HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE” |
|
TARTICOLI DEL 1°-5
giugno 2008 #TOP
·
Articoli
Santa
giulia, il quartiere fantasma - stefano
rossi ( da "Repubblica, La"
del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: Prezzi calmierati dal Comune, 2.400
euro al mq per le coop, 3.000 euro per gli operatori privati. Vivere a Rogoredo non è un cattivo affare in tempi di bolla
immobiliare. Nel
Capanna:
<Stop ai futures alimentari per eccesso di
rialzo> ( da "Manifesto, Il"
del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: anche la
Fondazione diritti genetici individua nella speculazione finanziaria la
causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Dopo lo
scoppio della bolla immobiliare, i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno
fatto rotta sulla Borsa di Chicago, il magacasinò
globale dove si fanno le puntate sui futures delle
materie prime alimentari.
RECESSIONE
GLOBALE: CHI L'HA VISTA? ( da "Wall Street Italia"
del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: con lo scoppio della bolla
immobiliare, ha finito col volgersi alla caccia di merci, contribuendo ad
alimentare l'inflazione delle materie prime. Secondo alcune stime il livello
dei tassi d'interesse di equilibrio, tali cioè da garantire la stabilità dei prezzi,
si trova oggi negli Stati Uniti alcuni punti percentuali sopra il valore
corrente.
PETROLIO:
SOROS, SUL MERCATO UNA BOLLA SPECULATIVA
( da "Borsa(La Repubblica.it)"
del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: "Stiamo sperimentando una
bolla immobiliare - ha spiegato Soros - e allo stesso
tempo la crescita dei prezzi del petrolio e di altre commodities
che ha le caratteristiche di una bolla". Di certo, ha aggiunto, "un
crollo nel mercato petrolifero non e' imminente". (AGI)
03/06/2008 - 17:24.
Una
ricetta per tutte le crisi ( da "Manifesto, Il"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: non volontà da parte degli esperti
dell'Ocse di leggere le ragioni reali della crisi che esplode con l'esplosione
della bolla immobiliare, ma ha radici strutturali nel peggioramento della
distribuzione dei redditi, nell'allargamento del fossato che divide i molto
ricchi (che possono acquistare tutto) e i molto poveri, in Italia il 50% delle
famiglie che sopravvivono con meno di 1.
HBOS:
i prezzi delle case in Gran Bretagna sono tornati indietri
di 15 anni -2 ( da "SpyStocks"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: aprile 1993 quando i prezzi delle
case erano scesi del 2,4%. Dalla nota dell'istituto inglese emerge con evidenza
che il mercato immobiliare inglese sta vivendo il più grande momento critico
dai primi del 1990. La Banca d'Inghilterra, che annuncerà oggi la decisione dei
tassi, ha avvertito che la crescita più alta del previsto dell'inflazione sta
limitando il suo raggio d'
GB:HBOS,-3,8% PREZZI CASE A MAGGIO,CALO PIU'FORTE DA 15 ANNI
( da "Wall Street Italia"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: del 1993 e segnala il rischio di un
ulteriore peggioramento della crisi del mercato immobiliare britannico, che
potrebbe rivelarsi la più grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli
altri settori dell'economia. Su base mensile, la contrazione dei prezzi è stata
del 2,4%. Nei giorni scorsi Nationwide Building
Society aveva rilevato un calo dei prezzi delle case a maggio del 2,
GB:
HBOS, PREZZI CASE A MAGGIO IN CALO DEL 3,8%
( da "Wall Street Italia"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: indice ha rilevato a maggio un calo
dei prezzi delle case di taglio medio del 3,8% rispetto a un anno fa. E' la
flessione piu' marcata dall'aprile '93 e segnala il
rischio di un nuovo peggioramento della crisi del mercato immobiliare
britannico, che potrebbe rivelarsi la piu' grave
dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia.
Boom
edilizio nell'Est Europa ( da "Arena, L'"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Abstract: apprezzamento dell'euro, tassi di
interesse e rischi della bolla immobiliare. Fenomeni che si avvertono
soprattutto in Inghilterra, in Irlanda e in Spagna. Il risultato è un mercato
dell'edilizia che crescerà dell'1 - 1,3 per cento nel prossimo triennio.
Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi
elevati e gli investimenti nelle costruzioni,
( da "Repubblica, La" del
03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Pagina II - Milano
Da una parte le palazzine coop, dall'altra le lussuose residenze targate Zunino, uffici e la sede di Sky. Ma i futuri residenti
hanno paura Santa Giulia, il quartiere fantasma "Mancano scuole, strade,
tram, temiamo per i nostri investimenti" C'è un circolo del Pd e la chiesa
"Stiamo tra Peppone e don Camillo" Le famiglie entreranno nelle case a settembre "Dove porteremo i bambini?"
STEFANO ROSSI (segue dalla prima di Milano) Era il 2000 quando veniva
completato il Pdz, il Piano di Zona che costruiva case in edilizia per 650 famiglie, e ora tocca a Santa
Giulia. Il Pii, Piano integrato di intervento, designa due aree. A sud coop
bianche e rosse e operatori privati, con residenza per altre 1.650 famiglie. A
nord, la Risanamento di Luigi Zunino punta più sul
terziario, ma insomma prima o poi qualcuno andrà pure nelle lussuose abitazioni
della cosiddetta Ellisse a 10.000 euro al mq. E i servizi? "La situazione
è drammatica - rispondono i futuri residenti - non ci sono scuole, strade, tram".
"Io e mia moglie - racconta Luca - abbiamo creduto molto nel progetto
Santa Giulia, investendo in una casa di proprietà. Ma oggi il
Comune decide di non fare qui il centro congressi e rallenta, se non blocca, i
lavori fino alla definizione di un nuovo master plan".
C'è solo via Monte Venero a dividere gli abitanti quasi nuovi dai nuovissimi.
Da un lato della strada i palazzi del Pdz, costruiti
a forma di U attorno a un cortile interno. Dall'altro Santa
Giulia. "Il Gruppo Risanamento - racconta Natale Comotti, consigliere comunale del Pd e presidente del
consorzio che costruisce a Santa Giulia sud - deve fare a scomputo oneri una
materna e un asilo nido anche per l'area sud. I lavori dovranno partire entro
l'estate, o scadrà il permesso di edificazione. Per la demolizione
e ricostruzione della vecchia scuola materna di via Sordello,
invece, Risanamento ha versato un milione e mezzo di euro". I
lavori non saranno terminati prima della primavera 2009. Le famiglie
occuperanno i loro appartamenti fra settembre e novembre di quest'anno. Dove
andranno i bambini? L'asilo nido, la materna, l'elementare in via Monte Piana,
la media in via Monte Popera, già ora scoppiano.
L'elementare ha spostato una sezione a Chiaravalle per prestare due aule alla
materna. Abbattendo le vecchie docce comunali le si potrebbero dare 20 nuove
aule ma sul tetto delle docce il Comune ha appena montato i pannelli solari per
riscaldare l'acqua nel rispetto dell'ambiente. Ci sarebbe la scuola materna ed
elementare di via Zama, in parte occupata dall'archivio
del settore Finanze tributarie del Comune e in parte riservata dai Servizi
sociali a ricovero antifreddo per i rifugiati politici. A Santa Giulia sud è
già tutto venduto. Prezzi calmierati dal Comune, 2.400 euro
al mq per le coop, 3.000 euro per gli operatori privati. Vivere a Rogoredo non è un cattivo affare in tempi di bolla immobiliare. Nel
( da "Manifesto, Il" del
03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Cibo Capanna:
"Stop ai futures alimentari per eccesso di
rialzo" La speculazione finanziaria causa principale dell'aumento dei prezzi dei cereali. Un appello della Fondazione diritti
genetici Come Jaen Ziegler,
un'autorità morale e scientifica nello smascherare le sgiagurate
politiche che affamano un terzo dell'umanità, anche la Fondazione diritti genetici individua nella speculazione
finanziaria la causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi
alimentari. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare,
i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno fatto rotta sulla Borsa di
Chicago, il magacasinò globale dove si fanno le
puntate sui futures delle materie prime alimentari.
"Giocando con i fiammeri nei loro uffici di Wall Street, i traders hanno
provocato un incendio che ha coinvolto l'intero pianeta". Per spegnerlo
occorre mettere al bando, o almeno sospendere "per eccesso di
rialzo", i futures alimentari. E' quanto chiede
alle istituzioni italiane l'appello "Salviamo il cibo, salviamo la
vita" della Fondazione diritti genetici,
sottoscritto tra gli altri da Marcello Cini, Barry Commoner, Stefano Rodotà, Giorgio Ruffolo, Stefano Sylos Labini, Emanuele Severino, Shel Shapiro. Alla vigilia del
vertice Fao, ne parliamo con Mario Capanna, presidente della Fondazione. Perché
in cima e prima della lista delle concause - biocarburanti, siccità, crescita
della domanda, aumento del prezzo dei carburanti - mettete la speculazione
finanziaria? Perché è la pura verità. Lo dicono i fatti e le cifre. Negli
ultimi due mesi il prezzo del riso è aumentato del 75%, in un anno quello del
grano è cresciuto del 120%. Questo è sucesso non
mentre la produzione dei cereali è diminuita, ma mentre è cresciuta. E' la
riprova lampante che, oltre alle concause che tutti elencano e che ci guardiamo
bene dal negare, c'è una causa prima che imbarazza ammettere. E' la
speculazione finanziaria. Nel solo mese di gennaio 3 miliardi
di nuovi dollari sono stati investiti alla Borsa di Chicago. Invece ci si
accanisce a dar la colpa ai cinesi e agli indiani che, sfrontati,
"pretendono" di mangiare quasi quanto noi. Appunto, ogni alibi è
buono per occultare la speculazione. Che agisce sulle materie prime esattamente
come sul petrolio. Masse di denaro il libertà
scommettono sul rialzo dei prezzi. E tutto cospira
perché il rialzo si verifichi. Danone e Nestlé negli ultimi mesi hanno
triplicato gli utili. Idem le multinazionali, come Monsanto e Yara, che producono concimi e fertilizzanti. E' la prova
del nove. La richiesta di mettere al bando i futures
alimentari assomiglia a una bella ed ingenua speranza. E allora procediamo per
tappe. E' prassi corrente nelle borse di tutto il mondo sospendere i titoli per
eccesso di rialzo. Qui da noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e
della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per
eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi
alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta
poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i
titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi. L'aumento dei
generi alimentari, e di conseguenza del numero degli affamati, rilancia la
campagna pro ogm. Brutta notizia per la tua
Fondazione che è nata proprio per contrastarli. E' noto a chi non mente che le
piante geneticamente modificate non producono di più di quelle tradizionali.
Anzi, producono di meno e quindi costano di più. Inoltre, fior di studi Onu dimostrao che le attuali tecniche agricole bastano per
sfamare 10 miliardi di persone. Senza ogm. m.ca.
( da "Wall Street Italia" del
03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di Mario Seminerio Tra le conseguenze dello squilibrio americano,
c'e' uno scenario di recessione più protratta (anche se non necessariamente più
profonda) rispetto all'ottimismo di quanti ipotizzano una congiuntura a forma
di V, che implica una ripresa rapida e vigorosa. -->Il contenuto di questo
scritto esprime il pensiero dell' autore e non
necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall
Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI)
? A giudizio di alcuni economisti l'attuale congiuntura economica mondiale non
assomiglierebbe agli Anni 30 del secolo scorso, quanto piuttosto ai Settanta,
cioè un contesto dove la pressione inflazionistica determina il rallentamento
globale e la riduzione del prodotto potenziale. Come negli anni Settanta,
infatti, oggi ci troviamo con tassi d'interesse reali di mercato monetario in
media negativi, e ciò alimenta una serie di bolle speculative. Secondo
un'analisi dell'economista Joachim Fels, di Morgan
Stanley, il tasso d'inflazione medio globale ponderato si situa oggi al 5,4 per
cento, a fronte di tassi di mercato monetario del 4,3 per cento.
L'accumulazione di pressioni inflazionistiche ha portato alla creazione di
bolle speculative, come quella immobiliare negli Stati
Uniti, agevolata anche dall'innovazione finanziaria che ha potenziato il
rilassamento degli standard creditizi. Quando l'eccesso di moneta ha terminato
di dare la caccia ai pochi asset disponibili, con lo scoppio della bolla immobiliare,
ha finito col volgersi alla caccia di merci, contribuendo ad alimentare
l'inflazione delle materie prime. Secondo alcune stime il livello dei tassi
d'interesse di equilibrio, tali cioè da garantire la stabilità dei prezzi, si trova oggi negli Stati Uniti alcuni punti percentuali sopra
il valore corrente. Discorso analogo per la Banca Centrale Europea, sia
pure con uno squilibrio meno eclatante di quello
statunitense, grazie alla fermezza con cui Trichet ha
gestito la politica monetaria, resistendo a fortissime pressioni politiche e
mediatiche. In altri termini le banche centrali, che hanno dapprima alimentato
l'accumulazione di bolle speculative, si trovano ora a gestirne lo scoppio, ma
il rallentamento da ciò causato e la perdita di credibilità nella gestione
della politica monetaria negli Stati Uniti, paese-chiave dell'economia
mondiale, hanno indotto una domanda aggiuntiva di materie prime di natura
finanziaria, con finalità di protezione dall'inflazione. Da qui deriva l'ascesa
di alcune commodities: alla robusta e crescente
domanda reale si è sommata una domanda finanziaria di "protezione", e
quest'ultima appare sganciata dal ciclo economico. Per questo le previsioni
"rassicuranti" in base alle quali i prezzi
delle materie prime sarebbero destinati a flettere per effetto del
rallentamento statunitense non si stanno realizzando. Ma l'aumento del prezzo
delle materie prime energetiche non fa altro che drenare potere d'acquisto dai
consumi, e le banche centrali si trovano soggette ad un drammatico dilemma di
politica monetaria: non possono alzare i tassi in funzione antinflazionistica
perché così facendo ucciderebbero definitivamente la congiuntura, ma tenendo i
tassi stabili (o riducendoli) finiscono con l'accentuare il fenomeno dei tassi
reali negativi, che alimentano inflazione e corsa alle materie prime. Se oggi
l'inflazione appare meno rampante che negli anni Settanta è a causa soprattutto
della sostanziale assenza di inflazione salariale. La deregolamentazione dei
mercati del lavoro e la globalizzazione hanno progressivamente ridotto i salari
reali, spostando la bilancia della distribuzione del valore aggiunto a favore
del capitale. Ma salari reali in diminuzione significano minori consumi,
condizione ulteriormente aggravata dall'attuale restrizione del credito. La
scomparsa dei consumi spegne il principale motore della crescita, data
l'incidenza della spesa delle famiglie sul pil. A ciò
si aggiunge il protezionismo montante; è evidente ed inequivocabile che il
commercio internazionale crea anche perdenti. Ma quando la congiuntura peggiora
il loro numero aumenta significativamente, la loro capacità di organizzarsi
politicamente si accentua. Ma il protezionismo è, per definizione, un formidabile
generatore di stagflazione: in questo senso oggi siamo messi peggio degli anni
Settanta, un periodo in cui la liberalizzazione del commercio si stava
lentamente sviluppando. Abbiamo quindi descritto uno scenario stagflazionistico
quasi da libro di testo. Che evoluzione attendersi? Lo squilibrio americano,
che si traduce in un poderoso deficit delle partite correnti, necessiterà
ancora per molto tempo di un dollaro strutturalmente debole, ma anche così,
data la struttura dell'economia statunitense (dove il peso della manifattura
sull'export è sui minimi storici), non dobbiamo attenderci alcun riequilibrio
rapido e miracoloso. Le aree del pianeta in surplus commerciale (segnatamente
la Cina) stanno a loro volta lottando contro una crescente pressione inflazionistica,
e difficilmente riusciranno a destinare quel surplus allo stimolo della domanda
interna, ed al conseguente sviluppo delle importazioni. Noi pensiamo quindi ad
uno scenario di recessione più protratta (anche se non necessariamente più
profonda) rispetto all'ottimismo di quanti ipotizzano una congiuntura a forma
di V, che implica una ripresa rapida e vigorosa. Copyright © Libero Mercato.
Riproduzione vietata. All rights
reserved parla di questo articolo nel Forum di WSI.
( da "Borsa(La Repubblica.it)"
del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(AGI/REUTERS) - Washington, 3 giu - La crescita dei prezzi del
petrolio segnala che sui mercati e' in atto una bolla
speculativa ma un 'crollo' non e' imminente. Lo ha sottolineato in un'audizione
di fronte alla commissione Commercio del Senato il finanziere George Soros. "Stiamo sperimentando una bolla immobiliare - ha spiegato Soros - e allo stesso
tempo la crescita dei prezzi del petrolio e di altre commodities
che ha le caratteristiche di una bolla". Di
certo, ha aggiunto, "un crollo nel mercato petrolifero non e'
imminente". (AGI) 03/06/2008 - 17:24.
( da "Manifesto, Il" del
05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Ocse Una ricetta per
tutte le crisi Galapagos Fondo monetario, Ocse, Commissione europea e Bce fanno
da mesi gara di pessimismo: quasi quotidianamente aggiornano (al ribasso) le
previsioni di crescita per il 2008 e per gli anni successivi. L'unica certezza
è che gli economisti di questi importanti istituti non avevano percepito nulla
dei segnali della crisi che si è scatenata sui mercati finanziari: la crisi dei
mutui subprime li ha colti di sorpresa come qualsiasi piccolo risparmiatore
tosato in borsa. La cosa più drammatica è che, qualunque sia la fase economica,
questi organismi - per ultimo ieri l'Ocse - seguitano a prescrivere la stessa
ricetta: riforme di struttura, privatizzazioni, liberalizzazioni, taglio del
welfare, moderazione salariale. E' magra consolazione che, a proposito
dell'Italia, sia stato criticato il governo - Berlusconi - per l'abolizione
totale dell'Ici sulla prima casa. "Le riduzioni
delle tasse parte del bilancio supplementare potrebbero generare un pentimento,
nel caso in cui non fossero sostenuti da miglioramenti delle entrate e un
conseguente ampliamento della base imponibile", è scritto nel rapporto. La
critica, cioè, non è basata sull'antiprogressività, sul fatto che i maggiori
guadagni d'imposta favoriranno chi ha case di pregio,
ma sulla paura che la caduta delle entrate fiscali possa provocare un
peggioramento del deficit rispetto al Pil. Non diamo molto spesso ragione a
Raffaele Bonanni, il segretario della Cisl, però
questa volta ha ragioni da vendere quando chiede una politica economica
"anticiclica". Il che significa che in una fase recessiva o di forte
rallentamento della crescita, la politica economica pubblica si deve impegnare
per incrementare la domanda. Di consumi, ma anche di investimenti. Anche a
costo di provocare un peggioramento temporaneo nel saldo dei conti pubblici. E'
quello che l'Ocse e gli altri istituti internazionali avrebbero dovuto
raccomandare da luglio del 2007 quando era evidente che la "bolla" speculativa immobiliare
stava esplodendo. E' quello che il governo di centro-sinistra avrebbe dovuto
fare incrementando il potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati
utilizzando la forte riduzione del deficit era cosa accertata. Ma c'è di più:
l'incapacità o la non volontà da parte degli esperti
dell'Ocse di leggere le ragioni reali della crisi che esplode con l'esplosione
della bolla
immobiliare, ma ha radici strutturali nel
peggioramento della distribuzione dei redditi, nell'allargamento del fossato
che divide i molto ricchi (che possono acquistare tutto) e i molto poveri, in
Italia il 50% delle famiglie che sopravvivono con meno di 1.900 euro al
mese. Tutti i paesi industrializzati pagano oggi gli squilibri nella
distribuzione dei redditi e l'economia si sta "accartocciando" anche
a causa dell'inflazione che taglia ulteriormente i consumi. E nel caso italiano
la bassa produttività del sistema deriva non tanto
dagli alti salari, ma da salari troppo bassi. Insomma ,
siano messi proprio male.
( da "SpyStocks"
del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
(5 Giugno 2008 -
10:11) MILANO (Finanza.com) - Il costo medio per abitazione è calato di quasi
quattro punti percentuali, del 3,8% a 184,111 sterline dall'anno scorso, ha
calcolato HBOS. Si tratta dalla flessione più ampia dall'aprile
1993 quando i prezzi
delle case erano scesi del 2,4%. Dalla nota
dell'istituto inglese emerge con evidenza che il mercato immobiliare inglese sta vivendo il più grande momento critico dai primi del
1990. La Banca d'Inghilterra, che annuncerà oggi la decisione dei tassi, ha
avvertito che la crescita più alta del previsto dell'inflazione sta limitando
il suo raggio d'azione. (Micaela Osella -
Riproduzione riservata).
( da "Wall Street Italia" del
05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 5 GIU - I prezzi delle case
nel Regno Unito hanno registrato il ribasso più forte degli ultimi 15 anni.
L'indice elaborato da HBOS, ha rilevato a maggio una contrazione dei prezzi delle abitazioni di taglio medio del 3,8% (a 184.111
sterline), rispetto a un anno fa. E' la flessione più marcata dall'aprile del 1993 e segnala il rischio di un ulteriore peggioramento della
crisi del mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la più grave dall'inizio
degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia. Su base mensile,
la contrazione dei prezzi è stata del 2,4%. Nei giorni scorsi Nationwide
Building Society aveva rilevato un calo dei prezzi delle case
a maggio del 2,5% rispetto al mese prima, il ribasso mensile più forte
dal 1991, mentre i dati di aprile della Royal Institution of Chartered Surveyors avevano
evidenziato la maggiore contrazione dei prezzi dal
1978. Sul mercato della casa inglese stanno pesando soprattutto le più
stringenti condizioni di accesso al credito fissate dalle banche dopo il
collasso dei mutui subprime, mentre ancora non si sono visti gli effetti dei
tre tagli dei tassi di intresse varati dalla Banca
d'Inghilterra. Oggi si riunisce il board monetario
dell'istituto centrale e con tutta probabilità lascerà il costo del denaro
fermo al 5%, tenuto conto che il surriscaldamento dell'inflazione non consente
di poter abbassare ancora il livello dei tassi. La pesante crisi immobiliare tiene sotto pressione la sterlina che oggi -
dopo la pubblicazione della statistica di HBOS - ha toccato i minimi da due
settimane contro il dollaro (1,9491 dollari). Rispetto all'euro la moneta
britannica è scesa a 79,09 pence (da 78,94 di ieri).
(ANSA).
( da "Wall Street Italia" del
05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
Gb: Hbos, prezzi case
a maggio in calo del 3,8% di ANSA E' la contrazione piu'
forte registrata da 15 anni -->(ANSA) - ROMA, 5 GIU
- I prezzi delle abitazioni nel Regno Unito hanno
registrato il ribasso piu' forte degli ultimi 15
anni, stando all'indice elaborato da HBOS. L'indice ha rilevato
a maggio un calo dei prezzi
delle case di taglio medio del 3,8% rispetto
a un anno fa. E' la flessione piu' marcata
dall'aprile '93 e segnala il rischio di un nuovo peggioramento della crisi del
mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la piu'
grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia.
( da "Arena, L'" del
05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare
L'ANDAMENTO DELLE
COSTRUZIONI RALLENTA, INVECE, IN TUTTO IL BLOCCO DEI PAESI OCCIDENTALI Boom
edilizio nell'Est Europa L'ANALISI DEI MERCATI NAZIONALI SECONDO LE RICERCHE
CONDOTTE DA EUROCONSTRUCT Il mercato dell'edilizia in Europa, dopo il picco del
2006, sta registrando una fase di rallentamento. Secondo Euroconstruct,
che controlla l'andamento del comparto in 19 Paesi (Austria, Belgio, Danimarca,
Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia,
Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera,
Ungheria) nel 2006 la crescita è stata del 3,8 per cento, mentre lo scorso anno
si è ridotta ad un + 2 per cento. Per il 2008 si prevede un trend positivo, ma
al di sotto dell'1,5 per cento, con una tendenza verso una ripresa nel biennio
successivo (+ 1,6 per cento). L'analisi evidenzia che ad incidere negativamente
sull'andamento delle costruzioni in Europa è soprattutto la difficile fase
economica dei Paesi occidentali, causata da crisi finanziaria, apprezzamento dell'euro, tassi di interesse e rischi della bolla immobiliare. Fenomeni che si avvertono soprattutto in Inghilterra, in
Irlanda e in Spagna. Il risultato è un mercato dell'edilizia che crescerà
dell'1 - 1,3 per cento nel prossimo triennio. Totalmente diversa è la
situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti
nelle costruzioni, così come la domanda, restano alti. In questi Paesi
il ritmo di crescita del mercato oscilla tra il 7 e l'8 per cento, con una
previsione per il 2008 di oltre il 9 per cento. Nel 2007 la fotografia relativa
ai 19 Paesi che fanno parte dell'Euroconstruct premia
soprattutto la Polonia, con una crescita del 13 per cento, ed i Paesi scandinavi
con una media intorno al 6 per cento. Registrano invece andamenti negativi,
sostiene infine Euroconstruct, soprattutto il
Portogallo, con una contrazione del 2,8 per cento, l'Irlanda (-1,5 per cento) e
la Danimarca (1,2 per cento).