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top ARTICOLI DEL 4 e 5 marzo 2008 #TOP
Giovedì Un convegno ( da "Libertà" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: con la città di Piacenza e la comunità
immobiliare italiana. Nato in sordina 3 anni fa, come vetrina di presentazione
dell'Osservatorio Immobiliare dei Prezzi di Piacenza, l'appuntamento ha assunto
il prestigio dell'evento nazionale visto che fa convergere a Piacenza relatori
di primo piano del real estate e personalità di spicco della cultura,
<Effetto San Pellegrino> Boom dei prezzi delle case ( da "Eco di Bergamo, L'" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: in attesa di vedere completato il progetto
delle "Super Terme" con relativa (sperano) "bolla"
immobiliare d'accompagnamento. Impressionanti le cifre dell'Osservatorio
immobiliare, che peraltro sfuggono alle più recenti dinamiche, ancora più
"rialziste". Così si passa, come prezzi al metro quadrato, dai 1.
Oneri più alti: sale il prezzo delle case nuove ( da "Tirreno, Il" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: Di Alessandro Guarducci Oneri più alti: sale
il prezzo delle case nuove I maggiori costi per i costruttori avranno ricadute
sul mercato immobiliare Nella bozza del bilancio comunale di previsione è stato
ipotizzato un incremento del 20%, ma la Regione autorizza aumenti fino al 70%
LIVORNO.
HORROR ECONOMICS ( da "Wall Street Italia" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: Che i prezzi delle case negli Stati Uniti
possano crollare (nel giro di un anno o due) tra il 20 e il 30 per cento
rispetto al picco della bolla e che tra i 10 e i 20 milioni di famiglie (mica
male l'intervallo di confidenza) si possano vedere costrette a vendere le
proprie case è affermazione ingiustificabile sulla base di quanto sappiamo al
momento.
Giù i prezzi degli immobili, tranne in Italia ( da "Miaeconomia" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: Casa › Casa news Giù i prezzi degli
immobili, tranne in Italia (15/02/2008) Mentre in Eurolandia i prezzi degli
immobili hanno mostrato una moderazione della dinamica dei prezzi, in Italia il
costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello registrato nel 2006.
A Madrid una scelta di campo ( da "Famiglia Cristiana" del
04-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: La bolla immobiliare, che negli ultimi
vent'anni è stata il motore dell'economia spagnola facendo triplicare il costo
delle case in pochi anni, ora sta scoppiando. Per agevolare i giovani, le
banche consentono mutui fino a 50 anni; ma il 60 per cento degli stipendi va
via nelle rate da pagare e il caro-affitti strozza i più deboli.
Anatomia di una crisi meno brutta di quanto si dica ( da "Sole 24 Ore, Il" del
05-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: quel che è peggio per il Paese, mettere in
atto le misure sconsideratamente promesse. I MUTUI Dai subprime è nata la bolla
immobiliare Ma hanno permesso a 12 milioni di persone di acquistare una casa LE
PROSPETTIVE I dati Usa indicano che non c'è recessione Non bisogna eccedere
nell'allarmismo, il '29 è ancora lontano.
Zapatero verso la riconferma ( da "Tempo, Il" del
05-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: economia era il tema giusto per rimandare a
casa a Zapatero. Ma il confronto televisivo tra Pedro Solbes e Manuel Pizarro,
candidato a succedergli in caso di vittoria, si concluse con un fiasco.
Tuttavia la bolla immobiliare si sta sgonfiando e il turismo - prima industria
nazionale - ha iniziato a scoprire mete più economiche.
Prezzi delle case, aumenti oltre il 60% ( da "Corriere Di Como, Il" del
05-03-2008)
Argomenti:
Mercato immobiliare
Abstract: Quello delle costruzioni si conferma a
livello locale, come a livello nazionale, un traino per l'economia (produce il
10% del Pil del Paese). Ma passiamo subito al dato di maggiore impatto
sull'opinione pubblica, ossia il prezzo delle case, l'Ance analizza solo gli
anni dal 2000 al 2007.
( da "Libertà" del 04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Quotidiano
partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di martedì 4 marzo 2008 > Prima Pagina
giovedì Un convegno su Piacenza, la provincia che avanza di CESARE MAGGI Si
terrà giovedì 6 marzo, presso lo Spazio Rotative di Libertà, il tradizionale
incontro, promosso dal mio gruppo, con la città di Piacenza
e la comunità immobiliare italiana. Nato in sordina 3 anni fa, come vetrina di
presentazione dell'Osservatorio Immobiliare dei Prezzi di Piacenza,
l'appuntamento ha assunto il prestigio dell'evento nazionale visto che fa
convergere a Piacenza relatori di primo piano del real estate e personalità di
spicco della cultura, dell'economia e della vita civile. Sono
particolarmente felice di essermi assunto questo impegno che rappresenta per il
mio territorio, dove opero da ventisette anni, un'occasione unica. Il tema immobiliare è un pretesto per porre al centro del dibattito
il ruolo delle piccole città di provincia e le loro prospettive di crescita:
non solo e soltanto sotto il profilo residenziale ma, soprattutto, nell'ambito
più vasto di un modo diverso di concepire l'abitare. Nella dimensione ridotta
della provincia italiana vengono infatti preservati e valorizzati elementi che
altrove, vedi le grandi metropoli urbane, si sono ormai smarriti per sempre:
aspetti di vita sociale e partecipativa, relazioni interpersonali, contatti
semplificati con i servizi, rapporti con il mondo culturale e istituzionale,
apprezzamento della qualità ambientale, costi contenuti delle unità immobiliari
e maggiori spazi, contesti urbani meno problematici. La realtà di una terra
come quella piacentina, al confine tra due regioni che esprimono il meglio
dell'Italia, rappresenta un mix equilibrato tra un sistema economico proiettato
verso il futuro come quello lombardo e una trasformazione urbana magari più
lenta ma che non rinuncia alla sua tradizione come quella emiliana. La vita di
provincia spesso banalmente raccontata in chiave riduttiva contiene invece una
forza dirompente in grado di proiettarla oltre i confini locali; lo provano i
numerosi cittadini illustri che hanno trovato qui a Piacenza il loro buen
ritiro dove ritrovarsi la sera o i fine settimana come scelta di vita. Uno status
che ci aveva indotto a chiamare il primo convegno di tre anni con il titolo
emblematico di "Piacenza, terrazza di Milano", mettendo in risalto
proprio questo aspetto di città rifugio. Allora Mario Breglia, presidente
dell'istituto di ricerche Scenari Immobiliari, ci raccontò che ogni anno 1000
famiglie lasciavano Milano per trasferirsi a Piacenza: un trend che sicuramente
si è mantenuto se non addirittura rafforzato. SEGUE A PAGINA 7 [.
( da "Eco di Bergamo,
L'" del
04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
"Effetto
San Pellegrino" Boom dei prezzi delle case
Sull'onda del progetto targato Percassi i valori lievitano del 30% Gli esperti:
aspettando le super Terme nessuno vuole più vendere San Pellegrino La
"febbre" a San Pellegrino è già alta, anche se il primo cantiere del
nuovo corso è partito soltanto da due settimane e mancano anni per vedere
completate le prime opere del progetto che vedrà nascere sulla sponde del
Brembo, "le terme più belle del mondo", come annunciato da Antonio
Percassi. Eppure quel "fermento" di cui parla il sindaco Gianluigi
Scanzi è palpabile a ogni angolo del paese, riscontrabile sul volto di molti
residenti e ora anche visibile a occhio nudo misurando uno dei termometri più
"sensibili": il mercato immobiliare. Da
12-18 mesi, sull'onda del progetto percassiano, è infatti arrivata l'impennata
dei prezzi: almeno un 30-40% in più. Ma l'aspetto più
stupefacente è che si comincia a fare fatica a trovare chi è disposto a
vendere. Tanti cartelli presenti ancora fino a qualche settimana fa che
offrivano appartamenti, sono scomparsi improvvisamente. Chi infatti possiede
oggi alloggi, villette o box da vendere ha cambiato idea e se li tiene ben
stretti, in attesa di vedere completato il progetto delle
"Super Terme" con relativa (sperano) "bolla" immobiliare d'accompagnamento. Impressionanti le cifre dell'Osservatorio immobiliare, che peraltro sfuggono alle più recenti dinamiche, ancora più
"rialziste". Così si passa, come prezzi al metro
quadrato, dai 1.600-1.700 euro del 2006 fino a un picco di 2.500 nel
2008, per gli appartamenti nuovi, mentre per quelli recenti si va dai 1.300
euro di due anni fa fino ai 1.700-2.200 attuali. Stessa dinamica per gli
uffici, mentre è impressionante il rialzo anche dei box: se nel 2006 un garage
costava a San Pellegrino attorno ai 16.000 euro, ora si sfonda tranquillamente
il "muro" dei ventimila euro, fino a sfiorare in prospettiva, per
zone di particolare pregio, i trentamila. "Grazie, non vendo più"
Sembra esista, da oltre un anno, una specie di parola d'ordine a San
Pellegrino: "Grazie, ma non vendo". Ne sono convinti due esperti del
settore: Antonello Pagani, direttore di Appe-Confedilizia di Bergamo e
Gianfederico Belotti, presidente del Centro studi immobiliare
Europeo. "In effetti - spiega Pagani - chi non è proprio costretto, non
vende più uno spillo a San Pellegrino. Tutti sanno dei futuri scenari che
potrebbero trasformare la cittadina in una grande capitale termale e nessuno
vuol rischiare di perdere la sua occasione". Così si scopre che Treviolo,
con la zona di via alla Trucca dove sta sorgendo il nuovo ospedale, e San
Pellegrino, "sono le due aree più interessanti in questo momento a livello
immobiliare - spiega Belotti -, decisamente in
controtendenza rispetto al resto del mercato provinciale, dove si assiste ad un
rallentamento nel volume degli scambi e ad una tendenza alla stabilità dei prezzi, talvolta anche a leggere flessioni dei valori".
Benefici anche per i centri vicini "In fondo - spiega Piernando Gallo
dell'agenzia Brembanica, che da oltre 30 anni opera in Valle Brembana -,
l'esplosione di San Pellegrino, in presenza di un progetto ambizioso come
quello di Percassi, è la logica conseguenza di un mercato dove la domanda è
sempre stata superiore all'offerta. Parlo soprattutto del centro, perché nelle
frazioni le quotazioni, viste anche comunicazioni in alcuni casi disagevoli,
sono molto più basse. Ora, viste le prospettive, il rialzo è e sarà ancora
notevole, ma quando l'area di San Pellegrino sarà satura, il boom dei prezzi coinvolgerà anche Zogno, peraltro da sempre con
quotazioni alte, San Giovanni Bianco e Piazza Brembana". Dello stesso
avviso anche Celeste Bonzi, titolare di Immobilcasa, con sede proprio a San
Giovanni Bianco. "Questo progetto ha fatto tornare la fiducia non solo a
San Pellegrino ma all'intera valle. La forbice dei prezzi
può crescere ancora: credo che nei prossimi anni si potranno sfondare i 3.000
euro al metro quadro. E confermo che anche i centri vicini, come San Giovanni
Bianco, ne potranno beneficiare, ma in una prospettiva a più lungo
termine". Si parlava di "febbre" dei prezzi
e molti ne sono rimasti contagiati "al punto che - racconta Bonzi - mi è
capitato personalmente di aver fissato appuntamenti per la vendita di immobili
a San Pellegrino, con prezzi già stabiliti, che poi, a
distanza di pochi giorni non andavano più bene al venditore. Altri invece
decidono improvvisamente di non vendere più o sparano cifre talmente fuori
mercato da far desistere chiunque". Modello Mendrisio "Il parallelo
più recente e calzante rispetto a San Pellegrino è il caso Mendrisio - spiega
ancora Belotti -: fino a una decina di anni fa anche la cittadina del Ticino
era interessata da una profonda crisi immobiliare.
Senza lago o particolari attrattive turistiche, pareva destinata a vivere nelle
retrovie. Poi l'apertura dell'Outlet Fox Town e il suo casinò all'interno ha
cambiato tutto: il mercato immobiliare si è
risvegliato, crescendo tantissimo in pochi mesi". Ora per Belotti, San
Pellegrino può subire lo stesso destino: "Da sempre in attesa di rivivere
i fasti del passato, può davvero sfruttare la scia del nuovo progetto su un
doppio binario: terme-centro benessere d'eccellenza da un lato e shopping di
lusso dall'altro. Senza contare che la ciliegina sulla torta potrebbe diventare
il casinò: chissà che col nuovo governo non torni alla sua originaria attività
di casa da gioco. In quel caso i valori immobiliari in paese subirebbero un
ulteriore scossone". Maurizio Ferrari.
( da "Tirreno, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di Alessandro Guarducci Oneri più alti: sale il prezzo delle case nuove I maggiori
costi per i costruttori avranno ricadute sul mercato immobiliare Nella bozza del bilancio
comunale di previsione è stato ipotizzato un incremento del 20%, ma la Regione
autorizza aumenti fino al 70% LIVORNO. Il sindaco Alessandro Cosimi e
l'assessore Fabio Del Nista hanno annunciato in consiglio comunale la proposta
di aumentare del 20% gli oneri di urbanizzazione (mantenendo invece invariata
la pressione tributaria), il cui importo è fermo dal 2001 fatta eccezione per
gli adeguamenti Istat. La logica del provvedimento, che mira appunto a
rideterminare l'incidenza degli oneri di urbanizzazione, appare chiara:
incidere maggiormente su chi costruisce o recupera immobili per aumentare le
risorse da utilizzare per fini pubblici. "Ma anche perché il contributo
erogato dai costruttori per la realizzazione dei servizi - spiega l'assessore al
Bilancio Fabio Del Nista - è assolutamente insufficiente a fronte dell'aumento
dei costi che deve sopportare l'amministrazione comunale". "Faccio un
esempio - prosegue - Realizzare una fognatura costa il 24% in più rispetto a
cinque anni fa, ed è perciò impensabile che chi costruisce non debba
contribuire proporzionalmente alle spese per questi servizi. A Firenze gli
oneri di urbanizzazione sono stati aumentati del 70%, noi abbiamo ritenuto
congruo un incremento del 20%. Ed è su questa base che ci confronteremo con le
associazioni di categoria". Per quanto riguarda la determinazione degli
oneri, l'assessore Del Nista spiega che l'amministrazione comunale ha preso
come riferimento le tabelle parametriche elaborate dalla Regione Toscana che
analizzano i costi medi di urbanizzazione riferite a ipotetici scenari di
valenza generale riferiti a interventi residenziali, produttivi e del
terziario. A queste tabelle si applicano ulteriori valori parametrici, sempre
definiti dalla Regione, in funzione delle caratteristiche oggettive dei singoli
comuni e delle singole categorie di intervento edilizio. I comuni, in questo
contesto, hanno la facoltà - sulla base della normativa regionale - di
aumentare o ridurre i valori che risultano dall'applicazione dei valori medi
regionali fino al 70% sia in più che in meno. Ai valori risultati si applicano
infine una revisione rispetto ai valori base in funzione degli incrementi Istat
che nel caso di Livorno riguardano il periodo gennaio 2001-gennaio 2008. Se
l'ipotesi dell'amministrazione andrà avanti - il confronto con le associazioni
degli edili si annuncia inevitabilmente difficile - dovrà essere specificato se
l'aumento riguarderà solo le nuove costruzioni residenziali oppure anche il
risanamento, il restauro e la ristrutturazione edilizia. E ancora la
realizzazione di insediamenti di tipo produttivo e quelli di carattere
commerciale, direzionali e turistico, di servizio e commerciale all'ingrosso. E
poi ci sono i frazionamenti, i cambi di destinazione d'uso, etc. Tutti dettagli
che l'amministrazione comunale renderà noto entro la fine del mese, quando la
bozza di bilancio sarà discussa e messa in votazione in consiglio. Ma cosa
comporterà l'applicazione dei nuovi oneri? Per fare qualche esempio, nel caso
di demolizione e ricostruzione di un fabbricato residenziale (la cosiddetta
sostituzione edilizia) di superficie utile lorda pari a
( da "Wall Street
Italia"
del 04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di
*Michele Boldrin Nessuna banca in grado fare prestiti a nessuno, milioni di
disoccupati, caduta verticale di consumi e investimenti, il panico, la fine del
mondo: e' il prossimo copione per un film catastrofista a Hollywood? Tutto
perfettamente possibile? -->*Michele Boldrin e' professore al Department of
Economics, Washington University in St. Louis. Il contenuto di questo scritto,
tratto dal blog noisefromamerika.org, esprime il pensiero dell' autore e non
necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che
rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? Caveat I La morale a cui vorrei
arrivare, alla fine della terza puntata, NON È che tutto va bene madama la
marchesa, tutt'altro. A mio avviso i dati, i fatti e la teoria economica
suggeriscono che non di una normale recessioncina si tratta (come pensavo,
erroneamente, circa un anno fa sulla base dell'evidenza allora disponibile) e
che alcuni cambiamenti radicali, germogliati e cresciuti nell'ultimo
quindicennio, sono oramai maturi ed operanti. Tali cambi nel panorama economico
mondiale, nel ruolo che l'economia USA svolge nel medesimo e nel modo in cui
l'economia USA funziona, non sono cosa da poco e richiedono, credo, cambi
sostanziali nelle politiche economiche nazionali ed internazionali. Di queste
credo sia il caso di discutere, perché molta è l'incertezza sul che fare e sostanziale
la nostra ignoranza delle implicazioni di lungo periodo di tali cambiamenti.
Fare del catastrofismo gratuito per attirare su se stessi l'attenzione
mediatica, o per raccogliere una manciata di voti prodotti dal timore popolare
per il cambiamento, non è cosa né buona né giusta. Certamente non è fonte di
salvezza per il cittadino comune. Mercato ricco di insidie ma anche di
opportunita'. E con news gratis, non vai da nessuna parte. Hai mai provato ad
abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca
sul link INSIDER Caveat II Discutere di previsioni catastrofiche e di complessi
scenari in cui "tutto ciò che può andare storto va" e quindi crollano
il tempio, le case circostanti ed anche i villaggi
limitrofi, non è mai cosa facile. Per una semplice ragione: tali scenari si
basano sull'accumularsi di una serie di ipotesi di base tutte teoricamente
possibili, ma ognuna di esse altamente improbabile. Come tutti sanno, se un
singolo evento ha probabilità bassa (diciamo un 1/20) ed un altro evento,
indipendente dal precedente, pure, la probabilità che entrambi gli eventi si
realizzino simultaneamente è uguale a 1/400. Se poi gli eventi che
simultaneamente devono verificarsi sono, per esempio, quattro o cinque ed
ognuno ha probaiblità 1/20, la probabilità della loro simultanea realizzazione
è, rispettivamente, 1/160000 e 1/3200000. E questi sono numeri molto piccoli,
mentre molto alti sono i loro complementi ad uno, che misurano la probabilità
che qualcos'altro, meno catastrofico ma in genere più difficile da capire,
succeda. Non vi è nulla di male nel considerare anche eventi così improbabili:
quando si fanno dei piani per il futuro è metodo ragionevole considerare tutto
il possibile. Ma, quando si devono approntare politiche, occorre ricordarsi che
di tutte le politiche possibili una sola è attuabile in ogni dato momento nel
tempo. Non solo, molto spesso (e nel caso in questione, come argomenterò alla
fine) le politiche adeguate alle circostanze che appaiono come più probabili
escludono, anzi sono antitetiche, a quelle che si adatterebbero alle
circostanze meno probabili. Peggio ancora: nelle circostanze in questione le
politiche appropriate per il caso dell'improbabile catastrofe risulterebbero
essere estremamente dannose se si verificassero gli eventi che, sulla base di
quanto ci è dato conoscere in questo momento, appaiono come i più probabili. È
quindi saggio, fra le politiche possibili, mettere in atto quelle adeguate alle
situazioni più probabili e non quelle adeguate alle situazioni meno
improbabili. Sulla base di questa banale nota metodologica, consideriamo gli
scenari catastrofici. Mi scuso in anticipo per la lunghezza di questo articolo,
che cercherò di mantenere nei limiti del ragionevole non citando direttamente
gli argomenti che discuto ma facendo riferimento ad articoli disponibili in
rete. Sarò costretto comunque a farlo in tre puntate: l'alternativa sarebbe
lanciarmi in affermazioni apodittiche, non argomentate, e completamente prive
di supporto statistico. Insomma, affermazioni tanto improbabili quanto quelle
che mi appresto a discutere. Cominciamo da Nouriel Roubini, senza dubbio il più
visibile, in Italia, fra i profeti di sventura. Ipotesi 1. Che
i prezzi delle case negli Stati Uniti possano crollare (nel giro di un anno o due)
tra il 20 e il 30 per cento rispetto al picco della bolla e che tra i
10 e i 20 milioni di famiglie (mica male l'intervallo di confidenza) si possano
vedere costrette a vendere le proprie case è
affermazione ingiustificabile sulla base di quanto sappiamo al momento.
Potrebbe succedere? Certo, potrebbe, ma al momento la caduta media è di circa
il 6% dal picco (dati dettagliati, dati sommari). Occorre anche saper
interpretare queste variazioni: esse misurano la differenza fra i prezzi delle case vendute nel 2007 rispetto ai prezzi delle case vendute nel 2006. Poiché le case che cambiano di proprietà nel giro di un anno sono una
frazione piccola dello stock totale (non ho i numeri sotto mano, ma se la
memoria non mi inganna non dovrebbero superare il 6-7%) e poiché, quindi, una
grande quantità di persone possiedono case comprate
dieci, quindici o venti anni fa a prezzi bassissimi
rispetto agli attuali, il fatto che il valore ipotetico della casa di costoro sia
calato anche del 10% dal suo picco di un anno fa, non vuol dire un beato nulla.
Queste famiglie, e stiamo parlando probabilmente dell'80-90% delle famiglie
americane, deve pagare un mutuo residuo molto piccolo rispetto al valore di
mercato attuale della casa. Non solo, anche fra quel 20-25% circa di famiglie
che ha acquistato la propria casa negli ultimi 4 o 5 anni (fra cui il
sottoscritto: la casa dove vivo ora l'ho acquistata un anno fa) non tutti si
trovano davanti a cadute vertiginose del valore dell'immobile, anzi. Se date
un'occhiata ai dati che ho appena citato, vedrete che in molte zone la caduta è
di pochissimi punti percentuali, ed in altre i prezzi delle
case sono addirittura saliti durante il 2007. Per quanto posso osservare
dalle transazioni in corso nell'area dove vivo ora, i prezzi
sono stabili o in leggera ascesa. Quasi simile la situazione nella zona dove
vivevo prima, MN, che pure era stata una protagonista, in piccolo, della bolla: la flessione dei prezzi è
dell'ordine del 3-5%. Insomma, di quel 20-25% di famiglie a "rischio"
non più della metà (la mia stima è di un terzo, ma teniamoci larghi) si trova
in aree in cui i prezzi stanno cadendo di percentuali
superiori al 6-7%. Quante possano trovarsi in aree dove la caduta è del 20-30%
non so, ed NR non indica le fonti delle sue previsioni. Occorre ora fare un
altro aggiustamento: fra questo 10-12% di famiglie che possiedono case il cui valore è caduto del 10-15%, un certo numero
riceve redditi alti e non ha alcun problema di continuare a pagare la rata del
mutuo. È vero, è possibile che anche alcuni di costoro, a fronte del fatto che
stanno pagando 100 per una casa che ne vale 80, decidano di lasciar andare
tutto comprandosi un'altra casa. Ma, per ovvie ragioni di costi di transazione,
perdite in conto capitale, caduta del credit rating, etcetera, moltissime
famiglie non lo faranno. Io non conosco nessuno che teorizzi di voler fare una
tale panzana, e fra le decine di amici che vivono ad LA e che dopo la bolla dell'inizio anni '90 si trovarono con una casa che
valeva il 30% (ebbene sì: in alcune zone del paese è già successo, e nessuna
fine del mondo sembra essere avvenuta), nessuno decise di fare default.
Pagarono per vari anni un mutuo esagerato rispetto al prezzo della casa, alcuni
fecero re-financing a tassi più bassi, altri ricontrattarono con la banca
ricevendo sconti ragionevoli. . Tutti ora possiedono case
che, anche dopo il crollo attuale, valgono il doppio o l'80% in più di quanto
le pagarono. Insomma, una stima pessimista è che un 4-5% delle famiglie USA si
trovino in difficoltà e possano considerare di abbandonare la casa che ora
possiedono, smettendo di pagare il mutuo, e trasferendosi in una più piccola.
Se guardiamo di nuovo ai dati, questo implica che circa 6-7 milioni di famiglie
sono a rischio di default. Non un numero piccolo, ma tra la metà ed un terzo di
quanto preveda NR. Cosa giustifichi le sue previsioni non ci è dato sapere ed
NR non svela la propria formula magica ... Ipotesi
( da "Miaeconomia" del 04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Casa › Casa news Giù i prezzi
degli immobili, tranne in Italia (15/02/2008) Mentre in Eurolandia i prezzi degli immobili hanno
mostrato una moderazione della dinamica dei prezzi,
in Italia il costo delle abitazioni è rimasto in linea con quello registrato
nel
( da "Famiglia
Cristiana"
del 04-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di
Giulia Cerqueti foto AP/La Presse SPAGNA ANCORA APERTI I GIOCHI PER LE ELEZIONI
DEL 9 MARZO A MADRID UNA SCELTA DI CAMPO Gli spagnoli dovranno decidere non
solo tra il laico Zapatero e il cattolico Rajoy. Ma tra due concezioni diverse
dello Stato, della politica economica e della risposta all'immigrazione.
Rapido, moderno, efficiente. In due ore e 43 minuti macina gli oltre
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il
Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-03-05 - pag: 2 autore: ANALISI
Anatomia di una crisi meno brutta di quanto si dica di Franco Debenedetti O
ltre che di cicli elettorali economici, si potrebbe parlare di cicli elettorali
mediatici. I periodi che precedono le elezioni sono pericolosi per le finanze
pubbliche, perché i governi uscenti sono prodighi di mille concessioni (e i
Parlamenti di mille proroghe), e quelli che aspirano a succedervi lo sono di
promesse e di impegni. Ma può diventare una tentazione mediatica anche il
drammatizzare la realtà, trasformare i rischi in certezze, e le difficoltà in
catastrofi: i politici possono così offrire protezioni ai cittadini preoccupati,
e distrarli demonizzando i colpevoli. Per le Cassandre economiche, politiche,
mediatiche, può sembrare una prospettiva win-win: se la catastrofe si verifica,
avranno il merito di averla prevista, se no avranno quello, grazie alle
previsioni dei primi e alle azioni dei secondi, di averla evitata. E quanto ai
giornali, avranno intanto venduto di più. In tempi difficili tengono banco i
pessimisti. L'arcipessimista Nouriel Roubini, della New York University, quello
che nel 2006 aveva previsto la nostra uscita dall'euro in cinque anni, è autore
di uno scenario, ripreso anche con grande evidenza, in cui si succedono 12
eventi che, propagandosi dalla finanzia all'economia, conducono a un
"meltdown" catastrofico. Facendo delle liste, si incolonnano i
fenomeni in modo sequenziale, e non si colgono i rapporti strutturali che ne
determinano il concatenarsi. La probabilità che si verifichino 12 eventi (non
correlati) è data dal prodotto delle probabilità di ogni singolo evento: per
quanto elevata la probabilità di ciascuno, quella complessiva diventa molto
bassa. Senza contare che i Governi hanno margini di manovra per prevenire
eventi negativi o per ammortizzarne le conseguenze: soprattutto nel caso della
prima economia mondiale, la cui moneta, come finora nel caso del dollaro, è la
moneta di conto internazionale. Ben Bernanke, davanti al comitato Finanze del
Senato, ha detto che potrebbero fallire alcune banche, e alcuni ne hanno
dedotto che egli addirittura già sappia quelle che sicuramente falliranno:
invece è assai più verosimile che dal presidente Fed si lanci non già un
allarme al pubblico, ma un avvertimento alle banche perché provvedano, mettendo
in ordine nei propri conti, oppure fondendosi, oppure accettando iniezioni di
danaro fresco. Oltretutto è bene che qualche banca fallisca, solo così si
sconfigge l'azzardo morale implicito nell'aspettativa non senza fondamento che
la Fed intervenga a ogni crisi. Quanto si è scritto dei mutui subprime,
invenzione truffaldina! Certo, si era prodotta una bolla
immobi-liare, e da lì è partita la mutata valutazione dei rischi che ne ha
provocato lo scoppio. Ma, come ricordava Edward Gramlich nel suo ultimo
intervento presentato al simposio di Jackson Hole in Settembre, l'introduzione
dei subprime nel
( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Stampa
elezioni in spagna Zapatero verso la riconferma Con molta probabilità saranno i
socialisti di José LuÍs RodrÍguez Zapatero a vincere le elezioni. La
maggioranza degli spagnoli, infatti, ritiene che ha governato bene e il suo
rivale, Mariano Rajoy, segretario del Partido Popular (PP), ha condotto invece
un'opposizione basata sullo scontro, usufruendo inoltre di un appoggio
controproducente dei vescovi cattolici. Gli ultimi sondaggi danno il 42,9% al
PSOE e il 38,8% al PP. Se saranno confermati dal voto, i due prenderanno 9
deputati su 10, lasciando i resti a cinque partitini. Nessuno otterrà la
maggioranza assoluta di 176 deputati. La vittoria sarà un successo personale di
"ZP", come viene chiamato dalla gente. Nel 2004 Zapatero promise
l'uscita dall'Iraq perchè si trattava "di una guerra illegale". E
mantenne la promessa. Ma è stato a livello interno che ZP ha rafforzato la sua
filosofia politica: "Se uno non è autosuficiente, non è libero", ha
sostenuto. Così ha introdotto il "bonus bebè", il divorzio breve, un
aiuto ai giovani per l'affitto della casa o un'avvallo ipotecario per
acquistarla, il matrimonio tra omosessuali, una legge sull'uguaglianza tra
uomini e donne, un'altra per supportare le non autosufficienze fisiche e
psichiche e la "EducaciÓn para la ciudadanÍa", che introduce nelle
scuole l'insegnamento dei principi di convivenza, tolleranza e uguaglianza,
senza alcun riferimento religioso. Il PP ha seguito gli insegnamenti di Karl
Rove, guru di George Bush: "Attaccare, attaccare e attaccare". La
contrapposizione priva di un messaggio propositivo ha permeato la scorsa
legislatura e la campagna di una esasperata aggressività. Al PP si sono uniti la
maggioranza dei vescovi con attacchi frontali e l'uso della loro radio (COPE,
Cadena de Ondas Populares) per difondere inspiegabili messaggi di puro odio
sociale, molto distanti dall'amore cristiano. Il governo ha presentato le sue
rimostranze al Vaticano e minacciato con la revisione degli accordi bilaterali.
Un altro argomento speso dai "popolari" è stato il tentativo
(fallito) di Zapatero di trattare con l'Eta la fine del terrorismo. Per questo
su di lui ne hanno dette di tutti i colori, finché l'esecutivo non ha messo in
chiaro che anche José Maria Aznar trattò aveva trattato (senza successo) con i
terroristi baschi. La promessa più eccentrica del PP per rispettare gli accordi
di Kyoto è stata quella di piantare 500 milioni di alberi (3.431 al giorno in
una legislatura). Zapatero lascia tre milioni di posti di lavoro in più, un Pil
al 3,8% (era al 2,9 %), una disoccupazione al 8,1% (era all'11,6%), un avanzo
primario di 23,3 milioni di euro (la Spagna è seconda dopo la Finlandia), un
risparmio pubblico di 46,8 milioni e un'inflazione al 4,3% (era al 3,5%), la
più alta degli ultimi 10 anni. Secondo il PP, l'economia
era il tema giusto per rimandare a casa a Zapatero. Ma il confronto televisivo
tra Pedro Solbes e Manuel Pizarro, candidato a succedergli in caso di vittoria,
si concluse con un fiasco. Tuttavia la bolla immobiliare
si sta sgonfiando e il turismo - prima industria nazionale - ha iniziato a
scoprire mete più economiche. Per cui il prossimo governo dovrà porsi
seriamente la scelta, che l'Italia ha fatto da anni, tra vendere quantità o
qualità. *Inviato di El Periodico.
( da "Corriere Di
Como, Il"
del 05-03-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Dal
2000 al 2007 Il dato riguarda le zone centrali di Como Prezzi in leggero e
costante aumento, fatturato generale in moderata crescita negli ultimi undici
anni, ma difficoltà per la cosiddetta fascia media, che perde potere
d'acquisto, anche nell'edilizia. È questa la fotografia del mercato immobiliare residenziale di Como dal 1996 al 2007 scattata
dall'Ance Lombardia, Associazione regionale dei Costruttori edili. Il fatturato
generato dalle transazioni residenziali era di circa 440 milioni nel 1996 e nel
2007 è arrivato a 800 milioni. Quello delle costruzioni si
conferma a livello locale, come a livello nazionale, un traino per l'economia
(produce il 10% del Pil del Paese). Ma passiamo subito al dato di maggiore
impatto sull'opinione pubblica, ossia il prezzo delle case, l'Ance
analizza solo gli anni dal 2000 al 2007. Per le zone centrali di Como,
quello che costava 100 ora vale 164,2 (+64,2%), nelle aree intermedie si va a 141,4
(+41,4%), in periferia l'aumento è del 37,7%. Dal 2006 al 2007 i prezzi sono saliti dal 2,5 al 6%. Situazione speculare per
gli affitti (vedi tabella a fianco). Prezzi - arrivano a 5mila euro al metro
nelle zone centrali - e volumi in costante crescita anche se cambiano le
categorie degli acquirenti. Si muovono soprattutto quelli agli estremi della
forbice della domanda, ossia chi può acquistare un immobile di grande pregio e
chi si deve accontentare di un piccolo appartamento. L'innalzamento dei tassi
di interesse sui mutui e l'indebolimento della fascia media dei potenziali
acquirenti, costituita soprattutto dalle famiglie consolidate, ha ridotto le
vendite delle tipologie più comuni, come i trilocali. Sono sempre meno anche i
single disposti a investire nell'acquisto di una casa. Nell'area di Como, così,
non conosce crisi solo il mercato delle ville e degli appartamenti vista lago,
con prezzi che raramente scendono sotto i 700mila
euro, ambìti anche da famiglie straniere e milanesi. In aumento anche gli
acquisti di immobili con valore tra i 100 e 140mila euro ad appannaggio di
giovani coppie e di extracomunitari. "Il potere d'acquisto della famiglia
media è diminuito in tutti i settori - fa notare l'architetto Angelo Majocchi,
vicepresidente dell'Ance Lombardia - Il mercato comunque tiene ancora. Non è
cresciuto come negli ultimi anni, ma si tratto di un risultato fisiologico dopo
un periodo di forte salita. Si fa molta attenzione prima di avviare
un'operazione immobiliare. Ora sembra che potrebbe
esservi un'inversione di tendenza proprio sul fronte del costo del denaro, un
aiuto concreto per le famiglie che hanno scelto un mutuo a tasso variabile. Si
deve tornare a investire anche sull'edilizia convenzionata". In città
intanto sorgeranno presto nuovi quartieri, 30mila metri quadrati di residenze
nell'ex Ticosa e 60mila metri tra residenze e commercio a Camerlata nell'area
dell'ex Consorzio Agrario, mentre si stanno per completare le riqualificazioni
del Borgovico: presto infatti partiranno i lavori nell'ex Subalpina. Paolo
Annoni Home Dal bilancio comunale arrivano 2 milioni per gli asfalti.