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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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Report "Burocrazia"

Bulciago Dopo i danni alla sede del Gruppo Amici della montagna, nuovo vandalismo sulle mura del luogo sacro I writers colpiscono ancora, presa di mira la chiesetta ( da "Provincia di Lecco, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un risultato difficile però da ottenere percorrendo i meandri della burocrazia. Non si impegneranno quindi né denaro pubblico né risorse della chiesa per ridipingere il muro: ci penserà un gruppetto di volontari. "Abbiamo acquistato la vernice - conferma il vicesindaco Tonino Filippone -, probabilmente già questo weekend ci dedicheremo a ritinteggiare la parete".

La storia Malpensa-<Terminal>: madre e bimbi prigionieri come Tom Hanks di Lidia Romeo ( da "Provincia di Como, La" del 25-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dove le sbarre che li separano dall'Italia sono i tempi della burocrazia più che le leggi sull'immigrazione, mentre il ritorno in Ucraina è reso impossibile dalle condizioni di salute della mamma che nel disagio di questa avventura ha visto riacutizzarsi cronici problemi di articolazione che al momento le impediscono di affrontare un nuovo viaggio.

La Polonia a pedali di Asam ( da "Alto Adige" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la solita burocrazia di frontiera che ti blocca anche per tre ore. Ma ne valeva la pena. La cittÁ di Kant (KÖnigsberg), i luoghi balneari che una volta si chiamavano Rauschen e Cranz e che oggi sono prima di tutto meta per turisti di tutta la Russia e il così detto Sahara del Nord, le dune della Kurische Nehrung,

Ditelo a "la Cittá" ( da "Citta' di Salerno, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla troppa burocrazia, alla mafia, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente, per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e più deboli della nostra societá,

Nessuno deve chiamarci accattoni ( da "Trentino" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche i clown impastoiati nella burocrazia... "Se è una questione puramente burocratica, va bene. Ma se poi il permesso non ti viene concesso è ipocrita. Io credo che un po di animazione nelle strade del Trentino non faccia male. Portiamo solo un po di musica e un sorriso".

Un'impresa con un click ( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere riuscita a trovare un antidoto contro le lentezze ed i garbugli della burocrazia che rischiano di disincentivare fin dall'inizio la voglia di intraprendere. Con dichiarazione unica telematica sono nate, in pochi giorni, le prime 11 imprese. Si tratta per ora di una procedura sperimentale, attiva solo in poche province e con forti limiti nei confronti degli atti di Inps e Inail.

Energia, obiettivo fonti naturali ( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che implica conoscenze normative ed esperienza con la burocrazia pubblica, necessaria per completare l'iter di autorizzazioni e permessi. "Di solito questa figura è collocata ai livelli più elevati dei quadri", conclude Valdes, "con uno stipendio che può variare dai 50 ai 70 mila euro annui, ai quali si aggiungono solitamente un premio risultato, fino al 200% e l'auto aziendale"

Vivo e vegeto, "sepolto" da 23 anni per l'anagrafe sanitaria ( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La sanità e gli errori della burocrazia, il tema non è nuovo e vanta già diversi casi. Questo, in qualche modo, può essere considerato un precedente opposto rispetto a quello verificatosi al San Martino. Gennaio dell'anno scorso, a Genova si aggirava una sorta di morto vivente.

Dopo Castro c'è Castro ( da "Unita, L'" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Timide liberalizzazioni e mani pulite nella burocrazia anche militare portano qualche conforto ma la soluzione resta lontana. Nuovi e vecchi amici possono dare una mano: la Cina che ha rianimato le miniere di nichel, il Canada dal quale sbarca la maggior parte dei turisti. Soprattutto il Venezuela di Chavez: fa arrivare a Cuba la stessa quantità di petrolio che mandava l'

Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati. Un ampio settore di interesse: automobili, motociclette, autocarri e mezzi agricoli ( da "Libertà" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: allo snellimento della burocrazia, alla possibilità per un collezionista non agricoltore di acquistare e intestarsi un mezzo agricolo d'epoca, all'istituzione di una targa speciale per i mezzi storici oppure alla possibilità di realizzare targhe regolamentari "in stile", come quelle che esistevano all'epoca di un particolare modello,

La politica dei cannoli - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: onnipotenza impunita della burocrazia regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una bella invenzione che circolava in Sicilia da un po di tempo e che tutte le persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente, si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali,

Terza corsia tra viareggio e l'autocisa l'opera sull'a12 pronta entro il 2009 - luca cinotti ( da "Tirreno, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: conclude un percorso lungo anni e non privo di ostacoli nelle "curve" della burocrazia di Comuni, Province, Regioni e ministeri. Il progetto della Salt prevede che la terza corsia venga realizzata su un tratto lungo 41 chilometri e mezzo, con una spesa per la quale la società guidata da Roberto Bertola ha previsto in bilancio 725 milioni di euro.

"STARWEB", LA BUONA BUROCRAZIA ( da "marketpress.info" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

<Che fermino tutto, almeno Roma capirà> ( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia si sta arrogando il diritto di non decidere, basta". L'assessore alla Pianifiazione Laura Fincato sta con gli operai, per la permanenza della chimica e allo stesso tempo la riconversione di Marghera, così come dicono gli accordi sottoscritti in questi anni.

Scuola e diritto, il dono della lingua veneta ( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lungimiranza contano assai di più della sicumera e delle trappole della burocrazia; e le esperienze catalane stanno a dimostrarlo. Ed è già, per intanto, un avvio concreto, il notare che in veneto classico, cinquecento anni prima di Cristo, " dono " si dice e si scrive " dono ". Parola veneta, non latina; anche se il latino in questo caso risulta (e c'è un perché) parallelo al veneto.

Tumori, pronti \nTribunale del Malato e Calabrese lanciano una petizione per le autorizzazioni ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono incompatibili con la burocrazia regionale". Partirà per questo, da domani, l'offensiva del Salento contro "il forte ritardo del governo regionale sul rilascio delle autorizzazioni ". Si parla di Pet, la nuova tecnica per immagini, innovativa rispetto alla Tac, di cui il territorio salentino è ancora sprovvisto nonostante la volontà d'investimento dei privati.

I TITOLI DEI GIORNALI: ECONOMIA E FINANZA (24/02) ( da "Asca" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Metropoli) - Roma finanzia i progetti d'impresa La Stampa - ''Basta sacrificare terreni alla produzione di energia - ''In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby - La burocrazia brucia 198 milioni di fondi dell Ue - Malpensa, il 5 marzo assegnati gli slot Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.

Smaltimento rifiuti, troppe complicazioni ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppa burocrazia, protestano gli "imprenditori verdi". I depositi temporanei dei rifiuti presso le imprese dovranno infatti essere divisi per tipologie omogenee e le imprese agricole con volume affari superiore agli ottomila euro dovranno tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti sul quale annotare le operazioni e per il quale vige l'

L'epilogo I tempi eterni della burocrazia ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Combattere l'handicap dell'indifferenza ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle lacune della troppa burocrazia e dall'inettitudine delle persone che vi sono a capo. Mi sento, e ritengo che anche i membri del direttivo si sentano, che sia un dovere di coscienza continuare nell'opera buona iniziata, intensificando i nostri sforzi e soprattutto nel coinvolgere altri in questa avventura davvero meravigliosa".

Passato il Miramar, dopo le ambasciate e il lunapark. La rotonda, il viale di magnolie e palme, i po ( da "Stampa, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: liberalizzazione dell'acquisto di case e auto, meno burocrazia, Internet. Proprio Internet sarebbe una delle ultime passioni di Fidel. Lo si può immaginare davanti al computer che clicca sui siti dei quotidiani messicani, de El Pais, del New York Times e del Wall Street Journal. Li cita ed è preciso.

Il nuovo governo tagli dove ci sono privilegi ( da "Centro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente,

Avanza una Russia a tempo di rock ( da "Panorama" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: prigioniere oggi della corruzione, della burocrazia e soprattutto del "nichilismo legale": quest'ultima espressione è stata inserita personalmente da Medvedev in un suo recente discorso, con una correzione scritta a mano. Dunque meno minacce e più sorrisi, meno patriottismo d'antan e più riforme liberali.

Il Rigoletto/ Nord Italia, terra ostile per la Sinistra. Che non si è accorta dei cambiamenti degli ultimi 20 anni ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di velluto"

Agriturismo: 34 mln per rilanciare il settore ( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Aiuti con meno burocrazia La proposta di legge in sintesi Obiettivi promuovere e sostenere le attività agrituristiche e le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo Azioni contributi per iniziative a favore dell'agriturismo; individuazione del fabbisogno di formazione degli imprenditori agrituristici Fondi 33,

Le associazioni: La misura farà da traino al comparto agricolo ( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia nel settore" - dice Ippolito - "basta pensare al provvedimento di eliminazione dell'Albo degli esercenti nell'agriturismo, fatto che consente agli operatori del settore di avviare molto più velocemente una nuova attività". "Inoltre" - continua Ippolito - "questa legge andrebbe ad eliminare il divieto previsto dal Piano di Sviluppo rurale di erogare incentivi alle zone

LIBRI: L'INDAGINE DI RULA JEBREAL, 'DIVIETO DI SOGGIORNO' ( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In molti casi sono sfruttati e devono fare i conti con una burocrazia lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli 'invisibili che vivono ai margini delle grandi citta. Cercano di sopravvivere tra mille stenti e difficolta. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna nel nostro Paese? Cosa fanno?

La politica dei cannoli ( da "Repubblica.it" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: onnipotenza impunita della burocrazia regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una bella invenzione che circolava in Sicilia da un po di tempo e che tutte le persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente, si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali,

Pd, il programma in 12 capitoli ( da "Vita non profit online" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita". Il nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti"

Il programma del Pd in 12 punti ( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita": il nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti"


Articoli

Bulciago Dopo i danni alla sede del Gruppo Amici della montagna, nuovo vandalismo sulle mura del luogo sacro I writers colpiscono ancora, presa di mira la chiesetta (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bulciago Dopo i danni alla sede del Gruppo Amici della montagna, nuovo vandalismo sulle mura del luogo sacro I writers colpiscono ancora, presa di mira la chiesetta La chiesetta a fianco del cimitero comunale di Bulciago vittima dei writers BULCIAGO (p. zuc.) Ancora graffiti sui muri: dopo la sede del "Gruppo amici della montagna" è toccato alla chiesetta vicino al cimitero. Le scritte sono comparse a più riprese, in tempi diversi, fino allo scempio completo. In quest'ultimo caso il danno è ancora maggiore rispetto alla baita del "Gamb": anzitutto, ovviamente, per il significato del luogo, per il valore artistico dell'edificio e anche perché i "writers" non si sono limitati a qualche disegno, ma hanno tracciato frasi a caratteri cubitali. Sono visibilissime persino dalla strada: niente di blasfemo, fortunatamente; i soliti ignoti hanno pensato di gridare perlopiù il loro amore - profano - dal perimetro del luogo sacro. Una scelta per nulla condivisa, naturalmente, dal parroco don Celeste Delle Donne e dall'amministrazione comunale che, egualmente "indignati", già si sono consultati sul da farsi. La decisione è stata di ripristinare quanto prima il decoro: un risultato difficile però da ottenere percorrendo i meandri della burocrazia. Non si impegneranno quindi né denaro pubblico né risorse della chiesa per ridipingere il muro: ci penserà un gruppetto di volontari. "Abbiamo acquistato la vernice - conferma il vicesindaco Tonino Filippone -, probabilmente già questo weekend ci dedicheremo a ritinteggiare la parete". Non è il solo compito al quale amministratori comunali e volontariato si stanno dedicando: hanno improvvisato pure delle ronde, finora senza risultato. "Mercoledì a mezzanotte eravamo in giro - riepiloga Filippone -. Giovedì sono ripassato. Finora non abbiamo pizzicato nessuno sul fatto e, del resto, non sarà facile: non si può presidiare i muri a tempo pieno e per tracciare qualche scritta ci vogliono pochi minuti".

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La storia Malpensa-<Terminal>: madre e bimbi prigionieri come Tom Hanks di Lidia Romeo (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 25-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Lecco, La)

Argomenti: Burocrazia

La storia Malpensa-"Terminal": madre e bimbi prigionieri come Tom Hanks di Lidia Romeo MALPENSA - Questa è la storia di una mamma ucraina che vive e lavora regolarmente in Italia da anni e dei suoi bambini che il nostro paese respinge alla frontiera. Ecco allora che da quasi due giorni, ormai, per Sorina Lungo e i suoi bambini Andrey e Alessandro, rispettivamente di sei e otto anni, la zona internazionale dell'aeroporto di Malpensa si è trasformata in una prigione che li tiene lontani dalla loro famiglia e da cui non riescono a uscire. Dove le sbarre che li separano dall'Italia sono i tempi della burocrazia più che le leggi sull'immigrazione, mentre il ritorno in Ucraina è reso impossibile dalle condizioni di salute della mamma che nel disagio di questa avventura ha visto riacutizzarsi cronici problemi di articolazione che al momento le impediscono di affrontare un nuovo viaggio. Una storia che ricorda quella di "The terminal", il film di Steven Spielberg (nella foto una scena della celebre pellicola), con la non piccola differenza che stavolta è tutto vero, e il protagonista non è Tom Hanks, ma una mamma con due bambini. Disperati i parenti, che ormai risiedono tutti in Italia, nella zona del Pavese, con lo zio dei due bambini, Victor Bernik, che da venerdì sera sta cercando di muovere mari e monti tra l'aeroporto e Milano nel vano tentativo di risolvere questa situazione che si fa ogni momento più drammatica. "Fino a poco tempo fa i miei nipotini vivevano in Ucraina con i nonni - spiega -, ma abbiamo purtroppo subìto un lutto e ora sono rimasti soli là. Anche i vicini di casa cui erano stati affidati momentaneamente, in attesa che arrivasse il visto per portarli qui in Italia, non possono più prendersene cura quindi all'improvviso si è creata una situazione impossibile. Mia cognata non può lasciare i bambini da soli in Ucraina ma non può neppure tornare lì per stare con loro, altrimenti perderebbe il lavoro, la casa e non avrebbe modo di mantenerli, di offrirgli un futuro. Che cosa deve fare?". Il problema per la polizia di frontiera è chiaro: anche se non ci sono dubbi sul rapporto di parentela tra la donna e i bambini, che compaiono regolarmente sul suo passaporto come figli, e nonostante il regolare permesso di soggiorno della madre, i due piccoli risulterebbero clandestini nel nostro Paese perché non in possesso né di un formale permesso per ricongiungimento familiare né del visto d'ingresso rilasciato dall'ambasciata italiana a Kiev. Così i due bambini, e di conseguenza la madre, sono stati semplicemente respinti alla frontiera, come capita ogni giorno a decine di persone, e in attesa di essere reimbarcati su un volo che li riporti indietro devono dormire sulle sedie della sala d'aspetto e mangiare nei bar della zona dei "duty free", con l'aggravante che i soldi a disposizione della mamma iniziano a scarseggiare. Proprio la scomoda nottata di venerdì sera avrebbe avuto l'effetto di riacutizzare un malessere cronico della donna. "Mi ha detto che è svenuta e che il medico dell'aeroporto le ha dato degli anti dolorifici, ma il pilota ha comunque rifiutato di imbarcarli", racconta lo zio che intanto sta chiedendo l'aiuto di tutti, avvocati e amici, in attesa di riuscire a mettersi in contattato con l'ambasciatore ucraino che risulta impossibile da rintracciare almeno fino a domani mattina. "Tenere madre e figli in questa situazione non è umano - accusa - e non è degno di un Paese civile e accogliente come l'Italia".

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La Polonia a pedali di Asam (sezione: Burocrazia)

( da "Alto Adige" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dieci giorni tra Danzica e dintorni con qualche sconfinamento i territorio russo La Polonia a pedali di Asam Il giornalista Rai attraverso i tremila laghi della Masuria MERANO. Dopo i 7.500 chilometri di Armin ZÖggeler spesi a pedalare dalla Tanzania alla punta estrema del Sudafrica, arrivano stasera altri colpi di pedale, quelli più tranquilli (naturalmente in rapporto al viaggio africano di lunedì scorso) del giornalista Rai Robert Asam e dei suoi amici nei territori polacchi della Masuria, con sconfinamenti in territorio russo. Questo, dunque, il racconto di viaggio proposto stasera alle 20.30 all'Urania da On the road. "è da dieci anni - racconta Robert Asam - che anno dopo anno organizzo per un gruppo di amici una vacanza in bici. Il termine tedesco Radwanderung, che tradotto in italiano corrisponde a passeggiata in bicicletta, è forse la parola più pertinente per far capire quale è lo scopo di questo tipo di viaggio: niente corse a cronometro e, possibilmente, niente salite faticose, ma piuttosto pedalare comodamente fiancheggiando un fiume o lungo le strisce di terra che separano un lago dall'altro. Io mi sono assunto il compito di preparare il viaggio prenotando gli alberghi. Il resto lo lasciamo alle pieghe che il viaggio assumerà". "Dunque - prosegue Robert - a questo punto io e i miei amici per otto, dieci giorni, caricato il necessario sulle nostre due ruote, partiamo. E ad ogni viaggio con sorpresa constatiamo quante cose si vedono o si possono scoprire, facendo non più di 50, 70 chilometri al giorno". "Già da tempo - sottolinea - avevo in mente di visitare il nordest della Polonia e in particolare i tremila laghi della Masuria. Dopo aver fatto la ciclabile Oder-Neisse in direzione sud-nord, saltando diverse volte il confine tra la Germania e la Polonia nell'estate 2006, per il 2007 finalmente decisi di puntare sulla realizzazione di quel vecchio sogno. Naturalmente questa volta non sarebbe stata la solita gita in bicicletta. Questo anche perché, coi miei amici, avrei colto l'occasione per visitare Danzica e tutta l'ex Prussia Orientale, compresa la zona russa di Kaliningrad (KÖnigsberg). Questa variante sarebbe stata possibile solo a bordo di un autobus e attraverso un'organizzazione del posto. A questo punto il viaggio avrebbe compreso un volo da Monaco di Baviera a Danzica, quindi, bici a noleggio, incluso il trasporto dei bagagli. I nostri amici polacchi ci avrebbero organizzato in modo impeccabile anche le cene nei diversi alberghi in modo tale che non ci sarebbero mai state servite le stesse pietanze. A tale proposito devo confessare che la cucina polacca e quella della Masuria in particolare, per me non ha più segreti". "Ma veniamo - prosegue Robert Asam - alle particolarità del viaggio. Partendo da Danzica abbiamo raggiunto con un pulmino Malbork (Marienburg) per visitare la piÚ grande fortificazione medievale che i cavalieri teutonici (Deutschordensritter) abbiano mai costruito. A partire da qui fino alla fine del viaggio abbiamo stabilito che per mezza giornata avremmo pedalato, riservando l'altra metà alle visite o a gite in barca. Dopo Frombork (Frauenburg) con il duomo in cui per molti anni si mosse l'astronomo NiccolÓ Copernico, ci siamo spostati in territorio russo, con la solita burocrazia di frontiera che ti blocca anche per tre ore. Ma ne valeva la pena. La cittÁ di Kant (KÖnigsberg), i luoghi balneari che una volta si chiamavano Rauschen e Cranz e che oggi sono prima di tutto meta per turisti di tutta la Russia e il così detto Sahara del Nord, le dune della Kurische Nehrung, tutto valeva la pena d'essere visto e ammirato. Poi sette giorni nella regione polacca della Masuria, tra fiumi e laghi. Pedalando quasi sempre sotto un cielo strepitosamente azzurro. Le cicogne, di cui un terzo della popolazione mondiale passa l'estate in Masuria, per poi, tra il 10 ed il 15 agosto, spiccare il volo verso il Sud. Qualche bagno, itinerari che ogni tanto, pur affascinati, erano da Camel Trophy, picnic sulle rive dei laghi, una gita in canoa sul fiume Krutinna, tremendamente profondo: dai 20 ti ai 40... centimetri. Tutto in tranquillità e rilassamento totale. Quindi il rientro a Merano più appagati che mai". (gi.bo.).

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Ditelo a "la Cittá" (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Email: lettere@lacittadisalerno.it - Indirizzo postale: via Fatigati, 10 - 84128 Salerno - Fax: 089 2783236 Le lettere, possibilmente dattiloscritte o via Email, non devono superare le 40 righe. A richiesta sará mantenuto l'anonimato. Salerno sará capitale dei rifiuti " Gentile direttore, " sabato ho attraversato il centro di Avellino tra cumuli di sacchetti di rifiuti. Mezz'ora dopo percorrevo le strade pulite della nostra cittá; eppure sono solo poche decine i chilometri che separano i due capoluoghi di provincia. A dispetto delle apparenze, sará però la nostra cittá ad ospitare un impianto di termovalorizzazione da 500mila tonnellate annue. Nessuno parla di questo evento così dannoso per noi, quasi accettandolo come un destino inevitabile. Anche i Verdi tacciono, come i politici locali, che a voce bassa, affermano che questa è la soluzione giusta. Anzi, qualcuno ha fatto persino affiggere manifesti per rivendicare la primogenitura di questa scelta in tempi non sospetti. Sospetto è proprio, invece, questo silenzio, questa assenza di dibattito, questo assenso latente nella popolazione, la mancanza di una indagine giornalistica che vada alla ricerca della veritá. Quest'impianto, se sará costruito, inizierá a funzionare non prima di quattro anni. Nel frattempo quale sará il piano di gestione del trattamento rifiuti? Non è noto, ma non potrá prescindere dalla raccolta differenziata, per cui la nostra provincia tra quattro anni scenderá a 250.000 t/a di rifiuti. Se nelle zone rurali parte il compost casalingo, allora, all'impianto arriverebbero 150.000 t/a. Il "carburante" per il termovalorizzatore sará portato da Napoli, Avellino, Caserta o Benevento. Altro che cittá turistica! Salerno diverrá la pattumiera della Campania. Oggi Salerno produce circa 80mila tonnellate annue di rifiuti; domani dovrá smaltire almeno 100mila tonnellate di ceneri in discariche speciali. In compenso avremo più elettricitá a disposizione, ma la pagheremo sempre al prezzo attuale e soprattutto più acqua calda, che con il lungo periodo invernale che ci affligge è una vera manna dal cielo! Sará - però - questa l'occasione per rifare le strade di Salerno, atteso che l'acqua calda passa in tubi che ancora non ci sono. Certo qualche piccolo inconveniente lo avremo, fra diossine, furani e metalli pesanti nell'aria e nell'acqua del Picentino e del mare. Ma tanto l'aria è giá inquinata dallo smog delle automobili e l'acqua del mare dagli scarichi fognari. L'Enea afferma che il 75% delle diossine in Italia proviene dagli inceneritori; perché noi dovremmo essere da meno, anzi così diventiamo veramente cittá europea. Stia sicuro, direttore, che allora si sveglierá l'Ordine dei Medici Salernitani e chiederá ciò che giá chiede l'Ordine Nazionale dei Medici Francesi e la federazione degli Ordini dei Medici dell'Emilia e Romagna: la moratoria per gli inceneritori. Ma forse allora sará troppo tardi. Perché nessuno parla del latte alla diossina di Brescia, della chiusura dell'inceneritore di Terni (ammodernato e gestito dall'Asm)? Sono eventi di dicembre 2007 e gennaio 2008. Si scarica tutto sulle scelte compiute dai professori universitari; sono loro che dovrebbero sapere che in Germania si costruiscono gassificatori e non più inceneritori, a parte che le tecnologie italiane di abbattimento degli inquinanti sono inferiori di molto a quelle straniere. Circa 2000 anni fa una Persona parlava dell'inferno con l'espressione "fuoco della Geenna", che era il luogo dove notte e giorno bruciavano i rifiuti di Gerusalemme. Dopo tutto questo tempo alcuni illuminati vogliono trattare i rifiuti nello stesso modo. Verrebbe voglia di augurare loro le "fiamme del Picentino" dove avrebbero tutto il tempo per pensare ai danni prodotti con scelte anacronistiche, antieconomiche ed altamente inquinanti. Antonio Pisani Salerno Una campagna elettorale tra i cittadini " Egregio direttore, " auspico una campagna elettorale vivace ma educata e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente, per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e più deboli della nostra societá, dai lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da questi emergerá il bisogno di più sicurezza, lavoro, il costo della vita troppo elevato, stipendi e pensioni basse. Anche se bisogna riconoscere al centrosinistra di aver fatto tante cose buone, bisogna però, fare molto di più. In campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere i giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro, progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla legalitá, al rispetto delle regole, progetti in cui far sì che i servizi sociali, diventino sempre migliori, dalla sanitá, alla scuola, ai trasporti. Poi lasciatemelo dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da subito, poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far sì, che la politica non sia un costo, ma una risorsa. Francesco Lena L'elettroshock non è una cura " Egregio direttore, " sono un'insegnante elementare, attenta non solo ai diritti dei bambini, ma anche a tutti i diritti umani, compresi quelli del malato. Ho ascoltato giorni fa una trasmissione sul tema "elettroshock", nella quale è stato intervistato uno dei luminari italiani della psicoterapia e difensore dell'elettroshock, e ne sono rimasta inorridita! Il luminare all'inizio dell'intervista metteva l'accento sul termine elettroshock, affermando che il suo nome corretto sarebbe stimolazione elettrica! Ho pensato: ma quanto guadagna il luminare per ogni terapia elettroconvulsiva? Visto che la promuove così tanto, mi piacerebbe sapere quanti dei suoi pazienti curati con l'elettroshock sono tornati ad una vita normale! E per vita normale, intendo andare a lavorare, avere una famiglia, insomma vivere la vita. E quanti sono invece i pazienti che alla vita normale purtroppo non ci sono più tornati? Io purtroppo anni fa conobbi due persone che avevano subito questa cura: ebbene erano dei vegetali, nel vero senso della parola. Continuando nell'intervista, ad un certo punto, il luminare affermava che "tutti i mezzi possono essere abusati, anche l'aspirina può dare reazioni anafilattiche". Con quale coraggio si può paragonare l'aspirina all'elettroshock! Non mi risulta che l'aspirina danneggi il cervello e causi la perdita della memoria e menomazioni a livello intellettivo. Alle persone che si trovano in una condizione disperata deve essere data una cura medica appropriata ed efficace, un ambiente sano e sicuro dove - attraverso l'amore, la comprensione, la pazienza - possano recuperare la fiducia in loro stesse e la voglia di vivere, non attraverso l'elettroshock! Antonella Marzaroli.

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Nessuno deve chiamarci accattoni (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PROMOTORE "Nessuno deve chiamarci accattoni" Rudi Bridarolli contesta il Comune: l'Europa va in direzione opposta TRENTO. Si celava dietro la maschera di un "clown magico" l'identità dell'organizzatore della manifestazione di ieri. Lui è Rudi Bridarolli, socio della Federazione nazionale artisti di strada. Il sorriso triste del clown è appropriato oggi. "In questo caso sì. La regolamentazione che vuole fare il Comune è così restrittiva che equivale sostanzialmente ad un divieto. Bisogna capire che un artista di strada guadagna pochi euro al giorno. Stando lì un'ora al mattino e un'ora al pomeriggio non varrebbe più la pena. Oltretutto 40 giorni l'anno. Sarebbe impraticabile e poco remunerativo. Anche perché gli artisti di strada si contano sulle dita di una mano: non sono una presenza invadente come qualcuno vorrebbe far apparire". Quanti siete? "Una cosa difficile da quantificare. Alcuni giovani, in genere studenti, presenti saltuariamente. Come i ragazzi dell'Anonima Stendhal che suonano in gruppo anche ad un certo livello. Sono di Trento, ma studiano fuori, quindi sono poco presenti in città. I giovani della Giratutto invece fanno corsi di giocoleria nella palestrina di via Verruca. Per il resto c'è un arcipelago abbastanza sparpagliato: qualche singolo che suona la fisarmonica o che fa la statua vivente". Da dove nasce questa proposta di modifica? "E' nata 10 mesi fa per un motivo abbastanza banale: qualcuno che suonava la fisarmonica davanti ad un negozio o sotto un'abitazione. Ma la regolamentazione è fatta da persone che o non sanno o non vogliono conoscere la materia". Alcuni anche nella maggioranza sono contrari. Come Marchesi e Ferrari di Td e Gilmozzi della Margherita. "Fra l'altro si va in controtendenza rispetto all'orientamento nazionale, dove molti comuni stanno facendo l'opposto: Torino e Lecce hanno liberalizzato, senza alcuna restrizione. Firenze, che una città molto affollata di turisti, ha attuato una regolamentazione molto logica: che ci dà la possibilità di lavorare bene. Non parliamo dell'Europa: in Inghilterra e Olanda ci sono delle zone dove ci si può esibire pagando una piccola quota". Lei crede che la linea dura passerà in consiglio? "E' molto probabile. Noi raccogliamo firme, anche se non hanno un valore reale. Per dimostrare che a fronte di qualche piccola protesta, molti sono d'accordo con noi". Quanto guadagna un artista di strada in un giorno. "Dipende dalla tipologia. Il suonatore di fisarmonica molto poco: qualche decina di euro quando va bene. Bisogna tener conto anche che in trentino le piazze sono pochissime: Trento, Rovereto, Riva. Oppure le grosse manifestazioni come le Feste Vigiliane, dove puoi tirar su qualcosa di più. Ma se fai quaranta euro è una buona giornata". Nella delibera della giunta si dice che "il più delle volte i sedicenti artisti di strada sono accattoni". "Questa è la cosa più brutta. Scambiare l'artista di strada per il mendicante è un po' un'offesa. Il mendicante non dà niente. Io conosco un violinista francese di una bravura strepitosa: potrebbe suonare in qualsiasi orchestra. Ma gli piace farlo per strada. C'è una più o meno evidente espressione artistica dietro questo fenomeno. Oltretutto chi si esibisce non pretende niente". C'è chi si lamenta del "notevole disturbo". "Sta anche nell'intelligenza dell'artista non suonare 12 ore sotto una finestra. Non è che noi rifiutiamo la regolamentazione, ma vogliamo che sia realistica. Se fosse possibile come in ogni genuina democrazia confrontasi tra le parti...". Cosa proporrebbe lei? "Si possono stabilire dei luoghi e anche orari dove è poco consono esibirsi. E' giusto non farlo davanti ad un negozio o una chiesa. Ma non una cosa che impedisca di lavorare. Con un'ora al mattino e una il pomeriggio non fai niente. La tendenza è la stessa nel resto del Trentino: c'è una simile regolamentazione a Riva, mentre a Rovereto di fatto c'è un divieto: devi chiedere un permesso che non ti danno". Vi chiedono pure la comunicazione ai vigili. Anche i clown impastoiati nella burocrazia... "Se è una questione puramente burocratica, va bene. Ma se poi il permesso non ti viene concesso è ipocrita. Io credo che un po' di animazione nelle strade del Trentino non faccia male. Portiamo solo un po' di musica e un sorriso". (maro).

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Un'impresa con un click (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette Numero 047, pag. 1 del 25/2/2008 Autore: di Marino Longoni Visualizza la pagina in PDF     Un'impresa con un click Sono già 11 le aziende create in un giorno con la comunicazione unica telematica. Ma la semplificazione è ancora tutta da testare Creare un'impresa con un click? La promessa del ministro Pierluigi Bersani sembra vicina a diventare realtà. Dopo quasi due anni di dichiarazioni, polemiche e annunci, la buona volontà di politici, imprenditori e professionisti sembra essere riuscita a trovare un antidoto contro le lentezze ed i garbugli della burocrazia che rischiano di disincentivare fin dall'inizio la voglia di intraprendere. Con dichiarazione unica telematica sono nate, in pochi giorni, le prime 11 imprese. Si tratta per ora di una procedura sperimentale, attiva solo in poche province e con forti limiti nei confronti degli atti di Inps e Inail. L'obiettivo però è ambizioso: 100 mila iscrizioni nei prossimi sei mesi. Con un risparmio di tempi e, qualche volta, anche di denaro. Fin qui la parte positiva. In realtà la nuova procedura avrà bisogno di tempo per essere assimilata dagli intermediari, professionisti e associazioni di categoria. Solo allora ci sarà un vantaggio reale. Sempre che si riesca a rimediare ad un difetto congenito che il nuovo sistema sembra portarsi dietro. Più che di una comunicazione unica, infatti, si tratta per ora di diverse comunicazioni raggruppate e mandate ad un solo ente pubblico, la Camera di commercio, che provvede poi a smistarle ad Agenzia delle entrate, Inps , Inail e registro delle imprese. Il problema è che i diversi enti pubblici interessati utilizzano un linguaggio e dei codici diversi per rappresentare le stesse realtà, a causa dello stratificarsi di abitudini e problematiche diverse, che richiederanno del tempo per essere superate. Siccome però il ministro Bersani si era già venduta la pelle dell'orso, non si è voluto aspettare il tempo necessario (sarebbero bastati probabilmente un paio di mesi) alla realizzazione di un modello unico valido per tutti gli enti interessati: il risultato è che gli intermediari sono costretti a compilare sostanzialmente gli stessi modelli di prima e l'unico vantaggio è quello di fare una sola spedizione invece di quattro. Non è molto, ma è un passo in avanti. Nella speranza che, magari con il contributo dei professionisti interessati, non ci si fermi qui.

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Energia, obiettivo fonti naturali (sezione: Burocrazia)

( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi Sette     ItaliaOggi Sette  - Professionisti quotidiano Numero 047, pag. 34 del 25/2/2008 Autore: di Luigi Dell'Olio Visualizza la pagina in PDF       Necessaria la laurea in ingegneria con specializzazione in meccanica, elettronica o elettrica Energia, obiettivo fonti naturali Con l'impennata del petrolio, ecco il manager delle rinnovabili Cercare professionalità e non riuscirle a reperire sul mercato è un fenomeno ormai in via di estinzione in Italia. Eppure è la situazione con cui si trovano a fare i conti molte società attive nel settore delle fonti rinnovabili. L'impennata dei prezzi petroliferi e i conseguenti investimenti nel campo delle energie alternative si confrontano con la carenza di professionalità già formate. è quello che succede, per esempio, con il product manager del fotovoltaico, un professionista che deve essere capace di combinare l'abilità nello sviluppo e nel lancio di nuovi prodotti con la conoscenza approfondita delle fonti di produzione energetica dal Sole. E che può mettere a frutto le competenze acquisite spuntando stipendi fino a 70 mila euro annui. Dal business plan al lancio di nuovi prodotti "Si tratta di una figura molto in voga nell'attuale contesto di mercato, che vede sempre più aziende attive nella produzione di energia da fonti naturali", spiega Alessandra Zubiani, senior consultant di Mps Italia, società di executive search che fa capo a Gi group. Dello stesso avviso Andrea Pettinelli, business development manager di Seltis: "Il product manager nel campo dell'energia solare è una delle grandi novità degli ultimi anni nel mondo della selezione del personale. Si tratta di un professionista in grado di tenere costantemente allineati gli obiettivi di business con l'evoluzione del settore in cui opera". Le sue mansioni partono da quelle classiche del manager di prodotto, vale a dire definizione del piano prodotti, collaborazione con l'area tecnica per lo sviluppo, lancio nuovi prodotti, analisi di mercato e benchmarking con la concorrenza, supporto alla stesura del budget, formazione e supporto alla rete vendita. Porte aperte agli ingegneri-giuristi "Il product manager del solare deve conoscere in maniera approfondita il settore in cui opera", aggiunge Zubiani, "e tra i suoi compiti c'è la diffusione delle conoscenze tra le altre aree dell'azienda. In sostanza è chiamato a un compito di divulgazione in tutte le aree di business, in modo da far comprendere spazi di manovra sconosciuti fino a quel momento". Un'attività che non si limita al semplice lavoro dietro le quinte, come supporto ai vertici aziendali e ai decision-makers, ma che si spinge fino alla divulgazione con l'indeterminato pubblico dei consumatori e la consulenza ai potenziali clienti. Di solito il product manager del fotovoltaico è un laureato in ingegneria, meglio se con una specializzazione meccanica, elettrotecnica o elettronica. "Le conoscenze accademiche non sono però sufficienti, se non accompagnate dalla competenza in campo normativo", aggiunge la manager di Mps. "Si tratta di un settore relativamente nuovo, oggetto di frequenti oggetti normativi, per cui necessita di professionisti in grado di seguirne gli sviluppi quotidianamente". Pettinelli individua buone possibilità anche per gli ingegneri meccanici, che possono mettere a frutto l'esperienza maturata in altri settori dell'industria e della produzione. Curiosità intellettuale e pensiero laterale "La particolarità della professione impone anche specifiche qualità personali", incalza Zubiani. "L'apertura mentale è fondamentale per esplorare le nuove frontiere che l'energia solare può sviluppare. Altri valori aggiunti sono la capacità di relazionarsi anche ad alti livelli, di creare consenso all'interno di gruppi interfunzionali e l'abilità di pensiero laterale". Quest'ultimo aspetto, da qualche tempo, è tornato in auge presso i selezionatori. Ai candidati è richiesta la capacità di approcciarsi ai problemi in maniera indiretta, vale a dire osservandoli da diverse angolazioni. Un approccio nuovo, quindi, rispetto alla focalizzazione sulla singola questione. Il pensiero laterale è ricercato soprattutto nei profili attivi nelle nuove frontiere dell'occupazione, come appunto il fotovoltaico, in cui un problema non può essere risolto secondo i canoni classici della logica sequenziale, ma incrociando punti di vista alternativi. A livello contrattuale, il product manager è solitamente inquadrato come un quadro, con una retribuzione che parte da 50 mila euro lordi annui, per raggiungere i 70 mila per le figure con una maggiore seniority. Occasioni per i facilitatori Pietro Valdes, direttore della divisione property&construction di Michael Page, individua un'altra figura in forte crescita negli ultimi mesi: si tratta del facilitatore che opera al servizio dei parchi eolici e fotovoltaici. "Si tratta di una figura incaricata di interfacciarsi con le amministrazioni e le comunità locali, con l'obiettivo di far comprendere l'utilità di queste strutture e cercare potenziali investitori", spiega. "Dunque, un profilo di relazioni, ma anche un tecnico, visto che tra le sue competenze non può mancare la conoscenza del settore e la capacità di dare l'esatta dimensione del dimensionamento proprio del progetto". Il che implica conoscenze normative ed esperienza con la burocrazia pubblica, necessaria per completare l'iter di autorizzazioni e permessi. "Di solito questa figura è collocata ai livelli più elevati dei quadri", conclude Valdes, "con uno stipendio che può variare dai 50 ai 70 mila euro annui, ai quali si aggiungono solitamente un premio risultato, fino al 200% e l'auto aziendale".

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Vivo e vegeto, "sepolto" da 23 anni per l'anagrafe sanitaria (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia Cancellato dall'elenco degli assistiti, ritrovato dalla ex pediatra: stava contraendo un mutuo per comprare casa 25/02/2008 DAL CITTADINO passato a miglior vita a quello - in perfetta salute - considerato tale per 23 lunghi anni. La sanità e gli errori della burocrazia, il tema non è nuovo e vanta già diversi casi. Questo, in qualche modo, può essere considerato un precedente opposto rispetto a quello verificatosi al San Martino. Gennaio dell'anno scorso, a Genova si aggirava una sorta di morto vivente. Anzi: vivente, morto e resuscitato. Si tratta di un uomo di 35 anni che ha scoperto di essere stato morto per 23 anni dall'anagrafe sanitaria, e di conseguenza cancellato dall'elenco degli assistiti, quelli che una volta si sarebbero chiamati mutuati. Ad accorgersi dell'errore, a parziale riscatto del settore, è stato un medico, la pediatra che seguì il giovane in tenera età. Il giovane veniva dato morto dagli elenchi periodicamente aggiornati per calcolare lo stipendio dei medici di famiglia e forniti loro per controllare i nuovi iscritti, i recessi e i decessi. È stato scorrendo quei nomi che la dottoressa ha notato fra i "revocati" il figlio di buoni conoscenti e fedeli assistiti residenti nel popoloso quartiere genovese di Oregina, sulle alture dietro la stazione Principe. Ha pensato a un incidente accaduto da poco, visto che qualche mese prima aveva incrociato il morto vivente a un convegno farmaceutico. Ma quando ha guardato in un secondo elenco, ha strabuzzato gli occhi: risultava morto a 12 anni. La pediatra ha alzato il telefono e, con tutte le cautele del caso, ha chiamato la famiglia. Voleva fare le condoglianze, ha scoperto invece che il morto era così vivo da aver appena comprato casa. Di più, da aver stipulato un mutuo con una banca. Il gioco degli equivoci, però, era solo all'inizio. Divisi, uno all'anagrafe comunale e l'altro negli uffici della Asl 3 genovese, i genitori sono venuti a capo della questione. Pagando bolli e perdendo tempo il loro figliuolo è tornato in vita. Non prima di aver scoperto, comunque, che esisteva alla Asl una seconda data di decesso, registrato anche nel 1982. Per tutti questi anni, per fortuna, questo fortunato ragazzo non ha avuto bisogno di alcuna ricetta, ma la sua storia ha avuto un finale degno dell'inizio. E' facile immaginare l'imbarazzo del funzionario della Asl davanti ad un caso del genere, ad un morto vivissimo che pretendeva una tessera sanitaria. Geniale la soluzione. E' stato resuscitato con un libretto sanitario retrodatato al 14 agosto 1983, il giorno dopo quella che può essere definita una vera e propria morte burocratica. 25/02/2008.

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Dopo Castro c'è Castro (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Dopo Castro c'è Castro Maurizio Chierici Segue dalla Prima I nvece la promozione è toccata a Ramon Manchado Ventura, ministro della Salute: 19 mesi fa Castro l'aveva delegato a sostituirlo quale "impulsore del programma nazionale e internazionale della campagna per l'educazione". È una colonna del partito, Fidel ha preferito non rischiare. Chissà cosa sta preparando Raul per sorprendere il prossimo inquilino della Casa Bianca. Rivoluzione e governo lo hanno visto protagonista silenzioso un passo dietro il fratello. Mezzo secolo così. Sintonia perfetta, allora cosa cambia? Nei 19 mesi di reggenza si è impegnato a coniugare la trasformazione economica (disperatamente urgente) col potere assoluto del partito unico. È successo in Cina, funziona in Vietnam. Ma Cina e Vietnam aprono le frontiere ai capitali stranieri perché frontiere lontane dalle brame del primo paese del mondo. L'Avana è a due passi da Miami. E Raul sta cercando una terza soluzione. Aprire senza aprire del tutto; trasformare il sistema senza indebolire la piramide delle gerarchie. Il mondo è cambiato e Cuba vuol restare nel mondo non rinnegando il passato per affrontare in sicurezza le pagine imbarazzanti del presente. Non è facile. Il pericolo dell'invasione armata resta l'alibi che ha nutrito i falchi del ping pong Miami-l'Avana. Fidel l'ha giocato per compattare il potere. E Washington gli ha dato una mano per le stesse ragioni. Nel 1962 Kennedy e Kruscev firmavano il trattato che spogliava Cuba dai missili di Mosca proteggendo Cuba da colpi di mano militari. Mai più operazioni Cia come lo sbarco fallito nella Baia dei Porci. Forse l'accordo non contemplava la sopravvivenza di Castro. Per 150, 200, 500 volte - verità e leggenda confondono i numeri - la sua vita è stata minacciata da attentati finiti in niente. Eccolo a 81 anni con i malanni che l'età contempla. Sia Washington che Fidel hanno scelto di non parlarne mai. Perché i cubani arrabbiati che votano dall'altra parte del mare sono più di un milione: nessun governante Usa se l'è sentita di perderne il consenso. Assieme all'embargo, la minaccia militare ha aiutato Fidel a raccogliere attorno alla fierezza del non arrendersi, il consenso della gente. Raul ha condiviso ogni decisione del fratello. Il quale orgogliosamente autodeclassato a "compañero Fidel", resta il suggeritore che ispira la transizione. "Cuba deve cambiare? Sono gli Usa che devono cambiare". Ha rinunciato alla felicità dei discorsi infiniti. Le parole gli vengono faticose, eppure prova a tener vivo l'entusiasmo con articoli pubblicati sul Granma e ripresi dai giornali di mezza America. Rincuora, accusa, apre battaglie ecologiche. Disegna evoluzioni generazionali. "Adesso tocca ai giovani". Raul conferma accorciando le parole. In 19 mesi non ha mai parlato in Tv. Una sola intervista al giornale unico del partito unico. "Non voglio sembrare quello che non sono". Il ricordo dei suoi nemici disegna il profilo gelido di quando marciava sull'Avana del dittatore Batista. Processava, fucilava. Storie di guerra, ma nei cinquant'anni di governo ha rivelato altre pieghe del carattere. Fedeltà agli amici, la più conosciuta. Quando la macchina del regime li precipitava in disgrazia, Raul ammorbidiva l'emarginazione trovando soluzioni onorevoli. Si è fantasticato sulla rivalità col fratello. Piccoli episodi trasformati in odissee. In una famosa sessione del parlamento, Fidel stava pronunciando il discorso più lungo che la storia cubana ricordi. Un Raul impaziente lo ha interrotto lasciando pallido per l'ardire il presidente dell'assemblea: "Insomma, stai parlando da sette ore." "Raul, non sono stanco ed ho tante altre cose da dire." Una volta che le voci raccontavano non so quali baruffe, ho chiesto a Roberto Fernandez Retamar, intellettuale sottile e presidente de La Casa de las Americas, istituzione culturale famosa nel continente latino; ho chiesto se era possibile che Raul scalpitasse. Retamar sorrideva: "Raul non ha mai tradito nessuno, figuriamoci Fidel. È testardo. Non rinuncia alle proprie idee e ne discute con coerenza eppure si è sempre adeguato senza brontolare. Confronti chiari, nessun retropensiero. Non dovrebbe succedere tra fratelli?" Disegna un Raul concreto. A differenza del Castro Uno non decide mai da solo. Quando il problema non lo convince, convoca esperti, uno dopo l'altro. Sceglie con una lentezza esasperante, ma appena trova la soluzione nessuno lo ferma. Nei 19 mesi di interregno ha raccolto un milione di suggerimenti, appunti su carta di contadini, operatori economici, tecnici dell'alimentazione. Perché è la mancanza di latte, pane, carne e pesce il problema che angoscia i cubani. Vivere con la tessera è diventato quasi impossibile. Scaffali dei negozi di stato sempre più vuoti. Si può comperare nei mercati aperti agli stranieri, ma per le tasche locali i prezzi diventano irraggiungibili. Allora si arrangiano o prendono il mare con la stessa disperazione di haitiani e domenicani, o messicani che corrono nei deserti bollenti. Dieci anni fa, aspettando Giovanni Paolo II, il governo ha permesso il ritorno dei clandestini che vivevano negli Stati Uniti. Permessi di 15 giorni. Poi Bush li ha proibiti ma i disertori di Cuba in qualche modo continuano ad arrivare: con la stessa furbizia usata per imbrogliare Fidel e Raul, imbrogliano il paese dei sogni, due pasti al giorno senza tessera, eppure la nostalgia li riporta a casa. Qualcosa Raul ha fatto: lotta dura alla corruzione e una timida trasparenza nei media che ne denunciano il saccheggio. Annuncia di concedere libertà di produzione ai contadini che ne dimostrino la capacità. Un passo verso il riconoscimento della proprietà privata da allargare ad artigiani e piccoli negozi. Nel 1968 Fidel ne ha nazionalizzati 50mila accogliendo il suggerimento dei viceré di Mosca. Si racconta che Raul fosse contrario. Si racconta, ma è pur vero che Raul era alle spalle di Carlos Lage, ministro dell'economia, quando ha permesso ai contadini di vendere l'eccedenza della produzione dovuta allo stato. Anche il nodo strutturale è complesso. Fidel era presidente del consiglio di stato, presidente del consiglio dei ministri e comandante delle forze armate. Dopo 49 anni la triologia di potere sembra fuori tempo. Qualcosa delegherà. Ma i tempi non vengono considerati maturi e il potere reale resta nelle mani di chi l'ha sempre avuto perché il potere che determina la realtà cubana sono sempre le forze armate. Raul non ne lascerà il comando fino all'ultimo respiro. Organizzatore razionale, a Mosca ha imparato a pianificare l'efficienza di un esercito. Fino a vent'anni fa le sue Forze Armate Rivoluzionarie facevano concorrenza alle macchine israeliane. Poi l'addio sovietico e Raul resta con le tasche vuote, vecchi aerei e carri armati d'altri tempi. Rovescia la strategia impegnando gli uomini in divisa nella gestione delle grandi imprese: dal turismo alla produzione, il 70 per cento delle organizzazioni è sotto controllo militare. Il protocollo Kennedy-Kruscev funziona dal '62, dunque nessun pericolo, i soldati servono altrove. E sulla divisa di ministro Raul infila il doppiopetto di presidente della confindustria. Tutta Cuba nelle mani dei due fratelli. Il voto pieno a Raul della Assemblea nazionale ha confermato l'allungamento della transizione in attesa del nuovo protagonista di Washington. Passaggio sereno, modello vietnamita: perestrojka senza glasnost. Ma le urgenze non possono aspettare. Cuba importa il 70 per cento di ciò che mangia. Timide liberalizzazioni e mani pulite nella burocrazia anche militare portano qualche conforto ma la soluzione resta lontana. Nuovi e vecchi amici possono dare una mano: la Cina che ha rianimato le miniere di nichel, il Canada dal quale sbarca la maggior parte dei turisti. Soprattutto il Venezuela di Chavez: fa arrivare a Cuba la stessa quantità di petrolio che mandava l'Unione Sovietica ed è ancora il Venezuela a pagare 6 miliardi di dollari l'anno ai 27mila medici e paramedici cubani: lavorano nelle campagne e negli ospedali pubblici venezuelani dove i dottori di Caracas rifiutano di andare. Sei miliardi di dollari sono tre volte l'incasso del turismo straniero, dodici volte il guadagno delle esportazioni di zucchero, ormai solo rum. Che Cuba debba cominciare ad aprirsi lo ripeterà nel pomeriggio di oggi al cancelliere Perez Roque (altro candidato cinquantenne ai vertici dello stato) il cardinale Bertone, segretario Vaticano in visita all'Avana per ricordare il viaggio 1998 di Giovanni Paolo II. Forse il caso, forse la "grazia divina" (come scrivono i visionari di Miami) Bertone sbarca poche ore dopo le dimissioni di Fidel. Come a papa Wojtyla gli è stata concessa la diretta Tv, messa e omelia nella piazza della cattedrale. La mediazione vaticana potrebbe diventare preziosa negli umori indefiniti del passaggio di potere. Ma Bertone arriva con un elenco di problemi non diversi dai problemi presentati dal Papa dieci anni fa. Ieri come oggi la Chiesa vuole partecipare alla vita del paese e chiede di non essere esclusa dai mezzi di comunicazione. Bertone domanderà libertà di ingresso per suore e missionari. Ma il nodo da sciogliere è un altro: l'accesso al sistema educativo. Nel 1961 la Chiesa ha perso scuole e collegi quando Fidel ha imposto l'educazione pubblica. Vorrebbe ricominciare. Nel ricordo di Giovanni Paolo II, tutto si stringe nei giorni che cominciano a cambiare l'isola. Chissà come e quando. Bertone arriva mentre la storia ricomincia. Forse il caso, anche se a l'Avana difficilmente le cose avvengono per caso. mchierici2@libero.it.

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Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati. Un ampio settore di interesse: automobili, motociclette, autocarri e mezzi agricoli (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Quotidiano partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 25 febbraio 2008 > Piacenza Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati. Un ampio settore di interesse: automobili, motociclette, autocarri e mezzi agricoli Veicoli storici, c'è un nuovo club di esperti "Importante favorire il collezionismo". Nei progetti anche un museo piacenza - "Il patrimonio motoristico d'epoca piacentino è un patrimonio importante che va protetto e fatto conoscere. Per questo è necessario dare ai collezionisti un supporto importante. Anche perché oggi non è facile muoversi nella selva burocratica che non facilita certo chi possiede un veicolo d'epoca". I fondatori del "Club veicoli storici Piacenza" non hanno dubbi: bisogna essere uniti e aggiornati per poter esercitare al meglio la propria passione per i motori d'epoca. Con l'obiettivo di condividere questo "capitale sulle ruote" anche con tutta la comunità piacentina e, in questo senso, la creazione di un museo potrebbe essere la giusta proposta. Nato un paio d'anni fa, nelle scorse settimane il Club veicoli storici Piacenza (Cvsp) ha ottenuto l'ufficiale riconoscimento dell'Asi, l'Automotoclub storico italiano, e ora sta iniziando a farsi conoscere. Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati, già direttore della Motorizzazione civile di Piacenza e ora dirigente del ministero dei trasporti che si occupa di metropolitane, ferrovie e tram, oltre che direttore a interim della Motorizzazione di Cremona. Vicepresidente è invece Alfredo Inzani, mentre i ruoli di tesoriere e segretario sono ricoperti, rispettivamente da Paola Amani e Pietro Mazzari. Del consiglio direttivo fanno parte anche Paolo Andreoli, Agostino Battaglia e Cesare Comini; Domenico Amani è commissario per le auto, Giampiero Raggi commissario per le moto, Cristiano Politi commissario per gli autocarri. Revisori, infine, sono Roberto Affaticati, Antonio Bosi e Angelo Perini. Per ora la sede è a Piacenza in via Nasalli Rocca 84 e un punto operativo è in via Agnelli 1 (telefono 0523499579), presso la carrozzeria Amani. Nei progetti dei dirigenti c'è però la creazione di una "sede-museo dei motori". "Vorremmo appunto - spiega Bosi - avere una sede-museo per far conoscere i nostri veicoli e per condividere con tutti gli appassionati, da un punto di vista storico e tecnico, questo patrimonio. Il problema è ovviamente che ci vuole spazio, molto spazio". Anche perché il nuovo club già raccoglie vari collezionisti non solo di auto, moto e bici, ma anche di ben più grossi camion, bus e mezzi agricoli. "Ora che abbiamo attenuto il riconoscimento Asi - dice Lanati - il nostro primo obiettivo è far conoscere il più possibile l'associazione e crescere come numero di soci. Tra le nostre finalità c'è in primo luogo quella di dare una consulenza attenta e professionalmente capace a tutti i possessori di veicoli storici, anche dal punto di vista normativo". Allo studio, in questo senso, c'è ad esempio l'istituzione presso la sede della Motorizzazione piacentina, di un paio di sedute all'anno dedicate alla revisione dei soli veicoli d'epoca, veicoli che, ovviamente, hanno esigenze specifiche. E, in futuro, non dovrebbe mancare pure l'organizzazione di alcune manifestazione dedicate ovviamente ai veicoli storici. Ma al centro - ribadisce Lanati - ci sarà sempre una grande attenzione ai problemi dei collezionisti, problemi che lo stesso presidente conosce bene anche perché fa parte di un gruppo (formato da funzionari ministeriali e rappresentanti di Asi, Federazione motociclistica e registri Fiat, Lancia e Alfa Romeo) che sta studiando al ministero proprio le problematiche legate alle auto storiche. Tra le quali, ad esempio, vi sono le questioni legate alla messa in circolazione dei veicoli storici, allo snellimento della burocrazia, alla possibilità per un collezionista non agricoltore di acquistare e intestarsi un mezzo agricolo d'epoca, all'istituzione di una targa speciale per i mezzi storici oppure alla possibilità di realizzare targhe regolamentari "in stile", come quelle che esistevano all'epoca di un particolare modello, oppure ancora, al recupero e al restauro di vecchi veicoli abbandonati che la Legge Ronchi ha normativamente equiparato a banali rifiuti. Pier Carlo Marcoccia pcm@liberta.it [.

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La politica dei cannoli - (segue dalla prima pagina) (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Commenti LA POLITICA DEI CANNOLI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Mummia replicante di Totò Cuffaro che, dato per spacciato per motivi giudiziari, fu proditoriamente insolentito dalle furbizie dei suoi ex amici Micciché e Dell'Utri alla ricerca truffaldina di un'immagine antimafia, di una faccia pulita, di un progetto rigeneratore con cui catturare la buonafede degli allocchi, dei siciliani presunti allocchi. Senza alcuna ironia, Micciché aveva chiamato la morte apparente di Cuffaro "rivoluzione siciliana", ma era solo l'accanimento della iena sul cadavere dell'amico. Perché una cosa deve essere chiara: umanamente Cuffaro vale molto più del suo interessato denigratore che ha sempre e solo lucrato. Prima, sulla fortuna elettorale di Cuffaro e, dopo, sulla sua sfortuna giudiziaria. Il bottino della transazione fintamente anticuffariana è la promessa che ieri gli ha fatto Berlusconi di una poltrona ministeriale. Già sprofondato nel suo feuteuil, ieri il pugnace Micciché ha detto: "Una volta al governo, difenderò la Sicilia e sarò il garante del rinnovamento". Una comica siciliana così prevedibile e banale non avrebbe meritato alcuna considerazione se non ci fosse stata di mezzo l'idea della doppia candidatura pulitamente femminile a sinistra come a destra, Finocchiaro-Prestigiacomo, due donne come risorsa di semplice genialità: antimafia e antiretorica, antivischiosità e antivittimismo, anticlientele e antipolitichese, anticannoli e anti vasa-vasa. E ancora: contro l'onnipotenza impunita della burocrazia regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una bella invenzione che circolava in Sicilia da un po' di tempo e che tutte le persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente, si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali, nei convegni universitari, nei salotti, nei club, nella Sicindustria, nei sindacati... Ebbene, il furbo Micciché ha capito che la trovata poteva tornargli utile e, nel giorno della famosa condanna festeggiata a cannoli, l'ha subito usata contro Cuffaro. Finché ieri, ottenuta come ricompensa la promessa del ministero, Micciché si è rassegnato a fare a meno della Prestigiacomo, si è rialleato con Cuffaro e ha benedetto Lombardo, pur lamentando con i cronisti la pressione "esercitata sul povero Berlusconi" da parte della "solita Sicilia pirandelliana" che, per la verità, non esiste se non come alibi del malaffare e come trastullo dei letterati impotenti. Dunque ieri Micciché citava e ricitava Pirandello. Ma sentite come ha spiegato il paradosso del partito di Casini-Cuffaro, l'Udc, che a Roma è contro Berlusconi ma in Sicilia è il suo alleato più prezioso. Gli ha chiesto il cronista dell'Ansa: "Nessun imbarazzo a livello nazionale?". Risposta di Micciché: "Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia". A questo punto il cronista dell'Ansa si è voltato verso un collega e gli ha domandato: "Ma Kafka non nacque a Praga?". Per la verità Micciché, professore immaginario che nel suo sito si spacciò per docente "nel Dottorato di ricerca in Trasporti", era stato già animatore di altri dibattiti culturali e meriterebbe, solo per questo, un ministero in "Male figure e strafalcioni". Fu per esempio coprotagonista di un duetto con il regista Luca Ronconi, al quale ingiunse di eliminare dalla messinscena siracusana delle Rane di Aristofane le caricature di Berlusconi, Bossi e Fini. "Ma questo chi è?" chiedeva Ronconi. "E' Micciché" gli rispondevano. E Ronconi: "Micci-chi?". Al di là degli infortuni culturali del suo staffiere siciliano (ne lasciamo l'elenco completo ai cabarettisti), ieri Silvio Berlusconi ha definitivamente consegnato la candidatura di governatore della Sicilia a Raffaele Lombardo, il più spregiudicato, il più potente ma anche il più banale dei politici della Trinacria ("trinacriuti"), l'uomo che ha scoperto il leghismo siciliano dopo le mirabolanti stupidate di Bossi e dopo l'indecorosa sepoltura dei sicilianismi d'antan di vacua presunzione, dai Vespri siciliani a Tasca Bordonaro a Canepa e, scadendo via via nel ridicolo, da chi voleva la Sicilia annessa agli Stati Uniti a chi la voleva (s)connessa alla Libia. Sino appunto agli attuali mostri dello Mpa (Movimento per l'autonomia) che coniugano il papismo borbonico con il vittimismo antieuropeista, la voracità dell'euro-accattonaggio con il ricatto ministeriale. E dunque: voli gratis per i siciliani, benzina a metà prezzo, "quote" siciliane ovunque si possa "bagnare il becco": in siciliano "bagnarisi 'u pizzu". Insomma Lombardo piazza un proprio uomo ubiquitariamente, purché ci sia lucro: dalle politiche agricole a quelle dei trasporti, dalla sanità all'istruzione, Lombardo gestisce una caccia al tesoro delle finanze derivate che mai nessun altro notabile meridionale aveva mappato con altrettanta, meticolosa, puntuale accuratezza "geocratica". Ecco: Lombardo ha elevato all'ennesima potenza il leghismo del mendicante. Da un punto di vista elettorale, Lombardo ha perfezionato il modello ruspante del suo profeta Cuffaro e oggi controlla il territorio proprio come i barboni presidiano gli ingressi delle chiese, le stazioni della metropolitana e le entrate dei supermercati. E sono entrambi medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo potere politico nel Meridione. Signori delle corsie, i medici al Sud sono spesso i nuovi ricattatori della salute ? "o il voto o la vita" ? , e gli ospedali sono le scuole di fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno preso il posto delle sezioni di partito. Ebbene, in questa nuova politica del territorio, Lombardo sta a Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon: il lombardismo è il cuffarismo scientifico. E infatti esteticamente la differenza è riassumibile nei baci che Lombardo non dà e nei baffi che Cuffaro non ha. Baci, baffi e cannoli: non dico che la Sicilia deve a Berlusconi tutto il corredo iconografico dell'antropologia del suo potere più sguaiato. Ma certamente Berlusconi ha perduto anche questa occasione storica: liberare la Sicilia dai baffi mongoli di Lombardo, dai baci levantini di Cuffaro, dai cannoli mafiosi, dai Kafka viennesi di Micciché e forse, finalmente, anche dall'abuso di Pirandello...: il prossimo che lo cita lo mandiamo all'ergastolo ? 141 bis ? e buttiamo la chiave a Praga. Tanto, loro la cercheranno a Vienna.

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Terza corsia tra viareggio e l'autocisa l'opera sull'a12 pronta entro il 2009 - luca cinotti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 25-02-2008)

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Montecatini Terza corsia tra Viareggio e l'Autocisa l'opera sull'A12 pronta entro il 2009 Dal ministero l'ultimo ok al progetto ma la Salt dovrà rispettare una serie di prescrizioni LUCA CINOTTI VIAREGGIO. Era l'ultimo pezzo di carta che mancava. L'ultimo via libera alla terza corsia dell'A12 fra Santo Stefano Magra e Viareggio. Il decreto del ministero dell'ambiente che dà l'ok all'opera è stato firmato a Roma lo scorso 10 gennaio ed è stato pubblicato nell'ultima Gazzetta ufficiale. Non senza otto pagine di prescrizioni che la Salt sarà tenuta ad osservare. Rischiando fra l'altro, in caso contrario, di veder ridotto il limite di velocità da 130 a 90 km orari. L'opera. Il placet del ministero (arrivato poco prima della crisi di Governo) conclude un percorso lungo anni e non privo di ostacoli nelle "curve" della burocrazia di Comuni, Province, Regioni e ministeri. Il progetto della Salt prevede che la terza corsia venga realizzata su un tratto lungo 41 chilometri e mezzo, con una spesa per la quale la società guidata da Roberto Bertola ha previsto in bilancio 725 milioni di euro. Dopo questo ultimo passaggio formale, la Salt potrà aggiudicare i lavori: secondo Bertola i tempi per i lavori "saranno brevi: un anno, un anno e mezzo dal momento della consegna". La terza corsia, quindi, potrebbe essere realtà già nel corso del 2009. Le prescrizioni. Il via libera del Ministero è, però, accompagnato da tutta una serie di prescrizioni. Che ruotano intorno a due punti principali: la riduzione dell'impatto sull'inquinamento atmosferico e acustico e la realizzazione di opere complementari che servano per "alleggerire" la viabilità ordinaria della fascia litoranea, spesso soffocata da auto e tir. L'ambiente. Gli scenari disegnati da Salt nel suo studio di impatto ambientale prevedono un aumento (anche se piuttosto contenuto) di traffico da oggi fino al 2040. Per questo la Regione e il ministero hanno puntato molto sulla tutela dell'ambiente nei centri attraversati dall'A12 "ingrandita". Sul versante del rumore, in un primo luogo Salt aveva individuato circa 44 chilometri di barriere antirumore: i punti più critici a Vittoria Apuana (Forte dei Marmi), Montignoso, Massa e Marina di Carrara. La Regione, in seguito, "costrinse" Salt a raffinare ulteriormente le sue analisi: e da qui è spuntato un altro chilometro e mezzo di barriera da posizionare. Le prescrizioni specificano anche che queste barriere, in alcuni punti, potranno essere in legno ed è previsto "anche su quelli in alluminio, la presenza di opportune finestrature trasparenti in corrispondenza di particolari visuali paesaggistiche (es. Alpi Apuane) o di punti caratteristici (lavorazione del marmo, Bozzi di Saudino)". Salt, inoltre, dovrà monitorare (a sue spese) prima dell'entrata in esercizio l'aria nella zona dei cantieri e sviluppare uno studio per capire "il punto di equilibrio fra flussi veicolari, velocità di percorrenza e missioni inquinanti". Se questo studio non sarà pronto prima dell'entrata in esercizio, il limite fra Santo Stefano e Viareggio scenderà a 90 km/h. Opere complementari. è prevista la realizzazione di tutta una serie di opere che vadano a mitigare gli effetti del traffico: in provincia di Massa-Carrara, ad esempio, la "Strada dei marmi"; in Versilia, invece, è previsto il prolungamento della Variante Aurelia da Viareggio a Marina di Pietrasanta. Metano e Gpl. Un'ultima prescrizione farà felici tanti automobilisti in cerca del risparmio: si impone, infatti, a Salt di "inserire lungo il percorso, nelle aree di servizio, punti di distribuzione di metano e gpl".

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"STARWEB", LA BUONA BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 25-02-2008)

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Roma, 25 febbraio 2008 ? La Camera di Commercio di Roma ha realizzato, in collaborazione con Infocamere (la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane), un nuovo sistema, denominato "Starweb", per la trasmissione con modalità telematica delle domande delle imprese artigiane, attraverso i Comuni, alla Commissione Provinciale per l'Artigianato presso la Camera di Commercio di Roma. Il sistema è già operativo e utilizzabile. Secondo il "vecchio" procedimento chi vuole avviare un'attività di impresa artigiana, presentare una modifica o una cancellazione, si deve recare fisicamente presso gli Sportelli del Comune territorialmente competente che, dopo l'istruttoria della domanda, la invia per posta o tramite messo alla Camera di Commercio. Starweb, utilizzando le connessioni internet, consente all'impresa artigiana o all'associazione che la rappresenta, la creazione di una pratica di iscrizione, modifica e cancellazione in formato digitale e la sua trasmissione, in via telematica, al Comune, che la riceve, la istruisce e la invia, con la stessa modalità, alla Commissione Provinciale per l'Artigianato per l'approvazione definitiva. Per l'utilizzo del sistema è sufficiente disporre delle comuni apparecchiature informatiche quali un personal computer, scanner e dispositivi di firma digitale, collegarsi all'indirizzo internet "http://artigiani. Infocamere. It/starweb/index. Jsp", autenticarsi tramite user-id e password opportunamente profilate. Questo sistema richiede la collaborazione delle associazioni di categoria dell'artigianato perché interesserà un numero consistente di domande di imprese artigiane, prevalentemente in forma di ditte individuali, che nell'anno 2007, con modalità cartacea, sono state complessivamente 16. 454 di cui 7. 331 iscrizioni, 3. 626 modifiche e 5. 207 cancellazioni. La particolarità della nuova procedura è determinata dal fatto che la Legge Regionale 17/99 prevede espressamente che le domande all'Albo delle Imprese Artigiane devono essere presentate ai Comuni, i quali, dopo l'istruttoria, le trasmettono alla Commissione Provinciale per l'Artigianato. Un procedimento complesso che coinvolge tre attori i quali, attraverso Starweb, hanno la possibilità di dialogare on line, con effetti positivi sui tempi di lavorazione delle domande all'Albo delle Imprese Artigiane. Infatti, se il tempo medio di lavorazione di una pratica inviata con il sistema tradizionale è di circa 60 giorni, il tempo medio di lavorazione di una pratica inviata con modalità telematica si riduce a 10 giorni. Inoltre, diversamente dalla situazione attuale, in cui i diversi attori coinvolti inseriscono più volte gli stessi dati, con il nuovo sistema l'inserimento dei dati è effettuato una sola volta a monte, al momento della compilazione della pratica in formato digitale e utilizzati in ogni stadio del procedimento. Oltre ai vantaggi in termini di semplificazione e di riduzione dei tempi complessivi per l'iscrizione di una impresa artigiana, il sistema consente: · di trasformare il modello cartaceo in digitale, con la possibilità di compilare automaticamente i campi del modello con le informazioni già presenti nel data-base del Registro Imprese; · di monitorare e verificare in ogni istante la pratica digitale di iscrizione, modifica e cancellazione di un'impresa artigiana, nelle diverse fasi del procedimento, dalla predisposizione della pratica, attraverso l'istruttoria del Comune fino all'approvazione da parte della Commissione Provinciale per l'Artigianato; · di verificare, prima della compilazione della domanda, se esistono delle posizioni incompatibili come, ad esempio, essere già titolare di altra impresa artigiana, che comporterebbero il rifiuto dell'iscrizione da parte della Commissione. . <<BACK.

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<Che fermino tutto, almeno Roma capirà> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-02-24 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Laura Fincato "Che fermino tutto, almeno Roma capirà" MESTRE - "Mi auguro che riescano a paralizzare tutto, così qualcuno riuscirà a vedere la loro esasperazione, che è anche la mia. La burocrazia si sta arrogando il diritto di non decidere, basta". L'assessore alla Pianifiazione Laura Fincato sta con gli operai, per la permanenza della chimica e allo stesso tempo la riconversione di Marghera, così come dicono gli accordi sottoscritti in questi anni. "La pazienza ha un limite, ai sindacati sono arrivate le denunce, gli operai vogliono scendere in strada, la commissione non decide...". Quindi la protesta è giusta? ""E' una delle ultime occasioni per attirare l'attenzione di chi non vuol sentire. E lo dico anche chiaramente chi sono: il ministero dell'Ambiente, l'ingegner Agricola e il presidente della Commissione Via Rodotà: devono fare presto e bene il loro lavoro". L'azienda non è stata ancora convocata "Lunedì di due settimane fa Agricola è partito per le sue ferie, e Rodotà ha assicurato una rapida convocazione dell'azienda, che non c'è stata". Nel frattempo l'ingener Agricola ha consigliato a Ineos di cambiare progetto "Non esiste, il progetto resta quello presentato. C'è la Via regionale positiva, e c'è tutto il tempo per un confronto tra Via e azienda per trovare un accordo, ma..." Ma cosa? "Il mio sospetto è che si voglia allungare il brodo e finire nel mezzo della campagna elettorale quando Galan dirà di aver fatto la sua parte, il Pd che il governo non è intervenuto e i Verdi che non è stato fatto niente perchè il parere non poteva essere scientifico. Ma qualcuno si deve assumere le proprie responsabilità. Il governo è uno, al di là di ministri e ministeri" F.B. Assessore Laura Fincato sta con gli operai e critica il governo.

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Scuola e diritto, il dono della lingua veneta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-02-24 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE L'intervento Scuola e diritto, il dono della lingua veneta di MARILENA MARIN Attiva in questa parte d'Europa, dove due secoli di sfruttamento coloniale e di razzismo contro venete e veneti (e slavi ed ebrei e tedeschi) hanno scavato e continuano ad allargare piaghe brucianti, come donna, e come insegnante impegnata nei campi del volontariato, lontana da ogni estremismo e intolleranza, plaudo alle iniziative attraverso le quali Rina Biz dona ai giovani la lingua e la civiltà veneta. Iniziative tuttora pionieristiche, stante la scarsità di insegnanti aggiornati. Ma la buona volontà e la lungimiranza contano assai di più della sicumera e delle trappole della burocrazia; e le esperienze catalane stanno a dimostrarlo. Ed è già, per intanto, un avvio concreto, il notare che in veneto classico, cinquecento anni prima di Cristo, " dono " si dice e si scrive " dono ". Parola veneta, non latina; anche se il latino in questo caso risulta (e c'è un perché) parallelo al veneto. Si può ricordare che la divinità veneta più importante è femminile, presiede alla scrittura, alla salute ed alla giustizia condivisa. E presiede alla tessitura, " vebel " (ora sono il germanico " weben "e l'inglese " web " a risultare paralleli al veneto): tessitura dei rapporti sociali ed istituzionali. E forse è bene ricordare che è nel mondo veneto che nasce la vera ecologia, quella che garantisce equilibrio e benessere diffuso. Anche l'uso cosciente, così lontano dai nazionalismi, della nostra lingua, la lingua veneta, è fattore di equilibio (sociale e morale) e di benessere diffuso. Certo, il parlare del vicino (anch'egli veneto) non è identico al mio; tutti lo riconoscono! Ma parlano "diversamente fra loro" anche fratelli e sorelle, anche i gemelli: non esistono due francesi che parlino lo stesso francese, né due inglesi o russi..., e così via. Questo la scuola ha il dovere di spiegarlo. E poi basta aprire le orecchie e la mente per rendersi conto di quanto le differenze tra Destra e Sinistra Piave siano poca cosa, così come quelle tra Destra e Sinistra Adige, o Brenta o Livenza. Non sono i fiumi a creare i confini linguistici. Tanto l'area linguistica veneta è compatta nella sua profonda e coerente unità naturale, tanto il passaggio alle frastagliate aree linguistiche gallo-italica, ladina, friulana, è netto pur in assenza di barriere fisiche. Avete mai provato a muovervi a piedi attraverso il Veneto, o verso Istria e Dalmazia, con animo ed orecchi aperti? Sono tra noi da sempre anche albanesi ampezzani ed armeni, cadorini e croati ed ebrei e friulani e greci e sloveni e tedeschi, tutti con la loro lingua (e parlano anche veneto spontaneamente, non per imposizione, così come spontaneamente lo stanno imparando gli immigrati): lo ha ricordato sul Corriere Maalouf nei giorni scorsi: più lingue offrono più ricchezza e più forza. Una persona, anche priva di conoscenze filologiche, che percorra da un estremo all'altro il Veneto e le aree venetofone collegate, in lungo ed in largo, conversando con la gente, resta impressionata dall'eccezionale unità lnguistica veneta e dalla sua scarsa differenziazione dialettale, al contrario di quanto avviene negli altri paesi, siano di lingua neolatina o slava o germanica. Sono le stesse parole dedicate dai linguisti portoghesi al loro paese (M. de Paiva Boléo e M.H. Santos Silva 1961, in C. Cunha e L.F. Lindley Cintra 1995), parole che è giusto far conoscere applicandole alla realtà veneta, giacché l'unitarietà della lingua veneta è ancora maggiore di quella portoghese.

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Tumori, pronti \nTribunale del Malato e Calabrese lanciano una petizione per le autorizzazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-02-24 num: - pag: 6 categoria: BREVI Tumori, pronti Tribunale del Malato e Calabrese lanciano una petizione per le autorizzazioni Da domani via alla raccolta di firme da inviare alla Regione Il manger Rollo: "Il Fazzi avrà la macchina" i fondi privati per la Pet LECCE - "I tempi della salute, in particolar modo delle malattie tumorali, sono incompatibili con la burocrazia regionale". Partirà per questo, da domani, l'offensiva del Salento contro "il forte ritardo del governo regionale sul rilascio delle autorizzazioni ". Si parla di Pet, la nuova tecnica per immagini, innovativa rispetto alla Tac, di cui il territorio salentino è ancora sprovvisto nonostante la volontà d'investimento dei privati. Ed è proprio dal titolare del poliambulatorio di medicina nucleare di Cavallino, Maria Luisa Calabrese, che nasce l'idea di una petizione popolare che spinga la Regione Puglia al rilascio delle autorizzazioni richieste. Ad appoggiare il "movimento" dei privati, c'è anche il Tribunale dei diritti del malato che con il suo presidente, Ferruccio D'Amore, ha già iniziato a raccogliere le firme da mandare al presidente Nichi Vendola e all'assessore alla Salute, Alberto Tedesco. "O pubblica o privata convenzionata, purchè si faccia", è il commento del presidente del Tdm che aggiunge: "La quota a carico dell'utente per ogni esame sarà uguale sia che si rivolga all'ospedale pubblico sia all'ambulatorio privato accreditato ". Non è d'accordo il commissario straordinario della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo, che mette sul tappeto "la filiera di specialisti e di strutture, soprattutto per le patologie tumorali e cardiache, che solo una struttura pubblica può garantire". Il manager della Asl si è già attivato per la prima Pet- Tac che sarà ospitata nei locali della medicina nucleare del polo oncologico del Vito Fazzi. "Entro l'estate prossima, salvo complicazioni - promette Rollo - avremo la Pet funzionante". Forse anche per questo i privati accelerano i tempi. Si parlerà di questo domani a Cavallino nella sala convegni dei poliambulatori Calabrese. Nel corso della manifestazione sarà presentato il progetto "Una Pet per la vita" con una conferenza condotta dalla padrona di casa, Maria Luisa Calabrese, specialista in diagnostica per immagini e radiodiagnostica, l'avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino e il presidente del Tdm, D'Amore. Nazareno Dinoi Il sindacalista Il manager \\ Ferruccio D'Amore Pubblico o privato che sia il Salento ha bisogno presto della Pet Tac \\ Rodolfo Rollo C'è l'impegno della Regione per l'attivazione del sofisticato macchinario.

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I TITOLI DEI GIORNALI: ECONOMIA E FINANZA (24/02) (sezione: Burocrazia)

( da "Asca" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

(ASCA) - Roma, 25 feb - Ecco i principali titoli sui giornali di ieri: Corriere della Sera - A2A, tensione Milano-Brescia Slitta il consiglio di gestione - Biggeri: il nuovo indice'? L'ha chiesto Eurostat - Telecom e la Borsa La sfida di Bernabe' Il Foglio - Il pane quotidiano Il Sole 24 Ore - Ambac, assicurazione in cerca di 3 miliardi - L'efficienza energetica rilancia - Marchionne: Ubs'? Non lascio la Fiat - Microsoft rassicura i dipendenti - Raee, Comuni ancora indietro sulle piazzole di smaltimento - Sconti ai risparmi domestici: le domande entro venerdi' - Successo alla Bit per la formula del ''Buyltaly'' - Tiscali, attesa per il board della svolta - ''Nel turismo l'Italia non e' piu' leader'' La Repubblica - Confindustria, i giochi sono fatti Marcegaglia senza avversari - Damiano: contratti e fisco per ridare potere d'acquisto - Politici piu' concreti per rilanciare il paese - Slot Malpensa, compagnie in pressing ''La Regione decida entro il 5 marzo'' - Tremonti: la sinistra ci prova il tesoretto non e' mai esistito - E' polemica sugli interventi a favore dello scalo lombardo La Repubblica (Metropoli) - Roma finanzia i progetti d'impresa La Stampa - ''Basta sacrificare terreni alla produzione di energia'' - ''In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby'' - La burocrazia brucia 198 milioni di fondi dell' Ue - Malpensa, il 5 marzo assegnati gli slot Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.

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Smaltimento rifiuti, troppe complicazioni (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

PROTESTANO LE IMPRESE AGRICOLE Smaltimento rifiuti, troppe complicazioni di CLAUDIO FERRI LA NUOVA disciplina per lo smaltimento dei rifiuti nelle aziende agricole fa arrabbiare gli addetti ai lavori. Il provvedimento, in vigore dall'inizio di febbraio, secondo gli agricoltori vanifica le semplificazioni burocratiche ed amministrative realizzate attraverso gli accordi di programma per la gestione di buon fine dei rifiuti prodotti in agricoltura. Troppo complicato, troppa burocrazia, protestano gli "imprenditori verdi". I depositi temporanei dei rifiuti presso le imprese dovranno infatti essere divisi per tipologie omogenee e le imprese agricole con volume affari superiore agli ottomila euro dovranno tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti sul quale annotare le operazioni e per il quale vige l'obbligo di numerazione e vidimazione presso le Camere di commercio territorialmente competenti. Durante il trasporto i rifiuti pericolosi dovranno essere accompagnati da 4 copie del formulario di identificazione ed entro il 30 aprile dell'anno successivo dovrà essere compilato il Modello unico dichiarazione ambientale (Mud). Le imprese agricole che effettuano i trasporti dei propri rifiuti (pericolosi e non) ai centri di raccolta o agli smaltitori professionali dovranno iscriversi obbligatoriamente all'Albo nazionale dei gestori ambientali. Inoltre i mezzi utilizzati per tali trasporti dovranno ottenere l'idoneità tecnica. I costi iniziali stimati per l'iscrizione all'Albo con procedura semplificata è di 305 euro e di circa 156 la perizia idoneità di un mezzo. Tutte novità che complicano la vita e secondo le imprese agricole non risolvono il problema. "Le nuove norme sul trasporto dei propri rifiuti non apportano nessun ulteriore vantaggio in termini ambiental, né tanto meno rispondono alle esigenze di garantire la corretta gestione dei rifiuti stessi - dice Adolfo Filippini, presidente provinciale della Cia- e in questo modo sono stati penalizzati anche gli accordi di programma redatti a livello locale. Accordi che tanto hanno responsabilizzato le imprese e semplificato gli adempimenti amministrativi per gli agricoltori. Alla luce delle nuove disposizioni, infatti, l'imprenditore agricolo - osserva Filippini - sarà costretto ad utilizzare società esterne per la raccolta e il trasporto dei rifiuti. C'è così il fondato con il rischio, non solo di far crescere i costi e gli oneri per le imprese, ma soprattutto di alimentare un pericoloso 'business dei rifiuti porta a porta', che potrà richiamare l'attenzione anche delle società più spregiudicate. Per questi motivi -conclude Filippini - la Cia le norme vanno assolutamente cambiate". - -->.

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L'epilogo I tempi eterni della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

MA UNA RISPOSTA ci voleva: il nostro lettore ne aveva tutti i diritti! E così mi sono smascherato e ho chiesto spiegazioni ufficiali al Ministero della Difesa. che, chissà perché, non ci ha messo sette anni a rispondermi, ma solamente un paio di giorni. Questi sono i misteri del nostro Belpaese. Comunque, ecco la risposta del dicastero, naturalmente in perfetto stile burocratese. "IN MERITO a quanto rappresentato dal Caporal Maggiore Scelto V.S.P. in congedo Paolo Di Santo si ritiene necessario fornire un quadro di situazione generale al fine di meglio comprendere l'intera problematica. La recente professionalizzazione dello strumento militare ha favorito l'arruolamento di molte decine di migliaia di militari, ma anche la loro cessazione dal servizio in brevissimo tempo nel caso in cui non transitino in servizio permanente. Tale elevato numero ha comportato un rallentamento nella trattazione delle pratiche relative alla costituzione della posizione assicurativa dei singoli. Il ministero della Difesa ha comunque già avviato i necessari adeguamenti per far fronte alla situazione e ridurre il disagio per il personale interessato. Per quanto concerne la situazione contributiva, la normativa in atto prevede che, dopo il congedo, per coloro che non hanno maturato l'anzianità sufficiente al diritto alla pensione totale, i contributi vengano trasferiti dall'Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione Pubblica) all'Inps di residenza dell'interessato. Tale trasferimento non viene effettuato immediatamente, in considerazione che molti giovani militari congedati potrebbero successivamente riprendere un'attività lavorativa alle dipendenze di Amministrazioni Statali, Enti Pubblici, Forze di Polizia o presso le stesse Forze Armate e sarebbe quindi necessario ritrasferire i contributi dall'Inps all'Inpdap. L'adozione di questa prassi è finalizzata semplicemente a non appesantire ulteriormente le procedure burocratiche. Pertanto, si precisa che non c'è alcun vuoto contributivo riferito ai servizi resi dal signor Di Santo, i cui dati, già in possesso dell'Amministrazione Difesa, sono in corso di elaborazione e perfezionamento per il successivo trasferimento alla sede provinciale Inps di Novara. Il Sig. Di Santo sarà tenuto al corrente dell'evolversi della pratica". MA SIAMO alle solite! Insomma, siamo nel 2008 e ancora vengono raccontate scuse come questa ad un media che indaga sulla previdenza di un ex soldato! Che classe! Meraviglioso, e meno male che ci leggono solo in Italia, altrimenti che bella figura di. piombo! - -->.

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Combattere l'handicap dell'indifferenza (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 25-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ascoli))

Argomenti: Burocrazia

E' NATA L'ASSOCIAZIONE "UN ALTRO MONDO" Combattere l'handicap dell'indifferenza SI CHIAMA 'Un altro mondo' la nuova associazione per la solidarietà e la tutela dell'infanzia. L'organismo, tutto fermano, ha nominato nei giorni scorsi il suo direttivo che vede come presidente Adriano Piattoni, vicepresidente Gianni Capancioni, direttore amministrativo Riccardo Libbi, segretario generale Massimo Cotone e segretario amministrativo Giacomo Cervelliera. A parlare dell'associazione e delle motivazioni della sua fondazione è il presidente Piattoni, che ha vissuto sulla sua pelle la mancanza di indispensabili supporti: "Parlo soprattutto come padre di un bambino affetto da handicap psico-motorio. DOPO VARIE VISITE, vari costi (molti), vari esiti e risposte, mi accorsi che ad avere un disagio non era mio figlio, ma io nell'osservare, con estremo imbarazzo e vergogna, la superficialità e la mancanza di supporti che era costretto a subire mio figlio e, in seguito, la famiglia". "Capii così - prosegue - che l'handicap più grande è l'ignoranza e l'indifferenza che lo Stato e le strutture sanitarie italiane mostrano nella tutela e nella conoscenza delle persone affette da qualsiasi disagio". "Questo stato di cose - aggiunge Piattoni - mi ha fatto decidere di costituire un'associazione che tuteli, ab-origine, non solo le persone portatrici di handicap, ma soprattutto la parte più indifesa, tenera e sensibile, quali i bambini in genere". Piattoni parla poi della sua presa di coscienza e di quella dei compnenti dell'associazione. "Ho preso coscienza della difficoltà del vivere di tanta gente, derivante spesso dalla mancanza di mezzi di sussistenza, dalle lacune della troppa burocrazia e dall'inettitudine delle persone che vi sono a capo. Mi sento, e ritengo che anche i membri del direttivo si sentano, che sia un dovere di coscienza continuare nell'opera buona iniziata, intensificando i nostri sforzi e soprattutto nel coinvolgere altri in questa avventura davvero meravigliosa". "IL FINE della nostra associazione - conclude Piattoni - è quello di offrire una qualche possibilità ad una moltitudine di bambini e di persone che hanno avuto ben poco dalla vita, e talvolta nulla, una componente della giustizia volta all'anelito avere dei propri diritti e pregnante di una nostra somma solidarietà". L'associazione 'Un altro mondo', che ha sede in via della Stazione 14/A, è una onlus e quindi non è a scopo di lucro. Chiunque voglia informazioni molto più dettagliate, voglia aderire o semplicemente mettere a disposizione la propria collaborazione, può contattare i seguenti recapiti telefonici: Adriano Piattoni (320/7209519 - 0734/53353), Riccardo Libbi (349/1035532). E' anche possibile raggiungere i rappresentanti dell'associazione attraverso l'indirizzo e-mail: 69adriano@alice.it. Fabio Castori - -->.

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Passato il Miramar, dopo le ambasciate e il lunapark. La rotonda, il viale di magnolie e palme, i po (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Liziotti con la camicia grigia ben stirata e le transenne. Non si passa. Solo i 614 parlamentari, la nomenklatura, la tv cubana e i reporter con l'accredito. Per gli altri è meglio non insistere. E' la domenica "historica y trascendental", come l'ha annunciata il Granma. Il battesimo della "Cuba post-Castro", come titola Juventud Rebelde. In fondo al viale si riunisce l'Assemblea Nazionale e nella notte europea avranno votato il nuovo Consiglio di Stato e il nuovo Presidente. Non fosse Raul, il fratello di Fidel, questa sì che sarebbe stata una sorpresa, davvero il post-Castro. Per Ricardo Alarcon, Carlos Lage, Felipe Perez Roque e Abel Prieto, gli altri quattro pilotati da Fidel in cima alla gerarchia, s'annuncia solo un grande futuro. "Sono esausto", ha scritto lui. Ma senza la benedizione di Fidel nessuno potrà prenderne il posto, e l'indugiare della tv cubana sull'ingresso di Raul nella sala dell'Assemblea sembra una conferma. Senza la divisa da generale, in grigio più scuro della cravatta, il più applaudito, forse emozionato, un poco impacciato nel rispondere con le mani che ringraziano. Una domenica lenta, distratta, con i cubani più interessati ai turisti e dollari in plaza de la Catedral che alla diretta tv del pomeriggio. Per il Granma, il quotidiano del castrismo, è giorno di riposo. E poi ha già provveduto Fidel a far sapere che non prevede altre lettere dal suo rifugio, altre "Riflessioni del compagno Fidel". L'ultima l'ha chiusa con una frase che in spagnolo suona meglio: "Ahora sì estaré varios dìas sin usar la pluma", la penna. Almeno in questo l'esausto Fidel, è cambiato: mai più ore e ore di discorsi, adesso le lunghe meditazioni "da pubblicare a pagina due", a puntate. Non c'era alla seduta historica y trascendental, ma ha votato per corrispondenza, con due parlamentari che hanno raggiunto la sua residenza con le schede, le prime ad infilarsi nell'urna, e anche questo può essere un segnale. Fidel c'è, e continuerà ad essere il lìder maximo. "Uomini come lui non si accommiatano dai propri compatrioti", scrive il Granma. Resta segretario del Partito comunista. Rinuncia solo alle apparizioni, ai discorsi, alla tv. Rassicura i cubani: "Mi ero ripromesso una vacanza". Invece no. A 50 anni dalla Revolucion ha dovuto disegnare la sua nuova Cuba, con un suo nuovo Presidente. Sul Malecon i ragazzini si tuffano in mare, i vecchi pescano e l'Assemblea sembra così lontana. Come la transizione di Cuba. Juventud Rebelde cosa sia il postcastrismo lo spiega con una vignetta: tanti piccoli Fidel con barba e fucile con "l'impegno di migliorare la Rivoluzione e mettere in riga il poderoso nemico". E in quel "migliorare" starebbero le sollecitazioni arrivate a Raul, da 19 mesi "con delega dei pieni poteri". Abolizione dei visti di uscita e della doppia moneta, liberalizzazione dell'acquisto di case e auto, meno burocrazia, Internet. Proprio Internet sarebbe una delle ultime passioni di Fidel. Lo si può immaginare davanti al computer che clicca sui siti dei quotidiani messicani, de El Pais, del New York Times e del Wall Street Journal. Li cita ed è preciso. E' su Internet che segue la campagna elettorale americana: "Sono d'accordo sulle richieste di cambiamento, ma che sia cambiamento negli Usa!". E' su Internet che leggerà i commenti a questa giornata historica y trascendental. Ma quanti cubani possono collegarsi alla rete? La nuova Cuba del vecchio Fidel sembra la stessa, e basta valutare lo stipendio medio ufficiale, meno di 20 euro al mese. Ora finanziamenti e prestiti arrivano dal Brasile di Lula e in cambio di medici, farmaci e insegnanti, il petrolio lo manda il Venezuela di Chavez. Ma è appena sufficiente. Aspettando l'elezione del Presidente della sesta legislatura la tv trasmette filmati in bianco e nero, Fidel e le sue imprese, il fratello Raul sempre accanto, o l'"Orchestra Aragòn" o "Benny Morè y la sua Banda Gigante". Mambo y rumba in attesa di Raul Presidente e delle sue intenzioni. Cuba più vicina a Vietnam e Cina. Successione morbida. Con un'Assemblea Nazionale giovane, età media 49 anni, quasi tutti nati dopo la Revoluciòn: il ministro degli Esteri Felipe Perez Roque, 42 anni, il ministro della Cultura Abel Prieto, 56 anni, il pediatra-econimista Carlos Lage, 56 anni. Saranno loro gli eredi di Fidel. Quando i cubani sanno che Raul è il candidato unico la prendono come una conferma. Sono le due del pomeriggio e la domenica de L'Avana continuerà a mostrarsi lenta e distratta. Alla stessa ora, da Guantanamo, sta rientrando il cardinal Tarcisio Bertone, il segretario di Stato vaticano in visita fino a martedì sera. "Siate costruttori di una società più solidale e giusta, dove regni un sincero spirito di autentica fraternità", ha predicato proprio mentre l'Assemblea eleggeva Raul. Il Presidente che ha studiato dai gesuiti e il Cardinale salesiano dovrebbero incontrarsi entro domani. Per una benedizione diplomatica, almeno. Anche per Fidel.

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Il nuovo governo tagli dove ci sono privilegi (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Francesco Lena * Il nuovo Governo tagli dove ci sono privilegi Auspico una campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente e con la gente, e per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e dei più deboli della nostra società, dai lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da questi emergerà sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa, sui posti di lavoro, dai prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, e il costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se bisogna riconoscere al governo di centrosinistra, nei ultimi due anni in cui è stato al governo, di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le persone più bisognose. Bisogna però, fare molto di più, nella campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone, in particolare di giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro,progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole, progetti in cui far si che i servizi sociali, diventino sempre migliori, dalla sanità, alla scuola, ai trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio. Poi lasciatemelo dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da subito, poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far si, che la politica non sia un costo, ma una risorsa. In Italia c'è bisogno di una politica alta, vera, onesta, trasparente, quella che una parte dei politici fa già, quella priva d'interessi personali, una politica che sia al servizio dei cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene comune degli italiani. Per far si che la non politica, il qualunquismo, l'indifferenza, l'egoismo, e quella dei no, sia superata con l'impegno morale diretto, con la passione, con la responsabilità, con il protagonismo. Per far si che sia una politica ricca di risorse umane, di idee, una risorsa democratica, e che si dia anche un codice etico di comportamento. Un codice etico di comportamento ci sarebbe bisogno in ogni settore pubblico e privato della società italiana, per renderli più sani e limitare i costi. Qui ce ne sarebbe molto da dire, dai calciatori, allenatori, dirigenti, corridori di bici, di moto, di automobili, personalità di spettacolo, di conduttori di trasmissioni tv, di dirigenti pubblici e privati, e tante altre categorie, che guadagnano fior di milioni di euro all'anno, e magari, tanti di loro evadono anche il fisco. Anche in queste categorie ci sarebbe bisogno, di ridurre i costi, che sono pur sempre direttamente o indirettamente a carico della collettività. Su queste categorie privilegiate, inviterei anche i mezzi d' informazione a parlarne molto di più, dare il proprio contributo a fare un'informazione a trecentosessanta gradi, e non solo sul costo della politica come hanno fatto fin ora, ma anche di tutte queste categorie privilegiate che ci sono in Italia. In conclusione invito, tutti a fare una campagna elettorale, ascoltando molto bene, la gente, i cittadini, i loro suggerimenti, i loro bisogni, analizzarli a fondo, ed inserirli nei programmi elettorali, e negli obbiettivi da raggiungere, per arricchirli di contenuti reali. Obiettivi che devono essere quelli di costruire e raggiungere una società più equa, più giusta migliore, piena di diritti, e di valori veri per tutti i cittadini italiani. Francesco Lena E.mail.

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Avanza una Russia a tempo di rock (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avanza una Russia a tempo di rock PINO BUONGIORNO MOSCA Grazie all'elezione di Dmitry Medvedev arriva al Cremlino una generazione di riformisti. E per il paese inizia un new deal. Ma resta l'incognita Putin. Se Adriano Celentano si esibisse oggi sulla piazza Rossa di Mosca, direbbe che Vladimir Putin è "lento" e Dmitry Medvedev è "rock". Questo non solo perché il presidente uscente della Russia, 55 anni, minaccia di puntarci addosso i missili nucleari mentre il suo successore designato, 42 anni, si ripromette di migliorare i rapporti con l'Europa. La divisione del mondo inventata da Celentano è tanto più calzante se si applica ai gusti musicali. Putin ama le arie marziali sovietiche; l'erede è un patito del rock duro. La sera di lunedì 11 febbraio, per la cerimonia d'addio alla Gazprom, la potente società di gas e petrolio di cui è stato presidente dal 2000, Medvedev si è regalato un concerto della sua band preferita, i Deep Purple. Il Cremlino cambia zar e anche stile. Le elezioni presidenziali del 2 marzo, che Medvedev si accinge a vincere, secondo i sondaggi della vigilia, con un plebiscito oscillante fra il 63 e il 75 per cento, faranno traslocare Putin e i suoi ex compagni del Kgb, i quali hanno sempre considerato la politica come una delle tante "operazioni speciali" dei servizi segreti. Ai primi di maggio, dopo un interregno di due mesi, entreranno Medvedev, giurista di professione, e una nuova generazione di leader riformisti, che hanno sempre privilegiato i codici e lo stato di diritto. Dai "siloviki" (gli ufficiali degli apparati di sicurezza), cresciuti nelle caserme, si passerà ai "civiliki", allevati nelle facoltà di legge. È vero che Putin non uscirà affatto di scena, tanto che ha già annunciato di voler accettare la carica di primo ministro offertagli dal successore. Ma è anche vero che, se non subito, nei prossimi due o tre anni gli analisti moscoviti si aspettano un nuovo corso della Federazione Russa. Dovrebbe far perno non più sulla stabilizzazione a tutti i costi, anche a scapito della democrazia e delle regole del mercato. Il mandato di Medvedev, secondo quanto riferiscono a Panorama alcuni diplomatici con accesso diretto alle alte sfere del Cremlino, sarà di liberare le energie del paese, prigioniere oggi della corruzione, della burocrazia e soprattutto del "nichilismo legale": quest'ultima espressione è stata inserita personalmente da Medvedev in un suo recente discorso, con una correzione scritta a mano. Dunque meno minacce e più sorrisi, meno patriottismo d'antan e più riforme liberali. "Dalla democrazia sovrana, inventata dai collaboratori di Putin, si dovrà passare alla civilizzazione del sistema secondo parametri internazionali" prevede un ambasciatore occidentale. Ma sarà davvero questa la sfida? O piuttosto non ci troveremo davanti a un raffinato gioco delle parti per garantire lo status quo e i privilegi conquistati? Il test più significativo riguarderà il funzionamento della diarchia, per la gioia dei nuovi cremlinologi. Si sa che la Russia ha sempre avuto un unico centro di potere, quello che, si usa dire a Mosca, è in grado di licenziare il capo dell'Fsb, il servizio segreto che ha preso il posto del Kgb. Da maggio in poi il potere del Cremlino sarà invece condiviso con la Casa Bianca, storica sede del capo del governo. È una novità che solleva tanti interrogativi. Fin da quando nel 1992 lavoravano nel municipio di San Pietroburgo, Putin, già ufficiale del Kgb nella Germania dell'Est, ha sempre avuto un affetto filiale per quel giovane avvocato di talento (Dima, lo chiamava affettuosamente), fresco di laurea, che gli risolveva tutte le questioni pratiche. Se l'è portato dietro a Mosca, al Cremlino, a dirigere lo staff presidenziale, salvo poi promuoverlo primo vicepremier e presidente della Gazprom. Di lui ha sempre ammirato la dote che più lo affascina: la lealtà. Ma ha potuto apprezzare anche le qualità manageriali sia nella holding dell'energia sia nell'incarico politico di responsabile dei "progetti nazionali prioritari", come salute, educazione, abitazioni popolari e agricoltura. Sul fronte opposto Medvedev, appartenente all'intellighenzia di San Pietroburgo, ha sempre venerato il suo mentore di più umili origini (chiamato rispettosamente "vy", signore), anche se non ha mai nascosto, neppure nelle sessioni riservate del World economic forum di Davos nel gennaio 2007, di essere fatto di una pasta diversa. Il figlio ucciderà il padre? "Lo scenario che ritengo più plausibile" risponde Lilia Shevtsova, politologa del centro studi Carnegie endowment, "prevede un tandem Medvedev-Putin, dove il primo agisce da allievo e il secondo da maestro. Il centro di gravità si sposterebbe nell'ufficio del primo ministro. Se dovesse accadere, avremmo la paralisi del potere". Non ne è affatto convinto un ex colonnello del Kgb, Gennady Gudkov, parlamentare del partito pro governo Russia giusta, secondo il quale "Putin trasferirà il potere a Medvedev a tappe. All'inizio manterrà un forte controllo sui servizi speciali degli apparati di sicurezza, mentre il nuovo presidente si rafforzerà". Ancora più in là va il pronostico di Stanislav Belkovsky, il direttore dell'Istituto per la strategia nazionale, il quale assicura che Putin non vede l'ora di liberarsi da ogni responsabilità politica, "garantendosi la sicurezza personale e soprattutto quella economica, che ammonta alla strabiliante cifra di 40 miliardi di dollari". Fra tante diverse valutazioni, quello che sembra inevitabile è lo scontro del nuovo Cremlino con i vecchi clan protetti fino a poco tempo fa da Putin. In questo momento i siloviki appaiono sconfitti, tanto che hanno dovuto subire l'umiliazione di un decreto, firmato dal presidente il 16 gennaio scorso, con il quale moltissimi di loro sono stati obbligati a lasciare le stanze del Cremlino. La vendetta non si farà attendere, stimano a Mosca gli osservatori più avvertiti. Di fatto Medvedev è già entrato in rotta di collisione con questi gruppi di potere ai tempi della Gazprom, quando ha imposto alcuni fedelissimi in ruoli chiave. La stessa cosa si accingerebbe a fare ora che il Cremlino è suo. Come Putin, anche gli uomini del futuro presidente vengono tutti o quasi da San Pietroburgo. Ma non sono spie, tranne uno, Konstantin Chuichenko, passato per il Kgb ma poi transitato per la Gazprom e oggi al vertice della Sibneft, un tempo di proprietà del magnate Roman Abramovich. Tutti gli altri personaggi della rete personale di Medvedev provengono dalla facoltà di legge dell'Università di Leningrado, oggi San Pietroburgo, per la precisione la classe di laurea 1987. Sono nomi finora sconosciuti al grande pubblico, come Anton Ivanov, Ilya Yeliseyev e Mikhail Krotov, i colleghi con i quali il presidente in pectore ha scritto un famoso manuale sul codice civile russo. Ivanov è stato messo da Medvedev prima a presiedere la divisione media della Gazprom e dal gennaio di quest'anno è stato promosso alla corte suprema degli arbitraggi. Il posto lasciato vuoto è andato a Krotov. Quanto all'altro compagno di corso, Yeliseyev, ha conquistato la vicepresidenza della Gazprombank, terza banca russa. Una giovane collega universitaria, Valeria Adamova, è stata assunta nel dipartimento legale di un'affiliata della Gazprom. È una generazione di tecnocrati postcomunisti, molto pragmatici e privi di qualsiasi ideologia. Inneggiano, senza alcun timore, alla libertà: personale, economica, di parola, per ridare efficienza allo stato. Enfatizzano la necessità di cambiare radicalmente le procedure amministrative, soprattutto nel settore degli affari. "Dobbiamo favorire lo sviluppo delle piccole imprese, che oggi annegano nella palude dell'indifferenza e delle mazzette" ha dichiarato Medvedev il 16 febbraio parlando a un gruppo di giornalisti in Siberia. Il nuovo zar non ama vantarsi dei successi militari, né tuona contro l'Occidente, ma piuttosto si vergogna dello "stato socialmente comatoso di una parte della popolazione. Costoro non vedono né opportunità né prospettive di miglioramento dei loro standard di vita. Di qui l'alcolismo e un alto livello di suicidi".

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Il Rigoletto/ Nord Italia, terra ostile per la Sinistra. Che non si è accorta dei cambiamenti degli ultimi 20 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2008)

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Lunedí 25.02.2008 11:50 --> Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la "questione settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo nord, ha sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e disincantata - a metà tra pamphlet di scenario e reportage sul campo - il libro racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del posto fisso', il rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti, la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di velluto". Bisogna pertanto cambiare rotta: avendo contro il nord si possono vincere le elezioni ma non si riesce a governare. L'autore Marco Alfieri, 34 anni, giornalista, è nato a Varese ma vive a Pavia e lavora a Milano. Già corrispondente dal nord per Il Riformista, scrive per Il Sole24Ore. Nord terra ostile di Marco Alfieri ed. i Grilli Marsilio 174 pagg, 11 euro Come lettura del week-end, Affari ti propone un estratto dal capitolo "Nordisti immaginari" Clicca qui per le precedenti puntate del "Il Rigoletto".

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Agriturismo: 34 mln per rilanciare il settore (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)

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Soldi & Imprese incentivi Agriturismo: 34 mln per rilanciare il settore Favorire il rilancio del settore agrituristico campano con il finanziamento di ampliamenti aziendali e impianti energetici alternativi. Con questo obiettivo, la Regione Campania mette sul piatto 34 milioni di euro destinati ad agevolare anche nuove costruzioni e gli impianti di accesso agli agriturismo. La misura rientra nel programma di sviluppo rurale, finanziato con risorse europee fino al 2013. Jenny Giordano --> Valorizzare e disciplinare le aziende agricole campane come imprese multifunzionali, in grado, cioè, di contribuire a tutelare l'ambiente e intervenire sul territorio. Con questo obiettivo la giunta regionale, su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura e alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, dà il via libera ad una proposta di legge per la disciplina delle attività di agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. Azioni Per l'attuazione della legge, che fa parte del Programma di sviluppo rurale approvato lo scorso ottobre dal Comitato Star dell'Unione Europea, sono disponibili 33,9 milioni di euro per il periodo 2007-2013, con la disponibilità di altri 480 mila euro per attività di formazione e informazione. La proposta di legge assegna anche agli Enti istituzionali le funzioni da seguire in merito: alla Regione vanno i compiti amministrativi concernenti la concessione di contributi per iniziative a favore dell'agriturismo; i criteri e le modalità per l'assegnazione della classificazione delle aziende agrituristiche sulla base dei parametri adottati dal ministero delle Politiche agricole e forestali; le attività di studio, ricerca sperimentazione e formazione professionale. Alle Province, invece, sono assegnati compiti che attengono alla vigilanza e controllo degli obblighi della legge e all'individuazione del fabbisogno di formazione degli imprenditori agrituristici. Obiettivi Con questa proposta di legge Palazzo santa Lucia intende promuovere e sostenere le attività agrituristiche e le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo, al fine di favorire, tra le altre cose, la creazione di nuove opportunità occupazionali con attenzione alle donne e ai giovani; il recupero e la migliore utilizzazione del patrimonio rurale, naturale ed edilizio; la funzione educativa e didattica dell'attività agricola; la promozione e lo sviluppo dei rapporti tra la città e la campagna. "Gli obiettivi della proposta di legge sottolinea Cozzolino guardano alla valorizzazione del tessuto produttivo sostenibile dei territori rurali, oltre che al riequilibrio del territorio nello sviluppo agricolo e forestale". "In sintesi" continua l'assessore "si mira alla permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali per contrastarne l'esodo, oltre che al recupero e alla migliore utilizzazione del patrimonio agricolo, naturale ed edilizio". Obiettivi collaterali saranno invece la promozione e la valorizzazione dei prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato caratteristici e tradizionali del mondo rurale. Contributi Diverse le iniziative ammesse a incentivi per le imprese singole o associate che esercitano l'attività agrituristica. Tra le voci elencate dalla proposta, si pensa prima di tutto al recupero e alla riqualificazione funzionale di edifici da destinare ad attività agrituristica; alla realizzazione di microimpianti per la lavorazione dei prodotti agricoli aziendali; alla realizzazione di piccoli impianti per la produzione di energie alternative. Saranno finanziate anche le costruzioni ex-novo di servizi igienico sanitari per l'agricampeggio e la realizzazione d'impianti ed aree attrezzate per le attività ricreative, didattiche, culturali e sportive compresi i percorsi aziendali, e i recinti per l'equiturismo. Le imprese potranno poi vedersi finanziare la realizzazione di impianti ad uso collettivo e il miglioramento dell'accessibilità e viabilità aziendale, ivi compresa la realizzazione di aree di sosta. Per l'ittiturimo e la pesca turismo sono previsti, tra gli altri, incentivi per l'installazione e il miglioramento delle opere fognarie, igienico-sanitarie, idriche, termiche, elettriche e telefoniche; la creazione di strutture a supporto delle attività turistiche connesse alle attività di pesca ed acquacoltura e alla qualificazione dei luoghi e dei servizi presenti; la realizzazione di microimpianti per la lavorazione e trasformazione dei prodotti dei prodotti ittici. Interventi promozionali Nella proposta di legge, Palazzo Santa Lucia prevede anche di finanziare, in collaborazione con le Province e con le associazioni degli operatori agrituristici, programmi di formazione, manifestazioni, campagne pubblicitarie, soggiorni di vacanze ovvero di lavoro a scopo divulgativo per la valorizzazione dell'ambiente e delle tradizioni del mondo rurale e dei prodotti tipici regionali e biologici. Queste azioni saranno portate avanti insieme con il programma promozionale dell'assessorato al turismo. Gli incentivi toccheranno, dunque, anche ai sistemi informatici di presentazione, e alla promozione e commercializzazione, in Italia e all'estero, dell'offerta agrituristica. Tempi Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge proposta la Regione adotterà uno o più regolamenti di attuazione per definire i criteri e le modalità per l'assegnazione dei fondi secondo la classificazione alle aziende agrituristiche, sulla base dei parametri adottati dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Aiuti con meno burocrazia La proposta di legge in sintesi Obiettivi promuovere e sostenere le attività agrituristiche e le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo Azioni contributi per iniziative a favore dell'agriturismo; individuazione del fabbisogno di formazione degli imprenditori agrituristici Fondi 33,9 milioni di euro per il periodo 2007-2013, con la disponibilità di altri 480 mila euro per attività di formazione e informazione Alcune azioni finanziabili Recupero e riqualificazione funzionale di edifici da destinare ad attività agrituristica; Realizzazione di microimpianti per la lavorazione dei prodotti agricoli aziendali; Realizzazione di piccoli impianti per la produzione di energie alternative. Costruzioni ex-novo di servizi igienico sanitari per l'agricampeggio Realizzazione d'impianti ed aree attrezzate per le attività ricreative, didattiche, culturali e sportive compresi i percorsi aziendali, e i recinti per l'equiturismo. Realizzazione di impianti ad uso collettivo Miglioramento dell'accessibilità e viabilità aziendale, ivi compresa la realizzazione di aree di sosta. Tra le azioni finanziabili per rilanciare il comparto, la realizzazione di impianti per la produzione di energie alternative. --> del 23-02-2008 num.

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Le associazioni: La misura farà da traino al comparto agricolo (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Soldi & Imprese Le associazioni: La misura farà da traino al comparto agricolo L'agriturismo potrà trainare tutto il comparto. Le associazioni di categoria apprezzano la proposta di Palazzo Santa Lucia per finanziare le imprese del settore. Secondo gli imprenditori, infatti, "la nuova legge consentirà una crescita nella competitività del settore". Le associazioni, però, avvertono: "E' necessario che la proposta diventi operativa prima possibile". --> "Finalmente siamo arrivati ad avere una legge tutta sull'agriturismo, ed era ora che arrivasse". A mostrare il suo entusiasmo verso la proposta di legge regionale è Vito Amendolara, presidente di Coldiretti Campania, che, così come le altre due importanti Associazioni di categoria sull'agricoltura, Confagricoltura e Cia, ritiene importante il rilancio del settore. "La legge regionale che è ancora in vigore oggi" - continua Amendolara- "è vecchia di anni e non tiene conto di quelle che invece sono le attuali esigenze del settore agrituristico". "Questa proposta di legge ci aiuta a ripristinare, invece" - conclude il presidente di Coldiretti Campania - "quelle che sono le vere imprese di agriturismo, con una specie di garanzia, visto che tuttora esistono tante aziende che si spacciano per agrituristiche e non lo sono". Della proposta di legge si dice soddisfatto anche Antonio Ippolito, direttore regionale di Confagricoltura, che mette in evidenza le particolarità di questo programma: "Da apprezzare il tentativo di snellire la burocrazia nel settore" - dice Ippolito - "basta pensare al provvedimento di eliminazione dell'Albo degli esercenti nell'agriturismo, fatto che consente agli operatori del settore di avviare molto più velocemente una nuova attività". "Inoltre" - continua Ippolito - "questa legge andrebbe ad eliminare il divieto previsto dal Piano di Sviluppo rurale di erogare incentivi alle zone rurali appartenenti a aree svantaggiate". A sentire le Associazioni di categoria, l'attività agrituristica rappresenta un sempre più importante fattore di sviluppo economico per le aziende agricole perchè costituisce una occasione di sviluppo sociale e culturale delle aree rurali. Lo conferma, infatti, anche Giuseppe Corona, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori: "Questa legge darà vita ad una vera rivoluzione del concetto di ruralità" - ritiene Corona - "soprattutto se pensiamo alla suddivisione accurata delle competenze distribuite tra gli enti. Noi, come associazione ci siamo battuti proprio per ottenere questo risultato, in special modo per conferire alle Province il compito di vigilare e controllare l'effettivo bisogno da parte delle aziende degli incentivi". "Inoltre" - conclude il presidente di Cia - "ci troviamo di fronte ad un budget considerevole, che saprà valorizzare il comparto. A breve si potrà, perciò, già partire con i primi bandi". j.g. --> del 23-02-2008 num.

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LIBRI: L'INDAGINE DI RULA JEBREAL, 'DIVIETO DI SOGGIORNO' (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA Roma, 25 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gli immigrati, in Italia, sono oltre tre milioni. Sono una presenza stabile e ben radicata nella societa'. In molti casi sono sfruttati e devono fare i conti con una burocrazia lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli 'invisibili' che vivono ai margini delle grandi citta'. Cercano di sopravvivere tra mille stenti e difficolta'. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna nel nostro Paese? Cosa fanno? Che tipo di lavori svolgono? La giornalista Rula Jebreal, nata ad Haifa nel 1973, palestinese con passaporto israeliano, in Italia dal 1993, risponde a queste domande nel saggio ''Divieto di soggiorno. L'Italia vista con gli occhi dei suoi immigrati'', pubblicato dalla Rizzoli. Nella sua indagine la Jebreal fa parlare gli stranieri, ascolta le loro storie descrivendo le loro esperienze. Mano a mano mette in scena un mondo articolato in cui si alternano speranze, sogni, successi e grandi delusioni. Sono tante le testimonianze che raccoglie nel corso della sua ricerca. Testimonianze toccanti come quella di Olga, una giovane prostituta che abbassa gli occhi quando incontra le sue concittadine. Vicende pericolose come quella di Mohammed, un muratore che rischia la vita denunciando lo sfruttamento e il caporalato. Eppure, ci sono anche innegabili successi. Jean-Le'onard Touadi, ad esempio, si e' affermato come assessore del comune di Roma. Forte della sua esperienza di immigrata capace di integrarsi, la Jebreal dialoga, di volta in volta, con professori, badanti, imam e operai confrontandosi con realta' contraddittorie.

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La politica dei cannoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL COMMENTO La politica dei cannoli di FRANCESCO MERLO Berlusconi e il suo scudiero Micciché hanno ammazzato "cummari Turidda". E non è la Cavalleria rusticana. In nome della solita politica sicialiana dei cannoli il cavaliere Berlsuconi, sorretto alla staffa da Miciché, ha infatti fatto fuori Stefania Prestigiacomo, la bella Turidda malandrina di Forza Italia. Al suo posto, come avevamo amaramente e facilmente previsto, il candidato del centrodestra al governo della Sicilia è Raffaele Lombardo. Mummia replicante di Totò Cuffaro che, dato per spacciato per motivi giudiziari, fu proditoriamente insolentito dalle furbizie dei suoi ex amici Micciché e Dell'Utri alla ricerca truffaldina di un'immagine antimafia, di una faccia pulita, di un progetto rigeneratore con cui catturare la buonafede degli allocchi, dei siciliani presunti allocchi. Senza alcuna ironia, Micciché aveva chiamato la morte apparente di Cuffaro "rivoluzione siciliana", ma era solo l'accanimento della iena sul cadavere dell'amico. Perché una cosa deve essere chiara: umanamente Cuffaro vale molto più del suo interessato denigratore che ha sempre e solo lucrato. Prima, sulla fortuna elettorale di Cuffaro e, dopo, sulla sua sfortuna giudiziaria. Il bottino della transazione fintamente anticuffariana è la promessa che ieri gli ha fatto Berlusconi di una poltrona ministeriale. Già sprofondato nel suo feuteuil, ieri il pugnace Micciché ha detto: "Una volta al governo, difenderò la Sicilia e sarò il garante del rinnovamento". Una comica siciliana così prevedibile e banale non avrebbe meritato alcuna considerazione se non ci fosse stata di mezzo l'idea della doppia candidatura pulitamente femminile a sinistra come a destra, Finocchiaro-Prestigiacomo, due donne come risorsa di semplice genialità: antimafia e antiretorica, antivischiosità e antivittimismo, anticlientele e antipolitichese, anticannoli e anti vasa-vasa. E ancora: contro l'onnipotenza impunita della burocrazia regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una bella invenzione che circolava in Sicilia da un po' di tempo e che tutte le persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente, si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali, nei convegni universitari, nei salotti, nei club, nella Sicindustria, nei sindacati... Ebbene, il furbo Micciché ha capito che la trovata poteva tornargli utile e, nel giorno della famosa condanna festeggiata a cannoli, l'ha subito usata contro Cuffaro. Finché ieri, ottenuta come ricompensa la promessa del ministero, Micciché si è rassegnato a fare a meno della Prestigiacomo, si è rialleato con Cuffaro e ha benedetto Lombardo, pur lamentando con i cronisti la pressione "esercitata sul povero Berlusconi" da parte della "solita Sicilia pirandelliana" che, per la verità, non esiste se non come alibi del malaffare e come trastullo dei letterati impotenti. Dunque ieri Micciché citava e ricitava Pirandello. Ma sentite come ha spiegato il paradosso del partito di Casini-Cuffaro, l'Udc, che a Roma è contro Berlusconi ma in Sicilia è il suo alleato più prezioso. Gli ha chiesto il cronista dell'Ansa: "Nessun imbarazzo a livello nazionale?". Risposta di Micciché: "Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è nato in Sicilia". A questo punto il cronista dell'Ansa si è voltato verso un collega e gli ha domandato: "Ma Kafka non nacque a Praga?". Per la verità Micciché, professore immaginario che nel suo sito si spacciò per docente "nel Dottorato di ricerca in Trasporti", era stato già animatore di altri dibattiti culturali e meriterebbe, solo per questo, un ministero in "Male figure e strafalcioni". Fu per esempio coprotagonista di un duetto con il regista Luca Ronconi, al quale ingiunse di eliminare dalla messinscena siracusana delle Rane di Aristofane le caricature di Berlusconi, Bossi e Fini. "Ma questo chi è?" chiedeva Ronconi. "E' Micciché" gli rispondevano. E Ronconi: "Micci-chi?". Al di là degli infortuni culturali del suo staffiere siciliano (ne lasciamo l'elenco completo ai cabarettisti), ieri Silvio Berlusconi ha definitivamente consegnato la candidatura di governatore della Sicilia a Raffaele Lombardo, il più spregiudicato, il più potente ma anche il più banale dei politici della Trinacria ("trinacriuti"), l'uomo che ha scoperto il leghismo siciliano dopo le mirabolanti stupidate di Bossi e dopo l'indecorosa sepoltura dei sicilianismi d'antan di vacua presunzione, dai Vespri siciliani a Tasca Bordonaro a Canepa e, scadendo via via nel ridicolo, da chi voleva la Sicilia annessa agli Stati Uniti a chi la voleva (s)connessa alla Libia. Sino appunto agli attuali mostri dello Mpa (Movimento per l'autonomia) che coniugano il papismo borbonico con il vittimismo antieuropeista, la voracità dell'euro-accattonaggio con il ricatto ministeriale. E dunque: voli gratis per i siciliani, benzina a metà prezzo, "quote" siciliane ovunque si possa "bagnare il becco": in siciliano "bagnarisi 'u pizzu". Insomma Lombardo piazza un proprio uomo ubiquitariamente, purché ci sia lucro: dalle politiche agricole a quelle dei trasporti, dalla sanità all'istruzione, Lombardo gestisce una caccia al tesoro delle finanze derivate che mai nessun altro notabile meridionale aveva mappato con altrettanta, meticolosa, puntuale accuratezza "geocratica". Ecco: Lombardo ha elevato all'ennesima potenza il leghismo del mendicante. Da un punto di vista elettorale, Lombardo ha perfezionato il modello ruspante del suo profeta Cuffaro e oggi controlla il territorio proprio come i barboni presidiano gli ingressi delle chiese, le stazioni della metropolitana e le entrate dei supermercati. E sono entrambi medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo potere politico nel Meridione. Signori delle corsie, i medici al Sud sono spesso i nuovi ricattatori della salute - "o il voto o la vita" - , e gli ospedali sono le scuole di fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno preso il posto delle sezioni di partito. Ebbene, in questa nuova politica del territorio, Lombardo sta a Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon: il lombardismo è il cuffarismo scientifico. E infatti esteticamente la differenza è riassumibile nei baci che Lombardo non dà e nei baffi che Cuffaro non ha. Baci, baffi e cannoli: non dico che la Sicilia deve a Berlusconi tutto il corredo iconografico dell'antropologia del suo potere più sguaiato. Ma certamente Berlusconi ha perduto anche questa occasione storica: liberare la Sicilia dai baffi mongoli di Lombardo, dai baci levantini di Cuffaro, dai cannoli mafiosi, dai Kafka viennesi di Micciché e forse, finalmente, anche dall'abuso di Pirandello...: il prossimo che lo cita lo mandiamo all'ergastolo - 141 bis - e buttiamo la chiave a Praga. Tanto, loro la cercheranno a Vienna. (25 febbraio 2008.

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Pd, il programma in 12 capitoli (sezione: Burocrazia)

( da "Vita non profit online" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Redazione (redazione@vita.it) 25/02/2008 --> Sussidiarietà e stato forte uno dei pilastri. Volontariato, terzo settore, non profit: chi li ha visti? C'è la parola sussidiarietà, abbinata a "stato forte", uno dei dieci pilastri su cui si forma il programma del Pd di Walter Veltroni. Ma non ci sono volontariato, associazionismo, terzo settore, non profit. Nonostante un ampio capitolo ( il sesto) dedicato allo Stato Sociale ("più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio") Sui temi etici: il programma si assume "l'impegno a prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico", e sancisce che "il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi". Quanto all'aborto, il programma dice che "la Legge 194 è una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati. Va attuata in tutte le sue parti". Da segnalare, sul fronte infanzia, l'idea di "portare in 5 anni i posti per i bambini da 0 a 3 anni dal 6% attuale al 25%. Lasciare gli asili chiusi solo nella settimana di ferragosto" e l'idea di "Alzare gradualmente, per chi è in situazione più difficile, l'indennità di accompagnamento da 455 fino a 600 euro" con abbinata la sperimentazione di un non meglio definito "Buono servizio" per non autosufficienti". Ma vediamo più nel dettaglio i punti di un programma che Veltroni ha presentato come "ambizioso e realistico", in linea con il "profilo innovativo" che vuole avere il Pd, che e' anche la prima forza politica a presentare agli elettori il proprio piano d'azione in vista del voto del 13 e 14 aprile. Al primo punto, "lo Stato: spendere meglio e meno" allo scopo di arrivare a ridurre il deficit e il debito pubblico sotto il 90% del Pil. Il secondo punto reca il titolo "Per un fisco amico dello sviluppo" e prevede per il 2008 una detrazione piu' alta per il lavoro dipendente, un abbassamento delle aliquote Irpef dal 2009 di un punto l'anno per tre anni, una dote fiscale di 2500 euro per i figli, detrazione per l'affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese si favorisce la capitalizzazione tramite sconti di imposta. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale. Al terzo punto, "Cittadini e imprese piu' sicuri", con l'approvazione del Pacchetto sicurezza, la certezza della pena, piu' agenti nelle strade. "Diritto alla giustizia giusta" e' il quarto punto del programma, che prevede fra l'altro: accorpamento dei Tribunali, processo telematico, specializzazione dei magistrati. Un capitolo del quarto punto e' dedicato a "Garanzie e diritti": le intercettazioni servono all'autorita' giudiziaria ma "ci sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza". Morando ha spiegato che il responsabile del procedimento non puo' che essere individuato nel Pubblico ministero. In questa parte del programma si assume l'impegno a prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico, e si sancisce che "il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi". l quinto punto del programma del Pd si intitola "L'ambientalismo del fare" e indica come prioritari il superamento della dipendenza dal petrolio attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili, Valutazione di impatto ambientale da concludersi in tre mesi, impianti di rigassificazione, e sistema di trasporti sempre piu' basato su ferrovie. Nel documento si decreta il "basta con l'ambientalismo del 'no'", e il "si' ad infrastrutture moderne e sostenibili", chiamando le cose "con il loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste". Al sesto punto, "Stato sociale: piu' eguaglianza e piu' sostegno alla famiglia, per crescere meglio" si prevede una sola Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, misure per incentivare la possibilita' di ricorrere agli asili nido, scuole elementari aperte anche il pomeriggio, compenso minimo legale di 1000-1100 euro netti mensili per i precari. Conto la legge Bossi-Fini, che Morando ha sostenuto aver "prodotto clandestini", il ricorso agli sponsor garantiti e certificati e poi il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Nella sanita', stop alle "nomine clientelari e partitiche". E ancora, attuazione della legge 194 in tutte le sue parti. Il settimo punto e' dedicato alla scuola, all'universita' e alla ricerca, con l'obiettivo di portare al diploma il 95% degli studenti, piu' ore di matematica e, fra l'altro, "cento nuovi campus della scuola dell'obbligo pronti entro il 2010. Per i ricercatotori, si punta a "garantire a 1000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare liberi attorno alle proprie idee". All'ottavo punto, "Imprese piu' forti per competere meglio", con incentivi alle piccole e medie imprese, la contendibilita', le liberalizzazioni e norme sul conflitto di interessi. Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita". Il nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti". Il "Sud e Mediterraneo" e' al centro del decimo punto, con riguardo particolare al sistema dei trasporti. Le riforme per una "Democrazia governante" costituiscono l'undicesimo punto del programma: "Le riforme si fanno insieme" si legge nel documento, che propone una Camera con 470 deputati eletti in collegi uninominali scelti con le primarie e con il vincolo di genere, e un Senato delle autonomie con 100 componenti. Governo di 12 ministri con 60 membri complessivi, con premier che ottiene la fiducia dalla sola Camera e che puo' proporre la revoca dei ministri. Pur non essendo una riforma istituzionale in senso stretto, si propone di introdurre il metodo del calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari come per tutti i lavoratori. Inoltre, voto ai sedicenni alle amministrative. Al dodicesimo punto, "Oltre il duopolio, la Tv dell'era digitale" con l'assegnazione delle frequenze secondo le direttive Ue e il rispetto delle sentenze della Consulta. Per la Rai, Fondazione e un amministratore unico. Inoltre, un fondo per la qualita' dei programmi finanziato con il 2% dell'intero fatturato pubblicitario.

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Il programma del Pd in 12 punti (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)

Argomenti: Burocrazia

Veltroni: ''Ambizioso e realistico''. Lo Stato spenda meno e meglio, sì alle coppie di fatto. Basta con l'ambientalismo del no, per i precari compenso minimo di 1.000 euro ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie di POLITICA Roma, 25 feb. - (Adnkronos/Ign) - Sono 12 i punti del programma del Pd presentato oggi nella sala delle Colonne di palazzo Marini dal segretario Walter Veltroni ed Enrico Morando. Veltroni lo ha presentato come "ambizioso e realistico", in linea con il "profilo innovativo" che vuole avere il Pd, che è anche la prima forza politica a presentare agli elettori il proprio piano d'azione in vista del voto del 13 e 14 aprile. Al primo punto, "lo Stato: spendere meglio e meno" allo scopo di arrivare a ridurre il deficit e il debito pubblico sotto il 90% del Pil. Il secondo punto reca il titolo "Per un fisco amico dello sviluppo" e prevede per il 2008 una detrazione più alta per il lavoro dipendente, un abbassamento delle aliquote Irpef dal 2009 di un punto l'anno per tre anni, una dote fiscale di 2500 euro per i figli, detrazione per l'affitto pagato e aliquota fissa su quello percepito. Per le imprese si favorisce la capitalizzazione tramite sconti di imposta. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale. Al terzo punto, "Cittadini e imprese più sicuri", con l'approvazione del Pacchetto sicurezza, la certezza della pena, più agenti nelle strade. "Diritto alla giustizia giusta" è il quarto punto del programma, che prevede fra l'altro: accorpamento dei Tribunali, processo telematico, specializzazione dei magistrati. Un capitolo del quarto punto è dedicato a "Garanzie e diritti": le intercettazioni servono all'autorita' giudiziaria ma "ci sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza". Morando ha spiegato che il responsabile del procedimento non può che essere individuato nel Pubblico ministero. In questa parte del programma si assume l'impegno a prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico, e si sancisce che "il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi". Il quinto punto del programma del Partito democratico si intitola "L'ambientalismo del fare" e indica come prioritari il superamento della dipendenza dal petrolio attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili, valutazione di impatto ambientale da concludersi in tre mesi, impianti di rigassificazione, e sistema di trasporti sempre piu' basato su ferrovie. Nel documento si decreta il "basta con l'ambientalismo del 'no'", e il "si' ad infrastrutture moderne e sostenibili", chiamando le cose "con il loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori, Tav Lione-Torino-Trieste". Al sesto punto, "Stato sociale: più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio" si prevede una sola Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, misure per incentivare la possibilita' di ricorrere agli asili nido, scuole elementari aperte anche il pomeriggio, compenso minimo legale di 1000-1100 euro netti mensili per i precari. Conto la legge Bossi-Fini, che Morando ha sostenuto aver "prodotto clandestini", il ricorso agli sponsor garantiti e certificati e poi il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Nella sanità, stop alle "nomine clientelari e partitiche". E ancora, attuazione della legge 194 in tutte le sue parti. Il settimo punto è dedicato alla scuola, all'Università e alla ricerca, con l'obiettivo di portare al diploma il 95% degli studenti, più ore di matematica e, fra l'altro, "cento nuovi campus della scuola dell'obbligo pronti entro il 2010. Per i ricercatotori, si punta a "garantire a 1.000 giovani ricercatori ad alto potenziale di lavorare liberi attorno alle proprie idee". All'ottavo punto, "Imprese più forti per competere meglio", con incentivi alle piccole e medie imprese, la contendibilita', le liberalizzazioni e norme sul conflitto di interessi. Contro la burocrazia, si pensa di restituire sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita": il nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti". Il "Sud e Mediterraneo" è al centro del decimo punto, con riguardo particolare al sistema dei trasporti. Le riforme per una "Democrazia governante" costituiscono l'undicesimo punto del programma: "Le riforme si fanno insieme" si legge nel documento, che propone una Camera con 470 deputati eletti in collegi uninominali scelti con le primarie e con il vincolo di genere, e un Senato delle autonomie con 100 componenti. Governo di 12 ministri con 60 membri complessivi, con premier che ottiene la fiducia dalla sola Camera e che può proporre la revoca dei ministri. Pur non essendo una riforma istituzionale in senso stretto, si propone di introdurre il metodo del calcolo contributivo per i vitalizi dei parlamentari come per tutti i lavoratori. Inoltre, voto ai sedicenni alle amministrative. Al dodicesimo punto, "Oltre il duopolio, la Tv dell'era digitale" con l'assegnazione delle frequenze secondo le direttive Ue e il rispetto delle sentenze della Consulta. Per la Rai, Fondazione e un amministratore unico. Inoltre, un fondo per la qualità dei programmi finanziato con il 2% dell'intero fatturato pubblicitario.

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