HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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tARTICOLI DEL 5-8 gennaio 2009 #TOP
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Articoli
Burocrazia (128)
Crer, Molinari in lizza per la presidenza
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: cristallizzato nella burocrazia». Altro punto del suo programma: le assicurazioni sportive. «Nel nostro gruppo dirigente c'è un legame strettissimo con l'Isokinetic di Bologna: una garanzia. Questo legame ci ha consentito di prendere contatto con diverse compagnie assicurative che hanno già dato la disponibilità a migliorare le polize.
Progetto
da un milione di euro per trovare la sosta a 100 auto
( da "Trentino"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: considerati i tempi normali della burocrazia pubblica, è stato decisamente un successo». Ora l'Amministrazione comunale chiederà all'ufficio tecnico comunale di proseguire l'iter con altrettanto impegno e determinazione, affinché l'esproprio o l'acquisizione bonaria dei terreni ed il successivo appalto dei lavori possano concretizzarsi al più presto al fine di vedere realizzata l'
I
libri del lavoro dalla carta al bit
( da "ItaliaOggi
Sette" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sinonimo di riduzione di costi e burocrazia. è un «due per tre» il quadro delle alternative che ha di fronte a sé il datore di lavoro, ed entro il quale dovrà decidere il nuovo assetto della contabilità della manodopera. Due possibilità vertono su «dove» tenere la consulenza: in azienda o a affidarla a un professionista esterno?
povera
e malata, un aiuto anche dai turisti
( da "Centro,
Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Un medico vuole farle da autista BUROCRAZIA CASTEL DI SANGRO. La solidarietà verso Angela Scalzitti, la donna di 58 anni povera e malata, è ormai un fiume in piena. Il desiderio di aiutare chi chiede l'eutanasia dopo il no della Asl alla sua istanza per l'indennità di accompagnamento sta contagiando il cuore di tanti italiani pronti a darle un aiuto,
L'odissea
è finita, finalmente a Codogno i presepi africani di fra' Emanuele Zanaboni
( da "Cittadino,
Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: referente del frate a Codogno e Giuseppe Tansini, artefice dello sdoganamento delle casse in aeroporto. Vento amico. Peccato che quello contrario della burocrazia ne abbia ostacolato l'arrivo per il Natale appena trascorso, ma la Nascita è una gioia che si rinnova: le statue devono solo attendere.Laura Gozzini
troppa
burocrazia frena l'impegno - giovanni laino
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina I - Napoli La polemica Troppa burocrazia frena l´impegno GIOVANNI LAINO La tragica morte di Nicola Sarpa interroga anche quelli come noi che, da più di trent´anni, svolgono attività sociali in favore dei giovani ai Quartieri Spagnoli. Iniziai nel 1973 collaborando con Padre Ernesto Santucci, "o prevete de´ mariuoli".
la
burocrazia frena l'impegno - giovanni laino
( da "Repubblica,
La" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina VI - Napoli LA BUROCRAZIA FRENA L´IMPEGNO GIOVANNI LAINO P adre Ernesto avviò lì una delle prime pionieristiche comunità di accoglienza per giovani senza casa. Da allora, con altri, abbiamo lavorato molto, nella caparbia convinzione che facendosi prossimo di chi vive nel disagio, è doveroso inventare opportunità, mondi,
produzione
di corrente per 10 mila famiglie ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: centrale non ha potuto farlo anche a causa di problemi legati principalmente alla burocrazia. Da un lato la legge finanziaria cercava di favorire l'utilizzo dell'energia idroelettrica con diversi incentivi che per esempio, a seconda della dimensione dell'impianto, prevedono l'impegno dello stato ad acquistare per 15 anni l'elettricità prodotta al costo di 0,22 euro per ogni kwh.
Se
il futuro si chiama Dragone ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: E non pensate alla burocrazia, perché qui aprire è un gioco da ragazzi, quasi più semplice che sposarsi o divorziare, dove pure basta andare in Comune e firmare un modulo. Non che la burocrazia in Cina non esista, a volte capita di vedersi complicare cose semplicissime in men che non si dica.
ROMA
- Il signor Nevio è un invalido al 100% condannato a vivere in prima persona il
mi... ( da "Messaggero, Il"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Mentre il macigno della burocrazia riprecipita a valle, Nievo continua a sostenere «spese per medicine, per gli esami e per terapie riabilitative». Ma questo è niente in confronto allo stress che comporta sentirsi presi in giro come in questo perenne vojage autour de ma chambre.
La
banalità di un lager ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia e la macchina della morte, la razza e lo sterminio. In una parola, racconta la Shoah, e con essa racconta l'innocenza degli assassini, per usare l'ossimoro coniato quasi 60 anni fa da Albert Camus,nell'Uomo in rivolta. Innocente è sicuro d'essere Walter (David Thewlis), il padre del piccolo Bruno (Asa Butterfield)
Gli
impianti visti da Sandro Fanchini, macchinista e padre di campionesse
( da "Giornale
di Brescia" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Trent'anni fa gli impianti erano meno complicati, c'era meno burocrazia eppure si sciava lo stesso...». L'esordio è buono. È Fanchini e tanto ci basta per la prima domanda. «Famoso? Va là... so stes precis a prima. Go de andà a laurà lo stes...». Lui a capotavola, sul divano la figlia Elena col ginocchio steccato.
DALL'INVIATO
PORTICI. E ADESSO COME FAREMO A CHIEDERE AI COMMERCIANTI DI DENUNCIARE GL...
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Non si può parlare di lotta al crimine se poi si risparmia sulle risorse». Adesso da dove ricomincia? «Dal mio dovere di sindaco e di cittadino. Dalle battaglie intraprese. Ma siamo tutti stanchi di tanta burocrazia e di nessuna azione concreta». r. p.
Girola:
<Il 2009 sarà l'anno del sottopasso di Sant'Anna>
( da "Varesenews"
del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dobbiamo combattere con la burocrazia che rallenta la messa in atto di importanti progetti utili a migliorare la vita dei cittadini. Non possiamo permetterci di far passare ulteriore tempo. L'opera è attesa da un decennio». Avvicinare i quartieri periferici al centro è l'unico modo per farli sentire parte integrante della città di Busto Arsizio e alcune zone come il villaggio Sant'
Spunta
un'altra verità sulla strage Borsellino
( da "Stampa,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è Barcellona la terra promessa La Licata Molinari Sbugiardato Scarantino, il pentito chiave Il giallo della Boccassini guiderà la Cia Dal ristorante del padre ai Clinton e ai servizi segreti più potenti del mondo Zonca Ormai sono più di ventimila Trovano meno burocrazia, più lavoro e spazio per le idee
L'affitto
In media 400 euro per una stanza confortevole e si trova casa facilmente
tramite Internet ( da "Stampa, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per un altro inizio ed è uno dei motivi per cui questa è la città prescelta: la burocrazia è quasi inesistente. Serve l'empadronamiento, il domicilio, il numero di securidad social e il Nie, il foglio di via per l'avventura spagnola. E' il numero di identificazione per gli stranieri, necessario per aprire un conto in banca, dimostrare che esisti, un codice e non servirà più altro.
Rubner
Haus scommette sul certificato CasaClima
( da "Alto
Adige" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Nel 2007 le ditte Rubner Haus e Rubner Porte sono state le prime aziende in Italia ad essere certificate CasaClima. Nel corso dell'incontro è stato sottolineato come l'imprenditoria altoatesina necessiti di infrastrutture e di una burocrazia più snella.
Asilo
e cittadella dell'arco in bilancio
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia permettendo, potranno già iniziare i lavori nell'area. L'intervento verrà finanziato con il contributo regionale attribuito a Mel per le strutture sportive d'eccellenza e che è pari a 750 mila euro. La rimanente somma di 750 mila euro verrà coperta con un mutuo dall'amministrazione zumellese.
declassato,
se a Gaza Tzahal (Israeli Defence Force) avesse gravi difficoltà, in una sorta,
... ( da "Alto Adige"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
GIUNGLA
URBANA PER ISRAELE ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notasse la crescita delle «burocrazie tecnologiche»), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico, incentrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
Dalle
parole si passerà ai cantieri: Viboldone prepara la sua rinascita
( da "Cittadino,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: definitivamente dalla burocrazia, per iniziare a fornire riscontri concreti. E dopo alcuni anni in cui l'area rurale si presenta ormai praticamente deserta di abitanti, la realizzazione di questo piano dovrebbe portare anche una quota di residenti, che contribuiranno a ristabilire un equilibrio con il passato, quando nel borgo risiedevano i contadini che coltivavano la campagna circostante.
<Non
c'è nessun rimedioper i pronto soccorso in tilt>
( da "Secolo
XIX, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: non ha a che fare con la burocrazia sanitaria ed è forte il concetto di uguaglianza». Contromisure? «Pressoché inesistenti - ammette Franco Bonanni, direttore dell'Agenzia regionale sanitaria - Si può pensare di limitare i danni con piccoli accorgimenti come prevedere un medico festivo anche nelle case di riposo che, nel fine settimana,
emergenze
e strategie ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è stato costruito nel segreto delle burocrazie regionali e con una visione molto tradizionale e povera del territorio regionale (basti pensare che non è stato neppure inquadrato nello spazio dell'euroregione) e con un impiego dei meccanismi urbanistici eccessivamente impositivo nei confronti dei Comuni.
chiude
il chiosco storico ( da "Tirreno, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: si arrendono alla burocrazia, all'impossibilità di condonare la struttura (perché realizzata tanti anni fa senza autorizzazione su terreno demaniale) e anche all'impossibilità di spostarla. Gli appelli lanciati al Comune per trovare una soluzione e una collocazione alternativa sono caduti nel vuoto e oggi la coppia fa un passo indietro.
niente
aiuti per il figlio disabile seimila famiglie lasciate a se stesse - sandro de
riccardis ( da "Repubblica, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: uffici e burocrazia, per scoprire dodici mesi più tardi che la pratica per il proprio figlio disabile è ferma al punto di partenza. Nonostante le rassicurazioni dei funzionari. Nonostante i diritti e i finanziamenti previsti dalla legge. Nonostante documentazioni mediche che certificano «disabilità del 100 per cento» e «necessità di accompagnatore 24 ore su 24»
giungla
urbana per israele ( da "Nuova Venezia, La"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notasse la crescita delle «burocrazie tecnologiche»), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico, incentrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
tecnologia
e guerriglia ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di forze armate moderne.
la
figlia di angela vive con 160 euro al mese
( da "Centro,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: scatta la solidarietà a Siena dove la ragazza vive BUROCRAZIA CASTEL DI SANGRO. La disperata richiesta di aiuto di Angela Scalzitti, 58 anni, che aveva chiesto l'eutanasia perchè troppo povera per curarsi, ha svelato una storia altrettanto commovente. E' quella della figlia di 20 anni che studia all'università di Siena e alla quale, tra mille sacrifici,
"Tutti
i treni persi dal vino Dolcetto"
( da "Stampa,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: A mio avviso per rendere «grande» un'area più che la burocrazia servono gli uomini. Un treno l'ovadese lo perse nel 1986 con la scomparsa del cavaliere Giuseppe Poggio, illuminato al punto che quando gli altri etichettavano Dolcetto, lui vendeva «Trionzo» che altro non è che una zona di particolare pregio di Rocca Grimalda.
la
burocrazia è ancora regina ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: POSTE La burocrazia è ancora regina Assurdo!!! È l'unica parola, non penso offensiva, per sintetizzare quanto successomi. I fatti. Come presidente della sezione di Udine dell'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia, ho attivato da parecchi anni un conto corrente postale intestato alla sezione.
AL
MOMENTO all'uficio servizi sociali del Comune di Levanto non sono in grado di
dire quando sa... ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: nella realtà il sistema di welfare risulta essere poco organizzato e affetto da una malattia tipica italiana: la burocrazia. Per le persone già in difficoltà il solo fatto di fare la domanda per accedere ad un beneficio ? vedi il caos delle file alle posta per la socialcard ? può risultare un vero e proprio percorso ad ostacoli. Tornando al bonus elettricità sul sito dell?
CATTOLICA
Cibelli promette un ufficio che risolve tutti i problemi
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Oltrepassando spesso la troppo lenta burocrazia. Il cittadino dovrà essere guidato mano nella mano alla risoluzione del suo problema specifico senza perdersi in telefonate, code o ricerche assurde?.Inoltre nei quartieri nomineremo un referente che diventerà il vero anello di congiunzione con Giunta e sindaco, saranno allestite pure una volta per tutte le cosìddette pattuglie di quartiere»
PIRONI
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che alimenta la burocrazia. In compenso il candidato a sindaco propone di aumentare i così detti «quadri intermedi». Un sistema, insomma che consenta di «lavorare a fianco dei cittadini, delle famiglie e delle imprese». Pironi non tralascia il tema della produttività del personale, che tanto fa discutere anche in questi giorni.
<Il
settore edile rischia di franare>
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia, alle misure fiscali, al rapporto con il mondo del credito». «E? da rilevare, inoltre, ? prosegue il presidente di Cna Costruzioni di Rovigo ? che negli ultimi anni si è verificato un incremento esponenziale del numero delle nuove imprese, per cui oggi nel mercato accanto ad operatori altamente qualificati operano soggetti che si improvvisano imprenditori edili;
IL
CALVARIO di una giovane ragazza spezzina colpita da un aneurisma...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: della burocrazia. La storia è nota. Erika Pilloni, 30 anni, era perseguitata dalle rate del mutuo, contratto quando stava bene e gestiva un avviato negozio di abbigliamento in centro e che non riusciva più a pagare dopo la perdita del lavoro. Ora non avrà più rate per estinguere il debito, di oltre 20mila euro,
SNELLIMENTO
della burocrazia con abolizione delle Province, dei Comuni minori e di vari
orpe... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: 22 SNELLIMENTO della burocrazia con abolizione delle Province, dei Comuni minori e di vari orpe... SNELLIMENTO della burocrazia con abolizione delle Province, dei Comuni minori e di vari orpelli come le comunità montane: tutti provvedimenti auspicabili. Dal momento che non siamo a scuola e non è proibito copiare dal vicino,
IN
QUESTO INIZIO d'anno, fra le tante previsioni sulla crisi mondiale, c ...
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: finiscono «col finanziare le enormi burocrazie, la corruzione, la compiacenza. Gli africani, cioè, imparano ad essere mendicanti e non ad essere indipendenti». E questo quando i numerosi regimi dittatoriali non utilizzano gli aiuti finanziari dell?Occidente per comprare nuove armi, che alimentano le tante guerre africane.
Piano
Limiti, Iorio avverte <Accordo con i ministeri>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: I lavori avrebbero dovuto essere avviati entro il 2008 - scadenza già prorogata di due anni - , ma la burocrazia ha bloccato le procedure. I soldi, quindi, rischiano di essere disimpegnati. Di qui l'idea di Vendola di far recapitare al governo una lettera congiunta Molise- Puglia, per chiedere all'esecutivo nazionale di confermare tali risorse.
ROMA
Scusi, ha chiamato qualcuno per me? . All'inizio Gaetano stentava a cr...
( da "Messaggero,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: È la manovra di avvitamento, la burocrazia che avvolge e schiaccia. «Quella mattina - riprende il suo racconto l'ingegner Gaetano, - riscontrai, casualmente, un malfunzionamento sulla linea per le chiamate entranti (chi chiamava ascoltava il messaggio di numero inesistente).
Immigrati,
la crisi spinge i rientri ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: azienda di pulizie a Milano e un sogno (naufragato) di mettersi in proprio con il fratello: «Troppa burocrazia, venderemo il furgoncino. A Machala abbiamo ottenuto la licenza per vendere superalcolici. Del mio stipendio qui mi restano in tasca appena 400 euro». L'esercito di badanti in fila per "riagganciare" la regolarizzazione potrebbe perder pezzi.
Mancano
infermieri ma in corsia arrivano i medici di famiglia
( da "Giornale.it,
Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ostacolo principale è la burocrazia. «Il San Paolo funziona, ma potrebbe essere più efficiente se venissero alleggeriti i percorsi burocratici». Un esempio: «Per comprare un macchinario ci vuole un anno». Eccone un altro: «Da quando un primario va in pensione, tocca aspettare sette-otto mesi prima che il sostituto possa insediarsi».
E'
sulle Ramblas la terra promessa dei giovani italiani
( da "Stampaweb,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: per un altro inizio ed è uno dei motivi per cui questa è la città prescelta: la burocrazia è quasi inesistente. Serve l?empadronamiento, il domicilio, il numero di securidad social e il Nie, il foglio di via per l?avventura spagnola. E? il numero di identificazione per gli stranieri, necessario per aprire un conto in banca, dimostrare che esisti, un codice e non servirà più altro.
Cigola
il volano dell'economia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: è stata ostacolata nel suo rilancio dalla lentezza della burocrazia. Riguardo la Plastwood, l'industria del giocattolo è imprevedibile, ora non c'è richiesta per il prodotto, ma confido nell'inventiva non comune del proprietario Edoardo Tusacciu. Se azzeccasse l'idea, ripartirebbe alla grande». Pillole di ottimismo: in Gallura l'Ente foreste ha stabilizzato 105 precari,
<Programmare
sin da oraspettacoli ed eventi estivi>
( da "Sicilia,
La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lentissimi della burocrazia, ma almeno un altro passo importante è stato fatto per ristrutturare i balconi dello stabile che ospita il plesso scolastico San Giovanni Bosco di via Brigadiere Nastasi. Da alcuni giorni è in corso la collocazione dei ponteggi che serviranno per riparare i balconi ed evitare il crollo di calcinacci che si verificava ormai puntualmente da alcuni anni.
Il
cantiere non fa festa ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia permettendo - potrebbe essere questione di settimane. La pista ciclabile non garantirà soltanto nuove opportunità di svago, ma sarà anche una fondamentale via di comunicazione per quanti devono raggiungere a piedi o in bicicletta la città dei coltelli: finora erano costretti a condividere l'insidiosa carreggiata stradale coi veicoli a motore e l'
Tutti
insieme potremo fare passi da gigante
( da "Gazzetta
di Reggio" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lavoro e ricchezza ma va ridotta la burocrazia» REGGIO. Da poche settimane Enrico Bini è il nuovo presidente della Camera di Commercio di Reggio. Originario di Felina dove vive e dov'è nato 53 anni fa, è titolare di un'azienda di trasporti e, insieme al figlio ed ai fratelli, conduce altre iniziative imprenditoriali come un parco avventure in Garfagnana e una società immobiliare.
Villa
Cian: il Comune disdice il contratto
( da "Trentino"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Se vogliono nascondersi dietro la burocrazia, anche noi agiremo di conseguenza col ricorso al Tar. La cosa che dispiacerebbe, e la più probabile - conclude il titolare - è che un compendio che soddisfa migliaia di persone e ne impiega venti possa non aprire a causa di quattro che non si sono accorti del suo apporto alla località».
Mancano
150 euro per le tende ( da "Giornale di Brescia"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: inezia che richiede tempo e che la dice lunga sulla burocrazia italica, ma che non dovrebbe rallentare - assicurano i ben informati - il cronoprogramma dei lavori. Una volta superata questa impasse partirà la gara per l'aggiudicazione della commessa che, a differenza di quanto accaduto per gli impianti di sicurezza, richiederà meno tempo.
Turismo,
più investimenti ma i fondi scarseggiano
( da "Arena,
L'" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: più investimenti ma i fondi scarseggiano Meno burocrazia e più investimenti per riqualificare il turismo a Verona e nel Veneto, anche se le risorse scarseggiano. Il tema è stato affrontato nell'incontro promosso nella sede della Provincia nei giorni scorsi da Unimpresa-Verona. L'Associazione, guidata da Carlo de' Gresti, si è costituita anche nel Veronese per,
Ro.Ve.R.,
sempre un passo avanti ( da "Giornale di Brescia"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Rispetto ad altre realtà che si scontrano con burocrazia e lungaggini, noi interveniamo sul mercato con quella rapidità che altre aziende non hanno. Abbiamo inoltre prodotti competitivi sull'asse qualità-costi. Un passo avanti nella tecnologia, appunto». A Sirmione, dove l'azienda ha nel tempo trasferito la sede, è in fase di ampliamento lo stabilimento di 1.
palazzo
gatti, degrado in pieno centro ( da "Nuova Venezia, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: mentre il progetto di recupero resta fermo al palo, ostaggio della burocrazia. Il maltempo ha già abbattuto parte delle transenne di cantiere che da tempo circondano l'ex mobilificio. Transenne e paratie in legno posizionate tra l'altro non per dare inizio ai lavori, ma solamente per isolare un'area ormai a rischio crolli.
Il
rilancio della razza nata a Cumiana
( da "Stampa,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: di essere cancellata dalle polemiche e dalla burocrazia. Da quella stesso onda grigia che ha rischiato di travolgere anche il suo padrone dopo l'arresto di Totò Riina. «Ultimo» è un grande fan del lupo italiano e per la seconda volta ne ha scelto uno come compagno fedele e sensibile ma «di carattere fiero che obbedisce per convinzione e mai per servilismo».
le
scelte fatte a tavolino ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: costretti da una lontana e afasica burocrazia - lasciare ad altri il nome del nostro storico e bianco Tocai. A questo punto il danno è fatto e subìto, ma non basta ancora. Un'ulteriore follia burocratica fa sì che per i friulani la potatura continui e, questa volta, agendo direttamente sulla loro lingua: è quindi la volta del "Tai", che per decreto ministeriale datato 18/
uno
sforzo straordinario per il manifatturiero
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla scuola, all'università, alla burocrazia eccetera. È necessario che chi ha la responsabilità dei servizi e delle amministrazioni pubbliche, invece di denigrare i propri collaboratori, le renda efficienti ed efficaci con veri e propri piani di riorganizzazione ispirati alla "customer satisfaction".
"Mio
figlio dislessico ora è alle Superiori"
( da "Stampa,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia di una mamma "Mio figlio dislessico ora è alle Superiori" BARBARA MORRA FOSSANO Mio figlio soffre di dislessia ed è riuscito ugualmente ad approdare ad una scuola superiore. Quanta fatica, però, per far capire agli insegnanti che non era svogliato ma soffriva di un "Dsa", ovvero un disturbo specifico dell'apprendimento»
A
Centallo appaltati i lavori del sottopasso alla Stazione
( da "Stampa,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: considerando che da oltre due anni il paese ha dato battaglia per scavalcare il muro di burocrazia che bloccava l'opera. I finanziamenti erano disponibili da 4 anni, ma il progetto ha fatto la spola tra Comune, Regione e Rfi in un mare di corsi e ricorsi. Sulla questione il sindaco aveva più volte inviato lettere ad amministratori regionali e locali oltre che a parlamentari del Cuneese.
Palazzetto
dello sport da 3,8 milioni di euro Polemica in Consiglio
( da "Stampa,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: milioni di euro Polemica in Consiglio E Taglianetti lascia la Comunità montana per protesta [FIRMA]RENATO BALDUCCI CREVOLADOSSOLA Burocrazia permettendo, entro primavera dovrebbero essere appaltati i lavori di costruzione del nuovo palazzetto dello sport di Crevoladossola. «L'iter è completato, i soldi ci sono tutti e quindi possiamo iniziare», conferma il sindaco Marcello Dalla Pozza.
buon
natale agli ortodossi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che vanno oltre la semplice burocrazia. Ho notato che a tali cerimonie, in cui dopo aver esposto un sunto della storia patria regalo la Costituzione e la bandiera italiana, i serbi - sottolinea l'assessore comunale - partecipano con tutta la famiglia e spesso sono molto emozionati, come del resto tutti i componenti della altre comunità che chiedono di diventare italiani.
Dati
fasulli per evitare la burocrazia
( da "Stampa,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: GIUDIZIO Dati fasulli per evitare la burocrazia Ha dichiarato il falso nel documento di autocertificazione per poter accelerare l'iter della pratica edilizia. Così si difende Nicholas F., 36 anni, origini albanesi, operaio edile, che un anno fa circa ha camuffato alcuni dati legati alla sua condizione di immigrato: il suo sogno è quello di farsi la sua bella casetta in Valle Arroscia.
l'uomo
che doma tigri e assessori - luca rojch
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Magia contro burocrazia. Per protesta era entrato nel municipio di San Teodoro con un leone al guinzaglio. Anni prima aveva minacciato di lasciare libere le sue tigri per Sassari pur di avere un'area in cui esibirsi. Gli animali li aveva persi dopo il fattaccio.
indennità
amianto, burocrazia contro ( da "Tirreno, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 7 - Grosseto Indennità amianto, burocrazia contro A un marittimo negata la validità del libretto di navigazione MONTE ARGENTARIO. E' sufficiente presentare il libretto di navigazione firmato dall'autorità marittima per ottenere il ricoscimento dell'esposizione all'amianto o occorre la dichiarazione del datore di lavoro?
quando
la burocrazia cancella la salute ( da "Nuova Sardegna, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 7 - Cagliari Quando la burocrazia cancella la salute La risonanza magnetica prenotata da quasi un mese gli è stata negata: «è scaduta la convenzione con l'Asl» Ma nello stesso giorno avrebbe potuto farla pagando 190 euro ORISTANO. Un mese, giorno più, giorno meno, di trepidante attesa.
oristano,
la burocrazia contro la salute ( da "Nuova Sardegna, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia contro la salute Annullata con 36 ore di preavviso risonanza prenotata da un mese «è scaduta la convenzione con la Asl 5» ORISTANO. L'esame prenotato da un mese annullato a 36 ore dall'appuntamento: la disavventura di un signore di Alghero con uno studio radiologico e con la Asl di Oristano pare non sia però un caso isolato.
con
piombo fuso israele rischia un conflitto infinito
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
E
RRORI di calcolo, problemi di burocrazia, scarsa attenzio...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: problemi di burocrazia, scarsa attenzio... E RRORI di calcolo, problemi di burocrazia, scarsa attenzione: non si sa. Di certo c?è che in questi giorni decine di cittadini sarzanesi si sono visti arrivare a casa cartelle esattoriali con cui vengono chiesti arretrati della Tarsu per gli anni addietro.
di
MANRICO PARMA UN PALADINO dei lavoratori precari dei call center; una madre...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Quello che è più assurdo che bisogna contrastare tanta burocrazia. E? davvero difficile assicurare una vita dignitosa a chi è disabile». DUILIO RUGGIERI deve la sua fama a una lunga appartenenza sportiva. E? stato presidente nazionale della federazione canottaggio a sedile fisso. Nel 2008 si è preso una delle più belle rivincite portando al trionfo la sua borgata,
Si
possono riciclare anche i cartoni per bevande
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sponsorizzando le iniziative e gli strumenti per ridurre i tempi della burocrazia nelle procedure tecnico ? amministrative, mettendo al centro l?interesse pubblico di chi investe, cioè gli imprenditori e di chi lavora. Il tutto ? aggiunge il vice presidente Mandozzi ? per la ripresa degli investimenti nel settore delle infrastrutture e dell?
un
flop la social card ed è pure vuota - saverio melegari
( da "Tirreno,
Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La tessera c'è, quindi, ma non si può usare. Troppa burocrazia? Può essere, ma ci sono anche altri errori di tipo strutturale che non sono stati considerati in fase di realizzazione. Resta soltanto da attendere e sperare che tutto possa entrare finalmente in funzione.
Lascia
un milione ai cani, la crisi dimezza l'eredità
( da "Corriere
della Sera" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia, tuttavia, ha fatto slittare di mese in mese l'accettazione e la crisi finanziaria sopraggiunta fra l'estate e l'inverno ha progressivamente ridotto l'ammontare della somma. «Purtroppo — spiega l'assessore Osvaldo Mangone —
Diciassette
euro e settantadue centesimi. Fate bene i conti: trentatremila vecchie lir...
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia. Ma varrà la pena di dire, prima di inoltrarci nell'Odissea, che anche i "santi" possono perdere la pazienza. Angelo Palmieri qualche giorno fa si è presentato ai carabinieri del Divino Amore e ha raccontato tutto dall'inizio. Il maresciallo dell'Arma lo ha preso sul serio ed è stata inoltrata alla Procura della Repubblica una denuncia per omissione di atti di ufficio
Angelo
Palmieri, 64 anni, è prigioniero di una "Cartella Pazza" in cui gli
si chiede ... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «Ho fatto decine di raccomandate cercando di far capire alla burocrazia che c'era un errore e che gli errori erano stati riconosciuti». Niente da fare. La macchina infernale, una volta in moto, è implacabile. L'auto di Palmieri è stata sottoposta a "Fermo Auto". «E io sono bloccato in campagna con mia madre malata.
FALCONARA
Per il commercio falconarese, e non solo, si prospetta un 2009 ricco di novità.
Ad a... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Per quanto riguarda la proposta della Confcommercio di ridurre la burocrazia ed evitare ai commercianti di presentare ogni 5 anni una foto dell'insegna pubblicitaria con allegate le misurazioni per poi, eventualmente, pagare la tassa corrispondente, l'assessore assicura che la modifica del regolamento sarà sicuramente presa in considerazione.
I
<mostri> di Matera secondo Vito Cea
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Tra i temi affrontati ci sono il lavoro, la burocrazia, la solitudine, la televisione e la discriminazione. ................................................ I NUOVI MOSTRI - Matera Fino a domani (ore 21.30) al cineteatro Duni, via Roma 10. Big lietto 5 euro. Info 0835.33.18.12
Investimenti
esteri, il bilancio è positivo ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: il peso della burocrazia e la scarsa disponibilità di manodopera qualificata. Particolare interesse arriva dai capitali irlandesi, che nei primi mesi del 2008 sono responsabili di un importante saldo attivo, pari a 1,5 miliardi di euro, contro il saldo negativo di 411 milioni di euro degli Stati Uniti.
Premiate
le aggregazioni di filiera ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Troppa burocrazia, secondo le imprese; scarso spirito di aggregazione nei liguri, è la diffusa ammissione.L'attuale Esecutivo guidato da Claudio Burlando riforma il testo ( Lr 17/2006), soprattutto introducendo il concetto di filiera che elimina i vincoli di territorialità e altri paletti.
Una
legge ad hoc per la qualità delle leggi
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sarà il tempo a dire se una legge basta a sconfiggere la burocrazia contenuta nei codici: intanto il Consiglio regionale ha dato un primo segnale di buona volontà. In futuro la produzione delle norme in Toscana dovrà attenersi a sei principi cardine: «programmazione normativa; snellezza delle procedure;
Le
imprese: Più sforzi per ridurre la burocrazia
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Più sforzi per ridurre la burocrazia» Per quanto sia difficile commentare un dato aggregato come i flussi d'investimento elaborati della Banca d'Italia, gli operatori sembrano concordi su un aspetto: per continuare a riscuotere l'interesse degli investitori stranieri è necessario accelerare lo sviluppo delle infrastrutture e promuovere il territorio.
Investimenti
esteri in ripresa ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dovuto principalmente all'impennata dei costi di produzione, alla burocrazia eccessiva e alla scarsa disponibilità di manodopera qualificata. Ad incidere, poi, c'è la presenza di importanti realtà multinazionali che da anni operano sul territorio, soprattutto in Piemonte: i grandi marchi sono i primi a sentire gli effetti della crisi globale.
Eccellenza
alla Facoltà di Economia di Torino
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: anche nelle pubbliche amministrazioni e come non risponda a verità pensare che Stato signi*chi scarso dinamismo e burocrazia.. La Facoltà di Economia di Torino con la creazione della Masters Division ha dato un esempio in questo senso. Ha individuato una forte domanda potenziale, quella di Master post laurea. Ha risposto ideando prodotti nuovi: tre tipi di Masters e Seminari brevi.
La
Regione risparmia sui francobolli: stop entro il 2010
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che prevede uno snellimento della burocrazia e una razionalizzazione della spesa, entrerà a regime entro il 2010. Secondo quanto previsto dal piano per l'e-gov, che si sviluppa su quattro livelli, da gennaio dovrebbe partire anche il nuovo portale della Regione dove sarà possibile scaricare moduli e documenti senza doversi recare negli uffici dell'amministrazione.
Risparmio
energetico: il disimpegno del Governo
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: senza voler fare della facile ironia sui tempi della burocrazia statale, si stravolge una procedura semplice, trasparente e dagli esiti certi con un meccanismo più complesso, arbitrario ed assolutamente incerto. Sappiamo molto bene che l'investitore, sia esso impresa che semplice cittadino, ha bisogno di burocrazia snella e conti chiari.
Friuli-Venezia
Giulia. ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: diventerà 20% nel 2010), il tessuto imprenditoriale giovane ed effervescente con un Pil stellare (7%), poca burocrazia e le maggiori garanzie sui tempi per la realizzazione degli impianti produttivi. IN ENTRATA Le imprese insediate sono dei settori nautica, finanziario, edilizia Numerosi casi di società miste
Le
buche di Monteverde e i marciapiedi della città
( da "Corriere
della Sera" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dalla stupidità della burocrazia. Caso personale: abito in una strada il cui marciapiede era stato rifatto da meno di un anno. E' stato sventrato per riparare una conduttura e richiuso con un «cerotto» di bitume che è già saltato. Risultato: soldi buttati e strada di nuovo a pezzi.
Anche
stavolta il Puc non arriva in aula
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Burocrazia e interpretazione dei vincoli: difficile arrivare al punto di arrivo, ma la promessa si ripete: «Non siamo noi i colpevoli di questo immobilismo, anzi: ci sentiamo gli avvocati difensori del cittadino», conclude l'assessore all'Urbanistica, «posso dire comunque che entro due mesi tutto sarà pronto e colgo l'occasione per lanciare un messaggio al nostro ufficio del Piano
Così
l'autonomia fiscale potrà salvare il Mezzogiorno Un saggio di Falasca e
Lottieri spiega che il decentramento eliminerà l'assistenzialismo e aiuterà la
depressa economia del Su ( da "Giornale.it, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alimentando la burocrazia centrale e moltiplicando le tensioni periferiche. E sbaglia Roberto Saviano, secondo gli autori, quando in Gomorra sottintende un parallelo tra camorra e capitalismo, legati dal minimo comun denominatore del «fare i soldi». Capitalismo e mercato sono l'antitesi della camorra.
MODERNISMO
littorio - ARCHITETTURE FASCISTE TRA IL MITO E LA CRITICA
( da "Manifesto,
Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: invettiva di Pagano si rivolgeva contro la burocrazia fascista per il mediocre edificato di Pontinia: la terza città della pianura pontina realizzata dall'Opera Nazionale Combattenti dopo Littoria e Sabaudia. Lì si era tradita la modestia dell'ambiente rurale per risolvere l'abitato in una serie di gratuite invenzioni formali e «balorde scenografie».
Un
Magnifico bocconiano ( da "Italia Oggi"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: agevolare la burocrazia e gli esami. Queste componenti creano un circolo virtuoso». Ruozi, professore emerito e presidente del Centro studi sull'innovazione finanziaria dell'Università Bocconi, è inoltre molto impegnato come consigliere di amministrazione di società e banche, nonché in attività di consulenza aziendale in materia di valutazione di imprese.
Il
trasloco? Il 15 aprile ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: e finita con questi ultimi due anni paradossali: edificio pronto ad accogliere giudici e avvocati, ma la «burocrazia degli arredi» che congela il taglio del nastro. Una stagnazione che fa sorridere mezza Italia, agli occhi della quale appare impossibile, eppure vero, che l'efficente Brescia sia protagonista di una storia dalle lungaggini da Mezzogiorno profondo.
L'Africa
affamata rischia di essere colonizzata di nuovo
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con il finanziare le enormi burocrazie, la corruzione, la compiacenza. Gli africani, cioè, imparano ad essere mendicanti e non ad essere indipendenti». E questo quando i numerosi regimi dittatoriali del continente non utilizzano direttamente gli aiuti finanziari ricevuti dall'Occidente per acquistare nuove armi, che alimentano le tante guerre tuttora in corso in Africa.
Sette
anni di vita paesana ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alle burocrazie varie compresi i censimenti». Questo punto di osservazione privilegiato, mantenuto dal 3 gennaio 1872 sino al 18 luglio 1879, gli permise di scattare innumerevoli fotogrammi della realtà melarese del tempo: notizie geografiche, geologiche, storiche, popolazione, catasto, agricoltura, bonificazione,
Mostra,
allarme di Gaddi È lotta contro il tempo
( da "Corriere
Di Como, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Così i tempi della burocrazia rischiano come avvenne per la mostra di Magritte del 2006 (sforzo ricambiato da un record di presenze con 113mila visitatori) un varo in un'imbarazzante "zona Cesarini", a febbraio inoltrato. Giocandosi molte opportunità di promozione mediatica e pubblicitaria.
Convegno
di studisu padre Ludovico ( da "Sicilia, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia comunale di Niscemi, quindi si "verticalizza". Il segretario aziendale Cisl - Enti locali Giuseppe Di Modica ha reso noti i nomi delle persone che sono transitati di categoria dopo avere superato un esame interno. Dalla categoria "A" sono passati alla categoria "B" in qualità operai specializzati: Francesco Bregamo,
Basta
l'autocertificazione per l'esenzione del ticket
( da "Stampa,
La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: autocertificazione per l'esenzione del ticket Meno burocrazia all'Ospedale «Maggiore» di Novara nelle procedure di autocertificazione per l'esenzione dei ticket sanitari per reddito. Da oggi si dovrà compilare solo una dichiarazione attestante il proprio reddito che avrà valore dal mese di gennaio del 2009 al 31 di maggio del 2010.
Carnevale:
la burocrazia contro le sfilate ( da "Eco del Chisone"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Carnevale: la burocrazia contro le sfilate Una normativa troppo rigida rende sempre più difficile organizzare una sfilata di Carnevale. I carri allegorici devono possedere particolari caratteristiche tecniche e strutturali ed anche i percorsi ideati per la sfilata devono garantire la massima sicurezza.
La
burocrazia ammazza il Carnevale ( da "Eco del Chisone"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: rischio le sfilate dei carri La burocrazia ammazza il Carnevale Luserna S.G. rinuncerà alla sfilata, Saluzzo cambierà formula - Resistono Pinerolo e Roletto Sarà probabilmente un Carnevale diverso dal solito, quello che sta per arrivare. Una normativa troppo rigida sta infatti mettendo a rischio le sfilate dei carri allegorici, quelli che da sempre richiamano il grande pubblico.
sarebbe
assoluto in una guerra "classica". Però la guerriglia, come a Gaza,
ha ... ( da "Corriere delle Alpi"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
di
Manuel Parlato Napoli resto con te e ti porto in Cham...
( da "Leggo"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma Lavezzi è blindato anche dalla burocrazie delle carte contrattuali. Il suo manager Alejandro Mazzoni è atteso in Italia da Marino per sbrigare quella che sembra ormai una formalità: l'adeguamento del contratto fino al 2013: 7 anni in azzurro per Lavezzi, proprio come Maradona.
Damiani,
il diario ritrovato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: trattenuti nella Penisola dalla burocrazia. Negli Stati Uniti lavorò in fabbrica e fu apprezzato come straordinario lavoratore. Ebbe altri tre figli, prima di perdere la moglie. Si risposò ed ebbe un altro figlio, Eleuterio, che si arruolò in aeronautica e rischiò di dare al padre l'ennesimo dolore: il 7 dicembre 1941, mentre si trovava a Pearl Harbour,
in
arrivo un milione di metri cubi a tessera - nicola pellicani
( da "Mattino
di Padova, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Sono i misteri della burocrazia. Comunque sia, la somma delle due operazioni immobiliari, che poi sono una cosa sola, è pari a circa un milione e 100 mila metri cubi. Sono cifre da capogiro destinate a scatenare grandi appetiti finanziari. La partita deve ancora entrare nel vivo, ma c'è già chi sta raccogliendo informazioni per non farsi cogliere impreparato.
C'è
il sapore altoatesino nel Montello
( da "Alto
Adige" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: «E' stata dura - continua Anna - ogni volta c'era una nuova norma che ci faceva ripartire da zero. Ma ora che ce l'abbiamo fatta, anche contro la burocrazia, la soddisfazione è maggiore». Il Col del Bosco è aperto giovedì, venerdì, sabato e domenica, gli altri giorni su prenotazione.
la
regione sospende l'uso della discarica
( da "Centro,
Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: indice contro la burocrazia e la stessa politica. L'impianto stava per essere interdetto già quattro mesi fa. Ma per evitare spese ai comuni soci del Civeta il sindaco si era addossato la responsabilità e aveva emesso l'ordinanza con la quale veniva consentito l'utilizzo temporaneo della nuova vasca di raccolta dei rifiuti non riciclabili.
vizi
formali, centinaia di esclusi ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Pagina 4 - Sardegna «Vizi formali, centinaia di esclusi» Burocrazia sotto tiro per lentezze, correzioni, rinvii DENUNCE E ACCUSE Molti bocciati protestano: troppi disguidi amministrativi SASSARI. Agli oltre 700 ragazzi felici per il presalario regionale fanno da contraltare molti scontenti tagliati fuori dall'accesso ai fondi.
voglio
trasferire al comune gli insegnamenti delle imprese
( da "Tirreno,
Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: efficienza per trasformare la burocrazia in servizio; serve efficienza perché i piccoli problemi, se non vengono risolti, diventano enormi; serve efficienza perché anche le buone idee hanno una data di scadenza e diventano dannose se non sono messe presto in pratica; e serve efficienza perché nessuna organizzazione coglie i suoi obiettivi di cambiamento e di servizio se al lavoro e all'
luisa
pizzini BESENELLO - Il progetto era fermo da qualche anno
( da "Adige,
L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: ma bloccato dalla burocrazia. E così ora, con il via libera arrivato a fine anno dalla Provincia, nei primi mesi del 2009 inizieranno le opere di messa in sicurezza del monte Mosna sul versante sopra gli abitati di Sottocastello e Masera. L'intervento era già stato presentato dall'amministrazione comunale ai proprietari dei boschi e dei vigneti interessati.
Bartaletti
in campo <Una musica nuova>
( da "Nazione,
La (Siena)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia e della politica». Spazio poi alla dotazione infrastrutturale che rappresenta una delle pecche del nostro territorio e sulle quali la Bartaletti ha le idee chiare: «Siena non deve essere più maglia nera». Il progetto su cui si punta è quello della metropolitana leggera che unisca il capoluogo alle sue periferie e attenzione viene data anche al completamente delle grande
di
GIANCARLO ZAMPINI ERA IL 30 DICEMBRE 2005 quando a Santonuovo di Quarrata ...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: indagini e burocrazia, contrassegnato comunque anche da tanta solidarietà: «E? vero ? dice ancora Lina ? ricordo che nell?esplosione della casa perdemmo tutto, dalle cose più preziose a quelle superflue, per questo è stato importante l?aiuto che ci è arrivato da tante persone, molte delle quali sconosciute: una vera e propria gara,
Dottore
africano sceglie il rimpatrio <La burocrazia ferma i miei sogni>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia ferma i miei sogni» A Bergamo non può lavorare, in Senegal aiutava i bimbi senza casa Il dottore dei bambini di strada: è questo il suo pensiero fisso nella mente. Ha una laurea in medicina che vorrebbe rispendere anche fuori dal suo Paese, magari in Italia, ma «la burocrazia sta rinchiudendo sogni e possibilità nel cassetto»
<IL
TELEFONO suona quasi ininterrottamente tanto che non mi ricordo nemmeno ...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ieri la famiglia ha cercato di aprire un conto corrente ad hoc, ma la burocrazia ci ha messo lo zampino e quindi tutto è rimandato ad oggi (sul giornale di domani comunicheremo il numero a cui rivolgersi). Le condizioni di Erika, ricoverata nel reparto oncologico del Meyer, sono stazionarie e ciò regala un filo, sempre più forte, di speranza.
<Io,
laureata, voglio fare l'infermiera>
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: tra viaggi e carte bollate ha speso 4mila euro: «Nessuno è stato in grado di farmi un preventivo ? conclude ? come nessuno mi ha avvisato che avrei potuto chiedere una borsa di studio: la burocrazia è una vera morsa. Presto dovrò pagare la seconda rata universitaria...gli auguri di Natale ai miei figli li ho fatti per telefono».
Cittadini
impotenti Kafka... "Il Castello
...
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ancogel «Burocrazia distorta» Ennesimo esempio, quello del signor Palmieri, di quando, purtroppo, si ha la sfortuna di rimanere incagliati negli ingranaggi di una burocrazia farraginosa, distorta e, cosa ancora più grave, di impiegati, come nel suo caso, che si permettono di fare gli spiritosi.
regole
e burocrazia, l'ultima sfida dei duellanti in camice bianco
( da "Repubblica,
La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Il prof si era battuto contro la nomina del direttore generale Regole e burocrazia, l´ultima sfida dei duellanti in camice bianco Litigano da prima ancora che Augusto Cavina diventasse direttore generale del Sant´Orsola. Perché Enrico Roda, gastroenterologo di fama, temperamento bellicoso, si opponeva alla sua nomina.
I
controlli sui prodotti alimentari hanno evidenziato un notevole percentuale di
'irregolarit&#... ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma si riferiscono ai prodotti o alla burocrazia? Mi pare diverso aver trovato merci avariate o scadute dall?aver rilevato che i contributi previdenziali erano versati in ritardo o che il cartello ?vietato l?ingresso? era sotto misura. C?è gente che,pur di dimostrare che fa qualcosa, ingrandisce le cifre allarmando il consumatore.
I
CONTROLLI sui prodotti alimentari hanno evidenziato un notevole percentuale di
'irreg... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Ma si riferiscono ai prodotti o alla burocrazia? Mi pare diverso aver trovato merci avariate o scadute dall?aver rilevato che i contributi previdenziali erano versati in ritardo o che il cartello ?vietato l?ingresso? era sottodimensionato. C?è gente che, pur di dimostrare che fa qualcosa, ingrandisce le cifre allarmando il consumatore.
Rassegna
Ferreri: oggi c'è "L'udienza"
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: , girato nel 1971, protagonisti Enzo Jannacci, Claudia Cardinale e Ugo Tognazzi. È il racconto paradossale e kafkiano di un uomo che vuole a tutti i costi essere ricevuto in udienza privata dal papa. Inizia così una trafila presso la burocrazia vaticana.
<Ecco
i danni degli ostacoli ai rigassificatori>
( da "Corriere
della Sera" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: almeno in parte e malgrado la burocrazia, li considero già risolti. Penso al nostro rigassificatore di Rovigo, che entrerà in funzione nella seconda metà dell'anno e con una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno garantirà il 10% del fabbisogno nazionale (il primo nuovo impianto del genere che viene costruito in Italia,
Realizzerete
progetti ambiziosi e sostenibili ( da "Arena, L'"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: negli spinosi ambiti della burocrazia e nell´approvazione di contratti legali, da rileggere con puntigliosa, severa e diffidente attenzione prima di dar loro l´importante imprimatur della vostra firma per accettazione. Salute La vostra salute pare un argomento protetto: infatti sembra consentirvi anche dispendi energetici molto cospicui,
sala
petrarca, dai fasti al degrado totale
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: poi la burocrazia ha bloccato tutto Ci hanno trovato anche colombi morti. Senza parlare del fatto che piove dentro e che il degrado ha raggiunto ormai livelli di non ritorno. Stiamo parlando di uno degli edifici storici più significativi di Gorizia, che si trova nel centralissimo corso Verdi, il Trgovski dom.
Dado
arriva a Milano ( da "Blogosfere"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia anticittadino, la difficoltà di approccio con le donne. Dado alterna i brani del suo repertorio classico a nuovi monologhi graffianti e amari, prendendo come modello il teatro-canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo e reinterpretandolo per affrontare con comicità i temi di tutti i giorni, raccontando al pubblico il mondo con uno spettacolo ricco,
Raffa:
Ora la burocrazia è più efficiente
( da "Denaro,
Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Napoli Raffa: Ora la burocrazia è più efficiente Cambiano le deleghe in Giunta comunale e a Mario Raffa resta quella, tra le altre, per lo Sviluppo e lascia quella del personale.?Proprio per quanto riguarda quest'ultimo settore, il professore universitario è chiaro:?
L'auto
di Stato. ( da "Giornale.it, Il"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (22) Varie (42) Ultime discussioni adestra: Tutto bene e tutto giusto ma l'alternativa? mauro: Caro Piero Murgia La cessione del V dello stipendio è un prestito personale per il quali l'Ente.
OLTRE...
domenica! ( da "Focus.it"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: (Focus.it, 7 gennaio 2009). # OLTRE riparte? (Focus.it, 3 gennaio 2009). # OLTRE: la spedizione italiana fermata dalla burocrazia russa? (Focus.it, 3 gennaio 2009). # Una spedizione scientifica italiana va OLTRE (Focus.it, 30 novembre 2008).
Niente
riscaldamentogli alunni protestano
( da "Sicilia,
La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia a volte rallenta l'attivazione di servizi che dovrebbero essere tempestivi e non da mettere ancora in funzione a metà dell'anno scolastico e con alunni, docenti ed operatori della scuola che gelano negli edifici per il gran freddo.
Le
scuse e lo Zero ( da "Giornale.it, Il"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (22) Varie (42) Ultime discussioni Luca Stella: condivido tutto quanto scritto da te. Ma proprio tutto. Eppure anche da noi è partita la campagna... luca: Tutti gli 'aiuti' sono nocivi. Anche all'Africa http://img.
Dado:
Onesto ma non troppo al Teatro Ciak di Milano il 10 e l'11 gennaio
( da "Musicalnews.com"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: la burocrazia anticittadino, la difficoltà di approccio con le donne. Dado alterna i brani del suo repertorio classico a nuovi monologhi graffianti e amari, prendendo come modello il teatro-canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo e reinterpretandolo per affrontare con comicità i temi di tutti i giorni, raccontando al pubblico il mondo con uno spettacolo ricco,
Star
Challenge c'è anche Bustreo tra i convocati
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Bilotto non viene riconosciuto italiano ma trattato al pari dalla Federazione e dalla burocrazia del nostro Paese. Tra i «convocati» anche diversi giocatori del Cortina nonché l'agordino Paolo Bustreo, da questa stagione a Vipiteno in A2. La formazione italiana dovrebbe essere così composta: coach Adolf Insam; difensori: Strazzabosco, Lutz, Hafner, Plastino, Hofer, Armin, Borgatello;
Un
vademecum per gli immigrati ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: libretto sia un valido aiuto ad orientarsi nella burocrazia e nei servizi locali per chi viene nella nostra città da straniero - ha sottolineato l'assessore provinciale all'Immigrazione Tiziana Virgili - La ristampa, che tra l'altro ha richiesto uno sforzo economico non indifferente, attualizza le linee di indirizzo e di informazione per fruire dei servizi disponibili sul territorio»
CALABRIA:
TREMATERRA(UDC), SU SPESA CORTE CONTI CI DA' RAGIONE.
( da "Asca"
del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: introdurre nella burocrazia della Regione competenze autentiche in grado di tradurre le scelte politiche in azioni concrete''. ''Purtroppo, come andiamo sostenendo da tempo - agiunge Trematerra - oggi manca una burocrazia efficiente cosi come non c'e' l'ombra di un Governo della Regione che sia in grado di tradurre, come dice l'autorevole Corte,
Alitalia/
Lettera di Lufthansa al premier, Bossi ci crede
( da "Virgilio
Notizie" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia' dell'Alitalia che "da anni ha scelto Air France come partner". Ma oltre all'argomento tecnico, Bossi ha anche esercitato pressioni politiche. La battaglia a favore di Malpensa, ne sono convinti nel Carroccio, sta dando ancora più forza alla Lega nel Nord, e questo avrà il suo peso alle prossime amministrative e alle Europee.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
IL 26 GENNAIO IL
60ENNE MODENESE SFIDERà MAURIZIO MINETTI Crer, Molinari in lizza per la
presidenza «Blocco retrocessioni, tesserini computerizzati e comitati
periferici» DILETTANTI TEMPO DI ELEZIONI di Francesco Dondi Il 26 gennaio il
calcio dilettantistico andrà a rinnovare il consiglio del Crer. Il modenese
Umberto Molinari, già presidente del settore giovanile e scolastico, sarà
l'alternativa al parmense Maurizio Minetti, da due legislature a capo della
Figc regionale. Il programma di Molinari è molto ambizioso, a partire dal
blocco delle retrocessioni di Eccellenza e Promozione nella stagione in corso.
Molinari, lei è un ex calciatore, già dirigente di società e anche presidente
del settore giovanile e scolastico. Perchè candidarsi? «Perchè è necessario
cambiare. è necessario che le società si rendano conto che nel calcio
dilettantistico esiste una democrazia. Bisogna alzare la testa e non avere più
paura di sollevare problemi». Ha messo insieme una squadra di grande valore,
compreso la dg del Carpi, Teresa Montaguti. «Non dobbiamo lasciare nulla di
intentato. Vogliamo mostrare alle società la nostra competenza e passione
perciò nel mio gruppo ci sono dirigenti sportivi, psicologi, educatori e commercialisti».
Commercialisti? «Il calcio dilettantistico deve convivere con problemi
economici importanti. è per questo che vogliamo istituire un centro studi: un
servizio che indichi alle società come procedere in campo fiscale ed economico.
è una necessità. Come Federazione dobbiamo essere i primi a fornire assistenza
ai club, non disinteressarci delle loro richieste». Il calcio vive una crisi
economica importante. Misure per arginarla? «Intanto dovrà essere più semplice
l'accesso al credito sportivo, così come i rapporti con le istituzioni che
possono aiutare le società, ma c'è qualcosa di concreto che vorrei mettere in
atto da subito». Cioè? «Se diventerò presidente chiederò alle società di
Eccellenza e Promozione la disponibilità a bloccare le retrocessioni nella
prossima stagione. Vorrei che si possa vivere un anno sabbatico, in cui i club
non si sentano in dovere di spendere tanto per salvarsi. Avrebbero tutta la
possibilità di puntare sui giovani e di riordinare i conti visto che in molti
stanno patendo la crisi economica. Inoltre non vorrei più vedere gironi a 18
squadre, così come è assurdo che solo a dicembre si conoscano i regolamenti
delle fasi finali dei campionati. Serve più rispetto e programmazione. Le norme
non vanno cambiate in corso d'opera». I giovani. Lei ne è sempre stato un
sostenitore. «Il settore giovanile va tutelato. Vedo sempre più società
virtuose, ma bisogna metterle nelle condizioni di operare al meglio. Penso ad
esempio alla scocciatura dei cartellini cartacei e le grandi perdite di tempo
nei comitati provinciali per un timbro». E lei cosa propone? «Ormai la
tecnologia è una costante della vita quotidiana. I tesseramenti possono essere
trasmessi tramite computer. In più vorrei tornare ai comitati decentrati.
L'esempio modenese è Finale che potrebbe tornare a fornire un servizio a tutte
le società della Bassa e delle province limitrofe. Sarebbe un passo importante
per tornare ad essere un punto di riferimento per le società. I club devono
sentirci vicino, non un ente a sè stante, cristallizzato
nella burocrazia». Altro
punto del suo programma: le assicurazioni sportive. «Nel nostro gruppo
dirigente c'è un legame strettissimo con l'Isokinetic di Bologna: una garanzia.
Questo legame ci ha consentito di prendere contatto con diverse compagnie
assicurative che hanno già dato la disponibilità a migliorare le polize.
Quelle attuali non sono competitive e offrono coperture limitate». Da tempo lei
indica la collaborazione con gli enti di promozione decisiva. «E lo ribadisco.
Io penso ad esempio alla Uisp che dà la copertura arbitrale anche per i Pulcini
e gli Esordienti. Perchè non collaborare? Avremmo due vantaggi: intanto i
bambini riconoscerebbero subito il valore dell'arbitro ed eviteremmo certi
arbitraggi di genitori parziali e, scusi il termine, a volte stupidi. Il calcio
giovanile non deve guardare al risultato, ma alla formazione del
bambino-sportivo. Gli enti di promozione hanno chiaro questo scopo». Ha parlato
tanto di arbitri, alla fine loro nel calderone ci finiscono sempre. «Devono
andare nelle società. Ho già parlato con i loro vertici e non ci sono
preclusioni. Gli arbitri devono farsi conoscere, spiegare il loro ruolo, ma
capire anche le dinamiche di una squadra. Con il dialogo settimanale sono
convinto che i rapporti domenicali migliorerebbero. Non ha senso che un
direttore di gara si alleni da solo correndo intorno ad un campo senza
confrontarsi con le varie situazioni di gioco. Meglio vederlo impegnato ad
arbitrare le partitelle di allenamento, così da aiutarlo a migliorare la
percezione del campo in vista della domenica».
( da "Trentino" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Progetto da un
milione di euro per trovare la sosta a 100 auto NAGO-TORBOLE. La Giunta
comunale di Nago-Torbole, in una delle ultime riunioni dell'anno appena
concluso, ha approvato definitivamente in linea tecnica il progetto di
realizzazione di un parcheggio da cento posti auto in località Coel di Nago.
Nel corso del 2008, per arrivare a questo traguardo, l'amministrazione aveva
adottato numerosi provvedimenti urbanistici finalizzati appunto a velocizzare i
tempi di realizzazione della nuova struttura. «Per costruire il parcheggio da
100 posti auto - spiega il vicesindaco Eraldo Tonelli - abbiamo dovuto
approvare una variante al PRG, visto che le precedenti previsioni urbanistiche
lasciavano nella parte nord un triangolo residuo di terreno inutilizzabile per
i Perugini, ma al contrario prezioso per il comune per dotare il nostro paese
di un grande parcheggio pubblico. Sempre nell'ultimo anno abbiamo inoltre
predisposto ed approvato sia il progetto preliminare che il progetto esecutivo,
ottenute nel frattempo tutte le autorizzazioni urbanistiche, l'autorizzazione
della Snam (visto che a fianco della strada del trenin passa la condotta del
metano) e del Servizio viabilità provinciale (considerato che verrà modificato
l'accesso al parcheggio direttamente dalla rotatoria esistente). Raggiungere in
un solo anno questo obiettivo, considerati i tempi normali
della burocrazia pubblica,
è stato decisamente un successo». Ora l'Amministrazione comunale chiederà
all'ufficio tecnico comunale di proseguire l'iter con altrettanto impegno e
determinazione, affinché l'esproprio o l'acquisizione bonaria dei terreni ed il
successivo appalto dei lavori possano concretizzarsi al più presto al fine di
vedere realizzata l'opera quanto prima, visto che il problema parcheggi
costituisce da anni una emergenza dell'abitato di Nago. «Se non interverranno
intralci nell'acquisizione del terreno - conclude Tonelli - il nuovo parcheggio
potrebbe essere pronto entro l'estate». Il progetto è stato elaborato dall'ing.
Erino Bombardelli e prevede 100 posti auto su grigliato verde, completi di
illuminazione, viali d'accesso, verde: la spesa complessiva è stimata in 1
milione di euro.
( da "ItaliaOggi Sette" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi Sette
Numero 003 pag. 8 del 5/1/2009 | Indietro I libri del
lavoro dalla carta al bit ADEMPIMENTI & IMPRESA Di Pagine a cura di Daniele
Cirioli Dal 16 febbraio 2009 cambiano le regole per la tenuta della
documentazione da parte delle imprese Addio a numero di matricola, busta paga e
schede dipendenti Addio al numero matricola, alla busta paga, alle schede dei
dipendenti. Per la contabilità del lavoro, infatti, è l'ora del trasloco: dalle
scrivanie al desktop del computer, dalla carta ai bit di una memoria virtuale.
Un passaggio obbligato per tutte le imprese che, da qui al prossimo 16
febbraio, dovranno provvedere a istituire il nuovo libro unico del lavoro in
sostituzione del libro paga. L'operazione, in definitiva, porterà a una
sensibile semplificazione degli adempimenti, sinonimo di
riduzione di costi e burocrazia. è un «due per tre» il quadro delle alternative che ha di fronte
a sé il datore di lavoro, ed entro il quale dovrà decidere il nuovo assetto
della contabilità della manodopera. Due possibilità vertono su «dove» tenere la
consulenza: in azienda o a affidarla a un professionista esterno? Tre opzioni
corrispondono alle diverse modalità di tenuta del nuovo libro unico del lavoro:
elaborazione meccanografica, stampa laser o supporti magnetici. Ecco i pro e i
contro delle diverse alternative. Le modalità di tenuta del libro unico.
L'introduzione del nuovo libro unico del lavoro ha rappresentato (pure)
l'occasione per aggiornare le regole di tenuta dei registri del lavoro. La
novità è data dalla previsione di tre diversi regimi che vengono chiamati
«sistemi» (si veda tabella): 1) a stampa meccanografica; 2) a stampa laser; 3)
su supporti magnetici. Il datore di lavoro obbligato al libro unico è tenuto a
istituirne uno solo (anche per questo è unico), pur se abbia accese più
posizioni assicurative (Inail) o previdenziali (Inps) in ambito aziendale o se
abbia più sedi di lavoro, stabili e organizzate o meno. Una prima novità,
rispetto al passato, riguarda la «forma» di tenuta del libro unico: non è più
prevista la forma manuale, cioè la possibilità di annotare e aggiornare il
registro con scritturazioni a mano. Gli unici sistemi previsti, infatti, hanno
in comune la previsione della gestione/elaborazione delle informazioni con
ausilio di un elaboratore elettronico (un computer, un normale pc insomma).
Sono tre: - elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo
continuo; - stampa laser; - su supporti magnetici o a elaborazione automatica
dei dati. A prescindere dal sistema adottato, è sempre obbligatorio che: - in
fase di stampa venga attribuito a ciascun foglio una numerazione sequenziale, conservando
eventuali fogli deteriorati o annullati; - ciascuna annotazione relativa allo
stato di presenza o di assenza dei lavoratori venga effettuata utilizzando una
causale precisamente identificata e inequivoca; - in caso di annotazione
tramite codici o sigle, il soggetto che cura la tenuta del libro unico del
lavoro renda immediatamente disponibile, al momento della esibizione dello
stesso agli organi di vigilanza, anche la decodificazione utile alla piena
comprensione delle annotazioni e delle scritturazioni effettuate; - la
registrazione dei dati variabili delle retribuzioni avvenga con un differimento
non superiore a un mese, a condizione che di ciò sia data precisa annotazione.
A seconda della scelta del sistema cambiano gli adempimenti dovuti dalle imprese
per istaurare una corretta contabilità del lavoro (si veda tabella).
Elaborazione e stampa meccanografica su fogli mobili a ciclo continuo. Optare
per questa modalità di tenuta comporta che il libro unico, prima di essere
messo in uso, deve essere numerato in ogni pagina e vidimato presso una
qualsiasi sede dell'Inail dai funzionari a ciò incaricati. A decorrere dal 16
gennaio 2009 (scadenza del regime transitorio), la vidimazione viene registrata
con riferimento al «Codice cliente» e non più alla Posizione assicurativa
territoriale (Pat). Quale opzione aggiuntiva è prevista la possibilità di
ottenere dall'Inail autorizzazione alla stampa tipografica del tracciato dei
moduli da utilizzare. L'Inail, in tal caso, prenderà contatti con la tipografia
designata dall'utente (azienda, professionista ecc.), presenzierà alla stampa
dei moduli ed eseguirà sia la vidimazione sull'ultimo foglio del blocco che la
registrazione nella procedura assicurativa. Stampa laser. Optare per questo
sistema di tenuta del libro significa muoversi per tempo, in quanto è prevista
una iniziale richiesta di autorizzazione alla vidimazione in fase di stampa.
L'autorizzazione riguarda il libro nel suo complesso (che è, appunto, unico),
anche in caso di un'eventuale elaborazione separata del calendario delle
presenze. Rispetto alla previgente disciplina è venuto meno l'obbligo sui
datori di lavoro di inviare il prospetto riepilogativo mensile delle
retribuzioni, nonché l'obbligo di inviare alla sede Inail, entro il 31 marzo
dell'anno successivo a quello di riferimento, lo stesso prospetto ma in
versione riepilogativa annuale. Supporti magnetici e sistemi di elaborazione
automatica dei dati. Optare per questo sistema di tenuta significa tenere il
libro con modalità informative mediante una di due alternative: - su supporti
magnetici, a condizione che ogni singola scrittura costituisca documento
informatico e sia collegata alle registrazioni in precedenza effettuate. Il
documento informatico deve avere la forma di documento statico non modificabile
e deve essere emesso, al fine di garantirne l'attestazione della data,
l'autenticità e l'integrità, con l'apposizione del riferimento temporale e
della firma digitale; - con sistemi di elaborazione automatica dei dati che
garantiscano la consultabilità dei dati in ogni momento, l'inalterabilità e
integrità dei dati nonché la sequenzialità cronologica delle operazioni
eseguite, nel rispetto delle regole tecniche stabilite dal codice
dell'amministrazione digitale. Il merito di questo sistema di tenuta è che è
sottratto all'obbligo di vidimazione e di autorizzazione da parte dell'Inail.
Unico adempimento dovuto, in tal caso, è l'inoltro di un'apposita comunicazione
scritta, anche a mezzo fax o e-mail, alla direzione provinciale del lavoro
competente per territorio (Dpl), prima della messa in uso, con indicazione
dettagliata delle caratteristiche tecniche del sistema adottato. Il luogo di
tenuta e conservazione del libro unico. A differenza di quanto stabilito per i
libri paga e matricola (nella vecchia disciplina), adesso il luogo di tenuta e
di conservazione del libro unico può essere alternativamente: - la sede legale
dell'impresa; - lo studio del consulente del lavoro o di altro professionista
abilitato; - i servizi e i centri di assistenza delle associazioni di categoria
delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese, anche in forma
cooperativa. In caso di gruppi di impresa, rientrano tra i soggetti ai quali
possono essere affidati gli adempimenti in materia di lavoro anche le società
capogruppo che, pertanto, possono tenere e conservare il libro unico. Non
possono provvedere alla tenuta e conservazione del libro unico, invece, i Ced.
( da "Centro, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 31 - Cronaca
Povera e malata, un aiuto anche dai turisti Castel di Sangro, continua la gara
di solidarietà. Un medico vuole farle da autista BUROCRAZIA
CASTEL DI SANGRO. La solidarietà verso Angela Scalzitti, la donna di 58 anni
povera e malata, è ormai un fiume in piena. Il desiderio di aiutare chi chiede
l'eutanasia dopo il no della Asl alla sua istanza per l'indennità di
accompagnamento sta contagiando il cuore di tanti italiani pronti a darle un
aiuto, a farle capire che non è più sola. Anche a Castel di Sangro, il
suo paese, prosegue la gara di solidarietà. Tra le tante offerte di aiuto c'è
chi, come un medico di Scontrone, vuole mettersi a sua disposizione come
autista per garantirle il trasporto all'ospedale di Pescara dove periodicamente
Angela si deve sottoporre a cicli di chemioterapia per combattere il tumore ai
polmoni diagnosticato lo scorso maggio. Ci sono persone che sono disposte a
ospitarla nella propria casa a Milano per darle sostegno materiale e morale e
una opportunità in più per curarsi nel centro oncologico lombardo. Una miriade
di manifestazioni d'affetto che fanno breccia nel cuore della 58enne, provato
da tante umiliazioni. «Essere malati di tumore è già un problema», dice con una
serenità che destabilizza il suo interlocutore, «ma se a questo si aggiunge la
povertà si è davvero spacciati. Io chiedo solo di poter vivere dignitosamente
la mia malattia, per il resto di vita che mi rimane. Se lo Stato e le
istituzioni non capiscono le necessità di persone che si trovano nelle mie
stesse condizioni di forte indigenza, allora che ci rinchiudessero in un lager
per non essere disturbati dalla nostra presenza». Lucida e apparentemente dura,
Angela Scalzitti va comunque per la sua strada. Il suo sguardo si addolcisce
quando qualcuno le fa notare che per lei si stanno muovendo in tanti. Anche i
turisti in vacanza nell'Alto Sangro. Ma è solo per un attimo. «Non voglio
vivere di carità» ripete spesso «ma con dignità. Se non è possibile, lo Stato
deve assicurarmi almeno una morte dignitosa. Sono credente e penso che le porte
del paradiso non resteranno chiuse per questo». Intanto il Comitato civico
interregionale di Abruzzo e Molise domani attiverà un numero di conto corrente
dove potranno essere inviati i contributi. «C'è stata una risposta forte
all'iniziativa», afferma Maddalena Stinziani, responsabile del comitato «siamo
stati contattati da tutta l'Italia. Da Torino in giù, il Paese sta dimostrando
di avere una sensibilità e una coscienza che forse avevamo sottovalutato. Ci
sono state già consegnate offerte in busta chiusa dai nostri concittadini e dai
turisti in vacanza. Un medico in pensione si è offerto di accompagnare Angela a
Pescara». Il comitato sta lavorando in sinergia con l'amministrazione comunale
che, insieme con la Comunità montana, ha assicurato il rinnovo del contratto di
solidarietà fino a quando Angela ne avrà bisogno per curarsi. «Un atto dovuto e
voluto», dicono per lei che in passato, quando era in salute, ha sempre
dedicato tempo e parole affettuose a chi ne aveva bisogno, e che ora si sente
tradita da un sistema che le nega un diritto fondamentale, sancito dalla
Costituzione: quello alla salute. «Faremo tutto ciò che è in nostro potere per
andare incontro alle sue esigenze», assicura l'assessore Liberatore che, nella
veste di avvocato, sta curando gratuitamente il ricorso contro la Asl. E forse
chi sa, quel posto in biblioteca, a Castel di Sangro, potrebbe diventare una
realtà. (y.f.)
( da "Cittadino, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
L'odissea è finita,
finalmente a Codogno i presepi africani di fra' Emanuele Zanaboni codogno Su un
automezzo da Savoigne sino a Dakar, quindi in volo dalla capitale senegalese a
Malpensa. I
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
I - Napoli La polemica Troppa burocrazia frena
l´impegno GIOVANNI LAINO La tragica morte di Nicola Sarpa interroga anche
quelli come noi che, da più di trent´anni, svolgono attività sociali in favore
dei giovani ai Quartieri Spagnoli. Iniziai nel 1973 collaborando con Padre
Ernesto Santucci, "o prevete de´ mariuoli". SEGUE A PAGINA VI
( da "Repubblica, La" del 05-01-2009)
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Pagina
VI - Napoli LA BUROCRAZIA FRENA L´IMPEGNO GIOVANNI LAINO P adre Ernesto avviò
lì una delle prime pionieristiche comunità di accoglienza per giovani senza
casa. Da allora, con altri, abbiamo lavorato molto, nella caparbia convinzione
che facendosi prossimo di chi vive nel disagio, è doveroso inventare
opportunità, mondi,
ideare l´altrimenti rispetto all´esistente. Eppure oggi sentiamo di chiedere
scusa alla famiglia Sarpa, per non aver fatto abbastanza. Forse non abbiamo
fatto abbastanza contro la sottocultura camorristica, per stimolare tutti i
necessari anticorpi nella parte sana della società locale. Con l´Associazione
Quartieri Spagnoli, soprattutto per l´impegno di Anna Stanco presente ogni
giorno dal marzo del 1978, cooperando con altre organizzazioni, attraendo e
dando forma e senso a risorse europee, nazionali e comunali, abbiamo realizzato
molte attività in favore dei ragazzi dei quartieri, che hanno coinvolto anche
qualche protagonista di questa ultima tragedia. Ma davanti ai drammi torna
sempre evidente l´insufficienza del proprio agire. Certo per limiti soggettivi
ma pesano molto le difficoltà che le amministrazioni pubbliche con cui
cooperiamo impongono. Solo per fare un ultimo esempio: per inserire in botteghe
convenzionate ragazzi usciti dall´obbligo formativo abbiamo ottenuto un
finanziamento dalla Fondazione per il Sud. Per far fronte ai vincoli ed ai
limiti di bilancio posti dalla Fondazione, abbiamo poi chiesto e ottenuto un
sostegno sostanzioso da parte del Comune e della Regione, per arrivare a
coinvolgere 60 giovani per un anno di tirocinio. La delibera per questo
cofinanziamento è stata approvata ma, dopo un anno, gli atti amministrativi
regionali sono ancora fermi imponendoci ormai la sospensione del progetto. La
tragedia di Capodanno dipende soprattutto dalla diffusione della cocaina fra i
giovani che vivono in un´enclave in cui sono consentite pratiche di malaffare
in cui spesso i Quartieri Spagnoli, come altre aree della città, vengono
lasciati, anche in base ad un certo modello di politiche della sicurezza e
dell´ordine pubblico seguito dalla questura di Napoli, che prevede zone di
tolleranza di comportamenti devianti. Migliaia di famiglie, sotto la soglia della
povertà, sopravvivono dovendosi difendere anche da chi milita nelle
organizzazioni criminali. Certo il welfare può dare solo alcune risposte. Ma ci
sono strumenti, cose che si possono fare, offrendo concrete opportunità ai
giovani che vivono nei Quartieri come a Forcella, alla Sanità, o a Ponticelli,
Scampia, Pianura. Solo che si dovrebbero poter realizzare politiche educative e
di formazione al lavoro che non debbano sopportare i lacci e lacciuoli dei
burocrati. Per questo stato di cose ormai, in Campania, un finanziamento di
centomila euro di Fondo Sociale Europeo, fra ritardi vincoli e inerzie, in
realtà è realmente utilizzabile per non più del settanta per cento. Il lutto
merita un rispettoso silenzio, una doverosa onesta autocritica, ma è insopprimibile
l´indignazione che viene dalla convinzione che pur con risorse scarse, molto si
può fare, aiutando i giovani di Napoli a trovare una strada di emancipazione,
nelle aziende cittadine come pure, come spesso è necessario, nelle realtà
produttive di altre città, ove potranno sperimentare l´esistenza di contesti
ove la cultura della legalità è più tangibile, per imparare a girare almeno un
po´ il mondo che non si può abbandonare a venticinque anni.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-01-2009)
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Pagina 8 - Udine
Produzione di corrente per 10 mila famiglie I NUMERI Sono già una ventina le domande
presentate al consorzio Ledra Tagliamento per realizzare nuovi impianti
idroelettrici sfruttando i "salti di fondo" presenti lungo il corso
dei canali e delle rogge che attraversano la città. Domande che in alcuni casi
sono rimaste chiuse in un cassetto per diversi anni, ma che in futuro potranno
consentire di soddisfare le esigenze di energia addirittura di 10 mila
famiglie. Tanto che, per cercare di risolvere la situazione, un professionista
udinese si era anche rivolto all'allora ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro
Scanio. «Purtroppo - spiega Gianni Bassi che per conto di Michele Grassi ha
presentato domanda per costruire un piccolo impianto nel salto che si trova a
Cussignacco, nel terreno dell'osteria Gnane sese - per diversi anni chi voleva
costruire una piccola centrale non ha potuto farlo anche a
causa di problemi legati principalmente alla burocrazia. Da un lato la legge finanziaria cercava di favorire l'utilizzo
dell'energia idroelettrica con diversi incentivi che per esempio, a seconda della
dimensione dell'impianto, prevedono l'impegno dello stato ad acquistare per 15
anni l'elettricità prodotta al costo di 0,22 euro per ogni kwh. E
dall'altro non si riusciva a trovare un accordo sulla derivazione del Torre non
permettendo così ai cittadini di usufruire degli incentivi». Per questo motivo
Bassi aveva deciso di scrivere all'allora ministro Pecoraro Scanio denunciando
il fatto che le autorizzazioni per derivazioni idrauliche dai canali per
attivazione/ riattivazione di centrali idroelettriche fossero ferme da tanti,
troppi anni, nonostante in alcuni casi, le centrali fossero già pronte a
entrare in produzione. «Purtroppo - dice Grassi - non ho ottenuto risposta, ma
adesso spero che con l'accordo tra Regione e Consorzio la situazione si sbocchi
non solo per i canali ma anche per le rogge». (c.r.)
( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE pag. 17 Se
il futuro si chiama Dragone Gli imprenditori toscani riscoprono il boom nella
provincia di Ningbo IL REPORTAGE dall?inviato ROBERTO BALDINI ? NINGBO
(Zhejiang, Cina) ? «GUARDI, posso dirvelo papale papale?». Certo, spari. «Bene,
il fatto è che qui in Cina si respira un?aria che in Italia si respirava tanti
anni fa, forse addirittura negli anni Sessanta, quelli del boom. Da noi oggi
gli imprenditori sono concentrati a superare la crisi, a tagliare, insomma a
programmare solo riduzioni di spese. Qui è diverso. Qui si guarda avanti, si
corre, si progetta e si sogna con l?entusiasmo che c?era da noi una volta». E
se si entusiasma uno come Stefano Cirri, imprenditore tessile che di primo pelo
non è, si può solo immaginare che cosa possa rappresentare l?opzione cinese per
i giovani manager italiani che sempre più numerosi sbarcano da queste parti. Sì
perché è qui, nel triangolo d?oro formato da Shanghai, Hangzhou e Ningbo, nella
provincia dello Zhejiiang, che si concentra qualcosa come il 37 per cento dei
capitali italiani del Dragone. Lui, Cirri, fiorentino, è arrivato da pochi mesi
a Jiang Bei, il distretto industriale di Ningbo, come ?consulente? della Top
Line, una joint venture italo cinese di Lineapiù con un?azienda di Ningbo e una
di Hong Kong per la produzione di filati. A NINGBO ha trovato il David di
bronzo donato dai fiorentini, con una targa che ringrazia gli artefici, Mario
Razzanelli e Silvano Gori, e sistemato in una piazza creata appositamente di
fronte al Teatro dell?Opera. E ha trovato una seconda vita come imprenditore.
?Consulente? va messo fra virgolette, perché in realtà è lui che ha in mano
l?azienda, anche se qui è meglio che almeno formalmente i manager siano cinesi.
Il suo compito è risollevare le sorti di un?azienda che puntava più sulla
quantità che sulla qualità, in puro stile cinese. Una sorta di dilettantismo
imprenditoriale che poteva anche andare bene qualche anno fa, ma che ora deve
fare i conti con una concorrenza più agguerrita e globalizzata. «E? proprio
così ? dice Cirri ? il dilettantismo, l?approssimazione, la qualità del
personale molto scarsa, questi sono i problemi principali per un?azienda
italiana che decide di lavorare in Cina. Certo, la crisi si sente anche qui e
qualche taglio è stato inevitabile. La differenza è che qui restano ampi
margini per lavorare mentre in Italia un settore come il tessile secondo me non
ha un futuro roseo. Prenda noi della Top Line, qui il nostro business è
semplice ed efficace. Da una parte proponiamo le collezioni di filati a grandi
clienti anche italiani che già producono in Cina, dalla Max Mara a Hugo Boss. E
poi c?è l?aspetto del mercato cinese. Oggi ci sono almeno 50 milioni di persone
che possono comprare, domani saranno 200 milioni e continueranno a crescere con
il migliorare del tenore di vita». Insomma per le imprese italiane la fase
della pura delocalizzazione per ridurre il costo del lavoro sembra superata
(ora sono più convenienti paesi come Vietnam o Bangladesh). Il fatto è che il
mercato cinese cresce a ritmi vertiginosi e riuscire a intercettarlo e a
cavalcarlo è il nuovo business vincente. CERTO, avviare un?azienda in Cina non
è facile. E non pensate alla burocrazia, perché qui aprire è un gioco da ragazzi, quasi più semplice che
sposarsi o divorziare, dove pure basta andare in Comune e firmare un modulo.
Non che la burocrazia in
Cina non esista, a volte capita di vedersi complicare cose semplicissime in men
che non si dica. Ma questo vale per i cinesi: per gli stranieri,
soprattutto per gli imprenditori, sembra che per incanto tutto possa sempre
risolversi in qualche ora al massimo. No, il problema è gestirla, l?impresa. E
son dolori, perché spesso si deve partire da zero. E? difficilissimo anche
trovare una segretaria che mastichi qualche parola d?inglese, e quando si passa
ai quadri c?è da mettersi le mani nei capelli. Ma con un po? di buona volontà e
tanta pazienza, in pochi mesi mettono su attività funzionanti. E lo Zhejiang da
questo punto di vista è davvero il cuore pulsante della Cina industriale. Tra
Ningbo e il mare, con la sua baia attraversata da quel miracolo d?ingegneria
che è l?Hanghzhou Bay Bridge,
( da "Messaggero, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Lunedì 05 Gennaio
2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Il signor Nevio è un invalido al 100% condannato
a vivere in prima persona il mito di Sisifo. Non ha fondato Corinto. Non è
figlio di Eolo. Non ha mai sfidato gli dei. E fino a prova contraria non è
stato mai costretto a trasportare con fatica un macigno su una montagna per poi
vederlo rotolare a valle e ricominciare tutto daccapo. Ma anche la sua, come
quella del personaggio mitologico greco, riscoperto da Camus, è una fatica
senza fine. Una sfida alla forza di gravità che potrebbe durare in eterno.
Tempo scaduto. Nevio ha 70 anni ed è romano. Un intervento chirurgico non
riuscito gli ha lasciato una grave menomazione. Avrebbe diritto ad una serie di
agevolazioni. Gratuità dei farmaci, accompagno, permessi vari e via dicendo. Ma
non fa in tempo ad ottenerle. Tra la domanda e il successivo accertamento
previsto dall'Inps scadono i tempi. E lui deve ricominciare l'iter. «Il 4
ottobre del 2006 - racconta la sua fatica di Sisifo Nevio - sono stato
sottoposto ad intervento chirurgico per una spondilolistesi (patologia della
colonna vertebrale caratterizzata dallo scivolamento di una vertebra
sull'altra, ndr). Doveva essere un intervento di routine. Invece mi ha lasciato
un deficit. La Asl RmB mi ha riconosciuto un'invalidità del 100%. Il bello o il
brutto - continua il suo racconto Nevio - è che non posso usufruire delle
agevolazioni che tale menomazione mi procura poiché avrei dovuto sostenere una
visita di controllo dopo 12 mesi dalla prima avvenuta il 17/02/2007 ma la Asl
mi comunicava a mezzo raccomandata solo il 7 marzo 2008 il riconoscimento dello
stato di invalido». Il macigno. Nevio pensando che i 12 mesi dovessero essere
calcolati dal momento della notifica si reca alla Asl per ottenere il suo
sospirato tesserino da invalido. Ed ecco la sorpresa: «Mi è stato detto che il
termine dei 12 mesi decorreva dal momento della visita e non dalla
comunicazione». Nevio-Sisifo fa presente che l'approvazione dell'invalidità è
datata 1° ottobre 2007. Ma non c'è niente da fare. Il masso ormai sta
precipitando di nuovo: la Asl dice che occorre ricominciare nuovamente l'iter e
richiedere una nuova visita. L'eroismo del cittadino. Detto e fatto. Perché
Sisifo è un eroe, un eroe sui generis, forse, ma eroico nella sua coazione a
ripetersi senza demordere mai. L'appuntamento chiesto nel marzo del 2008 viene
fissato così al 13 novembre. E 6 mesi dopo (doppio sic!) Nevio sostiene la
visita. «Spero - è l'augurio di Nevio - è che qualche persona di buon senso,
che spero ancora ci sia all'interno della Asl Roma B, non lasci passare altri
13 mesi». Amare le conclusioni: «grazie se pubblicherete questa mia e-mail a
testimonianza che dei malati e delle persone anziane se ne fregano tutti». Mentre il macigno della burocrazia riprecipita a valle, Nievo continua a sostenere «spese per
medicine, per gli esami e per terapie riabilitative». Ma questo è niente in
confronto allo stress che comporta sentirsi presi in giro come in questo
perenne vojage autour de ma chambre. Il direttore. Abbiamo girato il
"caso" al direttore sanitario della AslRmB. Una delle più grandi
d'Italia, un bacino di 700 mila assistiti, 4 municipi della zona Est di Roma,
di cui due, il V e il VII con il picco di popolazione anziana. «Sul caso
specifico del signor Nevio mi riservo di verificare la documentazione - spiega
il dottor Antonio D'Urso - ma posso confermare che il racconto è plausibile e
il cittadino che vi ha scritto ha ragione. Purtroppo, però, non dipende da noi
che, anzi, stiamo facendo di tutto per accelerare le procedure. Con gli
sportelli multifunzione siamo riusciti ad ottenere un tempo medio d'attesa di
circa 2 mesi e mezzo. Che diventano 15 giorni per i pazienti oncologi e per gli
altri casi previsti dalla legge». L'intoppo. Dov'è allora l'intoppo? «I tempi
si allungano perché dopo la prima istanza - risponde il direttore sanitario -
il giudizio deve essere validato dalle Commissioni dell'Inps, ed ecco che
passano altri mesi fino a sforare la decorrenza di un anno fissata per il
controllo». Riassumendo: il tempo per ottenere il rinoscimento del proprio
status è superiore a quello necessario per la conferma. È il serpente che si
morde la coda,il sentimento dell'assurdo che prende forma. «Ma noi stiamo
cercando di attivare un rapporto con l'Inps perché vogliamo velocizzare il
canale», rinnova l'impegno il direttore sanitario. E noi staremo a vedere. L'alternativa
è continuare a spingere il macigno in salita. Come Sisifo, appunto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: IN SCENA data: 2009-01-04 - pag: 36 autore: Riflessi nel grande
schermo La banalità di un lager «Il bambino con il pigiama a righe» racconta
l'olocausto con gli occhi di un piccolo ariano, mimando i valori nazisti. E
forse anche i nostri di Roberto Escobar è una porta chiusa l'immagine su cui
termina Il bambino con il pigiama a righe ( The Boy in the Striped Pyjamas, Usa
e Gran Bretagna, 2008, 94'). Che cosa accada dall'altra parte, nell'inferno che
sta al di là, è questione che riguarda l'immaginazione inorridita dello
spettatore. Il cinema lo ha condotto fino a quel limite, e ora lo lascia solo
con la sua coscienza. Tratto da un libro dell'irlandese John Boyne, il film
scritto e girato dall'inglese Mark Herman racconta la più irraccontabile delle
storie.I suoi protagonisti sono l'odio e l'obbedienza, la burocrazia e la macchina della morte, la
razza e lo sterminio. In una parola, racconta la Shoah, e con essa racconta
l'innocenza degli assassini, per usare l'ossimoro coniato quasi 60 anni fa da
Albert Camus,nell'Uomo in rivolta. Innocente è sicuro d'essere Walter (David
Thewlis), il padre del piccolo Bruno (Asa Butterfield). Ufficiale delle
SS, è promosso a un ruolo che il nazismo considera decisivo per il futuro della
Germania: il comando di un lager. Quello cui è destinato non è un campo di
sterminio – dove le vittime transitano per non più di qualche ora, ossia per il
tempo tecnico della loro eliminazione –, ma un campo di lavoro. O meglio: un
campo nel quale la morte di massa è "amministrata" mediante il
lavoro, e non direttamente con le camere a gas. Ai suoi occhi, si tratta di un
compito storico, che richiede coraggio morale e abnegazione adeguata.
«Sovrumanamente inumani», così appunto in quei giorni ( attorno al '43)Heinrich
Himmler esorta a essere i burocrati e gli aguzzini che si occupano della
soluzione finale. Gli ebrei, meglio l'Ebreo è il veleno del mondo,il
responsabile d'ogni crimine e d'ogni decadenza. Eliminarlo significa dunque
salvarlo, il mondo. Insomma, al pari di tanti che gli somigliano,
Walteramministralamortedegli Untermenschen, dei sottouomini, non in nome di un
Male assoluto, ma proprio di un Bene assoluto: il futuro dell'Uomo, cioè
dell'Ariano. Anche la madre di Bruno coltiva questa visione del mondo. La donna
(Vera Farmiga) non partecipa attivamente al "compito". Tuttavia,
condivide la fede trionfante nella sua necessità storica. Perciò, affida se
stessa e i due figli – Bruno e Gretel (Amber Beattie) – alle decisioni del
marito, compresa quella di trasferirsi da Berlino in "campagna", nei
pressi del lager. Questa è l'innocenza degli assassini, questa certezza d'avere
il diritto, e anzi il dovere di uccidere. Come la si può cono-scere,
quest'innocenza, se non mettendosi dalla sua parte? Se si resta dall'altra, da
quella delle vittime, se ne ricava un orrore tanto profondo quanto muto. Quello
che si vede è mostruoso, del tutto incomprensibile. Di per sé, il Male assoluto
è opaco. Si fa invece trasparente quando lo si indaga in
"controcampo", come conseguenza od ombra di quello che il persecutore
considera il Bene assoluto. Così fa il film di Herman: capovolge il punto di
vista più ovvio e, almeno all'inizio, guarda con gli occhi dei persecutori. E
poi, dentro questo capovolgimento, ne attua ancora un altro. è di Bruno, non
degli adulti, lo sguardo che smaschera l'orrore. Portato via da Berlino e dai
suoi piccoli amici, il bambino osserva il mondo sconosciuto in cui dovrà
vivere. Nella grande casa che sta vicino a quella che pensa sia una fattoria
cerca di ritrovare un senso, una normalità. Dunque, lo esplora, quello strano
mondo. E molti suoi particolari lo stupiscono. Perché Pavel (David Hayman)
indossa in pieno giorno un pigiama a righe? Che cosa c'èaldi làdella
finestradella sua camera? Perché il padre l'ha fatta oscurare? Perché, ancora,
l'istitutore suo e della sorella li costringe a leggere libri noiosi che
raccontano dell'Ebreo e dei suoi crimini? E poi, anche Pavel è ebreo. E che
male ha potuto mai fare, per essere costretto a servire in cucina, lui che è
medico? è dall'interno della visione del mondo dominante che Bruno parte per la
sua "esplorazione". E quel che scopre è doloroso.Forse, il padre non
è l'ufficiale valoroso e buono che dice di essere. Forse, all'istitutore non si
deve prestare fiducia. Forse, dietro la casa non c'è una fattoria. Ed è qui,
dietro la casa, che Bruno incontra un nuovo piccolo amico: sta oltre una linea
di filo spinato, e porta lo stesso pigiama di Pavel. Diventano amici, l'ariano
e l'ebreo. Quel che poi accade lo lasciamo allo spettatore, e al suo sguardo
pieno di sofferenza, proprio come il film fa con la porta su cui termina.
Suggeriamo però che, al di là di quel limite, c'èil cuore nero di questa storia
irraccontabile, un cuore che ci riguarda tutti, ogni volta che nutriamo la
nostra innocenza di odio: di odio per l'Ebreo, o per il Nero, oper ilRom, o
per... ) Dolente. Lo sguardo di Asa Butterfield nel ruolo di Bruno, figlio del
direttore del campo di concentramento. Bruno farà amicizia con uno dei piccoli
"ospiti" del lager EVERETT/CONTRASTO
( da "Giornale di Brescia" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:gdb lavoro I LAVORI DELLA NEVE / 1 Gli
impianti visti da Sandro Fanchini, macchinista e padre di campionesse Le ruote
mordono l'ultimo tornante (gelato). Casa Fanchini, nel buio fitto di Montecampione,
è un punto di luce che emana il profumo della cena. Stavolta le
«golden-sisters» della neve passano in secondo piano perché sotto i riflettori
finisce papà Sandro. Ha il viso bruciato dal sole, le spalle ristrette dalla
fatica, pochi sorrisi. Cinquantadue anni, da venticinque macchinista
all'impianto di risalita di Montecampione. Lui è uno che fiuta l'aria, conosce
i giri del vento, la montagna, la gente che la frequenta. «Trent'anni
fa gli impianti erano meno complicati, c'era meno burocrazia eppure si sciava lo stesso...». L'esordio è buono. È Fanchini e
tanto ci basta per la prima domanda. «Famoso? Va là... so stes precis a prima.
Go de andà a laurà lo stes...». Lui a capotavola, sul divano la figlia Elena
col ginocchio steccato. Sandro ha tempo per noi e occhi per la tv, dove
si corre la seconda manche di slalom gigante. Rimbalziamo tra il cancelletto di
partenza e il block notes. I controlli e la gente «robotizzata» Sandro Fanchini
lo trovate su, a Valmaione, a scrutare la «sua» seggiovia e i «suoi» passeggeri
dalle 8 di mattina alle cinque di pomeriggio. Nei feriali gli è concessa
mezz'ora di sonno in più. «Per fare un lavoro così devi amare la neve, le
montagne e la gente». «Anche i milanesi?» Sorride, racconta qualche aneddoto.
«Capita che ogni tanto si blocchi il tornello automatico», spiega. «Cosa ci
vuole a riprendere la seggiovia senza passare da lì? Invece si infilano uno
dietro l'altro e in pochi minuti si fa una coda che non ti immagini. Il
problema è che la gente è robotizzata». Termine curioso. O forse sono troppo
robotizzate le montagne? «È vero, adesso ci sono tutte le comodità.
Sull'impianto i controlli sono severissimi. Ogni fune e ogni tirante è
registrata e collaudata prima e dopo la stagione. Gli ingegneri controllano
ogni bullone dell'impianto, frequentiamo dei corsi di aggiornamento
sull'utilizzo dell'impianto e senza patentino non ci si mette alla sala
macchine». Ci sono regole ferree: per aria non possono esserci più di 360
persone. Se c'è un black-out e le persone sono in seggiovia si attiva un motore
diesel d'emergenza che ci consente di completare la corsa e mettere tutti al
sicuro. Al lavoro d'inverno e d'estate Sandro ed altri quindici colleghi, sono
dipendenti della Montecampione Impianti a tempo pieno. Estate ed inverno. In questo
periodo vengono aggregati una quindicina di stagionali a 1.200 euro al mese.
«Noi fissi d'inverno lavoriamo parecchio e l'estate ancora di più. Quando è
finita la stagione dobbiamo togliere tutte le reti di protezione, smontare i
seggiolini e rimetterli in sesto, recuperare tutte le attrezzature...». La fama
delle figlie-prodigio non l'ha cambiato. Gli chiediamo di un incontro speciale
e invece di parlare di Tomba, ecco che esce l'animo del tifoso. «Ho incontrato
Ottavio Bianchi ai tempi della grande Inter. Si era mascherato per bene ma
quando si è presentato al parterre l'ho obbligato ad entrare nella mia
postazione coperta. Avevo appeso il poster dell'Inter». Vorremmo smettere di
scrivere. Parte un urlo dal divano. Occhi alla tv. «Vai Denny!». La Karbon
parte con un leggero vantaggio e si fionda in pista, «inforca» e va fuori. In
casa Fanchini scende il silenzio. E fuori cala la notte. Sergio Gabossi
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dall'inviato
Portici. «E adesso come faremo a chiedere ai commercianti di denunciare gli
estorsori?», il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo poco dopo l'attentato era già
davanti al ristorante Ciro a Mare. Sindaco, così fallisce la battaglia per la
legalità ? «Due poliziotti per turno di notte tra Portici ed Ercolano: 120mila
abitanti e ampie zone a rischio criminalità. Vogliamo ancora parlare di lotta
alla legalità?» Lei ha più volte chiesto «rinforzi», li ha «Neanche per gli
obiettivi sensibili, cioè per quei commercianti che denunciano gli usurai e non
ricevono protezione: rischiano attentati contro i propri beni, se stessi e le
loro famiglie». Disinteresse e mancanza di responsabilità? «Ormai sembra chiaro
che per lo Stato la legalità non è tra le priorità. Non si
può parlare di lotta al crimine se poi si risparmia sulle risorse». Adesso da
dove ricomincia? «Dal mio dovere di sindaco e di cittadino. Dalle battaglie
intraprese. Ma siamo tutti stanchi di tanta burocrazia e di nessuna azione concreta». r. p.
( da "Varesenews" del 05-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Busto Arsizio - Il
quartiere più lontano dal centro verrà collegato alla via per Fagnano con un tunnel
di
( da "Stampa, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Spunta un'altra
verità sulla strage Borsellino Leon Panetta, un italo-americano DIARIO Giovani
italiani, è Barcellona la terra promessa La Licata Molinari
Sbugiardato Scarantino, il pentito chiave Il giallo della Boccassini guiderà la
Cia Dal ristorante del padre ai Clinton e ai servizi segreti più potenti del
mondo Zonca Ormai sono più di ventimila Trovano meno burocrazia, più lavoro e spazio per le idee
( da "Stampa, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Trasporti «Vivo a
( da "Alto Adige" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Azienda con 200
dipendenti e 45 milioni di fatturato Rubner Haus scommette sul certificato
CasaClima BOLZANO. Rubner Haus spa di Chienes in val Pusteria punta ad un
elevato standard tecnologico ed organizzativo. Joachim Rubner, Presidente della
Rubner Haus Spa, e l'amministratore delegato Thomas Koler hanno recentemente
illustrato la struttura ed i vari settori di attività dell'azienda, che può
vantare 40 anni di esperienza nella costruzione di case in legno, ad una
delegazione di imprenditori locali. «Grazie al costante progresso tecnico,
unito all'elevata sensibilità per il design e l'architettura moderna, è
possibile per l'azienda tradurre in pratica molti desideri dei clienti. La
Rubner Haus realizza, infatti, case in legno personalizzate e di alta qualità.
In giro per il mondo ci sono circa 12.000 case in legno di Rubner e mi sento di
affermare che tra queste non ce ne sono due uguali» ha sottolineato Koler. La
Rubner Haus di Chienes con circa 200 dipendenti l'azienda, che fa parte del più
ampio Gruppo Rubner, realizza un fatturato annuo di oltre 45 milioni di Euro.
L'azienda si estende su una superficie di cinque ettari, di cui il 40 percento
sono coperti. Nel 2008 Rubner consegnerà 450 case in legno; ciò significa che
in Alto Adige vengono realizzate 2,4 case Rubner al giorno. 28 squadre di
montatori si occupano poi di montare la casa prefabbricata direttamente presso
il cliente. I mercati principali sono l'Italia (dove Rubner è leader di
mercato), l'Austria, la Svizzera, la Germania, la Spagna, la Francia ed il
Giappone. Rubner presta, inoltre, la massima attenzione all'efficienza
energetica, al benessere ed al comfort delle proprie costruzioni. Nel
( da "Corriere delle Alpi" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Asilo e cittadella
dell'arco in bilancio Domani in aula il documento di previsione dedicato alle
opere MEL CONSIGLIO MEL. Nel 2009 la cittadella dello sport, il nuovo asilo di Villa
di Villa nel 2010. E' questo il piatto forte del bilancio di previsione annuale
e triennale, l'ultimo dell'amministrazione Dalle Sasse, che verrà discusso
domani sera alle
( da "Alto Adige" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
declassato, se a
Gaza Tzahal (Israeli Defence Force) avesse gravi difficoltà, in una sorta, ...
declassato, se a Gaza Tzahal (Israeli Defence Force) avesse gravi difficoltà,
in una sorta, passando un'analogia con la finanza, di "effetto Lehman
Brothers" militare. Dunque, l'operazione Piombo Fuso sulla Striscia pone
ad Israele il problema del possibile decadimento operativo del proprio
vantaggio tecnologico su Hamas che, invece, sarebbe assoluto in una guerra
"classica". Però la guerriglia, come a Gaza, ha altre regole, tali da
rendere un'Araba Fenice l'annientamento"solo" manu militari di quei
"sistemi socio/politici armati", nonché operanti in ambienti sociali
favorevoli, individuati come guerriglia. Come Hamas, la cui chance, viceversa,
è di deprezzare il rating delle tecnologie belliche nemiche facendole apparire
delle "tigri di carta". Obiettivo questo noto a Gerusalemme, certo
consapevole che Hamas, dovendo escludere la vittoria sul terreno, punta,
piuttosto, al logoramento permanente (ricorrendo a tecnologie militari - dai
missili alle trappole antiuomo - ad hoc sebbene a bassa intensità; o "non
barocche") dello Stato ebraico. Logico, quindi, che, a sua volta, per massimizzare
il proprio lato "forte" dell'asimmetria bellica (il cui optimum è
nell'infiltrazione di forze speciali per segnalare obiettivi sensibili ai
bombardieri che poi li colpiscono) i comandi di Tzahal puntino a dare una
governance della crisi palestinese, data per endemica, in stile "lotta al
terrorismo". Che, appunto, come quella al crimine, ma diversamente dalla
"guerra classica" (qui si vince o si perde), è senza fine. Ma con
fasi acute da gestire, sempre scommettendo sull'asimmetria bellica a proprio
favore (centrata sulla supremazia nel cielo) giocando sul rapido "ricerca,
distruggi, torna nei confini". Di certo questo è il parametro
dell'operazione Piombo Fuso su Gaza; perché è ovvio che il Comando
politico/militare israeliano tema con la guerriglia (l'opzione massima di
Hamas): cioè avanzare contando sempre meno sul vantaggio tecnologico e senza
distruggere la reattività nemica. Ovvio, quindi, che per entrambi i contendenti
conti il recente "caso Libano" (ma la geopolitica della Striscia da
maggiori opportunità a Tzahal) dove la distruzione di Hezbollah, sempre in
risposta ai missili su Israele, è mancata. Per il vero, questa è un'esperienza
interessante pure per gli Stati Uniti e la Nato, visto che appartengono
militarmente alla medesima"famiglia tecnologica" di Israele. Ed il
cui rating bellico, pertanto, condivide difficoltà analoghe alle loro in
Medioriente ed in Eurasia. Forse, come sottolinea il neocons Frederick Kagan
della US Military Accademy di West Point, c'è qual'cosa di sbagliato nella
Network Centric Warfare (NCW o guerra della rivoluzione informatica) che,
applicata dagli Usa in Serbia, in Afghanistan ed in Iraq (prima del Generale
Petraeus), ha infine ispirato l'azione di Israele contro Hezbollah in Libano.
Il sospetto è che la disparità di forze che la NWC massimizzi la propria
efficacia nello scontro tra forze convenzionali (un unico Grande Drago) mentre
la perda, almeno in parte, contro i "mille volti nemici" della guerra
asimmetrica. Ovvio, tutto questo è ben noto a Gerusalemme. Anzi, in questo,
Tzahal, per la storica centralità data al fattore umano (sebbene
già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie
tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal
mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing
dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di
Forze armate moderne. E addirittura capace sulla Striscia di fare dei
limiti della NWC da necessità (senza l'eccellenza tecnica la sua demografia la
condannerebbe) virtù: ridurre temporalmente la capacità bellica di Hamas. Ma è
un gioco azzardato. Lo dimostra Hamas che, con ragionamento simmetrico, punta
ad impantanare nella "giungla urbana" Tzahal nell'ipotesi che,
azzerato il suo rating tecnologico, Israele sia tanto Occidente da cedere.
Perdendo così la sua migliore arma di lungo periodo: il mito
dell'invincibilità. Questa, sulla Striscia, la partita tra due logici giocatori
strategici. Francesco Morosini
( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
GIUNGLA URBANA PER
ISRAELE SEGUE DALLA PRIMA Come Hamas, la cui chance, viceversa, è di deprezzare
il rating delle tecnologie belliche nemiche, facendole apparire delle «tigri di
carta». Obiettivo questo noto a Gerusalemme, certo consapevole che Hamas,
dovendo escludere la vittoria sul terreno, punta, piuttosto, al logoramento
permanente (ricorrendo a tecnologie militari - dai missili alle trappole
antiuomo - ad hoc sebbene a bassa intensità; o «non barocche») dello Stato
ebraico. Logico, quindi, che, a sua volta, per massimizzare il proprio lato
«forte» dell'asimmetria bellica (il cui optimum è nell'infiltrazione di forze
speciali per segnalare obiettivi sensibili ai bombardieri che poi li
colpiscono) i comandi di Tsahal puntino a dare una governance della crisi
palestinese, data per endemica, in stile «lotta al terrorismo». Che, appunto,
come quella al crimine, ma diversamente dalla «guerra classica» (qui si vince o
si perde), è senza fine. Ma con fasi acute da gestire, sempre scommettendo
sull'asimmetria bellica a proprio favore (incentrata nella supremazia nel
cielo) giocando sul rapido «ricerca, distruggi, torna nei confini». Di certo
questo è il parametro dell'operazione Piombo Fuso su Gaza; perché è ovvio che
il comando politico/militare israeliano tema la guerriglia (l'opzione massima
di Hamas): cioè avanzare contando sempre meno sul vantaggio tecnologico e senza
distruggere la reattività nemica. Ovvio, quindi, che per entrambi i contendenti
conti il recente «caso Libano» (ma la geopolitica della Striscia dà maggiori
opportunità a Tsahal) dove la distruzione di Hezbollah, sempre in risposta ai
missili su Israele, è mancata. Per il vero, questa è un'esperienza interessante
pure per gli Stati Uniti e la Nato, visto che appartengono militarmente alla
medesima «famiglia tecnologica» di Israele. E il cui rating bellico, pertanto,
condivide difficoltà analoghe alle loro in Medio Oriente e in Eurasia. Forse,
come sottolinea il neocon Frederick Kagan della Us Military Academy di West
Point, c'è qualcosa di sbagliato nella Network Centric Warfare (Nwc o guerra
della rivoluzione informatica) che, applicata dagli Usa in Serbia, in
Afghanistan e in Iraq (prima del generale Petraeus), ha infine ispirato
l'azione di Israele contro Hezbollah in Libano. Il sospetto è che la disparità
di forze con la Nwc massimizzi la propria efficacia nello scontro tra forze
convenzionali (un unico Grande Drago) mentre la perda, almeno in parte, contro
i «mille volti nemici» della guerra asimmetrica. Ovvio, tutto questo è ben noto
a Gerusalemme. Anzi, in questo, Tsahal, per la storica centralità data al
fattore umano (sebbene già nel 1987 il rapporto Wald
notasse la crescita delle «burocrazie tecnologiche»), dovrebbe essere più
vaccinato del resto dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico
bellico, incentrato più sul marketing dell'industria bellica che
sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di Forze armate moderne.
E addirittura capace, nella Striscia, di fare dei limiti della Nwc di necessità
(senza l'eccellenza tecnica la sua demografia la condannerebbe) virtù: ridurre
temporalmente la capacità bellica di Hamas. Ma è un gioco azzardato. Lo
dimostra Hamas che, con ragionamento simmetrico, punta a impantanare nella
«giungla urbana» Tsahal, nell'ipotesi che, azzerato il suo rating tecnologico,
Israele sia tanto Occidente da cedere. Perdendo così la sua migliore arma di
lungo periodo: il mito dell'invincibilità. Questa, nella Striscia, la partita
tra due logici giocatori strategici. Francesco Morosini
( da "Cittadino, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dalle parole si
passerà ai cantieri: Viboldone prepara la sua rinascita n Il 2009 sarà l'anno
della rinascita di Viboldone: dalle parole insomma si dovrebbe passare
finalmente ai fatti. I soggetti interessati all'operazione hanno ormai definito
il piano di recupero dell'antico borgo, vero fiore all'occhiello di San
Giuliano. «Dopo l'adozione in giunta - spiega il sindaco Marco Toni -, l'iter
prevede che trascorsi i 60 giorni per le osservazioni, si possa procedere con
l'adozione del piano». Il nuovo disegno infatti, che annuncia un contenuto
incremento volumetrico e la valorizzazione dell'esistente, dopo l'illustrazione
in aula dei mesi scorsi, non prevede ulteriori passaggi in consiglio comunale.
Pertanto, il piano seguirà la tempistica prevista per legge, fino alla delibera
con cui l'esecutivo di centrosinistra licenzierà lo schema che avrà il ruolo di
assicurare continuità all'antica nicchia che ospita l'abbazia degli Umiliati.
Tra i capisaldi dell'accordo che il comune ha stretto con la proprietà del
borgo, figura in particolare la cessione all'ente locale della Corte grande,
che grazie ad un lascito potrà essere recuperata per svolgere una funzione di
carattere culturale, tra cui rimane attuale l'eventualità di un dipartimento di
studi universitari nel settore umanistico. Partendo da questo patrimonio che
una volta ristrutturato si staglierà nel tratto che fronteggia l'abbazia,
procedendo lungo via Folli - che diventerà pedonale - saranno recuperate anche
le case dei salariati, che manterranno la loro connotazione originaria, e
infine nel tratto conclusivo del borgo sorgeranno alcune nuove edificazioni.
Come richiesto della Soprintendenza, verrà mantenuta aperta la visuale che si
scorge dalla strada provinciale
( da "Secolo XIX, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Non c'è nessun
rimedioper i pronto soccorso in tilt» le giornate nere negli ospedali
L'assessore e gli esperti della sanità: «Si possono solo limitare le code» IL
PRIMO ieri mattina è stato il San Martino che non aveva neppure più un posto
letto, poi ha alzato bandiera bianca il Villa Scassi che all'una aveva 17
pazienti meno gravi (i codici verdi) in attesa e qualche minuto dopo è stata la
volta del Galliera. In meno di cinque ore i pronto soccorso dei tre grandi
ospedali cittadini hanno chiesto al 118 di sospendere l'invio delle ambulanze,
ricevendo come risposta - l'unica possibile - l'attuazione del protocollo
d'emergenza secondo cui ogni paziente deve essere trasportato solo nel pronto
soccorso di riferimento territoriale. Cosìè andata in scena l'ennesima giornata
di pressing sul sistema dell'emergenza genovese. Ma se Atene piange, Sparta non
ride. Ciò che sta accadendo al San Martino o al Galliera o al Villa Scassi di
Genova si replica all'azienda ospedaliera Careggi di Firenze, all'ospedale
universitario Sant'Orsola di Bologna o alle Molinette di Torino. Perché? Per
rispondere con le parole di Stefano Grifoni, responsabile del pronto soccorso
dell'ospedale fiorentino dove l'accesso al pronto soccorso è aumentato in
questi giorni tra il 6 e il 10% oltre le peggiori previsioni, «perché questo è
un trend inarrestabile: la gente arriva in pronto soccorso perché vuole
risposte immediate, non ha a che fare con la burocrazia sanitaria ed è forte il
concetto di uguaglianza». Contromisure? «Pressoché inesistenti - ammette Franco
Bonanni, direttore dell'Agenzia regionale sanitaria - Si può pensare di
limitare i danni con piccoli accorgimenti come prevedere un medico festivo
anche nelle case di riposo che, nel fine settimana, dirottano molti dei
loro ricoverati in pronto soccorso e fare in modo di avere una maggiore
ricettività nei reparti facendo in modo che dagli ospedali si dimetta anche il
sabato e la domenica, che si lavori tutta la settimana». Accorgimenti, appunto.
Che poco possono, ad esempio, contro il 65% di urgenze soggettive (i casi meno
gravi, normalmente vengono codificati all'accettazione con i colori bianco e
verde) e contro il 60% di pazienti che arriva in ospedale per
auto-presentazione provocando il collasso del sistema, l'esaurimento dei posti
letto e decine di persone sistemate alla bella e meglio sulle barelle. Ci sono
circostanze oggettive che hanno giocato contro i pazienti che in pronto
soccorso hanno dovuto rassegnarsi ad attese di ore. Dal 27 dicembre - secondo
il Dipartimento di scienze della salute dell'Università di Genova - si è
entrati nel picco epidemico dell'influenza, mentre negli ultimi 15 giorni i
medici di famiglia hanno lavorato 4 giorni: il 23, il 29 e il 30 dicembre, e il
2 gennaio. Oggi con l'Epifania chiudono il periodo dei lunghi ponti. La loro
assenza, come era prevedibile, si è fatta sentire, riversando sui pronto
soccorso una massa di pazienti "orfani" e poco propensi ad
accontentarsi della visita domestica della guardia medica oppure ad attendere
la riapertura dell'ambulatorio. «Quattro giorni di lavoro in due settimane: mi
domando come fa un sistema sanitario a reggere in queste condizioni. D'accordo
che sono festività e ponti previsti dal contratto nazionale dei medici di
famiglia, ma a questo punto penso che qualcosa vada rivisto» sbotta l'assessore
regionale alla Salute, Claudio Montaldo. Una soluzione, forse, poteva essere
costituita dagli ambulatori di medicina generale, gestiti dai medici di
famiglia e aperti nel fine settimana, per otto o dieci ore, in ogni distretto.
La trattativa, che riprenderà nei prossimi giorni, si è arenata a novembre «per
le richieste esose dei medici» osserva Montaldo. «Li avevo messi alla prova,
per fare una cosa veramente innovativa - dice - invece hanno mercificato
tutto». Ma quanti soldi servirebbero per impedire nei pronto soccorso altre
giornate di fuoco? «Non lo so. Anche se penso che questo problema sia irrisolvibile.
Gli ambulatori festivi potrebbero dare una mano, ma non ci sono precedenti
esperienze sui cui basarsi, mentre sono sicuro che se anche raddoppiassimo i
medici al pronto soccorso, nel giro di un mese avremmo raddoppiato anche gli
accessi». Dal San Martino sotto assedio il primario di medicina di urgenza
Paolo Moscatelli avverte: «C'è una grande confusione su quello che sta
accadendo negli ospedali. Èâ??vero che c'è la tendenza della gente a venire
spontaneamente al pronto soccorso, ma è molto più importante l'aumento degli
anziani fragili che arrivano in ospedale e che non si possono rimandare a casa.
Nel mio reparto ogni 12 mesi cresce di un anno l'età media dei ricoverati».
Alessandra Costante costante@ilsecoloxix.it 06/01/2009 Molinette di Torino Cinque
ore di attesa 06/01/2009 Careggi di firenze Infermieri in trincea 06/01/2009
sant'orsola bolognA Crisi annunciata 06/01/2009 «La situazione è critica anche
da noi. Un codice verde aspetta 4 o 5 ore prima di essere visitato» dice in
direzione sanitaria Davide Minniti. «É vero che c'è la guardia medica, ma
spesso non riesce a far fronte alle chiamate e dirotta sull'ospedale»
06/01/2009 Anche se al Dea non si fanno ferie nei periodi caldi e i turni
vengono raddoppiati, i giorni critici non sono rari. «Come in Inghilterra
sperimenteremo l'impiego degli infermieri per i codici di bassa intensità»
spiega Giancarlo Berni direttore del Dea 06/01/2009 «È un collasso annunciato»
sostiene Mario Cavazza a capo del pronto. «È un gatto che si morde la coda,
neanche con i ticket sui casi meno gravi si è modificato il trend. La gente
vuole diagnosi, l'occhio clinico non basta più» 06/01/2009 ginocchioa PEZZIÈ
una presa in giro. Sono qui da due ore sara giovinazzo 06/01/2009 odisseain
cittàQuanta gente c'era al San Martino annalisa citelli 06/01/2009 la
codainfinitaC'è solo un medico. Ma come è possibile? giuseppe di fonzo
06/01/2009 il maritoin attesaÈ una vergogna: trattati come bestie maria de
siati 06/01/2009
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
INFRASTRUTTURE IN
FVG EMERGENZE E STRATEGIE di SANDRO FABBRO Nonostante la crisi o, meglio,
proprio perché viviamo in una transizione traumatica che prelude a cambiamenti
che possono essere radicali e volgere in peggio o in meglio anche a seguito
delle decisioni che prendiamo oggi, bisogna, strabicamente, tenere un occhio
ben aperto anche verso il futuro. La crisi costringe a risposte repentine e
immediate; comporta emergenze fino a ieri impreviste; determina, di
conseguenza, cambiamenti tanto negli ordini di priorità degli obiettivi quanto
negli assetti di potere, nelle singole organizzazioni come nella società. Ma nel
fare questo non possono venire meno i valori fondamentali, gli obiettivi
strategici, l'attenzione agli scenari strutturali di fondo. Uno Stato, una
Regione, anche nel prendere provvedimenti anticiclici, sia nel reagire alla
bonaccia sia nello sfruttare i venti favorevoli, devono comunque tenere la
barra del timone in una certa direzione. A livello regionale, per esempio, la
necessità di far fronte a una congiuntura negativa non può far venire meno il
compito di organizzare e prevedere una struttura della Regione coesa,
flessibile, riproducibile, sostenibile, dai diversi punti di vista (scenario
che abbiamo sviluppato nei precedenti articoli sul Messaggero Veneto del 25
settembre e del 23 ottobre scorsi). Anzi, per certi versi, la crisi stessa
offre la possibilità di indirizzare anche gli interventi anticiclici nel senso
degli obiettivi di riorganizzazione strategica. Purché questi obiettivi ci
siano e questi scenari siano stati, in qualche modo, condivisi e definiti. È
dai primi anni Novanta che la Regione Friuli Venezia Giulia tenta di elaborare
e governare queste strategie di fondo. Sono state tentate, a tal proposito, ben
quattro diverse versioni del "Piano territoriale regionale" (Ptr) e
anche la riforma della legislazione urbanistica è lungi dal potersi dire
consolidata. L'ultimo tentativo di Ptr, del 2007, è stato
costruito nel segreto delle burocrazie regionali e con una visione molto
tradizionale e povera del territorio regionale (basti pensare che non è stato
neppure inquadrato nello spazio dell'euroregione) e con un impiego dei
meccanismi urbanistici eccessivamente impositivo nei confronti dei Comuni.
La questione irrisolta, in tutti questi anni, rimane quella di come la Regione
debba governare le "grandi trasformazioni territoriali" (grandi
infrastrutture, centri commerciali eccetera). Essere solo cinghia di
trasmissione tra grandi interessi (europei, nazionali) e contesti locali (come
nel Ptr del 2007) o governarle col territorio e con una visione
sufficientemente europea della coesione e della competitività? Di seguito
vogliamo spendere alcune parole a favore di quest'ultima prospettiva. Il
modello di governo che vogliamo proporre deve saper navigare, prima di tutto,
tra garanzie e strategie di trasformazione: garanzie più strategie. Il modello
consiste, cioè, nel fissare una serie di garanzie di base (di partecipazione,
di compatibilità, di indipendenza delle valutazioni degli impatti) e, quindi,
nel promuovere tutte le strategie di sviluppo, pubbliche e private, che
dimostrano seriamente di essere compatibili con quelle garanzie di base. Nulla
di rivoluzionario, per carità! Il modello è di tipo squisitamente liberale in
quanto mette in relazione trasparente i meccanismi di garanzia erga omnes con
gli interessi trasformativi pubblici e privati. Se ci si fermasse solo ai primi
si andrebbe verso l'ingessatura del territorio e dell'economia. Se si lasciasse
totale libertà di manovra ai secondi, si rischierebbe l'imbarbarimento della
convivenza sociale e civile sul territorio. Questo meccanismo dovrebbe essere
istituito da una legge ad hoc per le "grandi trasformazioni del
territorio" che si leghi alla normativa urbanistica ordinaria, ma senza
confondersi in essa. Il programma di governo della attuale giunta, approvato in
consiglio regionale il 21 maggio 2008, prevedeva un meccanismo normativo
abbastanza simile a quello sopra descritto. Ora, invece, mi sembra che si
rischi di ricadere negli stessi errori del passato: le "Norme in materia
di trasporti" appena approvate rimandano, infatti, per la formazione e l'attuazione
del cosiddetto "Piano regionale delle infrastrutture di trasporto", a
un impianto normativo obsoleto. L'esperienza, ormai da anni, ha dimostrato che
neodirigismo politico più paleo-burocrazia producono
impasse. Ma, evidentemente, la compulsione a ripetere, in questa regione, ha un
radicamento che va al di là di qualsiasi buona intenzione. Alla Regione, prima
di rimettere mano sbrigativamente al Ptr o alla legge urbanistica o al nuovo
"Piano regionale delle infrastrutture di trasporto", consiglierei di
sperimentare pragmaticamente un'altra strada: fare da regista di un approccio
diverso e in corpore vili, al governo del territorio. Al territorio e alle sue
istituzioni, Province e Comuni in primis, consiglierei, invece, di diventare
soggetti attivi di tale sperimentazione: partecipazione reale e non solo veti
da parte dei Comitati dei cittadini; strategie di "area vasta" da
parte di Province e Comuni. Sperimentazione non vuol dire che, intanto, si sta
fermi. Anzi. Ci sono diverse realtà, in Regione, che si prestano a essere
interessate da una sperimentazione che produca, contemporaneamente, risultati
concreti assieme a valide indicazioni per una legislazione innovativa. Come
procedere? Con riferimento a una o più di queste aree territoriali critiche (come
la Bassa friulana, per esempio), proporrei la costituzione di una "cabina
di regia" tecnico-politica, istituita con una leggina regionale apposita
che operi, nel tempo di un paio d'anni, con il seguente mandato: dare contenuti
territoriali strategici all'intera area prescelta in modo da prefigurare un
"sistema territoriale" capace di rispondere alle esigenze (di
mobilità, dell'economia eccetera) dell'area mettendo a sistema tutto il
territorio interessato e coinvolgendo anche, se opportuno, le regioni vicine e
i paesi contermini); attivare quelle garanzie di partecipazione (tra i diversi
livelli e attori) e di valutazione indipendente dei programmi che, sole,
possano consentire di arrivare, con sufficiente condivisione e consenso, ad
accordi operativi efficaci; fornire alla giunta gli indirizzi per una revisione
veramente innovativa della legislazione di governo del territorio e del Ptr. La
"cabina", a tal fine, dovrebbe comprendere, oltre agli indispensabili
esperti di settore: un garante della corretta partecipazione del territorio
(istituzioni e cittadini); un garante della corretta e indipendente valutazione
delle compatibilità; un'"interfaccia" con il mondo produttivo locale
e regionale; un'"interfaccia" con gli uffici competenti delle
amministrazioni (regionale in primis) coinvolte. La cabina di regia dovrebbe
operare secondo le seguenti direttrici parallele: 1) costruzione di un sistema
di valutazione delle compatibilità dei progetti trasformativi più importanti;
2)elaborazione, in pochi mesi, delle linee essenziali di un Progetto
territoriale con lo scopo di definire le coerenze territoriali intersettoriali;
3) analisi e valutazione strategica dei grandi interventi previsti
(infrastrutturali, produttivi, commerciali eccetera) e priorizzazione degli
stessi secondo il loro grado di utilità, fattibilità e compatibilità; 4)
attivazione, in parallelo, di canali di comunicazione e partecipazione con le
comunità locali, ai diversi livelli interessate, con il mondo delle istituzioni
e con quello dell'economia per verificare i contenuti del Progetto territoriale
e le modalità di pianificazione urbanistica attuativa. Deve essere nei poteri
della cabina, oltre che l'ascolto del territorio, anche la valutazione delle
diverse alternative strategiche (credibili). La cabina conclude i suoi lavori
proponendo alla giunta regionale programmi e obiettivi fattibili e indirizzi di
riforma degli strumenti di governo del territorio e di pianificazione
regionale. La cabina di regia, in questo modo, opera nel senso del fare e non
del bloccare, ma lo fa con intelligenza e rispetto del territorio: 1) è
operativa e fattiva perché scioglie, a monte del processo, tutte quelle
difficoltà che, nel sistema italiano, proprio perché non affrontate a monte, si
accumulano a valle e finiscono per bloccare anche i progetti di intervento
validi; 2) è intelligente perché sperimenta un metodo alternativo di governo
del territorio che può diventare legge regionale. Non più pianificazioni
territoriali separate dai progetti o subalterne a progetti eterodiretti (Ptr);
né piani e programmi separati dai territori; né territori contrari a ogni
trasformazione, ma un meccanismo che, rispettando tempi congrui, coniughi le
necessarie garanzie con le strategie più utili alla società e all'economia.
( da "Tirreno, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Lucca
Chiude il chiosco storico «Non riusciamo a ottenere né condono né nuova sede»
LUCCA. Chiuso lo storico chiosco dei fiori e delle piante da orto, fuori porta
Santa Maria. I proprietari, Luciano Gentosi e Senia Bachi, si
arrendono alla burocrazia,
all'impossibilità di condonare la struttura (perché realizzata tanti anni fa senza
autorizzazione su terreno demaniale) e anche all'impossibilità di spostarla.
Gli appelli lanciati al Comune per trovare una soluzione e una collocazione
alternativa sono caduti nel vuoto e oggi la coppia fa un passo indietro.
Chiude i battenti, anche se spera sempre in un suggerimento dal Comune al quale
il problema è stato segnalato già 6 mesi fa. «Io e mia moglie - scrive Luciano
Gentosi - nel marzo dell'anno 2006 decidemmo di rilevare il chiosco fuori Porta
S. Maria in piazzale Martiri Della Libertà che vendeva da moltissimi anni
piantine da orto, aglio, cipolle e spezie, con l'intenzione di non far morire
un'attività che da anni caratterizzava rizza Lucca. L'abbiamo anche arricchita
con la vendita di piante, fiori recisi e non, ma sapevamo che non sarebbe stato
facile, sia per il momento difficile del commercio ma soprattutto perché la
struttura (precaria) è stata condonata, ma fino ad oggi non è stata rilasciata
la concessione edilizia in sanatoria che avrebbe regolarizzato il chiosco,
scongiurando la demolizione. Il chiosco è installato su suolo pubblico del
comune ed è soggetto al vincolo della Soprintendenza». Nonostante tutte queste
difficoltà - sottolineano Genosi e Senia Bachi - «abbiamo deciso di aprire
ugualmente. Abbiamo apportato migliorie al chiosco: le persone lo hanno
gradito, ma non sono stati di uguale avviso gli addetti dell'amministrazione
comunale e della Soprintendenza perché non vogliano rilasciarci il condono per
autorizzare in maniera definitiva la struttura. Molte volte siamo stati a
parlare con i tecnici del settore: ci hanno chiesto i documenti, ci hanno
indirizzati sempre a persone diverse, ma mai nessuno ci ha dato una mano a
risolvere il problema». Eppure - ricorda Senia Bachi - «sei mesi fa il sindaco
aveva dato mandato al geometra Marco Chiari (suo consulente per l'arredo
urbano) di provare a trovare una soluzione. Ma ancora oggi non sappiamo nulla.
è giusto calpestare chi vuole lavorare onestamente? Riteniamo di no. Quindi ci
arrendiamo ad un sogno che, non certo per colpa nostra, non si può realizzare».
( da "Repubblica, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Milano
Niente aiuti per il figlio disabile seimila famiglie lasciate a se stesse 30
sandro de riccardis Telefonare per un anno, giorno dopo giorno, al settore
Handicap e Salute mentale del Comune, senza avere risposte. Scrivere lettere,
spedire documenti, perdersi in un labirinto di nomi e competenze, uffici e burocrazia, per scoprire dodici mesi più tardi che la pratica per il
proprio figlio disabile è ferma al punto di partenza. Nonostante le
rassicurazioni dei funzionari. Nonostante i diritti e i finanziamenti previsti
dalla legge. Nonostante documentazioni mediche che certificano «disabilità del
100 per cento» e «necessità di accompagnatore 24 ore su 24». Quella
della signora Federica e di suo figlio, Marco, 13 anni e una diagnosi di
autismo, è la storia di circa 50mila famiglie lombarde con un malato autistico
in casa, costrette ad affrontare l´emergenza quotidiana senza sostegni da parte
delle istituzioni. «Nel 2006 - denuncia Anna Bovi, presidente di Angsa
Lombardia, l´Associazione nazionale genitori autistici - la Regione ha speso
centinaia di migliaia di euro per far compilare un questionario ai parenti, per
scoprire quello che si sapeva già: le famiglie sono sole, i servizi sono
insufficienti e poco coordinati». Un´indagine che però non ha portato a
interventi concreti. «In tutta la Lombardia sono stati stanziati solo 600mila
euro divisi tra tre Asl: Rho, Monza e Cremona. In base a una graduatoria
realizzata con criteri che non conosciamo». «Tutti i soldi che arrivano vengono
distribuiti - replica l´assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di
Chiavenna - purtroppo nell´ultimo bilancio abbiamo avuto tagli per quattro
milioni di euro». Senza fondi, il resto della Lombardia, inclusa Milano con seimila
casi stimati, è abbandonato a se stesso. Anche se la legge 162 del ?98, che
favorisce "l´autonomia delle persone disabili", prevede finanziamenti
alle Asl che creano progetti di sostegno, in realtà i capitali erogati sono
briciole. E arrivano solo ad alcuni. A Milano ci sono liste d´attesa infinite
nei pochi centri che si occupano di neuropsichiatria infantile, dove le
diagnosi precoci sono fondamentali per intervenire in tempo sui bambini. Ci
sono poche équipe di educatori, psicologi, logoterapisti e fisioterapisti nelle
scuole, così che i genitori devono pagarsi da soli l´assistenza. «Non c´è nulla
per i bambini che diventano adolescenti - dice ancora Anna Bovi - Finita la
scuola diventano invisibili e i genitori devono arrangiarsi da soli per le cure
giornaliere». Vuol dire dover sostenere spese tra i 25 e 30 euro l´ora per
pagare un educatore a domicilio, necessario, nei casi più gravi, per tutta la
giornata. è proprio il caso di Marco. «Un anno esatto fa - racconta la madre -
chiamo per la prima volta il Comune per chiedere un aiuto domiciliare. Mi
rispondono che la lista d´attesa è lunghissima e che non ci sono assistenti
disponibili. Fino a giugno, io e altre decine di famiglie restiamo così senza
un cenno di risposta. Ci rechiamo varie volte in largo Treves per parlare con i
funzionari, facendo spesso attese inutili: forse a Palazzo Marino non
immaginano che tutte le nostre famiglie lasciano a casa un figlio non
autosufficiente che le aspetta. Non credo dovremmo essere trattati cosi».
Marco, a ottobre, viene ricoverato in una struttura ospedaliera per
accertamenti ed viene dimesso, dice la madre, «con la chiara richiesta del
sostegno di un educatore. Ho scritto di nuovo al direttore del settore
Handicap, senza mai avere risposta». Poi, un mese fa, alla signora Federica
viene chiesto anche di fornire un preventivo dei costi mensili, stimato in
circa 500 euro. «Ma alla fine dell´anno, il 22 dicembre, ho scoperto che
nessuno in ufficio sapeva della mia pratica, e che il mio caso non era stato
esaminato nemmeno nella commissione di dicembre. Sono al punto di partenza».
600.000 6.000 50.000 L´odissea di Federica e di suo figlio Marco, 13 anni,
autistico, identica a quella di tante altre madri
( da "Nuova Venezia, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 5 - Attualità
GIUNGLA URBANA PER ISRAELE SEGUE DALLA PRIMA Come Hamas, la cui chance,
viceversa, è di deprezzare il rating delle tecnologie belliche nemiche,
facendole apparire delle «tigri di carta». Obiettivo questo noto a Gerusalemme,
certo consapevole che Hamas, dovendo escludere la vittoria sul terreno, punta,
piuttosto, al logoramento permanente (ricorrendo a tecnologie militari - dai
missili alle trappole antiuomo - ad hoc sebbene a bassa intensità; o «non
barocche») dello Stato ebraico. Logico, quindi, che, a sua volta, per
massimizzare il proprio lato «forte» dell'asimmetria bellica (il cui optimum è
nell'infiltrazione di forze speciali per segnalare obiettivi sensibili ai
bombardieri che poi li colpiscono) i comandi di Tsahal puntino a dare una
governance della crisi palestinese, data per endemica, in stile «lotta al
terrorismo». Che, appunto, come quella al crimine, ma diversamente dalla
«guerra classica» (qui si vince o si perde), è senza fine. Ma con fasi acute da
gestire, sempre scommettendo sull'asimmetria bellica a proprio favore
(incentrata nella supremazia nel cielo) giocando sul rapido «ricerca,
distruggi, torna nei confini». Di certo questo è il parametro dell'operazione
Piombo Fuso su Gaza; perché è ovvio che il comando politico/militare israeliano
tema la guerriglia (l'opzione massima di Hamas): cioè avanzare contando sempre
meno sul vantaggio tecnologico e senza distruggere la reattività nemica. Ovvio,
quindi, che per entrambi i contendenti conti il recente «caso Libano» (ma la
geopolitica della Striscia dà maggiori opportunità a Tsahal) dove la
distruzione di Hezbollah, sempre in risposta ai missili su Israele, è mancata.
Per il vero, questa è un'esperienza interessante pure per gli Stati Uniti e la
Nato, visto che appartengono militarmente alla medesima «famiglia tecnologica»
di Israele. E il cui rating bellico, pertanto, condivide difficoltà analoghe
alle loro in Medio Oriente e in Eurasia. Forse, come sottolinea il neocon
Frederick Kagan della Us Military Academy di West Point, c'è qualcosa di
sbagliato nella Network Centric Warfare (Nwc o guerra della rivoluzione
informatica) che, applicata dagli Usa in Serbia, in Afghanistan e in Iraq
(prima del generale Petraeus), ha infine ispirato l'azione di Israele contro
Hezbollah in Libano. Il sospetto è che la disparità di forze con la Nwc
massimizzi la propria efficacia nello scontro tra forze convenzionali (un unico
Grande Drago) mentre la perda, almeno in parte, contro i «mille volti nemici»
della guerra asimmetrica. Ovvio, tutto questo è ben noto a Gerusalemme. Anzi,
in questo, Tsahal, per la storica centralità data al fattore umano (sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notasse la crescita delle
«burocrazie tecnologiche»), dovrebbe essere più vaccinato del resto
dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico, incentrato più
sul marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica,
di Forze armate moderne. E addirittura capace, nella Striscia, di fare
dei limiti della Nwc di necessità (senza l'eccellenza tecnica la sua demografia
la condannerebbe) virtù: ridurre temporalmente la capacità bellica di Hamas. Ma
è un gioco azzardato. Lo dimostra Hamas che, con ragionamento simmetrico, punta
a impantanare nella «giungla urbana» Tsahal, nell'ipotesi che, azzerato il suo
rating tecnologico, Israele sia tanto Occidente da cedere. Perdendo così la sua
migliore arma di lungo periodo: il mito dell'invincibilità. Questa, nella
Striscia, la partita tra due logici giocatori strategici. Francesco Morosini
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
I RISCHI DI PIOMBO
FUSO TECNOLOGIA E GUERRIGLIA di FRANCESCO MOROSINI Barocco militare: è il
rischio di Israele nella Striscia di Gaza. L'espressione, dell'analista Mary
Kaldor, indica l'eccessiva ridondanza tecnologica di sistemi d'arma
estremamente sofisticati. Tanto sofisticati da essere sovraddimensionati per le
esigenze di una guerra asimmetrica fatta di autobombe e guerriglia. Il punto è,
allora, che l'alto rating tecnico-scientifico degli arsenali di Israele
potrebbe essere messo a dura prova dalla guerriglia di Hamas nella rete urbana
della Striscia. Tanto da essere declassato, se a Gaza Tzahal (Israeli Defence
Force) avesse gravi difficoltà, in una sorta, passando un'analogia con la finanza,
di "effetto Lehman Brothers" militare. Dunque, l'operazione Piombo
fuso sulla Striscia pone a Israele il problema del possibile decadimento
operativo del proprio vantaggio tecnologico su Hamas che, invece, sarebbe
assoluto in una guerra "classica". Però la guerriglia, come a Gaza,
ha altre regole, tali da rendere un'Araba Fenice l'annientamento
"solo" manu militari di quei "sistemi socio-politici
armati", nonché operanti in ambienti sociali favorevoli, individuati come
guerriglia. Come Hamas, la cui chance, viceversa, è di deprezzare il rating
delle tecnologie belliche nemiche facendole apparire delle "tigri di
carta". Obiettivo questo noto a Gerusalemme, certo consapevole che Hamas,
dovendo escludere la vittoria sul terreno, punta, piuttosto, al logoramento
permanente (ricorrendo a tecnologie militari - dai missili alle trappole
antiuomo - ad hoc sebbene a bassa intensità; o "non barocche") dello
Stato ebraico. Logico, quindi, che, a loro volta, per massimizzare il proprio
lato "forte" dell'asimmetria bellica (il cui optimum è
nell'infiltrazione di forze speciali per segnalare obiettivi sensibili ai
bombardieri che poi li colpiscono) i comandi di Tzahal puntino a dare una
governance della crisi palestinese, data per endemica, in stile "lotta al
terrorismo". Che, appunto, come quella al crimine, ma diversamente dalla
"guerra classica" (qui si vince o si perde), è senza fine. Ma con
fasi acute da gestire, sempre scommettendo sull'asimmetria bellica a proprio
favore (centrata sulla supremazia nel cielo) giocando sul rapido "ricerca,
distruggi, torna nei confini". Di certo questo è il parametro
dell'operazione Piombo fuso su Gaza; perché è ovvio che il comando
politico/militare israeliano tema con la guerriglia (l'opzione massima di
Hamas): cioè avanzare contando sempre meno sul vantaggio tecnologico e senza
distruggere la reattività nemica. Ovvio, quindi, che per entrambi i contendenti
conti il recente "caso Libano" (ma la geopolitica della Striscia dà
maggiori opportunità a Tzahal) dove la distruzione di Hezbollah, sempre in
risposta ai missili su Israele, è mancata. Per il vero, questa è un'esperienza
interessante pure per gli Stati Uniti e la Nato, visto che appartengono
militarmente alla medesima "famiglia tecnologica" di Israele. E il
cui rating bellico, pertanto, condivide difficoltà analoghe alle loro in Medio
Oriente e in Eurasia. Forse, come sottolinea il neocons Frederick Kagan della
Us Military Academy di West Point, c'è qualcosa di sbagliato nella Network
Centric Warfare (Ncw o guerra della rivoluzione informatica) che, applicata
dagli Usa in Serbia, in Afghanistan e in Iraq (prima del generale Petraeus), ha
infine ispirato l'azione di Israele contro Hezbollah in Libano. Il sospetto è
che la disparità di forze porti la Ncw a massimizzare la propria efficacia
nello scontro tra forze convenzionali (un unico "grande drago")
mentre la perda, almeno in parte, contro i "mille volti nemici" della
guerra asimmetrica. Ovvio, tutto questo è ben noto a Gerusalemme. Anzi, in
questo, Tzahal, per la storica centralità data al fattore umano (sebbene già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle
"burocrazie tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto
dell'Occidente dal mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul
marketing dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure
tecnico-scientifica, di forze armate moderne. E addirittura capace sulla
Striscia di fare dei limiti della Ncw di necessità (senza l'eccellenza tecnica
la sua demografia la condannerebbe) virtù: ridurre temporalmente la capacità
bellica di Hamas. Ma è un gioco azzardato. Lo dimostra Hamas che, con
ragionamento simmetrico, punta a impantanare nella "giungla urbana"
Tzahal nell'ipotesi che, azzerato il suo rating tecnologico, Israele sia tanto
Occidente da cedere. Perdendo così la sua migliore arma di lungo periodo: il
mito dell'invincibilità. Questa, sulla Striscia, la partita tra due logici
giocatori strategici.
( da "Centro, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Yvonne Frisaldi
La figlia di Angela vive con 160 euro al mese La madre chiede l'eutanasia, scatta la solidarietà a Siena dove la ragazza vive BUROCRAZIA
CASTEL DI SANGRO. La disperata richiesta di aiuto di Angela Scalzitti, 58 anni,
che aveva chiesto l'eutanasia perchè troppo povera per curarsi, ha svelato una
storia altrettanto commovente. E' quella della figlia di 20 anni che studia
all'università di Siena e alla quale, tra mille sacrifici, la donna
spedisce 100 euro al mese. Ora a Siena è cominciata una gara di solidarietà per
sostenere la ragazza che vive con 160 euro al mese, mangia a mensa e alloggia
nella residenza dell'ateneo. A scendere al suo fianco anche alcune giornaliste
del Corriere di Siena. Al clamore delle telecamere e ai titoloni sui giornali
la ragazza preferisce la riservatezza. Racconta la sua storia, ma vuole
mantenere l'anonimato. Non se la sente di sfruttare le drammatiche vicende di
famiglia, il disperato appello della madre: la possibilità di curararsi dal
tumore dignitosamente o di scegliere la via dell'eutanasia. «Vivo a Siena»
racconta la giovane «ma ci tengo a mantenere la mia riservatezza e a contare,
per quanto riguarda lo studio, solo nelle mie capacità intellettuali». E a
quanto pare, nonostante le grandi difficoltà economiche, con ottimi risultati.
«Spendo 40 euro alla settimana» spiega «e non mi posso permettere nulla di più.
Ma quello che mi interessa è continuare i miei studi in serenità, non importa
se non mi posso permettere le uscite serali o altri svaghi». Una vita difficile
scandita da priorità molto diverse da quelle dei suoi coetanei. Di tanto in
tanto riesce a racimolare quelache decina di euro in più grazie a qualche lavoretto
saltuario. Reddito che può aggirarsi al massimo intorno ai 160 euro e che va
speso con grande oculatezza e sacrifici. «Mi sposto a piedi» continua la
ragazza «mangio a mensa e vivo nella residenza universitaria. Per i libri posso
attingere alla borsa di studio che ho ottenuto per il secondo anno, ma questo
significa che devo restare in pari con gli studi, e quindi superare bene tutti
gli esami». Non si lamenta e con grande determinazione combatte due battaglie
insieme, la sua e quella di sua madre alla quale è molto legata. «Sono stata io
due anni fa a spingerla a scegliere proprio Siena per fare l'università» rivela
Angela Scalzitti «e non me ne pento. Le ho detto: Siena è una città bella,
tranquilla e non può non essere anche buona. Mia figlia è brava, molto. Le
dissi di non preoccuparsi della mancanza di denaro, di lottare per quello che
desiderava». Viene comunque da chiedersi come possa, una ragazza di vent'anni
vivere in una città costosa come Siena con poco più di 150 euro al mese. Una
cifra irrisoria per molti suoi colleghi che spendono quella cifra solo per
ricaricare la scheda telefonica. Per questa ragazza, invece, non c'è spazio per
nient'altro che non sia lo studio. Niente cinema, teatro, niente pizza con gli
amici o vacanze. E il viaggio di ritorno a casa per abbracciare la mamma
diventa un lusso possibile solo di rado. «Sarebbe bello che, anche senza
conoscere il nome della ragazza» scrivono alcune giornaliste del Corriere di
Siena che hanno aviato una sottoscrisione in suo favore «e anzi apprezzando la
sua dignitosa reticenza, le offrisse qualcosa per rendere più facile la sua
vita nella nostra "cara" città. Lei non lo chiede, ma si può regalare
senza che quanto donato assomigli ad un'elemosina. Potrebbero essere un
abbonamento per l'autobus, una tessera per il cinema, o un buono omaggio per
prodotti per l'igiene personale. Qualsiasi cosa possa venire in mente al buon
cuore di Siena».
( da "Stampa, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Intervento Non gli
manca nulla, ma non ha sfondato "Tutti i treni persi dal vino
Dolcetto" WALTER MASSA MONLEALE Forse è proprio vero che chi si occupa di vino
ha perso (o gli hanno fatto perdere) il contatto con la realtà. Leggendo
l'articolo sul Dolcetto d'Ovada e i suoi problemi non ho resistito a non fare
alcune considerazioni. Premetto che non ho mai considerato (già al loro nascere
degli anni '70) la Docg un titolo essenziale nel mondo del vino, ma piuttosto
una cosa inutile che aumenta i costi e apparenta i marchi virtuosi con gli
altri. Ancor peggio risulta falso, tendenzioso e scorretto continuare a vendere
il concetto che Docg è indice di qualità superiore a Doc. Analizzando la
recente storia dell'Ovadese vitivinicolo, area cha adoro insieme alle altre
quattro della provincia, ritengo che, malgrado i molteplici ma non coesi sforzi
fatti negli ultimi cinque lustri, i segnali di ciò che è emerso oggi dalle
riflessioni del presidente della cantina Tre Castelli, da decenni si possono
leggere fra le righe. Fra l'altro la Tre Castelli è una delle poche cantine
cooperative piemontesi che anche grazie la gestione dell'enologo Franco Tinto
ha reso benefici etici e culturali al «sistema vino» piemontese. Analizziamo il
territorio ovadese valutando le molte positività che purtroppo mal utilizzate
non hanno portato il «vigneto ovadese» fuori dal «guado». Anzitutto sarebbe
stato più facile incentrare la comunicazione esclusivamente sul vino da vitigno
«dolcetto» in quanto risulta in maniera morbosa legato al territorio pur
riconoscendo la valenza quantitativa di diversi altri vitigni, tra cui su tutti
barbera e cortese. Negli Anni 80 il Dolcetto era l'alternativa qualitativa
quotidiana piemontese al vino rosso da uve barbera, in quanto questo doveva
ancora subire il rimbalzo determinato dal «metanolo» congiunto all'opera del
compianto Giacomo Bologna. Insomma la Barbera era ancora brand su scaffali di
basso profilo; al contrario il Dolcetto era già a suo agio nel salotto buono
della ristorazione. A completamento di ciò ritengo che al territorio ovadese
nulla manchi: ha un paesaggio bellissimo, ricco di castelli ancora conservati
da alcune famiglie nobili che per altro producono vini di ottimo livello, ma
non è stato sufficiente a sfondare sul mercato. Alcuni imprenditori hanno
ristrutturato cascinali e creduto in questo territorio senza venir ripagati a
sufficienza al punto che a Lerma, circa 20 anni fa, ha tentato la carriera
enologica anche Ornella Muti con risultati che la hanno indotta a gettare la
spugna. Poi il nulla. A mio avviso per rendere «grande»
un'area più che la burocrazia servono gli uomini. Un treno l'ovadese lo perse nel 1986 con la scomparsa
del cavaliere Giuseppe Poggio, illuminato al punto che quando gli altri
etichettavano Dolcetto, lui vendeva «Trionzo» che altro non è che una zona di
particolare pregio di Rocca Grimalda. Questo nome in quegli anni aveva
la stessa forza comunicativa e di mercato di «cannubi» e «bussia» a Barolo,
«asili» e «rabajà» a Barbaresco. Finora ho tralasciato di parlare di Pino
Ratto, da molti considerato un eretico ma lui - farmacista, calciatore e
jazzista per hobby - è vignaiolo illuminato per vocazione, uomo pieno di
difetti: il maggiore è stato quello di anticipare di almeno 30 anni i tempi del
vino. Pino, oggi, uomo sempre eretico ma non ancora troppo arteriato potrebbe
mettere a disposizione della collettività ovadese il suo sapere ed i suoi
sbagli: già negli Aanni 70 era citato nel caposaldo della letteratura enologica
italiana «Vino al vino» di Mario Soldati. I suoi vini facevano grande Ovada
nella migliore ristorazione ed enoteche del mondo. Perché non chiedere a lui,
scomodo, eretico, ma lucido per contribuire a valorizzare la viticoltura
ovadese ed alessandrina? Pubblichiamo un intervento di Walter Massa, il «padre»
del Timorasso, dopo l'articolo sul Dolcetto pubblicato il 2 gennaio
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
POSTE
La burocrazia è ancora regina Assurdo!!! È l'unica parola, non
penso offensiva, per sintetizzare quanto successomi. I fatti. Come presidente
della sezione di Udine dell'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia, ho
attivato da parecchi anni un conto corrente postale intestato alla sezione. Essendo nel frattempo cambiate le
normative in merito ad associazioni Onlus, ho provveduto a intestare un nuovo
codice fiscale e partita Iva a nome della sezione di Udine in sostituzione di
quello precedentemente intestato alla presidenza nazionale. Mi sono quindi
recato all'ufficio postale di Udine per chiudere il vecchio conto e aprirne uno
nuovo con i dati corretti. Pensavo che questa semplice operazione fosse facile
in un mondo tecnologico come il nostro. Nulla di tutto questo. Per chiudere un
conto si deve scrivere a Trieste e per accedere a un nuovo conto si deve rifare
domanda, ripresentare tutta la documentazione (anche se è la stessa di prima) e
attendere, attendere... quindi ritornare all'ufficio postale. Penso di vivere a
Bananopoli e alle mie osservazioni, mi veniva risposto: «Capisco, ma purtroppo
è così». Certamente chiuderò il conto corrente, ma mi guarderò bene
dall'aprirne uno nuovo. Lascio ai lettori ogni considerazione. Pietro Liva
Presidente Anpi d'Italia Sezione di Udine
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
PORTOVENERE / CINQUE
TERRE / RIVIERA pag. 9 AL MOMENTO all?uficio servizi sociali del Comune di
Levanto non sono in grado di dire quando sa... AL MOMENTO all?uficio servizi
sociali del Comune di Levanto non sono in grado di dire quando sarà operativo
il rilascio del bonus sociale per la bolletta elettrica dedicato alle fasce
sociali più deboli che dovrebbe portare l?erogazione dai 60 ai 135 euro per
famiglie da uno a quattro componenti. Per la verità, la situazione in tutta la
provincia spezzina per l?attivazione di questo nuovo servizio, sembra essere
decisamente in alto mare. Attualmente ? come evidenziato nell?elenco pubblicato
sul sito dell?autorità per l?energia ? l?unico comune abilitato per accettare
queste domande dovrebbe essere quello di Ortonovo. Addirittura il Movimento
difesa del cittadino denuncia che l?ottanta per cento dei comuni italiani non
sa neppure cosa sia il bonus mentre la domanda dovrà essere inoltrata entro il
prossimo febbraio. E mentre da tutti le parti si parla di dare aiuto a precari
e fasce sociali deboli, nella realtà il sistema di welfare risulta essere poco
organizzato e affetto da una malattia tipica italiana: la burocrazia.
Per le persone già in difficoltà il solo fatto di fare la domanda per accedere
ad un beneficio ? vedi il caos delle file alle posta per la socialcard ? può
risultare un vero e proprio percorso ad ostacoli. Tornando al bonus elettricità
sul sito dell?autorità dell?Energia sono già disponibili i moduli per fare
domanda. Il problema è che la richiesta si può inviare solo tramite
l?inserimento nell?apposito sito creato ad hoc ? www.sgate.anci.it ? che però
ogni comune deve attivare autonomamente. G.C.B
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CATTOLICA E VALCONCA
pag. 13 CATTOLICA Cibelli promette un ufficio che risolve tutti i problemi SI
SCALDA l?atmosfera politica cattolichina a meno di 12 giorni dalle primarie del
Pd dove si sfideranno il sindaco uscente Pietro Pazzaglini, Marco Tamanti e Leo
Cibelli. Proprio quest?ultimo dopo aver spedito oltre 1.500 lettere firmate di
suo pugno alle famiglie cattolichine con la sua presentazione ufficiale sta
monitorando i vari quartieri. «La mia proposta principale ?_ spiega Cibelli ?_
è quella di essere più vicini alla gente. Allestiremo, qualora io diventassi
sindaco dopo aver vinto le primarie, un ufficio «problem-solving» a palazzo
Mancini ossia per la risoluzione di ogni tipo di problema. Daremo mandato ad
uno o più funzionari comunali di essere disponibili ad ogni richiesta dei
cittadini per la risoluzione di qualsiasi problema. Oltrepassando spesso la
troppo lenta burocrazia. Il cittadino dovrà essere
guidato mano nella mano alla risoluzione del suo problema specifico senza
perdersi in telefonate, code o ricerche assurde?.Inoltre nei quartieri
nomineremo un referente che diventerà il vero anello di congiunzione con Giunta
e sindaco, saranno allestite pure una volta per tutte le cosìddette pattuglie
di quartiere».
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
VETRINA RICCIONE pag.
11 PIRONI «Bisogna ridurre dirigenti e consulenze E di assessori ne bastano
otto» «UN COMUNE dev?essere forte, ma non ingombrante Se diventerò sindaco di
Riccione, ridurrò gli assessorati da dieci ad otto per snellire un po? la
macchina comunale». La promessa è del candidato del Pd Massimo Pironi che
promette anche di accorciare l?elenco dei dirigenti e di ridurre
all?indispensabile gli incarichi esterni, ossia solo quando non è possibile
procedere con le competenze dei dipendenti. A dodici giorni dalle primarie,
anche il suo avversario Fabio Galli, sempre Pd, avanza una serie di proposte.
Innanzitutto la diminuzione delle rette dei servizi per l?infanzia, per le
famiglie bisognose e per chi temporaneamente è senza lavoro. Poi l?apertura a
Riccione di una sezione del Liceo Pedagogico, che ora a Rimini è frequentato da
numerosi riccionesi. Diamo un?occhiata da vicino alle singole proposte. PIRONI:
A suggerire il taglio degli assessori e dei dirigenti, come lui stesso
sottolinea «non è la logica dei tagli, ma la volontà di interare meglio gli
uffici comunali e diminuire la frammentazione» che alimenta
la burocrazia. In compenso
il candidato a sindaco propone di aumentare i così detti «quadri intermedi». Un
sistema, insomma che consenta di «lavorare a fianco dei cittadini, delle
famiglie e delle imprese». Pironi non tralascia il tema della produttività del
personale, che tanto fa discutere anche in questi giorni. Pone poi
l?accento sul principio della sussidiarietà che dev?essere presente «nei fatti
e non solo nelle intenzioni». Oggi, intanto, Pironi si proseguirà il suo tour
dividendosi tra due gazebo: dalle 9 alle
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
06-01-2009)
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ROVIGO pag. 4 «Il settore
edile rischia di franare» A lanciare l?allarme è Martello (Cna) «IL SETTORE
dell?edilizia della provincia di Rovigo rischia di ?franare?; ciò
appesantirebbe ulteriormente l?attuale fase economica provocando ripercussioni
economico e sociali pesanti». A lanciare l?allarme è Mauro Martello, presidente
Provinciale di Cna Costruzioni. «Questo settore ? afferma Martello ? nel corso
degli ultimi anni per l?effetto di più fattori ha svolto un ruolo importante
per l?economia polesana, da qui la necessità di adottare dei provvedimenti,
anche a livello locale oltre che nazionale per evitare una lunga fase di
difficoltà che avrebbe effetti devastanti sull?intero sistema economico e
sociale». In Polesine nelle costruzioni operano oltre 3.600 imprese , di cui 2.900
sono imprese artigiane con un numero di addetti superiori alle 10.000 unità dei
quali il 59,5% sono lavoratori dipendenti. «Di fatto ? commenta Martello ? non
c?è solo la crisi internazionale a gravare sul settore, per altro in provincia
di Rovigo in difficoltà già ad inizio 2008, ma incidono sulle imprese le
problematiche relative al recupero dei crediti, al mancato frazionamento degli
appalti pubblici, alla lentezza della burocrazia, alle
misure fiscali, al rapporto con il mondo del credito». «E? da rilevare,
inoltre, ? prosegue il presidente di Cna Costruzioni di Rovigo ? che negli
ultimi anni si è verificato un incremento esponenziale del numero delle nuove
imprese, per cui oggi nel mercato accanto ad operatori altamente qualificati
operano soggetti che si improvvisano imprenditori edili; da ciò derivano
fenomeni degenerativi del settore, che si traducono in forme di concorrenza
sleale basata sull?evasione normativa e contributiva, ed in rischi
considerevoli sia per la sicurezza dei lavoratori che dei consumatori utenti».
Anche dal fronte degli investimenti antirecessivi più tradizionali come gli
investimenti pubblici in infrastrutture, non vengono per le imprese polesane
buone notizie, come sottolinea Martello: «Gli importi dei singoli appalti sono
sempre più elevati, mentre cala il volume totale dell?investimento pubblico e
non cresce la redditività relativa del singolo investimento». Cna Costruzioni
vuole quindi sollecitare gli Enti Pubblici, anche polesani, «a scorporare gli
interventi in appalto, dando priorità a materiali, tecnologie e produzioni a
bassa dispersione energetica (dando valore anche al Km zero per le persone e la
loro sicurezza)».
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA LA SPEZIA
pag. 7 IL CALVARIO di una giovane ragazza spezzina colpita da un aneurisma...
IL CALVARIO di una giovane ragazza spezzina colpita da un aneurisma due anni fa
vede un altro spiraglio di luce. Dopo i miracoli che l?hanno fatta uscire per
due volte dal coma ora fa breccia nel cuore, spesso insensibile, della burocrazia. La storia è nota. Erika Pilloni, 30 anni, era perseguitata
dalle rate del mutuo, contratto quando stava bene e gestiva un avviato negozio
di abbigliamento in centro e che non riusciva più a pagare dopo la perdita del
lavoro. Ora non avrà più rate per estinguere il debito, di oltre 20mila euro,
che erano serviti per ristrutturare la sua abitazione. Una battaglia vinta
grazie soprattutto alla tenacia e alla eccezionale forza d?animo della madre,
Antonella Bonanno, che stremata da mille traversie, alla fine si è rivolta alla
trasmissione tv «Mi manda Rai 3» durante la quale, ascoltata la sua drammatica
testimonianza, i dirigenti di Banca Intesa, l?istituto in cui era stato acceso
il mutuo, hanno comunicato con una lettera al conduttore Andrea Vianello che il
debito è da considerarsi completamente estinto per la particolare gravità del
caso esposto. Ma cosa aveva scatenato questa dolorosissima vicenda dai risvolti
anche paradossali? Lo racconta la mamma di Erika: «Mia figlia era una ragazza
piena di vita, ricca di valori umani, tosta, che era riuscita ad occupare un
ruolo importante nella sua carriera lavorativa. Decise, proprio per la
stabilità del suo lavoro, di richiedere un mutuo per lavori di ristrutturazione
della sua casa, la nostra visto che vive con me. La banca ci aveva consigliato
di stupulare anche una polizza assicurativa per metterci al riparo da qualsiasi
rischio, compresa anche la malattia grave. Insomma gli impiegati bancari ci
dissero che in caso di morte, invalidità permanente, il resto delle rate
rimaste sarebbero state assorbite dall?assicurazione». Ma dov?è allora il
paradosso? Lo spiega la mamma: «C?era una clausola nella polizza che non
copriva le rate qualora chi aveva contratto il mutuo era un lavoratore
dipendente o autonomo. Erika lavorava per cui non aveva diritto ai vantaggi
assicurativi. Assurdo: da una parte si chiede la stabilità di un lavoro per
concedere il mutuo e dall?altra si esclude chi lavora dalla polizza». Il caso è
approdato a «Mi manda Rai Tre» con l?epilogo che tutti si auguravano. E ora la
speranza è quella di rivedere Erika in piena forma.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 06-01-2009)
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LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 22 SNELLIMENTO della burocrazia con abolizione delle Province, dei Comuni minori e di vari
orpe... SNELLIMENTO della burocrazia con abolizione delle Province, dei Comuni minori e di vari orpelli
come le comunità montane: tutti provvedimenti auspicabili. Dal momento che non
siamo a scuola e non è proibito copiare dal vicino, mi domando perché,
in tema di federalismo, non si prende esempio dalle vicine Austria e Svizzera,
dove ogni ente istituzionale ha le proprie competenze e i propri intrioti,
porzioni della fiscalità generale. Le amministrazioni dei nostri vicini non
saranno perfette ma sicuramente molto più efficienti e snelle delle nostre. L.
P., Lido di Camaiore
( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-01-2009)
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VETRINA ESTERI pag.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-01-2009)
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Corriere del Mezzogiorno
- BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-06 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Piano Limiti, Iorio avverte «Accordo con i ministeri» Il
governatore del Molise è per l'intesa governativa «La diga va fatta, ma lo
Stato verifichi gli impegni» Ancora ritardi nella procedura autorizzativa per
la costruzione dell'impianto in Capitanata Il settore agricolo chiede acqua per
irrigare i campi BARI — «Siamo pronti a dare la nostra disponibilità per la
realizzazione della diga di Piano dei Limiti, ma non è con una lettera che si
risolvono le situazioni difficili. La strada da seguire è la sottoscrizione di
un accordo di programma quadro tra le due Regioni e i ministeri competenti.
Perché a quest'ultimi deve essere demandata la funzione di controllo sugli
impegni presi». Il via libera condizionato è di Michele Iorio, governatore del
Molise, che si dice favorevole alla costruzione di un'opera idrica
indispensabile per sostenere l'agricoltura della Capitanata. Ma è anche
convinto che lo scoglio non si possa superare «con un semplice testo dei due
governatori». «Ho ricevuto la lettera scritta da Vendola - spiega Iorio - e ci
siamo anche fatti gli auguri per il Natale. Il Molise non ha problemi a dare le
autorizzazioni: stiamo seguendo l'iter e con la Puglia c'è un'intesa di
massima. Appena sarà possibile, presumibilmente in tempi brevi, siamo disposti
a sederci intorno a un tavolo e a firmare gli accordi necessari ». Su un punto
il governatore del Molise non accetta compromessi. «Abbiamo la necessità -
continua Iorio - di coinvolgere i ministeri competenti delle Infrastrutture e
dell'Agricoltura affinché controllino l'evoluzione degli accordi presi. Ovvero
quelle opere di compensazione infrastrutturale richieste dai nostri comuni e
che sono alla base dell'intesa con il territorio molisano». Dal punto di vista
economico, alla realizzazione della diga di Piano dei Limiti, finanziata già
nel 2002 (in piena emergenza idrica), spettano 118 milioni. I lavori avrebbero dovuto essere avviati entro il 2008 - scadenza
già prorogata di due anni - , ma la burocrazia ha bloccato le procedure. I soldi, quindi, rischiano di essere
disimpegnati. Di qui l'idea di Vendola di far recapitare al governo una lettera
congiunta Molise- Puglia, per chiedere all'esecutivo nazionale di confermare
tali risorse. Il documento in questione è stato inviato più volte a
Iorio che, a questo punto, esce allo scoperto e sposta l'attenzione
sull'accordo di programma quadro. Il progetto della diga (che ricadrebbe per
due terzi in provincia di Foggia e per un terzo in Molise) ha subito un iter
alquanto travagliato: ha trovato dappima l'opposizione dei Comuni pugliesi al
confine con la Puglia; poi, nel giugno scorso, venne raggiunto un accordo. In
particolare, si riuscì ad ammorbidire la posizione rigida dei tre piccoli
centri del Subappennino che si opponevano all'opera: Carlantino, Celenza
Valfortore e Casalnuovo Monterotaro. Dopo un anno di stallo l'intesa fu stretta
in un vertice a Palazzo Dogana (sede della Provincia di Foggia) con la
mediazione del presidente Antonio Pepe. La costruzione della diga di Piano dei
Limiti è per l'economia agricola della Capitanata una risorsa impagabile. La
conferma giunge dall'andamento della raccolta nell'ultima stagione estiva dove
la carenza idrica ha penalizzato i fatturati: se da un lato le colture sono
risultate di buona qualità, dall'altra la quantità ha fatto calare gli utili
delle aziende locali mettendo a rischio la già fragile tenuta dell'occupazione.
L'invaso metterebbe a disposizione delle aziende una risorsa aggiuntiva per
dare da bere ai campi. La stima prevista è una invasatura nel bacino dai 60
agli 80 milioni di metri cubi d'acqua. Più volte le associazioni di categoria
foggiane (dalla Camera di commercio a Confindustria, da Confagricoltura a
Coldiretti e Cia) hanno lanciato l'allarme: senza adeguate disponibilità di
acqua per l'irrigazione il settore rischia di subire un pesante blocco della
produzione e della creazione di ricchezza. Vito Fatiguso Risorsa A destra
un'immagine della diga del Locone La Puglia è interessata costantemente
dall'emergenza idrica
( da "Messaggero, Il" del 06-01-2009)
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Martedì 06 Gennaio
2009 Chiudi di CLAUDIO MARINCOLA ROMA «Scusi, ha chiamato qualcuno per me?».
All'inizio Gaetano stentava a crederci. Il suo numero di telefono ceduto ad un
altro. Senza motivo, solo per un errore, un banale errore ammesso candidamente
da Tiscali. Gaetano è un professionista. E' un imprenditore e fa l'ingegnere.
Vive in località l'Infernetto (Roma) ma non per questo deve scontare pene
particolari. Deve essere rintracciabile, stesso dicasi per sua moglie ortodentista.
Gaetano ha cercato in tutti i modi di fermare le procedure, fax, telefonate ai
call center, attese infinite per «non perdere la priorità acquisita», e-mail,
diffide. Niente. Se solo avesse saputo dove e contro chi incatenarsi forse lo
avrebbe già fatto. Lo scippo. Alla fine, ovvero due mesi dopo, l'ingegnere s'è
adattato al suo destino di utente scippato e sconfitto (per ora). Si è abituato
al telefono muto e alla telefonata serale del nuovo proprietario del
"suo" - ripetiamo "suo" - numero di telefono: «Sono
Massimo, mi scusi, può dirmi se ha chiamato qualcuno?». Il suo racconto inizia
così: «Sono stato per cinque anni utente della Tiscali per l'Adls e da qualche
mese lo sono diventato anche per i servizi voce, facendo la portabilità del mio
numero di telefono da Telecom Italia verso Tiscali. Tutto è filato liscio..fino
al 19 novembre scorso». Avvitamento. C'è un istante preciso in cui il
cittadino-utente ha l'esatta percezione di quello che gli sta per succedere.
Una cosa palesemente semplice si complica e piano piano diventa impossibile. È la manovra di avvitamento, la burocrazia che avvolge e schiaccia. «Quella mattina - riprende il suo
racconto l'ingegner Gaetano, - riscontrai, casualmente, un malfunzionamento
sulla linea per le chiamate entranti (chi chiamava ascoltava il messaggio di
numero inesistente). Pensando ad un problema tecnico ho segnalato il
guasto al numero verde del supporto. L'operatore m'informò, candidamente, di un
distacco in corso invitandomi a sentire, per i dettagli, il settore
commerciale». Distacco ineluttabile. Il telefonico distacco dal resto del mondo
era praticamente in atto (addirittura previsto per l'indomani). Un aereo
lanciato in decollo, ineluttabile. «Sono rimasto isolato - oggi aggiunge
l'ingegnere - non sapevo più come fare. Non tutti i miei clienti hanno il mio
numero di cellulare. Ho inviato, anzi preferisco dire "urlato" un fax
alla Tiscali. C'era scritto, incorniciato e con un enorme punto esclamativo:
«Vi prego, non mi staccate!». «Ero contento». Non era dovuto a problemi sui
pagamenti (tutte le fatture sono regolarmente pagate con addebito automatico su
carta di credito) ma, secondo gli operatori, avrei stipulato un contratto con
un altro gestore. «Io non ho mai sottoscritto contratti con nessun altro oltre Tiscali
- spiega - ero contento del servizio Tiscali, non avevo alcuna intenzione di
cambiare gestore e non potevo assolutamente rinunciare o perdere il numero
telefonico recentemente ceduto a Tiscali e che era mio da oltre 15 anni. Ho
chiamato nella giornata del 19 e nella successiva mattinata del 20 novembre
decine di volte il servizio clienti Tiscali (il 130) chiedendo, implorando,
minacciando, di non effettuare alcun distacco». Il distacco imminente,«
l'ineluttabilità della cosa». Ed ecco l'altro elemento, determinista, quasi
calvinista, della burocrazia: «A mezzogiorno del 20
novembre la mia linea cessò di vivere, sono rimasto senza telefono e senza
Adsl, perdendo così il numero da me posseduto da 15 anni !» Mattatoio n.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-01-06 - pag: 15 autore: Globalizzazione.
Un quarto dei nuovi disoccupati previsti per quest'anno (300mila unità) saranno
di Paesi stranieri Immigrati, la crisi spinge i rientri Primi flussi di romeni,
moldavi ed ecuadoregni che tornano a lavorare a casa Rita Fatiguso MILANO Sfuggono
ai radar delle statistiche, eppure stanno ridisegnando la mappa delle rotte
migratorie che incrociano l'Italia. I rientri a casa degli immigrati sono già
una realtà: la crisi smorza le certezze, accelera il timing dei ritorni
pianificati, la Terra Promessa si allontana. Il Sole 24 Ore ha consultato reti
consolari, antenne locali, addetti ai lavori transnazionali per intercettare le
mosse delle comunità radicate più di recente. Perché se la più fosca delle
profezie si avverasse- oltre un milione di disoccupati in più a febbraio sul
2008 – per oltre un quarto sarebbero stranieri, almeno 300mila, escluso il
sommerso. Circa il 25% degli interinali o dei lavoratori flessibili è
extracomunitario o neocomunitario, in testa rumeni (67% del totale), polacchi,
senegalesi, marocchini, cinesi. Specchio dei 3,5 milioni di stranieri residenti
(Caritas, 2007), guidati dalle comunità rumene, albanesi, marocchine, cinesi,
ucraine. Tra settembre e ottobre il 10% degli interinali ha già iniziato a non
trovare più rapida collocazione. «Tre miliardi di euro di fondi europei per la
Romania nel 2009 – commenta Alessio Menegazzo segretario della Camera di
Commercio Italo-Rumena – sono una potente calamita per i rientri, più delle
deludenti borse lavoro attivate a Roma e Torino». Così i rumeni lasciano
Portogallo e Spagna, flagellate dalla disoccupazione (specie in edilizia) ma
anche l'Italia, dove rispunta (al pari della Polonia, sia con l'Italia sia con
la Germania) il pendolarismo. Jesùs Migallòn Sanz gira l'Europa per conto di Cidalia,
società che per conto della Senami,l'ufficio migranti del Governo dell'Ecuador,
censisce le reti migratorie. «Sono 600mila immigrati, tra Spagna e Italia, ma
solo un migliaio ha siglato il Plan retorno del Governo Correa », rivela
Migallòn Sanz. «Ancor meno, poche centinaia, i marocchini che hanno aderito al
piano del Governo spagnolo per riportarsi a casa i contributi». Morale: gli
immigrati tornano a casa, pressati dalla crisi: in Andalusia 15mila spagnoli si
battono per un posto da raccoglitore di olive con duemila nordafricani.
L'offerta di posti selezionati all'estero crolla in un anno da 15mila a 900 nel
2008. I migranti ecuadoregni fanno tappa dai parenti italiani, per poi tornare
a casa. Dice Angel, un posto fisso in un'azienda di pulizie
a Milano e un sogno (naufragato) di mettersi in proprio con il fratello:
«Troppa burocrazia,
venderemo il furgoncino. A Machala abbiamo ottenuto la licenza per vendere
superalcolici. Del mio stipendio qui mi restano in tasca appena 400 euro».
L'esercito di badanti in fila per "riagganciare" la regolarizzazione
potrebbe perder pezzi. «Alcune mie amiche sono rimaste a terra – dice
Olga, ex maestra, dalla Moldova al Cpt di San Foca, a Lecce, badante per otto
anni –le famiglie non possono più permettersi aiuti esterni». Olga è tornata a
Chishinau in estate, nella nuova casa ancora da intonacare e si augura che la
figlia, cameriera, faccia altrettanto. Stefano De Leo, nuovo ambasciatore
italiano in Moldova, l'80%del Pil fatto di rimesse,puntualizza: «L'Italia, come
la Romania e la Spagna, non è più la Terra promessa. Però tornano in Moldova
anche dalla Russia, ricomincia il traffico transfrontaliero con la Romania».
«Vista da qui, è un bene, le famiglie si ricompongono – aggiunge Pino
Benedetto, studio da commercialista nella capitale, ma la frenata delle rimesse
rischia di essere un problema». Basta bussare alle porte dei distretti italiani
per cogliere il cambiamento. Carlo Scatturin, amministratore di Yous. it,
agenzia specializzata nel Nord Est, ammette: «Alcuni distretti sono in
sofferenza, e il legame tra comunità e attività, tipo la concia di Vicenza e
gli immigrati dal Bangladesh è problematico. Ma la fame di figure specializzate
resta». «Bisogna tener presente il progetto migratorio personale – avverte Alessandro
Ramazza, presidente di Obiettivo Lavoro – abbiamo elaborato strategie per l'Est
Europa, un Laboratorio appena premiato a livello europeo, in cui la gestione
delle migrazioni è inserita come responsabilità sociale d'impresa. In concreto,
però, a decidere sono le persone». Non c'è da meravigliarsi, allora, se i
filippini (120mila in Italia, quindicesima tra le varie destinazioni), non
tornano, nonostante gli sforzi dell'Agenzia governativa che ha creato dieci
milioni di posti. Un lavoro scadente a casa propria: ecco la vera, bruciante,
sconfitta. http://ritafatiguso.blog. ilsole24ore.com Apag22 Il quadro delle
regolarizzazioni NUOVE ROTTE A scegliere di rimpatriare sono soprattutto i
cittadini dell'Europa orientale e del Sud America: incentivi in molti Stati
( da "Giornale.it, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
n. 5 del 2009-01-06
pagina 4 Mancano infermieri ma in corsia arrivano i medici di famiglia di Rita
Balestriero A febbraio al San Paolo via alla ristrutturazione «Così dimezzeremo
anche i tempi di attesa» Si formano, fanno esperienza e se ne vanno. Storia di
un infermiere tipo che studia al San Paolo, inizia a lavorarci e poi si
licenzia, «perché riceve offerte economicamente più vantaggiose da cliniche
private - spiega il direttore sanitario Danilo Gariboldi - o torna a vivere nel
suo paese d'origine, spesso al sud e così noi dobbiamo ricominciare daccapo».
Chi ci rimette? «La qualità del servizio di accoglienza, che sarebbe migliore
se non ci fosse sempre questo turn over di infermieri». Resistenza media: tre
anni. Carenza di personale standard: «circa 15 o al massimo 20 infermieri in
meno, ma non ci possiamo lamentare». Si lamentano invece, i pazienti per la
bassa qualità del vitto. «Il nostro grande problema - rivela il direttore
generale Giuseppe Catarisano - è riuscire a reperire le professionalità. Ci
abbiamo provato ma a questo punto ci siamo arresi e abbiamo deciso di
esternalizzare il servizio, per soddisfare al meglio le esigenze dei pazienti».
Si alternano vorticosamente gli infermieri, ma in corsia al San Paolo arrivano
i medici di famiglia. Merito del progetto l'Ospedale in comune, «nato con
l'obiettivo di avvicinare questi dottori agli ospedalieri affinché - chiarisce
Gariboldi - entrambi contribuiscano attivamente al percorso
diagnostico-terapeutico del paziente, che così potrà fare affidamento su una
persona che già conosce». Lavori in corso anche presso il secondo polo
universitario cittadino. Si parte tra febbraio e marzo e neanche a dirlo, come
in molti degli altri ospedali milanesi si comincia con il punto debole: il
pronto soccorso. «Ora non siamo in grado di rispondere con immediatezza e il
motivo è semplice - continua Gariboldi -: la struttura attuale è stata
costruita prevedendo un accesso di 40mila utenti, ora invece di media ne
contiamo 86mila, più del doppio». E allora che si fa? «Senza mai chiudere,
riusciremo a fare un ampliamento di
( da "Stampaweb, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
BARCELLONA La nuova America
è vicina e calda, tiene i suoi sogni a portata e li vende benissimo. Basta un
volo rapido e dall?Italia arrivi dentro quella che per molti, oggi, è la terra
delle opportunità: Barcellona. La sua Ellis Island sta a Barceloneta, sempre
vicino al mare, ma questo edificio in restauro, al numero due di Avenida
Marques de l?Argentera, è un porto più sicuro e semplice, tanto che non è mai
diventato un simbolo. E? un passaggio obbligato che non lascia memoria: una
mattina di coda ed esci dall?Aministration General de l?Estero, con tutto quel
serve per vivere dove 21.655 italiani hanno scelto di stare. Tre pezzi di carta
per un altro inizio ed è uno dei motivi per cui questa è la città prescelta: la
burocrazia è quasi inesistente. Serve
l?empadronamiento, il domicilio, il numero di securidad social e il Nie, il
foglio di via per l?avventura spagnola. E? il numero di identificazione per gli
stranieri, necessario per aprire un conto in banca, dimostrare che esisti, un
codice e non servirà più altro. In meno di un?intera giornata sei in regola e
lo resterai perché da queste parti anche l?ultimo impiego in un call center è
contrattualizzato. Stipendi bassi e ferie retribuite, il licenziamento arriva
altrettanto facilmente perché il datore di lavoro deve solo dimostrare che non
servi più all?azienda. Però nel frattempo puoi permetterti qualche giorno di
malattia senza perdere il posto. E? il primo passo, quello dopo lo sbarco di
chi ha scelto Barcellona per la fiesta loca, chi ha vent?anni e strascica
l?Erasmus vendendo aspirapolvere al telefono e servendo cerveza nei locali del
Born, il quartiere che Fabio Volo aveva scelto come base per il suo programma
su Mtv, «Italo-spagnolo». La manodopera serve nella città che ha ancora un boom
da gestire e si sente Milano negli Anni Ottanta, senza Craxi e la rucola. La
Catulunya è la Lombardia della Spagna, gente che lavora e rispetta le
carreggiate, ma l?analogia, che pure i locali ripetono a qualsiasi italiano
inizi a integrarsi, finisce sulla porta dell?ufficio perché lì c?è la vera
magia del posto. Non la movida, che inizia ad annoiare pure loro, non il pan
con tomato, la bruschetta autogestita che ti portano al tavolo con gli
ingredienti ancora separati, ma la rete di sostegno che permette a una ragazza
che ha perso il lavoro di trovarne un altro in un pomeriggio. Ella Sher ha una
storia perfetta per spiegare come mai l?ultima migrazione di italiani a
Barcellona, quella archiviata come record dall?ultimo censimento del 2008, è
fatta di neolaureati, forza vitale che si sente più sicura altrove. Ella, a
Milano, era precaria alla casa editrice Adelphi, prestigio, eleganza e zero
possibilità. Dopo stage e collaborazioni ha chiesto: «Quali sviluppi per il mio
futuro qui?». Nessuno. E allora Barcellona, con in tasca un corso di lingua
all?Istituto Cervantes. L?idea e i primi indirizzi sono arrivati da un?amica
conosciuta alla fiera del libro di Francoforte: «Ho avuto aiuto, però ho
spedito il curriculum e ottenuto 9 colloqui in un solo giorno e un contratto di
6 mesi da trasformare in definitivo dopo il periodo di prova. Poi mi sono
sentita dire: mi dispiace, non abbiamo più bisogno. Solo che non ho fatto in
tempo a starci male, nel giro di due mail avevo un nuovo posto». Oggi è una
editor del colosso Rba «e un?altra persona. A Milano mi ero chiusa, qui ho una
cerchia che mi sostiene e su cui posso contare: se rimango a piedi, se devo
cercare un idraulico... Sono passata da un?esistenza complicata e difficoltosa
a un sogno». Con 39 euro mensili si è fatta un?assicurazione che le consente di
scegliersi il medico che vuole, all?ora che vuole e con altri 30 euro può
disporre delle strutture del polideportivo pubblico. Ce n?è uno per quartiere,
comprende anche la piscina riscaldata e si parla già di lusso, di soldi extra
da mettere in comodità o da risparmiare in vista del «Frenazo», parola con qui
definiscono la crisi che sta per arrivare anche nel mondo ideale. Per il primo
affitto vanno investiti dai 300 ai 400 euro, stanza confortevole, secondo il
tariffario di www.loquo.com e le esperienze raccolte da Massimo Capoccetti nel
suo sito wwww.italianiabarcellona.it, una bibbia per emigranti. Sul blog c?è
chi si dà appuntamento per il 2011, partenza organizzate verso la meraviglia,
anche se Massimo ride quando i giornali parlano di «Eldorado». Ingegnere
informatico, assunto da Londra, alla Quantum di Barcellona, avverte che la fase
«baretto», quella spacciata nell?ultimo film di Woody Allen «Vicky Cristina
Barcelona», dura poco. «Vedo una grande rotazione, un conto è arrivare
affascinati dall?onda di creatività, un altro aspirare a qualcosa. Difficile
crescere. E? comodo, facile, bello poi però non è che traslocare risolva tutto.
E se non sai il catalano il limite arriva presto». Carlo Ferri, astronomo, il
catalano l?ha studiato e ha scelto Barcellona per il suo dottorato anche se «so
che l?università italiana ha più storia e la ricerca è più avanti, ma lì non ci
sono fondi per noi e per avere una borsa di studio devi vincere un concorso.
Qui basta presentare i requisiti giusti e in più c?è un overdose di
finanziamenti universitari, un dottorando può prendere 1300 euro al mese». La
lista dei motivi per trasferirsi la continua Raffaello Ducceschi: designer
piombato in Catalunya quattro anni fa: «Perché qui se sbagliano a calcolarti le
tasse ti risarciscono in 15 giorni. Perché vivo a
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Prov Gallura Pagina
8031 La crisi in Gallura. Dure prospettive per il 2009, vacillano tutti i
simboli del Nord-est che produce Cigola il volano dell'economia La crisi in
Gallura.. Dure prospettive per il 2009, vacillano tutti i simboli del Nord-est
che produce Ancora una volta si guarda alla Costa Smeralda --> Ancora una
volta si guarda alla Costa Smeralda Da Meridiana alla Plastwood passando per la
Novamarine: il 2008 lascia un'eredità molto pesante per l'economia gallurese.
Notizie positive potrebbero arrivare dalla As do Mar che sta centrando gli
obiettivi previsti e dalla riqualificazione della Costa Smeralda. Gallura fiore
all'occhiello della Sardegna? Una pianta disidrata che ha bisogno urgente di
acqua e aria buona. Il volano dell'economia isolana? Serve olio da mettere nel
motore, perché i meccanismi tossicchiano asmatici. La Gallura non è più il
levriero agile e snello che correva come un lampo, la recessione economica
mondiale unita a qualche scelta politica o imprenditoriale sciagurata hanno
tramutato il fulmineo cane da corsa in un botolino azzoppato. Il segretario
provinciale della Cgil, Michele Carrus, ha analizzato la situazione, prima tra
tutte, la vertenza del principe Karim Aga Khan: Meridiana. La compagna aerea ha
richiesto la mobilità di 145 dipendenti di volo. Il provvedimento, di fatto,
lascerebbe senza lavoro altre 250 persone che lavorano nell'indotto. Dal 1
gennaio, il ministero dei Trasporti sta lavorando per ricucire lo strappo tra
sindacati e azienda per trovare l'accordo e Carrus è ottimista: «Entro questo
mese dovremo raggiungere l'intesa altrimenti sarà la fine del vettore così come
lo conosciamo ora. Io credo che ci riusciremo, da parte nostra c'è la volontà
di fare l'accordo e penso che anche la dirigenza della compagnia voglia evitare
la chiusura». La dismissione delle basi militari di La Maddalena ha provocato
un mezzo disastro economico: 170 dipendenti della base Usa senza lavoro, 140
dell'Arsenale e una quantità imprecisata di famiglie in crisi. I sindacati e il
Governo, in pochissimo tempo, sono riusciti a ricollocare i lavoratori dell'Arsenale
in altri enti statali. Un mezzo miracolo. Mentre quelli della base Usa sono
sostenuti dagli ammortizzatori sociali. Una parte degli ex dipendenti Us navy è
entrata nei cantieri che stanno trasformando l'isola in vista del G8, per gli
altri la sirena d'allarme è suonata già da un pezzo. Brutte notizie sul fronte
Novamarine e Plastwood, rispettivamente 34 e 105 cassintegrati: per ragioni
diverse, entrambe le società sono con l'acqua alla gola. Spiega Carrus:
«Auspico un deciso intervento della Sfirs per aiutare la Novamarine che,
ricordiamolo, è stata ostacolata nel suo rilancio dalla
lentezza della burocrazia.
Riguardo la Plastwood, l'industria del giocattolo è imprevedibile, ora non c'è
richiesta per il prodotto, ma confido nell'inventiva non comune del
proprietario Edoardo Tusacciu. Se azzeccasse l'idea, ripartirebbe alla grande».
Pillole di ottimismo: in Gallura l'Ente foreste ha stabilizzato 105 precari,
un risultato strabiliante per i tempi che corrono. Infine, il capitolo ex
Palmera: l'industria del tonno è ripartita bene, l'As do mar ha ridato lavoro a
55 dipendenti, ora si confida nella riqualificazione dei terreni della famiglia
Palau per annullare la batosta della chiusura della fabbrica di Su Arrasolu in
cui sono stati licenziati 235 dipendenti. Ma la speranza della Gallura è,
ancora una volta, la Costa Smeralda. Sostiene Carrus: «Tom Barrack ha
presentato un progetto di riqualificazione con investimenti per 420 milioni di
euro in 7 anni a Porto Cervo e dintorni. Il piano è stato avallato da tutti,
Regione e ambientalisti compresi, tranne che dal Comune di Arzachena. Spero che
si aprano subito i cantieri per realizzare quelle parti del progetto accettate
dal Comune e si risolvano i problemi per quelle contestate». CLAUDIO CHISU
( da "Sicilia, La" del 06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Programmare sin da
ora spettacoli ed eventi estivi» g.re.) - Ci si augurava un intervento di
manutenzione e di messa in sicurezza durante la chiusura della scuola per le
festività natalizie. Era forse chiedere troppo ai tempi lentissimi
della burocrazia, ma almeno
un altro passo importante è stato fatto per ristrutturare i balconi dello
stabile che ospita il plesso scolastico San Giovanni Bosco di via Brigadiere
Nastasi. Da alcuni giorni è in corso la collocazione dei ponteggi che
serviranno per riparare i balconi ed evitare il crollo di calcinacci che si
verificava ormai puntualmente da alcuni anni. Una ditta locale ha avuto
l'incarico di effettuare i lavori attraverso l'utilizzo di una parte dei fondi
messi a disposizione nello scorso mese di novembre dal Consiglio comunale in occasione
della manovra di assestamento di bilancio. Il montaggio del ponteggio terminerà
nei prossimi giorni, dopodiché inizieranno i lavori che richiederanno almeno un
mese. Le lezioni riprenderanno domani e per qualche tempo i bambini della
scuola elementare nelle ore di ingresso e uscita dalle lezioni dovranno passare
sotto il voluminoso ponteggio. Si tratta di lavori che la logica imporrebbe si
effettuassero nei mesi estivi, ma in questo caso non si poteva fare
diversamente ed è stato necessario adottare una protesta popolare per ottenere
un impegno da parte delle autorità comunali. Anzi, è il caso di dire che mai
procedura è stata più celere nella realizzazione di un'opera pubblica. Come si
ricorderà, sui balconi c'erano delle reti di protezione che a loro volta
stavano quasi per cadere. I genitori degli alunni non volevano mandare più a
scuola i bambini e dopo una serie di promesse non mantenuta da parte delle
istituzioni comunali, hanno chiesto ed ottenuto l'intervento della Polizia e
dei vigili del fuoco. Questi ultimi hanno rilevato la situazione di estremo
pericolo e pochi giorni dopo è stata impegnata una somma di cinquantamila euro
per l'intervento straordinario di manutenzione. Per il momento i lavori
previsti sono solo quelli per la ristrutturazione e messa in sicurezza dei
balconi, poi toccherà anche alle aule, dove si sono verificati problemi con
l'intonaco del soffitto. Prima delle festività natalizie, l'amministrazione
comunale aveva fatto mettere in sicurezza le ringhiere esterne che delimitano
la struttura scolastica di via Nastasi.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
06-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il cantiere non fa festa
Martedì 6 Gennaio 2009, Fanna (lor.pad.) Per la gioia degli amanti
dell'attività sportiva, ma anche di quanti operano nel settore della promozione
turistica, è ormai in dirittura d'arrivo la pista ciclabile che da Maniago
porterà a Meduno e che si ricollegherà anche con il percorso già ultimato che
da Montereale, attraverso tutta la pedemontana, conduce a Caneva. Senza
dimenticare che anche la dorsale che congiunge tutta la Valcellina è ormai
prossima a poter essere utilizzata in tutta la sua interezza. Il tratto
prossimo alla conclusione è quello che da Maniago conduce a Cavasso Nuovo
attraverso Fanna, correndo parallelamente alla Provinciale "2" dei
Maraldi. Nonostante il clima rigido e le temperature abbondantemente sotto lo
zero, gli operai della ditta che si sta occupando della realizzazione della
pista ciclabile, per rispettare i tempi di consegna, hanno lavorato alacremente
anche durante le festività natalizie e proprio il 30 dicembre è stato
traguardato uno dei punti più significativi: sono stati posizionati tre dei
quattro ponti che permetteranno di attraversare i caratteristici
"rughi" di Fanna. All'appello dunque manca soltanto il ponte che si
trova nei pressi della piazzola ecologica. Superato quell'ostacolo, la
conclusione dell'infrastruttura sarà praticamente cosa fatta e il suo utilizzo
- burocrazia permettendo -
potrebbe essere questione di settimane. La pista ciclabile non garantirà
soltanto nuove opportunità di svago, ma sarà anche una fondamentale via di
comunicazione per quanti devono raggiungere a piedi o in bicicletta la città
dei coltelli: finora erano costretti a condividere l'insidiosa carreggiata
stradale coi veicoli a motore e l'"impresa" era praticamente
pregiudicata ai più giovani, visto il rischio di investimento che correvano.
( da "Gazzetta di Reggio" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
«Tutti insieme potremo
fare passi da gigante» Intervista al neo-presidente Enrico Bini «Il mio primo
obiettivo è assegnare gli incarichi» «Dovremo fungere da riferimento per chi
crea lavoro e ricchezza ma va ridotta la burocrazia» REGGIO. Da poche settimane
Enrico Bini è il nuovo presidente della Camera di Commercio di Reggio.
Originario di Felina dove vive e dov'è nato 53 anni fa, è titolare di
un'azienda di trasporti e, insieme al figlio ed ai fratelli, conduce altre
iniziative imprenditoriali come un parco avventure in Garfagnana e una società
immobiliare. Da otto anni è presidente provinciale della Confederazione
nazionale artigianato (Cna) e il suo mandato scade fra sei mesi. E' anche vice
presidente nazionale della Fita (Federazione trasporti). Come pensa di affrontare
questo suo nuovo importante impegno? In proposito sembra avere idee abbastanza
chiare: l'obiettivo è puntare sul gioco di squadra e sul coinvolgimento di
tutti. «La Camera di commercio - questa la premessa di Bini - è la casa delle
imprese. E come tale deve essere trasparente, disposta a tenere le porte aperte
e accogliere le istanze per affrontare le problematiche degli imprenditori.
Occorre però un gruppo coeso. Se ognuno darà il proprio contributo tutti ne
trarranno benefici». Questa pare essere una sfida lanciata per superare gli
ostacoli che rallentano la nostra economia. Cos'è che teme più di tutto? «La
crisi economica che potrebbe soffocare tante iniziative. Io però sono
fiducioso: Reggio può farcela se riesce a valorizzare le eccellenze che vanta,
a partire dai settori agroalimentare e della tecnologia meccanica. Per far
questo occorre però un vero gioco di squadra». Purtroppo la sua elezione non ha
ottenuto il plebiscito delle associazioni rappresentate. Come spera di ottenere
la fiducia degli astenuti? Per uscire dalla metafora dell'Associazione
Industriali? «Del voto di astensione coglierei gli aspetti positivi. Io vi
leggo un giudizio di attesa. In fondo credo sia loro interesse impegnarsi a
favore delle aziende. Mi auguro che tutti siano partecipi alle scelte e
all'operato che ci attende». Ha forse nascosto qualche asso nella manica?
Nessun segreto - sorride - ma il mio primo proposito è quello di distribuire
gli incarichi per dividere e condividere il lavoro. Nella seduta d'insediamento
di venerdì 9 gennaio il Consiglio, organo di strategia, nominerà l'organo
esecutivo, la Giunta, e provvederà alla distribuzione dei compiti: tutti
debbono sentirsi responsabilizzati e pronti al confronto». Si aspetta
contrasti? Non c'è il pericolo che qualcuno - prendiamo sempre per esempio la
Confindustria - non si senta sufficientemente rappresentata? «Qualche obiezione
è sempre da mettere in conto, ma anche nella passata gestione non tutti sono
stati attivi e presenti al massimo livello. Mi auguro dunque che non ci siano
rifiuti: sarebbe un non senso non partecipare ad un programma che mira a dare
sostegno agli imprenditori. Specie in una fase congiunturale difficile come
quella attuale. Dobbiamo camminare tutti con lo stesso passo». Nella seduta in
cui è stato eletto ha parlato di Camera di commercio al centro della scena
economica locale. A cosa alludeva? «Al proposito di rendere questo ente il
giusto referente per chi crea lavoro e ricchezza. Per far questo deve ridurre
la burocrazia, intervenire a favore dei settori in
momentanea difficoltà, lavorare per sviluppare le potenzialità locali. Ci siamo
già mossi per favorire l'accesso al credito e punteremo ad incrementare la
penetrazione del made in Reggio sui mercati esteri, a compiere operazioni di
marketing territoriale. Penso ad esempio ad un pacchetto di offerte che mettano
in rete l'area matildica, il Parco nazionale, le città d'arte, il Po. A questo
scopo immagino la possibilità di operare su di un'area più vasta che comprenda
anche le vicine Modena e Parma. Ognuno ha punti di pregio: messi insieme
diventano una forza reale». Per questi progetti non esiste già il famoso Tai,
tavolo di concertazione? «Penso che quell'idea sia arrivata al capolinea. La
Camera di commercio ha invece le credenziali per svolgere un simile compito con
reale peso politico, mettendo tutti su un piano di pari dignità, associazioni
d'imprese, rappresentanze sindacali, istituzioni». Progetti ambiziosi. Ha
cinque anni di tempo: può farcela? «In cinque anni si possono fare tante cose.
A condizione che ci sia condivisione, coesione anche da parte di Comuni e
Provincia, Università. Da soli non si va lontano, insieme si fanno passi da
gigante». Luigi Vinceti
( da "Trentino" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
La bella struttura
turistico-sportiva è chiusa e pronta per essere rimessa all'asta prima della
scadenza dei termini Villa Cian: il Comune disdice il contratto Il sindaco
parla di inadempienze, ma il gestore Povoli contrattacca NAGO-TORBOLE. è bufera
sul rinnovato compendio di Villa Cian, sul lungolago torbolano. Da un lato
soffia il monsone del sindaco Ennio Bertolini, che annuncia di aver interrotto
l'accordo coi gestori per gravi inadempienze contrattuali. Dall'altro risponde
il vento di Alessandro Povoli della società 2M, che lamenta disinteresse e
mancato riconoscimento anche economico da parte del Comune di un luogo di
aggregazione divenuto ormai un punto di riferimento. Il risultato è che ora la
struttura - che doveva rimanere funzionante anche in inverno - è chiusa,
smantellata e pronta per la riconsegna. E a quanto pare un'eventuale soluzione
non è alle porte. Bertolini ha avvertito il consiglio comunale della situazione
nel corso dell'ultima seduta e afferma che a breve, scaduti i termini per il
ricorso al provvedimento emesso dalla giunta in data 22 dicembre, si procederà
all'asta per un nuovo appalto. Povoli chiede un rimborso o almeno un adeguamento
al ribasso del prezzo di locazione (circa 85.000 euro all'anno) in seguito alle
spese strutturali (attorno ai 140.000 euro per omologazione terrazza,
parcheggi, impianti di irrigazione, ecc...) che hanno dato un volto nuovo a
Villa Cian - gettonato punto di ritrovo estivo dove tra l'altro trovano sede
campi da beach volley e un ristorante - e che a suo dire non possono rientrare
in quelle ordinarie. «Forse il valore di Villa Cian - spiega il sindaco - al
momento dell'offerta è stato sopravvalutato e ne è derivato quindi il
"buco", ma ora non possiamo abbassare: l'unica sarebbe stata
rinunciare al contratto e procedere con una nuova asta magari a prezzo
inferiore, ma la società non ci ha voluto sentire e quindi abbiamo rotto i
rapporti. Avevamo una fideiussione e l'abbiamo incassata. Se dovessero
eliminare le inadempienze e mettersi in regola saremmo ben felici, anche perché
con un nuovo appalto non si raggiungeranno probabilmente le cifre pagate da
loro. Ma ormai il polo al 99% andrà all'appalto». «I rapporti - denuncia da
parte sua Povoli - non ci sono mai stati. Abbiamo un contratto fino al termine
del 2009 e nel 2004/05 abbiamo fatto rinascere Villa Cian con importanti opere
che l'amministrazione ha approvato ma per le quali non ci ha corrisposto nulla.
Per riaprire vogliamo che ci venga riconosciuto quanto ci è dovuto, anche con
un compromesso che soddisfi tutti. Ma dal Comune arriva solo mutismo assoluto:
tutto sarebbe ricucibile se ci fosse un discorso tra persone e non tra numeri,
ma dal sindaco - che tra l'altro conosco personalmente - o dai suoi non ho mai
ricevuto nemmeno una telefonata neanche solo per dire sì o no. Se vogliono nascondersi dietro la burocrazia, anche noi agiremo di conseguenza col ricorso al Tar. La cosa
che dispiacerebbe, e la più probabile - conclude il titolare - è che un
compendio che soddisfa migliaia di persone e ne impiega venti possa non aprire
a causa di quattro che non si sono accorti del suo apporto alla località».
( da "Giornale di Brescia" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 07/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Mancano 150 euro per
le tende Mancano tende e segnaletica. Il progetto c'è, ma a fermarlo per ora,
un cavillo burocratico. Che si quantifica in poche decine di euro. La
Commissione presso gli Uffici giudiziari che si sta occupando dell'allestimento
del Palagiustizia sta attendendo che arrivino dal Ministero di Giustizia,
attraverso la Banca d'Italia, i 150 euro necessari per la comunicazione gli
estremi del bando al Garante che vigila sulla regolarità delle gare. Un'inezia che richiede tempo e che la dice lunga sulla burocrazia italica, ma che non dovrebbe
rallentare - assicurano i ben informati - il cronoprogramma dei lavori. Una
volta superata questa impasse partirà la gara per l'aggiudicazione della
commessa che, a differenza di quanto accaduto per gli impianti di sicurezza,
richiederà meno tempo. Non si tratta di un bando europeo, bensì di una
gara più snella. Quindi un mese servirà per l'aggiudicazione, un mese e mezzo
per la realizzazione. La previsione dunque è che tende e segnaletica saranno al
loro posto tra aprile e maggio, proprio nel periodo del trasloco.
( da "Arena, L'" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 07 Gennaio
2009 ECONOMIA Pagina 35 CONVEGNI. Unimpresa Turismo, più
investimenti ma i fondi scarseggiano Meno burocrazia e più investimenti per riqualificare il turismo a Verona e nel
Veneto, anche se le risorse scarseggiano. Il tema è stato affrontato
nell'incontro promosso nella sede della Provincia nei giorni scorsi da
Unimpresa-Verona. L'Associazione, guidata da Carlo de' Gresti, si è costituita
anche nel Veronese per, spiega una nota, «dare rappresentanza al sistema
delle micro, piccole e medie imprese di agricoltura, artigianato, industria,
commercio e servizi». Il progetto di legge n. 315 per il turismo, già varato
dalla giunta regionale e ora all'esame della Commissione VI del Consiglio, è
destinato ad abrogare la vigente legge n. 33/2002, come ha spiegato Roberto
Squarcina, dell'Ufficio Area Normativa della Direzione Turismo del Veneto.
«Obiettivo principale della riforma», ha detto, «è lo sviluppo della qualità
dell'offerta turistica veneta rivolta all'incremento della domanda ed alla
tutela del consumatore. Obiettivi di tipo amministrativo sono invece quelli del
decentramento con nuove funzioni alle Province e ad alcuni Comuni, del
coordinamento e della concertazione tra Regione, Enti locali ed associazioni di
categoria nonchè della semplificazione dei procedimenti amministrativi per gli
operatori turistici». Sono interventuti tra gli altri l'assessore al Turismo
della Provincia, Antonio Pastorello, e il consigliere regionale del gruppo Idv
Gustavo Franchetto (unico rappresentante veronese nella commissione VI) che ha
ricordato come nel bilancio di previsione 2009 della Regione su un totale di
circa 50 miliardi di euro, 17 sono destinati alla promozione tramite la
presenza a fiere e solo 12 sono per il miglioramento delle strutture della
ricettività.
( da "Giornale di Brescia" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 07/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia Ro.Ve.R., sempre un passo avanti
L'azienda di Rivoltella (strumenti per la tv digitale) batte la crisi Edoardo
Romano, presidente Ro.Ve.R. SIRMIONEL'anti-crisi? Si chiama Ro.Ve.R.
Laboratories Spa, realtà nata a Rivoltella nel 1972 che produce apparati e
strumenti per la televisione digitale. E attorno a questa azienda ruotano anche
sport e università. La filosofia a cui si ispira l'impresa presieduta da
Edoardo Romano è «un passo avanti nella tecnologia» e, stando ai numeri degli
ultimi anni, si tratta di un pensiero vincente. Nel 2006 infatti la Ro.Ve.R. ha
fatto il salto di qualità, raddoppiando quasi il fatturato, che dai 6,5 milioni
del 2005 è passato a 12 milioni di euro, consolidato poi nel 2007 (12,3 milioni).
Altri dati brillanti relativi al 2007 sono un utile netto di 1,6 milioni, dopo
aver pagato tasse per 1 milione, e un reddito operativo di 2,7 milioni. Il
risultato di esercizio del 2008 è in linea con quello dell'anno precedente. Una
leadership mondiale In 36 anni Ro.Ve.R. ha acquisito una leadership mondiale
nel campo del broadcasting. Due i clienti principali in Italia, il top per il
digitale terrestre: Rai e Mediaset. «La nostra azienda - racconta
l'amministratore delegato Sergio Visentin - fornisce apparecchiature e
assistenza. Gestiamo il segnale, lo moduliamo, installiamo. Il mondo ormai è
digitale e noi non abbiamo fatto altro che seguire la direzione in cui va il
mondo». Alla Ro.Ve.R non si fabbricano quelli che vengono chiamati in gergo
«decoder». No, si forniscono anche apparati di tipo tecnologico e
professionale. Gli utilizzatori finali del prodotto Ro.Ve.R. sono
essenzialmente gli installatori e i professionisti che seguono i clienti. «Il
digitale terrestre - prosegue Visentin - è un segnale che porta pulizia visiva,
ma allo stesso tempo è estremamente delicato. A volte può bastare una nuvola
per creare problemi. Noi interveniamo per fornire strumenti in grado di
superare qualunque condizionamento atmosferico». All'estero i clienti principali
si chiamano Sky Inghilterra e Tdf Francia. Nell'ultimo anno sono stati forniti
circa 3mila strumenti di misura del segnale. Un importante sviluppo del mercato
è in atto anche con Spagna e Sudafrica e si sta lavorando per estendere il
digitale ai Paesi dell'Est. L'espansione degli ultimi anni viene così riassunta
da Sergio Visentin: «Siamo un'azienda piccola, dinamica e flessibile. Rispetto ad altre realtà che si scontrano con burocrazia e lungaggini, noi
interveniamo sul mercato con quella rapidità che altre aziende non hanno.
Abbiamo inoltre prodotti competitivi sull'asse qualità-costi. Un passo avanti
nella tecnologia, appunto». A Sirmione, dove l'azienda ha nel tempo trasferito
la sede, è in fase di ampliamento lo stabilimento di
( da "Nuova Venezia, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mirano. Mentre si
attende il via al recupero con la Porta di Levante Palazzo Gatti, degrado in
pieno centro L'ex mobilificio ormai covo di vandali e sbandati a pochi passi
dal teatro MIRANO. Palazzo Gatti, spettacolo di degrado e abbandono ad ingresso
libero. L'incuria a Mirano va in scena in pieno centro, non nel nuovo teatro,
ma poche centinaia di metri più in là, all'ex mobilificio di via della
Vittoria. Degrado, crolli, locali malconci, ma praticamente aperti a chiunque,
soprattutto sbandati. Uno dei più noti palazzi miranesi dell'era moderna
diventa così l'emblema della fatiscenza, mentre il progetto
di recupero resta fermo al palo, ostaggio della burocrazia. Il maltempo ha già abbattuto parte delle transenne di cantiere
che da tempo circondano l'ex mobilificio. Transenne e paratie in legno
posizionate tra l'altro non per dare inizio ai lavori, ma solamente per isolare
un'area ormai a rischio crolli. Da qualche giorno anche i pannelli che
coprivano le vetrate del negozio sono stati scardinati, così chiunque ora può
entrare nei locali al piano terra del palazzo. Qualcuno in verità l'ha già
fatto: all'interno sono state trovate bottiglie, vetri infranti, vecchi mobili
e anche alcuni vestiti. Tutto avviene in pieno centro, lungo la strada
principale che taglia a metà Mirano. A pochi passi dal nuovo teatro, dai negozi
di lusso e dalla fermata dell'autobus, dove transitano ogni giorno migliaia di
persone. A Sud dell'edificio la situazione, se possibile, è ancor peggiore.
Parte della tettoia che dà sull'area verde, disboscata recentemente, ma pur
sempre incolta, è crollata. Da anni i residenti del vicino condominio Vittoria
denunciano lo stato di abbandono dell'area, chiedendo se non un recupero,
almeno una bonifica, per evitare possibili nuovi crolli. Alcuni giorni fa a
farne le spese sono state due auto parcheggiate negli stalli a Nord, colpite da
alcuni calcinacci caduti dal cornicione che sovrasta la vecchia insegna del
mobilificio. In cantiere c'è un progetto per riqualificare l'intera area Gatti,
che dovrebbe portare all'edificazione di tre nuovi edifici al posto
dell'attuale palazzo, per complessivi
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Il rilancio della
razza nata a Cumiana Apache il nuovo lupo italiano di «Ultimo» annusa l'aria
corre nel prato con quel passo che non è da cane. Torna verso il suo padrone
non sa quello che la sua razza ha passato, il rischio corso di scomparire, di essere cancellata dalle polemiche e dalla burocrazia. Da quella stesso onda grigia
che ha rischiato di travolgere anche il suo padrone dopo l'arresto di Totò
Riina. «Ultimo» è un grande fan del lupo italiano e per la seconda volta ne ha
scelto uno come compagno fedele e sensibile ma «di carattere fiero che
obbedisce per convinzione e mai per servilismo». Il «lupo italiano»
nasce nel 1966 sull'Appennino dell'Alto Lazio dall'incrocio tra un pastore
tedesco e una lupa selvatica, ma è a Cumiana, in provincia di Torino, che
grazie al lavoro del professor Mario Messi nasce l'«Etli» (Ente di tutela del
Lupo Italiano) e la razza diventa stabile. Gli esemplari hanno caratteristiche
di olfatto e coraggio eccezionali e in poco tempo diventano tra i cani più
utilizzati nelle grandi terremoti del pianeta, nei crolli, sulle valanghe e
nelle principali operazioni di protezione civile ed è uno degli strumenti più
preziosi per il difficile lavoro della Guardia Forestale. A Cumiana il lupo
italiano - compagno fedele e sensibile - è stato custodito come una risorsa con
la precisa scelta di non essere commercializzato, una decisione non condivisa
che ha toccato gli interessi di chi sperava di trasformarlo in un business.
Sono cominciate polemiche, guerre economiche, tensioni che hanno rischiato di
cancellare anni di lavoro. Duri anche gli attacchi politici come quelli che
hanno messo in dubbio l'essenza stessa del lupo italiano. «I nostri cani sono
monitorati e controllati - spiega Maurizio Messi che è succeduto al padre alla guida
dell'Ente -, non è necessario fare sotterfugi per conoscerne le caratteristiche
il nostro lavoro e sotto gli occhi di tutti». Gli esemplari certificati
presenti sul territorio nazionale sono circa
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
REGIONE E FRIULANO
Le scelte fatte a tavolino Ultimamente sono apparse sul Messaggero Veneto
alcune lettere in reazione, per così dire, a quella di Daniele Damele.
Trattando di identità, storia e tradizioni l'argomento in discussione è
destinato a sollevare delicate e complesse riflessioni sulle quali ammetto
purtroppo la mia incompetenza. Due lettere di lunedì 29 dicembre scorso
tuttavia offrono, a mio modo di vedere, un'apertura insolita: vorrei quindi - e
se l'ipotesi è giusta - far rilevare che quanto lì si afferma intorno alla
nascita della nostra Regione potrebbe dirsi pure, grosso modo, di quanto è
accaduto per quella del vino "Friulano". Anch'esso è nato sulla carta
e anche - come si dice ancora della Regione - a tavolino. Ovviamente carta e
tavolino esistono e sono importanti, ma lo sono quanto un'infinità di altre
cose quali, a esempio, la nostra lingua e i nostri costumi. In estrema sintesi,
e tornando alla genesi del vino "Friulano", si è dovuto - costretti da una lontana e afasica burocrazia - lasciare ad altri il nome del nostro storico e bianco Tocai. A
questo punto il danno è fatto e subìto, ma non basta ancora. Un'ulteriore
follia burocratica fa sì che per i friulani la potatura continui e, questa
volta, agendo direttamente sulla loro lingua: è quindi la volta del
"Tai", che per decreto ministeriale datato 18/10/2007 diviene
lemma veneto e - in Italia e nel mondo - indicherà esclusivamente il Tocai di
origine veneta. Non riesce agevole trarre indicazioni certe da quanto accaduto,
ma pare comunque chiaro che il piano sul quale si è "ritagliato"
quest'ultima volta è ben più che commerciale. Nondimeno, e di sicuro, alcuni
insinueranno che è un piano "da nulla" fatto di trattini e poco più
che sillabe. Fernando Evangelista Moruzzo
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 19 - Udine Uno
sforzo straordinario per il manifatturiero DIBATTITO di PAOLO MASON *
L'economia reale, in particolare il manifatturiero, è nuovamente di moda a
causa, purtroppo, di una crisi sempre più grave. Ben vengano, allora, proposte
relative alla grande assente, "la politica industriale", anche se,
ovviamente, non organiche, perché è impossibile essere esaustivi in una materia
così complessa in quanto esistono un'infinità di approcci e una pluralità di
interventi possibili. Innanzi tutto la necessità che le aziende nostrane hanno
di andare oltre il saper fare, cosa nella quale peraltro spesso primeggiano.
Esistono, infatti, "funzioni" immateriali altrettanto e più
importanti della produzione stessa che, di fatto, sono indisponibili per gran
parte delle piccole e medie imprese. Si pensi solo alla promozione commerciale,
al presidio dei mercati, alla formazione, alla ricerca e all'innovazione. La
politica promuova e faciliti, in concerto con le associazioni imprenditoriali,
quelle aggregazioni tra aziende necessarie per aumentare il potere contrattuale
delle stesse nei confronti dei fornitori di materiali e di servizi, dando loro
l'opportunità di strappare prezzi vantaggiosi, considerati, a esempio, gli alti
costi dei servizi e delle consulenze private: gestione amministrativa,
consulenza del lavoro, assistenza legale, informatizzazione eccetera. Un
"mettersi insieme" anche per dare finalmente visibilità sui mercati
ai prodotti e ai semiprodotti di aziende che oggi sono troppo spesso nelle mani
(mai generose) di un solo committente. La promozione di un distretto (il
Triangolo della sedia sta morendo), di un territorio, di un insieme di imprese
con un marchio che dia identità e riconoscibilità. L'individuazione di modalità
e momenti "sovraziendali" per presentare sui mercati anche più
lontani una gamma vasta e di qualità di prodotti tra loro complementari che le
singole aziende sono impossibilitate a pubblicizzare adeguatamente. Il
marketing territoriale, promuovendo le produzioni e le imprese friulane, deve
essere l'impegno prioritario della Camera di commercio: si pensi all'intuizione
del "Made in Friuli". Si impongono, quindi, forme di cooperazione
(dai consorzi alle associazioni temporanee di impresa) che mettano le piccole e
medie aziende nelle condizioni di poter esercitare quelle funzioni altrimenti
non disponibili, senza pretendere che un'azienda si ingrandisca, se non lo
vuole, e rispettando le singole vocazioni. È ora di finirla con il luogo
comune, che diventa poi alibi per far nulla, secondo il quale gli imprenditori
friulani sono più individualisti, chiusi ed egoisti di altri. Laddove le
aziende cooperano è perché le loro associazioni e la politica hanno reso ciò
vantaggioso e fatto maturare la relativa consapevolezza. Le associazioni
datoriali, inoltre, verifichino, anche assieme al sindacato, i reali bisogni
professionali delle imprese e dei lavoratori per finalizzare utilmente la
formazione. Proprio in questa direzione va l'ultima intesa siglata tra Cgil,
Cisl, Uil e Confindustria friulana, il 25 maggio 2008, che prevede il
monitoraggio del fabbisogno formativo. Il successo di una realtà produttiva,
inoltre, dipende certamente dalla propria capacità ma anche dal sistema di
"fattori" che la circondano e che dovrebbe supportarla. Si pensi alle
infrastrutture, all'energia, alla scuola, all'università,
alla burocrazia eccetera. È
necessario che chi ha la responsabilità dei servizi e delle amministrazioni
pubbliche, invece di denigrare i propri collaboratori, le renda efficienti ed
efficaci con veri e propri piani di riorganizzazione ispirati alla
"customer satisfaction". I dirigenti pubblici, notoriamente
scelti dalla politica, approntino modelli organizzativi tali da ridurre i tempi
e i costi a vantaggio dei cittadini e di chi fa o vuole fare impresa. Chi
legifera semplifichi il più possibile le norme rendendole più chiare e
applicabili. In materia di energia, senza attendere le scelte nazionali, a
livello locale si faccia tutto ciò che è possibile decidendo subito sui
progetti già esistenti, poiché davvero il costo energetico da noi è troppo
alto. Va migliorata una rete viaria e ferroviaria di trasporti che, invece,
peggiora di giorno in giorno. Bene l'annunciata realizzazione della terza
corsia autostradale, ma c'è molto altro da fare. Nella Bassa friulana, a esempio,
è urgente dragare i canali per poter utilizzare il porto, adeguare,
potenziandole, le reti stradale e ferroviaria in uscita per dare respiro
all'Aussa Corno valorizzando una zona industriale unica per collocazione e
potenzialità. Centri di ricerca e Università pensino pure "in
grande", ma operino nel territorio e per il territorio. Grazie
all'Università del Friuli esistono il Parco scientifico tecnologico,
l'incubatore di imprese Techoseed e la ricerca ha partorito 22 imprese spin-off
e più di 20 brevetti già commercializzati. Tutto questo colloca la nostra
Università in una situazione di eccellenza rispetto alle altre, ma comunque non
sufficiente. Il mondo accademico e i centri di ricerca devono fare di più per
rendersi "fruibili" anche dalle piccole e medie imprese. Solo così
renderanno un pieno servizio al territorio con reali ricadute e trasferimenti
tecnologici. È grave togliere al Friuli Innovaction che, se pur è stata
utilizzate quale vetrina dalla politica, rappresenta un appuntamento importante
per il manifatturiero friulano. In definitiva, va colta la profondità della
crisi economica governando il presente e prefigurando il futuro e va utilizzata
ogni risorsa pubblica e privata disponibile. Urge una massiccia iniezione di
risorse pubbliche nazionali e locali a sostegno di quanti, saranno tanti anche
nel terziario, si troveranno in una situazione di sospensione o di perdita del
lavoro. Si rende necessario un sostegno finanziario maggiore alle imprese con
bilanci tanto mal combinati da essere a rischio. Si impone uno sforzo
straordinario per sostenere il sistema manifatturiero locale vista la sua
insostituibile rilevanza economica e sociale. Tutto questo dentro un disegno di
coesione ed equità sociale che risollevi le condizioni dei meno abbienti, lavoratori
o pensionati che siano. * Segretario Ust Cisl dell'Udinese e della Bassa
friulana
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
il caso La battaglia
anti-burocrazia di una mamma
"Mio figlio dislessico ora è alle Superiori" BARBARA MORRA FOSSANO
Mio figlio soffre di dislessia ed è riuscito ugualmente ad approdare ad una
scuola superiore. Quanta fatica, però, per far capire agli insegnanti che non
era svogliato ma soffriva di un "Dsa", ovvero un disturbo specifico
dell'apprendimento». È una donna battagliera la fossanese Antonella
Balocco. Da oltre dieci anni lotta contro «burocrazia
e ignoranza» su un problema «neurobiologico» che solo negli ultimi anni la
scuola ha l'obbligo di affrontare. Oltre alla dislessia sono considerati
disturbi specifici dell'apprendimento la disgrafia, la discalculia, la
disortografia e la disprassia. «Questi disturbi - spiega la Balocco - non sono
malattie o handicap, sono una "condizione", così come non è una
malattia nè un handicap essere mancini. Chi ne è affetto non riesce a scrivere,
leggere e contare in modo automatico». Per questo in presenza della diagnosi di
un neuropsichiatra o uno psicologo una direttiva del ministero dell'Istruzione
impone alle scuole di adottare strumenti «compensativi»: pc, calcolatrici,
registratori e «dispensativi», forme di interrogazioni orali, riduzione dei
compiti, personalizzazione delle verifiche. «Purtroppo molti insegnanti non
adottano questi metodi - spiega la fossanese - e gli alunni, pur in presenza di
una diagnosi medica, vengono bollati come fannulloni e le famiglie come
iperprotettive. Ne deriva una grande frustrazione nei ragazzi che hanno un
quoziente intellettivo uguale se non superiore alla media». La mamma fossanese,
insieme ad altri genitori, ha dato vita ad una «rete». «Lo scopo - precisa - è
quello di scambiarci consigli e materiale informativo per aiutare i nostri figli
e migliorare il loro rapporto con la scuola». La rete promuove degli incontri.
Il prossimo sarà il 22 gennaio alle 21 nel salone della Cgil di Cuneo in via
Coppino 2 bis. Interverrà la psicologa Bruna Peppino. Per info: Sophia
Livingstone 3357276562, Antonella Balocco 3391371563, Nadia Tassone 3333982381.
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
FERROVIA. DOPO ANNI
DI PROTESTE A Centallo appaltati i lavori del sottopasso alla Stazione
[FIRMA]BARBARA MORRA CENTALLO I lavori per costruire il sottopassaggio della
Stazione Fs sono stati appaltati. L'ha annunciato il sindaco Antonio Panero nel
corso dell'ultimo Consiglio comunale. Entro la fine di gennaio l'assegnazione
definitiva con l'allestimento del cantiere. Per i centallesi l'anno inizia
sotto i migliori auspici considerando che da oltre due anni
il paese ha dato battaglia per scavalcare il muro di burocrazia che bloccava l'opera. I finanziamenti erano disponibili da 4
anni, ma il progetto ha fatto la spola tra Comune, Regione e Rfi in un mare di
corsi e ricorsi. Sulla questione il sindaco aveva più volte inviato lettere ad
amministratori regionali e locali oltre che a parlamentari del Cuneese.
Sei mesi fa dichiarò anche che, se la situazione non si fosse sbloccata, si
sarebbe incatenato agli uffici della Regione. «Finalmente si comincia -
commenta soddisfatto Panero -: i miei concittadini avranno una Stazione decente
e soprattutto sicura. Porremo fine al fenomeno molto pericoloso dello
scavalcamento della barriera da parte degli utenti più giovani e tutti i
passeggeri non saranno più costretti ad attendere il treno per Cuneo sul
marciapiede senza alcun riparo, senza annunci tempestivi di eventuali ritardi
e, soprattutto, a dover percorrere tutta la barriera che in questa stagione è
sommersa di ghiaccio e neve». Per poter cominciare a lavorare il lotto numero
uno è stato ulteriormente suddiviso in due tranche. Quella per cui si comincerà
a scavare a fine gennaio è diventata il lotto «0» del valore di 15 milioni di
euro per la costruzione del sottopassaggio pedonale, il rifacimento di banchine
e marciapiedi e la realizzazione di un nuovo fabbricato per gli impianti di
sicurezza. «A lavorare sarà un'associazione di imprese che in questi giorni,
come ultimo atto prima di avviare l'opera, dovrà presentare la fideiussione
prevista nel bando di gara - aggiunge il sindaco -. Alla fine ha vinto la collaborazione
tra le persone che lavorano nei vari uffici, da quelli regionali ai
dipartimenti della Rete ferroviaria italiana. Insieme si è riusciti a superare
il muro di burocrazia e a scavalcare il paradosso per
cui un'opera finanziata da molto tempo non decollava. Ci auguriamo che sia il
primo passo per la realizzazione integrale del raddoppio».
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CREVOLADOSSOLA.APPALTO
IN PRIMAVERA Palazzetto dello sport da 3,8 milioni di euro
Polemica in Consiglio E Taglianetti lascia la Comunità montana per protesta
[FIRMA]RENATO BALDUCCI CREVOLADOSSOLA Burocrazia permettendo, entro primavera
dovrebbero essere appaltati i lavori di costruzione del nuovo palazzetto dello
sport di Crevoladossola. «L'iter è completato, i soldi ci sono tutti e quindi
possiamo iniziare», conferma il sindaco Marcello Dalla Pozza. Il
progetto (un intervento da 3 milioni e 800 mila euro) è da tempo nel mirino
dell'opposizione, che sostiene che le necessità sono ben altre. A sbattere la
porta è Francesco Taglianetti, che ha dato le dimissioni dalla carica di
consigliere in Comunità montana Antigorio Divedro Formazza criticando in una
lettera «la sfrontatezza con cui l'amministrazione comunale di Crevoladossola
spende i soldi pubblici». Taglianetti punta il dito contro l'impiego della
somma che il Comune ha ricevuto dal contratto con l'Enel per lo sfruttamento
del torrente Cairasca: «Questi soldi verranno usati per fare un palazzetto
dello sport, ma la metà servirà a pagare progettazione e professionisti vari in
un momento in cui le famiglie del paese sono sfiancate delle bollette di gas e
rifiuti. Per questo mi dimetto». La questione del palazzetto dello sport è
stata oggetto di appunti anche dal gruppo di opposizione «Uniti per
Crevoladossola». «Le priorità sono altre - dice il consigliere Giorgio Ferroni
-, in questo momento potrebbe essere più utile investire nelle scuole e
migliorare i servizi ai cittadini. Il sindaco ha sempre sostenuto che si tratta
di un'opera al servizio degli otto paesi della Comunità montana, fosse così
servirebbe un'intesa con gli altri Comuni affinché si impegnino a partecipare
ai costi di gestione». L'amministrazione comunale intanto va avanti per la sua
strada: «Non si poteva fare altre opere - spiega il sindaco Marcello Dalla
Pozza -. Siamo riusciti a ottenere soldi dal fondo dei Mondiali di calcio del
1990, bando finalizzato a impianti sportivi. A quello stanziamento, circa due
milioni di euro, si sono aggiunti i soldi della Comunità montana e la cifra che
spettava al Comune dall'Enel per lo sfruttamento delle acque del Cairasca».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 4 - Gorizia «Buon
Natale agli ortodossi» L'assessore Cosma: qui molti chiedono di essere italiani
«Felice anno ai serbo-ortodossi che vivono a Gorizia e a tutte le altre
comunità straniere presenti in città». Gli auguri arrivano dall'assessore ai
Servizi demografici, Sergio Cosma, «nel giorno in cui ricorre il Natale
ortodosso e, in questa occasione, anche a nome della giunta desidero esternare
gli auguri ai circa 700 cittadini di Gorizia che professano questa religione».
Cosma sottolinea di aver conosciuto meglio questa comunità «in questo anno e
mezzo in cui ho ricoperto la carica di assessore, perché molti di loro hanno
chiesto e stanno chiedendo di diventare cittadini italiani, quindi, partecipano
molto numerosi alle cerimonie che ho creato, che vanno
oltre la semplice burocrazia. Ho notato che a tali cerimonie, in cui dopo aver esposto un
sunto della storia patria regalo la Costituzione e la bandiera italiana, i
serbi - sottolinea l'assessore comunale - partecipano con tutta la famiglia e
spesso sono molto emozionati, come del resto tutti i componenti della altre
comunità che chiedono di diventare italiani. In molte circostanze -
continua Cosma - mi ricordano il loro credo religioso e come siano dovuti
scappare dal loro luogo natio sotto l'avanzata degli islamici che distruggevano
i monasteri, le chiese e i cimiteri ortodossi, molti dei quali oggi sono stati
ricostruiti e vengono sorvegliati con le armi in pugno dai soldati italiani».
«Immaginando che molti di questi nuovi abitanti di Gorizia saranno oggi a
Trieste nella loro bellissima chiesa di piazza Ponterosso per santificare il
loro Natale, voglio quindi esprimere loro - conclude lo stesso Cosma - i più
sentiti auguri». (p.a.)
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
A GIUDIZIO Dati fasulli per evitare la burocrazia Ha dichiarato il falso nel documento di autocertificazione per poter
accelerare l'iter della pratica edilizia. Così si difende Nicholas F., 36 anni,
origini albanesi, operaio edile, che un anno fa circa ha camuffato alcuni dati
legati alla sua condizione di immigrato: il suo sogno è quello di farsi la sua
bella casetta in Valle Arroscia. Ma questa ingenuità - il volere
affrettare i tempi delle autorizzazioni - gli è costata il rinvio a giudizio su
richiesta del procuratore Bernardo Di Mattei. Assistito dall'avvocato Maria
Ceresola di Albenga, Nicholas dovrà comparire in aula per il processo il 3
giugno. \
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 6 - Sardegna
L'uomo che doma tigri e assessori Priamo e il suo piccolo circo festeggiano a
Olbia il ritorno in pista UNA DINASTIA CHE NON SI ARRENDE LA FAVOLA DEI CASU
LUCA ROJCH OLBIA. Una vita tra palco e barricate, tra poesia e miseria.
L'ultimo custode dei segreti del circo sardo, Priamo Casu, racconta la sua
esistenza da funambolo tra i libri contabili e da giocoliere sotto il tendone.
Difficile convincere sindaci e assessori che il circo è un'arte, ma anche
un'impresa. Che deve avere i suoi spazi. Magia contro burocrazia. Per protesta era entrato nel
municipio di San Teodoro con un leone al guinzaglio. Anni prima aveva
minacciato di lasciare libere le sue tigri per Sassari pur di avere un'area in
cui esibirsi. Gli animali li aveva persi dopo il fattaccio. Dopo che la
sua foca aveva addentato un vigile urbano. L'agente tentava di portarlo via, di
interrompere il suo sit-in di protesta e il fedelissimo animale non aveva
esitato a difendere il suo padrone. Ma per Priamo Casu la normalità non esiste,
è evaporata in una nuvola di zucchero filato, nella risata ingenua di un
bambino. La realtà è felice da dietro un naso rosso gomma. La poesia ruba la
scena alla ragione, come una luce miracolosa che cambia i contorni delle cose.
Mangiafuoco, acrobati, trapezisti, cavalli che sanno contare. Il circo sardo è
fatto di pochi attrezzi e tanta fantasia. La frusta non esiste, gli animali
hanno un nome, il tendone è fatto di cielo e nuvole. Fanfara e grancassa.
Sembra come un'orchestra dagli strumenti luccicanti e le divise lise. Lo
spettacolo è a conduzione familiare, sa di nobiltà decaduta, un po'
aristocratico, un po' scalcinato. Il mattatore è Priamo Casu, erede della
famiglia che ha inventato il circo in Sardegna. Una specie di ultimo samurai,
ma con il sorriso dipinto e la parrucca. Clown, ammaestratore, presentatore,
giocoliere. Presenta fiero sua moglie Paola. Lei, bellissima, fa il fachiro. La
signora sorride, fa parte della nobile casata circense, gli Errani. Con loro la
figlia di 10 anni. Impara l'arte, ruba i segreti dei genitori. Priamo non ha
dubbi. «Voglio che sia lei a continuare la tradizione - spiega -. Sempre che
riusciamo a sopravvivere. Le giornate di vento a novembre ci hanno portato via
il tendone. Ci siamo trovati senza la possibilità di fare spettacoli. Per
fortuna la Provincia ci ha dato 10 mila euro per ricomprare una tenda usata. è
la prima volta che il circo sardo ottiene un finanziamento. A dire il vero una
mano ce l'ha data anche il Comune che ci ha pagato per fare alcuni spettacoli
nelle piazze della città». Panem et circenses. Priamo Casu accoglie tutti con
un sorriso, mostra con orgoglio Tommasina, la cavalla più intelligente del
mondo, lui giura, e racconta una storia tanto inverosimile che deve per forza
essere vera. Suo padre aveva imparato l'arte di insegnare a contare ai cavalli
durante durante il fascismo, nella campagna di Grecia. A rivelargli il segreto
un militare ellenico. «Tutto vero - giura -. E mio padre ha trasmesso a me il
segreto. Un patrimonio che non può essere disperso. Senza aiuti il circo sardo
rischia di sparire per sempre. Non posso far pagare 40 euro a ogni bambino che
viene a vedere lo spettacolo». Nell'epoca del divertimento digitale, della
playstation, dei bambini con il pollice snodato sopra il joypad, e lo sguardo
perso in un plasma da
( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
7 - Grosseto Indennità amianto, burocrazia contro A un
marittimo negata la validità del libretto di navigazione MONTE ARGENTARIO. E' sufficiente
presentare il libretto di navigazione firmato dall'autorità marittima per
ottenere il ricoscimento dell'esposizione all'amianto o occorre la
dichiarazione del datore di lavoro? E' il quesito del pensionato marittimo Rinaldo Di Fraia,
che, pur convinto della prima tesi, si è visto respingere la domanda dalla
Ipsema: manca del curriculum redatto dal datore di lavoro. Una storia come
tante altre, questa che vede coinvolto il cinquantanovenne santostefanese,
pensionato dall'ottobre del 2007. Quando iniziò ad imbarcarsi sui motopesca,
nel 1968, nessuno sapeva che l'amiato potesse essere cancerogeno. A quel tempo,
il materiale era regolarmente venduto nelle ferramenta e serviva per realizzare
un po' di tutto, dalle copertura della case, alle pentole, ai tubi di
scappamento delle imbarcazioni. Poi la terriibile scoperta delle relazioni fra
molte malattie e l'esposizione all'eternit. Così Di Fraia - facendo gli
scongiuri, in ottima salute - ripensò all'anno trascorso sui motopesca, agli
otto sulle navi cisterna ed ai trenta passati con la Saipem. Ed al momento di
fare l'esplorativa per il pensionamento, allegò anche la domanda di
certificazione dell'esposizione all'amianto. E' passato, il tempo, ma di quella
richiesta non ha saputo più nulla. Eppure, tra la documentazione, aveva
inserito il decreto di sequestro emesso nel 1997 dalla Procura della Repubblica
di Palermo, della motonave Castoro II sulla quale aveva fatto una decina di
imbarchi. Sembrava tutto in regola ed invece pochi giorni or sono la direzione
generale della stessa Ipsema gli ha inviato una lettera nella quale viene
precisato che la sua domanda non può essere presa in esame perché priva del
curriculum lavorativo «rilasciato dal datore di lavoro dal quale risulti
l'adibizione, in modo diretto ed abituale, ad una delle attività comportanti
l'esibizione all'amianto». Cosa che, tiene a sottolineare il marittimo,
equivale ad un rifiuto perché il datore non rilascerà mai il documento ai
dipendenti. «E' per tutti così, non sono mica matti», esclama Di Fraia. «A
questo punto - dice - non mi resta che augurare a me e agli altri nelle mie
condizioni di non contrarre mai malattie per non subire, oltre al danno, la
beffa. Del resto tutti, a partire dallo Stato, sanno che per 40 anni non ho
lavorato in un campo di fiori ma con questo che puòl sembrare un cavillo non ci
permettono di avere neanche il minimo indennizzo». Paola Tana
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
7 - Cagliari Quando la burocrazia cancella la salute La risonanza
magnetica prenotata da quasi un mese gli è stata negata: «è scaduta la
convenzione con l'Asl» Ma nello stesso giorno avrebbe potuto farla pagando 190
euro ORISTANO. Un mese, giorno più, giorno meno, di trepidante attesa. Quella che normalmente vivono le
persone che devono sottoporsi a particolari esami medico-scientifici. E lui,
l'involontario (e comprensibilmente imbufalito) protagonista di questa
italianissima e quasi kafkiana vicenda, l'attesa l'ha vissuta - essendo fra
l'altro reduce da un ricovero in ospedale - ora dopo ora, minuto dopo minuto,
fino a lunedì sera. Vale a dire quando ha ricevuto - a circa 36 ore dalla data
fissata - la telefonata che gli ha fatto quasi crollare il mondo addosso:
«Dobbiamo annullare la visita che lei aveva prenotato per mercoledì, perché è
scaduta la convenzione che, attraverso la Asl, avevamo con la Regione...».
Telefonata partita da qui, dalla città di Eleonora, precisamente da uno studio
radiologico convenzionato appunto con il Servizio sanitario nazionale, e
diretta ad Alghero, dove vive Luigi (il nome è di fantasia), dipendente
statale, che già aveva cominciato il suo conto alla rovescia per sottoporsi a
quella risonanza magnetica che aveva richiesto alla Asl
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 0 - Oristano Oristano,
la burocrazia contro la salute Annullata con 36 ore di preavviso risonanza
prenotata da un mese «è scaduta la convenzione con la Asl 5» ORISTANO. L'esame
prenotato da un mese annullato a 36 ore dall'appuntamento: la disavventura di
un signore di Alghero con uno studio radiologico e con la Asl di Oristano pare
non sia però un caso isolato. Anche perchè la giustificazione che è
stata fornita all'interessato è stata questa: «Dobbiamo annullare la visita che
lei aveva prenotato per mercoledì, perché è scaduta la convenzione che,
attraverso la Asl, avevamo con la Regione». L'uomo aveva prenotato una
risonanza magnetica all'Asl
( da "Nuova Sardegna, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Francesco
Morosini Con «Piombo Fuso» Israele rischia un conflitto infinito Barocco
militare: è il rischio di Israele nella Striscia di Gaza. L'espressione,
dell'analista Mary Kaldor, indica l'eccessiva ridondanza tecnologica di sistemi
d'arma sofisticati fino ad essere sovradimensionati per le esigenze di una
guerra asimmetrica fatta di autobombe e guerriglia. Il punto è, allora, che
l'alto rating tecnico-scientifico degli arsenali di Israele potrebbe essere
messo a dura prova dalla guerriglia di Hamas nella rete urbana della Striscia.
Tanto da essere declassato, se a Gaza Tzahal (Israeli Defence Force) avesse
gravi difficoltà, in una sorta, passando un'analogia con la finanza, di
"effetto Lehman Brothers" militare. Dunque, l'operazione Piombo Fuso
sulla Striscia pone ad Israele il problema del possibile decadimento operativo
del proprio vantaggio tecnologico su Hamas che, invece, sarebbe assoluto in una
guerra "classica". Però la guerriglia, come a Gaza, ha altre regole,
tali da rendere un'Araba Fenice l'annientamento "solo" manu militari
di quei "sistemi socio/politici armati", nonché operanti in ambienti
sociali favorevoli, individuati come guerriglia. Come Hamas, la cui chance,
viceversa, è di deprezzare il rating delle tecnologie belliche nemiche
facendole apparire delle "tigri di carta". Obiettivo questo noto a
Gerusalemme, certo consapevole che Hamas, dovendo escludere la vittoria sul
terreno, punta, piuttosto, al logoramento permanente (ricorrendo a tecnologie
militari - dai missili alle trappole antiuomo - ad hoc sebbene a bassa
intensità; o "non barocche") dello Stato ebraico. Logico, quindi,
che, a sua volta, per massimizzare il proprio lato "forte"
dell'asimmetria bellica (il cui optimum è nell'infiltrazione di forze speciali
per segnalare obiettivi sensibili ai bombardieri che poi li colpiscono) i
comandi di Tzahal puntino a dare una governance della crisi palestinese, data
per endemica, in stile "lotta al terrorismo". Che, appunto, come quella
al crimine, ma diversamente dalla "guerra classica" (qui si vince o
si perde), è senza fine. Ma con fasi acute da gestire, sempre scommettendo
sull'asimmetria bellica a proprio favore (centrata sulla supremazia nel cielo)
giocando sul rapido "ricerca, distruggi, torna nei confini". Di certo
questo è il parametro dell'operazione Piombo Fuso su Gaza; perché è ovvio che
il Comando politico/militare israeliano tema con la guerriglia (l'opzione
massima di Hamas): cioè avanzare contando sempre meno sul vantaggio tecnologico
e senza distruggere la reattività nemica. Ovvio, quindi, che per entrambi i
contendenti conti il recente "caso Libano" (ma la geopolitica della
Striscia da maggiori opportunità a Tzahal) dove la distruzione di Hezbollah,
sempre in risposta ai missili su Israele, è mancata. Per il vero, questa è
un'esperienza interessante pure per gli Stati Uniti e la Nato, visto che
appartengono militarmente alla medesima "famiglia tecnologica" di
Israele. Ed il cui rating bellico, pertanto, condivide difficoltà analoghe alle
loro in Medioriente ed in Eurasia. Forse, come sottolinea il neocons Frederick
Kagan della US Military Accademy, c'è qualcosa di sbagliato nella Network
Centric Warfare (NCW o guerra della rivoluzione informatica) che, applicata
dagli Usa in Serbia, in Afghanistan ed in Iraq (prima del Generale Petraeus),
ha infine ispirato l'azione di Israele contro Hezbollah in Libano. Il sospetto
è che la disparità di forze che la NWC massimizzi la propria efficacia nello
scontro tra forze convenzionali (un unico Grande Drago) mentre la perda, almeno
in parte, contro i "mille volti nemici" della guerra asimmetrica.
Ovvio, tutto questo è ben noto a Gerusalemme. Anzi, in questo, Tzahal, per la
storica centralità data al fattore umano (sebbene già nel
1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie
tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal
mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing
dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di
Forze armate moderne. E addirittura capace sulla Striscia di fare dei
limiti della NWC da necessità (senza l'eccellenza tecnica la sua demografia la
condannerebbe) virtù: ridurre temporalmente la capacità bellica di Hamas. Ma è
un gioco azzardato. Lo dimostra Hamas che, con ragionamento simmetrico, punta
ad impantanare nella "giungla urbana" Tzahal nell'ipotesi che,
azzerato il suo rating tecnologico, Israele sia tanto Occidente da cedere.
Perdendo così la sua migliore arma di lungo periodo: il mito
dell'invincibilità. Questa, sulla Striscia, la partita tra due logici giocatori
strategici.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
SARZANA pag. 11 E
RRORI di calcolo, problemi di burocrazia, scarsa
attenzio... E RRORI di calcolo, problemi di burocrazia,
scarsa attenzione: non si sa. Di certo c?è che in questi giorni decine di
cittadini sarzanesi si sono visti arrivare a casa cartelle esattoriali con cui
vengono chiesti arretrati della Tarsu per gli anni addietro. Fra questi, anche
un esponente della giunta comunale sarzanese che come gli altri cittadini si è
messo in coda all?ufficio tributi per chiedere spiegazioni. Le «cartelle pazze»
sono state inviate ai cittadini da Gefil, la società incaricata dal Comune di
incassare la tassa sui rifiuti urbani. Per capire cosa sia successo, è
necessario fare un passo indietro ad alcuni anni fa quando l?amministrazione di
Sarzana aveva incaricato alcuni geometri di verificare la metrature delle
abitazioni cittadine per definire la Tarsu da pagare, definita in base alla
metratura di ogni abitazione. Da quanto emerso, in base alle normative di
allora, nelle misurazioni non erano stati conteggiati i terrazzi delle
abitazioni in quanto non rientravano nel calcolo della tassazione-Tarsu. E qui
nasce l?inghippo: per inviare a casa i bollettini della nettezza urbana del
2009 la Gefil ha fatto un controllo incrociato fra i dati delle planimetrie
delle abitazioni registrate al catasto e quanto risulta sulla metratura
«tassabile» di ogni appartamento, fatti secondo i calcoli dei geometri
incaricati dal Comune. Nella stragrande maggioranza dei casi per ogni
abitazioni c?era un «buco» di alcune decine di metri quadri: forte di questo,
la Gefil ha inviato ai contribuenti un accertamento retroattivo di cinque anni
con cui si chiede conto della differenza di soldi non versati con tanto di
interessi e sanzioni. Proteste e polemiche non si sono fatte aspettare,
l?ufficio tributi è stato preso d?assalto da cittadini arrabbiati (fra questi,
anche l?esponente della giunta sarzanese). Toni accesi, proteste fatte con
tanto di documentazione in mano. «La misurazione del mio appartamento ? sbotta
un cittadino ? l?hanno fatta i geometri, non il sottoscritto. Perchè ora devo
pagare gli arretrati?». E un altro aggiunge. «Nel calcolo della metratura tassabile
era stato escluso il terrazzo. Ma i conti non tornano: anche sommando il valore
del terrazzo non si raggiunge la somma richiesta da Gefil». UN BEL «giallo» che
ha messo in difficoltà l?ufficio tributi. Non sarà facile per l?amministrazione
sbrigare l?intricata matassa anche perchè la grande maggioranza dei cittadini è
intenzionata a fare ricorso alla commissione tributaria: basterà presentare la
dichiarazione fatta dai geometri incaricati dal Comune per vedersi annullare la
richiesta di arretrati. Da parte dei cittadini non c?è stata infatti alcuna
«dichiarazione infedele». Un assist a cittadini e Comune arriva dallo stesso
esponente della giunta vittima delle cartelle pazze. «Mercoledì e sabato è
previsto un front-office all?ufficio tributi dove ognuno può esporre la sua
situazione: la situazione può essere chiarita». Vedremo.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
di MANRICO PARMA UN PALADINO dei lavoratori precari dei call center; una
madre... di MANRICO PARMA UN PALADINO dei lavoratori precari dei call center;
una madre-coraggio; un presidente vincitore del Palio del Golfo; un antropologo
vicino a popolazione sperdute; un ... Sono emersi gli outsider nel sondaggio
effettuato da La Nazione per assegnare l?oscar agli spezzini del 2008.
Personaggi non certo favoriti alla vigilia ma rappresentanti di realtà
emergenti e mondi nascosti degni di ammirazione e di interesse. A segnalarli i
lettori con le loro e-mail, arrivate a valanga. Un rilevamento che
indirettamente boccia politici e vip scegliendo la gente comune, le storie di vita,
le gesta popolari. Nel gradino più alto del podio sale Marco Scamardella, 33
anni, sindacalista dei precari dei call center, da pochi giorni segretario
provinciale della Uil comunicazione. Ha vinto quasi per acclamazione visto
l?ondata di preferenze. Al secondo posto la madre-coraggio Antonella Bonanno,
50 anni, da tre al capezzale della figlia ventenne colpita da emorragia. Terzo
Duilio Ruggieri, 82 primavere, presidente sempreverde del Ringressi Muggiano,
l?uomo che a agosto ha alzato al cielo il trofeo più prestigioso della città:
il Palio. Andiamo per ordine. MARCO SCAMARDELLA è un laureato in scienze
politiche. Assunto con contratto precario in un call center, ha iniziato
l?attività sindacale a favore dei precari. Ora è dipendente della ComData, una società
che opera alla Spezia con 500 dipendenti curando le chiamate telefoniche per
conto di colossi come Telecom, Eni, Agip. A novembre ha preso le redini
provinciali della Uil delle telecomunicazioni. Rappresenta le istanze di un
nuovo settore che avanza: quello dei call center, una delle eccellenze
spezzine, dove trovano impiego oltre mille lavoratori. «Parliamo di un?attività
? osserva Scamardella ? fra le più dinamiche del nostro sistema economico ma
ancora poco conosciute». Come spiega così tante preferenze? «Due i motivi, a
mio avviso. Il primo: la responsabilità di rappresentare una categoria di nuovi
lavoratori». Il secondo: «Il modo di fare sindacato più legato alla
quotidianità, ai problemi della gente». ANTONELLA BONANNO è stata votata per il
suo grande cuore di madre. La sua storia ha commosso la città. Ha lasciato il
lavoro per stare vicino alla figlia colpita in due occasioni da emorragia, una
ragazza che ha bisogno continuo di assistenza. Lei non gliel?ha mai fatta
mancare. «Penso a tutte le donne, e ce ne sono tante, che vivono la mia stessa
situazione in silenzio», esordisce alla notizia di aver ricevuto decine di
preferenze. Aggiunge: «Ogni giorno è una lotta continua. Quello che è più
assurdo che bisogna contrastare tanta burocrazia. E?
davvero difficile assicurare una vita dignitosa a chi è disabile». DUILIO
RUGGIERI deve la sua fama a una lunga appartenenza sportiva. E? stato
presidente nazionale della federazione canottaggio a sedile fisso. Nel 2008 si
è preso una delle più belle rivincite portando al trionfo la sua borgata, il
Muggiano, al palio senior. Personaggio gioviale ma battagliero ha avuto la
maggior parte delle preferenze dai borgatari.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
SAN BENEDETTO pag. 7
Si possono riciclare anche i cartoni per bevande RIFIUTI di PASQUALE
BERGAMASCHI IMMOBILISMO da spazzare via mettendo in campo l?impegno delle
Pubbliche Amministrazioni. La pensa e la dice così, il vice presidente della
Provincia, nonché assessore alle politiche del lavoro e della formazione,
Emidio Mandozzi. «Condivido quanto dice il presidente della sezione ?Costruttori
edili? di Confindustria, Raniero Iacoponi, specialmente quando lancia l?allarme
alle istituzioni. E? il momento di mettere in campo il ?Patto di solidarietà?
tra imprese e Amministrazioni pubbliche, perché da una crisi economica come
quella che stiamo vivendo si possano e debbano cercare nuove opportunità. Non
vale a niente denunciare la crisi e nessuno può tirarsi indietro, dai politici
alle istituzioni, dai funzionari delle Pubbliche Amministrazioni agli
imprenditori. Ognuno, per la propria parte e con determinazione, deve
affrontare il problema posto all?ordine del giorno dal presidente Iacoponi,
sponsorizzando le iniziative e gli strumenti per ridurre i tempi della burocrazia nelle procedure tecnico ? amministrative,
mettendo al centro l?interesse pubblico di chi investe, cioè gli imprenditori e
di chi lavora. Il tutto ? aggiunge il vice presidente Mandozzi ? per la ripresa
degli investimenti nel settore delle infrastrutture e dell?edilizia. Solo così
si potrà riavviare il motore dello sviluppo economico». Non ci piove su quanto
auspica l?esponente del Pd, considerando il prosieguo del personale punto di
vista. «Esempi concreti nel nostro territorio ci sono. Dai progetti già
finanziati e cantierabili, come la realizzazione del ponte Anas sul fiume
Tronto, bloccato da 10 anni di burocrazia, o della
Mezzina. Ce ne sono altri ? rincara la dose Mandozzi ? e abbiamo l?obbligo e il
dovere di sollecitare la Regione Marche e il Governo ad investire su questo
territorio con concrete risorse finanziarie e nuove progettualità». La
conclusione del vice presidente della Provincia Picena è quantomai scontata.
Non è altro che l?augurio che la discussione sull?immobilismo politico ?
amministrativo nel Piceno, possa prendere quota e produrre gli effetti sperati dagli
imprenditori. Cioè «che intervengano i vertici delle Pubbliche Amministrazioni
rispondendo con i fatti al campanello d?allarme fatto squillare dal presidente
della sezione ?Costruttori edili? di Confindustria, Raniero Iacoponi».
( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 3 - Pistoia Un
flop la social card ed è pure vuota Poche persone l'hanno ritirata e a molti
non è stata ancora caricata Un disguido dell'Inps per i tempi di distribuzione
fondi troppo ristretti SAVERIO MELEGARI PISTOIA. Doveva essere un aiuto per gli
anziani alle prese con difficoltà economiche per una pensione troppo bassa.
Adesso, però, c'è la beffa che sono davvero poche le persone che possono
usufruire dell'ormai famosa Social card, sventolata da più parti in questo
inverno dal ministro dell'economia Giulio Tremonti. Il motivo è molto semplice:
la carta è vuota. E, in quel caso, non si fa certo una bella figura, di fronte
ad un negoziante, perché ci si sente dire: «Con questa tessera non può pagare,
non ci sono soldi dentro». Anche a Pistoia, così come succede un po' in
tutt'Italia, sono tantissime le persone che si rivolgono ai patronati, dove
inizia tutta la procedura per richiedere la carta, per avere spiegazioni di
questi disguidi. A cosa serve la "social card"? Questa tessera ha un
valore di 40 euro per ogni mese. Per chi aveva inoltrato la propria domanda
prima della fine del 2008, la carta verrà automaticamente caricata dal
ministero dell'Economia con 120 euro, in quanto si fa riferimento ai tre mesi
iniziali, da ottobre a dicembre. In questo nuovo anno, invece, verrà caricata
ogni sessanta giorni con 80 euro sulla base degli stanziamenti disponibili.
Sembrerebbe, quindi, uno strumento utile per poter fare una volta di più la
spesa al supermercato o poter sopravvivere meglio. Ma, appunto, sembrerebbe.
«Per quello che si vede in questi giorni - dice Piero Burchietti del patronato
Inca-Cgil - sembra che la maggioranza di coloro che avevano richiesto la
tessera, in realtà l'ha trovata vuota. Il nostro patronato ha effettuato il
servizio gratuitamente per instaurare la domanda di ricevere la carta, però i
problemi derivano dall'Inps. I tempi di distribuzione dei fondi e, soprattutto,
di verifica che tutti i requisiti fossero ritenuti accettati erano troppo
ristretti rispetto alla reale analisi e dunque si è arrivati a questo punto.
Con l'inizio del nuovo anno, però, sembra che chi ha fatto tutto questo abbia
capito che c'è qualcosa nel sistema che non va e si sta iniziando a
riconsiderare i tempi di caricamento sulla tessera dei soldi. A noi
personalmente, fino ad adesso, non ci dà molte rassicurazioni sul futuro anche
perché poi c'è da considerare un aspetto puramente psicologico: diverse persone
che si sono presentate hanno dichiarato fin da subito che avrebbero fatto
domanda per la "social card" ma che non volevano utilizzarla, in
quanto ritenevano umiliante mettersi in fila al supermercato e pagare con
questa tessera che, di fatto, sembra una tessera per i poveri». Tutto quello
che doveva portare di beneficio, dunque, fino a questo momento si è visto in
minima parte, proprio perché i pensionati non hanno potuto vedere i benefici
dei 40 euro mensili da poter spendere in più rispetto al passato. «Il ritardo
del caricamento della tessera - spiega Nadia Buzzoni del patronato Acli -
dipende dall'Inps. Questo non vuole dire farne a loro una colpa ma sta a
significare che i tempi di verifica delle domande erano troppo stretti e non è
possibile accontentare tutti sin da subito. Sono comunque tanti i pensionati
che adesso hanno già ricevuto a casa, via posta, il codice pin della carta ma
non la possono sfruttare. Questi accertamenti richiedono tempi lunghi proprio
perché in tanti si presentano ai patronati per poterla avere e, già in questa
sede, chi non ha i requisiti, e a tal proposito fa riferimento soltanto il
modello Isee, viene respinto. Però, poi, quando si arriva all'Inps può
succedere che si verifichi qualche altro impedimento che allora rallenta la
ricerca e bisogna fare ricerche più approfondite». La
tessera c'è, quindi, ma non si può usare. Troppa burocrazia? Può essere, ma ci sono anche altri errori di tipo strutturale
che non sono stati considerati in fase di realizzazione. Resta soltanto da
attendere e sperare che tutto possa entrare finalmente in funzione.
( da "Corriere della Sera" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-07 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Ad usufruire dell'inaspettato «regalo« il Comune di
Monza Lascia un milione ai cani, la crisi dimezza l'eredità SEGUE DA PAGINA 1 I
soldi dell'eredità avrebbero fatto più che comodo alle anemiche casse
dell'amministrazione per finanziarie la costruzione di una nuova struttura.
Tuttavia, il sindaco, Marco Mariani, non ha intenzione di arrendersi alle
oscillazioni della Borsa e promette: «Crisi o non crisi, il nuovo canile si
farà». L'uomo che ha deciso di lasciare una bella fetta del suo patrimonio per
migliorare la vita dei randagi brianzoli si chiama Rodolfo Foà, è originario di
Genova, ed è morto la scorsa primavera, poco prima di compiere 90 anni. Avendo
avuto per molti anni un cane li amava con tutto il cuore. Così ha deciso di
lasciare la quota disponibile della sua eredità all'amministrazione comunale
(la quota legittima è stata assegnata alle figlie), proprietaria dell'unico
canile della zona, affinché utilizzasse i soldi per ristrutturarlo o per
costruirne uno nuovo. La burocrazia, tuttavia, ha
fatto slittare di mese in mese l'accettazione e la crisi finanziaria
sopraggiunta fra l'estate e l'inverno ha progressivamente ridotto l'ammontare
della somma. «Purtroppo — spiega l'assessore Osvaldo Mangone —, pare che sia
stato perso circa il 50% del valore iniziale». Il progetto di realizzarne uno
nuovo però non finirà in archivio. A bilancio è già stato stanziato un milione
di euro e l'assessore ha pure individuato il luogo dove sorgerà: un'area di 10
mila metri quadrati nella zona della Boscherona. Burocrazia Corsa contro il
tempo per sveltire le pratiche burocratiche e perdere meno soldi possibile
Riccardo Rosa
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 07 Gennaio
2009 Chiudi di LUCA LIPPERA «Diciassette euro e settantadue centesimi. Fate bene
i conti: trentatremila vecchie lire. Poco, penserete... Beh: ci si può finire
praticamente agli "arresti domiciliari". Sta capitando a me e nessuno
si dà pena per liberarmi». Angelo Palmieri, 64 anni, di Valleranello, vicino
Spinaceto, da otto mesi è prigioniero dell'unica realtà parallela di cui si
abbia certezza su questa Terra: quella della "Cartelle Pazze". Un
vecchio bollo, una catena di errori burocratici e una prescrizione ignorata
hanno concepito, insieme all'ostinazione dell'Agenzia della Entrate e della
Gerit, il classico "mostro". Palmieri, nonostante chili di
raccomandate e la ragione dalla sua, ha subito il famigerato "Fermo
Auto" ed è finito in trappola. L'auto, una Alfa 166, deve restare in
garage e lui isolato in campagna Vallerenallo è una bellissima campagna alle
porte della città con la mamma malata, la moglie che cerca di consolarlo e un
diavolo per capello. «Questa storia dice è talmente assurda che una persona di
buon senso stenterebbe a crederla vera. Tutto è cominciato nel maggio scorso
quando mi sono arrivate a casa dalla Gerit quattro cartelle esattoriali da
pagare, con tanto di minaccia di Fermo Auto. Ho cominciato a girare Roma in
lungo e in largo per bloccare il procedimento. La prima cartella era per una
multa già pagata: discarico immediato. La seconda per una multa illegittima:
discarico immediato. La terza per una tassa prescritta: altro discarico. La
quarta per due mesi di bollo auto relativi al 1998. Una vicenda nata non per
mia responsabilità e che ora mi si ritorce contro senza che nessuno alzi un
dito». Timbri e documenti, a casa Palmieri, raccontano del supplizio di un
cittadino ora in pensione messo sotto tortura dalla macchina della burocrazia. Ma varrà la pena di dire,
prima di inoltrarci nell'Odissea, che anche i "santi" possono perdere
la pazienza. Angelo Palmieri qualche giorno fa si è presentato ai carabinieri
del Divino Amore e ha raccontato tutto dall'inizio. Il maresciallo dell'Arma lo
ha preso sul serio ed è stata inoltrata alla Procura della Repubblica una denuncia
per omissione di atti di ufficio che chiama in causa due funzionari
dell'ufficio Roma 2 della Agenzia delle Entrate, all'Aurelio. Ma torniamo
all'origine. Cioè al bollo. «Ecco continua Palmieri Era il 1998. Comprai
un'auto. Dovevo pagare il bollo per gli ultimi due mesi dell'anno: 17,72 euro.
Andai all'Aci. Ma non c'era ancora il libretto. Così non accettarono il
versamento. Tornai ai primi del 1999. Niente libretto neanche allora. Mi
dissero: vada alla Posta e paghi per tutto il '99. Chiesi: "E quei due
mesi...". Stia tranquillo, fu la risposta, le mandiamo noi un bollettino a
casa con una piccola sovratassa e lei sistema tutto». Il bollettino ovviamente
non arrivò. «Ma nel 2001 prosegue il pensionato mi chiedono il pagamento di
tutto il 1998. Protesto. L'Agenzia delle Entrate ammette l'errore e dice che
riceverò un discarico. Niente. Arriviamo al
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 07 Gennaio
2009 Chiudi Angelo Palmieri, 64 anni, è prigioniero di una "Cartella
Pazza" in cui gli si chiede il pagamento di 17,72 euro (prescritti) per un
bollo auto del 1998. Il pensionato, che vive in campagna, si è visto recapitare
otto mesi fa dalla Gerit-Equitalia un preavviso di "Fermo Auto" per
conto della Agenzia delle Entrate e dell'Aci. «Ho fatto
decine di raccomandate cercando di far capire alla burocrazia che c'era un errore e che gli errori erano stati riconosciuti».
Niente da fare. La macchina infernale, una volta in moto, è implacabile. L'auto
di Palmieri è stata sottoposta a "Fermo Auto". «E io sono bloccato in
campagna con mia madre malata. Così li ho denunciati ai carabinieri».
Lippera all'interno
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mercoledì 07 Gennaio
2009 Chiudi di ALESSIO RITUCCI FALCONARA Per il commercio falconarese, e non
solo, si prospetta un 2009 ricco di novità. Ad annunciarlo è l'assessore al ramo
Raimondo Mondaini, che fa il quadro della situazione e fissa le scadenze
decisive. La prima novità riguarda gli accertamenti delle tasse pubblicitarie
per i commercianti e l'imposta comunale sugli immobili per i cittadini.
Chiunque voglia verificare l'entità esatta dell'ammontare da pagare potrà, fino
a marzo, recarsi direttamente agli uffici della Esino Entrate in via Roma, che
resteranno aperti come front office per sbrigare gli atti di normale
amministrazione. Per quanto riguarda gli accertamenti su insegne, vetrofanie e
manifesti sulle vetrine delle attività commerciali, argomento che nei giorni
scorsi ha scatenato non poche polemiche sui metodi di accertamento utilizzati,
i negozianti possono andare subito nella sede della Polizia Amministrativa che
ha già preso in mano tutta la situazione. Per quanto
riguarda la proposta della Confcommercio di ridurre la burocrazia ed evitare ai commercianti di
presentare ogni 5 anni una foto dell'insegna pubblicitaria con allegate le
misurazioni per poi, eventualmente, pagare la tassa corrispondente, l'assessore
assicura che la modifica del regolamento sarà sicuramente presa in
considerazione. «Prima di tutto - spiega infatti Mondaini - occorre fare
una distinzione tra accertamenti fatti e regolamento. Sugli accertamenti già
fatti dal commissario straordinario non possiamo fare nulla. Come
amministrazione ci siamo resi disponibili a verificare gli importi ed
eventualmente agevolare i pagamenti rateizzando o dilazionando i pagamenti.
Sulla modifica del regolamento invece faremo degli incontri anche con i
commercianti per cercare di snellire la burocrazia,
sempre prendendo in considerazione i margini che abbiamo per intervenire».
Sulla questione del canone di locazione dell'immobile della Esino, il Comune
non ha ancora discusso se modificarlo o cessarlo. Per il momento, dunque, la
cifra di 3000 euro al mese verrà regolarmente corrisposta dal Comune. Sulla
nuova disposizione del mercato cittadino, invece, trascorsi i 30 giorni dalla
pubblicazione dell'albo senza alcun ricorso, cominceranno le convocazioni degli
iscritti e, in base al numero di iscrizione, ogni ambulante potrà scegliere la
sua nuova locazione. Le novità non finiscono. Presto cambieranno anche le aree
di sosta nel centro cittadino. «Le nuove strisce blu dei parcheggi - conclude
Mondaini - si vedranno sicuramente entro marzo con l'approvazione del bilancio
comunale. E' un lavoro che va fatto con la massima cautela, ma stiamo già
valutando tutto il piano di arredo urbano con la Polizia Municipale e presto potranno
intervenire direttamente anche gli stessi commercianti».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2009-01-07 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE CINEMA I «mostri» di Matera secondo Vito Cea Proseguono
fino a domani le repliche del film Arrivano i mostri di Vito Cea al cineatro Duni
di Matera. Il film, interpretato dal regista materano Antonio Andrisani, è
costituito da 14 episodi della durata media di circa 5 minuti. La commedia trae
spunto dal celebre film di Dino Risi I mostri e dal successivo I nuovi mostri. Tra i temi affrontati ci sono il lavoro, la burocrazia, la solitudine, la
televisione e la discriminazione.
................................................ I NUOVI MOSTRI - Matera Fino a
domani (ore 21.30) al cineteatro Duni, via Roma 10. Big lietto 5 euro. Info
0835.33.18.12
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione: PRIMA
data: 2009-01-07 - pag: 1 autore: Flussi finanziari. Secondo Bankitalia
Investimenti esteri, il bilancio è positivo Il flusso di capitali esteri verso
Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta sembra aver invertito la rotta. Secondo i
dati diffusi da Bankitalia, infatti, il saldo tra investimenti e
disinvestimenti esteri nelle regioni del Nord Ovest nei primi 8 mesi del 2008 è
tornato positivo, superando il miliardo di euro. Dopo aver toccato il picco di
oltre 7 miliardi nel 2005, nel 2007 il saldo era sceso fino a 805mila euro con
il Piemonte che faceva registrare il segno meno per poco più di 100mila euro.
Si tratta di un buon risultato, se confrontato con il dato italiano che si
attesta sugli 8,7 miliardi (rispetto ai 24 del 2006): in pratica il Nord-Ovest tra
gennaio e agosto ha saputo attrarre circa il 13% dei capitali stranieri in
ingresso su scala nazionale, al netto dei disinvestimenti. Trai fattori che
ancora limitano l'attrattività ci sono gli elevati costi di produzione, il peso della burocrazia e la scarsa disponibilità di manodopera qualificata. Particolare
interesse arriva dai capitali irlandesi, che nei primi mesi del 2008 sono
responsabili di un importante saldo attivo, pari a 1,5 miliardi di euro, contro
il saldo negativo di 411 milioni di euro degli Stati Uniti. Servizio u
pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-01-07 - pag: 7 autore: Distretti.
Superate le difficoltà riscontrate nei primi bandi: agli ultimi due appelli
hanno risposto 120 aziende Premiate le aggregazioni di filiera Dieci progetti
finanziati con oltre tre milioni dalla legge 33 del 2002 PAGINA A CURA DI Jada
C. Ferrero GENOVA C'è il gruppo dello Spezzino che da 30 anni rifornisce di
uniformi Marina ed Esercito, e che ora punta a sviluppare in loco un polo della
filiera del tessile innovativo, per le divise ipertecnologiche del soldato
professionista del nuovo millennio. Ci sono i ceramisti del Savonese che
tentano una svolta, coniugando produzione e design. Non mancano le imprese del
distretto ardesiaco della Valfontanabuona, alle spalle di Chiavari (Genova),
note nel mondo per le tavole da biliardo, abituate al gioco d'équipe.E poi team
di impiantisti che scommettono sul business della cantieristica, un po' di
servizi legati alla formazione di manodopera nautica specializzata, un pizzico
d'informatica. Dieci storie diverse, di altrettante cordate di aziende pronte,
all'alba del
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2009-01-07 - pag: 1 autore: ... INIZIATIVA DELLA REGIONE
TOSCANA ... Una legge ad hoc per la qualità delle leggi di Andrea Gennai U na
legge per avere leggi più chiare ed efficaci. La Toscana si è dotata di un
testo ad hoc dall'eloquente titolo "Disposizioni in materia di qualità
della normazione" ( n. 55/2008). Perché la qualità delle leggi appare a
volte incomprensibile agli occhi dei cittadini: sia per come sono scritte, sia
soprattutto per la loro efficacia ed utilità. Sarà il tempo
a dire se una legge basta a sconfiggere la burocrazia contenuta nei codici: intanto il Consiglio regionale ha dato un
primo segnale di buona volontà. In futuro la produzione delle norme in Toscana
dovrà attenersi a sei principi cardine: «programmazione normativa; snellezza
delle procedure; semplicità, chiarezza, comprensibilità e organicità
delle norme; manutenzione e riordino costanti della normativa; analisi
preventiva e verifica successiva dell'impatto della normazione; contenimento
degli oneri amministrativi». Un bel libro dei sogni, verrebbe da dire, che
dovrà essere tenuto constantemente sotto osservazione. Tra gli altri è
prevista, ad esempio, l'analisi di impatto della regolazione (Air); che
consiste nella valutazione preventiva socio-economica, mediante comparazione,
degli effetti degli interventi legislativi sulle attività dei cittadini e delle
imprese. Ci sarà poi la verifica dell'impatto della regolazione ( Vir), che
consiste nella valutazione successiva del raggiungimento delle finalità degli
atti. Il tutto verrà raccolto in una rapporto sulla normazione: vedremo dalla
prima relazione se la legge ha funzionato.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Ide) data: 2009-01-07 - pag: 3 autore: Le imprese: «Più sforzi per ridurre la burocrazia» Per quanto sia difficile commentare un dato aggregato come i
flussi d'investimento elaborati della Banca d'Italia, gli operatori sembrano
concordi su un aspetto: per continuare a riscuotere l'interesse degli
investitori stranieri è necessario accelerare lo sviluppo delle infrastrutture
e promuovere il territorio. «La burocrazia
nazionale è così complicata che non possiamo di certo fare gola a chi deve
produrre – afferma Paolo Odone, presidente della Camera di commercio di Genova
– Eppure la crisi, per quanto grave, sta colpendo solo in parte la Liguria.
Questo perché il nostro tessuto imprenditoriale non è improntato sul
manifatturiero puro, ma abbiamo comparti altamente specializzati, poli di alta
tecnologia, della robotica e dell'automazione. Nelle telecomunicazioni, poi,
continuiamo a essere forti, sia nella telefonia che nel campo della
trasmissione di dati. Tutto il resto è legato all'area portuale. Esistono anche
diverse società estere impegnate nei terminal: qui bisogna dire che gli
investimenti connessi ai servizi sono in progressivo calo, sulla scia dei flussi
commerciali». Per gli industriali piemontesi, solo in base al monitoraggio dei
flussi di capitali, non è possibile restituire una fotografia dettagliata della
realtà. «è difficile commentare questi dati – afferma Mauro Zangola del Centro
studi di Confindustria Piemonte – perché non si tratta di investimenti reali,
ma di flussi finanziari e monetari. Bisognerebbe misurare la reale presenza sul
territorio di imprese straniere e la loro attività. L'unica cosa certa è che,
oggi più che mai, la capacità di attrarre investimenti del nostro sistema
economico si fonda soprattutto sulla qualità tecnologica del suo apparato
produttivo e della ricerca, oltre che sulle condizioni di costo non
penalizzanti. Pesano, invece, la scarsa dotazione infrastrutturale e la bassa
specializzazione delle risorse umane ». Il futuro del Nord-Ovest, resta
vincolato a quello delle grandi vie di comunicazione. «L'avvio del terzo valico
ferroviario –aggiunge Odone – è per noi la sfida più importante. Migliori
collegamenti conferirebbero alle nostre aree industriali dimesse una notevole
attrattività. Gli investimenti nel settore immobiliare stanno già salendo». I
piemontesi attendono fiduciosi i risultati delle operazioni messe in campo
negli ultimi mesi. «Dal nostro osservatorio – afferma Paola Morris del Centro
estero per l'internazionalizzazione del Piemonte – registriamo un numero di
imprese straniere in entrata sul territorio in forte crescita. Negli ultimi
dieci anni sono state circa un'ottantina e nel 2008 addirittura 15 realtà hanno
deciso di investire in Piemonte. Per vederne i risultati in termini reali,
però, è necessario aspettare alcuni anni e avviare un monitoraggio mirato degli
investimenti strettamente produttivi, depurato dai volumi delle operazioni
finanziarie e monetarie». L'allarme, adesso, a partire dal "caso
Motorola", arriva dalle realtà multinazionali presenti sul territorio, che
sono le prime a sentire gli effetti della crisi. «Bisogna – afferma Morris –
poi attivare con loro un dialogo. La crisi si può rivelare anche come
un'occasione per testare la reale capacità del territorio di attrarre
investitori». Ceip. Paola Morris, responsabile attrazione investimenti
Industriali. Mauro Zangola, dell'Ufficio studi dell'Ui di Torino DONATELLA
PICCONE Camera di commercio di Genova. Il presidente, Paolo Odone
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Ide) data: 2009-01-07 - pag: 3 autore: Investimenti esteri in
ripresa Saldo positivo di oltre un miliardo nei primi otto mesi del 2008 PAGINA
A CURA DI Michela Finizio è un periodo di assestamento per gli investimenti
diretti esteri nel Nord-Ovest. Il territorio è in attesa di superare la fase di
stallo degli ultimi anni. Dopo il picco del 2005, infatti, il crollo è stato
netto: hanno pesato molto i disinvestimenti nell'area, tanto che nel 2007 la
Banca d'Italia registra un saldo negativo in Piemonte. E la crisi del 2008 non
aiuta certo a ripartire. In base al monitoraggio di via dei Mille negli ultimi
anni c'è stato un vero e proprio black out che ha spento i nuovi investimenti
sul territorio e gli effetti ancora influenzano i dati dei primi otto mesi
dell'anno scorso: nell'intera area il saldo tra investimenti e disinvestimenti
ammonta a un miliardo e 80 milioni di euro, una cifra ancora molto lontana dai
5,7 miliardi registrati nel 2006. Allo stesso tempo, però, si tratta comunque
di un buon risultato, soprattutto se si pensa che nello stesso periodo in
Italia il saldo attivo si attesta complessivamente sugli 8,7 miliardi (rispetto
ai 24 del 2006): in pratica il NordOvest tra gennaio e agosto
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Ovest sezione:
SYSTEM (TORINO) data: 2009-01-07 - pag: 10 autore: INFORMAZIONE PUBBLICITARIA Eccellenza
alla Facoltà di Economia di Torino N on sono soltanto le imprese a dare esempi
di eccellenza. Anche nel settore pubblico non mancano casi di questo genere.
Sono meno noti, ma hanno le stesse caratteristiche che si riscontrano nelle
imprese di successo. Interpretano il cambiamento della società e dell'economia,
rispondono con originalità ad esigenze molto sentite, dimostrano come la
capacità di innovare sia ben presente anche nelle pubbliche
amministrazioni e come non risponda a verità pensare che Stato signi*chi scarso
dinamismo e burocrazia.. La
Facoltà di Economia di Torino con la creazione della Masters Division ha dato
un esempio in questo senso. Ha individuato una forte domanda potenziale, quella
di Master post laurea. Ha risposto ideando prodotti nuovi: tre tipi di Masters
e Seminari brevi. Ha costruito una organizzazione snella, che non solo è
autosuf*ciente dal punto di vista economico ma contribuisce alla copertura dei
costi *ssi della Facoltà. Perché un Master. Per arrivare ai vertici di un'impresa
oggi la laurea non basta più. Sono passati i tempi in cui per entrare in
un'organizzazione era suf*ciente possedere una laurea ed a quel punto la strada
successiva era in gran parte tracciata. La formazione acquisita sui banchi
restava valida per anni e il laureato era pronto ad entrare in campo. Il
laureato in Economia entrava nella *nanza di un'impresa, quello in
Giurisprudenza nell'uf*cio legale, quello in Scienze delle comunicazioni nel
marketing, l'ingegnere nella progettazione, il sociologo nella gestione del
personale. La sua carriera si svolgeva all'interno della specializzazione di
partenza, i migliori ed i più fortunati poi arrivavano al vertice
dell'organizzazione e lì completavano le loro capacità gestionali. Non è più
così. Oggi per emergere ci vuole qualcosa in più: un Master può servire. Mai
come oggi, in una fase in cui il cambiamento è tanto forte da rendere
rapidamente superate le conoscenze acquisite nei corsi di laurea, è importante
completare la preparazione universitaria con un Master di eccellenza. Inoltre
le organizzazioni più ef*cienti e dinamiche non sono le piramidi burocratiche
di un tempo ma sono organizzazioni *essibili che impongono conoscenze ampie
anche a chi è entrato da poco nel mondo del lavoro. Per essere competitive oggi
le imprese devono puntare su persone con buoni livelli di preparazione di base
(laurea) ma dotate anche di conoscenze specializzate. Esigenze del mondo del
lavoro. Per rispondere ad una esigenza molto sentita dalle imprese e da altre
organizzazioni, la Facoltà ha costituito la Masters Division che svolge la sua
attività in quattro campi principali secondo le norme dei Master Universitari.
Master in Business Administration (MBA) costruito e svolto secondo la
tradizione delle migliori Business School. E'un Master riservato a chi ha già
fatto esperienza in una organizzazione, è part time, dura quattordici mesi,
inizia ogni anno in ottobre. Master in Marketing e Comunicazione
(MMC),costruito secondo gli schemi dei Master specialistici. Come il MBA adotta
i metodi delle Business School. Mentre il MBA tratta l'insieme delle funzioni
che compongono un'attività di Direzione, il MMC concentra la didattica, la
ricerca e i consulting project sulle applicazioni dei principi del marketing e
della comunicazione.E' a tempo pieno, dura dieci mesi, inizia ogni anno in
gennaio. Master in joint venture con imprese. Sono Master realizzati in
collaborazione con imprese o altre organizzazioni. Coniugano il rigore
accademico con la necessità di calare i concetti nella realtà di speci*ci
settori. Una esperienza di questo tipo hanno avuto molto successo. Con Fiat
Group Automobiles la Facoltà di Economia ha svolto e attualmente svolge Master
Universitari tra i quali il Master in Marketing Management e il Master in
Accounting e Financial Management. Seminari brevi. E' il prodotto più recente.
Risponde ad una domanda che sia singole persone sia imprese hanno manifestato,
quella di concentrare in pochi giorni di lavoro intenso l'apprendimento di
concetti base per dare soluzioni pratiche ai problemi di gestione. Hanno una
durata non superiore ai tre giorni. Alcuni trattano argomenti di attualità (ad
esempio Gestire in tempi di recessione), altri sono di approfondimento
(Controllo di gestione) , altri sono introduttivi (Finanza aziendale). La
Masters Division. La formazione post-laurea richiede un'organizzazione
dedicata, snella, attenta al cambiamento e alle esigenze dei potenziali
partecipanti, metodi speci *ci di insegnamento, piccoli numeri di partecipanti
per poter adottare i metodi delle business school, aule attrezzate in modo
particolare. Utilizzando le risorse generate dai primi master la Facoltà ha
ammodernato locali nella sede di corso Unione Sovietica riservandoli a questa
nuova attività Perché a Economia. La Facoltà di Economia di Torino ha da poco
compiuto cento anni. La sua reputazione, la qualità degli insegnamenti,
l'impegno nella ricerca e la capacità di interpretare i cambiamenti della
società e dell'economia le hanno dato un prestigio che poche altre Facoltà in
Italia possono vantare. La Masters Division ha potuto crescere ed affermarsi
rapidamente (i diplomati Master sono oltre trecento) grazie al far parte di una
organizzazione che ha una lunga storia di rigore e di eccellenza accademica.
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD data:
2009-01-07 - pag: 1 autore: ... E-GOVERNMENT IN SICILIA ... La Regione
risparmia sui francobolli: stop entro il 2010 di Valeria Russo L a Regione
siciliana spende in media due milioni l'anno solo per i francobolli e in
generale l'affrancatura della posta. Soldi che servono ad acquistare più di 3,3
milioni di francobolli che potrebbero coprire, dicono dalla Regione, la
superficie di 45 campi da calcio. A breve però questa spesa sarà (almeno in
parte) eliminata visto che la Regione si doterà della posta elettronica
certificata (Pec) per l'invio di tutti i documentie i certificati sia tra gli
uffici ma anche per comunicate con aziende e cittadini. Almeno queste sono le
previsioni, tra le altre cose, di quello che è stato definito il Piano
industriale per l'innovazione e l'e-government regionale predisposto
dall'assessore regionale alla Presidenza Giovanni Ilarda. Il piano, che prevede uno snellimento della burocrazia e una razionalizzazione della spesa, entrerà a regime entro il
2010. Secondo quanto previsto dal piano per l'e-gov, che si sviluppa su quattro
livelli, da gennaio dovrebbe partire anche il nuovo portale della Regione dove
sarà possibile scaricare moduli e documenti senza doversi recare negli uffici
dell'amministrazione. è prevista inoltre l'attivazione della Rete amica
siciliana ( Ras) che collegherà i Comuni con la Regione. «Alla fine di questo
processo di informatizzazione della Regione – commenta Ilarda – avremo
un'amministrazione più efficiente in grado di promuovere iniziative per lo sviluppo
così da non essere più un freno per l'economia ».
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
ARGOMENTI 07-01-2009
Argomenti Risparmio energetico: il disimpegno del Governo L'art. 29 del Decreto
n°185/08, noto come decreto «anti-crisi», prevede una forte restrizione agli
incentivi fiscali previsti a favore dei cittadini per gli interventi riferiti
all'efficienza ed al risparmio energetico, limitando enormemente le risorse
disponibili per gli anni 2009, 2010 e 2011 e introducendo meccanismi
burocratici tali da disincentivare la fruizione degli sgravi fiscali al 55%
previsti dalla Legge 296/06 emanata nel corso della precedente legislatura.
Nonostante la parziale «marcia indietro» del Governo in merito alle limitazioni
previste per l'anno in corso, che in origine prevedevano addirittura un effetto
retroattivo a danno di tutti coloro che avevano deciso di investire per
migliorare l'efficienza energetica della propria abitazione, gli effetti
negativi del provvedimento sono di enorme gravità e riguardano tematiche di
carattere economico, burocratico/ amministrativo e ambientale. In termini economici
la somma disponibile per gli interventi realizzati nel 2009 viene stabilita a
185,9 milioni di Euro (con un tetto massimo di spesa di 48.000 euro contro
181.818 previsti in precedenza) , pari al 22,5% di quanto stanziato nel 2007, e
addirittura pari solo al 17,3% a quanto stimato per il 2008. Tale importo,
però, potrebbe ridursi a 82,7 milioni se il Governo dovesse decidere di
applicare al 2009 quanto previsto dall'art. 29 del Decreto 185/08 per il 2008,
con effetti ancor più negativi. Più di 3 miliardi di euro è la misura degli
investimenti per il risparmio energetico realizzati dai cittadini italiani per
installare circa 106.000 impianti nel 2007 e 138.000 nel 2008. Gli interventi
si ridurranno a 35.000 nel 2009 (Fonte Ance), con un evidente calo di risorse
impiegate e sempre che la situazione di incertezza che il provvedimento ha
generato non si traduca nella rinuncia dei progetti già ipotizzati. E' evidente
il danno prodotto ai cittadini ed alle imprese che operano nel settore della
efficienza energetica degli edifici ed in quello delle energie rinnovabili. Un
settore dinamico, in forte sviluppo, strategico per diversi Paesi; un settore
che, in controtendenza con tanti altri campi di attività, ha visto crescere il
lavoro e l'occupazione sia in termini assoluti che in qualità professionale. Va
ricordato anche che l'efficien - za energetica incide in modo positivo sul
costo della bolletta energetica nazionale in quanto contribuisce alla riduzione
della nostra dipendenza dalle fonti tradizionali. Tale risparmio nel biennio
2007/2008, grazie agli interventi realizzati ed in via di ultimazione, è
stimabile in circa 630 milioni di euro (Fonte Kyoto Club): è evidente come, nel
rapporto fra dare ed avere, il mantenimento degli incentivi in essere comporta un
impatto minimo sulle casse dello Stato, e quindi rende ancor meno comprensibile
e condivisibile la scelta adottata. Ma il decreto del Governo presenta un altro
elemento ostativo in quanto introduce una procedura burocratica complessa e
dagli esiti assolutamente incerti. Infatti, l'accesso agli incentivi è
subordinato alla presentazione per via telematica di una apposita istanza da
inviare alla Agenzia delle entrate. L'Agenzia esaminerà le domande secondo
l'ordine cronologico di arrivo e comunicherà entro30 giorni l'esi - to della
verifica agli interessati. Decorsi 30 giorni senza risposta, l'assenso si
intende negato. In sostanza, senza voler fare della facile
ironia sui tempi della burocrazia statale, si stravolge una procedura semplice, trasparente e dagli
esiti certi con un meccanismo più complesso, arbitrario ed assolutamente
incerto. Sappiamo molto bene che l'investitore, sia esso impresa che semplice
cittadino, ha bisogno di burocrazia snella e conti chiari. Così non è, ed il rischio reale è
nella caduta drastica degli investimenti: esattamente il contrario di quanto si
propone il Decreto «salva-crisi». Sul piano ambientale il danno è altrettanto
significativo. Il risparmio energetico, l'incremento delle fonti di energia
rinnovabile e pulita, la riduzione delle emissioni di gas serra, rappresentano
traguardi importanti per tutti i Paesi avanzati e consapevoli della necessità
di adottare soluzioni qualificate per la tutela dell'ambiente e della vita: vi
sono, a questo riguardo, esempi straordinari in tutta Europa e nel Mondo. Gli
interventi realizzati nel biennio 2007-2008, grazie agli incentivi voluti dal
Governo Prodi, hanno permesso al nostro Paese di ridurre le importazioni di
combustibile fossile e di risparmiare l'emissione in atmosfera di oltre 68.000
tonnellate di CO2, e hanno creato le premesse per un concreto miglioramento del
nostro sistema ambientale Ora, il decreto, conferma un evidente disimpegno del
Governo in carica in materia ambientale, un disimpegno che si è già evidenziato
con la opposizione ai programmi della Comunità europea per la riduzione delle
emissioni inquinanti ed a effetto serra, per una evidente sottovalutazione
delle potenzialità di sviluppo del settore legato alle fonti di energia
rinnovabile e nella marginalizzazione delle tematiche ambientali dalla agenda
delle priorità. In questo ci distinguiamo, in negativo, rispetto a tanti altri
Paesi. E' auspicabile, quindi, una revisione sostanziale dei contenuti
dell'art.29 del citato decreto, per rilanciare davvero un sistema di investimenti
sul risparmio energetico nell'interesse dei cittadini, della occupazione, delle
imprese e dell'ambiente, nella assoluta compatibilità con le esigenze di
equilibrio dei conti pubblici. Giancarlo Castellani Assessore all'Ambiente
della Provincia di Parma
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Nord-Est sezione: NORD
EST data: 2009-01-07 - pag: 3 autore: Friuli-Venezia Giulia. Forte aumenti dei
flussi rispetto all'anno scorso ma resta difficile il confronto con il Paese
confinante Braccio di ferro con la Slovenia Il Friuli-Venezia Giulia «è la
regione italiana del futuro» per gli investitori. Ad affermarlo fu
un'autorevole rivista del gruppo del Financial Times circa tre anni fa,
nell'ambito di un'ampia inchiesta che prese in esame 140 tra città e regioni
europee sotto il profilo dell'appetibilità per i capitali esteri. Oggi, però, a
distanza di tre anni, non si può affatto dire che la profezia si sia avverata.
Nel frattempo, infatti, Trieste ha perso la candidatura per l'Expo 2008, i
ritardi nel potenziamento delle infrastrutture allontano il progetto dell'alta
velocità ferroviaria lungo il tracciato del Corridoio V e i Paesi confinanti
hanno vinto la sfida della competitività, grazie ad offerte di mercato migliori
e costi di produzione più bassi. La regione ha chiuso i primi otto mesi
dell'anno scorso con un saldo positivo, addirittura cinque volte più alto del
dato riferito all'intero 2007 (in base al monitoraggio della Banca d'Italia 586
milioni di attivo, rispetto a 104 milioni dell'anno prima, per lo più
concentrati nel settore dei servizi alla vendita). Si tratta di un vero e
proprio balzo in avanti se confrontato con i flussi degli anni precedenti, ma
gli investimenti esteri in Friuli- V.G. sono di fatto ancora poche
"briciole" se considerati in termini assoluti. Di recente, infatti, i
flussi di capitali stranieri diretti nell'area hanno preferito attraversare il
confine, ad esempio scegliendo la Slovenia, ancor più dopo l'abbattimento degli
ultimi confini nell'era del dopo-Schengen. Anche il capitale italiano è
presente in circa seicento aziende slovene. Uno scambio, quello con la città di
Lubiana, che per il momento viaggia solo in un senso solo: sul fronte italiano
è molto difficile sapere quante aziende slovene hanno investito in Italia e
soprattutto a Trieste o in Friuli Venezia Giulia. è noto il trasferimento della
slovena Seaway, una delle aziende tecnologicamente più avanzate nel settore
cantieristico per la costruzione di imbarcazioni (yacht e da diporto) con fibra
di carbonio: a richiamare quest'azienda innovativa in Italia è il distretto
tecnologico navale, profondamente voluto dalla Regione che vanta a Monfalcone
un faro come Fincantieri. Esistono poi realtà finanziarie come la Liublianska
Banka che ha aperto diversi uffici commerciali, fra tutti quello della Gorenje
Korting (il colosso degli elettrodomestici, i cui prodotti sono già in vendita
in Italia) e alcune aziende miste con soci sloveni nel campo dell'edilizia,
dell'impiantistica, nel settore informatico e commerciale. Per il momento,
però, il vantaggio per le imprese è troppo spostato verso la Slovenia, così
come verso i Paesi dell'ex Jugoslavia, e a soffrirne maggiormente sono le
regioni di confine, come il Friuli-Venezia Giulia: più che il costo del lavoro
(simile ormai all'Italia) ad attrarre le aziende sono la bassa tassazione (ad
esempio in Slovenia pari al 23% nel 2008, diventerà 20% nel
2010), il tessuto imprenditoriale giovane ed effervescente con un Pil stellare
(7%), poca burocrazia e le
maggiori garanzie sui tempi per la realizzazione degli impianti produttivi. IN
ENTRATA Le imprese insediate sono dei settori nautica, finanziario, edilizia
Numerosi casi di società miste
( da "Corriere della Sera" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2009-01-07 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini Le buche di Monteverde e i
marciapiedi della città Caro Buccini, ho visto che tramite voi le
circoscrizioni rispondono, poiché al singolo cittadino dopo varie visite e
telefonate, le risposte che danno gli impiegati sono: «Non lo so, non è di mia
competenza... i soldi sono finiti...», eccetera. Ora vorrei sapere dal «mio»
XVI Municipio, in zona Monteverde, quando si potranno riasfaltare i marciapiedi
di via Valla, via Cavalcanti e vie limitrofe. Sono pieni di buche, dossi, e di
crateri lasciati aperti dagli alberi tolti e non più rimessi! Camminarci è
un'avventura: qualcuno del XVI è mai venuto a vedere la situazione? Qualcuno mi
può rispondere e dire perché si sono dimenticati di noi? Grazie, Fabrizio
Benedetti Caro Benedetti, spero naturalmente che la pubblicazione di questa
lettera induca il municipio di competenza a muoversi. Ma ne dubito. Perché,
vede, lei è in ottima e tristissima compagnia, a Roma abbiamo tutti gli stessi
problemi, le strade sono in condizioni disastrose, i marciapiedi a pezzi: le
grandi piogge di quest'inverno stanno dando il colpo di grazia a un equilibrio
già molto precario. Da cosa dipende? Da incuria decennale, da lavori malfatti e
lavori mai fatti, dalla pessima idea della giunta Veltroni di affidare alla
Romeo un gigantesco appalto per la manutenzione delle strade, dalla difficoltà
della giunta Alemanno a prendere provvedimenti rapidi, dai municipi senza
soldi. Dalla stupidità della burocrazia. Caso personale: abito in una strada il cui marciapiede era
stato rifatto da meno di un anno. E' stato sventrato per riparare una
conduttura e richiuso con un «cerotto» di bitume che è già saltato. Risultato:
soldi buttati e strada di nuovo a pezzi. Ma lorsignori non pagano mai...
gbuccini@rcs.it
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1021 Monserrato. Due anni non sono bastati per armonizzarlo con
il Piano paesaggistico Anche stavolta il Puc non arriva in aula Monserrato..
Due anni non sono bastati per armonizzarlo con il Piano paesaggistico Doveva
essere discusso a Natale: nuovo rinvio di due mesi --> Doveva essere
discusso a Natale: nuovo rinvio di due mesi Se il Puc non arriva in Consiglio,
non può essere approvato dalla Regione. Il Comune giura: entro due mesi sarà
tutto pronto. Anno nuovo, Puc vecchio. La promessa, l'ennesima, era stata
chiara: «Entro Natale porteremo il Piano urbanistico in Consiglio»., aveva
detto a novembre Alan Batzella, assessore comunale all'Urbanistica, quando
aveva rassicurato molti cittadini sullo sblocco dello studio urbanistico più
importante per il territorio. «ANDIAMO AVANTI» Un accordo di Giunta, secondo
Batzella, aveva stabilito che non ci fosse più tempo da perdere e che lo
strumento che dovrà dettare il futuro di Monserrato dovesse proseguire nel suo
lungo iter. Invece è passato il Natale, poi anche il Capodanno, ma del Puc non
si è vista neanche l'ombra nel Municipio di piazza Maria Vergine. Col 2009,
però, ecco un'altra promessa: «Tra due mesi porteremo tutto in aula». LA
REGIONE «Il ritardo non è per colpa nostra», chiarisce subito Batzella,
«l'ufficio che si occupa del Piano ci ha trasmesso l'elenco dei compiti ancora
da terminare poco prima di Natale, e questo significa che il Puc non è pronto
per essere portato in Consiglio. Abbiamo anche avuto un incontro con il
direttore regionale del settore Urbanistica, ma l'esito non è stato
confortante». In sostanza la Regione non esaminerà l'intero Puc, ma vuole
soffermarsi punto per punto sul suo adeguamento al Piano paesistico regionale.
«Non vogliamo giustificarci, ma ci sarà pure un motivo se nessun Comune è
riuscito ancora ad adeguare il proprio Puc al Ppr, no?» dice Batzella. ILRINVIO
Burocrazia e interpretazione dei vincoli: difficile
arrivare al punto di arrivo, ma la promessa si ripete: «Non siamo noi i
colpevoli di questo immobilismo, anzi: ci sentiamo gli avvocati difensori del
cittadino», conclude l'assessore all'Urbanistica, «posso dire comunque che
entro due mesi tutto sarà pronto e colgo l'occasione per lanciare un messaggio
al nostro ufficio del Piano urbanistico: bisogna fare in fretta e non
perdersi in analisi che rallenterebbero il processo». LA LUNGA ATTESA Intanto sono
già passati più di due anni dall'adozione dello strumento urbanistico. Manca
solo l'approvazione definitiva, un via libera che spetta alla Regione. Ma se il
Puc non arriva in Consiglio, non si può mandare in viale Trento a Cagliari per
l'ultimo passo. La conseguenza più grave sarebbe una sola: vietato costruire.
Certo, se l'assicurazione dell'assessore diventasse realtà, allora è possibile
che entro il 2009 Monserrato possa scoprire quale sarà il suo futuro. SERENA
SEQUI
( da "Giornale.it, Il" del 07-01-2009)
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n. 6 del 2009-01-07
pagina 27 Così l'autonomia fiscale potrà salvare il Mezzogiorno Un saggio di
Falasca e Lottieri spiega che il decentramento eliminerà l'assistenzialismo e
aiuterà la depressa economia del Sud a risollevarsi di Redazione Foedus, in
latino, vuol dire «patto»: la radice del termine federalismo deriva da lì, per
significare che una federazione è «un accordo liberamente e volontariamente
sottoscritto da soggetti che aderiscono spontaneamente». Lo spirito autentico
di una federazione di Stati viene dunque da un presupposto estraneo alla nomea
negativa che accompagna i movimenti secessionisti d'Europa. E cioè che «per
federarsi è necessario preliminarmente essere liberi e poter disporre di sé». È
questa la cornice che Piercamillo Falasca e Carlo Lottieri hanno disegnato
intorno al loro recente pamphlet Come il federalismo fiscale può salvare il
Mezzogiorno (Rubbettino, pagg. 215, euro 14) che intende proporre un radicale
ripensamento della finanza pubblica in chiave federalista, con l'obiettivo di
salvare e rilanciare il Sud. E nella convinzione che senza il Sud non sia
possibile, per l'Italia, rimanere ancorati all'Occidente. Lottieri e Falasca,
menti liberali, hanno scritto il libriccino con grande rigore e nessuna
demagogia, attualizzando nel contesto dell'economia globale in cui viviamo un
tema - quello delle spinte antistataliste in ambito fiscale - trattato sin
dalla fine dell'800, passando dal pensiero di Gaetano Salvemini e arrivando
fino a quello di Gianfranco Miglio nella fine del secolo scorso. E da allora
cavalcato dalla Lega, ancorché senza quel rigore e quella lucidità, presenti
nel pamphlet, che forse permetterebbero al tema di decollare politicamente. Ma
questa è un'altra storia. Il punto di partenza è la confutazione del
meridionalismo dominante che vede il federalismo come la minaccia di esasperare
le differenze con la ricchezza delle regioni del Nord le quali, libere dagli
oneri che lo Stato centrale impone per sostenere il Mezzogiorno, potrebbero
finalmente ridurre le imposte. Mentre quelle del Sud sarebbero costrette,
giocoforza, ad aumentarle. Un'idea che trova fondamento razionale, fra l'altro,
in un dato su tutti: un cittadino lombardo contribuisce con 2,45 euro a ogni
euro di spesa pubblica, mentre a un calabrese bastano 27 centesimi per avere le
stesse prestazioni. Perché i meridionali dovrebbero rinunciare a tali benefici?
Secondo gli autori per garantire a figli e nipoti un futuro. Come? Attraverso
la creazione di un'economia di mercato, oggi assente. La premessa, filosofica
prima che politica, ben presente nelle teorie di Miglio, è che lo Stato
unitario, per sua costituzione e definizione, tende a imporre le istituzioni
dall'alto, e come tale si propone, già in partenza, come inefficiente, perché
inadatto a ospitare le libere espressioni del mercato. A maggior ragione ciò è
vero per l'Italia, unificata da meno di 150 anni sotto i Savoia nonostante la
sua secolare natura policentrica. Il che ha costretto il Paese non soltanto «a
negare se stesso, nel momento in cui il nazionalismo ottocentesco ha costruito
una fittizia unità cementata essenzialmente dalla guerra», ma ha pure creato
«un ordine legale destinato a farsi assai presto oppressivo». Così l'Italia
degli ultimi decenni del XIX secolo sarebbe uno «Stato che si volle liberale,
ma che raramente seppe esserlo davvero». E sul mito dell'Italia unita si vive
tutto il successivo secolo breve, passando da guerre e dittatura alla
democrazia. Ma dimenticando il difetto di fondo. Che, in termini economici e di
diritto, si traduce in un Parlamento che legifera per tutto il Paese, incurante
delle diversità geografiche e culturali. Con imposte dirette e indirette che
non tengono conto di tali diversità, alimentando la burocrazia centrale e moltiplicando le
tensioni periferiche. E sbaglia Roberto Saviano, secondo gli autori, quando in
Gomorra sottintende un parallelo tra camorra e capitalismo, legati dal minimo
comun denominatore del «fare i soldi». Capitalismo e mercato sono l'antitesi della
camorra. Sono la libertà di acquistare o vendere beni e servizi «da» o
«a chi» si vuole. Niente a che vedere con estorsioni, violenze, distribuzioni
coatte. Per ridar vita al Mezzogiorno, ridurre la povertà, e sconfiggere mafia
a camorra bisogna dunque partire dal mercato: creare le condizioni per il suo
sviluppo. Va da sé che in questa chiave la politica degli aiuti di Stato, dei
trasferimenti agli enti locali, è quanto di più dannoso si possa immaginare. Il
modello alternativo è quello del mercato, appunto, vale a dire della
competizione. Competizione fra territori e istituzioni. Nei dati dell'esempio
più vicino a noi - quello della Svizzera - si legge la forza che piccole
autonomie confinanti (ma federate) hanno nell'attrarre le imprese giocando sulla
convenienza fiscale. L'Irlanda, che nel '95 mostrava un reddito pro-capite di
17.957 dollari, contro i 21.161 dell'Italia, dopo 10 anni di riforme fiscali
liberali si è ritrovata, nel
( da "Manifesto, Il" del 07-01-2009)
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MODERNISMO littorio
- ARCHITETTURE FASCISTE TRA IL MITO E LA CRITICA Oggetto di una lettura tanto
stereotipata quanto tenace, l'architettura italiana tra le due guerre, e in
particolare il processo di trasformazione fondiaria che diede vita alle «città
nuove» dell'Agro pontino, è oggi al centro di diversi studi in cui viene
evidenziata la complessità delle relazioni socioeconomiche che stavano dietro
quegli interventi Maurizio Giufrè La storia dell'architettura, e in particolare
quella narrata dagli architetti sul XX secolo, abbonda di miti, essendo stata
semplificata, plasmata e spesso distorta, a sostegno delle varie teorie
estetiche che si sono succedute. Da anni lo studioso svizzero Werner Oechslin è
tra colore che indagano con maggiore attenzione i complessi meccanismi
implicati nell'operazione di ridurre la storia a strumento della «operatività»
progettuale, provando a sottrarre il giudizio storico alle «deduzioni troppo
semplici» di chi intende utilizzarlo per le proprie «poetiche», e dimostrando
come dietro i roboanti «programmi e grandi gesti» dei protagonisti si
dissimulino le autentiche ragioni della modernità in architettura. Antidoti
efficaci Nel suo recente volume Le radici tedesche dell'architettura moderna.
Gli esordi del Werkbund e di Mies (Allemandi 2008, pp. 196, euro 20) Oechslin
ha messo in discussione una serie di episodi che sono stati alla base di salde
quanto durevoli mitografie. Dalla nascita della prima associazione di artisti
tedeschi (Deutsche Werkbund) per proseguire con il Bauhaus di Gropius e la
lezione di Mies van der Rohe, Oechslin spiega quanto fuorviante sia stato il
disegno di comporre un «autodeliberato» uso della storia a vantaggio della
teoria. Impegnati esegeti - da Sigfried Giedion a Colin Rowe, fino a Peter
Eisenman - sono riusciti a produrre una serie di «verità vincolanti» che con la
storia non hanno nulla a che fare. Con le loro tesi hanno orientato tendenze e
linguaggi dell'architettura, senza tuttavia esercitare quell'«approccio
critico» che può essere condotto solo attraverso la pratica dell'esperienza e
con una buona dose di realismo - le sole facoltà che, sull'esempio di Kant e
Gottfried Semper, Oechslin riconosce quali efficaci antidoti affinché
l'architettura non si riduca a propaganda. Le riflessioni contenute in questo
saggio dello studioso svizzero ci possono essere di grande aiuto riguardo
all'architettura italiana tra le due guerre, ambito che ha visto negli ultimi
anni un rinnovato interesse di studi da parte di storici come Paolo Nicoloso e
Emilio Gentile. Utile e condivisibile, in particolare, la considerazione di
Oechslin secondo il quale la modernità in architettura non può solo essere
quella internazionalizzata in una «forma unitaria», quella stilisticamente
accettata nei Congrès internationaux d'architecture moderne. Se così stessero
le cose, infatti, non vi rientrerebbero molte esperienze russe, olandesi, e
tedesche, e neppure quelle italiane: non tutte sempre riconducibili allo schema
dell'edificio «bianco, cubico e autonomo». Scenografie balorde e gratuite Anche
Giuseppe Pagano, l'architetto tra i più impegnati nella causa dell'architettura
razionalista, affermava dalle pagine di «Casabella» che l'adozione delle
«sagome squadrate» rappresentava un «adattamento scimmiesco alla moda» e che il
significato dell'architettura moderna era quello di costruire per soddisfare i
bisogni degli uomini: «'servire' nel vero senso della parola». E aggiungeva che
la città si sarebbe dovuta comporre di un'architettura «modesta e soda» in
grado di colloquiare con pochi edifici rappresentativi, ma nell'insieme
esprimere «chiarezza, onestà, rettitudine economica e, quasi sempre, educazione
urbanistica». Argomenti validissimi e ancora oggi di flagrante attualità - ma
quanto utilizzati per distinguere e selezionare chi si richiamava allo «stile»
del razionalismo e non solo per contrapporsi ai tradizionalisti? Per Pagano il
concetto «etico-economico» e di bellezza in architettura non riguardava solo la
retorica e la monumentalità dello stile littorio: né quello declinato secondo
un uso arbitrario del canone classico da Marcello Piacentini o da Enrico Del
Debbio, né quello elaborato secondo i pastiches storicisti da Cesare Bazzani o
Armando Brasini. La critica era diretta all'architettura delle nuove città di
fondazione, «redente» attraverso la bonifica di aree malariche e improduttive.
L'invettiva di Pagano si rivolgeva contro la burocrazia fascista per il mediocre
edificato di Pontinia: la terza città della pianura pontina realizzata
dall'Opera Nazionale Combattenti dopo Littoria e Sabaudia. Lì si era tradita la
modestia dell'ambiente rurale per risolvere l'abitato in una serie di gratuite
invenzioni formali e «balorde scenografie». Fatta salva Sabaudia, che
con la stazione di Firenze rappresentava il successo dei giovani razionalisti,
il giudizio storico sulle «città nuove» durante il fascismo è rimasto da allora
immutato per gli storici «militanti» del «progetto moderno», da Giulia Veronesi
a Bruno Zevi. Nell'introduzione alla raccolta degli scritti scelti di Pagano
(Architettura e città durante il fascismo, Jaca Book 2008, pp. 306, euro 42)
Cesare de Seta ha scritto che nella fase successiva alla pubblicazione dei suoi
studi sull'architettura italiana tra le due guerre, risalenti agli inizi degli
anni '70, si è proceduto a una progressiva omologazione dei protagonisti della
modernità architettonica, appiattendo la loro originalità espressiva sulla
produzione accademica di coloro che soprattutto dopo il '36 furono i massimi
interpreti della retorica fascista: Marcello Piacentini in primis. È possibile
che una «ondata revisionista», come scrive de Seta, rappresentata dagli
interessi storiografici per una serie di figure dell'architettura del
Ventennio, metta in crisi le nette e consolidate differenze tra fautori del
modernismo europeo e i seguaci di un'architettura pompier? Lo scavo critico
compiuto dallo stesso de Seta ci garantisce da questi ambigui tentativi, ed è
semmai sul fronte dei «buoni architetti fascisti» che occorre orientare l'indagine
storiografica, soprattutto intorno alle vicende che riguardano la
«modernizzazione» dell'Italia e hanno il loro fulcro nelle grandi
trasformazioni del territorio e del paesaggio oltre che delle città. Il saggio
di Carlo Melograni, Architettura italiana sotto il fascismo (Bollati
Boringhieri 2008, pp. 329, euro 24) non fa che confermare l'ingenua vulgata di
un «periodo eroico» dell'architettura moderna italiana compromessa da un lato
dalla «eredità ricchissima del passato» e dall'altro dal potere dittatoriale di
Mussolini. I sostenitori della «nuova architettura» non ebbero le condizioni
per esprimere il loro talento - peraltro in più occasioni utilizzato per
esaltare l'«uomo nuovo» del fascismo - ma illusi dal regime si accorsero tardi
di esserne stati ingannati. È una storia narrata ancora secondo una «idea
estetica e ubiquitaria» della forma architettonica (come direbbe Oechslin) che
semplifica e talora impoverisce il dibattito architettonico avvenuto nel
Ventennio. L'affermazione di Melograni del disinteresse del fascismo per gli
«spazi della vita quotidiana» (industrie, scuole, case popolari...) che in
altri paesi avrebbero sostenuto il «progettare moderno», insiste su una
«macchietta polemica di un Mussolini "sfondatore" più che fondatore,
capace soltanto di sventrare o di costruire inutili città nuove», come ha
rilevato Sergio Luzzatto recensendo Mussolini architetto di Paolo Nicoloso
(Einaudi 2008, pp. 315, euro 32), che non corrisponde alla vitalità di quella
stagione architettonica. Anche la storia dell'architettura dovrebbe subire
quell'azione di «igiene culturale» di cui parla Luzzatto affinché si eviti il
«chiacchiericcio sopra la storia». L'ondivago Mussolini Tra i casi di
«architettura del potere» che Melograni elenca non ci sono, infatti, solo gli
sventramenti di Brescia e Roma o gli interventi magniloquenti per la capitale
dell'Impero come il concorso per il Palazzo del Littorio sui fori imperiali, la
Città universitaria, il Foro Mussolini o il quartiere espositivo dell'E42.
Negli anni '30 si elencano anche gli interventi di opere pubbliche tra le quali
spiccano le bonifiche «integrali» e la fondazione di città e borghi rurali in
Istria, Sicilia e Sardegna. Opere non secondarie dello «spazio littorio», ma
per le quali resiste l'idea di una differenza di qualità - per esempio tra la
«squallida architettura di Littoria», opera dell'«ignoto» architetto Oriolo
Frezzotti, e il «buon impianto urbanistico» di Sabaudia, ideata da Gino
Cancellotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato e Alfredo Scalpelli, oppure tra
le realizzazioni di Aprilia e quelle istriane di Arsia o Pozzo Littorio. Una
mitografia, questa, che è stata contestata da diversi studi storici. Per ultimo
Giorgio Ciucci in Modernità totalitaria (Laterza, 2008), saggio collettaneo a
cura di Emilio Gentile, osserva che, se è problematico risolvere l'intreccio
tra «modernità più o meno razionale e tradizione più o meno classica», è
ugualmente complesso orientarsi tra gli «stili» di quei gruppi e singoli
architetti che si richiamavano alle esperienze del modernismo europeo, sempre
pronti a mediare le loro posizioni secondo l'ondivago comportamento di
Mussolini. L'ambiguità che domina la definizione di «stile littorio» sembra
però appartenere solo all'architettura. Al contrario il fascismo ha idee
chiarissime riguardo all'ingegneria idraulica e alle scienze agrarie applicate
all'esteso programma di ruralizzazione e di bonifiche integrali dell'Italia,
come dimostra Antonio Pennacchi, in Fascio e martello. Viaggio per le città del
Duce (Laterza 2008, pp. 342, euro 18). Si potrà discutere la sua tesi di una
«dittatura del proletariato contadino» perseguita da Mussolini costringendo i
grandi proprietari terrieri a cedere parte dei loro possedimenti alle comunità
di coloni insediate in borghi o nuove città. Ma è indiscutibile che ci sia
stata finora una grave dissimulazione storiografica sulla dimensione e la
qualità del processo di trasformazione fondiaria messo in atto dal regime, che
non si arrestò neppure con la guerra. In funzione dell'azienda La storia
dell'architettura non ha solo «canonizzato» un'interpretazione riduttiva delle
nuove fondazioni elencandone dodici rispetto alle centoquarantasette catalogate
da Pennacchi, ma non ha colto la complessità delle relazioni socioeconomiche
che presupponevano quegli interventi. È stata trascurata la principale ragione
della loro ideazione che rispondeva alla logica produttivistica sia industriale
(Torviscosa, Carbonia) sia agricola (Littoria con i suoi borghi, Pomezia,
Aprilia, Segezia, Borgo Recalmigi): «la città nuova come funzione
dell'azienda». L'eccezione è Sabaudia, segno dell'«architettura viva», come
scrisse Giulia Veronesi, «da opporre al gusto e alle direttive di Roma», che
però nella concezione protomanageriale dell'Opera Combattenti non aveva alcun
senso, una «mera scenografia» avulsa dal contesto della bonifica integrale.
Anche il caso di Aprilia, ridotta oggi a un ammasso informe di costruzioni,
attraverso la lettura di Pennacchi assume nuovo interesse, se non altro perché
getta luce sul suo architetto, Concezio Petrucci, progettista anche di Segezia,
dimenticata nell'Agro Foggiano come il suo autore.
( da "Italia Oggi" del 07-01-2009)
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ItaliaOggi Numero
005 pag. 24 del 7/1/2009 | Indietro Un Magnifico
bocconiano UN PROFESSIONISTA AL GIORNO Di Lorenzo Morelli La vita di Roberto
Ruozi, professore di economia, scrittore e presidente del Touring Club Italiano
All'attività accademica affianco quella nelle imprese E non trascuro mai
l'impegno per l'arte e la cultura La discrezione piemontese è il suo biglietto
da visita. Perché non è semplice riassumere in poche parole una carriera che
spazia da professore nelle università più prestigiose d'Europa a manager nelle
aziende italiane più note, fino a scrittore di libri scientifici e di reportage
di viaggi. Il fil rouge che unisce i punti cardine della vita di Roberto Ruozi
è sicuramente la passione per l'economia, dall'accademia fino ai consigli di
amministrazione. Insomma, dalla teoria alla pratica. Dopo una lunga carriera
che lo ha portato ad avere la cattedra ad Ancona, Siena e Parma, l'insegnamento
lo ha fatto viaggiare per il mondo fino ad approdare alla Sorbona a Parigi,
dove ha potuto conoscere la grande tradizione universitaria francese. Rientrato
in Italia è stato al Politecnico di Milano, per poi andare a far parte del
corpo docente della Bocconi nel 1973. Gli anni passano e la carriera procede,
fino a quando, nel 1995, viene proclamato Magnifico Rettore: rimarrà alla guida
dell'ateneo simbolo della futura classe dirigente fino al 2000, mentre mantiene
la cattedra di economia degli intermediari finanziari per altri due anni. Una
strana sensazione tornare a camminare tra i banchi dove era stato 34 anni
prima. Infatti Ruozi, dopo gli studi di ragioneria a Biella, la sua città
natale, si era trasferito a Milano per studiare alla Bocconi da cui è uscito
nel 1961 con il massimo dei voti, la lode e la stima del rettore Giordano
dell'Amore, il banchiere che ha portato la Cariplo a essere uno tra i gruppi
bancari più importanti in Italia. «Quando ero giovane non pensavo a tutto
quello che sarebbe accaduto dal punto di vista professionale nella mia vita.
Dopo ragioneria, invece di andare a Torino come si usava dalle mie parti, ho
scelto la Bocconi di Milano. Mi immaginavo un percorso classico: la laurea e un
posto in banca a Biella». «Io credo che il successo della Bocconi sia nei suoi
allievi», spiega Ruozi, «le persone che si iscrivono vengono a Milano da tutte
le regioni d'Italia e da diversi paesi del mondo perché vogliono il meglio
dell'istruzione per avere un futuro migliore. Sono persone determinate che
hanno le idee chiare e per i professori è più facile lavorare con ragazzi e
ragazze consapevoli e motivati. Poi c'è la grande qualità dell'organizzazione
garantita dall'ateneo, un servizio che l'università mette a disposizione dei
suoi studenti per offrire piani di studio moderni, agevolare
la burocrazia e gli esami.
Queste componenti creano un circolo virtuoso». Ruozi, professore emerito e
presidente del Centro studi sull'innovazione finanziaria dell'Università
Bocconi, è inoltre molto impegnato come consigliere di amministrazione di
società e banche, nonché in attività di consulenza aziendale in materia di
valutazione di imprese. Tra i suoi incarichi c'è la presidenza di
Mediolanum, Factorit, e Palladio Finanziaria. E' membro poi del consiglio di
amministrazione di Indesit, Gewiss, Mediaset e di Data Service. Il professore
trova il tempo anche per il no profit. Ruozi infatti mette a disposizione la
sua esperienza a favore dell'arte e della cultura. Per sette anni è stato
presidente del Piccolo Teatro Città di Milano e si occupa di attività
nell'ambito del servizio civile per diverse fondazioni, tra cui la Fondazione
Verdi, una casa di riposo per musicisti. E' inoltre presidente del Touring Club
Italiano. «Sono anche responsabile del consorzio per lo stadio San Siro, la
proprietà è divisa al 50% tra Inter e Milan, io faccio l'ago della bilancia e
la mia equidistanza dai due club è indiscussa perché io conservo la mia fede
Granata», sorride Ruozi, che è autore di numerose pubblicazioni su
problematiche finanziarie, come il suo ultimo libro Viaggio nel mercato con Dr
Jekyll e Mr Hyde, dove affronta il tema dell'intervento dello stato a favore
delle banche in difficoltà. Ma le sue fatiche letterarie si sono concentrate
anche su temi non finanziari come i reportage che ha realizzato, frutto dei
suoi viaggi in diversi paesi del mondo dall'Antartide alla Birmania.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-01-2009)
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LA DATA. Dopo anni di
impasse giunge al termine la vicenda della nuova sede giudiziaria Il trasloco?
Il 15 aprile Le chiavi del nuovo Palagiustizia dovevano essere consegnate a
fine giugno. Si parlava del 30 come data di consegna dell'immobile «tutto
compreso» (compresi tendaggi e metal detector, gli ultimi appalti da chiudere).
Invece per la prima volta in una storia di ritardi spunta la parola anticipo.
Sì, il trasloco è anticipato. Niente giugno ma prima, parecchio prima. Il
trasloco si fa il 15 aprile. È quella la data che segna la fine dei 22 anni
della vicenda Palagiustizia, cominciata con il rebus di dove realizzarlo
(l'area dell'ex macello era quella prescelta, ma ci faranno un parco) e finita con questi ultimi due anni paradossali: edificio pronto
ad accogliere giudici e avvocati, ma la «burocrazia degli arredi» che congela il taglio del nastro. Una stagnazione
che fa sorridere mezza Italia, agli occhi della quale appare impossibile,
eppure vero, che l'efficente Brescia sia protagonista di una storia dalle
lungaggini da Mezzogiorno profondo. Per il palazzo bresciano si scornano
sindaco Corsini e allora guardasigilli Castelli che sulla questione riaffilano
le armi di qualche scontro il consiglio comunale che il leghista frequentò
forse per qualche ora. Con Mastella a via Arenula, Brescia sogna lo sblocco
della situazione. Il ministro parla di accelerazione, ma la questione degli
appalti degli arredi la zavorra ancora. L'impasse resta e l'eco risuona anche
alla Rai che ci fa una trasamissione e la chiama «Spreco per giusta causa».
Perchè di spreco si tratta: l'edificio è costato 90 milioni di euro ma da
«fermo» costa fra i 500 e i 700 mila euro l'anno di riscaldamento, spese di
manutenzione e guardianeria. La magistratura tuona, l'ordine degli avvocati si
fa intreprete del malcontento della categoria, costretta a guardare da fuori il
palazzo mentre gli tocca correre tra una sede e l'altra. E mentre, come
documenta Bresciaoggi, il palazzo perde i pezzi. Ma ora finalmente scatta l'ora
X. «È già stato fatto l'appalto per il trasloco - annuncia l'assessore ai
Lavori pubblici Mario Labolani - e il trasloco verrà effettuato il 15 aprile.
Con il nuovo procuratore Papalia che ha aiutato molto per affrettare i tempi,
ci siamo accordati per questa data. Tutto è pronto». E.B.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-01-2009)
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L'emergenza delle emergenze
L'Africa affamata rischia di essere colonizzata di nuovo In questo inizio
d'anno, fra le tante previsioni sulla crisi che attanaglia tutto il mondo, c'è
un dato che non viene sufficientemente tenuto in considerazione, anche se le
emergenze delle guerre e delle epidemie (che poi sono la normalità) ci
dovrebbero fare seriamente riflettere sul futuro prossimo venturo dell'Africa.
Il continente africano sta per essere nuovamente «colonizzato» (questa volta,
dai cinesi, dagli americani e dai russi). Ma un dato su tutti appare allarmante
perché in gran parte interessa proprio l'Africa: secondo l'ultimo rapporto
elaborato dalla Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di
alimentazione e di agricoltura, sono 963 milioni gli esseri umani sottonutriti,
che rischiano cioè di morire per fame. Tutto ciò, quando secondo gli obiettivi
del millennio (sottoscritti da tutti i Grandi della terra negli anni scorsi),
la fame nel mondo doveva essere dimezzata già entro il 2015. Mancano appena sei
anni alla scadenza fissata e questo obiettivo sembra al momento lontanissimo
anche perché la tendenza è invece di segno opposto: l'ultimo incremento di 40
milioni di persone che soffrono la fame, si è registrato, infatti, soltanto
nell'ultimo anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ma adesso, in tempi
di crisi economica e finanziaria globale, che non sta risparmiando neppure la
Cina, è difficile reperire trenta miliardi di dollari all'anno per fronteggiare
«l'emergenza fame». Eppure la situazione rischia davvero di degenerare in
conflitti sociali (o, più precisamente, per la sopravvivenza stessa) che
appaiono estremamente pericolosi. È infatti necessario ricordare che il 65
delle persone che sul pianeta soffrono la fame, è concentrata in soli sette
Paesi. E che nell'Africa subsahariana una persona su tre soffre la fame cronica
e che nei mesi scorsi si sono già registrate rivolte, anche sanguinose, in 26
Paesi. Ma alla politica degli aiuti finanziari e dell'assistenza portata avanti
da decenni dai dirigenti della Fao, le cui politiche sono da decenni sotto
accusa (ma anche dalla Unione europea e dagli stessi Stati Uniti) ci ha colpito
particolarmente una intervista a un brillante economista keniota, James
Shikwati, presidente a Nairobi, in Kenya, dell'istituto Inter Region Economic
Network, che si occupa di analisi e relazioni economiche nell'area africana. Lo
studioso sostiene che bisogna smettere di «dare carità all'Africa» perché è
«necessaria una maggiore responsabilità». Le donazioni, spiega, finiscono «con il finanziare le enormi burocrazie, la corruzione, la
compiacenza. Gli africani, cioè, imparano ad essere mendicanti e non ad essere
indipendenti». E questo quando i numerosi regimi dittatoriali del continente
non utilizzano direttamente gli aiuti finanziari ricevuti dall'Occidente per
acquistare nuove armi, che alimentano le tante guerre tuttora in corso in
Africa. Le tesi coraggiose di Shikwati non sono nuove: in passato
diversi economisti occidentali, anche in polemica con le poitiche delle
organizzazioni delle Nazioni Unite come la Fao, lo hanno sostenuto, ma ora vi
sono voci della società civile africana che finalmente condividono queste tesi.
Speriamo che il prossimo G8, che si accinge ad aumentare gli aiuti per lo
sviluppo dell'Africa, ne tenga conto, mettendo in campo nuove strategie e nuovi
strumenti.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-01-2009)
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Sette anni di vita
paesana Mercoledì 7 Gennaio 2009, È uscito nei giorni scorsi il volume «Memorie
sul Comune di Melara per Tito Tosi», riedizione anastatica dell'edizione dello
Stabilmento Tipografico Mondovi di Mantova (1878), oggi pressochè introvabile.
La ristampa di questo importante contributo per lo studio della storia locale è
stata curata da Raffaele Ridolfi, appassionato «cercatore di origini» con
all'attivo numerose pubblicazioni di carattere storico. Ridolfi, da anni
corrispondente del Gazzettino da Melara, è anche presidente dell'Associazione
Culturale Mellaria che si occupa della promozione di attività culturali,
ricreative, sociali utili alla conservazione del patrimonio e dei valori
monumentali, archeologici, storici e tradizionali propri del territorio melarese.
La ristampa dell'opera di Tosi rientra nell'iniziativa «Quaderni storici, Nuova
Serie, Fonti n. 1» proposta dall'Associazione. Come sottolinea Ridolfi, «la
storia del Tosi ha rappresentato per alcuni decenni una fonte inarrivabile agli
studiosi di storia locale. Oggi ne conosciamo solo una copia originale
possedura da un privato». Tito Tosi scrisse le «Memorie» nell'anno 1878, quando
era segretario comunale del centro altopolesano «con molteplici funzioni: dalla
redazione dei registri, alle vidimazioni dei consigli, alle
burocrazie varie compresi i censimenti». Questo punto di osservazione
privilegiato, mantenuto dal 3 gennaio 1872 sino al 18 luglio 1879, gli permise
di scattare innumerevoli fotogrammi della realtà melarese del tempo: notizie
geografiche, geologiche, storiche, popolazione, catasto, agricoltura,
bonificazione, prodotti agricoli, cultura agraria, pesca e caccia,
industria e commercio, movimento postale, movimento telegrafico, movimento
elettorale, istruzione pubblica, Società di mutuo soccorso, culto e altro
ancora, intrecciando la propria attività con quella di Amos Bernini.
Impreziosisce il testo la pubblicazione degli statuti dell'anno 1315. Melara a
360 gradi, dunque, Melara come nessuno oggi l'ha mai vista e vissuta. E la
rilevanza del lavoro riproposto da Ridolfi viene puntualmente sottolineata da
Luigi Contegiacomo. Nella sua presentazione il Direttore dell'Archivio di Stato
evidenzia come tale volume costituisca «un nuovo piccolo ma significativo
tassello» che «si aggiunge oggi alla conoscenza della nostra storia». «Lavori
come quello del Tosi», prosegue, «intelligentemente riscoperto oggi dal
Ridolfi, stimolano la curiosità ed il confronto, elementi che costituiscono al
tempo stesso il mattone e la malta della costruzione storica». Contegiacomo si
sofferma sull'importanza della riscoperta di «un mondo ormai lontano» che
«torna a parlarci» grazie «ad un diligente e acuto burocrate come il Tosi e ad
un "pasionario" della ricerca storica come il Ridolfi".
Riconosce poi a Tito Tosi un merito particolare: "fu qualcosa di più di un
segretario, di un buon amministratore". Nel suo lavoro si mostra come
«profeta di un mondo nuovo che si apre con orgoglio alla modernizzazione e
all'alfabetizzazione e con essa, come confida Amos Bernini e come predicheranno
uomini come Nicola Badaloni e Giacomo Matteotti, alla partecipazione alla cosa
pubblica». Gabriele Antonioli
( da "Corriere Di Como, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Mostra, allarme di
Gaddi È lotta contro il tempo CONTATTI DIFFICILI CON I MUSEI RUSSI Che fine ha
fatto la grande mostra di Como del 2009' L'apertura è prevista per l'ultimo sabato
di marzo ma nulla di concreto è all'orizzonte dopo le polemiche di fine 2008
sui costi dell'evento che hanno coinvolto Sergio Gaddi, l'assessore alla
Cultura e curatore. La palla è ora passata al consiglio comunale di Palazzo
Cernezzi che deve esprimere il parere definitivo sull'opportunità di investire
di nuovo nelle mostre. Il consiglio si riunirà lunedì, ma non è detto che
all'ordine del giorno i capigruppo del parlamentino abbiano tale tema. Per la
discussione si potrebbe dover attendere metà mese, e la fine di gennaio per un
verdetto. Così i tempi della burocrazia rischiano come avvenne per la mostra di Magritte del 2006
(sforzo ricambiato da un record di presenze con 113mila visitatori) un varo in
un'imbarazzante "zona Cesarini", a febbraio inoltrato. Giocandosi
molte opportunità di promozione mediatica e pubblicitaria. Lo scorso 1
gennaio, durante il discorso ufficiale di saluto al Concerto di Capodanno del
Teatro Sociale, il presidente della "Famiglia Comasca" Piercesare
Bordoli aveva tuonato: «Siamo preoccupati per il rischio di perdere le mostre a
Villa Olmo. Anche se l'organizzazione di questi eventi comporta sacrifici, sono
necessarie». Proprio su tale tema come detto si scatenerà il primo dibattito
politico del
( da "Sicilia, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
mazzarino Convegno
di studi su padre Ludovico Niscemi. L'anno 2009 comincia bene per alcuni
dipendenti comunali, che dopo anni di attesa, fanno un passo avanti in
carriera. La burocrazia comunale di Niscemi, quindi si "verticalizza". Il
segretario aziendale Cisl - Enti locali Giuseppe Di Modica ha reso noti i nomi
delle persone che sono transitati di categoria dopo avere superato un esame
interno. Dalla categoria "A" sono passati alla categoria
"B" in qualità operai specializzati: Francesco Bregamo,
Giuseppe Di Benedetto, Ottaviano Evola, custode del cimitero di contrada
Castellana. Invece dalla categoria "C" sono transitati alla categoria
D in qualità di istruttori direttivi: Giuseppe Di Modica settore tecnico,
Marinella Bonfirrato settore contabile. La categoria D per il Comune di Niscemi
è quella apicale e, quindi, gli istruttori direttivi possono essere delegati dal
sindaco a svolgere mansioni di dirigenti. Anche nel settore vigilanza, Pm ci
sono stati degli avanzamenti di grado. Accedono al grado di specialista di
vigilanza (ufficiale) proveniente dalla categoria "C" Gaetano Alma,
Tano Spataro, Filippo Gentile. Il rappresentante sindacale di categoria della
Cisl, Giuseppe Di Modica, ha ribadito l'impegno della Rappresentanza sindacale
unitaria, di cui è presidente, di fare effettuare all'amministrazione comunale
lo svolgimento di altri dieci concorsi interni per il passaggio di categoria: 5
saranno i candidati che passeranno dalla categoria C alla categoria D, due
dalla B alla C; tre dalla D1 alla D3. E di stabilizzare i 43 precari, di cui 2
Co.co.co. Giuseppe Vaccaro
( da "Stampa, La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
OSPEDALE Basta l'autocertificazione per l'esenzione del ticket Meno burocrazia all'Ospedale «Maggiore» di
Novara nelle procedure di autocertificazione per l'esenzione dei ticket
sanitari per reddito. Da oggi si dovrà compilare solo una dichiarazione
attestante il proprio reddito che avrà valore dal mese di gennaio del 2009 al
31 di maggio del 2010. Questa sorta di «autocertificazione» sostituisce
pertanto le singole documentazioni che erano necessarie sino allo scorso prima
di ogni accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali.
( da "Eco del Chisone" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Carnevale:
la burocrazia contro le sfilate Una normativa troppo rigida rende
sempre più difficile organizzare una sfilata di Carnevale. I carri allegorici
devono possedere particolari caratteristiche tecniche e strutturali ed anche i
percorsi ideati per la sfilata devono garantire la massima sicurezza. Ma troppa burocrazia
rende le cose difficili e complicate, oltreché costose. A farne le spese i
Carnevali organizzati da sempre nel Pinerolese e dintorni: c'è chi rinuncia
alla sfilata, come Luserna S.G., e chi tenta di cambiare strategia, come
Saluzzo. Gli organizzatori sono convinti: «Si vuole uccidere il Carnevale!».
( da "Eco del Chisone" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Normative troppo
rigide mettono a rischio le sfilate dei carri La burocrazia ammazza il Carnevale Luserna
S.G. rinuncerà alla sfilata, Saluzzo cambierà formula - Resistono Pinerolo e
Roletto Sarà probabilmente un Carnevale diverso dal solito, quello che sta per
arrivare. Una normativa troppo rigida sta infatti mettendo a rischio le sfilate
dei carri allegorici, quelli che da sempre richiamano il grande pubblico.
A dare un giro di vite alle norme che già esistevano sembra sia stata la
Provincia di Cuneo, dopo che cinque anni fa, nel corso della sfilata di
Mondovì, una donna rimase uccisa stritolata da un carro. «Da un lato ci sembra
giusto far rispettare le regole - spiega Mario Griglio, responsabile
organizzativo del Carnevale di Saluzzo -, ma dall'altro non bisogna esagerare.
Le normative attuali richiedono rimorchi omologati e che presentino determinate
caratteristiche; anche il percorso della sfilata deve essere progettato
osservando le norme di sicurezza. Quest'anno saremo costretti a cambiare il
nostro spettacolo: meno carri e più figuranti in maschera». Adeguarsi a
imposizioni più restrittive comporta inevitabilmente un aumento delle spese
nella costruzione dei carri, come conferma Giuseppe Merletti, presidente della
Pro loco Luserna S.G., da 15 anni organizzatore del Carnevale lusernese:
«Quest'anno, proprio a causa di queste norme, siamo costretti a rinunciare alla
sfilata. Le spese sono troppo alte per poter arrivare a rispettare le regole.
Ci spiace, eravamo collegati alle sfilate di Saluzzo e Racconigi, ma abbiamo
deciso di rinunciare. Pagare gli ingegneri che controllano i carri, adeguarsi
con i materiali rende impossibile organizzare una festa del genere». A Luserna
S.G. si farà l'investitura delle maschere, il tradizionale Carnevale per i
bambini, ma niente più carri. «È la fine che faranno tutti i Carnevali - dice
convinto Ferruccio Garis, presidente della Pro Pinerolo -. In città la sfilata
si farà, anche se in questi giorni arrivano le iscrizioni di gruppi con solo
figuranti, senza il carro. Noi, con il gruppo di Baudenasca che appoggiamo,
abbiamo sempre cercato di fare le cose per bene e non abbiamo mai avuto grane.
Purtroppo il problema è nato in Provincia di Cuneo e, di riflesso, ha toccato
anche noi». È d'obbligo ricordare che negli ultimi anni le sfilate di Luserna,
Saluzzo, Racconigi e Roletto erano unite da un concorso. I carri partecipavano
alle quattro manifestazioni ed il più bello veniva votato da un'apposita
giuria. Ed ora? Che sarà di questa spettacolare festa? Adriano Bertone,
presidente della Pro loco Roletto, spiega: «Quest'anno parteciperemo solo alle
sfilate di Pinerolo e, ovviamente, di Roletto. A Saluzzo non ci andremo, mentre
probabilmente saremo presenti a Rivoli e Torino. Le nuove norme lasciano il
tempo che trovano, sono diverse da un luogo ad un altro e sovente sono
imprecise. Se vogliamo parlare di sicurezza, perché allora non tiriamo in ballo
anche altri aspetti, come chi si ubriaca e rende la festa pericolosa per sé e
per gli altri?». Gualtiero Falco
( da "Corriere delle Alpi" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
sarebbe assoluto in
una guerra "classica". Però la guerriglia, come a Gaza, ha ...
sarebbe assoluto in una guerra "classica". Però la guerriglia, come a
Gaza, ha altre regole, tali da rendere un'Araba Fenice l'annientamento
"solo" manu militari di quei "sistemi socio/politici armati",
nonché operanti in ambienti sociali favorevoli, individuati come guerriglia.
Come Hamas, la cui chance, viceversa, è di deprezzare il rating delle
tecnologie belliche nemiche facendole apparire delle "tigri di
carta". Obiettivo questo noto a Gerusalemme, certo consapevole che Hamas,
dovendo escludere la vittoria sul terreno, punta, piuttosto, al logoramento
permanente (ricorrendo a tecnologie militari - dai missili alle trappole
antiuomo - ad hoc sebbene a bassa intensità; o "non barocche") dello
Stato ebraico. Logico, quindi, che, a sua volta, per massimizzare il proprio
lato "forte" dell'asimmetria bellica (il cui optimum è
nell'infiltrazione di forze speciali per segnalare obiettivi sensibili ai
bombardieri che poi li colpiscono) i comandi di Tzahal puntino a dare una governance
della crisi palestinese, data per endemica, in stile "lotta al
terrorismo". Che, appunto, come quella al crimine, ma diversamente dalla
"guerra classica" (qui si vince o si perde), è senza fine. Ma con
fasi acute da gestire, sempre scommettendo sull'asimmetria bellica a proprio
favore (centrata sulla supremazia nel cielo) giocando sul rapido "ricerca,
distruggi, torna nei confini". Di certo questo è il parametro
dell'operazione Piombo Fuso su Gaza; perché è ovvio che il Comando
politico/militare israeliano tema con la guerriglia (l'opzione massima di
Hamas): cioè avanzare contando sempre meno sul vantaggio tecnologico e senza
distruggere la reattività nemica. Ovvio, quindi, che per entrambi i contendenti
conti il recente "caso Libano" (ma la geopolitica della Striscia da
maggiori opportunità a Tzahal) dove la distruzione di Hezbollah, sempre in
risposta ai missili su Israele, è mancata. Per il vero, questa è un'esperienza
interessante pure per gli Stati Uniti e la Nato, visto che appartengono
militarmente alla medesima"famiglia tecnologica" di Israele. Ed il
cui rating bellico, pertanto, condivide difficoltà analoghe alle loro in
Medioriente ed in Eurasia. Forse, come sottolinea il neocons Frederick Kagan
della US Military Accademy di West Point, c'è qual'cosa di sbagliato nella
Network Centric Warfare (NCW o guerra della rivoluzione informatica) che,
applicata dagli Usa in Serbia, in Afghanistan ed in Iraq (prima del Generale
Petraeus), ha infine ispirato l'azione di Israele contro Hezbollah in Libano.
Il sospetto è che la disparità di forze che la NWC massimizzi la propria
efficacia nello scontro tra forze convenzionali (un unico Grande Drago) mentre
la perda, almeno in parte, contro i "mille volti nemici" della guerra
asimmetrica. Ovvio, tutto questo è ben noto a Gerusalemme. Anzi, in questo,
Tzahal, per la storica centralità data al fattore umano (sebbene
già nel 1987 il rapporto Wald notava la crescita delle "burocrazie
tecnologiche"), dovrebbe essere più vaccinato del resto dell'Occidente dal
mito di un barocchismo tecnologico bellico centrato più sul marketing
dell'industria bellica che sull'operatività, certo pure tecnico-scientifica, di
Forze armate moderne. E addirittura capace sulla Striscia di fare dei
limiti della NWC da necessità (senza l'eccellenza tecnica la sua demografia la
condannerebbe) virtù: ridurre temporalmente la capacità bellica di Hamas. Ma è
un gioco azzardato. Lo dimostra Hamas che, con ragionamento simmetrico, punta
ad impantanare nella "giungla urbana" Tzahal nell'ipotesi che,
azzerato il suo rating tecnologico, Israele sia tanto Occidente da cedere.
Perdendo così la sua migliore arma di lungo periodo: il mito
dell'invincibilità. Questa, sulla Striscia, la partita tra due logici giocatori
strategici. Francesco Morosini
( da "Leggo" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
di Manuel Parlato
«Napoli resto con te e ti porto in Champions League». "Carramba che
sorpresa" , soprattutto se la sorpresa è stata Ezequiel Lavezzi, ospite
della trasmissione tivù di Raffaella Carrà. Vuoi perché l'ospitata ci ha
portato indietro nel tempo, quando la Raffaella nazionale accoglieva Maradona,
il fenomeno del calcio moderno, vuoi perché da un fenomeno si è passati a un
altro, da Maradona a Lavezzi. Un Lavezzi che non ti aspetti, giacca, jeans e
camicia, orecchini alla Maradona in bella vista; per certi versi timido davanti
alle telecamere, ma con la faccia furba, quasi da scugnizzo napoletano, simile
a quella di Diego; il Pocho ha capito di essere entrato a far parte della
schiera degli idoli azzurri e di averla scalata già un bel pezzo, riuscendo ad
avvicinarsi sempre di più a Maradona, ora suo allenatore in Nazionale: «Spero
di essere ancora convocato». Un Pocho che si è divertito a esaudire il
desiderio di una giovane atleta, ex della Juve Stabia di calcio femminile,
Serena Di Capua, sfortunata però perché dopo aver subito degli infortuni è
uscita fuori squadra. E allora il sogno poi realizzato è stato quello di parare
un rigore proprio a lui, al Pocho, ancora più imbarazzato per il siparietto che
non gli era stato neppure annunciato. Lavezzi è stato chiaro: «Voglio restare a
Napoli, mi trovo benissimo: ho un contratto fino al 2013». A parte la
"carrambata", la storia insomma si ripete, anche in termini
contrattuali: sembra di rivedere quella di Maradona, blindato a Napoli per 7
anni dall'ingegnere Ferlaino. E lui Lavezzi, imbrigliato dalla voglia matta di
diventare idolo di una città, come lo fu Maradona e di guidarla alla conquista
di qualcosa di importante: «Puntiamo alla Champions League per la gioia di
tutti i tifosi del Napoli». Ma Lavezzi è blindato anche
dalla burocrazie delle carte contrattuali. Il suo manager Alejandro Mazzoni è
atteso in Italia da Marino per sbrigare quella che sembra ormai una formalità:
l'adeguamento del contratto fino al 2013: 7 anni in azzurro per Lavezzi,
proprio come Maradona. (ass)
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
IN LIBRERIA.
PUBBLICATO DALLA NORDPRESS DI CHIARI A CURA DI ALESSANDRO GUALTIERI E GIOVANNI
DALLE FUSINE Damiani, il diario ritrovato di Massimiliano Magli Nelle sue
speranze, come per quelle di milioni di soldati (supportate dalla propaganda
dell'epoca), doveva essere una guerra destinata a concludersi rapidamente.
Invece, quel conflitto divenne per antonomasia la Grande Guerra e per Settimio
Damiani (originario di Ascoli), una guerra da scontare dall'inizio alla fine,
Caporetto e prigionia compresi. A questo fante, che oggi riposa nella sezione
dei veterani di guerra del piccolo cimitero di Homewood, nell'Illinois, la
Nordpress Edizioni di Chiari ha dedicato l'edizione del suo diario, curato da
Alessandro Gualtieri e Giovanni Dalle Fusine. Si tratta di una scoperta
sensazionale, unica per certi versi, guardando la storia di quest'uomo che,
nato il 2 ottobre del 1890, emigra negli Stati Uniti nel 1909 alla ricerca di
fortuna. Pochi anni dopo, quando il lavoro stava funzionando al meglio, è il 13
novembre del 1913, Damiani chiese di diventare cittadino americano, ma fu
richiamato in Italia per prestare il servizio di leva. Era la fine del 1913.
Avrebbe potuto rifiutarsi, ma con un patriottismo esemplare scelse di rientrare
assieme al fratello Gaetano. La beffa arriva pochi mesi dopo, nel 1914, quando
in arrivo dagli Stati Uniti, per quanto arruolatosi volontariamente, giunse in
ritardo rispetto alla chiamata: tutto questo costò a un simile eroe alcuni mesi
di carcere, prima dell'arruolamento nel 84° Reggimento Fanteria. Passò quindi
al 127° Reggimento Fanteria Firenze e al 69° Fanteria Ancona, per poi passare
al 79° Fanteria Roma e infine cadde prigioniero dell'esercito austro-ungarico
come soldato della Brigata Siena del 31° Reggimento Fanteria. «Al termine delle
sue infauste e sofferte peregrinazioni - spiegano gli autori - Damiani venne
congedato con tutti gli onori nell'agosto del 1919 e autorizzato a fregiarsi
della medaglia commemorativa nazionale della Guerra e ad apporre sul nastro
della stessa le fascette corrispondenti agli anni di campagna 1916-1917. Non
ricevette tuttavia alcuna promozione. Si sposò, ebbe un figlio ed ritornò in
America dove attese cinque anni prima di poter attendere moglie e figlio, trattenuti nella Penisola dalla burocrazia. Negli Stati Uniti lavorò in fabbrica e fu apprezzato come
straordinario lavoratore. Ebbe altri tre figli, prima di perdere la moglie. Si
risposò ed ebbe un altro figlio, Eleuterio, che si arruolò in aeronautica e
rischiò di dare al padre l'ennesimo dolore: il 7 dicembre 1941, mentre si
trovava a Pearl Harbour, sopravvisse miracolosamente al bombardamento
giapponese della baia. Damiani morì il 1° gennaio del 1979, ma fece in tempo a
conoscere il nipote Tim, figlio di Cesare, uno dei suoi cinque figli, a cui
raccontò le sue disavventure con ricorrenti citazioni della battaglia di
Caporetto. Fu proprio Tim a scoprire il diario, ma sia per la lingua, sia per
la malferma grafia, finora quel diario, salvato da un allagamento della cantina
della famiglia Damiani, era rimasto sconosciuto. «Dal Piave alla prigionia»
(144 pagg. illustrate, acquistabile anche su www.nordpress.com).
( da "Mattino di Padova, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Sfida a Veneto City.
Maxi operazione su aree del Comune, un bando internazionale per l'appalto In
arrivo un milione di metri cubi a Tessera Si fa avanti Benetton, «Amsterdam
Arena» consulente per la fattibilità dello stadio IL CASINO'. La priorità resta
una nuova sede per la casa da gioco Pena: la perdita di clienti e d'incassi
NICOLA PELLICANI VENEZIA. Non c'è solo Veneto City. La mega-operazione
immobiliare progettata alle porte di Dolo, non è l'unica pronta al decollo in
provincia di Venezia. Se ne parla molto meno, ma ciò non significa che il
Quadrante di Tessera, non rappresenti un'operazione meno significativa,
destinata a modificare il paesaggio in riva alla laguna, a poche centinaia di
metri dal Marco Polo. E' da oltre un decennio che nel punto dove la bretella
aeroportuale incrocia la Triestina, il Comune intende realizzare il nuovo
stadio. Ma, preso atto che non c'era imprenditore al mondo disposto a costruire
un impianto sportivo a Mestre senza null'altro intorno, ha ideato un ingegnoso
quanto complicato meccanismo, in base al quale lo stadio verrà finanziato dalla
valorizzazione di una superficie attigua di circa 375 mila metri quadri, che da
agricola sta per diventare edificabile con destinazione ad Attività Economiche
Varie (Aev). Metri cubi. In quest'area, non appena sarà concluso l'iter
amministrativo, grosso modo in primavera, che recepirà l'accordo siglato lo
scorso aprile tra Comune, Regione e Save, sarà possibile costruire 750 mila
metri cubi di cemento a destinazione commerciale, direzionale e ricettiva,
compresa la nuova sede del casinò. Mentre lo stadio è pensato per essere
realizzato dall'altra parte della bretella (vedi cartina) all'interno di un
vero e proprio villaggio dello sport e del divertimento, in cui sarà possibile
costruire anche un'arena per gli spettacoli e una serie di opere connesse,
ovvero riservate al commercio, alla ricettività e ai servizi. In tutto altri
335 mila metri cubi, escluso ovviamente l'ingombro dello stadio che, secondo le
leggi urbanistiche non ha volumetria, nonostante l'impatto sul territorio non
sarà esattamente neutro. Sono i misteri della burocrazia. Comunque sia, la somma delle
due operazioni immobiliari, che poi sono una cosa sola, è pari a circa un
milione e 100 mila metri cubi. Sono cifre da capogiro destinate a scatenare
grandi appetiti finanziari. La partita deve ancora entrare nel vivo, ma c'è già
chi sta raccogliendo informazioni per non farsi cogliere impreparato. Il
Gruppo Benetton ha ad esempio già suonato al campanello della Marco Polo Srl,
il braccio immobiliare del Comune in quest'operazione. E lo stesso ha fatto
Live Nation, la multinazionale americana che realizza strutture per spettacoli
in giro per il mondo, già atterrata a Venezia, attraverso Milano Concerti che
da un paio d'anni organizza l'Heineken Festival al Parco di San Giuliano. Ma
non c'è solo Milano concerti. Anche la francese Zenith che realizza strutture
modulari per ospitare concerti sta dimostrando molto interesse per quella parte
dell'affare legata alla cittadella del divertimento e potrebbe presentare una
proposta proprio in collaborazione con Live Nation. Dulcis in fundo c'è un
contatto con la Walt Disney per sondare la possibilità di costruire, accanto
allo stadio un parco divertimenti. Un'ipotesi tutta da verificare - forse la
volumetria prevista sarebbe insufficente - ma che trasformerebbe in un baleno
il Quadrante in un polo d'attrazione internazionale. In ogni caso, qualsiasi
iniziativa immobiliare, dovrà fare i conti prima con la crisi che sta
devastando l'economia. Al momento l'unica cosa certa è che la Marco Polo srl si
è rivolta alla «AAA», Amsterdam Arena Advisory, la società che gestisce lo
stadio coperto della capitale olandese, con l'incarico di valutare la
sostenibilità del progetto di Tessera e delle opere annesse. «AAA» è stata
scelta anche perchè il Comune punta a realizzare a Mestre un impianto multiuso,
sul tipo di quello di Amsterdam. Lo studio sarà inoltre utile per redigere il
bando internazionale per l'intero Quadrante di Tessera, che sarà propedeutico
agli interventi. Quadrante story. Dopo un interminabile braccio di ferro tra
Comune e Save per l'uso delle aree, l'operazione ha ormai imboccato una strada
di non ritorno. Vale comunque la pena di ricostruire la tormentata vicenda che
ha paralizzato la variante urbanistica in Regione per mesi. Un blocco voluto da
Save e reso possibile dall'alleanza Galan-Marchi, che regge dentro e fuori al
Marco Polo. Detta in due parole Save chiedeva per sé le aree destinate in prima
battuta al progetto dello stadio, adducendo che in prospettiva sarebbero state
utili allo sviluppo dell'aeroporto e proponendo al Comune di realizzare
l'operazione immobiliare più a monte, sempre lungo la bretella, in un'area che
nel frattempo Save aveva acquistato nel corso del rastrellamento di terreni
condotto in tutta la zona. Alla fine lo scambio di aree è stato fatto. Fermo
restando che le aree passate a Save sono rimaste agricole, la bilancia pendeva
comunque a favore della società aeroportuale che aveva messo sul piatto una
superficie più vasta, compresa un'area di pregio ambientale vincolata dal
Palav, che corre lungo il fiume Dese - valutata circa 10 milioni - che si
sviluppa su un milione e 100 mila di metri quadri, che sarà destinata a bosco e
rappresenta una sorta di risarcimento per la cementificazione prevista. La
compensazione a favore di Save, pari a circa 17 milioni, si tradurrà nella
possibilità ci costruire 90 mila metri cubi all'interno dell'area Aev del
Quadrante di Tessera. I tempi. L'accordo tessuto in tre anni d'incontri
«riservati» tra Cacciari e Marchi e tradotto in pratica dalla Marco Polo Srl e
dai tecnici Save è stato recentemente recepito dalla Ctr (Commissione tecnica
regionale) ed entro primavera l'iter dovrebbe essere concluso. Ma in Comune
hanno molta fretta di partire con il bando per l'assegnazione degli appalti.
Veneto City. Perché tanta fretta? Semplice perché all'orizzonte c'è il business
Veneto City, che è più avanti con il progetto. Non è un mistero che la Spa del
panzer Luigi Endrizzi continua a premere per far decollare l'iniziativa. Con lui
ci sono Bepi Stefanel, Fabio Biasuzzi, Giancarlo Selci e Olindo Andrighetti. Ma
da un anno e mezzo ha fatto irruzione sulla scena anche Edilbasso, la società
edile di Loreggia che ha fatto incetta di terreni a destinazione artigianale e
industriale in Comune di Dolo. Non poca cosa visto che pare si è assicurata una
superficie anche superiore a quella in mano ad Endrizzi & C. I due sembra
si siano messi d'accordo, ma ciò che interessa a Venezia è fermare il progetto.
E non tanto perché Veneto City entrerebbe in competizione con Porto Marghera,
bensì perché sarebbe in aperto conflitto con il Quadrante di Tessera. Il nodo
Marghera è però tutt'altro che sciolto: il decollo del Quadrante sarà la pietra
tombale della riconversione del polo industriale? La posta in gioco. In ballo
c'è l'opportunità di diventare il baricentro di quella Grande Città che va al
di là dei confini municipali e incrocia le province di Venezia, Padova e
Treviso, ormai privi di senso. Ogni ragionamento sul futuro del territorio non
può prescindere dalla consapevolezza che abitiamo un'unica Città e Venezia,
anzi Mestre, non ci sta a perdere la sfida con Veneto City, che sorgerà lungo
il Passante. Il bando. Una volta approvata la variante, la Marco Polo srl
lancerà un bando internazionale per l'edificazione dell'area Aev e del
villaggio sportivo. L'orientamento è di fare un bando unico, ma potrebbero
essere anche due distinti. Difficile dire quale sarà la base d'asta, ma è
chiaro che stiamo parlando di un'operazione di varie centinaia di milioni. Quel
che finora si può dire è che il valore riconosciuto delle aree (Aev), in base
all'accordo stipultato con Save - 30.000 mq edificabili per 17 milioni - è
stato di circa 585 euro per metro quadro. Fatti due conti a spanne, vale a dire
che siamo di fronte ad un business di almeno 500-600 milioni. Solo la
realizzazione dello stadio costerà attorno ai 50 milioni, mentre altri 30
serviranno per la realizzazione della viabilità complementare. Il Casinò.
All'interno dell'area Aev dove sarà possibile realizzare fino a 750 mila metri
cubi di cemento, 90 mila come detto li costruirà Save, mentre 75 mila saranno
destinati alla nuova sede della casa da gioco stile Las Vegas con albergo
annesso da 400 stanze, che oggi rappresenta la vera emergenza per la città. Se
alla fine degli anni Novanta, quando il Venezia balzò in serie A, la priorità
era costituita dal nuovo stadio, oggi le cose sono cambiate: la priorità è la
nuova sede del casinò. Pena la perdita di fette sempre più ampie di clienti. Lo
stadio. L'operazione Quadrante di Tessera è partita con l'obiettivo primario di
costruire lo stadio nuovo. Ma a tutt'oggi resta da valutare l'opportunità di
costruire un impianto da 30 spettatori a Mestre. La Marco Polo Srl ha in mano
il progetto dell'australiano Lawrence Nield, toccherà però alla Amsterdam Arena
Advisory aiutare Comune e Marco Polo Srl a chiarirsi le idee su che stadio fare
e soprattutto capire se uno stadio in terraferma può avere un futuro.
( da "Alto Adige" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CURIOSITà &
INIZIATIVE C'è il sapore altoatesino nel Montello Singolare
"ambasciata" enogastronomica di una ristoratrice BOLZANO. Parlando di
turismo e di legami con la terra, il discorso arriva sempre a un certo punto: a
chi racconta dei ristoranti italiani trovati in giro per il mondo, quasi
piccola sorta di avamposto promozionale turistico. Meno spesso accade di un
ristorante altoatesino collocato... fuori dall'Alto Adige, e allora suscita
curiosità il cosiddetto «angolo autentico di Alto Adige in mezzo al Montello»,
ovvero in quel del territorio veneto, trevigiano. Qui Anna Barbetta, originaria
di Bolzano, ha definito così il locale che, non senza qualche battaglia
burocratica, da un paio d'anni è riuscita ad aprire lungo la dorsale del
Montello, precisamente a Nervesa. Non si può darle torto, perché il suo
«Country House Col del Bosco» ripropone in ogni particolare l'atmosfera
altoatesina, inserendosi magnificamente nella cornice montelliana. E il punto
forte è, evidentemente, la cucina: piatti tipici con prodotti rigorosamente
provenienti dall'Alto Adige, «perché - precisa Anna - le nostre pietanze sono
altoatesine e non genericamente... del Trentino». Sedersi a tavola al Col del
Bosco in via Cadorna 1 è un viaggio enogastronomico sia per la gola che per gli
occhi. Gli affettati, speck in testa, sono il punto di partenza per addentrarsi
nei piatti più corposi e ricercati come gli spÄtzle; poi per i secondi una
ricetta consigliata dalla casa è il controfiletto alle cipolle; non mancano
gulasch, crauti, il pane SchÜttelbrot e una ricca scelta di vini, con, a farla
da padroni, Santa Maddalena e Lagrein, per i bianchi il GewÜrtztraminer. Ad
aiutare Anna, che ogni 15 giorni torna a Bolzano per far scorta di prodotti
tipici, sono la figlia Fabiana e il marito Antonio, anche loro nati in Alto
Adige. L'intero nucleo, parecchi anni fa, si trasferì sul Montello. «Dove oggi
c'è il nostro locale, c'era un rustico con stalle - racconta Anna Barbetta -.
Il nosgtro desiderio era quello di portare a Nervesa un pezzettino di Alto
Adige, così decidemmo di trasformare la nostra casa in una piccola struttura ricettiva».
Non è stata però, un'avventura facile; se quasi da subito hanno avviato le
camere per pernottamenti turistici, per aprire la cucina l'attesa è stata
lunga, eccome: ben 8 anni! «E' stata dura - continua Anna -
ogni volta c'era una nuova norma che ci faceva ripartire da zero. Ma ora che ce
l'abbiamo fatta, anche contro la burocrazia, la soddisfazione è maggiore». Il Col del Bosco è aperto
giovedì, venerdì, sabato e domenica, gli altri giorni su prenotazione.
( da "Centro, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina 9 - Pescara
La Regione sospende l'uso della discarica I rifiuti non riciclabili di trenta
Comuni a Cerratina con il 50% dei costi in più CUPELLO. Arriva al capitolo
finale la storia della discarica di Valle Cena che aspettava l'autorizzazione
ambientale integrata per attivare la nuova vasca di raccolta dei rifiuti. La
Regione ha sospeso l'utilizzo della discarica del consorzio intercomunale
Civeta con la conseguenza che i 30 Comuni e le due Comunità montane che se ne
servivano, dovranno portare la spazzatura a Cerratina di Lanciano con un
aggravio di oltre il 50 per cento dei costi. Spesa che inevitabilmente ricadrà
a carica dei contribuenti. Amministrazioni ed enti montani potranno continuare
a conferire nell'impianto del Vastese soltanto i rifiuti riciclabili. Il
residuo secco dovrà comunque essere trasportato altrove. Il provvedimento era
nell'aria. «Per ogni intervento di ristrutturazione o ammodernamento la legge
prevede un iter ben preciso, dopo il collaudo è necessario che l'utilizzo del
nuovo impianto venga autorizzato da un pool formato da istituzioni ed esperti
coordinati dalla Regione ma tutto questo non è stato fatto», afferma il sindaco
di Cupello, Angelo Pollutri (Pd) puntando l'indice contro
la burocrazia e la stessa
politica. L'impianto stava per essere interdetto già quattro mesi fa. Ma per
evitare spese ai comuni soci del Civeta il sindaco si era addossato la
responsabilità e aveva emesso l'ordinanza con la quale veniva consentito
l'utilizzo temporaneo della nuova vasca di raccolta dei rifiuti non
riciclabili. Con quel provvedimento Comuni ed Enti montani hanno
risparmiato, secondo il sindaco, 3 milioni e mezzo di euro. «L'ordinanza è
scaduta e non posso fare più nulla», aggiunge Pollutri, «e se non arriva
l'autorizzazione, la vasca per i rifiuti resta chiusa». La sospensione è stata
comunicata ieri al Civeta e il direttore, l'ingegnere Luigi Sammartino, l'ha
subito trasmessa agli enti consorziati. Ieri sera il sindaco di Vasto, Luciano
Lapenna (Pd) e il collega di San Salvo, Gabriele Marchese (Pd) si sono riuniti
per trovare il modo di scongiurare disagi e costi. Si calcola che il trasferimento
dei rifiuti a Cerratina di Lanciano si tradurrà in un onere di circa un milione
di euro al mese. Somma che giocoforza andrà a ricadere sulle tasche dei
contribuenti. Paola Calvano
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina
4 - Sardegna «Vizi formali, centinaia di esclusi» Burocrazia sotto tiro per
lentezze, correzioni, rinvii DENUNCE E ACCUSE Molti bocciati protestano: troppi
disguidi amministrativi SASSARI. Agli oltre 700 ragazzi felici per il
presalario regionale fanno da contraltare molti scontenti tagliati fuori
dall'accesso ai fondi. Le lamentele sono centrate soprattutto sulle modalità di erogazione
degli assegni di merito e sugli ostacoli burocratici sorti per riuscire a
ottenerli. Dal 31 dicembre scorso - e la per la verità già durante i mesi che
hanno preceduto la divulgazione della prima graduatoria - si susseguono così
lettere ai giornali, pubbliche prese di posizione, annunci di ricorsi,
segnalazioni d'incongruenze e contraddizioni sul piano strettamente
tecnico-amministrativo. Incomprensibilmente, sono numerosi i candidati bocciati
per non aver firmato la domanda in termini corretti o per aver partecipato
senza avere in partenza i requisiti. Suscitano però dubbi, perplessità e più di
un interrogativo le centinaia di richieste scartate perché le domande non sono
state presentate online oppure in forma cartacea (erano infatti previste
entrambe le spedizioni). Casi nei quali i difetti nell'accesso ai dati
regionali di riferimento nel bando, stando alle recriminazioni avanzate da
candidati bocciati, sembrano avere giocato un ruolo non secondario. Gioverà
forse, in premessa, specificare che i dirigenti dell'assessorato incaricati di
seguire questa specifica partita rispediscono al mittente le accuse, difendendo
la linearità dell'intero percorso amministrativo. A loro detta la procedura non
dava possibilità di equivoci. In maniera analoga vengono negate revisioni in
corsa sulla modulistica e altre correzioni sostanziali. Ma questo non significa
che tanti non abbiano incontrato difficoltà e disguidi. Come per esempio
parecchi che, dall'autunno, cominciano a domandarsi perché non vengano date
risposte sicure sui tempi di pubblicazione delle gradutorie. Per continuare con
Fabrizio Fara, sardo fuori sede in un ateneo della penisola. «I problemi sono
nati subito - sostiene lo studente - All'inizio ci si richiedeva la compilazione
online e la successiva spedizione per raccomandata, insieme con qualche
documento. La scadenza del bando era prevista per il 26 luglio. La richiesta
doveva essere compilata e inviata tramite un "form" (o modulo) su un
sito collegato alla Regione (www.conoscere.it). Peccato che la domanda fosse in
un formato del tutto anomalo. Da qui è iniziata una serie di telefonate verso i
numeri riservati ai chiarimenti. A fine luglio, dopo tante chiamate a vuoto,
riesco un giorno a parlare con un'impiegata. Mi dice che non si può pretendere
chissà quale assistenza, dato che si è in un periodo di vacanza e quindi molti
addetti non sono disponibili». «La scadenza è stata poi rinviata al 2 agosto:
ci si è accorti che sarebbe stato un po' difficile compilare una domanda online
in quei formati - prosegue Fara - Superati questi piccoli problemi, silenzio
assoluto: nessuna notizia sulla data di pubblicazione degli elenchi. Il bando
specificava solo che il pagamento della prima rata, pari al 70% del totale,
sarebbe stato fatto entro dicembre 2008». Nuove telefonate, sostiene lo
studente, «e mai una risposta». Alla fine gli elenchi vengono pubblicati il 31
dicembre. «"Ma in quel mese non doveva essere liquidata la prima rata
degli assegni"?, chiedo a un'addetta che replica spiegando come il bando
non fornisse date - prosegue l'universitario - Il caso però ha voluto che io
l'avessi davanti a me: così, indicandole la pagina e il punto preciso, è stata
costretta a scusarsi. A ogni mia domanda su graduatorie e pagamenti la signora
sembrava spiazzata, mortificata». Altre amarezze esprime Beatrice Scappini,
sarda iscritta in Architettura a Firenze. «Ho appreso con piacere la decisione
di stanziare 10 milioni per gli assegni di merito», rileva, subito dopo
elencando però intoppi circa tempi e procedure. Ecco il suo racconto: «Durante
la compilazione dei moduli mi accorgo che questi, privi di alcune informazioni
necessarie, sono stati poi sostituiti da quelli corretti senza alcun
avvertimento: così, fiera di aver superato l'ostacolo, ristampo e compilo la
corretta documentazione e la invio il 26 luglio, con la rapidità di chi non è
informata della posticipazione della scadenza. Dovrò attendere altri cinque
mesi per ottenere i risultati delle graduatorie e, soprattutto, la sorpresa:
esclusa per non aver inviato la domanda online. Che io sono certa di aver
inviato. Così scopro che, oltre alla modulistica per la domanda cartacea, è
stato modificato il sito su cui fare la domanda online. Ma, in questo caso, il
precedente sito non è stato disattivato: evidentemente è stato possibile
utilizzarlo da me come da altre 200 persone escluse per lo stesso motivo. Non
riesco a non leggere in quanto successo una mossa subdola volta a eliminare
tutte le persone che, colte dall'imminenza della scadenza, hanno provveduto a
quanto richiesto, senza pensare che sarebbero state cambiate le regole del
gioco. Questa è la meritocrazia italiana». Richiesti di un parere sul caso,
comunque, i dirigenti degli uffici regionali ritengono non attendibile questa
versione e a ogni modo invitano l'interessata a presentare ricorso. Ultime
notazioni negative da un altro iscritto a uno dei due corsi sardi in Chimica,
Simone Secchi. Lo studente ha inviato alla «Nuova» una lettera, inoltrata in
copia all'assessorato. In estrema sintesi, sostiene di essere stato
«sorpassato», nella prima graduatoria resa pubblica, «da chi impiega 10 anni
per diplomarsi». L'elenco è riservato a chi ha concluso gli studi alle
superiori nel 2007-2008. «Tuttavia - sostiene - nella graduatoria figurano persone
nate non ne 1988, ma nel 1981 o nel
( da "Tirreno, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
VERSO LE PRIMARIE
VOGLIO TRASFERIRE AL COMUNE GLI INSEGNAMENTI DELLE IMPRESE Ecco perché chiedo
il voto alle primarie. Il nostro è un comune grande e importante. Uno dei più
grandi e popolati della provincia di Pisa, con molte importanti
specializzazioni economiche, con molti servizi, con molte importanti realtà
territoriali, con un'importante tradizione democratica che il nostro partito
rappresenta. Ma è anche un comune "di frontiera", enormemente
cresciuto negli ultimi anni, talvolta a scapito del suo equilibrio, con luoghi
privilegiati e altri meno, che si trova davanti a grandi sfide in un mondo che
cambia a grande velocità. Ma se saremo capaci di rispondere a queste sfide, se
sapremo perseguire con energia e con intelligenza la strada giusta, allora il
nostro comune crescerà armoniosamente, valorizzerà tutte le sue peculiarità e
le sue risorse, difenderà e svilupperà il benessere di tutti i suoi cittadini.
Io credo che per costruire questo futuro servano lavoro, innovazione ed
efficienza e orienterò verso tutto questo il programma del Pd per il Comune di
San Miniato. Serve lavoro. E serve lavoro vero. Serve lavorare per sviluppare
le nostre attività economiche; serve lavorare perché i nostri imprenditori
scelgano di continuare a investire nel nostro territorio ed anzi siano
orgogliosi di farlo e ricevano dal lavorare qui un valore aggiunto; serve
lavorare per dare sempre risposta alle sollecitazioni che provengono dalle
associazioni e dai cittadini. Serve innovazione. E serve innovazione sistemica.
Serve innovare perché il nostro cuore industriale cambi totalmente restando uguale
a se stesso; serve innovazione perché il Comune sia partner delle nostre
imprese, quelle tradizionali e quelle nascenti, assecondandone la creatività
nell'industria, nell'agricoltura, nel commercio e nei servizi; serve
innovazione per fare del comune un cittadino fra i cittadini. Serve efficienza.
E serve efficienza diffusa. Serve efficienza per
trasformare la burocrazia
in servizio; serve efficienza perché i piccoli problemi, se non vengono
risolti, diventano enormi; serve efficienza perché anche le buone idee hanno
una data di scadenza e diventano dannose se non sono messe presto in pratica; e
serve efficienza perché nessuna organizzazione coglie i suoi obiettivi di
cambiamento e di servizio se al lavoro e all'innovazione non unisce la
costante tendenza al miglioramento delle sue risorse umane e delle sue
procedure. Ho 34 anni, ma sono in politica da 15 e sono imprenditore da 10. Ho
sempre fatto l'imprenditore guidato dai miei valori politici e ho sempre
cercato di trasferire in politica quanto di utile imparavo nell'impresa. Da
segretario del Pd e da consigliere comunale, ho sentito e vissuto l'orgoglio di
chi ha amministrato questo Comune sin dall'avvento della Repubblica e in questo
sentiero mi riconosco. Da imprenditore ho dovuto confrontarmi ogni giorno con
le ragioni del fare bene e subito. Sono le ragioni del lavoro, dell'innovazione
e dell'efficienza. Sono la base del nostro futuro e chiedo di darmi la
possibilità di applicarle al nostro Comune. Giacomo Romagnoli candidato alle
primarie del Pd a San Miniato
( da "Adige, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
luisa pizzini BESENELLO
- Il progetto era fermo da qualche anno luisa pizzini BESENELLO - Il progetto
era fermo da qualche anno. Necessario per mettere in sicurezza dai crolli
rocciosi boschi e vigneti degli nel comune di Besenello, ma
bloccato dalla burocrazia.
E così ora, con il via libera arrivato a fine anno dalla Provincia, nei primi
mesi del 2009 inizieranno le opere di messa in sicurezza del monte Mosna sul
versante sopra gli abitati di Sottocastello e Masera. L'intervento era già
stato presentato dall'amministrazione comunale ai proprietari dei boschi e dei
vigneti interessati. Parte dei terreni, infatti, dovranno essere
espropriati e messi a disposizione per realizzare gli avvallamenti. In
particolare dovrà essere spostata più a valle una strada consortile in modo da
proteggere ulteriormente il transito dei veicoli. «Valli-tomi in terre
rinforzate», questa è la definizione esatta delle opere che verranno costruite
in prossimità delle curve di livello, per un'altezza massima di sei metri. Il
costo complessivo del progetto supera il milione di euro. La Provincia, per la
precisione, ha stanziato 1.176.313 euro a tal proposito. Lo ha fatto dopo aver
sentito il parere del Comitato tecnico amministrativo dei lavori pubblici e
della protezione civile, dopo aver ottenuto il parere positivo della
Sopraintendenza per i beni architettonici e del Servizio urbanistica e tutela
paesaggistico ambientale. La scelta di realizzare questo tipo di difesa passiva
è stata costretta dal fatto che le pareti del monte Mosna sono ampie. Difficilmente
gli addetti ai lavori sarebbero riusciti ad avvolgerle con le apposite reti per
proteggere dalla caduta dei massi gli abitati di Sottocastello e Masera,
compresi boschi e vigneti che incorniciano i paesi e che sono frequentati dalla
gente del posto. Per questo i progettisti sono passati a questa alternativa,
che tra l'altro si mantiene più a lungo nel tempo con conseguenti minori oneri
di manutenzione rispetto alle barriere paramassi deformabili. 08/01/2009
( da "Nazione, La (Siena)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA SIENA pag. 7
Bartaletti in campo «Una musica nuova» La candidata degli ex Margherita si presenta
di FRANCESCO MEUCCI «CON LUCIANA, una musica nuova». Questo lo slogan scelto da
Luciana Bartaletti, candidata alle primarie del Pd per la provincia, e seconda
a scendere in campo e presentare il proprio programma. Il primo fu Simone
Bezzini, il 29 dicembre al Santa Maria, l?ultimo sarà Mauro Mariotti il 15
gennaio alle Piramidi di Asciano. La Bartaletti ha invece scelto una sala
dell?hotel Garden dove, ieri pomeriggio, si sono assiepati molto suoi
sostenitori, perlopiù afferenti all?area dell?ex Margherita come ben si
evinceva dal parterre dove spiccavano i due fratelli Monaci e molti esponenti
del mondo politico cattolico. C?erano, inoltre, anche la neo segretaria del Pd,
Elisa Meloni, e l?altro candidato Mariotti, nonché il presidente della provincia,
Fabio Ceccherini. LA BARTALETTI ha scelto una presentazione un po?
«all?americana», con un?introduzione fatta di musica, video, proiezioni di
foto, molti slogan e le testimonianze dirette di alcuni sostenitori. Poi è
toccato a lei a salire sul palco per annunciare alcuni punti del suo programma.
Primo fra tutti, «un ruolo nuovo per la Provincia che in un?ottica federalista
dovrà ridurre i costi della burocrazia e della politica». Spazio poi alla dotazione infrastrutturale
che rappresenta una delle pecche del nostro territorio e sulle quali la
Bartaletti ha le idee chiare: «Siena non deve essere più maglia nera». Il
progetto su cui si punta è quello della metropolitana leggera che unisca il
capoluogo alle sue periferie e attenzione viene data anche al completamente
delle grande arterie. Qualche perplessità, invece, su Ampugnano che, a
detta della Bartaletti, «è un embrione di una struttura aeroportuale e il suo
sviluppo va rivisto anche alla luce degli attuali scenari economici finanziari
nazionali e internazionali». Determinante, poi, il ritorno alla centralità del
ruolo della famiglia. Mentre decisivo sarà il rilancio dell?agricoltura, con un
occhio di riguardo ai prodotti tipici e alle eccellenze senese che dovranno
essere il traino per il rilancio del turismo per il quale, però, sono
necessarie sinergie fra pubblico e privato. Infine, un passaggio sul ruolo
della Banca: «Non è il salvadanaio della nonna, ma il volano per volere e
raggiungere».
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
AGLIANA/MONTALE/QUARRATA/SERRAVALLE
pag. 11 di GIANCARLO ZAMPINI ERA IL 30 DICEMBRE 2005 quando a Santonuovo di
Quarrata ... di GIANCARLO ZAMPINI ERA IL 30 DICEMBRE 2005 quando a Santonuovo
di Quarrata persero la vita i coniugi Loris Vannacci e Romana Gori. Una fuga di
gas rase al suolo la villetta, nel centro del paese, a due passi dalla chiesa
parrocchiale. Il caso volle che la nuora Lina Tarzia, vedova di Alessandro
Vannacci, assieme ai figli Elena ed Andrea, si trovasse in quel momento a
Milano ospite della sorella, altrimenti il bilancio sarebbe stato decisamente
più tragico: nessuno si sarebbe potuto salvare da tonnellate di macerie. DA
QUEL MOMENTO ogni inizio anno ripercorriamo assieme a Lina l?evolversi della
situazione, attualmente molto più serena: «Entro questo mese dovrebbero iniziare
i lavori della nuova casa ? dice Lina ? nello stesso identico posto dove si
trovava quella andata distrutta. Grazie a Dio la ricostruzione dei fatti si è
conclusa, il caso è stato archiviato, sono così potuta entrare in possesso
della somma di risarcimento da parte della compagnia assicurativa. Importo ?
dice ancora Lina ? che sommato a quello raccolto dal comitato parrocchiale di
Santonuovo con l?iniziativa, ?Una casa per Lina, Andrea ed Elena?, mi
consentirà di ridare una accogliente abitazione ai miei figli». SI CHIUDE così
per questa famiglia un triennio di angoscia, ricco di attese, sopralluoghi,
indagini e burocrazia, contrassegnato comunque anche
da tanta solidarietà: «E? vero ? dice ancora Lina ? ricordo che nell?esplosione
della casa perdemmo tutto, dalle cose più preziose a quelle superflue, per
questo è stato importante l?aiuto che ci è arrivato da tante persone, molte
delle quali sconosciute: una vera e propria gara, chi attraverso donazioni di
danaro e generi vari, altri con del vestiario per me ed i miei figli». «NON
INTENDO fare classifiche ? aggiunge ? mi preme ricordare però l?impresario
edile Giuseppe Paccagnini e sua figlia, che ci offrirono immediatamente dopo la
disgrazia, gratuitamente, l?uso dell?appartamento in cui viviamo ancora adesso,
e il Consorzio Commercianti Settore Arredamento che si fece carico
dell?arredamento; adesso è la volta dello studio tecnico dell?ingegnere Franco
Baldi che si sta adoperando nei progetti di ricostruzione della casa». Una gara
della solidarietà che non sempre si trova con tale facilità. Così, risolti i
problemi e grazie al cuore di chi ha teso una mano, se tutto procederà secondo
le previsioni, il prossimo appuntamento con Lina, Elena ed Andrea, lo
prenderemo presso la nuova casa: una bella foto di famiglia sotto il nuovo
tetto, così tanto desiderato. Image: 20090108/foto/4161.jpg
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Dottore africano
sceglie il rimpatrio «La burocrazia ferma i miei sogni» A Bergamo non può lavorare, in Senegal
aiutava i bimbi senza casa Il dottore dei bambini di strada: è questo il suo
pensiero fisso nella mente. Ha una laurea in medicina che vorrebbe rispendere
anche fuori dal suo Paese, magari in Italia, ma «la burocrazia sta rinchiudendo sogni e possibilità nel cassetto». Quale
futuro per il dottore senegalese Ibrahima Kane, arrivato a Bergamo nel dicembre
del 2007? Ritornare in Senegal, allo scadere del visto rilasciato
dall'ambasciata francese a Dakar. E capire il da farsi, con una consapevolezza:
«Me ne sono andato dal Senegal nel 2005, per finire la specializzazione in
psichiatria infantile a Lione, dopo anni di duro lavoro a contatto con i
bambini di strada. La loro immagine vibra nelle mia testa: sporchi, con
pidocchi, vestiti di cenci. Si lavano nel mare e poi rindossano i vestiti senza
sapere cosa sia la pulizia. Sono come fantasmi che non mi lasciano mai.
Riecheggia in me il loro chiamarmi "dottore, dottore", quando mi
vedevano arrivare», spiega Ibrahima, 40 anni. Il primo contatto con i bambini
di strada avvenne nel 1998: neolaureato, era di guardia all'ospedale di Dakar.
Alcuni volontari dell'associazione «Piccoli piedi», un'associazione di
senegalesi nata per aiutare i ragazzini che vivono allo sbando in strada,
portarono dei bambini per pagarne le cure mediche. «Erano sporchi, malati e
"fatti" di colla. Uno su mille arriva in ospedale. I più lasciano che
la malattia segua il suo corso, presentando sul corpo lesioni non curate o
cicatrici». Incrociati quei volti per una notte, Ibrahima va a fondo, li cerca
per le strade e li assiste, aprendo un centro d'accoglienza. «Volevo trovare una
soluzione a questo problema», continua. La realtà dei bambini di strada è
sconosciuta a molti: come case hanno grotte sulla spiaggia o spazi abbandonati
di periferia. «Nel loro micromondo i più forti comandano e obbligano i più
deboli a cercare cibo, in cambio di protezione. I più grandi sfruttano
sessualmente i più piccoli senza capirne la gravità, anche loro sono vittime di
soprusi. Sanno che non è bene, ma è la regola. E la colpa non è loro. È
?l'etica? di una personalità precoce: sin dall'età di quattro-cinque anni
prendono in mano il loro destino con decisioni adulte, seguendo i mezzi che
trovano». Vivere per strada è una trappola, in cui cadono bambini abbandonati
da famiglie povere, che lasciano i campi per la città. Ma viverci non è facile:
i genitori cercano lavoro, i bambini chiedono l'elemosina. Il contatto con
altri bambini di strada mette in moto una spirale senza uscita. La strada è
anche la meta di bambini in fuga dai «marabut», i capi religiosi delle zone
rurali. «Per togliersi la responsabilità di educare il proprio figlio, le
famiglie lo affidano ai "marabut", perché venga istruito nelle scuole
coraniche. Ma spesso i ragazzi vengono sfruttati in lavori di qualsiasi tipo
per recuperare qualche soldo, o picchiati. Così fuggono verso la città, senza
contattare la famiglia. Nessuno parla volentieri dei "marabut". Si
dice solo che i bambini scappano, senza spiegazione. In realtà non vogliono
andare contro i capi religiosi». Una via di recupero per questi bambini è stato
il Ccentro d'accoglienza e di riabilitazione, con annesso ambulatorio, diretto
da Ibrahima, insieme all'associazione «Piccoli piedi», dal 1998 sino al 2004,
anno di chiusura per mancanza di fondi. «In sei anni abbiamo curato e assistito
più di 10 mila bambini. Di mattina si impartiva un'istruzione di base, per poi
inserirli in scuole statali. La sera dormivano nel Centro, dotato di sei
camerate per un totale di 30 posti letto. Per loro ero un tutore, una figura
morale di riferimento. Li accoglievo, conquistavo la loro fiducia, ne ascoltavo
storie e denunce prima di andare al Tribunale dei minori per richiedere
l'ordinanza di custodia provvisoria, per tenere il bambino. Il Centro era anche
di riabilitazione per bambini che avevano commesso reati». Nel 2005 i
finanziamenti pubblici e privati si interrompono. I bambini vengono smistati in
altre strutture e Ibrahima vola verso Lione. Ma proseguire a Lione la
specialistica iniziata a Dakar non è semplice per piani di studio differenti.
Da volontario per associazioni senegalesi nelle banlieue, gira l'Europa
sostenendo la campagna a tutela dei bambini di strada, cerca di essere
d'utilità sociale. Da un anno è a Bergamo e abita con un amico alla Malpensata.
La burocrazia lo frena: non può esercitare la
professione, così offre il proprio volontariato a un'associazione e si arrangia
con qualche lavoretto per mantenersi. Ora si avvicina il ritorno in Senegal:
«Riaprire un centro con l'aiuto di associazioni no profit? Forse, ma molti
dicono di aiutare l'Africa e questi bambini, poi sfruttano l'estetica della
miseria, scattando foto o girando film per un casco di banane. Io rivendico i
diritti e l'identità dei bambini di strada per il loro recupero». Daniela
Morandi
( da "Nazione, La (Prato)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PRATO pag. 9
«IL TELEFONO suona quasi ininterrottamente tanto che non mi ricordo nemmeno ...
«IL TELEFONO suona quasi ininterrottamente tanto che non mi ricordo nemmeno
tutti quelli che hanno chiamato, ma la sensazione che ti rimane addosso è
quella di non sentirsi soli in questa battaglia per la vita e per il sorriso di
mia figlia»: Alessandra, la mamma di Erika, la bambina di 5 anni, malata di
tumore al tronco encefalico, ricoverata all?ospedale pediatrico Meyer, fa la
spola tra Firenze e Prato con una certezza: lei e suo marito Salvatore hanno
tanti nuovi amici che hanno raccolto l?appello lanciato tramite il nostro
giornale domenica scorsa al fine di raccogliere i fondi necessari per un
trasferimento della piccola a New York in un centro specializzato per i tumori
infantili. «Ci hanno chiamato imprenditori, concessionari d?auto, associazioni,
singoli cittadini - racconta la madre - tutte le telefonate ci hanno rincuorato
e ci hanno dato forza nel portare avanti la battaglia per cercare di fare tutto
il possibile per Erika. Non ci aspettavamo tanto affetto: ringraziamo di cuore
quanti già ci sono stati vicini e quanti ancora lo faranno». C?È CHI HA chiesto
dove portare piccoli ?doni?, chi vuole fare un bonifico, chi ha consegnato
qualche risparmio in una busta nella cassetta della posta della famiglia. «Una
grande mobilitazione che ci ha fatto immensamente piacere». Ieri la famiglia ha cercato di aprire un conto corrente ad hoc,
ma la burocrazia ci ha
messo lo zampino e quindi tutto è rimandato ad oggi (sul giornale di domani
comunicheremo il numero a cui rivolgersi). Le condizioni di Erika, ricoverata
nel reparto oncologico del Meyer, sono stazionarie e ciò regala un filo, sempre
più forte, di speranza. L?obiettivo è quella di organizzare un
trasferimento a New York come prima scelta dove effettuare, invece di cure
palliative, una terapia mirata che aggredisca il tumore, ormai avanzato. IL
TUMORE al tronco encefalico è una rara patologia gravissima (ogni anno in
Italia si registrano quattro nuovi casi ogni 100mila persone, sia adulti che
bambini). La tecnica microchirurgica consente di intervenire su molti tumori di
questo genere preservando la funzionalità delle aree limitrofe alla lesione, ma
nel caso della piccola paziente pratese non è stata possibile, quindi è stata
tentata la radioterapia usata come trattamento primario in caso di forme inoperabili
o altamente maligne, ma neppure questa è servita a ridurre la massa tumorale.
Per organizzare il viaggio dei sogni servono circa 20mila euro. I pratesi
stanno dando una mano a raggiungere questa cifra: «Speriamo di farcela - dice
la madre - intanto non possiamo che dire grazie di cuore a tutti».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
PESARO PRIMO PIANO
pag. 3 «Io, laureata, voglio fare l?infermiera» LA STORIA IL SUO SOGNO è quello
di fare l?infermiera e come lei altri 950 sono stati i candidati presentatisi
all?esame di ammissione al Corso in infermieristica dell?Università Politecnica
delle Marche tenutosi ad Ancona lo scorso settembre. Dei 375 posti
complessivamente disponibili nelle cinque sedi provinciali, lei è rientrata tra
i primi trenta dei 65 che frequentano il corso a Pesaro, in viale Trieste con
la coordinazione dell?ospedale San Salvatore. Il sogno è diventato realtà? Non
proprio perché lei Marianna Lozanu, 36 anni, moldava, per vivere fa la badante.
«LE LEZIONI sono a frequenza obbligatoria ? racconta la Lozanu ?: dalle 8,30
alle 18 dal lunedì al venerdì. Continuare a fare la badante sarà difficile. Sto
cercando un impiego come assistente notturna o come donna delle pulizie in
qualche fabbrica e coprire orari serali. So guidare. Ho fatto tanto per
arrivare dove sono non voglio lasciare proprio ora...». Una laurea in biologia
e un passato da insegnante Marianna da quattro anni vive a Pesaro e per
mantenere due figli e un marito che ha lasciato a Telenesti nella campagna di
Codrul Nou, ha fatto e continua a fare la badante. «Dal lavoro dipende tutto ?
spiega ?: senza quello non potrò rimanere in Italia, ma soprattutto non potrò
continuare a mantenere i miei familiari e meno che mai permettermi libri e
tasse universitarie». I SACRIFICI. In questi quattro anni Marianna ha assistito
diverse famiglie: a parte un paio di brutte esperienze dalle quali si è salvata
in corna si ritiene una persona fortunata. «Straniera, sola e donna ? racconta
? ti capita di dover fuggire: ad una mia amica perseguitata dalla avances del
fratello settantenne del signore invalido che assistiva, una notte si è dovuta
barricare in camera, con lui al piano di sotto che batteva con la scopa sul
soffitto per indurla a cedere. E? scappata, l?ho raccolta che piangeva
sconvolta». L?AMICIZIA e molta solidarietà arrivano però dagli italiani: «E?
vero ? conferma ? è grazie a molti di loro che posso continuare questo
cammino». Il sacrificio più grande per Marianna è certamente quello di non
poter crescere i suoi due figli Daniel di 14 anni e Mario di 6 anni. Sogna di
portarli in Italia: «La generazione emigrata prima di me ha avuto modo di
risparmiare e comprare una casa ? continua ?. Per noi è impossibile: per questo
miro al ricongiungimento. Con due figli a carico, quindi non potrò fare la
badante per sempre: ecco perché l?idea di fare l?infermiera». Per iscriversi regolarmente
all?Università la Lozanu, tra viaggi e carte bollate ha speso 4mila euro:
«Nessuno è stato in grado di farmi un preventivo ? conclude ? come nessuno mi
ha avvisato che avrei potuto chiedere una borsa di studio: la burocrazia è una vera morsa. Presto dovrò pagare la seconda
rata universitaria...gli auguri di Natale ai miei figli li ho fatti per
telefono».
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 08 Gennaio
2009 Chiudi «Cittadini impotenti» Kafka... "Il Castello". Leggetelo
questo romanzo,vi renderete conto di cosa sia l'angoscia! Nel leggere queste notizie
ci si rende conto di essere impotenti di fronte a fatti simili. Ecco poi perchè
i cittadini si abbandonano a gesti incosulti nei confronti degli impiegati di
certi uffici! Alla fine rimani con un senso di vuoto interno che non riesci a
riempire. Ti senti affossato! Capisco lo stato di questo signore e ha tutta la
mia solidarietà! Che qualcuno provveda! Ancogel «Burocrazia
distorta» Ennesimo esempio, quello del signor Palmieri, di quando, purtroppo,
si ha la sfortuna di rimanere incagliati negli ingranaggi di una burocrazia farraginosa, distorta e, cosa
ancora più grave, di impiegati, come nel suo caso, che si permettono di fare
gli spiritosi. "Roba da mettergli le mani addosso..." ha
scritto lei, e non aveva tutti i torti! Lei invece è una persona perbene e...
lasciamo perdere. Tutta la mia solidarietà. Luciano «E la trasparenza?» Negli
anni scorsi, sentii parlare di una legge sulla trasparenza, credo che esista
ancora, o no? Sulle pratiche doveva essere posto il nome del funzionario o
impegato che trattava la pratica in questione, se ciò fosse sempre eseguito, si
potrebbe risalire anche a chi gli ha detto che avrebbero provveduto a mandargli
il bollettino a casa. Signor Palmieri non si scoraggi e vada avanti, al pm che
eventualmente indagherà, provi a controllare se può risalire a chi ha trattato
la pratica, perchè tante volte possono fregarsene delle direttive e per non
stancarsi a controllare tutta la documentazione, inviano pratiche che
potrebbero essere risolte con una semplice telefonata. Peppe «Errori su errori»
Posso capire il Palmieri per la brutta avventura che sta passando, purtroppo
non è il solo, molti italiani sono finiti in bocca a questa famigerata Gerit.
Con tutte le ragioni del mondo... per di più documentate non vinci mai. Mi
chiedo chi possa aver autorizzato un ufficio del genere? Scusate lo sfogo ma a
me è arrivata una cartella del
( da "Repubblica, La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Bologna
Tra Roda e Cavina guerra di lunga data. Il prof si era
battuto contro la nomina del direttore generale Regole e burocrazia, l´ultima sfida dei duellanti
in camice bianco Litigano da prima ancora che Augusto Cavina diventasse
direttore generale del Sant´Orsola. Perché Enrico Roda, gastroenterologo di
fama, temperamento bellicoso, si opponeva alla sua nomina. Poi
incrociarono le armi a lungo quando il più grande ospedale della regione, uno
dei più grandi d´Europa, fu coinvolto da indagini a ripetizione, e il
cattedratico sbottò: «La facoltà medica attraversa una crisi mai vista». Così
il sanguigno professore di malattie dell´apparato digerente andò a testa bassa
contro la preside di Medicina Paola Landini, alleato con l´ex rettore Fabio
Roversi Monaco a fianco del nuovo preside Sergio Stefoni, con la stessa energia
con la quale vent´anni prima, fresco di nomina a primario, aveva contestato il
potentissimo direttore di allora, il compianto professor Mario Zanetti. Da una
parte, assieme al rettore Pier Ugo Calzolari, Cavina, 62 anni, imolese,
rientrato da numero uno al Sant´Orsola su nomina dell´assessore regionale
Giovanni Bissoni, lui che al policlinico aveva fatto tutta la sua carriera, da
portantino a vice direttore sanitario. Dall´altra il focoso gastroenterologo,
68 anni, nativo di Minerbio. Due pezzi pregiati della sanità bolognese, tutti e
due provenienti dalla provincia da famiglie semplici. E gli scontri non
mancarono: dalla questione dei trapianti (Roda era stato direttore del
programma trapianti di fegato) al servizio di gastroenterologia una parte del
quale era stata affidata a un allievo del professore a sua insaputa. Uno
«scippo», secondo Roda. L´indagine della Procura dirà se il professore è
vittima di una ritorsione come sospetta chi sta vicino a Roda, o se ha commesso
qualcosa di davvero grave. Certo è che l´invio delle carte in Procura per lui
solo, decisa dal direttore generale fa discutere al Sant´Orsola dove è in corso
da tempo una guerra mai dichiarata tra i due. «Una cosa esagerata e grave»,
secondo i partigiani del gastroenterologo che hanno raccolto i suoi sfoghi in
questi giorni. «Errori ne fanno tutti con i cartellini, perché prendersela
proprio con lui?», osservano nell´entourage di Roda. A loro il professore ha
parlato di una «vera e propria ossessione del direttore generale verso di me».
Un´azione mirata ed «esagerata», per i rodiani, tantopiù che al Sant´Orsola
«così fan tutti». E «sbagliata» perché «Roda è uno vive nel policlinico». Altra
musica in via Albertoni 15, alla direzione generale dell´azienda-Sant´Orsola.
Un´accusa per ragioni politiche? «Ridicolo» alzano le spalle i partigiani di
Cavina. Così fan tutti? «Ma se è l´unico caso segnalato dai controlli». Un
affaruccio di date sbagliate, un possibile errore? «Se non si trattasse di
qualcosa di grave le carte non sarebbero state inviate in Procura». Può
capitare che qualcuno dimentichi la carta magnetica, dicono in direzione
generale, «ma non succede spesso» e «c´è tutta una procedura per
giustificarsi», ma «il caso segnalato non rientra tra questi». E Roda chiamato
a giustificarsi non ha convinto i controllori. Chi non parla è Cavina fermo
all´idea che la segnalazione alla Procura fosse «un atto dovuto». Certo, non
avrebbe dovuto uscire e incontrare tanta pubblicità - ha detto a un
collaboratore - e Roda giustamente se ne lamenta. Ma chi immagina iniziative ad
personam, «chi parla di ruggini e scintille fa un po´ ridere». Non c´è malanimo
da parte di nessuno e se il caso non fosse serio, non sarebbe stato segnalato
al rettore e alla Procura. «La speranza - ha ripetuto Cavina ai suoi - è che
Roda ne esca bene e sappia chiarire, ma non ha senso commentare nulla fino a
quando gli accertamenti non saranno terminati». (l.n.)
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE &
COMMENTI pag. 15 I controlli sui prodotti alimentari hanno evidenziato un
notevole percentuale di ?irregolarit&#... I controlli sui prodotti
alimentari hanno evidenziato un notevole percentuale di ?irregolarità?. Ma si
riferiscono ai prodotti o alla burocrazia? Mi pare
diverso aver trovato merci avariate o scadute dall?aver rilevato che i
contributi previdenziali erano versati in ritardo o che il cartello ?vietato l?ingresso?
era sotto misura. C?è gente che,pur di dimostrare che fa qualcosa, ingrandisce
le cifre allarmando il consumatore. Carlo Amagliani
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E COMMENTI
pag. 35 I CONTROLLI sui prodotti alimentari hanno evidenziato un notevole
percentuale di ?irreg... I CONTROLLI sui prodotti alimentari hanno evidenziato
un notevole percentuale di ?irregolarità?. Ma si riferiscono ai prodotti o alla
burocrazia? Mi pare diverso aver trovato merci
avariate o scadute dall?aver rilevato che i contributi previdenziali erano
versati in ritardo o che il cartello ?vietato l?ingresso? era
sottodimensionato. C?è gente che, pur di dimostrare che fa qualcosa,
ingrandisce le cifre allarmando il consumatore. Carlo Amagliani, Pesaro
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Spettacoli e Società
Pagina 10247 Rassegna Ferreri: oggi c'è ?L'udienza? --> La rassegna su Marco
Ferreri prosegue stasera alle 19 presso il cinema Odissea di Cagliari con il
film ?L'udienza?, girato nel 1971, protagonisti Enzo
Jannacci, Claudia Cardinale e Ugo Tognazzi. È il racconto paradossale e
kafkiano di un uomo che vuole a tutti i costi essere ricevuto in udienza
privata dal papa. Inizia così una trafila presso la burocrazia vaticana.
( da "Corriere della Sera" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-08 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il presidente dell'Edison Zuccoli: diversificare le
fonti cominciando con l'atomo «Ecco i danni degli ostacoli ai rigassificatori»
MILANO — «Nessun allarme. La lezione del gennaio di tre anni fa, quando si
verificò lo stessa penuria di forniture di gas dalla Russia con sullo sfondo lo
stesso braccio di ferro tra Mosca e Kiev, è servita ». Per Giuliano Zuccoli,
numero uno di Edison e presidente del consiglio di gestione di A2A, «oggi la
situazione è sotto controllo». Allora possiamo stare tranquilli. Però forse si
poteva evitare di trovarci così fortemente dipendenti da certe tensioni
geopolitiche. «Dobbiamo tenere presente che il nostro Paese, in questo momento,
ha l'assetto impiantistico più efficiente del mondo: l'Italia è dotata del
maggior numero di impianti a ciclo combinato, ad altissima efficienza, per
produrre l'energia elettrica. Il problema è che questi impianti hanno bisogno
di gas per funzionare. In questo momento, però, al là della necessità far
fronte a situazioni di emergenza come quelle contingenti, si rafforza il nostro
convincimento di ricercare fonti alternative al gas». Ancora più della
diversificazione degli approvvigionamenti di gas e della disponibilità delle
infrastrutture che sarebbero necessarie? «Certo anche questi sono aspetti
importanti. Ma, almeno in parte e malgrado la burocrazia, li considero già risolti.
Penso al nostro rigassificatore di Rovigo, che entrerà in funzione nella
seconda metà dell'anno e con una capacità di 8 miliardi di metri cubi di gas
all'anno garantirà il 10% del fabbisogno nazionale (il primo nuovo impianto del
genere che viene costruito in Italia, dopo quello dell'Eni di Panigaglia
che risale al 1965, ndr). Poi dovrebbe diventare operativo il nuovo gasdotto
dall'Algeria, il Galsi e stiamo lavorando sull'Igi, per importare il gas dalla
Turchia e dalla Grecia. Stiamo sempre parlando di capacità aggiuntiva, per
ciascuna di queste infrastrutture, di 8 miliardi di metri cubi di gas all'anno.
Tutto questo però non basta ancora». Che cosa serve allora? «Se sul breve
periodo possiamo stare tranquilli, credo si debba affrontare la questione in
maniera adeguata pensando a medio e lungo termine. E da questo punto di vista
resto un convinto sostenitore di una soluzione strutturalmente solida». Vale a
dire? «Ritornare al nucleare. Serve una strategia, una determinazione per
consolidare il quadro nel lungo periodo. E in questo senso, l'unica via
d'uscita è proprio il nucleare, anche perché la questione ambientale è
rilevante». Però ritorniamo al solito nodo della burocrazia
e dei tempi incerti. «Questo è il vero problema. Perché non si riesce a capire
quanto tempo richiedono le diverse autorizzazioni. Se bisogna passare
attraverso 25 fasi autorizzative intermedie, per ognuna delle quali ci vogliono
almeno due mesi, si fa presto ad arrivare a tempi biblici. Come Edison siamo
già pronti. Abbiamo anche dato anche un segnale concreto, indicando cosa fare
per far ripartire il nucleare in tempi brevi, con riferimento a esperienze
internazionali come quella quella finlandese, dando vita alla fondazione Energy
Lab, dove partecipano anche le università milanesi della Bicocca, la Bocconi,
la Cattolica e la Statale». Il governo su questo tema sembra deciso, anche se
non mancano le critiche. «è chiaro che un tema così delicato, peraltro gravato
dalla macchia indelebile del referendum di vent'anni fa, non è semplice da
affrontare. E poi non va sottovalutato il fatto che il nostro è un Paese che
ama il consenso, non le imposizioni. Però mi pare che tutto stia procedendo nel
verso giusto. E anche questo segnale di rischio, la possibile carenza di gas
russo per motivi geopolitici, non può che rafforzare questa posizione».
Gabriele Dossena
( da "Arena, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Giovedì 08 Gennaio
2009 INSERTI Pagina 68 ATTRAVERSO UN' ESTREMA CONCRETEZZA E FELICE SCELTA DEI
TEMPI, MODI E METODI DA USARE Realizzerete progetti ambiziosi e sostenibili
PLUTONE VI SUGGERIRÀ COME METTERE A FRUTTO LE VOSTRE DOTI E I TALENTI CHE LE
ACCOMPAGNANO MAGARI ANCHE IN MANIERA UN POCO SPREGIUDICATA E SORNIONA; L'AMORE
POI VA A GONFIE VELE! Sembra impostarsi su valori di concretezza e di grande
senso pratico l´anno che per voi ora si annuncia: nasce già con spinte precise
per realizzare progetti sostenibili e ambiziosi attraverso una estrema
concretezza e con una altrettanto felice scelta dei tempi, dei modi e degli
incisivi metodi da usare. Amore Le prospettive dell´amore sono più che
deliziose, frizzanti, avvolgenti e colme di un trasporto di incredibile
freschezza: Venere vi sarà amica per tutta la prima parte dell´anno, periodo
nel quale le emozioni del cuore avranno la priorità su tutto il resto.
Intensissima la vostra aura affascinante e in nettissimo rilancio il desiderio
di piacere che vi anima, in grado di creare una stupenda stagione d´amore e di
appaganti sentimenti reciproci, con tali e tanti consensi che la vostra ridente
personalità saprà accaparrarsi con tale facilità da segnare con il segno più
tutta la prima parte dell´ anno. Le gioie a due sono intense, felici e in grado
di farvi capire come non vi sia nulla di più importante del feeling
effervescente che vi unisce alla persona cara. Se avrete iniziato il 2009 da
single troverete di certo parecchie occasioni per cambiare radicalmente idea e
per concedere il vostro cuore con la baldanzosa spontaneità di chi sa di fare
scelte vincenti e sa indirizzare le proprie pulsioni affettive verso chi sappia
condividerle perfettamente. Venere stigmatizza serenamente dunque la prima
parte del 2009, cui seguirà una fase nella quale potrebbe essere maliziosamente
appagante verificare ed esperimentare se le vostre qualità ammaliatrici siano
sempre luminosamente presenti passando di fiore i fiore e di flirt in
successivo flirt, senza legami troppo vincolanti oppure troppo soffocanti e
stretti. Comunque poi l´ultima parte dell´anno, allorquando Marte vi appoggerà
in maniera costante e continua dal Leone e Saturno potrà dimostrarsi
condiscendente verso ogni vostra istanza, la passione scriverà il suo nome a
lettere di fuoco sul vostro cuore, ispirandovi sentimenti totalitari e ardenti,
nei quali anche la gelosia e la più retrograda possessività non saranno affatto
esclusi!!!! Lavoro Avete inciso nel vostro DNA un indomito spirito da leader,
il gusto per una creatività feconda e dalla modalità abbondanti e maestose, la
giusta intuizione nel raggiungere ogni traguardo, quindi il vostro compito
sembra essere quasi una sine-cura perché lo svolgerete con grande facilità.
Plutone vi suggerirà il modo di mettere meglio a frutto le vostre doti e i
talenti che le accompagnano, magari in maniera anche un poco spregiudicata e
sorniona.... Vi piacerà impegnarvi per qualcosa che sappia farvi sognare e che
sia nello stesso tempo capace di rimpinguare una certa fluente liquidità,
capace di consentirvi un appagante tenore di vita. Puntualizziamo però che il
lavoro più importante che l´anno vi esorta ed eseguire con frizzante e
spigliata insistenza è quello di intessere una complessa e articolatissima rete
di relazioni pubbliche e di creare dei contatti con ogni settore del vostro
ambiente professionale. Il 2009 promette un´economia più florida, ma dipendente
da una attenta programmazione precedente e ispirata da regole comunicative più
specifiche, meglio puntualizzate quanto valide e insistenti. Eliminate sul
nascere la tentazione di comportarvi con pressappochismo e approssimazione
nelle situazioni fiscali, negli spinosi ambiti della burocrazia e nell´approvazione di
contratti legali, da rileggere con puntigliosa, severa e diffidente attenzione
prima di dar loro l´importante imprimatur della vostra firma per accettazione.
Salute La vostra salute pare un argomento protetto: infatti sembra consentirvi
anche dispendi energetici molto cospicui, poiché Nettuno e Giove
incentivano la curiosità verso il nuovo e rilanciano superbamente il sempre
latente desiderio di partire per lidi lontani ogni volta che ce ne sia il
verso. Per viaggi e spostamenti importanti si rivelerà basilare seguire una
profilassi preventiva seria, senza trascuratezze e senza dimenticanze e sotto
l´osservazione di un medico del quale vi fidate. Urano tenderà a rendervi
delicati di stomaco, ma precise notazioni astrali vi indirizzano allora verso
un´ alimentazione sana, basata su cibi genuini e di stagione, sulla
eliminazione di conservanti o alimenti troppo ricchi di elementi sapidi, su una
filiera corta che vi assicuri l´assoluta freschezza dei prodotti ingeriti.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Fa parte del
Trgovski dom, la Casa delle culture goriziane che si eleva su tre piani con una
superficie di
( da "Blogosfere" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Gen 09 8 Dado arriva
a Milano Pubblicato da Silvia Arosio alle 07:13 in Comico Normal 0 14 false
false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 Sabato 10 e domenica 11
gennaio al Teatro Ciak Webank.it - Fabbrica del Vapore, andrà in scena Dado con
il suo nuovo spettacolo, Onesto ma non troppo. L'eccentrico canzoniere sale sul
palco del Ciak in una nuova veste di "attore-cantante-over trenta"
per denunciare la realtà con la chitarra in mano e l'ugola che spiazza,
coinvolgendo nello show i cinque componenti della sua band; durante lo
spettacolo Dado compie un singolare viaggio all'interno della sua scenografia,
una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo
look insolito e fantasioso. Un supereroe stralunato, onesto...ma non troppo,
che porta in scena uno spettacolo che denuncia col sorriso le difficoltà
economiche causate dall'euro e dalla nuova finanziaria, le incongruenze della
politica italiana e di quella estera, la religione cristiana, l'antisemitismo, la burocrazia
anticittadino, la difficoltà di approccio con le donne. Dado alterna i brani
del suo repertorio classico a nuovi monologhi graffianti e amari, prendendo
come modello il teatro-canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo e
reinterpretandolo per affrontare con comicità i temi di tutti i giorni,
raccontando al pubblico il mondo con uno spettacolo ricco, divertente,
sorprendente e vario. Romano doc, classe '73, si avvicina presto allo
spettacolo vincendo nel 1997 tutti i premi del concorso nazionale di cabaret
"Riso in Italy" per sbarcare poi a Zelig, il popolare programma
televisivo che lo ha reso celebre. La sua carriera alterna spettacoli teatrali
alla televisione, fino ad arrivare alla produzione di un CD musicale nel 2006
che balza subito ai primi posti delle classifiche. Centoventi minuti prodotti
dalla Spettacolart srl per un attore che dimostra sul palco del Ciak di essere
uno dei personaggi più originali e divertenti della nostra scena. Normal 0 14
false false false IT X-NONE X-NONE MicrosoftInternetExplorer4 PREZZI DEL
BIGLIETTO PER "ONESTO MA NON TROPPO" Poltronissima: € 25,00 + € 2,50
prev. Poltrona: € 20,00 + € 2,00 prev. Poltroncina Laterale: € 15 + € 1,50
prev. COME ACQUISTARE GLI ABBONAMENTI E I BIGLIETTI I CANALI DI VENDITA Sito
internet www.officinesmeraldo.it Sito internet www.boxtickets.it Sito internet
www.ticketone.it Sito internet www.tost.it Casse/biglietterie teatri: Teatro
Ciak Webank.it - Fabbrica del Vapore - via Procaccini, 4 - Milano - tel. 02.76.11.00.93
Teatro Ventaglio Smeraldo - Piazza XXV Aprile 10 - Milano - Tel. 02.29006767 -
info. 199.177.199 500 punti vendita TicketOne in tutta Italia (per conoscere il
più vicino puoi chiamare il numero 892.101 o consultare il sito
www.ticketone.it nell'area punti vendita) telefonicamente tramite: Call Center
TicketOne 892.101 * (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 20,00 e il
sabato dalle 9,00 alle 17,30)Pronto Pagine Gialle 89.24.24** (attivo 24 ore su
24)892.412 il Trovatutto di Telecom Italia *** (attivo 24 ore su 24) * costo
massimo della chiamata al minuto da rete fissa Telecom Italia € 1 senza scatto
alla risposta. Per la telefonia mobile le tariffe variano a seconda
dell'operatore. ** costo massimo della chiamata al minuto da telefono fisso
Telecom Italia € 0,36 alla risposta + € 1,56 al minuto. Per la telefonia mobile
le tariffe variano a seconda dell'operatore. *** da telefono fisso Telecom
Italia e Wind: € 0,36 alla risposta + 1,56 € al minuto. Da telefono pubblico
Telecom Italia: 4 scatti alla risposta + 1 scatto ogni 2,6 secondi (1 scatto =
€ 0,10). Gli scatti successivi a quelli alla risposta sono addebitati
all'inizio dell'intervallo di tempo previsto dal ritmo di tariffazione. Per la
telefonia mobile le tariffe variano a seconda dell'operatore. Officine Smeraldo
per gruppi organizzati: Teatro Ventaglio Smeraldo: Bastioni di Porta Nuova 12,
Milano 02. 33020025/28/31 Fax 02.70057932, E-mail sonia.rabellino@ticketone.it
e antonia.latino@ticketone.it - sabina.giglio@ticketone.it TicketOne per
aziende e gruppi organizzati: Servizi Business e Gruppi TicketOne Viale Achille
Papa 22, 20149 Milano Tel. 02/330.201, Fax 02. 700444854, E-mail
gruppi@ticketone.it
( da "Denaro, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Napoli
Raffa: Ora la burocrazia è più efficiente Cambiano le
deleghe in Giunta comunale e a Mario Raffa resta quella, tra le altre, per lo
Sviluppo e lascia quella del personale.?Proprio per quanto riguarda
quest'ultimo settore, il professore universitario è chiaro:?"L'intenso lavoro - afferma ha
prodotto sulle politiche del personale risultati importanti come l'estensione
da subito del servizio informatico di rilevazione delle presenze (marcatempo)
alla massima parte del personale del Comune di Napoli, l'estensione della linea
Adsl alle sedi periferiche, la pubblicazione delle assenze per malattia sul
sito internet del Comune". Raffa evidenzia, poi, come siano "stati
rispettati in pieno i dettami della finanziaria, ma si è andati anche oltre.
Infatti il sistema di valutazione dei dirigenti (Sisval) è stato segnalato dal
ministro Brunetta nell'ambito delle prime cento migliori pratiche degli enti
locali. Inoltre sotto la guida del sindaco e con la collaborazione del
Consiglio Comunale è stato definito un Piano Formativo "Tecnologie per
l'open source" al fine di attuare una nuova organizzazione interna che
preveda l'affidamento delle attività di assistenza software a personale
comunale". Per ciò che concerne la riforma della macchina comunale
"la mia idea - dice - è stata e rimane quella di produrre un significativo
cambio di passo nella creazione di valore aggiunto da parte della struttura
amministrativa dell'ente verso la città". del 08-01-2009 num.
( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Aiutare, come hanno
sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il
problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e
la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm,
Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute
saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri
giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte
in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento
Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un
prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari.
Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal
Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che
vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun
aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi
modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito
iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America)
che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione
creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare
la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita
Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si
trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm
diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la
cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non
ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Non commentato » (1 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo
Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere
alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto)
una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma
tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li
digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche
i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione.
Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca
centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare
solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di
tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè
l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì
che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi
che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica
di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla
immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non
serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) » (3 votes, average: 4.67 out
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Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una
settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto
all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (No Ratings Yet) Loading ...
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post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate
riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di
euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di
un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una
salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con
quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema
e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono.
Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo
caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di
cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire
il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa
mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista
(smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e
soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un
mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue
simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si
gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto
falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà
bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i
banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e
per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di
business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa.
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questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è
mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini?
stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti
combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze.
Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il
centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista?
Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa
di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a
favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza
il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in
nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma
mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto
che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su
quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento
giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E
io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354
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questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e
strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo
presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E
chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare
la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di
fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro
che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito?
Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese
viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo
davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo
scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco
Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha
convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo),
Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo),
Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El
Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha
chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al
massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più
neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due
considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno
Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per
essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma.
Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva
l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una
schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non
sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state
mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra,
sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle
ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della
Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di
Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea
geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri
(con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie
elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale
gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli
interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con
l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel
frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione
socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto,
non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi
IV Commenti ( 47 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di
Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un
amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per
contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro
e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me
compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono
adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi
sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato
debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla
"deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che
più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo
attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è
sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non
si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse
provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non
stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di
operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo
le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non
dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in
pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo
anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 60 ) » (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia
Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo
permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti
+AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non
è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una
posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le
spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per
concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una
società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea
e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono
un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di
linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i
nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata
Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso
dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato
l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai
sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e
Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da
stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il
concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto
concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali,
che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 142 ) » (14 votes, average: 3.21
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma,
vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e
finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
contatti Categorie Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (22) Varie (42)
Ultime discussioni adestra: Tutto bene e tutto giusto ma l'alternativa? mauro:
Caro Piero Murgia La cessione del V dello stipendio è un prestito personale per
il quali l'Ente... Americo: Stimato signor Porro, le propongo una
domanda difficile cioè: quale saranno i parametri limitanti che, e... Fagiolo:
Caro Giovanni, ma se a qualcuno và di esprimere le proprie idee con toni pacati
perchè non ascoltarlo?... piero murgia: A !!!! Proposito di Alemanno: per
lavoro mi capita ,spesso di atraversare Roma ,con i precedenti... I più inviati
I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails
AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul
meraviglioso Ferrara - 1 Emails Il casco per i baresi e i mutui per gli
americani - 1 Emails I conti su Alitalia - 1 Emails Quando la stampa è
democratica - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro
freakkkettoni IBL La città dei liberi Libertysoldier rass.stamp 11min In prova
Ecodiario January
( da "Focus.it" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
OLTRE... domenica! OLTRE
a Capo Nord: le foto di Lanfranco Zanalda sono online su iFocus. È confermato:
OLTRE si rimette in moto domenica 11 gennaio. Finito il "prologo"
adesso comincia la parte più avventurosa, che è anche la più interessante sotto
il profilo scientifico. (Raymond Zreick, 7 gennaio 2009) Già ieri si poteva
leggere il comunicato ufficiale del capo spedizione, Petter Johannesen, che sul
sito di OLTRE annunciava la soluzione dei problemi di cui abbiamo parlato nei
giorni scorsi (vedi a fondo pagina la cronologia delle notizie pubblicate) e
confermava nella sostanza la possibilità di rispettare il programma della
spedizione stessa. Abbiamo chiesto qualche dettaglio in più a Michele Petrillo
(referente per l'ufficio stampa) e a Lanfranco Zanalda, autore del blog e delle
foto pubblicate sulle nostre pagine. La spedizione ha subito due grossi
ritardi: il primo alla partenza, dal 30 novembre all'11 dicembre; il secondo
ancora più lungo, con una sosta forzata di un paio di settimane a Capo Nord.
Adesso ripartite, ma con quali tempi? Secondo il programma, il 12 gennaio il
convoglio avrebbe dovuto essere a circa
( da "Sicilia, La" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
ribera Niente
riscaldamento gli alunni protestano Ribera. Dall'inizio dell'anno scolastico,
ma soprattutto dalle settimane scorse, quando la temperatura si è notevolmente
abbassata, due scuole del paese, il plesso centrale dell'istituto comprensivo
Crispi e la sua succursale di via Mosca, sono senza riscaldamento. Si lamentano
centinaia di alunni e legittimamente protestano e le famiglie che nella
giornata di oggi terranno un'assemblea nei locali del plesso centrale. Il
dirigente scolastico Gerlando Maniscalco ha ripetutamente chiesto l'attivazione
del servizio, in base alla legge 23/96 che attribuisce le competenze ai Comuni.
L'amministrazione civica, nel dicembre scorso, a seguito delle variazioni di
bilancio, ha assegnato la somma di 3000 euro per ogni istituzione scolastica,
con la quale attivare gli impianti di riscaldamento, con l'indizione di una
gara di appalto. Per fare questo, il dirigente scolastico ha chiesto tutte le
certificazioni sulla sicurezza dell'impianto, necessarie per procedere alla
gara. La burocrazia a volte rallenta l'attivazione di servizi che dovrebbero essere
tempestivi e non da mettere ancora in funzione a metà dell'anno scolastico e
con alunni, docenti ed operatori della scuola che gelano negli edifici per il
gran freddo. Addirittura nel passato anno scolastico non è stato
attivato l'impianto di riscaldamento nel plesso di via Mosca. Enzo Minio
( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Aiutare, come hanno
sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il
problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e
la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm,
Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute
saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri
giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte
in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento
Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un
prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari.
Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal
Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che
vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun
aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli
(non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una
campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha
ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non
sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza
sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è
che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra
giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il
preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa
doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un
aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 2 ) » (1 votes, average: 5
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Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le
scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra
pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima
scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo
in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li
digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche
i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione.
Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca
centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare
solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di
tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè
l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì
che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi
che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica
di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla
immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non
serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) » (3 votes, average: 4.67 out
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Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una
settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto
all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (No Ratings Yet) Loading ...
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post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate
riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di
euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di
un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una
salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con
quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema
e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono.
Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo
caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di
cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e
favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di
giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in
un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un
grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più
tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai
nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi
imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari
commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista
e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale
tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava
Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi
di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa.
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questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è
mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini?
stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti
combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze.
Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il
centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia
progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di
dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si
è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello
che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore
del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa
identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un
sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti
su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento
giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E
io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354
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strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo
presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E
chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare
la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di
fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro
che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito?
Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese
viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo
davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo
scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco
Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha
convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo),
Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El
Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara
(Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione:
Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di
limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può
fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (10
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Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad
Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per
essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del
programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come
faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una
schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non
sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state
mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra,
sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle
ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica"
Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la
Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina
da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante
di destra. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (15 votes, average: 3.67 out of
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ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di Julius, è stata
introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale era quella
di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con appendice di
chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche). Ebbene ora ci
troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati nazionali con una
mano tassano le banche (in particolare gli interessi che riconoscono ai
correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra restituiscono soldi alle
banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il petrolio è sceso sotto 80
dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista) evaporano. Mi chiedo se
Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva prevedere anche questo
elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 47 ) » (5 votes,
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dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la crisi da 850
miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che nessuna banca
europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno sostenuto che in una
fase eccezionale come l'attuale si possono adottare provvedimenti eccezionali,
con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle tecnicalità si può discutere
per anni, ma il principio è che lo Stato debba fare qualcosa. Ma se
sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla "deficiente regola"
volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che più o meno tutte le Borse del
mondo stanno adottando. Chi pensava che solo attraverso questo strumento di
limitassero i ribassi delle azioni, si è sbagliato di grosso. Si introduce una
fortissima distorsione al mercato e non si porta a casa neanche un risultato.
ragionamento simile si può. forse provocatoriamente, fare per gli attuali
interventi statali nell'economia. Non stanno risolvedno il problema borsistica
e a ruota neanche quello di operatività delle banche. Come se non fossero stati
fatti. In compenso ci troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri
affari. Speriamo di non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare
l'intervento dello Stato in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla
tavola del mercato, ci restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza
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amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente
dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che
pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia
fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze
(Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon
servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono
inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale
+AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko')
-Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo
+Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia
praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato
qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un
rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le
trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano
di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna
elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la
compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le
compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui
rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o
francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei
cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato
dà? Scritto in Varie Commenti ( 142 ) » (14 votes, average: 3.21 out of 5)
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( da "Musicalnews.com" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Comunicati Pubblicato
il 07/01/2009 alle 17:57:38 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo
Dado: Onesto ma non troppo al Teatro Ciak di Milano il 10 e l'11 gennaio di
Laura Gorini Sabato 10 e domenica 11 gennaio al Teatro Ciak Webank.it -
Fabbrica del Vapore, andrà in scena Dado con il suo nuovo spettacolo, Onesto ma
non troppo. Sabato 10 e domenica 11 gennaio al Teatro Ciak Webank.it - Fabbrica
del Vapore, andrà in scena Dado con il suo nuovo spettacolo, "Onesto ma
non troppo". L?eccentrico canzoniere sale sul palco del Ciak in una nuova
veste di ?attore-cantante-over trenta? per denunciare la realtà con la chitarra
in mano e l?ugola che spiazza, coinvolgendo nello show i cinque componenti
della sua band; durante lo spettacolo Dado compie un singolare viaggio all?interno
della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che
ben si sposa con il suo look insolito e fantasioso. Un supereroe stralunato,
onesto...ma non troppo, che porta in scena uno spettacolo che denuncia col
sorriso le difficoltà economiche causate dall?euro e dalla nuova finanziaria,
le incongruenze della politica italiana e di quella estera, la religione
cristiana, l?antisemitismo, la burocrazia anticittadino, la difficoltà di approccio con le donne. Dado
alterna i brani del suo repertorio classico a nuovi monologhi graffianti e
amari, prendendo come modello il teatro-canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo
e reinterpretandolo per affrontare con comicità i temi di tutti i giorni,
raccontando al pubblico il mondo con uno spettacolo ricco, divertente,
sorprendente e vario. Romano doc, classe ?73, si avvicina presto allo
spettacolo vincendo nel 1997 tutti i premi del concorso nazionale di cabaret
?Riso in Italy? per sbarcare poi a Zelig, il popolare programma televisivo che
lo ha reso celebre. La sua carriera alterna spettacoli teatrali alla
televisione, fino ad arrivare alla produzione di un cd musicale nel 2006 che
balza subito ai primi posti delle classifiche. Centoventi minuti prodotti dalla
Spettacolart srl per un attore che dimostra sul palco del Ciak di Milano di
essere uno dei personaggi più originali e divertenti della nostra scena. Fonte:
Ufficio Stampa Goigest
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Star Challenge c'è
anche Bustreo tra i convocati Giovedì 8 Gennaio 2009, Dopo un'assenza di quattro
anni, lunedì prossimo, 11 gennaio, andrà in scena allo stadio di Merano lo Star
Challenge, evento organizzato dalla Lega Hockey in collaborazione con
Sport&More. La composizione delle squadre, una italia e l'altra straniera,
è stata decisa mediante una votazione via internet sul sito ufficiale
http://www.starchallenge.it. Da questa stagione c'è una nuova e importante
novità: l' organizzazione ha dato la possibilità di partecipare ad alcune
iniziative anche ai tifosi e ai bambini più piccoli. Ieri il sito del Merano ha
pubblicato le possibili formazioni delle due compagini. In quella degli
italiani non mancano i giocatori di squadre bellunesi, mentre Bilotto non viene riconosciuto italiano ma trattato al pari dalla
Federazione e dalla burocrazia del nostro Paese. Tra i «convocati» anche diversi giocatori del
Cortina nonché l'agordino Paolo Bustreo, da questa stagione a Vipiteno in A2.
La formazione italiana dovrebbe essere così composta: coach Adolf Insam;
difensori: Strazzabosco, Lutz, Hafner, Plastino, Hofer, Armin, Borgatello;
attaccanti: Scandella, Souza, De Bettin, Aquino, Bustreo, Nicola Fontanive,
Bona, Parco, Chitarroni. Questa invece la probabile squadra degli stranieri:
coach Ron Ivany; difensori: Nemececk, Bilotto, Jarmuth, Wilde, Bourassa, Jacobsen;
attaccanti: Mc Leod, Watson, Mather, Cullen, Barber, Corupe, Corbeil, Jamieson,
Olson.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Un vademecum per gli
immigrati Sarà ristampata in 5000 copie Giovedì 8 Gennaio 2009, La veste
grafica è quella di un vademecum tascabile per orientare chi non conosce la
società in cui è arrivato. Alla base vi è però un obiettivo di accoglienza
concreto. Perché l'immigrato che approda in Polesine non è solo un reietto che
ha abbandonato il suo Paese alla ricerca dell'ultima speranza di sopravvivenza.
E' prima di tutto una persona che deve conoscere i propri diritti e rispettare
i doveri di una società che non lo respinge ma nemmeno lo deve tenere ai
margini. E' stato questo lo scopo che nel 2005 spinse l'assessorato provinciale
all'Immigrazione a pubblicare in diecimila copie La "Carta dei
servizi", agile volumetto in sei lingue che è stato distribuito negli
Informaimmigrati e nei call center del capoluogo e della provincia. Adesso,
anche alla luce dei cambiamenti e dell'espansione del fenomeno immigrazione
anche in Polesine, Palazzo Celio ha deciso di ristampare la Carta dei servizi
aggiornandola e riadattandone i contenuti ai nuovi profili che va assumendo
l'arrivo di extracomunitari tra Adige e Po. «Siamo convinti che questo libretto sia un valido aiuto ad orientarsi nella burocrazia e nei servizi locali per chi
viene nella nostra città da straniero - ha sottolineato l'assessore provinciale
all'Immigrazione Tiziana Virgili - La ristampa, che tra l'altro ha richiesto
uno sforzo economico non indifferente, attualizza le linee di indirizzo e di
informazione per fruire dei servizi disponibili sul territorio».
Tradotto in cinque lingue, russo, francese, inglese, cinese e arabo, oltre
all'italiano, il vademecum è diviso in due sezioni: nella prima viene riassunto
il percorso che un cittadino straniero deve fare per arrivare alla regolarizzazione,
alla sistemazione abitativa, ad usufruire di servizi e strutture,
all'istruzione per i figli, a sanità, lavoro, formazione con tutte le
informazioni necessarie alla prima integrazione; nella seconda parte sono
raccolte le notizie e i dati sui servizi a cui accedere con elenchi ed
indirizzi di associazioni e reti di accoglienza alle quali appoggiarsi.La Carta
dei servizi è stata ristampata in cinquemila copie. Franco Pavan
( da "Asca" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
CALABRIA:
TREMATERRA(UDC), SU SPESA CORTE CONTI CI DA' RAGIONE (ASCA) - Reggio Calabria, 8
gen - ''La puntuale analisi della Corte dei Conti sulle politiche di spesa
della Regione, e' in perfetta linea con le osservazioni che, da tempo, l'Udc
propone al dibattito politico''. E' quanto sostiene Michele Trematerra,
capogruppo dell'Udc. ''Dinanzi alla recessione incombente e allo scenario cupo
che si profila all'orizzonte per il Mezzogiorno e per la Calabria - dice
Trematerra - sarebbe quanto mai urgente, anziche' dilungarsi in polemiche
inutili che ci fanno perdere altro tempo prezioso, introdurre
nella burocrazia della
Regione competenze autentiche in grado di tradurre le scelte politiche in
azioni concrete''. ''Purtroppo, come andiamo sostenendo da tempo - agiunge
Trematerra - oggi manca una burocrazia efficiente cosi come non c'e' l'ombra di un Governo della
Regione che sia in grado di tradurre, come dice l'autorevole Corte, le
risorse materiali ed immateriali in occasioni di sviluppo duraturo e
sostenibile. Esattamente questa incapacita' della Giunta regionale di creare
occasioni di sviluppo produttivo e' la fotografia della criticita' calabrese
piu' acuta e, insieme, il punto da cui riprendere un ragionamento tra le forze
politiche finalizzato ad affrontare finalmente i veri problemi della
Calabria''. ''Altrimenti - conclude Trematerra - come ha ricordato l'on.
Roberto Occhiuto in un suo recente intervento in Parlamento e come sottolinea
oggi la Corte dei Conti, il federalismo fiscale, anziche' essere
un'opportunita' per la modernizzazione della Calabria sara' una iattura.
Perderemo senz'altro un'occasione importante, se non saremo in grado di
superare la gracilita' degli assetti politico-decisionali e amministrativi e di
costruire una proposta politica aperta alla migliore Calabria e intesa a
valorizzare le potenzialita' a nostra disposizione''. red/res/ss (Asca)
( da "Virgilio Notizie" del 08-01-2009)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 8 gen. (Apcom)
- Una proposta di partnership commerciale, messa nera su bianco con una lettera
inviata al premier Silvio Berlusconi. Lufthansa avrebbe deciso di formalizzare
così la sua posizione rispetto ad Alitalia, con un tentativo in extremis per
scavalcare Air France. Almeno secondo quanto assicurano fonti della Lega in
prima fila nella vicenda Alitalia. E proprio sulla base di questa lettera
Umberto Bossi oggi è tornato alla carica con Berlusconi, restando fiducioso e
convinto della fattibilità dell'operazione - raccontano i suoi - anche dopo
l'incontro di palazzo Grazioli. Una proposta conosciuta anche da Alitalia, ma
che - ed è questo l'argomento di merito usato da Bossi nel colloquio con
Berlusconi e con Colaninno - sarebbe stata esaminata dalle strutture tecniche di
via della Magliana, "e sono sempre gli stessi che stanno portando avanti
l'accordo con Air France dal 2001". Gli strali di Bossi si sarebbero
quindi rivolti contro la 'burocrazia' dell'Alitalia che "da anni ha scelto Air France come
partner". Ma oltre all'argomento tecnico, Bossi ha anche esercitato
pressioni politiche. La battaglia a favore di Malpensa, ne sono convinti nel
Carroccio, sta dando ancora più forza alla Lega nel Nord, e questo avrà il suo
peso alle prossime amministrative e alle Europee. La convinzione degli
uomini di Bossi è che "Berlusconi sia in difficoltà, a causa anche delle
posizioni pro-Air France della componente aennina del Pdl". Ma dalla Lega
l'atteggiamento è comunque "collaborativo", anche perchè resta in campo
l'opzione della liberalizzazione degli slot: "Per noi quella è la strada
da perseguire a prescindere da chi sarà il partner. E comunque i tedeschi hanno
dimostrato in questa trattativa di essere gente seria". Resta il fatto che
se la scelta alla fine sarà quella di Air France, "è certo che non
possiamo aspettare anni per aprire la tratta Roma-Milano...". Ovviamente
l'incontro di oggi è stata l'occasione per la Lega anche di ribadire i propri
paletti su allargamento della squadra di governo e federalismo fiscale. Di
fronte alla possibile promozione a ministri di Fazio e Brambilla, il Carroccio
avrebbe ribadito la richiesta di assegnare a Roberto Castelli almeno il ruolo
di vice ministro. Opzione che però comporterebbe analoga richiesta di An per
Alfredo Mantovano agli Interni, ipotesi decisamente sgradita al titolare del
Viminale, il leghista Roberto Maroni. Più semplice la questione federalismo
fiscale, ormai instradato in Senato: la Lega chiede tempi certi per
l'approvazione.