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Bulciago Dopo i danni alla sede del Gruppo Amici della
montagna, nuovo vandalismo sulle mura del luogo sacro I writers colpiscono
ancora, presa di mira la chiesetta
( da "Provincia di Lecco, La" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: un risultato difficile però da ottenere
percorrendo i meandri della burocrazia. Non si impegneranno quindi né denaro
pubblico né risorse della chiesa per ridipingere il muro: ci penserà un
gruppetto di volontari. "Abbiamo acquistato la vernice - conferma il
vicesindaco Tonino Filippone -, probabilmente già questo weekend ci dedicheremo
a ritinteggiare la parete".
La storia Malpensa-<Terminal>: madre e bimbi
prigionieri come Tom Hanks di Lidia Romeo
( da "Provincia di Como, La" del
25-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Dove le sbarre che li separano dall'Italia
sono i tempi della burocrazia più che le leggi sull'immigrazione, mentre il
ritorno in Ucraina è reso impossibile dalle condizioni di salute della mamma
che nel disagio di questa avventura ha visto riacutizzarsi cronici problemi di
articolazione che al momento le impediscono di affrontare un nuovo viaggio.
La Polonia a pedali di Asam
( da "Alto Adige" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: con la solita burocrazia di frontiera che ti
blocca anche per tre ore. Ma ne valeva la pena. La cittÁ di Kant (KÖnigsberg),
i luoghi balneari che una volta si chiamavano Rauschen e Cranz e che oggi sono
prima di tutto meta per turisti di tutta la Russia e il così detto Sahara del
Nord, le dune della Kurische Nehrung,
Ditelo a "la Cittá"
( da "Citta' di Salerno, La" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla troppa burocrazia, alla mafia,
dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia, sul rispetto
dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi. Quello che
vorrei è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo alla gente, per sentire
in particolare i cittadini più penalizzati e più deboli della nostra societá,
Nessuno deve chiamarci accattoni
( da "Trentino" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Anche i clown impastoiati nella burocrazia...
"Se è una questione puramente burocratica, va bene. Ma se poi il permesso
non ti viene concesso è ipocrita. Io credo che un po di animazione nelle strade
del Trentino non faccia male. Portiamo solo un po di musica e un sorriso".
Un'impresa con un click
( da "ItaliaOggi Sette" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: essere riuscita a trovare un antidoto contro
le lentezze ed i garbugli della burocrazia che rischiano di disincentivare fin
dall'inizio la voglia di intraprendere. Con dichiarazione unica telematica sono
nate, in pochi giorni, le prime 11 imprese. Si tratta per ora di una procedura
sperimentale, attiva solo in poche province e con forti limiti nei confronti
degli atti di Inps e Inail.
Energia, obiettivo fonti naturali
( da "ItaliaOggi Sette" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: che implica conoscenze normative ed
esperienza con la burocrazia pubblica, necessaria per completare l'iter di
autorizzazioni e permessi. "Di solito questa figura è collocata ai livelli
più elevati dei quadri", conclude Valdes, "con uno stipendio che può
variare dai 50 ai 70 mila euro annui, ai quali si aggiungono solitamente un
premio risultato, fino al 200% e l'auto aziendale"
Vivo e vegeto, "sepolto" da 23 anni per
l'anagrafe sanitaria ( da "Secolo XIX, Il"
del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La sanità e gli errori della burocrazia, il
tema non è nuovo e vanta già diversi casi. Questo, in qualche modo, può essere
considerato un precedente opposto rispetto a quello verificatosi al San
Martino. Gennaio dell'anno scorso, a Genova si aggirava una sorta di morto
vivente.
Dopo Castro c'è Castro
( da "Unita, L'" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Timide liberalizzazioni e mani pulite nella
burocrazia anche militare portano qualche conforto ma la soluzione resta
lontana. Nuovi e vecchi amici possono dare una mano: la Cina che ha rianimato
le miniere di nichel, il Canada dal quale sbarca la maggior parte dei turisti.
Soprattutto il Venezuela di Chavez: fa arrivare a Cuba la stessa quantità di
petrolio che mandava l'
Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati. Un ampio settore
di interesse: automobili, motociclette, autocarri e mezzi agricoli
( da "Libertà" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: allo snellimento della burocrazia, alla
possibilità per un collezionista non agricoltore di acquistare e intestarsi un
mezzo agricolo d'epoca, all'istituzione di una targa speciale per i mezzi
storici oppure alla possibilità di realizzare targhe regolamentari "in
stile", come quelle che esistevano all'epoca di un particolare modello,
La politica dei cannoli - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: onnipotenza impunita della burocrazia
regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una
bella invenzione che circolava in Sicilia da un po di tempo e che tutte le
persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente,
si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali,
Terza corsia tra viareggio e l'autocisa l'opera sull'a12
pronta entro il 2009 - luca cinotti
( da "Tirreno, Il" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: conclude un percorso lungo anni e non privo
di ostacoli nelle "curve" della burocrazia di Comuni, Province,
Regioni e ministeri. Il progetto della Salt prevede che la terza corsia venga
realizzata su un tratto lungo
"STARWEB", LA BUONA BUROCRAZIA
( da "marketpress.info" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
<Che fermino tutto, almeno Roma capirà>
( da "Corriere del Veneto" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: La burocrazia si sta arrogando il diritto di
non decidere, basta". L'assessore alla Pianifiazione Laura Fincato sta con
gli operai, per la permanenza della chimica e allo stesso tempo la
riconversione di Marghera, così come dicono gli accordi sottoscritti in questi
anni.
Scuola e diritto, il dono della lingua veneta
( da "Corriere del Veneto" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: lungimiranza contano assai di più della
sicumera e delle trappole della burocrazia; e le esperienze catalane stanno a
dimostrarlo. Ed è già, per intanto, un avvio concreto, il notare che in veneto
classico, cinquecento anni prima di Cristo, " dono " si dice e si
scrive " dono ". Parola veneta, non latina; anche se il latino in
questo caso risulta (e c'è un perché) parallelo al veneto.
Tumori, pronti \nTribunale del Malato e Calabrese
lanciano una petizione per le autorizzazioni
( da "Corriere del Mezzogiorno" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: sono incompatibili con la burocrazia
regionale". Partirà per questo, da domani, l'offensiva del Salento contro
"il forte ritardo del governo regionale sul rilascio delle autorizzazioni
". Si parla di Pet, la nuova tecnica per immagini, innovativa rispetto
alla Tac, di cui il territorio salentino è ancora sprovvisto nonostante la
volontà d'investimento dei privati.
I TITOLI DEI GIORNALI: ECONOMIA E FINANZA (24/02)
( da "Asca" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Metropoli) - Roma finanzia i progetti
d'impresa La Stampa - ''Basta sacrificare terreni alla produzione di energia -
''In Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby - La burocrazia brucia 198
milioni di fondi dell Ue - Malpensa, il 5 marzo assegnati gli slot Per leggere
gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.
Smaltimento rifiuti, troppe complicazioni
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: troppa burocrazia, protestano gli
"imprenditori verdi". I depositi temporanei dei rifiuti presso le
imprese dovranno infatti essere divisi per tipologie omogenee e le imprese
agricole con volume affari superiore agli ottomila euro dovranno tenere il
registro di carico e scarico dei rifiuti sul quale annotare le operazioni e per
il quale vige l'
L'epilogo I tempi eterni della burocrazia
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Combattere l'handicap dell'indifferenza
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 25-02-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract: dalle lacune della troppa burocrazia e
dall'inettitudine delle persone che vi sono a capo. Mi sento, e ritengo che
anche i membri del direttivo si sentano, che sia un dovere di coscienza
continuare nell'opera buona iniziata, intensificando i nostri sforzi e
soprattutto nel coinvolgere altri in questa avventura davvero
meravigliosa".
Passato il Miramar, dopo le ambasciate e il lunapark. La
rotonda, il viale di magnolie e palme, i po
( da "Stampa, La" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: liberalizzazione dell'acquisto di case e
auto, meno burocrazia, Internet. Proprio Internet sarebbe una delle ultime
passioni di Fidel. Lo si può immaginare davanti al computer che clicca sui siti
dei quotidiani messicani, de El Pais, del New York Times e del Wall Street
Journal. Li cita ed è preciso.
Il nuovo governo tagli dove ci sono privilegi
( da "Centro, Il" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: alla troppa burocrazia, alla mafia, della
malavita organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio
dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri
grandi temi. Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale
sia fatta in mezzo alla gente e con la gente,
Avanza una Russia a tempo di rock
( da "Panorama" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: prigioniere oggi della corruzione, della
burocrazia e soprattutto del "nichilismo legale": quest'ultima
espressione è stata inserita personalmente da Medvedev in un suo recente
discorso, con una correzione scritta a mano. Dunque meno minacce e più sorrisi,
meno patriottismo d'antan e più riforme liberali.
Il Rigoletto/ Nord Italia, terra ostile per la Sinistra.
Che non si è accorta dei cambiamenti degli ultimi 20 anni
( da "Affari Italiani (Online)" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: le lentezze della burocrazia e l'emergenza
sicurezza sono dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori
schemi fordisti, la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti
produttivi e le composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito
la parte più dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di
velluto"
Agriturismo: 34 mln per rilanciare il settore
( da "Denaro, Il" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Aiuti con meno burocrazia La proposta di
legge in sintesi Obiettivi promuovere e sostenere le attività agrituristiche e
le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo Azioni contributi per
iniziative a favore dell'agriturismo; individuazione del fabbisogno di
formazione degli imprenditori agrituristici Fondi 33,
Le associazioni: La misura farà da traino al comparto
agricolo ( da "Denaro, Il"
del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: burocrazia nel settore" - dice Ippolito
- "basta pensare al provvedimento di eliminazione dell'Albo degli
esercenti nell'agriturismo, fatto che consente agli operatori del settore di
avviare molto più velocemente una nuova attività". "Inoltre" -
continua Ippolito - "questa legge andrebbe ad eliminare il divieto
previsto dal Piano di Sviluppo rurale di erogare incentivi alle zone
LIBRI: L'INDAGINE DI RULA JEBREAL, 'DIVIETO DI SOGGIORNO'
( da "ADN Kronos" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: In molti casi sono sfruttati e devono fare i
conti con una burocrazia lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli
'invisibili che vivono ai margini delle grandi citta. Cercano di sopravvivere
tra mille stenti e difficolta. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna
nel nostro Paese? Cosa fanno?
La politica dei cannoli
( da "Repubblica.it" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: onnipotenza impunita della burocrazia
regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una
bella invenzione che circolava in Sicilia da un po di tempo e che tutte le
persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente,
si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali,
Pd, il programma in 12 capitoli
( da "Vita non profit online" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Contro la burocrazia, si pensa di restituire
sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini
l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita". Il
nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla
concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei
carburanti"
Il programma del Pd in 12 punti
( da "ADN Kronos" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract: Contro la burocrazia, si pensa di restituire
sotto forma di credito di imposta il 50% del costo che ha per i cittadini
l'introduzione di nuove procedure. "Concorrenza produce crescita": il
nono punto del programma del Pd promette "ogni anno una legge sulla
concorrenza", a cominciare da telefonia, trasporti, distribuzione dei carburanti"
( da "Provincia di Lecco, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Bulciago
Dopo i danni alla sede del Gruppo Amici della montagna, nuovo vandalismo sulle
mura del luogo sacro I writers colpiscono ancora, presa di mira la chiesetta La
chiesetta a fianco del cimitero comunale di Bulciago vittima dei writers
BULCIAGO (p. zuc.) Ancora graffiti sui muri: dopo la sede del "Gruppo
amici della montagna" è toccato alla chiesetta vicino al cimitero. Le
scritte sono comparse a più riprese, in tempi diversi, fino allo scempio
completo. In quest'ultimo caso il danno è ancora maggiore rispetto alla baita
del "Gamb": anzitutto, ovviamente, per il significato del luogo, per
il valore artistico dell'edificio e anche perché i "writers" non si
sono limitati a qualche disegno, ma hanno tracciato frasi a caratteri cubitali.
Sono visibilissime persino dalla strada: niente di blasfemo, fortunatamente; i
soliti ignoti hanno pensato di gridare perlopiù il loro amore - profano - dal
perimetro del luogo sacro. Una scelta per nulla condivisa, naturalmente, dal
parroco don Celeste Delle Donne e dall'amministrazione comunale che, egualmente
"indignati", già si sono consultati sul da farsi. La decisione è
stata di ripristinare quanto prima il decoro: un risultato
difficile però da ottenere percorrendo i meandri della burocrazia. Non si impegneranno quindi
né denaro pubblico né risorse della chiesa per ridipingere il muro: ci penserà
un gruppetto di volontari. "Abbiamo acquistato la vernice - conferma il
vicesindaco Tonino Filippone -, probabilmente già questo weekend ci dedicheremo
a ritinteggiare la parete". Non è il solo compito al quale
amministratori comunali e volontariato si stanno dedicando: hanno improvvisato
pure delle ronde, finora senza risultato. "Mercoledì a mezzanotte eravamo
in giro - riepiloga Filippone -. Giovedì sono ripassato. Finora non abbiamo
pizzicato nessuno sul fatto e, del resto, non sarà facile: non si può
presidiare i muri a tempo pieno e per tracciare qualche scritta ci vogliono
pochi minuti".
( da "Provincia di Como, La" del 25-02-2008)
Pubblicato anche in: (Provincia di Lecco, La)
Argomenti: Burocrazia
La
storia Malpensa-"Terminal": madre e bimbi prigionieri come Tom Hanks
di Lidia Romeo MALPENSA - Questa è la storia di una mamma ucraina che vive e
lavora regolarmente in Italia da anni e dei suoi bambini che il nostro paese
respinge alla frontiera. Ecco allora che da quasi due giorni, ormai, per Sorina
Lungo e i suoi bambini Andrey e Alessandro, rispettivamente di sei e otto anni,
la zona internazionale dell'aeroporto di Malpensa si è trasformata in una
prigione che li tiene lontani dalla loro famiglia e da cui non riescono a
uscire. Dove le sbarre che li separano dall'Italia sono i
tempi della burocrazia più
che le leggi sull'immigrazione, mentre il ritorno in Ucraina è reso impossibile
dalle condizioni di salute della mamma che nel disagio di questa avventura ha
visto riacutizzarsi cronici problemi di articolazione che al momento le
impediscono di affrontare un nuovo viaggio. Una storia che ricorda
quella di "The terminal", il film di Steven Spielberg (nella foto una
scena della celebre pellicola), con la non piccola differenza che stavolta è
tutto vero, e il protagonista non è Tom Hanks, ma una mamma con due bambini.
Disperati i parenti, che ormai risiedono tutti in Italia, nella zona del
Pavese, con lo zio dei due bambini, Victor Bernik, che da venerdì sera sta
cercando di muovere mari e monti tra l'aeroporto e Milano nel vano tentativo di
risolvere questa situazione che si fa ogni momento più drammatica. "Fino a
poco tempo fa i miei nipotini vivevano in Ucraina con i nonni - spiega -, ma
abbiamo purtroppo subìto un lutto e ora sono rimasti soli là. Anche i vicini di
casa cui erano stati affidati momentaneamente, in attesa che arrivasse il visto
per portarli qui in Italia, non possono più prendersene cura quindi
all'improvviso si è creata una situazione impossibile. Mia cognata non può
lasciare i bambini da soli in Ucraina ma non può neppure tornare lì per stare
con loro, altrimenti perderebbe il lavoro, la casa e non avrebbe modo di
mantenerli, di offrirgli un futuro. Che cosa deve fare?". Il problema per la
polizia di frontiera è chiaro: anche se non ci sono dubbi sul rapporto di
parentela tra la donna e i bambini, che compaiono regolarmente sul suo
passaporto come figli, e nonostante il regolare permesso di soggiorno della
madre, i due piccoli risulterebbero clandestini nel nostro Paese perché non in
possesso né di un formale permesso per ricongiungimento familiare né del visto
d'ingresso rilasciato dall'ambasciata italiana a Kiev. Così i due bambini, e di
conseguenza la madre, sono stati semplicemente respinti alla frontiera, come
capita ogni giorno a decine di persone, e in attesa di essere reimbarcati su un
volo che li riporti indietro devono dormire sulle sedie della sala d'aspetto e
mangiare nei bar della zona dei "duty free", con l'aggravante che i
soldi a disposizione della mamma iniziano a scarseggiare. Proprio la scomoda
nottata di venerdì sera avrebbe avuto l'effetto di riacutizzare un malessere
cronico della donna. "Mi ha detto che è svenuta e che il medico
dell'aeroporto le ha dato degli anti dolorifici, ma il pilota ha comunque
rifiutato di imbarcarli", racconta lo zio che intanto sta chiedendo
l'aiuto di tutti, avvocati e amici, in attesa di riuscire a mettersi in
contattato con l'ambasciatore ucraino che risulta impossibile da rintracciare
almeno fino a domani mattina. "Tenere madre e figli in questa situazione
non è umano - accusa - e non è degno di un Paese civile e accogliente come
l'Italia".
( da "Alto Adige" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dieci
giorni tra Danzica e dintorni con qualche sconfinamento i territorio russo La
Polonia a pedali di Asam Il giornalista Rai attraverso i tremila laghi della
Masuria MERANO. Dopo i
( da "Citta' di Salerno, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Email:
lettere@lacittadisalerno.it - Indirizzo postale: via Fatigati, 10 - 84128
Salerno - Fax: 089 2783236 Le lettere, possibilmente dattiloscritte o via
Email, non devono superare le 40 righe. A richiesta sará mantenuto l'anonimato.
Salerno sará capitale dei rifiuti " Gentile direttore, " sabato ho
attraversato il centro di Avellino tra cumuli di sacchetti di rifiuti. Mezz'ora
dopo percorrevo le strade pulite della nostra cittá; eppure sono solo poche
decine i chilometri che separano i due capoluoghi di provincia. A dispetto
delle apparenze, sará però la nostra cittá ad ospitare un impianto di
termovalorizzazione da 500mila tonnellate annue. Nessuno parla di questo evento
così dannoso per noi, quasi accettandolo come un destino inevitabile. Anche i
Verdi tacciono, come i politici locali, che a voce bassa, affermano che questa
è la soluzione giusta. Anzi, qualcuno ha fatto persino affiggere manifesti per
rivendicare la primogenitura di questa scelta in tempi non sospetti. Sospetto è
proprio, invece, questo silenzio, questa assenza di dibattito, questo assenso
latente nella popolazione, la mancanza di una indagine giornalistica che vada
alla ricerca della veritá. Quest'impianto, se sará costruito, inizierá a
funzionare non prima di quattro anni. Nel frattempo quale sará il piano di
gestione del trattamento rifiuti? Non è noto, ma non potrá prescindere dalla
raccolta differenziata, per cui la nostra provincia tra quattro anni scenderá a
250.000 t/a di rifiuti. Se nelle zone rurali parte il compost casalingo,
allora, all'impianto arriverebbero 150.000 t/a. Il "carburante" per
il termovalorizzatore sará portato da Napoli, Avellino, Caserta o Benevento.
Altro che cittá turistica! Salerno diverrá la pattumiera della Campania. Oggi
Salerno produce circa 80mila tonnellate annue di rifiuti; domani dovrá smaltire
almeno 100mila tonnellate di ceneri in discariche speciali. In compenso avremo
più elettricitá a disposizione, ma la pagheremo sempre al prezzo attuale e
soprattutto più acqua calda, che con il lungo periodo invernale che ci affligge
è una vera manna dal cielo! Sará - però - questa l'occasione per rifare le
strade di Salerno, atteso che l'acqua calda passa in tubi che ancora non ci
sono. Certo qualche piccolo inconveniente lo avremo, fra diossine, furani e
metalli pesanti nell'aria e nell'acqua del Picentino e del mare. Ma tanto
l'aria è giá inquinata dallo smog delle automobili e l'acqua del mare dagli
scarichi fognari. L'Enea afferma che il 75% delle diossine in Italia proviene
dagli inceneritori; perché noi dovremmo essere da meno, anzi così diventiamo
veramente cittá europea. Stia sicuro, direttore, che allora si sveglierá
l'Ordine dei Medici Salernitani e chiederá ciò che giá chiede l'Ordine
Nazionale dei Medici Francesi e la federazione degli Ordini dei Medici
dell'Emilia e Romagna: la moratoria per gli inceneritori. Ma forse allora sará
troppo tardi. Perché nessuno parla del latte alla diossina di Brescia, della
chiusura dell'inceneritore di Terni (ammodernato e gestito dall'Asm)? Sono
eventi di dicembre 2007 e gennaio 2008. Si scarica tutto sulle scelte compiute
dai professori universitari; sono loro che dovrebbero sapere che in Germania si
costruiscono gassificatori e non più inceneritori, a parte che le tecnologie
italiane di abbattimento degli inquinanti sono inferiori di molto a quelle
straniere. Circa 2000 anni fa una Persona parlava dell'inferno con
l'espressione "fuoco della Geenna", che era il luogo dove notte e
giorno bruciavano i rifiuti di Gerusalemme. Dopo tutto questo tempo alcuni
illuminati vogliono trattare i rifiuti nello stesso modo. Verrebbe voglia di
augurare loro le "fiamme del Picentino" dove avrebbero tutto il tempo
per pensare ai danni prodotti con scelte anacronistiche, antieconomiche ed
altamente inquinanti. Antonio Pisani Salerno Una campagna elettorale tra i
cittadini " Egregio direttore, " auspico una campagna elettorale
vivace ma educata e che sia centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e
più bisognosi. Una campagna elettorale che discuta pure dei grandi temi da
risolvere in Italia, nuova legge elettorale, conflitto d'interessi, difesa
della nostra meravigliosa costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio
dell'economia, sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri
grandi temi. Quello che vorrei è che la campagna elettorale sia fatta in mezzo
alla gente, per sentire in particolare i cittadini più penalizzati e più deboli
della nostra societá, dai lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli
anziani, ai diversamente abili. Da questi emergerá il bisogno di più sicurezza,
lavoro, il costo della vita troppo elevato, stipendi e pensioni basse. Anche se
bisogna riconoscere al centrosinistra di aver fatto tante cose buone, bisogna
però, fare molto di più. In campagna elettorale c'è bisogno di coinvolgere i
giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per elaborare assieme a
loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire incidenti sul lavoro,
progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per l'educazione alla
legalitá, al rispetto delle regole, progetti in cui far sì che i servizi sociali,
diventino sempre migliori, dalla sanitá, alla scuola, ai trasporti. Poi
lasciatemelo dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono
troppo bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da
subito, poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far sì, che
la politica non sia un costo, ma una risorsa. Francesco Lena L'elettroshock non
è una cura " Egregio direttore, " sono un'insegnante elementare,
attenta non solo ai diritti dei bambini, ma anche a tutti i diritti umani,
compresi quelli del malato. Ho ascoltato giorni fa una trasmissione sul tema
"elettroshock", nella quale è stato intervistato uno dei luminari
italiani della psicoterapia e difensore dell'elettroshock, e ne sono rimasta
inorridita! Il luminare all'inizio dell'intervista metteva l'accento sul
termine elettroshock, affermando che il suo nome corretto sarebbe stimolazione
elettrica! Ho pensato: ma quanto guadagna il luminare per ogni terapia
elettroconvulsiva? Visto che la promuove così tanto, mi piacerebbe sapere
quanti dei suoi pazienti curati con l'elettroshock sono tornati ad una vita
normale! E per vita normale, intendo andare a lavorare, avere una famiglia,
insomma vivere la vita. E quanti sono invece i pazienti che alla vita normale purtroppo
non ci sono più tornati? Io purtroppo anni fa conobbi due persone che avevano
subito questa cura: ebbene erano dei vegetali, nel vero senso della parola.
Continuando nell'intervista, ad un certo punto, il luminare affermava che
"tutti i mezzi possono essere abusati, anche l'aspirina può dare reazioni
anafilattiche". Con quale coraggio si può paragonare l'aspirina
all'elettroshock! Non mi risulta che l'aspirina danneggi il cervello e causi la
perdita della memoria e menomazioni a livello intellettivo. Alle persone che si
trovano in una condizione disperata deve essere data una cura medica
appropriata ed efficace, un ambiente sano e sicuro dove - attraverso l'amore,
la comprensione, la pazienza - possano recuperare la fiducia in loro stesse e
la voglia di vivere, non attraverso l'elettroshock! Antonella Marzaroli.
( da "Trentino" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
PROMOTORE "Nessuno deve chiamarci accattoni" Rudi Bridarolli contesta
il Comune: l'Europa va in direzione opposta TRENTO. Si celava dietro la
maschera di un "clown magico" l'identità dell'organizzatore della
manifestazione di ieri. Lui è Rudi Bridarolli, socio della Federazione
nazionale artisti di strada. Il sorriso triste del clown è appropriato oggi.
"In questo caso sì. La regolamentazione che vuole fare il Comune è così
restrittiva che equivale sostanzialmente ad un divieto. Bisogna capire che un
artista di strada guadagna pochi euro al giorno. Stando lì un'ora al mattino e
un'ora al pomeriggio non varrebbe più la pena. Oltretutto 40 giorni l'anno.
Sarebbe impraticabile e poco remunerativo. Anche perché gli artisti di strada
si contano sulle dita di una mano: non sono una presenza invadente come
qualcuno vorrebbe far apparire". Quanti siete? "Una cosa difficile da
quantificare. Alcuni giovani, in genere studenti, presenti saltuariamente. Come
i ragazzi dell'Anonima Stendhal che suonano in gruppo anche ad un certo
livello. Sono di Trento, ma studiano fuori, quindi sono poco presenti in città.
I giovani della Giratutto invece fanno corsi di giocoleria nella palestrina di
via Verruca. Per il resto c'è un arcipelago abbastanza sparpagliato: qualche
singolo che suona la fisarmonica o che fa la statua vivente". Da dove
nasce questa proposta di modifica? "E' nata 10 mesi fa per un motivo
abbastanza banale: qualcuno che suonava la fisarmonica davanti ad un negozio o
sotto un'abitazione. Ma la regolamentazione è fatta da persone che o non sanno
o non vogliono conoscere la materia". Alcuni anche nella maggioranza sono
contrari. Come Marchesi e Ferrari di Td e Gilmozzi della Margherita. "Fra
l'altro si va in controtendenza rispetto all'orientamento nazionale, dove molti
comuni stanno facendo l'opposto: Torino e Lecce hanno liberalizzato, senza
alcuna restrizione. Firenze, che una città molto affollata di turisti, ha
attuato una regolamentazione molto logica: che ci dà la possibilità di lavorare
bene. Non parliamo dell'Europa: in Inghilterra e Olanda ci sono delle zone dove
ci si può esibire pagando una piccola quota". Lei crede che la linea dura
passerà in consiglio? "E' molto probabile. Noi raccogliamo firme, anche se
non hanno un valore reale. Per dimostrare che a fronte di qualche piccola
protesta, molti sono d'accordo con noi". Quanto guadagna un artista di
strada in un giorno. "Dipende dalla tipologia. Il suonatore di fisarmonica
molto poco: qualche decina di euro quando va bene. Bisogna tener conto anche
che in trentino le piazze sono pochissime: Trento, Rovereto, Riva. Oppure le
grosse manifestazioni come le Feste Vigiliane, dove puoi tirar su qualcosa di
più. Ma se fai quaranta euro è una buona giornata". Nella delibera della
giunta si dice che "il più delle volte i sedicenti artisti di strada sono
accattoni". "Questa è la cosa più brutta. Scambiare l'artista di
strada per il mendicante è un po' un'offesa. Il mendicante non dà niente. Io
conosco un violinista francese di una bravura strepitosa: potrebbe suonare in
qualsiasi orchestra. Ma gli piace farlo per strada. C'è una più o meno evidente
espressione artistica dietro questo fenomeno. Oltretutto chi si esibisce non
pretende niente". C'è chi si lamenta del "notevole disturbo".
"Sta anche nell'intelligenza dell'artista non suonare 12 ore sotto una
finestra. Non è che noi rifiutiamo la regolamentazione, ma vogliamo che sia
realistica. Se fosse possibile come in ogni genuina democrazia confrontasi tra
le parti...". Cosa proporrebbe lei? "Si possono stabilire dei luoghi
e anche orari dove è poco consono esibirsi. E' giusto non farlo davanti ad un
negozio o una chiesa. Ma non una cosa che impedisca di lavorare. Con un'ora al
mattino e una il pomeriggio non fai niente. La tendenza è la stessa nel resto
del Trentino: c'è una simile regolamentazione a Riva, mentre a Rovereto di
fatto c'è un divieto: devi chiedere un permesso che non ti danno". Vi
chiedono pure la comunicazione ai vigili. Anche i clown impastoiati nella burocrazia... "Se è una questione puramente burocratica,
va bene. Ma se poi il permesso non ti viene concesso è ipocrita. Io credo che
un po' di animazione nelle strade del Trentino non faccia male. Portiamo solo
un po' di musica e un sorriso". (maro).
( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
Sette ItaliaOggi Sette Numero 047, pag. 1 del 25/2/2008 Autore:
di Marino Longoni Visualizza la pagina in PDF Un'impresa con un
click Sono già 11 le aziende create in un giorno con la comunicazione unica
telematica. Ma la semplificazione è ancora tutta da testare Creare un'impresa
con un click? La promessa del ministro Pierluigi Bersani sembra vicina a
diventare realtà. Dopo quasi due anni di dichiarazioni, polemiche e annunci, la
buona volontà di politici, imprenditori e professionisti sembra essere riuscita a trovare un antidoto contro le lentezze ed i
garbugli della burocrazia che
rischiano di disincentivare fin dall'inizio la voglia di intraprendere. Con
dichiarazione unica telematica sono nate, in pochi giorni, le prime 11 imprese.
Si tratta per ora di una procedura sperimentale, attiva solo in poche province
e con forti limiti nei confronti degli atti di Inps e Inail. L'obiettivo
però è ambizioso: 100 mila iscrizioni nei prossimi sei mesi. Con un risparmio
di tempi e, qualche volta, anche di denaro. Fin qui la parte positiva. In
realtà la nuova procedura avrà bisogno di tempo per essere assimilata dagli
intermediari, professionisti e associazioni di categoria. Solo allora ci sarà
un vantaggio reale. Sempre che si riesca a rimediare ad un difetto congenito
che il nuovo sistema sembra portarsi dietro. Più che di una comunicazione
unica, infatti, si tratta per ora di diverse comunicazioni raggruppate e
mandate ad un solo ente pubblico, la Camera di commercio, che provvede poi a
smistarle ad Agenzia delle entrate, Inps , Inail e registro delle imprese. Il
problema è che i diversi enti pubblici interessati utilizzano un linguaggio e
dei codici diversi per rappresentare le stesse realtà, a causa dello
stratificarsi di abitudini e problematiche diverse, che richiederanno del tempo
per essere superate. Siccome però il ministro Bersani si era già venduta la
pelle dell'orso, non si è voluto aspettare il tempo necessario (sarebbero
bastati probabilmente un paio di mesi) alla realizzazione di un modello unico
valido per tutti gli enti interessati: il risultato è che gli intermediari sono
costretti a compilare sostanzialmente gli stessi modelli di prima e l'unico
vantaggio è quello di fare una sola spedizione invece di quattro. Non è molto,
ma è un passo in avanti. Nella speranza che, magari con il contributo dei
professionisti interessati, non ci si fermi qui.
( da "ItaliaOggi Sette" del 25-02-2008)
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ItaliaOggi
Sette ItaliaOggi Sette - Professionisti quotidiano
Numero 047, pag. 34 del 25/2/2008 Autore: di Luigi Dell'Olio Visualizza la
pagina in PDF Necessaria la laurea in ingegneria con
specializzazione in meccanica, elettronica o elettrica Energia, obiettivo fonti
naturali Con l'impennata del petrolio, ecco il manager delle rinnovabili
Cercare professionalità e non riuscirle a reperire sul mercato è un fenomeno
ormai in via di estinzione in Italia. Eppure è la situazione con cui si trovano
a fare i conti molte società attive nel settore delle fonti rinnovabili.
L'impennata dei prezzi petroliferi e i conseguenti investimenti nel campo delle
energie alternative si confrontano con la carenza di professionalità già
formate. è quello che succede, per esempio, con il product manager del fotovoltaico,
un professionista che deve essere capace di combinare l'abilità nello sviluppo
e nel lancio di nuovi prodotti con la conoscenza approfondita delle fonti di
produzione energetica dal Sole. E che può mettere a frutto le competenze
acquisite spuntando stipendi fino a 70 mila euro annui. Dal business plan al
lancio di nuovi prodotti "Si tratta di una figura molto in voga
nell'attuale contesto di mercato, che vede sempre più aziende attive nella
produzione di energia da fonti naturali", spiega Alessandra Zubiani,
senior consultant di Mps Italia, società di executive search che fa capo a Gi
group. Dello stesso avviso Andrea Pettinelli, business development manager di
Seltis: "Il product manager nel campo dell'energia solare è una delle
grandi novità degli ultimi anni nel mondo della selezione del personale. Si
tratta di un professionista in grado di tenere costantemente allineati gli
obiettivi di business con l'evoluzione del settore in cui opera". Le sue
mansioni partono da quelle classiche del manager di prodotto, vale a dire
definizione del piano prodotti, collaborazione con l'area tecnica per lo
sviluppo, lancio nuovi prodotti, analisi di mercato e benchmarking con la
concorrenza, supporto alla stesura del budget, formazione e supporto alla rete
vendita. Porte aperte agli ingegneri-giuristi "Il product manager del
solare deve conoscere in maniera approfondita il settore in cui opera",
aggiunge Zubiani, "e tra i suoi compiti c'è la diffusione delle conoscenze
tra le altre aree dell'azienda. In sostanza è chiamato a un compito di
divulgazione in tutte le aree di business, in modo da far comprendere spazi di
manovra sconosciuti fino a quel momento". Un'attività che non si limita al
semplice lavoro dietro le quinte, come supporto ai vertici aziendali e ai decision-makers,
ma che si spinge fino alla divulgazione con l'indeterminato pubblico dei
consumatori e la consulenza ai potenziali clienti. Di solito il product manager
del fotovoltaico è un laureato in ingegneria, meglio se con una
specializzazione meccanica, elettrotecnica o elettronica. "Le conoscenze
accademiche non sono però sufficienti, se non accompagnate dalla competenza in
campo normativo", aggiunge la manager di Mps. "Si tratta di un
settore relativamente nuovo, oggetto di frequenti oggetti normativi, per cui
necessita di professionisti in grado di seguirne gli sviluppi
quotidianamente". Pettinelli individua buone possibilità anche per gli
ingegneri meccanici, che possono mettere a frutto l'esperienza maturata in
altri settori dell'industria e della produzione. Curiosità intellettuale e
pensiero laterale "La particolarità della professione impone anche
specifiche qualità personali", incalza Zubiani. "L'apertura mentale è
fondamentale per esplorare le nuove frontiere che l'energia solare può
sviluppare. Altri valori aggiunti sono la capacità di relazionarsi anche ad
alti livelli, di creare consenso all'interno di gruppi interfunzionali e
l'abilità di pensiero laterale". Quest'ultimo aspetto, da qualche tempo, è
tornato in auge presso i selezionatori. Ai candidati è richiesta la capacità di
approcciarsi ai problemi in maniera indiretta, vale a dire osservandoli da
diverse angolazioni. Un approccio nuovo, quindi, rispetto alla focalizzazione
sulla singola questione. Il pensiero laterale è ricercato soprattutto nei
profili attivi nelle nuove frontiere dell'occupazione, come appunto il
fotovoltaico, in cui un problema non può essere risolto secondo i canoni
classici della logica sequenziale, ma incrociando punti di vista alternativi. A
livello contrattuale, il product manager è solitamente inquadrato come un
quadro, con una retribuzione che parte da 50 mila euro lordi annui, per
raggiungere i 70 mila per le figure con una maggiore seniority. Occasioni per i
facilitatori Pietro Valdes, direttore della divisione property&construction
di Michael Page, individua un'altra figura in forte crescita negli ultimi mesi:
si tratta del facilitatore che opera al servizio dei parchi eolici e
fotovoltaici. "Si tratta di una figura incaricata di interfacciarsi con le
amministrazioni e le comunità locali, con l'obiettivo di far comprendere
l'utilità di queste strutture e cercare potenziali investitori", spiega.
"Dunque, un profilo di relazioni, ma anche un tecnico, visto che tra le
sue competenze non può mancare la conoscenza del settore e la capacità di dare
l'esatta dimensione del dimensionamento proprio del progetto". Il che implica conoscenze normative ed esperienza con la burocrazia pubblica, necessaria per
completare l'iter di autorizzazioni e permessi. "Di solito questa figura è
collocata ai livelli più elevati dei quadri", conclude Valdes, "con
uno stipendio che può variare dai 50 ai 70 mila euro annui, ai quali si
aggiungono solitamente un premio risultato, fino al 200% e l'auto
aziendale".
( da "Secolo XIX, Il" del 25-02-2008)
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La
storia Cancellato dall'elenco degli assistiti, ritrovato dalla ex pediatra:
stava contraendo un mutuo per comprare casa 25/02/2008 DAL CITTADINO passato a
miglior vita a quello - in perfetta salute - considerato tale per 23 lunghi
anni. La sanità e gli errori della burocrazia, il tema non è nuovo e vanta
già diversi casi. Questo, in qualche modo, può essere considerato un precedente
opposto rispetto a quello verificatosi al San Martino. Gennaio dell'anno
scorso, a Genova si aggirava una sorta di morto vivente. Anzi: vivente,
morto e resuscitato. Si tratta di un uomo di 35 anni che ha scoperto di essere
stato morto per 23 anni dall'anagrafe sanitaria, e di conseguenza cancellato
dall'elenco degli assistiti, quelli che una volta si sarebbero chiamati mutuati.
Ad accorgersi dell'errore, a parziale riscatto del settore, è stato un medico,
la pediatra che seguì il giovane in tenera età. Il giovane veniva dato morto
dagli elenchi periodicamente aggiornati per calcolare lo stipendio dei medici
di famiglia e forniti loro per controllare i nuovi iscritti, i recessi e i
decessi. È stato scorrendo quei nomi che la dottoressa ha notato fra i
"revocati" il figlio di buoni conoscenti e fedeli assistiti residenti
nel popoloso quartiere genovese di Oregina, sulle alture dietro la stazione
Principe. Ha pensato a un incidente accaduto da poco, visto che qualche mese
prima aveva incrociato il morto vivente a un convegno farmaceutico. Ma quando
ha guardato in un secondo elenco, ha strabuzzato gli occhi: risultava morto a
12 anni. La pediatra ha alzato il telefono e, con tutte le cautele del caso, ha
chiamato la famiglia. Voleva fare le condoglianze, ha scoperto invece che il
morto era così vivo da aver appena comprato casa. Di più, da aver stipulato un
mutuo con una banca. Il gioco degli equivoci, però, era solo all'inizio.
Divisi, uno all'anagrafe comunale e l'altro negli uffici della Asl 3 genovese,
i genitori sono venuti a capo della questione. Pagando bolli e perdendo tempo
il loro figliuolo è tornato in vita. Non prima di aver scoperto, comunque, che
esisteva alla Asl una seconda data di decesso, registrato anche nel 1982. Per
tutti questi anni, per fortuna, questo fortunato ragazzo non ha avuto bisogno
di alcuna ricetta, ma la sua storia ha avuto un finale degno dell'inizio. E'
facile immaginare l'imbarazzo del funzionario della Asl davanti ad un caso del
genere, ad un morto vivissimo che pretendeva una tessera sanitaria. Geniale la
soluzione. E' stato resuscitato con un libretto sanitario retrodatato al 14
agosto 1983, il giorno dopo quella che può essere definita una vera e propria
morte burocratica. 25/02/2008.
( da "Unita, L'" del 25-02-2008)
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Stai
consultando l'edizione del Dopo Castro c'è Castro Maurizio Chierici Segue dalla
Prima I nvece la promozione è toccata a Ramon Manchado Ventura, ministro della
Salute: 19 mesi fa Castro l'aveva delegato a sostituirlo quale "impulsore
del programma nazionale e internazionale della campagna per l'educazione".
È una colonna del partito, Fidel ha preferito non rischiare. Chissà cosa sta
preparando Raul per sorprendere il prossimo inquilino della Casa Bianca.
Rivoluzione e governo lo hanno visto protagonista silenzioso un passo dietro il
fratello. Mezzo secolo così. Sintonia perfetta, allora cosa cambia? Nei 19 mesi
di reggenza si è impegnato a coniugare la trasformazione economica
(disperatamente urgente) col potere assoluto del partito unico. È successo in
Cina, funziona in Vietnam. Ma Cina e Vietnam aprono le frontiere ai capitali
stranieri perché frontiere lontane dalle brame del primo paese del mondo.
L'Avana è a due passi da Miami. E Raul sta cercando una terza soluzione. Aprire
senza aprire del tutto; trasformare il sistema senza indebolire la piramide
delle gerarchie. Il mondo è cambiato e Cuba vuol restare nel mondo non
rinnegando il passato per affrontare in sicurezza le pagine imbarazzanti del
presente. Non è facile. Il pericolo dell'invasione armata resta l'alibi che ha
nutrito i falchi del ping pong Miami-l'Avana. Fidel l'ha giocato per compattare
il potere. E Washington gli ha dato una mano per le stesse ragioni. Nel 1962
Kennedy e Kruscev firmavano il trattato che spogliava Cuba dai missili di Mosca
proteggendo Cuba da colpi di mano militari. Mai più operazioni Cia come lo
sbarco fallito nella Baia dei Porci. Forse l'accordo non contemplava la
sopravvivenza di Castro. Per 150, 200, 500 volte - verità e leggenda confondono
i numeri - la sua vita è stata minacciata da attentati finiti in niente. Eccolo
a 81 anni con i malanni che l'età contempla. Sia Washington che Fidel hanno
scelto di non parlarne mai. Perché i cubani arrabbiati che votano dall'altra
parte del mare sono più di un milione: nessun governante Usa se l'è sentita di
perderne il consenso. Assieme all'embargo, la minaccia militare ha aiutato
Fidel a raccogliere attorno alla fierezza del non arrendersi, il consenso della
gente. Raul ha condiviso ogni decisione del fratello. Il quale orgogliosamente
autodeclassato a "compañero Fidel", resta il suggeritore che ispira
la transizione. "Cuba deve cambiare? Sono gli Usa che devono
cambiare". Ha rinunciato alla felicità dei discorsi infiniti. Le parole
gli vengono faticose, eppure prova a tener vivo l'entusiasmo con articoli
pubblicati sul Granma e ripresi dai giornali di mezza America. Rincuora,
accusa, apre battaglie ecologiche. Disegna evoluzioni generazionali.
"Adesso tocca ai giovani". Raul conferma accorciando le parole. In 19
mesi non ha mai parlato in Tv. Una sola intervista al giornale unico del
partito unico. "Non voglio sembrare quello che non sono". Il ricordo
dei suoi nemici disegna il profilo gelido di quando marciava sull'Avana del
dittatore Batista. Processava, fucilava. Storie di guerra, ma nei cinquant'anni
di governo ha rivelato altre pieghe del carattere. Fedeltà agli amici, la più
conosciuta. Quando la macchina del regime li precipitava in disgrazia, Raul
ammorbidiva l'emarginazione trovando soluzioni onorevoli. Si è fantasticato
sulla rivalità col fratello. Piccoli episodi trasformati in odissee. In una
famosa sessione del parlamento, Fidel stava pronunciando il discorso più lungo
che la storia cubana ricordi. Un Raul impaziente lo ha interrotto lasciando
pallido per l'ardire il presidente dell'assemblea: "Insomma, stai parlando
da sette ore." "Raul, non sono stanco ed ho tante altre cose da
dire." Una volta che le voci raccontavano non so quali baruffe, ho chiesto
a Roberto Fernandez Retamar, intellettuale sottile e presidente de La Casa de
las Americas, istituzione culturale famosa nel continente latino; ho chiesto se
era possibile che Raul scalpitasse. Retamar sorrideva: "Raul non ha mai
tradito nessuno, figuriamoci Fidel. È testardo. Non rinuncia alle proprie idee
e ne discute con coerenza eppure si è sempre adeguato senza brontolare.
Confronti chiari, nessun retropensiero. Non dovrebbe succedere tra
fratelli?" Disegna un Raul concreto. A differenza del Castro Uno non
decide mai da solo. Quando il problema non lo convince, convoca esperti, uno
dopo l'altro. Sceglie con una lentezza esasperante, ma appena trova la
soluzione nessuno lo ferma. Nei 19 mesi di interregno ha raccolto un milione di
suggerimenti, appunti su carta di contadini, operatori economici, tecnici dell'alimentazione.
Perché è la mancanza di latte, pane, carne e pesce il problema che angoscia i
cubani. Vivere con la tessera è diventato quasi impossibile. Scaffali dei
negozi di stato sempre più vuoti. Si può comperare nei mercati aperti agli
stranieri, ma per le tasche locali i prezzi diventano irraggiungibili. Allora
si arrangiano o prendono il mare con la stessa disperazione di haitiani e
domenicani, o messicani che corrono nei deserti bollenti. Dieci anni fa,
aspettando Giovanni Paolo II, il governo ha permesso il ritorno dei clandestini
che vivevano negli Stati Uniti. Permessi di 15 giorni. Poi Bush li ha proibiti
ma i disertori di Cuba in qualche modo continuano ad arrivare: con la stessa
furbizia usata per imbrogliare Fidel e Raul, imbrogliano il paese dei sogni,
due pasti al giorno senza tessera, eppure la nostalgia li riporta a casa.
Qualcosa Raul ha fatto: lotta dura alla corruzione e una timida trasparenza nei
media che ne denunciano il saccheggio. Annuncia di concedere libertà di
produzione ai contadini che ne dimostrino la capacità. Un passo verso il
riconoscimento della proprietà privata da allargare ad artigiani e piccoli
negozi. Nel 1968 Fidel ne ha nazionalizzati 50mila accogliendo il suggerimento
dei viceré di Mosca. Si racconta che Raul fosse contrario. Si racconta, ma è
pur vero che Raul era alle spalle di Carlos Lage, ministro dell'economia,
quando ha permesso ai contadini di vendere l'eccedenza della produzione dovuta
allo stato. Anche il nodo strutturale è complesso. Fidel era presidente del
consiglio di stato, presidente del consiglio dei ministri e comandante delle
forze armate. Dopo 49 anni la triologia di potere sembra fuori tempo. Qualcosa
delegherà. Ma i tempi non vengono considerati maturi e il potere reale resta
nelle mani di chi l'ha sempre avuto perché il potere che determina la realtà
cubana sono sempre le forze armate. Raul non ne lascerà il comando fino
all'ultimo respiro. Organizzatore razionale, a Mosca ha imparato a pianificare
l'efficienza di un esercito. Fino a vent'anni fa le sue Forze Armate
Rivoluzionarie facevano concorrenza alle macchine israeliane. Poi l'addio
sovietico e Raul resta con le tasche vuote, vecchi aerei e carri armati d'altri
tempi. Rovescia la strategia impegnando gli uomini in divisa nella gestione
delle grandi imprese: dal turismo alla produzione, il 70 per cento delle
organizzazioni è sotto controllo militare. Il protocollo Kennedy-Kruscev
funziona dal '62, dunque nessun pericolo, i soldati servono altrove. E sulla
divisa di ministro Raul infila il doppiopetto di presidente della
confindustria. Tutta Cuba nelle mani dei due fratelli. Il voto pieno a Raul
della Assemblea nazionale ha confermato l'allungamento della transizione in
attesa del nuovo protagonista di Washington. Passaggio sereno, modello vietnamita:
perestrojka senza glasnost. Ma le urgenze non possono aspettare. Cuba importa
il 70 per cento di ciò che mangia. Timide liberalizzazioni
e mani pulite nella burocrazia anche militare portano qualche conforto ma la soluzione resta
lontana. Nuovi e vecchi amici possono dare una mano: la Cina che ha rianimato
le miniere di nichel, il Canada dal quale sbarca la maggior parte dei turisti.
Soprattutto il Venezuela di Chavez: fa arrivare a Cuba la stessa quantità di
petrolio che mandava l'Unione Sovietica ed è ancora il Venezuela a
pagare 6 miliardi di dollari l'anno ai 27mila medici e paramedici cubani:
lavorano nelle campagne e negli ospedali pubblici venezuelani dove i dottori di
Caracas rifiutano di andare. Sei miliardi di dollari sono tre volte l'incasso
del turismo straniero, dodici volte il guadagno delle esportazioni di zucchero,
ormai solo rum. Che Cuba debba cominciare ad aprirsi lo ripeterà nel pomeriggio
di oggi al cancelliere Perez Roque (altro candidato cinquantenne ai vertici
dello stato) il cardinale Bertone, segretario Vaticano in visita all'Avana per
ricordare il viaggio 1998 di Giovanni Paolo II. Forse il caso, forse la
"grazia divina" (come scrivono i visionari di Miami) Bertone sbarca
poche ore dopo le dimissioni di Fidel. Come a papa Wojtyla gli è stata concessa
la diretta Tv, messa e omelia nella piazza della cattedrale. La mediazione
vaticana potrebbe diventare preziosa negli umori indefiniti del passaggio di
potere. Ma Bertone arriva con un elenco di problemi non diversi dai problemi presentati
dal Papa dieci anni fa. Ieri come oggi la Chiesa vuole partecipare alla vita
del paese e chiede di non essere esclusa dai mezzi di comunicazione. Bertone
domanderà libertà di ingresso per suore e missionari. Ma il nodo da sciogliere
è un altro: l'accesso al sistema educativo. Nel 1961 la Chiesa ha perso scuole
e collegi quando Fidel ha imposto l'educazione pubblica. Vorrebbe ricominciare.
Nel ricordo di Giovanni Paolo II, tutto si stringe nei giorni che cominciano a
cambiare l'isola. Chissà come e quando. Bertone arriva mentre la storia
ricomincia. Forse il caso, anche se a l'Avana difficilmente le cose avvengono
per caso. mchierici2@libero.it.
( da "Libertà" del 25-02-2008)
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Quotidiano
partner di Gruppo Espresso LIBERTA' di lunedì 25 febbraio 2008 > Piacenza
Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati. Un ampio settore di interesse:
automobili, motociclette, autocarri e mezzi agricoli Veicoli storici, c'è un
nuovo club di esperti "Importante favorire il collezionismo". Nei
progetti anche un museo piacenza - "Il patrimonio motoristico d'epoca
piacentino è un patrimonio importante che va protetto e fatto conoscere. Per
questo è necessario dare ai collezionisti un supporto importante. Anche perché
oggi non è facile muoversi nella selva burocratica che non facilita certo chi
possiede un veicolo d'epoca". I fondatori del "Club veicoli storici
Piacenza" non hanno dubbi: bisogna essere uniti e aggiornati per poter
esercitare al meglio la propria passione per i motori d'epoca. Con l'obiettivo
di condividere questo "capitale sulle ruote" anche con tutta la
comunità piacentina e, in questo senso, la creazione di un museo potrebbe
essere la giusta proposta. Nato un paio d'anni fa, nelle scorse settimane il
Club veicoli storici Piacenza (Cvsp) ha ottenuto l'ufficiale riconoscimento
dell'Asi, l'Automotoclub storico italiano, e ora sta iniziando a farsi
conoscere. Presidente è l'ingegner Giovanni Lanati, già direttore della
Motorizzazione civile di Piacenza e ora dirigente del ministero dei trasporti
che si occupa di metropolitane, ferrovie e tram, oltre che direttore a interim
della Motorizzazione di Cremona. Vicepresidente è invece Alfredo Inzani, mentre
i ruoli di tesoriere e segretario sono ricoperti, rispettivamente da Paola
Amani e Pietro Mazzari. Del consiglio direttivo fanno parte anche Paolo
Andreoli, Agostino Battaglia e Cesare Comini; Domenico Amani è commissario per
le auto, Giampiero Raggi commissario per le moto, Cristiano Politi commissario
per gli autocarri. Revisori, infine, sono Roberto Affaticati, Antonio Bosi e
Angelo Perini. Per ora la sede è a Piacenza in via Nasalli Rocca 84 e un punto
operativo è in via Agnelli 1 (telefono 0523499579), presso la carrozzeria
Amani. Nei progetti dei dirigenti c'è però la creazione di una "sede-museo
dei motori". "Vorremmo appunto - spiega Bosi - avere una sede-museo
per far conoscere i nostri veicoli e per condividere con tutti gli
appassionati, da un punto di vista storico e tecnico, questo patrimonio. Il
problema è ovviamente che ci vuole spazio, molto spazio". Anche perché il
nuovo club già raccoglie vari collezionisti non solo di auto, moto e bici, ma
anche di ben più grossi camion, bus e mezzi agricoli. "Ora che abbiamo
attenuto il riconoscimento Asi - dice Lanati - il nostro primo obiettivo è far
conoscere il più possibile l'associazione e crescere come numero di soci. Tra
le nostre finalità c'è in primo luogo quella di dare una consulenza attenta e
professionalmente capace a tutti i possessori di veicoli storici, anche dal
punto di vista normativo". Allo studio, in questo senso, c'è ad esempio
l'istituzione presso la sede della Motorizzazione piacentina, di un paio di
sedute all'anno dedicate alla revisione dei soli veicoli d'epoca, veicoli che,
ovviamente, hanno esigenze specifiche. E, in futuro, non dovrebbe mancare pure
l'organizzazione di alcune manifestazione dedicate ovviamente ai veicoli
storici. Ma al centro - ribadisce Lanati - ci sarà sempre una grande attenzione
ai problemi dei collezionisti, problemi che lo stesso presidente conosce bene
anche perché fa parte di un gruppo (formato da funzionari ministeriali e
rappresentanti di Asi, Federazione motociclistica e registri Fiat, Lancia e
Alfa Romeo) che sta studiando al ministero proprio le problematiche legate alle
auto storiche. Tra le quali, ad esempio, vi sono le questioni legate alla messa
in circolazione dei veicoli storici, allo snellimento della
burocrazia, alla
possibilità per un collezionista non agricoltore di acquistare e intestarsi un
mezzo agricolo d'epoca, all'istituzione di una targa speciale per i mezzi
storici oppure alla possibilità di realizzare targhe regolamentari "in
stile", come quelle che esistevano all'epoca di un particolare modello,
oppure ancora, al recupero e al restauro di vecchi veicoli abbandonati che la
Legge Ronchi ha normativamente equiparato a banali rifiuti. Pier Carlo
Marcoccia pcm@liberta.it [.
( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
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Commenti
LA POLITICA DEI CANNOLI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Mummia replicante di Totò
Cuffaro che, dato per spacciato per motivi giudiziari, fu proditoriamente
insolentito dalle furbizie dei suoi ex amici Micciché e Dell'Utri alla ricerca
truffaldina di un'immagine antimafia, di una faccia pulita, di un progetto
rigeneratore con cui catturare la buonafede degli allocchi, dei siciliani
presunti allocchi. Senza alcuna ironia, Micciché aveva chiamato la morte
apparente di Cuffaro "rivoluzione siciliana", ma era solo
l'accanimento della iena sul cadavere dell'amico. Perché una cosa deve essere
chiara: umanamente Cuffaro vale molto più del suo interessato denigratore che
ha sempre e solo lucrato. Prima, sulla fortuna elettorale di Cuffaro e, dopo,
sulla sua sfortuna giudiziaria. Il bottino della transazione fintamente
anticuffariana è la promessa che ieri gli ha fatto Berlusconi di una poltrona
ministeriale. Già sprofondato nel suo feuteuil, ieri il pugnace Micciché ha
detto: "Una volta al governo, difenderò la Sicilia e sarò il garante del
rinnovamento". Una comica siciliana così prevedibile e banale non avrebbe
meritato alcuna considerazione se non ci fosse stata di mezzo l'idea della
doppia candidatura pulitamente femminile a sinistra come a destra,
Finocchiaro-Prestigiacomo, due donne come risorsa di semplice genialità:
antimafia e antiretorica, antivischiosità e antivittimismo, anticlientele e
antipolitichese, anticannoli e anti vasa-vasa. E ancora: contro l'onnipotenza
impunita della burocrazia regionale, contro i nani e
contro i padrini... La bellezza antimafia era una bella invenzione che
circolava in Sicilia da un po' di tempo e che tutte le persone per bene, di
destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente, si erano augurate che
si avverasse: sui giornali regionali, nei convegni universitari, nei salotti,
nei club, nella Sicindustria, nei sindacati... Ebbene, il furbo Micciché ha
capito che la trovata poteva tornargli utile e, nel giorno della famosa
condanna festeggiata a cannoli, l'ha subito usata contro Cuffaro. Finché ieri,
ottenuta come ricompensa la promessa del ministero, Micciché si è rassegnato a
fare a meno della Prestigiacomo, si è rialleato con Cuffaro e ha benedetto
Lombardo, pur lamentando con i cronisti la pressione "esercitata sul
povero Berlusconi" da parte della "solita Sicilia pirandelliana"
che, per la verità, non esiste se non come alibi del malaffare e come trastullo
dei letterati impotenti. Dunque ieri Micciché citava e ricitava Pirandello. Ma
sentite come ha spiegato il paradosso del partito di Casini-Cuffaro, l'Udc, che
a Roma è contro Berlusconi ma in Sicilia è il suo alleato più prezioso. Gli ha
chiesto il cronista dell'Ansa: "Nessun imbarazzo a livello nazionale?".
Risposta di Micciché: "Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a
Vienna e Pirandello è nato in Sicilia". A questo punto il cronista
dell'Ansa si è voltato verso un collega e gli ha domandato: "Ma Kafka non
nacque a Praga?". Per la verità Micciché, professore immaginario che nel
suo sito si spacciò per docente "nel Dottorato di ricerca in
Trasporti", era stato già animatore di altri dibattiti culturali e
meriterebbe, solo per questo, un ministero in "Male figure e strafalcioni".
Fu per esempio coprotagonista di un duetto con il regista Luca Ronconi, al
quale ingiunse di eliminare dalla messinscena siracusana delle Rane di
Aristofane le caricature di Berlusconi, Bossi e Fini. "Ma questo chi
è?" chiedeva Ronconi. "E' Micciché" gli rispondevano. E Ronconi:
"Micci-chi?". Al di là degli infortuni culturali del suo staffiere
siciliano (ne lasciamo l'elenco completo ai cabarettisti), ieri Silvio
Berlusconi ha definitivamente consegnato la candidatura di governatore della
Sicilia a Raffaele Lombardo, il più spregiudicato, il più potente ma anche il
più banale dei politici della Trinacria ("trinacriuti"), l'uomo che
ha scoperto il leghismo siciliano dopo le mirabolanti stupidate di Bossi e dopo
l'indecorosa sepoltura dei sicilianismi d'antan di vacua presunzione, dai
Vespri siciliani a Tasca Bordonaro a Canepa e, scadendo via via nel ridicolo,
da chi voleva la Sicilia annessa agli Stati Uniti a chi la voleva (s)connessa
alla Libia. Sino appunto agli attuali mostri dello Mpa (Movimento per
l'autonomia) che coniugano il papismo borbonico con il vittimismo
antieuropeista, la voracità dell'euro-accattonaggio con il ricatto
ministeriale. E dunque: voli gratis per i siciliani, benzina a metà prezzo,
"quote" siciliane ovunque si possa "bagnare il becco": in
siciliano "bagnarisi 'u pizzu". Insomma Lombardo piazza un proprio
uomo ubiquitariamente, purché ci sia lucro: dalle politiche agricole a quelle
dei trasporti, dalla sanità all'istruzione, Lombardo gestisce una caccia al
tesoro delle finanze derivate che mai nessun altro notabile meridionale aveva
mappato con altrettanta, meticolosa, puntuale accuratezza
"geocratica". Ecco: Lombardo ha elevato all'ennesima potenza il
leghismo del mendicante. Da un punto di vista elettorale, Lombardo ha
perfezionato il modello ruspante del suo profeta Cuffaro e oggi controlla il
territorio proprio come i barboni presidiano gli ingressi delle chiese, le
stazioni della metropolitana e le entrate dei supermercati. E sono entrambi
medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo potere politico nel Meridione.
Signori delle corsie, i medici al Sud sono spesso i nuovi ricattatori della
salute ? "o il voto o la vita" ? , e gli ospedali sono le scuole di
fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno preso il posto delle sezioni
di partito. Ebbene, in questa nuova politica del territorio, Lombardo sta a
Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon: il lombardismo è il cuffarismo
scientifico. E infatti esteticamente la differenza è riassumibile nei baci che
Lombardo non dà e nei baffi che Cuffaro non ha. Baci, baffi e cannoli: non dico
che la Sicilia deve a Berlusconi tutto il corredo iconografico
dell'antropologia del suo potere più sguaiato. Ma certamente Berlusconi ha
perduto anche questa occasione storica: liberare la Sicilia dai baffi mongoli
di Lombardo, dai baci levantini di Cuffaro, dai cannoli mafiosi, dai Kafka
viennesi di Micciché e forse, finalmente, anche dall'abuso di Pirandello...: il
prossimo che lo cita lo mandiamo all'ergastolo ? 141 bis ? e buttiamo la chiave
a Praga. Tanto, loro la cercheranno a Vienna.
( da "Tirreno, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Montecatini
Terza corsia tra Viareggio e l'Autocisa l'opera sull'A12 pronta entro il 2009
Dal ministero l'ultimo ok al progetto ma la Salt dovrà rispettare una serie di
prescrizioni LUCA CINOTTI VIAREGGIO. Era l'ultimo pezzo di carta che mancava.
L'ultimo via libera alla terza corsia dell'A12 fra Santo Stefano Magra e
Viareggio. Il decreto del ministero dell'ambiente che dà l'ok all'opera è stato
firmato a Roma lo scorso 10 gennaio ed è stato pubblicato nell'ultima Gazzetta
ufficiale. Non senza otto pagine di prescrizioni che la Salt sarà tenuta ad
osservare. Rischiando fra l'altro, in caso contrario, di veder ridotto il
limite di velocità da
( da "marketpress.info" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma,
25 febbraio 2008 ? La Camera di Commercio di Roma ha realizzato, in
collaborazione con Infocamere (la società consortile di informatica delle
Camere di Commercio italiane), un nuovo sistema, denominato
"Starweb", per la trasmissione con modalità telematica delle domande
delle imprese artigiane, attraverso i Comuni, alla Commissione Provinciale per
l'Artigianato presso la Camera di Commercio di Roma. Il sistema è già operativo
e utilizzabile. Secondo il "vecchio" procedimento chi vuole avviare
un'attività di impresa artigiana, presentare una modifica o una cancellazione,
si deve recare fisicamente presso gli Sportelli del Comune territorialmente
competente che, dopo l'istruttoria della domanda, la invia per posta o tramite
messo alla Camera di Commercio. Starweb, utilizzando le connessioni internet,
consente all'impresa artigiana o all'associazione che la rappresenta, la creazione
di una pratica di iscrizione, modifica e cancellazione in formato digitale e la
sua trasmissione, in via telematica, al Comune, che la riceve, la istruisce e
la invia, con la stessa modalità, alla Commissione Provinciale per
l'Artigianato per l'approvazione definitiva. Per l'utilizzo del sistema è
sufficiente disporre delle comuni apparecchiature informatiche quali un
personal computer, scanner e dispositivi di firma digitale, collegarsi
all'indirizzo internet "http://artigiani. Infocamere. It/starweb/index.
Jsp", autenticarsi tramite user-id e password opportunamente profilate.
Questo sistema richiede la collaborazione delle associazioni di categoria
dell'artigianato perché interesserà un numero consistente di domande di imprese
artigiane, prevalentemente in forma di ditte individuali, che nell'anno 2007,
con modalità cartacea, sono state complessivamente 16. 454 di cui 7. 331
iscrizioni, 3. 626 modifiche e 5. 207 cancellazioni. La particolarità della
nuova procedura è determinata dal fatto che la Legge Regionale 17/99 prevede
espressamente che le domande all'Albo delle Imprese Artigiane devono essere
presentate ai Comuni, i quali, dopo l'istruttoria, le trasmettono alla
Commissione Provinciale per l'Artigianato. Un procedimento complesso che
coinvolge tre attori i quali, attraverso Starweb, hanno la possibilità di
dialogare on line, con effetti positivi sui tempi di lavorazione delle domande
all'Albo delle Imprese Artigiane. Infatti, se il tempo medio di lavorazione di
una pratica inviata con il sistema tradizionale è di circa 60 giorni, il tempo
medio di lavorazione di una pratica inviata con modalità telematica si riduce a
10 giorni. Inoltre, diversamente dalla situazione attuale, in cui i diversi
attori coinvolti inseriscono più volte gli stessi dati, con il nuovo sistema
l'inserimento dei dati è effettuato una sola volta a monte, al momento della
compilazione della pratica in formato digitale e utilizzati in ogni stadio del
procedimento. Oltre ai vantaggi in termini di semplificazione e di riduzione dei
tempi complessivi per l'iscrizione di una impresa artigiana, il sistema
consente: · di trasformare il modello cartaceo in digitale, con la possibilità
di compilare automaticamente i campi del modello con le informazioni già
presenti nel data-base del Registro Imprese; · di monitorare e verificare in
ogni istante la pratica digitale di iscrizione, modifica e cancellazione di
un'impresa artigiana, nelle diverse fasi del procedimento, dalla
predisposizione della pratica, attraverso l'istruttoria del Comune fino
all'approvazione da parte della Commissione Provinciale per l'Artigianato; · di
verificare, prima della compilazione della domanda, se esistono delle posizioni
incompatibili come, ad esempio, essere già titolare di altra impresa artigiana,
che comporterebbero il rifiuto dell'iscrizione da parte della Commissione. .
<<BACK.
( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-02-24 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Laura Fincato "Che fermino tutto, almeno Roma
capirà" MESTRE - "Mi auguro che riescano a paralizzare tutto, così
qualcuno riuscirà a vedere la loro esasperazione, che è anche la mia. La burocrazia
si sta arrogando il diritto di non decidere, basta". L'assessore alla
Pianifiazione Laura Fincato sta con gli operai, per la permanenza della chimica
e allo stesso tempo la riconversione di Marghera, così come dicono gli accordi
sottoscritti in questi anni. "La pazienza ha un limite, ai
sindacati sono arrivate le denunce, gli operai vogliono scendere in strada, la
commissione non decide...". Quindi la protesta è giusta? ""E'
una delle ultime occasioni per attirare l'attenzione di chi non vuol sentire. E
lo dico anche chiaramente chi sono: il ministero dell'Ambiente, l'ingegner
Agricola e il presidente della Commissione Via Rodotà: devono fare presto e
bene il loro lavoro". L'azienda non è stata ancora convocata "Lunedì
di due settimane fa Agricola è partito per le sue ferie, e Rodotà ha assicurato
una rapida convocazione dell'azienda, che non c'è stata". Nel frattempo
l'ingener Agricola ha consigliato a Ineos di cambiare progetto "Non
esiste, il progetto resta quello presentato. C'è la Via regionale positiva, e
c'è tutto il tempo per un confronto tra Via e azienda per trovare un accordo,
ma..." Ma cosa? "Il mio sospetto è che si voglia allungare il brodo e
finire nel mezzo della campagna elettorale quando Galan dirà di aver fatto la
sua parte, il Pd che il governo non è intervenuto e i Verdi che non è stato
fatto niente perchè il parere non poteva essere scientifico. Ma qualcuno si
deve assumere le proprie responsabilità. Il governo è uno, al di là di ministri
e ministeri" F.B. Assessore Laura Fincato sta con gli operai e critica il
governo.
( da "Corriere del Veneto" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Veneto - PADOVA - sezione: NOTTEEGIORNO - data: 2008-02-24 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE L'intervento Scuola e diritto, il dono della lingua
veneta di MARILENA MARIN Attiva in questa parte d'Europa, dove due secoli di
sfruttamento coloniale e di razzismo contro venete e veneti (e slavi ed ebrei e
tedeschi) hanno scavato e continuano ad allargare piaghe brucianti, come donna,
e come insegnante impegnata nei campi del volontariato, lontana da ogni
estremismo e intolleranza, plaudo alle iniziative attraverso le quali Rina Biz
dona ai giovani la lingua e la civiltà veneta. Iniziative tuttora
pionieristiche, stante la scarsità di insegnanti aggiornati. Ma la buona
volontà e la lungimiranza contano assai di più della
sicumera e delle trappole della burocrazia; e le esperienze catalane stanno a dimostrarlo. Ed è già, per
intanto, un avvio concreto, il notare che in veneto classico, cinquecento anni
prima di Cristo, " dono " si dice e si scrive " dono ".
Parola veneta, non latina; anche se il latino in questo caso risulta (e c'è un
perché) parallelo al veneto. Si può ricordare che la divinità veneta più
importante è femminile, presiede alla scrittura, alla salute ed alla giustizia
condivisa. E presiede alla tessitura, " vebel " (ora sono il
germanico " weben "e l'inglese " web " a risultare
paralleli al veneto): tessitura dei rapporti sociali ed istituzionali. E forse
è bene ricordare che è nel mondo veneto che nasce la vera ecologia, quella che
garantisce equilibrio e benessere diffuso. Anche l'uso cosciente, così lontano
dai nazionalismi, della nostra lingua, la lingua veneta, è fattore di equilibio
(sociale e morale) e di benessere diffuso. Certo, il parlare del vicino
(anch'egli veneto) non è identico al mio; tutti lo riconoscono! Ma parlano
"diversamente fra loro" anche fratelli e sorelle, anche i gemelli:
non esistono due francesi che parlino lo stesso francese, né due inglesi o
russi..., e così via. Questo la scuola ha il dovere di spiegarlo. E poi basta
aprire le orecchie e la mente per rendersi conto di quanto le differenze tra
Destra e Sinistra Piave siano poca cosa, così come quelle tra Destra e Sinistra
Adige, o Brenta o Livenza. Non sono i fiumi a creare i confini linguistici.
Tanto l'area linguistica veneta è compatta nella sua profonda e coerente unità
naturale, tanto il passaggio alle frastagliate aree linguistiche gallo-italica,
ladina, friulana, è netto pur in assenza di barriere fisiche. Avete mai provato
a muovervi a piedi attraverso il Veneto, o verso Istria e Dalmazia, con animo
ed orecchi aperti? Sono tra noi da sempre anche albanesi ampezzani ed armeni,
cadorini e croati ed ebrei e friulani e greci e sloveni e tedeschi, tutti con
la loro lingua (e parlano anche veneto spontaneamente, non per imposizione,
così come spontaneamente lo stanno imparando gli immigrati): lo ha ricordato
sul Corriere Maalouf nei giorni scorsi: più lingue offrono più ricchezza e più
forza. Una persona, anche priva di conoscenze filologiche, che percorra da un
estremo all'altro il Veneto e le aree venetofone collegate, in lungo ed in
largo, conversando con la gente, resta impressionata dall'eccezionale unità
lnguistica veneta e dalla sua scarsa differenziazione dialettale, al contrario
di quanto avviene negli altri paesi, siano di lingua neolatina o slava o
germanica. Sono le stesse parole dedicate dai linguisti portoghesi al loro
paese (M. de Paiva Boléo e M.H. Santos Silva
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere
del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-02-24 num: - pag: 6
categoria: BREVI Tumori, pronti Tribunale del Malato e Calabrese lanciano una
petizione per le autorizzazioni Da domani via alla raccolta di firme da inviare
alla Regione Il manger Rollo: "Il Fazzi avrà la macchina" i fondi
privati per la Pet LECCE - "I tempi della salute, in particolar modo delle
malattie tumorali, sono incompatibili con la burocrazia regionale". Partirà per
questo, da domani, l'offensiva del Salento contro "il forte ritardo del
governo regionale sul rilascio delle autorizzazioni ". Si parla di Pet, la
nuova tecnica per immagini, innovativa rispetto alla Tac, di cui il territorio
salentino è ancora sprovvisto nonostante la volontà d'investimento dei privati.
Ed è proprio dal titolare del poliambulatorio di medicina nucleare di
Cavallino, Maria Luisa Calabrese, che nasce l'idea di una petizione popolare
che spinga la Regione Puglia al rilascio delle autorizzazioni richieste. Ad
appoggiare il "movimento" dei privati, c'è anche il Tribunale dei
diritti del malato che con il suo presidente, Ferruccio D'Amore, ha già
iniziato a raccogliere le firme da mandare al presidente Nichi Vendola e
all'assessore alla Salute, Alberto Tedesco. "O pubblica o privata
convenzionata, purchè si faccia", è il commento del presidente del Tdm che
aggiunge: "La quota a carico dell'utente per ogni esame sarà uguale sia
che si rivolga all'ospedale pubblico sia all'ambulatorio privato accreditato
". Non è d'accordo il commissario straordinario della Asl di Lecce,
Rodolfo Rollo, che mette sul tappeto "la filiera di specialisti e di
strutture, soprattutto per le patologie tumorali e cardiache, che solo una
struttura pubblica può garantire". Il manager della Asl si è già attivato
per la prima Pet- Tac che sarà ospitata nei locali della medicina nucleare del
polo oncologico del Vito Fazzi. "Entro l'estate prossima, salvo
complicazioni - promette Rollo - avremo la Pet funzionante". Forse anche
per questo i privati accelerano i tempi. Si parlerà di questo domani a
Cavallino nella sala convegni dei poliambulatori Calabrese. Nel corso della
manifestazione sarà presentato il progetto "Una Pet per la vita" con
una conferenza condotta dalla padrona di casa, Maria Luisa Calabrese,
specialista in diagnostica per immagini e radiodiagnostica, l'avvocato
amministrativista Gianluigi Pellegrino e il presidente del Tdm, D'Amore.
Nazareno Dinoi Il sindacalista Il manager \\ Ferruccio D'Amore Pubblico o
privato che sia il Salento ha bisogno presto della Pet Tac \\ Rodolfo Rollo C'è
l'impegno della Regione per l'attivazione del sofisticato macchinario.
( da "Asca" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA)
- Roma, 25 feb - Ecco i principali titoli sui giornali di ieri: Corriere della
Sera - A2A, tensione Milano-Brescia Slitta il consiglio di gestione - Biggeri:
il nuovo indice'? L'ha chiesto Eurostat - Telecom e la Borsa La sfida di
Bernabe' Il Foglio - Il pane quotidiano Il Sole 24 Ore - Ambac, assicurazione
in cerca di 3 miliardi - L'efficienza energetica rilancia - Marchionne: Ubs'?
Non lascio la Fiat - Microsoft rassicura i dipendenti - Raee, Comuni ancora
indietro sulle piazzole di smaltimento - Sconti ai risparmi domestici: le
domande entro venerdi' - Successo alla Bit per la formula del ''Buyltaly'' -
Tiscali, attesa per il board della svolta - ''Nel turismo l'Italia non e' piu'
leader'' La Repubblica - Confindustria, i giochi sono fatti Marcegaglia senza
avversari - Damiano: contratti e fisco per ridare potere d'acquisto - Politici
piu' concreti per rilanciare il paese - Slot Malpensa, compagnie in pressing
''La Regione decida entro il 5 marzo'' - Tremonti: la sinistra ci prova il
tesoretto non e' mai esistito - E' polemica sugli interventi a favore dello
scalo lombardo La Repubblica (Metropoli) - Roma finanzia i progetti d'impresa
La Stampa - ''Basta sacrificare terreni alla produzione di energia'' - ''In
Italia troppi privilegi nessuno tocca le lobby'' - La burocrazia
brucia 198 milioni di fondi dell' Ue - Malpensa, il 5 marzo assegnati gli slot
Per leggere gli articoli abbonati a www.ascachannel.it red/.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROTESTANO
LE IMPRESE AGRICOLE Smaltimento rifiuti, troppe complicazioni di CLAUDIO FERRI
LA NUOVA disciplina per lo smaltimento dei rifiuti nelle aziende agricole fa
arrabbiare gli addetti ai lavori. Il provvedimento, in vigore dall'inizio di
febbraio, secondo gli agricoltori vanifica le semplificazioni burocratiche ed
amministrative realizzate attraverso gli accordi di programma per la gestione
di buon fine dei rifiuti prodotti in agricoltura. Troppo complicato, troppa burocrazia, protestano gli "imprenditori verdi". I depositi
temporanei dei rifiuti presso le imprese dovranno infatti essere divisi per
tipologie omogenee e le imprese agricole con volume affari superiore agli
ottomila euro dovranno tenere il registro di carico e scarico dei rifiuti sul
quale annotare le operazioni e per il quale vige l'obbligo di
numerazione e vidimazione presso le Camere di commercio territorialmente
competenti. Durante il trasporto i rifiuti pericolosi dovranno essere
accompagnati da 4 copie del formulario di identificazione ed entro il 30 aprile
dell'anno successivo dovrà essere compilato il Modello unico dichiarazione
ambientale (Mud). Le imprese agricole che effettuano i trasporti dei propri
rifiuti (pericolosi e non) ai centri di raccolta o agli smaltitori
professionali dovranno iscriversi obbligatoriamente all'Albo nazionale dei
gestori ambientali. Inoltre i mezzi utilizzati per tali trasporti dovranno
ottenere l'idoneità tecnica. I costi iniziali stimati per l'iscrizione all'Albo
con procedura semplificata è di 305 euro e di circa 156 la perizia idoneità di
un mezzo. Tutte novità che complicano la vita e secondo le imprese agricole non
risolvono il problema. "Le nuove norme sul trasporto dei propri rifiuti
non apportano nessun ulteriore vantaggio in termini ambiental, né tanto meno
rispondono alle esigenze di garantire la corretta gestione dei rifiuti stessi -
dice Adolfo Filippini, presidente provinciale della Cia- e in questo modo sono
stati penalizzati anche gli accordi di programma redatti a livello locale.
Accordi che tanto hanno responsabilizzato le imprese e semplificato gli
adempimenti amministrativi per gli agricoltori. Alla luce delle nuove
disposizioni, infatti, l'imprenditore agricolo - osserva Filippini - sarà
costretto ad utilizzare società esterne per la raccolta e il trasporto dei
rifiuti. C'è così il fondato con il rischio, non solo di far crescere i costi e
gli oneri per le imprese, ma soprattutto di alimentare un pericoloso 'business
dei rifiuti porta a porta', che potrà richiamare l'attenzione anche delle
società più spregiudicate. Per questi motivi -conclude Filippini - la Cia le
norme vanno assolutamente cambiate". - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
MA UNA
RISPOSTA ci voleva: il nostro lettore ne aveva tutti i diritti! E così mi sono
smascherato e ho chiesto spiegazioni ufficiali al Ministero della Difesa. che,
chissà perché, non ci ha messo sette anni a rispondermi, ma solamente un paio
di giorni. Questi sono i misteri del nostro Belpaese. Comunque, ecco la
risposta del dicastero, naturalmente in perfetto stile burocratese. "IN
MERITO a quanto rappresentato dal Caporal Maggiore Scelto V.S.P. in congedo
Paolo Di Santo si ritiene necessario fornire un quadro di situazione generale
al fine di meglio comprendere l'intera problematica. La recente
professionalizzazione dello strumento militare ha favorito l'arruolamento di
molte decine di migliaia di militari, ma anche la loro cessazione dal servizio
in brevissimo tempo nel caso in cui non transitino in servizio permanente. Tale
elevato numero ha comportato un rallentamento nella trattazione delle pratiche
relative alla costituzione della posizione assicurativa dei singoli. Il
ministero della Difesa ha comunque già avviato i necessari adeguamenti per far
fronte alla situazione e ridurre il disagio per il personale interessato. Per
quanto concerne la situazione contributiva, la normativa in atto prevede che,
dopo il congedo, per coloro che non hanno maturato l'anzianità sufficiente al
diritto alla pensione totale, i contributi vengano trasferiti dall'Inpdap
(Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione
Pubblica) all'Inps di residenza dell'interessato. Tale trasferimento non viene
effettuato immediatamente, in considerazione che molti giovani militari
congedati potrebbero successivamente riprendere un'attività lavorativa alle dipendenze
di Amministrazioni Statali, Enti Pubblici, Forze di Polizia o presso le stesse
Forze Armate e sarebbe quindi necessario ritrasferire i contributi dall'Inps
all'Inpdap. L'adozione di questa prassi è finalizzata semplicemente a non
appesantire ulteriormente le procedure burocratiche. Pertanto, si precisa che
non c'è alcun vuoto contributivo riferito ai servizi resi dal signor Di Santo,
i cui dati, già in possesso dell'Amministrazione Difesa, sono in corso di
elaborazione e perfezionamento per il successivo trasferimento alla sede
provinciale Inps di Novara. Il Sig. Di Santo sarà tenuto al corrente
dell'evolversi della pratica". MA SIAMO alle solite! Insomma, siamo nel
2008 e ancora vengono raccontate scuse come questa ad un media che indaga sulla
previdenza di un ex soldato! Che classe! Meraviglioso, e meno male che ci
leggono solo in Italia, altrimenti che bella figura di. piombo! - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
25-02-2008)
Pubblicato anche in: (Resto del Carlino, Il (Ascoli))
Argomenti: Burocrazia
E'
NATA L'ASSOCIAZIONE "UN ALTRO MONDO" Combattere l'handicap
dell'indifferenza SI CHIAMA 'Un altro mondo' la nuova associazione per la
solidarietà e la tutela dell'infanzia. L'organismo, tutto fermano, ha nominato
nei giorni scorsi il suo direttivo che vede come presidente Adriano Piattoni,
vicepresidente Gianni Capancioni, direttore amministrativo Riccardo Libbi,
segretario generale Massimo Cotone e segretario amministrativo Giacomo
Cervelliera. A parlare dell'associazione e delle motivazioni della sua fondazione
è il presidente Piattoni, che ha vissuto sulla sua pelle la mancanza di
indispensabili supporti: "Parlo soprattutto come padre di un bambino
affetto da handicap psico-motorio. DOPO VARIE VISITE, vari costi (molti), vari
esiti e risposte, mi accorsi che ad avere un disagio non era mio figlio, ma io
nell'osservare, con estremo imbarazzo e vergogna, la superficialità e la
mancanza di supporti che era costretto a subire mio figlio e, in seguito, la
famiglia". "Capii così - prosegue - che l'handicap più grande è
l'ignoranza e l'indifferenza che lo Stato e le strutture sanitarie italiane
mostrano nella tutela e nella conoscenza delle persone affette da qualsiasi
disagio". "Questo stato di cose - aggiunge Piattoni - mi ha fatto
decidere di costituire un'associazione che tuteli, ab-origine, non solo le
persone portatrici di handicap, ma soprattutto la parte più indifesa, tenera e
sensibile, quali i bambini in genere". Piattoni parla poi della sua presa
di coscienza e di quella dei compnenti dell'associazione. "Ho preso
coscienza della difficoltà del vivere di tanta gente, derivante spesso dalla
mancanza di mezzi di sussistenza, dalle lacune della troppa
burocrazia e
dall'inettitudine delle persone che vi sono a capo. Mi sento, e ritengo che
anche i membri del direttivo si sentano, che sia un dovere di coscienza
continuare nell'opera buona iniziata, intensificando i nostri sforzi e
soprattutto nel coinvolgere altri in questa avventura davvero
meravigliosa". "IL FINE della nostra associazione - conclude
Piattoni - è quello di offrire una qualche possibilità ad una moltitudine di
bambini e di persone che hanno avuto ben poco dalla vita, e talvolta nulla, una
componente della giustizia volta all'anelito avere dei propri diritti e
pregnante di una nostra somma solidarietà". L'associazione 'Un altro
mondo', che ha sede in via della Stazione 14/A, è una onlus e quindi non è a
scopo di lucro. Chiunque voglia informazioni molto più dettagliate, voglia
aderire o semplicemente mettere a disposizione la propria collaborazione, può
contattare i seguenti recapiti telefonici: Adriano Piattoni (320/7209519 -
0734/53353), Riccardo Libbi (349/1035532). E' anche possibile raggiungere i
rappresentanti dell'associazione attraverso l'indirizzo e-mail:
69adriano@alice.it. Fabio Castori - -->.
( da "Stampa, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Liziotti
con la camicia grigia ben stirata e le transenne. Non si passa. Solo i 614
parlamentari, la nomenklatura, la tv cubana e i reporter con l'accredito. Per
gli altri è meglio non insistere. E' la domenica "historica y
trascendental", come l'ha annunciata il Granma. Il battesimo della
"Cuba post-Castro", come titola Juventud Rebelde. In fondo al viale
si riunisce l'Assemblea Nazionale e nella notte europea avranno votato il nuovo
Consiglio di Stato e il nuovo Presidente. Non fosse Raul, il fratello di Fidel,
questa sì che sarebbe stata una sorpresa, davvero il post-Castro. Per Ricardo
Alarcon, Carlos Lage, Felipe Perez Roque e Abel Prieto, gli altri quattro
pilotati da Fidel in cima alla gerarchia, s'annuncia solo un grande futuro.
"Sono esausto", ha scritto lui. Ma senza la benedizione di Fidel
nessuno potrà prenderne il posto, e l'indugiare della tv cubana sull'ingresso
di Raul nella sala dell'Assemblea sembra una conferma. Senza la divisa da
generale, in grigio più scuro della cravatta, il più applaudito, forse
emozionato, un poco impacciato nel rispondere con le mani che ringraziano. Una
domenica lenta, distratta, con i cubani più interessati ai turisti e dollari in
plaza de la Catedral che alla diretta tv del pomeriggio. Per il Granma, il quotidiano
del castrismo, è giorno di riposo. E poi ha già provveduto Fidel a far sapere
che non prevede altre lettere dal suo rifugio, altre "Riflessioni del
compagno Fidel". L'ultima l'ha chiusa con una frase che in spagnolo suona
meglio: "Ahora sì estaré varios dìas sin usar la pluma", la penna.
Almeno in questo l'esausto Fidel, è cambiato: mai più ore e ore di discorsi,
adesso le lunghe meditazioni "da pubblicare a pagina due", a puntate.
Non c'era alla seduta historica y trascendental, ma ha votato per corrispondenza,
con due parlamentari che hanno raggiunto la sua residenza con le schede, le
prime ad infilarsi nell'urna, e anche questo può essere un segnale. Fidel c'è,
e continuerà ad essere il lìder maximo. "Uomini come lui non si
accommiatano dai propri compatrioti", scrive il Granma. Resta segretario
del Partito comunista. Rinuncia solo alle apparizioni, ai discorsi, alla tv.
Rassicura i cubani: "Mi ero ripromesso una vacanza". Invece no. A 50
anni dalla Revolucion ha dovuto disegnare la sua nuova Cuba, con un suo nuovo
Presidente. Sul Malecon i ragazzini si tuffano in mare, i vecchi pescano e
l'Assemblea sembra così lontana. Come la transizione di Cuba. Juventud Rebelde
cosa sia il postcastrismo lo spiega con una vignetta: tanti piccoli Fidel con
barba e fucile con "l'impegno di migliorare la Rivoluzione e mettere in
riga il poderoso nemico". E in quel "migliorare" starebbero le
sollecitazioni arrivate a Raul, da 19 mesi "con delega dei pieni
poteri". Abolizione dei visti di uscita e della doppia moneta, liberalizzazione dell'acquisto di case e auto, meno burocrazia, Internet. Proprio Internet
sarebbe una delle ultime passioni di Fidel. Lo si può immaginare davanti al
computer che clicca sui siti dei quotidiani messicani, de El Pais, del New York
Times e del Wall Street Journal. Li cita ed è preciso. E' su Internet
che segue la campagna elettorale americana: "Sono d'accordo sulle
richieste di cambiamento, ma che sia cambiamento negli Usa!". E' su
Internet che leggerà i commenti a questa giornata historica y trascendental. Ma
quanti cubani possono collegarsi alla rete? La nuova Cuba del vecchio Fidel
sembra la stessa, e basta valutare lo stipendio medio ufficiale, meno di 20
euro al mese. Ora finanziamenti e prestiti arrivano dal Brasile di Lula e in
cambio di medici, farmaci e insegnanti, il petrolio lo manda il Venezuela di
Chavez. Ma è appena sufficiente. Aspettando l'elezione del Presidente della
sesta legislatura la tv trasmette filmati in bianco e nero, Fidel e le sue
imprese, il fratello Raul sempre accanto, o l'"Orchestra Aragòn" o
"Benny Morè y la sua Banda Gigante". Mambo y rumba in attesa di Raul
Presidente e delle sue intenzioni. Cuba più vicina a Vietnam e Cina.
Successione morbida. Con un'Assemblea Nazionale giovane, età media 49 anni,
quasi tutti nati dopo la Revoluciòn: il ministro degli Esteri Felipe Perez
Roque, 42 anni, il ministro della Cultura Abel Prieto, 56 anni, il
pediatra-econimista Carlos Lage, 56 anni. Saranno loro gli eredi di Fidel.
Quando i cubani sanno che Raul è il candidato unico la prendono come una
conferma. Sono le due del pomeriggio e la domenica de L'Avana continuerà a
mostrarsi lenta e distratta. Alla stessa ora, da Guantanamo, sta rientrando il
cardinal Tarcisio Bertone, il segretario di Stato vaticano in visita fino a martedì
sera. "Siate costruttori di una società più solidale e giusta, dove regni
un sincero spirito di autentica fraternità", ha predicato proprio mentre
l'Assemblea eleggeva Raul. Il Presidente che ha studiato dai gesuiti e il
Cardinale salesiano dovrebbero incontrarsi entro domani. Per una benedizione
diplomatica, almeno. Anche per Fidel.
( da "Centro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Francesco Lena * Il nuovo Governo tagli dove ci sono privilegi Auspico una
campagna elettorale, vivace, ma educata, intelligente, rispettosa, e che sia
centrata sui problemi dei cittadini più deboli, e più bisognosi. Una campagna
elettorale che discuta pure dei grandi temi da risolvere in Italia, nuova legge
elettorale, conflitto d'interessi, difesa della nostra meravigliosa
costituzione, del raggruppamento dei partiti, alla troppa burocrazia, alla mafia, della malavita
organizzata, dell'evasione fiscale, della sicurezza, rilancio dell'economia,
sul rispetto dell'ambiente, sui diritti civili, e di tanti altri grandi temi.
Quello che vorrei e che auspico, però che la campagna elettorale sia fatta in
mezzo alla gente e con la gente, e per sentire in particolare i
cittadini più penalizzati e dei più deboli della nostra società, dai
lavoratori, ai pensionati, ai malati, agli anziani, ai diversamente abili. Da
questi emergerà sicuramente il bisogno di più sicurezza dentro e fuori casa,
sui posti di lavoro, dai prezzi elevati dei beni consumo di prima necessità, e
il costo della vita troppo elevato, stipendi bassi, pensioni basse. Anche se
bisogna riconoscere al governo di centrosinistra, nei ultimi due anni in cui è
stato al governo, di aver fatto tante cose buone per il sociale e per le
persone più bisognose. Bisogna però, fare molto di più, nella campagna
elettorale c'è bisogno di coinvolgere il maggior numero possibile di persone,
in particolare di giovani, favorire e invogliare la loro partecipazione, per
elaborare assieme a loro progetti per la sicurezza, progetti per prevenire
incidenti sul lavoro,progetti per prevenire incidenti stradali, progetti per
l'educazione alla legalità, al rispetto delle regole, progetti in cui far si
che i servizi sociali, diventino sempre migliori, dalla sanità, alla scuola, ai
trasporti, ai servizi socio assistenziali sul territorio. Poi lasciatemelo
dire, aumentare subito i salari dei lavoratori dipendenti che sono troppo
bassi, aumento anche delle pensioni, e diminuire loro anche le tasse da subito,
poi progetti di gestione della cosa pubblica e privata, per far si, che la
politica non sia un costo, ma una risorsa. In Italia c'è bisogno di una
politica alta, vera, onesta, trasparente, quella che una parte dei politici fa
già, quella priva d'interessi personali, una politica che sia al servizio dei
cittadini, degli interessi generali, una politica che abbia a cuore il bene
comune degli italiani. Per far si che la non politica, il qualunquismo,
l'indifferenza, l'egoismo, e quella dei no, sia superata con l'impegno morale
diretto, con la passione, con la responsabilità, con il protagonismo. Per far
si che sia una politica ricca di risorse umane, di idee, una risorsa
democratica, e che si dia anche un codice etico di comportamento. Un codice
etico di comportamento ci sarebbe bisogno in ogni settore pubblico e privato
della società italiana, per renderli più sani e limitare i costi. Qui ce ne
sarebbe molto da dire, dai calciatori, allenatori, dirigenti, corridori di
bici, di moto, di automobili, personalità di spettacolo, di conduttori di
trasmissioni tv, di dirigenti pubblici e privati, e tante altre categorie, che
guadagnano fior di milioni di euro all'anno, e magari, tanti di loro evadono
anche il fisco. Anche in queste categorie ci sarebbe bisogno, di ridurre i
costi, che sono pur sempre direttamente o indirettamente a carico della
collettività. Su queste categorie privilegiate, inviterei anche i mezzi d'
informazione a parlarne molto di più, dare il proprio contributo a fare
un'informazione a trecentosessanta gradi, e non solo sul costo della politica
come hanno fatto fin ora, ma anche di tutte queste categorie privilegiate che
ci sono in Italia. In conclusione invito, tutti a fare una campagna elettorale,
ascoltando molto bene, la gente, i cittadini, i loro suggerimenti, i loro
bisogni, analizzarli a fondo, ed inserirli nei programmi elettorali, e negli
obbiettivi da raggiungere, per arricchirli di contenuti reali. Obiettivi che
devono essere quelli di costruire e raggiungere una società più equa, più
giusta migliore, piena di diritti, e di valori veri per tutti i cittadini
italiani. Francesco Lena E.mail.
( da "Panorama" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Avanza
una Russia a tempo di rock PINO BUONGIORNO MOSCA Grazie all'elezione di Dmitry
Medvedev arriva al Cremlino una generazione di riformisti. E per il paese inizia
un new deal. Ma resta l'incognita Putin. Se Adriano Celentano si esibisse oggi
sulla piazza Rossa di Mosca, direbbe che Vladimir Putin è "lento" e
Dmitry Medvedev è "rock". Questo non solo perché il presidente
uscente della Russia, 55 anni, minaccia di puntarci addosso i missili nucleari
mentre il suo successore designato, 42 anni, si ripromette di migliorare i
rapporti con l'Europa. La divisione del mondo inventata da Celentano è tanto
più calzante se si applica ai gusti musicali. Putin ama le arie marziali
sovietiche; l'erede è un patito del rock duro. La sera di lunedì 11 febbraio,
per la cerimonia d'addio alla Gazprom, la potente società di gas e petrolio di
cui è stato presidente dal 2000, Medvedev si è regalato un concerto della sua
band preferita, i Deep Purple. Il Cremlino cambia zar e anche stile. Le
elezioni presidenziali del 2 marzo, che Medvedev si accinge a vincere, secondo
i sondaggi della vigilia, con un plebiscito oscillante fra il 63 e il 75 per
cento, faranno traslocare Putin e i suoi ex compagni del Kgb, i quali hanno
sempre considerato la politica come una delle tante "operazioni
speciali" dei servizi segreti. Ai primi di maggio, dopo un interregno di
due mesi, entreranno Medvedev, giurista di professione, e una nuova generazione
di leader riformisti, che hanno sempre privilegiato i codici e lo stato di
diritto. Dai "siloviki" (gli ufficiali degli apparati di sicurezza),
cresciuti nelle caserme, si passerà ai "civiliki", allevati nelle
facoltà di legge. È vero che Putin non uscirà affatto di scena, tanto che ha
già annunciato di voler accettare la carica di primo ministro offertagli dal
successore. Ma è anche vero che, se non subito, nei prossimi due o tre anni gli
analisti moscoviti si aspettano un nuovo corso della Federazione Russa.
Dovrebbe far perno non più sulla stabilizzazione a tutti i costi, anche a
scapito della democrazia e delle regole del mercato. Il mandato di Medvedev,
secondo quanto riferiscono a Panorama alcuni diplomatici con accesso diretto
alle alte sfere del Cremlino, sarà di liberare le energie del paese, prigioniere oggi della corruzione, della burocrazia e soprattutto del
"nichilismo legale": quest'ultima espressione è stata inserita
personalmente da Medvedev in un suo recente discorso, con una correzione
scritta a mano. Dunque meno minacce e più sorrisi, meno patriottismo d'antan e
più riforme liberali. "Dalla democrazia sovrana, inventata dai
collaboratori di Putin, si dovrà passare alla civilizzazione del sistema
secondo parametri internazionali" prevede un ambasciatore occidentale. Ma
sarà davvero questa la sfida? O piuttosto non ci troveremo davanti a un
raffinato gioco delle parti per garantire lo status quo e i privilegi
conquistati? Il test più significativo riguarderà il funzionamento della
diarchia, per la gioia dei nuovi cremlinologi. Si sa che la Russia ha sempre
avuto un unico centro di potere, quello che, si usa dire a Mosca, è in grado di
licenziare il capo dell'Fsb, il servizio segreto che ha preso il posto del Kgb.
Da maggio in poi il potere del Cremlino sarà invece condiviso con la Casa
Bianca, storica sede del capo del governo. È una novità che solleva tanti
interrogativi. Fin da quando nel 1992 lavoravano nel municipio di San
Pietroburgo, Putin, già ufficiale del Kgb nella Germania dell'Est, ha sempre
avuto un affetto filiale per quel giovane avvocato di talento (Dima, lo
chiamava affettuosamente), fresco di laurea, che gli risolveva tutte le
questioni pratiche. Se l'è portato dietro a Mosca, al Cremlino, a dirigere lo
staff presidenziale, salvo poi promuoverlo primo vicepremier e presidente della
Gazprom. Di lui ha sempre ammirato la dote che più lo affascina: la lealtà. Ma
ha potuto apprezzare anche le qualità manageriali sia nella holding
dell'energia sia nell'incarico politico di responsabile dei "progetti
nazionali prioritari", come salute, educazione, abitazioni popolari e
agricoltura. Sul fronte opposto Medvedev, appartenente all'intellighenzia di
San Pietroburgo, ha sempre venerato il suo mentore di più umili origini
(chiamato rispettosamente "vy", signore), anche se non ha mai
nascosto, neppure nelle sessioni riservate del World economic forum di Davos
nel gennaio 2007, di essere fatto di una pasta diversa. Il figlio ucciderà il
padre? "Lo scenario che ritengo più plausibile" risponde Lilia Shevtsova,
politologa del centro studi Carnegie endowment, "prevede un tandem
Medvedev-Putin, dove il primo agisce da allievo e il secondo da maestro. Il
centro di gravità si sposterebbe nell'ufficio del primo ministro. Se dovesse
accadere, avremmo la paralisi del potere". Non ne è affatto convinto un ex
colonnello del Kgb, Gennady Gudkov, parlamentare del partito pro governo Russia
giusta, secondo il quale "Putin trasferirà il potere a Medvedev a tappe.
All'inizio manterrà un forte controllo sui servizi speciali degli apparati di
sicurezza, mentre il nuovo presidente si rafforzerà". Ancora più in là va
il pronostico di Stanislav Belkovsky, il direttore dell'Istituto per la
strategia nazionale, il quale assicura che Putin non vede l'ora di liberarsi da
ogni responsabilità politica, "garantendosi la sicurezza personale e
soprattutto quella economica, che ammonta alla strabiliante cifra di 40
miliardi di dollari". Fra tante diverse valutazioni, quello che sembra
inevitabile è lo scontro del nuovo Cremlino con i vecchi clan protetti fino a
poco tempo fa da Putin. In questo momento i siloviki appaiono sconfitti, tanto
che hanno dovuto subire l'umiliazione di un decreto, firmato dal presidente il
16 gennaio scorso, con il quale moltissimi di loro sono stati obbligati a
lasciare le stanze del Cremlino. La vendetta non si farà attendere, stimano a
Mosca gli osservatori più avvertiti. Di fatto Medvedev è già entrato in rotta
di collisione con questi gruppi di potere ai tempi della Gazprom, quando ha
imposto alcuni fedelissimi in ruoli chiave. La stessa cosa si accingerebbe a
fare ora che il Cremlino è suo. Come Putin, anche gli uomini del futuro
presidente vengono tutti o quasi da San Pietroburgo. Ma non sono spie, tranne
uno, Konstantin Chuichenko, passato per il Kgb ma poi transitato per la Gazprom
e oggi al vertice della Sibneft, un tempo di proprietà del magnate Roman
Abramovich. Tutti gli altri personaggi della rete personale di Medvedev
provengono dalla facoltà di legge dell'Università di Leningrado, oggi San Pietroburgo,
per la precisione la classe di laurea 1987. Sono nomi finora sconosciuti al
grande pubblico, come Anton Ivanov, Ilya Yeliseyev e Mikhail Krotov, i colleghi
con i quali il presidente in pectore ha scritto un famoso manuale sul codice
civile russo. Ivanov è stato messo da Medvedev prima a presiedere la divisione
media della Gazprom e dal gennaio di quest'anno è stato promosso alla corte
suprema degli arbitraggi. Il posto lasciato vuoto è andato a Krotov. Quanto
all'altro compagno di corso, Yeliseyev, ha conquistato la vicepresidenza della
Gazprombank, terza banca russa. Una giovane collega universitaria, Valeria
Adamova, è stata assunta nel dipartimento legale di un'affiliata della Gazprom.
È una generazione di tecnocrati postcomunisti, molto pragmatici e privi di
qualsiasi ideologia. Inneggiano, senza alcun timore, alla libertà: personale,
economica, di parola, per ridare efficienza allo stato. Enfatizzano la
necessità di cambiare radicalmente le procedure amministrative, soprattutto nel
settore degli affari. "Dobbiamo favorire lo sviluppo delle piccole
imprese, che oggi annegano nella palude dell'indifferenza e delle
mazzette" ha dichiarato Medvedev il 16 febbraio parlando a un gruppo di
giornalisti in Siberia. Il nuovo zar non ama vantarsi dei successi militari, né
tuona contro l'Occidente, ma piuttosto si vergogna dello "stato
socialmente comatoso di una parte della popolazione. Costoro non vedono né
opportunità né prospettive di miglioramento dei loro standard di vita. Di qui
l'alcolismo e un alto livello di suicidi".
( da "Affari Italiani (Online)" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lunedí
25.02.2008 11:50 --> Da quando esistono Forza Italia e la Lega, la
"questione settentrionale" è diventata uno dei trailer mediatici più
di successo della seconda repubblica. Ma la sinistra, nel profondo nord, ha
sempre perso. Nord terra ostile, appunto. Attraverso un'analisi acuta e
disincantata - a metà tra pamphlet di scenario e reportage sul campo - il libro
racconta in presa diretta la modernizzazione, spesso caotica ma vitale, di
territori a capitalismo diffuso dove la qualità delle infrastrutture, la
competitività della propria azienda, i tanti lavori invece del posto fisso', il
rapporto con il fisco, le lentezze della burocrazia e l'emergenza sicurezza sono
dimensioni decisive nelle scelte di voto. Attardata su logori schemi fordisti,
la Sinistra italiana continua a non saper leggere i mutamenti produttivi e le
composizioni sociali che nell'ultimo ventennio hanno investito la parte più
dinamica del Paese, oggi in piena "secessione di velluto".
Bisogna pertanto cambiare rotta: avendo contro il nord si possono vincere le
elezioni ma non si riesce a governare. L'autore Marco Alfieri, 34 anni,
giornalista, è nato a Varese ma vive a Pavia e lavora a Milano. Già
corrispondente dal nord per Il Riformista, scrive per Il Sole24Ore. Nord terra
ostile di Marco Alfieri ed. i Grilli Marsilio 174 pagg, 11 euro Come lettura
del week-end, Affari ti propone un estratto dal capitolo "Nordisti
immaginari" Clicca qui per le precedenti puntate del "Il Rigoletto".
( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi
& Imprese incentivi Agriturismo: 34 mln per rilanciare il settore Favorire
il rilancio del settore agrituristico campano con il finanziamento di
ampliamenti aziendali e impianti energetici alternativi. Con questo obiettivo,
la Regione Campania mette sul piatto 34 milioni di euro destinati ad agevolare
anche nuove costruzioni e gli impianti di accesso agli agriturismo. La misura
rientra nel programma di sviluppo rurale, finanziato con risorse europee fino
al 2013. Jenny Giordano --> Valorizzare e disciplinare le aziende agricole
campane come imprese multifunzionali, in grado, cioè, di contribuire a tutelare
l'ambiente e intervenire sul territorio. Con questo obiettivo la giunta
regionale, su proposta dell'assessore regionale all'Agricoltura e alle Attività
produttive, Andrea Cozzolino, dà il via libera ad una proposta di legge per la
disciplina delle attività di agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. Azioni
Per l'attuazione della legge, che fa parte del Programma di sviluppo rurale
approvato lo scorso ottobre dal Comitato Star dell'Unione Europea, sono
disponibili 33,9 milioni di euro per il periodo 2007-2013, con la disponibilità
di altri 480 mila euro per attività di formazione e informazione. La proposta
di legge assegna anche agli Enti istituzionali le funzioni da seguire in
merito: alla Regione vanno i compiti amministrativi concernenti la concessione
di contributi per iniziative a favore dell'agriturismo; i criteri e le modalità
per l'assegnazione della classificazione delle aziende agrituristiche sulla
base dei parametri adottati dal ministero delle Politiche agricole e forestali;
le attività di studio, ricerca sperimentazione e formazione professionale. Alle
Province, invece, sono assegnati compiti che attengono alla vigilanza e
controllo degli obblighi della legge e all'individuazione del fabbisogno di
formazione degli imprenditori agrituristici. Obiettivi Con questa proposta di
legge Palazzo santa Lucia intende promuovere e sostenere le attività
agrituristiche e le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo, al
fine di favorire, tra le altre cose, la creazione di nuove opportunità
occupazionali con attenzione alle donne e ai giovani; il recupero e la migliore
utilizzazione del patrimonio rurale, naturale ed edilizio; la funzione
educativa e didattica dell'attività agricola; la promozione e lo sviluppo dei
rapporti tra la città e la campagna. "Gli obiettivi della proposta di
legge sottolinea Cozzolino guardano alla valorizzazione del tessuto produttivo
sostenibile dei territori rurali, oltre che al riequilibrio del territorio
nello sviluppo agricolo e forestale". "In sintesi" continua
l'assessore "si mira alla permanenza dei produttori agricoli nelle zone
rurali per contrastarne l'esodo, oltre che al recupero e alla migliore
utilizzazione del patrimonio agricolo, naturale ed edilizio". Obiettivi
collaterali saranno invece la promozione e la valorizzazione dei prodotti
dell'agricoltura e dell'artigianato caratteristici e tradizionali del mondo
rurale. Contributi Diverse le iniziative ammesse a incentivi per le imprese
singole o associate che esercitano l'attività agrituristica. Tra le voci
elencate dalla proposta, si pensa prima di tutto al recupero e alla
riqualificazione funzionale di edifici da destinare ad attività agrituristica;
alla realizzazione di microimpianti per la lavorazione dei prodotti agricoli aziendali;
alla realizzazione di piccoli impianti per la produzione di energie
alternative. Saranno finanziate anche le costruzioni ex-novo di servizi
igienico sanitari per l'agricampeggio e la realizzazione d'impianti ed aree
attrezzate per le attività ricreative, didattiche, culturali e sportive
compresi i percorsi aziendali, e i recinti per l'equiturismo. Le imprese
potranno poi vedersi finanziare la realizzazione di impianti ad uso collettivo
e il miglioramento dell'accessibilità e viabilità aziendale, ivi compresa la
realizzazione di aree di sosta. Per l'ittiturimo e la pesca turismo sono
previsti, tra gli altri, incentivi per l'installazione e il miglioramento delle
opere fognarie, igienico-sanitarie, idriche, termiche, elettriche e
telefoniche; la creazione di strutture a supporto delle attività turistiche
connesse alle attività di pesca ed acquacoltura e alla qualificazione dei
luoghi e dei servizi presenti; la realizzazione di microimpianti per la
lavorazione e trasformazione dei prodotti dei prodotti ittici. Interventi
promozionali Nella proposta di legge, Palazzo Santa Lucia prevede anche di
finanziare, in collaborazione con le Province e con le associazioni degli
operatori agrituristici, programmi di formazione, manifestazioni, campagne
pubblicitarie, soggiorni di vacanze ovvero di lavoro a scopo divulgativo per la
valorizzazione dell'ambiente e delle tradizioni del mondo rurale e dei prodotti
tipici regionali e biologici. Queste azioni saranno portate avanti insieme con
il programma promozionale dell'assessorato al turismo. Gli incentivi
toccheranno, dunque, anche ai sistemi informatici di presentazione, e alla
promozione e commercializzazione, in Italia e all'estero, dell'offerta
agrituristica. Tempi Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge proposta la Regione adotterà uno o più regolamenti di attuazione per
definire i criteri e le modalità per l'assegnazione dei fondi secondo la
classificazione alle aziende agrituristiche, sulla base dei parametri adottati
dal ministero delle Politiche agricole e forestali. Aiuti
con meno burocrazia La
proposta di legge in sintesi Obiettivi promuovere e sostenere le attività
agrituristiche e le attività assimilate di pescaturismo e dell'ittiturismo
Azioni contributi per iniziative a favore dell'agriturismo; individuazione del
fabbisogno di formazione degli imprenditori agrituristici Fondi 33,9
milioni di euro per il periodo 2007-2013, con la disponibilità di altri 480
mila euro per attività di formazione e informazione Alcune azioni finanziabili
Recupero e riqualificazione funzionale di edifici da destinare ad attività
agrituristica; Realizzazione di microimpianti per la lavorazione dei prodotti
agricoli aziendali; Realizzazione di piccoli impianti per la produzione di
energie alternative. Costruzioni ex-novo di servizi igienico sanitari per
l'agricampeggio Realizzazione d'impianti ed aree attrezzate per le attività
ricreative, didattiche, culturali e sportive compresi i percorsi aziendali, e i
recinti per l'equiturismo. Realizzazione di impianti ad uso collettivo
Miglioramento dell'accessibilità e viabilità aziendale, ivi compresa la
realizzazione di aree di sosta. Tra le azioni finanziabili per rilanciare il
comparto, la realizzazione di impianti per la produzione di energie
alternative. --> del 23-02-2008 num.
( da "Denaro, Il" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi
& Imprese Le associazioni: La misura farà da traino al comparto agricolo
L'agriturismo potrà trainare tutto il comparto. Le associazioni di categoria
apprezzano la proposta di Palazzo Santa Lucia per finanziare le imprese del
settore. Secondo gli imprenditori, infatti, "la nuova legge consentirà una
crescita nella competitività del settore". Le associazioni, però,
avvertono: "E' necessario che la proposta diventi operativa prima
possibile". --> "Finalmente siamo arrivati ad avere una legge
tutta sull'agriturismo, ed era ora che arrivasse". A mostrare il suo
entusiasmo verso la proposta di legge regionale è Vito Amendolara, presidente
di Coldiretti Campania, che, così come le altre due importanti Associazioni di
categoria sull'agricoltura, Confagricoltura e Cia, ritiene importante il
rilancio del settore. "La legge regionale che è ancora in vigore
oggi" - continua Amendolara- "è vecchia di anni e non tiene conto di
quelle che invece sono le attuali esigenze del settore agrituristico". "Questa
proposta di legge ci aiuta a ripristinare, invece" - conclude il
presidente di Coldiretti Campania - "quelle che sono le vere imprese di
agriturismo, con una specie di garanzia, visto che tuttora esistono tante
aziende che si spacciano per agrituristiche e non lo sono". Della proposta
di legge si dice soddisfatto anche Antonio Ippolito, direttore regionale di
Confagricoltura, che mette in evidenza le particolarità di questo programma:
"Da apprezzare il tentativo di snellire la burocrazia nel settore" - dice Ippolito - "basta pensare al
provvedimento di eliminazione dell'Albo degli esercenti nell'agriturismo, fatto
che consente agli operatori del settore di avviare molto più velocemente una
nuova attività". "Inoltre" - continua Ippolito - "questa
legge andrebbe ad eliminare il divieto previsto dal Piano di Sviluppo rurale di
erogare incentivi alle zone rurali appartenenti a aree
svantaggiate". A sentire le Associazioni di categoria, l'attività
agrituristica rappresenta un sempre più importante fattore di sviluppo
economico per le aziende agricole perchè costituisce una occasione di sviluppo
sociale e culturale delle aree rurali. Lo conferma, infatti, anche Giuseppe
Corona, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori: "Questa
legge darà vita ad una vera rivoluzione del concetto di ruralità" -
ritiene Corona - "soprattutto se pensiamo alla suddivisione accurata delle
competenze distribuite tra gli enti. Noi, come associazione ci siamo battuti
proprio per ottenere questo risultato, in special modo per conferire alle
Province il compito di vigilare e controllare l'effettivo bisogno da parte
delle aziende degli incentivi". "Inoltre" - conclude il
presidente di Cia - "ci troviamo di fronte ad un budget considerevole, che
saprà valorizzare il comparto. A breve si potrà, perciò, già partire con i
primi bandi". j.g. --> del 23-02-2008 num.
( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
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la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CULTURA Roma, 25 feb.
(Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Gli immigrati, in Italia, sono oltre tre
milioni. Sono una presenza stabile e ben radicata nella societa'. In molti casi
sono sfruttati e devono fare i conti con una burocrazia
lenta e farraginosa. Spesso sono soltanto degli 'invisibili' che vivono ai
margini delle grandi citta'. Cercano di sopravvivere tra mille stenti e
difficolta'. Chi sono gli immigrati che tentano la fortuna nel nostro Paese?
Cosa fanno? Che tipo di lavori svolgono? La giornalista Rula Jebreal, nata ad
Haifa nel 1973, palestinese con passaporto israeliano, in Italia dal 1993,
risponde a queste domande nel saggio ''Divieto di soggiorno. L'Italia vista con
gli occhi dei suoi immigrati'', pubblicato dalla Rizzoli. Nella sua indagine la
Jebreal fa parlare gli stranieri, ascolta le loro storie descrivendo le loro
esperienze. Mano a mano mette in scena un mondo articolato in cui si alternano
speranze, sogni, successi e grandi delusioni. Sono tante le testimonianze che
raccoglie nel corso della sua ricerca. Testimonianze toccanti come quella di
Olga, una giovane prostituta che abbassa gli occhi quando incontra le sue
concittadine. Vicende pericolose come quella di Mohammed, un muratore che
rischia la vita denunciando lo sfruttamento e il caporalato. Eppure, ci sono
anche innegabili successi. Jean-Le'onard Touadi, ad esempio, si e' affermato
come assessore del comune di Roma. Forte della sua esperienza di immigrata capace
di integrarsi, la Jebreal dialoga, di volta in volta, con professori, badanti,
imam e operai confrontandosi con realta' contraddittorie.
( da "Repubblica.it" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL
COMMENTO La politica dei cannoli di FRANCESCO MERLO Berlusconi e il suo
scudiero Micciché hanno ammazzato "cummari Turidda". E non è la
Cavalleria rusticana. In nome della solita politica sicialiana dei cannoli il
cavaliere Berlsuconi, sorretto alla staffa da Miciché, ha infatti fatto fuori
Stefania Prestigiacomo, la bella Turidda malandrina di Forza Italia. Al suo
posto, come avevamo amaramente e facilmente previsto, il candidato del centrodestra
al governo della Sicilia è Raffaele Lombardo. Mummia replicante di Totò Cuffaro
che, dato per spacciato per motivi giudiziari, fu proditoriamente insolentito
dalle furbizie dei suoi ex amici Micciché e Dell'Utri alla ricerca truffaldina
di un'immagine antimafia, di una faccia pulita, di un progetto rigeneratore con
cui catturare la buonafede degli allocchi, dei siciliani presunti allocchi.
Senza alcuna ironia, Micciché aveva chiamato la morte apparente di Cuffaro
"rivoluzione siciliana", ma era solo l'accanimento della iena sul
cadavere dell'amico. Perché una cosa deve essere chiara: umanamente Cuffaro
vale molto più del suo interessato denigratore che ha sempre e solo lucrato.
Prima, sulla fortuna elettorale di Cuffaro e, dopo, sulla sua sfortuna giudiziaria.
Il bottino della transazione fintamente anticuffariana è la promessa che ieri
gli ha fatto Berlusconi di una poltrona ministeriale. Già sprofondato nel suo
feuteuil, ieri il pugnace Micciché ha detto: "Una volta al governo,
difenderò la Sicilia e sarò il garante del rinnovamento". Una comica
siciliana così prevedibile e banale non avrebbe meritato alcuna considerazione
se non ci fosse stata di mezzo l'idea della doppia candidatura pulitamente
femminile a sinistra come a destra, Finocchiaro-Prestigiacomo, due donne come
risorsa di semplice genialità: antimafia e antiretorica, antivischiosità e
antivittimismo, anticlientele e antipolitichese, anticannoli e anti vasa-vasa.
E ancora: contro l'onnipotenza impunita della burocrazia
regionale, contro i nani e contro i padrini... La bellezza antimafia era una
bella invenzione che circolava in Sicilia da un po' di tempo e che tutte le
persone per bene, di destra e di sinistra, corrette e scorrette politicamente,
si erano augurate che si avverasse: sui giornali regionali, nei convegni
universitari, nei salotti, nei club, nella Sicindustria, nei sindacati...
Ebbene, il furbo Micciché ha capito che la trovata poteva tornargli utile e,
nel giorno della famosa condanna festeggiata a cannoli, l'ha subito usata contro
Cuffaro. Finché ieri, ottenuta come ricompensa la promessa del ministero,
Micciché si è rassegnato a fare a meno della Prestigiacomo, si è rialleato con
Cuffaro e ha benedetto Lombardo, pur lamentando con i cronisti la pressione
"esercitata sul povero Berlusconi" da parte della "solita
Sicilia pirandelliana" che, per la verità, non esiste se non come alibi
del malaffare e come trastullo dei letterati impotenti. Dunque ieri Micciché
citava e ricitava Pirandello. Ma sentite come ha spiegato il paradosso del
partito di Casini-Cuffaro, l'Udc, che a Roma è contro Berlusconi ma in Sicilia
è il suo alleato più prezioso. Gli ha chiesto il cronista dell'Ansa:
"Nessun imbarazzo a livello nazionale?". Risposta di Micciché:
"Evidentemente c'è un motivo per cui Kafka è nato a Vienna e Pirandello è
nato in Sicilia". A questo punto il cronista dell'Ansa si è voltato verso
un collega e gli ha domandato: "Ma Kafka non nacque a Praga?". Per la
verità Micciché, professore immaginario che nel suo sito si spacciò per docente
"nel Dottorato di ricerca in Trasporti", era stato già animatore di
altri dibattiti culturali e meriterebbe, solo per questo, un ministero in
"Male figure e strafalcioni". Fu per esempio coprotagonista di un
duetto con il regista Luca Ronconi, al quale ingiunse di eliminare dalla
messinscena siracusana delle Rane di Aristofane le caricature di Berlusconi,
Bossi e Fini. "Ma questo chi è?" chiedeva Ronconi. "E'
Micciché" gli rispondevano. E Ronconi: "Micci-chi?". Al di là
degli infortuni culturali del suo staffiere siciliano (ne lasciamo l'elenco
completo ai cabarettisti), ieri Silvio Berlusconi ha definitivamente consegnato
la candidatura di governatore della Sicilia a Raffaele Lombardo, il più
spregiudicato, il più potente ma anche il più banale dei politici della
Trinacria ("trinacriuti"), l'uomo che ha scoperto il leghismo
siciliano dopo le mirabolanti stupidate di Bossi e dopo l'indecorosa sepoltura
dei sicilianismi d'antan di vacua presunzione, dai Vespri siciliani a Tasca
Bordonaro a Canepa e, scadendo via via nel ridicolo, da chi voleva la Sicilia
annessa agli Stati Uniti a chi la voleva (s)connessa alla Libia. Sino appunto
agli attuali mostri dello Mpa (Movimento per l'autonomia) che coniugano il
papismo borbonico con il vittimismo antieuropeista, la voracità
dell'euro-accattonaggio con il ricatto ministeriale. E dunque: voli gratis per
i siciliani, benzina a metà prezzo, "quote" siciliane ovunque si
possa "bagnare il becco": in siciliano "bagnarisi 'u
pizzu". Insomma Lombardo piazza un proprio uomo ubiquitariamente, purché
ci sia lucro: dalle politiche agricole a quelle dei trasporti, dalla sanità
all'istruzione, Lombardo gestisce una caccia al tesoro delle finanze derivate
che mai nessun altro notabile meridionale aveva mappato con altrettanta, meticolosa,
puntuale accuratezza "geocratica". Ecco: Lombardo ha elevato
all'ennesima potenza il leghismo del mendicante. Da un punto di vista
elettorale, Lombardo ha perfezionato il modello ruspante del suo profeta
Cuffaro e oggi controlla il territorio proprio come i barboni presidiano gli
ingressi delle chiese, le stazioni della metropolitana e le entrate dei
supermercati. E sono entrambi medici, Lombardo e Cuffaro, come vuole il nuovo
potere politico nel Meridione. Signori delle corsie, i medici al Sud sono spesso
i nuovi ricattatori della salute - "o il voto o la vita" - , e gli
ospedali sono le scuole di fedeltà, i luoghi dove si coltiva il consenso: hanno
preso il posto delle sezioni di partito. Ebbene, in questa nuova politica del
territorio, Lombardo sta a Cuffaro come Marx stava a Saint-Simon: il
lombardismo è il cuffarismo scientifico. E infatti esteticamente la differenza
è riassumibile nei baci che Lombardo non dà e nei baffi che Cuffaro non ha.
Baci, baffi e cannoli: non dico che la Sicilia deve a Berlusconi tutto il
corredo iconografico dell'antropologia del suo potere più sguaiato. Ma
certamente Berlusconi ha perduto anche questa occasione storica: liberare la
Sicilia dai baffi mongoli di Lombardo, dai baci levantini di Cuffaro, dai
cannoli mafiosi, dai Kafka viennesi di Micciché e forse, finalmente, anche
dall'abuso di Pirandello...: il prossimo che lo cita lo mandiamo all'ergastolo
- 141 bis - e buttiamo la chiave a Praga. Tanto, loro la cercheranno a Vienna.
(25 febbraio 2008.
( da "Vita non profit online" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di
Redazione (redazione@vita.it) 25/02/2008 --> Sussidiarietà e stato forte uno
dei pilastri. Volontariato, terzo settore, non profit: chi li ha visti? C'è la
parola sussidiarietà, abbinata a "stato forte", uno dei dieci
pilastri su cui si forma il programma del Pd di Walter Veltroni. Ma non ci sono
volontariato, associazionismo, terzo settore, non profit. Nonostante un ampio
capitolo ( il sesto) dedicato allo Stato Sociale ("più eguaglianza e più
sostegno alla famiglia, per crescere meglio") Sui temi etici: il programma
si assume "l'impegno a prevenire l'accanimento terapeutico anche
attraverso il testamento biologico", e sancisce che "il Pd promuove
il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi".
Quanto all'aborto, il programma dice che "la Legge 194 è una legge
equilibrata, che ha conseguito buoni risultati. Va attuata in tutte le sue
parti". Da segnalare, sul fronte infanzia, l'idea di "portare in 5
anni i posti per i bambini da
( da "ADN Kronos" del 25-02-2008)
Argomenti: Burocrazia
Veltroni:
''Ambizioso e realistico''. Lo Stato spenda meno e meglio, sì alle coppie di
fatto. Basta con l'ambientalismo del no, per i precari compenso minimo di 1.000
euro ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie di POLITICA Roma, 25
feb. - (Adnkronos/Ign) - Sono 12 i punti del programma del Pd presentato oggi
nella sala delle Colonne di palazzo Marini dal segretario Walter Veltroni ed
Enrico Morando. Veltroni lo ha presentato come "ambizioso e
realistico", in linea con il "profilo innovativo" che vuole
avere il Pd, che è anche la prima forza politica a presentare agli elettori il
proprio piano d'azione in vista del voto del 13 e 14 aprile. Al primo punto,
"lo Stato: spendere meglio e meno" allo scopo di arrivare a ridurre
il deficit e il debito pubblico sotto il 90% del Pil. Il secondo punto reca il
titolo "Per un fisco amico dello sviluppo" e prevede per il 2008 una
detrazione più alta per il lavoro dipendente, un abbassamento delle aliquote
Irpef dal 2009 di un punto l'anno per tre anni, una dote fiscale di 2500 euro
per i figli, detrazione per l'affitto pagato e aliquota fissa su quello
percepito. Per le imprese si favorisce la capitalizzazione tramite sconti di
imposta. Il tutto nel quadro del federalismo fiscale. Al terzo punto,
"Cittadini e imprese più sicuri", con l'approvazione del Pacchetto
sicurezza, la certezza della pena, più agenti nelle strade. "Diritto alla
giustizia giusta" è il quarto punto del programma, che prevede fra
l'altro: accorpamento dei Tribunali, processo telematico, specializzazione dei
magistrati. Un capitolo del quarto punto è dedicato a "Garanzie e
diritti": le intercettazioni servono all'autorita' giudiziaria ma "ci
sia chi risponda delle violazioni del diritto alla riservatezza". Morando
ha spiegato che il responsabile del procedimento non può che essere individuato
nel Pubblico ministero. In questa parte del programma si assume l'impegno a
prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico, e
si sancisce che "il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle
persone stabilmente conviventi". Il quinto punto del programma del Partito
democratico si intitola "L'ambientalismo del fare" e indica come
prioritari il superamento della dipendenza dal petrolio attraverso il ricorso alle
fonti rinnovabili, valutazione di impatto ambientale da concludersi in tre
mesi, impianti di rigassificazione, e sistema di trasporti sempre piu' basato
su ferrovie. Nel documento si decreta il "basta con l'ambientalismo del
'no'", e il "si' ad infrastrutture moderne e sostenibili",
chiamando le cose "con il loro nome: rigassificatori, termovalorizzatori,
Tav Lione-Torino-Trieste". Al sesto punto, "Stato sociale: più
eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio" si prevede
una sola Agenzia nazionale per la sicurezza sul lavoro, misure per incentivare
la possibilita' di ricorrere agli asili nido, scuole elementari aperte anche il
pomeriggio, compenso minimo legale di 1000-1100 euro netti mensili per i
precari. Conto la legge Bossi-Fini, che Morando ha sostenuto aver
"prodotto clandestini", il ricorso agli sponsor garantiti e
certificati e poi il voto agli immigrati nelle elezioni amministrative. Nella
sanità, stop alle "nomine clientelari e partitiche". E ancora,
attuazione della legge