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Incubatoio
di Valmorea Primo anno alla grande
( da "Provincia
di Lecco, La" del 22-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
burocrazia. La Provincia, tramite i servizi veterinari dell'Azienda sanitaria
locale e della Regione Lombardia, ha infatti avviato l'iter per il
riconoscimento obbligatorio da parte dell'Unione europea; per ottenerlo è
necessario il certificare l'indennità dell'impianto rispetto a due patologie
virali che colpiscono i salmonidi,
San
Giulianon In municipio firma digitale e collegamento senza fili al web
( da "Cittadino,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
San Giuliano Dalla messa in rete dei video che riguardano il consiglio
comunale, fino alla televisione su Internet: l'amministrazione sangiulianese
scommette sulla tecnologia con una serie di novità che decolleranno entro il
2008. Tra la rosa di iniziative in vista, non manca l'attivazione della
tecnologia wireless nel palazzo municipale per collegamenti a Internet senza
LAVORO
IRREGOLARE NEI PUBBLICI ESERCIZI, LA RICETTA DI CONFESERCENTI
( da "Sestopotere.com"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un eccesso di
burocrazia e quindi di regole semplici, facilmente applicabili e coerenti con
le esigenze di flessibilità delle imprese, in modo da non penalizzare gli
imprenditori nello svolgimento della loro attività. Nei mesi scorsi, con
l'abolizione del contratto a chiamata, strumento idoneo a far fronte alle
condizioni di discontinuità lavorativa tipiche dei pubblici esercizi,
LA
CELEBRAZIONE della piccola imprenditoria: creatività, passione e innovazi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
aspettative
di chi lavora in proprio e spesso si trova a fare i conti oltre che con la
mancanza di tempo, con la burocrazia, con servizi insufficienti o non
all'altezza. Confartigianato Persone si propone quindi come una nuova struttura
che comprende l'Anap associazione dei pensionati, il patronato Inapa, e il Caaf
centro di assistenza fiscale, l'Ancos associazione del tempo libero.
A
marzo l'appalto della nuova seggiovia
( da "Stampa,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Al momento
non me la sento di assicurare che il prossimo inverno il nostro nuovo
"gioiello" girerà, ma sono molto felice perché in meno di due anni
abbiamo trovato tutte le risorse necessarie. Ora bisogna aspettare i tempi
della burocrazia".
DOBBIAMO
cambiare tutto. Ricordiamocelo quando andremo a votare. Per p
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dei
lavoratori statali inadempienti e soprattutto basta con la burocrazia; -
approfondire ed arricchire la legge Biagi; - donne: più spazio nel mondo del
lavoro, della politica e nei posti di comando: - promuovere asili nido
aziendali; - rendere più flessibili gli orari dei negozi; - pianificare
politiche per la casa e nel contempo controllare i prezzi degli affitti;
Manzoni
a Cogei se avrò garanzie Sul futuro Tutino è categorico
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia".
SOTTO la lente, in particolare, la salvaguardia degli spazi che il Comunale
dovrà comunque mantenere dentro il contenitore di via De Monari "e ? è
ancora Tutino ? altre garanzie che ci dovranno convincere su diverse cose. Se
riusciremo a ottenerle, il mese abbondante che ci separa dal prossimo consiglio
d'amministrazione sarà più che sufficiente per chiudere la partita
ENTI
LOCALI e sindacati faccia a faccia per confrontarsi sul lavoro pubblico e sulla
gestione delle ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A questo va a
sommarsi la questione dei "tagli" e di una burocrazia insostenibile.
"Più volte ? ha spiegato Marzio Scheggi, sindaco di Cinigiano e membro del
Comitato direttivo Anci toscano ? le amministrazioni si trovano impossibilitate
a fare ciò che vorrebbero". "Tutto questo proseguirà ? ha detto il
presidente della Provincia, Lio Scheggi ?
Pro
Patria e Comune Un patto per il futuro Incontro fra il sindaco Farioli e la
famiglia Vender ( da "Giorno, Il (Varese)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
individuato
alcuni terreni dentro i confini di Castellanza da trasformare in proprio
quartiere generale ma la burocrazia ha i suoi tempi, sempre lunghi. Fra il
comune di Busto e quello di Castellanza c'è già un accordo per una
"permuta" di ettari di territorio comunale ma prima bisognerà
attendere l'opera di bonifica su un terreno degradato che rientra nel disegno
della Pro Patria.
SILVIO
BERLUSCONI e Walter Veltroni sono stati impegnati negli ultimi giorni nell
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la spazzatura
venga riciclata, la bolletta energetica costi meno, i grandi collegamenti
autostradali, marittimi e ferroviari siano una realtà, la burocrazia non sia un
incubo, le città diventino più moderne e vivibili. Niente di più e niente di
meno di quanto hanno gli altri paesi europei. E davvero impossibile? - -->.
I
costruttori al contrattacco Critiche ai dati diffusi dall'Azienda sanitaria
locale ( da "Giorno, Il (Lecco)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ha registrato
un inasprimento della burocrazia a carico delle imprese: un eccesso di
adempimenti, spesso formali, che non vanno a migliorare nella sostanza il
contesto di lavoro, ma si limitano a rendere più difficile fare
l'imprenditore". IL TEMA della sicurezza sui posti di lavoro, soprattutto
dopo la tragedia che si è consumata alla Tyssen Krupp nel mese dicembre,
'Anziani,
mancano 700 posti letto Nella Bassa 29mila euro a persona'
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mirandola 19
ore di burocrazia). Altro problema è quello dei Servizi di Assistenza
Domiciliare, destinati solo all'anziano solo. "Per essere equi dobbiamo
calcolare anche il reddito dei figli non conviventi con l'anziano
assistito", ha sottolineato Falcone. Al taglio del nastro c'erano anche il
presidente della Provincia Emilio Sabattini e il sindaco di Mirandola Luigi
Costi.
Ho
fatto le paste per Ciampi e Wojtyla
( da "Trentino"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma il
problema oggi è soprattutto la burocrazia e la fatica che comporta. Per ogni
1.000 euro di imposte che paghi, ne devi aggiungere altri 1.200 di costi
amministrativi, fra ragionieri, commercialisti, consulenti del lavoro...".
La burocrazia è la goccia, ma suppongo che la scelta di ritirarsi sia stata
meditata.
Bertelli
cede l'attività arriva il suo pasticciere
( da "Trentino"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Irrevocabile:
la morsa asfissiante e ormai insopportabile della burocrazia, i problemi fisici
del figlio, la convinzione che era giunto il momento di fare il nonno della
nipotina Sofia. Da qui l'idea: dare in affitto l'attività al suo giovane
pasticciere, un ventottenne marchigiano che lavora in via Oriola da tre anni.
Cgil
sempre più sindacato di servizio ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
più della
metà degli addetti si occupano della burocrazia che assale cittadini più
indifesi e pensionati. Per non parlareì del periodo caldo delle denunce dei
redditi. Si è passati dal sindacato di tutela ad un sindacato di servizio che
intende decentrare competenze sul territorio. Infatti le grandi aziende hanno
lasciato il posto a realtà più ridotte circondate da decine di micro-
I
meriti di Ferrara ( da "Trentino"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la troppa
burocrazia, la mafia, l'evasione fiscale, l'economia, il rispetto
dell'ambiente, i diritti civili, il costo della vita, i salari troppo bassi.
Spero sia fatta in mezzo e con le persone da ascoltare, specialmente i più
bisognosi, gli operai e i pensionati, gli ammalati e gli anziani in genere.
Ora
si punta tutto sulla Bioedilizia ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccessiva
burocrazia e dalla mancanza di risorse", ha aggiunto, "ci vuole un
rilancio del pubblico, non bisogna dire di no a tutte le opere come
l'autostrada e la Tav. L'altra frontiera importante per il futuro è la
bioedilizia". "Dobbiamo opporci all'ambientalismo del non fare",
ha aggiunto la vicepresidente della Provincia di Belluno Claudia Bettiol,
PALERMO
- Una parte del tesoro dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
denunciano
che da due mesi il ministero della Giustizia ha sospeso le password che
consentivano alla procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e
prestanome, i conti correnti e la disponibilità di auto. "Noi combattiamo
la mafia ? dicono i magistrati ? e invece la burocrazia ci frena". -
-->.
La
libertà non ha colori ( da "Corriere delle Alpi"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma odio la
burocrazia e il 90% in questo ambiente è burocrazia. E poi, in quanto ai rospi
che dovrei inghiottire, si vede che non hai mai partecipato ad un consiglio
comunale. Ti saresti accorto che molte, anzi moltissime volte voto da solo
contro tutti e parlo sia di maggioranza che di opposizione.
Dirigenti,
riforma in panne ( da "Italia Oggi"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
il nodo dei
rapporti tra politica e burocrazia, uno dei più stretti, aggrovigliati e unti
del nostro sistema istituzionale. La questione viene così consegnata alle
ambizioni riformatrici della prossima legislatura, alle quali conviene
segnalare se non altro i punti chiave già individuati dal progetto Nicolais.
Bellini,
da lima è partita la sfida all'oceano pacifico
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"È
arrivato il momento - ha detto Alex - dopo 40 giorni di burocrazia per
sdoganare la barca finalmente parto. È difficilissimo salutare mia moglie
Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa
lunghissima sfida". Francesca Capodanno.
PALERMO
- Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di
terreno del palermitano e in diverse aziende edili il <tesoretto> dei
boss Bernardo Provenzano e ( da "Adige, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ufficio
registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al
registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve
assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia". 22/02/2008.
Sequestrato
il 'tesoretto' dei superboss ( da "Provincia di Cremona, La"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
ci ostacola Sequestrato il 'tesoretto dei superboss Un patrimonio di oltre 150
milioni intestati a prestanome di Provenzano e Lo Piccolo di Luca Schiavone
PALERMO ? Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti
di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il ''tesoretto dei boss
Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Ospedale,
così non va ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ottobre
quando quasi sessanta medici del Montecroce denunciarono apertamente una
pesante situazione (carenza di organici, eccesso di burocrazia, progressivo
spostamento di personale dal comparto sanitario a quello amministrativo). Nei
giorni scorsi, Mara Azzi ha incontrato i primari dei reparti che hanno colto
l'occasione per illustrare le principali criticità dal loro punto di vista.
Sicurezza
veronese nel tunnel di Manhattan ( da "Arena, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e se in
Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni
chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita
a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera
della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di
Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.
Logistica,
Zai attiva la piattaforma di Rovigo
( da "Arena,
L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le tariffe
per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha
continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni
applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la
piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul
mercato".
Crestani
presidente degli edili ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Spero
di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice
Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse
associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla
burocrazia, che blocca le nostre aziende".
Un
comitato inossidabile ( da "Adige, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
diverse:
niente richieste scritte alle autorità, zero burocrazia, molte meno
autorizzazioni e "scartoffie". Gli organizzatori bussavano ad ogni
porta del paese, quasi come ora, ma non ricevevano offerte in denaro, bensì
farina, zucchero, olio, beni di consumo che poi venivano rivenduti per comperare
la pasta per la festa.
Fatemi
la visita . muore dopo l'appello ( da "Provincia Pavese, La"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che ora
diventa una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la
sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di un'invalidità
negata da ritardi e intoppi. "L'ultima volta che le ho parlato mi ha
chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per venire al
Sociale al prossimo spettacolo".
Illy
ai partiti: dimezzeremo le leggi regionali
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno leggi e
snellimento della burocrazia, attenzione all'economia e alla coesione sociale.
Ma il programma di Intesa democratica divide - per ora - le forze della
coalizione sui grandi temi che legano infrastrutture e ambiente, e cioè Tav,
rigassificatori ed elettrodotti.
Mafia,
sigilli al tesoro di provenzano - alessandra ziniti
( da "Repubblica,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Scarpinato:
la burocrazia ci ostacola Il patrimonio sequestrato al boss era intestato a un
prestanome ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Un milione e mezzo di euro glieli hanno
trovati dimenticati lì, in conti correnti, libretti postali, buoni fruttiferi.
Tutto il resto, fino ad arrivare ad una cifra record di quasi 150 milioni di
euro,
Si
batteva per i diritti amava tanto il suo lavoro
( da "Provincia
Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riservata al
punto di non dire a nessuno della sua ultima disperata lotta alla burocrazia.
Neppure all'amica a chi l'ha assistita fino all'ultimo. Tenace Giuliana, su ciò
che poteva rappresentare un diritto per i cittadini o un'iniziativa culturale.
Da qualche anno era scesa in campo anche contro quel male che stroncato la sua
grande voglia di vivere.
E'
morta invocando la visita d'invalidità
( da "Provincia
Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ora diventa
una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua
esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di una invalidità
negata da ritardi e intoppi. Non ce l'ha fatta ad ottenere una risposta.
"Egregio direttore, sono una dipendente della Regione che da 5 anni soffre
di una malattia incurabile, Nei primi anni a parte i giorni di terapia,
Politica
a colpi di barzellette ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
interessano
una scuola e una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una
burocrazia efficiente e non opprimente, interessa una giustizia in cui tutti i
cittadini possano sentirsi uguali di fronte alla legge e non trovarsi magari
nella situazione in cui uno passi a miglior vita prima che il procedimento che
lo riguardava sia giunto al termine.
Di
Franco Pasqualetti Tutto fermo, come se non
( da "Leggo"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come i tanti
progetti in attesa di mamma burocrazia. Ora però i residenti della zona puntano
i piedi: "Abbiamo tollerato il degrado degli immigrati - dice Giuliana Di
Salvo, del comitato "Pro Marconi" - e l'abbandono da parte
dell'amministrazione. Ora diciamo basta. Chiediamo che la zona si bonificata da
quella discarica dell'ex Miralanza e che vengano portati fatti e non
progetti"
Un
lungo ritratto dedicato all'imprenditore
( da "Libertà"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
evitare che
siano lasciate allo sbando o seviziate dalla burocrazia", detta l'ordine.
Ma per che via è possibile ottenere simili risultati, chede B.P. E Parenti
risponde: "Migliorando le infrastrutture e promuovendo negli abitanti una
maggiore cultura d'impresa, facendo capire che solo producendo ricchezza è
possibile investire tanto nella cultura e nel sociale".
Chiede
il duplicato di documenti rubati e scopre di non esistere dal 1993
( da "Libertà"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questa nuova
"simpatica sorpresa" ha comportato altri viaggi nella burocrazia che
però hanno permesso di ricostruire la nascita del disguido. Il tutto è iniziato
quando la sorella del Malvicini è deceduta: nell'atto di successione è stato
usato il codice fiscale del fratello Pietro. Risulta anche la data precisa: 14
febbraio 1993.
Caserma,
progetto fermo Si allungano i tempi per la nuova sede dei carabinieri
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a
burocrazia". Non ha contribuito ad accorciare i tempi il fatto che il
Comune, in questo caso, sia "committente" di un progetto che sarà
realizzato comunque da un terzo soggetto, l'operatore: "Era una strada che
dovevamo seguire per ovvie ragioni economiche - ancora Milanesi -: tempi dunque
più lunghi anche per questo,
LAVORO
e burocrazia: come snellire le pratiche? La Provincia e l'Inps organi
( da "Nazione,
La (Siena)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
L'affondo
di Roversi Monaco <Città e Ateneo, così non va>
( da "Corriere
di Bologna" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E la
burocrazia all'Università non ci crede più". Per il presidente della
Fondazione Carisbo dunque più che continuare a dire che non ci sono soldi,
l'Università deve farsi "un esame di coscienza ". E tanto per essere
chiari specifica che "mi riferisco a tutto il sistema universitario ma
certamente anche all'Università di Bologna non più all'
L'Europa
abbatte le barriere tecniche ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le burocrazie
nazionali. Risultato: un potenziale volume di scambi valutato intorno ai 1.500
miliardi di euro all'anno, si ritrova bloccato. Con danno tanto per i
produttori (per di più si calcola che ogni anno investano in costi inutili
circa 100 miliardi), quanto per i consumatori che vedono ridotta la gamma delle
proprie scelte.
La
ricerca disperata dell' Altra Italia
( da "Manifesto,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
l mar fu
sovra noi richiuso" La ricerca disperata dell"Altra Italia"
"Tra burocrazia, superficialità e stereotipi l'arcobaleno è ancora
drammaticamente arretrato. Ma questa sinistra è l'unico modo per tenere aperto
un piccolo varco" "Il Pd è il trionfo della non politica. E tragico
che abbia reciso gli ultimi legami con un'identità di sinistra.
Telecom
alla cliente morta <Mandi l'autocertificazione>
( da "Corriere
della Sera" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le
complicazioni della burocrazia. Nella lettera l'azienda non manca poi di
offrire la propria "piena disponibilità" per (decisamente
improbabili) "future esigenze". Una grottesca pièce da teatro
dell'assurdo? La trama stralunata di un brutto film? Macché: è successo
davvero, nei giorni scorsi, nella Capitale.
Ripartire,
convinti che tutti secondo il proprio ruolo e responsabilità possano contrib
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sprechi
pubblici e burocrazia. "Diciamo da tempo di insistere sul taglio di
burocrazia e sprechi ma la nostra resta una voce: i nostri costi aumentano
anche in proporzione della burocrazia". Da Gauzzi, inoltre, un invito ad
avviare un percorso di valorizzazione più stringente per artigianato e piccole
imprese: "Ciò che si investe in questo settore resta come patrimonio della
regione:
Metamorfosi
3 non basta la bravura dei manager per il successo di eni & co
( da "Riformista,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per parecchi
settori è particolarmente penalizzante, abbinato alla pressione fiscale e ad
una burocrazia "ammazza imprese" che può diventare tombale per non
poche aziende nostrane. Mediamente le dimensioni dell'impresa italiana
continuano ad essere essenzialmente piccole, e le economie di scala sono
difficilmente raggiungibili con scarsi volumi.
Provenzano,
ecco il tesoro ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
indagini
subiscono rallentamenti a causa della burocrazia" PALERMO II Si nasconde
fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del
palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss
Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di
circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di
Cosa nostra,
I
sindacati ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soprattutto
figure di collaboratori domestici e l'attuale apparato legislativo, pieno di
burocrazia, non riesce a soddisfare questa domanda. Da qui l'importanza di una
riforma della Legge Bossi-Fini, per creare uno strumento che magari offra agli
immigrati la possibilità di restare su suolo italiano alcuni mesi per cercare
impiego".
CAMBIO
DELLA GUARDIA A CONFINDUSTRIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
scuola,
fisco, politiche energetiche, burocrazia più snella, interventi concreti per il
Sud: sono parole d'ordine che fanno riflettere su una politica a lungo raggio,
proiettata nella crescita dell'intera Sicilia oltre che del suo “spicchio” più
florido e produttivo come il territorio ibleo.
Dal
ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia
( da "Stampa,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
PAZZA Dal ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia [FIRMA]CLAUDIO
BRESSANI VIGEVANO L'importo è stampato appena sopra la dicitura "non
trasferibile": euro 0,01. O, se preferite, un bel centesimo tondo.
L'assegno circolare emesso dal ministero dell'Interno a favore di un agente in
forza al commissariato di Vigevano si riferisce al saldo dell'
Gara
di solidarietà per Caterina e Giulia
( da "Stampa,
La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Si stupisce
della rigidità della burocrazia. "Si nega una casa a una madre con
problemi di questa portata, documentabili al completo, tra l'altro". Le
cartelle cliniche rilasciate dall'ospedale "Gaslini", di Genova,
descrivono la situazione della piccola che non potrà evitare un intervento
chirurgico per correggere l'anomalia.
Bestiario
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La scomparsa
delle province con la loro inutile burocrazia. La difesa della legge Biagi. La
scelta per l'energia nucleare. I servizi pubblici locali da liberalizzare, e
altro ancora. Se il Cavaliere parlerà agli elettori come parla Casini, si
troverà in sintonia con gran parte del paese. E il Popolo della Libertà
potrebbe diventare una macchina schiacciasassi.
E
ora l'Idv attacca la legge Biagi ( da "Tempo, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eliminazione
del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello; pene certe e
processi penali e civili più rapidi. Economia. Meno burocrazia per le imprese e
detassazione degli investimenti in ricerca; liberalizzazione dei servizi
pubblici; diminuzione del carico fiscale sulle imprese.
Più
volontari e libri per i ciechi. Il governo decide in 48 ore
( da "Tempo,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Forse per
garantire ai disabili le pari opportunità della dannosa burocrazia riservata ai
normodotati. Sollecitato dal moderatore Andrea Vianello, Bianco, al tavolo
dell'Unione Ciechi in via Borgognona (che qualcuno vorrebbe cambiare in via
Louis Braille) ha promesso pure che fonderà l'associazione parlamentare Amici
dei ciechi.
Dalla
diffida di febbraio ai sigilli posti ai cancelli
( da "Settegiorni
(Magenta)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi ancora
qualche mese di burocrazia sino all'apertura definitiva dei giorni scorsi
seguendo la vecchia convenzione provinciale che rimarrà in vigore fino al 2016.
Resta, quindi, in vigore l ingresso all'impianto, utilizzando la via Appiani,
solamente di circa trenta mezzi d'opera al giorno e che il sistema di lavaggio
delle ruote dovrà essere realizzato in sostituzione all'
Costretto
a ripagare il bollo dell'auto ( da "Giornale di Treviglio"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
richiedi la
foto Domenico Acunzo Treviglio - Burocrazia e computer, un mix che spesso non
lascia scampo al cittadino. Lo sa bene Domenico Acunzo, funzionario delle Fs in
pensione, residente in via De Amicis. Per pagare il bollo dell'automobile del
2008 è stato costretto a ripagare parte di quello del 2007 che aveva già
versato.
Mafia,
sequestrato il <tesoro> dei boss
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conti bancari
e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto"
dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Crestani
presidente degli edili ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Spero
di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice
Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse
associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla
burocrazia, che blocca le nostre aziende". .
COSA
NOSTRA. Ingenti beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo
( da "Arena.it,
L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conti bancari
e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il
"tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Ville,
aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: <Ma la burocrazia
ci sta rallentando il lavoro> ( da "Arena.it, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
conti bancari
e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto"
dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
I
<miracoli> delle cellule staminali adulte
( da "Avvenire"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in prima
linea nonostante le ben note difficoltà del mondo della ricerca e gli ostacoli
legati alla troppa burocrazia, alla mancanza di un adeguato sostegno economico.
"Il sistema della ricerca è al collasso, mettetevelo in testa", era
l'appello lanciato alcuni mesi fa da Angelo Vescovi, il neurobiologo milanese
conosciuto a livello mondiale per i suoi studi sulle staminali.
AZIENDE.
La società di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto
l'East River ( da "Arena.it, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e se in
Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni
chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è
acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono
dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli
imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.
TRASPORTI.
Il Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto
del Veneto meridionale ( da "Arena.it, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le tariffe
per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha
continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni
applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la
piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul
mercato".
Zampieri:
<Occasioni in Usa ma attenzione alle regole>
( da "Arena.it,
L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e se in
Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni
chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è
acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono
dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli
imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.
Settemila
metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati:
( da "Arena.it,
L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le tariffe
per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha
continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni
applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la
piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul
mercato".
Di
Pietro-Pd, sottoscritto il patto di legislatura
( da "ADN
Kronos" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca.
Liberalizzazione dei servizi pubblici. Diminuzione del carico fiscale sulle
imprese. Informazione - Fine dei duopolio Rai-Mediaset in attuazione delle
direttive europee e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di
giustizia europea.
CASINO'/
PIZZIGATI (FEDERGIOCO): PENALIZZATI QUELLI ITALIANI
( da "Virgilio
Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
potrebbe
essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a rivolgersi a
casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina
Slovenia, che si sta attrezzando ad accoglierli al meglio. "Se verrà
confermata una disposizione così penalizzante per i casinò italiani - prosegue
Pizzigati - chiederemo un decreto correttivo, pronti anche a ricorrere alla Ue.
Po,
al via la "rinaturalizzazione"
( da "Vita
non profit online" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dopo lunghi
anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata la direttiva
dell'Autorità di Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione del più
grande fiume italiano, un "restauro" naturalistico ad ampio raggio
per garantirne la sicurezza idrogeologica e l'equilibrio ecologico.
(di
B. Bozzetto) ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
O pensiamo
alla burocrazia ed alla giustizia. Sappiamo perfettamente quanti decenni possa
durare anche la più sciocca causa, leggiamo quotidianamente di verdetti assurdi
ed inspiegabili, che fanno vacillare anche il più radicato buon senso, e ciò ci
rende spaesati, sicuramente perdenti, e soprattutto.
La
sfida di Bellini: "Attraversare
( da "Realsports.it"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dopo 40
giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. E difficilissimo
salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di
cominciare questa lunghissima sfida". Una partenza decisa due giorni fa,
d'accordo con lo shore team, perche si sono palesate le migliori condizioni
meteo per partire: vento leggero da direzione favorevole,
Si
rischia di perdere l'ultimo treno per l'Europa
( da "Denaro,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
rallentato
dalla burocrazia e dalla sovrapposizione delle competenze, bisogna puntare alla
massima valorizzazione dei cittadini, delle comunità locali e delle Regioni
nella convinzione che senza vera autonomia non ci può essere reale
responsabilità. E se non c'è responsabilità certa non c'è neppure trasparenza.
Aspettando
i fatti ( da "Opinione, L'"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
I governi di
questa repubblica hanno nominato commissari straordinari aumentando la
burocrazia senza risolvere il problema. Mi sarei aspettato che avessero emanato
una legge che obbligasse ciascun comune ad effettuare la raccolta differenziata
dotandosi di centri di raccolta e riciclaggio e dei più moderni ed avanzati
sistemi di trattamento.
DALLE
CLINICHE ULTIMO ASSALTO ALLE CASSE DELL'ASL
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ipocrisia e
la burocrazia al servizio dei furbi e di qualche politico. La provincia di
Salerno e nello specifico la Salerno 2 vive come le altre province una
condizione di subalternità nei riguardi della realtà napoletana. Il direttore
generale Pagano, non può fare a meno di costatare che la decisione di reiterare
da ormai due anni la delibera di impignorabilità,
Trovato
il tesoro di Provenzano: 150 milioni
( da "Gazzettino,
Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ufficio
registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al
registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli".Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve
assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
CASINO'/
NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO SLITTA AL 1 GENNAIO 2009
( da "Virgilio
Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per
Federgioco, come reso noto per bocca del suo Presidente, Mauro Pizzigati, ciò
potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a
rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco
della vicina Slovenia. (fonte: Agipronews).
Agenda
21 fotografa il Luinese per il turismo sostenibile
( da "Varesenews"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
produzione
della formaggella e degli altri prodotti tipici tramite il recupero delle
vecchie cascine rurali, facilitare la burocrazia per l'apertura du nuove
attività. Sono queste le prime indicazioni che giungono da Agenda 21 locale che
ha presentato alla stampa, oggi venerdì 22 febbraio, i primi risultati del
lavoro svolto nelle Valli del Luinese per un turismo ecosostenibile.
In
breve ( da "Sicilia, La"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia pubblica,
è riuscita a far riaprire il santuario di chiuso da 9 anni e lasciato
all'incuria e all'abbandono". politica L'Udc chiede intervento del
prefetto a.c.) - Il gruppo consiliare dell'Udc, presieduto da Giuseppe
Ripellino, dopo la nomina da parte del sindaco dei due nuovi assessori, ha
indirizzato una nota al prefetto per sollecitare un suo intervento al fine di
Solofra
- Su RaiUno uno speciale dedicato ad Antonella Russo
( da "Irpinianews"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Abbiamo
vissuto con lei i sacrifici per preparare la tesi dice - non mi sembra giusto
che ci si metta contro la burocrazia. Antonella doveva solo discutere la tesi
perciò crediamo che sia giusto darle la laurea ad honorem e la burocrazia una
volta tanto chiuda un occhio". (venerdì 22 febbraio 2008 alle 19.18).
ELEZIONI,
SPADA (AN/PDL): "LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PER GOVERNARE FORLì"
( da "Sestopotere.com"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La città è
schiacciata da tasse, tariffe, burocrazia e poteri forti.". "Gli
imprenditori ? aggiunge Spada - sono costretti a compromettersi con la
politica, perchè a Forlì lavora soltanto chi è col potere, soffocando così la
libertà, il mercato e quindi uno sviluppo economico sano e diffuso.
L'isola
delle donne ( da "AprileOnline.info"
del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
chiedono un
burocrazia più veloce e uno Stato garante della concorrenza leale". Questo
dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e
sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta
d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno
avvano stoppato l'
Lotta
alla mafia Scacco ai burocrati e spunta il tesoretto dei boss
( da "Provincia
di Como, La" del 22-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ufficio
registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al
registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve
assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
( da "Provincia di Lecco, La" del 22-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Como, La)
Argomenti: Burocrazia
VALMOREA Per
l'incubatoio provinciale di Como, ubicato in territorio di Valmorea, non
lontano dalla frontiera con la Svizzera, sono finiti i tempi del
"rodaggio": l'impianto funziona ora a pieno regime. Il primo anno di
attività è stato consegnato agli archivi e la struttura è già impegnata nella
nuova stagione ittiogenica. In questi giorni, nei telai dell'incubatoio ci sono
circa ottantamila avannotti di trota fario e cinquantamila uova embrionate, che
si schiuderanno tra breve. Altre settantamila uova giungeranno ai primi di
marzo, per una produzione totale prevista in circa duecentomila trotelle.
"Una parte consistente di queste trotelle (circa settantamila) provengono
da riproduttori certificati come appartenenti ai ceppi autoctoni (indigeni) italiani;
si tratta delle cosiddette trote fario di ceppo mediterraneo, che assicurano
doti di "rusticità" e di adattamento agli ambienti acquatici
ovestlariani senz'altro superiori rispetto alle trote che provengono dagli
allevamenti commerciali" - sottolinea Carlo Romanò, responsabile del
servizio pasca dell'amministrazione provinciale comasca - "L'incubatoio si
sta quindi già caratterizzando per l'elevata qualità della produzione, elemento
indispensabile per garantire il buon esito dei ripopolamenti". La crescita
qualitativa della produzione va di pari passo con la specializzazione del
personale presente nell'impianto. Si tratta di un piccolo gruppo di volontari
(un guardapesca della Provincia e quattro pescatori dell'Associazione
dilettantistica di pesca sportiva Lanza), animati da grande passione, che hanno
acquisito un buon patrimonio di conoscenze sulle tecniche di allevamento della
fauna ittica pregiata; su di loro l'amministrazione provinciale, titolare della
struttura, fa totale affidamento. L'attività dell'incubatoio fa passi avanti
anche sul fronte, ahimé necessario, della burocrazia. La Provincia, tramite i
servizi veterinari dell'Azienda sanitaria locale e della Regione Lombardia, ha
infatti avviato l'iter per il riconoscimento obbligatorio da parte dell'Unione
europea; per ottenerlo è necessario il certificare l'indennità dell'impianto
rispetto a due patologie virali che colpiscono i salmonidi, la
setticemia emorragica virale e la necrosi ematopoietica infettiva. "Oltre
alle uova embrionate e agli avannotti destinati alle semine del 2008" -
annuncia Romanò - "l'incubatoio ospita anche un cospicuo numero di
salmerini, trote fario e trote marmorate che, a partire dalla prossima stagione
ittiogenica, svolgeranno il ruolo di riproduttori e permetteranno alla
Provincia di diminuire di parecchio gli acquisti di uova embrionate".
L'assessore provinciale alla pesca, Ivano Polledrotti, si sta inoltre
interessando per ottenere dal consiglio provinciale un finanziamento
straordinario di centomila euro per il completamento della struttura attraverso
la costruzione di un'aula didattica, da destinare all'accoglienza delle
scolaresche, e - più in generale - dei visitatori che vorranno avere nozioni
approfondite sul funzionamento dell'incubatoio. Pare certo che quest'interessamento
andrà a buon fine. L'attività dell'incubatoio cresce giorno per giorno ed i
possibili scenari futuri sono senz'altro molto interessanti. Giovanni
Maccarrone.
( da "Cittadino, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il comune scommette
su Internet per battere il tempo e la burocrazia San Giuliano Dalla messa in rete dei video che riguardano il
consiglio comunale, fino alla televisione su Internet: l'amministrazione
sangiulianese scommette sulla tecnologia con una serie di novità che
decolleranno entro il 2008. Tra la rosa di iniziative in vista, non manca
l'attivazione della tecnologia wireless nel palazzo municipale per collegamenti
a Internet senza fili, già in programma per agevolare l'accesso alla
rete. In particolare, tra gli originali spunti che saranno messi a disposizione
dei sangiulianesi, un ruolo di rilievo lo giocherà la web tv, che prevede la
messa a disposizione nei luoghi pubblici della città di schermi che si
arricchiranno di contenuti audio - video con cui verranno divulgate le
informazioni istituzionali rivolte alla cittadinanza. Insomma, il filo diretto
tra il palazzo municipale e la città, in base alle prospettive in programma, si
arricchirà di un nuovo strumento a portata di mano dei cittadini. Come già
annunciato ufficialmente dal sindaco Marco Toni nell'ultimo consiglio comunale,
i lavori in aula sono ripresi da una telecamera e i filmati a breve saranno
messi a disposizione sul sito Internet del comune all'indirizzo
www.sangiulianonline.it. Le novità in cantiere sono dettagliatamente elencate
dalle relazioni degli assessori che accompagnano il bilancio, svelando le
previsioni per l'anno 2008. Ulteriori novità riguardano la firma digitale, già
introdotta nel 2007 negli uffici del comune, con una netta riduzione della
circolazione di materiale cartaceo, mentre la tecnologia wireless approderà in
municipio per rendere più facili gli accessi al web. Dopo il passo di esordio
infatti, anche gli utenti che si troveranno nella sede comunale con il proprio
computer portatile potranno collegarsi ad Internet, con un sistema simile a
quello già a disposizione presso la biblioteca civica. Insomma, se l'ente
locale sangiulianese sul fronte informatico in passato con alcune iniziative ha
anticipato altri comuni, sembra che l'intenzione sia quella di procedere su
questo percorso. Una volta sperimentati quindi i verbalux su cui scorrono le
notizie cittadine, nei prossimi mesi le novità verranno trasmesse anche in
video, così come le sedute consiliari. E la tecnologia verrà promossa anche
all'interno degli uffici, con strategie tese a velocizzare i tempi ed eliminare
faldoni e plichi di carta, sostituiti da sistemi di più agevole consultazione.
Giu. Cer.
( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(04:28) (21/2/2008
21:26) | LAVORO IRREGOLARE NEI PUBBLICI ESERCIZI, LA RICETTA DI CONFESERCENTI
(Sesto Potere) - Modena - 21 febbraio 2008 -Il lavoro irregolare è una piaga
che va combattuta e contrastata, sia perché si violano i diritti dei lavoratori
sia perché si alterano le regole della libera concorrenza. Il contrasto e la
repressione di comportamenti irregolari non possono però essere l'unica leva su
cui agire. Occorre anche compiere una seria riflessione sulle soluzioni
normative messe a disposizione degli operatori e sulla loro adeguatezza
rispetto alle peculiarità, a tutti note, del settore della ristorazione. Il
settore per una corretta gestione, sia in termini di qualità del servizio, sia
d'equilibrio economico, ha bisogno di non essere caricato da un eccesso di burocrazia e quindi di regole semplici, facilmente applicabili e coerenti
con le esigenze di flessibilità delle imprese, in modo da non penalizzare gli
imprenditori nello svolgimento della loro attività. Nei mesi scorsi, con
l'abolizione del contratto a chiamata, strumento idoneo a far fronte alle
condizioni di discontinuità lavorativa tipiche dei pubblici esercizi, si
è di fatto resa più rigida la procedura d'inserimento temporaneo di personale.
Oggi l'unica soluzione che il ristoratore può adottare allorquando il numero di
prenotazioni diventa rilevante ? si pensi ad esempio ai fine settimana - è
l'assunzione il giorno prima e, la chiusura del rapporto di lavoro 48 ore dopo.
Basta il buon senso per capire che una norma di questo tipo è assolutamente
inadatta sotto due profili: per l'eccesso di burocrazia
e per le difficoltà oggettive che si hanno nello stabilire con un giorno di
anticipo quante persone siederanno nelle sale del ristorante. Tutti noi
sappiamo che il più delle volte le prenotazioni sono effettuate poche ore
prima. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che è particolarmente
difficile reperire personale, anche perché, comunque, si tratta di attività che
vengono svolte in orari particolari e che possono garantire solo un reddito di
natura integrativa. Sui quest'ultimo fronte proprio in questi giorni
Confesercenti sta attivando una apposita Agenzia di Intermediazione del Lavoro che
agevolerà l'incontro tra domanda e offerta. Confesercenti, visto anche il peso
del settore - diverse decine di migliaia di imprese in tutta Italia che danno
lavoro e producono ricchezza - chiede quindi al prossimo Governo che si lavori
per approvare, in tempi brevi, una legge adeguata. L'Associazione è convinta
che le irregolarità vanno contrastate, ma occorre contestualmente che ci siano
le forme contrattuali adatte per consentire alle imprese di muoversi sul
terreno della legalità.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
One. Tredicesimo
congresso per la Confartigianato e rinnovo dei suoi maggiori vertici. "La
prima associazione artigiana delle Marche" si appresta ad aprire una nuova
fase congressuale che si terrà il 28 e il 29 giugno, preceduta da 30 assemblee.
L'evento chiamerà a raccolta 16.100 soci, e alle 'urne' avranno il compito di
rinnovare i comitati comunali, i rappresentanti di categoria e di movimento
(giovani imprenditori, donne imprenditrici, pensionati), 450 nuovi dirigenti.
"L'OBIETTIVO è quello di continuare a rilanciare il sistema della piccola
imprenditoria perché è qui che si trova il motore dell'economia ? spiega
Valdimiro Belvederesi, presidente della Cgia della provincia di Ancona ? perché
è qui che si trova ricchezza e sviluppo". Sono 12.300 le aziende artigiane
della provincia questi i punti verso cui si svilupperà l'attività
dell'associazione nei prossimi quattro anni: "Territorio, imprese, persone
e organizzazione. Prestiamo più attenzione al benessere individuale, cerchiamo
di ritessere il tessuto sociale che adesso appare troppo sfilacciato", ha
aggiunto Claudio Latini, responsabile della comunicazione per la Cgia. E non a
caso la Confartigianato lancerà un "Osservatorio sulla persona -
imprenditore", i cui risultati verranno illustrati a giugno, per mettere
in luce i bisogni, le necessità, le aspettative di chi
lavora in proprio e spesso si trova a fare i conti oltre che con la mancanza di
tempo, con la burocrazia,
con servizi insufficienti o non all'altezza. Confartigianato Persone si propone
quindi come una nuova struttura che comprende l'Anap associazione dei
pensionati, il patronato Inapa, e il Caaf centro di assistenza fiscale, l'Ancos
associazione del tempo libero. E oltre a centrare il suo focus sugli
interessi degli associati artigiani e non, si propone di lavorare in sinergia
con le Istituzioni e gli altri soggetti sociali per migliorare servizi e
qualità della vita. NELLE trenta assemblee verranno affrontate le principali
difficoltà e le necessità prioritarie delle imprese. I lavori coinvolgeranno
sul territorio appunto gli oltre 16.mila soci ( 8.100 imprenditori e fra questi
sempre più numerosi piccoli imprenditori, commercianti e del terziario e 8mila
pensionati) negli incontri territoriali verranno affrontate tematiche locali
legate al lavoro, al rapporto con le Istituzioni, al mondo bancario, alle
infrastrutture, alla sicurezza. Ai 140 delegati che si ritroveranno a fine
giugno ad Ancona nella sede della Confartigianato, il compito di eleggere il
presidente provinciale e gli organismi statutari. - -->.
( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PONTECHIANALE. FONDI
DISPONIBILI A marzo l'appalto della nuova seggiovia "Entro la prima
settimana di marzo sarà pronto il capitolato per l'appalto della nuova
seggiovia". L'annuncio è del sindaco di Pontechianale, Alfredo Campi. E
aggiunge: "L'altro giorno abbiamo ricevuto l'impegnativa ufficiale dalla
Regione sull'ultima tranche di finanziamenti, per 1 milione e 40 mila euro,
sulla quale c'erano già state assicurazioni verbali. Da questo momento abbiamo
tutta la cifra a disposizione, 3 milioni e 17 mila euro, e possiamo procedere
con l'iter per rifare l'impianto di risalita". La "Tre Chiosis",
sul versante sud della Valle Varaita, sale da quota 1614 (borgata Capoluogo) ai
2460 metri. La sua "vita tecnica" è scaduta nel 2004. I prossimi
"passaggi" saranno l'accordo di programma con tutti gli enti: Comune,
Comunità montana, Provincia e Regione. Ad aprile ci sarà l'affidamento della
fornitura e del montaggio con procedura negoziata, come previsto per questo
tipo di impianti. "Il cronoprogramma dei lavori - conclude il primo
cittadino - sarà stabilito con la ditta vincitrice. Dalle informazioni che ho
raccolto, per assemblare la nuova seggiovia a due posti occorreranno sei mesi
in officina e poi il montaggio in loco. Al momento non me
la sento di assicurare che il prossimo inverno il nostro nuovo
"gioiello" girerà, ma sono molto felice perché in meno di due anni
abbiamo trovato tutte le risorse necessarie. Ora bisogna aspettare i tempi
della burocrazia".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Rima cosa gli
stipendi che devono essere riadeguati all'aumento dei prezzi e ai piani
assolutamente necessari ma non applicati del periodo successivo
all'introduzione dell'euro. Ecco un elenco nemmeno tanto esaustivo di cosa
dovremo aspettarci dopo il 13 aprile: - lavoro, prezzi, tasse, spesa pubblica
tutti collegati fra di loro. Diminuire le tasse per aumentare i salari, avendo
un controllo sui prezzi e abbassando drasticamente la spesa pubblica, così
aumentano la produttività e i posti di lavoro, con una maggiore redistribuzione
del reddito; - impiego pubblico: incentivare la produttività, contrastando
l'assenteismo e l'indifferenza. Basta con gli sprechi di forza lavoro; basta
con la "non licenziabilità" dei lavoratori
statali inadempienti e soprattutto basta con la burocrazia; - approfondire ed arricchire la legge Biagi; - donne: più
spazio nel mondo del lavoro, della politica e nei posti di comando: -
promuovere asili nido aziendali; - rendere più flessibili gli orari dei negozi;
- pianificare politiche per la casa e nel contempo controllare i prezzi degli
affitti; - eliminare i costi per la prima casa di proprietà; - eliminare
le province che non servono a nulla; - prendere decisioni coraggiose per
servizi pubblici come Ferrovie Statali e Alitalia; - liberalizzare gli ordini e
le professioni, le banche e le assicurazioni per aumentare la competitività. -
sollecitare più mercato e più concorrenza: puntare all'innovazione e alla
competizione - privatizzare le società a controllo pubblico, attualmente rifugio
di politici incapaci - pensare seriamente a ridurre il debito pubblico -
stimolare l'internazionalizzazione delle imprese - rendere appetibile il
sistema Italia per chi fugge dal paese - aumentare le possibilità di ricerca e
di accordi "detassabili" fra università e imprese - l'educazione:
valorizzare le scuole e le università con un forte impulso alla qualità: un no
categorico alle università pubbliche dove la maggioranza o quasi l'intera
classe docente deve essere di sinistra altrimenti non può insegnare o fare
carriera: primo esempio fra tutte l'Università di Bologna. - ridurre
l'immigrazione clandestina e migliorare la percezione di sicurezza dei
cittadini - pretendere una giustizia degna di un paese occidentale, più equa,
più veloce e meno politicizzata - aumentare la fiducia negli italiani e in
Italia da parte di chi la guarda dall'esterno - trovare un modo intelligente
per smaltire rifiuti; - emergenza Mezzogiorno: basta con soldi europei a fondo
perduto. Dunque per fare tutto ciò, abbiamo bisogno di menti fresche, giovani e
aperte al mondo che verrà. Bene ha fatto quindi Veltroni a dire no a De Mita e
bene ha fatto ancor prima Berlusconi nell'aver detto di volere un rinnovamento
inflessibile della classe dirigente. Di giovani e di donne, nei fatti, nessuna
traccia. Ma noi abbiamo fiducia, attendiamo pazienti. C'è ancora del tempo,
direbbero i grandi saggi africani. Rimaniamo in attesa per veder sbocciare un
bouquet di novità elettorali, all'altezza della rinomata genialità liberale di
Berlusconi. Noushin Mirshokraei - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Manzoni a
Cogei se avrò garanzie" Sul futuro Tutino è categorico di LORELLA BOLELLI
SE FUMATA bianca sarà lo sapremo solo il 2 aprile quando si riunirà il prossimo
consiglio d'amministrazione del Comunale. Dalla seduta di ieri mattina infatti sull'affaire
Manzoni è sortito un nulla di fatto che non ha sciolto le riserve ancora
esistenti sulla proposta della cordata Cogei-ForumNet-Mousikè. Il sindaco
Cofferati, uscendo, si è limitato a dire che in un breve volgere di giorni
verranno convocati gli emissari dei candidati alla gestione. "Abbiamo
affrontato questioni di ordinaria amministrazione ? si è limitato a commentare
? e sul futuro del Manzoni non abbiamo deciso nulla". E altrettanto parchi
di parole sono gli altri consiglieri che escono alla spicciolata: Federico
Stame, Giorgio Forni, Anna Majani. "Sinceramente non è uscito nulla,
vedremo al prossimo". GLI SCENARI che si presenteranno nell'imminente
futuro sono però abbastanza chiari. A giorni cominceranno gli incontri con i
proponenti così da rispettare i termini del 28 febbraio per dichiarare
ufficialmente la conformità della domanda alle richieste formali e
contenutistiche del bando. "E la compatibilità tecnica ed economica è
stata appurata, esiste", conferma il sovrintendente Tutino, delegato dalla
commissione insediata per occuparsi della faccenda a trattare in prima persona
con i soggetti che aspirano a subentrare nella gestione allo stesso Comunale
che ha assunto l'interim dopo il breve passaggio nelle competenze dell'ente
locale a seguito della rinuncia e dello scioglimento, esattamente un anno fa,
del vincolo convenzionale stretto con la Fondazione da Gastone Poggi. "MA
? aggiunge Tutino ? occorre una successiva legittimazione che apra la strada
alla contrattualizzazione degli accordi. E per addivenire a una convenzione
occorre guardarsi in faccia, non limitarsi a leggere dei fogli di carta. Finora
gli estensori del progetto non li abbiamo mai incontrati. Sarà solo dopo i
dovuti colloqui che si addivverrà a una decisione. Mi pare un passaggio
doveroso verificare che i pretendenti abbiano le credenziali per accedere a
questa azienda. Non tutto è risolvibile attraverso la burocrazia".
SOTTO la lente, in particolare, la salvaguardia degli spazi che il Comunale
dovrà comunque mantenere dentro il contenitore di via De' Monari "e ? è
ancora Tutino ? altre garanzie che ci dovranno convincere su diverse cose. Se
riusciremo a ottenerle, il mese abbondante che ci separa dal prossimo consiglio
d'amministrazione sarà più che sufficiente per chiudere la partita e
ufficializzare l'affidamento dello spazio". INUTILE sottolineare che,
trattandosi dell'unica offerta pervenuta, e al di là del valore intrinseco (si
sa che il Manzoni dovrebbe diventare non solo un "albergo" per grandi
performance di produzione esterna ma centro propulsore per iniziative musicali
eterogenee che dovrebbero nascere sotto l'egida di un direttore artistico in
pectore come Giorgio Zagnoni), il Comunale e, indirettamente, il Comune non
hanno altre strade percorribili. Non se lo nasconde nemmeno il sovrintendente:
"In questo momento è l'unica soluzione possibile ? ribadisce ?. Quel che è
certo è che noi non potremo continuare a gestirlo per cui se fallisse questo
accordo si andrebbe inesorabilemnte verso la chiusura. Anche se l'ultima parola
spetta al Comune, ma la mia è un'opinione tecnica non solo d'impressione".
La risposta del Comune non si fa attendere. A breve giro, infatti, l'assessore
Angelo Guglielmi dà per scontato il salvataggio dell'auditorium: "La
proposta Cogei va presa sul serio perché l'alternativa segnalerebbe debolezza e
rassegnazione e Bologna non se lo può permettere perché è una città che deve
recuperare". E l'inizio del riscatto sarebbe proprio questa mancata
chiusura, insieme al prossimo varo di un centro di produzione cinematografica.
Polivalenza la parola d'ordine che, secondo Guglielmi, meglio garantirà un
futuro al Manzoni. "Deve essere utilizzato non solo per i concerti ma
anche per altri eventi (e fin qui ci siamo con le intenzioni della nuova
cordata). E con i necessari adattamenti interni potrebbe anche ospitare un
festival di teatro o delle proiezioni ma sono elementi oggetto di future
discussioni (questo invece è un particolare discrepante rispetto ai propositi
dei futuri gestori). La domanda di fondo è però un'altra: Bologna è una città
grande o piccola? Perché se è grande allora i teatri sono pochi. Non a caso ?
conclude ottimista ? noi vorremmo acquisire anche il Duse". - -->.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Risorse umane. Un
argomento caldo che, ieri, nella Sala consiliare del Palazzo comunale, è stato
analizzato in relazione alla Finanziaria 2008. Inevitabili i riferimenti al
lavoro flessibile e al precariato, all'affidamento di incarichi e consulenze,
alle esternalizzazioni. Tutti argomenti, questi, introdotti da Luca Tamassia, docente
di Organizzazione e gestione delle Risorse umane all'Università di Urbino, che
poi sono stati sviluppati con riferimenti alla realtà maremmana. Non è emerso
un quadro incoraggiante. Il sindaco Emilio Bonifazi se, da una parte, ha
sottolineato il suo obiettivo di "salvaguardare i servizi pubblici locali,
garantendo così un alto livello di qualità", dall'altra non ha nascosto le
difficoltà che un ente si trova ad affrontare a causa, soprattutto, di
"una legislazione emergenziale e schizzofrenica". A questo va a sommarsi la questione dei "tagli" e di
una burocrazia
insostenibile. "Più volte ? ha spiegato Marzio Scheggi, sindaco di
Cinigiano e membro del Comitato direttivo Anci toscano ? le amministrazioni si
trovano impossibilitate a fare ciò che vorrebbero". "Tutto questo
proseguirà ? ha detto il presidente della Provincia, Lio Scheggi ? fin
quando non sarà fatta una riforma seria della finanza locale, una riforma reale
dell'organizzazione dello Stato. In attesa di questo, sarebbe opportuno
lavorare in sinergia, cercando l'unità ed evitando i particolarismi". Un
cenno, poi, anche alle esternalizzazioni: "Importante è capire cosa si
intende con questo termine. L'Istituzione, per esempio, a mio avviso, è una
forma di gestione di tipo diverso". Deborah Santini - -->.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di MAURO CERRI ?
BUSTO ARSIZIO ? TORNA la pace fra la Pro Patria e l'Amministrazione Comunale? No.
Perché una guerra non c'è mai stataMa l'incontro di ieri mattina fra il sindaco
Gigi Farioli e i vertici del club tigrotto è servito a spazzare ogni nube anche
agli occhi di chi vede sempre e solo tempesta. E, volando un po' con la
fantasia, a sancire un patto d'acciao per garantire ossigeno, cioè introiti, al
futuro della squadra. "Una riunione conclusasi con soddisfazione di
entrambe le parti" il commento didascalico del primo cittadino e di
Alberto Armiraglio, presidente della Pro Patria, che ha partecipato
all'incontro di Palazzo Gilardoni con la famiglia Vender (Roberto e mamma
Luciana Rossi) proprietaria del club, e il direttore generale Riccardo
Guffanti. Ma di cosa si è parlato? "Di sinergie fra noi e il comune -
risponde Armiraglio - indirizzate sia alla comunicazione sia, soprattutto, alla
ricerca di partners economici e commerciali". Senza scomodare i manuali di
marketing, c'è assoluto bisogno di sponsor privati disposti a contribuire al
finanziamento del calcio cittadino: la serie C costa tanto, figuriamoci i
campionati maggiori cui la Pro ambisce. "Il sindaco Farioli si è attivato
da tempo alla ricerca di nuovi canali e qualcosa sembra finalmente
muoversi". Nomi? "Nessuno per il momento ma prima dell'estate
potrebbe essere ufficializzato qualche accordo importante". Che però non
riguarda la compagine societaria destinata a non allargarsi: nonostante il
rincorrersi di voci negli ultimi mesi, l'appello dei Vender rimane inascoltato:
saranno ancora loro a reggere la Pro Patria. "Su quel versante non
esistono novità - sorride Armiraglio - : con noi non si è mai fatto vivo
nessuno". Altro argomento affrontato con il sindaco Farioli è quello dei
campi di allenamento. Oggi la prima squadra lavora sul terreno contiguo allo
stadio Speroni: per ristrutturarlo la Pro Patria ha speso circa 80 mila euro.
Parte di questi soldi verranno recuparati grazie a uno contributo del Comune
già messo a bilancio 2008 dal sindaco. Le squadre giovanili, invece, sono
costrette a una continua migrazione in tanti campetti della zona gestiti da
altre società: per questo i Vender hanno individuato alcuni
terreni dentro i confini di Castellanza da trasformare in proprio quartiere
generale ma la burocrazia
ha i suoi tempi, sempre lunghi. Fra il comune di Busto e quello di Castellanza
c'è già un accordo per una "permuta" di ettari di territorio comunale
ma prima bisognerà attendere l'opera di bonifica su un terreno degradato che
rientra nel disegno della Pro Patria. Il prossimo appuntamento con il
sindaco è fissato per i primi di aprile. Nel frattempo, c'è una salvezza da
conquistare. - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
E trattative
politiche per le alleanze: Lombardo e la Sicilia il primo, radicali e
socialisti il secondo. Incombenze doverose, s'intende: si può vincere o perdere
per un paio di senatori. Ma se si allarga il campo, si scoprirà che finora si è
guardato il dito che indicava la luna e non la luna. La luna è rappresentata
per esempio da quanto descritto nell'ultimo numero di Newsweek: in copertina un
cumulo di rifiuti, un titolo sullo schifo italiano, un sommario che si chiede
come mai un Paese così adorabile sia diventato il disastro politico ed
economico d'Europa. Personalmente non m'impressiono più di tanto di quel che
scrivono i grandi giornali stranieri: so per esempio quanto gli inglesi
(dall'Economist al Financial Times) stimino poco l'Italia, sia essa governata
da Prodi o da Berlusconi. Ma l'inchiesta di Newsweek è ben fatta e fornisce
dati e situazioni ineccepibili. Avevo visto la sera prima il film 'Caos calmo'.
Forse per questo sono rimasto colpito dal paragone che il giornale fa tra
l'Italia e Nanni Moretti: entrambi seduti su una panchina a guardare il mondo
che gli passa accanto. AD AGGRAVARE la mia depressione ci si è messo un
importante ambasciatore che mi ha invitato a pranzo quando avevo appena letto
Newsweek: è molto preoccupato per la nostra crescente distanza dall'Europa,
dove Francia, Germania e Gran Bretagna ormai non ci guardano più e dove Spagna
e Polonia hanno ormai un'udienza maggiore della nostra. Dovete reagire subito,
mi ha detto l'ambasciatore, dare dei segnali immediati. Non può finire così.
Poche ore dopo un amico imprenditore mi partecipava il suo sconforto per alcune
candidature annunciate (o confermate) in Campania: c'era brava gente, certo, ma
anche persone impresentabili per inefficienza e anche per curriculum
giudiziario. Osservava al tempo stesso come fosse deviante, anche in altre
regioni, la caccia al cognome importante o alla faccia nota: entrambi non
sempre sono sinonimi di sostanza. NELLA NOSTRA VITA nazionale ci sono stati
momenti orribili: basti pensare al terrorismo, il cui nefasto ricordo sarà
rilanciato tra meno di un mese dal trentennale del sequestro di Aldo Moro.
Abbiamo avuto crisi economiche pesantissime e tremende battaglie politiche e
sociali. La differenza con la crisi d'oggi è quella ben descritta da Newsweek:
siamo seduti, mentre il mondo corre. Siamo nobili decaduti, la prima
generazione che dà ai figli meno di quanto abbia ricevuto dai padri, incapace
di costruire un sistema che copra le spalle alle tante meravigliose piccole e
medie aziende che ancora esportano il genio italiano nel mondo. Come pensano
Veltroni e Berlusconi di affrontare tutto questo? Il primo dice "Si può
fare", il secondo "Rialzati, Italia!", ma vorremmo davvero che
gli ultimi quaranta giorni di campagna elettorale avessero la forza di
stupirci. ABBIAMO BISOGNO di un grande disegno: certo, cento euro al mese in
più a chi ne guadagna un po' meno o un po' di mille sono un piccolo sollievo.
Ma bisogna far volare questo meraviglioso gigante addormentato che è l'Italia,
farne un Paese moderno in cui i servizi funzionino, la spazzatura venga
riciclata, la bolletta energetica costi meno, i grandi collegamenti
autostradali, marittimi e ferroviari siano una realtà, la burocrazia
non sia un incubo, le città diventino più moderne e vivibili. Niente di più e
niente di meno di quanto hanno gli altri paesi europei. E' davvero impossibile?
- -->.
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SICUREZZA I
costruttori al contrattacco Critiche ai dati diffusi dall'Azienda sanitaria
locale di ANDREA MORLEO ? LECCO ? "OCCORRE CHIAREZZA sui numeri. Le
statistiche, infatti, devono essere analizzate distinguendo ciò che è
funzionale realmente alla sicurezza di chi lavora, e ciò che è invece semplice
adempimento formale". Sul tema della sicurezza scende in campo
ufficialmente l'Associazione dei costruttori edili della provincia di Lecco. E
lo fa attraverso il suo direttore, Paolo Cavallier. L'intervento giunge a due
giorni dai dati forniti dal Dipartimento preposto alla sicurezza dell'Asl di
Lecco. DATI che hanno fotografato una situazione delicata: quattro su dieci
cantieri edili della provincia sono risultati irregolari; in 31 sopralluoghi si
è dovuto provvedere al sequestro del cantiere stesso perchè le irregolarità
erano tali da non consentire nemmeno il prosieguo dei lavori. I costruttori non
ci stanno e ribattono: "La somma dei numeri - spiega Cavallier - non aiuta
a fotografare correttamente un settore che, ricordiamo, ha
registrato un inasprimento della burocrazia a carico delle imprese: un eccesso di adempimenti, spesso
formali, che non vanno a migliorare nella sostanza il contesto di lavoro, ma si
limitano a rendere più difficile fare l'imprenditore". IL TEMA della
sicurezza sui posti di lavoro, soprattutto dopo la tragedia che si è consumata
alla Tyssen Krupp nel mese dicembre, resta al centro del dibattito anche
nel Lecchese, In questi giorni, ad esempio, si era registrata un'altra presa di
posizione - quella dell'Unione artigiani che, in sostanza, individuava nella
lotta all'abusivismo lo strumento migliore per vincere il problema. "Sono
due problemi distinti - afferma Cavallier -. Sul piano dell'immigrazione, riteniamo
da sempre che un territorio come il nostro dovrebbe essere in grado di non
subire ma gestire i flussi di manodopera provenienti dall'estero, e in modo
particolare dai Paesi extracomunitari". "PER QUESTO - aggiunge - ci
siamo sempre battuti con il progetto delle reti di accoglienza per aumentare la
professionalità di questi lavoratori". I costruttori, insomma, respingono
le accuse. "Il tema della sicurezza è altra cosa - spiega il direttore -
ma sul quale, va ricordato, da vent'anni abbiamo fatto sforzi. Non va infatti
dimenticato come per primi nel nostro settore siano sorti comitati paritetici
fra rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori nella vita di
cantiere". In questo senso Cavallier cita l'Espe, la scuola dell'ente
"in cui abbiamo deciso - spiega - di abbinare formazione e sicurezza,
nella consapevolezza che sia necessario educare in modo completo il
lavoratore". - -->.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mirandola. Ieri
convegno e inaugurazione della nuova sede Cisl 'Anziani, mancano 700 posti
letto Nella Bassa 29mila euro a persona' MIRANDOLA. E' stata inaugurata ieri
mattina a Mirandola la nuova sede della Cisl, in via Bernardi. L'evento è stato
preceduto da un importante convegno, nell'auditorium del castello, durante il
quale è stato presentato il primo rapporto sull'equità del welfare modenese.
"Un welfare di qualità, ma chiuso e iniquio: chi è fuori e fuori, chi è
dentro è dentro". Il giudizio della Cisl arriva dopo gli approfondimenti
dell'Osservatorio sull'equità e i risultati della ricerca commissionata alla
Aretès. "Emerge che il welfare modenese ha un'elevata qualità e
sostenibilità, ma è carente rispetto ai valori di giustizia e comunità - ha
detto Francesco Falcone, segretario provinciale della Cisl - Chi ha la fortuna
di essere dentro la rete dei servizi è tutelato. Coloro che sono esclusi,
invece, faticano a entrare e faticheranno sempre più". Uno dei problemi
evidenziati è che mancano 700 posti letto nelle strutture residenziali.
"Sono quelli che servono per arrivare a un'offerta complessiva provinciale
di 2720 posti letto, che garantirebbero l'obiettivo del 4% degli ultra 75enni
concordato tra Regione e parti sociali. Oggi invece - ha denunciato Piero
Pifferi, segretario provinciale del sindcato pensionati Fnp-Cisl - si arriva
appena al 3%, e nemmeno in tutti i distretti". Per ogni tre posti letto in
Rsa e case protette ci sono due anziani assistiti a domicilio o in centro
diurno. Il sindacato chiede che il servizio sia potenziato fino ad arrivare al
rapporto di uno a uno. Poi sul costo annuale dei servizi - in media circa
25mila euro a persona - la Cisl domanda perchè qualche distretto spenda meno (a
Carpi 22.700 euro) e altri di più (a Mirandola 28.300 euro). La discriminante
potrebbe risiedere nel rapporto tra ore lavorate nei servizi e quelle relative
all'amministrazione: ci sono distretti virtuosi (a Castelfranco 12 ore di
pratiche ogni 100 di servizi), altri meno (Mirandola 19 ore
di burocrazia). Altro
problema è quello dei Servizi di Assistenza Domiciliare, destinati solo
all'anziano solo. "Per essere equi dobbiamo calcolare anche il reddito dei
figli non conviventi con l'anziano assistito", ha sottolineato Falcone. Al
taglio del nastro c'erano anche il presidente della Provincia Emilio Sabattini
e il sindaco di Mirandola Luigi Costi. "Aprire una nuova sede è
segno di vivacità e dinamismo, di attenzione a lavoratori e pensionati. Un
grande incoraggiamento alla partecipazione e alla democrazia" ha
dichiarato Costi. (el.pe).
( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ho fatto le
paste per Ciampi e Wojtyla" Il titolare, esausto per la burocrazia,
si dedicherà alla nipote e al nuoto LUCA MAROGNOLI TRENTO. Ennio Bertelli, 65
anni, esce dal laboratorio della pasticceria con il grembiule di plastica
indosso. "Erano dieci anni che non facevo più il pasticcere, ma domenica
avevo sei dipendenti su otto a casa per malattia e in produzione tre assenti su
quattro. Ho perso un po' la mano ma sono ancora bravo a decorare. Schematico
però. E' mio fratello che ha il bernoccolo artistico: due segni e la torta è
fatta". Bertelli, quando iniziò a fare il pasticcere? "Avevo 14 anni
e andavo a scuola: facevo ragioneria. Ho ancora il primo libro mastro e un
commercialista, che veniva il mercoledì, mi insegnò a fare la partita doppia.
Uno dei miei primi lavori, nel '57, consistette nel portare 3 milioni e 200
mila lire all'Ufficio Ige di via Roma, la vecchia imposta generale delle
entrate. Dovevamo pagare una multa che ci fece indebitare per anni".
Credevo che mi parlasse di cannoli, invece mi parla solo di carte bollate...
"La mia decisione di lasciare è maturata proprio per questo. Quando mi è
arrivata la cartella delle tasse. Ma il problema oggi è
soprattutto la burocrazia e
la fatica che comporta. Per ogni 1.000 euro di imposte che paghi, ne devi
aggiungere altri 1.200 di costi amministrativi, fra ragionieri, commercialisti,
consulenti del lavoro...". La burocrazia è la goccia, ma suppongo che la scelta di ritirarsi sia stata
meditata. "Pensi che avevo già firmato l'opzione per vendere tutto:
casa mia, al piano di sopra, e il locale. L'attività l'avrei rottamata perché
per venderla paghi di più in tasse. Volevo andare all'estero, perché questo
Paese è cotto e senza più stimoli. Sono convinto che succederà qualcosa entro
fine anno". Tipo la crisi argentina? "No, tipo '68. La gente è
incazzata. Le imprese non hanno i soldi per pagare i salari dei dipendenti, che
sono troppo bassi. Questo perché se li cucca tutti l'apparato pubblico".
Cosa l'ha spinta a tornare sui suoi passi? "Le lusinghe dei miei clienti,
che mi dicevano di non arrendermi. Poi l'amore per il mio lavoro e soprattutto
mio fratello Adriano... L'ho visto tristissimo: è l'azienda del papà, mi diceva.
Quando morì io avevo solo 23 anni e lui 7 meno di me, tanto che fui nominato
suo tutore. Oggi ne ho 65 e alla mia età alla scritta traguardo non sei ancora
arrivato ma la fascia in lontananza si vede". E quindi che ha fatto?
"Ne abbiamo parlato con il ragazzo che fa il pasticcere. Prenderà in
affitto l'attività, con l'attrezzatura e l'avviamento, che è la cosa più
importante. E' qui da tre anni, ne ha 28 ed è marchigiano. I trentini non se la
sentivano". Crede che ce la potrà fare? "Sarà dura per lui. Un
fardello terrificante. A mandare avanti il negozio c'eravamo io, mia moglie,
mio fratello Adriano e mio figlio Riccardo. Qui devi lavorare 360 giorni
l'anno: il sabato, la domenica e le feste soprattutto. Sarà dura anche perché
io sono a casa mia e lui dovrà pagare l'affitto". Ma i margini di guadagno
ci sono ancora? "Ci sarebbero. Bisogna vedere se riuscirà a gestirla bene.
Sennò venderemo ai cinesi. Pensi che doveva venire una multinazionale dei
profumi". Sarebbe l'ennesima. "Sì, la trattativa era a buon punto,
poi per una serie di motivi non abbiamo trovato l'accordo. Forse è stata la
mano divina, ho pensato. Sono molto umorale. E fatalista". La qualità
resterà uguale? "Speriamo. Verranno a mancare due professionisti di
primissima grandezza come mio fratello e mio figlio, che ha qualche problema
fisico". Come si vede fuori dalla pasticceria? "Farò il nonno, come
Prodi. E poi andrò a nuotare, sono stato un dorsista discreto". Cosa le ha
dato questo mestiere? "Ho fatto grandi sacrifici e ricevuto grandissime
soddisfazioni. Nel 1953 mandammo uno zelten a tutti i deputati di Montecitorio.
Ho plichi di biglietti di ringraziamenti: c'è anche quello di Degasperi".
I clienti illustri? "Ciampi, quando era ancora ispettore della Banca
d'Italia, veniva a Trento ogni due mesi e passava regolarmente. Dieci anni fa
da presidente chiese se quella pasticceria c'era ancora. Ma abbiamo preparato
anche le torte e la briocherie per papa Wojtyla, quando venne in visita. Ci
dissero però che a colazione preferì una mela".
( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRENTO. La
pasticceria Bertelli ha rischiato di diventare una profumeria. L'ennesima di
questo centro storico che di giorno in giorno perde pezzi della sua anima
antica per lasciar posto all'omologazione delle grandi catene. La trattativa
era a buon punto, ma alla fine non si è raggiunto l'accordo. Ennio Bertelli, 65
anni, che con il fratello Adriano e il figlio Riccardo, porta avanti l'attività
che il padre avviò negli anni Venti in via Malpaga, lo ha preso come un segno
del destino. Aveva anche pensato di vendere la casa dove vive al piano di
sopra, di "rottamare" la licenza (troppo oneroso cederla) e di andare
a vivere all'estero: c'era già un preliminare firmato. Ma qualcosa all'ultimo
momento lo ha fermato. Forse l'odore e le forme della pasta di lievito,
"che è una cosa meravigliosa - dice - come la pelle di una donna",
forse la voce dei clienti che lo spronavano a non mollare. La decisione di
ritirarsi però era già presa. Irrevocabile: la morsa
asfissiante e ormai insopportabile della burocrazia, i problemi fisici del figlio, la convinzione che era giunto il
momento di fare il nonno della nipotina Sofia. Da qui l'idea: dare in affitto
l'attività al suo giovane pasticciere, un ventottenne marchigiano che lavora in
via Oriola da tre anni. Una specie di ultima spiaggia: glielo propongono
e lui ci sta. Gli adempimenti burocratici (gli ultimi) per la cessione sono in
corso. La pasticceria chiuderà due mesi, alla fine di giugno. In settembre a
gestirla non sarà più la famiglia Bertelli.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONFERENZA
ORGANIZZATIVA Cgil sempre più sindacato di servizio LA SOCIETÀ E IL MONDO DEL
LAVORO sono cambiati e cambia pelle anche il sindacato. A 15 anni dall'ultima
conferenza organizzativa la Cgil territoriale con oltre 22 mila iscritti, ha
ormai un numero di dipendenti pari a un comune di dimensioni medie. Non ci sono
solo sindacalisti, ma, più della metà degli addetti si
occupano della burocrazia
che assale cittadini più indifesi e pensionati. Per non parlareì del periodo
caldo delle denunce dei redditi. Si è passati dal sindacato di tutela ad un
sindacato di servizio che intende decentrare competenze sul territorio. Infatti
le grandi aziende hanno lasciato il posto a realtà più ridotte circondate da
decine di micro-imprese "satellite" con 2 o 3 dipendenti.
Mauro Romeri e la segreteria Cgil composta da Giocondo Cerri e da Walter Rossi
hanno presentato ieri le fasi della conferenza organizzativa prevista in
provincia il 7 marzo con gli appuntamenti successivi a livello regionale in
aprile e a Roma in maggio. P.D. - -->.
( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
I meriti di Ferrara
e le logiche umane Ho notato che qualche opinionista o editorialista accusa
Ferrara di aver detto che le donne che abortiscono sono delle assassine. Debbo
dire che questo è un tradimento della verità, perché Ferrara ha espresso un
giudizio sull'atto (la soppressione di una vita), non sulla persona che lo
compie. Assassinio o soppressione sono un po' come i due termini che si usano
per definire chi non vede: cieco o non vedente. Non si può quindi andare alle
conseguenze di quella affermazione, facendo dire a Ferrara quello che non ha
detto. Quasi tutti dicono che l'aborto è un dramma, e questo è vero. Ma chi
sono gli "attori" in questo dramma? Sono la donna, il bambino e noi
tutti. La donna, spesso lasciata sola da una società indifferente (a parte il
Movimento per la vita); lasciata sola da uomini che hanno dato il loro
contributo perché avvenga il concepimento, per i quali è molto utile lo slogan
che dice "l'utero è mio e me lo gestisco io". Ma vi sono anche degli
uomini che vorrebbero dire la loro e non possono, sempre a causa di quello
slogan. L'unica vittima innocente in questo dramma è però il bambino. Mi pare
che il merito di Ferrara sia stato quello di mettere tutti noi - non solo le
donne - di fronte a questo dramma, che si ripete circa 130 mila volte all'anno
nella sola Italia. Mi viene spontaneo, guardando ai nostri mali, pensare al
dramma che coinvolse un "povero Cristo" 2000 anni fa. Anche in quel
dramma le nostre povere logiche umane fecero si che si condannasse un
Innocente. Il potere politico, rappresentato da Pilato, vide che in Lui non
c'era colpa tale da meritare la morte, ma, sottostando alla logica di potere,
minacciata da una maggioranza urlante e condizionata dai poteri forti, se ne
lavò le mani. Fatta salva la verità dell'atto drammatico in sé, possiamo quindi
dire che tutti siamo più o meno colpevoli del male. Siamo colpevoli quando non
diciamo la verità, quando la deformiamo per scopi ideologici. Siamo colpevoli -
anche come mass media - quando diffondiamo solo il male e non sappiamo proporre
il bene e i valori. Claudio Forti MATTARELLO Quelle note volgari durante il
Carnevale Anche quest'anno sul bellissimo altipiano di Lavarone, conosciuto per
la prestigiosa presenza di Sigmund Freud, è arrivato il carnevale. Peccato che,
in questa atmosfera invernale, immersi nella natura innevata, i nostri bambini,
partecipando alla festa di carnevale organizzata nel piazzale delle scuole
elementari di Lavarone Cappella, abbiano dovuto subirsi le inaudite volgarità
di un cd dei famosi Articolo Trentino che facevano vergognare chi ai propri
figli cerca di dare il buon esempio. Due genitori in vacanza sull'altipiano che
insieme ai loro bambini credono ancora nella bellezza dei colori di arlecchino.
Lettera firmata Noi siamo solidali con il dottor Chistè Stupiscono e allarmano
alcune dichiarazioni uscite recentemente sulla stampa locale ("Trentino",
giovedì 31 gennaio 2008) a proposito dell'operato della Soprintendenza per i
beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento e in modo
particolare del suo ex dirigente dottor Pasquale Chistè. Stupisce e allarma
leggere che il personale interno avrebbe potuto svolgere l'inventariazione di
oltre 300 fondi archivistici dislocati e"dispersi" su tutto il
territorio provinciale, che avrebbe potuto catalogare le oltre 200.000 edizioni
antiche possedute dalle biblioteche trentine o i codici medievali, che avrebbe
potuto sistemare e restaurare centinaia di volumi, antichi documenti e
pergamene. Ci meraviglia che "riordinare e archiviare [sic] i
documenti" non presenti "alcuna difficoltà", come sembra
suggerire la Procura della Corte dei conti, e ci chiediamo a che servano la
conoscenza del latino e del tedesco, la paleografia e i corsi di archivistica
che vengono richiesti al personale che su questi fondi si trova a operare.
Stupisce e allarma ancora di più se questo si legge in un articolo dal titolo
"consulenze inutili" in cui si intervistano esperti del mondo del
lavoro che avvallano e sottoscrivono certe affermazioni. Se il Trentino può
vantare una situazione di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio
librario e archivistico che ci viene invidiata anche dalle realtà di punta
italiane (Toscana e Lombardia in primis) lo dobbiamo proprio a queste
"consulenze inutili" e alla passione con la quale il dottor Chistè ha
portato avanti con tenacia e determinazione un progetto di mappatura e conoscenza
del patrimonio culturale locale. Ma stupisce e allarma anche il silenzio con il
quale sono state accolte certe affermazioni. Possibile che studiosi, storici e
semplici appassionati, utenti di quegli archivi riordinati, inventariati e
messi a disposizioni di tutti, proprio per mezzo delle "consulenze
inutili" non abbiano niente da dire a questo proposito? Non ci resta che
concludere che mala tempora currunt, facendo i migliori auguri al dottor Chistè
e ribadendogli la stima e solidarietà. Milena Bassoli Mauro Hausbergher TRENTO
C'è bisogno di una politica che pensi ai cittadini Auspico una campagna
elettorale vivace, educata, intelligente, rispettosa e che sia centrata sui
problemi dei cittadini più deboli e bisognosi; che discuta dei grandi temi
irrisolti in Italia: la difesa della Costituzione, una nuova legge elettorale,
il conflitto d'interessi, la troppa burocrazia, la mafia, l'evasione
fiscale, l'economia, il rispetto dell'ambiente, i diritti civili, il costo
della vita, i salari troppo bassi. Spero sia fatta in mezzo e con le persone da
ascoltare, specialmente i più bisognosi, gli operai e i pensionati, gli
ammalati e gli anziani in genere. L'ultimo governo qualcosa ha fatto, ma
è stato troppo poco e quasi insignificante, bisogna coinvolgere di più anche i
giovani ed elaborare con loro progetti che li riguardano, l'educazione alla
legalità, alla sicurezza stradale, il miglioramento dell'istruzione, i servizi
sociali, nuovi luoghi di aggregazione. Da subito il governo ancora in carica
dovrebbe poi approvare gli iltimi decreti in ballo per aumentare i salari,
diminuire le tasse, migliorare la gestione della cosa pubblica, per far sì che
la politica non sia un costo ma una risorsa. C'è bisogno di una politica alta,
vera, onesta e trasparente, priva d'interessi personali, che sia al servizio
dei cittadini, degli interessi generali e del bene comune, con l'obiettivo di
arrivare ad una società più equa e giusta, piena di diritti e di valori veri
per tutti. Bernardo Tardocchi ROVERETO AI LETTORI Siate brevi. La concisione
garantirà una pubblicazione integrale e tempestiva delle vostre lettere, che
devono essere firmate e contenere l'indirizzo del mittente, anche via e-mail.
Non saranno pubblicate lettere anonime.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'obiettivo è
raggiungere i 20mila visitatori dello scorso anno LONGARONE. Bioedilizia,
specializzazione delle piccole imprese, ripresa degli investimenti degli enti
pubblici e fine dell'"ambientalismo del non fare". Sono queste le
linee guida per il futuro dell'edilizia bellunese ma non solo, così come
prospettate durante i discorsi d'apertura della terza Costruire, la fiera
longaronese dedicata al mattone. Fiera che ha concentrato nei suoi 17 mila
metri quadrati di spazio espositivo 296 marchi aziendali, il 22% in più
rispetto al 2007. "L'edilizia sarà uno dei temi trainanti dell'economia
del prossimo futuro", ha detto l'assessore regionale Massimo Giorgetti
inaugurando l'evento. Il presidente Giovanni De Lorenzi ha aperto gli
interventi presentando i numeri di questa edizione. L'obiettivo è confermare i
20 mila visitatori della passata edizione. Una cinquantina le nuove aziende che
hanno scelto la vetrina longaronese, provenienti dal Triveneto e anche
dall'Austria. Il sindaco di Longarone Pierluigi De Cesero ha posto un punto di
domanda sul successo della fiera. "Perché tanto successo nonostante l'edilizia
non passi certo un momento felice? Perché chi si occupa di edilizia non si
arrende di fronte alle diffcoltà", ha risposto. "Uno dei problemi più
gravi nel settore è il rallentamento dei lavori pubblici causato dall'eccessiva burocrazia e dalla mancanza di risorse", ha aggiunto, "ci vuole
un rilancio del pubblico, non bisogna dire di no a tutte le opere come
l'autostrada e la Tav. L'altra frontiera importante per il futuro è la
bioedilizia". "Dobbiamo opporci all'ambientalismo del non fare",
ha aggiunto la vicepresidente della Provincia di Belluno Claudia Bettiol,
"la tutela dell'ambiente deve essere compatibile con le esigenze dello
sviluppo". Bettiol ha anche collegato l'evento longaronese, in cui il
legno è protagonista, con l'anno internazionale del design. Giorgetti ha
concluso la cerimonia di apertura rilevando come "l'edilizia privata ha
trascinato il settore negli ultimi anni" e ricordando gli interventi della
Regione Veneto in materia: legge sulla bioedilizia e "pacchetto casa con i
vincoli del risparmio energetico per le nuove edificazioni". A margine
dell'apertura la consegna del secondo Premio Longarone Fiere a Paolo Terribile,
industriale bellunese che ha portato avanti attività di vario genere,
all'alimentare al metalmeccanico, presidente della Camera di commercio e della
Federazione dei Distretti. "Sono in imbarazzo perché credo che in questa
provincia ci siano ben altre capacità imprenditoriali", ha detto Terribile
ricevendo il riconoscimento. "In questi ultimi decenni", ha aggiunto,
"la nostra provincia è cambiata radicalmente e Longarone Fiere fa da
vetrina del territorio". Enrico Costa.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALERMO ? Una parte
del "tesoro" dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo
Piccolo (circa 150 milioni di euro tra aziende edili, ville, complessi
turistici a San Vito Lo Capo e cave) è stato sequestrato dalla polizia di
Palermo. Il malloppo era intestato ad alcuni prestanome, tra i quali Andrea
Impastato, 60 anni, già arrestato nel 2002 per associazione mafiosa. Al
"tesoro" dei boss si è arrivati in seguito alle indagini su Pino
Lipari, considerato il cassiere di Provenzano. Ma sui sequestri esplode già la
polemica. I magistrati, infatti, denunciano che da due mesi il ministero della
Giustizia ha sospeso le password che consentivano alla procura, in tempo reale,
di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti correnti e la
disponibilità di auto. "Noi combattiamo la mafia ? dicono i magistrati ? e
invece la burocrazia ci frena". - -->.
( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La libertà non ha
colori ...neanche a Costalta DI FIDEL Castro e Ernesto Guevara io, comunista,
invidio la rivoluzione, il credo in un ideale, la voglia di lottare per la
libertà di Cuba e dei cubani. Che poi questo sogno si sia via via dissolto, e
Cuba si sia trasformata in una dittatura repressiva è evidente agli occhi di
tutti. In Italia, i nostri nonni, i nostri partigiani, ci hanno consegnato uno
stato libero e democratico. Ottenuto ciò ci siamo un po' seduti sugli allori,
dando la possibilità a qualche piccolo "tiranno di quartiere" di
alzare le testa. Un esempio di "degrado democratico" lo abbiamo a
Costalta piccola frazione del piccolo comune di San Pietro. Qui il
"tiranno", salito al potere qualche anno fa, si diletta da tempo nel
sopprimere, nel limite della legalità, questa frazione a lui avversa. Tra le
sue opere può vantare la chiusura dell'asilo, delle scuole elementari, del
centro sportivo, ed ora, per finire, la ceda del comitato, pericoloso luogo di
aggregazione di oppositori politici. Insomma, se una volta gli oppositori
venivano mandati al confino, ora, togliendogli il poco che hanno, un po' alla
volta, e senza violenza, si riesce ad ottenere una migrazione spontanea di
esseri indesiderati. La ceda del comitato si trova (o trovava) al piano terra
della canonica, e lo sfratto è stato possibile grazie all'assenso della curia
bellunese, il cui capo, Giuseppe Andrich, forse troppo preso dall'agiata vita
che il potere garantisce, non si è nemmeno degnato di rispondere alle numerose
lettere dei parrocchiani, evidentemente utili solo nel momento in cui
elargiscono offerte, necessarie al mantenimento dell'oneroso stile di vita dei
rappresentanti ecclesiastici. Per sostenere la "rivoluzione costaltese",
all'indirizzo e-mail costaltalibera@libero.it sono ormai decine i messaggi di
solidarietà giunti da tutta Italia, e da esponenti politici di idee
trasversali, come dimostrano le lettere del compagno Ezio Lise e di Paolo Bampo
che comunista sicuramente non lo è. Tutti uniti quindi perche la libertà non ha
colori politici, ed è un diritto. Anche per Costalta. Daniele Zandonella
COSTALTA L'Italia dei carrozzoni e l'acqua "salata" QUASI, quasi
sembra d'essere a Zelig, in quel "format" televisivo zampillante di
boutade e gag assortiti, dove l'immagine di un'Italia "cicalina",
tartagliante, surreale, a volte con il cuore in gola, viene inesorabilmente
messa a nudo. L'Italia di Zelig, volente o nolente, rispecchia l'Italia del
Cadore e del Bellunese. Ma quassù, dove tutto dovrebbe (in apparenza) scorrere
limpido come l'acqua per l'integrità morale della gente, c'è poco da ridere.
Già, l'acqua. Bene prezioso, capitale. Ma da prendere con le dovute
precauzioni. In dosi omeopatiche. Con le pinze, insomma. L'acqua procura benefici
all'organismo, ma a volte può innescare effetti collaterali pesanti, in grado
di alterare le vie biliari (e non solo quelle) quando i "canoni" da
versare fanno a pugno con l'irrazionalità, e stenderebbero - per la loro entità
- persino un bue. E se nell'Agordino la fronda per le bollette
"gonfiate" si sta allargando a macchia di leopardo, gli spifferi
della protesta sui servizi tutt'altro che "low cost" dell'ente
erogatore sulle tariffe domestiche attinenti i prelievi dell'anno 2006,
soffiano con inusitata intensità nel Cadore Centrale. Mai come negli ultimi
periodi l'acqua ha rivelato un elevato coefficiente di acido: è talmente
"piccante" da... evocare il sale inglese, quel solfato di magnesio,
usato come purgante. Solo che, nella fattispecie, la "decantazione"
va direttamente a ripulire il portafoglio. A mio padre, passato da un anno a
miglior vita, il Bim ha elaborato una fatturazione "cosmica"
corrispondente a 2.059,06 euro. Che non sono proprio bruscolini. Ed allora non
è affatto da biasimare se qualcuno, con le tasche "d'importazione
genevose", d'estate - è accaduto di recente - di prima mattina, al riparo
da occhi indiscreti, possa servirsi di qualche fontanina comunale per...
detergersi. Amenità a prescindere, i duemila passa euro conteggiati nell'arco
di tempo tra il dieci agosto 2005 ed il trentun dicembre 2006
"parlano" di un consumo di 1.435 mc. V'è da rimaner basiti. Delle
due, l'una. O al Bim hanno preso fischi per fiaschi (e non sarebbe la prima
volta!) oppure lo stesso bacino imbrifero conserva poteri prodigiosi, in grado
di convertire una modesta abitazione di montagna (con tre inquilini) in una
caserma di alpini, o volendo in una piscina. Cose turche. Che non stanno, né in
cielo, né in terra. Eppure lo scorso anno l'acqua era più che "tollerabile":
50,45 euro per un consumo di 56 metri cubi in bolletta. Un tempo - Vigo si
puntellava sull'azienda elettrica municipalizzata: pur tra qualche
"neo" sono in diversi ora a rimpiangerla (non foss'altro per le
tariffe congrue!). Siamo purtroppo alle solite. L'Italia perde il pelo, ma non
il vizio. Il vizio è quello dei "carrozzoni". Ardui da sradicare.
Giuseppe Da Sacco PELOS DI CADORE L'elettroshock è solo una tortura EGREGIO
direttore, alcuni giorni fa su Radio24 ho ascoltato un'intervista a uno psichiatra
a proposito dell'elettroshock. In un primo tempo ho pensato ad una burla (la
parodia di qualche film), poi rendendomi conto che non si trattava di uno
scherzo, ho continuato ad ascoltare con maggiore attenzione. La mia prima
reazione è stata d'incredulità, perché ingenuamente supponevo che questa
pratica (come cura) fosse stata abolita da tempo e collocata nell'ambito che
gli é consono: quello delle torture! Sì...perché di vera tortura si tratta!
Come si può pensare da esseri civili che l'infliggere dolore ad una persona
possa essergli in qualche modo d'aiuto? Certo il professore ha cercato di
addolcire la pillola, asserendo che la colpa della pessima fama di questa
"cura" risiede nel nome e nella famosa pellicola "Qualcuno volò
sul nido del cuculo". Siamo seri! Non si può scherzare con la vita umana e
soprattutto con la mente. E' come cercare di aggiustare un orologio usando un
martello! Non credo che il risultato sia del tutto soddisfacente. In ultima
analisi ritengo che le parole del medico siano un insulto al buon senso ed un
invito ad utilizzare metodi che dovrebbero essere banditi per sempre e lasciare
il posto ad altri più umani e dai risultati più prevedibili e non devastanti.
Il succitato professore ha presentato l'Ect come una pratica innocua e priva di
effetti collaterali, comparandola addirittura all'aspirina. E' una bugia
colossale! Chiunque abbia avuto occasione di conoscere qualcuno che sia stato
trattato in tal modo, se ne potrà rendere conto immediatamente. Vorrei fare un
ulteriore appunto: essendo uno scrittore appassionato ovviamente del mondo
letterario, mi è ben nota la triste vicenda del premio Nobel Ernest Hemingway,
la cui vita, nonché la sua abilità artistica, sono state distrutte dalla stessa
metodologia brutale. Possibile che nel 2008, ad una scienza che in alcuni
settori ha conseguito risultati preziosi, si contrapponga nello specifico un
approccio alla salute mentale assolutamente barbaro ed inappropriato? Queste
cure, secondo il mio parere, sono autentiche mine vaganti e altrettanto lo sono
quei personaggi che con le loro parole prospettano un ritorno a metodi
medioevali che nulla hanno di scientifico. Lettera firmata Mancavano solo i
Radicali nel nuovo Pd DOPO l'Italia dei valori di Di Pietro, che con il governo
Prodi più di una volta votarono con Berlusconi contro il loro governo, ora
fanno parte del partito democratico di Veltroni anche i radicali, che nel
precedente governo Berlusconi ne facevano parte. Finalmente un po' di
chiarezza. Un po' di coerenza non guasta mai. Dopo aver silurato Prodi con
continui ammiccamenti con Silvio Berlusconi, Veltroni è riuscito a mettere
insieme chi più osteggiava Prodi. Manca purtroppo il povero Mastella, che
avrebbe certamente potuto contribuire alla rinascita di questo paese
all'interno del Partito democratico. Dimenticavo Montezemolo: anche lui
condivide profondamente il programma del Pd, un programma per il popolo, un
programma per i precari, un programma per chi non arriva alla fine del mese con
il proprio salario, un programma che piace tanto agli industriali e a chi tanto
tanto più del normale cittadino. Dopo il grande illusionista Berlusconi ecco al
centro un altrettanto tavoliere. Diego De Toffol BELLUNO Scegliete i candidati
nei campus di Rebibbia MI SEMBRAVA che la proposta dell'onorevole Fini,
sostenuta dall'onorevole Maroni (ma questo vale anche per il Pd di Veltroni)
fosse ovvia: non candidare persone condannate per un certo tipo di reati. Ma la
risposta dell'onorevole Cicchito lascia basiti: "Ho grandi dubbi a
lasciare che siano le procure a scegliere i candidati". A questo punto
perché non scegliere i migliori candidati nei "campus universitari"
di Rebibbia, Regina Caeli, San Vittore e dell'Ucciardone? Magari anche passando
per Aversa, dove qualche "beautiful mind" si troverebbe senz'altro.
Giampietro Fant LIMANA Lo sport è visibile ma solo grazie alla Rai CAPEZZONE
l'ex parlamentare del partito "La Rosa nel Pugno" ora si è
specializzato in commenti calcistici, frequentando il noto "Processo di
Biscardi". Ebbene l'ultima sua apparizione l'ha dedicata in gran parte nel
criticare l'operato della Rai, asserendo che non dedica spazio sufficiente per
le trasmissioni sportive, ai suoi abbonati. Probabilmente si sta confondendo (e
peggio sta deligittimando oltre misura i demeriti della Tv di Stato) in quanto,
se fosse documentato, proprio il calcio (che ora tanto ama) se non fosse per la
Rai (vedi per esempio la Champions League e la Nazionale) nessuno lo potrebbe
seguire; è vero, si potrebbe ovviare con Mediaset, ma a pagamento (poi facciamo
i conti a fine anno quanti abbonamenti Rai ci starebbero nel computo locale).
Inoltre, direi all'ex parlamentare che lo sport non è fatto di solo calcio, e
per questi altri ancora con la Rai da qualche tempo siamo ben forniti (se fosse
per Mediaset sarebbe da rivolgersi a "Chi l'ha visto"). Caro
Capezzone quanto da lei dichiarato probabilmente è cosa vecchia di almeno un
"decennio". Cordiali saluti. Luigi Palman BELLUNO Non si giudica
senza conoscere APPROVO e apprezzo la risposta del signor Bruno Gorza, in
merito alla mia lettera sulle "scoaze". Infatti ha ragione che
tramite stampa non ho dato soluzioni, ma assicuro il signor Gorza che in
commissione "scoaze", ho illustrato molto bene il mio punto di vista
per la risoluzione del problema, visto che io in Algeria ho avviato una
discarica senza emissioni di qualsiasi gas o percolato da smaltire e
soprattutto senza costi di "post mortem" della discarica. Ti assicuro
caro Gorza che gli algerini ancora mi ringraziano. So pure che dovrò combattere
perché non si faccia un termovalorizzatore in Valbelluna, dove le tantissime
giornate di inversione termica bloccano il ricambio d'aria. Mi scontrai molto
di brutto con l'ex sindaco Bortoluzzi sul tema inceneritori, mi dette ragione,
però solo dopo cattivi eventi alla sua persona: ecco perché a volte dico che
non si può tradurre tutto in denaro o vantaggio economico "sulla pelle di
tutti". Mi dispiace il tuo sarcasmo nei miei confronti sul presunto mio
attaccamento alla "carega", avrei potuto fare l'assessore con le deleghe
agricoltura e ambiente, cose che mi appartengono come esperienza, ma odio la burocrazia e il 90% in questo ambiente è burocrazia. E poi, in quanto ai rospi che dovrei inghiottire, si vede che
non hai mai partecipato ad un consiglio comunale. Ti saresti accorto che molte,
anzi moltissime volte voto da solo contro tutti e parlo sia di maggioranza che
di opposizione. Io il servo politico non l'ho mai fatto, lo dimostra la
mia sospensione dal mio movimento, perché considerato poco gestibile; pensa te
se può essere un sindaco o un presidente a tapparmi la bocca. 1) Quanto al tuo
chiamarmi "signor Silvano", è una tua scelta che non contesto, il
nome "Orso Grigio" l'ho adottato per un mio grosso problema
"logopedico", ovvero sono balbuzziente e cominciare con qualsiasi
consonante mi incespica il parlare. E visto che orso grigio comincia con una
vocale, mi trovo a mio agio nel presentarmi. 2) Probabilmente avrai ragione che
avrò la forma, ma poca sostanza; non sono l'essere perfetto, né di corpo né di
anima, sono un normale essere umano che si trova meglio con la tuta da lavoro,
piuttosto che in abiti "civili". Mi hai mai visto forse con la cravatta?
In quanto all'eventualità del taglio dei miei capelli e della barba ti dico:
"Vedi caro Gorza Bruno, qualche anno fa un pittore "pazzo", mi
fece un ritratto dove appaio con metà faccia senza barba e capelli corti e
l'altra metà con barba e capelli lunghi, quando me lo diede disse questa frase:
"Non è importante come ti vedi o come ti vedranno, si terrà conto di
quello che uscirà dalla tua bocca e visto che balbetti, dalla tua penna".
E poi probabilmente avrai ragione tu Gorza in tutto quello che hai detto, ma è
certo che da parte mia faccio del mio meglio per "evidenziare" i
problemi e cercare di "risolverli". Vienimi a trovare durante un
consiglio comunale e capirai molte cose. Giudicare senza conoscere non ti dà il
passaporto per ostentare intelligenza. Orso Grigio SOIS.
( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Enti Locali Numero 045, pag. 21 del 22/2/2008
Autore: Antonio Zucaro vicepresidente operativo Cida Visualizza la pagina in
PDF L'Intervento Dirigenti, riforma in panne Il naufragio
del governo Prodi e della XV legislatura porta con sé anche l' affondamento di
un progetto di riforma della dirigenza pubblica del ministro Nicolais. Resta
ancora insoluto, perciò, il nodo dei rapporti tra politica
e burocrazia, uno dei più
stretti, aggrovigliati e unti del nostro sistema istituzionale. La questione
viene così consegnata alle ambizioni riformatrici della prossima legislatura,
alle quali conviene segnalare se non altro i punti chiave già individuati dal
progetto Nicolais. L' attribuzione degli incarichi, in primo luogo: il
progetto abbozza una procedura di comparazione tra le caratteristiche del posto
da ricoprire e i connotati professionali dei diversi aspiranti, i cui esiti
vengano resi pubblici. Ciò, anche per gli incarichi di direzione generale, al
posto della discrezionalità "politica" che oggi regna sovrana. (E, forse,
è questa la prima ragione dell' insabbiamento_.) La responsabilità, ovvero la
rimozione dall'incarico e, per i casi più gravi, dall'impiego. La norma
precedente, confusa e praticamente inapplicata, viene riscritta precisando
fattispecie e sanzioni collegate. I doveri, non in termini generici ed
astratti, ma attraverso codici etici specifici, diversi per ogni
amministrazione, perché diverse sono le funzioni. E se la singola
amministrazione non provvede, il codice specifico viene emanato dalla
presidenza del consiglio. I poteri, di organizzazione interna dell'ufficio, su
strutture, procedure, distribuzione e impiego delle risorse umane. Inoltre, di
utilizzo pieno, o comunque meno vincolato, delle risorse finanziarie a
disposizione sui diversi capitoli di Bilancio. Avvicinandosi, così, al modello
privatistico anche su questo versante, decisivo per il buon andamento delle
amministrazioni. Resta, nel progetto, un buco, rappresentato dalla mancata
regolazione dei quadri, categoria che della dirigenza costituisce il primo,
naturale serbatoio e senza l'apporto della quale nessuna dirigenza potrà mai
dirigere nulla. Qui, è pesato il niet dei sindacati del personale, che mal
tollerano gerarchie e soprattutto hanno consolidato l'utilizzo delle fasce più
alte dell'inquadramento professionale per garantire promozioni di massa
all'insieme dei dipendenti. In questa situazione di confusione generale resta
chiaro e fermo l'impegno della Cida e della sua Federazione della Funzione
pubblica a riproporre questo tema complessivo, le singole questioni e le
ipotesi di soluzione alle maggiori forze politiche oggi in campagna elettorale,
e poi al nuovo parlamento.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Un anno a remi fino
a Sydney Bellini, da Lima è partita la sfida all'oceano Pacifico L'IMPRESA
TRIESTE Ha preso il largo dalla costa di Lima (Perù) ieri alle 20.40 (ora
italiana) Alex Bellini, il rematore solitario che nella sua nuova sfida punta
ad attraversare a remi l'intero oceano Pacifico, fino a Sydney, dove arriverà
tra poco meno di un anno. Nato ad Aprica, in provincia di Sondrio, Bellini vive
a Visogliano da qualche mese, dopo essersi sposato con una triestina. Diecimila
miglia di navigazione all'altezza dell'Equatore, il passaggio in alcune zone di
mare particolarmente pericolose, alla velocità media di due nodi (4 km
all'ora), nessun supporto a mare se non la forza dei suoi muscoli per remare e
i pannelli solari Nrg Sunrise ad alta tecnologia per far funzionare la
strumentazione elettronica: questi i dettagli della sfida, un elogio alla
lentezza, un'impresa estremamente complicata, sia per l'impegno e lo sforzo
fisico, sia per l'aspetto psicologico: Alex sarà infatti completamente solo, e
non riceverà alcun sostegno via mare. Bellini non è nuovo a queste sfide: dopo
aver attraversato per due volte l'Alaska a piedi, e partecipato alla Maratona
delle sabbie, nel deserto del Sahara, nel 2005 è stato il primo sportivo ad
attraversare in solitario a remi il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, per un
totale di seimila miglia di navigazione da Genova a Fortaleza in Brasile.
Lentamente, Alex Bellini ha preso il largo ieri dalla costa peruviana, salutato
da moltissime persone che hanno seguito la sua impresa dal Perù, incontrate
mentre risolveva problemi relativi allo sdoganamento dell'attrezzatura, durato
oltre un mese. "È arrivato il momento - ha detto Alex
- dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. È difficilissimo
salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di
cominciare questa lunghissima sfida". Francesca Capodanno.
( da "Adige, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PALERMO - Si
nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno
del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss
Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo PALERMO - Si nasconde fra le ville
al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in
diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e
Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro,
intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato oggi
dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il
provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che
hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e
del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea
Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un
comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo
Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava,
complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di
Giacomo detto "u sinnacheddù, esponente mafioso di spicco della famiglia
di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa
nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe Pino Lipari, il "cassiere" di
Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è
emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali
referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere
appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive
indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che
economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come
Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati
dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa
nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato.
"Da circa due mesi il ministero della Giustizia - afferma - ha deciso di
sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in
tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la
disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle
nostre indagini". Scarpinato lancia l'allarme a margine della conferenza
stampa sul sequestro dei beni. Il magistrato sottolinea che quanto sta
accadendo "è preoccupante". "In questo modo - aggiunge - le
indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè
si deve materialmente andare all'ufficio registro per
consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro
automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere
ad un arretramento dovuto alla burocrazia". 22/02/2008.
( da "Provincia di Cremona, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione di Venerdì
22 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Lotta alla mafia. Ville, una cava,
complessi industriali, conti correnti. Il procuratore Scarpinato: la burocrazia ci ostacola Sequestrato il 'tesoretto' dei
superboss Un patrimonio di oltre 150 milioni intestati a prestanome di
Provenzano e Lo Piccolo di Luca Schiavone PALERMO ? Si nasconde fra le ville al
mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in
diverse aziende edili il ''tesoretto' dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore
Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di circa 150 milioni di euro, intestato a
prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli
agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il
provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che
hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e
del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea
Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un
comune nel Palermitano. L''uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo
Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava,
complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di
Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della
famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione
mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe Pino Lipari, il cassiere di
Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è
emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali
referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere
appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive
indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che
economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come
Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale
antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati
dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa
nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato.
"Da circa due mesi il ministero della Giustizia ? afferma ? ha deciso di
sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in
tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la
disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle
nostre indagini". Scarpinato sottolinea che quanto sta accadendo "è
preoccupante". "In questo modo ? aggiunge ? le indagini sulle misure
di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente
andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni
immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla
proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto
che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in
avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
DESENZANO /1.
L'incontro tra i nuovi dirigenti e primari ha riportato sul tavolo le vecchie
lacune del "Montecroce" "Ospedale, così non va" di Maurizio
Toscano Carenza di personale, soprattutto di quello medico; superamento di
alcuni problemi interni al reparto di chirurgia; studio particolareggiato della
convenzione tra ospedale e futuro centro oncologico "Laudato sì" di
Rivoltella per l'accreditamento di posti letto; proposta di elevare il nuovo
corpo di fabbricato fino al 5° piano; l'istituzione del Reparto di emodinamica.
Sono i problemi finiti sul tappeto nell'incontro tra primari dell'ospedale
Montecroce di Desenzano e la direzione, che nella circostanza, era rappresentata
dai suoi massimi vertici: il direttore generale Mara Azzi con i suoi più
stretti collaboratori Giorgio Barbaglio e Adriano Vaini, quindi il direttore di
presidio Gianpaolo Bragantini e il responsabile medico Lucio Dalfini. Che
l'ospedale gardesano si trovi alle prese con questi problemi da parecchi anni
non rappresenta certo una novità. Solo che si trascinano da troppo tempo e
rischiano ora di incancrenirsi. Una prima avvisaglia c'era stata nello scorso ottobre quando quasi sessanta medici del Montecroce denunciarono
apertamente una pesante situazione (carenza di organici, eccesso di burocrazia, progressivo spostamento di
personale dal comparto sanitario a quello amministrativo). Nei giorni scorsi,
Mara Azzi ha incontrato i primari dei reparti che hanno colto l'occasione per
illustrare le principali criticità dal loro punto di vista. Il Pronto
soccorso, è stato detto, è ancora privo di un primario e andrebbe potenziato.
Si registra poi una carenza di personale medico, perché sono sempre di più
quelli assunti a contratto o in condizioni di precariato: questo vuol dire
impoverire le professionalità di un reparto e rendere sempre più difficile
l'attività del primario. E ancora, per un ospedale per acuti qual è il
Montecroce è ormai improrogabile, hanno detto ancora i primari, l'apertura del
reparto di Emodinamica che si occupa della diagnosi, mediante coronografia e
angioplastica coronarica, delle cardiopatie ischemiche nelle sue varie
manifestazioni cliniche (angina pectoris, infarto miocardio acuto, ecc.).
Dunque, una persona colpita da una forma acuta di infarto deve per forza essere
trasferita ad altro ospedale nel caso non esistesse, come al Montecroce, questo
importante servizio. Mara Azzi, concludendo la riunione, si è impegnata a
risolvere i problemi, assicurando una cadenza periodica degli incontri con i
medici.[\FIRMA].
( da "Arena, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
AZIENDE. La società
di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River
Sicurezza "veronese" nel tunnel di Manhattan "Gli Stati Uniti?
Un mercato ricco, che offre molte opportunità e può dare grandi soddisfazioni alle
nostre aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è difficile
avvicinarsi. Chi ci scommette e gioca secondo le regole e la competenza
guadagna bene, ma chi prova a esportare i nostri vizi, prende sotto gamba le
norme e lavora in modo approssimativo può farsi molto male". Gino
Zampieri, ingegnere veronese e presidente della società di consulenza Ac&E
srl (con un valore della produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il
sistema produttivo degli Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire,
visto che parte del suo tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di
Manhattan, con il collega Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere
un'azienda italiana impegnata nello scavo dei tunnel per il passante
ferroviario che collegherà il quartiere di Queens con la Grand Central Station.
Un'opera colossale, con un percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale
transiteranno 200 mila persone al giorno, che costerà oltre 7 miliardi di
dollari e non sarà completata prima del 2014. Ma anche una sfida per i
contractors, che hanno dovuto mettere a punto macchine speciali, in grado di
perforare (per un diametro di 7 metri) una delle rocce più antiche e resistenti
del mondo, passando sotto l'East River. La società veronese è coinvolta nel
progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana che ha adattato allo scopo e sta
utilizzando una enorme "talpe". Ma la partnership nei controlli
tecnologici è solo uno dei campi nei quali è attiva Ac.&E: la società
veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di undici ingegneri, si occupa
anche di formazione per la sicurezza, di risk assessment, della gestione di
delicate campagne di recall (quando occorre "richiamare" i prodotti
difettosi) e di certificazione per i mercati nordamericani e la Russia, oltre
naturalmente a quelli europei. Ac.&E infatti certifica oltre il 60% delle
macchine italiane destinate agli Stati Uniti. Uno dei campi più complessi è il
rapporto tra le normative europee e quelle americane, perché spesso nascono
contrasti tra committenti, fornitori e autorità di controllo. "Oltre
Atlantico è necessario rispettare norme non solo strette, ma anche basate su
precise metodologie di applicazione", sottolinea Zampieri. "Ciò forse
comporta più rigidità, ma anche meno discrezionalità: e se
in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura
della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big
multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell
Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.
"Operiamo in un settore di nicchia sia nella certificazione che nei
controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice Zampieri, che è anche
incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla sicurezza delle macchine.
"Stiamo sperimentando anche campi innovativi, verificando ad esempio che
ormai nella fase di due diligence per le acquisizioni di aziende il risk
assessment è un fattore strategico, tanto quanto la valutazione finanziaria".
Confini aperti per le aziende italiane negli Stati Uniti, dunque, a patto di
stare alle regole. "Sì, ma con una necessaria precisazione: dopo l'11
settembre l'approccio è cambiato, c'è una maggiore chiusura anche psicologica e
le autorità verificano tutto, compresi macchinari e produttori. Quindi oggi un
imprenditore deve tenere sempre più conto dei fattori normativi, arrivando a
certificare l'intero stabilimento di produzione per acquisire più credibilità.
Credo che il made in Italy non abbia nulla da invidiare agli americani per
fantasia e tecnologia - conclude Zampieri - ma ancora molto da imparare come
metodo".
( da "Arena, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRASPORTI. Il
Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del
Veneto meridionale Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo di Francesco
Arioli Verona attiva la sua base logistica in Polesine: entro fine marzo - una
volta che i funzionari comunali avranno concesso l'agibilità - sarà infatti
pienamente operativa la piattaforma realizzata dal Consorzio Zai all'Interporto
di Rovigo, settemila metri quadrati di struttura multifunzionale destinata
soprattutto a corrieri e spedizionieri che, stando al direttore del consorzio,
Raffaele Frigo, "rappresenteranno una grande opportunità per far crescere
il traffico fluviale". L'annuncio è stato formalizzato l'altra sera al
Quadrante Europa, nel corso di un convegno sulle potenzialità di investimento e
di sviluppo nel Veneto meridionale in ambito logistico, ma anche produttivo e
commerciale. Un'occasione che è servita al direttore dell'interporto rodigino,
Erasmo Bordin, per aggiornare gli operatori sulla crescita del polo di scambio
e sui margini di incremento di traffico della rete idroviaria padana (812
chilometri che collegano Cremona e Mantova a Ferrara e più a nord, tramite il
Sile, il Brenta e il Livenza, fino a Padova, Treviso e Udine). Una rete che,
"con modesti interventi di adeguamento", ha rivelato Bordin,
trasporterà merci fino al lago di Garda seguendo il corso del Mincio. Bordin ha
poi riferito del progetto, messo a punto dall'Università di Genova, per la realizzazione
di un'imbarcazione "misurata" sulle caratteristiche dei corsi d'acqua
delle idrovie padane. Ebbene, alla luce dei parametri di larghezza, profondità
e caratteristiche della rete, le dimensioni massime della nave fluvio-marittima
sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e mezzo di larghezza, 1.800
tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a 2,80 metri. E il Consorzio
Zai (che detiene una quota di partecipazione dell'Interporto di Rovigo vicina
al 7%) era evidentemente ben consapevole delle potenzialità di sviluppo dei
trasporti via acqua quando, circa due anni fa, decise di investire sulla
neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e costata una cifra vicina
ai quattro milioni di euro "compreso il costo del terreno". L'iniziativa,
ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine dell'evento, "non è legata
esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto degli spazi da concessionare,
quanto al coinvolgimento degli operatori logistici" e
"all'incentivazione del traffico via acqua". Di sicuro interesserà
"gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno già manifestato un
certo interesse". La dotazione della piattaforma è naturalmente aggiornata
agli standard più moderni: suddivisione modulare, impianti di videosorveglianza
e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio, accessi già allacciati sul
lato gomma e sul lato ferrovia "con la possibilità di collegarsi
agevolmente anche al piazzale fluviale", ha precisato il direttore del
Consorzio Zai, "distante non più di duecento metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate
ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è
attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma
ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
APINDUSTRIA Crestani
presidente degli edili VICENZA Fabio Crestani è il nuovo presidente del
direttivo Aniem (Associazione imprese edili) di Apindustria. 41 anni, associato
dal 1991, metterà al servizio delle Pmi vicentine la propria consolidata
esperienza nel settore, essendo titolare di ben tre imprese attive nell'ambito
dell'edilizia. "Spero di poter dare un contributo
costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche
nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e
riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende".
( da "Adige, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nago. A Carnevale 5
quintali di spaghetti Un comitato inossidabile NAGO - Cinque i quintali di
spaghetti scolati in totale, trecento i chili di squisito ragù, dodici i
capienti paioli messi a bollire sul fuoco, una decina i portentosi cuochi che
si sono cimentati nella manifestazione. Il recente martedì grasso di Nago ( in
foto ) è stato festeggiato sotto il segno del Comitato Carnevale, associazione
di volontariato a cui il nome non rende del tutto giustizia. Infatti non solo
di carnevale si occupano i circa venti inossidabili che ogni anno, da ormai
trent'anni, costituiscono questo Comitato, da sedici presieduto da Dante
Vivaldi. Anche le festività natalizie, S. Lucia, la Befana, attività per
giovani ed anziani: un grande servizio offerto alla comunità, la quale risponde
sempre con affetto alle iniziative dei volontari. "Siamo pochi purtroppo -
sospira Dante Vivaldi, deus ex machina del Comitato - nel momento della festa
si è sempre in tanti, ma quando c'è da rimettere a posto, pulire,
lavare?insomma, c'è sempre bisogno di volontari di buona volontà." Le
iniziative per il Carnevale hanno visto protagonisti, oltre che spaghetti, ragù
e vin brulè, anche e soprattutto i bambini, camuffati con variopinti costumi e
impegnati nel concorso per le maschere migliori. Ma le origini di questa
associazione risalgono ben più indietro di trent'anni fa. "'Sti ani"
ovviamente le cose erano un po' diverse: niente richieste
scritte alle autorità, zero burocrazia, molte meno autorizzazioni e "scartoffie". Gli
organizzatori bussavano ad ogni porta del paese, quasi come ora, ma non
ricevevano offerte in denaro, bensì farina, zucchero, olio, beni di consumo che
poi venivano rivenduti per comperare la pasta per la festa. E poi c'era
l'albero della cuccagna da scalare, tradizione ormai sbiadita a causa della
pericolosità della pratica. L'operosità del Comitato Carnevale di Nago, è
elogiata anche dal sindaco Ennio Bertolini: "Da anni questo gruppo è
costantemente presente nello svolgere servizi alla comunità, dalle feste alle
attività sociali. Il sostegno del Comune è poca cosa rispetto al loro
impegno". C.T. 22/02/2008.
( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima Pagina
"Fatemi la visita". Muore dopo l'appello Stradella, la battaglia di
una dipendente della Regione Arriva tardi la lettera all'Inpdap e alla
Provincia pavese Nessuna risposta alla richiesta del controllo a casa
STRADELLA. Giuliana Mombelli, stradellina, era una tenace dipendente della
Regione. E' morta sabato scorso stroncata da un mieloma. Solo 24 ore prima in
una lettera, che ora diventa una lancinante testimonianza
sui guasti della burocrazia,
raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di
un'invalidità negata da ritardi e intoppi. "L'ultima volta che le ho
parlato mi ha chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per
venire al Sociale al prossimo spettacolo". A parlare è la cugina
Mariangela. Laureata in lettere, Giuliana Mombelli era molto appassionata di
cultura. A pagina 29.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il vertice
programmatico di Id. Zvech: valorizzati tutti gli indici di crescita
socio-economici. Malattia: Intesa, nome giusto per la coalizione Illy ai
partiti: dimezzeremo le leggi regionali Il milleproroghe? Martedì sciolgo la
riserva. Ma su Tav e rigassificatori non c'è accordo di PAOLO MOSANGHINI UDINE.
Meno leggi e snellimento della burocrazia, attenzione all'economia e alla coesione sociale. Ma il
programma di Intesa democratica divide - per ora - le forze della coalizione
sui grandi temi che legano infrastrutture e ambiente, e cioè Tav,
rigassificatori ed elettrodotti. Ieri l'incontro di Intesa democratica
per definire il programma in vista delle elezioni ha avuto - per Pd e Cittadini
- un esito positivo, mentre le forze della Sinistra Arcobaleno chiedono ancora
chiarimenti sulle questioni ambientali. Meno leggi. "Puntiamo sulla
semplificazione, con l'obiettivo di più che dimezzare il numero di leggi e di
regolamenti attualmente in vigore in Friuli Venezia Giulia", ha affermato
il presidente della Regione, Riccardo Illy. Anticipando alcune linee guida del
programma, Illy ha spiegato che esso "rappresenta la continuità rispetto a
quello della legislatura che sta finendo e prevede un ulteriore sviluppo
economico e un rafforzamento della coesione sociale". Illy ha anche
sottolineato che "il programma punta in maniera specifica sulle questioni
ambientali, concentrandosi sulle energie rinnovabili e sulla soluzione del
problema della raccolta e del trattamento dei rifiuti solidi urbani".
Milleproroghe. Illy scioglierà le riserve sulla sua ricandidatura alla
presidenza della Regione martedì prossimo, dopo l'esame del decreto
Milleproroghe al Senato. Il decreto contiene le norme sulla compartecipazione
del Friuli Venezia Giulia ai tributi Inps dei pensionati, ancorchè riscossi
fuori dal territorio regionale. Si tratta, in termini economici, di 20 milioni
per il 2008, 30 per il 2009 e 30 per il 2010. Dal 2011, invece, la regione
potrà percepire l'intero gettito - si stima una cifra variabile tra i 190 e i
250 milioni di euro - senza l'aggravio di maggiori competenze com'era previsto
dal secondo comma nell'articolo 5 della Legge Finanziaria, cancellato in sede
di commissione e mercoledì approvato dalla Camera. Il senatore friulano del Pd
Carlo Pegorer ha detto di essere fiducioso sull'esito dell'iter del decreto a
palazzo Madama. "Si tratta di norme decise e approvate da entrambi gli
schieramenti - ha detto il parlamentare - e quindi non credo ci saranno
problemi, anche perchè - ha concluso - non ci sarebbero poi i tempi per un
nuovo rinvio alla Camera". Pd e Cittadini. "Si è fatto un gran
lavoro, il bilancio è molto positivo", sono le parole del segretario
regionale del Partito democratico Bruno Zvech, dopo l'incontro di ieri di Id a
Udine per l'analisi del programma in vista delle elezioni regionali del 13 e 14
aprile. "Abbiamo esaminato quasi tutta la bozza di programma - ha aggiunto
Zvech - ci sono due o tre cose da approfondire". Secondo Zvech, "è un
programma che mantiene tutti gli indici di crescita della Regione, sapendo però
che per il Friuli Venezia Giulia la ricchezza non è soltanto materiale, ma
comprende anche il sistema di protezione sociale e di welfare". Il
segretario del Pd si è detto convinto che "la Regione debba avere uno
sviluppo armonico, facendo le cose che si debbono fare nel rispetto
dell'ambiente, e dando spazio di crescita alle nostre imprese, e quindi
costruendo ulteriori condizioni di lavoro". "Entro lunedì o al
massimo martedì il programma sarà chiuso", precisa il capogruppo del Pd in
consiglio regionale Mauro Travanut. Soddisfazione anche del capogruppo dei
Cittadini, Bruno Malattia. "Come Cittadini per il presidente siamo
soddisfatti - ha detto Malattia - perchè i nostri punti sono stati in buona
parte recepiti, come la riduzione dei costi della politica e le politiche
ambientali. Intesa democratica mi pare sia confermato come il nome giusto per
la nostra coalizione. Stiamo procedendo con speditezza - ha aggiunto - e credo
che il documento di sintesi, che è serio, realistico e innovativo, sarà
approvato nel suo complesso entro due o tre giorni". Secondo Malattia,
"sono appianabili le divergenze che si sono riscontrate con la Sinistra
Arcobaleno, che ha delle riserve su Tav ed elettrodotti". "Con questo
presidente e con questo programma - ha concluso - si vince. Anche perchè in
ogni competizione è sempre il raffronto che fa la differenza. Noi pensiamo di
essere dalla parte giusta e che lo sconcerto che c'è nel campo avversario si
commenti da solo". La Sinistra. "Il programma è buono e innovativo,
salvo per una serie di punti, che sono circa una decina sui quali credo si
possa trovare posizioni condivise, e cioè per esempio il comparto sanità e gli
Ogm. Ma su 2 o 3 questioni le posizioni sono ancora lontane, come la Tav e le
infrastrutture energetiche. Lunedì Vedremo come si potranno risolvere questi
nodi", conclude. E la pensano allo stesso modo che gli esponenti del Pdci
Stojan Spetic e dei Verdi Gianni Piazzati, ieri presenti al vertice di Intesa
democratica.
( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Mafia,
sigilli al tesoro di Provenzano Ville sul mare e aziende per 150 milioni. Scarpinato: la burocrazia ci ostacola Il patrimonio sequestrato al boss era intestato a un
prestanome ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Un milione e mezzo di euro glieli hanno
trovati dimenticati lì, in conti correnti, libretti postali, buoni fruttiferi.
Tutto il resto, fino ad arrivare ad una cifra record di quasi 150 milioni di
euro, era investito in aziende edili e commerciali, nelle immancabili
cave di calcestruzzo, in centinaia di ettari di terreno edificabile e non e
anche in villette e residence turistici in una delle più note località balneari
della Sicilia, San Vito Lo Capo. Per occultare parte del suo immenso
patrimonio, Bernardo Provenzano aveva piazzato bandierine praticamente ovunque
nella fascia costiera che va da Palermo a Trapani, in quello che era il regno
di un altro boss di Cosa nostra, Salvatore Lo Piccolo. E adesso gli
investigatori della polizia coordinati dal pool economico del procuratore
aggiunto della Dda Roberto Scarpinato stanno cercando di capire se e in che
misura, nella gestione occulta del patrimonio sequestrato ieri ad Andrea
Impastato, ritenuto prestanome di Provenzano insieme alla moglie e ai cinque
figli, fosse interessato anche Lo Piccolo. Certo è che il sequestro disposto
dalla sezione misure di prevenzione del tribunale fornisce a Scarpinato
l'assist per denunciare quelle pastoie burocratiche che, da due mesi a questa
parte, bloccano ben 150 indagini patrimoniali. "Da circa due mesi - dice il
procuratore - il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password
d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di
localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità
di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni. In questo modo le indagini
sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perché si deve
materialmente andare agli uffici, presentare richieste scritte, attendere le
risposte e intanto, ovviamente, i mafiosi occultano i loro beni. Certo -
aggiunge Scarpinato - crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta
alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un
arretramento dovuto alla burocrazia". Da via
Arenula in serata arriva la risposta: "Siamo estranei all'interruzione del
servizio di accesso alle informazioni patrimoniali. Il sistema è in corso di
riattivazione e la Procura di Palermo ha già ricevuto le credenziali per il
nuovo utilizzo". Ma Scarpinato accende i riflettori su un altro ostacolo
alle indagini economiche, l'anagrafe dei conti correnti bancari: "è
istituita per legge dal '91 ma è rimasta lettera morta, poi il decreto Bersani
l'ha reintrodotta ma sono passati due anni e ancora i regolamenti non ci sono e
questo significa che di mese in mese perdiamo milioni di euro riconducibili ai
mafiosi".
( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le testimonianze.
Non aveva parlato della sua missiva "Si batteva per i diritti Amava tanto
il suo lavoro" STRADELLA. "L'ultima volte che le ho parlato, giovedì
scorso, mi ha chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per
venire al Sociale al prossimo spettacolo. Non ha parlato affatto della
lettera". Così Mariangela Quaroni, cugina di Giuliana. Dignitosa e
combattiva, coerente fino all'ultimo. Riservata al punto di
non dire a nessuno della sua ultima disperata lotta alla burocrazia. Neppure all'amica a chi l'ha
assistita fino all'ultimo. Tenace Giuliana, su ciò che poteva rappresentare un
diritto per i cittadini o un'iniziativa culturale. Da qualche anno era scesa in
campo anche contro quel male che stroncato la sua grande voglia di vivere.
Così viene descritta dagli amici Giuliana Mombelli, 60 anni, di Stradella,
deceduta sabato scorso per un male incurabile mentre si trovava ricoverata al
policlinico San Matteo di Pavia. Laureata in lettere, Giuliana Mombelli ha
sempre dimostrato grande passione e dedizione per la cultura. Dopo aver
lavorato per diversi anni ai servizi alla Cultura del Comune di Stradella,
aveva assunto un nuovo incarico negli uffici di Spazio Regione a Pavia. Lavoro
che, a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni fisiche, continuava dalla sua
casa di via Pisacane a Stradella, per via telematica. Figlia di Guido Mombelli,
storico responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Stradella, dopo la morte
del padre e della madre, Giuliana viveva sola, con la sua affezzionatissima
cagnolina. Circondata dall'affetto e dalle attenzioni dei cugini e dei tanti
amici. "Una donna di una dignità esemplare, ricorda Nadia Manara -
nonostante negli ultimi tempi la malattia l'avesse notevolmente debilitata,
appena si sentiva un po' meglio, usciva con la sua cagnolina per brevi
passeggiate. Era piena di interessi e spesso coinvolta in diverse
attività". Dopo un'esperienza giovanile nel Movimento studentesco, si era
avvicinata con grande passione anche alla politica. Dignitosa e riservata al
punto che, le amiche che la seguivano da vicino anche negli ultimi giorni della
sua vita non erano al corrente dell'ultima sua battaglia, quella con una burocrazia assurda. "Non ho mai avuto frequentazioni di
amicizia anche se con Giuliana c'è sempre stato un rapporto di stima reciproca
e di collaborazione sul piano culturale - ricorda il sindaco di Stradella,
Pierangelo Lombardi - certo che questo colpisce molto: l'ultimo atto della sua
vita è la denuncia di un sistema impietoso. Un gesto che comunque conferma il
suo carattere di donna attaccata alla vita fino. Questa lettera è un fatto che
mi lascia sconcertato". (p.r.).
( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Fabrizio Guerrini
E' morta invocando la visita d'invalidità L'ultima lettera all'Inpdap un giorno
prima di spegnersi "Egregio direttore, cosa aspetta a
sburocratizzare?" Non aveva ricevuto risposte alla richiesta della
verifica a casa STRADELLA. Giuliana Mombelli, stradellina, era una tenace
dipendente della Regione. E' morta sabato scorso stroncata da un mieloma. Solo
24 ore prima in una lettera, che ora diventa una lancinante
testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia.
Raccontava soprattutto di una invalidità negata da ritardi e intoppi. Non ce
l'ha fatta ad ottenere una risposta. "Egregio direttore, sono una
dipendente della Regione che da 5 anni soffre di una malattia incurabile, Nei
primi anni a parte i giorni di terapia, ho continuato a lavorare; in
seguito, con l'aggravarsi della situazione sanitaria, ho chiesto e ottenuto il
telelavoro: ottima soluzione per continure a sentirmi impiegata".
L'"egregio direttore" a cui si rivolge Giuliana il 15 febbraio
(lettera inviata per conoscenza al governatore regionale Roberto Formigoni e
alla "Provincia pavese") è il dirigente dell'Inpdap (l'Istituto
nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica).
"Nell'ultimo anno - prosegue Giuliana - la mia situazione sanitaria è
precipitata a causa dei continui ricoveri ospedalieri, sono stata costretta a
inoltrare all'Inpdap la richiesta di inabilità al lavoro". A questo punto
scatta il meccanismo delle visite "burocratiche". Giuliana racconta:
"Sono stata convocata in via Zuretti per la visita della Commissione
Inpdap per ben 2 volte, ma a causa delle mie precarie condizioni (ero
ricoverata), ho disdetto le visite inoltrando i certificati medici e chiedendo
con insistenza che mi venisse fatta la visita in ospedale o a domicilio. Queste
richieste non hanno avuto esito". Silenzio dell'Inpdap: sigla ostica da
pronunciare così come ostico per Giuliana far valere un suo diritto. "Ora
- scrive la stradellina 24 ore prima di spegnersi - mi trovo allo stadio
terminale e l'Inpdap sta ancora aspettando che vada in via Zuretti a farmi
visitare". Il finale della missiva lascia il segno. "Egregio
direttore - scrive Giuliana - ma lo sa che non riuscirò mai a venire alla
visita? E i suoi collaboratori lo sanno! I medici mi hanno impedito di venire
anche in ambulanza perchè non avrebbero garantito la mia sopravvivenza. Cosa
aspetta a sburocratizzare l'ente? Perchè non modifica le modalità organizzative
andando incontro alle persone malate o forse, mi viene il dubbio, siete in
attesa della nostra morte? Attendo un suo riscontro, sperando che non arrivi
troppo tardi". Nessun riscontro: Giuliana ha chiuso gli occhi con un
cruccio che va al di là della sua storia. Ieri abbiamo cercato inutilmente di
parlare con il "signor direttore Inpdap". Il call center mette in
attesa. Poi uno spiraglio dopo un'ora ascoltando Enya, cantante irlandese: un
diretto. Occupato. Improvvisamente libero, ma per ascoltare il messaggio
registrato che ricorda come al giovedì gli uffici siano aperti fino alle 16,30.
Riprovare domani. Per chi c'è ancora.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ELEZIONI Politica a
colpi di barzellette Ormai la politica è diventata come "il saal ta
jota", un elemento indispensabile nella nostra vita quotidiana, e fino al
prossimo 13 aprile ci procurerà una tremenda indigestione, che poi dovremo
curare fino alla consultazione elettorale successiva. Ho seguìto per un certo
tratto la recente puntata di "Ballarò", così come quella di
"Annozero", e sono rimasto stomacato dalle barzellette che i
rappresentanti della politica pensano di propinarci. Così, a un certo punto, ho
preferito cambiare canale e assistere al programma "La sai
l'ultima?": lì almeno la barzellette le sanno raccontare e divertono.
L'Italia è reduce da 18-20 mesi di non governo e i protagonisti di tale nullità
pretendono d'incantare l'elettore, come si usano gli specchietti per le
allodole. Ho parlato di "barzellette", in quanto non saprei dare
altra definizione: si parla soltanto di leggi elettorali, di apparentamenti, di
candidature, anziché parlare di cose serie, di efficienza, di
responsabilizzazione, di meritocrazia, di onestà, d'infrastrutture, di sanità,
di visibilità del nostro paese in campo internazionale, visibilità messa a dura
prova dalla "monnezza" napoletana e da tanti altri eventi
deplorevoli. Al cittadino elettore interessano queste cose, interessa il potere
d'acquisto di pensioni, salari e stipendi, interessano una
scuola e una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una burocrazia efficiente e non opprimente,
interessa una giustizia in cui tutti i cittadini possano sentirsi uguali di
fronte alla legge e non trovarsi magari nella situazione in cui uno passi a
miglior vita prima che il procedimento che lo riguardava sia giunto al termine.
Il cittadino che paga regolarmente le tasse pretende giustamente servizi
efficienti e non, come succede in particolare ai napoletani, pagare i servizi
che non vengono effettuati. Di queste cose si deve parlare nelle trasmissioni
televisive, create per incantare i telespettatori. Le barzellette ce le
raccontiamo fra noi, per farci una salutare risata e per dimenticare le
amarezze della politica. Tita De Stalis Ravascletto.
( da "Leggo" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Franco
Pasqualetti Tutto fermo, come se non fosse mai accaduto nulla. E invece poco
più di un mese fa all'ex Miralanza, in via Pietro Blaserna, al quartiere
Marconi, c'è stato l'inferno. Si è rischiata la tragedia: lo scorso 3 gennaio,
a causa di un incendio all'interno della struttura dismessa, dove vivevano
circa 400 rom, rischiarono la vita una decina di persone. Uno scempio dovuto
all'assoluto lassismo, che aveva portato l'amministrazione ad una presa di
posizione forte: "Tra sette giorni l'ex Miralanza sarà bonificata",
la promessa fatta dal Campidoglio nelle ore successive al rogo. Secondo il
piano del Comune sarebbero dovute arrivare le ruspe per demolire le parti
pericolanti, per rimuovere i cumoli di immondizia bruciata e sistemare e rimuovere
la discarica a cielo aperto creata dai rom. Tutto fatto? Magari. A 47 giorni
dallo spegnimento dell'ultimo tizzone la sola opera è stata una recinzione alta
un metro e mezzo e un paio di cartelli con su scritto "pericolo
crollo". Altro che bonifica: l'immondizia è sempre lì, a fare da casa a
topi che scorrazzano indisturbati. La riqualificazione è al palo, come i tanti progetti in attesa di mamma burocrazia. Ora però i residenti della
zona puntano i piedi: "Abbiamo tollerato il degrado degli immigrati - dice
Giuliana Di Salvo, del comitato "Pro Marconi" - e l'abbandono da
parte dell'amministrazione. Ora diciamo basta. Chiediamo che la zona si
bonificata da quella discarica dell'ex Miralanza e che vengano portati fatti e
non progetti". Visti i tempi per la rimozione del barcone sotto
ponte di Ferro (quasi due anni e mezzo e la carcassa galleggia ancora lì in
attesa del "rimorchiatore"), distrutto da una piena del Tevere i
residenti della zona rischiano di protestare molto a lungo. (ass).
( da "Libertà" del 22-02-2008)
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Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di venerdì 22 febbraio 2008 > Piacenza Un lungo
ritratto dedicato all'imprenditore Parenti piacentino doc per "Business
People" (r.c.) Tre pagine per il presidente. Le pagine sono del mensile economico
Business People, il presidente è quello della Camera di Commercio, qui in
doppia veste, quella di imprenditore di successo, in sella alla Paver, ovvero
Giuseppe Parenti. Meglio, le cariche elencate da Business People per Parenti
sono una lista lunga così: presidente del Consorzio Energia, consigliere Aster,
cavaliere del lavoro. La ricetta per gestire il tessuto
economico-imprenditoriale del territorio? Le imprese,"favorirle,
appoggiarle, evitare che siano lasciate allo sbando o
seviziate dalla burocrazia",
detta l'ordine. Ma per che via è possibile ottenere simili risultati, chede
B.P. E Parenti risponde: "Migliorando le infrastrutture e promuovendo
negli abitanti una maggiore cultura d'impresa, facendo capire che solo
producendo ricchezza è possibile investire tanto nella cultura e nel
sociale". Nel corso del ritratto-intervista, Parenti prosegue
parlando dell'ultima iniziativa camerale, "Piacenza produttiva", e
ricordando il balzo in avanti del nostro territorio sul terreno del Pil.
"Assistiamo - ha detto - ad un miglioramento nel settore industriale, in
particolare, nel settore meccanico avanzato, e a un peggioramento nell'edilizia
e nel settore agroindustriale. Dobbiamo affermarci come Piacenza capitale della
logistica e dei trasporti, della ricerca e delle aziende manifatturiere al alto
valore aggiunto". [.
( da "Libertà" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di venerdì 22 febbraio 2008 > Provincia Chiede
il duplicato di documenti rubati e scopre di non esistere dal 1993 Il
"fantasma di Folignano": "Sono morto e non lo sapevo"
Pontedellolio - "Sono morto e non lo sapevo". Firmato: il fantasma di
Folignano. Sembra il titolo di un romanzo di evasione ma si tratta invece della
storia, ai limiti dell'incredibile, accaduta ad un agricoltore pensionato di
Pontedellolio. E' lo stesso protagonista, Pietro Malvicini, a raccontarla con
un pizzico di umorismo ma anche con un notevole fastidio per la disavventura
subita. I fatti: il signor Malvicini nel giugno dello scorso anno ha avuto la
sventura di smarrire il portafoglio con tutti i documenti, un fatto che già di
per sé comporta un sacco di contrattempi e preoccupazioni. Pazienza, si è detto
Malvicini, attivandosi immediatamente nel presentare denuncia ai carabinieri
per poter ottenere in tempi rapidi il duplicato dei documenti contenuti. Nel
frattempo il signor Pietro, dovendo fare un atto notarile per l'acquisto di un
piccolo appezzamento di terreno, si è recato dal suo tecnico di fiducia
delegandolo a fare tutti gli incartamenti del caso. Ma quando il tecnico si è
recato all'Ufficio delle Entrate è arrivata la sorpresa: i dati immagazzinati
nel cervello elettronico del computer mettevano l'operatore nell'impossibilità
di rilasciare il duplicato del codice fiscale. Come è possibile? Semplice:
"Malvicini risulta deceduto" è stata la risposta. Il tecnico, incredulo
per quanto stava capitando sotto i suoi occhi si è subito prodigato
nell'assicurare il responsabile dell'Ufficio che il suo cliente era vivo e
vegeto. "L'ho incontrato ieri sera" ha giurato. Ma non c'è stato
nulla fare. Per l'Ufficio delle Entrate Malvicini era morto. Dal 1993 per
l'esattezza. Immediatamente, da parte del "defunto" è stato richiesto
al Comune di residenza, Pontedellolio, un certificato di esistenza in vita da
consegnare all'Ufficio delle Entrate. Ma non finisce qui: "Il giorno successivo
- racconta ancora il pensionato - mi sono recato in farmacia per acquistare dei
medicinali. Ho presentato il vecchio tesserino sanitario su carta ma il
farmacista mi ha detto che non era più valido e che occorreva richiedere quello
nuovo, in plastica". "Ho allora chiesto a mia moglie Teresa -
prosegue il racconto - di recarsi all'Usl di Piacenza per avere il nuovo
tesserino ma quando è arrivata agli uffici di piazzale Milano ha
"appreso" dall'impiegata la notizia della mia "morte"".
"La stessa impiegata, fatte le debite ricerche sul computer, è scoppiata a
ridere - aggiunge il protagonista di questa vicenda - e ha detto guardando mia
moglie: "Ma signora, lo sa che suo marito è morto dal 1993?"". Questa nuova "simpatica sorpresa" ha comportato altri viaggi
nella burocrazia che però
hanno permesso di ricostruire la nascita del disguido. Il tutto è iniziato
quando la sorella del Malvicini è deceduta: nell'atto di successione è stato
usato il codice fiscale del fratello Pietro. Risulta anche la data precisa: 14
febbraio 1993. Durante tutti questi anni nei quali risultava
"morto" Malvicini ha continuato a percepire la pensione, a usufruire
del Servizio sanitario nazionale, e a pagare tasse e imposte varie, perché
quelle arrivano sempre. Ma se non avesse subìto il furto dei documenti e se in
questi giorni non avesse avuto bisogno di medicinali, per quanti anni ancora
sarebbe rimasto "defunto" il "fantasma di Folignano"?
Giuseppe Gazzola [.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
TREZZO Caserma,
progetto fermo Si allungano i tempi per la nuova sede dei carabinieri di MONICA
AUTUNNO ? TREZZO SULL'ADDA ? CASERMA dei carabinieri, progetto ancora al palo.
Procede al rallenty l'iter per l'approvazione definitiva e il via ai lavori del
progetto di realizzazione della caserma dell'Arma trezzese, che, da tempo è
deciso, sarà costruita in via Nenni, nel quartiere che già ospita scuole e
impianti sportivi. Un anno fa la fine dell'iter e i cantieri erano salutati
come imminenti, pochi mesi fa si parlava di uno "sdoganamento" del
progetto entro la fine dell'anno. Ma nessuna novità è arrivata. "La
situazione non è di fatto mutata - spiega il sindaco Roberto Milanesi - . Il
progetto era stato elaborato, in più fasi per la necessità di alcune modifiche
in corsa, ed è al vaglio dell'Arma. Sappiamo che il capitano della Compagnia di
Vimercate e il nostro stesso comandante di stazione stanno seguendo la cosa da
vicino, e agendo perché i tempi siano il più veloci possibile. Non posso negare
che le cose stanno andando molto per le lunghe. E occorre sbloccare, perché
quest'intervento è atteso non solo dai carabinieri, ma dai cittadini, da
diversi anni. La sede attuale è insufficiente". LA REALIZZAZIONE della
caserma è stata "accollata" a un operatore privato a margine della
convenzione per il progetto di edificazione sull'area dell'ex Fornace Radaelli.
L'opera, del costo di due milioni di euro circa, sarà dunque a carico
dell'Immobiliare Le Foppe. Per molti interventi "a scomputo oneri" le
recenti normative, che hanno introdotto anche per queste opere l'obbligo di
gara, rappresentano il rischio di una battuta d'arresto. "Il caso della
nostra caserma è diverso - precisa il sindaco - . Quando la nuova normativa è
entrata in vigore noi avevamo già esperito la pratica e la convenzione era già
stata firmata. Dunque non cambierà nulla nel modus operandi. I tempi lunghi
sono dovuti unicamente, temo, a burocrazia". Non ha contribuito ad accorciare i tempi il fatto che il
Comune, in questo caso, sia "committente" di un progetto che sarà
realizzato comunque da un terzo soggetto, l'operatore: "Era una strada che
dovevamo seguire per ovvie ragioni economiche - ancora Milanesi -: tempi dunque
più lunghi anche per questo, ma solo per una semplice questione di
"passaggi" di documenti in più". L'edificio destinato alla
stazione dei carabinieri di Trezzo, ora "soffocata" nelle vie del
centro storico, ospiterà uffici ampi e alloggi per gli ufficiali. La scelta
della zona dove ubicarla risale ormai a molti anni fa. La zona di via Nenni,
verso Vimercate, è ben servita dal punto di vista stradale e strategica in
quanto teatro, ora e in futuro, di importanti trasformazioni. La convenzione
fra il Comune e l'Immobiliare Le Foppe, che dettaglia l'intervento all'ex
Fornace e include la realizzazione della caserma come opera-contropartita,
risale ormai a oltre un anno fa. - -->.
( da "Nazione, La (Siena)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Zzano oggi
nell'Auditorium Confesercenti, alle 9.30, il seminario "Comunica facile:
le comunicazioni obbligatorie ai Centri per l'Impiego diventano on-line".
Sarà illustrato un nuovo sistema innovativo. - -->.
( da "Corriere di Bologna" del 22-02-2008)
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Corriere di Bologna
- BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-02-22 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'analisi "C'è un malessere e la classe politica non riesce a
interpretarlo" L'affondo di Roversi Monaco "Città e Ateneo, così non
va" Un duro j'accuse all'Università, alla città che non si impegna come
nei migliori momenti della sua storia e anche alla classe politica "che
non riesce ad interpretare il malessere " che c'è a Bologna. Il presidente
della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, che ieri sera ha partecipato a
un incontro organizzato dall'associazione dei quarantenni di Davide Rondoni dal
titolo "Rifondiamo Bologna", fa un'analisi dello stato di salute
della città. E la sua diagnosi è tutt'altro che buona. Si parte dalla questione
dell'emergenza educativa che esiste nel paese e si arriva a parlare dei
problemi dell'Università. "Dire che gli atenei non hanno soldi - spiega
Roversi - è inaccettabile. è invece possibile fare molto con una gestione
attenta dei fondi mentre i docenti continuano a spendere in modo dispersivo,
inefficiente e scoordinato. E la burocrazia all'Università non ci crede più". Per il presidente della
Fondazione Carisbo dunque più che continuare a dire che non ci sono soldi,
l'Università deve farsi "un esame di coscienza ". E tanto per essere
chiari specifica che "mi riferisco a tutto il sistema universitario ma
certamente anche all'Università di Bologna non più all'altezza. E che
invece deve dare un contributo al rinnovamento della città". Ma l'affondo
del presidente di Fondazione Carisbo, che per quindici anni ha guidato l'Ateneo
bolognese, riguarda anche la città "che a sua volta vive l'Università come
un atto dovuto". Una Bologna ormai caratterizzata da "una mancanza di
impegno che è in contraddizione con la storia stessa della città". E a chi
gli chiede, poco prima dell'inizio dell'incontro con i quarantenni di Rondoni
all'hotel "I Portici ", cosa vede nel futuro di Bologna risponde
amaramente: "Serve capacità di inventiva e di innovazione, ma la vedo
difficile. Non credo sia un problema generazionale perché Bologna è piena di
giovani imbolsiti ", ma anche di persone più anziane con "un forte
egoismo ". E la politica? "La classe politica - chiude il
ragionamento Roversi Monaco - non riesce a interpretare questo tipo di
malessere. A Bologna si è perso il gusto di fare politica e di partecipare agli
interessi della collettività". Solo una domanda resta senza risposta,
quella su un suo eventuale impegno in politica. Su questo solo un cortese
"no comment ". Olivio Romanini Presidente Fabio Roversi Monaco è oggi
il numero uno della Fondazione Carisbo. Ieri sera ha partecipato a un incontro
organizzato dal gruppo di Rondoni "40X40".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-02-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-22 - pag: 21 autore: Commercio.
Semplificati gli scambi L'Europa abbatte le barriere tecniche Adriana
Cerretelli BRUXELLES. Dal nostro inviato Quindici anni dopo il lancio del
mercato unico europeo, circa un quarto delle merci non possono circolarvi
liberamente. A impedirlo sono le barriere tecniche, le norme locali, la
duplicazione dei test di conformità, le burocrazie
nazionali. Risultato: un potenziale volume di scambi valutato intorno ai 1.500
miliardi di euro all'anno, si ritrova bloccato. Con danno tanto per i
produttori (per di più si calcola che ogni anno investano in costi inutili
circa 100 miliardi), quanto per i consumatori che vedono ridotta la gamma delle
proprie scelte. Con l'approvazione ieri da parte dell'europarlamento del
cosiddetto "Pacchetto merci", questo stato di cose dovrebbe
finalmente cambiare. E relativamente presto. Dopo il via libera definitiva da
parte del Consiglio dei ministri Ue lunedì prossimo a Bruxelles, un primo regolamento
sul mutuo riconoscimento entrerà in vigore già in autunno. Grazie ad esso non
ci saranno più test obbligatori che tengano per i prodotti industriali che non
rientrino nelle direttive di armonizzazione a livello Ue. Nessuno Stato membro
dell'Unione potrà più vietare la libera circolazione sul proprio mercato di
prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro, anche se
fabbricati secondo norme tecniche diverse dalle proprie. La nuova normativa
inverte l'onere della prova: non sarà più il produttore o il distributore a
dover dimostrare che la propria merce risponde ai requisiti richiesti ma
spetterà allo Stato membro, che ne volesse frenare la vendita, spiegare le
ragioni per cui intende impedirne la libera circolazione. Insomma, basta trattori
o biciclette bloccati alle frontiere interne dell'Unione con la scusa che non
hanno le luci in regola. In un prossimo futuro per farlo, saranno necessarie
motivazioni di ferro. Per facilitare la circolazione delle merci, un altro
regolamento che entrerà in vigore dal 1Ú gennaio 2010, definisce che cosa sia
esattamente il "marchio Ce" e cioè "un marchio che attesta la
dichiarazione del fabbricante secondo il quale il prodotto è conforme a tutte
le prescrizioni stabilite dalla normativa comunitaria che ne prevede
l'apposizione ". Apponendo il marchio, il fabbricante si assume la
responsabilità della conformità del prodotto. E per questo potrà incorrere in
sanzioni, anche penali, qualora ne facesse un uso improprio. Anche gli
importatori saranno responsabili della conformità dei prodotti che importano a
tutta la normativa comunitaria, a tutela dei consumatori e dell'ambiente, a
garanzia della salute e della sicurezza deelle merci. Quindi, qualora
ritenessere che un prodotto non è conforme non potranno immetterlo sul mercato
europeo fino a che non lo renderanno tale. Altrimenti dovranno ritirarlo.
Qualora presentasse dei rischi, dovranno informarne tanto il produttore quanto
l'autorità di vigilanza del mercato. Il pacchetto contiene infine una certa
flessibilità per le Pmi, in particolare per quanto riguarda gli oneri
amministrativi. ABOLITI I DIVIETI Il Parlamento di Strasburgo approva il
pacchetto merci: nessuno Stato potrà vietare la circolazione di prodotti
venduti legalmente altrove.
( da "Manifesto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Marco Revelli
L'inferno dei nuovi Ulisse. Prima che "'l mar fu sovra noi richiuso"
La ricerca disperata dell'"Altra Italia" "Tra burocrazia,
superficialità e stereotipi l'arcobaleno è ancora drammaticamente arretrato. Ma
questa sinistra è l'unico modo per tenere aperto un piccolo varco"
"Il Pd è il trionfo della non politica. E' tragico che abbia reciso gli
ultimi legami con un'identità di sinistra. Candidare un operaio e Colaninno jr.
è un atto di cinismo spaventoso" Matteo Bartocci Il "cratere"
scavato dai due anni di governo. La "liquidazione della sinistra"
decisa dal Pd. La natura "non negoziabile" delle politiche di
mercato. Lo "spavento e la disperazione" di milioni di donne e di
uomini. Marco Revelli non risparmia toni apocalittici sullo stato delle cose e
le prospettive della sinistra. Nell'"inverno del nostro scontento",
il colloquio con il sociologo torinese non può non partire però da un bilancio
del governo Prodi. "Gli ultimi due anni hanno scavato un cratere con cui
dobbiamo per forza fare i conti - avverte Revelli - soprattutto Rifondazione è
stato colpita al cuore. Non per un fallimento amministrativo o per incapacità
delle persone, dei ministri o dei singoli parlamentari. Il problema è che è
stata completamente sconfitta una linea politica: quella secondo cui era
possibile spostare gli equilibri politici e sociali da una posizione di
governo. E' la vera differenza con il '900 maturo del "compromesso
socialdemocratico": questa società non si lascia attraversare da un
governo non omologato. Le politiche hanno una "anelasticità" inedita
e non sono, per così dire, "negoziabili". Questo è stato il quadro
del governo Prodi. E dopo il voto temo che sarà anche peggio. Siamo entrati in
un'epoca strutturalmente "impolitica". Intendendo con questo termine
il venir meno dell'essenza della politica moderna: la capacità di deliberare
l'ordine sociale sulla base di un progetto o di un'idea di "società
giusta". La capacità di trascendere l'ordine dell'esistente per
"edificarne" un altro liberamente e collettivamente scelto. Proprio
la caduta del governo ha costretto la sinistra ad accelerare il processo
unitario. Ma questa accumulazione di forze può bastare a cambiare il quadro? E'
una sinistra dai riflessi spaventosamente lenti, che stenta a cogliere la
dimensione di quello che sta succedendo. La svolta impressa dal Pd sconvolge
tutta la mappa delle identità politiche italiane. E' una liquidazione
chiarissima, esplicita e credo irreversibile, perfino del concetto di
centrosinistra. Di una possibile (e naturale, vista la natura del centrodestra
italiano) alleanza tra la sinistra cosiddetta moderata e la sinistra cosiddetta
radicale. Possiamo dire anche di più: il Pd è il taglio voluto, deliberato e
proclamato con le ultime radici di un'identità "di sinistra". Penso
ai suoi simboli, alla negligenza su resistenza e antifascismo nella carta dei
valori, ai suoi temi identificanti. Penso alla scandalosa campagna d'autunno
contro la "città fragile" - lavavetri, vagabondi, mendicanti, nomadi
- scatenata dai sindaci "democratici" come primo atto di quel
processo "costituente". E' tragico che la parte maggioritaria
dell'ex-sinistra abbia fatto questa scelta. Ma perché consideri la fine del
centrosinistra un male? La sinistra non è finalmente più libera di essere se
stessa? Certo, ma ciò che mi rende in qualche misura "disperato" è
che un'alternativa credibile e all'altezza del "terremoto centrista"
ancora non si vede. Ovunque vada, e giro parecchio, trovo gente frastornata e
spaventata dalle scelte del Pd che però non sembra prendere in grande
considerazione il voto a sinistra. Se l'alternativa di sinistra vuole essere
davvero "nuova" dovrebbe misurarsi con una società trasformata nel
profondo, essere capace di superare vecchi dogmi (come quello sviluppista) o il
modello di partito burocratico novecentesco, o almeno di metterli apertamente
in discussione. Invece mi sembra di assistere a una sorta di congelamento delle
idee di fronte alle minacce, e al prodromo, della liquidazione della sinistra
tout court. C'è una forte difficoltà a guardare oltre la scadenza elettorale:
al quadro e al vuoto che si apriranno se non si innova radicalmente.
Soprattutto c'è, e pesa, una totale sottovalutazione dei guasti profondi di
questo anno e mezzo di governo. Si profila se non un "governissimo"
tra Pd e Pdl quanto meno una condivisione esplicita dell'agenda e delle forme
della rappresentanza. In qualche caso perfino dei programmi politici. Il Pd, in
questo senso, è un emblema paradossale di questa "fine della
politica" o della sua "inoperosità". Proprio il Pd, che si
presenta come iper-politico, come il trionfo della tecnicalità politica, è in
realtà essenzialmente im-politico. La sua linea è accettare il reale così
com'è, cioè la negazione stessa della politica. Per Veltroni il paese reale è
irriformabile (per questo sceglie di "riformare" se stesso, per
adattamento). E quando dice che "non ci sono due Italie ma una sola"
condanna a morte la politica, perché fa coincidere il paese reale con la sua
autobiografia negativa. Perché sanziona la riconciliazione di tutta l'Italia,
compresa la minoranza che vi si era opposta, con la propria parte peggiore, con
i propri vizi più radicati, mentre la politica dovrebbe servire proprio al
riscatto. L'idea di un'altra Italia non è più data, oppure è presentata come
un'ostacolo alla "bella unità degli opposti", come un'idea residualeo
di pura testimonianza. In questo quadro la sinistra parlamentare rischia
veramente di scomparire? Che dire? Ha consumato gli ultimi 4 mesi a discutere
di riforma elettorale. E quando propone la propria immagine di società la
dipinge in modo stereotipato o aproblematico. Va benissimo dire che si deve
partire dal lavoro e dal rapporto capitale-lavoro. Ma quale lavoro? Quali
"figure" del lavoro nella frantumazione del modello fordista e della
grande fabbrica? E' un momento in cui il lavoro stenta persino a fare racconto
di sé. Devono bruciare vivi i lavoratori, i loro corpi, perché ci si accorga
che c'è ancora chi lavora con il ferro e con il fuoco. Che non ci sono solo
"Imprenditori" e "imprenditori di se stessi". Perché
secondo te il lavoro stenta ad assumere una sua soggettività? Perché l'unico
soggetto su piazza è il capitale? Sono domande impegnative ma se la sinistra
non risponde è fuori gioco. Gli altri, purtroppo, una risposta l'hanno data:
per loro l'unico soggetto in campo è l'impresa (e questo mostra, se ancora ce
ne fosse bisogno, il grado di impoliticità della situazione, perché l'impresa è
soggetto "privato" per definizione). Il Pd di Veltroni presenta il
programma della Confindustria punto per punto. Candida come capolista il figlio
di un imprenditore secondo il vecchio principio dinastico. E non è nemmeno il
figlio di un "capitano d'industria", di un self made man con
vocazione da produttore ma il figlio di un imprenditore - finanziere, uno
scalatore d'imprese altrui. Poi, certo, candida anche un operaio, uno che ha
dovuto rischiare la pelle per conquistarsi una visibilità simbolica e come
ornamento simbolico è stato scelto: il testimone di un residuo e di una
difficoltà. A me pare un'operazione spaventosamente cinica, ma i nostri che
dicono? Sono silenti. Come ti spieghi questa afasia? La sinistra è afona per
due motivi. Per la voragine dell'esperienza di governo non ripensata (e un
lutto non rielaborato è velenoso come ogni "rimosso"). E per un
ritardo culturale pesante nell'analisi della società. Anche se comprendo che è
difficile affrontare questi temi in una campagna elettorale in cui lotti per la
sopravvivenza. Ti aspettavi un'offensiva clericale come quella sull'aborto, che
ormai non salva più nemmeno le apparenze? E' un altro aspetto di debolezza di una
sinistra troppo timida anche sul terreno dei valori. Oggi se vuoi conquistare
il campo devi avere una visione etica e valoriale molto forte. Non ti puoi
muovere solo a difesa delle conquiste dei decenni scorsi, devi presentare una
visione coerente capace di suscitare passioni ed entusiasmo per le generazioni
che vivono nel mondo trasformato di oggi. Devi toccare i nervi della vita
vissuta. Invece persino nei suoi comportamenti quotidiani, questa sinistra
politica, nei suoi protagonisti pubblici, è desolante. Nelle relazioni al suo
interno, per dire, è incapace di offrire l'esempio di uno stile diverso, non
riesce a superare le meschinità di una pratica micro-competitiva. Di un ben
visibile "marcarsi a vicenda". Anche il modo in cui si è arrivati,
obtorto collo, a questa Sinistra arcobaleno è un po' desolante, senza
entusiasmo e senza segnali nuovi. Il movimento operaio delle origini lanciava
una profonda speranza di palingenesi, di cambiamento morale, che oggi è
spaventosamente assente. Gli altri ripropongono le peggiori visioni
tradizionaliste però intanto si accampano e condizionano il terreno dei valori.
Non puoi affrontare la loro sfida con una logica burocratica. Ma non ti pare
che questa competizione sui valori sia fuori dal tempo? Se guardiamo gli Usa a
me pare che la campagna presidenziale 2008 si muova su tutt'altro: assistenza
sanitaria, crisi economica, fallimenti in politica estera... Qui in Italia
siamo arretrati, è vero. L'operazione delle destre è tecnicamente reazionaria,
da Restaurazione stile 1815. Non ci si accorge nemmeno più che proprio le
figure che hanno incarnato quelle idee politiche non reggono il terreno da loro
stessi prescelto. Lasciamo stare Bush ma anche Sarkozy si sta rivelando un
guitto di periferia, un bambolotto di pezza. La nostra è una destra che mescola
impunemente i "padre pii" con le veline. Che fa uno spettacolo
grottesco di uomini che celebrano il family day con 2 o 3 famiglie a carico.
Come si fa a non vedere la mistificazione di chi celebra la famiglia di giorno
e la sera si vanta di andare al night? La grande stampa nazionale su questo è
compiacente o reticente. Non siamo più nemmeno capaci di giudicare gli uomini
per quello che sono. Per demistificare aspetti così ridicoli ormai servirebbe
un neopuritanesimo molto forte, da levellers della rivoluzione inglese del
1648, il radicalismo etico di Puritanesimo e Libertà, contro la controriforma
postmoderna di una combriccola di reazionari che usano l'innovazione più
radicale per restaurare la peggiore Tradizione. Come antidoto una volta c'erano
i Salvemini, i Gobetti, gli Ernesto Rossi... esponenti, appunto, di
un'"Altra Italia", ma io oggi tutto questo rigore non lo vedo. Vedo
tanti seguaci di Padre Pio e dell'Opus dei a destra, al centro, e anche più in
qua... Dipingi un quadro veramente devastante. Ma c'è una possibilità di essere
ancora interessati a questa sinistra? Un interesse c'è sempre. Per me la
priorità, oggi, è tenere aperta la possibilità di una lotta politica. Bisogna
tenere un varco. Per questo spero che da queste elezioni non esca distrutta o
tanto marginale da risultare invisibile. Ma questa speranza non ha nulla a che
fare con ciò che questa sinistra è oggi. Riguarda quello in cui potrebbe
trasformarsi. Senza la possibilità di un'alternativa, la notte della politica
calerà del tutto e il mare si chiuderà sopra di noi, come nel ventiseiesimo
canto dell'Inferno.
( da "Corriere della Sera" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-22 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il figlio aveva scritto all'azienda per chiudere il
contratto Telecom alla cliente morta "Mandi l'autocertificazione" La
lettera: ci invii le carte, non riusciamo a contattarla L'azienda si scusa e
parla di un errore: "Quella lettera andava indirizzata al figlio della
signora" ROMA - La cliente è morta? Non fa niente: Telecom pensa bene di
scriverle lo stesso, anzi la informa per lettera di aver "tentato di
contattarla telefonicamente nei giorni scorsi", comprensibilmente
"senza successo ". E la invita, sempre nero su bianco, a spedire
"copia del certificato di morte" o addirittura - e qui si arriva al
surreale - un atto di "autocertificazione ", sicuramente difficile da
produrre per chi ormai si è lasciato alle spalle, e per l'eternità, le complicazioni della burocrazia. Nella lettera l'azienda non manca poi di offrire la propria
"piena disponibilità" per (decisamente improbabili) "future
esigenze". Una grottesca pièce da teatro dell'assurdo? La trama stralunata
di un brutto film? Macché: è successo davvero, nei giorni scorsi, nella
Capitale. Protagonista suo malgrado della vicenda è Romolo Molini, che
ha chiesto per lettera alla Telecom la cessazione dell'utenza telefonica
intestata alla madre, Vanda Fioravanti, scomparsa il giorno di Natale del 2007.
Una volta svuotato l'appartamento della signora, i familiari l'8 gennaio scorso
hanno scritto all'azienda telefonica, specificando che la causa della
rescissione del contratto era il "decesso della titolare ". La
risposta si è fatta attendere poco meno di un mese: il 6 febbraio il Servizio
clienti residenziali di Telecom, con sede ad Asti, invia una lettera
indirizzata proprio alla defunta signora, con tanto di indirizzo e codice di
avviamento postale in calce. "Siamo spiacenti di comunicarle - scrive
l'azienda nell'impossibile colloquio con la ormai ex cliente - che le informazioni
da Lei fornite non sono sufficienti a consentirne la lavorazione ". Il
filo diretto con l'Aldilà prosegue con la richiesta di certificato di morte o
autocertificazione "al fine di completare i dati in nostro possesso e dar
corso alla Sua pratica ". L'azienda arriva persino a ricordare alla
buonanima gli orari del Servizio clienti "per informazioni e aggiornamenti
su tutte le nuove proposte commerciali", cui sarebbe singolare se la
cliente mostrasse un qualche interesse. Molini ha denunciato la vicenda in una
lettera alla redazione romana del Corriere, in cui parla dell'"immensa
tristezza" che la "surreale risposta " della Telecom ha
suscitato nella sua famiglia. E protesta: "L'arroganza dell'azienda nei
confronti dei suoi clienti non ha rispetto neanche della morte". E
aggiunge sua moglie Flaminia: "Quella lettera? Per noi è stata una cosa
agghiacciante, offensiva, che ci ha fatto soffrire ancora di più. Anche se mi
rendo conto che per chi non è coinvolto emotivamente, come noi, l'intera
vicenda può apparire persino buffa, ridicola". Telecom però si scusa e
parla di un errore: "C'è stato certamente un disguido, quella lettera
andava indirizzata al figlio della signora Fioravanti, ci dispiace moltissimo
per l'involontario disturbo arrecato al cliente e alla sua famiglia.
Provvederemo a contattarli quanto prima per scusarci e chiudere il
contratto". Verba volant, dicevano però i latini. Scripta manent: e a
volte bruciano un po'. Ester Palma.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di FABIO NUCCI
Ripartire, convinti che tutti secondo il proprio ruolo e responsabilità possano
contribuire nella ripresa della concertazione. Dai sindacati agli industriali,
nessuno mette in dubbio la validità del Patto per lo sviluppo pur riconoscendo
ritardi e omissioni e la necessità di un cambio di passo per la sua attuazione.
In gioco ci sono innovazione e competitività di una regione che, altrimenti,
rischierebbe di accumulare un pericoloso gap, in economia come nel settore
pubblico; "pericoloso" per le imprese ma anche per i lavoratori.
"Patti chiari, sviluppo lungo". Manlio Mariotti, segretario generale
Cgil Umbria, la considera una battuta ma fino ad un certo punto. Perché le tre
sigle confederali, con Cgil anche Cisl e Uil regionali, la loro posizione sul
patto per lo sviluppo e la seconda stentata fase, le hanno sintetizzate in un
documento unitario che collima in un certo senso con la richiesta di verifica
della governatrice. "Avevamo notato un rallentamento nello spirito del
Patto e nei confronti di alcuni elementi delle riforme strutturali (agenzie,
servizi pubblici locali, trasporti e politiche industriali) - aggiunge Mariotti
- per questo verifica e pausa di riflessione sono una scelta giusta ma con
l'idea di rilanciare il Patto". Non mancano elementi di preoccupazione,
dal rallentamento della fase economica all'attuale fase politica.
"L'instabilità legata alla scadenza elettorale non aiuta a far marciare le
riforme. Ma tutto questo non può far venire meno il senso del Patto per lo
sviluppo ma anzi occorre stringere sulle priorità, fermare gli obiettivi per
riprendere una marcia che riteniamo indispensabile per l'Umbria. La nostra
preoccupazione è che il patto finisca nel tritacarne di una competizione
elettorale e di scaramucce politiche dai contorni nazionali che in questa fase
consideriamo strumentali. L'esperienza del patto è una necessità cui la classe
politica tutta dovrebbe guardare con interesse: non è una sovrastruttura
gerarchica ma uno strumento di lavoro coeso, fatto ovviamente di idee diverse
che si trovano a confronto, che dovrebbe essere interesse di tutti
mantenere". Una pausa fisiologica in attesa di una fase più produttiva,
"perché - come sostiene Pierluigi Bruschi, segretario generale Cisl Umbria
- il problema non sono i contenuti del Patto, più che mai attuali, quanto il
loro livello di attuazione". "La pausa serva a stabilire con certezza
cosa fare, con verifiche in corso d'opera e finali". A partire
dall'attuazione del fondo per la non autosufficienza ("legge e piano
attuativo vanno varati al più presto"). Tra gli elementi positivi
sottolineati, la definizione del patto per la stabilità fiscale e tariffaria
cui la Regione intende dare ora un significato ulteriore. "Condizionare i
trasferimenti di fondi ai comuni all'invarianza fiscale e tariffaria significa
allargare la verifica ai municipi, con accordi coerenti". Ma Bruschi
snocciola altri due punti sui quali non si può più aspettare: "Sulle
politiche attive del lavoro ci sono le risorse e vanno usate con progetti per
agevolare l'inserimento lavorativo di donne, giovani e over 50. In due-tre mesi
è necessario completare le riforme per aiutare lo sviluppo qualitativo
dell'Umbria: riorganizzazione dei servizi pubblici locali e dei trasporti sono
indispensabili per migliorare prestazioni e contenere le tariffe. Poi, c'è da
mettere mano alla riforma di agenzie ed enti strumentali a sostegno dei servizi
avanzati per le imprese: "Un ritardo ora in una fase di globalizzazione
sarebbe "per sempre"". Da Confindustria, una convinta e
costruttiva adesione al patto. "Ne abbiamo condiviso obiettivi, linee
portanti e contenuti - spiega Mario Fagotti, presidente Confindustria Umbria -
che consideriamo utili per consentire al sistema regionale di affrontare con
maggiori prospettive di successo un futuro che all'Umbria chiede efficienza e
capacità competitiva come passaggio obbligato per una crescita non solo
economica". Un sostegno che spinge gli industriali anche ad indicare una
personale tabella di marcia, sottolineando il (troppo) ritardo accumulato su
alcuni provvedimenti che ha finito per segnare una differenza sempre più
marcata tra tempi della politica e tempi delle imprese. "Ci riferiamo, in
particolare, alla normativa in materia di politica industriale; alla riforma
delle agenzie regionali e del sistema di promozione della internazionalizzazione
delle imprese; all'attuazione della riforma amministrativa istituzionale ed
alla semplificazione della normativa regionale. Misure previste nel Patto che
oggi potrebbero incidere sul tono dell'economia regionale avviata ad una fase
di rallentamento". Per Antonio Giorgetti, presidente Confcommercio Umbria,
"c'è una concertazione da mantenere", per affrontare i nodi più
intricati, come il piano riufiuti o la liberalizzazione dei servizi pubblici
locali. "Dopo la verifica del 31 ottobre scorso tutte le componenti,
compreso il sindacato, si erano dichiarate concordi sul fatto che il metodo
della concertazione non si tocca". Per i commercianti servono tuttavia
correttivi al sistema di concertazione, chiarendo "la questione delle
risorse legate ai dieci progetti caratterizzanti". Stelvio Gauzzi,
segretario Confartigianato Perugia, chiede "che si investa di più su
piccole e piccolissime imprese", tagliando sprechi
pubblici e burocrazia.
"Diciamo da tempo di insistere sul taglio di burocrazia e sprechi ma la nostra resta una voce: i nostri costi aumentano
anche in proporzione della burocrazia". Da Gauzzi, inoltre, un invito ad avviare un percorso di
valorizzazione più stringente per artigianato e piccole imprese: "Ciò che
si investe in questo settore resta come patrimonio della regione: a
partire dai lavoratori. È vero, serve un salto culturale e sulla costruzione di
reti si registra un ritardo che ora è tempo di colmare". Promosso il
Patto, per Gabriele Chiocci, presidente Confapi Umbria, si tratta di
"accelerare i processi decisionali". "Abbiamo condiviso anche
strumenti messi in campo come network stabili di imprese e incentivi mirati al
tessuto produttivo locale. Ora, che i patti siano chiari è interesse di tutti,
ma è pure dovere di ognuno fare la propria parte nei limiti di ruolo e
competenza".
( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Metamorfosi 3 non
basta la bravura dei manager per il successo di eni & co. Le imprese a
controllo statale hanno bisogno del governo Scaroni è il miglior erede di
Mattei alla guida del Cane a sei zampe. Ma sul "ring" globale, in
lotta con i colossi Usa o francesi, serve la politica C'era una volta un grande
manager che sapeva essere in anticipo sui tempi, si chiamava Enrico Mattei,
padre nobile degli idrocarburi in Italia. Nel primo dopoguerra fondò l'Eni e,
pur rappresentando un paese sconfitto, seppe inserirsi nella conquista di
preziosi giacimenti in Medio Oriente, una prematura e inquietante scomparsa lo
tolse di torno. Da allora l'Eni, grazie ad alcuni illuminati top manager, ha
saputo migliorare le posizioni. Un grande gruppo che rappresenta nel mondo il
fiore all'occhiello del nostro Paese. Nell'ultimo anno la controversia del
Kazakistan ha fatto emergere quanto oggi la conquista di spazi sia non solo
vincolata al mercato e alla forza finanziaria in grado di offrire prezzi
esorbitanti, ma anche alla forza politica di ogni singolo Paese nel difendere
le posizioni della compagnia di bandiera. Così è stato per gli americani con
Esso, per gli anglo-olandesi con Shell e per i francesi con Total, molto meno
per noi. A livello internazionale contiamo poco. Si vede quando dobbiamo
concorrere su basi in cui, non solo il prezzo fa la differenza, ma anche
ragioni geopolitiche. Paolo Scaroni interpreta sicuramente il ruolo di miglior
successore di Mattei nella ormai ultra cinquantennale storia dell'Eni. È un
manager moderno, dinamico, conosciuto a livello internazionale per i suoi ruoli
precedenti in primarie multinazionali, può continuare a fare molto bene, ma,
nel panorama internazionale, deve essere supportato con maggior forza e determinazione
dal Governo, qualunque colore esso abbia e chiunque lo guidi. In questi giorni
il prezzo del petrolio ha sfondato la cifra monstre dei 100 dollari, il
prossimo passo sarà i 108-110. Guai a perdere posizioni nel mantenimento o
conquista di nuovi giacimenti, gli altri potrebbero sovrastarci e le
conseguenze per noi, che non disponiamo di altra fonte energetica al di fuori
di petrolio e gas, farebbero scattare uno scenario a dir poco negativo, forse
devastante per imprese e famiglie. L'impresa italiana è sempre più alle prese
con molteplici problemi tra cui il costo dell'energia, per
parecchi settori è particolarmente penalizzante, abbinato alla pressione
fiscale e ad una burocrazia
"ammazza imprese" che può diventare tombale per non poche aziende nostrane.
Mediamente le dimensioni dell'impresa italiana continuano ad essere
essenzialmente piccole, e le economie di scala sono difficilmente raggiungibili
con scarsi volumi. Integrazioni e fusioni tra aziende sono assai
difficili da realizzare, individualismo e il senso della cosa propria
allontanano l'allargamento societario. Le associazioni di rappresentanza come
Confindustria, pur avendo raggiunto nell'era Montezemolo un sensibile
miglioramento in efficienza e comunicazione, fanno molta fatica a far comprendere
ai propri associati le nuove esigenze dell'economia globale, che richiede
continui investimenti in ricerca, innovazione e formazione professionale, tutti
temi di cui è facile riempirsi la bocca, molto più difficile dar seguito con i
fatti. I ricambi generazionali vanno a rilento e le nuove generazioni non
sempre sono all'altezza dei padri o dei nonni. Un quadro generale che richiede
una svolta in cui debbono essere coinvolte le banche. Ne abbiamo due,
Intesa-Sanpaolo e Unicredit, che sono tra le prime 5 d'Europa, una gran cosa
per la nostra credibilità economico finanziaria, bene abituarsi a ritenerle un
vanto invece che vedere le banche come vampiri. Se oggi la nostra economia è
solo sfiorata dalla crisi dei mutui subprime lo deve proprio al rigore con cui
il credito ha gestito, in massima misura, i finanziamenti sia alle famiglie che
alle imprese. Per favorire il recupero di competitività del sistema paese, le
banche sono indispensabili. Al netto dei toni di reciproca accusa che
animeranno la campagna elettorale è fondamentale concentrare l'attenzione sullo
sviluppo e sull'unico veicolo che lo può far decollare: le imprese. Il modello
su cui basarsi deve prevedere che le poche grandi come Eni, Enel, Finmeccanica
e Fiat, facciano da spartiacque e favoriscano l'introduzione delle
medio-piccole. Resta il quesito di quanto sia ancora utile che quattro tra le
prime dieci imprese siano ancora sotto il controllo pubblico. In un'economia di
mercato globale, a prima vista, si dovrebbe preferire la sana e vera public
company , ma è ormai chiaro a tutti che la forza geo-politica ha incidenza
mastodontica nella conquista dei mercati. Citavo prima il caso Eni-Kazakistan
come esempio di debolezza Paese, se così ha funzionato poco facile pensare
quanto non funzionerebbe per un'impresa totalmente in mani private. Inglesi,
francesi e tedeschi hanno mantenuto saldamente in mano pubblica i controlli
delle major di pubblica utilità, un po' meno gli inglesi basati più sul modello
americano della vera public company , fortemente gli altri. Ne consegue
un'esigenza di mantenere il controllo in mani pubbliche, purchè, com'è avvenuto
nell'ultimo decennio, si metta a capo delle poche maxi imprese, top manager di
alta competenza e capacità. Così è sicuramente oggi con Scaroni all'Eni, Conti
all'Enel e Guarguaglini a Finmeccanica, ma così non è stato per Alitalia, a
parte il troppo breve periodo Cimoli. Aspettiamoci un biennio difficile, per
affrontarlo servono qualità e coraggio, l'accelerazione nel ricambio
generazionale, una maggior presenza ai vertici di donne e una politica coesa e
orgogliosa di guidare l'Italia. 22/02/2008.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
22-02-2008)
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DALL'ITALIA
22-02-2008 Dall'Italia MAFIA SEQUESTRATI BENI PER 150 MILIONI DI EURO FRA
VILLE, AZIENDE EDILI, UNA CAVA E CONTI BANCARI Provenzano, ecco il tesoro Il
procuratore aggiunto di Palermo Scarpinato però lancia un allarme: "Le indagini subiscono rallentamenti a causa della burocrazia" PALERMO II Si nasconde
fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del
palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss
Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di
circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di
Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di
prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai
giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del
procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni
sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato
alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato
un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose
abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari.
Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddù", esponente
mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002
per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe "Pino
" Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale
informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato
indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il
cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di
amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto
emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con
numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo.
L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere
però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che
parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il
dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il
ministero della Giustizia afferma ha deciso di sospendere le password d'accesso
che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i
beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e
tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il
magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante ".
"In questo modo aggiunge le indagini sulle misure di prevenzione hanno
subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio
registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al
registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli ". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve
assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
Ville al mare Un complesso residenziale sequestrato ieri e riconducibile al
boss Provenzano.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN
PRIMO PIANO data: 2008-02-20 - pag: 2 autore: I sindacati. Forti critiche dai
rappresentanti dei lavoratori provenienti dall'estero "La Bossi-Fini è già
da rivedere" "Il "Decreto flussi" è uno strumento che per
quanto giovane già ha fatto il proprio tempo dal momento che non si è rivelato
in grado di gestire l'incontro tra la domanda e l'offerta di manodopera
immigrata". Diverse ma tutto sommato affini le analisi dei sindacati sul
sistema di reclutamento dei lavoratori extracomunitari: "La Legge
Bossi-Fini - secondo i principali organismi di tutela attivi al Sud - va
rivista. E non tanto per problemi di natura ideologica, quanto piuttosto perché
non è stata capace di interpretare le esigenze del mercato". Il dato che
vede depositate al ministero dell'Interno 97.952 richieste di assunzione da
parte di datori di lavoro meridionali va analizzato con estrema cautela secondo
Mohamed Saady, coopresidente nazionale di Anolf Cisl attivo a Napoli.
"Anche se formalmente - dichiara Saady si tratta di domande riguardanti
personale che non è ancora giun-to in Italia, quasi in tutti i casi abbiamo a
che fare con lavoratori già operativi sul territorio presso quegli stessi
datori di lavoro che ne chiedono il reclutamento. E tanto più evidente risulta
lo squilibrio tra le istanze effettuate a livello nazionale e le disponibilità
reali. Queste ultime sono meno di un quarto delle prime. Così si non si fa altro
che incentivare il lavoro nero". La domanda di manodopera immigrata,
invece, cresce. "Si cercano- continua Saady- soprattutto
figure di collaboratori domestici e l'attuale apparato legislativo, pieno di burocrazia, non riesce a soddisfare
questa domanda. Da qui l'importanza di una riforma della Legge Bossi-Fini, per
creare uno strumento che magari offra agli immigrati la possibilità di restare
su suolo italiano alcuni mesi per cercare impiego". Criticità di
funzionamento, nella legislazione esistente, le individua anche Pietro Milazzo,
responsabile dell'Osservatorio regionale sull'immigrazione di Cgil Sicilia.
"L'arco di tempo che intercorre tra la presentazione della domanda di
lavoro - dice Milazzo- e la pubblicazione della graduatoria è tutt'altro che
ragionevole. La situazione siciliana è complessa. Nelle province meridionali
dell'isola c'è forte domanda di manodopera per l'agricoltura. Qui, se non si
combatte seriamente il sommerso, fenomeni drammatici come il caporalato non
verranno mai sradicati. Nelle grandi città, invece, la domanda più insistente
riguarda badanti e maggiordomi". Severo con il sistema di reclutamento è
pure il responsabile campano di Cgil Immigrazione, Jamal Qaddorah: "La
politica di gestione dell'immigrazione mediante i flussi si è rivelata del
tutto fallimentare. L'offerta di manodopera non è stata infatti in grado di
soddisfare la domanda esistente sul territorio per i diversi settori. Anzi, si
è creata una situazione di massima ambiguità con datori di lavoro che chiedono
l'arrivo in Italia di lavoratori già operativi. Certi meccanismi - conclude
Qaddorah- devono essere radicalmente rivisti". Mette in ultimo in guardia
da possibili derive illegali del sistema dei flussi Shyama Bokkory Soodevi,
responsabile di Anolf Calabria. "Sulle richieste di permesso di
lavorodichiara la Soodevi- si sta sviluppando un vero e proprio mercato. C'è
addirittura chi prende soldi per chiedere l'assunzione di immigrati. Un
fenomeno pericoloso che deve essere combattuto con forza ". Fr. Pr. INEFFICACE
"La normativa non è riuscita a interpretare le esigenze del mercato
facendo incontrare domanda e offerta" Mohamed Saady. Copresidente
nazionale di Anolf Cisl NEW FOTOSUD.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)
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Sud sezione: SYSTEM
(RAGUSA) data: 2008-02-20 - pag: 17 autore: CAMBIO DELLA GUARDIA A
CONFINDUSTRIA R appresentare il vero elemento di stimolo di un territorio in
continua crescita. A rileggere il bilancio di fine mandato del presidente
uscente, Giovanni Solarino, e il documento programmatico del nuovo presidente,
Enzo Taverniti, colpisce innanzitutto la coerenza di entrambe le guide di
Confindustria Ragusa. Al passaggio di staffetta, infatti, l'obiettivo è rimasto
sempre quello di contribuire concretamente allo sviluppo del territorio ibleo,
in piena concertazione con il resto dell'Isola e nel pieno contesto
euromediterraneo. Nell' “èra” Solarino, il numero delle imprese associate è
arrivato a 210 e Confindustria ha lavorato soprattutto su alcuni punti ritenuti
fondamentali: la riforma dello Statuto associativo, la costituzione della
sezione Turismo (una delle voci più importanti dell'economia ragusana assieme
alle produzioni tipiche locali), l'internazionalizzazione delle imprese
attraverso la collaborazione con il Coexport (organo passato da 6 aziende
consorziate a 20 soci) e con la partecipazione a fiere nazionali ed estere, su
una nuova formazione e un migliore orientamento dei giovani, fino alla forte
concertazione con gli Enti locali e con l'Asi. Eletto all'unanimità nel gennaio
scorso, già presidente della sezione Metalmeccanica dal 2002 al 2005, Enzo
Taverniti è stato chiamato a proseguire il cammino intrapreso da Solarino e il
suo pragmatismo si è svelato nei punti programmatici proposti ai soci. Concorrenza,
infrastrutture, scuola, fisco, politiche energetiche, burocrazia più snella, interventi
concreti per il Sud: sono parole d'ordine che fanno riflettere su una politica
a lungo raggio, proiettata nella crescita dell'intera Sicilia oltre che del suo
“spicchio” più florido e produttivo come il territorio ibleo. Secondo
Taverniti, sviluppare una nuova politica industriale significa attirare anche
una nuova fidelizzazione nei confronti di Confindustria, che anche a livello
nazionale, con il presidente Luca Cordero di Montezemolo, vuole rappresentare
quello stimolo sempre ottimista e competitivo per il Paese. Con l'applicazione
delle regole di Basilea, sono cambiati gli scenari del credito per le attività
aziendali e secondo Confindustria Ragusa occorre assicurare tutti gli strumenti
necessari perché una piccola e media impresa possa operare nel proprio
territorio, mentre una nuova fidelizzazione nei confronti dell'Associazione
arriva dalla società civile e dall'opinione pubblica. C'è una nuova consapevolezza,
secondo il neopresidente di Confindustria, sul tema delicatissimo della lotta
alla mafia, all'usura e al “pizzo” delle estorsioni, perché è innanzitutto
l'atteggiamento dei coraggiosi imprenditori siciliani che sta cambiando. Tra le
novità, lanciate nell' “èra” Taverniti, c'è infine la Business Community ovvero
una piattaforma logistica e tecnologica sulla quale possono operare solo le
aziende associate, per acquistare e vendere prodotti realizzando il proprio
business attraverso appunto tecnologie di livello mondiale, al momento
utilizzate soltanto da pochi, eletti gruppi italiani e internazionali.
( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
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VIGEVANO.BUROCRAZIA PAZZA Dal ministero assegno di un centesimo per
l'agente di polizia [FIRMA]CLAUDIO BRESSANI VIGEVANO L'importo è stampato
appena sopra la dicitura "non trasferibile": euro 0,01. O, se
preferite, un bel centesimo tondo. L'assegno circolare emesso dal ministero
dell'Interno a favore di un agente in forza al commissariato di Vigevano si
riferisce al saldo dell'indennità dovuta per prestazioni svolte nel
periodo in cui il poliziotto era in servizio alla stradale. La causale è la
medesima di altri due assegni circolari analoghi, ricevuti sempre nei giorni
scorsi dallo stesso agente, relativi a mensilità differenti e stavolta
d'importo ben più ricco: 0,06 euro l'uno, addirittura 7 euro l'altro. Succede
che l'indennità prevista per i servizi autostradali, una diaria di una manciata
di euro al giorno, venga inserita in busta paga a livello forfettario e poi,
periodicamente, gli uffici del ministero calcolino il conguaglio sulla base
delle ore di servizio prestate. E dal ministero, fosse anche solo per un
centesimo, parte implacabile l'assegno. E pazienza se il costo della procedura
burocratica è centinaia di volte più alti dell'importo dell'assegno stesso. In
compenso il ministero risparmia sull'invio, che non avviene per posta. Tocca
all'agente recarsi personalmente all'ufficio cassa del compartimento della
polizia stradale per ritirare gli assegni che gli spettano: un viaggio che a
volte non vale nemmeno la spesa della benzina.
( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
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Il caso In
ventiquattro ore raccolti mille euro "La catena continua" SANDRA
LUCCHINI Gara di solidarietà per Caterina e Giulia AOSTA E'partita da
Courmayeur la "catena" della solidarietà per Caterina Battaglia, la
trentatreenne di Aosta in gravi difficoltà economiche. Ieri, dopo sole 24 ore
dal drammatico racconto della giovane a "La Stampa", le sono stati
consegnati mille euro, che le permetteranno di fronteggiare le spese più
impellenti determinate, soprattutto, dalla necessità di curare la figlia
Giulia, 5 anni, affetta da una malformazione alle arterie polmonari. L'aiuto è
arrivato da cittadini sensibilizzati da Glorianda Cipolla, pluricampionessa
italiana di sci negli Anni 60 e ora scrittrice, residente nella cittadina ai
piedi del Monte Bianco. Il suo "tam tam" fra amici e conoscenti ha
fatto partire, immediata, la raccolta. Che sta continuando. La titolare
dell'Hotel Europa, Luciana Benin, organizzerà una mostra, ad aprile, devolvendo
l'introito a Caterina. "Ho programmato per il 2008 - dice - una serie di
manifestazioni ognuna delle quali è finalizzata a sostenere persone in
difficoltà". Il grande cuore dei valdostani non si è smentito; anzi, si
sta esprimendo al massimo delle sue potenzialità; a ogni iniziativa di
beneficenza le offerte arrivano sempre a cifre considerevoli, come confermano
le responsabili delle associazioni di volontariato. Ai banchetti allestiti in
varie piazze della Valle affluiscono molte persone con l'unico obiettivo di
"donare a chi ne ha bisogno". "E' inaudito che in una regione
come la Valle d'Aosta possano vivere persone in uno stato di indigenza così
grave" dice Glorianda Cipolla. Si stupisce della
rigidità della burocrazia.
"Si nega una casa a una madre con problemi di questa portata,
documentabili al completo, tra l'altro". Le cartelle cliniche rilasciate
dall'ospedale "Gaslini", di Genova, descrivono la situazione della
piccola che non potrà evitare un intervento chirurgico per correggere
l'anomalia. "L'importante è garantirle una casa a un prezzo
equo", insiste l'ex campionessa di sci. Questa gara di solidarietà ha
commosso, fino alle lacrime, la giovane madre. "Questa mattina (ieri ndr)
ho ricevuto il pacco della signora Cipolla - racconta -. Dentro ho trovato
oggetti per la bambina e la busta con i soldi che ho già versato sul libretto
di Giulia. Mi serviranno per lei quando verrà operata e quando andrà a scuola
un altr'anno. Ringrazieremo di persona i nostri "angeli
custodi"".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
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OPINIONI BESTIARIO
Dove vai voto del nord? di Giampaolo Pansa Il Pd deve guardarsi dai facili
entusiasmi. Per vincere le elezioni Veltroni deve sfondare in Veneto e
Lombardia Ho un debito verso Pier Ferdinando Casini. Quando venni aggredito per
un mio libro sulla guerra civile, fu il primo dei big politici (ben pochi, per
la verità) che si spese in mia difesa. In quel caso mi resi conto un'altra
volta che Casini era un tipo schietto: diceva come la pensava e faceva come la
diceva. Oggi lo conferma la scelta di andare al voto da solo, con la sua Udc.
Un gesto che rivela coraggio e orgoglio, anche se non so dove lo condurrà.
Penso che vivrà giorni difficili. Gli altri piccoli gruppi cattolici (la Rosa
Bianca e l'Udeur) stentano a trovare un accordo. A riprova che il virus della
divisione corrode tutta la politica italiana. Per questo mi domando che cosa
accadrà se il listone di Silvio Berlusconi farà propri i cardini elettorali
enunciati da Casini nel discorso di Mestre. Gli ho sentito dire quello che
milioni di italiani si dicono in privato. Il principio di autorità da
ripristinare, a cominciare dalla famiglia, dove oggi i genitori fanno 'i
sindacalisti dei figli'. La sicurezza da riconquistare. Il ritorno del merito.
La selezione nella scuola, con il numero chiuso in tutte le università. La
necessità di ricette dure per l'Italia. La scomparsa delle
province con la loro inutile burocrazia. La difesa della legge Biagi. La scelta per l'energia nucleare.
I servizi pubblici locali da liberalizzare, e altro ancora. Se il Cavaliere
parlerà agli elettori come parla Casini, si troverà in sintonia con gran parte
del paese. E il Popolo della Libertà potrebbe diventare una macchina
schiacciasassi. Ecco perché l'esito del voto di aprile non è per niente
scontato, in tutti i sensi. Anche Berlusconi dovrebbe essere più cauto nel
dichiarare il proprio trionfo con tanto anticipo. Ma il Partito Democratico ha
l'obbligo di guardarsi dall'euforia pericolosa che sta affiorando nel suo
campo. Ho visto troppe volte la sinistra giurare sulla vittoria e poi tornare a
casa con le pive nel sacco. Volete due esempi? Nel giugno del 1976, il Pci di
Enrico Berlinguer era convinto di fare il sorpasso sulla Dc di Benigno
Zaccagnini. Allora lavoravo per il 'Corriere della sera' e scrissi una lunga
inchiesta sui comunisti. Tutti erano sicuri di farcela. Deciso a dare il colpo
di grazia alla Balena Bianca, re Enrico mi rilasciò un'intervista per dire che
si sentiva più sicuro sotto l'ombrello della Nato che sotto il Patto di
Varsavia, guidato dell'Urss. A urne aperte, Bettino Craxi mi rimproverò di aver
fatto guadagnare mezzo milione di voti alle Botteghe Oscure. Ma il sorpasso non
ci fu. Alla Camera, la Dc conquistò il 38,7 per cento dei voti contro il 34,4
del Pci. E al Senato il distacco fu ancora più forte, di cinque punti. Nel
marzo del 1994 accadde lo stesso con la gioiosa macchina da guerra di Achille
Occhetto. Il popolo di sinistra era certissimo di sconfiggere quel tizio delle
televisioni, un certo Berlusconi. Dappertutto sentivo ripetere: vinciamo,
vinciamo! Se osavo dissentire, mi replicavano: ma che cavolo dici, Pansa!, non
vedi come siamo forti? Finì come sappiamo: con l'ingresso del Cavaliere a
Palazzo Chigi e le dimissioni del povero Baffo di Ferro. Mi auguro che Walter
Veltroni sia più avveduto dei suoi antenati. Quando, nel primo comizio a
Pescara, ha detto che il Partito Democratico "sta risalendo a una velocità
impressionante" sono rimasto dubbioso. Poi ho capito come stanno le cose
leggendo il giorno dopo, sull''Unità', l'intervista a Roberto Weber,
sondaggista affidabile della Swg. La risalita, o rimonta che sia, per ora ha
riportato il PD soltanto al livello dell'Ulivo alla Camera nel 2006: fra il 30
e il 31 per cento. Weber ha aggiunto quello che tutti sanno: per vincere le
elezioni, il Pd deve sfondare al centro dell'elettorato. E che la battaglia si
deciderà nell'Italia del nord, "la zona più difficile da aggredire".
A cominciare dalla Lombardia e dal Veneto. Dove finora, dice sempre il capo
della Swg, "non si sono registrati spostamenti a favore di Veltroni".
Ma è proprio su questo fronte che lasciano perplessi certe candidature decise o
annunciate. Molti si chiedono se un Colaninno junior non sia soltanto una
rondine incapace di fare primavera. O se Martina Mondadori convinca battaglioni
di incerti a correre ai seggi. Per di più, resta il dilemma se il Pd debba fare
una campagna elettorale soffice o dura. Eppure in democrazia le campagne
diventano subito durissime. Del resto, Antonio Di Pietro ha già sparato il
primo siluro al Cavaliere: la sua Mediaset deve avere una sola rete tivù. Max
D'Alema è partito sul ringhioso. Pierluigi Bersani ci spiega che le campagne
sono anche 'contro' e non solo 'per'. Tuttavia lo stesso Bersani avverte:
"Qualcosa si muove, ma il centro-destra ha un insediamento
mostruoso". Attenti al pesce d'aprile, gente del PD. I furbetti del
formaggino Una latteria su quattro nasconde il prezzo del latte o dei suoi
derivati. Lo dice il primo Rapporto della task force antispeculazione. Tremila
ispezioni in quattro mesi, per capire se qualcuno stava giocando sporco
all'ombra dei grandi aumenti dei prezzi delle materie prime: quelli del grano,
che ha galoppato al ritmo dell'85 per cento nel mondo e del 136 per cento in
Italia, e quello delle polveri di latte (più 71 per cento il dato mondiale, più
140 per cento in Italia). Il Rapporto appena consegnato al ministro delle
Politiche agricole Paolo De Castro punta l'indice sulla distribuzione. Nel caso
del latte, su 683 ispezioni al dettaglio, ben 194 hanno fatto scattare una
sanzione perché il prezzo era esposto male o non era esposto affatto. Le
irregolarità di questo tipo sono aumentate del 24 per cento. I risultati delle
ispezioni confluiranno nella revisione degli studi di settore. E se i
commercianti non la dicono tutta sui prezzi finali, mistero totale c'è poi sui
prezzi intermedi della filiera, quelli a cui comprano i negozianti: qui le
Fiamme gialle promettono 'elementi informativi sul costo d'acquisto delle
merci'. Da girare direttamente all'Antitrust.
( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Il programma
E ora l'Idv attacca la legge Biagi L'Italia dei valori ha preparato 11 punti
come proposta di programma che viene sottoposto ai cittadini. I punti sono
riportati sul sito Internet di Idv. Eccone alcuni: Lavoro. Miglioramento della
Legge 30 (la legge Biagi), garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di
non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari; per
i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/1100 Euro; controlli effettivi
sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell'applicazione delle sanzioni.
Sicurezza. Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e
obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine; più
polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio; inasprimento
delle pene per i reati contro i minori e contro le donne. Legalità.
Reintroduzione del reato di falso in bilancio; eliminazione
del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello; pene certe e
processi penali e civili più rapidi. Economia. Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca;
liberalizzazione dei servizi pubblici; diminuzione del carico fiscale sulle
imprese.
( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa La giornata
del BrailleSi celebra oggi per la prima volta in Italia l'invenzione che da 200
anni fa leggere i non vedenti Più volontari e libri per i ciechi. Il governo
decide in 48 ore Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Entro quarantott'ore
Cristina De Luca, sottosegretario al Ministero della Solidarietà Sociale, dirà
se aumenteranno i volontari del servizio civile assegnati ai ciechi. Già l'anno
scorso fu battaglia dell'Unione Italiana e del suo presidente, Tommaso Daniele,
ottenere l'aumento dal 2 al 4 per cento sul totale degli accompagnatori
temporanei. La notizia arriverà più o meno in coincidenza con la giornata
nazionale del Braille che si celebra oggi, quest'anno per la prima volta,
grazie a una legge a costo zero approvata in tempo record, sponsor Enzo Bianco.
Che ha partecipato alla presentazione della festa assumendosi un impegno un po'
più costoso: far arrivare i libri ai non vedenti in tempo per l'inizio
dell'anno scolastico. Chi non sta fra i ciechi potrebbe chiedersi che impegno
sia. è una promessa seria, invece, poiché i testi scolastici in Braille (spesso
mal tradotti e pieni di errori) arrivano puntualissimamente in ritardo, certe
volte anche alla fine dell'anno. Forse per garantire ai
disabili le pari opportunità della dannosa burocrazia riservata ai normodotati. Sollecitato dal moderatore Andrea
Vianello, Bianco, al tavolo dell'Unione Ciechi in via Borgognona (che qualcuno
vorrebbe cambiare in via Louis Braille) ha promesso pure che fonderà
l'associazione parlamentare Amici dei ciechi. L'anno prossimo, il 9
gennaio, si festeggeranno i 200 anni della nascita di Louis Braille, un
francese, molto poco amato in patria dato il disinteresse per la sua casa museo
che Tommaso Daniele vorrebbe invece valorizzare. Perché in quell'appartamento
Braille costruì l'alfabeto "delle parole che si leggono toccando"
nell'elaborazione di combinazioni su puntini. Li trovate di solito negli
ascensori. Sono appuntiti sotto il polpastrello. Quei rilievi rappresentano per
i ciechi e per gli ipovedenti la strada verso il sapere. Perché non bastano
radio, tv, internet. Leggere è un'altra cosa. E sono decine le testimonianze
commoventi di chi, grazie al Braille, ha potuto dirsi vivo. Scoprendo magari,
come si legge nella lettera di un cieco condannato dalla famiglia a chiedere
l'elemosina, di essere intelligente, di poter arrivare sempre fra i primi cinque
a scuola. Per un futuro in accompagnamento, ma fatto anche di "solitudine
piena" nella quale, leggendo, si elaborano ricordi e progetti. Questo è il
Braille. Ma non è sempre poesia. Ad esempio, gli insegnanti di sostegno, che in
Italia sono 92.000 di cui la metà precari, non hanno diritto a esercitare in
regime di specialità per cui s'occupano di ciechi o di autistici
indifferentemente. Pare che dalla prossima legislatura non sarà più così se
l'impegno di Mariangela Bastico, vice ministro alla Pubblica Istruzione, si
trasformerà in realtà: le scuole sceglieranno i docenti in base alla presenza
delle necessità dei disabili. Anche qui, semplice. Forse bastava pensarci
prima. Oggi nelle scuole si dedicherà un po' del tempo dell'insegnamento al
Braille. E di Braille si parlerà in tv, alla radio e sui giornali. Un primo
passo per capire quanto vale leggere.
( da "Settegiorni (Magenta)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ULTIMO ANNO DALLA
DIFFIDA DI FEBBRAIO AI SIGILLI POSTI AI CANCELLI Parabiago - Un anno. Dal
febbraio 2007 ad oggi: 365 giorni in cui Ecoter ha chiuso i suoi cancelli e la
sua attività. Ma come si è arrivati a questo periodo di fermo? Nel febbraio
2007 la Provincia aveva diffidato l'azienda a continuare la sua attività
essendo stati trovati dei materiali stoccati in aree non autorizzate nonostante
Ecoter avesse chiesto il permesso di poter ampliare l'area di lavorazione. Da
qui la chiusura della ditta e l'inizio dei due mesi di tempo per rimuovere il
materiale in eccesso e spostarlo in altra sede autorizzata. Ma, questa
restrizione secondo il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri non era stata
rispettata e da qui i sigilli posti ai cancelli di Ecoter il 31 maggio del
2007. Da maggio sino ad oggi, Ecoter si è quindi impegnata per riprendere la
propria attività tanto che il 20 settembre scorso il Noe dava il permesso di
aprire i cancelli. Poi ancora qualche mese di burocrazia
sino all'apertura definitiva dei giorni scorsi seguendo la vecchia convenzione
provinciale che rimarrà in vigore fino al 2016. Resta, quindi, in vigore l'
ingresso all'impianto, utilizzando la via Appiani, solamente di circa trenta
mezzi d'opera al giorno e che il sistema di lavaggio delle ruote dovrà essere
realizzato in sostituzione all'intervento di spazzamento delle strade previsto
dall'azienda. Basterà tutto questo per attenuare le proteste dei cittadini
della zona? Articolo pubblicato il 22/02/08.
( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
DISSERVIZI I computer
della Regione non riconoscono i versamenti precedenti e gli addebitano anche
gli interessi di mora COSTRETTO A RIPAGARE IL BOLLO DELL'AUTO Il pensionato
amareggiato "Sono rimasto intrappolato in una situazione kafkiana" richiedi la foto Domenico Acunzo Treviglio - Burocrazia e
computer, un mix che spesso non lascia scampo al cittadino. Lo sa bene Domenico
Acunzo, funzionario delle Fs in pensione, residente in via De Amicis. Per
pagare il bollo dell'automobile del 2008 è stato costretto a ripagare parte di
quello del 2007 che aveva già versato. Non solo ma si è dovuto far
carico anche della multa e degli interessi di mora, come se non l'avesse mai
versato. "Sono rimasto intrappolato in una situazione kafkiana - ha
commentato - e per uscirne ho dovuto chinare il capo e rinunciare ai miei
diritti". Tutto ha avuto inizio i primi giorni di gennaio.
"All'inizio dell'anno - ha spiegato - sono andato in tabaccheria per
pagare il bollo dell'automobile. Mi scadeva a fine dicembre ma grazie alla
proroga ero ancora in tempo". A questo punto un normale versamento di
un'imposta è diventato una piccola odissea. "L'apparecchio non accettava
il pagamento - ha continuato il suo racconto il pensionato - Il nuovo sistema
informatico della Regione Lombardia che gestisce il pagamento, sosteneva che
dovessi pagarlo da agosto. Nessuno dei terminali abilitati di Treviglio era in
grado di accettare il bollettino. Mi dicevano tutti che dovevo aspettare agosto
per il versamento. E io cosa dovevo fare nel frattempo girare senza bollo dell'auto?".
Acunzo allora si è rivolto all'Aci che ha studiato la pratica. Anche qui non
c'è stato niente da fare. La Regione pretendeva il pagamento da agosto ad
agosto. Proprio nel mese estivo infatti, si è scoperto, la vettura era stata
immatricolata e per i cervelloni elettronici del Pirellone non era possibile
che il bollo invece vada da dicembre a dicembre. Una differenza, quella tra
data di immatricolazione e di inizio del bollo, nata dal fatto, ha poi appurato
Acunzo, che durante il periodo in cui la vettura era stata in vendita dal
concessionario quest'ultimo aveva chiesto e ottenuto di sospendere la tassa. Al
momento di venderla al trevigliese però non aveva pensato di di riattivarlo.
Così non è stato registrato che nel frattempo Acunzo aveva provveduto a fare da
sé pagando il bollo fino a fine anno. "Da allora - ha detto ancora il
pensionato - ho sempre pagato da dicembre a dicembre". Per il 2008 però
non è stato proprio possibile e l'unica soluzione che è stata trovata è stata
quella di far ripagare ad Acunzo il balzello dallo scorso agosto. "Così
non solo ho dovuto riversare la quota del 2007 - ha spiegato amareggiato - ma
mi hanno fatto pagare la mora come se non avessi fatto il versamento. Una vera
e propria beffa che mi è costata 100 euro". Articolo pubblicato il
22/02/08 Pietro Tosca.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSA NOSTRA. Ingenti
beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo Mafia,
sequestrato il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti
bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il
"tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome
e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della
Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito alla
richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano
Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni,
indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano. L'uomo
sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi
sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti
correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u
sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è
stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito
dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di
Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari,
è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali
referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere
appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere
una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi
personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo.
L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere
però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che
parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il
dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il
ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che
consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni
di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto
ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il
magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante".
"In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di
prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente
andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni
immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla
proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto
che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in
avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
APINDUSTRIA Crestani
presidente degli edili VICENZA Fabio Crestani è il nuovo presidente del
direttivo Aniem (Associazione imprese edili) di Apindustria. 41 anni, associato
dal 1991, metterà al servizio delle Pmi vicentine la propria consolidata
esperienza nel settore, essendo titolare di ben tre imprese attive nell'ambito
dell'edilizia. "Spero di poter dare un contributo
costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche
nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e
riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende". .
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mafia, sequestrato
il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti
bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il
"tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a
prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli
agenti della Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito
alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto
Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60
anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano.
L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni
immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali,
conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u
sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è
stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito
dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di
Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari,
è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali
referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere
appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere
una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi
personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo.
L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere
però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che
parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il
dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il
ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che
consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni
di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto
ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il
magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante".
"In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di
prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente
andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni
immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla
proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto
che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in
avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
.
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSA NOSTRA. Ingenti
beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo Mafia,
sequestrato il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti
bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il
lavoro" PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in
grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il
"tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome
e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della
Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito alla
richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano
Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni,
indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano. L'uomo
sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi
sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti
correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u
sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è
stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito
dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di
Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari,
è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali
referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere
appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere
una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi
personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo.
L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere
però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che
parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il
dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il
ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che
consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni
di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto
ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il
magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante".
"In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di
prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente
andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni
immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla
proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto
che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in
avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
.
( da "Avvenire" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA 22-02-2008
NUOVE FRONTIERE I "miracoli" delle cellule staminali adulte DI
ALESSANDRA TURCHETTI D a anni la ricerca sulle cellule staminali adulte produce
risultati lusinghieri e l'intera comunità scientifica mondiale è impegnata a
raggiungere nuovi obiettivi. L'Italia partecipa con numerose e importanti
scoperte, alcune delle quali sono diventate dei veri e propri protocolli
terapeutici. La leucemia e altri tumori del sangue, malattie ereditarie come la
talassemia, le grandi ustioni, le lesioni della cornea e della pelle come
ferite e ulcere, i danni all'uretra e all'osso-cartilagine e alcuni problemi
cardiovascolari ven- gono ormai risolti grazie a queste cellule attraverso
varie metodologie come il trapianto, terapie cellulari, tecniche di ingegneria
tessutale. La cosiddetta "medicina rigenerativa", il settore di studi
che si propone di riparare tessuti e organi mediante l'impiego cellule
staminali adulte, sta mantenendo le sue promesse. Si comincia perfino a parlare
di "chirurgia rigenerativa", ovvero di chirurgia associata a
trattamenti che stimolano le cellule staminali per il futuro degli interventi
estetici o plastici. Il nostro Paese è, dunque, in prima
linea nonostante le ben note difficoltà del mondo della ricerca e gli ostacoli
legati alla troppa burocrazia, alla mancanza di un adeguato sostegno economico. "Il
sistema della ricerca è al collasso, mettetevelo in testa", era l'appello
lanciato alcuni mesi fa da Angelo Vescovi, il neurobiologo milanese conosciuto
a livello mondiale per i suoi studi sulle staminali. Eppure, nonostante
questo, esistono nicchie fertili che producono risultati eccellenti. A
cominciare dallo stesso settore della malattie neurodegenerative:
all'università Bicocca di Milano l'équipe di Vescovi ha confermato le potenzialità
terapeutiche delle staminali nella fase preclinica, cioè su modelli animali,
per alcune gravi patologie come la sclerosi laterale amiotrofica. Siamo in
attesa dell'avvio della sperimentazione sull'uomo. All'università di Genova, il
gruppo di Antonio Uccelli ha migliorato il decorso della sclerosi multipla nei
topi mentre, sempre a livello sperimentale, Alfredo Gorio, farmacologo
dell'università di Milano, ha testato il ruolo cruciale delle staminali adulte
neurali estratte dal cervello nella riparazione del danno midollare. Tutti
studi in corso che, pur non alimentando false speranze, lasciano ben sperare.
Cesare Peschle, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia
dell'Istituto Superiore della Sanità, ha messo a punto un metodo per pilotare in
laboratorio la crescita delle staminali nella direzione desiderata, aprendo
così la strada alla produzione mirata di sangue a scopo trasfusionale o di
staminali per i trapianti. Sergio Romagnani, immunologo dell'Azienda
ospedaliera universitaria fiorentina di Careggi, ha scoperto la presenza di
staminali adulte nel rene umano ma anche una nuova popolazione di staminali
totipotenti nel sangue circolante periferico, adatte ad un utilizzo più agevole
rispetto al prelievo da midollo osseo. E non dimentichiamo la possibilità di
tornare a vedere con il trapianto di cornea: nell'occhio, nella zona denominata
"limbus", c'è una vera e propria fabbrica di staminali che, in caso
di lesioni dove però almeno un millimetro di tessuto è rimasto intatto, consentono
di guarire mediante autotrapianto. Il Laboratorio sulle cellule staminali
epiteliali presso l'Ospedale civile di Venezia esegue 50-60 trattamenti l'anno,
con richieste anche da altri Paesi europei. Gli italiani sono, dunque, ottimi
scienziati e, se non sono costretti ad andare altrove, fanno grandi cose: chi
"resiste", riuscendo a procurarsi i fondi necessari, diventa spesso
una figura di rilievo internazionale. Le metodologie utilizzate vanno dal
trapianto alle terapie cellulari, alle tecniche di ingegneria tessutale Ecco le
"nicchie" all'opera in varie città d'Italia Il nostro Paese è
all'avanguardia nonostante la scarsità di finanziamenti e le difficoltà
burocratiche Molte strutture di eccellenza a livello internazionale.
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sicurezza
"veronese" nel tunnel di Manhattan Zampieri: "Occasioni in Usa
ma attenzione alle regole" "Gli Stati Uniti? Un mercato ricco,
che offre molte opportunità e può dare grandi soddisfazioni alle nostre
aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è difficile avvicinarsi. Chi
ci scommette e gioca secondo le regole e la competenza guadagna bene, ma chi
prova a esportare i nostri vizi, prende sotto gamba le norme e lavora in modo
approssimativo può farsi molto male". Gino Zampieri, ingegnere veronese e
presidente della società di consulenza Ac&E srl (con un valore della
produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il sistema produttivo degli
Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire, visto che parte del suo
tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di Manhattan, con il collega
Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere un'azienda italiana
impegnata nello scavo dei tunnel per il passante ferroviario che collegherà il
quartiere di Queens con la Grand Central Station. Un'opera colossale, con un
percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale transiteranno 200 mila persone al
giorno, che costerà oltre 7 miliardi di dollari e non sarà completata prima del
2014. Ma anche una sfida per i contractors, che hanno dovuto mettere a punto
macchine speciali, in grado di perforare (per un diametro di 7 metri) una delle
rocce più antiche e resistenti del mondo, passando sotto l'East River. La
società veronese è coinvolta nel progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana
che ha adattato allo scopo e sta utilizzando una enorme "talpe". Ma
la partnership nei controlli tecnologici è solo uno dei campi nei quali è
attiva Ac.&E: la società veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di
undici ingegneri, si occupa anche di formazione per la sicurezza, di risk
assessment, della gestione di delicate campagne di recall (quando occorre
"richiamare" i prodotti difettosi) e di certificazione per i mercati
nordamericani e la Russia, oltre naturalmente a quelli europei. Ac.&E
infatti certifica oltre il 60% delle macchine italiane destinate agli Stati
Uniti. Uno dei campi più complessi è il rapporto tra le normative europee e
quelle americane, perché spesso nascono contrasti tra committenti, fornitori e
autorità di controllo. "Oltre Atlantico è necessario rispettare norme non
solo strette, ma anche basate su precise metodologie di applicazione",
sottolinea Zampieri. "Ciò forse comporta più rigidità, ma anche meno
discrezionalità: e se in Europa quello che subiamo è un
sovraccarico di burocrazia
senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza
negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si
avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation
agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.
"Operiamo in un settore di nicchia sia nella certificazione che nei
controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice Zampieri, che è anche
incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla sicurezza delle macchine.
"Stiamo sperimentando anche campi innovativi, verificando ad esempio che
ormai nella fase di due diligence per le acquisizioni di aziende il risk
assessment è un fattore strategico, tanto quanto la valutazione
finanziaria". Confini aperti per le aziende italiane negli Stati Uniti,
dunque, a patto di stare alle regole. "Sì, ma con una necessaria
precisazione: dopo l'11 settembre l'approccio è cambiato, c'è una maggiore
chiusura anche psicologica e le autorità verificano tutto, compresi macchinari
e produttori. Quindi oggi un imprenditore deve tenere sempre più conto dei
fattori normativi, arrivando a certificare l'intero stabilimento di produzione
per acquisire più credibilità. Credo che il made in Italy non abbia nulla da
invidiare agli americani per fantasia e tecnologia - conclude Zampieri - ma
ancora molto da imparare come metodo". .
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Logistica, Zai
attiva la piattaforma di Rovigo Settemila metri quadrati di struttura modulare
sugli standard più avanzati: Verona investe sulle idrovie
Francesco Arioli Verona attiva la sua base logistica in Polesine: entro fine
marzo - una volta che i funzionari comunali avranno concesso l'agibilità - sarà
infatti pienamente operativa la piattaforma realizzata dal Consorzio Zai
all'Interporto di Rovigo, settemila metri quadrati di struttura multifunzionale
destinata soprattutto a corrieri e spedizionieri che, stando al direttore del
consorzio, Raffaele Frigo, "rappresenteranno una grande opportunità per
far crescere il traffico fluviale". L'annuncio è stato formalizzato
l'altra sera al Quadrante Europa, nel corso di un convegno sulle potenzialità
di investimento e di sviluppo nel Veneto meridionale in ambito logistico, ma
anche produttivo e commerciale. Un'occasione che è servita al direttore
dell'interporto rodigino, Erasmo Bordin, per aggiornare gli operatori sulla
crescita del polo di scambio e sui margini di incremento di traffico della rete
idroviaria padana (812 chilometri che collegano Cremona e Mantova a Ferrara e
più a nord, tramite il Sile, il Brenta e il Livenza, fino a Padova, Treviso e
Udine). Una rete che, "con modesti interventi di adeguamento", ha
rivelato Bordin, trasporterà merci fino al lago di Garda seguendo il corso del
Mincio. Bordin ha poi riferito del progetto, messo a punto dall'Università di
Genova, per la realizzazione di un'imbarcazione "misurata" sulle
caratteristiche dei corsi d'acqua delle idrovie padane. Ebbene, alla luce dei
parametri di larghezza, profondità e caratteristiche della rete, le dimensioni
massime della nave fluvio-marittima sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e
mezzo di larghezza, 1.800 tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a
2,80 metri. E il Consorzio Zai (che detiene una quota di partecipazione
dell'Interporto di Rovigo vicina al 7%) era evidentemente ben consapevole delle
potenzialità di sviluppo dei trasporti via acqua quando, circa due anni fa,
decise di investire sulla neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e
costata una cifra vicina ai quattro milioni di euro "compreso il costo del
terreno". L'iniziativa, ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine
dell'evento, "non è legata esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto
degli spazi da concessionare, quanto al coinvolgimento degli operatori
logistici" e "all'incentivazione del traffico via acqua". Di
sicuro interesserà "gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno
già manifestato un certo interesse". La dotazione della piattaforma è
naturalmente aggiornata agli standard più moderni: suddivisione modulare,
impianti di videosorveglianza e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio,
accessi già allacciati sul lato gomma e sul lato ferrovia "con la
possibilità di collegarsi agevolmente anche al piazzale fluviale", ha
precisato il direttore del Consorzio Zai, "distante non più di duecento
metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora
state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di
mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi?
Dipende dalla burocrazia,
perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita
sul mercato".
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
AZIENDE. La società
di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River
Sicurezza "veronese" nel tunnel di Manhattan Zampieri:
"Occasioni in Usa ma attenzione alle regole" "Gli Stati
Uniti? Un mercato ricco, che offre molte opportunità e può dare grandi
soddisfazioni alle nostre aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è
difficile avvicinarsi. Chi ci scommette e gioca secondo le regole e la
competenza guadagna bene, ma chi prova a esportare i nostri vizi, prende sotto
gamba le norme e lavora in modo approssimativo può farsi molto male". Gino
Zampieri, ingegnere veronese e presidente della società di consulenza Ac&E
srl (con un valore della produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il
sistema produttivo degli Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire, visto
che parte del suo tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di
Manhattan, con il collega Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere
un'azienda italiana impegnata nello scavo dei tunnel per il passante
ferroviario che collegherà il quartiere di Queens con la Grand Central Station.
Un'opera colossale, con un percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale
transiteranno 200 mila persone al giorno, che costerà oltre 7 miliardi di
dollari e non sarà completata prima del 2014. Ma anche una sfida per i
contractors, che hanno dovuto mettere a punto macchine speciali, in grado di
perforare (per un diametro di 7 metri) una delle rocce più antiche e resistenti
del mondo, passando sotto l'East River. La società veronese è coinvolta nel
progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana che ha adattato allo scopo e sta
utilizzando una enorme "talpe". Ma la partnership nei controlli
tecnologici è solo uno dei campi nei quali è attiva Ac.&E: la società
veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di undici ingegneri, si occupa
anche di formazione per la sicurezza, di risk assessment, della gestione di
delicate campagne di recall (quando occorre "richiamare" i prodotti
difettosi) e di certificazione per i mercati nordamericani e la Russia, oltre
naturalmente a quelli europei. Ac.&E infatti certifica oltre il 60% delle
macchine italiane destinate agli Stati Uniti. Uno dei campi più complessi è il
rapporto tra le normative europee e quelle americane, perché spesso nascono
contrasti tra committenti, fornitori e autorità di controllo. "Oltre
Atlantico è necessario rispettare norme non solo strette, ma anche basate su
precise metodologie di applicazione", sottolinea Zampieri. "Ciò forse
comporta più rigidità, ma anche meno discrezionalità: e se
in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura
della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big
multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da
Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider
Electric. "Operiamo in un settore di nicchia sia nella
certificazione che nei controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice
Zampieri, che è anche incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla
sicurezza delle macchine. "Stiamo sperimentando anche campi innovativi,
verificando ad esempio che ormai nella fase di due diligence per le
acquisizioni di aziende il risk assessment è un fattore strategico, tanto
quanto la valutazione finanziaria". Confini aperti per le aziende italiane
negli Stati Uniti, dunque, a patto di stare alle regole. "Sì, ma con una
necessaria precisazione: dopo l'11 settembre l'approccio è cambiato, c'è una
maggiore chiusura anche psicologica e le autorità verificano tutto, compresi
macchinari e produttori. Quindi oggi un imprenditore deve tenere sempre più
conto dei fattori normativi, arrivando a certificare l'intero stabilimento di
produzione per acquisire più credibilità. Credo che il made in Italy non abbia
nulla da invidiare agli americani per fantasia e tecnologia - conclude Zampieri
- ma ancora molto da imparare come metodo". .
( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRASPORTI. Il
Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del
Veneto meridionale Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo Settemila
metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati: Verona
investe sulle idrovie Francesco Arioli Verona attiva la sua base
logistica in Polesine: entro fine marzo - una volta che i funzionari comunali
avranno concesso l'agibilità - sarà infatti pienamente operativa la piattaforma
realizzata dal Consorzio Zai all'Interporto di Rovigo, settemila metri quadrati
di struttura multifunzionale destinata soprattutto a corrieri e spedizionieri
che, stando al direttore del consorzio, Raffaele Frigo, "rappresenteranno
una grande opportunità per far crescere il traffico fluviale". L'annuncio
è stato formalizzato l'altra sera al Quadrante Europa, nel corso di un convegno
sulle potenzialità di investimento e di sviluppo nel Veneto meridionale in
ambito logistico, ma anche produttivo e commerciale. Un'occasione che è servita
al direttore dell'interporto rodigino, Erasmo Bordin, per aggiornare gli
operatori sulla crescita del polo di scambio e sui margini di incremento di
traffico della rete idroviaria padana (812 chilometri che collegano Cremona e
Mantova a Ferrara e più a nord, tramite il Sile, il Brenta e il Livenza, fino a
Padova, Treviso e Udine). Una rete che, "con modesti interventi di
adeguamento", ha rivelato Bordin, trasporterà merci fino al lago di Garda
seguendo il corso del Mincio. Bordin ha poi riferito del progetto, messo a
punto dall'Università di Genova, per la realizzazione di un'imbarcazione
"misurata" sulle caratteristiche dei corsi d'acqua delle idrovie
padane. Ebbene, alla luce dei parametri di larghezza, profondità e
caratteristiche della rete, le dimensioni massime della nave fluvio-marittima
sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e mezzo di larghezza, 1.800
tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a 2,80 metri. E il Consorzio
Zai (che detiene una quota di partecipazione dell'Interporto di Rovigo vicina
al 7%) era evidentemente ben consapevole delle potenzialità di sviluppo dei
trasporti via acqua quando, circa due anni fa, decise di investire sulla
neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e costata una cifra vicina
ai quattro milioni di euro "compreso il costo del terreno".
L'iniziativa, ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine dell'evento,
"non è legata esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto degli spazi da
concessionare, quanto al coinvolgimento degli operatori logistici" e
"all'incentivazione del traffico via acqua". Di sicuro interesserà
"gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno già manifestato un
certo interesse". La dotazione della piattaforma è naturalmente aggiornata
agli standard più moderni: suddivisione modulare, impianti di videosorveglianza
e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio, accessi già allacciati sul
lato gomma e sul lato ferrovia "con la possibilità di collegarsi
agevolmente anche al piazzale fluviale", ha precisato il direttore del
Consorzio Zai, "distante non più di duecento metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate
ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è
attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma
ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".
( da "ADN Kronos" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Questa mattina al
loft di Piazza Santa Anastasia il leader dell'Idv ha firmato il 'matrimonio'
con Veltroni. Sul blog lancia il programma in 11 punti: dall'inglese negli
asili al falso in bilancio. E un impegno: fuori la politica dalla Rai.
Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie
di POLITICA Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Ign) - Ora sotto il 'matrimonio'
elettorale tra l'Idv e il Pd c'è anche la firma. E' stato infatti sottoscritto
questa mattina tra Walter Veltroni e Antonio Di Pietro il patto programmatico
che unirà i due partiti per i prossimi cinque anni e guiderà l'azione di
governo, qualora Veltroni e Di Pietro riescano a vincere le elezioni del 13 e
14 aprile. Questo è l'obiettivo ed il programma sottoscritto oggi al loft di
Piazza Santa Anastasia riempie di contenuti l'accordo elettorale che prevede la
presentazione di liste collegate per le consultazioni del voto di primavera,
alle quali Pd e Idv si presenteranno con il proprio simbolo. "Nell'ambito
del programma - ha affermato Di Pietro lasciando la sede del Pd - ci sono tante
azioni che possiamo portare avanti insieme". Il leader dell'Italia dei
Valori si è limitato ad indicare il riassetto del sistema televisivo come uno
degli obiettivi sui quali lavorare con il Partito democratico. Un tema
imprtante, ha precisato l'ex pm, ''per risolvere uno dei problemi di questo
Paese: ovvero come superare in modo efficace e moderno il duopolio
Rai-Mediaset. Su questo aspetto - assicura l'ex ministro - il programma non è
certo un accomodamento al ribasso". Dunque l'Italia dei Valori corre con
il Pd. Il partito di Di Pietro ha preparato 11 punti come proposta di programma
che viene sottoposto ai cittadini e che vengono riportati sul blog di Antonio
Di Pietro. Lavoro - Miglioramento della Legge 30, garantendo reddito e
riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni
fiscali per i lavoratori precari. Per i giovani, salario minimo di ingresso di
1000/1100 euro. Controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e
rigore nell'applicazione delle sanzioni. Sicurezza - Rimpatrio immediato ed
effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di
scontare le pene nei Paesi di origine. Piu' Polizia nelle strade e più video
sorveglianza nel territorio. Inasprimento delle pene per i reati contro i
minori e contro le donne. Legalità - Reintroduzione del reato di falso in
bilancio. Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni
livello. Pene certe e processi penali e civili piu' rapidi (possibilità di
applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della
prescrizione dopo il rinvio a giudizio). Economia - Meno burocrazia per le imprese e detassazione
degli investimenti in ricerca. Liberalizzazione dei servizi pubblici.
Diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Informazione - Fine dei duopolio
Rai-Mediaset in attuazione delle direttive europee e delle sentenze della Corte
Costituzionale e della Corte di giustizia europea. Revisione dei criteri
di assegnazione ed effettivo controllo sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici
all'editoria. Fuori la politica dalla Rai. Salute - Nomine e incarichi nelle
Asl e negli ospedali secondo criteri di competenza e professionalità valutati
da organi indipendenti. Realizzazione di strutture mediche di eccellenza su
tutto il territorio nazionale. Maggiori finanziamenti alla ricerca medica.
Politica - Incandidabilità al Parlamento per i condannati con sentenza passata
in giudicato. Restituzione agli elettori della scelta dei candidati. Riduzione
del numero dei componenti delle Assemblee elettive (Parlamentari e consiglieri
comunali provinciale e regionali). Famiglia e diritti delle persone -
Riconoscimento di un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto.
Agevolazioni sulla prima casa per le giovani coppie. Diffusione capillare di
asili e asili nido con orari di apertura identici a quelli di lavoro e
creazione di un sistema di tutele per le lavoratrici madri. Scuola-Università -
Integrazione Universita'/Imprese su progetti di ricerca e innovazione.
Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a
partire dalle scuole elementari. Insegnamento di elementi di lingua inglese a
partire dagli asili. Lotta agli sprechi e inefficienza pubblica - Obbligo di
gestione unificata dei servizi generali nei comuni con meno di 5000 abitanti.
Riduzione di almeno il 50% del numero di Società a partecipazione pubblica sia
dello Stato che degli Enti Locali. Abolizione delle Provincie nelle aree
Metropolitane e abolizione delle Comunità montane. Ambiente e qualità della
vita - Sviluppo energie rinnovabili (finanziamento auto elettriche, pannelli
solari, centrali elettriche e autonome). Incentivazione del trasporto pubblico.
Realizzazione nelle realtà inadempienti di un ciclo di rifiuti basato su
raccolta differenziata, riutilizzo del riciclabile e smaltimento
ecocompatibile.
( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
22-02-2008 11:42 Nel
mirino la normativa antiriciclaggio Roma, 22 feb. (Apcom) - "Trovo assurdo
che lo Stato penalizzi in questo modo i casinò italiani, unici luoghi in cui i
controlli sono da sempre ai massimi livelli, a differenza di quanto accade
invece nelle agenzie di scommessa, dove chiunque può entrare ed effettuare
puntate senza dover dar conto della provenienza del denaro". E' quanto
dichiarato da Mauro Pizzigati, Presidente di Federgioco, l'organismo che
raccoglie le rappresentanze delle quattro case da gioco italiane, in merito
alla discussa normativa antiriciclaggio. Tale normativa, che entrerà in vigore
il prossimo 1° maggio, implica la registrazione di tutti i clienti, operazione
già effettuata nei casinò italiani, ma che sarà ancora più dettagliata per ogni
giocata o operazione superiore ai 2 mila euro. Per Federgioco, potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori
abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina Slovenia, che si sta
attrezzando ad accoglierli al meglio. "Se verrà confermata una
disposizione così penalizzante per i casinò italiani - prosegue Pizzigati -
chiederemo un decreto correttivo, pronti anche a ricorrere alla Ue. Il
rischio è infatti quello di portare le case da gioco nostrane fuori
competizione. Riteniamo invece che vi siano ampi margini di crescita per questo
settore". "La sfida riguarda in primo luogo i servizi di gioco, che
devono essere accresciuti al fine di offrire un prodotto più fresco e
competitivo. Spazio quindi a nuovi giochi e a nuove sale, nuove ambientazioni,
ma anche a nuove macchine in grado di attirare i giocatori. Sarà necessario
inoltre cavalcare il successo planetario del Poker Texas Hold'em, dando più
spazio a tornei ed iniziative. Senza contare - prosegue Pizzigati - che i
casinò italiani si stanno attrezzando per poter introdurre giochi online nelle
sale, quali ad esempio i gratta e vinci". (fonte: Agipronews).
( da "Vita non profit online" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 22/02/2008 --> Approvata la direttiva dell'Autorità di
Bacino, attesa da anni. La soddisfazione del WWF Ritorno alle origini per il
bacino del Po. Dopo lunghi anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata
la direttiva dell'Autorità di Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione
del più grande fiume italiano, un "restauro" naturalistico ad ampio
raggio per garantirne la sicurezza idrogeologica e l'equilibrio ecologico.
"La direttiva rappresenta una vera svolta ? dichiara Andrea Agapito
Ludovici, responsabile Acqua del WWF Italia - Il Po, da più parti considerato
come il grande malato dell'Italia settentrionale, è stato vittima di pesanti
speculazioni in passato ed è tuttora oggetto di progetti pericolosamente
fantasiosi, come la recente proposta di navigazione per il trasporto merci, che
ne possono compromettere l'equilibrio, con gravissime conseguenze ecologiche,
senza arrecare alcun beneficio economico e senza contribuire nemmeno a ridurre
i problemi legati alle inondazioni o alle continue crisi idriche estive. Il
fiume potrà tornare in salute se finalmente verrà attuato il Piano di Assetto
idrogeologico, che deve garantire il ripristino degli equilibri ambientali
necessari a scongiurare nuovi rischi, anche attraverso questa nuova direttiva
tecnica." Ma quali sono i lavori da fare? Si tratta di riattivare vecchi
rami fluviali abbandonati o degradati; ripristinare le aree di esondazione
naturale; riforestare le fasce fluviali; ridurre gli elementi artificiali
rimuovendo, per esempio, argini obsoleti; realizzare interventi per la
conservazione di specie ed habitat prioritari o interventi per il controllo
delle specie aliene, come la rimozione di ostacoli (traverse, dighe,
paratoie..) che impediscono a specie ittiche rare di risalire il fiume alla
ricerca delle aree di riproduzione. Il WWF ha promosso interventi di
riqualificazione in due aree cruciali del bacino fluviale: 1) DOVE IL TICINO
ENTRA NEL PO: Nell'area pavese, dove il Parco del Ticino - fondamentale
corridoio ecologico che collega le Alpi alla pianura - incontra il Po, sono già
stati avviati interventi di riforestazione e ampliamento di zone umide.
Progetto avviato da Parco del Ticino e Regione Lombardia e patrocinato dal WWF
per consolidare un punto nodale della rete ecologica della pianura padana,
attualmente dominato da coltivazioni di pioppi. 2) DOVE IL RISCHIO ESONDAZIONE
E' PIU' ALTO: Nel Mantovano, in un tratto del fiume particolarmente sensibile
al rischio di esondazione e, non a caso, tra i più duramente colpiti dalle
alluvioni del 2000, il WWF ha presentato nel 2003 una proposta per la
riqualificazione delle zone umide e la riforestazione delle sponde (circa 90 km
per quasi 10000 ettari di golena), gli strumenti più importanti per ridurre il
rischio di esondazioni future. "Tutti questi progetti possono essere
sviluppati con il coinvolgimento attivo di agricoltori, imprenditori,
associazioni locali e comuni ? conclude Agapito Ludovici ? E' un'opportunità
che non va sprecata, perfettamente in linea con l'applicazione della direttiva
quadro acque 2000/60/CE e della più recente direttiva 2007/60/CE sul rischio
alluvionale. Perché divenga uno strumento operativo efficace, è necessario che
le Regioni e Province rivierasche la adottino al più presto per la propria
pianificazione (Piani di sviluppo Rurale, Piani territoriali di coordinamento,
Piani cave)." Nota: Alla base della direttiva c'è il "Patto sui
fiumi" stretto da WWF Italia, Giovani Imprenditori di Confindustria e
Coldiretti Lombardia nel 2001, che è stato adottato dall'Autorità di Bacino nel
2006 e finalmente approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri nel febbraio 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2/02/08). La direttiva
può essere scaricata da www.adbpo.it, nella sezione direttive tecniche per
l'assetto idrogeologico.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per il signor Rossi
"è sempre colpa degli altri" di Bruno Bozzetto commenti - | | 16
febbraio 2008 Parlando degli italiani e di ciò che li accomuna, mi viene
spontaneo citare un mio personaggio, il sig. Rossi che fin dagli anni sessanta
venne ritenuto un buon esempio di uomo medio italiano, quello nei cui
comportamenti molti di noi si erano riconosciuti ed ancor oggi si riconoscono.
Non so se ciò sia completamente vero. In realtà il sig. Rossi era nato
casualmente, senza alcun intento di voler rappresentare gli italiani, ma come
semplice interprete di un piccolo episodio realmente accadutomi e poi adattato
per una storia a disegni animati. Solo più avanti, nel corso degli anni e dei
film successivi, il personaggio ha assunto poco a poco una sua vita propria e
si è ritrovato a vivere diverse avventure tragicomiche, nelle quali probabilmente
molti italiani rivedevano se stessi. Nello sviluppo di queste storie, che
trattavano di vacanze, viaggi, od anche del banale lavoro quotidiano, per
motivi esclusivamente spettacolari, veniva data particolare enfasi agli
intoppi, ai problemi ed alle disavventure che costellavano ogni vicenda. In
definitiva il sig Rossi era una persona a cui sembrava dover capitare di tutto,
anche l'impossibile, e lui si difendeva come poteva, utilizzando i mezzi a sua
disposizione, che spesso non riuscivano neppure a trarlo d'impaccio.
Probabilmente è stato questo il punto chiave che ha fatto scattare un processo
d'identificazione, poiché anche gli italiani si sentono spesso vittime di fatti
incomprensibili. Pensiamo ad esempio a fatti che riguardano la legge. In Italia
esistono più leggi che in qualsiasi altra nazione europea, e tutti noi sappiamo
quanto astruse, complicate, e di difficile interpretazione la maggior parte di
esse siano. Spesso affermano tutto ed il contrario di tutto. O pensiamo alla burocrazia ed alla giustizia. Sappiamo perfettamente quanti decenni possa
durare anche la più sciocca causa, leggiamo quotidianamente di verdetti assurdi
ed inspiegabili, che fanno vacillare anche il più radicato buon senso, e ciò ci
rende spaesati, sicuramente perdenti, e soprattutto. terrorizzati di
finire sotto qualsiasi accusa. Questo può spiegare perché, se stiamo
percorrendo una strada in auto e vediamo all'orizzonte una qualsiasi sagoma che
faccia pensare alla polizia stradale, rallentiamo immediatamente. I nostri documenti
sono in regola, la velocità sotto ai limiti consentiti, ma rallentiamo
ugualmente, perché sappiamo con certezza che ad un attento controllo
risulteremo sicuramente in colpa per qualche infrazione che neppure
sospettavamo. La stessa paura coglie il datore di lavoro per una visita della
finanza: lui sa perfettamente che un'indagine accurata, eseguita con i mille
regolamenti alla mano, porteranno alla luce elementi per qualche multa salata.
Ecco perché ci immedesimiamo con il sig.Rossi. Lui è una vittima e tali ci
sentiamo anche noi, perseguitati da qualcosa di incomprensibile e quindi di
ingiusto. E come logica conseguenza ciò fa nascere un secondo curioso
atteggiamento mentale: tendere ad attribuire agli altri anche le nostre piccole
e grandi colpe. Critichiamo chi lascia l'auto in sosta vietata, ma noi per
primi lo facciamo, ce la prendiamo con chi evade le tasse, ma se appena se ne
presenta l'occasione lo imitiamo, giudichiamo vergognosi certi programmi in tv,
ma non ne perdiamo neppure uno, e via dicendo. In definitiva credo che questo
sia il fatto che più di ogni altro accomuna gli italiani, e rende
parallelamente più difficile un nostro miglioramento sociale: il non voler
mutare i nostri comportamenti, anche se sbagliati, perché. la colpa è sempre degli
altri.
( da "Realsports.it" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA SFIDA DI BELLINI:
"ATTRAVERSARE IL PACIFICO A REMI" da Redazione RealSports.it datato
22/02/2008 Ha preso il largo ieri sera (ora italiana) dalla costa di Lima in
Peru', Alex Bellini, il rematore solitario che nella sua nuova sfida punta ad attraversare
a remi l'intero oceano Pacifico, fino a Sydney, dove arrivera' tra poco meno di
un anno. 10mila miglia di navigazione all'altezza dell'Equatore, il passaggio
in alcune zone di mare particolarmente pericolose, alla velocita' media di due
nodi (4 km all'ora), nessun supporto a mare se non la forza dei suoi muscoli
per remare e i pannelli solari NRG Sunrise ad alta tecnologia per far
funzionare la strumentazione elettronica. Un elogio alla lentezza, una sfida
sportiva estremamente complicata, sia per l'impegno e lo sforzo fisico, sia per
l'aspetto psicologico: Alex sara' completamente solo, e non ricevera' alcun
sostegno via mare. Tutta l'attrezzatura stivata prima della partenza, compresi
i 300 kg circa di alimenti, dovranno bastargli per tutta la traversata, e
saranno integrati solo con la pesca. La sfida e' iniziata: lentamente, Alex
Bellini ha preso il largo dalla costa peruviana, salutato da moltissime persone
che hanno seguito la sua impresa dal Peru', incontrate mentre risolveva
problemi relativi allo sdoganamento dell'attrezzatura, durato oltre un mese
Alex e' stato ospitato dal piu' noto club nautico del Sudamerica, il Club de
Regattas, dal quale e' partito, dovendo attendere qualche ora rispetto
all'orario previsto, a causa di un leggero vento contrario che ostacolava le
prime remate, poi quietatosi. "E' arrivato il momento -ha detto Bellini-
dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca
finalmente parto. E' difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono
pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa lunghissima sfida".
Una partenza decisa due giorni fa, d'accordo con lo shore team, perche' si sono
palesate le migliori condizioni meteo per partire: vento leggero da direzione
favorevole, e poca corrente. Nel corso dei primi novanta giorni di impresa,
Alex sara' monitorato, attraverso una sofisticata strumentazione dal CNR di
Pisa, che ha chiesto di poter analizzare il cardiogramma di Alex in questa
manifestazione. I dati raccolti serviranno agli scienziati del Cnr per studiare
i meccanismi del cuore sotto sforzo. Alex sara' solo in mezzo all'oceano, ma
grazie alla tecnologia, tutti potranno seguire la sfida: collegandosi al sito
www.alexbellini.it, infatti, si potra' leggere il diario di Alex: grazie a un
telefono satellitare, infatti, Bellini trasmettera' sia informazioni tecniche
legate alla posizione e alla rotta, sia terra' un diario di bordo. Sempre
attraverso il sito internet, sara' possibile inviargli sms e dialogare con lui.
Bellini non e' nuovo a queste sfide: dopo aver attraversato per due volte
l'Alaska a piedi, e partecipato alla Maratona delle sabbie, nel deserto del
Sahara, nel 2005 e' stato il primo sportivo ad attraversare in solitario a remi
il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, per un totale di 6mila miglia di
navigazione da Genova a Fortaleza in Brasile. Oggi torna a bordo della sua
barca, Rosa di Atacama II, per ricominciare a remare in quella che risulta
essere, per durata e per percorso, la sua sfida piu' impegnativa. Stampa | Home
| Chiudi.
( da "Denaro, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Enti Locali &
Cittadini le autonomie Si rischia di perdere l'ultimo treno per l'Europa Nando
Morra --> Le drLa fine anticipata della legislatura, oltre ad avvenire in
una fase assai delicata per il sistema Paese, ha creato un ulteriore clima di
disagio ed incertezza per il sistema delle Autonomie Locali. Finalmente si era
avviato il processo di attuazione del Titolo V della Costituzione. Si stava
lentamente definendo un disegno riformatore che, aveva il pregio di suscitare
una riflessione su provvedimenti di enorme rilievo per il sistema delle
Autonomie. Lo stop è stato deleterio per le innovazioni costituzionali. Nello
interesse del "sistema paese" non è rinviabile l'attuazione del
dettato costituzionale per dare vita ad una Repubblica di segno federale e, nel
contempo, ad una riforma del sistema politico che favorisca la stabilità di una
logica bipolare. L'obiettivo primario è creare sistemi di governo locale
efficienti, al servizio delle collettività locali, dei soggetti sociali ed
economici che operano sul territorio cui offrire un quadro di responsabilità
chiaro, trasparente ed in cui siano ben definiti i compiti e le funzioni di
ciascun attore istituzionale sulla base di principi di sussidiarietà,
adeguatezza e differenziazione. Come affermato anche dal Capo dello Stato, non
è più rinviabile l'attuazione del Titolo V della Costituzione stante il ruolo
strategico assegnato alle autonomie locali per le politiche di coesione,
sostenibilità, sviluppo socio-economico e per la qualità della vita dei
cittadini. Federalismo amministrativo e Nuovo Codice delle Autonomie,
attuazione del federalismo fiscale, revisione del sistema di rappresentanza e
della concertazione, riforma dei servizi pubblici locali e Senato federale,
sono alcuni dei capisaldi del percorso di riforma e di profonda
riorganizzazione degli assetti istituzionali, organizzativi e finanziari del
sistema delle Autonomie. L'obiettivo è quello di creare sistemi di governo
locale efficienti al servizio delle collettività locali, dei soggetti sociali
ed economici che operano sul territorio e di offrire loro un quadro di
responsabilità chiaro, trasparente ed in cui siano ben definiti i compiti e le
funzioni di ciascun attore istituzionale sulla base dei principi di
sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. In un Paese ingessato, rallentato dalla burocrazia e dalla sovrapposizione delle competenze, bisogna puntare alla
massima valorizzazione dei cittadini, delle comunità locali e delle Regioni
nella convinzione che senza vera autonomia non ci può essere reale
responsabilità. E se non c'è responsabilità certa non c'è neppure trasparenza.
La battaglia non è stata portata fino in fondo dalle Associazioni. Un punto
critico, infatti, è l'atteggiamento che le Associazioni delle Autonomie locali
hanno avuto in questi due anni di governo di centrosinistra: troppa accondiscendenza
quando si mettevano in discussione dei principi fondamentali. Su autonomia,
responsabilità e trasparenza non si può transigere . Si mettono in discussione
valori, contenuti, soggettività, politica e ruolo delle Associazioni. C'è molta
nebbia al riguardo. E' certo legittimo proporre di tornare indietro,
abbandonare il federalismo, e chi lo vuole proporre si assuma le proprie
responsabilità, ma quello che non è tollerabile oltre è questa situazione
sospesa di un federalismo annunciato e di un centralismo praticato. Questo
comporta che il governo che verrà, a prescindere dallo schieramento vincente,
ed il Parlamento dovranno affrontare e dare risposte positive ad alcuni seri
problemi. In primo luogo, il nuovo Codice delle Autonomie, adeguando il Testo
Unico attuale alle previsioni del Titolo V della Costituzione. Esso deve mirare
a Regioni nuove e forti che di contro dismettano ogni velleità gestionale a
vantaggio di una capacità di riordino del sistema locale e di una effettiva
capacità programmatoria. L'esperienza negativa e complessiva delle Regioni
meridionali in particolare, sollecita di andare in questa direzione. Nel
contempo, l'aggregazione dei Comuni per rispondere davvero al principio di
sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza; valorizzare le Province nella
loro funzione di Ente di area vasta, in particolare per le funzioni ambientali
e di coordinamento del governo del territorio; garantire una reale autonomia
organizzativa degli Enti; eliminare tutti quei livelli para istituzionali che
ora stanno fra le Regioni e gli Enti Locali e fra i Comuni e le Province (Ato,
Consorzi, Agenzie, ecc.) Anche questo è un punto penalizzante per il
Mezzogiorno e per la Campania in particolare. Se si fa attenzione allo scenario
fiscalità risorse servizi, il compito è allora più impegnativo. Urge la legge
attuativa dell'art. 119 della Costituzione, federalismo fiscale, che punti alla
responsabilizzazione delle Regioni e delle Autonomie non solo sul versante
della spesa ma anche di quello delle entrate, che garantisca a Regioni e
Autonomie risorse proprie e compartecipazioni ai tributi statali in misura tale
da renderle davvero autonome. Un meccanismo che preveda un efficace sistema di
perequazione che nel colmare le differenze di partenza fra le diverse Regioni e
le diverse realtà locali spinga con meccanismi premiali tutti i livelli
istituzionali ad atteggiamenti rigorosi e virtuosi in tema di risorse
finanziarie. Altro nodo non rinviabile è modificare il patto di stabilità
interno sulla base di una articolazione dello stesso su base triennale e su
base regionale, misurando le compatibilità con il quadro nazionale in modo tale
che vengano favoriti gli Enti che fanno più investimenti ed erogano più servizi
a parità di indebitamento. L'ICI è stato un iceberg sul quale si è schiantata
l'autonomia della rappresentatività degli Enti Locali. Il punto vero è dire No
alla abolizione dell'ICI e Si ad una sua riforma che la renda più equa,
cogliendo meglio la sua funzione di tassazione dei patrimoni immobiliari. Come anche
dire Si al federalismo differenziato appena dopo l'attuazione del 119.
Questioni di assoluta urgenza concerno i servizi ai cittadini. L'obiettivo è
riformare il governo dei servizi pubblici locali favorendo la liberalizzazione
e la nascita di soggetti imprenditoriali che per dimensione e qualità siano
capaci di compiere un reale progresso nella gestione di questo settore in
particolare, al Sud il quale paga pesantemente la frammentazione e l'assenza di
una cultura gestionale di questi servizi che storicamente è stata interpretata
dalle società municipalizzate nel Centro Nord del Paese. Anche questo nodo
costituisce un punto di arretramento e di arretratezza per il Mezzogiorno ed in
particolare per la Campania. L'ultimo rapporto Eurostat parla con la chiara
durezza delle cifre. Il dato Pil pro-capite è la misura di un gap che aumenta
vertiginosamente tra il Sud, il Nord ed il Centro. In questa speciale
classifica, la Lombardia a 136,5 seguita dalla Provincia di Bolzano con 135,6.
La Campania è all'ultimo posto con 66,9 perdendo 6 punti negli ultimi cinque
anni, preceduta dalla Puglia con 68,9. Se la media delle aree arretrate è 75,
la Campania è anche dietro le Regioni ultime arrivate, Macedonia, Tessaglia,
Estremadura. Malgrado il fiume di risorse europee del POR 2000/2006, la
Campania precipita rispetto ad un Sud che declina. Solo la provincia di Salerno
tiene il passo e registra dati positivi per il PIL, sviluppo e occupazione. Da
qui, l'esigenza di un paese, di un Governo e di un Parlamento che debbano costruire
un grande patto con i Comuni del Sud per fermare la deriva. Se le differenze
aumentano invece che diminuire, vivere, lavorare, studiare, intraprendere al
Sud è sempre più diverso che farlo al Centro Nord. Si conferma, purtroppo, che
la esperienza delle nuove Regioni al Sud non produce gli stessi effetti che nel
resto del Paese. Bisogna tornare ad appellarsi a Province e Comuni per un
grande patto che punti su obiettivi precondizioni dello sviluppo: - alla
cultura della sicurezza e del diritto; - al potenziamento del welfare locale a
partire dai servizi per l'infanzia; - a politiche che trattengano nel
territorio giovani laureati; - alla creazione di un sistema imprenditoriale di
servizi pubblici (gas, acqua, rifiuti, energia) sul modello del Centro Nord; -
alla diffusione delle tecnologie; - alla valorizzazione dei beni ambientali e
culturali e dei sistemi territoriali con priorità specifiche come le filiere
turistiche ed agroalimentari. Un progetto che fondandosi su una grande alleanza
tra le Province con i Comuni e fra i Comuni, non disperda le risorse ingenti
che l'Europa metterà a disposizione di quei territori 2007/2013. Perdere
quest'ultimo treno è condannare il Sud all'esilio in Europa. --> del
22-02-2008 num.
( da "Opinione, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oggi è Ven, 22 Feb
2008 Edizione 37 del 22-02-2008 Cresce nei cittadini la voglia di
un'amministrazione più efficiente Aspettando i fatti L'emergenza rifiuti in
Campania mostra la differenza tra politico e statista. Il primo pensa al
proprio interesse il secondo guarda ai problemi con lungimiranza di Leone Massa
Il problema dei rifiuti in Campania mostra, ancora una volta, la differenza tra
politico e statista. Il primo pensa al proprio interesse ed a quello della
parte cui appartiene e guarda all'immediato dei problemi della nazione. Il
secondo è quel politico che guarda ai problemi con saggezza e lungimiranza.
Innanzitutto si affida ai migliori tecnici del settore, siano essi ingegneri,
architetti, economisti e quanti altri esperti, dando loro un categorico
incarico e precisamente di risolvere il problema nel più breve tempo e con
effetti duraturi per almeno i successivi 40-50 anni. Certamente sono cosciente
di vivere in un tempo di consumismo sfrenato ma, quando si tratta di
amministrare il denaro pubblico, è dovere civile oltre che morale essere
oculati e lungimiranti. Ricordo che negli anni fra il '50 ed il '60 un progetto
fognario per il quartiere Vomero fu approvato dall'allora amministrazione
comunale, dal provveditorato alle Opere pubbliche della Campania e dal
ministero dei Lavori pubblici e finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno. Il
progetto fu realizzato e l'opera collaudata. Dopo qualche mese sopraggiunse un
forte acquazzone e saltarono tutti i tombini per cui i tecnici comunali
decisero di far confluire le acque nel collettore di Cuma, fatto costruire 170
anni prima dai Borbone e si risolse il problema. Chi aveva usato meglio il
pubblico denaro: il Re borbonico o i politici degli anni '50 a livello comunale
e statale? Purtroppo in questi ultimi 50 anni abbiamo avuto solo dei politici,
per di più di basso profilo, e le conseguenze sono sotto i nostri occhi. Da decenni
si parla della questione meridionale, del caos delle città, dell'inciviltà dei
cittadini, della dipendenza energetica, della disoccupazione giovanile al Sud e
così via. Cosa ha fatto in questi anni la nostra classe politica? Ha solo
blaterato e sperperato il pubblico denaro non risolvendo i problemi e lasciando
alle prossime generazioni un debito pubblico da far spavento. I governi di questa repubblica hanno nominato commissari
straordinari aumentando la burocrazia senza risolvere il problema. Mi sarei aspettato che avessero
emanato una legge che obbligasse ciascun comune ad effettuare la raccolta
differenziata dotandosi di centri di raccolta e riciclaggio e dei più moderni
ed avanzati sistemi di trattamento. A questo scopo si sarebbero potuti
requisire i tanti capannoni industriali vuoti ed abbandonati per il 99%
finanziati dallo Stato. A tale scopo fosse consentito che più Comuni si
consorziassero tra loro per ottemperare a questi obblighi. L'articolato della
legge avrebbe dovuto obbligare i comuni ad informare i cittadini su come
suddividere i propri rifiuti attraverso pubblicazioni ed addetti, ben istruiti
in materia, da inviare presso ciascuna abitazione, attività commerciale,
artigiana ed industriale. Lo Stato, con l'autorità che gli compete, avrebbe
dovuto sanzionare quelle amministrazioni inadempienti dando il più breve tempo
necessario per l'adempimento dei loro obblighi. Così pure si sarebbero
autorizzati gli stessi comuni a sanzionare con multe salate coloro che, nel
territorio di loro competenza, non si fossero attenuti all'informativa. Così
pure nei confronti dei propri dipendenti addetti alla raccolta, con
provvedimenti disciplinari e, in extremis, al licenziamento. I sindacati, nei
paesi civili, oltre alla difesa del posto di lavoro, hanno la responsabilità,
anch'essi, della spesa pubblica. Se ciò fosse stato fatto, alla risoluzione del
problema rifiuti si sarebbero aggiunti molti altri benefici quali la
rivalutazione degli immobili industriali dismessi, attualmente rifugio del
malaffare, la civilizzazione della popolazione, il riciclaggio di carta,
cartoni, plastica, metalli, etc., l'occupazione per tanti disoccupati, la
produzione di energia e di fertilizzanti ecologici. Qualche anno fa, dovendomi
recare a Strasburgo per un appuntamento alla Corte Europea dei diritti
dell'Uomo, presi l'aereo per Baden Baden. Quando sbarcai, nell'attesa che
l'amico avvocato fittasse un'autovettura, uscii all'esterno per fumare una
sigaretta. Trovai un cestello per rifiuti con sopra un contenitore di sabbia dove
erano già altre cicche di sigarette. Arrivò un netturbino dotato di guanti e di
un carrello con quattro contenitori di plastica di diverso colore. Raccolse le
cicche e le depositò in un contenitore, vuotò il cestello dei rifiuti dividendo
e depositando gli stessi nei quattro contenitori secondo se erano di vetro, di
metalli, di plastica o di residui di cibo. A Strasburgo non trovavi una carta
né una cicca a terra per cui usai il mio portacenere portatile. La stessa cosa
mi è capitata l'anno scorso ad Abano Terme: Per questo sono sempre più convinto
del compito di chi ci governa, sia a livello nazionale sia locale, è
principalmente quello di educare il popolo per rendere la nostra nazione civile
e vivibile. Mi ha fatto ridere e non poco l'ordinanza del Comune di Napoli, in
piena crisi dei rifiuti, con la quale si vietava di fumare nei parchi pubblici
in presenza di bambini e donne in stato interessante. Sono d'accordo che il
fumo passivo può far male in un luogo chiuso ma non che si radicalizzi il
problema vietando di fumare all'aperto. Mi sembra esagerato specialmente da
un'Amministrazione che lascia che, negli stessi parchi, restino abbandonate per
terra siringhe usate da drogati. Ritornando ai rifiuti in Campania, ancor oggi
si potrebbe intervenire con decreto catenaccio (come si chiamava un tempo),
cioè con effetto immediato. In questo caso si eviterebbero le discariche
puzzolenti a cielo aperto, le montagne di rifiuti sulle nostre strade, i danni
immensi d'immagine, specialmente all'estero, per una regione che vive sul
turismo nazionale ed internazionale. Il cittadino consapevole non vuole più il
plagio della gente per scopi di interesse politico né la politica del no ma
quella efficiente e determinata nel fare. Non bastano promesse vaghe
pre-elettorali, ma è giunto il momento per coloro che si presentano alle
prossime elezioni per presiedere l'esecutivo di esporre soluzioni chiare e
dettagliate sul problema rifiuti in Campania. E se alle parole non seguiranno,
con immediatezza, i fatti mi attendo che tutte quelle attività legate al
turismo ed all'agricoltura intentino causa contro lo Stato italiano per i danni
subiti. Credo che sia il momento giusto per un politico di mostrare saggezza e
dimostrare di saper agire da statista.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalle cliniche
ultimo assalto alle casse dell'Asl GIANNI COLUCCI Gli ultimi a scendere in
piazza sono stati i dipendenti del centro "La Quiete". Da mesi non
prendono lo stipendio. Chiedono che l'Asl possa immediatamente sostenere la
loro azienda pagando il dovuto. Ma prima di loro c'era stata l'Anffas, e poi
quelli delle cooperative di assistenza. La crisi della sanità convenzionata è a
un punto di non ritorno. E arriva un allarme anche da Confindustria: 14 mesi di
lavoro non pagato dall'Asl con decine di famiglie allo stremo, i dipendenti del
settore chiedono soluzioni. Ottavio Coriglioni, rappresentante regionale delle
aziende del settore iscritte a Confindustria, sintetizza: "Sembra che
l'Asl Sa 2 abbia tentato di bloccare i pignoramenti legittimi ottenendo il
singolare risultato di fermare tutto: tesoreria, pagamenti correnti e qualsiasi
possibilità di accordo transattivo. Nonostante ciò, le categorie intendono
dimostrare la loro disponibilità dando credito al manager". Nasce un
gruppo di sei esperti nominati dalle aziende creditrici sarà disponibile ad
esaminare, vagliare e rendere operative le proposte che l'Asl Sa 2 si sentirà
di mettere in campo. Spiega Coriglioni: "Oltre un anno di lavoro non
pagato: è il credito maturato dalla sanità convenzionata salernitana nei
confronti dell'Asl 2. Il manager Pagano, dopo due rinvii, indica la data del
prossimo 26 febbraio per affrontare la questione. Le associazioni di categoria
chiedono di affrontare concretamente un problema che rischia di diventare
ingestibile". Coriglioni raccoglie il grido di allarme che arriva dalle
aziende associate: "Si fa reale il rischio di licenziamento per i
dipendenti di molte strutture, dove da mesi non vengono corrisposti gli
stipendi agli operatori". Le aziende hanno creato un comitato di esperti
per le negoziare la crisi: ora il timore reale è il blocco delle strutture e
delle prestazioni ai cittadini. Aggiunge Antonio Gambardella coordinatore
Regionale Aspat Campania (una delle associazioni che rappresenta le aziende del
settore): "L'operazione Soresa 2 non penso produca buoni risultati.
Scandalosa a mio parere, la diversità di trattamento che la Soresa ha usato tra
il privato accreditato con le onlus e cooperative sociali. Evviva l'ipocrisia e la burocrazia al servizio dei furbi e di qualche politico. La provincia di
Salerno e nello specifico la Salerno 2 vive come le altre province una
condizione di subalternità nei riguardi della realtà napoletana. Il direttore
generale Pagano, non può fare a meno di costatare che la decisione di reiterare
da ormai due anni la delibera di impignorabilità, ha prodotto
contenziosi legali che costeranno alle casse dell'Asl, per le sole spese
legali, una cifra scandalosa. Parliamo di 18 milioni di euro". "Non
ci sono i soldi per pagare gli arretrati ci ha detto Pagano - spiega Coriglioni
- a chi lamentava a tutt'oggi la mancata corresponsione di ben 14 mensilità di
lavoro arretrato e non di pochi mesi, come invece dichiarato. In alcuni casi,
urge sottolineare, gli arretrati riguardano prestazioni addirittura anteriori
al 2006". Ieri mattina, presso la sede di Confindustria Salerno, vertice
delle associazioni di categoria per affrontare il problema con l'Aspat,
riabilitazione, branca a visita; Anfass, Tivan, Foai, Fondazione "don
Gnocchi", Ises, Agidae, Istituto Juventus srl per la riabilitazione, ma
anche radiologi e Federlab e Aiop. È stato nominato un comitato di esperti
incaricato di sedere in rappresentanza delle associazioni al tavolo delle
trattative con l'Asl 2. Ne fanno parte: Bruno Accarino, Pierpaolo Cavallo,
Gianfranco Camisa, Cosimo De Vita, Gianfranco D'Agosto, Antonio Salsano,
coordinati da Coriglioni.
( da "Gazzettino, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
LOTTA ALLA MAFIA
Trovato il tesoro di Provenzano: 150 milioni PALERMO - Si nasconde fra le ville
al mare del Trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del Palermitano e in
diverse aziende edili il tesoro dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.
Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a
prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli
agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il
provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che
hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e
del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea
Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un
comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo
Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava,
complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di
Giacomo detto "u sinnacheddù, esponente mafioso della famiglia di Cinisi,
è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito
dell'inchiesta su Giuseppe 'Pino' Lipari, il 'cassiere' di Provenzano.
Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che
Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti
attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio
nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini
hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di
Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e
Lo Piccolo.L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa
emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati
che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A
puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa
due mesi il ministero della Giustizia - afferma - ha deciso di sospendere le
password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale,
di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la
disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle
nostre indagini".Scarpinato lancia l'allarme a margine della conferenza
stampa sul sequestro dei beni. Il magistrato sottolinea che quanto sta
accadendo "è preoccupante". "In questo modo - aggiunge - le
indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perché
si deve materialmente andare all'ufficio registro per
consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro
automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di
autoveicoli".Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio
adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve
assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".
( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
CASINO'/ NORMATIVA
ANTIRICICLAGGIO SLITTA AL 1° GENNAIO 2009 22-02-2008 17:00 Troppo vicino il
precedente termine del 1° maggio 2008 Roma, 22 feb. (Apcom) - Buone notizie per
le case da gioco italiane: il Governo ha accolto l'ordine del giorno che mira a
posticipare dal 1° maggio 2008 al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore del
decreto antiriciclaggio nei casinò. L'Odg era stato presentato nei giorni scorsi
a firma di Cesare Campa (Forza Italia) e chiedeva al Governo di "adottare
atti urgenti volti a subordinare gli adempimenti a carico delle case da gioco
(...) e a differire il termine del 30 aprile 2008 al 1° gennaio 2009".
"Si tratta di un atto di indirizzo, ma che impegna il Governo ad emanare
un provvedimento di legge in tal senso - ha dichiarato ad Agipronews Campa -
C'è infatti la volontà di far slittare tale termine in quanto in Italia c'è
stato un errore in senso restrittivo nel recepire la direttiva comunitaria, che
impone tempi troppo stretti. Inoltre, mancano ad oggi le linee guida in grado
di indirizzare l'operato delle case da gioco nostrane". Il decreto,
qualora dovesse entrare in vigore, implicherà la registrazione di tutti i
clienti, operazione già effettuata nei casinò italiani, ma che sarà ancora più
dettagliata per ogni giocata o operazione superiore ai 2 mila euro. Per Federgioco, come reso noto per bocca del suo Presidente,
Mauro Pizzigati, ciò potrebbe essere un deterrente capace di spingere i
giocatori abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco
della vicina Slovenia. (fonte: Agipronews).
( da "Varesenews" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luino - Presentati i
primi dati che raccontano il territorio raccolti dopo 7 mesi di lavoro da
comunità montana, comuni e associazioni del territorio. Agenda 21 fotografa il
Luinese per il turismo sostenibile Sfruttare meglio il potenziale di 7 mila
seconda case, recuperare i terrazzamenti antichi, riscoprire i fienili celtici,
le incisioni rupestri, pensare ad un trasporto pubblico ecossostenibile e più
vicino al turista, aumentare la produzione della formaggella e degli altri
prodotti tipici tramite il recupero delle vecchie cascine rurali, facilitare la
burocrazia per l'apertura du nuove attività. Sono
queste le prime indicazioni che giungono da Agenda 21 locale che ha
presentato alla stampa, oggi venerdì 22 febbraio, i primi risultati del lavoro
svolto nelle Valli del Luinese per un turismo ecosostenibile. Il processo
di Agenda 21 sta coinvolgendo tutti gli enti locali con il coordinamento della
comunità montana. L'obiettivo finale è quello di mettere in atto i giusti
progetti turistici, ambientali e produttivi per tutta l'area del Luinese che
rispettino la vocazione del territorio, il suo paesaggio, la natura e la
popolazione. Per questo il lavoro è stato diviso in tre fasi delle quali la
prima si è appena conclusa con un documento di 127 pagine che fotografa in
maniera straordinariamente precisa e approfondita tutto il territorio. Sibiana
Oneto, coordinatrice del processo, ha mostrato le modalità con cui si è
arrivati al documento finale che "è la base essenziale di tutto il lavoro
che dovrà essere svolto in futuro - ha detto la Oneto - per questo è servita la
collaborazione di tutti gli strati della società a partire dai primi cittadini
dei comuni coinvolti fino alle associazioni come il Cai, i produttori di
formaggella del Luinese e l'associazione Mtb. Inoltre, per l'elaborazione, ci
siamo avvalsi dell'aiuto del Polo scientifico tecnologico". Il Luinese è
stato così suddiviso in tre ambiti (montano, lacuale e urbano), ne sono stati
tracciati i sentieri e sono stati rilevati tutti i punti di interesse lungo
questi percorsi sottolineandone pregi e difetti. Questo grande lavoro ha
permesso di tracciare un quadro complessivo dell'ecosostenibilità attuale
dell'area evidenziando i punti di forza (estensione e varietà dei percorsi,
ricchezza paesaggistica, possibilità di raggiungimento di tutti i luoghi di
pregio, la presenza di estesi terrazzamenti). I punti di debolezza, per la
verità quasi tutti già noti, hanno sottolineato la carenza di strutture
alberghiere, la poca disponibilità all'accoglienza, pochi parcheggi, mezzi di
trasporto scarsi nelle zone periferiche e inquinanti. Questo lavoro permette di
definire con esattezza cosa offre in abbondanza il territorio e cosa manca in
modo da permettere un'impostazione al lavoro successivo che inizierà a marzo e
finirà a settembre del 2008. La seconda parte del lavoro di Agenda 21 si
concentrerà sul raccoglimento dei progetti che verranno proposti dagli attori coinvolti
in Agenda 21. Venerdi 22 Febbraio 2008 Orlando Mastrillo.
( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sant'angelo
"Santuario da ristrutturare" a.c.) - Le autorità ecclesiastiche
scomunichino i responsabili del mancato avvio dei lavori di restauro del
santuario dove sono custodite le reliquie di Sant'Angelo, patrono della città.
La provocatoria iniziativa è dell'associazione Pro chiesa Sant'Angelo. La
richiesta è contenuta in una nota indirizzata all'assessorato regionale ai Beni
culturali e alla Soprintendenza di Agrigento con la quale si chiede un concreto
intervento per consentire l'immediato avvio dei lavori di restato già finanziati
ed appaltati. "Questa associazione, dopo aver condotto una lotta contro
l'inerzia, l'inefficienza e il disinteresse della burocrazia pubblica, è riuscita a far riaprire il santuario di chiuso da 9
anni e lasciato all'incuria e all'abbandono". politica L'Udc chiede
intervento del prefetto a.c.) - Il gruppo consiliare dell'Udc, presieduto da
Giuseppe Ripellino, dopo la nomina da parte del sindaco dei due nuovi
assessori, ha indirizzato una nota al prefetto per sollecitare un suo
intervento al fine di poter garantire il rispetto della legalità:
"Ci sembra strano che il sindaco a qualche giorno dalle sue dimissioni da
primo cittadino perché ha pubblicamente dichiarato di volersi candidare alle
elezioni regionali, nomini due membri della Giunta".
( da "Irpinianews" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Solofra - Ancora una
volta sul piccolo schermo è tornata la storia della 23enne solofrana, Antonella
Russo, uccisa il 20 febbraio dello scorso anno dal convivente della madre. Nel
pomeriggio la trasmissione condotta da Michele Cucuzza, su Rai 1, "La vita
in diretta", ha ripercorso tutte le tappe di quella tragica mattina di
febbraio quando la vita della giovane venne stroncata da quattro proiettili
esplosi da Antonio Carbonara. La trasmissione televisiva ha presentato un
intreccio di storie riguardanti, tutte, la violenza subite dalle donne ed una
di queste ha tracciato la drammatica morte della solare Antonella. "Era un
omicidio annunciato. ha detto Lucia, la madre della giovane, ricordando la sera
prima dell' omicidio Andai dai carabinieri a denunciare le violenze di quest'
uomo, invitandomi a recarmi al Pronto Soccorso per farmi medicare". Lucia
è in compagnia della figlia Milena che è in dolce attesa ed assicura tramite il
tubo catodico che la bambina sarà chiamata Antonella come la zia. "Se
abbiamo fatto tutto? Sì afferma Milena abbiamo chiesto giustizia, siamo andate
dai carabinieri, non so se si poteva fare altro. Bisognava refertare, dissero,
andare in ospedale e presentarsi con un avvocato per sporgere la denuncia nei
confronti di Carbonara.". Poi la discussione passa sulla sentenza del 15
febbraio scorso dove il PM aveva chiesto l'rgastolo più l'isolamento diurno,
mentre il Gip Cassano condannava l'omicida a trent'anni da scontare in carcere per
l'efferatezza del crimine. "Noi ci batteremo precisa la madre di Antonella
insieme agli avvocati per la premeditazione dell' omicidio, perché una persona
che a va a casa sua (Carbonara è residente a Nusco, ndr), carica una pistola,
fa cinquanta chilometri e lascia un biglietto con su scritto non so se tornerò
a casa', se non ha premeditato, allora cosa ha fatto?". Ci sono anche le
amiche di Antonella che tra l' altro hanno dedicato un torneo di calcetto rosa
e aperto un sito. A parlare è Elena, l' amica del cuore, che tratta la
questione della laurea ad honorem. "Abbiamo vissuto
con lei i sacrifici per preparare la tesi dice - non mi sembra giusto che ci si
metta contro la burocrazia.
Antonella doveva solo discutere la tesi perciò crediamo che sia giusto darle la
laurea ad honorem e la burocrazia una volta tanto chiuda un occhio". (venerdì 22 febbraio
2008 alle 19.18).
( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(21:34) (22/2/2008
20:41) | ELEZIONI, SPADA (AN/PDL): "LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PER
GOVERNARE FORLì" (Sesto Potere) - Forlì - 22 febbraio 2008 ? Ha avuto
inizio ieri sera una lunga serie d'incontri nella sede di An per elaborare un
programma di governo alternativo alle sinistre. Pubblichiamo l'intervento di
Alessandro Spada, coordinatore di AN ? PdL Forlì , in vista dei prossimi
appuntamenti elettorali: "An ? Pdl si prepara a governare Forlì. In
sintonia con i partiti facenti parte del progetto del Popolo della Libertà,
consapevoli che il tempo delle liste civiche caratterizzate da personalismi
fallimentari è finito, i risultati raggiunti da An saranno messi a confronto
con quelli delle altre forze politiche realmente alternative al Pd. I primi
obiettivi sono: la riduzione della pressione fiscale per le imprese e i
cittadini, l'abbattimento degli sprechi e il contenimento della spesa, una
maggiore attenzione alla sicurezza e all'ordine pubblico, il ritorno al merito
e al talento individuali, più spazio ai giovani capaci. Basta assessori alla
Pace, serve un assessore alla Sicurezza. La città è
schiacciata da tasse, tariffe, burocrazia e poteri forti.". "Gli imprenditori ? aggiunge Spada -
sono costretti a compromettersi con la politica, perchè a Forlì lavora soltanto
chi è col potere, soffocando così la libertà, il mercato e quindi uno sviluppo
economico sano e diffuso. Tutto ciò deve cambiare, perché a rimetterci
sono i forlivesi in difficoltà, tra cui i disabili e i malati". "Il
nefasto rapporto tra il Comune ed Hera va ridiscusso, deve esserci un impegno
in favore della nascita della Regione Romagna, l'Università non può più essere
un potenziale mal sfruttato, servono graduatorie separate tra italiani ed
extracomunitari per asili e case popolari, il centro storico deve tornare a
vivere, occorrono strade ed infrastrutture efficienti per il territorio. I
disastri della giunta Masini sono talmente tanti che è difficile persino
elencarli, ma ora c'è la possibilità di riuscire ad abbattere la casta":
conclude Alessandro Spada.
( da "AprileOnline.info" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Emiliano Sbaraglia,
22 febbraio 2008, 17:30 Sicilia/1 Partito democratico e Sinistra Arcobaleno
raggiuingono l'accordo per la doppia candidatura di Anna Finocchiaro e Rita
Borsellino, che in caso di vittoria diventerebbe presidente dell'Ars. Si
prefigura dunque una battaglia elettorale che stavolta, rispetto al dominio del
centrodestra sin qui avuto, potrebbe regalare un risultato storico Dopo
titubanze, mezzi annunci e passi indietro, la decisione sembra essere stata
finalmente presa. Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino per la corsa alla
presidenza della Regione Siciliana. Sabato mattina, presso l'hotel Villa Igea
di Palermo, la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Anna
Finocchiaro a Presidente della Regione Sicilia, mentre per la sorella del
magistrato ucciso nella strage di Via D'Amelio il 19 luglio del 1992, in caso
di vittoria andrebbe invece la presidenza dell'Ars, l'Assemblea regionale
siciliana. Intanto, dopo l'ennesimo colpo inferto all'organizzazione criminale
mafiosain queste ore, la stessa Borsellino commenta: "Le operazioni di
Gela e Messina, che fanno seguito al maxi sequestro di beni di ieri a
prestanome di Provenzano e Lo Piccolo, dimostrano che c'e' un impegno comune in
tutta la Sicilia contro le cosche mafiose, e che sul fronte repressivo si è
innescata la marcia giusta e il giusto coordinamento tra i vari corpi dello
Stato. Adesso occorre fare un passo in più -afferma Borsellino- e questo passo
lo devono fare i legislatori e la politica nel sul complesso. Occorre
rispondere agli appelli di chi chiede un sistema giudiziario che garantisca la
certezza della pena -conclude- ma anche a quegli imprenditori che come il
presidente catanese Vecchio, chiedono un burocrazia più veloce e uno Stato
garante della concorrenza leale". Questo dunque l'accordo raggiunto tra i
segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata
precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato
che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'ipotesi
di un ticket tutto al femminile, battendo soprattutto il tasto
dell'incmpatibilità della doppia candidatura della Finocchiaro, che oltre alla
presidenza della Regione Sicilia il prossimo dodici e tredici aprile si
presenterà anche al Senato. Per superare l'impasse, Pd e SA alla fine trovano
un punto d'incontro stabilendo che Anna Finocchiaro verrà candidata comunque al
Senato, ma non in Sicilia come previsto. Tra i primi a rallegrarsi del tandem
di donne messo insieme dal centrosinistra il vicepresidente della Commissione
parlamentare Antimafia, nonché deputato Pd, Giuseppe Lumia, il quale sottolinea
che "con la vittoria di Anna Finocchiaro la Sicilia può davvero voltare
pagina e lasciarsi definitivamente alle spalle la sua peggiore stagione
politica: quella del cuffarismo, incapace e clientelare. Ma anche -aggiunge-
evitare di essere preda dell'abbraccio mortale di Lombardo o di Miccichè e dei
loro sodali... Sono fermamente convinto, infatti, -prosegue Lumia- che per la
sua storia di passione, di coerenza e di impegno, le sue riconosciute
competenze, il suo rigore morale e politico, Anna sia oggi l'unica in grado non
solo di entusiasmare e mobilitare gli elettori di tutto il centrosinistra, ma
anche, una volta eletta, di assicurare ai siciliani un futuro fatto di sviluppo
vero nella legalità e un impegno concreto, mai sperimentato prima, di contrasto
alle organizzazioni criminali". Non tutti però sono stati convinti di
questo accordo, a partire naturalmente di chi ne è rimasto escluso. Il caso, ad
esempio, di Turi Lombardo, componente della segreteria nazionale del Partito
socialista. "Ci dispiace per Anna Finocchiaro -sono le sue parole- alla
quale va, con convinzione, il nostro apprezzamento politico; ma, se si continua
così, non si va da nessuna parte. Chi si illude che il voto dei Socialisti sia
un voto scontato commette un tragico errore. Auspichiamo che il Pd e la
Sinistra arcobaleno, nell'interesse della Sicilia, vogliano rivedere il loro
atteggiamento per tentare di portare, insieme, la sinistra al governo della
Regione. In caso contrario, i Socialisti si muoveranno autonomamente".
Soddisfatto invece del risultato Antonio Di Pietro, a Palermo per inaugurare i
lavori del nuovo passante ferroviario: "In Sicilia siamo convinti di
potere riportare la normalità e la legalità". E ai giornalisti che gli
chiedevano un giudizio sull'eventuale candidatura di Stefania Prestigiacomo
alle per il Partito delle Libertà, il leader dell'Italia dei Valori glissa:
"Parliamo dei nostri candidati e del nostro impegno a fianco della
candidata del centrosinistra, che aiuteremo a vincere e a governare". Le
mille beghe siciliane di cui devono occuparsi Berlusconi e soci, in effetti,
meglio lasciarle cuocere a fuoco lento dentro l'ex Casa delle Libertà. Da
domani, dall'altra parte, ci sono due donne che con certa gente hanno ben poco
a che fare.
( da "Provincia di Como, La" del 22-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Sondrio, La)
Argomenti: Burocrazia
Lotta alla mafia
Scacco ai burocrati e spunta il tesoretto dei boss PALERMO Si nasconde fra le
ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano
e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo
Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150
milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra,
sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia
di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del
capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto
Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono
riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca
mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un
prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose
abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari.
Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente
mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002
per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe 'Pinò Lipari,
il 'cassierè di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a
casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno
dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe
potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni.
Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia
personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa
nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione fa emergere però alcuni
problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza
mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore
aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della
Giustizia - afferma - ha deciso di sospendere le password d'accesso che
consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni
di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto
ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Scarpinato
lancia l'allarme a margine della conferenza stampa sul sequestro dei beni. Il
magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante".
"In questo modo - aggiunge - le indagini sulle misure di prevenzione hanno
subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai
beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla
proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto
che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in
avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".