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Burocrazia
più rapida: basta un giorno e diventa un'impresa
( da "Eco
del Chisone" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Avviata a
Torino la sperimentazione della Burocrazia più rapida: basta un giorno e
diventa un'impresa Meno burocrazia ? Subito iscrizione, codice fiscale e
partita Iva Da oggi basterà un giorno per far nascere una nuova impresa. È
infatti entrata in vigore mercoledì scorso, 19 febbraio, la Comunicazione unica
per l'avvio dell'attività d'impresa,
<Raúl
Castro? Mettiamolo alla prova>
( da "EUROPA.it"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Dovrà fare
piazza pulita di una parte di burocrazia incapace. Cosa crede che accadrà se
mai l'embargo dovesse essere sollevato? Molti esuli cubani vorranno riprendersi
le loro proprietà nell'isola... Sarà un caos. Alcuni cubano-americani, quelli
più anziani, non supereranno mai l'odio per il regime castrista e la seconda
generazione, i figli degli esuli,
"Meno
burocrazia e più sorveglianza"
( da "Stampa,
La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Meno
burocrazia e più sorveglianza" 4E il presidente della Federazione
nazionale associazioni tartufai italiani, dell'Unione piemontese trifolao e
copresidente, con Teresio Vaschetto, dell'Associazione trifolao dell'Albese.
Per questo da anni Agostino Aprile è considerato il punto di riferimento per
gli operatori del settore.
Sì
a un'università privata che unisca sapere e mercati
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
degli interessi corporativi. Una fondazione promossa e totalmente finanziata da
quegli imprenditori che non solo vogliono il rinnovamento delle loro imprese,
ma investono anche nella vitalità del tessuto imprenditoriale bolognese
contribuendo alla formazione di giovani allevati prima nei laboratori di
sperimentazione di nuovi business per poi entrare con veste imprenditoriale
Questa
diga fermerà le pienedell'Olona L'attesa di un'intera vallata Ora le ultime piogge
a rischio ( da "Giorno, Il (Varese)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un'opera che
si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo stop
al cantiere. Nel 2004 iniziarono i primi lavori per realizzare lo sbancamento
dell'area, ovvero la costruzione di un diaframma di sostegno alla tangenziale
est che corre proprio adiacente all'area. Poi, gli interventi si fermarono.
Museo
Würth, nuovo passo in avanti ( da "Alto Adige"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Difficile
ancora stabilire l'inizio dei lavori. "Dipenderà anche dai tempi della
burocrazia - conclude il responsabile dei progetti immobiliari Faccioli -
intanto il progetto esecutivo va avanti e a fine marzo presenteremo come la
Laubenhaus si trasformerà nel museo WÜrth".
BREVI
TRENTO INTERROGA "Avepa, un nuovo spreco" Il consigliere regionale
Guido Trento ha presentato ... ( da "Corriere delle Alpi"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
altra
struttura che comporta ulteriori spese" e che toglie il rapporto diretto
tra gli agricoltori e le sedi periferiche dell'agenzia stessa. Il consigliere
regionale del Pd chiede alla giunta regionale se è a conoscenza di quanto sta accadendo
e per chiedere che "metta fine a questa gemmazione di strutture che
producono burocrazia e costi".
Quattrocento
agricoltori da Zaia Dura la vita qui in montagna
( da "Corriere
delle Alpi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
agricoltura
stretta tra una burocrazia soffocante e un aumento dei costi indiscriminato,
aggravato dall'essere montana e per questo spesso discriminata. E questo
l'impietoso quadro fornito lunedì sera in Birreria Pedavena dal presidente
della Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo davanti al vicepresidente della
regione Veneto Luca Zaia,
Il
progetto è fuorilegge,Radioterapia non può partire Ponte a Niccheri, il
direttore dei lavori si dimette. Carenze strutturali tali da mettere a rischio
la sicurezza ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è da sommare
alla burocrazia il tempo tecnico di realizzazione. Ammesso che l'Asl oggi
stesso abbia intenzione di cambiare il progetto, servirebbe almeno un anno.
Tutto questo mentre le liste d'attesa dei pazienti oncologici che aspettano il
trattamento lievitano a dismisura, anche perché uno dei macchinari in dotazione
all'ospedale di Careggi è in riparazione,
Illy:
chi vota contro le pensioni fa danno al fvg
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nominati
dalla Commissione europea hanno anche approfondito il problema relativo alla
misurazione dei costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della
necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della
burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare
soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha
detto Illy.
Più
burocrazia con l'unione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Più
burocrazia con l'unione" Fi: sindaco e giunta hanno deciso senza
coinvolgere la gente TORVISCOSA. "L'appesantimento burocratico generato
dall'Unione tra i comuni di San Giorgio e Torviscosa difficilmente potrà
portare a un reale snellimento dei servizi con benefici per i cittadini e,
sembra ovvio, ciò porterà un aggravio di costi che prima di arrivare alla firma
dell'
Poliziotta
uccide la figlia e si spara: la Pistoia, anche il marito separato era un agente:
aveva chiesto l'affido della ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Dal
punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità
di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno.
Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore
ancora troppo aperto. - -->.
Dall'inviato
STEFANO CECCHI - PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) - SE N'
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Dal
punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità
di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno.
Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore
ancora troppo aperto. - -->.
Competenza
e umanità ( da "Tirreno, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
quotidianamente
in mezzo ai disservizi e alle assurdità della burocrazia siamo naturalmente
portati a fare di ogni erba un fascio; è quindi doveroso, per dare a Cesare
quello che è di Cesare, anche dare pieno riconoscimento di quello che, invece,
funziona bene. Non è passato più di un mese da quando un esame clinico,
effettuato nel quadro degli screening di massa proposti dall'Asl di Pistoia,
Ma
le mappe antiche parlano ( da "Arena, L'"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Fallo capire
alla burocrazia che l'areale di lungadige Capuleti rientra nella Cittadella
viscontea , grande fortezza con stabile guarnigione alla fine del 1300,
comprendente anche la sponda destra del fiume, gli argini romani a migliaia di
anfore (a corsi di strato interrotti da palificazioni), i muri di regimazione scaligeri
(fuochino),
GUIDO
SMADELLI ROMENO - C'è grande preoccupazione, nel mondo degli allevatori
( da "Adige,
L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ad un
sostegno alle aziende legato ad una burocrazia in costante crescita". Il
presidente del caseificio sociale di Romeno, Ivo Zucal , trae queste
considerazioni a conclusione dell'assemblea degli allevatori anauni, svoltasi
alla presenza del presidente della Federazione provinciale Silvano Rauzi .
Il
grande nemico ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
"Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si parla
altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il
coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause
secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby
e la Burocrazia"
Illy
all'ue: taglio alla burocrazia per le imprese
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
approfondito
il problema relativo alla misurazione dei costi del peso della burocrazia ed
hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire
l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro,
bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro
suggerimenti", ha rilevato il governatore del Friuli Venezia Giulia
Riccardo Illy.
Alluvione,
vogliamo i risarcimenti ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Conosciamo i
tempi della burocrazia - dice - ma stavolta bisogna agire prima che gli
acquazzoni di inizio e fine stagione provochino danni incalcolabili. Per questo
tutti i 4 comuni (Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo) che hanno
indetto lo stato di calamità hanno presentato una lista di interventi
indifferibili che va concreizata subito.
Sardegna,
un turismo difficile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA Lo
conferma anche anche Francesco Muntoni, titolare del Gruppo Delphina,
cinquemila posti letto, tutti in hotel a 4 e 5 stelle: "È un problema
importante, che riguarda tutti gli imprenditori. Oggi, a causa di una
burocrazia paralizzante, non si riesce ad aprire neanche una finestra.
Mi
dispiace, ma se la sono cercata ( da "Provincia Pavese, La"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Da due giorni
l'uomo che è accusato di omicidio colposo è alle prese con una burocrazia che,
nel conteggio freddo dei morti e sulle cause che hanno provocato l'incidente,
non può, comunque, riportare in vita due persone che non ci sono più.
Difficile, per i due figli, accettare una morte così, qualunque siano le cause.
Luci
per il popolo dei diseredati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La gente che
fatica e soffre non può aspettare i tempi della burocrazia che non sblocca le
risorse necessarie per chi versa in condizioni di grande emergenza". IL
SINDACO Pochi i politici presenti. In testa al corteo la consigliera regionale
Maria Grazia Caligaris, l'assessore comunale ai Servizi Sociali, Anselmo Piras,
e il sindaco.
Alla
ricerca di un candidato ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che si
confronti come noi cittadini con la burocrazia, con le prenotazioni utopistiche
alla Asl, che non usi l'auto blu e che soprattutto mantenga le promesse. Un bel
dilemma. Una volta avuta l'ambita poltrona, il sorriso a trentasei denti si
accorcia a trentadue e "l'umano" votato si scorda del suo compito
proiettato nell'ingranaggio, nella giostra politica.
Il
programma del pdl ( da "Italia Oggi"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
h)
semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione della
contabilità fiscale superflua, perditempo e costosa; i) sperimentazione di un
periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; l)
graduale progressiva riduzione dell'Iva sul turismo;
Grosseto,
le pmi chiedono ai sindaci meno tasse
( da "Italia
Oggi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
pressione
fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di
politica economica: queste le richieste presentate agli enti locali dalle
associazioni della piccola impresa della provincia di Grosseto. Cna,
Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, che con lo slogan "Uniti
per lo sviluppo dell'impresa" stanno affrontando insieme le questioni
economiche dell'
Il
sindaco <Il futuro lo dedicheremo
( da "Libertà"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la
gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a
volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il
sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico,
che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le
stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese,
Insegnanti
mobbizzati , scontro dirigente-sindacati
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma
soprattutto di badare poco alla didattica e di essere eccessivamente attenta
alla burocrazia. La dirigente sarebbe entrata in rotta di collisione anche con
la segreteria amministrativa e con il consiglio d'istituto, che l'accusa di non
collaborare mentre le decisioni dovrebbero essere collegiali. (Luisa Morbiato).
Questa
giunta non sa programmare ( da "Provincia Pavese, La"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E un progetto
vecchio che purtroppo a causa della burocrazia ha visto la "luce"
solo con l'amministrazione attuale. Era un progetto nostro. E assurdo rilevare
che questa amministrazione si voglia prendere il merito di tutto questo".
E poi nel mirino dei tre dell'opposizione finisce il nuovo polo scolastico.
Computer
in tilt, anagrafe paralizzata - giuseppina piano
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un settore
che non dipende da alcun assessorato ma che "serve" tutta la
burocrazia comunale, guidato da un dirigente personalmente scelto dal sindaco
Moratti. Le avvisaglie dei guai sull'Intranet comunale c'erano già state lunedì
pomeriggio. Ieri, con un effetto domino, il disservizio si è esteso a tutti gli
uffici ma soprattutto è dilagato sui servizi al pubblico.
L'eni
si allea con il mit sull'energia solare
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
vincolanti ai limiti della burocrazia e dei fondi pubblici. Il Mit in questo si
è dimostrato ancora una volta all'avanguardia, essendo tra i primi campus a
credere al binomio industria-università e a sviluppare importanti partnership
con le imprese e le major energetiche, soprattutto straniere.
È
bene che Darwin litighi aspramente con Dioperò su scienza e fede siamo fermi al
1911 ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
obiettivo
primario di perpetuarsi: vale per le famiglie imprenditoriali, per la
burocrazia di Stato, per il sapere medico, vale anche per la gerarchia
ecclesiale. La struttura non fa la differenza. La differenza, al più la fa la
competenza, ovvero la conoscenza del contenuto. Ma appunto su quello si fonda
un sistema di controllo.
Costi
alle stelle, incassi in frenata: gli artigiani vedono nero
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
soffocante
burocrazia". "Due particolarità purtroppo tutte italiane - ha
commentato ieri il presidente - e che insieme hanno l'effetto devastante della
nitroglicerina". LA CRISI NEGLI INVESTIMENTI. Con i fatturati in calo e i
pagamenti delle commissioni in ritardo, le aziende artigiane locali iniziano a
tirare sempre di più il freno su altre spese,
Berlusconi:
scriverò a tutte le famiglie ( da "Repubblica, La"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la troppa
burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare dell'immigrazione
clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia".
Concetti che replicherà anche in una lettera che nei prossimi giorni spedirà a
tutti gli italiani per sottolineare l'impegno del Pdl a favore della famiglia e
per denunciare che "il governo della sinistra ha mandato in rovina l'
Rischiatutto
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Alla
burocrazia delle Finanze? O magari mettiamo su una Commissione; o apparecchiamo
un altro Tavolo. Immagini il divertimento. C'è una strada dritta, invece. è la
strada di ridurre il peso e l'intrico delle corporazioni, delle posizioni di
rendita.
FANO
- Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia.
Ieri pome ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il dragaggio
del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia. Ieri pomeriggio
la firma dell'accordo Ministero-Regione, presenti tra gli altri il ministro
Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente regionale Gian Mario Spacca e il sindaco
Stefano Aguzzi, ha messo fine alle fibrillazioni di queste ultime settimane.
Sono
diventato schiavo del lavoro e privo di scelte, sono stato condizionato a mori
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
lenta e farraginosa gli sono sembrati pesi troppo grandi da sopportare.
"Mi sento prigioniero in questo posto, non posso andarmene, non ho il
permesso di soggiorno". In attesa di rinnovo, il giovane, regolare,
muratore per una ditta di Perugia, non se la sentiva di spostarsi fuori
dall'Italia solo con la ricevuta che viene data per chi ha presentato le
pratiche ma non
<Sto
aspettando da quasi un anno il rimborso per un treno annullato>
( da "Corriere
della Sera" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
per mettervi
a parte di un episodio fors edi ordinaria burocrazia, ma che non posso fare a
meno di ritenere assurdo e privo di senso. Ecco di cosa si tratta: il 25 marzo
del 2007 il treno Eurostar 9311 delle 9,36 che doveva partire da Trento per
Roma è stato annullato. Il convoglio soppresso è stato sostituito con un
autobus da Trento a Verona, e con un successivo treno per Roma.
Venezia
procede ma in affanno ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Eccessiva la
burocrazia Venezia procede ma in affanno Diego Buonocore VENEZIA Una macchina
che lotta contro l'enorme mole di arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare
la domanda di giustizia. Il Tar del Veneto sconta il gran numero di cause
pendenti, la carenza di personale giudiziario e amministrativo e l'eccessiva
burocratizzazione delle procedure.
Candidatura,
Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta>
( da "Corriere
del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
approviamo un
regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza
dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo
un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare
una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.
Candidatura,
Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta>
( da "Corriere
del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
approviamo un
regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza
dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo
un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare
una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.
Un
promemoria per chi ci governerà ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche perché
condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo modo di pensare le
infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non risolveremo i problemi .
Quale contributo volete dare con la vostra ricerca? Abbiamo individuato le
criticità e le conseguenti priorità, dalle quali scaturiscono due o tre
proposte strategiche alla politica.
Sull'ambulanza
viaggiano le polemiche ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
SANTA
BUROCRAZIA La questione, a quanto pare, non sarebbe altro che il classico caso
delle buone intenzioni che vanno a cozzare con l'ottusità della burocrazia,
come conferma lo stesso presidente dell'Associazione Croce Bianca di Baunei,
Salvatore Murru, 39 anni, infermiere di professione e perciò a conoscenza delle
regole che vigono in casi del genere.
Liste,
Scudieri: Entusiasmo e saggezza ( da "Denaro, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
a iniziare da
quella elettorale: "Ce ne sono stati tanti candidati in tutti gli
schieramenti afferma Gianni Carità e sicuramente oggi abbiamo bisogno di un
innovatore, che abbia il senso pratico dell'imprenditore per rendere le imprese
e il mondo del lavoro più liberi da lacci e lacciuoli della burocrazia".
--> del 27-02-2008 num.
NEGRAR.
Righetti, padre di una ragazza che vive in carrozzina, vede finalmente vicina
la realizzazione di un sogno ( da "Arena.it, L'"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in centro
storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago
Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO
QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE Camilla Madinelli Metti di essere
un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che
vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza.
Le
pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello
del lago ( da "Arena.it, L'"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in centro
storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago
Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO
QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE Camilla Madinelli Metti di
essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il
giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di
pizza.
Noi
medici siamo amati perché rispettiamo la vita
( da "Avvenire"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Troppa
burocrazia oggi ci impedisce di riappropriarcene dentro ospedali diventati più
simili ad aziende, con malati trasformati in 'utenza e medici divenuti
'operatori sanitari. La professione rischia di soccombere nel confronto con
mansionari e decreti, budget e orari.
Comune,
il ministero ha scelto il commissario
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ci sarà anche
molta burocrazia, a partire dal bilancio di previsione 2008, che il consiglio
comunale non è riuscito nemmeno a discutere prima di decadere. Si tratta di una
delle delibere più importanti dell'anno, con la quale vengono programmati gli
interventi economici per le attività e i servizi, oltre agli investimenti per
la realizzazione delle opere pubbliche.
<Il
grande nemico> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
BUROCRAZIA
"Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si
parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico
ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le
cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le
Lobby e la Burocrazia"
CAMPIDOGLIO/
VELTRONI: I ROMANI SONO ENTITA' UNICA AL MONDO
( da "Virgilio
Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Di essere
riusciti a mettere completamente da parte quella vecchia immagine di Roma città
dei ministeri, capitale della burocrazia, per far posto ad una Capitale europea
moderna ed efficiente, che dal suo meraviglioso passato trae la forza per
guardare al proprio futuro. E davvero impossibile citare tutti i risultati
raggiunti in questi sette anni".
Il
sindaco ( da "Libertà"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la
gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a
volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il
sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico,
che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le
stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese,
Gli
Stati canaglia e l'ignavia dell'Onu
( da "Avanti!"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
promanati
dalle alti intelligenze delle burocrazie europee che Israele mantiene sotto
assedio il territorio di Gaza e la sua popolazione. Non desta meraviglia alcuna
questa distorta e distorcente lettura, da parte delle cancellerie e degli stati
maggiori della Unione europea, che glissano elegantemente sulla continua
provocazione e aggressione dei terroristi islamici e rivolgono,
ANCHE
COSA NOSTRA NEL BUSINESS DEI RIFIUTI
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Un impasto
melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare
criminale" è il duro giudizio espresso nel documento parlamentare,
l'ultimo sui rifiuti nella XV Legislatura. In verità, delle 319 pagine che
compongono la relazione, solo cinque sono completamente dedicate alla
gravissima crisi che colpisce la Campania;
Questa
crisi è causata da un impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica
clientelare ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
causata da un
impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica clientelare" Una
discarica sottoposta a sequestro nella zona industriale di Succivo, al confine
con Marcianise, è stata data alle fiamme. Fumi neri e altamente tossici si sono
sprigionati da plastica, eternit e altro materiale inquinante depositato da
mesi sul terreno con tanto di sigilli apposti dai carabinieri.
GLI
IMPRENDITORI: UN PATTO CONTRO RACKET E USURA
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
appeal in
termini di attrattiva di nuovi investimenti si gioca sì con aree attrezzate,
burocrazia efficiente, finanziamenti, ma anche e soprattutto con la sicurezza.
"Non viviamo un senso di incombente disagio - ha concluso - ma recenti
atti vandalici, penso all'episodio della Beton Cave, ci inducono ad intervenire
prima che la situazione si aggravi".
Pollio,
manager della gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli
ostacoli della burocrazia ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 27-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Pollio,
manager della Gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli
ostacoli della burocrazia.
VITA
DI REPARTO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incredibile
burocrazia dell'Asl cittadina che da ottobre costringe l'ortopedia ad offrire
ospitalità solo a dodici ricoverati perché il reparto - nuovo di zecca e pronto
da fine ottobre - non utilizza i suoi trenta posti letto per carenza di
personale. Sheetal Gupta dall'India chiede di imparare nel Pellegrini i segreti
dell'artroscopia;
Galan
prende tempo: <Per ora non decido>
( da "Gazzettino,
Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
approvino le
leggi nel tempo più breve d'Europa, cancellino la burocrazia. Quanto al
bilancio, è un atto puramente amministrativo: la mia unica preoccupazione è la
sanità, poi che si faccia o meno il parco letterario a Pieve di Soligo non è
che mi cambi la vita. Manderò a Pieve la foto del consigliere Grazia così gli
tirano le pietre".
Stranieri,
il Comune pagherà l'espulsione ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia.
La situazione, ha constatato l'Osservatorio sull'immigrazione che si è tenuto
ieri, peggiora di giorno in giorno e i margini di manovra per la ricerca di
soluzioni a livello locale sono molto ristretti. Se sei mesi prima dell'entrata
in vigore della convenzione con le Poste a Pordenone i tempi per ottenere un
permesso di soggiorno erano quasi in linea con quanto prescritto
Chiazze
grigie sul Poazzo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è intervenuta
prescrivendo alla ditta Eurovo di installare un campionatore automatico delle
acque di scarico secondo norme UNI del settore". Ma gli episodi di grave
inquinamento e di degrado ambientale non attendono i tempi delle istituzioni e
della burocrazia e, purtroppo, continuano a mettere in ginocchio i residenti di
Raccano, costretti a convivere con l'annoso problema.
Burocrazia
sconfitta, rotonda al via ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
incrocio che
porta a Villarazzo Burocrazia sconfitta, rotonda al via Ieri la consegna dei
lavori che verranno a costare una cifra di poco superiore ai 2 milioni e mezzo
Castelfranco"Veneto Strade ha detto che si può procedere. È questione di
giorni e partiranno i lavori". Parole dell'assessore ai Lavori Pubblici
Plinio Bergamin.
Papadopoli,
gli imprenditori rinunciano ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
asta per la
vendita di parco e villa non è stata ancora bandita Papadopoli, gli
imprenditori rinunciano Lorenzet: "Burocrazia e troppi ritardi in questa
operazione: investiremo le nostre risorse a Verona" Vittorio VenetoTroppi
ritardi, troppi vincoli, troppa burocrazia: il cugino del sindaco rinuncia a
correre per l'acquisto di Villa Papadopoli e investe a Verona.
Costi,
banche e fisco: artigiani in crisi
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
realtà
aziendali ci sono anche la pressione fiscale e la lentezza della burocrazia.
"Gli artigiani credono poco negli investimenti". Come dargli torto se
si vanno a guardare i numeri raccolti dalla Confartigianato. Il fatturato, come
ha spiegato Nicola Serio che ha curato l'indagine, è la variabile principe
delle imprese e mostra dati negativi con un calo, secondo gli intervistati,
COMMERCIO/
LE IMPRESE TEDESCHE GUARDANO CON OTTIMISMO ALL'ITALIA
( da "Virgilio
Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
le criticità
riscontrate dalle aziende tedesche sul mercato italiano ci sono la concorrenza
dei prezzi, il ritardo nei pagamenti, lo scarso accesso alle informazioni e ai
canali distributivi e l'eccessivo peso della burocrazia. Per questi motivi, si
legge nello studio, meno della metà delle aziende tedesche intervistate (42%)
giudica positivamente la propria posizione di mercato.
SALUTE/
AL SAN CARLO DI MILANO UN PROGETTO AIUTA MALATI DI CANCRO
( da "Virgilio
Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia"
per potersi dedicare di più a se stessi. I giovani vogliono capire come non
perdere il lavoro e come poter essere reinseriti dopo la cura, hanno speranza
per il futuro, a differenza dei pazienti anziani che sono più rassegnati. Tra
le iniziative del progetto c'era la possibilità di compilare un diario
personale per raccontare la propria esperienza e facilitare la comunicazione
L'appello
dei malati di cancro: "più informazioni e meno burocrazia"
( da "Vita
non profit online" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Tra le
numerose richieste di pazienti e familiari, quella di essere "liberati
dalla burocrazia", per potersi dedicare maggiormente a se stessi e alla
cura. Particolarmente toccanti, prosegue l'esperta, quelle di alcuni pazienti
giovani che chiedevano di approfondire il tema lavoro: cosa fare per non
perderlo e per essere reinseriti dopo la cura.
Una
felpa per la guardia costiera ( da "Corriere Adriatico"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
nonostante la
burocrazia e le problematiche di un settore che, malgrado debba superare
moltissime difficoltà di vario genere, è tuttavia in forte e costante
espansione. A tutti i dipendenti della Guardia Costiera che prestano servizio
nei vari uffici da Pesaro a Marotta è stata consegnata una felpa, recante il
logo simbolo della Capitaneria di Porto.
ABORTO/
SCIENZA E VITA: LA RU486 E' PERICOLOSA
( da "Virgilio
Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
secondo il
principio del mutuo riconoscimento, è la vittoria delle burocrazie e la
sconfitta di un governo democratico degno di questo nome". Così
l'Associazione Scienza & Vita, che tutela la vita umana dal concepimento
alla morte naturale, giudica la decisione assunta dall'Aifa che presenta
ulteriori punti di crisi.
Comunicato
politico numero 3 ( da "Blog Beppe Grillo"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il Paese è una
risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita
con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l'Italia. Non è vero che la classe
politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la
legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza
di un meglio.
"Scegliere
bene i nostri nuovi governanti"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre il
carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà
chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito
dalle macerie questa regione.
Il
caso Rimpallo di competenze per una Fiat Punto lasciata in via Garibaldi: è
sottoposta a fermo fiscale per cui non si può utilizzare Auto posteggiata da
mesi nell'area comunale: ( da "Provincia di Como, La"
del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
assume anche questo aspetto: quello di un mostro fatto di norme, decreti,
cavilli e commi legislativi che bloccano la possibilità di agire per affrontare
un problema all'apparenza semplice. E la storia dell'auto abbandonata nel
parcheggio di proprietà comunale di via Garibaldi.
ABORTO/
VIALE: LA RU486 E'UNA REALTA' INELUTTABILE
( da "Virgilio
Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
cortisonico
che si usa per far aumentare lo sviluppo dei polmoni dei nati prematuri è 'off
label, ovvero "la scienza medica in sintesi è semplicemente molto più avanti
della burocrazia". E il ginecologo, conclude sottolineando: "Io parlo
con cognizione di causa. Molti bioeticisti e accademici entrano in questioni
che non conoscono. Io difendo le donne che abortiscono perchè le conosco".
( da "Eco del Chisone" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Avviata
a Torino la sperimentazione della Burocrazia più rapida: basta un giorno e
diventa un'impresa Meno burocrazia ? Subito iscrizione, codice
fiscale e partita Iva Da oggi basterà un giorno per far nascere una nuova
impresa. È infatti entrata in vigore mercoledì scorso, 19 febbraio, la
Comunicazione unica per l'avvio dell'attività d'impresa, una procedura introdotta dalla
Legge 40/2007 che coinvolge Camera di commercio, Inps, Inail e Agenzia delle
entrate. Si tratta di una procedura attraverso la quale le imprese potranno
essere operative in un solo giorno ed assolvere, al massimo in sette giorni,
tutti gli adempimenti dichiarativi verso il Registro delle imprese e gli altri
enti competenti. Le Comunicazione unica dovrà essere trasmessa al Registro
delle imprese della Camera di commercio in forma esclusivamente telematica e
l'ufficio rilascerà subito una ricevuta che costituirà titolo per l'immediato
avvio dell'attività imprenditoriale. Contemporaneamente il Registro delle
imprese darà notizia alle Amministrazioni competenti dell'avvenuta
presentazione della domanda, le quali comunicheranno immediatamente
all'interessato codice fiscale e partita Iva e, nei sette giorni successivi,
gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate. "La
particolarità di questa prima fase - spiega Aldo Milanese, presidente
dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di
Ivrea-Pinerolo-Torino, parte attiva e trainante del tavolo di lavoro permanente
con tutti gli enti coivolti, - è che Torino è una delle province italiane
"pilota" scelte per l'avviamento, il monitoraggio e la
sperimentazione di questa procedura che, in attesa della pubblicazione da parte
del Governo dei decreti attuativi, verrà poi estesa ad altre città". Una
disponibilità, quella dell'Ordine dei dottori commercialisti, che ha contribuito
allo sviluppo del software operativo, testato presso alcuni studi torinesi, e
che ha portato - come dice con orgoglio il dott. Milanese - "all'invio
della prima pratica di registrazione di attività imprenditoriale italiana con
"ComUnica", elaborata mercoledì scorso nello studio della referente
Livia Morone di Torino". "La fase facoltativa prevista dalla legge -
precisa Unioncamere Piemonte - durerà sei mesi e si concluderà il 19 agosto,
data in cui la nuova procedura sarà operativa su tutto il territorio nazionale
e per tutti i tipi di imprese. Queste riceveranno immediatamente, attraverso
una casella di posta elettronica certificata gratuita, fornita dalle Camere di
commercio, la ricevuta di protocollo della pratica, che costituisce titolo per
l'immediato avvio dell'attività". "Per ora - precisa la Camera di
commercio di Torino -, non essendo ancora stati pubblicati tutti i decreti
attuativi della Comunicazione unica, non si potranno ancora presentare le
pratiche ai vari enti con le nuove procedure e ci si dovrà ancora attenere alle
vecchie modalità". Giancarlo Percivati.
( da "EUROPA.it" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
GLI STATI UNITI E
CUBA Parla Steve Clemons, vicepresidente della New America Foundation
"Raúl Castro? Mettiamolo alla prova" MARILISA PALUMBO "Mi sembra
che Raúl Castro abbia fatto intendere nel discorso di domenica di avere a cuore
la "competenza" al governo ? che è un modo per dire che la politica
nell'isola sarà sempre meno dettata dall'ideologia. La maggior parte della
classe politica americana pensa che la transizione da Fidel a Raúl non comporti
alcun cambiamento. Ma è un'impressione sbagliata. L'elezione di Raúl non è
stata certo un processo democratico, ma credo sia anche importante sottolineare
che, nonostante molte persone avessero previsto proteste e ribellioni nelle
strade in seguito all'uscita di scena di Fidel, dopo il passaggio di poteri non
ci sono stati disordini né all'Avana né a Miami". A parlare è Steve
Clemons, politologo della New America Foundation e autore di un apprezzato blog
di politica estera, TheWashingtonNote.com. Professor Clemons, l'amministrazione
Bush ha detto che non toglierà l'embargo. Cosa si aspetta dal cambio di
inquilino alla Casa Bianca? Credo che con un'amministrazione democratica ci
sarebbero senz'altro delle aperture. La stessa Hillary ha ammorbidito i toni
rispetto alle rigidità mostrate qualche mese fa, e Obama ha assicurato che
incontrerebbe Castro senza precondizioni. L'enigma è John McCain. Lo conosco da
molto tempo, e in passato non era così intransigente. È sempre stato piuttosto
realista su questo tema. Valuta positivamente il ruolo svolto da Nixon nell'apertura
alla Cina e lui stesso è stato importante per la normalizzazione delle
relazioni con il Vietnam. Il suo atteggiamento di ora è dettato dalla
convenienza politica, dalla paura di perdere la Florida, dove è forte la
comunità cubano-americana. Ma i cubano-americani stanno invecchiando e stiamo
assistendo a una vera e propria rivoluzione demografica nelle loro attitudini
nei confronti delle restrizioni sui viaggi. Le cose stanno cambiando: l'uscita
di scena di Fidel è un evento che gli americani proprio non si possono
permettere di ignorare. Eppure finora hanno ignorato il fatto che Cuba non
fosse più, da tempo, un pericolo per la sicurezza nazionale. Lo hanno fatto
perché potevano permettersi di farlo. La Cina è un paese di un miliardo di
persone, che non potevano certo snobbare o sottovalutare. E anche nel caso
della Corea del Nord e del Vietnam ci sono ragioni strategiche per cui
conveniva aprire. Ma Cuba non è mai stata abbastanza importante, è stata sempre
considerata un satellite sovietico. E anche quando l'Unione sovietica ha smesso
di esercitare la propria influenza sull'isola, le cose non sono cambiate a
causa dell'azione di lobbying esercitata dalla comunità degli esuli cubani a
Miami, un'azione che ha avuto successo soprattutto perché il resto del paese
era completamente disinteressato al tema. Che prezzo pagherebbe l'America,
oggi, se non provasse a normalizzare le relazioni con l'isola? Lasciare le cose
come stanno significa "regalare" l'isola a Chávez. Ecco perché alla
fine anche John McCain sarà costretto, se diventerà presidente, a modificare il
suo approccio. E a eliminare le restrizioni sui viaggi è la via più semplice ed
economica per sottrarre Cuba all'influenza del presidente venezuelano. Sono
stato nell'isola l'anno scorso e devo dire che Chávez era ovunque ? sui
manifesti, in tv ? cosa che non faceva particolarmente piacere al cubano medio.
Non che abbiano qualcosa contro Chávez, ma a loro non piace sentirsi piccoli, e
il presidente venezuelano li tratta da "piccoli". Come si dovrebbero
comportare gli Stati Uniti con Chávez? Io penso che il leader venezuelano abbia
già un rivale naturale in America Latina: è il presidente brasiliano Lula.
Bisogna quindi provare a costruire legami più forti con il Brasile e lasciare
la porta aperta a Chávez in modo da poter dialogare con lui quando si comporta
bene e sbattergli la porta in faccia quando non lo fa. E poi bisogna rimuovere
le piccole arene d'influenza che ha, come in Bolivia, attraverso una diplomazia
più efficace. La diplomazia statunitense in America latina è penosa. Quando
Cuba esporta i medici in centro e Sudamerica ci dà lezioni di diplomazia.
Perché noi non mandiamo i Peace corps? Dovremmo creare delle partnership con
Cuba o con i paesi europei per portare aiuto dove c'è bisogno. Purtroppo è un
tipo di diplomazia che Chávez e Castro sembrano comprendere meglio di noi. In
questi giorni il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, è
a Cuba. Pensa che il Vaticano possa giocare un ruolo nella transizione? Sì, ma
deve essere un intervento "delicato". Non bisogna avere aspettative
troppo alte, si deve procedere lentamente. Raúl ha già indicato che sarà più
flessibile di Fidel su molti temi, ma la gente non è scesa in strada a
protestare, non assisteremo a una rivoluzione dall'oggi al domani. Neanche con
la spinta dei settori religiosi. Secondo me bisogna dare a Raúl la possibilità
di far vedere di che pasta è fatto. La mia impressione è che sia un pragmatico
tattico, la vera battaglia sarà quando anche lui, che è piuttosto anziano,
uscirà di scena. Bisognerà capire qual è l'orientamento delle nuove
generazioni. A me risulta che ci sia un nuovo gruppo di giovani rivoluzionari
molto ideologici, una sorta di neocon cubani, per intenderci, ma anche un'ala
più pragmatica, meno ideologica. Gente che guarda alla Cina, che vuole un
managament competente e responsabile. Sono persone interessate a migliorare la
qualità della vita sull'isola, per acquistare credibilità agli occhi dei
cubani. Castro aveva costruito la sua legittimità in cinquant'anni di governo,
ma l'uscita di scena del vecchio leader porterà a una sorta di crisi di
legittimità per il regime. Per questo Raúl, a mio avviso, cercherà di evitare
la destabilizzazione circondandosi di persone efficienti, di forze nuove. Dovrà fare piazza pulita di una parte di burocrazia incapace. Cosa crede che
accadrà se mai l'embargo dovesse essere sollevato? Molti esuli cubani vorranno
riprendersi le loro proprietà nell'isola... Sarà un caos. Alcuni
cubano-americani, quelli più anziani, non supereranno mai l'odio per il regime
castrista e la seconda generazione, i figli degli esuli, reclameranno le
loro proprietà. Sarà sicuramente doloroso e complicato, ma è già successo in
altre parti del mondo ed è una questione che in qualche modo si risolverà nei
tribunali. Ma mi sembra che ci sia una nuova generazione di cubano-americani
interessati soprattutto alla possibilità di guadagnare al momento della
riapertura dei confini. Sono stato a Miami recentemente e ho sentito molte
persone che vorrebbero investire nel turismo, forti del loro vantaggio
linguistico e culturale. Invece non possono farlo e si vedono scavalcati dagli
europei e dai sudamericani.
( da "Stampa, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Domande a Agostino
Aprile "Meno burocrazia e più sorveglianza"
4E' il presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani,
dell'Unione piemontese trifolao e copresidente, con Teresio Vaschetto,
dell'Associazione trifolao dell'Albese. Per questo da anni Agostino Aprile è
considerato il punto di riferimento per gli operatori del settore. In questo
periodo la raccolta dei tartufi bianchi è vietata. I trifolao sono tutti a
riposo? "Non proprio. Si possono ancora raccogliere i tartufi neri
pregiati fino al 15 marzo e i bianchetti fino al 30 aprile. E poi ci sono le
questioni burocratiche, con il rinnovo dei tesserini, il pagamento della quota
annuale e la vidimazione, entro fine marzo, del documento in Provincia. Un
passaggio che crea solo disagi, anche perché se non si fanno vidimazione o pagamento
il tesserino scade e per riaverlo bisogna sostenere di nuovo l'esame". Tra
pochi mesi entrerà in vigore la nuova legge regionale che promette di
regolamentare il settore. Cosa vi aspettate? "Prima di Natale siamo stati
sentiti dalla commissione regionale. Abbiamo chiesto di semplificare le
procedure. Dopo il pagamento della quota, il trifolao non dovrebbe avere altre
incombenze. Ci hanno promesso di posticipare al 31 marzo la scadenza del
pagamento e di eliminare la vidimazione". Burocrazia a parte, quali sono
le richieste più importanti? "Il mantenimento del contributo annuale di
10-15 euro per pianta ai proprietari degli alberi da tartufo. Siamo molto
contenti che sia stato approvato l'emendamento che salva questo aiuto. E poi
più controlli: le guardie volontarie sono poche, si potrebbero coinvolgere
anche le guardie rurali e stabilire figure di riferimento più precise". E
la salvaguardia della raccolta notturna? "Anche quello era un punto
fondamentale. Sarebbe stato assurdo impedire di colpo una usanza che in
Piemonte è centenaria. I trifolao sono soddisfatti".
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ATENEO bolognese
occupa il 173esimo posto nella classifica stilata dal quotidiano britannico The
Times, guadagnando 34 posizioni in graduatoria in un solo anno. Il risultato è
confortante, ma lascia interrogativi aperti sul futuro di Bologna città della
conoscenza. Lo Studio bolognese fa parte delle tante università europee che
sono branche dell'amministrazione pubblica anziché motori vitali dell'economia
della conoscenza. L'ateneo riesce a produrre contenuti elevati, ma è il
contesto burocratico in cui esso è immerso che impedisce a quei contenuti di
trasformarsi in attività imprenditoriali altamente innovative. La pubblicazione
del lavoro degli studiosi in autorevoli riviste internazionali è certamente un
risultato auspicato ed atteso. Ma ciò non basta a muovere la conoscenza
concepita nell'università in direzione dei mercati, sempre più affollati da
nuovi protagonisti che fanno leva sulla conoscenza per creare quelle imprese,
dalla salute alla comunicazione, che stanno profondamente cambiando i nostri
stili di vita. A SOFFOCARE gli spiriti imprenditoriali latenti tra i giovani
universitari molto contribuisce l'intreccio tra impiego pubblico dei docenti e
libera professione da loro esercitata in regime corporativo. Le norme
burocratiche che presiedono alle attività di didattica e ricerca, unite alle
anticompetitive regole degli ordini professionali, hanno un effetto deterrente
sullo sviluppo di capacità imprenditoriali innovative tra i discenti. Nella sua
tradizionale configurazione l'università pubblica continua a svolgere un ruolo
importante per la formazione di funzionari pubblici e liberi professionisti. Se
questo è il suo naturale ambito d'azione, non potrà ricevere contributi
finanziari dal settore privato nella misura in cui quest'ultimo, pressato dalla
concorrenza internazionale, è sollecitato ad investire nella creazione di nuovi
e originali assetti imprenditoriali. Un tempo erano gli operai e i tecnici
delle fabbriche a far fermentare l'imprenditorialità bolognese. Oggi le nuove
imprese di successo sono il risultato dell'impegno scientifico di giovani
superlaureati molto determinati a tradurre in prodotti e servizi innovativi gli
esiti della ricerca. SE LA COMUNITÀ bolognese vuol fare surf sulla cresta di
tante onde d'innovazione, allora vanno costruite nuove condutture del sapere
lungo le quali possano scorrere perle di conoscenza fino a raggiungere i
mercati. Tra queste condutture rientra la nascita di un'università privata:
un'inedita fondazione universitaria con missione imprenditoriale. Una
fondazione agile, flessibile e non soggetta alle pressioni della burocrazia e degli interessi
corporativi. Una fondazione promossa e totalmente finanziata da quegli
imprenditori che non solo vogliono il rinnovamento delle loro imprese, ma
investono anche nella vitalità del tessuto imprenditoriale bolognese
contribuendo alla formazione di giovani allevati prima nei laboratori di
sperimentazione di nuovi business per poi entrare con veste imprenditoriale
nei più promettenti mercati aperti dall'economia della conoscenza. - -->.
( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MULINI DI GURONE /
ENTRO UN ANNO L'INAUGURAZIONE Questa diga fermerà le pienedell'Olona L'attesa
di un'intera vallata Ora le ultime piogge a rischio di ELEONORA MANTICA ?
MALNATE ? SONO IN DIRITTURA d'arrivo i lavori alla diga di Gurone, periferia di
Malnate. L'opera non sarà operativa con le piogge attese per questa primavera,
ma già col prossimo anno le piene dell'Olona potranno essere contenute, visto
che la diga verrà terminata nel febbraio del 2009, giusto in tempo per far
fronte alle precipitazioni primaverili. Possono dunque cominciare a tirare un
sospiro di sollievo gli abitanti della Valle Olona che per anni hanno dovuto
fare i conti con la paura, ogni volta che il maltempo era alle porte. La storia
delle piene del fiume riporta fatti drammatici. Nella memoria dei più anziani è
ancora viva l'esondazione del 1951 che allagò abitazioni e fabbriche, spazzò
via ponti e?strade. Nel 1976, l'Olona tornò a far paura, provocando danni
ingenti tanto che furono spesi 56 miliardi di vecchie lire per la
ricostruzione. Più recentemente, vi furono i disastri del 2000 e del 2001. ORA,
TRA UN ANNO esatto, la diga che fermerà le piene rovinose del fiume, un'opera
prioritaria per il Varesotto, entrerà in funzione mettendo la parola fine alle
preoccupazioni degli abitanti della zona. Un motivo di soddisfazione per
l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Francesco Pintus. "I
lavori - conferma - procedono a pieno ritmo. Basta passare in macchina da
quelle parti - continua - per rendersi conto dello stato di avanzamento del
cantiere". "E' già stato fatto moltissimo - aggiunge l'assessore -
tutto sta procedendo secondo i tempi che ci eravamo prefissati. Ora, stiamo
affrontando la fase più complessa che porterà alla costruzione vera e propria
della diga e delle opere di protezione al piccolo nucleo abitato dei Mulini di
Gurone". Proprio nei giorni scorsi esperti e tecnici del Rid, il Registro
italiano dighe, hanno fatto un sopralluogo al cantiere per toccare con mano i
lavori, approvando quanto è stato fatto finora e dando l'ok anche per gli
interventi successivi. L'opera che risponde infatti ai criteri più moderni,
sarà interamente realizzata in calcestruzzo armato e, a lavori ultimati sarà
lunga 150 metri e alta 12. LA CASSA di laminazione sarà in grado di contenere
un volume d'acqua superiore al milione e mezzo di metri cubi e, nel caso in cui
l'Olona dovesse superare la portata di 36 metri cubi al secondo, scatterà
l'allarme e la diga entrerà in funzione per mitigare la portata del fiume,
garantendone un deflusso regolare. Un progetto atteso da oltre vent'anni, un'opera che si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo
stop al cantiere. Nel 2004 iniziarono i primi lavori per realizzare lo
sbancamento dell'area, ovvero la costruzione di un diaframma di sostegno alla
tangenziale est che corre proprio adiacente all'area. Poi, gli interventi si
fermarono. La svolta avvenne nel dicembre del 2006 quando il Registro
italiano dighe approvò il progetto della cassa di laminazione. Nell'aprile di
un anno fa le ruspe entrarono nuovamente nell'area ed oggi, a distanza di diversi
mesi, metà del lavoro è già stato compiuto. "E' un opera fondamentale -
aggiunge il vicepresidente della provincia Carlo Baroni - che porterà benefici
non solo agli abitanti ma anche alla viabilità perché permetterà, attraverso la
creazione di un viadotto proprio all'altezza della diga, di collegare la
tangenziale di Varese con la statale 233 della Varesina". - -->.
( da "Alto Adige" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Museo WÜrth, nuovo
passo in avanti Incontro coi progettisti. La facciata della Laubenhaus sarà
restaurata Oltre alla collezione dell'azienda spazio anche ad oggetti storici
delle abitazioni dal 1600 in poi LORENA PALANGA EGNA. Ancora un passo in avanti
verso il museo WÜrth nella storica Laubenhaus di Egna. Proprio nei giorni
scorsi si è tenuto un incontro tra il responsabile dei progetti immobiliari
WÜrth, Sandro Faccioli, e i vincitori del concorso, ovvero gli architetti David
Stuflesser, Armin Kostner e Lukas Tammerle, per concordare gli ultimi dettagli.
Il progetto definitivo sarà presentato a fine marzo. Procede a pieno ritmo il
progetto che trasformerà la Laubenhaus, storico edificio di Egna risalente al
1500, in un museo WÜrth. Dopo che lo scorso novembre sono stati scelti i
vincitori tra i 31 progettisti che hanno partecipato al concorso di idee,
infatti, si lavora ora agli ultimi dettagli. "Il progetto sarà presentato
a fine marzo - spiega il responsabile dei progetti immobiliari WÜrth, Sandro
Faccioli -. Proprio nei giorni scorsi ho incontrato i progettisti che si sono
aggiudicati il 1º premio del concorso, ovvero gli architetti gardenesi David
Stuflesser, Armin Kostner e Lukas Tammerle, e il responsabile dei musei WÜrth,
per concordare gli ultimi dettagli". Il nuovo spazio espositivo ospiterà,
proprio come gli altri musei WÜrth sparsi in tutt'Europa, i capolavori d'arte
della prestigiosa collezione WÜrth, che conta oltre 10 mila opere. Nelle sale
della Laubenhaus, inoltre, troverà spazio anche il Museo di cultura popolare
che offrirà uno spaccato degli oggetti di arredamento che popolavano le case
della borghesia locale tra il 1600 e il 1900. "Secondo il progetto -
continua ancora Faccioli - al lato della Laubenhaus che si affaccia verso i
portici non verrà apportata nessuna modifica strutturale, ma sarà soltanto
risanato, mentre qualche modifica è prevista nella parte posteriore della casa
e dovrà essere concordata con la Provincia". Difficile
ancora stabilire l'inizio dei lavori. "Dipenderà anche dai tempi della burocrazia - conclude il responsabile
dei progetti immobiliari Faccioli - intanto il progetto esecutivo va avanti e a
fine marzo presenteremo come la Laubenhaus si trasformerà nel museo WÜrth".
( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BREVI TRENTO
INTERROGA "Avepa, un nuovo spreco" Il consigliere regionale Guido
Trento ha presentato una interrogazione alla giunta regionale per chiedere
conto della nascita di una nuova struttura collegata all'Avepa. "L'Avepa è
nata con legge regione per snellire le pratiche di pagamento agli agricoltori
che un tempo venivano fatte a livello nazionale dall'Agea; dopo alcuni anni di
esperienza questa agenzia è diventata farraginosa, lunga nelle pratiche,
burocratizzata e sempre di più gli agricoltori si lamentano per i frequenti
ritardi nei pagamenti rispetto alle date stabilite; infatti sembra che al posto
di migliorare la situazione rispetto al passato le cose stiano rapidamente
peggiorando; inoltre va segnalato come la spesa che la Regione Veneto deve
sostenere per il funzionamento stia di anno in anno rapidamente crescendo,
tanto che oggi ammonta a 35 milioni di euro". A questa situazione, dice
Trento, ora si aggiunge la notizia che l'Avepa ha disposto di istituire un call-center,
cioè generare un'altra struttura che comporta ulteriori
spese" e che toglie il rapporto diretto tra gli agricoltori e le sedi
periferiche dell'agenzia stessa. Il consigliere regionale del Pd chiede alla
giunta regionale se è a conoscenza di quanto sta accadendo e per chiedere che
"metta fine a questa gemmazione di strutture che producono burocrazia e costi".
( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PEDAVENA
Quattrocento agricoltori da Zaia "Dura la vita qui in montagna"
PEDAVENA. Un'agricoltura stretta tra una burocrazia
soffocante e un aumento dei costi indiscriminato, aggravato dall'essere montana
e per questo spesso discriminata. E' questo l'impietoso quadro fornito lunedì
sera in Birreria Pedavena dal presidente della Confagricoltura Belluno Diego
Donazzolo davanti al vicepresidente della regione Veneto Luca Zaia, a Pedavena
per presentare il nuovo piano di sviluppo rurale. Davanti alle autorità e ai
tecnici regionali Donazzolo ha offerto un assaggio di quello che significa
essere agricoltori in provincia di Belluno, soffermandosi sull'attuale fase di
transizione caratterizzata dal difficile cambio generazionale, dall'abbandono
massiccio del territorio e dalla presenza di varie aziende con titolarità
femminile dovuta a part-time o lavoro extra-agricolo. Donazzolo ha portato un
esempio su tutti: "Si pensi alla normativa sui nitrati e sulla difficoltà
di accumulare e spandere letame in aree di montagna con forte pendenza dove non
solo non si riesce ad arrivare con i mezzi ma soprattutto è proibito dalla
normativa". Non sono mancate alcune stoccate alla Regione e all'Avepa,
l'agenzia che si occupa di erogare i fondi in agricoltura: "C'è un aumento
di burocrazia. Nella stessa azienda nel corso dello
stesso anno si sono verificati anche quattro controlli, con controlli che hanno
verificato i controlli dei controllori. Per non parlare dei ritardi nei
pagamenti. Ci sono aziende che stanno aspettando somme dal 2006", ha
denunciato Donazzolo. All'incontro al quale hanno partecipato quasi
quattrocento persone si sono presentati anche i consorzi di tutela del Feltrino
- ora raggruppati nel consorzio feltrino per la valorizzazione d'area - che
hanno allestito una tavolata molto apprezzata con i prodotti tipici locali del
territorio, dal fagiolo igp di Lamon al pom prussian (con gli assaggi di
Giovanni e Devid Moretton), passando per noce, morone e patata di Cesio. A
cucinare i fagioli è stata personalmente la presidente del consorzio di tutela
Tiziana Penco. Tra i prodotti made in Belluno anche sopresse e formaggi
provenienti dalle malghe e dagli agriturismi del territorio. (cr.ar.).
( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Il progetto è fuorilegge,Radioterapia
non può partire" Ponte a Niccheri, il direttore dei lavori si
dimette."Carenze strutturali tali da mettere a rischio la sicurezza"
di ILARIA ULIVELLI ERA TUTTO pronto. Ogni cosa sembrava finalmente a posto dopo
avere accumulato ritardi su ritardi. Il progetto per la realizzazione del
centro di radioterapia all'ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri,
secondo l'ultima delibera firmata il 30 gennaio scorso dal direttore generale
dell'Asl10, Luigi Marroni, doveva partire il 22 febbraio, cinque giorni fa.
Doveva. E invece si è bloccato del tutto. E' successo che il progetto approvato
dall'azienda sanitaria fiorentina non sarebbe a norma, secondo il direttore dei
lavori. Un ingegnere dell'Asl incaricato proprio da Marroni in quella stessa
delibera. PROPRIO per questo motivo, l'ingegnere ha anche rigettato la nomina a
direttore dei lavori. Disponibile a riconsiderare la sua posizione solo dopo
che l'azienda avrà radicalmente modificato il progetto. Tra l'altro, la
pericolosità della struttura, così come verrebbe realizzata da progetto
esecutivo, viene testimoniata anche in un verbale di verifica datato 13
febbraio 2008 e firmato da cinque professionisti tra architetti e ingegneri per
conto della ditta esecutrice. Nelle conclusioni del verbale si legge
"...il progetto esecutivo in esame presenta carenze e incongruenze di
gravità tale da mettere a rischio sia l'opera finita, sia la sua relizzazione
...mancano evidenze oggettive di molte delle verifiche necessarie a garantire
la realizzabilità, la stabilità e la funzionalità in condizioni di
sicurezza". E' tutto molto chiaro. Ma che cosa è accaduto? Che cosa non è
a norma? Tra l'altro, negli anni anche i costi sono lievitati. Nel bando Estav
area vasta per la fornitura e la manutenzione di attrezzature per la
radioterapia, i lavori di adeguamento locali, compresa la progettazione, era
previsto un importo totale di 8 milioni e 549mila euro, mentre nella delibera
del 30 gennaio scorso i costi sono calcolati in 10 milioni e 630mila. Tornando
al progetto esecutivo, secondo chi ha stilato il verbale di verifica, non viene
tenuta in considerazione la stabilità della struttura, evidentemente inadatta a
sorreggere il peso dei maccchinari che dovrebbe ospitare. Non adeguate anche le
pareti e la copertura: i muri esterni dovrebbero avere infatti uno spessore di
almeno un metro e mezzo e il tetto di due metri e venti. Questo, per garantire
il resto dell'ospedale dalle radiazioni. Poi servirebbero un ascensore, un
parcheggio e la rivalutazione della distanza, attualmente non di sicurezza,
dall'eliporto. Tutte cose essenziali reclamate dal direttore dei lavori e senza
le quali lui non si rende disponibile a firmare carte per dare il via al
cantiere. Eppure i progetti, tutti quelli che prevedono l'apertura di nuovi
centri di radioterapia, devono essere valutati e approvati dalla commissione
rischio della Regione, che per prima cosa prende in considerazione l'esistenza
proprio dei parametri di sicurezza. Dunque, perché è accaduto questo?
L'EDIFICIO per la radioterapia a Ponte a Niccheri dovrà diventare un bunker, ma
la struttura è costruita insieme al resto dell'ospedale è quella che un tempo
ospitava la lavanderia e successivamente il magazzino e uno spogliatoio, nel
seminterrato del Santa Maria Annunziata, e si affaccia sul retro dell'ingresso
principale, vicino all'obitorio e all'eliporto. La vicenda radioterapia, a
Firenze parte da lontano. Sei anni fa. Proprio con la delibera 885 del 5 agosto
2002 che prevede la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi di
radioterapia nell'area vasta centro Toscana. E sempre in estate, il 12 luglio
2003, l'assessore per il diritto alla Salute regionale, Enrico Rossi dice che
"la Regione ha individuato le soluzioni per rispondere alle esigenze dei
pazienti. A Firenze il bunker che accoglierà l'apparecchaitura per la
radioterapia verrà realizzato all'interno di una struttura pubblica: di qui la
decisione di indire una gara per individuare il soggetto che acquisterà il
macchinario e che opererà in regime di convenzione". A passi successivi si
arriva al 10 novembre 2005 quando sempre Rossi afferma che "non è in
previsione la realizzazione di un centro radioterapico a Ponte a
Niccheri". L'anno dopo arriva il bando che viene poi assegnato il 19
giugno 2007. Una nuova delibera, la 813 del 12 novembre 2007, arriva per
superare la "criticità nell'offerta e nel governo delle liste d'attesa per
le prestazioni di radioterapia". Rossi si lascia andare all'ottimosmo:
"Nell'estate del 2008 anche il servizio di radioterapia dell'ospedale di
Santa Maria Annunziata inizierà a trattare i primi pazienti". DUNQUE il
centro avrebbe dovuto aprire entro l'estate. Cosa succederà, invece, visto che
per apportare le necessarie modifiche ci vorrà un nuovo progetto, una nuova
delibera e chissà, forse anche una nuova gara d'appalto? In ogni caso c'è da sommare alla burocrazia il tempo tecnico di realizzazione. Ammesso che l'Asl oggi stesso
abbia intenzione di cambiare il progetto, servirebbe almeno un anno. Tutto
questo mentre le liste d'attesa dei pazienti oncologici che aspettano il
trattamento lievitano a dismisura, anche perché uno dei macchinari in dotazione
all'ospedale di Careggi è in riparazione, mentre al Santa Chiara
(struttura privata ma convenzionata e guidata dall'università) è stato negato
il nulla osta per l'attivazione di un secondo acceleratore per i trattamenti.
Solamente a Careggi sono 350 i pazienti in lista, che tradotto in attese vuol
dire quattro mesi per i pazienti senza emergenze e un mese e mezzo per quelli
urgenti. C'è una soluzione? - -->.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il presidente fa
parte del gruppo europeo che lavora alla riforma del sistema normativo Illy:
chi vota contro le pensioni fa danno al Fvg Il governatore a Bruxelles: patto
per ridurre del 25% la burocrazia, bisogna accelerare
VERSO LE ELEZIONI Slitta a oggi il voto in Senato Il Pdl cerca di
"fermare" l'iter "Se lo faranno la Regione perderà 250 milioni
l'anno" di TOMMASO CERNO UDINE. "Mi meraviglierei del fatto che
senatori del Friuli Vg ostacolassero un provvedimento che porterà dal 2011 ben
250 milioni di euro in più nelle casse della Regione, rimediando a
un'ingiustizia perpetrata da 40 anni. Se lo faranno se ne assumeranno ogni
responsabilità politica". Da Bruxelles, dove ha partecipato alla seconda
riunione del gruppo di esperti, di cui fa parte, per ridurre gli effetti
negativi della burocrazia, Riccardo Illy avverte i
senatori della Cdl che, in queste ore, meditano blitz per fermare il decreto
Milleproroghe cui Illy ha vincolato la sua ricandidatura. In sede europea, Illy
porta avanti la battaglia per la riduzione degli iter burocratici.
Un'esperienza su cui il modello Friuli Vg fa da apripista. Ieri dal gruppo
degli stakeholders di cui il governatore e presidente dell'Are fa parte è
giunta l'approvazione del parere sulle prime 14 (inizialmente erano 16) misure
urgenti per la riduzione del peso della burocrazia da
adottare. Per rispettare l'obiettivo della Commissione europea di ridurre il
peso amministrativo che grava sulle imprese del 25% da qui al 2012, Illy ha
ricordato che servono procedure più rapide e innovative che evitino i lunghi
tempi di modifica di direttive o regolamenti Ue. "Siamo un po' preoccupati
sull'obiettivo posto dalla Commissione", ha detto Illy. "Per
modificare direttive o regolamenti occorrono tempi piuttosto lunghi e quindi -
ha spiegato - dobbiamo dare attenzione a procedure più rapide che diano
priorità a tutte le misure per ridurre la burocrazia,
dobbiamo usare i procedimenti che già esistono per accorciare i tempi di
modifica o abrogazione di normative e studiare anche misure innovative".
Per riuscirci è però necessario che siano coinvolte le regioni dell'Are,
"che sono alla giusta distanza dalle imprese e dai cittadini". Nella
riunione di ieri gli esperti nominati dalla Commissione
europea hanno anche approfondito il problema relativo alla misurazione dei
costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della necessità di un approccio dal basso:
"Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare
soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha
detto Illy. La semplificazione amministrativa, ha aggiunto il presidente
del Friuli Venezia Giulia, è anche tra i sei punti del programma di Intesa
Democratica per le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia: "Nella
prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il numero di leggi che oggi
sono 1.300 portandole intorno a 500 e dare una forte impulso alla semplificazione
amministrativa per ridurre peso sui cittadini e sulle imprese. L'azione
congiunta dell'Unione europea e della regione - ha concluso Illy - dovrebbe
portare a risultati soddisfacenti". Illy non ha voluto entrare nel merito
della votazione del decreto Milleproroghe, che contiene il trasferimento dei
fondi sul reddito dei pensionati al Friuli Vg, atteso per oggi a Roma. Il
governatore avverte però il centro-destra, che dalla capitale minaccia
ostruzionismo sul voto: "Mi meraviglierei del fatto che senatori del Friuli
Vg ostacolassero un provvedimento che porterebbe dal 2011 circa 250 milioni di
euro in più nelle casse della Regione, rimediando a una ingiustizia perpetrata
da 40 anni. Se lo fanno se ne assumeranno ogni responsabilità politica".
Illy ha poi concluso con una frecciatina al Pdl che festeggiava ieri la discesa
in campo ufficiale di Renzo Tondo: "Stoiber doveva essere il presidente
della Fondazione Liberaidea - conclude -. Non solo non c'è la fondazione,
perché è un'associazione. Non c'è nemmeno Stoiber che doveva fare il
presidente: Stoiber è il mio presidente nell'high level group".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Torviscosa.
L'opposizione critica la decisione del Comune di legarsi a quello vicino di San
Giorgio "Più burocrazia con l'unione" Fi: sindaco e giunta hanno deciso senza
coinvolgere la gente TORVISCOSA. "L'appesantimento burocratico generato
dall'Unione tra i comuni di San Giorgio e Torviscosa difficilmente potrà
portare a un reale snellimento dei servizi con benefici per i cittadini e,
sembra ovvio, ciò porterà un aggravio di costi che prima di arrivare alla firma
dell'atto costitutivo, dovevano essere attentamente valutati". Il
coordinamento di Forza Italia di Torviscosa, entra così nel merito del
dibattito innescato dalla costituzione dell'atto di Unione tra i due comuni,
che, sottolineano ha come obiettivo di accorpare alcuni servizi prima gestiti
dai singoli comuni e con conseguente risparmio economico a beneficio dei
cittadini. "Premettiamo - si afferma - che siamo certamente molto
favorevoli a qualunque iniziativa che possa portare a un reale risparmio
economico per la comunità, ma solo a patto che venga assolutamente garantito
che nell'espletamento dei servizi non vi sia alcun disagio per i cittadini, ma
reali vantaggi economici per essi. Purtroppo si deve rilevare che ancora una
volta, sindaco e giunta comunale, hanno preso decisioni definitive su un
progetto di grande portata che coinvolge direttamente tutti i cittadini e che
vincolerà la comunità per i prossimi sei anni, sulla testa dei propri
cittadini, senza nemmeno prendere in considerazione la possibilità di sentirne
l'opinione". "É particolare che nella lettera inviata un anno fa ai
torviscosini - continuano i forzisti - si è fatto riferimento alla scelta di
istituire un'Associazione tra i comuni di Torviscosa e San Giorgio, ma non è
stato fatto cenno all'Unione anche se questa era praticamente esecutiva. É
strano che questa operazione sia stata realizzata con tanta rapidità e in un
momento in cui l'amministrazione sangiorgina ha ormai esaurito il suo mandato
elettorale: sarebbe stato più corretto, per la serietà e l'impegno a lungo
termine dell'operazione, attendere l'esito delle elezioni e stabilire con la
nuova amministrazione un tale rapporto di collaborazione. Infine lo Statuto
dell'Unione si parla tra gli obiettivi di una eventuale futura fusione dei
comuni, cioè di un comune unico, e quindi essendo Torviscosa più piccola, tutti
i servizi potrebbero essere concentrati a San Giorgio con i disagi che ciò
comporterebbe. Inoltre, oltre ai rispettivi consigli comunali saranno organi
dell'Unione: l'assemblea, costituita dai due consigli comunali; il direttivo,
composto dai due sindaci più due assessori per ogni comune per un totale di sei
membri; il presidente e in vicepresidente a ritazione tra i sindaci dei comuni
aderenti. A fronte di ciò riteniamo che ci sia un ulteriore appesantimento
burocratico, per questo chiediamo di sapere le previsioni dei costi e dei
risparmi che possono essere portate a conoscenza dei cittadini". (f.a.).
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dall'inviato STEFANO
CECCHI ? PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) ? SE N'È ACCORTO ieri mattina un uomo che
stava andando a curare il verde di un giardino. Come era solito fare, è entrato
con la sua auto nel parcheggio appena costruito vicino alla chiesa, ma, mentre
chiudeva la portiera, ha notato qualcosa di insolito nella Punto bianca
parcheggiata a fianco. Il lunotto posteriore era frantumato. Dentro due corpi
accartocciati, sembravano fagotti sgonfi di vita. L'uomo ha chiamato il 113:
"Venite nel parcheggio davanti alla chiesa, dev'essere successo qualcosa
di brutto". Si sbagliava. Quando poco dopo sono arrivati i poliziotti, si
sono accorti che dentro quell'auto non era successo qualcosa di brutto, ma di
orribile. ADAGIATI uno sull'altro, quasi a coccolarsi in un disperato abbraccio
di morte, c'erano i corpi senza vita di una donna di 50 anni e di una piccina
di 9. Madre e figlia. La piccola era appoggiata con la testa al corpo della
mamma. Sembrava dormisse, non fosse stato per quel foro di proiettile che le aveva
scassato la tempia. La donna, invece, era appoggiata con la schiena al
seggiolino, la testa ribaltata all'indietro per il contraccolpo dello sparo in
bocca con il quale, qualche ora prima, si era tolta la vita. Una madre
assassina e poi suicida. Qualcosa di orribile, appunto. LA MADRE si chiamava
Cecilia Chilleri, era nata a Firenze 50 anni fa e di mestiere faceva la
poliziotta. "Una donna brava, scrupolosa, precisa" diranno i colleghi
della Questura fiorentina. Per molti anni alla Digos, dal 2004, su sua
richiesta, era stata assegnata al compartimento interregionale della Polizia di
Stato. Una vita in divisa, la sua. Anche il marito, Lidiano Guglielmo Sardi, di
mestiere fa il poliziotto. I due si erano conosciuti anni fa alla Polfer di
Prato, dove entrambi svolgevano servizio, e nel 1997 si erano sposati,
trasferendosi a Quarrata, ricco centro della piana pistoiese. Due anni dopo,
quando lei era già quarantenne, era nata la loro unica figlia, Chiara. Ma i
matrimoni non sempre son sinonimo di serenità. E neppure i figli riescono a
salvarli se non c'è solidità d'animo. Cecilia e Lidiano non s'erano salvati.
COSÌ, DOPO le primi liti, tutto era saltato in aria. Lui si era chiuso dentro
la coppia come una prigione, lei aveva riversato tutte le sue attenzioni sulla
figlia, un rapporto strettissimo, soffocante. Nel 2001 la decisione di separare
le proprie strade. Una decisione sofferta, che aveva minato l'equilibrio di
lei. Crisi di depressione e di sconforto che avevano portato Lidiano a chiedere
l'affidamento della figlia. Un colpo durissimo per Cecilia: "Se non la
posso avere io non l'avrai neppure te", avrebbe detto una volta la donna.
Lui l'aveva ascoltata senza poter capire fino in fondo. Quante minacce a vuoto
galleggiano nell'acquitrino dei matrimoni lacerati. PER PROVARE a scacciare i
fantasmi, Cecilia aveva trovato conforto in un amico prete che aveva conosciuto
da piccola: don Enrico Carocci. Da qualche anno don Enrico svolgeva le proprie
funzioni a Pieve a Nievole e lei spesso andava a trovarlo. Anche lui non poteva
certo immaginare l'epilogo drammatico di quella separazione. L'altro ieri
Cecilia non ha telefonato all'amico prete. Qualcuno sostiene che nel pomeriggio
abbia voluto confessarsi. Di sicuro ha fatto salire sull'auto la figlia Chiara.
"Andiamo da don Enrico", le ha detto. Mentiva a metà. Quando è
arrivata a Pieve a Nievole ha infatti parcheggiato nel piazzale accanto alla
Chiesa. Ma non è scesa. Si è limitata ad accarezzare la testa di Chiara, che
nel frattempo si era addormentata. Poi le ha messo un giubbotto a coprirle il
volto. A suo modo un gesto di pietà. Quindi, ha avvicinato la canna della sua
Beretta d'ordinanza alla tempia della figlia e ha premuto il grilletto. Chiara
è morta così, senza accorgersene, in un parcheggio ordinato distante da tutto.
A QUEL PUNTO Cecilia ha capito che la via senza ritorno era ormai imboccata
anche per lei. Ha scritto un biglietto per don Enrico, ha graffitato il cielo
di stoffa della Punto (i soccorritori lo hanno trovato pieno di cuori e di
frasi sconnesse d'amore per la figlia), poi si è infilata la pistola in bocca e
ha fatto fuoco. Erano le 22,30 di lunedì. "Dal punto di vista
investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi",
ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler
sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un
dolore ancora troppo aperto. - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dall'inviato STEFANO
CECCHI ? PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) ? SE N'È ACCORTO ieri mattina un uomo che
stava andando a curare il verde di un giardino. Come era solito fare, è entrato
con la sua auto nel parcheggio appena costruito vicino alla chiesa, ma, mentre
chiudeva la portiera, ha notato qualcosa di insolito nella Punto bianca
parcheggiata a fianco. Il lunotto posteriore era frantumato. Dentro due corpi
accartocciati, sembravano fagotti sgonfi di vita. L'uomo ha chiamato il 113:
"Venite nel parcheggio davanti alla chiesa, dev'essere successo qualcosa
di brutto". Si sbagliava. Quando poco dopo sono arrivati i poliziotti, si
sono accorti che dentro quell'auto non era successo qualcosa di brutto, ma di
orribile. ADAGIATI uno sull'altro, quasi a coccolarsi in un disperato abbraccio
di morte, c'erano i corpi senza vita di una donna di 50 anni e di una piccina
di 9. Madre e figlia. La piccola era appoggiata con la testa al corpo della
mamma. Sembrava dormisse, non fosse stato per quel foro di proiettile che le
aveva scassato la tempia. La donna, invece, era appoggiata con la schiena al
seggiolino, la testa ribaltata all'indietro per il contraccolpo dello sparo in
bocca con il quale, qualche ora prima, si era tolta la vita. Una madre
assassina e poi suicida. Qualcosa di orribile, appunto. LA MADRE si chiamava
Cecilia Chilleri, era nata a Firenze 50 anni fa e di mestiere faceva la
poliziotta. "Una donna brava, scrupolosa, precisa" diranno i colleghi
della Questura fiorentina. Per molti anni alla Digos, dal 2004, su sua
richiesta, era stata assegnata al compartimento interregionale della Polizia di
Stato. Una vita in divisa, la sua. Anche il marito, Lidiano Guglielmo Sardi, di
mestiere fa il poliziotto. I due si erano conosciuti anni fa alla Polfer di
Prato, dove entrambi svolgevano servizio, e nel 1997 si erano sposati,
trasferendosi a Quarrata, ricco centro della piana pistoiese. Due anni dopo,
quando lei era già quarantenne, era nata la loro unica figlia, Chiara. Ma i
matrimoni non sempre son sinonimo di serenità. E neppure i figli riescono a
salvarli se non c'è solidità d'animo. Cecilia e Lidiano non s'erano salvati.
COSÌ, DOPO le primi liti, tutto era saltato in aria. Lui si era chiuso dentro
la coppia come una prigione, lei aveva riversato tutte le sue attenzioni sulla
figlia, un rapporto strettissimo, soffocante. Nel 2001 la decisione di separare
le proprie strade. Una decisione sofferta, che aveva minato l'equilibrio di
lei. Crisi di depressione e di sconforto che avevano portato Lidiano a chiedere
l'affidamento della figlia. Un colpo durissimo per Cecilia: "Se non la
posso avere io non l'avrai neppure te", avrebbe detto una volta la donna.
Lui l'aveva ascoltata senza poter capire fino in fondo. Quante minacce a vuoto
galleggiano nell'acquitrino dei matrimoni lacerati. PER PROVARE a scacciare i
fantasmi, Cecilia aveva trovato conforto in un amico prete che aveva conosciuto
da piccola: don Enrico Carocci. Da qualche anno don Enrico svolgeva le proprie
funzioni a Pieve a Nievole e lei spesso andava a trovarlo. Anche lui non poteva
certo immaginare l'epilogo drammatico di quella separazione. L'altro ieri
Cecilia non ha telefonato all'amico prete. Qualcuno sostiene che nel pomeriggio
abbia voluto confessarsi. Di sicuro ha fatto salire sull'auto la figlia Chiara.
"Andiamo da don Enrico", le ha detto. Mentiva a metà. Quando è
arrivata a Pieve a Nievole ha infatti parcheggiato nel piazzale accanto alla
Chiesa. Ma non è scesa. Si è limitata ad accarezzare la testa di Chiara, che
nel frattempo si era addormentata. Poi le ha messo un giubbotto a coprirle il
volto. A suo modo un gesto di pietà. Quindi, ha avvicinato la canna della sua
Beretta d'ordinanza alla tempia della figlia e ha premuto il grilletto. Chiara
è morta così, senza accorgersene, in un parcheggio ordinato distante da tutto.
A QUEL PUNTO Cecilia ha capito che la via senza ritorno era ormai imboccata
anche per lei. Ha scritto un biglietto per don Enrico, ha graffitato il cielo
di stoffa della Punto (i soccorritori lo hanno trovato pieno di cuori e di
frasi sconnesse d'amore per la figlia), poi si è infilata la pistola in bocca e
ha fatto fuoco. Erano le 22,30 di lunedì. "Dal punto di vista
investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi",
ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler
sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un
dolore ancora troppo aperto. - -->.
( da "Tirreno, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
OSPEDALE PACINI
COMPETENZA E UMANITà Vivendo quotidianamente in mezzo ai
disservizi e alle assurdità della burocrazia siamo naturalmente portati a fare di ogni erba un fascio; è
quindi doveroso, per dare a Cesare quello che è di Cesare, anche dare pieno
riconoscimento di quello che, invece, funziona bene. Non è passato più di un
mese da quando un esame clinico, effettuato nel quadro degli screening di massa
proposti dall'Asl di Pistoia, mi ha ipotizzato e poi confermato un
carcinoma che non sarebbe stato altrimenti individuato per chissà quanto tempo.
Due settimane dopo ero ricoverata presso il presidio ospedaliero di San
Marcello, dove sono stata operata e sono rimasta fino alla dimissione. Credo
sia facile intuire il mio stato d'animo al momento del ricovero, a cui non era
estranea una certa prevenzione dovuta alle tante notizie di
"malasanità" che leggiamo tutti i giorni. Ho invece vissuto una esperienza
totalmente diversa, di cui sento la necessità di dare atto alle persone con cui
sono venuta in contatto in quei dieci giorni: persone competenti e preparate,
ma anche di una grande umanità e comprensione per le difficoltà e le debolezze
altrui. Dal dottor Petrocelli che mi ha operato, al dottor Curcio direttore
sanitario, all'anestesista dottor Cinelli, non è mancato giorno senza che
ricevessi attenzione, informazioni sul decorso della convalescenza e
suggerimenti. Dalle infermiere, di cui non so tutti i nomi, mi è venuta non
solo assistenza, ma anche quella che spero di poter chiamare amicizia. Per
tutto il periodo della degenza ho provato una inusuale sensazione di sicurezza
e di fiducia, che credo sia importante per una guarigione non meno dei farmaci
e che dovremmo provare ogni volta che ci affidiamo a un servizio pubblico. Per
questo desidero esprimere tramite il Tirreno a tutto il personale dello
"spedale" di San Marcello la mia gratitudine, e confermare
l'importanza di partecipare alle iniziative di diagnosi precoce che ci vengono
periodicamente proposte. Emanuela Niccolai Pistoia.
( da "Arena, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ARTE, STORIA E
VIABILITÀ. Il muro venuto alla luce in lungadige Capuleti è all'esame degli
esperti: sarebbe scaligero Ma le mappe antiche parlano di Bartolo Fracaroli Il
Comune di Verona ha uno storico dell'arte specializzato sulle risorse storiche
sotterranee della città? No. Scava e lascia scavare e, se del caso, interverrà
la Soprintendenza archeologica. Ha un geologo che conosca falde, suoli, terreni
e rocce di sedime del suo territorio? Sì, al Museo di Storia Naturale, ma non
lo adopera. Si affida alle perizie di chi vuole intraprendere prospezioni e
scavi. Poi si vedrà. Le Soprintendenze sanno cosa si può incontrare scavando?
Nessuno glielo chiede, loro lasciano fare, controllano i cantieri e, per legge,
bloccano tutto, nella fattispecie. "Era fatale che, andando a vedere (come
nel poker) sotto le aree storiche della città, tornassero in evidenza
stratificazioni di epoche, stili, storia urbana", si dice in giro,
[\FIRMA]cum granu salis. Fallo capire alla burocrazia che l'areale di lungadige Capuleti
rientra nella Cittadella viscontea , grande fortezza con stabile guarnigione
alla fine del 1300, comprendente anche la sponda destra del fiume, gli argini
romani a migliaia di anfore (a corsi di strato interrotti da palificazioni), i
muri di regimazione scaligeri (fuochino), le opere provvisionali
veneziane ed austriache. Non è detto che la grande ripa in cotto ora messa in
luce dagli intenti della Cangrande Parcheggi, lunga 70 metri, sia viscontea,
occorrerebbe un esame delle malte per datarla - i mattoni sembrano scaligeri -
ma di certo altre prospezioni hanno evidenziato anni fa muri a corsi di
ciottoli e mattoni e, l'unico vantaggio (si fa per dire), è che i lavori per i
muraglioni devono aver già provveduto, alla fine dell'800, ad eliminare resti e
documenti. E adesso? Mentre il pensiero corre al parcheggio che si sta scavando
in piazza Santi Apostoli: fra un sacello consacrato nel 781 dal vescovo Annone,
quello delle Sante Teuteria e Tosca, una chiesa romanica e la strada romana
Postumia, vuoi che non ci sia niente di importante? Nemmeno un cimitero come a
piazzetta Arditi? Adesso una lettera arriverà alle Soprintendenze per chiedere
un sopralluogo, là dove esistevano lo sbocco dell'Adigetto e la torre della
Paglia esplosa con la polveriera della Cittadella . Sarebbe bastata una ricerca
su mappe e piante storiche urbane, sugli archivi della Repubblica Veneta, sui
lavori dell'integerrima amministrazione austriaca, sulla scorta della
documentazione del magistrato alle Acque e del Genio Civile, almeno agli studi
esemplari dell'architetto Lino Vittorio Bozzetto per risparmiare il giochino
oneroso, la forzatura impossibile, senza incorrere nei tempi biblici della
Soprintendenza ai Monumenti. Per lo storico dell'arte Riccardo Battiferro
Bertocchi, grillo parlante della tutela del patrimonio archeologico urbano, che
con i suoi studi ha bloccato i lavori del parcheggio a San Zeno, anche quello
monitorato a San Giorgio riserverà sorprese: "Lì passa la via Claudia
Augusta per le Germanie - dice - ed anche la condotta del ruscello Lorì che, da
Avesa, raggiunge il ponte Pietra e arriva alla fontana di Madonna Verona in
piazza Erbe". La soluzione? Con il letto dell'Adige, piazza delle Erbe, a
detta degli storici, è l'unico sito dove non dovrebbero esserci resti archeologici
importanti di tutta Verona, è sempre stata piazza. Di antico, sotto, c'è solo
la pavimentazione romana. Qualcuno ci farà un pensierino?.
( da "Adige, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
GUIDO SMADELLI
ROMENO - C'è grande preoccupazione, nel mondo degli allevatori. "Ci
troviamo di fronte a normative europee sempre più vincolanti, a costi sempre
maggiori, ad un sostegno alle aziende legato ad una burocrazia in costante crescita".
Il presidente del caseificio sociale di Romeno, Ivo Zucal , trae queste
considerazioni a conclusione dell'assemblea degli allevatori anauni, svoltasi
alla presenza del presidente della Federazione provinciale Silvano Rauzi .
"Anche per i caseifici si preannunciano nuove regole, ad esempio su
controlli ed analisi del latte, finora si aveva un aiuto da parte
dell'assessorato alla sanità, ma ora la competenza passa all'agricoltura. Solo
il costo delle analisi, a livello provinciale, si aggira sull'importo di 1
milione di euro, ed ora non abbiamo certezze su un sostegno per affrontare
questa spesa". In qualche tratto ha assunto toni drammatici la relazione
presentata da Vittorino Covi , presidente degli allevatori anauni. "Ci
troviamo a fare i conti con un aumento spropositato delle materie prime, del
40-50%, che convertito in danaro a fine mese per un'azienda media varia dai 3
ai 4 mila euro", ha introdotto Covi, puntando poi il dito sul modesto
margine esistente per i produttori di latte: il costo di produzione di un litro
si aggira sui 34 centesimi di euro, mensilmente ai soci viene erogato un
acconto di 30 centesimi, il saldo finale medio per i caseifici di valle è di 42
centesimi. "Un margine scarso", ha sottolineato Covi. "Abbiamo
costruito delle aziende che pensavamo di ammortizzare in 10-15 anni, però non
riusciamo". Al tutto si aggiunge la tubercolosi bovina, altra mazzata per
gli allevatori. "Ma quello che mi sento di dirvi è di mantenere la calma e
di non perdere la passione per il nostro lavoro", ha ammonito il
presidente, anche perché "la zootecnia di montagna deve resistere".
Per garantirlo, l'Unione allevatori si è mossa attraverso un incontro con le
casse rurali della valle, per capire se sia possibile studiare delle forme di
sostegno alla categoria, cui hanno partecipato anche i vertici del Bim, Renato
Vicenzi in testa (presente anche all'assemblea di ieri, e che ha garantito
disponibilità per dare una mano agli allevatori). "Si discute di un
possibile aumento dell'acconto mensile ai soci", ha affermato Covi,
annunciando poi la costituzione di un comitato, per un incontro ufficiale con
il presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai e l'assessore Tiziano
Mellarini. In conclusione, ricordata un'altra "grana": la Comunità
europea ha deciso di vietare la concimazione dei pascoli sopra i 900 metri.
"Creandoci ulteriori problemi", ha sottolineato Covi, "perché in
queste zone senza concime si produce meno della metà del fieno". Insomma,
tante ombre e poche luci. Ma è in controtendenza il presidente del caseificio
di Romeno, Ivo Zucal: "Lo strano è che il mercato del latte ha un prezzo
interessante, ma non vi fa seguito quello del formaggio. Le grandi industrie
che necessitano di latte pagano bene, proprio perché ne hanno bisogno. A mio
avviso però il mercato del formaggio dovrebbe riprendersi, garantire maggior
redditività, e credo che questo avverrà in tempi non lontani. Non ho certezze
in merito, ma nutro un certo ottimismo". 27/02/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
"Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si parla
altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il
coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause
secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby
e la Burocrazia" oltre ai "Verdi" che sparano a caso. Infatti le lobby sono
una delle cause che impediscono molte iniziative da parte dei singoli cittadini
e che, se fossero cancellate, potrebbero portare a nuovi posti di lavoro ed
all'incremento del Pil. Ma la rovina è la burocrazia,
di cui tutti parlano ma che nessuno vuole abbattere; da miei conteggi ogni
piccolo artigiano o piccola impresa a carattere famigliare spende ogni anno da
800 a 1500 euro in pratiche burocratiche inutili ed è anche per questo che
molti dicono: visto che devo pagare questi balzelli inutili, mi ritengo
autorizzato ad evadere in egual misura. L'ultimo atto in materia di burocrazia è stato il decreto emesso dal ministro dell'ambiente
(lo chiamo l'innominabile!!!) che ha decretato che i registri dei rifiuti
(registri che non servono a nulla, nemmeno a bloccare le varie contaminazioni)
debbano essere solamente vidimati dalle Camere di Commercio con una spesa di
tassazione di euro 30 e che i vecchi registri vidimati gratuitamente dagli
uffici fiscali non sono più validi. Non le sembra una pazzia? Eppure nessuna
categoria economica ha protestato e nessun politico ha parlato. Ma che ne
facciamo allora dei nostri politici e dei rappresentanti delle categorie
economiche se non hanno il coraggio di ribellarsi a tale burocrazia?
Se fossi al suo posto mi vergognerei nel vedere come sono tartassati gli
italiani e sono gli stessi che fra poco si ripresenteranno a chiedere il voto.
Ed intanto il piccolo imprenditore deve continuare a sudare sette camicie per
poter mandare avanti la propria attività. Filippo Gecchelin.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
A Bruxelles il
governatore chiede un'accelerazione per rispettare la riduzione dei costi del
25% da raggiungere nel 2012 Illy all'Ue: taglio alla burocrazia
per le imprese BRUXELLES Per rispettare l'obiettivo della Commissione europea
di ridurre il peso amministrativo che grava sulle imprese del 25% da qui al
2012 servono procedure più rapide e innovative che evitino i lunghi tempi di
modifica di direttive o regolamenti Ue. Lo ha detto il presidente del Friuli
Venezia Giulia, Riccardo Illy, a Bruxelles, al termine della seconda riunione
del gruppo di esperti di alto livello, di cui fa parte, per ridurre gli effetti
negativi della burocrazia. "Siamo un pò preoccupati
sull'obiettivo posto dalla Commissione", ha sottolineato Illy. "Per
modificare direttive o regolamenti occorrono tempi piuttosto lunghi e quindi -
ha spiegato - dobbiamo dare attenzione a procedure più rapide che diano
priorità a tutte le misure per ridurre la burocrazia,
dobbiamo usare i procedimenti che già esistono per accorciare i tempi di
modifica o abrogazione di normative e studiare anche misure innovative".
Nella riunione di oggi gli esperti nominati dalla Commissione hanno anche approfondito il problema relativo alla misurazione dei costi del
peso della burocrazia ed
hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire
l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare
soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha
rilevato il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy. La
semplificazione amministrativa, ha ricordato il presidente, è anche tra i sei
punti del programma di Intesa Democratica per le elezioni regionali in Friuli
Venezia Giulia: "Nella prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il
numero di leggi che oggi sono 1.300 portandole intorno a 500 e dare una forte
impulso alla semplificazione amministrativa per ridurre peso sui cittadini e
sulle imprese. L'azione congiunta dell'Unione europea e della regione Friuli
Venezia Giulia - ha concluso Illy - dovrebbe portare a risultati
soddisfacenti".
( da "Nuova Venezia, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Chiediamo a
Venezia di aiutarci per poter verificare le richieste" "Alluvione,
vogliamo i risarcimenti" I Comuni dell'area Sud: "Pronti a protestare
assieme agli abitanti" CAMPAGNA LUPIA. "Siamo pronti a protestare e a
scendere in strada insieme ai cittadini a Venezia o a Roma, se i tempi di
rimborsi per i risarcimenti legati agli allagamenti non saranno rispettati. Ho
spedito al commissario una lettera e ai consorzi di Bonifica e Regione in cui
si chiede lo stanziamento di ulteriori fondi per iniziare entro giugno le opere
necessarie alla messa in sicurezza del territorio. Siamo già al limite,
chiediamo aiuto a Venezia per poter verificare le richieste in tempi
utili". Il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera Fabio
Livieri e i primi cittadini del comprensorio sono categorici. Il tempo delle
chiacchere è finito, i lavori vanno fatti partire subito altrimenti si
rischiano il bis e proteste a raffica. In Riviera sono andate sott'acqua circa
1.200 case, i danni complessivi nei sei Comuni che hanno chiesto lo stato di
calamità sono stati di oltre 25 milioni. Le richieste giunte per i risarcimenti
sono 500 a Mira, 600 a Campagna Lupia, un centinaio per Campolongo e
Camponogara, qualche decina a Dolo. "I cittadini dell'area Sud - spiega il
sindaco di Camponogara, Desiderio Fogarin - si sentono di serie B rispetto a
Venezia. Abbiamo poco personale per poter fare le verifiche per i risarcimenti.
Comuni come Venezia potrebbero aiutarci. I cittadini sono infuriati. Se
protesteranno e scenderanno in strada contro Regione, Provincia e Governo per i
mancati risarcimenti, sarò al loro fianco". Sulla stessa linea Fabio
Livieri. "Abbiamo fatto la richiesta esplicita a Venezia di prestarci
vigili e verificatori - dice Livieri - ma pur essendo decine in più dei nostri
vigili ci hanno spiegato che erano troppo impegnati in questo periodo. Ci
arrangeremo. Abbiamo spedito, contemporaneamente agli altri Comuni, una lettera
in questi giorni a tutte le persone danneggiate dalle alluvioni del 26
settembre 2007 a spedirci il materiale fotografico comprovante i danni subiti e
i costi impiegati per farvi fronte. Speriamo che i 20 milioni stanziati
nell'area bastino". Pure sul versante interventi Livieri mette i puntini
sulle "i". "Conosciamo i tempi della burocrazia - dice - ma stavolta bisogna
agire prima che gli acquazzoni di inizio e fine stagione provochino danni
incalcolabili. Per questo tutti i 4 comuni (Mira, Campagna Lupia, Camponogara e
Campolongo) che hanno indetto lo stato di calamità hanno presentato una lista di
interventi indifferibili che va concreizata subito. A Mira, ribadisce
l'assessore Stefano Lorenzin, gli interventi necessari a sistemare l'area
comprendono opere per 6 milioni di euro. "Ad esempio - dice - in via
Pavese e via Oberdan il nuovo impianto idrovoro, nonostante il regolare
funzionamento delle quattro pompe non è riuscito a smaltire la quantità
d'acqua". (Alessandro Abbadir).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Regionale
Pagina 107 Sardegna, un turismo difficile Operatori in difficoltà mentre si
discute sui dati --> Operatori in difficoltà mentre si discute sui dati Il
turismo in Sardegna nelle opinioni di alcuni importanti operatori del settore
alberghiero che hanno partecipato alla recente Bit di Milano. Continuano le
valutazioni contrastanti. di LUCIO SALIS Dopo la Bit di MIlano, stop alle
polemiche, si può discutere con calma. Al di fuori della bagarre che, puntuale,
si scatena ogni anno in questo periodo: sulla stagione passata, i dati, la
Regione. E inevitabilmente i discorsi tecnici di intrecciano con valutazioni
politiche, più o meno occulte. Ora invece i grandi imprenditori, quelli che
hanno il polso del settore, sono più disposti a ragionare sul passato ma
soprattutto sul futuro di un turismo sempre alle prese con problemi vecchi (i
trasporti, la congiuntura economica, la concorrenza) e nuovi. Come la
ristrutturazione di alberghi costruiti negli anni Sessanta e Settanta che hanno
bisogno di essere adeguati ai tempi. Tema sollevato, alla Bit, da Michela
Mastio, 76 anni, di Orosei, pioniera del turismo nuorese. "Se non
adeguiamo le strutture alle esigenze dei nostri ospiti, siamo destinati ad
essere superati dalla concorrenza. Ma ottenere le autorizzazioni è quasi
impossibile". BUROCRAZIA Lo conferma anche anche
Francesco Muntoni, titolare del Gruppo Delphina, cinquemila posti letto, tutti
in hotel a 4 e 5 stelle: "È un problema importante, che riguarda tutti gli
imprenditori. Oggi, a causa di una burocrazia paralizzante, non si riesce ad aprire neanche una finestra.
Non parliamo poi delle aree vincolate, dove i Comuni impiegano anche otto anni
per dare una risposta". Difficile ristrutturare, quasi impossibile
costruire alberghi sul mare, secondo Marco Bongiovanni, managing director e
figlio dell'imprenditore che ha creato il Gruppo Baja, tremila posti letto in
hotel di lusso fra Baia Sardinia, Porto Cervo e Castiadas. "Rispetto ai
tempi di mio padre, oggi è certo più difficile realizzare nuovi alberghi sul
mare o ampliare quelli già esistenti. C'è un blocco generale, tutto sembra
destinato a restare com'è. Con gli anni, inoltre, il numero dei posti letto è
indubbiamente aumentato. C'è quindi una maggiore offerta, ma si crea anche una
maggiore concorrenza. Questo rende sempre più problematico raggiungere
risultati positivi". Come conferma Muntoni: "Veniamo da un 2007
difficile. Siamo partiti molto male, soprattutto coi clienti esteri. Abbiamo
avuto cali oscillanti fra l'8 e il 12 per cento, con punte del 15".
Fortunatamente, non è andata sempre così: "Nel corso della stagione,
operazioni di marketing, l'arrivo di nuovi vettori e alcuni avvenimenti
internazionali ci hanno consentito di raddrizzare la situazione. Alla fine,
abbiamo chiuso con un calo a una cifra anziché a due". Dati che
contrastano con quelli ufficiali diffusi dalla Regione alla Bit. "Nei
nostri alberghi - precisa Muntoni - abbiamo solo clienti di fasca medio alta.
Non si tratta di campeggi, dove si fa in fretta a fare numeri. È una realtà
incontestabile il fatto che da noi, l'anno scorso, è arrivata meno gente".
Bongiovanni invece, avendo alberghi nel nord e nel sud dell'Isola, gode di un
punto di osservazione privilegiato: "I flussi dall'estero sono andati
bene. Per la prima volta, però, abbiano avuto un calo fra gli italiani. Forse a
causa di una fiscalità più minacciata che attuata e delle crescita dei tassi di
interesse. E non trascurerei anche alcuni atti della politica regionale che non
hanno certo incoraggiato i nuovi arrivi. In complesso, abbiamo avuto un anno
abbastanza difficile". È adata decisamente meglio all'Hotel Cormoran,
storico centro vacanziero sulla costa di Villasimius, presente alla Bit nello
stand del Consorzio degli operatori. "L'estate 2007 ha fatto registrare
nel nostro albergo, dove si concentra soprattutto una clientela di tipo familiare,
un aumento delle presenze del 2,7 per cento - spiega il direttore Mario Cioffi
-. Abbiamo notato anche un aumento del periodo di soggiorno medio, attestato
ora sui 9 giorni". Probabilmente, l'andamento favorevole di Villasimius è
favorito anche dalla presenza dell'Area marina protetta e dei campi da golf. Le
prospettive per il 2008 sono assolutamente incoraggianti: "Le nostre
prenotazioni sono in aumento. Forse influenzate dalla possibilità di utilizzare
voli low cost, cui si aggiungono ora quelli settimanali della compagnia Sas.
Infatti, dopo la partecipazione alla fiera di Oslo, stanno arrivando i
norvegesi". "Scientificamente pessimista" si definisce invece
Bongiovanni: "Il quadro economico politico non è cambiato rispetto al 2007.
Una previsione positiva non si baserebbe su dati reali. Piuttosto, il fatto che
ormai le compagnie low cost possano portare gente in Sardegna durante tutto
l'arco dell'anno deve favorire una riflessione fra gli operatori . A Olbia, ad
esempio, l'aumento del traffico con la Germania ha fatto salire l'indice di
occupazione negli alberghi". IL FUTURO Un po' più ottimista Muntoni:
"Il mercato estero sembra decisamente più vivace, forse perché la Sardegna
si è data più da fare e il mercato tende a dare risposte positive". Se
hanno opinioni diverse sulla stagione scorsa e sulle prospettive future, gli
operatori sono invece concordi nel puntare sullo sviluppo dei voli low cost.
Per il patron di Delphina, "è sbagliato pensare che portino solo una
clientela di tipo medio basso. Dalla nostra esperienza emerge che pure il
turista che ha consistenti disponibilità economiche non disdegna il risparmio.
Spendere meno sul volo significa infatti poter destinare di più ai ristoranti e
agli svaghi. Oggi, grazie ai low cost, chi prenota per tempo in bassa stagione
può contare su un'andata e ritorno da Londra a 50 euro. È un settore che va
assolutamente incentivato". LA REGIONE La pensa così anche la Regione, che
- come ha detto l'assessore De Pau alla Bit - è decisa a impegnarsi per incentivare
i voli a basso costo. Sui dati esposti dalla rappresentante della Giunta gli
operatori hanno espresso perplessità, mentre non mancano giudizi positivi, come
quello di Bongiovanni, "sullo sforzo che l'assessore sta compiendo per far
dialogare le componenti del settore: albergatori, compagnie aeree, società
aeroportuali, pubbliche amministrazioni e mondo accademico. È la prima volta
che succede e si sa quanto sia difficile far dialogare noi sardi". Muntoni
aggiunge che "la strada del marketing, seguita a livello regionale, è
quella giusta. Anche se si può fare di più".
( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Maria Fiore
"Mi dispiace, ma se la sono cercata" L'automobilista tamponato dallo
scooter è indagato per omicidio colposo plurimo SANTA CRISTINA. "Mi
dispiace molto per loro, ma se la sono cercata". Giancarlo Morandi usa
parole dure. Il 39enne di Santa Cristina, che era alla guida della Volvo
coinvolta nell'incidente di Santa Cristina, è accusato di omicidio colposo.
Avrebbe, secondo questa ipotesi, qualche responsabilità nell'incidente che,
domenica pomeriggio, ha causato la morte di Tiziano Franchi, 49 anni, e della
moglie Emanuela Maria Formaggia, 46 anni, entrambi di San Colombano. "Ma
io non ho nessuna colpa", replica il 39enne, ancora sotto choc, dalla sua
casa di via Vittorio Veneto. Giancarlo Morandi è difeso dall'avvocato Giovanna
Groppelli di Pavia. L'apertura di un procedimento per omicidio colposo è in
qualche modo un atto dovuto. Ma il 39enne si difende e racconta la sua
versione. "Stavo svoltando a sinistra per entrare nel distributore -
racconta - Ho messo la freccia e mi sono fermato, anche per dare la precedenza
alle auto che arrivavano dalla direzione opposta. A quel punto ho visto lo
scooter arrivare di fianco all'auto, nel tentativo di sorpassare. Forse il
conducente non ha visto la freccia o pensava comunque di riuscire a sorpassare.
Magari se ne accorto all'ultimo momento, e non è riuscito a evitare l'impatto
con la mia macchina. Lo scooter, in effetti, ha urtato la mia auto di fianco,
quasi vicino al muso della macchina. Poi ha sbandato contro il cordolo di
cemento". Il resto sta tutto nei verbali della polizia stradale e dei
medici del 118, che hanno avuto il triste compito di constatare il decesso dei
due coniugi. Un dramma che è ancora negli occhi di Giancarlo Morandi. "Ho
visto una montagna di pezzi di plastica volare in aria - ricorda il 39enne -
Una cosa terribile. Non riesco a togliermelo dalla testa". Gli agenti
della polizia stradale stanno ancora lavorando per ricostruire esattamente
quanto è accaduto, alle 16.30 di domenica, sulla statale di Santa Cristina,
all'altezza del distributore Tamoil. Da due giorni l'uomo
che è accusato di omicidio colposo è alle prese con una burocrazia che, nel conteggio freddo dei
morti e sulle cause che hanno provocato l'incidente, non può, comunque,
riportare in vita due persone che non ci sono più. Difficile, per i due figli,
accettare una morte così, qualunque siano le cause. Più credibile,
invece, che si faccia qualcosa per restituire maggiore sicurezza a quel tratto
di strada, che da Belgioioso attraversa il territorio di Santa Cristina e arriva
fino a Lodi. La statale 234 ha lasciato per terra - lo dicono i residenti dei
Comuni vicini e lo dimostrano le tristi cifre - troppe vittime. "Non
voglio alleggerirmi la coscienza - dice Morandi - ma il tratto di strada in cui
è avvenuto l'incidente non è mai stato sicuro. Gli automobilisti spingono
troppo sull'acceleratore e forse è proprio il tratto rettilineo ad ingannare.
Non so cosa altro dire. So solo che non sono responsabile per quello che è
successo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cagliari e Provincia
Pagina 1019 Marcia della povertà: una processione partita dalla basilica di
Bonaria ha raggiunto il palazzo del Consiglio regionale Luci per il popolo dei
diseredati Marcia della povertà: una processione partita dalla basilica di
Bonaria ha raggiunto il palazzo del Consiglio regionale La fiaccolata della
solidarietà illumina le vie del centro --> La fiaccolata della solidarietà
illumina le vie del centro Nel corteo rappresentanti della Chiesa, dei
sindacati e del mondo del volontariato. Un segno di solidarietà per chi vive
nel disagio. I poveri erano pochissimi perché la maggior parte era impegnata a
mettere insieme il necessario per la cena. Quasi mille persone hanno marciato
per loro. Rappresentanti della Chiesa, dei sindacati e delle associazioni di
volontariato. E anche alcuni politici. Dalla basilica di Bonaria, fiaccole in
mano, hanno raggiunto la sede del Consiglio regionale di via Roma per dare luce
al popolo dei diseredati. GRIDO DI DOLORE "La situazione", hanno
detto don Pietro Borrotzu, direttore della Pastorale sociale e del Lavoro, e
don Marco Lai alla guida della Caritas cagliaritana, "è gravissima. C'è
una responsabilità della politica che non riesce a governare questo processo
dalle conseguenze sociali disastrose". La quinta marcia della solidarietà
per la povertà in Sardegna quest'anno è andata avanti con un passo rumoroso.
Chi ha aderito alla chiamata degli organizzatori ha voluto far sentire la
disperazione delle centomila famiglie sarde che vivono sotto la soglia della
povertà. LA DISPERAZIONE "Stiamo parlando di trecentomila persone",
ha ribadito Mario Medde, segretario generale della Cisl, "che faticano ad
arrivare alla fine del mese. Paghiamo la miopia dei politici: la Regione non ha
riconosciuto che l'economia e il lavoro in Sardegna sono fermi da tempo. Non
c'è crescita e gli stipendi e le pensioni sono inadeguati visto la crescita dei
prezzi. É arrivato il momento di cambiare strada". Sindacati uniti per una
battaglia comune: in prima fila nel corteo anche Giampaolo Diana, leader della
Cgil, e i componenti delle segreterie della Camera del lavoro e della Uil. I
VOLONTARI Pensionati, lavoratori con stipendi fermi da anni, precari: "Tra
i nuovi poveri", ha sottolineato Gianni Melis, consigliere nazionale delle
confraternite della Misericordia, "ci sono anche loro. Gente che prima
viveva dignitosamente e che ora si trova in grande difficoltà". Storie di
povertà ma soprattutto "di insicurezza", come ha evidenziato
Giampiero Farru, presidente di Sardegna solidale. "Le famiglie che non
possono programmare il loro futuro sono in continuo aumento", ha spiegato,
"e per questo la politica deve intervenire. La gente
che fatica e soffre non può aspettare i tempi della burocrazia che non sblocca le risorse necessarie per chi versa in
condizioni di grande emergenza". IL SINDACO Pochi i politici presenti. In
testa al corteo la consigliera regionale Maria Grazia Caligaris, l'assessore
comunale ai Servizi Sociali, Anselmo Piras, e il sindaco. "Sono
qui", ha sottolineato Emilio Floris, "per dimostrare solidarietà a
chi fatica ad arrivare alla terza o quarta settimana. Ma anche per rafforzare
l'impegno del Comune nel creare più occupazione. Servirebbero maggiori risorse
per le città capoluogo. Chi le deve erogare non dovrebbe far finta di
niente". Il riferimento, neanche tanto velato, è alla Regione. LA CHIESA
"Non marciamo contro nessuno", ha precisato don Marco Lai, "ma
vogliamo che tutti i politici mettano al primo punto della loro agenda
l'emergenza povertà. La solidarietà, l'assistenza e la beneficenza vanno bene,
ma per risolvere il problema alla radice serve un'occupazione e la garanzia di
un reddito minimo per tutti". "Per questo", ha ricordato don
Pietro Borrotzu, "abbiamo deciso di arrivare sotto il Consiglio regionale.
Adesso aspettiamo interventi concreti". MATTEO VERCELLI.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Trieste Alla ricerca
di un candidato lCon le prossime elezioni, ciliegina sulla torta di un Paese
allo sfascio, dovrei eleggere un politico che rappresenti il mio modo di
pensare e le cui peculiarità in gran parte mi soddisfino. Un bel problema,
dunque. Stanca di vedere, alla tivù e non, sorrisi a trentasei denti attaccati
a completi griffati e giacchine colorate, mi accingerò al voto. Tante promesse
ed altrettanti gazebo dove tanti giovani entusiasti cercheranno di farmi
capitolare con il loro credo. Panini, mortadelle, bande e sorrisi ed un
confidenziale "tu" mai richiesto che, dopo le elezioni, diventerà
"lei". Devo scegliere, dunque, un politico umano che faccia la spesa
giornalmente, che si misuri con i prezzi lievitati da gelo, petrolio e siccità,
ottimi alibi per scaltri commercianti, che si confronti
come noi cittadini con la burocrazia, con le prenotazioni utopistiche alla Asl, che non usi l'auto
blu e che soprattutto mantenga le promesse. Un bel dilemma. Una volta avuta
l'ambita poltrona, il sorriso a trentasei denti si accorcia a trentadue e
"l'umano" votato si scorda del suo compito proiettato
nell'ingranaggio, nella giostra politica. Ho, abbiamo bisogno di
assoluta serietà, vogliamo credere in qualcuno che ci accompagni, ci tuteli
nella nostra giornata, nelle nostre vicissitudini. Fatti, non parole. Mi tappo
le orecchie come Ulisse con le sirene, quando vedo pinguini incravattati come
galline starnazzanti, ragliare come asini. Serietà, non un sindaco romano fino
a pochi giorni fa a capo di un partito che si trastulla tra due poltrone, non
un ex presidente del Consiglio con una nipote sempre rinnegata, che si
trastulla tra i processi con arie da first lady. Serietà dunque, rispetto,
consapevole del proprio mandato e che per favore non faccia il burattino. Lo
troverò un politico così? Luciana Turco Viola.
( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 049, pag. 4 del 27/2/2008
Autore: segue a pagina 6 Visualizza la pagina in PDF il programma
del pdl 10 PUNTI 1. Difendere e far ripartire l'economia italiana 2. “La giusta
imposta” 3. Legge e ordine, sicurezza territoriale, governo dell'immigrazione
4. Per una società più solidale basata sulla famiglia 5. Permettere ai giovani
di costruirsi un futuro migliore 6. Una casa per tutti 7. Una sanità per i
malati e non per la politica 8. La riscossa del Sud 9. La ricchezza
dell'Italia: Scuola, Università, Ricerca, Ambiente e Beni culturali 10.
Completare la riforma federale dello Stato L'Economia Per difendere e far
ripartire l'economia italiana nella sua vocazione produttiva, dalle piccole
alle grandi imprese, dal commercio all'artigianato, all'agricoltura al made in
Italy: a) iniziative del nostro governo per politiche europee mirate alla
riduzione della regolamentazione comunitaria, alla difesa della nostra
produzione, contro la concorrenza asimmetrica, che viene dall'Asia (dazi e quote),
all'applicazione simmetrica, anche in Asia, di uguali regole sociali ed
ambientali; b) infrastrutture: rilancio e rifinanziamento della nostra
fondamentale “Legge Obiettivo” (a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina e
dalle Pedemontane). Corsia di accesso anche per le piccole e medie imprese di
costruzione; c) detassazione degli straordinari e dei rinnovi contrattuali
aziendali legati alla produttività; d) graduale progressiva detassazione delle
“tredicesime”o di una mensilità; e) rimborsi Iva in tempo commerciale (da 60 a
90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese; f) versamento Iva dovuto solo
dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese che hanno
problemi di clientela insolvente; g) graduale progressiva abolizione dell'Irap,
a partire dall'abolizione dell'Irap sul costo del lavoro e sulle perdite; h) semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione della contabilità fiscale
superflua, perditempo e costosa; i) sperimentazione di un periodo “no tax” per
le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; l) graduale progressiva
riduzione dell'Iva sul turismo; m) legge su Distretti industriali e
filiere produttive; n) le liberalizzazioni degli anni '90 avrebbero dovuto
essere fatte prima delle privatizzazioni od in parallelo. è stato fatto il
contrario, creando così monopoli o quasi monopoli. Sono necessarie più
liberalizzazioni e concorrenza nella gestione dei servizi pubblici al servizio
dei cittadini. o) Liquidazione delle società pubbliche non essenziali. Difesa
dei consumatori con la generalizzazione e il rafforzamento del principio di
portabilità dei rapporti con le banche da noi proposti nel 2006; p)
sperimentazione della certificazione obbligatoria del made in Italy; q)
partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione;
r) realizzazione dei rigassificatori già autorizzati (Nord, Centro, Sud) per
diversificare i paesi di approvviggionamento; s) incentivi alla
diversificazione, allacogenerazione, all'uso efficiente di energia, alle fonti
rinnovabili (vere, non assimilate), dal solare al geotermico, dall'eolico alle
biomasse, ai rifiuti urbani, per ridurre i costi dell'energia per le famiglie e
per le imprese; t) diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici
ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito; u)
agricoltura:completamento del disegno strategico perseguito durante il
quinquennio 200-06 attraverso la ripresa di una incisiva azione comunitaria
mirata a salvaguardare gli interessi nazionali che completi le politiche di
"disaccoppiamento", orientamento al mercato, promozione di qualità,
sicurezza alimentare e ambientale; il contenimento dei costi di produzione
anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo, la
valorizzazione del made in Italy nel mercato interno e internazionale
combattendo la contraffazione e rendendo obbligatoria l'indicazione di origine
geografica del prodotto; [...] ridurre i passaggi dal campo alla tavola dei
prodotti agricoli, a garanzia di un giusto prezzo per consumatori e produttori;
la diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli e lo
sviluppo di imprese agricole multifunzionali nel campo energetico, ambientale e
sociale. La “Giusta imposta” Oltre alle forme di detassazione e semplificazione
di cui sopra al punto precedente: a) totale eliminazione dell'Ici sulla prima
casa; b) graduale progressiva tassazione forfettaria degli affitti; c) graduale
progressiva attuazione dei principi contenuti nella Legge delega per la riforma
fiscale (2003), con l'obiettivo di portare la pressione fiscale sotto il 40%
del Pil, con favore della famiglia (quoziente familiare). In particolare, si
terrà conto oltre che della composizione del nucleo familiare, dei disabili e
degli anziani a carico; d) rafforzamento delle misure di contrasto all'evasione
fiscale già contenute nella nostra legge finanziaria per il 2006: riforma della
riscossione esattoriale, potenziamento della partecipazione dei Comuni
all'accertamento tributario; nuove misure per attivare il contrasto d'interessi
tra prestatori di servizi e consumatori sul modello della detrazione per i
lavori dell'edilizia abitativa; e) riforma degli studi di settore, partendo non
dal centro, ma dalle realtà economiche territoriali e qui coinvolgendo anche i
Comuni. La Famiglia a) Acquisto, di beni di prima necessità e loro
distribuzione pubblica attraverso i Comuni e il volontariato, per aiutare la
parte più bisognosa della nostra popolazione ad arrivare a fine mese; b)
abbattimento del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente
la ristrutturazione da parte delle banche, con il concorso delle associazioni
dei consumatori; c) graduale progressivo aumento delle pensioni più basse.
Rafforzamento del nostro progetto di previdenzacomplementaree avvio
sperimentale dinuovemutue sociali; d) la famiglia, intesa come comunità
naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sarà il centro privilegiato
di un nuovo rapporto fiscale, basato sul criterio del "quoziente
familiare"; e) reintrodurre e potenziare il nostro bonus bebè, per
sostenere la natalità; f) graduale e progressiva riduzione dell'Iva su latte,
alimenti e prodotti per l'infanzia, come in Inghilterra; g) prosecuzione del
nostro piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi
pubblici e detassazione; h) creazione, sul modello francese, di un libretto
vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel corso degli studi.
Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola
pubblica e scuola privata; i) stabilizzazione del nostro “5X1000” e sua reale
applicazione a favore di volontariato [...], ricerca; l) riforma del libro
primo del codice civile per riconoscere il ruolo fondamentale assunto dalla
nostra società dal "terzo settore"; m) rilancio del ruolo di
prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati e, d'intesa con
le regioni, individuazione delle risorse finanziarie necessarie a garantire
credibili alternative all'aborto per la gestante in difficoltà. n) continuità
nell'assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate ed
estensione fino al 18° anno di età per garantire la fruizione del
diritto/dovere all'istruzione; o) Microcredito: riconoscimento e incentivazione
delle fondazioni etiche che lo promuovono. Superamento da un lato dell'usura e
dall'altro lato del costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli
postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di
microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte
dei giovani; p) utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio,
a favore dei cittadini, in coordinamento con i comuni; q) attuazione del nostro
piano straordinario per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati
gravi.) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale; r)
esclusione di ogni ipotesi di leggi che favoriscano pratiche mediche
assimilabili all'eutanasia; s) incremento delle tutele, delle garanzie e dei
controlli in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le
imprese che si impegnano in tal senso; t) revisione della legge sull'assistenza
sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un ruolo maggiore ai
comuni e garantendo la libertà di scelta tra i vari servizi che vengono offerti
dal pubblico, dal privato e dal privato sociale. La Casa Oltre a quanto
previsto sopra in materia di regime forfettario sugli affitti, di bonus
locazione e aiuti ai giovani e di ricontrattazione dei mutui: a) "Piano
casa" per costruire 100.000 alloggi di edilizia economico-popolare, di
case a riscatto e di edilizia in affitto a canone controllato, attraverso lo
scambio tra concessioni di edificabilità e costruzione di edilizia a costi
sociali; b) piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli
inquilini per gli immobili pubblici; c) graduale progressiva detassazione degli
investimenti in riscaldamento e/o difesa termica delle abitazioni e graduale
progressiva detassazione degli investimenti per la costruzione nelle città di
nuovi posti-auto sotterranei; d) fondo pubblico di garanzia per i mutui
contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione; e)
stabilizzazione definitiva delle norme fiscali (Iva + Imposte dirette) sui
lavori di ristrutturazione edilizia; f) applicazione della legge obiettivo
anche alle città con agevolazioni agli interventi di riqualificazione
urbana/demolizioni/ricostruzioni. La Sanità a) Completamento del piano per
l'eliminazione delle liste d'attesa; b) appropriatezza delle prescrizioni e
applicazione della “Carta del malato”; c) trasparenza nella scelta dei manager
nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie basate esclusivamente sul
merito e sulla qualificazione professionale, d'intesa con la classe medica e la
comunità scientifica; d) riforma della L. 180/78 – Legge Basaglia in
particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei
disturbati psichici; e) piena attuazione della legge Fini–Giovanardi contro le
droghe, con potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione e
recupero [...];.
( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 049, pag. 13 del
27/2/2008 Autore: di Paola Morini Visualizza la pagina in PDF
Grosseto, le pmi chiedono ai sindaci meno tasse Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica:
queste le richieste presentate agli enti locali dalle associazioni della
piccola impresa della provincia di Grosseto. Cna, Confartigianato,
Confesercenti, Confcommercio, che con lo slogan "Uniti per lo sviluppo
dell'impresa" stanno affrontando insieme le questioni economiche dell'area,
hanno incontrato i sindaci dei comuni della Maremma. Al centro dell'incontro,
all'avvicinarsi della scadenza per l'approvazione dei bilanci comunali, la
tassazione locale, in cinque anni aumentata del 55% con l'Irap salita del
19,5%, e l'utilizzo delle risorse, sempre più scarse. "Gli enti locali
hanno sempre meno risorse e le aziende sono in difficoltà", ha detto il
presidente della Cna Grosseto, Gabriele Fusini, "occorre un nuovo patto
che aiuti tutti a uscire dalla crisi. Un nuovo patto tra pubbliche
amministrazioni, imprese, associazioni di categoria per un migliore utilizzo
delle risorse locali: è questa la sfida che lanciamo ai sindaci dei comuni
maremmani, un confronto concreto sulla tassazione locale e il modo in cui le
risorse vengono reinvestite. Il federalismo fiscale", ha aggiunto,
"non deve essere una scusa per tartassare cittadini e imprese, la
tassazione locale, non sostitutiva ma aggiuntiva a quella nazionale, assorbe
risorse che le imprese potrebbero impiegare per il proprio sviluppo".
L'invito delle associazioni della pmi è a ripensare le relazioni tra aziende ed
enti locali non solo sul fronte della tassazione, ma anche della concertazione
delle politiche locali. Da mettere in agenda, inoltre, il potenziamento degli
sportelli unici per le attività produttive. Meno tasse, dicono le pmi, ma anche
meno tempo perso nell'inseguire la rete della burocrazia,
poiché gli imprenditori passano 90 giorni l'anno in fila agli sportelli
pubblici o impegnati in moduli e scartoffie. "Abbiamo richiesto ai sindaci
la consultazione preventiva alla stesura dei bilanci d'esercizio", ha
continuato il presidente Cna Grosseto, "per approfondire i criteri di
scelta delle aliquote sui tributi e conoscere i criteri di spese e
investimenti. Non vogliamo dare pagelle né elencare i buoni e i cattivi, ma
avviare un percorso virtuoso che porti all'unico risultato utile: spendere
meno, spendere meglio. è arrivato il momento che anche a livello locale si
trovino gli strumenti per ridurre i costi della burocrazia,
potenziando i Suap o attivando percorsi da condividere e concertare", ha
concluso. E un primo risultato le associazioni della pmi di Grosseto lo hanno
conquistato: gli amministratori hanno confermato un congelamento delle tasse
per il 2008, mentre il comune di Grosseto ha annunciato la riduzione dell'1 per
mille dell'Ici sugli immobili destinati ad attività produttive.
( da "Libertà" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 27 febbraio 2008 > Provincia il
sindaco "Il futuro lo dedicheremo a migliorare la qualità della vita"
CASTELVETRO - Il passato per risolvere problemi basilari, dall'acquedotto alle
fognature, alla viabilità interna. Il futuro per una strategia di lungo periodo
per migliorare la qualità della vita, con una nuova piazza, aree verdi e il
desiderato centro sportivo e riabilitativo, per il quale il sindaco uscente
Francesco Marcotti ha gettato le basi durante questo mandato. "Questi
cinque anni sono volati - dice Marcotti - sono stati meravigliosi, duri, ma
ricchi di soddisfazioni. Ho la fortuna di avere al mio fianco un gruppo di
persone che hanno sempre dato il massimo e mi hanno aiutato in qualsiasi
momento, soprattutto i più duri, con la gestione del
personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di
mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato
positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di
stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le
risorse di un piccolo paese, penalizzandoci nelle procedure e nei tempi
di realizzazione delle opere". A causa della burocrazia
"spesso i risultati non sono stati proporzionati all'impegno nostro, dei
responsabili dei servizi e di tutto il personale. Molto è stato fatto, anche se
ci si aspetta sempre di più". Marcotti esprime grande soddisfazione per i
grandi interventi sull'acquedotto, a partire dal trasferimento dell'acqua di
San Giuliano a Castelvetro, e sulle fognature: "Abbiamo risolto problemi
che si trascinavano da anni. Ora, a parte qualche sporadico inconveniente, la
strada è tracciata". Il sindaco parla poi dell'ampliamento e la
sistemazione dei tre cimiteri comunali, "che meritano un alto decoro",
precisa che a breve il camposanto del capoluogo sarà pavimentato, ricorda
l'intervento a San Giuliano, con la nuova strada d'accesso, la pista ciclabile
e le nuove cappelle. Anche la ristrutturazione delle scuole e la nuova mensa,
"pur con qualche ritardo", sono "un investimento importante, un
servizio per tenere a Castelvetro i nostri ragazzi, di cui tutti saremo fieri.
C'è stata una cura particolare per gli anziani - prosegue il sindaco - con vari
interventi, tra cui il potenziamento dei servizi domiciliari, tanto che a volte
siamo stati "accusati" di pensare più a loro che al resto della
popolazione. Hanno lavorato una vita e hanno vissuto periodi non belli: è
giusto che possano trascorrere serenamente i loro ultimi anni". Nel
settore sociale si colloca anche la nuova piazza: "Con un finanziamento
della Regione sono partiti i lavori del primo stralcio; ne seguiranno altri,
che prevedono l'acquisizione del terreno dietro il municipio che diventerà un
parco pubblico". Se Marcotti ha un rimpianto, è non aver ancora realizzato
il centro sportivo-riabilitativo, che era nel suo precedente programma
elettorale. "E' uno dei motivi per cui ho deciso di ricandidarmi - spiega
- Castelvetro ha assolutamente bisogno di un centro di questo tipo, dove sarà
possibile uno scambio di esperienze tra anziani, giovani e adulti. Procederemo
col progetto preliminare, vi dedicheremo la maggior parte dei nostri sforzi.
Questo è uno dei risultati non proporzionati all'impegno. Spero che con
maggiore esperienza e col cambiamento delle normative si riesca a fare di
più". Negli ultimi cinque anni l'amministrazione Marcotti ha cercato un
equilibrio tra due elementi: la buona gestione del quotidiano e le strategie
per lo sviluppo futuro del paese. A tale proposito, precisa il sindaco, è "fondamentale
la scelta di una soluzione viabilistica esterna, concreta e realizzabile, senza
la quale non si può pianificare lo sviluppo del paese". Chiaro il
riferimento al progetto del terzo ponte tra Castelvetro e Cremona. Nei prossimi
cinque anni Marcotti punta a una strategia di lungo periodo. "Il valore di
un'iniziativa - dice il primo cittadino - sta nel riuscire a metterla in
pratica. Ora che le questioni dell'acquedotto, della fognatura e della
viabilità interna sono giunti a una soluzione, urge pensare alla qualità della
vita, all'abbellimento e alla fruizione dell'esistente, creando ampi giardini
come quello di via Berlinguer, piste ciclabili, rispettando l'ambiente col
potenziamento delle energie alternative e l'installazione di pannelli solari, e
gettare le basi per il futuro del paese con il nuovo Piano strutturale
comunale". Alessia Strinati [.
( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
VILLAFRANCA
Insegnanti "mobbizzati", scontro dirigente-sindacati VILLAFRANCA.
Animata assemblea sindacale degli insegnanti ieri mattina all'istituto
comprensivo, dove si respira un clima sempre più pesante dopo l'arrivo della
dirigente scolastica Maria Grazia Bollettin, fresca di nomina, l'1 settembre
scorso. Ieri i docenti si sono riuniti con i segretari provinciali Snals, Cisl
e Uil per illustrare le loro ragioni. Lamentele che riguardano ogni aspetto
della vita scolastica e si possono sintetizzare nei dubbi sulla gestione della
dirigente e nella totale mancanza di rapporti interpersonali tra lei e il
personale docente e non docente. La goccia che ha fatto traboccare il viso è
stata la decisione di togliere un paio di porte nel corridoio che collega la
presidenza all'ufficio di segreteria. I dipendenti l'hanno vissuta come una
violazione della privacy e sono iniziate le polemiche. "Ma i problemi non
dipendono certo da questa decisione, sono altri e molteplici - spiega Ernesto
De Sieno (Snals) - durante l'assemblea abbiamo raccolto tutte le testimonianze
e tracciato uno spaccato della situazione. Ne è scaturito un documento
sottoscritto da tutti. Se la situazione non si risolverà chiederemo un nuovo
incontro urgente con la dirigente. E' nel'anno di prova, ha optato per una
gestione personalizzata dell'istituto e ha poca esperienza. Ha voluto
stravolgere tutto, ma non si possono modificare di colpo le abitudini di
insegnanti con anni di esperienza alle spalle. Secondo me avrebbe dovuto
lasciare tutto come stava e iniziare a piccoli passi dal prossimo anno, se ci
sarà". La situazione sembra degenerata ed insanabile, il segretario Snals
parla di precedenti incontri con la dirigente che però producono al massimo un
paio di giorni di tregua, poi tutto torna come prima. E' stata accusata di
voler redigere le pagelle sull'operato dei professori, che ovviamente non hanno
gradito, ma soprattutto di badare poco alla didattica e di
essere eccessivamente attenta alla burocrazia. La dirigente sarebbe entrata in rotta di collisione anche con
la segreteria amministrativa e con il consiglio d'istituto, che l'accusa di non
collaborare mentre le decisioni dovrebbero essere collegiali. (Luisa Morbiato).
( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca "Questa
giunta non sa programmare" Duro attacco della minoranza: "Si
appropriano dei nostri progetti" VARZI. "La giunta non ha saputo
programmare e adesso si vanta di progetti realizzati ma che sono stati in
realtà avviati dalla precedente amministrazione". La minoranza del Comune
di Varzi, leggi Gianfranco Alberti, Domenico Buscone e Luisa Calamaretti,
scende in campo. Caso cimiteri: "La manutenzione dei cimiteri e degli
acquedotti, molti dei quali sono ancora gestiti dai consorzi, rientra nell'ordinaria
amministrazione di un comune, e quindi non può essere una scusante o un freno
all'operato di qualsiasi amministratore. Una buona amministrazione deve sapere
programmare nel tempo interventi che riguardano la straordinaria
amministrazione (nuove opere, nuovi progetti ecc.). Ci rattrista quindi
apprendere che quello che per altri comuni è la normalità da noi è
l'impossibile". Dai cimiteri al centro storico. "Siamo tutti concordi
- sottolineano Buscone, Alberti e Calamaretti - nel ritenere il centro storico
fiore all'occhiello di Varzi. A conferma di ciò la passata amministrazione
aveva studiato, redatto e finanziato un progetto per la sostituzione dei punti
luce esistenti con le lanterne. E' un progetto vecchio che purtroppo a causa
della burocrazia ha visto la "luce" solo con
l'amministrazione attuale. Era un progetto nostro. E' assurdo rilevare che
questa amministrazione si voglia prendere il merito di tutto questo". E
poi nel mirino dei tre dell'opposizione finisce il nuovo polo scolastico.
"Non si può negare che importanti interventi di messa in sicurezza e
adeguamenti anti-sismici nell'edificio che ospita le scuole elementari di via
Mazzini sono stati realizzati. Si parla di un nuovo polo scolastico, ma diventa
difficile capire come si possa far convivere tutte le realtà scolastiche
locali, asilo, elementari, medie in un'unica struttura, visto che gli
interventi fino ad ora realizzati toccano solo la struttura della scuola
elementare". I tre consiglieri di minoranza attaccano: "Tralasciamo
poi il fatto che senza una progettazione seria degli spazi verrebbero a
convivere nella stessa struttura bambini di pochi anni con ragazzi ben più
alti, quindi con problematiche totalmente differenti. Pensiamo che a tal
proposito la giunta abbia le idee piuttosto confuse". E infine il centro
sportivo "Chiappano". La minoranza conclude: "Lo stato in cui
versa il centro sportivo del capoluogo, in passato fiore sull'occhiello del
nostro comune, è sotto gli occhi di tutti. Apprendere ora dal sindaco Querciolli
che gli urgenti interventi di riqualificazione dovranno essere anche per
quest'anno rimandati ci lascia alquanto allibiti". E poi il mercato
coperto. "Il mercato coperto trasformato in centro polifunzionale sembra
una cattedrale nel deserto perché l'amministrazione non si è attivata per
cercare i finanziamenti per concludere l'opera". Alessandro Disperati.
( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Milano
Computer in tilt, anagrafe paralizzata Blackout per il cervellone comunale,
sotto accusa l'Ecopass In via Larga disagi alla mattina, nelle sedi decentrate
stop per tutto il giorno e pioggia di proteste Inviati ai cittadini "sms
pazzi" che annunciavano credito scaduto per il pedaggio antismog
GIUSEPPINA PIANO La rete informatica affonda di nuovo. Ma questa volta trascina
tutto il Comune, paralizzando soprattutto gli uffici dell'Anagrafe. Per un'ora
e mezza, ieri mattina, in via Larga non è stato possibile fornire un solo
certificato. Nelle delegazioni anagrafiche decentrate è andata anche peggio:
terminali fuori uso per tutto il giorno, tra lunghe attese e proteste di
migliaia di cittadini. L'Anagrafe è stata suo malgrado la vittima principale di
una paralisi generale che ha coinvolto tutti gli uffici comunali. Con altri
guai informatici anche per l'Ecopass, con l'invio di nuovi sms-pazzi agli
utenti e la conseguente "disattivazione" dei canali di pagamento per
qualche minuto per eliminare l'errore. Salve dalla debacle informatica le
telecamere del pedaggio antismog, anche perché quelle girano su una rete a
fibra ottica autonoma. Gli automobilisti, dunque, non avranno sconti. Ma tutto
il resto, il sistema nervoso del Comune, è collassato. Anche se resta da capire
il perché. Anche se, e soprattutto, dall'ufficio stampa del Comune ieri non è
partito neppure un rigo di comunicato per spiegare l'accaduto o quantomeno
avvisare gli utenti. I tecnici hanno escluso un attacco informatico o un virus.
Resta che l'incidente riporta bufera sul settore informatico del Comune, un settore che non dipende da alcun assessorato ma che
"serve" tutta la burocrazia comunale, guidato da un dirigente personalmente scelto dal
sindaco Moratti. Le avvisaglie dei guai sull'Intranet comunale c'erano già
state lunedì pomeriggio. Ieri, con un effetto domino, il disservizio si è
esteso a tutti gli uffici ma soprattutto è dilagato sui servizi al pubblico.
Nella sede centrale dell'Anagrafe in via Larga, migliaia di utenti al giorno,
tra le 9 e le 10.30 terminali fuori uso e file di utenti in crescita
esponenziale insieme alle proteste. A un certo punto gli incolpevoli impiegati
hanno dovuto chiudere i portoni di accesso, perché non ci stava più nessuno. A
fine mattina la rete qui è tornata a funzionare, mentre nelle nove delegazioni
decentrate il black-out è andato avanti per tutto il giorno. Alla fine della
giornata di passione all'assessore all'Anagrafe Stefano Pillitteri non resta
che sospirare: "Sono molto rammaricato per il disagio avuto dai cittadini.
Purtroppo c'è stato un problema tecnico sul funzionamento dei sistemi
informatici, indipendente dai nostri uffici". E l'Ecopass? Un sms sballato
ieri ha avvisato dei titolari di abbonamenti annuali per residenti che il loro
"credito" era scaduto. Un non senso. Esattamente come i messaggini
dello stesso tipo spediti per errore il 12 febbraio. Allora furono quasi 13mila.
Ieri solo 31, assicuravano da Palazzo Marino, subito rettificati con un
successivo messaggio. Un numero che si può solo accettare sulla fiducia,
essendo impossibili controlli. La certezza è che non a tutti è arrivato l'sms
di scuse. E che i tecnici hanno dovuto sul tamburo disattivare per qualche
minuto il "cervellone" dei pagamenti per eliminare il baco.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Attualità L'Eni si
allea con il Mit sull'energia solare ROMA Solare, geotermia, fotosintesi
artificiale, nanotecnologie: parla anche italiano il laboratorio delle
meraviglie del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, la più
prestigiosa accademia scientifica del mondo, che ha avviato insieme all'Eni uno
dei progetti in potenza più rivoluzionari della storia, quello sull'energia
solare. Anche se resta illusorio pensare ad una rivoluzione copernicana sulle
fonti alternative dall'oggi al domani - come ad esempio avvenuto nel settore
delle tlc - studiosi, ricercatori, grandi imprese e soprattutto grandi capitali
stanno lavorando ad un grande sforzo congiunto, avviando progetti mirati sullo
studio delle fonti alternative, meno vincolanti ai limiti
della burocrazia e dei
fondi pubblici. Il Mit in questo si è dimostrato ancora una volta
all'avanguardia, essendo tra i primi campus a credere al binomio
industria-università e a sviluppare importanti partnership con le imprese e le
major energetiche, soprattutto straniere. Tra di esse un ruolo di primo
piano spetta all'Eni, che dopo mezzo secolo trascorso ad occuparsi di ricchezze
ed energie del sottosuolo, ha deciso ora di guardare all'insù. La Spa guidata
da Paolo Scaroni e il Mit hanno firmato oggi a Boston la partnership per un
programma avanzato di ricerca nell'energia solare. L'ammontare totale del
finanziamento sarà di 50 milioni di dollari distribuiti in cinque anni. Di
questi, 25 milioni saranno destinati al programma di ricerca sul programma
solare.
( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
DAVID BIDUSSA
Preghiera darwiniana (Cortina, - 9,00) è un agile libretto in cui il suo autore
(Michele Luzzatto) invita il lettore - meglio se totalmente digiuno di sapere
scientifico - a considerare la scienza come un modo di ragionare e come un modo
di guardare, piuttosto che come un pacchetto di convinzioni in rotta di
collisione con l'etica. Un angolo prospettico che obbliga a riconsiderare varie
cose del senso comune consueto. Una fra tutte: quella del nostro rapporto con
Dio. Non solo da parte dei laici, ma anche dei credenti. Nel dibattito
sull'evoluzione molti esponenti del pensiero religioso accusano i darwinisti di
empietà, quando non addirittura di corruzione morale. Sembra essersi affermata
la tesi dell'inconciliabilità tra due visioni del mondo che si vogliono
contrapposte: o con Darwin o con Dio. Con questo monologo-saggio Michele
Luzzatto propone una visione differente, proponendo un parallelo tra il
naturalista inglese e alcune figure bibliche (Giacobbe e Giobbe) e suggerendo
che solo combattendo o litigando con Dio e discutendo acerbamente con lui,
forse si è nel solco di ciò che chiamiamo tradizione religiosa. La questione
non è banale e semplicemente richiama la dimensione della laicità. Un termine
che nel linguaggio pubblico è vissuto come parzialità. Da entrambe le parti. Da
parte di coloro che la sentono minacciata è assunta come dimensione ideologica
da difendere a fronte di un ritorno del religioso che ne vorrebbe minare le
fondamenta, comunque ridurne gli spazi. Da parte del mondo religioso come una
dimensione totalitaria, materialista che penalizza, anestetizza, e inibisce la
sensibilità profonda della persona umana. In entrambi i casi una lettura
parziale della questione. C'è un vizio di fondo in chi oggi si pone il problema
della difesa ad oltranza della laicità intesa come sfera dell'etica come lotta
all'oscurantismo del religioso. Il vizio consiste nel ritenere che la sfera
della pratica religiosa e della riflessione intorno alla questione intorno a
Dio sostanzialmente coincidano. ù È un prezzo alto che noi paghiamo -
soprattutto in Italia - al fatto che l'ambito del religioso è stato costruito
negli ultimi tre secoli - dalla "Riforma cattolica" in poi - come
sfera del sapere detenuto da un'agenzia specifica - la Chiesa - la quale ha fatto
molto per detenerlo. Non c'è niente di innaturale, del resto. Tutti i sistemi
di potere nella storia e nel tempo hanno l'obiettivo
primario di perpetuarsi: vale per le famiglie imprenditoriali, per la burocrazia di Stato, per il sapere
medico, vale anche per la gerarchia ecclesiale. La struttura non fa la
differenza. La differenza, al più la fa la competenza, ovvero la conoscenza del
contenuto. Ma appunto su quello si fonda un sistema di controllo. Sul
fatto che un sapere non solo si è professionalizzato, ma non è diffuso. E la
prima responsabilità civile di non avere competenze sul piano religioso è
proprio dei laici, almeno in Italia. Non contiene la solita questione
dell'Italia diversa dagli Stati Uniti o dai Paesi protestanti. La cultura
francese esprime nel suo sistema una realtà cattolica, e pure una competenza
tra i laici, nel mondo intellettuale, nel sistema universitario, un'attenzione
e una competenza alla religione come cultura e non solo come adesione a un
sistema di fede. Ma lo stesso paradigma vale allorché si pone il problema
dell'azione pubblica da parte della sfera del religioso. Anche in questo caso
c'è una lettura distorta della realtà. Discende dalla somma di due convinzioni.
La prima: che la secolarizzazione sia conseguenza di un inibizione del proprio
messaggio. Inibizione a lungo patita. La seconda: che sia sufficiente
l'esercizio della comunicazione pubblica delle proprie argomentazioni senza
restrizioni perché queste vengano accolte. È una dimensione vittimaria della
storia (la Chiesa perseguitata) e che evita di confrontarsi con le domande di
chi si pone fuori dalla sfera della Chiesa e che ritiene che sia sufficiente
esporre le proprie idee nella sfera pubblica per trasformarle in ragioni
pubbliche. Anche qui torna buono il paragone col sistema culturale francese.
Perché alla base di questo atteggiamento sta l'idea della scienza non come
risorsa culturale, e di strumento per lo sviluppo,ma come "sottoprodotto
culturale", come tecnica senza dignità di sapere teorico. Un'eredità su cui
la Chiesa ha delle responsabilità, ma anche la cultura filosofica umanistica di
chi si accredita come intellettuale nel nostro Paese. Un'eredità che non risale
a ieri, ma data da almeno un secolo, quando Croce liquidò Federico Enriques
come tecnico. Era il 1911 e l'occasione era il IV congresso della società
filosofica italiana. Noi siamo ancora fermi lì. Tutti, Chiesa inclusa. DAVID
BIDUSSA è storico. Si occupa di Storia sociale delle idee 27/02/2008
Considerare la scienza come modo di ragionare, non come convinzioni in
collisione con l'etica 27/02/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Resi noti i dati
della quarta indagine sulla congiuntura del comparto realizzata dall'ufficio
studi della Confartigianato di Udine su un campione di oltre seicento aziende
Costi alle stelle, incassi in frenata: gli artigiani vedono nero Tra i fattori
di una crisi ormai crescente anche la concorrenza sleale di chi ha attività
"sommerse" Questo quadro, con molte tinte fosche e solo quale
positività, emerge dalla quarta indagine sulla congiuntura dell'artigianato in
provincia di Udine. Una indagine realizzata dall'ufficio studi di
Confartigianato (su un campione di oltre 600 aziende) e illustrata ieri dal
presidente provinciale Carlo Faleschini, dal direttore Gian Luca Gortani e dal
responsabile ufficio studi Nicola Serio, alla presenza anche dell'assessore regionale
alle attività produttive Enrico Bertossi. I SEGNALI DI CRISI. Nell'ultimo
semestre del 2007, secondo quanto indicato dai vari artigiani intervistati, le
aspettative sono negative su ordini e commesse, produzione e fatturato. Solo
sul fronte "addetti" i commenti invece sono più positivi. Come pure i
"saldi di opinione" (ovvero la differenza tra chi valuta in crescita
ogni voce e chi invece la ritiene in calo) sono più ottimistici tra i titolari
delle imprese con più di 10 addetti. I FATTORI DELLA CRISI. A giudizio degli
intervistati, le cause di questo andamento certamente non positivo del comparto
artigianale sono la crescita dei prezzi dei fornitori, il ritardo dei clienti
nei pagamenti, gli elevati costi bancari, una bolletta energetica sempre più soffocante
e la concorrenza sleale del "sommerso". Per non parlare poi della
"morsa fiscale" e della "soffocante burocrazia". "Due
particolarità purtroppo tutte italiane - ha commentato ieri il presidente - e
che insieme hanno l'effetto devastante della nitroglicerina". LA CRISI
NEGLI INVESTIMENTI. Con i fatturati in calo e i pagamenti delle commissioni in
ritardo, le aziende artigiane locali iniziano a tirare sempre di più il freno
su altre spese, a iniziare da quelle ritenute fino a poco tempo fa
essenziali per la crescita delle stesse, a iniziare dagli investimenti. Se nel
2006 investiva quasi una azienda su 4, ora invece si è passati a una cifra pari
al 19 per cento, slittando così sotto la soglia "simbolo" del 20 per
cento. ADDETTI ED EXPORT. Di fronte a tante considerazioni e previsioni
negative (secondo gli artigiani interessati anche il primo semestre 2008 non
offre segnali più di tanto positivi), ecco invece che su addetti ed export la
tendenza è diversa, come ha sottolineato soddisfatto lo stesso assessore
regionale Bertossi. Le imprese che esportano sono passate dal 10 per cento del
2006 a oltre il 17 per cento della fine del 2007. Mentre in ogni analisi le
previsioni occupazionali restano comunque positive con particolari punte di
"performance" per l'edilizia e le aziende specializzate nei servizi
informatici. LA POSSIBILE SVOLTA. L'attuale situazione di stallo a livello
politico non aiuta il comparto artigianale. "Eppure una svolta potrebbe
arrivare anche nell'immediato - ha precisato il direttore Gortani - se il nuovo
governo nazionale investirà nella riduzione della pressione fiscale, nella
ripresa delle liberalizzazioni e nella riduzione della pressione
burocratica". Intanto, a livello regionale, sta partendo il progetto,
inserito nell'ultima Finanziaria locale, di sostegno alle nuove micro-aziende.
"lo abbiamo definito "progetto nursery per le aziende
artigianali" - ha ricordato l'assessore Bertossi - ed è stato studiato per
abbattere la mortalità delle nuove aziende così alta soprattutto nei primi due
anni di attività delle stesse".
( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Cavaliere sarà
capolista ovunque. D'Alema: "E' un'anziano in affanno" Tra i
possibili candidati c'è anche Saccà, ex direttore di Rai Fiction Fini numero
due in tutte le circoscrizioni Ma sulle liste si apre la bagarre ROMA -
Duecento camper, ottomila Gazebo, 40 città da visitare e una lettera
autografata da spedire a tutti gli italiani. Silvio Berlusconi vuole far
partire nel prossimo week end la sua campagna elettorale. Nel frattempo stringe
i tempi per il varo delle liste. E proprio sulle candidature nel Pdl scoppiano
le prime grane. Ieri il Cavaliere ha incontrato lo stato maggiore di An per
fare un primo giro di orizzonte su come compilare la "squadra" da
portare in Parlamento. E le incomprensioni non sono certo mancate. Non tanto
sui nomi da presentare, quanto sui criteri da adottare. Se sembra scontata
l'idea di schierare capolista il Cavaliere in tutte le circoscrizioni con Fini
numero due, gli uomini di via della Scrofa non intendono accettare il
"rapporto" di 3 a 1 (tre uomini di Forza Italia per uno di Alleanza
Nazionale) proposto dall'ex premier. Un bilanciamento che i "finiani"
respingono perché basato sui sondaggi e non sui dati reali. A loro giudizio,
infatti, la base di riferimento dovrebbero essere i risultati del 2006. Che
porterebbero ad un "rapporto" di 2 a 1. Una querelle che ieri non si
è risolta e che verrà affrontata di nuovo oggi dopo che Berlusconi e Fini
avranno incontrato i cosiddetti partiti "piccoli" della coalizione.
Sta di fatto che per aprire qualche varco nelle liste, anche il leader di Forza
Italia ha iniziato a pensare ad alcune "barriere" per le
ricandidature: a cominciare dal numero dei mandati. Un modo per fare spazio
agli "esterni" e a qualche nome "eccellente" come Roberto
Speciale e Roberta Contini, come Eugenia Roccella e Fiamma Nirenstein o come
qualche rappresentante della "trincea del lavoro" (in corsa esponenti
del vertici della Confagricoltura e della Confindustria). O anche come Agostino
Saccà, l'ex direttore di RaiFiction. Nel frattempo il capo del Pdl sta mettendo
in campo le sue armi elettorali. Venerdì prossimo a Roma verrà firmato da tutti
i "big" dell'alleanza il programma di governo: una trentina di
pagine, un preambolo con il richiamo al Partito popolare europeo e una decina
di punti programmatici. In larga parte centrati sul rilancio economico e sul
rafforzamento del potere d'acquisto degli stipendi. "Difendere e far
ripartire l'economia italiana", si intitola il primo punto. Poi "La
giusta imposta" per il taglio delle tasse, quindi "Legge e ordine"
e "Una casa per tutti". Una parte infine è dedicata alla famiglia e
una al Mezzogiorno. Una piattaforma che Berlusconi vorrebbe rendere
"interattiva". Nel prossimo week end, infatti, nei gazebo del Pdl
verrà organizzato una sorta di referendum per votare le "priorità".
Verranno fornite delle schede in cui i sostenitori del centrodestra potranno
esprimersi su Sicurezza, Famiglia e Economia. E proprio dagli ottomila gazebo
partirà la campagna elettorale. Il Cavaliere dovrebbe fare il giro d'Italia
presenziando le strutture "azzurre" (il primo forse sarà quello di
Torino). Nello stesso tempo 200 camper cercheranno di fare concorrenza al
pulman di Veltroni e attraverseranno il Paese toccando 40 capoluoghi.
"Abbiamo iniziato una grande avventura rivoluzionaria - si legge nel
volantino firmato dall'ex premier e che sarà diffuso nei gazebo -. Noi siamo
pronti. Ora dipende da te". Secondo Berlusconi, si tratta di fare in modo
che "tutti gli italiani, che non si riconoscono nella sinistra e nei suoi
dogmi, si ritrovino in un unico grande, grande, grande movimento. Le scelte
scellerate del governo Prodi hanno amplificato gli effetti della crisi
economica internazionale. In questi due anni l'oppressione fiscale, le troppe
leggi, la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare dell'immigrazione
clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia".
Concetti che replicherà anche in una lettera che nei prossimi giorni spedirà a
tutti gli italiani per sottolineare l'impegno del Pdl a favore della famiglia e
per denunciare che "il governo della sinistra ha mandato in rovina l'Italia".
Tutte iniziative, però, che Massimo D'Alema ha stroncato senza mezzi termini:
"Berlusconi è una persona anziana alla ricerca della rivincita. In affanno
e fuori dal tempo. Ha dovuto imitare e rincorrere Veltroni". (c.t.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-02-27 - pag: 12 autore: Rischiatutto
Avrei una proposta per rilanciare la produttività, e nel contempo per
combattere le caste: diminuire il più possibile la tassazione a carico di
coloro che rischiano (fisicamente o economicamente) e aumentarla a dismisura,
ai limiti dell'esproprio (salvaguardando, ovviamente, le categorie più deboli),
a carico di coloro che non corrono alcun rischio. A tale scopo potrebbero
essere annualmente approvati appositi "studi di settore" con i quali
vengono stabiliti i vari gradi di rischio (e conseguentemente di tassazione)
delle attività e dei lavori da ciascuno svolti. Luciano Dissegna Romano
d'Ezzelino (VI) A ltri studi di settore: ma non le bastano quelli che ci sono
già. E da applicarsi a gruppi di cittadini definiti sulla base del rischio
nella loro attività... Meno tasse per chi si mette in gioco, più tasse per i
pigri o i renitenti al mercato. Bella idea, ma nella sua proposta che
costruzione barocca, che impaccio. Intanto: a chi tocca di fare le classifiche?
Alla burocrazia delle Finanze? O magari mettiamo su una Commissione; o
apparecchiamo un altro Tavolo. Immagini il divertimento. C'è una strada dritta,
invece. è la strada di ridurre il peso e l'intrico delle corporazioni, delle
posizioni di rendita. La buona medicina – se vuole, il ricostituente –
della concorrenza estesa tutti, anche a quelli che oggi vivono protetti: questo
è il rimedio. Il resto, sono buone intenzioni. - Politica e valori Basteranno
le buone manierea salvare la politica di questo Paese? Temo di no, soprattutto
se i due maggiori partiti si presentano dicendo le stesse cose, candidando
personalità assai diversee incompatibili (Binetti e Odifreddi, da un lato,
Giovanardie Capezzone,dall'altro),senza dare spazio ai valori autentici. Ciò
che però temo di più è il nulla, il pressapochismo, la genericità assoluta per
accontentare tutti, il “volemose bene all'amatriciana”. Quindi, ben venga la
civiltà del confronto, ma alle buone maniere preferisco, a volte anche in modo
rude, la sostanza. Enrico Pagano Milano Libertà di Suv Se è vero che la mia
libertà finisce dove inizia la tua, allora perché tanta acrimonia verso i Suv?
Di quale libertà ci privano? E se vietassero anche i jeans a vita bassa? E la
luce accesa di notte? Personalmente neanch'io amo queste cose, ma "darei
la vita, perché, chi lo vuole, potesse guidare un Suv". Mario Mantini
email Il senso della patria Le parole pronunciate da Giusy Pezzullo: "Papà
sei il mio eroe, continuerò il tuo lavoro" e la richiesta della
esposizione del tricolore dimostrano che resistono sentimenti di un'incredibile
purezza. Commoventi anche le parole del vescovo di Vittorio Veneto: "Il
grande amore per la bandiera è ciò che Giovanni ci lascia come suo supremo testamento".
Giuseppe Valencich email Diritti civili Sul Sole 24 Ore del 26 febbraioè
apparso un articolo sui provvedimenti che verranno discussi nel prossimo
Consiglio dei ministri in cui mi si attribuiscono delle perplessità sullo
schema di decreto in materia di pari opportunità sui luoghi di lavoro
contenente,tra l'altro,l'estensione delle misure di tutela in favore di chi ha
cambiato sesso. Tale affermazione è errata. Personalmente e nella mia azione di
Governo, mi sono sempre battuto in difesa dei diritti civilie contro ogni forma
di discriminazione, perciò non posso che essere favorevole a quelle norme che,
se approvate, innalzerebbero il livello di civiltà nel nostro Paese. Paolo
Ferrero Ministro della Solidarietà sociale.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di OSVALDO SCATASSI
FANO - Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle
secche della burocrazia.
Ieri pomeriggio la firma dell'accordo Ministero-Regione, presenti tra gli altri
il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente regionale Gian Mario Spacca
e il sindaco Stefano Aguzzi, ha messo fine alle fibrillazioni di queste ultime
settimane. Lo scavo di sabbie e fanghi si può fare. Ci sono i soldi e
c'è anche il posto in cui depositare il materiale in eccesso, la causa del
fondale troppo basso e anche, in assoluto, il problema più spinoso da
risolvere. Una situazione sull'orlo della crisi, i pescatori pronti a bloccare
il porto di Fano con le loro barche, è stata risolta nell'arco di quattro
giorni, da quando la Coomarpesca ha chiamato in assemblea la gente di mare per
afferrare lo squalo (cioè l'emergenza dragaggio) per le pinne. L'assessore
regionale Gianluca Carrabs aveva quindi annunciato che lo scavo si sarebbe
fatto grazie all'accordo Ministero-Regione, e così è stato. Il Comune di Fano
aderisce all'intesa, contribuendo con un milione e 400.000 euro alla
costruzione di una cassa di colmata ad Ancona, che dal giugno 2009 sarà
utilizzata per smaltire fanghi e sabbie di scavo provenienti dai porti
marchigiani. Nel frattempo l'Amministrazione comunale utilizzerà altri 400.000 euro,
uniti a un contributo regionale di mezzo milione, per finanziare un primo
dragaggio d'emergenza, il trasporto dei materiali e il loro smaltimento nella
discarica a Monteschiantello: si prevedono circa 6.000 metri cubi. Sabbie e
fanghi di successivi interventi radicali (50.000 metri cubi) saranno invece
destinati alla cassa di colmata.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sono diventato
schiavo del lavoro e privo di scelte, sono stato condizionato a morire nel
posto sbagliato, non posso tornare a morire dalla mia famiglia perchè sono
ancora in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno". C'è una storia
disperata dietro il suicidio di un giovane albanese, trovato impiccato ad un
traliccio sul monte Subasio. Il suo testamento è scritto a mano sulla
fototessera uguale a quella del passaporto e del permesso di soggiorno. Sono le
parole disperate di un uomo che ha deciso di morire, che non riesce ad
accettare la solitudine. I suoi ultimi pensieri, - rabbia e dolcezza insieme -
sono affidati al retro di altre foto, che ha portato con sè, in uno zainetto,
prima di morire. Ci sono messaggi per la famiglia, tre poesie dietro le foto di
ragazze, la nostalgia per la sua famiglia fissata sul retro dell'immagine di
una vacanza al mare, in Sardegna, con un'amica. "Ho conosciuto come si sta
bene a vivere con una famiglia, la mia è lontana", scrive. Messaggi da una
vita disperata, senza orizzonti. Un percorso che si è interrotto quando, forse,
la speranza di poter riprogettare una vita, è diventata un quotidiano fatto
solo di tanto lavoro e di nessuna relazione. In questa situazione, anche i
meccanismi di una burocrazia lenta
e farraginosa gli sono sembrati pesi troppo grandi da sopportare. "Mi
sento prigioniero in questo posto, non posso andarmene, non ho il permesso di
soggiorno". In attesa di rinnovo, il giovane, regolare, muratore per una
ditta di Perugia, non se la sentiva di spostarsi fuori dall'Italia solo con la
ricevuta che viene data per chi ha presentato le pratiche ma non ha
ancora ottenuto i documenti. E' così che il pensiero di farla finita diventa la
compagnia di ogni giornata, un'ossessione dalla quale il giovane non si è
saputo liberare. Così, nelle ultime settimane, il giovane ha pensato solo a
come andarsene, senza creare problemi a nessuno, in armonia con le leggi del
Corano. Per una settimana il fratello, che non aveva notizie di lui, è venuto a
cercarlo. In un libro che i familiari hanno trovato in casa erano sottolineate
alcune frasi di un manuale che spiegava i versi del Corano: c'erano le
istruzioni su come si deve morire, che posizione deve avere il viso - rivolto
verso destra - gli occhi - chiusi-, con il soffio di Allah nelle orecchie. Così
ha deciso, così ha fatto, dopo aver spedito un pacco con le sue ultime cose
alla famiglia. Ai carabinieri di Assisi che l'hanno ritrovato è apparso un uomo
appeso a un traliccio, nella parte più alta del monte Subasio, con il nodo
della corda che gli teneva il viso rivolto verso destra, una sciarpa sugli
occhi, le cuffiette di un walkman sulle orecchie, dove una voce registrata
leggeva i versi del Corano. Il soffio di Allah nelle orecchie. Pa. Ri.
( da "Corriere della Sera" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-02-27 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Ci pensa il Corriere "Sto aspettando da quasi un anno il
rimborso per un treno annullato" Gentile redazione, vi scrivo per mettervi a parte di un episodio fors edi ordinaria burocrazia, ma che non posso fare a meno
di ritenere assurdo e privo di senso. Ecco di cosa si tratta: il 25 marzo del
2007 il treno Eurostar 9311 delle 9,36 che doveva partire da Trento per Roma è
stato annullato. Il convoglio soppresso è stato sostituito con un autobus da
Trento a Verona, e con un successivo treno per Roma. Siamo arrivati a
Roma Termini con circa un' ora di ritardo, così la maggior parte dei passeggeri
ha deciso di fare la richiesta di rimborso direttamente alla stazione. Ancora
siamo in attesa di una risposta, e il personale addetto di Trenitalia ha
giustificato tale ritardo attraverso motivazioni che definirei piuttosto
"fantasiose": ad esempio, mi è stato detto che non abbiamo diritto a
un rimborso perché il treno non risulta partito da Trento. Ho fatto anche due
solleciti di persona a Via Marsala e da più di un mese a questa parte ho
provato a chiamare più volte lo 06 4740920, ma alle telefonate non risponde mai
nessuno. A tutt'oggi, dunque, Trenitalia ancora non ha dato alcun tipo di
risposta ai miei numerosi solleciti. Che posso fare? Cesare Carli.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2008-02-27 - pag: 3 autore: La sede soffre per mole di arretrato
e carenza di personale - Eccessiva la burocrazia Venezia procede ma in affanno
Diego Buonocore VENEZIA Una macchina che lotta contro l'enorme mole di
arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare la domanda di giustizia. Il Tar
del Veneto sconta il gran numero di cause pendenti, la carenza di personale
giudiziario e amministrativo e l'eccessiva burocratizzazione delle procedure.
Ma si tratta anche di una macchina complessa, che anche se non a regime
presenta costi altissimi a carico delle casse dello Stato e quindi, infine, dei
cittadini. Venezia in particolare sconta la posizione della sua sede, Palazzo
Gussoni a Cannaregio, i costi di manutenzione e di pulizia, e quelli dei mezzi
di trasporto per muoversi in laguna. Sul fronte dell'attività giudiziaria la
gran parte del contenzioso che arriva all'attenzione del Tribunale
amministrativo riguarda gare d'appalto, edilizia, normativa del commercio e
cittadini extracomunitari che presentano ricorso per il diniego al rilascio di
permessi di soggiorno. Il Tribunale Veneto è poi alle prese con oltre mille
ricorsi presentati da allevatori che contestano la normativa (e le multe) sulle
quote latte. Complessivamente, dal 2000 a oggi, il Tribunale ha praticamente
dimezzato l'arretrato: le cause pendenti erano oltre 37mila nel 2000, sono
diventate circa 20.500 al 31 dicembre 2007. Una grande mano nello smaltire
l'arretrato l'ha data la legge 205 del 2000, che ha attribuito la possibilità
di risolvere con decreto decisorio del presidente (e non più solo in udienza
pubblica) i ricorsi riguardanti la dichiarazione di rinuncia, preterenzione,
cessata materia del contendere, estinzione o improcedibilità. A questo va
aggiunto il passaggio di competenza, a partire dal 1998, al giudice ordinario
delle vertenze nel settore del pubblico impiego contrattualizzato. Il Tar del
Veneto, guidato dal presidente Bruno Amoroso e dai consiglieri Giuseppe Di
Nunzio ( presidente della seconda sezione) e Angelo De Zotti (presidente della
terza sezione), ha potuto così concentrarsi sulla risoluzione dei ricorsi
sopraggiunti: nel 2000 sono stati 3.800; nel 2003 ne sono stati proposti 3.322,
l'anno successivo 3.630. Nel 2005 sono sopravvenuti 2.929 ricorsi, nel 2006
2.765 e nel 2007 sono stati 2.607. Le pronunce decisorie hanno seguito
l'andamento dei ricorsi: le sentenze sono state 2.607 nel 2007, le ordinanze di
sospensione 975, le ordinanze collegiali istruttorie 147, le ordinanze
presidenziali 67, i decreti ingiuntivi 13. Tra le ultime ordinanze dei giudici
veneti di particolare rilevanza ( e che avrà sicuramente riflesso anche
nell'analogo ricorso davanti al Tar Lazio sul piano nazionale) è stata la
bocciatura della norma della Finanziaria 2008 sui tagli effettuati dal Governo
ai contributi per i Comuni. Complessivamente negli ultimi anni il Tar Veneto
"produce" circa 4.500 provvedimenti l'anno: un lavoro portato a
termine dalle tre sezioni, con complessivi 13 magistrati contro i 15 in
organico, e da un personale di segreteria ridotto all'osso (23 addetti più
quattro in distacco da altre amministrazioni, contro una previsione di pianta
organica di circa 40 persone). Oltre ad attribuire nuove importanti prerogative
al presidente, la legge 205/2000 ha previsto termini inferiori a quelli
ordinari in materia di silenziorifiuto, e il dimezzamento dei termini
processuali in molte materie, espressamente elencate. L'effetto complessivo è
stato di accelerare i tempi per la definizione delle pratiche: sia in primo
grado che in appello i giudizi si concludono in tempi inferiori a 12 mesi,
salvo casi particolari che richiedono nuovi adempimenti istruttori. Oltre il
50% dei ricorsi presentati si accompagnano a richieste di sospensiva con le
quali i ricorrenti cercano di tutelarsi dai ritardi: il giudizio cautelare si
risolve, sia in primo che in secondo grado, in un tempo che solitamente varia
dai 30 ai 45 giorni dal deposito dell'atto. I tempi per la definizione dei
ricorsi, invece, sono molto variabili: circa il 20% viene comunque definito
entro un anno dal ricorso. Il tempo medio per la definizione di un ricorso si
sta assestando all'incirca sui 16 mesi, per ogni grado di giustizia. Ma la
struttura della giustizia amministrativa è anche una macchina costosa: a parte
gli stipendi del personale, per il funzionamento del Tar Veneto il ministero ha
previsto una spesa per il 2008 di oltre 1 milione. Il costo maggiore in termini
assoluti è per l'affitto dei locali di Palazzo Gussoni: 760.600 euro l'anno. Ma
in percentuale spicca l'altissimo costo per i mezzi di trasporto marittimi:
15.988 euro l'anno, la spesa più alta d'Italia. Solo Roma, con un organico di
oltre cento magistrati, spende di trasporti 10mila euro. A Venezia sono alte
anche le spese per la manutenzione degli immobili (52.798 euro), le spese
postali (500 euro a fronte di una spesa nazionale di 5.970 euro) e quelle per
la pulizia (50.804). L'INTASAMENTO Il lavoro è rallentato anche alle oltre mille
contestazioni alle norme sulle quote latte che sono state presentate dagli
allevatori.
( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Verso le elezioni Il governatore: a Vicenza come sindaco una donna
Candidatura, Galan prende tempo "Calearo nel Pdl? Non mi risulta"
PADOVA - Ha deciso di prendere tempo: la sua candidatura alle Politiche può
attendere. In Sicilia le ferite di Gianfranco Miccichè bruciano ancora e
Giancarlo Galan non ha intenzione di mettere paletti anche in Veneto. Non in
questa fase, almeno. Ma alla vigilia di giorni decisivi per il programma e per
l'assetto delle liste del Pdl Galan ne ha per tutti. Per gli industriali di
Vicenza - "una città allo sbando per colpa delle lotte armate, soffre per
mancanza di spazi di libertà" - e per chi se ne va dal partito chiedendo
posti - "Non dirò mai che o mi danno un ministero o mi faccio la mia
lista. La politica per me non è fatta così. Non metto veti. Neanche su Grazia.
Che però dovrebbe metterselo da solo: parlare in quel modo di Forza Italia dopo
aver avuto tanto da questo partito..." - fino al federalismo fiscale:
"è la battaglia delle battaglie. Valuterò entrambi i programmi, ma è
chiaro che anche quella è una variabile per la mia scelta". Il quarto
mandato Galan si prepara al passo indietro, ma senza deporre le armi: "C'è
spazio per un quarto mandato? E chi lo sa. Non abbiamo neanche fatto il terzo.
Però è chiaro: c'è anche un problema di successione". Perché questa volta,
pare di capire, una volta in lista sarebbe difficile rifare marcia indietro e
tornare in Veneto, come nel 2006. Una cosa, però, è chiara: se Silvio chiamerà,
Galan dirà sì: "Decido io, ma ho un debito di riconoscenza nei confronti
di Berlusconi, che nel '94 mi disse: vai là e fonda questo partito. Dovevo
pregare la gente perché si candidasse. Adesso, invece... Ho spento il
telefonino per mezz'ora, ma so cosa troverò quando lo riaccendo...".
Formigoni Dagli inizi all'attualità. La variabile Galan dipende dalla variabile
Formigoni-ministro? "Formigoni fa la sua partita- spiega il presidente -
io non c'entro niente. Anzi: a lui va tutto il mio appoggio. A differenza di
Casini, che ha voluto la vasca piccola per essere un pesce che conta, Formigoni
ha avuto coraggio e si è buttato nel mare più grande. Non ha fatto ricatti.
Sarebbe un ottimo ministro: potrebbe portare a livello nazionale esperienze
positive quasi quanto il Veneto". Quasi. Perché la vera eccellenza, Ça va
sans dire, sta tutta in Veneto: "Sono pronto a qualsiasi confronto ",
avverte il governatore. Vicenza A Galan sarebbe piaciuto portare Berlusconi là
dove la campagna elettorale del 2006 ebbe una svolta: la Fiera di Vicenza.
"Purtroppo - spiega Galan- non si può. Calearo direbbe di no? Non lo so.
Dicono sia corteggiato sia dal Pd che dal Pdl... Mah, io non gli ho chiesto di
fare il candidato. Vicenza è un luogo simbolico: da lì avremmo potuto vincere
se qualcuno ci avesse creduto. Era il luogo dove era palese il contrasto tra i
banchieri che fanno la fila per le primarie del centrosinistra e coloro che
hanno mutui e depositi in banca e votano dall'altra parte". Ma Vicenza è
anche una città dove si vota. "Il candidato sarà di Fi e mi piacerebbe che
fosse donna", dice Galan lanciando Lia Sartori. Una nuova fase Galan è a un
bivio, ma anche la Regione lo è. "Il Veneto ha ottenuto tutto da Roma:
soldi per il passante, per il Mose - spiega il governatore - ora bisogna
passare a una fase successiva. Deve contare un po' di più per portare un po' di
Veneto a Roma, perché l'Italia somigli di più al Veneto, questo Veltroni non lo
capisce, perché non capisce il Nord". E come si conta di più?
"Mandando a Roma - è la ricetta di Galan - una squadra di parlamentari,
non giocatori singoli". Nuova fase per la politica veneta. Anche a palazzo
Ferro-Fini. Non a caso Galan manda un messaggio chiaro al suo Consiglio:
"Approviamo lo Statuto, approviamo un regolamento per
far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei
consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo un'altra
dose di burocrazia".
Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per
contare di più non dei giocatori singoli.
( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Verso le elezioni Il governatore: a Vicenza come sindaco una donna
Candidatura, Galan prende tempo "Calearo nel Pdl? Non mi risulta"
PADOVA - Ha deciso di prendere tempo: la sua candidatura alle Politiche può
attendere. In Sicilia le ferite di Gianfranco Miccichè bruciano ancora e Giancarlo
Galan non ha intenzione di mettere paletti anche in Veneto. Non in questa fase,
almeno. Ma alla vigilia di giorni decisivi per il programma e per l'assetto
delle liste del Pdl Galan ne ha per tutti. Per gli industriali di Vicenza -
"una città allo sbando per colpa delle lotte armate, soffre per mancanza
di spazi di libertà" - e per chi se ne va dal partito chiedendo posti -
"Non dirò mai che o mi danno un ministero o mi faccio la mia lista. La
politica per me non è fatta così. Non metto veti. Neanche su Grazia. Che però
dovrebbe metterselo da solo: parlare in quel modo di Forza Italia dopo aver
avuto tanto da questo partito..." - fino al federalismo fiscale: "è
la battaglia delle battaglie. Valuterò entrambi i programmi, ma è chiaro che
anche quella è una variabile per la mia scelta". Il quarto mandato Galan
si prepara al passo indietro, ma senza deporre le armi: "C'è spazio per un
quarto mandato? E chi lo sa. Non abbiamo neanche fatto il terzo. Però è chiaro:
c'è anche un problema di successione". Perché questa volta, pare di
capire, una volta in lista sarebbe difficile rifare marcia indietro e tornare
in Veneto, come nel 2006. Una cosa, però, è chiara: se Silvio chiamerà, Galan
dirà sì: "Decido io, ma ho un debito di riconoscenza nei confronti di
Berlusconi, che nel '94 mi disse: vai là e fonda questo partito. Dovevo pregare
la gente perché si candidasse. Adesso, invece... Ho spento il telefonino per
mezz'ora, ma so cosa troverò quando lo riaccendo...". Formigoni Dagli
inizi all'attualità. La variabile Galan dipende dalla variabile
Formigoni-ministro? "Formigoni fa la sua partita- spiega il presidente -
io non c'entro niente. Anzi: a lui va tutto il mio appoggio. A differenza di
Casini, che ha voluto la vasca piccola per essere un pesce che conta, Formigoni
ha avuto coraggio e si è buttato nel mare più grande. Non ha fatto ricatti.
Sarebbe un ottimo ministro: potrebbe portare a livello nazionale esperienze
positive quasi quanto il Veneto". Quasi. Perché la vera eccellenza, Ça va
sans dire, sta tutta in Veneto: "Sono pronto a qualsiasi confronto ",
avverte il governatore. Vicenza A Galan sarebbe piaciuto portare Berlusconi là
dove la campagna elettorale del 2006 ebbe una svolta: la Fiera di Vicenza.
"Purtroppo - spiega Galan- non si può. Calearo direbbe di no? Non lo so.
Dicono sia corteggiato sia dal Pd che dal Pdl... Mah, io non gli ho chiesto di
fare il candidato. Vicenza è un luogo simbolico: da lì avremmo potuto vincere
se qualcuno ci avesse creduto. Era il luogo dove era palese il contrasto tra i
banchieri che fanno la fila per le primarie del centrosinistra e coloro che
hanno mutui e depositi in banca e votano dall'altra parte". Ma Vicenza è
anche una città dove si vota. "Il candidato sarà di Fi e mi piacerebbe che
fosse donna", dice Galan lanciando Lia Sartori. Una nuova fase Galan è a
un bivio, ma anche la Regione lo è. "Il Veneto ha ottenuto tutto da Roma:
soldi per il passante, per il Mose - spiega il governatore - ora bisogna
passare a una fase successiva. Deve contare un po' di più per portare un po' di
Veneto a Roma, perché l'Italia somigli di più al Veneto, questo Veltroni non lo
capisce, perché non capisce il Nord". E come si conta di più?
"Mandando a Roma - è la ricetta di Galan - una squadra di parlamentari,
non giocatori singoli". Nuova fase per la politica veneta. Anche a palazzo
Ferro-Fini. Non a caso Galan manda un messaggio chiaro al suo Consiglio:
"Approviamo lo Statuto, approviamo un regolamento per
far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei
consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo
un'altra dose di burocrazia".
Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per
contare di più non dei giocatori singoli.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione:
ECONOMIA E IMPRESA SICILIA data: 2008-02-27 - pag: 6 autore: INTERVISTA Andrea
Vecchio Presidente Ance Catania "Un promemoria per chi ci governerà"
CATANIA "Emerge una carenza infrastrutturale notevole, una vera emergenza
nell'area catanese e nella Sicilia orientale". A parlare è il presidente
dell'Ance di Catania, Andrea Vecchio il quale sottolinea le criticità del
sistema della mobilità in Sicilia orientale: "Sulla SS114, in particolare
– dice – ci sono problemi grossi. In questo, come negli altri casi, il costo
finora affrontato dalle imprese non è più tollerabile. Raccogliamo purtroppo i
frutti di una programmazione di corto respiro". A quale programmazione si
riferisce? Gli accordi tra Regione e Stato sulle priorità infrastrutturali si
sono basati non su analisi scientifiche, su dati certi o su rilevazioni
concrete del bisogno, bensì su indicazioni di vari politici senza la conoscenza
delle opere più importanti da realizzare. Uno studio come quello realizzato da
noi è quasi una provocazione di carattere politico, perché quei rilievi la
Regione avrebbe dovuto farli trent'anni fa e aggiornarli ogni anno. E invece?
Nella programmazione delle infrastrutture si sono invece seguite logiche
clientelismo del saccheggio della spesa e abbiamo inondato la Sicilia di strade
e opere inutili. Si sono solo ascoltate esigenze di clientele politiche per
stabilire se sia più importante una o l'altra opera. Non abbiamo dunque un vero
piano strategico, che va fatto conducendo un'analisi, assumendo dei dati, ragionando
sui bisogni. Il nostro è il lavoro che la politica dovrebbe fare ma non ha
fatto, anche perché condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo
modo di pensare le infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non
risolveremo i problemi . Quale contributo volete dare con la vostra ricerca?
Abbiamo individuato le criticità e le conseguenti priorità, dalle quali
scaturiscono due o tre proposte strategiche alla politica. Non ci
vogliamo sostituire alla politica, vedremo però se essa avrà la disponibilità
ad ascoltarci o la capacità di dire che si tratta di qualcosa di
irrealizzabile. Il risultato del lavoro è raccolto in un volume, ma il
desiderio è suscitare interesse e stimolo anche nelle altre territoriali
siciliane, perché anch'esse possano dotarsi di strumenti di conoscenza simili.
Noi ci assumiamo un impegno, un onere: tentiamo di sviluppare conoscenze
affinché siano di supporto per la decisione. O. V. Presidente. Andrea Vecchio
guida l'Associazione dei costruttori ORIETTA SCARDINO.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prov Ogliastra
Pagina 6039 Baunei. Manca la convenzione con la Asl, volontari sottoutilizzati
loro malgrado Sull'ambulanza viaggiano le polemiche Baunei.. Manca la
convenzione con la Asl, volontari sottoutilizzati loro malgrado "Croce
Bianca a 50 metri, ma il 118 chiama Barisardo" --> "Croce Bianca a
50 metri, ma il 118 chiama Barisardo" Per soccorrere una paziente baunese
non arriva l'ambulanza della Croce Bianca, ma quella di Barisardo, chiamata
dalla centrale operativa. L'ambulatorio della guardia medica di Baunei dista
appena 50 metri dalla sede della Croce Bianca. Ma qualche giorno fa, per
trasferire una paziente baunese a Lanusei, la centrale operativa del 118 ha
contattato l'ambulanza di un'associazione con sede a Barisardo. Allungando i
tempi di attesa e scatenando le proteste dei baunesi che da anni sostengono in
vario modo l'attività della locale associazione di volontariato. IL RACCONTO
"La vicenda ha dell'incredibile - denunciano Fabrizio Foddis, 34 anni, e
Piero Spano, 36 anni, a nome di un gruppo di baunesi particolarmente
contrariati - Il mezzo di soccorso della Croce Bianca di Baunei, posteggiato in
Via Orientale Sarda, era disponibile per l'intervento ma la centrale operativa
del 118 ha chiamato l'ambulanza di Barisardo. Non abbiamo niente contro
l'associazione bariese, sia chiaro, ma ci sembra giusto denunciare episodi
clamorosi come quello verificatosi la settimana scorsa, anche se si trattava di
un "codice verde" (non classificabile come urgenza vera e
propria)". La vicenda ha colpito negativamente la popolazione baunese, che
in questi giorni si chiede come sia possibile ignorare l'importanza di un
servizio come quello offerto dai volontari del paese. SANTA
BUROCRAZIA La questione, a quanto pare, non sarebbe altro che il classico caso
delle buone intenzioni che vanno a cozzare con l'ottusità della burocrazia, come conferma lo stesso
presidente dell'Associazione Croce Bianca di Baunei, Salvatore Murru, 39 anni,
infermiere di professione e perciò a conoscenza delle regole che vigono in casi
del genere. "E' vero - spiega Murru - che per convenzionarsi con il
118 è necessario garantire la copertura del servizio in determinate ore della
giornata, ma è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi, come quello
di cui si parla da giorni, siamo risultati disponibili. Capisco benissimo le
ragioni della centrale operativa del 118, che in tempo reale, da Sassari,
coordina le operazioni facendo riferimento ad una mappa dove sono indicate le
associazioni convenzionate, ma credo anche che una telefonata alle associazioni
non convenzionate (in Ogliastra sono tante) potrebbe evitare problemi e
lamentele di qualsiasi tipo". Nessuna intenzione di scatenare una guerra
fra associazioni, quindi, ma solo l'intento di fare chiarezza e di migliorare
un servizio utilissimo, specialmente nelle piccole comunità di montagna.
"Non vogliamo certo polemizzare con chi riesce a convenzionarsi con il 118
- rimarca Murru - ma non dimentichiamo che le associazioni di volontariato
sopravvivono grazie al sostegno delle popolazioni locali, che potrebbero
mettere in dubbio la necessità stessa di continuare a collaborare se le
situazioni paradossali recentemente vissute in paese dovessero ripetersi".
GIAMPAOLO PORCU.
( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania politica
Liste, Scudieri: Entusiasmo e saggezza Innovatore, che abbia maturato
esperienza nel sistema produttivo, e preferibilmente giovane: l'identikit
dell'imprenditore candidato nel Pd, disegnato dagli industriali napoletani, che
sul Denaro di ieri concordano sui nomi di Alessandro Limatola, segretario
regionale della Claai, e di Luigi Iavarone, presidente di Technepoli, oggi si
arricchisce di altri interventi. Francesco Bellofatto --> "Giovane
sicuramente dice Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di
Napoli, con delega all'internazionalizzazione ma che sia in grado di coniugare,
e far condividere, entusiasmo e saggezza". Non fa nomi, Scudieri, anzi ci
scherza su: "Io afferma potrei essere il candidato ideale. L'identikit
tracciato dagli imprenditori risponde perfettamente al mio profilo". Per
il leader degli industriali napoletani Giovanni Lettieri il candidato deve
essere in grado di diffondere la cultura di impresa. "Non ci sono regole
particolari, nè per il Pd nè per altri partiti avverte il numero uno di Palazzo
Partanna -: l'imprenditore impegnato in politica deve contribuire a favorire le
condizioni per lo sviluppo". Ma come mai a Milano è capolista, per il
Partito Democratico, Matteo Colaninno, e a Napoli, invece, ancora nessuno è
sceso in campo? "Qui le imprese risponde Lettieri sono tutte di dimensioni
medio-piccole, ed è quindi difficile per chi le guida trovare tempo e modo per
l'impegno politico".Un giovane, ma con la vocazione della politica: Enzo
Giustino, dal 1980 al 1988 vicepresidente di Confindustria, e oggi nella terna
dei saggi di Confindustria chiamati ad inviduare il successore di Luca Cordero
di Montezemolo, tiene a precisare che "la rappresentanza degli interessi
di categoria va distinta dalla salvaguardia degli interessi della collettività,
caratteristica dell'azione politica: per questa ragione aggiunge chi si candida
deve essere in grado di avere una visione ampia dei problemi del
territorio". Puntano su un uomo in grado di rilanciare l'immagine di
Napoli l'imprenditore Maurizio Marinella e Gianni Carità, presidente del Tarì:
"Oggi c'è bisogno di trasmettere un segnale positivo da una città in crisi
spiega Marinella -: è necessaria una persona in grado di trasmettere senso
civico e ridare, agli imprenditori, come ai napoletani, la dignità di un ruolo
che oggi si è perso". Gli chiedo se concorda con le indicazioni espresse
ieri da alcuni industriali napoletani: "Punterei sicuramente su un giovane
replica Marinella, che tuttavia preferisce non fare nomi -: anche io sono
stato, in passato, corteggiato da ambedue gli schieramenti politici. Ma non ho
mai accettato, non è quello il mio mondo".Per il presidente della
Cittadella dell'Oro non è un problema di imprenditori in politica, vanno
cambiate le leggi, a iniziare da quella elettorale: "Ce ne sono stati
tanti candidati in tutti gli schieramenti afferma Gianni Carità e sicuramente
oggi abbiamo bisogno di un innovatore, che abbia il senso pratico
dell'imprenditore per rendere le imprese e il mondo del lavoro più liberi da
lacci e lacciuoli della burocrazia". --> del
27-02-2008 num.
( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per eliminare le
barriere ora si copia Peschiera Le pedane in centro storico
hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con
i negozianti BRUNO QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE Camilla
Madinelli Metti di essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare
il pane o il giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un
trancio di pizza. In piazza Vittorio Emanuele a Negrar non puoi farlo,
se non sei accompagnato: la maggioranza delle attività commerciali infatti ha
all'entrata un gradino o le scale. Basta un solo gradino per impedire una
commissione a chi vive in carrozzina. Sole eccezioni senza barriere, chiesa,
banche e municipio. La piazza a dire il vero non è il massimo nemmeno per i
normodotati, viste le numerose buche e gli scivoloni che periodicamente mettono
in difficoltà anche chi si regge in piedi. Il Comune ha in programma per la
primavera il rifacimento della pavimentazione, per fissare una volta per tutte
i blocchetti in porfido balelrini, responsabili di rovinose cadute e incidenti.
Insomma, tra buche, scalini e gradoni, la piazza centrale sembra più un
percorso a ostacoli per atleti che un luogo di aggregazione e commercio.
Eppure, come dimostra il caso di Peschiera - dove il comune ha progettato,
finanziato e posizionato 122 pedane davanti ad altrettanti negozi - le
soluzioni ci sono. Giuseppe Righetti, padre di una ragazza paraplegica, chiede
il collaudo di piazza Vittorio Emanuele dal 1999. Mica da ieri. Ultimamente ha
chiesto al programma satirico Striscia la Notizia di venire a vedere.
"Sono passati tanti anni e non c'è nulla di nuovo sotto il sole", si
sfoga Righetti, che si batte da una vita a favore dei diritti dei disabili.
"La legge prevede che i negozianti si mettano a norma in fatto di barriere
architettoniche e ci sono a disposizione finanziamenti, sembra però che
l'argomento non interessi molto". Nel 2007, per esempio, la Finanziaria
aveva introdotto un contributo a favore dei gestori delle attività commerciali
per l'abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi. In dotazione del
fondo c'erano cinque milioni. "Perché Peschiera sì e noi no?", si
chiede Righetti. "Qui non è solo un problema di scale, si tratta di
favorire realmente l'autonomia dei portatori di handicap e il loro inserimento
nel tessuto sociale". A Negrar esiste una Commissione consultiva in
materia di barriere architettoniche e sensoriali formata da persone disabili e
loro familiari. Il Comune, che l'ha fortemente voluta e istituita, sottopone
alla Commissione i progetti delle opere pubbliche affinché indichino correzioni
e migliorie. "Va bene vedere i nuovi progetti, ma tutto il resto?",
insiste Righetti. Ma poiché la sua storia è lunga ed è fatta di coraggio,
denunce e soddisfazioni, lui non si arrende. Sua figlia Sofia oggi è una
diciottenne piena d'energia, che vive da sola e in piena autonomia a Bologna,
dove frequenta l'Università. Lei non ha mai pensato di essere svantaggiata
rispetto ai suoi coetanei. Alla faccia delle difficoltà, che comunque esistono.
"Grazie al lavoro di anni, mio e di tanti altri, qualcosa a favore dei
disabili è stato fatto a Negrar", ammette Righetti, "prima o poi
avremo a norma anche la piazza". Il sindaco raccoglie l'invito e rilancia.
"Andrò a Peschiera per vedere l'effetto pratico ed estetico delle pedane:
mi sembra una soluzione intelligente e applicabile anche nella nostra
piazza", ammette Alberto Mion. Qualche risposta più precisa arriva poi
dall'assessore ai servizi sociali Bruno Quintarelli: "Rendere la piazza a
misura di disabile è un'idea che abbiamo da tempo", dice, "e
l'esempio di Peschiera ci dice che è il momento di attuarla. Durante la
ripavimentazione verrà livellato tutto il possibile; per quanto riguarda gli
accessi ai negozi, spetta ai negozianti fare richiesta e installare eventuali
pedane. Noi promuoveremo un incontro con tutti i commercianti; insieme alla
Commissione handicap, troveremo una soluzione omogenea e pratica". Il
Comune sarebbe disposto a fornire consulenza per parte burocratica e
progettazione, e a finanziare l'opera. L'assessore è ottimista:
"Arriveremo a un risultato importante".
( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
NEGRAR. Righetti,
padre di una ragazza che vive in carrozzina, vede finalmente vicina la
realizzazione di un sogno Per eliminare le barriere ora si copia Peschiera Le
pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a
importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO QUINTARELLI
ASSESSORE AL SOCIALE Camilla Madinelli Metti di essere un disabile
in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che vuole bere
una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza. In piazza
Vittorio Emanuele a Negrar non puoi farlo, se non sei accompagnato: la
maggioranza delle attività commerciali infatti ha all'entrata un gradino o le
scale. Basta un solo gradino per impedire una commissione a chi vive in
carrozzina. Sole eccezioni senza barriere, chiesa, banche e municipio. La
piazza a dire il vero non è il massimo nemmeno per i normodotati, viste le
numerose buche e gli scivoloni che periodicamente mettono in difficoltà anche
chi si regge in piedi. Il Comune ha in programma per la primavera il
rifacimento della pavimentazione, per fissare una volta per tutte i blocchetti
in porfido balelrini, responsabili di rovinose cadute e incidenti. Insomma, tra
buche, scalini e gradoni, la piazza centrale sembra più un percorso a ostacoli
per atleti che un luogo di aggregazione e commercio. Eppure, come dimostra il
caso di Peschiera - dove il comune ha progettato, finanziato e posizionato 122
pedane davanti ad altrettanti negozi - le soluzioni ci sono. Giuseppe Righetti,
padre di una ragazza paraplegica, chiede il collaudo di piazza Vittorio
Emanuele dal 1999. Mica da ieri. Ultimamente ha chiesto al programma satirico
Striscia la Notizia di venire a vedere. "Sono passati tanti anni e non c'è
nulla di nuovo sotto il sole", si sfoga Righetti, che si batte da una vita
a favore dei diritti dei disabili. "La legge prevede che i negozianti si
mettano a norma in fatto di barriere architettoniche e ci sono a disposizione
finanziamenti, sembra però che l'argomento non interessi molto". Nel 2007,
per esempio, la Finanziaria aveva introdotto un contributo a favore dei gestori
delle attività commerciali per l'abbattimento delle barriere architettoniche
nei negozi. In dotazione del fondo c'erano cinque milioni. "Perché
Peschiera sì e noi no?", si chiede Righetti. "Qui non è solo un
problema di scale, si tratta di favorire realmente l'autonomia dei portatori di
handicap e il loro inserimento nel tessuto sociale". A Negrar esiste una
Commissione consultiva in materia di barriere architettoniche e sensoriali
formata da persone disabili e loro familiari. Il Comune, che l'ha fortemente
voluta e istituita, sottopone alla Commissione i progetti delle opere pubbliche
affinché indichino correzioni e migliorie. "Va bene vedere i nuovi
progetti, ma tutto il resto?", insiste Righetti. Ma poiché la sua storia è
lunga ed è fatta di coraggio, denunce e soddisfazioni, lui non si arrende. Sua figlia
Sofia oggi è una diciottenne piena d'energia, che vive da sola e in piena
autonomia a Bologna, dove frequenta l'Università. Lei non ha mai pensato di
essere svantaggiata rispetto ai suoi coetanei. Alla faccia delle difficoltà,
che comunque esistono. "Grazie al lavoro di anni, mio e di tanti altri,
qualcosa a favore dei disabili è stato fatto a Negrar", ammette Righetti,
"prima o poi avremo a norma anche la piazza". Il sindaco raccoglie
l'invito e rilancia. "Andrò a Peschiera per vedere l'effetto pratico ed
estetico delle pedane: mi sembra una soluzione intelligente e applicabile anche
nella nostra piazza", ammette Alberto Mion. Qualche risposta più precisa
arriva poi dall'assessore ai servizi sociali Bruno Quintarelli: "Rendere
la piazza a misura di disabile è un'idea che abbiamo da tempo", dice,
"e l'esempio di Peschiera ci dice che è il momento di attuarla. Durante la
ripavimentazione verrà livellato tutto il possibile; per quanto riguarda gli
accessi ai negozi, spetta ai negozianti fare richiesta e installare eventuali
pedane. Noi promuoveremo un incontro con tutti i commercianti; insieme alla
Commissione handicap, troveremo una soluzione omogenea e pratica". Il
Comune sarebbe disposto a fornire consulenza per parte burocratica e
progettazione, e a finanziare l'opera. L'assessore è ottimista:
"Arriveremo a un risultato importante".
( da "Avvenire" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLITICA 27-02-2008
IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE E LE VICENDE DI UNA PROFESSIONE Noi medici siamo
amati perché rispettiamo la vita CARLO BELLIENI È interessante parlare con
Robert De Jong, neurochirurgo olandese, come mi è accaduto di fare ieri al
termine della sua lezione all'assemblea della Pontificia Accademia pro Vita
nella quale con candore ha smontato punto per punto il famigerato
"Protocollo di Groningen" che teorizza e giustifica l'eutanasia
pediatrica. De Jong aveva già pubblicato le sue critiche in un'importante
rivista medica, spiegando da esperto qual è come non sia vero che i bambini con
spina bifida avvertano dolori insopportabili, che siano destinati a
un'esistenza senza prospettive, o che sperimentino una scarsa qualità della
vita. Tutto falso. Eppure è a questi malati che il Protocollo primariamente si
applica. De Jong non è cristiano: è semplicemente realista. Dice : "Mi
batto perché rispetto la vita. E la verità". E lui i bimbi con spina bifida
li conosce bene, perché li cura. Ciò in cui crede lo specialista olandese è
proprio quello che ognuno vorrebbe da noi medici. La gente si attende, ad
esempio, che non ci facciamo prendere dall'idea postmoderna per la quale, se si
profilano condizioni di salute non perfette, è lecito proporre un'uscita
d'emergenza dalla vita; vuole che profondiamo uno sforzo continuo per essere
accanto a ciascuno, per salvare vite, per trovare nuovi rimedi; non vuole
l'accanimento: teme piuttosto l'abbandono. Sembra invece che la classe medica
si stia specializzando in discorsi vani su chi far vivere e chi lasciar morire,
oppure sull'epoca in cui si può abortire. Come ricordava di recente il famoso
pediatra Avroy Fanaroff, si tratta di una visione 'necrologica' delle
problematiche etiche. Lo diceva con riferimento alle riflessioni che di solito
si fanno sull'etica in neonatologia, nelle quali parlare di "decisione
etica" equivale a intendere automaticamente "sospensione delle
cure". Ma non è difficile cogliere il peso di una visione tanto ristretta
dell'etica medica in tutti i dibattiti pubblici, dentro e fuori gli ambienti
clinici. Tutto questo alla gente non piace. Eppure sembra quasi essercisi
assuefatta, forse perché sui giornali viene fatto risuonare sempre lo
spauracchio dell'accanimento terapeutico e si valorizzano poco gli sforzi di
chi fa ricerca seriamente, delle famiglie che curano i malati terminali, della
professione infermieristica. Ma un simile riduzionismo etico non piace neanche
a noi medici, che vorremmo far bene il nostro dovere ed essere aiutati a
curare. È un problema di portata tale che recentemente il "Journal of the
American Medical Association" gli ha dedicato il proprio editoriale con un
titolo eloquente: "Perché i medici sono infelici?". Di fronte a
deragliamenti quali quelli cui abbiamo assistito nei giorni scorsi non si
tratta di invocare obiettivi utopistici ma semplicemente di ricordarci
dell'antico giuramento di Ippocrate, centrato sul dovere del medico di curare,
sulla sua dignità e su quella del malato. Troppa burocrazia
oggi ci impedisce di riappropriarcene dentro ospedali diventati più simili ad
aziende, con malati trasformati in 'utenza' e medici divenuti 'operatori
sanitari'. La professione rischia di soccombere nel confronto con mansionari e
decreti, budget e orari. E finisce col parlare troppo di come morire, o come
non far nascere. Allora è forse giunto il momento perché noi medici reclamiamo
che sui giornali si smetta di parlare solo di una medicina
"restitutiva" (che vede cioè la mancata guarigione completa come un
fallimento) e che si riporti in evidenza quella "abilitativa", il cui
scopo è dare al paziente durante il percorso terapeutico e anche quando se ne
vede l'incurabilità la possibilità di essere se stesso, di non sentirsi ridotto
da 'persona' a 'malattia'. È una prospettiva culturale che ancora non si
scorge. Ma è questo che vogliamo da chi guida le scelte dei medici in Italia.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
VERSO LE ELEZIONI. È
il prefetto Vincenzo Madonna, campano, docente di diritto, con una lunga
carriera al Viminale Comune, il ministero ha scelto il commissario L'arrivo è
atteso per oggi, in tempo per premiare la Spaak. Fra i compiti anche l'ok al
bilancio 2008 Gian Marco Mancassola Se l'aereo sarà puntuale,
forse riuscirà a mettere piede a palazzo Trissino in tempo per presenziare alla
consegna della "Palladio d'oro" a Catherine Spaak. Vincenzo Madonna è
il nuovo commissario straordinario indicato dal Viminale per reggere le redini
del Comune fino all'elezione del successore di Enrico Hüllweck, le cui
dimissioni sono divenute effettive e irrevocabili alla mezzanotte di lunedì. IL
COMMISSARIO. Nato a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, 67 anni fa,
laureato in giurisprudenza a Napoli, stando alle prime informazioni circolate
nel tardo pomeriggio di ieri, quando è stata ufficializzata da Roma la nomina,
il prefetto Madonna ha trascorso un'intera carriera al Viminale, dove è entrato
nel 1966 e dove ha ricoperto numerosi incarichi in settori chiave come il
dipartimento della Pubblica sicurezza. Docente di materie giuridiche ed
economiche, ha ricoperto più volte il ruolo di commissario o di presidente di
commissioni straordinarie in Comuni dove i consigli comunali erano stati
sciolti anzitempo. Uno degli ultimi incarichi è stato a Pozzuoli, in Campania.
LE INCOMBENZE. Con lo scioglimento degli organi elettivi del Comune e la nomina
del commissario, entra nel vivo la fase di transizione che accompagnerà il
Comune fino all'elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale, che
potrebbe avvenire già al primo turno il 14 aprile o al secondo turno due
settimane più tardi. Il commissariamento, come si ricorderà, è stato dettato
dalle dimissioni anticipate rassegnate dal sindaco Hüllweck il 13 febbraio: un
atto indispensabile perché potesse candidarsi alla Camera o al Senato.
L'impennata subita dagli eventi ha stravolto la scaletta delle incombenze
comunali, che ora vengono ereditate dal commissario. Non saranno soltanto rose
e viole, come la premiazione della Spaak. Ci sarà anche
molta burocrazia, a partire
dal bilancio di previsione 2008, che il consiglio comunale non è riuscito
nemmeno a discutere prima di decadere. Si tratta di una delle delibere più
importanti dell'anno, con la quale vengono programmati gli interventi economici
per le attività e i servizi, oltre agli investimenti per la realizzazione delle
opere pubbliche. IL COMMIATO. Palazzo Trissino e palazzo degli Uffici in
piazza Biade versavano ieri in un'atmosfera surreale. Corridoi vuoti, le stanze
dei bottoni private dei protagonisti dell'ultimo quinquennio amministrativo,
gli uffici della politica in fase di sgombero e smantellamento. Sono stati
avvistati ex assessori come Claudio Cicero impegnati in un vero e proprio
trasloco di carte, effetti personali e souvenir dall'ufficio al portabagagli
dell'auto. Uno alla volta, gli ex componenti della giunta stanno restituendo
alla segreteria del Comune i loro benefit, che in sostanza si riducono al
cellulare di servizio (molti degli amministratori hanno chiesto di riscattare
il numero di telefono, pagando per proprio conto d'ora in poi la scheda
telefonica) e ai pass per circolare nella zona a traffico limitato e sostare
nel parcheggio dei Vip, in piazza Biade, a pochi metri da piazza dei Signori.
Per molti potrebbe essere un arrivederci, per altri è un addio.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
BUROCRAZIA
"Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si
parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico
ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le
cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le
Lobby e la Burocrazia" oltre ai "Verdi" che sparano a caso. Infatti le
lobby sono una delle cause che impediscono molte iniziative da parte dei
singoli cittadini e che, se fossero cancellate, potrebbero portare a nuovi
posti di lavoro ed all'incremento del Pil. Ma la rovina è la burocrazia,
di cui tutti parlano ma che nessuno vuole abbattere; da miei conteggi ogni
piccolo artigiano o piccola impresa a carattere famigliare spende ogni anno da
800 a 1500 euro in pratiche burocratiche inutili ed è anche per questo che
molti dicono: visto che devo pagare questi balzelli inutili, mi ritengo
autorizzato ad evadere in egual misura. L'ultimo atto in materia di burocrazia è stato il decreto emesso dal ministro
dell'ambiente (lo chiamo l'innominabile!!!) che ha decretato che i registri dei
rifiuti (registri che non servono a nulla, nemmeno a bloccare le varie
contaminazioni) debbano essere solamente vidimati dalle Camere di Commercio con
una spesa di tassazione di euro 30 e che i vecchi registri vidimati gratuitamente
dagli uffici fiscali non sono più validi. Non le sembra una pazzia? Eppure
nessuna categoria economica ha protestato e nessun politico ha parlato. Ma che
ne facciamo allora dei nostri politici e dei rappresentanti delle categorie
economiche se non hanno il coraggio di ribellarsi a tale burocrazia?
Se fossi al suo posto mi vergognerei nel vedere come sono tartassati gli
italiani e sono gli stessi che fra poco si ripresenteranno a chiedere il voto.
Ed intanto il piccolo imprenditore deve continuare a sudare sette camicie per
poter mandare avanti la propria attività. Filippo Gecchelin .
( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-02-2008 11:44
Oggi Roma è finalmente una moderana capitale europea Roma, 27 feb. (Apcom) -
"I romani sono un'entità unica al mondo". Lo scrive Walter Veltroni
sul nuovo numero del mensile free press Pocket, diretto da Daniele Quinzi.
"Quella da Sindaco è stata un'esperienza straordinaria, la più bella della
mia vita, il lavoro più bello. Sono praticamente entrato in simbiosi con questa
Roma straordinaria. Perché straordinaria lo è davvero e non solo per il grande
patrimonio culturale che il passato le ha donato e che la rende inimitabile
agli occhi del mondo. Straordinaria e unica perché è una città che si può amare
sì per i suoi parchi, i suoi colori, i suoi tramonti, ma soprattutto perché a
Roma vivono persone disponibili con il prossimo senza il virus dell'egoismo che
tira fuori il peggio di noi, persone con il senso dell'umorismo,
caratteristiche che fanno dei romani un'entità unica al mondo". Veltroni
ricorda: "In questi anni abbiamo preso decisioni per le quali non si dorme
la notte, ci siamo sempre presi tutte le responsabilità senza mai fare
scaricabarile. Il Consiglio comunale, poi, con l'approvazione definitiva del
Nuovo Piano Regolatore, ha scritto una pagina nella storia della città. In
definitiva, oggi, dopo sette anni, posso dire che abbiamo fatto quello che
dovevamo fare". Il leader del Pd conclude: "C'è la soddisfazione di
aver raggiunto degli obiettivi importanti per la qualità della vita dei romani,
di aver contribuito a semplificare la vita delle persone, a renderla più piacevole,
a sostenerla nei momenti di difficoltà. Di essere riusciti a mettere
completamente da parte quella vecchia immagine di Roma città dei ministeri,
capitale della burocrazia, per far posto ad una
Capitale europea moderna ed efficiente, che dal suo meraviglioso passato trae
la forza per guardare al proprio futuro. E' davvero impossibile citare tutti i
risultati raggiunti in questi sette anni".
( da "Libertà" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Quotidiano partner
di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 27 febbraio 2008 > Provincia Il
sindaco "Il futuro lo dedicheremo a migliorare la qualità della vita"
CASTELVETRO - Il passato per risolvere problemi basilari, dall'acquedotto alle
fognature, alla viabilità interna. Il futuro per una strategia di lungo periodo
per migliorare la qualità della vita, con una nuova piazza, aree verdi e il
desiderato centro sportivo e riabilitativo, per il quale il sindaco uscente Francesco
Marcotti ha gettato le basi durante questo mandato. "Questi cinque anni
sono volati - dice Marcotti - sono stati meravigliosi, duri, ma ricchi di
soddisfazioni. Ho la fortuna di avere al mio fianco un gruppo di persone che
hanno sempre dato il massimo e mi hanno aiutato in qualsiasi momento,
soprattutto i più duri, con la gestione del personale in
malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di
mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato
positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di
stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le
risorse di un piccolo paese, penalizzandoci nelle procedure e nei tempi
di realizzazione delle opere". A causa della burocrazia
"spesso i risultati non sono stati proporzionati all'impegno nostro, dei
responsabili dei servizi e di tutto il personale. Molto è stato fatto, anche se
ci si aspetta sempre di più". Marcotti esprime grande soddisfazione per i
grandi interventi sull'acquedotto, a partire dal trasferimento dell'acqua di
San Giuliano a Castelvetro, e sulle fognature: "Abbiamo risolto problemi che
si trascinavano da anni. Ora, a parte qualche sporadico inconveniente, la
strada è tracciata". Il sindaco parla poi dell'ampliamento e la
sistemazione dei tre cimiteri comunali, "che meritano un alto
decoro", precisa che a breve il camposanto del capoluogo sarà pavimentato,
ricorda l'intervento a San Giuliano, con la nuova strada d'accesso, la pista
ciclabile e le nuove cappelle. Anche la ristrutturazione delle scuole e la
nuova mensa, "pur con qualche ritardo", sono "un investimento
importante, un servizio per tenere a Castelvetro i nostri ragazzi, di cui tutti
saremo fieri. C'è stata una cura particolare per gli anziani - prosegue il
sindaco - con vari interventi, tra cui il potenziamento dei servizi
domiciliari, tanto che a volte siamo stati "accusati" di pensare più
a loro che al resto della popolazione. Hanno lavorato una vita e hanno vissuto
periodi non belli: è giusto che possano trascorrere serenamente i loro ultimi
anni". Nel settore sociale si colloca anche la nuova piazza: "Con un
finanziamento della Regione sono partiti i lavori del primo stralcio; ne
seguiranno altri, che prevedono l'acquisizione del terreno dietro il municipio
che diventerà un parco pubblico". Se Marcotti ha un rimpianto, è non aver
ancora realizzato il centro sportivo-riabilitativo, che era nel suo precedente
programma elettorale. "E' uno dei motivi per cui ho deciso di ricandidarmi
- spiega - Castelvetro ha assolutamente bisogno di un centro di questo tipo,
dove sarà possibile uno scambio di esperienze tra anziani, giovani e adulti.
Procederemo col progetto preliminare, vi dedicheremo la maggior parte dei
nostri sforzi. Questo è uno dei risultati non proporzionati all'impegno. Spero
che con maggiore esperienza e col cambiamento delle normative si riesca a fare
di più". Negli ultimi cinque anni l'amministrazione Marcotti ha cercato un
equilibrio tra due elementi: la buona gestione del quotidiano e le strategie
per lo sviluppo futuro del paese. A tale proposito, precisa il sindaco, è
"fondamentale la scelta di una soluzione viabilistica esterna, concreta e
realizzabile, senza la quale non si può pianificare lo sviluppo del
paese". Chiaro il riferimento al progetto del terzo ponte tra Castelvetro
e Cremona. Nei prossimi cinque anni Marcotti punta a una strategia di lungo periodo.
"Il valore di un'iniziativa - dice il primo cittadino - sta nel riuscire a
metterla in pratica. Ora che le questioni dell'acquedotto, della fognatura e
della viabilità interna sono giunti a una soluzione, urge pensare alla qualità
della vita, all'abbellimento e alla fruizione dell'esistente, creando ampi
giardini come quello di via Berlinguer, piste ciclabili, rispettando l'ambiente
col potenziamento delle energie alternative e l'installazione di pannelli
solari, e gettare le basi per il futuro del paese con il nuovo Piano
strutturale comunale". Alessia Strinati [.
( da "Avanti!" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
SIRIA E IRAN
CONTINUANO A MUOVERE LE FILA DEL TERRORISMO E L'OCCIDENTE RESTA A GUARDARE Gli
Stati canaglia e l'ignavia dell'Onu 27/02/2008 I Paesi canaglia, Siria e Iran,
che muovono le fila del terrorismo islamico che insanguina il Medio Oriente,
godono a Occidente dei giudizi favorevoli degli apparati diplomatici. Se Hamas
continua nello stillicidio dei lanci dei razzi Qassam dal territorio di Gaza
che piovono indiscriminatamente sulle città del Neghev e in particolare su
Sderot, portando morte e distruzioni tra i cittadini inermi e innocenti,
Hezbollah serra ancor di più fra le sue spire il Libano del sud. Ciò che sembra
più strano, però, è lo spettacolo inverecondo di una Europa, che finge di
ignorare la realtà dei fatti e prosegue nella propria deviata visione, che la
induce a emanare "strane" risoluzioni, regolarmente e sempre, in
chiave anti-israeliana. Viene quasi da trasecolare quando si legge nell'ambito
dei sunnominati testi promanati dalle alti intelligenze
delle burocrazie europee che Israele mantiene sotto assedio il territorio di
Gaza e la sua popolazione. Non desta meraviglia alcuna questa distorta e
distorcente lettura, da parte delle cancellerie e degli stati maggiori della
Unione europea, che glissano elegantemente sulla continua provocazione e
aggressione dei terroristi islamici e rivolgono, nel contempo, i loro
lai contro la "crudele" Israele. Incoraggiate da tale presa di
posizione, smaccatamente antiebraica, le formazioni terroriste di Hamas,
maestre di propaganda discorsiva, hanno subito riversata su Israele ogni
responsabilità per il protrarsi indiscriminato dei lanci dei Qassam. La realtà
effettuale, però, parla un linguaggio duro e inconfutabile che dovrebbe
penetrare anche in orecchi fortemente lesi da palese sordità, ma, come si sa, non
peggior sordo di chi non vuol sentire. È innegabile che, da gran tempo, Israele
abbia lasciato il territorio di Gaza, per incoraggiare le forze sane degli
arabi palestinesi a cimentarsi nel duro compito di amministrare e governare il
proprio popolo. Invano, però, viste le palesi incapacità di governo di chi si è
impadronito del potere. I terroristi di Hamas, fantocci della Repubblica
iraniana dei mullah e del dispotismo siriano, non hanno alcuna capacità di
governare, ma mantengono, nelle loro azioni, l'unica arte che li ha sempre
contraddistinti nella storia: quella della rapina, della violenza e dello
spargere sangue innocente. Gli stati maggiori europei ignorano o fingono
ipocritamente d'ignorare, che, dall'avvento di Hamas, nel territorio di Gaza ogni
libertà è soppressa, che è incominciata la caccia al cristiano e al dissidente
e che prosegue la persecuzione e l'eliminazione degli esponenti di Fatah. La
risposta agli stralunati atteggiamenti europei viene proprio dal presidente
dell'Autorità palestinese, Abbas, che condanna il golpe di Hamas e ammonisce
chiunque ad evitare qualsivoglia trattativa con forze che hanno a proprio
vessillo la violenza, lo stragismo e la prevaricazione. Si evince, da una più
attenta lettura dei fatti, che la vera vittima dei terroristi islamici,
sovvenzionati e guidati dall'Iran e dalla Siria, sono gli abitanti della zona,
schiacciati da una bieca oppressione, che devia la loro attenzione con le armi
della propaganda e con i lanci dei Qassam sulle città d'Israele. Corrisponde
alla visione distratta europea sul versante di Gaza, ove si finge di ignorare
il costante pericolo per la pace costituito dalle forze di Hamas, una visione
altrettanto alterata da parte dell'agenzia Onu di controllo sul nucleare verso
la corsa iraniana all'armamento atomico. Non corrisponde alla realtà delle cose
il contenuto della relazione di El Baradei, che enumera presunti progressi
sullo stato delle trattative con le autorità iraniane, che, a suo dire,
attesterebbero "chiaramente" le volontà a collaborare, da parte delle
gerarchie teocratiche. La Repubblica dei mullah si fa apertamente gioco delle
errate relazioni degli organi di controllo delle Nazioni Unite e dei sogni di
"buoni progressi" da parte di El Baradei e apre la stura a una sfrenata
azione di propaganda, volgente a far intendere lucciole per lanterne. Tali
azioni inconcludenti sono capaci solo di portare confusione, su confusione e
gettano fumo sull'attività nucleare e guerrafondaia delle gerarchie teocratiche
iraniane. L'attività confusionaria di El Baradei configge, nettamente, con le
conclusioni, ben più lucide e realiste degli esperti americani e israeliani,
sul proseguimento dell'attività nucleare iraniana, che vuol giungere, ad ogni
costo, al traguardo, che si è, da sempre prefissato. I lavori di apprestamento
dell'armamento atomico, svolti dagli iraniani, hanno fatto un rilevante salto
di qualità, con il varo delle centrifughe di ultima generazione, capaci di
imprimere agli operatori, al lavoro in Iran, quella svolta quantitativa e qualitativa
finale. Sono palesi risposte alle sconclusionate relazioni degli organismi di
controllo dell'Onu, le urla scomposte e arroganti dell'ex sindaco di Teheran,
che le qualifica come vile carta straccia, insignificanti e ininfluenti ai fini
di freno agli appetiti guerrafondai iraniani. Ancora una volta Ahmadinejad urla
il suo odio verso Israele e la sua volontà di cancellarla dalle carte
geografiche. È, a questo punto, necessaria una risposta ferma e determinata a
ogni tentativo del totalitarismo nazista di marca islamica, chiaramente
rappresentato dalle gerarchie teocratiche iraniane, di provocazione e di aperta
sfida al mondo libero. La politica della viltà, che prevalse a Monaco nel '38
deve essere subitamente sconfitta, perché il moto nazista non prenda fiato e
coraggio di scompaginare, di nuovo, il mondo. L'Europa che ha conosciuto la
ferale opera del nazismo, che ha portato, il mondo, a conoscere infamie,
distruzioni, genocidi e persecuzioni immani, deve rispondere con coerenza e
fermezza a ogni rigurgito pestifero e ricacciare e per sempre, il mostro negli
abissi più profondi.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)
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"Anche Cosa
Nostra nel business dei rifiuti" Il documento definisce positivo il
superamento di commissario e consorzi "joint ventures con i clan"
ANTONIO PISANI "Se, fino a qualche tempo fa, poteva attribuirsi alla camorra
- e in particolare ai clan attivi nella provincia casertana - una sorta di
primogenitura nella gestione delle fasi più redditizie del ciclo dei rifiuti,
oggi lo scenario può dirsi mutato, registrando l'ingresso a pieno titolo delle
famiglie mafiose siciliane nel business dei rifiuti". Poche righe,
contenute nella relazione della "Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul
ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse" che oggi
verrà votata e licenziata dall'organismo, indicano quello che potrà essere il
futuro scenario in tema di infiltrazione criminale nel settore ambientale. Un
fatto ormai accertato in Campania dove i Casalesi, come dimostra l'inchiesta
"Eco Boss" che appena due giorni fa ha portato all'arresto di un
imprenditore di San Marcellino, gestiscono direttamente il trasporto e lo
smaltimento illecito di rifiuti tossici provenienti anche dal Nord. Ma la
relazione della Commissione presieduta dal senatore Roberto Barbieri dà anche
una definizione dell'emergenza in Campania, non solo una questione di camorra.
"Un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale" è
il duro giudizio espresso nel documento parlamentare, l'ultimo sui rifiuti
nella XV Legislatura. In verità, delle 319 pagine che compongono la relazione,
solo cinque sono completamente dedicate alla gravissima crisi che colpisce la
Campania; per il resto, solo pochi accenni come nella parte intitolata
"L'impatto sanitario dei rifiuti" in cui si dà conto degli studi
compiuti nel 2004 dall'Istituto Superiore di Sanità che "hanno individuato
la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause e malformazioni
congenite nelle province di Napoli e Caserta, rilevando numerose associazioni
positive e statiscamente significative (cioè ragionevolmente non imputabili al
caso) fra salute e rifiuti". Peraltro, un più recente studio dell'Iss che
analizza una casistica che va dal 20 luglio del 2007 al 20 ottobre dello stesso
anno ridimensiona il fenomeno e la correlazione tra elevato tasso di mortalità
e rifiuti in determinate zone. La relazione riconosce comunque che il piano di
lavoro previsto, "ha potuto trovare solo in parte un compiuto riscontro
nell'attività della Commissione data l'interruzione anticipata della XV
Legislatura". Per il senatore Giuseppe Scalera, la relazione è una buona
base di lavoro per il Parlamento che verrà. "È un documento - dice - che,
senza infingimenti rileva la drammaticità delle situazioni indicando anche
positive traiettorie di sviluppo per il lavoro dei prossimi mesi. Questo grazie
a una riflessione che comunque andrà necessariamente ripresa nella prossima
legislatura per la presenza di importanti problematiche ambientali in Campania
e in molte aree del Paese". Il quadro generale. È molto duro il giudizio della
Commissione sulla crisi. "La Campania - si legge - deve costituire oggetto
di riflessione per il metodo seguito nel gestire i fondi pubblici: utilizzare
le risorse destinate ai rifiuti per costruire il consenso". Ecco quindi
l'affondo: "Aver trasformato strade e piazze in discariche e inceneritori
a cielo aperto, significa aver precluso l'accesso a quei naturale luoghi di
incontro che sono gli spazi pubblici di una città, condannando i cittadini a
chiudersi in casa: un isolamento forzato che è la fotografia di un distacco
oramai anche fisico tra comunità civile e istituzioni". Il Commissariato
per l'Emergenza. La Commissione censura duramente l'esperienza commissariale.
"Di straordinario - si legge - ha solo i compensi e le consulenze".
Il documento spende parole positive solo per il prefetto De Gennaro che viene
indicato come "il soggetto attuatore in grado di assicurare la tempestiva
e indefettibile realizzazione" di quegli interventi frutto di decisione
collegiali tra i vari enti locali. I Consorzi intercomunali per la raccolta e
lo smaltimento. Solo un brevissimo cenno all'altra fallimentare esperienza dei
Consorzi intercomunali per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, definiti
"vere e proprie joint ventures con la camorra". L'inversione di tendenza.
Dopo aver espresso amarezza per il mancato "confronto con la Presidenza
del Consiglio sui percorsi di fuoriuscita dall'emergenza", la relazione
individua però "una significativa inversione di rotta rispetto al passato:
la decisione di smantellare il commissariato e i consorzi è di per sé un
segnale di edificante novità. Gli enti locali. La relazione auspica che
"Governo, Regione, Province e Comuni capoluogo vengano chiamati a
individuare la strategia necessaria per assicurare alla Campania una gestione
dei rifiuti efficiente e rispettosa della salute dei cittadini".
L'affidabilità degli organi di valutazione tecnica. Citando l'esempio della
discarica casertana di Lo Uttaro, che De Gennaro avrebbe voluto riaprire salvo
poco dopo fare marcia indietro, il documento parlamentare riconosce "la
necessità...di affidare, in un contesto di trasparenza, le verifiche di
sostenibilità ambientale a organismi tecnici distinti ed esterni rispetto alle
amministrazioni attive coinvolte". Le bonifiche. "Le risorse
destinate alle bonifiche risultano essere state in larga parte dirottate verso
l'emergenza rifiuti".
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)
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L'EMERGENZA
AMBIENTALE "Questa crisi è causata da un impasto
melmoso di burocrazia inefficiente
e politica clientelare" Una discarica sottoposta a sequestro nella zona
industriale di Succivo, al confine con Marcianise, è stata data alle fiamme.
Fumi neri e altamente tossici si sono sprigionati da plastica, eternit e altro
materiale inquinante depositato da mesi sul terreno con tanto di sigilli
apposti dai carabinieri. I vigili del fuoco di Aversa che con le pompe
non hanno potuto spegnere l'incendio. Sono intervenute delle gru che hanno
coperto di terra il fuoco.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 27-02-2008)
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Gli imprenditori: un
patto contro racket e usura REMO FERRARA Gli industriali salernitani lanciano
l'allarme sicurezza e chiedono ai vertici delle forze dell'ordine locali di
tenere alta la guardia. Anche e soprattutto contro il racket. Ieri
Confindustria ha ufficialmente chiesto l'attivazione di un Tavolo di
consultazione permanente sulla sicurezza e sulla legalità. La proposta è stata
ufficializzata nel corso dell'incontro che il presidente di Confindustria
Salerno, Agostino Gallozzi, con buona parte del direttorio dell'associazione,
ha avuto con il questore Vincenzo Roca, con il colonnello Gregorio De Marco,
comandante dei Carabinieri, e con il colonnello Angelo Matassa, comandante
della Guardia di Finanza. Il termine racket - chissà se e quanto
scaramanticamente - è comparso poco negli interventi. Ma nell'aria ha aleggiato
per tutto il dibattito. "Il tavolo tecnico che proponiamo di costituire -
ha detto Gallozzi - mira ad approfondire i temi legati alla sicurezza
partecipata anche attraverso il coordinamento tra tutti i progetti che su
questo territorio si possono e si debbono mettere in campo". Qualche
segnale d'allarme sia pur timido "da non sottovalutare" ha indotto
gli imprenditori ad imboccare con decisione la strada della fermezza
"giacché - ha spiegato Gallozzi - intervenire sulle fasi patologiche è
sicuramente più complesso". Una proposta che per il capo di Confindustria
scaturisce anche dalla volontà di rendere il territorio più competitivo,
giacché l'appeal in termini di attrattiva di nuovi
investimenti si gioca sì con aree attrezzate, burocrazia efficiente, finanziamenti, ma anche e soprattutto con la
sicurezza. "Non viviamo un senso di incombente disagio - ha concluso - ma
recenti atti vandalici, penso all'episodio della Beton Cave, ci inducono ad
intervenire prima che la situazione si aggravi". Il questore ha
sottolineato l'importanza della partecipazione degli imprenditori, e più in
generale dei cittadini, all'idea di "sicurezza diffusa". "Le
forze dell'ordine - ha detto - sono un fascio di luce che illumina il buio:
sono i cittadini che devono aiutarci ad orientarlo nella giusta direzione. A
Salerno la situazione di emergenza degli anni '80, determinata dalla Nco di
Raffaele Cutolo, è ormai alle spalle. Ma ci sono casi episodici di piccoli
delinquenti che tentano di creare quell'allarme sociale che crea un terreno
permeabile alle richieste estorsive". Segnale peraltro non unico: lo
stesso questore ha rammentato l'"incetta" di immobili fatta in città
da società immobiliari non locali, a prezzi peraltro fuori mercato, dietro cui
è facile ipotizzare un sistema di riciclaggio di denaro sporco. E quindi la
presenza di organizzazioni criminali. Il question time seguito al dibattito ha
fatto emergere un clima di preoccupazione tra gli imprenditori: l'idea che non
esistano situazioni di particolare gravità è diffusa, ma altrettanto diffuso è
il timore che questo possa far abbassare la guardia, incrementando i rischi.
"Il tavolo antiracket costituito in Prefettura lo scorso anno - ha
lamentato il presidente del Confidi, Marcello Fasano - da allora non s'è più
riunito, ed intanto l'accesso al credito - sarà per una scriminante selettiva
delle banche, sarà per i vincoli imposti da Basilea 2 - è diventato ancor più
difficoltoso". Insomma, terreno fertile, anzi fertilissimo per l'usura.
Angelo Granozio ha chiesto un atteggiamento più collaborativo della Guardia di
Finanza "che spesso al primo approccio tratta da delinquenti",
bacchettando soprattutto i più bassi in grado (accusa condivisa dal cavaliere
Giuseppe Amato e da Sossio Pezzullo), raccogliendo promessa d'intervento da
parte del colonnello De Marco. Al confronto con i vertici delle forze
dell'ordine c'erano accanto al cavaliere Giuseppe Amato e a Sossio Pezzullo
anche, tra gli altri, Nunzio Coraggio, Enzo Boccia, Vincenzo Ilardi e Antonio
Ferraioli.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-02-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Caserta))
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Pollio,
manager della Gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli
ostacoli della burocrazia.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
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Vita di reparto
BRUNO BUONANNO Nella Pignasecca, cuore della città antica, pazienti e medici
sono in lista d'attesa per trovare posto nella divisione di ortopedia del
Pellegrini. Una scuola di chirurgia d'avanguardia messa in piedi a fatica da
Raffaele Russo - il direttore dell'ortopedia - che in otto anni, dal suo
trasferimento dal Cardarelli al Pellegrini, ha riattivato la divisione
ottenendo in camera operatoria il riconoscimento di centro di alta
specializzazione in chirurgia della spalla. Il dottore Sheetal Gupta,
ortopedico di Mumbai, è il collega indiano che chiude la lista d'attesa per
partecipare, insieme a specializzandi che le Facoltà di medicina assegnano al
primario Russo, a un corso avanzato di chirurgia artroscopica. Un miracolo
napoletano portato avanti in un mozzicone di reparto in cui l'ortopedia divide
con la chirurgia vascolare ventidue posti letto. Otto medici, diciotto infermieri
che in otto, nove anni - sotto la guida di Raffaele Russo - hanno sorpreso con
i risultati dei loro interventi i colleghi di tutto il mondo. "Una
monografia sulla "Chirurgia della spalla" ci fece vincere nel '99 -
ricorda il primario - il premio Randone. Successivamente, il gruppo che dirigo
ne ha presentate altre sette di rilievo nazionale e internazionale". Liste
d'attesa bloccate dall'incredibile burocrazia dell'Asl cittadina che da
ottobre costringe l'ortopedia ad offrire ospitalità solo a dodici ricoverati
perché il reparto - nuovo di zecca e pronto da fine ottobre - non utilizza i
suoi trenta posti letto per carenza di personale. Sheetal Gupta dall'India
chiede di imparare nel Pellegrini i segreti dell'artroscopia; negli
Stati Uniti l'American Academy ha autorizzato uno studio multicentrico partendo
dagli ottanta interventi realizzati dall'équipe napoletana che ha brevettato un
sistema che consente di salvare le teste omerali facendo rivascolare la calotta
cefalica. "Le esperienze fatte nel Cardarelli con il professore Eugenio
Iannelli mi hanno dato la possibilità di creare un gruppo meraviglioso capace
di affrontare - spiega Russo - non solo i problemi di spalle e braccia, ma
tutti i danni ortopedici. Lavoriamo molto sulla traumatologia: in un reparto
che molti considerano solo di "chirurgia della spalla", il 40 per
cento delle operazioni sono di ortopedia generale". Lunghissime le liste
d'attesa per l'ambulatorio, ancora più lenta l'attività chirurgica che,
nonostante i risultati ottenuti, in quattro anni è passata dai nove tavoli
operatori a settimana a una sola seduta chirurgica nei sette giorni.
( da "Gazzettino, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Galan prende tempo:
"Per ora non decido" "Io in campo? Troppe variabili da
valutare". Il tema della successione al centro di un colloquio tra il
governatore e Berlusconi Venezia"Si è deciso di non decidere". Il
governatore del Veneto, Giancarlo Galan, di ritorno da Roma dove ha incontrato
il ministro Di Pietro e il presidente dell'Anas per gli ultimi dettagli sulla
firma della costituzione della società mista di gestione del Passante, cerca di
sciogliere con un gioco di parole la riserva sulla sua candidatura alle
prossime elezioni politiche. Ma la materia è troppo importante perchè i
cronisti demordano e allora si fa serio. "Ci sono troppe variabili da
valutare - spiega il presidente che ha avuto una lunga telefonata con Silvio
Berlusconi - Ma ho il vago sospetto che, se decidessi da candidarmi, il posto
si troverebbe. Il problema non è lì"."La situazione è più complessa
di quel che si pensasse. E con la Sicilia, non si è sistemata del tutto -
commenta gli ultime eventi ed esclude che tra le variabili ci sia anche quella
di Renzo Tondo candidato presidente in Friuli Venezia Giulia? - Mi pare
definita e abbastanza scontata". Quanto a Formigoni "fa la sua
partita e non ha avuto la paura di Casini che ha preferito una vasca piccola:
nuota in un mare più grande nel quale nuotano tanti pesci ma ci sono
possibilità superiori. Gli faccio gli auguri, sarà un ottimo ministro. Perchè
della sanità? Di qualunque cosa, ha fatto esperienze positive quasi come il
Veneto".Un "quasi" un po' polemico che può essere interpretato
come un rilancio della propria candidatura a ministro. "Il problema non è
diventare ministro - spiega subito il governatore - è che troppo poca Italia
somiglia al Veneto e al nord e queste Regioni devono contare di più per
esportare nel resto del Paese il proprio modello di governo. È necessario
mandare giù una squadra di parlamentari che abbia la consapevolezza che deve
venir qui a prendere i temi che interessano i veneti e portarli a Roma, e non
andare a Roma a prendere ordini per i veneti; poi che abbia la consapevolezza
di far parte di una squadra, sia di maggioranza che di opposizione, e se questa
non c'è è meglio che si dedichi ad altre attività".Galan (e di sicuro
anche Berlusconi) non si nasconde che esiste anche un problema successione,
tanto in Lombardia quanto in Veneto, dove la Lega è pronta a subentrare appena
uno dei due governatori molla.Quanto alla percentuale di decisione che spetta a
lui ammette che è "molto alta, anche se condizionata" e ricorda che
"qualche debito di riconoscenza ce l'ho anch'io: sono qui perchè
quattordici anni fa Berlusconi mi ha detto: "vai e fai". Certo, nel
1994 dovevo pregare la gente a candidarsi e adesso per fortuna ho spento il
telefono questa mezz'oretta altrimenti qualcuno chiamava. Comunque, non farò
nulla contro, nessun ricatto".Nè dimentica il federalismo, tema sul quale
il Veneto si batte da anni per arginare l'ondata dei Comuni secessionisti.
"Anche questa è una delle variabili - assicura Galan - Aspetto di leggere
il programma delle due coalizioni e sarò onesto nel giudizio con entrambe le
parti. Certo, con Berlusconi ne ho già parlato". Al consiglio regionale dà
un consiglio. "Facciano delle sfide un po' più elevate dopo la prova che
hanno dato con il bilancio - è il suo invito - Approvino lo Statuto, un nuovo
regolamento d'aula, approvino le leggi nel tempo più breve
d'Europa, cancellino la burocrazia. Quanto al bilancio, è un atto puramente amministrativo: la mia
unica preoccupazione è la sanità, poi che si faccia o meno il parco letterario
a Pieve di Soligo non è che mi cambi la vita. Manderò a Pieve la foto del
consigliere Grazia così gli tirano le pietre".E visto che gli è
scappato il nome precisa subito: "Io non ho messo nessun veto sulla sua
candidatura nelle liste del Pdl, se lo deve porre da solo il veto. Grazie a
Forza Italia è stato assessore regionale a 33 anni, presidente della prima
commissione. Si candidi con Pezzotta". Uno sguardo anche a Vicenza:
"Le elezioni amministrative sono passate in secondo ordine rispetto al
piatto nazionale, ma vi assicuro che il candidato sindaco, spero la candidata,
sarà di Forza Italia".E ormai siamo in campagna lettorale: "Veltroni
comincia dal Veneto? Non preoccupatevi verrà anche Berlusconi. Mi sarebbe
piaciuto fargliela cominciare proprio da Vicenza, dove è iniziata la nostra
grande riscossa. Ma è troppo tardi e la situazione troppo complessa". Nè
ci sente a dare un altro termine per sciogliere la riserva. "Oggi e domani
sono a Bruxelles per il Palladio - saluta - E poi non c'è tempo sino all'8 e 9
marzo?"Giuseppe Tedesco.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
27-02-2008)
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Riunione
dell'Osservatorio comunale Stranieri, il Comune pagherà l'espulsione
"Pronti ad assumerci l'onere" PordenoneTempi sempre più lunghi per i
permessi di soggiorno, e difficoltà a cascata per gli stranieri alle prese con
la burocrazia. La situazione, ha
constatato l'Osservatorio sull'immigrazione che si è tenuto ieri, peggiora di
giorno in giorno e i margini di manovra per la ricerca di soluzioni a livello
locale sono molto ristretti. Se sei mesi prima dell'entrata in vigore della
convenzione con le Poste a Pordenone i tempi per ottenere un permesso di
soggiorno erano quasi in linea con quanto prescritto dalle normative
(circa 30 giorni contro i 20 previsti), oggi tra la richiesta e l'ottenimento
del documento non passano meno di 13 mesi. Un tempo infinito per chi deve
cercare un nuovo lavoro, usufruire di prestazioni sanitarie o rientrare nel
Paese d'origine: "La precarietà è la condizione normale del migrante -
commenta Mauro Marra, presidente dell'Associazione immigrati -, adesso abbiamo anche
una precarietà del suo status".Uno dei primi problemi che potrebbero
trovare presto una soluzione è quello della tessera sanitaria, rilasciata
temporaneamente e che poi in alcuni casi non viene rinnovata, in altri viene
erroneamente utilizzata per prescrizioni anche dopo la scadenza. In questo
caso, una soluzione potrebbe arrivare già entro una settimana da un incontro
tra l'assessore alle Politiche sociali Gianni Zanolin e il direttore generale
dell'Ass 6 Nicola Delli Quadri: "La Regione riconosce alcuni diritti
sanitari a tutti coloro che si trovano sul territorio - spiega Zanolin - poi
c'è anche chi ha un lavoro regolare e per alcune storture burocratiche non
riesce ad avere una tessera sanitaria nonostante il versamento di tutti i
contributi. Per queste situazioni, si può trovare un accordo con l'Ass 6 in
modo da evitare la sospensione della tessera sanitaria per coloro che hanno
rapporti di lavoro regolari".Quanto al percorso accidentato per ottenere o
rinnovare il permesso di soggiorno, il Comune prova a guardare alle esperienze
pilota di Padova e Vicenza, dove il mondo delle associazioni e le istituzioni
ha messo in piedi un servizio di preistruttoria per le pratiche di rinnovo. Una
soluzione che è comunque frutto di una iniziativa partita dal Ministero e che
potrebbe non essere rinnovata dal futuro Governo. In ogni caso, il Comune
acquisirà attraverso l'Associazione immigrati tutte le informazioni sulle
esperienze attuate in Veneto.Scopo di tutte le iniziative è quello di favorire
la regolarità e combattere tutte le forme di irregolarità. A questo proposito,
in provincia sono state sei le espulsioni comminate inseguito al decreto
sicurezza, e dunque nulle. Un altro terreno, quello delle espulsioni, sul quale
molte sono le difficoltà burocratiche da superare per operare con efficacia:
"Abbiamo bisogno - spiega ancora Zanolin - di una serie di espulsioni
eseguite come naturale conclusione di un percorso, nei confronti di persone che
si costruiscono situazioni di estrema emarginazione che non porta da nessuna
parte. Come Comune di Pordenone, siamo anche disponibili a sobbarcarci le spese
del viaggio di rimpatrio di persone che hanno già decreti di espulsione alle
spalle, ma restano numerosi nodi da sciogliere sui documenti di
imbarco".Lara Zani.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
POLESELLA Chiazze
grigie sul Poazzo Continuano gli episodi di inquinamento dello scolo Poazzo:
l'ultimo risale allo scorso venerdì quando sono comparse delle chiazze di
colore grigio sulla superficie delle acque. L'amministrazione comunale è
intervenuta predisponendo un intervento dei vigili per un dettagliato
sopralluogo dello scolo che attraversa la frazione di Raccano. Dalla relazione
dei vigili emergono alcuni dati poco rassicuranti, dal punto di vista della
salubrità ambientale, ossia la presenza di chiazze schiumose e di vistose ed
estese chiazze oleose. Non è stata riscontrata fauna ittica in superficie, come
si è verificato in altre occasioni, e l'inquinamento non ha prodotto i
"soliti" miasmi maleodoranti che rendono l'aria irrespirabile.
Proprio la scorsa settimana la stampa locale ha dato voce alle dure polemiche
che hanno chiamato in causa l'assessore provinciale all'ambiente Giancarlo
Chinaglia ed il coordinamento comunale di Forza Italia di Occhiobello in merito
allo stato di inquinamento degli scoli Mainarda e Poazzo. La Provincia, come ha
puntualizzato l'assessore all'ambiente, si sta facendo carico del problema ed
"è intervenuta prescrivendo alla ditta Eurovo di
installare un campionatore automatico delle acque di scarico secondo norme UNI
del settore". Ma gli episodi di grave inquinamento e di degrado ambientale
non attendono i tempi delle istituzioni e della burocrazia e, purtroppo, continuano a mettere in ginocchio i residenti di
Raccano, costretti a convivere con l'annoso problema.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Parte a giorni il
cantiere per la rotatoria sulla Circonvallazione all'incrocio
che porta a Villarazzo Burocrazia sconfitta, rotonda al via Ieri la consegna
dei lavori che verranno a costare una cifra di poco superiore ai 2 milioni e
mezzo Castelfranco"Veneto Strade ha detto che si può procedere. È
questione di giorni e partiranno i lavori". Parole dell'assessore ai
Lavori Pubblici Plinio Bergamin. Si sta parlando della rotonda sulla
Circonvallazione all'incrocio che porta a Villarazzo. "Ieri (lunedì per chi
legge ndr) - ha affermato l'assessore Bergamin - c'è stata la consegna dei
lavori. Il cantiere sarà aperto al massimo entro dieci giorni". Si è in
ritardo di oltre un anno. La realizzazione della rotatoria, un'opera nevralgica
per iniziare a liberare dal traffico la Circonvallazione, avrebbe dovuto avere
il via oltre un anno fa, a gennaio 2007. Ma inghippi burocratici di varia
natura hanno creato un susseguirsi posticipi: prima si era parlato di inizio
lavori appunto a gennaio 2007, poi ad aprile, poi ad ottobre, poi ancora entro
la fine di gennaio di quest'anno. Ma ad oggi della rotonda nemmeno l'ombra.
Niente cantiere. Niente blocchi al traffico. Niente ruspe. Niente di niente.
Pensare che secondo le previsioni iniziali del Comune avrebbe dovuto essere ultimata
a dicembre del 2007. Ma all'inizio dello scorso anno, quando avrebbero dovuto
partire i lavori, era stato detto che c'erano stati problemi con gli espropri
dei terreni dei privati. Successivamente si era dovuto fare i conti con un
cavillo che riguardava la documentazione relativa ad un terreno del Comune: in
sostanza un fazzoletto di terreno, un'area per la precisione di 195 metri
quadrati, che nelle prime verifiche commissionate da Veneto Strade - l'ente
proprietario della circonvallazione, che quindi eseguirà l'intervento - era
stato erroneamente considerato di un proprietario altro rispetto al Comune,
quando invece così non era. Quindi si era dovuto rifare tutta la trafila ed
alla fine erano stati versati nelle casse del comune la bellezza di 1.651 euro,
ovviamente una banalità rispetto alla mole dell'intervento. 1.651 euro, una
somma irrisoria, capace però di far slittare ulteriormente i lavori, tanto che
sembrava quasi la Circonvallazione fosse destinata ad attagliare per sempre gli
automobilisti che loro malgrado si ritrovano costretti a percorrerla. Poi per
cause ancora poco chiare (non solo a chi scrive, ma anche agli stessi
amministratori comunali) ci sono stati ulteriori annunci di via ai lavori poi
non concretizzatisi nei fatti. Ora però si dovrebbe - il condizionale è
d'obbligo - essere giunti alla svolta. L'intervento costerà oltre due milioni e
mezzo di euro: 2.065.827 a carico della Regione Veneto, 516mila a carico del
Comune di Castelfranco.Matteo Ceron.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
La cordata guidata
dal cugino del sindaco Scottà dà forfait. L'asta per la
vendita di parco e villa non è stata ancora bandita Papadopoli, gli
imprenditori rinunciano Lorenzet: "Burocrazia e troppi ritardi in questa
operazione: investiremo le nostre risorse a Verona" Vittorio VenetoTroppi
ritardi, troppi vincoli, troppa burocrazia: il cugino del sindaco rinuncia a correre per l'acquisto di
Villa Papadopoli e investe a Verona. Dà forfait l'unica cordata di
imprenditori che aveva apertamente manifestato l'intenzione di partecipare
all'asta (non ancora) bandita dal Comune per l'acquisto e la ristrutturazione
del complesso Papadopoli, il gioiello di Ceneda formato da villa e parco e
destinato a diventare un centro benessere. Perché questo progetto possa
realizzarsi serve però il cambio di destinazione d'uso, che può arrivare solo
con il piano d'area non ancora licenziato dalla Regione, nonostante da anni il
sindaco Giancarlo Scottà annunci che i tempi per la vendita del Papadopoli sono
maturi, salvo poi essere smentito dal silenzio che da Regione e municipio
arriva sul tema. Lungaggini e incertezze che hanno portato Dario Lorenzet,
consigliere comunale della Lista Scottà e cugino del primo cittadino, ad
annunciare che non correrà più (come invece annunciò un anno fa) per il
Papadopoli. "Lunedì ho riunito i miei quattro soci, imprenditori trentini
nel campo delle mele - racconta Lorenzet - e insieme abbiamo deciso di non
aspettare più il bando d'asta per la vendita del complesso Papadopoli. I tempi
per questa operazione si stanno facendo troppo lunghi a causa della lentezza
degli apparati burocratici, dei ritardi nell'approvazione del piano d'area, dei
vincoli della Sovrintendenza. Perciò abbiamo deciso di investire le nostre
energie e risorse a Verona, in un'operazione simile: anche lì c'è un immobile
storico di pregio, posto sulle colline che guardano verso il nucleo storico
della città scaligera, che vogliamo trasformare in un centro
benessere".Dunque, Villa Papadopoli ha un "pretendente" in meno?
"Se a breve la situazione del complesso di Ceneda si sbloccherà potremmo
valutare la situazione - afferma Lorenzet - ma oggi come oggi comprare il
Papadopoli equivale ad acquistare un malato terminale, visto che non può essere
trasformato in niente di appetibile per degli investitori. Ci siamo stufati di
aspettare, so che mio cugino sindaco scriverà al governatore Galan per chiedere
di accelerare l'ok al piano d'area, ma in questo momento investire sul
Papadopoli, con tutti i vincoli imposti dalla Sovrintendenza e la burocrazia pachidermica dei vari uffici, non ha senso. Un
imprenditore si stufa ad aspettare tutto questo tempo per concretizzare
un'operazione. E non vedendo novità, guarda altrove".Già domani Lorenzet
sarà a Verona con i suoi soci per valutare l'investimento sull'altro centro
benessere. Si riduce così la rosa degli interessati all'acquisto del
Papadopoli, che un anno fa Scottà quantificava sull'ordine dei 3 - 4 gruppi,
uno dei quali italoamericano. Sembra già da tempo tramontato, invece,
l'interesse di Fondazione Cassamarca per il recupero di villa e parco il cui
valore, dopo il cambio di destinazione d'uso, si aggirerebbe sugli 8 milioni di
euro.Luca Anzanello.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Fatturato in calo,
clienti insolventi e concorrenza sleale. Le piccole imprese chiedono meno
pressione fiscale e governabilità Costi, banche e fisco: artigiani in crisi
Confartigianato e i dati di un'indagine sul secondo semestre 2007. Faleschini:
"Siamo preoccupati" Sos della Confartigianato per le imprese
artigiane che presentano un bilancio con il segno meno. I dati negativi delle
piccole realtà produttive sono stati presentati ieri, all'hotel Astoria, dove i
rappresentanti della Confartigianato hanno illustrato i risultati di
un'indagine relativa al secondo semestre del 2007 su un campione di 612 aziende
rappresentative delle 15.300 iscritte all'albo delle imprese artigiane.
"Le aziende artigiane sono preoccupate", ha sostenuto il presidente
di Confartigianato Carlo Faleschini snocciolando una ad una le cause della
crisi. Se la gestione delle piccole imprese rispecchia quella dell'economia di
una famiglia, in questo momento l'equazione è semplice: tanto è aumentato il
costo del pane per una famiglia, tanto il costo delle materie prime per le
imprese artigiane. A questo si aggiungano pure l'incremento dei costi
produttivi, l'allungamento dei tempi di pagamento da parte dei clienti e il
rialzo dei costi energetici.Ma la lista non finisce qui. "Le imprese - ha
detto Faleschini - devono fare i conti anche con l'aumento dei costi bancari e
la concorrenza sleale". A frenare le realtà aziendali
ci sono anche la pressione fiscale e la lentezza della burocrazia. "Gli artigiani credono
poco negli investimenti". Come dargli torto se si vanno a guardare i
numeri raccolti dalla Confartigianato. Il fatturato, come ha spiegato Nicola
Serio che ha curato l'indagine, è la variabile principe delle imprese e mostra
dati negativi con un calo, secondo gli intervistati, del 28,6 per cento
e un meno 14,9 sui dati di previsione per il 2008. Allarmanti le percentuali
dei fattori che gravano sulle imprese: in pole position con il 55,7 per cento
si trova la crescita dei prezzi applicati dai fornitori. Al secondo posto
l'insolvenza dei clienti con il 53,6 per cento, mentre un 50 per cento tondo
tondo se lo aggiudicano i costi energetici seguiti con il 46,2 per cento dalla
concorrenza sleale, lavoro "in nero" compreso.Una pagella, insomma,
da completa bocciatura. Uno spiraglio di positività arriva dalla Regione.
"La finanziaria regionale prevede un sostegno alle neonate imprese nei
primi due anni di attività, considerato l'alto tasso di mortalità di queste
aziende - ha confermato l'assessore regionale alle Attività produttive, Enrico
Bertossi - Crediamo nel valore sociale del fare impresa e nel riscontro
economico che apportano le aziende artigiane. Il dna dei friulani è fare
impresa". La Regione insomma crede in queste realtà, ma qualcuno ci crede
di meno e sono proprio gli imprenditori. Secondo l'indagine, infatti, solo il
19 per cento delle imprese artigiane friulane ha realizzato investimenti
produttivi nella seconda metà del 2007, il 3,2 per cento in meno rispetto allo
stesso periodo del 2006. Peggiora anche l'opinione sull'economia del Friuli
Venezia Giulia, che si attesta a meno 47,6 per cento; va ancora peggio
l'opinione degli imprenditori sull'economia italiana dove il segno meno raggiunge
il 71. La ricetta della Confartigianato per sbloccare la crisi è semplice:
ridurre la pressione fiscale, recuperare la governabilità del paese, dato che
politica ed economia vanno di pari passo e riavviare le politiche di
liberalizzazione dei mercati.Lisa Zancaner.
( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-02-2008 15:09
Sondaggio della Camera di commercio italo-germanica Milano, 27 feb. (Apcom) - I
prodotti tedeschi godono di ottima reputazione in Italia. E' uno dei risultati
del sondaggio condotto della Camera di commercio italo-germanica su 516 aziende
della Germania che esportano nel nostro Paese. Il 20% delle aziende
intervistate ha dichiarato di avere in progetto l'apertura di una filiale in
Italia, mentre due terzi degli intervistati prevedono una crescita fino al 50%
nella vendita di prodotti e servizi nel periodo 2008-2010. Fra le criticità riscontrate dalle aziende tedesche sul mercato
italiano ci sono la concorrenza dei prezzi, il ritardo nei pagamenti, lo scarso
accesso alle informazioni e ai canali distributivi e l'eccessivo peso della burocrazia. Per questi motivi, si legge
nello studio, meno della metà delle aziende tedesche intervistate (42%) giudica
positivamente la propria posizione di mercato.
( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-02-2008 13:52
"Si cura insieme": indagine sui pazienti e volume di supporto Milano,
27 feb. (Apcom) - Prendere per mano il paziente malato di tumore, aiutandolo a
conoscere le strutture dell'ospedale e a non sentirsi solo nell'affrontare la malattia:
è l'obiettivo del progetto "Si cura insieme", realizzato dal reparto
di Oncologia medica dell'ospedale San Carlo di Milano con il contributo di
Amgen Dompè. E' il primo progetto-pilota di umanizzazione in oncologia in
Italia, che entro il 2010 coinvolgerà 30 ospedali in tutta la penisola:
quest'anno proseguirà in altri 9 centri in Piemonte, Puglia, Calabria, Trentino
e Toscana. "Si cura insieme" è un'iniziativa che coinvolge
direttamente il paziente: al San Carlo è stata condotta un'indagine tra i
malati, con un questionario per capire le loro esigenze e richieste e
presentato un volume di supporto a pazienti e familiari nell'affrontare la
cura. L'indagine ha avuto successo, tanto che circa 200 tra pazienti e
familiari hanno risposto alle domande, e oltre il 90% di questi ha apprezzato
l'iniziativa e il volume: il 37% ha gradito i consigli pratici, il 16% le
indicazioni sulle strutture dell'ospedale. Tra le richieste più frequenti dei
malati c'è quella di non essere lasciati soli: vorrebbero essere guidati, sapere
dove andare o semplicemente avere un numero di telefono sempre attivo cui
rivolgersi, luoghi di degenza più colorati dove trascorrere il tempo durante le
cure. Ancora i malati chiedono di essere "liberati dalla burocrazia" per potersi dedicare di
più a se stessi. I giovani vogliono capire come non perdere il lavoro e come
poter essere reinseriti dopo la cura, hanno speranza per il futuro, a
differenza dei pazienti anziani che sono più rassegnati. Tra le iniziative del
progetto c'era la possibilità di compilare un diario personale per raccontare
la propria esperienza e facilitare la comunicazione con il personale, ma
non tutti l'hanno apprezzata: molto dipende dalla reazione del singolo alla
scoperta della malattia, che può comportare la chiusura in se stessi o
l'aggressività piuttosto che la voglia di condividere il problema con il
dialogo. Per facilitare il periodo delle cure e normalizzare la vita di chi è
ricoverato l'ospedale San Carlo ha già attuato varie iniziative in questi anni,
accanto alle "normali" attività di sostegno psicologico per pazienti
e familiari e di formazione del personale. Tra gli interventi la realizzazione
di ambienti abitativi con forme e colori adeguati, gli orari dei pasti spostati
in avanti seguendo quelli comuni, organizzazione di feste, cene del sabato sera
e happy hour, spettacoli e giochi. L'équipe di "Si cura insieme" ha
anche attuato un progetto regionale di stesura di linee guida per
l'Umanizzazione in ospedale ed è impegnata in nuovi progetti su assistenza a
malati terminali, accoglienza e sostegno agli operatori. L'Unità Operativa
Complessa di Oncologia Medica (UOCOM) dell'ospedale San Carlo, diretta da
Donata Tabiadon, accoglie da 40 anni i pazienti e i loro familiari per la
diagnosi e la cura dei tumori. Nella struttura è attivo il Progetto di
Umanizzazione dell'Ospedale e il Servizio Psico-Socio Educativo per affrontare
le esigenze psicologiche, oltre a quelle sociali e legate al cambiamento di
vita imposto dalla malattia. Lo scopo è ridurre al minimo i ricoveri con cure
ambulatoriali in day-hospital e domiciliari: il paziente così si sente meno
malato e non perde i contatti con la famiglia, la casa il lavoro e la sua vita.
( da "Vita non profit online" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Redazione
(redazione@vita.it) 27/02/2008 --> Questo il quadro emerso da 200 pazienti
oncologici dell'Ospedale San Carlo di Milano, coinvolti nell'indagine 'Si cura
insieme' Piu' informazioni pratiche per non sentirsi persi in ospedale - ma
anche per riuscire a conservare il lavoro e reinserirsi dopo lo stop imposto
dal tumore - e meno 'lacci' burocratici. Queste le richieste principali dei 200
pazienti oncologici dell'Ospedale San Carlo di Milano, coinvolti in un'indagine
condotta per 'Si cura insieme', progetto pilota di umanizzazione in oncologia
realizzato grazie ad Amgen Dompe', e presentato oggi nel capoluogo lombardo.
Una 'rivoluzione' che parte da un volume in cui si 'racconta' al malato chi lo
curera' e dove, e tocca anche altri aspetti dell'organizzazione ospedaliera
(dai tempi dei pasti 'come a casa', al nuovo volto degli ambulatori, piu' caldi
e accoglienti). Novita' sperimentate in prima persona dai circa 8.000 malati
seguiti in un anno al San Carlo. L'evento segna il debutto di un progetto
nazionale che coinvolgera' almeno altre tre strutture in Lombardia, e punta ad
arrivare a 30 ospedali di tutta la Penisola nei prossimi due anni. Con
volumetti personalizzati per ogni centro, in cui oltre ai consigli pratici, ai
numeri di telefono e i nomi dei medici del reparto di oncologia, c'e' una
mini-guida della struttura. Ma anche i recapiti delle associazioni di volontariato
del settore, i consigli di tipo 'amministrativo' su assenze dal lavoro e
permessi malattia, e il racconto delle esperienze di altri malati, oltre a uno
spazio per un diario personale. "Il paziente oncologico deve affrontare un
iter complesso, e c'e' sempre il rischio di una frammentazione delle cure. Il
volume 'Si cura insieme' e' stato pensato non per sostituire la conversazione
con il medico, ma per stimolarla", racconta Donata Tabiadon, direttore
dell'U.O. di oncologia medica dell'ospedale milanese. Per capire meglio bisogni
e richieste dei malati, e valutare la validita' del volumetto, e' stato messo a
punto un questionario "dai risultati sorprendenti", dice l'esperta.
"A volte basta sapere dove andare per non sentirsi persi in ospedale, ma
aiuta anche un luogo piu' umano e colorato - sottolinea - dove trascorrere il
tempo durante le cure". "I numeri dell'indagine - prosegue la
Tabiadon - documentano un risultato estremamente favorevole: piu' del 90% dei
pazienti e dei familiari che hanno risposto al questionario ha apprezzato
l'iniziativa e il volume, con particolare gradimento per i consigli pratici
(37%) e per la guida alla struttura (16%). Numeri che confermano un bisogno di
accoglienza e di attenzione". Tra le numerose richieste di pazienti e familiari,
quella di essere "liberati dalla burocrazia",
per potersi dedicare maggiormente a se' stessi e alla cura. Particolarmente
toccanti, prosegue l'esperta, quelle di alcuni pazienti giovani che chiedevano
di approfondire il tema lavoro: cosa fare per non perderlo e per essere
reinseriti dopo la cura. "Atteggiamenti da interpretare come pieni di
speranza per il futuro - dice - e il ritorno alla vita quotidiana". In
generale, i pazienti anziani sono meno critici, mentre i giovani sono alla
ricerca spasmodica di una via d'uscita dal tunnel della malattia. A sorpresa,
molti non hanno apprezzato il 'diario personale', "forse perche'
angosciati all'idea di mettere per iscritto il dramma che stanno vivendo",
dice la Tabiadon. 'Si cura insieme' si inserisce nel Progetto di Umanizzazione
dell'Ospedale (PUO) portato avanti ormai da diversi anni dal Servizio
psico-socioeducativo del San Carlo, guidato da Sergio Marsicano.
"Umanizzare - spiega Marsicano - significa adattare i processi di cura ai
mutamenti in gioco. Chi scopre di avere una malattia grave come il cancro
reagisce in modi molto diversi. C'e' chi si chiude, chi diventa aggressivo, chi
sente il bisogno di parlare del suo dramma, di condividerlo. Non saper
rispondere genera ansia e stress. Per questo abbiamo pensato a piccole
'rivoluzioni' a misura dei pazienti: creando, ad esempio, spazi confortevoli e
colorati per l'accoglienza e l'attesa, dove leggere un libro e trovare un
'camice bianco' a disposizione per dubbi e paure". E poi c'e' l'aspetto
organizzativo, spesso una barriera quasi insormontabile. "Rivoluzionare
gli orari della vita quotidiana causa involontarie alterazioni del ritmo
sonno-veglia dei pazienti, che mangiando alle 17.30 si ritrovano svegli in
piena notte". Cosa fare? Ad esempio spostare l'orario dei pasti avanti di
un'ora per mantenere le abitudini il piu' possibile simili a quelle familiari.
Un'ottima idea, ma non cosi' semplice: occorre acquistare un carrello termico,
sparecchiare e preparare i pazienti per la notte senza gravare sulle esigenze
di medici e infermieri (che hanno orari di lavoro e diritti da rispettare). Al
San Carlo e' stato fatto. Qui si organizzano anche feste, cene del sabato sera,
happy hour, spettacoli e giochi per pazienti e familiari. L'e'quipe ha inoltre
attuato un progetto regionale di stesura di linee guida per l'Umanizzazione in
Ospedale. "Con questo progetto di umanizzazione vogliamo rendere piu'
agevole e semplice un percorso terapeutico a tratti difficile - spiega Marco
Volpe, direttore dell'oncologia di Amgen Dompe' - anche da un semplice punto di
vista logistico. 'Si cura insieme' proseguira' nel 2008 in altri 9 centri in
diverse Regioni italiane (fra le prime Piemonte, Puglia, Calabria, Trentino,
Toscana), per arrivare, nel 2010 a coinvolgere un totale di 30 strutture".
Solo per il volumetto l'azienda ha stanziato 300.000 euro, mentre per
l'umanizzazione di ciascun centro si stima un impegno di 200-250.000 euro.
( da "Corriere Adriatico" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dalla Benetti
omaggio alla collaborazione dell'autorità marittima Una felpa per la guardia
costiera FANO - Una circostanza occasionale ha costituito il valido pretesto
per sottolineare e rimarcare con un gesto semplice, ma al tempo stesso
significativo, il rapporto di collaborazione, ma prevalentemente di stima, che
si è da tempo instaurato tra i rappresentanti della cantieristica e le autorità
marittime locali. Ieri mattina, infatti, in occasione della visita del Comandante
della Capitaneria di Porto di Pesaro Capitano di Fregata (CP) Aurelio Caligiore
e del Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Fano Tenente di
Vascello (CP) Giuseppe Semeraro, il cantiere navale Benetti ha voluto
ringraziare la Capitaneria per l'operato e lo spirito di collaborazione con cui
viene condotto il lavoro quotidiano non solo con i cantieri, ma anche con tutti
gli altri soggetti coinvolti nell'attività marinara, nonostante
la burocrazia e le
problematiche di un settore che, malgrado debba superare moltissime difficoltà
di vario genere, è tuttavia in forte e costante espansione. A tutti i
dipendenti della Guardia Costiera che prestano servizio nei vari uffici da
Pesaro a Marotta è stata consegnata una felpa, recante il logo simbolo della
Capitaneria di Porto. Si tratta di un piccolo riconoscimento in nome,
appunto, del rapporto di cooperazione che si è cercato nel tempo di instaurare
tra Capitaneria e cantieristica sia nel lavoro di tutti i giorni sia nella
ricerca di soluzioni a problematiche più ampie, come ad esempio la sicurezza,
la manutenzione dei porti, il dragaggio dei fondali.
( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-02-2008 16:52
"Intensificheremo nostra azione di sensibilizzazione" Roma, 27 feb.
(Apcom) - "Neanche le sedici donne morte a causa dell'aborto chimico hanno
indotto l'Agenzia italiana del farmaco ad adottare un criterio di precauzione.
Il suo via libera alla RU486, secondo il principio del
mutuo riconoscimento, è la vittoria delle burocrazie e la sconfitta di un
governo democratico degno di questo nome". Così l'Associazione Scienza
& Vita, che tutela la vita umana dal concepimento alla morte naturale,
giudica la decisione assunta dall'Aifa che presenta ulteriori punti di crisi.
"A partire - sottolinea l'Associazione - dalla banalizzazione del dramma
dell'aborto, ridotto ad una pillolina da mandar giù. Per non parlare della
sostanziale deresponsabilizzazione da parte dei medici che potranno così
addossare l'intera responsabilità dell'atto sulla donna. Una donna che si
ritroverà ancor più sola dinanzi al proprio dramma, contando sulla parola di
chi le promette un aborto facile". "Ma ancor più sorprende -
sottolinea Scienza & Vita - il disinvolto e irresponsabile oscuramento dei
dati scientifici che, purtroppo, parlano chiaro: la letteratura
medico-scientifica ci dice che la pillola RU486 causa la morte della donna
dieci volte in più rispetto all'aborto chirurgico. Dunque, un rischio altissimo
che non spaventa e non ferma il moloch farmaceutico né un sistema sanitario che
preferisce lavarsene le mani". "A questo punto - conclude Scienza
& Vita - non potremo stare con le mani in mano e intensificheremo la nostra
azione di sensibilizzazione e di pressione culturale. Inoltre metteremo a
disposizione il nostro centralino per eventuali denunce di cattiva pratica
medica e per la segnalazione di eventi avversi che vedano vittime le donne. In
tal caso, non trascureremo la possibilità di affiancare le donne e i loro
familiari nel rivalersi in tutte le sedi, civili e penali".
( da "Blog Beppe Grillo" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firme per il WiMax
firme per "Ammastellati" firme per "Forza Clementina"
--> 27 Febbraio 2008 Comunicato politico numero 3 Le liste civiche si stanno
formando. Le prime sono a Pescara, Roma e Vicenza per le comunali. E in Friuli
Venezia Giulia e Sicilia per le regionali. Le banche straniere vendono i nostri
titoli di Stato. Le nostre esportazioni diminuiscono. Il debito pubblico
aumenta, 1626 miliardi di euro. I costi dello Stato aumentano. Le promesse
elettorali sono meno tasse e più lavoro. Avremo più tasse e meno lavoro. Il Paese è una risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita
con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l'Italia. Non è vero che la classe
politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la
legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza
di un meglio. Chi vota il meno peggio legittima il peggio. Le elezioni
sono anticostituzionali. Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale
ne parla. Nessuna televisione lo grida. Si ripete: non possiamo scegliere il
candidato. Due persone stanno scegliendo i nomi dell'80% di deputati e
senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono
la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri.
Beppe Grillo è stato a Napoli il 23 febbraio per il Munnezza Day. Conferenza
stampa con 120 giornalisti. Molte testate internazionali. 30.000 persone in
Piazza Dante. Chi vuole sapere cosa è stato detto da oncologi, esperti
ambientali e dell'energia deve imparare la lingua inglese o tedesca. Leggere il
Die Zeit o The Herald Tribune. Il Corriere e la Repubblica gli hanno dedicato
un quadratino della dimensione di un francobollo. L'informazione italiana è
sotto controllo. E' propaganda di guerra contro il popolo italiano. Tutto
quello che non sapete è vero. Non leggete i giornali. Non guardate la
televisione. Pensate con la vostra testa. Alzate la vostra testa. Per un nuovo
Rinascimento. V-day 25 aprile. Leggi tutti i post della "Casta dei
giornali V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue
foto su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su
www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day Clicca l'immagine.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
E' l'appello dei
Giovani imprenditori calabresi in vista delle prossime competizioni elettorali
CATANZARO. "La Calabria vive una delle crisi più profonde della sua
storia" stretta tra i problemi della politica, la criminalità e
l'assistenzialismo e per uscirne "serve uno sforzo comune di tutti,
cittadini, mondo del lavoro, associazioni, mondo della cultura, politica"
che significa "scegliere bene i nostri nuovi governanti". È questo
l'appello lanciato dai giovani imprenditori della Calabria. "Il nostro
voto - è scritto nell'appello firmato da Florindo Rubbettino, presidente
Giovani imprenditori Confindustria Calabria; Sebastiano Caffo, presidente
Giovani imprenditori Confindustria Vibo Valentia; Tommaso Graziani presidente
Giovani imprenditori Confindustria Crotone; Daniele Rossi, presidente Giovani
imprenditori Confindustria Catanzaro - non dovrà essere in vendita. Non lo
baratteremo in cambio di favori tranne che uno: cambiare il volto a questa
regione, pensare al futuro delle nuove generazioni, tornare allo spirito dei
politici della ricostruzione, perché la Calabria di oggi è devastata moralmente
come lo era materialmente l'Italia alla fine della Seconda guerra
mondiale". "Come giovani imprenditori, espressione di quella
imprenditoria sana che investe, innova, progetta, non improvvisa - è scritto
nell'appello - abbiamo sempre pensato che nostro dovere fosse prima di tutto
quello di rimboccarci le maniche, lavorare in silenzio e non guardare alle
difficoltà strutturali che quotidianamente incontriamo, provando anzi a
trasformarle in opportunità. Ma come continuare a guardare al dramma della
Calabria da spettatori? Mai come in questo caso di fronte allo stato di
prostrazione morale, civile ed economico che vive la regione, è necessario
reagire. La denuncia e l'indignazione contengono la forza di reagire e sono
oggi il primo dovere morale". "In Calabria - prosegue l'appello - ci
sono troppi problemi. La politica, innanzitutto. Serve una politica alta, che
non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere, tramite un
consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della civiltà. La cappa
che oggi è calata sulla Calabria tende a portare sotto la sfera della politica
l'economia, i sindacati, le associazioni, la sanità, l'istruzione, imprese e
imprenditori. I professionisti della partitocrazia, soggetti che consolidano la
propria ragion d'essere mediante l'occupazione di spazi e la gestione di flussi
di spesa pubblica, sono ancora i dominatori incontrastati della nostra regione.
Ma la politica dovrebbe essere ben altro". "La criminalità, intanto -
proseguono i giovani imprenditori - cresce a vista d'occhio. Come ci ha
ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia, la 'ndrangheta
è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica. È l'organizzazione
criminale più radicata in tutte le regioni del centro e del nord Italia e in
tutti i paesi stranieri. E in Calabria la frontiera tra 'ndrangheta, politica,
ed economia si sta pericolosamente assottigliando. Bisogna porre un argine. C'é
in Calabria un'economia criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto
imprenditoriale e investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che non
solo subisce la concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga tutti i
danni di immagine quando non ne viene direttamente vessata. Condanniamo senza
mezzi termini qualunque concessione a fenomeni quali il racket. Pagare il pizzo
significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il profilo
economico, ma, peggio, riconoscere loro il potere di soggetto legittimato a
garantire la sicurezza". "Siamo stanchi - prosegue l'appello - di
subire tutto questo e per di più di essere guardati con sospetto. A noi
appartiene la cultura del diritto e non quella del favore, la cultura delle
regole e non quella delle scorciatoie, la ricerca della libertà d'impresa e non
quella della protezione. Per combattere la mala politica e la criminalità è
però necessario che tutta la società civile cambi passo; un cambiamento a cui
dobbiamo sottoporci anche noi imprenditori. La Calabria è in crisi per colpa
del fallimento di un'intera classe politica regionale e per l'intreccio
politica, economia, criminalità, corruzione. Ma anche per colpa di noi
calabresi, corresponsabili quanto i politici, perché li eleggiamo e perché se
solo lo decidessimo potremmo costringerli a una ben diversa condotta. Invece
troppo spesso non si denuncia la mentalità e il malcostume che offrono terreno
fertile a corruzione e criminalità". "La cultura
dell'assistenzialismo - si afferma ancora nell'appello - è l'altro nemico
mortale della Calabria. Occorre prendere atto che le politiche basate sulla
spesa pubblica e sul trasferimento di risorse finanziarie pubbliche come quelle
degli ultimi 50 anni non hanno risolto alcun problema. Noi imprenditori abbiamo
una grande responsabilità non è la politica che produce lo sviluppo, bensì le
imprese. Anche per questo dalla politica bisogna aspettarsi sempre meno aiuti
pubblici. E chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare
condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di
interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà
chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito
dalle macerie questa regione. Serve una leadership che sappia infondere
fiducia nel futuro e nelle opportunità della globalizzazione, ricordare soprattutto
ai giovani che quello che hanno di fronte è un mondo colmo di possibilità e non
un'inesorabile condanna al declino, stimolare la cultura del rischio rispetto a
quella delle rendite, delle clientele, delle reti amicali e familistiche, degli
imbrogli. E poi bisognerà ripristinare a tutti i livelli il principio della
legalità, del merito e della responsabilità".
( da "Provincia di Como, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso Rimpallo di
competenze per una Fiat Punto lasciata in via Garibaldi: è sottoposta a fermo
fiscale per cui non si può utilizzare Auto posteggiata da mesi nell'area
comunale: non si può rimuovere La Fiat Punto parcheggiata da mesi in via
Garibaldi MARIANO(R.B.) Una piovra, dai mille tentacoli, che avvolgono,
soffocano e, alla fine, paralizzano. La burocrazia
assume anche questo aspetto: quello di un mostro fatto di norme, decreti,
cavilli e commi legislativi che bloccano la possibilità di agire per affrontare
un problema all'apparenza semplice. E' la storia dell'auto abbandonata nel
parcheggio di proprietà comunale di via Garibaldi. Una situazione che non è
passata inosservata e infatti qualcuno ha iniziato a domandarsi perché il
Comune non intervenga per rimuovere il mezzo fermo ormai da parecchi mesi nel
parcheggio pubblico. E qui inizia il ginepraio dal quale non facilmente se ne
uscirà. Da un controllo effettuato dai vigili urbani, infatti, è risultato che
il mezzo è sottoposto a fermo fiscale: questo significa che il proprietario, un
italiano che vive in provincia di Milano, non ha onorato il pagamento di
sanzioni o tasse e quindi l'Agenzia delle Entrate ha emesso il provvedimento
attraverso il quale ha disposto l'impossibilità di utilizzare il mezzo. Il
proprietario a questo punto avrebbe dovuto trovare il modo di riportare a casa
l'auto e invece ha preferito lasciarla parcheggiata sull'area di proprietà
municipale. Il Comune ha interpellato l'agenzia delle Entrate: gli è stato
risposto che la competenza ? una volta emessa la cartella esattoriale ? è
passata alla concessionaria che provvede alla riscossione dei crediti, in
questo caso la Esatri di Milano. Diversa l'opinione dei vigili urbani che si
rifanno a una nota del ministero dell'interno, supportata dall'avvocatura dello
Stato, che espressamente vieta ai vigili il sequestro del veicolo, impone la
contestazione di un altro verbale al proprietario del mezzo di 656 euro e di
darne comunicazione (come è stato fatto) all'Esatri "al fine di consentire
il pignoramento del veicolo". Inoltre in provincia di Como non esiste un
custode acquirente. "Il comune ha le mani legate e non può fare niente ?
commenta l'assessore alla sicurezza Claudio Nogara ?: la patata bollente è
stata scaricata a noi quando invece l'Esatri dovrebbe andare in fondo alla
vicenda".
( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
27-02-2008 20:24 Il
ginecologo del Sant'Anna smonta le critiche "bluff" Roma, 27 feb.
(Apcom) - La Ru486 è al vaglio dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco,
ieri il comitato tecnico scientifico ha dato il suo ok, ma l'autorizzazione
alla commercializzazione non è ancora passata al cda dell'agenzia, l'ultimo ad
avere la parola. Per Silvio Viale, il ginecologo del Sant'Anna di Torino,
pioniere della sperimentazione in Italia della pillola abortiva "il parere
del cda dell'Aifa è solo formale, dopo il parere positivo del comitato
scientifico il via libera è scontato". "Siamo in campagna elettorale
- sottolinea - e la novità è che vi sono entrati i temi bioetici, quindi ogni
passo dell'Aifa sarà comunque scandito da polemiche". In ogni caso,
nonostante la campagna martellante e la posizione dura del Vaticano, per il
ginecologo "l'arrivo della Ru486 in Italia "è ineluttabile" ed è
"una conquista per le donne". E se l'Aifa dicesse a sorpresa 'no'?,
"Se l'Aifa respingesse il mutuo riconoscimento sarebbe chiamata in
arbitrato di fronte all'Emea, l'agenzia europea del farmaco che ha già dato il
suo via libera, contro la Francia che ha chiesto l'autorizzazione alla
commercializzazione. La richiesta della ditta francese produttrice del farmaco
è stata fatta sulla base della scheda Emea rivista aggiungo, quindi una
bocciatura è abbastanza difficile, ci vorrebbe una determinazione politica
estrema priva di buon senso. Sarebbe una brutta figura che sarebbe solo
dilatoria perchè che poi in sede di arbitrato l'Italia soccomberebbe",
spiega Viale. Il ginecologo del Sant'Anna poi smonta punto per punto le
critiche mosse alla pillola abortiva. C'è infatti chi paventa un aborto 'troppo
facile' con la Ru486 che potrebbe aggirare le procedure previste dalla stessa
194: "Pure congetture - risponde - la Ru486 sarà usata come è accaduto nei
2000 casi già sperimentati in Italia, ovvero all'interno delle procedure della
194 e soloin ospedale". Maggiori rischi per la donna? Un paradosso
parlarne: "C'è l'ok di Emea, delle agenzie farmacologiche dei Paesi
occidentali, della Food and drug administration Usa, dell'Oms, hanno preso
tutti una cantonata?", domanda Viale che assicura - "e parlo con
cognizione di causa, dato che l'ho sperimentata" - "i rischi sono
così bassi da non poter essere presi scientificamente in considerazione, sono
inferiori a quelli connessi a qualunque gravidanza, è un paradosso parlare di
rischi della Ru486. Una donna rischia di più a venire in ospedale in macchina
che a usare la Ru486". Rispetto all'aborto chirurgico, "quello medico
ha alcuni rischi maggiori altri minori ma si parla di numeri così bassi che
siamo nel non senso". Ovvero, ecco i dati: la mortalità per aborto
chirurgico è 0,1 per 100mila donne, in caso di aborto medico è 0,8 per 100mila,
nell'aborto spontaneo è 0,8-1 per 100mila, la mortalità in gravidanza è 10 su
100mila. "Dire quindi che l'aborto medico è 10 volte più rischioso
dell'aborto chirurgico con queste cifre è non ha senso, è solo uno
slogan". E "resta il fatto che in ogni caso è la donna che decide,
consigliandosi con i medico, come intervenire". "Anzi - aggiunge -
ieri l'Aifa ha praticamente svelato il bluff su queste cose con il sì del
comitato scientifico". Secondo viale "la Ru486 è diventata il simbolo
di una battaglia. Il mondo cattolico si era illuso che l'Italia fosse una
trincea dove poter far saltare la Ru486 come l'aborto e da qui ripartire per
rimettere in discussione tutto negli altri Paesi occidentali. Paesi nei
confronti dei quali l'Italia è in ritardo di 20 anni". Un'altra obiezione
sollevata nei confronti della pillola abortiva riguarda il fatto che non è
efficace se usata da sola. "La ru486 non si usa da sola - conferma Viale -
lo si faceva vent'anni fa ma era efficace nel 10% dei casi, adesso la
sperimentazione e la scienza sono andate avanti e la si usa abbinata alla
prostaglandina con il risultato quasi del 100%". Ma spiega il ginecologo:
"La prostaglandina è lo stesso farmaco che si usa oggi come aiuto
all'aborto chirurgico, anzi i sintomi ed effetti collaterali, come il dolore,
risalgono alla prostaglandina non alla ru486 che è di per sè
asintomatica". Tutta la polemica si riduce al fatto, puntualizza Viale,
che in ospedale oggi si usa il gemeprost mentre per la ru486 è più usato il
misoprostolo, il primo costa 100 volte di più e bisogna tenerlo in frigorifero,
il secondo costa pochissimo e si usa per via orale. Il secondo è però 'off
label', in quanto venduto come gastroprotettore, ma questo non è certo un
problema: "Sono off label un sacco di farmaci". Esempi: la nifedipina
è l'anti ipertensivo più usato in gravidanza ma è 'off label' anzi, nelle
indicazioni è sconsigliato l'uso in gravidanza; il cortisonico che si usa per
far aumentare lo sviluppo dei polmoni dei nati prematuri è 'off label', ovvero
"la scienza medica in sintesi è semplicemente molto più avanti della burocrazia". E il ginecologo, conclude sottolineando:
"Io parlo con cognizione di causa. Molti bioeticisti e accademici entrano
in questioni che non conoscono. Io difendo le donne che abortiscono perchè le
conosco".