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TARTICOLI DEL 24-30 giugno 2008
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Articoli
Mercato immobiliare (76)
Polizze, la spesa è ballerina
( da "Corriere
Economia Online" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: mutuo da 100 mila euro, polizza da 1000 euro, cifra erogata 99 mila euro) oppure, ma la differenza è davvero marginale, viene aggiunta al finanziamento erogato (mutuo da 100 mila euro, polizza da 100 euro, rate pagate su 101 mila euro). In questi casi si pone un problema non indifferente segnalato di recente dall'Isvap: in caso di chiusura anticipata del prestito si rischia di perdere
Banche
obbligate a proporre la revisione
( da "Corriere
Economia Online" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Alla fine della scadenza originaria del mutuo il conto di debito si trasforma a sua volta in un mutuo, che verrà rimborsato con rata e tasso uguale a quello pagato dopo la rinegoziazione. Nel caso in cui il costo del denaro scendesse al punto da far azzerare il debito, il finanziamento riprende il suo corso originario.
Mutui,
chi vince al test del salva-rate ( da "Corriere Economia Online"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: calmierare i prestiti variabili Mutui, chi vince al test del salva-rate Surroga più conveniente anche se la rinegoziazione comporta un maggior risparmio iniziale. Ma poi... C hi ha difficoltà per rimborsare le rate del mutuo variabile dovrà aspettare gennaio 2009 per approfittare dell'opportunità di rinegoziare il prestito secondo i dettami della convenzione Abi e ministero per l'
Le
meteore. La Polonia non incide ( da "Corriere delle Alpi"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Voleva non perdere contro l'Italia e con Adrian Mutu ha fallito il rigore (parato da Buffon) che poteva cacciare a casa con largo anticipo gli Azzurri. Quando si è trattato di dover vincere, contro l'Olanda già qualificata, ha dimostrato tutti i suoi limiti.
Largo
all'intelligence e alla cooperazione internazionale
( da "ItaliaOggi
Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: come strumento di ausilio ai controlli viene attivata la mutua assistenza amministrativa attraverso l'Ufficio cooperazione internazionale della Direzione centrale accertamento, secondo il regolamento Ce1798/03, in ambito Iva, dalla direttiva 77/799/Cee e dalle convenzioni contro la doppia imposizione, nel settore delle imposte dirette.
Retromarcia
per il mercato immobiliare ( da "ItaliaOggi Sette"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: oltreoceano Retromarcia per il mercato immobiliare Peggiorano le erogazioni di mutui, mentre crescono i pignoramenti Il mercato immobiliare ha innescato la retromarcia anche in Italia. Sulla scia della crisi nata negli Stati Uniti e presto diffusasi in Europa, anche nel nostro paese le erogazioni di mutui registrano un peggioramento rispetto al recente passato.
Locazioni,
riflettori sull'Iva ( da "ItaliaOggi Sette"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: i contratti di locazione da cui mutuano i caratteri contrattuali. Con la stessa circolare, basandosi anche sulla giurisprudenza della corte di giustizia (si veda il riquadro), l'agenzia ha escluso che il regime delle locazioni possa applicarsi ai contratti che prevedono a carico del prestatore, oltre all'obbligo di mettere a disposizione della controparte uno spazio determinato,
Il
consolidamento salva dall'insolvenza
( da "ItaliaOggi
Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Il nuovo mutuo acceso iscrive un'ipoteca sull'immobile. Una volta iscritta l'ipoteca (che sarà di primo grado sostanziale, ma di secondo formale se sull'immobile grava già un mutuo), si eroga il nuovo mutuo; si può anche estinguere il mutuo vecchio (se esistente) e si cancella la relativa ipoteca.
SCADENZARIO
del mese di Luglio 2008 ( da "ItaliaOggi Sette"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: agenti della riscossione e uffici postali abilitati; e specificando l'appropriati codice tributo: "6206-Versamento Iva imm.ne auto Ue-mese giugno". N.B.:il provvedimento dell'Agenzia delle entrate 25 ottobre 2007 precisa che il versamento deve essere eseguito entro gli ordinari termini previsti per la liquidazione periodica del tributo o,
Caselli
(Bocconi): bilanci familiari a rischio
( da "ItaliaOggi
Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: ItaliaOggi Sette ItaliaOggi Sette - Banche & consumatori Numero 154, pag. 12 del 30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF L'intervista Caselli (Bocconi): bilanci familiari a rischio "Se la situazione non cambierà in tempi brevi il rischio di un boom delle insolvenze da parte delle famiglie italiane diventerà concreto".
Mutui,
la rata è light dal 2009 ( da "ItaliaOggi Sette"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: andamento delle operazioni di portabilità dei mutui e di rinegoziazione dei mutui; la segnalazione alle Autorità di vigilanza, per le iniziative di loro competenza, di comportamenti non conformi alle disposizioni in materia di rinegoziazione e di portabilità dei mutui. L'Abi provvederà a informare i clienti dell'inziativa attraverso una guida gratuita.
L'ipoteca
salva gli interessi ( da "ItaliaOggi Sette"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: interessi sostenuti sui mutui contratti per l'"acquisto" degli immobili-patrimonio), ma anche agli interessi passivi relativi a finanziamenti stipulati per la "costruzione" degli stessi (i.e. interessi sostenuti in dipendenza di mutui accesi per la "costruzione" degli immobili-patrimonio).
Nel
mirino la commissione di massimo scoperto
( da "ItaliaOggi
Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Senza ricadere sui margini dei broker, che invece si allineerebbero con la media dei paesi Ocse. Sul fronte dei mutui, la situazione non è delle migliori. Sono 23 le procedure istruttorie aperte nei confronti di molte banche che si ostinano a fare pagare spese e commissioni nella portabilità dei mutui.
Casa
bene prezioso Il mattone è il "risparmio" preferito dagli italiani
( da "Stampa,
La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: o fare un mutuo bancario. Oggi anche colui che non ha tutto il capitale, ma che vuole acquistare un immobile può farlo grazie ai mutui al 100% di durata addirittura quarantennale. "Grazie alla nostra attiva collaborazione con le imprese costruttrici, siamo in grado di offrire immobili interessanti per qualsiasi fascia di prezzo e a costi molto competitivi -
Collegno,
alloggi di qualità e risparmio ( da "Stampa, La"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Ma se ne parla nel luglio del 2009 così i clienti hanno tutto il tempo di scegliere il tipo di mutuo migliore". Il i riscaldamento è centralizzato ma a condensazione con i nuovi sistemi di risparmio e già predisposto per un eventuale teleriscaldamento. Tutti gli alloggi hanno box auto e cantina.
Mercati,
6 mesi da dimenticare ( da "Libertà"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: e mettendo le banche centrali di fronte al dilemma crescita-prezzi. La Bce sembra privilegiare il contenimento dell'inflazione e, giovedì prossimo, con molta probabilità, ritoccherà al rialzo il tasso di riferimento di 25 punti base al 4,25%. La banca centrale indiana è già intervenuta due volte in un mese per alzare il costo del denaro nel tentativo di arginare l'
Mutui
all'esame delle banche ( da "Libertà"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: assemblea annuale della Banca dei Regolamenti Internazionali. Quella che verrà resa nota oggi sarà la 78ma relazione annuale della Bri, in pratica la banca delle banche centrali. Per l'Italia, come di consueto, sarà presente il Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, insieme al direttore generale di Palazzo Koch, Fabrizio Saccomanni e il vice direttore generale,
Il
dibattito-1 La tangenziale è la morte di Castelnovo Egregio direttore, sono
rimasto a dir poco attonito davanti a certe considerazioni del signor Ettore
Losi ( da "Libertà"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Ici e la possibilità di rinegoziare i mutui, dal che si deduce che l'aumento della povertà di cui sopra non ha interessato chi è in affitto. Il capitolo riservato alla questione Alitalia è pura aria fritta dal momento che per ora l'unico risultato concreto sortito dall'aver "scongiurato" la svendita della medesima è stato quello di versare altri soldi pubblici,
Solo
il Sassuolo al ballo delle debuttanti
( da "Libertà"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Nella stagione precedente (a 24 squadre, con 6 promozioni) il Livorno era salito in A piazzandosi al 3° posto, mentre il Piacenza di Cagni era giunto 8°. L'ultimo derby del Ducato si è giocato a Parma il 17 maggio 2003, con il già retrocesso Piacenza sconfitto per 3-2 da una rete di Mutu. Giovanni Bottazzini 30/06/2008.
Aspettando
il prossimo crac - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: La settimana scorsa si è chiusa con il monito di Mario Draghi sulla "fragilità" dei mercati: un termine inusuale per il governatore della Banca d'Italia. Il governo tedesco per la prima volta nella storia ha attaccato la Banca centrale europea per l'imminente rialzo dei tassi. Lo strappo della Germania tradisce un'ansia profonda. SEGUE A PAGINA 21 GRECO A PAGINA 20.
Il
comune: "meno aria condizionata" - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: che ha avviato una serie di provvedimenti più estesi come il mutuo a tasso zero per chi ristruttura casa seguendo criteri verdi. Un accorgimento, quello della temperatura, che l'assessore provinciale all'Ambiente Bruna Brembilla rivolge a tutti: "Non esageriamo con l'aria condizionata: costa molto e non fa bene".
La
svolta del rotary premiato don porcile - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: che sono quelle come tutte le altre, inciampate nel mutuo della casa o nelle tasse dell'università. "Le famiglie - spiegava don Porcile - vengono da me perché a pagare non ce la fanno". L'attenzione ai giovani, per offrire soluzioni socialmente decorose e non solo giuridicamente scontate, comprendendo fenomeni e disagio.
Affitti
e mutui 2008 alle stelle ( da "Manifesto, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare , Mutui Subprime
Abstract: È la previsione di Adusbef e Federconsumatori, che lancia l'allarme sui costi nel settore immobiliare, lievitati "in modo drammatico". Secondo le associazioni dei consumatori, "il 2008 sta registrando importanti modifiche sui costi di mantenimento della propria casa dovute a un rallentamento della bolla immobiliare e quindi degli affitti (+2%);
Democrazia
al curry ( da "Manifesto, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: crea esperienze di mutuo soccorso, ha fondato una banca di microcredito (ben prima della celebre Grameen Bank bengalese), conduce una continua "pedagogia della dignità" (e mantiene "un pudico silenzio intorno al discorso sessuale"). "Femminismo per me significa credere nella profonda uguaglianza della differenza", dice all'autrice Ela Bhatt,
Ricerca,
credito d'imposta cumulabile Agevolazioni Circolare agenzia Entrate 13 giugno
2008, n.46/E p Credito d'imposta per ricercae sviluppo
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: esercizio dell'attività di raccolta di funghi. "Il Sole 24 Ore" 13 giugno 2008 Catasto Provvedimento agenzia Territorio 16 giugno 2008 p Accertamento da parte dei Comuni - Banca dati ipotecaria. Fissate le modalità con le quali i Comuni possono usufruire delle informazioni contenute nella banca dati ipotecaria (delle Conservatorie dei registri immobiliari)
Dall'Istat
il dato provvisorio sull'inflazione a giugno
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: straordinari e mutui (ore 16). Il provvedimento dovrà poi passare al Senato. Dl manovra Dovrebbe prendere il via già oggi, nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, l'esame del decreto legge con l'anticipo della manovra triennale. Audizione Matteoli La commissione Lavori Pubblici ascolta le comunicazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Raddoppiano
i depositi a breve ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: hanno spiegato sia la Banca centrale europea (nell'ultimo bollettino di Giugno) che la Fed nell'ultima riunione del direttivo (settimana scorsa), siamo a metà del guado. In una situazione che vede i mercati finanziari "sotto stress" secondo le parole del vice- presidente della Riserva Federale Americana Kohn, con i mercati immobiliari "in fase di aggiustamento"
Petrolio
e mutui, mercati con il fiato sospeso - andrea greco
( da "Repubblica,
La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Economia Petrolio e mutui, mercati con il fiato sospeso Governatori a consulto dopo l'allarme di Draghi, credito sotto pressione I casi di Barclays, Fortis e Bradford & Bingley la scorsa settimana mostrano che le banche soffrono ancora per l'onda lunga dei subprime ANDREA GRECO MILANO - Inizia oggi il secondo semestre delle Borse e tutti sperano sia migliore del primo,
Sui
prestiti insolvenze in crescita ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Sui prestiti insolvenze in crescita Emanuele Scarci Colpo di freno delle richieste di mutui e prestiti e mini impennata primaverile delle insolvenze: il tasso di default è salito in un anno all'incirca di mezzo punto. Mentre, a maggio, la frenata delle domande di mutui fondiari è stata del -3,4% e quella degli importi del -3,7;
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: 1.400 mld le perdite La stima delle potenziali perdite accumulate da banche e istituzioni finanziarie per la crisi dei mutui subprime ammonta a 1.400 miliardi di dollari.
La
crisi in un tunnel senza fine e le banche rischiano il massacro - (segue dalla
prima pagina) federico rampini ( da "Repubblica, La"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: ignoto in queste forme parossistiche negli anni 70: allora il mondo della finanza era più semplice, gli strumenti di controllo delle nostre banche centrali non erano al collasso. E i bassi tassi, il denaro facile della Federal Reserve, in America è stato il carburante dell'irresponsabilità finanziaria. Continuare così è una follìa.
Quindici
anni di segreti e bugie: chi è il paladino dei pm d'assalto
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all'affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici.
Gardini:
<Bocciata alle urne, un trauma Ma ho imparato a essere più vanitosa>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Capisce i problemi quotidiani delle persone: pane, pasta, mutui. Tutte cose che chi siede sulla poltrona dell'Economia in genere dimentica, inseguendo numeri, bilanci, disavanzi e dimenticando i bisogni. Lui, no". Se fosse stato Prodi a tassare i ricchi e a fare l'elemosina ai poveri, lei che avrebbe detto?
<Accordo
frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Quindi, al finanziamento dell'opera cercherò di coinvolgere anche i privati". Il governatore della Banca centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di Pechino possano essere interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho già avuto contatti con Fondi privati, delle banche, degli Stati.
Slogan,
prodezze, flop e le famiglie allo stadio conquistano l'europeo - maurizio
crosetti vienna ( da "Repubblica, La"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: [La parata più incredibile] Il rigore respinto da Buffon a Mutu, un mano/piede come neanche agli internazionali di flipper. [Il luogo più spettacolare] Il paesaggio-cartolina oltre i cristalli del treno, andando da Zurigo a Innsbruck, nella regione chiamata Vorarlberg in un tripudio di vallate, monti e ghiacciai.
Le
Borse ai minimi, ripresa più lontana
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: ripresa più lontana Le banche guidano il forte calo del semestre A Shanghai ribassi record, tiene il Brasile Il preannunciato rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea giovedì rischia di avere un impatto negativo sulla crescita: lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck (Spd).
Il
fiammifero e i tassi bassi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Perché negli Stati Uniti regolamentatori e Banca centrale dipendono troppo dalla politica e dalla finanza. Tutti – Europa inclusa – ne pagano le conseguenze. Nei giorni scorsi i segnali di preoccupazione sullo stato di salute della finanza internazionale si sono accentuati, dopo un paio di settimane di relativa tranquillità.
Gioco
di nervi tra Banche centrali e mercato
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: starà alle banche centrali gestirla nel modo migliore. Ma non è stato proprio l'atteggiamento aggressivo di Fed e Bce a provocare il crollo dei listini? è in atto un gioco sottile fra Banche e mercati: per impedire che le aspettative di inflazione diventino permanenti, Fed e Bce devono minacciare di alzare i tassi e qualche volta agire.
Argentina
di nuovo a rischio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: la disoccupazione ai minimi storici e i 50 miliardi di dollari di riserve della Banca centrale- potrebbe essere soffocato dalla propensione politica degli argentini all'autoflagellazione. "Di certo questo è lo spettacolo più bizzarro cui si possa assistere ", dice Manuel Mora y Araujo, analista politico e direttore di Ipsos.
Banca
d'Indonesia in cerca di riscatto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: prelevati da un fondo della Bi per due scopi: corrompere membri del Parlamento impegnati nella riforma della Banca centrale e aiutare alcuni suoi funzionari sotto processo per abuso dei fondi di emergenza. Tra questi, l'ex governatore Soedrajad Djiwandono, triste protagonista della crisi asiatica del '97-98,e il predecessore di Burhanuddin,
Ft:
sette aziende italiane tra le top 500
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: A livello globale le variazioni rispetto al 2007 sono legate alla crisi dei mutui subprime e all'impennata dei prezzi del greggio. Nel giro di un anno, infatti, il settore petrolifero ha quasi sorpassato quello bancario, con l'americana Exxon Mobil che si conferma in vetta alla graduatoria globale, seguita dalla cinese Petrochina, dalla General Electric e Gazprom.
Il
fiammifero e la benzina ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: con le banche, e paventando effetti di sistema. Salvataggio accolto con gli applausi unanimi, per cui la banca centrale americana sembra aver deciso di continuare; si parla di un allargamento del perimetro delle possibilità di salvataggio utilizzando il settore private equity.
Critiche
alla stretta Bce anche dalla Germania
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: il detonatore del terzo nei timori per la stabilità di alcune grandi banche internazionali. Timori che, nonostante gli sforzi delle Autorità di controllo e delle Banche centrali, non possono essere considera-ti affatto scomparsi, come dimostra il livello tuttora elevato (tra 60 e 80 punti base) dell'indice di premio per il rischio.
Brasile
batte Italia per i modelli Fiat ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Nei primi 5 mesi del 2008 il ritmo di espansione delle vendite è addirittura accelerato al 33% (+31,5% per Fiat). A maggio, è vero, c'è stato un rallentamento sia per il mercato (+22%, con un calo in termini assoluti rispetto ad aprile) che per Fiat (+12,9%). Il rischio è che la banca centrale brasiliana intervenga sui tassi di interesse, per contenere le tensioni inflazionistiche:
La
fondazione Profond lascia Ubs ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: sede delle perdite legate alla crisi dei mutui Usa. BrÄndli aveva anche chiesto un aumento di capitale aperto a tutti gli azionisti e dopo l'emissione obbligazionaria riservata a due fondi sovrani (uno di Singapore e uno mediorientale) questa richiesta di fatto era stata accolta dal nuovo vertice Ubs guidato da Peter Kurer.
La
scheda ( da "Corriere della Sera"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: operazione La giunta Albertini nel 2005 decise di rifinanziare alcuni vecchi mutui da 1.680 milioni con i bond Le indagini Quattro banche - Deutsche Bank, Depfa Bank, JP Morgan e Ubs - sono accusate di aver truffato un centinaio di milioni al Comune Il costo Secondo il Pd il buco sui derivati sta costando 500 euro ad ogni famiglia.
RILANCIARE
LE SPERANZE ( da "Corriere della Sera"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: per la paura di non aver casa e/o non poter pagare le rate del mutuo vuole un deciso intervento statale di social housing; per la paura della vecchiaia e del connesso declino psicofisico, chiede una politica di long-term-care; per l'ansia delle morti sulle strade chiede una forte repressione istituzionale contro droghe ed alcol;
Banca
Italease trova l'accordo con la tedesca Dz
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: vincolata al patto di sindacato con Popolare dell'Emilia Romagna (6,19%), la Reale Mutua (5,58%), la Popolare di Sondrio (3,54%) e la Popolare di Milano (1,61%). Mentre ha più volte ribadito l'interesse a cedere la quota non vincolata al patto – il 10% di Italease – che agli attuali prezzi di mercato ha un valore di circa 100 milioni di euro.
Mutui,truffe
all'ombra della crisi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare , Mutui Subprime
Abstract: Gli aspetti legali e le responsabilità degli operatori nei "Malicious Mortgage" Mutui,truffe all'ombra della crisi Furti d'identità e pochi controlli hanno facilitato le frodi Angela Manganaro L'ultima truffa americana si ispira alla crisi delle famiglie che rischiano di perdere la casa: il truffatore usa un prestanome per comprare immobili e chiedere mutui.
Negli
Usa rete di 40 uffici per contrastare gli illeciti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: L'obiettivo di "Mutuo maligno " erano le truffe su mutui dietro i quali si nascondeva una frode di compratori, venditori, intermediari e altre persone implicate nella procedura del prestito. Le frodi sono state possibili perché chi chiedeva un mutuo alle banche forniva false documentazioni.
Il
denaro sarà senza frontiere ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Debora Rosciani Il sistema bancario europeo sta vivendo una fase di profonda trasformazione che non ha nulla a che fare con la crisi dei mutui subprime. La trasformazione in corso, imponente ma poco visibile ai clienti bancari, riguarda il processo che porterà alla creazione della Sepa, la Single Euro Payments Area, il mercato integrato del sistema dei pagamenti. Cosa vuol dire?
Zapatero
avverte la Bce: sui tassi più cautela
( da "Corriere
della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Il ministro delle Finanze tedesco, Peer SteinbrÜck, non è solo nella sua resistenza al probabile rialzo dei tassi d'interesse europei in programma, giovedì prossimo, alla riunione di politica monetaria della Bce, la banca centrale. Con lui si è schierato il presidente del governo socialista spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero,
Balizzazione?
( da "Corriere
della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: dagli eccessi nel mercato dei mutui "subprime" al "boom" dei derivati". A Roma lei si troverà tra il suo amico Draghi che ha elaborato alcune proposte di riforma del sistema finanziario nell'ambito del "Financial Stability Forum" e il ministro Tremonti che preferisce un approccio più radicale, soluzioni basate anche su un ruolo più attivo dei governi.
Quando
l'imperatore faceva il tifo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: il capitano Achab e i mutui subprime, la Gallia di Giulio Cesare e l'Iraq di Bush e la Bibbia (non scandalizzatevi, non è il caso) e Sex and the City. Chiarito, spero, il senso del libro, il recensore passa la mano al lettore, ché si goda pagina per pagina le spregiudicate incursioni di Ginzberg nel passato.
Il
forum di oggi ( da "Corriere della Sera"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: e prima ancora per l'allarme furti, l'allarme stupri, l'allarme prezzi, l'allarme inflazione, l'allarme mutui, l'allarme rom… Non si rischia la sordità con tutti questi allarmi? Se poi ci si mettono anche i campanelli d'allarme, diventa difficile ascoltare con attenzione le notizie. http://forum.corriere.it/televisioni/.
Il
grande freddo sulle priorità ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: libro soffre di esser stato scritto quandoi mutui sub-prime rendevano bene, il brent costava 80 dollari al barile e il mais 2,2 dollari al bushel. L'autore si è comunque convinto che "un riscaldamento globale a opera dell'uomo" esista e non attacca più i ricercatori "consensuali", anche se continua a difendere i dissidenti senza distinguere se pagati o meno da fondazioni create dall'
Delusione
Ronaldo, il numero 1 degli Euroflop
( da "Corriere
della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: A proposito di punte: meglio stendere un velo pietoso pure sull'Europeo di Adrian Mutu, in gol contro gli azzurri grazie a un assist di Zambrotta ma poi superficiale sul rigore che avrebbe potuto decretare la nostra bocciatura anticipata e che invece Buffon gli ha intercettato come quando i due si allenavano assieme alla Juve.
I
possibili colpi ( da "Corriere della Sera"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-30 num: - pag: 41 categoria: BREVI I possibili colpi Manca la firma Mutu non ha ancora rinnovato (Ap) Sospeso Xabi Alonso attende la Juve (LaPresse) Redivivo Ronaldinho è tornato di moda (Italy Photo Press).
Comunale,
stipendi a rischio. I sindacati minacciano il blocco
( da "Corriere
di Bologna" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: serve a facilitare prestiti e mutui da parte dalle banche. "Ma ancora - insiste Baldotto - non si è fatto niente. Ancora la giunta e il consiglio a Palazzo d'Accursio non hanno deliberato, ancora non arrivano notizie positive dal Cda, e il sovrintendente non ci riceve. Intanto - continua - non ci sono supplenti per i lavoratori in malattia,
Doris:
guadagno grazie a Bersani ( da "Panorama"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Economia Giulio Tremonti e l'Abi per sostenere il peso del mutuo diminuendo la rata e allungando la durata. In questo quadro la mossa di abbassare unilateralmente i tassi sui mutui casa decisa da Ennio Doris, presidente della Banca Mediolanum, può avere l'effetto di rompere una sorta di accordo protezionistico tra le banche italiane?
BOLLE
Quelle a rischio crac più alto ( da "Panorama"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: poi l'immobiliare e il mercato dei prodotti derivati e dei mutui subprime. Ma non è finita. In tutto il mondo interi settori industriali sono a rischio sboom, soprattutto per una speculazione finanziaria che fa salire i prezzi dei beni in pochissimo tempo. Con il rischio che di colpo le quotazioni si sgonfino.
Rimborsi
connection ( da "Panorama"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Ai tempi della mutua, alle cliniche andava una cifra fissa per ogni giornata di degenza. Quel sistema incentivava una sorta di sequestro di persona: più a lungo un paziente era ricoverato, più l'ospedale guadagnava. Per il ricovero di un paziente con tumore riceveva quanto per uno operato di tonsille.
La
caduta degli dei ( da "Panorama"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Che il far west dei mutui stia tramontando non è chiaro solo a Wall Street, dove si è esaurita la richiesta per i cdo. Dopo avere preparato 400 arresti tra agenti immobiliari e finanziatori di mutui sospetti di scarsa esigibilità, ora nel mirino dell'Fbi c'è il gigante dei mutui Countrywide financials.
Di
Pietro, quindici anni di segreti e bugie
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all'affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici.
"Accordo
frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati"
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Quindi, al finanziamento dell'opera cercherò di coinvolgere anche i privati". Il governatore della Banca centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di Pechino possano essere interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho già avuto contatti con Fondi privati, delle banche, degli Stati.
Vendere
i palazzi di Stato per rilanciare la crescita
( da "Giornale.it,
Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: 30 pagina 0 Vendere i palazzi di Stato per rilanciare la crescita di Geronimo La crisi dei mercati finanziari innescata dai mutui immobiliari con il conseguente crollo delle Borse e un'inflazione ormai galoppante (siamo al 3,5%) che preme per una comprensibile rincorsa dei salari, stanno mettendo a dura prova tutte le economie nazionali e, naturalmente, anche quella italiana.
I
documenti del Lunedì ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Gli indici settimanali ARCHIVIO L'ESPERTO RISPONDE Nel "Problema della settimana": la portabilità dei mutui, l'iter da seguire e gli effetti della surroga ai fini fiscali. FORUM Potete inviare le vostre lettere alla rubrica "Lettere e commenti" del Sole-24 Ore del lunedì utilizzando l'indirizzo: posta.norme @ilsole24ore.com.
Case:
la febbre americana non ha contagiato l'Italia ANALISI
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: esposizione delle famiglie americane sul fronte dei mutui immobiliari, prime e subprime, rimane estremamente consistente e non sembra denunciare un significativo rientro. Alla fine del 2007 lo stock totale dei mutui residenziali ha raggiunto i 12mila miliardi di dollari, con un aumento di ben 8 punti percentuali rispetto al dato di dicembre 2006 e un calo solo di 2 punti rispetto all'
La
bufera sui mutui, nuovo allarme su Hbos
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: 24 La bufera sui mutui, nuovo allarme su Hbos Proprio quando il peggio sembrava ormai alle spalle, si è scatenata una nuova bufera sul mercato dei mutui. Così gli analisti stanno tornando sui propri passi e tornano a vedere nero sulle prospettive dei finanziari.
Mutui,
le tre opzioni per far scendere la rata FAMIGLIE IN CRISI / UNA GUIDA PER POTER
FARE LA SCELTA MIGLIORE NEL TENTATIVO DI ABBASSARE IL COSTO DEL DEBITO
CONTRATTO PER ACQUISTA ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: non viene abbuonata dalla banca ma confluisce in uno speciale conto (di fatto una altro piccolo mutuo) al tasso Irs (fisso) attuale (intorno al 5,20) più uno spread dello 0,5 per cento). Il pagamento di questo 'secondo mutuo' verrà messo in coda al mutuo principale. Per cui si continuerà a pagare per qualche anno ancora dopo la fine del vecchio mutuo.
Richieste
in calo e l'Euribor frena ancora il variabile
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: MARABELLI Dopo la breve pausa di aprile le richieste di mutui sono tornate a scendere nel mese di maggio. Secondo i dati raccolti da Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) gestito da CRIF, che raccoglie i dati relativi a quasi 70 milioni di linee di credito (cioè la gran parte dei mutui e dei prestiti erogati alle famiglie italiane) le domande di mutuo nel maggio 2008 sono state 108.
Cambiare
casa ormai costa troppo ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: con la conseguenza di richiedere un mutuo più "sostenuto". La nuova situazione di mercato per la permuta immobiliare raffredda gli entusiasmi di coloro che avevano solamente ipotizzato un nuovo acquisto, ma che oggi si rendono conto che per concretizzarlo devono impegnarsi finanziariamente ben più di quanto avessero previsto.
Oltre
lo scandalo Santa Rita: rimborsi connection per la sanità
( da "Panorama.it"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Ai tempi della mutua, alle cliniche andava una cifra fissa per ogni giornata di degenza. Quel sistema incentivava una sorta di sequestro di persona: più a lungo un paziente era ricoverato, più l'ospedale guadagnava. Per il ricovero di un paziente con tumore riceveva quanto per uno operato di tonsille.
Il
petrolio dei record, Brent e Wti sfondano quota 143$
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: stratega per l'energia della Commonwealth Bank of Australia a Sydney. A indebolire il dollaro, gli ultimi dati sull'inflazione di Eurolandia, salita a giugno al 4%, che rafforzamento ulteriormente l'ipotesi di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea, che deciderà questo giovedì.
Usa,
allarme ladri di tombini "Colpa della crisi economica"
( da "Repubblica.it"
del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: WASHINGTON - Sarà l'effetto della crisi dei mutui subprime o l'inarrestabile corsa del prezzo del petrolio. Fatto sta che per fronteggiare l'empasse dell'economia americana ognuno si attrezza come può. E chi non ha mezzi eccelsi per sbarcare il lunario si muove "terra terra". Anzi proprio al livello della strada.
Bri,
allarme rosso: <Crisi mercati, il peggio deve venire>
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Abstract: Il peggio della crisi dei mercati probabilmente deve ancora arrivare. La Bri (la Banca dei regolamenti internazionali di cui sono azionisti 56 banche centrali, tra cui la Banca d'Italia) nella sua relazione annuale non usa mezzi termini nè nasconde il pessimismo: quella iniziata il 9 agosto 2007 è una crisi che "non ha precedenti nel dopoguerra"
( da "Corriere Economia Online" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Assicurazioni La copertura
chiesta dagli istituti di credito per coprirsi dal rischio di incendio e
scoppio. Una garanzia che spesso fa da freno alla portabilità Polizze, la spesa
è ballerina Da zero a 1.600 euro: ecco quanto si può spendere per un prestito
di 100.000 D a
( da "Corriere Economia Online" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Istruzioni per l'uso
Banche obbligate a proporre la revisione E ntro il 29 agosto le banche che
aderiranno al protocollo di intesa Abi-governo (presumibilmente tutte) dovranno
contattare i clienti che hanno in corso un mutuo a tasso variabile,
sottoscritto entro il 28 maggio 2008, e proporre loro la procedura di
rinegoziazione. La rata verrà ricalcolata al tasso medio pagato nel 2006 (o, se
il finanziamento è posteriore, al tasso pagato per la prima rata) e l'importo
così ottenuto sarà dovuto dal cliente fino alla scadenza naturale del mutuo. La
differenza tra la rata così calcolata, e quella che sarebbe dovuta con il piano
di ammortamento originario, finirà su un conto di debito, a un tasso che potrà
essere al massimo pari all'Eurirs 10 anni +0,5% (oggi significa circa 5,50%).
Se il costo del denaro scende ovviamente diminuisce anche la differenza tra
rata pagata e rata originaria e quindi il conto si assottiglia, se invece il
costo del denaro sale il debito residuo cresce. Alla fine
della scadenza originaria del mutuo il conto di debito si trasforma a sua volta
in un mutuo, che verrà rimborsato con rata e tasso uguale a quello pagato dopo
la rinegoziazione. Nel caso in cui il costo del denaro scendesse al punto da
far azzerare il debito, il finanziamento riprende il suo corso originario.
Nel caso di crescita significativa e perdurante del costo del denaro il conto
di appoggio rischia di allungarsi indefinitamente. La proposta di
rinegoziazione fatta dalla banca dovrà però richiamare esplicitamente questo
pericolo così come dovrà ricordare che esistono possibilità alternative come
quella della surrogazione.
( da "Corriere Economia Online" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Tassi Definitivo
l'accordo Abi/governo per calmierare i prestiti variabili Mutui, chi vince al test del salva-rate Surroga più conveniente anche
se la rinegoziazione comporta un maggior risparmio iniziale. Ma poi... C hi ha difficoltà
per rimborsare le rate del mutuo variabile dovrà aspettare gennaio 2009 per
approfittare dell'opportunità di rinegoziare il prestito secondo i dettami
della convenzione Abi e ministero per l'Economia, mentre dovrà
affrontare subito un altro aumento del costo del denaro, in scia al rincaro dei
tassi che dovrebbe essere deciso dalla Bce il 3 luglio (altri 25 centesimi). Il
testo ufficiale dell'intesa, perfezionata la scorsa settimana, contiene qualche
novità positiva per i clienti rispetto ai primi annunci, ma si conferma poco
interessante rispetto alla surrogazione (il trasferimento senza spese ad altra
banca) per i clienti con un mutuo fino a 20 anni perché comporta un
allungamento della durata del prestito fino a 3 anni. E appare pressoché improponibile
per chi invece il finanziamento ce l'abbia per una durata maggiore, visto che
la vita del prestito rischia di allungarsi fino a 13 anni. I conti Le
simulazioni di questa pagina mettono a confronto la rinegoziazione targata Abi
con varie ipotesi di surrogazione, a tasso sia fisso sia variabile. Sono stati
considerati due scenari differenti: la rinegoziazioni è stata messa a confronto
con la surroga del mutuo a parità di durata rispetto al finanziamento in corso.
E' la soluzione più conveniente perché porta a un esborso complessivo
inferiore, anche se i benefici immediati sulla rata sono ridotti rispetto alla
rinegoziazione; nel secondo caso la rinegoziazione è stata messa a confronto
con la surroga, ipotizzando che la rata del nuovo mutuo sia pari a quella
prevista dall'accordo Abi/governo con un conseguente allungamento dei tempi del
rimborso. Anche in questo caso la surroga è vincente. I calcoli sono fatti
ipotizzando che tutti i mutui da cambiare siano variabili da 120mila euro
indicizzati al parametro molto oneroso Euribor 3 mesi + 1,50%, che la
rinegoziazione preveda anche per il conto di debito legato al mutuo il tasso
medio del 2006, oscillante nei prestiti considerati dal 4,63% al 4,83%: una
soluzione più favorevole rispetto al tasso massimo legittimamente applicabile,
ovvero ai valori attuali dell'Eurirs il 5,50%. Le simulazioni sono effettuate
considerando costo del denaro fermo ai valori di fine giugno 2008. Per la
surrogazione abbiamo considerato la media dei 5 migliori prodotti presenti su www.mutuionline.it.
Tre sfide La prima coppia di finanziamenti considerati parte a luglio 2003. Nel
prestito ventennale la riduzione della rata ottenibile con la rinegoziazione è
di 187 euro ma a costo di un aumento della durata di due anni e 7 mesi. Surrogando
il prestito a tasso variabile si spenderebbero 44 euro al mese in più e
( da "Corriere delle Alpi" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
C'erano anche
Polonia e Romania alla fase finale degli Europei ma, non fosse stato perché i
rumeni erano nel girone dell'Italia e che per alcuni giorni non si è parlato
che del possibile "biscotto" con l'Olanda, nessuno si sarebbe accorto
della loro presenza. POLONIA 5. Terza classificata ai Mondiali del 1974 e del
1982, non si era mai qualificata a una fase finale degli Europei. La matricola
si è affidata all'esperienza di Leo Beenhakker, ma non è certo bastata a sopperire
alle carenze tecniche dell'organico. Si è salvato soltanto il portiere Boruc,
che ha limitato i danni contro Germania e Croazia. ROMANIA
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - La manovra Numero 154, pag. 4 del
30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF operazioni
sospette Largo all'intelligence e alla cooperazione internazionale La circolare
n. 6 /08, per quanto concerne i soggetti fittiziamente residenti in paesi esteri
o a fiscalità privilegiata, aveva enfatizzato l'utilizzo di una banca dati dei
residenti nei paesi a fiscalità privilegiata che viene utilizzata al fine
dell'individuazione dei contribuenti nei cui confronti svolgere i controlli. La
stessa consente di stabilire un nesso diretto fra le attività svolte in Italia,
desunte dai dati dell'anagrafe tributaria e da informazioni esterne, e il
domicilio inteso come centro di interessi economici e familiari. I primi
destinatari dei controlli saranno i soggetti, per i quali sono stati emanati
accertamenti negli anni scorsi, fino al ripristino della residenza di Italia
ovvero all'appuramento della residenza effettiva in un "paradiso
fiscale". Cooperazione internazionale. Altro centro di interessi è quello
della cooperazione internazionale che non va confuso dal semplice scambio di
informazioni. Nei casi in cui le operazioni sospette siano state poste in
essere da operatori nazionali direttamente o indirettamente con soggetti
residenti all'estero, come strumento di ausilio ai
controlli viene attivata la mutua assistenza amministrativa attraverso
l'Ufficio cooperazione internazionale della Direzione centrale accertamento,
secondo il regolamento Ce1798/03, in ambito Iva, dalla direttiva 77/799/Cee e
dalle convenzioni contro la doppia imposizione, nel settore delle imposte
dirette. La richiesta di informazioni da parte delle autorità fiscali
estere deve innescare azioni di intelligence per rivelare la potenziale
diffusione in Italia di un determinato fenomeno evasivo. In questo senso, largo
spazio è riconosciuto ai controlli multilaterali per far fronte a ipotesi
evasive che abbiano corso in più paesi esteri. Al fine di innescare un circolo
virtuoso di flusso informativo con paesi esteri, gli uffici utilizzano lo
strumento dello scambio spontaneo di informazioni, sia nel campo delle imposte
dirette che in quello dell'Iva, qualora in sede di controllo emergono
operazioni, tra contribuenti italiani e non residenti, che per dimensioni e
natura possano essere di interesse per le autorità fiscali estere. Il concetto
di residenza. L'art. 2, comma 2 Tuir stabilisce che ai fini delle imposte sui
redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del
periodo d'imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o
hanno nel territorio dello stato il domicilio o la residenza ai sensi del
codice civile. Gli elementi che determinano la residenza fiscale in Italia
sono: l'iscrizione nelle anagrafi comunali della popolazione residente; il
domicilio nel territorio dello stato (art. 43, comma 1 c.c.); la residenza nel
territorio dello stato (art. 43, comma 2, c.c.). Dal dettato testuale emerge
che i requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti: è pertanto
sufficiente il verificarsi di uno solo di essi affinché un soggetto sia
considerato fiscalmente residente in Italia. In tal caso occorre rifarsi alle
nozioni civilistiche di residenza e di domicilio, per il richiamo espresso
dell'art. 2, comma 2 Tuir, e all'interpretazione che di esse ha fornito la
Corte di Cassazione. La residenza è definita dal codice civile come "il
luogo in cui la persona ha la dimora abituale". Pertanto essa è
determinata dall'abituale volontaria dimora di una persona in un dato luogo e
concorrono a instaurare tale relazione giuridicamente rilevante sia il fatto
oggettivo della stabile permanenza in quel luogo sia l'elemento soggettivo
della volontà di rimanervi, la quale, estrinsecandosi in fatti univoci
evidenzianti tale intenzione, è normalmente compenetrata nel primo elemento.
Dottrina e giurisprudenza sono concordi nell'affermare che affinché sussista il
requisito dell'abitualità della dimora non è necessaria la continuità o la
definitività. Cosicché l'abitualità della dimora permane qualora il soggetto
lavori o svolga altre attività al di fuori del territorio dello stato, purché
conservi in esso l'abitazione, vi ritorni quando possibile e mostri
l'intenzione di mantenervi il centro delle proprie relazioni familiari e
sociali. In base all' art. 43 c.c. il domicilio di una persona è nel luogo in
cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi.
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Banche & consumatori Numero
154, pag. 11 del 30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF
in Italia gli effetti della crisi d'oltreoceano
Retromarcia per il mercato immobiliare Peggiorano le erogazioni di mutui,
mentre crescono i pignoramenti Il mercato immobiliare ha innescato la
retromarcia anche in Italia. Sulla scia della crisi nata negli Stati Uniti e
presto diffusasi in Europa, anche nel nostro paese le erogazioni di mutui
registrano un peggioramento rispetto al recente passato. Mentre, tra i
contratti in essere crescono i pignoramenti a danno delle famiglie che non
riescono a pagare la rata. Calano le compravendite, non i prezzi. Per la prima
volta nell'ultimo decennio, il
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - La manovra Numero 154, pag. 7 del
30/6/2008 Autore: di Franco Ricca Visualizza la pagina in PDF
Il dl 112/08 ha completato e corretto la disciplina relativa all'imposta
sul valore aggiunto Locazioni, riflettori sull'Iva Esenzione e imposta di
registro: ecco come orientarsi Le locazioni immobiliari costituiscono, in via
di principio, operazioni esenti dall'Iva; l'imponibilità, però, trova ampio
spazio anche dopo la riforma del 2006, che pure ha ampliato il raggio
dell'esenzione. Su queste operazioni, inoltre, c'è il principio di
alternatività tra l'Iva e l'imposta proporzionale di registro, per cui
l'esenzione dalla prima fa scattare l'obbligo della seconda. L'unica eccezione
a questo principio è stata rimossa la settimana scorsa dal dl n. 112/2008.
Facciamo il punto della situazione. Il regime Iva della locazione In base
all'art. 10, n. 8), del dpr n. 633/72, costituiscono operazioni esenti le
locazioni e gli affitti, relative cessioni, risoluzioni e proroghe: - di
terreni e aziende agricole, di aree diverse da quelle destinate a parcheggio di
veicoli, per le quali gli strumenti urbanistici non prevedono la destinazione
edificatoria, - e di fabbricati, comprese le pertinenze, le scorte e in genere
i beni mobili destinati durevolmente al servizio degli immobili locati e
affittati; fanno eccezione (i) le locazioni di fabbricati abitativi effettuate
in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata dalle imprese che li
hanno costruiti o che vi hanno realizzato interventi di cui all'art. 31, lett.
c), d) ed e), della legge n. 457/78, entro quattro anni dalla data di
ultimazione della costruzione o dell'intervento e a condizione che il contratto
abbia durata non inferiore a quattro anni, nonché (ii) le locazioni di
fabbricati strumentali per natura effettuate nei confronti dei soggetti
indicati alle lettere b) e c) del n. 8-ter) dello stesso articolo 10, ovvero
per le quali il locatore abbia espresso, nel relativo atto, l'opzione per
l'imposizione. In via di principio, quindi, il regime è l'esenzione, ma sono
previste alcune eccezioni dettagliatamente esaminate più avanti. Si ricorda che
la riforma del
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Banche & consumatori Numero
154, pag. 12 del 30/6/2008 Autore: Pagina a cura di Saverio Nonno e Duilio Lui
Visualizza la pagina in PDF Il consolidamento salva
dall'insolvenza Si moltiplicano i debiti delle famiglie e con essi i prodotti
offerti dalle banche. Non ci sono cifre ufficiali, ma uno strumento utile ai
soggetti con più debiti è il consolidamento. Chi fa ricorso al consolidamento
dei debiti, infatti, ha richiesto diversi finanziamenti (per esempio mutuo,
acquisto dell'auto, delle vacanze, delle spese universitarie), con diversa
durata. Non riesce più a sostenere le singole rate, né a gestire le varie
differenti scadenze e decide, dunque, di chiudere tutti i suoi rapporti e
sostituirli con uno soltanto. Una sorta di nuovo prestito che permette di avere
un tasso di interesse ribassato, per cui è necessario, però, prestare una
garanzia immobiliare, ovvero un'ipoteca. Il cliente accende, dunque, un nuovo
finanziamento, nella forma di mutuo, per un importo che estingua tutti i debiti
in essere, anche con più istituti diversi tra loro. Si tratta di un mutuo a
lunga durata, fino a 30 anni (con un limite di età massimo), capace di ridurre
l'ammontare delle singole rate fino al 70% in meno. La somma che verrà erogata
deve essere inferiore al valore dell'immobile e di norma non supera l'80% della
perizia fatta su di esso (il tetto è 500 mila euro). Il
nuovo mutuo acceso iscrive un'ipoteca sull'immobile. Una volta iscritta
l'ipoteca (che sarà di primo grado sostanziale, ma di secondo formale se
sull'immobile grava già un mutuo), si eroga il nuovo mutuo; si può anche
estinguere il mutuo vecchio (se esistente) e si cancella la relativa ipoteca.
Infine, si estinguono i prestiti personali in essere. Conclusa l'operazione,
che non dovrebbe andare oltre i tre mesi, il debitore paga solo una rata di
importo minore rispetto alla somma delle rate sostituite, ma di durata
superiore. Un po' come l'operazione messa in campo dalla convenzione tra Abi e
Mef in materia di rinegoziazione dei mutui (si veda pagina accanto). Il
cosiddetto "consolidamento" non è altro che una ridefinizione del
periodo di rimborso (allungato), con l'applicazione dei tassi di interesse dei
mutui, più bassi rispetto ai tassi dei prestiti finalizzati e non. Nel caso si abbia
bisogno di un basso importo, è possibile agire anche senza essere proprietari
di immobile. In tale caso si eroga un prestito personale (nella forma di
credito al consumo o, di solito, cessione del quinto dello stipendio) con il
cui ricavato si estinguono i prestiti in essere. Il nuovo prestito ha una
durata elevata, maggiore di quella dei vecchi prestiti, quindi la rata mensile
risulta più bassa. Esiste anche un consolidamento dei debiti non garantito da
ipoteca: permette di consolidare prestiti di basso importo e durata medio breve
in un unico finanziamento, semplificando la gestione delle proprie finanze con
un'unica controparte, ovvero un unico istituto di credito. In questo caso, il
tasso d'interesse è quello dei prestiti, quindi più alto, ma la durata più breve.
Tra le banche spuntano diverse alternative. Intesa Sanpaolo punta sul Credito
al lavoro. Attraverso un'intervista articolata si effettua il Check-up
finanziario del cliente: il supporto di modelli statistici consente di
individuare il "saldo finanziario" e il profilo del cliente che viene
condiviso con il cliente stesso. Il "saldo finanziario" è la
differenza tra reddito effettivo e spese incomprimibili, indispensabili per il
mantenimento della famiglia: questo importo è la parte del reddito potenzialmente
destinabile al risparmio, al debito o ai consumi comprimibili. Il profilo guida
il consulente finanziario e il cliente nell'individuazione di un'adeguata
ipotesi di finanziamento. Per chi invece ha le idee più chiare, Unicredit
concede il consolidamento a dipendenti e autonomi fino all'80% del valore
dell'immobile (prima e seconda casa), per un importo massimo erogabile, oltre
al debito residuo del mutuo sostituito, a 80mila euro. La durata per il tasso
fisso arriva a 30 anni, per quello variabile tocca i 40 anni Mutui
dal rimborso flessibile. Negli ultimi anni, l'offerta si è arricchita di
prodotti che consentono una notevole flessibilità nelle modalità di
restituzione. Alcune forme contrattuali prevedono rate di rimborso inalterate
nel tempo; pertanto, le eventuali variazioni nei tassi di interesse verrebbero
assorbite da mutamenti nella durata residua del prestito. è quanto emerge da
uno studio di Bankitalia uscito in questi giorni. Tra gli svantaggi emersi dal
rapporto, i vincoli sulla durata iniziale, in genere relativamente contenuta
per scongiurare che eventuali allungamenti dovuti a rialzi dei tassi si
traducano in estensioni non sostenibili delle obbligazioni. L'offerta di questi
prodotti è più diffusa tra le banche del Nordest e del Centro. I mutui con
questa caratteristica sono stati i primi a diffondersi; già nel 2001 il 13,8%
degli intermediari disponeva di tale forma contrattuale. La percentuale
riferita al campione complessivo saliva al 23,7% nel
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Scadenzario Numero 154, pag. 15 del
30/6/2008 Autore: a cura di Annamaria Bettagno e Giancarlo Modolo Visualizza la
pagina in PDF SCADENZARIO del mese di Luglio 2008 1 MartedìAcconti
imposte (seconda o unica rata)-persone giuridiche Per i contribuenti persone
giuridiche (società di capitali, associazioni non riconosciute, consorzi,
società e enti di ogni tipo non residenti, enti non commerciali, ecc.) aventi
l'esercizio sociale o periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare, il
cui termine è stabilito per la fine del prossimo mese di agosto 2008 (e, di
conseguenza, il mese di luglio 2008 è l'undicesimo dell'esercizio o periodo
d'imposta), inizia il termine, che si conclude alla fine del mese in corso, per
procedere al pagamento degli acconti (seconda e/o unica rata) ai fini
dell'imposta sul reddito e dell'Irap-imposta regionale sulle attività
produttive, mediante versamento: per i soggetti titolari di partita Iva,
utilizzando il modello F24 con modalità telematiche; per i soggetti non
titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 cartaceo presso aziende di
credito convenzionate, agenti della riscossione e uffici postali abilitati o
con modalità telematiche; specificando gli appropriati codici tributo e cioè:
-2002-Ires acconto-seconda rata o acconto in unica soluzione; -3813-Irap
acconto-seconda rata o acconto in unica soluzione. Scritture di magazzino
Inizia a decorrere, per le imprese aventi l'esercizio sociale o periodo
d'imposta coincidente con l'anno solare che si è chiuso alla fine dello scorso
mese, l'obbligo di tenuta delle scritture ausiliarie di magazzino se risultano
superati, nei due esercizi sociali o periodi d'imposta precedenti,
contemporaneamente il limite previsto per i ricavi in ciascun esercizio o
periodo d'imposta e quello delle rimanenze finali alla fine di ciascun
esercizio. 5 SabatoImprese che impiegano borsisti Invio della comunicazione
all'Inps, da parte delle imprese che impiegano lavoratori con "borse di
lavoro ex dlgs 200/1997", delle assenze dovute a motivi personali che
risultano a carico dei borsisti per il mese precedente, per le quali sussiste
la sospensione del sussidio, a meno che le medesime non vengano recuperate.
RIVENDITORI DOCUMENTI DI VIAGGIO I soggetti esercenti attività di trasporto
devono procedere, in relazione alle annotazioni eseguite nel corso del mese
precedente, all'emissione della fattura o della nota debito inerente alle
provvigioni corrisposte ai rivenditori autorizzati di documenti di viaggio per
il trasporto pubblico urbano di persone. 10 GiovedìComunicazione valutaria
Termine per procedere alla presentazione all'Uif la comunicazione relativa ad
"operazioni decanalizzate"). Fasi-Denuncia variazioni Le aziende
industriali devono procedere alla segnalazione al Fasi delle variazioni
avvenute nel corso del trimestre precedente, mediante trasmissione
dell'apposito modulo contenente l'indicazione del numero di posizione
dell'impresa. Ai fini operativi, infatti, se nel corso di un trimestre solare
si dovessero verificare mutamenti di ragione sociale o di indirizzo o
variazioni nominative di dirigenti iscritti al fondo o numeriche di dirigenti
in forza rispetto al trimestre precedente, è necessario formalizzare la
situazione trasmettendo il modulo di variazione trimestrale, indicando sempre
il numero di posizione dell'impresa, entro i dieci giorni successivi al
trimestre durante il quale sono intervenute le variazioni. Fondo A.
Pastore-contribuzione Versamento trimestrale da parte delle aziende di
commercio, spedizione e trasporto dei premi dovuti per l'assicurazione
polivalente supplementare ex Previr (Fondo A. Pastore) a favore e
nell'interesse dei dirigenti in servizio presso le aziende del settore
commerciale ed alberghiero ed altre iscritte al Fondo di previdenza Mario
Negri. Fondo M. Besusso-Contribuzione Versamento trimestrale dei contributi
assistenziali per dirigenti aziende commerciali, spedizione e trasporti. Fondo
M. Negri-contribuzione Versamento trimestrale, da parte delle aziende datrici
di lavoro interessate, dei contributi previdenziali e assistenziali a favore
dei dirigenti delle aziende commerciali, dei trasporti, dei servizi, ausiliarie
e del terziario avanzato, nonché dei dirigenti degli alberghi, delle agenzie
marittime e dei magazzini generali. Giornalisti-Fondo di previdenza Termine
ultimo, per le aziende associate alla Cassa di previdenza dei giornalisti, per
procedere al versamento dei contributi al fondo di previdenza complementare per
le retribuzioni di competenza del mese precedente e per inviare, via e-mail, la
relativa documentazione. LAVORATORI DOMESTICI-CONTRIBUTI Versamento dei
contributi previdenziali ed assistenziali relativi ai lavoratori domestici per
il primo trimestre dell'anno in corso, la cui determinazione deve avvenire in relazione
all'orario di lavoro svolto (inferiore o superiore alle 24 ore settimanali).
LAVORATORI DOMESTICI-ASSUNZIONI Presentazione della denuncia all'Inps dei
rapporti di lavoro instaurati nel corso del trimestre solare precedente con i
collaboratori e/o assistenti familiari. Mod. 730-Trasmissione adempimenti
dichiarativi Trasmissione all'Agenzia delle entrate, mediante invio telematico,
delle dichiarazioni predisposte (mod. 730 unitamente alle buste chiuse
contenenti il mod. 730-1) da parte dei Caf, dei datori di lavoro e degli enti
pensionistici che prestano assistenza fiscale. Mod. 770/2008-Semplificato
Presentazione, mediante invio telematico, del dichiarazione dei sostituti
d'imposta mod. 770/2008-Semplificato da parte dei sostituti d'imposta e degli intermediari
abilitati alla trasmissione telematica degli adempimenti dichiarativi.
PESCATORI-VARIAZIONI ISCRIZIONI Le cooperative e le compagnie di pescatori
devono segnalare all'Amministrazione provinciale, per gli addetti alla pesca
nelle acque interne o all'Autorità marittima, per gli addetti alla pesca
marittima, le eventuali variazioni che si sono verificate nel corso del mese
precedente nell'ambito della compagine sociale di cui all'elenco dei propri
soci addetti alla pesca presentato entro il 10 gennaio scorso. 15
MartedìAddizionali all'Irpef-Amministrazioni centrali
e periferiche dello Stato A seguito delle trattenute effettuate ai lavoratori
dipendenti e ai pensionati sulle competenze inerenti al mese precedente da
parte delle Amministrazioni centrali e periferiche
dello Stato (anche ad ordinamento autonomo), pagamento: -in unica soluzione
dell'addizionale comunale all'Irpef, a seguito delle operazioni di cessazione
del rapporto di lavoro (codice tributo: 384E); -delle rate o quote mensili
dell'addizionale comunale all'Irpef conseguente alle operazioni di conguaglio
di fine anno (codice tributo: 384E); -in unica soluzione dell'addizionale
regionale all'Irpef, a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di
lavoro (codice tributo: 381E); -della rata o quota mensile dell'addizionale
regionale all'Irpef conseguente alle operazioni di conguaglio di fine anno
(codice tributo: 381E); trasmettendo il modello F24 EP con modalità
telematiche. Agriturismo-corrispettivi Annotazione nel registro Iva dei corrispettivi,
da parte delle imprese agrituristiche che rilasciano le ricevute fiscali, degli
ammontari inerenti alle operazioni effettuate nel corso del mese precedente,
se, ovviamente, non hanno già provveduto ad eseguire le rilevazioni analitiche
giornaliere. Alcoli metilici Scade il termine, ai sensi del dl 8 ottobre 1976,
n. 691 convertito dalla legge 30 novembre 1976, n. 786 e in relazione ai dd.mm.
1° agosto 1986 e 12 ottobre 1996, per trasmettere al competente ufficio tecnico
delle imposte di fabbricazione la copia del registro di carico da parte delle
imprese che producono, commercializzano o utilizzano alcoli metilici, nel quale
devono risultare le annotazioni inerenti alle operazioni di carico e scarico
poste in essere nel corso del mese precedente e le rimanenze alla fine del
mese, tenendo, in ogni caso, presente che alla copia del registro deve
necessariamente essere anche allegato un documento nel quale devono essere
riepilogate le merci che nel corso del mese di riferimento sono state trasferite
ai depositi commerciali o alle ditte utilizzatrici (con raggruppamento per
cliente destinatario). Associazioni sportive Ai sensi della legge16 dicembre
1991, n. 398, dell'art. 25 della legge 13 maggio 1999, n. 133, del dm 26
novembre 1999, n. 473 e dell'art. 9 del dpr 30 dicembre 1999, n. 544, le
associazioni sportive dilettantistiche (di cui al comma 1 dell'art. 25 della
legge 13 maggio 1999, n. 133), le associazioni senza scopo di lucro e le
associazioni pro-loco che hanno optato per l'applicazione delle agevolazioni
previste dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398 devono procedere, entro la data
in esame, ad eseguire l'annotazione, anche in unica registrazione,
dell'ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi altro provento conseguiti
nell'ambito dell'attività commerciale posta in essere nel corso del mese
precedente. Commercianti al dettaglio I commercianti al dettaglio e i soggetti
assimilati, ai sensi del comma 4 dell'art. 6 del dpr 9 dicembre 1996, n. 695,
possono procedere all'annotazione riepilogativa mensile, anziché giornaliera,
dei corrispettivi inerenti al mese precedente, se, ovviamente, gli stessi sono
certificati dallo scontrino fiscale. Detta facoltà è consentita anche ai
contribuenti che emettono le ricevute fiscali, per effetto dell'equiparazione
tra scontrino e ricevuta ai fini certificativi. Fatturazione differita Per i
beni spediti o consegnati nel corso del mese precedente e risultanti da Ddt o
altro documento idoneo a identificare i soggetti contraenti, i soggetti Iva
devono proceder ad emettere e registrare le fatture differite, con
specificazione della data e del numero dei documenti cui si riferisce. La
fattura può essere riepilogativa di tutte le cessioni poste in essere fra i
medesimi soggetti. Fatture di importo inferiore a euro 154,94 Annotazione
dell'eventuale documento riepilogativo inerente alle fatture emesse nel corso
del mese precedente di ammontare inferiore a 154,94 euro. Irap-acconto mensile
Pagamento da parte delle Amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici
dell'acconto mensile Irap dovuto sui compensi, sulle retribuzioni e sui redditi
assimilati a quelli di lavoro dipendente corrisposti nel corso del mese
precedente, mediante versamento utilizzando il modello F24 EP con modalità
telematiche e specificando l'appropriati codice tributo: "380E-Irap".
Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente Pagamento da parte delle
Amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici delle ritenute alla fonte sui
redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente corrisposti nel corso del mese
precedente, trasmettendo il modello F24 EP con modalità telematiche e
specificando l'appropriati codice tributo: "100E-Ritenute sui redditi di
lavoro dipendente e assimilati". Redditi di lavoro autonomo Pagamento da
parte delle Amministrazioni dello stato e degli enti pubblici delle ritenute
alla fonte sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel corso del mese
precedente, trasmettendo il modello F24 EP con modalità telematiche e
specificando l'appropriati codice tributo: "104E-Ritenute sui redditi di
lavoro autonomo". Redditi di lavoro dipendente Pagamento da parte delle
Amministrazioni dello stato e degli enti pubblici delle ritenute alla fonte sui
redditi di lavoro dipendente corrisposti nel corso del mese precedente,
trasmettendo il modello F24 EP con modalità telematiche e specificando
l'appropriati codice tributo: "100E-Ritenute sui redditi di lavoro
dipendente e assimilati". 16 MercoledìAccisa Pagamento dell'accisa, da
parte dei soggetti tenuti alla corresponsione della medesima, sui prodotti alla
stessa assoggettati immessi in consumo nel corso del mese precedente a quello
in corso, mediante versamento utilizzando il modello F24 con modalità
telematiche ed evidenziando gli appropriati codici tributo, tra cui:
-2801-Quota accise benzine riservata alle Regioni a statuto ordinario;
-2802-Accisa spiriti; -2803-Accisa birra; -2804-Accisa sui prodotti energetici,
loro derivati e prodotti analoghi; -2805-Accisa gas petroliferi liquefatti;
-2806-Accisa sull'energia elettrica; -2807-Addizionale energia elettrica-Dl 28
novembre 1988, n. 511; -2808-Addizionale energia elettrica-Dl 30 settembre
1989, n. 332; -2809-Accisa gas metano autotrazione; -2810-Maggiori proventi
addizionali energia elettrica-Dl 30 settembre 1989, n. 332; -2811-Maggiori
proventi addizionali energia elettrica-Dl 28 novembre 1988, n. 511;
-2812-Denaturati e prodotti soggetti a I.F.-Contrassegni di stato;
-2813-Diritti di licenza sulle accise e imposte di consumo; -2814-Accisa sul
gas metano per combustione; -2816-Imposta di consumo oli lubrificanti e bitume;
-2817-Tassa emissione di anidride solforosa e ossido di azoto; -2818-Entrate
accise eventuali e diverse; -2819-Imposta sui consumi di carbone, coke di
petrolio e bitume; -2845-Accisa sul carbone, lignite e coke di carbon fossile
utilizzati per carburazione o combustione-Art. 21, comma 2, lettera h), dlgs
504/1995; -2846-Accisa sugli oli e grassi animali e vegetali utilizzati per
carburazione o combustione-Art. 21, comma 2, lettera a), dlgs 504/1995;
-2847-Accisa sull'alcool metilico utilizzato per carburazione o
combustione-Art. 21, comma 2, lettera d), dlgs 504/1995. Addizionale comunale
all'Irpef-Sostituti d'imposta Pagamento, da parte dei sostituti d'imposta: -a
seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno, delle rate inerenti
all'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai
pensionati sulle competenze inerenti al mese precedente (codice tributo: 3848);
-della rata mensile di acconto determinata applicando le aliquote al reddito
imponibile del precedente periodo d'imposta trattenuta ai lavoratori dipendenti
e ai pensionati (codice tributo: 3847); -in unica soluzione, a seguito delle
operazioni di cessazione del rapporto di lavoro, dell'addizionale comunale
all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle competenze
inerenti al mese precedente (codice tributo: 3848); mediante versamento: per i
soggetti titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 con modalità
telematiche; per i soggetti non titolari di partita Iva, utilizzando il modello
F24 cartaceo presso aziende di credito convenzionate, agenti della riscossione
e uffici postali abilitati o con modalità telematiche; specificando gli
appropriati codici tributo". Addizionale regionale all'Irpef-Sostituti
d'imposta Pagamento, da parte dei sostituti d'imposta: -a seguito delle
operazioni di conguaglio di fine anno, della rata inerente all'addizionale
regionale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle
competenze inerenti al mese precedente; -in unica soluzione, a seguito delle
operazioni di cessazione del rapporto di lavoro, dell'addizionale regionale
all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle competenze
inerenti al mese precedente; mediante versamento: per i soggetti titolari di partita
Iva, utilizzando il modello F24 con modalità telematiche; per i soggetti non
titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 cartaceo presso aziende di
credito convenzionate, agenti della riscossione e uffici postali abilitati o
con modalità telematiche; specificando il codice tributo "3802-Addizionale
regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche-Sostituti
d'imposta". Affrancamento saldo attivo rivalutazione beni d'impresa
Pagamento, con la maggiorazione dello 0,40%, da parte dei contribuenti che
hanno proceduto a rivalutare i beni d'impresa iscritti in bilancio alla data
del 31 dicembre 2004, della terza rata o quota corrispondente al 45%
dell'ammontare complessivo dovuto dell'imposta sostitutiva pari al 7% del saldo
attivo di rivalutazione, mediante versamento utilizzando il modello F24 con
modalità telematiche e specificando l'appropriato codice tributo
"1813". Amministrazioni locali-quota forfettaria oneri previdenziali
e assistenziali Termine utile, ai sensi della legge 256/1999 e del dlgs
267/2000, per procedere al pagamento, da parte degli enti locali, della quota
forfettaria degli oneri previdenziali e assistenziali dovuti per i lavoratori
non dipendenti, gli artigiani, i commercianti, i coltivatori diretti, i
mezzadri, i coloni e li iscritti alla gestione separata Inps (art. 2, comma 26,
della legge 256/1999) che rivestono la qualifica di amministratori locali.
Artigiani e commercianti Pagamento in unica soluzione o della prima rata, da
parte dei contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi mod. Unico
tenuti all'iscrizione nella gestione Inps artigiani e commercianti, della
contribuzione sul reddito eccedente il minimale a titolo di saldo per l'anno
precedente e di primo acconto per l'anno in corso, con la maggiorazione dello
0,40%, mediante versamento: per i soggetti titolari di partita Iva, utilizzando
il modello F24 con modalità telematiche; per i soggetti non titolari di partita
Iva, utilizzando il modello F24 cartaceo presso aziende di credito
convenzionate, agenti della riscossione e uffici postali abilitati o con
modalità telematiche; specificando gli appropriati codici di riferimento e
cioè: -AP-Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale; -APR-Contributi
dovuti sul reddito eccedente il minimale-rate; -CP-Contributi dovuti sul
reddito eccedente minimale; -CPR-Contributi dovuti sul reddito eccedente il
minimale-rate. Associati in partecipazione Pagamento della contribuzione dovuta
all'Inps-Gestione separata associati in partecipazione, sugli utili corrisposti
nel corso del mese precedente agli associati in partecipazione tenuti
all'iscrizione nell'apposita gestione separata ai sensi dell'art. 43 della
legge 326/2003, mediante versamento utilizzando il modello F24 con modalità
telematiche e specificando il riferimento "ASS-Contributi relativi agli
associati in partecipazione". Banche, poste e/o istituti di credito
Pagamento del saldo delle ritenute sugli interessi corrisposti per i depositi e
i conti correnti da parte delle aziende, degli istituti di credito con
esercizio sociale coincidente con l'anno solare e, quindi, che hanno chiuso il
periodo d'imposta nel corso dello scorso mese di maggio, mediante versamento
utilizzando il modello F24 con modalità telematiche e specificando gli
appropriati codici tributo e cioè: -1028-Ritenute su interessi, premi e altri
frutti corrisposti da aziende e istituti di credito; -1029-Ritenute su
interessi e redditi di capitale diversi dai dividendi dovuti da soggetti non
residenti. Cessioni titoli e valute Pagamento, da parte dei sostituti
d'imposta, delle ritenute alla fonte su cessioni di titoli e/o di valute
maturate nel corso del mese precedente, mediante versamento: per i soggetti
titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 con modalità telematiche;
per i soggetti non titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 cartaceo
presso aziende di credito convenzionate, agenti della riscossione e uffici
postali abilitati o con modalità telematiche; specificando gli appropriati
codici tributo e cioè: -1032-Ritenute su proventi da cessione a termine di
obbligazioni e titoli similari; -1058-Ritenute su plusvalenze cessione a
termine valute estere. Concorsi e operazioni a premio Pagamento dell'imposta
unica dovuta per ogni giornata nella quale hanno trovato svolgimento gli avvenimenti
e gli eventi oggetto delle cosiddette "scommesse al totalizzatore"
e/o "a quota fissa" e/o per ogni concorso pronostico che hanno
trovato svolgimento nel corso del mese precedente, mediante versamento
utilizzando il modello F24. Gli estremi del versamento devono necessariamente
essere rilevati su uno dei prospetti o fogli al riguardo previsti.
Condomini-contratti di appalto Pagamento, da parte dei condomini, delle
ritenute alla fonte operate sui corrispettivi corrisposti nel corso del mese
precedente per prestazioni inerenti a contratti di appalto di opere o servizi
eseguiti nell'esercizio di impresa, utilizzando il modello F24 cartaceo presso
aziende di credito convenzionate, agenti della riscossione e uffici postali
abilitati oppure con modalità telematiche specificando l'appropriato codice
tributo e cioè: -1019-Ritenute del 4% operate dal condominio quale sostituto
d'imposta a titolo di acconto Irpef dovuta dal percipiente; -1020-Ritenute del
4% operate all'atto del pagamento da parte del condominio quale sostituto
d'imposta a titolo di acconto Ires dovuta dal percipiente. Contributi,
indennità e premi vari Pagamento, da parte dei sostituti d'imposta, delle
ritenute alla fonte su contributi, indennità e premi vari corrisposti nel corso
del mese precedente, mediante versamento: per i soggetti titolari di partita
Iva, utilizzando il modello F24 con modalità telematiche; per i soggetti non
titolari di partita Iva, utilizzando il modello F24 cartaceo presso aziende di
credito convenzionate, agenti della riscossione e uffici postali abilitati o
con modalità telematiche; specificando gli appropriati codici tributo e cioè:
-1045-Ritenute su contributi corrisposti a imprese da Regioni, Province, Comuni
e altri enti pubblici; -1051-Ritenute su premi e contributi corrisposti
dall'Unire e premi corrisposti dalla Fise; -1052-Indennità di esproprio,
occupazione. Contribuzione Enpals-spettacolo Pagamento, da parte delle aziende
del settore dello spettacolo, della contribuzione dovuta all'Enpals per il
periodo di paga scaduto il mese precedente, mediante versamento utilizzando il
modello F24 con modalità telematiche e specificando il riferimento
"CCLS-Contributi correnti dovuti per i lavoratori dello spettacolo".
Contribuzione Enpals-sport Pagamento, da parte delle aziende del settore dello
sport, della contribuzione dovuta all'Enpals per il periodo di paga scaduto il
mese precedente, mediante versamento utilizzando il modello F24 con modalità
telematiche e specificando il riferimento "CCSP-Contributi correnti dovuti
per sportivi professionisti". Contribuzione gestione separata Pagamento,
da parte dei datori di lavoro e/o dai committenti, della contribuzione dovuta
alla Gestione separata Inps lavoratori autonomi sui compensi corrisposti nel
corso del mese precedente ai soggetti tenuti all'iscrizione ai sensi della
legge 335/1995 e, cioè, tra l'altro a: -rapporti di collaborazioni a progetto,
di cui all'art. 61 del dlgs 10 settembre 2003, n. 276; -prestazioni degli
incaricati alle vendite a domicilio (se il reddito annuo è di entità superiore
a euro 5.000,00 - art. 44 del dl 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla
legge 24 novembre 2003, n. 326); -esercenti attività di lavoro autonomo
occasionale (se il reddito annuo è di entità superiore a euro 5.000,00 -
circolare Inps 6 luglio 2004, n.
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Banche & consumatori Numero
154, pag. 12 del 30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF
L'intervista Caselli (Bocconi): bilanci familiari a rischio "Se la
situazione non cambierà in tempi brevi il rischio di un boom delle insolvenze
da parte delle famiglie italiane diventerà concreto". Stefano Caselli,
docente presso il dipartimento finanze all'università Bocconi lancia l'allarme.
La difficile situazione economica, abbinata a tassi di interesse in costante
crescita, rischia di mandare in default i bilanci di molti nuclei familiari.
Così la scelta di consolidare i diversi finanziamenti in corso in un unico
contratto, allungando la durata, diventa l'unica via di uscita per evitare il
peggio. Domanda. Professore, Bankitalia ha rilevato sofferenze bancarie per le
famiglie consumatrici nell'ordine di 11,2 miliardi di euro. Si tratta di
livelli sostenibili? Risposta. Storicamente le insolvenze delle famiglie
italiane sono sempre state su livelli contenuti. Il fenomeno più preoccupante è
il progressivo aumento negli ultimi anni e la prospettiva che la situazione non
migliorerà nel prossimo futuro? D. C'è, dunque, il rischio concreto che un
numero crescente di famiglie non riesca a onorare i debiti contratti? R: è un
rischio reale. Ci sono famiglie che negli anni scorsi hanno avuto accesso a
diversi finanziamenti, per esempio per l'acquisto di una casa, di un automobile
e per gli studi universitari dei figli, e oggi non riescono a fare più fronte
alla situazione. D. Che cosa può succedere in questi casi? R. In teoria le banche creditrici possono arrivare all'escussione della
prima casa, ma sarebbe una misura drastica che provocherebbe un elevato allarme
sociale. Nelle ultime settimane il mondo del credito ha avvertito questo
pericolo e ha cominciato a prendere le prime precauzioni. D. In che modo? R.
Alcuni istituti di credito stanno proponendo una rinegoziazione dei
finanziamenti, con una riduzione della rata e un allungamento della durata, per
rendere più sostenibile la situazione delle famiglie? D. Cosa consiglia a chi
ha contratto una molteplicità di debiti? R. La strada maestra per evitare le
insolvenze è il consolidamento. Il cittadino chiede all'istituto di credito di
accorpare i finanziamenti in essere – anche se contratti con altre banche – e di stabilire un nuovo piano di rientro,
compatibile con il proprio reddito mensile. D. La Banca Centrale Europea ha già
fatto sapere che entro luglio potrebbe ritoccare verso l'alto i tassi di interesse
per frenare l'inflazione. Condivide questa posizione? R. Assolutamente no. La
Bce guarda solo all'aumento del costo della vita, dimenticando che un ulteriore
incremento dei costi aggraverebbe ulteriormente la situazione di chi ha
contratto un finanziamento nei mesi o negli anni scorsi, confidando sui tassi
applicati in quel momento.
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Banche & consumatori Numero
154, pag. 11 del 30/6/2008 Autore: Pagina a cura di Saverio Nonno e Duilio Lui
Visualizza la pagina in PDF Le novità della convenzione di
giugno tra Abi e Mef sulla ricontrattazione per il tasso variabile Mutui, la rata è light dal 2009 Rinegoziazione con spread di
favore senza spese né penali Rate light, spread di favore e zero penali. Sono
queste le principali novità della convenzione tra ministero dell'economia e
delle finanze e l'Abi, prevista dall'art. 3 del decreto legge 27 maggio 2008,
n. 9, che definisce le modalità e i criteri di rinegoziazione dei mutui a tasso
variabile stipulati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione
dell'abitazione principale anteriormente al 29 maggio
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Contabilità Numero 154, pag. 29 del
30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF L'ipoteca salva gli
interessi Se l'immobile è gravato da ipoteca, gli oneri finanziari correlati sfuggono
alla regola di cui all'art. 96 del Tuir. E l'Agenzia delle entrate spiega il
meccanismo applicativo della norma. Sempre nell'ambito della circolare 47/E è
stata fornita una ulteriore risposta in tema della disciplina concernete il
nuovo art. 96 del Tuir. Si era chiesto: "Un'immobiliare di gestione ha
iscritto nel c/e interessi passivi derivanti sia dal finanziamento della
costruzione di un bene immobile abitativo concesso in locazione, sia dallo
scoperto di conto corrente. Quali variazioni in aumento dovrà effettuare nel
Quadro RF?". A fronte di ciò le indicazioni della prassi sono state le
seguenti. Il comma 2 dell'articolo 90 del Tuir stabilisce che per le unità
immobiliari possedute in regime d'impresa che non costituiscono beni
strumentali all'attività d'impresa, né beni merci (cosiddetti
"immobili-patrimonio"), "le spese e gli altri componenti
negativi relativi _ non sono ammessi in deduzione". Ma sul tema l'articolo
1, comma 35, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il
2008) contiene una norma di interpretazione autentica secondo cui "tra le
spese e gli altri componenti negativi indeducibili di cui al comma 2
dell'articolo 90 del testo unico delle imposte sui redditi_ non si comprendono
gli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti per l'acquisizione
degli immobili indicati al comma 1 dello stesso articolo 90". Secondo
l'Agenzia (anche se il testo letterale non farebbe intravedere questo legame
così stretto) il comma 35 sopra citato contiene, dunque, un preciso riferimento
agli interessi passivi relativi a finanziamenti contratti per
l'"acquisizione" degli immobili di cui all'articolo 90, comma 1, del
Tuir (cosiddetti immobili-patrimonio). Meno rigidamente invece l'agenzia
interpreta la locuzione "acquisizione". Secondo l'agenzia il
legislatore ha inteso riferirsi non solo agli interessi passivi sostenuti in
relazione ai finanziamenti accesi per l'"acquisto" in senso stretto
di detti immobili (i.e. interessi sostenuti sui mutui
contratti per l'"acquisto" degli immobili-patrimonio), ma anche agli
interessi passivi relativi a finanziamenti stipulati per la
"costruzione" degli stessi (i.e. interessi sostenuti in dipendenza di
mutui accesi per la "costruzione" degli immobili-patrimonio).
Da ciò la conclusione a cui giunge la circolare è la seguente: "Il comma
( da "ItaliaOggi Sette" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ItaliaOggi Sette
ItaliaOggi Sette - Concorrenza & Mercato Numero
154, pag. 30 del 30/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF
banche Nel mirino la commissione di massimo scoperto Tra qualche giorno
i consumatori leggeranno sugli sportelli bancomat l'avvertenza Co.Ge.Ban. di
possibili costi dell'operazione prima di effettuarla. Questa forma di maggiore
trasparenza è stata applicata su richiesta dell'Antitrust, che aveva già
ottenuto da un importante gruppo bancario la gratuità del prelievo nei comuni in
cui il gruppo non è presente e, negli altri casi, una rilevante riduzione della
commissione. Si punta, poi, sugli indici sintetici di costo dei servizi,uno
strumento che ha colto il favore dell'Abi e che, se realmente applicato,
permetterebbe di paragonare le diverse offerte presenti sul mercato. E, poi,
Catricalà affonda la stoccata contro la commissione di massimo scoperto
"prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese"
che, secondo l'Autorità, deve essere abolita. Sui tempi e sulle modalità di
cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in piena libertà di
mercato. Infine, i primi risultati sugli intrecci nella loro gestione e nel
loro controllo. Dalle prime evidenze raccolte dall'indagine conoscitiva, sono
amplissimi i legami tra concorrenti, pur in assenza di situazioni di controllo.
Con riferimento alle società quotate, il 45% di esse annovera tra i propri soci
imprese concorrenti; l'80% conta all'interno dei propri organi di
amministrazione persone presenti contemporaneamente nei board di competitori.
C'è un caso di impresa con ben 13 persone e un altro con 10 che siedono anche
in organi di governance di altre società del settore. Un problema
"preoccupante", dice l'Authority, che paralizza anche i traslochi dei
clienti da una banca all'altra: secondo i dati della Commissione europea, meno
dell'8% dei clienti residenti cambia banca ogni anno, contro il 12,5% in
Spagna. Stesso problema per le assicurazioni, dove solo l'8% degli assicurati
italiani cambia compagnia, a fronte del 21% in Germania e del 35% nel Regno
Unito. Catricalà lancia poi due proposte che farebbero da cartina di tornasole
del sistema e obbligherebbero gli istituti a offrire condizioni migliori alla
clientela: la pubblicazione di tutti i reclami, di tutte le azioni collettive e
individuali rivolte dagli utenti nei confronti degli istituti bancari e
assicurativi e l'applicazione di un sistema di brokeraggio per le
assicurazioni, che permetta agli sportelli di vendere il prodotto di qualsiasi
compagnia, senza contratti esclusivi. Così i broker sceglierebbero per i
clienti le migliori offerte, le commissioni sarebbero ben evidenziate e il
venditore risulterebbe assolutamente imparziale, non avendo interessi occulti
da proteggere. E gli effetti porterebbero a un allargamento del mercato, con
particolare riferimento al ramo vita, ancora poco stimolante per i cittadini
italiani, scoraggiati dal costo delle commissioni e all'eliminazione
dell'asimmetrico andamento delle tariffe bonus malus nell'assicurazione della
Rc auto. Senza ricadere sui margini dei broker, che invece
si allineerebbero con la media dei paesi Ocse. Sul fronte dei mutui, la
situazione non è delle migliori. Sono 23 le procedure istruttorie aperte nei
confronti di molte banche che si ostinano a fare pagare spese e commissioni
nella portabilità dei mutui.
( da "Stampa, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
BIMAR: PER UN
INVESTIMENTO SICURO Casa bene prezioso Il mattone è il "risparmio"
preferito dagli italiani L'investimento immobiliare è una scelta sicura, che
interessa sia chi ha un gruzzolo da parte, sia chi cerca un'abitazione per sé.
Per questo case, uffici, box auto, capannoni industriali, negozi, sono un buon
investimento, se si vogliono tutelare i propri risparmi. Investire in immobili,
in una fase congiunturale in cui le borse non danno grandi segni di ripresa, è
uno dei modi migliori per capitalizzare denaro. Per questo continua ad essere
il mattone, dunque, l'azione "risparmio" preferita dalle famiglie
Piemontesi. E sui buoni investimenti la Bimar, a partire da Ivano Rossi
fondatore e titolare, sempre sensibile e attento nel capire le esigenze di chi
si rivolge in una delle sedi della sua agenzia, è fiera di aver nel tempo
consigliato al meglio molti dei suoi clienti, che hanno potuto investire nel
modo più appropriato, i loro risparmi. Sono molti i clienti della Bimar
soddisfatti degli acquisti conclusi. Perché è qualificante la scelta che la
Bimar fa degli immobili da porre al mercato, forte della sua esperienza
ventennale nel settore dell'intermediazione e vendita di appartamenti,
villette, uffici, capannoni industriali, in città, al mare o in montagna, in
tutto il nord Italia. Anche chi affida alla Bimar l'affitto di immobili, può
star certo che è sempre attenta e scrupolosa la ricerca degli inquilini. Ma
quel è la tipologia di locale più adatta? Meglio la periferia o il centro? Un
grosso locale o due più piccoli? Case nuove o già esistente? Interrogativi che
possono essere risolti se ci si affida ad un'agenzia competente. Come Bimar
prendendo contatti con una delle sue agenzie: la sede centrale in corso Ferrucci
19, e in via Bologna 27 e uffici a Cesana e Ulzio, o telefonando allo
011/43591. Personale attento, qualificato, ognuno con specifici compiti e
competenze, con agenti immobiliari iscritti all'albo, professionisti come
architetti, geometri, avvocati disponibili per consulenze adeguate ad ogni tipo
di richiesta da parte del cliente, è a disposizione per fornire tutte le
indicazioni necessarie per portare all'acquisto migliore, o
fare un mutuo bancario. Oggi anche colui che non ha tutto il capitale, ma che
vuole acquistare un immobile può farlo grazie ai mutui al 100% di durata
addirittura quarantennale. "Grazie alla nostra attiva collaborazione con
le imprese costruttrici, siamo in grado di offrire immobili interessanti per
qualsiasi fascia di prezzo e a costi molto competitivi - dichiara Ivano
Rossi - Come il nuovo edificio con rifiniture di pregio ampi giardini e
terrazzi che sta sorgendo a Bardonecchia, nel verde di viale Callett, o il
villaggio alle porte di Oulx frazione Gad, o la trasformazione in appartamenti
di pregio di una baita nelle vicinanze di Cesana Torinese e ancora tante altre
iniziative in Torino che stiamo ultimandone la vendita o altre che
prossimamente, proporremo in vendita ". Per altre informazioni
www.bimar.it.
( da "Stampa, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
IMMOBILIARE LUCREZIA
Collegno, alloggi di qualità e risparmio Nel cantiere dell'Immobiliare Lucrezia
rimangono solo pochi alloggi, è quindi il caso di affrettarsi, perché i prezzi
sono i migliori e il capitolato d'appalto è veramente di prestigio.
"Rimangano otto alloggi su sedici - spiegano i responsabili - , in tutte
le camere da letto, anche nell'alloggio più piccolo, hanno da capitolato due
tipi di parquet, o in iroko e rovere, e poi cinque tipi di pavimenti da
scegliere o in monocottura o in porcellana. Stesso discorso per i rivestimenti
dei bagni e delle cucine". Il condominio si trova in Borgata Paradiso a
Collegno, a soli quattrocento metri dalla fermata della Metropolitana. La zona
è molto fornita dai servizi, e vicina ai supermercati. Per quanto riguarda i
prezzi: "Chiediamo come acconto su qualsiasi appartamento dai 20 - 25 mila
euro al compromesso, poi al rogito il pagamento. Ma se ne
parla nel luglio del 2009 così i clienti hanno tutto il tempo di scegliere il
tipo di mutuo migliore". Il i riscaldamento è centralizzato ma a
condensazione con i nuovi sistemi di risparmio e già predisposto per un
eventuale teleriscaldamento. Tutti gli alloggi hanno box auto e cantina.
( da "Libertà" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Inflazione e
crescita debole spingono gli indici al ribasso NEW YORK - All'appello manca una
sola seduta, quella di oggi, per archiviare la prima metà dell'anno. Ma il
quadro sembra già completo: i mercati mondiali si avviano a chiudere un
semestre nero, forse il peggiore dal 1982. Caro-petrolio, inflazione in ripresa
e crescita economica debole spingono al ribasso i principali indici: e se negli
Usa il Dow Jones è a un soffio dall'orso, i mercati europei si apprestano a
lasciarsi alle spalle i sei mesi peggiori dal 1987, con lo Stoxx
( da "Libertà" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Al G10 di Basilea
relazione di Draghi sui subprime BASILEA - La crescita dell'economia mondiale,
l'andamento di tassi e inflazione sulle due sponde dell'Atlantico e gli effetti
della crisi dei mutui subprime saranno con ogni probabilità gli argomenti
principali sul tavolo dei governatori delle banche centrali
riuniti a Basilea per l'assemblea annuale della Banca dei
Regolamenti Internazionali. Quella che verrà resa nota oggi sarà la 78ma
relazione annuale della Bri, in pratica la banca delle banche centrali. Per l'Italia, come di consueto, sarà presente il Governatore di
Bankitalia, Mario Draghi, insieme al direttore generale di Palazzo Koch,
Fabrizio Saccomanni e il vice direttore generale, Ignazio Visco. Sono
attesi nella città elvetica anche i responsabili delle due più importanti
autorità monetarie mondiali, Jean Claude Trichet per la Bce e Ben Bernanke per
la Federal Reserve statunitense. La relazione di quest'anno sarà anche l'ultima
per l'attuale amministratore delegato e general manager, Malcom Knight, che da
settembre andrà a ricoprire la carica di vice presidente non esecutivo di
Deutsche Bank. Se l'evento principale è atteso oggi, con la presentazione del
rapporto, già ieri si è tenuta una riunione dei banchieri del G10 nel corso
della quale Draghi, in qualità di presidente del Financial Stability Forum, ha
esposto una breve relazione sulla crisi dei mutui subprime e sulle lezioni che
se ne possono trarre. Il numero uno di Via Nazionale ha già mostrato la sua
preoccupazione per gli effetti della crisi e solo venerdì ha sottolineato come
la situazione stia volgendo verso una maggiore fragilità, spiegando che
"le banche non possono sfuggire alla debolezza
dell'economia reale specialmente negli Usa". Come di consueto, il rapporto
degli economisti della banca farà un check up dello stato dell'economia
mondiale, dai conti pubblici delle diverse aree geografiche ai principali
settori produttivi e finanziari, senza trascurare un approfondimento della
realtà dei paesi in via di sviluppo e delle economie emergenti. Lo scenario di
fondo è decisamente cambiato rispetto allo scorso anno. La crisi dei mutui,
anticipata in maniera lieve dalla relazione dello scorso anno della Bri, ha
avuto conseguenze inaspettate sui mercati finanziari di tutto il mondo, con
ripercussioni pesanti anche sulla crescita. Europa e Stati Uniti, inoltre,
devono fare anche i conti con un'inflazione che non accenna ad arrestarsi,
complice un prezzo del petrolio che di giorno in giorno abbatte nuovi record ed
una serie di rincari senza precedenti. 30/06/2008.
( da "Libertà" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il dibattito-1 La
tangenziale è la morte di Castelnovo Egregio direttore, sono rimasto a dir poco
attonito davanti a certe considerazioni del signor Ettore Losi il dibattito-1
La tangenziale è la morte di Castelnovo Egregio direttore, sono rimasto a dir
poco attonito davanti a certe considerazioni del signor Ettore Losi. Premetto
che sono nato nel paesino della Valtidone chiamato Castelnovo, che ci vivo da
più di 50 anni (lavoro permettendo) e che non ho nessuna intenzione di
trasferirmi altrove tangenziale o non tangenziale. Già il fatto di usare il
termine tangenziale mi fa sorridere (la chiameranno così probabilmente per il
costo). Stiamo parlando di un'opera di svariati milioni di euro atta ad
eliminare due curve ed una strettoia per un totale di circa
( da "Libertà" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
La nuova serie B: il
Piacenza di Pioli ritroverà molte vecchie conoscenze Nell'organico del
campionato di serie B 2008-
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
L'analisi Aspettando
il prossimo crac FEDERICO RAMPINI LA GRANDE crisi che ebbe origine dai mutui
americani compie un anno. Non se ne vede la fine. Era la fine di giugno del
2007 quando i mercati mondiali avvertirono uno scricchiolio sinistro. Cominciò
a prosciugarsi il mercato del credito, le banche
furono pervase da sfiducia reciproca, le emissioni obbligazionarie di grandi
aziende non trovarono più compratori. Dodici mesi dopo non possiamo illuderci
di essere arrivati alle scosse di assestamento. Al contrario ci sono segnali di
nuovi crac destabilizzanti. La settimana scorsa si è chiusa
con il monito di Mario Draghi sulla "fragilità" dei mercati: un
termine inusuale per il governatore della Banca d'Italia. Il governo tedesco
per la prima volta nella storia ha attaccato la Banca centrale europea per
l'imminente rialzo dei tassi. Lo strappo della Germania tradisce un'ansia
profonda. SEGUE A PAGINA 21 GRECO A PAGINA 20.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Pagina XIII - Milano
Il Comune: "Meno aria condizionata" Un piano per il risparmio
energetico, dai bus Atm ai semafori Convocati a Palazzo Marino tutti i
presidenti delle aziende municipalizzate ALESSIA GALLIONE Aria di austerity a
causa del caro-petrolio. Dall'Atm che ha chiesto agli autisti di evitare
accelerazioni e di usare una "guida più confortevole", contando di
risparmiare il 4 per cento del carburante. Al Comune che ha iniziato a
sostituire le lampadine dei semafori con "led" che consumano l'80 per
cento in meno. E che invita i cittadini a un "uso corretto e
razionale" dei condizionatori. Con lo stesso sindaco Letizia Moratti che,
per dare l'esempio e tagliare le bollette, potrebbe decidere presto di limitare
la climatizzazione negli uffici. Non solo: tutti i presidenti delle società
municipalizzate sono convocati a Palazzo Marino per studiare insieme un
"piano per il risparmio energetico". Palazzo Marino vuole individuare
misure per diminuire i consumi. Perché questo "vuol dire meno
inquinamento, meno gas serra, e risparmio sulle bollette energetiche e sui
costi dei carburanti", per dirla con l'assessore all'Ambiente Edoardo Croci.
Il piano dovrà essere presentato al ministero dell'Ambiente, che con un accordo
firmato un mese fa è disponibile a finanziare progetti che vadano in questa
direzione. "Il Comune farà la sua parte", annuncia Croci, per
tagliare i consumi. Ma anche le società municipalizzate, da A2A ad Atm, da Mm
per l'acquedotto a Sea, dovranno fare la loro. Da qui il vertice di mercoledì 9
luglio con i presidenti delle spa. I contatori sono tornati a girare anche se
non si è raggiunto il picco massimo delle estati passate: 1.540 Megawatt. Da
A2A fanno sapere che i consumi medi della scorsa settimana sono stati di 1.450
Megawatt. Ma le politiche ecologiste, aveva anticipato il sindaco inaugurando
il Festival dell'ambiente un mese fa, devono partire "anche dai
comportamenti personali". Da qui l'ipotesi, dicono a Palazzo Marino i suoi
collaboratori, di chiedere ai dipendenti di limitare la climatizzazione negli
uffici. Quello che in Regione fanno già: d'estate non si può scendere sotto i
24 gradi, d'inverno salire sopra i 21. Stesse temperature anche a Palazzo
Isimbardi, che ha avviato una serie di provvedimenti più
estesi come il mutuo a tasso zero per chi ristruttura casa seguendo criteri
verdi. Un accorgimento, quello della temperatura, che l'assessore provinciale
all'Ambiente Bruna Brembilla rivolge a tutti: "Non esageriamo con l'aria
condizionata: costa molto e non fa bene". L'appello è sottoscritto
da Croci: "Bisognerebbe limitarsi alle ore più calde, non avere sbalzi
troppo, pulire i filtri". Tra le misure contro il caro-energia rientra la
sostituzione - si dovrebbe finire in due anni - delle lampadine dei semafori
con quelle a "led". In futuro la rete di pompe dell'acquedotto che
oggi funziona a energia elettrica dovrà passare al solare. In Atm bisognerà
pensare a una progressiva sostituzione dei bus a gasolio con mezzi ibridi. A2A
dovrà continuare a potenziare il teleriscaldamento, e fare nuove campagne
informative per l'efficienza energetica.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Pagina IV - Genova
LA SVOLTA DEL ROTARY PREMIATO DON PORCILE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla
prima di cronaca) Meno operai e più stranieri, sempre immigrati, nuovi
cittadini, e qui la comunità islamica ha reclamato una moschea, che ha
suscitato scandalo e che don Valentino ha difeso. Qui tutti i giorni la gente
si rivolge al prete chiedendo aiuto, economico e spirituale, più il primo. E
don Valentino risponde. Così il Rotary Club Centro Storico lo ha premiato a
Palazzo Rosso con uno Special Award (votato dagli undici presidenti dei circoli
cittadini). Occasione, il passaggio di consegne annuale alla presenza del
Governatore Emilio Bassi: presidente incoming - ossia a venire, dal primo
luglio - Billy Hoffman, imprenditrice e manager, che ha inaugurato l'anno
sociale con il riconoscimento a un genovese un po' fuori dai soliti giri, non
amministratore delegato né professionista, non uno dei soliti noti, insomma,
del resto a testimoniare la spesso sconosciuta originalità e sensibilità
rotariana (smentendo quanti confondono il sodalizio con una loggia di buone
forchette, ecco): missione del Club è la diffusione della cultura e lo sviluppo
di iniziative a carattere sociale. Di qui l'attestato di stima al prete, tanto
per il personaggio quanto per i progetti avviati e realizzati: il lavoro con i
bambini, il sostegno alle famiglie bisognose, che sono quelle
come tutte le altre, inciampate nel mutuo della casa o nelle tasse
dell'università. "Le famiglie - spiegava don Porcile - vengono da me
perché a pagare non ce la fanno". L'attenzione ai giovani, per offrire
soluzioni socialmente decorose e non solo giuridicamente scontate, comprendendo
fenomeni e disagio. L'attenzione, come accennato, agli stranieri:
contestando l'allora sindaco Pericu - lo definì Ponzio Pilato - sostenendo che
Tursi del rapporto delicato tra religioni aveva privilegiato l'ecumenismo urbanistico.
Un prete, insomma, né più né meno, senza scegliere una tantum nell'accreditato
repertorio di maggiorenti locali. I premi si danno anche per qualcuno, talvolta
per qualcosa. STEFANO BIGAZZI.
( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare , Mutui Subprime
Lavoro news Affitti
e mutui 2008 alle stelle a cura di red.eco. Alla fine del 2008 le famiglie
italiane si ritroveranno a pagare 61 euro in più per l'affitto, pari a 732 euro
all'anno e, per quelle che pagano un mutuo, l'aumento è di 49 euro al mese in
più, pari a 588 euro all'anno. È la previsione di Adusbef e
Federconsumatori, che lancia l'allarme sui costi nel settore immobiliare, lievitati "in modo drammatico". Secondo le
associazioni dei consumatori, "il 2008 sta registrando importanti
modifiche sui costi di mantenimento della propria casa dovute a un
rallentamento della bolla
immobiliare e quindi degli affitti (+2%);
un notevole aumento dei mutui (causa subprime e tasso Euribor ultimi dodici
mesi più previsione luglio + 49 Euro); azzeramento Ici per la prima casa e un
aumento notevolissimo delle bollette energetiche, oltre a quelle di acqua e
RSU". MEDIA Tagli a La7, allarme alla Fnsi "Apprendiamo con sorpresa
dai giornali e da comunicazioni interne non ordinarie che l'azienda
intenderebbe procedere ad una serie di revisioni delle proprie attività
informative con interventi anche sull'organico professionale, pur in assenza di
un preciso piano editoriale". Lo scrive il Segretario generale della
Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, in una lettera
inviata a Giovanni Stella, amministratore delegato di Telecomitalia Media, impegnato
in una ristrutturazione dell'azienda che ora vorrebbe colpire anche i
giornalisti. CAMPAGNE Legge sui salari minimi, raccolta firme E' cominciata
venerdì con banchetti in tutte le città la campagna di raccolta firme per una
Legge di iniziativa popolare finalizzata all'introduzione del Salario minimo
intercategoriale (Smic) a 1300 euro netti e del Salario sociale a 1000 euro per
disoccupati e pensionati. L'iniziativa promossa da Sinistra Critica, ma che ha
già visto il sostegno di Giorgio Cremaschi, della Fiom-Cgil, Paolo Leonardi,
Rdb-Cub, e Fabrizio Tommaselli del Sdl oltre a un centinaio di Rsu e delegati
sindacali, si è snodata in diverse città italiane e davanti ad alcuni
importanti luoghi di lavoro.
( da "Manifesto, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Donne, caste,
crescita senza welfare, religione. L'India raccontata da Mariella Gramaglia Marina
Forti Dall'India rimbalzano domande universali. Questo viene da pensare
leggendo Indiana, libro che narra i percorsi intrecciati di diverse donne.
Quello dell'autrice, in primo luogo: Mariella Gramaglia, che qualche tempo fa
ha deciso di "prendere un periodo sabbatico dalla politica italiana",
come dice lei, e lasciare l'incarico di assessore nell'amministrazione comunale
di Roma ("vedevo il mio futuro conficcato in un notabilato", spiega).
Così, dopo aver praticato a lungo "il lavoro artigianale di dare
senso" alla democrazia, è approdata in India, "nel cuore della
democrazia più complicata del mondo". Là ha lavorato per Progetto
Sviluppo, l'organizzazione di cooperazione della Cgil, incrociando i percorsi
di altre donne: coraggiose, determinate, per molti versi eccezionali - come la
fondatrice dell'unico sindacato autonomo di donne al mondo, o le sigaraie che
si uniscono per affermare una dignità collettiva, la levatrice in una capanna
spartana... Di loro parla Gramaglia in Indiana (Donzelli editore, 2008, 216
pagine, 16 euro), e attraverso loro parla dell'India, con capacità di ascoltare
e di stupirsi ma anche con "occhi resi più precisi dalla distanza".
Quale India, però? Le descrizioni di questo paese grande come un continente,
con 1,2 miliardi di abitanti distribuiti tra le pendici dell'Himalaya e
l'equatore, oscillano spesso tra due estremi: la "potenza economica
emergente" cantata dalla stampa finanziaria mondiale, con imprenditori
capaci di scalare le classifiche di Fortune e un'élite urbana capace di fare
tendenza - oppure l'inferno di miseria e rivolte, di banditi e guerriglieri (si
legga la duplice critica dell'autrice a Federico Rampini, divulgatore della
prima immagine, e ad Arundhati Roy, appassionata scrittrice di un paese
sull'orlo della guerra civile). Ma l'India sfugge alle semplificazioni. Paese
rurale al 70%, ma a urbanizzazione accelerata; dove le fabbriche ricordano
"l'inferno del lavoro industriale e la nascita della classe operaia
inglese", mentre gli indicatori sociali restano drammaticamente bassi
nonostante la crescita sul 9% annuo; dove "la dimensione mondo"
irrompe con i media e con un'ampia diaspora. "Una democrazia politica
piena e universale da 60 anni", dove però si respira "un neoliberismo
senza welfare". Un'India, infine, dove la religione svolge un ruolo
fondamentale: in bene e in male, perché la storia recente è percorsa da
violenze intercomunitarie fondate sull'identità religiosa (o etnica, o di
casta). Nel mondo hindu è difficile parlare di "fondamentalismo",
nota Gramaglia, dato che non c'è "il libro" ma molte antiche
scritture: esiste però una corrente sciovinista chiamata Hindutva che vuole la
cultura hindu prevalente su ogni altra componente di questo subcontinente
stratificato. Ramificata in organizzazioni politiche, sociali, paramilitari,
culturali, l'ideologia della supremazia hindu è "il maggior pericolo per
il futuro democratico del paese". La qualità di questa "piena e
universale" democrazia sta in esperienze come quella di Sewa, "Self-employed
women association", il sindacato delle donne fondato trent'anni fa a
Ahmedabad, nel nordoccidentale Gujarat, la città del Mahatma Gandhi. E' un
sindacato in senso proprio, benché le sue aderenti non siano operaie ma
lavoratrici informali (come il 93% delle donne indiane). Ma è anche un
movimento di massa con un milione di iscritte, e "come tutti i movimenti
femministi è consapevole che il lavoro non è tutto nella vita delle donne e non
è neppure la chiave della liberazione", scrive Gramaglia: Sewa lavora per
la salute e l'istruzione, crea esperienze di mutuo
soccorso, ha fondato una banca di microcredito (ben prima della celebre Grameen
Bank bengalese), conduce una continua "pedagogia della dignità" (e
mantiene "un pudico silenzio intorno al discorso sessuale"). "Femminismo
per me significa credere nella profonda uguaglianza della differenza",
dice all'autrice Ela Bhatt, la donna che ha dato inizio a Sewa e poi si
è fatta da parte, lasciando il campo a una nuova leadership di attiviste: donne
- scrive Gramaglia - "spesso giovani, sottili, più energiche di noi come
accade spesso nelle persone determinate dei paesi poveri. Eppure a me viene
naturale pensarle come sorelle maggiori". Sullo sfondo, considerazioni
sulla religione atea dei jain, sull'attualità del buddhismo, sulla classe
dirigente indiana e l'italiana che si è trovata alla guida della famiglia più
potente del paese. E sul corpo delle donne, "una foresta di simboli":
l'abito "lo orna, lo copre, lo disegna socialmente, ne codifica il pudore,
ma non lo umilia". Da quest'India lontana rimbalzano domande vicine. Sul
ruolo della religione nella costruzione sociale: l'autrice qui cita il
laicissimo Amartya Sen, secondo cui è "indispensabile riportare la
religione sulla scena pubblica, non per farne instrumento regni ma al contrario
per sottrarla dalle ombre cupe e difensive che accompagnano le paure
post-moderne". Oppure sul ruolo delle quote: anche in India il dibattito
sulla rappresentanza femminile è aperto, ma "dal punto di vista teorico è
più semplice: le quote sono un problema di potere e opportunità, non di
principio". L'India anzi "è la patria delle quote", perché la
politica di discriminazioni positive risale all'indipendenza: è mirata a caste
basse, fuoricasta (dalit, una volta chiamati intoccabili) e nativi (adivasi,
"tribali"), i gruppi "svantaggiati" a cui sono riservati
posti nell'amministrazione pubblica e nell'istruzione. Oggi però
"infuriano le battaglie per essere inclusi nella preziosa lista dei
"classificati", in una curiosa assimilazione verso il basso", nota
Gramaglia: l'idea delle quota è cambiata, "non si tratta più di superare
le caste, ma di rappresentarle". Che sia il futuro delle società
"multiculturali"? Un'ultima considerazione sorge a Mumbai (Bombay)
davanti al Gateway of India, arco di trionfo del colonialismo britannico a cui
da qualche tempo si contrappone una statua a cavallo di Shivaji, eroico
condottiero che combatté nel '600 contro gli invasori musulmani e ora dà nome a
un partito di estrema destra, xenofobo e sciovinista: "Temo la forza dei simboli
arcaici, di destra, quelli del sangue e del suolo, nel mondo
post-moderno". Parla dell'India, e di noi.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: AGENDA data: 2008-06-30 - pag: 40 autore: NOVITà FISCALI I
PRINCIPALI PROVVEDIMENTI E CHIARIMENTI FINO AL 25 GIUGNO A CURA DI Ilaria
Callegari e Bruno Frizzera Ricerca, credito d'imposta cumulabile Agevolazioni
Circolare agenzia Entrate 13 giugno 2008, n.46/E p Credito d'imposta per
ricercae sviluppo. Il credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo
introdotto dall'articolo 1,commi 280-284, della legge 296/06 [CFF r 8451],
modificato dall'articolo 1, comma 66 della legge 244/07, è cumulabile con altre
agevolazioni, a condizione che l'importo risultante dal cumulo non superi il
costo sostenuto e che le altre agevolazioni non prevedano il divieto di cumulo
con altri benefici. Il bonus spetta alle imprese che svolgono attività di
ricerca sia direttamente che affidandola a terzi, pertanto, in caso di attività
di ricerca su commissione, l'agevolazione spetta al committente e non al centro
di ricerca. "Il Sole 24 Ore" 14 giugno 2008 Bollo Risoluzione agenzia
Entrate 12 giugno 2008, n. 240/E p Permesso di raccolta di funghiImposta di bollo.
Con riferimento a una legge regionale (Lr 24/07 del Piemonte) in base alla
quale l'attività di raccolta di funghi epigei spontaneiè subordinata alla
denuncia di inizio attività e al rilascio dell'autorizzazione regionale (che ha
carattere personale edè revocabile), è precisato che sulla ricevuta di
versamento della somma stabilita ogni tre anni dalla giunta regionale si
applica il bollo da 14,62 euro (articolo 4, tariffa del Dpr 642/72 [ CFF e
2753]. Infatti, la ricevuta, che va esibita a richiesta del personale della
vigilanza, costituisce il titolo autorizzativo per la raccolta di funghi e ha
anche la valenza di provvedimento rilasciato da una pubblica amministrazione
finalizzato alla rimozione, nei confronti dei destinatari, di limiti all'esercizio dell'attività di raccolta di funghi. "Il Sole 24
Ore" 13 giugno 2008 Catasto Provvedimento agenzia Territorio 16 giugno
2008 p Accertamento da parte dei Comuni - Banca dati ipotecaria. Fissate le
modalità con le quali i Comuni possono usufruire delle informazioni contenute
nella banca dati ipotecaria (delle Conservatorie dei registri immobiliari)
utili alla partecipazione degli enti territoriali alle attività di accertamento
previste dall'articolo1 del Dl 203/05, convertito con la legge 248/05 [CFF r
7151]. Sito agenzia Territorio 19 giugno 2008 Irap Circolare agenzia Entrate 13
giugno 2008, n.45/E p Irap -Assoggettabilità dei professionisti. Recependo
l'orientamento della Cassazione contenuto nella sentenza 21203 del 2004 delle
successive pronunce del 2007 e del 2008, le Entrate forniscono le istruzioni
per la gestione del contenzioso Irap riguardante gli esercenti artie
professioni senza autonoma organizzazione. Con riferimento al requisito
dell'autonoma organizzazione, indispensabile per l'assoggettamento a Irap dei profesisonisti,
gli elementi considerati sufficienti (anche singolarmente) a rilevare la
presenza di un'autonoma organizzazione sono l'impiego non occasionale di
lavoratori dipendenti e collaboratorie l'utilizzo di beni strumentali
eccedenti, per quantità o valore, le necessità minime per l'esercizio
dell'attività. In sede di contenzioso, l'assenza di un'autonoma organizzazione
può essere fatta valere solo nel ricorso e non può essere introdotta in
giudizio successivamente.L'onere di provare l'eventuale assenza dell'autonoma
organizzazione grava sul contribuente. "Il Sole 24 Ore" 14 giugno
2008 Irpef-Ires Decreto ministero Salute 31 marzo 2008 p Fondi sanitari
integrativiDeducibilità dei contributi. Con l'approvazione,in attuazione
dell'articolo 1,comma 198,della legge 244/07 [ CFF r 6195], del decreto del
ministero della Salute, in vigore dallo scorso 19 giugno, sono operative le
nuove regole sulle prestazioni sanitariee socio-sanitarie che i fondi sanitari
integrativi e gli enti e le casse con fini assistenziali devono erogare per
essere considerati tali e per consentire agli iscritti la deducibilità dei
contributi versati (articolo 51, comma 2, lettera a) del Dpr 917/86 [CFF r
5151]). "Gazzetta Ufficiale" 18 giugno 2008, n. 141 "Il Sole 24
Ore" 20 giugno 2008 Decreto ministero Economia e finanze 27 maggio 2008 p
Allevamento di animaliDeterminazione del reddito per il biennio 2007-2008.
Confermati, per il biennio 2007-2008, i criteri per la determinazione
forfettaria del reddito da allevamento di animali, già individuati nel
precedente Dm del 20 aprile 2006 per il biennio 2005-2006. In particolare, sono
fissati il numero dei capi di bestiame rientrante nei limiti previsi
dall'articolo 32,comma 2,lettera b), del Dpr 917/86 [CFF r 5132] (cioèi limiti
entro i quali l'allevamento di animali è considerato attività agricola), il
valore medio del reddito agrario riferibile a ogni capo di bestiame, nonché il
coefficiente, previsto dall'articolo 56,comma 5, del Dpr 917/86 [ CFF r 5156],
da applicare al valore medio. "Gazzetta Ufficiale" 13 giugno 2008, n.
137 "Il Sole 24 Ore" 10 e 14 giugno 2008 Decreto legislativo 30
maggio 2008, n. 108 p Fusioni transfrontaliere di società di capitali-Direttiva
2005/56/Ce. Il decreto dà attuazione alla direttiva 2005/56/Ce sulle fusioni transfrontaliere
di società di capitali.In particolare,si tratta di fusioni tra unao più società
di capitali italiane e unao più società di capitali di un altro Stato Ue,la cui
sede socialeo amministrazione centrale o centro di attività principale è stabilito
nella Ue. Le disposizioni del decreto si applicano alle fusioni
transfrontaliere il cui progetto comune,al 2 luglio 2008 (entrata in
vigore),non sia stato approvato dall'assemblea o da un altro organo competente
di alcuna delle società italiane partecipanti all'operazione. "Gazzetta
Ufficiale" 17 giugno 2008, n. 140 "Il Sole 24 Ore" 18 giugno
2008 Provvedimento agenzia Entrate 13 giugno 2008 p Valute estere-Cambi di
maggio 2008. Accertate le medie dei cambi delle valute estere per maggio 2008.I
cambi sono calcolati a titolo indicativo dalla Banca d'Italia sulla base di
quotazioni di mercatoe permettono la conversione in euro delle poste in valuta
per determinare il reddito d'impresa con i criteri stabiliti dall'articolo
110,comma 9, del Dpr 917/86 [CFF r 5210]. Sito agenzia Entrate 13 giugno 2008
Risoluzione agenzia Entrate 13 giugno 2008, n.242/E p Non residenti-Detrazioni
per carichi di famiglia. La dichiarazione sostitutiva di atto notorio per
attestare che i familiari sono fiscalmente a carico e poter beneficiare delle
detrazioni Irpef per carichi di famiglia (articolo 12 del Dpr 917/86 [ CFF r
5112]) limitatamente ai periodi d'imposta 2007, 2008 e 2009, come previsto
dall'articolo 1,comma 1324,della legge 296/06 [ CFF r 6145], vale solo per i
contribuenti che risiedono in uno Stato Ueo aderente all'accordo sullo Spazio
economico europeo. Pertanto l'autocertificazione non può essere estesa ai
cittadini italiani residenti in altri Stati ed essi devono presentare la
documentazione richiesta con le modalità fissate dall'articolo 2 del Dm 149/07
[CFF r 6188]. "Il Sole 24 Ore" 14 giugno 2008 Risoluzione agenzia
Entrate 17 giugno 2008, n. 249/E p Erogazioni a fondazioni per mostre e
manifestazioni culturaliDeducibilità. Anche le erogazioni liberali effettuate da
una societàa una fondazione per l'organizzazione di mostre ed esposizioni di
beni culturali di interesse artistico e storico sono deducibili nel limite del
10% del reddito complessivo dell'erogante e al massimo per 70mila euro annui,
secondo gli articoli 10, comma 2, lettera f, del Dpr 917/86 [ CFF r 5200] e 14,
comma 1, del Dl 35/05, convertito con la legge 80/05 [ CFF r 6089]. "Il
Sole 24 Ore" 18 giugno 2008 Circolare agenzia Entrate 18 giugno 2008, n.
47/E p Finanziaria 2008-Rispostea quesiti. La circolare contiene le risposte
delle Entrate a una serie di quesiti sulle novità della Finanziaria 2008
riguardanti il trattamento di alcuni costi (spese incrementative di immobili
strumentali, ricariche di cellulari, auto ai dipendenti, interessi passivi su immobili
patrimonio) per gli esercenti artie professioni e per i soggetti Ires, lo
scioglimento delle società di comodo, il modello Unico 2008 di società di
persone e di capitali, i regimi del consolidato e della trasparenza, gli studi
di settore. "Il Sole 24 Ore" 19 giugno 2008 Risoluzione agenzia
Entrate 20 giugno 2008, n. 254/E p Cessione gratuita di beni alle Onlus-
Imposte dirette e Iva. Alla cessione gratuita da parte di una società (non
residente, con sede di amministrazione e gestionale in Italia) a una Onlus di
prodotti di telefonia mobile non più commercializzabili in quanto obsoleti è
applicabile l'agevolazione prevista dall'articolo 13,comma 3,del Dlgs 460/97 [
CFF r 5660], vale a dire, ai fini delle imposte dirette i beni non si
considerano destinatia finalità estranee all'esercizio dell'impresa e ai fini
Iva i beni si considerano distrutti. "Il Sole 24 Ore" 21 giugno 2008
Risoluzione agenzia Entrate 23 giugno 2008, n. 261/E p Società di
comodoScioglimento agevolato- Valore degli immobili assegnati. In sede di
scioglimento agevolato di una società di comodo (articolo 1, comma 129, della
legge 244/07 [ CFF r 6195]), per il calcolo delle imposte dirette che gravano
sulla società rileva il valore catastale degli immobili assegnati, anche se non
hanno natura abitativa (nella risoluzione si tratta di un immobile di categoria
C1). Infatti, il criterio catastale rileva solo per gli immobili abitativi ai
fini dell'imposta di registro,mentre rileva per tutti gli immobili ai fini
delle imposta dirette. Pertanto, per la determinazione del reddito relativo
alla fase di liquidazione, la società può calcolare la plusvalenza da
assegnazione dell'immobile non abitativo quale differenza tra il valore normale
su base catastale e il costo fiscalmente riconosciuto. "Il Sole 24
Ore" 24 giugno 2008 Il regime dei minimi per interpreti Iva Risoluzione
agenzia Entrate 12 giugno 2008, n. 241/E p Contribuenti minimi- Attività di
traduttrice e interprete. Con riferimento al caso di una lavoratrice autonoma
che svolge attività di traduttrice e interprete per l'Istituto universitario
europeo (Iue), la risoluzione precisa che costituiscono cessioni
all'esportazione anche le operazioni (cessioni di benie prestazioni di servizi)
effettuate nei confronti dell'Iue nell'esercizio delle proprie funzioni
istituzionali e ribadisce, quindi, che tutte le operazioni indicate agli
articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del Dpr 633/72 [CFF e 208, 208a, 209, 271 e 272]
impediscono di accedere al regime dei contribuenti minimi (Finanziaria 2008).
"Il Sole 24 Ore" 13 giugno 2008 Risoluzione agenzia Entrate 16 giugno
2008, n. 245/E p Reverse charge-Installazionee manutenzione di impianti
antincendio. Con riferimento all'installazione di nuovi impianti antincendio e
alla manutenzione di impianti già esistenti,l'inversione contabile nel
subappalto in edilizia si applica a condizione che tali interventi interessino
un immobile (e al ricorrere degli altri requisiti previsti dalla norma). Sei,
invece, le prestazioni che sono realizzate su beni diversi dagli immobili (nella
risoluzione, imbarcazionio piattaforme galleggianti).L'Iva si applica con le
regole ordinarie di fatturazione,poiché l'attività nonè riconducibile al
settore edile. Per quanto riguarda la manutenzione di estintori, manichette e
maschere, i relativi subappalti sono assoggettati al reverse charge solo se i
materiali oggetto di manutenzione facciano parte di un impianto complesso
installato su un immobile e la manutenzione rientri nel quadro di quella
dell'intero impianto. "Il Sole 24 Ore" 17 giugno 2008 Risoluzione
agenzia Entrate 16 giugno 2008, n. 246/E p Reverse charge - Posa in opera di
materiali e associazione temporanea d'impresa. Il reverse charge in edilizia
opera solo quando si realizzano beni diversi e nuovi rispetto al complesso dei
materiali impiegati, mentre l'attività di posa dei materiali prodotti (nella
risoluzione si tratta di prodotti non metalliferi per l'edilizia, vale a dire
argilla espansa, altre malte e calcestruzzi non refrattari) va assoggettata a
Iva con le regole ordinarie, in quanto ha natura accessoria rispetto alla
fornitura; ciò anche se la posa in opera è effettuata da terzi su contratto di
appalto o di subappalto. Nel caso in cui la società che produce e
commercializza i prodotti per l'edilizia costituisca, con altre società,
un'associazione temporanea d'impresa, l'Iva si applica con le norme ordinarie
se l'associazione si pone come appaltatore diretto e l'esecuzione delle opere è
rimessa alle imprese associate. "Il Sole 24 Ore" 17 giugno 2008
Risoluzione agenzia Entrate 17 giugno 2008, n. 248/E p Compravendite di
immobili finanziate con mutui - Valore normale. In caso di trasferimento di un
immobile imponibile ai fini Iva, se il cessionario stipula un mutuo per un
importo superiore rispetto al corrispettivo dichiarato nell'atto di
compravendita per sostenere anche altre spese relative all'acquisto
dell'immobile, è sempre possibile, in sede di accertamento, provare che
l'ammontare del finanziamento rilevante ai fini del calcolo del valore normale
è solo una parte di quello risultante dal contratto di mutuo. Se in
quest'ultimo contratto è specificato che parte della somma mutuata non è
destinata a coprire il mero acquisto dell'immobile, per vincere la presunzione
ex articolo 35, comma 23-bis del Dl 223/06, convertito con la legge 248/06 [CFF
e 1806], è necessario fornire prova documentale della diversa destinazione
dell'importo. "Il Sole 24 Ore" 18 giugno 2008 Risoluzione agenzia
Entrate 17 giugno 2008, n. 250/E p Ambiente-Tia-assoggettabilità ad Iva.
Secondo un consolidato orientamento delle Entrate, la Tia (Tariffa di igiene
ambientale) si qualifica come un corrispettivo del servizio di raccolta,
recuperoe smaltimento dei rifiuti solidi urbani, anche alla luce della
definizione contenuta nell'articolo 238 del Dlgs 152/06 [CFF 1 3984](e non come
una tassa),per cui è soggetta a Iva con l'aliquota del 10%ai sensi del n.
127-sexiesdecies), tabella A, parte terza, del Dpr 633/72 [ CFF e 543].
"Il Sole 24 Ore" 18 giugno 2008 Risoluzione agenzia Entrate 20 giugno
2008, n. 255/E p Reverse charge-Fornitura di beni con posa in opera. Le
Entrate, con riferimento al caso di una società che commercializza all'ingrosso
pannelli porcellanati per rivestimenti di opere edili e fornisce beni con
successivo affidamentoa terzi della posa in opera, confermano che alla
fornitura di beni con posa in opera non si applicano le regole il reverse
charge, ma il regime Iva ordinario. "Il Sole 24 Ore" 21 giugno 2008
Risoluzione agenzia Entrate 24 giugno 2008, n. 262/E p Ateco 2007- Indicazione
dei codici attività Chiarimenti sulla corretta indicazione dei nuovi codici
attività Ateco2007, chedal1Úgennaio scorso hanno sostituito i vecchi codici
della tebella Atecofin 2004. In particolare, è precisato che se dalla
riclassificazione di un'attività, già svolta al 31 dicembre 2007, derivano più
codici Ateco 2007, l'errata indicazione del codice dell'attività prevalente
nella Comunicazione annuale Iva nonè sanzionabile se nella dichiarazione
annuale Iva (presentata autonomamente o in Unico 2008) o nella dichiarazione di
variazione dati, presentate nel frattempo, è indicato correttamente il codice
dell'attività prevalente. "Il Sole 24 Ore" 25 giugno 2008 Terreni
agricoli: il prelievo sull'usucapione Registro Risoluzione agenzia Entrate 16
giugno 2008, n. 244/E p Usucapione di terreni agricoli in Comuni montani -
Imposte di registro e ipo-catastale. Come precisato nella risoluzione
201/E/2007, all'usucapione di terreni agricoli in Comuni montani per possesso
continuato per 15 anni, si applicano l'imposta di registro del 15% e le imposte
ipotecaria e catastale rispettivamente dell'1% e del 2 per cento. Infatti, la
legge 346/76, che prevede un regime agevolato per i trasferimenti immobiliari
che realizzino arrotondamento e accorpamento di proprietà dirette coltivatrici,
si applica solo ai trasferimenti regolarizzati con la procedura prevista per
l'usucapione speciale dall'articolo 1159-bis, comma 2, del Codice civile
(acquisto in buona fede da chi non è proprietario) e non all'usucapione per
possesso quindicinale. "Il Sole 24 Ore" 17 giugno 2008 Legenda: CFF e
o r indicano il numero di codice (ad esempio, 6860) che consente l'immediata
ricerca della norma di legge nel "Codice Fiscale Frizzera" CFF n.
imposte indirette o CFF n. imposte dirette, edito dal Sole-24 Ore. IN COLLABORAZIONE
CON LA SETTIMANA FISCALE www.24orefrizzera. ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: LE AGENDE DELLA SETTIMANA data: 2008-06-30 - pag: 10 autore: IN
ITALIA ACURADIBARBARA NEPITELLI COLLABORAZIONE IL SOLE 24 ORE/RADIOCOR
Dall'Istat il dato provvisorio sull'inflazione a giugno Lunedì 30 giugno Prezzi
alla produzione L'Istat rende noti i dati sull'andamento dei prezzi alla
produzione a maggio (ore 10). Inflazione L'Istat comunica la stima provvisoria
sull'andamento dei prezzi al consumo a giugno (ore 11). Le città campione
diffondono le anticipazioni sui prezzi al consumo a giugno (ore 11). Industria
Assemblea annuale di Confindustria Ancma. Villa Necchi Campiglio, Via Mozart
14, Milano (ore 11,30). Assemblea generale Unione Industriale Torino.
Partecipano Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e Claudio Scajola,
ministro dello Sviluppo Economico. Via Fanti 17, Torino (ore 11). Assemblea
generale di Confindustria Modena. Forum Monzani, via Aristotele 33, Modena (ore
18). Mediterraneo VI Conferenza annuale del Laboratorio Euro-Mediterraneo,
organizzata dalla Camera di commercio di Milano, con il sostegno della Regione
Lombardia. Palazzo Mezzanotte, piazza Affari 6, Milano (ore 10). Sviluppo
ConvegnoØdellaFederazione Nazionale Cavalieri del Lavoro, gruppo lombardo, su
"Le connessioni: nuovi valori per lo sviluppo dell'Italia". Museo
della Scienza e della Tecnologia, via San Vittore 21, Milano (ore 10,15). Si
svolge oggi e domani il convegno organizzato da Ipalmo con il sostegno della
Compagnia di San Paolo dal titolo: "Italy and the E.U.: political and
economic trends towards Russia, East Europe countries and the Balkans".
Intesa Sanpaolo, Torino. Ict Convengo di presentazione del Rapporto Assinform
2008, sull'Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali.
Università Luiss, Viale Pola 12, Roma(ore 15). Energia Incontro sul tema
"Le tecnologie per l'energia. Scenari al 2050 secondo l'International
Energy Agency", organizzato dall'Enea. Via Giulio Romano 41, Roma (ore
9,15). Consumatori Presentazione della ricerca sull'impatto delle
liberalizzazioni sui consumatori a cura di Adiconsum, Acu, La Casa del
consumatore, Centro tutela del consumatore, Lega consumatori. Cnel, viale Lubin
2, Roma (ore 10,30). Italia-Cina Seminario internazionale sulle "Nuove
prospettive del diritto della proprietà intellettuale in Cina". Università
Luiss, viale Pola 12, Roma (ore 16). Fondazioni Presentazione del bilancio
sociale 2008 della Fondazione Crt.ØViaXXSettembre31, Torino (ore 11). Finanza
Dexia Crediop presenta lo studio su "La congiuntura della finanza degli
Enti territoriali all'inizio del 2008". Via XX Settembre 30, Roma (ore
10,30). Titoli di stato Regolamento delle aste di BoT, CTz e BTp-i.
Martedì1Úluglio Dl fiscale Dopo il voto di fiducia sul maxi-emendamento, la
scorsa settimana, l'Assemblea di Montecitorio esprimerà oggi il voto finale sul
decreto con le misure su Ici, straordinari e mutui (ore
16). Il provvedimento dovrà poi passare al Senato. Dl manovra Dovrebbe prendere
il via già oggi, nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, l'esame del
decreto legge con l'anticipo della manovra triennale. Audizione Matteoli La
commissione Lavori Pubblici ascolta le comunicazioni del ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, sulle linee programmatiche
del suo Dicastero (ore 14,30). Conti pubblici Il ministero dell'Economia
comunica i dati sull'andamento del fabbisogno del settore statale a giugno. Pmi
Indice delle Pmi del settore manifatturiero a giugno (ore 9,45). Auto Il
ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti comunica i dati di giugno sulle
immatricolazioni di autovetture (ore 18). Moda Incontro organizzato da Fashion
District in collaborazione con "Il Sole 24 Ore", su "Le nuove
opportunita' retail per competere nell'attuale scenario economico". Via
Monte Rosa 91, Milano (ore 16,15). Europa-Usa Conferenza internazionale
"Italy, Europe and the US. The transatlantic link and its future",
organizzata da Aspen Institute Italia in collaborazione con The Council for the
United States and Italy in memoria di Gianni Agnelli. Villa Madama, Roma (ore
9,30). Energia Si svolgono oggi e domanii lavori del XX Villa Mondragone
international economic seminar on "Europe, climate change and energy
policies: a new industrial revolution?" promosso dalla Fondazione economia
Tor Vergata. Centro congressi Villa Mondragone, via Frascati 51, Monte Porzio
Catone, Roma (ore 9). Impresa Convegno organizzato da Confindustria Monza e
Brianza sulla "Eccellenza imprenditoriale: il valore dell'internazionalizzazione
per le imprese italiane". Villa Trivulzio di Omate, Agrate Brianza, Milano
(ore 17,30). Finanza Convegno su "La finanza locale. Rapporto 2007",
a cura di Isae-Srm-Irpet-Ires-Irer. Provincia di Napoli, Napoli (ore 10).
Assicurazioni Si riunisce l'assemblea annuale dell'Ania. Auditorium Parco della
Musica, Roma (ore 10). Titoli di stato Regolamento dell'asta di titoli a
medio-lungo termine. Mercoledì 2 luglio Dpef Le commissioni Bilancio di Camera
e Senato svolgono le audizioni, a Montecitorio, sul Dpef. Contratti Il ministro
del Welfare, Maurizio Sacconi, viene ascoltato dalla commissione Lavoro
nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'assetto delle relazioni industriali
e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva (ore 14). Conti
P.A. L'Istat comunica i dati sull'andamento del conto trimestrale delle
Amministrazioni Pubbliche relativi al primo trimestre 2008 (ore 10). Industria
Assemblea generale Assimpredil Ance. Partecipa Claudio Scajola, ministro dello
Sviluppo Economico. Via San Maurilio 21, Milano (ore 10,30). Giovedì 3 luglio
Economia L'Isae diffonde i risultati dei Confronti internazionali delle
inchieste sulle imprese manifatturiere e i consumatori a giugno (ore 9,30). Pmi
Indice Pmi nel settore dei servizi a giugno (ore 9,45). Italia L'Istat rende
noti i dati sul bilancio demografico nazionale nel 2007 (ore 10). Industria
Assemblea Farmindustria su "L'industria del farmaco, la salute del Paese.
30 anni di crescita e innovazione in Italia". Teatro Capranica, piazza
Capranica 101, Roma (ore 10). Edilizia Assemblea annuale dei Costruttori edili
e del Gruppo Giovani Imprenditori Edili. Confindustria Cuneo, corso Dante 51,
Cuneo (ore 16).
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-30 - pag: 14 autore: Il
risparmio degli europei. Il peso degli investimenti non si è ridotto
mantenendosi all'11% del reddito disponibile Raddoppiano i depositi a breve La
difficile congiuntura favorisce strumenti a basso rischio e liquidità Anna
Zavaritt Si continua a investire – a tassi elevati, se si guarda ai depositi
con maturità biennale, raddoppiati in Francia, o ai pronti contro termine,
molto popolari in Germania (+56,8%) nell'ultimo anno –, ma in modo
diverso.Finito l'innamoramento per i mercati finanziari – che si è tradotto in
una fuga dai fondi d'investimento e una riduzione significativa dei listini
azionari – e ancora scossi per le sue ripercussioni su quello immobiliare, i
risparmiatori europei guardano altrove. Più vicino, sia in termini temporali –
si preferisce impiegare il denaro a breve e medio termine – che spaziali,
perché si affida più volentieri il proprio denaro alla banca sotto casa. La
propensione agli investimenti dei cittadini europei non è cambiata – si è solo
leggermente ridotta alla fine del 2007, intorno all'11% del reddito disponibile
(dati Eurostat) – ma si è radicalmente modificata negli ultimi anni. E questo
perché, hanno spiegato sia la Banca centrale europea
(nell'ultimo bollettino di Giugno) che la Fed nell'ultima riunione del
direttivo (settimana scorsa), siamo a metà del guado. In una situazione che
vede i mercati finanziari "sotto stress" secondo le parole del vice-
presidente della Riserva Federale Americana Kohn, con i mercati immobiliari
"in fase di aggiustamento" in molti Paesi, mentre "gli
effetti delle turbolenze economica negli Usa e altrove sono ancora in via di
elaborazione ". Insomma, un quadro macroeconomico non così negativo da
giustificare la fuga, ma abbastanza instabile da richiedere prudenza, perché
sia l'economia statunitense che quella europea restano fragili e soggette ad
ampi rischi verso il basso sulla crescita e verso l'alto sull'inflazione. Da un
lato si è quindi assistito ad una vera e propria fuga dai fondi d'investimento
– per la terza volta consecutiva nel primo trimestre 2008 c'è stata una
correzione netta negativa per 31 miliardi di euro nella raccolta, che ha
portato l'attivo netto totale dei fondi Ue a quota 5.704 miliardi (-7,8%
rispetto ad un anno prima. Dati Efama) – mentre il mercato dei capitali nei
principali Paesi Ue si è notevolmente "assottigliato" nell'ultimo
anno, basti pensare al calo della capitalizzazione del London Stock exchange
(-24,5%), ma anche della Deutsche Boerse (-14,8%) e a Piazza Affari (-24,1%).
Dall'altro però il rapporto con il sistema finanziario non si è interrotto, se
è vero che negli ultimi 12 mesi la Spagna ha registrato quasi un 10% in più di
depositi bancari a 812,3 miliardi e anche in mercati più "maturi" dal
punto di vista del risparmio come Germania e Francia c'è stata una vera e
propria corsa agli sportelli, per prodotti semplici che offrono tassi
d'interesse appetibili senza avere come controparte un rischio eccessivo o una
durata troppo lunga. Così nel Paese teutonico i pronti contro termine (+56,8% a
quota 26,6 miliardi di euro) e i depositi con maturità fino a due anni (+56,2%,
a quota 499) rappresentano ormai circa un quarto dei depositi totali e sono in
gran parte sottoscritti da privati e piccole imprese. Un successo registrato
anche in Francia – dove quelli a scadenza biennale hanno più che raddoppiato in
numero (+110,4% a 182 miliardi) – e in tono minore anche in Italia (+ 3,3% del
totale dei depositi, a quota 832 miliardi). A livello aggregato, nell'Unione
europea il dato salta tanto più agli occhi: negli ultimi due anni i depositi
con orizzonte temporale fino a 24 mesi hanno raddoppiato in importanza, da 600
a circa 1.200 miliardi di euro, mentre quelli più a lungo termine pur
rappresentando un valido riparo alle intemperie del mercato sono stati
considerati meno "attraenti". Proprio perché ci sono timidi segnali
di ripresa macroeconomica e gli investitori stanno con fiato sospeso, pronti
però a rendere più redditizio il proprio denaro appena si avranno conferme di
una ripresa. E così anche tra chi –e sono molti –non ha liquidato i propri
fondi d'investimento, si è preferito convertire quelli azionari (-77 miliardi
di euro di raccolta nei primi sei mesi 2008, dati Efama) e quelli
obbligazionari (-40 miliardi di euro), ma anche quelli meno aggressivi come i
bilanciati – per la prima volta dopo anni in negativo (-11 miliardi) – in fondi
monetari più liquidi (+82 miliardi in nuove sottoscrizioni). FUGA DA FONDI E
AZIONI Terza correzione consecutiva per la raccolta Ue (-31 miliardi), mentre
la capitalizzazione delle Borse ha perso in media il 20%.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Economia
Petrolio e mutui, mercati con il fiato sospeso Governatori a consulto dopo
l'allarme di Draghi, credito sotto pressione I casi di Barclays, Fortis e
Bradford & Bingley la scorsa settimana mostrano che le banche soffrono
ancora per l'onda lunga dei subprime ANDREA GRECO MILANO - Inizia oggi il
secondo semestre delle Borse e tutti sperano sia migliore del primo, chiuso come peggio non accadeva da
un quarto di secolo: l'indice globale Msci ha perso l'11%, i listini europei il
20% e piazza Affari il 23%, ossia 172 miliardi di euro di valore. Tuttavia non
si vedono gli estremi per un recupero facile: continua a tenere banco la
frenata delle economie occidentali, complice la corsa del greggio e un rincaro
del 30% delle materie prime in sei mesi (anche questo è un record) che riesuma
la polemica sull'aumento dei tassi di Eurolandia. Poi c'è l'onda lunga della
crisi nata l'estate scorsa dai mutui subprime, che non ha certo esaurito i suoi
effetti negativi, come emerge dallo stato di salute delle banche europee, attese
a nuove svalutazioni sui conti a fine giugno. Di questi temi s'è parlato ieri
tra i banchieri centrali del G10, e a porte aperte se ne discuterà oggi nella
78esima riunione della Banca dei regolamenti internazionali, che supervisiona
gli istituti centrali nazionali. L'evento principale sarà l'odierna
presentazione del rapporto della Bri, con il consueto check up dell'economia
mondiale. Solo che quest'anno la foto è a contrasti forti, con alcune luci (tra
gli emergenti dell'Est, Asia e America Latina) e molte ombre (specie in Europa
e negli Usa). Ieri il governatore Mario Draghi, come presidente del Financial
stability forum, ha reso una breve relazione sulla crisi dei subprime e le
lezioni da trarne. Utili, si spera, a che il sistema si riprenda da una crisi
repentina ma profonda, di quelle che fanno storia. Purtroppo ? lo ha
sottolineato proprio Draghi settimana scorsa ? i diffusi canti di vittoria dopo
il terribile mese di marzo si sono rivelati corrivi. Le Borse continuano a
scendere, anche per la concorrenza spietata del reddito fisso che ha portato i
titoli sovrani (come i domestici Bot e Btp) su rese del 5% non registrate da
anni. Le banche, più che svolgere da volano finanziario per le imprese e da
finanziatrici dei consumi delle famiglie, paiono più concentrate a sbrigliarsi
dai loro problemi patrimoniali. Solo settimana scorsa nel settore sono andati
in scena: il maxi aumento di capitale di Barclays, 8,8 miliardi di dollari
sottoscritti in gran parte dal fondo sovrano del Qatar e dalla nipponica Sumitomo
Mitsui; analoga ricapitalizzazione della belga-olandese Fortis, colta dalla
crisi col boccone Abn Amro in piena fase di smaltimento, e che ora deve batter
cassa per 8 miliardi di euro, di cui solo 1,5 chiesti agli azionisti (ciò
malgrado l'azione giovedì ha perso uno storico 18%); Unicredit che lo stesso
giorno ha presentato un piano triennale conservativo, di ritorno alle origini e
crescita del 10-12% degli utili annui fino al 2010, ma anche in questo caso gli
investitori hanno venduto a piene mani i titoli; infine venerdì la società di
mutui britannica Bradford & Bingley ha perso il 21% per il naufragio
dell'offerta su un quarto del suo capitale, studiata dall'assicuratore
Resolution che ha rinunciato per la scarsa collaborazione della preda. Il peggio
sarà forse alle spalle, ma il meglio non è quel che si vede.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-30 - pag: 14 autore: Credito
alle famiglie. Secondo Crif l'incidenza annuale è salita del 30% Sui prestiti insolvenze in crescita Emanuele Scarci Colpo di
freno delle richieste di mutui e prestiti e mini impennata primaverile delle
insolvenze: il tasso di default è salito in un anno all'incirca di mezzo punto.
Mentre, a maggio, la frenata delle domande di mutui fondiari è stata del -3,4%
e quella degli importi del -3,7; le richieste di prestiti sono aumentate
solo dell'1,6% e gli importi dell'1,8. L'Osservatorio sul credito al dettaglio
di Crif segnala che il tasso di default, a marzo 2008, ha registrato
un'incidenza del 2,2% per il credito al consumo, dall'1,8% del marzo 2007; e
dell'1,3% per i mutui, dall'1% dell'anno prima. Le incidenze sono salite, su
base annuale, tra il 22 e il 30%, ma "rimangono – sostiene Silvia
Ghielmetti, direttore di Crif decision solutions – sotto controllo e su livelli
fisiologici". Certo lontanissimi dai livelli dei mutui subprime a stelle e
strisce, il cui tasso di default, nello scorso marzo, ha raggiunto il 4,8 per
cento. Crif è una società specializzata nell'offerta di soluzioni per la
gestione dei rischi di credito e commerciali destinate agli operatori
finanziari e alle imprese. Nei suoi database sono memorizzati praticamente
tutte le operazioni di finanziamento in Italia. Assofin, Crif e Prometeia
stimano che, alla fine del 2008, la crescita dei finanziamenti alle famiglie
erogati da banche e istituzioni finanziarie specializzate dovrebbe sfiorare il
4%. E rimbalzare al 6,3% e al 6,5% nel biennio successivo. Il volano della
crescita però rimarrà saldamente nelle mani del credito al consumo, con ritmi
di sviluppo annuali compresi tra il 7 e 10%. Insomma la ripresa sarà preceduta
da una fase di incertezza, imposta da difficoltà di funding e tassi di
interesse in salita per il consumatore: a maggio, segnala l'Abi, il saggio di
interesse si è collocato in media al 5,75%, nuovo massimo da cinque anni. In
aprile invece, secondo le rilevazioni di Banca d'Italia, il tasso medio
applicato al credito al consumo è salito per i finanziamenti fino a un anno da
8,62 a 8,69%, e per i prestiti da 1 a 5 anni da 7,97 a 8,01 per cento. "é
aumentato anche il rischio di credito –sostiene Ghielmetti– soprattutto a causa
dell'apertura a nuove fasce di mercato: precari, giovani,
extracomunitari". Infatti nel 2008 il 38% delle richieste di mutuo si
collocava nelle fasce di rischio"alto" e "medio-alto", nove
punti in più rispetto a tre anni fa. Sull'impennata del rischio può aver
influito anche l'apertura ai giovani nell'erogazione dei mutui: nel 2003 le
erogazioni ai mutuatari con meno di 35 anni erano il 26%, oggi sono salite al
40%. A discapito di tutte le altre fasce. La rata media corrente del mutuo in
Italia è di 21mila euro. Maè un po' la media del pollo di Trilussa perchè i
database di Crif descrivono una realtà articolata: un decile degli affidatari
ha un debito medio residuo di 120mila euro, seguito da un altro, a grande
distanza, con "soli" 41mila e un altro ancora con 19mila. Problemi di
sostenibilità del debito? "Pochi – conclude Ghielmetti – se per
sostenibilità intendiamo la capacità delle famiglie di far fronte al debito
senza ridurre drasticamente i consumi e l'attivo finanziario ". Infatti da
una verifica empirica di Crif su 100mila richieste di credito è emerso che
l'80% delle famiglie che chiede un prestito presenta una buona capacità di
sostenere il debito. Anche se lo scorso marzo si è notata una lieve flessione
dell'equilibrio finanziario delle famiglie. e.scarci@ilsole24ore.com IN
ALTALENA A maggio calano del 3,4% le richieste di mutui fondiari e aumentano
dell'1,6% le domande di finanziamenti al consumo.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
1.400
mld le perdite La stima delle potenziali perdite accumulate da banche e
istituzioni finanziarie per la crisi dei mutui subprime ammonta a 1.400
miliardi di dollari.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Economia A un anno
dall'inizio del "ciclone subprime" nuovi scricchiolii. La minaccia
stagflazione La crisi in un tunnel senza fine e le banche
rischiano il massacro Dopo credito e immobiliare altri settori soffrono,
dall'auto alle compagnie aeree L'economia che rallenta consiglia di ridurre i
tassi Ma l'inflazione divampa (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FEDERICO RAMPINI La
prima ragione va cercata nell'impasse della stagflazione in cui stanno
cacciandosi l'economia americana ed europea. Lo spettro della recessione che
torna negli Stati Uniti ? e la crescita zero che incombe sull'Europa ?
consiglierebbero di ridurre i tassi. Ma una poderosa tempesta inflazionistica ci
investe, dal petrolio alle materie prime. 50 paesi del mondo hanno già ora un
carovita superiore al 10%. Il manuale classico del banchiere centrale impone il
rialzo dei tassi per prevenire una sbandata incontrollata dei prezzi. La
stagflazione è in sé uno scenario maledetto, che le banche
centrali non riuscirono a curare velocemente negli anni 70. Vi si
aggiunge un'altra malattia. E' un dissesto del sistema bancario mondiale, ignoto in queste forme parossistiche negli anni 70: allora il mondo
della finanza era più semplice, gli strumenti di controllo delle nostre banche centrali non erano al collasso. E i bassi tassi, il denaro facile della
Federal Reserve, in America è stato il carburante dell'irresponsabilità
finanziaria. Continuare così è una follìa. Da qualche giorno è ripartito
un "gioco al massacro", la sfiducia rampante tra banche.
Tutti si chiedono quale sarà il prossimo big del credito mondiale a scoprire
una voragine nei conti, provocando il panico tra i depositanti, gli investitori,
e i concorrenti. Giovedì è finito il colosso belga Fortis nell'occhio del
ciclone. E' dovuta intervenire l'authority di vigilanza di Bruxelles per
annunciare che non farà mancare liquidità ai clienti di Fortis, e questo
annuncio è sempre un brutto segnale. La Barclays inglese si salva in extremis ?
per ora ? accogliendo grandi investitori pubblici dall'Asia e dal mondo arabo.
Per quanto tempo ancora i "fondi sovrani" delle nuove potenze
emergenti saranno disposti a fare i pompieri per placare l'incendio in casa
nostra? Da un anno i governi di Pechino e del Golfo Persico hanno collezionato
affari disastrosi, bruciando decine di miliardi in quote azionarie crollate in
Borsa: hanno perso il 20% solo negli ultimi sei mesi. Prima o poi la logica
economica li fermerà; oppure continueranno a lanciarci ciambelle di salvataggio
per ragioni politiche, ma a che prezzo? Il "buco mondiale" generato
dai mutui subprime si aggira secondo le stime più autorevoli attorno ai 1.400
miliardi di dollari; finora le banche e altre
istituzioni finanziarie ne hanno riconosciuto meno di un terzo cancellando quei
valori dai propri bilanci. Restano 1.000 miliardi di dollari (una parte in capo
a hedge fund, una buona metà alle banche
tradizionali), una mina vagante pronta a esplodere. Bisognerà sanare anche
quelle perdite. Come, e con quali costi? Se le grandi banche
cominciassero a vendere subito tutto ciò che possiedono, non troverebbero
acquirenti sui mercati. E comunque, poiché sono a loro volta altamente
indebitate, la vendita massiccia dei loro attivi andrebbe in parte
preponderante a ripianare debiti. L'operazione di liquidazione dovrebbe quindi
riguardare attivi per un multiplo molto elevato del buco dei mutui. Sono cifre
irrealistiche, una via non percorribile in questa congiuntura. Tanto più che i
mercati non hanno imparato nulla dalla lezione del 2007. I vizi che hanno
portato a quel disastro imperversano sui mercati finanziari. Un esempio: nelle
scorse settimane si è accumulata un'immensa massa speculativa di "scommesse"
su un calo dei tassi d'interesse. Ancora una volta degli istituti che
dovrebbero usare prudenza ? banche e fondi pensione ?
si sono avventati tutti insieme su strumenti tecnici sofisticati, per non dire
incomprensibili e opachi: opzioni, swap e "titoli strutturati", per
puntare su un differenziale fra tassi a breve e tassi a lungo termine. Quando è
apparso chiaro che la Bce non ha l'intenzione di calare i tassi, e anzi li
alzerà questa settimana, in poche ore l'ultimo trend speculativo è crollato
come un castello di carte. E' probabile che siano emerse solo da questo gioco
nuove perdite per 2,5 miliardi di euro. Un anno è passato invano, senza che le banche centrali reagissero con un piano all'altezza di
questo impazzimento dei comportamenti. Nel frattempo quella che all'origine era
una malattia del credito si è sovrapposta al gelo dell'economia reale. Ai due
settori bancario e immobiliare se ne sono aggiunti altri in pesante sofferenza
debitoria in tutto l'Occidente: l'industria dell'auto, le compagnie aeree, in
qualche paese perfino la grande distribuzione. Nel drammatico vuoto di
leadership, con i guardiani del mercato che balbettano impotenti, l'uscita
dalla crisi sarà lunga e dolorosa. Le banche più
debilitate faranno la fine della Northern Rock ? la nazionalizzazione ? con un
costo pesante per i contribuenti. Altre, appena un po' più solide, rischiano la
sindrome giapponese: per riassorbire le voragini dei bilanci attraverso i
profitti della normale attività bancaria ci vorranno anni. Il Giappone ce ne
mise dodici. Ha tuttora un'economia reale in stato semi-comatoso.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
N. 26 del 2008-06-30
pagina 4 Quindici anni di segreti e bugie: chi è il paladino dei pm d'assalto
di Filippo Facci La fuga dalla magistratura per evitare sanzioni. L'ingresso in
politica pianificato quando vestiva la toga "È riaffiorata la tentazione
di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro", spiegava
ieri Repubblica, certa che "qualcuno sarebbe già al lavoro collezionando
vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito scagionato". Grazie
per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato. Se Antonio Di Pietro nel
1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora decisamente di meno, è
perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo, qualcosa è stato
raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra. Se è vero infatti
che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col Di Pietro più
veemente (persino quello che chiama "magnaccia" il presidente del
Consiglio) d'altra parte invece c'è una sola cosa che l'ex magistrato e Silvio
Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed
entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o l'elettore,
chi la magistratura abbia voluto proteggere. Sta di fatto che le sentenze che
hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono
pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e
stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze
lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle "fango" come ha
fatto ieri. Per fare un esempio: oggi ci sono giornalisti che ancora si
chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo lasciò la magistratura.
Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle sentenze di non luogo a procedere
vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di Martino a beneficio di Di Pietro
(peraltro in contraddizione tra loro su alcuni episodi) sia nel successivo
giudizio di tribunale vergato del presidente Francesco Maddalo il 29 gennaio
1997: una sentenza che superò le precedenti perché fece seguito a un pubblico
dibattimento con esibizione di prove e audizione di parti. Qualcuno lo
ricorderà: è il processo in cui Di Pietro dapprima balbettò e poi rifiutò di
rispondere alle domande del pubblico ministero. L'ex magistrato oltretutto non
presentò appello, sicché la sentenza "fa stato quanto ai fatti
accertati", come si dice in gergo. Per farla breve: il Gup Anna di
Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del magistrato, spiegò che se
Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe andato incontro a pesanti
sanzioni disciplinari. Il giudice Francesco Maddalo, nondimeno, parlò di
"fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di
indubbia rilevanza disciplinare". Sono le vecchie storie di Gorrini,
D'Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente restituiti in scatole da
scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di Mercedes rivendute a prezzo
maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio di chi ha fondato il suo
movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui "valori".
Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare Berlusconi
dicendo "Io quello lo sfascio" (come raccontato dal suo ex
Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun servo
di Procura, ha mai riportato: "Decisiva appare l'intenzione di Di Pietro
di intraprendere l'attività politica ovvero di ottenere incarichi pubblici di
maggior rilievo" (pagina 167 della succitata sentenza Maddalo).
"Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato
orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad
un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare
una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste
successiva" (pagina 170). "Il desiderio di lasciare l'incarico
giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale
e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in
vista di quella progettata attività politica (pagina 177)". Domanda: ma Di
Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi
per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: "Le
dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di
imminente attuazione". E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del
Pool? Pagina 180: "I contatti e colloqui politici \ avrebbero potuto
inquinare quella sua indiscussa leadership all'interno e all'esterno del
Pool". Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti
privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i
seguenti piccoli favori, appurati anch'essi da svariate sentenze: 1) 100
milioni senza interessi dall'imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con
assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di
dimettersi, nel 1994; 2) 100 milioni senza interessi dall'imprenditore
inquisito D'Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa
agli atti; 3) periodiche buste di contanti sempre da D'Adamo; 4) centinaia di
milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D'Adamo e Franco Maggiorelli, per
i debiti contratti dall'amico Eleuterio Rea al gioco d'azzardo; 5) una Mercedes
CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all'amico avvocato Giuseppe
Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo
bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio
1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una
Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D'Adamo; 7) l'utilizzo di
una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D'Adamo, fino all'inizio
del 1994; 8) l'utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D'Adamo,
a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma,
dietro via Veneto; 9) l'acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti
da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito
da D'Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) i pacchetti di pratiche
legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; 12) le consulenze legali da D'Adamo
per la moglie; 13) l'impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12)
i benefit vari da D'Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e
Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per
l'amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un
mobile-libreria per la casa di Curno; 13) i benefit vari ottenuti da Gorrini:
ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di
caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni
stock di calzettoni al ginocchio. Eccolo qua Antonio Di Pietro, l'uomo che
giusto ieri si richiamava "allo spegnersi della coscienza civica, della
morale, dell'etica", l'uomo che di Berlusconi cita "gli innumerevoli
processi" senza mai menzionare i propri, l'uomo che di fronte al consenso
di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe
Grillo proprio ieri, ha parlato di "una situazione simile a quella dei
ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale".
Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei grillisti
e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le velleità di
ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese reale. I
giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore e titolo
in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di monopolio, ma è
tra i più presenti in televisione e in assoluto l'ospite più invitato a Matrix,
per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o quando nel 1996 disse
che avrebbe preso "a schiaffi e pedate chi mi ha indotto a dimettermi dal
ministero dei Lavori pubblici", o le sue folli proposte circa il
"decreto cautelare di rettifica" o altre norme punitive contro i
giornalisti. Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel dicembre 1994, a Curno,
prese a testate un giornalista dell'Ansa dopo averlo riempito di calci e di
pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda sia recente, dell'acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava
inferiore all'affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica
Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico. Nessuno, del resto,
bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per
statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici. Nessuno
dedica servizi a un personaggio che straparla di democrazia e però neppure ora
(con l'8 per cento dei suffragi) si dimostra capace di inventarsi una
struttura, un numero 2, un gregario, un volto spendibile e alternativo al suo.
Gli unici nomi noti sono quelli di chi l'ha regolarmente mollato: da Pietro
Mennea all'ex fidatissimo Elio Veltri (che lo sosteneva dal 1988 e ora gli
spara contro a ogni occasione) sino a Valerio Carrara, l'unico parlamentare
dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di passare al Gruppo Misto prima
ancora che si insediassero le Camere; e poi ancora Rino Piscitello, Federico
Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio, persino Paolo Flores D'Arcais:
"Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze" ebbe a
commentare Veltri. In compenso, chiuso all'angolo, resiste Veltroni. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
N. 26 del 2008-06-30
pagina 8 Gardini: "Bocciata alle urne, un trauma Ma ho imparato a essere
più vanitosa" di Giancarlo Perna "Il posto sicuro in lista è come il
camerino migliore: per ottenerlo bisogna saper puntare i piedi" "Che
schianto!", penso della bionda abbronzata che attraversa decisa la hall
dell'Hilton dove aspetto Elisabetta Gardini. "Oddio, che fa?" e in un
batter d'occhio me la trovo davanti. "Non mi riconosce?", chiede
divertita l'affascinante 1,80 più tacchi e mi tende la mano. "Elisabetta!
Che ha fatto? È cambiata da così a così", dico. In effetti, mi aspettavo
di trovare l'ex deputato e portavoce di Fi sul mogio. Trombata alle elezioni,
solo all'ultimo è stata ripescata col seggio a Strasburgo lasciato libero da
Renato Brunetta diventato ministro. Invece, è più bella del già bella che era e
bionda anziché scura. "Mi sono reinventata dopo il trauma della bocciatura
elettorale", dice la cinquantaduenne e mi porta nella sua suite al primo
piano. "Vive all'Hilton come una miliardaria?", chiedo e vado alla
vetrata-finestra per vedere Roma dall'alto di Monte Mario. "Ho affittato
la suite per lavoro. Devo incontrare dei manager Usa e l'Hilton per loro è di
casa. Cerco di farmi un quadro delle mie prossime incombenze al Parlamento
europeo. Da tempo mi occupo del Protocollo di Kyoto". "L'ennesima
ecologista. Mi dica subito se è per il nucleare". "Eccome".
"È contro gli Ogm?". "Sono prudente, ma niente in
contrario", assicura mentre passeggiamo nei tre saloni della suite con le
colonne di marmo verde, vasi dorati e altre americanate così. "Diceva del
suo trauma post trombatura". "Totalmente inaspettata. Il collegio di Padova,
la mia città, sembrava sicuro. Invece, il successo della Lega, passata dall'11
al 27 per cento, ha favorito i candidati leghisti e cacciato me", dice e
sediamo ai due lati di un tavolo di mogano rosso. "Fi non l'ha garantita
adeguatamente. Il Cav. le ha voltato le spalle?". "Devo solo
rimproverare me stessa. Non essendo vanitosa, come non ho mai fatto bagarre per
i camerini quando ero attrice, così non l'ho fatta per il posto in lista",
dice criptica. "Camerini? Posti in lista?". "In teatro ci sono
le gerarchie dei camerini. Il primo camerino va al primo attore e così via. Non
mi sono mai battuta per questo o quel camerino. Non mi interessava sapere se
fossi considerata l'attrice più importante. Io sono concreta, veneta,
contadina. Mi bastava un locale spazioso. Lo stesso per il posto in lista. Ho
accettato il dodicesimo posto che, dai calcoli, mi garantiva l'elezione, senza
fare la piantagrane. Non bado all'apparenza, ma alla sostanza", dice
torrentizia. "Ma è andata male". "L'apparenza ha coinciso con la
sostanza. Il dodicesimo posto non bastava. In futuro, punterò i piedi per
averne uno migliore. Una lezione di vita e uno shock. Per reagire al trauma ho
anche cambiato look", dice e sorride liberata. "Si è rifatta col
seggio Ue. Un colpo di fortuna?". "No. Sono approdata a Strasburgo
per merito dei 35mila voti raccolti alle europee di quattro anni fa.
Trentacinquemila persone che hanno scritto Gardini sulla scheda. Altrettanti
bigliettini di stima e affetto. Così quando Brunetta è andato al governo, io,
che stavo subito dietro, gli sono subentrata in Europa". "Hanno fatto
Brunetta ministro per lasciare il seggio a lei?", scherzo. "A lui il
posto di ministro calza a pennello. È una delle nostre migliori teste",
replica. Elisabetta ride spesso, ma le battute o non le coglie o non se le
fila. Quando risponde è sempre serissima. "Fi la prende sottogamba. Anche
quando era portavoce, parlavano tutti tranne lei". "In effetti. Ho
fatto più la portavoce in giro per l'Italia, con incontri politici e
allacciando rapporti. Ci sono amici irpini che non hanno festeggiato la
vittoria del Pdl perché non ero stata eletta io. Ora, aspettano che li
raggiunga per festeggiare". "Sta di fatto che in tv non ci andava
lei, la portavoce, ma i Buonaiuti, i Cicchitto, ecc". "Non faccio
politica per la tv o per amore di poltrona, ma perché a un certo punto della
mia vita l'ho sentita come una priorità". "Non sarà che le sue
difficoltà nascono dall'essere un po' antipatica e bacchettona?".
"Credo, al contrario, di avere quella simpatia che nasce dalla popolarità
televisiva. A furia di entrare nelle case, la gente ti sente di famiglia".
"Due anni fa, con Luxuria fu odiosa. La cacciò dal bagno delle donne di
Montecitorio dicendo: "Sei un uomo, non puoi stare qui!"".
"Fu un discorso politico. Non era la guerra dei cessi, ma dei sessi",
dice aggressiva. "È stata una brutalità. Luxuria si sente donna",
ribatto. "Non coglie il punto, Perna, nonostante sia un addetto ai
lavori". "Sarei trans anch'io?", scherzo, sapendo che non raccoglierà
la battuta. "Io so che i sessi sono due. Wladimir Guadagno, in arte
Luxuria, voleva invece imporre la logica della Conferenza internazionale di
Pechino del 1995 secondo cui i generi sono cinque: maschile, ermafrodita
maschile, ermafrodita lineare, ermafrodita femminile, femminile. Una
scivolosità sessuale che ci sta inquinando tutti e che Guadagno, mescolandosi
con le donne, voleva riaffermare". "Alle rimostranze di Luxuria, lei
disse con eleganza: "Se ti tagli il pisello, puoi usare il
bagno"". "Perché è appunto quello che fa la differenza".
"Alla fine ha vinto Luxuria. Ha continuato a usare il bagno delle
donne". "Non ha vinto. Lo ha usato di fatto, ma nessuno in Parlamento
ha potuto affermare che ne avesse diritto. Con la mia reazione, la baggianata
dei cinque generi ha avuto una battuta d'arresto. Anche il governo Prodi, in
cui il concetto si stava infiltrando, ha sospeso una serie di iniziative per il
riconoscimento di famiglie contro natura", dice Elisabetta con orgoglio.
Cambio discorso. Lei è sempre in procinto di diventare qualcosa: vice sindaco
di Alemanno, presidente della Provincia di Roma, ecc. Poi niente. "Erano
voci. Il solo dato concreto è che, dopo un sondaggio, ero risultata la più
gradita del centrodestra come presidente della Provincia. Ma non se n'è fatto nulla.
Per noi donne è sempre più complicato". Antifemminismo? "Neanche.
Atteggiamento difensivo degli uomini per mantenere le posizioni conquistate
negli anni". Una volta mi disse che accettava l'ex pci Napolitano come
"suo" presidente più col cervello che col cuore. Oggi? "A furia
di sapere che è il mio presidente, mi ci sono anche affezionata. Nonostante
provenga da un mondo che detesto, fa il presidente con un garbo che facilita a
non ricordare da dove provenga". Meglio di Oscar Luigi? "Per l'amore
del Cielo, molto meglio. Scalfaro agì in modo che oggi è tra gli uomini meno
amati del Paese". Ai tempi di Mani pulite lei fu una fan di Di Pietro.
"Speravo che si facesse pulizia. Poi, si è visto che Mani pulite non era
dettata da amore di giustizia e che la verità si è fermata davanti al portone
di Botteghe Oscure. Ha creato solo sofferenze, morte, drammi. Di Pietro ha la
meravigliosa faccia tosta di mostrarsi come un puro. Ma c'è da dubitarne".
Che tipo è? "È rammaricato di non essere riuscito a distruggere delle persone
a suo tempo e ci prova ancora". Veltroni? "Sono felice della sua
sconfitta. Ero esterrefatta che, da sindaco di Roma, fosse il primo impresario
teatrale d'Italia. Anche questo spiega la voragine di debiti che sta
inghiottendo il Comune di Roma". Del Cav. che mi dice? "Sono alle
stelle per la sua vittoria. Lo vedo determinato ed è quello di cui il Paese ha
bisogno". Si è rimesso a litigare con le toghe. "La cosa più
eclatante è che anche il Financial Times riconosce che la giustizia in Italia
ha problemi". Lo accusano di fare leggi pro domo sua. "Il 60 per
cento degli italiani è convinto che la magistratura lo perseguiti. Questo
taglia la testa al toro". La convince il Tremonti socialista della Robin
tax e la tessera del pane? "Tremonti è un genio. Capisce
i problemi quotidiani delle persone: pane, pasta, mutui. Tutte cose che chi
siede sulla poltrona dell'Economia in genere dimentica, inseguendo numeri,
bilanci, disavanzi e dimenticando i bisogni. Lui, no". Se fosse stato
Prodi a tassare i ricchi e a fare l'elemosina ai poveri, lei che avrebbe detto?
"Prodi è uno che ha, invece, abbassato le tasse ai banchieri. C'è una
destra che fa quello che dovrebbe fare la sinistra e una sinistra che fa quello
che si pensa farebbe la destra. Vuole dire che erano distinzioni presunte. La
sinistra è massimalista anche nel suo neofitismo liberista". In Europa
corrono pregiudizi sul Cav. Le toccherà smontarli. Se la sente? "Intanto,
non so se sia vero. Ero in Russia di recente e ho trovato per il Cav. un entusiasmo
incredibile. Sembrava che avessero vinto loro le elezioni. Tre anni fa, in
Kazakistan, impazzivano per lui. In Madagascar, dove sono stata l'anno scorso,
il loro presidente, che è un imprenditore, era chiamato il "piccolo
Berlusconi"". Tra un anno, il suo mandato Ue scade. Che farà?
"Devo parlarne a ore con Berlusconi. Spero di rientrare in Parlamento se,
come credo, altri lasceranno il seggio per nuovi incarichi". Lei stravede
per la politica. "È una scelta di vita". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
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N. 26 del 2008-06-30
pagina 2 "Accordo frutto del dialogo È la fine dei veti incrociati"
di Fabrizio Ravoni da Roma "Bisogna capire che le infrastrutture sono
prioritarie per il Paese. Se le fa, il paese progredisce. Se non le fa,
arretra". Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture, non nasconde la
soddisfazione per l'accordo sul tracciato, raggiunto fra Osservatorio tecnico
della Torino-Lione ed i sindaci interessati. "Un accordo figlio del
dialogo. Una filosofia che ho condiviso fin dal mio insediamento, a cui seguirà
l'assunzione delle responsabilità per la realizzazione dell'opera". Ed a
riprova del dialogo, Matteoli cita un dato: "Pensi che l'Osservatorio ha
fatto una settantina di riunioni ed un centinaio di audizioni. Al termine,
l'accordo è arrivato. A questo punto - prosegue il ministro - si dovrà fare un
tavolo istituzionale a Palazzo Chigi, e poi subito un tavolo tecnico. Così da
passare alla fase operativa, come ci chiede l'Unione europea. L'accordo
raggiunto - prosegue - senz'altro non avrà l'unanimità, ma di certo segna il
termine dei veti incrociati". È dal 1990, dal vertice di Nizza che si
parla di un collegamento ferroviario tra la Francia e l'Italia. "Guardi se
è sui tempi che vuole discutere, ho sempre detto - commenta Matteoli - che
perdere sei mesi per un'opera pronta in cinque anni è un danno grave. Ma
perdere sei mesi per un'opera pronta tra vent'anni, è una cosa giusta". Ma
tra vent'anni, un'opera del genere sarà ancora attuale? "Sarà un'opera di
grandissima attualità. Tra vent'anni tutti ci auguriamo che l'Europa non sia
soltanto un'entità commerciale; ma anche politica. Con uno speculare bisogno di
integrazione delle genti; quindi, di mobilità". Insomma, dalla sua
ideazione alla sua realizzazione passeranno quasi 40 anni. "Troppi? - osserva
il ministro -. Allora pensi che è dagli anni Settanta che si parla della
Livorno-Civitavecchia. Ma ora è arrivato davvero il momento di snellire le
procedure. Quand'ero ministro dell'Ambiente, i Verdi mi attaccavano perché
volevo accelerare i tempi e loro dicevano che non volevo i controlli. Ora è
arrivato il momento di dire "basta" con tutta la burocrazia che
blocca le infrastrutture. Una volta decisa un'opera, dopo un confronto (come
dimostra il caso della Tav) bisogna andare avanti". Ed aggiunge. "Sarebbe
incomprensibile se non si riuscissero ad accelerare le procedure per arrivare a
raggiungere i nostri obbiettivi". Anche la variante di Valico procede a
rilento... "A parte il fatto che alcuni tratti sono già coperti dalla
terza corsia. Eppoi bisogna anche considerare la morfologia dell'Italia e la
circostanza che molti fiorentini utilizzano l'autostrada come una tangenziale
per spostarsi rapidamente da una zona all'altra della città". La
Torino-Lione non fa più parte delle opere finanziate con la Legge obbiettivo
(l'ha tolta il governo Prodi). Ora come la finanziate? "Mica posso andare
da Tremonti e dirgli: Giulio, mi dai i soldi per la Tav? Le condizioni del
bilancio pubblico le conosciamo tutti. Quindi, al
finanziamento dell'opera cercherò di coinvolgere anche i privati". Il
governatore della Banca centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di
Pechino possano essere interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho
già avuto contatti con Fondi privati, delle banche, degli
Stati. La settimana prossima sarò in Lussemburgo per incontri con la
Banca europea degli investimenti. Ma i privati chiedono tempi e regole certe. E
questo governo sta cercando di dare risposte". Nell'immaginario
collettivo, la Tav Torino-Lione fa venire alla memoria i cittadini che bloccano
le ruspe, agli scontri con la Polizia. Come si è passati da quella fase a
questa? Grazie al lavoro dell'Osservatorio, per il quale il ministro ringrazia
pubblicamente il presidente Virano. E poi, sottolinea, "guardate che la
gente delle zone interessate ci chiede cose serie: servizi, treni. Cose
concrete. A cui il governo darà risposte concrete. Con un punto fermo: lo snodo
di Orbassano resterà un riferimento forte". Ma non c'era anche una
montagna che non si poteva bucare per il rischio amianto? "È stata
accantonata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Repubblica, La" del 30-06-2008)
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Sport Slogan,
prodezze, flop E le famiglie allo stadio conquistano l'Europeo Ma nell'album
del torneo mancano gli italiani MAURIZIO CROSETTI VIENNA dal nostro inviato
Volti, luoghi, parole. Gol e papere, frittelle di mele e palloni d'argento. Un
bilancio, o forse solo un piccolo riassunto. Cose belle, altre meno, dentro il
mese dell'Europeo pieno come uno scatolone da portare in cantina. Ma prima di
metterlo da parte, si dà un'ultima occhiata dentro per ritrovare quello che non
abbiamo ancora buttato via. [L'idea migliore] Far viaggiare gratis chiunque
avesse il biglietto della partita, fino alle ore 14 del giorno dopo, su mezzi
pubblici perfetti per efficienza e puntualità. Così le automobili sono rimaste
in garage, e i trasporti hanno funzionato con precisione ovviamente svizzera (e
austriaca, anche se l'aeroporto di Vienna non brilla invece della stessa luce).
[Il luogo più bizzarro] L'ospizio "Tertianum", ubicato nello stadio
St. Jakob di Basilea. Non nei pressi, proprio dentro, nel medesimo complesso
edilizio. E i vecchietti guardano le partite dalla veranda. Una vetrata, loro e
un prato verde. [Le frasi più forti] Roberto Donadoni: "Spiace andarsene
solo per un rigore", il che conferma che l'ex citì non ha capito molto.
Luis Aragonès: "Estoy contento sin presumir", cioè sono contento e
non me ne vanto (forse uno stile di vita?). Joseph Blatter: "Il pallone è
diventato un mostro". Fa specie sentirlo dire dal capo del calcio
mondiale, non dal direttore dello zoo di Zurigo. [Il gol più pregiato] Quello
dell'olandese Robben contro la Francia, azione corale, un paio di finte e
stangata sotto la traversa. Menzione d'onore per Ibrahimovic contro la Grecia,
Arshavin contro l'Olanda, Schweinsteiger contro la Turchia. [La papera più
clamorosa] La palla che sfugge a Cech come una trota salmonata, contro la
Turchia. Non male anche Lehman, sempre contro i turchi (sarà un caso?),
nell'azione per lui immobile del 2-2. [L'immagine più tenera] Gli abbracci dei
giocatori olandesi ai loro bambini alla fine delle partite, dentro stadi senza
barriere. [La parata più incredibile] Il rigore respinto da
Buffon a Mutu, un mano/piede come neanche agli internazionali di flipper. [Il
luogo più spettacolare] Il paesaggio-cartolina oltre i cristalli del treno,
andando da Zurigo a Innsbruck, nella regione chiamata Vorarlberg in un tripudio
di vallate, monti e ghiacciai. Mancava solo Heidi. [La bufala più
grossa] Definire "girone della morte" il gruppo C, cioè il nostro. O
forse era vero: perché Italia, Olanda, Francia e Romania sono rimaste proprio
stecchite, neanche una in semifinale. [La scena più confortante] Vedere tante
famiglie allo stadio, e quasi sempre con almeno un bambino al seguito. Con il
sospetto che un diverso modello sportivo sia possibile, eventualmente lontano
da noi. [Il personaggio più inquietante] Il bagarino nero che ieri pomeriggio
ha piazzato decine di biglietti a cifre iperboliche, dentro la stazione del metrò
allo stadio. Quanta nostalgia per i bagarini napoletani amici di Moggi. [Lo
slogan più ottimista] è quello degli spagnoli, il loro fulminante
"podemos". Che poi sarebbe lo stesso concetto di Obama e Veltroni,
non si offendano i rossi (nel senso della Spagna). [Il flop più evidente Il
crollo delle vendite della paccottiglia ufficiale, cioè quegli oggetti il cui
costo, sempre altissimo, è inversamente proporzionale al loro senso. Gli stand
in cui l'Uefa sperava di piazzare ombrelli e pantofole, tazze per la colazione
e portachiavi a prezzi da emiri sono rimasti deserti, e alcuni sono stati
addirittura chiusi a metà Europeo. Segno che la gente, almeno da queste parti,
si è fatta furba. [L'assenza più vistosa] Riguarda noi, italiani al seguito
della nazionale. L'euro è una mazzata quotidiana, la percezione della crisi è
realtà. Diecimila persone in media, eppure Austria e Svizzera erano vicine. I
problemi di bilancio, di più. [La squadra più scarsa] La Grecia campione in
carica: tre partite, tre sconfitte, un gol fatto, 5 presi. [Il dolce più buono]
è un derby tra "ciambelle di mele fritte e gelato di birra", stazione
ferroviaria di Zurigo, e "moro raffreddato" (che non è un senegalese
costipato ma una torta al cioccolato, sepolta da gelato alla vaniglia e scaglie
di pistacchio), alla birreria "Salme Brau" di Vienna. [Il momento più
culturale] Vedere tanti tifosi dentro i musei, con le loro magliette
multicolori e la curiosità di chi sa che ogni viaggio è prima di tutto un
privilegio, un'occasione per diventare un po' migliori. [L'oggetto più
disgustoso] La camicia bianca di Fatih Terim, allagata sotto le ascelle. [LA
PEGGIOR COSA NON VISTA] Le teste rasate degli ultrà, i simboli nazisti e
fascisti sulle gradinate. [LA FRASE PIù ROMANTICA] La promessa di matrimonio di
Raymond Domenech alla sua fidanzata, Estelle Denis, dopo Italia-Francia, anche
se il momento era un po' così. [LA DONNA PIù BELLA] Qui non ci sono dubbi. Pur
essendo molto graziosa Sylvie Van der Vaart, moglie del fantasista olandese,
viene surclassata da Gaia De Rossi, figlia del centrocampista della Roma, una
sfolgorante bellezza di anni tre.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-06-29 - pag: 1 autore: Bce pronta ad alzare il costo
del denaro - Primi dubbi tedeschi Le Borse ai minimi, ripresa
più lontana Le banche guidano il forte calo del semestre A Shanghai ribassi record,
tiene il Brasile Il preannunciato rialzo dei tassi da parte della Banca
centrale europea giovedì rischia di avere un impatto negativo sulla crescita:
lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck (Spd).
Non si tratta di un cambio della linea tedesca, rispettosa dell'indipendenza
della Bce, ma è un primo segnale di disagio che segue le diffuse preoccupazioni
dei governi europei per l'imminente stretta. Intanto il semestre borsistico si
chiude in profondo rosso. Le banche guidanoi ribassi e
la ripresa sembra più lontana. Piazza Affari ha bruciato 172,7 miliardi di
euro. Tra le Borse di tutto il mondo, la migliore è stata quella del Brasile (+0,68%);
la peggiore Shanghai (-47,8%). Borzi e Filippetti u pagina 4 l'articolo
prosegue in altra pagina.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-06-29 - pag: 1 autore: FINANZA E REGOLE Il fiammifero
e i tassi bassi di Donato Masciandaro C he cosa fare per evitare che la crisi
finanziaria perduri, o addirittura si aggravi? La ricetta è semplice: cambiare
subito le regole che consentono l'eccesso di debito nella finanza non bancaria
e ridurre solo progressivamente la liquidità, per evitare traumi alla
propensione al debito nella parte reale del sistema: imprese e famiglie. Perché
nessuno la applica? Perché negli Stati Uniti
regolamentatori e Banca centrale dipendono troppo dalla politica e dalla
finanza. Tutti – Europa inclusa – ne pagano le conseguenze. Nei giorni scorsi i
segnali di preoccupazione sullo stato di salute della finanza internazionale si
sono accentuati, dopo un paio di settimane di relativa tranquillità. Due
almeno le fonti di preoccupazione. Da un lato, le prospettive sulla solidità
del sistema bancario statunitense. Dall'altro lato, le continue tensioni sui
prezzi delle materie prime, su cui si intravede un ruolo importante del
correlato mercato finanziario dei derivati. Continua u pagina 4 l'articolo
prosegue in altra pagina.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-29 - pag: 4 autore: INTERVISTA Alessandro
Fugnoli Strategist AbaxBank "Gioco di nervi tra Banche centrali
e mercato" di Maximilian Cellino T ornare a scommettere sui mercati
azionari? Non credo sia ancora arrivato ilmomento.DaanniAlessandro Fugnoli,
strategist di AbaxBank analizza lo stato di salute dei mercati finanziari e
dispensa consigli per l'investitore. Questa volta è il momento della prudenza.
Non vede alcuna possibilità di recupero per le Borse? Direi che è difficile
ipotizzare una ripresa significativa nel breve. Le valutazioni dei titoli non sono
care, ma i mercati scontano ciò che accadrà fra qualche mese, ovvero una
situazione di rallentamento, con crescita bassa in tutto il mondo e
probabilmente recessione in alcune tra le zone più importanti come gli Stati
Uniti. E poi c'è il petrolio alle stelle, la minaccia dell'inflazione... Certo,
veniamo da un periodo lunghissimo di disinflazione durante il quale si sono
apprezzati a turno i principali asset, le Borse negli anni '90 e gli immobili
nell'ultimo decennio. Adesso lo scenario è cambiato: prezzi in crescita e
stagnazione economica sono una miscela che toglie ossigeno a ogni classe di
investimento. La fase è delicata, starà alle banche centrali gestirla nel modo migliore. Ma non è stato proprio l'atteggiamento
aggressivo di Fed e Bce a provocare il crollo dei listini? è in atto un gioco
sottile fra Banche e mercati: per impedire che le aspettative di inflazione
diventino permanenti, Fed e Bce devono minacciare di alzare i tassi e qualche
volta agire. In realtà la coperta è troppo corta: se i banchieri alzano
la voce i mercati si spaventano, se moderano la retorica il dollaro va sotto
pressione. Questo fornisce al prezzo del petrolio un pretesto in più per
aumentare e crea a sua volta inflazione: è un circolo vizioso. Come se ne esce?
Non è semplice. Credo che le Banche terranno sotto pressione i mercati nei
prossimi tre mesi, quando l'inflazione crescerà ancora. Poi verso fine anno,
quando anche grazie a un effetto base la dinamica dei prezzi si calmerà un po',
si potrà tornare a un atteggiamento più neutrale. Nella pratica, in Europa si
dovrebbe assistere a un solo rialzo dei tassi, una mossa una tantum con forte
potere segnalativo, mentre la Fed potrebbe non toccare nulla fino a primavera.
Alle Borse non piacerà... è probabile, ma non si può rischiare di ripetere gli
errori degli anni 70, quando con una politica monetaria troppo accomodante non
si fece altro che allungare la fase di crisi. L'inflazione è un male serio e la
cura comporta anche sacrifici di cui imprese, consumatori e investitori si
devono fare carico. Come si dovranno comportare gli investitori? Dal punto di
vista operativo bisognerà approfittare dell'occasione per abbassare i prezzi di
carico dei titoli in portafoglio. Per questo suggerisco di vendere nelle fasi
di recupero dei listini per poi ricostruire la posizione quando i prezzi
tornano a scendere, ma ancora non aumenterei l'esposizione sull'equity. Sotto
l'aspetto settoriale, invece, punterei senza mezzi termini sui titoli legati a
energia e materie prime, perché il rally delle commodity è strutturale e legato
alla domanda, non alla sola speculazione. "La coperta è troppo corta: se i
banchieri alzano la voce i mercati si spaventano" Analista. Alessandro
Fugnoli IMAGOECONOMICA.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO data: 2008-06-29 - pag: 6 autore: Buenos Aires. Non si
intravvede una soluzione alla sfida sulle tasse all'export delle materie prime
Argentina di nuovo a rischio Muro contro muro tra il presidente Cristina
Kirchner e gli agricoltori Roberto Da Rin GUALEGUAYCHù. Dal nostro inviato Seicento
chilometri, Buenos Aires-Gualeguaychù andata e ritorno. Qui nasce e si sviluppa
la più bizzarra crisi economica dell'attualità latinoamericana. Ci vogliono tre
ore di auto per arrivare a Gualeguaychù, un Paese fantasma agglutinato da un
orizzonte che si allontana sempre di più. Dove, secondo un'ardita suggestione
letteraria di Pierre Drieu, amico di Borges, l'estensione della Pampa provoca
un... vertigo horizontal, il disagio di una vertigine, orizzontale appunto.
Eppure in questo nulla geografico e orografico si consuma un dramma,quello di
un'Argentina in pieno boom economico minata da un'assurda crisi politica. A
Gualeguaychù campeggiano da settimane radio e televisioni di tutto il mondo per
trasmettere e testimoniare. Trasmettere le immagini della protesta organizzata
dagli agricoltori. E testimoniare l'ostinazione con cui un Paese ricco che
dispone di comida (cibo) per 400 milioni di persone non riesca a sfamarne 40
(milioni). Come? Difficile dire, la gestazione della crisi è in campagna, lo
sviluppo in città, a Buenos Aires. Le tasse sull'export di materie prime sono
l'oggetto di una protesta dagli esiti imprevedibili. L'aliquota per la soia,ad
esempio, aumentata in marzo dal 35 al 44%, ha scatenato una crisi che potrebbe
scardinare la stabilità macrofinanziaria faticosamente raggiunta. In una tersa
giornata d'autunno australe centinaia di camion fermi bloccano una delle
principali arterie di comunicazione che dovrebbe consentire il rifornimento di
latte, carne, prodotti agricoli e combustibili diretti verso la capitale Buenos
Aires. Agricoltori-camionisti (gente che produce, trasporta e consegna) e
agricoltori, ruralistas a queste latitudini, contro il Governo. Disposti a
tutto: a mettere in scena l'inaccettabile svuotamento a terra dei camion cisterna
carichi di latte ( in un Paese dove non tutti i bimbi se lo possono
permettere), a provocare il collasso nazionale pur di annullare il
provvedimento applicato dal presidente Cristina Fernandez de Kirchner. Nei 4
anni di crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime sui mercati
internazionali, i ruralistas, secondo la presidenta, "hanno incamerato
guadagni da capogiro, effettuando operazioni speculative capaci di generare una
rendita del 30% in soli sei mesi". Secca la replica dei ruralistas:
"No, solo un po' di ossigeno, una ripresina arrivata dopo anni
durissimi". E quel che è peggio il Governo ha agito in modo dispotico,
senza concertare troppo una decisione di politica economica così importante.
Per non parlare dell'inflazione, ormai al 30%, che l'Esecutivo si ostina a
sottostimare. Posizioni distanti che provocano un'escalation di tensione
ritmata dai cacerolazos (concerti di pentole e coperchi) organizzati a giorni
alterni da avversari e sostenitori del Governo nelle vie centrali
di Buenos Aires. Difficile dire come finirà. Due ipotesi: un progressivo
rientro delle proteste o un acuirsi della crisi che delegittimerebbe il
Governo. Molti di loro, qui a Gualeguaychù, hanno facce italiane, alcuni
portano cognomi italiani: Eduardo Buzzi e Alfredo De Angeli sono due dei leader
della protesta. José e Raimundo, all'ora di pranzo, abbassano una ribaltina
laterale, proprio a fianco dei serbatoi del camion, un bisonte della Scania, e
cucinano un invitante asado. " La ruta es asÍ, hay que andar equipado
", questa è la strada, bisogna viaggiare attrezzati. L'insalata è già
pronta e l'immancabile fiasco di rosso Malbec trionfa a centro tavola, anzi no,
a centro ribaltina. Accomodati su due sedie da campeggio i camioneros ci
"ricevono" un'ora dopo, a fine pranzo. José, solo dopo aver acceso un
sigaro, accetta di spiegare il conflitto più inspiegabile dell'attualità
latinoamericana. "Si è vero, ci sto rimettendo dei soldi, ma sono solidale
con i proprietari terrieri perché in fondo facciamo parte della stessa filiera
di produzione. Se loro vengono tassati ingiustamente, producono e consegnano
meno. Quindi anch'io sono penalizzato". Cosa non convince della coppia
Kirchner? "Ci hanno insultato, ci trattano da nostalgici, fanno intuire
che preferivamo la dittatura; in verità le tasse così alte sono
ingiustificabili, soprattutto se l'Esecutivo distribuisce dei sussidi ai
disoccupati, disincentivandoli a lavorare". Dai camionisti ai produttori,
le ragioni del muro contro muro cambiano di poco. Patricio Gaynor, 60 anni, nonni
irlandesi, 720 ettari di proprietà, una vita di lavoro spesa "en el campo
", in campagna, dice chiaramente che i problemi sono sorti "con il
ritorno della democrazia, nel 1983". "è vero, la strada è quella
della democrazia, ma da allora molti lavoratori hanno abbandonato la campagna
ed è stato più difficile lavorare. La soia? Certo è un cambiamento
significativo, ma il Governo deve capire che il settore agroindustriale ha dei
cicli e spesso le decisioni della Casa Rosada peggiorano le cose". Agli
antipodi la posizione del-la presidenta: quella attuale è "la crisi
dell'abbondanza", la rivolta delle 4x4, e in questi giorni va in scena il
tentativo di riproposizione, da parte dei ruralistas, di un modello oligarchico
di agroesportazione. Un'interpretazione super partes arriva da Aldo Ferrer, uno
degli economisti argentini più conosciuti. "La drammatica depressione
economica che ha trascinato l'Argentina in fondo al baratro nel 2001 - spiega -
dovrebbe insegnare che il boom della soia e persino le conseguenti aliquote
mobili (che variano in funzione dei prezzi delle materie prime) sono
un'opportunità per tutti: il settore agricolo può contestare le misure del
Governo ma ha l'obbligo di integrarsi nell'economia argentina, cosi come accade
per il settore industriale e per il terziario. E quindi contribuire allo
sviluppo integrato del Paese, creando valore aggiunto e rafforzando la filiera
di produzione. L'agricoltura non è un segmento che si inserisce nel mercato
mondiale delle materie prime per godere di assoluta extraterritorialità.
Altrimenti il rischio è che si riproduca in eterno la "maledizione delle
materie prime". Ovvero la dipendenza di un Paese dalle fluttuazioni dei
prezzi sui mercati internazionali". Al di là dei termini della disputa -
le accuse di egoismo mosse dal Governo ai ruralistas e quelle di voracità
fiscale replicate dai ruralistas al Governo gli effetti dello scontro sono già
tangibili: code ai distributori di benzina, latte e carne che iniziano a
scarseggiare nei supermercati. Insomma, il boom economico argentino- il milione
di auto nuove vendute negli ultimi 4 anni, i ristoranti da 200 pesos (43 euro)
sempre pieni, i tassi di crescita del Pil a livelli cinesi, un avanzo primario
del 5%, la disoccupazione ai minimi storici e i 50 miliardi
di dollari di riserve della Banca centrale- potrebbe essere soffocato dalla
propensione politica degli argentini all'autoflagellazione. "Di certo
questo è lo spettacolo più bizzarro cui si possa assistere ", dice Manuel
Mora y Araujo, analista politico e direttore di Ipsos. Professore, che
succede? "Dopo la depressione economica del 1999-2002, i quattro anni più
drammatici della storia economica argentina, è in corso una lunga fase
congiunturale di cui tutti potrebbero beneficiare. Eppure tutti sembrano impegnarsi
per affossare ancora una volta un Paese così ricco di risorse e di
opportunità". roberto.darin@ilsole24ore.com PARADOSSI SUDAMERICANI Strade
bloccate, code ai distributori, latte rovesciato, carne che scarseggia: lo
scontro mette a repentaglio il benessere ritrovato del Paese.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
MONDO data: 2008-06-29 - pag: 7 autore: LENTE D'INGRANDIMENTO Dopo l'ennesimo
scandalo per corruzione che ha travolto il vertice Banca d'Indonesia in cerca
di riscatto di Riccardo Sorrentino è stato governatore per cinque anni, fino ad
aprile. Ora rischia l'ergastolo. Forse riuscirà a evitarlo, ma la carriera di
Burhanuddin Abdullah alla Banca d'Indonesia (Bi)si sta chiudendo nel peggiore
dei modi: un processo per corruzione lo ha travolto, coinvolgendo direttamente
la Banca centrale di Jakarta, chiamata a risarcire i danni. Il dibattimento è
iniziato mercoledì, ma Burhanuddin è in carcere da aprile. Per qualche tempo ha
gestito la Banca centrale dietro le sbarre, poi è stato sostituito dal ministro
per l'Economia Boediono. L'accusa è di aver usato 10,8 milioni di dollari, prelevati da un fondo della Bi per due scopi: corrompere membri
del Parlamento impegnati nella riforma della Banca centrale e aiutare alcuni
suoi funzionari sotto processo per abuso dei fondi di emergenza. Tra questi,
l'ex governatore Soedrajad Djiwandono, triste protagonista della crisi asiatica
del '97-98,e il predecessore di Burhanuddin, Syahril Sabirin, anche lui
arrestato - nel 2000- mentre era in carica. Burhanuddin si è difeso
coinvolgendo l'intero direttivo della Banca centrale: la decisione di usare i
fondi sarebbe stata collegiale e avrebbe avuto lo scopo di accelerare le
riforme per evitare così incertezze economiche durante il lungo iter
parlamentare. I magistrati hanno però arrestato solo due funzionari della Banca
d'Indonesia, Rusli Simanjuntak, responsabile delle relazioni esterne, e Oey
Hoey Tiong,dell'ufficiolegale, insieme a due politici. Altri personaggi
eccellenti sono stati coinvolti, ma stranamente non sono stati toccati: tutti i
vicegovernatori della Banca centrale e tra questi, soprattutto, Auali Pohan,
genero del presidente dell'Indonesia, quel Susilo Bambang Yudhoyono che ha
dichiarato guerra aperta a tangenti e abusi di potere e ha istituito la potente
Kpk, la Commissione per l'eliminazione della corruzione, ormai accusata però di
usare due pesi e due misure. La corruzione, la piaga del Paese, non risparmia
quindi nessuno: non chi vuole lottare contro di essa,e neanche la Banca
centrale, che altrove - ma non dappertutto - viene messa al riparo da mazzette
e abusi di potere. Ora tocca a Boediono rimettere le cose a posto, ed è compito
difficile. I suoi tre predecessori sono coinvolti in scandali scabrosi: due
sono stati arrestati mentre erano in carica, il terzo è ancora ricordato per i
danni che procurò durante la crisi asiatica, quando la popolazione si ribellò-
e trucidò molti cinesi considerati " ricchi" - esasperata dalle
difficoltà economiche e dall'odio etnico. "Sono vecchio, lasciate che i
giovani prendano quel posto", avrebbe detto il 65enne professore, quando è
stato designato. è stato scelto anche per la sua modestia personale, oltre che
per le sue competenze economiche. Serviranno molto. Il sistema finanziario del
Paese è ancora debole, "non è adeguato- ha detto il governatore - a
sostenere una crisi" che "può arrivare in qualunque momento". Le
vicende del '97-98 hanno poi sollevato il coperchio su una situazione
imbarazzante: violazioni di regole, bilanci truccati, "una proprietà di
aziende e banche sottolinea il Fondo monetario
internazionale- opaca e concentrata su un piccolo numero di persone, ben
collegate politicamente, e capaci di manipolare il sistema ".La Banca
d'Indonesia ha migliorato le sue capacità di controllo, ma l'ultimo scandalo
sta rivelando come fossero condotti i suoi due principali impegni: la riforma
della Financial Service Authority, la vigilanza, e la ristrutturazione del
sistema bancario. Sotto la guida di Boediono, la Bi ha comunque già cambiato
marcia. Anche in politica monetaria: il governatore è considerato un falco e,
dopo molte colombe, in tanti si aspettano una rapida stretta di fronte a
un'inflazione al 10,4 per cento. Boediono ha presto deciso un rialzo da 0,25
punti all'8,50% e ha fatto chiaramente capire che intende usare anche altri
strumenti, al di là dei tassi ufficiali. Il governatore sembra quindi pieno di
buone intenzioni. E non si è certo nascosto dietro un dito: anche lui - ha
ammesso - è stato coinvolto, quando era direttore della Banca centrale, in un
precedente scandalo sui fondi d'emergenza. "Giuro però che non ho preso
denaro", ha detto con la sua consueta calma, in Parlamento. L'Indonesia è
fatta così. riccardo.sorrentino@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-29 - pag: 4 autore: CLASSIFICA MONDIALE
Ft: sette aziende italiane tra le top 500 Eni, Intesa Sanpaolo, UniCredit,
Enel, Generali, Telecom e Fiat. Sono sette le imprese italiane presenti nella
classifica delle 500 società più grandi al mondo. Una graduatoria stilata dal
Financial Times sulla base della capitalizzazione di mercato al 31 marzo 2008.
A far la parte del leone, nello scenario mondiale, rimangono le corporation
americane (169 imprese), seguite da quelle britanniche (35) e cinesi (25). La
prima azienda italiana presente in classifica è l'Eni, 36esima, con una
capitalizzazione di 137 miliardi di dollari. Seguono Intesa Sanpaolo, 69esima;
UniCredit, al 70esimo posto; Enel, in 100esima posizione (in crescita rispetto
alla 113 del 2007). Generali si posiziona invece al 106esimo posto; Telecom al
221esimo mentre Fiat trova spazio al 316esimo posto. A
livello globale le variazioni rispetto al 2007 sono legate alla crisi dei mutui
subprime e all'impennata dei prezzi del greggio. Nel giro di un anno, infatti,
il settore petrolifero ha quasi sorpassato quello bancario, con l'americana
Exxon Mobil che si conferma in vetta alla graduatoria globale, seguita dalla
cinese Petrochina, dalla General Electric e Gazprom.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-29 - pag: 4 autore: ANALISI Il fiammifero
e la benzina di Donato Masciandaro u Continua da pagina 1 A ben vedere, le due
cause di turbolenza hanno una radice comune:l'eccessiva capacità di
indebitamento ( leverage) del settore finanziario non bancario.Nel caso delle banche statunitensi, e anche di quelle non americane ma con
vocazione internazionale, l'incertezza sullo stato dei conti nasce dall'intreccio
complesso ed opaco che tale sistema ha finito per costruire con il settore
finanziario non bancario: mercati dei derivati, veicoli speciali,hedge funds.
Negli Stati Uniti il settore bancario tradizionale, che gestendo il sistema dei
pagamenti e del credito veicola e influenza volume e distribuzione del reddito
del settore reale, è guardato con diffidenza,a causa dell'incertezza su quando
e dove sia allocato il rischio. L'incertezza nasce dal fatto che nel settore
finanziario non bancario sono state assunte dosi eccessive di rischio,
indebitandosi, senza i necessari presidi in termini di capacità patrimoniali di
gestire il rischio stesso in caso di difficoltà. La leva finanziaria è
eccessiva. Nel caso del mercato delle materie prime, è in corso un dibattito
acceso per determinare il peso che il mercato dei derivati – la cosiddetta
speculazione – sta avendo nel rialzo forte e prolungato delle prezzo di tali
materie prime. Nessuno però mette in dubbio che lo sviluppo rapido e sensibile
delle attività in derivati un ruolo indubbio lo abbia, e che tale sviluppo
abbia i suoi fondamenti in una capacità di indebitamento che – di nuovo –non
apparecorrelata a presidi patrimoniali robusti. Di nuovo,la leva del debito
appare eccessiva. Occorre dunque ridurre la propensione al debito che alimenta
la cosiddetta finanza strutturata. In primo luogo, occorre subito cambiare le
regole che, direttamente o indirettamente, consentono alla finanza strutturata
di alimentarsi senza adeguate coperture. In secondo luogo, occorre
progressivamente e dolcemente innalzare la struttura dei tassi di interesse.
Anche i ciechi riconoscono che la politica ventennale di tassi di interesse
bassi e piatti, unita alla crescente competizione sui mercati, è la causa
principale della piramide di carta finanziaria da cui nascono tutte le
preoccupazioni. Tassi bassi e competizione hanno rappresentato un incentivo
formidabile a cercare rendimenti più alti, indebitandosi: la capacità di
“prezzare” il rischio è andata a rotoli. Occorre riequilibrare la struttura dei
tassi, ma gradatamente, per non creare traumi sia al settore a rischio, ma
soprattutto alla parte reale dell'economia, per evitare che questa diventi una
sorta di “ostaggio” della finanza strutturata, creando una situazione paradossale.
Infatti oggi sta accadendo l'esatto contrario di quello che dovrebbe accadere.
Sul piano delle regole, si stanno accentuando gli intrecci tra settore bancario
e finanza non bancaria. In marzo la Fed ha salvato una società finanziaria, con
la ragione che era “too interconnected” con le banche, e paventando effetti di sistema. Salvataggio accolto con gli
applausi unanimi, per cui la banca centrale americana sembra aver deciso di
continuare; si parla di un allargamento del perimetro delle possibilità di salvataggio
utilizzando il settore private equity. Non sono queste le regole di cui
il sistema bancario e finanziario americano ha bisogno ma sono quelle che fanno
comodo a quella comunità finanziaria che, affetta da leva eccessiva, sta
cercando di ottenere rimedio a basso costo. Nello stesso tempo, i tassi di
interesse devono rimanere bassi e stabili, per le medesime ragioni. è felice la
lobby finanziaria, sono felici i politici – tanto con una retata del Fbi si
soddisfa il popolo bue – ed è felice la Fed, magari più avanti premiata con una
bella riforma della vigilanza che ne aumenti poteri e prestigio. Insomma, le
braci sempre accese nella finanza internazionale (rischi di crisi) hanno una
spiegazione: i fiammiferi sono sempre a disposizione (assenza di regole) e la
benzina non manca (tassi bassi). E gli applausi continuano.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-29 - pag: 4 autore: Critiche alla stretta
Bce anche dalla Germania Per il ministro Steinbrueck rischia di frenare la
crescita Nicola Borzi Simone Filippetti Il crollo che hanno subito i mercati
finanziari negli ultimi sei mesi trova pochi precedenti: le tensioni sono state
innescate dalla convergenza di fattori di breve, medio e lungo periodo come la
crisi del credito, i dati macroeconomici negativi e l'inflazione in ripresa per
i prezzi record del petrolio e delle materie prime. Uno scenario che è
peggiorato nelle ultime settimane, come ha ricordato venerdì scorso il
governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi:"Nell'ultima settimana e
mezzo la situazione dei mercati finanziari è stata più difficile. In
quest'ultima fase le cose sono andate più sul lato della fragilità che su
quello della stabilità. La situazione è critica, sta ancora proseguendo e
nessuno può dire quanto durerà". In questo scenario la Banca centrale europea
giovedì prossimo, con molta probabilità secondo gli analisti, potrebbe
aumentare i tassi di interesse. Ma questa volta la decisione non sembra
semplice. A sorpresa infatti la Germania si schiera contro l'aumento del costo
del denaro: rischia di danneggiare la crescita, secondo il ministro delle
Finanze Peer Steinbrueck, del partito socialdemocratico, che rompe così con la
tradizionale linea rispettosa dell'indipendenza della Bce tenuta da Berlino e
si unisce a Spagna e Francia nel chiedere una tregua a Francoforte. Ma, secondo
gli operatori, il rialzo di giovedì prossimo potrebbe non essere l'unico. I
mercati, di fatto, continuano ad aspettarsi una seconda stretta entro fine
anno. A poco sono valse le parole di Trichet (non stiamo preparando una
"serie" di aumenti) e di Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato
esecutivo, che si è spinto fino a spiegare che una sola manovra sui tassi,
quella appunto di giovedì, "dovrebbe bastare". Domani intanto si
chiuderà un semestre da dimenticare: i mercati azionari, secondo i dati più
recenti della Federazione delle Borse mondiali (Wfe), hanno già bruciato nei
primi mesi del 2008 più di 5mila miliardi di dollari di capitalizzazione. I
trend, come sempre, sono enormemente diversi tra mercato e mercato e tra
settore a settore.Alle chiusure del 27 giugno, in attivo sono rimaste poche
Borse, come quella di San Paolo del Brasile (+0,68%da inizio anno).La peggiore
è stata Shanghai (- 47,8%) (si veda tabella in pagina). Anche sui mercati del
reddito fisso gli ultimi mesi non sono sta-ti facili, con la crescita
dell'avversione al rischio che ha fatto impennare a più riprese i costi di
finanziamento degli emittenti corporate, colpendo in maniera più pesante quelli
con i rating più bassi. Per motivi diversi,legati all'avversione al rischio e
all'inflazione, anche i rendimenti dei titoli di Stato sono decollati. Alla
base della crisi ci sono state le tre tsunamiche hanno investito i mercati
monetari a settembre e dicembre 2007 e ancora a marzo scorso. Difficoltà
registrate da tre picchi degli indici che misurano il premio per il rischio
monetario, con lo spread tra il Libor e l'indice Ois (Overnight indexed swap)
che in tutte e tre le occasioni si è rapidamente impennato oltre i 100 punti
base per poi placarsi. La causa del primo sconquasso fu la crisi dei mutui
subprime, la molla del secondo è stata individuata dagli analisti nei problemi
di liquidità sul mercato del dollaro, il detonatore del
terzo nei timori per la stabilità di alcune grandi banche
internazionali. Timori che, nonostante gli sforzi delle Autorità di controllo e
delle Banche centrali, non possono essere considera-ti affatto scomparsi, come
dimostra il livello tuttora elevato (tra 60 e 80 punti base) dell'indice di
premio per il rischio. Ma se le reali dimensioni del rischio trovano
opinioni dissenzienti, a mettere tutti d'accordo è la previsione che i prezzi
di energia e materie prime resteranno a lungo su livelli record, impattando
sulle prospettive economiche di medio periodo. Quello delle commodity è un
super-ciclo che vede rialzi vertiginosi per quasi tutte le materie prime: dal
2002 i prezzi di cereali e oleaginose sono più che raddoppiati, le quotazioni
dei metalli industriali sono triplicate e quelli del petrolio più che
quadruplicati. Solo nell'ultimo anno il mais segna + 112%,il grano +50%, la
soia +90%, il caffé +34%, il rame +13%, l'oro +37% e il greggio è vicino al
raddoppio. è vero che nel secondo trimestre 2008 i flussi finanziari verso le
materie prime hanno mostrato una forte frenata e in alcuni mercati, per la
prima volta da molti mesi, sono stati registrati deflussi netti. Tuttavia, sul
fronte più caldo, quello del petrolio, gli squilibri restano intatti: i Paesi
emergenti sono responsabili del 95% dell'aumento della domanda dal 2003 a oggi.
Intanto la Cina si prepara a uno storico sorpasso sugli Usa: dal 2010 diventerà
il primo consumatore mondiale di energia. A fronte di tutto ciò, dal 2005 la
produzione Opec è calata del 2% e quella dei Paesi produttori non aderenti al
cartello non si è adeguata alle attese. Wall Street vede l'Orso Venerdì
pomeriggio a Wall Street i trader hanno guardato i monitor e si sono accorti
della brutta notizia. Questo è il peggior semestre in Borsa degli ultimi 26
anni. Nella prima metà del 2008 il Dow Jones è sceso sulla soglia degli 11.300
punti e ormai molti credono che a questo punto l'indice può franare fino a
11mila punti. Lì si apriranno mille incognite, ma di sicuro c'è che Wall Street
è a un passo dall'ingresso ufficiale nell'Orso,fase di prevalenti e prolungati
ribassi di Borsa che tecnicamente scatta quando un indice chiude in calo del
20% rispetto ai massimi. L'indice di Morgan Stanley Msci World da gennaio a
giugno è sceso dell'11,7%e per trovare un risultato peggiore bisogna torna
indietro al 1982. Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, i tre principali indici della
Borsa Usa, hanno perso circa il 14% ciascuno, mentre l'indice delle materie
prime Reuters- Jefferies Crb è salito del 30%, il rialzo più forte dal 1973,
l'anno dello shock petrolifero. Il Dow Jones ha perso oltre il 10% nel solo
mese di giugno, il peggior calo mensile dal 1930. è l'anatomia di una crisi che
sta mandando al tappeto i mercati finanziari Usa: l'inarrestabile boom del
petrolio,con l'oro nero sopra i 140 dollari al barile spinto dal continuo
indebolimento del biglietto verde, compromette un'economia già alle prese con
una crescita debole che per molti assomiglia a una pseudo- recessione.
L'America,a giudicare dalle parole della Federal Reserve il faro per i mercati
globali, rischia la stagflazione: i prezzi salgono mentre il Pil (+1% l'ultima
rilevazione) è asfittico.Negli Usa l'impennata dei costi dei carburanti si sta
scaricando su aziende e famiglie (queste ultime già tartassate dai
pignoramenti), mentre la crisi finanziaria sta minando alle fondamenta le grandi
banche d'affari, epicentro della crisi. Non a caso,
tra i peggiori dieci titoli di Wall Street da gennaio a oggi, otto sono
istituti di credito e finanziarie. Il big Lehman Brothers ha bruciato più della
metà del suo valore in soli sei mesi (-65%). Non vanno meglio le banche commerciali: Citigroup è scivolata ai minimi da dieci
anni, mentre Washington Mutual ha perso il 61 per cento. Meno sofferente invece
il sistema bancario italiano che – come ha sottolineato il direttore generale
della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, in un intervento a Zurigo alla
Camera di commercio italiana per la Svizzera – "ha fronteggiato
relativamente bene l'impatto delle turbolenze sui mercati creditizi e
finanziari, ma che deve ancora affrontare sfide di natura più strutturale".
Bilancio da dimenticare: pioggia di vendite su tutti i listini che in termini
di capitalizzazione bruciano più di 5mila miliardi di dollari IL SEMESTRE DELLE
BORSE Ministro tedesco, Peer Steinbrueck REUTERS.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-29 - pag: 17 autore: Sud America. Profitti
operativi da record Brasile batte Italia per i modelli Fiat Andrea Malan Qual è
il Paese dove si vendono più auto con il marchio Fiat? La domanda sembra
banale, ma la risposta non lo è: è il Brasile. Lo aprile, infatti, il maggiore
mercato sudamericano ha assorbito oltre 55mila auto della marca torinese contro
le 53mila dell'Italia. Stesso risultato a maggio: 54mila contro 51.600. La
tendenza in atto – crescita per il Brasile, frenata qui da noi – rende dunque
possibile, se non probabile, un sorpasso anche nell'arco dell'intero 2008 (già
nell'intero 2007, del resto, il distacco non era enorme: 603mila
immatricolazioni in Italia contro 526mila in Brasile). Contando anche i marchi
Alfa Romeo e Lancia – praticamente assenti in Sudamerica – l'Italia mantiene
naturalmente la testa. Ma non è detto che a medio termine il rapporto di forze
non si ribalti del tutto: per tutti i costruttori europei, la crescita viene
ormai soprattutto dai Paesi emergenti. E di questi, i cosiddetti Bric (Brasile,
Russia, India e Cina) sono di gran lunga i più rilevanti. Fiat ha però un punto
debole: dei quattro big, il Brasile è l'unico in cui abbia una posizione di
forza. L'anno scorso è stata leader di mercato davanti a Volkswagen e General
Motors, posizione che ha conservato nel 2008. In India e in Russia sta cercando
di "sfondare" con due partner locali – Tata e Severstal –, mentre in
Cina ha abbandonato il socio Nanjing per puntare sulla possibile joint venture
con la Chery; intesa che però sembra ancora lontana dal decollo. La filiale
brasiliana è tanto più importante per il Lingotto in quanto garantisce una
percentuale stimata tra l'80 e il 100% dei profitti di Fiat Auto; nel 2007, per
esempio, a detta dello stesso Sergio Marchionne ha prodotto un utile operativo
di quasi 800 milioni di euro, praticamente lo stesso livello dell'intera Fiat
Auto. Anche per questo l'andamento del mercato carioca è sotto la lente di
tutti gli osservatori del gruppo torinese. Negli anni 90, per esempio, il
crollo delle vendite di auto in Brasile tra il 1997 e il 1999 fu una delle
cause della crisi Fiat precipitata poi nel 2001/2002. Per ora la congiuntura
del Brasile non desta eccessive preoccupazioni. L'anno scorso il mercato delle
autovetture era cresciuto del 27,7% a quasi 2 milioni di vetture; con il suo
+30,7%, Fiat ha fatto meglio e ha aumentato la sua quota. Nei
primi 5 mesi del 2008 il ritmo di espansione delle vendite è addirittura
accelerato al 33% (+31,5% per Fiat). A maggio, è vero, c'è stato un
rallentamento sia per il mercato (+22%, con un calo in termini assoluti
rispetto ad aprile) che per Fiat (+12,9%). Il rischio è che la banca centrale
brasiliana intervenga sui tassi di interesse, per contenere le tensioni
inflazionistiche: le vendite di auto, in gran parte effettuate a
credito, potrebbero risentirne. Lo stabilimento di Betim dovrebbe battere
quest'anno il record di produzione di 570mila unità, raggiunto nel 1997, e
viaggia ormai da tempo oltre il 100% della capacità produttiva. Fiat ha
riaperto quest'anno la fabbrica argentina di Cordoba – chiusa ai tempi della
crisi dei primi anni 2000 – proprio per liberare capacità in Brasile, e ha
acquistato qualche mese fa dalla Chrysler un impianto di motori, sempre in
Brasile. IL SORPASSO Il Sud America continua a tirare e da aprile è diventato
il mercato leader per la marca ammiraglia del Lingotto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-06-29 - pag: 23 autore: Banche. L'ente
vende la propria quota di minoranza per timore di nuove svalutazioni La fondazione
Profond lascia Ubs Lino Terlizzi ZURIGO La fondazione zurighese Profond ha
ceduto la quota in Ubs. Due milioni e 300mila azioni, che ai valori attuali di
mercato rappresentano circa 52 milioni di franchi, cioè circa 32 milioni di
euro. Cifre non enormi se rapportate alla scacchiera complessiva della maggior
banca elvetica. Ma la mossa di Profond è comunque significativa, perché in
questa fase difficile il vertice di Ubs avrebbe bisogno di tutti gli appoggi
possibile, anche da parte di azionisti minori. E perché la fondazione guidata
da Herbert BrÄndli, una delle voci della opposizione, sembrava in buona misura
soddisfatta dopo le misure annunciate durante l'assemblea dell'aprile scorso.
Profond, attiva nella gestione di fondi della previdenza professionale, aveva
appoggiato alcune richieste della società di investimento britannica Olivant,
tra cui il maggior ruolo dell'amministratore delegato di Fiat, Sergio
Marchionne, poi diventato vice presidente non esecutivo di Ubs, e la riduzione
del peso dell'investment banking, sede delle perdite legate
alla crisi dei mutui Usa. BrÄndli aveva anche chiesto un aumento di capitale
aperto a tutti gli azionisti e dopo l'emissione obbligazionaria riservata a due
fondi sovrani (uno di Singapore e uno mediorientale) questa richiesta di fatto
era stata accolta dal nuovo vertice Ubs guidato da Peter Kurer. Questi è
subentrato a Marcel Ospel, le cui dimissioni pure erano state chieste con
grande forza da Profond e da altri fondi. Mentre Olivant, pur rimanendo per
alcuni aspetti critica sulle strategie Ubs, nei giorni scorsi ha annunciato
l'aumento della sua quota dall'1,1% al 2,5%, Profond invece ha deciso di uscire
dal capitale della banca. "Abbiamo perso fiducia in Ubs – ha spiegato
BrÄndli ai microfoni della televisione svizzera – noi puntiamo sulle società,
non siamo speculatori di Borsa. Questo significa che una società deve essere
ben amministrata, deve garantire buoni risultati sul lungo periodo. Ubs non ci
dà più questa garanzia". Profond dunque è uscita in una fase in cui
sorgono nuovamente voci su altre eventuali svalutazioni legate all'immobiliare
Usa e su un interesse, peraltro non confermato, della britannica Hsbc ad
acquisire quote importanti di Ubs. Nelle ultime settimane, inoltre, la banca
rossocrociata ha dovuto affrontare il capitolo di un suo ex manager coinvolto
negli Usa in un caso di maxi evasione fiscale e le accuse delle autorità del
Massachussets per l'ipotesi di operazioni scorrette nella vendita di
obbligazioni. Dopo l'assemblea del mese di aprile il titolo del gruppo Ubs
aveva recuperato terreno, ma nelle ultime settimane è sceso nuovamente e
venerdì sera ha chiuso a 22,40 franchi. Un anno fa l'azione oltre il triplo,
circa 70 franchi. Il vertice di Ubs ha ribadito recentemente che si sta lavorando
sulla via del rilancio e la Banca nazionale svizzera ha dato un giudizio
positivo sulle misure prese dall'istituto. Tuttavia il titolo Ubs, come altri
del settore, per ora non ha ripreso velocità. Molti operatori attendono segnali
di ripresa prima di muoversi. LA MOTIVAZIONE Il numero uno BrÄndli:
"Abbiamo perso la fiducia; una società deve essere ben amministrata e
garantire risultati nel lungo periodo".
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-30 num: - pag: 6
categoria: BREVI La scheda L'operazione La giunta Albertini
nel 2005 decise di rifinanziare alcuni vecchi mutui da 1.680 milioni con i bond
Le indagini Quattro banche - Deutsche Bank, Depfa Bank, JP Morgan e Ubs - sono
accusate di aver truffato un centinaio di milioni al Comune Il costo Secondo il
Pd il buco sui derivati sta costando 500 euro ad ogni famiglia.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-30 num: - pag: 1 autore: di
GIUSEPPE DE RITA categoria: REDAZIONALE CITTADINI E POLITICA RILANCIARE LE
SPERANZE P iù paure che speranze, questo è il nodo di psicologia collettiva cui
si va impiccando la nostra attuale società, sempre più pervasa da paure,
inquietudini, preoccupazioni, ansie di ogni tipo; mentre le speranze sono
poche, e la speranza (al singolare, cioè da tutti condivisa) resta una non
praticata virtù teologale, estranea e lontana. Governare una società di tal
fatta è impegno di maledetta difficoltà e pericolosa ambiguità. La gente si
ingabbia nelle sue singole paure ed esprime delle emotive pretese di pronta e
specifica risposta ad ognuna di esse: per la paura di aggressioni, scippi e
rapine chiede più forze dell'ordine ed addirittura l'esercito; per le paure
destate dagli immigrati, chiede controlli, espulsioni, galera; per l'ansia del
precariato dei figli, chiede pubblico consolidamento dei rapporti di lavoro; per la paura di non aver casa e/o non poter pagare le rate del
mutuo vuole un deciso intervento statale di social housing; per la paura della
vecchiaia e del connesso declino psicofisico, chiede una politica di
long-term-care; per l'ansia delle morti sulle strade chiede una forte
repressione istituzionale contro droghe ed alcol; per l'inquietudine
creata dai rifiuti non raccolti e non trattati pretende commissari
straordinari, poliziotti ed esercito. E via via, senza allungar troppo
l'elenco, si arriva a paure e domande più sofisticate: per paura della
globalizzazione si esprime voglia di protezionismo; e per la paura dell'egoismo
dei localismi si ritorna alla fiducia nello Stato centrale. Questo proliferante
flusso di paure e di correlati interventi pubblici non è per ora bilanciato da
un po' di speranza collettiva, o almeno di egoistiche speranze individuali; e
neppure da una interpretazione di sintesi di quel che si vuole e quel che si
fa. Il motto prevalente sembra il banale "io speriamo che me la cavo
" degli impauriti studenti della maturità, motto del tutto regressivo in
termini di impegni orientati al nuovo e al futuro. Dalle tante paure nascono
allora altrettante domande di pura rassicurazione che facilmente, specialmente
in periodi elettorali, si declinano al singolare; diventando "domanda di
sicurezza ", termine magico, in nome del quale si coltiva, si ottiene, si
sfrutta il consenso. Ma siccome le pretese di sicurezza sono molteplici,
finiscono per essere molteplici e senza grande ordine le dirette risposte; con
una galleria di annunci e provvidenze che non fa una politica, mentre la loro
somma non fa una risposta socialmente convincente, anzi talvolta induce ad una
ulteriore sensazione di paura e di insicurezza. Ci vuole allora una cultura
istituzionale complessa unificando le varie azioni in un'unica prospettiva
politica: quella della "politica della sicurezza" sarebbe stata buona
se non fosse stata usata troppo e in modo sconnesso rispetto alle nostre intime
esigenze di coesione sociale e di qualità della vita. Lì intorno bisogna
comunque restare, ma forse la vera novità di risposta sarebbe quella di
rilanciare le speranze, anche se solo al plurale.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-06-29 - pag: 23 autore: Credito. Lettera
di intenti sull'alleanza Banca Italease trova l'accordo con la tedesca Dz
Alberto Grassani MILANO I tedeschi di Dz Bank non si sono affrettati. Per mesi
hanno osservato Italease, soppesato il rilancio del gruppo, seguito le vicende
giudiziarie sulla passata gestione. Ma ora, dopo la chiusura da parte della
Procura di Milano dell'inchiesta sull'ex amministratore delegato Massimo
Faenza, si sono decisi: l'ingresso della banca di Francoforte Dz nel capitale
di Italease è praticamente cosa fatta. Venerdì scorso Massimo Mazzega,
amministratore delegato di Italease, e Massimo Minolfi, direttore generale
dell'azionista Banco Popolare, sono volati in Germania a incontrare nuovamente
il numero uno del gruppo tedesco, Wolfgang Kirsch. Questa volta il viaggio è
stato determinate. Tanto che, secondo informazioni prive di conferma ufficiale,
i due manager sono tornati in Italia con la lettera di intenti per la
costituzione di un'alleanza industriale; documento che domani o martedì
dovrebbe essere approvato dai consigli d'amministrazione dei due istituti. Sul
contenuto dell'alleanza, per il momento, non filtra alcuna indiscrezione. La
lettera di intenti, studiata con la consulenza di Rothschild, prevede la
costituzione di un tavolo di lavoro condiviso per valutare l'operatività della
partenership strategica fra il leader italiano del leasing e il quinto gruppo
bancario tedesco. Quanto alle quote con cui Dz Bank entrerà nel capitale di
Italease, si può ricordare che il Banco Popolare ha detto di volere mantenere
in Italease solo la partecipazione del 20,04% vincolata al
patto di sindacato con Popolare dell'Emilia Romagna (6,19%), la Reale Mutua
(5,58%), la Popolare di Sondrio (3,54%) e la Popolare di Milano (1,61%). Mentre
ha più volte ribadito l'interesse a cedere la quota non vincolata al patto – il
10% di Italease – che agli attuali prezzi di mercato ha un valore di circa 100
milioni di euro. La porta d'ingresso di Dz Bank – che lo scorso anno ha
già mosso sull'Italia rilevando il 25% del capitale di Cassa Centrale –
dovrebbe essere questo 10% messo in vendita dalla popolare guidata da Fabio
Innocenzi. Un primo passo, sia perché tutti i grandi soci di Italease hanno in
portafoglio quote dell'istituto di leasing non vincolate al patto di sindacato,
azioni che potrebbero essere cedute rapidamente a Dz Bank, sia perché proprio
in attesa dell'alleanza industriale, il patto di sindacato di Italease (cui fa
capo il 36,96% del capitale) è stato rinnovato nei mesi scorsi solo sino al 28
febbraio 2009. In altre parole, lo spazio nell'azionariato per fare posto ai
tedeschi non manca e nei prossimi giorni si capirà meglio il ruolo del nuovo
partner di Italease. L'istituto italiano di leasing, che nel primo trimestre
del 2008 è tornato in utile per 15,4 milioni di euro e che nonostante l'aumento
dei costi di rifinanziamento ha confermato le prospettive di 170 milioni di
profitti per il 2010, sta peraltro procedendo sul proprio piano triennale di
rilancio. Anche, il progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare,
affidato all'advisor Lazard, sembra accelerare. Tanto che è già stata
individuata short list dei sei potenziali compratori per i 40 immobili del
gruppo bancario. Fra questi ci dovrebbero essere i francesi di Bnp, attraverso
Bnl fondi immobiliari, l'italiana Pirelli Re, probabilmente in alleanza con gli
americani di General Electric, quindi Lehman Brothers insieme al gruppo Hines,
il fondo Carlyle e due investitori privati. LE PROSPETTIVE La partnership
industriale andrà domani o martedì al vaglio dei consigli d'amministrazione dei
due istituti Il nuovo corso. Massimo Mazzega IMAGOECONOMICA.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare , Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore sezione:
NORME data: 2008-06-29 - pag: 22 autore: Diritto & finanza. Gli aspetti legali e le responsabilità degli operatori nei
"Malicious Mortgage" Mutui,truffe all'ombra della crisi
Furti d'identità e pochi controlli hanno facilitato le frodi Angela Manganaro
L'ultima truffa americana si ispira alla crisi delle famiglie che rischiano di
perdere la casa: il truffatore usa un prestanome per comprare immobili e
chiedere mutui. Ma la banca non avrà indietro neanche un dollaro. In
compenso, il prestanome di lì a poco gli suggerirà un possibile compratore: il
truffatore rimasto fino a quel momento nell'ombra, disposto a pagare meno di
quanto la banca ha sborsato. C'è anche questo tipo di frode tra quelle scoperte
dall'Fbi in "Mutuo maligno" ( Malicious Mortgage), l'operazione che
ha portato all'arresto di 406 persone da marzo alla settimana scorsa e che ha
avuto grande eco perché negli stessi giorni, in un'idagine separata, sono
finiti in carcere – poi rilasciati su cauzione– due fund manager della banca
Bear Sterns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin. Si indaga ancora su altri 1.400
casi sospetti. La nuova frode, che risulta tra gli "schemi emergenti"
che l'Fbi ha diffuso (si veda il grafico) si basa sulla vendita allo scoperto (
short-sale fraud), strumento lecito pensato per le persone in difficoltà
economiche che rischiano l'esproprio della casa (la home foreclosure, che è più
del pignoramento perché comporta un titolo esecutivo che dà il diritto alla
banca di sottrarre la casa al proprietario). Una frode che alligna in una
situazione di crisi economica e del settore, azzoppato dallo scandalo dei mutui
subprime – quelli ad alto rischio di insolvenza – esploso l'estate scorsa. Tra
gli schemi individuati c'è anche la frode dell'appaltatore che non riesce a
vendere case che costruisce e si procura perizie
gonfiate sul valore della casa. E la truffa dell'intermediario che dietro
commissione sottrae la casa al proprietario che ha firmato carte convinto di
poter evitare l'esproprio. "Mutuo maligno" si è concentrata su pesci
piccoli e medi: periti, agenti immobiliari, avvocati, costruttori, funzionari
di banca che nuotavano spensierati tra l'allentamento dei controlli e la
facilità nell'ottenere prestiti su internet, mentre dal 2000 i prezzi delle case aumentavano. L'operazione non sarebbe
potuta nascere senza il rapporto sulle segnalazioni sospette, un documento che
ogni anno le istituzioni finanziarie devono inviare alle autorità. Le frodi
scoperte grazie alle segnalazioni sospette sono passate da 6.936 del 2003 a
46.717 del 2007; nei primi otto mesi di quest'anno si è superata quota 43mila.
Negli Stati Uniti è stata decisiva una comunicazione che in Italia non ha
trovato ancora una forma definita: la segnalazione di operazioni sospette
dietro cui si possono celare operazioni antiriciclaggio e finanziamento al
terrorismo, che operatori e intermediari fanno da due anni grazie alle
direttive comunitarie recepite dal decreto legislativo 231/2007. Segnalazioni
che da noi ancora non decollano: troppo poche e di pessima qualità, ha denunciato
la procura nazionale antimafia. Essere indietro nella tecnologia, però, adesso
sembra un vantaggio. "Credo che tra le cause di questa crisi ci sia un mix
di alta velocità tecnologica e mancanza di controlli ex ante", spiega Ugo
Mattei, professore di Diritto civile all'università di Torinoe di Diritto
comparato all'università di Berkeley, in California. "Gli scandali
finanziari e lo scoppio delle bolle speculative in America sono caratterizzati
sempre da tempi velocissimi: società che entrano e escono dal mercato in tempi
molto rapidi". Ci sono state leggi che hanno favorito l'allentamento dei
controlli in questi ultimi anni? "Credo che la crisi non sia da imputare a
una legge in particolare. è stata più dovuta a un cambiamento culturale e a un
taglio dei finanziamenti all'organismo che doveva controllare, la Sec (la
Security exchange commission nata dopo il crack del 1929, che equivale alla
nostra Consob ndr). Ci sono state due ondate di deregulation prima con il
presidente Ronald Reagan, e poi all'inizio degli anni Novanta con George Bush
padre. C'è un normale periodo di adattamento in cui il sistema tiene perché
esiste comunque una consuetudine – tu sai che certi comportamenti non sono
ammissibili e ti comporti di conseguenza –. Poi quando si vede che i
comportamenti "allegri" non trovano una reazione istituzionale, le
cose cambiano". angela.manganaro@ilsole24ore.com BOOM DI CASI Le
segnalazioni sospette per meccanismi truffaldini sono triplicate nel giro di un
quadriennio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME data: 2008-06-29 - pag: 22 autore: INTERVISTA Scott Broshears
Responsabile Fbi "Negli Usa rete di 40 uffici per contrastare gli
illeciti" cott Broshears, coordinatore dell'unità frodi immobiliari S
dell'Fbi, 45 anni, da 15 lavora nella polizia federale Usa e da quattro si
occupa di frodi bancarie e ipotecarie, dal 2006 si è spostato nella sede
centrale, a Washington, per seguire le truffe sui mutui. Ha il compito di
tenere contatti con gli agenti che indagano sul campo, poi passa le
informazioni ai superiori. Ha coordinato l'operazione "Mutuo maligno"
che ha portato all'arresto di 406 persone che truffavano banche e clienti.
Signor Broshears,quante persone hanno lavorato all'operazione "Mutuo
maligno"? La nostra unità lavora con il dipartimento della Giustizia e
altre agenzie federali, tra cui il dipartimento Sviluppo urbano e edilizio, il
Fisco, la Polizia postale, l'Ufficio veterani: abbiamo coordinato i nostri
sforzi per dare priorità a indagini e processi che riguardavano le frodi
ipotecarie. è difficile quantificare il numero di persone coinvolte, ma tutti i
nostri uffici, così come quelli delle altre agenzie, sono stati messi a
disposizione di questa operazione. Quando e come sono iniziate le indagini?
Abbiamo scelto un periodo di tempo che va dal 1Úmarzo al 18 giugno. Abbiamo chiesto
a ogni agente di concentrarsi sulle frodi ipetecarie e coinvolto uffici e
procuratori generali in tutto il Paese per creare un impatto, e mandare un
messaggio ai truffatori: "Su questo tipo di illecito ora sta investigando
il governo federale, se continuate finite in tribunale ". Le indagini
continuano, nei prossimi mesi ci aspettiamo un alto numero di incriminazioni.
Quale era il meccanismo delle frodi ipotecarie? L'obiettivo
di "Mutuo maligno " erano le truffe su mutui dietro i quali si nascondeva
una frode di compratori, venditori, intermediari e altre persone implicate
nella procedura del prestito. Le frodi sono state possibili perché chi chiedeva
un mutuo alle banche forniva false documentazioni. Da marzo sono state
arrestate 406 persone. Come truffavano i clienti? Usavano i furti di identità?
Solo in alcuni casi. Più spesso le vittime sono le istituzioni finanziarie. In
qualche caso, i truffatori non raggiravano solo le banche, ma anche i
proprietari che stavano per perdere le loro case, convinti, dietro pagamento di
una commissione, di poter evitare l'esproprio della casa. In realtà, il
proprietario perdeva casa e denaro, e a volte ci rimettevano anche le banche.
Come è potuta accadere una truffa di queste proporzioni? è stato un accumulo di
diverse cose. Il boom del mercato immobiliare, tassi di interesse bassi, mutui
subprime hanno creato le condizioni adatte: le banche sono state sopraffatte
dalla quantità di richieste di mutuoe la qualità della procedura di rilascio
del prestito ne ha risentito. Chi voleva truffare ha potuto farlo con più
facilità. Nello stesso giorno in cui avete presentato l'operazione sono stati
arrestati due ex manager della banca Bear Sterns, Ralph Cioffi e Matthew
Tannin. Quella è un'operazione separata da "Mutuo maligno". Entrambe
però riguardano il problema del mercato dei mutui in Usa. I 406 arresti sono il
frutto di 145 indagini separate condotte da 40 uffici dell'Fbi. Sui giornali si
legge che in passato alcuni manager l'hanno fatta franca. I casi dell'Fbi sui
crimini di colletti bianchi hanno un alto tasso di condanne. Se abbiamo
abbastanza informazioni per formulare capi di accusa, di solito abbiamo prove
più che sufficienti per arrivare a una condanna. Cioffi e Tannin sono stati
scoperti grazie alle intercettazioni di email.è un metodo di investigazione
diffuso? Sono state intercettate anche le telefonate? Non ho informazioni su
quell'indagine. Posso dire che chiedere e ottenere un ordine di esibizione
delle email, quando si indaga su frodi societarie, è un metodo diffuso. Le
intercettazioni telefoniche sono un'altra cosa: c'è bisogno dell'autorizzazione
del tribunale e di molte più persone al lavoro. Dopo lo scandalo dei mutui
subprime e le frodi,gli americani hanno più paura di muovere denaro? Si fidano
di questo sistema di regole? Non posso fare commenti su questo. Posso dire, in
generale, che gli americani continuano a comportarsi come hanno sempre fatto.
Ma adesso sono più consapevoli dei rischi legati a un mutuo. Quante banche
europee sono coinvolte? Non so in questo momento quali istituzioni finanziarie
sono coinvolte e quali perdite hanno avuto. Gli agenti stanno investigando.
An.Man. "Le indagini continuano e ci aspettiamo ancora parecchie
incriminazioni" "Ora gli americani sono più consapevoli dei rischi
collegati a un finanziamento".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore sezione:
RISPARMIO E FAMIGLIA data: 2008-06-29 - pag: 29 autore: Strumenti. Con il Sepa,
l'area unica di pagamenti in euro, il sistema bancario subirà una vera
trasformazione Il denaro sarà senza frontiere In arrivo carte con microchip che
saranno valide sui circuiti internazionali PAGINA A CURA DI Debora Rosciani Il sistema bancario europeo sta vivendo una fase
di profonda trasformazione che non ha nulla a che fare con la crisi dei mutui
subprime. La trasformazione in corso, imponente ma poco visibile ai clienti
bancari, riguarda il processo che porterà alla creazione della Sepa, la Single
Euro Payments Area, il mercato integrato del sistema dei pagamenti. Cosa vuol
dire? Che i Paesi area euro dovranno, entro qualche anno, superare le
logiche individuali per dare vita (secondo una definizione della Sia-Ssb, uno
dei maggiori gestori delle piattaforme su cui transitano i pagamenti
elettronici) "a un'area domestica europea all'interno della quale privati
cittadini, imprese, enti pubblici, possano effettuare e ricevere pagamenti in
modo semplice e sicuro esattamente come se si trattasse di pagamenti
nazionali". Tanto per capire: le carte di debito valide solo sul circuito
nazionale (esempio, il Pagobancomat) non saranno più ammesse; è in corso la
loro progressiva sostituzione con carte dotate di tecnologia a microcircuito
valide anche sui circuiti internazionali (Maestro o VPay). Dunque, a processo
ultimato, in Europa sarà possibile,con un'unica piattaforma condivisa,
effettuare pagamenti in euro con strumenti alternativi al contante verso
qualsiasi beneficiario, partendo da un solo conto bancario o da una unica carta
di pagamento, con la medesima facilità con cui queste operazioni si eseguono
nel proprio contesto nazionale. In quest'ottica stanno investendo molto le banche,
per convertire carte di credito e bancomat, dotarsi di tutte le infrastrutture
tecnologiche e informatiche capaci di permettere il dialogo interbancario
transnazionale, informare la clientela dei nuovi codici bancari con i quali
compiere ogni operazione. Il punto della situazione è stato fatto recentemente
nel corso di un convegno organizzato dalla rivista specializzata Bancamatica,
sede nella quale si è cercato di capire il grado di adeguamento del sistema
bancario italiano agli standard europei, cosa è stato fatto, cosa manca da
fare. Per certi versi l'Italia guarda al mercato europeo dei pagamenti da una
posizione svantaggiata, dovuta al fatto che storicamente gli italiani
preferiscono l'utilizzo del contante agli strumenti di pagamento elettronici:
nel nostro Paese, ha spiegato Veronica Fucile dell'Ufficio sorveglianza sui
sistemi di pagamento della Banca d'Italia, ogni anno vengono effettuate 64
operazioni pro-capite con strumenti di pagamento alternative al contante,
mentre nell'Eurozona la media sale a 166. Le ragioni sono molte: le resistenze
da parte del mondo del commercio ad ac-cettare la moneta elettronica per
pagamenti di importo contenuto, la scarsa percezione da parte dei consumatori
degli oneri e dei rischi connessi all'uso del contante. Non solo. Il trend di
recupero che tentava di allineare l'Italia all'Europa si è interrotto, a causa
del sensibile aumento dei fenomeni di frode verificatosi tra il 2003 e il 2006,
circostanza che ha imposto un rafforzamento delle misure di sicurezza per prevenirli.
Il livello di attenzione è comunque alto in tutta Europa: il Rapporto
sull'implementazione delle misure di sicurezza per le frodi finanziarie non
cash divulgato dalla Commissione Europea dice che ogni anno si registrano 10
milioni di transazioni fraudolente. La questione potrebbe ritardare
l'adeguamento del mercato italiano dei pagamenti ai canoni europei. Il
dibattito sui prodotti innovativi che potranno essere offerti alla clientela
bancaria nell'ottica Sepa è comunque apertissimo. A parte la migrazione delle
carte di pagamento dalla banda magnetica alla tecnologia microchip, la strada
dell'innovazione dei processi di "dematerializzazione" dei sistemi di
pagamento èfocalizzata su alcune tipologie di servizio il cui sviluppo, secondo
gli addetti ai lavori, viene ritenuto decisivo per superare i dubbi di chi non
utilizza bancomat o carte di credito soprattutto per i micro pagamenti: i
Mobile Payments (pagamenti possibili con l'uso del telefono, proposta già
commercializzata da Poste Italiane) o le carte contactless ( letteralmente
senza necessità di contatto tra carta e terminale Pos o Atm). Intanto al 2010,
anno in cui l'area unica dei pagamenti in euro dovrà funzionare a pieno regime,
da qualche mese una nuova direttiva europea - la 2007/64/CE- ha armonizzato la
legislazione che regolamenta, nel mercato interno, l'offerta dei servizi di
pagamento: si tratta della Psd, Payment Services Directive, che definisce la
nozione di moneta elettronica, specifica le caratteristiche delle operazioni di
pagamento nell'ottica Sepa e rafforza gli obblighi informativi a carico degli
intermediari e dei fornitori dei servizi di pagamento. COSA CAMBIERà Le carte
di debito che adesso sono utilizzate soltanto in ambito nazionale (per esempio
Pagobancomat) verranno via via sostituite DISEGNO DI STEFANO TARTAROTTI.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-30 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Zapatero avverte la Bce: sui tassi più cautela Il premier spagnolo:
la Fed si è mossa in modo diverso, priorità alla crescita "è opinabile se
ci sia o no crisi, parlerei di rallentamento Quest'anno cresceremo del 2%"
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MADRID - Il ministro delle
Finanze tedesco, Peer SteinbrÜck, non è solo nella sua resistenza al probabile
rialzo dei tassi d'interesse europei in programma, giovedì prossimo, alla
riunione di politica monetaria della Bce, la banca centrale. Con lui si è
schierato il presidente del governo socialista spagnolo, José Luis Rodriguez
Zapatero, intervistato dal quotidiano "El Pais" a cento giorni
dalla sua riconferma alla guida del paese. Interpellato giovedì scorso, prima
quindi delle ultime esternazioni di SteinbrÜeck, Zapatero ne anticipava le
perplessità sull'imminente stretta, chiedendo al presidente della Bce,
Jean-Claude Trichet, di introdurre "una certa flessibilità" nella
politica anti- inflazionista. L'aumento di tassi d'interesse e, soprattutto,
"il suo annuncio con venti giorni di anticipo - reputa il presidente
spagnolo - provoca inquietudine nel settore finanziario ". Malumore e
preoccupazione in Spagna per la galoppata dell'inflazione al 5,1%, l'aumento
dei prezzi, la crisi del mattone, il caro-benzina, danno già sufficienti
problemi al governo per tenere alto il morale dei cittadini: "è opinabile
se ci sia, o no, crisi" ha insistito Zapatero, riferendosi alla Spagna e
optando per definizioni alternative, come "decelerazione" o
"difficoltà", sottintendendo "passeggere". E aggrappandosi
alle percentuali: "Quest'anno cresceremo del 2%, quanto sono cresciuti
Francia, Germania e Italia in quattro anni. Per la prima volta, siamo sopra la
media europea". Una bordata di pessimismo dall'EuroTower di Francoforte
non lo aiuterebbe più di quanto già s'impegnino a smentirlo i Popolari
dall'opposizione, tenacemente critici sull'andamento delle finanze spagnole:
"è un insulto, una presa in giro delle famiglie che non riescono ad
arrivare a fine mese, sostenere che la crisi economica spagnola sia
un'opinione" si è indignato ieri il vicesegretario del Partito Popolare,
Javier Arenas. Già affaccendato sul fronte del patrio disfattismo, Zapatero si
appella dunque all'indulgenza della Bce, la cui azione "troppo orientata
al controllo dell'inflazione dovrebbe avere una certa flessibilità,
considerando anche che l'inflazione in Europa è dovuta soprattutto all'aumento
dei prezzi del petrolio e degli alimenti e non a un eccesso della domanda
interna ". Il capo del governo spagnolo non attenua le critiche già
rivolte a Trichet, un mese fa, sull'intempestività dei suoi annunci:
"Esistono due politiche in materia di tassi - ha aggiunto Zapatero,
alludendo alla Bce e alla Federal Reserve -. Vedremo, a medio termine, quale si
dimostrerà la più giudiziosa ". L'asse Madrid-Berlino contro la manovra
della Banca centrale europea contraddice un po' l'impegno dei governi nazionali
a non interferire nelle decisioni dei banchieri europei: "Ma se la Bce può
dare giudizi sulla politica dei governi obietta il presidente spagnolo -,
perché i governi non possono esprimere opinioni sull'operato della Bce?".
Nella stessa intervista, Zapatero affronta anche la questione nucleare:
"Il nostro impegno è di rispettare la durata di vita utile delle centrali esistenti ha detto - , salvo necessità energetiche
imperiose, e di non promuovere la creazione di nuove centrali".
Elisabetta Rosaspina LA TUA OPINIONE Sul rialzo dei tassi dibattito su
www.corriere.it Altolà Il premier spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero. Ieri
è intervenuto per mettere in guardia la Banca centrale europea dalla decisione
di aumentare i tassi d'interesse.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-30 num: - pag: 9 categoria:
BREVI balizzazione? "Il successo degli anni '90 è stato il risultato di un
complesso di misure: abbiamo rimesso in ordine la casa fiscale, sono stati
fatti grossi passi avanti in molti campi, dalla scuola ai sistemi di formazione
professionale. Hanno funzionato molto bene interventi come l'Eitc, l'Earned
Income Tax Credit, un strumento che determina un incremento del reddito dei
working poor (chi, cioè, pur lavorando a tempo pieno, non raggiunge il reddito
di sussistenza, ndr). Un tipo di misura della quale oggi non si parla più
molto. Incentivi e riordino dei conti pubblici hanno favorito la ripresa a
tutti i livelli. La crescita è stata vigorosa, il bilancio è andato in attivo, il
ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro è stato formidabile. Nel decennio
attuale lo scenario è profondamente cambiato. Gli Stati Uniti stanno pagando a
caro prezzo questa crisi: la crescita dei salari è stata lentissima, mentre la
capacità di creare nuova occupazione è andata smarrita. Problemi che si
presentano anche in altri Paesi, ma da noi la situazione è molto seria".
Come se ne esce? Va cambiata rotta rispetto agli anni della globalizzazione che
procedeva a tutto vapore? In fondo, pur rimanendo una sostenitrice del mercato,
anche Hillary Clinton ha in parte ripudiato la "Clintonomics", che
poi era la "Rubinomics". E Obama ha cominciato a usare una certa dose
di populismo nelle sue sortite sulle difficoltà produttive dell'America.
"La liberalizzazione dei commerci deve andare avanti, un ripensamento
sarebbe dannoso. Ma al tempo stesso bisogna prendere atto che questo tipo di
sviluppo economico crea una pressione dal lato dei salari, dell'occupazione,
della stabilità dei posti di lavoro. Nodi che devono essere affrontati con
decisione dalla politica perché la gente è spaventata. E' su questi temi che va
sviluppata un'agenda progressista molto densa. Bisogna adottare misure per il
ceto medio". La lenta agonia della "middle class" ha indotto il
ministro Tremonti a parlare - nel contesto europeo - di un pericolo- fascismo
che può derivare da un impoverimento e un inaridimento della società. Storia e
società negli Usa hanno ovviamente seguito percorsi diversi, ma considera anche
lei la crisi di questi corpi sociali una minaccia alla stabilità dei sistemi
politici democratici occidentali? "Ha detto bene, l'America ha un'altra
storia. In ogni caso, lasciando da parte il fascismo, non dobbiamo mai
dimenticare che le nostre democrazie poggiano proprio su un'ampia fascia della
popolazione che vive con un livello di reddito discreto. La crisi degli ultimi
anni ha eroso questa base: ecco perché è urgente intervenire". Quattro
anni fa in "In un mondo incerto ", il suo libro di memorie, lei
descrisse con efficacia il modo in cui, durante l'amministrazione Clinton, fu
costruito il consenso attorno ad alcune riforme. Ci sono idee da recuperare?
"La ricetta è sempre quella di costruire soluzioni pragmatiche, politiche
che facciano emergere la capacità di eccellere. E' quello che abbiamo cercato
di fare con l'Hamilton Project. I risultati mi paiono eccellenti. Quanto a me,
non so bene cosa farò. Le campagne elettorali hanno spesso andamenti
imprevedibili. Di certo Obama sta ascoltando tutti con attenzione e sta costruendo
una squadra di prim'ordine". Una domanda al Rubin con l'altro cappello:
quello del banchiere. Nella crisi del credito non c'è anche una responsabilità
dei banchieri, che non hanno saputo valutare i rischi, l'impatto della
tecnologia e la potenza dei nuovi strumenti finanziari? "Le banche hanno
certamente sottostimato alcuni fenomeni, ma nessuno aveva previsto la
"tempesta perfetta" che si è creata per l'incrocio simultaneo di più
fenomeni, dagli eccessi nel mercato dei mutui
"subprime" al "boom" dei derivati". A Roma lei si
troverà tra il suo amico Draghi che ha elaborato alcune proposte di riforma del
sistema finanziario nell'ambito del "Financial Stability Forum" e il
ministro Tremonti che preferisce un approccio più radicale, soluzioni basate
anche su un ruolo più attivo dei governi. "Al momento le posso dire
che abbiamo certamente bisogno di una riforma del mercato finanziario".
Massimo Gaggi Tempesta perfetta \\ Le banche hanno certamente sottostimato
alcuni fenomeni, ma nessuno aveva previsto la "tempesta perfetta" \\
Bisogna sviluppare un'agenda progressista molto densa. Adottare misure che
ridiano fiato al ceto medio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Il Sole-24 Ore
sezione: STORIA E STORIE data: 2008-06-29 - pag: 38 autore: Tra passato e
presente Quando l'imperatore faceva il tifo di Marco Innocenti isse da stadio
nella Bisanzio di Giustiniano è un titolo, R lievemente provocatorio, che fa
leggere il libro se non altro per dimostrare a se stessi, in nome della
paranoia del controllo, di sapercisi districare. Siegmund Ginzberg, l'autore,
invita nell'introduzione a centellinare il suo lavoro perché "in dosi
massicce potrebbe risultare indigesto ". Il suo è un suggerimento
apprezzabile perché un capitolo al giorno accresce le aspettative, ma la
lettura "centellinata" è un privilegio del lettore. Il recensore che,
da buon giornalista, fa tuttoin velocità sperando di non farlo eccessivamente
male, non può permetterselo. Ecco, allora, il tentativo di ricavare una sintesi
"pensata" da quattrocento pagine, dando al lettore una chiave di
interpretazione che renda solo apparente il paradosso del titolo. Siegmund
Ginzberg è un collega che ha girato il mondo vivendo al ritmo e subendo il
fascino della cronaca e, quando ha deciso di rallentare la corsa, si è dedicato
a mettere su carta quanto visto, letto, pensato, accostando oggi a ieri.
Scrivendo, ha colto una somiglianza (la parola è semplice, forse semplicistica,
ma rende l'idea) tra il presente e il passato.E ha percepito con forza il
fenomeno del déjà vu, che non è soltanto una parola spesso buttata lì in
conversazione nei salotti, ma è qualcosa di molto più forte, è un inceppamento
del meccanismo del tempo, una reazione all'irreversibilità dell'esistenza,quasi
una nostalgia per la fissità delle cose,un palliativo che rende più vivibile la
caducità della vita e l'idea della morte. Semplificando, è la sensazione che
nel presente ci sia tanto passato e che i fatti e i personaggi della Storia si
presentino due o più volte, con altri nomi, in altri luoghi ma con inquietanti
(o rassicuranti?) analogie. Ginzberg, da inviato speciale nel passato che scrive
"con il senno di ieri" e con un mix di ironia e di cinismo (un déjà
vu attraente per il lettore) ne ha forte il sospetto. E costruisce attorno a
quest'idea un libro sempre meno paradossale man mano che se ne scorrono le
pagine e sempre più convincente nella tesi che le notizie di ieri raccontino il
mondo di oggi. In fondo, il tifo sportivo contava i morti fra gliultrà anche
all'ippodromo di Bisanzio, nel 532, ai tempi di Giustiniano (ed ecco svelato
l'arcano del titolo). La Russia, Paese con cui la Storia non è stata generosa,
soffriva sotto un autocrate di mano pesante ben prima che arrivasse Putin: si
chiamava Ivan il Terribile, detestava i vicini e faceva finta di rinunciare al
potere. Per non parlare del "libretto rosso" di Confucio che, pur
essendo stagionato, è un affidabile strumento per interpretare il boom della
Cina capitalista-comunista di oggi, o dell'amara constatazione che Hitler ha
avuto in Henry Ford un competitor nel detestare gli ebrei, o addirittura
dell'exploit di Cicerone che fece assolvere un amico cavaliere in odore di
corruzione o del collegamento fra Pirandello e i "furbetti" delle
scalate, fra Alessandro Manzoni e Romano Prodi, il capitano
Achab e i mutui subprime, la Gallia di Giulio Cesare e l'Iraq di Bush e la
Bibbia (non scandalizzatevi, non è il caso) e Sex and the City. Chiarito,
spero, il senso del libro, il recensore passa la mano al lettore, ché si goda
pagina per pagina le spregiudicate incursioni di Ginzberg nel passato. E
arrivi alla conclusione che accomuna autore e recensore: che il passato non è
perso nella Storia e che il mondo d'oggi ha faccia, cuore e mente né migliori
né peggiori di una volta. è sempre lui, metà pirata e metà artista, con quel
sorriso ironico, quei lineamenti fini da gran signore che possono diventare
arroganti da "vattene al diavolo". Sempre lui, che vive alla giornata
e, come i vecchi, tende inevitabilmente a ripetersi. 1 Siegmund Ginzberg,
"Risse da stadio nella Bisanzio di Giustiniano", Rizzoli, Milano,
pagg. 406, Á 19,00. Ginzberg confronta i fatti di ieri e di oggi, scovando
sorprendenti analogie: come tra i nostri stadi e gli ippodromi bizantini.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il forum di oggi Televisioni di Aldo Grasso Tutto è allarme nei tg
e le notizie spariscono Sul Forum si discute anche dei troppi allarmi che ogni
giorno suonano nei telegiornali: l'ultimo è l"allarme caldo". Ma
prima la sirena era partita per l'allarme sicurezza, e
prima ancora per l'allarme furti, l'allarme stupri, l'allarme prezzi, l'allarme
inflazione, l'allarme mutui, l'allarme rom… Non si rischia la sordità con tutti
questi allarmi? Se poi ci si mettono anche i campanelli d'allarme, diventa
difficile ascoltare con attenzione le notizie.
http://forum.corriere.it/televisioni/.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-06-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: CLIMA data: 2008-06-29 - pag: 43 autore: Il grande freddo sulle
priorità Lomborg, ecologista meno scettico che in passato, continua però a
ritenere più urgente l'emergenza fame dell'effetto serra NE DI DOMENICO ROSA di
Sylvie Coyaud I l nuovo libro di Lomborg è più corto dell'Ambientalista
scettico (ed.originale 2001, Mondadori 2003). In 156 pagine e il resto note,
analizza i costi enormi e benefici scarsi delle politiche per ridurre le
emissioni di gas-serra chieste dal protocollo di Kyoto e dagli
"allarmisti" che questa volta sono Al Gore, l'economista Nicholas Stern,
Greenpeace, gli Amici della Terra, e un trio di giornalisti inglesi: Mark
Lynas, George Monbiot e Fred Pearce. Pan per focaccia, quei tre caricaturano
parimenti le posizioni di Lomborg, eppure sono basate sul "buon
senso" e su un ragionamento facile da capire. "Se la Terra non si
scaldasse, saremmo più ricchi di 14,5 miliardi di dollari". Limitare
l'aumento delle temperature a 2,5ÚC come previsto dagli accordi post-Kyoto
costerebbe 15,8 miliardi. Non conviene. "Contro il riscaldamento globale",
scrive Lomborg, "piuttosto che sforzi eccessivi anche se ben intenzionati,
servono soluzioni più semplici, più intelligenti e più efficienti ". Per
esempio quella di John Latham, che consiste "nel rendere più riflettenti
le nubi sull'oceano con risultati di gran lunga migliori di quelli di Kyoto, al
2% dei suoi costi". Ma Greenpeace e gli Amici della Terra non l'appoggiano
sebbene sia uscita "sull'autorevole "Nature" " e non faccia
altro che "amplificare un fenomeno naturale". Vero. Vero anche che
risale al 1990 e che nel 2006, su un'altra rivista, Latham la definiva ancora
uno "studio preliminare". Per Lomborg – e per tutti noi, si presume –
la priorità è la lotta contro la povertà, l'analfabetismo e le malattie.
Bastano 500 miliardi di dollari in 10 anni, un bel risparmio rispetto al
salasso di Kyoto, e al clima si penserà dopo. Nel frattempo niente tasse sulle
emissioni, niente crediti carbonio, si applichino le ricette del Copenhagen
Consensus, un club fondato da Lomborg che conta quattro premi Nobel per cui dopo
poche pagine lo son diventati tutti e calcolano il valore della vita umana in
dollari e in media mondiale, spalmando la ricchezza come Nutella. Lomborg ne
estrae un futuro in cui le nazioni cooperano per mappare le zone a rischio e
costruire alzaie a protezione delle città costiere (altri 500 miliardi di
dollari, CORBIS ndr). Se il mare dovesse comunque coprirle, gli abitanti si
sposteranno in Alaska dove "cresceranno foreste boreali ". Tra
qualche secolo, senz'altro. Nel frattempo lo scioglimento del permafrost
lascerà una melma poco adatta per costruirci la casa o coltivarci il grano. Non
importa, i raccolti saranno abbondanti ovunque, "pioverà di più sulle zone
oggi desertiche ", di meno sulle pianure oggi dilavate dai monsoni. Inolte
i 2 gradi in più da qui al 2100 si concentreranno nel circolo polare artico
dove gli orsi bianchi torneranno bruni e altrove si godrà di un gradevole
tepore. Un tantino accentuato fra i tropici? Non importa bis, entro il 2100
"nei Paesi in via di sviluppo si prevede un guadagno medio per persona di
100.000 dollari all'anno (in valuta attuale). Persino il panorama più
pessimistico calcola questo guadagno attorno ai 27.000 dollari". Tutti
avranno l'aria condizionata e i mezzi per contrastare effetti climatici che,
per una felice coincidenza, si faranno sentire davvero dopo quella data. Negli
Stati Uniti il reddito netto per il 2005 superava i 27mila dollari, eppure
l'uragano Katrina, di forza non eccezionale, ha distrutto parte di New Orleans,
si obietterà. Ma per colpa del malgoverno e dell'impreparazione, risponde
Lomborg, prima di prospettare un futuro prossimo in cui i Paesi poveri – ben
governatie preparatissimi, si sa – costruiscono in cinque anni dighe contro il
mare come nemmeno gli olandesi in cinque secoli. Le previsioni valgono quanto i
dati di partenza e il libro soffre di esser stato scritto
quandoi mutui sub-prime rendevano bene, il brent costava 80 dollari al barile e
il mais 2,2 dollari al bushel. L'autore si è comunque convinto che "un
riscaldamento globale a opera dell'uomo" esista e non attacca più i
ricercatori "consensuali", anche se continua a difendere i dissidenti
senza distinguere se pagati o meno da fondazioni create dall'industria
petrolifera e carbonifera solo se le loro ricerche smentiscono l'origine antropica
del cambiamento climatico. Detto questo, Lomborg ha ragione di criticare i
piani per ridurre i gas-serra, e a voler unire il mondo nella lotta contro la
povertà. Per proteggere i territori e i più demuniti contro i rischi del clima,
ritiene inutile "preoccuparsi troppo", confida nel progresso della
tecnologia e della bontà umana. Su quest'ultima, è così ottimista che sembra
venuto da un'altra Terra. Sulla sua, dal delta del Gange a quello del Niger la
gente può permettersi dighe degne degli olandesi. Sulla nostra, scappa su
barconi che affondano. Da lui, i governanti sono lungimiranti e incorruttibili,
i cittadini spalancano le frontiere ai profughi. Da noi... Che invidia. 1 BjØrn
Lomborg, "Stiamo freschi. Perché non dobbiamo preoccuparci troppo del
riscaldamento globale", traduzione di Maria Cristina Bitti, Mondadori, 232
pagine, Á 18,00. BjØrn Lomborg I problemi della povertà e del degrado sono
quasi sempre intrecciati con quelli del riscaldamento globale.
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-30 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE Stelle cadenti Oltre al portoghese hanno toppato l'appuntamento Del
Piero, Toni e i grandi, veri e presunti, di Francia Delusione Ronaldo, il
numero 1 degli Euroflop Doveva essere l'Europeo di molte cose. A cominciare
dalle zecche (Austria) e dall'epidemia di morbillo (Svizzera). E invece i
temibili insetti si sono concessi un mese sabbatico (tutta da verificare
infatti la notizia di tre presunte vittime tra gli addetti di Casa Azzurri)
mentre non risultano casi di malattie infettive tra gli addetti ai lavori,
giocatori inclusi. Dunque se Cristiano Ronaldo ha clamorosamente toppato
l'appuntamento chiave della stagione non è certo per colpa del morbillo. Forse
c'entra l'ossessione Real, il suo desiderio di abbandonare Manchester: se così
fosse sarebbe un problema soprattutto di (scarsa) serenità interiore. Solo
bagliori (e un gol) contro la Repubblica Ceca, poi un ruolo talmente marginale
nel quarto di finale con i tedeschi da rimettere in discussione la sua
leadership in vista del Pallone d'oro prossimo venturo. Lo attendevamo come la
stella cometa del torneo, invece il portoghese è diventato il capofila delle
stelle cadenti. Con lui una compagnia bene assortita, inclusi alcuni
insospettabili. Chi ad esempio avrebbe mai immaginato il buco nell'acqua di
Luca Toni? Il capocannoniere della Bundesliga aveva i tacchetti sgonfi e le
polveri bagnate: solo Donadoni, ahinoi, non se n'è accorto. E dire che, vista
l'emergenza difensiva, la differenza l'avremmo dovuta fare in attacco: in fondo
avevamo in organico anche il tiratore scelto della serie A italiana. Qui però,
se possibile, è andata peggio perché l'unica cosa rimasta impressa dell'unica
partita da titolare di Del Piero è il fatto che si sia sostituito allo stopper
romeno su un gran tiro di De Rossi. In questa chiave soltanto i francesi hanno
fatto peggio di noi: tanto il pompatissimo Benzema quanto lo stagionato Henry,
ripescato per salvare l'onore della patria, hanno fatto cilecca completando il
fallimento delle finaliste del Mondiale tedesco di due anni fa. A proposito di punte: meglio stendere un velo pietoso pure
sull'Europeo di Adrian Mutu, in gol contro gli azzurri grazie a un assist di
Zambrotta ma poi superficiale sul rigore che avrebbe potuto decretare la nostra
bocciatura anticipata e che invece Buffon gli ha intercettato come quando i due
si allenavano assieme alla Juve. Titoli di coda per i portieri che, per
la natura ingrata del ruolo, di strafalcioni ne hanno commessi in serie. Mai,
però, come Petr Cech, da saracinesca del Chelsea ad apripista della rimonta
turca contro la Repubblica Ceca, e Antonis Nikopolidis, che ha sulla coscienza
la rete del russo Zyryanov e dunque la precoce eliminazione dei greci campioni
d'Europa in Portogallo. Come dire che le stelle cadenti non hanno età e non
hanno ruolo. Alberto Costa Petr Cech Repubblica Ceca (Afp) Alessandro Del Piero
Italia (Fornasari) Luca Toni Italia (Fornasari) Thierry Henry Francia (Dipag)
Karim Benzema Francia (Sport Image) Ronaldo (Gabutti).
( da "Corriere della Sera" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-06-30 num: - pag: 41
categoria: BREVI I possibili colpi Manca la firma Mutu non ha ancora rinnovato
(Ap) Sospeso Xabi Alonso attende la Juve (LaPresse) Redivivo Ronaldinho è
tornato di moda (Italy Photo Press).
( da "Corriere di Bologna" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-06-29 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE
La vertenza Dal 2 luglio e finché "non avranno risposte" i lavoratori
incroceranno le braccia Comunale, stipendi a rischio. I sindacati minacciano il
blocco Liquidità in rosso e stipendi a rischio. Ormai come ogni estate, a
bilancio in chiusura, il teatro Comunale piange di fronte alla cassa vuota. I
lavoratori, però, questa volta non ci stanno e minacciano "il blocco
totale delle attività" dal 2 luglio in poi. E il cartellone dell'Estate
del Bibiena, che dovrebbe inaugurare mercoledì con l'opera "Jackie O"
potrebbe saltare definitivamente. Tutte le sigle sindacali, gli autonomi della
Fials e i confederali Cgil, Cisl e Uil, lanciano l'ultimatum e, in una lettera,
chiedono un incontro urgente con il sovrintendente Marco Tutino e con il sindaco
Sergio Cofferati (che è anche presidente della Fondazione teatro Comunale).
"La situazione è molto grave - ribadisce Enrico Baldotto della Fials - è
recente l'incidente sul lavoro accorso ad un collega, è stata presentata una
stagione lirica ancora più ridotta, e da tempo attendiamo risposte e
rassicurazioni. Finalmente, l'altro giorno, abbiamo ottenuto un incontro con il
sovrintendente ma lui non si è presentato. Abbiamo solo parlato con il
direttore del personale e lui non ha potuto far altro che constatare l'assenza
di liquidità: insomma, non ci sono soldi per pagare gli stipendi di
luglio". "In assenza di decisioni soddisfacenti e risolutive entro la
giornata del primo luglio, per quanto riguarda le risorse del teatro", si
legge nel comunicato, si procederà al blocco. In particolare, ai professori
d'orchestra e a tutte le maestranze dell'ex ente lirico, preme conoscere le
strategie messe in campo dai vertici per far fronte una condizione di deficit
(un passivo che, insieme ai debiti pregressi, dovrebbe sfiorare circa i 10
milioni di euro) che non sembra trovare sbocchi. Qualche mese fa Cofferati
dichiarò l'intenzione di ricapitalizzare il patrimonio della Fondazione,
conferendole alcune proprietà immobiliari del Comune. L'operazione, in
sostanza, serve a facilitare prestiti e mutui da parte
dalle banche. "Ma ancora - insiste Baldotto - non si è fatto niente.
Ancora la giunta e il consiglio a Palazzo d'Accursio non hanno deliberato,
ancora non arrivano notizie positive dal Cda, e il sovrintendente non ci riceve.
Intanto - continua - non ci sono supplenti per i lavoratori in malattia,
non si sostituiscono i pensionati. Solo la scuola italiana dell'Opera, voluta
da Tutino e istituita come associazione privata sembra funzionare. Perché non
riportiamo anche sul teatro quelle capacità manageriali?". "Che la
fondazione abbia problemi di liquidità - ribatte Beppe Fiorelli della Cgil - lo
sappiamo da tempo, ma se non si affrontano seriamente, si aggravano " Il
Cda si riunirà il 3 luglio, ma i lavoratori non intendono aspettare. "Si
parla di ricapitalizzazione - riepiloga Francesco Rangone della Uilcom-Uil -
Non si capisce però se per attaccare la bombola d'ossigeno a un moribondo o per
rilanciare il futuro del teatro. Anche questo vorremmo capirlo". Ma entro
martedì. E senza sconti. Luciana Cavina I conti Incerte le cifre del deficit. A
un passivo di circa 4 milioni di euro si potrebbero aggiungere debiti pregressi
In lotta L'orchestra della fondazione lirica Vertice Il sovrintendente Marco
Tutino. é accusato di non dialogare con i sindacati.
( da "Panorama" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Doris: guadagno grazie
a Bersani EDMONDO RHO Portabilità La sua Banca Mediolanum offre tassi migliori
con tempi di rimborso più lunghi. Sembra impossibile, ma per lui è un affare.
Ecco perché. Tempi duri per chi ha un mutuo sulla casa: secondo i dati
dell'Abi, Associazione bancaria italiana, i tassi sono saliti a maggio al 5,75
per cento medio (record degli ultimi 5 anni), mentre l'Adusbef, un'associazione
di risparmiatori, valuta che in Italia il denaro costi lo 0,79 per cento in più
rispetto agli altri paesi europei. Non solo: secondo il Consiglio nazionale del
notariato. nel primo trimestre di quest'anno appena 2.624 mutui (lo 0,09 per
cento su 3 milioni di prestiti accesi per la casa dagli italiani) sono riusciti
a ottenere la surroga, ovvero la portabilità prevista dall'ex ministro Pier
Luigi Bersani. Mentre alcune associazioni dei consumatori giudicano oneroso,
nel lungo termine, l'accordo tra il ministro dell'Economia
Giulio Tremonti e l'Abi per sostenere il peso del mutuo diminuendo la rata e
allungando la durata. In questo quadro la mossa di abbassare unilateralmente i
tassi sui mutui casa decisa da Ennio Doris, presidente della Banca Mediolanum,
può avere l'effetto di rompere una sorta di accordo protezionistico tra le
banche italiane? "Non esiste alcun cartello, ma certo è una rottura
diminuire unilateralmente le condizioni, migliorandole per la clientela e
rinunciando a 65 milioni di euro per la banca" risponde Doris. Che ha
avuto sicuramente una geniale trovata di marketing: infatti la riduzione dei
tassi si spalma, per ora, sui 7 mila mutui casa (su oltre 1 milione di clienti
della Banca Mediolanum) concessi dall'istituto; inoltre, i 65 milioni di ricavi
in meno vengono spalmati sui prossimi 30 anni. Ciò significa che per la banca
l'onere è di poco più di 2 milioni l'anno, circa l'1 per cento dell'utile
netto. Una mossa cui dovranno rispondere le altre banche, per non perdere i
clienti che hanno acceso un mutuo: "In meno di una settimana abbiamo
raccolto 3.200 domande, quasi tutte da persone che non erano già nostri
clienti. E metà vuole fare un nuovo mutuo" racconta Doris. Quindi ai
mutuatari interessa la norma prevista da Bersani? "Sì, e noi l'applichiamo
facendo pagare al cliente un tasso tra i migliori del mercato, con uno spread
(maggiorazione, ndr) da 0,79 a 1,09 per cento rispetto all'Euribor"
precisa Doris. "Inoltre ci prendiamo carico, anche economico, di tutte le
pratiche riguardanti la portabilità verso la nostra banca". Insomma, un
segnale alla politica e alle altre banche. Perché è proprio sulle spese accessorie
che bisogna fare i conti. Per i prestiti casa la maggiorazione media sui tassi
applicata dal sistema bancario va dallo 0,9 per cento sui mutui a 10 anni
all'1,10 sui mutui a 20 anni. Condizioni migliori si trovano con le banche
online: per esempio la nuova Chebanca! del gruppo Mediobanca offre spread dello
0,8 sul tasso fisso e dello 0,7 per cento sul tasso variabile. Mentre Doris,
oltre che sul tasso abbassato, punta sul servizio: "Abbiamo una rete in
tutta Italia con oltre 6 mila nostri family banker in 530 uffici, i clienti
hanno a disposizione un esperto mutui sul territorio e un tutor in sede".
( da "Panorama" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
BOLLE Quelle a
rischio crac più alto MARCO COBIANCHI Finanza C'è stato il crollo delle società
internet, poi quello delle società biotecnologiche, poi
l'immobiliare e il mercato dei prodotti derivati e dei mutui subprime. Ma non è
finita. In tutto il mondo interi settori industriali sono a rischio sboom,
soprattutto per una speculazione finanziaria che fa salire i prezzi dei beni in
pochissimo tempo. Con il rischio che di colpo le quotazioni si sgonfino.
I settori più a rischio? Per esempio le energie rinnovabili, l'arte, le azioni
cinesi... Sbrigatevi a leggere questo articolo. Arrivati in fondo potrebbe
essere scoppiata una bolla finanziaria da qualche parte del mondo in qualche
settore economico senza che voi ve ne siate accorti. Non esiste, infatti, solo
la crescita del petrolio o il boom dell'euro a preoccupare investitori e stati
nazionali. In tutto il pianeta esistono altre potenziali bolle speculative che
sono pronte a sgonfiarsi anche rapidamente lasciando sul lastrico chi, sperando
in grandi guadagni in poco tempo, vi ha investito. Ecco le bolle potenzialmente
più pericolose. Borsa cinese A Shanghai come a Shenzhen, le due capitali
borsistiche del paese, i prezzi hanno iniziato a sgonfiarsi dallo scorso autunno.
Dopo essere cresciuto del 500 per cento tra il luglio 2006 e l'ottobre 2007,
l'indice di Shanghai ha perso, negli ultimi 9 mesi, metà del valore. Con ampi
margini per scendere ancora. I prezzi avevano raggiunto livelli stratosferici.
Basti pensare che alla borsa di New York il rapporto tra prezzi medi e utili
medi delle società quotate è circa 17. Questo rapporto era arrivato, alla fine
dell'anno scorso, a circa 60 per le aziende quotate a Shenzhen. In altre
parole, il prezzo di borsa equivaleva alla somma degli utili dei successivi 60
anni, ammesso che per i successivi 60 anni quelle aziende avessero ottenuto
sempre gli stessi utili. Irragionevole. Energie rinnovabili È un caso perfetto
di potenziale bolla speculativa. Tre i motivi. Il primo è che la crescita
numerica e il valore borsistico delle società che producono energia da fonti
rinnovabili sono sostenuti nella maggior parte dei casi dai soldi dei fondi di
venture capital, più attenti all'aumento di valore dell'azienda nel breve
periodo che alla sua crescita organica nel tempo. Secondo: l'interesse degli
investitori (e dei consumatori) si è accentuato in seguito all'aumento
vertiginoso del prezzo del petrolio (circa 138 dollari al barile) che rende
l'energia pulita conveniente (e se il prezzo del petrolio cala?). Terzo: in
tutto il mondo, e in Europa in particolare, l'energia "verde" è
sostenuta da sconti fiscali. La Ue, per esempio, partecipa fino al 50 per cento
all'investimento per produrre energia solare e gli Stati Uniti sussidiano con
0,2 centesimi di dollaro ogni chilowattora prodotto con il vento. Ma incentivi
e sconti sono sempre a tempo e quando non saranno più applicati emergerà che la
redditività di queste aziende è tutt'altro che esaltante. Vino I produttori
sono abili nel mantenere bassa l'offerta facendo in modo che non superi mai la
domanda. Ecco perché bolle nel settore del vino non sono previste. Al massimo,
possono esplodere delle bollicine, come è successo al Borgogna del 2005. Lo
spiega Averardo Borghini Baldovinetti, fondatore del sito specializzato
Vinoefinanza: "Tre mesi fa una cassetta del Borgogna 2005 veniva venduta
per 15 mila euro, ad aprile per 35 mila e adesso vale 32 mila. Non è che sia
peggiorato il vino, è che gli operatori hanno spostato il loro interesse sul
Borgogna del 2007". Rischi di sboom? "Nemmeno a parlarne"
ritiene Baldovinetti, che snocciola i dati positivi dei suoi due fondi
d'investimento specializzati in vino. Anche se i guadagni del Nobles Crus sono
scesi dal 3,62 di gennaio al 3,1 di febbraio, all'1,29 in marzo per risalire al
2,99 in aprile. Arte È il regno delle bolle e dei creatori di bolle. I più
famosi sono i fratelli pubblicitari inglesi Saatchi, abituati a lanciare un
artista, far crescere le quotazioni delle sue opere e poi abbandonarlo e dedicarsi
a un nuovo "talento". Così è successo con Damien Hirst, che non è più
nel cuore dei due collezionisti, ma le cui opere sono cresciute in valore del
224 per cento tra il 2000 e il 2007. Adesso i Saatchi puntano sull'arte
orientale, in particolare sul cinese Zhang Xiaogang il cui ultimo lavoro è
stato comprato dai due per 690 mila sterline. Troppo? Impossibile, ovviamente,
da dire, "ma alcuni fondi specializzati in arte e particolarmente
aggressivi" rileva Domenico Filipponi, art advisor dell'Unicredit private
banking, "stanno puntando proprio su artisti emergenti indiani e
cinesi". Non che non siano artisti e non che non siano emergenti,
"solo che non ce ne possono essere centinaia di artisti meritevoli".
Alto il rischio di sboom. Materie prime Nessun esperto è disposto a sostenere
la tesi che in questo momento i prezzi di cereali, minerali, petrolio e simili
siano eccessivamente alti e destinati a scendere. Justin Simpson e Laura
Ambroseno, analisti della banca d'affari Morgan Stanley, affermano che, nonostante
il fenomenale incremento degli ultimi mesi, "causato da uno squilibrio tra
domanda e offerta", le quotazioni saliranno ancora. Ma, avvertono, nel
breve periodo resteranno "volatili", che è un modo molto elegante di
dire che possono anche crollare. D'altra parte è già successo con il grano, il
cui valore, da marzo, è sceso del 30 per cento. Per i due il 2008 presenta
"un livello di rischio più alto del normale". Acciaio Il suo prezzo è
cresciuto in modo furioso. "In 7 mesi è raddoppiato" precisa Giuseppe
Pasini, presidente della Federacciai, "perché il prezzo delle materie
prime è più che raddoppiato nello stesso periodo. Il rottame ferroso è arrivato
a 400 euro a tonnellata, più 110 per cento, il minerale di ferro più 200 per
cento in 2 anni e il carbone più 260". Per far calare il prezzo
dell'acciaio dovrebbe scendere il prezzo delle materie prime, ma questo sembra
impossibile, anche a causa dell'oligopolio di tre multinazionali (australiana,
cinese e brasiliana) che gestiscono il 75 per cento dell'estrazione e del
commercio del minerale. Inoltre la domanda sembra non conosca soste soprattutto
da parte dei paesi emergenti, che, secondo la Morgan Stanley entro il 2017
investiranno in infrastrutture 21,7 trilioni (milioni di miliardi) di dollari.
L'acciaio non basterà. Biotech Scomodare la bolla delle bolle, quella delle
"dotcom", è fin troppo facile, ma le analogie tra le aziende
biotecnologiche e quelle internet, versione fine anni 90, sono molte. Non
producono utili (ma almeno, a differenza di quanto succedeva 10 anni fa, non se
ne vantano); sono finanziate da fondi venture capital e sono trattate nelle
borse di tutto il mondo sulla base della promessa di un prodotto che spesso
ancora non c'è. Dopo lo sboom che questi titoli hanno subito nel 2000, l'indice
Biotech del Nasdaq americano ha ripreso a marciare spedito: dal 2001 ha
guadagnato il 26 per cento ma ha perso il 9 dall'inizio del 2008. L'anno scorso
nel mondo queste aziende hanno raccolto capitali per quasi 30 miliardi di
dollari, il fatturato è salito dell'8 per cento a 80 miliardi e le perdite sono
calate da 7,2 a 2,7 miliardi. Non sono bei numeri se Glen Giovannetti, global
biotechnology leader della società di consulenza Ernst & Young, dice che
"il settore deve affrontare le sfide generate dal raffreddamento delle
borse, dai controlli sempre più severi e dalla crescente difficoltà a ottenere
autorizzazioni e rimborsi dalle autorità competenti". E il futuro è nero.
Per Jürg Zürcher, analista della Ernst & Young, ci saranno "crescenti
difficoltà nella raccolta di finanziamenti e per i prossimi 2 anni il settore
dovrà fare leva sui propri punti di forza consolidati trasformando i prodotti
farmaceutici che sono ancora a livello di progetto in prodotti commerciali a
tutti gli effetti". Prima che qualcuno si faccia male, come nel 2000.
( da "Panorama" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Rimborsi connection GIANNA
MILANO E CHIARA PALMERINI Oltre lo scandalo Santa Rita A parte i medici e i
dirigenti senza scrupoli, il servizio sanitario si presta a piccole e grandi
truffe. Ecco i punti deboli del sistema, chi può approfittarne e quello che
alcune regioni fanno per difendersi dai furbi. Che cosa ha fatto emergere il
bubbone della clinica Santa Rita di Milano? È la punta visibile di un problema
che riguarda solo le cliniche private, come si è sentito dire, o coinvolge
tutta la sanità? Colpa di singoli medici, "mele marce", o di un
sistema che spinge chi cura a trasformarsi in procacciatore di prestazioni,
fino alle lesioni o, anche se penalmente meno rilevante (ma non moralmente),
allo spregio di ciò che è meglio per la salute della gente? Da una parte c'è chi
si stupisce che il Servizio sanitario nazionale paghi gli ospedali, pubblici e
privati, a prestazione, sistema ormai in vigore da 15 anni, analogamente a
quanto avviene in quasi tutti i paesi industrializzati. Dall'altra le parole e
i toni di alcuni dei medici intercettati nella clinica milanese, intenti a
"tirar fuori mammelle", "pescare polmoni", "investire
nei tumori", sembrano la materializzazione del peggiore degli incubi.
Sbrogliare la matassa di ciò che è successo, e soprattutto di come è potuto
succedere senza che nessuno se ne accorgesse, non è facile. Gli esperti
interpellati da Panorama hanno individuato una serie di punti deboli del
sistema di cui i furbi possono approfittare. Per capire bisogna partire
analizzando il sistema dei rimborsi agli ospedali. Ai tempi
della mutua, alle cliniche andava una cifra fissa per ogni giornata di degenza.
Quel sistema incentivava una sorta di sequestro di persona: più a lungo un
paziente era ricoverato, più l'ospedale guadagnava. Per il ricovero di un
paziente con tumore riceveva quanto per uno operato di tonsille. In
seguito si è passati al rimborso a piè di lista: agli ospedali erano pagate le
spese affrontate durante l'anno. Così i conti lievitavano senza controllo. Per
porre un freno, nel 1995 sono stati scelti i cosiddetti Drg ("diagnosis
related group" o raggruppamenti omogenei di diagnosi), un'invenzione
americana: alla dimissione del paziente, in base alla diagnosi e
all'intervento, a eventuali complicazioni, alle condizioni del malato,
l'ospedale riceve una certa cifra. Una sorta di listino prezzi che può produrre
due effetti, secondo Francesco Taroni, professore di medicina sociale
all'Università di Bologna: "L'aumento del numero di ricoveri e la
diminuzione della durata. Conseguenze positive se servono a smaltire le liste
d'attesa e a non trattenere inutilmente i malati, negative se i ricoveri sono
immotivati o se i pazienti vengono mandati a casa troppo presto". In più i
Drg si prestano a possibili abusi. Sostiene Americo Cicchetti, della facoltà di
economia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: "I Drg hanno
creato incentivi per una maggiore efficienza ma hanno anche generato meccanismi
perversi per ottenere rimborsi gonfiati". Dato che assistere un paziente
operato di appendicite costa di più se ha pure, mettiamo, il diabete, il suo
ricovero comporta una tariffa più alta. E questo può indurre in tentazione,
facendo passare per diabetico chi non lo è, o esagerando un'influenza in una
bronchite. O, ancora, far figurare il trasferimento di un paziente al reparto
di riabilitazione, rimborsato a giornate, anche se resta fermo nel suo letto (è
una delle accuse mosse agli imputati della Santa Rita). Infine, tocco di
furberia, dimettere i pazienti dal pronto soccorso a mezzanotte e 5 minuti per
far scattare un giorno di degenza. Per scoraggiare piccoli e grandi imbrogli,
innanzitutto, suggerisce Cicchetti, "il tariffario dei Drg andrebbe
aggiornato ogni 6 mesi per adeguarlo alle tecnologie che cambiano e agli
sviluppi della medicina". Una commissione ci sta lavorando, per ora senza
risultati: i membri, tutti medici, non si trovano d'accordo su quali
prestazioni devono valere di più. Poi c'è il problema di scoraggiare le truffe
sistematiche. Chi deve controllare e come? "Gli strumenti peggiori sono le
denunce e le inchieste della magistratura; la logica peggiore è quella del
tutto o niente: ti faccio o non ti faccio lavorare" sostiene Francesco
Longo, direttore del Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza
sanitaria sociale (Cergas) della Bocconi. "A controllare dovrebbero essere
le asl, concedendo o sottraendo incentivi". Questi, afferma Fabio Turazza,
cardiologo al Niguarda di Milano, "dovrebbero essere finalizzati alla
qualità delle prestazioni, non solo al controllo della spesa". E se si
individuano infrazioni, secondo Silvio Garattini, direttore del Mario Negri di
Milano, "devono scattare sanzioni pesanti". Il nodo è proprio sui
controlli. La Lombardia è la regione che ne fa di più in Italia (le asl
esaminano fino al 5 per cento delle cartelle cliniche, contro una media
nazionale del 2), ma se sono solo "formali" non è detto che servano a
molto. La verifica a campione di cartelle cliniche e schede di dimissione (tra
l'altro annunciata, non a sorpresa) nasce da esigenze amministrative di verifica
della spesa e non sempre rileva le magagne, per esempio interventi su pazienti
che non ne avevano bisogno. Ogni tanto però qualcosa salta fuori. Nel Lazio,
nell'ultimo anno, è emerso che per il 49 per cento i casi classificati come
traumi cranici con stato di coma, ma con degenze curiosamente brevi, altro non
erano che ricoveri per lievi botte alla testa con qualche abrasione e
contusione. Altri controlli possono essere anche più efficaci. "Come
un'analisi in chiave statistica dei dati aggregati sulle prestazioni per vedere
se ci sono campanelli d'allarme" raccomanda Longo. Un esempio evidente di
intervento troppo spesso inappropriato è il taglio cesareo, rimborsato in
alcune regioni assai di più del parto naturale. Secondo l'Oms, un tasso di
cesarei superiore al 15 per cento è anomalo. In Italia la media è del 32,
superiore al Sud, con punte del 62 per cento in Campania. Alcune regioni hanno
attivato sistemi per individuare le sacche di mediocrità. L'Agenzia di sanità
pubblica della Regione Lazio ha istituito un sistema di 42 indicatori per
valutare la qualità delle prestazioni: si controlla che la mortalità a 30
giorni da un bypass aortocoronarico, la tempestività dell'intervento per
frattura del femore, la riammissione in ospedale dopo una colecistectomia non superino
standard fissati a livello internazionale. "Nel Lazio stiamo valutando
l'opportunità di fissare una soglia: gli ospedali che non raggiungono una certa
percentuale di esiti virtuosi chiudono il reparto" dice Carlo Perucci,
direttore del dipartimento di epidemiologia della Asl Roma/E. Sistemi simili
hanno attuato Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte. Un altro di tipo di controllo
è legato al cosiddetto accreditamento, l'iter attraverso il quale le regioni
riconoscono a strutture già autorizzate, cioè in possesso di requisiti minimi
uguali in tutta Italia, caratteristiche di qualità aggiuntive per esercitare
l'attività per conto del servizio sanitario nazionale. Ogni regione pretende il
rispetto di requisiti di accreditamento diversi, da quelli puramente formali,
come il numero di bagni in rapporto ai posti letto, ad altri più sostanziali.
La Lombardia è stata la prima ad avviare il processo di accreditamento, basato
su requisiti di carattere gestionale, cui si è poi aggiunta la certificazione
di qualità secondo il sistema Iso. In alcune regioni, come la Sicilia, il
processo non è neppure iniziato per le strutture pubbliche (la scadenza è
fissata a dicembre 2009), mentre le private hanno completato l'iter a giugno
2007, per un totale di 1.683 cliniche cui è stata concessa l'autorizzazione.
"In Emilia-Romagna verifichiamo il rispetto di standard gestionali, come
pure quello di requisiti per diverse specialità correlati a indicatori di
performance: come la mortalità per gli interventi di cardiochirurgia o il tempo
che intercorre tra una diagnosi di tumore al polmone e l'intervento"
riferisce Renata Cinotti, responsabile dell'area accreditamento e qualità
dell'agenzia sanitaria dell'Emilia-Romagna. Questa regione è capofila in Italia
di un progetto interregionale per la formazione di valutatori da ingaggiare nei
controlli della qualità degli ospedali. C'è inoltre un problema di
programmazione. Se, per fare un esempio, in Lombardia si è autorizzata
l'apertura di 21 reparti di cardiochirurgia, mentre alcuni esperti stimano che
ne basterebbe la metà per un bacino di 9 milioni di abitanti (vengono infatti
operati molti pazienti di altre regioni), c'è forse da aspettarsi che le sale
operatorie cerchino di funzionare a più non posso. "Il criterio della
produttività, da quando gli ospedali sono diventati come aziende, vale sia nel
pubblico sia nel privato" aggiunge Ettore Vitali, cardiochirurgo passato
dall'ospedale milanese Niguarda alle cliniche Gavazzeni di Bergamo. Una nota
dolente che vale solo per la sanità privata è il tipo di contratto tra la
clinica e il medico. Mentre negli ospedali pubblici il 20 per cento al massimo
dello stipendio può derivare da incentivi basati sulla produttività, nel
privato in teoria non ci sono limiti. "Se il medico è una persona perbene,
il meccanismo è benevolo. Se non lo è ... l'appetito, si sa, vien
mangiando" commenta l'oncologo Ermanno Leo, dell'Istituto dei tumori di
Milano. Alla Santa Rita, secondo gli inquirenti, la disinvoltura nell'usare il
bisturi poteva portare lo stipendio di alcuni medici da 2 mila euro fino a 20
mila. A incidere sono anche questioni di politica economica. Ci sono regioni,
come la Lombardia, in cui il fatturato per la spesa sanitaria ha un tetto unico
per ospedali pubblici e privati, superato il quale le prestazioni vengono
rimborsate meno. Questo sistema vuole promuovere la concorrenza e migliorare i
servizi. Il rischio è che certe piccole strutture private operino a più non
posso senza subire gli effetti negativi dell'abbassamento dei rimborsi,
penalizzazione che si diluisce nel totale a disposizione di tutti gli ospedali.
"Nel caso di un tetto di fatturato per ogni struttura, meccanismo molto
più rigido e contrario alla concorrenza, aumentare il numero dei casi diventa
invece inutile, perché non porta benefici economici" ritiene Taroni.
Trovare soluzioni facili per sistemi complessi come quelli sanitari è arduo. Ma
vengono in mente le parole profetiche di George Bernard Shaw nel Dilemma del
dottore: "Che una nazione ragionevole, avendo osservato che ci si può
procurare il pane offrendo un interesse economico ai fornai che ce lo
fabbricano, seguiti a offrire a un chirurgo un interesse per le gambe che ci
amputa, è quanto basta per farci disperare dell'umanità politica". (hanno
collaborato Donatella Marino e Fabio Turone).
( da "Panorama" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
La caduta degli dei MARCO
DE MARTINO Wall Street Il crollo del mercato finanziario basato su strumenti
speculativi non ha solo lasciato sul lastrico banche e risparmiatori. Ha
scoperchiato un mondo, quello degli speculatori di professione, che sembrava
intoccabile. Merito dell'inchiesta della procura di New York. Che ha già
arrestato 400 "golden boy". A intrattenere gli ospiti c'erano anche
Shakira e Sheryl Crow. E sul palco con loro Paul Tudor Jones, il famoso
"trader" il cui compenso l'anno prima aveva superato 1 miliardo di
dollari, che non aveva rinunciato all'ultima stravaganza: vestito da Indiana
Jones esortava a colpi di frusta i 4 mila gestori di hedge fund presenti a
donare per le cause benefiche della sua Robin Hood foundation. "Lo so, le
cose vanno male, ma la maggior parte della gente sogna di avere anche solo il
peggiore dei vostri giorni" diceva, senza riuscire a spezzare l'aria di
gelo di una serata che, nonostante i 56 milioni raccolti, sembrava un funerale.
Pochi giorni dopo sarebbero scattate le manette per i due trader della banca
d'affari Bear Stearns, considerati dai presenti in sala fra gli eroi
dell'ultima e più spericolata corsa all'oro di Wall Street: quella verso i
derivati, che ha portato al collasso dei mutui e alla stretta del credito che
ancora allunga la sua ombra sui mercati. Dopotutto proprio Ralph Cioffi, uno
dei due accusati di frode, aveva brevettato uno dei più aggressivi cdo, le
obbligazioni sui debiti collaterali che hanno finito per inquinare il mercato
planetario. Secondo stime, i due hedge fund da lui gestiti sono responsabili
per una fetta consistente dei miliardi perduti finora da istituzioni
finanziarie come Bank of America e Citigroup. Anche prima degli arresti i
manager dei fondi speculativi consideravano finita la pacchia del denaro facile
al ritmo del "2 & 20", la regola per cui i gestori percepiscono
non solo il 20 per cento del guadagno del fondo ma anche il 2 per cento della
somma investita. Grazie a questa formula gli hedge fund si sono moltiplicati,
dai 50 dei primi anni Ottanta ai 23 mila del 2007, e il denaro da loro gestito
è cresciuto da 1 miliardo a oltre 2 mila miliardi di dollari. Adesso la bolla
si sta sgonfiando. Nel primo trimestre di quest'anno hanno chiuso 170 hedge
fund, il 23 per cento in più rispetto al 2007. E quelli rimasti hanno raccolto
da investitori, sempre più spaventati, solo 2,6 miliardi di dollari, l'82 per
cento in meno rispetto ai tre mesi precedenti. Ai 32 mila licenziamenti già
partiti a Wall Street stanno per aggiungersene altri a Citigroup e Goldman Sachs.
Lotta per la sopravvivenza anche la venerabile Lehman Brothers, e 10 mila tagli
sono previsti fra gli impiegati della Bear Stearns, il cui buco di bilancio si
dice sia stato sottovalutato dalla Jp Morgan al momento dell'acquisto.
Tuttavia, più dei tagli e dei ridimensionamenti fa venire i brividi ai
prestigiatori della finanza una frase usata dalla procura che ha aperto
l'inchiesta sulle frodi a Wall Street: "Gli investitori di hedge fund,
come quelli che investono in aziende quotate o fondi comuni, sono protetti
dalle stesse leggi che regolano lo scambio di titoli". Ovvero: il problema
non è solo che Ralph Cioffi, accusato di frode, dicesse ai colleghi che il
mercato stava per crollare mentre agli investitori comunicava di essere
soddisfatto: "I due accusati pagano per quel che probabilmente fanno
migliaia di altri venditori a Wall Street" spiega a Panorama Paul
Samuelson, premio Nobel per l'economia e professore del Massachusetts institute
of technology. "È in atto una campagna per regolare un settore che non
aveva regole, perché pensava di rivolgersi ai pochissimi investitori che
potevano permettersi di rischiare quello che investivano. Il problema è trovare
strumenti che non strangolino il mercato". Che il far
west dei mutui stia tramontando non è chiaro solo a Wall Street, dove si è
esaurita la richiesta per i cdo. Dopo avere preparato 400 arresti tra agenti
immobiliari e finanziatori di mutui sospetti di scarsa esigibilità, ora nel
mirino dell'Fbi c'è il gigante dei mutui Countrywide financials. E Benton
Campbell, il procuratore di Brooklyn che ha lanciato l'inchiesta sulla Bear
Stearns, potrebbe decidere presto nuovi arresti. Nei salotti finanziari della
New York che conta si dice che tra gli assi che intende calare ci sarebbe un
collaboratore, uno dei manager presenti alla festa a base di vodka con cui
Cioffi brindava alla sopravvivenza dei suoi fondi pur sapendo che il mercato
stava già crollandogli addosso.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
N. 26 del 2008-06-30
pagina 0 Di Pietro, quindici anni di segreti e bugie di Filippo Facci La fuga
dalla magistratura per evitare sanzioni. L'ingresso in politica pianificato
quando vestiva la toga. Chi è il paladino dei pm d'assalto. Ghedini: "Ora
sotto processo finirà lui: per diffamazione" "è riaffiorata la
tentazione di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro",
spiegava ieri Repubblica, certa che "qualcuno sarebbe già al lavoro
collezionando vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito
scagionato". Grazie per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato.
Se Antonio Di Pietro nel 1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora
decisamente di meno, è perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo,
qualcosa è stato raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra. Se
è vero infatti che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col
Di Pietro più veemente (persino quello che chiama "magnaccia" il
presidente del Consiglio) d'altra parte invece c'è una sola cosa che l'ex
magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati,
più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi. Giudichi il lettore, o
l'elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere. Sta di fatto che le
sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane,
rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e
sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma
sono sentenze lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle
"fango" come ha fatto ieri. Per fare un esempio: oggi ci sono
giornalisti che ancora si chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo
lasciò la magistratura. Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle
sentenze di non luogo a procedere vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di
Martino a beneficio di Di Pietro (peraltro in contraddizione tra loro su alcuni
episodi) sia nel successivo giudizio di tribunale vergato del presidente
Francesco Maddalo il 29 gennaio 1997: una sentenza che superò le precedenti
perché fece seguito a un pubblico dibattimento con esibizione di prove e
audizione di parti. Qualcuno lo ricorderà: è il processo in cui Di Pietro
dapprima balbettò e poi rifiutò di rispondere alle domande del pubblico
ministero. L'ex magistrato oltretutto non presentò appello, sicché la sentenza
"fa stato quanto ai fatti accertati", come si dice in gergo. Per
farla breve: il Gup Anna di Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del
magistrato, spiegò che se Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe
andato incontro a pesanti sanzioni disciplinari. Il giudice Francesco Maddalo,
nondimeno, parlò di "fatti specifici che oggettivamente potevano
presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare". Sono le vecchie
storie di Gorrini, D'Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente
restituiti in scatole da scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di
Mercedes rivendute a prezzo maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio
di chi ha fondato il suo movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui
"valori". Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare
Berlusconi dicendo "Io quello lo sfascio" (come raccontato dal suo ex
Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun
servo di Procura, ha mai riportato: "Decisiva appare l'intenzione di Di
Pietro di intraprendere l'attività politica ovvero di ottenere incarichi
pubblici di maggior rilievo" (pagina 167 della succitata sentenza
Maddalo). "Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato
orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad
un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare
una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste
successiva" (pagina 170). "Il desiderio di lasciare l'incarico
giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale
e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in
vista di quella progettata attività politica (pagina 177)". Domanda: ma Di
Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi
per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: "Le
dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di
imminente attuazione". E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del
Pool? Pagina 180: "I contatti e colloqui politici \ avrebbero potuto
inquinare quella sua indiscussa leadership all'interno e all'esterno del
Pool". Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti
privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i
seguenti piccoli favori, appurati anch'essi da svariate sentenze: 1) 100
milioni senza interessi dall'imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con
assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di
dimettersi, nel 1994; 2) 100 milioni senza interessi dall'imprenditore
inquisito D'Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa
agli atti; 3) periodiche buste di contanti sempre da D'Adamo; 4) centinaia di
milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D'Adamo e Franco Maggiorelli, per
i debiti contratti dall'amico Eleuterio Rea al gioco d'azzardo; 5) una Mercedes
CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all'amico avvocato Giuseppe
Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo
bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio
1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni; 6) una
Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D'Adamo; 7) l'utilizzo di
una garÇonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D'Adamo, fino all'inizio
del 1994; 8) l'utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D'Adamo,
a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma,
dietro via Veneto; 9) l'acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti
da Gorrini; 10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito
da D'Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede; 11) i pacchetti di pratiche
legali dalla Maa di Gorrini per la moglie; 12) le consulenze legali da D'Adamo
per la moglie; 13) l'impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini; 12)
i benefit vari da D'Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e
Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per
l'amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un
mobile-libreria per la casa di Curno; 13) i benefit vari ottenuti da Gorrini:
ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di
caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni
stock di calzettoni al ginocchio. Eccolo qua Antonio Di Pietro, l'uomo che
giusto ieri si richiamava "allo spegnersi della coscienza civica, della
morale, dell'etica", l'uomo che di Berlusconi cita "gli innumerevoli
processi" senza mai menzionare i propri, l'uomo che di fronte al consenso
di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe
Grillo proprio ieri, ha parlato di "una situazione simile a quella dei
ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale".
Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei
grillisti e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le
velleità di ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese
reale. I giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore
e titolo in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di
monopolio, ma è tra i più presenti in televisione e in assoluto l'ospite più
invitato a Matrix, per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o
quando nel 1996 disse che avrebbe preso "a schiaffi e pedate chi mi ha
indotto a dimettermi dal ministero dei Lavori pubblici", o le sue folli
proposte circa il "decreto cautelare di rettifica" o altre norme
punitive contro i giornalisti. Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel
dicembre 1994, a Curno, prese a testate un giornalista dell'Ansa dopo averlo
riempito di calci e di pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda
sia recente, dell'acquisto di due appartamenti pagati con
un mutuo che risultava inferiore all'affitto frattanto versato dalla sua Italia
dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento
pubblico. Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei
Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i
finanziamenti pubblici. Nessuno dedica servizi a un personaggio che
straparla di democrazia e però neppure ora (con l'8 per cento dei suffragi) si
dimostra capace di inventarsi una struttura, un numero 2, un gregario, un volto
spendibile e alternativo al suo. Gli unici nomi noti sono quelli di chi l'ha
regolarmente mollato: da Pietro Mennea all'ex fidatissimo Elio Veltri (che lo
sosteneva dal 1988 e ora gli spara contro a ogni occasione) sino a Valerio
Carrara, l'unico parlamentare dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di
passare al Gruppo Misto prima ancora che si insediassero le Camere; e poi
ancora Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio,
persino Paolo Flores D'Arcais: "Gente che ha capito il personaggio e ha
preso le distanze" ebbe a commentare Veltri. In compenso, chiuso
all'angolo, resiste Veltroni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
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N. 26 del 2008-06-30
pagina 0 "Accordo frutto del dialogo è la fine dei veti incrociati"
di Fabrizio Ravoni Il ministro delle Infrastrutture Matteoli: "Adesso è
arrivato il momento di snellire le procedure. Basta con la burocrazia che
blocca le opere" da Roma "Bisogna capire che le infrastrutture sono
prioritarie per il Paese. Se le fa, il paese progredisce. Se non le fa,
arretra". Altero Matteoli, ministro per le Infrastrutture, non nasconde la
soddisfazione per l'accordo sul tracciato, raggiunto fra Osservatorio tecnico
della Torino-Lione ed i sindaci interessati. "Un accordo figlio del
dialogo. Una filosofia che ho condiviso fin dal mio insediamento, a cui seguirà
l'assunzione delle responsabilità per la realizzazione dell'opera". Ed a
riprova del dialogo, Matteoli cita un dato: "Pensi che l'Osservatorio ha
fatto una settantina di riunioni ed un centinaio di audizioni. Al termine,
l'accordo è arrivato. A questo punto - prosegue il ministro - si dovrà fare un
tavolo istituzionale a Palazzo Chigi, e poi subito un tavolo tecnico. Così da
passare alla fase operativa, come ci chiede l'Unione europea. L'accordo
raggiunto - prosegue - senz'altro non avrà l'unanimità, ma di certo segna il
termine dei veti incrociati". è dal 1990, dal vertice di Nizza che si
parla di un collegamento ferroviario tra la Francia e l'Italia. "Guardi se
è sui tempi che vuole discutere, ho sempre detto - commenta Matteoli - che
perdere sei mesi per un'opera pronta in cinque anni è un danno grave. Ma
perdere sei mesi per un'opera pronta tra vent'anni, è una cosa giusta". Ma
tra vent'anni, un'opera del genere sarà ancora attuale? "Sarà un'opera di
grandissima attualità. Tra vent'anni tutti ci auguriamo che l'Europa non sia
soltanto un'entità commerciale; ma anche politica. Con uno speculare bisogno di
integrazione delle genti; quindi, di mobilità". Insomma, dalla sua
ideazione alla sua realizzazione passeranno quasi 40 anni. "Troppi? -
osserva il ministro -. Allora pensi che è dagli anni Settanta che si parla
della Livorno-Civitavecchia. Ma ora è arrivato davvero il momento di snellire
le procedure. Quand'ero ministro dell'Ambiente, i Verdi mi attaccavano perché
volevo accelerare i tempi e loro dicevano che non volevo i controlli. Ora è
arrivato il momento di dire “basta” con tutta la burocrazia che blocca le infrastrutture.
Una volta decisa un'opera, dopo un confronto (come dimostra il caso della Tav)
bisogna andare avanti". Ed aggiunge. "Sarebbe incomprensibile se non
si riuscissero ad accelerare le procedure per arrivare a raggiungere i nostri
obbiettivi". Anche la variante di Valico procede a rilento... "A
parte il fatto che alcuni tratti sono già coperti dalla terza corsia. Eppoi
bisogna anche considerare la morfologia dell'Italia e la circostanza che molti
fiorentini utilizzano l'autostrada come una tangenziale per spostarsi
rapidamente da una zona all'altra della città". La Torino-Lione non fa più
parte delle opere finanziate con la Legge obbiettivo (l'ha tolta il governo
Prodi). Ora come la finanziate? "Mica posso andare da Tremonti e dirgli:
Giulio, mi dai i soldi per la Tav? Le condizioni del bilancio pubblico le
conosciamo tutti. Quindi, al finanziamento dell'opera
cercherò di coinvolgere anche i privati". Il governatore della Banca
centrale cinese non ha escluso che i fondi sovrani di Pechino possano essere
interessati a finanziare interventi in Italia. "Ho già avuto contatti con
Fondi privati, delle banche, degli Stati. La settimana prossima sarò in Lussemburgo
per incontri con la Banca europea degli investimenti. Ma i privati chiedono
tempi e regole certe. E questo governo sta cercando di dare risposte".
Nell'immaginario collettivo, la Tav Torino-Lione fa venire alla memoria i
cittadini che bloccano le ruspe, agli scontri con la Polizia. Come si è passati
da quella fase a questa? Grazie al lavoro dell'Osservatorio, per il quale il
ministro ringrazia pubblicamente il presidente Virano. E poi, sottolinea,
"guardate che la gente delle zone interessate ci chiede cose serie:
servizi, treni. Cose concrete. A cui il governo darà risposte concrete. Con un
punto fermo: lo snodo di Orbassano resterà un riferimento forte". Ma non
c'era anche una montagna che non si poteva bucare per il rischio amianto?
"è stata accantonata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
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( da "Giornale.it, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
N. 26 del 2008-06-30 pagina 0 Vendere i palazzi di Stato per rilanciare la crescita
di Geronimo La crisi dei mercati finanziari innescata dai mutui immobiliari con
il conseguente crollo delle Borse e un'inflazione ormai galoppante (siamo al
3,5%) che preme per una comprensibile rincorsa dei salari, stanno mettendo a
dura prova tutte le economie nazionali e, naturalmente, anche quella italiana.
Con l'aggravante, però, che le nostre difficoltà arrivano da lontano. L'analisi
impietosa del centro studi della Confindustria e la relazione della Corte dei
Conti confermano ciò che da tempo andiamo dicendo. L'Italia dal 1995 cresce
poco e male. Troppo poco per innescare un risanamento strutturale dei conti
pubblici e rafforzare quella coesione sociale che si sta pericolosamente sfarinando.
In questi ultimi tredici anni, infatti, l'Italia è cresciuta in media di un
punto in meno dei Paesi della zona euro e ha ridotto il suo debito di appena 17
punti di cui 10 solo grazie alla vendita di aziende pubbliche (150 miliardi di
euro) e 5 per la riduzione dei tassi di interesse internazionali dal 1996 al
1999. Nello stesso periodo, tanto per capirci, il Belgio ha ridotto il suo
debito di 49 punti e l'Irlanda addirittura di 87, mentre la Germania in poco
tempo ha raggiunto il pareggio di bilancio. In tutti questi Paesi, però, il
tasso di crescita dell'economia è stato decisamente superiore a quello
dell'Italia a testimonianza che sviluppo e risanamento sono due obiettivi che
camminano appaiati. In Italia, inoltre, c'è un'idea secondo la quale il tasso
di crescita è condizionato solo dalla congiuntura mondiale. è fin troppo ovvio
che il quadro internazionale incide sui tassi di crescita, ma non c'è alcun
dubbio che i governi nazionali possano fare molto per sostenerli. D'altro canto
se così non fosse non ci spiegheremmo perché noi da dodici anni cresciamo meno
di quasi tutti i Paesi europei pur vivendo in un unico contesto monetario,
finanziario ed economico. Né vale più il lamento sul macigno del debito
pubblico creato, peraltro, in una stagione nella quale terrorismo e inflazione
a due cifre la facevano da padrone. Sono trascorsi, infatti, ben quindici anni
nei quali il Paese non è riuscito a decollare. Basta dunque con gli alibi e
smettiamola una volta per tutte di affidare la nostra prospettiva di sviluppo
esclusivamente alla congiuntura internazionale e prepariamoci a contenerne i
danni. Giusto puntare a liberalizzazioni, concorrenze e semplificazioni ma se
non si agevolano, nel breve periodo, investimenti pubblici e privati
finanziando inoltre ricerca e innovazione e se non si contrasta l'inflazione
con gli strumenti di mercato quale, ad esempio, la riduzione della pressione
fiscale, su energia e alimentari continueremo a girare a vuoto lasciando che si
consumi sotto il peso dell'aumento dei prezzi e delle bollette il potere di
acquisto delle famiglie e l'aumento nel contempo della disoccupazione. Abbiamo,
infine, sentito dalla Corte dei Conti un riferimento all'immenso patrimonio
immobiliare dello Stato per ridurre il debito. Sono almeno quattro anni che
annoiamo i nostri lettori spiegando che l'unica fonte di quattrini per
finanziare lo sviluppo è la vendita di 50-100 palazzi di proprietà dello Stato
messi a reddito perché utilizzati dalla pubblica amministrazione. Uno spin off
immobiliare, però, non per ridurre il debito ma per finanziare la crescita che
è il modo virtuoso per ridurre strutturalmente deficit e debito. Ancora una
volta, però, urtiamo contro un pregiudizio professorale secondo il quale basta
ridurre la spesa per creare sviluppo. è vero l'esatto contrario. Solo con lo
sviluppo possiamo ridurre la spesa e solo così possiamo interrompere quella
pericolosa divaricazione nella società italiana tra le nuove povertà e le nuove
ricchezze. Una frattura sociale che si alimenta proprio con la stagnazione
economica e si aggrava con l'inflazione, le due grandi emergenze del Paese.
Denunciare i rischi senza indicare una terapia, aumenta solo paura e
smarrimento. Geronimo © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 30-06-2008)
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Del 30 GIUGNo AMBIENTE
/Le nuove norme sui rifiuti ridisegnano il quadro EDILIZIA E SICUREZZA / Niente
certificazione impianti con la compravendita immobiliare LAVORO E SENTENZE /
Assunti i precari generici CONDOMINIO/ Solidarietà passiva in condominio FISCO/
Fisco Internazionale GAZZETTE UFFICIALI / Gli indici
settimanali ARCHIVIO L'ESPERTO RISPONDE Nel "Problema della
settimana": la portabilità dei mutui, l'iter da seguire e gli effetti
della surroga ai fini fiscali. FORUM Potete inviare le vostre lettere alla
rubrica "Lettere e commenti" del Sole-24 Ore del lunedì utilizzando
l'indirizzo: posta.norme @ilsole24ore.com.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
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ECONOMIA ITALIANA
pag. 16 Case: la febbre americana non ha contagiato l'Italia ANALISI GIOVANNI
AJASSA* E' trascorso quasi un anno dall'apparire, sul mercato americano e sulla
scena economica mondiale, di quella che viene comunemente chiamata "la
crisi dei subprime". E' presto per dire se, dall'altra parte
dell'Atlantico, un'adeguata correzione dei fondamentali reali della crisi sia
già stata realizzata. Di certo, negli Usa la caduta su base annua dei prezzi
delle case ha raggiunto la doppia cifra. Parliamo di un decremento di oltre 15
punti percentuali nel caso del valore registrato nello scorso marzo dall'indice
CaseShiller Composite 10. Ma l'esposizione delle famiglie
americane sul fronte dei mutui immobiliari, prime e subprime, rimane
estremamente consistente e non sembra denunciare un significativo rientro. Alla
fine del 2007 lo stock totale dei mutui residenziali ha raggiunto i 12mila
miliardi di dollari, con un aumento di ben 8 punti percentuali rispetto al dato
di dicembre 2006 e un calo solo di 2 punti rispetto all'incremento
realizzato nel 2006. Diviso per il valore del Pil, il valore del totale dei
mutui ammonta a ben l'85% della ricchezza prodotta negli Usa nel 2007.
All'interno dell'esposizione complessiva, i mutui subprime sono pari a 1.700
miliardi di dollari, il 14% del totale dei prestiti per l'acquisto di
abitazioni contratti dalle famiglie americane. Non tutti gli attuali
"subprime" sono destinati ad andare in sofferenza nel corso dei
prossimi mesi ed anni. Ma lo smaltimento di un così consistente eccesso di
indebitamento imporrà probabilmente un freno alle capacità di ripresa
dell'economia americana. Guardando ai numeri americani su prezzi delle case e
mutui, l'Italia appare di certo una "penisola" felice. Gli esperti di
Nomisma hanno recentemente confermato la previsione di un aumento del 3% dei
prezzi delle case in Italia nella media del 2008. Rispetto al +5,1% conseguito
nel 2007 c'è un rallentamento della crescita che, però, è tutt'altra cosa dalla
caduta libera dei listini immobiliari in atto negli Stati Uniti. Allo stesso
modo, una situazione assai meno preoccupante si rileva in Italia dal lato dei
mutui. Alla fine del 2007 la consistenza dei prestiti contratti per l'acquisto
di abitazioni da parte di quelle che la Banca d'Italia chiama "famiglie
consumatrici" si è attestata a 226 miliardi di euro. L'importo sale a 266
miliardi di euro se, alle famiglie consumatrici, sommiamo anche i 40 miliardi di
euro dei mutui contratti dalle "famiglie produttrici", ovvero le
imprese individuali fino a 5 addetti. Anche considerando questa definizione più
ampia di famiglia, in Italia il rapporto tra i prestiti per l'acquisto di
abitazioni e il Pil nazionale non arriva al 18%. E' il valore più basso tra
tutte le principali economie di consolidata industrializzazione. All'interno
del totale, la quota di rapporti in sofferenza o incaglio è stimabile
nell'ordine dell'1,5% dei clienti titolari di prestiti per l'acquisto di
abitazioni. Le famiglie italiane sono circa 24 milioni e il 12% di esse ha
sottoscritto un mutuo per la casa. Combinando i vari indicatori risulta che il
numero delle famiglie in situazione di grave difficoltà sui mutui avrebbe
l'ordine di grandezza delle 40/50mila unità, pari ad appena il 2 per mille del
totale dei nuclei familiari. Prescindendo dalle sofferenze e dagli incagli e
sommando ai mutui anche il credito al consumo e le altre forme di
indebitamento, il numero di famiglie italiane per le quali il servizio
complessivo del debito assorbe una quota pari o superiore al 30% del reddito
familiare ammonta a 330mila unità, l'1,4% del totale. Il dato, basato su
indagini relative al 2006, è calcolato dalla Banca d'Italia e riportato nella
Relazione annuale. Rispetto alle consorelle americane, le famiglie italiane
godono di una situazione finanziaria decisamente più solida. Ad un anno dallo
scoppio della crisi dei subprime, il tema dell'immobiliare non appare essersi
aggiunto alla lista dei più gravi problemi congiunturali e strutturali del
Belpaese. Nondimeno, il trend di prolungata debolezza che da anni percorre la
crescita del reddito disponibile degli italiani e il pericoloso ritorno di
fiamma dell'inflazione rendono oggi la condizione delle famiglie uno snodo
particolarmente critico. A parità di altre condizioni, un'azione di sostegno
nei confronti dei risparmi e dei consumi può venire dal consolidamento e
dall'estensione di alcune innovazioni nel campo dei mutui. Tra il 2003 e il
2006 la percentuale di banche italiane che offrono contratti di mutuo con
scadenza pari o superiore a 30 anni è cresciuta dal 15% al 59% con un'incidenza
vicina alla totalità nel segmento costituito dalle banche di maggiore
dimensione. Nello stesso periodo, la percentuale di intermediari che offre
mutui con rata di rimborso costante e durata variabile è salita dal 24% al 68%:
anche in questo caso la quota sale a 9 istituti su 10 per le grandi banche.
Poter allungare la durata di un mutuo a parità di rata è utile alla famiglia per
annullare l'effetto sul reddito corrente di una tendenza all'aumento dei tassi
di interesse e del conseguente aggravio del servizio dei debiti contratti a
tasso variabile. Alla stessa finalità volge la Convenzione recentemente
sottoscritta dal Governo e dall'Associazione bancaria italiana. Quando usata
bene, l'innovazione finanziaria ha ritorni positivi e importanti per tutti i
partecipanti al mercato, per le famiglie e per le banche. Lo scenario dei
mutui, almeno in Italia, guarda oltre i "subprime". *Responsabile
Servizio Studi BNL Gruppo BNP Paribas Scopri come ricevere sul tuo cellulare
Repubblica Gold.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
FINANZA pag. 24 La bufera sui mutui, nuovo allarme su Hbos Proprio quando il
peggio sembrava ormai alle spalle, si è scatenata una nuova bufera sul mercato
dei mutui. Così gli analisti stanno tornando sui propri passi e tornano a
vedere nero sulle prospettive dei finanziari. Nei giorni scorsi
Citigroup ha espresso una raccomandazione di "sell" su HBOS
(HalifaxBank of the Scotland), tagliando il target sul prezzo da 425 p a 275 pence,
dopo che appena tre settimane fa aveva dato un'indicazione di acquisto sul
titolo. Secondo la banca d'affari statunitense, la situazione sul mercato dei
mutui si sta progressivamente deteriorando ed è ancora troppo presto per
tornare a investire nel settore. Citigroup si attende un ulteriore calo della
qualità dei crediti detenuti da HBOS, pur non rilevando particolari fattori di
preoccupazione rispetto ad altre società del settore. Il più grande erogatore
di mutui della Gran Bretagna è da settimane sull'ottovolante sulle voci di un
peggioramento in arrivo sui conti. Tanto che il board è dovuto intervenire a
più riprese per tranquillizzare il mercato attraverso comunicati che confermano
i target del 2008. Dai piani alti della banca britannica garantiscono, inoltre,
che l'aumento di capitale da 4 miliardi di sterline, annunciato per far fronte
alle recenti svalutazioni, procede secondo la tabella di marcia prestabilita.
(l.d.o.) Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
RE LA CASA. IL
PARERE DELL'ADICONSUM ADRIANO BONAFEDE Ormai il quadro è completo. Con la firma
della convenzione fra Abi e Tesoro sulla rinegoziazione, si chiude il cerchio
delle possibilità offerte a chi ha un mutuo e vuole renderlo meno oneroso. Le
altre due possibilità sono la ricontrattazione diretta con la stessa banca che
lo ha erogato, ma senza passare dalla convenzione tra Abi e Tesoro, quindi in
una forma più o meno privatistica, e, infine, la vera e propria 'portabilità',
ovvero il trasferimento senza oneri del prestitocasa presso un altro istituto
secondo le norme Bersani. A questo punto, il problema per chi ha contratto un
mutuo che in questi ultimi duetre anni è diventato assai oneroso, è di
scegliere la migliore fra queste tre soluzioni. L'obbiettivo è quello di
risparmiare al massimo sulla rata in attesa di tempi migliori, ovvero di quando
i tassi d'interesse spontaneamente tenderanno a scendere o riprenderanno a
crescere i redditi, che sembrano come inchiodati a terra in questi ultimi tre
anni. Prima di entrare nel merito di ciò che si dovrebbe fare o di ciò che è
possibile fare (le due cose non sempre coincidono, purtroppo, come vedremo
meglio più avanti), esaminiamo come funzionano in concreto le tre soluzioni.
Cominciamo dalla ricontrattazione diretta dei termini del prestito, opzione che
è sempre stata valida, anche prima che il governo di centro sinistra con
Bersani e quello di centro destra con Tremonti identificassero specifiche
soluzioni. La rinegoziazione è un'arma valida nelle mani del cliente. In
effetti ci sono spazio assai ampi per sparare di abbassare la rata.
Innanzitutto c'è la questione dello spread, ovvero della commissione che la
banca aggiunge al costo del denaro vero e proprio, agganciato in genere
all'Euribor, il tasso di riferimento a cui avvengono i prestiti fra le banche.
Soltanto pochi anni fa questo spread era in Italia, straordinariamente alto a
confronto con quello medio pagato dai mutuatari di altri paesi europei:
commissioni dell'1,5 o anche 2 per cento erano abbastanza frequenti. In pochi
anni, però, la concorrenza, unita agli stimoli arrivati dalla Banca d'Italia e
dal governo, hanno fatto drasticamente scendere questa percentuale: oggi si
possono trovare spread che vanno da un minimo di 0,6 per cento (per importi
però molti alti di mutuo) a uno 0,9 per cento. Convincere dunque la banca a
comprimere questo parametro permette al cliente di ottenere un immediato e
visibile beneficio. Poi c'è l'Euribor. Molti istituti hanno agganciato il mutuo
all'andamento dell'Euribor 6 mesi o tre mesi anche in presenza di mutui a rate
mensili. Ma l'Euribor a 3 o a 6 mesi è più alto di quello a 1 mese, anche fino
a o,5 punti. Così indurre la banca a cambiare questo parametro consente
un'ulteriore compressione della rata. E se ciò avviene in concomitanza con
Infine c'è la durata: chi ha contratto un mutuo a 20 anni può cercare di farsi
rimodulare il prestito a 25 o 30 anni: ciò consente di ridurre ulteriormente il
costo immediato del mutuo. È vero che alla fine si pagheranno più interessi
(essendo spalmati su un periodo più lungo), ma qui ciò che conta è avere un
immediato sollievo in termini di rata mensile, che è poi ciò che muove
l'interesse del cliente che si trova in difficoltà. Per quanto riguarda invece
l'eventuale passaggio dal tasso variabile a quello fisso, richiesta che
potrebbe essere fatta alla banca con l'obbiettivo di impedire alle rate future
di crescere ulteriormente, qui i pareri degli esperti sono discordi. Infatti
c'è chi crede che gli attuali tassi siano così alti che difficilmente nei
prossimi anni potranno salire ancora, a pena di una disastrosa recessione che
già incombe su molti paesi. È vero che la Bce ha annunciato di voler aumentare
a luglio dello 0,25 per cento il tasso di riferimento ma ci sono due cose da
dire: 1) i tassi hanno già fotografato, anticipando questa tendenza e quindi è
troppo tardi per scegliere un mutuo fisso; 2) anche se i tassi dovessero
risalire un po' a breve, gli osservatori sono generalmente convinti che nei
prossimi mesi dovranno scendere nuovamente. Il tasso fisso non ci permetterebbe
di cogliere i futuri movimenti al ribasso. Veniamo ora alla seconda opzione,
quella della 'portabilità' del mutuo. Le norme del decreto Bersani sono ormai
chiare: il passaggio del prestito da un istituto all'altro deve avvenire
comunque senza alcun onere. Quindi, se con la rinegoziazione non si è raggiunto
il risultato sperato di abbassare in modo rilevante la rata, si può cercare
un'altra banca con condizioni migliori (ovvero spread, tasso, durata). La
propria banca non potrà rifiutare la richiesta di surroga (così si chiama
l'atto di sostituzione), se quella nuova accetta il cliente. In altre parole,
la portabilità consente al cliente di trovare nel mercato condizioni
complessivamente migliori, e lo sporyamento non gli costerà nulla. È vero che
ci sono state molte polemiche nei mesi passati perché le banche cercavano di
fare resistenza, ma ormai il quadro giuridicoamministrativo è chiaro. Da ultimo
è arrivata l'opzione Tremonti. Questa consente al cliente di tornare alla rata
che pagava nel 2006 (quando i tassi erano più bassi). La differenza, poniamo di
100 euro al mese, non viene abbuonata dalla banca ma
confluisce in uno speciale conto (di fatto una altro piccolo mutuo) al tasso
Irs (fisso) attuale (intorno al 5,20) più uno spread dello 0,5 per cento). Il
pagamento di questo 'secondo mutuo' verrà messo in coda al mutuo principale.
Per cui si continuerà a pagare per qualche anno ancora dopo la fine del vecchio
mutuo. Qual è di fatto la soluzione migliore fra queste tre? "Se
ricontrattando con la propria banca le condizioni si ottiene un buon risultato,
questa soluzione può andare bene dice Fabio Picciolini, segretario nazionale
dell'Adiconsum, una delle pricnipali associazioni di difesa degli utenti . Ma
questo implica una capacità contrattuale che non tutti i clienti hanno. Se non
ci si riesce, la soluzione migliore può essere quella di trasferire il mutuo
altrove". Ma allora quando si può pensare alla soluzione Tremonti?
"Questa soluzione è secondo noi in assoluto la più cara dice Picciolini ma
ci sono casi in cui i consumatori non offrono sufficienti garanzie a una nuova
banca né hanno capacità contrattuale. Per loro l'unica strada è questa, anche
perché è l'unica che la banca è costretta, a richiesta, a evadere". Scopri
come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
I dati di maggio
GIOVANNI MARABELLI Dopo la breve pausa di aprile le
richieste di mutui sono tornate a scendere nel mese di maggio. Secondo i dati
raccolti da Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) gestito da CRIF, che
raccoglie i dati relativi a quasi 70 milioni di linee di credito (cioè la gran
parte dei mutui e dei prestiti erogati alle famiglie italiane) le domande di
mutuo nel maggio 2008 sono state 108.095, in calo del 15% rispetto allo
stesso periodo del 2007 Il calo è più contentuto rispetto al ? 19% di marzo, ma
la performance è decisamente peggiore rispetto al +12% di aprile, quando il
mercato aveva illusoriamente dato segni di ripresa. Nei primi due mesi
dell'anno, infine, l'aumento era stato rispettivamente del 5% e del 3%,
lasciando presagire che il rallentamento potesse presto trasformarsi in calo.
"Ad inizio anno ? spiega Enrico Lodi, direttore di Credit Bureau Services
di Crif ? le analisi fatte da Crif avevano previsto che le famiglie italiane,
già impegnate con prestiti e con mutui, avrebbero subito contraccolpi nel 2008
in termini di aumento dei tassi di sofferenza, insolvenza grave e insolvenza
leggera, tuttavia non paragonabili a quanto accaduto alle famiglie negli Stati
Uniti. Inoltre, avevamo previsto che nell'anno in corso le famiglie avrebbero
domandato nuovi mutui con una intensità più bassa rispetto ai tassi di crescita
registrati negli ultimi anni". Questo scenario si è puntualmente
verificato ed è probabile che la lettura di giugno sia ancora più negativa. Nel
corso di questo mese, infatti, l'Euribor ha toccato il massimo degli ultimi
cinque anni, facendo schizzare all'insù le rate del "variabile".
"Confrontando le richieste registrate rispetto all'anno precedente, in
tutti i mesi del 2007 ? continua Lodi ? il numero di domande era sempre stato
superiore rispetto a quello registrato nel corrispondente mese del 2006. Negli
ultimi mesi dell'anno scorso, però, si era già registrato un rallentamento,
trend che ha trovato una conferma anche a gennaio e febbraio di quest'anno, per
poi registrare un andamento fortemente altalenante nel trimestre
successivo". Per quanto riguarda il dettaglio delle richieste di mutui
registrate da Crif, nei primi 5 mesi del 2008 l'importo medio delle domande è
stato pari a 132.000 euro contro i 125.000 euro registrati nell'analogo periodo
del 2007. La classe di importo nella quale si sono concentrate maggiormente le
richieste di finanziamento è quella fino a 75mila euro (circa il 29% del totale
delle domande), seguita dalla classe compresa tra 100 e 150mila euro (27,7% del
totale). Per quanto riguarda la durata, infine, la tipologia di mutui
maggiormente richiesta dagli italiani nei primi 5 mesi del 2008 è quella
compresa tra i 25 e i 30 anni (quasi un terzo del totale), seguita
rispettivamente da quella tra i 15 e i 20 anni (18%) e da quella tra i 20 e i 25
anni (13%). Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold.
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
ROSA SERRANO
Cambiare casa è sempre più difficile. Il rallentamento del mercato
residenziale, certificato dal calo delle compravendite e dall'allungamento dei
tempi necessari per concludere la trattativa, ha notevolmente aumentato le
difficoltà che incontrano i proprietari immobiliari che sono intenzionati a
vendere il loro appartamento per acquistarne un altro che soddisfi meglio le
necessità della propria famiglia. Si stima che almeno la metà delle
compravendite sia riferita al cosiddetto "miglioramento abitativo",
cioè ad un'operazione di "permuta" immobiliare che famiglie, già
proprietarie di una prima casa, effettuano per migliorare la propria condizione
abitativa e residenziale, spesso scegliendo un taglio dimensionale superiore o
ricercando una maggiore qualità dell'appartamento e, anche, del quartiere.
"L'attuale fase di stagnazione dei prezzi di vendita ? spiega Alessandro
Ghisolfi, responsabile dell'ufficio studi di Ubh ? si sta trasformando in un
calo dei valori, in particolare per i prodotti di vecchia generazione, non
ristrutturati, e crea difficoltà a chi aveva preventivato di riuscire a
permutare la propria abitazione con una più bella e possibilmente nuova in
tempi relativamente brevi". I casi che si stanno verificando, in
particolare nelle aree urbane delle grandi città, sono soprattutto localizzati
nelle cosiddette zone semicentrali, ben collegate dai mezzi pubblici e fornite
di servizi commerciali. Sono casi emblematici che stanno delineando una tendenza
precisa che il mercato va ad assumere quando ci si trova in una posizione di
domanda più debole e prezzi in difficoltà. Ubh ha elaborato tutta una serie di
esempi, mettendo a confronto i prezzi del nuovo e dell'usato delle zone
semicentrali di sei grandi città e, a distanza di un anno, si nota che mentre
per le abitazioni nuove o comunque totalmente ristrutturate ci sono stati
ancora dei rialzi sui valori di vendita sostanzialmente in linea con
l'andamento del costo della vita, i prezzi di vendita del prodotto
"usato" sono, nel migliore dei casi, bloccati. Nel peggiore stanno,
invece, cominciando ad arretrare su base annua di almeno di 35 punti
percentuali. A Milano, mentre nel primo semestre 2007 il differenziale fra
nuovo e usato era del 28,6%, nel primo semestre di quest'anno è risultato del
33,3%. A Roma, la forbice dei valori è passata dal 15,5% al 18,1%; a Torino dal
21,4% al 23,5%; a Bologna dal 21,9% al 24,2%; a Napoli dal 14,3% al 18,2% e a
Bari dal 12% al 16,3%. Questa seppur non ampia forbice fra i valori ha, di
fatto, bloccato una parte della domanda di "miglioramento abitativo"
e messo in grande difficoltà un'altra fetta. In pratica chi ha fatto una
proposta di acquisto e deve concludere la vendita del proprio appartamento,
vede sempre più allontanarsi la prospettiva di incassare quanto preventivato e,
in molti casi, è costretto a concludere la trattativa ad un prezzo
sostanzialmente minore. Il differenziale di prezzo fra vecchia e nuova
proprietà si allarga, e la copertura ipotizzata attraverso il ricorso al
finanziamento immobiliare deve essere rivista, con la
conseguenza di richiedere un mutuo più "sostenuto". La nuova
situazione di mercato per la permuta immobiliare raffredda gli entusiasmi di
coloro che avevano solamente ipotizzato un nuovo acquisto, ma che oggi si
rendono conto che per concretizzarlo devono impegnarsi finanziariamente ben più
di quanto avessero previsto. In questi casi, si rimanda l'acquisto
oppure si inizia una nuova ricerca spostandosi su zone meno care o su immobili
nuovi, ma di livello non superiore a quello in cui si vive. In alternativa,
coloro che rinunciano momentaneamente all'acquisto possono effettuare tutta una
serie di interventi edilizi alla propria abitazione, rendendola così più
appetibile sul mercato e, quindi, più velocemente vendibile. Il che li pone in
una condizione di vantaggio rispetto all'offerta di prodotto "usato"
e colloca le loro case su valori molto più vicini a quello dell'abitazione che
intendono acquistare. Per effettuare questa operazione potranno utilizzare il
bonus Irpef del 36% che potranno, poi, girare all'acquirente e ricorrere a
prestiti personali che attualmente hanno tassi competitivi rispetto ai mutui
ipotecari. I prestiti personali non richiedono, inoltre, l'accensione di
un'ipoteca sull'immobile, non comportano spese notarili e costi come, ad
esempio, la perizia dell'immobile. In linea generale, il mercato immobiliare
residenziale sta attraversando un momento di particolare difficoltà confermato
non solo dall'allungamento dei tempi medi di vendita e dall'ampliamento dello
sconto che il venditore deve riconoscere all'acquirente, ma anche dai dati sul
trend delle compravendite e sull'evoluzione dei prezzi delle case. "Se dal
punto di vista degli scambi ? spiega Luca Dondi, analista di Nomisma ? il primo
semestre 2008 conferma la tendenza ribassista che ha caratterizzato gran parte
dello scorso anno, da quello dei valori si registra, per la prima volta da un
decennio ad oggi, l'assoluta invarianza. Si tratta di un dato medio che,
tuttavia, nasconde performance piuttosto diversificate a livello locale".
A suo avviso, il mercato si presenta sostanzialmente ingessato. Le difficoltà
di vendita dell'immobile usato finiscono per avere riflessi negativi sul valori
di riferimento e per inaridire il mercato di sostituzione. Il costo del
miglioramento della condizione abitativa odierna è fuori della portata di molti
potenziali acquirenti e finisce per far lievitare il tasso di invenduto di
nuova costruzione. La prospettiva di un ulteriore aumento del costo del
finanziamento immobiliare e la diffusa aspettativa di un ormai prossimo
ripiegamento del mercato non rappresentano il viatico migliore per la seconda
parte dell'anno. "La generale consapevolezza della criticità dell'attuale
fase ? conclude Dondi ? dovrebbe spingere a differire il più possibile la
disponibilità di nuova offerta, in quanto la capacità di assorbimento da parte
del mercato è, in questo momento, limitata". Scopri come ricevere sul tuo
cellulare Repubblica Gold.
( da "Panorama.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Oltre lo scandalo Santa Rita: rimborsi
connection per la sanità Posted By redazione On 29/6/2008 @ 13:29 In Headlines
| No Comments Di Gianna Milano e Chiara Palmerini Che cosa ha fatto emergere il
bubbone della clinica Santa Rita di Milano? È la punta visibile di un problema
che riguarda solo le cliniche private, come si è sentito dire, o coinvolge
tutta la sanità? Colpa di singoli medici, "mele marce", o di un
sistema che spinge chi cura a trasformarsi in procacciatore di prestazioni,
fino alle lesioni o, anche se penalmente meno rilevante (ma non moralmente),
allo spregio di ciò che è meglio per la salute della gente? Da una parte c'è
chi si stupisce che il Servizio sanitario nazionale paghi gli ospedali,
pubblici e privati, a prestazione, sistema ormai in vigore da 15 anni,
analogamente a quanto avviene in quasi tutti i paesi industrializzati.
Dall'altra le parole e i toni di alcuni dei medici intercettati nella clinica
milanese, intenti a "tirar fuori mammelle", "pescare
polmoni", "investire nei tumori", sembrano la materializzazione
del peggiore degli incubi. Sbrogliare la matassa di ciò che è successo, e
soprattutto di come è potuto succedere senza che nessuno se ne accorgesse, non
è facile. Gli esperti interpellati da Panorama hanno individuato una serie di
punti deboli del sistema di cui i furbi possono approfittare. Rimborsi
gonfiati. Per capire bisogna partire analizzando il sistema dei rimborsi agli
ospedali. Ai tempi della mutua, alle cliniche andava una
cifra fissa per ogni giornata di degenza. Quel sistema incentivava una sorta di
sequestro di persona: più a lungo un paziente era ricoverato, più l'ospedale
guadagnava. Per il ricovero di un paziente con tumore riceveva quanto per uno
operato di tonsille. In seguito si è passati al rimborso a piè di lista:
agli ospedali erano pagate le spese affrontate durante l'anno. Così i conti
lievitavano senza controllo. Per porre un freno, nel 1995 sono stati scelti i
cosiddetti Drg ("diagnosis related group" o raggruppamenti omogenei
di diagnosi), un'invenzione americana: alla dimissione del paziente, in base
alla diagnosi e all'intervento, a eventuali complicazioni, alle condizioni del
malato, l'ospedale riceve una certa cifra. Una sorta di listino prezzi che può
produrre due effetti, secondo Francesco Taroni, professore di medicina sociale
all'Università di Bologna: "L'aumento del numero di ricoveri e la
diminuzione della durata. Conseguenze positive se servono a smaltire le liste
d'attesa e a non trattenere inutilmente i malati, negative se i ricoveri sono
immotivati o se i pazienti vengono mandati a casa troppo presto". In più i
Drg si prestano a possibili abusi. Sostiene Americo Cicchetti, della facoltà di
economia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: "I Drg hanno
creato incentivi per una maggiore efficienza ma hanno anche generato meccanismi
perversi per ottenere rimborsi gonfiati". Dato che assistere un paziente
operato di appendicite costa di più se ha pure, mettiamo, il diabete, il suo
ricovero comporta una tariffa più alta. E questo può indurre in tentazione,
facendo passare per diabetico chi non lo è, o esagerando un'influenza in una
bronchite. O, ancora, far figurare il trasferimento di un paziente al reparto
di riabilitazione, rimborsato a giornate, anche se resta fermo nel suo letto (è
una delle accuse mosse agli imputati della Santa Rita). Infine, tocco di
furberia, dimettere i pazienti dal pronto soccorso a mezzanotte e 5 minuti per
far scattare un giorno di degenza. Per scoraggiare piccoli e grandi imbrogli,
innanzitutto, suggerisce Cicchetti, "il tariffario dei Drg andrebbe
aggiornato ogni 6 mesi per adeguarlo alle tecnologie che cambiano e agli
sviluppi della medicina". Una commissione ci sta lavorando, per ora senza
risultati: i membri, tutti medici, non si trovano d'accordo su quali prestazioni
devono valere di più. Il sistema dei controlli. Poi c'è il problema di
scoraggiare le truffe sistematiche. Chi deve controllare e come? "Gli
strumenti peggiori sono le denunce e le inchieste della magistratura; la logica
peggiore è quella del tutto o niente: ti faccio o non ti faccio lavorare"
sostiene Francesco Longo, direttore del Centro di ricerche sulla gestione
dell'assistenza sanitaria sociale (Cergas) della Bocconi. "A controllare
dovrebbero essere le Asl, concedendo o sottraendo incentivi". Questi, afferma
Fabio Turazza, cardiologo al Niguarda di Milano, "dovrebbero essere
finalizzati alla qualità delle prestazioni, non solo al controllo della
spesa". E se si individuano infrazioni, secondo Silvio Garattini,
direttore del Mario Negri di Milano, "devono scattare sanzioni
pesanti". Il nodo è proprio sui controlli. La Lombardia è la regione che
ne fa di più in Italia (le Asl esaminano fino al 5% delle cartelle cliniche,
contro una media nazionale del 2), ma se sono solo "formali" non è detto
che servano a molto. La verifica a campione di cartelle cliniche e schede di
dimissione (tra l'altro annunciata, non a sorpresa) nasce da esigenze
amministrative di verifica della spesa e non sempre rileva le magagne, per
esempio interventi su pazienti che non ne avevano bisogno. Ogni tanto però
qualcosa salta fuori. Nel Lazio, nell'ultimo anno, è emerso che per il 49% i
casi classificati come traumi cranici con stato di coma, ma con degenze
curiosamente brevi, altro non erano che ricoveri per lievi botte alla testa con
qualche abrasione e contusione. Altri controlli possono essere anche più
efficaci. "Come un'analisi in chiave statistica dei dati aggregati sulle
prestazioni per vedere se ci sono campanelli d'allarme" raccomanda Longo.
Un esempio evidente di intervento troppo spesso inappropriato è il taglio
cesareo, rimborsato in alcune regioni assai di più del parto naturale. Secondo
l'Oms, un tasso di cesarei superiore al 15% è anomalo. In Italia la media è del
32, superiore al Sud, con punte del 62% in Campania. Le soluzioni delle
Regioni. Alcune regioni hanno attivato sistemi per individuare le sacche di
mediocrità. L'Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio ha istituito un
sistema di 42 indicatori per valutare la qualità delle prestazioni: si
controlla che la mortalità a 30 giorni da un bypass aortocoronarico, la
tempestività dell'intervento per frattura del femore, la riammissione in
ospedale dopo una colecistectomia non superino standard fissati a livello
internazionale. "Nel Lazio stiamo valutando l'opportunità di fissare una
soglia: gli ospedali che non raggiungono una certa percentuale di esiti
virtuosi chiudono il reparto" dice Carlo Perucci, direttore del
dipartimento di epidemiologia della Asl Roma/E. Sistemi simili hanno attuato
Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte. Un altro di tipo di controllo è legato al
cosiddetto accreditamento, l'iter attraverso il quale le regioni riconoscono a
strutture già autorizzate, cioè in possesso di requisiti minimi uguali in tutta
Italia, caratteristiche di qualità aggiuntive per esercitare l'attività per
conto del servizio sanitario nazionale. Ogni regione pretende il rispetto di
requisiti di accreditamento diversi, da quelli puramente formali, come il
numero di bagni in rapporto ai posti letto, ad altri più sostanziali. La Lombardia
è stata la prima ad avviare il processo di accreditamento, basato su requisiti
di carattere gestionale, cui si è poi aggiunta la certificazione di qualità
secondo il sistema Iso. In alcune regioni, come la Sicilia, il processo non è
neppure iniziato per le strutture pubbliche (la scadenza è fissata a dicembre
2009), mentre le private hanno completato l'iter a giugno 2007, per un totale
di 1.683 cliniche cui è stata concessa l'autorizzazione. "In
Emilia-Romagna verifichiamo il rispetto di standard gestionali, come pure
quello di requisiti per diverse specialità correlati a indicatori di
performance: come la mortalità per gli interventi di cardiochirurgia o il tempo
che intercorre tra una diagnosi di tumore al polmone e l'intervento"
riferisce Renata Cinotti, responsabile dell'area accreditamento e qualità
dell'agenzia sanitaria dell'Emilia-Romagna. Questa regione è capofila in Italia
di un progetto interregionale per la formazione di valutatori da ingaggiare nei
controlli della qualità degli ospedali. C'è inoltre un problema di
programmazione. Se, per fare un esempio, in Lombardia si è autorizzata
l'apertura di 21 reparti di cardiochirurgia, mentre alcuni esperti stimano che
ne basterebbe la metà per un bacino di 9 milioni di abitanti (vengono infatti operati
molti pazienti di altre Regioni), c'è forse da aspettarsi che le sale
operatorie cerchino di funzionare a più non posso. "Il criterio della
produttività, da quando gli ospedali sono diventati come aziende, vale sia nel
pubblico sia nel privato" aggiunge Ettore Vitali, cardiochirurgo passato
dall'ospedale milanese Niguarda alle cliniche Gavazzeni di Bergamo. Una nota
dolente che vale solo per la sanità privata è il tipo di contratto tra la
clinica e il medico. Mentre negli ospedali pubblici il 20% al massimo dello
stipendio può derivare da incentivi basati sulla produttività, nel privato in
teoria non ci sono limiti. "Se il medico è una persona perbene, il
meccanismo è benevolo. Se non lo è . l'appetito, si sa, vien mangiando"
commenta l'oncologo Ermanno Leo, dell'Istituto dei tumori di Milano. Alla Santa
Rita, secondo gli inquirenti, la disinvoltura nell'usare il bisturi poteva
portare lo stipendio di alcuni medici da 2mila euro fino a 20mila. La gestione
delle spesa sanitaria. A incidere sono anche questioni di politica economica.
Ci sono regioni, come la Lombardia, in cui il fatturato per la spesa sanitaria
ha un tetto unico per ospedali pubblici e privati, superato il quale le
prestazioni vengono rimborsate meno. Questo sistema vuole promuovere la concorrenza
e migliorare i servizi. Il rischio è che certe piccole strutture private
operino a più non posso senza subire gli effetti negativi dell'abbassamento dei
rimborsi, penalizzazione che si diluisce nel totale a disposizione di tutti gli
ospedali. "Nel caso di un tetto di fatturato per ogni struttura,
meccanismo molto più rigido e contrario alla concorrenza, aumentare il numero
dei casi diventa invece inutile, perché non porta benefici economici"
ritiene Taroni. Trovare soluzioni facili per sistemi complessi come quelli
sanitari è arduo. Ma vengono in mente le parole profetiche di George Bernard
Shaw nel Dilemma del dottore: "Che una nazione ragionevole, avendo
osservato che ci si può procurare il pane offrendo un interesse economico ai
fornai che ce lo fabbricano, seguiti a offrire a un chirurgo un interesse per
le gambe che ci amputa, è quanto basta per farci disperare dell'umanità
politica". (hanno collaborato Donatella Marino e Fabio Turone).
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Petrolio-record, Brent
e Wti sfondano quota 143$ Il Brent ha toccato a Londra il nuovo record a 142,98
dollari, con un rialzo dell' 1,9%. Dopo una settimana di rialzi, il prezzo del
petrolio non sembra quindi voler arrestare la sua crescita. A spingere in su il
prezzo del greggio sono le previsioni di un indebolimento del dollaro in vista
dell'imminente rialzo dei tassi da parte della Bce, atteso per giovedì
prossimo. Negli scambi dell'after hours sul Nymex, la Borsa merci di New York,
stamattina il barile di West Texas Intermediate ha segnato un picco a 142,49
dollari, appena 50 cents inferiore al massimo stabilito venerdì scorso. Il
barile di petrolio ha sfondato al rialzo per la prima volta la soglia dei 143
dollari. Stamattina, negli scambi effettuati dagli operatori asiatici, la
tendenza al rialzo era immediatamente ripartita, soprattutto sui nuovi
indebolimenti registrati dal dollaro, successivamente questa tendenza è stata
accentuata dai dati sul caro vita di Eurolandia e durante gli scambi dell'after
hours sul Nymex, la Borsa merci di New York, il barile di West Texas
Intermediate ha raggiunto 143,67 dollari, nuovo massimo storico e oltre 3
dollari in più rispetto alla chiusura ufficiale di venerdì. Nel frattempo a
Londra il barile di Brent, il petrolio del Mare del Nord, aumenta di 3,15
dollari a quota 143,46. "I principali fattori che hanno determinato questi
nuovi rialzi sono la perdurante fragilità del dollaro e le tensioni
geopolitiche, in particolare quelle sull'Iran", afferma David Moore, stratega per l'energia della Commonwealth Bank of Australia a
Sydney. A indebolire il dollaro, gli ultimi dati sull'inflazione di Eurolandia,
salita a giugno al 4%, che rafforzamento ulteriormente l'ipotesi di un aumento
dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea, che deciderà
questo giovedì. 30 giugno 2008.
( da "Repubblica.it" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
WASHINGTON
- Sarà l'effetto della crisi dei mutui subprime o l'inarrestabile corsa del
prezzo del petrolio. Fatto sta che per fronteggiare l'empasse dell'economia
americana ognuno si attrezza come può. E chi non ha mezzi eccelsi per sbarcare
il lunario si muove "terra terra". Anzi proprio al livello della
strada. Succede
così che migliaia di tombini stanno scomparendo in tutta l'America. Seicento
nella sola Filadelfia, centinaia anche in California. Un business in crescita e
anche piuttosto redditizio. I ladri di tombini negli Stati Uniti possono
ricavare fino a 15 dollari per ogni copertura di ghisa, vendendo il loro
"bottino" a depositi di metalli dove viene riciclato il ferro o
l'acciaio. I furti che si moltiplicano in tutti gli States hanno fatto scattare
un vero e proprio allarme. E si sa, quando si tratta di aguzzare l'ingegno, la
necessità annulla le distanze. Anche in Italia c'è chi ha avuto la stessa
intuizione. Qualche giorno fa, i carabinieri hanno fermato un romano che nella
capitale ne aveva già rubati 260. Furti coast to coast. La geografia dei furti
di tombini negli Stati Uniti disegna un vero e proprio coast to coast. A Long
Beach, in California, oltre 80 coperture di ghisa sono scomparse dall'inizio
dell'anno facendo scattare azioni legali da parte degli automobilisti che hanno
danneggiato le vetture a causa del problema. A Filadelfia due bambini sono
caduti in un tombino perché la copertura era appena stata rubata. Una vera e
propria epidemia. Sono 600 i coperchi di ghisa rubati nella città della
Pennsylvania nel giro di un anno. Le sanzioni. In Michigan le autorità della
cittadina di Dearborn hanno cominciato a saldare le coperture, imitati da altri
comuni. Tutte misure per cercare di stroncare il traffico clandestino di
tombini. Nel Missouri è stata approvata una legge che rafforza i controlli
sulle vendite di metallo e sull'identità di chi vende il materiale. Altrove
sono state inasprite le sanzioni per coloro che trattano il metallo di dubbia
provenienza. L'emulo romano. Le buone idee non hanno confini. Così anche in
Italia c'è stato il primo caso eclatante. Soprattutto per la giustificazione:
"Lo facevo solo per motivi di famiglia", ha detto un 27enne sorpreso
qualche giorno fa a rubare tombini in un parcheggio a Roma. Un vero e proprio
specialista: il suo bottino ammontava a 260 chiusini, per un valore totale di
circa 15mila euro. Si è difeso tirando in ballo la famiglia. Ma i carabinieri
che l'hanno fermato non hanno sentito ragioni: arrestato e processato per direttissima.
(30 giugno 2008.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 30-06-2008)
Argomenti: Mutui Subprime
Bri, allarme rosso:
"Crisi mercati, il peggio deve venire" Il peggio
della crisi dei mercati probabilmente deve ancora arrivare. La Bri (la Banca
dei regolamenti internazionali di cui sono azionisti 56 banche centrali, tra cui la Banca d'Italia) nella sua relazione annuale non usa
mezzi termini nè nasconde il pessimismo: quella iniziata il 9 agosto 2007 è una
crisi che "non ha precedenti nel dopoguerra" con "radici
profonde tanto nell'economia reale quanto nel settore finanziario". I
fatti degli ultimi mesi "indicano che l'entità dei problemi a venire
potrebbe essere ben maggiore di quanto molti attualmente ritengono".
L'interazione fra la turbolenza nei mercati finanziari, il rallentamento della
crescita in termini reali e l'aumento temporaneo dell'inflazione "sembra
destinata a provocare un rallentamento mondiale più profondo e durevole di
quanto sembrino indicare le opinioni prevalenti". Quali ricette quindi? Di
certo, secondo il rapporto del Bri, non serve tagliare i tassi, come diversi governi
chiedono alla Bce. Giovedì i vertici dell'Eurotower si pronunceranno sul costo
del denaro. Si attende un rialzo dei tassi al 4,25%. Una scelta ritenuta giusta
dai banchieri della Bri. "Oltre al rialzo dell'inflazione nel breve
periodo - si legge nella relazione annuale della Bri - molti temono che una
politica monetaria sensibilmente più accomodante non faccia che alimentare una
nuova, insostenibile bolla del credito e dei prezzi delle attività". In
sostanza la misura potrebbe aiutare l'economia a tirare il fiato nel breve
periodo, ma a lungo andare si rivelerebbe una scelta miope perché genererebbe
un'ulteriore aumento dei prezzi, non accompagnato dalla crescita economica.
Nella relazione della Bri c'è un'analisi approfondita delle conseguenze della
crisi dei mutui subprime. Prima di tutto un dato: le svalutazioni operate dalle
società finanziarie sono pari, a maggio