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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Burocrazia"

Incubatoio di Valmorea Primo anno alla grande ( da "Provincia di Lecco, La" del 22-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia. La Provincia, tramite i servizi veterinari dell'Azienda sanitaria locale e della Regione Lombardia, ha infatti avviato l'iter per il riconoscimento obbligatorio da parte dell'Unione europea; per ottenerlo è necessario il certificare l'indennità dell'impianto rispetto a due patologie virali che colpiscono i salmonidi,

San Giulianon In municipio firma digitale e collegamento senza fili al web ( da "Cittadino, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia San Giuliano Dalla messa in rete dei video che riguardano il consiglio comunale, fino alla televisione su Internet: l'amministrazione sangiulianese scommette sulla tecnologia con una serie di novità che decolleranno entro il 2008. Tra la rosa di iniziative in vista, non manca l'attivazione della tecnologia wireless nel palazzo municipale per collegamenti a Internet senza

LAVORO IRREGOLARE NEI PUBBLICI ESERCIZI, LA RICETTA DI CONFESERCENTI ( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un eccesso di burocrazia e quindi di regole semplici, facilmente applicabili e coerenti con le esigenze di flessibilità delle imprese, in modo da non penalizzare gli imprenditori nello svolgimento della loro attività. Nei mesi scorsi, con l'abolizione del contratto a chiamata, strumento idoneo a far fronte alle condizioni di discontinuità lavorativa tipiche dei pubblici esercizi,

LA CELEBRAZIONE della piccola imprenditoria: creatività, passione e innovazi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aspettative di chi lavora in proprio e spesso si trova a fare i conti oltre che con la mancanza di tempo, con la burocrazia, con servizi insufficienti o non all'altezza. Confartigianato Persone si propone quindi come una nuova struttura che comprende l'Anap associazione dei pensionati, il patronato Inapa, e il Caaf centro di assistenza fiscale, l'Ancos associazione del tempo libero.

A marzo l'appalto della nuova seggiovia ( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al momento non me la sento di assicurare che il prossimo inverno il nostro nuovo "gioiello" girerà, ma sono molto felice perché in meno di due anni abbiamo trovato tutte le risorse necessarie. Ora bisogna aspettare i tempi della burocrazia".

DOBBIAMO cambiare tutto. Ricordiamocelo quando andremo a votare. Per p ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dei lavoratori statali inadempienti e soprattutto basta con la burocrazia; - approfondire ed arricchire la legge Biagi; - donne: più spazio nel mondo del lavoro, della politica e nei posti di comando: - promuovere asili nido aziendali; - rendere più flessibili gli orari dei negozi; - pianificare politiche per la casa e nel contempo controllare i prezzi degli affitti;

Manzoni a Cogei se avrò garanzie Sul futuro Tutino è categorico ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia". SOTTO la lente, in particolare, la salvaguardia degli spazi che il Comunale dovrà comunque mantenere dentro il contenitore di via De Monari "e ? è ancora Tutino ? altre garanzie che ci dovranno convincere su diverse cose. Se riusciremo a ottenerle, il mese abbondante che ci separa dal prossimo consiglio d'amministrazione sarà più che sufficiente per chiudere la partita

ENTI LOCALI e sindacati faccia a faccia per confrontarsi sul lavoro pubblico e sulla gestione delle ( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A questo va a sommarsi la questione dei "tagli" e di una burocrazia insostenibile. "Più volte ? ha spiegato Marzio Scheggi, sindaco di Cinigiano e membro del Comitato direttivo Anci toscano ? le amministrazioni si trovano impossibilitate a fare ciò che vorrebbero". "Tutto questo proseguirà ? ha detto il presidente della Provincia, Lio Scheggi ?

Pro Patria e Comune Un patto per il futuro Incontro fra il sindaco Farioli e la famiglia Vender ( da "Giorno, Il (Varese)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individuato alcuni terreni dentro i confini di Castellanza da trasformare in proprio quartiere generale ma la burocrazia ha i suoi tempi, sempre lunghi. Fra il comune di Busto e quello di Castellanza c'è già un accordo per una "permuta" di ettari di territorio comunale ma prima bisognerà attendere l'opera di bonifica su un terreno degradato che rientra nel disegno della Pro Patria.

SILVIO BERLUSCONI e Walter Veltroni sono stati impegnati negli ultimi giorni nell ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la spazzatura venga riciclata, la bolletta energetica costi meno, i grandi collegamenti autostradali, marittimi e ferroviari siano una realtà, la burocrazia non sia un incubo, le città diventino più moderne e vivibili. Niente di più e niente di meno di quanto hanno gli altri paesi europei. E davvero impossibile? - -->.

I costruttori al contrattacco Critiche ai dati diffusi dall'Azienda sanitaria locale ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha registrato un inasprimento della burocrazia a carico delle imprese: un eccesso di adempimenti, spesso formali, che non vanno a migliorare nella sostanza il contesto di lavoro, ma si limitano a rendere più difficile fare l'imprenditore". IL TEMA della sicurezza sui posti di lavoro, soprattutto dopo la tragedia che si è consumata alla Tyssen Krupp nel mese dicembre,

'Anziani, mancano 700 posti letto Nella Bassa 29mila euro a persona' ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mirandola 19 ore di burocrazia). Altro problema è quello dei Servizi di Assistenza Domiciliare, destinati solo all'anziano solo. "Per essere equi dobbiamo calcolare anche il reddito dei figli non conviventi con l'anziano assistito", ha sottolineato Falcone. Al taglio del nastro c'erano anche il presidente della Provincia Emilio Sabattini e il sindaco di Mirandola Luigi Costi.

Ho fatto le paste per Ciampi e Wojtyla ( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma il problema oggi è soprattutto la burocrazia e la fatica che comporta. Per ogni 1.000 euro di imposte che paghi, ne devi aggiungere altri 1.200 di costi amministrativi, fra ragionieri, commercialisti, consulenti del lavoro...". La burocrazia è la goccia, ma suppongo che la scelta di ritirarsi sia stata meditata.

Bertelli cede l'attività arriva il suo pasticciere ( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Irrevocabile: la morsa asfissiante e ormai insopportabile della burocrazia, i problemi fisici del figlio, la convinzione che era giunto il momento di fare il nonno della nipotina Sofia. Da qui l'idea: dare in affitto l'attività al suo giovane pasticciere, un ventottenne marchigiano che lavora in via Oriola da tre anni.

Cgil sempre più sindacato di servizio ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più della metà degli addetti si occupano della burocrazia che assale cittadini più indifesi e pensionati. Per non parlareì del periodo caldo delle denunce dei redditi. Si è passati dal sindacato di tutela ad un sindacato di servizio che intende decentrare competenze sul territorio. Infatti le grandi aziende hanno lasciato il posto a realtà più ridotte circondate da decine di micro-

I meriti di Ferrara ( da "Trentino" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la troppa burocrazia, la mafia, l'evasione fiscale, l'economia, il rispetto dell'ambiente, i diritti civili, il costo della vita, i salari troppo bassi. Spero sia fatta in mezzo e con le persone da ascoltare, specialmente i più bisognosi, gli operai e i pensionati, gli ammalati e gli anziani in genere.

Ora si punta tutto sulla Bioedilizia ( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia e dalla mancanza di risorse", ha aggiunto, "ci vuole un rilancio del pubblico, non bisogna dire di no a tutte le opere come l'autostrada e la Tav. L'altra frontiera importante per il futuro è la bioedilizia". "Dobbiamo opporci all'ambientalismo del non fare", ha aggiunto la vicepresidente della Provincia di Belluno Claudia Bettiol,

PALERMO - Una parte del tesoro dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: denunciano che da due mesi il ministero della Giustizia ha sospeso le password che consentivano alla procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti correnti e la disponibilità di auto. "Noi combattiamo la mafia ? dicono i magistrati ? e invece la burocrazia ci frena". - -->.

La libertà non ha colori ( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma odio la burocrazia e il 90% in questo ambiente è burocrazia. E poi, in quanto ai rospi che dovrei inghiottire, si vede che non hai mai partecipato ad un consiglio comunale. Ti saresti accorto che molte, anzi moltissime volte voto da solo contro tutti e parlo sia di maggioranza che di opposizione.

Dirigenti, riforma in panne ( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il nodo dei rapporti tra politica e burocrazia, uno dei più stretti, aggrovigliati e unti del nostro sistema istituzionale. La questione viene così consegnata alle ambizioni riformatrici della prossima legislatura, alle quali conviene segnalare se non altro i punti chiave già individuati dal progetto Nicolais.

Bellini, da lima è partita la sfida all'oceano pacifico ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "È arrivato il momento - ha detto Alex - dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. È difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Francesca Capodanno.

PALERMO - Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il <tesoretto> dei boss Bernardo Provenzano e ( da "Adige, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia". 22/02/2008.

Sequestrato il 'tesoretto' dei superboss ( da "Provincia di Cremona, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia ci ostacola Sequestrato il 'tesoretto dei superboss Un patrimonio di oltre 150 milioni intestati a prestanome di Provenzano e Lo Piccolo di Luca Schiavone PALERMO ? Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il ''tesoretto dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

Ospedale, così non va ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottobre quando quasi sessanta medici del Montecroce denunciarono apertamente una pesante situazione (carenza di organici, eccesso di burocrazia, progressivo spostamento di personale dal comparto sanitario a quello amministrativo). Nei giorni scorsi, Mara Azzi ha incontrato i primari dei reparti che hanno colto l'occasione per illustrare le principali criticità dal loro punto di vista.

Sicurezza veronese nel tunnel di Manhattan ( da "Arena, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.

Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo ( da "Arena, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

Crestani presidente degli edili ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Spero di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende".

Un comitato inossidabile ( da "Adige, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: diverse: niente richieste scritte alle autorità, zero burocrazia, molte meno autorizzazioni e "scartoffie". Gli organizzatori bussavano ad ogni porta del paese, quasi come ora, ma non ricevevano offerte in denaro, bensì farina, zucchero, olio, beni di consumo che poi venivano rivenduti per comperare la pasta per la festa.

Fatemi la visita . muore dopo l'appello ( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ora diventa una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di un'invalidità negata da ritardi e intoppi. "L'ultima volta che le ho parlato mi ha chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per venire al Sociale al prossimo spettacolo".

Illy ai partiti: dimezzeremo le leggi regionali ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno leggi e snellimento della burocrazia, attenzione all'economia e alla coesione sociale. Ma il programma di Intesa democratica divide - per ora - le forze della coalizione sui grandi temi che legano infrastrutture e ambiente, e cioè Tav, rigassificatori ed elettrodotti.

Mafia, sigilli al tesoro di provenzano - alessandra ziniti ( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Scarpinato: la burocrazia ci ostacola Il patrimonio sequestrato al boss era intestato a un prestanome ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Un milione e mezzo di euro glieli hanno trovati dimenticati lì, in conti correnti, libretti postali, buoni fruttiferi. Tutto il resto, fino ad arrivare ad una cifra record di quasi 150 milioni di euro,

Si batteva per i diritti amava tanto il suo lavoro ( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riservata al punto di non dire a nessuno della sua ultima disperata lotta alla burocrazia. Neppure all'amica a chi l'ha assistita fino all'ultimo. Tenace Giuliana, su ciò che poteva rappresentare un diritto per i cittadini o un'iniziativa culturale. Da qualche anno era scesa in campo anche contro quel male che stroncato la sua grande voglia di vivere.

E' morta invocando la visita d'invalidità ( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ora diventa una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di una invalidità negata da ritardi e intoppi. Non ce l'ha fatta ad ottenere una risposta. "Egregio direttore, sono una dipendente della Regione che da 5 anni soffre di una malattia incurabile, Nei primi anni a parte i giorni di terapia,

Politica a colpi di barzellette ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interessano una scuola e una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una burocrazia efficiente e non opprimente, interessa una giustizia in cui tutti i cittadini possano sentirsi uguali di fronte alla legge e non trovarsi magari nella situazione in cui uno passi a miglior vita prima che il procedimento che lo riguardava sia giunto al termine.

Di Franco Pasqualetti Tutto fermo, come se non ( da "Leggo" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come i tanti progetti in attesa di mamma burocrazia. Ora però i residenti della zona puntano i piedi: "Abbiamo tollerato il degrado degli immigrati - dice Giuliana Di Salvo, del comitato "Pro Marconi" - e l'abbandono da parte dell'amministrazione. Ora diciamo basta. Chiediamo che la zona si bonificata da quella discarica dell'ex Miralanza e che vengano portati fatti e non progetti"

Un lungo ritratto dedicato all'imprenditore ( da "Libertà" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitare che siano lasciate allo sbando o seviziate dalla burocrazia", detta l'ordine. Ma per che via è possibile ottenere simili risultati, chede B.P. E Parenti risponde: "Migliorando le infrastrutture e promuovendo negli abitanti una maggiore cultura d'impresa, facendo capire che solo producendo ricchezza è possibile investire tanto nella cultura e nel sociale".

Chiede il duplicato di documenti rubati e scopre di non esistere dal 1993 ( da "Libertà" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questa nuova "simpatica sorpresa" ha comportato altri viaggi nella burocrazia che però hanno permesso di ricostruire la nascita del disguido. Il tutto è iniziato quando la sorella del Malvicini è deceduta: nell'atto di successione è stato usato il codice fiscale del fratello Pietro. Risulta anche la data precisa: 14 febbraio 1993.

Caserma, progetto fermo Si allungano i tempi per la nuova sede dei carabinieri ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a burocrazia". Non ha contribuito ad accorciare i tempi il fatto che il Comune, in questo caso, sia "committente" di un progetto che sarà realizzato comunque da un terzo soggetto, l'operatore: "Era una strada che dovevamo seguire per ovvie ragioni economiche - ancora Milanesi -: tempi dunque più lunghi anche per questo,

LAVORO e burocrazia: come snellire le pratiche? La Provincia e l'Inps organi ( da "Nazione, La (Siena)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

L'affondo di Roversi Monaco <Città e Ateneo, così non va> ( da "Corriere di Bologna" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E la burocrazia all'Università non ci crede più". Per il presidente della Fondazione Carisbo dunque più che continuare a dire che non ci sono soldi, l'Università deve farsi "un esame di coscienza ". E tanto per essere chiari specifica che "mi riferisco a tutto il sistema universitario ma certamente anche all'Università di Bologna non più all'

L'Europa abbatte le barriere tecniche ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le burocrazie nazionali. Risultato: un potenziale volume di scambi valutato intorno ai 1.500 miliardi di euro all'anno, si ritrova bloccato. Con danno tanto per i produttori (per di più si calcola che ogni anno investano in costi inutili circa 100 miliardi), quanto per i consumatori che vedono ridotta la gamma delle proprie scelte.

La ricerca disperata dell' Altra Italia ( da "Manifesto, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l mar fu sovra noi richiuso" La ricerca disperata dell"Altra Italia" "Tra burocrazia, superficialità e stereotipi l'arcobaleno è ancora drammaticamente arretrato. Ma questa sinistra è l'unico modo per tenere aperto un piccolo varco" "Il Pd è il trionfo della non politica. E tragico che abbia reciso gli ultimi legami con un'identità di sinistra.

Telecom alla cliente morta <Mandi l'autocertificazione> ( da "Corriere della Sera" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le complicazioni della burocrazia. Nella lettera l'azienda non manca poi di offrire la propria "piena disponibilità" per (decisamente improbabili) "future esigenze". Una grottesca pièce da teatro dell'assurdo? La trama stralunata di un brutto film? Macché: è successo davvero, nei giorni scorsi, nella Capitale.

Ripartire, convinti che tutti secondo il proprio ruolo e responsabilità possano contrib ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sprechi pubblici e burocrazia. "Diciamo da tempo di insistere sul taglio di burocrazia e sprechi ma la nostra resta una voce: i nostri costi aumentano anche in proporzione della burocrazia". Da Gauzzi, inoltre, un invito ad avviare un percorso di valorizzazione più stringente per artigianato e piccole imprese: "Ciò che si investe in questo settore resta come patrimonio della regione:

Metamorfosi 3 non basta la bravura dei manager per il successo di eni & co ( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per parecchi settori è particolarmente penalizzante, abbinato alla pressione fiscale e ad una burocrazia "ammazza imprese" che può diventare tombale per non poche aziende nostrane. Mediamente le dimensioni dell'impresa italiana continuano ad essere essenzialmente piccole, e le economie di scala sono difficilmente raggiungibili con scarsi volumi.

Provenzano, ecco il tesoro ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: indagini subiscono rallentamenti a causa della burocrazia" PALERMO II Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra,

I sindacati ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soprattutto figure di collaboratori domestici e l'attuale apparato legislativo, pieno di burocrazia, non riesce a soddisfare questa domanda. Da qui l'importanza di una riforma della Legge Bossi-Fini, per creare uno strumento che magari offra agli immigrati la possibilità di restare su suolo italiano alcuni mesi per cercare impiego".

CAMBIO DELLA GUARDIA A CONFINDUSTRIA ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scuola, fisco, politiche energetiche, burocrazia più snella, interventi concreti per il Sud: sono parole d'ordine che fanno riflettere su una politica a lungo raggio, proiettata nella crescita dell'intera Sicilia oltre che del suo “spicchio” più florido e produttivo come il territorio ibleo.

Dal ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia ( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA PAZZA Dal ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia [FIRMA]CLAUDIO BRESSANI VIGEVANO L'importo è stampato appena sopra la dicitura "non trasferibile": euro 0,01. O, se preferite, un bel centesimo tondo. L'assegno circolare emesso dal ministero dell'Interno a favore di un agente in forza al commissariato di Vigevano si riferisce al saldo dell'

Gara di solidarietà per Caterina e Giulia ( da "Stampa, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Si stupisce della rigidità della burocrazia. "Si nega una casa a una madre con problemi di questa portata, documentabili al completo, tra l'altro". Le cartelle cliniche rilasciate dall'ospedale "Gaslini", di Genova, descrivono la situazione della piccola che non potrà evitare un intervento chirurgico per correggere l'anomalia.

Bestiario ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La scomparsa delle province con la loro inutile burocrazia. La difesa della legge Biagi. La scelta per l'energia nucleare. I servizi pubblici locali da liberalizzare, e altro ancora. Se il Cavaliere parlerà agli elettori come parla Casini, si troverà in sintonia con gran parte del paese. E il Popolo della Libertà potrebbe diventare una macchina schiacciasassi.

E ora l'Idv attacca la legge Biagi ( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello; pene certe e processi penali e civili più rapidi. Economia. Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca; liberalizzazione dei servizi pubblici; diminuzione del carico fiscale sulle imprese.

Più volontari e libri per i ciechi. Il governo decide in 48 ore ( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse per garantire ai disabili le pari opportunità della dannosa burocrazia riservata ai normodotati. Sollecitato dal moderatore Andrea Vianello, Bianco, al tavolo dell'Unione Ciechi in via Borgognona (che qualcuno vorrebbe cambiare in via Louis Braille) ha promesso pure che fonderà l'associazione parlamentare Amici dei ciechi.

Dalla diffida di febbraio ai sigilli posti ai cancelli ( da "Settegiorni (Magenta)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi ancora qualche mese di burocrazia sino all'apertura definitiva dei giorni scorsi seguendo la vecchia convenzione provinciale che rimarrà in vigore fino al 2016. Resta, quindi, in vigore l ingresso all'impianto, utilizzando la via Appiani, solamente di circa trenta mezzi d'opera al giorno e che il sistema di lavaggio delle ruote dovrà essere realizzato in sostituzione all'

Costretto a ripagare il bollo dell'auto ( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: richiedi la foto Domenico Acunzo Treviglio - Burocrazia e computer, un mix che spesso non lascia scampo al cittadino. Lo sa bene Domenico Acunzo, funzionario delle Fs in pensione, residente in via De Amicis. Per pagare il bollo dell'automobile del 2008 è stato costretto a ripagare parte di quello del 2007 che aveva già versato.

Mafia, sequestrato il <tesoro> dei boss ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

Crestani presidente degli edili ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Spero di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende".  .

COSA NOSTRA. Ingenti beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

Ville, aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: <Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro> ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

I <miracoli> delle cellule staminali adulte ( da "Avvenire" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in prima linea nonostante le ben note difficoltà del mondo della ricerca e gli ostacoli legati alla troppa burocrazia, alla mancanza di un adeguato sostegno economico. "Il sistema della ricerca è al collasso, mettetevelo in testa", era l'appello lanciato alcuni mesi fa da Angelo Vescovi, il neurobiologo milanese conosciuto a livello mondiale per i suoi studi sulle staminali.

AZIENDE. La società di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.

TRASPORTI. Il Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del Veneto meridionale ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

Zampieri: <Occasioni in Usa ma attenzione alle regole> ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric.

Settemila metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati: ( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

Di Pietro-Pd, sottoscritto il patto di legislatura ( da "ADN Kronos" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca. Liberalizzazione dei servizi pubblici. Diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Informazione - Fine dei duopolio Rai-Mediaset in attuazione delle direttive europee e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di giustizia europea.

CASINO'/ PIZZIGATI (FEDERGIOCO): PENALIZZATI QUELLI ITALIANI ( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina Slovenia, che si sta attrezzando ad accoglierli al meglio. "Se verrà confermata una disposizione così penalizzante per i casinò italiani - prosegue Pizzigati - chiederemo un decreto correttivo, pronti anche a ricorrere alla Ue.

Po, al via la "rinaturalizzazione" ( da "Vita non profit online" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo lunghi anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata la direttiva dell'Autorità di Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione del più grande fiume italiano, un "restauro" naturalistico ad ampio raggio per garantirne la sicurezza idrogeologica e l'equilibrio ecologico.

(di B. Bozzetto) ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: O pensiamo alla burocrazia ed alla giustizia. Sappiamo perfettamente quanti decenni possa durare anche la più sciocca causa, leggiamo quotidianamente di verdetti assurdi ed inspiegabili, che fanno vacillare anche il più radicato buon senso, e ciò ci rende spaesati, sicuramente perdenti, e soprattutto.

La sfida di Bellini: "Attraversare ( da "Realsports.it" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. E difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Una partenza decisa due giorni fa, d'accordo con lo shore team, perche si sono palesate le migliori condizioni meteo per partire: vento leggero da direzione favorevole,

Si rischia di perdere l'ultimo treno per l'Europa ( da "Denaro, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rallentato dalla burocrazia e dalla sovrapposizione delle competenze, bisogna puntare alla massima valorizzazione dei cittadini, delle comunità locali e delle Regioni nella convinzione che senza vera autonomia non ci può essere reale responsabilità. E se non c'è responsabilità certa non c'è neppure trasparenza.

Aspettando i fatti ( da "Opinione, L'" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I governi di questa repubblica hanno nominato commissari straordinari aumentando la burocrazia senza risolvere il problema. Mi sarei aspettato che avessero emanato una legge che obbligasse ciascun comune ad effettuare la raccolta differenziata dotandosi di centri di raccolta e riciclaggio e dei più moderni ed avanzati sistemi di trattamento.

DALLE CLINICHE ULTIMO ASSALTO ALLE CASSE DELL'ASL ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ipocrisia e la burocrazia al servizio dei furbi e di qualche politico. La provincia di Salerno e nello specifico la Salerno 2 vive come le altre province una condizione di subalternità nei riguardi della realtà napoletana. Il direttore generale Pagano, non può fare a meno di costatare che la decisione di reiterare da ormai due anni la delibera di impignorabilità,

Trovato il tesoro di Provenzano: 150 milioni ( da "Gazzettino, Il" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli".Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".

CASINO'/ NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO SLITTA AL 1 GENNAIO 2009 ( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per Federgioco, come reso noto per bocca del suo Presidente, Mauro Pizzigati, ciò potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina Slovenia. (fonte: Agipronews).

Agenda 21 fotografa il Luinese per il turismo sostenibile ( da "Varesenews" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: produzione della formaggella e degli altri prodotti tipici tramite il recupero delle vecchie cascine rurali, facilitare la burocrazia per l'apertura du nuove attività. Sono queste le prime indicazioni che giungono da Agenda 21 locale che ha presentato alla stampa, oggi venerdì 22 febbraio, i primi risultati del lavoro svolto nelle Valli del Luinese per un turismo ecosostenibile.

In breve ( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia pubblica, è riuscita a far riaprire il santuario di chiuso da 9 anni e lasciato all'incuria e all'abbandono". politica L'Udc chiede intervento del prefetto a.c.) - Il gruppo consiliare dell'Udc, presieduto da Giuseppe Ripellino, dopo la nomina da parte del sindaco dei due nuovi assessori, ha indirizzato una nota al prefetto per sollecitare un suo intervento al fine di

Solofra - Su RaiUno uno speciale dedicato ad Antonella Russo ( da "Irpinianews" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Abbiamo vissuto con lei i sacrifici per preparare la tesi dice - non mi sembra giusto che ci si metta contro la burocrazia. Antonella doveva solo discutere la tesi perciò crediamo che sia giusto darle la laurea ad honorem e la burocrazia una volta tanto chiuda un occhio". (venerdì 22 febbraio 2008 alle 19.18).

ELEZIONI, SPADA (AN/PDL): "LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PER GOVERNARE FORLì" ( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La città è schiacciata da tasse, tariffe, burocrazia e poteri forti.". "Gli imprenditori ? aggiunge Spada - sono costretti a compromettersi con la politica, perchè a Forlì lavora soltanto chi è col potere, soffocando così la libertà, il mercato e quindi uno sviluppo economico sano e diffuso.

L'isola delle donne ( da "AprileOnline.info" del 22-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiedono un burocrazia più veloce e uno Stato garante della concorrenza leale". Questo dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'

Lotta alla mafia Scacco ai burocrati e spunta il tesoretto dei boss ( da "Provincia di Como, La" del 22-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".


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Incubatoio di Valmorea Primo anno alla grande (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 22-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Como, La)

Argomenti: Burocrazia

VALMOREA Per l'incubatoio provinciale di Como, ubicato in territorio di Valmorea, non lontano dalla frontiera con la Svizzera, sono finiti i tempi del "rodaggio": l'impianto funziona ora a pieno regime. Il primo anno di attività è stato consegnato agli archivi e la struttura è già impegnata nella nuova stagione ittiogenica. In questi giorni, nei telai dell'incubatoio ci sono circa ottantamila avannotti di trota fario e cinquantamila uova embrionate, che si schiuderanno tra breve. Altre settantamila uova giungeranno ai primi di marzo, per una produzione totale prevista in circa duecentomila trotelle. "Una parte consistente di queste trotelle (circa settantamila) provengono da riproduttori certificati come appartenenti ai ceppi autoctoni (indigeni) italiani; si tratta delle cosiddette trote fario di ceppo mediterraneo, che assicurano doti di "rusticità" e di adattamento agli ambienti acquatici ovestlariani senz'altro superiori rispetto alle trote che provengono dagli allevamenti commerciali" - sottolinea Carlo Romanò, responsabile del servizio pasca dell'amministrazione provinciale comasca - "L'incubatoio si sta quindi già caratterizzando per l'elevata qualità della produzione, elemento indispensabile per garantire il buon esito dei ripopolamenti". La crescita qualitativa della produzione va di pari passo con la specializzazione del personale presente nell'impianto. Si tratta di un piccolo gruppo di volontari (un guardapesca della Provincia e quattro pescatori dell'Associazione dilettantistica di pesca sportiva Lanza), animati da grande passione, che hanno acquisito un buon patrimonio di conoscenze sulle tecniche di allevamento della fauna ittica pregiata; su di loro l'amministrazione provinciale, titolare della struttura, fa totale affidamento. L'attività dell'incubatoio fa passi avanti anche sul fronte, ahimé necessario, della burocrazia. La Provincia, tramite i servizi veterinari dell'Azienda sanitaria locale e della Regione Lombardia, ha infatti avviato l'iter per il riconoscimento obbligatorio da parte dell'Unione europea; per ottenerlo è necessario il certificare l'indennità dell'impianto rispetto a due patologie virali che colpiscono i salmonidi, la setticemia emorragica virale e la necrosi ematopoietica infettiva. "Oltre alle uova embrionate e agli avannotti destinati alle semine del 2008" - annuncia Romanò - "l'incubatoio ospita anche un cospicuo numero di salmerini, trote fario e trote marmorate che, a partire dalla prossima stagione ittiogenica, svolgeranno il ruolo di riproduttori e permetteranno alla Provincia di diminuire di parecchio gli acquisti di uova embrionate". L'assessore provinciale alla pesca, Ivano Polledrotti, si sta inoltre interessando per ottenere dal consiglio provinciale un finanziamento straordinario di centomila euro per il completamento della struttura attraverso la costruzione di un'aula didattica, da destinare all'accoglienza delle scolaresche, e - più in generale - dei visitatori che vorranno avere nozioni approfondite sul funzionamento dell'incubatoio. Pare certo che quest'interessamento andrà a buon fine. L'attività dell'incubatoio cresce giorno per giorno ed i possibili scenari futuri sono senz'altro molto interessanti. Giovanni Maccarrone.

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San Giulianon In municipio firma digitale e collegamento senza fili al web (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il comune scommette su Internet per battere il tempo e la burocrazia San Giuliano Dalla messa in rete dei video che riguardano il consiglio comunale, fino alla televisione su Internet: l'amministrazione sangiulianese scommette sulla tecnologia con una serie di novità che decolleranno entro il 2008. Tra la rosa di iniziative in vista, non manca l'attivazione della tecnologia wireless nel palazzo municipale per collegamenti a Internet senza fili, già in programma per agevolare l'accesso alla rete. In particolare, tra gli originali spunti che saranno messi a disposizione dei sangiulianesi, un ruolo di rilievo lo giocherà la web tv, che prevede la messa a disposizione nei luoghi pubblici della città di schermi che si arricchiranno di contenuti audio - video con cui verranno divulgate le informazioni istituzionali rivolte alla cittadinanza. Insomma, il filo diretto tra il palazzo municipale e la città, in base alle prospettive in programma, si arricchirà di un nuovo strumento a portata di mano dei cittadini. Come già annunciato ufficialmente dal sindaco Marco Toni nell'ultimo consiglio comunale, i lavori in aula sono ripresi da una telecamera e i filmati a breve saranno messi a disposizione sul sito Internet del comune all'indirizzo www.sangiulianonline.it. Le novità in cantiere sono dettagliatamente elencate dalle relazioni degli assessori che accompagnano il bilancio, svelando le previsioni per l'anno 2008. Ulteriori novità riguardano la firma digitale, già introdotta nel 2007 negli uffici del comune, con una netta riduzione della circolazione di materiale cartaceo, mentre la tecnologia wireless approderà in municipio per rendere più facili gli accessi al web. Dopo il passo di esordio infatti, anche gli utenti che si troveranno nella sede comunale con il proprio computer portatile potranno collegarsi ad Internet, con un sistema simile a quello già a disposizione presso la biblioteca civica. Insomma, se l'ente locale sangiulianese sul fronte informatico in passato con alcune iniziative ha anticipato altri comuni, sembra che l'intenzione sia quella di procedere su questo percorso. Una volta sperimentati quindi i verbalux su cui scorrono le notizie cittadine, nei prossimi mesi le novità verranno trasmesse anche in video, così come le sedute consiliari. E la tecnologia verrà promossa anche all'interno degli uffici, con strategie tese a velocizzare i tempi ed eliminare faldoni e plichi di carta, sostituiti da sistemi di più agevole consultazione. Giu. Cer.

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LAVORO IRREGOLARE NEI PUBBLICI ESERCIZI, LA RICETTA DI CONFESERCENTI (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(04:28) (21/2/2008 21:26) | LAVORO IRREGOLARE NEI PUBBLICI ESERCIZI, LA RICETTA DI CONFESERCENTI (Sesto Potere) - Modena - 21 febbraio 2008 -Il lavoro irregolare è una piaga che va combattuta e contrastata, sia perché si violano i diritti dei lavoratori sia perché si alterano le regole della libera concorrenza. Il contrasto e la repressione di comportamenti irregolari non possono però essere l'unica leva su cui agire. Occorre anche compiere una seria riflessione sulle soluzioni normative messe a disposizione degli operatori e sulla loro adeguatezza rispetto alle peculiarità, a tutti note, del settore della ristorazione. Il settore per una corretta gestione, sia in termini di qualità del servizio, sia d'equilibrio economico, ha bisogno di non essere caricato da un eccesso di burocrazia e quindi di regole semplici, facilmente applicabili e coerenti con le esigenze di flessibilità delle imprese, in modo da non penalizzare gli imprenditori nello svolgimento della loro attività. Nei mesi scorsi, con l'abolizione del contratto a chiamata, strumento idoneo a far fronte alle condizioni di discontinuità lavorativa tipiche dei pubblici esercizi, si è di fatto resa più rigida la procedura d'inserimento temporaneo di personale. Oggi l'unica soluzione che il ristoratore può adottare allorquando il numero di prenotazioni diventa rilevante ? si pensi ad esempio ai fine settimana - è l'assunzione il giorno prima e, la chiusura del rapporto di lavoro 48 ore dopo. Basta il buon senso per capire che una norma di questo tipo è assolutamente inadatta sotto due profili: per l'eccesso di burocrazia e per le difficoltà oggettive che si hanno nello stabilire con un giorno di anticipo quante persone siederanno nelle sale del ristorante. Tutti noi sappiamo che il più delle volte le prenotazioni sono effettuate poche ore prima. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che è particolarmente difficile reperire personale, anche perché, comunque, si tratta di attività che vengono svolte in orari particolari e che possono garantire solo un reddito di natura integrativa. Sui quest'ultimo fronte proprio in questi giorni Confesercenti sta attivando una apposita Agenzia di Intermediazione del Lavoro che agevolerà l'incontro tra domanda e offerta. Confesercenti, visto anche il peso del settore - diverse decine di migliaia di imprese in tutta Italia che danno lavoro e producono ricchezza - chiede quindi al prossimo Governo che si lavori per approvare, in tempi brevi, una legge adeguata. L'Associazione è convinta che le irregolarità vanno contrastate, ma occorre contestualmente che ci siano le forme contrattuali adatte per consentire alle imprese di muoversi sul terreno della legalità.

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LA CELEBRAZIONE della piccola imprenditoria: creatività, passione e innovazi (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

One. Tredicesimo congresso per la Confartigianato e rinnovo dei suoi maggiori vertici. "La prima associazione artigiana delle Marche" si appresta ad aprire una nuova fase congressuale che si terrà il 28 e il 29 giugno, preceduta da 30 assemblee. L'evento chiamerà a raccolta 16.100 soci, e alle 'urne' avranno il compito di rinnovare i comitati comunali, i rappresentanti di categoria e di movimento (giovani imprenditori, donne imprenditrici, pensionati), 450 nuovi dirigenti. "L'OBIETTIVO è quello di continuare a rilanciare il sistema della piccola imprenditoria perché è qui che si trova il motore dell'economia ? spiega Valdimiro Belvederesi, presidente della Cgia della provincia di Ancona ? perché è qui che si trova ricchezza e sviluppo". Sono 12.300 le aziende artigiane della provincia questi i punti verso cui si svilupperà l'attività dell'associazione nei prossimi quattro anni: "Territorio, imprese, persone e organizzazione. Prestiamo più attenzione al benessere individuale, cerchiamo di ritessere il tessuto sociale che adesso appare troppo sfilacciato", ha aggiunto Claudio Latini, responsabile della comunicazione per la Cgia. E non a caso la Confartigianato lancerà un "Osservatorio sulla persona - imprenditore", i cui risultati verranno illustrati a giugno, per mettere in luce i bisogni, le necessità, le aspettative di chi lavora in proprio e spesso si trova a fare i conti oltre che con la mancanza di tempo, con la burocrazia, con servizi insufficienti o non all'altezza. Confartigianato Persone si propone quindi come una nuova struttura che comprende l'Anap associazione dei pensionati, il patronato Inapa, e il Caaf centro di assistenza fiscale, l'Ancos associazione del tempo libero. E oltre a centrare il suo focus sugli interessi degli associati artigiani e non, si propone di lavorare in sinergia con le Istituzioni e gli altri soggetti sociali per migliorare servizi e qualità della vita. NELLE trenta assemblee verranno affrontate le principali difficoltà e le necessità prioritarie delle imprese. I lavori coinvolgeranno sul territorio appunto gli oltre 16.mila soci ( 8.100 imprenditori e fra questi sempre più numerosi piccoli imprenditori, commercianti e del terziario e 8mila pensionati) negli incontri territoriali verranno affrontate tematiche locali legate al lavoro, al rapporto con le Istituzioni, al mondo bancario, alle infrastrutture, alla sicurezza. Ai 140 delegati che si ritroveranno a fine giugno ad Ancona nella sede della Confartigianato, il compito di eleggere il presidente provinciale e gli organismi statutari. - -->.

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A marzo l'appalto della nuova seggiovia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PONTECHIANALE. FONDI DISPONIBILI A marzo l'appalto della nuova seggiovia "Entro la prima settimana di marzo sarà pronto il capitolato per l'appalto della nuova seggiovia". L'annuncio è del sindaco di Pontechianale, Alfredo Campi. E aggiunge: "L'altro giorno abbiamo ricevuto l'impegnativa ufficiale dalla Regione sull'ultima tranche di finanziamenti, per 1 milione e 40 mila euro, sulla quale c'erano già state assicurazioni verbali. Da questo momento abbiamo tutta la cifra a disposizione, 3 milioni e 17 mila euro, e possiamo procedere con l'iter per rifare l'impianto di risalita". La "Tre Chiosis", sul versante sud della Valle Varaita, sale da quota 1614 (borgata Capoluogo) ai 2460 metri. La sua "vita tecnica" è scaduta nel 2004. I prossimi "passaggi" saranno l'accordo di programma con tutti gli enti: Comune, Comunità montana, Provincia e Regione. Ad aprile ci sarà l'affidamento della fornitura e del montaggio con procedura negoziata, come previsto per questo tipo di impianti. "Il cronoprogramma dei lavori - conclude il primo cittadino - sarà stabilito con la ditta vincitrice. Dalle informazioni che ho raccolto, per assemblare la nuova seggiovia a due posti occorreranno sei mesi in officina e poi il montaggio in loco. Al momento non me la sento di assicurare che il prossimo inverno il nostro nuovo "gioiello" girerà, ma sono molto felice perché in meno di due anni abbiamo trovato tutte le risorse necessarie. Ora bisogna aspettare i tempi della burocrazia".

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DOBBIAMO cambiare tutto. Ricordiamocelo quando andremo a votare. Per p (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rima cosa gli stipendi che devono essere riadeguati all'aumento dei prezzi e ai piani assolutamente necessari ma non applicati del periodo successivo all'introduzione dell'euro. Ecco un elenco nemmeno tanto esaustivo di cosa dovremo aspettarci dopo il 13 aprile: - lavoro, prezzi, tasse, spesa pubblica tutti collegati fra di loro. Diminuire le tasse per aumentare i salari, avendo un controllo sui prezzi e abbassando drasticamente la spesa pubblica, così aumentano la produttività e i posti di lavoro, con una maggiore redistribuzione del reddito; - impiego pubblico: incentivare la produttività, contrastando l'assenteismo e l'indifferenza. Basta con gli sprechi di forza lavoro; basta con la "non licenziabilità" dei lavoratori statali inadempienti e soprattutto basta con la burocrazia; - approfondire ed arricchire la legge Biagi; - donne: più spazio nel mondo del lavoro, della politica e nei posti di comando: - promuovere asili nido aziendali; - rendere più flessibili gli orari dei negozi; - pianificare politiche per la casa e nel contempo controllare i prezzi degli affitti; - eliminare i costi per la prima casa di proprietà; - eliminare le province che non servono a nulla; - prendere decisioni coraggiose per servizi pubblici come Ferrovie Statali e Alitalia; - liberalizzare gli ordini e le professioni, le banche e le assicurazioni per aumentare la competitività. - sollecitare più mercato e più concorrenza: puntare all'innovazione e alla competizione - privatizzare le società a controllo pubblico, attualmente rifugio di politici incapaci - pensare seriamente a ridurre il debito pubblico - stimolare l'internazionalizzazione delle imprese - rendere appetibile il sistema Italia per chi fugge dal paese - aumentare le possibilità di ricerca e di accordi "detassabili" fra università e imprese - l'educazione: valorizzare le scuole e le università con un forte impulso alla qualità: un no categorico alle università pubbliche dove la maggioranza o quasi l'intera classe docente deve essere di sinistra altrimenti non può insegnare o fare carriera: primo esempio fra tutte l'Università di Bologna. - ridurre l'immigrazione clandestina e migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini - pretendere una giustizia degna di un paese occidentale, più equa, più veloce e meno politicizzata - aumentare la fiducia negli italiani e in Italia da parte di chi la guarda dall'esterno - trovare un modo intelligente per smaltire rifiuti; - emergenza Mezzogiorno: basta con soldi europei a fondo perduto. Dunque per fare tutto ciò, abbiamo bisogno di menti fresche, giovani e aperte al mondo che verrà. Bene ha fatto quindi Veltroni a dire no a De Mita e bene ha fatto ancor prima Berlusconi nell'aver detto di volere un rinnovamento inflessibile della classe dirigente. Di giovani e di donne, nei fatti, nessuna traccia. Ma noi abbiamo fiducia, attendiamo pazienti. C'è ancora del tempo, direbbero i grandi saggi africani. Rimaniamo in attesa per veder sbocciare un bouquet di novità elettorali, all'altezza della rinomata genialità liberale di Berlusconi. Noushin Mirshokraei - -->.

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Manzoni a Cogei se avrò garanzie Sul futuro Tutino è categorico (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Manzoni a Cogei se avrò garanzie" Sul futuro Tutino è categorico di LORELLA BOLELLI SE FUMATA bianca sarà lo sapremo solo il 2 aprile quando si riunirà il prossimo consiglio d'amministrazione del Comunale. Dalla seduta di ieri mattina infatti sull'affaire Manzoni è sortito un nulla di fatto che non ha sciolto le riserve ancora esistenti sulla proposta della cordata Cogei-ForumNet-Mousikè. Il sindaco Cofferati, uscendo, si è limitato a dire che in un breve volgere di giorni verranno convocati gli emissari dei candidati alla gestione. "Abbiamo affrontato questioni di ordinaria amministrazione ? si è limitato a commentare ? e sul futuro del Manzoni non abbiamo deciso nulla". E altrettanto parchi di parole sono gli altri consiglieri che escono alla spicciolata: Federico Stame, Giorgio Forni, Anna Majani. "Sinceramente non è uscito nulla, vedremo al prossimo". GLI SCENARI che si presenteranno nell'imminente futuro sono però abbastanza chiari. A giorni cominceranno gli incontri con i proponenti così da rispettare i termini del 28 febbraio per dichiarare ufficialmente la conformità della domanda alle richieste formali e contenutistiche del bando. "E la compatibilità tecnica ed economica è stata appurata, esiste", conferma il sovrintendente Tutino, delegato dalla commissione insediata per occuparsi della faccenda a trattare in prima persona con i soggetti che aspirano a subentrare nella gestione allo stesso Comunale che ha assunto l'interim dopo il breve passaggio nelle competenze dell'ente locale a seguito della rinuncia e dello scioglimento, esattamente un anno fa, del vincolo convenzionale stretto con la Fondazione da Gastone Poggi. "MA ? aggiunge Tutino ? occorre una successiva legittimazione che apra la strada alla contrattualizzazione degli accordi. E per addivenire a una convenzione occorre guardarsi in faccia, non limitarsi a leggere dei fogli di carta. Finora gli estensori del progetto non li abbiamo mai incontrati. Sarà solo dopo i dovuti colloqui che si addivverrà a una decisione. Mi pare un passaggio doveroso verificare che i pretendenti abbiano le credenziali per accedere a questa azienda. Non tutto è risolvibile attraverso la burocrazia". SOTTO la lente, in particolare, la salvaguardia degli spazi che il Comunale dovrà comunque mantenere dentro il contenitore di via De' Monari "e ? è ancora Tutino ? altre garanzie che ci dovranno convincere su diverse cose. Se riusciremo a ottenerle, il mese abbondante che ci separa dal prossimo consiglio d'amministrazione sarà più che sufficiente per chiudere la partita e ufficializzare l'affidamento dello spazio". INUTILE sottolineare che, trattandosi dell'unica offerta pervenuta, e al di là del valore intrinseco (si sa che il Manzoni dovrebbe diventare non solo un "albergo" per grandi performance di produzione esterna ma centro propulsore per iniziative musicali eterogenee che dovrebbero nascere sotto l'egida di un direttore artistico in pectore come Giorgio Zagnoni), il Comunale e, indirettamente, il Comune non hanno altre strade percorribili. Non se lo nasconde nemmeno il sovrintendente: "In questo momento è l'unica soluzione possibile ? ribadisce ?. Quel che è certo è che noi non potremo continuare a gestirlo per cui se fallisse questo accordo si andrebbe inesorabilemnte verso la chiusura. Anche se l'ultima parola spetta al Comune, ma la mia è un'opinione tecnica non solo d'impressione". La risposta del Comune non si fa attendere. A breve giro, infatti, l'assessore Angelo Guglielmi dà per scontato il salvataggio dell'auditorium: "La proposta Cogei va presa sul serio perché l'alternativa segnalerebbe debolezza e rassegnazione e Bologna non se lo può permettere perché è una città che deve recuperare". E l'inizio del riscatto sarebbe proprio questa mancata chiusura, insieme al prossimo varo di un centro di produzione cinematografica. Polivalenza la parola d'ordine che, secondo Guglielmi, meglio garantirà un futuro al Manzoni. "Deve essere utilizzato non solo per i concerti ma anche per altri eventi (e fin qui ci siamo con le intenzioni della nuova cordata). E con i necessari adattamenti interni potrebbe anche ospitare un festival di teatro o delle proiezioni ma sono elementi oggetto di future discussioni (questo invece è un particolare discrepante rispetto ai propositi dei futuri gestori). La domanda di fondo è però un'altra: Bologna è una città grande o piccola? Perché se è grande allora i teatri sono pochi. Non a caso ? conclude ottimista ? noi vorremmo acquisire anche il Duse". - -->.

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ENTI LOCALI e sindacati faccia a faccia per confrontarsi sul lavoro pubblico e sulla gestione delle (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Risorse umane. Un argomento caldo che, ieri, nella Sala consiliare del Palazzo comunale, è stato analizzato in relazione alla Finanziaria 2008. Inevitabili i riferimenti al lavoro flessibile e al precariato, all'affidamento di incarichi e consulenze, alle esternalizzazioni. Tutti argomenti, questi, introdotti da Luca Tamassia, docente di Organizzazione e gestione delle Risorse umane all'Università di Urbino, che poi sono stati sviluppati con riferimenti alla realtà maremmana. Non è emerso un quadro incoraggiante. Il sindaco Emilio Bonifazi se, da una parte, ha sottolineato il suo obiettivo di "salvaguardare i servizi pubblici locali, garantendo così un alto livello di qualità", dall'altra non ha nascosto le difficoltà che un ente si trova ad affrontare a causa, soprattutto, di "una legislazione emergenziale e schizzofrenica". A questo va a sommarsi la questione dei "tagli" e di una burocrazia insostenibile. "Più volte ? ha spiegato Marzio Scheggi, sindaco di Cinigiano e membro del Comitato direttivo Anci toscano ? le amministrazioni si trovano impossibilitate a fare ciò che vorrebbero". "Tutto questo proseguirà ? ha detto il presidente della Provincia, Lio Scheggi ? fin quando non sarà fatta una riforma seria della finanza locale, una riforma reale dell'organizzazione dello Stato. In attesa di questo, sarebbe opportuno lavorare in sinergia, cercando l'unità ed evitando i particolarismi". Un cenno, poi, anche alle esternalizzazioni: "Importante è capire cosa si intende con questo termine. L'Istituzione, per esempio, a mio avviso, è una forma di gestione di tipo diverso". Deborah Santini - -->.

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Pro Patria e Comune Un patto per il futuro Incontro fra il sindaco Farioli e la famiglia Vender (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MAURO CERRI ? BUSTO ARSIZIO ? TORNA la pace fra la Pro Patria e l'Amministrazione Comunale? No. Perché una guerra non c'è mai stataMa l'incontro di ieri mattina fra il sindaco Gigi Farioli e i vertici del club tigrotto è servito a spazzare ogni nube anche agli occhi di chi vede sempre e solo tempesta. E, volando un po' con la fantasia, a sancire un patto d'acciao per garantire ossigeno, cioè introiti, al futuro della squadra. "Una riunione conclusasi con soddisfazione di entrambe le parti" il commento didascalico del primo cittadino e di Alberto Armiraglio, presidente della Pro Patria, che ha partecipato all'incontro di Palazzo Gilardoni con la famiglia Vender (Roberto e mamma Luciana Rossi) proprietaria del club, e il direttore generale Riccardo Guffanti. Ma di cosa si è parlato? "Di sinergie fra noi e il comune - risponde Armiraglio - indirizzate sia alla comunicazione sia, soprattutto, alla ricerca di partners economici e commerciali". Senza scomodare i manuali di marketing, c'è assoluto bisogno di sponsor privati disposti a contribuire al finanziamento del calcio cittadino: la serie C costa tanto, figuriamoci i campionati maggiori cui la Pro ambisce. "Il sindaco Farioli si è attivato da tempo alla ricerca di nuovi canali e qualcosa sembra finalmente muoversi". Nomi? "Nessuno per il momento ma prima dell'estate potrebbe essere ufficializzato qualche accordo importante". Che però non riguarda la compagine societaria destinata a non allargarsi: nonostante il rincorrersi di voci negli ultimi mesi, l'appello dei Vender rimane inascoltato: saranno ancora loro a reggere la Pro Patria. "Su quel versante non esistono novità - sorride Armiraglio - : con noi non si è mai fatto vivo nessuno". Altro argomento affrontato con il sindaco Farioli è quello dei campi di allenamento. Oggi la prima squadra lavora sul terreno contiguo allo stadio Speroni: per ristrutturarlo la Pro Patria ha speso circa 80 mila euro. Parte di questi soldi verranno recuparati grazie a uno contributo del Comune già messo a bilancio 2008 dal sindaco. Le squadre giovanili, invece, sono costrette a una continua migrazione in tanti campetti della zona gestiti da altre società: per questo i Vender hanno individuato alcuni terreni dentro i confini di Castellanza da trasformare in proprio quartiere generale ma la burocrazia ha i suoi tempi, sempre lunghi. Fra il comune di Busto e quello di Castellanza c'è già un accordo per una "permuta" di ettari di territorio comunale ma prima bisognerà attendere l'opera di bonifica su un terreno degradato che rientra nel disegno della Pro Patria. Il prossimo appuntamento con il sindaco è fissato per i primi di aprile. Nel frattempo, c'è una salvezza da conquistare. - -->.

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SILVIO BERLUSCONI e Walter Veltroni sono stati impegnati negli ultimi giorni nell (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E trattative politiche per le alleanze: Lombardo e la Sicilia il primo, radicali e socialisti il secondo. Incombenze doverose, s'intende: si può vincere o perdere per un paio di senatori. Ma se si allarga il campo, si scoprirà che finora si è guardato il dito che indicava la luna e non la luna. La luna è rappresentata per esempio da quanto descritto nell'ultimo numero di Newsweek: in copertina un cumulo di rifiuti, un titolo sullo schifo italiano, un sommario che si chiede come mai un Paese così adorabile sia diventato il disastro politico ed economico d'Europa. Personalmente non m'impressiono più di tanto di quel che scrivono i grandi giornali stranieri: so per esempio quanto gli inglesi (dall'Economist al Financial Times) stimino poco l'Italia, sia essa governata da Prodi o da Berlusconi. Ma l'inchiesta di Newsweek è ben fatta e fornisce dati e situazioni ineccepibili. Avevo visto la sera prima il film 'Caos calmo'. Forse per questo sono rimasto colpito dal paragone che il giornale fa tra l'Italia e Nanni Moretti: entrambi seduti su una panchina a guardare il mondo che gli passa accanto. AD AGGRAVARE la mia depressione ci si è messo un importante ambasciatore che mi ha invitato a pranzo quando avevo appena letto Newsweek: è molto preoccupato per la nostra crescente distanza dall'Europa, dove Francia, Germania e Gran Bretagna ormai non ci guardano più e dove Spagna e Polonia hanno ormai un'udienza maggiore della nostra. Dovete reagire subito, mi ha detto l'ambasciatore, dare dei segnali immediati. Non può finire così. Poche ore dopo un amico imprenditore mi partecipava il suo sconforto per alcune candidature annunciate (o confermate) in Campania: c'era brava gente, certo, ma anche persone impresentabili per inefficienza e anche per curriculum giudiziario. Osservava al tempo stesso come fosse deviante, anche in altre regioni, la caccia al cognome importante o alla faccia nota: entrambi non sempre sono sinonimi di sostanza. NELLA NOSTRA VITA nazionale ci sono stati momenti orribili: basti pensare al terrorismo, il cui nefasto ricordo sarà rilanciato tra meno di un mese dal trentennale del sequestro di Aldo Moro. Abbiamo avuto crisi economiche pesantissime e tremende battaglie politiche e sociali. La differenza con la crisi d'oggi è quella ben descritta da Newsweek: siamo seduti, mentre il mondo corre. Siamo nobili decaduti, la prima generazione che dà ai figli meno di quanto abbia ricevuto dai padri, incapace di costruire un sistema che copra le spalle alle tante meravigliose piccole e medie aziende che ancora esportano il genio italiano nel mondo. Come pensano Veltroni e Berlusconi di affrontare tutto questo? Il primo dice "Si può fare", il secondo "Rialzati, Italia!", ma vorremmo davvero che gli ultimi quaranta giorni di campagna elettorale avessero la forza di stupirci. ABBIAMO BISOGNO di un grande disegno: certo, cento euro al mese in più a chi ne guadagna un po' meno o un po' di mille sono un piccolo sollievo. Ma bisogna far volare questo meraviglioso gigante addormentato che è l'Italia, farne un Paese moderno in cui i servizi funzionino, la spazzatura venga riciclata, la bolletta energetica costi meno, i grandi collegamenti autostradali, marittimi e ferroviari siano una realtà, la burocrazia non sia un incubo, le città diventino più moderne e vivibili. Niente di più e niente di meno di quanto hanno gli altri paesi europei. E' davvero impossibile? - -->.

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I costruttori al contrattacco Critiche ai dati diffusi dall'Azienda sanitaria locale (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SICUREZZA I costruttori al contrattacco Critiche ai dati diffusi dall'Azienda sanitaria locale di ANDREA MORLEO ? LECCO ? "OCCORRE CHIAREZZA sui numeri. Le statistiche, infatti, devono essere analizzate distinguendo ciò che è funzionale realmente alla sicurezza di chi lavora, e ciò che è invece semplice adempimento formale". Sul tema della sicurezza scende in campo ufficialmente l'Associazione dei costruttori edili della provincia di Lecco. E lo fa attraverso il suo direttore, Paolo Cavallier. L'intervento giunge a due giorni dai dati forniti dal Dipartimento preposto alla sicurezza dell'Asl di Lecco. DATI che hanno fotografato una situazione delicata: quattro su dieci cantieri edili della provincia sono risultati irregolari; in 31 sopralluoghi si è dovuto provvedere al sequestro del cantiere stesso perchè le irregolarità erano tali da non consentire nemmeno il prosieguo dei lavori. I costruttori non ci stanno e ribattono: "La somma dei numeri - spiega Cavallier - non aiuta a fotografare correttamente un settore che, ricordiamo, ha registrato un inasprimento della burocrazia a carico delle imprese: un eccesso di adempimenti, spesso formali, che non vanno a migliorare nella sostanza il contesto di lavoro, ma si limitano a rendere più difficile fare l'imprenditore". IL TEMA della sicurezza sui posti di lavoro, soprattutto dopo la tragedia che si è consumata alla Tyssen Krupp nel mese dicembre, resta al centro del dibattito anche nel Lecchese, In questi giorni, ad esempio, si era registrata un'altra presa di posizione - quella dell'Unione artigiani che, in sostanza, individuava nella lotta all'abusivismo lo strumento migliore per vincere il problema. "Sono due problemi distinti - afferma Cavallier -. Sul piano dell'immigrazione, riteniamo da sempre che un territorio come il nostro dovrebbe essere in grado di non subire ma gestire i flussi di manodopera provenienti dall'estero, e in modo particolare dai Paesi extracomunitari". "PER QUESTO - aggiunge - ci siamo sempre battuti con il progetto delle reti di accoglienza per aumentare la professionalità di questi lavoratori". I costruttori, insomma, respingono le accuse. "Il tema della sicurezza è altra cosa - spiega il direttore - ma sul quale, va ricordato, da vent'anni abbiamo fatto sforzi. Non va infatti dimenticato come per primi nel nostro settore siano sorti comitati paritetici fra rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori nella vita di cantiere". In questo senso Cavallier cita l'Espe, la scuola dell'ente "in cui abbiamo deciso - spiega - di abbinare formazione e sicurezza, nella consapevolezza che sia necessario educare in modo completo il lavoratore". - -->.

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'Anziani, mancano 700 posti letto Nella Bassa 29mila euro a persona' (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mirandola. Ieri convegno e inaugurazione della nuova sede Cisl 'Anziani, mancano 700 posti letto Nella Bassa 29mila euro a persona' MIRANDOLA. E' stata inaugurata ieri mattina a Mirandola la nuova sede della Cisl, in via Bernardi. L'evento è stato preceduto da un importante convegno, nell'auditorium del castello, durante il quale è stato presentato il primo rapporto sull'equità del welfare modenese. "Un welfare di qualità, ma chiuso e iniquio: chi è fuori e fuori, chi è dentro è dentro". Il giudizio della Cisl arriva dopo gli approfondimenti dell'Osservatorio sull'equità e i risultati della ricerca commissionata alla Aretès. "Emerge che il welfare modenese ha un'elevata qualità e sostenibilità, ma è carente rispetto ai valori di giustizia e comunità - ha detto Francesco Falcone, segretario provinciale della Cisl - Chi ha la fortuna di essere dentro la rete dei servizi è tutelato. Coloro che sono esclusi, invece, faticano a entrare e faticheranno sempre più". Uno dei problemi evidenziati è che mancano 700 posti letto nelle strutture residenziali. "Sono quelli che servono per arrivare a un'offerta complessiva provinciale di 2720 posti letto, che garantirebbero l'obiettivo del 4% degli ultra 75enni concordato tra Regione e parti sociali. Oggi invece - ha denunciato Piero Pifferi, segretario provinciale del sindcato pensionati Fnp-Cisl - si arriva appena al 3%, e nemmeno in tutti i distretti". Per ogni tre posti letto in Rsa e case protette ci sono due anziani assistiti a domicilio o in centro diurno. Il sindacato chiede che il servizio sia potenziato fino ad arrivare al rapporto di uno a uno. Poi sul costo annuale dei servizi - in media circa 25mila euro a persona - la Cisl domanda perchè qualche distretto spenda meno (a Carpi 22.700 euro) e altri di più (a Mirandola 28.300 euro). La discriminante potrebbe risiedere nel rapporto tra ore lavorate nei servizi e quelle relative all'amministrazione: ci sono distretti virtuosi (a Castelfranco 12 ore di pratiche ogni 100 di servizi), altri meno (Mirandola 19 ore di burocrazia). Altro problema è quello dei Servizi di Assistenza Domiciliare, destinati solo all'anziano solo. "Per essere equi dobbiamo calcolare anche il reddito dei figli non conviventi con l'anziano assistito", ha sottolineato Falcone. Al taglio del nastro c'erano anche il presidente della Provincia Emilio Sabattini e il sindaco di Mirandola Luigi Costi. "Aprire una nuova sede è segno di vivacità e dinamismo, di attenzione a lavoratori e pensionati. Un grande incoraggiamento alla partecipazione e alla democrazia" ha dichiarato Costi. (el.pe).

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Ho fatto le paste per Ciampi e Wojtyla (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ho fatto le paste per Ciampi e Wojtyla" Il titolare, esausto per la burocrazia, si dedicherà alla nipote e al nuoto LUCA MAROGNOLI TRENTO. Ennio Bertelli, 65 anni, esce dal laboratorio della pasticceria con il grembiule di plastica indosso. "Erano dieci anni che non facevo più il pasticcere, ma domenica avevo sei dipendenti su otto a casa per malattia e in produzione tre assenti su quattro. Ho perso un po' la mano ma sono ancora bravo a decorare. Schematico però. E' mio fratello che ha il bernoccolo artistico: due segni e la torta è fatta". Bertelli, quando iniziò a fare il pasticcere? "Avevo 14 anni e andavo a scuola: facevo ragioneria. Ho ancora il primo libro mastro e un commercialista, che veniva il mercoledì, mi insegnò a fare la partita doppia. Uno dei miei primi lavori, nel '57, consistette nel portare 3 milioni e 200 mila lire all'Ufficio Ige di via Roma, la vecchia imposta generale delle entrate. Dovevamo pagare una multa che ci fece indebitare per anni". Credevo che mi parlasse di cannoli, invece mi parla solo di carte bollate... "La mia decisione di lasciare è maturata proprio per questo. Quando mi è arrivata la cartella delle tasse. Ma il problema oggi è soprattutto la burocrazia e la fatica che comporta. Per ogni 1.000 euro di imposte che paghi, ne devi aggiungere altri 1.200 di costi amministrativi, fra ragionieri, commercialisti, consulenti del lavoro...". La burocrazia è la goccia, ma suppongo che la scelta di ritirarsi sia stata meditata. "Pensi che avevo già firmato l'opzione per vendere tutto: casa mia, al piano di sopra, e il locale. L'attività l'avrei rottamata perché per venderla paghi di più in tasse. Volevo andare all'estero, perché questo Paese è cotto e senza più stimoli. Sono convinto che succederà qualcosa entro fine anno". Tipo la crisi argentina? "No, tipo '68. La gente è incazzata. Le imprese non hanno i soldi per pagare i salari dei dipendenti, che sono troppo bassi. Questo perché se li cucca tutti l'apparato pubblico". Cosa l'ha spinta a tornare sui suoi passi? "Le lusinghe dei miei clienti, che mi dicevano di non arrendermi. Poi l'amore per il mio lavoro e soprattutto mio fratello Adriano... L'ho visto tristissimo: è l'azienda del papà, mi diceva. Quando morì io avevo solo 23 anni e lui 7 meno di me, tanto che fui nominato suo tutore. Oggi ne ho 65 e alla mia età alla scritta traguardo non sei ancora arrivato ma la fascia in lontananza si vede". E quindi che ha fatto? "Ne abbiamo parlato con il ragazzo che fa il pasticcere. Prenderà in affitto l'attività, con l'attrezzatura e l'avviamento, che è la cosa più importante. E' qui da tre anni, ne ha 28 ed è marchigiano. I trentini non se la sentivano". Crede che ce la potrà fare? "Sarà dura per lui. Un fardello terrificante. A mandare avanti il negozio c'eravamo io, mia moglie, mio fratello Adriano e mio figlio Riccardo. Qui devi lavorare 360 giorni l'anno: il sabato, la domenica e le feste soprattutto. Sarà dura anche perché io sono a casa mia e lui dovrà pagare l'affitto". Ma i margini di guadagno ci sono ancora? "Ci sarebbero. Bisogna vedere se riuscirà a gestirla bene. Sennò venderemo ai cinesi. Pensi che doveva venire una multinazionale dei profumi". Sarebbe l'ennesima. "Sì, la trattativa era a buon punto, poi per una serie di motivi non abbiamo trovato l'accordo. Forse è stata la mano divina, ho pensato. Sono molto umorale. E fatalista". La qualità resterà uguale? "Speriamo. Verranno a mancare due professionisti di primissima grandezza come mio fratello e mio figlio, che ha qualche problema fisico". Come si vede fuori dalla pasticceria? "Farò il nonno, come Prodi. E poi andrò a nuotare, sono stato un dorsista discreto". Cosa le ha dato questo mestiere? "Ho fatto grandi sacrifici e ricevuto grandissime soddisfazioni. Nel 1953 mandammo uno zelten a tutti i deputati di Montecitorio. Ho plichi di biglietti di ringraziamenti: c'è anche quello di Degasperi". I clienti illustri? "Ciampi, quando era ancora ispettore della Banca d'Italia, veniva a Trento ogni due mesi e passava regolarmente. Dieci anni fa da presidente chiese se quella pasticceria c'era ancora. Ma abbiamo preparato anche le torte e la briocherie per papa Wojtyla, quando venne in visita. Ci dissero però che a colazione preferì una mela".

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Bertelli cede l'attività arriva il suo pasticciere (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRENTO. La pasticceria Bertelli ha rischiato di diventare una profumeria. L'ennesima di questo centro storico che di giorno in giorno perde pezzi della sua anima antica per lasciar posto all'omologazione delle grandi catene. La trattativa era a buon punto, ma alla fine non si è raggiunto l'accordo. Ennio Bertelli, 65 anni, che con il fratello Adriano e il figlio Riccardo, porta avanti l'attività che il padre avviò negli anni Venti in via Malpaga, lo ha preso come un segno del destino. Aveva anche pensato di vendere la casa dove vive al piano di sopra, di "rottamare" la licenza (troppo oneroso cederla) e di andare a vivere all'estero: c'era già un preliminare firmato. Ma qualcosa all'ultimo momento lo ha fermato. Forse l'odore e le forme della pasta di lievito, "che è una cosa meravigliosa - dice - come la pelle di una donna", forse la voce dei clienti che lo spronavano a non mollare. La decisione di ritirarsi però era già presa. Irrevocabile: la morsa asfissiante e ormai insopportabile della burocrazia, i problemi fisici del figlio, la convinzione che era giunto il momento di fare il nonno della nipotina Sofia. Da qui l'idea: dare in affitto l'attività al suo giovane pasticciere, un ventottenne marchigiano che lavora in via Oriola da tre anni. Una specie di ultima spiaggia: glielo propongono e lui ci sta. Gli adempimenti burocratici (gli ultimi) per la cessione sono in corso. La pasticceria chiuderà due mesi, alla fine di giugno. In settembre a gestirla non sarà più la famiglia Bertelli.

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Cgil sempre più sindacato di servizio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFERENZA ORGANIZZATIVA Cgil sempre più sindacato di servizio LA SOCIETÀ E IL MONDO DEL LAVORO sono cambiati e cambia pelle anche il sindacato. A 15 anni dall'ultima conferenza organizzativa la Cgil territoriale con oltre 22 mila iscritti, ha ormai un numero di dipendenti pari a un comune di dimensioni medie. Non ci sono solo sindacalisti, ma, più della metà degli addetti si occupano della burocrazia che assale cittadini più indifesi e pensionati. Per non parlareì del periodo caldo delle denunce dei redditi. Si è passati dal sindacato di tutela ad un sindacato di servizio che intende decentrare competenze sul territorio. Infatti le grandi aziende hanno lasciato il posto a realtà più ridotte circondate da decine di micro-imprese "satellite" con 2 o 3 dipendenti. Mauro Romeri e la segreteria Cgil composta da Giocondo Cerri e da Walter Rossi hanno presentato ieri le fasi della conferenza organizzativa prevista in provincia il 7 marzo con gli appuntamenti successivi a livello regionale in aprile e a Roma in maggio. P.D. - -->.

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I meriti di Ferrara (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

I meriti di Ferrara e le logiche umane Ho notato che qualche opinionista o editorialista accusa Ferrara di aver detto che le donne che abortiscono sono delle assassine. Debbo dire che questo è un tradimento della verità, perché Ferrara ha espresso un giudizio sull'atto (la soppressione di una vita), non sulla persona che lo compie. Assassinio o soppressione sono un po' come i due termini che si usano per definire chi non vede: cieco o non vedente. Non si può quindi andare alle conseguenze di quella affermazione, facendo dire a Ferrara quello che non ha detto. Quasi tutti dicono che l'aborto è un dramma, e questo è vero. Ma chi sono gli "attori" in questo dramma? Sono la donna, il bambino e noi tutti. La donna, spesso lasciata sola da una società indifferente (a parte il Movimento per la vita); lasciata sola da uomini che hanno dato il loro contributo perché avvenga il concepimento, per i quali è molto utile lo slogan che dice "l'utero è mio e me lo gestisco io". Ma vi sono anche degli uomini che vorrebbero dire la loro e non possono, sempre a causa di quello slogan. L'unica vittima innocente in questo dramma è però il bambino. Mi pare che il merito di Ferrara sia stato quello di mettere tutti noi - non solo le donne - di fronte a questo dramma, che si ripete circa 130 mila volte all'anno nella sola Italia. Mi viene spontaneo, guardando ai nostri mali, pensare al dramma che coinvolse un "povero Cristo" 2000 anni fa. Anche in quel dramma le nostre povere logiche umane fecero si che si condannasse un Innocente. Il potere politico, rappresentato da Pilato, vide che in Lui non c'era colpa tale da meritare la morte, ma, sottostando alla logica di potere, minacciata da una maggioranza urlante e condizionata dai poteri forti, se ne lavò le mani. Fatta salva la verità dell'atto drammatico in sé, possiamo quindi dire che tutti siamo più o meno colpevoli del male. Siamo colpevoli quando non diciamo la verità, quando la deformiamo per scopi ideologici. Siamo colpevoli - anche come mass media - quando diffondiamo solo il male e non sappiamo proporre il bene e i valori. Claudio Forti MATTARELLO Quelle note volgari durante il Carnevale Anche quest'anno sul bellissimo altipiano di Lavarone, conosciuto per la prestigiosa presenza di Sigmund Freud, è arrivato il carnevale. Peccato che, in questa atmosfera invernale, immersi nella natura innevata, i nostri bambini, partecipando alla festa di carnevale organizzata nel piazzale delle scuole elementari di Lavarone Cappella, abbiano dovuto subirsi le inaudite volgarità di un cd dei famosi Articolo Trentino che facevano vergognare chi ai propri figli cerca di dare il buon esempio. Due genitori in vacanza sull'altipiano che insieme ai loro bambini credono ancora nella bellezza dei colori di arlecchino. Lettera firmata Noi siamo solidali con il dottor Chistè Stupiscono e allarmano alcune dichiarazioni uscite recentemente sulla stampa locale ("Trentino", giovedì 31 gennaio 2008) a proposito dell'operato della Soprintendenza per i beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento e in modo particolare del suo ex dirigente dottor Pasquale Chistè. Stupisce e allarma leggere che il personale interno avrebbe potuto svolgere l'inventariazione di oltre 300 fondi archivistici dislocati e"dispersi" su tutto il territorio provinciale, che avrebbe potuto catalogare le oltre 200.000 edizioni antiche possedute dalle biblioteche trentine o i codici medievali, che avrebbe potuto sistemare e restaurare centinaia di volumi, antichi documenti e pergamene. Ci meraviglia che "riordinare e archiviare [sic] i documenti" non presenti "alcuna difficoltà", come sembra suggerire la Procura della Corte dei conti, e ci chiediamo a che servano la conoscenza del latino e del tedesco, la paleografia e i corsi di archivistica che vengono richiesti al personale che su questi fondi si trova a operare. Stupisce e allarma ancora di più se questo si legge in un articolo dal titolo "consulenze inutili" in cui si intervistano esperti del mondo del lavoro che avvallano e sottoscrivono certe affermazioni. Se il Trentino può vantare una situazione di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio librario e archivistico che ci viene invidiata anche dalle realtà di punta italiane (Toscana e Lombardia in primis) lo dobbiamo proprio a queste "consulenze inutili" e alla passione con la quale il dottor Chistè ha portato avanti con tenacia e determinazione un progetto di mappatura e conoscenza del patrimonio culturale locale. Ma stupisce e allarma anche il silenzio con il quale sono state accolte certe affermazioni. Possibile che studiosi, storici e semplici appassionati, utenti di quegli archivi riordinati, inventariati e messi a disposizioni di tutti, proprio per mezzo delle "consulenze inutili" non abbiano niente da dire a questo proposito? Non ci resta che concludere che mala tempora currunt, facendo i migliori auguri al dottor Chistè e ribadendogli la stima e solidarietà. Milena Bassoli Mauro Hausbergher TRENTO C'è bisogno di una politica che pensi ai cittadini Auspico una campagna elettorale vivace, educata, intelligente, rispettosa e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli e bisognosi; che discuta dei grandi temi irrisolti in Italia: la difesa della Costituzione, una nuova legge elettorale, il conflitto d'interessi, la troppa burocrazia, la mafia, l'evasione fiscale, l'economia, il rispetto dell'ambiente, i diritti civili, il costo della vita, i salari troppo bassi. Spero sia fatta in mezzo e con le persone da ascoltare, specialmente i più bisognosi, gli operai e i pensionati, gli ammalati e gli anziani in genere. L'ultimo governo qualcosa ha fatto, ma è stato troppo poco e quasi insignificante, bisogna coinvolgere di più anche i giovani ed elaborare con loro progetti che li riguardano, l'educazione alla legalità, alla sicurezza stradale, il miglioramento dell'istruzione, i servizi sociali, nuovi luoghi di aggregazione. Da subito il governo ancora in carica dovrebbe poi approvare gli iltimi decreti in ballo per aumentare i salari, diminuire le tasse, migliorare la gestione della cosa pubblica, per far sì che la politica non sia un costo ma una risorsa. C'è bisogno di una politica alta, vera, onesta e trasparente, priva d'interessi personali, che sia al servizio dei cittadini, degli interessi generali e del bene comune, con l'obiettivo di arrivare ad una società più equa e giusta, piena di diritti e di valori veri per tutti. Bernardo Tardocchi ROVERETO AI LETTORI Siate brevi. La concisione garantirà una pubblicazione integrale e tempestiva delle vostre lettere, che devono essere firmate e contenere l'indirizzo del mittente, anche via e-mail. Non saranno pubblicate lettere anonime.

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Ora si punta tutto sulla Bioedilizia (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'obiettivo è raggiungere i 20mila visitatori dello scorso anno LONGARONE. Bioedilizia, specializzazione delle piccole imprese, ripresa degli investimenti degli enti pubblici e fine dell'"ambientalismo del non fare". Sono queste le linee guida per il futuro dell'edilizia bellunese ma non solo, così come prospettate durante i discorsi d'apertura della terza Costruire, la fiera longaronese dedicata al mattone. Fiera che ha concentrato nei suoi 17 mila metri quadrati di spazio espositivo 296 marchi aziendali, il 22% in più rispetto al 2007. "L'edilizia sarà uno dei temi trainanti dell'economia del prossimo futuro", ha detto l'assessore regionale Massimo Giorgetti inaugurando l'evento. Il presidente Giovanni De Lorenzi ha aperto gli interventi presentando i numeri di questa edizione. L'obiettivo è confermare i 20 mila visitatori della passata edizione. Una cinquantina le nuove aziende che hanno scelto la vetrina longaronese, provenienti dal Triveneto e anche dall'Austria. Il sindaco di Longarone Pierluigi De Cesero ha posto un punto di domanda sul successo della fiera. "Perché tanto successo nonostante l'edilizia non passi certo un momento felice? Perché chi si occupa di edilizia non si arrende di fronte alle diffcoltà", ha risposto. "Uno dei problemi più gravi nel settore è il rallentamento dei lavori pubblici causato dall'eccessiva burocrazia e dalla mancanza di risorse", ha aggiunto, "ci vuole un rilancio del pubblico, non bisogna dire di no a tutte le opere come l'autostrada e la Tav. L'altra frontiera importante per il futuro è la bioedilizia". "Dobbiamo opporci all'ambientalismo del non fare", ha aggiunto la vicepresidente della Provincia di Belluno Claudia Bettiol, "la tutela dell'ambiente deve essere compatibile con le esigenze dello sviluppo". Bettiol ha anche collegato l'evento longaronese, in cui il legno è protagonista, con l'anno internazionale del design. Giorgetti ha concluso la cerimonia di apertura rilevando come "l'edilizia privata ha trascinato il settore negli ultimi anni" e ricordando gli interventi della Regione Veneto in materia: legge sulla bioedilizia e "pacchetto casa con i vincoli del risparmio energetico per le nuove edificazioni". A margine dell'apertura la consegna del secondo Premio Longarone Fiere a Paolo Terribile, industriale bellunese che ha portato avanti attività di vario genere, all'alimentare al metalmeccanico, presidente della Camera di commercio e della Federazione dei Distretti. "Sono in imbarazzo perché credo che in questa provincia ci siano ben altre capacità imprenditoriali", ha detto Terribile ricevendo il riconoscimento. "In questi ultimi decenni", ha aggiunto, "la nostra provincia è cambiata radicalmente e Longarone Fiere fa da vetrina del territorio". Enrico Costa.

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PALERMO - Una parte del tesoro dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALERMO ? Una parte del "tesoro" dei boss mafiosi Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo (circa 150 milioni di euro tra aziende edili, ville, complessi turistici a San Vito Lo Capo e cave) è stato sequestrato dalla polizia di Palermo. Il malloppo era intestato ad alcuni prestanome, tra i quali Andrea Impastato, 60 anni, già arrestato nel 2002 per associazione mafiosa. Al "tesoro" dei boss si è arrivati in seguito alle indagini su Pino Lipari, considerato il cassiere di Provenzano. Ma sui sequestri esplode già la polemica. I magistrati, infatti, denunciano che da due mesi il ministero della Giustizia ha sospeso le password che consentivano alla procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti correnti e la disponibilità di auto. "Noi combattiamo la mafia ? dicono i magistrati ? e invece la burocrazia ci frena". - -->.

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La libertà non ha colori (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La libertà non ha colori ...neanche a Costalta DI FIDEL Castro e Ernesto Guevara io, comunista, invidio la rivoluzione, il credo in un ideale, la voglia di lottare per la libertà di Cuba e dei cubani. Che poi questo sogno si sia via via dissolto, e Cuba si sia trasformata in una dittatura repressiva è evidente agli occhi di tutti. In Italia, i nostri nonni, i nostri partigiani, ci hanno consegnato uno stato libero e democratico. Ottenuto ciò ci siamo un po' seduti sugli allori, dando la possibilità a qualche piccolo "tiranno di quartiere" di alzare le testa. Un esempio di "degrado democratico" lo abbiamo a Costalta piccola frazione del piccolo comune di San Pietro. Qui il "tiranno", salito al potere qualche anno fa, si diletta da tempo nel sopprimere, nel limite della legalità, questa frazione a lui avversa. Tra le sue opere può vantare la chiusura dell'asilo, delle scuole elementari, del centro sportivo, ed ora, per finire, la ceda del comitato, pericoloso luogo di aggregazione di oppositori politici. Insomma, se una volta gli oppositori venivano mandati al confino, ora, togliendogli il poco che hanno, un po' alla volta, e senza violenza, si riesce ad ottenere una migrazione spontanea di esseri indesiderati. La ceda del comitato si trova (o trovava) al piano terra della canonica, e lo sfratto è stato possibile grazie all'assenso della curia bellunese, il cui capo, Giuseppe Andrich, forse troppo preso dall'agiata vita che il potere garantisce, non si è nemmeno degnato di rispondere alle numerose lettere dei parrocchiani, evidentemente utili solo nel momento in cui elargiscono offerte, necessarie al mantenimento dell'oneroso stile di vita dei rappresentanti ecclesiastici. Per sostenere la "rivoluzione costaltese", all'indirizzo e-mail costaltalibera@libero.it sono ormai decine i messaggi di solidarietà giunti da tutta Italia, e da esponenti politici di idee trasversali, come dimostrano le lettere del compagno Ezio Lise e di Paolo Bampo che comunista sicuramente non lo è. Tutti uniti quindi perche la libertà non ha colori politici, ed è un diritto. Anche per Costalta. Daniele Zandonella COSTALTA L'Italia dei carrozzoni e l'acqua "salata" QUASI, quasi sembra d'essere a Zelig, in quel "format" televisivo zampillante di boutade e gag assortiti, dove l'immagine di un'Italia "cicalina", tartagliante, surreale, a volte con il cuore in gola, viene inesorabilmente messa a nudo. L'Italia di Zelig, volente o nolente, rispecchia l'Italia del Cadore e del Bellunese. Ma quassù, dove tutto dovrebbe (in apparenza) scorrere limpido come l'acqua per l'integrità morale della gente, c'è poco da ridere. Già, l'acqua. Bene prezioso, capitale. Ma da prendere con le dovute precauzioni. In dosi omeopatiche. Con le pinze, insomma. L'acqua procura benefici all'organismo, ma a volte può innescare effetti collaterali pesanti, in grado di alterare le vie biliari (e non solo quelle) quando i "canoni" da versare fanno a pugno con l'irrazionalità, e stenderebbero - per la loro entità - persino un bue. E se nell'Agordino la fronda per le bollette "gonfiate" si sta allargando a macchia di leopardo, gli spifferi della protesta sui servizi tutt'altro che "low cost" dell'ente erogatore sulle tariffe domestiche attinenti i prelievi dell'anno 2006, soffiano con inusitata intensità nel Cadore Centrale. Mai come negli ultimi periodi l'acqua ha rivelato un elevato coefficiente di acido: è talmente "piccante" da... evocare il sale inglese, quel solfato di magnesio, usato come purgante. Solo che, nella fattispecie, la "decantazione" va direttamente a ripulire il portafoglio. A mio padre, passato da un anno a miglior vita, il Bim ha elaborato una fatturazione "cosmica" corrispondente a 2.059,06 euro. Che non sono proprio bruscolini. Ed allora non è affatto da biasimare se qualcuno, con le tasche "d'importazione genevose", d'estate - è accaduto di recente - di prima mattina, al riparo da occhi indiscreti, possa servirsi di qualche fontanina comunale per... detergersi. Amenità a prescindere, i duemila passa euro conteggiati nell'arco di tempo tra il dieci agosto 2005 ed il trentun dicembre 2006 "parlano" di un consumo di 1.435 mc. V'è da rimaner basiti. Delle due, l'una. O al Bim hanno preso fischi per fiaschi (e non sarebbe la prima volta!) oppure lo stesso bacino imbrifero conserva poteri prodigiosi, in grado di convertire una modesta abitazione di montagna (con tre inquilini) in una caserma di alpini, o volendo in una piscina. Cose turche. Che non stanno, né in cielo, né in terra. Eppure lo scorso anno l'acqua era più che "tollerabile": 50,45 euro per un consumo di 56 metri cubi in bolletta. Un tempo - Vigo si puntellava sull'azienda elettrica municipalizzata: pur tra qualche "neo" sono in diversi ora a rimpiangerla (non foss'altro per le tariffe congrue!). Siamo purtroppo alle solite. L'Italia perde il pelo, ma non il vizio. Il vizio è quello dei "carrozzoni". Ardui da sradicare. Giuseppe Da Sacco PELOS DI CADORE L'elettroshock è solo una tortura EGREGIO direttore, alcuni giorni fa su Radio24 ho ascoltato un'intervista a uno psichiatra a proposito dell'elettroshock. In un primo tempo ho pensato ad una burla (la parodia di qualche film), poi rendendomi conto che non si trattava di uno scherzo, ho continuato ad ascoltare con maggiore attenzione. La mia prima reazione è stata d'incredulità, perché ingenuamente supponevo che questa pratica (come cura) fosse stata abolita da tempo e collocata nell'ambito che gli é consono: quello delle torture! Sì...perché di vera tortura si tratta! Come si può pensare da esseri civili che l'infliggere dolore ad una persona possa essergli in qualche modo d'aiuto? Certo il professore ha cercato di addolcire la pillola, asserendo che la colpa della pessima fama di questa "cura" risiede nel nome e nella famosa pellicola "Qualcuno volò sul nido del cuculo". Siamo seri! Non si può scherzare con la vita umana e soprattutto con la mente. E' come cercare di aggiustare un orologio usando un martello! Non credo che il risultato sia del tutto soddisfacente. In ultima analisi ritengo che le parole del medico siano un insulto al buon senso ed un invito ad utilizzare metodi che dovrebbero essere banditi per sempre e lasciare il posto ad altri più umani e dai risultati più prevedibili e non devastanti. Il succitato professore ha presentato l'Ect come una pratica innocua e priva di effetti collaterali, comparandola addirittura all'aspirina. E' una bugia colossale! Chiunque abbia avuto occasione di conoscere qualcuno che sia stato trattato in tal modo, se ne potrà rendere conto immediatamente. Vorrei fare un ulteriore appunto: essendo uno scrittore appassionato ovviamente del mondo letterario, mi è ben nota la triste vicenda del premio Nobel Ernest Hemingway, la cui vita, nonché la sua abilità artistica, sono state distrutte dalla stessa metodologia brutale. Possibile che nel 2008, ad una scienza che in alcuni settori ha conseguito risultati preziosi, si contrapponga nello specifico un approccio alla salute mentale assolutamente barbaro ed inappropriato? Queste cure, secondo il mio parere, sono autentiche mine vaganti e altrettanto lo sono quei personaggi che con le loro parole prospettano un ritorno a metodi medioevali che nulla hanno di scientifico. Lettera firmata Mancavano solo i Radicali nel nuovo Pd DOPO l'Italia dei valori di Di Pietro, che con il governo Prodi più di una volta votarono con Berlusconi contro il loro governo, ora fanno parte del partito democratico di Veltroni anche i radicali, che nel precedente governo Berlusconi ne facevano parte. Finalmente un po' di chiarezza. Un po' di coerenza non guasta mai. Dopo aver silurato Prodi con continui ammiccamenti con Silvio Berlusconi, Veltroni è riuscito a mettere insieme chi più osteggiava Prodi. Manca purtroppo il povero Mastella, che avrebbe certamente potuto contribuire alla rinascita di questo paese all'interno del Partito democratico. Dimenticavo Montezemolo: anche lui condivide profondamente il programma del Pd, un programma per il popolo, un programma per i precari, un programma per chi non arriva alla fine del mese con il proprio salario, un programma che piace tanto agli industriali e a chi tanto tanto più del normale cittadino. Dopo il grande illusionista Berlusconi ecco al centro un altrettanto tavoliere. Diego De Toffol BELLUNO Scegliete i candidati nei campus di Rebibbia MI SEMBRAVA che la proposta dell'onorevole Fini, sostenuta dall'onorevole Maroni (ma questo vale anche per il Pd di Veltroni) fosse ovvia: non candidare persone condannate per un certo tipo di reati. Ma la risposta dell'onorevole Cicchito lascia basiti: "Ho grandi dubbi a lasciare che siano le procure a scegliere i candidati". A questo punto perché non scegliere i migliori candidati nei "campus universitari" di Rebibbia, Regina Caeli, San Vittore e dell'Ucciardone? Magari anche passando per Aversa, dove qualche "beautiful mind" si troverebbe senz'altro. Giampietro Fant LIMANA Lo sport è visibile ma solo grazie alla Rai CAPEZZONE l'ex parlamentare del partito "La Rosa nel Pugno" ora si è specializzato in commenti calcistici, frequentando il noto "Processo di Biscardi". Ebbene l'ultima sua apparizione l'ha dedicata in gran parte nel criticare l'operato della Rai, asserendo che non dedica spazio sufficiente per le trasmissioni sportive, ai suoi abbonati. Probabilmente si sta confondendo (e peggio sta deligittimando oltre misura i demeriti della Tv di Stato) in quanto, se fosse documentato, proprio il calcio (che ora tanto ama) se non fosse per la Rai (vedi per esempio la Champions League e la Nazionale) nessuno lo potrebbe seguire; è vero, si potrebbe ovviare con Mediaset, ma a pagamento (poi facciamo i conti a fine anno quanti abbonamenti Rai ci starebbero nel computo locale). Inoltre, direi all'ex parlamentare che lo sport non è fatto di solo calcio, e per questi altri ancora con la Rai da qualche tempo siamo ben forniti (se fosse per Mediaset sarebbe da rivolgersi a "Chi l'ha visto"). Caro Capezzone quanto da lei dichiarato probabilmente è cosa vecchia di almeno un "decennio". Cordiali saluti. Luigi Palman BELLUNO Non si giudica senza conoscere APPROVO e apprezzo la risposta del signor Bruno Gorza, in merito alla mia lettera sulle "scoaze". Infatti ha ragione che tramite stampa non ho dato soluzioni, ma assicuro il signor Gorza che in commissione "scoaze", ho illustrato molto bene il mio punto di vista per la risoluzione del problema, visto che io in Algeria ho avviato una discarica senza emissioni di qualsiasi gas o percolato da smaltire e soprattutto senza costi di "post mortem" della discarica. Ti assicuro caro Gorza che gli algerini ancora mi ringraziano. So pure che dovrò combattere perché non si faccia un termovalorizzatore in Valbelluna, dove le tantissime giornate di inversione termica bloccano il ricambio d'aria. Mi scontrai molto di brutto con l'ex sindaco Bortoluzzi sul tema inceneritori, mi dette ragione, però solo dopo cattivi eventi alla sua persona: ecco perché a volte dico che non si può tradurre tutto in denaro o vantaggio economico "sulla pelle di tutti". Mi dispiace il tuo sarcasmo nei miei confronti sul presunto mio attaccamento alla "carega", avrei potuto fare l'assessore con le deleghe agricoltura e ambiente, cose che mi appartengono come esperienza, ma odio la burocrazia e il 90% in questo ambiente è burocrazia. E poi, in quanto ai rospi che dovrei inghiottire, si vede che non hai mai partecipato ad un consiglio comunale. Ti saresti accorto che molte, anzi moltissime volte voto da solo contro tutti e parlo sia di maggioranza che di opposizione. Io il servo politico non l'ho mai fatto, lo dimostra la mia sospensione dal mio movimento, perché considerato poco gestibile; pensa te se può essere un sindaco o un presidente a tapparmi la bocca. 1) Quanto al tuo chiamarmi "signor Silvano", è una tua scelta che non contesto, il nome "Orso Grigio" l'ho adottato per un mio grosso problema "logopedico", ovvero sono balbuzziente e cominciare con qualsiasi consonante mi incespica il parlare. E visto che orso grigio comincia con una vocale, mi trovo a mio agio nel presentarmi. 2) Probabilmente avrai ragione che avrò la forma, ma poca sostanza; non sono l'essere perfetto, né di corpo né di anima, sono un normale essere umano che si trova meglio con la tuta da lavoro, piuttosto che in abiti "civili". Mi hai mai visto forse con la cravatta? In quanto all'eventualità del taglio dei miei capelli e della barba ti dico: "Vedi caro Gorza Bruno, qualche anno fa un pittore "pazzo", mi fece un ritratto dove appaio con metà faccia senza barba e capelli corti e l'altra metà con barba e capelli lunghi, quando me lo diede disse questa frase: "Non è importante come ti vedi o come ti vedranno, si terrà conto di quello che uscirà dalla tua bocca e visto che balbetti, dalla tua penna". E poi probabilmente avrai ragione tu Gorza in tutto quello che hai detto, ma è certo che da parte mia faccio del mio meglio per "evidenziare" i problemi e cercare di "risolverli". Vienimi a trovare durante un consiglio comunale e capirai molte cose. Giudicare senza conoscere non ti dà il passaporto per ostentare intelligenza. Orso Grigio SOIS.

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Dirigenti, riforma in panne (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali Numero 045, pag. 21 del 22/2/2008 Autore: Antonio Zucaro vicepresidente operativo Cida Visualizza la pagina in PDF       L'Intervento Dirigenti, riforma in panne Il naufragio del governo Prodi e della XV legislatura porta con sé anche l' affondamento di un progetto di riforma della dirigenza pubblica del ministro Nicolais. Resta ancora insoluto, perciò, il nodo dei rapporti tra politica e burocrazia, uno dei più stretti, aggrovigliati e unti del nostro sistema istituzionale. La questione viene così consegnata alle ambizioni riformatrici della prossima legislatura, alle quali conviene segnalare se non altro i punti chiave già individuati dal progetto Nicolais. L' attribuzione degli incarichi, in primo luogo: il progetto abbozza una procedura di comparazione tra le caratteristiche del posto da ricoprire e i connotati professionali dei diversi aspiranti, i cui esiti vengano resi pubblici. Ciò, anche per gli incarichi di direzione generale, al posto della discrezionalità "politica" che oggi regna sovrana. (E, forse, è questa la prima ragione dell' insabbiamento_.) La responsabilità, ovvero la rimozione dall'incarico e, per i casi più gravi, dall'impiego. La norma precedente, confusa e praticamente inapplicata, viene riscritta precisando fattispecie e sanzioni collegate. I doveri, non in termini generici ed astratti, ma attraverso codici etici specifici, diversi per ogni amministrazione, perché diverse sono le funzioni. E se la singola amministrazione non provvede, il codice specifico viene emanato dalla presidenza del consiglio. I poteri, di organizzazione interna dell'ufficio, su strutture, procedure, distribuzione e impiego delle risorse umane. Inoltre, di utilizzo pieno, o comunque meno vincolato, delle risorse finanziarie a disposizione sui diversi capitoli di Bilancio. Avvicinandosi, così, al modello privatistico anche su questo versante, decisivo per il buon andamento delle amministrazioni. Resta, nel progetto, un buco, rappresentato dalla mancata regolazione dei quadri, categoria che della dirigenza costituisce il primo, naturale serbatoio e senza l'apporto della quale nessuna dirigenza potrà mai dirigere nulla. Qui, è pesato il niet dei sindacati del personale, che mal tollerano gerarchie e soprattutto hanno consolidato l'utilizzo delle fasce più alte dell'inquadramento professionale per garantire promozioni di massa all'insieme dei dipendenti. In questa situazione di confusione generale resta chiaro e fermo l'impegno della Cida e della sua Federazione della Funzione pubblica a riproporre questo tema complessivo, le singole questioni e le ipotesi di soluzione alle maggiori forze politiche oggi in campagna elettorale, e poi al nuovo parlamento.

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Bellini, da lima è partita la sfida all'oceano pacifico (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un anno a remi fino a Sydney Bellini, da Lima è partita la sfida all'oceano Pacifico L'IMPRESA TRIESTE Ha preso il largo dalla costa di Lima (Perù) ieri alle 20.40 (ora italiana) Alex Bellini, il rematore solitario che nella sua nuova sfida punta ad attraversare a remi l'intero oceano Pacifico, fino a Sydney, dove arriverà tra poco meno di un anno. Nato ad Aprica, in provincia di Sondrio, Bellini vive a Visogliano da qualche mese, dopo essersi sposato con una triestina. Diecimila miglia di navigazione all'altezza dell'Equatore, il passaggio in alcune zone di mare particolarmente pericolose, alla velocità media di due nodi (4 km all'ora), nessun supporto a mare se non la forza dei suoi muscoli per remare e i pannelli solari Nrg Sunrise ad alta tecnologia per far funzionare la strumentazione elettronica: questi i dettagli della sfida, un elogio alla lentezza, un'impresa estremamente complicata, sia per l'impegno e lo sforzo fisico, sia per l'aspetto psicologico: Alex sarà infatti completamente solo, e non riceverà alcun sostegno via mare. Bellini non è nuovo a queste sfide: dopo aver attraversato per due volte l'Alaska a piedi, e partecipato alla Maratona delle sabbie, nel deserto del Sahara, nel 2005 è stato il primo sportivo ad attraversare in solitario a remi il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, per un totale di seimila miglia di navigazione da Genova a Fortaleza in Brasile. Lentamente, Alex Bellini ha preso il largo ieri dalla costa peruviana, salutato da moltissime persone che hanno seguito la sua impresa dal Perù, incontrate mentre risolveva problemi relativi allo sdoganamento dell'attrezzatura, durato oltre un mese. "È arrivato il momento - ha detto Alex - dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. È difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Francesca Capodanno.

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PALERMO - Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il <tesoretto> dei boss Bernardo Provenzano e (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALERMO - Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo PALERMO - Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato oggi dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddù, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe Pino Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della Giustizia - afferma - ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Scarpinato lancia l'allarme a margine della conferenza stampa sul sequestro dei beni. Il magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo - aggiunge - le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia". 22/02/2008.

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Sequestrato il 'tesoretto' dei superboss (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Venerdì 22 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Lotta alla mafia. Ville, una cava, complessi industriali, conti correnti. Il procuratore Scarpinato: la burocrazia ci ostacola Sequestrato il 'tesoretto' dei superboss Un patrimonio di oltre 150 milioni intestati a prestanome di Provenzano e Lo Piccolo di Luca Schiavone PALERMO ? Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il ''tesoretto' dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L''uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe Pino Lipari, il cassiere di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della Giustizia ? afferma ? ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Scarpinato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo ? aggiunge ? le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".

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Ospedale, così non va (sezione: Burocrazia)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

DESENZANO /1. L'incontro tra i nuovi dirigenti e primari ha riportato sul tavolo le vecchie lacune del "Montecroce" "Ospedale, così non va" di Maurizio Toscano Carenza di personale, soprattutto di quello medico; superamento di alcuni problemi interni al reparto di chirurgia; studio particolareggiato della convenzione tra ospedale e futuro centro oncologico "Laudato sì" di Rivoltella per l'accreditamento di posti letto; proposta di elevare il nuovo corpo di fabbricato fino al 5° piano; l'istituzione del Reparto di emodinamica. Sono i problemi finiti sul tappeto nell'incontro tra primari dell'ospedale Montecroce di Desenzano e la direzione, che nella circostanza, era rappresentata dai suoi massimi vertici: il direttore generale Mara Azzi con i suoi più stretti collaboratori Giorgio Barbaglio e Adriano Vaini, quindi il direttore di presidio Gianpaolo Bragantini e il responsabile medico Lucio Dalfini. Che l'ospedale gardesano si trovi alle prese con questi problemi da parecchi anni non rappresenta certo una novità. Solo che si trascinano da troppo tempo e rischiano ora di incancrenirsi. Una prima avvisaglia c'era stata nello scorso ottobre quando quasi sessanta medici del Montecroce denunciarono apertamente una pesante situazione (carenza di organici, eccesso di burocrazia, progressivo spostamento di personale dal comparto sanitario a quello amministrativo). Nei giorni scorsi, Mara Azzi ha incontrato i primari dei reparti che hanno colto l'occasione per illustrare le principali criticità dal loro punto di vista. Il Pronto soccorso, è stato detto, è ancora privo di un primario e andrebbe potenziato. Si registra poi una carenza di personale medico, perché sono sempre di più quelli assunti a contratto o in condizioni di precariato: questo vuol dire impoverire le professionalità di un reparto e rendere sempre più difficile l'attività del primario. E ancora, per un ospedale per acuti qual è il Montecroce è ormai improrogabile, hanno detto ancora i primari, l'apertura del reparto di Emodinamica che si occupa della diagnosi, mediante coronografia e angioplastica coronarica, delle cardiopatie ischemiche nelle sue varie manifestazioni cliniche (angina pectoris, infarto miocardio acuto, ecc.). Dunque, una persona colpita da una forma acuta di infarto deve per forza essere trasferita ad altro ospedale nel caso non esistesse, come al Montecroce, questo importante servizio. Mara Azzi, concludendo la riunione, si è impegnata a risolvere i problemi, assicurando una cadenza periodica degli incontri con i medici.[\FIRMA].

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Sicurezza veronese nel tunnel di Manhattan (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

AZIENDE. La società di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River Sicurezza "veronese" nel tunnel di Manhattan "Gli Stati Uniti? Un mercato ricco, che offre molte opportunità e può dare grandi soddisfazioni alle nostre aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è difficile avvicinarsi. Chi ci scommette e gioca secondo le regole e la competenza guadagna bene, ma chi prova a esportare i nostri vizi, prende sotto gamba le norme e lavora in modo approssimativo può farsi molto male". Gino Zampieri, ingegnere veronese e presidente della società di consulenza Ac&E srl (con un valore della produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il sistema produttivo degli Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire, visto che parte del suo tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di Manhattan, con il collega Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere un'azienda italiana impegnata nello scavo dei tunnel per il passante ferroviario che collegherà il quartiere di Queens con la Grand Central Station. Un'opera colossale, con un percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale transiteranno 200 mila persone al giorno, che costerà oltre 7 miliardi di dollari e non sarà completata prima del 2014. Ma anche una sfida per i contractors, che hanno dovuto mettere a punto macchine speciali, in grado di perforare (per un diametro di 7 metri) una delle rocce più antiche e resistenti del mondo, passando sotto l'East River. La società veronese è coinvolta nel progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana che ha adattato allo scopo e sta utilizzando una enorme "talpe". Ma la partnership nei controlli tecnologici è solo uno dei campi nei quali è attiva Ac.&E: la società veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di undici ingegneri, si occupa anche di formazione per la sicurezza, di risk assessment, della gestione di delicate campagne di recall (quando occorre "richiamare" i prodotti difettosi) e di certificazione per i mercati nordamericani e la Russia, oltre naturalmente a quelli europei. Ac.&E infatti certifica oltre il 60% delle macchine italiane destinate agli Stati Uniti. Uno dei campi più complessi è il rapporto tra le normative europee e quelle americane, perché spesso nascono contrasti tra committenti, fornitori e autorità di controllo. "Oltre Atlantico è necessario rispettare norme non solo strette, ma anche basate su precise metodologie di applicazione", sottolinea Zampieri. "Ciò forse comporta più rigidità, ma anche meno discrezionalità: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric. "Operiamo in un settore di nicchia sia nella certificazione che nei controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice Zampieri, che è anche incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla sicurezza delle macchine. "Stiamo sperimentando anche campi innovativi, verificando ad esempio che ormai nella fase di due diligence per le acquisizioni di aziende il risk assessment è un fattore strategico, tanto quanto la valutazione finanziaria". Confini aperti per le aziende italiane negli Stati Uniti, dunque, a patto di stare alle regole. "Sì, ma con una necessaria precisazione: dopo l'11 settembre l'approccio è cambiato, c'è una maggiore chiusura anche psicologica e le autorità verificano tutto, compresi macchinari e produttori. Quindi oggi un imprenditore deve tenere sempre più conto dei fattori normativi, arrivando a certificare l'intero stabilimento di produzione per acquisire più credibilità. Credo che il made in Italy non abbia nulla da invidiare agli americani per fantasia e tecnologia - conclude Zampieri - ma ancora molto da imparare come metodo".

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Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRASPORTI. Il Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del Veneto meridionale Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo di Francesco Arioli Verona attiva la sua base logistica in Polesine: entro fine marzo - una volta che i funzionari comunali avranno concesso l'agibilità - sarà infatti pienamente operativa la piattaforma realizzata dal Consorzio Zai all'Interporto di Rovigo, settemila metri quadrati di struttura multifunzionale destinata soprattutto a corrieri e spedizionieri che, stando al direttore del consorzio, Raffaele Frigo, "rappresenteranno una grande opportunità per far crescere il traffico fluviale". L'annuncio è stato formalizzato l'altra sera al Quadrante Europa, nel corso di un convegno sulle potenzialità di investimento e di sviluppo nel Veneto meridionale in ambito logistico, ma anche produttivo e commerciale. Un'occasione che è servita al direttore dell'interporto rodigino, Erasmo Bordin, per aggiornare gli operatori sulla crescita del polo di scambio e sui margini di incremento di traffico della rete idroviaria padana (812 chilometri che collegano Cremona e Mantova a Ferrara e più a nord, tramite il Sile, il Brenta e il Livenza, fino a Padova, Treviso e Udine). Una rete che, "con modesti interventi di adeguamento", ha rivelato Bordin, trasporterà merci fino al lago di Garda seguendo il corso del Mincio. Bordin ha poi riferito del progetto, messo a punto dall'Università di Genova, per la realizzazione di un'imbarcazione "misurata" sulle caratteristiche dei corsi d'acqua delle idrovie padane. Ebbene, alla luce dei parametri di larghezza, profondità e caratteristiche della rete, le dimensioni massime della nave fluvio-marittima sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e mezzo di larghezza, 1.800 tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a 2,80 metri. E il Consorzio Zai (che detiene una quota di partecipazione dell'Interporto di Rovigo vicina al 7%) era evidentemente ben consapevole delle potenzialità di sviluppo dei trasporti via acqua quando, circa due anni fa, decise di investire sulla neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e costata una cifra vicina ai quattro milioni di euro "compreso il costo del terreno". L'iniziativa, ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine dell'evento, "non è legata esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto degli spazi da concessionare, quanto al coinvolgimento degli operatori logistici" e "all'incentivazione del traffico via acqua". Di sicuro interesserà "gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno già manifestato un certo interesse". La dotazione della piattaforma è naturalmente aggiornata agli standard più moderni: suddivisione modulare, impianti di videosorveglianza e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio, accessi già allacciati sul lato gomma e sul lato ferrovia "con la possibilità di collegarsi agevolmente anche al piazzale fluviale", ha precisato il direttore del Consorzio Zai, "distante non più di duecento metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

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Crestani presidente degli edili (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

APINDUSTRIA Crestani presidente degli edili VICENZA Fabio Crestani è il nuovo presidente del direttivo Aniem (Associazione imprese edili) di Apindustria. 41 anni, associato dal 1991, metterà al servizio delle Pmi vicentine la propria consolidata esperienza nel settore, essendo titolare di ben tre imprese attive nell'ambito dell'edilizia. "Spero di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende".

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Un comitato inossidabile (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nago. A Carnevale 5 quintali di spaghetti Un comitato inossidabile NAGO - Cinque i quintali di spaghetti scolati in totale, trecento i chili di squisito ragù, dodici i capienti paioli messi a bollire sul fuoco, una decina i portentosi cuochi che si sono cimentati nella manifestazione. Il recente martedì grasso di Nago ( in foto ) è stato festeggiato sotto il segno del Comitato Carnevale, associazione di volontariato a cui il nome non rende del tutto giustizia. Infatti non solo di carnevale si occupano i circa venti inossidabili che ogni anno, da ormai trent'anni, costituiscono questo Comitato, da sedici presieduto da Dante Vivaldi. Anche le festività natalizie, S. Lucia, la Befana, attività per giovani ed anziani: un grande servizio offerto alla comunità, la quale risponde sempre con affetto alle iniziative dei volontari. "Siamo pochi purtroppo - sospira Dante Vivaldi, deus ex machina del Comitato - nel momento della festa si è sempre in tanti, ma quando c'è da rimettere a posto, pulire, lavare?insomma, c'è sempre bisogno di volontari di buona volontà." Le iniziative per il Carnevale hanno visto protagonisti, oltre che spaghetti, ragù e vin brulè, anche e soprattutto i bambini, camuffati con variopinti costumi e impegnati nel concorso per le maschere migliori. Ma le origini di questa associazione risalgono ben più indietro di trent'anni fa. "'Sti ani" ovviamente le cose erano un po' diverse: niente richieste scritte alle autorità, zero burocrazia, molte meno autorizzazioni e "scartoffie". Gli organizzatori bussavano ad ogni porta del paese, quasi come ora, ma non ricevevano offerte in denaro, bensì farina, zucchero, olio, beni di consumo che poi venivano rivenduti per comperare la pasta per la festa. E poi c'era l'albero della cuccagna da scalare, tradizione ormai sbiadita a causa della pericolosità della pratica. L'operosità del Comitato Carnevale di Nago, è elogiata anche dal sindaco Ennio Bertolini: "Da anni questo gruppo è costantemente presente nello svolgere servizi alla comunità, dalle feste alle attività sociali. Il sostegno del Comune è poca cosa rispetto al loro impegno". C.T. 22/02/2008.

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Fatemi la visita . muore dopo l'appello (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina "Fatemi la visita". Muore dopo l'appello Stradella, la battaglia di una dipendente della Regione Arriva tardi la lettera all'Inpdap e alla Provincia pavese Nessuna risposta alla richiesta del controllo a casa STRADELLA. Giuliana Mombelli, stradellina, era una tenace dipendente della Regione. E' morta sabato scorso stroncata da un mieloma. Solo 24 ore prima in una lettera, che ora diventa una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di un'invalidità negata da ritardi e intoppi. "L'ultima volta che le ho parlato mi ha chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per venire al Sociale al prossimo spettacolo". A parlare è la cugina Mariangela. Laureata in lettere, Giuliana Mombelli era molto appassionata di cultura. A pagina 29.

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Illy ai partiti: dimezzeremo le leggi regionali (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il vertice programmatico di Id. Zvech: valorizzati tutti gli indici di crescita socio-economici. Malattia: Intesa, nome giusto per la coalizione Illy ai partiti: dimezzeremo le leggi regionali Il milleproroghe? Martedì sciolgo la riserva. Ma su Tav e rigassificatori non c'è accordo di PAOLO MOSANGHINI UDINE. Meno leggi e snellimento della burocrazia, attenzione all'economia e alla coesione sociale. Ma il programma di Intesa democratica divide - per ora - le forze della coalizione sui grandi temi che legano infrastrutture e ambiente, e cioè Tav, rigassificatori ed elettrodotti. Ieri l'incontro di Intesa democratica per definire il programma in vista delle elezioni ha avuto - per Pd e Cittadini - un esito positivo, mentre le forze della Sinistra Arcobaleno chiedono ancora chiarimenti sulle questioni ambientali. Meno leggi. "Puntiamo sulla semplificazione, con l'obiettivo di più che dimezzare il numero di leggi e di regolamenti attualmente in vigore in Friuli Venezia Giulia", ha affermato il presidente della Regione, Riccardo Illy. Anticipando alcune linee guida del programma, Illy ha spiegato che esso "rappresenta la continuità rispetto a quello della legislatura che sta finendo e prevede un ulteriore sviluppo economico e un rafforzamento della coesione sociale". Illy ha anche sottolineato che "il programma punta in maniera specifica sulle questioni ambientali, concentrandosi sulle energie rinnovabili e sulla soluzione del problema della raccolta e del trattamento dei rifiuti solidi urbani". Milleproroghe. Illy scioglierà le riserve sulla sua ricandidatura alla presidenza della Regione martedì prossimo, dopo l'esame del decreto Milleproroghe al Senato. Il decreto contiene le norme sulla compartecipazione del Friuli Venezia Giulia ai tributi Inps dei pensionati, ancorchè riscossi fuori dal territorio regionale. Si tratta, in termini economici, di 20 milioni per il 2008, 30 per il 2009 e 30 per il 2010. Dal 2011, invece, la regione potrà percepire l'intero gettito - si stima una cifra variabile tra i 190 e i 250 milioni di euro - senza l'aggravio di maggiori competenze com'era previsto dal secondo comma nell'articolo 5 della Legge Finanziaria, cancellato in sede di commissione e mercoledì approvato dalla Camera. Il senatore friulano del Pd Carlo Pegorer ha detto di essere fiducioso sull'esito dell'iter del decreto a palazzo Madama. "Si tratta di norme decise e approvate da entrambi gli schieramenti - ha detto il parlamentare - e quindi non credo ci saranno problemi, anche perchè - ha concluso - non ci sarebbero poi i tempi per un nuovo rinvio alla Camera". Pd e Cittadini. "Si è fatto un gran lavoro, il bilancio è molto positivo", sono le parole del segretario regionale del Partito democratico Bruno Zvech, dopo l'incontro di ieri di Id a Udine per l'analisi del programma in vista delle elezioni regionali del 13 e 14 aprile. "Abbiamo esaminato quasi tutta la bozza di programma - ha aggiunto Zvech - ci sono due o tre cose da approfondire". Secondo Zvech, "è un programma che mantiene tutti gli indici di crescita della Regione, sapendo però che per il Friuli Venezia Giulia la ricchezza non è soltanto materiale, ma comprende anche il sistema di protezione sociale e di welfare". Il segretario del Pd si è detto convinto che "la Regione debba avere uno sviluppo armonico, facendo le cose che si debbono fare nel rispetto dell'ambiente, e dando spazio di crescita alle nostre imprese, e quindi costruendo ulteriori condizioni di lavoro". "Entro lunedì o al massimo martedì il programma sarà chiuso", precisa il capogruppo del Pd in consiglio regionale Mauro Travanut. Soddisfazione anche del capogruppo dei Cittadini, Bruno Malattia. "Come Cittadini per il presidente siamo soddisfatti - ha detto Malattia - perchè i nostri punti sono stati in buona parte recepiti, come la riduzione dei costi della politica e le politiche ambientali. Intesa democratica mi pare sia confermato come il nome giusto per la nostra coalizione. Stiamo procedendo con speditezza - ha aggiunto - e credo che il documento di sintesi, che è serio, realistico e innovativo, sarà approvato nel suo complesso entro due o tre giorni". Secondo Malattia, "sono appianabili le divergenze che si sono riscontrate con la Sinistra Arcobaleno, che ha delle riserve su Tav ed elettrodotti". "Con questo presidente e con questo programma - ha concluso - si vince. Anche perchè in ogni competizione è sempre il raffronto che fa la differenza. Noi pensiamo di essere dalla parte giusta e che lo sconcerto che c'è nel campo avversario si commenti da solo". La Sinistra. "Il programma è buono e innovativo, salvo per una serie di punti, che sono circa una decina sui quali credo si possa trovare posizioni condivise, e cioè per esempio il comparto sanità e gli Ogm. Ma su 2 o 3 questioni le posizioni sono ancora lontane, come la Tav e le infrastrutture energetiche. Lunedì Vedremo come si potranno risolvere questi nodi", conclude. E la pensano allo stesso modo che gli esponenti del Pdci Stojan Spetic e dei Verdi Gianni Piazzati, ieri presenti al vertice di Intesa democratica.

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Mafia, sigilli al tesoro di provenzano - alessandra ziniti (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Mafia, sigilli al tesoro di Provenzano Ville sul mare e aziende per 150 milioni. Scarpinato: la burocrazia ci ostacola Il patrimonio sequestrato al boss era intestato a un prestanome ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Un milione e mezzo di euro glieli hanno trovati dimenticati lì, in conti correnti, libretti postali, buoni fruttiferi. Tutto il resto, fino ad arrivare ad una cifra record di quasi 150 milioni di euro, era investito in aziende edili e commerciali, nelle immancabili cave di calcestruzzo, in centinaia di ettari di terreno edificabile e non e anche in villette e residence turistici in una delle più note località balneari della Sicilia, San Vito Lo Capo. Per occultare parte del suo immenso patrimonio, Bernardo Provenzano aveva piazzato bandierine praticamente ovunque nella fascia costiera che va da Palermo a Trapani, in quello che era il regno di un altro boss di Cosa nostra, Salvatore Lo Piccolo. E adesso gli investigatori della polizia coordinati dal pool economico del procuratore aggiunto della Dda Roberto Scarpinato stanno cercando di capire se e in che misura, nella gestione occulta del patrimonio sequestrato ieri ad Andrea Impastato, ritenuto prestanome di Provenzano insieme alla moglie e ai cinque figli, fosse interessato anche Lo Piccolo. Certo è che il sequestro disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale fornisce a Scarpinato l'assist per denunciare quelle pastoie burocratiche che, da due mesi a questa parte, bloccano ben 150 indagini patrimoniali. "Da circa due mesi - dice il procuratore - il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni. In questo modo le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perché si deve materialmente andare agli uffici, presentare richieste scritte, attendere le risposte e intanto, ovviamente, i mafiosi occultano i loro beni. Certo - aggiunge Scarpinato - crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia". Da via Arenula in serata arriva la risposta: "Siamo estranei all'interruzione del servizio di accesso alle informazioni patrimoniali. Il sistema è in corso di riattivazione e la Procura di Palermo ha già ricevuto le credenziali per il nuovo utilizzo". Ma Scarpinato accende i riflettori su un altro ostacolo alle indagini economiche, l'anagrafe dei conti correnti bancari: "è istituita per legge dal '91 ma è rimasta lettera morta, poi il decreto Bersani l'ha reintrodotta ma sono passati due anni e ancora i regolamenti non ci sono e questo significa che di mese in mese perdiamo milioni di euro riconducibili ai mafiosi".

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Si batteva per i diritti amava tanto il suo lavoro (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le testimonianze. Non aveva parlato della sua missiva "Si batteva per i diritti Amava tanto il suo lavoro" STRADELLA. "L'ultima volte che le ho parlato, giovedì scorso, mi ha chiesto di come era andata a Teatro. Sperava di riprendersi per venire al Sociale al prossimo spettacolo. Non ha parlato affatto della lettera". Così Mariangela Quaroni, cugina di Giuliana. Dignitosa e combattiva, coerente fino all'ultimo. Riservata al punto di non dire a nessuno della sua ultima disperata lotta alla burocrazia. Neppure all'amica a chi l'ha assistita fino all'ultimo. Tenace Giuliana, su ciò che poteva rappresentare un diritto per i cittadini o un'iniziativa culturale. Da qualche anno era scesa in campo anche contro quel male che stroncato la sua grande voglia di vivere. Così viene descritta dagli amici Giuliana Mombelli, 60 anni, di Stradella, deceduta sabato scorso per un male incurabile mentre si trovava ricoverata al policlinico San Matteo di Pavia. Laureata in lettere, Giuliana Mombelli ha sempre dimostrato grande passione e dedizione per la cultura. Dopo aver lavorato per diversi anni ai servizi alla Cultura del Comune di Stradella, aveva assunto un nuovo incarico negli uffici di Spazio Regione a Pavia. Lavoro che, a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni fisiche, continuava dalla sua casa di via Pisacane a Stradella, per via telematica. Figlia di Guido Mombelli, storico responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Stradella, dopo la morte del padre e della madre, Giuliana viveva sola, con la sua affezzionatissima cagnolina. Circondata dall'affetto e dalle attenzioni dei cugini e dei tanti amici. "Una donna di una dignità esemplare, ricorda Nadia Manara - nonostante negli ultimi tempi la malattia l'avesse notevolmente debilitata, appena si sentiva un po' meglio, usciva con la sua cagnolina per brevi passeggiate. Era piena di interessi e spesso coinvolta in diverse attività". Dopo un'esperienza giovanile nel Movimento studentesco, si era avvicinata con grande passione anche alla politica. Dignitosa e riservata al punto che, le amiche che la seguivano da vicino anche negli ultimi giorni della sua vita non erano al corrente dell'ultima sua battaglia, quella con una burocrazia assurda. "Non ho mai avuto frequentazioni di amicizia anche se con Giuliana c'è sempre stato un rapporto di stima reciproca e di collaborazione sul piano culturale - ricorda il sindaco di Stradella, Pierangelo Lombardi - certo che questo colpisce molto: l'ultimo atto della sua vita è la denuncia di un sistema impietoso. Un gesto che comunque conferma il suo carattere di donna attaccata alla vita fino. Questa lettera è un fatto che mi lascia sconcertato". (p.r.).

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E' morta invocando la visita d'invalidità (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Fabrizio Guerrini E' morta invocando la visita d'invalidità L'ultima lettera all'Inpdap un giorno prima di spegnersi "Egregio direttore, cosa aspetta a sburocratizzare?" Non aveva ricevuto risposte alla richiesta della verifica a casa STRADELLA. Giuliana Mombelli, stradellina, era una tenace dipendente della Regione. E' morta sabato scorso stroncata da un mieloma. Solo 24 ore prima in una lettera, che ora diventa una lancinante testimonianza sui guasti della burocrazia, raccontava la sua esperienza di lavoro e di malattia. Raccontava soprattutto di una invalidità negata da ritardi e intoppi. Non ce l'ha fatta ad ottenere una risposta. "Egregio direttore, sono una dipendente della Regione che da 5 anni soffre di una malattia incurabile, Nei primi anni a parte i giorni di terapia, ho continuato a lavorare; in seguito, con l'aggravarsi della situazione sanitaria, ho chiesto e ottenuto il telelavoro: ottima soluzione per continure a sentirmi impiegata". L'"egregio direttore" a cui si rivolge Giuliana il 15 febbraio (lettera inviata per conoscenza al governatore regionale Roberto Formigoni e alla "Provincia pavese") è il dirigente dell'Inpdap (l'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica). "Nell'ultimo anno - prosegue Giuliana - la mia situazione sanitaria è precipitata a causa dei continui ricoveri ospedalieri, sono stata costretta a inoltrare all'Inpdap la richiesta di inabilità al lavoro". A questo punto scatta il meccanismo delle visite "burocratiche". Giuliana racconta: "Sono stata convocata in via Zuretti per la visita della Commissione Inpdap per ben 2 volte, ma a causa delle mie precarie condizioni (ero ricoverata), ho disdetto le visite inoltrando i certificati medici e chiedendo con insistenza che mi venisse fatta la visita in ospedale o a domicilio. Queste richieste non hanno avuto esito". Silenzio dell'Inpdap: sigla ostica da pronunciare così come ostico per Giuliana far valere un suo diritto. "Ora - scrive la stradellina 24 ore prima di spegnersi - mi trovo allo stadio terminale e l'Inpdap sta ancora aspettando che vada in via Zuretti a farmi visitare". Il finale della missiva lascia il segno. "Egregio direttore - scrive Giuliana - ma lo sa che non riuscirò mai a venire alla visita? E i suoi collaboratori lo sanno! I medici mi hanno impedito di venire anche in ambulanza perchè non avrebbero garantito la mia sopravvivenza. Cosa aspetta a sburocratizzare l'ente? Perchè non modifica le modalità organizzative andando incontro alle persone malate o forse, mi viene il dubbio, siete in attesa della nostra morte? Attendo un suo riscontro, sperando che non arrivi troppo tardi". Nessun riscontro: Giuliana ha chiuso gli occhi con un cruccio che va al di là della sua storia. Ieri abbiamo cercato inutilmente di parlare con il "signor direttore Inpdap". Il call center mette in attesa. Poi uno spiraglio dopo un'ora ascoltando Enya, cantante irlandese: un diretto. Occupato. Improvvisamente libero, ma per ascoltare il messaggio registrato che ricorda come al giovedì gli uffici siano aperti fino alle 16,30. Riprovare domani. Per chi c'è ancora.

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Politica a colpi di barzellette (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ELEZIONI Politica a colpi di barzellette Ormai la politica è diventata come "il saal ta jota", un elemento indispensabile nella nostra vita quotidiana, e fino al prossimo 13 aprile ci procurerà una tremenda indigestione, che poi dovremo curare fino alla consultazione elettorale successiva. Ho seguìto per un certo tratto la recente puntata di "Ballarò", così come quella di "Annozero", e sono rimasto stomacato dalle barzellette che i rappresentanti della politica pensano di propinarci. Così, a un certo punto, ho preferito cambiare canale e assistere al programma "La sai l'ultima?": lì almeno la barzellette le sanno raccontare e divertono. L'Italia è reduce da 18-20 mesi di non governo e i protagonisti di tale nullità pretendono d'incantare l'elettore, come si usano gli specchietti per le allodole. Ho parlato di "barzellette", in quanto non saprei dare altra definizione: si parla soltanto di leggi elettorali, di apparentamenti, di candidature, anziché parlare di cose serie, di efficienza, di responsabilizzazione, di meritocrazia, di onestà, d'infrastrutture, di sanità, di visibilità del nostro paese in campo internazionale, visibilità messa a dura prova dalla "monnezza" napoletana e da tanti altri eventi deplorevoli. Al cittadino elettore interessano queste cose, interessa il potere d'acquisto di pensioni, salari e stipendi, interessano una scuola e una sanità al passo con le nazioni più progredite, interessa una burocrazia efficiente e non opprimente, interessa una giustizia in cui tutti i cittadini possano sentirsi uguali di fronte alla legge e non trovarsi magari nella situazione in cui uno passi a miglior vita prima che il procedimento che lo riguardava sia giunto al termine. Il cittadino che paga regolarmente le tasse pretende giustamente servizi efficienti e non, come succede in particolare ai napoletani, pagare i servizi che non vengono effettuati. Di queste cose si deve parlare nelle trasmissioni televisive, create per incantare i telespettatori. Le barzellette ce le raccontiamo fra noi, per farci una salutare risata e per dimenticare le amarezze della politica. Tita De Stalis Ravascletto.

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Di Franco Pasqualetti Tutto fermo, come se non (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Franco Pasqualetti Tutto fermo, come se non fosse mai accaduto nulla. E invece poco più di un mese fa all'ex Miralanza, in via Pietro Blaserna, al quartiere Marconi, c'è stato l'inferno. Si è rischiata la tragedia: lo scorso 3 gennaio, a causa di un incendio all'interno della struttura dismessa, dove vivevano circa 400 rom, rischiarono la vita una decina di persone. Uno scempio dovuto all'assoluto lassismo, che aveva portato l'amministrazione ad una presa di posizione forte: "Tra sette giorni l'ex Miralanza sarà bonificata", la promessa fatta dal Campidoglio nelle ore successive al rogo. Secondo il piano del Comune sarebbero dovute arrivare le ruspe per demolire le parti pericolanti, per rimuovere i cumoli di immondizia bruciata e sistemare e rimuovere la discarica a cielo aperto creata dai rom. Tutto fatto? Magari. A 47 giorni dallo spegnimento dell'ultimo tizzone la sola opera è stata una recinzione alta un metro e mezzo e un paio di cartelli con su scritto "pericolo crollo". Altro che bonifica: l'immondizia è sempre lì, a fare da casa a topi che scorrazzano indisturbati. La riqualificazione è al palo, come i tanti progetti in attesa di mamma burocrazia. Ora però i residenti della zona puntano i piedi: "Abbiamo tollerato il degrado degli immigrati - dice Giuliana Di Salvo, del comitato "Pro Marconi" - e l'abbandono da parte dell'amministrazione. Ora diciamo basta. Chiediamo che la zona si bonificata da quella discarica dell'ex Miralanza e che vengano portati fatti e non progetti". Visti i tempi per la rimozione del barcone sotto ponte di Ferro (quasi due anni e mezzo e la carcassa galleggia ancora lì in attesa del "rimorchiatore"), distrutto da una piena del Tevere i residenti della zona rischiano di protestare molto a lungo. (ass).

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Un lungo ritratto dedicato all'imprenditore (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di venerdì 22 febbraio 2008 > Piacenza Un lungo ritratto dedicato all'imprenditore Parenti piacentino doc per "Business People" (r.c.) Tre pagine per il presidente. Le pagine sono del mensile economico Business People, il presidente è quello della Camera di Commercio, qui in doppia veste, quella di imprenditore di successo, in sella alla Paver, ovvero Giuseppe Parenti. Meglio, le cariche elencate da Business People per Parenti sono una lista lunga così: presidente del Consorzio Energia, consigliere Aster, cavaliere del lavoro. La ricetta per gestire il tessuto economico-imprenditoriale del territorio? Le imprese,"favorirle, appoggiarle, evitare che siano lasciate allo sbando o seviziate dalla burocrazia", detta l'ordine. Ma per che via è possibile ottenere simili risultati, chede B.P. E Parenti risponde: "Migliorando le infrastrutture e promuovendo negli abitanti una maggiore cultura d'impresa, facendo capire che solo producendo ricchezza è possibile investire tanto nella cultura e nel sociale". Nel corso del ritratto-intervista, Parenti prosegue parlando dell'ultima iniziativa camerale, "Piacenza produttiva", e ricordando il balzo in avanti del nostro territorio sul terreno del Pil. "Assistiamo - ha detto - ad un miglioramento nel settore industriale, in particolare, nel settore meccanico avanzato, e a un peggioramento nell'edilizia e nel settore agroindustriale. Dobbiamo affermarci come Piacenza capitale della logistica e dei trasporti, della ricerca e delle aziende manifatturiere al alto valore aggiunto". [.

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Chiede il duplicato di documenti rubati e scopre di non esistere dal 1993 (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di venerdì 22 febbraio 2008 > Provincia Chiede il duplicato di documenti rubati e scopre di non esistere dal 1993 Il "fantasma di Folignano": "Sono morto e non lo sapevo" Pontedellolio - "Sono morto e non lo sapevo". Firmato: il fantasma di Folignano. Sembra il titolo di un romanzo di evasione ma si tratta invece della storia, ai limiti dell'incredibile, accaduta ad un agricoltore pensionato di Pontedellolio. E' lo stesso protagonista, Pietro Malvicini, a raccontarla con un pizzico di umorismo ma anche con un notevole fastidio per la disavventura subita. I fatti: il signor Malvicini nel giugno dello scorso anno ha avuto la sventura di smarrire il portafoglio con tutti i documenti, un fatto che già di per sé comporta un sacco di contrattempi e preoccupazioni. Pazienza, si è detto Malvicini, attivandosi immediatamente nel presentare denuncia ai carabinieri per poter ottenere in tempi rapidi il duplicato dei documenti contenuti. Nel frattempo il signor Pietro, dovendo fare un atto notarile per l'acquisto di un piccolo appezzamento di terreno, si è recato dal suo tecnico di fiducia delegandolo a fare tutti gli incartamenti del caso. Ma quando il tecnico si è recato all'Ufficio delle Entrate è arrivata la sorpresa: i dati immagazzinati nel cervello elettronico del computer mettevano l'operatore nell'impossibilità di rilasciare il duplicato del codice fiscale. Come è possibile? Semplice: "Malvicini risulta deceduto" è stata la risposta. Il tecnico, incredulo per quanto stava capitando sotto i suoi occhi si è subito prodigato nell'assicurare il responsabile dell'Ufficio che il suo cliente era vivo e vegeto. "L'ho incontrato ieri sera" ha giurato. Ma non c'è stato nulla fare. Per l'Ufficio delle Entrate Malvicini era morto. Dal 1993 per l'esattezza. Immediatamente, da parte del "defunto" è stato richiesto al Comune di residenza, Pontedellolio, un certificato di esistenza in vita da consegnare all'Ufficio delle Entrate. Ma non finisce qui: "Il giorno successivo - racconta ancora il pensionato - mi sono recato in farmacia per acquistare dei medicinali. Ho presentato il vecchio tesserino sanitario su carta ma il farmacista mi ha detto che non era più valido e che occorreva richiedere quello nuovo, in plastica". "Ho allora chiesto a mia moglie Teresa - prosegue il racconto - di recarsi all'Usl di Piacenza per avere il nuovo tesserino ma quando è arrivata agli uffici di piazzale Milano ha "appreso" dall'impiegata la notizia della mia "morte"". "La stessa impiegata, fatte le debite ricerche sul computer, è scoppiata a ridere - aggiunge il protagonista di questa vicenda - e ha detto guardando mia moglie: "Ma signora, lo sa che suo marito è morto dal 1993?"". Questa nuova "simpatica sorpresa" ha comportato altri viaggi nella burocrazia che però hanno permesso di ricostruire la nascita del disguido. Il tutto è iniziato quando la sorella del Malvicini è deceduta: nell'atto di successione è stato usato il codice fiscale del fratello Pietro. Risulta anche la data precisa: 14 febbraio 1993. Durante tutti questi anni nei quali risultava "morto" Malvicini ha continuato a percepire la pensione, a usufruire del Servizio sanitario nazionale, e a pagare tasse e imposte varie, perché quelle arrivano sempre. Ma se non avesse subìto il furto dei documenti e se in questi giorni non avesse avuto bisogno di medicinali, per quanti anni ancora sarebbe rimasto "defunto" il "fantasma di Folignano"? Giuseppe Gazzola [.

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Caserma, progetto fermo Si allungano i tempi per la nuova sede dei carabinieri (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TREZZO Caserma, progetto fermo Si allungano i tempi per la nuova sede dei carabinieri di MONICA AUTUNNO ? TREZZO SULL'ADDA ? CASERMA dei carabinieri, progetto ancora al palo. Procede al rallenty l'iter per l'approvazione definitiva e il via ai lavori del progetto di realizzazione della caserma dell'Arma trezzese, che, da tempo è deciso, sarà costruita in via Nenni, nel quartiere che già ospita scuole e impianti sportivi. Un anno fa la fine dell'iter e i cantieri erano salutati come imminenti, pochi mesi fa si parlava di uno "sdoganamento" del progetto entro la fine dell'anno. Ma nessuna novità è arrivata. "La situazione non è di fatto mutata - spiega il sindaco Roberto Milanesi - . Il progetto era stato elaborato, in più fasi per la necessità di alcune modifiche in corsa, ed è al vaglio dell'Arma. Sappiamo che il capitano della Compagnia di Vimercate e il nostro stesso comandante di stazione stanno seguendo la cosa da vicino, e agendo perché i tempi siano il più veloci possibile. Non posso negare che le cose stanno andando molto per le lunghe. E occorre sbloccare, perché quest'intervento è atteso non solo dai carabinieri, ma dai cittadini, da diversi anni. La sede attuale è insufficiente". LA REALIZZAZIONE della caserma è stata "accollata" a un operatore privato a margine della convenzione per il progetto di edificazione sull'area dell'ex Fornace Radaelli. L'opera, del costo di due milioni di euro circa, sarà dunque a carico dell'Immobiliare Le Foppe. Per molti interventi "a scomputo oneri" le recenti normative, che hanno introdotto anche per queste opere l'obbligo di gara, rappresentano il rischio di una battuta d'arresto. "Il caso della nostra caserma è diverso - precisa il sindaco - . Quando la nuova normativa è entrata in vigore noi avevamo già esperito la pratica e la convenzione era già stata firmata. Dunque non cambierà nulla nel modus operandi. I tempi lunghi sono dovuti unicamente, temo, a burocrazia". Non ha contribuito ad accorciare i tempi il fatto che il Comune, in questo caso, sia "committente" di un progetto che sarà realizzato comunque da un terzo soggetto, l'operatore: "Era una strada che dovevamo seguire per ovvie ragioni economiche - ancora Milanesi -: tempi dunque più lunghi anche per questo, ma solo per una semplice questione di "passaggi" di documenti in più". L'edificio destinato alla stazione dei carabinieri di Trezzo, ora "soffocata" nelle vie del centro storico, ospiterà uffici ampi e alloggi per gli ufficiali. La scelta della zona dove ubicarla risale ormai a molti anni fa. La zona di via Nenni, verso Vimercate, è ben servita dal punto di vista stradale e strategica in quanto teatro, ora e in futuro, di importanti trasformazioni. La convenzione fra il Comune e l'Immobiliare Le Foppe, che dettaglia l'intervento all'ex Fornace e include la realizzazione della caserma come opera-contropartita, risale ormai a oltre un anno fa. - -->.

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LAVORO e burocrazia: come snellire le pratiche? La Provincia e l'Inps organi (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Siena)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Zzano oggi nell'Auditorium Confesercenti, alle 9.30, il seminario "Comunica facile: le comunicazioni obbligatorie ai Centri per l'Impiego diventano on-line". Sarà illustrato un nuovo sistema innovativo. - -->.

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L'affondo di Roversi Monaco <Città e Ateneo, così non va> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-02-22 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'analisi "C'è un malessere e la classe politica non riesce a interpretarlo" L'affondo di Roversi Monaco "Città e Ateneo, così non va" Un duro j'accuse all'Università, alla città che non si impegna come nei migliori momenti della sua storia e anche alla classe politica "che non riesce ad interpretare il malessere " che c'è a Bologna. Il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, che ieri sera ha partecipato a un incontro organizzato dall'associazione dei quarantenni di Davide Rondoni dal titolo "Rifondiamo Bologna", fa un'analisi dello stato di salute della città. E la sua diagnosi è tutt'altro che buona. Si parte dalla questione dell'emergenza educativa che esiste nel paese e si arriva a parlare dei problemi dell'Università. "Dire che gli atenei non hanno soldi - spiega Roversi - è inaccettabile. è invece possibile fare molto con una gestione attenta dei fondi mentre i docenti continuano a spendere in modo dispersivo, inefficiente e scoordinato. E la burocrazia all'Università non ci crede più". Per il presidente della Fondazione Carisbo dunque più che continuare a dire che non ci sono soldi, l'Università deve farsi "un esame di coscienza ". E tanto per essere chiari specifica che "mi riferisco a tutto il sistema universitario ma certamente anche all'Università di Bologna non più all'altezza. E che invece deve dare un contributo al rinnovamento della città". Ma l'affondo del presidente di Fondazione Carisbo, che per quindici anni ha guidato l'Ateneo bolognese, riguarda anche la città "che a sua volta vive l'Università come un atto dovuto". Una Bologna ormai caratterizzata da "una mancanza di impegno che è in contraddizione con la storia stessa della città". E a chi gli chiede, poco prima dell'inizio dell'incontro con i quarantenni di Rondoni all'hotel "I Portici ", cosa vede nel futuro di Bologna risponde amaramente: "Serve capacità di inventiva e di innovazione, ma la vedo difficile. Non credo sia un problema generazionale perché Bologna è piena di giovani imbolsiti ", ma anche di persone più anziane con "un forte egoismo ". E la politica? "La classe politica - chiude il ragionamento Roversi Monaco - non riesce a interpretare questo tipo di malessere. A Bologna si è perso il gusto di fare politica e di partecipare agli interessi della collettività". Solo una domanda resta senza risposta, quella su un suo eventuale impegno in politica. Su questo solo un cortese "no comment ". Olivio Romanini Presidente Fabio Roversi Monaco è oggi il numero uno della Fondazione Carisbo. Ieri sera ha partecipato a un incontro organizzato dal gruppo di Rondoni "40X40".

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L'Europa abbatte le barriere tecniche (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-02-22 - pag: 21 autore: Commercio. Semplificati gli scambi L'Europa abbatte le barriere tecniche Adriana Cerretelli BRUXELLES. Dal nostro inviato Quindici anni dopo il lancio del mercato unico europeo, circa un quarto delle merci non possono circolarvi liberamente. A impedirlo sono le barriere tecniche, le norme locali, la duplicazione dei test di conformità, le burocrazie nazionali. Risultato: un potenziale volume di scambi valutato intorno ai 1.500 miliardi di euro all'anno, si ritrova bloccato. Con danno tanto per i produttori (per di più si calcola che ogni anno investano in costi inutili circa 100 miliardi), quanto per i consumatori che vedono ridotta la gamma delle proprie scelte. Con l'approvazione ieri da parte dell'europarlamento del cosiddetto "Pacchetto merci", questo stato di cose dovrebbe finalmente cambiare. E relativamente presto. Dopo il via libera definitiva da parte del Consiglio dei ministri Ue lunedì prossimo a Bruxelles, un primo regolamento sul mutuo riconoscimento entrerà in vigore già in autunno. Grazie ad esso non ci saranno più test obbligatori che tengano per i prodotti industriali che non rientrino nelle direttive di armonizzazione a livello Ue. Nessuno Stato membro dell'Unione potrà più vietare la libera circolazione sul proprio mercato di prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro, anche se fabbricati secondo norme tecniche diverse dalle proprie. La nuova normativa inverte l'onere della prova: non sarà più il produttore o il distributore a dover dimostrare che la propria merce risponde ai requisiti richiesti ma spetterà allo Stato membro, che ne volesse frenare la vendita, spiegare le ragioni per cui intende impedirne la libera circolazione. Insomma, basta trattori o biciclette bloccati alle frontiere interne dell'Unione con la scusa che non hanno le luci in regola. In un prossimo futuro per farlo, saranno necessarie motivazioni di ferro. Per facilitare la circolazione delle merci, un altro regolamento che entrerà in vigore dal 1Ú gennaio 2010, definisce che cosa sia esattamente il "marchio Ce" e cioè "un marchio che attesta la dichiarazione del fabbricante secondo il quale il prodotto è conforme a tutte le prescrizioni stabilite dalla normativa comunitaria che ne prevede l'apposizione ". Apponendo il marchio, il fabbricante si assume la responsabilità della conformità del prodotto. E per questo potrà incorrere in sanzioni, anche penali, qualora ne facesse un uso improprio. Anche gli importatori saranno responsabili della conformità dei prodotti che importano a tutta la normativa comunitaria, a tutela dei consumatori e dell'ambiente, a garanzia della salute e della sicurezza deelle merci. Quindi, qualora ritenessere che un prodotto non è conforme non potranno immetterlo sul mercato europeo fino a che non lo renderanno tale. Altrimenti dovranno ritirarlo. Qualora presentasse dei rischi, dovranno informarne tanto il produttore quanto l'autorità di vigilanza del mercato. Il pacchetto contiene infine una certa flessibilità per le Pmi, in particolare per quanto riguarda gli oneri amministrativi. ABOLITI I DIVIETI Il Parlamento di Strasburgo approva il pacchetto merci: nessuno Stato potrà vietare la circolazione di prodotti venduti legalmente altrove.

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La ricerca disperata dell' Altra Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marco Revelli L'inferno dei nuovi Ulisse. Prima che "'l mar fu sovra noi richiuso" La ricerca disperata dell'"Altra Italia" "Tra burocrazia, superficialità e stereotipi l'arcobaleno è ancora drammaticamente arretrato. Ma questa sinistra è l'unico modo per tenere aperto un piccolo varco" "Il Pd è il trionfo della non politica. E' tragico che abbia reciso gli ultimi legami con un'identità di sinistra. Candidare un operaio e Colaninno jr. è un atto di cinismo spaventoso" Matteo Bartocci Il "cratere" scavato dai due anni di governo. La "liquidazione della sinistra" decisa dal Pd. La natura "non negoziabile" delle politiche di mercato. Lo "spavento e la disperazione" di milioni di donne e di uomini. Marco Revelli non risparmia toni apocalittici sullo stato delle cose e le prospettive della sinistra. Nell'"inverno del nostro scontento", il colloquio con il sociologo torinese non può non partire però da un bilancio del governo Prodi. "Gli ultimi due anni hanno scavato un cratere con cui dobbiamo per forza fare i conti - avverte Revelli - soprattutto Rifondazione è stato colpita al cuore. Non per un fallimento amministrativo o per incapacità delle persone, dei ministri o dei singoli parlamentari. Il problema è che è stata completamente sconfitta una linea politica: quella secondo cui era possibile spostare gli equilibri politici e sociali da una posizione di governo. E' la vera differenza con il '900 maturo del "compromesso socialdemocratico": questa società non si lascia attraversare da un governo non omologato. Le politiche hanno una "anelasticità" inedita e non sono, per così dire, "negoziabili". Questo è stato il quadro del governo Prodi. E dopo il voto temo che sarà anche peggio. Siamo entrati in un'epoca strutturalmente "impolitica". Intendendo con questo termine il venir meno dell'essenza della politica moderna: la capacità di deliberare l'ordine sociale sulla base di un progetto o di un'idea di "società giusta". La capacità di trascendere l'ordine dell'esistente per "edificarne" un altro liberamente e collettivamente scelto. Proprio la caduta del governo ha costretto la sinistra ad accelerare il processo unitario. Ma questa accumulazione di forze può bastare a cambiare il quadro? E' una sinistra dai riflessi spaventosamente lenti, che stenta a cogliere la dimensione di quello che sta succedendo. La svolta impressa dal Pd sconvolge tutta la mappa delle identità politiche italiane. E' una liquidazione chiarissima, esplicita e credo irreversibile, perfino del concetto di centrosinistra. Di una possibile (e naturale, vista la natura del centrodestra italiano) alleanza tra la sinistra cosiddetta moderata e la sinistra cosiddetta radicale. Possiamo dire anche di più: il Pd è il taglio voluto, deliberato e proclamato con le ultime radici di un'identità "di sinistra". Penso ai suoi simboli, alla negligenza su resistenza e antifascismo nella carta dei valori, ai suoi temi identificanti. Penso alla scandalosa campagna d'autunno contro la "città fragile" - lavavetri, vagabondi, mendicanti, nomadi - scatenata dai sindaci "democratici" come primo atto di quel processo "costituente". E' tragico che la parte maggioritaria dell'ex-sinistra abbia fatto questa scelta. Ma perché consideri la fine del centrosinistra un male? La sinistra non è finalmente più libera di essere se stessa? Certo, ma ciò che mi rende in qualche misura "disperato" è che un'alternativa credibile e all'altezza del "terremoto centrista" ancora non si vede. Ovunque vada, e giro parecchio, trovo gente frastornata e spaventata dalle scelte del Pd che però non sembra prendere in grande considerazione il voto a sinistra. Se l'alternativa di sinistra vuole essere davvero "nuova" dovrebbe misurarsi con una società trasformata nel profondo, essere capace di superare vecchi dogmi (come quello sviluppista) o il modello di partito burocratico novecentesco, o almeno di metterli apertamente in discussione. Invece mi sembra di assistere a una sorta di congelamento delle idee di fronte alle minacce, e al prodromo, della liquidazione della sinistra tout court. C'è una forte difficoltà a guardare oltre la scadenza elettorale: al quadro e al vuoto che si apriranno se non si innova radicalmente. Soprattutto c'è, e pesa, una totale sottovalutazione dei guasti profondi di questo anno e mezzo di governo. Si profila se non un "governissimo" tra Pd e Pdl quanto meno una condivisione esplicita dell'agenda e delle forme della rappresentanza. In qualche caso perfino dei programmi politici. Il Pd, in questo senso, è un emblema paradossale di questa "fine della politica" o della sua "inoperosità". Proprio il Pd, che si presenta come iper-politico, come il trionfo della tecnicalità politica, è in realtà essenzialmente im-politico. La sua linea è accettare il reale così com'è, cioè la negazione stessa della politica. Per Veltroni il paese reale è irriformabile (per questo sceglie di "riformare" se stesso, per adattamento). E quando dice che "non ci sono due Italie ma una sola" condanna a morte la politica, perché fa coincidere il paese reale con la sua autobiografia negativa. Perché sanziona la riconciliazione di tutta l'Italia, compresa la minoranza che vi si era opposta, con la propria parte peggiore, con i propri vizi più radicati, mentre la politica dovrebbe servire proprio al riscatto. L'idea di un'altra Italia non è più data, oppure è presentata come un'ostacolo alla "bella unità degli opposti", come un'idea residualeo di pura testimonianza. In questo quadro la sinistra parlamentare rischia veramente di scomparire? Che dire? Ha consumato gli ultimi 4 mesi a discutere di riforma elettorale. E quando propone la propria immagine di società la dipinge in modo stereotipato o aproblematico. Va benissimo dire che si deve partire dal lavoro e dal rapporto capitale-lavoro. Ma quale lavoro? Quali "figure" del lavoro nella frantumazione del modello fordista e della grande fabbrica? E' un momento in cui il lavoro stenta persino a fare racconto di sé. Devono bruciare vivi i lavoratori, i loro corpi, perché ci si accorga che c'è ancora chi lavora con il ferro e con il fuoco. Che non ci sono solo "Imprenditori" e "imprenditori di se stessi". Perché secondo te il lavoro stenta ad assumere una sua soggettività? Perché l'unico soggetto su piazza è il capitale? Sono domande impegnative ma se la sinistra non risponde è fuori gioco. Gli altri, purtroppo, una risposta l'hanno data: per loro l'unico soggetto in campo è l'impresa (e questo mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, il grado di impoliticità della situazione, perché l'impresa è soggetto "privato" per definizione). Il Pd di Veltroni presenta il programma della Confindustria punto per punto. Candida come capolista il figlio di un imprenditore secondo il vecchio principio dinastico. E non è nemmeno il figlio di un "capitano d'industria", di un self made man con vocazione da produttore ma il figlio di un imprenditore - finanziere, uno scalatore d'imprese altrui. Poi, certo, candida anche un operaio, uno che ha dovuto rischiare la pelle per conquistarsi una visibilità simbolica e come ornamento simbolico è stato scelto: il testimone di un residuo e di una difficoltà. A me pare un'operazione spaventosamente cinica, ma i nostri che dicono? Sono silenti. Come ti spieghi questa afasia? La sinistra è afona per due motivi. Per la voragine dell'esperienza di governo non ripensata (e un lutto non rielaborato è velenoso come ogni "rimosso"). E per un ritardo culturale pesante nell'analisi della società. Anche se comprendo che è difficile affrontare questi temi in una campagna elettorale in cui lotti per la sopravvivenza. Ti aspettavi un'offensiva clericale come quella sull'aborto, che ormai non salva più nemmeno le apparenze? E' un altro aspetto di debolezza di una sinistra troppo timida anche sul terreno dei valori. Oggi se vuoi conquistare il campo devi avere una visione etica e valoriale molto forte. Non ti puoi muovere solo a difesa delle conquiste dei decenni scorsi, devi presentare una visione coerente capace di suscitare passioni ed entusiasmo per le generazioni che vivono nel mondo trasformato di oggi. Devi toccare i nervi della vita vissuta. Invece persino nei suoi comportamenti quotidiani, questa sinistra politica, nei suoi protagonisti pubblici, è desolante. Nelle relazioni al suo interno, per dire, è incapace di offrire l'esempio di uno stile diverso, non riesce a superare le meschinità di una pratica micro-competitiva. Di un ben visibile "marcarsi a vicenda". Anche il modo in cui si è arrivati, obtorto collo, a questa Sinistra arcobaleno è un po' desolante, senza entusiasmo e senza segnali nuovi. Il movimento operaio delle origini lanciava una profonda speranza di palingenesi, di cambiamento morale, che oggi è spaventosamente assente. Gli altri ripropongono le peggiori visioni tradizionaliste però intanto si accampano e condizionano il terreno dei valori. Non puoi affrontare la loro sfida con una logica burocratica. Ma non ti pare che questa competizione sui valori sia fuori dal tempo? Se guardiamo gli Usa a me pare che la campagna presidenziale 2008 si muova su tutt'altro: assistenza sanitaria, crisi economica, fallimenti in politica estera... Qui in Italia siamo arretrati, è vero. L'operazione delle destre è tecnicamente reazionaria, da Restaurazione stile 1815. Non ci si accorge nemmeno più che proprio le figure che hanno incarnato quelle idee politiche non reggono il terreno da loro stessi prescelto. Lasciamo stare Bush ma anche Sarkozy si sta rivelando un guitto di periferia, un bambolotto di pezza. La nostra è una destra che mescola impunemente i "padre pii" con le veline. Che fa uno spettacolo grottesco di uomini che celebrano il family day con 2 o 3 famiglie a carico. Come si fa a non vedere la mistificazione di chi celebra la famiglia di giorno e la sera si vanta di andare al night? La grande stampa nazionale su questo è compiacente o reticente. Non siamo più nemmeno capaci di giudicare gli uomini per quello che sono. Per demistificare aspetti così ridicoli ormai servirebbe un neopuritanesimo molto forte, da levellers della rivoluzione inglese del 1648, il radicalismo etico di Puritanesimo e Libertà, contro la controriforma postmoderna di una combriccola di reazionari che usano l'innovazione più radicale per restaurare la peggiore Tradizione. Come antidoto una volta c'erano i Salvemini, i Gobetti, gli Ernesto Rossi... esponenti, appunto, di un'"Altra Italia", ma io oggi tutto questo rigore non lo vedo. Vedo tanti seguaci di Padre Pio e dell'Opus dei a destra, al centro, e anche più in qua... Dipingi un quadro veramente devastante. Ma c'è una possibilità di essere ancora interessati a questa sinistra? Un interesse c'è sempre. Per me la priorità, oggi, è tenere aperta la possibilità di una lotta politica. Bisogna tenere un varco. Per questo spero che da queste elezioni non esca distrutta o tanto marginale da risultare invisibile. Ma questa speranza non ha nulla a che fare con ciò che questa sinistra è oggi. Riguarda quello in cui potrebbe trasformarsi. Senza la possibilità di un'alternativa, la notte della politica calerà del tutto e il mare si chiuderà sopra di noi, come nel ventiseiesimo canto dell'Inferno.

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Telecom alla cliente morta <Mandi l'autocertificazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-22 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il caso Il figlio aveva scritto all'azienda per chiudere il contratto Telecom alla cliente morta "Mandi l'autocertificazione" La lettera: ci invii le carte, non riusciamo a contattarla L'azienda si scusa e parla di un errore: "Quella lettera andava indirizzata al figlio della signora" ROMA - La cliente è morta? Non fa niente: Telecom pensa bene di scriverle lo stesso, anzi la informa per lettera di aver "tentato di contattarla telefonicamente nei giorni scorsi", comprensibilmente "senza successo ". E la invita, sempre nero su bianco, a spedire "copia del certificato di morte" o addirittura - e qui si arriva al surreale - un atto di "autocertificazione ", sicuramente difficile da produrre per chi ormai si è lasciato alle spalle, e per l'eternità, le complicazioni della burocrazia. Nella lettera l'azienda non manca poi di offrire la propria "piena disponibilità" per (decisamente improbabili) "future esigenze". Una grottesca pièce da teatro dell'assurdo? La trama stralunata di un brutto film? Macché: è successo davvero, nei giorni scorsi, nella Capitale. Protagonista suo malgrado della vicenda è Romolo Molini, che ha chiesto per lettera alla Telecom la cessazione dell'utenza telefonica intestata alla madre, Vanda Fioravanti, scomparsa il giorno di Natale del 2007. Una volta svuotato l'appartamento della signora, i familiari l'8 gennaio scorso hanno scritto all'azienda telefonica, specificando che la causa della rescissione del contratto era il "decesso della titolare ". La risposta si è fatta attendere poco meno di un mese: il 6 febbraio il Servizio clienti residenziali di Telecom, con sede ad Asti, invia una lettera indirizzata proprio alla defunta signora, con tanto di indirizzo e codice di avviamento postale in calce. "Siamo spiacenti di comunicarle - scrive l'azienda nell'impossibile colloquio con la ormai ex cliente - che le informazioni da Lei fornite non sono sufficienti a consentirne la lavorazione ". Il filo diretto con l'Aldilà prosegue con la richiesta di certificato di morte o autocertificazione "al fine di completare i dati in nostro possesso e dar corso alla Sua pratica ". L'azienda arriva persino a ricordare alla buonanima gli orari del Servizio clienti "per informazioni e aggiornamenti su tutte le nuove proposte commerciali", cui sarebbe singolare se la cliente mostrasse un qualche interesse. Molini ha denunciato la vicenda in una lettera alla redazione romana del Corriere, in cui parla dell'"immensa tristezza" che la "surreale risposta " della Telecom ha suscitato nella sua famiglia. E protesta: "L'arroganza dell'azienda nei confronti dei suoi clienti non ha rispetto neanche della morte". E aggiunge sua moglie Flaminia: "Quella lettera? Per noi è stata una cosa agghiacciante, offensiva, che ci ha fatto soffrire ancora di più. Anche se mi rendo conto che per chi non è coinvolto emotivamente, come noi, l'intera vicenda può apparire persino buffa, ridicola". Telecom però si scusa e parla di un errore: "C'è stato certamente un disguido, quella lettera andava indirizzata al figlio della signora Fioravanti, ci dispiace moltissimo per l'involontario disturbo arrecato al cliente e alla sua famiglia. Provvederemo a contattarli quanto prima per scusarci e chiudere il contratto". Verba volant, dicevano però i latini. Scripta manent: e a volte bruciano un po'. Ester Palma.

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Ripartire, convinti che tutti secondo il proprio ruolo e responsabilità possano contrib (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di FABIO NUCCI Ripartire, convinti che tutti secondo il proprio ruolo e responsabilità possano contribuire nella ripresa della concertazione. Dai sindacati agli industriali, nessuno mette in dubbio la validità del Patto per lo sviluppo pur riconoscendo ritardi e omissioni e la necessità di un cambio di passo per la sua attuazione. In gioco ci sono innovazione e competitività di una regione che, altrimenti, rischierebbe di accumulare un pericoloso gap, in economia come nel settore pubblico; "pericoloso" per le imprese ma anche per i lavoratori. "Patti chiari, sviluppo lungo". Manlio Mariotti, segretario generale Cgil Umbria, la considera una battuta ma fino ad un certo punto. Perché le tre sigle confederali, con Cgil anche Cisl e Uil regionali, la loro posizione sul patto per lo sviluppo e la seconda stentata fase, le hanno sintetizzate in un documento unitario che collima in un certo senso con la richiesta di verifica della governatrice. "Avevamo notato un rallentamento nello spirito del Patto e nei confronti di alcuni elementi delle riforme strutturali (agenzie, servizi pubblici locali, trasporti e politiche industriali) - aggiunge Mariotti - per questo verifica e pausa di riflessione sono una scelta giusta ma con l'idea di rilanciare il Patto". Non mancano elementi di preoccupazione, dal rallentamento della fase economica all'attuale fase politica. "L'instabilità legata alla scadenza elettorale non aiuta a far marciare le riforme. Ma tutto questo non può far venire meno il senso del Patto per lo sviluppo ma anzi occorre stringere sulle priorità, fermare gli obiettivi per riprendere una marcia che riteniamo indispensabile per l'Umbria. La nostra preoccupazione è che il patto finisca nel tritacarne di una competizione elettorale e di scaramucce politiche dai contorni nazionali che in questa fase consideriamo strumentali. L'esperienza del patto è una necessità cui la classe politica tutta dovrebbe guardare con interesse: non è una sovrastruttura gerarchica ma uno strumento di lavoro coeso, fatto ovviamente di idee diverse che si trovano a confronto, che dovrebbe essere interesse di tutti mantenere". Una pausa fisiologica in attesa di una fase più produttiva, "perché - come sostiene Pierluigi Bruschi, segretario generale Cisl Umbria - il problema non sono i contenuti del Patto, più che mai attuali, quanto il loro livello di attuazione". "La pausa serva a stabilire con certezza cosa fare, con verifiche in corso d'opera e finali". A partire dall'attuazione del fondo per la non autosufficienza ("legge e piano attuativo vanno varati al più presto"). Tra gli elementi positivi sottolineati, la definizione del patto per la stabilità fiscale e tariffaria cui la Regione intende dare ora un significato ulteriore. "Condizionare i trasferimenti di fondi ai comuni all'invarianza fiscale e tariffaria significa allargare la verifica ai municipi, con accordi coerenti". Ma Bruschi snocciola altri due punti sui quali non si può più aspettare: "Sulle politiche attive del lavoro ci sono le risorse e vanno usate con progetti per agevolare l'inserimento lavorativo di donne, giovani e over 50. In due-tre mesi è necessario completare le riforme per aiutare lo sviluppo qualitativo dell'Umbria: riorganizzazione dei servizi pubblici locali e dei trasporti sono indispensabili per migliorare prestazioni e contenere le tariffe. Poi, c'è da mettere mano alla riforma di agenzie ed enti strumentali a sostegno dei servizi avanzati per le imprese: "Un ritardo ora in una fase di globalizzazione sarebbe "per sempre"". Da Confindustria, una convinta e costruttiva adesione al patto. "Ne abbiamo condiviso obiettivi, linee portanti e contenuti - spiega Mario Fagotti, presidente Confindustria Umbria - che consideriamo utili per consentire al sistema regionale di affrontare con maggiori prospettive di successo un futuro che all'Umbria chiede efficienza e capacità competitiva come passaggio obbligato per una crescita non solo economica". Un sostegno che spinge gli industriali anche ad indicare una personale tabella di marcia, sottolineando il (troppo) ritardo accumulato su alcuni provvedimenti che ha finito per segnare una differenza sempre più marcata tra tempi della politica e tempi delle imprese. "Ci riferiamo, in particolare, alla normativa in materia di politica industriale; alla riforma delle agenzie regionali e del sistema di promozione della internazionalizzazione delle imprese; all'attuazione della riforma amministrativa istituzionale ed alla semplificazione della normativa regionale. Misure previste nel Patto che oggi potrebbero incidere sul tono dell'economia regionale avviata ad una fase di rallentamento". Per Antonio Giorgetti, presidente Confcommercio Umbria, "c'è una concertazione da mantenere", per affrontare i nodi più intricati, come il piano riufiuti o la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. "Dopo la verifica del 31 ottobre scorso tutte le componenti, compreso il sindacato, si erano dichiarate concordi sul fatto che il metodo della concertazione non si tocca". Per i commercianti servono tuttavia correttivi al sistema di concertazione, chiarendo "la questione delle risorse legate ai dieci progetti caratterizzanti". Stelvio Gauzzi, segretario Confartigianato Perugia, chiede "che si investa di più su piccole e piccolissime imprese", tagliando sprechi pubblici e burocrazia. "Diciamo da tempo di insistere sul taglio di burocrazia e sprechi ma la nostra resta una voce: i nostri costi aumentano anche in proporzione della burocrazia". Da Gauzzi, inoltre, un invito ad avviare un percorso di valorizzazione più stringente per artigianato e piccole imprese: "Ciò che si investe in questo settore resta come patrimonio della regione: a partire dai lavoratori. È vero, serve un salto culturale e sulla costruzione di reti si registra un ritardo che ora è tempo di colmare". Promosso il Patto, per Gabriele Chiocci, presidente Confapi Umbria, si tratta di "accelerare i processi decisionali". "Abbiamo condiviso anche strumenti messi in campo come network stabili di imprese e incentivi mirati al tessuto produttivo locale. Ora, che i patti siano chiari è interesse di tutti, ma è pure dovere di ognuno fare la propria parte nei limiti di ruolo e competenza".

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Metamorfosi 3 non basta la bravura dei manager per il successo di eni & co (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Metamorfosi 3 non basta la bravura dei manager per il successo di eni & co. Le imprese a controllo statale hanno bisogno del governo Scaroni è il miglior erede di Mattei alla guida del Cane a sei zampe. Ma sul "ring" globale, in lotta con i colossi Usa o francesi, serve la politica C'era una volta un grande manager che sapeva essere in anticipo sui tempi, si chiamava Enrico Mattei, padre nobile degli idrocarburi in Italia. Nel primo dopoguerra fondò l'Eni e, pur rappresentando un paese sconfitto, seppe inserirsi nella conquista di preziosi giacimenti in Medio Oriente, una prematura e inquietante scomparsa lo tolse di torno. Da allora l'Eni, grazie ad alcuni illuminati top manager, ha saputo migliorare le posizioni. Un grande gruppo che rappresenta nel mondo il fiore all'occhiello del nostro Paese. Nell'ultimo anno la controversia del Kazakistan ha fatto emergere quanto oggi la conquista di spazi sia non solo vincolata al mercato e alla forza finanziaria in grado di offrire prezzi esorbitanti, ma anche alla forza politica di ogni singolo Paese nel difendere le posizioni della compagnia di bandiera. Così è stato per gli americani con Esso, per gli anglo-olandesi con Shell e per i francesi con Total, molto meno per noi. A livello internazionale contiamo poco. Si vede quando dobbiamo concorrere su basi in cui, non solo il prezzo fa la differenza, ma anche ragioni geopolitiche. Paolo Scaroni interpreta sicuramente il ruolo di miglior successore di Mattei nella ormai ultra cinquantennale storia dell'Eni. È un manager moderno, dinamico, conosciuto a livello internazionale per i suoi ruoli precedenti in primarie multinazionali, può continuare a fare molto bene, ma, nel panorama internazionale, deve essere supportato con maggior forza e determinazione dal Governo, qualunque colore esso abbia e chiunque lo guidi. In questi giorni il prezzo del petrolio ha sfondato la cifra monstre dei 100 dollari, il prossimo passo sarà i 108-110. Guai a perdere posizioni nel mantenimento o conquista di nuovi giacimenti, gli altri potrebbero sovrastarci e le conseguenze per noi, che non disponiamo di altra fonte energetica al di fuori di petrolio e gas, farebbero scattare uno scenario a dir poco negativo, forse devastante per imprese e famiglie. L'impresa italiana è sempre più alle prese con molteplici problemi tra cui il costo dell'energia, per parecchi settori è particolarmente penalizzante, abbinato alla pressione fiscale e ad una burocrazia "ammazza imprese" che può diventare tombale per non poche aziende nostrane. Mediamente le dimensioni dell'impresa italiana continuano ad essere essenzialmente piccole, e le economie di scala sono difficilmente raggiungibili con scarsi volumi. Integrazioni e fusioni tra aziende sono assai difficili da realizzare, individualismo e il senso della cosa propria allontanano l'allargamento societario. Le associazioni di rappresentanza come Confindustria, pur avendo raggiunto nell'era Montezemolo un sensibile miglioramento in efficienza e comunicazione, fanno molta fatica a far comprendere ai propri associati le nuove esigenze dell'economia globale, che richiede continui investimenti in ricerca, innovazione e formazione professionale, tutti temi di cui è facile riempirsi la bocca, molto più difficile dar seguito con i fatti. I ricambi generazionali vanno a rilento e le nuove generazioni non sempre sono all'altezza dei padri o dei nonni. Un quadro generale che richiede una svolta in cui debbono essere coinvolte le banche. Ne abbiamo due, Intesa-Sanpaolo e Unicredit, che sono tra le prime 5 d'Europa, una gran cosa per la nostra credibilità economico finanziaria, bene abituarsi a ritenerle un vanto invece che vedere le banche come vampiri. Se oggi la nostra economia è solo sfiorata dalla crisi dei mutui subprime lo deve proprio al rigore con cui il credito ha gestito, in massima misura, i finanziamenti sia alle famiglie che alle imprese. Per favorire il recupero di competitività del sistema paese, le banche sono indispensabili. Al netto dei toni di reciproca accusa che animeranno la campagna elettorale è fondamentale concentrare l'attenzione sullo sviluppo e sull'unico veicolo che lo può far decollare: le imprese. Il modello su cui basarsi deve prevedere che le poche grandi come Eni, Enel, Finmeccanica e Fiat, facciano da spartiacque e favoriscano l'introduzione delle medio-piccole. Resta il quesito di quanto sia ancora utile che quattro tra le prime dieci imprese siano ancora sotto il controllo pubblico. In un'economia di mercato globale, a prima vista, si dovrebbe preferire la sana e vera public company , ma è ormai chiaro a tutti che la forza geo-politica ha incidenza mastodontica nella conquista dei mercati. Citavo prima il caso Eni-Kazakistan come esempio di debolezza Paese, se così ha funzionato poco facile pensare quanto non funzionerebbe per un'impresa totalmente in mani private. Inglesi, francesi e tedeschi hanno mantenuto saldamente in mano pubblica i controlli delle major di pubblica utilità, un po' meno gli inglesi basati più sul modello americano della vera public company , fortemente gli altri. Ne consegue un'esigenza di mantenere il controllo in mani pubbliche, purchè, com'è avvenuto nell'ultimo decennio, si metta a capo delle poche maxi imprese, top manager di alta competenza e capacità. Così è sicuramente oggi con Scaroni all'Eni, Conti all'Enel e Guarguaglini a Finmeccanica, ma così non è stato per Alitalia, a parte il troppo breve periodo Cimoli. Aspettiamoci un biennio difficile, per affrontarlo servono qualità e coraggio, l'accelerazione nel ricambio generazionale, una maggior presenza ai vertici di donne e una politica coesa e orgogliosa di guidare l'Italia. 22/02/2008.

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Provenzano, ecco il tesoro (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

DALL'ITALIA 22-02-2008 Dall'Italia MAFIA SEQUESTRATI BENI PER 150 MILIONI DI EURO FRA VILLE, AZIENDE EDILI, UNA CAVA E CONTI BANCARI Provenzano, ecco il tesoro Il procuratore aggiunto di Palermo Scarpinato però lancia un allarme: "Le indagini subiscono rallentamenti a causa della burocrazia" PALERMO II Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddù", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe "Pino " Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della Giustizia afferma ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante ". "In questo modo aggiunge le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli ". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia". Ville al mare Un complesso residenziale sequestrato ieri e riconducibile al boss Provenzano.

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I sindacati (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-02-20 - pag: 2 autore: I sindacati. Forti critiche dai rappresentanti dei lavoratori provenienti dall'estero "La Bossi-Fini è già da rivedere" "Il "Decreto flussi" è uno strumento che per quanto giovane già ha fatto il proprio tempo dal momento che non si è rivelato in grado di gestire l'incontro tra la domanda e l'offerta di manodopera immigrata". Diverse ma tutto sommato affini le analisi dei sindacati sul sistema di reclutamento dei lavoratori extracomunitari: "La Legge Bossi-Fini - secondo i principali organismi di tutela attivi al Sud - va rivista. E non tanto per problemi di natura ideologica, quanto piuttosto perché non è stata capace di interpretare le esigenze del mercato". Il dato che vede depositate al ministero dell'Interno 97.952 richieste di assunzione da parte di datori di lavoro meridionali va analizzato con estrema cautela secondo Mohamed Saady, coopresidente nazionale di Anolf Cisl attivo a Napoli. "Anche se formalmente - dichiara Saady si tratta di domande riguardanti personale che non è ancora giun-to in Italia, quasi in tutti i casi abbiamo a che fare con lavoratori già operativi sul territorio presso quegli stessi datori di lavoro che ne chiedono il reclutamento. E tanto più evidente risulta lo squilibrio tra le istanze effettuate a livello nazionale e le disponibilità reali. Queste ultime sono meno di un quarto delle prime. Così si non si fa altro che incentivare il lavoro nero". La domanda di manodopera immigrata, invece, cresce. "Si cercano- continua Saady- soprattutto figure di collaboratori domestici e l'attuale apparato legislativo, pieno di burocrazia, non riesce a soddisfare questa domanda. Da qui l'importanza di una riforma della Legge Bossi-Fini, per creare uno strumento che magari offra agli immigrati la possibilità di restare su suolo italiano alcuni mesi per cercare impiego". Criticità di funzionamento, nella legislazione esistente, le individua anche Pietro Milazzo, responsabile dell'Osservatorio regionale sull'immigrazione di Cgil Sicilia. "L'arco di tempo che intercorre tra la presentazione della domanda di lavoro - dice Milazzo- e la pubblicazione della graduatoria è tutt'altro che ragionevole. La situazione siciliana è complessa. Nelle province meridionali dell'isola c'è forte domanda di manodopera per l'agricoltura. Qui, se non si combatte seriamente il sommerso, fenomeni drammatici come il caporalato non verranno mai sradicati. Nelle grandi città, invece, la domanda più insistente riguarda badanti e maggiordomi". Severo con il sistema di reclutamento è pure il responsabile campano di Cgil Immigrazione, Jamal Qaddorah: "La politica di gestione dell'immigrazione mediante i flussi si è rivelata del tutto fallimentare. L'offerta di manodopera non è stata infatti in grado di soddisfare la domanda esistente sul territorio per i diversi settori. Anzi, si è creata una situazione di massima ambiguità con datori di lavoro che chiedono l'arrivo in Italia di lavoratori già operativi. Certi meccanismi - conclude Qaddorah- devono essere radicalmente rivisti". Mette in ultimo in guardia da possibili derive illegali del sistema dei flussi Shyama Bokkory Soodevi, responsabile di Anolf Calabria. "Sulle richieste di permesso di lavorodichiara la Soodevi- si sta sviluppando un vero e proprio mercato. C'è addirittura chi prende soldi per chiedere l'assunzione di immigrati. Un fenomeno pericoloso che deve essere combattuto con forza ". Fr. Pr. INEFFICACE "La normativa non è riuscita a interpretare le esigenze del mercato facendo incontrare domanda e offerta" Mohamed Saady. Copresidente nazionale di Anolf Cisl NEW FOTOSUD.

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CAMBIO DELLA GUARDIA A CONFINDUSTRIA (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SYSTEM (RAGUSA) data: 2008-02-20 - pag: 17 autore: CAMBIO DELLA GUARDIA A CONFINDUSTRIA R appresentare il vero elemento di stimolo di un territorio in continua crescita. A rileggere il bilancio di fine mandato del presidente uscente, Giovanni Solarino, e il documento programmatico del nuovo presidente, Enzo Taverniti, colpisce innanzitutto la coerenza di entrambe le guide di Confindustria Ragusa. Al passaggio di staffetta, infatti, l'obiettivo è rimasto sempre quello di contribuire concretamente allo sviluppo del territorio ibleo, in piena concertazione con il resto dell'Isola e nel pieno contesto euromediterraneo. Nell' “èra” Solarino, il numero delle imprese associate è arrivato a 210 e Confindustria ha lavorato soprattutto su alcuni punti ritenuti fondamentali: la riforma dello Statuto associativo, la costituzione della sezione Turismo (una delle voci più importanti dell'economia ragusana assieme alle produzioni tipiche locali), l'internazionalizzazione delle imprese attraverso la collaborazione con il Coexport (organo passato da 6 aziende consorziate a 20 soci) e con la partecipazione a fiere nazionali ed estere, su una nuova formazione e un migliore orientamento dei giovani, fino alla forte concertazione con gli Enti locali e con l'Asi. Eletto all'unanimità nel gennaio scorso, già presidente della sezione Metalmeccanica dal 2002 al 2005, Enzo Taverniti è stato chiamato a proseguire il cammino intrapreso da Solarino e il suo pragmatismo si è svelato nei punti programmatici proposti ai soci. Concorrenza, infrastrutture, scuola, fisco, politiche energetiche, burocrazia più snella, interventi concreti per il Sud: sono parole d'ordine che fanno riflettere su una politica a lungo raggio, proiettata nella crescita dell'intera Sicilia oltre che del suo “spicchio” più florido e produttivo come il territorio ibleo. Secondo Taverniti, sviluppare una nuova politica industriale significa attirare anche una nuova fidelizzazione nei confronti di Confindustria, che anche a livello nazionale, con il presidente Luca Cordero di Montezemolo, vuole rappresentare quello stimolo sempre ottimista e competitivo per il Paese. Con l'applicazione delle regole di Basilea, sono cambiati gli scenari del credito per le attività aziendali e secondo Confindustria Ragusa occorre assicurare tutti gli strumenti necessari perché una piccola e media impresa possa operare nel proprio territorio, mentre una nuova fidelizzazione nei confronti dell'Associazione arriva dalla società civile e dall'opinione pubblica. C'è una nuova consapevolezza, secondo il neopresidente di Confindustria, sul tema delicatissimo della lotta alla mafia, all'usura e al “pizzo” delle estorsioni, perché è innanzitutto l'atteggiamento dei coraggiosi imprenditori siciliani che sta cambiando. Tra le novità, lanciate nell' “èra” Taverniti, c'è infine la Business Community ovvero una piattaforma logistica e tecnologica sulla quale possono operare solo le aziende associate, per acquistare e vendere prodotti realizzando il proprio business attraverso appunto tecnologie di livello mondiale, al momento utilizzate soltanto da pochi, eletti gruppi italiani e internazionali.

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Dal ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VIGEVANO.BUROCRAZIA PAZZA Dal ministero assegno di un centesimo per l'agente di polizia [FIRMA]CLAUDIO BRESSANI VIGEVANO L'importo è stampato appena sopra la dicitura "non trasferibile": euro 0,01. O, se preferite, un bel centesimo tondo. L'assegno circolare emesso dal ministero dell'Interno a favore di un agente in forza al commissariato di Vigevano si riferisce al saldo dell'indennità dovuta per prestazioni svolte nel periodo in cui il poliziotto era in servizio alla stradale. La causale è la medesima di altri due assegni circolari analoghi, ricevuti sempre nei giorni scorsi dallo stesso agente, relativi a mensilità differenti e stavolta d'importo ben più ricco: 0,06 euro l'uno, addirittura 7 euro l'altro. Succede che l'indennità prevista per i servizi autostradali, una diaria di una manciata di euro al giorno, venga inserita in busta paga a livello forfettario e poi, periodicamente, gli uffici del ministero calcolino il conguaglio sulla base delle ore di servizio prestate. E dal ministero, fosse anche solo per un centesimo, parte implacabile l'assegno. E pazienza se il costo della procedura burocratica è centinaia di volte più alti dell'importo dell'assegno stesso. In compenso il ministero risparmia sull'invio, che non avviene per posta. Tocca all'agente recarsi personalmente all'ufficio cassa del compartimento della polizia stradale per ritirare gli assegni che gli spettano: un viaggio che a volte non vale nemmeno la spesa della benzina.

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Gara di solidarietà per Caterina e Giulia (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso In ventiquattro ore raccolti mille euro "La catena continua" SANDRA LUCCHINI Gara di solidarietà per Caterina e Giulia AOSTA E'partita da Courmayeur la "catena" della solidarietà per Caterina Battaglia, la trentatreenne di Aosta in gravi difficoltà economiche. Ieri, dopo sole 24 ore dal drammatico racconto della giovane a "La Stampa", le sono stati consegnati mille euro, che le permetteranno di fronteggiare le spese più impellenti determinate, soprattutto, dalla necessità di curare la figlia Giulia, 5 anni, affetta da una malformazione alle arterie polmonari. L'aiuto è arrivato da cittadini sensibilizzati da Glorianda Cipolla, pluricampionessa italiana di sci negli Anni 60 e ora scrittrice, residente nella cittadina ai piedi del Monte Bianco. Il suo "tam tam" fra amici e conoscenti ha fatto partire, immediata, la raccolta. Che sta continuando. La titolare dell'Hotel Europa, Luciana Benin, organizzerà una mostra, ad aprile, devolvendo l'introito a Caterina. "Ho programmato per il 2008 - dice - una serie di manifestazioni ognuna delle quali è finalizzata a sostenere persone in difficoltà". Il grande cuore dei valdostani non si è smentito; anzi, si sta esprimendo al massimo delle sue potenzialità; a ogni iniziativa di beneficenza le offerte arrivano sempre a cifre considerevoli, come confermano le responsabili delle associazioni di volontariato. Ai banchetti allestiti in varie piazze della Valle affluiscono molte persone con l'unico obiettivo di "donare a chi ne ha bisogno". "E' inaudito che in una regione come la Valle d'Aosta possano vivere persone in uno stato di indigenza così grave" dice Glorianda Cipolla. Si stupisce della rigidità della burocrazia. "Si nega una casa a una madre con problemi di questa portata, documentabili al completo, tra l'altro". Le cartelle cliniche rilasciate dall'ospedale "Gaslini", di Genova, descrivono la situazione della piccola che non potrà evitare un intervento chirurgico per correggere l'anomalia. "L'importante è garantirle una casa a un prezzo equo", insiste l'ex campionessa di sci. Questa gara di solidarietà ha commosso, fino alle lacrime, la giovane madre. "Questa mattina (ieri ndr) ho ricevuto il pacco della signora Cipolla - racconta -. Dentro ho trovato oggetti per la bambina e la busta con i soldi che ho già versato sul libretto di Giulia. Mi serviranno per lei quando verrà operata e quando andrà a scuola un altr'anno. Ringrazieremo di persona i nostri "angeli custodi"".

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Bestiario (sezione: Burocrazia)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

OPINIONI BESTIARIO Dove vai voto del nord? di Giampaolo Pansa Il Pd deve guardarsi dai facili entusiasmi. Per vincere le elezioni Veltroni deve sfondare in Veneto e Lombardia Ho un debito verso Pier Ferdinando Casini. Quando venni aggredito per un mio libro sulla guerra civile, fu il primo dei big politici (ben pochi, per la verità) che si spese in mia difesa. In quel caso mi resi conto un'altra volta che Casini era un tipo schietto: diceva come la pensava e faceva come la diceva. Oggi lo conferma la scelta di andare al voto da solo, con la sua Udc. Un gesto che rivela coraggio e orgoglio, anche se non so dove lo condurrà. Penso che vivrà giorni difficili. Gli altri piccoli gruppi cattolici (la Rosa Bianca e l'Udeur) stentano a trovare un accordo. A riprova che il virus della divisione corrode tutta la politica italiana. Per questo mi domando che cosa accadrà se il listone di Silvio Berlusconi farà propri i cardini elettorali enunciati da Casini nel discorso di Mestre. Gli ho sentito dire quello che milioni di italiani si dicono in privato. Il principio di autorità da ripristinare, a cominciare dalla famiglia, dove oggi i genitori fanno 'i sindacalisti dei figli'. La sicurezza da riconquistare. Il ritorno del merito. La selezione nella scuola, con il numero chiuso in tutte le università. La necessità di ricette dure per l'Italia. La scomparsa delle province con la loro inutile burocrazia. La difesa della legge Biagi. La scelta per l'energia nucleare. I servizi pubblici locali da liberalizzare, e altro ancora. Se il Cavaliere parlerà agli elettori come parla Casini, si troverà in sintonia con gran parte del paese. E il Popolo della Libertà potrebbe diventare una macchina schiacciasassi. Ecco perché l'esito del voto di aprile non è per niente scontato, in tutti i sensi. Anche Berlusconi dovrebbe essere più cauto nel dichiarare il proprio trionfo con tanto anticipo. Ma il Partito Democratico ha l'obbligo di guardarsi dall'euforia pericolosa che sta affiorando nel suo campo. Ho visto troppe volte la sinistra giurare sulla vittoria e poi tornare a casa con le pive nel sacco. Volete due esempi? Nel giugno del 1976, il Pci di Enrico Berlinguer era convinto di fare il sorpasso sulla Dc di Benigno Zaccagnini. Allora lavoravo per il 'Corriere della sera' e scrissi una lunga inchiesta sui comunisti. Tutti erano sicuri di farcela. Deciso a dare il colpo di grazia alla Balena Bianca, re Enrico mi rilasciò un'intervista per dire che si sentiva più sicuro sotto l'ombrello della Nato che sotto il Patto di Varsavia, guidato dell'Urss. A urne aperte, Bettino Craxi mi rimproverò di aver fatto guadagnare mezzo milione di voti alle Botteghe Oscure. Ma il sorpasso non ci fu. Alla Camera, la Dc conquistò il 38,7 per cento dei voti contro il 34,4 del Pci. E al Senato il distacco fu ancora più forte, di cinque punti. Nel marzo del 1994 accadde lo stesso con la gioiosa macchina da guerra di Achille Occhetto. Il popolo di sinistra era certissimo di sconfiggere quel tizio delle televisioni, un certo Berlusconi. Dappertutto sentivo ripetere: vinciamo, vinciamo! Se osavo dissentire, mi replicavano: ma che cavolo dici, Pansa!, non vedi come siamo forti? Finì come sappiamo: con l'ingresso del Cavaliere a Palazzo Chigi e le dimissioni del povero Baffo di Ferro. Mi auguro che Walter Veltroni sia più avveduto dei suoi antenati. Quando, nel primo comizio a Pescara, ha detto che il Partito Democratico "sta risalendo a una velocità impressionante" sono rimasto dubbioso. Poi ho capito come stanno le cose leggendo il giorno dopo, sull''Unità', l'intervista a Roberto Weber, sondaggista affidabile della Swg. La risalita, o rimonta che sia, per ora ha riportato il PD soltanto al livello dell'Ulivo alla Camera nel 2006: fra il 30 e il 31 per cento. Weber ha aggiunto quello che tutti sanno: per vincere le elezioni, il Pd deve sfondare al centro dell'elettorato. E che la battaglia si deciderà nell'Italia del nord, "la zona più difficile da aggredire". A cominciare dalla Lombardia e dal Veneto. Dove finora, dice sempre il capo della Swg, "non si sono registrati spostamenti a favore di Veltroni". Ma è proprio su questo fronte che lasciano perplessi certe candidature decise o annunciate. Molti si chiedono se un Colaninno junior non sia soltanto una rondine incapace di fare primavera. O se Martina Mondadori convinca battaglioni di incerti a correre ai seggi. Per di più, resta il dilemma se il Pd debba fare una campagna elettorale soffice o dura. Eppure in democrazia le campagne diventano subito durissime. Del resto, Antonio Di Pietro ha già sparato il primo siluro al Cavaliere: la sua Mediaset deve avere una sola rete tivù. Max D'Alema è partito sul ringhioso. Pierluigi Bersani ci spiega che le campagne sono anche 'contro' e non solo 'per'. Tuttavia lo stesso Bersani avverte: "Qualcosa si muove, ma il centro-destra ha un insediamento mostruoso". Attenti al pesce d'aprile, gente del PD. I furbetti del formaggino Una latteria su quattro nasconde il prezzo del latte o dei suoi derivati. Lo dice il primo Rapporto della task force antispeculazione. Tremila ispezioni in quattro mesi, per capire se qualcuno stava giocando sporco all'ombra dei grandi aumenti dei prezzi delle materie prime: quelli del grano, che ha galoppato al ritmo dell'85 per cento nel mondo e del 136 per cento in Italia, e quello delle polveri di latte (più 71 per cento il dato mondiale, più 140 per cento in Italia). Il Rapporto appena consegnato al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro punta l'indice sulla distribuzione. Nel caso del latte, su 683 ispezioni al dettaglio, ben 194 hanno fatto scattare una sanzione perché il prezzo era esposto male o non era esposto affatto. Le irregolarità di questo tipo sono aumentate del 24 per cento. I risultati delle ispezioni confluiranno nella revisione degli studi di settore. E se i commercianti non la dicono tutta sui prezzi finali, mistero totale c'è poi sui prezzi intermedi della filiera, quelli a cui comprano i negozianti: qui le Fiamme gialle promettono 'elementi informativi sul costo d'acquisto delle merci'. Da girare direttamente all'Antitrust.

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E ora l'Idv attacca la legge Biagi (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)

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Stampa Il programma E ora l'Idv attacca la legge Biagi L'Italia dei valori ha preparato 11 punti come proposta di programma che viene sottoposto ai cittadini. I punti sono riportati sul sito Internet di Idv. Eccone alcuni: Lavoro. Miglioramento della Legge 30 (la legge Biagi), garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari; per i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/1100 Euro; controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell'applicazione delle sanzioni. Sicurezza. Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine; più polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio; inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne. Legalità. Reintroduzione del reato di falso in bilancio; eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello; pene certe e processi penali e civili più rapidi. Economia. Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca; liberalizzazione dei servizi pubblici; diminuzione del carico fiscale sulle imprese.

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Più volontari e libri per i ciechi. Il governo decide in 48 ore (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa La giornata del BrailleSi celebra oggi per la prima volta in Italia l'invenzione che da 200 anni fa leggere i non vedenti Più volontari e libri per i ciechi. Il governo decide in 48 ore Anna Fiorino a.fiorino@iltempo.it Entro quarantott'ore Cristina De Luca, sottosegretario al Ministero della Solidarietà Sociale, dirà se aumenteranno i volontari del servizio civile assegnati ai ciechi. Già l'anno scorso fu battaglia dell'Unione Italiana e del suo presidente, Tommaso Daniele, ottenere l'aumento dal 2 al 4 per cento sul totale degli accompagnatori temporanei. La notizia arriverà più o meno in coincidenza con la giornata nazionale del Braille che si celebra oggi, quest'anno per la prima volta, grazie a una legge a costo zero approvata in tempo record, sponsor Enzo Bianco. Che ha partecipato alla presentazione della festa assumendosi un impegno un po' più costoso: far arrivare i libri ai non vedenti in tempo per l'inizio dell'anno scolastico. Chi non sta fra i ciechi potrebbe chiedersi che impegno sia. è una promessa seria, invece, poiché i testi scolastici in Braille (spesso mal tradotti e pieni di errori) arrivano puntualissimamente in ritardo, certe volte anche alla fine dell'anno. Forse per garantire ai disabili le pari opportunità della dannosa burocrazia riservata ai normodotati. Sollecitato dal moderatore Andrea Vianello, Bianco, al tavolo dell'Unione Ciechi in via Borgognona (che qualcuno vorrebbe cambiare in via Louis Braille) ha promesso pure che fonderà l'associazione parlamentare Amici dei ciechi. L'anno prossimo, il 9 gennaio, si festeggeranno i 200 anni della nascita di Louis Braille, un francese, molto poco amato in patria dato il disinteresse per la sua casa museo che Tommaso Daniele vorrebbe invece valorizzare. Perché in quell'appartamento Braille costruì l'alfabeto "delle parole che si leggono toccando" nell'elaborazione di combinazioni su puntini. Li trovate di solito negli ascensori. Sono appuntiti sotto il polpastrello. Quei rilievi rappresentano per i ciechi e per gli ipovedenti la strada verso il sapere. Perché non bastano radio, tv, internet. Leggere è un'altra cosa. E sono decine le testimonianze commoventi di chi, grazie al Braille, ha potuto dirsi vivo. Scoprendo magari, come si legge nella lettera di un cieco condannato dalla famiglia a chiedere l'elemosina, di essere intelligente, di poter arrivare sempre fra i primi cinque a scuola. Per un futuro in accompagnamento, ma fatto anche di "solitudine piena" nella quale, leggendo, si elaborano ricordi e progetti. Questo è il Braille. Ma non è sempre poesia. Ad esempio, gli insegnanti di sostegno, che in Italia sono 92.000 di cui la metà precari, non hanno diritto a esercitare in regime di specialità per cui s'occupano di ciechi o di autistici indifferentemente. Pare che dalla prossima legislatura non sarà più così se l'impegno di Mariangela Bastico, vice ministro alla Pubblica Istruzione, si trasformerà in realtà: le scuole sceglieranno i docenti in base alla presenza delle necessità dei disabili. Anche qui, semplice. Forse bastava pensarci prima. Oggi nelle scuole si dedicherà un po' del tempo dell'insegnamento al Braille. E di Braille si parlerà in tv, alla radio e sui giornali. Un primo passo per capire quanto vale leggere.

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Dalla diffida di febbraio ai sigilli posti ai cancelli (sezione: Burocrazia)

( da "Settegiorni (Magenta)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ULTIMO ANNO DALLA DIFFIDA DI FEBBRAIO AI SIGILLI POSTI AI CANCELLI Parabiago - Un anno. Dal febbraio 2007 ad oggi: 365 giorni in cui Ecoter ha chiuso i suoi cancelli e la sua attività. Ma come si è arrivati a questo periodo di fermo? Nel febbraio 2007 la Provincia aveva diffidato l'azienda a continuare la sua attività essendo stati trovati dei materiali stoccati in aree non autorizzate nonostante Ecoter avesse chiesto il permesso di poter ampliare l'area di lavorazione. Da qui la chiusura della ditta e l'inizio dei due mesi di tempo per rimuovere il materiale in eccesso e spostarlo in altra sede autorizzata. Ma, questa restrizione secondo il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri non era stata rispettata e da qui i sigilli posti ai cancelli di Ecoter il 31 maggio del 2007. Da maggio sino ad oggi, Ecoter si è quindi impegnata per riprendere la propria attività tanto che il 20 settembre scorso il Noe dava il permesso di aprire i cancelli. Poi ancora qualche mese di burocrazia sino all'apertura definitiva dei giorni scorsi seguendo la vecchia convenzione provinciale che rimarrà in vigore fino al 2016. Resta, quindi, in vigore l' ingresso all'impianto, utilizzando la via Appiani, solamente di circa trenta mezzi d'opera al giorno e che il sistema di lavaggio delle ruote dovrà essere realizzato in sostituzione all'intervento di spazzamento delle strade previsto dall'azienda. Basterà tutto questo per attenuare le proteste dei cittadini della zona? Articolo pubblicato il 22/02/08.

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Costretto a ripagare il bollo dell'auto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Treviglio" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

DISSERVIZI I computer della Regione non riconoscono i versamenti precedenti e gli addebitano anche gli interessi di mora COSTRETTO A RIPAGARE IL BOLLO DELL'AUTO Il pensionato amareggiato "Sono rimasto intrappolato in una situazione kafkiana" richiedi la foto Domenico Acunzo Treviglio - Burocrazia e computer, un mix che spesso non lascia scampo al cittadino. Lo sa bene Domenico Acunzo, funzionario delle Fs in pensione, residente in via De Amicis. Per pagare il bollo dell'automobile del 2008 è stato costretto a ripagare parte di quello del 2007 che aveva già versato. Non solo ma si è dovuto far carico anche della multa e degli interessi di mora, come se non l'avesse mai versato. "Sono rimasto intrappolato in una situazione kafkiana - ha commentato - e per uscirne ho dovuto chinare il capo e rinunciare ai miei diritti". Tutto ha avuto inizio i primi giorni di gennaio. "All'inizio dell'anno - ha spiegato - sono andato in tabaccheria per pagare il bollo dell'automobile. Mi scadeva a fine dicembre ma grazie alla proroga ero ancora in tempo". A questo punto un normale versamento di un'imposta è diventato una piccola odissea. "L'apparecchio non accettava il pagamento - ha continuato il suo racconto il pensionato - Il nuovo sistema informatico della Regione Lombardia che gestisce il pagamento, sosteneva che dovessi pagarlo da agosto. Nessuno dei terminali abilitati di Treviglio era in grado di accettare il bollettino. Mi dicevano tutti che dovevo aspettare agosto per il versamento. E io cosa dovevo fare nel frattempo girare senza bollo dell'auto?". Acunzo allora si è rivolto all'Aci che ha studiato la pratica. Anche qui non c'è stato niente da fare. La Regione pretendeva il pagamento da agosto ad agosto. Proprio nel mese estivo infatti, si è scoperto, la vettura era stata immatricolata e per i cervelloni elettronici del Pirellone non era possibile che il bollo invece vada da dicembre a dicembre. Una differenza, quella tra data di immatricolazione e di inizio del bollo, nata dal fatto, ha poi appurato Acunzo, che durante il periodo in cui la vettura era stata in vendita dal concessionario quest'ultimo aveva chiesto e ottenuto di sospendere la tassa. Al momento di venderla al trevigliese però non aveva pensato di di riattivarlo. Così non è stato registrato che nel frattempo Acunzo aveva provveduto a fare da sé pagando il bollo fino a fine anno. "Da allora - ha detto ancora il pensionato - ho sempre pagato da dicembre a dicembre". Per il 2008 però non è stato proprio possibile e l'unica soluzione che è stata trovata è stata quella di far ripagare ad Acunzo il balzello dallo scorso agosto. "Così non solo ho dovuto riversare la quota del 2007 - ha spiegato amareggiato - ma mi hanno fatto pagare la mora come se non avessi fatto il versamento. Una vera e propria beffa che mi è costata 100 euro". Articolo pubblicato il 22/02/08 Pietro Tosca.

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Mafia, sequestrato il <tesoro> dei boss (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSA NOSTRA. Ingenti beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo Mafia, sequestrato il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari, è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".  .

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Crestani presidente degli edili (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

APINDUSTRIA Crestani presidente degli edili   VICENZA Fabio Crestani è il nuovo presidente del direttivo Aniem (Associazione imprese edili) di Apindustria. 41 anni, associato dal 1991, metterà al servizio delle Pmi vicentine la propria consolidata esperienza nel settore, essendo titolare di ben tre imprese attive nell'ambito dell'edilizia. "Spero di poter dare un contributo costruttivo agli obiettivi di Apindustria - dice Crestani - portando anche nuove idee. Servono collaborazione tra le diverse associazioni di categoria e riforme per l'edilizia, a partire dalla lotta alla burocrazia, che blocca le nostre aziende".  .

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COSA NOSTRA. Ingenti beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mafia, sequestrato il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari, è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".  .

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Ville, aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: <Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSA NOSTRA. Ingenti beni di Andrea Impastato, prestanome di Provenzano e Lo Piccolo Mafia, sequestrato il "tesoro" dei boss Ville, aziende, conti bancari e cave, per 150 milioni I giudici: "Ma la burocrazia ci sta rallentando il lavoro"   PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili, il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della Sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo, in seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe "Pino" Lipari, il "cassiere" di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari, è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nella gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati, che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato: "Da circa due mesi il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Il magistrato ha sottolineato che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo", aggiunge, "le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento, perché si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato, "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".  .

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I <miracoli> delle cellule staminali adulte (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA 22-02-2008 NUOVE FRONTIERE I "miracoli" delle cellule staminali adulte DI ALESSANDRA TURCHETTI D a anni la ricerca sulle cellule staminali adulte produce risultati lusinghieri e l'intera comunità scientifica mondiale è impegnata a raggiungere nuovi obiettivi. L'Italia partecipa con numerose e importanti scoperte, alcune delle quali sono diventate dei veri e propri protocolli terapeutici. La leucemia e altri tumori del sangue, malattie ereditarie come la talassemia, le grandi ustioni, le lesioni della cornea e della pelle come ferite e ulcere, i danni all'uretra e all'osso-cartilagine e alcuni problemi cardiovascolari ven- gono ormai risolti grazie a queste cellule attraverso varie metodologie come il trapianto, terapie cellulari, tecniche di ingegneria tessutale. La cosiddetta "medicina rigenerativa", il settore di studi che si propone di riparare tessuti e organi mediante l'impiego cellule staminali adulte, sta mantenendo le sue promesse. Si comincia perfino a parlare di "chirurgia rigenerativa", ovvero di chirurgia associata a trattamenti che stimolano le cellule staminali per il futuro degli interventi estetici o plastici. Il nostro Paese è, dunque, in prima linea nonostante le ben note difficoltà del mondo della ricerca e gli ostacoli legati alla troppa burocrazia, alla mancanza di un adeguato sostegno economico. "Il sistema della ricerca è al collasso, mettetevelo in testa", era l'appello lanciato alcuni mesi fa da Angelo Vescovi, il neurobiologo milanese conosciuto a livello mondiale per i suoi studi sulle staminali. Eppure, nonostante questo, esistono nicchie fertili che producono risultati eccellenti. A cominciare dallo stesso settore della malattie neurodegenerative: all'università Bicocca di Milano l'équipe di Vescovi ha confermato le potenzialità terapeutiche delle staminali nella fase preclinica, cioè su modelli animali, per alcune gravi patologie come la sclerosi laterale amiotrofica. Siamo in attesa dell'avvio della sperimentazione sull'uomo. All'università di Genova, il gruppo di Antonio Uccelli ha migliorato il decorso della sclerosi multipla nei topi mentre, sempre a livello sperimentale, Alfredo Gorio, farmacologo dell'università di Milano, ha testato il ruolo cruciale delle staminali adulte neurali estratte dal cervello nella riparazione del danno midollare. Tutti studi in corso che, pur non alimentando false speranze, lasciano ben sperare. Cesare Peschle, direttore del Dipartimento di ematologia e oncologia dell'Istituto Superiore della Sanità, ha messo a punto un metodo per pilotare in laboratorio la crescita delle staminali nella direzione desiderata, aprendo così la strada alla produzione mirata di sangue a scopo trasfusionale o di staminali per i trapianti. Sergio Romagnani, immunologo dell'Azienda ospedaliera universitaria fiorentina di Careggi, ha scoperto la presenza di staminali adulte nel rene umano ma anche una nuova popolazione di staminali totipotenti nel sangue circolante periferico, adatte ad un utilizzo più agevole rispetto al prelievo da midollo osseo. E non dimentichiamo la possibilità di tornare a vedere con il trapianto di cornea: nell'occhio, nella zona denominata "limbus", c'è una vera e propria fabbrica di staminali che, in caso di lesioni dove però almeno un millimetro di tessuto è rimasto intatto, consentono di guarire mediante autotrapianto. Il Laboratorio sulle cellule staminali epiteliali presso l'Ospedale civile di Venezia esegue 50-60 trattamenti l'anno, con richieste anche da altri Paesi europei. Gli italiani sono, dunque, ottimi scienziati e, se non sono costretti ad andare altrove, fanno grandi cose: chi "resiste", riuscendo a procurarsi i fondi necessari, diventa spesso una figura di rilievo internazionale. Le metodologie utilizzate vanno dal trapianto alle terapie cellulari, alle tecniche di ingegneria tessutale Ecco le "nicchie" all'opera in varie città d'Italia Il nostro Paese è all'avanguardia nonostante la scarsità di finanziamenti e le difficoltà burocratiche Molte strutture di eccellenza a livello internazionale.

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AZIENDE. La società di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sicurezza "veronese" nel tunnel di Manhattan Zampieri: "Occasioni in Usa ma attenzione alle regole"   "Gli Stati Uniti? Un mercato ricco, che offre molte opportunità e può dare grandi soddisfazioni alle nostre aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è difficile avvicinarsi. Chi ci scommette e gioca secondo le regole e la competenza guadagna bene, ma chi prova a esportare i nostri vizi, prende sotto gamba le norme e lavora in modo approssimativo può farsi molto male". Gino Zampieri, ingegnere veronese e presidente della società di consulenza Ac&E srl (con un valore della produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il sistema produttivo degli Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire, visto che parte del suo tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di Manhattan, con il collega Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere un'azienda italiana impegnata nello scavo dei tunnel per il passante ferroviario che collegherà il quartiere di Queens con la Grand Central Station. Un'opera colossale, con un percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale transiteranno 200 mila persone al giorno, che costerà oltre 7 miliardi di dollari e non sarà completata prima del 2014. Ma anche una sfida per i contractors, che hanno dovuto mettere a punto macchine speciali, in grado di perforare (per un diametro di 7 metri) una delle rocce più antiche e resistenti del mondo, passando sotto l'East River. La società veronese è coinvolta nel progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana che ha adattato allo scopo e sta utilizzando una enorme "talpe". Ma la partnership nei controlli tecnologici è solo uno dei campi nei quali è attiva Ac.&E: la società veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di undici ingegneri, si occupa anche di formazione per la sicurezza, di risk assessment, della gestione di delicate campagne di recall (quando occorre "richiamare" i prodotti difettosi) e di certificazione per i mercati nordamericani e la Russia, oltre naturalmente a quelli europei. Ac.&E infatti certifica oltre il 60% delle macchine italiane destinate agli Stati Uniti. Uno dei campi più complessi è il rapporto tra le normative europee e quelle americane, perché spesso nascono contrasti tra committenti, fornitori e autorità di controllo. "Oltre Atlantico è necessario rispettare norme non solo strette, ma anche basate su precise metodologie di applicazione", sottolinea Zampieri. "Ciò forse comporta più rigidità, ma anche meno discrezionalità: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric. "Operiamo in un settore di nicchia sia nella certificazione che nei controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice Zampieri, che è anche incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla sicurezza delle macchine. "Stiamo sperimentando anche campi innovativi, verificando ad esempio che ormai nella fase di due diligence per le acquisizioni di aziende il risk assessment è un fattore strategico, tanto quanto la valutazione finanziaria". Confini aperti per le aziende italiane negli Stati Uniti, dunque, a patto di stare alle regole. "Sì, ma con una necessaria precisazione: dopo l'11 settembre l'approccio è cambiato, c'è una maggiore chiusura anche psicologica e le autorità verificano tutto, compresi macchinari e produttori. Quindi oggi un imprenditore deve tenere sempre più conto dei fattori normativi, arrivando a certificare l'intero stabilimento di produzione per acquisire più credibilità. Credo che il made in Italy non abbia nulla da invidiare agli americani per fantasia e tecnologia - conclude Zampieri - ma ancora molto da imparare come metodo".  .

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TRASPORTI. Il Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del Veneto meridionale (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo Settemila metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati: Verona investe sulle idrovie     Francesco Arioli Verona attiva la sua base logistica in Polesine: entro fine marzo - una volta che i funzionari comunali avranno concesso l'agibilità - sarà infatti pienamente operativa la piattaforma realizzata dal Consorzio Zai all'Interporto di Rovigo, settemila metri quadrati di struttura multifunzionale destinata soprattutto a corrieri e spedizionieri che, stando al direttore del consorzio, Raffaele Frigo, "rappresenteranno una grande opportunità per far crescere il traffico fluviale". L'annuncio è stato formalizzato l'altra sera al Quadrante Europa, nel corso di un convegno sulle potenzialità di investimento e di sviluppo nel Veneto meridionale in ambito logistico, ma anche produttivo e commerciale. Un'occasione che è servita al direttore dell'interporto rodigino, Erasmo Bordin, per aggiornare gli operatori sulla crescita del polo di scambio e sui margini di incremento di traffico della rete idroviaria padana (812 chilometri che collegano Cremona e Mantova a Ferrara e più a nord, tramite il Sile, il Brenta e il Livenza, fino a Padova, Treviso e Udine). Una rete che, "con modesti interventi di adeguamento", ha rivelato Bordin, trasporterà merci fino al lago di Garda seguendo il corso del Mincio. Bordin ha poi riferito del progetto, messo a punto dall'Università di Genova, per la realizzazione di un'imbarcazione "misurata" sulle caratteristiche dei corsi d'acqua delle idrovie padane. Ebbene, alla luce dei parametri di larghezza, profondità e caratteristiche della rete, le dimensioni massime della nave fluvio-marittima sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e mezzo di larghezza, 1.800 tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a 2,80 metri. E il Consorzio Zai (che detiene una quota di partecipazione dell'Interporto di Rovigo vicina al 7%) era evidentemente ben consapevole delle potenzialità di sviluppo dei trasporti via acqua quando, circa due anni fa, decise di investire sulla neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e costata una cifra vicina ai quattro milioni di euro "compreso il costo del terreno". L'iniziativa, ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine dell'evento, "non è legata esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto degli spazi da concessionare, quanto al coinvolgimento degli operatori logistici" e "all'incentivazione del traffico via acqua". Di sicuro interesserà "gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno già manifestato un certo interesse". La dotazione della piattaforma è naturalmente aggiornata agli standard più moderni: suddivisione modulare, impianti di videosorveglianza e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio, accessi già allacciati sul lato gomma e sul lato ferrovia "con la possibilità di collegarsi agevolmente anche al piazzale fluviale", ha precisato il direttore del Consorzio Zai, "distante non più di duecento metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

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Zampieri: <Occasioni in Usa ma attenzione alle regole> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

AZIENDE. La società di consulenza Ac.&E lavora al piano di metropolitana sotto l'East River Sicurezza "veronese" nel tunnel di Manhattan Zampieri: "Occasioni in Usa ma attenzione alle regole"   "Gli Stati Uniti? Un mercato ricco, che offre molte opportunità e può dare grandi soddisfazioni alle nostre aziende. Ma è anche un mondo particolare, al quale è difficile avvicinarsi. Chi ci scommette e gioca secondo le regole e la competenza guadagna bene, ma chi prova a esportare i nostri vizi, prende sotto gamba le norme e lavora in modo approssimativo può farsi molto male". Gino Zampieri, ingegnere veronese e presidente della società di consulenza Ac&E srl (con un valore della produzione nel 2006 di 804 mila euro) , conosce il sistema produttivo degli Stati Uniti in profondità. E non è un modo di dire, visto che parte del suo tempo lo passa sotto terra, negli strati di granito di Manhattan, con il collega Matteo Marconi - anch'egli nel cda - per assistere un'azienda italiana impegnata nello scavo dei tunnel per il passante ferroviario che collegherà il quartiere di Queens con la Grand Central Station. Un'opera colossale, con un percorso di oltre 7,5 chilometri sul quale transiteranno 200 mila persone al giorno, che costerà oltre 7 miliardi di dollari e non sarà completata prima del 2014. Ma anche una sfida per i contractors, che hanno dovuto mettere a punto macchine speciali, in grado di perforare (per un diametro di 7 metri) una delle rocce più antiche e resistenti del mondo, passando sotto l'East River. La società veronese è coinvolta nel progetto al fianco di Seli, l'impresa italiana che ha adattato allo scopo e sta utilizzando una enorme "talpe". Ma la partnership nei controlli tecnologici è solo uno dei campi nei quali è attiva Ac.&E: la società veronese, nata nel 2000 e forte di un nucleo di undici ingegneri, si occupa anche di formazione per la sicurezza, di risk assessment, della gestione di delicate campagne di recall (quando occorre "richiamare" i prodotti difettosi) e di certificazione per i mercati nordamericani e la Russia, oltre naturalmente a quelli europei. Ac.&E infatti certifica oltre il 60% delle macchine italiane destinate agli Stati Uniti. Uno dei campi più complessi è il rapporto tra le normative europee e quelle americane, perché spesso nascono contrasti tra committenti, fornitori e autorità di controllo. "Oltre Atlantico è necessario rispettare norme non solo strette, ma anche basate su precise metodologie di applicazione", sottolinea Zampieri. "Ciò forse comporta più rigidità, ma anche meno discrezionalità: e se in Europa quello che subiamo è un sovraccarico di burocrazia senza indicazioni chiare sulle procedure da seguire, la cultura della sicurezza negli Usa è acquisita a tutti i livelli". Numerosi big multinazionali si avvalgono dell'opera della piccola società veronese, da Rockwell Automation agli imbottigliatori di Coca Coca, da Siemens a Schneider Electric. "Operiamo in un settore di nicchia sia nella certificazione che nei controlli, ma i risultati ci danno ragione", dice Zampieri, che è anche incaricato dalla Ue di seguire le normative sulla sicurezza delle macchine. "Stiamo sperimentando anche campi innovativi, verificando ad esempio che ormai nella fase di due diligence per le acquisizioni di aziende il risk assessment è un fattore strategico, tanto quanto la valutazione finanziaria". Confini aperti per le aziende italiane negli Stati Uniti, dunque, a patto di stare alle regole. "Sì, ma con una necessaria precisazione: dopo l'11 settembre l'approccio è cambiato, c'è una maggiore chiusura anche psicologica e le autorità verificano tutto, compresi macchinari e produttori. Quindi oggi un imprenditore deve tenere sempre più conto dei fattori normativi, arrivando a certificare l'intero stabilimento di produzione per acquisire più credibilità. Credo che il made in Italy non abbia nulla da invidiare agli americani per fantasia e tecnologia - conclude Zampieri - ma ancora molto da imparare come metodo".  .

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Settemila metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati: (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

TRASPORTI. Il Consorzio annuncia l'imminente operatività dell'alleanza con l'interporto del Veneto meridionale Logistica, Zai attiva la piattaforma di Rovigo Settemila metri quadrati di struttura modulare sugli standard più avanzati: Verona investe sulle idrovie     Francesco Arioli Verona attiva la sua base logistica in Polesine: entro fine marzo - una volta che i funzionari comunali avranno concesso l'agibilità - sarà infatti pienamente operativa la piattaforma realizzata dal Consorzio Zai all'Interporto di Rovigo, settemila metri quadrati di struttura multifunzionale destinata soprattutto a corrieri e spedizionieri che, stando al direttore del consorzio, Raffaele Frigo, "rappresenteranno una grande opportunità per far crescere il traffico fluviale". L'annuncio è stato formalizzato l'altra sera al Quadrante Europa, nel corso di un convegno sulle potenzialità di investimento e di sviluppo nel Veneto meridionale in ambito logistico, ma anche produttivo e commerciale. Un'occasione che è servita al direttore dell'interporto rodigino, Erasmo Bordin, per aggiornare gli operatori sulla crescita del polo di scambio e sui margini di incremento di traffico della rete idroviaria padana (812 chilometri che collegano Cremona e Mantova a Ferrara e più a nord, tramite il Sile, il Brenta e il Livenza, fino a Padova, Treviso e Udine). Una rete che, "con modesti interventi di adeguamento", ha rivelato Bordin, trasporterà merci fino al lago di Garda seguendo il corso del Mincio. Bordin ha poi riferito del progetto, messo a punto dall'Università di Genova, per la realizzazione di un'imbarcazione "misurata" sulle caratteristiche dei corsi d'acqua delle idrovie padane. Ebbene, alla luce dei parametri di larghezza, profondità e caratteristiche della rete, le dimensioni massime della nave fluvio-marittima sono di ben 110 metri di lunghezza per 11 e mezzo di larghezza, 1.800 tonnellate di peso con capacità di immergersi fino a 2,80 metri. E il Consorzio Zai (che detiene una quota di partecipazione dell'Interporto di Rovigo vicina al 7%) era evidentemente ben consapevole delle potenzialità di sviluppo dei trasporti via acqua quando, circa due anni fa, decise di investire sulla neonata piattaforma, completata in circa venti mesi e costata una cifra vicina ai quattro milioni di euro "compreso il costo del terreno". L'iniziativa, ha chiarito ancora Raffaele Frigo a margine dell'evento, "non è legata esclusivamente alla resa dei canoni d'affitto degli spazi da concessionare, quanto al coinvolgimento degli operatori logistici" e "all'incentivazione del traffico via acqua". Di sicuro interesserà "gli operatori del comparto agroalimentare, che hanno già manifestato un certo interesse". La dotazione della piattaforma è naturalmente aggiornata agli standard più moderni: suddivisione modulare, impianti di videosorveglianza e antintrusione, 8500 metri quadrati di parcheggio, accessi già allacciati sul lato gomma e sul lato ferrovia "con la possibilità di collegarsi agevolmente anche al piazzale fluviale", ha precisato il direttore del Consorzio Zai, "distante non più di duecento metri". Le tariffe per l'affitto "non sono ancora state fissate ufficialmente", ha continuato Frigo, "ma il valore di mercato è attorno al 60, 70% dei canoni applicati a Verona". I tempi? Dipende dalla burocrazia, perché "la piattaforma ha tutte le carte in regola per essere già inserita sul mercato".

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Di Pietro-Pd, sottoscritto il patto di legislatura (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Questa mattina al loft di Piazza Santa Anastasia il leader dell'Idv ha firmato il 'matrimonio' con Veltroni. Sul blog lancia il programma in 11 punti: dall'inglese negli asili al falso in bilancio. E un impegno: fuori la politica dalla Rai. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie di POLITICA Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Ign) - Ora sotto il 'matrimonio' elettorale tra l'Idv e il Pd c'è anche la firma. E' stato infatti sottoscritto questa mattina tra Walter Veltroni e Antonio Di Pietro il patto programmatico che unirà i due partiti per i prossimi cinque anni e guiderà l'azione di governo, qualora Veltroni e Di Pietro riescano a vincere le elezioni del 13 e 14 aprile. Questo è l'obiettivo ed il programma sottoscritto oggi al loft di Piazza Santa Anastasia riempie di contenuti l'accordo elettorale che prevede la presentazione di liste collegate per le consultazioni del voto di primavera, alle quali Pd e Idv si presenteranno con il proprio simbolo. "Nell'ambito del programma - ha affermato Di Pietro lasciando la sede del Pd - ci sono tante azioni che possiamo portare avanti insieme". Il leader dell'Italia dei Valori si è limitato ad indicare il riassetto del sistema televisivo come uno degli obiettivi sui quali lavorare con il Partito democratico. Un tema imprtante, ha precisato l'ex pm, ''per risolvere uno dei problemi di questo Paese: ovvero come superare in modo efficace e moderno il duopolio Rai-Mediaset. Su questo aspetto - assicura l'ex ministro - il programma non è certo un accomodamento al ribasso". Dunque l'Italia dei Valori corre con il Pd. Il partito di Di Pietro ha preparato 11 punti come proposta di programma che viene sottoposto ai cittadini e che vengono riportati sul blog di Antonio Di Pietro. Lavoro - Miglioramento della Legge 30, garantendo reddito e riqualificazione nei periodi di non occupazione e prevedendo agevolazioni fiscali per i lavoratori precari. Per i giovani, salario minimo di ingresso di 1000/1100 euro. Controlli effettivi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e rigore nell'applicazione delle sanzioni. Sicurezza - Rimpatrio immediato ed effettivo degli immigrati clandestini e obbligo, per quelli condannati, di scontare le pene nei Paesi di origine. Piu' Polizia nelle strade e più video sorveglianza nel territorio. Inasprimento delle pene per i reati contro i minori e contro le donne. Legalità - Reintroduzione del reato di falso in bilancio. Eliminazione del conflitto di interessi di ogni tipo e ad ogni livello. Pene certe e processi penali e civili piu' rapidi (possibilità di applicazione della pena dopo il secondo grado di giudizio e sospensione della prescrizione dopo il rinvio a giudizio). Economia - Meno burocrazia per le imprese e detassazione degli investimenti in ricerca. Liberalizzazione dei servizi pubblici. Diminuzione del carico fiscale sulle imprese. Informazione - Fine dei duopolio Rai-Mediaset in attuazione delle direttive europee e delle sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di giustizia europea. Revisione dei criteri di assegnazione ed effettivo controllo sull'utilizzo dei finanziamenti pubblici all'editoria. Fuori la politica dalla Rai. Salute - Nomine e incarichi nelle Asl e negli ospedali secondo criteri di competenza e professionalità valutati da organi indipendenti. Realizzazione di strutture mediche di eccellenza su tutto il territorio nazionale. Maggiori finanziamenti alla ricerca medica. Politica - Incandidabilità al Parlamento per i condannati con sentenza passata in giudicato. Restituzione agli elettori della scelta dei candidati. Riduzione del numero dei componenti delle Assemblee elettive (Parlamentari e consiglieri comunali provinciale e regionali). Famiglia e diritti delle persone - Riconoscimento di un sistema di diritti e doveri per le coppie di fatto. Agevolazioni sulla prima casa per le giovani coppie. Diffusione capillare di asili e asili nido con orari di apertura identici a quelli di lavoro e creazione di un sistema di tutele per le lavoratrici madri. Scuola-Università - Integrazione Universita'/Imprese su progetti di ricerca e innovazione. Diffusione delle nuove tecnologie informatiche (Wi Max) e loro insegnamento a partire dalle scuole elementari. Insegnamento di elementi di lingua inglese a partire dagli asili. Lotta agli sprechi e inefficienza pubblica - Obbligo di gestione unificata dei servizi generali nei comuni con meno di 5000 abitanti. Riduzione di almeno il 50% del numero di Società a partecipazione pubblica sia dello Stato che degli Enti Locali. Abolizione delle Provincie nelle aree Metropolitane e abolizione delle Comunità montane. Ambiente e qualità della vita - Sviluppo energie rinnovabili (finanziamento auto elettriche, pannelli solari, centrali elettriche e autonome). Incentivazione del trasporto pubblico. Realizzazione nelle realtà inadempienti di un ciclo di rifiuti basato su raccolta differenziata, riutilizzo del riciclabile e smaltimento ecocompatibile.

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CASINO'/ PIZZIGATI (FEDERGIOCO): PENALIZZATI QUELLI ITALIANI (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

22-02-2008 11:42 Nel mirino la normativa antiriciclaggio Roma, 22 feb. (Apcom) - "Trovo assurdo che lo Stato penalizzi in questo modo i casinò italiani, unici luoghi in cui i controlli sono da sempre ai massimi livelli, a differenza di quanto accade invece nelle agenzie di scommessa, dove chiunque può entrare ed effettuare puntate senza dover dar conto della provenienza del denaro". E' quanto dichiarato da Mauro Pizzigati, Presidente di Federgioco, l'organismo che raccoglie le rappresentanze delle quattro case da gioco italiane, in merito alla discussa normativa antiriciclaggio. Tale normativa, che entrerà in vigore il prossimo 1° maggio, implica la registrazione di tutti i clienti, operazione già effettuata nei casinò italiani, ma che sarà ancora più dettagliata per ogni giocata o operazione superiore ai 2 mila euro. Per Federgioco, potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina Slovenia, che si sta attrezzando ad accoglierli al meglio. "Se verrà confermata una disposizione così penalizzante per i casinò italiani - prosegue Pizzigati - chiederemo un decreto correttivo, pronti anche a ricorrere alla Ue. Il rischio è infatti quello di portare le case da gioco nostrane fuori competizione. Riteniamo invece che vi siano ampi margini di crescita per questo settore". "La sfida riguarda in primo luogo i servizi di gioco, che devono essere accresciuti al fine di offrire un prodotto più fresco e competitivo. Spazio quindi a nuovi giochi e a nuove sale, nuove ambientazioni, ma anche a nuove macchine in grado di attirare i giocatori. Sarà necessario inoltre cavalcare il successo planetario del Poker Texas Hold'em, dando più spazio a tornei ed iniziative. Senza contare - prosegue Pizzigati - che i casinò italiani si stanno attrezzando per poter introdurre giochi online nelle sale, quali ad esempio i gratta e vinci". (fonte: Agipronews).

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Po, al via la "rinaturalizzazione" (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 22/02/2008 --> Approvata la direttiva dell'Autorità di Bacino, attesa da anni. La soddisfazione del WWF Ritorno alle origini per il bacino del Po. Dopo lunghi anni di pressioni e burocrazia, è stata finalmente approvata la direttiva dell'Autorità di Bacino che consentirà di avviare la rinaturazione del più grande fiume italiano, un "restauro" naturalistico ad ampio raggio per garantirne la sicurezza idrogeologica e l'equilibrio ecologico. "La direttiva rappresenta una vera svolta ? dichiara Andrea Agapito Ludovici, responsabile Acqua del WWF Italia - Il Po, da più parti considerato come il grande malato dell'Italia settentrionale, è stato vittima di pesanti speculazioni in passato ed è tuttora oggetto di progetti pericolosamente fantasiosi, come la recente proposta di navigazione per il trasporto merci, che ne possono compromettere l'equilibrio, con gravissime conseguenze ecologiche, senza arrecare alcun beneficio economico e senza contribuire nemmeno a ridurre i problemi legati alle inondazioni o alle continue crisi idriche estive. Il fiume potrà tornare in salute se finalmente verrà attuato il Piano di Assetto idrogeologico, che deve garantire il ripristino degli equilibri ambientali necessari a scongiurare nuovi rischi, anche attraverso questa nuova direttiva tecnica." Ma quali sono i lavori da fare? Si tratta di riattivare vecchi rami fluviali abbandonati o degradati; ripristinare le aree di esondazione naturale; riforestare le fasce fluviali; ridurre gli elementi artificiali rimuovendo, per esempio, argini obsoleti; realizzare interventi per la conservazione di specie ed habitat prioritari o interventi per il controllo delle specie aliene, come la rimozione di ostacoli (traverse, dighe, paratoie..) che impediscono a specie ittiche rare di risalire il fiume alla ricerca delle aree di riproduzione. Il WWF ha promosso interventi di riqualificazione in due aree cruciali del bacino fluviale: 1) DOVE IL TICINO ENTRA NEL PO: Nell'area pavese, dove il Parco del Ticino - fondamentale corridoio ecologico che collega le Alpi alla pianura - incontra il Po, sono già stati avviati interventi di riforestazione e ampliamento di zone umide. Progetto avviato da Parco del Ticino e Regione Lombardia e patrocinato dal WWF per consolidare un punto nodale della rete ecologica della pianura padana, attualmente dominato da coltivazioni di pioppi. 2) DOVE IL RISCHIO ESONDAZIONE E' PIU' ALTO: Nel Mantovano, in un tratto del fiume particolarmente sensibile al rischio di esondazione e, non a caso, tra i più duramente colpiti dalle alluvioni del 2000, il WWF ha presentato nel 2003 una proposta per la riqualificazione delle zone umide e la riforestazione delle sponde (circa 90 km per quasi 10000 ettari di golena), gli strumenti più importanti per ridurre il rischio di esondazioni future. "Tutti questi progetti possono essere sviluppati con il coinvolgimento attivo di agricoltori, imprenditori, associazioni locali e comuni ? conclude Agapito Ludovici ? E' un'opportunità che non va sprecata, perfettamente in linea con l'applicazione della direttiva quadro acque 2000/60/CE e della più recente direttiva 2007/60/CE sul rischio alluvionale. Perché divenga uno strumento operativo efficace, è necessario che le Regioni e Province rivierasche la adottino al più presto per la propria pianificazione (Piani di sviluppo Rurale, Piani territoriali di coordinamento, Piani cave)." Nota: Alla base della direttiva c'è il "Patto sui fiumi" stretto da WWF Italia, Giovani Imprenditori di Confindustria e Coldiretti Lombardia nel 2001, che è stato adottato dall'Autorità di Bacino nel 2006 e finalmente approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel febbraio 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 28 del 2/02/08). La direttiva può essere scaricata da www.adbpo.it, nella sezione direttive tecniche per l'assetto idrogeologico.

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(di B. Bozzetto) (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per il signor Rossi "è sempre colpa degli altri" di Bruno Bozzetto commenti - | | 16 febbraio 2008 Parlando degli italiani e di ciò che li accomuna, mi viene spontaneo citare un mio personaggio, il sig. Rossi che fin dagli anni sessanta venne ritenuto un buon esempio di uomo medio italiano, quello nei cui comportamenti molti di noi si erano riconosciuti ed ancor oggi si riconoscono. Non so se ciò sia completamente vero. In realtà il sig. Rossi era nato casualmente, senza alcun intento di voler rappresentare gli italiani, ma come semplice interprete di un piccolo episodio realmente accadutomi e poi adattato per una storia a disegni animati. Solo più avanti, nel corso degli anni e dei film successivi, il personaggio ha assunto poco a poco una sua vita propria e si è ritrovato a vivere diverse avventure tragicomiche, nelle quali probabilmente molti italiani rivedevano se stessi. Nello sviluppo di queste storie, che trattavano di vacanze, viaggi, od anche del banale lavoro quotidiano, per motivi esclusivamente spettacolari, veniva data particolare enfasi agli intoppi, ai problemi ed alle disavventure che costellavano ogni vicenda. In definitiva il sig Rossi era una persona a cui sembrava dover capitare di tutto, anche l'impossibile, e lui si difendeva come poteva, utilizzando i mezzi a sua disposizione, che spesso non riuscivano neppure a trarlo d'impaccio. Probabilmente è stato questo il punto chiave che ha fatto scattare un processo d'identificazione, poiché anche gli italiani si sentono spesso vittime di fatti incomprensibili. Pensiamo ad esempio a fatti che riguardano la legge. In Italia esistono più leggi che in qualsiasi altra nazione europea, e tutti noi sappiamo quanto astruse, complicate, e di difficile interpretazione la maggior parte di esse siano. Spesso affermano tutto ed il contrario di tutto. O pensiamo alla burocrazia ed alla giustizia. Sappiamo perfettamente quanti decenni possa durare anche la più sciocca causa, leggiamo quotidianamente di verdetti assurdi ed inspiegabili, che fanno vacillare anche il più radicato buon senso, e ciò ci rende spaesati, sicuramente perdenti, e soprattutto. terrorizzati di finire sotto qualsiasi accusa. Questo può spiegare perché, se stiamo percorrendo una strada in auto e vediamo all'orizzonte una qualsiasi sagoma che faccia pensare alla polizia stradale, rallentiamo immediatamente. I nostri documenti sono in regola, la velocità sotto ai limiti consentiti, ma rallentiamo ugualmente, perché sappiamo con certezza che ad un attento controllo risulteremo sicuramente in colpa per qualche infrazione che neppure sospettavamo. La stessa paura coglie il datore di lavoro per una visita della finanza: lui sa perfettamente che un'indagine accurata, eseguita con i mille regolamenti alla mano, porteranno alla luce elementi per qualche multa salata. Ecco perché ci immedesimiamo con il sig.Rossi. Lui è una vittima e tali ci sentiamo anche noi, perseguitati da qualcosa di incomprensibile e quindi di ingiusto. E come logica conseguenza ciò fa nascere un secondo curioso atteggiamento mentale: tendere ad attribuire agli altri anche le nostre piccole e grandi colpe. Critichiamo chi lascia l'auto in sosta vietata, ma noi per primi lo facciamo, ce la prendiamo con chi evade le tasse, ma se appena se ne presenta l'occasione lo imitiamo, giudichiamo vergognosi certi programmi in tv, ma non ne perdiamo neppure uno, e via dicendo. In definitiva credo che questo sia il fatto che più di ogni altro accomuna gli italiani, e rende parallelamente più difficile un nostro miglioramento sociale: il non voler mutare i nostri comportamenti, anche se sbagliati, perché. la colpa è sempre degli altri.

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La sfida di Bellini: "Attraversare (sezione: Burocrazia)

( da "Realsports.it" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA SFIDA DI BELLINI: "ATTRAVERSARE IL PACIFICO A REMI" da Redazione RealSports.it datato 22/02/2008 Ha preso il largo ieri sera (ora italiana) dalla costa di Lima in Peru', Alex Bellini, il rematore solitario che nella sua nuova sfida punta ad attraversare a remi l'intero oceano Pacifico, fino a Sydney, dove arrivera' tra poco meno di un anno. 10mila miglia di navigazione all'altezza dell'Equatore, il passaggio in alcune zone di mare particolarmente pericolose, alla velocita' media di due nodi (4 km all'ora), nessun supporto a mare se non la forza dei suoi muscoli per remare e i pannelli solari NRG Sunrise ad alta tecnologia per far funzionare la strumentazione elettronica. Un elogio alla lentezza, una sfida sportiva estremamente complicata, sia per l'impegno e lo sforzo fisico, sia per l'aspetto psicologico: Alex sara' completamente solo, e non ricevera' alcun sostegno via mare. Tutta l'attrezzatura stivata prima della partenza, compresi i 300 kg circa di alimenti, dovranno bastargli per tutta la traversata, e saranno integrati solo con la pesca. La sfida e' iniziata: lentamente, Alex Bellini ha preso il largo dalla costa peruviana, salutato da moltissime persone che hanno seguito la sua impresa dal Peru', incontrate mentre risolveva problemi relativi allo sdoganamento dell'attrezzatura, durato oltre un mese Alex e' stato ospitato dal piu' noto club nautico del Sudamerica, il Club de Regattas, dal quale e' partito, dovendo attendere qualche ora rispetto all'orario previsto, a causa di un leggero vento contrario che ostacolava le prime remate, poi quietatosi. "E' arrivato il momento -ha detto Bellini- dopo 40 giorni di burocrazia per sdoganare la barca finalmente parto. E' difficilissimo salutare mia moglie Francesca, ma sono pronto. Non ho paura, ho voglia di cominciare questa lunghissima sfida". Una partenza decisa due giorni fa, d'accordo con lo shore team, perche' si sono palesate le migliori condizioni meteo per partire: vento leggero da direzione favorevole, e poca corrente. Nel corso dei primi novanta giorni di impresa, Alex sara' monitorato, attraverso una sofisticata strumentazione dal CNR di Pisa, che ha chiesto di poter analizzare il cardiogramma di Alex in questa manifestazione. I dati raccolti serviranno agli scienziati del Cnr per studiare i meccanismi del cuore sotto sforzo. Alex sara' solo in mezzo all'oceano, ma grazie alla tecnologia, tutti potranno seguire la sfida: collegandosi al sito www.alexbellini.it, infatti, si potra' leggere il diario di Alex: grazie a un telefono satellitare, infatti, Bellini trasmettera' sia informazioni tecniche legate alla posizione e alla rotta, sia terra' un diario di bordo. Sempre attraverso il sito internet, sara' possibile inviargli sms e dialogare con lui. Bellini non e' nuovo a queste sfide: dopo aver attraversato per due volte l'Alaska a piedi, e partecipato alla Maratona delle sabbie, nel deserto del Sahara, nel 2005 e' stato il primo sportivo ad attraversare in solitario a remi il Mediterraneo e l'Oceano Atlantico, per un totale di 6mila miglia di navigazione da Genova a Fortaleza in Brasile. Oggi torna a bordo della sua barca, Rosa di Atacama II, per ricominciare a remare in quella che risulta essere, per durata e per percorso, la sua sfida piu' impegnativa. Stampa | Home | Chiudi.

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Si rischia di perdere l'ultimo treno per l'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Enti Locali & Cittadini le autonomie Si rischia di perdere l'ultimo treno per l'Europa Nando Morra --> Le drLa fine anticipata della legislatura, oltre ad avvenire in una fase assai delicata per il sistema Paese, ha creato un ulteriore clima di disagio ed incertezza per il sistema delle Autonomie Locali. Finalmente si era avviato il processo di attuazione del Titolo V della Costituzione. Si stava lentamente definendo un disegno riformatore che, aveva il pregio di suscitare una riflessione su provvedimenti di enorme rilievo per il sistema delle Autonomie. Lo stop è stato deleterio per le innovazioni costituzionali. Nello interesse del "sistema paese" non è rinviabile l'attuazione del dettato costituzionale per dare vita ad una Repubblica di segno federale e, nel contempo, ad una riforma del sistema politico che favorisca la stabilità di una logica bipolare. L'obiettivo primario è creare sistemi di governo locale efficienti, al servizio delle collettività locali, dei soggetti sociali ed economici che operano sul territorio cui offrire un quadro di responsabilità chiaro, trasparente ed in cui siano ben definiti i compiti e le funzioni di ciascun attore istituzionale sulla base di principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. Come affermato anche dal Capo dello Stato, non è più rinviabile l'attuazione del Titolo V della Costituzione stante il ruolo strategico assegnato alle autonomie locali per le politiche di coesione, sostenibilità, sviluppo socio-economico e per la qualità della vita dei cittadini. Federalismo amministrativo e Nuovo Codice delle Autonomie, attuazione del federalismo fiscale, revisione del sistema di rappresentanza e della concertazione, riforma dei servizi pubblici locali e Senato federale, sono alcuni dei capisaldi del percorso di riforma e di profonda riorganizzazione degli assetti istituzionali, organizzativi e finanziari del sistema delle Autonomie. L'obiettivo è quello di creare sistemi di governo locale efficienti al servizio delle collettività locali, dei soggetti sociali ed economici che operano sul territorio e di offrire loro un quadro di responsabilità chiaro, trasparente ed in cui siano ben definiti i compiti e le funzioni di ciascun attore istituzionale sulla base dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. In un Paese ingessato, rallentato dalla burocrazia e dalla sovrapposizione delle competenze, bisogna puntare alla massima valorizzazione dei cittadini, delle comunità locali e delle Regioni nella convinzione che senza vera autonomia non ci può essere reale responsabilità. E se non c'è responsabilità certa non c'è neppure trasparenza. La battaglia non è stata portata fino in fondo dalle Associazioni. Un punto critico, infatti, è l'atteggiamento che le Associazioni delle Autonomie locali hanno avuto in questi due anni di governo di centrosinistra: troppa accondiscendenza quando si mettevano in discussione dei principi fondamentali. Su autonomia, responsabilità e trasparenza non si può transigere . Si mettono in discussione valori, contenuti, soggettività, politica e ruolo delle Associazioni. C'è molta nebbia al riguardo. E' certo legittimo proporre di tornare indietro, abbandonare il federalismo, e chi lo vuole proporre si assuma le proprie responsabilità, ma quello che non è tollerabile oltre è questa situazione sospesa di un federalismo annunciato e di un centralismo praticato. Questo comporta che il governo che verrà, a prescindere dallo schieramento vincente, ed il Parlamento dovranno affrontare e dare risposte positive ad alcuni seri problemi. In primo luogo, il nuovo Codice delle Autonomie, adeguando il Testo Unico attuale alle previsioni del Titolo V della Costituzione. Esso deve mirare a Regioni nuove e forti che di contro dismettano ogni velleità gestionale a vantaggio di una capacità di riordino del sistema locale e di una effettiva capacità programmatoria. L'esperienza negativa e complessiva delle Regioni meridionali in particolare, sollecita di andare in questa direzione. Nel contempo, l'aggregazione dei Comuni per rispondere davvero al principio di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza; valorizzare le Province nella loro funzione di Ente di area vasta, in particolare per le funzioni ambientali e di coordinamento del governo del territorio; garantire una reale autonomia organizzativa degli Enti; eliminare tutti quei livelli para istituzionali che ora stanno fra le Regioni e gli Enti Locali e fra i Comuni e le Province (Ato, Consorzi, Agenzie, ecc.) Anche questo è un punto penalizzante per il Mezzogiorno e per la Campania in particolare. Se si fa attenzione allo scenario fiscalità risorse servizi, il compito è allora più impegnativo. Urge la legge attuativa dell'art. 119 della Costituzione, federalismo fiscale, che punti alla responsabilizzazione delle Regioni e delle Autonomie non solo sul versante della spesa ma anche di quello delle entrate, che garantisca a Regioni e Autonomie risorse proprie e compartecipazioni ai tributi statali in misura tale da renderle davvero autonome. Un meccanismo che preveda un efficace sistema di perequazione che nel colmare le differenze di partenza fra le diverse Regioni e le diverse realtà locali spinga con meccanismi premiali tutti i livelli istituzionali ad atteggiamenti rigorosi e virtuosi in tema di risorse finanziarie. Altro nodo non rinviabile è modificare il patto di stabilità interno sulla base di una articolazione dello stesso su base triennale e su base regionale, misurando le compatibilità con il quadro nazionale in modo tale che vengano favoriti gli Enti che fanno più investimenti ed erogano più servizi a parità di indebitamento. L'ICI è stato un iceberg sul quale si è schiantata l'autonomia della rappresentatività degli Enti Locali. Il punto vero è dire No alla abolizione dell'ICI e Si ad una sua riforma che la renda più equa, cogliendo meglio la sua funzione di tassazione dei patrimoni immobiliari. Come anche dire Si al federalismo differenziato appena dopo l'attuazione del 119. Questioni di assoluta urgenza concerno i servizi ai cittadini. L'obiettivo è riformare il governo dei servizi pubblici locali favorendo la liberalizzazione e la nascita di soggetti imprenditoriali che per dimensione e qualità siano capaci di compiere un reale progresso nella gestione di questo settore in particolare, al Sud il quale paga pesantemente la frammentazione e l'assenza di una cultura gestionale di questi servizi che storicamente è stata interpretata dalle società municipalizzate nel Centro Nord del Paese. Anche questo nodo costituisce un punto di arretramento e di arretratezza per il Mezzogiorno ed in particolare per la Campania. L'ultimo rapporto Eurostat parla con la chiara durezza delle cifre. Il dato Pil pro-capite è la misura di un gap che aumenta vertiginosamente tra il Sud, il Nord ed il Centro. In questa speciale classifica, la Lombardia a 136,5 seguita dalla Provincia di Bolzano con 135,6. La Campania è all'ultimo posto con 66,9 perdendo 6 punti negli ultimi cinque anni, preceduta dalla Puglia con 68,9. Se la media delle aree arretrate è 75, la Campania è anche dietro le Regioni ultime arrivate, Macedonia, Tessaglia, Estremadura. Malgrado il fiume di risorse europee del POR 2000/2006, la Campania precipita rispetto ad un Sud che declina. Solo la provincia di Salerno tiene il passo e registra dati positivi per il PIL, sviluppo e occupazione. Da qui, l'esigenza di un paese, di un Governo e di un Parlamento che debbano costruire un grande patto con i Comuni del Sud per fermare la deriva. Se le differenze aumentano invece che diminuire, vivere, lavorare, studiare, intraprendere al Sud è sempre più diverso che farlo al Centro Nord. Si conferma, purtroppo, che la esperienza delle nuove Regioni al Sud non produce gli stessi effetti che nel resto del Paese. Bisogna tornare ad appellarsi a Province e Comuni per un grande patto che punti su obiettivi precondizioni dello sviluppo: - alla cultura della sicurezza e del diritto; - al potenziamento del welfare locale a partire dai servizi per l'infanzia; - a politiche che trattengano nel territorio giovani laureati; - alla creazione di un sistema imprenditoriale di servizi pubblici (gas, acqua, rifiuti, energia) sul modello del Centro Nord; - alla diffusione delle tecnologie; - alla valorizzazione dei beni ambientali e culturali e dei sistemi territoriali con priorità specifiche come le filiere turistiche ed agroalimentari. Un progetto che fondandosi su una grande alleanza tra le Province con i Comuni e fra i Comuni, non disperda le risorse ingenti che l'Europa metterà a disposizione di quei territori 2007/2013. Perdere quest'ultimo treno è condannare il Sud all'esilio in Europa. --> del 22-02-2008 num.

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Aspettando i fatti (sezione: Burocrazia)

( da "Opinione, L'" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oggi è Ven, 22 Feb 2008 Edizione 37 del 22-02-2008 Cresce nei cittadini la voglia di un'amministrazione più efficiente Aspettando i fatti L'emergenza rifiuti in Campania mostra la differenza tra politico e statista. Il primo pensa al proprio interesse il secondo guarda ai problemi con lungimiranza di Leone Massa Il problema dei rifiuti in Campania mostra, ancora una volta, la differenza tra politico e statista. Il primo pensa al proprio interesse ed a quello della parte cui appartiene e guarda all'immediato dei problemi della nazione. Il secondo è quel politico che guarda ai problemi con saggezza e lungimiranza. Innanzitutto si affida ai migliori tecnici del settore, siano essi ingegneri, architetti, economisti e quanti altri esperti, dando loro un categorico incarico e precisamente di risolvere il problema nel più breve tempo e con effetti duraturi per almeno i successivi 40-50 anni. Certamente sono cosciente di vivere in un tempo di consumismo sfrenato ma, quando si tratta di amministrare il denaro pubblico, è dovere civile oltre che morale essere oculati e lungimiranti. Ricordo che negli anni fra il '50 ed il '60 un progetto fognario per il quartiere Vomero fu approvato dall'allora amministrazione comunale, dal provveditorato alle Opere pubbliche della Campania e dal ministero dei Lavori pubblici e finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno. Il progetto fu realizzato e l'opera collaudata. Dopo qualche mese sopraggiunse un forte acquazzone e saltarono tutti i tombini per cui i tecnici comunali decisero di far confluire le acque nel collettore di Cuma, fatto costruire 170 anni prima dai Borbone e si risolse il problema. Chi aveva usato meglio il pubblico denaro: il Re borbonico o i politici degli anni '50 a livello comunale e statale? Purtroppo in questi ultimi 50 anni abbiamo avuto solo dei politici, per di più di basso profilo, e le conseguenze sono sotto i nostri occhi. Da decenni si parla della questione meridionale, del caos delle città, dell'inciviltà dei cittadini, della dipendenza energetica, della disoccupazione giovanile al Sud e così via. Cosa ha fatto in questi anni la nostra classe politica? Ha solo blaterato e sperperato il pubblico denaro non risolvendo i problemi e lasciando alle prossime generazioni un debito pubblico da far spavento. I governi di questa repubblica hanno nominato commissari straordinari aumentando la burocrazia senza risolvere il problema. Mi sarei aspettato che avessero emanato una legge che obbligasse ciascun comune ad effettuare la raccolta differenziata dotandosi di centri di raccolta e riciclaggio e dei più moderni ed avanzati sistemi di trattamento. A questo scopo si sarebbero potuti requisire i tanti capannoni industriali vuoti ed abbandonati per il 99% finanziati dallo Stato. A tale scopo fosse consentito che più Comuni si consorziassero tra loro per ottemperare a questi obblighi. L'articolato della legge avrebbe dovuto obbligare i comuni ad informare i cittadini su come suddividere i propri rifiuti attraverso pubblicazioni ed addetti, ben istruiti in materia, da inviare presso ciascuna abitazione, attività commerciale, artigiana ed industriale. Lo Stato, con l'autorità che gli compete, avrebbe dovuto sanzionare quelle amministrazioni inadempienti dando il più breve tempo necessario per l'adempimento dei loro obblighi. Così pure si sarebbero autorizzati gli stessi comuni a sanzionare con multe salate coloro che, nel territorio di loro competenza, non si fossero attenuti all'informativa. Così pure nei confronti dei propri dipendenti addetti alla raccolta, con provvedimenti disciplinari e, in extremis, al licenziamento. I sindacati, nei paesi civili, oltre alla difesa del posto di lavoro, hanno la responsabilità, anch'essi, della spesa pubblica. Se ciò fosse stato fatto, alla risoluzione del problema rifiuti si sarebbero aggiunti molti altri benefici quali la rivalutazione degli immobili industriali dismessi, attualmente rifugio del malaffare, la civilizzazione della popolazione, il riciclaggio di carta, cartoni, plastica, metalli, etc., l'occupazione per tanti disoccupati, la produzione di energia e di fertilizzanti ecologici. Qualche anno fa, dovendomi recare a Strasburgo per un appuntamento alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, presi l'aereo per Baden Baden. Quando sbarcai, nell'attesa che l'amico avvocato fittasse un'autovettura, uscii all'esterno per fumare una sigaretta. Trovai un cestello per rifiuti con sopra un contenitore di sabbia dove erano già altre cicche di sigarette. Arrivò un netturbino dotato di guanti e di un carrello con quattro contenitori di plastica di diverso colore. Raccolse le cicche e le depositò in un contenitore, vuotò il cestello dei rifiuti dividendo e depositando gli stessi nei quattro contenitori secondo se erano di vetro, di metalli, di plastica o di residui di cibo. A Strasburgo non trovavi una carta né una cicca a terra per cui usai il mio portacenere portatile. La stessa cosa mi è capitata l'anno scorso ad Abano Terme: Per questo sono sempre più convinto del compito di chi ci governa, sia a livello nazionale sia locale, è principalmente quello di educare il popolo per rendere la nostra nazione civile e vivibile. Mi ha fatto ridere e non poco l'ordinanza del Comune di Napoli, in piena crisi dei rifiuti, con la quale si vietava di fumare nei parchi pubblici in presenza di bambini e donne in stato interessante. Sono d'accordo che il fumo passivo può far male in un luogo chiuso ma non che si radicalizzi il problema vietando di fumare all'aperto. Mi sembra esagerato specialmente da un'Amministrazione che lascia che, negli stessi parchi, restino abbandonate per terra siringhe usate da drogati. Ritornando ai rifiuti in Campania, ancor oggi si potrebbe intervenire con decreto catenaccio (come si chiamava un tempo), cioè con effetto immediato. In questo caso si eviterebbero le discariche puzzolenti a cielo aperto, le montagne di rifiuti sulle nostre strade, i danni immensi d'immagine, specialmente all'estero, per una regione che vive sul turismo nazionale ed internazionale. Il cittadino consapevole non vuole più il plagio della gente per scopi di interesse politico né la politica del no ma quella efficiente e determinata nel fare. Non bastano promesse vaghe pre-elettorali, ma è giunto il momento per coloro che si presentano alle prossime elezioni per presiedere l'esecutivo di esporre soluzioni chiare e dettagliate sul problema rifiuti in Campania. E se alle parole non seguiranno, con immediatezza, i fatti mi attendo che tutte quelle attività legate al turismo ed all'agricoltura intentino causa contro lo Stato italiano per i danni subiti. Credo che sia il momento giusto per un politico di mostrare saggezza e dimostrare di saper agire da statista.

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DALLE CLINICHE ULTIMO ASSALTO ALLE CASSE DELL'ASL (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalle cliniche ultimo assalto alle casse dell'Asl GIANNI COLUCCI Gli ultimi a scendere in piazza sono stati i dipendenti del centro "La Quiete". Da mesi non prendono lo stipendio. Chiedono che l'Asl possa immediatamente sostenere la loro azienda pagando il dovuto. Ma prima di loro c'era stata l'Anffas, e poi quelli delle cooperative di assistenza. La crisi della sanità convenzionata è a un punto di non ritorno. E arriva un allarme anche da Confindustria: 14 mesi di lavoro non pagato dall'Asl con decine di famiglie allo stremo, i dipendenti del settore chiedono soluzioni. Ottavio Coriglioni, rappresentante regionale delle aziende del settore iscritte a Confindustria, sintetizza: "Sembra che l'Asl Sa 2 abbia tentato di bloccare i pignoramenti legittimi ottenendo il singolare risultato di fermare tutto: tesoreria, pagamenti correnti e qualsiasi possibilità di accordo transattivo. Nonostante ciò, le categorie intendono dimostrare la loro disponibilità dando credito al manager". Nasce un gruppo di sei esperti nominati dalle aziende creditrici sarà disponibile ad esaminare, vagliare e rendere operative le proposte che l'Asl Sa 2 si sentirà di mettere in campo. Spiega Coriglioni: "Oltre un anno di lavoro non pagato: è il credito maturato dalla sanità convenzionata salernitana nei confronti dell'Asl 2. Il manager Pagano, dopo due rinvii, indica la data del prossimo 26 febbraio per affrontare la questione. Le associazioni di categoria chiedono di affrontare concretamente un problema che rischia di diventare ingestibile". Coriglioni raccoglie il grido di allarme che arriva dalle aziende associate: "Si fa reale il rischio di licenziamento per i dipendenti di molte strutture, dove da mesi non vengono corrisposti gli stipendi agli operatori". Le aziende hanno creato un comitato di esperti per le negoziare la crisi: ora il timore reale è il blocco delle strutture e delle prestazioni ai cittadini. Aggiunge Antonio Gambardella coordinatore Regionale Aspat Campania (una delle associazioni che rappresenta le aziende del settore): "L'operazione Soresa 2 non penso produca buoni risultati. Scandalosa a mio parere, la diversità di trattamento che la Soresa ha usato tra il privato accreditato con le onlus e cooperative sociali. Evviva l'ipocrisia e la burocrazia al servizio dei furbi e di qualche politico. La provincia di Salerno e nello specifico la Salerno 2 vive come le altre province una condizione di subalternità nei riguardi della realtà napoletana. Il direttore generale Pagano, non può fare a meno di costatare che la decisione di reiterare da ormai due anni la delibera di impignorabilità, ha prodotto contenziosi legali che costeranno alle casse dell'Asl, per le sole spese legali, una cifra scandalosa. Parliamo di 18 milioni di euro". "Non ci sono i soldi per pagare gli arretrati ci ha detto Pagano - spiega Coriglioni - a chi lamentava a tutt'oggi la mancata corresponsione di ben 14 mensilità di lavoro arretrato e non di pochi mesi, come invece dichiarato. In alcuni casi, urge sottolineare, gli arretrati riguardano prestazioni addirittura anteriori al 2006". Ieri mattina, presso la sede di Confindustria Salerno, vertice delle associazioni di categoria per affrontare il problema con l'Aspat, riabilitazione, branca a visita; Anfass, Tivan, Foai, Fondazione "don Gnocchi", Ises, Agidae, Istituto Juventus srl per la riabilitazione, ma anche radiologi e Federlab e Aiop. È stato nominato un comitato di esperti incaricato di sedere in rappresentanza delle associazioni al tavolo delle trattative con l'Asl 2. Ne fanno parte: Bruno Accarino, Pierpaolo Cavallo, Gianfranco Camisa, Cosimo De Vita, Gianfranco D'Agosto, Antonio Salsano, coordinati da Coriglioni.

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Trovato il tesoro di Provenzano: 150 milioni (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

LOTTA ALLA MAFIA Trovato il tesoro di Provenzano: 150 milioni PALERMO - Si nasconde fra le ville al mare del Trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del Palermitano e in diverse aziende edili il tesoro dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddù, esponente mafioso della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe 'Pino' Lipari, il 'cassiere' di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo.L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della Giustizia - afferma - ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini".Scarpinato lancia l'allarme a margine della conferenza stampa sul sequestro dei beni. Il magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo - aggiunge - le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perché si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli".Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".

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CASINO'/ NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO SLITTA AL 1 GENNAIO 2009 (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

CASINO'/ NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO SLITTA AL 1° GENNAIO 2009 22-02-2008 17:00 Troppo vicino il precedente termine del 1° maggio 2008 Roma, 22 feb. (Apcom) - Buone notizie per le case da gioco italiane: il Governo ha accolto l'ordine del giorno che mira a posticipare dal 1° maggio 2008 al 1° gennaio 2009 l'entrata in vigore del decreto antiriciclaggio nei casinò. L'Odg era stato presentato nei giorni scorsi a firma di Cesare Campa (Forza Italia) e chiedeva al Governo di "adottare atti urgenti volti a subordinare gli adempimenti a carico delle case da gioco (...) e a differire il termine del 30 aprile 2008 al 1° gennaio 2009". "Si tratta di un atto di indirizzo, ma che impegna il Governo ad emanare un provvedimento di legge in tal senso - ha dichiarato ad Agipronews Campa - C'è infatti la volontà di far slittare tale termine in quanto in Italia c'è stato un errore in senso restrittivo nel recepire la direttiva comunitaria, che impone tempi troppo stretti. Inoltre, mancano ad oggi le linee guida in grado di indirizzare l'operato delle case da gioco nostrane". Il decreto, qualora dovesse entrare in vigore, implicherà la registrazione di tutti i clienti, operazione già effettuata nei casinò italiani, ma che sarà ancora più dettagliata per ogni giocata o operazione superiore ai 2 mila euro. Per Federgioco, come reso noto per bocca del suo Presidente, Mauro Pizzigati, ciò potrebbe essere un deterrente capace di spingere i giocatori abituali a rivolgersi a casinò dove vi sia meno burocrazia, su tutti le case da gioco della vicina Slovenia. (fonte: Agipronews).

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Agenda 21 fotografa il Luinese per il turismo sostenibile (sezione: Burocrazia)

( da "Varesenews" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Luino - Presentati i primi dati che raccontano il territorio raccolti dopo 7 mesi di lavoro da comunità montana, comuni e associazioni del territorio. Agenda 21 fotografa il Luinese per il turismo sostenibile Sfruttare meglio il potenziale di 7 mila seconda case, recuperare i terrazzamenti antichi, riscoprire i fienili celtici, le incisioni rupestri, pensare ad un trasporto pubblico ecossostenibile e più vicino al turista, aumentare la produzione della formaggella e degli altri prodotti tipici tramite il recupero delle vecchie cascine rurali, facilitare la burocrazia per l'apertura du nuove attività. Sono queste le prime indicazioni che giungono da  Agenda 21 locale che ha presentato alla stampa, oggi venerdì 22 febbraio, i primi risultati del lavoro svolto nelle Valli del Luinese per un turismo ecosostenibile.  Il processo di Agenda 21 sta coinvolgendo tutti gli enti locali con il coordinamento della comunità montana. L'obiettivo finale è quello di mettere in atto i giusti progetti turistici, ambientali e produttivi per tutta l'area del Luinese che rispettino la vocazione del territorio, il suo paesaggio, la natura e la popolazione. Per questo il lavoro è stato diviso in tre fasi delle quali la prima si è appena conclusa con un documento di 127 pagine che fotografa in maniera straordinariamente precisa e approfondita tutto il territorio. Sibiana Oneto, coordinatrice del processo, ha mostrato le modalità con cui si è arrivati al documento finale che "è la base essenziale di tutto il lavoro che dovrà essere svolto in futuro - ha detto la Oneto - per questo è servita la collaborazione di tutti gli strati della società a partire dai primi cittadini dei comuni coinvolti fino alle associazioni come il Cai, i produttori di formaggella del Luinese e l'associazione Mtb. Inoltre, per l'elaborazione, ci siamo avvalsi dell'aiuto del Polo scientifico tecnologico". Il Luinese è stato così suddiviso in tre ambiti (montano, lacuale e urbano), ne sono stati tracciati i sentieri e sono stati rilevati tutti i punti di interesse lungo questi percorsi sottolineandone pregi e difetti. Questo grande lavoro ha permesso di tracciare un quadro complessivo dell'ecosostenibilità attuale dell'area evidenziando i punti di forza (estensione e varietà dei percorsi, ricchezza paesaggistica, possibilità di raggiungimento di tutti i luoghi di pregio, la presenza di estesi terrazzamenti). I punti di debolezza, per la verità quasi tutti già noti, hanno sottolineato la carenza di strutture alberghiere, la poca disponibilità all'accoglienza, pochi parcheggi, mezzi di trasporto scarsi nelle zone periferiche e inquinanti. Questo lavoro permette di definire con esattezza cosa offre in abbondanza il territorio e cosa manca in modo da permettere un'impostazione al lavoro successivo che inizierà a marzo e finirà a settembre del 2008. La seconda parte del lavoro di Agenda 21 si concentrerà sul raccoglimento dei progetti che verranno proposti dagli attori coinvolti in Agenda 21. Venerdi 22 Febbraio 2008 Orlando Mastrillo.

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In breve (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sant'angelo "Santuario da ristrutturare" a.c.) - Le autorità ecclesiastiche scomunichino i responsabili del mancato avvio dei lavori di restauro del santuario dove sono custodite le reliquie di Sant'Angelo, patrono della città. La provocatoria iniziativa è dell'associazione Pro chiesa Sant'Angelo. La richiesta è contenuta in una nota indirizzata all'assessorato regionale ai Beni culturali e alla Soprintendenza di Agrigento con la quale si chiede un concreto intervento per consentire l'immediato avvio dei lavori di restato già finanziati ed appaltati. "Questa associazione, dopo aver condotto una lotta contro l'inerzia, l'inefficienza e il disinteresse della burocrazia pubblica, è riuscita a far riaprire il santuario di chiuso da 9 anni e lasciato all'incuria e all'abbandono". politica L'Udc chiede intervento del prefetto a.c.) - Il gruppo consiliare dell'Udc, presieduto da Giuseppe Ripellino, dopo la nomina da parte del sindaco dei due nuovi assessori, ha indirizzato una nota al prefetto per sollecitare un suo intervento al fine di poter garantire il rispetto della legalità: "Ci sembra strano che il sindaco a qualche giorno dalle sue dimissioni da primo cittadino perché ha pubblicamente dichiarato di volersi candidare alle elezioni regionali, nomini due membri della Giunta".

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Solofra - Su RaiUno uno speciale dedicato ad Antonella Russo (sezione: Burocrazia)

( da "Irpinianews" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Solofra - Ancora una volta sul piccolo schermo è tornata la storia della 23enne solofrana, Antonella Russo, uccisa il 20 febbraio dello scorso anno dal convivente della madre. Nel pomeriggio la trasmissione condotta da Michele Cucuzza, su Rai 1, "La vita in diretta", ha ripercorso tutte le tappe di quella tragica mattina di febbraio quando la vita della giovane venne stroncata da quattro proiettili esplosi da Antonio Carbonara. La trasmissione televisiva ha presentato un intreccio di storie riguardanti, tutte, la violenza subite dalle donne ed una di queste ha tracciato la drammatica morte della solare Antonella. "Era un omicidio annunciato. ha detto Lucia, la madre della giovane, ricordando la sera prima dell' omicidio Andai dai carabinieri a denunciare le violenze di quest' uomo, invitandomi a recarmi al Pronto Soccorso per farmi medicare". Lucia è in compagnia della figlia Milena che è in dolce attesa ed assicura tramite il tubo catodico che la bambina sarà chiamata Antonella come la zia. "Se abbiamo fatto tutto? Sì afferma Milena abbiamo chiesto giustizia, siamo andate dai carabinieri, non so se si poteva fare altro. Bisognava refertare, dissero, andare in ospedale e presentarsi con un avvocato per sporgere la denuncia nei confronti di Carbonara.". Poi la discussione passa sulla sentenza del 15 febbraio scorso dove il PM aveva chiesto l'rgastolo più l'isolamento diurno, mentre il Gip Cassano condannava l'omicida a trent'anni da scontare in carcere per l'efferatezza del crimine. "Noi ci batteremo precisa la madre di Antonella insieme agli avvocati per la premeditazione dell' omicidio, perché una persona che a va a casa sua (Carbonara è residente a Nusco, ndr), carica una pistola, fa cinquanta chilometri e lascia un biglietto con su scritto non so se tornerò a casa', se non ha premeditato, allora cosa ha fatto?". Ci sono anche le amiche di Antonella che tra l' altro hanno dedicato un torneo di calcetto rosa e aperto un sito. A parlare è Elena, l' amica del cuore, che tratta la questione della laurea ad honorem. "Abbiamo vissuto con lei i sacrifici per preparare la tesi dice - non mi sembra giusto che ci si metta contro la burocrazia. Antonella doveva solo discutere la tesi perciò crediamo che sia giusto darle la laurea ad honorem e la burocrazia una volta tanto chiuda un occhio". (venerdì 22 febbraio 2008 alle 19.18).

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ELEZIONI, SPADA (AN/PDL): "LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PER GOVERNARE FORLì" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(21:34) (22/2/2008 20:41) | ELEZIONI, SPADA (AN/PDL): "LE PROPOSTE DEL CENTRODESTRA PER GOVERNARE FORLì" (Sesto Potere) - Forlì - 22 febbraio 2008 ? Ha avuto inizio ieri sera una lunga serie d'incontri nella sede di An per elaborare un programma di governo alternativo alle sinistre. Pubblichiamo l'intervento di Alessandro Spada, coordinatore di AN ? PdL Forlì , in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: "An ? Pdl si prepara a governare Forlì. In sintonia con i partiti facenti parte del progetto del Popolo della Libertà, consapevoli che il tempo delle liste civiche caratterizzate da personalismi fallimentari è finito, i risultati raggiunti da An saranno messi a confronto con quelli delle altre forze politiche realmente alternative al Pd. I primi obiettivi sono: la riduzione della pressione fiscale per le imprese e i cittadini, l'abbattimento degli sprechi e il contenimento della spesa, una maggiore attenzione alla sicurezza e all'ordine pubblico, il ritorno al merito e al talento individuali, più spazio ai giovani capaci. Basta assessori alla Pace, serve un assessore alla Sicurezza. La città è schiacciata da tasse, tariffe, burocrazia e poteri forti.". "Gli imprenditori ? aggiunge Spada - sono costretti a compromettersi con la politica, perchè a Forlì lavora soltanto chi è col potere, soffocando così la libertà, il mercato e quindi uno sviluppo economico sano e diffuso. Tutto ciò deve cambiare, perché a rimetterci sono i forlivesi in difficoltà, tra cui i disabili e i malati". "Il nefasto rapporto tra il Comune ed Hera va ridiscusso, deve esserci un impegno in favore della nascita della Regione Romagna, l'Università non può più essere un potenziale mal sfruttato, servono graduatorie separate tra italiani ed extracomunitari per asili e case popolari, il centro storico deve tornare a vivere, occorrono strade ed infrastrutture efficienti per il territorio. I disastri della giunta Masini sono talmente tanti che è difficile persino elencarli, ma ora c'è la possibilità di riuscire ad abbattere la casta": conclude Alessandro Spada.

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L'isola delle donne (sezione: Burocrazia)

( da "AprileOnline.info" del 22-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Emiliano Sbaraglia, 22 febbraio 2008, 17:30 Sicilia/1 Partito democratico e Sinistra Arcobaleno raggiuingono l'accordo per la doppia candidatura di Anna Finocchiaro e Rita Borsellino, che in caso di vittoria diventerebbe presidente dell'Ars. Si prefigura dunque una battaglia elettorale che stavolta, rispetto al dominio del centrodestra sin qui avuto, potrebbe regalare un risultato storico Dopo titubanze, mezzi annunci e passi indietro, la decisione sembra essere stata finalmente presa. Via libera al tandem Finocchiaro-Borsellino per la corsa alla presidenza della Regione Siciliana. Sabato mattina, presso l'hotel Villa Igea di Palermo, la conferenza stampa di presentazione della candidatura di Anna Finocchiaro a Presidente della Regione Sicilia, mentre per la sorella del magistrato ucciso nella strage di Via D'Amelio il 19 luglio del 1992, in caso di vittoria andrebbe invece la presidenza dell'Ars, l'Assemblea regionale siciliana. Intanto, dopo l'ennesimo colpo inferto all'organizzazione criminale mafiosain queste ore, la stessa Borsellino commenta: "Le operazioni di Gela e Messina, che fanno seguito al maxi sequestro di beni di ieri a prestanome di Provenzano e Lo Piccolo, dimostrano che c'e' un impegno comune in tutta la Sicilia contro le cosche mafiose, e che sul fronte repressivo si è innescata la marcia giusta e il giusto coordinamento tra i vari corpi dello Stato. Adesso occorre fare un passo in più -afferma Borsellino- e questo passo lo devono fare i legislatori e la politica nel sul complesso. Occorre rispondere agli appelli di chi chiede un sistema giudiziario che garantisca la certezza della pena -conclude- ma anche a quegli imprenditori che come il presidente catanese Vecchio, chiedono un burocrazia più veloce e uno Stato garante della concorrenza leale". Questo dunque l'accordo raggiunto tra i segretari dei partiti di centrosinistra e sinistra, dopo che la giornata precedente aveva invece registrato una battuta d'arresto piuttosto brusca, dato che i quattro esponenti di Sinistra Arcobaleno avvano stoppato l'ipotesi di un ticket tutto al femminile, battendo soprattutto il tasto dell'incmpatibilità della doppia candidatura della Finocchiaro, che oltre alla presidenza della Regione Sicilia il prossimo dodici e tredici aprile si presenterà anche al Senato. Per superare l'impasse, Pd e SA alla fine trovano un punto d'incontro stabilendo che Anna Finocchiaro verrà candidata comunque al Senato, ma non in Sicilia come previsto. Tra i primi a rallegrarsi del tandem di donne messo insieme dal centrosinistra il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, nonché deputato Pd, Giuseppe Lumia, il quale sottolinea che "con la vittoria di Anna Finocchiaro la Sicilia può davvero voltare pagina e lasciarsi definitivamente alle spalle la sua peggiore stagione politica: quella del cuffarismo, incapace e clientelare. Ma anche -aggiunge- evitare di essere preda dell'abbraccio mortale di Lombardo o di Miccichè e dei loro sodali... Sono fermamente convinto, infatti, -prosegue Lumia- che per la sua storia di passione, di coerenza e di impegno, le sue riconosciute competenze, il suo rigore morale e politico, Anna sia oggi l'unica in grado non solo di entusiasmare e mobilitare gli elettori di tutto il centrosinistra, ma anche, una volta eletta, di assicurare ai siciliani un futuro fatto di sviluppo vero nella legalità e un impegno concreto, mai sperimentato prima, di contrasto alle organizzazioni criminali". Non tutti però sono stati convinti di questo accordo, a partire naturalmente di chi ne è rimasto escluso. Il caso, ad esempio, di Turi Lombardo, componente della segreteria nazionale del Partito socialista. "Ci dispiace per Anna Finocchiaro -sono le sue parole- alla quale va, con convinzione, il nostro apprezzamento politico; ma, se si continua così, non si va da nessuna parte. Chi si illude che il voto dei Socialisti sia un voto scontato commette un tragico errore. Auspichiamo che il Pd e la Sinistra arcobaleno, nell'interesse della Sicilia, vogliano rivedere il loro atteggiamento per tentare di portare, insieme, la sinistra al governo della Regione. In caso contrario, i Socialisti si muoveranno autonomamente". Soddisfatto invece del risultato Antonio Di Pietro, a Palermo per inaugurare i lavori del nuovo passante ferroviario: "In Sicilia siamo convinti di potere riportare la normalità e la legalità". E ai giornalisti che gli chiedevano un giudizio sull'eventuale candidatura di Stefania Prestigiacomo alle per il Partito delle Libertà, il leader dell'Italia dei Valori glissa: "Parliamo dei nostri candidati e del nostro impegno a fianco della candidata del centrosinistra, che aiuteremo a vincere e a governare". Le mille beghe siciliane di cui devono occuparsi Berlusconi e soci, in effetti, meglio lasciarle cuocere a fuoco lento dentro l'ex Casa delle Libertà. Da domani, dall'altra parte, ci sono due donne che con certa gente hanno ben poco a che fare.

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Lotta alla mafia Scacco ai burocrati e spunta il tesoretto dei boss (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 22-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Sondrio, La)

Argomenti: Burocrazia

Lotta alla mafia Scacco ai burocrati e spunta il tesoretto dei boss PALERMO Si nasconde fra le ville al mare del trapanese, in grandi appezzamenti di terreno del palermitano e in diverse aziende edili il "tesoretto" dei boss Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo. Un patrimonio del valore di di circa 150 milioni di euro, intestato a prestanome e riconducibile al capo di Cosa nostra, sequestrato ieri dagli agenti della sezione misure di prevenzione della polizia di Palermo. Il provvedimento è stato disposto dai giudici del tribunale del capoluogo che hanno dato seguito alla richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto Gaetano Guardì. I beni sequestrati sono riconducibili ad Andrea Impastato, 60 anni, indicato come affiliato alla cosca mafiosa di Cinisi, un comune nel Palermitano. L'uomo sarebbe stato un prestanome di Provenzano e Lo Piccolo. Tra i beni immobili vi sono lussuose abitazioni estive, una cava, complessi industriali, conti correnti bancari. Andrea Impastato, figlio di Giacomo detto "u sinnacheddu", esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, è stato arrestato il 2 ottobre 2002 per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta su Giuseppe 'Pinò Lipari, il 'cassierè di Provenzano. Dall'esame del materiale informatico sequestrato a casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato da Provenzano come uno dei principali referenti attraverso il quale il cassiere del boss avrebbe potuto ottenere appoggio nell'attività di amministrazione e gestione dei beni. Le successive indagini hanno fatto emergere una serie di contatti, sia personali che economici, di Impastato con numerosi personaggi di spicco di Cosa nostra, come Provenzano e Lo Piccolo. L'operazione fa emergere però alcuni problemi "burocratici" denunciati dai magistrati che parlano senza mezzi termini di ostacoli nella lotta a Cosa nostra. A puntare il dito è il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. "Da circa due mesi il ministero della Giustizia - afferma - ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilità di automezzi e tutto ciò che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini". Scarpinato lancia l'allarme a margine della conferenza stampa sul sequestro dei beni. Il magistrato sottolinea che quanto sta accadendo "è preoccupante". "In questo modo - aggiunge - le indagini sulle misure di prevenzione hanno subito un forte rallentamento perchè si deve materialmente andare all'ufficio registro per consultare la documentazione relativa ai beni immobili o al registro automobilistico per acquisire informazioni sulla proprietà di autoveicoli". Per Scarpinato "crea perplessità il fatto che proprio adesso che la lotta alla mafia ha fatto un salto di qualità in avanti, si deve assistere ad un arretramento dovuto alla burocrazia".

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