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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Burocrazia"

Burocrazia più rapida: basta un giorno e diventa un'impresa ( da "Eco del Chisone" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Avviata a Torino la sperimentazione della Burocrazia più rapida: basta un giorno e diventa un'impresa Meno burocrazia ? Subito iscrizione, codice fiscale e partita Iva Da oggi basterà un giorno per far nascere una nuova impresa. È infatti entrata in vigore mercoledì scorso, 19 febbraio, la Comunicazione unica per l'avvio dell'attività d'impresa,

<Raúl Castro? Mettiamolo alla prova> ( da "EUROPA.it" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dovrà fare piazza pulita di una parte di burocrazia incapace. Cosa crede che accadrà se mai l'embargo dovesse essere sollevato? Molti esuli cubani vorranno riprendersi le loro proprietà nell'isola... Sarà un caos. Alcuni cubano-americani, quelli più anziani, non supereranno mai l'odio per il regime castrista e la seconda generazione, i figli degli esuli,

"Meno burocrazia e più sorveglianza" ( da "Stampa, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia e più sorveglianza" 4E il presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani, dell'Unione piemontese trifolao e copresidente, con Teresio Vaschetto, dell'Associazione trifolao dell'Albese. Per questo da anni Agostino Aprile è considerato il punto di riferimento per gli operatori del settore.

Sì a un'università privata che unisca sapere e mercati ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e degli interessi corporativi. Una fondazione promossa e totalmente finanziata da quegli imprenditori che non solo vogliono il rinnovamento delle loro imprese, ma investono anche nella vitalità del tessuto imprenditoriale bolognese contribuendo alla formazione di giovani allevati prima nei laboratori di sperimentazione di nuovi business per poi entrare con veste imprenditoriale

Questa diga fermerà le pienedell'Olona L'attesa di un'intera vallata Ora le ultime piogge a rischio ( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un'opera che si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo stop al cantiere. Nel 2004 iniziarono i primi lavori per realizzare lo sbancamento dell'area, ovvero la costruzione di un diaframma di sostegno alla tangenziale est che corre proprio adiacente all'area. Poi, gli interventi si fermarono.

Museo Würth, nuovo passo in avanti ( da "Alto Adige" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Difficile ancora stabilire l'inizio dei lavori. "Dipenderà anche dai tempi della burocrazia - conclude il responsabile dei progetti immobiliari Faccioli - intanto il progetto esecutivo va avanti e a fine marzo presenteremo come la Laubenhaus si trasformerà nel museo WÜrth".

BREVI TRENTO INTERROGA "Avepa, un nuovo spreco" Il consigliere regionale Guido Trento ha presentato ... ( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: altra struttura che comporta ulteriori spese" e che toglie il rapporto diretto tra gli agricoltori e le sedi periferiche dell'agenzia stessa. Il consigliere regionale del Pd chiede alla giunta regionale se è a conoscenza di quanto sta accadendo e per chiedere che "metta fine a questa gemmazione di strutture che producono burocrazia e costi".

Quattrocento agricoltori da Zaia Dura la vita qui in montagna ( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: agricoltura stretta tra una burocrazia soffocante e un aumento dei costi indiscriminato, aggravato dall'essere montana e per questo spesso discriminata. E questo l'impietoso quadro fornito lunedì sera in Birreria Pedavena dal presidente della Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo davanti al vicepresidente della regione Veneto Luca Zaia,

Il progetto è fuorilegge,Radioterapia non può partire Ponte a Niccheri, il direttore dei lavori si dimette. Carenze strutturali tali da mettere a rischio la sicurezza ( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è da sommare alla burocrazia il tempo tecnico di realizzazione. Ammesso che l'Asl oggi stesso abbia intenzione di cambiare il progetto, servirebbe almeno un anno. Tutto questo mentre le liste d'attesa dei pazienti oncologici che aspettano il trattamento lievitano a dismisura, anche perché uno dei macchinari in dotazione all'ospedale di Careggi è in riparazione,

Illy: chi vota contro le pensioni fa danno al fvg ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nominati dalla Commissione europea hanno anche approfondito il problema relativo alla misurazione dei costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha detto Illy.

Più burocrazia con l'unione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più burocrazia con l'unione" Fi: sindaco e giunta hanno deciso senza coinvolgere la gente TORVISCOSA. "L'appesantimento burocratico generato dall'Unione tra i comuni di San Giorgio e Torviscosa difficilmente potrà portare a un reale snellimento dei servizi con benefici per i cittadini e, sembra ovvio, ciò porterà un aggravio di costi che prima di arrivare alla firma dell'

Poliziotta uccide la figlia e si spara: la Pistoia, anche il marito separato era un agente: aveva chiesto l'affido della ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Dal punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore ancora troppo aperto. - -->.

Dall'inviato STEFANO CECCHI - PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) - SE N' ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Dal punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore ancora troppo aperto. - -->.

Competenza e umanità ( da "Tirreno, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quotidianamente in mezzo ai disservizi e alle assurdità della burocrazia siamo naturalmente portati a fare di ogni erba un fascio; è quindi doveroso, per dare a Cesare quello che è di Cesare, anche dare pieno riconoscimento di quello che, invece, funziona bene. Non è passato più di un mese da quando un esame clinico, effettuato nel quadro degli screening di massa proposti dall'Asl di Pistoia,

Ma le mappe antiche parlano ( da "Arena, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Fallo capire alla burocrazia che l'areale di lungadige Capuleti rientra nella Cittadella viscontea , grande fortezza con stabile guarnigione alla fine del 1300, comprendente anche la sponda destra del fiume, gli argini romani a migliaia di anfore (a corsi di strato interrotti da palificazioni), i muri di regimazione scaligeri (fuochino),

GUIDO SMADELLI ROMENO - C'è grande preoccupazione, nel mondo degli allevatori ( da "Adige, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad un sostegno alle aziende legato ad una burocrazia in costante crescita". Il presidente del caseificio sociale di Romeno, Ivo Zucal , trae queste considerazioni a conclusione dell'assemblea degli allevatori anauni, svoltasi alla presenza del presidente della Federazione provinciale Silvano Rauzi .

Il grande nemico ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA "Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby e la Burocrazia"

Illy all'ue: taglio alla burocrazia per le imprese ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approfondito il problema relativo alla misurazione dei costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy.

Alluvione, vogliamo i risarcimenti ( da "Nuova Venezia, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conosciamo i tempi della burocrazia - dice - ma stavolta bisogna agire prima che gli acquazzoni di inizio e fine stagione provochino danni incalcolabili. Per questo tutti i 4 comuni (Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo) che hanno indetto lo stato di calamità hanno presentato una lista di interventi indifferibili che va concreizata subito.

Sardegna, un turismo difficile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA Lo conferma anche anche Francesco Muntoni, titolare del Gruppo Delphina, cinquemila posti letto, tutti in hotel a 4 e 5 stelle: "È un problema importante, che riguarda tutti gli imprenditori. Oggi, a causa di una burocrazia paralizzante, non si riesce ad aprire neanche una finestra.

Mi dispiace, ma se la sono cercata ( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Da due giorni l'uomo che è accusato di omicidio colposo è alle prese con una burocrazia che, nel conteggio freddo dei morti e sulle cause che hanno provocato l'incidente, non può, comunque, riportare in vita due persone che non ci sono più. Difficile, per i due figli, accettare una morte così, qualunque siano le cause.

Luci per il popolo dei diseredati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La gente che fatica e soffre non può aspettare i tempi della burocrazia che non sblocca le risorse necessarie per chi versa in condizioni di grande emergenza". IL SINDACO Pochi i politici presenti. In testa al corteo la consigliera regionale Maria Grazia Caligaris, l'assessore comunale ai Servizi Sociali, Anselmo Piras, e il sindaco.

Alla ricerca di un candidato ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che si confronti come noi cittadini con la burocrazia, con le prenotazioni utopistiche alla Asl, che non usi l'auto blu e che soprattutto mantenga le promesse. Un bel dilemma. Una volta avuta l'ambita poltrona, il sorriso a trentasei denti si accorcia a trentadue e "l'umano" votato si scorda del suo compito proiettato nell'ingranaggio, nella giostra politica.

Il programma del pdl ( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: h) semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione della contabilità fiscale superflua, perditempo e costosa; i) sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; l) graduale progressiva riduzione dell'Iva sul turismo;

Grosseto, le pmi chiedono ai sindaci meno tasse ( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica: queste le richieste presentate agli enti locali dalle associazioni della piccola impresa della provincia di Grosseto. Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, che con lo slogan "Uniti per lo sviluppo dell'impresa" stanno affrontando insieme le questioni economiche dell'

Il sindaco <Il futuro lo dedicheremo ( da "Libertà" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese,

Insegnanti mobbizzati , scontro dirigente-sindacati ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma soprattutto di badare poco alla didattica e di essere eccessivamente attenta alla burocrazia. La dirigente sarebbe entrata in rotta di collisione anche con la segreteria amministrativa e con il consiglio d'istituto, che l'accusa di non collaborare mentre le decisioni dovrebbero essere collegiali. (Luisa Morbiato).

Questa giunta non sa programmare ( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E un progetto vecchio che purtroppo a causa della burocrazia ha visto la "luce" solo con l'amministrazione attuale. Era un progetto nostro. E assurdo rilevare che questa amministrazione si voglia prendere il merito di tutto questo". E poi nel mirino dei tre dell'opposizione finisce il nuovo polo scolastico.

Computer in tilt, anagrafe paralizzata - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un settore che non dipende da alcun assessorato ma che "serve" tutta la burocrazia comunale, guidato da un dirigente personalmente scelto dal sindaco Moratti. Le avvisaglie dei guai sull'Intranet comunale c'erano già state lunedì pomeriggio. Ieri, con un effetto domino, il disservizio si è esteso a tutti gli uffici ma soprattutto è dilagato sui servizi al pubblico.

L'eni si allea con il mit sull'energia solare ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno vincolanti ai limiti della burocrazia e dei fondi pubblici. Il Mit in questo si è dimostrato ancora una volta all'avanguardia, essendo tra i primi campus a credere al binomio industria-università e a sviluppare importanti partnership con le imprese e le major energetiche, soprattutto straniere.

È bene che Darwin litighi aspramente con Dioperò su scienza e fede siamo fermi al 1911 ( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obiettivo primario di perpetuarsi: vale per le famiglie imprenditoriali, per la burocrazia di Stato, per il sapere medico, vale anche per la gerarchia ecclesiale. La struttura non fa la differenza. La differenza, al più la fa la competenza, ovvero la conoscenza del contenuto. Ma appunto su quello si fonda un sistema di controllo.

Costi alle stelle, incassi in frenata: gli artigiani vedono nero ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: soffocante burocrazia". "Due particolarità purtroppo tutte italiane - ha commentato ieri il presidente - e che insieme hanno l'effetto devastante della nitroglicerina". LA CRISI NEGLI INVESTIMENTI. Con i fatturati in calo e i pagamenti delle commissioni in ritardo, le aziende artigiane locali iniziano a tirare sempre di più il freno su altre spese,

Berlusconi: scriverò a tutte le famiglie ( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare dell'immigrazione clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia". Concetti che replicherà anche in una lettera che nei prossimi giorni spedirà a tutti gli italiani per sottolineare l'impegno del Pdl a favore della famiglia e per denunciare che "il governo della sinistra ha mandato in rovina l'

Rischiatutto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Alla burocrazia delle Finanze? O magari mettiamo su una Commissione; o apparecchiamo un altro Tavolo. Immagini il divertimento. C'è una strada dritta, invece. è la strada di ridurre il peso e l'intrico delle corporazioni, delle posizioni di rendita.

FANO - Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia. Ieri pome ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia. Ieri pomeriggio la firma dell'accordo Ministero-Regione, presenti tra gli altri il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente regionale Gian Mario Spacca e il sindaco Stefano Aguzzi, ha messo fine alle fibrillazioni di queste ultime settimane.

Sono diventato schiavo del lavoro e privo di scelte, sono stato condizionato a mori ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia lenta e farraginosa gli sono sembrati pesi troppo grandi da sopportare. "Mi sento prigioniero in questo posto, non posso andarmene, non ho il permesso di soggiorno". In attesa di rinnovo, il giovane, regolare, muratore per una ditta di Perugia, non se la sentiva di spostarsi fuori dall'Italia solo con la ricevuta che viene data per chi ha presentato le pratiche ma non

<Sto aspettando da quasi un anno il rimborso per un treno annullato> ( da "Corriere della Sera" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per mettervi a parte di un episodio fors edi ordinaria burocrazia, ma che non posso fare a meno di ritenere assurdo e privo di senso. Ecco di cosa si tratta: il 25 marzo del 2007 il treno Eurostar 9311 delle 9,36 che doveva partire da Trento per Roma è stato annullato. Il convoglio soppresso è stato sostituito con un autobus da Trento a Verona, e con un successivo treno per Roma.

Venezia procede ma in affanno ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eccessiva la burocrazia Venezia procede ma in affanno Diego Buonocore VENEZIA Una macchina che lotta contro l'enorme mole di arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare la domanda di giustizia. Il Tar del Veneto sconta il gran numero di cause pendenti, la carenza di personale giudiziario e amministrativo e l'eccessiva burocratizzazione delle procedure.

Candidatura, Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta> ( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approviamo un regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.

Candidatura, Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta> ( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approviamo un regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.

Un promemoria per chi ci governerà ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche perché condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo modo di pensare le infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non risolveremo i problemi . Quale contributo volete dare con la vostra ricerca? Abbiamo individuato le criticità e le conseguenti priorità, dalle quali scaturiscono due o tre proposte strategiche alla politica.

Sull'ambulanza viaggiano le polemiche ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: SANTA BUROCRAZIA La questione, a quanto pare, non sarebbe altro che il classico caso delle buone intenzioni che vanno a cozzare con l'ottusità della burocrazia, come conferma lo stesso presidente dell'Associazione Croce Bianca di Baunei, Salvatore Murru, 39 anni, infermiere di professione e perciò a conoscenza delle regole che vigono in casi del genere.

Liste, Scudieri: Entusiasmo e saggezza ( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a iniziare da quella elettorale: "Ce ne sono stati tanti candidati in tutti gli schieramenti afferma Gianni Carità e sicuramente oggi abbiamo bisogno di un innovatore, che abbia il senso pratico dell'imprenditore per rendere le imprese e il mondo del lavoro più liberi da lacci e lacciuoli della burocrazia". --> del 27-02-2008 num.

NEGRAR. Righetti, padre di una ragazza che vive in carrozzina, vede finalmente vicina la realizzazione di un sogno ( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE     Camilla Madinelli Metti di essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza.

Le pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago ( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE     Camilla Madinelli Metti di essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza.

Noi medici siamo amati perché rispettiamo la vita ( da "Avvenire" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia oggi ci impedisce di riappropriarcene dentro ospedali diventati più simili ad aziende, con malati trasformati in 'utenza e medici divenuti 'operatori sanitari. La professione rischia di soccombere nel confronto con mansionari e decreti, budget e orari.

Comune, il ministero ha scelto il commissario ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci sarà anche molta burocrazia, a partire dal bilancio di previsione 2008, che il consiglio comunale non è riuscito nemmeno a discutere prima di decadere. Si tratta di una delle delibere più importanti dell'anno, con la quale vengono programmati gli interventi economici per le attività e i servizi, oltre agli investimenti per la realizzazione delle opere pubbliche.

<Il grande nemico> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA "Il grande nemico"   Su tutti i giornali in questi giorni non si parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby e la Burocrazia"

CAMPIDOGLIO/ VELTRONI: I ROMANI SONO ENTITA' UNICA AL MONDO ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Di essere riusciti a mettere completamente da parte quella vecchia immagine di Roma città dei ministeri, capitale della burocrazia, per far posto ad una Capitale europea moderna ed efficiente, che dal suo meraviglioso passato trae la forza per guardare al proprio futuro. E davvero impossibile citare tutti i risultati raggiunti in questi sette anni".

Il sindaco ( da "Libertà" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese,

Gli Stati canaglia e l'ignavia dell'Onu ( da "Avanti!" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: promanati dalle alti intelligenze delle burocrazie europee che Israele mantiene sotto assedio il territorio di Gaza e la sua popolazione. Non desta meraviglia alcuna questa distorta e distorcente lettura, da parte delle cancellerie e degli stati maggiori della Unione europea, che glissano elegantemente sulla continua provocazione e aggressione dei terroristi islamici e rivolgono,

ANCHE COSA NOSTRA NEL BUSINESS DEI RIFIUTI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale" è il duro giudizio espresso nel documento parlamentare, l'ultimo sui rifiuti nella XV Legislatura. In verità, delle 319 pagine che compongono la relazione, solo cinque sono completamente dedicate alla gravissima crisi che colpisce la Campania;

Questa crisi è causata da un impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica clientelare ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: causata da un impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica clientelare" Una discarica sottoposta a sequestro nella zona industriale di Succivo, al confine con Marcianise, è stata data alle fiamme. Fumi neri e altamente tossici si sono sprigionati da plastica, eternit e altro materiale inquinante depositato da mesi sul terreno con tanto di sigilli apposti dai carabinieri.

GLI IMPRENDITORI: UN PATTO CONTRO RACKET E USURA ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: appeal in termini di attrattiva di nuovi investimenti si gioca sì con aree attrezzate, burocrazia efficiente, finanziamenti, ma anche e soprattutto con la sicurezza. "Non viviamo un senso di incombente disagio - ha concluso - ma recenti atti vandalici, penso all'episodio della Beton Cave, ci inducono ad intervenire prima che la situazione si aggravi".

Pollio, manager della gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli ostacoli della burocrazia ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pollio, manager della Gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli ostacoli della burocrazia.

VITA DI REPARTO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incredibile burocrazia dell'Asl cittadina che da ottobre costringe l'ortopedia ad offrire ospitalità solo a dodici ricoverati perché il reparto - nuovo di zecca e pronto da fine ottobre - non utilizza i suoi trenta posti letto per carenza di personale. Sheetal Gupta dall'India chiede di imparare nel Pellegrini i segreti dell'artroscopia;

Galan prende tempo: <Per ora non decido> ( da "Gazzettino, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: approvino le leggi nel tempo più breve d'Europa, cancellino la burocrazia. Quanto al bilancio, è un atto puramente amministrativo: la mia unica preoccupazione è la sanità, poi che si faccia o meno il parco letterario a Pieve di Soligo non è che mi cambi la vita. Manderò a Pieve la foto del consigliere Grazia così gli tirano le pietre".

Stranieri, il Comune pagherà l'espulsione ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia. La situazione, ha constatato l'Osservatorio sull'immigrazione che si è tenuto ieri, peggiora di giorno in giorno e i margini di manovra per la ricerca di soluzioni a livello locale sono molto ristretti. Se sei mesi prima dell'entrata in vigore della convenzione con le Poste a Pordenone i tempi per ottenere un permesso di soggiorno erano quasi in linea con quanto prescritto

Chiazze grigie sul Poazzo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è intervenuta prescrivendo alla ditta Eurovo di installare un campionatore automatico delle acque di scarico secondo norme UNI del settore". Ma gli episodi di grave inquinamento e di degrado ambientale non attendono i tempi delle istituzioni e della burocrazia e, purtroppo, continuano a mettere in ginocchio i residenti di Raccano, costretti a convivere con l'annoso problema.

Burocrazia sconfitta, rotonda al via ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: incrocio che porta a Villarazzo Burocrazia sconfitta, rotonda al via Ieri la consegna dei lavori che verranno a costare una cifra di poco superiore ai 2 milioni e mezzo Castelfranco"Veneto Strade ha detto che si può procedere. È questione di giorni e partiranno i lavori". Parole dell'assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin.

Papadopoli, gli imprenditori rinunciano ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: asta per la vendita di parco e villa non è stata ancora bandita Papadopoli, gli imprenditori rinunciano Lorenzet: "Burocrazia e troppi ritardi in questa operazione: investiremo le nostre risorse a Verona" Vittorio VenetoTroppi ritardi, troppi vincoli, troppa burocrazia: il cugino del sindaco rinuncia a correre per l'acquisto di Villa Papadopoli e investe a Verona.

Costi, banche e fisco: artigiani in crisi ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: realtà aziendali ci sono anche la pressione fiscale e la lentezza della burocrazia. "Gli artigiani credono poco negli investimenti". Come dargli torto se si vanno a guardare i numeri raccolti dalla Confartigianato. Il fatturato, come ha spiegato Nicola Serio che ha curato l'indagine, è la variabile principe delle imprese e mostra dati negativi con un calo, secondo gli intervistati,

COMMERCIO/ LE IMPRESE TEDESCHE GUARDANO CON OTTIMISMO ALL'ITALIA ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le criticità riscontrate dalle aziende tedesche sul mercato italiano ci sono la concorrenza dei prezzi, il ritardo nei pagamenti, lo scarso accesso alle informazioni e ai canali distributivi e l'eccessivo peso della burocrazia. Per questi motivi, si legge nello studio, meno della metà delle aziende tedesche intervistate (42%) giudica positivamente la propria posizione di mercato.

SALUTE/ AL SAN CARLO DI MILANO UN PROGETTO AIUTA MALATI DI CANCRO ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" per potersi dedicare di più a se stessi. I giovani vogliono capire come non perdere il lavoro e come poter essere reinseriti dopo la cura, hanno speranza per il futuro, a differenza dei pazienti anziani che sono più rassegnati. Tra le iniziative del progetto c'era la possibilità di compilare un diario personale per raccontare la propria esperienza e facilitare la comunicazione

L'appello dei malati di cancro: "più informazioni e meno burocrazia" ( da "Vita non profit online" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra le numerose richieste di pazienti e familiari, quella di essere "liberati dalla burocrazia", per potersi dedicare maggiormente a se stessi e alla cura. Particolarmente toccanti, prosegue l'esperta, quelle di alcuni pazienti giovani che chiedevano di approfondire il tema lavoro: cosa fare per non perderlo e per essere reinseriti dopo la cura.

Una felpa per la guardia costiera ( da "Corriere Adriatico" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nonostante la burocrazia e le problematiche di un settore che, malgrado debba superare moltissime difficoltà di vario genere, è tuttavia in forte e costante espansione. A tutti i dipendenti della Guardia Costiera che prestano servizio nei vari uffici da Pesaro a Marotta è stata consegnata una felpa, recante il logo simbolo della Capitaneria di Porto.

ABORTO/ SCIENZA E VITA: LA RU486 E' PERICOLOSA ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo il principio del mutuo riconoscimento, è la vittoria delle burocrazie e la sconfitta di un governo democratico degno di questo nome". Così l'Associazione Scienza & Vita, che tutela la vita umana dal concepimento alla morte naturale, giudica la decisione assunta dall'Aifa che presenta ulteriori punti di crisi.

Comunicato politico numero 3 ( da "Blog Beppe Grillo" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il Paese è una risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l'Italia. Non è vero che la classe politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza di un meglio.

"Scegliere bene i nostri nuovi governanti" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito dalle macerie questa regione.

Il caso Rimpallo di competenze per una Fiat Punto lasciata in via Garibaldi: è sottoposta a fermo fiscale per cui non si può utilizzare Auto posteggiata da mesi nell'area comunale: ( da "Provincia di Como, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia assume anche questo aspetto: quello di un mostro fatto di norme, decreti, cavilli e commi legislativi che bloccano la possibilità di agire per affrontare un problema all'apparenza semplice. E la storia dell'auto abbandonata nel parcheggio di proprietà comunale di via Garibaldi.

ABORTO/ VIALE: LA RU486 E'UNA REALTA' INELUTTABILE ( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: cortisonico che si usa per far aumentare lo sviluppo dei polmoni dei nati prematuri è 'off label, ovvero "la scienza medica in sintesi è semplicemente molto più avanti della burocrazia". E il ginecologo, conclude sottolineando: "Io parlo con cognizione di causa. Molti bioeticisti e accademici entrano in questioni che non conoscono. Io difendo le donne che abortiscono perchè le conosco".


Articoli

Burocrazia più rapida: basta un giorno e diventa un'impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avviata a Torino la sperimentazione della Burocrazia più rapida: basta un giorno e diventa un'impresa Meno burocrazia ? Subito iscrizione, codice fiscale e partita Iva Da oggi basterà un giorno per far nascere una nuova impresa. È infatti entrata in vigore mercoledì scorso, 19 febbraio, la Comunicazione unica per l'avvio dell'attività d'impresa, una procedura introdotta dalla Legge 40/2007 che coinvolge Camera di commercio, Inps, Inail e Agenzia delle entrate. Si tratta di una procedura attraverso la quale le imprese potranno essere operative in un solo giorno ed assolvere, al massimo in sette giorni, tutti gli adempimenti dichiarativi verso il Registro delle imprese e gli altri enti competenti. Le Comunicazione unica dovrà essere trasmessa al Registro delle imprese della Camera di commercio in forma esclusivamente telematica e l'ufficio rilascerà subito una ricevuta che costituirà titolo per l'immediato avvio dell'attività imprenditoriale. Contemporaneamente il Registro delle imprese darà notizia alle Amministrazioni competenti dell'avvenuta presentazione della domanda, le quali comunicheranno immediatamente all'interessato codice fiscale e partita Iva e, nei sette giorni successivi, gli ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni registrate. "La particolarità di questa prima fase - spiega Aldo Milanese, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ivrea-Pinerolo-Torino, parte attiva e trainante del tavolo di lavoro permanente con tutti gli enti coivolti, - è che Torino è una delle province italiane "pilota" scelte per l'avviamento, il monitoraggio e la sperimentazione di questa procedura che, in attesa della pubblicazione da parte del Governo dei decreti attuativi, verrà poi estesa ad altre città". Una disponibilità, quella dell'Ordine dei dottori commercialisti, che ha contribuito allo sviluppo del software operativo, testato presso alcuni studi torinesi, e che ha portato - come dice con orgoglio il dott. Milanese - "all'invio della prima pratica di registrazione di attività imprenditoriale italiana con "ComUnica", elaborata mercoledì scorso nello studio della referente Livia Morone di Torino". "La fase facoltativa prevista dalla legge - precisa Unioncamere Piemonte - durerà sei mesi e si concluderà il 19 agosto, data in cui la nuova procedura sarà operativa su tutto il territorio nazionale e per tutti i tipi di imprese. Queste riceveranno immediatamente, attraverso una casella di posta elettronica certificata gratuita, fornita dalle Camere di commercio, la ricevuta di protocollo della pratica, che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attività". "Per ora - precisa la Camera di commercio di Torino -, non essendo ancora stati pubblicati tutti i decreti attuativi della Comunicazione unica, non si potranno ancora presentare le pratiche ai vari enti con le nuove procedure e ci si dovrà ancora attenere alle vecchie modalità". Giancarlo Percivati.

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<Raúl Castro? Mettiamolo alla prova> (sezione: Burocrazia)

( da "EUROPA.it" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

GLI STATI UNITI E CUBA Parla Steve Clemons, vicepresidente della New America Foundation "Raúl Castro? Mettiamolo alla prova" MARILISA PALUMBO "Mi sembra che Raúl Castro abbia fatto intendere nel discorso di domenica di avere a cuore la "competenza" al governo ? che è un modo per dire che la politica nell'isola sarà sempre meno dettata dall'ideologia. La maggior parte della classe politica americana pensa che la transizione da Fidel a Raúl non comporti alcun cambiamento. Ma è un'impressione sbagliata. L'elezione di Raúl non è stata certo un processo democratico, ma credo sia anche importante sottolineare che, nonostante molte persone avessero previsto proteste e ribellioni nelle strade in seguito all'uscita di scena di Fidel, dopo il passaggio di poteri non ci sono stati disordini né all'Avana né a Miami". A parlare è Steve Clemons, politologo della New America Foundation e autore di un apprezzato blog di politica estera, TheWashingtonNote.com. Professor Clemons, l'amministrazione Bush ha detto che non toglierà l'embargo. Cosa si aspetta dal cambio di inquilino alla Casa Bianca? Credo che con un'amministrazione democratica ci sarebbero senz'altro delle aperture. La stessa Hillary ha ammorbidito i toni rispetto alle rigidità mostrate qualche mese fa, e Obama ha assicurato che incontrerebbe Castro senza precondizioni. L'enigma è John McCain. Lo conosco da molto tempo, e in passato non era così intransigente. È sempre stato piuttosto realista su questo tema. Valuta positivamente il ruolo svolto da Nixon nell'apertura alla Cina e lui stesso è stato importante per la normalizzazione delle relazioni con il Vietnam. Il suo atteggiamento di ora è dettato dalla convenienza politica, dalla paura di perdere la Florida, dove è forte la comunità cubano-americana. Ma i cubano-americani stanno invecchiando e stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione demografica nelle loro attitudini nei confronti delle restrizioni sui viaggi. Le cose stanno cambiando: l'uscita di scena di Fidel è un evento che gli americani proprio non si possono permettere di ignorare. Eppure finora hanno ignorato il fatto che Cuba non fosse più, da tempo, un pericolo per la sicurezza nazionale. Lo hanno fatto perché potevano permettersi di farlo. La Cina è un paese di un miliardo di persone, che non potevano certo snobbare o sottovalutare. E anche nel caso della Corea del Nord e del Vietnam ci sono ragioni strategiche per cui conveniva aprire. Ma Cuba non è mai stata abbastanza importante, è stata sempre considerata un satellite sovietico. E anche quando l'Unione sovietica ha smesso di esercitare la propria influenza sull'isola, le cose non sono cambiate a causa dell'azione di lobbying esercitata dalla comunità degli esuli cubani a Miami, un'azione che ha avuto successo soprattutto perché il resto del paese era completamente disinteressato al tema. Che prezzo pagherebbe l'America, oggi, se non provasse a normalizzare le relazioni con l'isola? Lasciare le cose come stanno significa "regalare" l'isola a Chávez. Ecco perché alla fine anche John McCain sarà costretto, se diventerà presidente, a modificare il suo approccio. E a eliminare le restrizioni sui viaggi è la via più semplice ed economica per sottrarre Cuba all'influenza del presidente venezuelano. Sono stato nell'isola l'anno scorso e devo dire che Chávez era ovunque ? sui manifesti, in tv ? cosa che non faceva particolarmente piacere al cubano medio. Non che abbiano qualcosa contro Chávez, ma a loro non piace sentirsi piccoli, e il presidente venezuelano li tratta da "piccoli". Come si dovrebbero comportare gli Stati Uniti con Chávez? Io penso che il leader venezuelano abbia già un rivale naturale in America Latina: è il presidente brasiliano Lula. Bisogna quindi provare a costruire legami più forti con il Brasile e lasciare la porta aperta a Chávez in modo da poter dialogare con lui quando si comporta bene e sbattergli la porta in faccia quando non lo fa. E poi bisogna rimuovere le piccole arene d'influenza che ha, come in Bolivia, attraverso una diplomazia più efficace. La diplomazia statunitense in America latina è penosa. Quando Cuba esporta i medici in centro e Sudamerica ci dà lezioni di diplomazia. Perché noi non mandiamo i Peace corps? Dovremmo creare delle partnership con Cuba o con i paesi europei per portare aiuto dove c'è bisogno. Purtroppo è un tipo di diplomazia che Chávez e Castro sembrano comprendere meglio di noi. In questi giorni il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, è a Cuba. Pensa che il Vaticano possa giocare un ruolo nella transizione? Sì, ma deve essere un intervento "delicato". Non bisogna avere aspettative troppo alte, si deve procedere lentamente. Raúl ha già indicato che sarà più flessibile di Fidel su molti temi, ma la gente non è scesa in strada a protestare, non assisteremo a una rivoluzione dall'oggi al domani. Neanche con la spinta dei settori religiosi. Secondo me bisogna dare a Raúl la possibilità di far vedere di che pasta è fatto. La mia impressione è che sia un pragmatico tattico, la vera battaglia sarà quando anche lui, che è piuttosto anziano, uscirà di scena. Bisognerà capire qual è l'orientamento delle nuove generazioni. A me risulta che ci sia un nuovo gruppo di giovani rivoluzionari molto ideologici, una sorta di neocon cubani, per intenderci, ma anche un'ala più pragmatica, meno ideologica. Gente che guarda alla Cina, che vuole un managament competente e responsabile. Sono persone interessate a migliorare la qualità della vita sull'isola, per acquistare credibilità agli occhi dei cubani. Castro aveva costruito la sua legittimità in cinquant'anni di governo, ma l'uscita di scena del vecchio leader porterà a una sorta di crisi di legittimità per il regime. Per questo Raúl, a mio avviso, cercherà di evitare la destabilizzazione circondandosi di persone efficienti, di forze nuove. Dovrà fare piazza pulita di una parte di burocrazia incapace. Cosa crede che accadrà se mai l'embargo dovesse essere sollevato? Molti esuli cubani vorranno riprendersi le loro proprietà nell'isola... Sarà un caos. Alcuni cubano-americani, quelli più anziani, non supereranno mai l'odio per il regime castrista e la seconda generazione, i figli degli esuli, reclameranno le loro proprietà. Sarà sicuramente doloroso e complicato, ma è già successo in altre parti del mondo ed è una questione che in qualche modo si risolverà nei tribunali. Ma mi sembra che ci sia una nuova generazione di cubano-americani interessati soprattutto alla possibilità di guadagnare al momento della riapertura dei confini. Sono stato a Miami recentemente e ho sentito molte persone che vorrebbero investire nel turismo, forti del loro vantaggio linguistico e culturale. Invece non possono farlo e si vedono scavalcati dagli europei e dai sudamericani.

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"Meno burocrazia e più sorveglianza" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Domande a Agostino Aprile "Meno burocrazia e più sorveglianza" 4E' il presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani, dell'Unione piemontese trifolao e copresidente, con Teresio Vaschetto, dell'Associazione trifolao dell'Albese. Per questo da anni Agostino Aprile è considerato il punto di riferimento per gli operatori del settore. In questo periodo la raccolta dei tartufi bianchi è vietata. I trifolao sono tutti a riposo? "Non proprio. Si possono ancora raccogliere i tartufi neri pregiati fino al 15 marzo e i bianchetti fino al 30 aprile. E poi ci sono le questioni burocratiche, con il rinnovo dei tesserini, il pagamento della quota annuale e la vidimazione, entro fine marzo, del documento in Provincia. Un passaggio che crea solo disagi, anche perché se non si fanno vidimazione o pagamento il tesserino scade e per riaverlo bisogna sostenere di nuovo l'esame". Tra pochi mesi entrerà in vigore la nuova legge regionale che promette di regolamentare il settore. Cosa vi aspettate? "Prima di Natale siamo stati sentiti dalla commissione regionale. Abbiamo chiesto di semplificare le procedure. Dopo il pagamento della quota, il trifolao non dovrebbe avere altre incombenze. Ci hanno promesso di posticipare al 31 marzo la scadenza del pagamento e di eliminare la vidimazione". Burocrazia a parte, quali sono le richieste più importanti? "Il mantenimento del contributo annuale di 10-15 euro per pianta ai proprietari degli alberi da tartufo. Siamo molto contenti che sia stato approvato l'emendamento che salva questo aiuto. E poi più controlli: le guardie volontarie sono poche, si potrebbero coinvolgere anche le guardie rurali e stabilire figure di riferimento più precise". E la salvaguardia della raccolta notturna? "Anche quello era un punto fondamentale. Sarebbe stato assurdo impedire di colpo una usanza che in Piemonte è centenaria. I trifolao sono soddisfatti".

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Sì a un'università privata che unisca sapere e mercati (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ATENEO bolognese occupa il 173esimo posto nella classifica stilata dal quotidiano britannico The Times, guadagnando 34 posizioni in graduatoria in un solo anno. Il risultato è confortante, ma lascia interrogativi aperti sul futuro di Bologna città della conoscenza. Lo Studio bolognese fa parte delle tante università europee che sono branche dell'amministrazione pubblica anziché motori vitali dell'economia della conoscenza. L'ateneo riesce a produrre contenuti elevati, ma è il contesto burocratico in cui esso è immerso che impedisce a quei contenuti di trasformarsi in attività imprenditoriali altamente innovative. La pubblicazione del lavoro degli studiosi in autorevoli riviste internazionali è certamente un risultato auspicato ed atteso. Ma ciò non basta a muovere la conoscenza concepita nell'università in direzione dei mercati, sempre più affollati da nuovi protagonisti che fanno leva sulla conoscenza per creare quelle imprese, dalla salute alla comunicazione, che stanno profondamente cambiando i nostri stili di vita. A SOFFOCARE gli spiriti imprenditoriali latenti tra i giovani universitari molto contribuisce l'intreccio tra impiego pubblico dei docenti e libera professione da loro esercitata in regime corporativo. Le norme burocratiche che presiedono alle attività di didattica e ricerca, unite alle anticompetitive regole degli ordini professionali, hanno un effetto deterrente sullo sviluppo di capacità imprenditoriali innovative tra i discenti. Nella sua tradizionale configurazione l'università pubblica continua a svolgere un ruolo importante per la formazione di funzionari pubblici e liberi professionisti. Se questo è il suo naturale ambito d'azione, non potrà ricevere contributi finanziari dal settore privato nella misura in cui quest'ultimo, pressato dalla concorrenza internazionale, è sollecitato ad investire nella creazione di nuovi e originali assetti imprenditoriali. Un tempo erano gli operai e i tecnici delle fabbriche a far fermentare l'imprenditorialità bolognese. Oggi le nuove imprese di successo sono il risultato dell'impegno scientifico di giovani superlaureati molto determinati a tradurre in prodotti e servizi innovativi gli esiti della ricerca. SE LA COMUNITÀ bolognese vuol fare surf sulla cresta di tante onde d'innovazione, allora vanno costruite nuove condutture del sapere lungo le quali possano scorrere perle di conoscenza fino a raggiungere i mercati. Tra queste condutture rientra la nascita di un'università privata: un'inedita fondazione universitaria con missione imprenditoriale. Una fondazione agile, flessibile e non soggetta alle pressioni della burocrazia e degli interessi corporativi. Una fondazione promossa e totalmente finanziata da quegli imprenditori che non solo vogliono il rinnovamento delle loro imprese, ma investono anche nella vitalità del tessuto imprenditoriale bolognese contribuendo alla formazione di giovani allevati prima nei laboratori di sperimentazione di nuovi business per poi entrare con veste imprenditoriale nei più promettenti mercati aperti dall'economia della conoscenza. - -->.

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Questa diga fermerà le pienedell'Olona L'attesa di un'intera vallata Ora le ultime piogge a rischio (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Varese)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MULINI DI GURONE / ENTRO UN ANNO L'INAUGURAZIONE Questa diga fermerà le pienedell'Olona L'attesa di un'intera vallata Ora le ultime piogge a rischio di ELEONORA MANTICA ? MALNATE ? SONO IN DIRITTURA d'arrivo i lavori alla diga di Gurone, periferia di Malnate. L'opera non sarà operativa con le piogge attese per questa primavera, ma già col prossimo anno le piene dell'Olona potranno essere contenute, visto che la diga verrà terminata nel febbraio del 2009, giusto in tempo per far fronte alle precipitazioni primaverili. Possono dunque cominciare a tirare un sospiro di sollievo gli abitanti della Valle Olona che per anni hanno dovuto fare i conti con la paura, ogni volta che il maltempo era alle porte. La storia delle piene del fiume riporta fatti drammatici. Nella memoria dei più anziani è ancora viva l'esondazione del 1951 che allagò abitazioni e fabbriche, spazzò via ponti e?strade. Nel 1976, l'Olona tornò a far paura, provocando danni ingenti tanto che furono spesi 56 miliardi di vecchie lire per la ricostruzione. Più recentemente, vi furono i disastri del 2000 e del 2001. ORA, TRA UN ANNO esatto, la diga che fermerà le piene rovinose del fiume, un'opera prioritaria per il Varesotto, entrerà in funzione mettendo la parola fine alle preoccupazioni degli abitanti della zona. Un motivo di soddisfazione per l'assessore provinciale alla Tutela Ambientale, Francesco Pintus. "I lavori - conferma - procedono a pieno ritmo. Basta passare in macchina da quelle parti - continua - per rendersi conto dello stato di avanzamento del cantiere". "E' già stato fatto moltissimo - aggiunge l'assessore - tutto sta procedendo secondo i tempi che ci eravamo prefissati. Ora, stiamo affrontando la fase più complessa che porterà alla costruzione vera e propria della diga e delle opere di protezione al piccolo nucleo abitato dei Mulini di Gurone". Proprio nei giorni scorsi esperti e tecnici del Rid, il Registro italiano dighe, hanno fatto un sopralluogo al cantiere per toccare con mano i lavori, approvando quanto è stato fatto finora e dando l'ok anche per gli interventi successivi. L'opera che risponde infatti ai criteri più moderni, sarà interamente realizzata in calcestruzzo armato e, a lavori ultimati sarà lunga 150 metri e alta 12. LA CASSA di laminazione sarà in grado di contenere un volume d'acqua superiore al milione e mezzo di metri cubi e, nel caso in cui l'Olona dovesse superare la portata di 36 metri cubi al secondo, scatterà l'allarme e la diga entrerà in funzione per mitigare la portata del fiume, garantendone un deflusso regolare. Un progetto atteso da oltre vent'anni, un'opera che si è trovata a fare i conti con la burocrazia che ha più volte imposto lo stop al cantiere. Nel 2004 iniziarono i primi lavori per realizzare lo sbancamento dell'area, ovvero la costruzione di un diaframma di sostegno alla tangenziale est che corre proprio adiacente all'area. Poi, gli interventi si fermarono. La svolta avvenne nel dicembre del 2006 quando il Registro italiano dighe approvò il progetto della cassa di laminazione. Nell'aprile di un anno fa le ruspe entrarono nuovamente nell'area ed oggi, a distanza di diversi mesi, metà del lavoro è già stato compiuto. "E' un opera fondamentale - aggiunge il vicepresidente della provincia Carlo Baroni - che porterà benefici non solo agli abitanti ma anche alla viabilità perché permetterà, attraverso la creazione di un viadotto proprio all'altezza della diga, di collegare la tangenziale di Varese con la statale 233 della Varesina". - -->.

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Museo Würth, nuovo passo in avanti (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Museo WÜrth, nuovo passo in avanti Incontro coi progettisti. La facciata della Laubenhaus sarà restaurata Oltre alla collezione dell'azienda spazio anche ad oggetti storici delle abitazioni dal 1600 in poi LORENA PALANGA EGNA. Ancora un passo in avanti verso il museo WÜrth nella storica Laubenhaus di Egna. Proprio nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra il responsabile dei progetti immobiliari WÜrth, Sandro Faccioli, e i vincitori del concorso, ovvero gli architetti David Stuflesser, Armin Kostner e Lukas Tammerle, per concordare gli ultimi dettagli. Il progetto definitivo sarà presentato a fine marzo. Procede a pieno ritmo il progetto che trasformerà la Laubenhaus, storico edificio di Egna risalente al 1500, in un museo WÜrth. Dopo che lo scorso novembre sono stati scelti i vincitori tra i 31 progettisti che hanno partecipato al concorso di idee, infatti, si lavora ora agli ultimi dettagli. "Il progetto sarà presentato a fine marzo - spiega il responsabile dei progetti immobiliari WÜrth, Sandro Faccioli -. Proprio nei giorni scorsi ho incontrato i progettisti che si sono aggiudicati il 1º premio del concorso, ovvero gli architetti gardenesi David Stuflesser, Armin Kostner e Lukas Tammerle, e il responsabile dei musei WÜrth, per concordare gli ultimi dettagli". Il nuovo spazio espositivo ospiterà, proprio come gli altri musei WÜrth sparsi in tutt'Europa, i capolavori d'arte della prestigiosa collezione WÜrth, che conta oltre 10 mila opere. Nelle sale della Laubenhaus, inoltre, troverà spazio anche il Museo di cultura popolare che offrirà uno spaccato degli oggetti di arredamento che popolavano le case della borghesia locale tra il 1600 e il 1900. "Secondo il progetto - continua ancora Faccioli - al lato della Laubenhaus che si affaccia verso i portici non verrà apportata nessuna modifica strutturale, ma sarà soltanto risanato, mentre qualche modifica è prevista nella parte posteriore della casa e dovrà essere concordata con la Provincia". Difficile ancora stabilire l'inizio dei lavori. "Dipenderà anche dai tempi della burocrazia - conclude il responsabile dei progetti immobiliari Faccioli - intanto il progetto esecutivo va avanti e a fine marzo presenteremo come la Laubenhaus si trasformerà nel museo WÜrth".

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BREVI TRENTO INTERROGA "Avepa, un nuovo spreco" Il consigliere regionale Guido Trento ha presentato ... (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BREVI TRENTO INTERROGA "Avepa, un nuovo spreco" Il consigliere regionale Guido Trento ha presentato una interrogazione alla giunta regionale per chiedere conto della nascita di una nuova struttura collegata all'Avepa. "L'Avepa è nata con legge regione per snellire le pratiche di pagamento agli agricoltori che un tempo venivano fatte a livello nazionale dall'Agea; dopo alcuni anni di esperienza questa agenzia è diventata farraginosa, lunga nelle pratiche, burocratizzata e sempre di più gli agricoltori si lamentano per i frequenti ritardi nei pagamenti rispetto alle date stabilite; infatti sembra che al posto di migliorare la situazione rispetto al passato le cose stiano rapidamente peggiorando; inoltre va segnalato come la spesa che la Regione Veneto deve sostenere per il funzionamento stia di anno in anno rapidamente crescendo, tanto che oggi ammonta a 35 milioni di euro". A questa situazione, dice Trento, ora si aggiunge la notizia che l'Avepa ha disposto di istituire un call-center, cioè generare un'altra struttura che comporta ulteriori spese" e che toglie il rapporto diretto tra gli agricoltori e le sedi periferiche dell'agenzia stessa. Il consigliere regionale del Pd chiede alla giunta regionale se è a conoscenza di quanto sta accadendo e per chiedere che "metta fine a questa gemmazione di strutture che producono burocrazia e costi".

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Quattrocento agricoltori da Zaia Dura la vita qui in montagna (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PEDAVENA Quattrocento agricoltori da Zaia "Dura la vita qui in montagna" PEDAVENA. Un'agricoltura stretta tra una burocrazia soffocante e un aumento dei costi indiscriminato, aggravato dall'essere montana e per questo spesso discriminata. E' questo l'impietoso quadro fornito lunedì sera in Birreria Pedavena dal presidente della Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo davanti al vicepresidente della regione Veneto Luca Zaia, a Pedavena per presentare il nuovo piano di sviluppo rurale. Davanti alle autorità e ai tecnici regionali Donazzolo ha offerto un assaggio di quello che significa essere agricoltori in provincia di Belluno, soffermandosi sull'attuale fase di transizione caratterizzata dal difficile cambio generazionale, dall'abbandono massiccio del territorio e dalla presenza di varie aziende con titolarità femminile dovuta a part-time o lavoro extra-agricolo. Donazzolo ha portato un esempio su tutti: "Si pensi alla normativa sui nitrati e sulla difficoltà di accumulare e spandere letame in aree di montagna con forte pendenza dove non solo non si riesce ad arrivare con i mezzi ma soprattutto è proibito dalla normativa". Non sono mancate alcune stoccate alla Regione e all'Avepa, l'agenzia che si occupa di erogare i fondi in agricoltura: "C'è un aumento di burocrazia. Nella stessa azienda nel corso dello stesso anno si sono verificati anche quattro controlli, con controlli che hanno verificato i controlli dei controllori. Per non parlare dei ritardi nei pagamenti. Ci sono aziende che stanno aspettando somme dal 2006", ha denunciato Donazzolo. All'incontro al quale hanno partecipato quasi quattrocento persone si sono presentati anche i consorzi di tutela del Feltrino - ora raggruppati nel consorzio feltrino per la valorizzazione d'area - che hanno allestito una tavolata molto apprezzata con i prodotti tipici locali del territorio, dal fagiolo igp di Lamon al pom prussian (con gli assaggi di Giovanni e Devid Moretton), passando per noce, morone e patata di Cesio. A cucinare i fagioli è stata personalmente la presidente del consorzio di tutela Tiziana Penco. Tra i prodotti made in Belluno anche sopresse e formaggi provenienti dalle malghe e dagli agriturismi del territorio. (cr.ar.).

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Il progetto è fuorilegge,Radioterapia non può partire Ponte a Niccheri, il direttore dei lavori si dimette. Carenze strutturali tali da mettere a rischio la sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Il progetto è fuorilegge,Radioterapia non può partire" Ponte a Niccheri, il direttore dei lavori si dimette."Carenze strutturali tali da mettere a rischio la sicurezza" di ILARIA ULIVELLI ERA TUTTO pronto. Ogni cosa sembrava finalmente a posto dopo avere accumulato ritardi su ritardi. Il progetto per la realizzazione del centro di radioterapia all'ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri, secondo l'ultima delibera firmata il 30 gennaio scorso dal direttore generale dell'Asl10, Luigi Marroni, doveva partire il 22 febbraio, cinque giorni fa. Doveva. E invece si è bloccato del tutto. E' successo che il progetto approvato dall'azienda sanitaria fiorentina non sarebbe a norma, secondo il direttore dei lavori. Un ingegnere dell'Asl incaricato proprio da Marroni in quella stessa delibera. PROPRIO per questo motivo, l'ingegnere ha anche rigettato la nomina a direttore dei lavori. Disponibile a riconsiderare la sua posizione solo dopo che l'azienda avrà radicalmente modificato il progetto. Tra l'altro, la pericolosità della struttura, così come verrebbe realizzata da progetto esecutivo, viene testimoniata anche in un verbale di verifica datato 13 febbraio 2008 e firmato da cinque professionisti tra architetti e ingegneri per conto della ditta esecutrice. Nelle conclusioni del verbale si legge "...il progetto esecutivo in esame presenta carenze e incongruenze di gravità tale da mettere a rischio sia l'opera finita, sia la sua relizzazione ...mancano evidenze oggettive di molte delle verifiche necessarie a garantire la realizzabilità, la stabilità e la funzionalità in condizioni di sicurezza". E' tutto molto chiaro. Ma che cosa è accaduto? Che cosa non è a norma? Tra l'altro, negli anni anche i costi sono lievitati. Nel bando Estav area vasta per la fornitura e la manutenzione di attrezzature per la radioterapia, i lavori di adeguamento locali, compresa la progettazione, era previsto un importo totale di 8 milioni e 549mila euro, mentre nella delibera del 30 gennaio scorso i costi sono calcolati in 10 milioni e 630mila. Tornando al progetto esecutivo, secondo chi ha stilato il verbale di verifica, non viene tenuta in considerazione la stabilità della struttura, evidentemente inadatta a sorreggere il peso dei maccchinari che dovrebbe ospitare. Non adeguate anche le pareti e la copertura: i muri esterni dovrebbero avere infatti uno spessore di almeno un metro e mezzo e il tetto di due metri e venti. Questo, per garantire il resto dell'ospedale dalle radiazioni. Poi servirebbero un ascensore, un parcheggio e la rivalutazione della distanza, attualmente non di sicurezza, dall'eliporto. Tutte cose essenziali reclamate dal direttore dei lavori e senza le quali lui non si rende disponibile a firmare carte per dare il via al cantiere. Eppure i progetti, tutti quelli che prevedono l'apertura di nuovi centri di radioterapia, devono essere valutati e approvati dalla commissione rischio della Regione, che per prima cosa prende in considerazione l'esistenza proprio dei parametri di sicurezza. Dunque, perché è accaduto questo? L'EDIFICIO per la radioterapia a Ponte a Niccheri dovrà diventare un bunker, ma la struttura è costruita insieme al resto dell'ospedale è quella che un tempo ospitava la lavanderia e successivamente il magazzino e uno spogliatoio, nel seminterrato del Santa Maria Annunziata, e si affaccia sul retro dell'ingresso principale, vicino all'obitorio e all'eliporto. La vicenda radioterapia, a Firenze parte da lontano. Sei anni fa. Proprio con la delibera 885 del 5 agosto 2002 che prevede la riorganizzazione e il potenziamento dei servizi di radioterapia nell'area vasta centro Toscana. E sempre in estate, il 12 luglio 2003, l'assessore per il diritto alla Salute regionale, Enrico Rossi dice che "la Regione ha individuato le soluzioni per rispondere alle esigenze dei pazienti. A Firenze il bunker che accoglierà l'apparecchaitura per la radioterapia verrà realizzato all'interno di una struttura pubblica: di qui la decisione di indire una gara per individuare il soggetto che acquisterà il macchinario e che opererà in regime di convenzione". A passi successivi si arriva al 10 novembre 2005 quando sempre Rossi afferma che "non è in previsione la realizzazione di un centro radioterapico a Ponte a Niccheri". L'anno dopo arriva il bando che viene poi assegnato il 19 giugno 2007. Una nuova delibera, la 813 del 12 novembre 2007, arriva per superare la "criticità nell'offerta e nel governo delle liste d'attesa per le prestazioni di radioterapia". Rossi si lascia andare all'ottimosmo: "Nell'estate del 2008 anche il servizio di radioterapia dell'ospedale di Santa Maria Annunziata inizierà a trattare i primi pazienti". DUNQUE il centro avrebbe dovuto aprire entro l'estate. Cosa succederà, invece, visto che per apportare le necessarie modifiche ci vorrà un nuovo progetto, una nuova delibera e chissà, forse anche una nuova gara d'appalto? In ogni caso c'è da sommare alla burocrazia il tempo tecnico di realizzazione. Ammesso che l'Asl oggi stesso abbia intenzione di cambiare il progetto, servirebbe almeno un anno. Tutto questo mentre le liste d'attesa dei pazienti oncologici che aspettano il trattamento lievitano a dismisura, anche perché uno dei macchinari in dotazione all'ospedale di Careggi è in riparazione, mentre al Santa Chiara (struttura privata ma convenzionata e guidata dall'università) è stato negato il nulla osta per l'attivazione di un secondo acceleratore per i trattamenti. Solamente a Careggi sono 350 i pazienti in lista, che tradotto in attese vuol dire quattro mesi per i pazienti senza emergenze e un mese e mezzo per quelli urgenti. C'è una soluzione? - -->.

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Illy: chi vota contro le pensioni fa danno al fvg (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente fa parte del gruppo europeo che lavora alla riforma del sistema normativo Illy: chi vota contro le pensioni fa danno al Fvg Il governatore a Bruxelles: patto per ridurre del 25% la burocrazia, bisogna accelerare VERSO LE ELEZIONI Slitta a oggi il voto in Senato Il Pdl cerca di "fermare" l'iter "Se lo faranno la Regione perderà 250 milioni l'anno" di TOMMASO CERNO UDINE. "Mi meraviglierei del fatto che senatori del Friuli Vg ostacolassero un provvedimento che porterà dal 2011 ben 250 milioni di euro in più nelle casse della Regione, rimediando a un'ingiustizia perpetrata da 40 anni. Se lo faranno se ne assumeranno ogni responsabilità politica". Da Bruxelles, dove ha partecipato alla seconda riunione del gruppo di esperti, di cui fa parte, per ridurre gli effetti negativi della burocrazia, Riccardo Illy avverte i senatori della Cdl che, in queste ore, meditano blitz per fermare il decreto Milleproroghe cui Illy ha vincolato la sua ricandidatura. In sede europea, Illy porta avanti la battaglia per la riduzione degli iter burocratici. Un'esperienza su cui il modello Friuli Vg fa da apripista. Ieri dal gruppo degli stakeholders di cui il governatore e presidente dell'Are fa parte è giunta l'approvazione del parere sulle prime 14 (inizialmente erano 16) misure urgenti per la riduzione del peso della burocrazia da adottare. Per rispettare l'obiettivo della Commissione europea di ridurre il peso amministrativo che grava sulle imprese del 25% da qui al 2012, Illy ha ricordato che servono procedure più rapide e innovative che evitino i lunghi tempi di modifica di direttive o regolamenti Ue. "Siamo un po' preoccupati sull'obiettivo posto dalla Commissione", ha detto Illy. "Per modificare direttive o regolamenti occorrono tempi piuttosto lunghi e quindi - ha spiegato - dobbiamo dare attenzione a procedure più rapide che diano priorità a tutte le misure per ridurre la burocrazia, dobbiamo usare i procedimenti che già esistono per accorciare i tempi di modifica o abrogazione di normative e studiare anche misure innovative". Per riuscirci è però necessario che siano coinvolte le regioni dell'Are, "che sono alla giusta distanza dalle imprese e dai cittadini". Nella riunione di ieri gli esperti nominati dalla Commissione europea hanno anche approfondito il problema relativo alla misurazione dei costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha detto Illy. La semplificazione amministrativa, ha aggiunto il presidente del Friuli Venezia Giulia, è anche tra i sei punti del programma di Intesa Democratica per le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia: "Nella prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il numero di leggi che oggi sono 1.300 portandole intorno a 500 e dare una forte impulso alla semplificazione amministrativa per ridurre peso sui cittadini e sulle imprese. L'azione congiunta dell'Unione europea e della regione - ha concluso Illy - dovrebbe portare a risultati soddisfacenti". Illy non ha voluto entrare nel merito della votazione del decreto Milleproroghe, che contiene il trasferimento dei fondi sul reddito dei pensionati al Friuli Vg, atteso per oggi a Roma. Il governatore avverte però il centro-destra, che dalla capitale minaccia ostruzionismo sul voto: "Mi meraviglierei del fatto che senatori del Friuli Vg ostacolassero un provvedimento che porterebbe dal 2011 circa 250 milioni di euro in più nelle casse della Regione, rimediando a una ingiustizia perpetrata da 40 anni. Se lo fanno se ne assumeranno ogni responsabilità politica". Illy ha poi concluso con una frecciatina al Pdl che festeggiava ieri la discesa in campo ufficiale di Renzo Tondo: "Stoiber doveva essere il presidente della Fondazione Liberaidea - conclude -. Non solo non c'è la fondazione, perché è un'associazione. Non c'è nemmeno Stoiber che doveva fare il presidente: Stoiber è il mio presidente nell'high level group".

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Più burocrazia con l'unione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Torviscosa. L'opposizione critica la decisione del Comune di legarsi a quello vicino di San Giorgio "Più burocrazia con l'unione" Fi: sindaco e giunta hanno deciso senza coinvolgere la gente TORVISCOSA. "L'appesantimento burocratico generato dall'Unione tra i comuni di San Giorgio e Torviscosa difficilmente potrà portare a un reale snellimento dei servizi con benefici per i cittadini e, sembra ovvio, ciò porterà un aggravio di costi che prima di arrivare alla firma dell'atto costitutivo, dovevano essere attentamente valutati". Il coordinamento di Forza Italia di Torviscosa, entra così nel merito del dibattito innescato dalla costituzione dell'atto di Unione tra i due comuni, che, sottolineano ha come obiettivo di accorpare alcuni servizi prima gestiti dai singoli comuni e con conseguente risparmio economico a beneficio dei cittadini. "Premettiamo - si afferma - che siamo certamente molto favorevoli a qualunque iniziativa che possa portare a un reale risparmio economico per la comunità, ma solo a patto che venga assolutamente garantito che nell'espletamento dei servizi non vi sia alcun disagio per i cittadini, ma reali vantaggi economici per essi. Purtroppo si deve rilevare che ancora una volta, sindaco e giunta comunale, hanno preso decisioni definitive su un progetto di grande portata che coinvolge direttamente tutti i cittadini e che vincolerà la comunità per i prossimi sei anni, sulla testa dei propri cittadini, senza nemmeno prendere in considerazione la possibilità di sentirne l'opinione". "É particolare che nella lettera inviata un anno fa ai torviscosini - continuano i forzisti - si è fatto riferimento alla scelta di istituire un'Associazione tra i comuni di Torviscosa e San Giorgio, ma non è stato fatto cenno all'Unione anche se questa era praticamente esecutiva. É strano che questa operazione sia stata realizzata con tanta rapidità e in un momento in cui l'amministrazione sangiorgina ha ormai esaurito il suo mandato elettorale: sarebbe stato più corretto, per la serietà e l'impegno a lungo termine dell'operazione, attendere l'esito delle elezioni e stabilire con la nuova amministrazione un tale rapporto di collaborazione. Infine lo Statuto dell'Unione si parla tra gli obiettivi di una eventuale futura fusione dei comuni, cioè di un comune unico, e quindi essendo Torviscosa più piccola, tutti i servizi potrebbero essere concentrati a San Giorgio con i disagi che ciò comporterebbe. Inoltre, oltre ai rispettivi consigli comunali saranno organi dell'Unione: l'assemblea, costituita dai due consigli comunali; il direttivo, composto dai due sindaci più due assessori per ogni comune per un totale di sei membri; il presidente e in vicepresidente a ritazione tra i sindaci dei comuni aderenti. A fronte di ciò riteniamo che ci sia un ulteriore appesantimento burocratico, per questo chiediamo di sapere le previsioni dei costi e dei risparmi che possono essere portate a conoscenza dei cittadini". (f.a.).

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Poliziotta uccide la figlia e si spara: la Pistoia, anche il marito separato era un agente: aveva chiesto l'affido della (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dall'inviato STEFANO CECCHI ? PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) ? SE N'È ACCORTO ieri mattina un uomo che stava andando a curare il verde di un giardino. Come era solito fare, è entrato con la sua auto nel parcheggio appena costruito vicino alla chiesa, ma, mentre chiudeva la portiera, ha notato qualcosa di insolito nella Punto bianca parcheggiata a fianco. Il lunotto posteriore era frantumato. Dentro due corpi accartocciati, sembravano fagotti sgonfi di vita. L'uomo ha chiamato il 113: "Venite nel parcheggio davanti alla chiesa, dev'essere successo qualcosa di brutto". Si sbagliava. Quando poco dopo sono arrivati i poliziotti, si sono accorti che dentro quell'auto non era successo qualcosa di brutto, ma di orribile. ADAGIATI uno sull'altro, quasi a coccolarsi in un disperato abbraccio di morte, c'erano i corpi senza vita di una donna di 50 anni e di una piccina di 9. Madre e figlia. La piccola era appoggiata con la testa al corpo della mamma. Sembrava dormisse, non fosse stato per quel foro di proiettile che le aveva scassato la tempia. La donna, invece, era appoggiata con la schiena al seggiolino, la testa ribaltata all'indietro per il contraccolpo dello sparo in bocca con il quale, qualche ora prima, si era tolta la vita. Una madre assassina e poi suicida. Qualcosa di orribile, appunto. LA MADRE si chiamava Cecilia Chilleri, era nata a Firenze 50 anni fa e di mestiere faceva la poliziotta. "Una donna brava, scrupolosa, precisa" diranno i colleghi della Questura fiorentina. Per molti anni alla Digos, dal 2004, su sua richiesta, era stata assegnata al compartimento interregionale della Polizia di Stato. Una vita in divisa, la sua. Anche il marito, Lidiano Guglielmo Sardi, di mestiere fa il poliziotto. I due si erano conosciuti anni fa alla Polfer di Prato, dove entrambi svolgevano servizio, e nel 1997 si erano sposati, trasferendosi a Quarrata, ricco centro della piana pistoiese. Due anni dopo, quando lei era già quarantenne, era nata la loro unica figlia, Chiara. Ma i matrimoni non sempre son sinonimo di serenità. E neppure i figli riescono a salvarli se non c'è solidità d'animo. Cecilia e Lidiano non s'erano salvati. COSÌ, DOPO le primi liti, tutto era saltato in aria. Lui si era chiuso dentro la coppia come una prigione, lei aveva riversato tutte le sue attenzioni sulla figlia, un rapporto strettissimo, soffocante. Nel 2001 la decisione di separare le proprie strade. Una decisione sofferta, che aveva minato l'equilibrio di lei. Crisi di depressione e di sconforto che avevano portato Lidiano a chiedere l'affidamento della figlia. Un colpo durissimo per Cecilia: "Se non la posso avere io non l'avrai neppure te", avrebbe detto una volta la donna. Lui l'aveva ascoltata senza poter capire fino in fondo. Quante minacce a vuoto galleggiano nell'acquitrino dei matrimoni lacerati. PER PROVARE a scacciare i fantasmi, Cecilia aveva trovato conforto in un amico prete che aveva conosciuto da piccola: don Enrico Carocci. Da qualche anno don Enrico svolgeva le proprie funzioni a Pieve a Nievole e lei spesso andava a trovarlo. Anche lui non poteva certo immaginare l'epilogo drammatico di quella separazione. L'altro ieri Cecilia non ha telefonato all'amico prete. Qualcuno sostiene che nel pomeriggio abbia voluto confessarsi. Di sicuro ha fatto salire sull'auto la figlia Chiara. "Andiamo da don Enrico", le ha detto. Mentiva a metà. Quando è arrivata a Pieve a Nievole ha infatti parcheggiato nel piazzale accanto alla Chiesa. Ma non è scesa. Si è limitata ad accarezzare la testa di Chiara, che nel frattempo si era addormentata. Poi le ha messo un giubbotto a coprirle il volto. A suo modo un gesto di pietà. Quindi, ha avvicinato la canna della sua Beretta d'ordinanza alla tempia della figlia e ha premuto il grilletto. Chiara è morta così, senza accorgersene, in un parcheggio ordinato distante da tutto. A QUEL PUNTO Cecilia ha capito che la via senza ritorno era ormai imboccata anche per lei. Ha scritto un biglietto per don Enrico, ha graffitato il cielo di stoffa della Punto (i soccorritori lo hanno trovato pieno di cuori e di frasi sconnesse d'amore per la figlia), poi si è infilata la pistola in bocca e ha fatto fuoco. Erano le 22,30 di lunedì. "Dal punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore ancora troppo aperto. - -->.

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Dall'inviato STEFANO CECCHI - PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) - SE N' (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dall'inviato STEFANO CECCHI ? PIEVE A NIEVOLE (Pistoia) ? SE N'È ACCORTO ieri mattina un uomo che stava andando a curare il verde di un giardino. Come era solito fare, è entrato con la sua auto nel parcheggio appena costruito vicino alla chiesa, ma, mentre chiudeva la portiera, ha notato qualcosa di insolito nella Punto bianca parcheggiata a fianco. Il lunotto posteriore era frantumato. Dentro due corpi accartocciati, sembravano fagotti sgonfi di vita. L'uomo ha chiamato il 113: "Venite nel parcheggio davanti alla chiesa, dev'essere successo qualcosa di brutto". Si sbagliava. Quando poco dopo sono arrivati i poliziotti, si sono accorti che dentro quell'auto non era successo qualcosa di brutto, ma di orribile. ADAGIATI uno sull'altro, quasi a coccolarsi in un disperato abbraccio di morte, c'erano i corpi senza vita di una donna di 50 anni e di una piccina di 9. Madre e figlia. La piccola era appoggiata con la testa al corpo della mamma. Sembrava dormisse, non fosse stato per quel foro di proiettile che le aveva scassato la tempia. La donna, invece, era appoggiata con la schiena al seggiolino, la testa ribaltata all'indietro per il contraccolpo dello sparo in bocca con il quale, qualche ora prima, si era tolta la vita. Una madre assassina e poi suicida. Qualcosa di orribile, appunto. LA MADRE si chiamava Cecilia Chilleri, era nata a Firenze 50 anni fa e di mestiere faceva la poliziotta. "Una donna brava, scrupolosa, precisa" diranno i colleghi della Questura fiorentina. Per molti anni alla Digos, dal 2004, su sua richiesta, era stata assegnata al compartimento interregionale della Polizia di Stato. Una vita in divisa, la sua. Anche il marito, Lidiano Guglielmo Sardi, di mestiere fa il poliziotto. I due si erano conosciuti anni fa alla Polfer di Prato, dove entrambi svolgevano servizio, e nel 1997 si erano sposati, trasferendosi a Quarrata, ricco centro della piana pistoiese. Due anni dopo, quando lei era già quarantenne, era nata la loro unica figlia, Chiara. Ma i matrimoni non sempre son sinonimo di serenità. E neppure i figli riescono a salvarli se non c'è solidità d'animo. Cecilia e Lidiano non s'erano salvati. COSÌ, DOPO le primi liti, tutto era saltato in aria. Lui si era chiuso dentro la coppia come una prigione, lei aveva riversato tutte le sue attenzioni sulla figlia, un rapporto strettissimo, soffocante. Nel 2001 la decisione di separare le proprie strade. Una decisione sofferta, che aveva minato l'equilibrio di lei. Crisi di depressione e di sconforto che avevano portato Lidiano a chiedere l'affidamento della figlia. Un colpo durissimo per Cecilia: "Se non la posso avere io non l'avrai neppure te", avrebbe detto una volta la donna. Lui l'aveva ascoltata senza poter capire fino in fondo. Quante minacce a vuoto galleggiano nell'acquitrino dei matrimoni lacerati. PER PROVARE a scacciare i fantasmi, Cecilia aveva trovato conforto in un amico prete che aveva conosciuto da piccola: don Enrico Carocci. Da qualche anno don Enrico svolgeva le proprie funzioni a Pieve a Nievole e lei spesso andava a trovarlo. Anche lui non poteva certo immaginare l'epilogo drammatico di quella separazione. L'altro ieri Cecilia non ha telefonato all'amico prete. Qualcuno sostiene che nel pomeriggio abbia voluto confessarsi. Di sicuro ha fatto salire sull'auto la figlia Chiara. "Andiamo da don Enrico", le ha detto. Mentiva a metà. Quando è arrivata a Pieve a Nievole ha infatti parcheggiato nel piazzale accanto alla Chiesa. Ma non è scesa. Si è limitata ad accarezzare la testa di Chiara, che nel frattempo si era addormentata. Poi le ha messo un giubbotto a coprirle il volto. A suo modo un gesto di pietà. Quindi, ha avvicinato la canna della sua Beretta d'ordinanza alla tempia della figlia e ha premuto il grilletto. Chiara è morta così, senza accorgersene, in un parcheggio ordinato distante da tutto. A QUEL PUNTO Cecilia ha capito che la via senza ritorno era ormai imboccata anche per lei. Ha scritto un biglietto per don Enrico, ha graffitato il cielo di stoffa della Punto (i soccorritori lo hanno trovato pieno di cuori e di frasi sconnesse d'amore per la figlia), poi si è infilata la pistola in bocca e ha fatto fuoco. Erano le 22,30 di lunedì. "Dal punto di vista investigativo il caso è chiuso, non si ravvisano responsabilità di terzi", ha tagliato corto il procuratore di Pistoia, Renzo Dell'Anno. Quasi a voler sbarrare, con le parole asettiche della burocrazia, un dolore ancora troppo aperto. - -->.

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Competenza e umanità (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

OSPEDALE PACINI COMPETENZA E UMANITà Vivendo quotidianamente in mezzo ai disservizi e alle assurdità della burocrazia siamo naturalmente portati a fare di ogni erba un fascio; è quindi doveroso, per dare a Cesare quello che è di Cesare, anche dare pieno riconoscimento di quello che, invece, funziona bene. Non è passato più di un mese da quando un esame clinico, effettuato nel quadro degli screening di massa proposti dall'Asl di Pistoia, mi ha ipotizzato e poi confermato un carcinoma che non sarebbe stato altrimenti individuato per chissà quanto tempo. Due settimane dopo ero ricoverata presso il presidio ospedaliero di San Marcello, dove sono stata operata e sono rimasta fino alla dimissione. Credo sia facile intuire il mio stato d'animo al momento del ricovero, a cui non era estranea una certa prevenzione dovuta alle tante notizie di "malasanità" che leggiamo tutti i giorni. Ho invece vissuto una esperienza totalmente diversa, di cui sento la necessità di dare atto alle persone con cui sono venuta in contatto in quei dieci giorni: persone competenti e preparate, ma anche di una grande umanità e comprensione per le difficoltà e le debolezze altrui. Dal dottor Petrocelli che mi ha operato, al dottor Curcio direttore sanitario, all'anestesista dottor Cinelli, non è mancato giorno senza che ricevessi attenzione, informazioni sul decorso della convalescenza e suggerimenti. Dalle infermiere, di cui non so tutti i nomi, mi è venuta non solo assistenza, ma anche quella che spero di poter chiamare amicizia. Per tutto il periodo della degenza ho provato una inusuale sensazione di sicurezza e di fiducia, che credo sia importante per una guarigione non meno dei farmaci e che dovremmo provare ogni volta che ci affidiamo a un servizio pubblico. Per questo desidero esprimere tramite il Tirreno a tutto il personale dello "spedale" di San Marcello la mia gratitudine, e confermare l'importanza di partecipare alle iniziative di diagnosi precoce che ci vengono periodicamente proposte. Emanuela Niccolai Pistoia.

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Ma le mappe antiche parlano (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ARTE, STORIA E VIABILITÀ. Il muro venuto alla luce in lungadige Capuleti è all'esame degli esperti: sarebbe scaligero Ma le mappe antiche parlano di Bartolo Fracaroli Il Comune di Verona ha uno storico dell'arte specializzato sulle risorse storiche sotterranee della città? No. Scava e lascia scavare e, se del caso, interverrà la Soprintendenza archeologica. Ha un geologo che conosca falde, suoli, terreni e rocce di sedime del suo territorio? Sì, al Museo di Storia Naturale, ma non lo adopera. Si affida alle perizie di chi vuole intraprendere prospezioni e scavi. Poi si vedrà. Le Soprintendenze sanno cosa si può incontrare scavando? Nessuno glielo chiede, loro lasciano fare, controllano i cantieri e, per legge, bloccano tutto, nella fattispecie. "Era fatale che, andando a vedere (come nel poker) sotto le aree storiche della città, tornassero in evidenza stratificazioni di epoche, stili, storia urbana", si dice in giro, [\FIRMA]cum granu salis. Fallo capire alla burocrazia che l'areale di lungadige Capuleti rientra nella Cittadella viscontea , grande fortezza con stabile guarnigione alla fine del 1300, comprendente anche la sponda destra del fiume, gli argini romani a migliaia di anfore (a corsi di strato interrotti da palificazioni), i muri di regimazione scaligeri (fuochino), le opere provvisionali veneziane ed austriache. Non è detto che la grande ripa in cotto ora messa in luce dagli intenti della Cangrande Parcheggi, lunga 70 metri, sia viscontea, occorrerebbe un esame delle malte per datarla - i mattoni sembrano scaligeri - ma di certo altre prospezioni hanno evidenziato anni fa muri a corsi di ciottoli e mattoni e, l'unico vantaggio (si fa per dire), è che i lavori per i muraglioni devono aver già provveduto, alla fine dell'800, ad eliminare resti e documenti. E adesso? Mentre il pensiero corre al parcheggio che si sta scavando in piazza Santi Apostoli: fra un sacello consacrato nel 781 dal vescovo Annone, quello delle Sante Teuteria e Tosca, una chiesa romanica e la strada romana Postumia, vuoi che non ci sia niente di importante? Nemmeno un cimitero come a piazzetta Arditi? Adesso una lettera arriverà alle Soprintendenze per chiedere un sopralluogo, là dove esistevano lo sbocco dell'Adigetto e la torre della Paglia esplosa con la polveriera della Cittadella . Sarebbe bastata una ricerca su mappe e piante storiche urbane, sugli archivi della Repubblica Veneta, sui lavori dell'integerrima amministrazione austriaca, sulla scorta della documentazione del magistrato alle Acque e del Genio Civile, almeno agli studi esemplari dell'architetto Lino Vittorio Bozzetto per risparmiare il giochino oneroso, la forzatura impossibile, senza incorrere nei tempi biblici della Soprintendenza ai Monumenti. Per lo storico dell'arte Riccardo Battiferro Bertocchi, grillo parlante della tutela del patrimonio archeologico urbano, che con i suoi studi ha bloccato i lavori del parcheggio a San Zeno, anche quello monitorato a San Giorgio riserverà sorprese: "Lì passa la via Claudia Augusta per le Germanie - dice - ed anche la condotta del ruscello Lorì che, da Avesa, raggiunge il ponte Pietra e arriva alla fontana di Madonna Verona in piazza Erbe". La soluzione? Con il letto dell'Adige, piazza delle Erbe, a detta degli storici, è l'unico sito dove non dovrebbero esserci resti archeologici importanti di tutta Verona, è sempre stata piazza. Di antico, sotto, c'è solo la pavimentazione romana. Qualcuno ci farà un pensierino?.

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GUIDO SMADELLI ROMENO - C'è grande preoccupazione, nel mondo degli allevatori (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

GUIDO SMADELLI ROMENO - C'è grande preoccupazione, nel mondo degli allevatori. "Ci troviamo di fronte a normative europee sempre più vincolanti, a costi sempre maggiori, ad un sostegno alle aziende legato ad una burocrazia in costante crescita". Il presidente del caseificio sociale di Romeno, Ivo Zucal , trae queste considerazioni a conclusione dell'assemblea degli allevatori anauni, svoltasi alla presenza del presidente della Federazione provinciale Silvano Rauzi . "Anche per i caseifici si preannunciano nuove regole, ad esempio su controlli ed analisi del latte, finora si aveva un aiuto da parte dell'assessorato alla sanità, ma ora la competenza passa all'agricoltura. Solo il costo delle analisi, a livello provinciale, si aggira sull'importo di 1 milione di euro, ed ora non abbiamo certezze su un sostegno per affrontare questa spesa". In qualche tratto ha assunto toni drammatici la relazione presentata da Vittorino Covi , presidente degli allevatori anauni. "Ci troviamo a fare i conti con un aumento spropositato delle materie prime, del 40-50%, che convertito in danaro a fine mese per un'azienda media varia dai 3 ai 4 mila euro", ha introdotto Covi, puntando poi il dito sul modesto margine esistente per i produttori di latte: il costo di produzione di un litro si aggira sui 34 centesimi di euro, mensilmente ai soci viene erogato un acconto di 30 centesimi, il saldo finale medio per i caseifici di valle è di 42 centesimi. "Un margine scarso", ha sottolineato Covi. "Abbiamo costruito delle aziende che pensavamo di ammortizzare in 10-15 anni, però non riusciamo". Al tutto si aggiunge la tubercolosi bovina, altra mazzata per gli allevatori. "Ma quello che mi sento di dirvi è di mantenere la calma e di non perdere la passione per il nostro lavoro", ha ammonito il presidente, anche perché "la zootecnia di montagna deve resistere". Per garantirlo, l'Unione allevatori si è mossa attraverso un incontro con le casse rurali della valle, per capire se sia possibile studiare delle forme di sostegno alla categoria, cui hanno partecipato anche i vertici del Bim, Renato Vicenzi in testa (presente anche all'assemblea di ieri, e che ha garantito disponibilità per dare una mano agli allevatori). "Si discute di un possibile aumento dell'acconto mensile ai soci", ha affermato Covi, annunciando poi la costituzione di un comitato, per un incontro ufficiale con il presidente della giunta provinciale Lorenzo Dellai e l'assessore Tiziano Mellarini. In conclusione, ricordata un'altra "grana": la Comunità europea ha deciso di vietare la concimazione dei pascoli sopra i 900 metri. "Creandoci ulteriori problemi", ha sottolineato Covi, "perché in queste zone senza concime si produce meno della metà del fieno". Insomma, tante ombre e poche luci. Ma è in controtendenza il presidente del caseificio di Romeno, Ivo Zucal: "Lo strano è che il mercato del latte ha un prezzo interessante, ma non vi fa seguito quello del formaggio. Le grandi industrie che necessitano di latte pagano bene, proprio perché ne hanno bisogno. A mio avviso però il mercato del formaggio dovrebbe riprendersi, garantire maggior redditività, e credo che questo avverrà in tempi non lontani. Non ho certezze in merito, ma nutro un certo ottimismo". 27/02/2008.

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Il grande nemico (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA "Il grande nemico" Su tutti i giornali in questi giorni non si parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby e la Burocrazia" oltre ai "Verdi" che sparano a caso. Infatti le lobby sono una delle cause che impediscono molte iniziative da parte dei singoli cittadini e che, se fossero cancellate, potrebbero portare a nuovi posti di lavoro ed all'incremento del Pil. Ma la rovina è la burocrazia, di cui tutti parlano ma che nessuno vuole abbattere; da miei conteggi ogni piccolo artigiano o piccola impresa a carattere famigliare spende ogni anno da 800 a 1500 euro in pratiche burocratiche inutili ed è anche per questo che molti dicono: visto che devo pagare questi balzelli inutili, mi ritengo autorizzato ad evadere in egual misura. L'ultimo atto in materia di burocrazia è stato il decreto emesso dal ministro dell'ambiente (lo chiamo l'innominabile!!!) che ha decretato che i registri dei rifiuti (registri che non servono a nulla, nemmeno a bloccare le varie contaminazioni) debbano essere solamente vidimati dalle Camere di Commercio con una spesa di tassazione di euro 30 e che i vecchi registri vidimati gratuitamente dagli uffici fiscali non sono più validi. Non le sembra una pazzia? Eppure nessuna categoria economica ha protestato e nessun politico ha parlato. Ma che ne facciamo allora dei nostri politici e dei rappresentanti delle categorie economiche se non hanno il coraggio di ribellarsi a tale burocrazia? Se fossi al suo posto mi vergognerei nel vedere come sono tartassati gli italiani e sono gli stessi che fra poco si ripresenteranno a chiedere il voto. Ed intanto il piccolo imprenditore deve continuare a sudare sette camicie per poter mandare avanti la propria attività. Filippo Gecchelin.

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Illy all'ue: taglio alla burocrazia per le imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

A Bruxelles il governatore chiede un'accelerazione per rispettare la riduzione dei costi del 25% da raggiungere nel 2012 Illy all'Ue: taglio alla burocrazia per le imprese BRUXELLES Per rispettare l'obiettivo della Commissione europea di ridurre il peso amministrativo che grava sulle imprese del 25% da qui al 2012 servono procedure più rapide e innovative che evitino i lunghi tempi di modifica di direttive o regolamenti Ue. Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, a Bruxelles, al termine della seconda riunione del gruppo di esperti di alto livello, di cui fa parte, per ridurre gli effetti negativi della burocrazia. "Siamo un pò preoccupati sull'obiettivo posto dalla Commissione", ha sottolineato Illy. "Per modificare direttive o regolamenti occorrono tempi piuttosto lunghi e quindi - ha spiegato - dobbiamo dare attenzione a procedure più rapide che diano priorità a tutte le misure per ridurre la burocrazia, dobbiamo usare i procedimenti che già esistono per accorciare i tempi di modifica o abrogazione di normative e studiare anche misure innovative". Nella riunione di oggi gli esperti nominati dalla Commissione hanno anche approfondito il problema relativo alla misurazione dei costi del peso della burocrazia ed hanno discusso della necessità di un approccio dal basso: "Per capire l'impatto reale della burocrazia sulle imprese, soprattutto quelle micro, bisogna ascoltare soprattutto chi sostiene questi costi e avere da loro suggerimenti", ha rilevato il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy. La semplificazione amministrativa, ha ricordato il presidente, è anche tra i sei punti del programma di Intesa Democratica per le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia: "Nella prossima legislatura vogliamo più che dimezzare il numero di leggi che oggi sono 1.300 portandole intorno a 500 e dare una forte impulso alla semplificazione amministrativa per ridurre peso sui cittadini e sulle imprese. L'azione congiunta dell'Unione europea e della regione Friuli Venezia Giulia - ha concluso Illy - dovrebbe portare a risultati soddisfacenti".

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Alluvione, vogliamo i risarcimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Chiediamo a Venezia di aiutarci per poter verificare le richieste" "Alluvione, vogliamo i risarcimenti" I Comuni dell'area Sud: "Pronti a protestare assieme agli abitanti" CAMPAGNA LUPIA. "Siamo pronti a protestare e a scendere in strada insieme ai cittadini a Venezia o a Roma, se i tempi di rimborsi per i risarcimenti legati agli allagamenti non saranno rispettati. Ho spedito al commissario una lettera e ai consorzi di Bonifica e Regione in cui si chiede lo stanziamento di ulteriori fondi per iniziare entro giugno le opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio. Siamo già al limite, chiediamo aiuto a Venezia per poter verificare le richieste in tempi utili". Il presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera Fabio Livieri e i primi cittadini del comprensorio sono categorici. Il tempo delle chiacchere è finito, i lavori vanno fatti partire subito altrimenti si rischiano il bis e proteste a raffica. In Riviera sono andate sott'acqua circa 1.200 case, i danni complessivi nei sei Comuni che hanno chiesto lo stato di calamità sono stati di oltre 25 milioni. Le richieste giunte per i risarcimenti sono 500 a Mira, 600 a Campagna Lupia, un centinaio per Campolongo e Camponogara, qualche decina a Dolo. "I cittadini dell'area Sud - spiega il sindaco di Camponogara, Desiderio Fogarin - si sentono di serie B rispetto a Venezia. Abbiamo poco personale per poter fare le verifiche per i risarcimenti. Comuni come Venezia potrebbero aiutarci. I cittadini sono infuriati. Se protesteranno e scenderanno in strada contro Regione, Provincia e Governo per i mancati risarcimenti, sarò al loro fianco". Sulla stessa linea Fabio Livieri. "Abbiamo fatto la richiesta esplicita a Venezia di prestarci vigili e verificatori - dice Livieri - ma pur essendo decine in più dei nostri vigili ci hanno spiegato che erano troppo impegnati in questo periodo. Ci arrangeremo. Abbiamo spedito, contemporaneamente agli altri Comuni, una lettera in questi giorni a tutte le persone danneggiate dalle alluvioni del 26 settembre 2007 a spedirci il materiale fotografico comprovante i danni subiti e i costi impiegati per farvi fronte. Speriamo che i 20 milioni stanziati nell'area bastino". Pure sul versante interventi Livieri mette i puntini sulle "i". "Conosciamo i tempi della burocrazia - dice - ma stavolta bisogna agire prima che gli acquazzoni di inizio e fine stagione provochino danni incalcolabili. Per questo tutti i 4 comuni (Mira, Campagna Lupia, Camponogara e Campolongo) che hanno indetto lo stato di calamità hanno presentato una lista di interventi indifferibili che va concreizata subito. A Mira, ribadisce l'assessore Stefano Lorenzin, gli interventi necessari a sistemare l'area comprendono opere per 6 milioni di euro. "Ad esempio - dice - in via Pavese e via Oberdan il nuovo impianto idrovoro, nonostante il regolare funzionamento delle quattro pompe non è riuscito a smaltire la quantità d'acqua". (Alessandro Abbadir).

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Sardegna, un turismo difficile (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Regionale Pagina 107 Sardegna, un turismo difficile Operatori in difficoltà mentre si discute sui dati --> Operatori in difficoltà mentre si discute sui dati Il turismo in Sardegna nelle opinioni di alcuni importanti operatori del settore alberghiero che hanno partecipato alla recente Bit di Milano. Continuano le valutazioni contrastanti. di LUCIO SALIS Dopo la Bit di MIlano, stop alle polemiche, si può discutere con calma. Al di fuori della bagarre che, puntuale, si scatena ogni anno in questo periodo: sulla stagione passata, i dati, la Regione. E inevitabilmente i discorsi tecnici di intrecciano con valutazioni politiche, più o meno occulte. Ora invece i grandi imprenditori, quelli che hanno il polso del settore, sono più disposti a ragionare sul passato ma soprattutto sul futuro di un turismo sempre alle prese con problemi vecchi (i trasporti, la congiuntura economica, la concorrenza) e nuovi. Come la ristrutturazione di alberghi costruiti negli anni Sessanta e Settanta che hanno bisogno di essere adeguati ai tempi. Tema sollevato, alla Bit, da Michela Mastio, 76 anni, di Orosei, pioniera del turismo nuorese. "Se non adeguiamo le strutture alle esigenze dei nostri ospiti, siamo destinati ad essere superati dalla concorrenza. Ma ottenere le autorizzazioni è quasi impossibile". BUROCRAZIA Lo conferma anche anche Francesco Muntoni, titolare del Gruppo Delphina, cinquemila posti letto, tutti in hotel a 4 e 5 stelle: "È un problema importante, che riguarda tutti gli imprenditori. Oggi, a causa di una burocrazia paralizzante, non si riesce ad aprire neanche una finestra. Non parliamo poi delle aree vincolate, dove i Comuni impiegano anche otto anni per dare una risposta". Difficile ristrutturare, quasi impossibile costruire alberghi sul mare, secondo Marco Bongiovanni, managing director e figlio dell'imprenditore che ha creato il Gruppo Baja, tremila posti letto in hotel di lusso fra Baia Sardinia, Porto Cervo e Castiadas. "Rispetto ai tempi di mio padre, oggi è certo più difficile realizzare nuovi alberghi sul mare o ampliare quelli già esistenti. C'è un blocco generale, tutto sembra destinato a restare com'è. Con gli anni, inoltre, il numero dei posti letto è indubbiamente aumentato. C'è quindi una maggiore offerta, ma si crea anche una maggiore concorrenza. Questo rende sempre più problematico raggiungere risultati positivi". Come conferma Muntoni: "Veniamo da un 2007 difficile. Siamo partiti molto male, soprattutto coi clienti esteri. Abbiamo avuto cali oscillanti fra l'8 e il 12 per cento, con punte del 15". Fortunatamente, non è andata sempre così: "Nel corso della stagione, operazioni di marketing, l'arrivo di nuovi vettori e alcuni avvenimenti internazionali ci hanno consentito di raddrizzare la situazione. Alla fine, abbiamo chiuso con un calo a una cifra anziché a due". Dati che contrastano con quelli ufficiali diffusi dalla Regione alla Bit. "Nei nostri alberghi - precisa Muntoni - abbiamo solo clienti di fasca medio alta. Non si tratta di campeggi, dove si fa in fretta a fare numeri. È una realtà incontestabile il fatto che da noi, l'anno scorso, è arrivata meno gente". Bongiovanni invece, avendo alberghi nel nord e nel sud dell'Isola, gode di un punto di osservazione privilegiato: "I flussi dall'estero sono andati bene. Per la prima volta, però, abbiano avuto un calo fra gli italiani. Forse a causa di una fiscalità più minacciata che attuata e delle crescita dei tassi di interesse. E non trascurerei anche alcuni atti della politica regionale che non hanno certo incoraggiato i nuovi arrivi. In complesso, abbiamo avuto un anno abbastanza difficile". È adata decisamente meglio all'Hotel Cormoran, storico centro vacanziero sulla costa di Villasimius, presente alla Bit nello stand del Consorzio degli operatori. "L'estate 2007 ha fatto registrare nel nostro albergo, dove si concentra soprattutto una clientela di tipo familiare, un aumento delle presenze del 2,7 per cento - spiega il direttore Mario Cioffi -. Abbiamo notato anche un aumento del periodo di soggiorno medio, attestato ora sui 9 giorni". Probabilmente, l'andamento favorevole di Villasimius è favorito anche dalla presenza dell'Area marina protetta e dei campi da golf. Le prospettive per il 2008 sono assolutamente incoraggianti: "Le nostre prenotazioni sono in aumento. Forse influenzate dalla possibilità di utilizzare voli low cost, cui si aggiungono ora quelli settimanali della compagnia Sas. Infatti, dopo la partecipazione alla fiera di Oslo, stanno arrivando i norvegesi". "Scientificamente pessimista" si definisce invece Bongiovanni: "Il quadro economico politico non è cambiato rispetto al 2007. Una previsione positiva non si baserebbe su dati reali. Piuttosto, il fatto che ormai le compagnie low cost possano portare gente in Sardegna durante tutto l'arco dell'anno deve favorire una riflessione fra gli operatori . A Olbia, ad esempio, l'aumento del traffico con la Germania ha fatto salire l'indice di occupazione negli alberghi". IL FUTURO Un po' più ottimista Muntoni: "Il mercato estero sembra decisamente più vivace, forse perché la Sardegna si è data più da fare e il mercato tende a dare risposte positive". Se hanno opinioni diverse sulla stagione scorsa e sulle prospettive future, gli operatori sono invece concordi nel puntare sullo sviluppo dei voli low cost. Per il patron di Delphina, "è sbagliato pensare che portino solo una clientela di tipo medio basso. Dalla nostra esperienza emerge che pure il turista che ha consistenti disponibilità economiche non disdegna il risparmio. Spendere meno sul volo significa infatti poter destinare di più ai ristoranti e agli svaghi. Oggi, grazie ai low cost, chi prenota per tempo in bassa stagione può contare su un'andata e ritorno da Londra a 50 euro. È un settore che va assolutamente incentivato". LA REGIONE La pensa così anche la Regione, che - come ha detto l'assessore De Pau alla Bit - è decisa a impegnarsi per incentivare i voli a basso costo. Sui dati esposti dalla rappresentante della Giunta gli operatori hanno espresso perplessità, mentre non mancano giudizi positivi, come quello di Bongiovanni, "sullo sforzo che l'assessore sta compiendo per far dialogare le componenti del settore: albergatori, compagnie aeree, società aeroportuali, pubbliche amministrazioni e mondo accademico. È la prima volta che succede e si sa quanto sia difficile far dialogare noi sardi". Muntoni aggiunge che "la strada del marketing, seguita a livello regionale, è quella giusta. Anche se si può fare di più".

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Mi dispiace, ma se la sono cercata (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Maria Fiore "Mi dispiace, ma se la sono cercata" L'automobilista tamponato dallo scooter è indagato per omicidio colposo plurimo SANTA CRISTINA. "Mi dispiace molto per loro, ma se la sono cercata". Giancarlo Morandi usa parole dure. Il 39enne di Santa Cristina, che era alla guida della Volvo coinvolta nell'incidente di Santa Cristina, è accusato di omicidio colposo. Avrebbe, secondo questa ipotesi, qualche responsabilità nell'incidente che, domenica pomeriggio, ha causato la morte di Tiziano Franchi, 49 anni, e della moglie Emanuela Maria Formaggia, 46 anni, entrambi di San Colombano. "Ma io non ho nessuna colpa", replica il 39enne, ancora sotto choc, dalla sua casa di via Vittorio Veneto. Giancarlo Morandi è difeso dall'avvocato Giovanna Groppelli di Pavia. L'apertura di un procedimento per omicidio colposo è in qualche modo un atto dovuto. Ma il 39enne si difende e racconta la sua versione. "Stavo svoltando a sinistra per entrare nel distributore - racconta - Ho messo la freccia e mi sono fermato, anche per dare la precedenza alle auto che arrivavano dalla direzione opposta. A quel punto ho visto lo scooter arrivare di fianco all'auto, nel tentativo di sorpassare. Forse il conducente non ha visto la freccia o pensava comunque di riuscire a sorpassare. Magari se ne accorto all'ultimo momento, e non è riuscito a evitare l'impatto con la mia macchina. Lo scooter, in effetti, ha urtato la mia auto di fianco, quasi vicino al muso della macchina. Poi ha sbandato contro il cordolo di cemento". Il resto sta tutto nei verbali della polizia stradale e dei medici del 118, che hanno avuto il triste compito di constatare il decesso dei due coniugi. Un dramma che è ancora negli occhi di Giancarlo Morandi. "Ho visto una montagna di pezzi di plastica volare in aria - ricorda il 39enne - Una cosa terribile. Non riesco a togliermelo dalla testa". Gli agenti della polizia stradale stanno ancora lavorando per ricostruire esattamente quanto è accaduto, alle 16.30 di domenica, sulla statale di Santa Cristina, all'altezza del distributore Tamoil. Da due giorni l'uomo che è accusato di omicidio colposo è alle prese con una burocrazia che, nel conteggio freddo dei morti e sulle cause che hanno provocato l'incidente, non può, comunque, riportare in vita due persone che non ci sono più. Difficile, per i due figli, accettare una morte così, qualunque siano le cause. Più credibile, invece, che si faccia qualcosa per restituire maggiore sicurezza a quel tratto di strada, che da Belgioioso attraversa il territorio di Santa Cristina e arriva fino a Lodi. La statale 234 ha lasciato per terra - lo dicono i residenti dei Comuni vicini e lo dimostrano le tristi cifre - troppe vittime. "Non voglio alleggerirmi la coscienza - dice Morandi - ma il tratto di strada in cui è avvenuto l'incidente non è mai stato sicuro. Gli automobilisti spingono troppo sull'acceleratore e forse è proprio il tratto rettilineo ad ingannare. Non so cosa altro dire. So solo che non sono responsabile per quello che è successo".

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Luci per il popolo dei diseredati (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cagliari e Provincia Pagina 1019 Marcia della povertà: una processione partita dalla basilica di Bonaria ha raggiunto il palazzo del Consiglio regionale Luci per il popolo dei diseredati Marcia della povertà: una processione partita dalla basilica di Bonaria ha raggiunto il palazzo del Consiglio regionale La fiaccolata della solidarietà illumina le vie del centro --> La fiaccolata della solidarietà illumina le vie del centro Nel corteo rappresentanti della Chiesa, dei sindacati e del mondo del volontariato. Un segno di solidarietà per chi vive nel disagio. I poveri erano pochissimi perché la maggior parte era impegnata a mettere insieme il necessario per la cena. Quasi mille persone hanno marciato per loro. Rappresentanti della Chiesa, dei sindacati e delle associazioni di volontariato. E anche alcuni politici. Dalla basilica di Bonaria, fiaccole in mano, hanno raggiunto la sede del Consiglio regionale di via Roma per dare luce al popolo dei diseredati. GRIDO DI DOLORE "La situazione", hanno detto don Pietro Borrotzu, direttore della Pastorale sociale e del Lavoro, e don Marco Lai alla guida della Caritas cagliaritana, "è gravissima. C'è una responsabilità della politica che non riesce a governare questo processo dalle conseguenze sociali disastrose". La quinta marcia della solidarietà per la povertà in Sardegna quest'anno è andata avanti con un passo rumoroso. Chi ha aderito alla chiamata degli organizzatori ha voluto far sentire la disperazione delle centomila famiglie sarde che vivono sotto la soglia della povertà. LA DISPERAZIONE "Stiamo parlando di trecentomila persone", ha ribadito Mario Medde, segretario generale della Cisl, "che faticano ad arrivare alla fine del mese. Paghiamo la miopia dei politici: la Regione non ha riconosciuto che l'economia e il lavoro in Sardegna sono fermi da tempo. Non c'è crescita e gli stipendi e le pensioni sono inadeguati visto la crescita dei prezzi. É arrivato il momento di cambiare strada". Sindacati uniti per una battaglia comune: in prima fila nel corteo anche Giampaolo Diana, leader della Cgil, e i componenti delle segreterie della Camera del lavoro e della Uil. I VOLONTARI Pensionati, lavoratori con stipendi fermi da anni, precari: "Tra i nuovi poveri", ha sottolineato Gianni Melis, consigliere nazionale delle confraternite della Misericordia, "ci sono anche loro. Gente che prima viveva dignitosamente e che ora si trova in grande difficoltà". Storie di povertà ma soprattutto "di insicurezza", come ha evidenziato Giampiero Farru, presidente di Sardegna solidale. "Le famiglie che non possono programmare il loro futuro sono in continuo aumento", ha spiegato, "e per questo la politica deve intervenire. La gente che fatica e soffre non può aspettare i tempi della burocrazia che non sblocca le risorse necessarie per chi versa in condizioni di grande emergenza". IL SINDACO Pochi i politici presenti. In testa al corteo la consigliera regionale Maria Grazia Caligaris, l'assessore comunale ai Servizi Sociali, Anselmo Piras, e il sindaco. "Sono qui", ha sottolineato Emilio Floris, "per dimostrare solidarietà a chi fatica ad arrivare alla terza o quarta settimana. Ma anche per rafforzare l'impegno del Comune nel creare più occupazione. Servirebbero maggiori risorse per le città capoluogo. Chi le deve erogare non dovrebbe far finta di niente". Il riferimento, neanche tanto velato, è alla Regione. LA CHIESA "Non marciamo contro nessuno", ha precisato don Marco Lai, "ma vogliamo che tutti i politici mettano al primo punto della loro agenda l'emergenza povertà. La solidarietà, l'assistenza e la beneficenza vanno bene, ma per risolvere il problema alla radice serve un'occupazione e la garanzia di un reddito minimo per tutti". "Per questo", ha ricordato don Pietro Borrotzu, "abbiamo deciso di arrivare sotto il Consiglio regionale. Adesso aspettiamo interventi concreti". MATTEO VERCELLI.

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Alla ricerca di un candidato (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Trieste Alla ricerca di un candidato lCon le prossime elezioni, ciliegina sulla torta di un Paese allo sfascio, dovrei eleggere un politico che rappresenti il mio modo di pensare e le cui peculiarità in gran parte mi soddisfino. Un bel problema, dunque. Stanca di vedere, alla tivù e non, sorrisi a trentasei denti attaccati a completi griffati e giacchine colorate, mi accingerò al voto. Tante promesse ed altrettanti gazebo dove tanti giovani entusiasti cercheranno di farmi capitolare con il loro credo. Panini, mortadelle, bande e sorrisi ed un confidenziale "tu" mai richiesto che, dopo le elezioni, diventerà "lei". Devo scegliere, dunque, un politico umano che faccia la spesa giornalmente, che si misuri con i prezzi lievitati da gelo, petrolio e siccità, ottimi alibi per scaltri commercianti, che si confronti come noi cittadini con la burocrazia, con le prenotazioni utopistiche alla Asl, che non usi l'auto blu e che soprattutto mantenga le promesse. Un bel dilemma. Una volta avuta l'ambita poltrona, il sorriso a trentasei denti si accorcia a trentadue e "l'umano" votato si scorda del suo compito proiettato nell'ingranaggio, nella giostra politica. Ho, abbiamo bisogno di assoluta serietà, vogliamo credere in qualcuno che ci accompagni, ci tuteli nella nostra giornata, nelle nostre vicissitudini. Fatti, non parole. Mi tappo le orecchie come Ulisse con le sirene, quando vedo pinguini incravattati come galline starnazzanti, ragliare come asini. Serietà, non un sindaco romano fino a pochi giorni fa a capo di un partito che si trastulla tra due poltrone, non un ex presidente del Consiglio con una nipote sempre rinnegata, che si trastulla tra i processi con arie da first lady. Serietà dunque, rispetto, consapevole del proprio mandato e che per favore non faccia il burattino. Lo troverò un politico così? Luciana Turco Viola.

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Il programma del pdl (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 049, pag. 4 del 27/2/2008 Autore: segue a pagina 6 Visualizza la pagina in PDF     il programma del pdl 10 PUNTI 1. Difendere e far ripartire l'economia italiana 2. “La giusta imposta” 3. Legge e ordine, sicurezza territoriale, governo dell'immigrazione 4. Per una società più solidale basata sulla famiglia 5. Permettere ai giovani di costruirsi un futuro migliore 6. Una casa per tutti 7. Una sanità per i malati e non per la politica 8. La riscossa del Sud 9. La ricchezza dell'Italia: Scuola, Università, Ricerca, Ambiente e Beni culturali 10. Completare la riforma federale dello Stato L'Economia Per difendere e far ripartire l'economia italiana nella sua vocazione produttiva, dalle piccole alle grandi imprese, dal commercio all'artigianato, all'agricoltura al made in Italy: a) iniziative del nostro governo per politiche europee mirate alla riduzione della regolamentazione comunitaria, alla difesa della nostra produzione, contro la concorrenza asimmetrica, che viene dall'Asia (dazi e quote), all'applicazione simmetrica, anche in Asia, di uguali regole sociali ed ambientali; b) infrastrutture: rilancio e rifinanziamento della nostra fondamentale “Legge Obiettivo” (a partire dal Ponte sullo Stretto di Messina e dalle Pedemontane). Corsia di accesso anche per le piccole e medie imprese di costruzione; c) detassazione degli straordinari e dei rinnovi contrattuali aziendali legati alla produttività; d) graduale progressiva detassazione delle “tredicesime”o di una mensilità; e) rimborsi Iva in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare liquidità nelle imprese; f) versamento Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura, per non penalizzare le imprese che hanno problemi di clientela insolvente; g) graduale progressiva abolizione dell'Irap, a partire dall'abolizione dell'Irap sul costo del lavoro e sulle perdite; h) semplificazione della burocrazia che pesa sulle imprese; eliminazione della contabilità fiscale superflua, perditempo e costosa; i) sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali; l) graduale progressiva riduzione dell'Iva sul turismo; m) legge su Distretti industriali e filiere produttive; n) le liberalizzazioni degli anni '90 avrebbero dovuto essere fatte prima delle privatizzazioni od in parallelo. è stato fatto il contrario, creando così monopoli o quasi monopoli. Sono necessarie più liberalizzazioni e concorrenza nella gestione dei servizi pubblici al servizio dei cittadini. o) Liquidazione delle società pubbliche non essenziali. Difesa dei consumatori con la generalizzazione e il rafforzamento del principio di portabilità dei rapporti con le banche da noi proposti nel 2006; p) sperimentazione della certificazione obbligatoria del made in Italy; q) partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione; r) realizzazione dei rigassificatori già autorizzati (Nord, Centro, Sud) per diversificare i paesi di approvviggionamento; s) incentivi alla diversificazione, allacogenerazione, all'uso efficiente di energia, alle fonti rinnovabili (vere, non assimilate), dal solare al geotermico, dall'eolico alle biomasse, ai rifiuti urbani, per ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese; t) diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito; u) agricoltura:completamento del disegno strategico perseguito durante il quinquennio 200-06 attraverso la ripresa di una incisiva azione comunitaria mirata a salvaguardare gli interessi nazionali che completi le politiche di "disaccoppiamento", orientamento al mercato, promozione di qualità, sicurezza alimentare e ambientale; il contenimento dei costi di produzione anche con la stabilizzazione del regime fiscale e previdenziale agricolo, la valorizzazione del made in Italy nel mercato interno e internazionale combattendo la contraffazione e rendendo obbligatoria l'indicazione di origine geografica del prodotto; [...] ridurre i passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, a garanzia di un giusto prezzo per consumatori e produttori; la diffusione di mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli e lo sviluppo di imprese agricole multifunzionali nel campo energetico, ambientale e sociale. La “Giusta imposta” Oltre alle forme di detassazione e semplificazione di cui sopra al punto precedente: a) totale eliminazione dell'Ici sulla prima casa; b) graduale progressiva tassazione forfettaria degli affitti; c) graduale progressiva attuazione dei principi contenuti nella Legge delega per la riforma fiscale (2003), con l'obiettivo di portare la pressione fiscale sotto il 40% del Pil, con favore della famiglia (quoziente familiare). In particolare, si terrà conto oltre che della composizione del nucleo familiare, dei disabili e degli anziani a carico; d) rafforzamento delle misure di contrasto all'evasione fiscale già contenute nella nostra legge finanziaria per il 2006: riforma della riscossione esattoriale, potenziamento della partecipazione dei Comuni all'accertamento tributario; nuove misure per attivare il contrasto d'interessi tra prestatori di servizi e consumatori sul modello della detrazione per i lavori dell'edilizia abitativa; e) riforma degli studi di settore, partendo non dal centro, ma dalle realtà economiche territoriali e qui coinvolgendo anche i Comuni. La Famiglia a) Acquisto, di beni di prima necessità e loro distribuzione pubblica attraverso i Comuni e il volontariato, per aiutare la parte più bisognosa della nostra popolazione ad arrivare a fine mese; b) abbattimento del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone conveniente la ristrutturazione da parte delle banche, con il concorso delle associazioni dei consumatori; c) graduale progressivo aumento delle pensioni più basse. Rafforzamento del nostro progetto di previdenzacomplementaree avvio sperimentale dinuovemutue sociali; d) la famiglia, intesa come comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sarà il centro privilegiato di un nuovo rapporto fiscale, basato sul criterio del "quoziente familiare"; e) reintrodurre e potenziare il nostro bonus bebè, per sostenere la natalità; f) graduale e progressiva riduzione dell'Iva su latte, alimenti e prodotti per l'infanzia, come in Inghilterra; g) prosecuzione del nostro piano di investimenti in asili aziendali e sociali, attraverso fondi pubblici e detassazione; h) creazione, sul modello francese, di un libretto vincolato per ogni nuovo nato, per aiutare le famiglie nel corso degli studi. Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata; i) stabilizzazione del nostro “5X1000” e sua reale applicazione a favore di volontariato [...], ricerca; l) riforma del libro primo del codice civile per riconoscere il ruolo fondamentale assunto dalla nostra società dal "terzo settore"; m) rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati e, d'intesa con le regioni, individuazione delle risorse finanziarie necessarie a garantire credibili alternative all'aborto per la gestante in difficoltà. n) continuità nell'assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate ed estensione fino al 18° anno di età per garantire la fruizione del diritto/dovere all'istruzione; o) Microcredito: riconoscimento e incentivazione delle fondazioni etiche che lo promuovono. Superamento da un lato dell'usura e dall'altro lato del costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte dei giovani; p) utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore dei cittadini, in coordinamento con i comuni; q) attuazione del nostro piano straordinario per le persone non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi.) di concerto con il mondo delle autonomie e del privato sociale; r) esclusione di ogni ipotesi di leggi che favoriscano pratiche mediche assimilabili all'eutanasia; s) incremento delle tutele, delle garanzie e dei controlli in materia di sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese che si impegnano in tal senso; t) revisione della legge sull'assistenza sociale in base al principio di sussidiarietà, dando un ruolo maggiore ai comuni e garantendo la libertà di scelta tra i vari servizi che vengono offerti dal pubblico, dal privato e dal privato sociale. La Casa Oltre a quanto previsto sopra in materia di regime forfettario sugli affitti, di bonus locazione e aiuti ai giovani e di ricontrattazione dei mutui: a) "Piano casa" per costruire 100.000 alloggi di edilizia economico-popolare, di case a riscatto e di edilizia in affitto a canone controllato, attraverso lo scambio tra concessioni di edificabilità e costruzione di edilizia a costi sociali; b) piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini per gli immobili pubblici; c) graduale progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento e/o difesa termica delle abitazioni e graduale progressiva detassazione degli investimenti per la costruzione nelle città di nuovi posti-auto sotterranei; d) fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le opere di manutenzione e/o ristrutturazione; e) stabilizzazione definitiva delle norme fiscali (Iva + Imposte dirette) sui lavori di ristrutturazione edilizia; f) applicazione della legge obiettivo anche alle città con agevolazioni agli interventi di riqualificazione urbana/demolizioni/ricostruzioni. La Sanità a) Completamento del piano per l'eliminazione delle liste d'attesa; b) appropriatezza delle prescrizioni e applicazione della “Carta del malato”; c) trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie, con graduatorie basate esclusivamente sul merito e sulla qualificazione professionale, d'intesa con la classe medica e la comunità scientifica; d) riforma della L. 180/78 – Legge Basaglia in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici; e) piena attuazione della legge Fini–Giovanardi contro le droghe, con potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione e recupero [...];.

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Grosseto, le pmi chiedono ai sindaci meno tasse (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 049, pag. 13 del 27/2/2008 Autore: di Paola Morini Visualizza la pagina in PDF     Grosseto, le pmi chiedono ai sindaci meno tasse Diminuzione della pressione fiscale e dei costi della burocrazia, maggior coinvolgimento nelle scelte di politica economica: queste le richieste presentate agli enti locali dalle associazioni della piccola impresa della provincia di Grosseto. Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, che con lo slogan "Uniti per lo sviluppo dell'impresa" stanno affrontando insieme le questioni economiche dell'area, hanno incontrato i sindaci dei comuni della Maremma. Al centro dell'incontro, all'avvicinarsi della scadenza per l'approvazione dei bilanci comunali, la tassazione locale, in cinque anni aumentata del 55% con l'Irap salita del 19,5%, e l'utilizzo delle risorse, sempre più scarse. "Gli enti locali hanno sempre meno risorse e le aziende sono in difficoltà", ha detto il presidente della Cna Grosseto, Gabriele Fusini, "occorre un nuovo patto che aiuti tutti a uscire dalla crisi. Un nuovo patto tra pubbliche amministrazioni, imprese, associazioni di categoria per un migliore utilizzo delle risorse locali: è questa la sfida che lanciamo ai sindaci dei comuni maremmani, un confronto concreto sulla tassazione locale e il modo in cui le risorse vengono reinvestite. Il federalismo fiscale", ha aggiunto, "non deve essere una scusa per tartassare cittadini e imprese, la tassazione locale, non sostitutiva ma aggiuntiva a quella nazionale, assorbe risorse che le imprese potrebbero impiegare per il proprio sviluppo". L'invito delle associazioni della pmi è a ripensare le relazioni tra aziende ed enti locali non solo sul fronte della tassazione, ma anche della concertazione delle politiche locali. Da mettere in agenda, inoltre, il potenziamento degli sportelli unici per le attività produttive. Meno tasse, dicono le pmi, ma anche meno tempo perso nell'inseguire la rete della burocrazia, poiché gli imprenditori passano 90 giorni l'anno in fila agli sportelli pubblici o impegnati in moduli e scartoffie. "Abbiamo richiesto ai sindaci la consultazione preventiva alla stesura dei bilanci d'esercizio", ha continuato il presidente Cna Grosseto, "per approfondire i criteri di scelta delle aliquote sui tributi e conoscere i criteri di spese e investimenti. Non vogliamo dare pagelle né elencare i buoni e i cattivi, ma avviare un percorso virtuoso che porti all'unico risultato utile: spendere meno, spendere meglio. è arrivato il momento che anche a livello locale si trovino gli strumenti per ridurre i costi della burocrazia, potenziando i Suap o attivando percorsi da condividere e concertare", ha concluso. E un primo risultato le associazioni della pmi di Grosseto lo hanno conquistato: gli amministratori hanno confermato un congelamento delle tasse per il 2008, mentre il comune di Grosseto ha annunciato la riduzione dell'1 per mille dell'Ici sugli immobili destinati ad attività produttive.

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Il sindaco <Il futuro lo dedicheremo (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 27 febbraio 2008 > Provincia il sindaco "Il futuro lo dedicheremo a migliorare la qualità della vita" CASTELVETRO - Il passato per risolvere problemi basilari, dall'acquedotto alle fognature, alla viabilità interna. Il futuro per una strategia di lungo periodo per migliorare la qualità della vita, con una nuova piazza, aree verdi e il desiderato centro sportivo e riabilitativo, per il quale il sindaco uscente Francesco Marcotti ha gettato le basi durante questo mandato. "Questi cinque anni sono volati - dice Marcotti - sono stati meravigliosi, duri, ma ricchi di soddisfazioni. Ho la fortuna di avere al mio fianco un gruppo di persone che hanno sempre dato il massimo e mi hanno aiutato in qualsiasi momento, soprattutto i più duri, con la gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese, penalizzandoci nelle procedure e nei tempi di realizzazione delle opere". A causa della burocrazia "spesso i risultati non sono stati proporzionati all'impegno nostro, dei responsabili dei servizi e di tutto il personale. Molto è stato fatto, anche se ci si aspetta sempre di più". Marcotti esprime grande soddisfazione per i grandi interventi sull'acquedotto, a partire dal trasferimento dell'acqua di San Giuliano a Castelvetro, e sulle fognature: "Abbiamo risolto problemi che si trascinavano da anni. Ora, a parte qualche sporadico inconveniente, la strada è tracciata". Il sindaco parla poi dell'ampliamento e la sistemazione dei tre cimiteri comunali, "che meritano un alto decoro", precisa che a breve il camposanto del capoluogo sarà pavimentato, ricorda l'intervento a San Giuliano, con la nuova strada d'accesso, la pista ciclabile e le nuove cappelle. Anche la ristrutturazione delle scuole e la nuova mensa, "pur con qualche ritardo", sono "un investimento importante, un servizio per tenere a Castelvetro i nostri ragazzi, di cui tutti saremo fieri. C'è stata una cura particolare per gli anziani - prosegue il sindaco - con vari interventi, tra cui il potenziamento dei servizi domiciliari, tanto che a volte siamo stati "accusati" di pensare più a loro che al resto della popolazione. Hanno lavorato una vita e hanno vissuto periodi non belli: è giusto che possano trascorrere serenamente i loro ultimi anni". Nel settore sociale si colloca anche la nuova piazza: "Con un finanziamento della Regione sono partiti i lavori del primo stralcio; ne seguiranno altri, che prevedono l'acquisizione del terreno dietro il municipio che diventerà un parco pubblico". Se Marcotti ha un rimpianto, è non aver ancora realizzato il centro sportivo-riabilitativo, che era nel suo precedente programma elettorale. "E' uno dei motivi per cui ho deciso di ricandidarmi - spiega - Castelvetro ha assolutamente bisogno di un centro di questo tipo, dove sarà possibile uno scambio di esperienze tra anziani, giovani e adulti. Procederemo col progetto preliminare, vi dedicheremo la maggior parte dei nostri sforzi. Questo è uno dei risultati non proporzionati all'impegno. Spero che con maggiore esperienza e col cambiamento delle normative si riesca a fare di più". Negli ultimi cinque anni l'amministrazione Marcotti ha cercato un equilibrio tra due elementi: la buona gestione del quotidiano e le strategie per lo sviluppo futuro del paese. A tale proposito, precisa il sindaco, è "fondamentale la scelta di una soluzione viabilistica esterna, concreta e realizzabile, senza la quale non si può pianificare lo sviluppo del paese". Chiaro il riferimento al progetto del terzo ponte tra Castelvetro e Cremona. Nei prossimi cinque anni Marcotti punta a una strategia di lungo periodo. "Il valore di un'iniziativa - dice il primo cittadino - sta nel riuscire a metterla in pratica. Ora che le questioni dell'acquedotto, della fognatura e della viabilità interna sono giunti a una soluzione, urge pensare alla qualità della vita, all'abbellimento e alla fruizione dell'esistente, creando ampi giardini come quello di via Berlinguer, piste ciclabili, rispettando l'ambiente col potenziamento delle energie alternative e l'installazione di pannelli solari, e gettare le basi per il futuro del paese con il nuovo Piano strutturale comunale". Alessia Strinati [.

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Insegnanti mobbizzati , scontro dirigente-sindacati (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VILLAFRANCA Insegnanti "mobbizzati", scontro dirigente-sindacati VILLAFRANCA. Animata assemblea sindacale degli insegnanti ieri mattina all'istituto comprensivo, dove si respira un clima sempre più pesante dopo l'arrivo della dirigente scolastica Maria Grazia Bollettin, fresca di nomina, l'1 settembre scorso. Ieri i docenti si sono riuniti con i segretari provinciali Snals, Cisl e Uil per illustrare le loro ragioni. Lamentele che riguardano ogni aspetto della vita scolastica e si possono sintetizzare nei dubbi sulla gestione della dirigente e nella totale mancanza di rapporti interpersonali tra lei e il personale docente e non docente. La goccia che ha fatto traboccare il viso è stata la decisione di togliere un paio di porte nel corridoio che collega la presidenza all'ufficio di segreteria. I dipendenti l'hanno vissuta come una violazione della privacy e sono iniziate le polemiche. "Ma i problemi non dipendono certo da questa decisione, sono altri e molteplici - spiega Ernesto De Sieno (Snals) - durante l'assemblea abbiamo raccolto tutte le testimonianze e tracciato uno spaccato della situazione. Ne è scaturito un documento sottoscritto da tutti. Se la situazione non si risolverà chiederemo un nuovo incontro urgente con la dirigente. E' nel'anno di prova, ha optato per una gestione personalizzata dell'istituto e ha poca esperienza. Ha voluto stravolgere tutto, ma non si possono modificare di colpo le abitudini di insegnanti con anni di esperienza alle spalle. Secondo me avrebbe dovuto lasciare tutto come stava e iniziare a piccoli passi dal prossimo anno, se ci sarà". La situazione sembra degenerata ed insanabile, il segretario Snals parla di precedenti incontri con la dirigente che però producono al massimo un paio di giorni di tregua, poi tutto torna come prima. E' stata accusata di voler redigere le pagelle sull'operato dei professori, che ovviamente non hanno gradito, ma soprattutto di badare poco alla didattica e di essere eccessivamente attenta alla burocrazia. La dirigente sarebbe entrata in rotta di collisione anche con la segreteria amministrativa e con il consiglio d'istituto, che l'accusa di non collaborare mentre le decisioni dovrebbero essere collegiali. (Luisa Morbiato).

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Questa giunta non sa programmare (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca "Questa giunta non sa programmare" Duro attacco della minoranza: "Si appropriano dei nostri progetti" VARZI. "La giunta non ha saputo programmare e adesso si vanta di progetti realizzati ma che sono stati in realtà avviati dalla precedente amministrazione". La minoranza del Comune di Varzi, leggi Gianfranco Alberti, Domenico Buscone e Luisa Calamaretti, scende in campo. Caso cimiteri: "La manutenzione dei cimiteri e degli acquedotti, molti dei quali sono ancora gestiti dai consorzi, rientra nell'ordinaria amministrazione di un comune, e quindi non può essere una scusante o un freno all'operato di qualsiasi amministratore. Una buona amministrazione deve sapere programmare nel tempo interventi che riguardano la straordinaria amministrazione (nuove opere, nuovi progetti ecc.). Ci rattrista quindi apprendere che quello che per altri comuni è la normalità da noi è l'impossibile". Dai cimiteri al centro storico. "Siamo tutti concordi - sottolineano Buscone, Alberti e Calamaretti - nel ritenere il centro storico fiore all'occhiello di Varzi. A conferma di ciò la passata amministrazione aveva studiato, redatto e finanziato un progetto per la sostituzione dei punti luce esistenti con le lanterne. E' un progetto vecchio che purtroppo a causa della burocrazia ha visto la "luce" solo con l'amministrazione attuale. Era un progetto nostro. E' assurdo rilevare che questa amministrazione si voglia prendere il merito di tutto questo". E poi nel mirino dei tre dell'opposizione finisce il nuovo polo scolastico. "Non si può negare che importanti interventi di messa in sicurezza e adeguamenti anti-sismici nell'edificio che ospita le scuole elementari di via Mazzini sono stati realizzati. Si parla di un nuovo polo scolastico, ma diventa difficile capire come si possa far convivere tutte le realtà scolastiche locali, asilo, elementari, medie in un'unica struttura, visto che gli interventi fino ad ora realizzati toccano solo la struttura della scuola elementare". I tre consiglieri di minoranza attaccano: "Tralasciamo poi il fatto che senza una progettazione seria degli spazi verrebbero a convivere nella stessa struttura bambini di pochi anni con ragazzi ben più alti, quindi con problematiche totalmente differenti. Pensiamo che a tal proposito la giunta abbia le idee piuttosto confuse". E infine il centro sportivo "Chiappano". La minoranza conclude: "Lo stato in cui versa il centro sportivo del capoluogo, in passato fiore sull'occhiello del nostro comune, è sotto gli occhi di tutti. Apprendere ora dal sindaco Querciolli che gli urgenti interventi di riqualificazione dovranno essere anche per quest'anno rimandati ci lascia alquanto allibiti". E poi il mercato coperto. "Il mercato coperto trasformato in centro polifunzionale sembra una cattedrale nel deserto perché l'amministrazione non si è attivata per cercare i finanziamenti per concludere l'opera". Alessandro Disperati.

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Computer in tilt, anagrafe paralizzata - giuseppina piano (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Milano Computer in tilt, anagrafe paralizzata Blackout per il cervellone comunale, sotto accusa l'Ecopass In via Larga disagi alla mattina, nelle sedi decentrate stop per tutto il giorno e pioggia di proteste Inviati ai cittadini "sms pazzi" che annunciavano credito scaduto per il pedaggio antismog GIUSEPPINA PIANO La rete informatica affonda di nuovo. Ma questa volta trascina tutto il Comune, paralizzando soprattutto gli uffici dell'Anagrafe. Per un'ora e mezza, ieri mattina, in via Larga non è stato possibile fornire un solo certificato. Nelle delegazioni anagrafiche decentrate è andata anche peggio: terminali fuori uso per tutto il giorno, tra lunghe attese e proteste di migliaia di cittadini. L'Anagrafe è stata suo malgrado la vittima principale di una paralisi generale che ha coinvolto tutti gli uffici comunali. Con altri guai informatici anche per l'Ecopass, con l'invio di nuovi sms-pazzi agli utenti e la conseguente "disattivazione" dei canali di pagamento per qualche minuto per eliminare l'errore. Salve dalla debacle informatica le telecamere del pedaggio antismog, anche perché quelle girano su una rete a fibra ottica autonoma. Gli automobilisti, dunque, non avranno sconti. Ma tutto il resto, il sistema nervoso del Comune, è collassato. Anche se resta da capire il perché. Anche se, e soprattutto, dall'ufficio stampa del Comune ieri non è partito neppure un rigo di comunicato per spiegare l'accaduto o quantomeno avvisare gli utenti. I tecnici hanno escluso un attacco informatico o un virus. Resta che l'incidente riporta bufera sul settore informatico del Comune, un settore che non dipende da alcun assessorato ma che "serve" tutta la burocrazia comunale, guidato da un dirigente personalmente scelto dal sindaco Moratti. Le avvisaglie dei guai sull'Intranet comunale c'erano già state lunedì pomeriggio. Ieri, con un effetto domino, il disservizio si è esteso a tutti gli uffici ma soprattutto è dilagato sui servizi al pubblico. Nella sede centrale dell'Anagrafe in via Larga, migliaia di utenti al giorno, tra le 9 e le 10.30 terminali fuori uso e file di utenti in crescita esponenziale insieme alle proteste. A un certo punto gli incolpevoli impiegati hanno dovuto chiudere i portoni di accesso, perché non ci stava più nessuno. A fine mattina la rete qui è tornata a funzionare, mentre nelle nove delegazioni decentrate il black-out è andato avanti per tutto il giorno. Alla fine della giornata di passione all'assessore all'Anagrafe Stefano Pillitteri non resta che sospirare: "Sono molto rammaricato per il disagio avuto dai cittadini. Purtroppo c'è stato un problema tecnico sul funzionamento dei sistemi informatici, indipendente dai nostri uffici". E l'Ecopass? Un sms sballato ieri ha avvisato dei titolari di abbonamenti annuali per residenti che il loro "credito" era scaduto. Un non senso. Esattamente come i messaggini dello stesso tipo spediti per errore il 12 febbraio. Allora furono quasi 13mila. Ieri solo 31, assicuravano da Palazzo Marino, subito rettificati con un successivo messaggio. Un numero che si può solo accettare sulla fiducia, essendo impossibili controlli. La certezza è che non a tutti è arrivato l'sms di scuse. E che i tecnici hanno dovuto sul tamburo disattivare per qualche minuto il "cervellone" dei pagamenti per eliminare il baco.

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L'eni si allea con il mit sull'energia solare (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità L'Eni si allea con il Mit sull'energia solare ROMA Solare, geotermia, fotosintesi artificiale, nanotecnologie: parla anche italiano il laboratorio delle meraviglie del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, la più prestigiosa accademia scientifica del mondo, che ha avviato insieme all'Eni uno dei progetti in potenza più rivoluzionari della storia, quello sull'energia solare. Anche se resta illusorio pensare ad una rivoluzione copernicana sulle fonti alternative dall'oggi al domani - come ad esempio avvenuto nel settore delle tlc - studiosi, ricercatori, grandi imprese e soprattutto grandi capitali stanno lavorando ad un grande sforzo congiunto, avviando progetti mirati sullo studio delle fonti alternative, meno vincolanti ai limiti della burocrazia e dei fondi pubblici. Il Mit in questo si è dimostrato ancora una volta all'avanguardia, essendo tra i primi campus a credere al binomio industria-università e a sviluppare importanti partnership con le imprese e le major energetiche, soprattutto straniere. Tra di esse un ruolo di primo piano spetta all'Eni, che dopo mezzo secolo trascorso ad occuparsi di ricchezze ed energie del sottosuolo, ha deciso ora di guardare all'insù. La Spa guidata da Paolo Scaroni e il Mit hanno firmato oggi a Boston la partnership per un programma avanzato di ricerca nell'energia solare. L'ammontare totale del finanziamento sarà di 50 milioni di dollari distribuiti in cinque anni. Di questi, 25 milioni saranno destinati al programma di ricerca sul programma solare.

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È bene che Darwin litighi aspramente con Dioperò su scienza e fede siamo fermi al 1911 (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

DAVID BIDUSSA Preghiera darwiniana (Cortina, - 9,00) è un agile libretto in cui il suo autore (Michele Luzzatto) invita il lettore - meglio se totalmente digiuno di sapere scientifico - a considerare la scienza come un modo di ragionare e come un modo di guardare, piuttosto che come un pacchetto di convinzioni in rotta di collisione con l'etica. Un angolo prospettico che obbliga a riconsiderare varie cose del senso comune consueto. Una fra tutte: quella del nostro rapporto con Dio. Non solo da parte dei laici, ma anche dei credenti. Nel dibattito sull'evoluzione molti esponenti del pensiero religioso accusano i darwinisti di empietà, quando non addirittura di corruzione morale. Sembra essersi affermata la tesi dell'inconciliabilità tra due visioni del mondo che si vogliono contrapposte: o con Darwin o con Dio. Con questo monologo-saggio Michele Luzzatto propone una visione differente, proponendo un parallelo tra il naturalista inglese e alcune figure bibliche (Giacobbe e Giobbe) e suggerendo che solo combattendo o litigando con Dio e discutendo acerbamente con lui, forse si è nel solco di ciò che chiamiamo tradizione religiosa. La questione non è banale e semplicemente richiama la dimensione della laicità. Un termine che nel linguaggio pubblico è vissuto come parzialità. Da entrambe le parti. Da parte di coloro che la sentono minacciata è assunta come dimensione ideologica da difendere a fronte di un ritorno del religioso che ne vorrebbe minare le fondamenta, comunque ridurne gli spazi. Da parte del mondo religioso come una dimensione totalitaria, materialista che penalizza, anestetizza, e inibisce la sensibilità profonda della persona umana. In entrambi i casi una lettura parziale della questione. C'è un vizio di fondo in chi oggi si pone il problema della difesa ad oltranza della laicità intesa come sfera dell'etica come lotta all'oscurantismo del religioso. Il vizio consiste nel ritenere che la sfera della pratica religiosa e della riflessione intorno alla questione intorno a Dio sostanzialmente coincidano. ù È un prezzo alto che noi paghiamo - soprattutto in Italia - al fatto che l'ambito del religioso è stato costruito negli ultimi tre secoli - dalla "Riforma cattolica" in poi - come sfera del sapere detenuto da un'agenzia specifica - la Chiesa - la quale ha fatto molto per detenerlo. Non c'è niente di innaturale, del resto. Tutti i sistemi di potere nella storia e nel tempo hanno l'obiettivo primario di perpetuarsi: vale per le famiglie imprenditoriali, per la burocrazia di Stato, per il sapere medico, vale anche per la gerarchia ecclesiale. La struttura non fa la differenza. La differenza, al più la fa la competenza, ovvero la conoscenza del contenuto. Ma appunto su quello si fonda un sistema di controllo. Sul fatto che un sapere non solo si è professionalizzato, ma non è diffuso. E la prima responsabilità civile di non avere competenze sul piano religioso è proprio dei laici, almeno in Italia. Non contiene la solita questione dell'Italia diversa dagli Stati Uniti o dai Paesi protestanti. La cultura francese esprime nel suo sistema una realtà cattolica, e pure una competenza tra i laici, nel mondo intellettuale, nel sistema universitario, un'attenzione e una competenza alla religione come cultura e non solo come adesione a un sistema di fede. Ma lo stesso paradigma vale allorché si pone il problema dell'azione pubblica da parte della sfera del religioso. Anche in questo caso c'è una lettura distorta della realtà. Discende dalla somma di due convinzioni. La prima: che la secolarizzazione sia conseguenza di un inibizione del proprio messaggio. Inibizione a lungo patita. La seconda: che sia sufficiente l'esercizio della comunicazione pubblica delle proprie argomentazioni senza restrizioni perché queste vengano accolte. È una dimensione vittimaria della storia (la Chiesa perseguitata) e che evita di confrontarsi con le domande di chi si pone fuori dalla sfera della Chiesa e che ritiene che sia sufficiente esporre le proprie idee nella sfera pubblica per trasformarle in ragioni pubbliche. Anche qui torna buono il paragone col sistema culturale francese. Perché alla base di questo atteggiamento sta l'idea della scienza non come risorsa culturale, e di strumento per lo sviluppo,ma come "sottoprodotto culturale", come tecnica senza dignità di sapere teorico. Un'eredità su cui la Chiesa ha delle responsabilità, ma anche la cultura filosofica umanistica di chi si accredita come intellettuale nel nostro Paese. Un'eredità che non risale a ieri, ma data da almeno un secolo, quando Croce liquidò Federico Enriques come tecnico. Era il 1911 e l'occasione era il IV congresso della società filosofica italiana. Noi siamo ancora fermi lì. Tutti, Chiesa inclusa. DAVID BIDUSSA è storico. Si occupa di Storia sociale delle idee 27/02/2008 Considerare la scienza come modo di ragionare, non come convinzioni in collisione con l'etica 27/02/2008.

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Costi alle stelle, incassi in frenata: gli artigiani vedono nero (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Resi noti i dati della quarta indagine sulla congiuntura del comparto realizzata dall'ufficio studi della Confartigianato di Udine su un campione di oltre seicento aziende Costi alle stelle, incassi in frenata: gli artigiani vedono nero Tra i fattori di una crisi ormai crescente anche la concorrenza sleale di chi ha attività "sommerse" Questo quadro, con molte tinte fosche e solo quale positività, emerge dalla quarta indagine sulla congiuntura dell'artigianato in provincia di Udine. Una indagine realizzata dall'ufficio studi di Confartigianato (su un campione di oltre 600 aziende) e illustrata ieri dal presidente provinciale Carlo Faleschini, dal direttore Gian Luca Gortani e dal responsabile ufficio studi Nicola Serio, alla presenza anche dell'assessore regionale alle attività produttive Enrico Bertossi. I SEGNALI DI CRISI. Nell'ultimo semestre del 2007, secondo quanto indicato dai vari artigiani intervistati, le aspettative sono negative su ordini e commesse, produzione e fatturato. Solo sul fronte "addetti" i commenti invece sono più positivi. Come pure i "saldi di opinione" (ovvero la differenza tra chi valuta in crescita ogni voce e chi invece la ritiene in calo) sono più ottimistici tra i titolari delle imprese con più di 10 addetti. I FATTORI DELLA CRISI. A giudizio degli intervistati, le cause di questo andamento certamente non positivo del comparto artigianale sono la crescita dei prezzi dei fornitori, il ritardo dei clienti nei pagamenti, gli elevati costi bancari, una bolletta energetica sempre più soffocante e la concorrenza sleale del "sommerso". Per non parlare poi della "morsa fiscale" e della "soffocante burocrazia". "Due particolarità purtroppo tutte italiane - ha commentato ieri il presidente - e che insieme hanno l'effetto devastante della nitroglicerina". LA CRISI NEGLI INVESTIMENTI. Con i fatturati in calo e i pagamenti delle commissioni in ritardo, le aziende artigiane locali iniziano a tirare sempre di più il freno su altre spese, a iniziare da quelle ritenute fino a poco tempo fa essenziali per la crescita delle stesse, a iniziare dagli investimenti. Se nel 2006 investiva quasi una azienda su 4, ora invece si è passati a una cifra pari al 19 per cento, slittando così sotto la soglia "simbolo" del 20 per cento. ADDETTI ED EXPORT. Di fronte a tante considerazioni e previsioni negative (secondo gli artigiani interessati anche il primo semestre 2008 non offre segnali più di tanto positivi), ecco invece che su addetti ed export la tendenza è diversa, come ha sottolineato soddisfatto lo stesso assessore regionale Bertossi. Le imprese che esportano sono passate dal 10 per cento del 2006 a oltre il 17 per cento della fine del 2007. Mentre in ogni analisi le previsioni occupazionali restano comunque positive con particolari punte di "performance" per l'edilizia e le aziende specializzate nei servizi informatici. LA POSSIBILE SVOLTA. L'attuale situazione di stallo a livello politico non aiuta il comparto artigianale. "Eppure una svolta potrebbe arrivare anche nell'immediato - ha precisato il direttore Gortani - se il nuovo governo nazionale investirà nella riduzione della pressione fiscale, nella ripresa delle liberalizzazioni e nella riduzione della pressione burocratica". Intanto, a livello regionale, sta partendo il progetto, inserito nell'ultima Finanziaria locale, di sostegno alle nuove micro-aziende. "lo abbiamo definito "progetto nursery per le aziende artigianali" - ha ricordato l'assessore Bertossi - ed è stato studiato per abbattere la mortalità delle nuove aziende così alta soprattutto nei primi due anni di attività delle stesse".

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Berlusconi: scriverò a tutte le famiglie (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Cavaliere sarà capolista ovunque. D'Alema: "E' un'anziano in affanno" Tra i possibili candidati c'è anche Saccà, ex direttore di Rai Fiction Fini numero due in tutte le circoscrizioni Ma sulle liste si apre la bagarre ROMA - Duecento camper, ottomila Gazebo, 40 città da visitare e una lettera autografata da spedire a tutti gli italiani. Silvio Berlusconi vuole far partire nel prossimo week end la sua campagna elettorale. Nel frattempo stringe i tempi per il varo delle liste. E proprio sulle candidature nel Pdl scoppiano le prime grane. Ieri il Cavaliere ha incontrato lo stato maggiore di An per fare un primo giro di orizzonte su come compilare la "squadra" da portare in Parlamento. E le incomprensioni non sono certo mancate. Non tanto sui nomi da presentare, quanto sui criteri da adottare. Se sembra scontata l'idea di schierare capolista il Cavaliere in tutte le circoscrizioni con Fini numero due, gli uomini di via della Scrofa non intendono accettare il "rapporto" di 3 a 1 (tre uomini di Forza Italia per uno di Alleanza Nazionale) proposto dall'ex premier. Un bilanciamento che i "finiani" respingono perché basato sui sondaggi e non sui dati reali. A loro giudizio, infatti, la base di riferimento dovrebbero essere i risultati del 2006. Che porterebbero ad un "rapporto" di 2 a 1. Una querelle che ieri non si è risolta e che verrà affrontata di nuovo oggi dopo che Berlusconi e Fini avranno incontrato i cosiddetti partiti "piccoli" della coalizione. Sta di fatto che per aprire qualche varco nelle liste, anche il leader di Forza Italia ha iniziato a pensare ad alcune "barriere" per le ricandidature: a cominciare dal numero dei mandati. Un modo per fare spazio agli "esterni" e a qualche nome "eccellente" come Roberto Speciale e Roberta Contini, come Eugenia Roccella e Fiamma Nirenstein o come qualche rappresentante della "trincea del lavoro" (in corsa esponenti del vertici della Confagricoltura e della Confindustria). O anche come Agostino Saccà, l'ex direttore di RaiFiction. Nel frattempo il capo del Pdl sta mettendo in campo le sue armi elettorali. Venerdì prossimo a Roma verrà firmato da tutti i "big" dell'alleanza il programma di governo: una trentina di pagine, un preambolo con il richiamo al Partito popolare europeo e una decina di punti programmatici. In larga parte centrati sul rilancio economico e sul rafforzamento del potere d'acquisto degli stipendi. "Difendere e far ripartire l'economia italiana", si intitola il primo punto. Poi "La giusta imposta" per il taglio delle tasse, quindi "Legge e ordine" e "Una casa per tutti". Una parte infine è dedicata alla famiglia e una al Mezzogiorno. Una piattaforma che Berlusconi vorrebbe rendere "interattiva". Nel prossimo week end, infatti, nei gazebo del Pdl verrà organizzato una sorta di referendum per votare le "priorità". Verranno fornite delle schede in cui i sostenitori del centrodestra potranno esprimersi su Sicurezza, Famiglia e Economia. E proprio dagli ottomila gazebo partirà la campagna elettorale. Il Cavaliere dovrebbe fare il giro d'Italia presenziando le strutture "azzurre" (il primo forse sarà quello di Torino). Nello stesso tempo 200 camper cercheranno di fare concorrenza al pulman di Veltroni e attraverseranno il Paese toccando 40 capoluoghi. "Abbiamo iniziato una grande avventura rivoluzionaria - si legge nel volantino firmato dall'ex premier e che sarà diffuso nei gazebo -. Noi siamo pronti. Ora dipende da te". Secondo Berlusconi, si tratta di fare in modo che "tutti gli italiani, che non si riconoscono nella sinistra e nei suoi dogmi, si ritrovino in un unico grande, grande, grande movimento. Le scelte scellerate del governo Prodi hanno amplificato gli effetti della crisi economica internazionale. In questi due anni l'oppressione fiscale, le troppe leggi, la troppa burocrazia, una giustizia che non funziona, il dilagare dell'immigrazione clandestina e della criminalità hanno messo in ginocchio l'Italia". Concetti che replicherà anche in una lettera che nei prossimi giorni spedirà a tutti gli italiani per sottolineare l'impegno del Pdl a favore della famiglia e per denunciare che "il governo della sinistra ha mandato in rovina l'Italia". Tutte iniziative, però, che Massimo D'Alema ha stroncato senza mezzi termini: "Berlusconi è una persona anziana alla ricerca della rivincita. In affanno e fuori dal tempo. Ha dovuto imitare e rincorrere Veltroni". (c.t.).

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Rischiatutto (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-02-27 - pag: 12 autore: Rischiatutto Avrei una proposta per rilanciare la produttività, e nel contempo per combattere le caste: diminuire il più possibile la tassazione a carico di coloro che rischiano (fisicamente o economicamente) e aumentarla a dismisura, ai limiti dell'esproprio (salvaguardando, ovviamente, le categorie più deboli), a carico di coloro che non corrono alcun rischio. A tale scopo potrebbero essere annualmente approvati appositi "studi di settore" con i quali vengono stabiliti i vari gradi di rischio (e conseguentemente di tassazione) delle attività e dei lavori da ciascuno svolti. Luciano Dissegna Romano d'Ezzelino (VI) A ltri studi di settore: ma non le bastano quelli che ci sono già. E da applicarsi a gruppi di cittadini definiti sulla base del rischio nella loro attività... Meno tasse per chi si mette in gioco, più tasse per i pigri o i renitenti al mercato. Bella idea, ma nella sua proposta che costruzione barocca, che impaccio. Intanto: a chi tocca di fare le classifiche? Alla burocrazia delle Finanze? O magari mettiamo su una Commissione; o apparecchiamo un altro Tavolo. Immagini il divertimento. C'è una strada dritta, invece. è la strada di ridurre il peso e l'intrico delle corporazioni, delle posizioni di rendita. La buona medicina – se vuole, il ricostituente – della concorrenza estesa tutti, anche a quelli che oggi vivono protetti: questo è il rimedio. Il resto, sono buone intenzioni. - Politica e valori Basteranno le buone manierea salvare la politica di questo Paese? Temo di no, soprattutto se i due maggiori partiti si presentano dicendo le stesse cose, candidando personalità assai diversee incompatibili (Binetti e Odifreddi, da un lato, Giovanardie Capezzone,dall'altro),senza dare spazio ai valori autentici. Ciò che però temo di più è il nulla, il pressapochismo, la genericità assoluta per accontentare tutti, il “volemose bene all'amatriciana”. Quindi, ben venga la civiltà del confronto, ma alle buone maniere preferisco, a volte anche in modo rude, la sostanza. Enrico Pagano Milano Libertà di Suv Se è vero che la mia libertà finisce dove inizia la tua, allora perché tanta acrimonia verso i Suv? Di quale libertà ci privano? E se vietassero anche i jeans a vita bassa? E la luce accesa di notte? Personalmente neanch'io amo queste cose, ma "darei la vita, perché, chi lo vuole, potesse guidare un Suv". Mario Mantini email Il senso della patria Le parole pronunciate da Giusy Pezzullo: "Papà sei il mio eroe, continuerò il tuo lavoro" e la richiesta della esposizione del tricolore dimostrano che resistono sentimenti di un'incredibile purezza. Commoventi anche le parole del vescovo di Vittorio Veneto: "Il grande amore per la bandiera è ciò che Giovanni ci lascia come suo supremo testamento". Giuseppe Valencich email Diritti civili Sul Sole 24 Ore del 26 febbraioè apparso un articolo sui provvedimenti che verranno discussi nel prossimo Consiglio dei ministri in cui mi si attribuiscono delle perplessità sullo schema di decreto in materia di pari opportunità sui luoghi di lavoro contenente,tra l'altro,l'estensione delle misure di tutela in favore di chi ha cambiato sesso. Tale affermazione è errata. Personalmente e nella mia azione di Governo, mi sono sempre battuto in difesa dei diritti civilie contro ogni forma di discriminazione, perciò non posso che essere favorevole a quelle norme che, se approvate, innalzerebbero il livello di civiltà nel nostro Paese. Paolo Ferrero Ministro della Solidarietà sociale.

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FANO - Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia. Ieri pome (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di OSVALDO SCATASSI FANO - Il dragaggio del porto fanese si disincaglia dalle secche della burocrazia. Ieri pomeriggio la firma dell'accordo Ministero-Regione, presenti tra gli altri il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente regionale Gian Mario Spacca e il sindaco Stefano Aguzzi, ha messo fine alle fibrillazioni di queste ultime settimane. Lo scavo di sabbie e fanghi si può fare. Ci sono i soldi e c'è anche il posto in cui depositare il materiale in eccesso, la causa del fondale troppo basso e anche, in assoluto, il problema più spinoso da risolvere. Una situazione sull'orlo della crisi, i pescatori pronti a bloccare il porto di Fano con le loro barche, è stata risolta nell'arco di quattro giorni, da quando la Coomarpesca ha chiamato in assemblea la gente di mare per afferrare lo squalo (cioè l'emergenza dragaggio) per le pinne. L'assessore regionale Gianluca Carrabs aveva quindi annunciato che lo scavo si sarebbe fatto grazie all'accordo Ministero-Regione, e così è stato. Il Comune di Fano aderisce all'intesa, contribuendo con un milione e 400.000 euro alla costruzione di una cassa di colmata ad Ancona, che dal giugno 2009 sarà utilizzata per smaltire fanghi e sabbie di scavo provenienti dai porti marchigiani. Nel frattempo l'Amministrazione comunale utilizzerà altri 400.000 euro, uniti a un contributo regionale di mezzo milione, per finanziare un primo dragaggio d'emergenza, il trasporto dei materiali e il loro smaltimento nella discarica a Monteschiantello: si prevedono circa 6.000 metri cubi. Sabbie e fanghi di successivi interventi radicali (50.000 metri cubi) saranno invece destinati alla cassa di colmata.

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Sono diventato schiavo del lavoro e privo di scelte, sono stato condizionato a mori (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Sono diventato schiavo del lavoro e privo di scelte, sono stato condizionato a morire nel posto sbagliato, non posso tornare a morire dalla mia famiglia perchè sono ancora in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno". C'è una storia disperata dietro il suicidio di un giovane albanese, trovato impiccato ad un traliccio sul monte Subasio. Il suo testamento è scritto a mano sulla fototessera uguale a quella del passaporto e del permesso di soggiorno. Sono le parole disperate di un uomo che ha deciso di morire, che non riesce ad accettare la solitudine. I suoi ultimi pensieri, - rabbia e dolcezza insieme - sono affidati al retro di altre foto, che ha portato con sè, in uno zainetto, prima di morire. Ci sono messaggi per la famiglia, tre poesie dietro le foto di ragazze, la nostalgia per la sua famiglia fissata sul retro dell'immagine di una vacanza al mare, in Sardegna, con un'amica. "Ho conosciuto come si sta bene a vivere con una famiglia, la mia è lontana", scrive. Messaggi da una vita disperata, senza orizzonti. Un percorso che si è interrotto quando, forse, la speranza di poter riprogettare una vita, è diventata un quotidiano fatto solo di tanto lavoro e di nessuna relazione. In questa situazione, anche i meccanismi di una burocrazia lenta e farraginosa gli sono sembrati pesi troppo grandi da sopportare. "Mi sento prigioniero in questo posto, non posso andarmene, non ho il permesso di soggiorno". In attesa di rinnovo, il giovane, regolare, muratore per una ditta di Perugia, non se la sentiva di spostarsi fuori dall'Italia solo con la ricevuta che viene data per chi ha presentato le pratiche ma non ha ancora ottenuto i documenti. E' così che il pensiero di farla finita diventa la compagnia di ogni giornata, un'ossessione dalla quale il giovane non si è saputo liberare. Così, nelle ultime settimane, il giovane ha pensato solo a come andarsene, senza creare problemi a nessuno, in armonia con le leggi del Corano. Per una settimana il fratello, che non aveva notizie di lui, è venuto a cercarlo. In un libro che i familiari hanno trovato in casa erano sottolineate alcune frasi di un manuale che spiegava i versi del Corano: c'erano le istruzioni su come si deve morire, che posizione deve avere il viso - rivolto verso destra - gli occhi - chiusi-, con il soffio di Allah nelle orecchie. Così ha deciso, così ha fatto, dopo aver spedito un pacco con le sue ultime cose alla famiglia. Ai carabinieri di Assisi che l'hanno ritrovato è apparso un uomo appeso a un traliccio, nella parte più alta del monte Subasio, con il nodo della corda che gli teneva il viso rivolto verso destra, una sciarpa sugli occhi, le cuffiette di un walkman sulle orecchie, dove una voce registrata leggeva i versi del Corano. Il soffio di Allah nelle orecchie. Pa. Ri.

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<Sto aspettando da quasi un anno il rimborso per un treno annullato> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-02-27 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Ci pensa il Corriere "Sto aspettando da quasi un anno il rimborso per un treno annullato" Gentile redazione, vi scrivo per mettervi a parte di un episodio fors edi ordinaria burocrazia, ma che non posso fare a meno di ritenere assurdo e privo di senso. Ecco di cosa si tratta: il 25 marzo del 2007 il treno Eurostar 9311 delle 9,36 che doveva partire da Trento per Roma è stato annullato. Il convoglio soppresso è stato sostituito con un autobus da Trento a Verona, e con un successivo treno per Roma. Siamo arrivati a Roma Termini con circa un' ora di ritardo, così la maggior parte dei passeggeri ha deciso di fare la richiesta di rimborso direttamente alla stazione. Ancora siamo in attesa di una risposta, e il personale addetto di Trenitalia ha giustificato tale ritardo attraverso motivazioni che definirei piuttosto "fantasiose": ad esempio, mi è stato detto che non abbiamo diritto a un rimborso perché il treno non risulta partito da Trento. Ho fatto anche due solleciti di persona a Via Marsala e da più di un mese a questa parte ho provato a chiamare più volte lo 06 4740920, ma alle telefonate non risponde mai nessuno. A tutt'oggi, dunque, Trenitalia ancora non ha dato alcun tipo di risposta ai miei numerosi solleciti. Che posso fare? Cesare Carli.

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Venezia procede ma in affanno (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-02-27 - pag: 3 autore: La sede soffre per mole di arretrato e carenza di personale - Eccessiva la burocrazia Venezia procede ma in affanno Diego Buonocore VENEZIA Una macchina che lotta contro l'enorme mole di arretrato, e che a fatica riesce a soddisfare la domanda di giustizia. Il Tar del Veneto sconta il gran numero di cause pendenti, la carenza di personale giudiziario e amministrativo e l'eccessiva burocratizzazione delle procedure. Ma si tratta anche di una macchina complessa, che anche se non a regime presenta costi altissimi a carico delle casse dello Stato e quindi, infine, dei cittadini. Venezia in particolare sconta la posizione della sua sede, Palazzo Gussoni a Cannaregio, i costi di manutenzione e di pulizia, e quelli dei mezzi di trasporto per muoversi in laguna. Sul fronte dell'attività giudiziaria la gran parte del contenzioso che arriva all'attenzione del Tribunale amministrativo riguarda gare d'appalto, edilizia, normativa del commercio e cittadini extracomunitari che presentano ricorso per il diniego al rilascio di permessi di soggiorno. Il Tribunale Veneto è poi alle prese con oltre mille ricorsi presentati da allevatori che contestano la normativa (e le multe) sulle quote latte. Complessivamente, dal 2000 a oggi, il Tribunale ha praticamente dimezzato l'arretrato: le cause pendenti erano oltre 37mila nel 2000, sono diventate circa 20.500 al 31 dicembre 2007. Una grande mano nello smaltire l'arretrato l'ha data la legge 205 del 2000, che ha attribuito la possibilità di risolvere con decreto decisorio del presidente (e non più solo in udienza pubblica) i ricorsi riguardanti la dichiarazione di rinuncia, preterenzione, cessata materia del contendere, estinzione o improcedibilità. A questo va aggiunto il passaggio di competenza, a partire dal 1998, al giudice ordinario delle vertenze nel settore del pubblico impiego contrattualizzato. Il Tar del Veneto, guidato dal presidente Bruno Amoroso e dai consiglieri Giuseppe Di Nunzio ( presidente della seconda sezione) e Angelo De Zotti (presidente della terza sezione), ha potuto così concentrarsi sulla risoluzione dei ricorsi sopraggiunti: nel 2000 sono stati 3.800; nel 2003 ne sono stati proposti 3.322, l'anno successivo 3.630. Nel 2005 sono sopravvenuti 2.929 ricorsi, nel 2006 2.765 e nel 2007 sono stati 2.607. Le pronunce decisorie hanno seguito l'andamento dei ricorsi: le sentenze sono state 2.607 nel 2007, le ordinanze di sospensione 975, le ordinanze collegiali istruttorie 147, le ordinanze presidenziali 67, i decreti ingiuntivi 13. Tra le ultime ordinanze dei giudici veneti di particolare rilevanza ( e che avrà sicuramente riflesso anche nell'analogo ricorso davanti al Tar Lazio sul piano nazionale) è stata la bocciatura della norma della Finanziaria 2008 sui tagli effettuati dal Governo ai contributi per i Comuni. Complessivamente negli ultimi anni il Tar Veneto "produce" circa 4.500 provvedimenti l'anno: un lavoro portato a termine dalle tre sezioni, con complessivi 13 magistrati contro i 15 in organico, e da un personale di segreteria ridotto all'osso (23 addetti più quattro in distacco da altre amministrazioni, contro una previsione di pianta organica di circa 40 persone). Oltre ad attribuire nuove importanti prerogative al presidente, la legge 205/2000 ha previsto termini inferiori a quelli ordinari in materia di silenziorifiuto, e il dimezzamento dei termini processuali in molte materie, espressamente elencate. L'effetto complessivo è stato di accelerare i tempi per la definizione delle pratiche: sia in primo grado che in appello i giudizi si concludono in tempi inferiori a 12 mesi, salvo casi particolari che richiedono nuovi adempimenti istruttori. Oltre il 50% dei ricorsi presentati si accompagnano a richieste di sospensiva con le quali i ricorrenti cercano di tutelarsi dai ritardi: il giudizio cautelare si risolve, sia in primo che in secondo grado, in un tempo che solitamente varia dai 30 ai 45 giorni dal deposito dell'atto. I tempi per la definizione dei ricorsi, invece, sono molto variabili: circa il 20% viene comunque definito entro un anno dal ricorso. Il tempo medio per la definizione di un ricorso si sta assestando all'incirca sui 16 mesi, per ogni grado di giustizia. Ma la struttura della giustizia amministrativa è anche una macchina costosa: a parte gli stipendi del personale, per il funzionamento del Tar Veneto il ministero ha previsto una spesa per il 2008 di oltre 1 milione. Il costo maggiore in termini assoluti è per l'affitto dei locali di Palazzo Gussoni: 760.600 euro l'anno. Ma in percentuale spicca l'altissimo costo per i mezzi di trasporto marittimi: 15.988 euro l'anno, la spesa più alta d'Italia. Solo Roma, con un organico di oltre cento magistrati, spende di trasporti 10mila euro. A Venezia sono alte anche le spese per la manutenzione degli immobili (52.798 euro), le spese postali (500 euro a fronte di una spesa nazionale di 5.970 euro) e quelle per la pulizia (50.804). L'INTASAMENTO Il lavoro è rallentato anche alle oltre mille contestazioni alle norme sulle quote latte che sono state presentate dagli allevatori.

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Candidatura, Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Il governatore: a Vicenza come sindaco una donna Candidatura, Galan prende tempo "Calearo nel Pdl? Non mi risulta" PADOVA - Ha deciso di prendere tempo: la sua candidatura alle Politiche può attendere. In Sicilia le ferite di Gianfranco Miccichè bruciano ancora e Giancarlo Galan non ha intenzione di mettere paletti anche in Veneto. Non in questa fase, almeno. Ma alla vigilia di giorni decisivi per il programma e per l'assetto delle liste del Pdl Galan ne ha per tutti. Per gli industriali di Vicenza - "una città allo sbando per colpa delle lotte armate, soffre per mancanza di spazi di libertà" - e per chi se ne va dal partito chiedendo posti - "Non dirò mai che o mi danno un ministero o mi faccio la mia lista. La politica per me non è fatta così. Non metto veti. Neanche su Grazia. Che però dovrebbe metterselo da solo: parlare in quel modo di Forza Italia dopo aver avuto tanto da questo partito..." - fino al federalismo fiscale: "è la battaglia delle battaglie. Valuterò entrambi i programmi, ma è chiaro che anche quella è una variabile per la mia scelta". Il quarto mandato Galan si prepara al passo indietro, ma senza deporre le armi: "C'è spazio per un quarto mandato? E chi lo sa. Non abbiamo neanche fatto il terzo. Però è chiaro: c'è anche un problema di successione". Perché questa volta, pare di capire, una volta in lista sarebbe difficile rifare marcia indietro e tornare in Veneto, come nel 2006. Una cosa, però, è chiara: se Silvio chiamerà, Galan dirà sì: "Decido io, ma ho un debito di riconoscenza nei confronti di Berlusconi, che nel '94 mi disse: vai là e fonda questo partito. Dovevo pregare la gente perché si candidasse. Adesso, invece... Ho spento il telefonino per mezz'ora, ma so cosa troverò quando lo riaccendo...". Formigoni Dagli inizi all'attualità. La variabile Galan dipende dalla variabile Formigoni-ministro? "Formigoni fa la sua partita- spiega il presidente - io non c'entro niente. Anzi: a lui va tutto il mio appoggio. A differenza di Casini, che ha voluto la vasca piccola per essere un pesce che conta, Formigoni ha avuto coraggio e si è buttato nel mare più grande. Non ha fatto ricatti. Sarebbe un ottimo ministro: potrebbe portare a livello nazionale esperienze positive quasi quanto il Veneto". Quasi. Perché la vera eccellenza, Ça va sans dire, sta tutta in Veneto: "Sono pronto a qualsiasi confronto ", avverte il governatore. Vicenza A Galan sarebbe piaciuto portare Berlusconi là dove la campagna elettorale del 2006 ebbe una svolta: la Fiera di Vicenza. "Purtroppo - spiega Galan- non si può. Calearo direbbe di no? Non lo so. Dicono sia corteggiato sia dal Pd che dal Pdl... Mah, io non gli ho chiesto di fare il candidato. Vicenza è un luogo simbolico: da lì avremmo potuto vincere se qualcuno ci avesse creduto. Era il luogo dove era palese il contrasto tra i banchieri che fanno la fila per le primarie del centrosinistra e coloro che hanno mutui e depositi in banca e votano dall'altra parte". Ma Vicenza è anche una città dove si vota. "Il candidato sarà di Fi e mi piacerebbe che fosse donna", dice Galan lanciando Lia Sartori. Una nuova fase Galan è a un bivio, ma anche la Regione lo è. "Il Veneto ha ottenuto tutto da Roma: soldi per il passante, per il Mose - spiega il governatore - ora bisogna passare a una fase successiva. Deve contare un po' di più per portare un po' di Veneto a Roma, perché l'Italia somigli di più al Veneto, questo Veltroni non lo capisce, perché non capisce il Nord". E come si conta di più? "Mandando a Roma - è la ricetta di Galan - una squadra di parlamentari, non giocatori singoli". Nuova fase per la politica veneta. Anche a palazzo Ferro-Fini. Non a caso Galan manda un messaggio chiaro al suo Consiglio: "Approviamo lo Statuto, approviamo un regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.

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Candidatura, Galan prende tempo <Calearo nel Pdl? Non mi risulta> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-02-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Il governatore: a Vicenza come sindaco una donna Candidatura, Galan prende tempo "Calearo nel Pdl? Non mi risulta" PADOVA - Ha deciso di prendere tempo: la sua candidatura alle Politiche può attendere. In Sicilia le ferite di Gianfranco Miccichè bruciano ancora e Giancarlo Galan non ha intenzione di mettere paletti anche in Veneto. Non in questa fase, almeno. Ma alla vigilia di giorni decisivi per il programma e per l'assetto delle liste del Pdl Galan ne ha per tutti. Per gli industriali di Vicenza - "una città allo sbando per colpa delle lotte armate, soffre per mancanza di spazi di libertà" - e per chi se ne va dal partito chiedendo posti - "Non dirò mai che o mi danno un ministero o mi faccio la mia lista. La politica per me non è fatta così. Non metto veti. Neanche su Grazia. Che però dovrebbe metterselo da solo: parlare in quel modo di Forza Italia dopo aver avuto tanto da questo partito..." - fino al federalismo fiscale: "è la battaglia delle battaglie. Valuterò entrambi i programmi, ma è chiaro che anche quella è una variabile per la mia scelta". Il quarto mandato Galan si prepara al passo indietro, ma senza deporre le armi: "C'è spazio per un quarto mandato? E chi lo sa. Non abbiamo neanche fatto il terzo. Però è chiaro: c'è anche un problema di successione". Perché questa volta, pare di capire, una volta in lista sarebbe difficile rifare marcia indietro e tornare in Veneto, come nel 2006. Una cosa, però, è chiara: se Silvio chiamerà, Galan dirà sì: "Decido io, ma ho un debito di riconoscenza nei confronti di Berlusconi, che nel '94 mi disse: vai là e fonda questo partito. Dovevo pregare la gente perché si candidasse. Adesso, invece... Ho spento il telefonino per mezz'ora, ma so cosa troverò quando lo riaccendo...". Formigoni Dagli inizi all'attualità. La variabile Galan dipende dalla variabile Formigoni-ministro? "Formigoni fa la sua partita- spiega il presidente - io non c'entro niente. Anzi: a lui va tutto il mio appoggio. A differenza di Casini, che ha voluto la vasca piccola per essere un pesce che conta, Formigoni ha avuto coraggio e si è buttato nel mare più grande. Non ha fatto ricatti. Sarebbe un ottimo ministro: potrebbe portare a livello nazionale esperienze positive quasi quanto il Veneto". Quasi. Perché la vera eccellenza, Ça va sans dire, sta tutta in Veneto: "Sono pronto a qualsiasi confronto ", avverte il governatore. Vicenza A Galan sarebbe piaciuto portare Berlusconi là dove la campagna elettorale del 2006 ebbe una svolta: la Fiera di Vicenza. "Purtroppo - spiega Galan- non si può. Calearo direbbe di no? Non lo so. Dicono sia corteggiato sia dal Pd che dal Pdl... Mah, io non gli ho chiesto di fare il candidato. Vicenza è un luogo simbolico: da lì avremmo potuto vincere se qualcuno ci avesse creduto. Era il luogo dove era palese il contrasto tra i banchieri che fanno la fila per le primarie del centrosinistra e coloro che hanno mutui e depositi in banca e votano dall'altra parte". Ma Vicenza è anche una città dove si vota. "Il candidato sarà di Fi e mi piacerebbe che fosse donna", dice Galan lanciando Lia Sartori. Una nuova fase Galan è a un bivio, ma anche la Regione lo è. "Il Veneto ha ottenuto tutto da Roma: soldi per il passante, per il Mose - spiega il governatore - ora bisogna passare a una fase successiva. Deve contare un po' di più per portare un po' di Veneto a Roma, perché l'Italia somigli di più al Veneto, questo Veltroni non lo capisce, perché non capisce il Nord". E come si conta di più? "Mandando a Roma - è la ricetta di Galan - una squadra di parlamentari, non giocatori singoli". Nuova fase per la politica veneta. Anche a palazzo Ferro-Fini. Non a caso Galan manda un messaggio chiaro al suo Consiglio: "Approviamo lo Statuto, approviamo un regolamento per far funzionare il Consiglio indipendentemente dall'intelligenza dei consiglieri, approviamo le leggi nel minor tempo possibile, cancelliamo un'altra dose di burocrazia". Sara D'Ascenzo \\ A Roma dobbiamo mandare una squadra di parlamentari per contare di più non dei giocatori singoli.

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Un promemoria per chi ci governerà (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: ECONOMIA E IMPRESA SICILIA data: 2008-02-27 - pag: 6 autore: INTERVISTA Andrea Vecchio Presidente Ance Catania "Un promemoria per chi ci governerà" CATANIA "Emerge una carenza infrastrutturale notevole, una vera emergenza nell'area catanese e nella Sicilia orientale". A parlare è il presidente dell'Ance di Catania, Andrea Vecchio il quale sottolinea le criticità del sistema della mobilità in Sicilia orientale: "Sulla SS114, in particolare – dice – ci sono problemi grossi. In questo, come negli altri casi, il costo finora affrontato dalle imprese non è più tollerabile. Raccogliamo purtroppo i frutti di una programmazione di corto respiro". A quale programmazione si riferisce? Gli accordi tra Regione e Stato sulle priorità infrastrutturali si sono basati non su analisi scientifiche, su dati certi o su rilevazioni concrete del bisogno, bensì su indicazioni di vari politici senza la conoscenza delle opere più importanti da realizzare. Uno studio come quello realizzato da noi è quasi una provocazione di carattere politico, perché quei rilievi la Regione avrebbe dovuto farli trent'anni fa e aggiornarli ogni anno. E invece? Nella programmazione delle infrastrutture si sono invece seguite logiche clientelismo del saccheggio della spesa e abbiamo inondato la Sicilia di strade e opere inutili. Si sono solo ascoltate esigenze di clientele politiche per stabilire se sia più importante una o l'altra opera. Non abbiamo dunque un vero piano strategico, che va fatto conducendo un'analisi, assumendo dei dati, ragionando sui bisogni. Il nostro è il lavoro che la politica dovrebbe fare ma non ha fatto, anche perché condizionata dalla burocrazia regionale. Serve un nuovo modo di pensare le infrastrutture: se non seguiamo questa linea, non risolveremo i problemi . Quale contributo volete dare con la vostra ricerca? Abbiamo individuato le criticità e le conseguenti priorità, dalle quali scaturiscono due o tre proposte strategiche alla politica. Non ci vogliamo sostituire alla politica, vedremo però se essa avrà la disponibilità ad ascoltarci o la capacità di dire che si tratta di qualcosa di irrealizzabile. Il risultato del lavoro è raccolto in un volume, ma il desiderio è suscitare interesse e stimolo anche nelle altre territoriali siciliane, perché anch'esse possano dotarsi di strumenti di conoscenza simili. Noi ci assumiamo un impegno, un onere: tentiamo di sviluppare conoscenze affinché siano di supporto per la decisione. O. V. Presidente. Andrea Vecchio guida l'Associazione dei costruttori ORIETTA SCARDINO.

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Sull'ambulanza viaggiano le polemiche (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6039 Baunei. Manca la convenzione con la Asl, volontari sottoutilizzati loro malgrado Sull'ambulanza viaggiano le polemiche Baunei.. Manca la convenzione con la Asl, volontari sottoutilizzati loro malgrado "Croce Bianca a 50 metri, ma il 118 chiama Barisardo" --> "Croce Bianca a 50 metri, ma il 118 chiama Barisardo" Per soccorrere una paziente baunese non arriva l'ambulanza della Croce Bianca, ma quella di Barisardo, chiamata dalla centrale operativa. L'ambulatorio della guardia medica di Baunei dista appena 50 metri dalla sede della Croce Bianca. Ma qualche giorno fa, per trasferire una paziente baunese a Lanusei, la centrale operativa del 118 ha contattato l'ambulanza di un'associazione con sede a Barisardo. Allungando i tempi di attesa e scatenando le proteste dei baunesi che da anni sostengono in vario modo l'attività della locale associazione di volontariato. IL RACCONTO "La vicenda ha dell'incredibile - denunciano Fabrizio Foddis, 34 anni, e Piero Spano, 36 anni, a nome di un gruppo di baunesi particolarmente contrariati - Il mezzo di soccorso della Croce Bianca di Baunei, posteggiato in Via Orientale Sarda, era disponibile per l'intervento ma la centrale operativa del 118 ha chiamato l'ambulanza di Barisardo. Non abbiamo niente contro l'associazione bariese, sia chiaro, ma ci sembra giusto denunciare episodi clamorosi come quello verificatosi la settimana scorsa, anche se si trattava di un "codice verde" (non classificabile come urgenza vera e propria)". La vicenda ha colpito negativamente la popolazione baunese, che in questi giorni si chiede come sia possibile ignorare l'importanza di un servizio come quello offerto dai volontari del paese. SANTA BUROCRAZIA La questione, a quanto pare, non sarebbe altro che il classico caso delle buone intenzioni che vanno a cozzare con l'ottusità della burocrazia, come conferma lo stesso presidente dell'Associazione Croce Bianca di Baunei, Salvatore Murru, 39 anni, infermiere di professione e perciò a conoscenza delle regole che vigono in casi del genere. "E' vero - spiega Murru - che per convenzionarsi con il 118 è necessario garantire la copertura del servizio in determinate ore della giornata, ma è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi, come quello di cui si parla da giorni, siamo risultati disponibili. Capisco benissimo le ragioni della centrale operativa del 118, che in tempo reale, da Sassari, coordina le operazioni facendo riferimento ad una mappa dove sono indicate le associazioni convenzionate, ma credo anche che una telefonata alle associazioni non convenzionate (in Ogliastra sono tante) potrebbe evitare problemi e lamentele di qualsiasi tipo". Nessuna intenzione di scatenare una guerra fra associazioni, quindi, ma solo l'intento di fare chiarezza e di migliorare un servizio utilissimo, specialmente nelle piccole comunità di montagna. "Non vogliamo certo polemizzare con chi riesce a convenzionarsi con il 118 - rimarca Murru - ma non dimentichiamo che le associazioni di volontariato sopravvivono grazie al sostegno delle popolazioni locali, che potrebbero mettere in dubbio la necessità stessa di continuare a collaborare se le situazioni paradossali recentemente vissute in paese dovessero ripetersi". GIAMPAOLO PORCU.

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Liste, Scudieri: Entusiasmo e saggezza (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Campania politica Liste, Scudieri: Entusiasmo e saggezza Innovatore, che abbia maturato esperienza nel sistema produttivo, e preferibilmente giovane: l'identikit dell'imprenditore candidato nel Pd, disegnato dagli industriali napoletani, che sul Denaro di ieri concordano sui nomi di Alessandro Limatola, segretario regionale della Claai, e di Luigi Iavarone, presidente di Technepoli, oggi si arricchisce di altri interventi. Francesco Bellofatto --> "Giovane sicuramente dice Paolo Scudieri, vicepresidente dell'Unione industriali di Napoli, con delega all'internazionalizzazione ma che sia in grado di coniugare, e far condividere, entusiasmo e saggezza". Non fa nomi, Scudieri, anzi ci scherza su: "Io afferma potrei essere il candidato ideale. L'identikit tracciato dagli imprenditori risponde perfettamente al mio profilo". Per il leader degli industriali napoletani Giovanni Lettieri il candidato deve essere in grado di diffondere la cultura di impresa. "Non ci sono regole particolari, nè per il Pd nè per altri partiti avverte il numero uno di Palazzo Partanna -: l'imprenditore impegnato in politica deve contribuire a favorire le condizioni per lo sviluppo". Ma come mai a Milano è capolista, per il Partito Democratico, Matteo Colaninno, e a Napoli, invece, ancora nessuno è sceso in campo? "Qui le imprese risponde Lettieri sono tutte di dimensioni medio-piccole, ed è quindi difficile per chi le guida trovare tempo e modo per l'impegno politico".Un giovane, ma con la vocazione della politica: Enzo Giustino, dal 1980 al 1988 vicepresidente di Confindustria, e oggi nella terna dei saggi di Confindustria chiamati ad inviduare il successore di Luca Cordero di Montezemolo, tiene a precisare che "la rappresentanza degli interessi di categoria va distinta dalla salvaguardia degli interessi della collettività, caratteristica dell'azione politica: per questa ragione aggiunge chi si candida deve essere in grado di avere una visione ampia dei problemi del territorio". Puntano su un uomo in grado di rilanciare l'immagine di Napoli l'imprenditore Maurizio Marinella e Gianni Carità, presidente del Tarì: "Oggi c'è bisogno di trasmettere un segnale positivo da una città in crisi spiega Marinella -: è necessaria una persona in grado di trasmettere senso civico e ridare, agli imprenditori, come ai napoletani, la dignità di un ruolo che oggi si è perso". Gli chiedo se concorda con le indicazioni espresse ieri da alcuni industriali napoletani: "Punterei sicuramente su un giovane replica Marinella, che tuttavia preferisce non fare nomi -: anche io sono stato, in passato, corteggiato da ambedue gli schieramenti politici. Ma non ho mai accettato, non è quello il mio mondo".Per il presidente della Cittadella dell'Oro non è un problema di imprenditori in politica, vanno cambiate le leggi, a iniziare da quella elettorale: "Ce ne sono stati tanti candidati in tutti gli schieramenti afferma Gianni Carità e sicuramente oggi abbiamo bisogno di un innovatore, che abbia il senso pratico dell'imprenditore per rendere le imprese e il mondo del lavoro più liberi da lacci e lacciuoli della burocrazia". --> del 27-02-2008 num.

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NEGRAR. Righetti, padre di una ragazza che vive in carrozzina, vede finalmente vicina la realizzazione di un sogno (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per eliminare le barriere ora si copia Peschiera Le pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE     Camilla Madinelli Metti di essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza. In piazza Vittorio Emanuele a Negrar non puoi farlo, se non sei accompagnato: la maggioranza delle attività commerciali infatti ha all'entrata un gradino o le scale. Basta un solo gradino per impedire una commissione a chi vive in carrozzina. Sole eccezioni senza barriere, chiesa, banche e municipio. La piazza a dire il vero non è il massimo nemmeno per i normodotati, viste le numerose buche e gli scivoloni che periodicamente mettono in difficoltà anche chi si regge in piedi. Il Comune ha in programma per la primavera il rifacimento della pavimentazione, per fissare una volta per tutte i blocchetti in porfido balelrini, responsabili di rovinose cadute e incidenti. Insomma, tra buche, scalini e gradoni, la piazza centrale sembra più un percorso a ostacoli per atleti che un luogo di aggregazione e commercio. Eppure, come dimostra il caso di Peschiera - dove il comune ha progettato, finanziato e posizionato 122 pedane davanti ad altrettanti negozi - le soluzioni ci sono. Giuseppe Righetti, padre di una ragazza paraplegica, chiede il collaudo di piazza Vittorio Emanuele dal 1999. Mica da ieri. Ultimamente ha chiesto al programma satirico Striscia la Notizia di venire a vedere. "Sono passati tanti anni e non c'è nulla di nuovo sotto il sole", si sfoga Righetti, che si batte da una vita a favore dei diritti dei disabili. "La legge prevede che i negozianti si mettano a norma in fatto di barriere architettoniche e ci sono a disposizione finanziamenti, sembra però che l'argomento non interessi molto". Nel 2007, per esempio, la Finanziaria aveva introdotto un contributo a favore dei gestori delle attività commerciali per l'abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi. In dotazione del fondo c'erano cinque milioni. "Perché Peschiera sì e noi no?", si chiede Righetti. "Qui non è solo un problema di scale, si tratta di favorire realmente l'autonomia dei portatori di handicap e il loro inserimento nel tessuto sociale". A Negrar esiste una Commissione consultiva in materia di barriere architettoniche e sensoriali formata da persone disabili e loro familiari. Il Comune, che l'ha fortemente voluta e istituita, sottopone alla Commissione i progetti delle opere pubbliche affinché indichino correzioni e migliorie. "Va bene vedere i nuovi progetti, ma tutto il resto?", insiste Righetti. Ma poiché la sua storia è lunga ed è fatta di coraggio, denunce e soddisfazioni, lui non si arrende. Sua figlia Sofia oggi è una diciottenne piena d'energia, che vive da sola e in piena autonomia a Bologna, dove frequenta l'Università. Lei non ha mai pensato di essere svantaggiata rispetto ai suoi coetanei. Alla faccia delle difficoltà, che comunque esistono. "Grazie al lavoro di anni, mio e di tanti altri, qualcosa a favore dei disabili è stato fatto a Negrar", ammette Righetti, "prima o poi avremo a norma anche la piazza". Il sindaco raccoglie l'invito e rilancia. "Andrò a Peschiera per vedere l'effetto pratico ed estetico delle pedane: mi sembra una soluzione intelligente e applicabile anche nella nostra piazza", ammette Alberto Mion. Qualche risposta più precisa arriva poi dall'assessore ai servizi sociali Bruno Quintarelli: "Rendere la piazza a misura di disabile è un'idea che abbiamo da tempo", dice, "e l'esempio di Peschiera ci dice che è il momento di attuarla. Durante la ripavimentazione verrà livellato tutto il possibile; per quanto riguarda gli accessi ai negozi, spetta ai negozianti fare richiesta e installare eventuali pedane. Noi promuoveremo un incontro con tutti i commercianti; insieme alla Commissione handicap, troveremo una soluzione omogenea e pratica". Il Comune sarebbe disposto a fornire consulenza per parte burocratica e progettazione, e a finanziare l'opera. L'assessore è ottimista: "Arriveremo a un risultato importante".

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Le pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

NEGRAR. Righetti, padre di una ragazza che vive in carrozzina, vede finalmente vicina la realizzazione di un sogno Per eliminare le barriere ora si copia Peschiera Le pedane in centro storico hanno rotto un tabù Mion pronto a importare il modello del lago Consulenza per burocrazia e progetti ma decideremo con i negozianti BRUNO QUINTARELLI ASSESSORE AL SOCIALE     Camilla Madinelli Metti di essere un disabile in carrozzina che ha bisogno di comprare il pane o il giornale, che vuole bere una bibita al bar o portarsi a casa un trancio di pizza. In piazza Vittorio Emanuele a Negrar non puoi farlo, se non sei accompagnato: la maggioranza delle attività commerciali infatti ha all'entrata un gradino o le scale. Basta un solo gradino per impedire una commissione a chi vive in carrozzina. Sole eccezioni senza barriere, chiesa, banche e municipio. La piazza a dire il vero non è il massimo nemmeno per i normodotati, viste le numerose buche e gli scivoloni che periodicamente mettono in difficoltà anche chi si regge in piedi. Il Comune ha in programma per la primavera il rifacimento della pavimentazione, per fissare una volta per tutte i blocchetti in porfido balelrini, responsabili di rovinose cadute e incidenti. Insomma, tra buche, scalini e gradoni, la piazza centrale sembra più un percorso a ostacoli per atleti che un luogo di aggregazione e commercio. Eppure, come dimostra il caso di Peschiera - dove il comune ha progettato, finanziato e posizionato 122 pedane davanti ad altrettanti negozi - le soluzioni ci sono. Giuseppe Righetti, padre di una ragazza paraplegica, chiede il collaudo di piazza Vittorio Emanuele dal 1999. Mica da ieri. Ultimamente ha chiesto al programma satirico Striscia la Notizia di venire a vedere. "Sono passati tanti anni e non c'è nulla di nuovo sotto il sole", si sfoga Righetti, che si batte da una vita a favore dei diritti dei disabili. "La legge prevede che i negozianti si mettano a norma in fatto di barriere architettoniche e ci sono a disposizione finanziamenti, sembra però che l'argomento non interessi molto". Nel 2007, per esempio, la Finanziaria aveva introdotto un contributo a favore dei gestori delle attività commerciali per l'abbattimento delle barriere architettoniche nei negozi. In dotazione del fondo c'erano cinque milioni. "Perché Peschiera sì e noi no?", si chiede Righetti. "Qui non è solo un problema di scale, si tratta di favorire realmente l'autonomia dei portatori di handicap e il loro inserimento nel tessuto sociale". A Negrar esiste una Commissione consultiva in materia di barriere architettoniche e sensoriali formata da persone disabili e loro familiari. Il Comune, che l'ha fortemente voluta e istituita, sottopone alla Commissione i progetti delle opere pubbliche affinché indichino correzioni e migliorie. "Va bene vedere i nuovi progetti, ma tutto il resto?", insiste Righetti. Ma poiché la sua storia è lunga ed è fatta di coraggio, denunce e soddisfazioni, lui non si arrende. Sua figlia Sofia oggi è una diciottenne piena d'energia, che vive da sola e in piena autonomia a Bologna, dove frequenta l'Università. Lei non ha mai pensato di essere svantaggiata rispetto ai suoi coetanei. Alla faccia delle difficoltà, che comunque esistono. "Grazie al lavoro di anni, mio e di tanti altri, qualcosa a favore dei disabili è stato fatto a Negrar", ammette Righetti, "prima o poi avremo a norma anche la piazza". Il sindaco raccoglie l'invito e rilancia. "Andrò a Peschiera per vedere l'effetto pratico ed estetico delle pedane: mi sembra una soluzione intelligente e applicabile anche nella nostra piazza", ammette Alberto Mion. Qualche risposta più precisa arriva poi dall'assessore ai servizi sociali Bruno Quintarelli: "Rendere la piazza a misura di disabile è un'idea che abbiamo da tempo", dice, "e l'esempio di Peschiera ci dice che è il momento di attuarla. Durante la ripavimentazione verrà livellato tutto il possibile; per quanto riguarda gli accessi ai negozi, spetta ai negozianti fare richiesta e installare eventuali pedane. Noi promuoveremo un incontro con tutti i commercianti; insieme alla Commissione handicap, troveremo una soluzione omogenea e pratica". Il Comune sarebbe disposto a fornire consulenza per parte burocratica e progettazione, e a finanziare l'opera. L'assessore è ottimista: "Arriveremo a un risultato importante".

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Noi medici siamo amati perché rispettiamo la vita (sezione: Burocrazia)

( da "Avvenire" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLITICA 27-02-2008 IL GIURAMENTO DI IPPOCRATE E LE VICENDE DI UNA PROFESSIONE Noi medici siamo amati perché rispettiamo la vita CARLO BELLIENI È interessante parlare con Robert De Jong, neurochirurgo olandese, come mi è accaduto di fare ieri al termine della sua lezione all'assemblea della Pontificia Accademia pro Vita nella quale con candore ha smontato punto per punto il famigerato "Protocollo di Groningen" che teorizza e giustifica l'eutanasia pediatrica. De Jong aveva già pubblicato le sue critiche in un'importante rivista medica, spiegando da esperto qual è come non sia vero che i bambini con spina bifida avvertano dolori insopportabili, che siano destinati a un'esistenza senza prospettive, o che sperimentino una scarsa qualità della vita. Tutto falso. Eppure è a questi malati che il Protocollo primariamente si applica. De Jong non è cristiano: è semplicemente realista. Dice : "Mi batto perché rispetto la vita. E la verità". E lui i bimbi con spina bifida li conosce bene, perché li cura. Ciò in cui crede lo specialista olandese è proprio quello che ognuno vorrebbe da noi medici. La gente si attende, ad esempio, che non ci facciamo prendere dall'idea postmoderna per la quale, se si profilano condizioni di salute non perfette, è lecito proporre un'uscita d'emergenza dalla vita; vuole che profondiamo uno sforzo continuo per essere accanto a ciascuno, per salvare vite, per trovare nuovi rimedi; non vuole l'accanimento: teme piuttosto l'abbandono. Sembra invece che la classe medica si stia specializzando in discorsi vani su chi far vivere e chi lasciar morire, oppure sull'epoca in cui si può abortire. Come ricordava di recente il famoso pediatra Avroy Fanaroff, si tratta di una visione 'necrologica' delle problematiche etiche. Lo diceva con riferimento alle riflessioni che di solito si fanno sull'etica in neonatologia, nelle quali parlare di "decisione etica" equivale a intendere automaticamente "sospensione delle cure". Ma non è difficile cogliere il peso di una visione tanto ristretta dell'etica medica in tutti i dibattiti pubblici, dentro e fuori gli ambienti clinici. Tutto questo alla gente non piace. Eppure sembra quasi essercisi assuefatta, forse perché sui giornali viene fatto risuonare sempre lo spauracchio dell'accanimento terapeutico e si valorizzano poco gli sforzi di chi fa ricerca seriamente, delle famiglie che curano i malati terminali, della professione infermieristica. Ma un simile riduzionismo etico non piace neanche a noi medici, che vorremmo far bene il nostro dovere ed essere aiutati a curare. È un problema di portata tale che recentemente il "Journal of the American Medical Association" gli ha dedicato il proprio editoriale con un titolo eloquente: "Perché i medici sono infelici?". Di fronte a deragliamenti quali quelli cui abbiamo assistito nei giorni scorsi non si tratta di invocare obiettivi utopistici ma semplicemente di ricordarci dell'antico giuramento di Ippocrate, centrato sul dovere del medico di curare, sulla sua dignità e su quella del malato. Troppa burocrazia oggi ci impedisce di riappropriarcene dentro ospedali diventati più simili ad aziende, con malati trasformati in 'utenza' e medici divenuti 'operatori sanitari'. La professione rischia di soccombere nel confronto con mansionari e decreti, budget e orari. E finisce col parlare troppo di come morire, o come non far nascere. Allora è forse giunto il momento perché noi medici reclamiamo che sui giornali si smetta di parlare solo di una medicina "restitutiva" (che vede cioè la mancata guarigione completa come un fallimento) e che si riporti in evidenza quella "abilitativa", il cui scopo è dare al paziente durante il percorso terapeutico e anche quando se ne vede l'incurabilità la possibilità di essere se stesso, di non sentirsi ridotto da 'persona' a 'malattia'. È una prospettiva culturale che ancora non si scorge. Ma è questo che vogliamo da chi guida le scelte dei medici in Italia.

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Comune, il ministero ha scelto il commissario (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

VERSO LE ELEZIONI. È il prefetto Vincenzo Madonna, campano, docente di diritto, con una lunga carriera al Viminale Comune, il ministero ha scelto il commissario L'arrivo è atteso per oggi, in tempo per premiare la Spaak. Fra i compiti anche l'ok al bilancio 2008     Gian Marco Mancassola Se l'aereo sarà puntuale, forse riuscirà a mettere piede a palazzo Trissino in tempo per presenziare alla consegna della "Palladio d'oro" a Catherine Spaak. Vincenzo Madonna è il nuovo commissario straordinario indicato dal Viminale per reggere le redini del Comune fino all'elezione del successore di Enrico Hüllweck, le cui dimissioni sono divenute effettive e irrevocabili alla mezzanotte di lunedì. IL COMMISSARIO. Nato a Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, 67 anni fa, laureato in giurisprudenza a Napoli, stando alle prime informazioni circolate nel tardo pomeriggio di ieri, quando è stata ufficializzata da Roma la nomina, il prefetto Madonna ha trascorso un'intera carriera al Viminale, dove è entrato nel 1966 e dove ha ricoperto numerosi incarichi in settori chiave come il dipartimento della Pubblica sicurezza. Docente di materie giuridiche ed economiche, ha ricoperto più volte il ruolo di commissario o di presidente di commissioni straordinarie in Comuni dove i consigli comunali erano stati sciolti anzitempo. Uno degli ultimi incarichi è stato a Pozzuoli, in Campania. LE INCOMBENZE. Con lo scioglimento degli organi elettivi del Comune e la nomina del commissario, entra nel vivo la fase di transizione che accompagnerà il Comune fino all'elezione del nuovo sindaco e del nuovo consiglio comunale, che potrebbe avvenire già al primo turno il 14 aprile o al secondo turno due settimane più tardi. Il commissariamento, come si ricorderà, è stato dettato dalle dimissioni anticipate rassegnate dal sindaco Hüllweck il 13 febbraio: un atto indispensabile perché potesse candidarsi alla Camera o al Senato. L'impennata subita dagli eventi ha stravolto la scaletta delle incombenze comunali, che ora vengono ereditate dal commissario. Non saranno soltanto rose e viole, come la premiazione della Spaak. Ci sarà anche molta burocrazia, a partire dal bilancio di previsione 2008, che il consiglio comunale non è riuscito nemmeno a discutere prima di decadere. Si tratta di una delle delibere più importanti dell'anno, con la quale vengono programmati gli interventi economici per le attività e i servizi, oltre agli investimenti per la realizzazione delle opere pubbliche. IL COMMIATO. Palazzo Trissino e palazzo degli Uffici in piazza Biade versavano ieri in un'atmosfera surreale. Corridoi vuoti, le stanze dei bottoni private dei protagonisti dell'ultimo quinquennio amministrativo, gli uffici della politica in fase di sgombero e smantellamento. Sono stati avvistati ex assessori come Claudio Cicero impegnati in un vero e proprio trasloco di carte, effetti personali e souvenir dall'ufficio al portabagagli dell'auto. Uno alla volta, gli ex componenti della giunta stanno restituendo alla segreteria del Comune i loro benefit, che in sostanza si riducono al cellulare di servizio (molti degli amministratori hanno chiesto di riscattare il numero di telefono, pagando per proprio conto d'ora in poi la scheda telefonica) e ai pass per circolare nella zona a traffico limitato e sostare nel parcheggio dei Vip, in piazza Biade, a pochi metri da piazza dei Signori. Per molti potrebbe essere un arrivederci, per altri è un addio.

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<Il grande nemico> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

BUROCRAZIA "Il grande nemico"   Su tutti i giornali in questi giorni non si parla altro che di tasse e di crisi; nessuno però parla (perché nessun politico ha il coraggio!!!) dei mali che sono la causa di tutti i mali dell'Italia. Le cause secondo me e molti miei amici, dei malanni del nostro paese sono "Le Lobby e la Burocrazia" oltre ai "Verdi" che sparano a caso. Infatti le lobby sono una delle cause che impediscono molte iniziative da parte dei singoli cittadini e che, se fossero cancellate, potrebbero portare a nuovi posti di lavoro ed all'incremento del Pil. Ma la rovina è la burocrazia, di cui tutti parlano ma che nessuno vuole abbattere; da miei conteggi ogni piccolo artigiano o piccola impresa a carattere famigliare spende ogni anno da 800 a 1500 euro in pratiche burocratiche inutili ed è anche per questo che molti dicono: visto che devo pagare questi balzelli inutili, mi ritengo autorizzato ad evadere in egual misura. L'ultimo atto in materia di burocrazia è stato il decreto emesso dal ministro dell'ambiente (lo chiamo l'innominabile!!!) che ha decretato che i registri dei rifiuti (registri che non servono a nulla, nemmeno a bloccare le varie contaminazioni) debbano essere solamente vidimati dalle Camere di Commercio con una spesa di tassazione di euro 30 e che i vecchi registri vidimati gratuitamente dagli uffici fiscali non sono più validi. Non le sembra una pazzia? Eppure nessuna categoria economica ha protestato e nessun politico ha parlato. Ma che ne facciamo allora dei nostri politici e dei rappresentanti delle categorie economiche se non hanno il coraggio di ribellarsi a tale burocrazia? Se fossi al suo posto mi vergognerei nel vedere come sono tartassati gli italiani e sono gli stessi che fra poco si ripresenteranno a chiedere il voto. Ed intanto il piccolo imprenditore deve continuare a sudare sette camicie per poter mandare avanti la propria attività. Filippo Gecchelin  .

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CAMPIDOGLIO/ VELTRONI: I ROMANI SONO ENTITA' UNICA AL MONDO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-02-2008 11:44 Oggi Roma è finalmente una moderana capitale europea Roma, 27 feb. (Apcom) - "I romani sono un'entità unica al mondo". Lo scrive Walter Veltroni sul nuovo numero del mensile free press Pocket, diretto da Daniele Quinzi. "Quella da Sindaco è stata un'esperienza straordinaria, la più bella della mia vita, il lavoro più bello. Sono praticamente entrato in simbiosi con questa Roma straordinaria. Perché straordinaria lo è davvero e non solo per il grande patrimonio culturale che il passato le ha donato e che la rende inimitabile agli occhi del mondo. Straordinaria e unica perché è una città che si può amare sì per i suoi parchi, i suoi colori, i suoi tramonti, ma soprattutto perché a Roma vivono persone disponibili con il prossimo senza il virus dell'egoismo che tira fuori il peggio di noi, persone con il senso dell'umorismo, caratteristiche che fanno dei romani un'entità unica al mondo". Veltroni ricorda: "In questi anni abbiamo preso decisioni per le quali non si dorme la notte, ci siamo sempre presi tutte le responsabilità senza mai fare scaricabarile. Il Consiglio comunale, poi, con l'approvazione definitiva del Nuovo Piano Regolatore, ha scritto una pagina nella storia della città. In definitiva, oggi, dopo sette anni, posso dire che abbiamo fatto quello che dovevamo fare". Il leader del Pd conclude: "C'è la soddisfazione di aver raggiunto degli obiettivi importanti per la qualità della vita dei romani, di aver contribuito a semplificare la vita delle persone, a renderla più piacevole, a sostenerla nei momenti di difficoltà. Di essere riusciti a mettere completamente da parte quella vecchia immagine di Roma città dei ministeri, capitale della burocrazia, per far posto ad una Capitale europea moderna ed efficiente, che dal suo meraviglioso passato trae la forza per guardare al proprio futuro. E' davvero impossibile citare tutti i risultati raggiunti in questi sette anni".

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Il sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di mercoledì 27 febbraio 2008 > Provincia Il sindaco "Il futuro lo dedicheremo a migliorare la qualità della vita" CASTELVETRO - Il passato per risolvere problemi basilari, dall'acquedotto alle fognature, alla viabilità interna. Il futuro per una strategia di lungo periodo per migliorare la qualità della vita, con una nuova piazza, aree verdi e il desiderato centro sportivo e riabilitativo, per il quale il sindaco uscente Francesco Marcotti ha gettato le basi durante questo mandato. "Questi cinque anni sono volati - dice Marcotti - sono stati meravigliosi, duri, ma ricchi di soddisfazioni. Ho la fortuna di avere al mio fianco un gruppo di persone che hanno sempre dato il massimo e mi hanno aiutato in qualsiasi momento, soprattutto i più duri, con la gestione del personale in malattia o in aspettativa e della burocrazia, che a volte è stata un vero ostacolo. Nel secondo anno di mandato - ricorda il sindaco - abbiamo superato i 5mila abitanti: un dato positivo ma problematico, che ci ha obbligato a rispettare il patto di stabilità e ad amministrare con le stesse normative di grandi città e le risorse di un piccolo paese, penalizzandoci nelle procedure e nei tempi di realizzazione delle opere". A causa della burocrazia "spesso i risultati non sono stati proporzionati all'impegno nostro, dei responsabili dei servizi e di tutto il personale. Molto è stato fatto, anche se ci si aspetta sempre di più". Marcotti esprime grande soddisfazione per i grandi interventi sull'acquedotto, a partire dal trasferimento dell'acqua di San Giuliano a Castelvetro, e sulle fognature: "Abbiamo risolto problemi che si trascinavano da anni. Ora, a parte qualche sporadico inconveniente, la strada è tracciata". Il sindaco parla poi dell'ampliamento e la sistemazione dei tre cimiteri comunali, "che meritano un alto decoro", precisa che a breve il camposanto del capoluogo sarà pavimentato, ricorda l'intervento a San Giuliano, con la nuova strada d'accesso, la pista ciclabile e le nuove cappelle. Anche la ristrutturazione delle scuole e la nuova mensa, "pur con qualche ritardo", sono "un investimento importante, un servizio per tenere a Castelvetro i nostri ragazzi, di cui tutti saremo fieri. C'è stata una cura particolare per gli anziani - prosegue il sindaco - con vari interventi, tra cui il potenziamento dei servizi domiciliari, tanto che a volte siamo stati "accusati" di pensare più a loro che al resto della popolazione. Hanno lavorato una vita e hanno vissuto periodi non belli: è giusto che possano trascorrere serenamente i loro ultimi anni". Nel settore sociale si colloca anche la nuova piazza: "Con un finanziamento della Regione sono partiti i lavori del primo stralcio; ne seguiranno altri, che prevedono l'acquisizione del terreno dietro il municipio che diventerà un parco pubblico". Se Marcotti ha un rimpianto, è non aver ancora realizzato il centro sportivo-riabilitativo, che era nel suo precedente programma elettorale. "E' uno dei motivi per cui ho deciso di ricandidarmi - spiega - Castelvetro ha assolutamente bisogno di un centro di questo tipo, dove sarà possibile uno scambio di esperienze tra anziani, giovani e adulti. Procederemo col progetto preliminare, vi dedicheremo la maggior parte dei nostri sforzi. Questo è uno dei risultati non proporzionati all'impegno. Spero che con maggiore esperienza e col cambiamento delle normative si riesca a fare di più". Negli ultimi cinque anni l'amministrazione Marcotti ha cercato un equilibrio tra due elementi: la buona gestione del quotidiano e le strategie per lo sviluppo futuro del paese. A tale proposito, precisa il sindaco, è "fondamentale la scelta di una soluzione viabilistica esterna, concreta e realizzabile, senza la quale non si può pianificare lo sviluppo del paese". Chiaro il riferimento al progetto del terzo ponte tra Castelvetro e Cremona. Nei prossimi cinque anni Marcotti punta a una strategia di lungo periodo. "Il valore di un'iniziativa - dice il primo cittadino - sta nel riuscire a metterla in pratica. Ora che le questioni dell'acquedotto, della fognatura e della viabilità interna sono giunti a una soluzione, urge pensare alla qualità della vita, all'abbellimento e alla fruizione dell'esistente, creando ampi giardini come quello di via Berlinguer, piste ciclabili, rispettando l'ambiente col potenziamento delle energie alternative e l'installazione di pannelli solari, e gettare le basi per il futuro del paese con il nuovo Piano strutturale comunale". Alessia Strinati [.

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Gli Stati canaglia e l'ignavia dell'Onu (sezione: Burocrazia)

( da "Avanti!" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

SIRIA E IRAN CONTINUANO A MUOVERE LE FILA DEL TERRORISMO E L'OCCIDENTE RESTA A GUARDARE Gli Stati canaglia e l'ignavia dell'Onu 27/02/2008 I Paesi canaglia, Siria e Iran, che muovono le fila del terrorismo islamico che insanguina il Medio Oriente, godono a Occidente dei giudizi favorevoli degli apparati diplomatici. Se Hamas continua nello stillicidio dei lanci dei razzi Qassam dal territorio di Gaza che piovono indiscriminatamente sulle città del Neghev e in particolare su Sderot, portando morte e distruzioni tra i cittadini inermi e innocenti, Hezbollah serra ancor di più fra le sue spire il Libano del sud. Ciò che sembra più strano, però, è lo spettacolo inverecondo di una Europa, che finge di ignorare la realtà dei fatti e prosegue nella propria deviata visione, che la induce a emanare "strane" risoluzioni, regolarmente e sempre, in chiave anti-israeliana. Viene quasi da trasecolare quando si legge nell'ambito dei sunnominati testi promanati dalle alti intelligenze delle burocrazie europee che Israele mantiene sotto assedio il territorio di Gaza e la sua popolazione. Non desta meraviglia alcuna questa distorta e distorcente lettura, da parte delle cancellerie e degli stati maggiori della Unione europea, che glissano elegantemente sulla continua provocazione e aggressione dei terroristi islamici e rivolgono, nel contempo, i loro lai contro la "crudele" Israele. Incoraggiate da tale presa di posizione, smaccatamente antiebraica, le formazioni terroriste di Hamas, maestre di propaganda discorsiva, hanno subito riversata su Israele ogni responsabilità per il protrarsi indiscriminato dei lanci dei Qassam. La realtà effettuale, però, parla un linguaggio duro e inconfutabile che dovrebbe penetrare anche in orecchi fortemente lesi da palese sordità, ma, come si sa, non peggior sordo di chi non vuol sentire. È innegabile che, da gran tempo, Israele abbia lasciato il territorio di Gaza, per incoraggiare le forze sane degli arabi palestinesi a cimentarsi nel duro compito di amministrare e governare il proprio popolo. Invano, però, viste le palesi incapacità di governo di chi si è impadronito del potere. I terroristi di Hamas, fantocci della Repubblica iraniana dei mullah e del dispotismo siriano, non hanno alcuna capacità di governare, ma mantengono, nelle loro azioni, l'unica arte che li ha sempre contraddistinti nella storia: quella della rapina, della violenza e dello spargere sangue innocente. Gli stati maggiori europei ignorano o fingono ipocritamente d'ignorare, che, dall'avvento di Hamas, nel territorio di Gaza ogni libertà è soppressa, che è incominciata la caccia al cristiano e al dissidente e che prosegue la persecuzione e l'eliminazione degli esponenti di Fatah. La risposta agli stralunati atteggiamenti europei viene proprio dal presidente dell'Autorità palestinese, Abbas, che condanna il golpe di Hamas e ammonisce chiunque ad evitare qualsivoglia trattativa con forze che hanno a proprio vessillo la violenza, lo stragismo e la prevaricazione. Si evince, da una più attenta lettura dei fatti, che la vera vittima dei terroristi islamici, sovvenzionati e guidati dall'Iran e dalla Siria, sono gli abitanti della zona, schiacciati da una bieca oppressione, che devia la loro attenzione con le armi della propaganda e con i lanci dei Qassam sulle città d'Israele. Corrisponde alla visione distratta europea sul versante di Gaza, ove si finge di ignorare il costante pericolo per la pace costituito dalle forze di Hamas, una visione altrettanto alterata da parte dell'agenzia Onu di controllo sul nucleare verso la corsa iraniana all'armamento atomico. Non corrisponde alla realtà delle cose il contenuto della relazione di El Baradei, che enumera presunti progressi sullo stato delle trattative con le autorità iraniane, che, a suo dire, attesterebbero "chiaramente" le volontà a collaborare, da parte delle gerarchie teocratiche. La Repubblica dei mullah si fa apertamente gioco delle errate relazioni degli organi di controllo delle Nazioni Unite e dei sogni di "buoni progressi" da parte di El Baradei e apre la stura a una sfrenata azione di propaganda, volgente a far intendere lucciole per lanterne. Tali azioni inconcludenti sono capaci solo di portare confusione, su confusione e gettano fumo sull'attività nucleare e guerrafondaia delle gerarchie teocratiche iraniane. L'attività confusionaria di El Baradei configge, nettamente, con le conclusioni, ben più lucide e realiste degli esperti americani e israeliani, sul proseguimento dell'attività nucleare iraniana, che vuol giungere, ad ogni costo, al traguardo, che si è, da sempre prefissato. I lavori di apprestamento dell'armamento atomico, svolti dagli iraniani, hanno fatto un rilevante salto di qualità, con il varo delle centrifughe di ultima generazione, capaci di imprimere agli operatori, al lavoro in Iran, quella svolta quantitativa e qualitativa finale. Sono palesi risposte alle sconclusionate relazioni degli organismi di controllo dell'Onu, le urla scomposte e arroganti dell'ex sindaco di Teheran, che le qualifica come vile carta straccia, insignificanti e ininfluenti ai fini di freno agli appetiti guerrafondai iraniani. Ancora una volta Ahmadinejad urla il suo odio verso Israele e la sua volontà di cancellarla dalle carte geografiche. È, a questo punto, necessaria una risposta ferma e determinata a ogni tentativo del totalitarismo nazista di marca islamica, chiaramente rappresentato dalle gerarchie teocratiche iraniane, di provocazione e di aperta sfida al mondo libero. La politica della viltà, che prevalse a Monaco nel '38 deve essere subitamente sconfitta, perché il moto nazista non prenda fiato e coraggio di scompaginare, di nuovo, il mondo. L'Europa che ha conosciuto la ferale opera del nazismo, che ha portato, il mondo, a conoscere infamie, distruzioni, genocidi e persecuzioni immani, deve rispondere con coerenza e fermezza a ogni rigurgito pestifero e ricacciare e per sempre, il mostro negli abissi più profondi.

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ANCHE COSA NOSTRA NEL BUSINESS DEI RIFIUTI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Anche Cosa Nostra nel business dei rifiuti" Il documento definisce positivo il superamento di commissario e consorzi "joint ventures con i clan" ANTONIO PISANI "Se, fino a qualche tempo fa, poteva attribuirsi alla camorra - e in particolare ai clan attivi nella provincia casertana - una sorta di primogenitura nella gestione delle fasi più redditizie del ciclo dei rifiuti, oggi lo scenario può dirsi mutato, registrando l'ingresso a pieno titolo delle famiglie mafiose siciliane nel business dei rifiuti". Poche righe, contenute nella relazione della "Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse" che oggi verrà votata e licenziata dall'organismo, indicano quello che potrà essere il futuro scenario in tema di infiltrazione criminale nel settore ambientale. Un fatto ormai accertato in Campania dove i Casalesi, come dimostra l'inchiesta "Eco Boss" che appena due giorni fa ha portato all'arresto di un imprenditore di San Marcellino, gestiscono direttamente il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti tossici provenienti anche dal Nord. Ma la relazione della Commissione presieduta dal senatore Roberto Barbieri dà anche una definizione dell'emergenza in Campania, non solo una questione di camorra. "Un impasto melmoso di burocrazia inefficiente, politica clientelare, malaffare criminale" è il duro giudizio espresso nel documento parlamentare, l'ultimo sui rifiuti nella XV Legislatura. In verità, delle 319 pagine che compongono la relazione, solo cinque sono completamente dedicate alla gravissima crisi che colpisce la Campania; per il resto, solo pochi accenni come nella parte intitolata "L'impatto sanitario dei rifiuti" in cui si dà conto degli studi compiuti nel 2004 dall'Istituto Superiore di Sanità che "hanno individuato la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause e malformazioni congenite nelle province di Napoli e Caserta, rilevando numerose associazioni positive e statiscamente significative (cioè ragionevolmente non imputabili al caso) fra salute e rifiuti". Peraltro, un più recente studio dell'Iss che analizza una casistica che va dal 20 luglio del 2007 al 20 ottobre dello stesso anno ridimensiona il fenomeno e la correlazione tra elevato tasso di mortalità e rifiuti in determinate zone. La relazione riconosce comunque che il piano di lavoro previsto, "ha potuto trovare solo in parte un compiuto riscontro nell'attività della Commissione data l'interruzione anticipata della XV Legislatura". Per il senatore Giuseppe Scalera, la relazione è una buona base di lavoro per il Parlamento che verrà. "È un documento - dice - che, senza infingimenti rileva la drammaticità delle situazioni indicando anche positive traiettorie di sviluppo per il lavoro dei prossimi mesi. Questo grazie a una riflessione che comunque andrà necessariamente ripresa nella prossima legislatura per la presenza di importanti problematiche ambientali in Campania e in molte aree del Paese". Il quadro generale. È molto duro il giudizio della Commissione sulla crisi. "La Campania - si legge - deve costituire oggetto di riflessione per il metodo seguito nel gestire i fondi pubblici: utilizzare le risorse destinate ai rifiuti per costruire il consenso". Ecco quindi l'affondo: "Aver trasformato strade e piazze in discariche e inceneritori a cielo aperto, significa aver precluso l'accesso a quei naturale luoghi di incontro che sono gli spazi pubblici di una città, condannando i cittadini a chiudersi in casa: un isolamento forzato che è la fotografia di un distacco oramai anche fisico tra comunità civile e istituzioni". Il Commissariato per l'Emergenza. La Commissione censura duramente l'esperienza commissariale. "Di straordinario - si legge - ha solo i compensi e le consulenze". Il documento spende parole positive solo per il prefetto De Gennaro che viene indicato come "il soggetto attuatore in grado di assicurare la tempestiva e indefettibile realizzazione" di quegli interventi frutto di decisione collegiali tra i vari enti locali. I Consorzi intercomunali per la raccolta e lo smaltimento. Solo un brevissimo cenno all'altra fallimentare esperienza dei Consorzi intercomunali per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, definiti "vere e proprie joint ventures con la camorra". L'inversione di tendenza. Dopo aver espresso amarezza per il mancato "confronto con la Presidenza del Consiglio sui percorsi di fuoriuscita dall'emergenza", la relazione individua però "una significativa inversione di rotta rispetto al passato: la decisione di smantellare il commissariato e i consorzi è di per sé un segnale di edificante novità. Gli enti locali. La relazione auspica che "Governo, Regione, Province e Comuni capoluogo vengano chiamati a individuare la strategia necessaria per assicurare alla Campania una gestione dei rifiuti efficiente e rispettosa della salute dei cittadini". L'affidabilità degli organi di valutazione tecnica. Citando l'esempio della discarica casertana di Lo Uttaro, che De Gennaro avrebbe voluto riaprire salvo poco dopo fare marcia indietro, il documento parlamentare riconosce "la necessità...di affidare, in un contesto di trasparenza, le verifiche di sostenibilità ambientale a organismi tecnici distinti ed esterni rispetto alle amministrazioni attive coinvolte". Le bonifiche. "Le risorse destinate alle bonifiche risultano essere state in larga parte dirottate verso l'emergenza rifiuti".

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Questa crisi è causata da un impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica clientelare (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'EMERGENZA AMBIENTALE "Questa crisi è causata da un impasto melmoso di burocrazia inefficiente e politica clientelare" Una discarica sottoposta a sequestro nella zona industriale di Succivo, al confine con Marcianise, è stata data alle fiamme. Fumi neri e altamente tossici si sono sprigionati da plastica, eternit e altro materiale inquinante depositato da mesi sul terreno con tanto di sigilli apposti dai carabinieri. I vigili del fuoco di Aversa che con le pompe non hanno potuto spegnere l'incendio. Sono intervenute delle gru che hanno coperto di terra il fuoco.

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GLI IMPRENDITORI: UN PATTO CONTRO RACKET E USURA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gli imprenditori: un patto contro racket e usura REMO FERRARA Gli industriali salernitani lanciano l'allarme sicurezza e chiedono ai vertici delle forze dell'ordine locali di tenere alta la guardia. Anche e soprattutto contro il racket. Ieri Confindustria ha ufficialmente chiesto l'attivazione di un Tavolo di consultazione permanente sulla sicurezza e sulla legalità. La proposta è stata ufficializzata nel corso dell'incontro che il presidente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi, con buona parte del direttorio dell'associazione, ha avuto con il questore Vincenzo Roca, con il colonnello Gregorio De Marco, comandante dei Carabinieri, e con il colonnello Angelo Matassa, comandante della Guardia di Finanza. Il termine racket - chissà se e quanto scaramanticamente - è comparso poco negli interventi. Ma nell'aria ha aleggiato per tutto il dibattito. "Il tavolo tecnico che proponiamo di costituire - ha detto Gallozzi - mira ad approfondire i temi legati alla sicurezza partecipata anche attraverso il coordinamento tra tutti i progetti che su questo territorio si possono e si debbono mettere in campo". Qualche segnale d'allarme sia pur timido "da non sottovalutare" ha indotto gli imprenditori ad imboccare con decisione la strada della fermezza "giacché - ha spiegato Gallozzi - intervenire sulle fasi patologiche è sicuramente più complesso". Una proposta che per il capo di Confindustria scaturisce anche dalla volontà di rendere il territorio più competitivo, giacché l'appeal in termini di attrattiva di nuovi investimenti si gioca sì con aree attrezzate, burocrazia efficiente, finanziamenti, ma anche e soprattutto con la sicurezza. "Non viviamo un senso di incombente disagio - ha concluso - ma recenti atti vandalici, penso all'episodio della Beton Cave, ci inducono ad intervenire prima che la situazione si aggravi". Il questore ha sottolineato l'importanza della partecipazione degli imprenditori, e più in generale dei cittadini, all'idea di "sicurezza diffusa". "Le forze dell'ordine - ha detto - sono un fascio di luce che illumina il buio: sono i cittadini che devono aiutarci ad orientarlo nella giusta direzione. A Salerno la situazione di emergenza degli anni '80, determinata dalla Nco di Raffaele Cutolo, è ormai alle spalle. Ma ci sono casi episodici di piccoli delinquenti che tentano di creare quell'allarme sociale che crea un terreno permeabile alle richieste estorsive". Segnale peraltro non unico: lo stesso questore ha rammentato l'"incetta" di immobili fatta in città da società immobiliari non locali, a prezzi peraltro fuori mercato, dietro cui è facile ipotizzare un sistema di riciclaggio di denaro sporco. E quindi la presenza di organizzazioni criminali. Il question time seguito al dibattito ha fatto emergere un clima di preoccupazione tra gli imprenditori: l'idea che non esistano situazioni di particolare gravità è diffusa, ma altrettanto diffuso è il timore che questo possa far abbassare la guardia, incrementando i rischi. "Il tavolo antiracket costituito in Prefettura lo scorso anno - ha lamentato il presidente del Confidi, Marcello Fasano - da allora non s'è più riunito, ed intanto l'accesso al credito - sarà per una scriminante selettiva delle banche, sarà per i vincoli imposti da Basilea 2 - è diventato ancor più difficoltoso". Insomma, terreno fertile, anzi fertilissimo per l'usura. Angelo Granozio ha chiesto un atteggiamento più collaborativo della Guardia di Finanza "che spesso al primo approccio tratta da delinquenti", bacchettando soprattutto i più bassi in grado (accusa condivisa dal cavaliere Giuseppe Amato e da Sossio Pezzullo), raccogliendo promessa d'intervento da parte del colonnello De Marco. Al confronto con i vertici delle forze dell'ordine c'erano accanto al cavaliere Giuseppe Amato e a Sossio Pezzullo anche, tra gli altri, Nunzio Coraggio, Enzo Boccia, Vincenzo Ilardi e Antonio Ferraioli.

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Pollio, manager della gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli ostacoli della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-02-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Caserta))

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Pollio, manager della Gesac: lavori possibili in 10 anni ma bisogna rimuovere gli ostacoli della burocrazia.

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VITA DI REPARTO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Vita di reparto BRUNO BUONANNO Nella Pignasecca, cuore della città antica, pazienti e medici sono in lista d'attesa per trovare posto nella divisione di ortopedia del Pellegrini. Una scuola di chirurgia d'avanguardia messa in piedi a fatica da Raffaele Russo - il direttore dell'ortopedia - che in otto anni, dal suo trasferimento dal Cardarelli al Pellegrini, ha riattivato la divisione ottenendo in camera operatoria il riconoscimento di centro di alta specializzazione in chirurgia della spalla. Il dottore Sheetal Gupta, ortopedico di Mumbai, è il collega indiano che chiude la lista d'attesa per partecipare, insieme a specializzandi che le Facoltà di medicina assegnano al primario Russo, a un corso avanzato di chirurgia artroscopica. Un miracolo napoletano portato avanti in un mozzicone di reparto in cui l'ortopedia divide con la chirurgia vascolare ventidue posti letto. Otto medici, diciotto infermieri che in otto, nove anni - sotto la guida di Raffaele Russo - hanno sorpreso con i risultati dei loro interventi i colleghi di tutto il mondo. "Una monografia sulla "Chirurgia della spalla" ci fece vincere nel '99 - ricorda il primario - il premio Randone. Successivamente, il gruppo che dirigo ne ha presentate altre sette di rilievo nazionale e internazionale". Liste d'attesa bloccate dall'incredibile burocrazia dell'Asl cittadina che da ottobre costringe l'ortopedia ad offrire ospitalità solo a dodici ricoverati perché il reparto - nuovo di zecca e pronto da fine ottobre - non utilizza i suoi trenta posti letto per carenza di personale. Sheetal Gupta dall'India chiede di imparare nel Pellegrini i segreti dell'artroscopia; negli Stati Uniti l'American Academy ha autorizzato uno studio multicentrico partendo dagli ottanta interventi realizzati dall'équipe napoletana che ha brevettato un sistema che consente di salvare le teste omerali facendo rivascolare la calotta cefalica. "Le esperienze fatte nel Cardarelli con il professore Eugenio Iannelli mi hanno dato la possibilità di creare un gruppo meraviglioso capace di affrontare - spiega Russo - non solo i problemi di spalle e braccia, ma tutti i danni ortopedici. Lavoriamo molto sulla traumatologia: in un reparto che molti considerano solo di "chirurgia della spalla", il 40 per cento delle operazioni sono di ortopedia generale". Lunghissime le liste d'attesa per l'ambulatorio, ancora più lenta l'attività chirurgica che, nonostante i risultati ottenuti, in quattro anni è passata dai nove tavoli operatori a settimana a una sola seduta chirurgica nei sette giorni.

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Galan prende tempo: <Per ora non decido> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Galan prende tempo: "Per ora non decido" "Io in campo? Troppe variabili da valutare". Il tema della successione al centro di un colloquio tra il governatore e Berlusconi Venezia"Si è deciso di non decidere". Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, di ritorno da Roma dove ha incontrato il ministro Di Pietro e il presidente dell'Anas per gli ultimi dettagli sulla firma della costituzione della società mista di gestione del Passante, cerca di sciogliere con un gioco di parole la riserva sulla sua candidatura alle prossime elezioni politiche. Ma la materia è troppo importante perchè i cronisti demordano e allora si fa serio. "Ci sono troppe variabili da valutare - spiega il presidente che ha avuto una lunga telefonata con Silvio Berlusconi - Ma ho il vago sospetto che, se decidessi da candidarmi, il posto si troverebbe. Il problema non è lì"."La situazione è più complessa di quel che si pensasse. E con la Sicilia, non si è sistemata del tutto - commenta gli ultime eventi ed esclude che tra le variabili ci sia anche quella di Renzo Tondo candidato presidente in Friuli Venezia Giulia? - Mi pare definita e abbastanza scontata". Quanto a Formigoni "fa la sua partita e non ha avuto la paura di Casini che ha preferito una vasca piccola: nuota in un mare più grande nel quale nuotano tanti pesci ma ci sono possibilità superiori. Gli faccio gli auguri, sarà un ottimo ministro. Perchè della sanità? Di qualunque cosa, ha fatto esperienze positive quasi come il Veneto".Un "quasi" un po' polemico che può essere interpretato come un rilancio della propria candidatura a ministro. "Il problema non è diventare ministro - spiega subito il governatore - è che troppo poca Italia somiglia al Veneto e al nord e queste Regioni devono contare di più per esportare nel resto del Paese il proprio modello di governo. È necessario mandare giù una squadra di parlamentari che abbia la consapevolezza che deve venir qui a prendere i temi che interessano i veneti e portarli a Roma, e non andare a Roma a prendere ordini per i veneti; poi che abbia la consapevolezza di far parte di una squadra, sia di maggioranza che di opposizione, e se questa non c'è è meglio che si dedichi ad altre attività".Galan (e di sicuro anche Berlusconi) non si nasconde che esiste anche un problema successione, tanto in Lombardia quanto in Veneto, dove la Lega è pronta a subentrare appena uno dei due governatori molla.Quanto alla percentuale di decisione che spetta a lui ammette che è "molto alta, anche se condizionata" e ricorda che "qualche debito di riconoscenza ce l'ho anch'io: sono qui perchè quattordici anni fa Berlusconi mi ha detto: "vai e fai". Certo, nel 1994 dovevo pregare la gente a candidarsi e adesso per fortuna ho spento il telefono questa mezz'oretta altrimenti qualcuno chiamava. Comunque, non farò nulla contro, nessun ricatto".Nè dimentica il federalismo, tema sul quale il Veneto si batte da anni per arginare l'ondata dei Comuni secessionisti. "Anche questa è una delle variabili - assicura Galan - Aspetto di leggere il programma delle due coalizioni e sarò onesto nel giudizio con entrambe le parti. Certo, con Berlusconi ne ho già parlato". Al consiglio regionale dà un consiglio. "Facciano delle sfide un po' più elevate dopo la prova che hanno dato con il bilancio - è il suo invito - Approvino lo Statuto, un nuovo regolamento d'aula, approvino le leggi nel tempo più breve d'Europa, cancellino la burocrazia. Quanto al bilancio, è un atto puramente amministrativo: la mia unica preoccupazione è la sanità, poi che si faccia o meno il parco letterario a Pieve di Soligo non è che mi cambi la vita. Manderò a Pieve la foto del consigliere Grazia così gli tirano le pietre".E visto che gli è scappato il nome precisa subito: "Io non ho messo nessun veto sulla sua candidatura nelle liste del Pdl, se lo deve porre da solo il veto. Grazie a Forza Italia è stato assessore regionale a 33 anni, presidente della prima commissione. Si candidi con Pezzotta". Uno sguardo anche a Vicenza: "Le elezioni amministrative sono passate in secondo ordine rispetto al piatto nazionale, ma vi assicuro che il candidato sindaco, spero la candidata, sarà di Forza Italia".E ormai siamo in campagna lettorale: "Veltroni comincia dal Veneto? Non preoccupatevi verrà anche Berlusconi. Mi sarebbe piaciuto fargliela cominciare proprio da Vicenza, dove è iniziata la nostra grande riscossa. Ma è troppo tardi e la situazione troppo complessa". Nè ci sente a dare un altro termine per sciogliere la riserva. "Oggi e domani sono a Bruxelles per il Palladio - saluta - E poi non c'è tempo sino all'8 e 9 marzo?"Giuseppe Tedesco.

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Stranieri, il Comune pagherà l'espulsione (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Riunione dell'Osservatorio comunale Stranieri, il Comune pagherà l'espulsione "Pronti ad assumerci l'onere" PordenoneTempi sempre più lunghi per i permessi di soggiorno, e difficoltà a cascata per gli stranieri alle prese con la burocrazia. La situazione, ha constatato l'Osservatorio sull'immigrazione che si è tenuto ieri, peggiora di giorno in giorno e i margini di manovra per la ricerca di soluzioni a livello locale sono molto ristretti. Se sei mesi prima dell'entrata in vigore della convenzione con le Poste a Pordenone i tempi per ottenere un permesso di soggiorno erano quasi in linea con quanto prescritto dalle normative (circa 30 giorni contro i 20 previsti), oggi tra la richiesta e l'ottenimento del documento non passano meno di 13 mesi. Un tempo infinito per chi deve cercare un nuovo lavoro, usufruire di prestazioni sanitarie o rientrare nel Paese d'origine: "La precarietà è la condizione normale del migrante - commenta Mauro Marra, presidente dell'Associazione immigrati -, adesso abbiamo anche una precarietà del suo status".Uno dei primi problemi che potrebbero trovare presto una soluzione è quello della tessera sanitaria, rilasciata temporaneamente e che poi in alcuni casi non viene rinnovata, in altri viene erroneamente utilizzata per prescrizioni anche dopo la scadenza. In questo caso, una soluzione potrebbe arrivare già entro una settimana da un incontro tra l'assessore alle Politiche sociali Gianni Zanolin e il direttore generale dell'Ass 6 Nicola Delli Quadri: "La Regione riconosce alcuni diritti sanitari a tutti coloro che si trovano sul territorio - spiega Zanolin - poi c'è anche chi ha un lavoro regolare e per alcune storture burocratiche non riesce ad avere una tessera sanitaria nonostante il versamento di tutti i contributi. Per queste situazioni, si può trovare un accordo con l'Ass 6 in modo da evitare la sospensione della tessera sanitaria per coloro che hanno rapporti di lavoro regolari".Quanto al percorso accidentato per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno, il Comune prova a guardare alle esperienze pilota di Padova e Vicenza, dove il mondo delle associazioni e le istituzioni ha messo in piedi un servizio di preistruttoria per le pratiche di rinnovo. Una soluzione che è comunque frutto di una iniziativa partita dal Ministero e che potrebbe non essere rinnovata dal futuro Governo. In ogni caso, il Comune acquisirà attraverso l'Associazione immigrati tutte le informazioni sulle esperienze attuate in Veneto.Scopo di tutte le iniziative è quello di favorire la regolarità e combattere tutte le forme di irregolarità. A questo proposito, in provincia sono state sei le espulsioni comminate inseguito al decreto sicurezza, e dunque nulle. Un altro terreno, quello delle espulsioni, sul quale molte sono le difficoltà burocratiche da superare per operare con efficacia: "Abbiamo bisogno - spiega ancora Zanolin - di una serie di espulsioni eseguite come naturale conclusione di un percorso, nei confronti di persone che si costruiscono situazioni di estrema emarginazione che non porta da nessuna parte. Come Comune di Pordenone, siamo anche disponibili a sobbarcarci le spese del viaggio di rimpatrio di persone che hanno già decreti di espulsione alle spalle, ma restano numerosi nodi da sciogliere sui documenti di imbarco".Lara Zani.

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Chiazze grigie sul Poazzo (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLESELLA Chiazze grigie sul Poazzo Continuano gli episodi di inquinamento dello scolo Poazzo: l'ultimo risale allo scorso venerdì quando sono comparse delle chiazze di colore grigio sulla superficie delle acque. L'amministrazione comunale è intervenuta predisponendo un intervento dei vigili per un dettagliato sopralluogo dello scolo che attraversa la frazione di Raccano. Dalla relazione dei vigili emergono alcuni dati poco rassicuranti, dal punto di vista della salubrità ambientale, ossia la presenza di chiazze schiumose e di vistose ed estese chiazze oleose. Non è stata riscontrata fauna ittica in superficie, come si è verificato in altre occasioni, e l'inquinamento non ha prodotto i "soliti" miasmi maleodoranti che rendono l'aria irrespirabile. Proprio la scorsa settimana la stampa locale ha dato voce alle dure polemiche che hanno chiamato in causa l'assessore provinciale all'ambiente Giancarlo Chinaglia ed il coordinamento comunale di Forza Italia di Occhiobello in merito allo stato di inquinamento degli scoli Mainarda e Poazzo. La Provincia, come ha puntualizzato l'assessore all'ambiente, si sta facendo carico del problema ed "è intervenuta prescrivendo alla ditta Eurovo di installare un campionatore automatico delle acque di scarico secondo norme UNI del settore". Ma gli episodi di grave inquinamento e di degrado ambientale non attendono i tempi delle istituzioni e della burocrazia e, purtroppo, continuano a mettere in ginocchio i residenti di Raccano, costretti a convivere con l'annoso problema.

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Burocrazia sconfitta, rotonda al via (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parte a giorni il cantiere per la rotatoria sulla Circonvallazione all'incrocio che porta a Villarazzo Burocrazia sconfitta, rotonda al via Ieri la consegna dei lavori che verranno a costare una cifra di poco superiore ai 2 milioni e mezzo Castelfranco"Veneto Strade ha detto che si può procedere. È questione di giorni e partiranno i lavori". Parole dell'assessore ai Lavori Pubblici Plinio Bergamin. Si sta parlando della rotonda sulla Circonvallazione all'incrocio che porta a Villarazzo. "Ieri (lunedì per chi legge ndr) - ha affermato l'assessore Bergamin - c'è stata la consegna dei lavori. Il cantiere sarà aperto al massimo entro dieci giorni". Si è in ritardo di oltre un anno. La realizzazione della rotatoria, un'opera nevralgica per iniziare a liberare dal traffico la Circonvallazione, avrebbe dovuto avere il via oltre un anno fa, a gennaio 2007. Ma inghippi burocratici di varia natura hanno creato un susseguirsi posticipi: prima si era parlato di inizio lavori appunto a gennaio 2007, poi ad aprile, poi ad ottobre, poi ancora entro la fine di gennaio di quest'anno. Ma ad oggi della rotonda nemmeno l'ombra. Niente cantiere. Niente blocchi al traffico. Niente ruspe. Niente di niente. Pensare che secondo le previsioni iniziali del Comune avrebbe dovuto essere ultimata a dicembre del 2007. Ma all'inizio dello scorso anno, quando avrebbero dovuto partire i lavori, era stato detto che c'erano stati problemi con gli espropri dei terreni dei privati. Successivamente si era dovuto fare i conti con un cavillo che riguardava la documentazione relativa ad un terreno del Comune: in sostanza un fazzoletto di terreno, un'area per la precisione di 195 metri quadrati, che nelle prime verifiche commissionate da Veneto Strade - l'ente proprietario della circonvallazione, che quindi eseguirà l'intervento - era stato erroneamente considerato di un proprietario altro rispetto al Comune, quando invece così non era. Quindi si era dovuto rifare tutta la trafila ed alla fine erano stati versati nelle casse del comune la bellezza di 1.651 euro, ovviamente una banalità rispetto alla mole dell'intervento. 1.651 euro, una somma irrisoria, capace però di far slittare ulteriormente i lavori, tanto che sembrava quasi la Circonvallazione fosse destinata ad attagliare per sempre gli automobilisti che loro malgrado si ritrovano costretti a percorrerla. Poi per cause ancora poco chiare (non solo a chi scrive, ma anche agli stessi amministratori comunali) ci sono stati ulteriori annunci di via ai lavori poi non concretizzatisi nei fatti. Ora però si dovrebbe - il condizionale è d'obbligo - essere giunti alla svolta. L'intervento costerà oltre due milioni e mezzo di euro: 2.065.827 a carico della Regione Veneto, 516mila a carico del Comune di Castelfranco.Matteo Ceron.

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Papadopoli, gli imprenditori rinunciano (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La cordata guidata dal cugino del sindaco Scottà dà forfait. L'asta per la vendita di parco e villa non è stata ancora bandita Papadopoli, gli imprenditori rinunciano Lorenzet: "Burocrazia e troppi ritardi in questa operazione: investiremo le nostre risorse a Verona" Vittorio VenetoTroppi ritardi, troppi vincoli, troppa burocrazia: il cugino del sindaco rinuncia a correre per l'acquisto di Villa Papadopoli e investe a Verona. Dà forfait l'unica cordata di imprenditori che aveva apertamente manifestato l'intenzione di partecipare all'asta (non ancora) bandita dal Comune per l'acquisto e la ristrutturazione del complesso Papadopoli, il gioiello di Ceneda formato da villa e parco e destinato a diventare un centro benessere. Perché questo progetto possa realizzarsi serve però il cambio di destinazione d'uso, che può arrivare solo con il piano d'area non ancora licenziato dalla Regione, nonostante da anni il sindaco Giancarlo Scottà annunci che i tempi per la vendita del Papadopoli sono maturi, salvo poi essere smentito dal silenzio che da Regione e municipio arriva sul tema. Lungaggini e incertezze che hanno portato Dario Lorenzet, consigliere comunale della Lista Scottà e cugino del primo cittadino, ad annunciare che non correrà più (come invece annunciò un anno fa) per il Papadopoli. "Lunedì ho riunito i miei quattro soci, imprenditori trentini nel campo delle mele - racconta Lorenzet - e insieme abbiamo deciso di non aspettare più il bando d'asta per la vendita del complesso Papadopoli. I tempi per questa operazione si stanno facendo troppo lunghi a causa della lentezza degli apparati burocratici, dei ritardi nell'approvazione del piano d'area, dei vincoli della Sovrintendenza. Perciò abbiamo deciso di investire le nostre energie e risorse a Verona, in un'operazione simile: anche lì c'è un immobile storico di pregio, posto sulle colline che guardano verso il nucleo storico della città scaligera, che vogliamo trasformare in un centro benessere".Dunque, Villa Papadopoli ha un "pretendente" in meno? "Se a breve la situazione del complesso di Ceneda si sbloccherà potremmo valutare la situazione - afferma Lorenzet - ma oggi come oggi comprare il Papadopoli equivale ad acquistare un malato terminale, visto che non può essere trasformato in niente di appetibile per degli investitori. Ci siamo stufati di aspettare, so che mio cugino sindaco scriverà al governatore Galan per chiedere di accelerare l'ok al piano d'area, ma in questo momento investire sul Papadopoli, con tutti i vincoli imposti dalla Sovrintendenza e la burocrazia pachidermica dei vari uffici, non ha senso. Un imprenditore si stufa ad aspettare tutto questo tempo per concretizzare un'operazione. E non vedendo novità, guarda altrove".Già domani Lorenzet sarà a Verona con i suoi soci per valutare l'investimento sull'altro centro benessere. Si riduce così la rosa degli interessati all'acquisto del Papadopoli, che un anno fa Scottà quantificava sull'ordine dei 3 - 4 gruppi, uno dei quali italoamericano. Sembra già da tempo tramontato, invece, l'interesse di Fondazione Cassamarca per il recupero di villa e parco il cui valore, dopo il cambio di destinazione d'uso, si aggirerebbe sugli 8 milioni di euro.Luca Anzanello.

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Costi, banche e fisco: artigiani in crisi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Fatturato in calo, clienti insolventi e concorrenza sleale. Le piccole imprese chiedono meno pressione fiscale e governabilità Costi, banche e fisco: artigiani in crisi Confartigianato e i dati di un'indagine sul secondo semestre 2007. Faleschini: "Siamo preoccupati" Sos della Confartigianato per le imprese artigiane che presentano un bilancio con il segno meno. I dati negativi delle piccole realtà produttive sono stati presentati ieri, all'hotel Astoria, dove i rappresentanti della Confartigianato hanno illustrato i risultati di un'indagine relativa al secondo semestre del 2007 su un campione di 612 aziende rappresentative delle 15.300 iscritte all'albo delle imprese artigiane. "Le aziende artigiane sono preoccupate", ha sostenuto il presidente di Confartigianato Carlo Faleschini snocciolando una ad una le cause della crisi. Se la gestione delle piccole imprese rispecchia quella dell'economia di una famiglia, in questo momento l'equazione è semplice: tanto è aumentato il costo del pane per una famiglia, tanto il costo delle materie prime per le imprese artigiane. A questo si aggiungano pure l'incremento dei costi produttivi, l'allungamento dei tempi di pagamento da parte dei clienti e il rialzo dei costi energetici.Ma la lista non finisce qui. "Le imprese - ha detto Faleschini - devono fare i conti anche con l'aumento dei costi bancari e la concorrenza sleale". A frenare le realtà aziendali ci sono anche la pressione fiscale e la lentezza della burocrazia. "Gli artigiani credono poco negli investimenti". Come dargli torto se si vanno a guardare i numeri raccolti dalla Confartigianato. Il fatturato, come ha spiegato Nicola Serio che ha curato l'indagine, è la variabile principe delle imprese e mostra dati negativi con un calo, secondo gli intervistati, del 28,6 per cento e un meno 14,9 sui dati di previsione per il 2008. Allarmanti le percentuali dei fattori che gravano sulle imprese: in pole position con il 55,7 per cento si trova la crescita dei prezzi applicati dai fornitori. Al secondo posto l'insolvenza dei clienti con il 53,6 per cento, mentre un 50 per cento tondo tondo se lo aggiudicano i costi energetici seguiti con il 46,2 per cento dalla concorrenza sleale, lavoro "in nero" compreso.Una pagella, insomma, da completa bocciatura. Uno spiraglio di positività arriva dalla Regione. "La finanziaria regionale prevede un sostegno alle neonate imprese nei primi due anni di attività, considerato l'alto tasso di mortalità di queste aziende - ha confermato l'assessore regionale alle Attività produttive, Enrico Bertossi - Crediamo nel valore sociale del fare impresa e nel riscontro economico che apportano le aziende artigiane. Il dna dei friulani è fare impresa". La Regione insomma crede in queste realtà, ma qualcuno ci crede di meno e sono proprio gli imprenditori. Secondo l'indagine, infatti, solo il 19 per cento delle imprese artigiane friulane ha realizzato investimenti produttivi nella seconda metà del 2007, il 3,2 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2006. Peggiora anche l'opinione sull'economia del Friuli Venezia Giulia, che si attesta a meno 47,6 per cento; va ancora peggio l'opinione degli imprenditori sull'economia italiana dove il segno meno raggiunge il 71. La ricetta della Confartigianato per sbloccare la crisi è semplice: ridurre la pressione fiscale, recuperare la governabilità del paese, dato che politica ed economia vanno di pari passo e riavviare le politiche di liberalizzazione dei mercati.Lisa Zancaner.

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COMMERCIO/ LE IMPRESE TEDESCHE GUARDANO CON OTTIMISMO ALL'ITALIA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-02-2008 15:09 Sondaggio della Camera di commercio italo-germanica Milano, 27 feb. (Apcom) - I prodotti tedeschi godono di ottima reputazione in Italia. E' uno dei risultati del sondaggio condotto della Camera di commercio italo-germanica su 516 aziende della Germania che esportano nel nostro Paese. Il 20% delle aziende intervistate ha dichiarato di avere in progetto l'apertura di una filiale in Italia, mentre due terzi degli intervistati prevedono una crescita fino al 50% nella vendita di prodotti e servizi nel periodo 2008-2010. Fra le criticità riscontrate dalle aziende tedesche sul mercato italiano ci sono la concorrenza dei prezzi, il ritardo nei pagamenti, lo scarso accesso alle informazioni e ai canali distributivi e l'eccessivo peso della burocrazia. Per questi motivi, si legge nello studio, meno della metà delle aziende tedesche intervistate (42%) giudica positivamente la propria posizione di mercato.

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SALUTE/ AL SAN CARLO DI MILANO UN PROGETTO AIUTA MALATI DI CANCRO (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-02-2008 13:52 "Si cura insieme": indagine sui pazienti e volume di supporto Milano, 27 feb. (Apcom) - Prendere per mano il paziente malato di tumore, aiutandolo a conoscere le strutture dell'ospedale e a non sentirsi solo nell'affrontare la malattia: è l'obiettivo del progetto "Si cura insieme", realizzato dal reparto di Oncologia medica dell'ospedale San Carlo di Milano con il contributo di Amgen Dompè. E' il primo progetto-pilota di umanizzazione in oncologia in Italia, che entro il 2010 coinvolgerà 30 ospedali in tutta la penisola: quest'anno proseguirà in altri 9 centri in Piemonte, Puglia, Calabria, Trentino e Toscana. "Si cura insieme" è un'iniziativa che coinvolge direttamente il paziente: al San Carlo è stata condotta un'indagine tra i malati, con un questionario per capire le loro esigenze e richieste e presentato un volume di supporto a pazienti e familiari nell'affrontare la cura. L'indagine ha avuto successo, tanto che circa 200 tra pazienti e familiari hanno risposto alle domande, e oltre il 90% di questi ha apprezzato l'iniziativa e il volume: il 37% ha gradito i consigli pratici, il 16% le indicazioni sulle strutture dell'ospedale. Tra le richieste più frequenti dei malati c'è quella di non essere lasciati soli: vorrebbero essere guidati, sapere dove andare o semplicemente avere un numero di telefono sempre attivo cui rivolgersi, luoghi di degenza più colorati dove trascorrere il tempo durante le cure. Ancora i malati chiedono di essere "liberati dalla burocrazia" per potersi dedicare di più a se stessi. I giovani vogliono capire come non perdere il lavoro e come poter essere reinseriti dopo la cura, hanno speranza per il futuro, a differenza dei pazienti anziani che sono più rassegnati. Tra le iniziative del progetto c'era la possibilità di compilare un diario personale per raccontare la propria esperienza e facilitare la comunicazione con il personale, ma non tutti l'hanno apprezzata: molto dipende dalla reazione del singolo alla scoperta della malattia, che può comportare la chiusura in se stessi o l'aggressività piuttosto che la voglia di condividere il problema con il dialogo. Per facilitare il periodo delle cure e normalizzare la vita di chi è ricoverato l'ospedale San Carlo ha già attuato varie iniziative in questi anni, accanto alle "normali" attività di sostegno psicologico per pazienti e familiari e di formazione del personale. Tra gli interventi la realizzazione di ambienti abitativi con forme e colori adeguati, gli orari dei pasti spostati in avanti seguendo quelli comuni, organizzazione di feste, cene del sabato sera e happy hour, spettacoli e giochi. L'équipe di "Si cura insieme" ha anche attuato un progetto regionale di stesura di linee guida per l'Umanizzazione in ospedale ed è impegnata in nuovi progetti su assistenza a malati terminali, accoglienza e sostegno agli operatori. L'Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica (UOCOM) dell'ospedale San Carlo, diretta da Donata Tabiadon, accoglie da 40 anni i pazienti e i loro familiari per la diagnosi e la cura dei tumori. Nella struttura è attivo il Progetto di Umanizzazione dell'Ospedale e il Servizio Psico-Socio Educativo per affrontare le esigenze psicologiche, oltre a quelle sociali e legate al cambiamento di vita imposto dalla malattia. Lo scopo è ridurre al minimo i ricoveri con cure ambulatoriali in day-hospital e domiciliari: il paziente così si sente meno malato e non perde i contatti con la famiglia, la casa il lavoro e la sua vita.

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L'appello dei malati di cancro: "più informazioni e meno burocrazia" (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 27/02/2008 --> Questo il quadro emerso da 200 pazienti oncologici dell'Ospedale San Carlo di Milano, coinvolti nell'indagine 'Si cura insieme' Piu' informazioni pratiche per non sentirsi persi in ospedale - ma anche per riuscire a conservare il lavoro e reinserirsi dopo lo stop imposto dal tumore - e meno 'lacci' burocratici. Queste le richieste principali dei 200 pazienti oncologici dell'Ospedale San Carlo di Milano, coinvolti in un'indagine condotta per 'Si cura insieme', progetto pilota di umanizzazione in oncologia realizzato grazie ad Amgen Dompe', e presentato oggi nel capoluogo lombardo. Una 'rivoluzione' che parte da un volume in cui si 'racconta' al malato chi lo curera' e dove, e tocca anche altri aspetti dell'organizzazione ospedaliera (dai tempi dei pasti 'come a casa', al nuovo volto degli ambulatori, piu' caldi e accoglienti). Novita' sperimentate in prima persona dai circa 8.000 malati seguiti in un anno al San Carlo. L'evento segna il debutto di un progetto nazionale che coinvolgera' almeno altre tre strutture in Lombardia, e punta ad arrivare a 30 ospedali di tutta la Penisola nei prossimi due anni. Con volumetti personalizzati per ogni centro, in cui oltre ai consigli pratici, ai numeri di telefono e i nomi dei medici del reparto di oncologia, c'e' una mini-guida della struttura. Ma anche i recapiti delle associazioni di volontariato del settore, i consigli di tipo 'amministrativo' su assenze dal lavoro e permessi malattia, e il racconto delle esperienze di altri malati, oltre a uno spazio per un diario personale. "Il paziente oncologico deve affrontare un iter complesso, e c'e' sempre il rischio di una frammentazione delle cure. Il volume 'Si cura insieme' e' stato pensato non per sostituire la conversazione con il medico, ma per stimolarla", racconta Donata Tabiadon, direttore dell'U.O. di oncologia medica dell'ospedale milanese. Per capire meglio bisogni e richieste dei malati, e valutare la validita' del volumetto, e' stato messo a punto un questionario "dai risultati sorprendenti", dice l'esperta. "A volte basta sapere dove andare per non sentirsi persi in ospedale, ma aiuta anche un luogo piu' umano e colorato - sottolinea - dove trascorrere il tempo durante le cure". "I numeri dell'indagine - prosegue la Tabiadon - documentano un risultato estremamente favorevole: piu' del 90% dei pazienti e dei familiari che hanno risposto al questionario ha apprezzato l'iniziativa e il volume, con particolare gradimento per i consigli pratici (37%) e per la guida alla struttura (16%). Numeri che confermano un bisogno di accoglienza e di attenzione". Tra le numerose richieste di pazienti e familiari, quella di essere "liberati dalla burocrazia", per potersi dedicare maggiormente a se' stessi e alla cura. Particolarmente toccanti, prosegue l'esperta, quelle di alcuni pazienti giovani che chiedevano di approfondire il tema lavoro: cosa fare per non perderlo e per essere reinseriti dopo la cura. "Atteggiamenti da interpretare come pieni di speranza per il futuro - dice - e il ritorno alla vita quotidiana". In generale, i pazienti anziani sono meno critici, mentre i giovani sono alla ricerca spasmodica di una via d'uscita dal tunnel della malattia. A sorpresa, molti non hanno apprezzato il 'diario personale', "forse perche' angosciati all'idea di mettere per iscritto il dramma che stanno vivendo", dice la Tabiadon. 'Si cura insieme' si inserisce nel Progetto di Umanizzazione dell'Ospedale (PUO) portato avanti ormai da diversi anni dal Servizio psico-socioeducativo del San Carlo, guidato da Sergio Marsicano. "Umanizzare - spiega Marsicano - significa adattare i processi di cura ai mutamenti in gioco. Chi scopre di avere una malattia grave come il cancro reagisce in modi molto diversi. C'e' chi si chiude, chi diventa aggressivo, chi sente il bisogno di parlare del suo dramma, di condividerlo. Non saper rispondere genera ansia e stress. Per questo abbiamo pensato a piccole 'rivoluzioni' a misura dei pazienti: creando, ad esempio, spazi confortevoli e colorati per l'accoglienza e l'attesa, dove leggere un libro e trovare un 'camice bianco' a disposizione per dubbi e paure". E poi c'e' l'aspetto organizzativo, spesso una barriera quasi insormontabile. "Rivoluzionare gli orari della vita quotidiana causa involontarie alterazioni del ritmo sonno-veglia dei pazienti, che mangiando alle 17.30 si ritrovano svegli in piena notte". Cosa fare? Ad esempio spostare l'orario dei pasti avanti di un'ora per mantenere le abitudini il piu' possibile simili a quelle familiari. Un'ottima idea, ma non cosi' semplice: occorre acquistare un carrello termico, sparecchiare e preparare i pazienti per la notte senza gravare sulle esigenze di medici e infermieri (che hanno orari di lavoro e diritti da rispettare). Al San Carlo e' stato fatto. Qui si organizzano anche feste, cene del sabato sera, happy hour, spettacoli e giochi per pazienti e familiari. L'e'quipe ha inoltre attuato un progetto regionale di stesura di linee guida per l'Umanizzazione in Ospedale. "Con questo progetto di umanizzazione vogliamo rendere piu' agevole e semplice un percorso terapeutico a tratti difficile - spiega Marco Volpe, direttore dell'oncologia di Amgen Dompe' - anche da un semplice punto di vista logistico. 'Si cura insieme' proseguira' nel 2008 in altri 9 centri in diverse Regioni italiane (fra le prime Piemonte, Puglia, Calabria, Trentino, Toscana), per arrivare, nel 2010 a coinvolgere un totale di 30 strutture". Solo per il volumetto l'azienda ha stanziato 300.000 euro, mentre per l'umanizzazione di ciascun centro si stima un impegno di 200-250.000 euro.

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Una felpa per la guardia costiera (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dalla Benetti omaggio alla collaborazione dell'autorità marittima Una felpa per la guardia costiera FANO - Una circostanza occasionale ha costituito il valido pretesto per sottolineare e rimarcare con un gesto semplice, ma al tempo stesso significativo, il rapporto di collaborazione, ma prevalentemente di stima, che si è da tempo instaurato tra i rappresentanti della cantieristica e le autorità marittime locali. Ieri mattina, infatti, in occasione della visita del Comandante della Capitaneria di Porto di Pesaro Capitano di Fregata (CP) Aurelio Caligiore e del Comandante dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Fano Tenente di Vascello (CP) Giuseppe Semeraro, il cantiere navale Benetti ha voluto ringraziare la Capitaneria per l'operato e lo spirito di collaborazione con cui viene condotto il lavoro quotidiano non solo con i cantieri, ma anche con tutti gli altri soggetti coinvolti nell'attività marinara, nonostante la burocrazia e le problematiche di un settore che, malgrado debba superare moltissime difficoltà di vario genere, è tuttavia in forte e costante espansione. A tutti i dipendenti della Guardia Costiera che prestano servizio nei vari uffici da Pesaro a Marotta è stata consegnata una felpa, recante il logo simbolo della Capitaneria di Porto. Si tratta di un piccolo riconoscimento in nome, appunto, del rapporto di cooperazione che si è cercato nel tempo di instaurare tra Capitaneria e cantieristica sia nel lavoro di tutti i giorni sia nella ricerca di soluzioni a problematiche più ampie, come ad esempio la sicurezza, la manutenzione dei porti, il dragaggio dei fondali.

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ABORTO/ SCIENZA E VITA: LA RU486 E' PERICOLOSA (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-02-2008 16:52 "Intensificheremo nostra azione di sensibilizzazione" Roma, 27 feb. (Apcom) - "Neanche le sedici donne morte a causa dell'aborto chimico hanno indotto l'Agenzia italiana del farmaco ad adottare un criterio di precauzione. Il suo via libera alla RU486, secondo il principio del mutuo riconoscimento, è la vittoria delle burocrazie e la sconfitta di un governo democratico degno di questo nome". Così l'Associazione Scienza & Vita, che tutela la vita umana dal concepimento alla morte naturale, giudica la decisione assunta dall'Aifa che presenta ulteriori punti di crisi. "A partire - sottolinea l'Associazione - dalla banalizzazione del dramma dell'aborto, ridotto ad una pillolina da mandar giù. Per non parlare della sostanziale deresponsabilizzazione da parte dei medici che potranno così addossare l'intera responsabilità dell'atto sulla donna. Una donna che si ritroverà ancor più sola dinanzi al proprio dramma, contando sulla parola di chi le promette un aborto facile". "Ma ancor più sorprende - sottolinea Scienza & Vita - il disinvolto e irresponsabile oscuramento dei dati scientifici che, purtroppo, parlano chiaro: la letteratura medico-scientifica ci dice che la pillola RU486 causa la morte della donna dieci volte in più rispetto all'aborto chirurgico. Dunque, un rischio altissimo che non spaventa e non ferma il moloch farmaceutico né un sistema sanitario che preferisce lavarsene le mani". "A questo punto - conclude Scienza & Vita - non potremo stare con le mani in mano e intensificheremo la nostra azione di sensibilizzazione e di pressione culturale. Inoltre metteremo a disposizione il nostro centralino per eventuali denunce di cattiva pratica medica e per la segnalazione di eventi avversi che vedano vittime le donne. In tal caso, non trascureremo la possibilità di affiancare le donne e i loro familiari nel rivalersi in tutte le sedi, civili e penali".

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Comunicato politico numero 3 (sezione: Burocrazia)

( da "Blog Beppe Grillo" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firme per il WiMax firme per "Ammastellati" firme per "Forza Clementina" --> 27 Febbraio 2008 Comunicato politico numero 3 Le liste civiche si stanno formando. Le prime sono a Pescara, Roma e Vicenza per le comunali. E in Friuli Venezia Giulia e Sicilia per le regionali. Le banche straniere vendono i nostri titoli di Stato. Le nostre esportazioni diminuiscono. Il debito pubblico aumenta, 1626 miliardi di euro. I costi dello Stato aumentano. Le promesse elettorali sono meno tasse e più lavoro. Avremo più tasse e meno lavoro. Il Paese è una risorsa per i politici e per la loro burocrazia di massa. Una rendita a vita con le tasse dei cittadini. Stanno divorando l'Italia. Non è vero che la classe politica è tutta uguale. Ma i pochi galantuomini che ne fanno parte la legittimano. Non si può votare il meno peggio. Non si deve perdere la speranza di un meglio. Chi vota il meno peggio legittima il peggio. Le elezioni sono anticostituzionali. Non possiamo scegliere il candidato. E nessun giornale ne parla. Nessuna televisione lo grida. Si ripete: non possiamo scegliere il candidato. Due persone stanno scegliendo i nomi dell'80% di deputati e senatori. Stanno scrivendo la Camera e il Senato. Si chiamano Veltrusconi. Sono la stessa persona, lo stesso partito, lo stesso programma, gli stessi ministri. Beppe Grillo è stato a Napoli il 23 febbraio per il Munnezza Day. Conferenza stampa con 120 giornalisti. Molte testate internazionali. 30.000 persone in Piazza Dante. Chi vuole sapere cosa è stato detto da oncologi, esperti ambientali e dell'energia deve imparare la lingua inglese o tedesca. Leggere il Die Zeit o The Herald Tribune. Il Corriere e la Repubblica gli hanno dedicato un quadratino della dimensione di un francobollo. L'informazione italiana è sotto controllo. E' propaganda di guerra contro il popolo italiano. Tutto quello che non sapete è vero. Non leggete i giornali. Non guardate la televisione. Pensate con la vostra testa. Alzate la vostra testa. Per un nuovo Rinascimento. V-day 25 aprile. Leggi tutti i post della "Casta dei giornali V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day Clicca l'immagine.

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"Scegliere bene i nostri nuovi governanti" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

E' l'appello dei Giovani imprenditori calabresi in vista delle prossime competizioni elettorali CATANZARO. "La Calabria vive una delle crisi più profonde della sua storia" stretta tra i problemi della politica, la criminalità e l'assistenzialismo e per uscirne "serve uno sforzo comune di tutti, cittadini, mondo del lavoro, associazioni, mondo della cultura, politica" che significa "scegliere bene i nostri nuovi governanti". È questo l'appello lanciato dai giovani imprenditori della Calabria. "Il nostro voto - è scritto nell'appello firmato da Florindo Rubbettino, presidente Giovani imprenditori Confindustria Calabria; Sebastiano Caffo, presidente Giovani imprenditori Confindustria Vibo Valentia; Tommaso Graziani presidente Giovani imprenditori Confindustria Crotone; Daniele Rossi, presidente Giovani imprenditori Confindustria Catanzaro - non dovrà essere in vendita. Non lo baratteremo in cambio di favori tranne che uno: cambiare il volto a questa regione, pensare al futuro delle nuove generazioni, tornare allo spirito dei politici della ricostruzione, perché la Calabria di oggi è devastata moralmente come lo era materialmente l'Italia alla fine della Seconda guerra mondiale". "Come giovani imprenditori, espressione di quella imprenditoria sana che investe, innova, progetta, non improvvisa - è scritto nell'appello - abbiamo sempre pensato che nostro dovere fosse prima di tutto quello di rimboccarci le maniche, lavorare in silenzio e non guardare alle difficoltà strutturali che quotidianamente incontriamo, provando anzi a trasformarle in opportunità. Ma come continuare a guardare al dramma della Calabria da spettatori? Mai come in questo caso di fronte allo stato di prostrazione morale, civile ed economico che vive la regione, è necessario reagire. La denuncia e l'indignazione contengono la forza di reagire e sono oggi il primo dovere morale". "In Calabria - prosegue l'appello - ci sono troppi problemi. La politica, innanzitutto. Serve una politica alta, che non può ridursi a miope e ossessiva conservazione del potere, tramite un consenso ottenuto anche contro le regole del diritto e della civiltà. La cappa che oggi è calata sulla Calabria tende a portare sotto la sfera della politica l'economia, i sindacati, le associazioni, la sanità, l'istruzione, imprese e imprenditori. I professionisti della partitocrazia, soggetti che consolidano la propria ragion d'essere mediante l'occupazione di spazi e la gestione di flussi di spesa pubblica, sono ancora i dominatori incontrastati della nostra regione. Ma la politica dovrebbe essere ben altro". "La criminalità, intanto - proseguono i giovani imprenditori - cresce a vista d'occhio. Come ci ha ricordato la relazione della Commissione parlamentare antimafia, la 'ndrangheta è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica. È l'organizzazione criminale più radicata in tutte le regioni del centro e del nord Italia e in tutti i paesi stranieri. E in Calabria la frontiera tra 'ndrangheta, politica, ed economia si sta pericolosamente assottigliando. Bisogna porre un argine. C'é in Calabria un'economia criminale, capace di cambiare pelle e divenire soggetto imprenditoriale e investitore finanziario. Ma c'è anche un'economia sana, che non solo subisce la concorrenza sleale dell'economia criminale, ma ne paga tutti i danni di immagine quando non ne viene direttamente vessata. Condanniamo senza mezzi termini qualunque concessione a fenomeni quali il racket. Pagare il pizzo significa non solo rafforzare le organizzazioni criminali sotto il profilo economico, ma, peggio, riconoscere loro il potere di soggetto legittimato a garantire la sicurezza". "Siamo stanchi - prosegue l'appello - di subire tutto questo e per di più di essere guardati con sospetto. A noi appartiene la cultura del diritto e non quella del favore, la cultura delle regole e non quella delle scorciatoie, la ricerca della libertà d'impresa e non quella della protezione. Per combattere la mala politica e la criminalità è però necessario che tutta la società civile cambi passo; un cambiamento a cui dobbiamo sottoporci anche noi imprenditori. La Calabria è in crisi per colpa del fallimento di un'intera classe politica regionale e per l'intreccio politica, economia, criminalità, corruzione. Ma anche per colpa di noi calabresi, corresponsabili quanto i politici, perché li eleggiamo e perché se solo lo decidessimo potremmo costringerli a una ben diversa condotta. Invece troppo spesso non si denuncia la mentalità e il malcostume che offrono terreno fertile a corruzione e criminalità". "La cultura dell'assistenzialismo - si afferma ancora nell'appello - è l'altro nemico mortale della Calabria. Occorre prendere atto che le politiche basate sulla spesa pubblica e sul trasferimento di risorse finanziarie pubbliche come quelle degli ultimi 50 anni non hanno risolto alcun problema. Noi imprenditori abbiamo una grande responsabilità non è la politica che produce lo sviluppo, bensì le imprese. Anche per questo dalla politica bisogna aspettarsi sempre meno aiuti pubblici. E chiedere invece sempre di più di aprire il mercato, ridurre il carico della regolamentazione, della burocrazia, del fisco. Assicurare condizioni di sostegno. E soprattutto capacità di ascolto e di interlocuzione". "Ai politici - prosegue l'appello - bisognerà chiedere di essere ambiziosi, aspirare a essere ricordati per aver ricostruito dalle macerie questa regione. Serve una leadership che sappia infondere fiducia nel futuro e nelle opportunità della globalizzazione, ricordare soprattutto ai giovani che quello che hanno di fronte è un mondo colmo di possibilità e non un'inesorabile condanna al declino, stimolare la cultura del rischio rispetto a quella delle rendite, delle clientele, delle reti amicali e familistiche, degli imbrogli. E poi bisognerà ripristinare a tutti i livelli il principio della legalità, del merito e della responsabilità".

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Il caso Rimpallo di competenze per una Fiat Punto lasciata in via Garibaldi: è sottoposta a fermo fiscale per cui non si può utilizzare Auto posteggiata da mesi nell'area comunale: (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Rimpallo di competenze per una Fiat Punto lasciata in via Garibaldi: è sottoposta a fermo fiscale per cui non si può utilizzare Auto posteggiata da mesi nell'area comunale: non si può rimuovere La Fiat Punto parcheggiata da mesi in via Garibaldi MARIANO(R.B.) Una piovra, dai mille tentacoli, che avvolgono, soffocano e, alla fine, paralizzano. La burocrazia assume anche questo aspetto: quello di un mostro fatto di norme, decreti, cavilli e commi legislativi che bloccano la possibilità di agire per affrontare un problema all'apparenza semplice. E' la storia dell'auto abbandonata nel parcheggio di proprietà comunale di via Garibaldi. Una situazione che non è passata inosservata e infatti qualcuno ha iniziato a domandarsi perché il Comune non intervenga per rimuovere il mezzo fermo ormai da parecchi mesi nel parcheggio pubblico. E qui inizia il ginepraio dal quale non facilmente se ne uscirà. Da un controllo effettuato dai vigili urbani, infatti, è risultato che il mezzo è sottoposto a fermo fiscale: questo significa che il proprietario, un italiano che vive in provincia di Milano, non ha onorato il pagamento di sanzioni o tasse e quindi l'Agenzia delle Entrate ha emesso il provvedimento attraverso il quale ha disposto l'impossibilità di utilizzare il mezzo. Il proprietario a questo punto avrebbe dovuto trovare il modo di riportare a casa l'auto e invece ha preferito lasciarla parcheggiata sull'area di proprietà municipale. Il Comune ha interpellato l'agenzia delle Entrate: gli è stato risposto che la competenza ? una volta emessa la cartella esattoriale ? è passata alla concessionaria che provvede alla riscossione dei crediti, in questo caso la Esatri di Milano. Diversa l'opinione dei vigili urbani che si rifanno a una nota del ministero dell'interno, supportata dall'avvocatura dello Stato, che espressamente vieta ai vigili il sequestro del veicolo, impone la contestazione di un altro verbale al proprietario del mezzo di 656 euro e di darne comunicazione (come è stato fatto) all'Esatri "al fine di consentire il pignoramento del veicolo". Inoltre in provincia di Como non esiste un custode acquirente. "Il comune ha le mani legate e non può fare niente ? commenta l'assessore alla sicurezza Claudio Nogara ?: la patata bollente è stata scaricata a noi quando invece l'Esatri dovrebbe andare in fondo alla vicenda".

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ABORTO/ VIALE: LA RU486 E'UNA REALTA' INELUTTABILE (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 27-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

27-02-2008 20:24 Il ginecologo del Sant'Anna smonta le critiche "bluff" Roma, 27 feb. (Apcom) - La Ru486 è al vaglio dell'Aifa, l'Agenzia italiana per il farmaco, ieri il comitato tecnico scientifico ha dato il suo ok, ma l'autorizzazione alla commercializzazione non è ancora passata al cda dell'agenzia, l'ultimo ad avere la parola. Per Silvio Viale, il ginecologo del Sant'Anna di Torino, pioniere della sperimentazione in Italia della pillola abortiva "il parere del cda dell'Aifa è solo formale, dopo il parere positivo del comitato scientifico il via libera è scontato". "Siamo in campagna elettorale - sottolinea - e la novità è che vi sono entrati i temi bioetici, quindi ogni passo dell'Aifa sarà comunque scandito da polemiche". In ogni caso, nonostante la campagna martellante e la posizione dura del Vaticano, per il ginecologo "l'arrivo della Ru486 in Italia "è ineluttabile" ed è "una conquista per le donne". E se l'Aifa dicesse a sorpresa 'no'?, "Se l'Aifa respingesse il mutuo riconoscimento sarebbe chiamata in arbitrato di fronte all'Emea, l'agenzia europea del farmaco che ha già dato il suo via libera, contro la Francia che ha chiesto l'autorizzazione alla commercializzazione. La richiesta della ditta francese produttrice del farmaco è stata fatta sulla base della scheda Emea rivista aggiungo, quindi una bocciatura è abbastanza difficile, ci vorrebbe una determinazione politica estrema priva di buon senso. Sarebbe una brutta figura che sarebbe solo dilatoria perchè che poi in sede di arbitrato l'Italia soccomberebbe", spiega Viale. Il ginecologo del Sant'Anna poi smonta punto per punto le critiche mosse alla pillola abortiva. C'è infatti chi paventa un aborto 'troppo facile' con la Ru486 che potrebbe aggirare le procedure previste dalla stessa 194: "Pure congetture - risponde - la Ru486 sarà usata come è accaduto nei 2000 casi già sperimentati in Italia, ovvero all'interno delle procedure della 194 e soloin ospedale". Maggiori rischi per la donna? Un paradosso parlarne: "C'è l'ok di Emea, delle agenzie farmacologiche dei Paesi occidentali, della Food and drug administration Usa, dell'Oms, hanno preso tutti una cantonata?", domanda Viale che assicura - "e parlo con cognizione di causa, dato che l'ho sperimentata" - "i rischi sono così bassi da non poter essere presi scientificamente in considerazione, sono inferiori a quelli connessi a qualunque gravidanza, è un paradosso parlare di rischi della Ru486. Una donna rischia di più a venire in ospedale in macchina che a usare la Ru486". Rispetto all'aborto chirurgico, "quello medico ha alcuni rischi maggiori altri minori ma si parla di numeri così bassi che siamo nel non senso". Ovvero, ecco i dati: la mortalità per aborto chirurgico è 0,1 per 100mila donne, in caso di aborto medico è 0,8 per 100mila, nell'aborto spontaneo è 0,8-1 per 100mila, la mortalità in gravidanza è 10 su 100mila. "Dire quindi che l'aborto medico è 10 volte più rischioso dell'aborto chirurgico con queste cifre è non ha senso, è solo uno slogan". E "resta il fatto che in ogni caso è la donna che decide, consigliandosi con i medico, come intervenire". "Anzi - aggiunge - ieri l'Aifa ha praticamente svelato il bluff su queste cose con il sì del comitato scientifico". Secondo viale "la Ru486 è diventata il simbolo di una battaglia. Il mondo cattolico si era illuso che l'Italia fosse una trincea dove poter far saltare la Ru486 come l'aborto e da qui ripartire per rimettere in discussione tutto negli altri Paesi occidentali. Paesi nei confronti dei quali l'Italia è in ritardo di 20 anni". Un'altra obiezione sollevata nei confronti della pillola abortiva riguarda il fatto che non è efficace se usata da sola. "La ru486 non si usa da sola - conferma Viale - lo si faceva vent'anni fa ma era efficace nel 10% dei casi, adesso la sperimentazione e la scienza sono andate avanti e la si usa abbinata alla prostaglandina con il risultato quasi del 100%". Ma spiega il ginecologo: "La prostaglandina è lo stesso farmaco che si usa oggi come aiuto all'aborto chirurgico, anzi i sintomi ed effetti collaterali, come il dolore, risalgono alla prostaglandina non alla ru486 che è di per sè asintomatica". Tutta la polemica si riduce al fatto, puntualizza Viale, che in ospedale oggi si usa il gemeprost mentre per la ru486 è più usato il misoprostolo, il primo costa 100 volte di più e bisogna tenerlo in frigorifero, il secondo costa pochissimo e si usa per via orale. Il secondo è però 'off label', in quanto venduto come gastroprotettore, ma questo non è certo un problema: "Sono off label un sacco di farmaci". Esempi: la nifedipina è l'anti ipertensivo più usato in gravidanza ma è 'off label' anzi, nelle indicazioni è sconsigliato l'uso in gravidanza; il cortisonico che si usa per far aumentare lo sviluppo dei polmoni dei nati prematuri è 'off label', ovvero "la scienza medica in sintesi è semplicemente molto più avanti della burocrazia". E il ginecologo, conclude sottolineando: "Io parlo con cognizione di causa. Molti bioeticisti e accademici entrano in questioni che non conoscono. Io difendo le donne che abortiscono perchè le conosco".

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