|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
|||||||
|
|
DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
|
|
|||||
|
|
||||||||
Banche
più sane per curare la deflazione
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
disse nel
2002 Ben Bernanke, oggi presidente della Federal Reserve, dopo aver osservato i
danni fatti all'economia giapponese nel precedente "decennio
perduto", seguito allo scoppio della bolla immobiliare e azionaria. Oggi,
il rischio di deflazione è quanto mai presente nei grandi Paesi industriali.
Coin
apre 190 negozi in India ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
colpito sia
dal rallentamento della crescita, che quest'anno passerà dal 9% a una cifra
oscillante tra il 6% e il 7%, che da una bolla immobiliare che negli ultimi
anni ha spinto fuori da ogni realistica valutazione il costo di molti spazi
commerciali. A conferma della difficile congiuntura, uno dei principali gruppi
indiani del settore,
E'
ufficiale: la Spagna è in recessione
( da "Giornale.it,
Il" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
esplosione
della bolla immobiliare: l?aumento spettacolare della disoccupazione, giunta
ormai al 14%, e il calo dei prezzi degli immobili costituiscono un
"mix" letale per i consumi e il sistema del credito. Anche le
esportazioni sono scese in modo repentino nell?
Iraq
in controtendenza: boom del mercato immobiliare
( da "Stampaweb,
La" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
«Il settore
immobiliare è il modo più veloce per far soldi», racconta Mohammed al-Hadithi,
proprietario di un?agenzia nel quartiere benestante di Yarmouk. In certe parti
di Baghdad, spiega, i prezzi delle abitazioni sono saliti del 50% in un anno,
mentre gli affitti sono addirittura raddoppiati.
Obama:
75 miliardi per fermare il pignoramento della case
( da "Giornale
di Brescia" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50% rispetto al
picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni
di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
La
soluzione? Bad bank o polizza ( da "Milano Finanza (MF)"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
in cui
dovranno decidere quali asset andare a rilevare o assicurare dai bilanci delle
banche. Così, dice per esempio il documento, gli Stati membri il cui sistema
bancario è stato colpito da fattori particolari, come può essere per esempio lo
scoppio della bolla immobiliare nel loro Paese, potranno inserire tra gli asset
candidati al supporto governativo anche quelli immobiliari.
i
prezzi sono alti, case invendute ( da "Nuova Venezia, La"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
perchè la
ricerca è più orientata verso le aree decentrate rispetto al Lido e ai
Lungomari, dove i prezzi sono inevitabilmente più elevati». E qui le cifre
passano dai 4-5 mila euro il metro quadro agli estremi dell'isola, ai 6-7 mila
euro il metro quadro per le zone centrali e fronte mare. Dall'agenzia
immobiliare Marengo i commenti sulla situazione sono concordanti.
usa,
un piano di soccorso per la casa ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
Caserme
di Mattarello, business che puzza
( da "Trentino"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
anche la
vendita delle case cantoniere, non si sa quanto opportuna, certo molto gradita
ad alcuni acquirenti, ben conosciuti) che la stessa Provincia non sia andata
esente, negli ultimi anni, da quella attrazione verso la "bolla
immobiliare" che ha segnato tutta la nostra economia e che ha poi portato
al disastro attuale: che può riassumersi,
Mutui,
negli Usa piano di aiuti per 7 milioni di famiglie
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
dal
nostro corrispondente NEW YORK - Barack Obama promette aiuti alle famiglie che
no... ( da "Messaggero, Il"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
alle famiglie
proprietarie di casa, in un discorso in Arizona dove la bolla immobiliare è
esplosa con più virulenza causando un crollo catastrofico nel prezzo delle
case. Continua così la sua "campagna" per fare accettare al Paese
giganteschi interventi economici e scavalcare le resistenze del partito di
opposizione, quanto mai preoccupato per l'inevitabile allargarsi del deficit.
Istituti
tedeschi esposti nei Paesi deboli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
I crediti nei
confronti della Spagna e dell'Irlanda, due Paesi che stanno facendo i conti con
lo scoppio di una bolla immobiliare e un forte indebitamento delle famiglie e
delle imprese, ammontavano rispettivamente a 280 e a 227 miliardi di dollari.
L'esposizione delle banche tedesche nei confronti della Gran Bretagna, un altro
Paese in evidente difficoltà,
Moody's:
gli aiuti non peseranno sul rating sovrano
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Irlanda è
penalizzata perchè inizia a nazionalizzare le banche (molto esposte allo
scoppio della bolla immobiliare) dopo aver annunciato due corposi programmi di
ricapitalizzazione pari al 6,5% del Pil. L'Austria invece deve gestire
l'elevatissima esposizione delle banche austriache nel settore bancario dei
Paesi dell'Europa dell'Est.
Contro
i pignoramenti 75 miliardi ( da "Provincia Pavese, La"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
Obama
presenta il piano-casa: "Smetterla di vivere al di sopra delle
possibilità" ( da "Panorama.it"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
it/mondo -
Obama presenta il piano-casa: "Smetterla di vivere al di sopra delle
possibilità" Posted By emanuele rossi On 18/2/2009 @ 23:28 In Headlines |
1 Comment Barack Obama Dalle case delle famiglie americane è partito tutto. I
subprime, la bolla immobiliare, la crisi finanziaria e quella economica.
Previsti
75 mld per fermare i pignoramenti. La Fed taglia le stime
( da "Sicilia,
La" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50% rispetto al
picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni
di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
Washington
Con un appello alla responsabilità collettiva e a tutti gli american...
( da "Gazzettino,
Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
9 milioni di
famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti
sull'economia americana e mondiale: i prezzi delle case si sono dimezzati
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie, rassegnate alla rovina finanziaria,
CASA
DOLCE CASA A Baghdad è boom del settore immobiliare Esplode il mercato
immobil... ( da "Gazzettino, Il"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
ha fatto
impennare il prezzo delle case e degli affitti, con una domanda che eccede di
gran lunga l'offerta. In certe parti di Baghdad, racconta, i prezzi delle
abitazioni sono saliti del 50% in un anno, mentre gli affitti sono addirittura
raddoppiati. Una casa nel quartiere di Yarmouk costa in media 340.
ALESSIO
FANUZZI SETTANTACINQUE MILIARDI DI DOLLARI PER AIUTARE NOVE MILIONI DI FAMIGLIE
IN DIFFI... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
città simbolo
della bolla immobiliare scoppiata in estate con i prezzi delle case sgonfiati
del 50% rispetto al picco di tre anni fa. «La crisi ha colpito al cuore la
middle class», esordisce il presidente evocando «milioni di famiglie responsabili
che hanno onorato il proprio impegno mensile ma hanno visto scendere il valore
delle loro proprietà»
Afghanistan,
via alla Fase due ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
nove milioni
di famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della
bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul
resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
Mercato
immobiliare: nel 2008, scambi stimati in calo del 16%
( da "Trend-online"
del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
di interesse
viene attenuato dalla politica restrittiva delle banche. Nel segmento
immobiliare la discesa dei prezzi delle case in Italia, già annunciata nel
primo trimestre 2008 si è materializzata dopo l?estate con un decremento medio
nominale del 8,8%. Da settembre a oggi i prezzi delle abitazioni sono però
scesi meno di quanto ci si potesse aspettare, dato il calo di domanda,
Il
piano Obama sui mutui aiuta soltanto chi ha fatto spese dissennate
( da "Milano
Finanza (MF)" del 20-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
l'amministrazione
prolungherà anche la crisi immobiliare e renderà più difficile per i futuri
debitori ottenere finanziamenti per acquistare una casa. Nel frattempo, il
piano, con ogni probabilità, non rallenterà il continuo calo dei prezzi degli
immobili. Concentriamoci sugli effetti del piano sul singolo debitore.
Prezzi
delle case diminuiti del 10% ( da "Corriere Di Como, Il"
del 20-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
Lo sconto sul
prezzo iniziale effettuato quando si chiude la trattativa spiega Roberto
Riggio, titolare dell'agenzia Gabetti di via Manzoni a Como - è nell'ordine del
10-12%. I tempi medi di vendita sono di 5-6 mesi». Per quanto riguarda i prezzi
degli immobili in città, le zone mediamente più care sono Garzola e via Zezio,
BALLANDO
con l'ORSO ( da "Borsa e Finanza"
del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La bolla
Internet, che già aveva sorpreso per la velocità della sua discesa, si era
sgonfiata nel corso di oltre 30mesi. La bolla immobiliare-finanziaria si è
sviluppata invece nel giro di una ventina di mesi, molto più velocemente
quindi. La seconda differenza è che la bolla Internet era limitata ad alcuni
settori specifici,
Orso
scatenato. C'è poco da aggiungere su quel che accade sui mercati azionari, a
parte ... ( da "Borsa e Finanza"
del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
La bolla
Internet, che già aveva sorpreso per la velocità della sua discesa, si era
sgonfiata nel corso di oltre 30mesi. La bolla immobiliare-finanziaria si è
sviluppata invece nel giro di una ventina di mesi, molto più velocemente
quindi. La seconda differenza è che la bolla Internet era limitata ad alcuni
settori specifici,
Case
Usa segnalano la crisi ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
evoluzione
dei prezzi reali delle case americane dal
consigli
per il dopo Magic Card ( da "Unita, L'"
del 22-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract:
e la banca
ogni mese ti chiedeva quanta parte delle tue spese intendevi coprire. Il resto
slittava al mese successivo, anche i debiti si accumulavano. Gli americani
hanno vissuto così per anni, negli ultimi sette il «rosso» dei cittadini è
raddoppiato. E, dopo lo scoppio della bolla immobiliare, tutti si aspettano il
fallimento delle famiglie indebitate,
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-02-18 - pag: 10 autore: MERCATI E
MERCANTI ... Banche più sane per curare la deflazione F acciamo in modo che la
deflazione non avvenga anche qui, disse nel 2002 Ben
Bernanke, oggi presidente della Federal Reserve, dopo aver osservato i danni
fatti all'economia giapponese nel precedente "decennio perduto",
seguito allo scoppio della bolla immobiliare e azionaria. Oggi, il rischio di deflazione è quanto mai
presente nei grandi Paesi industriali. Secondo un indice di
vulnerabilità alla deflazione, elaborato dal Fondo monetario, le tendenze
deflazionistiche sono peggiori che quando Bernanke pronunciò quell'ormai famoso
discorso.Con l'aggravante del crollo di molti mercati immobiliari e della crisi
finanziaria. E del fatto che, a differenza del Giappone, nessun Paese può ora
pensare di cavarsela con una svalutazione per rilanciare l'export, visto che la
domanda è debole ovunque. Lo stesso Fondo monetario prevede, in un'appendice
alla revisione del World Economic Outlook pubblicata il mese scorso, che nel
G-3 (Usa, area euro, Giappone) l'inflazione su base annua diventi negativa nel
terzo trimestre di quest'anno, causa il recente crollo dei prezzi
petroliferi e la debolezza della crescita, per poi tornare in territorio
positivo. Negli Stati Uniti, dove soprattutto i salari sono meno rigidi che
nell'area, i prezzi stanno di fatto già calando. Una
deflazione temporanea, secondo gli economisti di Morgan Stanley, è una
deflazione "buona", in quanto offre un po' di respiro ai consumi,
aumentando il reddito reale disponibile. Ma una volta che i prezzi
entrano in territorio negativo, può farsi largo una deflazione
"cattiva", prolungata nel tempo, stile anni Trenta, per due fattori:
i tassi d'interesse nominali non possono scendere sotto zero,e quindi
resterebbero positivi in termini reali causando un'ulteriore restrizione della
domanda (per questo si pensa all'uso di strumenti "quantitativi" come
l'acquisto diretto di titoli da parte delle banche centrali, una volta esaurita
la leva dei tassi); le aspettative da parte dei consumatori di prezzi ancora più bassi potrebbero indurli a rinviare gli
acquisti e quindi aggravare la recessione. Come fare per evitare la deflazione
"cattiva"? La lezione del Giappone negli anni 90 è che la politica
monetaria fu allentata in modo troppo timido e che ben 13 pacchetti di stimolo
fiscale, secondo Randall Jones, dell'Ocse, non sono bastati a rilanciare
l'economia. Una politica monetaria aggressiva, anche attraverso strumenti
"non convenziona-li", evocati dal G-7 romano dello scorso fine
settimana, e un'espansione fiscale sono importanti,ma non sono che
"palliativi", secondo l'Fmi, se i problemi del settore finanziario ne
minano l'efficacia. Senza una ristrutturazione del settore finanziario, non c'è
speranza di una ripresa duratura dell'attività di credito. E questa
ristrutturazione ha bisogno sia della ricapitalizzazione delle banche, sia
della ripulitura dei loro bilanci dalle attività "tossiche". Il piano
Geithner sembra averlo capito. Ma, senza una messa in atto in tempi brevissimi,
si rischia la sindrome giapponese. O forse qualcosa di peggio.
www.ilsole24ore.com/economia Online «Mercati e mercanti» di Alessandro Merli di
Alessandro Merli
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-02-18 - pag: 39 autore: Siglata joint
venture per completare il progetto in cinque anni Coin apre 190 negozi in India
Marco Masciaga NEW DELHI OVSindustry, la società del Gruppo Coin nota con il
marchio Oviesse, ha siglato ieri una joint venture con la Brandhouse Retails di
Mumbai per aprire 190 negozi in India nei prossimi 5 anni. L'accordo prevede
che OVSindustry deterrà il 37,5% della nuova società e Brandhouse Retail il
restante 62,5%. Previsti nei primi 24 mesi di attività nel progetto
investimenti da parte dei due gruppi circa 9,5 milioni di euro. Successivamente
il gruppo italiano avrà diritto ad aumentare la sua partecipazione azionaria
fino a sfiorare il 50 per cento. «L'accordo con la Brandhouse Retails è un
importante passo in avanti nel processo di internazionalizzazione del nostro
gruppo», spiega Stefano Beraldo, amministratore delegato del Gruppo Coin che,
attraverso il marchio OVSindustry, è già presente in una quarantina di punti
vendita in Europa dell'Est e in Medio Oriente. «Il nostro partner è una società
con circa 600 negozi che ha creduto nella possibilità di avvicinare un brand
come il nostro alla classe media indiana». Uno degli obiettivi della joint
venture è quello di intercettare quella clientela che aspira ad un trend
occidentale a prezzi accessibili poiché i marchi della
fascia premium in India restano alla portata di un'esigua minoranza di
consumatori. «Oggi i giovani indiani sono esposti molto più che in passato alle
tendenze internazionali e vanno alla ricerca di un abbigliamento moderno a prezzi ragionevoli», spiega Nitin Kaliswal chief executive
officer di Brandhouse Retails. «Grazie a questa joint venture con un'azienda
che conosce bene questo tipo di segmento pensiamo di poter rispondere a questa
domanda». La nuova società dovrà misurarsi con un mercato allo stesso tempo
promettente e difficile. Il 31,5% della popolazione indiana ha un'età compresa
tra 0 e 14 anni, facendo della terza economia asiatica uno dei Paesi da cui chi
offre prodotti di consumo rivolti ai giovani non può più prescindere. Uno
scenario che sul breve periodo è però reso meno rassicurante dalle difficoltà
attraversate dal settore del retail, colpito sia dal
rallentamento della crescita, che quest'anno passerà dal 9% a una cifra
oscillante tra il 6% e il 7%, che da una bolla
immobiliare che negli ultimi anni ha spinto fuori da
ogni realistica valutazione il costo di molti spazi commerciali. A conferma
della difficile congiuntura, uno dei principali gruppi indiani del settore,
Pantaloon Retail, a gennaio ha visto calare le vendite di alcuni punti vendita
a livelli non lontani da quelli di 5 anni fa e ha recentemente deciso di
ridimensionare i propri piani di crescita sul breve periodo. LA NEWCO La
controllata OVSindustry deterrà inzialmente il 37,5% della nuova società,
mentre al partner Brandhouse Retail toccherà il restante 62,5%
( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
n. 42 del 2009-02-18
pagina 0 E' ufficiale: la Spagna è in recessione di Redazione L?Istituto di
statistica spagnolo ha confermato oggi i dati pubblicati lo scorso 12 febbraio,
che rendono ufficiale l?entrata in recessione dell?economia spagnola per la
prima volta dopo 15 anni Madrid - L?Istituto di statistica spagnolo (Ine) ha
confermato oggi i dati pubblicati lo scorso 12 febbraio, che rendono ufficiale
l?entrata in recessione dell?economia spagnola per la prima volta dopo 15 anni.
Secondo l?Ine, il Pil della Spagna si è contratto dell?1% nell?ultimo trimestre
del 2008 rispetto al precedente: il paese entra così in tecnicamente in
recessione, dopo che già nel terzo trimestre 2008 la crescita era stata del
-0,2%. La Spagna era cresciuta del 3,7% nel 2007 e sull?insieme del
( da "Stampaweb, La" del 18-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Malgrado la crisi
mondiale dall'Iraq arriva qualche segno di ripresa. Almeno per il mercato immobiliare, che sta crollando nella maggior parte dei Paesi
del mondo ma a Baghdad è in pieno boom. Lo racconta un reportage
dell?Independent che spiega come il fenomeno dipendia sia dall'allentamento
della tensione fra sciiti e sunniti sia, soprattutto, dal ritorno nella
capitale irachena di tutti coloro che erano fuggiti dalla guerra. Sta di fatto
che il prezzo delle case e degli affitti cresce ogni
giorno, con una domanda che eccede di gran lunga l?offerta. Fino a poco tempo
fa vendere una casa a Baghdad era un'impresa e la trattativa era molto
riservata per timore di rapine e rapimenti ad affare concluso. Oggi però la
situazione è cambiata. «Il settore immobiliare è il
modo più veloce per far soldi», racconta Mohammed al-Hadithi, proprietario di
un?agenzia nel quartiere benestante di Yarmouk. In certe parti di Baghdad,
spiega, i prezzi delle abitazioni sono saliti del 50%
in un anno, mentre gli affitti sono addirittura raddoppiati. Ad alimentare il
boom, spiega l?agente, è anche il fatto che molti profughi di ritorno non
vogliono più tornare nelle vecchie case. Questo ha a
che fare anche con l'ostilità fra sciiti e sunniti. I primi che benchè
maggioranza sotto Saddam erano perseguitati, ora trionfano e Baghdad oggi è per
il 75% abitata da sciiti, mentre i sunniti, tradizionalmente la comunità più
ricca, sono confinati in pochi quartieri, che sono anche i più cari. «La
maggior parte delle aree sunnite, come Mansour, Yarmouk, Amariya e Khadra sono
più care rispetto a quelle sciite. E quindi gli sciiti che abitano in aree
sunnite preferiscono, anche per essere più al sicuro, vendere la loro casa e
comprarne una più economica in un quartiere sciita», spiega Hadithi. Per
l?oltre mezzo milione di persone che quest?anno potrebbero ritornare a Baghdad,
trovare dove vivere non sarà facile. Molti di loro non sono mai stati ricchi,
mentre altri hanno perso molti dei loro risparmi durante la guerra. Una casa
nel quartiere di Yarmouk costa in media 340 mila dollari, mentre a Palestine
Street, una zona sciita, il prezzo scende a circa 240 mila, sempre troppo per
le tasche di un iracheno medio. E se già prima della guerra l?Iraq era a corto
di case, ora lo sarà sempre di più. Secondo il
ministro per le costruzioni e l?immobiliare Bayan
Dezayee, entro il
( da "Giornale di Brescia" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Edizione: 19/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Obama: 75 miliardi per
fermare il pignoramento della case WASHINGTON Con un
appello alla «responsabilità collettiva» e a tutti gli americani «perché
smettano di vivere al di sopra dei propri mezzi», il presidente Obama ha
annunciato in un liceo di Phoenix, in Arizona, il suo piano di soccorso per
sette-nove milioni di famiglie che rischiano di perdere la
casa. Phoenix è una città simbolo della bolla
immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con
drammatici effetti sul resto dell'economia: i prezzi
delle case si sono sgonfiati del 50% rispetto al
picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni
di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria, 150mila nella sola
Arizona, la chance di ricominciare», ha detto Obama mettendo in chiaro che il
suo piano «non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile» e «non aiuterà
gli speculatori». Il pacchetto è più ambizioso rispetto alle previsioni della
vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono essere
«coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle class», il
crac dei mutui «non minaccia solo la stabilità dell'economia, ma anche la
stabilità delle famiglie e delle comunità». Intanto, proprio ieri, la Federal
reserve ha reso noto le stime di crescita per l'economia statunitense in cui
prevede una contrazione tra lo 0,5 e l'1,3% per il 2009. Precedentemente la Banca
centrale Usa aveva previsto un andamento del Pil compreso tra un calo dello
0,2% e un aumento dell'1,1% per l'anno in corso.
( da "Milano Finanza (MF)" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Numero 035
pag. 3 del 19/2/2009 | Indietro La soluzione? Bad bank o
polizza PRIMO PIANO Di Stefania Peveraro sono le vie d'uscita studiate dalla
commissione per risolvere il problema degli sportelli ue I governi potranno
togliere le attività dai bilanci degli istituti oppure mantenerle ma
assicurando la copertura delle perdite Sapere che nei bilanci delle banche
europee ci sono 18.200 miliardi di asset a rischio di tossicità, così come
emerge dalla bozza di documento della Commissione Ue sulle linee guida che i
governi dovranno tenere sulla questione, è già tanto per capire che la
situazione è grave. Ma non basta per poter studiare una contromossa in grado di
riportare i mercati internazionali ad avere fiducia negli istituti di credito.
Quello che serve è in primo luogo mettersi d'accordo su che cosa sia da
considerare tossico al punto da dover rendere necessario l'intervento dei
governi per sollevare le banche europee di almeno parte del problema. In
secondo luogo va stabilito come. Su quest'ultimo punto la Commissione è
abbastanza chiara: i governi potranno scegliere di eliminare dai bilanci delle
banche gli asset tossici attraverso lo strumento della bad bank (o uno
strumento similare che che separi gli impaired asset da quelli buoni) oppure di
mantenerli a bilancio ma di assicurare la copertura delle eventuali perdite
superata una certa soglia che resterebbe comunque in capo alle banche (come una
sorta di polizza assicurativa a franchigia). Sulla reale definizione degli
asset tossici non c'è invece chiarezza. Per esempio, sono asset tossici i mutui
e i finanziamenti fatti dalle banche occidentali europee alle famiglie e alle
aziende dell'Est Europa e le loro eventuali riconversioni in veicoli di varia
natura? Le economie di quei Paesi in questo momento sono considerate altamente
a rischio, tanto che ieri le banche europee con presenza importante in
quell'area hanno visto schizzare verso l'alto il proprio rischio di default
così come misurato dagli spread sui Cds. Per quanto riguarda la banche
italiane, il costo di protezione dal default di Unicredit ha toccato il massimo
storico dei 210 mila euro all'anno, sulla base di 10 milioni di nominale a
cinque anni, e anche Intesa Sanpaolo ha toccato il massimo storico con 153 mila
euro. Quello che è chiaro, invece, è che la Commissione ha sdoganato il
concetto di «asset tossico allargato», precisando che un concetto troppo
limitato non permetterebbe di raggiungere l'obiettivo di riportare la fiducia
nel sistema bancario in maniera duratura. E quindi? La soluzione dei basket. La
proposta della Commissione è quella di adottare un approccio coerente
all'identificazione degli asset candidati a essere rilevati o assicurati dai
governi. Così l'idea è di individuare basket di attività tra i quali i governi
potranno scegliere nel momento in cui dovranno decidere
quali asset andare a rilevare o assicurare dai bilanci delle banche. Così, dice
per esempio il documento, gli Stati membri il cui sistema bancario è stato
colpito da fattori particolari, come può essere per esempio lo scoppio della bolla immobiliare nel loro Paese,
potranno inserire tra gli asset candidati al supporto governativo anche quelli
immobiliari. Il bubbone nascosto. Resta il fatto che nei prossimi
trimestri le attività deteriorate nei portafogli delle banche europee sono
destinate a crescere, non solo perché potranno esserci ancora liquidazioni o
default di veicoli di cartolarizzazioni degli asset delle nostre banche, ma
anche e soprattutto perché la recessione sta impattando in maniera importante
sui conti delle società in maggiore tensione finanziaria, che spesso e
volentieri sono controllate da grandi fondi di private equity, che avevano
finanziato oltremodo operazioni di buyout quando ancora il debito era facile da
trovare. Per non parlare delle posizioni di chi sul mercato ha vendutio
protezione dal default di aziende che oggi si trovano appunto in forte tensione
finanziaria e vicine al default. Il tutto mentre anche il debito di aziende in
salute oggi gira sul mercato secondario a prezzi molto
inferiori alla parità, anche sotto 80 punti su 100 di nominale. Livelli che non
sono significativi del merito di credito dell'azienda, ma riflettono la
situazione di panico e di stress di liquidità generali. Anche questi saranno
considerati asset tossici in senso lato? Forse. E se così fosse, ipotizzare che
di quei 18,2 trilioni un 20% (3.600 miliardi) sarà «impaired» non è così
peregrina. (riproduzione riservata) asset polizza governi
bank Commissione bad
( da "Nuova Venezia, La" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
La riduzione dei
valori del 5-10 per cento non rianima il mercato: l'alternativa è a Mestre,
Punta Sabbioni e Treporti I prezzi sono alti, case invendute «Malgrado il calo, Lido costoso: la gente va
in terraferma» In centro 6-7 mila euro al metro, le agenzie registrano la crisi
LIDO. Calano i prezzi delle case al Lido, e per le
agenzie di settore ciò può significare un debole ma auspicato riavvio del
mercato dopo il blocco quasi totale che ha caratterizzato l'ultimo semestre. Il
calo, in fase di trattativa, si è attestato da inizio anno tra il 5 e il 10 per
cento a seconda della tipologia di abitazione, mentre sul fronte affitti il
mercato rimane stagnante. Quasi nessuno, infatti, intende dare in locazione gli
appartamenti per tempi prolungati da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Annuncio di Obama
Usa, un piano di soccorso per la casa NEW YORK. Con un appello alla
«responsabilità collettiva» e a tutti gli americani «perché smettano di vivere
al di sopra dei propri mezzi», il presidente Usa Barack Obama ha annunciato in
un liceo di Phoenix, in Arizona, il suo piano di soccorso per sette-nove milioni di famiglie che rischiano di perdere la casa.
Phoenix è una città simbolo della bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul resto
dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento rispetto al picco di tre anni
fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni di famiglie
rassegnate alla rovina finanziaria, 150 mila nella sola Arizona, la
chance di ricominciare», ha detto Obama mettendo in chiaro che il suo piano
«non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile» e «non aiuterà gli
speculatori». Il pacchetto è piú ambizioso rispetto alle previsioni della
vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono essere
«coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle class», il
crac dei mutui «non minaccia solo la stabilità dell'economia, ma anche la
stabilità delle famiglie e delle comunità». Poco prima del discorso di Obama,
una nuova doccia fredda aveva colpito il settore immobiliare
facendo virare Wall Street al ribasso: le costruzioni di nuove case in gennaio sono crollate del 17 per cento, un minimo
record.
( da "Trentino" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Caserme di
Mattarello, business che puzza La vicenda delle nuove caserme
è piuttosto tipica per come si sta svolgendo. Il Comune di Trento acquisisce
un'area preziosa in periferia che, si spera, saprà utilizzare bene. In cambio
promette di costruire un nuovo insediamento più a sud con un costo: area (?),
edifici (200 milioni) più varie, per almeno 300 milioni. A quel punto molti
protestano, quasi tutti perché le guerre non servono più, pochissimi per lo
sfregio urbanistico e il consumo di spazio. Nessuno, che io sappia, propone la
soluzione più semplice: diamo al governo, che ne ha tanto bisogno, i 300
milioni e non costruiamo un bel niente. Così saremo tutti contenti: i
cittadini, l'esercito (che è poverissimo) e il governo. Forse si lamenterebbero
le imprese, alle quali è stato promesso l'appalto, però ci vuole pazienza che
non si possono accontentare tutti. Il Sindaco ha mai proposto questa soluzione?
Franco Giovannini TRENTO-MILANO *** Credo di no, caro Giovannini, ma i sindaci
di Trento non contano molto in queste vicende di urbanistica e strategia immobiliare, dove la parte del leone la fa sempre la
Provincia, anche perché è la Provincia che controlla i cordoni della borsa, il
patrimonio. Pare di poter dire peraltro, mettendo in fila uno sull'altro le
iniziative immobiliari (anche la vendita delle case cantoniere, non si sa quanto
opportuna, certo molto gradita ad alcuni acquirenti, ben conosciuti) che la
stessa Provincia non sia andata esente, negli ultimi anni, da quella attrazione
verso la "bolla immobiliare" che ha segnato tutta la nostra economia e che ha poi
portato al disastro attuale: che può riassumersi, in semplificata
sintesi, nell'aver fatto il passo più lungo della gamba, nell'aver accumulato
troppi debiti. Forse l'attuale crisi ha salvato anche la Provincia e
l'Autonomia, perché richiama a comportamenti più sobri, ed ha impedito che
alcune operazioni "audaci" proseguissero oltre il punto di non
ritorno. Ma l'intera ideologia su cui si è formata la "Patrimonio
Spa", ad esempio, per cui sono state istituite le Fondazioni, per cui s'è
avviata la girandola immobiliare a Trento Sud con i
militari, non poteva, e non può, non destare preoccupazioni. Il disegno era
infatti quello di costituire un patrimonio immobiliare
da usare come leva ("leverage", dicono gli anglosassoni, il virus che
ha portato all'attuale crisi) per moltiplicare il credito ottenibile dandolo in
pegno per altre iniziative: lavori pubblici, spese, palazzi. Dando in pegno
dieci si poteva ottenere cento: "Con cento costruisco, lo dò in garanzia e
ottengo mille...". Questo era il disegno, questa è stata la catena di
Sant'Antonio che ha messo in ginocchio l'economia occidentale, questa era la
strada su cui si avviava - stando a quel che si è capito e fortunatamente solo
con primi passi - la Provincia. Se questa prassi ha travolto gli speculatori
privati in tutto il mondo, per un ente pubblico territoriale come la Provincia
Autonoma, appare ancora più pericolosa. Depaupera e mette a rischio - di fatto
ipotecandolo - il patrimonio provinciale che dovrebbe invece avere
caratteristiche demaniali, di indisponibilità, di tutela, di garanzia. Pone sul
mercato non solo il "territorio" della Provincia, ma la sua identità
materiale. Anche perché le "grandi opere" che con questo sistema
vengono finanziate non danno un reddito di ritorno come le iniziative private.
Che reddito di ritorno (diretto, non di ricadute culturali, o commerciali) dà
il Mart? Quali verranno dal Centro delle Scienze? In realtà, nello scambio con
il ministero della Difesa, bastava un'area da riservare a caserme
(come ha fatto Bolzano) acquisendone le altre. Invece si sta mettendo in piedi
una "cittadella militare" che o diventerà una cattedrale nel deserto
(l'esercito, come lei dice non ha soldi per la manutenzione di una base simile,
e non ha neppure le idee chiare su ciò che vuole diventare) o verrà appaltata
per essere base di azioni veramente pesanti. In questo senso i "no
global" non protestano per nulla a vanvera. Anche i
"benpensanti" dovrebbero tenerne conto. Del resto, chi transita oggi
verso Mattarello già si accorge, ad onta di tutti i rendering bucolici, verdi e
sempre un po' truffaldini, di quale mostro si stia preparando. Ci saranno anche
i campi sportivi e le piscine per i soldati, ma già appare dirompente l'effetto
di quel piastrone di due metri di materiale di riporto che si sta innalzando
appena oltre il Dorigoni, sotto la collina di Casteller. Il giorno si vede dal
mattino, dicevano i nostri vecchi.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mutui, negli Usa
piano di aiuti per 7 milioni di famiglie --> Giovedì 19 Febbraio 2009
GENERALI, pagina 6 e-mail print Con un appello alla «responsabilità collettiva»
e a tutti gli americani «perché smettano di vivere al di sopra dei propri
mezzi», il presidente Usa Barack Obama ha annunciato in un liceo di Phoenix, in
Arizona, il suo piano di soccorso per sette-nove milioni di
famiglie che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della bolla immobiliare che l'estate scorsa è
scoppiata con drammatici effetti sul resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del
50 per cento rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi
di dollari «darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
150 mila nella sola Arizona, la chance di ricominciare», ha detto Obama mettendo
in chiaro che il suo piano «non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile»
e «non aiuterà gli speculatori». Il pacchetto è più ambizioso rispetto alle
previsioni della vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono
essere «coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle
class» e il crac dei mutui «non minaccia solo la stabilità dell'economia, ma
anche la stabilità delle famiglie e delle comunità». Poco prima del discorso di
Obama, una nuova doccia fredda aveva colpito il settore immobiliare
facendo virare Wall Street al ribasso: le costruzioni di nuove case in gennaio sono crollate del 17 per cento, un minimo
record. Non servono, però, soltanto risorse finanziarie per ridare all'America
il «sogno americano». Servono anche regole e una assunzione collettiva di
responsabilità per uscire dalla crisi che ha messo sei milioni di famiglie a
rischio pignoramento: «Il governo deve assumersi le sue responsabilità per
fissare regole e per farle applicare. Le banche e le società dei mutui devono
porre fine alle pratiche che ci hanno cacciato in questa crisi. E gli individui
devono essere responsabili delle loro azioni», ha detto Obama, che ha
rimarcato: «Dobbiamo tutti imparare a vivere senza andare al di sopra dei
nostri mezzi». La ricetta Obama punta a sostenere le famiglie responsabili e a
stabilizzare i prezzi delle case. Secondo i calcoli
del Tesoro, «ogni casa pignorata riduce il valore anche delle proprietà nel
quartiere di circa il 9%». È un circolo vizioso, ma ora - ha concluso Obama -
milioni di famiglie che hanno onorato il proprio impegno mensile di pagamento
delle rate, ma hanno visto scendere il valore della loro casa, avranno la
possibilità di rifinanziare il mutuo a tassi più bassi. 19/02/2009
nascosto-->
( da "Messaggero, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì 19 Febbraio
2009 Chiudi ANNA GUAITAdal nostro corrispondente NEW YORK - Barack Obama
promette aiuti alle famiglie che non tengono più il passo con le rate del mutuo
e rischiano di perdere la casa. Promette anche di rafforzare i due colossi del
credito immobiliare, gli istituti Fannie Mae e Freddie
Mac, e di stabilizzare il mercato della casa. Il presidente lancia questa nuova
tranche di spese, pari a 275 miliardi di dollari, 75 dei quali destinati alle famiglie proprietarie di casa, in un discorso in Arizona
dove la bolla immobiliare è
esplosa con più virulenza causando un crollo catastrofico nel prezzo delle case. Continua così la sua
"campagna" per fare accettare al Paese giganteschi interventi
economici e scavalcare le resistenze del partito di opposizione, quanto mai
preoccupato per l'inevitabile allargarsi del deficit. «Dobbiamo agire
con coraggio e velocemente» ha detto Obama. Ma le sue proposte non fanno a
tempo a fare il giro del Paese, che nuove cattive notizie si assommano. Ieri la
Federal Reserve ha corretto al ribasso la stima sulla contrazione del Pil per
il 2009: scenderà fra lo 0,5 e l'1,3 per cento. Crollano anche le costruzioni
di nuove case nel mese di gennaio. E non scompaiono i
timori di bancarotta per le due case automobilistiche
che martedì hanno presentato i loro piani di ristrutturazione. Salvare la
General Motors e la Chrysler dovrebbe costare ai contribuenti un totale di
quasi 40 miliardi di dollari, con i due terzi della cifra per la Gm e il resto
per la Chrysler. Quest'ultima ha ieri riconfermato di considerare l'alleanza
con la nostra Fiat «l'opzione migliore», che «calza perfettamente» con i suoi
piani di ristrutturazione. Dalla società torinese, la società di Detroit spera
di ottenere l'accesso a veicoli a basso consumo. L'ipotesi è stata giudicata
positivamente da vari esperti, fra gli altri lo stesso esperto del principale
quotidiano di Detroit, Mark Phelan, che vede nella nuova Cinquecento un
possibile successo in America, soprattutto fra i giovani. General Motors ha
chiesto al governo federale altri aiuti per più di 16 miliardi di dollari, e si
è impegnata a chiudere 12 stabilimenti e licenziare 47 mila dipendenti. La
società è anche in contrattazione con i governi svedesi, tedeschi e britannici,
nella speranza di ottenere aiuti per salvare (o cedere) i marchi locali: Saab,
Opel e Vauxhall. Importante accordo, infine, con il fisco Usa. Ubs ammette di
aver aiutato degli americani a evadere le tasse per 20 miliardi di dollari e si
è accordata con le autorità federali per pagare 780 milioni di dollari e
fornire i nomi dei presunti evasori, «aprendo una crepa nel segreto bancario
svizzero», commenta il New York Times, secondo il quali i cittadini
statunitensi coinvolti sarebbero 19.000. Dei 780 milioni circa 400 sono per i
pagamenti fiscali e 380 milioni per l'accordo raggiunto con la Sec.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-19 - pag: 2 autore: I crediti nei
confronti di Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia, Spagna ammontano a un quarto
del Pil Istituti tedeschi esposti nei Paesi «deboli» FRANCOFORTE. Dal nostro
corrispondente Finora riottosa a qualsiasi piano europeo, la Germania sembra
lentamente arrendersi all'idea che la partecipazione all'Unione monetaria le
impone un obbligo di cooperazione. Per alcuni versi, la spiegazione sta
nell'esposizione delle banche tedesche non solo verso l'Europa dell'Est quanto
soprattutto nei confronti degli anelli deboli della zona euro: pari a circa un
quarto del suo prodotto interno lordo. Ieri ancora una volta, dopo
l'esternazione di lunedì, il ministro delle Finanze tedesco si è espresso
sull'ipotesi di una disintegrazione della zona euro, complici le pressioni dei
mercati sui Paesi più indebitati: nel caso vi fossero Stati membri in
difficoltà «mostreremmo la nostra capacità di agire», ha detto Peer SteinbrÜck.
L'ipotesi di uno smembramento dell'Unione monetaria «è totalmente assurda, alla
luce delle sue conseguenze economiche ». è quest'ultima l'espressione chiave
nella presa di posizione del ministro tedesco. I più recenti dati della Banca
per i regolamenti internazionali, la Bri di Basilea, mostrano che le
istituzioni finanziarie tedesche sono particolarmente esposte verso i Paesi più
deboli dell'Unione. L'indicazione non è banale: segnala tra le altre cose che
alla Germania l'ipotesi estrema di una disintegrazione della zona euro proprio
non converrebbe. Alla fine del settembre scorso, le banche con sede legale in
Germania avevano a livello consolidato crediti nei confronti dei Paesi
industrializzati pari a circa 3.600 miliardi di dollari. I
crediti nei confronti della Spagna e dell'Irlanda, due Paesi che stanno facendo
i conti con lo scoppio di una bolla immobiliare e un forte indebitamento delle famiglie e delle imprese,
ammontavano rispettivamente a 280 e a 227 miliardi di dollari. L'esposizione
delle banche tedesche nei confronti della Gran Bretagna, un altro Paese in
evidente difficoltà, è impressionante: oltre 723 miliardi di dollari.
Certo, il dato potrebbe essere influenzato dal ruolo della piazza finanziaria
londinese nella strategia degli istituti di credito tedeschi, ma rimane
sorprendentemente alto rispetto all'esposizione delle banche italiane (84
miliardi) o francesi (427 miliardi di dollari). A titolo di confronto, sempre
secondo i dati più recenti pubblicati dalla Bri, i crediti spagnoli e irlandesi
delle banche italiane erano pari rispettivamente a 31e a 35 miliardi di
dollari. Sul fronte dell'Europa dell'Est, la situazione delle istituzioni
tedesche è altrettanto interessante: i crediti ammontano a 220 miliardi di
dollari ( un totale simile a quello sostenuto dalle banche italiane), con la
presenza maggiore in Polonia, Russia e Ungheria. L'esposizione delle banche
tedesche verso gli Stati della zona euro più indebitati è elevata: pari a circa
il 9% del Pil nel caso della Spagna, al 7% nel caso dell'Irlanda e all' 1% nel
caso della Grecia. Il totale dei crediti tedeschi nei confronti dei Piigs
(Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, cioè l'ex Club Med) è pari circa
al 26% del Pil tedesco, mentre l'esposizione delle banche italiane verso gli
stessi Paesi, naturalmente esclusa l'Italia, è di circa il 4% del Pil.
L'elevata esposizione delle banche tedesche fa capire che per la Germania
assistere immobile a una (teorica) disintegrazione della zona euro sarebbe
rischioso, se è vero che la prima a soffrirne sarebbe proprio la Repubblica
Federale. «Stretti contro il muro - spiegava ieri Alex Allen, di Eddington
Capital Management - Germania e Francia salveranno i Paesi più piccoli. Non si
può lasciare fallire una parte del sistema, perché fallirebbe l'intero
sistema». B.R. COOPERAZIONE OBBLIGATA I timori per le conseguenze di un
ridimensionamento della zona euro spiegano il cambio di linea dell'Esecutivo
verso i piani europei di salvataggio
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-02-19 - pag: 3 autore: Moody's: gli aiuti
non peseranno sul rating sovrano Isabella Bufacchi ROMA «Le dimensioni
dell'intervento dello Stato italiano a sostegno delle banche (i Tremonti bond,
compresi nella forchetta 0,6-1,2% del Pil ndr.) non sono un fattore che può
avere un significato forte per il debito pubblico dell'Italia. Questo tipo di
aiuto è una forma di investimento temporaneo nelle banche, assicura un
rendimento per lo Stato e ha una exit strategy: è una fonte di spesa pubblica,
ma fatta su asset e il costo finale di questa operazione potrà essere
calcolatosolo al momento del disinvestimento ». Getta acqua sul fuoco Alexander
Kockerberg, responsabile di Moody's per il rating sovrano dell'Italia: la sua
tesi è che gli Stati stanno correndo un «rischio calcolato» investendo
temporaneamente nelle banche, con l'obiettivo di ripristinare la fiducia ed
evitare che anche gli istituti sani come quelli italiani vengano alla fine
travolti dal fiume in piena del panico. Ma intanto il mercato non ascolta
ragioni e continua a bastonare senza pietà i titoli di Stato dei Paesi in
Eurolandia con rating "AAA"come l'Irlanda e l'Austria minati da
sistemi bancari fragili: il differenziale tra il rendimento dei bond irlandesi
e austriaci rispetto ai Bund tedeschi si allarga di giorno in giorno e anche
ieri ha toccato nuovi picchi mentre il gap dei BTp è tornato sotto quota 150
centesimi. L'Irlanda è penalizzata perchè inizia a
nazionalizzare le banche (molto esposte allo scoppio della bolla immobiliare) dopo aver annunciato
due corposi programmi di ricapitalizzazione pari al 6,5% del Pil. L'Austria
invece deve gestire l'elevatissima esposizione delle banche austriache nel
settore bancario dei Paesi dell'Europa dell'Est. Il ragionamento che
guida l'allargamento degli spread rispetto ai Bund è lineare, ma è anche
dettato dall'emotività: il debito privato si trasforma in debito pubblico, le
ricapitalizzazioni e le nazionalizzazioni trasferiscono le perdite del sistema
bancario sul bilancio dello Stato, il rischio-banca contagia il rischio- sovrano
e l'affidabilità degli Stati debitori vacilla sotto il peso della crisi
bancaria. Non la pensa così Kockerbeck, secondo il quale la reazione del
mercato è eccessiva: «Nel caso delle ricapitalizzazioni e ancor di più delle
nazionalizzazioni, le perdite potenziali delle banche e il debito eventuale nel
bilancio delle banche non passano direttamente sul bilancio dello Stato e non
si trasformano automaticamente in debito pubblico. Lo Stato ha più tempo per
attendere una normalizzazione e una nuova valutazione degli asset», sostiene
convinto. E alla vigilia dell'arrivo dei Tremonti-bond, il rating di Moody's
sull'Italia non corre rischi. «Le banche italiane sono più solide e più
tradizionali di altre, il fatto che avessero modelli di business meno moderni si
è trasformato in un vantaggio - ha spiegato Kockerbeck al Sole24 Ore - .
Inoltre l'Italia ha un debito privato molto più contenuto di quello di altri
Paesi e il deleveraging dei privati avrà meno impatto sulla crescita economica
». L'analista di Moody's ha ricordato che l'Italia è meno esposta ai problemi
del settore immobiliare e bancario e comunque ha già
il rating Aa2: «il debito/Pil può anche salire velocemente del 6- 7% e
raggiungere in due anni il 113% senza che questo abbia impatto sul rating». I
Paesi che rischiano di più in questo momento, e che assistono con
preoccupazione all'allargamento dei loro titoli di Stato rispetto ai Bund al di
là dei rating, sono anche quelli minati da nuovi "parametri" di
vulnerabilità: alto debito privato, che in prospettiva deve ridursi attraverso
un deleveraging che ha un impatto fortemente negativo sull'economia; bolla speculativa immobiliare; alto
deficit delle partite correnti; banche con leva eccessiva e molto esposte ai
titoli tossici. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com IL COSTO DEL DEBITO Lo spread
dei nostri titoli si riduce ma resta alto In Europa il record negativo a
Irlanda e Grecia, l'Austria sotto pressione per l'Est
( da "Provincia Pavese, La" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Contro i
pignoramenti 75 miliardi Piano Obama per salvare la casa a 7-9 milioni di
americani IL FATTO Previsioni cupe della Fed NEW YORK. Con un appello alla
«responsabilità collettiva» e a tutti gli americani «perché smettano di vivere
al di sopra dei propri mezzi», il presidente Usa Barack Obama ha annunciato in
un liceo di Phoenix, in Arizona, il suo piano di soccorso per sette-nove milioni di famiglie che rischiano di perdere la casa.
Phoenix è una città simbolo della bolla immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con drammatici effetti sul resto
dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del 50 per cento rispetto al picco di tre anni
fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni di famiglie
rassegnate alla rovina finanziaria, 150 mila nella sola Arizona, la
chance di ricominciare», ha detto Obama mettendo in chiaro che il suo piano
«non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile» e «non aiuterà gli
speculatori». Il pacchetto è più ambizioso rispetto alle previsioni della
vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono essere
«coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle class», il
crac dei mutui «non minaccia solo la stabilità dell'economia, ma anche la
stabilità delle famiglie e delle comunità». Poco prima del discorso di Obama,
una nuova doccia fredda aveva colpito il settore immobiliare
facendo virare Wall Street al ribasso: le costruzioni di nuove case in gennaio sono crollate del 17 per cento, un minimo
record. Non servono però soltanto risorse finanziarie per ridare all'America il
«sogno americano», servono anche regole e una assunzione collettiva di responsabilità
per uscire dalla crisi che ha messo sei milioni di famiglie a rischio
pignoramento: «Il governo deve assumersi le sue responsabilità per fissare
regole e per farle applicare. Le banche e le società dei mutui devono porre
fine alle pratiche che ci hanno cacciato in questa crisi. E gli individui
devono essere responsabili delle loro azioni», ha detto Obama: «Dobbiamo tutti
imparare a vivere senza andare al di sopra dei nostri mezzi». La ricetta Obama
punta a sostenere le famiglie responsabili e a stabilizzare i prezzi delle case, frenandone la caduta. Secondo i calcoli
del Tesoro, «ogni casa pignorata riduce il valore anche delle proprietà nel
quartiere di circa il 9%». Ieri la Federal Reserve ha peggiorato la sua stima
per il prodotto interno lordo degli Stati Uniti e ora prevede una contrazione
compresa fra -0,5% e -1,3%. In precedenza la forchetta indicata dalla Fed era
compresa fra -0,2% e -1,1%. Lo si apprende dai verbali del Fo
( da "Panorama.it" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
- Mondo -
http://blog.panorama.it/mondo - Obama presenta il
piano-casa: "Smetterla di vivere al di sopra delle possibilità"
Posted By emanuele rossi On 18/2/2009 @ 23:28 In Headlines | 1 Comment Barack
Obama Dalle case delle
famiglie americane è partito tutto. I subprime, la bolla
immobiliare, la crisi finanziaria e quella
economica. E ora dalle case vuole ripartire
l'amministrazione di Barack Obama. Il presidente ha presentato oggi a Phoenix
un piano-casa da 75 miliardi di euro. Un piano di soccorso che nelle intenzioni
dovrà aiutare dai 7 ai 9 milioni di famiglie a fare fronte ai pignoramenti. "E'
ora di smetterla di vivere al di sopra dei propri mezzi" ha detto il
presidente, "questo piano non aiuterà gli speculatori né gli
irresponsabili", ma "darà a milioni di famiglie in difficoltà la
possibilità di uscire da questo momento nero". La ricetta punta a
"sostenere le famiglie responsabili e a stabilizzare i prezzi
delle case", frenandone la caduta. Secondo i calcoli del Tesoro,
''ogni casa pignorata riduce il valore anche delle proprietà nel quartiere di
circa il 9%''. E' un circolo vizioso, ma ora - ha detto Obama - milioni di
famiglie che hanno onorato il proprio impegno mensile di pagamenti delle rate
ma hanno visto scendere il valore delle proprie proprieta avranno la
possibilità di rifinanziare'' il mutuo a tassi più bassi. Presentato
all'indomani della firma del piano di stimolo dell'economia da 787 miliardi di
dollari, il nuovo pacchetto fornisce l'accesso a rifinanziamenti a basso costo
per quattro-cinque milioni di famiglie che scontano il calo del valore della case e dà vita, con uno stanziamento di 75 miliardi di
dollari, a un'iniziativa ''di stabilità'' per raggiungere 3-4 milioni di
famiglie a rischio, aiutando quelle responsabili a restare nella propria
abitazione. Per ottenere le riduzioni dei mutui, l'amministrazione Obama si
impegna a rafforzare i colossi del credito immobiliare
Freddie Mac e Fannie Mae (ormai controllati dallo Stato) e punta a incentivi
sia per coloro che prestano e modificano i mutui, sia per i mutuatari puntuali.
Per frenare i pignoramenti, l'amministrazione, creerà un fondo da 10 miliardi
per scoraggiare gli istituti di credito a pignorare piuttosto che rinegoziare
il mutuo.
( da "Sicilia, La" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Previsti 75 mld per
fermare i pignoramenti. La Fed taglia le stime New York. Con un appello alla
«responsabilità collettiva» e a tutti gli americani «perché smettano di vivere
al di sopra dei propri mezzi», il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama,
ha annunciato in un liceo di Phoenix, in Arizona, il suo piano di soccorso per
sette-nove milioni di famiglie che rischiano di perdere la
casa. Phoenix è una città simbolo della bolla
immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con
drammatici effetti sul resto dell'economia: i prezzi
delle case si sono sgonfiati del 50% rispetto al
picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari «darà a milioni
di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria, 150 mila nella sola
Arizona, la chance di ricominciare», ha detto Obama mettendo in chiaro che il
suo piano «non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile» e «non aiuterà
gli speculatori». Il pacchetto è più ambizioso rispetto alle previsioni della
vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono essere
«coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle class», il
crac dei mutui «non minaccia solo la stabilità dell'economia, ma anche la
stabilità delle famiglie e delle comunità». Poco prima del discorso di Obama,
una nuova doccia fredda aveva colpito il settore immobiliare
facendo virare Wall Street al ribasso: le costruzioni di nuove case in gennaio sono crollate del 17%, un minimo record. Non
servono però soltanto risorse finanziarie per ridare all'America il «sogno
americano», servono anche regole e una assunzione collettiva di responsabilità
per uscire dalla crisi che ha messo sei milioni di famiglie a rischio pignoramento:
«Il governo deve assumersi le sue responsabilità per fissare regole e per farle
applicare. Le banche e le società dei mutui devono porre fine alle pratiche che
ci hanno cacciato in questa crisi. E gli individui devono essere responsabili
delle loro azioni», ha detto Obama: «Dobbiamo tutti imparare a vivere senza
andare al di sopra dei nostri mezzi». La ricetta Obama punta a sostenere le
famiglie responsabili e a stabilizzare i prezzi delle case,
frenandone la caduta. Secondo i calcoli del Tesoro, «ogni casa pignorata riduce
il valore anche delle proprietà nel quartiere di circa il 9%». È un circolo
vizioso, ma ora - ha detto Obama - milioni di famiglie che hanno onorato il
proprio impegno mensile di pagamenti delle rate ma hanno visto scendere il
valore delle proprie proprieta avranno la possibilità di rifinanziare« il mutuo
a tassi più bassi. Presentato all'indomani della firma del piano di stimolo
dell'economia da 787 miliardi di dollari, il nuovo pacchetto fornisce l'accesso
a rifinanziamenti a basso costo per quattro-cinque milioni di famiglie che
scontano il calo del valore della case e dà vita, con
uno stanziamento di 75 miliardi di dollari, a un'iniziativa «di stabilità» per
raggiungere 3-4 milioni di famiglie a rischio, aiutando quelle responsabili a
restare nella propria abitazione. Per ottenere le riduzioni dei mutui,
l'amministrazione Obama si impegna a rafforzare i colossi del credito immobiliare Freddie Mac e Fannie Mae e punta a incentivi sia
per coloro che prestano e modificano i mutui, sia per i mutuatari puntuali. Per
frenare i pignoramenti, l'amministrazione, insieme alla Fdic, creerà un fondo
da 10 miliardi per scoraggiare gli istituti di credito a pignorare piuttosto
che rinegoziare il mutuo. La Fed, intanto, ha tagliato le stime di crescita per
l'economia americana, dato il protrarsi «di una profonda contrazione
dell'attività economica». E avverte: «Non ci sono segnali dell'avvio di una
stabilizzazione del mercato immobiliare». Definendo
gli ultimi dati economici «non di sicuro buoni», il presidente della Fed, Ben
Bernanke, ribadisce l'impegno della banca centrale a fare «tutto il possibile
nei limiti della sua autorità» per stabilizzare i mercati e fare uscire dalla
recessione gli Usa, su cui grava il rischio di una ripresa «debole» e
«ritardata».
( da "Gazzettino, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì 19 Febbraio
2009, Washington Con un appello alla «responsabilità collettiva» e a tutti gli
americani «perché smettano di vivere al di sopra dei propri mezzi», il
presidente Obama ha annunciato in un liceo di Phoenix, in Arizona, il suo piano
di soccorso per 7-9 milioni di famiglie che rischiano di
perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della bolla
immobiliare che l'estate scorsa è scoppiata con
drammatici effetti sull'economia americana e mondiale: i prezzi delle case si sono dimezzati
rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi di dollari
«darà a milioni di famiglie, rassegnate alla rovina finanziaria, 150mila
nel solo Stato dell'Arizona, la possibilità di ricominciare», ha detto Obama
mettendo in chiaro che il piano «non salverà la gente irresponsabile» e «non
aiuterà gli speculatori». Il pacchetto è più ambizioso rispetto alle previsioni
della vigilia: ma le misure «per fermare la spirale negativa» devono essere
«coraggiose e veloci» perché la crisi «ha colpito al cuore la middle class».
Poco prima del discorso di Obama, una nuova doccia fredda aveva colpito l'immobiliare, facendo virare Wall Street al ribasso: le
costruzioni di nuove case in gennaio sono crollate del
17%, un ribasso record. Non servono però solo risorse finanziarie per ridare
all'America il 'sogno americano', servono anche regole e un'assunzione
collettiva di responsabilità - del governo, delle banche e dei singoli
cittadini - per uscire dalla crisi che ha messo sei milioni di famiglie a
rischio di pignoramento. Il piano di Obama punta a sostenere le famiglie
responsabili e a stabilizzare i prezzi delle case
frenandone la caduta. Secondo i calcoli del Tesoro «ogni casa pignorata riduce
il valore anche delle proprietà nel quartiere in media del 9%». È un circolo
vizioso, ma ora - ha detto Obama - milioni di famiglie che hanno onorato
l'impegno mensile di pagare le rate, ma hanno visto scendere il valore delle
proprie proprietà avranno la possibilità di rifinanziare» il mutuo a tassi più bassi.
All'indomani della firma del piano di stimolo dell'economia da 787 miliardi di
dollari, il nuovo pacchetto fornisce l'accesso a rifinanziamenti a basso costo
per 4-5 milioni di famiglie che scontano il calo del valore della case e stanzia 75 miliardi di dollari per 3-4 milioni di
famiglie a rischio, aiutando quelle responsabili a restare nella propria
abitazione. Per ottenere le riduzioni dei mutui, saranno rafforzati i colossi
del credito immobiliare Freddie Mac e Fannie Mae e
incentivati sia per coloro che prestano e modificano i mutui, sia per i
mutuatari puntuali. Un fondo da 10 miliardi è destinato agli istituti di
credito che invece di pignorare, rinegoziano i mutui.
( da "Gazzettino, Il" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Giovedì 19 Febbraio
2009, CASA DOLCE CASA A Baghdad è boom del settore immobiliare
Esplode il mercato immobiliare a Baghdad. Secondo il
quotidiano inglese Independent, il ritorno nella capitale irachena di tutti
coloro che erano fuggiti dalla guerra, ha fatto impennare
il prezzo delle case e
degli affitti, con una domanda che eccede di gran lunga l'offerta. In certe
parti di Baghdad, racconta, i prezzi delle abitazioni sono saliti del 50% in un anno, mentre gli
affitti sono addirittura raddoppiati. Una casa nel quartiere di Yarmouk costa
in media 340.000 dollari, mentre a Palestine Street, zona sciita, il
prezzo scende a circa 240.000, sempre troppo per le tasche di un iracheno
medio.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
ALESSIO FANUZZI
Settantacinque miliardi di dollari per aiutare nove milioni di famiglie in
difficoltà con le rate dei mutui accesi per comprare casa. Il giorno dopo la
firma del pacchetto di stimolo per l'economia da 787 miliardi di dollari, il
presidente Usa Barack Obama presenta il nuovo piano di soccorso per chi rischia
di perdere casa. E lo fa da Phoenix, città simbolo della bolla immobiliare scoppiata in estate
con i prezzi delle case
sgonfiati del 50% rispetto al picco di tre anni fa. «La crisi ha colpito al
cuore la middle class», esordisce il presidente evocando «milioni di famiglie
responsabili che hanno onorato il proprio impegno mensile ma hanno visto
scendere il valore delle loro proprietà». «Tutte loro, adesso, avranno
la chance di ricominciare», chiosa Obama mettendo però in chiaro che il piano
«non salverà gente senza scrupoli o irresponsabile» e «non aiuterà gli
speculatori». Pensato per stabilizzare i prezzi delle case
- «anche quelle del vicinato in cui si trova la famiglia in difficoltà, perché
quando una casa viene pignorata ne soffre tutto il vicinato» - il piano Obama
darà accesso a rifinanziamenti a basso costo per quattro, cinque milioni di
famiglie e sosterrà le agenzie governative attive nella concessione dei mutui,
Fannie Mae e Freddie Mac, con ulteriori 200 miliardi di dollari. Per rilanciare
l'economia a stelle e strisce, però, servono anche regole e un'assunzione
collettiva di responsabilità. Nonostante il pacchetto di stimolo varato dal
Congresso, infatti, l'economia è sempre più in crisi. Ancora ieri, la Federal
Reserve ha rivisto al ribasso le stime del Pil prevedendo una contrazione
compresa tra -0,5% e -1,3% (in precedenza era tra -0,2% e 1,1%). Da qui
l'appello di Obama a tutti gli americani «perché smettano di vivere al di sopra
dei propri mezzi». Quanto la crisi sia grave, e il futuro minaccioso, lo
dimostrano anche le ultime richieste di General Motors e Chrysler che,
complessivamente, invocano 21,6 miliardi di dollari per sopravvivere e
ristrutturarsi. La richiesta più alta arriva da Gm (16,6 miliardi oltre ai 13,4
miliardi già ricevuti), accompagnata da una drastica cura dimagrante in termini
di costi, occupazione e stabilimenti che dovrebbe tradursi in una perdita di
47mila posti di lavoro, il più grande licenziamento collettivo della storia
americana. Nel tentativo di evitare la bancarotta, il colosso di Detroit chiede
anche 6 miliardi di dollari ai paesi europei patria dei marchi di proprietà Gm
come Germania (Opel) e Svezia (Saab). Richiesta, al momento, rispedita al
mittente. Nuovi tagli all'orizzonte anche per Chrysler, che definisce sì Fiat
come «l'opzione migliore» ma prevede almeno 3mila licenziamenti e, nello stesso
tempo, invoca nuovi aiuti per 5 miliardi di dollari, oltre ai 4 già incassati.
Nella relazione alla Casa Bianca, la più piccola delle case
di Detroit delinea anche il piano di integrazione con Fiat (che potrà salire al
55%): tra l'aprile 2010 e il 2011 verranno costruite anche negli Stati Uniti i
nuovi modelli Alfa Romeo, la 149 Milano (che sostituirà la 147) e la futura
erede della 159, che si chiamerà Giulia come la mitica berlina degli anni
Settanta.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Esteri Pagina 113 Il
presidente Obama annucia anche il nuovo piano ?salva casa? Afghanistan, via
alla Fase due Il presidente Obama annucia anche il nuovo piano ?salva casa? In
arrivo altri 17mila militari entro luglio --> In arrivo altri 17mila
militari entro luglio WASHINGTON La fase due della guerra in Afghanistan è
cominciata. È stato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ad
annunciarlo personalmente martedì notte con una telefonata al presidente
afghano Hamid Karzai che ieri, in un discorso nei pressi di Kabul, ha detto che
«le tensioni con Washington sono superate». PIÙ MILITARI Fase due, ha spiegato
Obama, significa un maggiore sforzo «regionale» sotto il profilo diplomatico, e
l'invio di altri 17 mila militari americani. L'obiettivo Usa è quello di
«stabilizzare una situazione che è andata deteriorandosi, e che non ha ricevuto
l'attenzione strategica, le direttive e le risorse che con urgenza richiede...
I Taleban stanno riprendendo piede in Afghanistan, al-Qaida sostiene la loro
offensiva e minaccia l'America dai suoi rifugi lungo il confine pachistano».
Per questo sono necessarie nuove truppe e per questo Obama, dopo essersi
consultato con i vertici del Pentagono e con il generale David McKiernan,
responsabile delle truppe Usa-Nato in Afghanistan, ha dato il suo primo ordine
da comandante in capo. Tra fine maggio e fine luglio partiranno 17 mila uomini:
a fine maggio 8.000 marines della 2/a Expeditionary Brigade, a fine luglio
4.000 soldati della 5/a Stryker Brigade, mentre tra la primavera e l'estate si
aggiungeranno altri 5.000 uomini da unità più piccole che devono ancora essere
assegnate. Il totale della presenza americana in Afghanistan salirà così a 55
mila unità, alle quali si aggiungono 32 mila soldati della Nato. Di questi,
2.800 saranno italiani. PIANO CASA Con un appello alla «responsabilità
collettiva» e a tutti gli americani «perchè smettano di vivere al di sopra dei
propri mezzi», Obama ha poi annunciato in un liceo di Phoenix, in Arizona, il
suo piano di soccorso per sette-nove milioni di famiglie
che rischiano di perdere la casa. Phoenix è una città simbolo della bolla immobiliare che l'estate scorsa è
scoppiata con drammatici effetti sul resto dell'economia: i prezzi delle case si sono sgonfiati del
50 per cento rispetto al picco di tre anni fa. Un investimento di 75 miliardi
di dollari «darà a milioni di famiglie rassegnate alla rovina finanziaria,
150 mila nella sola Arizona, la chance di ricominciare», ha detto Obama
mettendo in chiaro che il suo piano «non salverà gente senza scrupoli o
irresponsabile» e «non aiuterà gli speculatori».
( da "Trend-online" del 19-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Mercato immobiliare: nel 2008, scambi stimati in calo del 16%
IMMOBILIARE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo Molinengo ,
19.02.2009 17:06 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!!
L?ufficio studi UBH ha fornito oggi un aggiornamento sulle tendenze e le
previsioni relative al mercato immobiliare
residenziale italiano. Il calo delle compravendite effettuate nell?ultimo anno
in Italia si stima che sia superiore al 16%. La stretta creditizia e le
oggettive difficoltà di spesa della fascia media e medio bassa della
popolazione hanno di fatto ridotto il potere d?acquisto anche nel settore immobiliare. Con lo stipendio medio di oggi si acquistano
circa 15 mq in meno rispetto a dieci anni fa. Scendono gli acquisti di
immigrati e giovani coppie per la prima casa con una bassa percentuale di
liquidità. L?effetto della discesa sui tassi di interesse viene attenuato dalla
politica restrittiva delle banche. Nel segmento immobiliare
la discesa dei prezzi delle case in Italia, già
annunciata nel primo trimestre 2008 si è materializzata dopo l?estate con un
decremento medio nominale del 8,8%. Da settembre a oggi i prezzi
delle abitazioni sono però scesi meno di quanto ci si potesse aspettare, dato
il calo di domanda, negli ultimi 5 mesi la discesa è stata di circa 2 punti
percentuali, compreso il tasso di inflazione. ?Dopo la rilevazione effettuata
in settembre in cui si certificava un calo nominale dei prezzi,
soprattutto per le abitazioni di minor qualità delle zone semicentrali e della
periferia delle grandi e medie città capoluogo, oggi si confermano le tendenze
al ribasso seppur con minor impatto rispetto alle aspettative. Per le macro
aree urbane centrali e di maggior pregio il mercato, pur non vivace in termini
di domanda, continua a mantenere un buon livello sia di scambi che prezzi. Esiste una fetta di risparmiatori che stanno
verificando l?alternativa dell?investimento immobiliare
a quello mobiliare con più attenzione rispetto a prima. Le fortissime perdite
subite nel 2008 sugli investimenti finanziari segue pagina >>
( da "Milano Finanza (MF)" del 20-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
MF Numero 036
pag. 4 del 20/2/2009 | Indietro Il piano Obama sui mutui
aiuta soltanto chi ha fatto spese dissennate MF MILANO FINANZA/THE WALL STREET
JOURNAL EUROPE Il presidente Obama ha annunciato il suo piano per evitare il
pignoramento delle case, dichiarando di voler essere
«molto chiaro riguardo a ciò che questo piano non farà: non salverà i privi di
scrupoli e gli irresponsabili utilizzando il denaro dei contribuenti per
concedere prestiti che rischiano di non essere mai restituiti (i cosiddetti bad
loan)_ E non premierà la gente che ha acquistato case
che sapeva fin dall'inizio di non potersi permettere». Speriamo davvero che dica
sul serio. Ma i dettagli resi noti due giorni fa lasciano presupporre che in
realtà farà tutto questo. Il piano aiuterà alcuni proprietari di case in difficoltà, ma, investendo nei fallimenti, l'amministrazione prolungherà anche la crisi immobiliare e renderà più difficile per
i futuri debitori ottenere finanziamenti per acquistare una casa. Nel
frattempo, il piano, con ogni probabilità, non rallenterà il continuo calo dei prezzi degli immobili. Concentriamoci
sugli effetti del piano sul singolo debitore. Chiunque abbia un mutuo di
proprietà o garantito dalle agenzie governative attive nella concessione dei
mutui, Fannie Mae e Freddie Mac, avrà la possibilità di rifinanziarlo a tassi
più bassi nel caso in cui sia compreso tra l'80% e il 105% del valore della
casa. Ma questo tipo di accordo non è possibile, per esempio, ai molti locatari
che stanno cercando di acquistare una casa in questo momento. Purtroppo, per
coloro che hanno posticipato il piacere di possedere una casa di proprietà, il
versamento di un anticipo del 20% oggi è diventato una prassi comune. Ma almeno
le tasse da loro versate consentiranno agli altri di restare proprietari di case che non possono permettersi. I debitori esistenti che
potrebbero non essere qualificati per le possibilità di rifinanziamento offerte
da Fannie e Freddie possono comunque modificare i loro mutui in modo da ridurre
la rata al 31% del reddito mensile. In entrambi i casi, non verrà fatto nessuno
sforzo per verificare che i destinatari degli aiuti siano stati onesti nelle
loro richieste di mutuo originali. Dato che le frodi riguardanti i mutui hanno
registrato un notevole incremento durante il boom immobiliare
e che l'amministrazione Obama intende aiutare fino a nove milioni di debitori
in difficoltà, possiamo sostenere con sicurezza che saranno salvati anche
diversi irresponsabili. Nel futuro, sarà compito dei creditori verificare il
reddito di chi deve pagare il mutuo. Ottenere il numero corretto è molto
importante per le speranze di riuscita del piano del governo. La Fdic ritiene
che gran parte delle ricerche svolte prima di concedere un finanziamento o di
rifinanziare un mutuo possa essere evitata se il rapporto mutuo-debito/reddito
viene ridotto, anche se solo per qualche anno, alla percentuale magica del 31%.
In questo modo il governo pagherà alle società che concedono i prestiti 1.000
dollari per ogni mutuo modificato, condividerà i costi della riduzione dei
pagamenti mensili e concederà altri aiuti ai creditori e ai debitori, che si
sommeranno ai 75 miliardi di dollari di aiuti per le modifiche provenienti dai
contribuenti. Il governo poi spenderà altri 10 miliardi di dollari per
risarcire i creditori se il mercato immobiliare
continuerà a calare e alcuni di questi prestiti torneranno ad essere bad loan.
Saranno sufficenti 10 miliardi di dollari? La storia recente delle modifiche ai
mutui non è incoraggiante. Secondo il rapporto di dicembre del Comptroller of
the Currency e dell'Office of Thrift Supervision, «il numero di prestiti
modificati nel primo trimestre, morosi di almeno 30 giorni, è stato del 37% a
tre mesi e del 55% a sei mesi. Il numero di prestiti modificati nel primo
trimestre, morosi di almeno 60 giorni, è stato del 19% a tre mesi e quasi del
37% a sei mesi». «Un punto molto problematico», ha dichiarato il Comptroller
John Dugan, «è che, sia per la morosità misurata a 30 che a 60 giorni, i tassi
di re-default sono aumentati ogni mese e non hanno mostrato alcun segnale di
livellamento dopo sei o addirittura otto mesi». Secondo i sostenitori di Obama
molte di queste modifiche non hanno abbassato i pagamenti mensili nel modo in
cui lo farebbe il nuovo piano. è vero, e più il denaro dei contribuenti viene
speso per aiutare un particolare debitore, più accessibile diventa un prestito.
Ma, in parte per evitare di dare un prezzo astronomico a questo piano,
l'amministrazione non ha fissato necessariamente i prestiti per il lungo
periodo. Infatti, il programma incoraggia le società che concedono i mutui a
mantenere bassi i pagamenti solo per cinque anni, dopodiché i tassi saliranno.
Durante la bolla immobiliare, questi venivano definiti
tassi «teaser». Le modifiche potrebbero anche estendere i termini di un mutuo
da 30 anni a 40 anni, ma lasciano comunque il debitore con l'acqua alla gola.
Una ricerca condotta dal Credit Suisse dimostra che i debitori senza capitale
non sono un buon investimento. Ciò che la ricerca non può sapere è quante
persone cercheranno aiuto quando verrà loro detto che è disponibile un nuovo
programma federale per ridurre la rata del loro mutuo. Il piano di Obama sui
mutui è la sua terza grande promessa di salvataggio economico in un mese e
forse qualcuno alla Casa Bianca ha notato che i mercati finanziari non hanno
esattamente esultato. Ciò che gli investitori, le aziende e i lavoratori americani
vogliono sentire è un presidente che proponga idee per favorire la ripresa
economica. Ciò che hanno avuto finora sono soltanto piani per allenare la
nazione a un lungo periodo di attuazione del Chapter 11. mutui debitori
piano prestiti Obama mutuo
( da "Corriere Di Como, Il" del 20-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Prezzi delle case diminuiti del 10% Le quotazioni nel capoluogo Prezzi
delle case in pesante flessione nel capoluogo lariano,
con riduzioni che raggiungono il 12% sulle quotazioni iniziali. E crollano le
compravendite (- 23%). Sono i dati salienti diffusi ieri dall'ufficio studi
Gabetti che sanciscono l'inversione di rotta del mattone dopo anni di
inarrestabile crescita dei prezzi delle abitazioni.
Nel secondo semestre del 2008 le quotazioni delle case
in città sono calate in media del 10%. E il numero di transazioni - il dato è
però relativo alla prima metà dello scorso anno - sono scese del 22,6%. «Lo sconto sul prezzo iniziale effettuato quando si chiude la
trattativa spiega Roberto Riggio, titolare dell'agenzia Gabetti di via Manzoni
a Como - è nell'ordine del 10-12%. I tempi medi di vendita sono di 5-6 mesi».
Per quanto riguarda i prezzi degli immobili in città, le zone mediamente più care sono
Garzola e via Zezio, dove un appartamento signorile di nuova costruzione
arriva a costare rispettivamente 3.600 euro e 3.150 euro al metro quadrato. Non
mancano ovviamente quotazioni ancora più elevate, per esempio nel centro
storico - dove per un palazzo d'epoca bisogna sborsare 4mila euro al metro
quadrato - e sul lungolago, dove i prezzi raggiungono
punte massime di ben 5mila euro per immobili di pregio. Attorno alle mura,
infine, si trovano condomini signorili degli anni '60-
( da "Borsa e Finanza" del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
INCHIESTA BALLANDO
con l'ORSO Wall Street sull'orlo dell'abisso: il Dow Jones e l'S&P500 sono
a contatto con sostegni decisivi. Al di sotto, per i graficisti, si scende in
caduta libera Il Toro in ritirata si consola con l'oro che risale sopra quota 1.000
dollari di Fabrizio Guidoni - 21-02-2009 Orso scatenato. C'è poco da aggiungere
su quel che accade sui mercati azionari, a parte rare eccezioni. Secondo
l'analisi tecnica siamo sull'orlo del burrone, vicinissimi a sostegni di Wall
Street (ancora una volta dominus di tutte le Borse) che, se spazzati via,
getteranno le basi per un ulteriore pesante affondo. Una ragione in più per
dare vita a un forum tecnico al quale hanno partecipato Davide Benyaich
(analista indipendente), Wlademir Biasia (Wb Advisors), Francesco Caruso
(Gestioni Lombarda Suisse), Gaetano Evangelista (ad Age Italia), Maurizio
Milano (Gruppo Banca Sella). 1 La prima domanda è in parte ovvia. Che succede e
cosa si può immaginare nei prossimi mesi? Milano: Il quadro tecnico è di «major
down trend», da quando alcuni indici hanno rotto al ribasso livelli chiave di
supporto a ottobre 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers. La violazione di
1.200 su S&P500, 11.000 sul Dow Jones, 2.200 sul Nasdaq C., 3.000 su
Eurostoxx50, 30.000 su S&P/Mib e 11.700 sul Nikkei225 ha avviato un panic
selling che ha provocato una perdita del 30-40% in poche settimane. Gli indici
sono tornati sui livelli del 1997 negli Usa, del 1994 per l'Italia e del
1981-82 per il Giappone. Non era mai accaduto che l'equity avesse un ritorno
negativo su orizzonti così lunghi. Caruso: Al momento tutti i trend, primario e
di breve, sono al ribasso. Il Bear Market è stato confermato con il Dow
Industrial e il Dow Transportation a nuovi minimi. Continuo a pensare a mercati
deboli nel primo trimestre, con un'area di minimo tra metà marzo e la prima
decade di aprile; poi un rally tra aprile e luglio, particolarmente forte. Fin
dove può scendere la Borsa? Il grafico di S&P500 evidenzia come una
chiusura mensile sotto 800 possa proiettare verso la congiunzione tra la linea
di tendenza secolare dei minimi del '74 e dell'82 e il ritracciamento del 61,8%
(Fibonacci) di tutto il Bull Market secolare, ovvero area 660-600. Si nota poi
come l'Rsi mensile sia a livelli di ipervenduto storico: l'unico paragone è il
minimo del
( da "Borsa e Finanza" del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
INCHIESTA Orso
scatenato. C'è poco da aggiungere su quel che accade sui mercati azionari, a
parte ... di Redazione - 21-02-2009 Orso scatenato. C'è poco da aggiungere su
quel che accade sui mercati azionari, a parte rare eccezioni. Secondo l'analisi
tecnica siamo sull'orlo del burrone, vicinissimi a sostegni di Wall Street
(ancora una volta dominus di tutte le Borse) che, se spazzati via, getteranno
le basi per un ulteriore pesante affondo. Una ragione in più per dare vita a un
forum tecnico al quale hanno partecipato Davide Benyaich (analista
indipendente), Wlademir Biasia (Wb Advisors), Francesco Caruso (Gestioni
Lombarda Suisse), Gaetano Evangelista (ad Age Italia), Maurizio Milano (Gruppo
Banca Sella). 1 La prima domanda è in parte ovvia. Che succede e cosa si può
immaginare nei prossimi mesi? Milano: Il quadro tecnico è di «major down
trend», da quando alcuni indici hanno rotto al ribasso livelli chiave di supporto
a ottobre 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers. La violazione di 1.200 su
S&P500, 11.000 sul Dow Jones, 2.200 sul Nasdaq C., 3.000 su Eurostoxx50,
30.000 su S&P/Mib e 11.700 sul Nikkei225 ha avviato un panic selling che ha
provocato una perdita del 30-40% in poche settimane. Gli indici sono tornati
sui livelli del 1997 negli Usa, del 1994 per l'Italia e del 1981-82 per il
Giappone. Non era mai accaduto che l'equity avesse un ritorno negativo su
orizzonti così lunghi. Caruso: Al momento tutti i trend, primario e di breve,
sono al ribasso. Il Bear Market è stato confermato con il Dow Industrial e il
Dow Transportation a nuovi minimi. Continuo a pensare a mercati deboli nel
primo trimestre, con un'area di minimo tra metà marzo e la prima decade di
aprile; poi un rally tra aprile e luglio, particolarmente forte. Fin dove può
scendere la Borsa? Il grafico di S&P500 evidenzia come una chiusura mensile
sotto 800 possa proiettare verso la congiunzione tra la linea di tendenza
secolare dei minimi del '74 e dell'82 e il ritracciamento del 61,8% (Fibonacci)
di tutto il Bull Market secolare, ovvero area 660-600. Si nota poi come l'Rsi
mensile sia a livelli di ipervenduto storico: l'unico paragone è il minimo del
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 21-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
Plus sezione:
ATTUALITA data: 2009-02-21 - pag: 11 autore: Case Usa segnalano la crisi S e le
notizie sulla congiuntura americana sono brutte, quelle relative all'edilizia
residenziale sono addirittura disastrose. Le nuove case
in cantiere sono a un livello più basso di vent'anni fa. E l'accasciamento
continuerà fin quando i prezzi delle case
continueranno a scendere. Perché comperare una casa oggi quando costerà di meno
domani? Il singolo dato economico sul quale vale la pena puntare i riflettori,
per sapere di cosa succederà all'economia tutta, è quindi l'andamento dei prezzi delle case. I quali, come si sa, sono scesi
parecchio, in termini nominali e ancora più in termini reali (cioè
relativamente ai prezzi al consumo). Ma sono scesi
abbastanza? Questa è la domanda da un milione di dollari (anzi, per essere in
linea con i tempi, da dieci trilioni). Un primo tentativo di risposta può
venire da un confronto storico: il grafico mostra l'evoluzione
dei prezzi reali delle case americane dal
( da "Unita, L'" del 22-02-2009)
Argomenti: Mercato immobiliare
consigli per il dopo
Magic Card Maya ha faccia triste e pensierosa. La sua immagine è in bianco e
nero. A far tornare i colori ci pensa l'uomo che promette di salvarla: è il
consulente che aiuta a far ritrovare sorriso e tranquillità a chi ha fatto
troppi debiti con le carte di credito. Oltre allo spot di
www.creditcarddebt.org, sulle tv e in ogni metropolitana si moltiplicano gli
annunci di associazioni che offrono consigli. Il tema è talmente serio che lo
Stato di New York ha gli dedicato una campagna ed un servizio di consulenza
(http://www.nyc.gov/html/ofe/html/help/getting.shtml). Gli americani sono stati
abituati a vivere sui debiti: le case si potevano
comprare anche senza contanti, in alcuni casi con un mutuo del 105 per cento
del valore, che copriva anche mobili e spese di ingresso; elettrodomestici,
abbigliamento, scarpe, cibo: tutto si poteva pagare un mese dopo. Le banche
erano molto generose nell'offrire carte di credito, bastava avere il social
security number ed ecco che avevi nella mani l'oggetto magico. Il meccanismo
era sempre lo stesso: compravi ora, pagavi dopo, e la banca
ogni mese ti chiedeva quanta parte delle tue spese intendevi coprire. Il resto
slittava al mese successivo, anche i debiti si accumulavano. Gli americani
hanno vissuto così per anni, negli ultimi sette il «rosso» dei cittadini è
raddoppiato. E, dopo lo scoppio della bolla
immobiliare, tutti si aspettano il fallimento delle
famiglie indebitate, grazie alle carte di credito. Se ne parla fin dal
primo mattino nei talk show, complice il film «Confessioni di una shopaholic»,
una drogata degli acquisti grazie alle «magic card» (è la versione
cinematografica del best seller di Sophie Kinsella). Non è detto che la Maya
dello spot abbia la stessa fortuna di Rebecca (la protagonista del film), e
alla fine possa farcela a vivere, libera dai debiti.