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top ARTICOLI DEL 26 e 27 febbraio 2008 #TOP
L'Europa
corre sui rumor di giornata
( da "Finanza
e Mercati" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: sarei sorpreso se questa recessione
si dimostrasse più grave delle ultime due contrazioni", ha commentato da
Abu Dhabi l'ex numero uno della Fed, riferendosi alla bolla delle
dot com e alle difficoltà di fine anni Ottanta.
Interpellato poi sulla crisi del settore immobiliare (la negativa lettura di
gennaio delle vendite di case esistenti ha confermato le difficoltà del
comparto),
Per
Greenspan è recessione
( da "Manifesto,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: mentre oscura il particolare - non
è irrilevante - che, durante la sua gestione della Fed, è scoppiata la bolla
speculativa immobiliare. Ieri, tra le altre cose, un annuncio shock. Per colpa
degli effetti della crisi dei subprime e dei mutui, la banca statunitense
Citigroup dovrà effettuare una ulteriore svalutazione
di 12 miliardi di dollari.
STIGLITZ:
RECESSIONE USA PROBABILE, LA FED E' GUIDATA DAL PANICO
( da "Wall Street Italia"
del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: economia degli Stati Uniti",
dove "la bolla immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno scendendo. La maggioranza degli esperti pensa che dovranno scendere ancora
molto". -->L'economia statunitense è "probabilmente"
in recessione e il presidente della Fed, Ben Bernanke,
ha agito troppo tardi sui tassi, ispirato dal "panico".
Le
Borse mondiali provano a darsi la scossa
( da "Morningstar IT"
del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: La bolla immobiliare è scoppiata e
i prezzi delle case stanno scendendo. E secondo molti esperti
caleranno ancora". Proprio sul fronte del mattone c'è da registrare
la crescita delle confische effettuate dalle banche ai proprietari che non sono
in grado di pagare i mutui.
Il
ritorno del fantasma della STAGFLAZIONE!
( da "Trend-online"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: anni e noi tutti sappiamo cosa
significhi una caduta delle quotazioni immobiliari per il consumatore americano
e per l'oceano di prodotti strutturati costruiti sulla grande bolla
immobiliare. Robert Shiller ideatore del S&P/Case Shiller Home Price Indices: "We reached a somber year-end for the housing market in 2007," says
Robert J.
Mercati
instabili per altri tre anni ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: di un mercato della casa del valore
di 20mila miliardi di dollari significa circa 7mila miliardi di ricchezza che
scompare dall'economia Usa. Insolvenze e pignoramenti accelereranno. In più,
ogni dollaro perso nel valore immobiliare ha un effetto doppio sui consumi
rispetto a ogni dollaro virtuale perso sul mercato azionario.
Usa
L'inflazione cresce e i prezzi delle case scendono come la fiducia dei
consumatori. Verso la stagflazione?
( da "Liberazione"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: tragici quelli sui prezzi delle
case. Nonostante il presidente Bush si ostini a sostenere che l'economia non è
in recessione, i numeri annunciano il contrario. I dati sui prezzi dei prezzi
all'ingrosso, dell'energia e dei medicinali hanno spinto verso l'alto il tasso
di inflazione nonostante la Federal reserve abbia già da qualche tempo ha mantenuto bassi i
tassi di interesse.
L'economia
affossa il dollaro ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: immobiliare e sulla fiducia dei
consumatori: l'indice S&P/Case Shiller dei prezzi delle case è crollato dell'8,9%nel 2007,la caduta più drammatica in vent'anni di storia
dell'indicatore, con una flessione del 5,4% nel solo quarto trimestre. Anche le
autorità federali dell'Office of Federal
Housing Enterprise Oversight hanno denunciato la prima flessione dei prezzi in
sedici anni.
Bolla
immobiliare: situazione critica ( da "Denaro, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: in occasione di un convegno
organizzato dalla Merrion Capital a Dublino- che "la storia di recente successo
dell'economia irlandese si è tramutata in una bolla speculativa, principalmente
di carattere immobiliare, e come succede sempre in questi casi, saranno in
molti a soffrirne le conseguenze nel corso del prossimo biennio. Tutte le bolle finiscono male.
Mattone,
i fondi vedono buoni affari ( da "Morningstar IT"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: delle famiglie e, più in generale,
il rallentamento congiunturale che si sta registrando a livello globale. In
altre parole, la bolla immobiliare che nell'ultimo decennio si era gonfiata a
dismisura è scoppiata, lasciando con il classico cerino in mano gli investitori
privati, ma anche le banche che negli anni scorsi avevano cavalcato il boom
concedendo prestiti anche a chi non forniva
( da "Finanza e Mercati" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Di Redazione del
26-02-2008 da Finanza&Mercati del 26-02-2008 [Nr. 40 pagina 3] Positivo avvio di settimana per i listini
del Vecchio Continente, sostenuti dalle indiscrezioni di stampa Ma Greenspan avverte: "Recessione anche peggiore di
quella del 2001". Negli Stati Uniti pronti 3 miliardi di dollari per Ambac. Guadagni anche su Piazza Affari (+1,50%). Recuperano
Erg e Saras Dopo quella
finanziaria, i mercati sono stati ieri attraversati dalla speculazione
giornalistica. Grazie ad alcune indiscrezioni di stampa, peraltro non ancora né
smentite né confermate, i titoli finanziari e quelli delle compagnie aeree
hanno supportato i rialzi di tutti i maggiori indici europei, tanto che l'Eurostoxx
( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Le case non si vendono? Il portafoglio degli statunitensi è
sempre più vuoto Per Greenspan "è
recessione" Maurizio Galvani La vendita delle case
esistenti (comunemente noto come usato abitativo) e il loro prezzo medio sono
nuovamente in discesa negli Stati uniti, nel mese di gennaio. Secondo il report
pubblicato ieri dalla National Association of Realtors, l'Associazione degli
agenti immobiliari, la vendita di case è diminuita
dello 0,4% rispetto al mese di dicembre mentre il costo delle abitazioni è
sceso del 4,6%, ovvero, è passato da un valore di 210.900 dollari a 201.100. Non
c'è stato il tracollo previsto alla vigilia, tuttavia, questo è il valore più
basso di vendita delle case dal 1999. Inoltre si
allinea con l'altra pessima notizia - rilasciata alcuni giorni fa - che la
costruzione delle single-family (ovvero le villette unifamiliari che sono
sempre state il sogno di ogni americano medio) è diminuita del 5% quest'anno,
del 34% rispetto al dato diffuso un anno fa e, ben il 60%, rispetto al record
di costruzioni raggiunto soltanto due anni fa. Non è meno importante il dato -
a dicembre - che la diminuzione è il più basso degli
ultimi 17 anni. Manca poco perché negli Usa si dichiari apertamente da parte
dell'amministrazione Bush o da dalla Casa Bianca che
il paese è in recessione o in stagflation. Nemmeno
nella campagna per le primarie, i singoli candidati si sono spinti a parlarne
chiaramente. Sta di fatto che, invece, questo scivolone dei prezzi
delle case preoccupa molto poiché dimostra che la crisi dei mutui ha
allevato "un esercito" di consumatori poveri. Ad esempio da Abu Dhabi
in Arabia saudita, dove si trova per tenere una conferenza, l'ex-presidente
della Federal reserve (Fed)
Alan Greenspan ha lanciato l'ennesimo allarme
"sulla crescita zero statunitense" e parlato chiaramente "di
un'eventuale recessione più profonda rispetto alle ultime due precedenti".
Alan Greenspan ha ripetuto con nettezza: "i prezzi delle case sono diminuiti
e questo dato ha un impatto forte sui consumi privati". Ovvero, non è re
più possibile, che il consumatore possa ipotecare la "sua" abitazione
per continuare ad avere soldi da spendere. Il guru Alan Greenspan
si scaglia contro l'attuale capo della Fed, Ben Bernanke
e chiede interventi più efficaci e continui della banca centrale Usa per
stimolare di più l'economia (a metà marzo la Federal reserve potrebbe abbassare il costo del denaro di un altro
50%) mentre oscura il particolare - non è irrilevante -
che, durante la sua gestione della Fed, è scoppiata la bolla speculativa immobiliare. Ieri, tra le altre
cose, un annuncio shock. Per colpa degli effetti della crisi dei subprime e dei
mutui, la banca statunitense Citigroup dovrà effettuare una ulteriore
svalutazione di 12 miliardi di dollari. Altri 4 miliardi di dollari di
svalutazioni in bilancio (write-down) li accusa la Merrill Lynch; 3,5 miliardi di dollari li accusa la Lehman Brothers, 3,1 miliardi di
dollari la Morgan Stanley e 3,4 miliardi di dollari la
JpMorgan. Inoltre la Bear Stearns che ha già
denunciato un impatto sul bilancio pari a 1,4 miliardi di dollari. Per tutti
questi grandi gruppi è previsto un forte calo degli utili nel corso del primo
trimestre di quest'anno. Intanto, riguardo alla tenuta possibile degli Stati
uniti, si diffonde un certo pessimismo. Sulle sorti dell'economia, l'ultimo
sondaggio fatto dalla National Association for Business Economics rivela che
il 45% (35% un mese fa) degli specialisti ritiene che "il paese entrerà in
territorio recessivo già a partire dal 2008". Un altro 55% è, invece, più
ottimista e ritiene che "l'economia continuerà a crescere ma a ritmi
ridotti".
( da "Wall Street Italia" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Di WSI-ANSA Parla il
premio Nobel. "C'é un rallentamento molto forte
nell'economia degli Stati Uniti", dove "la bolla
immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno
scendendo. La maggioranza degli esperti pensa che
dovranno scendere ancora molto". -->L'economia statunitense è
"probabilmente" in recessione e il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha agito troppo tardi sui tassi, ispirato dal
"panico". A dirlo è Joseph Stiglitz,
professore alla Columbia University e vincitore del
Premio Nobel per l'economia, che in un'intervista a Bloomberg Television a Londra ha detto che "c'é un rallentamento
molto forte nell'economia statunitense", dove "la bolla
del settore immobiliare è scoppiata e i prezzi stanno scendendo. La
maggioranza degli esperti pensa che dovranno scendere ancora in misura
significativa". Stiglitz ha preso di
mira, nell'intervista, le manovre tardive della Fed, che nel ridurre i tassi ha
agito troppo tardi e lo ha fatto in preda al panico. L'economista statunitense
non ha risparmiato l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan,
definendolo un "promotore attivo della bolla del
settore edilizio statunitense". Greenspan - ha
detto - "ha ragione nel dire che questa fase di rallentamento economico
sarà la peggiore degli ultimi 25 anni, ma è in gran parte colpa sua". Greenspan "non è che fosse addormentato mentre era al
timone della Fed, piuttosto guardava dall'altra parte con convinzione",
dicendo che la bolla residenziale era una
"sciocchezza". Quanto alla Banca entrale europea, che sta mantenendo
i tassi stabili nonostante i decisi tagli della Fed,
secondo Stiglitz non dovrebbe concentrarsi
esclusivamente sull'inflazione. Non e' un mercato per vedove e orfani. E non e'
un mercato per news gratuite. Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i
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( da "Morningstar IT" del 26-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
I mercati mondiali
cercano di uscire dal tunnel. Nell'ultimo mese (fino al 26 febbraio e calcolato
in euro) l'indice Msci World ha guadagnato quasi
l'1,4%. L'andamento non fa gridare al miracolo, riconoscono gli analisti, ma,
aggiungono, è stato ottenuto in un momento in cui le notizie sulla crisi
derivante dai mutui americani subprime e il rallentamento degli Usa - che per
qualcuno è già recessione - sono state particolarmente pesanti. Stabilire
quando la tempesta finirà, invece, è un esercizio che pochi si sentono di fare.
"Sono pessimista per quanto riguarda i ritorni che si potranno avere
quest'anno dal comparto azionario" taglia corto Toan
Tran, strategist di Morningstar.
"Una recessione che colpisce soprattutto i consumatori
avrà effetti negativi sugli utili aziendali. L'aria di
mercato Orso, invece, peserà sui multipli che gli investitori sono disposti a
pagare per quei profitti". Per l'esperto insomma, è meglio essere preparati
a quello che accadrà nel breve termine. Ma è bene anche ricordare, aggiunge,
che le turbolenze sono destinate a passare. "I mercati di questo tipo
fanno soffrire", spiega, "ma presentano anche eccezionali opportunità
di investimento". Stati Uniti Gli Usa continuano ad essere osservati
speciali. Una ripresa del mercato americano, infatti, farebbe da volano per le
altre regioni del globo. In una intervista a Bloomberg
Television il premio Nobel per l'economia Joseph Stigliz ha detto che "negli Usa è in corso un forte
rallentamento. La bolla immobiliare
è scoppiata e i prezzi
delle case stanno scendendo. E secondo molti esperti caleranno ancora". Proprio sul
fronte del mattone c'è da registrare la crescita delle confische effettuate
dalle banche ai proprietari che non sono in grado di pagare i mutui. A
gennaio, secondo i dati elaborati da RealtyTrack,
sono aumentate del 90% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La
situazione, del resto non è rosea nemmeno per gli istituti di credito americani
che, da inizio 2007, hanno dovuto svalutare (e quindi segnare come perdita) 163
miliardi di dollari di asset legati ai mutui
subprime. Per dare un po' di ossigeno ai privati l'amministrazione Bush ha
firmato un piano da 168 miliardi in tagli fiscali per 130 milioni di famiglie.
Sul fronte del mercato, secondo gli analisti di Morningstar,
comunque, è meglio tenere un atteggiamento positivo. Soprattutto se si ragiona
con un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. "Il Dow Jones tratta con uno sconto del 17% rispetto al suo
fair value", scrive in una nota Jeffrey Ptak. "Nei prossimi tre anni potrebbe arrivare a
18.500 punti". A febbraio l'indice della Borsa americana si è assestato
intorno a quota 14mila punti. Europa Il Vecchio continente guarda con
preoccupazione a quello che succede negli Stati Uniti, anche se cerca di non
farsi coinvolgere troppo. La Banca centrale europea, a differenza della Federal Reserve, prima di agire
sui tassi di interesse preferisce avere una fotografia chiara dell'inflazione.
La Fed, invece, storicamente non si interessa a questo dato e punta sempre a
dare uno stimolo alla crescita. Un atteggiamento che sicuramente non
abbandonerà durante la campagna presidenziale Usa. Da questa parte dell'Oceano, del resto, escono dati in grado di tranquillizzare
gli investitori. Secondo l'Ifo institute
tedesco a febbraio la fiducia delle imprese in Germania è salito a 104,1
rispetto al 103,1 di gennaio. Si tratta del secondo mese consecutivo di
crescita. Secondo gli economisti, è anche un segnale che l'economia di Eurolandia (di cui la Germania è il motore) potrebbe
sopportare una recessione degli Usa. Secondo i manager delle
aziende tedesche quest'anno, a livello continentale, si registrerà una
crescita dei profitti, anche se più bassa rispetto al 2007. Se fosse vero,
commentano gli analisti, il settore azionario europeo, potrebbe rappresentare
un porto relativamente sicuro in attesa che passi la buriana. Asia Più
complessa la situazione dell'area asiatica che deve difendersi su tre fronti:
quello americano, quello giapponese e quello cinese. Per quanto riguarda gli
Stati Uniti un rallentamento o, peggio, una recessione, influirebbe
pesantemente sulla capacità di spesa degli americani già provati dalla crisi immobiliare. Le conseguenze sui bilanci delle aziende
asiatiche dell'export è, quindi, inevitabile. Non aiuta il Giappone, alle prese
con una crescente inflazione e un calo dei consumi. Le speranze poggiano sulla
Cina che, per i prossimi anni promette di avere tassi di crescita importanti
(intorno all'8-9%) ma deve comunque fare i conti con un'inflazione che ha
toccato le punte massime degli ultimi 11 anni. In questo scenario, gioca a
sfavore la crisi delle banche che, anche in Asia, stanno facendo i conti con la
crisi legata ai subprime americani.
( da "Trend-online"
del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
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leggere la rassegna di Andrea Mazzalai , 27.02.2008 09:08 Scopri le migliori azioni per fare
trading questa settimana!! Per i puristi accademici non esistono vie di mezzo,
non vi può essere stagflazione o deflazione contemporaneamente men che meno una ....Stagdeflation! Eppure se ci fermiamo per un attimo a
riflettere in America è in corso un terribile deflazione
nel mercato immobiliare, unitamente ad una persistente
inflazione che anche dal lato " core "
preme sul potere di acquisto con energia e alimentari in un trend probabilmente
secolare. Ierii l'indice S&P
Case Shiller non ha concesso dubbi, è sceso del 9,1 %
mese su mese con il più grande declino in vent'anni e noi
tutti sappiamo cosa significhi una caduta delle quotazioni immobiliari per il
consumatore americano e per l'oceano di prodotti strutturati costruiti sulla
grande bolla
immobiliare. Robert Shiller ideatore del S&P/Case Shiller Home Price Indices: "We reached a somber year-end for the housing market in 2007," says
Robert J. Shiller, Professor
at
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-27 - pag: 5 autore:
INTERVISTA Paul Krugman Economista "Mercati
instabili per altri tre anni" Stefano Carrer
TOKYO Il mercato immobiliare americano resterà in
crisi fino al 2011, spazzando via 7mila miliardi di dollari di ricchezza
dall'economia Usa:non è nemmeno escluso che la Fed possa arrivare alla politica
dei tassi intorno allo zero di nipponica recente memoria. Paul Krugman, l'autorevole economista "liberal"
tra i più critici dell'Amministrazione Bush, evidenzia che non c'è da farsi
illusioni su una durata limitata dell'attuale rallentamento economico e delle
turbolenze sui mercati, gelando la platea degli 800 investitori riuniti a Tokyo
per la conferenza annuale del Clsa. Professor Krugman,
pensa che la Fed dovrà tagliare ancora i tassi? E come giudica la rigidità
della Bce? Credo che la Fed stia studiando attentamente l'esperienza giapponese
della politica dei tassi zero. Il problemaè che se
dovesse tagliare come accadde nei precedenti scoppi delle bolle all'inizio
degli anni '90 e nel 2001, i tassi dovrebbero addirittura andare sottozero!
Occorre parecchio tempo perché gli eccessi finanziari siano rettificati. Del
resto, contrariamente a quanto si crede, le due
precedenti recessioni non sono state né brevi né leggere. Sulle Bce, non ho
idea se faccia bene o no:certo l'Europa non ha i
problemi degli Usa. Come si è arrivati a questa situazione? Non si è trattato
solo di una bolla immobiliare, ma di una evoluzione complessiva distorta del sistema finanziario
nel corso di un decennio. Per il real estate, il
punto di partenza sono i bassi tassi di interesse dopo la recessione del 2001,
seguiti dai cinque stadi classici della sopravvalutazione delineati dal mio
maestro e collega Dornbusch. Vale a dire? Prima la
speculazione in cerca di ritorni più alti indirizza i prezzi
verso livelli insostenibili; chi insegue i trend continua a comprare in quanto
i ritorni si sono rivelati molto buoni nel recente passato; intervengono gli
economisti, sconcertati dalla durata della sopravvalutazione, a elaborare
teorie per giustificare le "ipervalutazioni"
e sostenere che si tratta di una situazione nuova rispetto al passsato; incoraggiati dalle
teoria di una "nuova economia", gli ottimisti sul mercato (i
"market bullish") comprano ancora e
sostengono i prezzi ancora più a lungo sopra i
fondamentali economici. Infine, si esaurisce la schiera dei compratori e
inseguitori di trend: arriva il collasso. La crisi del real
estate durerà quindi a lungo? Io penso fino al 2011. Una correzione del 30% di un mercato della casa del valore di 20mila miliardi di dollari
significa circa 7mila miliardi di ricchezza che scompare dall'economia Usa.
Insolvenze e pignoramenti accelereranno. In più, ogni dollaro perso nel valore immobiliare ha un effetto doppio sui consumi rispetto a ogni dollaro
virtuale perso sul mercato azionario. Quante svalutazioni dovrà
sopportare il sistema finanziario? Nessuno lo sa, ma io penso che si arriverà verso
i mille miliardi di dollari, con effetti pesanti sulle società. Ma non penso
che arriveranno grandi crack bancari. Se pure l'economia non è ancora in
recessione, ancora parecchi problemi dovranno emergere. Non pensa che il
pacchetto di stimolo all'economia di Bush possa limitare questi danni? A questo
punto, per rimettere in carreggiata l'economia, gli stimoli fiscali vanno
considerati. Ma, mi chiedo: il piano dell'Amministrazione enfatizza la
creazione di posti di lavoro. Ebbene, un mero calcolo ufficiale indica che ogni
singolo nuovo posto di lavoro costerà ben 330mila dollari. E qualche centinaio
di dollari in più a disposizione delle famiglie non farà la differenza. Sarebbe
molto meglio focalizzarsi sul miglioramento delle infrastrutture. "I problemi
del real estate dureranno fino al 2011 e la Fed
potrebbe portare i tassi fino al livello zero" L'economista. Paul Krugman AP.
( da "Liberazione" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Brutti i dati
sull'inflazione, pessimi quelli sulla fiducia dei consumatori, tragici quelli sui prezzi delle case.
Nonostante il presidente Bush si ostini a sostenere che l'economia non è in
recessione, i numeri annunciano il contrario. I dati sui prezzi dei prezzi all'ingrosso, dell'energia e dei medicinali hanno spinto verso
l'alto il tasso di inflazione nonostante la Federal reserve abbia già da qualche tempo ha mantenuto bassi i
tassi di interesse. Il tasso di crescita dei prezzi
è il più alto degli ultimi 26 anni. Un dato che ci si poteva aspettare, proprio
a causa di bassi tassi di interesse ma che non aiuta a credere nel futuro
prossimo. I dati diffusi dal Labor Department dicono di un +1% dei prezzi
a gennaio, il doppio del previsto, 8il 7,6 su base annua. Sarà per questo che
il Conference Board,
organismo che raccoglie dati sulla fiducia dei consumatori ed elabora un indice
in materia ha detto che questo è sceso a 75 punti, -12,3 rispetto a gennaio.
Anche in questo caso è il dato peggiore delle previsioni che parlavano di 83:
per come la vedono i consumatori è il peggior momento dal 2003, alla vigilia
della guerra in iraq. I numeri sulla crisi edilizia
sono i peggiori di tutti e, tra l'altro, sono quelli che impattano direttamente
e pesantemente sulla vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone. I prezzi dele case
sono scesi dell'8,9 per cento negli ultimi tre mesi dello scorso anno, il
crollo peggiore da venti anni - cioé da quando si
raccolgono dati in maniera sistematica e si elabora un indice. I prezzi sono più bassi di un anno fa nonostante l'inflazione,
segnale di una crisi del mercato immobiliare di quelle
da far davvero paura. La somma di crescita negativa e inflazione è infatti un segnale pericoloso di una possibile
stagflazione, il peggio che ci possa essere. La scelta di rallentare la
crescita fatta dalla Federal reserve
tagliando i tassi avrebbe infatti dovuto almeno
mantenere bassi i prezzi consentendo così un rilancio
dei consumi. Per ora non sembra funzionare. 27/02/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-27 - pag: 7 autore:
L'economia affossa il dollaro Record per l'euro a quota 1,5050 dopo i deludenti
dati americani Marco Valsania NEW YORK Dati negativi
sull'economia americana e la prospettiva di altri tagli dei tassi hanno
affondato il dollaro. L'euro ha toccato il nuovo record, a quota 1,5050 dopo la
chiusura di Wall Street, superando il precedente
primato stabilito il 23 novembre scorso a quota 1,4966. E anche il cambio
contro le sei maggiori valute mondiali (il dollar index) ha visto il biglietto verde scendere al minimo
storico di 70,74. La scossa sui mercati valutari è stata provocata da una serie
di dati deludenti sul mercato immobiliare e sulla fiducia dei consumatori: l'indice S&P/Case
Shiller dei prezzi delle case
è crollato dell'8,9%nel 2007,la caduta più drammatica
in vent'anni di storia dell'indicatore, con una flessione del 5,4% nel solo
quarto trimestre. Anche le autorità federali dell'Office of
Federal Housing Enterprise Oversight hanno denunciato
la prima flessione dei prezzi in sedici anni. La fiducia dei consumatori, inoltre, è
crollata in febbraio a 75 da
( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Borsa & Mercati irlanda Bolla immobiliare:
situazione critica --> Il guru della finanza Jim Rogers,
creatore del Quantum Fund con George Soros negli Anni '
( da "Morningstar IT" del 27-02-2008)
Argomenti: Mercato
immobiliare
Il mercato immobiliare continua a soffrire. Ma per qualcuno si è già trasformato
in una buona occasione. L'indice Msci del settore
nell'ultimo mese (fino al 27 febbraio e calcolato in euro) ha perso quasi il
3%. Anche su questo comparto pesa la crisi dei mutui americani subprime (quelli
di scarsa qualità), la frenata degli Stati Uniti che diminuisce la capacità di
spesa delle famiglie e, più in generale, il rallentamento
congiunturale che si sta registrando a livello globale. In altre parole, la bolla immobiliare che nell'ultimo decennio si era gonfiata a dismisura è scoppiata,
lasciando con il classico cerino in mano gli investitori privati, ma anche le
banche che negli anni scorsi avevano cavalcato il boom concedendo prestiti
anche a chi non forniva garanzie. L'apice è stato raggiunto nel 2005,
quando il 55% dei mutui concessi dagli istituti finanziari Usa è stato di tipo
subprime. I mutui impacchettati e cartolarizzati sono
stati utilizzati come sottostante per prodotti finanziari
di cui le banche hanno riempito i loro portafogli, per poi girarli ai loro
clienti. Il resto è storia degli ultimi mesi. La crisi dei mercati mondiali
dopo quattro anni di crescita ininterrotta ha fatto venire i nodi al pettine. E
i conti dei danni, secondo gli analisti, porteranno via ancora qualche mese. Lo
scoppio della bolla immobiliare, tuttavia, per alcuni
investitori istituzionali si sta trasformando in un'ottima opportunità di
acquisto. In prima fila ci sono i fondi dei paesi Mediorientali. L'ultima
operazione in ordine di tempo è stata presentata da Investment
Corp, società del governo di Dubai, che ha offerto 3
miliardi di euro per la spagnola Inmobiliaria Colonial. La società iberica negli ultimi sei mesi ha perso
praticamente metà del suo valore arrivando a 2,78 miliardi di euro. Per questo
motivo, lo stato arabo ha potuto mettere sul piatto 1,85 euro per azione, più
una quota in titoli. La parte cash rappresenta un
premio dell'8,8% rispetto alle quotazioni dei giorni scorsi. Bruscolini, se
confrontati alle quotazioni che si registravano fino a un anno fa, quando
offerte con premi ben più consistenti venivano rifiutate perché considerate
troppo basse. Ma ora non è il momento di fare gli schizzinosi e il management
della società ha invitato gli azionisti ad accettare l'offerta. Un po' di
movimento si nota anche negli Stati Uniti. Il fondo Blackstone
ha sborsato 39 miliardi di euro per acquistare Equity
Office Properties Trust, uno dei maggiori costruttori
americani di immobili ad uso ufficio. Il ritrovato vigore dei fondi sta facendo
drizzare le antenne agli analisti. Fino a poche settimane fa consigliavano di
lasciar perdere il mattone. Ora, invece, iniziano a suggerire di iniziare a
guardarsi intorno per non farsi sfuggire qualche buon affare. Il problema
restano i finanziamenti. Le banche alle prese con la grana subprime sono restie
ad allentare i cordoni della borsa. E se concedono un prestito, lo fanno pagare
caro.