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DOSSIER “MERCATO IMMOBILIARE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL  1°-5 giugno 2008      #TOP


Report "Mercato immobiliare"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Mercato immobiliare (9)


Indice degli articoli

Sezione principale: Mercato immobiliare

Santa giulia, il quartiere fantasma - stefano rossi ( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: Prezzi calmierati dal Comune, 2.400 euro al mq per le coop, 3.000 euro per gli operatori privati. Vivere a Rogoredo non è un cattivo affare in tempi di bolla immobiliare. Nel 2000 l'edilizia convenzionata del Pdz agli acquirenti è costata 1.200 euro al mq, un valore tranquillamente raddoppiato.

Capanna: <Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo> ( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: anche la Fondazione diritti genetici individua nella speculazione finanziaria la causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare, i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno fatto rotta sulla Borsa di Chicago, il magacasinò globale dove si fanno le puntate sui futures delle materie prime alimentari.

RECESSIONE GLOBALE: CHI L'HA VISTA? ( da "Wall Street Italia" del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: con lo scoppio della bolla immobiliare, ha finito col volgersi alla caccia di merci, contribuendo ad alimentare l'inflazione delle materie prime. Secondo alcune stime il livello dei tassi d'interesse di equilibrio, tali cioè da garantire la stabilità dei prezzi, si trova oggi negli Stati Uniti alcuni punti percentuali sopra il valore corrente.

PETROLIO: SOROS, SUL MERCATO UNA BOLLA SPECULATIVA ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 03-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: "Stiamo sperimentando una bolla immobiliare - ha spiegato Soros - e allo stesso tempo la crescita dei prezzi del petrolio e di altre commodities che ha le caratteristiche di una bolla". Di certo, ha aggiunto, "un crollo nel mercato petrolifero non e' imminente". (AGI) 03/06/2008 - 17:24.

Una ricetta per tutte le crisi ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: non volontà da parte degli esperti dell'Ocse di leggere le ragioni reali della crisi che esplode con l'esplosione della bolla immobiliare, ma ha radici strutturali nel peggioramento della distribuzione dei redditi, nell'allargamento del fossato che divide i molto ricchi (che possono acquistare tutto) e i molto poveri, in Italia il 50% delle famiglie che sopravvivono con meno di 1.

HBOS: i prezzi delle case in Gran Bretagna sono tornati indietri di 15 anni -2 ( da "SpyStocks" del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: aprile 1993 quando i prezzi delle case erano scesi del 2,4%. Dalla nota dell'istituto inglese emerge con evidenza che il mercato immobiliare inglese sta vivendo il più grande momento critico dai primi del 1990. La Banca d'Inghilterra, che annuncerà oggi la decisione dei tassi, ha avvertito che la crescita più alta del previsto dell'inflazione sta limitando il suo raggio d'

GB:HBOS,-3,8% PREZZI CASE A MAGGIO,CALO PIU'FORTE DA 15 ANNI ( da "Wall Street Italia" del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: del 1993 e segnala il rischio di un ulteriore peggioramento della crisi del mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la più grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia. Su base mensile, la contrazione dei prezzi è stata del 2,4%. Nei giorni scorsi Nationwide Building Society aveva rilevato un calo dei prezzi delle case a maggio del 2,

GB: HBOS, PREZZI CASE A MAGGIO IN CALO DEL 3,8% ( da "Wall Street Italia" del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: indice ha rilevato a maggio un calo dei prezzi delle case di taglio medio del 3,8% rispetto a un anno fa. E' la flessione piu' marcata dall'aprile '93 e segnala il rischio di un nuovo peggioramento della crisi del mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la piu' grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia.

Boom edilizio nell'Est Europa ( da "Arena, L'" del 05-06-2008)
Argomenti: Mercato immobiliare

Abstract: apprezzamento dell'euro, tassi di interesse e rischi della bolla immobiliare. Fenomeni che si avvertono soprattutto in Inghilterra, in Irlanda e in Spagna. Il risultato è un mercato dell'edilizia che crescerà dell'1 - 1,3 per cento nel prossimo triennio. Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti nelle costruzioni,


Articoli

Santa giulia, il quartiere fantasma - stefano rossi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Repubblica, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Pagina II - Milano Da una parte le palazzine coop, dall'altra le lussuose residenze targate Zunino, uffici e la sede di Sky. Ma i futuri residenti hanno paura Santa Giulia, il quartiere fantasma "Mancano scuole, strade, tram, temiamo per i nostri investimenti" C'è un circolo del Pd e la chiesa "Stiamo tra Peppone e don Camillo" Le famiglie entreranno nelle case a settembre "Dove porteremo i bambini?" STEFANO ROSSI (segue dalla prima di Milano) Era il 2000 quando veniva completato il Pdz, il Piano di Zona che costruiva case in edilizia per 650 famiglie, e ora tocca a Santa Giulia. Il Pii, Piano integrato di intervento, designa due aree. A sud coop bianche e rosse e operatori privati, con residenza per altre 1.650 famiglie. A nord, la Risanamento di Luigi Zunino punta più sul terziario, ma insomma prima o poi qualcuno andrà pure nelle lussuose abitazioni della cosiddetta Ellisse a 10.000 euro al mq. E i servizi? "La situazione è drammatica - rispondono i futuri residenti - non ci sono scuole, strade, tram". "Io e mia moglie - racconta Luca - abbiamo creduto molto nel progetto Santa Giulia, investendo in una casa di proprietà. Ma oggi il Comune decide di non fare qui il centro congressi e rallenta, se non blocca, i lavori fino alla definizione di un nuovo master plan". C'è solo via Monte Venero a dividere gli abitanti quasi nuovi dai nuovissimi. Da un lato della strada i palazzi del Pdz, costruiti a forma di U attorno a un cortile interno. Dall'altro Santa Giulia. "Il Gruppo Risanamento - racconta Natale Comotti, consigliere comunale del Pd e presidente del consorzio che costruisce a Santa Giulia sud - deve fare a scomputo oneri una materna e un asilo nido anche per l'area sud. I lavori dovranno partire entro l'estate, o scadrà il permesso di edificazione. Per la demolizione e ricostruzione della vecchia scuola materna di via Sordello, invece, Risanamento ha versato un milione e mezzo di euro". I lavori non saranno terminati prima della primavera 2009. Le famiglie occuperanno i loro appartamenti fra settembre e novembre di quest'anno. Dove andranno i bambini? L'asilo nido, la materna, l'elementare in via Monte Piana, la media in via Monte Popera, già ora scoppiano. L'elementare ha spostato una sezione a Chiaravalle per prestare due aule alla materna. Abbattendo le vecchie docce comunali le si potrebbero dare 20 nuove aule ma sul tetto delle docce il Comune ha appena montato i pannelli solari per riscaldare l'acqua nel rispetto dell'ambiente. Ci sarebbe la scuola materna ed elementare di via Zama, in parte occupata dall'archivio del settore Finanze tributarie del Comune e in parte riservata dai Servizi sociali a ricovero antifreddo per i rifugiati politici. A Santa Giulia sud è già tutto venduto. Prezzi calmierati dal Comune, 2.400 euro al mq per le coop, 3.000 euro per gli operatori privati. Vivere a Rogoredo non è un cattivo affare in tempi di bolla immobiliare. Nel 2000 l'edilizia convenzionata del Pdz agli acquirenti è costata 1.200 euro al mq, un valore tranquillamente raddoppiato. E risalendo nel tempo, la Cooperativa edificatrice, che costruì la prima casa nel 1922, fa pagare, per un bilocale, 500 euro di affitto all'anno. Il resto, però... Il quartiere ha un'entrata e un'uscita, così era partito il cantiere per collegare via Rogoredo a via Pestagalli. Lavori fermi dal 2000, il Comune si è dimenticato di espropriare un terreno privato. Almeno, entro l'anno, al nodo di Rogoredo (ferrovia e metrò) dovrebbe aggiungersi il Passante. La spesa? C'è la Coop, due panettieri e poco altro. Nell'area di Risanamento doveva insediarsi Bernardo Caprotti, non il solito supermercato Esselunga ma una catena di negozi. L'operazione non è ancora decollata. Resta il mercato rionale del sabato (ma lo vogliono spostare perché fa deviare l'84) o il minimarket degli asiatici. Altro ancora: un centro sportivo con 650 soci, due sportelli bancari, un giardinetto sopra il canale Redefossi, tombinato, che la polizia ha quasi depurato dallo spaccio, il circolo del Pd e il primato di primo quartiere cablato di Milano, dal 1990, come esperimento. E le funzioni nobili? è pronto il palazzo grigio e verde di Sky e una parte dei dipendenti si è trasferita in via Monte Penice, proprio di fronte alle ultime vestigia delle Acciaierie Redaelli che hanno fatto la storia di Rogoredo: il laboratorio delle analisi chimiche, un semicerchio di mattoni a vista, e le case di ringhiera degli operai, finite agli extracomunitari. Ma il centro congressi, si sa, è saltato, lo faranno al Portello. La multisala non è ancora cominciata. Resta il circolo culturale Mondini, sotto la sede Cgil. Racconta Ambrogio Costa, il presidente: "Abbiamo biliardo, biblioteca, sala da ballo e conferenze, teniamo corsi di alfabetizzazione per stranieri". La chiesa della Sacra Famiglia ha una palestra, con il circolo è il punto di riferimento. In attesa delle luci di Zunino, come dicono qui, "stiamo fra Peppone e don Camillo".

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Capanna: <Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo> (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Cibo Capanna: "Stop ai futures alimentari per eccesso di rialzo" La speculazione finanziaria causa principale dell'aumento dei prezzi dei cereali. Un appello della Fondazione diritti genetici Come Jaen Ziegler, un'autorità morale e scientifica nello smascherare le sgiagurate politiche che affamano un terzo dell'umanità, anche la Fondazione diritti genetici individua nella speculazione finanziaria la causa principale dell'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Dopo lo scoppio della bolla immobiliare, i capitali in fuga dal mattone taroccato hanno fatto rotta sulla Borsa di Chicago, il magacasinò globale dove si fanno le puntate sui futures delle materie prime alimentari. "Giocando con i fiammeri nei loro uffici di Wall Street, i traders hanno provocato un incendio che ha coinvolto l'intero pianeta". Per spegnerlo occorre mettere al bando, o almeno sospendere "per eccesso di rialzo", i futures alimentari. E' quanto chiede alle istituzioni italiane l'appello "Salviamo il cibo, salviamo la vita" della Fondazione diritti genetici, sottoscritto tra gli altri da Marcello Cini, Barry Commoner, Stefano Rodotà, Giorgio Ruffolo, Stefano Sylos Labini, Emanuele Severino, Shel Shapiro. Alla vigilia del vertice Fao, ne parliamo con Mario Capanna, presidente della Fondazione. Perché in cima e prima della lista delle concause - biocarburanti, siccità, crescita della domanda, aumento del prezzo dei carburanti - mettete la speculazione finanziaria? Perché è la pura verità. Lo dicono i fatti e le cifre. Negli ultimi due mesi il prezzo del riso è aumentato del 75%, in un anno quello del grano è cresciuto del 120%. Questo è sucesso non mentre la produzione dei cereali è diminuita, ma mentre è cresciuta. E' la riprova lampante che, oltre alle concause che tutti elencano e che ci guardiamo bene dal negare, c'è una causa prima che imbarazza ammettere. E' la speculazione finanziaria. Nel solo mese di gennaio 3 miliardi di nuovi dollari sono stati investiti alla Borsa di Chicago. Invece ci si accanisce a dar la colpa ai cinesi e agli indiani che, sfrontati, "pretendono" di mangiare quasi quanto noi. Appunto, ogni alibi è buono per occultare la speculazione. Che agisce sulle materie prime esattamente come sul petrolio. Masse di denaro il libertà scommettono sul rialzo dei prezzi. E tutto cospira perché il rialzo si verifichi. Danone e Nestlé negli ultimi mesi hanno triplicato gli utili. Idem le multinazionali, come Monsanto e Yara, che producono concimi e fertilizzanti. E' la prova del nove. La richiesta di mettere al bando i futures alimentari assomiglia a una bella ed ingenua speranza. E allora procediamo per tappe. E' prassi corrente nelle borse di tutto il mondo sospendere i titoli per eccesso di rialzo. Qui da noi è capitato di recente per i titoli di Alitalia e della Roma calcio. Alla borsa di Nuova Dheli per eccesso di rialzo hanno sospeso le contrattazioni dei titoli dei generi alimentari. Qualcuno in Italia lo sa? Certo, il nostro paese da solo conta poco. Però può far pressioni in Europa e nel mondo perché si sospendano i titoli alimentari quando i rialzi sono palesemente eccessivi. L'aumento dei generi alimentari, e di conseguenza del numero degli affamati, rilancia la campagna pro ogm. Brutta notizia per la tua Fondazione che è nata proprio per contrastarli. E' noto a chi non mente che le piante geneticamente modificate non producono di più di quelle tradizionali. Anzi, producono di meno e quindi costano di più. Inoltre, fior di studi Onu dimostrao che le attuali tecniche agricole bastano per sfamare 10 miliardi di persone. Senza ogm. m.ca.

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RECESSIONE GLOBALE: CHI L'HA VISTA? (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 03-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di Mario Seminerio Tra le conseguenze dello squilibrio americano, c'e' uno scenario di recessione più protratta (anche se non necessariamente più profonda) rispetto all'ottimismo di quanti ipotizzano una congiuntura a forma di V, che implica una ripresa rapida e vigorosa. -->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? A giudizio di alcuni economisti l'attuale congiuntura economica mondiale non assomiglierebbe agli Anni 30 del secolo scorso, quanto piuttosto ai Settanta, cioè un contesto dove la pressione inflazionistica determina il rallentamento globale e la riduzione del prodotto potenziale. Come negli anni Settanta, infatti, oggi ci troviamo con tassi d'interesse reali di mercato monetario in media negativi, e ciò alimenta una serie di bolle speculative. Secondo un'analisi dell'economista Joachim Fels, di Morgan Stanley, il tasso d'inflazione medio globale ponderato si situa oggi al 5,4 per cento, a fronte di tassi di mercato monetario del 4,3 per cento. L'accumulazione di pressioni inflazionistiche ha portato alla creazione di bolle speculative, come quella immobiliare negli Stati Uniti, agevolata anche dall'innovazione finanziaria che ha potenziato il rilassamento degli standard creditizi. Quando l'eccesso di moneta ha terminato di dare la caccia ai pochi asset disponibili, con lo scoppio della bolla immobiliare, ha finito col volgersi alla caccia di merci, contribuendo ad alimentare l'inflazione delle materie prime. Secondo alcune stime il livello dei tassi d'interesse di equilibrio, tali cioè da garantire la stabilità dei prezzi, si trova oggi negli Stati Uniti alcuni punti percentuali sopra il valore corrente. Discorso analogo per la Banca Centrale Europea, sia pure con uno squilibrio meno eclatante di quello statunitense, grazie alla fermezza con cui Trichet ha gestito la politica monetaria, resistendo a fortissime pressioni politiche e mediatiche. In altri termini le banche centrali, che hanno dapprima alimentato l'accumulazione di bolle speculative, si trovano ora a gestirne lo scoppio, ma il rallentamento da ciò causato e la perdita di credibilità nella gestione della politica monetaria negli Stati Uniti, paese-chiave dell'economia mondiale, hanno indotto una domanda aggiuntiva di materie prime di natura finanziaria, con finalità di protezione dall'inflazione. Da qui deriva l'ascesa di alcune commodities: alla robusta e crescente domanda reale si è sommata una domanda finanziaria di "protezione", e quest'ultima appare sganciata dal ciclo economico. Per questo le previsioni "rassicuranti" in base alle quali i prezzi delle materie prime sarebbero destinati a flettere per effetto del rallentamento statunitense non si stanno realizzando. Ma l'aumento del prezzo delle materie prime energetiche non fa altro che drenare potere d'acquisto dai consumi, e le banche centrali si trovano soggette ad un drammatico dilemma di politica monetaria: non possono alzare i tassi in funzione antinflazionistica perché così facendo ucciderebbero definitivamente la congiuntura, ma tenendo i tassi stabili (o riducendoli) finiscono con l'accentuare il fenomeno dei tassi reali negativi, che alimentano inflazione e corsa alle materie prime. Se oggi l'inflazione appare meno rampante che negli anni Settanta è a causa soprattutto della sostanziale assenza di inflazione salariale. La deregolamentazione dei mercati del lavoro e la globalizzazione hanno progressivamente ridotto i salari reali, spostando la bilancia della distribuzione del valore aggiunto a favore del capitale. Ma salari reali in diminuzione significano minori consumi, condizione ulteriormente aggravata dall'attuale restrizione del credito. La scomparsa dei consumi spegne il principale motore della crescita, data l'incidenza della spesa delle famiglie sul pil. A ciò si aggiunge il protezionismo montante; è evidente ed inequivocabile che il commercio internazionale crea anche perdenti. Ma quando la congiuntura peggiora il loro numero aumenta significativamente, la loro capacità di organizzarsi politicamente si accentua. Ma il protezionismo è, per definizione, un formidabile generatore di stagflazione: in questo senso oggi siamo messi peggio degli anni Settanta, un periodo in cui la liberalizzazione del commercio si stava lentamente sviluppando. Abbiamo quindi descritto uno scenario stagflazionistico quasi da libro di testo. Che evoluzione attendersi? Lo squilibrio americano, che si traduce in un poderoso deficit delle partite correnti, necessiterà ancora per molto tempo di un dollaro strutturalmente debole, ma anche così, data la struttura dell'economia statunitense (dove il peso della manifattura sull'export è sui minimi storici), non dobbiamo attenderci alcun riequilibrio rapido e miracoloso. Le aree del pianeta in surplus commerciale (segnatamente la Cina) stanno a loro volta lottando contro una crescente pressione inflazionistica, e difficilmente riusciranno a destinare quel surplus allo stimolo della domanda interna, ed al conseguente sviluppo delle importazioni. Noi pensiamo quindi ad uno scenario di recessione più protratta (anche se non necessariamente più profonda) rispetto all'ottimismo di quanti ipotizzano una congiuntura a forma di V, che implica una ripresa rapida e vigorosa. Copyright © Libero Mercato. Riproduzione vietata. All rights reserved parla di questo articolo nel Forum di WSI.

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PETROLIO: SOROS, SUL MERCATO UNA BOLLA SPECULATIVA (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 03-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(AGI/REUTERS) - Washington, 3 giu - La crescita dei prezzi del petrolio segnala che sui mercati e' in atto una bolla speculativa ma un 'crollo' non e' imminente. Lo ha sottolineato in un'audizione di fronte alla commissione Commercio del Senato il finanziere George Soros. "Stiamo sperimentando una bolla immobiliare - ha spiegato Soros - e allo stesso tempo la crescita dei prezzi del petrolio e di altre commodities che ha le caratteristiche di una bolla". Di certo, ha aggiunto, "un crollo nel mercato petrolifero non e' imminente". (AGI) 03/06/2008 - 17:24.

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Una ricetta per tutte le crisi (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Ocse Una ricetta per tutte le crisi Galapagos Fondo monetario, Ocse, Commissione europea e Bce fanno da mesi gara di pessimismo: quasi quotidianamente aggiornano (al ribasso) le previsioni di crescita per il 2008 e per gli anni successivi. L'unica certezza è che gli economisti di questi importanti istituti non avevano percepito nulla dei segnali della crisi che si è scatenata sui mercati finanziari: la crisi dei mutui subprime li ha colti di sorpresa come qualsiasi piccolo risparmiatore tosato in borsa. La cosa più drammatica è che, qualunque sia la fase economica, questi organismi - per ultimo ieri l'Ocse - seguitano a prescrivere la stessa ricetta: riforme di struttura, privatizzazioni, liberalizzazioni, taglio del welfare, moderazione salariale. E' magra consolazione che, a proposito dell'Italia, sia stato criticato il governo - Berlusconi - per l'abolizione totale dell'Ici sulla prima casa. "Le riduzioni delle tasse parte del bilancio supplementare potrebbero generare un pentimento, nel caso in cui non fossero sostenuti da miglioramenti delle entrate e un conseguente ampliamento della base imponibile", è scritto nel rapporto. La critica, cioè, non è basata sull'antiprogressività, sul fatto che i maggiori guadagni d'imposta favoriranno chi ha case di pregio, ma sulla paura che la caduta delle entrate fiscali possa provocare un peggioramento del deficit rispetto al Pil. Non diamo molto spesso ragione a Raffaele Bonanni, il segretario della Cisl, però questa volta ha ragioni da vendere quando chiede una politica economica "anticiclica". Il che significa che in una fase recessiva o di forte rallentamento della crescita, la politica economica pubblica si deve impegnare per incrementare la domanda. Di consumi, ma anche di investimenti. Anche a costo di provocare un peggioramento temporaneo nel saldo dei conti pubblici. E' quello che l'Ocse e gli altri istituti internazionali avrebbero dovuto raccomandare da luglio del 2007 quando era evidente che la "bolla" speculativa immobiliare stava esplodendo. E' quello che il governo di centro-sinistra avrebbe dovuto fare incrementando il potere d'acquisto dei lavoratori e dei pensionati utilizzando la forte riduzione del deficit era cosa accertata. Ma c'è di più: l'incapacità o la non volontà da parte degli esperti dell'Ocse di leggere le ragioni reali della crisi che esplode con l'esplosione della bolla immobiliare, ma ha radici strutturali nel peggioramento della distribuzione dei redditi, nell'allargamento del fossato che divide i molto ricchi (che possono acquistare tutto) e i molto poveri, in Italia il 50% delle famiglie che sopravvivono con meno di 1.900 euro al mese. Tutti i paesi industrializzati pagano oggi gli squilibri nella distribuzione dei redditi e l'economia si sta "accartocciando" anche a causa dell'inflazione che taglia ulteriormente i consumi. E nel caso italiano la bassa produttività del sistema deriva non tanto dagli alti salari, ma da salari troppo bassi. Insomma , siano messi proprio male.

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HBOS: i prezzi delle case in Gran Bretagna sono tornati indietri di 15 anni -2 (sezione: Mercato immobiliare)

( da "SpyStocks" del 05-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

(5 Giugno 2008 - 10:11) MILANO (Finanza.com) - Il costo medio per abitazione è calato di quasi quattro punti percentuali, del 3,8% a 184,111 sterline dall'anno scorso, ha calcolato HBOS. Si tratta dalla flessione più ampia dall'aprile 1993 quando i prezzi delle case erano scesi del 2,4%. Dalla nota dell'istituto inglese emerge con evidenza che il mercato immobiliare inglese sta vivendo il più grande momento critico dai primi del 1990. La Banca d'Inghilterra, che annuncerà oggi la decisione dei tassi, ha avvertito che la crescita più alta del previsto dell'inflazione sta limitando il suo raggio d'azione. (Micaela Osella - Riproduzione riservata).

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GB:HBOS,-3,8% PREZZI CASE A MAGGIO,CALO PIU'FORTE DA 15 ANNI (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 05-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Di ANSA - -->(ANSA) - ROMA, 5 GIU - I prezzi delle case nel Regno Unito hanno registrato il ribasso più forte degli ultimi 15 anni. L'indice elaborato da HBOS, ha rilevato a maggio una contrazione dei prezzi delle abitazioni di taglio medio del 3,8% (a 184.111 sterline), rispetto a un anno fa. E' la flessione più marcata dall'aprile del 1993 e segnala il rischio di un ulteriore peggioramento della crisi del mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la più grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia. Su base mensile, la contrazione dei prezzi è stata del 2,4%. Nei giorni scorsi Nationwide Building Society aveva rilevato un calo dei prezzi delle case a maggio del 2,5% rispetto al mese prima, il ribasso mensile più forte dal 1991, mentre i dati di aprile della Royal Institution of Chartered Surveyors avevano evidenziato la maggiore contrazione dei prezzi dal 1978. Sul mercato della casa inglese stanno pesando soprattutto le più stringenti condizioni di accesso al credito fissate dalle banche dopo il collasso dei mutui subprime, mentre ancora non si sono visti gli effetti dei tre tagli dei tassi di intresse varati dalla Banca d'Inghilterra. Oggi si riunisce il board monetario dell'istituto centrale e con tutta probabilità lascerà il costo del denaro fermo al 5%, tenuto conto che il surriscaldamento dell'inflazione non consente di poter abbassare ancora il livello dei tassi. La pesante crisi immobiliare tiene sotto pressione la sterlina che oggi - dopo la pubblicazione della statistica di HBOS - ha toccato i minimi da due settimane contro il dollaro (1,9491 dollari). Rispetto all'euro la moneta britannica è scesa a 79,09 pence (da 78,94 di ieri). (ANSA).

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GB: HBOS, PREZZI CASE A MAGGIO IN CALO DEL 3,8% (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Wall Street Italia" del 05-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

Gb: Hbos, prezzi case a maggio in calo del 3,8% di ANSA E' la contrazione piu' forte registrata da 15 anni -->(ANSA) - ROMA, 5 GIU - I prezzi delle abitazioni nel Regno Unito hanno registrato il ribasso piu' forte degli ultimi 15 anni, stando all'indice elaborato da HBOS. L'indice ha rilevato a maggio un calo dei prezzi delle case di taglio medio del 3,8% rispetto a un anno fa. E' la flessione piu' marcata dall'aprile '93 e segnala il rischio di un nuovo peggioramento della crisi del mercato immobiliare britannico, che potrebbe rivelarsi la piu' grave dall'inizio degli anni '90 e contagiare gli altri settori dell'economia.

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Boom edilizio nell'Est Europa (sezione: Mercato immobiliare)

( da "Arena, L'" del 05-06-2008)

Argomenti: Mercato immobiliare

L'ANDAMENTO DELLE COSTRUZIONI RALLENTA, INVECE, IN TUTTO IL BLOCCO DEI PAESI OCCIDENTALI Boom edilizio nell'Est Europa L'ANALISI DEI MERCATI NAZIONALI SECONDO LE RICERCHE CONDOTTE DA EUROCONSTRUCT Il mercato dell'edilizia in Europa, dopo il picco del 2006, sta registrando una fase di rallentamento. Secondo Euroconstruct, che controlla l'andamento del comparto in 19 Paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria) nel 2006 la crescita è stata del 3,8 per cento, mentre lo scorso anno si è ridotta ad un + 2 per cento. Per il 2008 si prevede un trend positivo, ma al di sotto dell'1,5 per cento, con una tendenza verso una ripresa nel biennio successivo (+ 1,6 per cento). L'analisi evidenzia che ad incidere negativamente sull'andamento delle costruzioni in Europa è soprattutto la difficile fase economica dei Paesi occidentali, causata da crisi finanziaria, apprezzamento dell'euro, tassi di interesse e rischi della bolla immobiliare. Fenomeni che si avvertono soprattutto in Inghilterra, in Irlanda e in Spagna. Il risultato è un mercato dell'edilizia che crescerà dell'1 - 1,3 per cento nel prossimo triennio. Totalmente diversa è la situazione ad Est, dove l'economia cresce a ritmi elevati e gli investimenti nelle costruzioni, così come la domanda, restano alti. In questi Paesi il ritmo di crescita del mercato oscilla tra il 7 e l'8 per cento, con una previsione per il 2008 di oltre il 9 per cento. Nel 2007 la fotografia relativa ai 19 Paesi che fanno parte dell'Euroconstruct premia soprattutto la Polonia, con una crescita del 13 per cento, ed i Paesi scandinavi con una media intorno al 6 per cento. Registrano invece andamenti negativi, sostiene infine Euroconstruct, soprattutto il Portogallo, con una contrazione del 2,8 per cento, l'Irlanda (-1,5 per cento) e la Danimarca (1,2 per cento).

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