dei magistrati, e attraverso le class action i risparmiatori forse otterranno qualche compensazione. Ma nel resto del mondo il sentimento dominante oggi non è l'ammirazione per il blitz della giustizia, che comunque non ripara gli effetti del contagio globale di una crisi finanziaria made in Usa.

Un partito forte per uscire dal passato ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: abolizione della class action? Quanto vale, l'evaporare della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto? Quanto vale il mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto vale il rinnovo per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i meccanismi che il governo intende mettere in atto per impedire che consumatori,

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Un colpo di scure su oneri, leggi ed enti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione azien-dale e determinano,

Bersani: Costruiamo il partito fuori dal Palazzo, tra la gente ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: evidenza solare che le banche hanno avuto in cambio il blocco della Class action e l'accordo sui mutui." C'è la cosiddetta carta dei poveri, però. "Che la dice lunga su come loro leggono il disagio sociale. Noi una misura di questo genere non ce la saremmo nemmeno sognata. Con quei soldi, aggiungendone altri, avremmo fatto l'aumento delle pensioni piu' basse, come l'anno scorso.

Subprime, ora tremano i colletti bianchi - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: ora tremano i colletti bianchi Dimissioni e licenziamenti a raffica. Per Citi e Merrill rischio svalutazioni Perdite oltre mille miliardi per le banche. Passera: "In Italia il sistema è sano" SARA BENNEWITZ MILANO - A distanza di un anno dallo scoppio della bolla dei subprime le banche americane continuano a navigare a vista.

Class action, Antitrust e democrazia economica ( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: queste azioni finiscono spesso con transazioni ? ricorda Cristina Pagni, partner dello studio legale Norton Rose ?. La class action non è un male assoluto per le imprese". E Martinello cocorda: "Le azioni collettive non sono un capriccio delle associazioni dei consumatori ma lo strumento attuativo del controllo della concorrenza"

Si è riaperto, dopo le parole del minstro Sacconi, il ( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: della remunerazione degli azionisti e del management. Può essere attivata con la parte economica (che deve essere variabile) dei contratti collettivi di secondo livello, con la partecipazione agli utili per via legislativa (come tradizionalmente avviene in Francia e ora in fase di estensione alle imprese con meno di 50 addetti),

Traffico, la ricetta dell'assessore sceriffo - stefano origone ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Via ai taxi collettivi" STEFANO ORIGONE Tolleranza zero contro le soste selvagge in centro, ma anche nei confronti di chi parla al cellulare mentre guida, e di chi non indossa le cinture di sicurezza. Pattuglie dei vigili triplicate di notte, potenziamento dei controlli con l'autovelox e l'etilometro.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? ( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

A castagnole parte "we love jazz" sabato una jam session con golson ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Jimmy Cobb ad occuparne la parte alta e comprimari di eccellente levatura come il corpulento organista Joey De Francesco, il Collettivo Mazzulata e gli Organ Logistics a infoltirne il programma. Per gli appassionati una beneficiata, un'occasione imperdibile per vedere in azione musicisti che hanno attraversato in lungo e in largo la storia del jazz della seconda metà del Novecento.

Lo stop alla legge gozzini passo indietro nella civiltà - alessio carlucci luigi paccione ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ricordiamo fra tutti le leggi razziali che colpivano i cittadini italiani di origine ebraica e quelle contro i dissidenti politici, puniti duramente solo per il loro pensiero e indipendentemente da comportamenti criminosi o azioni antisociali. avvocati.

In sintesi ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Considerando il bilancio consolidato del Gruppo, il fatturato è pari a 337,3 milioni. Tale fatturato è generato per il 65% dalla ristorazione collettiva, per il 22% dalla ristorazione commerciale e il restante 13% nel segmento Ticket. In sintesi.

Il consumatore? Meglio se tace ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: disciplina della class action, l'azione collettiva risarcitoria dei danni subiti da consumatori e utenti. Quanto alla motivazione - tutelare più efficacemente i consumatori - ci sarebbe da replicare: trop de zèle, uno zelo dal sapore beffardo. È vero: la disciplina in questione, anche perché costituisce un innesto di un istituto estraneo alle caratteristiche del nostro ordinamento,

Snc, le liti tornano alla partenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Ma secondo il principio di colpevolezza in vigore (articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, secondo cui "ciascuno " risponde della "propria " azione od omissione, cosciente e volontaria) sembrerebbe meglio concentrare le sanzioni sul soggetto collettivo, unico vero dichiarante.

Concentrazioni, l'affondo di Catricalà <Corrompono il mercato: sono reati> ( da "Corriere.it" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: CLASS ACTION - Il rinvio della class action "rischia di disattendere" le "speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi". È l'allarme che lancia Catricalà, che comunque rileva come il nuovo semestre che ci separa dall'entrata in vigore "può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio corrispondono agli obiettivi di celeritá dei processi di allargamento

Roma, 11:23 -ANTITRUST: RINVIO CLASS ACTION DELUDE MA SERVA A MIGLIORARLA ( da "Repubblica.it" del 24-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract:

L'antitrust sfida i cartelli sui prezzi "in usa prigione a chi li manipola" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: di massimo scoperto è una prassi iniqua per risparmiatori e imprese "Rinviare la class action disattende le speranze di migliaia di persone" ALDO FONTANAROSA ROMA - Affonda due, tre volte contro le banche. Spiega che i nemici della libera concorrenza sono in mezzo a noi: basta un grossista complice del farmacista per sabotare il supermarket che vorrebbe vendere medicine generiche.

I cittadini presentano il conto: "ridateci i soldi" - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: già attivando per delle richieste collettive: "Una raccomandata costa 5 euro, quasi un terzo di quanto il cittadino dovrebbe avere indietro dall'acquisto del pass - dice Benedetto Romano, presidente dell'Adiconsum - Non appena avremo studiato per bene le motivazioni della sentenza ci attiveremo per fare delle richieste collettive sia di risarcimento per i soldi spesi per il pass,

Qualche amnesia tra politica e monopoli ( da "Unita, L'" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Quanto alla class action, è, invece, nettissima la preoccupazione di Catricalà per il rinvio della sua introduzione. A questo punto dovrebbero riflettere coloro che hanno minimizzato il differimento. Tuttavia il Presidente ritiene utile che il semestre che ci separa dall'entrata in vigore sia impiegato per migliorare le soluzioni tecniche e per un allargamento al settore pubblico.

In Italia troppi cartelli ( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action". Spera, però, che i 6 mesi di tempo in più possano essere utili "a individuare le soluzioni tecniche che meglio rispondono agli obiettivi di celerità dei processi e di allargamento dell'intervento al settore pubblico". Infine, anche i libri scolastici sono finiti nel mirino dell'Antitrust che terrà "sotto monitoraggio direttamente presso le librerie"

<Concorrenza, i cartelli corrompono il mercato> ( da "Corriere della Sera" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action sugli uffici pubblici". Scajola: ne terremo conto ROMA - "I cartelli non sono peccati veniali", sono "gravi misfatti ", fatti criminosi che "corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato ": il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà rilancia la lotta alle intese segrete tra imprese,

PROVINCIA DI IMPERIA Le offerte pubblicate in questa rub ( da "Stampa, La" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part time dalle ore 09 alle ore 13 o dalle 14 alle 19 circa . Richiesto il Cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 114/08/V Qualifica: CUOCO/A Azienda: Impresa servizi Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo indeterminato pieno Requisiti: Età 25/

Meglio sotterrare l'ascia di guerra ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: cercando di guardare al bene collettivo. E, perchè no?, anche al bene del Popolo delle libertà. È una capacità che, ad esempio, ha dimostrato Sandro Biasotti, inviando le sue dimissioni dalla Regione Liguria, primo fra tutti i deputati del Pdl contemporaneamente consiglieri regionali, seguendo il consiglio del Giornale.

L'Antitrust striglia banche e assicurazioni <Basta con i cartelli> ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: istituto della class action, l'azione collettiva di risarcimento. Catricalà ha espresso il timore che si possano "disattendere le speranze di migliaia di persone". Il ministro dello sviluppo Scajola ha osservato che l'esecutivo terrà conto "delle utili valutazioni e degli stimoli dell'Antitrust che appaiono in linea con quanto realizzato dal governo"

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action

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Crollano consumi e fiducia Nessuno spende più Il calo maggiore interessa i generi non alimentari Sono soprattutto i piccoli esercizi a pagare la crisi ( da "Unita, L'" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: "Non vanno certo in questa direzione decisioni quali lo slittamento della Class Action e, soprattutto, la determinazione del tasso programmato di inflazione all'1,7%" che potrebbe procurare danni rilevantissimi per il potere d'acquisto delle famiglie.

In 118 voci l'abc del decreto legge di manovra ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Le norme in materia di azione collettiva risarcitoria entreranno in vigore nel 2009. L'obiettivo del rinvio è quello di individuare e coordinare specifici strumenti di tutela risarcitoria collettiva, anche in forma specifica nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Relazioni sindacali, internazionalizzazione, formazione e organizzazione ai primi posti dell'azione associativa ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Class Action

Abstract: dei quali si sono dibattute vertenze collettive (in particolare stipule di accordi aziendali), vertenze individuali, richieste di cassa integrazione ordinaria e straordinaria e verifiche di vario genere relative ad accordi aziendali già in essere. L'86% delle aziende ha usufruito della consulenza dell'ufficio sindacale e 461 sono stati gli interventi svolti direttamente in azienda.

Unica certezza, tasse uguali fino al 2012 Silvio Berlusconi, all'assemblea annuale della C ( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: rinvio della Class action. Siamo solo ad inizio legislatura, cosa ci riserveranongli anni che rimangono? Al momento una sola certezza: le tasse non vengono abbassate fino al 2012, vigilia delle elezioni politiche. Chi governa il Paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale.

VENERDI' 27 Istituto di neuroscienze ACCADEMIA DELLE SCIENZE, VIA ACCADEMIA DELLE SCI ( da "Stampa, La" del 27-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Yoga PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 20 L'Associazione Shiva Yoga promuove una serata di avvicinamento allo yoga. Consigliata la prenotazione. Info 349/8152051. L'ombra della Luna SALA INFERNOTTI, OSPEDALE SA GIOVANNI BATTISTA ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20 "Una Donna, un libro e.

C'era una volta il conflitto sociale ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: è la difficoltà di rimodulare le forme dell'azione collettiva in assenza di un soggetto sociale. Per questo gli addetti ai lavori dipendenti non diminuiscono affatto dal punto di vista quantitativo, ma perdono ogni rappresentanza e capacità d'azione. Si uscirà da questa condizione solo con la reinvenzione delle forme dell'autonomia politica del lavoro.

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Adempimenti, il calendario delle proroghe ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: consentiranno di calibrare meglio la nuova disciplina delle azioni collettive risarcitorie. Sul fronte fiscale non potevano mancare gli slittamenti dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Un classico di metà anno. Con il Dl 97/2008, ora all'esame del Senato, sono state differite le scadenze per l'invio telematico di Unico (ora a fine settembre),

Intercettazioni, Di Pietro attacca il premier ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Denunciando lo squallore che emerge dalle intercettazioni pubblicate in questi giorni ("spero in uno scatto di dignità collettivo"), la presidente del Pd in Senato, pur senza citare direttamente il leader di Idv, ha avvertito che anche la politica deve evitare "di usare un linguaggio truculento e offensivo". Una dichiarazione che non ha soddisfatto la maggioranza.

RILANCIARE LE SPERANZE ( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: questo è il nodo di psicologia collettiva cui si va impiccando la nostra attuale società, sempre più pervasa da paure, inquietudini, preoccupazioni, ansie di ogni tipo; mentre le speranze sono poche, e la speranza (al singolare, cioè da tutti condivisa) resta una non praticata virtù teologale, estranea e lontana.

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.

Berlusconi: "Giustizia, avanti tutta" Veltroni: "Pensa solo a se stesso" ( da "Repubblica.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: interesse collettivo". Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, torna sulle dure polemiche sollevate dalle sue iniziative in materie di giustizia. E lo fa riaffermando le scelte prese, assicurando "ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti" e insistendo "

Giustizia, Berlusconi tira dritto <Stop a polemiche strumentali> ( da "Corriere.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Class Action

Abstract: interesse collettivo" Il premier: "Su giustizia, sicurezza e ordine pubblico siamo decisi ad andare avanti" Silvio Berlusconi (LaPresse) ROMA - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". È quanto afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai,


Articoli

Manovra, quando Berlusconi getta la maschera (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Manovra, quando Berlusconi getta la maschera Laura Pennacchi C ome già con il decreto salva premier, con il DPF e il decreto finanziario, il duo Berlusconi-Tremonti getta la maschera. Il mix di populismo neoliberista e di decisionismo compassionevole ha di mira il Welfare, il lavoro e i servizi pubblici, per i quali saranno nefasti la deregulation, i tagli selvaggi ai Comuni e alle Regioni, il definanziamento della sanità, le privatizzazioni. Il Pd non riuscirà a rendere più incisivi il taglio e la natura della sua opposizione al governo Berlusconi se non farà emergere un modello alternativo di economia e di società. Giorgio Ruffolo ha individuato nelle mancate risposte al dilagare di edonismo, egoismo e consumismo la ragione fondamentale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Il suo ragionamento è così riassumibile. Il capitalismo, grazie al progresso tecnologico, riduce lo sfruttamento sistematico del lavoro - anche se questo davvero non scompare e non solo nel Sud del mondo - e, al tempo stesso, produce masse enormi di beni di consumo, il che da una parte sposta quote di sfruttamento sulla natura, dilapidata e saccheggiata in modi senza precedenti, dall'altra, con la stimolazione dell'edonismo materialistico e dell'"incontinenza consumistica", fa emergere nuove contraddizioni, soprattutto culturali, ecologiche, morali, prima fra tutte l'incapacità di risolvere, a fronte dell'accumulazione di grandi profitti e grandi ricchezze, il problema della fame nel mondo. Sono queste le contraddizioni che il centrosinistra non riesce a mettere a fuoco, attardato com'è "nell'inseguire una rispettabilità politica basata sull'imitazione di un modo di produzione irresponsabile e di un modo di consumo immorale" ("la Repubblica" del 30 maggio). Sviluppare questa linea di ragionamento implica prendere molto sul serio non solo la questione del consumismo ma anche quella del "consumatore", figura ambigua ma sempre più spesso evocata in economia e in sociologia senza fare i conti con tutte le implicazioni che la sua generalizzazione ha sull'agenda politica, sulle istituzioni della responsabilità collettiva, sulla sfera pubblica. Come quella del contribuente la figura del consumatore è un'invenzione, secondo la quale il consumatore conosce perfettamente il proprio volere, fa scelte razionali e si aspetta che i produttori vi corrispondano. Eppure, nella retorica tipica del neoliberismo populista è l'identità collettiva dei cittadini che viene spezzata in tre differenziate figure: il contribuente, l'utente, il consumatore. Spezzare l'unità del cittadino rende possibile attribuire alle figure così differenziate interessi distinti e spesso divergenti. L'interesse del cittadino contribuente viene isolato dall'interesse del cittadino utente e questo dall'interesse del cittadino consumatore. In particolare, gli interessi dei cittadini contribuenti sono uguagliati ad avere servizi poco costosi con pratiche business like e questa equazione è posta alla base di progetti che sono un mix di decisionismo interventista (ma non di orientamento al bene comune) e di privatizzazione: fanno testo i propositi del centrodestra italiano in materia di Alitalia, di assetto delle Università, di trasformazione in spa degli ospedali pubblici. Non si tiene alcun conto del fatto che gli interessi del cittadino utente e quelli del cittadino consumatore potrebbero essere meno angusti e più convergenti, né che i cittadini potrebbero nutrire aspirazioni a servizi di qualità complessa, incorporante adeguato spirito relazionale e interattivo. Un'equivalenza ideologizzata taglia fuori ogni altro orientamento sociale e politico verso il pubblico e le istituzioni collettive. La costruzione ideologico-discorsiva è duplice: un calcolo economico per la valutazione dei servizi pubblici è naturalizzato e la sconnessione tra tasse e servizi è approfondita. Anche la figura del consumatore viene costruita mediante visualizzazione ideologica delle attitudini del singolo verso il pubblico, esaltando il suo presunto attivismo - a fronte della passività che sarebbe sempre indotta dall'iniziativa dell'operatore pubblico - e il suo desiderio di scelta libera, a fronte del paternalismo supposto tipico dell'azione pubblica volta a promuovere il bene comune. Contribuenti, utenti, consumatori vengono ad essere astrattizzati da ogni altro ruolo e posizione sociale. Così, però, vengono registrate diversità - nel consumo ciascuno manifesta differenti volontà - senza che si sia messi in grado di riconoscere le disuguaglianze connesse alla differenziazione sociale. E l'interesse pubblico viene smarrito entro una suddivisione "seriale", letteralmente una serie di scambi particolari e individualizzati, nella quale ciascun consumatore consuma una frazione di servizio, mentre il consumo collettivo dei servizi diventa invisibile e con esso la relazione tra "consumatori" e "produttori". La sfera pubblica è frantumata perché immaginata come un "campo di diversità" serializzate, irriflesse, giustapposte: contribuenti, utenti, consumatori, produttori, ma anche diverse comunità, diverse culture, diversi gruppi sociodemografici, tutti con interessi distinti. Il sociologo Clarke si chiede: "l'interesse pubblico può essere generato dalla sommatoria di campioni della popolazione per età, etnia, genere, orientamento sessuale o altre categorizzazioni sociodemografiche? Un pubblico così frammentato può essere adeguatamente consultato e rappresentato?" Esattamente come la società per la Thatcher, l'"interesse pubblico" non esiste, se non come "serialità". L'individualismo atomistico porta da un lato a considerare con molto sospetto un interesse pubblico considerato inafferrabile, dall'altro ad attribuire importanza solo alla scelte private per i beni di mercato (o da ricondurre al mercato). Il rafforzamento del consumatore, e della sua facoltà di scelta, viene rappresentato come la via con cui contrastare il Leviathano dell'autorità statale e delle istituzioni pubbliche, il paternalismo, le burocrazie, lo strapotere di gruppi organizzati, tra cui gli odiatissimi sindacati. Le conseguenze sono chiare. Innanzitutto la natura di ciò che viene scambiato e fornito passa del tutto in secondo piano, così come vengono oscurate le relazioni tra soggetti nel processo e il "contesto sociale" di tale fornitura. Inoltre il meccanismo della trasformazione sociale diventa l'exit, non la voice, né la loyalty, vale a dire l'esternalizzazione viene esaltata a detrimento della partecipazione e dell'azione collettiva così come dell'interdipendenza e del senso di cittadinanza. La fondazione teorica è data da quella che Supiot definisce una "antropologa grossolana": la società, ridotta alla somma delle utilità individuali, non ha più né spessore né architettura normativa, rimanendo in campo prevalentemente il diritto privato, strettamente necessario al rafforzamento di contratti privati, i quali diventano l'unica forma regolativa. Si spiega perché in questa prospettiva si erga a cifra dominante la privatizzazione di funzioni e servizi in precedenza pubblici. Un'avversione drastica e totale alla nozione di pubblico e di responsabilità collettiva fa della privatizzazione un totem al quale sacrificare ogni altra istanza. Nell'assunzione che il privato funzioni sempre più efficientemente del settore pubblico e offra più vaste possibilità di scelta al consumatore, il privato va sistematicamente favorito, magari foraggiato dal pubblico come quando, mediante l'acquisto di contratti di servizio, lo stato finanzia un'offerta privata di beni sociali e servizi. L'approccio privatizzatore oltranzistico crea le condizioni per uno slittamento anche della natura di ciò che viene offerto: poiché si punta a far esercitare ai cittadini la cosiddetta sovranità del consumatore consentendo loro di trarre maggiore guadagno dall'agire delle forze competitive del mercato, i trasferimenti di benessere sociale avvengono nella forma cash e mediante voucher piuttosto che nella forma in-kind tipica del servizio pubblico. Voucher e trasferimenti cash (sotto forma monetaria diretta o sotto forma indiretta di sgravi fiscali nei quali si traduce anche il quoziente familiare) sono considerati sostenere la scelta del consumatore e stimolare la competizione nel mercato, rendendo disponibili beni e servizi che il governo non deve più fornire direttamente ma acquistare attraverso contratti. L'estensione del contrattualismo bilaterale privatistico - invece dell'esercizio della terzietà della mediazione delle istituzioni pubbliche - si configura così come l'altra faccia di quel processo di commodification (mercificazione) che è la vera base della generalizzazione della figura del "consumatore". Ma su ciò varrà la pena ritornare più distesamente.

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La class action si ferma per allargare il campo alla Pa (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-20 - pag: 10 autore: Azione collettiva. Debutto dal 2009 La class action si ferma per allargare il campo alla Pa Giovanni Negri MILANO Lo aveva preannunciato il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola. Ieri lo ha confermato quello della Funzione pubblica, Renato Brunetta. La class action slitterà al 1Ú gennaio 2009. La norma, ha assicurato Brunetta, è contenuta nel decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri di mercoledì sera e garantirà un rinvio di sei mesi dell'entrata in vigore dell'azione collettiva che, altrimenti, sarebbe stata operativadal1Úluglio. Unperiodo di tempo che, ha spiegato Brunetta, servirà per introdurre un pacchetto di modifiche su alcuni dei punti critici segnalati in questi mesi e di sicuro ammetterà anche le pubbliche amministrazioni tra i soggetti nei confronti dei quali può essere proposta l'azione. Scajola, intanto, ha cominciato ad aprire un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori (almeno con quelle riconosciute nel Registro del Codice del consumo). Un primo incontro, nel quale Scajola ha spiegato le ragioni del rinvio, motivandolo con la scarsa efficacia dello strumento proprio per gli interessati, si è svolto mercoledì. Le associazioni, per il momento, hanno abbozzato e accolto le rassicurazioni del ministro che ha promesso che non sarà necessario un nuovo passaggio legislativo. Si comincerà a fare sul serio a partire dal 2 luglio quando si entrerà nel merito dei nodi da sciogliere. Di sicuro la fisionomia della futura azione collettiva sarà diversa da quella attuale. Perchè a non convincere erano stati sinora molti aspetti. A partire dalla scarsa chiarezza sul fronte dell'applicazione retroattiva della class action. Dove a fronteggiarsi erano state due posizioni opposte. Quella di chi ritiene che l'azione collettiva sia solo uno strumento più evoluto a tutela di interessi diffusi e, in quanto tale, applicabile anche per il passato. E quella, invece, di chi la considera una forma dirompente che assegna nuovi diritti e, quindi, può essere fatta valere solo per il futuro. Una questione non solo accademica, visto che ai nastri di partenza del 1Ú luglio c'era un numero elevato di class action sulle materia più varie: da quelle squisitamente finanziarie, come Parmalat, al caro libri. Ma i sei mesi potrebbero servire anche per introdurre un giudice specializzato, in grado di affrontare con una professionalità specifica un terreno sinora vergine del nostro diritto, per rideterminare l'area degli interessi che possono essere fatti valere (e l'allargamento alla pubblica amministrazione è già un segnale), per provare a chiarire i requisiti di rappresentatività dei soggetti che possono proporre l'azione. Ma da sistemare ci sarebbero anche questioni come la precisazione del momento ultimo in cui è possibile l'adesione e il coordinamento tra i criteri generali definiti dal giudice per il risarcimento e la misura del risarcimento stesso. PARTE IL CONFRONTO Scajola avvia la verifica con le associazioni dei consumatori Possibile l'introduzione di un giudice specializzato.

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Si tratta sul contratto Fuori i fannulloni (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Class Action

N. 146 del 2008-06-20 pagina 4 Si tratta sul contratto Fuori i fannulloni di Renato Brunetta Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ieri ha rassicurato i sindacati: "Dalle prossime settimane, prima dell'estate, si aprirà la stagione contrattuale per il rinnovo del secondo biennio del pubblico impiego". Parole attese dai dipendenti pubblici che, però, fanno seguito a un piano per l'amministrazione dai contenuti radicali. La soppressione degli enti con una dotazione organica inferiore alle 50 unità, la "class="hilite">class="term">class class="term">action" contro la pubblica amministrazione, limiti alle consulenze e al lavoro flessibile negli uffici dello Stato e degli enti. Poi altre misure che rappresentano un giro di vite sui dipendenti. Si potrà ad esempio licenziare per scarso rendimento, per la falsificazione di attestati di presenza falsi e per la presentazione di certificati medici falsi. Vita dura anche per chi arreca "gravi danni al normale funzionamento degli uffici", per "incompetenza professionale o inefficienza". Anche per loro scatterà il licenziamento oppure saranno messi "a disposizione". Insomma, chi rompe paga. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Class Action

Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (14 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (43 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 96 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (39) Ultime discussioni Fabio: Beh che dire.questa bomba a orologeria dei magistrati che puntualmente esplode prima, durante o subito... Giacomino G.: Devo dire che ci avevo quasi creduto, avevo apprezzato l'On. Veltroni per la coraggiosa decisione... nando: Che strano questo Veltroni. Vuole scendere in piazza contro Berlusconi, ma non vuole fare antiberlusconismo.... Domenico Caponi: In autuno in piazza, credo a Roma, il bancarottiere Veltroni troverà qualche milione di romani che... andrea: Alberto, solo un ultima considerazione per tutti i lettori del blog: questo paese ha bisogno che almeno per... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Dal Molin, il Tar boccia l'ampliamento della base americanaFs in rosso dicono addio al vagone ristoranteL'ad: mercato disastroso Il titolo Fiat perde l'8,5%Naomi condannata: 200 ore di servizi socialiBerlusconi: le toghe non sovvertano il voto Anm: "Basta insulti, Napolitano ci riceva"Veltroni: in autunno in piazza contro il governo Il Cavaliere: "A Roma una voragine, se ne vada" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (2) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'autunno caldo di Walter. 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Capitalismo americano corrotto e fragile una cintura sanitaria contro il contagio usa - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Cina e India si proteggono, la Sec teme l'effetto a catena: ci vuole un poliziotto mondiale Capitalismo americano corrotto e fragile una cintura sanitaria contro il contagio Usa I Paesi emergenti guardano con diffidenza a quello che sinora è stato un riferimento Un'elite di 50 finanziarie controlla un terzo dei capitali mondiali (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE federico rampini In una vigorosa arringa Paulson ha spiegato perché la Repubblica Popolare deve liberalizzare al più presto i suoi mercati finanziari, adottando il modello della deregulation americana. Nelle foto del summit si notano i sorrisi divertiti deidirigenti cinesi mentre Paulson parla. Avevano appena visto sfilare sugli schermi tv i banchieri americani in manette. Una volta tornati a casa, è poco probabile che si affrettino a trapiantare a Pechino la ricetta che Paulson (ex chief executive della Goldman Sachs) continua a propagandare. Gli arresti legati al crac dei mutui - una crisi emersa alla luce del sole meno di un anno fa - possono suscitare ammirazione: l'Fbi e i procuratori distrettuali americani hanno agito in tempi record e con severità. Le pene saranno dure, class="hilite">nessuno in America contesterà l'azione dei magistrati, e attraverso le class="term">class class="term">action i risparmiatori forse otterranno qualche compensazione. Ma nel resto del mondo il sentimento dominante oggi non è l'ammirazione per il blitz della giustizia, che comunque non ripara gli effetti del contagio globale di una crisi finanziaria made in Usa. Il modello angloamericano è in una vorticosa caduta di credibilità. La Repubblica Popolare non offre certo un esempio migliore. I difetti dei mercati cinesi sono noti: banche opache, Borse ad alto rischio, risparmiatori poco tutelati, collusione fra capitalismo e potere politico. Oggi però lo stesso elenco può servire a descrivere i mercati americani. Nel mondo intero il sistema anglosassone soffre di un rigetto senza precedenti. E non solo presso regimi autoritari come la Cina. L'India ha preso una misura drastica vietando alla Borsa di Mumbai le contrattazioni sui futures di materie prime agricole: di fronte all'iperinflazione alimentare, il governo democratico di Manmohan Singh giudica inaccettabile lasciare in mano alla speculazione un mercato da cui dipende la sopravvivenza di centinaia di milioni di suoi concittadini. Anche ai vertici dei paesi ricchi dell'Occidente si sentono giudizi di una severità inusuale. Il presidente della Repubblica federale tedesca Horst Koehler ha pronunciato una requisitoria pesante contro la logica di Wall Street: "La complessità dei prodotti finanziari, e la possibilità per gli speculatori di prendere posizioni cospicue rischiando pochissimi capitali propri, hanno generato un mostro". Koheler prima di accedere alla massima carica dello Stato tedesco non era un agitatore dei no-global bensì il direttore generale del Fondo monetario internazionale, una venerabile istituzione dove in genere i mercati finanziari non vengono definiti "un mostro". Il crollo di fiducia nel modello americano si insinua nel cuore di Wall Street. John Paulson (stesso cognome ma nessuna parentela col segretario al Tesoro) è uno dei più importanti gestori di hedge fund e fu uno dei primi ad avvertire le avvisaglie del crac dei mutui. In un'intervista al Financial Times ha stimato che il vero buco tuttora nascosto nei bilanci delle banche è di 1.300 miliardi di dollari, contro 380 miliardi di perdite finora riconosciute ufficialmente. Ha aggiunto che "la crisi del mercato immobiliare non accenna neppure a stabilizzarsi, il contagio continuerà a estendersi ad altri settori". Le manette scattate ai polsi di tanti manager americani non bastano ad arginare la metastasi. Sempre a Wall Street la direttrice della vigilanza della Sec (l'autorità di controllo dei mercati finanziari), Linda Chatman Thomson, mette il dito sulla piaga più grave: l'illegalità dilagante ai vertici dell'establishment. "Sono turbata e sgomenta", ha detto osservando la montagna di indagini su casi insider trading che si accumula sulla sua scrivania. "Questi non sono pesci piccoli, ma dirigenti che stanno in cima alla piramide gerarchica". Dalla Morgan Stanley alla Ubs svizzera, gli scandali si moltiplicano e Linda Thomson invoca la necessità di un "global law enforcement", un poliziotto mondiale. Il suo suona come un grido di impotenza, venendo da quella istituzione che un tempo era considerata un guardiano invincibile. Sono passati appena sette anni dal crac Enron e quella lezione sembra non aver lasciato traccia. La caduta di legittimità mondiale del sistema americano ha qui la sua causa più profonda: proprio quei gruppi dirigenti capitalistici al centro di una grave "questione morale", sono anche i massimi beneficiari della globalizzazione. David Rothkopf, del Carnegie Endowment, li ha definiti la Superclasse, ovvero la nuova élite del potere sovranazionale. Rothkopf descrive una vera e propria mutazione della classe dirigente: "La metamorfosi della finanza internazionale è stata una delle tendenze portanti di quest'epoca. In un quarto di secolo i flussi di capitali sono diventati immensi, istantanei, e controllati da una nuova razza di trader che rappresentano un manipolo di colossi finanziari concentrati in pochissimi paesi. Le loro remunerazioni personali hanno polverizzato ogni precedente storico: il manager più pagato di uno hedge fund nel 2007 ha intascato da solo tre miliardi di dollari. La concentrazione di potere è cresciuta a dismisura. Le 50 maggiori istituzioni finanziarie controllano 50.000 miliardi di dollari di attivi, un terzo dei capitali mondiali. Il potere di ricatto di queste élite è tale che da una parte esse pretendono che i nuovi strumenti finanziari globali si autoregolino; d'altra parte quando è arrivata la crisi questi campioni del liberismo hanno convinto i governi a curare le loro ferite, mentre le famiglie dei lavoratori si vedevano pignorare le case. Queste élite guadagnano miliardi comunque, sia che i mercati vadano su o che vadano giù. Gli amministratori delegati delle multinazionali trent'anni fa guadagnavano mediamente 35 volte più dei loro dipendenti; oggi guadagnano 350 volte di più. I 1.100 capitalisti più ricchi del mondo controllano una ricchezza superiore a 2,5 miliardi di esseri umani". Seil consenso politico verso laglobalizzazione perde colpi nel mondo intero, America inclusa, una parte della responsabilità va ai sabotatori dall'interno, i vertici del capitalismo americano. Noi non abbiamo ancora finito di pagare il conto.

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Un partito forte per uscire dal passato (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Un partito forte per uscire dal passato Pubblichiamo il testo integrale dell'intervento tenuto ieri da Walter Veltroni a Roma all'Assemblea costituente nazionale del Partito Democratico La lettera che il Presidente del Consiglio ha inviato lunedì scorso al Presidente del Senato è uno spartiacque che rischia di segnare negativamente l'intera legislatura. Con quella missiva, l'on. Berlusconi ha assunto la paternità politica di un emendamento al decreto sulla sicurezza che stravolge il senso del provvedimento all'esame del Senato, colpisce il ruolo di garanzia del Capo dello Stato, strappa la delicatissima tela del dialogo istituzionale con l'opposizione. Siamo preoccupati, per questa svolta all'indietro. Siamo preoccupati per l'Italia, che rischia di perdere una nuova occasione per darsi un sistema politico maturo: una democrazia compiuta, nella quale si possa competere lealmente tra avversari, scontrarsi a viso aperto sui programmi di governo e allo stesso tempo convergere sui valori costituzionali e collaborare nella manutenzione e nella riforma delle istituzioni e delle regole democratiche, come avviene in tutti i grandi paesi occidentali. Siamo preoccupati, ma non sorpresi. In tutti questi mesi il Partito Democratico ha cercato di portare l'Italia fuori dal passato. La proposta che quasi un anno fa abbiamo avanzato al centrodestra, di aprire una nuova stagione di confronto, per il bene dell'Italia, non era solo una mano tesa: era anche un guanto di sfida. Abbiamo sfidato il centrodestra sul terreno della responsabilità nazionale, dell'innovazione politica e programmatica. Convinti che questo nostro Paese non può più permettersi di aspettare altro tempo, che gli italiani non possono più aspettare. L'Italia è un Paese fermo. È un Paese che non cresce. E' un Paese che dispone di straordinarie risorse, materiali e umane. Risorse però non sfruttate, e mortificate, da un vero e proprio blocco non solo politico-istituzionale, ma anche economico e sociale e perfino di genere e di generazione. Un blocco che lo imprigiona, lo attanaglia, fino quasi a soffocarlo. La nostra società è, e si sente, più povera. Sono e si sentono così milioni di famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso, che di fatto contano in lire i loro stipendi e le loro pensioni e calcolano in euro il prezzo di quel che spendono per vivere, con sempre maggiori difficoltà a far quadrare tutto. Si sentono così tutte quelle persone, giovani e meno giovani, che si ritrovano a collezionare un contratto dopo l'altro per poche centinaia di euro alla volta. Sono più poveri gli operai, che si ritrovano con una busta paga sempre più leggera e rischiano di uscire dalla generale invisibilità solo quando sono vittime di uno dei troppi incidenti sul lavoro. Da quindici anni, coalizioni politiche di segno diverso si alternano al governo dell'Italia, ma nessuna di esse è stata in grado di esprimere la capacità di decisione democratica necessaria ad aggredire in modo incisivo e durevole i problemi di fondo del nostro Paese. Questa è la verità: l'Italia non dispone di un sistema istituzionale e politico all'altezza della gravità e della complessità dei suoi problemi. E se questo deficit di coesione politica e di decisione democratica non verrà rapidamente colmato, rischia una crisi di sistema, della quale da tempo si vedono molto più che le avvisaglie. La stessa anomalia della destra italiana, quel suo affidarsi alla persona che detiene la massima concentrazione di potere privato del Paese, non è che l'altra faccia della debolezza dei poteri pubblici e della fragilità del sistema politico. Quasi che un sistema politico e istituzionale strutturalmente inadeguato a prendere le decisioni necessarie dovesse e potesse essere surrogato dall'investitura di un potere parallelo. I risultati dei passati governi Berlusconi, così come l'infelice esordio di questa legislatura, ci dicono che la speranza che una parte larga e più volte maggioritaria del Paese ha riposto nella supplenza privata di poteri pubblici si è rivelata un'illusione: alla fine il potere privato, pure invocato per finalità pubbliche, finisce sempre per anteporre gli interessi particolari a quelli generali. Come ha scritto uno sconsolato Luca Ricolfi, "Emendamento salva Rete 4, limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si mette in movimento è del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del Paese". Per questo ci ha preoccupato e indignato, ma non sorpreso, lo strappo consumato dall'on. Berlusconi con l'emendamento sul decreto sicurezza. L'occasione è perduta, forse definitivamente. Ma nessuno si illuda, tra i nostri avversari: noi non torneremo con loro nel passato. Noi continueremo a lavorare per la nuova stagione della democrazia italiana. Proprio l'inadeguatezza del centrodestra apre davanti a noi una grande opportunità, che dobbiamo far maturare con pazienza, coerenza, tenacia. E' proprio adesso che i nostri avversari hanno messo in mostra, ancora una volta, i loro limiti radicali, che noi non dobbiamo ricadere in vizi antichi e ripetere i vecchi errori: se lo facessimo, ci giocheremmo la possibilità di diventare maggioranza nel Paese. Anche nella legislatura 2001-2006 il berlusconismo si rivelò un rimedio peggiore del male, un'aggravante alla crisi italiana. E lungo tutto l'arco del quinquennio, il centrodestra continuò a perdere vaste aree di consenso, che preferirono accamparsi nella terra di nessuno dell'astensionismo. Il vecchio centrosinistra vinse in quegli anni quasi tutte le elezioni parziali. Ma non riuscì a smuovere e a spostare verso di sé gli elettori moderati che si erano rifugiati nell'astensione. E nel 2006, quei voti in grandissima parte tornarono lì da dove erano venuti. L'Unione rischiò così di perdere un'elezione che comunque non vinse. Fu il connubio tra antiberlusconismo e massimalismo a rendere non credibile la nostra alternativa. Fondata, plausibile, convincente nella denuncia, ma inadeguata nella proposta, incapace di porsi, sia sul piano programmatico che su quello politico, come praticabile soluzione politica alla crisi italiana. Noi non ripeteremo gli errori di quella stagione. Per la semplice ragione che oggi, finalmente, abbiamo il Partito democratico, la Casa comune dei riformisti, il grande partito che mancava al centrosinistra italiano e per il quale abbiamo lavorato, lottato, sperato, dalla nascita dell'Ulivo fino ad oggi. All'indomani della sconfitta delle elezioni del 13 e 14 aprile, le motivazioni della quale costituiscono il filo conduttore di questa relazione, noi abbiamo messo in campo una opposizione coerente con la natura del Partito Democratico. La nostra è l'opposizione di un grande partito riformista, che si candida non solo a governare il Paese, ma ad aprire un ciclo di grande innovazione istituzionale, politica e programmatica. Per questo, la nostra è già e sarà sempre di più un'opposizione intransigente: contro il ritorno di una stagione di conflitti istituzionali, di leggi ad personam e di confusione tra gli interessi privati e la cosa pubblica. Al tempo stesso, sarà un'opposizione incalzante e propositiva sul terreno delle politiche che hanno a che fare con la concreta condizione di vita dei cittadini: sicurezza, potere d'acquisto, servizi sociali. Un'opposizione che gradualmente, senza arroganza, ma con crescente autorevolezza, riesca ad imporre la propria agenda in Parlamento e nel Paese. Per questo abbiamo dato vita al "Governo-ombra": uno strumento essenziale per un'opposizione che voglia qualificarsi per le sue proposte e affermarsi progressivamente come credibile alternativa di governo per il Paese. Una decisione, la nostra, che è stata accolta dall'opinione pubblica più avvertita come la conferma della volontà di procedere con determinazione lungo la via dell'innovazione del sistema politico e istituzionale. Il governo Berlusconi è ancora nel pieno della fisiologica luna di miele col Paese, il periodo nel quale, come accade in ogni sistema democratico, anche chi non ha votato per il governo in carica può concedere fiducia al nuovo esecutivo, o quanto meno sospendere il giudizio, in attesa della prova dei fatti. La prova dei fatti verrà in autunno. Sul terreno economico, innanzi tutto. Ne abbiamo già i primi segni. Della manovra economica che il Governo ha presentato ieri, noi apprezziamo la conferma dell'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011e l'equilibrio tra minori spese e maggiori entrate che sembra caratterizzarla. Esprimiamo invece un giudizio severo per la mancanza di qualsiasi intervento sulla questione salariale e per la discutibile qualità delle misure adottate per la riduzione della spesa pubblica. È davvero grave che proprio ora che le parti sociali muovono i primi passi verso una riforma del modello contrattuale che metta al centro la produttività e la sua equa remunerazione, proprio ora il Governo non dia luogo ad un intervento significativo di riduzione della pressione fiscale sui salari. Su tutti i salari - con l'aumento della detrazione IRPEF - e sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello. Non ci si può rispondere che si è deciso di intervenire sugli straordinari: non tutti i lavoratori fanno straordinari, e un intervento su questo solo aspetto non è in grado di spingere le parti sociali ad una nuova stagione di contrattazione, che distribuisca finalmente un po' dei vantaggi da aumento di produttività a favore dei lavoratori. Ecco dunque un primo elemento della nostra contromanovra: salari migliori e salto nelle capacità competitive del sistema, attraverso misure fiscali e riforma del modello contrattuale. In secondo luogo, quale componente della spesa pubblica viene tagliata? Noi non discutiamo l'entità dell'intervento: il nostro programma elettorale, al quale intendiamo ispirare la nostra opposizione, prevedeva riduzioni della spesa corrente primaria della Pubblica Amministrazione, al netto della spesa sociale, anche più significative. All'interno della spesa corrente primaria, però, è soprattutto alle spese di organizzazione della Pubblica Amministrazione che noi guardiamo, per un'azione al tempo stesso di qualificazione e riduzione. Nell'intervento del Governo, invece, leggiamo di tagli alla sanità e agli Enti Locali. Quanto alla finanza locale, proprio non si vuole uscire dalla logica dei tagli orizzontali, che accomunano buoni e cattivi, virtuosi e viziosi, a tutto danno dei primi e a tutto vantaggio dei secondi. Bisogna invece rovesciare logica e tempistica rispetto a quella adottata dal Governo. Prima il federalismo fiscale, fondato su standard di qualità, quantità e costi dei livelli essenziali dei servizi, poi la razionalizzazione dei trasferimenti. Quanto a banche, assicurazioni e petrolieri, mi limiterò a qualche domanda: quanto vale, per questi soggetti, l'class="hilite">abolizione della class="term">class class="term">action? Quanto vale, l'evaporare della nostra proposta sulla commissione per massimo scoperto? Quanto vale il mantenimento di certi monopoli nel settore energetico? Quanto vale il rinnovo per legge delle concessioni autostradali? E quali sono i meccanismi che il governo intende mettere in atto per impedire che consumatori, risparmiatori e utenti vedano trasferire sui prezzi gli aggravi? Liberalizzare, aprire i mercati chiusi, favorire l'accesso degli outsiders: ecco di cosa c'è bisogno. Leggeremo la proposta del Governo sui servizi pubblici locali: se sarà figlia di una strategia di modernizzazione e apertura, capace al tempo stesso di favorire l'irrobustimento delle nostre imprese e l'apertura dei mercati, faremo la nostra parte. Se in passato le maggioranze di centrosinistra non hanno proceduto, in questo campo, non è certo stato per responsabilità dell'Ulivo e del PD. Infine, gli interventi sui fondi europei per il Sud. Qui, se davvero il Governo intende procedere ad una severa opera di selezione dei progetti, per riprogrammare alla luce di poche priorità, definite con le istituzioni regionali e locali - a partire dai progetti sulla mobilità, sulla ricerca e sulla sicurezza - sappia che troverà nel PD un interlocutore attento e disponibile. Ma il governo deve anche sapere che la sospensione dell'automaticità dei crediti d'imposta, il saccheggio delle risorse per le infrastrutture nel Sud a fini di copertura del decreto ICI, lo sperpero di 300 milioni nel prestito Alitalia, che non è più ponte verso una credibile soluzione (e dunque non è più nemmeno un prestito), hanno inferto un duro colpo alla sua credibilità in questo campo e ci rendono diffidenti sulla serietà delle sue intenzioni. Non ci siamo, on. Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani. Quella che noi chiameremo a raccolta, per una azione di protesta e di proposta in tutto il Paese, che culminerà con una grande manifestazione nazionale. Anche sul terreno, delicato e decisivo, della sicurezza dei cittadini, il governo appare prigioniero della sua stessa cattiva propaganda. Noi abbiamo detto con nettezza, nei mesi scorsi, che la sicurezza è un bene primario, un diritto civile indisponibile, una condizione imprescindibile della democrazia. Una delle "rotture", delle innovazioni più grandi che rispetto al passato il Partito Democratico ha prodotto, è stata proprio questa: affermare che quello alla sicurezza è un diritto fondamentale, che chi governa ha il compito di fare ogni cosa per assicurarlo. Con la necessaria fermezza, anche espellendo dall'Italia chi si macchia di reati gravissimi e mostra segni di pericolosità sociale. Come peraltro ponendo fine alla vergogna di troppi delinquenti, non importa se italiani o stranieri, arrestati dalla polizia e poi scarcerati dopo pochi giorni, o di condannati che evitano il carcere grazia a un'infinità di premi e benefici. Dire questo, far vivere concretamente questi principi in un pacchetto sulla sicurezza che a suo tempo stato è un grave errore non approvare, ci ha permesso se non di colmare un ritardo accumulatosi per troppo tempo, di rimetterci in sintonia con il Paese. Con gli italiani, che in nove su dieci ritengono che negli ultimi anni la criminalità sia complessivamente aumentata e che per il 50 per cento pensano che questo sia avvenuto nel proprio territorio di residenza, dove vivono e lavorano. La percezione delle persone, si badi, non è qualcosa da sminuire o biasimare. È parte integrante del diritto a vivere sicuri e sereni, senza temere di andare a ritirare la pensione, senza dover star svegli con l'ansia di chi aspetta il ritorno a casa di sua figlia. La paura è un dato reale. Va compresa, e le vanno date risposte. Come va data risposta a chi arriva qui, lavora onestamente, e chiede integrazione, chiede di aver riconosciuti diritti civili e politici, chiede di poter votare, a cominciare dalle amministrative. Altra cosa, decisamente altra cosa, è fare un'equazione tanto ingiusta quanto gravemente sbagliata: più immigrazione uguale insicurezza, straniero uguale estraneo, diverso, "altro" da sé, minaccia per il proprio territorio, la propria casa, la propria incolumità. E quindi nemico da allontanare, da respingere, da cacciare. segue a pagina 16.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Class Action

Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (16 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (43 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (113 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 96 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (39) Ultime discussioni paolo: ma cosa si può pensare di uno che ha messo come suo vice un franceschini, uno che ha come compagno di partito... Fabio: Beh che dire.questa bomba a orologeria dei magistrati che puntualmente esplode prima, durante o subito... Giacomino G.: Devo dire che ci avevo quasi creduto, avevo apprezzato l'On. Veltroni per la coraggiosa decisione... nando: Che strano questo Veltroni. Vuole scendere in piazza contro Berlusconi, ma non vuole fare antiberlusconismo.... Domenico Caponi: In autuno in piazza, credo a Roma, il bancarottiere Veltroni troverà qualche milione di romani che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Borse, venerdì nero dopo gli arresti UsaDal Molin, il Tar boccia l'ampliamento della base americanaRigori e batticuore, Turchia in semifinaleNaomi condannata: 200 ore di servizi sociali"Pm sovversivi, democrazia a rischio"Veltroni in piazza: "Manifestazione in autunno" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (2) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'autunno caldo di Walter. 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Un colpo di scure su oneri, leggi ed enti (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME MANOVRA data: 2008-06-21 - pag: 32 autore: Un colpo di scure su oneri, leggi ed enti ARTICOLO 20 Disposizioni in materia contributiva 1. Il secondo comma, dell'articolo 6, della legge 11 gennaio 1943, n. 138, si interpreta nel senso che i datori di lavoro che hanno corrisposto per legge o per contratto collettivo, anche di diritto comune, il trattamento economico di malattia, con conseguente esonero dell'Istituto nazionale della previdenza sociale dall'erogazione della predetta indennità, non sono tenuti al versamento della relativa contribuzione all'Istituto medesimo. Restanoacquisiteallagestioneeconser-vano la loro efficacia le contribu-zionicomunqueversateperiperi-odianteriori alladatadel 1Úgennaio2009. 2. Adecorreredal1Úgennaio2009, le imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto sono tenute a versare,secondo la normativa vigente: a) la contribuzione per maternità; b) la contribuzione per malattia per gli operai. 3. Adecorrere dal 1Úgennaio 2009 il comma 2, lettera a) dell'articolo 16 della legge 23 luglio 1991, n. 223è così sostituito: " Al versamento di un contributo nella misura dello 0,30% delle retribuzioni che costituiscono imponibile contributivo ". 4. Sono abrogate le disposizioni di cui all'articolo 40,n.2,del regio decreto legge 4 ottobre 1935, n. 1827. 5. All'articolo 36 del decreto del presidente della Repubblica del 26 aprile 1957, n. 818, sono soppresse le parole: "dell'articolo 40, n. 2, del Rdl 4 ottobre 1935, n. 1827 , e". 6. L'estensione dell'obbligo assicurativo di cui al comma 4 si applica con effetto dal primo periodo di pagadecorrentedal1 Úgennaio2009. 7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nei procedimenti relativi a controversie in materia di previdenza e assistenza sociale, a fronte di una pluralità di domande che frazionino un credito relativo al medesimo rapporto, comprensivo delle somme eventualmente dovute per interessi, competenze e onorari e ogni altro accessorio, la riunificazione è disposta d'ufficio dal giudice ai sensi dell'articolo 151 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. 8. In mancanza della riunificazione di cui al comma 7, l'improcedibilità della domanda può essere richiesta dal convenuto in ogni stato e grado del procedimento, ivi compresa la fase esecutiva. 9. Il giudice, ove abbia notizia che la riunificazione non è stata osservata, anche sulla base dell'eccezione del convenuto, sospende il giudizio o revoca la provvisoria esecutività dei decreti e fissa alle parti un termine perentorio per la riunificazione. 10. A decorrere dal 1Ú gennaio 2009,l'assegno sociale di cui all'articolo 3, comma 6,della legge 8 agosto 1995, n. 335, è corrisposto agli aventi diritto a condizione che abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, per almeno cinqueanninelterritorionazionale. 11. A decorrere dal 1Ú gennaio 2009, al primocommadell'artico-lo43deldecretodelpresidentedel-la Repubblica 30 aprile 1970, n. 639, dopo la parola: "regionali" sono soppresse le seguenti parole: "e provinciali". 12. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Istituto nazionale della previdenza sociale mette a disposizione dei Comuni modalità telematiche di trasmissione per le comunicazioni relative ai decessi e alle variazioni di stato civile da effettuarsi obbligatoriamente entro due giorni dalla data dell'evento. 13. In caso di ritardo nella trasmissione di cui al comma 12 il responsabile del procedimento, ove ne derivi pregiudizio, risponde a titolo di danno erariale. 14. Il primo periodo dell'articolo 31, comma 19, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 è soppresso. ARTICOLO 21 Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato 1. All'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dopo le parole "tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo" aggiungere le parole: ",anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro ". 2. All'articolo 5, comma 4-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole "ferma restando la disciplina della successione di contratti di cui ai commi precedenti " aggiungere le parole: "e fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ". 3. All'articolo 5, comma 4-quater, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, come modificato dall'articolo 1, comma 40, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, dopo le parole "ha diritto di precedenza" aggiungere le parole: "fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". 4. Decorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali procede ad una verifica, con le organizzazioni sindacali dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, degli effetti delle disposizioni contenute nei commi che precedono e ne riferisce al Parlamento entro tre mesi ai fini della valutazione della sua ulteriore vigenza. ARTICOLO 22 Modifiche alla disciplina dei contratti occasionali di tipo accessorio 1. L'articolo 70, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, è sostituito dal seguente: "1. Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito: a) di lavori domestici; b) di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti; c) dell'insegnamento privato supplementare; d) di manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà; e) dei periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado; f) di attività agricole di carattere stagionale; g) dell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del Codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi; h) della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica". 2. All'articolo 72 comma 4-bis le parole "lettera e-bis)" sono sostituite dalle seguenti: "lettera g)". 3. L'articolo 72, comma 5, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, è sostituito dal seguente: "5. Il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali individua con proprio decreto il concessionario del servizio e regolamenta i criteri e le modalità per il versamento dei contributi di cui al comma 4 e delle relative coperture assicurative e previdenziali. In attesa del decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'Inps e nelle agenzie per il lavoro di cui agli articoli 4, comma 1, lettera a) e c) e 6, commi 1, 2 e 3 del presente decreto". 4. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto è abrogato l'articolo 71 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. ARTICOLO 23 Modifiche alla disciplina del contratto di apprendistato 1. All'articolo 49,comma 3,del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 le parole da "inferiore a due anni e superiore a sei" sono sostituite con "superiore a sei anni ". 2. All'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 è aggiunto il seguente comma: "5. ter- In caso di formazione esclusivamente aziendale non opera quanto previsto dal comma 5. In questa ipotesi i profili formativi dell'apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali definiscono la nozione di formazione azien-dale e determinano, per ciascun profilo formativo,la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo ". 3. Al comma 1 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre 2003,n.276 dopo le parole"alta formazione " aggiungere le parole: ",compresi i dottorati di ricerca". 4. Al comma 3 dell'articolo 50 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 dopo le parole "e le altre istituzioni formative" aggiungere le seguenti parole: "In assenza di regolamentazioni regionali l'attivazione dell'apprendistato di alta formazione è rimessa ad apposite convenzioni stipulate dai datori di lavoro con le Università e le altre istituzioni formative. Trovano applicazione, per quanto compatibili, i principi stabiliti all'articolo 49, comma 4,nonché le disposizioni di cui all'articolo 53 ". 5. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati: a) l'articolo 1 del decreto ministeriale 7 ottobre 1999; b) l'articolo 21 e l'articolo 24, commi 3 e 4, del Dpr 30 dicembre 1956, n. 1668; c) l'articolo 4 della legge 19 gennaio 1955, n. 25. Capo VII Semplificazioni ARTICOLO 24 "Taglia-leggi" 1. A far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto legge, sono o restano abrogate le disposizioni elencate nell'allegato A. ARTICOLO 25 "Taglia- oneri" amministrativi 1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e del ministro per la Semplificazione normativa, è approvato un programma per la misurazione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi informativi nelle materie affidate alla competenza dello Stato, con l'obiettivo di giungere, entro il 31 dicembre 2012, alla riduzione di tali oneri per una quota complessiva del 25%, come stabilito in sede europea. Per la riduzione relativa alle materie di competenza regionale, si provvede ai sensi dell'articolo 20-ter della legge 15 marzo 1997, n. 59, e dei successivi accordi attuativi. 2. In attuazione del programma di cui al comma 1, il Dipartimento della funzione pubblica coordina le attività di misurazione in raccordo con l'Unità per la semplificazione e la qualità della regolazione e le amministrazioni interessate per materia. 3. Ciascun Ministro, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e con il ministro per la Semplificazione normativa, adotta il piano di riduzione degli oneri amministrativi, che definisce le misure normative, organizzative e tecnologiche finalizzate al raggiungimento dell'obiettivo di cui al comma 1, assegnando i relativi programmi ed obiettivi ai dirigenti titolari dei centri di responsabilità amministrativa. I piani confluiscono nel piano d'azione per la semplificazione e la qualità della regolazione di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto legge 10 gennaio 2006, n. 4, che assicura la coerenza generale del processo nonché il raggiungimento dell'obiettivo finale di cui al comma 1. 4. Con decreto del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e del ministro per la Semplificazione normativa, si provvede a definire le linee guida per la predisposizione dei piani di cui al comma 3 e delle forme di verifica dell'effettivo raggiungimento dei risultati, anche utilizzando strumenti di consultazione pubblica delle categorie e dei soggetti interessati. 5. Sulla base degli esiti della misurazione di ogni materia, congiuntamente ai piani di cui al comma 3, e comunque entro il 30 settembre 2012, il Governo è delegato ad adottare uno o più regolamenti ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e del ministro per la Semplificazione normativa, di concerto con il Ministro o i Ministri competenti, contenenti gli interventi normativi volti a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese nei settori misurati e a semplificare e riordinare la relativa disciplina. Tali interventi confluiscono nel processo di riassetto di cui all'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59. 6. Degli stati di avanzamento e dei risultati raggiunti con le attività di misurazione e riduzione degli oneri amministrativigravanti sulle imprese è data tempestiva notizia sul sito web del ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione, del ministro per la Semplificazione normativa e dei Ministeri e degli enti pubblici statali interessati. 7. Del raggiungimento dei risultati indicati nei singoli piani ministeriali di semplificazione si tiene conto nella valutazione dei dirigenti responsabili. ARTICOLO 26 "Taglia- enti" 1. Gli enti pubblici non economici con unadotazione organica inferiore alle 50 unità, nonché quelli di cui al comma 636 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con esclusione degli ordini professionali e le loro federazioni, delle federazioni sportive e degli enti non inclusi nell'elenco Istat pubblicato in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonché degli enti parco e degli enti di ricerca sono soppressi al sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, ad eccezione di quelli confermati con decreto dei Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa, da emanarsi entro 40 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, e di quelli le cui funzioni sono attribuite, con lo stesso decreto, ad organi diversi dal Ministero che riveste competenza primaria nella materia. Le funzioni da questi esercitate sono attribuite all'amministrazione vigilante e le risorse finanziarie ed umane sono trasferite a quest'ultima, che vi succede a titolo universale in ogni rapporto, anche controverso. Nel caso in cui gli enti da sopprimere sono sottoposti alla vigilanza di più Ministeri, le funzioni vengono attribuite al Ministero che riveste competenza primaria nella materia. Nei successivi novanta giorni i ministri Vigilanti comunicano ai ministri per la Pubblica amministrazione e l'innovazione e per la semplificazione normativa gli enti che risultano soppressi ai sensi del presente articolo. Continua u pagina 33 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Bersani: Costruiamo il partito fuori dal Palazzo, tra la gente (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Bersani: "Costruiamo il partito fuori dal Palazzo, tra la gente" di Ninni Andriolo/ Roma Onorevole Bersani, come giudica l'Assemblea costituente di venerdì? "Come è andata l'altro ieri lo si vedrà dalle prossime settimane, perché è chiaro che quando si prende una botta non si sta bene subito. Sicuramente l'Assemblea rifletteva un disagio. Penso, però, che il punto sia quello di uscire dalla depressione e di rimboccarsi le maniche tutti assieme. La Costituente ha dato primi segnali in questa direzione". Una tregua nel gruppo dirigente, si è scritto. Basterà a rimotivare il popolo delle primarie? "Tutti gli interventi, e non solo quelli del gruppo dirigente, hanno mantenuto un equilibrio tra la sofferenza per la botta elettorale e la spinta unitaria a rimettersi in movimento. Non c'è dubbio che un tratto unitario, che non credo tattico, sia venuto fuori. Lo ritengo utile sia per la costruzione del partito che per la battaglia d'opposizione di cui il Paese ha bisogno". Maggiore unità nel Pd perché torna in campo il Berlusconi di sempre? "Anche su questo ci siamo messi tutti a pari. Chi riteneva che quello di Berlusconi non fosse solo un atteggiamento tattico, e chi pensava che la destra avrebbe ricominciato a fare il mestiere di sempre, non solo dal punto di vista degli strappi alle regole della democrazia, inevitabili nel berlusconismo che, non dimentichiamolo, ha sempre dato lo scettro al consenso e mai alle regole. Ma, soprattutto, nell'impostazione della politica economica. Se vogliamo che gli italiani si indignino per gli strappi alle regole, bisogna che mostriamo loro anche quanto siano fallimentari le ricette economiche e sociali di questo governo". Lei le ha definite vecchie, inutili per la crescita. "Se qualcuno pensasse una cosa diversa, avverto che il centrodestra non farà quello che non siamo riusciti a fare noi, perché non ne siamo stati capaci. Loro, in realtà, metteranno in pratica la loro ricetta. Con qualche accorgimento in più, con qualche pensata nuova. Ma la sostanza sarà: abbassare l'asticella per chi già ce la fa, lanciare messaggi demagogici e compassionevoli per chi è in difficoltà, difendere paratie corporative o di altro genere". In campagna elettorale avevano promesso ben altro. "Le loro manovre non le pagheranno mai davvero le rendite e gli evasori fiscali. Ma i consumi popolari e i servizi, come si vedrà nelle prossime settimane. Poi, naturalmente, attorno a questa ricetta ci potrà stare questa o quella misura condivisibile, la furbizia di un messaggio demagogico, cose sulle quali ci potrà stare, per così dire, un'opposizione più duttile. Ma il segno complessivo è disvelato già da alcune misure." Quali? "Davvero si pensa che i petrolieri non recupereranno i soldi che dovranno pagare allo Stato? È un gioco da ragazzi scaricare l'incremento fiscale sui consumatori. Ed è di un'class="hilite">evidenza solare che le banche hanno avuto in cambio il blocco della Class class="term">action e l'accordo sui mutui." C'è la cosiddetta carta dei poveri, però. "Che la dice lunga su come loro leggono il disagio sociale. Noi una misura di questo genere non ce la saremmo nemmeno sognata. Con quei soldi, aggiungendone altri, avremmo fatto l'aumento delle pensioni piu' basse, come l'anno scorso. Per noi un povero è una persona con una dignità. Credo, comunque, che non dobbiamo lasciarci impressionare dai fuochi d'artificio". L'assenza di molti delegati dall'Assemblea di venerdì riflette la delusione della gente del Pd. Non crede? "Abbiamo il compito di passare dalla fase costituente a quella di costruzione del partito e dobbiamo farlo nel vivo di una battaglia d'opposizione. Se protratta troppo a lungo, la fase costituente non regge. Dobbiamo lavorare immediatamente per la costruzione ideologica, politica e organizzativa del partito. La battaglia d'opposizione dovrà essere la fucina in cui forgeremo il Pd. Le cose si vedono meglio girando per strada, che non dal Palazzo. E io credo che questa sarà l'occasione per riprendere i contatti con i soggetti sociali che ci interessano". Veltroni propone una manifestazione nazionale contro la politica del governo. Perché in autunno e non subito? "Non perché non manchino argomenti per far scendere già adesso la gente in piazza. Ricordo le misure economiche, gli attacchi di Berlusconi ai giudici, le sue iniziative per salvarsi dai processi. O la provocazione spropositata sul Comune di Roma con l'obiettivo di delegittimare Veltroni, un tentativo di fronte al quale tutti dobbiamo reagire. Nel Paese, però, deve maturare la consapevolezza dei danni che produce questo governo. La costruzione e il radicamento del partito devono servire anche a questo. Dobbiamo avviare il tesseramento in tempi rapidissimi. Contemporaneamente, cogliendo l'occasione delle feste, dobbiamo sviluppare una campagna sui temi economici e sociali. E predisporre le tracce della discussione politica che avremo, senza conta, nella Conferenza autunnale che coinvolgerà tutto il partito. Questo lavoro di opposizione e di composizione avrà poi un'espressione di massa. Le grandi manifestazioni rappresentano anche l'esito di un lavoro che mette in movimento energie e costruisce rapporti". In questi mesi più che a costruire il Pd si è pensato a edificare le sue correnti, è d'accordo? "Tutte queste espressioni sono convintissimo che rappresentino una ricchezza. Ha ragione anche Veltroni, però, quando afferma che le fondazioni, gli istituti, le associazioni devono esprimere qualcosa di vero in termini di radicamento e di posizione culturali. Servono affluenti veri, che portino acqua. Dopodiché noi non possiamo osservare il fenomeno senza essere sicuri che ci sia il fiume. Senza organizzare, cioè, il partito, come palestra politica di tutti. A questo dovrà servire la Conferenza d'autunno. È lì, nel fiume del partito, che bisognerà dipanare, per esempio, la matassa del rapporto tra politica e valori, o quella delle riforme istituzionali che vogliamo. Il luogo della sintesi, quindi, deve essere il partito. Se manca questo, la gente andrà a discutere da altre parti. Noi, tra l'altro, non abbiamo avuto un dibattito di massa sull'esito del voto." Anche nella Costituente si è registrato un deficit di analisi sulle elezioni. "È mancata una discussione di massa sul voto. Questa avrebbe aiutato a ritrovarsi, a reagire prima, a elaborare il lutto, a sentirsi comunità. Tutto questo dobbiamo recuperarlo. L'Assemblea costituente ha rappresentato il primo segno di questo recupero". Ma nel Pd non si pone l'esigenza di rinnovare i gruppi dirigenti e di passare il testimone a generazioni più fresche? "Se invece di spendersi in improbabili paragoni con il Midas i giornali si fossero occupati di andare a spulciare la composizione della nuova direzione, avrebbero visto che in atto c'è già la promozione - certo ancora insufficiente - di nuove personalità, di nuovi gruppi dirigenti e di nuove generazioni. Il processo di rinnovamento è in corso, lo vedo in giro per l'Italia. Al centro, certo, bisogna essere più permeabili a valorizzare quelle esperienze. Ma non basta essere giovani. Servono giovani di lungo corso, che abbiano già maturato esperienza, che godano di credibilità esterna. Ne abbiamo tantissimi nel nostro partito". Senza il "rimescolo" di cui lei parla anche il rinnovamento verrà stretto dentro il gioco delle componenti. "Questo famoso rimescolo può avvenire solo sul terreno politico e della cultura politica. Senza discutere del rapporto tra valori e politica o del nostro concetto di mercato o della nostra visione di partito, ad esempio, non si capisce in che direzione possa andare l'intreccio tra posizioni socialiste, liberali, cattolico-democratiche, ecc. Io credo che il rimescolo debba avvenire senza buttar via le parole. Né la parola sinistra, né la parola popolare. Che, però, bisogna far coesistere con nuovi termini. Il punto non è quello di mettere d'accordo me e Fioroni. Ma di consegnare alle nuove leve una cultura politica che non le inscatoli dentro cose che non ci sono più". Veltroni ricollega il Pd all'Ulivo del '96, lei mette in evidenza il ruolo di Prodi. Ma è il Professore che prende le distanze dal Partito democratico. "Nella relazione di venerdì Veltroni ha sistemato le cose nel modo giusto. Sia dal punto di vista delle elezioni, che del profilo della nostra battaglia di opposizione, che del rapporto con l'Ulivo. Io dico sempre che le nostre radici sono lì, nell'Ulivo. E che da lì è iniziata una stagione che possiamo chiamare con il nome di Prodi. Noi dobbiamo riconoscere che, in quella fase di frantumazione, nella quale si affacciava il bipolarismo, quella politica ha rappresentato un punto di raccordo indispensabile. Che ha consentito di evitare un ventennio berlusconiano e di riportare dal cielo alla terra parole d'ordine che ci hanno dato un profilo: sulla politica estera, sulle liberalizzazioni, sull'evasione fiscale, ecc. Dopodiché quella fase conteneva in sé, e Prodi era il primo a esserne consapevole, visto che lanciò l'idea del Partito democratico, tutte le contraddizioni e i limiti che la hanno fatta esaurire. Oggi abbiamo compiuto la scelta di un partito a vocazione maggioritaria, ma non isolato. Capace di trovare un raccordo con le altre forze di opposizione". È riduttivo ricondurre Parisi al Professore, ma tra i "prodiani" si registra una notevole insoddisfazione. "Anche io mi sento parte del prodismo. Prodi continua a girare nella nostra aria, nella nostra atmosfera, nel nostro mondo. A prescindere dal fatto che lui sia presidente del Pd, come avrei voluto anche io, o non lo sia. Per me sarebbe stato inelegante procedere venerdì alla nomina di un altro presidente. Dopodiché vedremo assieme, con il contributo di Romano, che sono certo non mancherà, come eventualmente procedere anche ad altre soluzioni. L'applauso che la platea gli ha rivolto è stato un segnale evidente di affetto e di riconoscimento del ruolo esercitato e del lavoro svolto". Marini ha detto sì al patto federativo Pd-Pse, un segnale importante di "rimescolo", non crede? "Nelle cose dette da Marini si individua il terreno per una soluzione che riconosca il nostro progetto e la nostra identità. E l'ambizione di portarli in Europa, in collegamento con i luoghi dove si addensa la stragrande maggioranza del centrosinistra europeo".

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Subprime, ora tremano i colletti bianchi - sara bennewitz (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Subprime, ora tremano i colletti bianchi Dimissioni e licenziamenti a raffica. Per Citi e Merrill rischio svalutazioni Perdite oltre mille miliardi per le banche. Passera: "In Italia il sistema è sano" SARA BENNEWITZ MILANO - A distanza di un anno dallo scoppio della bolla dei subprime le banche americane continuano a navigare a vista. Ma dopo aver operato una profonda pulizia di bilancio, i principali istituti colpiti dalla crisi iniziano anche a fare una severa selezione tra i colletti bianchi nel tentativo di recuperare almeno in parte la fiducia degli investitori. Secondo Bloomberg, gli istituti di tutto il mondo hanno operato 397 miliardi di dollari di svalutazioni. Tuttavia questa cifra eclatante rischia di aumentare ulteriormente. "Era prevedibile che la crisi dei subprime non fosse ancora finita - ha dichiarato ieri Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo -. Ma in Italia questo fenomeno ci tocca solo indirettamente. Il nostro sistema bancario sta infatti riuscendo ad assicurare all'economia tutto il credito di cui ha bisogno". Per John Paulson, primo azionista del fondo Paulson & Co., le banche hanno svalutato solo un terzo dei crediti a rischio. Paulson, che proprio scommettendo sullo scoppio della bolla dei subprime ha realizzato ingenti guadagni, stima che questo fenomeno costerà al sistema mondiale 1.300 miliardi di dollari di svalutazioni. Dopo le difficoltà di Lehman Brothers e Morgan Stanley, la prossima settimana Merrill Lynch e Citigroup potrebbero essere costrette ad annunciare nuove perdite. Le due banche d'affari Usa avevano operato pesanti svalutazioni nel 2007, ma ora gli investitori temono che ci sia bisogno di ulteriori rettifiche al portafoglio dei crediti a rischio. Tuttavia, in seguito agli scandali e alle perdite miliardarie, anche i colletti bianchi iniziano a pagare il conto di questa crisi. Secondo gli esperti le società coinvolte nello scandalo dei subprime starebbero facendo saltare le teste dei responsabili per cercare così di recuperare quantomeno la fiducia degli investitori. In settimana Martin Sullivan, amministratore delegato di Aig, è stato costretto a dimettersi dopo aver fatto dimezzare le quotazioni del gruppo assicurativo proprio per colpa dei subprime. Sullivan sarà sostituito da Robert Willumstad, presidente di Aig, che nell'assumere l'incarico ha annunciato che la compagnia non è ancora uscita dallo stato d'emergenza. Ma anche gli azionisti di alcuni colossi come Citigroup, Marsh & McLennan, Merrill Lynch, Prudential, Ubs e molti altri ancora, hanno licenziato buona parte dei vertici che si sono assunti le responsabilità di aver causato gravi perdite all'azienda e ai suoi investitori. Parallelamente a questo la Sec e la Procura di New York hanno iniziato una serie di indagini a tappeto per accertare le effettive responsabilità degli operatori, a cominciare da Matthew Tannin e Ralph Cioffi di Bear Stearns, la banca Usa che si è salvato dal fallimento solo grazie all'intervento di Jp Morgan. Infine, anche Goldman Sachs, che ha comunque riportato un'ottima trimestrale dato che gli utili sono scesi "solo" del 10% a 2,05 miliardi di dollari, ha annunciato centinaia di licenziamenti. Dal momento che l'attività di fusioni e acquisizioni nel 2008 è diminuita del 25%, Goldman si appresta a tagliare i costi del personale della sua divisione M&A.

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Class action, Antitrust e democrazia economica (sezione: Class action)

( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)

Argomenti: Class Action

L'organismo guidato da Antonio Catricalà si candida a collaborare, filtrando le denunce dei cittadini C lass action all'italiana, tutto rimandato. Non è una sorpresa. L'avversione di Confindustria per la norma era già evidente in novembre, quando l'allora presidente Luca di Montezemolo la definì "all'amatriciana". E la posizione del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, era già chiara nel 2004, quando dichiarò: "Non consideriamo l'ipotesi class action, l'ordinamento italiano garantisce già elevato grado di tutela". Per non parlare dell'Abi, l'associazione bancaria: "Siamo perplessi sul fatto che possa avere effetto", disse il presidente Corrado Faissola nel marzo 2007. Ma il rinvio al gennaio 2009, annunciato settimana scorsa ("per rivederla") dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, dell'entrata in vigore della legge sull'"azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori", com'è indicata nella Finanziaria 2008 che l'ha istituita dopo tre proposte di legge naufragate, è l'occasione per porsi una domanda. La class action, che tutela il consumatore consentendogli di muovere cause collettive alla grande industria su danni civili o finanziari, è elemento di distorsione del mercato, come temono le imprese? O, piuttosto, è la base di un capitalismo aperto e inclusivo, che raccolga la spinta della società civile? In Italia la class action porterebbe valanghe di cause, già prenotate sui moduli prestampati e distribuiti, per esempio, da Adusbef o Altroconsumo: su bond argentini e Parmalat, Cirio e Finmatica, Italease, Telecom, Poste, mutui, derivati. Può essere questo, come auspica Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, il vero "sistema di regolazione del mercato"? Con "i privati che ne controllano il funzionamento affiancando il lavoro delle authority come Agcom, Antitrust, Consob"? Dipende. Dal "livello di partecipazione consapevole dei cittadini", dice l'avvocato Gustavo Ghidini, presidente onorario del Movimento consumatori. Dalla disponibilità a mediare, sostiene l'economista Paolo Gualtieri. E soprattutto dall'integrazione con le authority medesime, ritiene l'Antitrust guidata Antonio Catricalà che domani, 24 giugno, terrà la Relazione annuale. "La class action è uno strumento indiretto che tutela la concorrenza ? dice Carla Rabitti Bedogni, giurista, ex commissario Consob, componente dell'Autorità garante della concorrenza ?. Potrà incentivare comportamenti corretti. Per l'impresa, il rischio risarcitorio unitamente al costo legale e reputazionale, che si aggiunge al rischio di sanzione da parte dell'Autorità, non può che stimolare un comportamento virtuoso". Però il commissario Antitrust si dice preoccupato che la class action "comprometta l'efficacia dell'azione dell'Autorità, sotto il profilo dell'istruttoria e dell'irrogazione della sanzione". Il rischio è che "l'avviarsi di un procedimento presso il giudice ordinario rallenti la nostra attività". Il giudice che valuta la class action potrebbe, insomma, chiedere carte su carte all'Antitrust, che sugli stessi argomenti conduce l'istruttoria. Soluzione? La legge dice che il giudice "può" sospendere il giudizio fino alla pronuncia dell'Autorità. Rabitti Bedogni propone si corregga: "deve". L'altro rischio rilevato dall'Antitrust è che, con la class action, "ci sia un freno alla richiesta di provvedimenti di clemenza, basati sull'autodenuncia dell'impresa". Cioè che le aziende, per timore delle azioni collettive, smettano di "confessarsi" all'Antitrust e preferiscano correre il rischio-multa. Per Rabitti Bedogni, l'ideale sarebbe stato affidare "all'Antitrust, invece che alla magistratura ordinaria, la prima delle tre fasi della class action: valutare la proponibilità dell'azione". Cioè dire se la class action è fondata oppure no. La legge approvata e rinviata ha diversi punti critici, due i più importanti. Uno è la retroattività, che Confindustria e le banche, presumibilmente, cercheranno di evitare: non è chiaro se la norma verrà applicata ai processi in corso o no. L'altro è, appunto, la complessità dell'iter, che rischia di portare a processi decennali. Le fasi giudiziali previste sono tre: ammissibilità dell'azione collettiva, accertamento del danno, quantificazione del danno con Camera di conciliazione e giudizio. È nella prima fase che l'Antitrust può intervenire. Un'altra idea per rendere efficace la class action, ai fini del controllo sul mercato tutelando i cittadini senza penalizzare le imprese, è quella di Gualtieri. L'economista suggerisce d'invertire la seconda fase con la terza, rafforzando il concetto di mediazione. "Bisogna partire subito con la conciliazione, sul modello anglosassone ? dice ?. Solo fissando una mediazione efficace può nascere il capitalismo inclusivo". "Negli Usa, queste azioni finiscono spesso con transazioni ? ricorda Cristina Pagni, partner dello studio legale Norton Rose ?. La class action non è un male assoluto per le imprese". E Martinello cocorda: "Le azioni collettive non sono un capriccio delle associazioni dei consumatori ma lo strumento attuativo del controllo della concorrenza". Possono funzionare, in chiave di leva, anche all'italiana, insomma. La nostra legge, a differenza dell'americana, prevede che il risarcimento vada solo a chi ha avviato la causa, non a tutti quelli della stessa "classe", ma per Ghidini è ancora meglio: "La possibilità dell'inclusione dipende dall'attivarsi del cittadino". Le aziende però restano scettiche, se non altro per i costi. Assicurativi. "Ci sarà la tendenza ad aumentare i massimali", prevede Carlo Clavarino, amministratore delegato del broker Aon in Italia, che ha lanciato la polizza sui prospetti informativi. Un sondaggio di Aon fra 300 imprese rivela che la responsabilità civile verso terzi è il rischio più temuto per il 75% delle aziende. Ma oggi per la responsabilità civile si raccolgono premi per 3 miliardi di euro. Enron costò 5 miliardi.

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Si è riaperto, dopo le parole del minstro Sacconi, il (sezione: Class action)

( da "Corriere Economia Online" del 23-06-2008)

Argomenti: Class Action

Si è riaperto, dopo le parole del minstro Sacconi, il dibattito sul tema della partecipazione dei lavoratori all'interno dell'impresa. È opportuno che esso prosegua se tiene conto del fatto che, in Italia come altrove, la partecipazione si può manifestare con forme diverse. Tra gli indicatori principali di diversità, consideriamo in questa sede: l'obiettivo che si intende conseguire e la presenza o meno di rappresentanti dei lavoratori negli organi societari. Le forme che individuiamo sono tre: la partecipazione informativa, la partecipazione ai risultati, la partecipazione alle decisioni. La chiave informativa La partecipazione informativa dovrebbe consentire ai rappresentanti dei lavoratori di conoscere e valutare la situazione e le prospettive dell'impresa date le esigenze di flessibilità, l'insicurezza, la loro dimensione finanziaria. Essa può essere attivata con alcune modalità, come gli osservatori dei contratti collettivi e gli istituti di informazione e di consultazione (sulla base della direttiva comunitaria del 2002, recepita in Italia nel 2007). Si può forse aggiungere la recente proposta del ministro Sacconi che prevede l'ingresso dei lavoratori nel capitale accompagnato da diritti di controllo sulla trasparenza del bilancio. Il dividendo al lavoratore La partecipazione economica o ai risultati ha finalità essenzialmente distributive e non contempla normalmente la presenza dei rappresentanti dei lavoratori negli organi societari. Con essa si intende collegare il reddito dei dipendenti all'andamento dell'impresa e (in forza dell'equità) della remunerazione degli azionisti e del management. Può essere attivata con la parte economica (che deve essere variabile) dei contratti collettivi di secondo livello, con la partecipazione agli utili per via legislativa (come tradizionalmente avviene in Francia e ora in fase di estensione alle imprese con meno di 50 addetti), con associazioni di dipendenti azionisti che ricercano un miglior rendimento del loro risparmio, anche connesso con obiettivi previdenziali. Si pensi ai piani Esop negli Stati Uniti. Capire per decidere La partecipazione alle decisioni è quella che prevede l'influenza dei rappresentanti dei lavoratori all'interno degli organi societari per quanto attiene alle scelte strategiche e rilevanti. Tali scelte dovrebbero essere condivise con detti rappresentanti. Questa forma di partecipazione ? decisamente più problematica delle altre due ? si può racchiudere in due principali modalità, che sono molto differenti fra di loro e, quindi, non vanno confuse; come è accaduto in talune prese di posizione nell'attuale dibattito. L'esempio tedesco La prima modalità si può chiamare partecipazione istituzionale, è storicamente identificata con la corposa esperienza della codeterminazione tedesca e, recentemente, riproposta nell'ordinamento della Società Europea. Essa si esprime nella presenza paritaria della rappresentanza dei dipendenti nel consiglio di sorveglianza, che esercita la sua influenza sugli indirizzi che l'impresa assume, ma non sui contenuti della gestione. Il suo fondamento attuale rientra nel coinvolgimento e nella valorizzazione del capitale umano come risorsa strategica cruciale e come compensazione delle crescenti richieste di impegno e di rendimento volte ai dipendenti. Lavoratori azionisti La seconda modalità può essere chiamata partecipazione finanziaria, nel senso che si basa sull'accesso dei lavoratori al capitale in misura cospicua e mediante idonee associazioni di rappresentanza. Questa entra negli organi societari ? consiglio di amministrazione o di sorveglianza ? per conto di dipendenti che sono azionisti e con il ruolo prevalente di comproprietari. La loro finalità principale non è il livello del dividendo ma la prospettiva di influenzare le scelte e le sorti dell'impresa, attraverso una minoranza attiva di amministratori. Non sono molte le esperienze concrete di una piena partecipazione finanziaria. In questo periodo è stato opportunamente citato il caso della Metalcam di Breno, media impresa bresciana del gruppo Zaleski. L'una e l'altra modalità possono forse affermarsi, anche solo con casi esemplari, se sussistono tre condizioni: il pieno riconoscimento collaborativo fra le parti in gioco; esiti partecipativi che vanno a vantaggio di tutte e due le parti; la loro libera e concorde decisione di creare e sperimentare partecipazione (anche in presenza di provvedimenti legislativi congrui).

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Traffico, la ricetta dell'assessore sceriffo - stefano origone (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Genova Traffico, la ricetta dell'assessore sceriffo Francesco Scidone: tolleranza zero in centro, controlli dei vigili triplicati di notte "Per portare avanti questa battaglia assumeremo più agenti 60, non 30" "Non solo multe, ma rimozione immediata. Via ai taxi collettivi" STEFANO ORIGONE Tolleranza zero contro le soste selvagge in centro, ma anche nei confronti di chi parla al cellulare mentre guida, e di chi non indossa le cinture di sicurezza. Pattuglie dei vigili triplicate di notte, potenziamento dei controlli con l'autovelox e l'etilometro. Francesco Scidone sceglie la linea dura. Sarà perché ha anche la delega alla sicurezza e ha affrontato temi caldi come lo sgombero dei campi nomadi e la lotta alla microcriminalità, ma in Comune c'è chi lo ha già soprannominato lo "sceriffo". "L'obiettivo è ridurre entro il 2012 del 50% la mortalità sulle strade per allinearci alle direttive europee", avverte il neo assessore al Traffico e Polizia Municipale. "La sicurezza stradale è uno degli argomenti a cui tiene di più l'amministrazione comunale. Ci sono troppi incidenti, feriti, purtroppo anche morti. Non basta fare repressione, l'arma vincente è la prevenzione. Per questo ho deciso di aumentare i controlli notturni con l'autovelox e l'etilometro non solo in città, come in corso Europa, lungomare Canepa, corso Perrone, via Perlasca, via lungomare Bisagno, via Albareto, corso Italia, la Sopraelevata dove si corre troppo, ma anche in riviera. Ho preso accordi con i sindaci di Arenzano e Bogliasco per un'azione combinata: su quest'asse aumenteremo le pattuglie e inizieremo una vera e propria lotta contro chi scambia le strade per piste. Ma presteremo particolare attenzione anche chi guida senza cinture, chi parla al cellulare e chi passa sulle strisce gialle". In città, invece, la battaglia sarà contro le soste selvagge. "Lo dico subito: la parola d'ordine è punire chi lascia l'auto in doppia fila bloccando la circolazione, chi se ne frega delle regole è l'abbandona in sosta vietata. Non ci saranno punti della città in cui chiuderemo un occhio, i vigili hanno avuto l'ordine di picchiare duro contro i furbi". Per portare avanti questa battaglia serviranno più agenti? "Per forza. Abbiamo deciso di assumerne sessanta anziché trenta per coprire in modo capillare tutta la città". Di notte auto e moto intasano la zona di Matteotti e di Caricamento. "Venendo anche incontro alle richieste dei residenti, che sono esasperati dal rumore, dalle 2 di notte triplicheremo le pattuglie di vigili e se qualcuno "butta" l'auto in mezzo alla strada questa volta non scatterà solo la sanzione: la portiamo direttamente via così la prossima volta ci penserà a infischiarsene dei regolamenti". Scidone conferma che il Comune vuole diminuire il traffico privato, e di conseguenza l'inquinamento, privilegiando il trasporto pubblico. "Questo è vero, ma non è che ci mettiamo a dare multe a raffica per obbligare la gente a lasciare l'auto a casa... ". Una ricetta è il taxi collettivo. "Hanno aderito all'iniziativa già duecento tassisti. Sono tutti volontari, partiremo entro settembre, appena tareranno gli strumenti". Come funziona? "è molto semplice. Appena sale un cliente, sul pannello installato sopra il tetto della macchina comparirà la destinazione. Durante il percorso il tassista raccoglierà altre persone che devono andare in quella direzione. A quel punto la tariffa è a scalare. Più salgono persone, meno si paga perché man mano scatta lo "sconto". è previsto un abbattimento che può arrivare al 55/60% della corsa". Ma non è finita. "Il servizio si può anche programmare. Mettiamo il caso che un mercoledì alla data ora mi serva il taxi. Informo la centrale e mi vengono a prendere direttamente a casa con il taxi collettivo". Anche le auto dei turisti non sono benvolute in centro. "Qui iniziamo a parlare del progetto "tourist driver" che coinvolge anche in questo caso i tassisti. Quelli che sanno parlare le lingue, parteciperanno a questo servizio. Porteranno in giro i turisti applicando tariffe particolari". Sembra di capire che lo Scidone-pensiero è meno traffico privato, più trasporto pubblico di qualità, meno inquinamento e più sicurezza stradale. "Diciamo che è il pensiero, anzi la strada che sta seguendo il Comune. Soprattutto in centro ci siamo resi conto che il traffico ormai è diventato insostenibile, che l'inquinamento e il rumore sono due mali da vincere". Un'idea, ancora allo stato embrionale, è coinvolgere aziende che hanno dipendenti in centro per promuovere il trasporto collettivo. "Contatteremo i "mobility manager", per vedere se sia possibile organizzare dei pulmini che vanno a un parcheggio di interscambio esterni al centro, per "raccogliere" i dipendenti e portarli sul luogo di lavoro. Insomma, quello che voglio dire è che non vogliamo chiudere il centro, ma limitare al massimo le auto per rendere la città più vivibile".

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (21 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (25 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni Fabio Bonari: La sconfitta induce i vinti a farsi più male di quanto non ne abbiano loro arrecato i vincitori. Alberto Taliani: Alessandra, adelante adelante. si svegli. Il '68 è stato nel secolo scorso. Guardi che... roby: alessandra Scrive: June 22nd, 2008 at 6:26 pm Questo governo è fascista e privatistico, subito a casa... CALOGERO C.: Peccato, che malinconia ci avevamo creduto che la sinistra maturasse, che avrebbe avuto le mani, il... romano: c,è poco da commentare - se ne devono andare - gli italiani non li vogliono.- ultime politiche, battuti.-... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News "Emanuela Orlandi uccisa e gettata in una betoniera"Dopo l'ennesima lite uccide figlio psicolabileL'aborto non riesce: ospedale condannatoFilippine, mille morti dopo il tifone FengshenDonadoni: "Non penso alle dimissioni" La Spagna allunga sull'Italia anche nel pil Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. Resisterà? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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A castagnole parte "we love jazz" sabato una jam session con golson (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina XVII - Torino La rassegna A Castagnole parte "We love jazz" sabato una jam session con Golson A Castagnole Piemonte amano il jazz e lo scrivono a caratteri cubitali sul manifesto del primo festival ad esso riservato in quei paraggi: "We Love Jazz". Un cartellone importante, con solisti del calibro di Benny Golson e Jimmy Cobb ad occuparne la parte alta e comprimari di eccellente levatura come il corpulento organista Joey De Francesco, il Collettivo Mazzulata e gli Organ Logistics a infoltirne il programma. Per gli appassionati una beneficiata, un'occasione imperdibile per vedere in azione musicisti che hanno attraversato in lungo e in largo la storia del jazz della seconda metà del Novecento. Tanto più che tutti gli appuntamenti - fatta eccezione per la jam session finale di sabato per la quale è richiesto un biglietto di 10 euro ? sono ad a ingresso libero. Tutte le informazioni su www.welovejazz.it oppure al 347.411.90.39. (e. bus.).

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Lo stop alla legge gozzini passo indietro nella civiltà - alessio carlucci luigi paccione (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina X - Bari LO STOP ALLA LEGGE GOZZINI PASSO INDIETRO NELLA CIVILTà Il comportamento può essere punito solo se in concreto crea un danno o un pericolo ALESSIO CARLUCCI LUIGI PACCIONE Il nuovo governo intende azzerare la legge Gozzini ma ignora (o fa finta di ignorare) che essa ha rappresentato il primo serio tentativo (seppure tardivo) di dare attuazione al principio costituzionale di rieducazione e umanizzazione della pena. Questa fu la ragione ispiratrice di una legge che, attraverso la concessione di benefici in favore di condannati con sentenza definitiva, mirava al loro recupero morale e sociale anche al fine di renderli soggetti attivi del progresso sociale, civile ed umano della società intera. Non può invocarsi il fallimento della legge perché in molti casi essa ha contribuito al reinserimento sociale dei condannati e, conseguentemente, ad un ridimensionamento della pressione criminale sulla collettività. Certo da sola non poteva allora e non può oggi risolvere il problema della sicurezza sociale perché quando entrò in vigore nel 1975 si disse da più parti che altri provvedimenti necessitavano sul piano sociale, comportamentale e lavorativo. Ricordiamo che quando la Gozzini fu varata mafia, camorra, 'ndrangheta si erano già da tempo consolidate e i reati di terrorismo commessi successivamente avevano come protagonisti soggetti incensurati e, come tali, non ancora soggetti a tale legge. Il carcere doveva essere umanizzato nel senso che lì il condannato doveva pagare il proprio debito con la società espiando le proprie colpe ma recuperando i tratti migliori della sua personalità al fine di partecipare alla crescita della società stessa, al progresso civile e umano. Purtroppo il carcere è rimasto un luogo di emarginazione e di mortificazione dei più elementari diritti di persone come noi, molti dei quali hanno avuto la sfortuna di nascere "meno uguali" in una nazione in cui il principio di uguaglianza è e deve rimanere il primo comandamento civile. Si parla di elevare l'orario di lavoro a 60 ore settimanali e si continua ad ignorare che un detenuto ne ha meno della metà per uscire dalla cella, spesso angusta e sovraffollata e poter passeggiare in un piccolo cortile insieme a una moltitudine di compagni di reclusione. Bar, ristoranti e alberghi sono costantemente monitorati per ragioni di igiene e salute pubblica ma lo stesso non avviene per i luoghi di detenzione dove esseri umani consumano il loro pasto a ridosso dei servizi igienici. La neutralizzazione di una legge ordinaria quale la Gozzini ha quindi riflessi molto più ampi perché di fatto cancella principi costituzionali non solo relativi alle finalità rieducative di una pena il più possibile umana ma anche ai diritti fondamentali di uguaglianza, solidarietà e salute del cittadino. Lo stesso è avvenuto in occasione della recentissima creazione legislativa del reato di "immigrazione clandestina" che viola l'altro e non meno importante principio costituzionale di necessaria offensività del reato: un comportamento può essere punito solo se in concreto crea un danno o un pericolo per interessi dei singoli o della collettività. Nel caso di specie l'immigrato clandestino in quanto tale non cagiona nessun danno o pericolo per la collettività; nuoce solo se commette reati al pari dell'immigrato non clandestino, dello straniero comunitario o dello stesso cittadino italiano. Ora per la legge italiana sarà punibile solo "in quanto è" secondo un modello antico di reato che la Costituzione aveva cancellato perché usato (ed abusato) nel precedente ordinamento fascista. Ricordiamo fra tutti le leggi razziali che colpivano i cittadini italiani di origine ebraica e quelle contro i dissidenti politici, puniti duramente solo per il loro pensiero e indipendentemente da comportamenti criminosi o azioni antisociali. avvocati.

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In sintesi (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Il cda di Ferrovie Nord Milano ha varato l'aumento di capitale gratuito deciso dall'ultima assemblea. Agli azionisti sarà assegnata una nuova azione gratuita ogni cinque possedute a decorrere dal 30 giugno. Saranno così assegnate 41.419.292 azioni e l'aumento di capitale sarà pari a 22.309.839,76 euro interamente prelevati dalle riserve. Dopo l'operazione, il capitale sociale sarà pari a 130 milioni di euro suddiviso in 248.515.754 azioni. Sinsys, società del gruppo Sia-ssb specializzata nel processing delle carte di credito, si è aggiudicata il premio come "Best Card Processor of the Year" nell'ambito dei "Cards International Global Awards 2008", consegnati a Bruxelles da VRL Knowledge Bank, società di ricerca e analisi attiva nel settore dei servizi finanziari. Snia conferma la validità del proprio piano industriale e le prospettive di un recupero di redditività smentendo indiscrezioni di stampa che parlano di "naufragio". È quanto comunica l'azienda in una nota nella quale si legge che "Snia smentisce le notizie fortemente allarmistiche apparse sulla stampa relative alla propria continuità aziendale". Goldman Sachs taglierà fino al 10% dei posti di lavoro della propria divisione di banca d'affari nel corso del 2008. Lo scrive il sito internet del Financial Times. Licenziamenti in vista anche per le attività di banca d'affari di Citigroup, che secondo il Financial Times e il Wall Street Journal taglierà anch'essa fino al 10% degli effettivi di una divisione che ne conta 65mila. Secondo il Walla Street Journal interi desk operativi sono stati cancellati a New York e in altre città. Cir food, la Cooperativa italiana di ristorazione, con sede a Reggio Emilia, ha fatto registrare nel 2007 ricavi per 327 milioni (+9% sul 2006), con un utile netto di 3,67 milioni. In aumento anche la forza occupazionale con oltre 300 dipendenti in più rispetto al 2006, per un totale di 7.586 occupati. Considerando il bilancio consolidato del Gruppo, il fatturato è pari a 337,3 milioni. Tale fatturato è generato per il 65% dalla ristorazione collettiva, per il 22% dalla ristorazione commerciale e il restante 13% nel segmento Ticket. In sintesi.

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Il consumatore? Meglio se tace (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Il consumatore? Meglio se tace Angelo De Mattia Altro che la metafora della Robin Hood tax; piuttosto Sheriff of Nottingham tax o Confindustria tax: si potrebbe definire così il rinvio di sei mesi dell'entrata in vigore, fissata nel 29 giugno, della class="hilite">disciplina della class="term">class class="term">action, l'azione collettiva risarcitoria dei danni subiti da consumatori e utenti. Quanto alla motivazione - tutelare più efficacemente i consumatori - ci sarebbe da replicare: trop de zèle, uno zelo dal sapore beffardo. È vero: la disciplina in questione, anche perché costituisce un innesto di un istituto estraneo alle caratteristiche del nostro ordinamento, presenta alcuni punti da aggiustare o da migliorare. Riguardano in particolare i criteri di individuazione delle associazioni che possono agire in giudizio, il tema della retroattività e, in un'ottica di più lungo termine, la eventuale introduzione di sezioni specializzate della magistratura. È vero anche che negli Usa la class="term">class class="term">action è stata distorta dall'attivismo degli studi legali e necessita di qualche correttivo. Ma ciò lo si sapeva dal giorno della sua definitiva approvazione, con un solo voto di scarto, nell'ambito della legge finanziaria per il 2008, seguita dal pianto del parlamentare di Forza Italia che, a suo dire, aveva votato favorevolmente senza rendersene conto. E tuttavia, soprattutto per il valore di stimolo a comportamenti corretti e trasparenti delle imprese, prima ancora e piuttosto che per i profili giudiziari e sanzionatori, si era ritenuto che fosse importante dare avvio all'azionabilità di questa disciplina proprio perché essa opera nel senso di riequilibrare i rapporti tra imprese e consumatori/utenti/risparmiatori - contraenti deboli, contribuisce a ridurre i costi di accesso alla giustizia, riduce gli ostacoli alla tutela di diritti in caso di danni subiti da più persone, spinge il mercato all'efficienza e alla trasparenza. Si era, quindi, convenuto che fosse opportuno che la legge - la cui entrata in vigore veniva dilazionata di 180 giorni, alla fine, appunto, di questo mese - passasse al vaglio dei tribunali, per valutare poi, dopo una prima applicazione, se e quali modifiche introdurre. La Confindustria, che sin dalle prime battute dell'iter parlamentare aveva promosso una forte opposizione a differenza anche di altre associazioni, nelle scorse settimane ha rincarato la dose, percependo i rischi di riduzione del potere di mercato delle imprese aderenti, oggi fondato anche sulla debolezza contrattuale dei consumatori-utenti-investitori danneggiati e sulla loro inadeguata capacità, innanzitutto economica, di affrontare i diversi gradi di giudizio singolarmente e non insieme con molti altri soggetti, collettivamente raggruppati con l'aiuto delle associazioni rappresentative di interessi diffusi. Eppure, quella in discorso non è, né vuole essere, una normativa di classe: del resto, è da decenni in vigore negli Usa, patria del capitalismo. Ma di classe rischia di apparire se il mondo imprenditoriale continua a contrastarla, trovando piena adesione nel Governo il cui presidente, proprio nel convegno di Santa Margherita Ligure - dove Emma Marcegaglia attaccava la class="term">class class="term">action - aveva affermato la totale coincidenza tra il programma dell'Esecutivo e quello confindustriale. Le imprese che operano correttamente - e sono moltissime - non dovrebbero avere alcunché da temere. La metafora - agitata dal ministro dell'Economia - del Robin Hood che "toglie" a banchieri, petrolieri, percettori di extraprofitti per dare ai ceti meno favoriti avrebbe dovuto trovare nel varo della class="term">class class="term">action la controprova della fondatezza della strategia seguita, della sua estraneità all'intento di "épater le bourgeois". E invece si può misurare la distanza tra la declamazione di una linea che vorrebbe apparire di destra e di sinistra insieme - non considerando per di più i possibili boomerang delle iniziative, per come sono strutturate, nei confronti di banche e società petrolifere - e la realtà. D'altro canto, se veramente il Governo avesse voluto migliorare la disciplina inserendovi anche, tra i possibili soggetti passivi dell'azione collettiva, la pubblica amministrazione (aggiunta peraltro molto complessa) o una fase preliminare di esperimento di conciliazione, allora le modifiche avrebbero potuto essere apportate con decreto legge ed entrare in vigore alla data già fissata del 29 giugno. Ma, allora, è possibile credere che non sussista alcuna propensione dilatoria? Di proroghe è lastricata la via di molte leggi italiane. C'è un modo per mettere le mani nelle tasche dei consumatori non solo con l'inasprimento fiscale, ma anche impedendo la tempestiva applicazione di un istituto di impronta liberale che dia loro un po' più di forza negoziale - in un mercato dominato da imprese con grandi poteri - creando un migliore contesto per lo svolgimento delle transazioni: insomma, una importante integrazione dell'azione antitrust e di quella delle diverse Authority. Ci vollero cento anni perché, in materia di antimonopoli, dallo Sherman Act statunitense si passasse all'italiana legge. Di questo passo, quanto tempo ancora dovrà trascorrere per avere una buona disciplina della class="term">class class="term">action? Specialmente in periodi elettorali le strategie consumeristiche sono ampiamente blandite. E ora?.

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Snc, le liti tornano alla partenza (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-24 - pag: 37 autore: Soci e associati. La Suprema Corte annulla le controversie che non hanno riunito gli interessati Snc, le liti tornano alla partenza Diventa necessario un intervento normativo sui contenziosi Raffaele Rizzardi La sentenza della Cassazione a sezioni unite 14815 del 4 giugno (si veda "Il Sole 24 Ore" del 10 giugno) pone un punto fermo al contenzioso dopo 35 anni dall'entrata in vigore di quella che all'epoca era una novità: il passaggio delle società di persone e degli studi associati da soggetti d'imposta a soggetti di accertamento, relativamente all'imposta personale dovuta dai soci o associati. Ricordiamo che il problema non si pone per i collaboratori familiari, per i quali qualunque rettifica fatta alla dichiarazione del titolare dell'impresa opera solo nei suoi confronti. Le norme esaminate dalla Cassazione sono tre: l'articolo 5 (ora) del Tuir (principio di trasparenza fiscale verso soci e associati), l'articolo 6 del Dpr 600/73 (la società o associazione presenta la dichiarazione agli effetti della propria imposta " reale", allora l'Ilor, ora l'Irap, e dell'imposta personale dei soci e associati) e l'articolo 40, comma 2, del Dpr 600/73 (che individua nello stesso modo la funzione dell'accertamento alla società). Consideriamo che società di persone e associazioni professionali sono tassate in base alle scritture contabili: è quindi evidente il motivo dell'unitarietà della dichiarazione e dell'accertamento, essendovi inoltre soci o associati che non sono in grado o non possono accedere alla contabilità del soggetto collettivo. La necessità di liquidare il tributo personale nel modello Unico dei soci ha però portato a moltiplicare gli accertamenti per il medesimo unico presupposto: la rettifica al reddito dichiarato dalla società,con l'ulteriore conseguenza che il contenzioso Irpef dei soci potrebbe essere radicato presso Commissioni tributarie di altre province, rendendo impossibile chiedere la riunione deiricorsi per ottenere un'unica decisione. L'attuale determinazione della Corte viene presa a sezioni unite perché alcune sentenze dichiaravano la più assoluta autonomia tra i vari giudizi, mentre altre più recenti avevano ravvisato l'unicità della lite avente il solo oggetto del reddito della società o associazione. La sentenza dichiara oggi la nullità, in qualsiasi grado di giudizio, di tutte le controversie pendenti sul reddito prodotto da una società o associazione, quando la lite non ha visto la partecipazione di tutti i soggetti interessati, sia quello collettivo sia i singoli destinatari del redditoe della rettifica. Il litisconsorzio tra questi soggetti è considerato "necessario", cioè condizione per l'adozione di un valido giudizio: se la partecipazione alla lite non è fatta sin dall'inizio da tutti i soci, sarà il giudice a chiamare in causa gli interessati. Così, mentre le Commissioni regionali si vedono attribuire lo stralcio delle mancate decisioni della Commissione tributaria centrale, questa sentenza riporta a zero, cioè alla Commissione provinciale, tutti i giudizi di questo tipo in qualsiasi grado, tranne quelli per cui si sia formato giudicato. Il caso risolto dalla Cassazione fa ripartire il contenzioso per il periodo d'imposta 1985, cioè di 23 anni fa, e qualche anno sarà ancora necessario per una decisione definitiva. Questa vicenda evoca peraltro l'auspicabile intervento del legislatore per un paio di modifiche normative: - la prima per l'attività dell'ufficio nei confronti dei singoli soci, attualmente un vero e proprio accertamento, sia pure parziale ex articolo 41-bis, Dpr 600/73: bisognerebbe dire con una norma che questo ulteriore accertamento non è necessario, essendo quella della società l'unica lite, e in tal senso la Cassazione ritiene che si debba superare anche la competenza territoriale, se il socio o associatoè domiciliato in altra provincia; - come ulteriore corollario di questo principio va rivista la sanzionabilità del socio per effetto della minor Irpef da lui dichiarata rispetto all'imponibile oggetto di accertamento nei confronti della società. L'orientamento prevalente della Cassazione è di ritenere che il socio sia autonomamente sanzionabile, in proporzione all'Irpef evasa, dato che all'infedeltà della società consegue quella del socio. Ma secondo il principio di colpevolezza in vigore (articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, secondo cui "ciascuno " risponde della "propria " azione od omissione, cosciente e volontaria) sembrerebbe meglio concentrare le sanzioni sul soggetto collettivo, unico vero dichiarante.

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Concentrazioni, l'affondo di Catricalà <Corrompono il mercato: sono reati> (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il bilancio presidente dell'Antitrust nella sua relazione annuale al Parlamento Catricalà: "I cartelli corrompono il libero mercato tra le forze economiche" L'80% delle banche e assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di ruolo (Emblema) ROMA - "I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi, puniti con la prigione". È quanto dichiarato dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nella sua relazione annuale al Parlamento. MASSIMO SCOPERTO - La commissione di massimo scoperto applicata dalle banche è una "prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese: deve essere abolita". Antonio Catricalà, aggiunge come "sui tempi e sulle modalità di cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in piena libertà di mercato". CONFLITTI RUOLO BANCHE-ASSICURAZIONI - L'80% delle banche e assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di ruolo, legati alla presenza nei propri organi di amministrazione di persone che siedono contemporaneamente nei board dei concorrenti. Lo ha detto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, riferendosi ai primi dati emersi dall'indagine conoscitiva sulla governance di banche e assicurazioni condotta dal Garante. PORTABILITA' MUTUI - L'Antitrust ha avviato 23 istruttorie contro le banche per accertare eventuali ostacoli alla applicazione della legge sulla portabilità gratuita dei mutui. Lo afferma il presidente dell'Authority, Antonio Catricalà, nella relazione annuale al Parlamento. "Nonostante la nostra tempestiva presa di posizione - spiega Catricalà - e nonostante un intervento della Banca d'Italia, molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che noi riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, sì da costringerci ad aprire ben 23 procedure istruttorie". LIBERALIZZAZIONI - Sarebbe "un errore imperdonabile rinunciare a politiche di liberalizzazione e apertura dei mercati". Per questo, il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, esprime "l'auspicio di una veloce e definitiva approvazione" delle misure varate dal Governo in sede parlamentare. Aprire e liberalizzare il mercato diventa fondamentale "soprattutto per l'Italia, che non gode di materie prime e di autonome risorse energetiche", per la quale "una politica di chiusura sarebbe disastrosa". Catricalà, evidenziando come "competizione non significhi indifferenza verso i più deboli", cita il "pensiero cristiano", che conduce al merito e all'impegno personale come passaggi necessari per l'applicazione del principio di sussidiarietà "ma anche" la visione laica della cultura d'occidente "per la quale" il mercato è una forma di garanzia rispetto a ogni integralismo ed estremismo". class="hilite">CLASS ACTION - Il rinvio della class="term">class class="term">action "rischia di disattendere" le "speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi". È l'allarme che lancia Catricalà, che comunque rileva come il nuovo semestre che ci separa dall'entrata in vigore "può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio corrispondono agli obiettivi di celeritá dei processi di allargamento dell'intervento al settore pubblico". L'azione dell'Antitrust, aggiunge Catricalà, "sarebbe utile anche in relazione al nuovo istituto", data "la continua e proficua collaborazione con le associazioni dei consumatori". CARBURANTI - L'Autorità garante della concorrenza e del mercato vigilerà "con rigore" per i prossimi cinque anni sull'attuazione degli impegni presi dalle compagnie petrolifere ai fini dell'apertura dei mercati della distribuzione dei carburanti. Catricalà aggiunge: "Sono stati vietati gli scambi informativi sui prezzi. Si è incentivata la diffusione della modalità di rifornimento self service. Sono stati favoriti l'ingresso e lo sviluppo degli operatori della grande distribuzione organizzata. È stata messa a disposizione di operatori non verticalmente integrati una quota delle strutture logistiche, a condizioni eque, non discriminatorie e determinate secondo criteri conoscibili in anticipo". Infine, "il leader di mercato si è impegnato a contenere i prezzi entro un differenziale massimo e a praticare sconti per il self service, tali da eguagliare il listino alla media europea. Vigileremo con rigore, per i prossimi 5 anni, sull'attuazione degli impegni, data la rilevanza strategica del settore per l'intera economia". ALIMENTARI - Nel 2007 in 267 filiere alimentari monitorate dall'antitrust è emerso che il ricarico medio sul prezzo finale è pari al 200%. Lo ha sottolineato il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà nella relazione annuale al Parlamento. "La tensione di origine internazionale sui prezzi dei prodotti alimentari ripropone con forza l'inefficienza della nostra struttura distributiva. L'anno scorso abbiamo chiuso un'indagine conoscitiva dalla quale è risultato che nelle 267 filiere osservate il ricarico medio sul prezzo finale è pari al 200%, con punte del 300%, in ragione del maggior numero di intermediari", ha detto Catricalà. SANZIONI PER 86 MLN, PRIMI IN UE - Ammontano a 86 milioni di euro le sanzioni complessive decise dall'Antitrust nel 2007. È il bilancio tracciato dal presidente dell'Authority. In particolare, "per i casi in cui sono state accertate violazioni delle normative comunitaria e nazionale che vietano le intese restrittive, abbiamo comminato sanzioni per 62 milioni: solo per questa misura la "Global Competition Review" ci colloca al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le autorità nazionali dell'Unione europea. In aggiunta - sottolinea Catricalà - occorre considerare altri 24 milioni di euro in ammende per abusi di posizione dominante". "Dal 2006 a oggi - aggiunge il numero uno dell'Antitrust - il numero dei provvedimenti decisi, con esclusione di quelli relativi a questioni solo amministrative, delle archiviazioni e delle segnalazioni, fa registrare un incremento del 39%". Inoltre, nel 2007 "le concentrazioni esaminate sono state 864, ben 147 in più del 2006. La cifra costituisce il massimo storico dalla nascita dell'istituzione". stampa |.

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Roma, 11:23 -ANTITRUST: RINVIO CLASS ACTION DELUDE MA SERVA A MIGLIORARLA (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 24-06-2008)

Argomenti: Class Action

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L'antitrust sfida i cartelli sui prezzi "in usa prigione a chi li manipola" - aldo fontanarosa (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

Economia Conti correnti Catricalà parla di "gravi misfatti" soprattutto su beni come il pane. Nuovo pressing sulle banche L'Antitrust sfida i cartelli sui prezzi "In Usa prigione a chi li manipola" La commissione class="hilite">di massimo scoperto è una prassi iniqua per risparmiatori e imprese "Rinviare la class="term">class class="term">action disattende le speranze di migliaia di persone" ALDO FONTANAROSA ROMA - Affonda due, tre volte contro le banche. Spiega che i nemici della libera concorrenza sono in mezzo a noi: basta un grossista complice del farmacista per sabotare il supermarket che vorrebbe vendere medicine generiche. Si tiene lontano infine da temi caldi come il pluralismo tv (con grande delusione del deputato Giulietti). Nel suo bilancio annuale, Antonio Catricalà chiede agli enti locali, alle piccole imprese, ai colossi industriali (tv esclusa) di aprirsi al vento della concorrenza. E avverte: falsare la partita è un "grave misfatto" che gli Usa puniscono "con la prigione". I mutui. Nella solita lussuosa sala della Camera, Catricalà manda più di un segnale ai banchieri presenti. Il Garante li chiama in causa intanto sulla trasferibilità dei mutui. La legge dice che le famiglie non devono pagare niente se spostano il mutuo da una banca all'altra. Eppure il Garante ha aperto ben 23 procedure contro istituti che ancora impongono penalità al cliente in fuga. C'è poi un'altra penalità. Se andiamo in rosso oltre una certa soglia, subito la banca ci infligge la "commissione di massimo scoperto". Catricalà chiede che questa stangata ci venga risparmiata. Bazoli (Banca Intesa) promette: "Ci penseremo". Corrado Faissola, presidente dell'Associazione Banche, cita Vittorio Emanuele II. "Non saremo insensibili al grido di dolore". Ma l'ex ministro Bersani (Pd) intima al governo di eliminare lui l'odioso pedaggio, come già proposto da Prodi. Infine Catricalà accusa quegli amministratori di banche e assicurazioni che siedono in organi di governo di un certo istituto e poi del concorrente. Un andazzo grave, diffuso. In questo scenario, Catricalà rivendica un successo. Quando preleveremo al bancomat, una scritta ci informerà sui costi. Farmaci, pane, riso. In Italia, i beni alimentari passano di mano in mano, di intermediario in intermediario, con ricarichi di prezzo folli. Del 200, a volte anche del 300 percento. La Coldiretti sottoscrive: "Un chilo di grano costa 24 centesimi e un chilo di pane anche 2,8 euro". Catricalà invita a moltiplicare i punti vendita e loda il governo per il tentativo di liberalizzare intanto la distribuzione della benzina, altro settore chiave. Bastone e carota. In linea con la sua filosofia, Catricalà usa il bastone e la carota. Ricorda di aver inflitto sanzioni per 86 milioni (ma Villari del Pd gli contesta l'indulgenza verso i "monopolisti di Stato" come l'Eni). Quasi si augura la prigione per i "cartelli segreti" e multe vere contro le pubblicità ingannevoli (oggi il massimo è di 500 mila euro). Poi però chiede "clemenza" verso le aziende colpevoli di patti anti-concorrenziali che si dovessero pentire. Le cause collettive. Infine il Garante chiede che i consumatori non siano privati della "class="term">class class="term">action". Il governo ne conferma il varo a gennaio. "Useremo questi 6 mesi per perfezionare il meccanismo", assicura il ministro Brunetta, "e per rendere possibile cause collettive anche contro il settore pubblico".

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I cittadini presentano il conto: "ridateci i soldi" - antonio fraschilla (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

Pagina III - Palermo I cittadini presentano il conto: "Ridateci i soldi" Il rimborso dei pass costerebbe alle casse di Palazzo delle Aquile 5 milioni Le reazioni Erano stati venduti 280 mila tagliandi Le associazioni dei consumatori aprono sportelli Palmigiano: "Una raccomandata a Palazzo delle Aquile per avere i risarcimenti" ANTONIO FRASCHILLA "Faremo avere ai cittadini palermitani il rimborso dei 5 milioni di euro che hanno speso per comprare un pass che adesso non serve più, ma chiederemo al Comune anche il risarcimento danni per il tempo perso per fare i tagliandi": le associazioni dei consumatori annunciano battaglia contro Palazzo delle Aquile e nei prossimi giorni Adiconsum e Federconsumatori convocheranno una conferenza stampa per spiegare "a tutti i palermitani che hanno speso soldi per il pass, oppure ricevuto delle multe per violazione delle Ztl, cosa fare per essere risarciti". E il presidente di Confcommercio, Roberto Helg, annuncia anche una richiesta di risarcimento danni per "i tanti commercianti che hanno perso clienti in questi ultimi due mesi di avvio delle Ztl". In ballo ci sono circa 5 milioni di euro che Td Group e Comune hanno già incassato dalla vendita di 285.786 permessi per le Ztl "A" e "B". "Tecnicamente basta una raccomandata per avere il rimborso dei soldi spesi per comprare il pass - dice Alessandro Palmigiano, l'avvocato che ha curato il ricorso accolto ieri dal Tar che ha così stoppato le Ztl - La raccomandata deve essere inviata alla Td Gruop che tecnicamente ha venduto il tagliando, ma soprattutto al Comune che ha istituito le Ztl". Comune rappresentato dal sindaco Diego Cammarata e dal direttore generale Gaetano Lo Cicero. Ma le associazioni dei consumatori si stanno già attivando per delle richieste collettive: "Una raccomandata costa 5 euro, quasi un terzo di quanto il cittadino dovrebbe avere indietro dall'acquisto del pass - dice Benedetto Romano, presidente dell'Adiconsum - Non appena avremo studiato per bene le motivazioni della sentenza ci attiveremo per fare delle richieste collettive sia di risarcimento per i soldi spesi per il pass, ma anche per i danni subiti: c'è gente che si è presa uno o due giorni di ferie per fare la fila e comprare il tagliando nelle postazioni Td Group e adesso deve avere indietro il compenso della giornata di lavoro persa". I consumatori organizzeranno anche i moduli per le richieste di risarcimento dalle multe, oltre 150, fatte dai vigili urbani da maggio a giugno ai cittadini non in regola con le Ztl. "I vigili urbani devono subito cancellare tutti i dati registrati dalle telecamere dall'inizio di giugno", dice Romano. "Insomma siamo pronti a dare battaglia per riavere quanto questa amministrazione ha tolto ingiustamente dalle tasche dei cittadini", aggiunge Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori. Le azioni dei consumatori però non finiscono qui. A Palermo nascerà un comitato "vittime delle Zone a traffico limitato e delle strisce blu". "A coordinare il comitato ci sarà l'avvocato Paolo Di Stefano, al quale abbiamo dato mandato di valutare la possibilità di avviare azioni legali di risarcimento a tutela dei consumatori palermitani", annuncia Francesco Tanasi, leader nazionale dei Consumatori italiani. "Attendiamo - dice Tanasi - di conoscere nel dettaglio la sentenza, ma nel frattempo chiediamo al sindaco Diego Cammarata di avviare le procedure per il rimborso delle spese sostenute dai cittadini per i pass e le multe subite e pagate. Per quanto riguarda le multe non ancora pagate chiediamo che vengano immediatamente annullate". La Lega consumatori Sicilia, invece, metterà a disposizione dei cittadini palermitani "gli sportelli e gli operatori dell'associazione per assisterli nella richiesta di rimborso dei soldi versati al comune di Palermo per l'ottenimento dei pass", come assicura il presidente regionale, Angelo Capitummino. Sul piede di guerra anche l'associazione Movimento in difesa del cittadino: "La verità è che l'amministrazione comunale si è solo preoccupata di fare cassa - dice il presidente Giuseppe Messina - Adesso dovrà subire anche il danno economico derivante da tutti i ricorsi che saranno presentati per avere indietro i soldi". Legambiente invece si dice "assolutamente contraria a questo modo di fare cassa: non si può pagare per inquinare permettendo a tutte le auto catalizzate e non di entrare comunque nelle zone a traffico limitato". Oltre ai cittadini anche i commercianti sono pronti a presentare al Comune richieste di risarcimento danni: "Chiederemo il rimborso dei soldi persi a causa delle vendite crollate anche del 30 per cento - dicono dalla Confcommercio - Dati che hanno registrato i negozianti dal maggio scorso, da quando cioè sono scattate le due Ztl". Si annuncia quindi una vera stangata per Palazzo delle Aquile: oltre ai 5 milioni di euro spesi dai palermitani per comprare i permessi, potrebbe arrivare anche la richiesta di risarcimento danni della Td Gruop, la società che ha vinto un appalto da 16 milioni di euro per la vendita dei pass nei prossimi 5 anni. Nel contratto è prevista una fideiussione di 3,5 milioni di euro, che in caso di rescissione del contratto il Comune si impegnava a versare nelle casse della società toscana. Per non parlare dei 7,80 centesimi a permesso che, secondo contratto, ha incassato la Td Gruop stessa, altri 2,2 milioni di euro.

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Qualche amnesia tra politica e monopoli (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Qualche amnesia tra politica e monopoli Angelo De Mattia È una relazione, quella del Presidente Catricalà, essenzialistica, che sconta le difficoltà dell'affermarsi di comportamenti proconcorrenziali e valorizza le due procedure, dell'"accettazione degli impegni" e dei "programmi di clemenza". Manca un respiro più largo, come l'inquadramento delle azioni antitrust nell'ambito dei fenomeni di internazionalizzazione e di globalizzazione. Manca una disamina degli impatti macroeconomici dei comportamenti anticoncorrenziali. Sarebbe necessario un migliore intreccio, nell'analisi, tra diritto ed economia. Eppure è possibile ricavare una filosofia di fondo sul mercato, sulla difesa del consumatore, sulla politica delle liberalizzazioni, necessaria per la crescita, sui monopoli locali. Quanto alle banche, non è esaltante, forse troppo drastica, l'affermazione di Catricalà secondo la quale esse sono solo all'inizio di un auspicato processo di trasformazione della cultura imprenditoriale. Ma nell'elencazione delle innovazioni, il Presidente non riserva neppure un rigo all'intesa Abi-Tesoro sui mutui. È strano: indifferenza, presa di distanza, soddisfazione (nascosta) perché è stata accolta la tesi dell'Autorità che vuole che l'intesa sia offerta ai clienti delle banche come una delle possibilità insieme, per esempio, con la portabilità? Resta, comunque, una non casuale omissione che, forse involontariamente, riduce il presunto rilievo dell'intesa. E a proposito della portabilità, la relazione stigmatizza il comportamento di alcune banche che eludono la legge la quale impone l'assenza di oneri per il trasferimento di mutui. E' un argomento che esige la continuazione di uno strettissimo monitoraggio. Ma, se è riconosciuta la necessità di complementarità tra attività di tutela del contraente debole e norme di concorrenza, appare strana la tesi secondo cui - affermato il carattere iniquo della commissione di massimo scoperto che va dunque abolita - i tempi e le modalità della soppressione devono essere lasciati alla concorrenza tra le banche e alla libertà di mercato. Però, è realisticamente immaginabile che, dopo che è stata frustrata l'opzione legislativa non certo mentre le banche dormivano, si sprigioni ora ex abrupto una competizione tra di loro nell'abolizione della commissione? Proprio in questo caso l'autonomia sarebbe migliore dell'eteronomia? Quanto meno si dovrebbe aggiungere che, se le banche non decidono prontamente questo non difendibile istituto, come definito dal governatore Draghi, dovrà essere soppresso con gli strumenti imperativi della legge. Diversamente, la declamata difesa del risparmiatore-contraente debole, diventa soltanto una bella medaglia da appuntarsi. class="hilite">Quanto alla class="term">class class="term">action, è, invece, nettissima la preoccupazione di Catricalà per il rinvio della sua introduzione. A questo punto dovrebbero riflettere coloro che hanno minimizzato il differimento. Tuttavia il Presidente ritiene utile che il semestre che ci separa dall'entrata in vigore sia impiegato per migliorare le soluzioni tecniche e per un allargamento al settore pubblico. Ma, c'è da chiedersi, si tratterà del primo e unico differimento? La relazione tocca, infine, il delicato tema dei legami tra concorrenti, degli intrecci di presenze di persone nei board dei competitori nonché dei conflitti di ruolo degli amministratori. È una materia sulla quale vi è una prevalenza di competenza della Banca d'Italia alla quale sarebbe opportuno lasciare la sintesi. Se a questo stato di cose non si registrano reazioni endogene, allora ci potrà essere bisogno di un intervento per una soluzione normativa che incida sui gruppi, sulle piramidi societarie, sulle catene di comando, sui conflitti di interesse. Fin qui, però, il Presidente non si spinge. L'opinione.

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In Italia troppi cartelli (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

ANTITRUST La relazione annuale mette sotto accusa banche e assicurazioni In Italia troppi cartelli Roberto Tesi Antonio Catricalà non ha dubbi: "I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi, puniti con la prigione". Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (che tutti più brevemente chiamano Antitrust) sembra aver fatto della "lotta ai cartelli segreti" la principale missione del suo istituto. Ma, "intese segrete" a parte, di ostacoli alla libertà economica in Italia non ne mancano. E nella "Relazione annuale" presentata ieri ce n'è per tutti a cominciare dalle banche fino alle assicurazioni. Ma non è finita: Catricalà punta anche a nuove liberalizzzazioni "per aumentare la produttività e far ripartire la crescita". Sarebbe "un errore fermarle". E i settori di intervento sono tantissimi: dalle infrastrutture ai carburanti, dalle ferrovie alle comunicazioni fino ai servizi pubblici locali. Le cifre fornite da Catricalà indicano che le sanzioni complessive applicate dall'Antitrust nel 2008 ammontano a 86 milioni di euro, dei quali 62 milioni sanzionati per "1e intese restrittive" e "24 milioni di euro in ammende per abuso di posizione dominante". L'attività di controllo è stata intensificata e il numero di provvedimenti decisi ha registrato un aumento del 39%. Per quanto riguarda la lotta ai "cartelli segreti" il presidente dell'Antitrust ha citato l'istruttoria aperta per presunte intese sul prezzo del pane. Ma anche l'indagine sulle industrie cosmetiche, "un mercato con tutti i fondamentali per sviluppare competizione" e che invece sente il bisogno di intese collusive. In Italia c'è molto che non va, sostiene Catricalà. Per esempio è quantomeno bizzarro che da una indagine sulla governance delle imprese sia risultata "una amplissima diffusione dei legami tra concorrenti, pur in assenza di situazioni di controllo". Con riferimento alle società quotate, emerge che il "45% di esse annovera tra i propri soci imprese concorrenti" e "l'80% conta all'interno dei propri organi di amministrazione persone presenti contemporaneamente nei board competitori". Dov'è la concorrenza? C'è addirittura un caso di impresa "con ben 13 persone che siedono anche in organi di governance di altre società del settore". E nel settore delle banche e delle assicurazioni, invece di farsi una sana concorrenza per conquistare nuovi clienti, prevale l'abitudine delle fusioni e degli acquisti di concorrenti. A proposito di banche, l'Antitrust lancia una pesante accusa alla "commissione di massimo scoperto" definita "una prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese". Per Catricalà deve essere abolita". Altro "frontale" alle banche è quello sulla "portabilità dei mutui": l'Antitrust ha aperto 23 istruttorie per accertare eventuali ostacoli all'applicazione della legge. Il fatto è che, nonostante le indicazioni della legge e l'intervento della Banca d'Italia, "molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi" elusiva della legge che "impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori". Per quanto riguarda le assicurazioni, l'Antitrust preme per "scindere il legame ferreo tra società, prodotti e canale distributivo" introducendo "un sistema di brokeraggio analogo a quello anglosassone". Insomma, "i broker sceglierebbero per i clienti le miglori offerte. Le commissioni sarebbero ben evidenziate, non avendo interessi occulti da proteggere". Catricalà è rimasto molto deluso del rinvio della "class="hilite">class="term">class class="term">action". Spera, però, che i 6 mesi di tempo in più possano essere utili "a individuare le soluzioni tecniche che meglio rispondono agli obiettivi di celerità dei processi e di allargamento dell'intervento al settore pubblico". Infine, anche i libri scolastici sono finiti nel mirino dell'Antitrust che terrà "sotto monitoraggio direttamente presso le librerie" per verificare che il tetto imposto dalle legge non venga superato.

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<Concorrenza, i cartelli corrompono il mercato> (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-06-25 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Antitrust L'accusa agli istituti: frenano la portabilità dei mutui, abolire il massimo scoperto "Concorrenza, i cartelli corrompono il mercato" Catricalà: intrecci patologici banche-assicurazioni L'Authority: "Pane e pasta, odioso patto sui prezzi. class="hilite">Class class="term">action sugli uffici pubblici". Scajola: ne terremo conto ROMA - "I cartelli non sono peccati veniali", sono "gravi misfatti ", fatti criminosi che "corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato ": il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà rilancia la lotta alle intese segrete tra imprese, società, banche o assicurazioni, chiedendo il rafforzamento delle sanzioni e il miglioramento della "discliplina dei programmi di clemenza ". Che sarebbero l'attenuazione della responsabilità civile per la parte che collabora con l'autorità. Catricalà se la piglia in particolare con gli "odiosi cartelli" che riguardano beni essenziali come il pane o la pasta. E in generale i prodotti alimentari per i quali il ricarico medio sul prezzo finale, dal produttore al consumatore, è pari al 200% con punte del 300%. E prende di mira le intese che "denunciano l'incapacità di rispettare regole elementari di mercato" come per esempio quella ipotizzata per le principali industrie cosmetiche. Ma l'Autorità mantiene sempre i riflettori accesi sulla pubblicità ingannevole, sugli ex monopolisti a cui si aggiungono i nuovi monopoli locali, protetti da "irragionevoli privilegi". Sono tuttavia le banche il bersaglio principale della relazione annuale del presidente dell'Antitrust svolta nella sala della Lupa di Montecitorio alla presenza, fra gli altri, del presidente della Camera, Gianfranco Fini, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di ministri, banchieri nonché del presidente della Consob, Lamberto Cardia, del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, e del presidente dell'Abi, Corrado Faissola. Catricalà che pure riconosce all'Abi di aver risposto positivamente alle richieste dell'Autorità, attacca la categoria sulla commissione di massimo scoperto "prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese" che "deve essere abolita". E rinnova l'affondo contro i ritardi "elusivi della legge" sulla portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, per i quali sono sotto indagine 23 gruppi creditizi. Senza la portabilità, afferma, anche l'accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione delle scadenze è "insufficiente ". Ma non basta: il presidente dell'Antitrust annuncia per dopo l'estate, al massimo entro Natale, la chiusura dell'istruttoria sulla governance di banche e assicurazioni da cui potrebbe derivare la richiesta di nuove regole. "Il 45% di banche e assicurazioni quotate annovera tra i propri soci imprese concorrenti e l'80% conta all'interno dei propri consigli di amministrazione persone contemporaneamente presenti anche nei board dei competitori" dice Catricalà denunciando - ed il riferimento è rispettivamente a Generali e Mediobanca - "un caso di impresa con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche in organi di governance di altre società del settore". In un contesto realmente concorrenziale, aggiunge, le imprese dovrebbero invece seguire "rigidi criteri per impedire il determinarsi di conflitti di ruolo per i loro amministratori". Quello che preoccupa, sostiene Catricalà, è "l'assenza di apprezzabili reazioni endogene che correggano una così macroscopica anomalia del sistema di governance". Infine la class="term">class class="term">action. Catricalà ha chiesto l'allargamento dell'intervento al settore pubblico ed il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola ha subito ribattuto: "Ne terremo conto". Stefania Tamburello.

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PROVINCIA DI IMPERIA Le offerte pubblicate in questa rub (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

Rica provengono dai Centri per l'Impiego della Provincia, dalle Agenzie di lavoro temporaneo, direttamente dalle Aziende presenti sul territorio e dagli Enti che si occupano di formazione professionale. Le persone interessate alle posizioni lavorative offerte attraverso i Centri per l'Impiego potranno dare la propria adesione alle richieste recandosi direttamente al Centro per l'Impiego competente, citando il riferimento all'offerta alla quale s'intende partecipare. Per le offerte proposte dalle Agenzie di lavoro temporaneo occorre mettersi in contatto direttamente con l'Agenzia. Per chi è interessato alle offerte di lavoro pervenute direttamente attraverso lo "Sportello Lavoro" dovranno presentarsi direttamente presso lo sportello muniti possibilmente di curriculum vitae. Verranno segnalati all'azienda richiedente. Richieste aziendali Accessibili attraverso i Centri per l'Impiego Centro per l'Impiego di Imperia Piazza Roma, 2 Tel. 0183/704228 - 704205 - Fax 0183/666289 Qualifica: APPRENDISTA PANETTIERE Azienda: Panificio Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18-29 anni gradita esperienza nella mansione Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 241.08 New/333 Qualifica: APPRENDISTA MAGAZZINIERE Azienda: Servizi Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18-29 anni. Diploma ragioneria. Buone conoscenze informatiche. Orario di lavoro 7.00 - 15.00. Mezzo proprio Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 240.08 New/331 Qualifica: CUOCO/A Azienda: Albergo Posti: 1 Tipo di contratto: Stagionale Requisiti: Esperienza documentabile nella mansione disponibilità pranzo e cena Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 239.08 New/330 Qualifica: EDUCATORE PROFESSIONALE Azienda: Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo di contratto: Contratto a progetto Requisiti: Disponibilità solo week-end. Esperienza documentabile nella mansione. Automuniti Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 238.08 New/329 Qualifica: BADANTE Azienda: Famiglia Privata Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: con convivenza età 30 - 50 anni. Esperienza documentabile nella mansione Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 237.08 New/328 Qualifica: APPRENDISTA COMMESSO/A Azienda: Negozio calzature Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18 - 29 anni gradita esperienza nella mansione. Bella presenza predisposizione contatto pubblico Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 236.08 New/327 Qualifica: AUTISTA PAT ADR Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato 3 mesi part time 25 ore settimanali Requisiti: Età 25-50 anni disp. orario flessibile Sede di lavoro: Prov. Imperia Riferimento: 235.08 New/326 Qualifica: PORTALETTERE Azienda: Poste Italiane Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo determinato 4 mesi Requisiti: Età 18 - 40 anni, necessario saper condurre motociclo 125 cc a pieno carico. Pat. B Sede di lavoro: Prov. Imperia Riferimento: 234.08 New/325 Qualifica: BARISTA Azienda: Bar Posti: 1 Tipo di contratto: Stagionale Requisiti: Età 18-50 anni. Esperienza nella mansione. Mezzo proprio Sede di lavoro: San Bartolomeo al Mare Riferimento: 229.08 /319 Qualifica: APPRENDISTA MAGAZZINIERE Azienda: Negozio Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18-29 anni. Gradita esperienza nella mansione. Pat.B Sede di lavoro: San Bartolomeo al Mare Riferimento: 228.08 /318 Qualifica: MACELLAIO Azienda: Supermercato Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato con scopo assunzione Requisiti: Esp. documentabile nella mansione Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 226.08 /316 Qualifica: BARISTA Azienda: Bar Posti: 1 Tipo di contratto: Stagionale Requisiti: Esp. documentabile nella mansione Sede di lavoro: Diano Marina Riferimento: 225.08 /315 Qualifica: EDUCATORE PROFESSIONALE Azienda: Cooperativa Posti: 3 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: Età 25-50 anni, esperienza documentabile nella mansione. Lavoro su turni. Automuniti Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 220.08 /310 Qualifica: ADDETTO/A ALLE PULIZIE Azienda: Servizi di pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato con scopo assunzione part time 20 ore settimanali Requisiti: Età 20- 40 anni. Orario di lavoro 6.30 - 12.00. Automuniti Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 218.08 /306 Qualifica: APPRENDISTA IDRAULICO Azienda: Azienda artigiana Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18-24 anni. Gradita esperienza nella mansione. Pat. B Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 210.08 /295 Qualifica: APPRENDISTASEGRETARIO/A Azienda: Studio legale Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18- 24 anni. Diploma scuola media supe. Buone conoscenze informatiche. Mezzo proprio Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 208.08 /293 Qualifica: ADDETTO/A ALLE PULIZIE Azienda: Servizi di pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato con scopo assunzione part time 14 ore settimanali Requisiti: Età 18- 50 anni. Mezzo proprio Sede di lavoro: San Lorenzo Riferimento: 206.08 /291 Qualifica: PARRUCCHIERE/A Azienda: Parrucchiere Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determ. con scopo assunzione Requisiti: Assunzione con agevolazione. Titolo inerente la qualifica oppure esperienza nella mansione Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 204.08 /289 Qualifica: TECNICO MECCANICO Azienda: Azienda artigiana Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato con scopo assunzione Requisiti: Età 25/50 anni, lavoro su turni, anche notturni, disponibilità anche nei festivi. Mezzo proprio Sede di lavoro: Imperia Riferimento: 203.08 /288 Centro per l'Impiego di Sanremo Via P. Agosti, 245 Tel. 0184/577099 - Fax 0184/577005 Qualifica: APPRENDISTA MAGAZZIENIERE Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Uso muletto Pat. B, esperienza Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 313/08/S New 358 Qualifica: APPRENDISTA BANCONIERE Azienda: Fast Food Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Orario su turni Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 311/08/S New 356 Qualifica: ESTETISTA + APPRENDISTA ESTETISTA Azienda: Centro estetico Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo determ. + apprendistato Requisiti: Doppio turno. Esperienza Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: 310/08/S New 355 Qualifica: MURATORE QUALIFICATO O APPRENDISTA MURATORE Azienda: Artigiano Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire o apprendistato Requisiti: Esperienza. Pat B, mezzo proprio Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 309/08/S New 353 Qualifica: ADDETTO A DERATTIZZAZIONE E DISINFESTAZIONE Azienda: Impresa si pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: Esperienza Pat. B Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 308/08/S New 352 Qualifica: IMPIEGATO/A Azienda: Commercio fiori Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato Requisiti: Esperienza settore floricolo. Diploma, minimo 30 anni. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Arma di Taggia Riferimento: 307/08/S New 351 Qualifica: BADANTE (VITTO ALLOGGIO) Azienda: Casa Privata Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato (dal 15 luglio al 31 agosto) Requisiti: Esperienza referenze Sede di lavoro: Ospedaletti Riferimento: 305/08/S New 349 Qualifica: CAMERIERA AI PIANI Azienda: Albergo Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato Requisiti: Esperienza medesima mansione. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 304/08/S New 348 Qualifica: RESPONSABILE DI MAGAZZINO Azienda: Commercio fiori Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Esp. di almeno 5 anni nel settore floricolo. Età 40-50 anni. Buona conoscenza della lingua inglese. Buone conoscenze informatiche. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 303/08/S New 347 Qualifica: IMPIEGATO/A Azienda: Commercio fiori Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Esperienza fatturazione. Buona conoscenza della lingua inglese. Buone conoscenze informatiche. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 276/08/S New 436 Qualifica: APPRENDISTA IMPIEGATO/A Azienda: Agenzia viaggi Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Max 29 anni. Diploma. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 301/08/S New 345 Qualifica: APPRENDISTA COMMESSA/O Azienda: Commercio Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Esperienza. Pat. B mezzo proprio, presentarsi con Cv Sede di lavoro: N.s Riferimento: 299/08/S New 343 Qualifica: OSS Azienda: Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determ. (luglio agosto) Requisiti: Orario su turni Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 298/08/S New 342 Qualifica: OPERAIO GENERICO Azienda: Cooperativa sociale Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato (fino al 30/11/2008) Requisiti: Pat. B Sede di lavoro: Sanremo - Bordighera Riferimento: 297/08/S New 341 Qualifica: BARISTA Azienda: Bar / ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: Esperienza. Orario di lavoro su turni Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: 296/08/S New 340 Qualifica: APPRENDISTA BARISTA Azienda: Bar Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Esperienza. Orario di lavoro su turni Sede di lavoro: Santo Stefano al Mare Riferimento: 295/08/S New 339 Centro per l'Impiego di Ventimiglia Via Lamboglia, 13 Tel. e Fax 0184/254822 Qualifica: BARISTA ESPERTO Azienda: Bar ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato fino al 31/12/2008 Requisiti: Disponibilità lavoro serale dalle ore 17 alle ore 24,00 circa. Età max 35 anni. Con esperienza nella medesima posizione. Preferibilmente conoscenza della lingua Francese Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: New 121/08/V Qualifica: CAMERIERE/A DI SALA Azienda: Bar ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato fino al 31/12/2008 Requisiti: Età max 30 anni. Con esperienza nella medesima posizione. Preferibilmente conoscenza della lingua Francese Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: New 120/08/V Qualifica: ESTETISTA + APPRENDISTA ESTETISTA Azienda: Centro estetico Posti: 1 + 1 Tipo di contratto: Tempo determinato fino al 31/10/2008 + apprendistato Requisiti: Estetista: Età 18/30. In possesso del corso di specializzazione di estetista. In possesso di diploma scuola media inferiore o superiore. Con esperienza nella medesima posizione. Richiesto cv per candidatura. Apprendista estetista: Età 18/29 anni In possesso del corso di specializzazione di estetista. In possesso di diploma scuola media inferiore o superiore. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: New 119/08/V Qualifica: APPRENDISTA MONTATORE DI SERRAMENTI Azienda: Serramenti Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato Requisiti: Età 18 anni /29. Diploma licenza media. In possesso di patente di guida cat. B. Munito di mezzo di locomozione Sede di lavoro: Dolceacqua Riferimento: New 118/08/V Qualifica: APPRENDISTA COMMESSO/A Azienda: Commercio articoli sportivi Posti: 1 Tipo di contratto: Apprendistato tempo pieno Requisiti: Età 18/29 anni. Diploma scuola media sup. Mansioni: addetto/a vendita articoli sportivi. Esperienza: grande distribuzione, commercio al dettaglio. Discrete conoscenze informatiche. Discreta conoscenza delle Lingue Francese ed Inglese. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Arma di taggia Riferimento: New 117/08/V Qualifica: COLLABORATORE COMMERCIALE Azienda: Commercio parti ricambio macchinari Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno Requisiti: Età 25/30 anni. In possesso di patente di guida cat. B e mezzo di locomozione. Preferibilmente in possesso di diploma istruzione superiore. Conoscenza Lingue: Spagnolo madrelingua, Inglese ottimo, Francese nozioni. Conoscenze informatiche: Word, excell, outlook. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 115/08/V Qualifica: AIUTO CUOCO Azienda: Impresa servizi Posti: 5 Tipo di contratto: Tempo determinato part time 25/30 ore settimanali Requisiti: Età da 18 anni. Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part time dalle ore 09 alle ore 13 o dalle 14 alle 19 circa . Richiesto il Cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 114/08/V Qualifica: CUOCO/A Azienda: Impresa servizi Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo indeterminato pieno Requisiti: Età 25/55 anni. Richiesta esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro dalle ore 07 alle ore 15. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 113/08/V Qualifica: ADDETTO/A MENSA Azienda: Impresa servizi Posti: 5 Tipo di contratto: Tempo determinato part time 25/30 ore settimanali Requisiti: età min 18 anni. Preferibilmente esperienza nella ristorazione collettiva. Disponibilità lavoro part time dalle ore 11 alle ore 15 o dalle 17 alle 20 circa. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Va c/o ASL N.1 Imperiese Bordighera/Bussana Riferimento: 112/08/V Qualifica: OPERAIO/A ADD. PULIZIE Azienda: Impresa di pulizie Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato part time Requisiti: Preferibilmente in possesso di patente di guida cat. B mezzo proprio Sede di lavoro: Ventimiglia, Camporosso , Bordighera Riferimento: 111/08/V Qualifica: MURATORE Azienda: Impresa edile Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Con documentata esperienza nella medesima posizione. Preferibilmente iscritti da oltre 24 mesi L.407/90 o iscritti nelle liste di Mobilità. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Provincia di Impera Riferimento: 110/08/V Qualifica: COLLABORATRICE DOMESTICA Azienda: Famiglia privata Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: con esperienza nella medesima posizione, disponibilità part time 18/24 ore settimanali per 6 giorni. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: 109/08/V Qualifica: AIUTO PIZZAIOLO Azienda: Ristorante pizzeria Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno Requisiti: Con esperienza di almeno 1 anno nella qualifica. Ottima conoscenza della Lingua Italiana Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 108/08/V Qualifica: IMPIEGATO/A D'ORDINE Azienda: Studio architettura Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno Requisiti: Età 23/43. Patente di guida cat. B Mezzo di locomozione. Discreta conoscenza della lingua francese. Buone conoscenze informatiche. Preferibilmente iscritti da oltre 24 mesi e iscritti nelle liste di mobilità. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Frazione Trucco Riferimento: 107/08/V Qualifica: ADDETTO/A PUNTO VENDITA Azienda: Commercio articoli Posti: 1 Tipo di contratto: N.s Requisiti: Con esperienza nella medesima posizione. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Vallecrosia/Arma di Taggia Riferimento: 106/08/V Qualifica: DOMESTICO FAMILIARE Azienda: Famiglia privata Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato pieno con convivenza Requisiti: Età 25/40 anni. Con esperienza nella medesima posizione. Conoscenza della Lingua Italiana buona. Offresi vitto e alloggio. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 105/08/V Qualifica: CAMERIERE DI SALA Azienda: Studio architettura Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato part time verticale Requisiti: Età da 18 anni. Con esperienza nella medesima posizione. Disponibilità lavorare solo il Sabato e Domenica, orario serale, part time 8 ore settimanali. Gradita iscrizione da oltre 24 mesi o iscritti nelle Liste di Mobilità. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 104/08/V Qualifica: LAVAPIATTI Azienda: Ristorante pizzeria Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato part time verticale Requisiti: Età da 18 anni. Con esperienza nella medesima posizione. Disponibilità lavorare solo il sabato e domenica, orario serale, part time 8 ore settimanali. Gradita iscrizione da oltre 24 mesi o iscritti nelle Liste di Mobilità. Richiesto cv per candidatura Sede di lavoro: Ventimiglia Riferimento: 103/08/V Qualifica: MANOVALE Azienda: Impresa edile Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato 2 mesi + poss. rinnovo Requisiti: Età da 18 anni. Esperienza minima nel settore edile. In possesso di patente di guida cat. B e mezzo di locomozione. Preferibile iscritti nelle liste di mobilità Sede di lavoro: Entroterra di Ventimiglia Riferimento: 102/08/V Qualifica: CONTABILE Azienda: Studio architettura Posti: 1 Tipo di contratto: N.s tempo pieno Requisiti: Con almeno 10 anni di esperienza nella medesima mansione. Discreta conoscenza lingua inglese. Richiesto Cv per candidatura Sede di lavoro: Bordighera Riferimento: 100/08/V Qualifica: FRIGORISTA INSTALLATORE Azienda: Azienda attrezzature Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato pieno Requisiti: Età max 50 anni, specializzazione frigorista/ elettricista, con almeno 3 anni di esperienza nella qualifica. Pat B mezzo di locomozione. Conoscenza lingua francese discreta. Inviare cv per candidatura Sede di lavoro: Vallecrosia Riferimento: 98/08/V Qualifica: CUOCO/A Azienda: Ristorante Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo indeterminato doppio servizio Requisiti: Età minima 25 anni. Con esperienza di almeno 5 anni nella medesima posizione. Munito di mezzo di locomozione. Presentarsi con Cv Sede di lavoro: Dolceacqua Riferimento: 96/08/V EURES E' possibile richiedere l'elenco completo delle offerte Eures direttamente agli operatori dello "Sportello lavoro Cisl". Per informazioni, consigli ed orientamento i candidati alle assunzioni internazionali possono rivolgersi agli Euroconsiglieri: Lorenzi Alessandra Euroconsigliere presso il Centro per l'Impiego di Ventimiglia (Tel. 0184 254822), Giorgio Faconti referente Eures presso il Centro per l'Impiego di Sanremo (Tel. 0184 577099), Vincenza Zaccardo Euroconsigliere presso il Centro per l'Impiego di Imperia (Tel. 0183 704471). Per informazioni sulla Sicurezza Sociale e Fiscalità Italia - Francia è possibile contattare l'Euroconsigliere CISL Salvatore Maio, Tel. 0184.231512. SPORTELLO LAVORO CISL Via Des Geneys 8 - Imperia Tel. 0183-720100 - Fax. 0183/275216 sportello-lavoro@libero.it Le aziende interessate a segnalare richiesta di personale tramite questa rubrica possono far contattare gli operatori dello Sportello Lavoro Cisl entro le ore 12 del lunedì. Qualifica: BADANTE CON CONVIVENZA Azienda: Famiglia privata Tipo di contratto: Tempo Indeterminato Requisiti: Si ricerca persona seria ed affidabile, con referenze, per persona non autosufficiente, con mansione di cura della persona, cura della casa Sede di lavoro: Chiusanico Riferimento: SLI 194 Qualifica: AGENTE DI VENDITA Azienda: Commercio Tipo di contratto: Tempo indeterminato Requisiti: Si ricerca ragazzo/a dai 25 anni in sù, iscritto all'ENASARCO, per svolgere la mansione di venditore di prodotti all'ingrosso, preferibilmente con esperienza Sede di lavoro: Imperia e provincia Riferimento: SLI 193 Qualifica: BAGNINO Azienda: Residence Tipo di contratto: Tempo determinato (stagione estiva) Requisiti: Si ricerca ragazzo maggiorenne, con brevetto per svolgere la mansione da bagnino, per un part time di 5 - 6 ore giornaliere Sede di lavoro: Diano Marina Riferimento: SLI 192 Qualifica: BADANTE Azienda: Famiglia privata Tipo di contratto: Tempo Indeterminato graduale (iniziale part time, possibile convivenza) Requisiti: Si ricerca persona seria ed affidabile per persona autosufficiente, con mansione di cura della persona, cura della casa, gradita esperienza infermieristica. Sede di lavoro: Imperia Riferimento: SLI 191 Qualifica: CASSIERA Azienda: Stabilimento balneare Tipo di contratto: Tempo determinato - full time (dalle ore 9.00 sino alla chiusura con pausa pranzo) Requisiti: Si ricerca persona seria ed affidabile con conoscenza della lingua inglese e francese. Età in apprendistato Sede di lavoro: Sanremo Riferimento: SLI 187 Agenzie di lavoro temporaneo Gi Group Via XXV Aprile, 39 - 18100 - Imperia Tel. 0183/309993 - Fax 0183/309992 Qualifica: STAGE AREA RISORSE UMANE Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroga + ticket pranzo giornalieri Requisiti: laurea indirizzo umanistico o giuridico economico, predisposizione al lavoro in team. Motivazione ad operare nel settore delle Risorse Umane, capacità relazionali, dinamismo, flessibilità e orientamento al cliente. Conoscenza del pacchetto Office. Automunita Sede di lavoro: Imperia Qualifica: BAGNINO Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato Requisiti: brevetto da assistente bagnante, disponibilità part time 2 giorni a settimana. Motomunito Sede di lavoro: Arma di Taggia Qualifica: BARMAN Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe Requisiti: necessaria esperienza nella preparazione dei cocktail, disponibilità nel turno serale e/o notturno. Possibilità di vitto ed alloggio Sede di lavoro: Alassio Qualifica: INGEGNERE ELETTROMECCANICO Posti: 1 Tipo di contratto: inserimento diretto Requisiti: con esperienza su macchine di produzione e nella manutenzione impianti Sede di lavoro: Pornassio Qualifica: ADDETTO VENDITE Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + possibilità di inserimento Requisiti: richiesta esperienza nel settore della grande distribuzione, disponibilità full time e a lavorare nei festivi con riposi compensativi. Disponibilità immediata Sede di lavoro: Imperia Qualifica: CONSULENTI PREVIDENZIALI Posti: 2 Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe Requisiti: esperienza maturata nel settore, in possesso di diploma o laurea, buona dialettica. Orario full time/flessibilità Sede di lavoro: Imperia-Albenga-Savona Qualifica: COMMESSO/MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + inserimento diretto Requisiti: è gradita minima esperienza in esercizi commerciali, buona predisposizione al contatto con il pubblico, disponibilità full-time Sede di lavoro: Alassio Qualifica: IMPIEGATO AMMINISTRATIVO Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato + possibilità di inserimento Requisiti: diploma da ragioniere, laurea in Ingegneria Gestionale. Esperienza nella revisione dei conti e l'ottimizzazione del processo produttivo aziendale. Possibilità di crescita professionale. Automunito Sede di lavoro: Arma di Taggia Qualifica: SEGRETARIA Posti: 1 Tipo di contratto: inserimento diretto Requisiti: diploma liceo classico - neo diplomata, prima esperienza di lavoro, conoscenza pacchetto Office. Residente a Sanremo. Disponibilità immediata full time Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di contratto: iniziale tempo determinato + possibilità di proroghe Requisiti: esperienza nella spunta e nel carico/scarico merci. Buon utilizzo del muletto, disponibilità part time Sede di lavoro: Arma di Taggia Obiettivo Lavoro Via Aurelia Levante, 2 18011 - Arma di Taggia (IM) Tel. 0184 41039 - Fax 0184 476323 ivanaruscigni@obiettivolavoro.it Qualifica: INFERMIERI/E PROFESSIONALI Tipo di contratto: Tempo determinato di 6/12 mesi Posti: 2 Requisiti: Possesso di specifico diploma di infermiere professionale, predisposizione al contatto con pazienti anziani, flessibilità e disponibilità. Orario di lavoro strutturato su turni. Disponibilità immediata Sede di lavoro: San Remo, Imperia Qualifica: MURATORE FINITO Tipo di contratto: 3 mesi Posti: 1 Requisiti: Precedente esperienza nella mansione. Serietà e affidabilità. Ccnl Edilizia 3° livello Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: OSS Tipo di contratto: 1 mese + proroghe Posti: 3 Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione,serietà ed affidabilità. Contratto Cooperative sociali. Orario di lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pontedassio Qualifica: OSA Tipo di contratto: 2 mesi + proroghe Posti: 1 Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà ed affidabilità. Contratto Enti Locali. Orario di lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pieve di Teco Qualifica: FISIOTERAPISTA Tipo di contratto: 2 mesi + proroghe Posti: N.s Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione,serietà ed affidabilità. Contratto Enti Locali. Orario di lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pontedassio Qualifica: EDUCATORE Tipo di contratto: 2 mesi + proroghe Posti: N.s Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione,serietà ed affidabilità. Contratto Cooperative sociali. Orario di lavoro strutturato su turni Sede di lavoro: Pontedassio Qualifica: ESCAVATORISTA Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroghe Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL edilizia, livello commisurato alle reali capacità Sede di lavoro: Imperia Qualifica: SALDATORE Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroghe Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL edilizia, livello commisurato alle reali capacità Sede di lavoro: Imperia Qualifica: COMMESSO GELATERIA Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mesi + possibilità di assunzione diretta Requisiti: Per gelateria in Diano Marina Orario di lavoro part time dalle 20,00 alle 24,00 7 giorni alla settimana. CCnl Turismo Pubblici esercizi VII livello Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: BARISTA Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi + possibilità di proroga Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. Disponibilità immediata Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: CAMERIERE DI SALA Posti: 2 Tipo di contratto: stagione estiva Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL turismo VI livello Sede di lavoro: Imperia Qualifica: ADDETTA RECEPTIONIST Posti:1 Tipo di contratto: 3 mesi + proroga Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà e disponibilità immediata, buona conoscenza della lingua inglese e tedesco. Orario di lavoro Part time dalle 8.00 alle 12.00 CCNL Turismo IV livello Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: AIUTO CUOCO Posti: 1 Tipo di contratto: stagione estiva Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL turismo VI livello Sede di lavoro: Imperia Qualifica: PRESSO PIEGATORE ACCIAIO Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese + proroga Requisiti: Precedente esperienza maturata nella mansione, serietà, affidabilità. CCNL: metalmeccanica Sede di lavoro: Arma di Taggia Adecco Via della Repubblica, 38 - 18100 - Imperia Tel. 0183 273536 - Fax 0183 767657 Qualifica: INFERMIERE PROFESSIONALE Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo Determinato Requisiti: Titolo di studio ed iscrizione all'albo, esperienza nella mansione, flessibilità oraria Sede di lavoro: Provincia di Imperia e Imperia Qualifica: CAMERIERI PER EXTRA Posti: 1 Tipo di contratto: Contratto di somministrazione Requisiti: Esperienza nella mansione, flessibilità oraria e disponibilità al lavoro serale e festivo, attitudine al contatto con il pubblico, persona dinamica e volenterosa Sede di lavoro: Imperia/Sanremo Qualifica: GEOMETRA Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo Determinato Requisiti: Per prove tecniche in cantiere, anche neodiplomato e senza esperienza, predisposizione all'apprendimento, pat. B Sede di lavoro: Imperia e provincia Qualifica: STAGISTA ADECCO Posti: 1 Tipo di contratto: Dal 1° luglio, tirocinio 3 mesi prorogabili (buoni pasto) Requisiti: Diploma o laurea in materie umanistiche, attitudine al contatto con il pubblico, massima serietà, buon utilizzo del pc e conoscenza del pacchetto Office, disponibilità full time Sede di lavoro: Filiale di Imperia Qualifica: ASSISTENTE SOCIALE Posti: 3 Tipo di contratto: Tempo determinato Requisiti: Titolo riconosciuto ed iscrizione all'albo professionale, gradita una minima esperienza nella mansione, patente b, disponibile agli spostamenti Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: FISIOTERAPISTA Posti: 3 Tipo di contratto: Iniziale tempo determinato con possibilità di inserimento Requisiti: Titolo di studio riconosciuto, esp. nella mansione, capacità di relazionarsi con gli altri ed al lavoro in team Sede di lavoro: Imperia Qualifica: ADDETTO AL CUSTOMER CARE Posti: 1 Tipo di contratto: Iniziale tempo determinato Requisiti: Ottima conoscenza lingua inglese, residenza nelle zone limitrofe, buon utilizzo del pc, capacità relazionale e di ascolto, orientamento al cliente, tolleranza allo stress Sede di lavoro: Imperia Qualifica: GRAFICO Posti: 1 Tipo di contratto: Possibilità di inserimento a tempo indeterminato Requisiti: Esperienza nella mansione, ottimo utilizzo del pc, conoscenza dei programmi base di grafica, predisposizione al lavoro in team, gradita laurea in scienze della comunicazione o equipollente Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determ., per la stagione Requisiti: Esperienza nella mansione, uso muletto, residenza nelle zone limitrofe, predisposizione al lavoro in team, capacità organizzativa, ordine e precisione Sede di lavoro: Entroterra di Imperia Qualifica: ADDETTI AL CONFEZIONAMENTO Posti: 2 Tipo di contratto: Iniziale tempo determinato Requisiti: Predisposizione al lavoro di routine, precisione e manualità, disponibilità full time Sede di lavoro: Entroterra di Imperia Qualifica: BARISTA Posti: 1 Tipo di contratto: Tempo determinato, per la stagione Requisiti: Esperienza nella mansione, doti relazionali, disponibilità ed orientamento al cliente, flessibilità oraria, ordine e pulizia della persona Sede di lavoro: Diano Marina Qualifica: BANCONISTA Posti: 1 Tipo di contratto: Extra Requisiti: Esperienza nella mansione, doti relazionali, cortesia, precisione, ordine e pulizia della persona, disponibilità a lavorare su turni e nei festivi Sede di lavoro: Taggia Temporary Via XXV Aprile, 40 - 18100 - Imperia Tel. 0183/960262 - Fax 0183/960263 Qualifica: INFERMIERI PROFESSIONALI Tipo di contratto: Somministrazione con possibilità di proroghe Posti: 2 Requisiti: Regolarmente diplomati. Per sostituzioni presso strutture assistenziali o sanitarie. Per periodi che possono essere anche di buona durata Sede di lavoro: Albenga Qualifica: MURATORI / CARPENTIERI Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe Posti: 2 Requisiti: richiesta buona esperienza, diretti ad operare soprattutto in cantieri stradali. Assunzione diretta o contratti di buona durata Sede di lavoro: Imperia, Albenga Qualifica: OPERAIO MULETTISTA Tipo di contratto: Tempo determinato Posti: 1 Requisiti: Munito di patentino per l'utilizzo del mezzo e cognizione di gestione del magazzino; necessaria esperienza nelle mansioni Sede di lavoro: Imperia Qualifica: AUTISTA Tipo di contratto: Somministrazione con possibilità di proroghe Posti: 1 Requisiti: Con patente C per distribuzione di prodotti alimentari e non nelle aree provinciali. Oltre alla capacità di condurre veicoli è richiesta anche una buona conoscenza geografica della zona Sede di lavoro: Provincia Imperia Qualifica: FABBRI / SALDATORI Tipo di contratto: Tempo determinato + proroghe Posti: 2 Requisiti: Buona e provata esperienza del settore per aziende operanti nella preparazione e assemblaggi di ringhiere, serre, serramenti e similari Sede di lavoro: Imperia e prov. Qualifica: ELETTRICISTI Tipo di contratto: Tempo determinato + possibilità di proroghe Posti: 2 Requisiti: esperienza di lavoro settoriale, sia installatori ce manutentori di impianti civili ed industriali Sede di lavoro: Prov. Imperia Qualifica: OSS/OSA Tipo di contratto: Tempo determinato Posti: 2 Requisiti: Per sostituzioni presso strutture assistenziali o sanitarie Sede di lavoro: Imperia o Albenga Qualifica: PASTICCERE Tipo di contratto: Stagionale Posti: 1 Requisiti: Esperienza. Possibile inserim. aziendale Sede di lavoro: Prov. Imperia Qualifica: OPERAI Tipo di contratto: Tempo determinato Posti: 2 Requisiti: Per attività diverse sia di produzione industriale che di confezionamento alimentare. E' titolo preferenziale il possesso di un mezzo autonomo di trasporto (moto e/o macchina) Sede di lavoro: Imperia ed entroterra Qualifica: SERRAMENTISTI Tipo di contratto: Tempo determinato Posti: 2 Requisiti: Per costruzione di porte vetrine e serre per piante. Si richiede esperienza settoriale. Possibile successivo inserimento diretto in azienda Sede di lavoro: Imperia Qualifica: TORNITORE/FRESATORE Tipo di contratto: Tempo Determinato Posti: 1 Requisiti: Anche senza particolare esperienza settoriale, ma con conoscenza di utilizzo delle attrezzature , contratto di somministrazione con buone possibilità di successiva assunzione diretta Sede di lavoro: Albenga Manpower Via G. Berio, 35 - 18100 - Imperia Tel. 0183/272094 - Fax 0183/763494 imperia.berio@manpower.it Qualifica: OSA - OSS - INFERMIERE PROFESSIONALE Posti: 2 Tipo di contratto: da definire Requisiti: Esperienza come Osa / Oss / infermiere professionale per R.p. e R. s. a. Sede di lavoro: Albenga / Arma Qualifica: IMPIEGATO CONTABILE Posti: 1 Tipo di contratto: da definire Requisiti: Diploma di ragioneria - esperienza anche breve in contabilità ordinaria - buona conoscenza della lingua francese e uso Pc Sede di lavoro: Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A COMMERCIALE Posti: 2 Tipo di contratto: 3 mesi con possibilità di inserimento Requisiti: ottima conoscenza della lingua francese e inglese - automuniti Sede di lavoro: Albenga Qualifica: NEO LAUREATO/A SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese con possibilità di proroga Requisiti: gradita laurea in scienze della comunicazione o esperienza in comunicazione e marketing - buona conoscenza e utilizzo dei principali programmi di grafica Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: OPERAIO Posti: 1 Tipo di contratto: da definire Requisiti: esperienza come operaio generico - buona manualità - gradita conoscenza del settore elettrico Sede di lavoro: Imperia Qualifica: MAGAZZINIERE Posti: 1 Tipo di contratto: da definire Requisiti: esperienza nella mansione - buona disponibilità d'orario - automuniti - è gradito il possesso del patentino da mulettista Sede di lavoro: Ventimiglia Qualifica: IMPIEGATO Posti: 1 Tipo di contratto: 3 mesi con possibilità di proroga Requisiti: Diploma di geometra, buona conoscenza dei principali sistemi informatici, gradita conoscenza di autocad, capacità di leggere disegno tecnico, automunito. Sede di lavoro: Entroterra di Albenga Qualifica: FABBRO Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: Esperienza nella mansione Sede di lavoro: Imperia Qualifica: ADDETTA ALLE VENDITE Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese con possibilità di proroghe Requisiti: esperienze pregressa nella mansione - buone doti comunicative - gradita esperienza in gioiellerie - automuniti Sede di lavoro: Imperia Qualifica: SERRAMENTISTA Posti: 1 Tipo di contratto: Da definire Requisiti: esperienza nella mansione Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: IMPIEGATA/O Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese più possibili proroghe Requisiti: Impiegata/o addetta/o alla fatturazione e alla bollettazione per azienda settore bevande - Esperienza pregressa nella mansione - appartenenza alle Categorie Protette Sede di lavoro: Sanremo Qualifica: OPERAI METALMECCANICI Posti: 1 Tipo di contratto: 1 mese Requisiti: Operai addetti alla linea di produzione per azienda settore metalmeccanico - diplomati -disponibilità a lavorare su due turni Sede di lavoro: Imperia/ Pieve di teco Qualifica: ADDETTA ALLE PULIZE Posti: 1 Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti: disponibilità part time - gradita esperienza nella mansione - residenza come luogo lavoro Sede di lavoro: Imperia / Albenga Qualifica: SALDATORE Posti: 1 Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti: saldatore in possesso di patentino Sede di lavoro: Prov. Di Imperia Qualifica: OPERAIO ADDETTO ALLA PRODUZIONE Posti: 1 Tipo di contratto: tempo determinato Requisiti: esperienza nel settore della movimentazione merci e preparazione pallet- conoscenza Pc di base per inserimento dati - buona manualità Sede di lavoro: Albenga Qualifica: COMMESSA ADDETTA ALLA VENDITA Posti: 1 Tipo di contratto: da definire Requisiti: Commessa addetta alla vendita settore abbigliamento - predisposizione alla vendita - disponibilità a lavorare anche nei week end Sede di lavoro: Diano Marina/ Alassio / Ventimiglia Qualifica: PAGHE E CONTRIBUTI Posti: 2 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Addetto/a paghe e contributi con esperienza. Studio Professionale. Contratto a tempo indeterminato Sede di lavoro: Imperia e Ventimiglia Qualifica: VENDITORE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Venditore - assunzione diretta alle dipendenze dell'azienda - buone capacità relazionali - predisposizione alla vendita - mezzo aziendale - patente B Sede di lavoro: Imperia Qualifica: APPRENDISTA TORNITORE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Neodiplomato (indirizzo meccanico) in età di apprendistato, per svolgere la mansione di Apprendista Tornitore. Buona volontà e predisposizione all'apprendimento, per la mansione di Operatore di Torni Automatici Plurimadrini Sede di lavoro: Albenga Qualifica: AGENTE DI COMMERCIO Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Agente di Vendita per importante azienda Multinazionale Americana. Predisposizione alla vendita. Buone doti commerciali. Disponibilità ad aprire P.IVA. Disponibilità a muoversi sul territorio. Forte sistema incentivante Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A CONTABILE ESPERTO/A Posti: 2 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a Contabile/amministrativo/a per Studio Commercialista. Tempo indeterminato. Il candidato ideale ha maturato pluriennale esperienza nella mansione in studi professionali. Il profilo ricercato si occuperà di contabilità ordinaria, semplificata, dichiarazione redditi, partita doppia, IVA, e stesura bilancio Sede di lavoro: Imperia e Ventimiglia Qualifica: VENDITORE FIORI Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a Commerciale settore fiori recisi - esperienza di vendita nel settore - conoscenza lingue inglese e tedesco - buona predisposizione commerciale - buona dimestichezza con supporti informatici e telematici Sede di lavoro: Arma di Taggia Qualifica: CUOCO/AIUTO CUOCO Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Aiuto cuoco per Prestigioso Ristorante - Competenze nella preparazione nella preparazione di primi e secondi di carne e pesce - titolo preferenziale competenze nella preparazione di dolci e pasticceria Sede di lavoro: Ventimiglia Qualifica: IMPIEGATO/A CONTABILE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a contabile con minima esperienza preferibilmente in studi professionale - addetta alla liquidazione IVA, stampe delle dichiarazioni, invii telematici, aggiornamento libri sociali, prima nota e contabilità Sede di lavoro: Ventimiglia e Imperia Qualifica: TECNICO COMMERCIALE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Tecnico Commerciale per Azienda leader nelle agro-forniture e nell'agro-chimica. Laurea o diploma in agraria, buona conoscenza delle aziende agricole della zona. Buone capacità relazionali e predisposizione alla vendita. Assunzione diretta alle dipendenze dell'azienda e sistema incentivante variabile, telefono e auto aziendale Sede di lavoro: Provincia di Imperia Qualifica: FALEGNAME Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Esperienza nella mansione. Contratto a tempo indeterminato. Laboratorio di falegnameria Sede di lavoro: Ventimiglia Qualifica: AGENTE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Agenti per attività di gestione pacchetto clienti attivo e acquisizione nuovi clienti (business), per Azienda Leader nella fornitura di informazioni per le decisioni di credito, marketing ed acquisti. Gradita esperienza di vendita di servizi, diploma, età compresa tra i 25 e i 40 anni, buona conoscenza dei principali supporti informatici. Patente B. Inquadramento da dipendente con fisso + incentivi, cellulare e auto aziendale, rimborso spese e ticket restaurant Sede di lavoro: Imperia - Savona - Genova Qualifica: IMPIEGATO COMMERCIALE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a Commerciale per importante azienda import/export piante. Ottima conoscenza lingua inglese e francese e gradita altra lingua straniera per contatto clienti esteri. Gradita esperienza nel settore o nella vendita. Disponibilità a viaggiare all'estero. Buona dimestichezza con i supporti informatici Sede di lavoro: Albenga Qualifica: IMPIEGATO/A CONTABILE Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a Contabile con esperienza in contabilità e dichiarazione dei redditi Sede di lavoro: Imperia Qualifica: IMPIEGATO/A UFFICIO ESPORTAZIONI Posti: 1 Tipo di contratto: Inserimento diretto in azienda Requisiti: Impiegato/a ufficio esportazioni. Buona conoscenza lingua inglese. Buona conoscenza PC e soprattutto excel. Flessibilità di orario Sede di lavoro: Imperia CONCORSI - SELEZIONI BANDO PER LA SELEZIONE DI 34.104 VOLONTARI, DI ETÀ COMPRESA TRA I 18 ED I 28 ANNI, DA IMPIEGARE IN PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE IN ITALIA E ALL'ESTERO. DATA DI SCADENZA: 7 LUGLIO 2008 - ORE 14.00. IN PROVINCIA DI IMPERIA I PROGETTI A CUI POTER FARE DOMANDA SONO: Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane Sede: Apricale Posti: 1 Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane Sede: Imperia Posti: 1 Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane Sede: Taggia Posti: 5 Progetto: SILVER AGE 2008 Area: Assistenza Ente: Confcooperative- Confederazione Cooperative Italiane Sede: Vallecrosia Posti: 4 Progetto: FILO DIRETTO PER LA SOLIDARIETÀ Area: Assistenza Ente: Comune di Taggia Sede: Taggia Posti: 4 Progetto: SCUOLA? E PERCHÉ NO Area: Educazione e Promozione culturale Ente: Federazione SCS/CNOS Salesiani Sede: Vallecrosia Posti: 1 Progetto: IMPERIA 1 Area: Assistenza Ente: Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Onlus Sede: Imperia Posti: 4 Progetto: PROGETTO DI ASSISTENZA SOCIALE ED EMPOWERMWNT ALLE PERSONE CON SM E PATOLOGIE SIMILARI - 2008 Area: Assistenza Ente: A.I.S.M. - Associazione Italiana Sclerosi Multipla O.N.L.U.S Sede: Imperia Posti: 4 Progetto: RETE MAC SERVIZI 2008 PER L'INTEGRAZIONE DEI CIECHI Area: Assistenza Ente: M.A.C. - Movimento Apostolico Ciechi Sede: Sanremo Posti: 1 Progetto: GIOVANI CON I GIOVANI Area: Assistenza Ente: Comune di Taggia Sede: Taggia Posti: 4 VOLONTARI IN FERMA BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'AERONAUTICA Ente: Ministero della Difesa Posti: 540 Fonte: G.U. n. 72/07 Scadenza: 3° blocco 31/07/08 (in funzione della data di nascita - vedi bando) Sedi: Italia Titoli: Licenza media, età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza minima m. 1,61, m. 1,65 se uomini + altri requisiti vedi bando Note: www.areonautica.difesa.it VOLONTARI IN FERMA BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'ESERCITO ITALIANO - ANNO 2008 Ente: Ministero della difesa Posti: 11680 Scadenza: 4° blocco: 06/08/2008 (in funzione all'anno di nascita-vedi bando) Fonte: G.U. 11/09/2007 n. 72 Sedi: Italia Titoli: Licenza media, età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza minima m. 1.61 se donne, m. 1.65 se uomini + altri requisiti Note: www.esercito.difesa.it VOLONTARI IN FERMA BREVE PREFISSATA DI UN ANNO NELL'ESERCITO ITALIANO - ANNO 2008 Ente: Ministero della difesa Posti: 11680 Scadenza: 4° blocco: 06/08/2008 (in funzione all'anno di nascita-vedi bando) Fonte: G.U. 11/09/2007 n. 72 Sedi: Italia Titoli: Licenza media, età compresa tra i 18 ed i 25 anni, altezza minima m. 1.61 se donne, m. 1.65 se uomini + altri requisiti. Note: www.esercito.difesa.it E' possibile consultare la rassegna completa dei concorsi presso lo "Sportello Lavoro". Formazione professionale e orientamento Titolo: CORSI GRATUITI DI LINGUE STRANIERE E INFORMATICA PER OCCUPATI E DISOCCUPATI ED ITALIANO PER STRANIERI Ente: ADFOR, via Carli 11, Sanremo, telefono: 0184.575576; AESSEFFE, via Volta 65, Sanremo, telefono: 0184.544134; C.P.F.P. PASTORE, via Delbecchi 32/36, Imperia, telefono: 0183.76231; ENTE DI FORMAZIONE CIRCOLO PARASIO, piazza Pagliari 4, Imperia, telefono: 0183.667064; SCUOLA EDILE DI IMPERIA via priv. Gazzano 24, Imperia, telefono: 0183 71 09 47; SCUOLA MEDIA BIANCHERI CAVOUR, via Roma 61, Ventimiglia, telefono: 0184.351180. Posti: Ad ogni corso non possono essere iscritti più di 15 allievi. Requisiti: Possono accedere, a titolo individuale, lavoratori e persone in cerca di occupazione maggiori di 18 anni. Durata: Nell'area informatica il corso base ha una durata di 30 ore, mentre quello avanzato ha una durata di 60 ore; nell'area linguistica i corsi hanno una durata di 60 ore. Ogni utente potrà partecipare ad un massimo di 120 ore di formazione e, quindi, potrà partecipare massimo a due corsi Sede: Vedere catalogo corsi Scadenza: Le iscrizioni ai corsi possono essere presentate a partire dal 01/07/08. Tutte le attività formative dovranno concludersi entro il 31/03/2009 Info: Le iscrizioni possono essere presentate presso l'ente di formazione scelto compilando apposita domanda. Il catalogo dei corsi è scaricabile dal sito internet www.provincia.imperia.it - Sezione Formazione Titolo: INTERVENTI PER L'AUMENTO E LA QUALIFICAZIONE DELL'OCCUPAZIONE FEMMINILE MEDIANTE INIZIATIVE FORMATIVE A DOMANDA INDIVIDUALE (VOUCHER FORMATIVI) Destinatari: Gli interventi sono diretti a donne disoccupate, inoccupate e inattive, immigrate, lavoratrici con contratti atipici, a tempo parziale, stagionali. I destinatari devono avere residenza, o domicilio, o sede abituale di lavoro in provincia di Imperia Scadenza: Le domande potranno essere trasmesse a decorrere dalla data del 15/04/2008 e fino alla data del 15/07/2008 e saranno accolte fino all'esaurimento delle risorse finanziarie disponibili Note: Il finanziamento pubblico per ogni azione individualizzata di formazione non può essere superiore al costo dell'azione e comunque limite di e 1.800,00, comprensivo di I.V.A. dovuta, e viene assegnato all'utente sotto forma buono di partecipazione, da erogarsi direttamente ai soggetti realizzatori delle azioni individualizzate Info: http://www.provincia.imperia.it/site/9808/default.aspx Titolo: FORMAZIONE CONTINUA PER OCCUPATI AD ACCESSOINDIVIDUALE MEDIANTE VOUCHER FORMATIVO Destinatari: Gli interventi sono diretti a tutti i lavoratori occupati, con particolare attenzione a quelli anziani, con bassa qualificazione, con contratti atipici, a tempo parziale, stagionali, in mobilità, persone che rientrano al lavoro dopo periodi di astensione (per maternità, malattia, ecc.). Destinatari delle iniziative sono altresì imprenditori e manager, lavoratori autonomi e operatori del sistema della formazione. I destinatari devono avere residenza, o domicilio, o sede abituale di lavoro in provincia di Imperia Scadenza: Le domande potranno essere trasmesse a decorrere dalla data del 15/04/2008 e fino alla data del 15/07/2008 e saranno accolte fino all'esaurimento delle risorse finanziarie disponibili Note: Il finanziamento pubblico per ogni azione individualizzata di formazione non può essere superiore al costo dell'azione e comunque al limite di e 1.800,00, comprensivo di I.V.A. se dovuta, e viene assegnato all'utente sotto forma di buono di partecipazione, da erogarsi direttamente ai soggetti realizzatori delle azioni individualizzate Info: http://www.provincia.imperia.it/site/9808/default.aspx I CONSIGLI DELLO SPORTELLO LAVORO CISL A BREVE IL DECRETO CHE SBLOCCA LE GRADUATORIE PER ASSUMERE I BIDELLI, DOMANDE ENTRO 30 GIORNI DALLA DATA DI PUBBLICAZIONE Per gli aspiranti collaboratori scolastici (ex bidelli), oltre che per gli assistenti tecnici, cuochi, infermieri, guardarobieri, assistenti amministrativi e tecnici e addetti alle aziende agrarie torna la speranza di assunzione, anche se solo come supplenti. Le graduatorie erano praticamente bloccate dal 2000. Chi vi era aveva la possibilità di trovare lavoro, seppure a tempo determinato. Gli altri non potevano più accedervi. Ora ci sono possibilità per quelli cui era stata preclusa la possibilità di inserimento. Tra pochi giorni sarà pubblicato un decreto ministeriale con tutte le informazioni per presentare la domanda. Il decreto prevede anche per quelli che erano già in graduatoria la possibilità di spostarsi da una provincia all'altra. In questo caso si rinuncia però alla posizione in graduatoria ottenuta nelle province di provenienza. A tutt'oggi l'organico provinciale prevede l'impiego di 619 bidelli, dalle scuole per l l'infanzia fino alle superiori. Una parte (circa la metà) di questi posti venivano coperti con nomine annuali, quindi da supplenti. C'erano poi quelli che andavano a sostituire in malattia, maternità o vario titolo. Le nuove graduatorie dei bidelli saranno stilate in base a titolo di studio, punteggio di altri servizi svolti con precedenze in base al numero dei figli o eventuali handicap. Ma i nuovi bidelli (collaboratori scolastici) dovranno disporre di un titolo di studio equivalente almeno al diploma di qualifica degli istituti professionali. A meno che non fossero in graduatorie precedenti o abbiano svolto almeno, in passato, un mese di servizio nella scuola. La domanda di inserimento (all. D previsto dal Decreto) nelle graduatorie così dette di circolo e di istituto di terza fascia deve essere prodotta entro il termine perentorio di 30 giorni a decorrere dal primo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta emanazione del decreto. L'avviso di pubblicazione e il decreto saranno tempestivamente affissi all'Albo degli uffici scolastici regionali, all'albo degli uffici scolastici provinciali di ciascuna provincia e , contestualmente, all'albo di ciascuna istituzione scolastica statale per tutto il tempo utile per la presentazione della domanda. La domanda di inserimento deve essere prodotta per non più di 30 istituzioni scolastiche appartenenti alla medesima provincia individuata nell'ordine indicato dal decreto. La domanda può essere presentata a mano, direttamente all'istituzione scolastica prescelta che ne rilascia ricevuta, oppure spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno. In quest'ultimo caso, del tempestivo inoltro del modulo di domanda fa fede il timbro a data dell'Ufficio postale accettante. Le nuove graduatorie sostituiscono integralmente quelle vigenti nel triennio scolastico 2005/2008, pertanto le citate graduatorie hanno validità per il triennio scolastico 2008/2011. Per chi è interessato a prendere visione della bozza del decreto o avere maggiori informazioni al riguardo può contattare direttamente gli operatori dello Sportello Lavoro Cisl, oppure la responsabile della categoria Cisl-Scuola, Allaria M. Gabriella , presso la sede Cisl di Imperia al numero 0183.720100. A cura di: AGRATI FRANCESCO (Responsabile Sportello Lavoro), BESSEGHINI LORENZA e MASSARO MANUELA (Collaboratrici Sportello Lavoro).

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Meglio sotterrare l'ascia di guerra (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

N. 150 del 2008-06-25 pagina 4 Meglio sotterrare l'ascia di guerra di Massimiliano Lussana (...) rispetto al voto per il centrodestra in Comune che ha portato Enrico Musso a un passo dal ballottaggio. Insomma, la notizia politica più bella dell'anno. Ma proprio perchè quelle vittorie ci avevano entusiasmato, ci fa male vedere che, spesso, in quei Municipi si litiga per cosucce. Non voglio entrare neanche nel merito delle ragioni e dei torti. Non ho gli elementi per farlo e non sono abituato a parlare di ciò che non conosco in profondità. Quindi, prendo assolutamente per buone tutte le spiegazioni. Perchè non è qui il problema. Il problema è che, troppo spesso, in politica, anche ai livelli più bassi - che per me sono i più alti perchè sono i più vicini alle esigenze dei cittadini e in questo senso il ruolo dei Municipi è insostituibile, altro che abolirli - i personalismi hanno un ruolo decisivo. E, in un certo senso, lo capisco. Se qualcuno mi fa un torto, è chiaro che sono portato a pensare che quello è il problema più grave del mondo. Ma non è detto che la mia visione, sia la visione del mondo. E il mio sforzo, che nel mio piccolo ho un incarico di responsabilità, è proprio quello di saper andare oltre i fatti miei, cercando di guardare al bene collettivo. E, perchè no?, anche al bene del Popolo delle libertà. È una capacità che, ad esempio, ha dimostrato Sandro Biasotti, inviando le sue dimissioni dalla Regione Liguria, primo fra tutti i deputati del Pdl contemporaneamente consiglieri regionali, seguendo il consiglio del Giornale. Ecco, credo che in politica la visione personale debba lasciar spazio a una visione mirata al bene della collettività e della propria coalizione, pensando anche ai danni futuri che possono provocare azioni formalmente legittime per l'oggi. E penso che, nella vita, ma soprattutto in politica, non ci sia difetto peggiore di quello di ritenersi infallibili e di non aver bisogno di consigli, soprattutto se disinteressati. Apprezzare chi ti elogia e guardare con sospetto chi ti critica, non è un segno di grandissima lungimiranza politica. Quindi, ribadisco l'invito a tutti i consiglieri dei Municipi del centrodestra a sotterrare l'ascia di guerra, a parlarsi, a capirsi, a rispettarsi. Poi, non è necessario andare a cena insieme e firmare "il patto delle trofie al pesto" dopo quello scandrogliano "dei tonnarelli cacio e pepe", così come non è necessario mostrarsi amiconi dopo che c'eravamo tanto odiati. Ma rispettarsi, sì. Soprattutto, rispettare la volontà del popolo della libertà, quello che esiste da prima del predellino e senza la maiuscola, che vuole che i suoi rappresentanti governino senza litigare. E possibilmente, governino bene. Al di là delle ragioni e dei torti, ribadisco, non facciamoci del male. Ricordiamoci com'è finita la sinistra che pensava di essere invincibile. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'Antitrust striglia banche e assicurazioni <Basta con i cartelli> (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

N. 150 del 2008-06-25 pagina 4 L'Antitrust striglia banche e assicurazioni "Basta con i cartelli" di Gian Maria De Francesco da Roma Una reprimenda al sistema bancario su portabilità dei mutui, commissione di massimo scoperto e potenziali conflitti interesse. E un convinto plauso al governo Berlusconi per le "rilevanti" misure pro-liberalizzazioni introdotte con la manovra triennale. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, nella relazione annuale ha tratteggiato un ritratto in chiaroscuro del mercato italiano nel 2007. Cartelli. "I nostri ex monopolisti - ha detto Catricalà riferendosi a gruppi che in passato erano i soli operatori di un settore come Telecom ed Enel - talvolta cedono a tentazioni di ripristino delle originarie esclusive. Ai vecchi si aggiungono i nuovi monopoli locali, protetti da irragionevoli privilegi. I cartelli non sono peccati veniali, sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche". E gli esempi presentati non sono incoraggianti: pane, pasta e cosmetici sono prodotti nel quale le dinamiche di prezzo non si sono sviluppare liberamente. Massimo scoperto. Il settore bancario non è esente da colpe per la pratica di alcuni comportamenti non ritenuti in linea dall'Authority, come l'applicazione della commissione di massimo scoperto già criticata dallo stesso governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Per Catricalà si tratta di una "prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese" che "deve essere abolita". Non va meglio sul versante mutui. "Molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, così da costringerci ad aprire ben 23 istruttorie". Trasparenza. Nel settore delle banche e delle assicurazioni vi sono troppi legami tra concorrenti. L'indagine sul governo societario del comparto avviata dall'Antitrust ha rilevato che il 45% degli istituti quotati annovera tra i propri soci imprese concorrenti e l'80% conta all'interno degli organi di amministrazione persone presenti contemporaneamente nelle strutture dei competitori. "C'è un caso di impresa con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche in organi di governo di altre società del settore", ha rimarcato Catricalà riferendosi a Generali e a Mediobanca. Repliche. Le banche "non saranno insensibili al grido di dolore" che si è sollevato sul tema delle commissioni di massimo scoperto. Il presidente dell'Associazione bancaria italiana (Abi), Corrado Faissola, ha citato Carlo Alberto per evidenziare come le sollecitazioni di Antitrust e Bankitalia siano tenute in debito conto. Allo stesso modo, il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, si è limitato a un laconico quanto incisivo "Credo che ci penseremo". Governo ok. Particolare apprezzamento è stato espresso nei confronti del governo che nell'ambito della manovra triennale ha adottato "rilevanti misure di interesse" in tema di servizi pubblici locali, riduzione dei controlli burocratici e snellimento del processo civile". Un accento è stato posto sul rinvio al 2009 dell'entrata in vigore dell'class="hilite">istituto della class="term">class class="term">action, l'azione collettiva di risarcimento. Catricalà ha espresso il timore che si possano "disattendere le speranze di migliaia di persone". Il ministro dello sviluppo Scajola ha osservato che l'esecutivo terrà conto "delle utili valutazioni e degli stimoli dell'Antitrust che appaiono in linea con quanto realizzato dal governo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... 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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeVeltroni cade nel buco di bilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeVeltroni cade nel buco di bilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 25-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (23 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (26 votes, average: 3.12 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (46 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni ALBERTO: Ma che dici caro Fabio? Cambiare la Costituzione? E' impensabile che Veltroni posssa farlo! Il... Federico Fanelli: .Veltroni.non vale la pena di parlarne. inutile quasi come Rutelli. Mi piace dire... valentino: Carissimo Mazzari, se Uolter vuole creare un Partito Socialdemocratico lo consiglio vivamente di andarsi a... fabio cabaciuba: L'errore di Veltroni? quando si è messo in testa di cambiare la politica italiana, è stato... Murgo Salvatore: Ve li ricordate quei giapponesi che alla fine degli anni sessanta venivano ritrovati in alcune isole... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Commercio, vendite al dettaglio in calo del 2,3% ad aprilePrima elementare Bocciati due bimbiLondra come Napoli: è allarme spazzaturaRoma, in cella i nomadi del lussoGiustizia, verso lo scudo per le alte cariche Il Pd è disponibile, ma Di Pietro insorgeAlitalia, Police: entro luglio il piano per il rilancio Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (20 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 102 ) " (24 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (47 votes, average: 3.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (122 votes, average: 1.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (131 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni Damy: Salve tutti! Walter o non Walter; credo qualsiasi politico,ora del centro sinistra o pd avrebbe avuto comunque... Fabrizio: Sono molto dispiaciuto per la probabile caduta di Veltroni dalla poltrona di segretario del PD se non altro... Michele: Pur non essendo del Pd dico solo a Walter Veltroni che deve tirare fuori gli artigli con i suoi alleati e... moritz: "Il valore di un uomo è proporzionale alla grandezza del suo avversario".Silvio riconoscere... valentino: Caro Uolter, cosa dura cambiar la testa ai "compagni".& #8230;!!!!!! Se poi aggiungi... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Caldo: allarme rosso fino a sabato In città è caro-acquaAccusato di 13 omicidi uscirà tra un mese: decorrenza dei terminiAutotrasporto: trovata l'intesa, niente scioperoAlmunia all'Italia: "Tagli più incisivi sulla spesa pubblica"Berlusconi: "Certe toghe, una metastasi"Csm: "Incostituzionale la blocca processi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Crollano consumi e fiducia Nessuno spende più Il calo maggiore interessa i generi non alimentari Sono soprattutto i piccoli esercizi a pagare la crisi (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 26-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del Crollano consumi e fiducia Nessuno spende più Il calo maggiore interessa i generi non alimentari Sono soprattutto i piccoli esercizi a pagare la crisi di Laura Matteucci/ Milano CONSUMI IN APNEA Crollo generalizzato, ma più marcato per i generi non alimentari, scarpe e abbigliamento: ad aprile, certifica l'Istat, quando l'inflazione era al 3,3% (3,6% a maggio) le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione annua del 2,3%, la peggiore dal 2005 quando il calo fu del 3,9%. La variazione mensile, invece, è stata nulla. In picchiata soprattutto le vendite dei beni non alimentari con un -3,4%, mentre per i prodotti alimentari il calo è dello 0,8%. Si rinuncia insomma a vestiti, pellicce, scarpe e anche giocattoli e articoli sportivi. Le flessioni più marcate, infatti, sono quelle dei comparti calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-6,4%),abbigliamento e pellicceria (-5%),giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4,9%), generi casalinghi (-4,2%), cartoleria, libri, giornali e riviste (-3,4%) così come utensileria per la casa e ferramenta (-3,4%), foto-ottica e pellicole (-2,9%), gioielleria e orologeria (-2,8%) e cosmetica (-2,7%). In realtà, non c'è un solo tipo di bene che non abbia registrato una diminuzione delle vendite. A farne le spese sono soprattutto i piccoli negozi, con un calo del 4,1%, mentre tutte le forme della grande distribuzione registrano aumenti (ad eccezione degli hard discount, che hanno segnato una variazione nulla). Nel dettaglio: gli ipermercati segnano un +0,1% (+0,8% alimentari, -0,4% non alimentari), i supermercati un +0,3%, i grandi magazzini un +0,2% e gli altri specializzati un +1%. L'arretramento è generale, ma le punte geografiche sono sud, isole e centro (rispettivamente -4 e -3,4%). Meno 0,9% nel nord-ovest, meno 1,3% nel nord-est. Le vendite al dettaglio vanno male ormai da parecchio tempo, pur con un andamento altalenante. E per i prossimi mesi non si prevede alcun miglioramento: l'istituto Isae ha rilevato a giugno un nuovo calo della fiducia dei consumatori, molto preoccupati per la situazione economica del Paese e anche per quella loro personale. Di conseguenza, la maggior parte degli intervistati ritiene che non sia il caso di acquistare beni durevoli, e non riesce ad effettuare risparmi. Del resto, le ultime notizie che danno le bollette della luce in aumento dell'8% a partire da luglio (la decisione è attesa per domani) non fanno che aumentare il carico delle famiglie. Mentre l'inflazione programmata dal governo all'1,7% è un ostacolo pesante sulla strada dei rinnovi contrattuali e delle rivalutazioni pensionistiche. Le associazioni di categoria lanciano l'allarme. "La nostra urgenza è quella di rimettere in moto l'economia, renderla più competitiva a livello internazionale, rilanciare i consumi, valorizzare il nostro turismo e i prodotti italiani", dice Marco Venturi, presidente della Confesercenti, che ieri ha tenuto la propria assemblea annuale. Confcommercio ricorda che "il dato sulle vendite al dettaglio di aprile non può essere attribuito" a fattori stagionali. Un "segnale preoccupante" anche per Emma Marcegagalia, presidente di Confindustria, nonostante i "dati abbastanza positivi sulle esportazioni e sul fatturato industriale". "C'è un problema di domanda interna molto forte, che frena la crescita". Nessuna sorpresa da parte delle associazioni dei consumatori. "Quello che rende la situazione drammatica è che ciò riguarda non solo il calo della vendita di autovetture o il calo del consumo turistico, bensì quello dei beni di prima necessità, come gli alimentari", commenta Federconsumatori. Per ripartire, continua, "occorre diminuire i prezzi di almeno il 15%, oltre a ridurre il carico fiscale di almeno 1.200 euro l'anno per le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati". L'associazione spinge anche per i "processi di modernizzazione, in modo da diminuire, anche per questa via, prezzi e tariffe". class="hilite">"Non vanno certo in questa direzione decisioni quali lo slittamento della Class Action e, soprattutto, la determinazione del tasso programmato di inflazione all'1,7%" che potrebbe procurare danni rilevantissimi per il potere d'acquisto delle famiglie.

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In 118 voci l'abc del decreto legge di manovra (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 26-06-2008)

Argomenti: Class Action

Di Nicoletta Cottone Di tutto un po' nel decreto legge di manovra. Arriva la Robin tax, che grava su petrolieri, banche e assicurazioni, viene istituito un Fondo in favore dei ceti meno abbienti, alimentato dalle maggiori entrate previste dalla stretta sui settori petroliferi e del gas. Sul fronte dell'energia ci sarà una strategia energetica nazionale, basata anche sulla realizzazione di centrali nucleari nel Belpaese. Si punta anche alla semplificazione degli adempimenti per centrare l'obiettivo di rendere effettiva la cosiddetta "impresa in un giorno". Adeguate anche le normative per l'internazionalizzazione delle imprese. Fondi per l'Expo Milano 2015 e per Roma Capitale. Sì anche alla piena cumulabilità fra pensione e redditi da lavoro. Varato, poi, un Piano nazionale di edilizia abitativa, finanziato da capitali pubblici e privati. Per tutti i cittadini, inoltre, viene raddoppiata da 5 a 10 anni la validità della carta d'identità. Viene canellato l'obbligo di prestare una garanzia fideiussoria in caso di richiesta di rateazione di somme iscritte a ruolo superiori a 50mila euro. Eliminate anche le agevolazioni in materia di stock option. La class action, poi, viene rinviata al 2009, anno nel quale il raggio d'azione sarà anche allargato alle pubbliche amministrazioni. Per i dipendenti pubblici il decreto sancisce una stretta sulle assenze per malattia, con controlli più serrati per combattere l'assenteismo. Vengono ridotte collaborazioni e consulenze e diventano più serrate le verifiche su incompatibilità e cumulo di incarichi. Sul fronte della giustizia arriva un colpo d'acceleratore al contenzioso tributario, al processo del lavoro e a quello amministrativo. Prevista, per esempio, la cancellazione della causa, in caso di inerzia delle parti. Negli albi forensi dovranno poi risultare gli indirizzi telematici degli avvocati per le notificazioni in via telematica del processo civile. Nel settore del lavoro, oltre alle modifiche alla disciplina dell'apprendistato, rispuntano i buoni lavoro, mai decollati, per le prestazioni occasionali. Arriva un piano d'azione per combattere l'evasione. Dalle addizionali Ires per il settore energetico, fino alle verifiche sulle invalidità civili, ecco l'abc del decreto legge di manovra in 118 voci. Addizionale Ires per il settore energetico (articolo 81, commi da 16 a 18). Introdotta un'addizionale Ires di 5,5 punti percentuali, dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto legge di manovra, sull'importo del reddito complessivo netto dei soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 10 milioni di euro e che operano nei settori: di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi; di raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale; di produzione e distribuzione di energia elettrica. Agevolazioni fiscali (articolo 63, comma 8). Stanziamento, per l'esercizio finanziario 2009, dell'importo di 500 milioni di euro, su apposito fondo costituito nello stato di previsione del ministero dell'Economia e delle Finanze. Le risorse sono destinate al finanziamento di misure di proroga di agevolazioni fiscali attualmente vigenti, da adottare con successivi provvedimenti normativi. Anas (articolo 63, comma 5). Norma per consentire alla Società Anas spa l'utilizzo, in via di anticipazione, delle disponibilità giacenti sul conto di tesoreria n. 20060, con obbligo di reintegro entro il 31 dicembre 2008, per far fronte alle obbligazioni già assunte per la realizzazione di interventi previsti nel contratto di programma 2003-2005 e in Accordi pregressi, a valere su residui passivi degli anni 2002 e precedenti. Apprendistato (articolo 23). Modifiche alla disciplina dell'apprendistato. Si stabilisce che, in caso di formazione esclusivamente aziendale i profili formativi dell'apprendistato professionalizzante sono rimessi integralmente ai contratti collettivi di lavoro di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o agli enti bilaterali. I contratti collettivi e gli enti bilaterali determineranno, per ciascun profilo formativo, la durata e le modalità di erogazione della formazione, le modalità di riconoscimento della qualifica professionale ai fini contrattuali e la registrazione nel libretto formativo. Confermato il tetto massimo di sei anni per l'apprendistato, ma si supera il tetto minimo dei due anni, lasciando alle parti sociali la possibilità di determinare periodi anche inferiori, se funzionali alle esigenze del settore o alle caratteristiche di ciascun percorso formativo. Assenze per malattie e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (articolo 71). Stretta sulle assenze per malattia per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche: nei primi 10 giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento di carattere fisso o continuativo e di ogni altro trattamento accessorio. Se l'assenza per malattia di protrae oltre i 10 giorni e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, l'assenza si giustifica solo con certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria pubblica. Viene ampliato l'orario dei controlli: le fasce di reperibilità vanno dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20, festivi e non lavorativi compresi. La disposizione introduce alcune modifiche in materia di disciplina dei permessi retribuiti: in particolare, viene stabilito che i permessi per particolari motivi familiari o personali introdotti dalla contrattazione collettiva, nonché quelli previsti dalla normativa a tutela delle persone portatrici di handicap grave, attualmente fruiti alternativamente in giorni o in ore, possano essere fruiti soltanto a ore, fermi restando i tetti massimi già previsti dalle normative di settore. Assicurazioni (articolo 82, commi da 6 a 8). Le disposizioni prevedono la modifica della deducibilità nell'esercizio della variazione della riserva sinistri relativamente ai contratti di assicurazione (rami danni) per la quota considerata di lungo periodo dal 60% al 30 per cento. Si allunga il periodo di riportabilità delle eccedenze: non sono più riportabili nei nove esercizi successivi, ma nei diciotto esercizi successivi. La modifica proposta interviene anche sui "noni pregressi", che dal 2008 saranno deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di loro formazione. Inoltre si stabilisce che viene considerato di lungo periodo il 75% della riserva sinistri, rispetto al previdente 50 per cento. Attrazione degli investimenti e sviluppo di impresa (articolo 43). Al ministro dello Sviluppo economico il compito di stabilire con decreto criteri, condizioni e modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati e per la realizzazione di interventi complementari e funzionali. Dall'entrata in vigore del decreto legge di manovra non potranno più essere presentate domande per l'accesso ad agevolazioni e incentivi basate sulle previsioni in materia di contratti di programma (articolo 2, comma 203 lettera e), legge 662/1996). Affidati al ministero dello Sviluppo economico compiti direttivi, di vigilanza e verifica sugli interventi di sostegno ai finanziamenti. Per la realizzazione degli interventi vengono individuate le risorse finanziarie, per l'utilizzo delle quali il ministro si avvarrà della Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti. Autorità indipendenti (articolo 75). In attesa di una specifica disciplina di riforma entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e in coerenza con i rispettivi ordinamenti, le Autorità indipendenti dovranno riconsiderare le proprie politiche in materia di personale in base ai principi di contenimento della relativa spesa, predisponendo piani di adeguamento da inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell'Economia e delle Finanze. In attesa delle attività di verifica dei piani, è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo. Banda larga (articolo 2). Sempificate le regole edilizie per le reti in fibra ottica, realizzabili mediante denuncia di inizio attività. L'operatore della comunicazione ha facoltà di utilizzare per la posa della fibra nei cavidotti, senza oneri, le infrastrutture civili già esistenti di proprietà a qualsiasi titolo pubblica o comunque in titolarità di concessionari pubblici. Se dall'esecuzione dell'opera possa derivare un pregiudizio alle infrastrutture civili esistenti le parti, senza che ciò possa cagionare ritardo alcuno all'esecuzione dei lavori, concordano un equo indennizzo, che, in caso di dissenso, è determinato dal giudice. Cancellazione della causa dal ruolo (articolo 50). Se nessuna delle parti compare alla prima udienza, il giudice fissa un'udienza successiva, di cui il cancelliere dà comunicazione alle parti costituite. Se nessuna delle parti compare alla nuova udienza, il giudice ordina che la causa sia cancellata dal ruolo e dichiara l'estinzione del processo. Caro greggio e agricoltura, autotrasporto e pesca (articolo 9). Misure di sostegno per i settori dell'agricoltura, della pesca e dell'autotrasporto, gravemente colpiti dal rincaro del greggio, tramite apposita convenzione tra ministero dello Sviluppo economico e l'Agenzia per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, che pone a disposizione proprie risorse. Carta d'identità (articolo 31). Viene prolungato da 5 a 10 anni il periodo di validità della carta d'identità in formato cartaceo e della carta d'identità elettronica. A carico dei Comuni l'obbligo di informare il cittadino della scadenza della carta d'identità. Certificazioni e prestazioni sanitarie (articolo 37). Eliminati gli adempimenti formali a carico di cittadini e imprese per le pratiche sanitarie obsolete. Le disposizioni relative alla disciplina sull'immigrazione e sulla condizione dello straniero non si applicano ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, salvo quanto previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario. Class action (articolo 36). Le norme in materia di azione collettiva risarcitoria entreranno in vigore nel 2009. L'obiettivo del rinvio è quello di individuare e coordinare specifici strumenti di tutela risarcitoria collettiva, anche in forma specifica nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Clausola di salvaguardia enti (articolo 63, comma 2). Prevede che la disposizione di cui all'articolo 1, comma 621, lettera a), della legge 296/2006, non si applica limitatamente all'anno 2008, consentendo, in sostanza, lo sblocco delle limitazioni gestionali relative ai trasferimenti agli enti pubblici, comprese quelle finalizzate a garantire l'effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio. L'iniziativa esclude per l'anno 2008 il possibile ricorso alla riduzione delle dotazioni di bilancio, relative ai trasferimenti agli enti pubblici, in maniera lineare, fino a concorrenza dell'importo indicato dal richiamato comma 483 (310 milioni di euro in termini di indebitamento netto), ove nel corso dell'esercizio si fossero accertate minori economie rispetto a quelle che si sarebbero dovute porre in essere attraverso il previsto procedimento volto al riordino, alla trasformazione o alla soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi pubblici, nonché di strutture amministrative pubbliche. Cooperative a mutualità prevalente (articolo 82, commi 25 e 26). Le cooperative a mutualità prevalente che hanno presentato in bilancio debiti nei confronti dei soci superiori ai 50 milioni di euro e maggiori dell'importo del patrimonio netto contabile comprensivo dell'utile, destinano il 5% dell'utile netto annuale al finanziamento del fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti. Cooperative e ritenuta sugli interessi ai soci (articolo 82, comma 27). La disposizione eleva la ritenuta a titolo d'imposta sugli interessi corrisposti dalle società cooperative e loro consorzi ai soci persone fisiche, relativamente ai prestiti erogati alle condizioni stabilite dall'articolo 13 del Dpr 601/1973 dal 12,5 al 20 per cento. Cooperative di consumo e consorzi (articolo 82, commi 28 e 29). La disposizione in esame eleva dal 30 al 55% la quota degli utili netti annuali destinati a riserve indivisibili che concorrono alla formazione del reddito imponibile delle cooperative di consumo e loro consorzi. Collaborazioni e consulenze nella Pubblica amministrazione (articolo 46). Riduzioni di collaborazioni e consulenze nella Pubblica amministrazione. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, a esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza di alcuni presupposti di legittimità: l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, a obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente; l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Per quanto concerne gli enti locali è previsto che possano stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, del decreto legislativo 267/2000. Coltivazione di idrocarburi (articolo 81, commi da 1 a 15). Le disposizioni in esame prevedono: 1) una ulteriore aliquota di produzione che si incrementa in modo progressivo, da corrispondere allo Stato, variabile in funzione dell'andamento delle quotazioni petrolifere; 2) l'acconto sulla aliquota di produzione ordinaria a beneficio di Stato, Regioni a statuto ordinario e Comuni, che sarebbe diversamente liquidata nell'anno successivo. Alle aliquote di prodotto della coltivazione di idrocarburi di competenza dello Stato, delle regioni a statuto ordinario e dei comuni è sostanzialmente estesa la disciplina dei versamenti in acconto prevista ai fini delle imposte sul reddito. Il gettito aggiuntivo della prima misura è calcolato in 300 milioni di euro dal 2009, mentre per la seconda si stima l'arrivo di 200 milioni di euro che confluiscono nel fondo di solidarietà per i meno abbienti. Coni (articolo 63, comma 9). Rifinanziamento delle risorse attribuite al Coni per il proprio funzionamento, estendendo al triennio 2009-2011 il trasferimento periodico dei fondi per il finanziamento, attualmente quantificato in 450 milioni di euro fino al corrente esercizio. Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia (articolo 83, commi da 25 a 28). Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Comitato strategico per lo sviluppo e la tutela all'estero degli interessi nazionali in economia, al qual sono assegnati compiti di indirizzo, consulenza e coordinamento informativo, anche tramite scambi di dati con le principali aziende nazionali, soprattutto a partecipazione pubblica, che operano nei settori dell'energia, dei trasporti, della difesa, delle telecomunicazioni e nei settori di altri pubblici servizi. Sì anche ad analisi di fenomeni economici complessi propri della globalizzazione. Il Comitato è composto da alte professionalità tecniche (massimo 10) dotate di elevata specializzazione , da qualificati rappresentanti dei ministeri degli Affari esteri, dell'Economia, della Difesa, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e del Trasporti. Comunicazioni e notificazioni in via telematica nel processo civile (articolo 51). Per le notifiche telematiche dagli Albi forensi territoriali dovrà risultare l'indirizzo elettronico attribuito a ciascun professionista ai sensi del Dpr 123/2001, relativo all'uso degli strumenti informatici e telematici nel processo civile, amministrativo e contabile. Con decreto del ministro della Giustizia, sentiti l'Avvocatura Generale dello Stato, il Consiglio Nazionale Forense e i Consigli dell'Ordine degli Avvocati interessati, previa verifica della funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici degli uffici giudiziari, saranno individuati i circondari di tribunale nei quali trovano applicazione le disposizioni. Conferimento concessionari coltivazioni idrocarburi (articolo 81, commi da 26 a 28). La disposizione prevede il conferimento allo Stato di una quota, espressa in barili, pari all'1% delle produzioni annue ottenute a decorrere dal 1° luglio 2008 dalle concessioni di coltivazione di idrocarburi. Il versamento all'Erario, pari al valore del prodotto calcolato utilizzando la quotazione media annua del Brent per barile rilevata nel periodo dal 1° luglio dell'anno precedente al 30 giugno dell'anno in corso, deve essere effettuato a decorrere dal 2009. Dovrebbe generarsi un maggior gettito di 40 milioni di euro. Contenzioso tributario (articolo 55). Norma di accelerazione dei processi di natura tributaria. Previsto che per i processi pendenti per i quali non è stata ancora fissata l'udienza di trattazione alla data di entrata in vigore del presente norma, gli uffici depositano presso la competente segreteria apposita dichiarazione di persistenza del loro interesse alla definizione del giudizio. Nel caso in cui manca tale dichiarazione i relativi processi si estinguono di diritto e le spese del giudizio restano a carico della parte che le ha sopportate. Contrasto all'evasione fiscale derivante dalle estero-residenze fittizie delle persone fisiche (articolo 83, commi 16 e 17). Per contrastare lo spostamento fittizio all'estero della residenza delle persone fisiche ai fini di evasione fiscale viene introdotta una specifica vigilanza da parte dell'Agenzia delle entrate, con il supporto dei Comuni. Contrasto alle frodi Iva (articolo 83, commi da 5 a 7). Le Agenzie delle Entrate e delle Dogane e la Guardia di finanza dovranno incrementare la capacità operativa destinata alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni di frode in materia di Iva nazionale e comunitaria (in Italia il livello delle frodi Iva è stimato in 2,2 miliardi di euro l'anno). Si punterà sull'analisi dei fenomeni e l'individuazione di specifici ambiti di indagine, sulla definizione di metodologie di contrasto ad hoc, sulla realizzazione di specifici piani di prevenzione e contrasto dei fenomeni, sul monitoraggio dell'efficacia delle azioni. Contrattazione integrativa (articolo 67). La disposizione è rivolta a contenere le risorse destinate alla contrattazione integrativa delle Amministrazioni dello Stato, delle agenzie, incluse le Agenzie fiscali, degli enti pubblici non economici, inclusi gli enti di ricerca e quelli pubblici e delle università in attesa di un generale riordino della materia concernente la disciplina del trattamento economico accessorio. Contratti occasionali di tipo accessorio (articolo 22). Semplificato il regime giuridico dei buoni lavoro previsti dalla legge Biagi del 2003, ma mai entrati a regime. Confermato l'utilizzo del lavoro accessorio per attività di natura occasionale rese a favore della impresa familiare, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi, o nell'ambito di lavori domestici, di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, dell'insegnamento privato supplementare, di manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà, di attività agricole di carattere stagionale. Consentito l'utilizzo dei buoni lavoro anche periodi di vacanza da parte di giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado. Si eliminano i requisiti soggettivi per poter svolgere prestazioni di lavoro occasionale. Si semplificano le modalità di selezione del concessionario rinviando a un regolamento del ministro del Lavoro che individua il concessionario del servizio e disciplina con proprio regolamento criteri e modalità per il versamento dei contributi e delle relative coperture assicurative e previdenziali. In attesa del decreto ministeriale i concessionari del servizio sono individuati nell'Inps e nelle agenzie per il lavoro. Contratto di lavoro a tempo determinato (articolo 21). Con l'intervento sul contratto di lavoro a tempo determinato si consente alle parti sociali comparativamente più rappresentative, a ogni livello di contrattazione (nazionale, territoriale, aziendale), di introdurre una disciplina ad hoc, anche in deroga alla normativa di legge, in tema di stabilizzazione dei rapporti di lavoro decorsi 36 mesi e in relazione ai regimi di precedenza dei lavoratori a termine in caso di nuove assunzioni. Sempre in tema di lavoro a termine, pur confermando che il contratto di lavoro a tempo indeterminato è la regola, si chiarisce che il ricorso a prestazioni di lavoro temporaneo non deve rispondere ad esigenze di carattere eccezionale, ma ad esigenze oggettive, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro. Contributi all'editoria (articolo 44). Semplificazione e riordino delle procedure relative all'erogazione di contributi all'editoria, da attuarsi con regolamento di delegificazione. Contribuzione (articolo 20). Estensione dell'assicurazione per la maternità e la malattia - limitatamente ai lavoratori con qualifica di operai - ai dipendenti delle imprese dello Stato, degli enti pubblici e degli enti locali privatizzate e a capitale misto, attualmente esclusi dall'obbligo di assicurazione. Estesa l'assicurazione contro la disoccupazione involontaria e la mobilità ai dipendenti delle aziende esercenti pubblici servizi. Obbligatorietà della riunificazione delle cause relative allo stesso credito previdenziale, stabilendo che, a fronte di una pluralità di domande che frazionino un medesimo credito, la riunificazione debba essere sempre disposta d'ufficio dal giudice. Gli assegni sociali saranno corrisposti agli aventi diritto, a condizione che siano residenti in via continuativa nel territorio nazionale per almeno cinque anni. Non vengono riconosciuti compensi ai componenti dei Comitati provinciali che gestiscono il contenzioso amministrativo dell'Inps. L'Inps metterà a disposizione dei Comuni un'apposita piattaforma informatica per procedere alla trasmissione delle comunicazioni relative ai decessi e alle variazioni dello stato civile. Il ritardo nelle comunicazioni obbligatorie oltre il termine massimo di due giorni dalla data di conoscenza dell'evento, realizza un'ipotesi di danno erariale. Controlli contro l'evasione contributiva e fiscale (articolo 83, commi da 1 a 4). Per garantire maggiore efficacia nei controlli sui corretti adempimenti contributivi e fiscali a carico di soggetti non residenti e di quelli residenti ai fini fiscali da meno di 5 anni l'Inps e l'Agenzia delle entrate predisporranno di comune accordo piani di controllo. Nel triennio 2009-2011 l'Agenzia delle entrate realizzerà un piano di ottimizzazione delle risorse finalizzato a incrementare del 10% rispetto al biennio 2007/2008 la capacità operativa delle attività di prevenzione e repressione dell'evasione fiscale. Il Dipartimento delle finanze fornirà con cadenza semestrale ai Comuni, anche tramite l'Anci, l'elenco delle iscrizioni a ruolo delle somme derivanti da accertamenti ai quali i Comuni abbiano contribuito. Controlli su incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi (articolo 47). La Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della funzione pubblica, può disporre verifiche del rispetto della disciplina delle incompatibilità relative al cumulo di impieghi e incarichi tramite l'Ispettorato per la funzione pubblica. A tale scopo quest'ultimo stipula apposite convenzioni coi servizi ispettivi delle diverse amministrazioni, avvalendosi anche della Guardia di Finanza e collaborando con il ministero dell'Economia e delle finanze. Controlli finalizzati all'accertamento sintetico (articolo 83, commi da 8 a 15). Nelle attività di accertamento del triennio 2009-2011 è previsto un piano straordinario di controlli finalizzato alla determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche, sulla base di elementi desunti dall'anagrafe tributaria o acquisiti in base agli ordinari poteri istruttori. Al piano di controllo contribuisce la Guardia di finanza. Sono coinvolti anche i Comuni ai fini della segnalazione di situazioni rilevanti per la determinazione sintetica del reddito in attuazione della partecipazione all'accertamento prevista dalla normativa. Copertura finanziaria (articolo 84). Agli oneri derivanti dagli articoli 3, 14, 19, 22, 60, comma 7, 63, commi 1, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10 e 12, 72, commi da 7 a 11, 81, 82 del decreto-legge, pari a 1.520,5 milioni di euro per l'anno 2008, a 5.569,1 milioni di euro per l'anno 2009, a 4.203,2 milioni di euro per l'anno 2010 e a 4.486,3 milioni di euro per l'anno 2011, si provvede mediante utilizzo di parte delle maggiori entrate recate dal presente provvedimento. Corte dei conti (articolo 61). Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti possono effettuare controlli su gestioni pubbliche in corso di svolgimento presso le amministrazioni regionali. L'amministrazione competente ha obbligo di conformarsi all'accertamento della Corte, adottando i provvedimenti idonei a rimuovere gli impedimenti. Cumulo fra pensione e redditi da lavoro (articolo 19). Dal 1° gennaio 2009 la piena cumulabilità tra pensione anticipata rispetto a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per donne con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. Riordino della disciplina in materia di cumulo tra pensione e reddito di lavoro nel sistema contributivo uniformandola a quella prevista nei regimi retributivo e misto, vista l'uniformità di requisiti di accesso al pensionamento anticipato in tutti e tre i regimi. Deducibilità degli interessi passivi per banche e assicurazioni ai fini Ires e Irap (articolo 82, commi da 1 a 5). La disposizione prevede che una quota pari al 4% degli interessi passivi dei soggetti appartenenti al settore dell'intermediazione monetaria siano indeducibili sia ai fini Ires sia ai fini Irap, inoltre, limitatamente al periodo d'imposta in corso al 2008, la parte degli interessi indeducibili sono fissati nella quota del 3 per cento. La disposizione che sterilizza gli effetti dell'indeducibilità per gli interessi passivi relativi a finanziamenti infragruppo tra soggetti inclusi nel consolidato è finalizzata a stemperare l'intervento sugli interessi passivi. Essa riconosce la deducibilità integrale degli interessi passivi infragruppo, limitatamente a quelli che trovano capienza negli interessi corrisposti a soggetti estranei al gruppo. Disposizioni transitorie (articolo 56). Gli articoli 181 (mancata comparizione delle parti) e 429 (pronuncia della sentenza) del Codice di procedura civile, modificati dal decreto legge, si applicano ai giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore. Elenchi dei contribuenti (articolo 42). Introdotte alcune modifiche al Dpr 600/1973. In particolare è previsto che gli elenchi dei contribuenti siano depositati per un anno sia presso l'Ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati e che, in tale periodo, ne sia consentita l'estrazione di copia in conformità alla disciplina sul diritto di accesso. Viene previsto, inoltre, che fuori dai casi disciplinati, la diffusione degli elenchi, al di là delle ipotesi in cui costituisca reato, è punita con una sanzione amministrativa. Energia (articolo 7). Entro 6 mesi il Consiglio dei ministri definirà Una Strategia energetica nazionale e stipulerà accordi per ridurre le emissioni di CO2. Si punta a una diversificazione delle fonti di energia e delle aree geografiche di approvvigionamento; al miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo; alla promozione delle fonti rinnovabili di energia e dell'efficienza energetica; alla realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare, all'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica; alla sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra; alla garanzia di adeguati livelli di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori. Entrata in vigore (articolo 85). Il decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 ("Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria"), pubblicato sul supplemento ordinario n. 152 alla Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 2008 n. 147 è entrato in vigore il 25 giugno 2008. Espropriazione immobiliare (articolo 83, comma 24). In caso di espropriazione immobiliare da parte del concessionario della riscossione il prezzo base dell'incanto è pari all'importo stabilito dall'articolo 52, comma 4, del Dpr 131/1986, moltiplicato per tre. Expo Milano 2015 (articolo 14). Fondi per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento Expo Milano 2015: 30 milioni nel 2009, 45 milioni nel 2010, 59 milioni per l'anno 2011, 223 milioni per il 2012, 564 milioni per il 2013, 445 milioni per il 2014 e 120 milioni per il 2015. Il sindaco di Milano è nominato Commissario straordinario del Governo per l'attività preparatoria urgente. Ferrovie dello Stato (articolo 63, comma 4). Autorizzata la spesa di 300 milioni per l'anno 2008 in favore del Gruppo Ferrovie dello Stato. La destinazione del contributo sarà individuata da un decreto interministeriale, sulla base di una valutazione delle esigenze più immediate delle società Trenitalia Spa e Rete Ferroviaria Spa. L'effetto sui saldi di finanza pubblica si realizza nell'anno 2008 per l'intero ammontare dell'autorizzazione di spesa. Finanza pubblica (articolo 60). Riduzione delle dotazioni delle missioni di spesa di ciascun ministero, per ciascun anno del triennio 2009-2011. Monitoraggio della finanza pubblica. Finmeccanica spa (articolo 59). La disposizione è diretta a consentire al ministero dell'Economia la sottoscrizione di azioni di nuova emissione connesse all'esecuzione di possibili aumenti di capitale di Finmeccanica. Fondi di investimento immobiliare (articolo 82, commi da 17 a 22). Modifiche al regime tributario dei fondi di investimento immobiliare. Fondo di solidarietà per i ceti meno abbienti (articolo 81, commi da 29 a 31). Istituzione di un fondo di solidarietà per i cittadini meno abbienti. Il fondo è alimentato dalle maggiori entrate previste dalla stretta sui settori petroliferi e del gas. Fondo per interventi strutturali di politica economica (articolo 63, comma 10). Reintegro del Fondo per interventi strutturali di politica economica di 500 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008 per l'attuazione delle misure per Roma Capitale e 2.240 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009 per la copertura dei rinnovi contrattuali e degli adeguamenti retributivi del personale delle Amministrazioni statali. Fondo per l'occupazione e Fondo nazionale per le Politiche sociali (articolo 63, commi 6 e 7). Rifinanziamento delle autorizzazioni di spesa del Fondo per l'occupazione, per 700 milioni di euro per l'anno 2009 e del Fondo da ripartire per le politiche sociali, per 300 milioni di euro per l'anno 2009. Fondo sostegno sviluppo del trasporto pubblico (articolo 63, comma 12). La disposizione ripristina l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 comma 304 della legge 244/2007, soppressa dal decreto-legge 93/2008. La norma prevede l'istituzione del Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale con una dotazione finanziaria di 113 milioni di euro per il 2008, 130 milioni di euro per l'anno 2009 e 110 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011. Forze armate (articolo 65). Riduzione delle risorse destinate alla professionalizzazione delle Forze armate dal processo di revisione organizzativa del ministero della Difesa e dall'impiego in mansioni tipicamente operative del personale utilizzato per compiti strumentali. Previsti risparmi del 7% per il 2009 e del 40% a decorrere dal 2010. Si prevedono economie per non meno di 304 milioni di euro a decorrere dal 2010. Garante per la sorveglianza dei prezzi (articolo 5). Modifiche alla figura di Mister Prezzi, il Garante per la sorveglianza dei prezzi, istituito dalla Finanziaria 2008. Maggiore specificazione delle funzioni attribuite, in aggiunta alla vigente funzione di sorveglianza, fra le quali la possibilità di avviare indagini conoscitive sull'andamento dei prezzi, potendo contare anche sul supporto operativo della Guardia di Finanza. Coinvolgimento delle associazioni di categoria nella verifica dell'andamento dei prezzi, anche per individuare il livello dei prezzi compatibile con un normale e corretto funzionamento del mercato. Maggiore coinvolgimento delle strutture pubbliche direttamente interessate e in particolare dei ministeri competenti, dell'Ismea, oltre al sistema camerale. Eliminati alcuni appesantimenti burocratici che coinvolgevano la Conferenza Unificata, l'Unioncamere, l'Anci nella predisposizione di una convenzione-tipo, risultata superata nell'applicazione della norma da parte delle Cciaa. Eliminati i riferimenti al Portale delle imprese, dei consumatori e dei prezzi che non ha avuto applicazione. Giacimenti di idrocarburi (articolo 8). Riapertura delle possibilità di sfruttamento dei giacimenti di gas naturale dell'Alto Adriatico e agevolazioni per lo sfruttamento dei giacimenti cosiddetti marginali. Il vigente divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi si applicherà fino a quando il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente, non abbia definitivamente accertato la non sussistenza di rischi apprezzabili di subsidenza sulle coste, sulla base di nuovi e aggiornati studi, che dovranno essere presentati dai titolari di permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione, utilizzando i metodi di valutazione più conservativi e prevedendo l'uso delle migliori tecnologie disponibili per la coltivazione. Previsto il trasferimento della titolarità della coltivazione dei giacimenti marginali a soggetti di dimensioni proporzionate all'investimento, senza prevedere costi per l'Amministrazione. Imposta di bollo e imposta sulle assicurazioni (articolo 82, commi 9 e 10). Il decreto Legge 282/2004 ha introdotto l'obbligo di versamento a titolo di acconto dell'imposta di bollo assolta in modo virtuale e dell'imposta sulle assicurazioni. Banche, Poste italiane e gli altri enti e società finanziarie sono tenute al pagamento di un acconto dell'imposta di bollo pari al 70% dell'imposta provvisoriamente liquidata: questa aliquota sale al 75% per l'anno 2008, all'85% per il 2009 e al 95% per gli anni successivi. Gli assicuratori versano a titolo di acconto dell'imposta sulle assicurazioni una somma pari al 12,5% dell'imposta liquidata per l'anno precedente, al neto di quella relativa alle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore: la percentuale è elevata al 14% per il 2008, al 30% per il 2009 e al 40% per gli anni successivi. Imposta di registro contratti di locazione immobiliare (articolo 82, commi 14 e 15). Per le locazioni immobiliari si applica un'aliquota proporzionale del Registro pari all'1% delle locazioni di immobili strumentali e del 2% delle locazioni di immobili abitativi. Impresa in un giorno (articolo 38). L'obiettivo è quello di semplificare i procedimenti e di individuare le competenze per rendere effettiva "l'impresa in un giorno". L'attestazione dei requisiti previsti dalla normativa per la realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione dell'esercizio dell'attività di impresa può essere affidata a soggetti privati accreditati. Tali soggetti, in caso di istruttoria con esito positivo, possono rilasciare una dichiarazione di conformitàche costituisce titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attività stessa. In caso di procedimenti che comportino attività discrezionale della pubblica amministrazione, i soggetti privati accreditati possono svolgere unicamente attività istruttorie. Tra le principali innovazioni: lo sportello unico rilascia una ricevuta che, in caso di Dia, costituisce titolo autorizzatori; possibilità per i comuni di esercitare le funzioni inerenti allo sportello unico anche avvalendosi del sistema camerale; immediato avvio dell'attività di impresa nei casi in cui sia sufficiente la dichiarazione di inizio attività; termine massimo di 30 giorni per il rigetto o la formulazione di rilievi ovvero per l'attivazione della conferenza di servizi. Imprese soggette a certificazione (articolo 30). La disposizione introduce il principio, attinente ai livelli essenziali delle prestazioni da garantirsi su tutto il territorio nazionale, in base al quale, per le certificazioni ambientali o di qualità, rilasciate da soggetti certificatori accreditati, i controlli degli enti certificatori sostituiscono quelli degli organi amministrativi. A questi ultimi spettano poteri di verifica ex post della certificazione. Inail (articolo 63, comma 11). Deroga al divieto per gli enti previdenziali di operare investimenti in forma diretta: l'Inail è autorizzato a operare in forma diretta per la realizzazione di investimenti per infrastrutture di interesse regionale nel limite di 75 milioni per il solo 2008. Conseguentemente si determina un peggioramento dell'indebitamento netto di pari importo con invarianza del fabbisogno considerato che l'Inail era comunque autorizzato, nel limite previsto dalla legge, ad effettuare investimenti in forma indiretta. Indebitamento Regioni ed enti locali (articolo 62). Alle regioni, alle province autonome di Trento e Bolzano e agli enti locali è fatto divieto di stipulare contratti relativi agli strumenti finanziari derivati, di ricorrere all'indebitamento attraverso contratti che non prevedano modalità di rimborso mediante rate di ammortamento comprensive di capitale e interessi. Il divieto opera fino a che non venga individuata da un regolamento la tipologia degli strumenti finanziari derivati che possono essere stipulati. Insegnanti e Ata (articolo 64). La disposizione ha lo scopo di ridurre, nel triennio 2009-2011, di un punto il gap esistente tra il rapporto medio alunni-docente esistente in Italia e il corrispondente rapporto medio degli altri paesi europei. Previsto il decremento delle dotazioni organiche del personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) nella misura complessiva del 17 per cento. Gli obiettivi, dovranno realizzarsi nel triennio 2009-2011, mediante l'adozione di un piano triennale (2009-2011) che preveda interventi strutturali finalizzati al conseguimento delle economie non inferiori a 456 milioni nel 2009, 1.650 milioni nel 2010, 2.538 milioni nel 2011 e 3.188 milioni a decorrere dal 2012. Internazionalizzazione delle imprese (articolo 6). Adeguato il sistema di agevolazione finanziaria alle imprese all'ordinamento comunitario, per evitare possibili procedure comunitarie. Le iniziative ammesse ai benefici sono: la realizzazione di programmi con caratteristiche di investimento finalizzati al lancio e alla diffusione di nuovi prodotti e servizi o all'acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi già esistenti, attraverso l'apertura di strutture volte ad assicurare in prospettiva la presenza stabile nei mercati di riferimento; studi di prefattibilità e di fattibilità collegati a investimenti italiani all'estero, nonché programmi di assistenza tecnica collegati ai suddetti investimenti; altri interventi prioritari individuati e definiti dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. Interventi infrastrutturali nel settore energetico e delle telecomunicazioni (articolo 10). L'operatività del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca è estesa anche al finanziamento di infrastrutture nel settore energetico e in quello delle reti di telecomunicazione. Il decreto legge 159/2007 aveva già esteso l'operatività del Fondo alle infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale. Installazione impianti all'interno di edifici (articolo 35). Semplificazione della disciplina per l'installazione degli impianti all'interno degli edifici, attraverso l'emanazione di uno o più decreti del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro per la Semplificazione normativa. I regolamenti sono volti a disciplinare anche il sistema di verifiche degli impianti e il regime sanzionatorio in caso di violazione dei relativi obblighi. Abrogata la norma che imponeva l'obbligo di conservare la documentazione amministrativa e tecnica, il libretto di uso e manutenzione, nonché l'obbligo di consegnare la documentazione in caso di trasferimento dell'immobile; era anche previsto che l'atto di trasferimento riportasse la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contenesse in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità, ovvero la dichiarazione di rispondenza. Copia della stessa documentazione doveva essere consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l'immobile. Istituzioni scolastiche (articolo 63, comma 3). Integrazione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per consentire l'acquisto di beni e servizi indispensabili per il mantenimento di un livello minimo di efficienza delle funzioni amministrative e tecniche di dette istituzioni. Iva e aumenti petroliferi (articolo 9). La disposizione è finalizzata a rendere efficace la norma di "sterilizzazione" della fiscalità in relazione agli aumenti del petrolio greggio contenuta nella Finanziaria per il 2008 annullando l'effetto sui prezzi derivante dalla variazione di gettito Iva. Si mira a rendere automatico il processo di accertamento della maggiore Iva e di compensazione delle accise. Lavoro flessibile nella Pubblica amministrazione (articolo 49). Linee guida per le Pubbliche amministrazioni sull'utilizzo del lavoro flessibile. Per esigenze temporanee ed eccezionali le amministrazioni pubbliche possono avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti. Libri scolastici (articolo 15). A partire dall'anno scolastico 2008-2009 in ogni scuola e istituto universitario, nell'adozione dei testi, deve essere data preferenza a quelli che sono resi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento dei diritti d'autore. Prevista nelle scuole primaria e secondaria di primo grado e secondaria superiore, la produzione dei testi scolastici nella doppia versione, a stampa e on line, per ampliarne la disponibilità e la fruibilità da parte di istituti scolastici, alunni e relative famiglie. Un decreto Istruzione, Università e Ricerca individuerà le caratteristiche tecniche dei libri di testo e il prezzo massimo con riferimento alle due versioni, assicurando comunque il compenso per il diritto di autore e la copertura dei costi di produzione. Missioni di pace (articolo 63, comma 1). Integrazione di 90 milioni di euro dell'apposito fondo per il rifinanziamento fino al 31 dicembre 2008 della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace in scadenza nel mese di agosto. Orario di lavoro (articolo 41). Modifiche alla disciplina in materia di orario di lavoro. Semplificati molti adempimenti obbligatori di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro. Abrogazione dell'obbligo del lavoratore di consegnare le dimissioni volontarie presso il ministero del lavoro, nonché l'abrogazione del libro matricola. Istituito il libro unico del lavoro nel quale sono iscritti tutti i lavoratori (subordinati, i collaboratori coordinati e continuativi, anche nella modalità a progetto, i lavoratori in somministrazione e gli associati in partecipazione con apporto lavorativo). Una norma semplifica la tenuta dei documenti di lavoro che consente, in certi casi espressamente previsti, che i documenti dei datori di lavoro possano essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri soggetti tassativamente individuati. Organizzazione pubblica (articolo 74). Le amministrazioni dello Stato, compresa la presidenza del Consiglio dei ministri, le agenzie, comprese quelle fiscali, gli enti pubblici non economici entro il 31 ottobre 2008 devono ridimensionare gli assetti organizzativi in base ai principi di efficienza, razionalità ed economicità, operando la riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di livello non generale in misura non inferiore , rispettivamente, al 20 e al 15 per cento. Le dotazioni organiche sono corrispondentemente ridotte. Part time (articolo 73). Due modifiche alla disciplina del part time nel pubblico impiego. Viene modificata la disciplina relativa alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, che viene subordinata alla valutazione discrezionale dell'amministrazione, effettuata in relazione alle esigenze dei servizi. L'amministrazione potrà respingere la domanda del dipendente quando la trasformazione arrechi pregiudizio alla funzionalità dell'amministrazione e non più, com'è attualmente, nella ristretta ipotesi del grave pregiudizio. Cambia la destinazione delle economie derivanti dalle trasformazioni dei rapporti di lavoro in part time, che sarà destinata all'incentivazione della mobilità del personale solo per le amministrazioni che dimostrino di aver adottato piani di mobilità e di riallocazione, tramite trasferimento di personale da una sede all'altra. Le disposizioni introdotte non sono derogabili dagli accordi e contratti collettivi. Patrimonio immobiliare di regioni ed enti locali (articolo 58). Disposizioni per assicurare il riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri enti locali: ciascun ente con delibera dell'organo di Governo individua, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Poi viene redatto il Piano delle alienazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione. Attraverso l'inserimento degli immobili nel piano si determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e se ne dispone espressamente la destinazione urbanistica. La deliberazione del consiglio comunale di approvazione del Piano delle alienazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale, che non necessita di verifiche di conformità agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni. Patrimonio residenziale pubblico (articolo 13). I ministro delle Infrastrutture e per i Rapporti con le regioni promuoveranno accordi con regioni ed enti locali per la semplificazione delle procedure di alienazione degli immobili residenziali nel patrimonio degli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati. Il prezzo di vendita delle unità immobiliari sarà determinato in proporzione al canone di locazione. Previsto il riconoscimento del diritto di opzione all'acquisto in favore dell'assegnatario unitamente al proprio coniuge, qualora risulti in regime di comunione dei beni, o, in caso di rinunzia da parte dell'assegnatario, in favore del coniuge in regime di separazione dei beni, o, gradatamente, del convivente more uxorio, purché la convivenza duri da almeno cinque anni, dei figli conviventi, dei figli non conviventi. Destinazione dei proventi delle alienazioni alla realizzazione di interventi volti ad alleviare il disagio abitativo. Patto di stabilità interno (articolo 77). Disegnata la cornice finanziaria entro la quale dovranno essere definite le disposizioni per disciplinare il nuovo patto di stabilità interno per regioni ed enti locali nel triennio 2009/2011. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le province e i comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2009/2011 nelle misure seguenti in termini di fabbisogno e indebitamento netto: a) il settore regionale per 1.500, 2.300 e 4.060 milioni, rispettivamente, per gli anni 2009, 2010 e 2011; b)il settore locale per 1.650, 2.900 e 5.140 milioni, rispettivamente, per gli anni 2009, 2010 e 2011. Al fine di scontare gli effetti sui saldi, in attesa delle nuove disposizioni, è previsto l'accantonamento sui vari capitoli del bilancio statale di importi corrispondenti al contributo alla manovra degli enti territoriali. Personale enti locali e camere di commercio (articolo 76). Misure dirette alla riduzione e alla razionalizzazione della spesa di personale degli enti locali e delle camere di commercio. Personale prossimo al pensionamento delle amministrazioni dello Stato (articolo 72). Progressiva riduzione del personale delle amministrazioni dello Stato (con esclusione della scuola) degli enti pubblici non economici, delle università e degli enti di ricerca, mediante l'introduzione di un nuovo istituto, l'esonero dal servizio, da attuare su base volontaria per il triennio 2009-2011. La posizione di esonero può essere riconosciuta solo al personale che si trovi nel quinquennio antecedente la data di maturazione dell'anzianità massima contributiva di 40 anni. Si ha diritto a un trattamento economico pari al 50% di quello complessivamente goduto. Prevista una maggiorazione del trattamento economico temporaneo per chi durante questo periodo svolge in modo continuativo ed esclusivo attività di volontariato opportunamente documentata e certificata. La facoltà prevista per i dipendenti pubblici di restare in servizio per un biennio oltre i limiti di età per il collocamento a riposo viene rimessa all'apprezzamento dell'Amministrazione. Possibilità per le amministrazioni di risolvere, con preavviso di un anno, il rapporto di lavoro del personale dipendente da pubbliche amministrazioni, nel caso di compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni. Piano casa (articolo 11). Realizzazione di un Piano nazionale di edilizia abitativa, realizzato con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati, destinato a incrementare il patrimonio immobiliare a uso abitativo per tutte le categorie sociali per le quali è impossibile accedere al libero mercato della locazione. Si tratta dei nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, di anziani in condizioni socio-economiche svantaggiate, degli studenti fuori sede, dei soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio, di altri soggetti a basso reddito che abbiano nel proprio nucleo familiare persone svantaggiate, ai sensi dell'articolo 1 della legge 9/2007, nonché degli immigrati regolari. Tra i mezzi a disposizione per la realizzazione del Piano c'è la costituzione di fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e all'incremento dell'offerta abitativa, o alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi e con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale, per l'acquisizione e la realizzazione di immobili per l'edilizia residenziale. Un secondo modo di intervento è rappresentato dall'incremento del patrimonio abitativo di edilizia sociale con le risorse derivanti dalla alienazione di alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti muniti di titolo legittimo. Agevolazioni anche amministrative, in favore di cooperative edilizie costituite tra i soggetti destinatari degli interventi. Privacy (articolo 29). Semplificazioni dell'onere della redazione del "documento programmatico sulla sicurezza": viene soppresso l'obbligo di tenere un "documento programmatico sulla sicurezza" in tutti i casi in cui vengano trattati solo dati personali e in cui l'unico eventuale dato sensibile sia costituito dalla malattia dei dipendenti senza indicazione della diagnosi. In queste ipotesi, i soggetti interessati sono tenuti a rendere un'autocertificazione dalla quale emerge che l'unico dato sensibile trattato è costituito dallo stato di salute o di malattia dei dipendenti e che il relativo trattamento è eseguito nel rispetto delle misure minime di sicurezza e del disciplinare tecnico. Le piccole e medie imprese possono, inoltre, beneficiare di un "documento programmatico sulla sicurezza" a carattere semplificato e, in caso di mancato perfezionamento dell'intervento di semplificazione entro due mesi dall'entrata in vigore delle norme in oggetto, tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dalla natura dei dati trattati, possono sostituire il "documento programmatico sulla sicurezza" con l'autocertificazione. Viene semplificata la notifica al Garante del trattamento di determinati dati personali: i soggetti interessati sono tenuti a utilizzare un modello predisposto dal Garante che, nella formulazione attuale, richiede numerose informazioni non previste dalla disciplina comunitaria. Eliminato ogni riferimento alla firma digitale nella sottoscrizione della notificazione, consentendo al Garante di stabilire altre modalità semplificate di individuazione del mittente (ad es. tramite procedure di autenticazione nel sito mediante password). Si prevede la semplificazione del modulo entro due mesi dall'entrata in vigore delle norme suddette. Processo amministrativo (articolo 54). Norma di accelerazione dei processi amministrativi. Modifica alla legge sul Consiglio di Stato che permette al Presidente di variare le competenze delle Sezioni, aumentando quelle Giurisdizionali a scapito di quelle consultive (sempre rimanendo nel numero complessivo di sei e quindi senza oneri a carico del bilancio dello Stato) per adeguarle al diverso carico di lavoro tra giuridizione e consultiva di verifica in periodi alterni. Al Presidente anche il potere di determinare la composizione dell'adunanza plenaria che oggi è attribuito, al Consiglio di Presidenza. Processo del lavoro (articolo 53). Nei processi per lavoro viene stabilito che, esaurita la discussione orale e udite le conclusioni delle parti, il giudice non solo debba dare lettura del dispositivo, ma debba esporre anche le ragioni di fatto e diritto della decisione. Per ottimizzare i tempi anche in casi particolarmente complessi deve essere fissato nel dispositivo un termine non superiore a 60 giorni per il deposito della sentenza. Progressione triennale (articolo 69). A decorrere dal 1° gennaio 2009 riduzione di un terzo del valore della progressione economica degli stipendi per classi e aumenti periodici biennali di magistrati, docenti e ricercatori universitari, dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate. Si tratta delle uniche categorie che mantengono, insieme alla scuola, un meccanismo retributivo con sviluppi automatici in ragione dell'anzianità di servizio. Rapporti di lavoro (articolo 39). Misure di semplificazione in materia di adempimenti obbligatori di natura formale nella gestione dei rapporti di lavoro. Prevista l' istituzione del libro unico del lavoro nel quale sono iscritti tutti i lavoratori e annotate tutte le dazioni in danaro o in natura corrisposte o gestite dal datore di lavoro. Introdotte sanzioni relative alla violazione dell'obbligo di istituzione e tenuta del libro unico, nonché dell'omessa esibizione agli organi di vigilanza del libro stesso. Rateazioni di importi iscritti a ruolo (articolo 83, comma 23). Eliminazione dell'obbligo di prestare garanzia fideiussoria in caso di richiesta di rateazione di somme iscritte a ruolo maggiori di 50mila euro. Reclutamento del personale delle società pubbliche (articolo 18). La norma consente alle società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica di adottare criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui comma 3 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Analoga previsione viene stabilita per le altre società a partecipazione pubblica totale o di controllo, prevedendo che le stesse adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi, anche di derivazione comunitaria, di trasparenza, pubblicità e imparzialità. Escluse dal campo di applicazione della norma le società quotate su mercati regolamentati. Regime Iva delle prestazioni ausiliarie nei gruppi bancari e assicurativi (articolo 82, comma 16). La modifica normativa intende posticipare al 1° gennaio 2009 la decorrenza delle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 262, della legge Finanziaria 2008 e intende posticipare l'abrogazione dei commi 1-3 bis della legge 133/1999 con cui si esentano dall'Iva le prestazioni ausiliarie nei gruppi bancari, assicurativi e di imprese che svolgono per lo più operazioni esenti. Restituzione di pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a ruolo (articolo 83, commi 21 e 22). Disposizioni per la restituzione di pagamenti in eccesso effettuati da soggetti iscritti a ruolo. In caso di versamento di somme eccedenti almeno 50 euro rispetto a quelle richieste dall'agente della riscossione, questi ne offre la restituzione notificandogli una comunicazione. A tre mesi dalla notifica senza che l'avente diritto ne abbia accettata la restituzione o, per le eccedenze inferiori a 50 euro decorsi 3 mesi dal pagamento, l'agente della riscossione riversa le somme eccedenti all'ente creditore o allo Stato se l'ente non è identificato o identificabile. Ricerca di eccellenza (articolo 17). Soppressione della Fondazione Iri a decorrere dal 1° luglio 2008: le dotazioni patrimoniali e ogni altro rapporto giuridico della Fondazione Iri in essere sono devolute alla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia, ad eccezione del patrimonio storico e documentale della Fondazione Iri che sarà devoluto a una società totalitariamente controllata dallo Stato che ne curerà la conservazione. Le risorse acquisite dalla Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia sono destinate al finanziamento di programmi per la ricerca applicata finalizzati alla realizzazione, sul territorio nazionale, di progetti in settori tecnologici altamente strategici e alla creazione di una rete di infrastrutture di ricerca di alta tecnologia localizzate presso primari centri di ricerca pubblici e privati. Riduzione degli organismi collegiali e di duplicazioni di strutture (articolo 68). Criteri più rigorosi da adottare in sede di attuazione nella valutazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri della perdurante utilità degli organismi collegiali, al fine del raggiungimento dell'obiettivo da realizzare al termine del triennio 2009-2011, consistente nel trasferimento delle funzioni di tali organismi nell'ambito delle attività istituzionali delle Amministrazioni di competenza. Eliminazione delle duplicazioni organizzative e funzionali derivanti dall'esistenza presso le amministrazioni centrali e periferiche di strutture che svolgono attività a contenuto tecnico e ad elevata specializzazione che rientrano fra le funzioni istituzionali delle amministrazioni. Risparmio energetico (articolo 48). Le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, istituzioni educative, aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo, istituzioni universitarie, enti pubblici non economici nazionali, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), sono tenute ad approvvigionarsi di combustibile da riscaldamento e dei relativi servizi nonché di energia elettrica mediante le convenzioni Consip o comunque a prezzi inferiori o uguali a quelli praticati dalla Consip. Roma Capitale (articolo 78). Nomina del sindaco del Comune di Roma a Commissario straordinario del Governo per la ricognizione della situazione economico-finanziaria del Comune e delle società da esso partecipate e per la predisposizione e attuazione di un piano di rientro dall'indebitamento pregresso. Prevista la concessione al Comune di Roma di un' anticipazione di 500 milioni di euro, da parte della Cassa Depositi e Prestiti spa, a valere sui futuri maggiori trasferimenti statali che dovranno essere attribuiti all'amministrazione comunale. Semplificazione nella gestione dei rapporti tributari (articolo 83, comma 18). Per semplificare la gestione dei rapporti con l'amministrazione finanziaria, ispirandoli a principi di reciproco affidamento e agevolando il contribuente mediante la compressione dei tempi di definizione, L'accertamento con adesione viene steso ai processi verbali di constatazione. Servizi di cabotaggio (articolo 57). Trasferimento ex lege, alle Regioni, dei compiti e delle funzioni amministrative in materia di servizi di cabotaggio. La gestione dei servizi di cabotaggio è regolata da appositi contratti di servizio stipulati secondo criteri omogenei stabiliti dal Cipe. Disposizione sulla destinazione delle risorse attualmente previste nel bilancio dello Stato per il finanziamento dei contratti di servizio pubblico di cabotaggio marittimo e in ordine alla verifica di congruità ed efficienza della spesa statale. Trasferimenti di azioni e risorse alle Regioni interessate. Possibilità, da parte delle Regioni, di affidamento diretto dei servizi di cabotaggio a società di capitali in possesso dei requisiti richiesti, al fine, dall'ordinamento comunitario. Considerato che agli oneri del servizio pubblico si fa fronte con le risorse stanziate nel bilancio dello Stato, è opportuno che le società siano dotate di contabilità separata e che tutti i contratti di programma siano notificati alla Commissione che verificherà che gli importi riconosciuti alle società che svolgono un servizio pubblico non comportino sovra-compensazione. Servizio consultivo e ispettivo tributario e Commissione spesa pubblica (articolo 45). Soppressione, a decorrere dall'entrata in vigore del decreto legge, del Secit (Servizio consultivo e ispettivo tributario) e trasferimento delle relative funzioni al Dipartimento delle finanze del ministero dell'Economia e delle finanze. Restituzione del personale amministrativo alle amministrazioni di appartenenza o, nel caso il personale appartenga al ruolo del Mef, assegnazione al Dipartimento delle Finanze. Spesa sanitaria (articolo 79). Disposizione sulla programmazione delle risorse per la spesa sanitaria, che prevedono il concorso del settore alla realizzazione della complessiva manovra di finanza pubblica. Per l'anno 2009 conferma del livello di finanziamento già previsto dalla legislazione vigente, mentre viene fissato per il periodo 2010 e 2011 un livello di finanziamento che sconta una manovra rispettivamente di 2.000 e 3.000 milioni di euro. Spese di giustizia (articolo 52). Disposizioni per il contenimento delle spese di giustizia. Ai fini della quantificazione dell'importo di applica la norma che stabilisce che il funzionario addetto quantifica l'importo dovuto per spese sulla base degli atti, dei registri, delle norme che individuano la somma da recuperare, e prende atto degli importi stabiliti nei provvedimenti giurisdizionali per le pene pecuniarie, per le sanzioni amministrative pecuniarie e per le sanzioni pecuniarie processuali, specificando le varie voci dell'importo complessivo. Entro un mese dal passaggio in giudicato o dalla definitività del provvedimento da cui sorge l'obbligo, l'ufficio procede all'iscrizione a ruolo. Start up (articolo 3). Sostanziale esenzione di alcune plusvalenze da cessione di partecipazioni, sia pura a determinate condizioni: il reinvestimento delle stesse nel capitale sociale di "start-up" operanti nella medesima attività, sempre che la società le cui partecipazioni sono state cedute abbia a sua volta provveduto ad effettuare investimenti in beni strumentali o in ricerca e sviluppo. Stock option (articolo 82, commi 23 e 24). Abolizione delle agevolazioni in materia di stock option. Prevista l'abrogazione della lettera g-bis), comma 2, dell'articolo 51 del Tuir., includendo quindi le plusvalenze da stock option tra i redditi che concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente. La disposizione si applica in relazione alle azioni assegnate ai dipendenti a decorrere dalla entrata in vigore del presente decreto. Studi di settore (articolo 83, comma 19). In funzione dell'attuazione del federalismo fiscale dal 1° gennaio 2009 gli studi di settore saranno elaborati anche su base regionale o comunale, ove compatibile. Strumenti di pagamento (articolo 32). Elevato da 5mila a 12.500 euro il tetto per i trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore. Gli assegni bancari e circolari al di sopra dei 12.500 euro (e non più 5mila) dovranno indicare la clausola della non trasferibilità. Il saldo dei libretti bancari o postali al portatori non può essere superiore a 12.500 euro (prima 5mila euro). Eliminata la disposizione che prevedeva che i compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni fossero riscossi, oltre un tetto, esclusivamente tramite assegni o bonifici bancari. Studi di settore ed elenco clienti fornitori (articolo 33). A partire dal 2009 gli studi di settore debbano essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre del periodo d'imposta nel quale entrano in vigore. Per l'anno 2008, in via transitoria, il termine di pubblicazione è fissato al 31 dicembre. Modificata la disciplina concernente la comunicazione dei dati Iva. Strumenti innovativi di investimento (articolo 4). Disposizioni per consentire lo sviluppo di programmi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione. Possibile prevedere, oltre alla costituzione di appositi fondi di investimento con la partecipazione di investitori pubblici e privati, articolati in un sistema integrato tra fondi di livello nazionale e rete di fondi locali, anche il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati operanti nel territorio di riferimento nonché la valorizzazione delle risorse finanziarie destinate allo scopo, anche derivanti da cofinanziamenti europei e internazionali. Strumenti metrici (articolo 34). Vengono attribuite ai Comuni le funzioni attualmente esercitate dalle Camere di commercio in materia di verifica degli strumenti metrici. Ogni comune dovrà individuare un responsabile delle attività finalizzate alla tutela del consumatore e della fede pubblica tra cui quelle relative alla verifica degli strumenti metrici. Strutture tecniche statali (articolo 28). Istituzione dell'Istituto di ricerca per la protezione ambientale (Irpa) sotto la vigilanza del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: sostituisce l'agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, l'istituto nazionale per la fauna selvatica e l'istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare. Un decreto Ambiente, adottato di concerto con l'Economia, sentite le commissioni parlamentari competenti in materia di ambiente, disciplinerà gli organi di amministrazione e controllo, nonché le modalità di costituzione e funzionamento dell'istituto. L'articolo disciplina altresì la composizione della commissione istruttoria Ippc (Integrated pollution prevention and control) e della Commissione di valutazione degli investimenti e di supporto alla programmazione e gestione degli interventi ambientali. Svalutazione dei crediti e accantonamenti per rischi su crediti (articolo 82, commi da 11 a 13). L'articolo 106 del testo unico delle imposte sui redditi definisce le regole di deducibilità delle svalutazioni crediti e degli accantonamenti al fondo rischi su crediti sia delle imprese industriali, commerciali e di servizi che degli enti creditizi e finanziari.La disposizione, con riferimento alle banche ed agli altri enti e società finanziari, modifica la quota deducibile in ciascun esercizio delle svalutazioni dallo 0,40% allo 0,30% e contemporaneamente modifica la durata del periodo di deduzione dell'importo delle svalutazioni dei crediti imputati in bilancio eccedenti il limite. La deduzione di tale importo deve essere operata nei successivi diciotto esercizi, anziché nei nove previsti dalla disposizione precedentemente in vigore. Le quote residue formate negli esercizi precedenti sono deducibili per quote costanti fino al raggiungimento del diciottesimo esercizio successivo a quello di formazione. Taglia carta (articolo 27). Si punta a ridurre in maniera significativa i costi attualmente sostenuti dalle amministrazioni per il mantenimento dei documenti in cartaceo. Prevista la riduzione del 50% della spesa sostenuta per la stampa delle relazioni e di altre pubblicazioni. Gli abbonamenti in formato cartaceo alla Gazzetta Ufficiale, inviata in abbonamento a carico delle amministrazioni a un'ampia serie di destinatari (funzionari, magistrati, parlamentari, etc.) saranno sostituiti da abbonamenti telematici. Il costo degli abbonamenti stessi sarà rideterminato entro 60 giorni dalla data di conversione del decreto legge. Taglia enti (articolo 26). Entro 60 giorni dall'entrata in vigore del decreto, soppressione automatica di tutti gli enti pubblici non economici con dotazione organica inferiore alle 50 unità e di tutti gli enti già espressamente individuati dal comma 636 dell'articolo 2 della legge 244/2007, nell'allegato A. Tutte le funzioni da questi esercitate nonché le relative risorse strumentali ed umane sono attribuite alle amministrazioni vigilanti che succederanno a titolo universale in ogni rapporto e nelle eventuali controversie. Esclusi dalla soppressione gli ordini professionali e le loro federazioni, le federazioni sportive e gli enti non inclusi nell'elenco Istat pubblicato in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge 311/2004, nonché gli enti parco e gli enti di ricerca. Prevista una norma di salvaguardia in base alla quale sono individuati gli enti che non sono soppressi e quelli le cui funzioni sono attribuite a organi diversi dal Ministero che riveste competenza primaria nella materia. Spostato al 31 dicembre 2008 il termine ultimo concesso alle amministrazioni per procedere alla conferma, al riordino o alla trasformazione degli enti pubblici economici con dotazione organica superiore alle 50 unità. Integrato l'allegato A della legge 244/2007 con l'individuazione di ulteriori enti da sottoporre a procedura automatica di soppressione. Taglia leggi (articolo 24). È stata verificata la presenza, in tutti i settori dell'ordinamento, di un gran numero di atti con forza di legge che hanno esaurito i propri effetti: da quelle ad efficacia temporanea a quelle implicitamente abrogate che appesantiscono l'ordinamento vigente, fino a leggi tuttora vigenti considerate, tuttavia, dalle amministrazioni di riferimento palesemente obsolete. Nell'Allegato A, sono elencati gli atti legislativi abrogati, a far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge. Taglia oneri amministrativi (articolo 25). Obbligo per le singole amministrazioni statali di predisporre piani di riduzione degli oneri amministrativi, i cosiddetti "piani taglia-oneri", per conseguire l'obiettivo europeo di riduzione del 25 per cento. Ciascun ministro adotta un Piano di riduzione degli oneri amministrativi, sulla base delle previste attività di misurazione, assegnando i relativi obiettivi ai dirigenti titolari dei centri di responsabilità. La disposizione prevede, infine, una delega al Governo ad adottare uno o più regolamenti contenenti gli interventi normativi volti a ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese nei settori oggetto di misurazione e a semplificare e riordinare la relativa disciplina, anche nell'ambito del processo di riassetto normativo previsto dalla legge 59/1997. Tav (articolo 12). Abrogati gli effetti delle revoche delle concessioni rilasciate alla Tav con i contraenti generali in data 15 ottobre 1991 e 16 marzo 1992, consentendo la prosecuzione dei rapporti convenzionali stipulati da Tav con Rfi. Tenuta dei documenti di lavoro (articolo 40). La disposizione interviene in materia di norme per l'ordinamento della professione di consulente del lavoro: i documenti dei datori di lavoro per lo svolgimento dell'attività di cui all'articolo 2 della legge 12/1979, possono essere tenuti presso lo studio dei consulenti del lavoro o degli altri professionisti indicati nella legge n. 12. All'atto dell'assunzione, prima dell'inizio della attività di lavoro, i datori di lavoro pubblici e privati, sono tenuti a consegnare ai lavoratori una copia della comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. L'obbligo si intende assolto nel caso in cui il datore di lavoro consegni al lavoratore, prima dell'inizio della attività lavorativa, copia del contratto individuale di lavoro che contenga anche tutte le informazioni previste dal decreto legislativo 152/1997. La presente disposizione non si applica per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 165/2001. Armatori e società di armamento sono tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di imbarco o sbarco, agli Uffici di collocamento della gente di mare nel cui ambito territoriale si verifica l'imbarco o lo sbarco, l'assunzione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al personale marittimo iscritto nelle matricole della gente di mare, al personale marittimo non iscritto nelle matricole della gente di mare e a tutto il personale che a vario titolo presta servizio. Trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio (articolo 70). Razionalizzazione della spesa sostenuta dalla Pubblica Amministrazione per la corresponsione del trattamento economico al personale a cui è stata riconosciuta un'infermità dipendente da causa di servizio. Attualmente oltre all'equo indennizzo, spetta un beneficio economico aggiuntivo calcolato nella misura del 2.50% e del 1.25% prendendo a base il trattamento economico fondamentale. La disposizione prevede, fermo restando il diritto alla corresponsione dell'equo indennizzo, la soppressione delle norme che prevedono tale trattamento economico aggiuntivo. Turn over (articolo 66). Misure per contenere ulteriormente le assunzioni presso le pubbliche amministrazioni. Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici non economici, le Agenzie, fatte salvi gli specifici programmi di assunzioni già previsti dalla normativa vigente (in particolare per quanto riguarda i corpi di polizia il corpo nazionale dei vigili del fuoco e le agenzie fiscali), le procedure di mobilità e le assunzioni di personale appartenente alle categorie protette, potranno procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato: per l'anno 2009 nel limite del 10% delle cessazioni verificatesi nell'anno precedente (rispetto al 20% previsto dall'art. 1 comma 523 della legge 296/2006). Nel 2009 potranno essere disposte stabilizzazioni di personale nel limite del 10% del turn-over dell'anno precedente, in luogo del 40% previsto dall'articolo 1, comma 526 della legge 296/2006. Per gli anni 2010 e 2011 nel limite del 20% delle cessazioni avvenute nell'anno precedente (rispetto al 60% ed al 100% previsti, rispettivamente per il 2010 e per il 2011, dalla precedente normativa). Per l'anno 2012 nel limite del 50% del turn over (rispetto al 100% previsto dalla precedente normativa). A decorrere dall'anno 2013 al fine di dare carattere strutturale alle economie conseguite le assunzioni potranno avvenire nei limiti delle cessazioni avvenute nell'anno precedente (e non dei posti vacanti in organico). Le disposizioni riguardano anche il personale in regime di diritto pubblico. Soppressione dei fondi per le assunzioni in deroga già previsti per gli anni 2009 e 2010. Le disposizioni di contenimento trovano applicazione, nel rispetto della specifica autonomia anche nei confronti delle università. Per gli enti di ricerca, in relazione alla valenza strategica del settore per l'innovazione e lo sviluppo le assunzioni sono consentite nel limite delle cessazioni avvenute nell'anno precedente. Università (articolo 16). Le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato, che subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'ateneo. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie è trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni connesse sono esenti da imposte e tasse. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Valutazione delle rimanenze delle imprese che operano nei settori petrolifero e del gas (articolo 81, commi da 19 a 25). La disposizione, relativamente alle imprese attive nelle attività di: a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi e b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, di gas di petrolio liquefatto e di gas naturale, introduce l'obbligo della valutazione secondo il metodo della media ponderata o Fifo delle rimanenze producendo un incremento dei valori di tali rimanenze. Verifica invalidità civili (articolo 80). L'Inps attuerà dal 1° gennaio al 31 dicembre 2009 un piano straordinario di 200mila accertamenti di verifica nei confronti dei titolari di benefìci economici di invalidità civile. 26 giugno 2008.

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Relazioni sindacali, internazionalizzazione, formazione e organizzazione ai primi posti dell'azione associativa (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 27-06-2008)
Pubblicato anche in: (Sole 24 Ore, Il (Centro Nord))

Argomenti: Class Action

Centro-Nord sezione: SYSTEM (SPECIALE FORLI) data: 2008-06-25 - pag: 9 autore: Relazioni sindacali, internazionalizzazione, formazione e organizzazione ai primi posti dell'azione associativa Relazioni Sindacali Facendo il consuntivo dell'attività svolta nel 2007, emerge che il rapporto tra Confindustria Forlì-Cesena e le aziende associate è stato ancora una volta contrassegnato da una consistente crescita della domanda, essendosi ulteriormente ampliati e diversificati gli interventi e le aree d'azione e di consulenza (registrati 9.321 fra contatti e quesiti). Scorrendo l'elenco degli interventi effettuati (1.465 in totale), si evidenzia che con la controparte istituzionale si sono fatti 784 incontri, nel corso dei quali si sono dibattute vertenze collettive (in particolare stipule di accordi aziendali), vertenze individuali, richieste di cassa integrazione ordinaria e straordinaria e verifiche di vario genere relative ad accordi aziendali già in essere. L'86% delle aziende ha usufruito della consulenza dell'ufficio sindacale e 461 sono stati gli interventi svolti direttamente in azienda.Si è partecipato alle riunioni convocate su argomenti specifici dal Sistema Confindustria (7) e va poi ricordata la partecipazione dei funzionari alle tante riunioni (229) delle Commissioni Provinciali di Conciliazione, della Commissione Provinciale di Concertazione e dell'Organismo che presiede ai Collocamenti Obbligatori ed alle riunioni della Commissione INPS per la Cassa Integrazione Guadagni e per il Servizio Ispezioni sul Lavoro. Inoltre, le sedi locali dell'INPS e dell'INAIL hanno impegnato i funzionari in tutta una serie di “interventi mirati” (42) per la soluzione di questioni relative a singole aziende Internazionalizzazione Fra le iniziative più importanti svolte, nell'area dell'internazionalizzazione, vanno citati i 21 progetti che hanno portato le aziende della nostra Provincia ad approcciare i mercati della Cina, dell'India, della Serbia e dell'Est-Europa, dell'Area del Golfo, del Sud Africa, dell'Australia e del Brasile. è stata inoltre realizzata formazione specifica sulle strategie di posizionamento mercati esteri, sulle modalità dei pagamenti internazionali, sulla contrattualistica e sul marketing internazionale. Facendo il consuntivo, sono stati svolti 1 seminario e 6 incontri di studio e si sono registrate oltre 300 presenze. Sono state anche attivate forme di consulenza “one-to-one” in materia di diritto internazionale, assicurazione crediti esteri, finanziamenti per l'intenazionalizzazione, pagamenti internazionali e tutela del made in Italy. Scendendo nei dettagli, vanno citati anche i tantissimi incontri e i contatti specifici (77) avuti con le Fiere di Forlì e Cesena, gli Uffici ICE e gli Uffici Doganali. Formazione ed Orientamento Professionale Anche nel 2007, sono state realizzate numerose ed importanti iniziative: 19 corsi e 39 fra incontri di studio e seminari, per un totale di 1.004 ore di docenza e 5.407 presenze. Tutte le iniziative sono state condotte dal Consigliere “con delega” Paolo Celli, che si è giovato della segreteria di Valentina Vimari. Va sottolineato che è continuato anche il supporto finanziario della Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì. Una citazione particolare merita, infine, la ripetizione di un'iniziativa, avviatasi nel corso del 2006 per merito del Gruppo di Lavoro per “l'education”, gruppo guidato dalla Vicepresidente Magalì Prati: si tratta di un progetto di orientamento professionale intitolato “Aziende e buoi dei paesi tuoi”, che è mirato a diffondere fra gli studenti degli Istituti Tecnici e delle locali Facoltà Universitarie, la conoscenza delle opportunità di lavoro fornite dalle aziende locali. Organizzazione Per illustrare quanto è stato fatto in quest'area (quasi 400 fra riunioni/incontri), va innanzitutto rilevato che due sono stati gli elementi che hanno contraddistinto il 2007. Si tratta di un'ampia serie di interventi riguardanti la grafica, i contenuti e le modalità di “navigazione” all'interno del portale informatico www.assindfc.it e si tratta di un'ampia azione di ammodernamento che ha toccato i servizi, l'anagrafe ed il sistema contributivo.

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Unica certezza, tasse uguali fino al 2012 Silvio Berlusconi, all'assemblea annuale della C (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Class Action

Onfesercenti, attacca parte della magistratura e lancia pesanti bordate da far accapponare la pelle: "Vogliono impedirmi di governare.La democrazia è a rischio. Ho avuto 587 visite dalla polizia giudiziaria e una spesa per gli avvocati che dal 1994 mi è costata più di 174 milioni di euro. I processi sono finiti tutti con assoluzioni o perchè il fatto non sussiste. Il mio interesse sarebbe stato quello di godermi i soldi che mi sono meritatamente conquistato."; e dice ancora che è sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani: tutto questo basta e avanza! Le parcelle dei suoi avvocati le stiamo pagando anche noi cittadini perchè li ha portati quasi tutti in Parlamento. Riguardo al fatto che sia sceso in politica per difendere gli interessi degli italiani, scusate ma mi viene da ridere, esprimo seri dubbi perchè gli unici interessi a cui Berlusconi dimostra particolare attenzione sono i suoi personali; è questo il vero motivo per cui l'uomo di Arcore ha messo in piedi Forza Italia con tutto quello che ne è seguito. La sua carriera è stata facilitata dalla istintiva attitudine al marketing, dalla capacità di convincere gli altri a dargli ragione; con l'allargarsi dei suoi affari il marketing è diventato la fede dei suoi collaboratori. L'Italia intera piange, ma lui se la ride perchè qualcuno gli ha consegnato l'Italia e così, in un solo mese, ha già potuto sistemare alcune faccende: decreto salva Rete 4, divieto di intercettazioni, sospensione dei procedimenti giudiziari con pene inferiori ai 10 anni, class="hilite">rinvio della Class class="term">action. Siamo solo ad inizio legislatura, cosa ci riserveranongli anni che rimangono? Al momento una sola certezza: le tasse non vengono abbassate fino al 2012, vigilia delle elezioni politiche. Chi governa il Paese non può denigrare e delegittimare i giudici e l'istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale. CARLO MIGLIAVACCA, NOVARA Il Palio di Boca e iniziative clone Spesso vengo interrogato sul mio pensiero a proposito del Palio di Boca e al fine di evitare fraintendimenti intendo fin da subito dire che non sono contrario al Palio di Boca ma sono contrario ad un Palio clone di quello che da 23anni si fa a Maggiora. Fin da quando l'idea di un Palio a Boca clone di quello maggiorese è stata prospettata dal sindaco di Boca, ho chiesto lumi a quest'ultimo, che "miope" del bene del territorio, ha voluto portare avanti ugualmente. Maggiora non ha paura che la nascita del Palio di Boca offuschi il Palio dei Rioni di Maggiora: il Magistrato del Palio teme che l'originalità che ha portato la manifestazione maggiorese a livelli di eccellenza venga inflazionata dal continuo girar di botti tanto da stufare. Si pensi se ogni frazione Borgomanerese visto i successi del CascinarMangiando decida di organizzare un proprio CascinarMangiando, non ci sarebbe che un danno per tutti? Perché, continuo a chiedermi,il Comune di Boca non studia un idea originale per identificare il suo Palio? Nel Novarese il Palio con la Corsa delle Botti esiste già ed è quello di Maggiora. Nelle scorse settimane sono stato informato dal sindaco di Boca che ha intenzione di proporre a settembre "La festa dell'Uva" a Boca con carri dei paesi produttori dell'omonima Doc e una corsa delle botti tra gli stessi: perché ancora botti che rotolano? Allora mi chiedo se non valga la pena spendere le proprie energie per pensare a qualcosa di Nuovo anziché copiare dal vicino di banco per poi chiedere collaborazione. Perchè Boca non pensa ad un Palio con la Corsa dei Crocefissi? Sarebbe originale e unica nel territorio legata al Suo Santuario del S.S. Crocifisso opera del maggiorese Arch. Alessandro Antonelli e quindi sarebbe un legame culturale interessante. Condivido l'entusiasmo del sindaco ma il rischio è di trasformare Boca in una "Piccola Cina Novarese delle Manifestazione Clonate". GIORGIO PALMA, PRESIDENTE A.R. MAGISTRATO DEL PALIO MAGGIORA.

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VENERDI' 27 Istituto di neuroscienze ACCADEMIA DELLE SCIENZE, VIA ACCADEMIA DELLE SCI (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 27-06-2008)

Argomenti: Class Action

ENZE 6/A, ORE 10 Convegno di presentazione dell'Istituto Nazionale di Neuroscienze, all'avanguardia negli studi e nella ricerca scientifica. Nel pomeriggio, si svolgerà una tavola rotonda dal titolo "Le Neuroscienze in Italia: progressi scientifici e politica della ricerca", con interventi di Torsten Diesel e Maria Grazia Spillantini. Le conclusioni e le relazioni scientifiche dalle Unità Operative dell'Inn saranno affidate a Fabrizio Benedetti, Fabio Benfenati, Giovanni Berlucchi, Stefano Cappa, Gaetano Di Chiara, Mario Maj, Jacopo Meldolesi, Michele Simonato e Pier Franco Spano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Info 011/6708173. Europamel@ TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 11 La Camera di commercio di Torino organizza un incontro di presentazione del progetto europeo "Europamel@ - Portail de l'Arc Méditerranéen Latin", finalizzato a sviluppare analisi socio-economiche sull'Arco Mediterraneo Latino. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Info 011/ 5714702. Torino 011 OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, VIA CASTELFIDARDO 18, ORE 11 Inaugurazione della mostra "Torino 011_Biografia di una città", per il calendario di Torino 2008 World Design Capital. Flexibility EX-CARCERI LE NUOVE, VIA BORSELLINO 1, ORE 11 Inaugurazione della mostra "Flexibility. Deisgn in a fast-changing society", per il calendario di Torino 2008 World Design Capital. Ai margini DIPARTIMENTO DI STUDI POLITICI, VIA GIOLITTI 33, ORE 15-17,30 Gábor Fleck e Carlotta Saletti Salza terranno un seminario dal titolo "Ai margini. Vita quotidiana e relazioni sociali dei rom in Romania e in Italia". Sarà fornita traduzione consecutiva dall'inglese per l'intervento di Gábor Fleck. Info 011/5160044 o fieri@fieri.it. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Tutto liscio SPORTING DORA, CORSO UMBRIA 83, ORE 15 I classici del liscio: iniziano i pomeriggi danzanti del venerdi all'insegna dei classici del liscio. Fino a sera si balla con l'animazione dello Sporting. Notte fonda LABORATORIO PSICOANALITICO, VIA ASSISI 6, ORE 17,30-19 Per il "Passalibro Psicoanalitico", il Laboratorio propone l'incontro "Notte fonda". Info 011/2162736. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 Il tour si conclude in piazza San Carlo alle 22. Prenotazione necessaria. Info 011/853670 o info@barburin.com. Salute del Sangoner MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 21 Patologia ambientale: dall'inquinamento alla prevenzione, interviene Giancarlo Ugazio. Capitango SPORTING DORA, CORSO UMBRIA 83, ORE 21 Milonga sulla Dora: tra Milonga e Tango, in un'ambientazione tipica, con i maestri Pino e Caterina. Pavese Festival PIAZZA DELLA CONSOLATA, ORE 21 "L'America è già qui" apre con la prima nazionale dello spettacolo "L'isola", scritto e realizzato da Accademia dei Folli -Compagnia di MusicaTeatro. Venerdì popolari VIA BORGO DORA, ORE 21 Dibattito: "Comitato di difesa Leonard Peltier Leonard Peltier Libero", incontro sui diritti dei nativi americani. Solstizio Tantrico KARMACOLA INDIA, LUNGODORA SIENA 12, ORE 21-22 Il risveglio dei chakra e l'energia del Solstizio d'estate con Alcamon Ram Haros. Ingresso libero, partecipazione gratuita. Serata in bianco e nero BELLARTE, VIA BELLARDI 116, ORE 21,15 "Ballando in casa Addams", il testo è liberamente tratto da due puntate televisive della serie storica della Famiglia Addams. Alla fine dello spettacolo il gruppo EstravadanzA eseguirà una coreografia di Daniela Camisassi, danzata su celebri note di tango. Reading Park CORTILE PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 Licia Maglietta legge "Vasta è la prigione" di Assia Djebar. Info www.circololettori.it. Growing Up CAMERA DI COMMERCIO, VIA NINO COSTA 8, ORE 21,30-24 Cocktail e intrattenimento musicale in occasione della presentazione del libro "011 + Architetture made in Torino", edito da Mondadori Electa. La Camera di Commercio apre al pubblico le porte dell'avveniristico palazzo molliniano per presentare il percorso professionale di 13 giovani studi di architettura torinesi, rappresentanti di una nuova e fibrillante cultura progettuale, sviluppatasi negli ultimi 10 anni nel capoluogo piemontese. Ginnastica ritmica TENDOSTRUTTURA PARCO DELLA TESORIERA, CORSO FRANCIA 186/192, ORE 21,30 VI Festival Internazionale di Ginnastica Ritmica, a cura dell'associazione sportiva Ritmica Piemonte Vinilificio creativo VILLA CAPRIGLIO, STRADA AL TRAFORO DEL PINO 67, ORE 23 Inaugurazione della mostra "Vinilificio creativo vol. 1", un'esposizione incentrata sul rapporto arte - clubbing, binomio poco diffuso a livello formale ma ben radicato nella cultura metropolitana. L'oggetto dell'esposizione non poteva che essere il vinile, simbolo culto del djismo: il vinile al posto delle tele, dipinto, personalizzato, "customizzato" con le più diverse tecniche artistiche e senza legare gli artisti ad un tema specifico. Le opere saranno visibili per le due settimane successive, fino al l'11 luglio. Info myspace.com/vinilificiocreativo. SABATO 28 Visite e mercato ORTO BOTANICO, VIALE MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19 Al termine della visita guidata al giardino settecentesco e al boschetto, piccola mostra mercato con 6 diverse varietà di lavanda, a fiore rosa, viola, a foglia dentata, e altre piante aromatiche e ornamentali per giardini, terrazzi e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992. Archeologia piemontese BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 10,30 Dall'età tardo-romana all'età barbarica e la vocazione "egittologica" della città, a cura di Sandro Caranzano e Pietro Rossi. Info 011/4438604. Visita a tema BASILICA DI SUPERGA, COLLE DI SUPERGA, ORE 11 E 16 Visita a tema "Storie, aneddoti e leggende di Re, Principi e Duchi di Casa Savoia". È consigliata la prenotazione. Info 011/8997456. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Aria MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 15,30-17,30 Nell'ambito della mostra "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari futuri", le famiglie incontrano il Museo in dieci appuntamenti-laboratorio. Oggi e domani si illustreranno con piccoli esperimenti i concetti di pressione, temperatura e atmosfera e si parlerà di combusitbili gassosi e biogas prodotti da batteri. Ingresso gratuito fino esaurimento posti (max 25 partecipanti). Info e prenotazioni 011/4326354 o 011/4326307. Ballo TENDOSTRUTTURA PARCO DELLA TESORIERA, CORSO FRANCIA 186/192, ORE 16,30-19 Ballo a palchetto, a cura dell'Associazione LaPolismile. Diciotto secoli d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17 Visita guidata: un primo approccio alle collezioni e al palazzo per conoscere gli spazi, i nuovi allestimenti e i grandi capolavori di Palazzo Madama. Un modo per capire che non basta una visita a scoprire tutte le ricchezze del Museo. Info e prenotazioni 011/4429911. Balise ArchiCitizen PIAZZA CARIGNANO, ORE 18 Nell'ambito del XXIII° Congresso di Architettura sarà inaugurato un arredamento urbano d'informazione di un genere del tutto nuovo. Questa struttura concepita da Bruno Lugaz e Philippe Barbeyer, due architetti del Consiglio d'architettura, d'urbanistica e dell'ambiente (Caue) di Savoia e membri dell'Ordine degli architetti, è un allestimento mobile, temporaneo, dedicato all'architettura e al design. L'allestimento rimarrà visibile fino a giovedì 3. Pop Up Shop PIAZZA VITTORIO VENETO, ORE 18-20 Approda a Torino il Nivea Pop Up Shop, in occasione di Torino - 2008 World Design Capital, come main sponsor della mostra Flexibility. Sarà possibile occuparsi della cura di sé sorseggiando un cocktail Martini. Info 02/5461442. Fantasmi a Torino PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 19,15 Il tour si conclude alla Mole Antonelliana alle 21,30. Prenotazione necessaria. Info 011/ 853670 o info@barburin.com. Balon Mundial HIROSHIMA MON AMOUR, VIA BOSSOLI 83, ORE 19,30 Aperitivo musicale di Balon Mundial - post partite - con i Carambantua in concerto. Pavese Festival PIAZZA DELLA CONSOLATA, ORE 21 Lucrezia Lante Della Rovere legge "Il suo Cesare Pavese", accompagnata al contrabbasso da Enrico De Lotto. Serata mediorientale CORTILE DEL MAGLIO, BORGO DORA, ORE 21 Continua la rassegna Artistica Mediorientale tratta dal romanzo "L'ultima notte di Sherazade" dello scrittore Younis Tawfik, con la seconda puntata: serata speciale nella quale diverse arti si completano e si contemplano per creare emozioni che rinfrescano le anime degli spettatori. L'ingresso è libero, con una partecipazione volontaria tramite contributo consumazione minima di 6 euro, che include dei dolcetti e del thé verde alla menta. Info 320/ 3712832. Voci di donna SCUOLA LEONARDO DA VINCI, VIA DEGLI ABETI 13, ORE 21 Spettacolo di fine laboratorio del gruppo delle donne falcheresi "Oasi delle donne falcheresi", con l'azione scenica "Voci di donne". Al termine si festeggia con musica e gustosi sapori. Info 011/2625687. Carane di Uka BELLARTE, VIA BELLARDI 116, ORE 21,15 Racconto e dialogo sonoro. Alcune semplici parole-oggetto ne descrivono e guidano il percorso, arricchito dai paesaggi sonori degli Ensemble strumentali. Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 Appuntamento con Cristiano Godano e Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz, che ripropongono in chiave sonora alcuni passi del libro di Godano, "Terrore". Info www.circololettori.it. DOMENICA 29 Visite e mercato ORTO BOTANICO, VIALE MATTIOLI 25, ORE 9-13 E 15-19 Al termine della visita guidata al giardino settecentesco e al boschetto, piccola mostra mercato con 6 diverse varietà di lavanda, a fiore rosa, viola, a foglia dentata, e altre piante aromatiche e ornamentali per giardini, terrazzi e balconi. Info 011/6612447 o 339/1444992. Costellazioni familiari ASSOCIAZIONE IL GIARDINO DELLA VITA, CORSO TRAPANI 59, ORE 9,30-18 Seminario di Costellazioni familiari "Senza radici non si vola". Info 011/2766819 o 335/6924082. Il Karma SAMVEDA, VIA TIZIANO 15, ORE 9,30-16,30 Seminario "Il Karma": preparazione alla meditazione con lavoro corporale e respirazione e meditazione di consapevolezza. Pranzo al sacco e a seguire discorsi e dialoghi sul karma con riferimento agli insegnamenti di Ramana Maharshi. Info 011/6645339 o www.samveda.it. La gente dei ricetti BORGO MEDIEVALE, VIALE VIRGILIO 107, ORE 11-19 Nella scenografica cornice del Borgo Medievale si potrà assistere ad una inconsueta rievocazione medievale. In collaborazione con il Gruppo Storico dell'Associazione Turistica Pro Loco di Oglianico i visitatori rivivranno un autentico spaccato dell'esistenza che conducevano le classi più umili durante il Medioevo. Info www.borgomedievaletorino.it o 011/4431703. Visita a tema BASILICA DI SUPERGA, COLLE DI SUPERGA, ORE 11 E 16 Visita a tema "Storie, aneddoti e leggende di Re, Principi e Duchi di Casa Savoia". È consigliata la prenotazione. Info 011/8997456. Diciotto secoli d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 15 Visita guidata: un primo approccio alle collezioni e al palazzo per conoscere gli spazi, i nuovi allestimenti e i grandi capolavori di Palazzo Madama. Un modo per capire che non basta una visita a scoprire tutte le ricchezze del Museo. Info e prenotazioni 011/ 4429911. Decrescita PLAZA DEL PUEBLO, CORSO PALESTRO 3, ORE 15 ManaManà in collaborazione con il circolo Pueblo promuovono il mercatino Senzamoneta e alle 17 l'incontro con Maurizio Pallante "Fermiamo il PIL, promuoviamo decrescita". Nell'occasione si parlerà dei vincoli, potenzialità, difficoltà, vantaggi, gioie e dolori per cambiare il modello di sviluppo imperante e il nostro modo di vivere. Aria MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 15,30-17,30 Nell'ambito della mostra "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari futuri", le famiglie incontrano il Museo in dieci appuntamenti-laboratorio. Oggi e domani si illustreranno con piccoli esperimenti i concetti di pressione, temperatura e atmosfera e si parlerà di combusitbili gassosi e biogas prodotti da batteri. Ingresso gratuito fino esaurimento posti (max 25 partecipanti). Info e prenotazioni 011/4326354 o 011/ 4326307. Visite guidate PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 16,30 Visita guidata alla mostra "Roberto Sambonet, designer, grafico, artista (1924-1995)". Info e prenotazioni 011/4429911. Suoni animati BELLARTE, VIA BELLARDI 116, ORE 21,15 Azione sonora e movimento musicale. Alcune semplici parole-baule ne descrivono e guidano il percorso, arricchito dai paesaggi sonori degli Ensemble strumentali. LUNEDI' 30 Assemblea Associati 2008 CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 11 I lavori dell'Assemblea Generale pubblica dell'Unione Industriale si apriranno con la relazione del nuovo Presidente, Gianfranco Carbonato, che analizzerà la situazione economica e politica del nostro Paese e toccherà i principali temi di interesse industriale legati al nostro territorio. Seguono gli interventi del Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e, in rappresentanza del Governo, del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Architettura al femminile FONDAZIONE PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 15-19 L'Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti (Aidia) ha organizzato la tavola rotonda "Architettura al femminile", che vuole portare un momento di riflessione sul ruolo e sul rapporto fra donna e architettura. Intervengono Lorenza Minoli, Maria Giuseppina Grasso, Anty Pansera, Enrica Borghi e Paola Vigliani, modera Sergio Pace. Al termine della Tavola Rotonda verrà presentato il volume a cura di Clara Silvia Roero e Erika Luciano, "Numeri, atomi e alambicchi. Donne e Scienza in Piemonte 1840-1960". Operazioni con l'estero CEIPIEMONTE, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 16-18 Focus Group "La partecipazione delle Pmi alle gare d'appalto in Unione Europea". Info 011/ 67006191. Mondo francese BIBLIOTECA CIVICA ALBERTO GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 17 Presentazione di un itinerario di lettura di letteratura francese, incontro condotto da Morgana Bozzola. Info 011/8196706. Business della fede FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Per quale motivo "La Passione di Cristo" di Mel Gibson, un film molto crudo sulle ultime ore di Gesù, in latino e aramaico con i sottotitoli, è stato un incredibile successo al botteghino? Ce lo spiega Mara Einstein nel suo "Il business della fede". A parlare di marketing religioso intervengono Massimo Introvigne e Bruno Ballardini. I miei maestri SADHANA, VIA VITTORIO AMEDEO 16 BIS, ORE 18,30 Giorgio Lombardi presenta il libro "I miei maestri" di Carla Perotti, edito da Psiche. Tarot SALA INFERNOTTI OSPEDALE S.GIOVANNI ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20 "Tarot - predestinazione o libero arbitrio?", con la partecipazione del dott.S.Scarazzini. L'inizio dei lavori sarà preceduto da un conviviale saluto di benvenuto nel giardino dell'Ospedale e dalla visita della chiesa settecentesca sovrastante la sala. Info 011/6335110. Yoga PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 20 L'Associazione Shiva Yoga promuove una serata di avvicinamento allo yoga. Consigliata la prenotazione. Info 349/8152051. L'ombra della Luna SALA INFERNOTTI, OSPEDALE SA GIOVANNI BATTISTA ANTICA SEDE, VIA CAVOUR 31, ORE 20 "Una Donna, un libro e.... è subito magia creativa", come può una donna trasformare un libro in uno spunto di riflessione operativamente attivo: tre serate di riflessione con Giancarlo Guerreri, autore del libro "L'ombra della Luna - La via del Tarocco". Gli incontri iniziano dopo il saluto di benvenuto nel giardino dell'Ospedale e la visita della Chiesa settecentesca sovrastante la Sala. Questa sera "Tarot - Predestinazione o Libero Arbitrio?", interviene il dott. S. Scarazzini. Info 011/6335110 o 011/6333521. Cercatore di verità ASSOCIAZIONE LIFE QUALITY PROJECT, VIA VOLVERA 23, ORE 21 Incontro "Il Cercatore di Verità", in cammino con un Maestro Contemporaneo. Ingresso libero, prenotare al 339/2433069. Erbacce MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21 "Erbacce. Contaminazioni tra letteratura e botanica" è un progetto del Museo Regionale di Scienze Naturali e di HoldenArt, a cura di Renata Lodari e Eric Minetto, con Marco Fubini, Renata Lodari ed Eric Minetto. Questa sera appuntamento con "La cacciata dall'Eden: chi può stare i giradino e chi no?". Info 011/2304007 o www.holdenart.it. Goliardia AULA MAGNA, VIA PO 17, ORE 21 L'Associazione Amici dell'Università organizza, in collaborazione col Museo Nazionale del Cinema, la serata "Gli anni più belli della Goliardia": proiezione di "Addio giovinezza", commenti, aneddoti e curiosità a cura del regista Massimo Scaglione e del curatore della mostra "L'Università degli Studi di Torino. Vicende e protagonisti di una storia plurisecolare", Marco Albera. Prima dell'incontro, dalle 20 alle 21, sarà possibile visitare la mostra. Info 011/ 6604284. Hans Ulrich Obrist THE BEACH, VIA MURAZZI DEL PO 18-24, ORE 21,30 Sette ore di interviste a Hans Ulrich Obrist, co-direttore della Serpentine Gallery di Londra, a cura di artisti, scienziati, designer, architetti e personalità del mondo della cultura del calibro di Carla Accardi, Stefano Boeri, Armin Linke, Michelangelo Pistoletto, Tullio Regge, Grazia Toderi, Massimo Torrigiani e Angela Vettese. Info info@tlbx.it. MARTEDI' 1 40° anniversario BAR PEROTTI, VIA BARBAROUX ANGOLO VIA XX SETTEMBRE, ORE 8 In occasione del 40° anniversario della sua nascita, il bar regala una giornata di offerte speciali, dalle colazioni (a 1,50 euro), al gran buffet di mezzogiorno, con caffé omaggio, fino all'aperitivo. Info 011/5621775. Frontiere FONDAZIONE SANDRETTO RE RBAUDENGO, VIA MODANE 16, ORE 8,30-17,30 L'incontro "Le frontiere dell'interazione 2008: benvenuti in un mondo senza computer" quest'anno si focalizzerà sulla mobilità e su l'Internet delle Cose, partendo dal dato che i computer così come li conosciamo sono ormai visti come qualcosa di vecchio. Fra gli speaker lo scrittore di ScienceFiction Bruce Sterling, Nicolas Nova (LIFT Conference) ed Elizabeth Churchill, Principal Research Scientist di Yahoo, USA. Questa edizione, frutto di una stretta collaborazione con il consorzio TOP-IX, ben si colloca nel panorama delle attività culturali di Torino Capitale Mondiale del Design. Per coloro che non potranno fisicamente essere presenti a Torino è comunque prevista la possibilità di partecipare alla conferenza tramite le diverse dirette video su internet, sia su SecondLife (2lifecast) che in live streaming (dolmedia). Info http://frontiers.idearium.org. Socialmente responsabili PALAZZO CIVICO, VIA MILANO 1, ORE 8.30-13 Convegno "Le domande per scoprirsi "socialmente responsabili" e gli incentivi economici alle imprese previsti dall'Inail", si analizzano le azioni alla base della Responsabilità Sociale d'Impresa tese al dialogo e alla comprensione delle esigenze delle parti interessate e gli incentivi economici previsti dall'INAIL a beneficio delle aziende considerate "virtuose". Info 011/6700654. Investimenti TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9-13 Convegno "Innovazione e integrazione, driver per l'attrazione di investimenti", si affronterà il ruolo delle Regioni nello sviluppo del territorio su scala internazionale, agendo sulla competitività, la diffusione dell'innovazione, il rafforzamento e la promozione dei distretti, delle piattaforme tecnologiche, dei poli d'innovazione e delle eccellenze territoriali. Info 011/ 6604284. Protocollo di Kyoto ENVIRONMENT PARK, VIA LIVORNO 60, ORE 9-13 La Camera di commercio organizza, insieme a Environment Park, un incontro formativo sul progetto "Kyoto in action", relativo ai meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto. Aziende e società potranno confrontarsi sulla realizzazione di progetti, in particolare in Africa, Sud America e nell'Est europeo. Info 011/5716326. Globalizzazione CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE DELL'ILO, VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15 Nel convegno internazionale "Dialogo tripartito ad alto livello sul modello sociale europeo nel contesto della Globalizzazione" si affronteranno i seguenti temi: quali sono i rapporti tra la globalizzazione, la gestione del cambiamento nel mondo del lavoro? Come concretizzare il principio della flexicurity? Info www.itciclo.org. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/ 8815557. Torino di nebbia BIBLIOTECA CIVICA ALBERTO GEISSER, CORSO CASALE 5, ORE 18 Mario Ambrosino presenta il suo libro di poesie "Torino di nebbia". Info 011/8196706. Ayurveda FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 L'arte del Massaggio Ayurvedico dei Monaci Erranti è una disciplina antichissima che si avvale di tecniche e prescrizioni complementari ma diverse da quelle praticate nelle cliniche ayurvediche e insegnate nelle scuole occidentali. Sul tema intervengono Alida Dal Degan e Giorgio Lombardi. Durante l'incontro dimostrazioni di massaggio ayurvedico. Apriti Ied SEDE IED, VIA SAN QUINTINO 38, ORE 18,30 Inaugura l'esposizione dei progetti di tesi degli studenti dell'Istituto Europeo di Design di Torino "Apriti Ied 2008: 205 studenti si diplomano. Un'onda creativa travolge la città". Le opere rimarranno in esposizione fino a settembre, con orario lunedì - venerdì, 9-13 e 14-18. Ingresso libero. L'evento è inserito nel cartellone di Torino Eorld Capital Design. Info 011/541111. Alluminio e design CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18,30 La mostra "Alluminio e design" è visitabile fino al 3 luglio. Nella giornata di oggi tutti i visitatori saranno accolti con un drink. Gurlino Life CANOTTIERI ESPERIA, CORSO MONCALIERI 2, ORE 19 Gurlino organizza una speciale esposizione tinta di viola per festeggiare 40 anni della storica azienda di arredi e design. Accompagnerà l'inaugurazione la musica di Laura Conti e Giorgio Gaslini. La mostra rimarrà in esposizione fino al 3 luglio, inserendosi nel cartellone di TWCD. Templari a Torino PIAZZA SAN CARLO, FRONTE CHIESA SANTA CRISTINA, ORE 19,50 Il tour "Il mistero dei Templari a Torino" si conclude in piazza San Giovanni alle 22. Prenotazione necessaria. Info 011/853670 o info@barburin.com. Sguardi d'Africa LIBRERIA MASSENA 28, VIA MASSENA 28, ORE 21 Conferenza dal titolo "Africa e donna: esperienze al femminile in Africa per l'Africa", intervengono Claudia Bertoldi Marsiaj e Ivana Ciapponi. Info www.sguardisullafrica.org. Conferenze del martedì SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 Incontro "L'amore: cura o malattia?", interviene Gabriele Lodari, coordina Patrizia Donà. Info 011/4343700. MERCOLEDI' 2 Carpe Ideam CENTRO CONGRESSI TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9 Convegno "Carpe Ideam: le imprese tessili incontrano i centri di ricerca", l'idea è quella di sostenere la imprese della filiera tessile attraverso la creazione di una rete di contatti diretti con i principali centri di ricerca del territorio. Il convegno darà voce ai ricercatori, che presenteranno le loro attività di innovazione nel campo dei materiali e dei processi tessili e coinvolgerà le imprese che potranno così reperire i servizi tecnologici, le consulenze tecniche, le competenze professionali utili alla condivisione della conoscenza ed allo sviluppo del business. La partecipazione è libera previa iscrizione. Info 011/2440984 o carpeideam@artigianitorino.it. Globalizzazione CENTRO INTERNAZIONALE DI FORMAZIONE DELL'ILO, VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15 Nel convegno internazionale "Dialogo tripartito ad alto livello sul modello sociale europeo nel contesto della Globalizzazione" si affronteranno i seguenti temi: quali sono i rapporti tra la globalizzazione, la gestione del cambiamento nel mondo del lavoro? Come concretizzare il principio della flexicurity? Info www.itciclo.org. Sicurezza ASCOM, VIA MASSENA 20, ORE 14,30-17,30 L'Ascom torinese accoglie il "Road Show Sicurezza", organizzato da Confcommercio per informare sulla nuova legge, entrata in vigore il 15 maggio scorso e che riscrive la normativa sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La partecipazione all'incontro organizzato dall'Ascom è gratuita e prevede la consegna ai partecipanti di un attestato di frequenza necessario per assolvere agli obblighi di informazione cui il datore di lavoro è tenuto. Info e iscrizioni 011/5516256 o sicurezzalavoro@ascomtorino.it. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Pizzi in piazza PARCO DI VITTORIO, CORSO CORSICA, ORE 16-18 Nell'ambito del progetto Est-Adò "Pizzi in Piazza" partecipazione al "Punto letterario". Info 011/4435990. Tè del pomeriggio CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20, ORE 17-18,30 Tè del pomeriggio: "Alla scoperta di nuovi viaggi e paesaggi". Durante la chiacchierata verrà offerto ai partecipanti un tè con dolci marocchini. L'ingresso è libero, l'accesso è consentito fino ad esaurimento posti. Info 800/166670 o www.comune.torino.it/infogio/cig. Ute Lemper FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Composto da 11 brani sublimi, scritti interamente e per la prima volta dall'artista, "Between Yesterday and Tomorrow" (Edel), è una raccolta di ricordi, di momenti di grande gioia, ma anche di profonda analisi interiore, che hanno segnato la vita di questa grande cantante ed attrice tedesca dalla sensualità e dallo stile unici. Con Ute Lemper, prima del suo concerto al Real Festival di Venaria, previsto per le 21,30. FlexPilates PARCO DELLA CONFLUENZA, PIAZZA SOFIA, ORE 18-19,30 L'Atelier Body & Fit promuove una serata di avvicinamento al FlexPilates. Appuntamento gratuito, consigliata la prenotazione. Info 346/2412183. Fabula EDP., CORSO TRENTO 13, ORE 21 Stefania Guido e Franco Quesito terminano il ciclo "Fabula, quello che le fiabe dicono e quello che non dicono" e analizzeranno la fiaba "Il gatto con gli stivali ( il mondo è così grande!)", l'ingresso è libero. Info 368/956303. Seduzione pratica CENTRO STUDI COMUNICAZIONE, VIA MAGENTA 49, ORE 21 Lezione su "Conoscere la Comunicazione Seduttiva". Info 333/1511703. Tango in pole position MUSEO DELL'AUTOMOBILE, TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15, ORE 21 Una serata dedicata al tango argentino nell'ambito della mostra "Trilogia dell'Automobile. Velocità". La sensualità del tango rivivrà nella magica atmosfera del Padiglione Agnelli, a fare da sfondo le splendide automobili che hanno fatto la storia della velocità. "Tango" e "Velocità" è un abbinamento inconsueto che si basa sul comune denominatore della passione. Il costo della serata, che comprende la visita alla mostra, è 5 euro; per i possessori dell'Abbonamento Musei Torino Piemonte 2 euro. Info 011/6502251; 011/677666, info@museoauto.it Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 "Orientarsi con le stelle", omaggio a Raymond Carver e Chet Baker, con gli attori Paolo Calabresi e Manuela Mandracchia, accompagnati da Marco di Gennaro al pianoforte e Andy Gravish alla tromba. Info www.circololettori.it. GIOVEDI' 3 Globalizzazione CENTRO INTERNAZIONALE FORMAZIONE ILO, VIALE MAESTRI DEL LAVORO 10, ORE 9,15-12,45 Nell'ambito del convegno internazionale "Dialogo tripartito ad alto livello sul modello sociale europeo nel contesto della Globalizzazione", si svolge la sessione speciale sotto forma di "dialogo tra ministri", che vedrà presenti ministri del welfare di Brasile, Danimarca, Francia, India, Italia, Polonia e Tanzania oltre al Direttore Generale dell'ILO, Juan Somavia e al Commissario Europeo, Vladimír Spidla. Info www.itcilo.org. Energia TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9,30-13 Il Sole 24 Ore e Atel Energia, con il patrocinio della Camera di commercio di Torino, propongono un incontro sull'ottimizzazione del consumo energetico come strumento di competitività per le imprese, "Energia, industria, territorio". L'obiettivo è sensibilizzare i top manager di grandi aziende, Pmi, studi professionali ed esercizi commerciali sull'utilizzo di energia. La partecipazione è gratuita previa iscrizione. Info 011/5716951. Dichiarazioni doganali CEIPIEMONTE, VIA VENTIMIGLIA 165, ORE 14-18 Seminario "Dichiarazioni doganali: i controlli automatizzati previsti dal 1° giugno". Info 011/6700619. Dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5 euro. Informazioni: 011/8815557. Aurelio Peccei MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A, ORE 17 "Centesimo anniversario della nascita di Aurelio Peccei", conferenza di Luca Mercalli nell'ambito di un ciclo di "Conferenze in onore di Aurelio Peccei". Vestirsi CASTELLO DEL VALENTINO SALONE, VIALE PIER ANDREA MATTIOLI 39, ORE 18 "La parola all'oggetto - vestirsi": serie d'incontri durante i quali i curatori di archivi e musei di impresa fanno parlare oggetti e documenti conservati presso le istituzioni cui appartengono con l'intento di comunicare la cultura del progetto e la rete produttiva che preludono alla creazione e alla circolazione di un prodotto. Il tema dell'ultimo incontro è l'abbigliamento: tessile, scarpe, cappelli, occhiali. Partecipano: Museo del Cappello Borsalino, Museo Salvatore Ferragamo, Zucchi collection Museum, Galleria Guglielmo Tabacchi - Safilo, Zegna, modera Elena Dellapiana. Pop Up Shop PIAZZA VITTORIO VENETO, ORE 18-20 Approda a Torino il Nivea Pop Up Shop, in occasione di Torino - 2008 World Design Capital, come main sponsor della mostra Flexibility. Sarà possibile occuparsi della cura di sé sorseggiando un cocktail Martini. Info 02/5461442. Energia vitale OFFICINA DELLA MENTE, CORSO MONCALIERI 389, ORE 18 E 21 Conferenza "Tecniche per ritrovare energia e nuovi stimoli nella vita", conduce Simona Sanmartino. Per permettere a tutti gli interessati di partecipare stato deciso un doppio orario. Info 347/2666402 o info@officinadellamente.net. Enrico Vaime FELTRINELLI, PIAZZA CLN 251, ORE 18 Enrico Vaime parla del suo "I cretini non sono più quelli di una volta". Dietro il muro TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 115, ORE 19 Si apre il convegno organizzato da Berloni, dal titolo "Beyond the wall. Integrati e disintegrati, culture dell'architettura a confronto in un mondo che cambia", al quale partecipano Mario Botta, Enzo Eusebi, Ricardo Flores. Con Aldo Colonetti - Ied, Bruno Gabbiani - Ala Assoarchitetti, Massimo Pica Ciamarra - Inarch, Pierpaolo Saporito - Occam, Roberto Tricarico - Anci, Franco Mirenzi - Ofarch, Matteo Vercelloni - Interni. Curatore: Fortunato D'Amico. La conferenza sarà impreziosita dal concerto Perspective scritto e diretto da Simona Cazzari alias Wilbi. Un concerto architettonico dove non vengono usati strumenti classici ma un "abito sonoro", in stile ottocentesco, costituito da moduli di lamiera regolari e di diverse dimensioni, curvati e modellati in moda da produrre una cassa di risonanza. Al femminile PIOLA DELL'ANGOLO, VIA VALGIOIE 32, ORE 20 Incontri culturali al femminile: presentazione della scrittrice Valeria Moccanasu e della poetesa Norma Bertalmio. Interverrà lo scrittore poeta Fabrizio Legger India AMICI DELL'ARTE E ANTIQUARIATO, VIA TOSELLI 1, ORE 21 "Incredibile India", Isabella ed Antonella raccontano il loro viaggio in terra indiana con immagini e musiche e, a conclusione, gelato per tutti. Gradito segnalare la presenza in segreteria. Info 011/5816611. Vanchiglia by night AREA PEDONALE VIA BUNIVA ANGOLO VIA CESARE BALBO, ORE 21 Interviene l'assessore Ilda Curti per illustrare il progetto di riqualificazione di via Cesare Balbo "Vittà in gioco". Info 011/4435752 o www.comune.torino.it/circ7. Innamorati in 3 minuti CENTRO STUDI COMUNICAZIONE, PIAZZA CARDUCCI 122, ORE 21 Incontro di Speed Date, un nuovo modo per comunicare, fare nuove conoscenze imparando a cogliere la prima impressione in soli tre minuti. Info 333/1511703. Carattere SAMVEDA, VIA TIZIANO 15, ORE 21 Incontro "I lati divini e demoniaci del carattere - I tratti divini e demoniaci come illustrati nel capitolo XVI della Bhagavad-gita", relatore Giacomo Bonaveglio. Info 011/6645339 o www.samveda.it. Yoga CENTRO YOGA SAMADHI, VIA TRIPOLI 181, ORE 21-22,30 Conferenza per conoscere i benefici dello Yoga secondo i Sutra di Patanjali. Info 347/4278055 o lucemt@alice.it. Reading Park CORTILE DI PALAZZO CARIGNANO, ORE 21,15 Lo scrittore-attore-viaggiatore Giuseppe Cederna e Mario Brunello viaggiano assieme attraverso la musica e la letteratura di tutto il mondo, in "Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta".Info www.circololettori.it. Il Grande Fresco KING KONG MICROPLEX, VIA PO 21, ORE 22 Incontri d'estate per "Il Grande Fresco": Federico Sirianni e Guido Catalano incontrano cantautori, scrittori, poeti, musicisti e gli artisti del Teatro della Caduta. "Il Grande Fresco" è lieto di aprire il palco a chi suona, dice o fa. Per partecipare scrivere a ilgrandefresco@gmail.com. MOSTRE Michelangelo Architetto PALAZZO REALE, PIAZZETTA REALE 1 "Michelangelo Architetto. Disegni dalla Casa Buonarroti": la mostra presenta una significativa selezione degli 80 splendidi studi di architettura che fanno parte della Collezione di disegni di Michelangelo della Casa Buonarroti di Firenze. Sarà visitabile dal 28 giugno al 3 agosto. Info v.faustini@nework.it o 06/36000101. New Slovak Architecture ANTICHI CHIOSTRI, VIA GARIBALDI 25 La società degli Architetti Slovacchi, denominata "Slovak Architects Society", in collaborazione con l'Ambasciata Della Repubblica Slovacca e con l'Associazione Amici della Slovacchia, propone la mostra dell'architettura slovacca intitolata "New Slovak Architecture". La mostra si svolgerà dal 29 giugno al 3 luglio, con orario da lunedì a venerdi, 8,30-19, sabato 8,30-14. Info www.myavyslovacchia.it. +&+ CAVALLERIZZA REALE, VIA VERDI 9 "+&+ exhibit and lounge", si tratta di due mostre messe a disposizione dai partners asiatici, che abbracceranno lo spazio vuoto, in attesa di essere riempito dagli ospiti che si alterneranno durante le serate del Congresso. La lounge, con decori ceramici su disegno di Krizia, avrà la duplice funzione di ristoro e studio televisivo da dove partiranno brevi interviste. Una serata Pecha Kucha darà la possibilità ad architetti giapponesi ed italiani di presentare in maniera originale i propri lavori. Orari dal 29 giugno al 3 luglio: martedì - domenica, 14-20, lunedì chiuso. Not For SPAZIO NOIRE CONTEMPORARY ART, VIA PIOSSASCO 29 A Enzo Eusebi e Nothing Studio è dedicata la mostra "Not For", curata da Fortunato D'Amico e Marco Noire. Si tratta di un percorso attraverso i progetti di Nothing Studio nel mondo del design, delle architetture e delle utopie. Mondadori Electa, per questa occasione, pubblica il libro Not For. Info 02/48518662. Simboli per Torino PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20 Rientra tra gli eventi Off Congress official events promossi dall'Ordine degli Architetti Ppc della provincia di Torino e dalla Fondazione Oat la mostra "Guarini, Juvarra, Antonelli. Segni e simboli per Torino", che apre il 28 giugno nelle sale di Palazzo Bricherasio. La mostra sarà visitabile fino al 14 settembre. Info www.palazzobricherasio.it. Aperture al pubblico VILLA DELLA REGINA, STRADA SANTA MARGHERITA 79 Fino al 26 ottobre riprendono le visite a Villa della Regina. La Residenza sarà aperta al pubblico dal venerdì alla domenica, dalle ore 13,30 alle 18,30. Ogni giorno verranno organizzati 5 gruppi di visita con partenze ogni 50 minuti: 13,30-14,20-15,10-16,00-16,50. Gli ultimi 2 ingressi di ogni giornata sono riservati ai gruppi preorganizzati. Prenotazione obbligatoria ai numeri 800/329329, 011/5641717, 011/5641709, 011/5641778. Info spsae-pie@beniculturali.it. Carlo Promis BIBLIOTECA REALE, PIAZZA CASTELLO 191 La mostra porta l'attenzione sugli strumenti e sul metodo di "insegnare l'architettura", a partire dall'analisi del manoscritto autografo, e fino ad oggi inedito, del Trattato di Architettura civile scritto da Promis a partire dal 1843 e fondato sul confronto dei principi teorici desunti dalla trattatistica rinascimentale. Visitabile fino al 12 luglio. Vespa e Lambretta PALAZZO BIRAGO, VIA CARLO ALBERTO 16 Dal 20 al 29 giugno, la Camera di Commercio ospita l'esposizione "Gli italiani. Lei e l'Altra", mostra che racconta la rivalità tra Vespa e Lambretta, attraverso immagini del cinema e della pubblicità. Saranno anche esposti esemplari dei due scooter. Ingresso gratuito. Info 011/5716407. Fogli botanici MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 La mostra "Fogli botanici. Le famiglie della flora italiana, rappresentate nell'erbario di Alfonso e Ada Sella, fotografate da Angelo Garoglio" sarà visitabile fino al 12 ottobre. Info 011/4326354. Piemonte Torino Design PALAZZO DELLA REGIONE, PIAZZA CASTELLO 165 Dopo 2 anni di prestigiosa itineranza internazionale, la mostra "Piemonte Torino design" torna in città. L'esposizione documenta l'eccellenza del design "made in Piemonte" attraverso più di 200 prodotti industriali progettati e/o realizzati nel territorio piemontese dagli oltre 150 designer e 170 aziende coinvolti. Orari di apertura, fino al 21 agosto: martedì - domenica 10-19, lunedì chiuso. Bhopal BIBLIOTECA VILLA AMORETTI, VIA DELLA CITTADELLA 5 Mostra fotografica "Bhopal: per non dimenticare. Il più grande maestro chimico della storia", fotografie di Raghu Rai. Visitabile fino al 5 luglio. Studio 65 TURIN GALLERY, VIA MARIA VITTORIA 6 E 19 L'Architetto Franco Audrito, fondatore e animatore per più di quaranta anni dello Studio 65 di Torino, inaugura la mostra dei "Multipli storici dello Studio 65": un'occasione per rivisitare il design ironico e dissacrante degli anni 60 e 70 e scoprire il percorso progettuale dello Studio. Nel cortile adiacente la sede di via Maria Vittoria 19 è inoltre proposta una selezione dei progetti più recenti dello studio, attualmente in fase di realizzazione in diversi paesi del mondo. La mostra rimarrà aperta fino al 21 settembre. L'Africa danza BIBLIOTECA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200 Mostra fotografica "L'Africa danza", a cura di Mariangela Palmisano. Visitabile fino al 12 luglio. Info 011/4438604. Finalmente una donna MUSEO DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE CAPPUCCINI 7 Fino al 21 settembre sarà visitabile la mostra "Finalmente una donna", dedicata a ritratti di montagne al femminile. Orario visite 9-19, chiuso lunedì. Info www.museomontagna.org. Giorgio Cavallo BIBLIOTECA DELLA REGIONE PIEMONTE, VIA CONFIENZA 14 Prosegue, fino al 23 settembre, la mostra "Giorgio Cavallo: una vita per l'umorismo". Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16. Sorrisi in mostra ARTINTOWN, VIA BERTHOLLET 25 La mostra "Lo spazio di un sorriso" organizzata dalla Cooperativa sociale Piero & Gianni, sarà visitabile fino al 25 luglio. La mostra presenta tutti gli esiti del concorso di progettazione di elementi di arredo e gioco-arredo per bambini costretti a degenza ospedaliera. Info 011/3828581 o www.pieroegianni.com. La città disegnata dagli architetti ARCHIVIO DI STATO, PIAZZA CASTELLO 209 Mostra "Committente e Architetto: direttive e libertà progettuale. 1731: Filippo Juvarra progetta i Regi Archivi di corte per il re Vittorio Amedeo II", curata da Marco Carassi. Orari fino al 5 luglio: da lunedì a venerdì, 10-18; sabato 10-19; domenica 15-19. Ingresso gratutito. Info 011/540382. L'Università PALAZZO DELL'UNIVERSITA', VIA PO 17, ORE 18 La mostra evento "L'Università degli Studi di Torino. Vicende e Protagonisti di una storia plurisecolare" rimane aperta fino al 24 luglio. Voglia di vacanze INGENIO, VIA MONTEBELLO 28/B I laboratori di pittura della Città propongono fino al 10 settembre la mostra collettiva "Voglia di Vacanze", una serie di viaggi reali e viaggi immaginari, sogni o ricordi di vacanze fantastiche ed indimenticabili. Ausencias MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4 Mostra fotografica "Ausencias. I desaparecidos negli scatti di Gustavo Germano". La mostra, che fa parte del progetto del Museo "2008. Un anno per i diritti", è visitabile fino al 7 settembre. Info 011/4363470 o www.museodiffusotorino.it. Olivetti SOCIETÀ PROMOTRICE DELLE BELLE ARTI, VIALE CRIVELLI 11 La mostra "Olivetti. Una bella società" rimane aperta fino al 27 luglio, con orario: ma-do 10-9; gio 10-23, dalle 19 alle 23 con ingresso libero; lunedì chiuso. Info 011/6692545. Province a Palazzo PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO Per il mese di giugno i residenti o le persone nate nella provincia di Cuneo potranno entrare a Palazzo Madama con un biglietto di ingresso al costo di 1 euro, previa esibizione di un documento di identità. Il Caffé Madama offre un caffé omaggio, inoltre con lo stesso tagliando sarà possibile visitare gratuitamente la Rocca del Borgo Medievale. Visite guidate tutte le domeniche alle ore 11 Info 011/4433501 o palazzomadama@fondazionetorinomusei.it. Velocità TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 11 Il Museo Nazionale dell'Automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia" presenta "Velocità", il secondo appuntamento di Trilogia dell'Automobile. Orari, dal martedì alla domenica 10-18,30, chiuso lunedì. Info 011/6599872 o 011/6502251. Accendi il cervello e cambiamenti climatici MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 È allestita l'esposizione "I tempi stanno cambiando. Come varia il clima: conoscenze attuali e scenari futuri", che propone una serie di incontri dedicati a Acqua, Aria, Terra e Fuoco. Info 800/329329, 011/4326337 o didattica.mrsn@regione.piemonte.it. Mostra zoologica MUSEO DI STORIA NATURALE DON BOSCO, VIALE THOVEZ 37 Mostra zoologica permanente "La collezione De Bono", trentasei significativi esemplari di mammiferi ed uccelli della fauna italiana ed esotica, con otto specie nuove per il museo, inseriti in un nuovo percorso espositivo, accanto agli esemplari preesistenti. Info 011/6601066, 331/6605587 o museo@liceovalsalice.it. VARIE Pranayama al Meisino YOGASANA KUTIR, LUNGO PO ANTONELLI 147, TEL. 011/899588 L'1 e il 2 luglio si svolgerà un laboratorio di Pranayama al parco del Meisino. Si tratta di attività legate al controllo del respiro. Questo mini-corso all'aria aperta si propone di avvicinare tutti coloro credano nell'utilizzo terapeutico del controllo respiratorio, o Pranayama. Prenotazione consigliata. San Salvario Pilota AGENZIA SVILUPPO LOCALE, VIA SANT'ANSELMO 20/C Dal 27 al 30 giugno, "San Salvario pilota. Opening - Il quartiere in trasformazione" è un percorso mostra open-air che collega interventi negli spazi pubblici e progetti di identità visiva e comunicazione a San Salvario per sperimentare possibilità di trasformazione dei luoghi e del loro uso. Lungo il percorso, suoni di "San Salvario sound station", festival di musica di strada "Nuove Vie Musicali" stridii e antenne di "Isectida Identity World", laboratori aperti. Info 011/6686772 e sansalvariosviluppo@teoresi.net. Aperture straordinarie MUSEO DELL'AUTOMOBILE, C/o TORINO ESPOSIZIONI, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15 Il Museo dell'automobile, che ospita le mostre "Trilogia dell'Automobile: Velocità", "Auto&Mobile" e "L'architettura Ferrari a Maranello", fino al 17 agosto, prevede della aperture straordinarie: lunedì 30 orario 10-22; martedì 1° luglio orario 10-22; mercoledì 2 orario 10-01, con serata di tango argentino dalle ore 21; giovedì 3 orario 10-22. Inserimento lavorativo SERVIZIO DECENTRAMENTO PER IL LAVORO, CORSO BELGIO 38/F Progetto formativo per l'inserimento lavorativo nel settore dei servizi alle imprese, per adulti di età compresa tra i 25 e i 50 anni. Saranno ammesse 10 persone. La domanda di partecipazione dovrà essere consegnata entro il 18 luglio presso Ufficio Informa7 - Circoscrizione 7, corso Vercelli 15. Info 011/4435751 o www.comune.torino.it/circ7. Flexibility WWW.TORINOWORLDDESIGNCAPITAL.IT Al via le iscrizioni per i workshop e il dibattito che faranno da corollario a "Flexibility. Design in a fast-changing society". C'è tempo fino al 20 giugno per registrarsi al dibattito e ai 2 workshop che si terranno il 26, 27 e 28 giugno. L'accesso è gratuito fino ad esaurimento posti: per partecipare iscriversi sul sito www.torinoworlddesigncapital.it. Balon Mundial CAMPI DI CALCIO, VIA SPAZZAPAN 0 Fino al 6 luglio torna con la II edizone Balon Mundial, il principale torneo di calcio per migranti a Torino. Tra gli incontri spettacoli negli spazi dell'Hiroshima Mon Amour (via Bossoli 83), fronte campi da gioco: sabato 7 giugno con Pagode do grilo, sabato 14 Bruskoi Triu e Miskhale, sabato 21 Marius Seck, sabato 28 Carambantua e domenica 6 luglio Paranza del Geco in Musica Mundial con Ngalam, Soppressata Samba, Carambantua, Abidat Rma, Lu Pipitiulu Tarantella Trio. Info www.balonmundial.it. Tranvia Sassi-Superga STAZIONE DI SASSI, VIA MODENA Fino al 27 settembre, la tranvia a dentiera Sassi-Superga prolunga l'orario di servizio nelle serate di venerdì e sabato fino a mezzanotte. Questi gli orari dei mesi estivi (con partenze ogni ora da Sassi e da Superga): al lunedì, mercoledì e giovedì: dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 20 (da Superga ultima partenza alle 20.30); al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 24 (da Superga ultima partenza alle 0.30); al sabato orario continuato dalle 9 alle 24 (ultima partenza da Superga alle 0.30). Nei giorni festivi corse continuate dalle 9 alle 20 (da Superga ultima partenza alle 20.30) con partenze ogni mezz'ora dalle 14 a fine servizio. Al martedì la tranvia è chiusa e il collegamento con Superga è effettuato con autobus. Superga by night BASILICA DI SUPERGA, COLLE DI SUPERGA Per tutto il periodo estivo la Basilica sarà aperta in notturna, dalle 21 alle 24. Info 011/8997456. Estate al museo MUSEO A COME AMBIENTE, CORSO UMBRIA 84/90 Fino al 25 luglio il museo propone "L'estate al museo - un mondo da scoprire per i centri estivi", attività straordinarie, dalle 9 alle 17. Info 011/0702535. Aperitivo sotto la Mole PUNTO INFO TURISMO TORINO E PROVINCIA, PIAZZA CASTELLO 161 Ogni sabato, fino al 26 luglio, alle 17,30, appuntamento con una piacevole visita guidata a piedi che conduce alla scoperta del centro città con i suoi caffé storici e i locali trendy, cornice ideale del rito dell'aperitivo, una invenzione tutta torinese. Al termine del tour è prevista la degustazione di un ottimo aperitivo in un locale a scelta aderente all'iniziativa. Info www.turismotorino.org. Volontari CENTRO INFORMAGIOVANI, VIA DELLE ORFANE 20 Il centro InformaGiovani di Torino, in collaborazione con i Centri Servizi per il volontariato Idea Solidale e VSSP, ha allestito una bacheca per la ricerca di volontari. I giovani interessati a dedicare parte del proprio tempo agli altri, possono consultare i numerosi annunci esposti e scegliere tra diverse opportunità. Info 800/166670. Exhibit sul Big Bang PARCO ASTRONOMICO INFINI.TO Con l'arrivo dell'estate il Parco Astronomico amplia l'orario di apertura per il pubblico, che potrà visitare Inifini.To durante il weekend, sabato e domenica dalle 10 alle 19,30 (ultimo ingresso alle18,30), e anche nei giorni feriali (tranne lunedì) dalle 9,30 alle 17,30 (ultimo ingresso alle 16). Chiuso lunedì. Inoltre, il parco astronomico propone per i mesi di giugno, luglio e agosto il programma dedicato ai gruppi estivi con "Il museo interattivo" e "Il planetario". Info 011 8118652 o numero verde 800/329329; www.planetarioditorino.it. Servizi anagrafici ANAGRAFE CENTRALE, VIA GIULIO Parte la nuova sperimentazione degli orari degli uffici anagrafici: ogni mercoledì in via Giulio i cittadini potranno recarsi a fare certificati, carta d'identità, cambi di indirizzo e di residenza e dichiarazioni sostitutive dalle 8,15 fino alle 18 con orario continuato. Sempre il mercoledì sarà aperta fino alle 16 l'anagrafe di via Campana 30, mentre dal 1° giugno l'anagrafe di via Carrera sarà aperta dal lunedì al giovedì su prenotazione, fino alle 16. Sportello anti-mobbing ASSOCIAZIONE RISORSA ONLUS, VIA SANT'AGOSTINO 20 Ogni lunedì alle 21 i componenti del gruppo si incontrano per ascoltare e analizzare i problemi psicologici di chi sta subendo o ha subito mobbing. Info 011/5176332. Nonni civici CENTRO DI INFORMAZIONE DELLA CIRCOSCRIZIONE 7, CORSO VERCELLI 15 Nell'ambito del progetto "Nonno Civico" la Città di Torino "Settore Tempi e Orari della Città" e la Circoscrizione 7, in collaborazione con l'Associazione Auser, referente per la gestione diretta dei volontari, ha attivato due "Nonni Civici", presso i giardini di Piazza Alimonia. Lavorare nella ristorazione ACCADEMIA ALBERGHIERA LE MIDÌ, VIA PRINCIPESSA CLOTILDE 11/F L'Accademia apre ai giovani che si sentono attratti dalle professioni di barman, cuoco, pizzaiolo, cameriere, o che sono alla ricerca di un lavoro sicuro facendoli partecipare a lezioni dimostrative. Partecipazione gratuita. Info e prenotazioni 011/480343. Servizi anziani SPAZIO ANZIANI, VIA OSASCO 80 Sono stati attivati sul territorio circoscrizionale alcuni sportelli e servizi rivolti agli anziani della Circoscrizione 3: laboratorio esperienziale - Il baule della memoria, ogni 15 giorni su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello psicologico, mercoledì pomeriggio, su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello legale, un sabato al mese, su prenotazione telefonando al numero 329/3784549; sportello medico-sanitario, il martedì dalle 15,30 alle 18,30; rilevazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca e misurazione dell'ossigeno nel sangue, il giovedì dalle 9 alle 12; misurazione della glicemia, il terzo giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12; misurazione del colesterolo, il quarto giovedì di ogni mese dalle 9 alle 12. Appuntamenti in Scatola SPAZIO INCONTRI, CORSO VENEZIA 11 Ogni venerdì alle 21,30 appuntamento per riscoprire il piacere del gioco da tavolo. Appuntamento organizzato con la partecipazione dei ragazzi di GiocaTorino, Lords of Dragon, TreEmme e Una Mole di Dadi. Burraco CIRCOLO CAPRERA, CORSO MONCALIERI 22 L'Associazione Burraco Piemonte affiliata F.I.BUR, organizza, ogni martedì pomeriggio, dalle 15,30 alle 18,30, un torneo di Burraco, a coppie libere, aperto a tutti gli appassionati. Info 011/4373928. GITE In bici WWW.BICIEDINTORNI.IT Domenica 29, pedalata in Circoscrizione 3, dal Parco Ruffini al Cit Turin su piste ciclabili e strade poco trafficate. Visita alla fondazione Mertz per poi pedalare lungo i palazzi Liberty del Cit Turin; e In bici all'Hamman: da Torino a Collegno per piste ciclabili con bagno turco in un caratteristico Hammam nella Certosa Reale. Info 011/888981 e 328/9618668. Venaria by night REGGIA DI VENARIA A seguito del successo di pubblico ottenuto, la Reggia di Venaria apre le sue porte per suggestive visite notturne: ogni sabato alle 20,30 partenza da piazza Statuto 15. Costo 25 euro a persona, inclusa consumazione alla caffetteria della Reggia. Info e prenotazioni presso Somewhere 011/6680580 o su www.somewhere.it. Diabolik e design SOMEWHERE, VIA NIZZA 32, TEL. 011/6680580 "Torino Design - Nell'anno del Design Diabolik abita qui", un nuovo percorso a Torino per conoscere, scoprire e vedere il "dietro le quinte" della Città che, dalle Olimpiadi ha trasmutato la sua anima. Il tour comprende la visita notturna all'atelier di design Mycrom, esclusivista mondiale delle immagini di Diabolik ed Eva Kant per la produzione di stampe artistiche. Ogni venerdì alle 20,30, ritrovo in piazza Statuto. Costo 20 euro. Prenotazione telefonica obbligatoria, oppure su www.somewhere.it. Gigante Bianco SILVIO LAVALLE, TEL 347/2734202 Dal 3 all'8 luglio, Silvio Lavalle propone "6 giorni con Gigante Bianco", un fantastico viaggio in quota, da Courmayeur a Chamonix in territori alpini di straordinaria bellezza al cospetto di una delle montagne più belle del mondo. Quota 400 euro, che include trattamento di mezza pensione in rifugi e accompagnatore, e 100 euro a gestione personale per eventuale assicurazione, funivie, autobus in Italia, Svizzera e Francia, acquisti di cibarie. Libia CTC, PIAZZA BERNINI 16 Dal 29 settembre al 9 ottobre Cina Classica (euro 1.657), visita a Pechino, con la Grande Muraglia e la Città Proibita, Shanghai, Xian, Sozhou ed Hanzhou. Ultime prenotazioni entro il 29 giugno. Dal 7 al 15 novembre, Sultanato dell'Oman (euro 2.085), dalla capitale Muscata i villaggi, dove si può passeggiare in mezzo ad oasi ricche di palme da dattero, ed abitazioni costruite in fango. Prenotazioni massime entro il 7 agosto. Info e prenotazioni 011/5604183, info@assoctc.it o www.assoctc.it. Campi estivi GRUPPO ARCHEOLOGICO ORINESE, VIA BAZZI 2 Campi estivi 2008 di ricerca archeologica. Per partecipare non occorre essere in possesso di conoscenze specifiche in ambito archeologico. La partecipazione a questi campi è riservata ai soci del Gruppo Archeologico Torinese e delle Associazioni convenzionate. Info 011/4366333 o www.acheogat.it. Vacanza e cultura ASSOCIAZIONE CULTURALE NUOVA ACCADEMIA E DAI PADRI DOMENICANI Sono aperte le iscrizioni alle settimane di vacanza e cultura "La filosofia nei luoghi del silenzio" organizzate dall'Ass. Culturale Nuova Accademia e dai Padri Domenicani. Settimane proposte, dal 13 luglio al 31 agosto, con quattordici corsi che avranno luogo in 10 località, dal Piemonte alla Campania. Per ricevere la brochure completa dei corsi con le rispettive date e avere informazioni dettagliate: 011/3093665 o 349/3660808. Escursioni NATURALENTI, TEL 340/4106172 I NaturaLenti, Associazione di Guide Ambientali e Accompagnatori Naturalisitici, organizzano nella primavera/estate del 2008 viaggi, escursioni e trekking, negli ambienti naturalisticamente più belli e sugli itinerari più famosi come l'"avvicinamento al trekking alpino" nella Valle della Claree il 5 e 6 luglio. Info 340/4106172 o patrizia@naturalenti.it. Viaggi e cultura M.G.M. VIAGGI, VIA GIOLITTI 45 L'Incanto del Sud Sardegna, dal 13 al 20 o 27 settembre. Info 011/8177629. Viaggi in Nepal GUIDA AIGAE GIANNI TAMIOZZO, TEL 340/0021540, MAIL PARNASSIUS@FASTWEBNET.IT Viaggi in Nepal per l'autunno: "Manang - Jomson", sotto l'ombra delle Annapurna, dal 7 al 28 ottobre; "Sagamartha National Park", sotto l'ombra dell'Everest, dall'1 al 22 novembre. Tour guidati TORINGIRANDO@YAHOO.IT, TEL 333/6791750. Giri guidati ideati e condotti dalla guida Micaela: vengono proposti a Torino la domenica e altri giorni su richiesta. Tra le proposte "Rol è ancora con noi" sul sensitivo torinese, "Il malatour", sulla "mala" di un tempo, "Penne d'oro del Piemonte " su Pavese e Salgari, "Torino in prima pagina", su fatti e personaggi da prima pagina, "Torino elegante sulla moda", "Torino segreta e proibita", "Torino pubblicitaria" e "W Verdi" sul musicista deputato parlamentare, "Torino inglese e piccola Parigi", curiosità inglesi e francesi a Torino. Costo: 5 euro a persona. Info toringirando@yahoo.it, visitin.turin@email.it. CONCORSI Caterina Fassino FONDAZIONE CATERINA FASSINO, CORSO PRINCIPE ODDONE 88, TEL. 011/19505852 "Le coincidenze non esistono" è il tema della seconda edizione del premio fotografico dedicato alla memoria della giovane torinese Caterina Fassino: possono partecipare tutti i residenti in Italia tra i 18 e i 40 anni secondo le modalità sul sito www.sdsm.it, entro il 30 giugno. I 3 vincitori espongono al Six day sonic madness 2008. Favole ASSOCIAZIONE IL NONNO RACCONTA, VIA GIULIA DI BAROLO 4 È bandto il IV° Premio di letteratura per bambini e ragazzi Dada Rosso, "Pane, amore e... favole", in collaborazione con Eataly. Il Bando è aperto a chiunque ami i bambini ed il cibo genuino. Le favole pervenute saranno raccolte in un volume con prefazione di Oscar Farinetti. Termine ultimo di partecipazione 31 luglio. Info 011/837606 o www.ilnonnoracconta.it. Block notes UNIONE CNA, TEL. 011/4617621 Concorso "Pma Design reinventa il block notes". Il bando è inserito nel calendario ufficiale degli eventi di Torino World Design Capital. Sono previste due categorie di premi: professionisti (1° premio 5000 euro, 2° premio 3000 euro, 3° premio 2000 euro); studenti (1° premio MacBook Pro, 2° premio Week-end a scelta, 3° premio Tavoletta grafica Intuos3 A4). Gli elaboratori dovranno prevenire unitamente al modulo di iscrizione, in pacco anonimo, entro le ore 17 del 1° settembre. Il bando integrale del premio è consultabile su www.cna.to.it oppure www.pmadesign.it. Laser e design PROGETTO NANOMAT, WWW.NANOMAT.IT Concorso per giovani artisti e designer "Applicazioni laser nel design e nella decorazione". L'obiettivo è quello di promuovere ed incentivare l'utilizzo e la diffusione di questa nuova tecnica. Tematiche proposte: lavorazione e decorazione del cartoncino per il packaging di un profumo da donna; lavorazione di piastrelle geometriche dorate per arredi di interni (cornici, camini, sovrapporte, ecc), per edifici o interni nelle costruzioni nautiche di lusso; lavorazione su tessuto di pregio per un capo di abbigliamento ad uso "pareo", con colorazione a scelta, di dimensioni massime 160 cm x 160 cm. Lavorazioni Laser: taglio, marcatura, traforatura. Scadenze: 30 giugno per la presentazione delle candidature; 31 agosto per la presentazione degli elaborati. Info info@nanomat.it. Movin'Up WWW.GIOVANIARTISTI.IT Compie dieci anni Movin'Up, il programma di sostegno rivolto ai giovani creativi tra i 18 e i 35 anni che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all'estero da istituzioni culturali, festival o enti per partecipare a concorsi, seminari, workshop, stage. I settori artistici coinvolti sono: arti visive, architettura, design, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, scrittura. Il nuovo bando per il 2008 si articola in due diverse sessioni, la seconda scadrà venerdì 14 novembre alle ore 12, considera le domande per le attività all'estero con inizio compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2009. Bando, modulistica e info su www.giovaniartisti.it. Prima e dopo FORUM ITALIANO EUROPA DONNA, WWW.EUROPADONNA-ITALIA.IT Aperte le iscrizioni alla quinta edizione del Concorso Letterario ideato e promosso dal Forum italiano di Europa Donna, il Movimento d'opinione europeo per la lotta al tumore del seno fondato da Umberto Veronesi. Gli elaborati dovranno essere inviati a mezzo posta ed e-mail alla Segreteria del Forum italiano di Europa Donna entro e non oltre il 3 ottobre 2008. Info 02/72095416 o concorso@europadonna-italia.eu. Scrivere l'immigrazione CENTRO CULTURALE DAR AL HIKMA, VIA FIOCHETTO 15, TEL 349/6353229 Concorso letterario "Scrivere l'immigrazione", prima edizione, riservato a racconti brevi e poesie inediti liberamente ispirati al tema dell'immigrazione. L'età dei partecipanti deve essere compresa tra i 15 e i 20 anni. Agli autori dei racconti e delle poesie classificati ai primi tre posti sarà consegnata una targa e un premio in denaro mentre agli primi dieci autori segnalati dalla giuria saranno consegnate targhe personalizzate; tutte le opere saranno pubblicate in un volume. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 giugno a Centro culturale Dar al Hikma, via Fiochetto 15, 10152 Torino - Premio Scrivere l'immigrazione. Info www.daralhikma.it o 349/6353229. Tesori Sacri COMPAGNIA DI SAN PAOLO, WWW.COMPAGNIA.TORINO.IT La Compagnia di San Paolo ha indetto l'edizione 2008 del bando finalizzato al restauro, alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza di beni mobili del patrimonio artistico religioso in Piemonte e Liguria. Il bando è riservato esclusivamente a enti pubblici, enti religiosi e senza fini di lucro, che intendano richiedere contributi finalizzati al restauro di beni mobili esposti al pubblico in edifici religiosi, anche secolarizzati, e sottoposti al vincolo di tutela. Le tipologie interessate sono le seguenti: opere pittoriche e scultoree, arredi, oggetti e suppellettili, stoffe, paramenti liturgici, strumenti musicali. Entro il 5 settembre. Fata Morgana CS COOP. STUDI LIBRERIA EDITRICE, VIA ORMEA 69 Decima edizione Concorso letterario "Fata Morgana", il tema dei racconti è "Porte, passaggi, varchi, barriere". La lunghezza degli elaborati non dovrà superare le 10 cartelle dattiloscritte, si deve trattare di opere inedite in lingua italiana. Gli elaborati dovranno pervenire in 6 copie entro il 30 giugno alla redazione della rivista Ln-LibriNuovi presso Cs Coop. Studi Libreria editrice, via Ormea 69 - 10125 Torino. Info 011/6503158 o redazione@librinuovi.info.

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C'era una volta il conflitto sociale (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Class Action

Stai consultando l'edizione del C'era una volta il conflitto sociale di Michele Prospero Elogio del conflitto Miguel Benasayag Angélique Del Rey Trad. di F. Leoni pagine 206, euro 16,00 Feltrinelli È certo un po' inusuale questo libro di Miguel Benasayag e Angélique Del Rey appena tradotto da Feltrinelli con il titolo accattivante Elogio del conflitto. Nei tempi che corrono, ogni forma di lotta è osservata con sospetto e rimossa dall'agenda come una pura provocazione. O meglio viene esaltato, sulla scia del conservatorismo americano, il "conflitto di cultura", che alcuni chiamano anche "scontro di civiltà", ma stigmatizzato con rudezza il conflitto sociale, dipinto come una insana archeologia. Il conflitto di cultura non lesina mezzi per la sua guerra al terrore, ingaggiata in nome dei diritti umani. Il conflitto sociale invece declina nello spazio pubblico, e anzi guai a parlare di antagonismo fra i ceti sociali per ottenere diversi equilibri di potere e nuovi diritti di cittadinanza. Il conflitto sociale viene archiviato come una indecente anomalia. Eppure non declina nelle società occidentali la fabbrica del nemico. Solo che dopo l'evaporazione delle classi sociali, i nemici sono gli altri, i nomadi, gli stranieri, gli irregolari, i lavavetri, i gay, gli islamici, mai chi è portatore di interessi economico-sociali dominanti e pretende dai governi la immediata rimozione dei diritti che alzano il costo del lavoro. Benasayag e Del Rey descrivono con efficacia questo spostamento ottico che dirotta le aspettative dei soggetti dal conflitto sociale sempre più evanescente allo scontro identitario sempre più surriscaldato. Imprenditori dinamici e lavoratori sradicati stringono ovunque sante alleanze in nome di un nemico mortale: lo straniero. In ragione della sicurezza, si costruisce nelle città un diversivo insidioso che occulta la distanza economica e nasconde la differenza di potere sociale. La diversità di etnia o di fede emerge così come la più rilevante differenza, e la disparità di potere economico-sociale sfuma come occasione di sociale contesa. I ceti popolari sono quelli che più di altri cadono estasiati sotto le attrattive della politica securitaria, la cui domanda è stimolata con sapienza dai media con deliberate campagne di allarme sociale. Sindaci sceriffi e militari per le strade, sono le sole richieste "pragmatiche" rivolte a una politica post-ideologica che nelle sue trame invisibili bada al sodo, ossia alla finanza, allo scambio ravvicinato tra pubblico e privato, come ingrediente della governance postmoderna. Perché si riscontra questo facile successo della politica securitaria? E come arginarne la presa divenuta in breve così asfissiante? Nel libro di Benasayag e Del Rey, pur apprezzabile per lo sforzo di mantenere aperto uno spiraglio di criticità verso l'ordine esistente, si riscontrano due significative mancanze. La prima è un'assenza bibliografica (e non solo) un po' vistosa, quella di Machiavelli, ovvero del primo teorico della produttività del conflitto in politica. Mai citato. Una dimenticanza che però pesa, perché nel segretario fiorentino il carattere costruttivo (di libertà e di nuovi ordini sociali) del conflitto discende da una feconda interazione tra forme della contesa e reticoli politico-istituzionali. Sulla scia di un certo radicalismo francese, che si muove in gran parte sulle orme di Foucault, le pagine di Benasayag e Del Rey prediligono una "microfisica del contropotere" che, in strenua opposizione alla devitalizzazione del tessuto sociale, dispiega ovunque possibile degli sprazzi di resistenze, scontri locali, devianza e disprezza ogni macropotere che pretende di rappresentare la molteplicità dell'agire sociale. La contrapposizione ferrea tra la potenza sociale disseminata nei luoghi della "devianza", e il momento della generalità del potere normativo conduce ad esiti teorici molto insoddisfacenti. Un senso della generalità, e quindi anche una attitudine alla rappresentazione nella sfera pubblica, non può mancare nella strategia del conflitto, pena la condanna alla sua estrema irrilevanza. Questo aggancio sempre fecondo è ben presente in un altro libro appena uscito, scritto da Charles Tilly e Sindney Tarrow: La politica del conflitto. Senza una intersezione con quelli che proprio Machiavelli chiamava gli ordini e gli istituti, più che un conflitto innovativo si ha soltanto un generico ribellismo che non porta a sbocchi in avanti, e quindi a momenti costruttivi di nuove forme. E proprio qui si incontra la seconda assenza riscontrabile nel libro di Benasayag e del Rey, quella di una convincente radiografia dei soggetti sociali protagonisti del conflitto postmoderno. La via del contropotere da essi imboccata nel libro non soltanto non prevede norma (vista sempre come violenza, giogo) ma si affida a figure troppo generiche unificate solo da uno spirito di privazione e da un indeterminato e inappagato eccesso creativo del desiderio. Insomma manca, nel variopinto brulicare di corpi deprivati e comunque "desideranti", proprio il corpo che lavora ed è situato in condizioni di dipendenza, nella esistente divisione sociale delle funzioni. Anche se gli autori dichiarano di aderire ad una prospettiva materialistica, e intendono finalmente ritrovare la corporeità, affrancandola dalla dimensione sacrificale verso cui la confina l'età del post-umano, il conflitto per loro non si svolge mai attorno al processo di produzione dei beni materiali e immateriali. La nozione dei "senza" (assistenza sanitaria, permesso di soggiorno, tetto, lavoro, documenti) assume nelle loro pagine il compito di attaccare alla radice le strategie securitarie del "biopotere". Tutto ciò che per svariati motivi incarna il "fuori norma", indica nel libro una via possibile di resistenza. In nome del conflitto senza soluzione, il libro esorta all'azione irriducibile i "senza", cioè i soggetti marginali che di solito però ritengono esaurito lo scontro appena abbiano ottenuto ciò che loro mancava (permesso di soggiorno ecc.). I "senza forma" promossi sul campo come "nuovi soggetti sociali", in grado di resistere alle strategie disciplinari e normative del potere, appaiono a Benasayag e del Rey come l'unica "radice ontologica di ogni forma di creazione". Se davvero il mero resistere al potere equivale a scorgere soglie critiche pronte a creare il nuovo, il conflitto perde così ogni aggancio con la dimensione sociale e materiale, e rigetta ogni fondazione di una normatività diversa. E così il libro finisce però con l'essere subalterno all'ordine postmoderno - ne assume i paradigmi, sia pure per rovesciarli - e ne condivide gli sviamenti, sia pure per contrastarli. Le "strategie securitarie", che inducono alla costruzione di piccole fortezze private, non vengono colte nella loro genesi e il conflitto perde la sua specifica pregnanza sociale per assumere le troppo ambigue e sfuggenti vesti "di un ingovernabile che è parte essenziale della realtà dell'uomo". Talché, più che una ontologia del conflitto visto come una invariante e però volatile dimensione dell'essere, serve invece una fenomenologia del conflitto, colto nelle sue effettive ed empiriche modalità di svolgimento. E qui serve una diagnosi della società e dell'economia reale per individuare, nelle forme concrete di esistenza, l'insorgere di interessi contrastanti, se è vero, come scrivono Tilly e Tarrow, che "il conflitto ha a che fare con le rivendicazioni che impattano sugli interessi di qualcun altro". Quali interessi far prevalere nella decisione e quali lasciare soccombere, questa è la posta in gioco in ogni fenomenologia politica del conflitto reale che sempre scaturisce dall'incrocio di azioni collettive, costruzioni giuridiche, istituzioni. Come mai il postmoderno, quando non si culla nelle politiche securitarie, esprime solo le rivendicazioni identitarie dei popoli nativi contro la globalizzazione liberista, le sollevazioni sporadiche di breve durata nelle periferie del mondo? Nelle società occidentali si assiste a un autentico paradosso. Le distanze sociali crescono in maniera impressionante, così come una sensibile impennata hanno la diseguaglianza e la precarietà. Diminuiscono invece i salari, le protezioni sindacali e declina il potere d'acquisto dei redditi da lavoro. Ma nessun conflitto durevole ha per asse strategico la nuova questione sociale. Nella vecchia Europa anzi con la depoliticizzazione della vita sociale, e con il lungo disincanto che produce defezione, si apre di nuovo la strada del contratto individuale, roba da primo ottocento. In nome della sacralità del contratto, vengono archiviati i deboli sindacati e si prospetta come segno della modernità un tempo di lavoro 65 ore settimanali! Si torna, dopo oltre un secolo, alla percezione di plusvalore assoluto, ovvero al profitto succhiato attraverso il prolungamento indeterminato della giornata lavorativa e salari compressi verso il minimo. Parrebbe la condizione ideale per una ripresa di azione politica e di conflitto. E invece al momento, se una rivolta c'è, è solo silenziosa. Se un disagio esiste, non si organizza. Forse ciò accade, come scrivono Tilly e Tarrow, perché "la politica moderna presenta flussi conflittuali ricorrenti, ma anche la diffusa calma piatta dell'apatia". Eppure c'è qualcosa che scavalca la pura ciclicità di momenti di azione collettiva e di fasi di riflusso dei movimenti sociali. "Ma perché così spesso i cittadini dei regimi democratici se ne stanno con le mani in mano anche quando avrebbero tutti i diritti di resistere?". Questa è la domanda cruciale che Tilly e Tarrow pongono con forza, e alla quale non si può rispondere senza accennare al vero nodo: la sconfitta politica subita dal mondo del lavoro. Quello che ormai anche in Europa si sconta, dopo l'eclisse della grande politica inventata dal movimento operaio, è la difficoltà di rimodulare le forme dell'azione collettiva in assenza di un soggetto sociale. Per questo gli addetti ai lavori dipendenti non diminuiscono affatto dal punto di vista quantitativo, ma perdono ogni rappresentanza e capacità d'azione. Si uscirà da questa condizione solo con la reinvenzione delle forme dell'autonomia politica del lavoro. Una politica del conflitto primo o poi tornerà, la sollecita la dura condizione materiale (si calcola che negli ultimi 10-15 anni i lavoratori hanno perso circa 7mila euro annui di stipendio) e obbligherà il socialismo europeo a destarsi finalmente dal suo più che decennale torpore scambiato per "riformismo". È il sonno del socialismo che genera i mostri del governo securitario. POLEMICHE Che fine hanno fatto le lotte sociali in un mondo dalle disparità sempre più abissali? Rispondono Miguel Benasayag e Angélique Del Rey: "Ormai contano le identità". Ma senza soggetti sociali non si va da nessuna parte La politica del conflitto Charles Tilly Sidney G. Tarrow A cura di T. Vitale - Trad. di A. Guaraldo pagine 301, euro 32,00 Bruno Mondadori.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Class Action

In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (22 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (25 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (48 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (53 votes, average: 2.89 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (123 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (132 votes, average: 1.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (40) Ultime discussioni valentino: Cosa vi dicevo ?? Rieccoli i "compagni" di nuovo, sempre loro..sempre uguali !!!... Paolo: Veltroni=Di Pietro? mi fanno schifo solo a sentirli Giano: Tempi duri per la sinistra. Quella arcobaleno, subito dopo le elezioni, non solo è scomparsa dal Parlamento,... Rosario: Vel-Troni, presto si ritroverà col Vel e senza Troni! Alberto Taliani: Caro Maurizio C., vedo che lei è contento di essersi meritato il governo Prodi. I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Il terrorista Carlos: "Fazione del Sismi cercò di salvare Moro"Amelia, crollano i solai di un palazzo fatiscente Un morto e un feritoTreviso, 12enne vende le sue foto nuda per comprarsi abiti firmatiLibano, esplode bomba a Tripoli: almeno 2 mortiIntercettazioni, Di Pietro attaccaRifiuti, l'esercito nel cantiere di Acerra Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (3) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Per Walter avviso di sfratto. 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Adempimenti, il calendario delle proroghe (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 30-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IL TEMA DELLA SETTIMANA data: 2008-06-30 - pag: 35 autore: Adempimenti, il calendario delle proroghe Dalla class action alle dichiarazioni dei redditi la mappa dei 40 differimenti varati dal Governo Marco Gasparini L'ultima infornata è arrivata venerdì scorso con l'approvazione di un nuovo "milleproroghe". Tredici rinvii che si aggiungono a quelli inseriti nella manovra estiva (Dl 112) e agli altri disseminati nei provvedimenti urgenti varati a partire dal Consiglio dei ministri tenuto a Napoli il 21 maggio scorso. In sostanza, nei primi 40 giorni operativi di lavoro l'Esecutivo ha spostato in avanti alcuni adempimenti o ha differito l'entrata in vigore di specifiche discipline o ancora ha rinviato l'attuazione di disposizioni. In altri casi, va detto, non ha ceduto alle pressioni esterne di chi chiedeva più tempo, ad esempio, per rivalutare i valori di quote e terreni o per i versamenti dell'autotassazione 2008. Scorrendo la mappa riportata a fianco e aggiornata al Consiglio dei ministri di venerdì scorso salta all'occhio la natura variegata dei termini rinviati: si va dalla giustizia alla Pa, senza tralasciare settori come quello dell'ambiente, dell'università e della ricerca scientifica. Nell'elenco delle proroghe non mancano i differimenti "classici", come quelli sulle dichiarazioni dei redditi, o al contrario, quelli dell'ultima ora, come il posticipo dei regolamenti attuativi della direttiva Mifid sui consulenti di investimenti finanziari, quelli sul riordino delle comunità montane o dell'attivazione degli uffici periferici nelle nuove province. Ma vediamo come è stata riscritta l'agenda dei prossimi sei mesi alla luce delle proroghe disposte fino a oggi e ritenute indispensabili dal Governo, sia per rivedere questioni particolarmente delicate, sia per valutare meglio l'effetto di alcune scelte del precedente Esecutivo. Tra i temi oggetto di riflessione va senz'altro inclusa la class action che non entrerà in vigore domani – come era previsto dalla Finanziaria 2008 – mail 1Úgennaio 2009. I prossimi sei mesi, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, consentiranno di calibrare meglio la nuova disciplina delle azioni collettive risarcitorie. Sul fronte fiscale non potevano mancare gli slittamenti dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Un classico di metà anno. Con il Dl 97/2008, ora all'esame del Senato, sono state differite le scadenze per l'invio telematico di Unico (ora a fine settembre), e dei modelli 770 e 730, scivolati invece al prossimo 10 luglio. E non è tutto. Nel "collegato" alla manovra triennale ha trovato posto una proroga molto attesa dal mondo del credito: lo slittamento al 1Ú gennaio 2009 della fine del regime di esenzione Iva per i gruppi bancari. Altro tema su cui il Governo ha preso una pausa di riflessione è quello che ha investito il nuovo Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro (Dlgs 81/2008), approvato agli inizi di aprile dal Governo Prodi. Sempreal 1Úgennaio2009slittano le sanzioni sulle mancate comunicazioni degli infortuni e le visite mediche. Differimento, questo, la cui portata è stata nel frattempo estesa dal Senato anche alla redazione del piano di valutazione rischi (si veda l'articolo in basso e il Sole 24 Ore di venerdì scorso). Tra le proroghe del Dl varato venerdì trovano posto quella al 2009 delle misure antincendio per le strutture alberghiere e ricettive di maggiori dimensioni, così come – dopo alcune esitazioni del Governo – quella sul divieto degli arbitrati in materia di contratti pubblici. Riformulato in parte anche lo scadenziario del settore giustizia. In particolare gli incarichi dei giudici e dei viceprocuratori onorari negli uffici giudiziari che saranno soppressi entro il 31 dicembre 2009. Tra le proroghe più significative figurano anche il termine per la liberalizzazione di alcune attività delle società pubbliche o miste regionali locali (la data slitta dal 4 luglio 2008 al 4 gennaio 2009) e quello sull'abrogazione delle disposizioni che limitano i sequestri conservativi a carico delle stazioni appaltanti insolventi (dal 1Úluglio 2008 al 1Ú gennaio 2009). Quanto al settore Università e ricerca scientifica, il milleproroghe estivo differisce al 31 dicembre 2009 il termine per definire le nuove procedure di assunzione dei docenti di prima e seconda fascia nonché quelle dei ricercatori negli atenei. SUL FILO DI LANA Slittano a fine anno gli arbitrati nella Pa, i tagli alle comunità montane e i regolamenti Mifid sui consulenti finanziari.

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Intercettazioni, Di Pietro attacca il premier (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-29 - pag: 10 autore: Giustizia. L'ex Pm: Berlusconi fa "un lavoro da magnaccia" - Ghedini: pronte querele Intercettazioni, Di Pietro attacca il premier ROMA "Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del Governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo, che da statista". Il giorno dopo il via libera del Governo al "lodo bis" fa registrare l'ennesimo durissimo attacco di Antonio Di Pietro a Silvio Berlusconi. Mentre non vi è traccia dei segnali di apertura da parte dell'opposizione auspicati dal ministro della Giustizia Alfano, ad alzare ulteriormentela temperatura ci ha pensato il leader dell'Idv con una serie di dichiarazioni ai cronisti convocati appositamente ieri a Campobasso che hanno messo in un certo imbarazzo gli stessi alleati del Pd. Quella sulla "vocazione professionale" del presidente del Consiglio non è la sola sparata di Di Pietro, ma è più che sufficiente per provocare l'immediata reazione della maggioranza, che ha chiesto al partito di Walter Veltroni di prendere le distanze dal suo alleato e, con l'avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini, annuncia una querela per diffamazione contro l'ex Pm. I democratici, pur restando contrari al Ddl sull'immunità (almeno nei termini previsti dall'Esecutivo), in qualche modo hanno accolto l'invito del Pdl, lasciando solo Di Pietro nella polemica antiBerlusconi, con un silenzio rotto in serata da una nota di Anna Finocchiaro. Denunciando lo squallore che emerge dalle intercettazioni pubblicate in questi giorni ("spero in uno scatto di dignità collettivo"), la presidente del Pd in Senato, pur senza citare direttamente il leader di Idv, ha avvertito che anche la politica deve evitare "di usare un linguaggio truculento e offensivo". Una dichiarazione che non ha soddisfatto la maggioranza. "Molto poco e troppo tardi", ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, denunciando "il silenzio fragoroso della sinistra sugli insulti di Di Pietro e sul suo linguaggio rozzo e volgare al di fuori della politica e proprio soltanto dell'osteria". La querela è comunque pronta a partire, come ha spiegato Ghedini: "è del tutto evidente la portata diffamatoria che trascende di gran lunga ogni critica politica e per la quale saranno espedite tutte le azioni giudiziarie conseguenti". Difeso solo dal suo partito, Di Pietro va però avanti ("non ci lasciamo intimorire"), proseguendo sulla strada del consolidamento del suo consenso, che intercetta il giustizialismo di una cospicua fetta di elettori di sinistra come di estrema destra e l'antiberlusconismo viscerale, abbandonato dal Pd. Non è un caso se a criticare l'ex Pm sia anche il leader del Prc Franco Giordano, secondo il quale "l'opposizione proposta da Di Pietro è un opposizione "scorciatoia" concentrata sull'antiberlusconismo anziché sull'alternativa alle politiche di Berlusconi e del suo Governo". Mentre per la Lega, "Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Pd, usando gli strumenti che gli sono propri ", come spiega il ministro Roberto Calderoli, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini interviene nel dibattito in corso per sottolineare, con un apparente assist per il premier, come "il vero scandalo non sia il "lodo". Se si torna alla demonizzazione del Caimano non si è capito nulla. Io voglio fare un'opposizione che eviti a Berlusconi di avere alibi e lo metta di fronte alle proprie responsabilità di governo". L. Os. LE REAZIONI Bonaiuti: parole da osteria Finocchiaro: no al linguaggio truculento e offensivo, ora serve uno scatto di dignità collettiva La polemica. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro EMBLEMA.

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RILANCIARE LE SPERANZE (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-30 num: - pag: 1 autore: di GIUSEPPE DE RITA categoria: REDAZIONALE CITTADINI E POLITICA RILANCIARE LE SPERANZE P iù paure che speranze, questo è il nodo di psicologia collettiva cui si va impiccando la nostra attuale società, sempre più pervasa da paure, inquietudini, preoccupazioni, ansie di ogni tipo; mentre le speranze sono poche, e la speranza (al singolare, cioè da tutti condivisa) resta una non praticata virtù teologale, estranea e lontana. Governare una società di tal fatta è impegno di maledetta difficoltà e pericolosa ambiguità. La gente si ingabbia nelle sue singole paure ed esprime delle emotive pretese di pronta e specifica risposta ad ognuna di esse: per la paura di aggressioni, scippi e rapine chiede più forze dell'ordine ed addirittura l'esercito; per le paure destate dagli immigrati, chiede controlli, espulsioni, galera; per l'ansia del precariato dei figli, chiede pubblico consolidamento dei rapporti di lavoro; per la paura di non aver casa e/o non poter pagare le rate del mutuo vuole un deciso intervento statale di social housing; per la paura della vecchiaia e del connesso declino psicofisico, chiede una politica di long-term-care; per l'ansia delle morti sulle strade chiede una forte repressione istituzionale contro droghe ed alcol; per l'inquietudine creata dai rifiuti non raccolti e non trattati pretende commissari straordinari, poliziotti ed esercito. E via via, senza allungar troppo l'elenco, si arriva a paure e domande più sofisticate: per paura della globalizzazione si esprime voglia di protezionismo; e per la paura dell'egoismo dei localismi si ritorna alla fiducia nello Stato centrale. Questo proliferante flusso di paure e di correlati interventi pubblici non è per ora bilanciato da un po' di speranza collettiva, o almeno di egoistiche speranze individuali; e neppure da una interpretazione di sintesi di quel che si vuole e quel che si fa. Il motto prevalente sembra il banale "io speriamo che me la cavo " degli impauriti studenti della maturità, motto del tutto regressivo in termini di impegni orientati al nuovo e al futuro. Dalle tante paure nascono allora altrettante domande di pura rassicurazione che facilmente, specialmente in periodi elettorali, si declinano al singolare; diventando "domanda di sicurezza ", termine magico, in nome del quale si coltiva, si ottiene, si sfrutta il consenso. Ma siccome le pretese di sicurezza sono molteplici, finiscono per essere molteplici e senza grande ordine le dirette risposte; con una galleria di annunci e provvidenze che non fa una politica, mentre la loro somma non fa una risposta socialmente convincente, anzi talvolta induce ad una ulteriore sensazione di paura e di insicurezza. Ci vuole allora una cultura istituzionale complessa unificando le varie azioni in un'unica prospettiva politica: quella della "politica della sicurezza" sarebbe stata buona se non fosse stata usata troppo e in modo sconnesso rispetto alle nostre intime esigenze di coesione sociale e di qualità della vita. Lì intorno bisogna comunque restare, ma forse la vera novità di risposta sarebbe quella di rilanciare le speranze, anche se solo al plurale.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Class action)

( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)

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Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate? Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (da Tonino) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una letterà all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni - che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Non commentato " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (22 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (25 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (48 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (115 votes, average: 1.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (54 votes, average: 2.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (50 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (123 votes, average: 1.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (41) Ultime discussioni Alberto Taliani: per PietroB. La libertà di parola esiste eccome, dipende però da quali parole si usano. Alberto Taliani: Caro Stefano, le rispondo volentieri: non amo la politica fatta in questo modo, spiando dal buco... gianroberto: Secondo voi , per quale ragione Valter ha imbarcato il Dott.On.Di Pietro?, " non poteva non sapere... Pietro.b: Non avevo dubbi,non appena una persona si permette di esprimere un opinione diversa dalla Sua,CARO... stefano: Sono di Sinistra, quindi un comunista. Scusatemi tanto se sono fuori tema, ma una bella discussione sul... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Berlusconi: "Giustizia, avanti tutta" Veltroni: "Pensa solo a se stesso" (sezione: Class action)

( da "Repubblica.it" del 30-06-2008)

Argomenti: Class Action

ROMA - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, torna sulle dure polemiche sollevate dalle sue iniziative in materie di giustizia. E lo fa riaffermando le scelte prese, assicurando "ogni sforzo perchè l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti" e insistendo "nella direzione che era indicata nei programmi e si incarna nella nostra azione". Nessuna frenata, nessun passo indietro. Scomparsa ogni traccia di dialogo post- elettorale. "Questo governo pensi alle famiglie e non ai problemi di Berlusconi" attacca Walter Veltroni che annuncia, in una lettera all'Unità, il via ad un viaggio attraverso l'Italia. 'Da che pulpito viene la predica di Veltroni, uno che ha ha portato al disastro il comune di Roma che è la Capitale d'Italia" ribatte il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Dunque, nonostante l'appello al reciproco rispetto dei presidente della repubblica, nonostante gli inviti "alla cautela" che Bossi fa arrivare a Berlusconi, lo scontro resta aspro. E il presidente del Consiglio va avanti. "Il governo ha scelto di mettere la sicurezza e l'ordine pubblico fra le priorità della propria azione, compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile ad una giustizia che, troppo spesso, delude le aspettative in essa legittimamente riposte" spiega Berlusconi. Ma Veltroni sposta l'attenzione sull'economia. Imputando al premier di occuparsi di giustizia e non "dei veri problemi dei cittadini". "Chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di salari, stipendi, e pensioni. E' questa la vera priorità del Pese e non il lodo Schifani. L'inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima necessità" continua Veltroni. Davvero lontani i tempi del dialogo. "Alcuni atteggiamenti e alcune posizioni sono volgari violenti e contro il dialogo" dice il ministro delle attività produttive Claudio Scajola. Ed è sempre l'italia dei Valori ad alzare i toni. "Che Berlusconi parli di interesse collettivo è quasi una barzelletta" taglia corto Massimo Donadi, capogruppo alla Camera. Dalla maggioranza Italo Bocchino, capogruppo vicario del Pdl alla Camera, ipotizza la possibilità che la norma 'blocca-processi' venga stralciata dal dl sicurezza, se l'opposizione dovesse dire sì al lodo Schifani. Una sorta di "baratto" che però il Pd ha già rifiutato in passato. E che rifiuta oggi con toni secchi: "E' una logica mercantilistica che non ci appartiene: nessuno scambio" dice il ministro ombra della giustizia, Lanfranco Tenaglia. "Da Berlusconi solo chiacchiere" rincara il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro. Ma Bocchino avverte: "Se faranno ostruzionismo, il governo potrebbe essere costretto a porre la fiducia". (30 giugno 2008.

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Giustizia, Berlusconi tira dritto <Stop a polemiche strumentali> (sezione: Class action)

( da "Corriere.it" del 30-06-2008)

Argomenti: Class Action

VELTRONI: "Il governo pensi ai salari". L'idv: "Il capo del governo? cattivo gusto" Berlusconi: "Polemiche strumentali danneggiano l'interesse collettivo" Il premier: "Su giustizia, sicurezza e ordine pubblico siamo decisi ad andare avanti" Silvio Berlusconi (LaPresse) ROMA - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo". È quanto afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato al convegno della Federazione italiana tabaccai, facendo un chiaro riferimento alla questione della giustizia. "ANDIAMO AVANTI" - "È certo però che profonderemo ogni sforzo - ha sottolineato Berlusconi - perché l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti, continuando nella direzione che era indicata nei nostri programmi e si incarna nella nostra azione". Il presidente del Consiglio ha quindi spiegato che "il governo ha scelto di mettere la sicurezza e l'ordine pubblico fra le priorità della propria azione, compresa la volontá di ridare efficienza e forza credibile ad una giustizia che, troppo spesso, delude le aspettative in essa legittimamente riposte". PD - Non si fa attendere la replica di Walter Veltroni. "Il governo si occupi di un Paese sempre più sull'orlo del baratro, piuttosto che dei problemi del presidente del Consiglio" dichiara il segretario del Partito Democratico. Che poi aggiunge: "L'inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima necessità. Salgono i prezzi alla produzione del 7,5%. Frena il mercato dell'auto e la produttività del Paese continua a decrescere. A questo si aggiunga la crisi di Alitalia che dopo mesi non ha ancora una soluzione e i quattromila esuberi prospettati. Ho parlato di un Paese che è sull'orlo di un tracollo e questi dati confermano quella valutazione". "Il governo - attacca il segretario del Pd - sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio. Noi chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni. È questa la vera priorità del Pese e non il lodo Schifani". IDV - Immediata anche la reazione dell'Italia dei Valori (il cui leader, ). "Che Berlusconi parli di interesse collettivo è quasi una barzelletta - afferma Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv alla Camera - E pure di cattivo gusto, visto che da quando è stato eletto ha solo pensato ai suoi affari personali e mai alla situazione del Paese, sempre più drammatica soprattutto dal punto di vista economico". "Ci troviamo di fronte ad un presidente del Consiglio deciso a fare strame della giustizia e delle istituzioni - aggiunge Donadi - per far approvare leggi indecenti, nel più totale disinteresse per le esigenze del Paese e dei cittadini. Una situazione molto grave - conclude - che richiede la più ferma e decisa opposizione, in Parlamento e nelle piazze". stampa |.

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