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tARTICOLI DEL 8-9 luglio 2008 #TOP
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Articoli
Burocrazia (131)
Semplificazione
amministrativa Basta con la burocrazia inutile
( da "Corriere
delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Basta con la
burocrazia inutile" FELTRE. Gli uffici comunali non devono più chiedere ai
cittadini di presentare documenti che sono già in possesso dell'amministrazione
e che dunque possono essere recuperati attraverso la rete intranet del
municipio. Il principio, già contenuto in una legge del 1990, è stato
riaffermato ieri in aula con l'
I
giovani vogliono la loro Consulta
( da "Corriere
delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
come dimostra
il documento finale approvato all'unanimità dal Cgve, che abbandona i
tatticismi e le burocrazie tipicamente italiani per proporre soluzioni
funzionali ed avanzare proposte concrete, come quella di modificare la legge
regionale ed istituire anche una Consulta dei giovani. Il primo no è quello che
maggiormente pesa sotto il cielo plumbeo di Montevideo.
Le
"Sottilette" ( da "Corriere delle Alpi"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
taglino i
ponti con la burocrazia del partito, che si ritirino gli assessori dai governi
locali, che si inverta la linea indirizzandola verso le lotte dei lavoratori,
in opposizione a tutti i governi dei padroni. Si potrebbe poi ipotizzare un
accordo elettorale in vista delle prossime elezioni provinciali nel nome
dell'autonomia della classe lavoratrice nei confronti della borghesia.
Quattro
donne e una missione possibile ( da "Trentino"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Questo è un
segnale importante e coerente. Le nostre minoranze mochene e cimbre stanno
cercando vie di sviluppo, in questo caso si è individuato qualche cosa di
importante nel settore della telematica, della burocrazia digitale e delle pari
opportunità".
ROMA
- Adesso dobbiamo assolutamente sfoltire la rosa . La priorità di Lotito adesso
( da "Leggo"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Conosciamo
tutti i tempi della burocrazia italiana. Ledesma? Potrebbe arrivare prima il
suo passaporto comunitario, a quel punto la situazione si sbloccherebbe
subito". Ieri a Villa San Sebastiano il presidente ha incontrato con
Pastorello agente di Baronio per trovare una sistemazione al centrocampista.
Di
Lorena Loiacono Maturità, ultimo atto: escono i quadri ma i voti, per
( da "Leggo"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Poi c'è anche
chi resta con il fiato sospeso perché deve fare prima i conti con la
burocrazia: "I quadri sono usciti ieri ma non ho potuto sapere il voto -
spiega Priscilla, del Giulio Cesare - dovrò tornare domani in segreteria con il
cedolino del pagamento per il diploma di 15,13 euro". (ass).
Di
Mario Padovani VERONA - Nel giorno in cui l'A1 diventa
( da "Leggo"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
A1 diventa un
fatto ufficiale anche sul piano della burocrazia della Lega Volley, la Marmi
Lanza dà il virtuale addio a Ramon Gato. Il martello cubano è a un passo dal
trasferimento a Padova, allenata dallo storico maestro Bruno Bagnoli. Il
congedo di Gato da Verona dovrebbe concretizzarsi oggi, o al più tardi domani,
nella "tre giorni" di mercato in programma a Bologna.
La
burocrazia impone la "corvè" ai cittadininon basterà sfoltire le
leggi per liberarsene ( da "Secolo XIX, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il fatto è che
ogni burocrazia tende a giustificare la propria esistenza, fissando una serie
di obblighi a carico del sistema. L'onere posto a carico delle imprese per il
mantenimento della categoria dei controllori, non dovrebbe superare il tre per
cento dei ricavi, a fronte dell'attuale media del dodici per cento.
Sos
dell'Ance: rincari record per i materiali
( da "Arena,
L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
siamo
strozzati dalle banche e da una burocrazia asfissiante. Siamo da anni il
settore trainante, tanto che Verona conferma con il +6% il primo posto nella
classifica degli occupati nel settore delle costruzioni, con 35.000 occupati
alla fine del 2006. Eppure se non ci saranno regole adeguate la crisi è vicina"
e "oggi chi accetta lavori sottocosto lo fa per la sopravvivenza dell'
I
finanziamenti vadano a imprese agricole vere
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le linee
guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio,
con la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un
minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio
unico".
Accordo
tra le categorie e la regione ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
categorie e
la Regione La richiesta di maggior coinvolgimento e meno burocrazia accolta
dall'assessore Lenna UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste,
in sintesi, le richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di
confronto con l'assessore regionale per ambiente, lavori pubblici e protezione
civile Vanni Lenna nella sede udinese della Camera di Commercio.
La
legge blocca lo sviluppo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Per un
attività burocrazia e costi diventano insostenibili e spesso l'azienda agricola
rinuncia. Vengono richieste forti fideiussioni e progetti da registrare con il
notaio. Il rischio è la trasformazione in un unico parco che svuota le campagne
e riempie le città.
Ardara,
morto l'operaio caduto da un tetto
( da "Nuova
Sardegna, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una morte
alla quale i familiari avrebbero voluto dare un senso, ma che la burocrazia ha
impedito. E così Giorgio Burrai, 64 anni, originario di Bitti ma da lungo tempo
residente ad Ardara non ha potuto donare i suoi organi ad altre persone che
soffrono e a cui lui avrebbe potuto restituire la speranza e la gioia di
vivere.
Servono
altre mille case popolari ( da "Centro, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
intesa
sottoscritto dovrà snellire la burocrazia e permettere ai Comuni di investire
nell'edilizia sociale. "La verità è che ci sono molti stanziamenti, per circa
un miliardo di euro, bloccati in Regione. Vogliamo essere uno strumento
operativo", dice Primavera, "per far ripartire il settore
dell'edilizia sociale attualmente fermo al palo".
I
sindacati: attaccati i diritti dei dipendenti
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"dove si
limita il diritto al riposo settimanale", alla burocrazia "dove le
certificazioni di malattia si faranno in Azienda sanitaria", dai costi
eccessivi "con accertamenti fiscali obbligatori dal primo giorno e nessun
taglio alle consulenze", alla tutela ai più deboli: "ti ammali? Tagli
alle indennità fisse".
Pressing
per i rimborsi della ztl adiconsum: spreco sulle telecamere - sara scarafia
( da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vertice che
ha messo attorno a un tavolo tutta la burocrazia comunale. Entro tre giorni
dovevano essere messe nero su bianco le modalità attraverso le quali restituire
i soldi ai cittadini. Ma di giorni ne sono passati ormai otto e di rimborsi non
si è ancora sentito parlare. Il Comune infatti sta facendo i conti: restituire
i soldi del permesso costerà almeno 8 milioni di euro.
Niente
numero chiuso. L'affollamento farà il buon avvocato
( da "Finanza
e Mercati" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia a tutela preventiva può generare impatti negativi sulla realtà economica.
Per esempio, un notaio ha rifiutato a un mio cliente un contratto di cessione
di quote di una società estera, sul presupposto che non poteva essere
perfezionato l'atto di compravendita perché la procura rilasciata al
procuratore non era idonea nonostante l'
Accoltellata
dall'ex marito trentenne ricoverata in fin di vita - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
abbiamo
chiesto protezione per la nostra unica figlia - ripete la donna - ma i
carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana
non permette di muovere un dito". Ieri, il tunisino di 40 anni, l'uomo di
cui Sara Pavesi si era invaghita nel 2005, incontrandolo al "Suq", e
che aveva sposato, ha tentato per la seconda volta di farla fuori.
Sant'ilario,
dietro la strada spunta il business "una grande famiglia ha acquistato i
terreni" - raffaele niri ( da "Repubblica, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stiamo
censendo decine di interventi che noi chiamiamo abusi edilizi e che la
burocrazia comunale chiama riqualificazioni, ricuciture, recupero: è la selva
di trasformazioni (tutte consentite dall'Amministrazione comunale) che hanno
fatto trasformare i pollai e i fienili in residenze, le strade tra i poderi in
rampe d'accesso per le ville".
Non
piacciono i tabelloni senza voti ( da "Tirreno, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Risultati
della maturità senza voti e burocrazia in più per le segreterie scolastiche.
Quest'anno i candidati al momento della resa dei conti, hanno trovato sui
tabelloni, accanto al nome dell'allievo, solo la mera dicitura "esito
negativo" o "esito positivo", senza più valutazioni in
centesimi.
Nel
dicembre dell'84 una fuga di gas tossici dall'impianto uccise all'istante
tremila persone tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli
orrori. e bambini deformi ( da "Repubblica, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
inefficienza
della burocrazia indiana e dell'incapacità del governo di costringere i
proprietari a ripulire il sudiciume che hanno lasciato. Ma l'interrogativo su
chi dovrà pagare per ripulire i
LECCO
L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuo
( da "Giorno,
Il (Lecco)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
sono le cause principali di questa grave situazione che sta mettendo in
ginocchio tutto il tessuto economico e crea allarmismi per l'occupazione. Di
questo se ne rende conto anche l'amministrazione provinciale di Villa Locatelli
che ieri sera in apertura della seduta del "parlamentino" l'ha voluto
rimarcare per bocca del vice presidente e assessore alle politiche economiche
Pioggia
e grandine, statale in tilt La Regina chiusa per smottamenti
( da "Giorno,
Il (Como)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
siamo stati
frenati dalle lungaggini della burocrazia. I soldi c'erano e ci sono
tuttora". "L'Anas ha iniziato la scorsa settimana le procedure per
l'appalto dell'opera - continua Bongiasca -. Vedremo. Sicuramente, il nostro
sarà un pressing costante. La stagione e l'importanza di un'arteria come la
Regina ci impongono tempi stretti d'azione".
Di
ANGELA M. FRUZZETTI <RIDATEMI la mia bambina si sfoga una mamma
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
frena le procedure e intanto gli anni passano velocemente. Mia figlia ha nove
anni, mi vuole bene ma, comprensibilmente, ha troppe incertezze. Mi batterò
fino in fondo per riaverla". Sicuramente, Anna riavrà la sua 'Luce', ma
nessuno potrà mai restituire né a lei né alla sua bambina, gli anni più belli
dell'infanzia.
Cinema
d'estate parte in ritardo per burocrazia
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
1 Cinema
d'estate parte in ritardo per burocrazia IL CASO SOPRALLUOGHI, arrivo di
permessi e qualche distrazione per cercare sostegni al "Pistoia
Festival": quest'anno il cinema sotto le stelle è partito ieri sera
all'Ambrogi e inizierà domani alla Fortezza Santa Barbara.
CRISI
ALIMENTARE: COME NUTRIRE IL MONDO INTERO?
( da "marketpress.info"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dai lacciuoli
della burocrazia, sostenere il mercato attraverso sovvenzioni e permettere loro
di poter finalmente nutrire il mondo". "Giocano un ruolo cruciale i
giovani agricoltori", gli ha fatto eco Keti Partanen presidente della
federazione internazionale dei produttori agricoli (Ifap), che ha ricordato
come "bisogna puntare su di loro perché attenti alla qualità dei prodotti,
SI
E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amminis
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ULTERIORE
ARGOMENTO di incontro e confronto fra Montecatini e Matteoli dovrà essere,
nelle prossime settimane, il caso del complesso ex-Paradiso a Montecatini Alto,
l'ecomostro che sopravvive a ogni tentativo di demolizione o modifica grazie a
una burocrazia medievale e alla ben nota lentezza della giustizia. Mai.
Cimitero
al completo, vietato morire ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
di questo
passo la burocrazia ci impedirà di morire e persino di vivere". Una
lettera con richiesta di chiarimenti è stata inviata al presidente della Giunta
Renato Soru, agli assessori agli Enti locali e alla Sanità Gianvalerio Sanna e
Nerina Dirindin, al direttore della Asl di Cagliari Gino Gumirato e al prefetto
Salvatore Gullotta.
Kakà,
94 milioni dal Chelsea. Ma Galliani nega
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
evitiamo di
confidare nella burocrazia e lasciamo perdere l'operazione una volta per
tutte". Al momento i biancocelesti non prevedono alcun ingresso in difesa,
sembra tramontata l'ipotesi Cosmin Moti tanto che lo stesso romeno dal ritiro
della Dinamo Bucarest ha detto: "Non posso dire se il passaggio alla Lazio
sarebbe stata una bella o una cattiva cosa,
Genova,
accoltellata dal marito "lo avevamo denunciato 5 volte" - giuseppe
filetto ( da "Repubblica, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma i
carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana
non permette di muovere un dito". Una vicenda che ricorda quella di Luca
Delfino, che nell'agosto del 2007 ammazzò a Sanremo l'ex fidanzata, Maria
Antonietta Multari. L'uomo, disoccupato, non si rassegnava alla decisione della
moglie, che aveva iniziato le pratiche di separazione.
Così
la burocrazia ostacola l'integrazione
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ma la sua
"Odissea nello spazio della burocrazia" non avrà termine in quel
giorno. Dovranno passare altri mesi, se non un anno - vista l'attuale
tempistica - prima di ricevere la carta di soggiorno, richiesta attraverso la
domanda della madre, che condivide l'identica situazione.
Peghin:
<Contratto con il Nord> ( da "Corriere del Veneto"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riforma
ineludibile ma evitiamo di gonfiare le burocrazie L'assemblea di Padova:
"Il Veneto diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA
- Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se
Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova, un tipo spesso
placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare l'elmetto,
Ty:
<Cda moltiplicati> ( da "Corriere del Veneto"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Credo che
Confindustria dovrebbe battersi contro un modello culturale che è un sistema
della burocrazia politica di mantenere se stessa". Il presidente torna
anche sulla querela annunciata dal numero uno di palazzo Santo Stefano dopo
l'uscita della prima fatica letteraria "galaniana" Il Nordest sono
io. "Non è ancora arrivato nulla. Io però attendo fiducioso.
Aiuti
alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
10 categoria:
REDAZIONALE Panorama Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti
"Semplificazione". E' la parola d'ordine per gli aiuti alle imprese
previsti per il ciclo dei fondi strutturali 2007-13 e presentati ieri a Bari da
Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico, in un incontro organizzato
dall'Arti.
Parma
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e sono molti
gli imprenditori che annuiscono quando la Marcegaglia parla di riduzione della
burocrazia e degli oneri alle imprese, liberalizzazione dei servizi pubblici,
ritorno al nucleare. "L'importante - sottolinea rivolta a Sacconi - è
andare fino in fondo anche quando le scelte sono impopolari. Troppe volte
abbiamo visto leggi ben scritte che non si traducono poi in realtà".
Gli
imprenditori promuovono Emma ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Infrastrutture,
burocrazia, rendimento del lavoro e della produttività. Tutti temi che si
rinviano da trent'anni perchè ogni volta si è dovuto accontentare qualcuno.
L'Alitalia è l'esempio di come i sindacati con maggiore responsabilità di altri
hanno portato quest'azienda straordinaria al tracollo ".
Tremila
posti ma solo mille domande evase
( da "Corriere
del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
poco meno di
3 mila posti a disposizione e la macchina della burocrazia che gira a regime
ridotto. Sono i dati relativi alle richieste per il decreto flussi 2007 nella
provincia di Treviso: oltre alle migliaia di datori di lavoro che non verranno
per forza di cose accettata la loro domanda, sono ancora migliaia le pratiche
da esaminare.
Pezzoni:
il sistema Parma funziona bene ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Eccesso di
pressione fiscale e di burocrazia". I punti cardine del discorso
inaugurale dell'assemblea al Regio Pezzoni: il sistema Parma funziona bene
"Positivi i dati su produttività e occupazione Ma bisogna superare le
logiche di campanile" Aldo Tagliaferro R uota intorno all'etica del lavoro
come elemento fondante della società e di affermazione dell'
ROMA
- Più che acquistare, ora bisogna cercare di vendere... . L'ammiss
( da "Messaggero,
Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
evitiamo di
confidare nella burocrazia", le parole di Lotito. Di sicuro se Ledesma
dovesse diventare comunitario, allora le cose diventerebbero più semplici. A
proposito dell'argentino dovrebbe essere per giovedì l'appuntamento per il
rinnovo. Infine c'è il romeno Moti che con un po' di rammarico dice: "La
Lazio?
<Sòla>
estate ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
senza passare
per le lungaggini della burocrazia. Decido di mettermi di fronte alla targa
mentre si allontanano, per evitare che trascrivano i numeri e, cambiando idea
qualche giorno dopo, tornino all'attacco con altre pretese. E' in questo
istante che ho la sensazione che tutto è successo troppo velocemente.
L'Ater
di Chieti, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale avrebbe bisogno
di almeno mille ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
spesso
bloccate dalla burocrazia e ferme nelle casse pubbliche. Ed ecco allora che per
avviare una politica più dinamica nell'edilizia sociale, che aiuti a spendere i
fondi pubblici bloccati ma anche a reperire investimenti che arrivano da
soggestti esterni, restituendo slancio ad un'edilizia privata che vive una fase
di profonda crisi,
<Leggete
le cartelle cliniche provano che sono innocente>
( da "Corriere
della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
E se poi per
sbrigare tutte le pratiche richieste dalla burocrazia il paziente, per quanto
detenuto, dovesse morire?". Alza il ricevitore di casa anche l'altro
psichiatra indagato nell'inchiesta, Armando Urbani. Ma è laconico. "Non ho
niente a che fare con questa storia e con il Gemelli". Quindi non è agli
arresti domiciliari?
Padova,
patto sul federalismo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dal fisco
alla burocrazia, sul federalismo, oggi considerato dalle imprese come una sorta
di ultima frontiera per conquistare spazi di competitività. Francesco Peghin,
presidente di Confindustria Padova, non è andato per il sottile affermando che
"siamo sul ponte del Titanic eppure sottocoperta continuano le
danze".
Abano
Terme ( da "Corriere del Veneto"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Servirà a
consultare a distanza le informazioni relative all'edilizia privata. E'
l'ultima novità via web presentata dal Comune di Abano. Una pagina, linkata nel
sito del Comune (www.abanoterme.net) che ha tutto il vantaggio di snellire la
burocrazia delle pratiche edilizie.
Tasse
tedesche, cure italiane ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
spese e
investimenti nella burocrazia che superano ogni limite". Tutte le altre
associazioni di categoria si associano alla protesta, che è rivolta anche
contro gli attuali progetti di riduzione della burocrazia, che non sarebbero
abbastanza decisi e viceversa lascerebbero troppo poco tempo e spazio alle
proposte delle categorie.
Spiagge,
allarme erosione ( da "Tempo, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune
di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi
per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione
l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che
gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.
Una
marcia in più ma manca la regia ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dopo
l'impantanamento del processo di Barcellona per burocrazia ed eurocentrismo,
l'Umed si muove in un ottica di maggior co-ownership. Di responsabilità
condivise come dimostra la co-presidenza offerta (e accettata) al presidente
egiziano Mubarak. Altri in Europa però non sembrano così entusiasti dell'Umed.
<Emma,
cosa fai contro i monopolisti locali?>
( da "Corriere
del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
modello
culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se
stessa". "Mi piace che nelle intenzioni del governo ci sia la volontà
di riprendere le liberalizzazioni - ha replicato, concludendo l'incontro
pubblico, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - e sono molto
d'accordo sul fatto che non occorra solo liberalizzare ma che è importantissimo
privatizzare.
Gli
industriali: <Contratto con il Nord>
( da "Corriere
del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
riforma
ineludibile ma non moltiplichiamo le burocrazie Il presidente di Confindustria
Padova attacca la Corte costituzionale e i politici del Sud. "E il Veneto
diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci
davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se Francesco Peghin,
presidente degli industriali di Padova,
DOVEVA
essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in consiglio, co
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
amministrativa e quella della politica hanno i loro tempi. Le forze di
opposizione, Popolo delle Libertà e Rifondazione, hanno sottolineato
l'inadeguatezza di certi comportamenti da parte delle istituzioni. Si professa
la democrazia per poi bruciare decenni di attesa in pochi minuti di dibattito.
Categorie
economiche: accordo con la regione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Prima Pagina
Categorie economiche: accordo con la Regione UDINE. Più coinvolgimento, meno
burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle categorie economiche
friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore regionale Vanni Lenna. IL
SERVIZIO A PAGINA 5.
Google,
malcontento fra i dipendenti per caro-asilo
( da "Reuters
Italia" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere
assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i
cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono
prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili
per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier
Sud:
scacco matto per il rilancio in quattro mosse
( da "Denaro,
Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
delle riforme
che alleggeriscano la burocrazia, ostacolo allo sviluppo di un
territorio". Un'idea sostenuta anche dal coordinatore per il ministero
degli Esteri del Partenariato Euromed, Cosimo Risi, secondo il quale "il
mondo dell'impresa deve poter contare su un sistema di scambi più funzionale
perchè del resto i tempi dell'economia sono sempre più rapidi di quelli della
politica"
LA
CINA ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
imbrigliando
tutti nelle regole e nella burocrazia asfissiante. Il minimo vitale era
assicurato, ma nient'altro. Soprattutto ogni individuo, per piacere al regime,
doveva mentire a se stesso e agli altri, rifarsi una personalità che fosse
gradita ai potenti. L'America è il luogo invece della libertà e del rischio,
ogni cosa dipende dall'individuo,
<I
finanziamenti vadano a imprese agricole vere>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Le linee
guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con
la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un
minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio
unico". .
Trovato
il corpo nudo in un parcheggio: è lei
( da "Giornale.it,
Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
trafigge il
dolore dei familiari e diventa asettica burocrazia, navigando negli asfittici
canali dei consolati. Perché la conferma che il cadavere sia purtroppo quello
giusto arriva già dalle uniche trasgressioni che Federica si era concessa in
patria, nel paesino di San Giorgio delle Pertiche: il brillantino che aveva
fatto incastonare su un dente e due tatuaggi,
Il
Lazio perde i suoi lidi, il Molise la regione italiana più colpita
( da "Tempo,
Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune
di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi
per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione
l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che
gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.
SOLDI
PER LA DROGA, PICCHIA CON IL BASTONE I GENITORI
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Obiettivo è
quello di aiutare i cittadini a districarsi nella giungla delle burocrazie che
alimentano speculazioni e clientelismi. Sarà aperto un giorno alla settimana
(il giovedì nel periodo estivo, dalle 18 alle 20. TORRE DEL GRECO/1 Incontro
con l'arcivescovo Sepe È tutto pronto nella parrocchia di Santa Maria del
Principio per accogliere oggi alle 19 il cardinale Crescenzio Sepe.
"La
bonifica di Pieve dev'essere sbloccata"
( da "Stampa,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Troppa
burocrazia e troppi ritardi. L'interessamento del gruppo veneto potrebbe
svanire, mettendo la parola fine allo stabilimento chimico di Pieve
Vergonte". Così pochi mesi fa le organizzazioni sindacali lanciavano un
sos, preoccupate per i lunghi tempi della bonifica di Tessenderlo che mettono a
rischio l'interessamento della Newco,
Economia
e imprese Camera di Commercio di Modena, Torreggiani nuovo presidente Direttore
di Cna Mode... ( da "Emilianet"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
peso della
burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà
inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a
favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia.
In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi
e delle attività con l'
Allarme
rosso per l'alga naccio ( da "Sicilia, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
lettera
aperta ha criticato la burocrazia e gli assessori regionali competenti della
crisi idrica. "È una vergogna ? ha detto Licata ?, tanti cittadini
soffrono la sete a Licata, come negli altri comuni dela provincia, si chiudono
attività lavorative per mancanza di acqua e gli apparati burocratici regionali
si attardano a rilasciare la documentazione necessaria per consentire l'
<Turista
e anziani più sicuri con i consigli della Questura>
( da "Sicilia,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
investitori
qui perché si teme la burocrazia italiana e la mafia". Nico Torrisi:
"Ringrazio il questore per avere avviato un dialogo con la nostra
categoria, a differenza di ciò che accadeva in passato. Lo ringrazio anche
perché è vero che qui, come altrove, si registrano gli scippi, ma è anche vero
che a Catania la risposta dello Stato si fa sentire: proseguiremo questa
collaborazione"
Assessori,
il sindaco ha distribuito le deleghe
( da "Sicilia,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
improperi
contro le lentezze della burocrazia e l'incompiuta bretella di Ficarazzi torna
spesso alla ribalta per le difficoltà che costellano il cammino della sua
"gravidanza" verso una nascita che farà davvero gioire non poco tutti
quelli che giornalmente sono costretti ad incanalarsi nello stretto budello di
via Tripoli sulla Catania-Acireale nord (cioè la strada che va verso Aci S.
Evitato
lo scontroora collaborazione ( da "Sicilia, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche e
soprattutto della burocrazia. Gli attentati al nostro Statuto e quindi agli
interessi della Sicilia, prima che dai governi arrivano sempre dagli uffici
della capitale. Paradossalmente, i governi eseguono i suggerimenti e (perché
no?) le direttive della burocrazia romana che vede il nostro Statuto come fumo
negli occhi.
<Più
cultura e meno burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Più cultura e
meno burocrazia" L'assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, ha
incontrato ieri, nella sede della Provincia di Pordenone, sindaci e assessori
comunali alla Cultura del Friuli Occidentale. L'incontro, che era stato
preceduto tempo fa da una riunione con i rappresentanti delle maggiori
associazioni culturali,
Provinciale
bloccata dai pali dell'Enel ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
vecchia ed
insopportabile storia - dice rammaricato Vizzotto - quella della burocrazia che
frena i lavori e, di riflesso, si ripercuote sui cittadini". Quello della
strada complanare è un lavoro importante che è stato realizzato nell'ambito del
corposo progetto di messa in sicurezza della strada provinciale
Oderzo-Pordenone.
Lenna:
useremo i rifiuti per produrre energia
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
introdotto i
lavori partendo dal tema della burocrazia il presidente della Cciaa, Giovanni
Da Pozzo, "padrone di casa": "burocrazia con la quale ha detto
serve un rapporto più semplice e chiaro, oltre a una lettura interpretativa più
flessibile. Il presidente della Regione Tondo, consapevole dell'onere
sopportato dalle imprese, non a caso è partito da qui e questo fa ben
sperare"
Gli
imprenditori: Meno pubblico nell'economia
( da "Adige,
L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
meno
burocrazia. Ok al governo per quanto riguarda i provvedimenti che vanno in
questa direzione. Il Coordinamento imprenditori, ieri pomeriggio, ha illustrato
le proprie idee in materia di politica economica ai parlamentari trentini
(presenti, a quanto pare, solo quelli del centrodestra per impegni dei
rappresentanti dell'opposizione)
17:13
AGRICOLTURA TOSCANA IN GINOCCHIO, VIA A MOBILITAZIONE CIA
( da "Agi"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si
moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo
della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. Fra le piaghe piu' grosse
quella della burocrazia: ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per
risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei
campi. (AGI).
L'ultimatum
si avvicina ma la sede resta un miraggio
( da "Stampa,
La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
mantenere
dipendenti e volontari al servizio attivo e appoggiarsi quantomeno per la
logistica ai comitati del resto della provincia. Intanto, mancano 18 giorni al
ritorno dell'ufficiale giudiziario in via Pisacane: un'eternità se ad agire
potessero essere solo volontariato e buona volontà, ma niente se si pensa alla
burocrazia. \.
Storico
battello La Famiglia Comasca si batte per il <Patria> Mi riferisco alla
lettera pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il
<Patria> ( da "Provincia di Lecco, La"
del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Forse la
burocrazia rema ancora una volta contro. Noi della Famiglia Comasca non abbiamo
nessuna intenzione di "mollare" e continueremo a batterci per il
nostro battello. Piercesare Bordoli Presidente della Famiglia Comasca Giusto
merito alla Famiglia Comasca per la lunga battaglia a difesa di un simbolo
della Navigazione del lago di Como.
Sicurezza
a scuola: Lavori in corso ha una mozione
( da "Provincia
di Como, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Una questione
legata alla burocrazia, secondo l'assessore ai lavori pubblici Umberto
Cappelletti, e non al reale adempimento delle normative: "Verificherò
quanto prima la situazione, ma le prove e i collaudi vengono effettuati
regolarmente e le scuole cittadine sono tutte in sicurezza.
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Walter
e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
della
politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco
perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per
"fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il
Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di
"luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e
maggioranza sono davvero grandi.
Tribianon
I malviventi volevano fuggire con 50 quintali di "oro rosso", acciaio
e ottone ma ne hanno portati via "solo" 12
( da "Cittadino,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
"Purtroppo
qui non si può più stare tranquilli - confessa -, c'è d'aspettarsi che qualcuno
entri e ti porti via tutto. Siamo vittime dei ladri e della burocrazia. Io
adesso, quando ho grossi quantitativi per un valore elevato, nemmeno li lascio
al capannone. Evito che qualcuno entri e se li rubi".
Torreggiani
è il nuovo presidente ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
peso della
burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà
inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a
favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia.
In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli
obiettivi e delle attività con l'
Porteremo
il modello Google in Trentino ( da "Trentino"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
saper redarre
un bilancio, riuscire a districarsi con la burocrazia. Metteremo a punto un
sito internet con tutte le informazioni di base. Lei, assieme agli altri
giovani imprenditori, sta girando le scuole del Trentino. Che giovani trova?
Onestamente non mi sembra di vedere in giro un grandissimo entusiasmo.
Contributi
alloggiativi i ritardi della burocrazia
( da "Citta'
di Salerno, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
INQUILINI
Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia DI LIBORIO DE SIMONE "
L'ultima volta che ho parlato dei contributi alloggiativi era il 30 aprile
scorso e da poco era stata approvata la graduatoria definitiva per la cittá di
Salerno. Da allora i cittadini interessati sono ancora in attesa dei soldi.
Creiamo
impresa , idee alternative ( da "Trentino"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ciò che manca
è la possibilità o capacità di orientarsi attraverso la burocrazia"
sottolinea Pasolli. I progetti potevano riguardare settori come i servizi alla
persona, il commercio di prossimità, il turismo sostenibile e la valorizzazione
del patrimonio culturale, lo sport, le nuove tecnologie informatiche e della
comunicazione ed i servizi per l'ambiente.
De
Poli, ultimatum per S.Margherita ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
civile è anche peggiore di quella militare, perché se la prima fa perdere le
guerre. La seconda fa perdere grandi occasioni anche in tempo di pace".
Parole rassegnate Il progetto originario, prevedeva l'acquisizione in tempi
brevi di Santa Margherita dal Demanio, per completare lo straordinario restauro
dell'area del distretto.
E
a roseto in diecimila centrano il guinness
( da "Centro,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è ora il
momento di dare la parola alla burocrazia. "Questa mattina sarà in Comune
per la vidimazione di tutte le firme raccolte dai nostri addetti", dice
l'organizzatore, "poi tutto insieme sarà spedito a Londra, dove c'è la
sede del Guinness, dove alcuni giudici valuteranno sulla base sia delle stesse
firme che dei filmati e le foto che allegheremo al materiale da inviare"
I
militari? così inutili ( da "Mattino di Padova, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sono
assillate dalla burocrazia, sono alloggiate in stabili angusti, inadeguati,
cadenti. Perfino il nuovo comando dei carabinieri, appena costruito in via
Rismondo, fa acqua. Molti poliziotti sono confinati in ufficio a fare
fotocopie, redigere statistiche, compilare relazioni dalle quali vien fuori,
sempre, che i crimini sono in diminuzione.
Un'odissea
per riavere tiziano ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
i ritardi e
la farraginosa ma necessaria burocrazia non fanno che acuire la sofferenza.
"Ci hanno sbattuto tra Pirano ed Isola, non volevano farcelo vedere - si
lamenta lo zio Livio, che ieri si è recato con la sorella e madre di Tiziano,
Anna, in Slovenia - alla fine dopo molte insistenze siamo riusciti a vederlo.
Latisana,
appello dell'ulivo: carte d'identità dai tabaccai
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ridurre le
perdite di tempo e anche una parte dei costi sopportati dai cittadini e dal
mondo del lavoro a causa delle lentezze della burocrazia". "A breve
quindi - scrive De Marchi - i terminali dei tabaccai potrebbero diventare uno
sportello di servizi in grado di garantire l'erogazione di pensioni, vitalizi
dello Stato e anche di fornire certificazioni anagrafiche". Paola Mauro.
Dodici
rose bianche alla morellato l'emozione e i ricordi di amici e colleghi - giusy
andreoli ( da "Mattino di Padova, Il"
del 09-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con la
burocrazia". La mamma avrebbe manifestato l'intenzione di recarsi anche
lei in Spagna. In serata la comunità si è ritrovata in parrocchia per recitare
il rosario in memoria di Federica. Anche se l'estrema rigidità degli inquirenti
spagnoli rallentano ogni certezza e blindano la verità, a San Giorgio tutti
hanno ormai capito che la povera vittima è proprio la loro compaesana.
Allarme
rosso per le progettazioni: colpa dei tagli alla p.a
( da "Italia
Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stralciare
dal testo del decreto correttivo le disposizioni che avrebbero incentivato
l'in-house all'interno degli enti pubblici remunerando la burocrazia tecnica
oltre il livello di mercato per le attività di validazione dei progetti e di
coordinamento dei lavori". Tornando ai dati, nel mese di giugno 2008 sono
stati quindi 344 gli avvisi di gara per un valore complessivo pari a 32.
La
giunta azzera la riforma viero superpoteri a tondo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la direzione
generale garantiva la separazione tra politica e burocrazia lRoberto Urizio a
pagina 7 TRIESTE Si annuncia una rivoluzione ai vertici della macchina
amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della
"rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E i primi
a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata legislatura,
Ci
siamo attivati per grossi ( da "Tirreno, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che sarebbero
sufficienti a indennizzare l'azienda in questione e che, quindi, non
provocherebbero spesa aggiuntiva per il bilancio statale. La morale è che,
spesso, è la burocrazia amministrativa a rallentare i processi. In questa
vicenda, comunque, posso assicurare che non è mancata la volontà politica di
aiutare un'azienda in oggettiva difficoltà".
Tamara
ra em, musicista e arciera: l'arco e il pianoforte sono simili
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
sbrigare la
burocrazia contrattuale, tenersi informati sulle rassegne musicali e via
discorrendo - spiega con foga Tamara - l'ho fatto ovviamente anch'io; però è un
grande dispendio di energie che toglie tempo e concentrazione allo studio e
alle prove". E così, dopo anni passati a gestire in prima persona la sua
carriera artistica e quella del marito Damian Locatelli,
L'ospedale
è a posto ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ospedale è a
posto" Gorizia: sopralluogo di Tondo al San Giovanni di Dio "Nessun
problema strutturale, rinvii per la burocrazia" IL SERVIZIO IN CRONACA
GORIZIA. "Non esiste alcun problema di carattere strutturale per il nuovo
ospedale di Gorizia - ha detto il presidente della Regione, Tondo -, i ritardi
sono solo di ordine burocratico".
La
crisi colpisce, la burocrazia uccide
( da "Tirreno,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
uccide" L'allarme di Donnini alla convention annuale di Confartigianato
PISTOIA. Meno burocrazia, rispetto della legalità, abbassamento delle tariffe,
rinnovo della classe dirigente per ridare vigore alla piccola impresa locale.
Queste sono alcune delle proposte emerse lunedì pomeriggio alla convention
annuale di Confartigianato dal titolo "
Nuova
chiusura per il Corsara beachlotta contro il tempo e la burocrazia
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Riforma
viero azzerata, più poteri a tondo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la Direzione
generale garantiva separatezza fra gestione politica e burocrazia Il
governatore potrà trasferire alcune funzioni agli assessori: lo sport a De Anna
TRIESTE Parte la "controriforma" della macchina amministrativa della
Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della "rivoluzione
Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy.
Tutela
e fruizione dei beni culturali - pasquale hamel
( da "Repubblica,
La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
avanti confortata
molto spesso da certa burocrazia indolente e in tanti casi non all'altezza del
compito a cui è chiamata. Questo ragionamento mi induce, di fronte alla
proposta Antinoro, a non attestarmi sulle aprioristiche barricate giacobine del
no, ma su quelle più laiche e razionali del pensarci un po' su per vedere se
tutela e messa in circuito economico delle risorse culturali,
Gli
imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali
( da "Arena,
L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oberata per
di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate
da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa,
come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue,
in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda
al progetto per arrivare,
Accordo
sull'handicap per assegnare insegnanti di sostegno
( da "Arena,
L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
la burocrazia
diventa un ulteriore ostacolo, a volte insormontabile. Di recente, all'Ufficio
scolastico provinciale di Verona, grazie all'iniziativa dell'Ufficio Interventi
Educativi, con la presenza della dottoressa Laura Donà e del professor Roberto
Grison, è stato firmato un accordo sulla certificazione dell'handicap,
Sicurezza,
46 aziende in prima linea ( da "Libertà"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
con un forte
incremento della burocrazia dedicata alla sicurezza, che per Bolzoni serve a
poco. Il Protocollo Piacenza, si fa notare, tra le sue peculiarità ha quella di
chiedere investimenti su ispezioni e ispettori come importanti strumenti per
aiutare ad individuare dove stia esattamente il problema.
Auditorium,
replica il sindaco <Più rispetto, basta offese>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma come
sarebbe stata possibile una simile concessione quando la burocrazia già di per
sé, con i suoi tempi, rallenta le iniziative dei Comuni? Non avremmo fatto più
alcun lavoro, visto che il nostro mandato scade fra un anno. E comunque il vero
referendum su largo XXV Aprile c'è stato il 21 giugno, quando alla
manifestazione promossa dal Comitato non c'era nessuno.
I
PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
un eccesso di
burocrazia, la presenza di monopoli. Secondo Donnini la ricetta della rinascita
sta nel buonsenso e nel coraggio di operare le scelte, anche se è necessario
intervenire con urgenza su due versanti, uno economico sociale e uno politico.
Per il primo ha citato: la creazione di infrastrutture materiali e immateriali
a servizio dello sviluppo,
A
CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciar
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
anche se con
i tempi della burocrazia". "Fughe come quelle dell'azienda Celli, da
Rimini a San Giovanni in Marignano, o di altre ditte che hanno addirittura
preferito lasciare i confini della provincia riminese, non ne vogliamo
più", ha ribadito ieri pomeriggio l'assessore alla Pianificazione
territoriale.
Diportisti
in rivolta dopo lo sfratto dal molo turistico
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
La burocrazia
e le ruspe tengono i diportisti lontani dallo scalo turritano. Non dalla piazza
del Comune, invasa pacificamente per protesta dai cinquantacinque proprietari
delle barche in secca. Lo sfratto esecutivo dopo l'avvio dei lavori per il
porto turistico, quattro mesi fa, si è trasformato in una sentenza di condanna:
ORE
E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli u
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
è sempre
troppa burocrazia, bisogna seguire l'esempio degli altri Paesi europei, come
per esempio la Svezia". "Questo è un sopruso ? sbotta un anziano che
però preferisce rimanere anonimo ?: parcheggiare dove si abita è un diritto di
tutti e ci obbligano a fare code ogni anno e con questo caldo africano è una
sofferenza.
Torreggiani
nuovo presidente <Così darò sostegno alle aziende>
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
si chiamano
ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della
burocrazia sulle imprese, difficolta' di accesso al credito". La Camera,
prosegue Torreggiani, "dovra' inoltre proseguire nella strutturazione di
azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione
delle imprese della provincia.
<Ho
alleggerito la burocrazia per le imprese>
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ho
alleggerito la burocrazia per le imprese" L'INTERVISTA IL PRESIDENTE
USCENTE ALBERTO MANTOVANI TRACCIA IL BILANCIO DEL SUO MANDATO Alberto Mantovani
lascia la Camera di commercio dopo dieci anni di WALTER BELLISI ALBERTO
MANTOVANI, dopo dieci anni di presidenza, lascia la Camera di commercio di
Modena, ma non resterà con le mani in mano.
Ma
alla Camera salta il pilastro delle royalty
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia e
dai veti, a cominciare dalle riserve in Alto Adriatico. Intanto gli emendamenti
presentati dal Governo nell'iter parlamentare del decreto ci si è doverosamente
preoccupati di sostituire il gettito tagliato dalla rinuncia a inasprire i
diritti di estrazione di idrocarburi, che già era stato finalizzato alla
copertura dei 200 milioni di euro necessari per varare la card
I
prezzi dell'elettricità salgono ai massimi storici
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
e per questo
motivo "è necessaria un'accelerazione nel rilascio delle autorizzazioni
". Purtroppo 1,4 miliardi di euro "giacciono negli uffici delle
amministrazioni". L'INFRASTRUTTURA Cattaneo (Terna): potenziare le linee ad
alta tensione è una priorità assoluta, ma la burocrazia blocca il rilascio
delle autorizzazioni.
La
mossa della Sec: regole più snelle per restare in gioco
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
ma anche meno
burocrazia. Con un obiettivo: vincere "la guerra dei millisecondi".
Sembra un po'questo il senso della proposta varata in questi giorni dalla Sec,
l'autorità di vigilanza dei mercati americani. Il documento, appena depositato,
prevede una semplificazione delle procedure per modificare le norme interne di
tutti gli organi di "
<Noi,
diploma in tasca e rischio di espulsione>
( da "Corriere
della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Anche lei
vittima della burocrazia: "Mio padre ci ha abbandonato, sono stata in
collegio e nelle case occupate. Tra poco sarò maggiorenne, vorrei diplomarmi,
ma senza documenti rischio l'espulsione". Mai un viaggio all'estero, è
curiosa di conoscere le sue radici: "Non mi sento italiana né algerina:
sono una via di mezzo.
Via
libera al piano sulle energie rinnovabili
( da "Manifesto,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
eccesso di
burocrazia; e di un monitoraggio semestrale degli effetti attesi e dei
progressi energetici registrati nei vari settori. "Inoltre puntiamo sulla
creazione di una cultura del risparmio e dell'efficienza - osserva l'assessore
all'ambiente Anna Rita Bramerini - a partire dall'adeguamento ecosostenibile di
scuole campione,
Il
parroco alla veglia: <Qui ogni sera>
( da "Corriere
del Veneto" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
In attesa che
la burocrazia italiana e spagnola si mettano d'accordo - ha detto ancora il
parroco - non sappiamo ancora se e quando potrà essere celebrato un funerale.
Comunque, se lo vorrete, ci ritroveremo qui ogni sera a pregare per noi e per
Federica, per la vita e non sulla morte".
ECOPASS
( da "Corriere
della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Ieri mi sono
presentato in via Friuli dove ho scoperto che dovrei dedicare un' intera
mattinata per risolvere, solo parzialmente, un problema creato non da me. Mi
chiedo come mai, in epoca telematica e nella città dell' Expo, la burocrazia
imponga al cittadino di perdere mezze giornate di lavoro per risolvere anche
questi problemi. Edoardo Beltrame.
L'irresistibile
ascesa di Spa e Srl ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
che altrove
per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo
l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento
sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad
esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita
nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (
<Il
Festival per le famiglie? Sarà una provocazione>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Mia figlia ci
ha messo sette anni per non avere il bambino che la burocrazia le aveva
promesso. Si sarebbe uccisa, quel giorno. Esistono tanti bambini con problemi e
tante famiglie che desiderano dei figli. Perché non aiutarli sveltendo le
pratiche? Sul tema ho scritto una serie tv, l'ho proposta sia a Mediaset sia a
Raifiction: due no".
<Ecco
chi beneficia degli aiuti del Comune>
( da "Brescia
Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Polemica
iniziativa di Pierluigi Treccani che ha pubblicato l'elenco sul periodico
comunale "Ecco chi beneficia degli aiuti del Comune" Il sindaco:
"Tutti italiani, così la finiamo con la storia degli immigrati..." E
sulla Bossi-Fini: "Troppa burocrazia che si riversa sul Comune"
.
INCONTRO.
Summit sulla competitività ( da "Arena.it, L'"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
oberata per
di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate
da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa,
come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue,
in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda
al progetto per arrivare,
Una
sola ambulanza disponibile per il 118
( da "Corriere
Adriatico" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Rispetto ad
una burocrazia che lascia a desiderare prevale il buon senso di chi sa bene che
di mezzo c'è la salute di chi viene soccorso. Questioni di fronte alle quali è
sempre meglio agire secondo coscienza. Il comitato provinciale della Cri ha
chiesto da tempo la situazione economica in ordine alle convenzioni in essere.
MATURITà
CON IL RIGORE NECESSARIO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
una
efficiente burocrazia, una classe imprenditoriale capace e intraprendente, se
non partendo da una popolazione mediamente alfabetizzata, tecnicamente
informata ed a tratti colta? Come del resto era da attendersi dal paese che
aveva dato uno dei maggiori contributi alla cultura, all'arte ed alla scienza
del mondo.
PORTICI
EQUITALIA, POLEMICHE CON IL COMUNE NON CI STA IL SINDACO DI PORTICI VINCENZO
CUOMO A P ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
burocrazia
più snella Il comune di San Giorgio è entrato a far parte del Centro servizi
territoriali della Provincia di Napoli. L'accordo permetterà ai cittadini che
devono richiedere documenti di risparmiare tempo e soldi. Lo stesso vale per
l'amministrazione che da oggi potrà scambiare documenti con la Provincia,
Emergenza
finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus
( da "Redattore
sociale" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
naturalmente
senza aggravare di inutili burocrazie e appesantimenti un settore che ha nel
volontariato e nella flessibilità due elementi caratterizzanti la sua efficacia
ed efficienza". Per questo le Ong esprimono "pieno appoggio alla
richiesta di Zamagni di trasformare l'Agenzia in una vera e propria
Authority".
La
vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa
impossibile ( da "Adige, L'"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
se ci si
mette il maltempo diventa impossibile La vita dei rifugi di montagna è dura, se
ci si mette il maltempo diventa impossibile. Sergio Rosi, gestore del
"Passo Principe" sul Catinaccio e vicepresidente dell'Associazione
gestori rifugi, lancia l'allarme e chiede agevolazioni fiscali e meno
burocrazia. G. PASQUALINI A PAGINA 19 09/07/2008.
Sos
dei rifugi: sgravi fiscali e meno burocrazia
( da "Adige,
L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Il quotidiano
del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo
vedere dalle 6:30 clicca qui >>> Sos dei rifugi: sgravi fiscali e meno
burocrazia.
La
tragedia di una ragazza normale ( da "Gazzettino, Il"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
dove la
capitale del turismo lascia il posto ai palazzi della burocrazia. La stampa
locale è stata persino inclemente, barbaramente cinica: Federica se l'era
cercata! Non si conosce ancora se Federica abbia subito violenza, nè come sia
morta. C'è spazio per nuovi sospetti.Forse Federica ha avuto troppa fiducia
negli altri, nel mondo, nella felicità dei vent'anni.
Treviso,
campo base per il Tibet e l'India
( da "Gazzettino,
Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
stanno
andando avanti con la burocrazia demaniale per ottenere la chiesa sconsacrata
di Santa Margherita, nei pressi del complesso dell'università e dell'ex
distretto militare già acquisiti dalla Fondazione: qui potrebbero trovare
adeguata collocazione i reperti di più ampie dimensioni e le gigantografie
degli complessi religiosi indiani.
09/07/2008
18:11 FRANCIA: CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO
( da "ITnews.it"
del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in attesa del
passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma
cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora
Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa
ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.
FRANCIA:
CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO
( da "ADN
Kronos" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
in attesa del
passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma
cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora
Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa
ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.
RIFIUTI/
DA GIUNTA CAMPANA 150 MLN PER IMPIANTI E
( da "Virgilio
Notizie" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Abstract:
Walter
Ganapini - Si è lavorato molto ma è necessaria un'operazione di burocrazia
intelligente". Ganapini ha poi lodato molti dei piani già presentati dai
Comuni che hanno elaborato strategie ottimali. "E' ovvio che non tutti i
progetti saranno accolti anche perché la Campania ha bisogno, al massimo di
12-15 impianti di compostaggio.
( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Semplificazione
amministrativa "Basta con la burocrazia inutile" FELTRE. Gli uffici comunali non devono più
chiedere ai cittadini di presentare documenti che sono già in possesso
dell'amministrazione e che dunque possono essere recuperati attraverso la rete
intranet del municipio. Il principio, già contenuto in una legge del 1990, è
stato riaffermato ieri in aula con l'approvazione di una proposta della
Lega Nord con la quale si è chiesto all'amministrazione di verificare la sua
organizzazione (quindi regolamenti, procedimenti, strutture) per eliminare
tutti i passaggi che rendono più pesante l'impatto della burocrazia
sui cittadini e dunque per semplificare al massimo i passaggi amministrativi.
L'esempio portato da Nunzio Gorza (Lega) è quello del rilascio delle
concessione edilizia per le quali il comune chiede ai cittadini di presentare
la ricevuta del pagamento Ici, già in possesso dell'amministrazione.
( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Chiesta la modifica
alla legge regionale: "Per ora non si può" Una settimana di incontri
e confronti in Uruguay IVAN PEROTTO Il primo passo è Montevideo, ancora
incerto, di una strada lunga, difficile, il traguardo finale della quale è la
completa integrazione dei giovani discendenti degli emigranti veneti tra di
loro, disseminati nei cinque continenti, e con i loro coetanei nati e cresciuti
nel Veneto. E' questo il messaggio che le decine e decine di giovani riunitisi
nella capitale uruguayana per partecipare al terzo incontro dei Giovani Veneti
nel mondo, promosso dall'assessorato regionale veneto ai flussi migratori,
hanno voluto lanciare alla Regione, dopo una settimana di incontri e confronti.
L'attenzione che in questi anni hanno ricevuto e ricevono da Venezia è un
segnale importante, ma non ancora sufficiente. Occorre arrivare alla revisione
della legge regionale che istituisce la Consulta dei Veneti nel Mondo, affinché
sia previsto un organismo altrettanto ufficiale riservato ai giovani. Il Cgve,
il Comitato dei Giovani Veneti all'estero, che riunisce un rappresentante per
ognuna delle dodici Federazioni estere, ed il Coordinamento regionale, che
coinvolge un rappresentante per ognuna delle tredici associazioni d'emigrazione
riconosciute dalla Regione, sono un primo tassello per arrivare alla Consulta
dei Giovani, per riuscire finalmente a dare la parola ai giovani. Che a
Montevideo hanno dimostrato ancora una volta di avere grandi speranze, ma
soprattutto numerose idee e progetti. Ciò che è mancato sinora, un vuoto che
l'assessore regionale Oscar De Bona sta cercando di colmare, è qualcuno che
ascolti e che poi aiuti a concretizzare. Proprio De Bona è stato
l'interlocutore principale dei giovani, nei due giorni conclusivi dell'incontro
uruguayano. A lui, anche attraverso i componenti del Cgve e del Coordinamento,
si sono rivolti i giovani provenienti dall'Argentina e dal Brasile, a lui si
sono rivolti gli stessi coordinatori dei due organismi di rappresentanza nati
tre anni fa. A lui ed alla Regione Veneto guardano con speranza i giovani
discendenti degli emigranti veneti che a partire dagli anni Sessanta
dell'Ottocento hanno popolato il mondo. E lui ascolta, annuisce, risponde,
spesso anche in modo negativo, di fronte alle richieste meno "ortodosse",
o di fronte a quelle più difficili da comprendere per un veneto nato in Veneto,
ma così essenziali per un veneto nato e cresciuto all'estero - come dimostra il documento finale approvato all'unanimità dal
Cgve, che abbandona i tatticismi e le burocrazie tipicamente italiani per
proporre soluzioni funzionali ed avanzare proposte concrete, come quella di
modificare la legge regionale ed istituire anche una Consulta dei giovani. Il
primo no è quello che maggiormente pesa sotto il cielo plumbeo di Montevideo.
E' un no politico, prima che pratico, ed è rivolto proprio al Cgve. Non si può
per il momento modificare la legge regionale, per la mancanza della giusta
"congiuntura politica", e di conseguenza non si può istituire una
Consulta dei giovani - al massimo si potrebbe invitare ai lavori dell'attuale
Consulta, ma senza diritto di voto, i coordinatori di Comitato e Coordinamento.
Un no convinto, ma non convincente, che lascia troppi dubbi nella platea,
convinta che nulla sia impossibile, soprattutto a vent'anni. In fondo, spesso
basta solo volerlo. E loro, i giovani veneti che abitano il mondo, lo vogliono
con forza e non possono accontentarsi di quanto hanno ottenuto sinora - che
pure non è poco - di questi due organismi di rappresentanza, che pure oggi
appaiono il massimo che si possa ottenere dalla Regione. Non possono
accontentarsi di una legge datata, superata, che riconosce la Consulta degli
adulti - ma la parola più usata è "vecchi" - come unico interlocutore
ufficiale della Regione. Una legge che non tiene conto dei cambiamenti avvenuti
in particolare nel continente Sudamericano, il più frizzante, il più vitale, il
più giovane. Che non tiene conto delle enormi differenze che contraddistinguono
i veneti del Veneto dai veneti del mondo, né delle differenze profonde
all'interno di questi ultimi. Differenze che, secondo i giovani, sono il loro
punto di forza, se assommate a ciò che già li unisce: l'essere veneti ed
impregnati di cultura veneta. Una cultura che hanno potuto respirare a pieni
polmoni a Montevideo, anche grazie al programma proposto dal Cavu - il Comitato
delle associazioni venete in Uruguay - e dall'assessorato regionale. Oltre al
tempo a loro disposizione per parlarsi e confrontarsi - in verità poco rispetto
alle esigenze di chi vive a centinaia di chilometri di distanza ed ha una sola
occasione all'anno di potersi vedere di persona - infatti i giovani hanno avuto
modo di ascoltare una serie di interventi decisamente particolari, anche se non
tutti adatti ad una platea di quel tipo. Tra gli oratori, Adriano Rasi
Caldogno, segretario generale della Regione Veneto, Luciano Sacchet e Walter
Mazzoran, che hanno raccontato le loro esperienze di vita, Aldo Rozzi Marin e
Flavia Colle, che hanno presentato il loro ultimo libro, "Destinazione
Cile". Tra gli interventi, quello del ministro uruguayano del turismo
Hector Lescano, dell'ambasciatore d'Italia in Uruguay Guido Scalici, del
rappresentante dell'Anci veneto Gino Pante, dell'arcivescovo di Montevideo
Nicolas Cotugno. Ad arricchire il programma dell'incontro, la presenza del coro
Monte Dolada e dell'orchestra sinfonica giovanile di Montevideo e la messa
celebrata dal cappellano degli italiani nel Mondo padre Salvatore Mazzitelli.
L'ultimo flash è l'arrivederci al 2009, alla nuova tappa del percorso. Con ogni
probabilità il quarto incontro dei Giovani Veneti nel Mondo si svolgerà in
Veneto, anche se la maggioranza degli intervenuti a Montevideo vorrebbe fosse
ospitato ancora in Sud America, per potervi partecipare con maggior facilità.
Come accaduto in questi tre anni, quando ciascun incontro ha rappresentato un
passo avanti, anche quello del 2009 dovrebbe seguire l'esempio e, ascoltando i
presenti in Uruguay, la soluzione è quella di consentire a quanti più giovani
possibile di partecipare sin dal primo giorno al meeting, concentrando le
riunioni di Comitato e Coordinamento negli ultimi due giorni, dopo che i
rappresentanti ufficiali hanno avuto modo di ascoltare con estrema attenzione
le richieste e le proposte dei giovani. In questo modo anche i progetti che dovessero
arrivare dai due organismi sarebbero maggiormente mirati e troverebbero il
convinto plauso ed il coinvolgimento delle persone alle quali si rivolgono: i
giovani veneti nel Mondo.
( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le
"Sottilette" non c'entrano con la truffa IN UN articolo da noi
pubblicato nei giorni scorsi e riferito ai "truffatori della tavola"
è stata usata impropriamente la generica denominazione sottilette. Poiché
sottilette è un marchio registrato non può essere utilizzato per indicare
genericamente altri formaggi fusi in fette. I prodotti contraddistinti dal
marchio Sottilette sono assolutamente estranei alla vicenda riportata. Ci
scusiamo per l'imprecisione con i produttori e con i lettori. La protesta
popolare contro la povertà MENTRE c'è chi è costretto a rubare del cibo per
poter mangiare. c'è chi si preoccupa di perdere o aver perso la carega del
potere. Il congresso di Rifondazione Comunista mi ha eletto delegato a
rappresentare il nostro disagio al congresso nazionale a Chianciano dal 24 al
27 di questo mese. Se riuscirò, vista la numerosa platea, nel mio intervento
cercherò di portare la voce dei più deboli alla ribalta dei vertici. Non si
tratta di linea operaista o non, questa è roba da riempire pagine di giornali.
Si tratta di portare avanti il disagio di chi fatica ad arrivare a fine mese,
di chi si fa il mazzo tutti i giorni per una paga al limite della dignità
umana, di chi non ha voce in capitolo e non riesce a farsi ascoltare da chi ha
le leve del potere. A chi sta male si pensa solo in tempi di elezioni, con
continue promesse che poi vengono dimenticate. E mentre i dati continuano a
ribadire che il popolo sta sempre più impoverendo, chi gestisce il potere, di
destra o di sinistra, si preoccupa maggiormente di non perdere il potere, anzi
di aggiungerne un po' di più, magari con qualche privilegio: vedi come a
Belluno i poveri assessori di Prade si sono fatti il parcheggio auto a nostre
spese. Tutta la politica ha fallito. Tutto il sindacato ha fallito, ma se il
popolo non si dà una mossa partecipando con la protesta contro gli assetati di
potere, diventeremo sempre più poveri. E vedremo anche a Belluno sempre più
poveri a rubare cibo per potersi sfamare. Diego De Toffol BELLUNO Rifondazione
tagli i ponti con i vertici del partito IL PARTITO di Alternativa Comunista di
Belluno accoglie positivamente l'esito del congresso provinciale di
Rifondazione Comunista svoltosi ieri pomeriggio. E' uscita infatti
maggioritaria la linea di sinistra, "post-trotskista". Pur non
condividendo molte posizioni che la corrente assume (soprattutto in quelle nei
confronti della permanenza dei suoi militanti in un partito socialdemocratico),
noi che ci consideriamo autenticamente trotskisti, apprezziamo lo strappo che è
stato fatto nei confronti della dirigenza e della sua politica. Ora non
possiamo che proporre un sincero confronto tra la maggioranza uscente ed
Alternativa Comunista. Auspichiamo che i militanti di Rifondazione Comunista taglino i ponti con la burocrazia del partito, che si ritirino gli assessori dai governi locali,
che si inverta la linea indirizzandola verso le lotte dei lavoratori, in opposizione
a tutti i governi dei padroni. Si potrebbe poi ipotizzare un accordo elettorale
in vista delle prossime elezioni provinciali nel nome dell'autonomia della
classe lavoratrice nei confronti della borghesia. Invitiamo infine i
compagni ad aderire all'appello, che già Alternativa Comunista ha sottoscritto,
per la costruzione di un partito comunista rivoluzionario e a partecipare al
nostro seminario nazionale estivo, che si terrà a Rimini, intitolato "La
battaglia dei trotskisti ieri e oggi - riformismo governista o comunismo
rivoluzionario?" Alternativa Comunista BELLUNO Sterminare i cinghiali? Un
errore di due secoli fa L'ASSOCIAZIONE Amici nella natura apprende dalle pagine
del vostro giornale la volontà di aprire la caccia ai cinghiali anche in Alpago.
Ennesimo abbaglio della provincia di Belluno. Siamo in assoluta sintonia di
vedute e di parole con quanto affermato dall'Ecoistituto e da Mountain
Winderness e profondamente contrari all'ennesima strage per eradicazione con il
piombo di una specie che faticosamente sta ripopolando le nostre montagne.
Ricordiamo al presidente della Provincia e assessore alla caccia che il
cinghiale 2 secoli fa era presente sulle nostre montagne per poi essere
sterminato. Dobbiamo rifare lo stesso errore? Proponiamo maggior attenzione
negli allevamenti di questa specie alle fughe incontrollate e una gestione da
parte della Regione e delle guardie provinciali basata su catture e
spostamenti. Per i cacciatori è sempre un modo di sparare... Anche se solo
sonniferi! Franca Tremea Amici nella Natura FELTRE Parcheggi gratis e
cellulari... gratis DA SEMPRE chi dimentica facilmente cose e fatti si dice
"e là el mal desmentegon", quello che proprio in questi giorni ha
afflitto la giunta del nostro Comune e a quante pare contagiato consiglieri sia
di maggioranza ma anche dell'opposizione. Non pagare i parcheggi è una scelta
fatta per la prima volta dalla giunta Bortoluzzi, consolidata e difesa
dall'attuale giunta Prade. Ricordo, agli assessori che nei giorni scorsi (come
Da Rin) hanno affermato che anche nel passato i membri di giunta hanno goduto
di simili privilegi, che durante i mandati dei sindaci De Col e Fistarol,
nessuno ha mai goduto di parcheggi gratis e tanto meno di telefono cellulare
con relative telefonate a carico del Comune: tutti usavano il proprio con
relativi costi di chiamata. Oggi invece, anzi dal giugno del 2006, la giunta
gode di parcheggi e telefonini a carico dei contribuenti. Eppure, anche prima
consiglieri comunali e assessori si recavano in municipio per svolgere attività
istituzionali. Ma mai si sono sognati di chiedere parcheggi e tanto meno
telefoni cellulare per svolgere l'attività istituzionale, pur lavorando con
capacità per la città, tanto che sono state prodotte scelte strategiche
importanti che hanno delineato la Belluno del domani. D'altronde, voglio
ricordare che gli assessori percepiscono un'indennità di carica mensile e i
consiglieri comunali, i gettoni di presenza, e che il sottoscritto, che varca
quelle porte da quindici anni, da sempre lo fa per servizio alla città e non
certamente per altri scopi, come ritengo facciano e i miei colleghi, assessori
compresi. Pertanto, visto come versano le casse comunali, visti i risultati
amministrativi di questo periodo e il valore dell'attività svolta, che si misura
quotidianamente sul territorio e servizi ai cittadini, come gli assessori
possano pretendere parcheggi gratuti e come, soprattutto, si ritengano
legittimi questi privilegi. Fa specie purtroppo che oggi, a difesa di
"privilegi di casta" da parte della giunta, si accomunino consiglieri
comunali che da sempre hanno preso le distanze da simili privilegi. Roberto De
Moliner Gruppo L'Ulivo-Pd Park gratuiti: serve trasparenza IN RELAZIONE alle
varie proposte di parcheggio gratuito per gli assessori comunali, con richiesta
di ampliamento di questo beneficio anche ai consiglieri, apparse in questi
giorni sulla stampa locale, riterrei utile - in un clima collaborativo -
proporre alcune valutazioni o proposte: - gli assessori comunali - in quanto
amministratori pubblici - per l'espletamento del loro incarico godono di
specifiche indennita; - non mi sembra che la generalità dei lavoratori
dipendenti, compresi quelli comunali, per recarsi al proprio lavoro e per
parcheggiare la propria auto durante la prestazione lavorativa godano della
possibilità di parcheggiare gratis nelle zone "blu", quanto precede
dovrebbe valere anche per gli assessori; - diversa è la posizione di chi,
incaricato per specifiche e ben individuali esigenze connesse alla propria
posizione lavorativa o al proprio incarico, sia costretto a utilizzare l'auto
propria per recarsi in servizio fuori sede (anche all'interno dell'ambito
comunale) o in trasferta. In questo caso dovrebbero essere ristorate, anche
agli assessori comunali, come già dovrebbe avvenire per i dipendenti,
l'indennità chilometrica per l'uso dell'auto propria, nonchè - eventualmente -
le spese effettivamente sostenute in relazione all'incarico prestato fuori
sede. Quanto precede chiaramente a fronte di presentazione di apposita parcella
/ motivazione del servizio in questione, sottoscritta e presentata a cura
dell'amministratore; - si ritiene a questo punto di valutare la possibilità di
inserimento nella parcella / motivazione le eventuali spese sostenute per il
pagamento del parcheggio, allegando il relativo ticket. La concessione di un
"pass" che consenta l'utilizzo gratuito e senza rendicontazione dei
parcheggi in zona "blu", potrebbe prestare il fianco a illazioni
negative su un possibile uso indiscriminato di tale "pass"; - qualora
venga eccepita la difficoltà per il reperimento della moneta, o difficoltà
connesse con "card" prepagata, si potrebbe prevedere l'utilizzo di
appositi "ticket" orari del tipo "gratta e vinci", già
utilizzati in altri centri abitati da parte della cittadinanza. Chiaramente il
"ticket" in questione - una volta utilizzato, dovrebbe essere
obbligatoriamente allegato alla parcella / motivazione di cui sopra. In
quest'ultima ipotesi si coniugherebbero semplicità d'uso da una parte e
trasparenza circa il corretto utilizzo dall'altra. Lettera firmata.
( da "Trentino" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Luserna. Presentata
la nuova iniziativa per sviluppare economia ed occupazione dell'isola
linguistica cimbra Quattro donne e una "missione possibile" Creata
una società di servizi telematici per frenare l'esodo dalla montagna FABIO
MARZARI LUSERNA. Sono Rita, Sara, Laura e Giulia, le donne che dovranno
garantire la mission della "Lant", società di servizi creata per
sviluppare economia ed occupazione e, di conseguenza, sopravvivenza per la
piccola minoranza germanofona di Luserna. Davanti al governatore della
Provincia Lorenzo Dellai, al presidente del consiglio provinciale Dario
Pallaoro, allo stesso presidente della neocostituita società Piergiorgio
Gabrielli e ai rappresentanti degli enti che con la loro sinergia hanno
permesso la realizzazione della Lant, Il sindaco Luigi Nicolussi, ha narrato
come si sia giunti ad incastonare questo importante gioiello nell'azione
decennale, condotta dall'amministrazione comunale, al fine di creare
opportunità alla popolazione per evitare lo spopolamento della montagna. Si
tratta di una società che svolge servizi per altre aziende, con lo scopo di
occupare prevalentemente personale femminile nell'ultima isola linguistica
cimbra. "Negli anni venti eravamo in 1600, ma poi le traversie della prima
guerra mondiale - ha esordito il primo cittadino - con la deportazione in
Boemia, la vicenda degli optanti e l'emigrazione in cerca di lavoro, ci ha
ridotti in circa 300. Ora l'aspetto demografico tiene ed è già un risultato
ottimo". Sparsi nella provincia, comunque, i cimbri sono ancora oltre 800,
ben di meno degli oltre 20.000 che 200 anni fa popolavano le montagne veronesi,
i 7 comuni vicentini e appunto Luserna. Per questa occasione, determinante è
stato l'apporto dei servizi Unicredit, che verranno elaborati dalla Lant e che
si configurano come gran parte del pacchetto delle commesse in essere.
L'informatica Trentina ha fatto la sua parte, ma anche l'Ente Poste ha assunto
due persone per far fronte al maggior lavoro indotto dalla neocostituita
società. Il presidente della "Lant" Gabrielli ha elogiato il sindaco
"buldozzer" e la lungimiranza della Provincia; Fantoni, di
Informatica Trentina, ha definito l'iniziativa come strategica per il
territorio, e Franch di Unicredito ha sottolineato come l'impegno
nell'occupazione femminile sia garanzia di permanenza sul territorio:
"L'operazione - ha detto - riveste si un forte carattere sociale, ma deve
puntare anche ad un'assoluta efficienza". "Sono qui in rappresentanza
dell'Ente - ha affermato Multineddu direttore delle Poste - ma anche come
persona che crede in questa iniziativa". Dario Pallaoro ha sottolineato
come l'attenzione verso le minoranze da parte della Provincia è di lunga data.
Il presidente Dellai si è compiaciuto per il fatto di essere presente all'avvio
di un'iniziativa concreta, un piccolo progetto che si sviluppa nel solco
dell'attenzione verso la montagna e il decentramento: "Se non nascono
iniziative anche concrete, tutto il dibattito attorno alla montagna rischia di
essere inutile. Questo è un segnale importante e coerente.
Le nostre minoranze mochene e cimbre stanno cercando vie di sviluppo, in questo
caso si è individuato qualche cosa di importante nel settore della telematica,
della burocrazia digitale e
delle pari opportunità".
( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROMA - "Adesso
dobbiamo assolutamente sfoltire la rosa". La priorità di Lotito adesso è chiara,
anche se il patron biancoceleste annuncia che "arriveranno altri due
giocatori". Sarà in ogni caso una settimana molto delicata visto che
sabato la squadra parte alla volta di Auronzo di Cadore per il ritiro. In
organico Rossi ha 40 giocatori e sembra difficile che decida di portarseli
tutti. Un emissario di Lotito, in attesa di sapere se Acri sarà il nuovo diesse
(un nuovo incontro è previsto proprio in settimana), sarà a Milano per provare
a chiudere le trattative riguardanti il mercato in uscita. Quella più imminente
appare quella di Zauri, diviso tra Napoli e Fiorentina. Qualora dovesse andare
a Firenze, a Roma potrebbe arrivare Dainelli. Fronte centrocampista, ormai
fatta da tempo per Fernandez, tutto dipende dal passaporto. "Visto quanto
accaduto per Carrizo - ha detto Lotito - preferisco non sbilanciarmi. Conosciamo tutti i tempi della burocrazia italiana. Ledesma? Potrebbe arrivare prima il suo passaporto
comunitario, a quel punto la situazione si sbloccherebbe subito". Ieri a
Villa San Sebastiano il presidente ha incontrato con Pastorello agente di
Baronio per trovare una sistemazione al centrocampista. (E.Sar./ass).
( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Lorena Loiacono
Maturità, ultimo atto: escono i quadri ma i voti, per la prima volta, non ci
sono. Positivo, con lode o negativo: quest'anno, messi al bando dalle bacheche
i voti numerici, è sufficiente una parola per rendere noto l'esito dell'Esame
di Stato, per conoscere il voto i ragazzi devono ora rivolgersi alle segreterie
scolastiche, prese d'assalto da studenti e genitori. "Peccato, speravo in
qualcosa di più - commenta Beatrice, III F del liceo Visconti - ho preso 75.
Dopo aver letto l'esito positivo sui quadri ho mandato mia madre a ritirare il
voto". Il voto resta un'incognita anche per alcuni studenti dell'Orazio,
sono usciti i quadri delle prime due sezioni: "L'esito è positivo ma il
voto ancora non lo so - racconta Stefano Vitali, III B - ieri c'erano troppi
studenti in fila in segreteria, io non potevo trattenermi e tornerò con
calma". Poi c'è anche chi resta con il fiato sospeso
perché deve fare prima i conti con la burocrazia: "I quadri sono usciti ieri ma non ho potuto sapere il voto
- spiega Priscilla, del Giulio Cesare - dovrò tornare domani in segreteria con
il cedolino del pagamento per il diploma di 15,13 euro". (ass).
( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Mario Padovani
VERONA - Nel giorno in cui l'A1 diventa un fatto ufficiale
anche sul piano della burocrazia della Lega Volley, la Marmi Lanza dà il virtuale addio a Ramon
Gato. Il martello cubano è a un passo dal trasferimento a Padova, allenata
dallo storico maestro Bruno Bagnoli. Il congedo di Gato da Verona dovrebbe
concretizzarsi oggi, o al più tardi domani, nella "tre giorni" di
mercato in programma a Bologna. Gabriele Cottarelli, dg gialloblù,
avrebbe già il sostituto dello schiacciatore caraibico: da Montichiari dovrebbe
infatti essere ingaggiato Marcus Popp, passaporto tedesco, nato nel 1981. E non
si spegne una suggestione: la Marmi Lanza non avrebbe rinunciato a riportare a
Verona Andrea Semenzato, centrale liberatosi da Roma. Cottarelli avrebbe avuto
un incontro col giocatore. L'ipotesi di un altro colpo gialloblù appare
fondata. (ass).
( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Giorgio oldoini Un
tempo, i signorotti imponevano ai sudditi la "corvè", ossia l'obbligo
di prestare gratuitamente un certo numero di giornate lavorative durante
l'anno. In Italia qualsiasi funzionario statale è in grado di trasferire sugli
utenti gran parte del lavoro per il quale è retribuito, come ad esempio la redazione
di modelli artatamente cervellotici che presuppongono competenze ad hoc.
L'errore materiale nella indicazione del codice fiscale o della partita Iva,
nel calcolo della ritenuta d'acconto sulle retribuzioni o nella compilazione
della dichiarazione dei redditi più complessa al mondo, è punito con sanzioni
automatiche, il cui gettito supera spesso quello degli stessi tributi. Costa di
più all'impresa l'errore del contabile, rispetto a quello dell'ingegnere che ha
calcolato la tenuta del ponte. È ormai evidente che il cittadino medio italiano
non ha il tempo di leggere un libro, di riflettere sugli eventi, né di pensare
ad una qualche sommossa contro il sistema, perché, ogni mese dell'anno, deve
sottostare a defatiganti adempimenti burocratici: un modo originale di
mantenere l'ordine pubblico! Le circolari degli uffici tributari e degli organi
preposti a funzioni centrali o periferiche, relegano i settori della produzione
in sottordine rispetto ai reparti amministrativi. Le imprese marginali, non in
grado di pagare esosi consulenti, sono irrimediabilmente destinate ad una vita
di ricatto permanente. Le grandi aziende allungano i tempi di decisione e
rallentano l'attività produttiva perché sono costrette a moltiplicare le
funzioni amministrative. Numerose società azionarie escono dai nostri listini e
vanno a quotarsi in piazze finanziarie serie come quella di Londra, per
sfuggire alla inarrestabile richiesta di documenti per "fare
statistica"; il governatore della Banca d'Italia chiede ai politici di produrre
meno leggi e al tempo stesso ingolfa all'inverosimile gli uffici degli Istituti
controllati, senza mai riuscire a prevenire comportamenti scorretti ai danni
della clientela. Strutture sorte con fini limitati, divengono ben presto
giganti costosi, che la collettività non riesce più a mantenere. Tutti questi
uffici giustificano sul piano etico la loro funzione, quella di impedire che la
"gente" non rispetti le regole; essi si ergono a difesa di valori
come l'equità e la giustizia, finché qualcuno scopre che è meglio un sistema
"meno giusto" ma più vivibile. Ancora una volta il parassita sta
mangiandosi la pianta e rischia di morire con questa. Il
fatto è che ogni burocrazia
tende a giustificare la propria esistenza, fissando una serie di obblighi a
carico del sistema. L'onere posto a carico delle imprese per il mantenimento
della categoria dei controllori, non dovrebbe superare il tre per cento dei
ricavi, a fronte dell'attuale media del dodici per cento. Un ulteriore
esempio di abuso delle istituzioni, si può riscontrare ogni volta che un
ufficio utilizza la forza pubblica per avviare indagini su persone o enti,
facendo spendere allo stato somme enormi e distogliendo gli incaricati dalle
rispettive funzioni caratteristiche. Magari per ottenere risultati mediocri e propiziare
la carriera di qualche dirigente. È al riguardo indicativo l'episodio del
procuratore dello stato della California, il quale avverte gli elettori
dell'esistenza di famiglie mafiose nel territorio e chiede i fondi per avviare
un programma di intervento e repressione: la maggioranza degli elettori
respinge l'impegno di spesa e il procuratore blocca ogni attività. Senza una
seria lotta alle burocrazie e alle inefficienze diffuse, che pesano come
macigni sulle loro teste, gli italiani saranno sempre meno liberi non solo di
sottrarsi all'arbitrio dell'uomo sull'uomo, ma anche di sfruttare le proprie
capacità potenziali e di condurre il tipo di vita che ciascuno di loro
desidera. Per uscire da questa "morsa", non basterà certo
"sfoltire le leggi" o pubblicare su Internet i nominativi dei
consulenti pubblici. giorgio oldoini è manager d'impresa. 08/07/2008 Anche il
minimo errore materiale viene colpito con sanzioni il cui gettito supera quello
dei tributi 08/07/2008.
( da "Arena, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
COSTRUZIONI. Il
presidente veronese sollecita interventi urgenti all'assemblea nazionale per
scongiurare chiusure Sos dell'Ance: rincari record per i materiali "Ormai
siamo all'emergenza, è inutile nasconderlo. I rincari eccezionali del prezzo
del ferro, bitume, petrolio, rame, alluminio, inerti e cemento stanno mettendo
a rischio le imprese del settore edile": il presidente del Collegio dei
costruttori edili della provincia di Verona Andrea Marani, in una nota
dell'associazione, analizza con toni allarmistici il caro-prezzi che sta
penalizzando il settore delle costruzioni. L'Sos è stato lanciato a Roma nel
corso dell'assemblea nazionale della categoria, che nel Veneto conta il maggior
numero imprese e di occupati. Marani non ha dubbi: "Sulle duemila imprese
iscritte alla Cassa edile, almeno il 50% di quelle piccole anche del settore
privato rischiano di chiudere i battenti nel giro di tre mesi o ancora peggio
di fallire. Se lo Stato non si dà una mossa, per il nostro settore prevedo
tempi duri. Serve una svolta, basta perdere tempo con la demagogia e leggi
obiettivo". L'impennata dei costi del materiale, che secondo il comunicato
da dicembre a oggi sono "praticamente quadruplicati", starebbe
infatti provocando "pesanti difficoltà alle imprese impegnate nella
realizzazione di opere pubbliche". Giusto per fare un paio di esempi,
infatti, il costo del ferro è passato dal dicembre 2007 da circa 230 euro a
tonnellata ai circa 630 di maggio 2008, mentre il bitume ha avuto rincari del
40%. Non bisogna poi dimenticare che il costo del petrolio è addirittura
raddoppiato. "Chiediamo al governo di intervenire subito", dice
Marani, "per ristabilire l'equità contrattuale, attraverso un
provvedimento contrattuale che legittimi le stazioni appaltanti, come
consentito dal Codice civile, ad adeguare il corrispettivo previsto per
l'appalto agli aumenti, rigorosamente comprovati, subiti dal costo dei
materiali primari e quindi ai nuovi, eccessivi ed assurdi aumenti sostenuti
dalle imprese". Il presidente di Ance Verona ricorda anche lo sprint dei
tassi d'interesse. E poi "siamo strozzati dalle banche
e da una burocrazia asfissiante.
Siamo da anni il settore trainante, tanto che Verona conferma con il +6% il
primo posto nella classifica degli occupati nel settore delle costruzioni, con
35.000 occupati alla fine del 2006. Eppure se non ci saranno regole adeguate la
crisi è vicina" e "oggi chi accetta lavori sottocosto lo fa per la
sopravvivenza dell'impresa". Marani insiste: "Perché altre
categorie, tipo i tassisti, quando scendono in piazza, ottengono sempre tutto?
Dobbiamo scioperare anche noi? E poi lo Stato non può continuare a parlarci di
sicurezza e legalità quando non ci dà gli strumenti per attuarle. Così facendo
gli sforzi fatti finora diventano vani e nascerà il contenzioso, con
conseguenze di trascurare la sicurezza, ma continua ad affossare chi da decenni
rappresenta il traino dell'economia regionale e provinciale". Marani
conclude invitando i parlamentari veronesi a farsi carico dell'appello:
l'emergenza va risolta.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL CONVEGNO. Il
ministro per le Politiche agricole è intervenuto ieri all'incontro organizzato
da Fedagri Veneto "I finanziamenti vadano a imprese agricole vere"
Matteo Guarda LONIGO Nel mutamento degli scenari economici le imprese agricole
dovranno rispondere a nuove sfide in cui l'aggregazione, nella forma
cooperativa e dell'associazionismo tra produttori, si dimostra ancora, a 50
anni dal suo affermarsi, una valida soluzione. Se ne è parlato ieri nella sede
delle Cantine dei Colli Berici al convegno sul ruolo della cooperazione nel
settore agroalimentare nello sviluppo del territorio veneto, organizzato da
Fedagri Veneto, l'associazione aderente alla Confcooperative che rappresenta
355 imprese cooperative e 71.950 soci, con 9.424 addetti e un fatturato che
sfiora i 4 miliardi di euro. Luca Zaia, ministro per le Politiche agricole, ha
delineato le iniziative a livello europeo per il rilancio dell'agricoltura
italiana, e del Veneto, nel quadro di riforma della Pac, che in questi mesi
verrà ridisegnata per il dopo 2013, quando i finanziamenti di Bruxelles saranno
redistribuiti tenendo conto dei nuovi Stati membri. "Occorre far
guadagnare all'Italia posizioni di maggior prestigio - ha dichiarato Zaia - e
all'altezza delle nuove sfide". Tra queste le maggiori riguardano il
sistema dei contributi all'agricoltura, la dimensione produttiva delle aziende
e la concorrenza delle importazioni a basso costo. "I finanziamenti
dovranno arrivare soltanto alle imprese veramente agricole, nel modo in cui il
sistema è concepito; ora l'80% delle risorse è destinato a soggetti che non
vivono di agricoltura. Questo incide sui costi variabili dei prodotti agricoli,
mentre se si pensa che la media delle imprese venete arriva a una massimo di
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Incontro alla Camera
di commercio di Udine. Hanno partecipato tutti: da Assindustria a
Confagricoltura, a Confartigianato Conferma: il piano regionale rifiuti entro
fine anno Accordo tra le categorie e la Regione La
richiesta di maggior coinvolgimento e meno burocrazia accolta dall'assessore Lenna UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le
richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con
l'assessore regionale per ambiente, lavori pubblici e protezione civile Vanni
Lenna nella sede udinese della Camera di Commercio. Richieste che l'assessore
ha accolto, promettendo dialogo con le categorie e un'azione orientata alla
sburocratizzazione per quanto concerne i temi toccati, incentrati
prevalentemente su ambiente e lavoro. I rappresentanti delle categorie hanno
infatti chiesto maggior chiarezza sui temi ambientali, progettazione
intelligente delle infrastrutture, apertura alle nuove fonti di energia
rinnovabile, attenzione al tema dei rifiuti, semplificazione normativa,
campagne promozionali volte all'educazione al risparmio energetico. Un insieme
di richieste che l'assessore Lenna ha fronteggiato sottolineando la
disponibilità della Giunta Tondo al colloquio. All'incontro, coordinato dal
presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, hanno partecipato fra gli altri
Adriano Luci e Adalberto Valduga, per Assindustria, Rosanna Clochiatti per
Coldiretti, Ennio Benedetti per la Cia e Giorgio Pasti per Confagricoltura,
Salvatore Cane per Confartigianato, Luciano Snidar (presidente del gruppo
servizi di Confcommercio Udine) e Sergio Marini di Confesercenti. Per quanto
riguarda l'Ambiente, Lenna ha preso spunto dalle linee guida del nuovo piano
regionale per i rifiuti, in fase di redazione, per anticipare che questo
conterrà gli elementi per un quadro di indicazione strategica che vedrà le
Province in prima linea nella fase attuativa. L'assessore ha inoltre annunciato
che a settembre convocherà un meeting con gli operatori del settore per
delineare nuove strategie in materia di rifiuti: la parole d'ordine è
"basta camini e basta discariche", sinonimo di evoluzione tecnologica
per utilizzare e riutilizzare al meglio le risorse già disponibili. Lenna ha
ribadito l'impegno della Giunta per lo sviluppo delle energie alternative: sì
al rigassificatore, e sì anche al nucleare. In risposta alle richieste delle categorie
ha promesso maggiore attenzione alle fonti di energia geotermica, uno degli
elementi, come ha sottolineato, sui quale la Regione punta nel quadro di una
progressiva apertura alle energie rinnovabili. L'assessore si è inoltre
soffermato sulla direttiva nitrati, la cui attuazione rischia secondo le
categorie di bloccare il sistema agricolo friulano: la soluzione prospettata
potrebbe quindi essere l'utilizzo del piano d'azione che, unico al piano di
sviluppo agricolo, renda maggiormente competitive le aziende penalizzate.
L'assessore è poi intervenuto sul tema del Lavoro, rimarcando la necessità di
accordi di programma su cui basarsi per attuare uno sviluppo produttivo del
territorio per quanto riguarda i lavori pubblici. Da abrogare la legge 5: al
suo posto sarà costruito un corpo transitorio di leggi per dare operatività a
Comuni e privati in attesa di una nuova legge che vedrà la Regione indirizzare
e controllare i privati, vero motore del sistema nel quadro di un generale
snellimento delle procedure. Da verificare anche la legge sugli appalti, al
momento congelata in quanto difficile da capire ed interpretare. Anche per
quanto concerne le costruzioni, Lenna ha dichiarato di voler attivare,
incentivare e rendere più flessibile il mercato: le infrastrutture vanno quindi
realizzate ma senza sprecare il territorio che rappresenta di per sé una
risorsa. Greta Sclaunich.
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre "La legge
blocca lo sviluppo" Critiche alla Regione: "Imprese agricole
frenate" OLBIA. Il mondo delle campagne pensato dalla città. Il pericolo
di trasformare tutto il territorio in uno sconfinato giardino da non toccare,
né utilizzare si materializza nella nuova legge regionale. Ne sono convinti il
presidente del consiglio Comunale, Tonino Pizzadili (in alto a sinistra), di
professione agronomo, e il consigliere Antonio Appeddu (a destra), vice presidente
dell'ordine degli agronomi. Il convegno organizzato nel week-end è servito per
confrontarsi sulle prospettive di sviluppo del mondo delle campagne con i
limiti imposti dalla nuova legge urbanistica. Sul tavolo dei relatori mancava
l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Foddis. Assenza pesantissima
davanti a una platea che forse aspettava solo lui. "La nuova legge ha dei
forti limiti - spiega Appeddu -. Rende in pratica impossibile il miglioramento
fondiario. Per un attività burocrazia e costi diventano insostenibili e spesso l'azienda agricola
rinuncia. Vengono richieste forti fideiussioni e progetti da registrare con il
notaio. Il rischio è la trasformazione in un unico parco che svuota le campagne
e riempie le città. In questo modo l'agricoltura muore. Con questa legge
diventa impossibile costruire un fienile. Le imprese restano bloccate, perché
non hanno la possibilità di crescere. Si richiede un piano generale
dell'azienda, un piano di miglioramento fondiario che deve essere allegato agli
atti. Poi si va a convenzione. In questo modo per troppi diventa impossibile
andare avanti". Pizzadili mette l'accento anche su un altro aspetto
importante. "In questa legge vengono trascurati i borghi rurali - spiega
-. Errore che ha notato anche l'assessore. I borghi sono tipici della Gallura e
fanno parte di quella parte del territorio che non si identifica con la città.
Con il Ppr è impossibile intervenire anche nei borghi. Il destino per questi
pezzi fondamentali di urbanesimo è scomparire. Se non si può costruire un
bagno, o un fienile in campagna, con una legge che cristallizza e congela
qualsiasi attività, è chiaro che le campagne sono destinate a svuotarsi. Gli
incendi a moltiplicarsi, le campagne a crescere. L'agricoltura deve essere
sostenuta. Le speculazioni non si combattono con il divieto di migliorare le
imprese. Basta verificare se i progetti vengono realizzati, come ha fatto il
Comune di Olbia, che nel suo organico ha un agronomo. Il suo compito è andare
nei campi e controllare progetti e fabbricati. Vorrei che la Regione ascoltasse
con maggiore attenzione chi ha le professionalità e le competenze e non
continui con il suo atteggiamento accentratore". (l.roj.).
( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Ardara,
morto l'operaio caduto da un tetto ARDARA. è morto dopo sei giorni di agonia. Una morte alla quale i familiari avrebbero voluto dare un senso,
ma che la burocrazia ha
impedito. E così Giorgio Burrai, 64 anni, originario di Bitti ma da lungo tempo
residente ad Ardara non ha potuto donare i suoi organi ad altre persone che
soffrono e a cui lui avrebbe potuto restituire la speranza e la gioia di
vivere. Un problema burocratico legato all'incidente, per le cui
conseguenze è morto, ha impedito l'espianto dei suoi organi. I funerali di
Giorgio Burrai saranno celebrati oggi alle ore 18 nella basilica di Nostra
Signora del Regno. L'incidente sul lavoro in cui ha perso la vita l'operaio era
accaduto il primo luglio in una azienda agricola nel territorio di Ardara.
Giorgio Burrai era caduto dal tetto di un capannone dove stava eseguendo dei lavori,
battendo con violenza la testa sul selciato. L'allarme era stato immediato e il
medico del 118 di Ozieri, constatata la gravità, aveva sollecitato l'intervento
dell'elicottero con il quale il ferito era stato trasferito all'ospedale di
Nuoro, visto che a Sassari la Neurochirurgia è chiusa. E Burrai è morto a Nuoro
dopo alcuni giorni d'agonia.
( da "Centro, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La firma del
protocollo. Un accordo tra Comuni, Ater e costruttori per anticipare la legge
in arrivo "Servono altre mille case popolari" Un piano per far
ripartire l'edilizia sociale ferma da tempo Centi: l'Ater apre una strada nuova
per tutti gli interventi CHIETI. Costituire un gruppo di lavoro per definire
concretamente, in sinergia, gli indirizzi delle politiche abitative attuando le
direttive nazionali. E' l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato ieri
dall'Ater di Chieti, dall'associazione Comuni d'Italia (Anci) Abruzzo e
dall'associazione costruttori edili (Ance) di Chieti. "L'accordo
firmato", spiega Paolo Sperduti, presidente dell'Ater, "ci permette
di muoverci in anticipo rispetto alla legge nazionale sulle case popolari che
sta per entrare in vigore". "Inoltre diamo seguito ad una delibera di
programmazione dell'azienda che risale allo scorso anno". Urge ricorrere a
tutte le forze degli enti e dei privati per risolvere i problemi relativi
all'edilizia popolare. Penalizzata dai tagli di finanziamenti pubblici e da una
crescente richiesta di alloggi. L'Ater di Chieti ha un patrimonio di 3200 case
popolari dislocate nei 28 Comuni di competenza. Secondo una stima dei tecnici
nei prossimi dieci anni occorrerà costruire nel comprensorio teatino altri mille
alloggi per scongiurare un'emergenza abitativa che gli analisi prevedono. Le
proposte degli imprenditori non mancano ma bisogna saper scegliere in linea con
le nuove prescrizioni nazionali. Non a caso l'Ater sta seguendo, da mesi, un
progetto di collaborazione con l'università "Gabriele d'Annunzio" per
favorire la creazione di modelli socio-economici corretti a cui far
riferimento. In questo contesto si inserisce l'importanza di un protocollo
d'intesa che porterà, a settembre, all'istituzione di un tavolo di lavoro su
base regionale e all'organizzazione di un incontro tra gli Ater regionali,
l'Anci, l'Ance e l'assessore alle politiche della casa Srour. "L'Ater di
Chieti", afferma Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo, "oggi apre
una strada nuova per pianificare e rendere attuabili a livello locale tutte le
norme a disposizione in materia di edilizia sociale". Secondo Paolo
Primavera, presidente dell'Ance di Chieti, il protocollo d'intesa
sottoscritto dovrà snellire la burocrazia e permettere ai Comuni di investire nell'edilizia sociale.
"La verità è che ci sono molti stanziamenti, per circa un miliardo di
euro, bloccati in Regione. Vogliamo essere uno strumento operativo", dice
Primavera, "per far ripartire il settore dell'edilizia sociale attualmente
fermo al palo". Colpa, a detta di Primavera, di piani regolatori
troppo statici per le dinamiche abitative in costante movimento su un
territorio. "Spesso passano decenni per redigere un prg. Al contrario
servono piani strategici immediati", propone il presidente dei
costruttori, "in grado di non imbavagliare i Comuni e di non ingessare i
privati". (j.o.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone I
sindacati: attaccati i diritti dei dipendenti RIFORMA BRUNETTA Attacco ai
diritti dei dipendenti pubblici. E' questa la chiave di lettura della Fp Cgil
rispetto ai provvedimenti assunti dal Governo con il decreto legge 112/2008. E
il "gradimento" del decreto è intuibile nella convocazione delle
assemblee sui luoghi di lavoro convocate dall'organizzazione sindacale "in
preparazione di iniziative unitarie, territoriali e nazionali". Tante le
ragioni di contestazione rispetto alle disposizioni del provvedimento caro al
ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Si va dalla sicurezza, "dove si limita il diritto al riposo settimanale", alla
burocrazia "dove le
certificazioni di malattia si faranno in Azienda sanitaria", dai costi
eccessivi "con accertamenti fiscali obbligatori dal primo giorno e nessun
taglio alle consulenze", alla tutela ai più deboli: "ti ammali? Tagli
alle indennità fisse". Più tutela alle famiglie? "Il part time
non è più un diritto; meno 50% di retribuzione; nessun trattamento aggiuntivo
per chi richiede l'esonero per infermità dipendente da causa di servizio".
Servizi più efficienti? "Riducendo gli organici - replica la Fp Cgil -,
bloccando le assunzioni e fermando la stabilizzazione dei precari". Si
dice che si intende difendere il sistema pubblico "e invece ripartono le
esternalizzazioni dei servizi". Meno discrezionalità nelle decisioni?
"Si può spedire in pensione chi ha più di 40 anni di servizio al di là dell'età
anagrafica". Per contro si stabilisce il tasso di inflazione per il 2008
all'1,7%, all'1,5% nel 2009, mentre i dati Istat segnalano un'inflazione reale
del 3,8% per quest'anno. Lo slogan scelto dalla Fp Cgil non ha ambiguità:
"Fermiamoli, prima che trasformino il decreto in legge". (e.d.g.).
( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Palermo
Pressing per i rimborsi della Ztl Adiconsum: spreco sulle telecamere Il Pd
chiede che sia Ceraulo a rispondere in aula Vaglia o assegno Comune incerto
Tremila euro al mese per tenere accesi i video SARA SCARAFIA Vaglia postale o
assegno bancario. A due settimane dalla sentenza del Tar che ha annullato
l'operazione pass i rimborsi promessi dal sindaco Diego Cammarata ai 300 mila
palermitani che hanno pagato il permesso non sono ancora partiti. E intanto il
Consiglio comunale si prepara ad affrontare tra una settimana un dibattito in
aula sulla questione Ztl: dai misteri del bando al rilascio dei permessi, dalla
sentenza del Tar alla questione rimborsi. Tre giorni: era questa la scadenza
fissata una settimana fa durante un mega-vertice che ha
messo attorno a un tavolo tutta la burocrazia comunale. Entro tre giorni dovevano essere messe nero su bianco
le modalità attraverso le quali restituire i soldi ai cittadini. Ma di giorni
ne sono passati ormai otto e di rimborsi non si è ancora sentito parlare. Il
Comune infatti sta facendo i conti: restituire i soldi del permesso costerà
almeno 8 milioni di euro. "Tra i palermitani comincia a serpeggiare
il dubbio che i soldi del pass non verranno rimborsati più - dice Lillo Vizzini
di Federconsumatori - o che verranno restituiti in tempi biblici. I nostri
uffici ricevono ogni giorno decine di telefonate di persone che vogliono
certezze. Il Comune faccia chiarezza". Intanto, mentre il comando di
polizia municipale studia un provvedimento di autotutela per l'annullamento
delle multe elevate dentro alle zone a traffico limitato, le telecamere, come
spiegano da via Dogali, "sono ancora accese ma non registrano". Le
bollette da tremila euro a bimestre, quindi, continuano a correre. "Ma
perché non spengono le telecamere? - dice Benedetto Romano di Adiconsum - è la
dimostrazione che questa amministrazione non ha alcun interesse a risparmiare.
Tanto pagano i cittadini. A due settimane dalla sentenza del Tar il sindaco non
ci ha né convocati, come noi abbiamo chiesto affinché venga subito messa in
campo una nuova misura contro lo smog, né ha ancora avviato le procedure di
rimborso". Sala delle Lapidi, intanto, si prepara ad affrontare il tema
Ztl. Oggi, durante la conferenza dei capigruppo, si stabilirà la data del
dibattito che sarà fissato probabilmente per mercoledì prossimo: sarà invitato
in aula il neo-assessore al Traffico Mario Milone, che ha preso il posto di
Lorenzo Ceraulo che ha lasciato la delega pochi giorni fa. "Non vogliamo
sottrarci al confronto - dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo -
vogliamo che Milone sia in aula per rispondere alle domande dei consiglieri.
Però, visto che è stato appena nominato, gli chiederemo di farsi accompagnare
da qualcuno degli uffici che potrà aiutarlo nelle risposte più tecniche".
Ma il Pd non ci sta e chiede che in aula ci sia anche l'ex assessore Ceraulo:
"Questo dibattito non deve essere una inutile passerella - dice il
capogruppo Davide Faraone - ma un momento di confronto reale. Bisogna chiarire
innanzitutto la vicenda dell'appalto: ci sono troppi punti oscuri e su questo
ho anche presentato una interrogazione. E poi deve essere un momento di
confronto su tutto il tema della mobilità: dalle zone blu dell'Apcoa alle grandi
infrastrutture ferme al palo".
( da "Finanza e Mercati" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Niente numero
chiuso. L'affollamento farà il buon avvocato" da Finanza&Mercati del
08-07-2008 Da qualche giorno si sono conclusi gli scritti per l'esame di
avvocato, dove almeno a Milano il 65% degli iscritti ha superato la prova (gli
scritti sono stati corretti a Bari). La percentuale di promossi non ha mancato
di riportare a galla una polemica che da tempo anima il mondo legale. E sulla
quale, tempo fa, è intervenuto lo stesso presidente dell'Ordine di Milano Paolo
Giuggioli (vedi F&M del 6 maggio), ribadendo l'allarme sull'eccessivo
numero di avvocati. Una posizione condivisa da molti colleghi, ma che vede
anche pareri discordanti, se non opposti. Come quello di Claudio Novebaci, vice
presidente dell'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa, name partner di
Martinez e Novebaci. Numero elevato di promossi e sovraffollamento sono una
minaccia per la professione? Non sono d'accordo, è un falso problema. È il
mercato che detta le regole e che premia o punisce chi non lo merita. La
competizione si sviluppa molto di più quanto più alto è il numero dei soggetti.
La limitazione al numero degli iscritti, al contrario, porta a rendite di
posizione e pigrizia mentale, scarsa propensione all'approfondimento e
all'innovazione della professione. Per esempio? Emblematico il caso della
professione notarile, superprotetta. L'eccesso di burocrazia a tutela preventiva può
generare impatti negativi sulla realtà economica. Per esempio, un notaio ha
rifiutato a un mio cliente un contratto di cessione di quote di una società
estera, sul presupposto che non poteva essere perfezionato l'atto di
compravendita perché la procura rilasciata al procuratore non era idonea
nonostante l'atto venisse da notaio inglese e fosse regolarmente
postillato. Richiedeva la procura in lingua originale dopodiché una traduzione
asseverata in italiano nonostante la procura fosse stata predisposta in
italiano già dal notaio inglese. È favorevole al numero chiuso? No. Per la
legge darwiniana che in un mercato competitivo e affollato, emergono i più
bravi. L'afflusso di nuovi giovani può solo essere uno stimolo al rinnovo. Gli
Usa, per esempio, hanno una popolazione forense assai superiore all'Italia e
all'Europa. Eppure il livello dei professionisti e la qualità generale è
altissima. Vorrei dare un segnale incoraggiante: in Italia c'è ancora spazio
enorme per gli avvocati. Nonostante la difficile congiuntura? Guardi, c'è
bisogno di riconsegnare agli avvocati la loro funzione originaria, ovvero
quella di guardiani del diritto. Questo lo si può fare solo attribuendo loro
gli strumenti di coazione a presidio della società civile quale civiltà del
diritto. Guardiani non solo dei diritti patrimoniali ma anche di quelli civili.
Concetti come responsabilità, trasparenza delle regole, tutela del contraente
debole, lotta all'abuso di posizioni dominanti, comportamenti etici
dell'impresa assumeranno un ruolo sempre più importante e gli avvocati dovranno
mostrarsi sempre più sensibili alla tutela di tali principi. L'avvocato ha il
dovere di presidiare questi valori, anche aprendo a strumenti come la Class
Action che in Italia nasce già monca. Si spieghi meglio. Qui manca una cosa
fondamentale: il concetto di danno punitivo, per cui chi viola le regole e
genera un danno al contraente debole dovrebbe essere sanzionato per il solo
fatto di aver violato la norma, e non necessariamente essere condannato sulla
base di un nesso causale tra comportamento e danno. Ben venga, quindi, un
numero elevato di avvocati, se il sistema è in grado di metabolizzarli anche
attraverso la creazione di norme idonee. Negli Usa, per esempio, il sistema
legittima durissime azioni legali per il solo fatto che vi sia stata una
violazione del protocollo di responsabilità e controllo, con l'onere della
prova sempre a carico di chi ha violato i codici. Si pensi alla class action.
C'è qualche speranza per il sistema Italia? Sì, se si andrà verso un sistema
che tenda a privilegiare celerità e oralità dei processi. Gli studi dovranno
dotarsi di strutture e professionisti in numero adeguato. In altri termini, il
problema non è quello di limitare il numero degli avvocati, ma quello di creare
un sistema giustizia veloce, efficiente. Inoltre, sempre più spesso è richiesto
un approccio globale e una conoscenza interdisciplinare che si può garantire
solo attraverso studi professionali articolati. Sarà sempre di più il tempo dei
grandi studi. Talvolta il richiamo all'eccessivo numero di professionisti è
stato un pretesto per legittimare rendite di posizione. Spesso con incarichi
non gestiti con la dovuta professionalità. L'avvocato del futuro dovrà essere
un professionista in grado di leggere e interpretare i bilanci di una società,
che possa sedersi all'interno di un consiglio di amministrazione o di un
consiglio di sorveglianza. Che parli correntemente le lingue, soprattutto
l'inglese, e abbia la visione di un advisor globale.
( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VI - Genova
Accoltellata dall'ex marito trentenne ricoverata in fin di vita La violenza A
marzo un primo ferimento: colpita a un fianco. Salvata dal giubbotto GIUSEPPE
FILETTO AVEVA provato ad ammazzarla già lo scorso marzo. "Solo per
fortuna, perché Sara quel giorno indossava un giubbotto piuttosto spesso, non
c'era riuscito, l'aveva ferita ad un fianco", racconta la madre.
Perseguitava la moglie notte e giorno, la minacciava di morte perché lei non
voleva più saperne di quell'uomo prima gentile ed affettuoso, diventato di
colpo violento, e la scorsa settimana al telefono aveva detto alla suocera
"Ti farò piangere". C'è riuscito. "Anche se in passato abbiamo
presentato 5 denunce, abbiamo chiesto protezione per la
nostra unica figlia - ripete la donna - ma i carabinieri ci hanno detto che
purtroppo la burocrazia e
la giustizia italiana non permette di muovere un dito". Ieri, il tunisino
di 40 anni, l'uomo di cui Sara Pavesi si era invaghita nel 2005, incontrandolo
al "Suq", e che aveva sposato, ha tentato per la seconda volta di
farla fuori. L'ha accoltellata sul pianerottolo del primo piano, in quel
caseggiato dove lo scorso anno avevano preso un appartamento ed avevano deciso
di vivere insieme. Due colpi profondi, dati per uccidere, che hanno squarciato
l'addome; uno ha perforato il fegato. Le condizioni della ventinovenne sono
gravissime, è ricoverata in Rianimazione dopo un delicato intervento chirurgico
durato due ore. I medici si riservano di parlare dopo che saranno trascorse
almeno 48 ore. L'aggressione al 25 di via Asilo Garbarino, dove ieri la polizia
ha cercato l'arma del delitto. "Non so perché mia figlia a quell'ora si
trovasse in quella casa, dove non doveva esserci - ripete la mamma - ci eravamo
lasciati il giorno prima, ho raggiunto mio marito in campagna, e mi aveva detto
di avere un appuntamento di lavoro in un altro posto". Sara, che aveva
studiato all'alberghiero Marco Polo e si è avvicinata al buddismo, ha imparato
la professione di massaggiatrice, anche se non ha mai trovato un lavoro
stabile. Ieri, alle 11.30, gli inquilini del caseggiato hanno sentito le urla.
"Aiuto, aiuto, ho tenuto che mia madre fosse caduta dalle scale - dice
Giuliana - mi sono affacciata ed ho visto quella ragazza stesa per terra, in un
lago di sangue". Più di un testimone ha visto scappare il marito, ora
braccato da polizia e carabinieri. L'uomo non si rassegnava alla decisione
presa dalla moglie, di lasciarlo. I due hanno in corso la causa di separazione:
di un matrimonio fallito e dal quale, per fortuna, non sono nati figli. A
novembre del 2006 le nozze, ma da quell'appartamento sulle alture di San
Teodoro, a tutte le ore i vicini sentivano urla e liti. Sara a gennaio del 2007
è tornata a casa dai genitori, in via Marzabotto. Non è chiaro se ieri i due
avessero deciso di vedersi al quarto piano, all'interno 14 del palazzo: forse
per discutere la separazione o per prendere qualcosa rimasto lì. "Non
credo - afferma la mamma - mia figlia non l'avrebbe incontrato; lui aveva
l'obbligo di non avvicinarla". Forse il tunisino ha seguito la moglie,
l'ha aspettata nell'atrio. Quando lei si è accorta della presenza del marito,
ha cercato di risalire le scale, ma è stata raggiunta e colpita. Gli stessi
inquilini hanno chiamato il "118" e la polizia. Sul posto è giunta
un'ambulanza, ma anche un medico. Le condizioni sono apparse disperate: la
giovane è stata intubata e trasferita al vicino ospedale di Sampierdarena.
Pochi minuti e la donna è passata alla sala operatoria. "è un caso molto
serio", si limita a dire Mauro Zanna, il primario del pronto soccorso. Le
indagini sono affidate alla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, che risulta
all'oscuro delle ripetute denunce per minacce e violenze, presentate dalla famiglia
Pavesi. Il sostituto procuratore Maura Macciò, in attesa di capire quali
saranno gli sviluppi investigativi della vicenda e soprattutto le condizioni
cliniche della giovane donna, ha aperto un fascicolo per tentato omicidio
aggravato.
( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina V - Genova
Nella vicenda che ha scatenato le proteste del quartiere e della scuola Marsano
entra in scena il mattone: dura accusa di Legambiente Sant'Ilario, dietro la
strada spunta il business "Una grande famiglia ha acquistato i
terreni" Agostini: "Una variante di salvaguardia per bloccare ogni
speculazione" Quelle aree oggi valgono zero ma con la strada diventano una
vera miniera RAFFAELE NIRI "Una nota famiglia genovese, molto attiva sul
piano edilizio in tutto il Levante, ha comperato ampie porzioni dei terreni di
Sant'Ilario, non certo per pascolare le proprie greggi. Un'area agricola
abbandonata, se raggiungibile con una strada (a spese del Comune) diventa una
miniera d'oro: da un valore pari pressochè a zero va a 10-16mila a metro
quadro". Nel grande Monopoli di Sant'Ilario - disegnato da Repubblica, con
una denuncia in più puntate - mancava ancora una casella: quella del mattone.
Adesso, spiega una denuncia del presidente del circolo "Nuova
Ecologia" di Legambiente, Andrea Agostini "stiamo
censendo decine di interventi che noi chiamiamo abusi edilizi e che la burocrazia comunale chiama
riqualificazioni, ricuciture, recupero: è la selva di trasformazioni (tutte
consentite dall'Amministrazione comunale) che hanno fatto trasformare i pollai
e i fienili in residenze, le strade tra i poderi in rampe d'accesso per le
ville". La "nota famiglia genovese" ha acquistato i
terreni nella zona sul lato ovest di Sant'Ilario, verso San Rocco, lì dove la
strada è stata appena realizzata "ma ci sono numerose trattative private
per terreni e cascinali diroccati anche dall'altra parte, verso Sessarego, lì
dove la strada che il Comune ha intenzione di costruire, passando attraverso la
scuola agraria, dovrebbe sfociare" come denuncia il Comitato degli
abitanti di Sant'Ilario alta. In questa cornice, spiega Andrea Agostini
"appare molto credibile che la strada a Sant'Ilario est farebbe da apripista
alla speculazione come la strada ad ovest. E che si usi denaro pubblico per
favorire la speculazione immobiliare è (in particolare di questi tempi) un
insulto alla ragione: molte aree la cui destinazione d'uso in termini di
infrastrutture non è definita dal Puc diventerebbero luogo di interventi
valutati caso per caso col sistema delle varianti, favorendo pratiche
speculative e una distorsione dell'uso del suolo urbano". Una soluzione a
costo zero - che da un lato permetterebbe di costruire la strada e dall'altra
garantirebbe l'alt ad ogni possibile speculazione - in realtà esiste: una
variante di salvaguardia al Puc (piano urbanistico comunale) avrebbe il pregio
di bloccare ogni possibile edificazione fino alla stesura del nuovo Piano
regolatore generale che è stato annunciato dal sindaco Marta Vincenzi "nel
giro di un paio d'anni". "Un altro intervento semplice e a costo zero
- aggiungono a Legambiente - sarebbe richiamare ai proprio doveri i proprietari
fondiari delle centinaia di ettari di aree ex agricole presenti nel Comune,
aree che sono inutilizzate e fonti di guai, incendi, crolli, smottamenti. E'
evidente che la richiesta di tenere i propri terreni in condizioni compatibili
con interesse pubblico (magari con l'addebito dei costi per gli interventi pubblici
a salvaguardia del territorio) ridurrebbe di molto l'abbandono di terre che
diventerebbero fonte di reddito per molte persone. Proprio a Sant'Ilario e in
particolare nella zona ovest ci sono moltissime di queste aree e gli incendi
(che come si sa non nascono dal nulle e anche recentemente hanno colpito una
vasta area ex agricola dove, guarda caso, arriverebbe la strada) sono frutto di
quell'abbandono che i proprietari fondiari hanno decretato e che le autorità
politiche hanno sin qui tollerato". La vicenda della strada nella zona
ovest di Sant'Ilario è stata raccontata da Repubblica a partire dalla raccolta
di firme, all'interno della scuola Marsano, contro la costruzione della strada
che dovrebbe passare proprio dentro la scuola agraria. Il progetto - cofinanziato
dalla Regione Liguria - è stato corredato, dal sindaco Vincenzi, da quattro
diverse ipotesi di strada. Per ora, tutte respinte.
( da "Tirreno, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prato Non piacciono
i tabelloni senza voti Maturità. L'ira di Nespoli: "Un provvedimento
contro la trasparenza" Risultati in linea con l'anno passato: un respinto
al Cicognini 3 al Datini, uno al Buzzi PRATO. Risultati
della maturità senza voti e burocrazia in più per le segreterie scolastiche. Quest'anno i candidati al
momento della resa dei conti, hanno trovato sui tabelloni, accanto al nome
dell'allievo, solo la mera dicitura "esito negativo" o "esito
positivo", senza più valutazioni in centesimi. Un'approssimazione,
figlia del rispetto della privacy, che senza dubbio ha penalizzato le
segreterie didattiche, subissate di richieste, togliendo inoltre momenti di
gloria ai più meritevoli, usciti con il massimo dei voti. In questi giorni le
scuole superiori pratesi sono alle prese con le ultime battute degli orali,
anche se qualche istituto ha già affisso i quadri. Le reazioni al nuovo
provvedimento - ribadito da una circolare, fatta girare nelle scuole poco prima
dell'inizio delle prove - sono state le più disparate. Una cosa è certa, le
segreterie scolastiche, già prese d'assalto di questi tempi per le iscrizioni,
non ci hanno guadagnato. Per conoscere i propri voti gli studenti si sono
infatti dovuti rivolgere alla didattica, firmando un'apposita autorizzazione.
Ma andiamo a vedere quali scuole hanno già esposto i risultati. Tra queste ci
sono l'istituto tecnico industriale Tullio Buzzi (con un solo studente respinto
dopo gli esami); l'istituto professionale Datini (3 respinti tra gli studenti
della scuola e 4 nella sezione costituita per i candidati esterni che hanno
sostenuto l'esame in questa sede) e infine 2 non diplomati tra le fila del
Cicognini Rodari (risultato parziale). Un trend in linea con i quadri dello
scorso anno. Ma se i ragazzi e le famiglie si sono adeguati alla nuova prassi
per conoscere in numeri l'esito degli esami, qualcuno tra gli attori della
scuola ha storto il naso di fronte all'ennesimo "provvedimento inutile in
ossequio della divina privacy". Sono le parole del preside dei licei
Cicognini Rodari Luigi Nespoli, allibito per la nuova e approssimativa formula
di comunicazione dei risultati finali. "Una disposizione contro la
trasparenza - commenta il preside Nespoli - quando nel mondo della scuola tutto
dovrebbe essere il più trasparente possibile. Le valutazioni in numeri sono
sempre state esposte sui tabelloni senza nessun problema. Non capisco perché i
commissari abbiano aderito, tanto più perché la comunicazione è avvenuta con
una semplice circolare, informale per giunta. Io quest'anno non ho fatto esami,
altrimenti non credo avrei accettato questo assurdo procedere per vie
segrete". "Il provvedimento ha inoltre creato disagio alle segreterie
didattiche - aggiunge Nespoli - che si sono trovate a fare i conti con
ulteriore burocrazia e code di studenti". Più
mite il giudizio del preside del Buzzi Francesco Rossi. "Ormai siamo
avvezzi ai cambiamenti - commenta il preside - ma la nuova disposizione non ha
creato disagi né particolari malcontenti. I ragazzi hanno fatto tappa in
segreteria didattica adeguandosi alla nuova norma. Alla fine ciò che conta è
l'esame e il conseguimento del diploma. Che lo comunichino in numeri o in
cifre, basta arrivare al traguardo". Miriam Monteleone.
( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nel dicembre dell'84
una fuga di gas tossici dall'impianto uccise all'istante tremila persone
Tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli orrori. E bambini
deformi ne pagano il prezzo L'industria è stata ceduta e il nuovo proprietario
non vuole accollarsi i costi di bonifica Il deposito dei residui chimici oggi è
una pozza usata per fare il bagno d'estate SOMINI SENGUPTA BHOPAL (INDIA) Centinaia
di tonnellate di rifiuti sono ancora qui, dentro a un deposito col tetto di
lamiera, dove sorgeva la fabbrica di pesticidi della Union Carbide a Bhopal. è
passato un quarto di secolo da quando la fuoriuscita di un gas velenoso uccise
migliaia di persone e trasformò questa antica città nel simbolo delle
catastrofi industriali. Le scorie tossiche devono ancora essere portate via.
Nessuno ha studiato fino a che punto, negli oltre vent'anni in cui sono rimaste
qui, abbiano contaminato l'acqua e il suolo. Ci sono stati solo i saltuari
controlli di un ente governativo per la difesa dell'ambiente, da cui è emersa
la presenza nei pozzi d'acqua di concentrazioni di pesticidi di gran lunga
superiori ai livelli consentiti. Nessuno si è preoccupato neanche di dare una
risposta ai timori delle persone che hanno bevuto quell'acqua e coltivato orti
su quei terreni. A loro ora si affianca la seconda generazione delle vittime di
Bhopal: quei figli affetti da malattie congenite come palatoschisi e ritardi
mentali. Perché c'è voluto tanto tempo per affrontare il disastro? Colpa dell'inefficienza della burocrazia indiana e dell'incapacità del governo di costringere i
proprietari a ripulire il sudiciume che hanno lasciato. Ma l'interrogativo su
chi dovrà pagare per ripulire i
( da "Giorno, Il (Lecco)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
LECCO: PRIMO PIANO
pag. 3 ? LECCO ? L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuo... ? LECCO ?
L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuovi assetti societari dell'economia
imprenditoriale, gli enormi aumenti dei costi delle materie prime, il ricambio
generazionale, non sempre positivo, la mancanza di infrastrutture adeguate e la
burocrazia sono le cause
principali di questa grave situazione che sta mettendo in ginocchio tutto il
tessuto economico e crea allarmismi per l'occupazione. Di questo se ne rende
conto anche l'amministrazione provinciale di Villa Locatelli che ieri sera in
apertura della seduta del "parlamentino" l'ha voluto rimarcare per
bocca del vice presidente e assessore alle politiche economiche Italo
Bruseghini la difficile situazione che vivono in particolare le aziende Riello,
Leuci Relco, Regina Catene Calibrate, Moto Guzzi, la Greppi Holding, la
Boselli. "Ma ce ne sono molte altre - ha sottolineato Bruseghini -. Per
ulteriore chiarezza diciamo invece che tutte le crisi aziendali affrontate
vedono il coinvolgimento della Provincia ma prima di tutto i sindaci dove la
crisi o situazioni difficili esistono come il caso di Mandello Lario dove la
Moto Guzzi ha deciso di spostare la produzione delle due ruote a Noale (Ve) con
evidenti ripercussioni sull'occupazione". Ma non solo.Sempre sul lago
preoccupa la situazione della Regina Catene a Dervio. Sempre Bruseghini:
"C'è la volontà da parte della società di accentrare la propria produzione
articolata oggi in tre stabilimenti. Dervio perderebbe una sua realtà e i 130
lavoratori dello stabilimento di Olginate resteranno senza impiego". ANCHE
PER LA BOSELLI di Garbagnate Monastero rischio per la chiusura. Dal 3 aprile 35
lavoratori sono in casa integrazione straordinaria e 33 donne con la Provincia
frequentano corso di riqualificazione professionale ovvero il non più ritorno
in fabbrica. "Se purtroppo anche la Boselli ha delocalizzato parte della
produzione di filati in Slovacchia la Provincia ha svolto un ruolo importante
con la Confindustria perchè l'intenzione dell'azienda era di cessare tutta
l'attività". Le difficoltà che vivono le aziende fanno soffrire e in
particolare le cooperative sociali legate nell'indotto. E proprio su
quest'aspetto Bruseghini si è soffermato: "In queste crisi aziendali
purtroppo vengono coinvolte pesantemente. Come si sa suppliscono al grave problema
dell'inserimento nel mondo del lavoro delle categorie socialmente disagiate:
deboli e disabili. Di questo ne soffre la Cooperativa Solidarietà Nuova di
Maresso di Missaglia che chiude la propria attività. Per 23 normodotati cassa
integrazione fino a settembre e per 20 disabili trasferimento a Triuggio.
"Il ruolo della Provincia non vuole essere solo di pronto soccorso ma di
protagonista nelle condizioni di capire le situazioni di difficoltà" il
commento del presidente Virginio Brivio. Gianni Riva.
( da "Giorno, Il (Como)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
LAGO E VALLI pag. 5
Pioggia e grandine, statale in tilt La Regina chiusa per smottamenti SAN SIRO
ALTRO STOP IERI POMERIGGIO CON LUNGHE CODE ? SAN SIRO ? "È UNA SITUAZIONE
difficile. stiamo lavorando per porvi rimedio nel più breve tempo possibile ma
il territorio del nostro comune oggi è stato interessato da ben tre movimenti
franosi, uno dei quali ha provocato la chiusura della statale Regina".
Così poco dopo le 18 di ieri un indaffaratissimo Claudio Raveglia, vicesindaco
di San Siro. Tutto questo dopo che un valletto, a causa del violentissimo
temporale di ieri pomeriggio, costruito all'altezza della farmacia di Santa
Maria Rezzonico ha riversato lungo la Regina una pioggia di fango e sassi. Un
secondo smottamento a nemmeno 24 ore da quello avvenuto domenica poco dopo le
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3
di ANGELA M. FRUZZETTI "RIDATEMI la mia bambina ? si sfoga una mamma... di
ANGELA M. FRUZZETTI "RIDATEMI la mia bambina ? si sfoga una mamma apuana
?, sono in grado di poterla tenere con me: ho un lavoro, sto acquistando casa e
sono completamente guarita". Anna, un nome di fantasia che utilizziamo per
proteggere l'identità della minore coinvolta nella vicenda, ha avuto un passato
difficile e tormentato, imprigionata nel tunnel della tossicodipendenza. E
quando è nata Luce, nove anni fa, le sue aspettative erano quelle di una vita
migliore, sia per lei, sia e soprattutto per la bambina, la sua 'Luce' (anche
questo, ovviamente, è un nome di fantasia). SEGNALATA e seguita dai servizi
sociali, la donna fu considerata, al momento del parto, incapace di prendersi
cura della piccola, che fu quindi trattenuta in ospedale. "Non volevano
darmela e non capivo perché ? racconta la madre ?. Dicevano che era sottopeso,
ma non era vero. Ogni giorno ero da lei, davanti alla sua culla. Non vedevo l'ora
di portare a casa quel batuffolino meraviglioso. Ma un terribile giorno,
arrivai e la culla non c'era più. Lì per lì fui presa dal panico, poi provai a
pensare che, magari, l'avevano spostata. Chiesi di lei: la mia bambina non
c'era più e nemmeno mi dissero dove era stata portata". IL CUORE di Anna,
per un momento, sembrò non reggere al colpo, ma una madre ferita diventa una
belva. Anna reagisce e avvia la sua battaglia: dopo sei mesi riesce a scoprire
che la sua bambina si trova in una città della Liguria, è in buone condizioni
ed è seguita, per tutte le sue necessità, da una famiglia affidataria.
"Non dovevano punirmi in questo modo ? continua la madre ?. Sì, avevo dei
problemi, ma avrebbero dovuto aiutarmi e non togliermi mia figlia. Non si
portano via i bambini alle mamme e nemmeno le mamme ai bambini. E' una violenza
che segna l'intera esistenza". Anna chiede aiuto ai legali, s'informa
sulle procedure da seguire per cercare di riavere la bambina. "Tutti i
giorni ero a Genova, al tribunale dei minori ? va avanti ?. Partivo con il solo
biglietto del treno, senza un centesimo in tasca. Partivo e basta. Senza
fissare appuntamenti, mossa soltanto dal desiderio disperato di riabbracciare
la mia piccola. "BUSSAVO alle porte, entravo, volevo essere ascoltata, volevo
riprendermi mia figlia". Anna ottiene l'autorizzazione per poterla vedere
tre giorni la settimana: centinaia di chilometri ogni volta per trascorrere due
ore con la piccola. Per lei questo significa anche lasciare indietro il lavoro
e senza lavoro non si vive. "Me la lasciavano vedere all'interno di una
comunità di suore ? riprende la madre ?. Quella bellissima bambina impaurita,
confusa. Nessuno mi disse che avrei dovuto firmare un registro prima di ogni
incontro e così al giudice risultò che io non andavo agli appuntamenti.
Fortunatamente avevo tutti i biglietti del treno, a dimostrazione della mia
costante presenza, ogni volta e nonostante le difficoltà. Ma servì a poco: gli
incontri vennero limitati a un solo appuntamento settimanale". Tutt'oggi Anna
una volta la settimana, il sabato, nel suo giorno libero (lavora in una scuola
del comprensorio) va nella città dove oggi vive la bambina, per passare un paio
d'ore con Luce. Inoltre, essendo un affido che coinvolge nel percorso entrambe
le famiglie, una volta al mese la bambina raggiunge la sua famiglia d'origine
per alcuni giorni, per poi fare rientro nella città ligure. "Durante
l'estate ? spiega Anna ? il lavoro mi occupa anche nella giornata di sabato e
ho chiesto ai servizi sociali maggiore elasticità per poter avere più giorni la
bambina da me, almeno nel periodo estivo. Ma ad ogni richiesta incontro un
muro". "SONO ESASPERATA ? si sfoga la madre ?. Non capisco perché mia
figlia sia costretta a vivere ancora con la famiglia affidataria, mentre ci
sono tutti i presupposti perché possa rientrare nella sua famiglia d'origine.
In questi nove anni ho inviato al tribunale oltre un centinaio di lettere,
chiedendo spiegazioni e soprattutto chiedendo di riavere la bambina con me. I
giudici si susseguono, e i fascicoli si ammucchiano negli uffici. Quando ho
chiesto al Giudice il motivo della lentezza burocratica, mi ha indicato il
"mucchio di fascicoli": quelli non sono fascicoli ? gli ho fatto
notare ? sono bambini, tra cui mia figlia. La burocrazia frena le procedure e intanto
gli anni passano velocemente. Mia figlia ha nove anni, mi vuole bene ma,
comprensibilmente, ha troppe incertezze. Mi batterò fino in fondo per
riaverla". Sicuramente, Anna riavrà la sua 'Luce', ma nessuno potrà mai
restituire né a lei né alla sua bambina, gli anni più belli dell'infanzia.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PISTOIA pag. 1 Cinema d'estate parte in ritardo per burocrazia IL CASO SOPRALLUOGHI, arrivo di permessi e qualche distrazione
per cercare sostegni al "Pistoia Festival": quest'anno il cinema
sotto le stelle è partito ieri sera all'Ambrogi e inizierà domani alla Fortezza
Santa Barbara.
( da "marketpress.info" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
08 Luglio 2008 CRISI
ALIMENTARE: COME NUTRIRE IL MONDO INTERO? Nei prossimi quarant'anni la
popolazione mondiale raggiungerà quota nove miliardi. Il prezzo dei generi
alimentari di prima necessità, come riso e mais, continua a crescere ogni anno,
con punte che arrivano al 70%. Gli europarlamentari e il governo francese,
riuniti al Parlamento europeo si sono chiesti: "Chi nutrirà il
mondo?". Questo infatti il titolo che ha marcato il seminario del 3 luglio
a Bruxelles, a cui hanno partecipato anche rappresentati accademici e figure
politiche africane. Le cifre della crisi - Il Presidente del Parlamento europeo
Hans-gert Pöttering ha aperto l'incontro ricordando che "a soffrire di
sete e malnutrizione sono 850 milioni di persone nel mondo", fra i quali
170 milioni bambini e ogni anno "5,6 milioni di bambini muoiono di
fame". Pöttering ha ricordato come l'obiettivo sia quello di adempiere
agli "Obiettivi del Millennio", cioè ridurre drasticamente i prezzi
delle derrate e garantire un sostentamento alle popolazioni in crescita entro
il 2015. Secondo i dati della Banca Mondiale, nei paesi in via di sviluppo sono
100 milioni le persone che cadranno oltre la soglia della povertà. "A
causa del costo dei prodotti alimentari, nel 2007, sono 50 milioni in più le persone
che soffrono la denutrizione", questi i dati forniti da Jaques Diouf,
direttore generale della Fao. Il punto di vista europeo - Il deputato spagnolo
Josep Borrell del gruppo socialista (Pse) e presidente della commissione
parlamentare per lo sviluppo, sostiene che per aumentare la produzione
alimentare siano necessari ulteriori investimenti. Nei paesi in via di
sviluppo, infatti, "solo il 4% delle spese pubbliche sono riservate al
settore primario. È sull'industria che si ha la tendenza a investire e questo
rende le nostre città mostruose", ha dichiarato. La commissaria europea
per l'Agricoltura, Mariann Fisher Boel, sostiene che l'Europa abbia già
adottato delle misure per incoraggiare la produzione di latte, per disporre più
terre da coltivare e abolire i dazi all'importazione. "Non escludo, ha
affermato, che per risolvere questo problema si debba ricorrere agli Ogm,
d'altronde, la soia importata in Europa é per l'80% geneticamente
modificata". Ma l'impegno dei politici europei é volto soprattutto
all'Africa: "Aiuti per avviare l'agricoltura tramite sementi e
fertilizzanti e una politica anti-protezionista", è quello che si dovrebbe
fare per commissario europeo allo sviluppo Louis Michel. "1 dollaro o 1
euro investito in agricoltura é il modo più efficiente per contrastare la
povertà", ha proposto il ministro dell'agricoltura francese Michel
Barnier. La mietitura di una nuova agricoltura - Secondo Neil Parish,
eurodeputato britannico e presidente della commissione parlamentare per
l'agricoltura del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei
(Ppe-de), "é necessario liberare gli agricoltori europei dai lacciuoli della burocrazia, sostenere il mercato attraverso sovvenzioni e permettere loro
di poter finalmente nutrire il mondo". "Giocano un ruolo cruciale i
giovani agricoltori", gli ha fatto eco Keti Partanen presidente della
federazione internazionale dei produttori agricoli (Ifap), che ha ricordato
come "bisogna puntare su di loro perché attenti alla qualità dei prodotti,
allo sviluppo a livello locale e all'innovazione del settore". Una visione
pessimistica invece quella avanzata da Michel Griffon, direttore generale
dell'agenzia nazionale francese per la ricerca: "Non ci sarà abbastanza
spazio sulla Tterra nei prossimi 40 anni se la domanda alimentare dovesse
rimanere su questi standard". Poi si è chiesto: "Le sfide future?
Bisogna per forza partire dai cambiamenti climatici, ridurre l'emissione di
Co2, risolvere il problema della desertificazione e della scarsità
d'acqua". Mal d'Africa - Circa 450 milioni di agricoltori coltivano meno
di due ettari di terra, e questa cifra rappresenta un terzo dei coltivatori
mondiali. Il ministro dell'agricoltura del Marocco Aziz Akhannouch, ha spiegato
che il 45% della popolazione marocchina è impiegata nel settore rurale, ma la
siccità rappresenta un problema che incrementa la povertà. Questa crisi,
sostiene Akhannouch, può essere risolta soltanto attraverso aiuti, investimenti
e scambi commerciali. Ousseni Salifou, commissario per l'agricoltura della
comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, lancia l'allarme sulla
necessità di aiuti contro la povertà estrema nei suoi territori, e con orgoglio
dichiara: "Il potenziale é qui in Africa". . <<BACK.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 13
SI E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amminis... SI E' TENUTO l'atteso incontro
fra l'amministrazione comunale di Montecatini e il ministro delle
infrastrutture Altero Matteoli. La città termale era rappresentata dal sindaco
Ettore Severi e dall'assessore all'urbanistica Alessandro Sartoni. Il summit,
che si è svolto a Firenze nei locali del gruppo di Alleanza Nazionale alla
Regione, era stato richiesto dallo stesso Comune di Montecatini ed era centrato
sugli ultimi aspetti da definire in merito alla progettazione e al
finanziamento dei lavori necessari a raddoppiare i binari nella tratta
Firenze-Lucca, con i contestuali rilevanti interventi infrastrutturali che
interesserebbero alcuni territori comuni, fra qui appunto quello montecatinese.
Da troppo tempo infatti l'area metropolitana, fermandosi a Pistoia, taglia
fuori la Valdinievole da una irrinunciabile modernizzazione dei trasporti
pubblici. "DA LUNGO TEMPO ? dichiara l'assessore Sartoni ? è noto
l'impegno della Destra in città per l'interramento della ferrovia quale
passaggio obbligato non soltanto per perseguire l'obiettivo di una più moderna
rete infrastrutturale, ma anche per ricucire un abitato cittadino tagliato
sull'asse est-ovest sia della linea ferroviaria che da quella autostradale; per
snellire il traffico veicolare che anche a causa del Memorario imposto dalla
Regione va in tilt in corrispondenza dei passaggi a livello più volte al
giorno, migliorando conseguentemente la qualità dell'aria. Il ministro Matteoli
? prosegue Sartoni ? consapevole delle attese da parte montecatinese, ha
assicurato la delegazione comunale che nel giro di alcuni giorni avrà un
incontro sul tema coi massimi vertici delle Ferrovie dello Stato al fine di
avere un quadro ben definito della questione". ULTERIORE
ARGOMENTO di incontro e confronto fra Montecatini e Matteoli dovrà essere,
nelle prossime settimane, il caso del complesso ex-Paradiso a Montecatini Alto,
l'ecomostro che sopravvive a ogni tentativo di demolizione o modifica grazie a
una burocrazia medievale e
alla ben nota lentezza della giustizia. Mai.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di
Cagliari Pagina 1021 Senorbì. Il Comune scrive alla Regione per poter superare
le difficoltà urbanistiche Cimitero al completo, vietato morire Senorbì.. Il
Comune scrive alla Regione per poter superare le difficoltà urbanistiche Costruzione
di nuovi loculi bloccata dal Piano paesaggistico --> Costruzione di nuovi
loculi bloccata dal Piano paesaggistico Non ci sono più loculi e il Comune
vorrebbe poter ingrandire il cimitero, ma il Piano paesaggistico regionale lo
impedisce. A Senorbì è vietato morire. Non ci sono più spazi liberi in cimitero
e non si possono realizzare nuovi loculi: a impedirlo è una norma inserita nel
piano paesaggistico regionale. Il Ppr classifica le aree cimiteriali come beni
paesaggistici (articolo 48) e di conseguenza (articolo 49) ne vieta
"qualunque edificazione o altra azione che possa comprometterne la
tutela". Un bell'impiccio. La Giunta comunale, il 6 giugno ha approvato il
progetto per la realizzazione di 120 nuovi loculi, ma appena gli uffici tecnici
si sono messi a esaminare il progetto è saltato fuori il vincolo. È incredulo
il sindaco Adalberto Sanna che si lascia andare ad una battuta sarcastica:
"Vorrà dire che seppelliremo i nostri cari in collina come gli antichi
indiani". Nel nuovo camposanto ci sono solo dieci loculi a disposizione.
Tre di questi risultano "prenotati" da cittadini che hanno espresso
il desiderio di essere seppelliti vicino ai loro familiari quando arriverà il
momento, ma in caso di necessità il diritto di prelazione viene meno. E dopo?
"Massimo tre mesi e il problema esploderà in tutta la sua
drammaticità", continua Sanna, "di questo passo
la burocrazia ci impedirà
di morire e persino di vivere". Una lettera con richiesta di chiarimenti è
stata inviata al presidente della Giunta Renato Soru, agli assessori agli Enti
locali e alla Sanità Gianvalerio Sanna e Nerina Dirindin, al direttore della
Asl di Cagliari Gino Gumirato e al prefetto Salvatore Gullotta.
"Riteniamo doveroso rappresentare la gravità delle conseguenze, sia di
ordine pubblico che di salute pubblica, che possono derivare dalla mancata
realizzazione delle opere cimiteriali", si legge nella richiesta di
chiarimenti firmata dal sindaco Adalberto Sanna e dal geometra Giovanni
Pireddu, responsabile del procedimento. "È necessario un chiarimento sulla
corretta interpretazione delle norme e se effettivamente sia precluso
realizzare nuovi loculi e in tal caso quali misure di emergenza adottare per le
salme che non possono essere tumulate". Per non perdere tempo
l'amministrazione ha anche informato un legale. "È una situazione
kafkiana", commenta l'avvocato Silvana Congiu. "Attendiamo il parere
della Regione. Se non dovesse arrivare il nulla osta paesaggistico sarà
inevitabile il ricorso al Tar". Resta una speranza legata a una diversa
interpretazione delle norme: la realizzazione di nuovi loculi potrebbe non
essere considerata edificazione e a quel punto il Comune avrebbe mano libera.
SEVERINO SIRIGU.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
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Il club inglese
pronto a investire sul brasiliano i soldi di Moratti, che sta per chiudere per
Lampard e Drogba È cominciata la settimana dell'Inter. Lampard , Mancini ,
Quaresma e forse pure Drogba . Branca, è pronto a partire per Londra, dove si è
radunato il Chelsea, e chiudere l'affare Lampard per otto milioni e mezzo. La
situazione non è facile, anche perché Lampard avrebbe invece già fatto sapere
al Chelsea di volere andare via. Di certo non vuole rinnovare il contratto
potendo lasciare Londra la prossima stagione a parametro zero. All'interno
della trattativa per Lampard se ne potrebbe sviluppare un'altra, quella per
portare anche Drogba alla corte di Mourinho. Le prossime ore saranno decisive
anche per Mancini, i nerazzurri si incontreranno con la Roma e tra i 12 e i 13
milioni si dovrebbe trovare l'accordo per arrivare alla fumata bianca. Entro
fine settimana, stando a quanto riferisce la stampa portoghese, anche Quaresma
sarà un giocatore dell'Inter. Al Porto andrebbe una parte in cash più Julio Cruz
, contropartita in grado di fare sborsare all'Inter meno soldi possibile.
Tuttavia l'agente del giocatore, Jorge Czysterpiller, ha smentito l'ipotesi di
un trasferimento del suo assistito: "Cruz non si muove dall'Inter. Resterà
al cento per cento". Non si muoverà da Milano nemmeno Kakà . Il Chelsea,
secondo la stampa inglese, avrebbe avanzato un'offerta da 94 milioni di euro ma
sia il club inglese che, soprattutto, il Milan hanno negato. In particolare
Galliani ha spiegato: "Posso confermare che il Chelsea ci ha dichiarato il
suo interessamento per Kakà ma io ho risposto che il Milan non è interessato a
cederlo. Ho stoppato tutto prima che arrivasse un'offerta, quindi non so se ci
avrebbero fatto un'offerta da 94 milioni di euro". Incedibile è anche
Emmanuel Adebayor , il sogno rossonero per l'attacco: "Noi vogliamo che
Adebayor resti, di sicuro", ha detto il presidente dell'Arsenal, Peter
Hill-Wood. Anche Adrian Mutu non si muoverà, resterà alla Fiorentina e la Roma
dovrà cercare altrove per regalare a Spalletti l'attaccante desiderato. Per
quanto riguarda il mercato in entrata dei viola, l'unico arrivo potrebbe essere
a centrocampo ma difficilmente sarà Almiron : "Il fatto è che la Juve lo
darebbe in comproprietà. La Samp è la squadra favorita per acquistarlo perchè è
disposta ad accontentare le richieste dei bianconeri riguardo alla formula del
trasferimento - ha detto l'agente dell'argentino, Claudio Vagheggi -. La
Fiorentina invece sarebbe orientata verso un prestito". Cerca a
centrocampo anche la Lazio: "Stiamo seguendo Fernandez - ha detto il
presidente Lotito - ma aspettiamo ormai da un mese e mezzo il passaporto
comunitario e stavolta, dopo l'esperienza Carrizo, evitiamo
di confidare nella burocrazia e lasciamo perdere l'operazione una volta per tutte". Al
momento i biancocelesti non prevedono alcun ingresso in difesa, sembra
tramontata l'ipotesi Cosmin Moti tanto che lo stesso romeno dal ritiro della
Dinamo Bucarest ha detto: "Non posso dire se il passaggio alla Lazio
sarebbe stata una bella o una cattiva cosa, dico solo che non voglio più
pensare alla Lazio".
( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
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Cronaca La ragazza è
grave, l'uomo, tunisino, in fuga. La madre: la minacciava ma i carabinieri non
hanno fatto niente Genova, accoltellata dal marito "Lo avevamo denunciato
5 volte" GIUSEPPE FILETTO GENOVA - Due coltellate all'addome, sull'uscio
di casa, al termine di una lite. E ora Sara Pavesi, 29 anni, è in gravissime
condizioni nel reparto Rianimazione dell'ospedale Villa Scassi, mentre la
polizia dà la caccia al mancato omicida in fuga, il marito tunisino della
ragazza. "La scorsa settimana aveva giurato che mi avrebbe fatto
piangere", dice la madre di Sara. Ieri l'uomo di 40 anni, che nel novembre
del 2006 aveva sposato la ragazza per ottenere il permesso di soggiorno ed ora
voleva la cittadinanza italiana, ha mantenuto la promessa. "è riuscito a
farmi piangere - ripete la donna - anche se in passato abbiamo presentato 5
denunce, chiesto protezione per la nostra unica figlia, ma
i carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana non permette di muovere un dito".
Una vicenda che ricorda quella di Luca Delfino, che nell'agosto del 2007
ammazzò a Sanremo l'ex fidanzata, Maria Antonietta Multari. L'uomo,
disoccupato, non si rassegnava alla decisione della moglie, che aveva iniziato
le pratiche di separazione. Un matrimonio finito in 3 mesi e che lo
scorso marzo aveva avuto un altro epilogo: il nordafricano ha tentato di
ammazzare la moglie, sempre in quell'appartamento dove avevano deciso di andare
a vivere: a San Teodoro, quartiere operaio situato alle spalle della Stazione
Principe. "Quel giorno Sara indossava un giubbotto pesante e lui non c'era
riuscito ad ammazzarla", racconta la madre. Lui che perseguitava la moglie
notte e giorno, la minacciava di morte, perché lei non voleva più saperne di
quell'uomo prima gentile ed affettuoso, però diventato violento dopo il
matrimonio.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
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Tempi lunghissimi
per i permessi di soggiorno. Pelleriti (Cisl): ritardi fuori dalle regole
Sindacati e Confindustria Bergamo scrivono al ministro Maroni e al prefetto
Andreana Un anno. È il tempo che G. S., diciassettenne boliviana, deve
attendere per la convocazione in Questura per impronte e foto, così da
rinnovare il permesso di soggiorno. Scaduto lo scorso aprile, a maggio G. S. si
è rivolta alla Cisl per inoltrare richiesta di rinnovo. Lo scorso 16 giugno è
arrivata la raccomandata di convocazione in Questura: 27 maggio 2009. Ma la sua "Odissea nello spazio della burocrazia" non avrà termine in
quel giorno. Dovranno passare altri mesi, se non un anno - vista l'attuale
tempistica - prima di ricevere la carta di soggiorno, richiesta attraverso la
domanda della madre, che condivide l'identica situazione. Per più di un
anno la ricevuta delle Poste garantirà ad entrambe la "regolarità"
sul territorio italiano, esclusa la possibilità di espatrio. Arrivata quattro
anni fa in Italia per ricongiungimento familiare con la madre, badante da sei
anni a Bergamo, G. S., al secondo anno del corso servizi per l'impresa
dell'Enaip, preferisce rimanere nell'anonimato. Teme che denunciando la
lentezza burocratica possa subire ripercussioni. La situazione sembra deviata: paura
nell'esprimere la necessità di ricevere un diritto. "Sulle
regolarizzazione non si scherza ? afferma Mimma Pelleriti, segretario
confederale Cisl ?. Purtroppo la storia di G. S. è la normalità e non dovrebbe
esserlo. Un calvario, fuori dalle regole. Non ci sono voci governative che
affrontino questo problema. Sulla sicurezza si spendono parole, sulla lentezza
molti silenzi. Questo provoca uno stato di precarietà sociale. Gli stranieri in
regola vengono messi sullo stesso piano degli irregolari. Timore di esporsi, di
muoversi. Per raggiungere un benessere di convivenza tra stranieri e
bergamaschi bisogna agire su piani di reciprocità dei diritti e dei doveri. La
regolarizzazione è il primo passo per il riconoscimento della persona e
l'attivazione di una politica d'inclusione e d'integrazione. Vuol dire
riconoscimento di diritti civili elementari: affitto, lavoro regolari,
assistenza sanitaria, con conseguente assunzione di responsabilità da parte
degli stessi immigrati. Ma la lentezza burocratica ostacola questo salto in
avanti. Ad essa si aggiunge poi una carenza di personale e di mezzi da parte
degli sportelli della Prefettura e della Questura, competenti per le procedure
amministrative di rinnovo dei permessi di soggiorno, d'ingresso degli stranieri
per motivi di lavoro e ricongiungimento familiare". Tale disagio è stato
trasmesso al ministero dell'Interno e al prefetto Camillo Andreana attraverso
una lettera congiunta scritta il 10 giugno scorso da Cisl, Cgil, Uil e
Confindustria Bergamo. Nella lettera si è sollecitato l'intervento delle
autorità per agevolare il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa
nel rilascio dei documenti. I ritardi creano problemi sociali, occupazionali e
aziendali. La presenza straniera è ormai consolidata sul territorio. Secondo i
dati dell'ultimo rapporto dell'Osservatorio provinciale, al 1° gennaio 2007,
sarebbero 92 mila gli stranieri, di cui il 15% irregolare, a dispetto dei
38.800 immigrati presenti nel 2001. La popolazione migrante è per il 56%
composta da uomini, il 70% dei regolari ha un'età compresa tra i 15 e i 44 anni
e la loro natalità è doppia (3,1%) rispetto ai bergamaschi (1,5%). Come
sottolineato nella conferenza dello scorso maggio "Diritti al cambiamento.
Conferenza Cisl, Cgil, Uil a Bergamo su sviluppo occupazionale e politiche
territoriali", la presenza costante degli stranieri nel sistema
produttivo, dei servizi ha un conseguente impatto su politiche del lavoro e
sociali da rivedere in relazione al fenomeno migratorio. "È necessaria una
revisione della Bossi-Fini per tornare alla normalità e creare le condizioni
idonee per l'integrazione. È comprensibile discutere di sicurezza, preoccuparsi
di disordine pubblico, ma bisogna anche capire le cause e le crepe del tessuto
sociale in cui si genera l'illegalità ? continua Pelleriti ?. Tra le crepe
anche quella istituzionale della lentezza burocratica, che pone lo straniero
con le spalle al muro. La lentezza può generare sia forme di intolleranza, come
l'illegalità, sia di timore, come l'esclusione sociale, per cui lo straniero
non si sente parte attiva del territorio, condizione indispensabile per
l'inclusione". Pertanto a livello nazionale, Cgil, Cisl e Uil, lo scorso
25 giugno, hanno scritto al ministro dell'Interno Roberto Maroni per chiedere
un incontro. Per ora ancora nessuna risposta da parte del Governo. Ma i
sindacati avanzano l'urgenza di approfondire alcuni temi in materia
d'immigrazione, tra cui le domande valide eccedenti le quote flussi 2007 e i
tempi lunghi d'attesa, oltre i termini consentiti dalla legge, nella consegna e
nel rinnovo dei permessi di soggiorno. Daniela Morandi.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Peghin: "Contratto con il Nord" Confindustria: i
parlamentari veneti firmino un impegno per il federalismo Marcegaglia: riforma ineludibile ma evitiamo di gonfiare le burocrazie
L'assemblea di Padova: "Il Veneto diventi terreno di sperimentazione
dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno
degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova,
un tipo spesso placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare
l'elmetto, di far titolare "Italia spaccata" l'assemblea
generale della sua associazione e di usare toni ultimativi nella sua relazione:
federalismo subito, nessuna pietà con chi saccheggia le risorse pubbliche e
zavorra la parte più virtuosa del Paese. Applaudito con convinzione in platea
dai colleghi, dalla prima linea confindustriale veneta e nazionale (da Andrea
Riello a Emma Marcegaglia), Peghin propone un "Contratto per il Nord"
per l'attuazione dell'autonomia entro dicembre, lo sottopone non solo al
governo, non solo ai veneti "ma ai parlamentari di tutto il Nord e di
entrambi gli schieramenti". Una sorta di impegno solenne e formale, con questo
territorio che si candida "a terreno di sperimentazione del federalismo
", in cui il Veneto "chiede per sé un sistema di finanziamento delle
proprie competenze, con un'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione
". è il metodo, insomma, del federalismo a velocità varibile, "il
modo di risolvere la questione settentrionale, così diversa ma così dipendente
da quella meridionale". Ci sono perfino sonore bacchettate per la Corte
Costituzionale, definita "compiacente" a proposito della recente sentenza
con cui ha respinto un ricorso di Veneto e Lombardia sul ripianamento
dell'extradeficit sanitario di cinque regioni del Centro Sud. Parole dure,
accompagnate dall'invito a usare il "commissariamento, le elezioni e
l'ineleggibilità degli amministratori "falliti"", cioé quelli
che moltiplicano a livello locale sprechi e costi pubblici. Un assist per
Maurizio Sacconi, il ministro trevigiano ospite d'onore, che promette:
"Dobbiamo liberare il Paese dal peso di amministrazioni pubbliche
ineffficienti. Sapete che ho proposto al Consiglio dei ministri, insieme al
ministro Tremonti, il commissariamento del Lazio. Questo vale per tutte le
Regioni: chi non osserva i piani di rientro sulla spesa sanitaria sarà
commissariato. E questo è solo un anticipo di quello che sarà il federalismo
fiscale: oltre una certa soglia scatta il "fallimento politico"
" con tanto di sanzioni. Emma Marcegaglia, che chiude l'assemblea, è
certamente più convinta del suo predecessore Luca di Montezemolo, sempre
piuttosto tiepido sull'argomento: la mantovana parla di "riforma
ineludibile " per poter consentire a "territori omogenei di poter
rispondere meglio alle logiche della globalizzazione". Ma con la solita
avvertenza: "Il decentramento finora è stato fatto molto male". Quindi
no a operazioni "che aumentino i centri di costo e la burocrazia,
il federalismo va fatto alleggerendo lo Stato". In primo piano anche la
stretta attualità economica: la "minaccia" di autunno caldo in arrivo
da Guglielmo Epifani, che ha attaccato a testa bassa il governo, è una novità di
giornata. Maurizio Sacconi replica secco: "Non ci credo. Piuttosto, c'è il
rischio di un autunno gelido", tra crisi della finanza mondiale e
inflazione, per cui "non è eccessivo ipotizzare una recessione mondiale
". Sembra dargli ragione Marcegaglia: "Anche nel 2009 prevediamo una
crescita dello 0,6%. Cioè molto meno del previsto. Non credo che siamo
condannati a non crescere per sempre, ma c'è una situazione di urgenza che va
affrontata subito, perchè non c'è più tempo ". Claudio Trabona (Altro servizio
nel Corriere della Sera) Appello a Roma Francesco Peghin con il ministro del
Welfare, il trevigiano Maurizio Sacconi.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria: BREVI
ty: "Cda moltiplicati" l'"attrazione fatale" delle
amministrazioni locali per le "municipalizzate" Galan, tra lo stupore
dei diretti interessati, comodamente seduti tra il pubblico in prima fila,
spara quello che nessuno si aspettava. "Per rimanere sul locale - spiega
tranquillo il presidente -, mi pare esemplare quello che è successo con Aps. A
onor del vero bisogna dire che a Nordest è l'unica azienda che ha avuto il
coraggio di affrontare una fusione ". "Nel portare avanti
l'operazione prima la Destro e poi Zanonato - affonda il colpo -, non hanno
esitato a tener in vita e a creare ex novo nuove società collegate, con nuovi
cda, nuove strutture, nuovi presidenti. Mi chiedo che senso abbia che una
multiutility si occupi di pubblicità o di sicurezza variamente declinata".
Il governatore, anche se non lo nomina mai indirettamente non rinuncia ad una
punzecchiatura al suo rivale più acceso: il presidente della Provincia Vittorio
Casarin. E ancora una volta lo fa sul terreno a lui più congeniale: la società
Autostrade Brescia -Padova di cui Casarin è componente del cda. "Ma è
lecito - si è chiesto Galan - che una società come l'autostrada Brescia-Pad ova
metta in piedi un'azienda che si chiama "Serenissima Costruzioni" e
che affidi a questa opere che vanno dalle costruzioni alla scelta e messa a
dimora di piante a bordo strada, senza che ci sia modo di porre in concorrenza
fornitori diversi? Credo che Confindustria dovrebbe
battersi contro un modello culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se
stessa". Il presidente torna anche sulla querela annunciata dal numero uno
di palazzo Santo Stefano dopo l'uscita della prima fatica letteraria
"galaniana" Il Nordest sono io. "Non è ancora arrivato nulla. Io
però attendo fiducioso. Intanto mi godo il successo del libro. Le
vendite vanno benissimo, anche se il mio avvocato dice che questa potrebbe
essere un'aggravante ". Le esternazioni a tutto campo del governatore non
potevano poi soprassedere dal toto candidato del centrodestra che dovrà sfidare
Zanonato la prossima primavera. "So che qualcuno ha fatto il mio nome, ma
sinceramente nessuno mi ha chiesto nulla" commenta sardonico. E se la
richiesta dovesse arrivare? "In tanti mi danno candidato anche a Venezia -
conclude ridendo -, eventualmente potrei diventare sindaco pro tempore. Un po'
in Laguna e un po' a Padova". Alberto Rodighiero.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Panorama Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti
"Semplificazione". E' la parola d'ordine per gli aiuti alle imprese
previsti per il ciclo dei fondi strutturali 2007-13 e presentati ieri a Bari da
Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico, in un incontro organizzato
dall'Arti. Come anticipato dal Corriere, dai 17 interventi della passata
programmazione si passa a 5. "E' stata realizzata - ha chiarito Frisullo -
una novità importante che renderà il sistema più efficiente. L'obiettivo è
canalizzare le domande verso sportelli permanenti". Cdc di Bari, "spiega"
l'energia Uno sportello per l'energia e per l'ambiente che accompagni le
imprese della provincia di Bari a utilizzare meglio nelle politiche
energetiche. Sorgerà presso l'Aicai (azienda speciale della Camera di commercio
di Bari) il nuovo servizio dedicato alla consulenza. "Lo sportello per
l'energia – spiega Luigi Farace (nella foto), presidente dell'ente camerale -
si propone di rappresentare anche il punto di contatto per le relazioni con
l'Ue e di intermediazione verso gli altri attori locali, regionali e nazionali.
Si offriranno alle aziende una gamma di servizi di assistenza, dalla diffusione
di buone pratiche alla ricerca di finanziamenti, si farà formazione e
informazione, nella consapevolezza della necessità di promuovere uno sviluppo
quanto più sostenibile possibile e a minor impatto ambientale". Pop Bari,
concluso master E' terminato, con l'assegnazione dei diplomi, il II master in
"Financial & Relationship banking" organizzato da Banca Popolare
di Bari insieme alla facoltà di economia dell'Università di Bari e con la
partnership tecnica di Spegea. "Abbiamo voluto ripetere questa esperienza
- ha detto Marco Jacobini, amministratore delegato della Pop di Bari - perché
crediamo nei giovani". Portaccio, nuovo presidente giovani industriali di
Lecce Vincenzo Portaccio, imprenditore del settore turistico, è il nuovo
presidente del gruppo giovani di Confindustria Lecce. E' stato eletto
all'unanimità e raccoglie l'eredità di Ennio Montinaro.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
08-07-2008)
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PARMA 08-07-2008
Parma Il rilancio dell'economia La leader degli industriali ieri al Regio per
l'assemblea dell'Upi: "Puntiamo a un accordo con il sindacato entro il 30
settembre" Marcegaglia: no alla rincorsa tra prezzi e salari "Per
combattere l'inflazione occorre che produttività e stipendi marcino di pari
passo" Aldo Tagliaferro H a le idee chiare. Molto chiare. E' aperta al
dialogo ma è anche consapevole che questo Paese ha fretta. E quindi "non
può permettersi un autunno caldo. Serve un'assunzione di responsabilità da
parte di tutti". Emma Marcegaglia - presidente di Confindustria - affronta
la platea del Regio con un piglio deciso e si rivolge tanto ai colleghi riuniti
per la 63" assemblea dell'Unione parmense degli industriali quanto a Guglielmo
Epifani, l'interlocutore con cui l'Upi ha coraggiosamente allargato la sfera
del dibattito. E proprio al numero uno della Cgil la Marcegaglia ha voluto
ricordare come la produttività, "che non è uno slogan vuoto", e i
salari debbano necessariamente andare insieme: "Riconosco che c'è un
problema dei salari, ma queste due parole devono essere unite". "Nel
1996 - aggiunge - il reddito pro capite in Italia era superiore del 5% alla
media europea, oggi è inferiore del 7%. Per questo abbiamo aperto un tavolo con
i sindacati e intendiamo arrivare ad un accordo entro il 30 settembre".
Perché di tempo - sembra di capire - se ne è perso anche troppo. E a Epifani la
Marcegaglia ricorda anche che nel 3,8% di inflazione circa la metà è importata
e "le imprese pagano un costo. Non possiamo caricarci due volte il costo
dell'inflazione importata perché questo problema non si risolve aumentando il
peso sulle imprese". Dunque no all'indicizzazione che produrrebbe un danno
enorme di competitività se stretto nella corsa perversa fra prezzi e salari.
"Se tornassimo alla scala mobile - taglia corto - l'inflazione
schizzerebbe all'8%". Il cahiers de doleance si allunga. E la Marcegaglia
ne ha per tutti. Prendiamo la scena internazionale, dove l'imprenditrice bolla
come "delinquenziale" il modo con il quale il mondo della finanza ha
scaricato su risparmiatori e imprese un sistema di castelli di carta; quanto
alle materie prime che crescono anche del 100% anno dopo anno "c'è un
sistema di prodotti finanziari che fa crescere i prezzi molto di più rispetto
alla naturale dialettica tra domanda e offerta". La bordata più potente
arriva all'Eurotower (e qui è in sintonia con Epifani): l'aumento del costo del
denaro peggiora la situazione. Bruxelles farebbe meglio ad occuparsi dei
mercati internazionali pretendendo regole uguali per tutti. Quanto all'Italia
Emma Marcegaglia legge con tutta evidenza una crescita minima (+0,1% nel 2008)
e soprattutto nota come "in dieci anni siamo cresciuti dell'1% in meno
rispetto alla media europea. Con il risultato che oggi ci mancano 150 miliardi
". Che fare, allora? La ricetta utilizza gli stessi ingredienti scelti da
Daniele Pezzoni, presidente dell'Upi: cultura d'impresa, meritocrazia,
investimenti nella scuola, nell'università e nel mondo del sapere "perché
qui ci giochiamo il futuro". E' chiaro comunque che il problema del potere
d'acquisto è oggi quello più pressante. Sul decreto del governo che prevede la
detassazione degli straordinari la Marcegaglia esprime un giudizio positivo e
anzi rilancia al ministro Sacconi, seduto in prima fila dopo il faccia a faccia
con Epifani, di "renderlo non solo sperimentale ma stabile e solido
aumentando la platea di chi può beneficiarne sia in termini di reddito che di
valore dei premi e dello straordinario soggetto a detassazione ". Ed è
sostanzialmente positivo anche il giudizio sulla manovra illustrata a metà
giugno. La presidente di Confindustria accoglie con favore l'idea della
stabilizzazione della finanza pubblica, l'obiettivo del pareggio di bilancio
nel 2011 ottenuto grazie a tagli della spesa anziché all'inasprimento fiscale.
In particolare va nella giusta direzione la riduzione della spesa corrente
("da noi è salita del 2,1% mentre in Francia e Germania si è
progressivamente ridotta") così come la ricerca di maggiore efficienza
nella macchina dello Stato. Il Regio applaude convinto e
sono molti gli imprenditori che annuiscono quando la Marcegaglia parla di
riduzione della burocrazia
e degli oneri alle imprese, liberalizzazione dei servizi pubblici, ritorno al
nucleare. "L'importante - sottolinea rivolta a Sacconi - è andare fino in
fondo anche quando le scelte sono impopolari. Troppe volte abbiamo visto leggi
ben scritte che non si traducono poi in realtà". Ma poi la
Marcegaglia si toglie qualche sassolino anche nei confronti dell'azione di
governo. Sono due i punti deboli individuati da Confindustria: le
infrastrutture e la pressione fiscale. "A parte la banda larga - sostiene
la Marcegaglia relativamente alla primo questione - c'è ben poco sulle
infrastrutture materiali, vittime di una drammatica gestione del consenso per
cui le cose da noi si fanno in vent'anni e in Spagna in un anno ". Sulla
condanna dell'"Italia dei veti" piove un altro applauso, seguito da
uno ancora più convinto in materia fiscale: "La pressione è ai massimi
storici, il 43,3% del Pil che diventa oltre il 52% su chi paga davvero. E il
total tax rate è del 76% contro il 57% della Germania e il 46% degli Stati
Uniti. E' giusto combattere l'evasione fiscale, ma il denaro recuperato va
usato non per abbattere le spese correnti ma per diminuire la stretta fiscale.
E poi va abbattuta l'Irap, una tassa che deve essere deducibile dalle altre
tasse". Insomma, il quadro non è idilliaco ma la Marcegaglia saluta con un
messaggio di ottimismo che ricorda tanto Montezemolo: "I problemi sono
tanti, ma non sono rassegnata". "L'aumento del costo del denaro
peggiora la situazione" Marcegaglia Durante il suo intervento e sotto con
il ministro Sacconi.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PARMA 08-07-2008 I
COMMENTI GRECI: "MOLTO CONCRETA". RODELLI GIAVARINI: "SERVE UN
LAVORO DI SQUADRA" Gli imprenditori promuovono Emma Rosi: "E'
arrivata l'ora delle decisioni" Pizzarotti: "Servono
infrastrutture" II Per Gilberto Greci non ci sono dubbi: nell'assemblea
annuale dell'Upi "si è finalmente parlato di argomenti concreti". Il
confronto tra i rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori ha fatto
emergere che "i problemi sono molto delicati. Interessa che ci sia uno
sforzo importante da parte di tutti di far crescere il Paese. L'intervento
della Marcegaglia? Molto concreto". Marco Rosi esprime un "grande
apprezzamento" per le dichiarazioni del ministro Sacconi. "Spiace -
aggiunge il presidente della Parmacotto - che Epifani abbia eluso la richiesta
di un atteggiamento di complicità da assumere in futuro. L'intervento di Emma
Marcegaglia come sempre è stato molto incisivo e puntuale. Ottima anche la
relazione del presidente Pezzoni. La situazione del Paese? Siamo arrivati ad un
punto in cui non possiamo più dilazionare le risposte. E davvero arrivato il
momento in cui si devono prendere le decisioni, per quanto debbano essere
ponderate. I temi da affrontare? Infrastrutture, burocrazia, rendimento del lavoro e
della produttività. Tutti temi che si rinviano da trent'anni perchè ogni volta
si è dovuto accontentare qualcuno. L'Alitalia è l'esempio di come i sindacati con
maggiore responsabilità di altri hanno portato quest'azienda straordinaria al
tracollo ". Infrastrutture: secondo Paolo Pizzarotti è questo il
tema principale da affrontare per lo sviluppo del Paese. "Si dice sempre
che sono indispensabili e poi non si fanno - dichiara l'imprenditore - Nel '92
abbiamo organizzato a Parma un convegno nazionale di Confindustria sulle
infrastrutture. Da allora ad oggi non si è fatto nulla. Si succedono i governi,
le ricette sono sempre le stesse, ma restano sulla carta. Se non ci diamo una
mossa diventiamo l'ultimo Paese d'Europa e il primo dell'Africa". Rossella
Rodelli Giavarini definisce "ottimo" l'intervento della Marcegaglia:
"Ha dato molti spunti sull'importanza di un lavoro di squadra. Un esempio?
La riduzione della pressione fiscale: è importante non solo a livello di
impresa, ma per tutto il Paese. Come Confindustria stiamo portando avanti un
discorso molto nuovo: l'interesse dell'impresa e dei lavoratori devono marciare
insieme pur coincidendo con gli interessi generali di tutto il Paese ".
mar.fed. Imprenditori in platea. Guido Barilla, Paolo Pizzarotti, Marco Rosi e
Alberto Chiesi.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
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Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-07-08 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE I flussi immigrati Tremila posti ma solo mille domande evase
TREVISO - Quasi 16 mila domande, poco meno di 3 mila posti
a disposizione e la macchina della burocrazia che gira a regime ridotto. Sono i dati relativi alle richieste
per il decreto flussi 2007 nella provincia di Treviso: oltre alle migliaia di
datori di lavoro che non verranno per forza di cose accettata la loro domanda,
sono ancora migliaia le pratiche da esaminare. Per gli oltre 2.800 posti
di lavoro subordinato assegnabili con le quote, le domande esaminate sono state
circa il 30 per cento, quindi meno di mille: ad immigrati e datori di lavoro,
non resta che aspettare. A puntare il dito contro le lungaggini burocratiche i
sindacati, ieri presenti alla riunione del Consiglio Territoriale per
l'immigrazione in prefettura: "Un'emergenza molto grave a Treviso – spiega
Franco Marcuzzo, Anolf-Cisl - riguarda anche i neonati immigrati, le cui
famiglie devono aspettare mesi prima di ottenere il permesso di
soggiorno". "Che venga personale in aiuto da altre province dove la
situazione non è così critica", l'appello del segretario della Cgil
Paolino Barbiero. Circostanza che verrà discussa la prossima settimana in
prefettura, per porre nei limiti del possibile un rimedio alla carenza
d'organico dell'ufficio stranieri in questura e allo sportello unico in
prefettura. Sebastiano Pozzobon.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
08-07-2008)
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CRONACA 08-07-2008
SUMMIT DEGLI INDUSTRIALI ASSEMBLEA ANNUALE DELL'UPI Il presidente dell'Upi
"I vizi italiani? Eccesso di pressione fiscale e di burocrazia". I punti cardine del
discorso inaugurale dell'assemblea al Regio Pezzoni: il sistema Parma funziona
bene "Positivi i dati su produttività e occupazione Ma bisogna superare le
logiche di campanile" Aldo Tagliaferro R uota intorno all'etica del lavoro
come elemento fondante della società e di affermazione dell'uomo il
discorso con cui Daniele Pezzoni inaugura la "prima" dell'Upi al
Teatro Regio. La 63" assemblea degli industriali di Parma riporta al
centro del palcoscenico i valori della responsabilità d'impresa, del dialogo e
dell'etica del lavoro per affrontare una fase che - Pezzoni non lo nasconde - danza
pericolosamente tra la crisi finanziaria internazionale e la folle corsa
speculativa delle materie prime. Certo, l'isola di Parma è ancora abbastanza
felice da consentirci numeri migliori della media nazionale e regionale, ma le
tensioni della globalizzazione arrivano anche qui. Arrivano dalla crisi del
credito negli Usa, dal "no" irlandese all'Europa di Lisbona (che
Pezzoni condanna pur riconoscendo che è alimentato "dai tanti vincoli e
limiti posti dall'Unione Europea"), dalle regole internazionali del
mercato che non tutelano a sufficienza la competitività del Made in Italy. I
vizi italiani Ma ci mette del suo anche l'Italia, dove "la pressione
fiscale - sottolinea Pezzoni - è ai massimi storici, la burocrazia
non si è alleggerita e l'intervento pubblico in economia si è addirittura
dilatato". Le pastoie della politica e dei veti incrociati sono piaghe che
hanno prodotto disastri come quello dell'Alitalia, e il presidente dell'Unione
Industriali punta il dito contro "la prima emergenza italiana, e cioè
l'"incapacità di decidere"" e contro un sistema "dove le
risorse non vanno quasi mai a premiare chi produce efficienza, ma vengono
invece distribuite a cascata con criteri spesso automatici in cui l'unica
variabile meritocratica pare essere quella del saper invecchiare ". Serve,
insomma, un'Italia che creda nella meritocrazia, nella condivisione degli
obiettivi e nel riconoscimento del lavoro come espressione dell'identità
nazionale. Non stupiamoci, altrimenti, se negli ultimi vent'anni non è cresciuta
la presenza di multinazionali in Italia o se ci sono più di duecento opere
pubbliche bloccate: in Italia regna "la paura del nuovo - continua Pezzoni
- e tutti desiderano, a parole, progresso e modernità ma nessuno è disposto a
rinunciare alle proprie comodità o a pagare i "costi" che tali
processi comportano ". Un banco di prova importante è l'attesa riforma
della contrattazione aziendale, per la quale Pezzoni nutre fiducia anche per il
cambio di atteggiamento da parte del sindacato. L'agenda delle urgenze Ma è
lunga la lista delle priorità. Pezzoni indica alcune direttrici di lavoro
imprescindibili, come la necessità di un sistema scolastico allineato agli
standard europei; e poi la lotta agli infortuni sul lavoro che non può
risolversi con norme più restrittive ma implica maggiore informazione,
formazione e assunzione di responsabilità. E ancora: il welfare, fossilizzato
sul dibattito pensionistico e gravato dal peso di una "inossidabile
gerontocrazia tanto di potere quanto di idee". "Occorre quindi -
sintetizza Pezzoni - che emerga nel Paese una consapevolezza che solo guardando
avanti con realismo e non indietro con nostalgia si potranno affrontare e
vincere le sfide che il nostro Paese è chiamato ad affrontare". Il sistema
Parma Ma veniamo a Parma, dove "il sistema a filiera tipico del nostro
territorio ha conseguito, in molti comparti, un aumento di produttività ed
invidiabili dati sull'occupazione ". Pezzoni può ricordare con orgoglio il
tasso di disoccupazione più basso d'Italia, una percentuale di lavoro femminile
che supera di ben quattro punti gli obiettivi di Lisbona, la crescita
dell'impiantistica alimentare, del meccanico e dell'alimentare "che è
riuscito a destreggiarsi tra rialzi delle materie prime e "caro euro"
mettendo a segno, con un incremento del 6,3%, la maggior crescita degli ultimi
anni sostenuta dal miglior incremento dell'export degli ultimi dieci
anni". E sono positivi anche i risultati del vetro (+6% dopo anni di
crisi), della chimica farmaceutica, mentre qualche preoccupazione deriva dal
comparto dei materiali da costruzione e dalle quotazioni poco remunerative dei
nostri prodotti tipici. Ma non sono soltanto i numeri a promuovere il sistema
Parma. La capacità di innovare per contrastare le imitazioni del Far East, il
dialogo con le amministrazioni del territorio, la crescita del sistema
bancario, le prospettive legate a Efsa, Fiere, Collegio Europeo, Aeroporto,
Spip, Soprip, Cepim sono tutte chiavi di lettura di una realtà che per Pezzoni
trova il punto di equilibrio nel "lavoro comune". L'importante -
sottolinea il presidente degli industriali - è comprendere che "i confini
provinciali e le forze espressione del territorio sembrano ormai non essere più
sufficienti. Il territorio deve sempre più essere visto e vissuto come una
vasta area interprovinciale accomunata da interessi economici di settore
omogenei, da analoghe culture e da un realistico progetto di sviluppo
strategico condiviso dalle forze politiche ed economiche". Su questa
strada si stanno già muovendo le Fiere di Parma e Enìa. L'auspicio - conclude
Pezzoni - è quello che in tutti i settori il "campanile" lasci sempre
più posto alla collaborazione con realtà complementari. "Giusto guardare
oltre i confini della provincia come fanno le Fiere ed Enìa" Il presidente
Upi, Daniele Pezzoni Con Emma Marcegaglia, durante il suo intervento e con il
ministro Sacconi.
( da "Messaggero, Il" del 08-07-2008)
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08 Luglio 2008
Chiudi di DANIELE MAGLIOCCHETTI ROMA - "Più che acquistare, ora bisogna
cercare di vendere...". L'ammissione è del presidente della Lazio Claudio
Lotito che ieri, mentre si godeva il primo giorno di Carrizo, ha fatto il punto
della situazione. "La rosa è ampia ma di qualità e mi si può dire di
tutto, tranne che spendo poco per la squadra. Basta vedere che alla voce
entrate c'è lo 0. Anche se adesso bisogna provare a sistemare alcune
situazioni". E' Rossi che preme in questo senso, anche perché al momento
la rosa è composta da 40 giocatori che si dovrà portare in ritiro. La
situazione più urgente è legata a Zauri. Con la Fiorentina c'è stata una
frenata, anche se al club viola il terzino interessa ancora. Stesso dicasi per
il Napoli. Resta in piedi lo scambio con l'Udinese per Stendardo-Pinzi, ma si
deve fare in fretta. La Sampdoria sta pressando il centrocampista e vorrebbe
chiudere l'operazione tra oggi e domani. La società genovese sarebbe
interessata anche a Mutarelli, anche se sono diversi giorni che non si fa
sentire. Per Bonetto al Livorno si sta solo aspettando l'annuncio, con il
giocatore che andrà in Toscana con la formula della comproprietà. Per quanto
riguarda le entrate, il presidente ha assicurato che la Lazio farà altri colpi,
forse un paio. Il primo sulla lista è senza dubbio Matias Augusto Fernandez. E
ieri per la prima volta il patron laziale ha ammesso che l'interesse c'è
eccome. "Stiamo seguendo questo ragazzo da tempo, ma aspettiamo ormai da
un mese e mezzo il passaporto comunitario e stavolta, dopo l'esperienza
Carrizo, evitiamo di confidare nella burocrazia", le parole di Lotito.
Di sicuro se Ledesma dovesse diventare comunitario, allora le cose
diventerebbero più semplici. A proposito dell'argentino dovrebbe essere per
giovedì l'appuntamento per il rinnovo. Infine c'è il romeno Moti che con un po'
di rammarico dice: "La Lazio? Non ne voglio più parlare, ora penso
solo alla Dinamo".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)
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Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-07-08 num: - pag: 12
categoria: BREVI "Sòla" estate d' Un rumore, un incidente,
l'indennizzo... "Kammerspiel" con truffa finale di ALESSANDRO PIVA
SEGUE DALLA PRIMA Nato a Salerno nel 1966, cresciuto a Bari, Alessandro Piva
vive da molti anni a Torrimpietra, vicino Roma. Regista di cinema e di teatro,
ha all'attivo due film: "LaCapagira" e "Mio cognato" Forse
ho combinato un danno, solo una settimana fa ho strisciato un furgone in
manovra di parcheggio e avevo torto. Rallento, mi fermo alla prima piazzola
utile seguito dall'altra auto. All'interno ci sono tre persone, due uomini e
una donna - che noto ha una mano sulla guancia, come se fosse dolorante ai
denti. I primi due scendono, l'altra rimane dentro. I due sono malmessi,
fisicamente almeno, ma vestiti al meglio delle loro possibilità. Questa è la
prima impressione. In particolare uno ha la carnagione scura e i denti finti,
un perfetto Rom italianizzato, l'altro sembra invece albanese. Ma non ci potrei
giurare. In ogni caso non mi scompongo troppo e provo a tagliar corto:
"Non vi siete fatti niente, vero?". Quello con la carnagione
olivastra ribatte: "Come niente? Mi hai rotto lo specchietto! " e mi
chiede se ho il Cid. Io dico di no. Lui dice che hanno fretta perché loro
cugina sta male e devono portarla in ospedale, quindi va a vedere in macchina
se hanno un modulo blu. Nel frattempo noto che l'altro sta osservando il mio
specchietto. Il primo ritorna e dice che nemmeno loro hanno il Cid, quindi mi
chiede cosa preferisco fare. Io gli spiego che ho un impegno urgente. Sarà già
suonata la campanella?, mi chiedo. Lui mi prospetta due opzioni: mettere in
mezzo l'assicurazione oppure dargli un risarcimento immediato e chiuderla lì.
Io ci penso un po' su, in un attimo un'immagine: i miei pupi in grembiule,
tutti soli, con l'entusiasmo che si spegne mentre i genitori degli altri
portano via i propri piccoli. Ma loro padre non c'è, in attesa dei vigili e di
tutto il resto. La fretta prende il sopravvento e butto là: "C'ho trenta
euro subito, se vuoi." L'altro: "Trenta euro te li regalo io!"
"Allora facciamo cinquanta", ribatto io. "Cinquanta va bene, ma
devi ringraziare che mia cugina sta così." "Comunque avete rotto
anche l'altro specchietto" faccio io. "Sì, è successo ieri in garage,
mi sa che la sfortuna ci insegue ", ribatte lui. In breve se ne vanno. Io
mi credo contento di aver risolto il problema da uomo pratico, senza passare per le lungaggini della burocrazia. Decido di mettermi di fronte alla targa mentre si allontanano,
per evitare che trascrivano i numeri e, cambiando idea qualche giorno dopo,
tornino all'attacco con altre pretese. E' in questo istante che ho la
sensazione che tutto è successo troppo velocemente. La faccia del rom
sbiancata. L'altro, muto come una mummia ma attento a ispezionare il mio
specchietto. La donna, presunta cugina, col presunto mal di denti. Una perfetta
messa in scena. Una recita a soggetto recitata con più verve e credibilità di
quanto avrebbe fatto qualsiasi attore professionista. A conferma che la fame e
la strada sono le due migliori accademie di arte drammatica su questo mondo.
Vado a verificare lo stato del mio specchietto. Ci sono dei segni bianchi. Ma
la loro auto era nera! Capisco che il tipo stava semplicemente segnando delle
tracce con un gessetto mentre l'altro mi intratteneva, per rendere più
credibile la dinamica dell'urto. Penso però che il rumore c'era davvero, e che
in qualche modo devono averlo prodotto. Il Rom ha avuto la sagacia di lasciarmi
la possibilità di scegliere l'opzione a lui più gradita. Insomma ho infine
afferrato il senso bruciante della "sòla" - il bidone, come lo
chiamano a Roma - ma cionostante sono riuscito ad apprezzare questa messa in
scena - una sorta di kammerspiel con finalità a delinquere. Il mio biglietto
l'ho pagato: circa 15 euro per ciascun attore. Una compagnia girovaga che ha
congegnato a perfezione un quadro a tre destinato ad innumerevoli repliche. Per
fortuna questo mestiere mi permette di capitalizzare anche queste piccole
storie, per raccontarle chissà dove e chissà quando. E allora mi convinco che
quei cinquanta euro sono un investimento. Non posso smettere di pensarci mentre
incredibilmente al suono della campanella sono proprio Alessandro Piva dietro
la macchina da presa lì, nel cortile della scuola. Un attimo dopo Leone e
Augusto, i miei figli, corrono a perdifiato mostrando orgogliosi ai compagni il
loro papà. Questo è un regalo tutto per me, il più bel regalo che io posso
ricevere oggi. Fa niente se mi è costato cinquanta euro. Mi guardo indietro e
realizzo che in fondo le uniche tre vere "sòle" subite per strada
sono localizzate tutte a Roma Capoccia. Una puntata al gioco delle tre carte da
adolescente, un telefonino finto e questi cinquanta euro. Tutto sommato un
bilancio ragionevole per questi quarant'anni di vita senza troppe blindature.
No, a pensarci meglio una "sòla" ben più grande rischio di essermela
beccata in provincia di Bari, ma questa è un'altra storia.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-07-2008)
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08 Luglio 2008
Chiudi L'Ater di Chieti, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale
avrebbe bisogno di almeno mille nuovi alloggi nei prossimi dieci anni per
rispondere alla domanda di carattere abitativo, con un investimento annuo pari,
a 50, 60 milioni di euro. Somme ingenti, spesso bloccate
dalla burocrazia e ferme
nelle casse pubbliche. Ed ecco allora che per avviare una politica più dinamica
nell'edilizia sociale, che aiuti a spendere i fondi pubblici bloccati ma anche
a reperire investimenti che arrivano da soggestti esterni, restituendo slancio
ad un'edilizia privata che vive una fase di profonda crisi, si e'
pensato ad un protocollo d'intesa. L'accordo vede insieme l'Ater, Anci Abruzzo,
ovvero l'associazione nazionale dei comuni, e l'Ance di Chieti, Associazione
che raggruppa i costruttori edili aderenti a Confindustria. Il documento
sottoscritto ieri mattina e presentato nel corso di una conferenza stampa
svoltasi presso la Casina dei tigli dal presidente dell'Ater Paolo Sperduti,
dal presidente di Anci Abruzzo Antonio Centi e dal presidente dell'Ance Paolo
Primavera, sancisce di fatto la nascita di un gruppo di lavoro congiunto che
dovrà definire indirizzi comuni in tema di politiche abitative e, in
particolare, di housing sociale. Sperduti, nel sottolineare la necessità di
costruire almeno mille alloggi, ha evidenziato come la relativa programmazione
vada condivisa con gli enti locali e con i privati. "Questo protocollo -
ha detto - dà corpo a un gruppo operativo che deve individuare i progetti più
importanti e necessari: in una parola stabilire dove e quando si
costruisce". Per il presidente di Ance Chieti Primavera, che ha ribadito
l'opportunità di una programmazione non più legata ai Piani regolatori, la cui
approvazione si trascina spesso anche per 20 e 30 anni, l'accordo siglato oggi
è il punto di partenza verso piani di intervento più dinamici, da realizzare in
tempi brevi, che si adattano alle esiegenze dei territori. Secondo Centi,
infine, quella di Chieti è un'iniziativa che fa da apripista per tutte le altre
Ater abruzzesi e potrebbe essere allargata già a settembre prossimo con
l'istituzione di un tavolo regionale. Inziativa, quest'ultima, già fatta
propria dal presidente Sperduti.
( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-08 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Colombo Taranto, il medico del Gemelli "Leggete
le cartelle cliniche provano che sono innocente" "Dormo sonni
tranquilli. Non ho fatto niente di male. Ho fatto solo il mio lavoro nel modo
più giusto e più corretto. E se qualcuno non ci crede, vada pure a vedere le
cartelle cliniche. Penseranno loro a fugare tutti i dubbi su me e sul mio
operato. Sono un medico: non mi interessa chi è il buono e chi il cattivo, devo
dare assistenza a chi ne ha bisogno". Parla chiaro Colombo Taranto, 49
anni, da venti strutturato come ricercatore di psichiatria al policlinico
Agostino Gemelli. E si difende dalle accuse di corruzione e falso che gli muove
il pm Diana De Martino della Procura di Roma. "Tempo fa sono iniziate le
indagini e sabato mattina mi è stato comunicato che l'inchiesta stava
proseguendo. Dicono che alcune persone hanno avuto vantaggi dai nostri
certificati medici ". Che tipo di vantaggi? "Per esempio che dalla
detenzione in carcere sono finite ai domiciliari o che dai domiciliari sono
state mandate nelle comunità terapeutiche". E non è vero? "Prendano
pure le cartelle cliniche dei pazienti e vedranno che non ci sono irregolarità.
Tutto è fondato su certezze, i dati sono incontrovertibi". In che senso è
tutto basato su certezze? Non sono perizie psichiatriche? "Ci sono anche
quelle, ma mi riferivo a dati di laboratorio, e quelli sono veri. Sto parlando
di risultati di analisi del sangue, delle urine e soprattutto del capello che
sono le più attendibili. Dalla lunghezza si riesce a capire da quanto tempo una
persona è tossicodipendente. è tutto scritto nero su bianco". Sarebbe
pronto a confermare anche oggi che è sotto inchiesta che il regime carcerario è
incompatibile con lo stato di salute di quei detenuti? "Alcuni hanno
depressioni gravi legate alle condizioni di salute. Uno ha subito un trapianto
ed è a rischio di rigetto. Un altro ha un tumore epatico ed è in lista di
attesa per ricevere un nuovo fegato. è naturale che siano depressi. Per me
questi sono casi di pazienti eclatanti e per cui è impossibile ogni tipo di
contestazione". Eppure contestazione c'è... "Ma come si fa a tenere
in carcere un uomo che aspetta un trapianto di fegato? Foss'anche solo per i
tempi tecnici. E se poi per sbrigare tutte le pratiche
richieste dalla burocrazia
il paziente, per quanto detenuto, dovesse morire?". Alza il ricevitore di
casa anche l'altro psichiatra indagato nell'inchiesta, Armando Urbani. Ma è
laconico. "Non ho niente a che fare con questa storia e con il
Gemelli". Quindi non è agli arresti domiciliari? "No". E
mette giù. Clarida Salvatori.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-08 - pag: 19 autore: Industria. Il
presidente degli imprenditori Francesco Peghin lancia un appello ai
parlamentari del Nord Padova, patto sul federalismo "L'autonomia fiscale è
il primo passo per agevolare lo sviluppo" Claudio Pasqualetto PADOVA E se
vivessimo in un Paese normale? Confindustria Padova lancia quella che in teoria
dovrebbe essere tutt'altro che una provocazione alla sua assemblea annuale e il
discorso si sposta subito, oltre che sui temi di sempre, dal
fisco alla burocrazia, sul
federalismo, oggi considerato dalle imprese come una sorta di ultima frontiera
per conquistare spazi di competitività. Francesco Peghin, presidente di
Confindustria Padova, non è andato per il sottile affermando che "siamo
sul ponte del Titanic eppure sottocoperta continuano le danze". Le
imprese devono essere messe nelle condizioni per poter tornare alla crescita e
per farlo occorre porre fine all'autolesionismo che sembra caratterizzare
l'Italia. La strada indicata da Peghin è quella di un federalismo che "è
ineludibile per una vera trasformazione del Paese ", dove chi decide
risponda di quanto deciso, senza spazi per l'egoismo ma con una autonomia ed
una responsabilizzazione che coincidano con gli interessi nazionali. "Il
Veneto- ha affermato - può e deve candidarsi a terreno di sperimentazione del
federalismo. Chiedo ai parlamentari di entrambi gli schieramenti e dell'intero
Nord di sottoscrivere pubblicamente un contratto per l'attuazione del
federalismo fiscale entro dicembre". Peghin ha invocato anche atti
concreti. "Non possiamo continuare a ripianare a piè di lista i deficit
fallimentari di Lazio, Campania, Sicilia. Mandiamo a casa i governatori ed i
sindaci che portano al fallimento gli Enti che governano. Dobbiano arrivare al
fallimento politico analogo a quello civilistico, con i commissariamenti, le
elezioni e l'ineleggibilità degli amministratori falliti". Parole che
hanno trovato immediato riscontro nella tavola rotonda, moderata da Ferruccio
de Bortoli, alla quale hanno partecipato il sindaco di Torino Sergio
Chiamparino, il governatore del Veneto Giancarlo Galan ed il ministro del
Welfare Maurizio Sacconi. Per tutti, in sostanza, occorre prendere atto
dell'esistenza di una "sana diseguaglianza" fra le regioni italiane
ed agire di conseguenza, assicurando un minimo di servizi essenziali a tutti ma
lasciando anche alle regioni più produttive la possibilità di godere di
adeguati benefici a sostegno del sociale ma anche, ovviamente, dell'economia e
delle imprese. Proprio da qui bisogna ripartire, secondo Peghin, dall'abbandono
di logiche superate per trovare risorse a sostegno di imprese come quelle
padovane che, giusto per fare un esempio, negli ultimi due anni hanno creato
nel solo manifatturiero 9mila nuovi occupati. "Abbiamo una disoccupazione
al 3,2% - ha ricordato il presidente di Confindustria Padova - il reddito pro
capite in provincia è del 24% superiore alla media nazionale, nel 2007 abbiamo
contribuito per il 20%, con 30 miliardi di euro, al valore aggiunto prodotto
nel Veneto ed abbiamo esportato per 8 miliardi". "Certamente
avvertiamo i segnali di crisi che si avvertono sullo scenario globale- ha
aggiunto- ma nonostante i ritardi del Paese siamo riusciti a rimanere
saldamente agganciati ai mercati ed alle economie che trainano la crescita
mondiale". Per il ritorno alla crescita senza condizionamenti Peghin ha
indicato il percorso di cui s'è detto, spiegando che il federalismo non è né di
destra né di sinistra ma può essere il motore di un progresso e di un progetto
di sviluppo che riguarda l'intera Italia. "Serve un federalismo vero ha
precisato nelle sue conclusioni la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
- che si traduca in competitività e che permetta ad un'area come Padova di sviluppare
a pieno tutto il suo straordinario potenziale fatto di eccellenze
nell'industria, nei servizi ma anche nella cultura e nella scienza".
OCCUPAZIONE E RICCHEZZA Nell'ultimo biennio il settore manifatturiero ha creato
9mila posti di lavoro Il reddito pro capite supera del 24% la media nazionale
Padova. Francesco Peghin.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-07-08 num: - pag: 8 categoria: BREVI
Abano Terme Edilizia privata Pratiche on line ABANO - Si tratta di un nuovo
servizio on line innovativo, studiato per il cittadino e il professionista. Servirà a consultare a distanza le informazioni relative
all'edilizia privata. E' l'ultima novità via web presentata dal Comune di
Abano. Una pagina, linkata nel sito del Comune (www.abanoterme.net) che ha
tutto il vantaggio di snellire la burocrazia delle pratiche edilizie.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-07-08 - pag: 29 autore: Il Fisco degli
altri Tasse tedesche, cure italiane di Andrea Malan I l Fisco tedesco, già
ritenuto uno dei più severi con il contribuente, prepara un'altra misura
antievasione: il ministro delle Finanze, il socialdemocratico Peer Steinbruck,
sta studiando l'introduzione dell'obbligo per i commercianti al dettaglio di
inserire nei loro registratori di cassa un microchip che registri in tempo
reale fatturato e Iva, e che possa essere controllato dal Fisco. La misura è
parte di un più ampio provvedimento di modifica della normativa sociale per
combattere il lavoro nero e dovrebbe essere approvata dal Governo di coalizione
cristiano democratico-socialdemocratico il prossimo 30 luglio. La proposta ha
naturalmente provocato le reazioni dei commercianti: Birgit Mueller,
dell'associazione di categoria Hde, ha parlato di "spese
e investimenti nella burocrazia che superano ogni limite". Tutte le altre associazioni di
categoria si associano alla protesta, che è rivolta anche contro gli attuali
progetti di riduzione della burocrazia, che non sarebbero abbastanza decisi e viceversa lascerebbero
troppo poco tempo e spazio alle proposte delle categorie. Anche la
stampa economica ha preso posizione contro il progetto, con editoriali che
sfiorano il paradosso. Il quotidiano "Handelsblatt" ha avvertito
infatti il Governo del rischio di trasformare il Fisco tedesco in... una
versione di quello italiano. Dopo l'introduzione del chip nel registratore di
cassa – scrive Handelsblatt – "il prossimo passo logico sarà la
trasformazione della dogana in una vera e propria Guardia di finanza
all'italiana. Così la Germania importerebbe anchei problemi dell'Italia: lì le
imposte vengono pagate quasi solamente quando si è sicuri della visita della
Finanza". Le aziende tedesche, prosegue Donata Riedel, autrice
dell'articolo, si sentono già sospettate di non pagare le tasse e ingiustamente
perseguitate. Il nuovo provvedimento non promuove il fatto che sia giusto
pagare le tasse, ma rischia di creare una spirale di sfiducia reciproca tra
Statoe contribuenti che "potrebbe portare alla fine di qualsiasi morale in
campo fiscale – e perfino a comportamenti all'italiana".
( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Crisi Da 20
anni gli stabilimenti balneari perdono file di ombrelloni Spiagge, allarme
erosione Il Lazio perde i suoi lidi Il fenomeno riguarda il 54 per cento delle
coste Col 90,9 il Molise è la regione italiana più colpita Andrea Riccardi Con
una percentuale media di erosione delle coste pari al 54 per cento, il Lazio è
una delle regioni più a rischio della Penisola, pur sempre lontana dalla
devastante invadenza del mare in Molise, dove si registra una percentuale del
90,9 per cento. Da Montalto di Castro a Scauri gli stabilimenti balneari
continuano ogni anno a perdere file di ombrelloni, abbonamenti stagionali e
denaro. Le mareggiate, d'inverno, infliggono colpi letali agli arenili,
portando via cabine, chioschi, devastando gioielli come la spiaggia di Chiaia
di luna a Ponza. Da 20 anni i gestori laziali difendono i propri lidi con le
unghie e con i denti. Chi, pagando di tasca propria, come succede a Nettuno,
ogni anno compra sabbia per allungare il proprio bagnasciuga. C'è chi, un anno
e mezzo fa, ha visto il proprio stabilimento spazzato via dai cavalloni, come
Tony Quaranta, del "Quaranta gradi all'ombra", a Fiumicino. Chi ha
visto e continua a vedere il mare mangiarsi metro dopo metro la sua spiaggia e
ancora spera in un intervento della Regione. Chi, come Ugo Boratto, gestore
dello stabilimento "El pareo", a Marina di San Nicola, ha invece
vinto la propria battaglia contro il mare e la burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in
extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi
per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il
problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive
dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.
Basti pensare al litorale di Ostia, colpito per tutta la sua lunghezza
dall'erosione ma che per uno strano gioco di correnti che si muovono davanti
agli arenili, in alcuni tratti l'ha subita più intensamente che in altri.
Stessa situazione "a tratti" vissuta dai gestori degli stabilimenti
di Fregene, Focene e Fiumicino, da quelli di Santa Marinella e dai colleghi di
Ladispoli. Diverso ciò che accade ad Anzio, a Nettuno e a Lavinio, località tra
le più colpite dal fenomeno. Qui, dove si è già intervenuti con la costruzione
di 10 dighe e con operazioni di dragaggio e ripascimento morbido, la
situazione, in alcuni casi, è addirittura peggiorata. Mentre l'antico porto
neroniano di Anzio si inabissa, nella zona di Cretarossa, a Nettuno, le onde
continuano a buttare giù ombrelloni in una sfiancante partita a bowling. E la
rabbia dei gestori sale, soprattutto nei confronti dell'assessorato
all'Ambiente della Regione Lazio, che dal 2001 cerca, con modesti risultati, di
far fronte all'emergenza. Basta ascoltare il signor Savino, dello stabilimento
"Sette fiori blu" di Nettuno, o Daniela Di Renzoni, del
"Rivazzurra", che qualche anno fa è stata costretta a
"traslocare" bar, sdraio e ombrelloni. O Ruggero Barbadoro della
Fiba, che gestisce a Ostia lo storico lido "Il Venezia", di fronte al
quale, sott'acqua, s'intervenne con un sistema di tubi "bms"
"che - spiega Barbadoro - non sono serviti a niente tanto che ora bisogna
intervenire di nuovo". L'erosione della costa, provocata un po'
dall'innalzamento del livello dei mari, un po' dalle secche dei fiumi, non è
comunque un problema recente. Nel 2001, per esempio, in una delibera di giunta
regionale, già si parlava di interventi per la difesa e la ricostruzione del
tratto di costa compreso tra Tor Caldara e Capo d'Anzio mediante ripascimento
morbido. Nel 2007, con una nuova delibera, sono stati stanziati 2 milioni e 400
mila euro per la salvaguardia dello stesso tratto, questa volte mediante un
sistema di pennelli e attraverso altri progetti, a causa del fallimento dei
precedentui interventi. La Regione, ora, si prepara ad arginare il fenomeno con
una nuova ondata di stanziamenti "che la giunta Marrazzo approverà entro
la fine del mese", dicono fonti vicine all'assessore all'Ambiente
Filiberto Zaratti. "E ci sarà una pioggia di fondi per salvare
Ostia", specificano dall'assessorato Verde. "Ma non per le dune
Capocotta", spiegano ancora, "che essendo comprese nella Riserva
Naturale Statale Litorale Romano necessitano di un iter burocratico più
tortuoso". Per quanto riguarda Ostia si fa probabilmente riferimento al
programma di protezione globale, nato da un progetto scientifico presentato dal
presidente dell'Assobalneari Renato Papagni all'assessorato e che costerà 8
mioni di euro. "Si tratta di un intervento volto a riarmare le barriere
sostenute nella vicinanza del porto, che metterà in sicurezza l'area di Ostia
centro con la messa in quota di tutte le barriere sorrette e l'attivazione
permanente del bms", spiega Papagni. "Ostia è stata per anni "terra"
di sperimentazione - continua Papagni - ora finalmente avremo un progetto
globale per mettere definitivamente in sicurezza tutto il litorale".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il Sole-24 Ore
sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-07-08 - pag: 26 autore: INTERVISTA Stefania
Craxi "Una marcia in più ma manca la regia" Sara Cristaldi "Il
rinnovato dialogo è un avvenimento di grande importanza. L'iniziativa francese
ha l'appoggio dell'Italia che però vuole giocare un ruolo anche un po'
competitivo con Parigi, considerata l'importanza strategica che la Sponda Sud
riveste per il nostro Paese". Così Stefania Craxi saluta l'Unione per il
Mediterraneo (Umed) al cui solenne varo parteciperà, nel fine settimana a
Parigi, avendo seguito come sottosegretario agli Esteri la preparazione del
progetto voluto da Nicolas Sarkozy. Certo, rispetto alla Francia, export e
investimenti diretti nell'area vedono l'Italia in forte ritardo. Non è troppo
velleitario voler giocare un ruolo competitivo? Finora abbiamo avuto un ruolo
modesto. L'Italia in questi anni si è avviluppata in posizioni di retroguardia.
è stato un periodo difficile e doloroso di ristrutturazione. Così esiste ancora
uno scarso coordinamento tra le pur tante risorse investite sul Mediterraneo.
Difficile quindi agire con peso politico. è un problema che pongo con forza,
per arrivare a un coordinamento tra tutte le risorse, pubbliche e private. è la
battaglia che mi accingo a combattere. Intanto cominciamo col sostenere
l'iniziativa francese. Anche perché, dopo l'impantanamento
del processo di Barcellona per burocrazia ed eurocentrismo, l'Umed si muove in un ottica di maggior
co-ownership. Di responsabilità condivise come dimostra la co-presidenza
offerta (e accettata) al presidente egiziano Mubarak. Altri in Europa però non
sembrano così entusiasti dell'Umed. Ai Paesi che preferirebbero
continuare a investire a Est dico: riusciremo a portare a casa qualcosa. Faccio
un ragionamento politico. Dal Mediterraneo arrivano grandi problemi per la Ue:
le emigrazioni dall'Africa affamata, l'estremismo islamico, la bomba del Medio
Oriente. L'unica arma per rispondere è sostenere questi Paesi e incoraggiare
gli affari. Non c'è pace dove si muore di fame. Sviluppo a Sud, quindi, nel
quadro di processi che devono maturare con i loro tempi. Anche per questo
l'Italia ripropone la necessità di dar vita a una grande Banca del Mediterraneo.
Ma la Ue non ha già perso la partita a fronte dei forti investimenti in arrivo
sulla Sponda Sud da Golfo e Cina? No. Vedo con favore l'ingresso delle nuove
potenze mondiali nel gioco economico e politico. Penso che abbiano un ruolo
geo-strategico molto importante da giocare. Ma per la Sponda Sud può valere di
più la nostra vicinanza geografica e culturale: il modello delle Pmi, ad
esempio, è quello che più si adatta alle realtà economiche e sociali di
quest'area. sara.cristaldi@ilsole24ore.com "Per competere possiamo far
valere la nostra vicinanza geografica e culturale" LAPRESSE
Sottosegretario. Stefania Craxi.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Polemica Galan: Confindustria si batta. La leader: lo faremo con
forza "Emma, cosa fai contro i monopolisti locali?" PADOVA -
"Un'associazione come Confindustria deve sentirsi in dovere di affrontare
questa battaglia culturale". è la stoccata che Giancarlo Galan, presidente
della Regione Veneto, ha indirizzato ieri ad Emma Marcegaglia dal palco
dell'assemblea generale di Confindustria Padova. La battaglia a cui allude il
governatore è quella contro le ex municipalizzate che giocano di sponda per
aggirare le gare d'appalto ed affidare certi ghiotti incarichi ai propri
"cari". "Ma è lecito - si è chiesto Galan - che una società come
l'autostrada Brescia-Padova metta in piedi un'azienda che si chiama
"Serenissima Costruzioni" e che affidi a questa opere che vanno dalle
costruzioni alla scelta e messa a dimora di piante a bordo strada, senza che ci
sia modo di porre in concorrenza fornitori diversi? Credo che Confindustria
dovrebbe battersi contro un modello culturale che è un
sistema della burocrazia
politica di mantenere se stessa". "Mi piace che nelle intenzioni del
governo ci sia la volontà di riprendere le liberalizzazioni - ha replicato,
concludendo l'incontro pubblico, il presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia - e sono molto d'accordo sul fatto che non occorra solo
liberalizzare ma che è importantissimo privatizzare. Voglio rassicurare Galan:
ho preso questo impegno molto sul serio ed a questo fine ho incaricato il mio
vicepresidente Antonio Costato, che è uno che non molla l'osso". Gianni
Favero.
( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Gli industriali: "Contratto con il Nord" Peghin: i
parlamentari veneti firmino un impegno per il federalismo subito Marcegaglia: riforma ineludibile ma non moltiplichiamo le burocrazie Il
presidente di Confindustria Padova attacca la Corte costituzionale e i politici
del Sud. "E il Veneto diventi terreno di sperimentazione
dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno
degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova,
un tipo spesso placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare
l'elmetto, di far titolare "Italia spaccata " l'assemblea generale
della sua associazione e di usare toni ultimativi nella sua relazione:
federalismo subito, nessuna pietà con chi saccheggia le risorse pubbliche e
zavorra la parte più virtuosa del Paese. Applaudito con convinzione in platea
dai colleghi, dalla prima linea confindustriale veneta e nazionale (da Andrea
Riello a Emma Marcegaglia), Peghin propone un "Contratto per il Nord"
per l'attuazione dell'autonomia entro dicembre, lo sottopone non solo al
governo, non solo ai veneti "ma ai parlamentari di tutto il Nord e di
entrambi gli schieramenti". Una sorta di impegno solenne e formale, con
questo territorio che si candida "a terreno di sperimentazione del
federalismo", in cui il Veneto "chiede per sé un sistema di
finanziamento delle proprie competenze, con un'attuazione dell'articolo 119
della Costituzione". è il metodo, insomma, del federalismo a velocità
varibile, "il modo di risolvere la questione settentrionale, così diversa
ma così dipendente da quella meridionale". Ci sono perfino sonore
bacchettate per la Corte Costituzionale, definita "compiacente" a
proposito della recente sentenza con cui ha respinto un ricorso di Veneto e
Lombardia sul ripianamento dell'extradeficit sanitario di cinque regioni del
Centro Sud. Parole dure, accompagnate dall'invito a usare il
"commissariamento, le elezioni e l'ineleggibilità degli amministratori
"falliti"", cioé quelli che moltiplicano a livello locale
sprechi e costi pubblici. Un assist per Maurizio Sacconi, il ministro
trevigiano ospite d'onore, che promette: "Dobbiamo liberare il Paese dal
peso di amministrazioni pubbliche inefficienti. Sapete che ho proposto al
Consiglio dei ministri, insieme al ministro Tremonti, il commissariamento del
Lazio. Questo vale per tutte le Regioni: chi non osserva i piani di rientro
sulla spesa sanitaria sarà commissariato. E questo è solo un anticipo di quello
che sarà il federalismo fiscale: oltre una certa soglia scatta il
"fallimento politico"" con tanto di sanzioni. Emma Marcegaglia,
che chiude l'assemblea, è certamente più convinta del suo predecessore Luca di
Montezemolo, sempre piuttosto tiepido sull'argomento: la mantovana parla di
"riforma ineludibile" per poter consentire a "territori omogenei
di poter rispondere meglio alle logiche della globalizzazione". Ma con la
solita avvertenza: "Il decentramento finora è stato fatto molto
male". Quindi no a operazioni "che aumentino i centri di costo e la burocrazia, il federalismo va fatto alleggerendo lo
Stato". In primo piano anche la stretta attualità economica: la
"minaccia" di autunno caldo in arrivo da Guglielmo Epifani, che ha
attaccato a testa bassa il governo, è una novità di giornata. Maurizio Sacconi
replica secco: "Non ci credo. Piuttosto, c'è il rischio di un autunno
gelido", tra crisi della finanza mondiale e inflazione, per cui "non
è eccessivo ipotizzare una recessione mondiale". Sembra dargli ragione
Marcegaglia: "Anche nel 2009 prevediamo una crescita dello 0,6%. Cioè
molto meno del previsto. Non credo che siamo condannati a non crescere per
sempre, ma c'è una situazione di urgenza che va affrontata subito, perchè non
c'è più tempo". Claudio Trabona (Altro servizio nel Corriere della Sera)
Assise L'assemblea di Confindustria Padova. A centro pagina, Francesco Peghin
con Maurizio Sacconi.
( da "Nazione, La (Livorno)" del 08-07-2008)
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CRONACA LIVORNO pag.
5 DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in
consiglio, co... DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi
arrivare in consiglio, così come avvenuto in Comune, l'accordo procedurale per
il Piano regolatore del porto di Livorno. L'imperfetto è d'obbligo dato che
ieri, dopo la presentazione da parte dell'assessore Mauro Penco dell'accordo,
passaggio fondamentale per dare il via al nuovo piano regolatore atteso da
decenni, qualcuno ha fatto notare che entro il 10 luglio, data fissata dalla
Regione per la firma con la Provincia, il Comune e l'Autorità Portuale, non è
possibile convocare un consiglio provinciale. La burocrazia amministrativa e quella della
politica hanno i loro tempi. Le forze di opposizione, Popolo delle Libertà e
Rifondazione, hanno sottolineato l'inadeguatezza di certi comportamenti da
parte delle istituzioni. Si professa la democrazia per poi bruciare decenni di
attesa in pochi minuti di dibattito. A chiedere venia, ed anche l'ok
all'accordo preliminare, ci ha pensato il presidente Kutufà: "Ci vorranno
almeno tre anni di lavoro per dare il via ai bandi. Cerchiamo di non ostacolare
questo percorso. Mi appello al vostro buon senso per non far slittare la firma
del documento". Le opposizioni accusano il cattivo funzionamento della
macchina amministrativa. "Avete problemi interni alla maggioranza ? dicono
Maurizio Zingoni FI e Benito Gragnoli An ? ed i ritardi nell'elezione del
presidente del consiglio ne sono la testimonianza". Michela Berti.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Prima
Pagina Categorie economiche: accordo con la Regione UDINE. Più coinvolgimento,
meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle
categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore
regionale Vanni Lenna. IL SERVIZIO A PAGINA 5.
( da "Reuters Italia" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
SAN FRANCISCO
(Reuters) - Google è finita sotto accusa per opera di un gruppo di genitori che
lavorano negli uffici della società della Silicon Valley a causa dell'aumento
dei prezzi dei servizi degli asili infantili. Lo ha riportato il New York
Times. Il Times descrive le proteste sui cambiamenti nella politica degli asili
infantili del leader dei motori di ricerca Internet come uno dei problemi che
stanno venendo fuori con la rapida crescita dell'azienda, fra i quali l'aumento
della burocrazia interna e il
fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in
società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti
nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di
tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i
bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier generale di
Mountain View. "Abbiamo una situazione in cui forniamo il servizio di
asilo infantile a 200 bambini e altri 700 non possono accedervi", ha detto
Furnam. "La premessa a questi cambiamenti è quella di eliminare una lista
di attesa di 700 persone". Secondo i cambiamenti dei prezzi che saranno
scaglionati nei prossimi cinque trimestri, i genitori di un bambino in età
pre-scolare possono attendersi di pagare 1.116 dollari al mese (711 euro) entro
ottobre di quest'anno e 1.710 dollari (1.089 euro) entro ottobre 2009.
( da "Denaro, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Mediterraneo area
med Sud: scacco matto per il rilancio in quattro mosse Realizzare quanto prima
un'area di libero scambio e puntare su sicurezza, ambiente, infrastrutture,
energia. Solo in questo modo Napoli e la Campania possono ricoprire un ruolo
fondamentale nel Mediterraneo. E ancora, prepararsi al Forum universale delle
Culture che si svolgerà a Napoli nel 2013 e che avrà come tema principale il
Mediterraneo.Se ne è discusso ieri a Napoli presso la sede della Fondazione
Mediterraneo Maison de la Mediterranee, in un convegno internazionale sul tema
"Il Mezzogiorno d'Italia tra Globalizzazione e Nuova Geo-Politica del
Mediterraneo", organizzato dalla stessa Fondazione in collaborazione con
la Fondazione Craxi. Nadia Pedicino Rilanciare il Mezzogiorno d'Italia nella
prospettiva del nuovo progetto dell'Unione per il Mediterraneo, lanciato dal
presidente francese Sarkozy e di cui si parlerà domenica 13 luglio a Parigi. E'
questo l'obiettivo prioritario dell'incontro svoltosi ieri presso la sede della
Fondazione Mediterraneo Maison de la Mediterranee, in un convegno
internazionale sul tema "Il Mezzogiorno d'Italia tra Globalizzazione e
Nuova Geo-Politica del Mediterraneo", organizzato dalla stessa Fondazione
in collaborazione con la Fondazione Craxi. "Il progetto spiega Michele
Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo - vuole mettere insieme le
due rive del Mare Nostrum al fine di costituire un polo economico e
socio-culturale in grado di fare concorrenza al gigante asiatico: non più gli
uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri per realizzare un partenariato
concreto che vede gli attori economici, specialmente i privati, nuovi
protagonisti di questa azione". "L'auspicio prosegue è che l'evento
di oggi possa trasformarsi in un tavolo permanente di ascolto e monitoraggio
anche in vista di due eventi importanti per l'Italia e per la regione
mediterranea: il Forum universale delle Culture, in programma a Napoli nel 2013
e l'Expo universale di Milano nel 2015 che vede i paesi della riva Sud insieme
per promuovere al meglio le loro eccellenze e le loro potenzialità". Dello
stesso parere è Stefania Craxi sottosegretario di Stato al ministero degli
Affari Esteri italiano per il Mediterraneo, Medio Oriente e Asia. "A tredici
anni dall'avvio del processo di Barcellona considera - molte risorse sono state
sprecate e l'Europa non è riuscita a dialogare nemmeno con quella parte del
mondo arabo definita moderata. Il Mediterraneo sostiene - deve diventare una
grande area di pace, uno dei grandi punti di passaggio e di incontro tra i
paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo, tra la cultura occidentale
e quella islamica. In questa direzione, grande potrebbe essere il ruolo
dell'Italia e del Mezzogiorno in particolare, dove buona parte può avere il
settore privato". Rilanciare il Mezzogiorno, puntando su quattro
macroaree: sicurezza, ambiente, infrastrutture, energia, è l'opinione di
Antonio D'Amato già presidente di Confindustria, il quale afferma:
"Dobbiamo sfruttare al massimo la posizione dell'Italia nella nuova Europa
allargata, ma soprattutto avvantaggiarci delle enormi potenzialità che il
Mezzogiorno d'Italia è in grado di offrire e portare avanti delle riforme che alleggeriscano la burocrazia, ostacolo allo sviluppo di un territorio". Un'idea
sostenuta anche dal coordinatore per il ministero degli Esteri del Partenariato
Euromed, Cosimo Risi, secondo il quale "il mondo dell'impresa deve poter
contare su un sistema di scambi più funzionale perchè del resto i tempi dell'economia
sono sempre più rapidi di quelli della politica". In questo
contesto, secondo Antonio Badini già direttore generale per il Mediterraneo e
Medio Oriente del ministero degli Affari Esteri italiano, il ruolo delle
piccole e medie imprese è quello di riscoprire la propria identità e
originalità, evitando le standardizzazioni. Mentre per Claudio Azzolini
presidente di Europa Mediterranea, "l'impresa pubblica può avere un ruolo
trainante, ma quella privata se alimentata da risorse finalizzate e da un forte
management è la strada migliore da intraprendere per contribuire allo sviluppo
del Mezzogiorno". "Uno sviluppo aggiunge Caterina Arcidiacono
vicepresidente della Fondazione Mediterraneo - che non potrebbe esistere senza
l'apporto fondamentale della donna". Che il Mediterraneo sia un'area su
cui puntare è anche l'opinione di Gennaro Ferrara rettore Università
"Parthenope" di Napoli che ricorda: "I paesi del Mare nostrum
rappresentano delle aree strategiche per l'abbondanza di materie prime, quali
gas, petrolio, fosfati, ma anche per le valide risorse umane". Ma non c'è
crescita senza una giusta conoscenza del mercato in cui si vuole andare ad
investire. Maggiore informazione sulla cultura e le potenzialità del paese da
conquistare è quindi il consiglio di Diego Guida del Centro Studi dell'Unione
industriali di Napoli. "Ed è proprio per questa mancanza di informazione
che osserva Antonio Cirino Pomicino console onorario del Marocco a Napoli alle
missioni imprenditoriali organizzate in paesi stranieri, l'affluenza degli
operatori campani è esigua". del 08-07-2008 num.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
8 Luglio 2008 IN
LIBRERIA. NERI POZZA PUBBLICA "UNA VITA LIBERA",IL BESTSELLER DELLO
SCRITTORE , ORA RESIDENTE IN AMERICA, DI CUI HA EDITO NEL 2005, "WAR
TRASH" LA CINA CHE MI HA TRADITO "Il mio Paese tratta i cittadini
come fossero bambini creduloni pretendendo soltanto obbedienza e cieca
sottomissione" Il tema dell'esilio, lo sradicamento e lo stordimento sono
ricorrenti. Il "prezzo" della libertà Paola Azzolini
Gli uomini sono come le piante: se li sradichi dal terreno dove sono cresciuti,
corrono il rischio di morire e se sopravvivono, lo fanno dopo un periodo lungo
e faticoso di adattamento al nuovo ambiente. E' questa la storia che racconta
Ha Jin, lo scrittore di origine cinese, oggi famoso in Usa per i suoi libri,
molti tradotti in Italia da Neri Pozza, in quest'ultimo romanzo, "Una vita
libera". Il tema che ritorna nelle sue storie è proprio quello dell'esilio
e della pace, sogno di ogni uomo che abbia conosciuto gli orrori della guerra e
della dittatura. Un importante libro pacifista era stato il precedente
"War trash" , sui campi di prigionia cinesi a Taiwan (Neri Pozza ,
2005). In quest'ultimo si narra la storia di Nan Wu , il protagonista, un alter
ego dell'autore, che ha lasciato la Cina per l'America dopo il massacro di
Tiananmen. Sono passati anni, ma il clima in patria non è cambiato. Il peso del
regime grava su tutto e su tutti. Nan dichiara che ora che si trova in un paese
diverso, la Cina non è più la sua terra: "La disprezzo, perché tratta i
suoi cittadini come fossero bambini creduloni, impedendo loro di diventare veri
individui. Pretende solo obbedienza. Per me la lealtà è un strada doppio senso.
La Cina mi ha tradito,per ciò io mi rifiuto di continuare ad essere suo
cittadino". Ormai il problema della sua nazionalità non lo preoccupa più :
"Indosso la mia nazionalità come se fosse un cappotto". Però il
distacco non è così semplice. Il vecchio io cinese rimane come un doppio
scomodo con cui fare i conti ad ogni passo. La prima realtà che si impone al
cittadino cinese in esilio nel nuovo paese, è proprio la libertà. Libertà che
il vecchio regime cinese aveva eliminato accompagnando i suoi cittadini dalla
nascita alla morte, scoraggiando qualsiasi iniziativa individuale, imbrigliando tutti nelle regole e nella burocrazia asfissiante. Il minimo vitale era assicurato, ma nient'altro.
Soprattutto ogni individuo, per piacere al regime, doveva mentire a se stesso e
agli altri, rifarsi una personalità che fosse gradita ai potenti. L'America è
il luogo invece della libertà e del rischio, ogni cosa dipende dall'individuo,
ognuno, se ci riesce , è artefice del proprio destino. Han Wu è un
intellettuale, un professore che , come tanti altri cinesi in esilio, si adatta
a tutti i mestieri e infine si scopre cuoco abile provetto. Accanto a lui la
moglie Ping ping e il figlioletto Taotao che vivono ciascuno a suo modo
l'esperienza dello sradicamento. Il lavoro e il risparmio alla fine hanno la
meglio sulle difficoltà: i Wu si comprano una casa vicino ad un laghetto, in
Georgia, e un ristorante che rende bene. Il problema più grave è
l'assicurazione per le malattie: solo così è possibile essere curati, perché le
spese mediche e ospedaliere sono altissime. Poi ci sono le altre realtà
estranee del nuovo paese. la più grave è la solitudine. La famigliola dei Wu
vive tra casa e lavoro, con sporadici contatti con altri cinesi in esilio.
L'esperienza della separatezza, dell'isolamento è complicata ancora di più dal
problema della lingua: imparare l'inglese è fondamentale anche per il lavoro e
così per tutto il lungo racconto delle vicende di questi sradicati si snoda
l'affanno di Nan che legge e studia il dizionario, si esercita a memorizzare
vocaboli e espressioni idiomatiche. e soprattutto scrive. O meglio vorrebbe
scrivere. Ma in quale lingua? La sua vocazione sarebbe la poesia e anche in
questo la sua attenzione oscilla tra i poeti della Cina e quelli americani e
inglesi. Man mano che l'integrazione procede, Nan si accorge che ormai non solo
non scrive più in cinese, ma pensa le poesie in americano. E alla fine ne
scrive una per la moglie Pingping che gli sempre rimasta accanto come una
fedele e fidata compagna. Il ritorno alla poesia è il segno della riacquistata
individualità. Il tema della lingua e della creatività si rivela così il filo
rosso di questa rinascita e si snoda lento, ma visibile accompagnando il ritmo
del racconto, che è simile all'acqua tranquilla di un fiume che scorre, il
ritmo della vita, del quotidiano. Non è difficile leggendo, lasciarsi prendere
dal lento fluire del fiume. In queste più che cinquecento pagine non ci sono
avvenimenti straordinari, ma l'avventura continua e miracolosa della
sopravvivenza e del ritrovare se stessi, rinascere dopo l'oppressione, con il
proprio volto, libero dalla maschera che la dittatura aveva costretto a indossare.
Ha Jin, Una vita libera, Vicenza, Neri Pozza, 2008, pp.703, Euro22.00 .
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
8 Luglio 2008 IL
CONVEGNO. Il ministro per le Politiche agricole è intervenuto ieri all'incontro
organizzato da Fedagri Veneto "I finanziamenti vadano a imprese agricole
vere" Zaia sempre critico con l'Ue "Con il sistema concepito così,
l'80% delle risorse va a chi non vive di agricoltura" Matteo Guarda
LONIGO Nel mutamento degli scenari economici le imprese agricole dovranno
rispondere a nuove sfide in cui l'aggregazione, nella forma cooperativa e
dell'associazionismo tra produttori, si dimostra ancora, a 50 anni dal suo
affermarsi, una valida soluzione. Se ne è parlato ieri nella sede delle Cantine
dei Colli Berici al convegno sul ruolo della cooperazione nel settore
agroalimentare nello sviluppo del territorio veneto, organizzato da Fedagri
Veneto, l'associazione aderente alla Confcooperative che rappresenta 355
imprese cooperative e 71.950 soci, con 9.424 addetti e un fatturato che sfiora
i 4 miliardi di euro. Luca Zaia, ministro per le Politiche agricole, ha delineato
le iniziative a livello europeo per il rilancio dell'agricoltura italiana, e
del Veneto, nel quadro di riforma della Pac, che in questi mesi verrà
ridisegnata per il dopo 2013, quando i finanziamenti di Bruxelles saranno
redistribuiti tenendo conto dei nuovi Stati membri. "Occorre far
guadagnare all'Italia posizioni di maggior prestigio ? ha dichiarato Zaia - e
all'altezza delle nuove sfide". Tra queste le maggiori riguardano il
sistema dei contributi all'agricoltura, la dimensione produttiva delle aziende
e la concorrenza delle importazioni a basso costo. "I finanziamenti
dovranno arrivare soltanto alle imprese veramente agricole, nel modo in cui il
sistema è concepito; ora l'80% delle risorse è destinato a soggetti che non
vivono di agricoltura. Questo incide sui costi variabili dei prodotti agricoli,
mentre se si pensa che la media delle imprese venete arriva a una massimo di
2,84 ettari di superficie a Verona, Vicenza, col 2,24, è al terzo posto, emerge
una situazione in cui anche i costi fissi non possono essere adeguatamente
spalmati, col risultato di diventare il 30% superiori a quelli delle aziende
d'Oltralpe e di esporci alla concorrenza di prodotti d'importazione di bassa
qualità. Per evitarlo occorre difendersi introducendo dazi doganali, altrimenti
le nostre imprese rischiano di non essere più in grado di competere con i
prodotti cinesi o thailandesi che hanno costi del lavoro irrisori ed è dubbio
il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare". Anche il presidente
di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ha sottolineato la necessità che i
prodotti importati rispettino gli stessi standard di sicurezza richiesti per le
produzioni italiane destinate all'esportazione. "Siamo stufi - ha
rimarcato Bruni - di vedere gli scaffali della distribuzione occupati da
prodotti di cui non abbiamo certezza degli standard di sicurezza alimentare,
mentre per i nostri prodotti vengono chieste certificazioni su
certificazioni". "La Regione ? ha concluso il vicepresidente del
Veneto e assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato ? rimarrà vicina
alle imprese agricole ma finanzierà, in una visione strategica, solo ciò che è
legato alla redditività. Le linee guida saranno la
valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con la creazione
dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un minor impatto
della burocrazia. Il
prossimo passo sarà lo studio di un marchio unico". .
( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 161 del
2008-07-08 pagina 9 Trovato il corpo nudo in un parcheggio: è lei di Gabriele
Villa Morta per asfissia o per un colpo alla testa, nessuna ferita da arma da
fuoco. Gli inquirenti: "Non è stata uccisa qui" nostro inviato a
Lloret de Mar (Barcellona) Sotto gli occhi di tutti e di nessuno. Nel cuore
della città. A ottocento metri dal commissariato di polizia. È finita nel
peggiore dei modi la vacanza al massimo che sognava di fare qui, nella capitale
della movida iberica, Federica Squarise. L'hanno trovata ieri mattina in una
scarpata che scivola da un terrapieno. Giù, tra le sterpaglie, verso un
parcheggio. Un parcheggio pubblico frequentato da gente che va a far la spesa
al mercato municipale o si infila in una delle tante palazzine popolari di
Anvinguda del Puig de Castellet o di Calle di Barcellona. Appena sopra, sul terrapieno,
dove passa e ripassa la gente per bene, che porta a spasso i bambini o fa
scorrazzare i cani, è il giardino pubblico che incornicia Can Xardò, il museo
archeologico cittadino. Il luogo dove presumibilmente il cadavere della ragazza
è stato scaricato e fatto rotolare per qualche metro. Giusto "quel qualche
metro" che lo separava dalla prima auto parcheggiata. Assurdo. Era circa
mezzogiorno, ieri, quando un giovane operaio morisco che lavora nella villotta
del Comune come manutentore, ha incespicato nel corpo nudo di una giovane
donna, mentre scendeva per raggiungere la sua auto. "Un corpo già con i
segni di una parziale decomposizione, che farebbe risalire la morte ad almeno
tre, quattro giorni prima. Un corpo con dei tatuaggi come quelli che si era
fatta fare Federica", dirà più tardi, quattro ore più tardi, l'ispettore
Jorgi Bascompte dell'Area Teritorial Investigativa de Girona. Nel linguaggio
particolarmente cerrado della polizia iberica è la fine del mistero sulla chica
italiana scomparsa. Quel cadavere è in realtà una sorta di mummia prosciugata
dal clima torrido e impregnata di quella polvere d'argilla. Perciò il
riconoscimento ufficiale da parte dei fratelli, asserragliati all'hotel
Flamingo, dove la vacanza di Federica era cominciata, viene più volte rinviato.
Trasportato il corpo in obitorio, bisogna attendere il verdetto del Dna prima
di pronunciarsi, oggi, su questa strana morte che cerca un colpevole. Ma è
soltanto un prezzo da pagare all'ufficialità che, in faccende simili, trafigge il dolore dei familiari e diventa asettica burocrazia, navigando negli asfittici
canali dei consolati. Perché la conferma che il cadavere sia purtroppo quello
giusto arriva già dalle uniche trasgressioni che Federica si era concessa in
patria, nel paesino di San Giorgio delle Pertiche: il brillantino che aveva
fatto incastonare su un dente e due tatuaggi, sulla caviglia un fiore,
dietro un orecchio tre stelle. Su quel corpo nudo e decomposto, buttato come un
sacco d'immondizia, questi innocui vezzi ci sono. E quindi resta solo da
chiarire la morte. Una morte che si è consumata, o quanto meno è maturata, in
un tratto di cento metri, in Avinguda De Just Marles, tra il Beach &
Friends, il bar dell'aperitivo preso in compagnia dell'amica Stefania e dei
primi brindisi per festeggiare un compleanno, e l'Hard Rock Cafè Yates, la
disco dove Federica e Stefania hanno trascorso la notte del 30 giugno per poi
prendere strade differenti. In mezzo alla folla chiassosa e alticcia che
soffoca Lloret de Mar ogni notte. Che sciama da un discoteca all'altra. Che
butta giù piruleta e cucharacha, i cocktail più diffusi nelle discoteche lungo
il Passeig Maritim, in cui la droga si mescola con l'alcol. Ma come è morta
Federica? Chi l'ha uccisa? Di chi si è fidata questa giovane di 23 anni che non
parlava spagnolo né inglese? Uno dei curiosi che si assiepano dietro la cintura
stesa dagli agenti sostiene di aver visto una Golf nera, con targa di Madrid
sulla quale, un paio di notti fa, una ragazza sembrava dormire. Sotto i nostri
occhi la polizia ispeziona così ogni auto in uscita dal parcheggio, ne prende
la targa e controlla i documenti dei conducenti. E poi c'è una traccia vera: la
maglietta che Federica indossava quella sera, ritrovata avant'ieri sulla
spiaggia, non lontano dal chiosco del Volamar, dove al tramonto, davanti alle
batidas del dopo bagno, i ragazzi de todo el mundo fanno i progetti per la sera
e soprattutto per la notte. Una traccia, quella della maglietta, per la quale,
dopo un lungo interrogatorio e il prelievo del Dna, Victor, il barista
uruguaiano, è stato raggiunto da un ordine di comparizione (provvedimento che
in Spagna non ha alcuna valenza restrittiva) insieme al proprietario tedesco
del Beach & Friends. Victor era infatti l'accompagnatore di Federica
all'uscita dalla discoteca e la sua versione dei fatti ha sempre presentato
contraddizioni. Il corpo, dalle prime analisi, non avrebbe alcuna ferita da
arma da taglio o da fuoco. Si sospetterebbe l'asfissia o un colpo alla testa.
"Seguramente non es muerta aqui", di sicuro non è morta qui. Né ai
giardini né sul terrapieno che conduce al parcheggio. È la riposta all'unisono
della gente di questo quartiere. La stessa gente dell'edificio Barna, al numero
2 di Carrer de Barcelona, che ci fa salire sulla terrazza di casa e vedere ciò
che giù, dietro i cordoni stesi dai Mossos d'Esquadra non si può vedere. È lo
spettacolo macabro di un corpo che, sono le 14 e 44 minuti, viene issato da
quattro portantini lungo la scarpata, infilato in una bara di zinco e portato
all'obitorio. Invano i lenzuoloni blu alzati dagli agenti cercano di proteggere
l'epilogo di questa vicenda. Che trova i suoi labili confini nel vuoto
pneumatico di questa città-giostra dove tutto è lecito. Dove tutto, persino la
morte e la vita, passano inosservati nella lucidità che annega in un beverone
venefico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Stampa Spiagge,
allarme erosione Il Lazio perde i suoi lidi, il Molise la regione italiana più colpita
Con una percentuale media di erosione delle coste pari al 54 per cento, il
Lazio è una delle regioni più a rischio della Penisola, pur sempre lontana
dalla devastante invadenza del mare in Molise, con una percentuale del 90,9 per
cento. Da Montalto di Castro a Scauri gli stabilimenti balneari continuano ogni
anno a perdere file di ombrelloni, abbonamenti stagionali e denaro. Le
mareggiate, d'inverno, infliggono colpi letali agli arenili, portando via
cabine, chioschi, devastando gioielli come la spiaggia di Chiaia di luna a
Ponza. Da 20 anni i gestori laziali difendono i propri lidi con le unghie e con
i denti. Chi, pagando di tasca propria, come succede a Nettuno, ogni anno
compra sabbia per allungare il proprio bagnasciuga. C'è chi, un anno e mezzo
fa, ha visto il proprio stabilimento spazzato via dai cavalloni, come Tony
Quaranta, del "Quaranta gradi all'ombra", a Fiumicino. Chi ha visto e
continua a vedere il mare mangiarsi metro dopo metro la sua spiaggia e ancora
spera in un intervento della Regione. Chi, come Ugo Boratto, gestore dello
stabilimento "El pareo", a Marina di San Nicola, ha invece vinto la
propria battaglia contro il mare e la burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in
extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi
per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il
problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive
dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.
Basti pensare al litorale di Ostia, colpito per tutta la sua lunghezza
dall'erosione ma che per uno strano gioco di correnti che si muovono davanti
agli arenili, in alcuni tratti l'ha subita più intensamente che in altri.
Stessa situazione "a tratti" vissuta dai gestori degli stabilimenti
di Fregene, Focene e Fiumicino, da quelli di Santa Marinella e dai colleghi di
Ladispoli. Diverso ciò che accade ad Anzio, a Nettuno e a Lavinio, località tra
le più colpite dal fenomeno. Qui, dove si è già intervenuti con la costruzione
di 10 dighe e con operazioni di dragaggio e ripascimento morbido, la
situazione, in alcuni casi, è addirittura peggiorata. Mentre l'antico porto
neroniano di Anzio si inabissa, nella zona di Cretarossa, a Nettuno, le onde
continuano a buttare giù ombrelloni in una sfiancante partita a bowling. E la
rabbia dei gestori sale, soprattutto nei confronti dell'assessorato
all'Ambiente della Regione Lazio, che dal 2001 cerca, con modesti risultati, di
far fronte all'emergenza. Basta ascoltare il signor Savino, dello stabilimento
"Sette fiori blu" di Nettuno, o Daniela Di Renzoni, del
"Rivazzurra", che qualche anno fa è stata costretta a
"traslocare" bar, sdraio e ombrelloni. O Ruggero Barbadoro della
Fiba, che gestisce a Ostia lo storico lido "Il Venezia", di fronte al
quale, sott'acqua, s'intervenne con un sistema di tubi "bms"
"che - spiega Barbadoro - non sono serviti a niente tanto che ora bisogna
intervenire di nuovo". L'erosione della costa, provocata un po'
dall'innalzamento del livello dei mari, un po' dalle secche dei fiumi, non è
comunque un problema recente. Nel 2001, per esempio, in una delibera di giunta
regionale, già si parlava di interventi per la difesa e la ricostruzione del
tratto di costa compreso tra Tor Caldara e Capo d'Anzio mediante ripascimento
morbido. Nel 2007, con una nuova delibera, sono stati stanziati 2 milioni e 400
mila euro per la salvaguardia dello stesso tratto, questa volte mediante un
sistema di pennelli e attraverso altri progetti, a causa del fallimento dei
precedentui interventi. La Regione, ora, si prepara ad arginare il fenomeno con
una nuova ondata di stanziamenti "che la giunta Marrazzo approverà entro
la fine del mese", dicono fonti vicine all'assessore all'Ambiente Filiberto
Zaratti. "E ci sarà una pioggia di fondi per salvare Ostia",
specificano dall'assessorato Verde. "Ma non per le dune Capocotta",
spiegano ancora, "che essendo comprese nella Riserva Naturale Statale
Litorale Romano necessitano di un iter burocratico più tortuoso". Per
quanto riguarda Ostia si fa probabilmente riferimento al programma di
protezione globale, nato da un progetto scientifico presentato dal presidente
dell'Assobalneari Renato Papagni all'assessorato e che costerà 8 mioni di euro.
"Si tratta di un intervento volto a riarmare le barriere sostenute nella
vicinanza del porto, che metterà in sicurezza l'area di Ostia centro con la
messa in quota di tutte le barriere sorrette e l'attivazione permanente del
bms", spiega Papagni. "Ostia è stata per anni "terra" di
sperimentazione - continua Papagni - ora finalmente avremo un progetto globale
per mettere definitivamente in sicurezza tutto il litorale".
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Soldi per la droga,
picchia con il bastone i genitori CAPRI Carte di credito false, arrestato Un
russo, Sergei Andreev, di 30 anni, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa
di avere acquistato in una gioielleria in via Vittorio Emanuele un costoso
orologio da polso, utilizzando una carta di credito falsificata. Bloccato
all'uscita della gioielleria il russo è stato condotto in commissariato dove è
stato trovato in possesso di ben 7 carte di credito false, con il nominativo
corrispondente a una carta di identità anch'essa falsa. Inoltre l'uomo è
destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Viterbo.
CASTELLAMMARE Chiude "Finestre sul mondo" Una rassegna
cinematografica dedicata al tema, sempre più problematico e controverso,
dell'immigrazione. Quattro appuntamenti sotto le stelle per "Finestre sul
Mondo" organizzata sulla banchina di Zi Catiello in villa comunale. Si è
conclusa l'altra sera, con successo, la manifestazione culturale promossa
dall'assessorato alla pace e immigrazione del Comune stabiese. MASSA LUBRENSE
Diritti del cittadino, apre lo sportello Inaugurato lo sportello dei diritti
del cittadino, con sede nel centro Benessere, coordinato da Luigi Terminiello,
coadiuvato da Michelina De Turris. Obiettivo è quello di
aiutare i cittadini a districarsi nella giungla delle burocrazie che alimentano
speculazioni e clientelismi. Sarà aperto un giorno alla settimana (il giovedì
nel periodo estivo, dalle 18 alle 20. TORRE DEL GRECO/1 Incontro con
l'arcivescovo Sepe È tutto pronto nella parrocchia di Santa Maria del Principio
per accogliere oggi alle 19 il cardinale Crescenzio Sepe. L'arcivescovo
di Napoli farà visita alla comunità di fedeli guidata dal parroco don Luigi
Magliulo in occasione del 50esimo anniversario dall'incoronazione dell'immagine
della Vergine del Principio, e dei festeggiamenti per le attività dell'oratorio
estivo nell'ambito del progetto "Estate insieme". Dopo l'incontro con
i giovani, il cardinale Sepe celebrerà la messa solenne alle 19. TORRE DEL
GRECO/2 Rischio Vesuvio, un convegno Sarà presentato venerdì alle 11 nel
palazzo Baronale l'incontro per discutere del rischio Vesuvio e del piano nazionale
di emergenza: un momento per approfondire l'impatto socio-economico
dell'eventuale trasferimento dei cittadini dei 18 comuni della "zona
rossa" in altre regioni in caso di eruzione. Il convegno, promosso dalla
Confindustria di Caserta, è in programma lunedì 14 luglio in Terra di Lavoro.
TRECASE Merano Wine Festival: selezioni e menu Una goccia di Mediterraneo per
il Merano International Wine Festival: è l'iniziativa del patron della Cantina
turistica "Podere del Tirone" di Trecase, con gli chef dei ristoranti
"Da Filippo" di Sorrento e "A Taverna do Re" di Napoli.
Domani sera il primo appuntamento a Sorrento con la partecipazione di
giornalisti ed esperti del settore enogastronomico per selezionare i piatti da
presentare ai visitatori del Festival di Merano, previsto dall'8 al 10 novembre
in Trentino Alto Adige. Una manifestazione con doppia cena a base di pesce
azzurro e Vesuvo doc. SORRENTO Coltiva marijuana in giardino, preso Gaetano
Cocurullo, 38enne, di Meta di Sorrento, è stato arrestato dagli agenti del
commissariato locale per il reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. I
poliziotti hanno effettuato un controllo nell'abitazione dell'uomo dove aveva
avviato nel giardino retrostante l'abitazione una mini-piantagione di
marijuana. Gli agenti hanno trovato in una piccola serra nel viale d'ingresso
della casa 4 piante per un peso di circa 170 grammi di marijuana e oltre 200
semi della stessa sostanza nascosti in un vasetto di vetro nel salotto.
( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Troppa burocrazia e troppi ritardi. L'interessamento del gruppo veneto potrebbe
svanire, mettendo la parola fine allo stabilimento chimico di Pieve
Vergonte". Così pochi mesi fa le organizzazioni sindacali lanciavano un
sos, preoccupate per i lunghi tempi della bonifica di Tessenderlo che mettono a
rischio l'interessamento della Newco, il gruppo veneto che vorrebbe
rilevare il sito investendo 32 milioni di euro. Ieri inaspettatamente è
arrivato in Ossola Angelo Alessandri, presidente della commissione ambiente
alla Camera dei deputati, su invito del senatore leghista Enrico Montani.
Montani e Alessandri hanno incontrato il sindaco di Pieve Vergonte, Maria
Grazia Medali, che ha fatto il punto sulla questione Tessenderlo.
"Vogliamo trovare il modo di sbloccare la situazione che si è venuta a
creare allo stabilimento chimico" commenta Montani. I due parlamentari
leghisti hanno fatto una visita allo stabilimento chimico e nel pomeriggio
hanno incontrato gli amministratori della Provincia. "Occorre dare il via
alla bonifica - dice Montani - ma soprattutto capire perché non sta andando un
buon fine l'ingresso del nuovo gruppo industriale veneto. Vedremo di fare un
po' di pressione affinché si arrivi ad una soluzione definitiva".
( da "Emilianet" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Economia e imprese
Camera di Commercio di Modena, Torreggiani nuovo presidente Direttore di Cna
Modena, è stato eletto nella seduta di insediamento del consiglio, rinnovato
per il quinquennio 2008-2013
Maurizio Torreggiani MOEDNA, 8 LUG. 2008 - Questa mattina si è insediato il
nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Modena. Composto di 32 membri in
rappresentanza delle diverse componenti dell'economia provinciale, il
Consiglio ha provveduto all'elezione del Presidente della Camera per il
quinquennio 2008-2013. In prima votazione - in cui era necessaria una
maggioranza qualificata di due terzi dei componenti - è stato nominato con voto
unanime Maurizio Torreggiani, già Vice Presidente dell'Ente camerale nel
precedente mandato. Il Consiglio si riunirà nuovamente il giorno 24 luglio per
l'elezione della Giunta, la quale provvederà successivamente a nominare al
proprio interno un Vice Presidente. "Desidero innanzitutto ringraziare i
componenti del Consiglio per la fiducia accordatami. Il compito che ci aspetta
come Amministratori della Camera ha dichiarato il Presidente Maurizio
Torreggiani non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di
grave crisi e il nostro compito sarà dunque quello di supportare le imprese
modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa ragione sarà
indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico di superare
quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di crescita delle
nostre aziende. Le criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà
concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo
infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso
della burocrazia sulle
imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire
nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di
internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente
necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attività
con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una
logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti. L'economia
modenese ha comunque grandissime potenzialità ed è molto importante che vengano
costantemente elaborati programmi ed iniziative che ne favoriscano la piena
espressione, puntando in particolare su qualità ed innovazione, fattori
indispensabili per consentire alle nostre imprese, in un mercato ormai
globalizzato, di mantenere alto il livello di competitività. Per l'attuazione dei
propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con
le Associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Il mio
mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il tempo delle scelte, in
un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a
questa economia con decisioni coerenti e soprattutto condivise. Non è un caso
che, per la prima volta nella storia della Camera, è stato siglato da tutte le
organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato intorno
al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali".
( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
@@Al via le
rilevazioni della nave Teti dell'Arpa sui fondali del Canale di Sicilia
"Chiuso per mancanza d'acqua". E' questo il cartello affisso sulla
porta dei servizi igienici di tanti bar del centro urbano. Un pessimo biglietto
da visita per una città che conta circa 50mila residenti, e che allontana i
turisti che arrivano dal vicino villaggio turistico. L'ennesima crisi idrica ha
messo a rischio il settore turistico e sta creando problemi di natura
sanitaria. Si sta allargando a macchio d'olio il fenomeno della vendita di
acqua di dubbia provenienza. "Abbiamo fiducia nel neo sindaco quando
afferma che il primo problema che affronterà sarà quello dell'acqua ? ha detto
Carmela Malfitano, residente nel quartiere di via Salso -. È questa la prima
vera necessità". Sull' argomento è intervenuto anche Tony Licata,
sindacalista, che in una lettera aperta ha criticato la burocrazia e gli assessori regionali
competenti della crisi idrica. "È una vergogna ? ha detto Licata ?, tanti
cittadini soffrono la sete a Licata, come negli altri comuni dela provincia, si
chiudono attività lavorative per mancanza di acqua e gli apparati burocratici
regionali si attardano a rilasciare la documentazione necessaria per consentire
l' avvio dei lavori del secondo modulo di potabilizzazione a Gela. Ciò
consentirebbe di avere a disposizione altri 170 litri al secondo di acqua.
Queste problematiche ? ha aggiunto ? potranno continuare ed addirittura
aggravarsi se dovesse fermarsi anche il terzo dei vecchi tre moduli attualmente
in servizio, dato che si è superato abbondantemente, per questi impianti l'
aspettativa di vita. È da un anno che continuiamo a dare l'allarme, ma il
problema sta a cuore solamente a pochi e non a chi avrebbe dovuto farsene opportunamente
carico". F.C.
( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Turista e
anziani più sicuri con i consigli della Questura" Non c'è giorno che
scorre senza che le cronache non riportino notizie di aggressioni, furti,
scippi o rapine ai danni di coloro i quali sono in visita nella nostra città.
Tant'è vero che nei siti internet in cui i turisti sono soliti scambiarsi
informazioni sui luoghi luoghi di vacanza, Catania viene sconsigliata o,
comunque, maltrattata proprio a causa del fattore criminalità. Si tratta di una
sorta di tam tam attraverso il quale chi ha avuto la sventura di incappare nei
delinquenti di casa nostra prova a mettere in guardia gli altri vacanzieri, ma
non sempre ciò risulta sufficiente. Tant'è vero che la questura di Catania, di
concerto con la Federalberghi Catania e con Confindustria Alberghi, ha deciso
di stampare e diffondere 50 mila pieghevoli destinati principalmente ai
visitatori della nostra città, nonché agli anziani, spesso vittime di questi
malfattori al pari dei turisti. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina in
questura, nel corso di un incontro cui hanno preso parte il questore Michele
Capomacchia, il vece presidente nazionale di Confindustria Alberghi, Ugo Rendo,
nonché il presidente di Federalberghi Catania, Nico Torrisi. "Le vittime
di questi episodi di microcriminalità - spiega il questore - pagano spesso la
mancanza di informazioni su dove devono andare e su come fronteggiare questo
problema. Per tale motivo abbiamo deciso di creare questo pieghevole, le cui
vignette - con didascalie in italiano e inglese - sono state disegnate, fra
l'altro, proprio da un nostro agente". "I pieghevoli - puntualizza il
questore - saranno distribuiti negli alberghi e nelle stazioni. Inoltre abbiamo
già raggiunto un intesa con le compagnie di navigazione che fanno scalo a
Catania, che si faranno carico delle spese di stampa e di distribuzione dei
pieghevoli ai loro clienti. Lo stesso risultato contiamo di ottenere con
l'aeroporto e con le agenzie per il noleggio auto". "Si tratta di un
passo importante - ha commentato Ugo Rendo - che può portare a risultati di
rilievo. Il turista è impreparato a questo genere di aggressioni e per questo
diventa facile preda dei delinquenti. Un peccato, perché si rovina l'immagine
della città: figurarsi che un mio conoscente - un catanese che ha fatto fortuna
in America - mi ha riferito che non riesce a portare investitori
qui perché si teme la burocrazia italiana e la mafia". Nico Torrisi: "Ringrazio il
questore per avere avviato un dialogo con la nostra categoria, a differenza di
ciò che accadeva in passato. Lo ringrazio anche perché è vero che qui, come
altrove, si registrano gli scippi, ma è anche vero che a Catania la risposta
dello Stato si fa sentire: proseguiremo questa collaborazione". C.
M.
( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Camporotondo etneo
Assessori, il sindaco ha distribuito le deleghe Se ne parla dal secolo scorso,
gli effetti della sua mancata realizzazione spingono giornalmente gli
automobilisti a lanciare improperi contro le lentezze della
burocrazia e l'incompiuta
bretella di Ficarazzi torna spesso alla ribalta per le difficoltà che
costellano il cammino della sua "gravidanza" verso una nascita che
farà davvero gioire non poco tutti quelli che giornalmente sono costretti ad
incanalarsi nello stretto budello di via Tripoli sulla Catania-Acireale nord
(cioè la strada che va verso Aci S. Filippo e Acicatena). Giovedì sera
sarà alla ribalta ancora del Consiglio comunale non per inghippi burocratici ma
perché 8 consiglieri (4 di Ficarazzi) ne hanno chiesto la convocazione in
quanto vogliono vedere chiaro nelle vicende della gara d'appalto dei lavori
che, indetta nei mesi scorsi, è stata ora nuovamente bandita (il 27 scorso)
perché ci sarebbero stati errori nel precedente bando. Questa bretella è una
sorta di circonvallazione a sud est di Ficarazzi, che s'inizierà dall'innesto
della via Parafera (la strada che sale da Cannizzaro) su via Tripoli e, parallelamente
a quest'ultima via, confluirà su via Aci Castello, all'altezza della curva a
gomito delle case popolari, permettendo di proseguire per S. Gregorio o per Aci
S. Filippo o per Aci Castello (e viceversa). Nello stesso Consiglio poi, per un
caso fortuito, si dovrà trattare anche di un argomento che si lega a questa
realizzazione: è l'approvazione di una variante al Piano regolatore per
permettere l'allargamento di un tratto della sp. 41 nella zona (Cerza -
Ficarazzi) immediatamente precedente l'innesto della futura bretella.
Quest'ultimo progetto è della Protezione civile e, se non sarà approvato dal
Consiglio, spingerà l'Amministrazione provinciale a chiedere la nomina di un
commissario. Il progetto della bretella prevede la spesa di 3.271.000 euro; la
corsia di marcia sarà di 10 metri con i marciapiedi in ambedue i lati e
l'illuminazione. Ci saranno due grandi posteggi, che serviranno anche da aree
attrezzate per la Protezione civile e i collegamenti con le vie che si
dipartono da Via Tripoli (cioè vico Billi e vie Martoglio e Cavallaro). Enrico
Blanco.
( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Evitato lo scontro
ora collaborazione Giovanni Ciancimino L'emendamento Calderoli che ripristina
lo "statu quo" dello Statuto rispetto al saccheggio del decreto
taglia-leggi rallenta la tensione. Non chiude, tuttavia, la vertenza
Stato-Regione. Ma, se è vero che "chi ben comincia è a metà
dell'opra", possiamo dire che Raffaele Lombardo con la sua attenta guardia
in difesa dello Statuto speciale sta dando segnali importanti ai Palazzi
romani. Non solo della politica, ma anche e soprattutto
della burocrazia. Gli
attentati al nostro Statuto e quindi agli interessi della Sicilia, prima che
dai governi arrivano sempre dagli uffici della capitale. Paradossalmente, i
governi eseguono i suggerimenti e (perché no?) le direttive della burocrazia romana che vede il nostro
Statuto come fumo negli occhi. E, quando può lo piccona. Anche se poi in
sede politica a volte le cose, come si suol dire, si "aggiustano". In
ogni caso, i compromessi difficilmente sono esaustivi dei problemi sul tappeto.
Quel che è successo in occasione del decreto taglia-leggi va imputato al
Consiglio dei Ministri per la sua disattenzione, ma è stato preparato dalla burocrazia. Ergo... Ed allora, occorre vigilare a Palermo
per non farsi schiacciare a Roma. Invero, dopo la riforma che ha istituito l'elezione
diretta del governatore, i cui poteri si sono rafforzati, la Regione - Cuffaro
presidente - ha rivendicato i suoi diritti con più determinazione. Spesso senza
successo. Ne sono testimonianza i numerosi ricorsi alla Consulta, proposti
nella passata legislatura regionale che coincise con quella nazionale del
governo Prodi. Lo confermano anche quelli che si annunciano in questi giorni.
Aspettiamo i fatti, prima di dare un giudizio definitivo. Anche se in politica
il definitivo non c'è. E purtroppo non ci si può fidare neppure delle certezze
giuridiche. Ma non si può ignorare che per la prima volta, un presidente del
Senato, parliamo di Renato Schifani, interviene sul governo centrale per
l'apertura di un tavolo di confronto con la Regione Siciliana sui temi
dell'Autonomia. Un'iniziativa che, se avrà un seguito, potrà rallentare la
quasi perenne conflittualità nel quadro di una collaborazione ragionevole anche
sul piano politico. Schifani ha agito da siciliano, sostenitore dell'Autonomia
speciale, di cui conosce bene lo Statuto per avere dato, nel 2001, un
contributo determinante in occasione della sua prima importante riforma. Ma
quanti altri siciliani sbarcati a Fiumicino si ricordano della loro terra con
relative istituzioni? Pochi, rari come le mosche bianche. A parte che alcuni
vengono eletti in Sicilia, ma siciliani non sono: figurarsi cosa importano loro
i nostri problemi e lo Statuto speciale che non conoscono. Anzi, non lo
conoscono neppure molti parlamentari nazionali e regionali figli della Sicilia.
Un motivo in più perché non bisogna abbassare la guardia. E Lombardo ne è
consapevole. Sa bene che a goccia a goccia si scava la pietra. Come dire che a
piccoli ed insistenti colpi a Roma si tenta di svuotare lo Statuto della nostra
Regione. Ci sarà da affrontare ancora serie battaglie per la parte più delicata
che da anni si porta dietro un'interminabile vertenza finanziaria. A volte
chiusa per finta con mortificanti elemosine. Vedi abbandono quasi per memoria
dell'art.38: Fondo di solidarietà nazionale. E non solo. In primis resta ancora
aperto il problema della partecipazione del presidente della Regione Consiglio
dei ministri quando si affrontano problemi siciliani. Sotto questo aspetto, se
con l'emendamento Calderoli ci sarà restituito il mal tolto, sul decreto taglia
leggi continua a pesare il vizio di costituzionalità. Certo non si vuole la
guerra. Collaborazione sì.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Molinaro illustra a
sindaci e assessori del settore i progetti del nuovo governo regionale "Più cultura e meno burocrazia" L'assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, ha
incontrato ieri, nella sede della Provincia di Pordenone, sindaci e assessori
comunali alla Cultura del Friuli Occidentale. L'incontro, che era stato
preceduto tempo fa da una riunione con i rappresentanti delle maggiori
associazioni culturali, era teso a conoscere la variegata e ricca realtà
locale in fatto di cultura e a illustrare ciò che il nuovo governo regionale
intende fare in un settore così importante, ma "soprattutto per ascoltare
esigenze e proposte da chi è più vicino ai cittadini e all'associazionismo".
Salutato e introdotto dal presidente vicario, Alessandro Ciriani, e
dall'assessore provinciale alla cultura, Lorenzo Cella, presente il
vicepresidente del Consiglio regionale Maurizio Salvador, Molinaro ha fatto
riferimento alla situazione normativa attuale che si è incrociata con la legge
sulla devoluzione di competenze, creando qualche problema e non consentendo che
le Province esprimessero a pieno il loro ruolo.Non solo, "ma la revisione
delle norme - ha detto l'assessore - non è stata completata: la stessa legge
regionale 68/81 che regola le attività culturali è stata rivista in parte ed è
in attesa dei regolamenti di attuazione. Il quadro appare valido in generale,
ma forse troppo dettagliato e burocratico". Da qui la volontà del nuovo
governo regionale di riflettere su alcuni punti per poi giungere a una nuova
formulazione normativa in materia avendo come obiettivo un ruolo più incisivo
delle Province, che costituiranno l'"area vasta" di riferimento per i
Comuni, mentre alla Regione spetterà un ruolo di indirizzo e di sostegno
diretto dei progetti a più alto livello e di valenza regionale, nazionale o
internazionale. Si tratta, allora, di agire sul rapporto tra i vari livelli
istituzionali all'interno del sistema Regione; di trovare il modo perché gli interventi
regionali possano garantire sicurezza e stabilità alle iniziative almeno nel
triennio; di giungere a una legislazione organica che faccia chiarezza di
competenze e semplifichi le procedure. "Non vogliamo - ha affermato
Molinaro - imporre un modello regionale di politica culturale, ma nell'ambito
della discrezionalità della Regione proporre un indirizzo che privilegi la
ricaduta delle varie attività sul territorio e riconosca e quindi sostenga la
"risorsa cultura" come elemento fondamentale di sviluppo del
territorio stesso". Numerosi amministratori locali hanno quindi dato vita
a un dibattito dal quale sono emersi problemi, aspettative ed esigenze del
settore.
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MANSUÈ Il sindaco
Vizzotto imbufalito punta il dito Provinciale bloccata dai pali dell'Enel
Mansuè(a.f.) I pali dell'Enel bloccano il termine dei lavori della strada
complanare alla provinciale "Oderzo-Pordenone". Ha un diavolo per
capello il sindaco Giuseppe Vizzotto. Il cantiere potrebbe essere concluso da
parecchio tempo ormai, invece i vecchi pali che sostenevano il cavo della
corrente elettrica, divenuti inutili perché la linea stata interrata sono
tutt'ora al loro posto. Nonostante le richieste di rimozione inoltrate dal
Comune. "Siamo alla solita, vecchia ed insopportabile
storia - dice rammaricato Vizzotto - quella della burocrazia che frena i lavori e, di riflesso, si ripercuote sui
cittadini". Quello della strada complanare è un lavoro importante che è
stato realizzato nell'ambito del corposo progetto di messa in sicurezza della
strada provinciale Oderzo-Pordenone. Le opere più evidenti sono le due
rotatorie realizzate: quella all'ingresso della zona industriale di via Conche
e quella all'ingresso del centro abitato di Mansuè. Il progetto ha comportato
pure la chiusura, che ancora è ben lungi dall'essere accettata dalla popolazione
dello storico ingresso al paese dalla strada provinciale attraverso via
Pordenone. Anche in questo tratto comunque i lavori non sono conclusi, dovendo
essere realizzata una seconda complanare che dovrebbe migliorare la viabilità
nell'intera zona. Tornando alla complanare di via Basalghelle il cantiere
potrebbe essere già terminato. "Quando una linea elettrica viene interrata
- spiega il sindaco Vizzotto - l'intervento deve essere comunicato ad
un'apposita commissione che si occupa degli elettrodotti. Ecco, le cose si sono
arenate in questo punto. E' stato effettuato un intervento migliorativo e
quindi ci si aspetta che la questione venga affrontata velocemente, invece
accade l'esatto contrario. Si parla tanto di federalismo, purtroppo noi sindaci
siamo "ingessati". Una cosa che non accade negli altri paesi
europei".
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il titolare
dell'Ambiente a confronto con le categorie : punta sulle energie rinnovabili,
ma anche sul rigassificatore. E non dice no al nucleare Lenna: useremo i
rifiuti per produrre energia L'assessore regionale: "A settembre un confronto
con tutti gli attori, poi il piano entro l'anno" UdineRendere più
competitive le aziende agricole che si trovano nelle aree interessate dal
problema nitrati; produrre un nuovo piano regionale dei rifiuti, o quantomeno
integrare quello esistente entro il 2008; investire sulle energie rinnovabili
ma anche realizzare il rigassificatore ed essere disponibili al nucleare;
sviluppare accordi di programma per area vasta; abrogare la legge regionale
sull'urbanistica costruendo un corpo di leggi transitorie per consentire
l'operatività ai Comuni e ai privati; rivedere la legge regionale sugli
appalti. Sono, a grandi linee, gli impegni che l'assessore regionale
all'ambiente e alla protezione civile Vanni Lenna intende perseguire e che ha
illustrato ai rappresentanti delle categorie economiche riunite a Udine.Ha introdotto i lavori partendo dal tema della burocrazia il presidente della Cciaa,
Giovanni Da Pozzo, "padrone di casa": "burocrazia con la quale ha detto serve un rapporto più semplice e chiaro,
oltre a una lettura interpretativa più flessibile. Il presidente della Regione
Tondo, consapevole dell'onere sopportato dalle imprese, non a caso è partito da
qui e questo fa ben sperare".Adriano Luci e Adalberto Valduga, per
Assindustria, hanno chiesto rispettivamente una maggiore responsabilizzazione
dei funzionari regionali ("bravi a trovare tutti i modi per dire che una
certa cosa non si deve fare, piuttosto che assumersi una responsabilità")
il primo e una maggiore attenzione a chi lavora per far crescere il territorio
rispetto "a chi dice no a qualsiasi cosa", il secondo.Rosanna
Clocchiatti per Coldiretti, Ennio Benedetti per la Cia e Giorgio Pasti per
Confagricoltura hanno messo sul tavolo il problema dei nitrati, che rischia di
far scomparire molte imprese agricole, chiedendo maggior concertazione anche
riguardo alla realizzazione delle infrastrutture e una diversa politica in
materia di rifiuti "perché ha sottolineato Benedetti non è possibile che
la consegna in ritardo di un certificato come il Mud comporti una sanzione di
5mila euro".Luciano Snidar (Confcommercio e con lui Salvatore Cane per
Confartigianato, che ha insistito in particolare sui temi legati all'edilizia)
ha sollevato il problema della legge urbanistica "che va quanto meno
migliorata", mentre Rita Bertossi, di Federconsumatori, ha chiesto
politiche didattico/educative finalizzate al risparmio energetico e
rivalutazione dell'energia geotermica, di cui è ricca la Bassa Friulana,
concetti rilanciati anche da Sergio Marini di Confesercenti. Il mondo della
cooperazione, rappresentato da Loris Asquini per Legacoop e Marco Lazzarato per
Assocoop, ha segnalato la necessità di valorizzare le imprese cooperative e di
rilanciare il tavolo di concertazione che riuniva tutte le categorie
economiche, "ottimo strumento di dialogo e di confronto".
Sollecitazioni raccolte da Lenna, che si è riservato di farsi portavoce, per le
problematiche non di sua competenza, presso i colleghi di Giunta.Lenna si è
concentrato soprattutto sul tema dei rifiuti, annunciando di voler organizzare,
per settembre, un confronto con i principali attori del comparto: "Gli
atti del meeting ha detto serviranno da base per elaborare le strategie della
Regione e saranno condivise. Non più camini per disperdere in atmosfera ha
detto né buche per coprire i rifiuti. Le nuove tecnologie, oggi, consentono di
riutilizzare anche le discariche per produrre energia e noi dobbiamo andare in
questa direzione".Sempre in tema di rifiuti, c'è stata anche una risposta
in diretta. L'assessore provinciale al Turismo Franco Mattiussi, ha telefonato
al collega Enio De Corte, assessore all'Ambiente per avere lumi su una
questione sollevata da Benedetti (Cia): "Il protocollo rifiuti ha detto ha
trovato scarso interesse da parte vostra, ma se ritenete che sia uno strumento
valido, De Corte è a disposizione da domani per riprendere il dialogo".
( da "Adige, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il quotidiano del
giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> Il vertice Il Coordinamento ha incontrato
ieri i parlamentari trentini Gli imprenditori: Meno pubblico nell'economia
TRENTO - Meno pubblico nell'economia, più infrastrutture, meno
burocrazia. Ok al governo
per quanto riguarda i provvedimenti che vanno in questa direzione. Il
Coordinamento imprenditori, ieri pomeriggio, ha illustrato le proprie idee in
materia di politica economica ai parlamentari trentini (presenti, a quanto
pare, solo quelli del centrodestra per impegni dei rappresentanti
dell'opposizione). Per quanto riguarda l'azione del governo nazionale,
spiega il presidente degli Artigiani Dario Denicolò (foto) , "ci pare che
stia andando nella direzione giusta". Apprezzate, dal responsabile delle
piccole e piccolissime imprese del Trentino, la rapidità nell'avviare l'iter
per approvare una sorta di Finanziaria anticipata entro l'estate. Sul piano provinciale,
continua Denicolò, c'è la richiesta di una "riduzione della presenza della
politica nell'economia, di dare impulso alla costruzione di nuove
infrastrutture e di togliere una parte del peso della burocrazia".
08/07/2008.
( da "Agi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firenze AGRICOLTURA
TOSCANA IN GINOCCHIO, VIA A MOBILITAZIONE CIA (AGI) - Firenze, 8 lug. - Una
ferita culturale e politica, un vero macigno ai danni degli agricoltori che va
rimosso". Le parole sono del presidente della Regione Toscana, Claudio Martini,
che intervenendo all'assemblea della Cia regionale ha fatto riferimento alle
norme urbanistiche che tanti danni stanno creando alle aziende agricole toscane
come da tempo denunciato dalla Cia. "Gia' ieri la Regione ha inviato una
circolare a tutti i comuni toscani che sblocca le fidejussioni (da pagare per
gli annessi agricoli) - ha aggiunto Martini -, mi prendo personalmente la
responsabilita', erano state sottovalutate le dimensioni del problema. Mi
impegno - ha detto Martini alla platea della Cia - ad uscire dal tunnel,
lavoriamoci sapendo che ci sono dei problemi sul campo, ed insieme troveremo la
strada per non bloccare lo sviluppo delle nostre imprese". Molte le
richieste e le preoccupazioni rivolte al presidente Martini: dal tema della
governance, ai problemi della burocrazia; dalla
questione della risorsa idrica, "e' meglio fare dieci invasi piuttosto che
un altro Bilancino" - ha detto Martini, fino al dramma degli ungulati su
cui "bisogna programmare interventi di tipo straordinario". Oltre
agli impegni di Martini, il quadro che e' emerso e' di un'agricoltura toscana
in pericolo. Il grido da allarme viene dalla Confederazione italiana
agricoltori della Toscana; per questo partira' una mobilitazione della Cia
regionale. Forte preoccupazione per i redditi degli agricoltori, che sono
diminuiti dal 2000 al 2007 del 18 per cento (contro un +16% della media
europea), mentre nello stesso periodo i prezzi degli alimenti al consumo sono
aumentati del 28 per cento. Nel 2007 i costi di produzione sono aumentati del
6%; e' aumentata l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita'
agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. Fra le piaghe piu' grosse
quella della burocrazia:
ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per risolvere le pratiche
amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei campi. (AGI).
( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
La Croce Rossa verso
l'"arrivederci" L'ultimatum si avvicina ma la sede resta un miraggio
La Croce Rossa potrebbe mantenere a Sanremo un semplice presidio, assicurare i
servizi d'emergenza alla città, ma ridimensionare il suo ruolo almeno fino a
quando non avrà una nuova sede. Il presidente provinciale Vincenzo Palmero non
si pronuncia ma le "grandi manovre" delle ultime ore non hanno
portato alla luce novità degne di nota in vita dell'ultimatum del 25 luglio
(per il quale ci si augura che non debba intervenire la forza pubblica). Si
lavora ancora intorno all'opzione relativa all'area della nuova stazione ma
ogni euro speso, in vista di un'altra soluzione definitiva, in pratica sarebbe
un euro sprecato. Insomma la Cri potrebbe davvero dare un
"arrivederci" a Sanremo, mantenere dipendenti e
volontari al servizio attivo e appoggiarsi quantomeno per la logistica ai
comitati del resto della provincia. Intanto, mancano 18 giorni al ritorno
dell'ufficiale giudiziario in via Pisacane: un'eternità se ad agire potessero
essere solo volontariato e buona volontà, ma niente se si pensa alla burocrazia. \.
( da "Provincia di Lecco, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Storico battello La
Famiglia Comasca si batte per il "Patria" Mi riferisco alla lettera
pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il
"Patria" Storico battello La Famiglia Comasca si batte per il
"Patria" Mi riferisco alla lettera pubblicata il 22 giugno a firma
Isabella Introzzi; argomento il "Patria". Da 18 anni la Famiglia
Comasca si sta battendo per il nostro amato battello ed ha raccolto ben 20.000
firme che, alla resa dei conti, non interessano ai politici. Non è questo il
posto più adatto per raccontare la storia di questi 18 anni passati fra
speranze, delusioni e amarezze. Possiamo solo dire che l'arrivo in
Amministrazione provinciale di Leonardo Carioni con il suo entusiasmo per il
Patria ci ha dato buone speranze: fra l'altro, ha acquistato la proprietà del
battello, ha ottenuto fondi per circa 1.300/m di euro, poi ci siamo visti
accantonati. Anche noi sapevamo che a giugno preventivi, ecc. sarebbero stati
pronti. Forse la burocrazia rema ancora una volta contro. Noi della Famiglia Comasca non
abbiamo nessuna intenzione di "mollare" e continueremo a batterci per
il nostro battello. Piercesare Bordoli Presidente della Famiglia Comasca Giusto
merito alla Famiglia Comasca per la lunga battaglia a difesa di un simbolo
della Navigazione del lago di Como. il dibattito Anche noi lecchesi
siamo clandestini Gentile Direttore, C'è sui muri di questa nostra città, in
questi giorni, un manifesto dal titolo "Siamo tutti clandestini".
Quando l'abbiamo pensato e fatto girare tra amici, via e-mail, la scritta che
lo accompagnava è stata: perché quando per legge diventa obbligatoria la stella
gialla, l'unico modo per renderla innocua è indossarla tutti. L'abbiamo fatto
perché siamo preoccupati di quanto sta accadendo in questo nostro Paese. Non
vogliamo fare paragoni storici illeciti, non neghiamo che ci siano questioni da
affrontare, che servano leggi che regolamentino e certezza di pena. Ma ci
chiediamo perché discriminare, perché invece che pensare a un diritto che valga
per tutti e che sanzioni le violazioni delle norme si agisca per categorie
sociali, per etnie, andando a colpire i più deboli, i meno tutelati. Vede
direttore, prendersela con dei bambini solo perché sono rom, cacciare
mendicanti e lavavetri dalle nostre città (Bologna, Assisi?), rinchiudere
profughi e farabutti, tutti insieme nello stesso carcere-cpt, solo perché
colpevoli di un fantomatico ?reato di clandestinità?, inesistente nei codici
civili nazionali, ci pare operazione demagogica e violenta, inutile. Se ci sono
persone che violano le norme, li si persegua per quello, con la forza del
diritto e delle norme che lo regolamentano. Perseguire categorie sociali,
giocare all'untore, scaricare le nostre paure e le nostre frustrazioni di
cittadini sempre meno tutelati (lo sa quanti sono gli operai che a Lecco nei
prossimi mesi saranno ?lasciati a casa? per chiusura o delocalizzazione delle
aziende?) non serve a costruire un'Italia migliore, un Paese migliore. Fare i
forti con i deboli e i deboli con i forti, ce lo lasci dire, è da vigliacchi.
Perciò, magari un po' provocatoriamente, abbiamo scelto di dichiararci tutti
Clandestini, venuti al mondo senza documenti. Chiediamo tutti e solo di vivere,
il meglio che sia possibile, e se nel farlo qualcuno commette reato, che lo si
persegua, per quello però, non perché è nato, bianco, nero, rom o cavaliere.
Ringraziandola per l'attenzione la saluto, Mariacarla Castagna Lecco politica
Berlusconi ha diritto di governare come vuole Egregio signor direttore, il
settimanale "Gente" del 12 giugno 2008 riporta un'intervista del
presidente della Camera Fini. Egli, tra l'altro, affermato: "E' finalmente
mutato il dialogo tra Governo e opposizione. Era una esigenza molto sentita dal
nostro Paese. Ora bisogna garantire la sicurezza e la certezza della
pena". Il presidente Fini su quale pianeta vive? Il clima, come tutti i
cittadini hanno constatato e constatano, tra Governo e opposizione non è mai
stato idilliaco. In questi ultimi tempi lo scontro ha superato i limiti di
guardia. Un dialogo con Berlusconi sarebbe stato possibile se l'opposizione
avesse accettato tutte le sue iniziative. Berlusconi non accettò mai quanto
proposto dall'opposizione. Successe con la bicamerale, con la legge elettorale,
con la riforma della Costituzione e con tante altre leggi approvate a colpi di
maggioranza e definite "ad personam". Veltroni ha detto che il
dialogo con la maggioranza "è definitivamente chiuso". Che io sappia
non è mai iniziato. Qualcuno l'ha visto iniziare Veltroni non si è reso conto
dell'acume politico e personale di Berlusconi, tanto mite e dolce prima delle
elezioni, quanto aggressivo e caparbio al potere. "Ora bisogna garantire
la sicurezza e la certezza della pena". Tanto ha affermato Fini nel corso
dell'intervista. Anche Berlusconi durante la campagna elettorale promise agli
elettori la sicurezza e la certezza della pena che la sinistra non fu in grado
di assicurare. Gli elettori si chiesero: "Berlusconi è cambiato. Oggi non
voterebbe più le leggi relative all'indulto? Non sosterrebbe più Previti che
avrebbe dovuto scontare sei anni di reclusione (cui fu condannato
definitivamente) in carcere invece vi rimase soltanto un giorno? "Lo
stesso interrogativo (relativamente a Previti) vale anche per Fini che mai si
dissociò dall'allora e di oggi premier. Oggi quanti sono gli elettori di
Berlusconi delusi? Sono passati circa due mesi dal giorno delle elezioni e in
Parlamento si discutono, in prevalenza, leggi che favoriscono anche lo stesso
premier. Lui ha vinto! O bene o male ha il diritto di governare. Il giudizio
sarà espresso alle prossime elezioni. Francesco Bertagna intercettazioni Tra
Berlusconi e Saccà telefonate sconcertanti Si dice che le telefonate intercorse
tra Belusconi e Saccà ? come quelle intercettate tra dirigenti, uomini politici
e di affari ? non andrebbero pubblicate perché ?penalmente irrilevanti?. Ma dal
punto di vista morale, culturale, del costume, della mentalità sono molto
rilevanti: esse rivelano volgarità, cinismo, disprezzo della donna, del bene
comune, spregiudicatezza nella gestione del potere e della cosa pubblica tutta
usata a interessi di parte o personale. Se queste cose diventano moralmente e
politicamente irrilevanti, anzi guadagnano consensi e approvazione e
legittimazione popolare, vuol dire che siamo in una situazione talmente
degradata da lasciare del tutto sgomenti e senza parola. Luigi Fioravanti punti
di vista Io chiedo che ritorni il servizio militare Ho letto con estremo
interesse la lettera di Bettini e ne condivido pienamente i contenuti. Senza
timore di smentite mi sento di affermare tranquillamente che l'architetto
tiranese è attualmente uno dei più prestigiosi rappresentanti della cultura
valtellinese. Erudito e competente ha conoscenze nella politica e
nell'imprenditoria italiana ad altissimo livello. Proprio alla luce di queste
considerazioni chiedo a lui e ai suoi influenti amici di fare i passi necessari
per far ripristinare quel sacrosanto diritto dovere che la sinistra più ottusa
ha avuto la barbarie di abolire, il servizio militare obbligatorio. Parlando
con persone più varie ho constatato che quasi tutti lo rimpiangono e la
stragrande maggioranza dei giovani sarebbero più che contenti del suo
ristabilimento. La prova sta nella quantità di domande che le forze armate
recepiscono ad ogni bando. Superando di venti volte i posti messi a
disposizione. Altra prova incontrovertibile sono le adunanze oceaniche che
periodicamente si possono vedere in occasione delle varie adunate di ex
militari, vedi Bassano del Grappa. Si dia da fare dunque caro architetto. Fondi
un comitato ad hoc e coinvolga le sue influenti amicizie. Sono più che sicuro
che questo governo darà seguito ad una simile iniziativa. Abbiamo la necessità
di riconquistare quel prestigio internazionale che la sinistra ci ha fatto
perdere. Se poi i nostri alleati saranno costretti a dare una lezione all'Iran
non potremmo certo tirarci indietro. Altro valido motivo per avere un esercito
motivato e numeroso e che sia, come lei stesso ha avuto occasione di affermare,
maestro di vita e difensore delle nostre famiglie. Marte Bellumi 08/07/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CANTU' (s.cat) Con
la sicurezza ? e con i documenti che la attestano ufficialmente - non si
scherza, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini. Tanto che la coalizione
civica di Lavori in corso, di fronte a qualche bacheca scolastica troppo poco
aggiornata, ha deciso di prendere carta e penna e di presentare una mozione al
consiglio comunale. La questione nasce dall'esperienza diretta di una
componente del gruppo guidato da Claudio Bizzozero, che, durante una riunione
fra insegnati e genitori alla scuola media Pellegrino Tibaldi, l'anno passato,
notò con apprensione che il piano sicurezza della scuola mancava di numerosi
documenti. La modulistica relativa, appesa in bacheca, aumentò ancora di più
l'apprensione, dato che accanto a molte certificazioni - dal collaudo
dell'impianto a quello di agibilità alla verifica degli impianti alla
manutenzione della caldaia ? c'era solo la scritta ?manca?. Situazione analoga,
verificò, alle scuole elementari di via Colombo. Interpellato, l'ufficio
tecnico comunale spiegò che la documentazione in questione non era mancante, ma
necessitava di essere aggiornata, aggiornamento ancora latitante al 17 maggio
scosto. Da qui la richiesta di Lavori in corso di provvedere quanto prima a
verificare le effettive condizioni dei piani della sicurezza di tutte le scuole
canturine e di provvedere urgentemente, dove necessario, ad adeguarli e
aggiornarli producendo poi la relativa documentazione. Una
questione legata alla burocrazia, secondo l'assessore ai lavori pubblici Umberto Cappelletti, e
non al reale adempimento delle normative: "Verificherò quanto prima la
situazione, ma le prove e i collaudi vengono effettuati regolarmente e le
scuole cittadine sono tutte in sicurezza. Le carte sono certo importanti
e l'iter burocratico laborioso, ma lo è di più effettuare concretamente gli
interventi, e su questo gli uffici comunali sono sempre molto attenti".
08/07/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio"
con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del
Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita
dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario:
dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura"
per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a
cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida
interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e
"autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter
"buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi,
quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che
vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e
rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è
solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario
invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del
Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge
Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista".
Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul
Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma,
la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si
cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata.
Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi:
"Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi
arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo.
Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla
relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento
all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse
come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di
tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale,
l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una
comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro
operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a
Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli
amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque,
nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o
poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono
proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione"
dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della
solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice
"il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al
Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da
un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani,
dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a
pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche
Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa
trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti,
il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con
un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di
guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che
vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i
"cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione
nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e
"ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della
margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza
per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare
(a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le
mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti (
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28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di
sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla
Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione
democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del
"rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti
di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa,
degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto
della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e
responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da
antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo
a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di
scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli
opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali
nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il
sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi
chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e
storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che
deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura
è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio,
Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come
ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro
e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla
"Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le
riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei
un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora
vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una
Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi
Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante
nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle
persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo
non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
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Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa
straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato
della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E
Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
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Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus...
contrordine compagni - 1 Emails Girotondo attorno a Walter - 1 Emails Ultime
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( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate".
Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la
maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi
giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi
giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto
più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non
è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu
sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta
ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in
una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di
Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma
anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della
vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio
dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non
pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 )
" (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi
Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza
era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco
(finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa
straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
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( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion
politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di
proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa
straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito
democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei
conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma,
secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e
democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua
fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate,
acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo
della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il
secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano
dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo
oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con
Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a
vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema.
Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle
correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più
facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche
"oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del
dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di
fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il
rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma
pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che,
per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta
Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della
Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a
Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua
dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo
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Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di
centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale
(che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli
italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è
sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei
suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente"
(troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo
diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader",
dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del
politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano
in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto
alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel
deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito
perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto
male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio
dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non
risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha
fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con
l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione
bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha
spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del
discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo
l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in
casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 )
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10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd
sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite
che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove
si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i
teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta
dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la
sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella),
e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va.
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma,
molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è
azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino
a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42)
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straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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(7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Girotondo
attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì
la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La
Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì
la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il
"premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About
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( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica
che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che
vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge
l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
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questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il
discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier),
l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla
telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che
qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche
il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo
istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera
Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza
Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il
"sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si
rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla
carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i
bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che
la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una
prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non
abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica".
Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha
una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter,
e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa
straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani:
Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi
li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno
rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì
la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La
Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì
la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il
"premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About
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( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Così Veltroni prova
a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi)
in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un
bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando
Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere
che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e
Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le
ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion
politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di
proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la
tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato
Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel
centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle
spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di
Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni
ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle
elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di
"abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di
Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema
dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora
scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche
opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto
e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla
Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti
personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da
fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore
duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due
volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio
politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e
Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di
Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un
'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei
socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo
un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per
noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la
pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con
il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata
nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida
dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito,
si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il
giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea
del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra
l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre
lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a
vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del
entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della
Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del
suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello
degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie
Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro
radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni
tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le
anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema
dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure
critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si
aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di
stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo,
la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118
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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della
politica e della burocrazia,
federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una
volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli
italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto
la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto
da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i
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rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli
taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al
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( da "Cittadino, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Capannone razziato
dai ladri di rame Commando penetra in una ditta di metalli: colpo da 8mila euro
TRIBIANO L'azienda era stata chiusa sabato. Via i titolari all'interno del
capannone di Dedè Commercio metalli, probabilmente nella notte di lunedì, si
sono intrufolati i ladri di rame che hanno tentato di prendersi 50 quintali di
rame e altri metalli tra cui ottone e acciaio ma sono usciti con 12 quintali.
Nel bottino è finito pure il computer, con i dati dell'impresa.Non sono
riusciti invece a manomettere il camioncino ragno all'interno dello stabile,
con il quale volevano probabilmente movimentare i materiali. Sono arrivati i
carabinieri ai quali il titolare ha sporto denuncia contro ignoti. I danni che
i ladri di metalli hanno provocato ammontano a 10mila euro; i predatori
dell'oro rosso ci hanno guadagnato un po' meno: forse 8 mila euro.Il commando
era costituito da almeno 3 persone, a giudicare dai segni lasciati. Ed ha agito
col favore della notte; il furto è stato probabilmente studiato a tavolino e poi
messo in atto lunedì, tra le 21 e le 7, in via Alessando Volta dove ci sono
anche altri insediamenti artigianali.Il titolare se n'è accorto lo stesso
giorno, quando è giunto sul posto per aprire. "Ho visto il cancello aperto
e un bancale appoggiato sulla rete verso la proprietà vicina, probabilmente per
prepararsi una via di fuga alternativa. Ho capito quello che era successo.
Orami sono un esperto: in cinque anni sono già venuti quattro volte".
Secondo una prima ricostruzione, i ladri sono entrati nell'azienda di Renato
Dedè prima attraverso il cancello centrale che perimetra l'area dove ci sono
altri capannoni. Hanno smagnetizzato l'ingresso elettronico e con il
furgonciano si sono diretti verso il bersaglio. Strappata la catena e aperto il
cancello, hanno manomesso il portone del capannone della ditta. Raggiunto
l'interno, è stato con ogni probabilità fatto entrare nel capannone un mezzo
pesante che è stato caricato di lastre di rame, di ottone e
acciaio."Probabilmente hanno cercato di utilizzare il mio ragno per
muovere i metalli - spiega Renato Dedé -: ho visto la chiave nel quadro. Poi
però hanno desistito. Hanno rovesciato a terra i bidoni e probabilmente con una
pala, che non era al suo posto, hanno riempito il loro mezzo".Hanno
rovistato dappertutto, e infine hanno sfilato al legittimo proprietario anche
il monitor e la tastiera del pc aziendale. Poi la fuga precipitosa all'esterno.
Dell'accaduto si è accorto il titolare giunto in mattinata per aprire i
cancelli dell'azienda. Dopo un primo sommario inventario, al titolare non è
rimasto altro che sporgere denuncia alle forze dell'ordine. "Purtroppo qui non si può più stare tranquilli - confessa -,
c'è d'aspettarsi che qualcuno entri e ti porti via tutto. Siamo vittime dei
ladri e della burocrazia.
Io adesso, quando ho grossi quantitativi per un valore elevato, nemmeno li
lascio al capannone. Evito che qualcuno entri e se li rubi".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Davide Berti
Torreggiani è il nuovo presidente "Siamo uniti per far crescere Modena
nella competizione" Stefano Torreggiani, attuale direttore generale di
Cna, è il nuovo presidente della Camera di Commercio per il quinquennio
2008-2013. Ieri mattina si è insediato il nuovo Consiglio della Camera di
Commercio di Modena. Composto di 32 membri in rappresentanza delle diverse
componenti dell'economia provinciale, il consiglio ha provveduto all'elezione
di Torreggiani (nella foto e, accanto, il consiglio), in prima votazione e con
voto unanime. Torreggiani era già vicepresidente dell'ente camerale. Il
consiglio si riunirà nuovamente il giorno 24 luglio per l'elezione della
Giunta, la quale provvederà successivamente a nominare un vicepresidente, ma
pare certo che i voti andranno ad Amedeo Faenza di Confcommercio. L'elezione di
Torreggiani era annunciata da tempo e ieri è arrivata l'ufficialità. Per la
Camera di Commercio si tratta certamente di una svolta verso un percorso di
rinnovamento e condivisione durato alcuni mesi, che ha portato anche a superare
alcuni strappi con Confindustria per la scelta di un nome che certamente non
incarna in pieno via Bellinzona ma piuttosto la fitta rete delle piccole e
medie imprese del nostro territorio. Torreggiani, che rimarrà direttore di Cna,
è visto come l'uomo del consenso in grado di fare squadra e nel suo primo
giorno da presidente comincia con i ringraziamenti: "Desidero innanzitutto
ringraziare i componenti del Consiglio per la fiducia accordatami. Il compito
che ci aspetta come Amministratori della Camera - ha dichiarato il presidente
Maurizio Torreggiani - non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un
momento di grave crisi e il nostro compito sarà dunque quello di supportare le
imprese modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa ragione sarà
indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico di superare
quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di crescita delle
nostre aziende". Torreggiani ha già una lista di priorità: "Le
criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la
politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale,
lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di
accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire nella strutturazione di
azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione
delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una
profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di
razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e
non di competizione tra soggetti". Torreggiani nel suo discorso ha usato
una metafora per dipingere Modena e il suo futuro, con le sfide che la
attendono: "La nostra città deve lasciare la vecchia provinciale e
imboccare l'autostrada potendo contare su un'automobile veloce, affidabile e in
grado di fare tanta strada. L'economia modenese ha grandissime potenzialità ed
è molto importante che vengano costantemente elaborati programmi ed iniziative
che ne favoriscano la piena espressione, puntando in particolare su qualità ed
innovazione, fattori indispensabili per consentire alle nostre imprese, in un
mercato ormai globalizzato, di mantenere alto il livello di competitività. Per
l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in
stretta sinergia con le Associazioni imprenditoriali e con gli altri attori
dello sviluppo. Il mio mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il
tempo delle scelte, in un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare
il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e soprattutto
condivise. Non è un caso che, per la prima volta nella storia della Camera, è
stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che
costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci
poliennali e quelli annuali". Ed è proprio su quest'ultimo punto che
Torreggiani ha voluto insistere, rispondendo direttamente alla querelle con
Confindustria: "Modena è una città intelligente che deve saper collaborare
e competere. Ecco perché ha saputo convergere su questo documento per il bene
comune: l'ente camerale è di tutti e tutti si devono sentire rappresentati. In
questo senso mi sembra che le premesse siano ottime e il consenso unanime che
si è creato accresce ulteriormente le responsabilità di una squadra che deve
prima di tutto essere orgogliosa del proprio territorio".
( da "Trentino" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Pierluigi
Depentori "Porteremo il modello Google in Trentino" Parla il neo
presidente dei giovani industriali, Luca Cattoi: "Più cultura
digitale" In pochi anni ha creato dal nulla "Linea Web Graffiti
2000", capace di fatturare 1,3 milioni di euro e di dare lavoro a venti
dipendenti La mission? Il design dei siti e un'agenzia di comunicazione TRENTO.
Parla di cultura digitale e wellness aziendale, mastica byte & broadband
come fossero pane, e vuole portare il "modello Google" in Trentino,
"perché fare impresa non è solo creare ricchezza economica, ma anche
ricchezza sociale". Per chi pensasse ancora che internet è un azzardo e
che farci i soldi per davvero è "roba da americani", ecco Luca
Cattoi. Trentanove anni, rivano doc, con la sua Linea Web Graffiti 2000 è a
capo di un vero e proprio miracolo trentino, capace di dare lavoro a una
ventina di dipendenti e di fatturare 1,3 milioni di euro. Da venerdì scorso
Cattoi non è più "solo" un imprenditore di successo, ma è stato
eletto presidente dell'associazione dei giovani industriali del Trentino. Una
elezione che sa di piccola rivoluzione, che catapulta Palazzo Stella nell'era
della "industria 2.0" e che fa capire come anche in una terra votata
alla tradizione come il Trentino e le sue industrie ci possono essere delle
spinte in avanti importanti, forse decisive. "Voglio potenziare il nostro
progetto scuola, andare a dialogare nelle classi utilizzando multimedia e nuove
tecnologie, simulando con i ragazzi un colloquio di lavoro, negoziazioni coi
clienti, la redazione di un bilancio. Insomma, far capire loro che con una
buona idea in testa e spirito di sacrificio si può fare impresa partendo da
zero. Anche nella nostra provincia". Per Luca Cattoi è stato proprio così.
E per spiegare il suo programma da neo presidente, usa una frase che nel
linguaggio della new generation è gettonata assai: "Contaminare il
Trentino". Cattoi, quale significato ha la sua elezione? Sono felice ed
entusiasta per questa nuova sfida. Il mondo dei giovani imprenditori ha sempre
avuto una grande attenzione al mondo delle nuove tecnologie. Però un presidente
che viene dal mondo del web non c'è mai stato... E' vero. Cercherò di portare
la mia esperienza di "imprenditore digitale". Dici web e subito il
mondo dei giovani si rianima. Sarà la chiave di volta per convincere i ragazzi
trentini che si può rischiare, che nella vita non ci sono solo i colletti
bianchi che sognano il posto fisso in Provincia? Lo spero, anche perché uno dei
nostri obiettivi è proprio quello di portare la cultura d'impresa nelle scuole.
Negli ultimi tre anni abbiamo incontrato più di mille studenti delle scuole
superiori trentine. Cercherò di potenziare questo progetto, per fare
"cultura digitale" in Trentino. Trentino e tecnologia sono agli
antipodi? Niente affatto, come infrastrutture tecnologiche e broadband siamo
tra i migliori al mondo, ma poi se guardiamo all'utilizzo di queste
infrastrutture ecco che siamo al livello del Camerun. Abbiamo una Ferrari ma la
usiamo come se fosse un motorino... Già, proprio così. Lei è il perfetto
esempio del "self made man" degli anni Duemila... Ho iniziato per
caso, nel 1995, quando il mondo di internet iniziava a fare i primi passi in
America. Ero curioso, e così mi sono procurato uno dei primi modem per navigare
sul web. Dopo poco, ho iniziato a fare i primi esperimenti di creazione di
pagine. Uno "stilista" del web. Mi divertivo un sacco. Utilizzavo un
programmino messo a punto dai tecnici della Microsoft. Quando l'hobby si è
trasformato in lavoro? Ho mandato le mie pagine alla sede centrale di Redmond.
All'indomani ero sulla home page di Microsoft dedicata allo sviluppo dei siti.
Tempo qualche giorno, e sono stato contattato dai vertici di Microsoft Italia.
"Abbiamo bisogno di giovani che sappiano usare al meglio le nostre tecnologie",
mi hanno detto. E mi hanno mandato a seguire i processi di sviluppo in giro per
l'Italia, nelle sedi delle più grandi aziende. Qualche nome? Due su tutte: Tim
e Rai. E poi? Dopo pochi mesi decido di tornare a respirare l'aria del Garda.
Il primo gennaio del 1996 fondo la "Graffiti 2000", per sviluppare
siti web. Oggi quanti dipendenti ha? Qual è il suo fatturato? Ho una ventina di
dipendenti, e il fatturato del 2007 è stato di 1,3 milioni di euro. E l'azienda
che sviluppo ha avuto dal 1996? C'è sempre quella che chiamo "anima
web", ma Graffiti 2000 è diventata anche un'agenzia di comunicazione, in
modo da integrare internet e pubblicità, web e marketing, con grafici e
designer che lavorano fianco a fianco. Quali sono i problemi di un giovane imprenditore?
Avere un punto di riferimento per partire col piede giusto: saper creare un
business plan, saper redarre un bilancio, riuscire a
districarsi con la burocrazia. Metteremo a punto un sito internet con tutte le informazioni di
base. Lei, assieme agli altri giovani imprenditori, sta girando le scuole del
Trentino. Che giovani trova? Onestamente non mi sembra di vedere in giro un
grandissimo entusiasmo. I ragazzi vanno stimolati di continuo, il nostro
sforzo maggiore sarà quello di provare a sintonizzarci sulle loro frequenze. E
vogliamo far capire loro che nel mondo del lavoro, anche in Trentino, si deve
puntare sulla meritocrazia, che va vista come valore di base. Da Montezemolo
alla Marcegaglia, su questo Assindustria è tutta d'accordo. In Trentino servono
più infrastrutture o serve più ricerca? Tutte e due, perché senza
infrastrutture è più difficile che la ricerca vada a buon fine. Il Trentino ha
una buona dotazione di base, ci sono le infrastrutture e c'è pure molta
ricerca. Credo che si possa essere positivi e fiduciosi. Un "presidente
internet" che messaggio vuol dare ai suoi associati? Quelli del programma
con cui mi sono presentato: wellness aziendale e cultura digitale. Un Trentino
con la "formula Google", dunque... A dirlo non sono io, ma uno degli
imprenditori italiani più importanti come Nerio Alessandri di Technogym. Cito
testualmente: "L'imprenditore è colui che crea anche la ricchezza sociale,
non solo quella economica". Sempre meno giacca e cravatta, nell'impresa
trentina? Anche l'impresa trentina sta cambiando pelle, ed è pronta ad
affrontare nuove sfide. Nel mio piccolo, cercherò di essere utile alla causa.
( da "Citta' di Salerno, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
INQUILINI
Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia DI LIBORIO DE
SIMONE " L'ultima volta che ho parlato dei contributi alloggiativi era il
30 aprile scorso e da poco era stata approvata la graduatoria definitiva per la
cittá di Salerno. Da allora i cittadini interessati sono ancora in attesa dei
soldi. Quasi
quotidianamente abbiamo chiamato gli uffici regionali deputati allíinvio delle
somme e, saputo il motivo del ritardo, abbiamo sollecitato gli amministratori
comunali per risolvere il problema. In prima istanza abbiamo ricevuto risposte
confuse, poi appurata la questione si è proceduto a rimuovere l'ostacolo. Oggi
siamo, finalmente, in attesa del mandato regionale, che dovrebbe permettere
agli uffici comunali di Salerno di erogare i contributi per la prossima
settimana. Sono passati quasi tre mesi dalla graduatoria definitiva e più di un
anno dal bando e se gli interessati avessero dovuto pagare il fitto con l'aiuto
del contributo, sarebbero stati tutti sfrattati per morositá. Si pone, dunque,
il problema delle procedure di assegnazione dei fondi e ancor più la questione
di eliminare la burocrazia degli uffici. " Nelle
ultime settimane abbiamo ricevuto centinaia di telefonate dai cittadini
salernitani, che chiedevano notizie sui contributi. A questi abbiamo fornito le
notizie in nostro possesso, ma non abbiamo potuto evitare di condividere una
situazione, a volte, drammatica. Ci siamo sentiti impotenti e rabbiosi. Quando
ci chiedevano perchè i proprietari di case non dovevano più pagare l'Ici e gli
inquilini dovevano attendere anni per vedersi riconosciuto un loro diritto, non
abbiamo saputo rispondere. Poi, riflettendoci bene la riposta l'abbiamo
trovata. La politica è una questione di rapporti di forza. Evidentemente i
proprietari di case sono più forti degli inquilini. " In questi giorni si
parla di provvedimenti governativi e regionali a favore degli locatari Piani
casa che prevedono la costruzione di centinaia di migliaia di alloggi. "
Io credo che il primo impegno da richiedere ai nostri politici è di applicare
al meglio le leggi vigenti. Sarebbe una grande rivoluzione e permetterebbe agli
affittuari di avere condizioni minime di sopravvivenza. E' giusto che su questo
si sviluppi una riflessione e , passata l'estate, un movimento, che tenti di
superare i le difficoltá per una celere applicazione della legge. * segretario
provinciale Sunia liboriodesimone@virgilio.it.
( da "Trentino" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Valli del Noce.
Buona risposta allo sportello attivato a Cles: c'è voglia di altro rispetto a
mele e turismo "Creiamo impresa", idee alternative In venti giorni
sono stati presentati bem quindici progetti VALLI DEL NOCE. In venti giorni
sono state quindici le idee d'impresa presentate allo sportello attivato al
Comprensorio della valle di Non nell'ambito dell'iniziativa, che coinvolge le
due valli del Noce, "Creiamo impresa". "Questo indica la
necessità, la voglia di cambiare e di misurarsi anche in queste valli dominate
da una monocultura, agricola in val di Non, turistica in val di Sole"
commenta la coordinatrice dell'iniziativa Marina Pasolli. "Creiamo
impresa", promosso dalla Provincia e cofinanziato dal Fondo Sociale
Europeo, si inserisce nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Equal che
promuove la sperimentazione di approcci e politiche innovative per contrastare
il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel mercato del
lavoro. "L'iniziativa vuole rispondere ad un'esigenza di sviluppo locale e
sociale tentando di incrementare l'occupazione in generale, ed in particolare
quella femminile, attraverso azioni di microimprenditorialità" spiega
Pasolli. Durante la sperimentazione è stata svolta una ricerca per individuare
le opportunità imprenditoriali nelle due valli. "Si è visto che quello del
finanziamento è un problema relativo nella creazione d'impresa. Ciò che manca è la possibilità o capacità di orientarsi
attraverso la burocrazia"
sottolinea Pasolli. I progetti potevano riguardare settori come i servizi alla
persona, il commercio di prossimità, il turismo sostenibile e la valorizzazione
del patrimonio culturale, lo sport, le nuove tecnologie informatiche e della
comunicazione ed i servizi per l'ambiente. Conclusasi la
sperimentazione, "Creiamo impresa" ora vuole diventare un servizio
stabile in grado di offrire un supporto gratuito a coloro che vogliono
intraprendere un'attività imprenditoriale sul territorio delle valli del Noce,
accompagnandola dalla fase di progettazione a quella della realizzazione vera e
propria e anche oltre. Per questo anche al Comprensorio della val di Sole
dovrebbe essere presto attivato uno sportello a cui ci si potrà rivolgere anche
su appuntamento. "Il servizio dovrebbe diventare, oltre che un
raccoglitore di idee, un raccordo tra i potenziali imprenditori e tutto il
ventaglio di possibilità intese in termini di competenze presenti sia a livello
provinciale sia a livello di territorio di valle. Una volta che l'idea è stata
studiata ed analizzata e trova riscontro in una fattibilità seria e duratura,
c'è l'aiuto anche nel cercare delle linee di finanziamento, ove sia
possibile" aggiuge Pasolli che poi conclude: "Stiamo valutando
insieme a tutti gli attori istituzionali presenti sul territorio, dalla Provincia,
ai Comprensori, al Bim di trovare un sistema per portare pienamente a regime e
radicare finalmente sul territorio questo sportello aiutando così lo sviluppo
di una cultura imprenditoriale diversa nelle valli del Noce".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grandi esposizioni,
il presidente di Fondazione Cassamarca attacca lo Stato e svela i piani sull'ex
chiesa: acquisto entro il 2009, poi restauro De Poli, ultimatum per
S.Margherita "Ce l'hanno promessa da anni, bisogna chiudere: lì la mostra
2011 sul Tibet" Il complesso iter burocratico con il Demanio Proseguono i
grandi impegni culturali di Fondazione Cassamarca, ma mancano strutture adatte.
E' l'allarme di Dino De Poli presentando le prossime mostre: Canaletto
quest'autunno, la civiltà cinese, il Tibet e l'India nel futuro. Il presidente
stringe per Santa Margherita: "Ce l'hanno promessa sin dal 2006, speravo
di portarci Canaletto, ma ora conto di chiudere la trattativa". Il sogno è
di stringere i tempi, per chiudere l'operazione entro il 2010 e poter avviare
il restauro dell'ex chiesa, storica "culla" degli affreschi di
Tomaso. "Chissà che nel 2011, per l'esposizione sul Tibet, si possano
sfruttare gli ampi spazi di Santa Margherita". E' l'auspicio del numero
uno di Fondazione, che pure due anni fa aveva ottenuto la promessa del
trasferimento della Chiesa sconsacrata; ma il desiderio di inaugurare la nuova
struttura con Canaletto è caduto, per i tempi burocratici. E Canaletto, con le
opere straordinarie che giungeranno a Treviso, rischia di perdere parte del
proprio fascino dovendo fare i conti con gli spazi di Ca' dei Carraresi, non
proprio il "tempio" per tele di grandi dimensioni. Così come a
novembre 2009, all'apertura del ciclo "La Via della Seta e la Civiltà
Cinese", curata da Madaro. De Poli, scottato dall'esperienza dell'ex
distretto Militare (oltre 7 anni di iter) non ha risparmiato i suoi strali,
ieri: "La burocrazia civile è anche peggiore di quella militare, perché se la prima
fa perdere le guerre. La seconda fa perdere grandi occasioni anche in tempo di
pace". Parole rassegnate Il progetto originario, prevedeva l'acquisizione
in tempi brevi di Santa Margherita dal Demanio, per completare lo straordinario
restauro dell'area del distretto. Era spuntata persino l'idea di
ricostruire l'antico ponte coperto in muratura che in passato collegava la
chiesa con il convento di San Paolo, una sorta di "Ponte dei Sospiri"
a pochi metri dal Sile: un progetto che oggi, viste le lungaggini, sembra
tramontare. Ma De Poli non si arrende: vuole inaugurare il nuovo spazio
espositivo con Tibet e India, in programma dal 2011 al 2014, con le
affascinanti gigantografie dei templi e dell'architettura orientale. E
Fondazione intanto procede sulla strada per realizzare un'altra grande opera
pubblica, l'auditorium da 2500 posti vicino a villa Frenchetti, affidata al
grande architetto spagnolo Rafael Moneo. (Chiara Ferretto).
( da "Centro, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il nuovo record.
Folla in pista su ritmi latino-americani per la sfida collettiva lanciata da
Giuliano E a Roseto in diecimila centrano il guinness ROSETO. La città delle
Rose entra nel libro mondiale dei primati grazie alla buona riuscita del ballo
con la maggiore partecipazione di ballerini contemporaneamente. All'appello
lanciato da Luca Giuliano, il vulcanico organizzatore dell'evento, hanno
infatti risposto oltre 10 mila (10.055, per l'esattezza) persone, tutte
regolarmente registrate, le quali hanno ballato tutte insieme al ritmo
latino-americano. Il colpo d'occhio è stato di quelli da mozzare il fiato.
Vedere tanta gente, quasi la metà degli abitanti di Roseto, ballare tutta
insieme ha dato l'impressione di trovarsi al Carnevale di Rio. Passata la fase,
per così dire, esecutiva, è ora il momento di dare la
parola alla burocrazia.
"Questa mattina sarà in Comune per la vidimazione di tutte le firme
raccolte dai nostri addetti", dice l'organizzatore, "poi tutto
insieme sarà spedito a Londra, dove c'è la sede del Guinness, dove alcuni
giudici valuteranno sulla base sia delle stesse firme che dei filmati e le foto
che allegheremo al materiale da inviare". A quel punto, passeranno
circa 40 giorni che ottenere la certificazione del primato, ma si può dire che
ormai gli organizzatori il record personale lo hanno già raggiunto. (f.ce.).
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Altre I MILITARI?
COSì INUTILI SEGUE DALLA PRIMA Se danno l'impressione di funzionare di meno è
perché la loro gestione è dissennata. Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza
spesso si pestano i calli e non svolgono se non saltuariamente operazioni
congiunte. Se a capo della provincia c'è un prefetto capace, il coordinamento
può nascere e reggere, pur con qualche mugugno. L'esperienza testimonia che non
sempre è così, e comunque non si può mettere in capo alla discrezionalità e al
buon senso dei prefetti una questione che è in capo allo Stato. Le nostre forze
dell'ordine sono orgogliosamente separate per tradizioni e per spirito.
Guadagnano poco e sono, a parte i corpi scelti e le eccellenze, male in arnese,
con macchine scassate e senza carburante, dotazioni obsolete e scarsa capacità
investigativa. Hanno un deficit di formazione professionale, mancano di
strumenti informatici, sono assillate dalla burocrazia, sono alloggiate in stabili
angusti, inadeguati, cadenti. Perfino il nuovo comando dei carabinieri, appena
costruito in via Rismondo, fa acqua. Molti poliziotti sono confinati in ufficio
a fare fotocopie, redigere statistiche, compilare relazioni dalle quali vien
fuori, sempre, che i crimini sono in diminuzione. Anche ammesso che sia
così, cioè che gli atti violenti siano in calo, le statistiche non tengono
conto della sensazione di insicurezza che qui, nella parte ricca, colta,
viziata, isterica del Paese conta molto di più del numero delle rapine e degli
omicidi. Ogni casa è potenzialmente violabile. Non esiste azienda, ufficio,
garage che non possa essere scardinato. Non è sempre stato così e questa
differenza col passato ci angustia. Dunque, se il pattugliamento risponde al
bisogno di contenere la pulsione emotiva dell'insicurezza questa è la sola
ragione che riesco a trovare alla bischerata dell'esercito di pattuglia nelle
città. Non ve n'è nessun'altra. E' una operazione di immagine, e come tale durerà
l'espace d'un matin. Sotto il profilo economico la scelta, come sanno bene i
rappresentanti sindacali delle forze dell'ordine, è un'altra zappata che ci
diamo sui piedi. I militari vanno alloggiati, rifocillati e pagati per la
missione. Tutti costi aggiuntivi per la macchina della pubblica sicurezza
italiana, che non ha bisogno di ingenti finanziamenti ma di corpose aggiustate
organizzative. I ministeri sono pieni di agenti e di militari sotto utilizzati
o semplicemente utilizzati male. Quante volte avete sentito parlare dell'abuso
delle scorte? E quante volte è stato promesso che sarebbero state assottigliate
assieme al vasto parco di auto blu? Costa molto di più, in termini di fatica,
obbligare i Corpi di pubblica sicurezza a finire sotto uno stesso ministero, ad
esempio. O accorpare le caserme e liberare immensi spazi imprigionati dentro le
città. Perché i carabinieri devono stare nei capoluoghi quando c'è già la
polizia? Eppure avrebbe più senso lasciare il territorio all'Arma e mantenere
nella città solo le Questure. E' un tema inaffrontabile. Nessun ministro ha il
coraggio di parlarne, né a destra né a sinistra. Infine, due conti, giusto per
chiarire. Il ministro promette tremila militari. Duemila se ne andranno per
togliere gli agenti dagli uffici. Mille verranno spalmati su dieci città (si
parte con Milano, Napoli e Padova, ma dopo tocca ad altre sette). Vuol dire una
media di cento militari a città. In realtà, pare che a Padova ne arriveranno
una quarantina. Messi di pattuglia, rispettando i riposi e il cosiddetto turno
di quinta, saranno per strada a gruppi di cinque o otto militari alla volta.
Chi sproloquia sulla militarizzazione delle città stia tranquillo. Non ce ne
accorgeremo neppure. Omar Monestier.
( da "Nuova Venezia, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CONCORDIA. Mentre
ieri è stata eseguita l'autopsia, l'iter burocratico in Slovenia rallenta il
rientro della salma Un'odissea per riavere Tiziano Forse sabato i funerali. Lo
strazio dei famigliari e degli amici CONCORDIA. L'assolvimento delle pratiche
burocratiche per il trasporto della salma, ritarda ancora il ritorno in patria
di Tiziano Padovese, il giovane di 27 anni deceduto domenica mattina a Pirano,
in Slovenia. Ieri è stata eseguita l'autopsia, i medici non confermano ancora
con assoluta certezza la morte del ragazzo per infarto, il risultato definitivo
arriverà solo tra diversi giorni. I medici sloveni hanno voluto svolgere esami
approfonditi, per valutare sia problemi cardiaci che neurologici. L'autopsia
sul corpo del povero ragazzo si è estesa anche alla testa, i medici potrebbero
quindi avere sospetti su un possibile danno neurologico. Per i parenti oltre
alla sofferenza per l'improvviso decesso del ragazzo, anche lo strazio di dover
attendere dei giorni per poterlo seppellire. Il nulla osta è pronto, dal
Consolato ora si attende il via libera per il trasporto di Tiziano oltre il
confine sloveno. Anche ieri i familiari del giovane si sono recati sul posto,
ora attendono pazientemente di poter procedere con la celebrazione dei
funerali. Se le pratiche saranno assolte velocemente, forse già giovedì o
venerdì la salma potrà arrivare in Italia, il funerale potrebbe quindi
svolgersi sabato. Le esequie verranno celebrate presso la cattedrale di
Concordia. Tiziano Padovese, insieme alla fidanzata ed ad alcuni amici, si era
recato domenica mattina in Slovenia per passare una giornata al mare. Intorno a
mezzogiorno, mentre la compagnia era in spiaggia, lui si era allontanato un
attimo per prendere qualcosa da bere in un bar vicino. E' andato alla toilette,
e lì è stato colto dal malore che non gli ha lasciato scampo. Lo ha trovato
privo di vita una cameriera del locale. Da circa un mese il ragazzo lamentava
dei dolori al petto, i dottori però gli avevano detto che non si trattava di
nulla di preoccupante. Per amici e familiari il dolore è inconsolabile, i ritardi e la farraginosa ma necessaria burocrazia non fanno che acuire la
sofferenza. "Ci hanno sbattuto tra Pirano ed Isola, non volevano farcelo
vedere - si lamenta lo zio Livio, che ieri si è recato con la sorella e madre
di Tiziano, Anna, in Slovenia - alla fine dopo molte insistenze siamo riusciti
a vederlo. Ma ci siamo sentiti presi in giro. Speriamo che tra qualche
giorno Tiziano possa tornare a casa".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Udine Latisana,
appello dell'Ulivo: carte d'identità dai tabaccai LATISANA. La questione del
rilascio delle carte d'identità vede ancora il capogruppo dell'Ulivo, Ernesto
De Marchi firmatario di un ordine del giorno legato al progetto del ministro
per la funzione pubblica denominato "Reti amiche" che ha l'intento di
semplificare attraverso un diffuso e razionale uso delle possibilità offerte
dalla tecnologia informatica il rapporto dei cittadini con le amministrazione
pubbliche, facilitandone l'accesso ai servizi che le stesse sono tenute a
fornire. "Invito il consiglio comunale a formulare un appello al ministro
Brunetta affinché, prima dell'avvio del suo progetto, verifichi se sussiste la
possibilità di consentire ai tabaccai di Latisana anche l'eventuale
compilazione delle carte di identità, consentendo così di raggiungere come
negli altri comuni l'obbiettivo di fornire ordinariamente e non solo nei casi
urgenti, un documento di identità in pochi minuti a tutti i cittadini di
Latisana che ne facciano richiesta". "Il progetto del ministro -
scrive il consigliere De Marchi nel suo ordine del giorno - si propone di
utilizzare in maniera sinergica l'insieme delle reti informatiche presenti a
livello nazionale in vari settori (amministrazioni pubbliche, poste, tabaccai
ecc. .) che se adeguatamente sfruttate potrebbero contribuire a ridurre le perdite di tempo e anche una parte dei costi
sopportati dai cittadini e dal mondo del lavoro a causa delle lentezze della burocrazia". "A breve quindi -
scrive De Marchi - i terminali dei tabaccai potrebbero diventare uno sportello
di servizi in grado di garantire l'erogazione di pensioni, vitalizi dello Stato
e anche di fornire certificazioni anagrafiche". Paola Mauro.
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)
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Primo Piano DODICI
ROSE BIANCHE Alla Morellato l'emozione e i ricordi di amici e colleghi Il
direttore Girotto Era una ragazza capace seria, intelligente, sul lavoro dava
tutto, in questa vacanza cercava solo un po' di relax GIUSY ANDREOLI SAN
GIORGIO DELLE PERTICHE. Dodici boccioli di rose bianche sulla scrivania di
Federica alla Morellato & Sector. Un atto d'amore da parte di chi ha
condiviso giorni, settimane, anni di lavoro. Ma anche amicizia, emozioni e
sogni. Le colleghe più vicine a Federica non se la sentono di commentare la
tragedia. Di fronte a tanto strazio non ci sono parole se non quelle della
pietà e del ricordo. "Siamo tutti molto scossi", afferma Federico
Girotto, direttore finanziario dell'azienda di Massimo Carraro "purtroppo
l'evoluzione della vicenda ha dato corpo a quello che era lo scenario peggiore,
che tutti temevamo". A lui l'azienda affida il ricordo di Federica:
"Una ragazza con la testa sulle spalle, non desiderava altro che un sano
momento di pausa, tranquillità e riposo dopo un anno di lavoro dove aveva dato
tutto. Aspettava con ansia la settimana di ferie, ne parlava con entusiasmo.
Non meritava di essere oltraggiata a quel modo. In queste ore tutti la
ricordiamo per quello che realmente era, per la Federica che abbiamo conosciuto:
una persona brillante, intelligente, dotata di grande serietà e
professionalità". "L'azienda", conclude "esprime alla
famiglia il proprio cordoglio per questa tragedia e partecipa al difficile
momento che sta vivendo". Chi ancora non trova la forza di parlare è
Stefania Perin. L'unica, probabilmente, dalla quale l'opinione pubblica si
attende una qualsiasi dichiarazione. Ma lei tace, tanto che molti si chiedono
se il suo cuore non celi qualche scomoda verità, qualche possibile rimorso.
"Non se la sente ancora di affrontare la gente", spiega il fratello
Demis "non ha ripreso nemmeno a lavorare". Solo con gli amici più
intimi Stefania esterna il suo malessere. Loro, ne è certa, la comprendono.
Anche i coniugi Squarise tacciono. Chiusi nella loro villetta di via Trieste si
sorreggono a vicenda. Soprattutto la madre, Maria Grazia, cerca conforto nella
preghiera. Entrambi sono assistiti dal medico di famiglia, che ha prescritto
loro dei sedativi. Partiti per la Spagna l'avvocato Aldo Pardo, il collega
Belsito e un terzo collaboratore, a dividersi in quattro per fare da tramite
tra la famiglia e il resto del mondo rimane l'avvocato Stefano Squarise, il
cugino: "Quando i genitori di Federica se la sentiranno, quando
l'incertezza finirà, parleranno alla stampa", assicura. Alcune notizie
però trapelano dalla cerchia di fedelissimi: "Speriamo che non abbia
sofferto", hanno sussurrato i genitori. Che sono molto contrariati per il
fatto di essere tenuti all'oscuro di ogni particolare che riguardi la loro figlia.
"L'unico collegamento che hanno in Spagna è con la figlia Roberta",
dice un parente "ma anche a lei non è che dicano tanto. Ho l'impressione
che si faccia veramente poco per questi poveri genitori straziati". A far
visita ai coniugi, fra gli altri, anche il parroco di San Giorgio, don Riccardo
Poletto. "Cosa possiamo dire, a guardarsi attorno sembra che le cose nella
vita non vadano mai come vorremmo noi", sospira il sacerdote
"purtroppo il padre e la madre di Federica non hanno ancora ricevuto la conferma
ufficiale che la giovane ritrovata sia proprio la loro figliola, anche se al
99,99% il corpo è suo. Ho lasciato la loro casa ieri sera e non avevano ancora
detto loro nulla. Oltre al dolore si trovano a fare i conti anche con la burocrazia". La mamma avrebbe manifestato l'intenzione di recarsi
anche lei in Spagna. In serata la comunità si è ritrovata in parrocchia per
recitare il rosario in memoria di Federica. Anche se l'estrema rigidità degli
inquirenti spagnoli rallentano ogni certezza e blindano la verità, a San
Giorgio tutti hanno ormai capito che la povera vittima è proprio la loro
compaesana.
( da "Italia Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 162, pag. 15 del 9/7/2008 Autore: di Marco Solaia
Visualizza la pagina in PDF Ingegneria: in calo a giugno
numero e valore dei bandi. meno avvisi di project finance Allarme rosso per le
progettazioni: colpa dei tagli alla p.a. Allarme rosso per i bandi di
progettazione; a giugno, rispetto all'anno precedente, calano di un terzo e del
70% in valore; negativo anche il saldo su maggio con un 10% in meno nel numero
e un 60% in meno in valore; dimezzati gli avvisi per il project financing nei
primi sei mesi del 2008. è questo il preoccupante quadro generale rilevato
dall'osservatorio Oice-Informatel sugli appalti pubblici di ingegneria,
architettura e consulenza tecnico economica che, con un vero e proprio crollo,
segna una severa battuta di arresto rispetto alla tendenza di moderata crescita
del valore posto a base di gara nei primi cinque mesi dell'anno.
Complessivamente è meno drammatico il confronto con il primo semestre 2007 che
mostra una flessione del 21,0% in numero (+22,4% sopra soglia e -24,4% sotto
soglia), con una crescita, però, del 13,3% in valore (+29,0% bandi sopra soglia
e -15,3% sotto soglia). Viene invece confermata la tendenza, ormai costante da
due anni, all'aumento dei ribassi con cui vengono aggiudicate le gare: per
quelle indette nel 2007 il ribasso medio è stato del 29,3%, in netto aumento
rispetto alle gare indette nel 2006 (24,9%), con punte massime dell'ordine del
60-70%. Particolarmente allarmato è Braccio Oddi Baglioni. "I dati di
giugno sono preoccupanti", ha dichiarato, "non si può nascondere il
timore che si stiano manifestando i primi riflessi della riduzione delle
risorse destinate agli investimenti pubblici, annunciata dal Dpef deliberato dal
Consiglio dei ministri il 18 giugno scorso, che si accompagna, per le
amministrazioni comunali, alle difficoltà di quadratura dei bilanci connesse
alla riduzione del gettito Ici. A questa situazione di difficoltà
economico-finanziaria si aggiunge anche la situazione di incertezza normativa
che caratterizza il settore e che alla lunga potrebbe creare ulteriori
problemi. La recente approvazione, in via preliminare, del terzo decreto
correttivo del Codice dei contratti pubblici, avvenuta in tutta fretta per rispettare
il termine di scadenza del 30 giugno, riteniamo che non affronti tutti gli
aspetti sui quali sarebbe stato opportuno intervenire. C'è pertanto il rischio
di successive e nuove modifiche. Noi avremmo invece preferito", ha
continuato Braccio Oddi Baglioni, "che il Codice si riformasse una sola
volta e in modo organico, con una nuova norma di delega, ma ciò non è avvenuto.
A questo punto l'auspicio è che si completi rapidamente il quadro normativo
(anche con il regolamento del Codice) in maniera da chiudere il cerchio e
ridare stabilità alle amministrazioni e agli operatori. Nel merito del decreto
correttivo apprezziamo comunque le modifiche sulla finanza di progetto, che
potrebbero rilanciare questi interventi con una semplificazione procedurale più
che opportuna, nonché il chiarimento sui corrispettivi di progettazione, che
non sono ribassabili del 20% da parte delle amministrazioni. Infine", ha
concluso Braccio Oddi Baglioni, "siamo molto soddisfatti che il governo
abbia accolto in pieno la giusta richiesta Oice di stralciare
dal testo del decreto correttivo le disposizioni che avrebbero incentivato
l'in-house all'interno degli enti pubblici remunerando la burocrazia tecnica oltre il livello di
mercato per le attività di validazione dei progetti e di coordinamento dei
lavori". Tornando ai dati, nel mese di giugno 2008 sono stati quindi 344
gli avvisi di gara per un valore complessivo pari a 32.660.356 euro, con
un valore medio a bando di 94.943 euro; di questi 27 sono i bandi pubblicati
nella gazzetta comunitaria per un valore complessivo di 18.211.844 euro,
rispetto al totale costituiscono il 7,8% in numero e il 55,8% in valore. Per
quel che riguarda il project financing, gli avvisi per sollecitare proposte da
promotori, nel primo semestre del 2008 sono stati 166, nel 2007 erano stati
358: un vero e proprio tracollo. Le gare su proposta del promotore sono state
77 (71 nel 2007), le aggiudicazioni 42 (66 nel 2007). I bandi per appalti
integrati rilevati nel primo semestre del 2008 sono stati 259, contro i 376
dello stesso periodo del 2007; anche in questo caso, quindi, il calo è di quasi
un terzo rispetto ai sei mese del 2007; un po' meno grave il calo dei bandi per
appalto concorso che sono stati 37 ed erano stati 49 nel primo semestre 2007.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CAMBI AL VERTICE
DELLA REGIONE La giunta azzera la riforma Viero Superpoteri a Tondo Critico il
Pd: la direzione generale garantiva la separazione tra
politica e burocrazia
lRoberto Urizio a pagina 7 TRIESTE Si annuncia una rivoluzione ai vertici della
macchina amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento
della "rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E i
primi a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata legislatura,
ovvero quella Generale e quella alla Comunicazione, che passano così da 14 a
12, mentre scatta anche la redistribuzione di funzioni e deleghe per gli
assessorati, e si delinea una "superpresidenza" di Renzo Tondo che
acquisisce nuove competenze su affari internazionali, famiglia, semplificazione
legislativa, pari opportunità e sport. Nuovi poteri che il governatore
delegherà poi ai singoli assessori.
( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Franchini (An) e il
vivaista "Ci siamo attivati per Grossi" PESCIA. "Non è vero che
l'imprenditore Maurizio Grossi non è stato aiutato". Lo afferma il
capogruppo di An verso il Pdl in consiglio provinciale Roberto Franchini circa
il caso del vivaista danneggiato da una tromba d'aria di cui abbiamo scritto
nell'edizione di ieri. "Raccogliendo le lamentele dell'imprenditore
Maurizio Grossi dell'omonima azienda florovivaistica per gli ingenti danni
subiti dal suo vivaio a causa di una tromba d'aria, che si abbatté nella zona
di Pescia nella notte tra il 17 e 18 aprile scorso, ho subito sollevato il caso
in consiglio provinciale, ricevendo pronta risposta dal presidente Gianfranco
Venturi, e constatando il fattivo impegno di quest'ultimo e dei competenti
uffici provinciali. Gli uffici provinciali, nel rispetto delle leggi vigenti,
hanno cercato il modo più celere per attivare gli indennizzi di legge. Ho
prontamente coinvolto il consigliere regionale di An Roberto Benedetti affinché
portasse il problema all'attenzione della Regione che sta verificando la
possibilità di utilizzare, al fine degli indennizzi, i residui che aveva
chiesto indietro alla Provincia, relativi ai fondi europei per gli eventi
calamitosi. Nel frattempo il presidente Venturi, da me nuovamente sollecitato,
ha evidenziato alla Regione la disponibilità dell'ente Provincia a mettere a
disposizione alcune economie, da precedenti calamità, che
sarebbero sufficienti a indennizzare l'azienda in questione e che, quindi, non
provocherebbero spesa aggiuntiva per il bilancio statale. La morale è che,
spesso, è la burocrazia
amministrativa a rallentare i processi. In questa vicenda, comunque, posso
assicurare che non è mancata la volontà politica di aiutare un'azienda in
oggettiva difficoltà".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
STORIE DI TRIESTINE
Tamara Ra?em, musicista e arciera: "L'arco e il pianoforte sono
simili" I RACCONTI, LE TESTIMONIANZE, LA VITA DELLE DONNE
"Allegromanontroppo": la sua agenzia è la prima fondata in regione
per seguire cantanti lirici e artisti di musica classica Quattro titoli
nazionali e vicecampionessa europea. In Corea del Nord nel 2005 ha suonato per
la festa del dittatore Kim Jong II Tamara Ra?em, trentacinquenne pianista
triestina con una brillante carriera artistica costellata da successi in Italia
e all'estero, sovverte senza dubbio il cliché dell'artista tormentato e
introverso, tendente alla malinconia: sin dal primo incontro con questa giovane
donna dalle chiome ribelli si è colpiti dalla vivacità dello sguardo e dalla
verve spumeggiante, mentre racconta come si è lanciata nel mondo del management
della musica classica assieme alla soprano Ilaria Zanutti. La prima agenzia
specializzata nella promozione di strumentisti classici e cantanti lirici del
Friuli Venezia Giulia porta un nome che richiama il mondo delle note, ma
nasconde all'interno pure un piccolo divertissement linguistico per valorizzare
la componente femminile di questa coraggiosa sfida imprenditoriale in rosa.
"Allegromanontroppo", infatti, oltre a essere il tempo di un brano
musicale, racchiude anche uno dei personaggi femminili più affascinanti del
repertorio lirico: la seducente Manon Lescaut di Giacomo Puccini. "Da noi
gli artisti si devono sempre arrangiare da soli per cercare gli ingaggi,
partecipare ad audizioni, sbrigare la burocrazia contrattuale, tenersi
informati sulle rassegne musicali e via discorrendo - spiega con foga Tamara -
l'ho fatto ovviamente anch'io; però è un grande dispendio di energie che toglie
tempo e concentrazione allo studio e alle prove". E così, dopo anni
passati a gestire in prima persona la sua carriera artistica e quella del
marito Damian Locatelli, baritono solista e del coro del Teatro Verdi,
decide di sviluppare in modo professionale l'innata capacità organizzativa.
Nasce così l'agenzia di management per musicisti classici, che va ad
affiancarsi alla carriera concertistica e di insegnante di pianoforte alla
Scuola statale di musica di Se?ana. Tamara, nonostante il carattere esuberante,
siede per la prima volta al pianoforte a sei anni e inizia a studiare con un
impegno inconsueto per una bimba di quell'età, senza peraltro rinunciare al
gioco e allo sport, passione che l'accompagnerà di pari passo fino ai
diciassette anni quando sarà costretta a fare una scelta ben precisa. Infatti,
lo sport cui si dedicava con grande soddisfazione e nel quale parimenti
brillava, era il tiro con l'arco. Cosa avranno mai in comune il pianoforte e le
lunghe ore passate a fare scale, con l'antica pratica arciera che rese famoso
Robin Hood? La concentrazione assoluta, condizione mentale essenziale in tutte
e due le discipline. La bionda arciera di Basovizza, introdotta alla pratica
del tiro di precisione dal padre allenatore, conquista i primi allori a tredici
anni partecipando ai Giochi della gioventù. Seguono quattro record nazionali
sulla distanza, e ciliegina sulla torta ma anche spartiacque del futuro, il
titolo di vice campionessa conquistato ai campionati europei a Riva del Garda
nel 1990. "Mi allenavo al tiro dalle cinque alle sette del mattino prima
di andare a scuola - spiega con un po' di nostalgia - nel pomeriggio studiavo
piano e poi, verso sera, nuovamente arco e frecce, non era pensabile continuare
così". Archiviata, seppure a malincuore, la carriera di arciera, dopo il
diploma al Conservatorio Tartini, Tamara s'immerge totalmente nella carriera
concertistica, nell'insegnamento e cura la propria crescita artistica
frequentando masterclass di perfezionamento sotto la guida di maestri del
calibro di Riccardo Risaliti, Igor Lasko, Franco Scala e del pianista russo Siavush
Gadjiev. Una vita con la valigia sempre pronta che nel 2005 porta la talentuosa
pianista fino alla lontana Corea del Nord per rappresentare l'Italia al
festival in occasione del compleanno del dittatore Kim Jong II. Sul
palcoscenico appare rilassata e sicura di sé, elegante in abito lungo e tacchi
alti, tuttavia, come ricorda ancora con orgoglio, due anni fa ha provato anche
lei la tremarella alle ginocchia, quando ha diretto l'orchestra sinfonica di
Novo Mesto di fronte a duemila persone. Della scuderia di Allegromanontroppo
fanno parte musicisti classici della nostra regione, come il violinista
triestino Crtomir ?i?kovic, la prima arpa dell'Orchestra Sinfonica della Rai di
Torino Jasna Corrado Merlak e il direttore d'orchestra Marco Ozbic, ma anche artisti
da fuori, come i "Fiati di San Carlo" di Napoli, il maestro Francesco
Rosa, il cantante lirico barese Pietro Naviglio e la pianista slovena
Aleksandra Ce?njevar. Poteva mancare il colore rosa nella rutilante vita di
Tamara? No, e infatti, la giovane pianista e manager musicale, è sposatissima e
innamoratissima: "Come il giorno che ci siamo conosciuti - racconta fiera
con gli occhi che le brillano - un vero colpo di fulmine". Un matrimonio
lampo, deciso e confezionato a soli due mesi dal fatale incontro che dura
inossidabile da dieci anni. La prossima sfida cui sta pensando seriamente il
sodalizio artistico-coniugale Damian e Tamara, è allargare la famiglia: magari
in un futuro non troppo lontano, tra una tournée e l'altra, la cicogna potrebbe
portare un bebè. Patrizia Piccione.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Gorizia "L'ospedale è a posto" Gorizia: sopralluogo di Tondo al San
Giovanni di Dio "Nessun problema strutturale, rinvii per la burocrazia" IL SERVIZIO IN CRONACA
GORIZIA. "Non esiste alcun problema di carattere strutturale per il nuovo
ospedale di Gorizia - ha detto il presidente della Regione, Tondo -, i ritardi
sono solo di ordine burocratico".
( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Marta Quilici
"La crisi colpisce, la burocrazia uccide" L'allarme di Donnini alla convention annuale di
Confartigianato PISTOIA. Meno burocrazia, rispetto della legalità, abbassamento delle tariffe, rinnovo
della classe dirigente per ridare vigore alla piccola impresa locale. Queste
sono alcune delle proposte emerse lunedì pomeriggio alla convention annuale di
Confartigianato dal titolo "Impresa, lavoro, famiglia nell'economia
globalizzata". La giornata, svoltasi a Villa Cappugi, è iniziata alle 16
con l'assemblea annuale dei soci. Poi è iniziato l'incontro pubblico al quale
sono intervenuti il presidente di Confartigianato Imprese Pistoia Massimo
Donnini, l'assessore regionale Agostino Fragai, il presidente della Provincia
di Pistoia Gianfranco Venturi, il vicario generale della diocesi di Pistoia
monsignor Paolo Palazzi e il presidente della Banca di Pistoia Piergiorgio
Caselli. Ospiti d'eccezione sono stati inoltre il presidente della XI
commissione Lavoro della Camera dei deputati Stefano Saglia e il segretario
nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli. Sono intervenuti anche Claudia
Venturini, presidente Donne Impresa, Simone Balli, presidente dei giovani, e
Luigi Di Grazia, presidente dell'Anap. Tema caldo della convention è stato il
problema relativo all'emergere di nuove povertà dovute alle sempre maggiori
difficoltà economiche che le famiglie si trovano ad affrontare. Fattore che è
strettamente legato al destino delle numerose piccole imprese del territorio,
per la maggioranza a carattere familiare, che caratterizzano il tessuto
economico locale. Un'inflazione che a Pistoia (4,7%) supera di quasi un punto
il valore ufficiale nazionale (3,8%), il rincaro delle materie prime (+57%),
del petrolio (+98%), dell'energia (+48,2% dal 2000 al 2007), un'eccessiva
burocratizzazione, l'aumento della pressione fiscale, la concorrenza sleale:
sono questi gli ostacoli contro cui lottano quotidianamente gli artigiani
pistoiesi. "Nonostante l'evidente crisi - afferma Donnini - non sono
ancora abbastanza gli sforzi fatti per rialzare le sorti della piccola impresa:
gli ostacoli sono ancora troppi. Basti pensare allo scoraggiante iter
burocratico che un giovane imprenditore deve percorrere per arrivare ad aprire
un'impresa: deve presentarsi in troppi uffici e presentare troppe
pratiche". Inoltre a Pistoia si verifica la tendenza alla
terziarizzazione, cioè il proliferare di aziende che offrono servizi alle
imprese e alle persone. Il problema è che queste aziende si scontrano sempre
più spesso con un progressivo impoverimento delle persone e la chiusura delle
aziende a cui si offrono i servizi. L'appello di Donnini per risollevare il
mondo della piccola impresa è rivolto anche alle istituzioni locali. Da un
punto di vista economico e sociale, la necessità è quella di creare
infrastrutture per lo sviluppo economico, portare avanti la lotta alla
concorrenza sleale a favore della legalità, la sburocratizzazione; da un punto
di vista politico, l'impegno deve ricadere sul rinnovo delle classi dirigenti.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso agibilità
Alassio. Ancora un contrordine, e il Corsara deve chiudere. Non accenna a
concludersi la vicenda dei locali alassini. Ieri mattina l'ufficio commercio
del comune ha deciso la chiusura coatta del locale, in seguito alla sequela di
esposti e controesposti tra il titolare Nanni Banchio e il suo vicino e
"nemico", l'ambasciatore del Belize, Nunzio Alfredo Dangeri. Il
motivo della chiusura sarebbe legato sempre alla mancanza del titolo di
agibilità, che peraltro il Corsara non dovrebbe avere difficoltà ad ottenere.
Proprio in queste ore, infatti, la commissione edilizia dovrebbe recepire il
parere della soprintendenza e concedere la variante in sanatoria per le tettoie
contestate. Il problema, però, è che i tempi previsti sono di sessanta giorni,
e se non ci sarà una corsia preferenziale il Corsara rischia di rimanere chiuso
fino a settembre. 09/07/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
AVVIATA LA REVISIONE
DELLA MACCHINA BUROCRATICA DELEGHE PERPLESSITA' Riforma Viero azzerata, più
poteri a Tondo Tagliate due Direzioni. Al presidente anche esteri, famiglia e
semplificazione Il Pd: la Direzione generale garantiva separatezza
fra gestione politica e burocrazia Il governatore potrà trasferire alcune funzioni agli assessori:
lo sport a De Anna TRIESTE Parte la "controriforma" della macchina
amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della
"rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E
i primi a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata
legislatura, ovvero quella Generale e quella alla Comunicazione, che passano
così da 14 a 12, mentre scatta anche la redistribuzione di funzioni e deleghe
per gli assessorati, e si delinea una "superpresidenza" di Renzo
Tondo che acquisisce nuove competenze su affari internazionali, famiglia,
semplificazione legislativa, pari opportunità e sport. Nuovi poteri che il
governatore delegherà poi ai singoli assessori, a seconda delle necessità. Ieri
c'è stato il primo sì alla controriforma, passata anche in I Commissione, dopo
la delibera della scorsa settimana in giunta. Ora il documento deve solo
passare per il vaglio definitivo dell'esecutivo per entrare in vigore a tutti
gli effetti. Con il voto favorevole di tutta la maggioranza e l'astensione dei
gruppi di opposizione, le modifiche al regolamento hanno ottenuto il via libera
dalla Commissione consiliare competente. Cancellate le due direzioni in cui
c'erano i più 'illyani' tra i dirigenti (lo stesso Viero e Fabio De Visentini),
niente più riferimenti alla pace nella direzione centrale cultura e istruzione
che fa capo all'assessore Roberto Molinaro il quale si prende anche la
formazione professionale, accorpata con la direzione al lavoro nella precedente
Giunta. Il 'maquillage' coinvolge poi anche la pianificazione territoriale che
passa dalla direzione infrastrutture, sotto l'assessore Riccardo Riccardi, a
quella degli enti locali, facente capo a Federica Seganti, dove compare anche
il capitolo sicurezza e da cui spariscono le relazioni internazionali che vanno
sotto diretta competenza del presidente Renzo Tondo. Il governatore avrà sotto
di sè una folta schiera di direzioni e servizi, dal segretariato generale
all'avvocatura della Regione, dall'Ufficio di Gabinetto all'Ufficio stampa e
portavoce per arrivare alla Protezione Civile; fin qui tutte competenze che
erano già del suo predecessore. In più il presidente avoca a sè, come detto, i
servizi relativi alla qualità della legislazione e semplificazione, al
coordinamento delle politiche per la montagna, alle politiche per la famiglia
(che in un secondo momento dovrebbero andare sotto l'egida di Molinaro), alla
pari opportunità e politiche giovanili (in predicato di passare all'assessore
Rosolen) e all'attività ricreativa e sportiva che l'assessore De Anna, come
annunciato ieri durante lavori della Commissione, avrà sotto la sua cura.
"Due direzioni tagliate significano risparmi per l'amministrazione - ha
affermato De Anna - e ad autunno prevediamo una riorganizzazione complessiva
della macchina con trasferimento di funzioni, e relative risorse finanziarie e
umane, agli enti locali. La Regione deve occuparsi di legiferazione ed alta
programmazione". Perplessità da parte dell'opposizione sul taglio della
direzione generale che, secondo il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton,
"garantiva separatezza tra la gestione politica e l'apparato
burocratico" anche se, sottolinea Giorgio Baiutti (Pd) "non sono
mancate zone d'ombra in questo senso nel quinquennio precedente". Pietro
Colussi, capogruppo di Idv-Cittadini, nutre dubbi sul fatto che "molti
servizi vengano incardinati nella struttura della Presidenza della Giunta. Una
decisione incomprensibile se la logica è quella della funzionalità della
macchina amministrativa, comprensibilissima, invece, se è dovuta alle
difficoltà della maggioranza nel trovare un giusto equilibrio al suo
interno". Qualche perplessità in questo senso è stata sollevata anche in seno
alla maggioranza dai consiglieri Roberto Asquini e Alessandro Colautti:
quest'ultimo ha anche indicato l'opportunità di un periodo di sperimentazione
per monitorare eventuali "nuovi feudi" creati con la nuova
organizzazione. Soddisfattoil capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco, plaude alla
delega sulla famiglia in capo al presidente e sostiene come "la politica
riprende il suo proprio ruolo e si va a realizzare un primo passo sul
riequilibrio dei poteri tra Presidenza, Giunta e Consiglio, eliminando una direzione
centrale simbolo dell'accentramento di potere della precedente
amministrazione". Roberto Urizio.
( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XXIII -
Palermo TUTELA E FRUIZIONE DEI BENI CULTURALI PASQUALE HAMEL N ella nostra
Regione lo sport più praticato è la polemica. Al "fare", quello che a
detta del Gattopardo i siciliani odiano, si sostituisce la contumelia, la
verbosità inutile che consolida l'immobilismo. Dico questo perché, nonostante
mi sforzi di individuare accenni di sbocchi al dramma dell'inazione, constato
desolatamente che si continua a stare fermi e, al più, a trastullarsi nella
migliore ipotesi in discussioni sui massimi sistemi. Per non cadere anch'io in
questo orribile vizio siculo, vado subito al dunque. In questi giorni,
nell'immobilismo complessivo della proposta politica, è stato forse
maldestramente lanciato un sasso: mi riferisco alla proposta del neo assessore
regionale per i Beni Culturali di "privatizzare" ? ma il termine non
è affatto corretto ? alcuni beni culturali come la Valle dei templi che
costituiscono patrimonio d'inestimabile valore di questa nostra Isola. Una
proposta che ha sconvolto i benpensanti e che, come al solito, è stata
utilizzata per dare un'immagine degradata della qualità non solo delle classi
politiche che li rappresentano, ma certamente di tutti i siciliani. Da anni
personalmente combatto battaglie per affermare che queste meravigliose, e forse
immeritate, eredità del passato debbono costituire non solo orgoglio delle
nostre popolazioni ma anche il mezzo per trovare una via allo sviluppo della
nostra terra. Da anni, non solo io ma tanti, ci battiamo perché queste risorse
non vengano sprecate, perché si fermi il degrado a cui gli stessi beni sono
sottoposti dallo scorrere del tempo e per l'offesa che la diffusa incultura
arreca loro. Da anni faccio discorsi sulla tutela e sulla valorizzazione di
tali beni magari prendendomi qualche richiamo dai soliti saccenti. E tuttavia
proprio questo mi induce a riflettere con la serietà che il caso richiede sulla
proposta che oggi fa scandalo e trova spazio nelle pagine dei giornali. Non
conosco, naturalmente, nei particolari cosa intende l'assessore Antinoro, e a
lui fa eco il presidente Lombardo, per "privatizzazione". Ricordo
invece quanto, in un periodo di grande produttività e qualità legislativa, un
illuminato ? in quel caso non si esagera ad usare questo termine - legislatore
regionale ebbe a scrivere in una di quelle leggi che fanno onore al Parlamento
regionale. Ricordo che in quella legge non si pose solo il problema serio della
"tutela" dei beni culturali, fatto importante di fronte al
disinteresse spesso generale, ma si pose anche il tema della cosiddetta
"fruizione" dei beni culturali, tema esplosivo in un tempo in cui la
prevalenza degli aspetti difensivi e l'attribuzione al pubblico di questa
stessa difesa era l'idea prevalente. Quella legge ebbe due padri politici,
l'uno era l'onorevole Cagnes, comunista reso celebre dalla sua opposizione
pubblica contro l'installazione dei missili Cruise nella base di Comiso, l'altro
era l'assessore del tempo, il democristiano Ordile. dietro loro ci stava
l'elaborazione di un burocrate eccellente come Francesco Bombace.
"Fruizione" secondo il mio vocabolario significa non solo
contemplazione statica o estetica dei beni, ma vera messa in circolo degli
stessi per creare frutti economici, per farne risorse per lo sviluppo di questa
terra. Di quel pericoloso termine, travolti dalle solite ipocrite tentazioni
che orripilano di fronte al "fare", non se ne è fatto niente, è rimasta
la nuda tutela, la mummificazione dei beni stessi, sostenuta da una politica
incapace di guardare avanti confortata molto spesso da
certa burocrazia indolente
e in tanti casi non all'altezza del compito a cui è chiamata. Questo
ragionamento mi induce, di fronte alla proposta Antinoro, a non attestarmi
sulle aprioristiche barricate giacobine del no, ma su quelle più laiche e
razionali del pensarci un po' su per vedere se tutela e messa in circuito
economico delle risorse culturali, naturalmente con le dovute cautele,
possa essere un binomio tuttavia praticabile per il bene della nostra
collettività.
( da "Arena, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
INCONTRO. Summit
sulla competitività Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali Gli
imprenditori veneti preferiscono le detrazioni fiscali ai finanziamenti.
L'hanno ribadito al direttore delle politiche regionali dell'Ue Raoul Prado,
all'onorevole Fabio Gava, in commissione Attività produttive della Camera, e al
presidente del Veneto Giancarlo Galan. Doppia l'occasione, promossa dal Salone
d'Impresa e Unioncamere al Molino Stucki di Venezia: un dibattito su "Sviluppo
economico e competitività d'impresa" con Regione Veneto e categorie
economiche e una tavola rotonda su "Nuovi mercati, ricerca, innovazione e
sviluppo", che ha avuto, tra gli altri protagonisti, oltre a Gava e Prado,
docenti come Ferdinando Azzariti e Giorgio Brunetti e poi industriali come
Giovanni Rana, Mario Moretti Polegato, Mario Carraro e Matteo Marzotto. Tutti
hanno chiesto la leva fiscale piuttosto che quella monetaria (anche se il
moderatore Alan Friedman sosteneva che il vero imprenditore non ha bisogno dei
soldi dello Stato), per far emergere ricerca e innovazione in un Paese, come ha
ricordato nella prima sessione Paolo Feltrin dell'università di Trieste, in
declino per carenza di produttività, pur a fronte di un export che cresce, di
una buona produttività delle imprese e di una crescita occupazionale. Le regole
per il futuro sono state suggerite da Enzo Rullani (università di Venezia), che
ha recuperato il concetto di un'economia veneta paragondola al calabrone che,
se sapesse quanto pesa, non potrebbe volare. Invece l'impresa veneta (oberata per di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato),
come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche
per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare
attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per
arrivare, con la programmazione, al 2013). I comuni Veronesi interessati
al riequilibrio delle aree (e in larga parte l'obiettivo è stato raggiunto)
vanno dalla Bassa alla Lessinia. Si tratta di Angiari, Bevilacqua, Bonavigo,
Boschi S.Anna, Casaleone, Castagnaro, parte di Cerea, Concamarise,
Boscochiesanuova, Brentino B., Dolcè, Erbezzo, Ferrara Monte Baldo, Fumane,
Roverè, San Zeno M., S. Anna d'Alfaedo, Selva, Velo, Vestenanova, in parte
Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Terrazzo e Villabartolomea. A fronte di una
spesa pubblica programmata di 596,9 milioni di euro, nei sei anni, si sono
registrati impegni per 817,5 milioni (il 136,9%), si sono effettuati pagamenti
per 661,7 milioni, quindi pari al 109,5% del programmato. Questo ha indotto
investimenti nel sistema delle zone svantaggiate del Veneto ben superiori ai 2
miliardi di euro. È stato possibile grazie anche al fatto che la Regione ha
integrato i finanziamenti con 220 milioni. Ora l'obiettivo, d'intesa con l'Ue,
è di fare del 2010 l'anno della grande sfida: piena occupazione, allargamento
dei mercati e nuova coesione sociale. Il Veneto, in definitiva, sarà
protagonista anche nel sessennio da poco avviato, puntando anche sulla
valorizzazione del patrimonio culturale la difesa del territorio e
dell'ambiente, il turismo, le infrastrutture. E la conoscenza ancora più
fondamentale per l'economia, con i rapporti con il mondo della ricerca, con la
formazione in prima fila.
( da "Arena, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca pag. 8
Accordo sull'handicap per assegnare insegnanti di sostegno Per le tante persone
con handicap, quasi sempre, per farsi riconoscere i propri diritti e applicare
le leggi a favore, la burocrazia diventa un ulteriore ostacolo, a volte insormontabile. Di
recente, all'Ufficio scolastico provinciale di Verona, grazie all'iniziativa
dell'Ufficio Interventi Educativi, con la presenza della dottoressa Laura Donà
e del professor Roberto Grison, è stato firmato un accordo sulla certificazione
dell'handicap, che costituisce un significativo passo in avanti per
l'integrazione scolastica, in altre parole per assegnare gli insegnanti di
sostegno. L'accordo riguarda "Le modalità e i tempi per attivare le
certificazioni dei soggetti in situazione di handicap affinché siano analoghe
le scadenze e le procedure per le famiglie e le scuole", in applicazione
di un recente decreto (Dpcm 185/06), attuativo della legge quadro sull'handicap
seguito dalla delibera regionale 4588/2007. A firmare l'accordo, il dirigente
dell'Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara, e i direttori sanitari e
dei Servizi sociali delle Ulss 20, 21, 22: Brugnettini, De Cristan, Buonocore,
Grottola, Tessari e Castagnini. A essere interessati a questo accordo sono le
famiglie con figli handicappati, insegnanti e dirigenti delle scuole di ogni
ordine e grado. Si parla, per le nuove certificazioni (Verona e provincia), di
circa 150 handicappati in tutte le scuole. In totale le certificazioni di
handicap, sempre nel Veronese, sono 2.340, su 103.862 studenti complessivi per
l'anno scolastico prossimo. Spiega la dottoressa Laura Donà, promotrice
dell'iniziativa: "La normativa sull'handicap del 2006 ha cambiato le
regole per l'accertamento di "persona con handicap", demandandola non
più a un singolo specialista, ma a una commissione collegiale. Così, ci siamo
messi attorno a un tavolo con gli operatori socio-sanitari per cercare regole
comuni su tutto il territorio, tra famiglie, Ulss e mondo della scuola. Abbiamo
deciso, quindi, modalità e scadenze uguali per tutti per poter organizzare al
meglio questa novità. È stata prevista una procedura simile per tutta la
provincia nel rilasciare la documentazione necessaria per attivare gli
insegnanti di sostegno nelle scuole". L'accordo è arrivato dopo cinque
incontri con psicologi, foniatri, fisiatri, oculisti dei diversi servizi Ulss,
anche con la presenza del Servizio di assistenza sulle disabilità sensoriali
della Provincia. Andrà a regime dal settembre prossimo, con l'inizio del nuovo
anno scolastico, e sarà possibile verificare le funzionalità nel corso
dell'anno.E.CERP.
( da "Libertà" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
A cinque mesi dal
protocollo firmato da Confindustria e sindacati Il Protocollo Piacenza sulle
"Otto ore più sicure della giornata" parte bene. A quasi cinque mesi
dalla firma dell'intesa fra Confindustria e rappresentanze sindacali, il primo
bilancio sul coinvolgimento delle aziende viene giudicato con molto favore dai
promotori: entro fine giugno hanno aderito 46 imprese per un totale di 3.200
lavoratori. Questo insieme di realtà produttive ha registrato lo scorso anno
180 infortuni sul lavoro, pari ad tasso di incidenza 5,59 per cento, inferiore
a quello degli infortuni del tempo libero che è pari a 6,42 per cento (dati
Istat). L'obiettivo è di migliorare sensibilmente nei prossimi tre anni. Per
Emilio Bolzoni, presidente della Bolzoni Spa, che ha lavorato a lungo per
definire questo progetto congiunto i primi numeri sono importanti:
"L'attenzione da parte delle aziende c'è tutta, anche più del
previsto". Ma si attendono altre adesioni. L'incidenza del 5,5 per cento
non va interpretata come lo zoccolo duro sotto il quale è difficile scendere:
"non è mai così, non esiste il limite minimo o fisiologico quando si parla
di incidenti sul lavoro, sono convinto che questi dati siano assolutamente
migliorabili". Qualunque incidente - argomenta Bolzoni - ha un motivo, una
ragione scatenante che va analizzata. "Il nostro dato è già migliore di
quello relativo all'incidentalità del tempo libero. L'obiettivo è di andare
avanti su questa strada" insiste. Si attendono anche ulteriori ingressi di
imprese nel protocollo, non ancora tutte le aziende significative del
territorio hanno aderito, alcune si faranno avanti nelle prossime settimane, ma
fin d'ora c'è un certo assortimento dei vari settori. E non manca una
rappresentanza di imprese edili, fra le più esposte agli incidenti.
"Avremo un ritmo di verifica semestrale sui risultati ottenuti - prosegue
Bolzoni - e sono previsti incontri fra addetti nonché un convegno insieme al
sindacato, entro l'anno". Sul tema "caldo" del testo unico per
la sicurezza e sul suo impianto sanzionatorio, oggetto di critiche da parte di
Confindustria nazionale, Bolzoni ha una posizione chiara: "Stiamo mettendo
insieme imprenditori seri che fanno il loro dovere con il massimo impegno, per
noi la sicurezza dei lavoratori è un problema in primo piano. Ma ci sono
imprenditori poco seri e qui va indirizzato il massimo di energia per
sanzionare, distinguendo chi mette a rischio la salute dei lavoratori da chi
con grande attenzione svolge la sua attività professionale". Le nuove
regole stanno però "complicando" la vita di tutte le aziende, con un forte incremento della burocrazia dedicata alla sicurezza, che per Bolzoni serve a poco. Il
Protocollo Piacenza, si fa notare, tra le sue peculiarità ha quella di chiedere
investimenti su ispezioni e ispettori come importanti strumenti per aiutare ad
individuare dove stia esattamente il problema. E' bene che qui vengano
orientati gli sforzi dell'apparato ispettivo. pat.sof. 09/07/2008.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Auditorium, replica
il sindaco "Più rispetto, basta offese" È stata data nell'ultima
seduta del Consiglio comunale la risposta dell'Amministrazione comunale di
Calvenzano all'ennesimo attacco portato dal locale "Comitato contro lo
spreco di denaro pubblico" nei confronti delle opere in fase di
costruzione in largo XXV Aprile (per una spesa di 1.750.000 euro circa), prima
con un manifesto affisso nelle bacheche pubbliche del paese poi con un sit-in
di protesta. Giovanni Battista Blini, della maggioranza della Lista per
Calvenzano, ha letto un ordine del giorno in cui il gruppo civico che fa capo
al sindaco Natale Molinari deplora il contenuto del manifesto, considerato
"offensivo e non veritiero". Vivace il dibattito che ne è seguito. Le
liste civiche di minoranza "Idea Paese" e "Patto con i
Cittadini" hanno giudicato inopportuno l'ordine del giorno non ritenendo
affatto offensivo il contenuto del manifesto, mentre la minoranza leghista ha
preferito non commentare. Numerosi consiglieri di maggioranza sono intervenuti
a difesa dell'operato dell'Amministrazione e della loro autonomia decisionale
nel caso di largo XXV Aprile (da sempre vengono accusati dagli avversari
politici di essere succubi del sindaco), e dopo tanti "no comment"
anche Natale Molinari ha deciso di dire la sua. "Le istituzioni ? ha
esordito il primo cittadino ? vanne rispettate. Già il nome del Comitato, contenente
la parola spreco, appare come un'offesa perché non stiamo sprecando nulla.
Abbiamo recepito la volontà di fare un auditorium che esisteva già negli Anni
Ottanta e anche in seguito, negli anni dell'Amministrazione Blini ('95-2004),
che voleva ricavare tale struttura nell'ex asilo e che ha speso dei soldi per
un progetto di cui poi non è stato fatto più nulla. Ci viene detto ? ha
proseguito ? che non abbiamo aspettato lo svolgimento del referendum fra i
cittadini chiesto dal Comitato per far partire i lavori: ma
come sarebbe stata possibile una simile concessione quando la burocrazia già di per sé, con i suoi
tempi, rallenta le iniziative dei Comuni? Non avremmo fatto più alcun lavoro,
visto che il nostro mandato scade fra un anno. E comunque il vero referendum su
largo XXV Aprile c'è stato il 21 giugno, quando alla manifestazione promossa
dal Comitato non c'era nessuno. Ci auguriamo ? ha concluso ? che la cosa
finisca qui. Vorremmo che l'Amministrazione venga maggiormente rispettata,
specie se è un'Amministrazione che lavora". Luca Maestri.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA PISTOIA pag.
4 I PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è... I PROBLEMI
della famiglia e delle imprese: questo il tema che è stato discusso lunedì
pomeriggio nel corso della settimana convention della Confartigianato, che si è
svolta a Villa Cappuggi, alla presenza degli associati e dei rappresentanti
delle istituzioni. Erano presenti il presidente della commissione lavoro della
Camera, Stefano Scaglia, il segretario nazionale dell'associazione, Cesare Fumagalli,
l'assessore regionale Agostino Fragai, il presidente della Provincia Gianfranco
Venturi, il vicario generale della Diocesi, monsignor Paolo Palazzi, il
presidente della Banca di Pistoia, Piergiorgio Caselli. A conclusione della
manifestazione è stato consegnato un premio agli artigiani "storici"
e ad alcune personalità pistoiesi. LA RELAZIONE introduttiva è stata illustrata
dal presidente dell'associazione Massimo Donnini che ha tracciato un quadro
generale dell' attuale situatzione, strettamente legata all'economia
globalizzata. E' quindi entrato nello specifico della realtà pistoiese. Donnini
ha fatto rilevare in primo luogo che sta crescendo la terziarizzazione anche
nel nostro territorio, con un numero crescente di aziende che offrono servizi
alle imprese, le quali invece stanno riducendosi progressivamente di numero.
Secondo il presidente di Confartigianato è necessario agire, passare
all'azione, individuando strategie che siano condivise dai diretti interessati.
"In questo senso ? ha aggiunto ? se da una parte apprezziamo lo sforzo di
Assindustria e dei sindacati dei lavoratori per attrarre nuovi insendiamenti
produttivi a Pistoia, dall'altra dobbiamo manifestare una certa apprensione
perché questo "Progetto per Pistoia" esclude le rappresentanze di
quella realtà che costituisce il grosso del tessuto imprenditoriale locale.
Parlo, ovviamente, di quella stessa piccola impresa cui l'attuale governo dice
di guardare come modello". DONNINI HA poi affondato la critica:
"D'altra parte, questa esclusione ci porta a riflettere sul meccanismo di
relazione tra le parti sociali che, da noi, non è certamente ben oliato.
Esistono ancora oggi fratture e incomprensioni (e non mi riferisco, qui,
particolarmente agli attori del "Patto") che trovano terreno fertile
in un quadro politico ancora troppo viziato da incertezze, personalismi e un
conservatorismo che è ben lontano dall'idea di politica al servizio della
polis". DONNINI HA poi parlato delle zavorre, anche di carattere locale,
che impediscono alle aziende di decollare, ed ha citato la tassazione e la
tariffazione locale, un eccesso di burocrazia, la presenza di monopoli.
Secondo Donnini la ricetta della rinascita sta nel buonsenso e nel coraggio di
operare le scelte, anche se è necessario intervenire con urgenza su due
versanti, uno economico sociale e uno politico. Per il primo ha citato: la
creazione di infrastrutture materiali e immateriali a servizio dello sviluppo,
la sburocratizzazione, il taglio del monopolio delle Spa pubbliche,
l'abbassamento di tributi e tariffe, la razionalizzazione della spesa pubblica,
la lotta per il rispetto della legalità. Per il secondo ha parlato invece di
rinnovo della classe dirigente e superamento delle vecchie oligarchie con una
concertazione reale. P. M.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI PRIMO PIANO
pag. 2 A CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciar... A CORIANO tra
meno di un anno dovrebbero già cominciare a lavori. Ma anche San Clemente è in
dirittura d'arrivo, ed entro il 2009 dovrebbe avviare il cantiere. A conti
fatti, quella più indietro è la zona tra Santarcangelo e Rimini, il cosiddetto
'triangolone': ancora non c'è l'accordo con tutti i proprietari dei terreni.
Che prima di vendere, reclamano nuove aree edificabili. UN PROBLEMA non da poco
per le imprese artigiane e industriali che da anni (anzi, diciamo da decenni)
chiedono nuovi spazi per rinnovarsi e ampliarsi. Ma per Alberto Rossini, che
ieri in consiglio provinciale ha fatto il punto sulle 3 nuove aree produttive
destinate a essere realizzate nel Riminese, la situazione "sta cambiando, anche se con i tempi della burocrazia". "Fughe come quelle dell'azienda Celli, da Rimini a
San Giovanni in Marignano, o di altre ditte che hanno addirittura preferito
lasciare i confini della provincia riminese, non ne vogliamo più", ha
ribadito ieri pomeriggio l'assessore alla Pianificazione territoriale.
Ecco allora che il cantiere per due delle tre aree produttive dovrebbe iniziare
già entro il 2009, mentre Santarcangelo purtroppo stenta ancora a decollare.
"Per l'area di Raibano, quasi un milione di metri quadrati distribuiti tra
Coriano, Misano e Riccione, siamo a un ottimo punto. Si sta lavorando al nuovo
accordo di programma tra tutti gli enti e i soggetti interessati, inoltre
abbiamo già iniziato a ragionare di tutte le infrastrutture necessarie:
parcheggi, strade, vasche per la raccolta acque, sottoservizi. Entro la
primavera 2009 vogliamo affidare l'appalto per il primo stralcio delle
opere". ANCHE l'area di San Clemente (circa 800mila metri quadrati) è a un
buon punto. "E' stata costituita la società che realizzerà la nuova area,
formata da Comune di San Clemente, Provincia di Rimini e Camera di commercio.
La prossima settimana firmeremo l'accordo di programma, poi il Comune di San
Clemente dovrà fare la variante". Tradotto dal burocratese servirà almeno
un anno e mezzo prima di vedere partire il cantiere, "ma ormai ci
siamo". Sta molto peggio il 'triangolone', la nuova area da 900mila metri
che deve sorgere tra Santarcangelo e Rimini, vicino all'autostrada. "Qui
il Comune di Santarcangelo ha formato con le associazioni di categoria un
consorzio per acquistare direttamente tutte le aree dai privati. Finora sono
stati opzionati l'80% dei terreni...". Gli altri, quelli che ancora non
hanno mollato, prima di disfarsi dei loro terreni pretendono la garanzia di
nuove aree edificabili a Santarcangelo. Manuel Spadazzi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Provincia di Sassari
Pagina 7033 Porto Torres Protesta davanti al Comune Diportisti in rivolta dopo
lo sfratto dal molo turistico Porto Torres. Protesta davanti al Comune --> La burocrazia
e le ruspe tengono i diportisti lontani dallo scalo turritano. Non dalla piazza
del Comune, invasa pacificamente per protesta dai cinquantacinque proprietari
delle barche in secca. Lo sfratto esecutivo dopo l'avvio dei lavori per il
porto turistico, quattro mesi fa, si è trasformato in una sentenza di condanna:
la promessa dell'amministrazione, che si era impegnata a trovare un approdo per
le barche, è caduta nel vuoto subito dopo l'ingresso di Porto Torres
nell'autorità di Olbia e Golfo Aranci. Spetta all'autorità portuale, infatti,
l'ultima parola per il posizionamento e la gestione di un pontile riservato
alle piccole barche. La dilatazione dei tempi ha scatenato un maremoto: i
diportisti hanno trasferito sotto il palazzo comunale tutta la loro rabbia,
scandita da striscioni colorati e coloriti con slogan contro sindaco, giunta e
consiglieri. Si sono mossi in corteo in direzione piazza Umberto I, dove c'è la
sede del Comune, partendo dalla banchina che ospita i natanti della piccola
pesca, la stessa in cui già da aprile doveva essere posizionato l'approdo
provvisorio. Il dente d'attracco è al centro di un rebus, in ostaggio dei
passaggi di competenze e di quella che i diportisti ritengono un'autentica
speculazione dell'emergenza che si è venuta a creare dopo l'avvio del cantiere
del nuovo porto turistico. Per la gestione dell'ormeggio è stata presentata nei
mesi scorsi, proprio in Capitaneria, una richiesta da parte di una società
privata. L'azienda è la Motomar Sarda. Gli uffici della Guardia costiera hanno
espresso parere positivo, ma ora se ne deve occupare l'autorità di Olbia e
Golfo Aranci che da qualche mese ingloba anche Porto Torres. "Pensavamo
che dovesse essere il Comune a occuparsi di tutto. Ci era stata presentata una
buona soluzione, con tempi stretti, grazie al posizionamento dei pontili galleggianti.
Per questo motivo avevamo deciso di traslocare senza intralciare l'attività del
cantiere. Ma ora abbiamo l'impressione che qualcuno stia cercando di speculare
sulla nostra pelle", afferma Angelo Dedola, portavoce dei diportisti, i
quali non vedono di buon occhio l'intromissione nella vicenda di un
imprenditore privato. "Noi non siamo nababbi, le nostre barche sono
piccole e le usiamo durante il tempo libero. Qualcuno sta facendo male i propri
conti. Chiunque si aggiudicherà la gestione dovrà tenere conto sia di ciò che
delle tariffe ridotte per i residenti, come accade nei comuni vicini",
conclude. SAMUELE SCHIRRA.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' CRONACA pag.
4 ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli
u... ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli
utenti. Magari come chi si è dovuto prendere un permesso dal lavoro per potere sbrigare
le pratiche per il permesso sosta dei residenti del centro storico. Da giovedì
3 luglio (fino a martedì 15) si può, anzi si deve, rinnovare il proprio
permesso per parcheggiare, a seguito dell'approvazione del nuovo
'disciplinare'. Bisogna andare nell'ufficio Atr in via Volta 1, a fianco della
stazione. Dalle ore 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30: si deve consegnare
il permesso in scadenza, avere un documento di riconoscimento valido e il
libretto di circolazione del veicolo. Solo ieri mattina sono stati rilasciati
90 permessi, dall'inzio più di 800. "ABBIAMO spedito a casa degli
interessati le lettere informative ? spiega Fausta Emiliani dall'Atr ?, il
lavoro è tanto, noi facciamo il possibile ma qualche disagio è inevitabile per
il cittadino". In questa prima 'ondata' sono più di 4mila i forlivesi che
dovranno recarsi allo sportello sosta dell'Atr per prendere il nuovo tagliando
se non vorranno incorrere in una multa salata. Poi toccherà a varie categorie:
medici, volontari, operatori del pronto intervento e via dicendo. "SONO
ARRIVATO alle 10 ? racconta Giorgio S. ? e sono uscito dopo un'ora e mezza,
alle 11.30. E' mai possibile perdere tanto tempo per un foglio di carta, non è
più semplice e veloce spedirlo a casa dopo avere fatto le verifiche del caso?
Il problema è che in Italia c'è sempre troppa burocrazia, bisogna seguire l'esempio
degli altri Paesi europei, come per esempio la Svezia". "Questo è un
sopruso ? sbotta un anziano che però preferisce rimanere anonimo ?:
parcheggiare dove si abita è un diritto di tutti e ci obbligano a fare code
ogni anno e con questo caldo africano è una sofferenza. Anche mia figlia
deve venire a prendere il suo permesso, ma non sa come fare perché lavora fuori
Forlì e non ha tempo". Matteo Alvisi.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MODENA ECONOMIA pag.
6 Torreggiani nuovo presidente "Così darò sostegno alle aziende"
Eletto all'unanimità. "Il futuro è nell'internazionalizzazione"
PASSAGGIO di testimone alla Camera di commercio di Modena, come da copione già
previsto nei mesi scorsi: Maurizio Torreggiani (foto) e' da ieri presidente
dell'ente di via Ganaceto. L'elezione e' avvenuta all'unanimita' da parte dei
32 membri del consiglio rispettando cosi' quelle che erano le previsioni della
vigilia dopo un accordo fra le associazioni anche se nei mesi scorsi gli
industriali avevano fatto sapere di preferire un imprenditore al vertice.
Torreggiani, gia' direttore generale della Cna di Modena e vice presidente
della Camera di Commercio nello scorso mandato, succede ad Alberto Mantovani
(ora presidente di Democenter-Sipe) e restera' in carica per cinque anni.
"Il nostro compito- dice Torreggiani dopo l'elezione- sara' quello di
supportare le imprese modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa
ragione sara' indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico
di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di
crescita delle nostre aziende. Le criticita' su cui occorrera' lavorare e sulle
quali dovra' concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia
civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficolta' di accesso al credito". La
Camera, prosegue Torreggiani, "dovra' inoltre proseguire nella
strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di
internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo
l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle
attivita' con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una
logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti". Per
l'attuazione dei propri programmi, "la Camera non dovra' agire da sola, ma
in stretta sinergia con le associazioni imprenditoriali e con gli altri attori
dello sviluppo. Il mio mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il
tempo delle scelte, in un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare
il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e soprattutto
condivise". Non e' un caso, conclude, "che, per la prima volta nella
storia della Camera, e' stato siglato da tutte le organizzazioni un documento
programmatico che costituira' il tracciato intorno al quale andremo a costruire
i bilanci poliennali e quelli annuali". Fra i messaggi di congratulazioni
a Torreggiani è giunto anche quello di Stefano Bonaccini, segretario
provinciale Pd. "Il voto unanime del Consiglio camerale attorno al nome di
Torreggiani ? commenta Bonaccini ? testimonia il vasto consenso di cui gode il
neopresidente nel mondo economico e sindacale modenese. Al presidente uscente
Mantovani il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni con serietà e
competenza". Image: 20080709/foto/6047.jpg.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
MODENA ECONOMIA pag.
6 "Ho alleggerito la burocrazia per le imprese" L'INTERVISTA IL PRESIDENTE USCENTE ALBERTO
MANTOVANI TRACCIA IL BILANCIO DEL SUO MANDATO Alberto Mantovani lascia la
Camera di commercio dopo dieci anni di WALTER BELLISI ALBERTO MANTOVANI, dopo
dieci anni di presidenza, lascia la Camera di commercio di Modena, ma non
resterà con le mani in mano. Oltre a seguire più da vicino le aziende
della famiglia amministrate dai figli, dedicherà gran parte del suo tempo a
fare il banchiere. Sì, perché Mantovani è anche presidente della Banca
Modenese, un giovane istituto di credito con sette sportelli in provincia di
Modena, partecipato per l'82 per cento dalla Cassa di risparmio di Ferrara:
"Sentirete parlare sempre più di Banca Modenese, una banca che sta
crescendo. In settembre apriremo uno sportello a Carpi e poi un altro nella
Bassa". Qual è la Camera di commercio che lei lascia a Torreggiani? "Quando
assunsi la carica di presidente presi l'impegno di sburocratizzare la Camera di
commercio e oggi è una della più informatizzate d'Italia. Sono soddisfatto
perché lascio un ente efficiente. Abbiamo ridotto il personale del 20 per cento
e migliorato i servizi". Uno dei suoi cavalli di battaglia è stata anche
l'internazionalizzazione? "Sì, questo è uno dei tre filoni fondamentali
sui quali abbiano investito. Gli altri due sono il Consorzi fidi per
l'abbattimento dei tassi a carico delle imprese, che ha assorbito quasi un
terzo del nostro bilancio, e l'innovazione tecnologica. Come si inserisce in
questa prospettiva Democenter? "Con la fusione, abbiamo anche rimesso in
piedi il Democenter - Sipe. Ci siamo riusciti e adesso funziona bene. E' un
importante centro che trasferisce alle nostre imprese le innovazioni messe a
disposizione dalle università. Con l'Università abbiamo ottimi rapporti,
abbiano fatto innovazione assieme. Durante questi dieci anni è mutato anche il
rapporto con gli enti locali, che è buono, molto sincero, franco". Quali
sono le iniziative promosse durante il suo mandato che lei ricorda con
soddisfazione? "Sono proprio tante. Io sono soddisfatto di aver potuto
realizzare Gusto Balsamico. Era indispensabile raggruppare le manifestazioni
sparse in una sola di livello internazionale". Conosce il metodo di lavoro
di Torreggiani? "Torreggiani ha vissuto con me alla Camera di commercio
dieci anni da vice presidente e ha condiviso le scelte fatte. Lui conosce molto
bene la Camera di commercio e io conosco molto bene lui: dalle parole che ho
sentito penso voglia continuare sulla strada tracciata assieme. Penso che sarà
una continuità nella diversificazione". Image: 20080709/foto/6043.jpg.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-09 - pag: 5 autore: Nel decreto manovra.
Emendamento ad hoc Ma alla Camera salta il pilastro delle royalty Federico
Rendina ROMA Il Robin Hood fiscale rimane vivo e vegeto nonostante le polemiche
e gli annunci di eutanasia lanciati in Parlamento ma subito smentiti
direttamente da Tremonti lunedì a tarda sera. Ma intanto il nostro Robin perde
una gamba. Quella che poggiava sull'inasprimento delle royalty sull'estrazione
petrolifera in Italia. In uno dei tanti emendamenti al decreto economico è lo
stesso Governo a voler cassare la misura. Per il resto l'impianto della tassa
rimane (per ora) sostanzialmente confermato, tranne aggiustamenti tecnici che
non prevedono altri stravolgimenti di sostanza. A corroborare almeno in parte
la Robin Tax rimane l'aumento dal 27,5 al 33% dell'Ires sulle imprese che hanno
direttamente a che fare con la produzione ma anche con il commercio di energia,
compresi i produttori elettrici, ma escluse (prevede un altro emendamento) le
produzioni da energia rinnovabile. Salve anche le imprese che pur superando la
soglia dei 25 milioni di euro di fatturato annuo prevista per l'Ires maggiorata
non hanno un'attività "prevalente" nell'energia. Rimane comunque
intatto il maggior prelievo fiscale garantito daldiverso metodo di
contabilizzazione delle scorte di prodotti petroliferi, per far emergere le
plusvalenze realizzate sul valore delle partite acquistate a prezzo più basso
di ciò che si incassa con la rivendita. Per il controverso provvedimento di
redistribuzione "sociale" dei presunti extraprofitti da caro greggio
non si escludono comunque altri aggiustamenti in corso d'opera. Anche se quella
delle royalty era evidentemente la questione più urgente da risolvere, vista la
raffica di altolà degli analisti: la progressività del meccanismo di
maggiorazione delle royalty, così come congegnato, avrebbe drenato addirittura
per intero i profitti delle imprese nel caso le quotazioni del barile
superassero significativamente (nessuno lo esclude) i 200 dollari. E comunque
la maggiorazione avrebbe finito per negare un altro provvedimento annunciato
(senza peraltro specificare i passi operativi) nella manovra: la promozione
della ricerca sulle fonti nazionali di olio e gas bloccate dalla burocrazia e dai veti, a cominciare
dalle riserve in Alto Adriatico. Intanto gli emendamenti presentati dal Governo
nell'iter parlamentare del decreto ci si è doverosamente preoccupati di
sostituire il gettito tagliato dalla rinuncia a inasprire i diritti di
estrazione di idrocarburi, che già era stato finalizzato alla copertura dei 200
milioni di euro necessari per varare la card sociale. I 200 milioni
subito necessari al "fondo per i meno abbienti" verranno "dalle
somme acquisite per effetto del recupero delle maggiori imposte sostitutive
dovute dalle banche in relazione al riallineamento dei valori civilistici
emersi per effetto del conferimento delle aziende bancarie", attuando così
– viene precisato – le disposizioni della Ue sul recupero degli aiuti di Stato.
Con la gamba delle royalty la Robin Tax perderà anche parte dell'introito
globale?Tremonti sembra convinto di no. Il ministro dell'Economia conta molto
sulla parte non coercitiva della manovra, e cioè sul richiamo alle
contribuzioni aggiuntive "volontarie" lanciato direttamente nel
decreto. L'azienda a controllo pubblico Eni, come noto, ha immediatamente
aderito garantendo 200 milioni extra al fondo di solidarietà promesso nel
decreto (guarda caso quelli che corrispondono alle necessità di avvio della
card sociale). Da segnalare che oltre ad ammorbidire la Robin tax gli
emendamenti del Governo propongono di trasferire nel decreto molte norme
sull'energia previste invece nel Ddl. è il caso della corsia preferenziale per
il ritorno del nucleare in Italia, con la definizione entro l'anno dei criteri
per individuare i siti. Ma anche delle misure per disinnescare la procedura di
infrazione Ue per i ritardi nella liberalizzazione della rete dei carburanti.
LA COPERTURA I 200 milioni di mancati introiti saranno sostituiti da una
stretta sulle banche: recupero immediato degli aiuti di Stato.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-09 - pag: 17 autore: Energia. Mille
chilowattora quotati a 104,69 euro (+6,1% in una settimana) I prezzi
dell'elettricità salgono ai massimi storici Domanda record di corrente: in
deficit undici regioni Jacopo Giliberto Primato del chilowattora alla Borsa
elettrica. Il Gestore del mercato elettrico ha rilevato la settimana scorsa il
prezzo medio di 104,69 euro per mille chilowattora, con una crescita del 6,1%
rispetto alla settimana precedente. Ieri una nuova conferma dei prezzi da
primato: per le forniture di oggi attorno alle 11 e alle 12 di stamane sono
stati toccati i 192,26 euro per mille chilowattora (19,2 centesimi al
chilowattora), con la punta di 234 euro per la produzione delle centrali
siciliane. Primato anche per la domanda di corrente: Terna – la Spa che governa
i flussi dell'alta tensione – ha calcolato che l'anno scorso la richiesta di
elettricità sia cresciuta di un fisiologico 0,7% rispetto al 2006, ma raggiungendo
il primato di 339,9 miliardi di chilowattora. Undici regioni sono in deficit e
per questo motivo l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo,
sottolinea l'importanza di investire in nuove linee di alta tensione. Prezzi da
primato Secondo il Gestore del mercato elettrico, nella settimana tra lunedì 30
giugno e domenica 6 luglio il prezzo medio di acquisto della corrente elettrica
ha segnato un aumento di 6,06 euro per mille chilowattora, toccando il massimo
storico. In crescita anche i volumi di energia elettrica scambiati in Borsa,
pari a 5,1 miliardi di chilowattora (+2,4%). La media va dai 93,05 euro
dell'Alta Italia ai 157,86 della Sicilia. Confronto europeo Impietoso il
confronto con i prezzi europei. Ieri alla Borsa elettrica olandese Apx i mille
chilowattora sono arrivati a 92,37 euro: e l'Olanda è molto simile all'Italia
perché le loro centrali elettriche usano soprattutto metano ( 50%) e carbone.
Nella Francia tutta nucleare il prezzo massimo di oggi è gemello a quello
dell'Olanda che va a gas e carbone, 92,36 euro. In Germania (dove si usano
soprattutto carbone e gas, con un importante contributo nucleare) il picco
rilevato dalla Borsa elettrica Eex di Lipsia è più alto, di 104,69 per le 11 e
le 12 di mattina. In Austria ( Paese che non ha il nucleare) per le 12 di oggi
viene raggiunto alla Borsa Eea il prezzo di 112,97 euro. La Gran Bretagna (gas
e carbone, con una buona quota nucleare) ha per oggi il picco di 126,88 euro.
Nell'Italiasalatissima si usano soprattutto l'efficiente metano ( 66%)e
l'economico carbone (15%). In altre parole, la tecnologia delle centrali non
sembra avere effetti sui prezzi della corrente. La domanda del 2007 Con 339,9
miliardi di chilowattora "bruciati" l'anno scorso, Terna ha censito
"il valore più alto mai registrato in Italia". Il contributo
principale è delle centrali a metano con ciclo combinato, 167,9 miliardi di
chilowattora (+9,3% sul 2006). Le piogge scarse dell'anno passato (poi
ampiamente ricompensate nell'umidissima primavera 2008) hanno ridotto la produzione
idroelettrica. Cresce del 36,1% l'eolico. Le importazioni di corrente,
soprattutto francese, hanno contribuito per il 13,6%. Nuove linee di alta
tensione "I dati confermano quanto sosteniamo da anni: l'importanza dei
nuovi collegamenti elettrici con l'estero per ridurre la dipendenza energetica
e migliorare il mix delle fonti", sottolinea Flavio Cattaneo, e per questo motivo "è necessaria un'accelerazione nel
rilascio delle autorizzazioni ". Purtroppo 1,4 miliardi di euro
"giacciono negli uffici delle amministrazioni". L'INFRASTRUTTURA
Cattaneo (Terna): potenziare le linee ad alta tensione è una priorità assoluta,
ma la burocrazia blocca il
rilascio delle autorizzazioni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-07-09 - pag: 34 autore: La mossa della
Sec: regole più snelle per restare in gioco MILANO Costi più bassi, ma anche meno burocrazia. Con un obiettivo: vincere "la guerra dei
millisecondi". Sembra un po'questo il senso della proposta varata in
questi giorni dalla Sec, l'autorità di vigilanza dei mercati americani. Il
documento, appena depositato, prevede una semplificazione delle procedure per
modificare le norme interne di tutti gli organi di "autogoverno"
dei mercati: da quelli di Wall Street alle associazioni di professionisti che
hanno potere di auto-regolamentazione. Tradizionalmente qualsiasi modifica
della regolamentazione interna di tali organismi doveva passare l'esame della
Sec. Dopo il nulla osta le norme automaticamente entravano in vigore. Secondo
il nuovo rego-lamento, che punta "ad aumentare la competitività dei
mercati Usa", i tempi di approvazione saranno accorciati drasticamente per
velocizzare l'iter. In un periodo in cui le transazioni sono misurate in
millesecondi e in cui solo le piattaforme più veloci vincono la competizione, è
infatti necessario che anche regole e le procedure per cambiarle siano
altrettanto snelle. La riforma appena varata dalla Sec dà il senso di quanto
sia combattuta la guerra tra i mercati finanziari. Una guerra in cui tutti
cercano di partecipare e di farsi trovare pronti: da un lato ci sono le Borse
(che con le molteplici aggregazioni cercano di creare sempre maggiori
sinergie), dall'altro ci sono gli organismi regolamentari (il caso della Sec è
emblematico), infine ci sono le Borse alternative (quelle create da banche e
broker per far concorrenza alle Borse tradizionali). L'esito di questa
battaglia è ancora incerto. Ed è per questo che molte banche sono
contemporaneamente azioniste delle Borse tradizionali e di molteplici listini
alternativi. Insomma: non sapendo come si evolverà lo scenario futuro, tante
grandi istituzioni stanno mettendo un piede in tutti i principali listini
sperando di trovarsi – in futuro – in quello giusto. Si pensi al famoso (ma
ancora non decollato) progetto Turquoise. Nel novembre 2006 sette grandi banche
internazionali (da Citigroup a Merrill Lynch, da Goldman a Credit Suisse)
annunciarono la creazione di una nuova piattaforma per quotare azioni
europee.L'operatività sarebbe dovuta partire quando la direttiva Mifid avrebbe
aperto la reale concorrenza sui mercati finanziari. L'obiettivo,dichiarato
allora, era di offrire agli investitori la possibilità di scambiare azioni a un
prezzo dimezzato rispetto alla borsa più economica. La direttiva Mifid (che ha
abolito l'obbligo di concentrazione degli scambi e ha stabilito il principio
della best execution) è entrata in vigore a gennaio, ma Turquoise ancora non è
partito. Ma quando decollerà, si dice a settembre, la sua speranza è di
"strappare" il 5% dei volumi alle Borse in pochi mesi. Già attiva è
invece Chi-X Europe (detenuto da Instinet della banca Nomura), che offre la
compravendita di azioni "fino a dieci volte più in fretta e con costi fino
a dieci volte più contenuti rispetto alle Borse tradizionali ". Il listino
ha già strappato consistenti quote di mercato alle Borse: per esempio il 13%
degli scambi su azioni inglesi. Edè per questo che, per non trovarsi nella
"scarpa" sbagliata, alcune banche come Citigroup e Credit Suisse già
presenti in Turquoise hanno rilevato anche una quota di minoranza anche di
Chi-X. Ci sono poi tanti altri listini alternativi: da Plus Market all'italiano
Tlx, da Bats Europe a Liquidnet Europe. Per tutti la Mifid, in Europa, ha
aperto varchi importanti. Anche per questo le Borse tradizionali sono corse ai
ripari. My.L. Mar.Man. LE ALTRE PIATTAFORME Da Turquoise a Chi-X, dopo la Mifid
si moltiplicano i circuiti alternativi che fanno concorrenza a quelli
tradizionali.
( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-09 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Seconda generazione Yamina e gli altri: ragazzi islamici a Roma
"Noi, diploma in tasca e rischio di espulsione" Dopo la
"x", arrivano i "g2". Tradotto: seconde generazioni. Sono i
figli degli stranieri, nati in Italia o immigrati in età pre-scolare. A Roma,
nel 2006 la fascia 6-17 anni sfiorava quota 22.500. Nel 2020, si stima che gli
under 15 aumenteranno tra il 14 e il 18 per cento. "Su questo terreno si
misurano le politiche dell'integrazione: serve un provvedimento legislativo, in
sinergia con le associazioni", ha ribadito di recente il sottosegretario
al Lavoro, Eugenia Roccella, nel suo intervento alla "Giornata del minore
" organizzata dal Centro Averroè. "Bisogna cambiare mentalità -
sottolinea Karima Moual, presidente dell'associazione
"Genemaghrebina" -. Questi ragazzi non vogliono diventare italiani,
sono italiani al cento per cento". Cadenza romana, Fatema conferma:
"Ci sono nata, il mio futuro è qui". Sembrerebbe scontato, ma a 19
anni non ha ancora il permesso di soggiorno. "Mio padre è scappato in
Egitto: senza la sua firma non mi rilasciano il passaporto. Per ora ho il
titolo di viaggio, come i rifugiati". Algerina, Yamina vive a Roma
dall'età di due mesi. Anche lei vittima della burocrazia: "Mio padre ci ha
abbandonato, sono stata in collegio e nelle case occupate. Tra poco sarò
maggiorenne, vorrei diplomarmi, ma senza documenti rischio l'espulsione".
Mai un viaggio all'estero, è curiosa di conoscere le sue radici: "Non mi
sento italiana né algerina: sono una via di mezzo. Mi hanno sempre
rispettato, ma non mi piace quando ci attaccano per il solo fatto di essere
stranieri". Contro il pregiudizio, la solidarietà femminile può fare
molto: "Difendere i diritti delle donne - ha ricordato la Roccella - è la
migliore garanzia d'integrazione". Proprio come insegnano alla scuola Di
Donato, rione Esquilino, modello d'intercultura. "Con i corsi d'italiano
si rompe il ghiaccio, poi scatta l'invito a pranzo ", spiega Francesca,
presidente dell'Associazione genitori, che passerà le vacanze con una famiglia
siriana. Nell'enclave protetta delle amicizie scolastiche anche loro, i
"g2", imparano a conoscersi. "Quando esco, vado a casa delle mie
compagne di classe", dice Sara, tredicenne di Damasco. Riccioli biondi e
occhi blu, si prepara a indossare l'hijab. Dispiaciuta? "L'ho accettato,
penso sia normale". A suo agio persino durante il ramadan, la religione
non è un ostacolo: con i coetanei ha altre affinità, dal look d'ordinanza -
jeans e sneakers - alla passione per "I Cesaroni". Capelli lunghi e
pantaloni oversize, allo studio Sepehr preferisce lo skate-board. Iraniano, è
un fan della fiction più amata dagli adolescenti, ma "dopo l'ultima
pagella - confessa - niente tv". Seduttore nato, per fare colpo gli basta
scrivere: "Vuoi fare txt?" (scambiare messaggi con il cellulare,
ndr). "Rispondono tutte ", assicura. Disinvolto anche nell'approccio
alla religione, si professa "teista". Ovvero: "Credo nel dio
amico". Nessuna deroga, invece, per i giovani che la domenica frequentano
la moschea di Centocelle: il Corano non si discute. "Oltre a pregare,
parliamo di adolescenza e integrazione ", spiega Imen, la coordinatrice.
Velo e abiti scuri, Takoua li indossa anche al mare: "Ci vado di notte, di
giorno è troppo affollato". Feste? "Solo tra ragazze: balliamo il
reggaeton e ascoltiamo musica napoletana". Quindici anni, egiziana,
Susanna indossa l'hijab da quando ne aveva cinque. Mai provato imbarazzo?
"All'inizio i compagni erano curiosi, poi hanno capito che è un pilastro
dell'Islam e lo rispettano ". Stesso rigore per i ragazzi: "Frequento
le case dei miei amici arabi ed esco solo per giocare a calcio", dice
Omar. Il suo rapporto con Allah? "Mi guida verso il bene, al rispetto
dell'altro e a impegnarmi nello studio. Teniamo molto agli adolescenti, a
differenza di altre religioni: i miei ex compagni delle medie fumano, si
drogano ". Delusa dall'Occidente, a ventuno anni Aisha ha riscoperto le
sue radici. Padre romano e madre musulmana, dice: "Ero troppo integrata e
ho sentito il bisogno di riavvicinarmi alla tradizione. Sto pensando di
indossare il velo, ma prima devo rafforzare la mia fede". Velo, skateboard
e Garbatella story Sara, famiglia di Damasco: "Fuori metto l'hijab, l'ho
accettato. Con le mie compagne guardiamo i Cesaroni" Maria Egizia
Fiaschetti.
( da "Manifesto, Il" del 09-07-2008)
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TOSCANA · Unione
compatta in consiglio regionale Via libera al piano sulle energie rinnovabili
Riccardo Chiari "È un passo in avanti che porta la Toscana ai livelli
europei, e per farlo punta a un fortissimo sviluppo delle rinnovabili. Perché
lo sviluppo della Toscana deve fondarsi sulla qualità anche sul fronte
energetico". Un soddisfatto Claudio Martini incassa il via libera del
Consiglio regionale al Piano triennale di indirizzo energetico 2008-10. Con uno
sguardo strategico anche verso il 2020, teso ad una riduzione del 20% delle
emissioni di anidride carbonica, e un uguale aumento in percentuale
dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. Un obiettivo ambizioso ma
raggiungibile nei progetti della maggioranza unionista che governa la Regione.
E che ha anche il pregio politico di segnare la capacità di governo del
centrosinistra, compatto nell'approvare un pacchetto di interventi di fronte ai
quali storce la bocca sia il centrodestra che vota contro, sia la Confindustria
regionale che si fa paladina del "carbone pulito" bandito invece nel
Pier. "Abbiamo scelto di dare un forte impulso alla produzione di energia
da fonti rinnovabili - spiega ancora il presidente regionale, che sembra
rispondere agli industriali - in modo da favorire anche la crescita di una vera
e propria industria delle rinnovabili, grazie a incentivi e finanziamenti a
settori innovativi come l'idrogeno e il fotovoltaico". Un solo dato basta
a spiegare la complessità e l'ambizione del piano energetico regionale: se
verrà interamente realizzato, nel 2020 saranno stati investiti complessivamente
2,4 miliardi di euro, sia pubblici che privati, per lo sviluppo delle
rinnovabili e per l'efficienza energetica. Con novità che parlano di futuri
parchi eolici da costruire al largo delle coste; di sportelli unici per
l'energia in modo da evitare l'eccesso di burocrazia; e di un monitoraggio
semestrale degli effetti attesi e dei progressi energetici registrati nei vari
settori. "Inoltre puntiamo sulla creazione di una cultura del risparmio e
dell'efficienza - osserva l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini - a
partire dall'adeguamento ecosostenibile di scuole campione, in modo da
fornire esempi pratici sia al comparto pubblico che alle giovani
generazioni". Naturalmente soddisfatti i principali artefici del Pier.
Ecco il presidente della commissione regionale Territorio ambiente Erasmo
D'Angelis del Pd: "Si apre una stagione importante, con il nuovo Pier
possiamo fare tranquillamente a meno del nucleare e del ricorso al
carbone". Al tempo stesso non manca, da sinistra, una osservazione
critica: "E' un piano ambizioso e da attuare con coraggio, trasparenza e
partecipazione - commenta Monica Sgherri di Rifondazione comunista - e che in
un quadro complessivamente positivo presenta però due punti critici. Il primo è
quello dell'impianto gas offshore di Livorno, che viene riportato nel Pier
nonostante che il problema in Toscana non sia tanto la mancanza di gas, quanto
la non volontà di Enel di riconvertire le due centrali ad olio combustibile di
Livorno e Piombino, secondo punto critico. Sull'impianto off shore di Livorno
peraltro è proprio sull'impegno della Regione sulla sicurezza del
rigassificatore che si potrà conquistare il consenso della popolazione. Questo
se la sicurezza sarà certificata. Perché se non lo sarà decadrà l'intero
progetto, tanto più se si tiene conto che l'impianto non risponde a nessuna
priorità effettiva". Ma serve a fare affari pronta cassa. Prova ne è che
Confindustria ne vorrebbe addirittura un altro.
( da "Corriere del Veneto" del 09-07-2008)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-09 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il paese Appello degli amici su Facebook: aiutateci a scoprire la
verità Il parroco alla veglia: "Qui ogni sera" SAN GIORGIO DELLE
PERTICHE - é stata una veglia di speranza, quella che ieri sera nella
parrocchiale di San Giorgio ha radunato, pensando a Federica Squarise, più di
duecento persone. Una speranza guidata dalla fede e pronta comunque a credere
nell'impossibile: "Perché adesso, nel momento in cui ci troviamo qui,
dalla Spagna non arrivano notizie, non sappiamo nemmeno con assoluta certezza
se il corpo che è stato ritrovato in quel parco sia davvero quello di Federica
- ha detto, con la voce rotta dall'emozione, il parroco don Riccardo Poletto,
con accanto al leggio, come a fronteggiare la morte, l'albero della vita
realizzato dai ragazzi del centro estivo - . Noi possiamo solo pregare e
consegnarci al progetto che Dio ha per noi e per Federica". Gli amici
della ragazza siedono in fondo alla chiesa, quasi a tenere l'orecchio
all'esterno, in attesa di notizie e nuove speranze da LLoret de Mar. Nei primi
banchi, invece, gli anziani del paese, gli uomini che dal bar Centrale si sono
raccolti qui, con accanto le mogli, a piangere con il rosario in mano. E poi
tante suore e sacerdoti. La gente di San Giorgio delle Pertiche, ma anche del
vicino paese di Villa del Conte, quello di Stefania Perin, l'amica con cui
Federica stava trascorrendo la vacanza in Costa Brava. C'era anche lei alla
veglia di speranza, abbronzata, gli occhi gonfi dal pianto, camicetta nera e
jeans chiari strappati. La prima a entrare e l'ultima a uscire, la testa
raccolta tra le mani e l'abbraccio di tante coetanee a stringerla forte. Alla
fine, per sfuggire ai flash dei fotografi e alle telecamere, Stefania è
scappata via sgommando a bordo di un'auto guidata da un amico, forse a voler
dimenticare o proteggere quello che sa della vicenda. "Pensiamo adesso ai
genitori e ai fratelli di Federica - ha continuato don Poletto, dopo avere
recitato i misteri della fede -, famiglia della nostra comunità che in queste
ore non dorme, e che sta cercando, forse invano, una spiegazione a quello che è
successo. Chissà per quanto tempo vivranno nell'ansia e nello stupore, senza
capire chi e come ha portato via la loro Chicca. In attesa
che la burocrazia italiana
e spagnola si mettano d'accordo - ha detto ancora il parroco - non sappiamo
ancora se e quando potrà essere celebrato un funerale. Comunque, se lo vorrete,
ci ritroveremo qui ogni sera a pregare per noi e per Federica, per la vita e
non sulla morte". Intanto, su Facebook, è stata aperta una pagina
di discussione che si intitola "Per quelli che cercano la giustizia nel
mondo globale". L'appello lanciato in rete è il seguente: "Aiutateci
a trovare informazioni, collegamenti o qualsiasi informazioni per raggiungere
la verità sulla scomparsa di Federica Squarise". Anche Internet può
rivelarsi utile a scoprire la verità. Davide D'Attino.
( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-09 num: - pag: 9
categoria: BREVI ECOPASS In regola, ma multato Ho pagato l'Ecopass per
residenti il 6 gennaio scorso sul sito del Comune e sto ricevendo ora, a
luglio, verbali relativi a passaggi di febbraio. Dopo numerose telefonate, mail
e promesse che sarei stato richiamato, riesco finalmente a parlare con una
gentile assistente che mi dice che l'Ecopass andava attivato (cosa che il 6
gennaio non era prevista nelle istruzioni del sito) e me lo attiva
retroattivamente al 1Ë? aprile dicendomi che: 1) rileva altri passaggi anche a
marzo e di conseguenza continuerò a ricevere verbali; 2) di aspettare ad averne
un po' prima di andare in via Friuli a farmi annullare le sanzioni, perché il
sistema non le consente di farlo per via telematica. Ieri
mi sono presentato in via Friuli dove ho scoperto che dovrei dedicare un'
intera mattinata per risolvere, solo parzialmente, un problema creato non da
me. Mi chiedo come mai, in epoca telematica e nella città dell' Expo, la burocrazia imponga al cittadino di
perdere mezze giornate di lavoro per risolvere anche questi problemi. Edoardo
Beltrame.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
09-07-2008)
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Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2008-07-09 - pag: 4 autore: Sviluppo. Dal 2000 al 2008
società di capitali aumentate del 54,4% contro il +5,8% del totale imprese
L'irresistibile ascesa di Spa e Srl I maggiori incrementi a Rimini (+82,9%) e
Ferrara (+82,8%) Mariangela Latella BOLOGNA Boom delle società di capitali in
Emilia-Romagna che, tra il 2000 e il 2008, sono cresciute del 54,4% (contro il
5,8% della crescita totale delle imprese). L'aumento di queste aziende, che
hanno raggiunto il numero di 71.864 su un totale di 430.589 con un incremento
del 16,7%, rivela un processo di strutturazione delle aziende della regione che
riguarda trasversalmente tutti (o quasi) i settori. "è inatto –spiega
Guido Caselli, direttore Area studi Unioncamere Emilia-Romagna – un profondo
processo di trasformazione e rafforzamento della struttura produttiva regionale.
In parte lo cogliamo attraverso i numeri, in parte sfugge alle statistiche
perché agisce su fattori difficilmente quantificabili quali le relazioni, la
formazione, la capacità innovativa ". L'incremento della strutturazione è
comunque visto come un passaggio reso necessario dalla sempre più accesa
competizione nei mercati globalizzati, ma anche come indice di tenuta di un
sistema produttivo costituito da una rete di piccole imprese che,
organizzandosi meglio, riescono a spuntare performance produttive migliori. Le
province in cui si è avuta la maggiore crescita di società di capitali sono
state Rimini (+82,9% che però ha riguardato 4.907 aziende contro le 18.294 di
Bologna, le 14.430 di Modena, le 8.298 di Reggio e le 7.991 di Parma), Ferrara
(+82,8% con 3.988 società di ca-pitali), Forlì-Cesena (+78,7%, a quota 5mila),
Piacenza (+63,8%, a quota 3.990) e Ravenna (+55,6%, a quota 4.962 ) anche in
considerazione del fatto che in queste aree si partiva da dati numerici
inferiori. Tuttavia l'incremento ha riguardato tutto il territorio: +54,2% a
Modena; +54,1% a Parma; +47,4% a Reggio; +39,7% a Bologna. "Il dato di
crescita delle società di capitali – spiega Maurizio Focchi, presidente di
Confindustria Rimini – è in linea con il numero di associati a Confindustria.
Associarsi vuol dire fare uno sforzo organizzativo: maggiori contatti,
formazione e organizzazione. In una parola: maggiore strutturazione". Con
riferimento ai settori è quello della produzione e distribuzione di energia
elettrica, gas e acqua che registra un vero e proprio boom (+121,7%). Si tratta
di un mercato molto ristretto in cui operano in tutto 215 aziende di cui la
maggior parte sono società di capitali (62%) molte delle quali Spa. Al secondo
posto segue la ristorazione che raddoppia le società di capitali (+97%), quindi
l'istruzione (+85%), le attività immobiliari (+83,4%) e le costruzioni
(+82,9%). In questi ultimi due casi, però, la dinamica che si rivela potrebbe
essere più di tipo tecnico- fiscale che propriamente economica vista la forte
presenza di società di comodo create in funzione strumentale all'interno del
settore immobiliare. Nelle costruzioni, invece, la crescita potrebbe essere in
parte determinata dalla prassi di indurre i dipendenti a costituirsi a loro
volta in società onde evitare gli eccessivi costi del lavoro dipendente. Più
contenuta la crescita nel manifatturiero (+32,4%). Su questo punto le visioni
degli industriali sono divergenti. Da un lato, come evidenziano da Unindustria
Bologna, il dato rivela "una fase importante di riposizionamento e di
trasformazione che ci ha consentito di collocarci nei segmenti superiori del
mercato, in particolare quelli a più alta specializzazione ". D'altro
canto, spiega Alberto Zambianchi, direttore di Confindustria Forlì-Cesena
"il dato rivela anche che fare manifattura in Emilia-Romagna, e in Italia,
è più difficile che altrove per gli eccessivi costi e per
la troppa burocrazia".
"Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non
è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come,
ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di
crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e
istruzione (+85%).
( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
N. 162 del
2008-07-09 pagina 31 "Il Festival per le famiglie? Sarà una
provocazione" di Michele Anselmi Dal 28 luglio a Fiuggi la prima edizione
della rassegna da Roma "Come reagisco quando mi definiscono, per
denigrarmi, "regista cattolico"? Bene. Sono orgoglioso di esserlo.
Anzi, sono un cattolico praticante, sia pure con una fede incerta". Dal 28
luglio al 3 agosto Pupi Avati sarà a Fiuggi, non per girare un nuovo film e
neanche per ritemprarsi alle terme. Guiderà la giuria del primo Family
festival. Giuria atipica: insieme a sei famiglie di varia estrazione sociale e
consistenza filiale, il regista bolognese valuterà i nove titoli in gara e
magari gusterà anche il resto del menù, dove spiccano le anteprime di
DonkeyXote, Ben 10, Narnia: il principe Caspian e Entre les murs. Slogan della
manifestazione, creata da Gianni Astrei: "Quest'estate c'è un luogo dove
il cinema è di casa per tutti". Naturalmente sono già messe in conto le
ironie, essendo il Fiuggi Family festival filiazione di quel Forum delle
associazioni familiari che organizzò il Family day. Insomma, secondo alcuni,
una roba conservatrice, magari bigotta, che profuma di incenso e tende a
destra. Avati, dubbi nell'accettare l'incarico? "Nessuno. Ho detto subito
di sì, con intimo piacere, perché mi esponeva ai rischi della derisione che
comporta tutto ciò che è family. A suo modo, un'iniziativa provocatoria. Perché
di solito i festival si consolidano attraverso film-scandalo, che poi i temi
siano la politica, il sesso o la violenza poco importa. Altrimenti nessuno ne
parla. Oppure arrivano gli sfottò. Com'è accaduto quando ho realizzato per Sat
2000 un servizio sul Family day seguendo i percorsi di cinque famiglie. In
verità, sapevo benissimo di essere l'unico regista in quella piazza". Non
c'è il rischio, tra un omaggio all'orso Yoghi e un dibattito sui
"transgender", di proporre un'immagine troppo stereotipata e
rassicurante della famiglia? "Guardi, non so come devono essere i film
destinati alla famiglia, ma so come non devono essere. Non dovrebbero proporre,
in modo seducente, modelli negativi di comportamento sociale. Bisogna dire la
verità, senza addolcire i contrasti, ma in troppi casi cinismo e intelligenza
sono diventati sinonimi. Prenda Cogne. Su quella morte hanno vissuto
parassitariamente in tanti, so io quanta gente s'è comprata appartamenti. La
madre che uccide rende. La madre che muore salvando i figli, com'è successo
giorni fa a Fano, no". La famiglia secondo lei. "La famiglia non
soffre solo di problemi economici come credono i governi di centrodestra e di
centrosinistra. Il supporto migliore viene dai modelli. Io sono un modello. Mi
spiego. Faccio due dei mestieri più difficili del mondo: il regista da 40 anni,
il marito da 44. Parliamo del marito. Ho commesso tanti errori, una volta ho
vissuto fuori casa per otto mesi, ci sono stati torti, litigi e tradimenti. Ma
alla fine sono tornato da mia moglie. Non potevo pensare di privare i miei
figli di una delle due figure centrali della loro esistenza. Poi non c'è niente
di più bello del riconquistare tua moglie. Per le nozze d'oro credo che la
risposerò". Però chi vuole divorziare... "Ma certo. Dico solo che
oggi ci si sposa e ci si lascia troppo allegramente, si fanno le prove. Vivere
insieme non è uno sport facile. È bello un patto che trasforma la passione e
l'erotismo degli inizi in un sentimento che attiene all'ineffabile. Quanto alla
paternità, altro mestiere complicato, sono stato un padre scadente, un po' come
l'Abatantuono di La cena per farli conoscere. Con Il papà di Giovanna, ho
inventato un padre meraviglioso, come mai sarei potuto essere. Silvio Orlando è
magnifico". Dica la verità su Venezia. "Non ho timore di dire che ho
mostrato il film a Müller. Spero sia piaciuto. In concorso - solo in concorso -
andrei volentieri. Ma fino ad ora, lo giuro su ciò che ho di più caro, non ho
ricevuto conferme". È vero che vuole raccontare una storia di adozione?
"Sì. Mia figlia ci ha messo sette anni per non avere
il bambino che la burocrazia le aveva promesso. Si sarebbe uccisa, quel giorno. Esistono
tanti bambini con problemi e tante famiglie che desiderano dei figli. Perché
non aiutarli sveltendo le pratiche? Sul tema ho scritto una serie tv, l'ho
proposta sia a Mediaset sia a Raifiction: due no". Ha capito
perché? "Non sarà in linea con i gusti correnti. Si chiama Un matrimonio,
cinque puntate, ciascuna delle quali rievoca dieci anni di una famiglia, dal
1958 al 2008, attraverso gli occhi una bambina paraplegica adottata. Ma se le
gambe sono deboli, la sua testa è fortissima". Cosa pensa di quei politici
che si ergono a difensori della famiglia tradizionale pur essendo divorziati?
"Che sono delegittimati. Per farlo bisognerebbe vantare almeno 44 anni e 2
mesi di matrimonio, come il sottoscritto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Brescia Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
9 Luglio 2008
CASTREZZATO. Polemica iniziativa di Pierluigi Treccani che
ha pubblicato l'elenco sul periodico comunale "Ecco chi beneficia degli aiuti
del Comune" Il sindaco: "Tutti italiani, così la finiamo con la
storia degli immigrati..." E sulla Bossi-Fini: "Troppa burocrazia che si riversa sul
Comune" .
( da "Arena.it, L'" del 09-07-2008)
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9 Luglio 2008
INCONTRO. Summit sulla competitività Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli
sgravi fiscali Veneto regione virtuosa per i fondi strutturali Ue Gli
imprenditori veneti preferiscono le detrazioni fiscali ai finanziamenti.
L'hanno ribadito al direttore delle politiche regionali dell'Ue Raoul Prado,
all'onorevole Fabio Gava, in commissione Attività produttive della Camera, e al
presidente del Veneto Giancarlo Galan. Doppia l'occasione, promossa dal Salone
d'Impresa e Unioncamere al Molino Stucki di Venezia: un dibattito su
"Sviluppo economico e competitività d'impresa" con Regione Veneto e
categorie economiche e una tavola rotonda su "Nuovi mercati, ricerca,
innovazione e sviluppo", che ha avuto, tra gli altri protagonisti, oltre a
Gava e Prado, docenti come Ferdinando Azzariti e Giorgio Brunetti e poi
industriali come Giovanni Rana, Mario Moretti Polegato, Mario Carraro e Matteo
Marzotto. Tutti hanno chiesto la leva fiscale piuttosto che quella monetaria
(anche se il moderatore Alan Friedman sosteneva che il vero imprenditore non ha
bisogno dei soldi dello Stato), per far emergere ricerca e innovazione in un
Paese, come ha ricordato nella prima sessione Paolo Feltrin dell'università di
Trieste, in declino per carenza di produttività, pur a fronte di un export che
cresce, di una buona produttività delle imprese e di una crescita
occupazionale. Le regole per il futuro sono state suggerite da Enzo Rullani
(università di Venezia), che ha recuperato il concetto di un'economia veneta
paragondola al calabrone che, se sapesse quanto pesa, non potrebbe volare.
Invece l'impresa veneta (oberata per di più da due pesi
come la burocrazia e la
carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato), come il calabrone,
vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche per la capacità di
utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare attraverso l'Obiettivo 2
negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per arrivare, con la
programmazione, al 2013). I comuni Veronesi interessati al riequilibrio delle
aree (e in larga parte l'obiettivo è stato raggiunto) vanno dalla Bassa alla
Lessinia. Si tratta di Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi S.Anna, Casaleone,
Castagnaro, parte di Cerea, Concamarise, Boscochiesanuova, Brentino B., Dolcè,
Erbezzo, Ferrara Monte Baldo, Fumane, Roverè, San Zeno M., S. Anna d'Alfaedo,
Selva, Velo, Vestenanova, in parte Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Terrazzo e
Villabartolomea. A fronte di una spesa pubblica programmata di 596,9 milioni di
euro, nei sei anni, si sono registrati impegni per 817,5 milioni (il 136,9%),
si sono effettuati pagamenti per 661,7 milioni, quindi pari al 109,5% del
programmato. Questo ha indotto investimenti nel sistema delle zone svantaggiate
del Veneto ben superiori ai 2 miliardi di euro. È stato possibile grazie anche
al fatto che la Regione ha integrato i finanziamenti con 220 milioni. Ora
l'obiettivo, d'intesa con l'Ue, è di fare del 2010 l'anno della grande sfida:
piena occupazione, allargamento dei mercati e nuova coesione sociale. Il
Veneto, in definitiva, sarà protagonista anche nel sessennio da poco avviato,
puntando anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale la difesa del
territorio e dell'ambiente, il turismo, le infrastrutture. E la conoscenza
ancora più fondamentale per l'economia, con i rapporti con il mondo della
ricerca, con la formazione in prima fila. .
( da "Corriere Adriatico" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il problema è molto
serio. La Cri, malgrado la convenzione scaduta, continua a collaborare Una sola
ambulanza disponibile per il 118 Dei due mezzi quello riservato alle emergenze
non è in piena efficienza FOSSOMBRONE Problemi seri per il 118 di Fossombrone.
Ha a disposizione due sole ambulanze. La prima per far fronte alle emergenze.
La seconda per i trasporti secondari. Dove sta il problema? Che il primo mezzo
non sembra essere pienamente efficiente. L'impianto elettrico ha già dato
diversi problemi. In caso di chiamata concomitante cosa succede? A giugno è
scaduta la convenzione con il comitato locale della Cri. Convenzione che a tutt'oggi
non è stata rinnovata nonostante i continui solleciti. La Cri mette a
disposizione i suoi mezzi. Situazione di totale precarietà aggravata dal fatto
che si segnala, sempre per quanto riguarda il 118, la carenza di un autista. Il
cui posto non è stato ricoperto. Turni massacranti per gli operatori in
servizio. E il terrore incombente di non riuscire ad arrivare dappertutto. In
effetti le chiamate sono tante nel corso della giornata. Spetta all'Asur di
Fano sbloccare la situazione. Cosa rispondono alla Cri? Che la convenzione è
scaduta ma che ancora i mezzi necessari vengono garantiti. Rispetto
ad una burocrazia che
lascia a desiderare prevale il buon senso di chi sa bene che di mezzo c'è la
salute di chi viene soccorso. Questioni di fronte alle quali è sempre meglio
agire secondo coscienza. Il comitato provinciale della Cri ha chiesto da tempo
la situazione economica in ordine alle convenzioni in essere. Per quanto
riguarda l'Asur di Fano spunta una nuova sorpresa. Rispetto a Pesaro e a Urbino
non ha fatto pervenire alcun dato. Stavolta la segnalazione della precarietà
del 118 non arriva, come in altre occasioni, per bocca di un politico. Ma dagli
stessi pazienti. E' stato sufficiente verificare per rendersi conto della
verità. Gli stessi commenti dei volontari della Cri risultano improntati al
pessimismo. Non è il caso di imbastire alcuna polemica. Ma di ribadire con
forza ed immediatezza che anche dallo stesso Comune parta seduta stante la
pretesa immediata che si faccia fronte ad una precarietà che non può essere
lasciata allo stato attuale. Visto e considerato che sembra di voler ferire
qualche residente nel mitico Olimpo ogniqualvolta si segnala ciò che non
funziona in ambito ospedaliero a dire il vero sono giunte altre segnalazioni di
disfunzioni ma si resta ancora in attesa di chiarimenti già richiesti ma
rimasti lettera morta non essendoci alcun capro espiatorio con il quale
prendersela sarà doveroso per tutti entrare subito in azione. I pazienti e gli
stessi operatori, in verità, possono essere stanchi già da tempo di sentirsi
sempre messi nel vicolo cieco. Adesso conta solo che il 118 sia messo nelle
condizioni migliori per poter funzionare. GI.R.,.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIFLESSIONI Maturità
con il rigore necessario Lucio D'Alessandro Quando nel 1861, dopo guerre,
battaglie, insurrezioni, speranze e delusioni, si poté dichiarare finalmente
"Fatta l'Italia" con la proclamazione dello Stato unitario, si pose,
immediatamente, il non meno arduo problema di "Fare gli italiani". Si
trattava di dare agli italiani, oltre ad una lingua e a un vocabolario comuni,
anche un insieme di idee, una base culturale, un ethos collettivo, che potesse
caratterizzarne l'"esserci insieme" e l'"essere nel mondo"
proprio come italiani. Si trattava anche di costruire, combattendo tra l'altro
il diffuso analfabetismo (non solo meridionale) una solida base culturale su
cui far progredire il Paese. Come si poteva infatti pensare di far assumere
all'Italia quella dimensione di grande potenza europea o mondiale cui ormai
poteva ambire per storia e dimensione territoriale, senza un salto culturale della
sua popolazione? Si sapeva infatti bene, anche allora, che la vera forza di
sviluppo di uno Stato moderno consiste nella somma dei saperi dei suoi
abitanti. Come si poteva sperare di avere un buon esercito, una efficiente burocrazia, una classe imprenditoriale capace e intraprendente, se non
partendo da una popolazione mediamente alfabetizzata, tecnicamente informata ed
a tratti colta? Come del resto era da attendersi dal paese che aveva dato uno
dei maggiori contributi alla cultura, all'arte ed alla scienza del mondo.
SEGUE A PAG. 43.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
PORTICI Equitalia,
polemiche con il Comune Non ci sta il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo a
passare come il responsabile della prossima chiusura degli sportelli Equitalia,
la società che si occupa in città della riscossione delle cartelle esattoriali
che da settembre chiuderà gli uffici di via Libertà perché troppo piccoli per
svolgere tale attività, trasferendosi nel comune di Torre del Greco. Il sindaco
Cuomo ha intanto annunciato che alla scadenza dell'accordo Comune-Gestline, il
rapporto non verrà rinnovato. SAN GIORGIO/1 Documenti, burocrazia più snella Il comune di San Giorgio è entrato a far parte del
Centro servizi territoriali della Provincia di Napoli. L'accordo permetterà ai cittadini
che devono richiedere documenti di risparmiare tempo e soldi. Lo stesso vale
per l'amministrazione che da oggi potrà scambiare documenti con la Provincia,
e con i Comuni che già fanno parte del Cst, più velocemente evitando le
lungaggini burocratiche. Inoltre, l'entrata a far parte del Cst consentirà
all'amministrazione di ottimizzare i fondi destinati all'acquisto e all'uso
delle nuove tecnologie. San Giorgio è la seconda città, tra le quattro che
fanno parte del Miglio d'oro, ad aderire all'iniziativa e la 30esima in tutta
la Provincia. "Siamo soddisfatti dell'accordo raggiunto - spiega
l'assessore provinciale alle risorse umane e alle reti Pino papasso -
l'obiettivo è quello di coinvolgere nel progetto tutti i comuni della provincia
napoletana". SAN GIORGIO/2 Città solidali, incontro in prefettura Questa
mattina in prefettura si terrà un incontro con il sindaco Mimmo Giorgiano e gli
esponenti dei sindacati che rappresentano i dipendenti di Città Solidali,
partecipata in liquidazione, che aspettano delle risposte sul loro futuro. I
lavoratori chiedono che dopo la chiusura della partecipata prevista per fine
luglio, sia garantita loro la continuità dello stipendio fino a quando il
comune non affiderà i servizi, come l'assistenza a disabili e anziani e la
sosta a pagamento, a ditte private. "Ci aspettiamo delle risposte certe -
dicono operai - e soprattutto che ci garantiscano la continuità lavorativa
anche dopo l'affidamento dei servizi. Aspettiamo la riunione di oggi per avere
degli elementi certi, fino a ora ognuno ha detto la sua sulla vicenda
confondendoci le idee". I licenziamenti previsti, intanto, sono stati
sospesi. TORRE DEL GRECO Contributi per i fitti, ecco il bando C'è tempo fino
al 31 luglio per presentare domanda per beneficiare dei contributi integrativi
ai canoni di locazione per gli anni 2005 e 2006. Il Comune ha pubblicato i
bandi in favore di residenti, titolari di contratti a uso abitativo,
regolarmente registrati, di alloggi ubicati sul territorio comunale e che non
siano di edilizia residenziale pubblica. Circa 485mila euro per il 2005 e
534mila per il 2006: le risorse assegnate dalla Regione Campania. L'entità del
contributo è calcolato sulla base dell'incidenza del canone annuo, al netto
degli oneri accessori, sul valore Ise (indicatore situazione economica). Per i
nuclei familiari inseriti nella fascia A (valore Ise non superiore a 10.716,68
euro, l'importo massimo del contributo è di 2mila euro); per i nuclei familiari
inseriti nella fascia B (valore Ise non superiore ad euro 15.000,00, l'importo
massimo è di 1.800 euro). I modelli di domanda da inviare al Comune, ufficio
Protocollo, largo Del Plebiscito, a mezzo raccomandata postale, sono
disponibili tutti i giorni, tranne il sabato (08,30-13,30 e 14,30-15,30) presso
l'Urp - palazzo La Salle; Servizi sociali, via Delle Forze Armate;
Informagiovani, largo Annunciazione; Biblioteca Comunale, via Nazionale;
ufficio Casa, complesso molini Marzoli, o sul sito
www.comune.torredelgreco.na.it.
( da "Redattore sociale" del 09-07-2008)
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TERZO SETTORE
15.1509/07/2008 Emergenza finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus Risorse ridotte
del 40% dal 1999: ''Impossibile provvedere a una solida programmazione''. E si
pensa alla modifica del nome in Agenzia per il Terzo settore. Marelli (Ong
italiane): ''Settore vitale per il welfare'' ROMA ? Emergenza finanziamenti per
l'Agenzia per le Onlus. L'annunciata conferenza stampa di questa mattina a
palazzo Chigi dove il presidente Stefano Zamagni avrebbe dovuto presentare la
Relazione annuale sull'attività svolta dall'Agenzia per le organizzazioni non
lucrative di utilità sociale è stata annullata. Ai giornalisti è stata poi
distribuita la copia della Relazione nella quale si ripropone un'analisi di
tutto il Terzo settore e del volontariato (dati 2001) e soprattutto un exursus
sui problemi giuridici e organizzativi che devono ancora essere risolti. Il
primo problema che viene reso esplicito dalla Relaziolne riguarda il
finanziamento per l'Agenzia, che si è ridotto progressivamente negli ultimi
anni del 40%: dai 2,5 milioni di euro stabiliti nel 1999 si è passati a
1.343.120 euro del 2008. "Al momento ? si legge nella relazione ? prevale
per l'Agenzia l'impossibilità di provvedere a una solida programmazione".
L'Agenzia per le Onlus propone anche al Parlamento una modifica del nome: si
potrebbe chiamare Agenzia per il Terzo settore. La dotazione annuale
dell'Agenzia ? si legge sempre nella Relazione ? indicata nella legge 133/99
entro il tetto di due milioni e 582 mila euro, che nei primi anni di vita
dell'Agenzia è stata corrisposta nella sua interezza, è stata gradatamente
ridotta, tale che per l'anno 2007 è stato erogato un finanziamento complessivo
di 1.398.534,92 euro. Oltre alla richiesta di affrontare il problema dei
finanziamenti e della certezza dell'erogazione, il presidente dell'Agenzia
Zamagni avanza la proposta di trasformare l'agenzia in una vera authority che
possa vigilare su tutto il Terzo settore. Da Toyaco, a margine dei lavori del
G8, in occasione dell'incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Gianni Letta con il Presidente dell'Agenzia per le Onlus, Stefano Zamagni,
che si è tenuto oggi a Roma a Palazzo Chigi, gli ha risposto il presidente
dell'Associazione delle Ong Italiane, Sergio Marelli, che sottolinea l'utilità
dell'Agenzia "per la promozione e il sostegno del ruolo fondamentale del
terzo settore in Italia". Un settore che "nel nostro Paese ? spiega
Marelli - è vitale per il welfare e sempre più rilevante anche come soggetto
economico. Ecco perché sostenere adeguatamente il terzo settore con
finanziamenti e facilitazioni adeguate e anche potenziando le capacità e le
risorse dell'Agenzia il governo potrebbe facilitare l'uscita dalla crisi
economica che sta colpendo il Paese". "Da parte dell'Associazione Ong
Italiane - continua Marelli - l'interlocuzione con l'Agenzia è stata di alto
livello nei due anni della gestione Zamagni. Oggi come associazione siamo
impegnati anche sul complesso versante della riflessione su strumenti e linee
guida per la trasparenza contabile e la raccolta fondi. Al riguardo, sarebbe un
bene che l'Agenzia lavorasse con noi su queste materie perchè scopo comune è
quello della sempre maggior trasparenza delle Ong, della eventuale
individuazione di pratiche scorrette e devianti che vanno isolate per non
danneggiare la reputazione di tutti. Questo, naturalmente
senza aggravare di inutili burocrazie e appesantimenti un settore che ha nel
volontariato e nella flessibilità due elementi caratterizzanti la sua efficacia
ed efficienza". Per questo le Ong esprimono "pieno appoggio alla
richiesta di Zamagni di trasformare l'Agenzia in una vera e propria
Authority". (pan) (vedi lancio successivo).
( da "Adige, L'" del 09-07-2008)
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giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile La vita dei rifugi
di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile. Sergio
Rosi, gestore del "Passo Principe" sul Catinaccio e vicepresidente
dell'Associazione gestori rifugi, lancia l'allarme e chiede agevolazioni
fiscali e meno burocrazia.
G. PASQUALINI A PAGINA 19 09/07/2008.
( da "Adige, L'" del 09-07-2008)
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( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)
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SEGUE DALLA PRIMA La
tragedia di una ragazza normale Ha appena fatto la stessa cosa davanti a due
ragazzine, una inglese l'altra olandese, che si sono gettate dai balconi
dell'albergo. Quasi che dove ci si diverte sia vietato morire. Quelli sono
posti per ridere, non per soffrire di disperazione. Anche il corpo di Federica
stonava tra discoteche e spiagge, meglio buttarlo in un vecchio giardino, dove la capitale del turismo lascia il posto ai palazzi della burocrazia. La stampa locale è stata
persino inclemente, barbaramente cinica: Federica se l'era cercata! Non si
conosce ancora se Federica abbia subito violenza, nè come sia morta. C'è spazio
per nuovi sospetti.Forse Federica ha avuto troppa fiducia negli altri, nel
mondo, nella felicità dei vent'anni. Si è fidata, tra giovani è facile.
Forse non doveva separarsi dall'amica, assieme ci si difende meglio. Forse
Federica è rimasta vittima della più antica presunzione dell'uomo che vuole
avere tutto e quando decide lui. C'è chi pensa di poter profittare di una
ragazza solo perché oggi appare più libera e più disinvolta. E se lei si
oppone, allora si usa la violenza in qualsiasi modo: fisica, psicologica,
indotta con droghe o altro. Solo se la donna è docile certi maschi si sentono
forti.Nonostante i tempi siano cambiati, nonostante le ragazze possano
giustamente andare e tornare quando vogliono, molti uomini guardano ancora alla
donna come oggetto di cui servirsi a piacimento. La donna si è emancipata,
ritiene di avere gli stessi diritti, solo che molti uomini non lo riconoscono.
Federica pensava di essere una donna del Duemila, cresciuta in una società
libera ma non permissiva, di avere diritto a una sana voglia di vacanza a una
sana voglia di divertimento. È sconcertante che proprio tra i giovani sia
diffusa la mentalità che nega questi diritti sino all'orrore. E quando l'orrore
è già avanzato, come quel corpo in decomposizione, allora si cercano
giustificazioni assurde nella morale, nel costume, nel peccato.Federica aveva i
vizi della sua età e non raccontava in giro di essere santa Maria Goretti. A
lei è capitato di essere ammazzata brutalmente, come purtroppo capita non solo
alle ragazze in vacanza. Il problema della violenza alle donne esiste; come
esiste l'indifferenza con la quale decine di persone assistono senza
intervenire a una violenza in pieno centro (è accaduto a Pordenone, a Bologna e
in altre città). Quella sulle donne è la violenza dei vigliacchi e rimane
spesso impunita perché non denunciata. C'è attorno all'argomento ancora paura,
vergogna, ipocrisia. La donna violentata quasi sempre rischia una seconda
violenza, quando denuncia il fatto e quando si arriva a un processo nel quale a
doversi scagionare è più la vittima che l'imputato. Le cifre sono terribile e
difficili da smentire. Secondo l'autorevole indagine promossa dalla Presidenza
del Consiglio e dall'Istat, 7.743.000 italiane (31,9\%) hanno subito nella loro
vita, tra 16 e 70 anni, violenza fisica o sessuale. Nell'ultimo anno si sono
verificate 1.150.000 violenze fisiche o sessuali e 74 mila tentati stupri. Nel
94\% dei casi la violenza non è stata denunciata.Spesso la violenza supera se
stessa, si trasforma in possesso sino alla morte: all'sucita di una stazione,
fuori dalla discoteca, su una spiaggia. E non conosce latitudine parla tutte le
lingue.Federica si è allontanata da San Giorgio delle Pertiche, paesone di
quasi diecimila abitanti nel Padovano, per rincorrere ingenuamente il sogno di
una vacanza ideale. Nel suo paese tutti si chiamano Ruzzato o Betto o Cavinato.
Squarise faceva eccezione, ma Federica no, era la più normale tra il campanile,
la fabbrica e il bar dello spritz. Credeva di controllare il mondo, non
immaginava che ovunque la violenza ha la stessa maschera. Dicono che un barista
uruguayano detto "El Gordo", il grassone, e un ragazzo tedesco senza
soprannome forse conoscano la verità. Dicono tante cose.C'era un fiore tatuato
sul collo del piede di Federica. C'era un mazzo di fiori poveri con un lillà a
colorare il viottolo polveroso sotto l'albero al quale avevano incollato il
ritratto di Federica "Chica desaparecida". Non è più scomparsa. Hanno
trovato il cadavere.Edoardo Pittalis.
( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Oltre la Cina:
presentate ieri le quattro nuove grandi mostre programmate dalla Fondazione
Cassamarca tra il 2011 e il 2015 Treviso, campo base per il Tibet e l'India Uno
sguardo all'Asia, che secondo il presidente De Poli è il nostro futuro:
"La luce viene dall'Oriente, l'Occidente la consuma" TrevisoNOSTRO
SERVIZIODal dragone all'elefante. La grandi mostre trevigiane di Ca' dei
Carraresi proseguono la loro esplorazione dell'Asia: dopo la Cina, ecco l'altro
gigante, l'India. Completata con le esposizioni del prossimo biennio
(anticipate di un anno) la riscoperta della Via della seta e del Celeste
impero, la rassegne griffate Fondazione Cassamarca valicheranno l'Himalaya e
dilagheranno nel "Subcontinente". Un programma serrato, una tappa
all'anno dal 2011 al 2014, per "sdoganare" la millenaria civiltà
indiana, al di là degli stereotipi sui santoni e la giungla salgariana.Il
presidente Dino De Poli detta la linea: "La luce viene dall'Oriente,
l'Occidente la consuma. L'Asia è il nostro futuro. Non solo la Cina, anche
l'India è vicina. Ed è pochissimo conosciuta: c'è solo un po' di turismo
d'élite. Noi offriamo un'occasione unica: queste mostre saranno come
caviale". E allora occorre avvicinarsi un po' di più a quella sorgente di
luce.A fare da collegamento tra i due cicli sarà il Tibet. Tutt'altro che un
caso: gli alti valichi del "Tetto del mondo" nei secoli hanno fatto
da transito per genti, merci e persino religioni tra i due colossali
"vicini". L'antica residenza dei Da Carrara, dal 22 ottobre 2011 al 6
maggio 2012 diventerà una dependance del Potala, il palazzo-tempio del Dalai
Lama a Lhasa (dove gli appartamenti privati sono rimasti ancora al 16 marzo del
1959 quando il leader tibetano si incamminò verso l'esilio di fronte ai
blindati di Mao) e dei monasteri di Shigatsé e Gyantsé: le statue delle
divinità, i "tangke" - i tradizionali dipinti sacri -, gli altari
d'argento daranno un saggio della spiritualità enigmatica del "Paese delle
nevi perenni".Da qui parte la discesa a valle verso l'ex "Perla della
Corona" inglese. "Tre rassegne che risponderanno più ad un criterio
geografico che ad un ordine cronologico", spiega Adriano Madaro ("Il
nostro ginecologo", lo definisce De Poli), che, dopo quello cinese, curerà
anche questo filone. E allora incombe per prima, dal 21 ottobre 2012 al 5
maggio 2013, l'ombra dei colossi himalayani in cui fiorirono le prime culture
organizzate del Subcontinente, dalle sponde dal Mar Arabico e dalle influenze
islamiche al Golfo del Bengala e all'Estremo Oriente. Poi, dal 20 ottobre 2013
al 4 maggio 2014, il sacro Gange e i grandi fiumi e le grandi città: Benares,
Delhi, Calcutta con i loro imponenti templi. E infine, dal 19 ottobre 2014 al
10 maggio 2015, la meraviglia dell'India dei Maharaja, l'India centro
meridionale dei nababbi, dei principati fiabeschi, delle regge sfarzose.Reperti
archeologici, sculture, immagini e modelli delle architetture e dei monumenti,
tessuti, abiti, gioielli, oggetti di uso quotidiano per testimoniare una storia
che si dipana dal III millennio avanti Cristo con i Dravidi e la civiltà della
valle dell'Indo, all'invasione degli "Arya", più noti come Ariani o
Indoeuropei, all'effimera conquista di Alessandro Magno, ai regni della
dinastia Maurya fino all'Impero musulmano del Gran Moghul, arrestandosi alla
soglia dello sbarco della Compagnia delle Indie e della colonizzazione
britannica. "Finora non c'è mai stata in Occidente - sottolinea Madaro -
nessuna esposizione che abbia indagato in modo organico la variegata realtà
storica e culturale della civiltà indiana".Già avviati i contatti con
musei ed istituzioni culturali indiane, oltre che con l'ambasciata di New Delhi
a Roma e con esperti e studiosi per i contributi ai cataloghi,
"appendice" fondamentale e duratura delle mostre. Negoziati, su un
altro fronte ben più nostrano, stanno andando avanti con la
burocrazia demaniale per
ottenere la chiesa sconsacrata di Santa Margherita, nei pressi del complesso
dell'università e dell'ex distretto militare già acquisiti dalla Fondazione:
qui potrebbero trovare adeguata collocazione i reperti di più ampie dimensioni
e le gigantografie degli complessi religiosi indiani. Comunque vada,
alcuni di questi pannelli, ricavati dal ricchissimo archivio dei fotografi
torinesi Tiziana e Gianni Baldissone, costituiranno un percorso
"introduttivo" alle rassegne per vie e piazze cittadine.Ma a Ca'
Spineda già si guarda al dopo 2015: Giappone, repubbliche centrali, Corea,
penisola Arabica, la galassia asiatica ha parecchia ancora luce da
irradiare.Mattia Zanardo.
( da "ITnews.it" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
Parigi, 9 lug.
(Adnkronos) - La 'premiere dame' di Francia, Carla Bruni, ha ottenuto la
cittadinanza francese. Ed e' ''in attesa del passaporto'',
come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la
burocrazia francese''
afferma ironica, l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa
nella sua versione di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver
alcun ruolo politico al fianco del marito.
( da "ADN Kronos" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
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'premiere dame' di Francia, Carla Bruni, ha ottenuto la cittadinanza francese.
Ed e' ''in attesa del passaporto'', come lei stessa conferma
in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica,
l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione
di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico
al fianco del marito.
( da "Virgilio Notizie" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia
DIFFERENZIATA A
beneficiare dei fondi 34 grandi Comuni e centinaia di piccoli postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Napoli, 9 lug. (Apcom) - Dalla Regione Campania
fondi per incrementare la raccolta differenziata e per favorire la creazione di
impianti di compostaggio. Con due delibere di giunta sono stati, infatti,
stanziati 50 milioni di euro per i piani di differenziazione dei rifiuti nei
Comuni con più di 30mila abitanti e varato un bando di gara per impianti che
tratteranno l'umido mettendo a disposizione degli enti locali 100 milioni di
euro. "Oggi facciamo un passo in avanti importante - ha detto il
presidente Antonio Bassolino in conferenza stampa - per la differenziata, un
anello decisivo della catena che vede raccolta differenziata, termovalorizzatori
e discariche a norma come i tre pilastri della strategia che abbiamo sempre
sostenuto e che stiamo tentando di portare avanti con forte spirito di
collaborazione sia con Comuni e Province ma anche con il sottosegretario
Bertolaso". A beneficiare dei fondi saranno 34 grandi Comuni a cui
andranno 20 dei 50 milioni stanziati (tra questi Avellino, Benevento, Santa
Maria Capua Vetere, Acerra, Torre del Greco, Torre Annunziata, Ercolano,
Portici, Pozzuoli, Pomigliano d'Arco, Salerno, Nola e Giugliano) e centinaia di
piccoli comuni. I restanti 30 milioni saranno, invece, destinati a Napoli e a
Caserta "per le quali città è in corso un maggior approfondimento perché
ci sia un piano più dettagliato e specifico". I fondi saranno utilizzati
per acquistare tutto il materiale necessario a rendere efficace la raccolta,
compreso automezzi, contenitori, sacchi e sacchetti oltre alle 'compostiere'
domestiche. "Se lavoriamo con serenità e determinazione questo può essere
davvero un passo in avanti. La raccolta deve proseguire insieme ai
termovalorizzatori e alle discariche a norma che - ha ribadito Bassolino -
devono avere una capienza superiore alla produzione giornaliera dei rifiuti che
c'è in Campania in maniera tale che non si corra il rischio di nuove crisi. Il
sistema, infatti, è così complesso che se un anello salta per un qualunque
motivo, si può tornare in emergenza". Per quanto riguarda il bando per gli
impianti di compostaggio da realizzare sul proprio territorio, i Comuni hanno
tempo fino al 20 agosto per poter presentare i propri piani che saranno
esaminati da una commissione mista Regione-amministrazioni provinciali entro il
prossimo 10 settembre. Poi sarà dato il via alle gare per gli appalti.
"Non è stato semplice concludere l'iniziativa - ha aggiunto l'assessore
regionale all'Ambiente, Walter Ganapini - Si è lavorato
molto ma è necessaria un'operazione di burocrazia intelligente". Ganapini ha poi lodato molti dei piani già
presentati dai Comuni che hanno elaborato strategie ottimali. "E' ovvio
che non tutti i progetti saranno accolti anche perché la Campania ha bisogno,
al massimo di 12-15 impianti di compostaggio. Quantità più che
sufficiente per dare risultati importanti".