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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DAL  6 al 9 marzo 2008        #TOP


Report "Mercato immobiliare"

Ora gli operatori guardano all'Est Europa ( da "Arena, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'

Cala in città il prezzo delle case più datate ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il mercato immobiliare si rianima e dopo anni la soglia minima di mille euro al metro quadro potrebbe essere abbattuta Cala in città il prezzo delle case più datate Fa gola il nuovo quartiere di via Rossini: già venduti metà degli alloggi realizzati Il mercato immobiliare a Monfalcone sta registrando in questi ultimi mesi una leggera flessione dei prezzi a Monfalcone,

EPIDEMIA d'agenzia ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: si dipingono come le vittime collaterali dello scoppio della bolla immobiliare: come gli addetti in esubero di un settore in recessione. Le loro imprese erano 25 mila nel 2002, oggi sono quasi 40 mila: una folla immensa di intermediari per un mercato quasi fermo. Sulle cui vetrine scintillanti, aperte a ogni angolo di strada, gli stessi 'vendesi restano fermi per tre,

C'è il mattone dietro il boom spagnolo E la crisi dei subprime colpirà duro ( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: inevitabile prossima esplosione della bolla immobiliare, quindi è venuto il turno del Newsweek con un titolo impietoso: La fine dell'impero spagnolo. D'altronde i segnali della crisi sono evidenti: la crescita spagnola passerà nel 2008 dal 3,8% al 2,4%; il tasso di disoccupazione è aumentato fino all 8,4% e l'inflazione corre oltre il 4%.

Fed affronta spiacevole combinazione di prezzi e debole crescita ( da "Websim" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: particolarmente esposta a rischi al ribasso per il rallentamento della bolla immobiliare e i disturbi del mercati finanziari" ha detto Yellen in commenti preparati per il simposio della banca di Francia su globalizzazione e politica monetaria. Sull'inflazione, il presidente della Fed di Dallas Richard Fisher ha detto che la globalizzazione non toglie alla Fed la capacità di controllare l'

In Polonia balzo del giro d'affari del settore: 85 miliardi di investimenti fino al 2013 buona parte di questi in infrastrutture ( da "Arena.it, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'

PREVISIONI. L'associazione europea costruttori: nel 2008-2010, dalle macchine alle costruzioni, la frontiera dell'edilcantieristica saranno i Paesi emergenti della Ue ( da "Arena.it, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'

L'era del petrolio sta per nire. E Bush non pensa alle alternative ( da "EUROPA.it" del 08-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La stampa statunitense è preoccupata per le ripercussioni negative dell'aumento del prezzo del petrolio sull'economia americana, già indebolita dalla crisi del credito e dallo scoppio della bolla immobiliare. "È venuto il momento di dirci la verità", scrive Timothy Egan sul New York Times. "L'era del petrolio sta per finire.

Sui prezzi inizia l'accenno di discesa ma c'è il paracadute ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2008-03-08 - pag: 44 autore: QUI LONDRA Sui prezzi inizia l'accenno di discesa ma c'è il paracadute Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente I prezzi delle case in Gran Bretagna hanno cominciato a cedere,come c'era da aspettarsi.

L'America perde posti di lavoro ( da "Corriere della Sera" del 08-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: 63 mila in febbraio) e il presidente Bush ammette che nel primo trimestre dell'anno l'economia ha segnato un chiaro rallentamento. Molte banche sono ora in difficoltà: l'esplosione della bolla immobiliare continua ad allargare i suoi effetti. E forte l'attesa per un nuovo deciso taglio dei tassi da parte della Fed il 18 marzo.

Più disoccupati e fallimenti L'America ora ha paura ( da "Corriere della Sera" del 08-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: esplosione della bolla immobiliare continua ad allargare i suoi effetti. Quanto sia diffusa fra gli istituti la paura di non farcela a mantenere i requisiti di capitale per operare, lo ha fatto capire ieri la stessa Federal Reserve: poco dopo l'avvio della mattinata, l'istituto centrale Usa ha provveduto a sorpresa ad aumentare ancora a 100 miliardi di dollari l'

Mutui salati, tornano a crescere gli affitti ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: mentre negli ultimi anni è cresciuto molto il prezzo delle case". Un'indagine capillare Tornando al volume "Case & Terreni 2008" che sarà presentato giovedì 13, una prerogativa da rimarcare è la capillarità con cui il gruppo di ricercatori ha documentato i prezzi degli immobili non solo di tutte le strade, ma spesso addirittura segmentando una singola via in due,

<Le tlc? Non è più l'età dell'oro, ma rendono ancora> ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Mettiamo in fila i quattro elementi: Borsa, industria, immobili, banche. Le borse cadono perché si sta sgonfiando la bolla immobiliare, che a sua volta, per via dei titoli collaterali derivati dai mutui a rischio, mette in forte difficoltà le banche. Finora, sui mercati, a non essere stata troppo penalizzata è l'industria.


Articoli

Ora gli operatori guardano all'Est Europa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

PREVISIONI. L'associazione europea costruttori: nel 2008-2010, dalle macchine alle costruzioni, la frontiera dell'edilcantieristica saranno i Paesi emergenti della Ue Ora gli operatori guardano all'Est Europa di Olga Bussinello Con 85 miliardi di euro di investimenti fino al 2013 (nel 2012 si svolgeranno i campionati europei di calcio), dei quali oltre 55 in infrastrutture, fortemente sostenute da finanziamenti comunitari, è la Polonia una delle nuove frontiere europee per il settore delle macchine movimento terra, per l'edilcantieristica e le costruzioni. Non è un caso che tra le numerose delegazioni estere presenti in questi giorni al Samoter, particolarmente numerosa sia la presenza di operatori polacchi con i quali concludere affari. Tra essi, anche Leszek Pedryc, manager e componente del consiglio di amministrazione del colosso Pol-Dròg Capital Group, con capitale al 100% polacco, oltre 1900 dipendenti e attivo in particolare nel settore della costruzione di strade, essendo uno dei maggiori produttori di vari tipi di asfalti, che conferma il forte trend di crescita del paese e l'interesse per la meccanica italiana. "I progetti di cofinanziamento europeo aumenteranno in Polonia del venti, trenta per cento in valore nei prossimi due anni", sottolinea Pedryc. "Il Gruppo che rappresento è molto interessato ai macchinari italiani, che conosciamo bene avendoli già acquistati in passato. Del prodotto made in Italy apprezziamo soprattutto il servizio e l'assistenza tecnica post vendita". Tutti i dati congiunturali e le previsioni confermano l'Europa dell'Est e la Polonia in particolare come l'area più dinamica per i settori che ruotano intorno al comparto delle costruzioni. Secondo i dati del Cece - Commettee for European Construction Equipment (l'associazione europea dei contruttori), l'Europa rappresenta, nel segmento delle macchine da cantiere, una fetta importante del fatturato mondiale (che si attesta complessivamente a 30 miliardi di euro), con una quota di 16 miliardi sul totale, distribuiti per il 6% nei Paesi dell'Est e il 27% in quelli dell'area occidentale. Ma è dal confronto sulle previsioni delle attività di costruzione tra il 2008 e il 2010 che si comprende il differenziale di crescita. Nei mercati tradizionali dell'Europa secondo il Cece si attende infatti un incremento modesto, intorno all'1,4-1,6% per il residenziale, causato dalla instabile situazione finanziaria internazionale e dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'Unione europea. Il mercato dell'edilizia, dopo il picco del 2006, sta registrando una fase di rallentamento. Secondo Euroconstruct, che controlla l'andamento del comparto in 19 Paesi, per il 2008 si prevede un trend positivo, ma al di sotto dell'1,5%. Questo vale, soprattutto, per i Paesi dell'area Occidentale. Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti nelle costruzioni, così come la domanda, restano alti. In questi Paesi il ritmo di crescita del mercato oscilla tra il 7 e l'8%, con una previsione per il 2008 di oltre il 9%. Nel 2007 la fotografia relativa ai 19 Paesi che fanno parte dell'Euroconstruct premia soprattutto la Polonia con una crescita del 13% e i Paesi scandinavi con una media intorno al 6%. Nel prossimo triennio, in base alle previsioni, sarà soprattutto il settore dell'edilizia non residenziale a sostenere il mercato, insieme agli investimenti infrastrutturali, che resteranno alti soprattutto per quanto riguarda i Paesi dell'Europa dell'Est.

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Cala in città il prezzo delle case più datate (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il mercato immobiliare si rianima e dopo anni la soglia minima di mille euro al metro quadro potrebbe essere abbattuta Cala in città il prezzo delle case più datate Fa gola il nuovo quartiere di via Rossini: già venduti metà degli alloggi realizzati Il mercato immobiliare a Monfalcone sta registrando in questi ultimi mesi una leggera flessione dei prezzi a Monfalcone, soprattutto per quanto riguarda gli alloggi non nuovi o ristrutturati che, in alcuni casi, possono scendere sotto la soglia dei mille euro al metro quadro. E ancora di più sarà in futuro, con le nuove immissioni di appartamenti appena realizzati iniziato con la riqualificazione dell'area occupata fino a cinque anni fa dall'ex ospedale di via Rossini. Sulla quale l'aspettativa dei cittadini è massima, a quanto pare, tanto che metà degli appartamenti realizzati sono stati già venduti (o sono in procinto di esserlo) nonostante la consegna effettiva sia programmata solo verso la fine dell'anno. Insomma, la nuova area cambierà non solo il volto di una parte di Monfalcone, ma comporterà pure dei cambiamenti epocali in tutto il mercato immobiliare locale. IL QUARTIERE. L'intervento in via Rossini comporterà la totale riqualificazione della zona già occupata dall'ex ospedale, che è stata completamente bonificata e verrà ora trasformata in una zona di uffici e appartamenti, con tanto di nuova viabilità e aree verdi. Secondo il progetto, nell'area sorgeranno edifici di 4-5 piani per un totale di 210 alloggi e quindi poco più di 600 persone insediabili. A completare il tutto, un'ampia area per la sosta, e una piastra commerciale da 2.800 metri quadri di cui 2.400 per l'alimentare e il resto per il non alimentare. A caratterizzare l'area sarà anche il parco centrale che sarà allungato fino alla chiesetta (unica parte del vecchio edificio che rimarrà in piedi causa vincoli della Soprintendenza), avrà una superficie totale di 5mila metri quadri e sarà attraversato da un percorso pedonale. Infine, ci sarà anche uno spazio per gli uffici comunali, che però deve ancora essere determinato. E le vendite, nonostante i tempi di consegna siano ben lunghi, non mancano. Il primo edificio i cui spazi sono stati messi in vendita conta 8 appartamenti e due locali commerciali. "Abbiamo già portato a termine due vendite - spiega Susanna Marusig, responsabile regionale Fiaip e agente immobiliare che si occupa delle trattative per la zona - e per altri due ci sono già richieste. E anche uno dei due spazi commerciali è già prenotato. Per quanto riguarda invece il secondo edificio, che ospiterà soltanto uffici, abbiamo già avuto delle richieste da parte di uno studio di commercialisti, di uno di avvocati e di una società con sede in Fincantieri". Una parte di questi spazi, ma tutto è ancora da decidere dovrebbe poi essere occupata dal Comune. "Stiamo aspettando che il Comune dia il via libera alla concessione per il secondo lotto, perché ci sono molte richieste". I PREZZI. Gli appartamenti nella zona vengono venduti attorno ai 2.000 euro al metro quadro, quindi leggermente al di sopra della media. Ma sicuramente la loro comparsa sul mercato farà sì che i prezzi delle case "usate" o da ristrutturare presenti a Monfalcone calino ancora, dopo le ulteriori diminuzioni registrate di recente. "Sicuramente con il secondo lotto ci sarà un ulteriore movimentazione del mercato in città - spiega Marusig - che farà ancora di più sentire il calo dei prezzi nel mercato dell'usato. Calo che però non prevediamo ci sia nel mercato del nuovo, dal momento che la diminuzione dei costi non tocca le materie prime". Un altro fenomeno che si manifesterà è quello dello "slittamento delle vendite". Ovvero, un maggior tempo tra la messa in vendita e la vendita vera e propria delle case. "Una volta una casa si vendeva in media nel giro di due, tre mesi, ora si è saliti a cinque. Questo significa che anche le persone si prendono tutto il tempo per valutare bene l'acquisto, e per scegliere con tutta calma". Elena Orsi.

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EPIDEMIA d'agenzia (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Attualità IL MERCATO DELLA CASA EPIDEMIA d'agenzia Di roberta Carlini Incalza la crisi. Ma gli intermediari immobiliari aumentano, le provvigioni non si abbassano e i guadagni in nero persistono. E Bersani è solo un ricordo Nero a metà. Come minimo. Le agenzie immobiliari italiane continuano a non resistere alla tentazione di nascondere al fisco - in parte o del tutto - il loro compenso. Lo rivelano i dati di un'inchiesta svolta da Altroconsumo su 305 agenzie in nove città. A stare a questi dati, né le montagne russe del mercato delle case né il ciclone Visco-Bersani hanno cambiato più di tanto i comportamenti in voga: fatture poco veritiere e provvigioni poco concorrenziali restano prassi comune per gli agenti immobiliari italiani. Che, a loro volta, si dipingono come le vittime collaterali dello scoppio della bolla immobiliare: come gli addetti in esubero di un settore in recessione. Le loro imprese erano 25 mila nel 2002, oggi sono quasi 40 mila: una folla immensa di intermediari per un mercato quasi fermo. Sulle cui vetrine scintillanti, aperte a ogni angolo di strada, gli stessi 'vendesi' restano fermi per tre, quattro, anche sette mesi. Bugie fiscali 'Mille euro tutto compreso'. Questo il compenso più gettonato dalle agenzie immobiliari negli ultimi tempi, a stare a quel che dicono al momento del rogito. Il notaio romano che racconta di questa strana coincidenza spiega anche il perché. Tutto risale alle prima lenzuolata di Bersani, integrata nella parte fiscale da Visco, che ha stabilito l'obbligo di dichiarare davanti al notaio se l'affare è stato concluso con un'agenzia, nonché il come e il quanto del pagamento. Così, dal luglio 2006 i compensi delle agenzie dovrebbero risultare pubblicamente dagli atti di compravendita. Per far venire fuori il nero più facilmente, nella stessa legge c'è un beneficio fiscale per chi ha venduto o comprato: può detrarre dalle tasse il 19 per cento di quanto dato all'agenzia, ma solo fino alla somma di mille euro. Insomma, 190 euro al massimo. E poiché sopra i mille euro non c'è più nessuno sconto fiscale, ecco che l'agenzia ha buon gioco nel proporre al cliente una sotto-fatturazione. Molto 'sotto': ad esempio, su una casa dal valore di 400 mila euro, quei mille euro equivarrebbero a una provvigione dello 0,25 per cento, mentre nella realtà le provvigioni sono in media al 3. "Io faccio pressioni per far venire fuori il ruolo dell'agenzia, ma poi devo stare alla loro dichiarazione", racconta il notaio. E se la dichiarazione contiene solo mezza verità, già è tanto. Un'impressione? Non pare proprio, a stare all'esperimento fatto da Altroconsumo, i cui intervistatori si sono presentati nelle agenzie sotto mentite spoglie: in veste di proprietari di un monolocale interessati a venderlo per acquistare un bilocale nella stessa zona. Ed è venuto fuori che, mentre di primo acchito quasi tutti gli agenti dichiarano che rilasceranno regolare fattura, quando il cliente chiede la disponibilità a ricorrere al nero solo il 39 per cento degli agenti rifiuta la proposta indecente. Un bel 10 per cento dice subito di sì, uno su tre lascia intendere che si può fare, gli altri tacciono. Risposte che fanno capire che la tentazione del nero resta fortissima. "E cosa risponderebbe a quelle domande un dentista? E l'idraulico?", si inalbera Franco Arosio, presidente Fiaip. La sua federazione riunisce per lo più gli agenti individuali, i piccoli professionisti non legati da reti di franchising: "Noi siamo un sindacato, non controlliamo i comportamenti di tutti gli iscritti", dice Arosio. Aggiungendo che naturalmente "le imposte si devono pagare". Contro il Bersani-Visco la categoria voleva scendere in piazza. Non lo fece per paura di non essere compresa dalla pubblica opinione. Ma molti gridarono all'esproprio, qualcuno tirò in ballo la privacy. Per il presidente di Fiaip dell'Emilia Romagna, addirittura, "identificare gli agenti immobiliari negli atti di compravendita lede la libertà individuale e della libera contrattazione tra le parti". Ma i timori erano eccessivi: il giochetto dei mille euro ha depotenziato l'attacco del fisco, non dando ai clienti alcun incentivo a 'denunciare' l'agente; mentre le altre novità in vista, come la liberalizzazione della professione, sono sepolte con il Bersani-ter sotto le macerie del governo Prodi. Segnali di crisi Il mercato delle case è fermo, le compravendite in calo, gli agenti il doppio di dieci anni fa. Scenderanno prezzi e provvigioni? "Il tempo medio per concludere un affare si è allungato molto. Da 30-60 giorni adesso siamo a 120-150", dice Arosio che accusa i grandi del franchising di aver ignorato per mesi la crisi in arrivo, per continuare a vendere bene agli agenti il proprio marchio: "Noi l'avevamo detto che si preannunciavano tempi duri". Tempi nei quali un agente può tenere in vendita una casa anche per sei mesi: mesi di visite inutili, di tempo perso. Forse perché dovrebbero scendere i prezzi: molti accusano le agenzie di supervalutare le case per allettare i venditori e aggiudicarsi l'appartamento. "Quella fase è superata, adesso è il venditore che si è montato la testa. Il prezzo non lo facciamo noi, lo fanno i proprietari", risponde Arosio. Quanto alle provvigioni, le richieste iniziali restano alte, poi in sede di trattativa ciascun agente decide il da farsi. "A noi risulta che stanno scendendo, siamo su una media del 2-2,5 per cento", dicono alla Fimaa, un'altra delle associazioni delle agenzie. Il loro presidente Alberto Pizzirani dà i numeri della crisi: a gennaio e febbraio 2008 le compravendite sono scese dell'8-10 per cento a Nord, del 15-20 al Centro, del 25 a Sud. Eppure, ancora fino a tutto il 2007, le agenzie continuavano a crescere: più 6,7 per cento quelle iscritte alle camere di commercio, per un totale di 39.488. Un aumento inferiore a quello degli anni passati, ma ancora sensibile e spalmato su tutto il territorio; con la sola eccezione di Milano, la città italiana con più agenzie (3.378) e anche l'unica dove nel 2007 è già cominciata la flessione: meno 9,7 per cento. Nei prossimi mesi andrà anche peggio, dicono alla Fimaa: "La metà delle nuove agenzie è destinata a chiudere, se non adeguatamente seguita e sostenuta". La lotta per la sopravvivenza è già iniziata. Ma niente fa pensare che si giocherà su prezzi e provvigioni. Piuttosto ci sarà uno spostamento verso il ricco mercato degli affitti brevi, nei quali il nero è ancora più facile, e una ristrutturazione delle grandi reti. "L'esplosione è stata improvvisa, la discesa sarà più graduale, ma ci sarà", prevede Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari: "Il settore si farà più concentrato. E le agenzie cercheranno sempre più di dare servizi aggiuntivi, come il credito". Ma la crisi da subprime si fa sentire: se fino a qualche mese fa le banche affidavano a reti di agenzie anche la fase istruttoria del mutuo, adesso hanno stretto i freni, visto l'aumento delle insolvenze, alle quali non è estraneo il credito troppo facile dato proprio tramite le agenzie. E allora i big corrono ai ripari. è il caso di Gabetti e Ubh (la holding che ha al suo interno ProfessioneCasa e Grimaldi), di recente accorpate in un unico colosso al grido di 'resteremo in pochi'. Mentre i piccoli e storici 'indipendenti' sperano di mettersi in salvo perché spendono meno per pubblicità, sedi, affitto del marchio. E gli ultimi arrivati, che hanno aperto la vetrinetta delle offerte con poca esperienza e un mercato calante, rischiano di più. n IL CARTELLO DEL 3 per cento Tante agenzie in concorrenza, ma fino a un certo punto. Dall'inchiesta di Altroconsumo viene fuori che le percentuali di guadagno delle agenzie sono ancora allineate. è vero che ognuno può fare quel che vuole, e dopo l'intervento dell'Antitrust di qualche anno fa ogni tariffario di categoria è bandito, ma di fatto la stragrande maggioranza delle agenzie applica il 3 per cento a entrambe le parti. Succede nel 93 per cento dei casi a Brescia, nell'83 a Genova e Bari, nell'80 a Milano. A volte si scende, facendo uno sconto al venditore; altre volte si sale, fino al 4 o 6 per cento. Le città con maggiore varietà di provviggione sono Bologna (dove si va dall'1 al 4) e Torino (dove si arriva al 6). Misteriosa la situazione romana, perché gran parte delle agenzie intervistate non risponde alla domanda. La corsa non si ferma mprese registrate appartenenti al settore Attività di mediazione immobiliare comprese le agenzie immobiliari dati al 31 dicembre 2007 e 2006 2.007 2.006 var. % Abruzzo 623 561 11,1 Basilicata 83 82 1,2 Calabria 387 359 7,8 Campania 1.640 1.530 7,2 Emilia-Romagna 3.637 3.478 4,6 Friuli-Venezia-Giulia 862 830 3,9 Lazio 4.416 4.067 8,6 Liguria 2.354 2.289 2,8 Lombardia 8.258 7.726 6,9 Marche 885 819 8,1 Molise 106 91 16,5 Piemonte 3.639 3.384 7,5 Puglia 1.601 1.423 12,5 Sardegna 772 713 8,3 Sicilia 1.362 1.219 11,7 Toscana 3.978 3.838 3,6 Trentino-Alto Adige 509 482 5,6 Umbria 580 542 7,0 Valle d'Aosta 84 82 2,4 Veneto 3.712 3.509 5,8 Totale 39.488 37.024 6,7.

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C'è il mattone dietro il boom spagnolo E la crisi dei subprime colpirà duro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Liberazione" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il 60% della crescita è legata alla speculazione edilizia, crescono inflazione e disoccupazione C'è il mattone dietro il boom spagnolo E la crisi dei subprime colpirà duro Laura Eduati Madrid nostra inviata Alla stampa anglosassone evidentemente piace il ruolo della guastafeste. Mentre il quotidiano Liberation si lancia in un allegro "Qué viva España" segnalando Zapatero come il nuovo modello della sinistra francese e i corrispondenti esteri analizzano con malcelata ammirazione la corsa della Spagna verso la modernizzazione, i giornalisti britannici annunciano il tonfo di Zapatero nella polvere di una pesantissima crisi economica. Che poi è quello che sostiene il conservatore Rajoy nel tentativo di frantumare l'ottimismo pompato dai socialisti. Ha cominciato il Financial Times rimproverando al premier spagnolo di non prendere adeguate misure contro l'inevitabile prossima esplosione della bolla immobiliare, quindi è venuto il turno del Newsweek con un titolo impietoso: La fine dell'impero spagnolo. D'altronde i segnali della crisi sono evidenti: la crescita spagnola passerà nel 2008 dal 3,8% al 2,4%; il tasso di disoccupazione è aumentato fino all' 8,4% e l'inflazione corre oltre il 4%. La spiegazione è semplice: la spettacolare crescita degli ultimi anni si è basata per il 60% sull'edilizia e la compravendita di alloggi, mentre la produzione industriale vera e propria è rimasta al 17%. La speculazione selvaggia ha arricchito le imprese edili e spinto gli spagnoli ad acquistare case a prezzi che non si potevano permettere. Le famiglie si sono indebitate per 624 miliardi di euro con mutui a tasso variabile che negli ultimi tempi faticano a onorare. E di fronte ai prezzi esosi degli alloggi, in molti rinunciano. In questo modo è rallentata moltissimo la costruzione di appartamenti e villette. In Spagna l'economia del mattone contribuisce al 18% del Pil, una percentuale doppia rispetto al resto dell'Unione Europea. Un settore troppo fragile per reggere, specialmente dopo la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. E il rallentamento del settore edilizio ha già provocato sintomi preoccupanti: la disoccupazione è cresciuta per il quinto mese consecutivo arrivando a toccare 2,2 milioni di persone, il dato peggiore dal 1996. A febbraio hanno perso il lavoro oltre 50mila persone, la maggior parte delle quali impiegata nell'edilizia, per il 20% dei casi immigrati. Se la tendenza dovesse continuare, le agenzie immobiliari calcolano che entro dicembre oltre 1 milione di persone perderanno il lavoro visto che le imprese edili prevedono di costruire 500mila alloggi in meno rispetto all'anno scorso. Senza contare, avvertono gli uccelli del malaugurio, le perdite nell'indotto composto dalle imprese di mobili e elettrodomestici. Le stesse agenzie immobliari hanno perso in tre mesi 200 milioni di euro, ammettendo di aver venduto nei mesi scorsi dal 30 al 40% di appartamenti in meno. Recentemente l'Ocse ha valutato negativamente la politica economica di Zapatero poiché non avrebbe fatto abbastanza per cambiare il modello di sviluppo inaugurato da Aznar, rimanendo ancorato alle imprese di costruzione. Nella campagna elettorale Zapatero elude le avvisaglie della crisi ma promette che sarà permesso alle famiglie insolventi di posticipare le rate del mutuo senza conseguenze. E pensa di dirottare i disoccupati dell'edilizia verso il promettente settore dei servizi. Il messaggio è tranquillizzante, quasi euforico: "Abbiamo superato l'Italia per reddito pro-capite" ha esordito nell'ultimo duello televisivo di lunedì sera. Il presidente del circolo degli imprenditori Claudo Boada Palleres - che certo, non è un suo alleato - gli ha ricordato che se il Pil spagnolo è l'ottavo del mondo, il World Economic Forum colloca la Spagna al ventinovesimo posto nel ranking di competitività. Se uno si vuol fare bello con i dati macreconomici rischia sempre di trovarsi davanti altri dati che lo smentiscono. Le misure facili facili messe in campo da Zapatero per chiedere il voto si spiegano però proprio con la necessità di rintuzzare le paure della gente: 400 euro di rimborso Irpef, 2500 euro per i nuovi nati, 210 euro per i giovani che devono pagare un affitto. Per i conservatori si tratta di piccole mance per rabbonire un elettorato spaventato dalle cifre della crisi e dal timore di ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, con un appartamento pignorato e senza un lavoro. 07/03/2008.

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Fed affronta spiacevole combinazione di prezzi e debole crescita (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Websim" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

NOTIZIE FLASH 07 Marzo 08 ora 09:04 Fed affronta spiacevole combinazione di prezzi e debole crescita CHICAGO, 7 marzo (Reuters) - L'istituto centrale Usa deve considerare una spiacevole combinazione di rischi per inflazione e crescita nello stabilire la sua politica monetaria. Lo ha detto a Parigi la presidente della Fed di San Francisco Janet Yellen. "L'economia Usa è particolarmente esposta a rischi al ribasso per il rallentamento della bolla immobiliare e i disturbi del mercati finanziari" ha detto Yellen in commenti preparati per il simposio della banca di Francia su globalizzazione e politica monetaria. Sull'inflazione, il presidente della Fed di Dallas Richard Fisher ha detto che la globalizzazione non toglie alla Fed la capacità di controllare l'inflazione, ma aumenta i rischi per gli istituti centrali perché gli investitori possono decidere di lasciare una valuta in deprezzamento. "[La globalizzazione] ci stimola - si potrebbe dire ci disciplina - a guidare più prudentemente la politica monetaria" ha detto Fisher a Parigi. ((Redazione Milano, Reuters messaging: irene.chiappisi.reuters.com@reuters.net, 0039 02 66129655, fax 0039 02 801149, milan.newsroom@news.reuters.com)).

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In Polonia balzo del giro d'affari del settore: 85 miliardi di investimenti fino al 2013 buona parte di questi in infrastrutture (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena.it, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

PREVISIONI. L'associazione europea costruttori: nel 2008-2010, dalle macchine alle costruzioni, la frontiera dell'edilcantieristica saranno i Paesi emergenti della Ue Ora gli operatori guardano all'Est Europa In Polonia balzo del giro d'affari del settore: 85 miliardi di investimenti fino al 2013 buona parte di questi in infrastrutture     Olga Bussinello Con 85 miliardi di euro di investimenti fino al 2013 (nel 2012 si svolgeranno i campionati europei di calcio), dei quali oltre 55 in infrastrutture, fortemente sostenute da finanziamenti comunitari, è la Polonia una delle nuove frontiere europee per il settore delle macchine movimento terra, per l'edilcantieristica e le costruzioni. Non è un caso che tra le numerose delegazioni estere presenti in questi giorni al Samoter, particolarmente numerosa sia la presenza di operatori polacchi con i quali concludere affari. Tra essi, anche Leszek Pedryc, manager e componente del consiglio di amministrazione del colosso Pol-Dròg Capital Group, con capitale al 100% polacco, oltre 1900 dipendenti e attivo in particolare nel settore della costruzione di strade, essendo uno dei maggiori produttori di vari tipi di asfalti, che conferma il forte trend di crescita del paese e l'interesse per la meccanica italiana. "I progetti di cofinanziamento europeo aumenteranno in Polonia del venti, trenta per cento in valore nei prossimi due anni", sottolinea Pedryc. "Il Gruppo che rappresento è molto interessato ai macchinari italiani, che conosciamo bene avendoli già acquistati in passato. Del prodotto made in Italy apprezziamo soprattutto il servizio e l'assistenza tecnica post vendita". Tutti i dati congiunturali e le previsioni confermano l'Europa dell'Est e la Polonia in particolare come l'area più dinamica per i settori che ruotano intorno al comparto delle costruzioni. Secondo i dati del Cece - Commettee for European Construction Equipment (l'associazione europea dei contruttori), l'Europa rappresenta, nel segmento delle macchine da cantiere, una fetta importante del fatturato mondiale (che si attesta complessivamente a 30 miliardi di euro), con una quota di 16 miliardi sul totale, distribuiti per il 6% nei Paesi dell'Est e il 27% in quelli dell'area occidentale. Ma è dal confronto sulle previsioni delle attività di costruzione tra il 2008 e il 2010 che si comprende il differenziale di crescita. Nei mercati tradizionali dell'Europa secondo il Cece si attende infatti un incremento modesto, intorno all'1,4-1,6% per il residenziale, causato dalla instabile situazione finanziaria internazionale e dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'Unione europea. Il mercato dell'edilizia, dopo il picco del 2006, sta registrando una fase di rallentamento. Secondo Euroconstruct, che controlla l'andamento del comparto in 19 Paesi, per il 2008 si prevede un trend positivo, ma al di sotto dell'1,5%. Questo vale, soprattutto, per i Paesi dell'area Occidentale. Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti nelle costruzioni, così come la domanda, restano alti. In questi Paesi il ritmo di crescita del mercato oscilla tra il 7 e l'8%, con una previsione per il 2008 di oltre il 9%. Nel 2007 la fotografia relativa ai 19 Paesi che fanno parte dell'Euroconstruct premia soprattutto la Polonia con una crescita del 13% e i Paesi scandinavi con una media intorno al 6%. Nel prossimo triennio, in base alle previsioni, sarà soprattutto il settore dell'edilizia non residenziale a sostenere il mercato, insieme agli investimenti infrastrutturali, che resteranno alti soprattutto per quanto riguarda i Paesi dell'Europa dell'Est.

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PREVISIONI. L'associazione europea costruttori: nel 2008-2010, dalle macchine alle costruzioni, la frontiera dell'edilcantieristica saranno i Paesi emergenti della Ue (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena.it, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Ora gli operatori guardano all'Est Europa In Polonia balzo del giro d'affari del settore: 85 miliardi di investimenti fino al 2013 buona parte di questi in infrastrutture     Olga Bussinello Con 85 miliardi di euro di investimenti fino al 2013 (nel 2012 si svolgeranno i campionati europei di calcio), dei quali oltre 55 in infrastrutture, fortemente sostenute da finanziamenti comunitari, è la Polonia una delle nuove frontiere europee per il settore delle macchine movimento terra, per l'edilcantieristica e le costruzioni. Non è un caso che tra le numerose delegazioni estere presenti in questi giorni al Samoter, particolarmente numerosa sia la presenza di operatori polacchi con i quali concludere affari. Tra essi, anche Leszek Pedryc, manager e componente del consiglio di amministrazione del colosso Pol-Dròg Capital Group, con capitale al 100% polacco, oltre 1900 dipendenti e attivo in particolare nel settore della costruzione di strade, essendo uno dei maggiori produttori di vari tipi di asfalti, che conferma il forte trend di crescita del paese e l'interesse per la meccanica italiana. "I progetti di cofinanziamento europeo aumenteranno in Polonia del venti, trenta per cento in valore nei prossimi due anni", sottolinea Pedryc. "Il Gruppo che rappresento è molto interessato ai macchinari italiani, che conosciamo bene avendoli già acquistati in passato. Del prodotto made in Italy apprezziamo soprattutto il servizio e l'assistenza tecnica post vendita". Tutti i dati congiunturali e le previsioni confermano l'Europa dell'Est e la Polonia in particolare come l'area più dinamica per i settori che ruotano intorno al comparto delle costruzioni. Secondo i dati del Cece - Commettee for European Construction Equipment (l'associazione europea dei contruttori), l'Europa rappresenta, nel segmento delle macchine da cantiere, una fetta importante del fatturato mondiale (che si attesta complessivamente a 30 miliardi di euro), con una quota di 16 miliardi sul totale, distribuiti per il 6% nei Paesi dell'Est e il 27% in quelli dell'area occidentale. Ma è dal confronto sulle previsioni delle attività di costruzione tra il 2008 e il 2010 che si comprende il differenziale di crescita. Nei mercati tradizionali dell'Europa secondo il Cece si attende infatti un incremento modesto, intorno all'1,4-1,6% per il residenziale, causato dalla instabile situazione finanziaria internazionale e dalla bolla immobiliare di alcuni mercati (in particolare Spagna, Irlanda e Gran Bretagna) con una spinta verso le costruzioni non residenziali e le infrastrutture che dovrebbero aumentare del 4% sia nel 2008 che nel 2009. Mentre nell'Est Europa la crescita sarà rispettivamente del 18 e del 13%, specialmente in Polonia e Slovacchia grazie ai progetti infrastrutturali finanziati dall'Unione europea. Il mercato dell'edilizia, dopo il picco del 2006, sta registrando una fase di rallentamento. Secondo Euroconstruct, che controlla l'andamento del comparto in 19 Paesi, per il 2008 si prevede un trend positivo, ma al di sotto dell'1,5%. Questo vale, soprattutto, per i Paesi dell'area Occidentale. Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti nelle costruzioni, così come la domanda, restano alti. In questi Paesi il ritmo di crescita del mercato oscilla tra il 7 e l'8%, con una previsione per il 2008 di oltre il 9%. Nel 2007 la fotografia relativa ai 19 Paesi che fanno parte dell'Euroconstruct premia soprattutto la Polonia con una crescita del 13% e i Paesi scandinavi con una media intorno al 6%. Nel prossimo triennio, in base alle previsioni, sarà soprattutto il settore dell'edilizia non residenziale a sostenere il mercato, insieme agli investimenti infrastrutturali, che resteranno alti soprattutto per quanto riguarda i Paesi dell'Europa dell'Est.

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L'era del petrolio sta per nire. E Bush non pensa alle alternative (sezione: Mercato immobiliare)

( da "EUROPA.it" del 08-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

La stampa statunitense è preoccupata per le ripercussioni negative dell'aumento del prezzo del petrolio sull'economia americana, già indebolita dalla crisi del credito e dallo scoppio della bolla immobiliare. "È venuto il momento di dirci la verità", scrive Timothy Egan sul New York Times. "L'era del petrolio sta per finire. Forse non succederà subito, ma quel che è certo è che i segni del declino sono già qui intorno a noi. E di fronte a questa minaccia incombente cosa fa il presidente George W. Bush? Semplice: solo pochi giorni fa ha esteso gli incentivi fiscali per le compagnie petrolifere con la speranza che questo le convinca a investire in nuove raffinerie, senza neanche pensare che sono trentadue anni che negli Stati Uniti non viene costruito un nuovo impianto. Questa decisione non solo è sbagliata, perché dissuade le aziende dall'investire in fonti energetiche alternative, ma è anche immorale: come si può pensare di dare sussidi di decine di milioni di dollari - tutti soldi dei contribuenti - ad aziende come la Exxon Mobil, che negli ultimi anni hanno registrato profitti da record? Così, mentre il prezzo del petrolio vola a 105 dollari per barile, l'avidità dei manager e la scarsa lungimiranza dei politici contribuiscono ad accelerare la fine dell'era del petrolio". Anche il Miami Herald si stupisce della reazione di Bush: "La scorsa settimana il presidente è sembrato molto sorpreso quando un giornalista gli ha chiesto cosa ne pensava del prezzo della benzina, salito a quattro dollari al gallone. Questo dimostra che i politici, specialmente quelli in alto nella scala gerarchica, sono completamente sconnessi dalla realtà quotidiana dei cittadini". Secondo il Washington Times le proposte del governo per fronteggiare il forte aumento della benzina sono inefficaci: "Qualcuno ha parlato di controllo statale del prezzo del carburante. Purtroppo il governo, che ha commesso molti errori - vedi l'entusiasmo ingiustificato per i biocarburanti - non offre molta fiducia su questo punto".

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Sui prezzi inizia l'accenno di discesa ma c'è il paracadute (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: CASA E CASE data: 2008-03-08 - pag: 44 autore: QUI LONDRA Sui prezzi inizia l'accenno di discesa ma c'è il paracadute Marco Niada LONDRA. Dal nostro corrispondente I prezzi delle case in Gran Bretagna hanno cominciato a cedere,come c'era da aspettarsi. La buona notizia però è che finora il trend è morbido e non brusco come è stato in altri Paesi europei. Secondo la Halifax, la maggiore società di credito ipotecario, parte del gruppo Hbos, il calo in febbraio è stato dello 0,3% su base mensile, pari a una crescita, su base annua, del 4,2% rispetto al 4,5% di gennaio. Non sono dati molto confor-tanti, ma neppure drammatici, considerando che, tutto sommato, i prezzi delle dimore residenziali hanno dato prova di sostanziale tenuta rispetto a Paesi come Germania, Irlanda, Spagna, Belgio e la stessa Francia. Secondo le statistiche compilate su base europea dal Royal Institute of Chartered Surveyors (Rics) relative al 2007, nell'anno appena concluso la gran parte del settore immobiliare residenziale in Europa ha perso fortemente terreno, con Paesi come Irlanda e Germania che hanno addirittura registrato prezzi in forte flessione. La prima ha registrato una contrazione del 7%, mentre la seconda ha accusato un calo del 6%. In Francia la crescita è quasi dimezzata, passando dal 7% al 4%, mentre in Danimarca, dopo un balzo del 15% nel 2006, nell'anno successivo il tasso è stato zero. In Gran Bretagna il ritmo di crescita dei prezzi è rimasto sostanzialmente invariato a quota 8% sia per quanto riguarda il 2007 rispetto al 2006 sia per il 2006 rispetto al 2005. Secondo il Rics quest'anno i prezzi delle case inglesi sono comunque condannati a scendere sull'onda della crisi del credito e dei tassi d'interesse che continuano a rimanere elevati. Giovedì la Bank of England ha infatti lasciato il costo del danaro invariato al 5,25%, un livello molto alto, che si traduce in interessi di mercato superiori al 7% per chi si trova a ripagare un mutuo a tasso variabile, il che vale per la maggioranza degli inglesi. Il Rics si dimostra piuttosto ottimista per l'anno in corso, affermando che "l'entità del calo dei prezzi delle case sarà comunque assai ridotto rispetto all'ultima flessione all'inizio degli anni 90 e il mercato britannico si trova in migliori condizioni del resto d'Europa ". Può darsi. Dobbiamo però ricordare che tra il 1990 e il 1992 vi fu un vero crollo dei prezzi degli immobili con decine di migliaia d'inglesi oggetto di pignoramenti, banche con crediti incagliati sui mutui non rimborsati e 1,5 milioni di persone bloccate nella cosiddetta "debt-equity trap", ossia la spiacevole situazione per cui erano costretti a rimborsare un mutuo dal valore superiore a quello della casa. Forse non ci sarà un crollo ma la dimensione del calo è tutta da misurare. E il fatto che a febbraio il ritmo di crescita dei prezzi si è dimezzato rispetto alla media del 2008 non deve spingere a eccessi di ottimismo. IL CONFRONTO Secondo il Rics, dopo una crescita delle quotazioni nel 2006 del 15%, nel 2007 la Danimarca ha fatto segnare prezzi stabili.

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L'America perde posti di lavoro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 08-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Economia ALLARME DI BUSH L'America perde posti di lavoro MILANO - L'America perde posti di lavoro (63 mila in febbraio) e il presidente Bush ammette che nel primo trimestre dell'anno l'economia ha segnato un chiaro rallentamento. Molte banche sono ora in difficoltà: l'esplosione della bolla immobiliare continua ad allargare i suoi effetti. E' forte l'attesa per un nuovo deciso taglio dei tassi da parte della Fed il 18 marzo. Dollaro ancora in calo a 1,5459 per un euro; l'indice Dow Jones ieri ha perso l'1,2%. A PAGINA 33 Fubini e Gaggi.

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Più disoccupati e fallimenti L'America ora ha paura (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 08-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-08 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE Recessione Euro sempre più forte. Ma la Bce resta alla finestra Più disoccupati e fallimenti L'America ora ha paura Bush: a inizio 2008 Pil in discesa. Si muove la Fed Gli istituti chiedono ai fondi d'investimento di reintegrare le garanzie, corsa alle liquidazioni sui mercati MILANO - L'America perde posti di lavoro, la Casa Bianca ammette che l'economia dall'inizio dell'anno arretra e molte banche, incluse alcune fra le più grandi e fragili, sono ora in un tunnel di cui nessuno conosce bene l'uscita. Dopo aver praticamente chiuso circa metà del mercato creditizio statunitense, quella basata sulle cartolarizzazioni, l'esplosione della bolla immobiliare continua ad allargare i suoi effetti. Quanto sia diffusa fra gli istituti la paura di non farcela a mantenere i requisiti di capitale per operare, lo ha fatto capire ieri la stessa Federal Reserve: poco dopo l'avvio della mattinata, l'istituto centrale Usa ha provveduto a sorpresa ad aumentare ancora a 100 miliardi di dollari l'offerta di prestiti sottocosto alle banche, in cambio di garanzie meno solide di quelle tradizionali. Altri 100 miliardi sono stati poi messi a disposizione in una serie di operazioni di rifinanziamento. Per la Fed, è stata una mossa quasi obbligata: da inizio giornata i prezzi di mercato indicavano per molte banche una probabilità d'insolvenza più alta di quella delle aziende loro clienti. La scintilla in realtà si era accesa mercoledì, quando un fondo di Carlyle attivo nei mutui aveva ammesso di non poter ricostituire garanzie adeguate a fronte dei propri debiti verso le banche. A pochi è sfuggito il senso di quell'annuncio: molti istituti americani, alla ricerca frenetica di capitali, chiedono ai fondi speculativi di accrescere le garanzie sui prestiti. A loro volta gli "hedge fund" si tuffano dunque in una nuova spirale di liquidazioni, proprio per rispondere alle richieste delle banche di cui sono clienti. Di qui l'aumento fulmineo a 70 punti nello scarto fra titoli pubblici italiani e tedeschi a dieci anni di ieri mattina: le emissioni di Berlino sono considerate le più simili a denaro puro. "Gli operatori cercano gli investimenti più liquidi - spiega Gianluca Garbi, ex numero uno di Mts e ora dirigente di Dresdner Bank - . Tutto è iniziato quest'estate, ma ora continua". La Fed ha anche fatto balenare l'ipotesi di una nuova iniezione di denaro coordinata con le altre grandi banche centrali: "Siamo in stretta consultazione con sulle condizioni di liquidità nei mercati", è la formula di ieri. Di certo Francesco Papadia, il regista delle operazioni straordinarie dell'Eurotower di quest'estate, accompagnerà Jean-Claude Trichet al vertice dei banchieri centrali del G-10 domani. Ma il presidente della Bce non sembra aver fretta di agire, perché non ha le preoccupazioni del suo collega della Fed Ben Bernanke: è in America, in fondo, che solo a febbraio l'economia ha distrutto 63 mila posti. Un colpo di falce abbastanza profondo perché Edward Lazear, l'economista di punta di George W. Bush, veda ora un'economia in contrazione nel primo trimestre. Tutti attendono che la Fed tagli ancora i tassi con decisione il 18 marzo. Quindi il dollaro sprofonda: ieri a 1,5459 per comprare un solo euro, mentre il Dow Jones ha perso l'1,2%. Federico Fubini.

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Mutui salati, tornano a crescere gli affitti (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Bergamo: mercato di nuovo sopra il 30% in pochi mesi. Gli esperti: giovani sposi e single spinti da canoni convenienti Tutte le dinamiche e le quotazioni del borsino immobiliare in un volume in vendita a 9,90 euro da venerdì con "L'Eco" Sarà colpa della crisi, del caro-mutui, di una bolla immobiliare che pare agli sgoccioli o di un nuovo modo di concepire l'investimento immobiliare, ma in Bergamasca tornano a crescere, dopo tanti anni, gli affitti. Il fenomeno riguarda soprattutto il capoluogo, anche se in proporzione è riscontrabile anche in altri centri della Bassa e delle Valli. In presenza di una situazione non particolarmente brillantissima a livello di compravendita, ecco allora che molti proprietari hanno deciso di attendere, sperando in tempi migliori. Nel frattempo mettono in affitto trilocali e bilocali a prezzi forse più ragionevoli che in passato, facendo ripartire la macchina delle locazioni. Questa è solo una delle tantissime dinamiche presenti in "Case & Terreni 2008", un volume di quasi 300 pagine interamente dedicato alla situazione immobiliare in Bergamasca, in edicola dal 14 marzo fino al 21 aprile con L'Eco di Bergamo a 9,90 euro (+ il prezzo del quotidiano). Il volume, curato dagli esperti di Appe-Confedilizia, rappresenta uno spaccato unico e originale del settore: per la prima volta ad esempio l'analisi e l'esposizione delle quotazioni degli immobili viene realizzata strada per strada, diventando un attendibile "borsino immobiliare". "La situazione in terra bergamasca - spiegano Antonello Pagani, direttore di Appe-Confedilizia di Bergamo e Gianfederico Belotti, presidente del Centro studi immobiliare Europeo, tra i curatori del volume - sta cambiando rapidamente ed è importante che tutti possano dotarsi di uno strumento, una specie di bussola, per orientarsi circa l'indice dei valori, l'andamento dei prezzi, le zone più appetibili e interessanti, oggi e in prospettiva. "Case & Terreni" nasce proprio per questo scopo: aiutare l'utente finale, grazie alla competenza e all'attività di un gruppo di lavoro che ha svolto un'indagine con metodi assolutamente innovativi". Ritorno al passato E tra gli spunti interessanti si trova anche questo ritorno all'affittto, proprio nel Paese che invece detiene il record delle case di proprietà, stabilito nel 2005, con oltre l'85% delle famiglie italiane che possedeva una casa di proprietà. Da allora però, l'incertezza del mercato immobiliare, il carovita e soprattutto il tasso variabile dei mutui, ha provocato un'inversione di tendenza che comincia a prendere corpo anche nella nostra provincia. Così si scopre che in Bergamasca, dopo un minimo storico toccato 5-6 anni fa (15-20%), la quota di mercato degli affitti sul totale è tornata a salire e ora si attesta sul 30% con punte del 35% nel capoluogo (molto più basso è il dato in provincia). "Il mercato nell'ultimo anno - spiega Pagani - ha eliminato le punte massime riscontrabili negli affitti (situazioni di eccellenza a parte), non recependo più cifre sopra i mille euro mensili. Nel contempo la forbice dei prezzi si è allargata comprendendo anche canoni fino a qualche tempo fa impensabili al disotto dei 450/500 euro al mese. Negli ultimi mesi si nota una maggiore vivacità generalizzata e una più frequente richiesta di locazione. Ciò anche per l'effetto dei caro mutui che ha indotto soprattutto giovani, coppie di recente formazione o single, a rivolgersi a questo mercato, non ricercando più ad ogni costo di avere la casa in proprietà. Da notare anche che questo discorso vale anche per le persone meno abbienti, e tra queste anche gli extracomunitari, che soffrendo della stretta creditizia bancaria sui mutui (sempre più cari e che finanziano al massimo l'80% del valore della casa) cercano naturalmente di soddisfare i loro bisogni nel mercato della locazione". "Gli operatori - aggiunge Belotti - avvertono che l'attenzione si è spostata sull'affitto, tornato ad essere più conveniente. L'affitto come risorsa, insomma e anche come via di fuga per i mutuatari in difficoltà. Non siamo davanti a una novità: negli Stati Uniti, milioni e milioni di famiglie sono tornate all'affitto. Peraltro i canoni sono sostanzialmente stabili da tempo, la crescita non ha superato - nel 2007 - il tasso di inflazione, mentre negli ultimi anni è cresciuto molto il prezzo delle case". Un'indagine capillare Tornando al volume "Case & Terreni 2008" che sarà presentato giovedì 13, una prerogativa da rimarcare è la capillarità con cui il gruppo di ricercatori ha documentato i prezzi degli immobili non solo di tutte le strade, ma spesso addirittura segmentando una singola via in due, tre parti. Un esempio in tal senso è rappresentato via Sant'Alessandro divisa in tre parti: la bassa, con vocazione commerciale e residenziale, la media, solo residenziale e la alta residenziale di alta qualità. Altra novità è l'introduzione in ogni via di due indicatori: l'appeal della via e la previsione della tendenza dei valori nei prossimi mesi. Per la prima volta vengono inoltre individuati i valori di riferimento delle case per le vacanze e delle aree fabbricabili, divisi per aree geografiche (Valle Brembana e Seriana, laghi). Un altro inedito sono i valori di mercato e di esproprio dei terreni edificabili e agricoli. Maurizio Ferrari.

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<Le tlc? Non è più l'età dell'oro, ma rendono ancora> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-09 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'agente di cambio Fumagalli: la reazione degli operatori di Borsa mi ha sorpreso "Le tlc? Non è più l'età dell'oro, ma rendono ancora" MILANO - "Certo, è un piano industriale prudente. Ma la reazione mi è sembrata eccessiva". Ettore Fumagalli, navigatore di lungo corso dei mercati finanziari, ammette la sua "sorpresa" di fronte a quell'abisso che venerdì la borsa ha aperto per i titoli Telecom Italia, un crollo del 9% che riporta il tempo indietro di 10 anni. "La forte riduzione dei dividendo era già scontata e un aumento di capitale è stato escluso - spiega -. In gioco potrebbe semmai rimanere la conversione delle azioni di risparmio, dalla quale ricavare un miliardo di euro. Per questi motivi credevo che il mercato potesse assorbire senza grandi contraccolpi il piano industriale presentato dal management del gruppo ". Insomma, è stata solo punita la debolezza del piano dell'amministratore delegato Franco Bernabè? "Mi aspettavo qualche mossa più aggressiva, non tanto per le telecomunicazioni su linea fissa, quanto piuttosto sui cellulari". Un deficit di visione industriale? "Ma sa, alla fine non siamo per niente di fronte a una crisi industriale. Il problema è che l'intero settore, e non solo quello, sta facendo i conti con la generale crisi finanziaria che domina sui mercati". Vale a dire? "Mettiamo in fila i quattro elementi: Borsa, industria, immobili, banche. Le borse cadono perché si sta sgonfiando la bolla immobiliare, che a sua volta, per via dei titoli collaterali derivati dai mutui a rischio, mette in forte difficoltà le banche. Finora, sui mercati, a non essere stata troppo penalizzata è l'industria. Voglio dire che le banche si trovano con l'acqua alla gola e sono costrette a smontare prodotti, a vendere. Anche titoli molto buoni, come possono essere quelli dell'industria delle telecomunicazioni ". L'imperativo è vendere, comunque. "Sì. C'è la necessità di fare cassa e, dunque, si vende". Tanto più che il settore delle telecomunicazioni non è più da tempo quella miniera d'oro che era fino a un paio d'anni fa. I margini scendono. Lo stesso Bernabè lo ha sottolineato durante l'incontro con gli analisti. "Queste preoccupazioni mi sembrano in realtà molto, molto gonfiate. Si tratta di un'industria che ha un margine operativo attorno al 40% rispetto ai ricavi, e in questo Telecom non è messa peggio degli altri grandi operatori europei. Una situazione, insomma, decisamente migliore rispetto ad altri settori industriali. Lo ripeto: pesa la crisi finanziaria che scuote i mercati, le difficili condizioni del credito". Resta però il fatto che le borse non stanno punendo Telefonica o France Telecom allo stesso modo di Telecom Italia. "Direi che il motivo principale riguarda l'alto indebitamento del gruppo italiano. Se guardiamo al rapporto fra debiti ed ebitda, quello della maggior parte dei grandi operatori in Europa è meno della metà rispetto a quello di Telecom Italia". Per spiegare il calo in Borsa il presidente Gabriele Galateri di Genola ha parlato di un "riposizionamento degli investitori con orientamento finanziario ", in primo luogo gli hedge fund. "Non c'è dubbio che, chi lavora con posizioni a breve termine, in giornate come venerdì scorso è in grado di fare un macello". Giancarlo Radice.

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