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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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top          ARTICOLI DEL  26 e 27 febbraio 2008        #TOP


Report "Mercato immobiliare"

L'Europa corre sui rumor di giornata ( da "Finanza e Mercati" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: sarei sorpreso se questa recessione si dimostrasse più grave delle ultime due contrazioni", ha commentato da Abu Dhabi l'ex numero uno della Fed, riferendosi alla bolla delle dot com e alle difficoltà di fine anni Ottanta. Interpellato poi sulla crisi del settore immobiliare (la negativa lettura di gennaio delle vendite di case esistenti ha confermato le difficoltà del comparto),

Per Greenspan è recessione ( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: mentre oscura il particolare - non è irrilevante - che, durante la sua gestione della Fed, è scoppiata la bolla speculativa immobiliare. Ieri, tra le altre cose, un annuncio shock. Per colpa degli effetti della crisi dei subprime e dei mutui, la banca statunitense Citigroup dovrà effettuare una ulteriore svalutazione di 12 miliardi di dollari.

STIGLITZ: RECESSIONE USA PROBABILE, LA FED E' GUIDATA DAL PANICO ( da "Wall Street Italia" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: economia degli Stati Uniti", dove "la bolla immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno scendendo. La maggioranza degli esperti pensa che dovranno scendere ancora molto". -->L'economia statunitense è "probabilmente" in recessione e il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha agito troppo tardi sui tassi, ispirato dal "panico".

Le Borse mondiali provano a darsi la scossa ( da "Morningstar IT" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: La bolla immobiliare è scoppiata e i prezzi delle case stanno scendendo. E secondo molti esperti caleranno ancora". Proprio sul fronte del mattone c'è da registrare la crescita delle confische effettuate dalle banche ai proprietari che non sono in grado di pagare i mutui.

Il ritorno del fantasma della STAGFLAZIONE! ( da "Trend-online" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: anni e noi tutti sappiamo cosa significhi una caduta delle quotazioni immobiliari per il consumatore americano e per l'oceano di prodotti strutturati costruiti sulla grande bolla immobiliare. Robert Shiller ideatore del S&P/Case Shiller Home Price Indices: "We reached a somber year-end for the housing market in 2007," says Robert J.

Mercati instabili per altri tre anni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: di un mercato della casa del valore di 20mila miliardi di dollari significa circa 7mila miliardi di ricchezza che scompare dall'economia Usa. Insolvenze e pignoramenti accelereranno. In più, ogni dollaro perso nel valore immobiliare ha un effetto doppio sui consumi rispetto a ogni dollaro virtuale perso sul mercato azionario.

Usa L'inflazione cresce e i prezzi delle case scendono come la fiducia dei consumatori. Verso la stagflazione? ( da "Liberazione" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: tragici quelli sui prezzi delle case. Nonostante il presidente Bush si ostini a sostenere che l'economia non è in recessione, i numeri annunciano il contrario. I dati sui prezzi dei prezzi all'ingrosso, dell'energia e dei medicinali hanno spinto verso l'alto il tasso di inflazione nonostante la Federal reserve abbia già da qualche tempo ha mantenuto bassi i tassi di interesse.

L'economia affossa il dollaro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: immobiliare e sulla fiducia dei consumatori: l'indice S&P/Case Shiller dei prezzi delle case è crollato dell'8,9%nel 2007,la caduta più drammatica in vent'anni di storia dell'indicatore, con una flessione del 5,4% nel solo quarto trimestre. Anche le autorità federali dell'Office of Federal Housing Enterprise Oversight hanno denunciato la prima flessione dei prezzi in sedici anni.

Bolla immobiliare: situazione critica ( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: in occasione di un convegno organizzato dalla Merrion Capital a Dublino- che "la storia di recente successo dell'economia irlandese si è tramutata in una bolla speculativa, principalmente di carattere immobiliare, e come succede sempre in questi casi, saranno in molti a soffrirne le conseguenze nel corso del prossimo biennio. Tutte le bolle finiscono male.

Mattone, i fondi vedono buoni affari ( da "Morningstar IT" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: delle famiglie e, più in generale, il rallentamento congiunturale che si sta registrando a livello globale. In altre parole, la bolla immobiliare che nell'ultimo decennio si era gonfiata a dismisura è scoppiata, lasciando con il classico cerino in mano gli investitori privati, ma anche le banche che negli anni scorsi avevano cavalcato il boom concedendo prestiti anche a chi non forniva


Articoli

L'Europa corre sui rumor di giornata (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Finanza e Mercati" del 26-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di Redazione del 26-02-2008 da Finanza&Mercati del 26-02-2008 [Nr. 40 pagina 3] Positivo avvio di settimana per i listini del Vecchio Continente, sostenuti dalle indiscrezioni di stampa Ma Greenspan avverte: "Recessione anche peggiore di quella del 2001". Negli Stati Uniti pronti 3 miliardi di dollari per Ambac. Guadagni anche su Piazza Affari (+1,50%). Recuperano Erg e Saras Dopo quella finanziaria, i mercati sono stati ieri attraversati dalla speculazione giornalistica. Grazie ad alcune indiscrezioni di stampa, peraltro non ancora né smentite né confermate, i titoli finanziari e quelli delle compagnie aeree hanno supportato i rialzi di tutti i maggiori indici europei, tanto che l'Eurostoxx 50 ha chiuso in aumento dell'1,66 per cento. Eppure, ancora una volta, sono giunti autorevoli e poco rassicuranti commenti sullo status dell'economia statunitense. Alla vigilia della relazione al Congresso di Ben Bernanke su economia e politica monetaria (in programma mercoledì), è tornata a echeggiare sui mercati la voce di Alan Greenspan. "Non sarei sorpreso se questa recessione si dimostrasse più grave delle ultime due contrazioni", ha commentato da Abu Dhabi l'ex numero uno della Fed, riferendosi alla bolla delle dot com e alle difficoltà di fine anni Ottanta. Interpellato poi sulla crisi del settore immobiliare (la negativa lettura di gennaio delle vendite di case esistenti ha confermato le difficoltà del comparto), Greenspan si è detto convinto che i prezzi delle case "continueranno a cadere" e che questo avrà effetti "più ampi" sulla spesa per consumi. Parole che non hanno tuttavia intaccato la buona verve degli indici europei: Parigi ha registrato i guadagni più consistenti (+1,96%), seguita da Londra (+1,89%) e da Francoforte (+1,12%). Seduta positiva anche per Piazza Affari: il Mibtel ha guadagnato l'1,37% a quota 25.979 punti, l'S&P/Mib l'1,50% a 33.931 punti. Secondo la stampa britannica, la Qatar Investment Authority, dopo essere entrata nel capitale di Credit Suisse (+2,71%), sarebbe pronta a entrare nel capitale della Royal Bank of Scotland (+5,03%). Sempre in Gran Bretagna, Lloyds Tbs (+1,97%) avrebbe inoltre posato gli occhi sulle rivali Alliace&Leicester (+8,82%) e Bradford&Bingley (+6,23%). I guadagni del comparto sono stati infine rilanciati, proprio sul finire di seduta, dalle voci di un'imminente salvataggio di Ambac, la monoline statunitense che rischia il downgrade da parte delle agenzie di rating: un consorzio di istituti composto, tra gli altri, da Bnp Paribas (+4,97%), Barlcays (+5,63%) e Dresdner (la controllante Commerzbank ha guadagnato il 4,88%), sarebbe sul punto di mettere sul piatto 3 miliardi di dollari per ricapitalizzare la società. Sul fronte delle aerolinee, i guadagni sono stati propiziati dal rilancio, da parte della stampa francese, dell'ipotesi che Air France-Klm (+4,92%) voglia investire 750 milioni di dollari nella fusione tra Delta Airlines e Northwest. Chiusure al rialzo anche per British Airways (+6,50%), Ryanair (+4,04%) e Lufthansa (+2,01%). Chiusura invece in controtendenza per Alitalia (-0,11%). Le migliori blue chip italiane sono state Impregilo (+5,93%) e Prysmian (+4,62%). Si sono poi accodate al buon umore dei finanziari europei Unicredit (+2,99%) e Intesa Sanpaolo (+1,98%). Nonostante il barile sia rimasto in prossimità dei 100 dollari, gli acquisti hanno infine premiato anche i due raffinatori di Piazza Affari, Erg (+3,84%) e Saras (+4,18%). Oltreoceano l'indice Dow Jones ha guadagnato in chiusura l'1,52%; mentre il Nasdaq è salito dell'1,05 per cento.

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Per Greenspan è recessione (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Le case non si vendono? Il portafoglio degli statunitensi è sempre più vuoto Per Greenspan "è recessione" Maurizio Galvani La vendita delle case esistenti (comunemente noto come usato abitativo) e il loro prezzo medio sono nuovamente in discesa negli Stati uniti, nel mese di gennaio. Secondo il report pubblicato ieri dalla National Association of Realtors, l'Associazione degli agenti immobiliari, la vendita di case è diminuita dello 0,4% rispetto al mese di dicembre mentre il costo delle abitazioni è sceso del 4,6%, ovvero, è passato da un valore di 210.900 dollari a 201.100. Non c'è stato il tracollo previsto alla vigilia, tuttavia, questo è il valore più basso di vendita delle case dal 1999. Inoltre si allinea con l'altra pessima notizia - rilasciata alcuni giorni fa - che la costruzione delle single-family (ovvero le villette unifamiliari che sono sempre state il sogno di ogni americano medio) è diminuita del 5% quest'anno, del 34% rispetto al dato diffuso un anno fa e, ben il 60%, rispetto al record di costruzioni raggiunto soltanto due anni fa. Non è meno importante il dato - a dicembre - che la diminuzione è il più basso degli ultimi 17 anni. Manca poco perché negli Usa si dichiari apertamente da parte dell'amministrazione Bush o da dalla Casa Bianca che il paese è in recessione o in stagflation. Nemmeno nella campagna per le primarie, i singoli candidati si sono spinti a parlarne chiaramente. Sta di fatto che, invece, questo scivolone dei prezzi delle case preoccupa molto poiché dimostra che la crisi dei mutui ha allevato "un esercito" di consumatori poveri. Ad esempio da Abu Dhabi in Arabia saudita, dove si trova per tenere una conferenza, l'ex-presidente della Federal reserve (Fed) Alan Greenspan ha lanciato l'ennesimo allarme "sulla crescita zero statunitense" e parlato chiaramente "di un'eventuale recessione più profonda rispetto alle ultime due precedenti". Alan Greenspan ha ripetuto con nettezza: "i prezzi delle case sono diminuiti e questo dato ha un impatto forte sui consumi privati". Ovvero, non è re più possibile, che il consumatore possa ipotecare la "sua" abitazione per continuare ad avere soldi da spendere. Il guru Alan Greenspan si scaglia contro l'attuale capo della Fed, Ben Bernanke e chiede interventi più efficaci e continui della banca centrale Usa per stimolare di più l'economia (a metà marzo la Federal reserve potrebbe abbassare il costo del denaro di un altro 50%) mentre oscura il particolare - non è irrilevante - che, durante la sua gestione della Fed, è scoppiata la bolla speculativa immobiliare. Ieri, tra le altre cose, un annuncio shock. Per colpa degli effetti della crisi dei subprime e dei mutui, la banca statunitense Citigroup dovrà effettuare una ulteriore svalutazione di 12 miliardi di dollari. Altri 4 miliardi di dollari di svalutazioni in bilancio (write-down) li accusa la Merrill Lynch; 3,5 miliardi di dollari li accusa la Lehman Brothers, 3,1 miliardi di dollari la Morgan Stanley e 3,4 miliardi di dollari la JpMorgan. Inoltre la Bear Stearns che ha già denunciato un impatto sul bilancio pari a 1,4 miliardi di dollari. Per tutti questi grandi gruppi è previsto un forte calo degli utili nel corso del primo trimestre di quest'anno. Intanto, riguardo alla tenuta possibile degli Stati uniti, si diffonde un certo pessimismo. Sulle sorti dell'economia, l'ultimo sondaggio fatto dalla National Association for Business Economics rivela che il 45% (35% un mese fa) degli specialisti ritiene che "il paese entrerà in territorio recessivo già a partire dal 2008". Un altro 55% è, invece, più ottimista e ritiene che "l'economia continuerà a crescere ma a ritmi ridotti".

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STIGLITZ: RECESSIONE USA PROBABILE, LA FED E' GUIDATA DAL PANICO (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 26-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di WSI-ANSA Parla il premio Nobel. "C'é un rallentamento molto forte nell'economia degli Stati Uniti", dove "la bolla immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno scendendo. La maggioranza degli esperti pensa che dovranno scendere ancora molto". -->L'economia statunitense è "probabilmente" in recessione e il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha agito troppo tardi sui tassi, ispirato dal "panico". A dirlo è Joseph Stiglitz, professore alla Columbia University e vincitore del Premio Nobel per l'economia, che in un'intervista a Bloomberg Television a Londra ha detto che "c'é un rallentamento molto forte nell'economia statunitense", dove "la bolla del settore immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno scendendo. La maggioranza degli esperti pensa che dovranno scendere ancora in misura significativa". Stiglitz ha preso di mira, nell'intervista, le manovre tardive della Fed, che nel ridurre i tassi ha agito troppo tardi e lo ha fatto in preda al panico. L'economista statunitense non ha risparmiato l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, definendolo un "promotore attivo della bolla del settore edilizio statunitense". Greenspan - ha detto - "ha ragione nel dire che questa fase di rallentamento economico sarà la peggiore degli ultimi 25 anni, ma è in gran parte colpa sua". Greenspan "non è che fosse addormentato mentre era al timone della Fed, piuttosto guardava dall'altra parte con convinzione", dicendo che la bolla residenziale era una "sciocchezza". Quanto alla Banca entrale europea, che sta mantenendo i tassi stabili nonostante i decisi tagli della Fed, secondo Stiglitz non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sull'inflazione. Non e' un mercato per vedove e orfani. E non e' un mercato per news gratuite. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul link INSIDER.

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Le Borse mondiali provano a darsi la scossa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Morningstar IT" del 26-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

I mercati mondiali cercano di uscire dal tunnel. Nell'ultimo mese (fino al 26 febbraio e calcolato in euro) l'indice Msci World ha guadagnato quasi l'1,4%. L'andamento non fa gridare al miracolo, riconoscono gli analisti, ma, aggiungono, è stato ottenuto in un momento in cui le notizie sulla crisi derivante dai mutui americani subprime e il rallentamento degli Usa - che per qualcuno è già recessione - sono state particolarmente pesanti. Stabilire quando la tempesta finirà, invece, è un esercizio che pochi si sentono di fare. "Sono pessimista per quanto riguarda i ritorni che si potranno avere quest'anno dal comparto azionario" taglia corto Toan Tran, strategist di Morningstar. "Una recessione che colpisce soprattutto i consumatori avrà effetti negativi sugli utili aziendali. L'aria di mercato Orso, invece, peserà sui multipli che gli investitori sono disposti a pagare per quei profitti". Per l'esperto insomma, è meglio essere preparati a quello che accadrà nel breve termine. Ma è bene anche ricordare, aggiunge, che le turbolenze sono destinate a passare. "I mercati di questo tipo fanno soffrire", spiega, "ma presentano anche eccezionali opportunità di investimento". Stati Uniti Gli Usa continuano ad essere osservati speciali. Una ripresa del mercato americano, infatti, farebbe da volano per le altre regioni del globo. In una intervista a Bloomberg Television il premio Nobel per l'economia Joseph Stigliz ha detto che "negli Usa è in corso un forte rallentamento. La bolla immobiliare è scoppiata e i prezzi delle case stanno scendendo. E secondo molti esperti caleranno ancora". Proprio sul fronte del mattone c'è da registrare la crescita delle confische effettuate dalle banche ai proprietari che non sono in grado di pagare i mutui. A gennaio, secondo i dati elaborati da RealtyTrack, sono aumentate del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La situazione, del resto non è rosea nemmeno per gli istituti di credito americani che, da inizio 2007, hanno dovuto svalutare (e quindi segnare come perdita) 163 miliardi di dollari di asset legati ai mutui subprime. Per dare un po' di ossigeno ai privati l'amministrazione Bush ha firmato un piano da 168 miliardi in tagli fiscali per 130 milioni di famiglie. Sul fronte del mercato, secondo gli analisti di Morningstar, comunque, è meglio tenere un atteggiamento positivo. Soprattutto se si ragiona con un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. "Il Dow Jones tratta con uno sconto del 17% rispetto al suo fair value", scrive in una nota Jeffrey Ptak. "Nei prossimi tre anni potrebbe arrivare a 18.500 punti". A febbraio l'indice della Borsa americana si è assestato intorno a quota 14mila punti. Europa Il Vecchio continente guarda con preoccupazione a quello che succede negli Stati Uniti, anche se cerca di non farsi coinvolgere troppo. La Banca centrale europea, a differenza della Federal Reserve, prima di agire sui tassi di interesse preferisce avere una fotografia chiara dell'inflazione. La Fed, invece, storicamente non si interessa a questo dato e punta sempre a dare uno stimolo alla crescita. Un atteggiamento che sicuramente non abbandonerà durante la campagna presidenziale Usa. Da questa parte dell'Oceano, del resto, escono dati in grado di tranquillizzare gli investitori. Secondo l'Ifo institute tedesco a febbraio la fiducia delle imprese in Germania è salito a 104,1 rispetto al 103,1 di gennaio. Si tratta del secondo mese consecutivo di crescita. Secondo gli economisti, è anche un segnale che l'economia di Eurolandia (di cui la Germania è il motore) potrebbe sopportare una recessione degli Usa. Secondo i manager delle aziende tedesche quest'anno, a livello continentale, si registrerà una crescita dei profitti, anche se più bassa rispetto al 2007. Se fosse vero, commentano gli analisti, il settore azionario europeo, potrebbe rappresentare un porto relativamente sicuro in attesa che passi la buriana. Asia Più complessa la situazione dell'area asiatica che deve difendersi su tre fronti: quello americano, quello giapponese e quello cinese. Per quanto riguarda gli Stati Uniti un rallentamento o, peggio, una recessione, influirebbe pesantemente sulla capacità di spesa degli americani già provati dalla crisi immobiliare. Le conseguenze sui bilanci delle aziende asiatiche dell'export è, quindi, inevitabile. Non aiuta il Giappone, alle prese con una crescente inflazione e un calo dei consumi. Le speranze poggiano sulla Cina che, per i prossimi anni promette di avere tassi di crescita importanti (intorno all'8-9%) ma deve comunque fare i conti con un'inflazione che ha toccato le punte massime degli ultimi 11 anni. In questo scenario, gioca a sfavore la crisi delle banche che, anche in Asia, stanno facendo i conti con la crisi legata ai subprime americani.

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Il ritorno del fantasma della STAGFLAZIONE! (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Trend-online" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

BLOG, clicca qui per leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 27.02.2008 09:08 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Per i puristi accademici non esistono vie di mezzo, non vi può essere stagflazione o deflazione contemporaneamente men che meno una ....Stagdeflation! Eppure se ci fermiamo per un attimo a riflettere in America è in corso un terribile deflazione nel mercato immobiliare, unitamente ad una persistente inflazione che anche dal lato " core " preme sul potere di acquisto con energia e alimentari in un trend probabilmente secolare. Ierii l'indice S&P Case Shiller non ha concesso dubbi, è sceso del 9,1 % mese su mese con il più grande declino in vent'anni e noi tutti sappiamo cosa significhi una caduta delle quotazioni immobiliari per il consumatore americano e per l'oceano di prodotti strutturati costruiti sulla grande bolla immobiliare. Robert Shiller ideatore del S&P/Case Shiller Home Price Indices: "We reached a somber year-end for the housing market in 2007," says Robert J. Shiller, Professor at Yale University and Chief Economist at MacroMarkets LLC. "Home prices across the nation and in most metro areas are significantly lower than where they were a year ago. Wherever you look things look bleak, with 17 of the 20 metro areas reporting annual declines and the remaining three reporting flat or moderate growth rates. Looking closely at these negative returns, you will see that 14 of the metro areas are also reporting record lows and eight are in double digit decline. The monthly data paint a similar picture, with all metro areas now reporting at least four consecutive negative monthly returns." thank to BIGPICTURE Contemporaneamente sono aumentati del doppio delle aspettative i prezzi pagati dai produttori americani spinti verso l'alto da energia, alimentari e farmaci. Questo bel grafico pubblicato su BIGPICTURE testimonia il cambiamento di clima! Se a questo aggiungiamo un crollo della segue pagina >>.

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Mercati instabili per altri tre anni (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-27 - pag: 5 autore: INTERVISTA Paul Krugman Economista "Mercati instabili per altri tre anni" Stefano Carrer TOKYO Il mercato immobiliare americano resterà in crisi fino al 2011, spazzando via 7mila miliardi di dollari di ricchezza dall'economia Usa:non è nemmeno escluso che la Fed possa arrivare alla politica dei tassi intorno allo zero di nipponica recente memoria. Paul Krugman, l'autorevole economista "liberal" tra i più critici dell'Amministrazione Bush, evidenzia che non c'è da farsi illusioni su una durata limitata dell'attuale rallentamento economico e delle turbolenze sui mercati, gelando la platea degli 800 investitori riuniti a Tokyo per la conferenza annuale del Clsa. Professor Krugman, pensa che la Fed dovrà tagliare ancora i tassi? E come giudica la rigidità della Bce? Credo che la Fed stia studiando attentamente l'esperienza giapponese della politica dei tassi zero. Il problemaè che se dovesse tagliare come accadde nei precedenti scoppi delle bolle all'inizio degli anni '90 e nel 2001, i tassi dovrebbero addirittura andare sottozero! Occorre parecchio tempo perché gli eccessi finanziari siano rettificati. Del resto, contrariamente a quanto si crede, le due precedenti recessioni non sono state né brevi né leggere. Sulle Bce, non ho idea se faccia bene o no:certo l'Europa non ha i problemi degli Usa. Come si è arrivati a questa situazione? Non si è trattato solo di una bolla immobiliare, ma di una evoluzione complessiva distorta del sistema finanziario nel corso di un decennio. Per il real estate, il punto di partenza sono i bassi tassi di interesse dopo la recessione del 2001, seguiti dai cinque stadi classici della sopravvalutazione delineati dal mio maestro e collega Dornbusch. Vale a dire? Prima la speculazione in cerca di ritorni più alti indirizza i prezzi verso livelli insostenibili; chi insegue i trend continua a comprare in quanto i ritorni si sono rivelati molto buoni nel recente passato; intervengono gli economisti, sconcertati dalla durata della sopravvalutazione, a elaborare teorie per giustificare le "ipervalutazioni" e sostenere che si tratta di una situazione nuova rispetto al passsato; incoraggiati dalle teoria di una "nuova economia", gli ottimisti sul mercato (i "market bullish") comprano ancora e sostengono i prezzi ancora più a lungo sopra i fondamentali economici. Infine, si esaurisce la schiera dei compratori e inseguitori di trend: arriva il collasso. La crisi del real estate durerà quindi a lungo? Io penso fino al 2011. Una correzione del 30% di un mercato della casa del valore di 20mila miliardi di dollari significa circa 7mila miliardi di ricchezza che scompare dall'economia Usa. Insolvenze e pignoramenti accelereranno. In più, ogni dollaro perso nel valore immobiliare ha un effetto doppio sui consumi rispetto a ogni dollaro virtuale perso sul mercato azionario. Quante svalutazioni dovrà sopportare il sistema finanziario? Nessuno lo sa, ma io penso che si arriverà verso i mille miliardi di dollari, con effetti pesanti sulle società. Ma non penso che arriveranno grandi crack bancari. Se pure l'economia non è ancora in recessione, ancora parecchi problemi dovranno emergere. Non pensa che il pacchetto di stimolo all'economia di Bush possa limitare questi danni? A questo punto, per rimettere in carreggiata l'economia, gli stimoli fiscali vanno considerati. Ma, mi chiedo: il piano dell'Amministrazione enfatizza la creazione di posti di lavoro. Ebbene, un mero calcolo ufficiale indica che ogni singolo nuovo posto di lavoro costerà ben 330mila dollari. E qualche centinaio di dollari in più a disposizione delle famiglie non farà la differenza. Sarebbe molto meglio focalizzarsi sul miglioramento delle infrastrutture. "I problemi del real estate dureranno fino al 2011 e la Fed potrebbe portare i tassi fino al livello zero" L'economista. Paul Krugman AP.

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Usa L'inflazione cresce e i prezzi delle case scendono come la fiducia dei consumatori. Verso la stagflazione? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Liberazione" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Brutti i dati sull'inflazione, pessimi quelli sulla fiducia dei consumatori, tragici quelli sui prezzi delle case. Nonostante il presidente Bush si ostini a sostenere che l'economia non è in recessione, i numeri annunciano il contrario. I dati sui prezzi dei prezzi all'ingrosso, dell'energia e dei medicinali hanno spinto verso l'alto il tasso di inflazione nonostante la Federal reserve abbia già da qualche tempo ha mantenuto bassi i tassi di interesse. Il tasso di crescita dei prezzi è il più alto degli ultimi 26 anni. Un dato che ci si poteva aspettare, proprio a causa di bassi tassi di interesse ma che non aiuta a credere nel futuro prossimo. I dati diffusi dal Labor Department dicono di un +1% dei prezzi a gennaio, il doppio del previsto, 8il 7,6 su base annua. Sarà per questo che il Conference Board, organismo che raccoglie dati sulla fiducia dei consumatori ed elabora un indice in materia ha detto che questo è sceso a 75 punti, -12,3 rispetto a gennaio. Anche in questo caso è il dato peggiore delle previsioni che parlavano di 83: per come la vedono i consumatori è il peggior momento dal 2003, alla vigilia della guerra in iraq. I numeri sulla crisi edilizia sono i peggiori di tutti e, tra l'altro, sono quelli che impattano direttamente e pesantemente sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone. I prezzi dele case sono scesi dell'8,9 per cento negli ultimi tre mesi dello scorso anno, il crollo peggiore da venti anni - cioé da quando si raccolgono dati in maniera sistematica e si elabora un indice. I prezzi sono più bassi di un anno fa nonostante l'inflazione, segnale di una crisi del mercato immobiliare di quelle da far davvero paura. La somma di crescita negativa e inflazione è infatti un segnale pericoloso di una possibile stagflazione, il peggio che ci possa essere. La scelta di rallentare la crescita fatta dalla Federal reserve tagliando i tassi avrebbe infatti dovuto almeno mantenere bassi i prezzi consentendo così un rilancio dei consumi. Per ora non sembra funzionare. 27/02/2008.

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L'economia affossa il dollaro (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-27 - pag: 7 autore: L'economia affossa il dollaro Record per l'euro a quota 1,5050 dopo i deludenti dati americani Marco Valsania NEW YORK Dati negativi sull'economia americana e la prospettiva di altri tagli dei tassi hanno affondato il dollaro. L'euro ha toccato il nuovo record, a quota 1,5050 dopo la chiusura di Wall Street, superando il precedente primato stabilito il 23 novembre scorso a quota 1,4966. E anche il cambio contro le sei maggiori valute mondiali (il dollar index) ha visto il biglietto verde scendere al minimo storico di 70,74. La scossa sui mercati valutari è stata provocata da una serie di dati deludenti sul mercato immobiliare e sulla fiducia dei consumatori: l'indice S&P/Case Shiller dei prezzi delle case è crollato dell'8,9%nel 2007,la caduta più drammatica in vent'anni di storia dell'indicatore, con una flessione del 5,4% nel solo quarto trimestre. Anche le autorità federali dell'Office of Federal Housing Enterprise Oversight hanno denunciato la prima flessione dei prezzi in sedici anni. La fiducia dei consumatori, inoltre, è crollata in febbraio a 75 da 87,3 in gennaio, la soglia più bassa in cinque anni, e in quindici anni se si esclude lo scoppio della guerra in Iraq nel 2003. Ma accanto ai timori di recessione sono emerse impreviste pressioni inflazionistiche, in grado di sollevare lo spettro di stagflazioni difficili da combattere e che Casa Bianca e Federal Reserve speravano relegate al passato: i prezzi alla produzione sono lievitati dell'1% in gennaio e dello 0,4% escludendo le volatili componenti energetica e alimentare. La doppia minaccia potrebbe complicare la strategia della Fed, che vuole continuare ad abbassare i tassi ma non intende alimentare l'inflazione. Il numero due della Fed, Donald Kohn, ha tuttavia affermato ieri che il principale pericolo è quello corso dalla crescita, date le "avverse dinamiche dei mercati finanziari e dell'economia".Le dichiarazioni di Kohn hanno aiutato la Borsa a guadagnare terreno, con l'indice Dow Jones in rialzo dell'1 per cento. "è stato un anno cupo - ha dichiarato Robert Shiller, tra i creatori dell'indice S&P - per il comparto immobiliare. I prezzi della case sono scesi significativamente e ovunque il quadro è negativo". L'indicatore comprende anche misure relative alle principali dieci città americane, dove i prezzi sono crollati del 9,8%, e alle venti maggiori aree urbane, dove i valori sono scesi del 9,1 per cento. Le regioni più colpite sono quella di Miami in Florida, dove il declino annuale è stato del 17,5%, di Las Vegas e Phoenix, con il 15,3%, e di Los Angeles, San Diego, San Francisco, Detroit e Washington, che hanno sofferto flessioni superiori al 10 per cento. La società specializzata RealtyTrac ha rilevato inoltre che i processi di pignoramento delle abitazioni sono aumentati in gennaio del 57% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. La fiducia dei consumatori ha a sua volta battuto in brusca ritirata in febbraio, mettendo in forse la tenuta della spesa delle famiglie, che rappresenta i due terzi dell'economia americana. Lo scivolone ha rispecchiato anzitutto un peggioramento delle prospettive occupazionali e il pessimismo sulle condizioni di business, sintomi secondo il Conference Board di ulteriori frenate dell'economia in arrivo. La componente della fiducia che valuta le aspettative, in particolare, è diminuita a 57,9 da 69,3, il minimo da 17 anni. La recessione non è però l'unico ostacolo sulla strada dell'economia. L'aumento dell'1% nei prezzi alla produzione di gennaio ha sorpreso gli analisti, che si aspettavano incrementi pari allo 0,4 per cento. Negli ultimi dodici mesi i prezzi sono aumentati del 7,4%, il balzo più significativo dall'ottobre del 1981. I prezzi dell'energia il mese scorso sono lievitati dell'1,5% e quelli alimentari dell'1,7 per cento. mvalsania@ilsole24ore.us.

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Bolla immobiliare: situazione critica (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Borsa & Mercati irlanda Bolla immobiliare: situazione critica --> Il guru della finanza Jim Rogers, creatore del Quantum Fund con George Soros negli Anni '70, ha recentemente espresso notevoli perplessità sul futuro dell'economia irlandese. Il miliardario americano, famoso commentatore e analista finanziario, ha dichiarato alla stampa irlandese -in occasione di un convegno organizzato dalla Merrion Capital a Dublino- che "la storia di recente successo dell'economia irlandese si è tramutata in una bolla speculativa, principalmente di carattere immobiliare, e come succede sempre in questi casi, saranno in molti a soffrirne le conseguenze nel corso del prossimo biennio. Tutte le bolle finiscono male. I politici e i banchieri dicono sempre che ci sarà un atterraggio morbido, ma tale fenomeno non si verifica mai". --> del 27-02-2008 num.

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Mattone, i fondi vedono buoni affari (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Morningstar IT" del 27-02-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Il mercato immobiliare continua a soffrire. Ma per qualcuno si è già trasformato in una buona occasione. L'indice Msci del settore nell'ultimo mese (fino al 27 febbraio e calcolato in euro) ha perso quasi il 3%. Anche su questo comparto pesa la crisi dei mutui americani subprime (quelli di scarsa qualità), la frenata degli Stati Uniti che diminuisce la capacità di spesa delle famiglie e, più in generale, il rallentamento congiunturale che si sta registrando a livello globale. In altre parole, la bolla immobiliare che nell'ultimo decennio si era gonfiata a dismisura è scoppiata, lasciando con il classico cerino in mano gli investitori privati, ma anche le banche che negli anni scorsi avevano cavalcato il boom concedendo prestiti anche a chi non forniva garanzie. L'apice è stato raggiunto nel 2005, quando il 55% dei mutui concessi dagli istituti finanziari Usa è stato di tipo subprime. I mutui impacchettati e cartolarizzati sono stati utilizzati come sottostante per prodotti finanziari di cui le banche hanno riempito i loro portafogli, per poi girarli ai loro clienti. Il resto è storia degli ultimi mesi. La crisi dei mercati mondiali dopo quattro anni di crescita ininterrotta ha fatto venire i nodi al pettine. E i conti dei danni, secondo gli analisti, porteranno via ancora qualche mese. Lo scoppio della bolla immobiliare, tuttavia, per alcuni investitori istituzionali si sta trasformando in un'ottima opportunità di acquisto. In prima fila ci sono i fondi dei paesi Mediorientali. L'ultima operazione in ordine di tempo è stata presentata da Investment Corp, società del governo di Dubai, che ha offerto 3 miliardi di euro per la spagnola Inmobiliaria Colonial. La società iberica negli ultimi sei mesi ha perso praticamente metà del suo valore arrivando a 2,78 miliardi di euro. Per questo motivo, lo stato arabo ha potuto mettere sul piatto 1,85 euro per azione, più una quota in titoli. La parte cash rappresenta un premio dell'8,8% rispetto alle quotazioni dei giorni scorsi. Bruscolini, se confrontati alle quotazioni che si registravano fino a un anno fa, quando offerte con premi ben più consistenti venivano rifiutate perché considerate troppo basse. Ma ora non è il momento di fare gli schizzinosi e il management della società ha invitato gli azionisti ad accettare l'offerta. Un po' di movimento si nota anche negli Stati Uniti. Il fondo Blackstone ha sborsato 39 miliardi di euro per acquistare Equity Office Properties Trust, uno dei maggiori costruttori americani di immobili ad uso ufficio. Il ritrovato vigore dei fondi sta facendo drizzare le antenne agli analisti. Fino a poche settimane fa consigliavano di lasciar perdere il mattone. Ora, invece, iniziano a suggerire di iniziare a guardarsi intorno per non farsi sfuggire qualche buon affare. Il problema restano i finanziamenti. Le banche alle prese con la grana subprime sono restie ad allentare i cordoni della borsa. E se concedono un prestito, lo fanno pagare caro.

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