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DOSSIER “BUROCRAZIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 8-9 luglio 2008       #TOP



Report "Burocrazia"

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Indice delle sezioni

Burocrazia (131)


Indice degli articoli

Sezione principale: Burocrazia

Semplificazione amministrativa Basta con la burocrazia inutile ( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Basta con la burocrazia inutile" FELTRE. Gli uffici comunali non devono più chiedere ai cittadini di presentare documenti che sono già in possesso dell'amministrazione e che dunque possono essere recuperati attraverso la rete intranet del municipio. Il principio, già contenuto in una legge del 1990, è stato riaffermato ieri in aula con l'

I giovani vogliono la loro Consulta ( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come dimostra il documento finale approvato all'unanimità dal Cgve, che abbandona i tatticismi e le burocrazie tipicamente italiani per proporre soluzioni funzionali ed avanzare proposte concrete, come quella di modificare la legge regionale ed istituire anche una Consulta dei giovani. Il primo no è quello che maggiormente pesa sotto il cielo plumbeo di Montevideo.

Le "Sottilette" ( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: taglino i ponti con la burocrazia del partito, che si ritirino gli assessori dai governi locali, che si inverta la linea indirizzandola verso le lotte dei lavoratori, in opposizione a tutti i governi dei padroni. Si potrebbe poi ipotizzare un accordo elettorale in vista delle prossime elezioni provinciali nel nome dell'autonomia della classe lavoratrice nei confronti della borghesia.

Quattro donne e una missione possibile ( da "Trentino" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Questo è un segnale importante e coerente. Le nostre minoranze mochene e cimbre stanno cercando vie di sviluppo, in questo caso si è individuato qualche cosa di importante nel settore della telematica, della burocrazia digitale e delle pari opportunità".

ROMA - Adesso dobbiamo assolutamente sfoltire la rosa . La priorità di Lotito adesso ( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Conosciamo tutti i tempi della burocrazia italiana. Ledesma? Potrebbe arrivare prima il suo passaporto comunitario, a quel punto la situazione si sbloccherebbe subito". Ieri a Villa San Sebastiano il presidente ha incontrato con Pastorello agente di Baronio per trovare una sistemazione al centrocampista.

Di Lorena Loiacono Maturità, ultimo atto: escono i quadri ma i voti, per ( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Poi c'è anche chi resta con il fiato sospeso perché deve fare prima i conti con la burocrazia: "I quadri sono usciti ieri ma non ho potuto sapere il voto - spiega Priscilla, del Giulio Cesare - dovrò tornare domani in segreteria con il cedolino del pagamento per il diploma di 15,13 euro". (ass).

Di Mario Padovani VERONA - Nel giorno in cui l'A1 diventa ( da "Leggo" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A1 diventa un fatto ufficiale anche sul piano della burocrazia della Lega Volley, la Marmi Lanza dà il virtuale addio a Ramon Gato. Il martello cubano è a un passo dal trasferimento a Padova, allenata dallo storico maestro Bruno Bagnoli. Il congedo di Gato da Verona dovrebbe concretizzarsi oggi, o al più tardi domani, nella "tre giorni" di mercato in programma a Bologna.

La burocrazia impone la "corvè" ai cittadininon basterà sfoltire le leggi per liberarsene ( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il fatto è che ogni burocrazia tende a giustificare la propria esistenza, fissando una serie di obblighi a carico del sistema. L'onere posto a carico delle imprese per il mantenimento della categoria dei controllori, non dovrebbe superare il tre per cento dei ricavi, a fronte dell'attuale media del dodici per cento.

Sos dell'Ance: rincari record per i materiali ( da "Arena, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: siamo strozzati dalle banche e da una burocrazia asfissiante. Siamo da anni il settore trainante, tanto che Verona conferma con il +6% il primo posto nella classifica degli occupati nel settore delle costruzioni, con 35.000 occupati alla fine del 2006. Eppure se non ci saranno regole adeguate la crisi è vicina" e "oggi chi accetta lavori sottocosto lo fa per la sopravvivenza dell'

I finanziamenti vadano a imprese agricole vere ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le linee guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio unico".

Accordo tra le categorie e la regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: categorie e la Regione La richiesta di maggior coinvolgimento e meno burocrazia accolta dall'assessore Lenna UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore regionale per ambiente, lavori pubblici e protezione civile Vanni Lenna nella sede udinese della Camera di Commercio.

La legge blocca lo sviluppo ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per un attività burocrazia e costi diventano insostenibili e spesso l'azienda agricola rinuncia. Vengono richieste forti fideiussioni e progetti da registrare con il notaio. Il rischio è la trasformazione in un unico parco che svuota le campagne e riempie le città.

Ardara, morto l'operaio caduto da un tetto ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una morte alla quale i familiari avrebbero voluto dare un senso, ma che la burocrazia ha impedito. E così Giorgio Burrai, 64 anni, originario di Bitti ma da lungo tempo residente ad Ardara non ha potuto donare i suoi organi ad altre persone che soffrono e a cui lui avrebbe potuto restituire la speranza e la gioia di vivere.

Servono altre mille case popolari ( da "Centro, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: intesa sottoscritto dovrà snellire la burocrazia e permettere ai Comuni di investire nell'edilizia sociale. "La verità è che ci sono molti stanziamenti, per circa un miliardo di euro, bloccati in Regione. Vogliamo essere uno strumento operativo", dice Primavera, "per far ripartire il settore dell'edilizia sociale attualmente fermo al palo".

I sindacati: attaccati i diritti dei dipendenti ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "dove si limita il diritto al riposo settimanale", alla burocrazia "dove le certificazioni di malattia si faranno in Azienda sanitaria", dai costi eccessivi "con accertamenti fiscali obbligatori dal primo giorno e nessun taglio alle consulenze", alla tutela ai più deboli: "ti ammali? Tagli alle indennità fisse".

Pressing per i rimborsi della ztl adiconsum: spreco sulle telecamere - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vertice che ha messo attorno a un tavolo tutta la burocrazia comunale. Entro tre giorni dovevano essere messe nero su bianco le modalità attraverso le quali restituire i soldi ai cittadini. Ma di giorni ne sono passati ormai otto e di rimborsi non si è ancora sentito parlare. Il Comune infatti sta facendo i conti: restituire i soldi del permesso costerà almeno 8 milioni di euro.

Niente numero chiuso. L'affollamento farà il buon avvocato ( da "Finanza e Mercati" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia a tutela preventiva può generare impatti negativi sulla realtà economica. Per esempio, un notaio ha rifiutato a un mio cliente un contratto di cessione di quote di una società estera, sul presupposto che non poteva essere perfezionato l'atto di compravendita perché la procura rilasciata al procuratore non era idonea nonostante l'

Accoltellata dall'ex marito trentenne ricoverata in fin di vita - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abbiamo chiesto protezione per la nostra unica figlia - ripete la donna - ma i carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana non permette di muovere un dito". Ieri, il tunisino di 40 anni, l'uomo di cui Sara Pavesi si era invaghita nel 2005, incontrandolo al "Suq", e che aveva sposato, ha tentato per la seconda volta di farla fuori.

Sant'ilario, dietro la strada spunta il business "una grande famiglia ha acquistato i terreni" - raffaele niri ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stiamo censendo decine di interventi che noi chiamiamo abusi edilizi e che la burocrazia comunale chiama riqualificazioni, ricuciture, recupero: è la selva di trasformazioni (tutte consentite dall'Amministrazione comunale) che hanno fatto trasformare i pollai e i fienili in residenze, le strade tra i poderi in rampe d'accesso per le ville".

Non piacciono i tabelloni senza voti ( da "Tirreno, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Risultati della maturità senza voti e burocrazia in più per le segreterie scolastiche. Quest'anno i candidati al momento della resa dei conti, hanno trovato sui tabelloni, accanto al nome dell'allievo, solo la mera dicitura "esito negativo" o "esito positivo", senza più valutazioni in centesimi.

Nel dicembre dell'84 una fuga di gas tossici dall'impianto uccise all'istante tremila persone tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli orrori. e bambini deformi ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: inefficienza della burocrazia indiana e dell'incapacità del governo di costringere i proprietari a ripulire il sudiciume che hanno lasciato. Ma l'interrogativo su chi dovrà pagare per ripulire i 4,5 ettari dell'area dove sorgeva lo stabilimento ha assunto una nuova urgenza in un paese sempre più smanioso di attirare investimenti esteri.

LECCO L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuo ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia sono le cause principali di questa grave situazione che sta mettendo in ginocchio tutto il tessuto economico e crea allarmismi per l'occupazione. Di questo se ne rende conto anche l'amministrazione provinciale di Villa Locatelli che ieri sera in apertura della seduta del "parlamentino" l'ha voluto rimarcare per bocca del vice presidente e assessore alle politiche economiche

Pioggia e grandine, statale in tilt La Regina chiusa per smottamenti ( da "Giorno, Il (Como)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: siamo stati frenati dalle lungaggini della burocrazia. I soldi c'erano e ci sono tuttora". "L'Anas ha iniziato la scorsa settimana le procedure per l'appalto dell'opera - continua Bongiasca -. Vedremo. Sicuramente, il nostro sarà un pressing costante. La stagione e l'importanza di un'arteria come la Regina ci impongono tempi stretti d'azione".

Di ANGELA M. FRUZZETTI <RIDATEMI la mia bambina si sfoga una mamma ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia frena le procedure e intanto gli anni passano velocemente. Mia figlia ha nove anni, mi vuole bene ma, comprensibilmente, ha troppe incertezze. Mi batterò fino in fondo per riaverla". Sicuramente, Anna riavrà la sua 'Luce', ma nessuno potrà mai restituire né a lei né alla sua bambina, gli anni più belli dell'infanzia.

Cinema d'estate parte in ritardo per burocrazia ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 1 Cinema d'estate parte in ritardo per burocrazia IL CASO SOPRALLUOGHI, arrivo di permessi e qualche distrazione per cercare sostegni al "Pistoia Festival": quest'anno il cinema sotto le stelle è partito ieri sera all'Ambrogi e inizierà domani alla Fortezza Santa Barbara.

CRISI ALIMENTARE: COME NUTRIRE IL MONDO INTERO? ( da "marketpress.info" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dai lacciuoli della burocrazia, sostenere il mercato attraverso sovvenzioni e permettere loro di poter finalmente nutrire il mondo". "Giocano un ruolo cruciale i giovani agricoltori", gli ha fatto eco Keti Partanen presidente della federazione internazionale dei produttori agricoli (Ifap), che ha ricordato come "bisogna puntare su di loro perché attenti alla qualità dei prodotti,

SI E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amminis ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ULTERIORE ARGOMENTO di incontro e confronto fra Montecatini e Matteoli dovrà essere, nelle prossime settimane, il caso del complesso ex-Paradiso a Montecatini Alto, l'ecomostro che sopravvive a ogni tentativo di demolizione o modifica grazie a una burocrazia medievale e alla ben nota lentezza della giustizia. Mai.

Cimitero al completo, vietato morire ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di questo passo la burocrazia ci impedirà di morire e persino di vivere". Una lettera con richiesta di chiarimenti è stata inviata al presidente della Giunta Renato Soru, agli assessori agli Enti locali e alla Sanità Gianvalerio Sanna e Nerina Dirindin, al direttore della Asl di Cagliari Gino Gumirato e al prefetto Salvatore Gullotta.

Kakà, 94 milioni dal Chelsea. Ma Galliani nega ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitiamo di confidare nella burocrazia e lasciamo perdere l'operazione una volta per tutte". Al momento i biancocelesti non prevedono alcun ingresso in difesa, sembra tramontata l'ipotesi Cosmin Moti tanto che lo stesso romeno dal ritiro della Dinamo Bucarest ha detto: "Non posso dire se il passaggio alla Lazio sarebbe stata una bella o una cattiva cosa,

Genova, accoltellata dal marito "lo avevamo denunciato 5 volte" - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma i carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana non permette di muovere un dito". Una vicenda che ricorda quella di Luca Delfino, che nell'agosto del 2007 ammazzò a Sanremo l'ex fidanzata, Maria Antonietta Multari. L'uomo, disoccupato, non si rassegnava alla decisione della moglie, che aveva iniziato le pratiche di separazione.

Così la burocrazia ostacola l'integrazione ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma la sua "Odissea nello spazio della burocrazia" non avrà termine in quel giorno. Dovranno passare altri mesi, se non un anno - vista l'attuale tempistica - prima di ricevere la carta di soggiorno, richiesta attraverso la domanda della madre, che condivide l'identica situazione.

Peghin: <Contratto con il Nord> ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riforma ineludibile ma evitiamo di gonfiare le burocrazie L'assemblea di Padova: "Il Veneto diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova, un tipo spesso placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare l'elmetto,

Ty: <Cda moltiplicati> ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Credo che Confindustria dovrebbe battersi contro un modello culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se stessa". Il presidente torna anche sulla querela annunciata dal numero uno di palazzo Santo Stefano dopo l'uscita della prima fatica letteraria "galaniana" Il Nordest sono io. "Non è ancora arrivato nulla. Io però attendo fiducioso.

Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 10 categoria: REDAZIONALE Panorama Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti "Semplificazione". E' la parola d'ordine per gli aiuti alle imprese previsti per il ciclo dei fondi strutturali 2007-13 e presentati ieri a Bari da Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico, in un incontro organizzato dall'Arti.

Parma ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e sono molti gli imprenditori che annuiscono quando la Marcegaglia parla di riduzione della burocrazia e degli oneri alle imprese, liberalizzazione dei servizi pubblici, ritorno al nucleare. "L'importante - sottolinea rivolta a Sacconi - è andare fino in fondo anche quando le scelte sono impopolari. Troppe volte abbiamo visto leggi ben scritte che non si traducono poi in realtà".

Gli imprenditori promuovono Emma ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Infrastrutture, burocrazia, rendimento del lavoro e della produttività. Tutti temi che si rinviano da trent'anni perchè ogni volta si è dovuto accontentare qualcuno. L'Alitalia è l'esempio di come i sindacati con maggiore responsabilità di altri hanno portato quest'azienda straordinaria al tracollo ".

Tremila posti ma solo mille domande evase ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: poco meno di 3 mila posti a disposizione e la macchina della burocrazia che gira a regime ridotto. Sono i dati relativi alle richieste per il decreto flussi 2007 nella provincia di Treviso: oltre alle migliaia di datori di lavoro che non verranno per forza di cose accettata la loro domanda, sono ancora migliaia le pratiche da esaminare.

Pezzoni: il sistema Parma funziona bene ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Eccesso di pressione fiscale e di burocrazia". I punti cardine del discorso inaugurale dell'assemblea al Regio Pezzoni: il sistema Parma funziona bene "Positivi i dati su produttività e occupazione Ma bisogna superare le logiche di campanile" Aldo Tagliaferro R uota intorno all'etica del lavoro come elemento fondante della società e di affermazione dell'

ROMA - Più che acquistare, ora bisogna cercare di vendere... . L'ammiss ( da "Messaggero, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: evitiamo di confidare nella burocrazia", le parole di Lotito. Di sicuro se Ledesma dovesse diventare comunitario, allora le cose diventerebbero più semplici. A proposito dell'argentino dovrebbe essere per giovedì l'appuntamento per il rinnovo. Infine c'è il romeno Moti che con un po' di rammarico dice: "La Lazio?

<Sòla> estate ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senza passare per le lungaggini della burocrazia. Decido di mettermi di fronte alla targa mentre si allontanano, per evitare che trascrivano i numeri e, cambiando idea qualche giorno dopo, tornino all'attacco con altre pretese. E' in questo istante che ho la sensazione che tutto è successo troppo velocemente.

L'Ater di Chieti, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale avrebbe bisogno di almeno mille ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spesso bloccate dalla burocrazia e ferme nelle casse pubbliche. Ed ecco allora che per avviare una politica più dinamica nell'edilizia sociale, che aiuti a spendere i fondi pubblici bloccati ma anche a reperire investimenti che arrivano da soggestti esterni, restituendo slancio ad un'edilizia privata che vive una fase di profonda crisi,

<Leggete le cartelle cliniche provano che sono innocente> ( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E se poi per sbrigare tutte le pratiche richieste dalla burocrazia il paziente, per quanto detenuto, dovesse morire?". Alza il ricevitore di casa anche l'altro psichiatra indagato nell'inchiesta, Armando Urbani. Ma è laconico. "Non ho niente a che fare con questa storia e con il Gemelli". Quindi non è agli arresti domiciliari?

Padova, patto sul federalismo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dal fisco alla burocrazia, sul federalismo, oggi considerato dalle imprese come una sorta di ultima frontiera per conquistare spazi di competitività. Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, non è andato per il sottile affermando che "siamo sul ponte del Titanic eppure sottocoperta continuano le danze".

Abano Terme ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Servirà a consultare a distanza le informazioni relative all'edilizia privata. E' l'ultima novità via web presentata dal Comune di Abano. Una pagina, linkata nel sito del Comune (www.abanoterme.net) che ha tutto il vantaggio di snellire la burocrazia delle pratiche edilizie.

Tasse tedesche, cure italiane ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spese e investimenti nella burocrazia che superano ogni limite". Tutte le altre associazioni di categoria si associano alla protesta, che è rivolta anche contro gli attuali progetti di riduzione della burocrazia, che non sarebbero abbastanza decisi e viceversa lascerebbero troppo poco tempo e spazio alle proposte delle categorie.

Spiagge, allarme erosione ( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.

Una marcia in più ma manca la regia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dopo l'impantanamento del processo di Barcellona per burocrazia ed eurocentrismo, l'Umed si muove in un ottica di maggior co-ownership. Di responsabilità condivise come dimostra la co-presidenza offerta (e accettata) al presidente egiziano Mubarak. Altri in Europa però non sembrano così entusiasti dell'Umed.

<Emma, cosa fai contro i monopolisti locali?> ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: modello culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se stessa". "Mi piace che nelle intenzioni del governo ci sia la volontà di riprendere le liberalizzazioni - ha replicato, concludendo l'incontro pubblico, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - e sono molto d'accordo sul fatto che non occorra solo liberalizzare ma che è importantissimo privatizzare.

Gli industriali: <Contratto con il Nord> ( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riforma ineludibile ma non moltiplichiamo le burocrazie Il presidente di Confindustria Padova attacca la Corte costituzionale e i politici del Sud. "E il Veneto diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova,

DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in consiglio, co ( da "Nazione, La (Livorno)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia amministrativa e quella della politica hanno i loro tempi. Le forze di opposizione, Popolo delle Libertà e Rifondazione, hanno sottolineato l'inadeguatezza di certi comportamenti da parte delle istituzioni. Si professa la democrazia per poi bruciare decenni di attesa in pochi minuti di dibattito.

Categorie economiche: accordo con la regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Prima Pagina Categorie economiche: accordo con la Regione UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore regionale Vanni Lenna. IL SERVIZIO A PAGINA 5.

Google, malcontento fra i dipendenti per caro-asilo ( da "Reuters Italia" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier

Sud: scacco matto per il rilancio in quattro mosse ( da "Denaro, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle riforme che alleggeriscano la burocrazia, ostacolo allo sviluppo di un territorio". Un'idea sostenuta anche dal coordinatore per il ministero degli Esteri del Partenariato Euromed, Cosimo Risi, secondo il quale "il mondo dell'impresa deve poter contare su un sistema di scambi più funzionale perchè del resto i tempi dell'economia sono sempre più rapidi di quelli della politica"

LA CINA ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: imbrigliando tutti nelle regole e nella burocrazia asfissiante. Il minimo vitale era assicurato, ma nient'altro. Soprattutto ogni individuo, per piacere al regime, doveva mentire a se stesso e agli altri, rifarsi una personalità che fosse gradita ai potenti. L'America è il luogo invece della libertà e del rischio, ogni cosa dipende dall'individuo,

<I finanziamenti vadano a imprese agricole vere> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Le linee guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio unico".  .

Trovato il corpo nudo in un parcheggio: è lei ( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: trafigge il dolore dei familiari e diventa asettica burocrazia, navigando negli asfittici canali dei consolati. Perché la conferma che il cadavere sia purtroppo quello giusto arriva già dalle uniche trasgressioni che Federica si era concessa in patria, nel paesino di San Giorgio delle Pertiche: il brillantino che aveva fatto incastonare su un dente e due tatuaggi,

Il Lazio perde i suoi lidi, il Molise la regione italiana più colpita ( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge.

SOLDI PER LA DROGA, PICCHIA CON IL BASTONE I GENITORI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Obiettivo è quello di aiutare i cittadini a districarsi nella giungla delle burocrazie che alimentano speculazioni e clientelismi. Sarà aperto un giorno alla settimana (il giovedì nel periodo estivo, dalle 18 alle 20. TORRE DEL GRECO/1 Incontro con l'arcivescovo Sepe È tutto pronto nella parrocchia di Santa Maria del Principio per accogliere oggi alle 19 il cardinale Crescenzio Sepe.

"La bonifica di Pieve dev'essere sbloccata" ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia e troppi ritardi. L'interessamento del gruppo veneto potrebbe svanire, mettendo la parola fine allo stabilimento chimico di Pieve Vergonte". Così pochi mesi fa le organizzazioni sindacali lanciavano un sos, preoccupate per i lunghi tempi della bonifica di Tessenderlo che mettono a rischio l'interessamento della Newco,

Economia e imprese Camera di Commercio di Modena, Torreggiani nuovo presidente Direttore di Cna Mode... ( da "Emilianet" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'

Allarme rosso per l'alga naccio ( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lettera aperta ha criticato la burocrazia e gli assessori regionali competenti della crisi idrica. "È una vergogna ? ha detto Licata ?, tanti cittadini soffrono la sete a Licata, come negli altri comuni dela provincia, si chiudono attività lavorative per mancanza di acqua e gli apparati burocratici regionali si attardano a rilasciare la documentazione necessaria per consentire l'

<Turista e anziani più sicuri con i consigli della Questura> ( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: investitori qui perché si teme la burocrazia italiana e la mafia". Nico Torrisi: "Ringrazio il questore per avere avviato un dialogo con la nostra categoria, a differenza di ciò che accadeva in passato. Lo ringrazio anche perché è vero che qui, come altrove, si registrano gli scippi, ma è anche vero che a Catania la risposta dello Stato si fa sentire: proseguiremo questa collaborazione"

Assessori, il sindaco ha distribuito le deleghe ( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: improperi contro le lentezze della burocrazia e l'incompiuta bretella di Ficarazzi torna spesso alla ribalta per le difficoltà che costellano il cammino della sua "gravidanza" verso una nascita che farà davvero gioire non poco tutti quelli che giornalmente sono costretti ad incanalarsi nello stretto budello di via Tripoli sulla Catania-Acireale nord (cioè la strada che va verso Aci S.

Evitato lo scontroora collaborazione ( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche e soprattutto della burocrazia. Gli attentati al nostro Statuto e quindi agli interessi della Sicilia, prima che dai governi arrivano sempre dagli uffici della capitale. Paradossalmente, i governi eseguono i suggerimenti e (perché no?) le direttive della burocrazia romana che vede il nostro Statuto come fumo negli occhi.

<Più cultura e meno burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più cultura e meno burocrazia" L'assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, ha incontrato ieri, nella sede della Provincia di Pordenone, sindaci e assessori comunali alla Cultura del Friuli Occidentale. L'incontro, che era stato preceduto tempo fa da una riunione con i rappresentanti delle maggiori associazioni culturali,

Provinciale bloccata dai pali dell'Enel ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vecchia ed insopportabile storia - dice rammaricato Vizzotto - quella della burocrazia che frena i lavori e, di riflesso, si ripercuote sui cittadini". Quello della strada complanare è un lavoro importante che è stato realizzato nell'ambito del corposo progetto di messa in sicurezza della strada provinciale Oderzo-Pordenone.

Lenna: useremo i rifiuti per produrre energia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: introdotto i lavori partendo dal tema della burocrazia il presidente della Cciaa, Giovanni Da Pozzo, "padrone di casa": "burocrazia con la quale ha detto serve un rapporto più semplice e chiaro, oltre a una lettura interpretativa più flessibile. Il presidente della Regione Tondo, consapevole dell'onere sopportato dalle imprese, non a caso è partito da qui e questo fa ben sperare"

Gli imprenditori: Meno pubblico nell'economia ( da "Adige, L'" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: meno burocrazia. Ok al governo per quanto riguarda i provvedimenti che vanno in questa direzione. Il Coordinamento imprenditori, ieri pomeriggio, ha illustrato le proprie idee in materia di politica economica ai parlamentari trentini (presenti, a quanto pare, solo quelli del centrodestra per impegni dei rappresentanti dell'opposizione)

17:13 AGRICOLTURA TOSCANA IN GINOCCHIO, VIA A MOBILITAZIONE CIA ( da "Agi" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. Fra le piaghe piu' grosse quella della burocrazia: ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei campi. (AGI).

L'ultimatum si avvicina ma la sede resta un miraggio ( da "Stampa, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mantenere dipendenti e volontari al servizio attivo e appoggiarsi quantomeno per la logistica ai comitati del resto della provincia. Intanto, mancano 18 giorni al ritorno dell'ufficiale giudiziario in via Pisacane: un'eternità se ad agire potessero essere solo volontariato e buona volontà, ma niente se si pensa alla burocrazia. \.

Storico battello La Famiglia Comasca si batte per il <Patria> Mi riferisco alla lettera pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il <Patria> ( da "Provincia di Lecco, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Forse la burocrazia rema ancora una volta contro. Noi della Famiglia Comasca non abbiamo nessuna intenzione di "mollare" e continueremo a batterci per il nostro battello. Piercesare Bordoli Presidente della Famiglia Comasca Giusto merito alla Famiglia Comasca per la lunga battaglia a difesa di un simbolo della Navigazione del lago di Como.

Sicurezza a scuola: Lavori in corso ha una mozione ( da "Provincia di Como, La" del 08-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Una questione legata alla burocrazia, secondo l'assessore ai lavori pubblici Umberto Cappelletti, e non al reale adempimento delle normative: "Verificherò quanto prima la situazione, ma le prove e i collaudi vengono effettuati regolarmente e le scuole cittadine sono tutte in sicurezza.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Tribianon I malviventi volevano fuggire con 50 quintali di "oro rosso", acciaio e ottone ma ne hanno portati via "solo" 12 ( da "Cittadino, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Purtroppo qui non si può più stare tranquilli - confessa -, c'è d'aspettarsi che qualcuno entri e ti porti via tutto. Siamo vittime dei ladri e della burocrazia. Io adesso, quando ho grossi quantitativi per un valore elevato, nemmeno li lascio al capannone. Evito che qualcuno entri e se li rubi".

Torreggiani è il nuovo presidente ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'

Porteremo il modello Google in Trentino ( da "Trentino" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: saper redarre un bilancio, riuscire a districarsi con la burocrazia. Metteremo a punto un sito internet con tutte le informazioni di base. Lei, assieme agli altri giovani imprenditori, sta girando le scuole del Trentino. Che giovani trova? Onestamente non mi sembra di vedere in giro un grandissimo entusiasmo.

Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia ( da "Citta' di Salerno, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: INQUILINI Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia DI LIBORIO DE SIMONE " L'ultima volta che ho parlato dei contributi alloggiativi era il 30 aprile scorso e da poco era stata approvata la graduatoria definitiva per la cittá di Salerno. Da allora i cittadini interessati sono ancora in attesa dei soldi.

Creiamo impresa , idee alternative ( da "Trentino" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ciò che manca è la possibilità o capacità di orientarsi attraverso la burocrazia" sottolinea Pasolli. I progetti potevano riguardare settori come i servizi alla persona, il commercio di prossimità, il turismo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale, lo sport, le nuove tecnologie informatiche e della comunicazione ed i servizi per l'ambiente.

De Poli, ultimatum per S.Margherita ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia civile è anche peggiore di quella militare, perché se la prima fa perdere le guerre. La seconda fa perdere grandi occasioni anche in tempo di pace". Parole rassegnate Il progetto originario, prevedeva l'acquisizione in tempi brevi di Santa Margherita dal Demanio, per completare lo straordinario restauro dell'area del distretto.

E a roseto in diecimila centrano il guinness ( da "Centro, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ora il momento di dare la parola alla burocrazia. "Questa mattina sarà in Comune per la vidimazione di tutte le firme raccolte dai nostri addetti", dice l'organizzatore, "poi tutto insieme sarà spedito a Londra, dove c'è la sede del Guinness, dove alcuni giudici valuteranno sulla base sia delle stesse firme che dei filmati e le foto che allegheremo al materiale da inviare"

I militari? così inutili ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sono assillate dalla burocrazia, sono alloggiate in stabili angusti, inadeguati, cadenti. Perfino il nuovo comando dei carabinieri, appena costruito in via Rismondo, fa acqua. Molti poliziotti sono confinati in ufficio a fare fotocopie, redigere statistiche, compilare relazioni dalle quali vien fuori, sempre, che i crimini sono in diminuzione.

Un'odissea per riavere tiziano ( da "Nuova Venezia, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i ritardi e la farraginosa ma necessaria burocrazia non fanno che acuire la sofferenza. "Ci hanno sbattuto tra Pirano ed Isola, non volevano farcelo vedere - si lamenta lo zio Livio, che ieri si è recato con la sorella e madre di Tiziano, Anna, in Slovenia - alla fine dopo molte insistenze siamo riusciti a vederlo.

Latisana, appello dell'ulivo: carte d'identità dai tabaccai ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre le perdite di tempo e anche una parte dei costi sopportati dai cittadini e dal mondo del lavoro a causa delle lentezze della burocrazia". "A breve quindi - scrive De Marchi - i terminali dei tabaccai potrebbero diventare uno sportello di servizi in grado di garantire l'erogazione di pensioni, vitalizi dello Stato e anche di fornire certificazioni anagrafiche". Paola Mauro.

Dodici rose bianche alla morellato l'emozione e i ricordi di amici e colleghi - giusy andreoli ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con la burocrazia". La mamma avrebbe manifestato l'intenzione di recarsi anche lei in Spagna. In serata la comunità si è ritrovata in parrocchia per recitare il rosario in memoria di Federica. Anche se l'estrema rigidità degli inquirenti spagnoli rallentano ogni certezza e blindano la verità, a San Giorgio tutti hanno ormai capito che la povera vittima è proprio la loro compaesana.

Allarme rosso per le progettazioni: colpa dei tagli alla p.a ( da "Italia Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stralciare dal testo del decreto correttivo le disposizioni che avrebbero incentivato l'in-house all'interno degli enti pubblici remunerando la burocrazia tecnica oltre il livello di mercato per le attività di validazione dei progetti e di coordinamento dei lavori". Tornando ai dati, nel mese di giugno 2008 sono stati quindi 344 gli avvisi di gara per un valore complessivo pari a 32.

La giunta azzera la riforma viero superpoteri a tondo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la direzione generale garantiva la separazione tra politica e burocrazia lRoberto Urizio a pagina 7 TRIESTE Si annuncia una rivoluzione ai vertici della macchina amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della "rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E i primi a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata legislatura,

Ci siamo attivati per grossi ( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sarebbero sufficienti a indennizzare l'azienda in questione e che, quindi, non provocherebbero spesa aggiuntiva per il bilancio statale. La morale è che, spesso, è la burocrazia amministrativa a rallentare i processi. In questa vicenda, comunque, posso assicurare che non è mancata la volontà politica di aiutare un'azienda in oggettiva difficoltà".

Tamara ra em, musicista e arciera: l'arco e il pianoforte sono simili ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sbrigare la burocrazia contrattuale, tenersi informati sulle rassegne musicali e via discorrendo - spiega con foga Tamara - l'ho fatto ovviamente anch'io; però è un grande dispendio di energie che toglie tempo e concentrazione allo studio e alle prove". E così, dopo anni passati a gestire in prima persona la sua carriera artistica e quella del marito Damian Locatelli,

L'ospedale è a posto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ospedale è a posto" Gorizia: sopralluogo di Tondo al San Giovanni di Dio "Nessun problema strutturale, rinvii per la burocrazia" IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA. "Non esiste alcun problema di carattere strutturale per il nuovo ospedale di Gorizia - ha detto il presidente della Regione, Tondo -, i ritardi sono solo di ordine burocratico".

La crisi colpisce, la burocrazia uccide ( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia uccide" L'allarme di Donnini alla convention annuale di Confartigianato PISTOIA. Meno burocrazia, rispetto della legalità, abbassamento delle tariffe, rinnovo della classe dirigente per ridare vigore alla piccola impresa locale. Queste sono alcune delle proposte emerse lunedì pomeriggio alla convention annuale di Confartigianato dal titolo "

Nuova chiusura per il Corsara beachlotta contro il tempo e la burocrazia ( da "Secolo XIX, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Riforma viero azzerata, più poteri a tondo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la Direzione generale garantiva separatezza fra gestione politica e burocrazia Il governatore potrà trasferire alcune funzioni agli assessori: lo sport a De Anna TRIESTE Parte la "controriforma" della macchina amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della "rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy.

Tutela e fruizione dei beni culturali - pasquale hamel ( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: avanti confortata molto spesso da certa burocrazia indolente e in tanti casi non all'altezza del compito a cui è chiamata. Questo ragionamento mi induce, di fronte alla proposta Antinoro, a non attestarmi sulle aprioristiche barricate giacobine del no, ma su quelle più laiche e razionali del pensarci un po' su per vedere se tutela e messa in circuito economico delle risorse culturali,

Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali ( da "Arena, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oberata per di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per arrivare,

Accordo sull'handicap per assegnare insegnanti di sostegno ( da "Arena, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia diventa un ulteriore ostacolo, a volte insormontabile. Di recente, all'Ufficio scolastico provinciale di Verona, grazie all'iniziativa dell'Ufficio Interventi Educativi, con la presenza della dottoressa Laura Donà e del professor Roberto Grison, è stato firmato un accordo sulla certificazione dell'handicap,

Sicurezza, 46 aziende in prima linea ( da "Libertà" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con un forte incremento della burocrazia dedicata alla sicurezza, che per Bolzoni serve a poco. Il Protocollo Piacenza, si fa notare, tra le sue peculiarità ha quella di chiedere investimenti su ispezioni e ispettori come importanti strumenti per aiutare ad individuare dove stia esattamente il problema.

Auditorium, replica il sindaco <Più rispetto, basta offese> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma come sarebbe stata possibile una simile concessione quando la burocrazia già di per sé, con i suoi tempi, rallenta le iniziative dei Comuni? Non avremmo fatto più alcun lavoro, visto che il nostro mandato scade fra un anno. E comunque il vero referendum su largo XXV Aprile c'è stato il 21 giugno, quando alla manifestazione promossa dal Comitato non c'era nessuno.

I PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: un eccesso di burocrazia, la presenza di monopoli. Secondo Donnini la ricetta della rinascita sta nel buonsenso e nel coraggio di operare le scelte, anche se è necessario intervenire con urgenza su due versanti, uno economico sociale e uno politico. Per il primo ha citato: la creazione di infrastrutture materiali e immateriali a servizio dello sviluppo,

A CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciar ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se con i tempi della burocrazia". "Fughe come quelle dell'azienda Celli, da Rimini a San Giovanni in Marignano, o di altre ditte che hanno addirittura preferito lasciare i confini della provincia riminese, non ne vogliamo più", ha ribadito ieri pomeriggio l'assessore alla Pianificazione territoriale.

Diportisti in rivolta dopo lo sfratto dal molo turistico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia e le ruspe tengono i diportisti lontani dallo scalo turritano. Non dalla piazza del Comune, invasa pacificamente per protesta dai cinquantacinque proprietari delle barche in secca. Lo sfratto esecutivo dopo l'avvio dei lavori per il porto turistico, quattro mesi fa, si è trasformato in una sentenza di condanna:

ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli u ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è sempre troppa burocrazia, bisogna seguire l'esempio degli altri Paesi europei, come per esempio la Svezia". "Questo è un sopruso ? sbotta un anziano che però preferisce rimanere anonimo ?: parcheggiare dove si abita è un diritto di tutti e ci obbligano a fare code ogni anno e con questo caldo africano è una sofferenza.

Torreggiani nuovo presidente <Così darò sostegno alle aziende> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficolta' di accesso al credito". La Camera, prosegue Torreggiani, "dovra' inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia.

<Ho alleggerito la burocrazia per le imprese> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ho alleggerito la burocrazia per le imprese" L'INTERVISTA IL PRESIDENTE USCENTE ALBERTO MANTOVANI TRACCIA IL BILANCIO DEL SUO MANDATO Alberto Mantovani lascia la Camera di commercio dopo dieci anni di WALTER BELLISI ALBERTO MANTOVANI, dopo dieci anni di presidenza, lascia la Camera di commercio di Modena, ma non resterà con le mani in mano.

Ma alla Camera salta il pilastro delle royalty ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e dai veti, a cominciare dalle riserve in Alto Adriatico. Intanto gli emendamenti presentati dal Governo nell'iter parlamentare del decreto ci si è doverosamente preoccupati di sostituire il gettito tagliato dalla rinuncia a inasprire i diritti di estrazione di idrocarburi, che già era stato finalizzato alla copertura dei 200 milioni di euro necessari per varare la card

I prezzi dell'elettricità salgono ai massimi storici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e per questo motivo "è necessaria un'accelerazione nel rilascio delle autorizzazioni ". Purtroppo 1,4 miliardi di euro "giacciono negli uffici delle amministrazioni". L'INFRASTRUTTURA Cattaneo (Terna): potenziare le linee ad alta tensione è una priorità assoluta, ma la burocrazia blocca il rilascio delle autorizzazioni.

La mossa della Sec: regole più snelle per restare in gioco ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche meno burocrazia. Con un obiettivo: vincere "la guerra dei millisecondi". Sembra un po'questo il senso della proposta varata in questi giorni dalla Sec, l'autorità di vigilanza dei mercati americani. Il documento, appena depositato, prevede una semplificazione delle procedure per modificare le norme interne di tutti gli organi di "

<Noi, diploma in tasca e rischio di espulsione> ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche lei vittima della burocrazia: "Mio padre ci ha abbandonato, sono stata in collegio e nelle case occupate. Tra poco sarò maggiorenne, vorrei diplomarmi, ma senza documenti rischio l'espulsione". Mai un viaggio all'estero, è curiosa di conoscere le sue radici: "Non mi sento italiana né algerina: sono una via di mezzo.

Via libera al piano sulle energie rinnovabili ( da "Manifesto, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccesso di burocrazia; e di un monitoraggio semestrale degli effetti attesi e dei progressi energetici registrati nei vari settori. "Inoltre puntiamo sulla creazione di una cultura del risparmio e dell'efficienza - osserva l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini - a partire dall'adeguamento ecosostenibile di scuole campione,

Il parroco alla veglia: <Qui ogni sera> ( da "Corriere del Veneto" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In attesa che la burocrazia italiana e spagnola si mettano d'accordo - ha detto ancora il parroco - non sappiamo ancora se e quando potrà essere celebrato un funerale. Comunque, se lo vorrete, ci ritroveremo qui ogni sera a pregare per noi e per Federica, per la vita e non sulla morte".

ECOPASS ( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ieri mi sono presentato in via Friuli dove ho scoperto che dovrei dedicare un' intera mattinata per risolvere, solo parzialmente, un problema creato non da me. Mi chiedo come mai, in epoca telematica e nella città dell' Expo, la burocrazia imponga al cittadino di perdere mezze giornate di lavoro per risolvere anche questi problemi. Edoardo Beltrame.

L'irresistibile ascesa di Spa e Srl ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che altrove per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (

<Il Festival per le famiglie? Sarà una provocazione> ( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mia figlia ci ha messo sette anni per non avere il bambino che la burocrazia le aveva promesso. Si sarebbe uccisa, quel giorno. Esistono tanti bambini con problemi e tante famiglie che desiderano dei figli. Perché non aiutarli sveltendo le pratiche? Sul tema ho scritto una serie tv, l'ho proposta sia a Mediaset sia a Raifiction: due no".

<Ecco chi beneficia degli aiuti del Comune> ( da "Brescia Oggi" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Polemica iniziativa di Pierluigi Treccani che ha pubblicato l'elenco sul periodico comunale "Ecco chi beneficia degli aiuti del Comune" Il sindaco: "Tutti italiani, così la finiamo con la storia degli immigrati..." E sulla Bossi-Fini: "Troppa burocrazia che si riversa sul Comune"  .

INCONTRO. Summit sulla competitività ( da "Arena.it, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oberata per di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per arrivare,

Una sola ambulanza disponibile per il 118 ( da "Corriere Adriatico" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Rispetto ad una burocrazia che lascia a desiderare prevale il buon senso di chi sa bene che di mezzo c'è la salute di chi viene soccorso. Questioni di fronte alle quali è sempre meglio agire secondo coscienza. Il comitato provinciale della Cri ha chiesto da tempo la situazione economica in ordine alle convenzioni in essere.

MATURITà CON IL RIGORE NECESSARIO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una efficiente burocrazia, una classe imprenditoriale capace e intraprendente, se non partendo da una popolazione mediamente alfabetizzata, tecnicamente informata ed a tratti colta? Come del resto era da attendersi dal paese che aveva dato uno dei maggiori contributi alla cultura, all'arte ed alla scienza del mondo.

PORTICI EQUITALIA, POLEMICHE CON IL COMUNE NON CI STA IL SINDACO DI PORTICI VINCENZO CUOMO A P ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia più snella Il comune di San Giorgio è entrato a far parte del Centro servizi territoriali della Provincia di Napoli. L'accordo permetterà ai cittadini che devono richiedere documenti di risparmiare tempo e soldi. Lo stesso vale per l'amministrazione che da oggi potrà scambiare documenti con la Provincia,

Emergenza finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus ( da "Redattore sociale" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: naturalmente senza aggravare di inutili burocrazie e appesantimenti un settore che ha nel volontariato e nella flessibilità due elementi caratterizzanti la sua efficacia ed efficienza". Per questo le Ong esprimono "pieno appoggio alla richiesta di Zamagni di trasformare l'Agenzia in una vera e propria Authority".

La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile ( da "Adige, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se ci si mette il maltempo diventa impossibile La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile. Sergio Rosi, gestore del "Passo Principe" sul Catinaccio e vicepresidente dell'Associazione gestori rifugi, lancia l'allarme e chiede agevolazioni fiscali e meno burocrazia. G. PASQUALINI A PAGINA 19 09/07/2008.

Sos dei rifugi: sgravi fiscali e meno burocrazia ( da "Adige, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> Sos dei rifugi: sgravi fiscali e meno burocrazia.

La tragedia di una ragazza normale ( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dove la capitale del turismo lascia il posto ai palazzi della burocrazia. La stampa locale è stata persino inclemente, barbaramente cinica: Federica se l'era cercata! Non si conosce ancora se Federica abbia subito violenza, nè come sia morta. C'è spazio per nuovi sospetti.Forse Federica ha avuto troppa fiducia negli altri, nel mondo, nella felicità dei vent'anni.

Treviso, campo base per il Tibet e l'India ( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stanno andando avanti con la burocrazia demaniale per ottenere la chiesa sconsacrata di Santa Margherita, nei pressi del complesso dell'università e dell'ex distretto militare già acquisiti dalla Fondazione: qui potrebbero trovare adeguata collocazione i reperti di più ampie dimensioni e le gigantografie degli complessi religiosi indiani.

09/07/2008 18:11 FRANCIA: CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO ( da "ITnews.it" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa del passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.

FRANCIA: CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO ( da "ADN Kronos" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in attesa del passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.

RIFIUTI/ DA GIUNTA CAMPANA 150 MLN PER IMPIANTI E ( da "Virgilio Notizie" del 09-07-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Walter Ganapini - Si è lavorato molto ma è necessaria un'operazione di burocrazia intelligente". Ganapini ha poi lodato molti dei piani già presentati dai Comuni che hanno elaborato strategie ottimali. "E' ovvio che non tutti i progetti saranno accolti anche perché la Campania ha bisogno, al massimo di 12-15 impianti di compostaggio.


Articoli

Semplificazione amministrativa Basta con la burocrazia inutile (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Semplificazione amministrativa "Basta con la burocrazia inutile" FELTRE. Gli uffici comunali non devono più chiedere ai cittadini di presentare documenti che sono già in possesso dell'amministrazione e che dunque possono essere recuperati attraverso la rete intranet del municipio. Il principio, già contenuto in una legge del 1990, è stato riaffermato ieri in aula con l'approvazione di una proposta della Lega Nord con la quale si è chiesto all'amministrazione di verificare la sua organizzazione (quindi regolamenti, procedimenti, strutture) per eliminare tutti i passaggi che rendono più pesante l'impatto della burocrazia sui cittadini e dunque per semplificare al massimo i passaggi amministrativi. L'esempio portato da Nunzio Gorza (Lega) è quello del rilascio delle concessione edilizia per le quali il comune chiede ai cittadini di presentare la ricevuta del pagamento Ici, già in possesso dell'amministrazione.

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I giovani vogliono la loro Consulta (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Chiesta la modifica alla legge regionale: "Per ora non si può" Una settimana di incontri e confronti in Uruguay IVAN PEROTTO Il primo passo è Montevideo, ancora incerto, di una strada lunga, difficile, il traguardo finale della quale è la completa integrazione dei giovani discendenti degli emigranti veneti tra di loro, disseminati nei cinque continenti, e con i loro coetanei nati e cresciuti nel Veneto. E' questo il messaggio che le decine e decine di giovani riunitisi nella capitale uruguayana per partecipare al terzo incontro dei Giovani Veneti nel mondo, promosso dall'assessorato regionale veneto ai flussi migratori, hanno voluto lanciare alla Regione, dopo una settimana di incontri e confronti. L'attenzione che in questi anni hanno ricevuto e ricevono da Venezia è un segnale importante, ma non ancora sufficiente. Occorre arrivare alla revisione della legge regionale che istituisce la Consulta dei Veneti nel Mondo, affinché sia previsto un organismo altrettanto ufficiale riservato ai giovani. Il Cgve, il Comitato dei Giovani Veneti all'estero, che riunisce un rappresentante per ognuna delle dodici Federazioni estere, ed il Coordinamento regionale, che coinvolge un rappresentante per ognuna delle tredici associazioni d'emigrazione riconosciute dalla Regione, sono un primo tassello per arrivare alla Consulta dei Giovani, per riuscire finalmente a dare la parola ai giovani. Che a Montevideo hanno dimostrato ancora una volta di avere grandi speranze, ma soprattutto numerose idee e progetti. Ciò che è mancato sinora, un vuoto che l'assessore regionale Oscar De Bona sta cercando di colmare, è qualcuno che ascolti e che poi aiuti a concretizzare. Proprio De Bona è stato l'interlocutore principale dei giovani, nei due giorni conclusivi dell'incontro uruguayano. A lui, anche attraverso i componenti del Cgve e del Coordinamento, si sono rivolti i giovani provenienti dall'Argentina e dal Brasile, a lui si sono rivolti gli stessi coordinatori dei due organismi di rappresentanza nati tre anni fa. A lui ed alla Regione Veneto guardano con speranza i giovani discendenti degli emigranti veneti che a partire dagli anni Sessanta dell'Ottocento hanno popolato il mondo. E lui ascolta, annuisce, risponde, spesso anche in modo negativo, di fronte alle richieste meno "ortodosse", o di fronte a quelle più difficili da comprendere per un veneto nato in Veneto, ma così essenziali per un veneto nato e cresciuto all'estero - come dimostra il documento finale approvato all'unanimità dal Cgve, che abbandona i tatticismi e le burocrazie tipicamente italiani per proporre soluzioni funzionali ed avanzare proposte concrete, come quella di modificare la legge regionale ed istituire anche una Consulta dei giovani. Il primo no è quello che maggiormente pesa sotto il cielo plumbeo di Montevideo. E' un no politico, prima che pratico, ed è rivolto proprio al Cgve. Non si può per il momento modificare la legge regionale, per la mancanza della giusta "congiuntura politica", e di conseguenza non si può istituire una Consulta dei giovani - al massimo si potrebbe invitare ai lavori dell'attuale Consulta, ma senza diritto di voto, i coordinatori di Comitato e Coordinamento. Un no convinto, ma non convincente, che lascia troppi dubbi nella platea, convinta che nulla sia impossibile, soprattutto a vent'anni. In fondo, spesso basta solo volerlo. E loro, i giovani veneti che abitano il mondo, lo vogliono con forza e non possono accontentarsi di quanto hanno ottenuto sinora - che pure non è poco - di questi due organismi di rappresentanza, che pure oggi appaiono il massimo che si possa ottenere dalla Regione. Non possono accontentarsi di una legge datata, superata, che riconosce la Consulta degli adulti - ma la parola più usata è "vecchi" - come unico interlocutore ufficiale della Regione. Una legge che non tiene conto dei cambiamenti avvenuti in particolare nel continente Sudamericano, il più frizzante, il più vitale, il più giovane. Che non tiene conto delle enormi differenze che contraddistinguono i veneti del Veneto dai veneti del mondo, né delle differenze profonde all'interno di questi ultimi. Differenze che, secondo i giovani, sono il loro punto di forza, se assommate a ciò che già li unisce: l'essere veneti ed impregnati di cultura veneta. Una cultura che hanno potuto respirare a pieni polmoni a Montevideo, anche grazie al programma proposto dal Cavu - il Comitato delle associazioni venete in Uruguay - e dall'assessorato regionale. Oltre al tempo a loro disposizione per parlarsi e confrontarsi - in verità poco rispetto alle esigenze di chi vive a centinaia di chilometri di distanza ed ha una sola occasione all'anno di potersi vedere di persona - infatti i giovani hanno avuto modo di ascoltare una serie di interventi decisamente particolari, anche se non tutti adatti ad una platea di quel tipo. Tra gli oratori, Adriano Rasi Caldogno, segretario generale della Regione Veneto, Luciano Sacchet e Walter Mazzoran, che hanno raccontato le loro esperienze di vita, Aldo Rozzi Marin e Flavia Colle, che hanno presentato il loro ultimo libro, "Destinazione Cile". Tra gli interventi, quello del ministro uruguayano del turismo Hector Lescano, dell'ambasciatore d'Italia in Uruguay Guido Scalici, del rappresentante dell'Anci veneto Gino Pante, dell'arcivescovo di Montevideo Nicolas Cotugno. Ad arricchire il programma dell'incontro, la presenza del coro Monte Dolada e dell'orchestra sinfonica giovanile di Montevideo e la messa celebrata dal cappellano degli italiani nel Mondo padre Salvatore Mazzitelli. L'ultimo flash è l'arrivederci al 2009, alla nuova tappa del percorso. Con ogni probabilità il quarto incontro dei Giovani Veneti nel Mondo si svolgerà in Veneto, anche se la maggioranza degli intervenuti a Montevideo vorrebbe fosse ospitato ancora in Sud America, per potervi partecipare con maggior facilità. Come accaduto in questi tre anni, quando ciascun incontro ha rappresentato un passo avanti, anche quello del 2009 dovrebbe seguire l'esempio e, ascoltando i presenti in Uruguay, la soluzione è quella di consentire a quanti più giovani possibile di partecipare sin dal primo giorno al meeting, concentrando le riunioni di Comitato e Coordinamento negli ultimi due giorni, dopo che i rappresentanti ufficiali hanno avuto modo di ascoltare con estrema attenzione le richieste e le proposte dei giovani. In questo modo anche i progetti che dovessero arrivare dai due organismi sarebbero maggiormente mirati e troverebbero il convinto plauso ed il coinvolgimento delle persone alle quali si rivolgono: i giovani veneti nel Mondo.

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Le "Sottilette" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le "Sottilette" non c'entrano con la truffa IN UN articolo da noi pubblicato nei giorni scorsi e riferito ai "truffatori della tavola" è stata usata impropriamente la generica denominazione sottilette. Poiché sottilette è un marchio registrato non può essere utilizzato per indicare genericamente altri formaggi fusi in fette. I prodotti contraddistinti dal marchio Sottilette sono assolutamente estranei alla vicenda riportata. Ci scusiamo per l'imprecisione con i produttori e con i lettori. La protesta popolare contro la povertà MENTRE c'è chi è costretto a rubare del cibo per poter mangiare. c'è chi si preoccupa di perdere o aver perso la carega del potere. Il congresso di Rifondazione Comunista mi ha eletto delegato a rappresentare il nostro disagio al congresso nazionale a Chianciano dal 24 al 27 di questo mese. Se riuscirò, vista la numerosa platea, nel mio intervento cercherò di portare la voce dei più deboli alla ribalta dei vertici. Non si tratta di linea operaista o non, questa è roba da riempire pagine di giornali. Si tratta di portare avanti il disagio di chi fatica ad arrivare a fine mese, di chi si fa il mazzo tutti i giorni per una paga al limite della dignità umana, di chi non ha voce in capitolo e non riesce a farsi ascoltare da chi ha le leve del potere. A chi sta male si pensa solo in tempi di elezioni, con continue promesse che poi vengono dimenticate. E mentre i dati continuano a ribadire che il popolo sta sempre più impoverendo, chi gestisce il potere, di destra o di sinistra, si preoccupa maggiormente di non perdere il potere, anzi di aggiungerne un po' di più, magari con qualche privilegio: vedi come a Belluno i poveri assessori di Prade si sono fatti il parcheggio auto a nostre spese. Tutta la politica ha fallito. Tutto il sindacato ha fallito, ma se il popolo non si dà una mossa partecipando con la protesta contro gli assetati di potere, diventeremo sempre più poveri. E vedremo anche a Belluno sempre più poveri a rubare cibo per potersi sfamare. Diego De Toffol BELLUNO Rifondazione tagli i ponti con i vertici del partito IL PARTITO di Alternativa Comunista di Belluno accoglie positivamente l'esito del congresso provinciale di Rifondazione Comunista svoltosi ieri pomeriggio. E' uscita infatti maggioritaria la linea di sinistra, "post-trotskista". Pur non condividendo molte posizioni che la corrente assume (soprattutto in quelle nei confronti della permanenza dei suoi militanti in un partito socialdemocratico), noi che ci consideriamo autenticamente trotskisti, apprezziamo lo strappo che è stato fatto nei confronti della dirigenza e della sua politica. Ora non possiamo che proporre un sincero confronto tra la maggioranza uscente ed Alternativa Comunista. Auspichiamo che i militanti di Rifondazione Comunista taglino i ponti con la burocrazia del partito, che si ritirino gli assessori dai governi locali, che si inverta la linea indirizzandola verso le lotte dei lavoratori, in opposizione a tutti i governi dei padroni. Si potrebbe poi ipotizzare un accordo elettorale in vista delle prossime elezioni provinciali nel nome dell'autonomia della classe lavoratrice nei confronti della borghesia. Invitiamo infine i compagni ad aderire all'appello, che già Alternativa Comunista ha sottoscritto, per la costruzione di un partito comunista rivoluzionario e a partecipare al nostro seminario nazionale estivo, che si terrà a Rimini, intitolato "La battaglia dei trotskisti ieri e oggi - riformismo governista o comunismo rivoluzionario?" Alternativa Comunista BELLUNO Sterminare i cinghiali? Un errore di due secoli fa L'ASSOCIAZIONE Amici nella natura apprende dalle pagine del vostro giornale la volontà di aprire la caccia ai cinghiali anche in Alpago. Ennesimo abbaglio della provincia di Belluno. Siamo in assoluta sintonia di vedute e di parole con quanto affermato dall'Ecoistituto e da Mountain Winderness e profondamente contrari all'ennesima strage per eradicazione con il piombo di una specie che faticosamente sta ripopolando le nostre montagne. Ricordiamo al presidente della Provincia e assessore alla caccia che il cinghiale 2 secoli fa era presente sulle nostre montagne per poi essere sterminato. Dobbiamo rifare lo stesso errore? Proponiamo maggior attenzione negli allevamenti di questa specie alle fughe incontrollate e una gestione da parte della Regione e delle guardie provinciali basata su catture e spostamenti. Per i cacciatori è sempre un modo di sparare... Anche se solo sonniferi! Franca Tremea Amici nella Natura FELTRE Parcheggi gratis e cellulari... gratis DA SEMPRE chi dimentica facilmente cose e fatti si dice "e là el mal desmentegon", quello che proprio in questi giorni ha afflitto la giunta del nostro Comune e a quante pare contagiato consiglieri sia di maggioranza ma anche dell'opposizione. Non pagare i parcheggi è una scelta fatta per la prima volta dalla giunta Bortoluzzi, consolidata e difesa dall'attuale giunta Prade. Ricordo, agli assessori che nei giorni scorsi (come Da Rin) hanno affermato che anche nel passato i membri di giunta hanno goduto di simili privilegi, che durante i mandati dei sindaci De Col e Fistarol, nessuno ha mai goduto di parcheggi gratis e tanto meno di telefono cellulare con relative telefonate a carico del Comune: tutti usavano il proprio con relativi costi di chiamata. Oggi invece, anzi dal giugno del 2006, la giunta gode di parcheggi e telefonini a carico dei contribuenti. Eppure, anche prima consiglieri comunali e assessori si recavano in municipio per svolgere attività istituzionali. Ma mai si sono sognati di chiedere parcheggi e tanto meno telefoni cellulare per svolgere l'attività istituzionale, pur lavorando con capacità per la città, tanto che sono state prodotte scelte strategiche importanti che hanno delineato la Belluno del domani. D'altronde, voglio ricordare che gli assessori percepiscono un'indennità di carica mensile e i consiglieri comunali, i gettoni di presenza, e che il sottoscritto, che varca quelle porte da quindici anni, da sempre lo fa per servizio alla città e non certamente per altri scopi, come ritengo facciano e i miei colleghi, assessori compresi. Pertanto, visto come versano le casse comunali, visti i risultati amministrativi di questo periodo e il valore dell'attività svolta, che si misura quotidianamente sul territorio e servizi ai cittadini, come gli assessori possano pretendere parcheggi gratuti e come, soprattutto, si ritengano legittimi questi privilegi. Fa specie purtroppo che oggi, a difesa di "privilegi di casta" da parte della giunta, si accomunino consiglieri comunali che da sempre hanno preso le distanze da simili privilegi. Roberto De Moliner Gruppo L'Ulivo-Pd Park gratuiti: serve trasparenza IN RELAZIONE alle varie proposte di parcheggio gratuito per gli assessori comunali, con richiesta di ampliamento di questo beneficio anche ai consiglieri, apparse in questi giorni sulla stampa locale, riterrei utile - in un clima collaborativo - proporre alcune valutazioni o proposte: - gli assessori comunali - in quanto amministratori pubblici - per l'espletamento del loro incarico godono di specifiche indennita; - non mi sembra che la generalità dei lavoratori dipendenti, compresi quelli comunali, per recarsi al proprio lavoro e per parcheggiare la propria auto durante la prestazione lavorativa godano della possibilità di parcheggiare gratis nelle zone "blu", quanto precede dovrebbe valere anche per gli assessori; - diversa è la posizione di chi, incaricato per specifiche e ben individuali esigenze connesse alla propria posizione lavorativa o al proprio incarico, sia costretto a utilizzare l'auto propria per recarsi in servizio fuori sede (anche all'interno dell'ambito comunale) o in trasferta. In questo caso dovrebbero essere ristorate, anche agli assessori comunali, come già dovrebbe avvenire per i dipendenti, l'indennità chilometrica per l'uso dell'auto propria, nonchè - eventualmente - le spese effettivamente sostenute in relazione all'incarico prestato fuori sede. Quanto precede chiaramente a fronte di presentazione di apposita parcella / motivazione del servizio in questione, sottoscritta e presentata a cura dell'amministratore; - si ritiene a questo punto di valutare la possibilità di inserimento nella parcella / motivazione le eventuali spese sostenute per il pagamento del parcheggio, allegando il relativo ticket. La concessione di un "pass" che consenta l'utilizzo gratuito e senza rendicontazione dei parcheggi in zona "blu", potrebbe prestare il fianco a illazioni negative su un possibile uso indiscriminato di tale "pass"; - qualora venga eccepita la difficoltà per il reperimento della moneta, o difficoltà connesse con "card" prepagata, si potrebbe prevedere l'utilizzo di appositi "ticket" orari del tipo "gratta e vinci", già utilizzati in altri centri abitati da parte della cittadinanza. Chiaramente il "ticket" in questione - una volta utilizzato, dovrebbe essere obbligatoriamente allegato alla parcella / motivazione di cui sopra. In quest'ultima ipotesi si coniugherebbero semplicità d'uso da una parte e trasparenza circa il corretto utilizzo dall'altra. Lettera firmata.

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Quattro donne e una missione possibile (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Luserna. Presentata la nuova iniziativa per sviluppare economia ed occupazione dell'isola linguistica cimbra Quattro donne e una "missione possibile" Creata una società di servizi telematici per frenare l'esodo dalla montagna FABIO MARZARI LUSERNA. Sono Rita, Sara, Laura e Giulia, le donne che dovranno garantire la mission della "Lant", società di servizi creata per sviluppare economia ed occupazione e, di conseguenza, sopravvivenza per la piccola minoranza germanofona di Luserna. Davanti al governatore della Provincia Lorenzo Dellai, al presidente del consiglio provinciale Dario Pallaoro, allo stesso presidente della neocostituita società Piergiorgio Gabrielli e ai rappresentanti degli enti che con la loro sinergia hanno permesso la realizzazione della Lant, Il sindaco Luigi Nicolussi, ha narrato come si sia giunti ad incastonare questo importante gioiello nell'azione decennale, condotta dall'amministrazione comunale, al fine di creare opportunità alla popolazione per evitare lo spopolamento della montagna. Si tratta di una società che svolge servizi per altre aziende, con lo scopo di occupare prevalentemente personale femminile nell'ultima isola linguistica cimbra. "Negli anni venti eravamo in 1600, ma poi le traversie della prima guerra mondiale - ha esordito il primo cittadino - con la deportazione in Boemia, la vicenda degli optanti e l'emigrazione in cerca di lavoro, ci ha ridotti in circa 300. Ora l'aspetto demografico tiene ed è già un risultato ottimo". Sparsi nella provincia, comunque, i cimbri sono ancora oltre 800, ben di meno degli oltre 20.000 che 200 anni fa popolavano le montagne veronesi, i 7 comuni vicentini e appunto Luserna. Per questa occasione, determinante è stato l'apporto dei servizi Unicredit, che verranno elaborati dalla Lant e che si configurano come gran parte del pacchetto delle commesse in essere. L'informatica Trentina ha fatto la sua parte, ma anche l'Ente Poste ha assunto due persone per far fronte al maggior lavoro indotto dalla neocostituita società. Il presidente della "Lant" Gabrielli ha elogiato il sindaco "buldozzer" e la lungimiranza della Provincia; Fantoni, di Informatica Trentina, ha definito l'iniziativa come strategica per il territorio, e Franch di Unicredito ha sottolineato come l'impegno nell'occupazione femminile sia garanzia di permanenza sul territorio: "L'operazione - ha detto - riveste si un forte carattere sociale, ma deve puntare anche ad un'assoluta efficienza". "Sono qui in rappresentanza dell'Ente - ha affermato Multineddu direttore delle Poste - ma anche come persona che crede in questa iniziativa". Dario Pallaoro ha sottolineato come l'attenzione verso le minoranze da parte della Provincia è di lunga data. Il presidente Dellai si è compiaciuto per il fatto di essere presente all'avvio di un'iniziativa concreta, un piccolo progetto che si sviluppa nel solco dell'attenzione verso la montagna e il decentramento: "Se non nascono iniziative anche concrete, tutto il dibattito attorno alla montagna rischia di essere inutile. Questo è un segnale importante e coerente. Le nostre minoranze mochene e cimbre stanno cercando vie di sviluppo, in questo caso si è individuato qualche cosa di importante nel settore della telematica, della burocrazia digitale e delle pari opportunità".

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ROMA - Adesso dobbiamo assolutamente sfoltire la rosa . La priorità di Lotito adesso (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA - "Adesso dobbiamo assolutamente sfoltire la rosa". La priorità di Lotito adesso è chiara, anche se il patron biancoceleste annuncia che "arriveranno altri due giocatori". Sarà in ogni caso una settimana molto delicata visto che sabato la squadra parte alla volta di Auronzo di Cadore per il ritiro. In organico Rossi ha 40 giocatori e sembra difficile che decida di portarseli tutti. Un emissario di Lotito, in attesa di sapere se Acri sarà il nuovo diesse (un nuovo incontro è previsto proprio in settimana), sarà a Milano per provare a chiudere le trattative riguardanti il mercato in uscita. Quella più imminente appare quella di Zauri, diviso tra Napoli e Fiorentina. Qualora dovesse andare a Firenze, a Roma potrebbe arrivare Dainelli. Fronte centrocampista, ormai fatta da tempo per Fernandez, tutto dipende dal passaporto. "Visto quanto accaduto per Carrizo - ha detto Lotito - preferisco non sbilanciarmi. Conosciamo tutti i tempi della burocrazia italiana. Ledesma? Potrebbe arrivare prima il suo passaporto comunitario, a quel punto la situazione si sbloccherebbe subito". Ieri a Villa San Sebastiano il presidente ha incontrato con Pastorello agente di Baronio per trovare una sistemazione al centrocampista. (E.Sar./ass).

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Di Lorena Loiacono Maturità, ultimo atto: escono i quadri ma i voti, per (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Lorena Loiacono Maturità, ultimo atto: escono i quadri ma i voti, per la prima volta, non ci sono. Positivo, con lode o negativo: quest'anno, messi al bando dalle bacheche i voti numerici, è sufficiente una parola per rendere noto l'esito dell'Esame di Stato, per conoscere il voto i ragazzi devono ora rivolgersi alle segreterie scolastiche, prese d'assalto da studenti e genitori. "Peccato, speravo in qualcosa di più - commenta Beatrice, III F del liceo Visconti - ho preso 75. Dopo aver letto l'esito positivo sui quadri ho mandato mia madre a ritirare il voto". Il voto resta un'incognita anche per alcuni studenti dell'Orazio, sono usciti i quadri delle prime due sezioni: "L'esito è positivo ma il voto ancora non lo so - racconta Stefano Vitali, III B - ieri c'erano troppi studenti in fila in segreteria, io non potevo trattenermi e tornerò con calma". Poi c'è anche chi resta con il fiato sospeso perché deve fare prima i conti con la burocrazia: "I quadri sono usciti ieri ma non ho potuto sapere il voto - spiega Priscilla, del Giulio Cesare - dovrò tornare domani in segreteria con il cedolino del pagamento per il diploma di 15,13 euro". (ass).

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Di Mario Padovani VERONA - Nel giorno in cui l'A1 diventa (sezione: Burocrazia)

( da "Leggo" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Mario Padovani VERONA - Nel giorno in cui l'A1 diventa un fatto ufficiale anche sul piano della burocrazia della Lega Volley, la Marmi Lanza dà il virtuale addio a Ramon Gato. Il martello cubano è a un passo dal trasferimento a Padova, allenata dallo storico maestro Bruno Bagnoli. Il congedo di Gato da Verona dovrebbe concretizzarsi oggi, o al più tardi domani, nella "tre giorni" di mercato in programma a Bologna. Gabriele Cottarelli, dg gialloblù, avrebbe già il sostituto dello schiacciatore caraibico: da Montichiari dovrebbe infatti essere ingaggiato Marcus Popp, passaporto tedesco, nato nel 1981. E non si spegne una suggestione: la Marmi Lanza non avrebbe rinunciato a riportare a Verona Andrea Semenzato, centrale liberatosi da Roma. Cottarelli avrebbe avuto un incontro col giocatore. L'ipotesi di un altro colpo gialloblù appare fondata. (ass).

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La burocrazia impone la "corvè" ai cittadininon basterà sfoltire le leggi per liberarsene (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio oldoini Un tempo, i signorotti imponevano ai sudditi la "corvè", ossia l'obbligo di prestare gratuitamente un certo numero di giornate lavorative durante l'anno. In Italia qualsiasi funzionario statale è in grado di trasferire sugli utenti gran parte del lavoro per il quale è retribuito, come ad esempio la redazione di modelli artatamente cervellotici che presuppongono competenze ad hoc. L'errore materiale nella indicazione del codice fiscale o della partita Iva, nel calcolo della ritenuta d'acconto sulle retribuzioni o nella compilazione della dichiarazione dei redditi più complessa al mondo, è punito con sanzioni automatiche, il cui gettito supera spesso quello degli stessi tributi. Costa di più all'impresa l'errore del contabile, rispetto a quello dell'ingegnere che ha calcolato la tenuta del ponte. È ormai evidente che il cittadino medio italiano non ha il tempo di leggere un libro, di riflettere sugli eventi, né di pensare ad una qualche sommossa contro il sistema, perché, ogni mese dell'anno, deve sottostare a defatiganti adempimenti burocratici: un modo originale di mantenere l'ordine pubblico! Le circolari degli uffici tributari e degli organi preposti a funzioni centrali o periferiche, relegano i settori della produzione in sottordine rispetto ai reparti amministrativi. Le imprese marginali, non in grado di pagare esosi consulenti, sono irrimediabilmente destinate ad una vita di ricatto permanente. Le grandi aziende allungano i tempi di decisione e rallentano l'attività produttiva perché sono costrette a moltiplicare le funzioni amministrative. Numerose società azionarie escono dai nostri listini e vanno a quotarsi in piazze finanziarie serie come quella di Londra, per sfuggire alla inarrestabile richiesta di documenti per "fare statistica"; il governatore della Banca d'Italia chiede ai politici di produrre meno leggi e al tempo stesso ingolfa all'inverosimile gli uffici degli Istituti controllati, senza mai riuscire a prevenire comportamenti scorretti ai danni della clientela. Strutture sorte con fini limitati, divengono ben presto giganti costosi, che la collettività non riesce più a mantenere. Tutti questi uffici giustificano sul piano etico la loro funzione, quella di impedire che la "gente" non rispetti le regole; essi si ergono a difesa di valori come l'equità e la giustizia, finché qualcuno scopre che è meglio un sistema "meno giusto" ma più vivibile. Ancora una volta il parassita sta mangiandosi la pianta e rischia di morire con questa. Il fatto è che ogni burocrazia tende a giustificare la propria esistenza, fissando una serie di obblighi a carico del sistema. L'onere posto a carico delle imprese per il mantenimento della categoria dei controllori, non dovrebbe superare il tre per cento dei ricavi, a fronte dell'attuale media del dodici per cento. Un ulteriore esempio di abuso delle istituzioni, si può riscontrare ogni volta che un ufficio utilizza la forza pubblica per avviare indagini su persone o enti, facendo spendere allo stato somme enormi e distogliendo gli incaricati dalle rispettive funzioni caratteristiche. Magari per ottenere risultati mediocri e propiziare la carriera di qualche dirigente. È al riguardo indicativo l'episodio del procuratore dello stato della California, il quale avverte gli elettori dell'esistenza di famiglie mafiose nel territorio e chiede i fondi per avviare un programma di intervento e repressione: la maggioranza degli elettori respinge l'impegno di spesa e il procuratore blocca ogni attività. Senza una seria lotta alle burocrazie e alle inefficienze diffuse, che pesano come macigni sulle loro teste, gli italiani saranno sempre meno liberi non solo di sottrarsi all'arbitrio dell'uomo sull'uomo, ma anche di sfruttare le proprie capacità potenziali e di condurre il tipo di vita che ciascuno di loro desidera. Per uscire da questa "morsa", non basterà certo "sfoltire le leggi" o pubblicare su Internet i nominativi dei consulenti pubblici. giorgio oldoini è manager d'impresa. 08/07/2008 Anche il minimo errore materiale viene colpito con sanzioni il cui gettito supera quello dei tributi 08/07/2008.

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Sos dell'Ance: rincari record per i materiali (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

COSTRUZIONI. Il presidente veronese sollecita interventi urgenti all'assemblea nazionale per scongiurare chiusure Sos dell'Ance: rincari record per i materiali "Ormai siamo all'emergenza, è inutile nasconderlo. I rincari eccezionali del prezzo del ferro, bitume, petrolio, rame, alluminio, inerti e cemento stanno mettendo a rischio le imprese del settore edile": il presidente del Collegio dei costruttori edili della provincia di Verona Andrea Marani, in una nota dell'associazione, analizza con toni allarmistici il caro-prezzi che sta penalizzando il settore delle costruzioni. L'Sos è stato lanciato a Roma nel corso dell'assemblea nazionale della categoria, che nel Veneto conta il maggior numero imprese e di occupati. Marani non ha dubbi: "Sulle duemila imprese iscritte alla Cassa edile, almeno il 50% di quelle piccole anche del settore privato rischiano di chiudere i battenti nel giro di tre mesi o ancora peggio di fallire. Se lo Stato non si dà una mossa, per il nostro settore prevedo tempi duri. Serve una svolta, basta perdere tempo con la demagogia e leggi obiettivo". L'impennata dei costi del materiale, che secondo il comunicato da dicembre a oggi sono "praticamente quadruplicati", starebbe infatti provocando "pesanti difficoltà alle imprese impegnate nella realizzazione di opere pubbliche". Giusto per fare un paio di esempi, infatti, il costo del ferro è passato dal dicembre 2007 da circa 230 euro a tonnellata ai circa 630 di maggio 2008, mentre il bitume ha avuto rincari del 40%. Non bisogna poi dimenticare che il costo del petrolio è addirittura raddoppiato. "Chiediamo al governo di intervenire subito", dice Marani, "per ristabilire l'equità contrattuale, attraverso un provvedimento contrattuale che legittimi le stazioni appaltanti, come consentito dal Codice civile, ad adeguare il corrispettivo previsto per l'appalto agli aumenti, rigorosamente comprovati, subiti dal costo dei materiali primari e quindi ai nuovi, eccessivi ed assurdi aumenti sostenuti dalle imprese". Il presidente di Ance Verona ricorda anche lo sprint dei tassi d'interesse. E poi "siamo strozzati dalle banche e da una burocrazia asfissiante. Siamo da anni il settore trainante, tanto che Verona conferma con il +6% il primo posto nella classifica degli occupati nel settore delle costruzioni, con 35.000 occupati alla fine del 2006. Eppure se non ci saranno regole adeguate la crisi è vicina" e "oggi chi accetta lavori sottocosto lo fa per la sopravvivenza dell'impresa". Marani insiste: "Perché altre categorie, tipo i tassisti, quando scendono in piazza, ottengono sempre tutto? Dobbiamo scioperare anche noi? E poi lo Stato non può continuare a parlarci di sicurezza e legalità quando non ci dà gli strumenti per attuarle. Così facendo gli sforzi fatti finora diventano vani e nascerà il contenzioso, con conseguenze di trascurare la sicurezza, ma continua ad affossare chi da decenni rappresenta il traino dell'economia regionale e provinciale". Marani conclude invitando i parlamentari veronesi a farsi carico dell'appello: l'emergenza va risolta.

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I finanziamenti vadano a imprese agricole vere (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL CONVEGNO. Il ministro per le Politiche agricole è intervenuto ieri all'incontro organizzato da Fedagri Veneto "I finanziamenti vadano a imprese agricole vere" Matteo Guarda LONIGO Nel mutamento degli scenari economici le imprese agricole dovranno rispondere a nuove sfide in cui l'aggregazione, nella forma cooperativa e dell'associazionismo tra produttori, si dimostra ancora, a 50 anni dal suo affermarsi, una valida soluzione. Se ne è parlato ieri nella sede delle Cantine dei Colli Berici al convegno sul ruolo della cooperazione nel settore agroalimentare nello sviluppo del territorio veneto, organizzato da Fedagri Veneto, l'associazione aderente alla Confcooperative che rappresenta 355 imprese cooperative e 71.950 soci, con 9.424 addetti e un fatturato che sfiora i 4 miliardi di euro. Luca Zaia, ministro per le Politiche agricole, ha delineato le iniziative a livello europeo per il rilancio dell'agricoltura italiana, e del Veneto, nel quadro di riforma della Pac, che in questi mesi verrà ridisegnata per il dopo 2013, quando i finanziamenti di Bruxelles saranno redistribuiti tenendo conto dei nuovi Stati membri. "Occorre far guadagnare all'Italia posizioni di maggior prestigio - ha dichiarato Zaia - e all'altezza delle nuove sfide". Tra queste le maggiori riguardano il sistema dei contributi all'agricoltura, la dimensione produttiva delle aziende e la concorrenza delle importazioni a basso costo. "I finanziamenti dovranno arrivare soltanto alle imprese veramente agricole, nel modo in cui il sistema è concepito; ora l'80% delle risorse è destinato a soggetti che non vivono di agricoltura. Questo incide sui costi variabili dei prodotti agricoli, mentre se si pensa che la media delle imprese venete arriva a una massimo di 2,84 ettari di superficie a Verona, Vicenza, col 2,24, è al terzo posto, emerge una situazione in cui anche i costi fissi non possono essere adeguatamente spalmati, col risultato di diventare il 30% superiori a quelli delle aziende d'Oltralpe e di esporci alla concorrenza di prodotti d'importazione di bassa qualità. Per evitarlo occorre difendersi introducendo dazi doganali, altrimenti le nostre imprese rischiano di non essere più in grado di competere con i prodotti cinesi o thailandesi che hanno costi del lavoro irrisori ed è dubbio il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare". Anche il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ha sottolineato la necessità che i prodotti importati rispettino gli stessi standard di sicurezza richiesti per le produzioni italiane destinate all'esportazione. "Siamo stufi - ha rimarcato Bruni - di vedere gli scaffali della distribuzione occupati da prodotti di cui non abbiamo certezza degli standard di sicurezza alimentare, mentre per i nostri prodotti vengono chieste certificazioni su certificazioni". "La Regione - ha concluso il vicepresidente del Veneto e assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato - rimarrà vicina alle imprese agricole ma finanzierà, in una visione strategica, solo ciò che è legato alla redditività. Le linee guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio unico".

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Accordo tra le categorie e la regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Incontro alla Camera di commercio di Udine. Hanno partecipato tutti: da Assindustria a Confagricoltura, a Confartigianato Conferma: il piano regionale rifiuti entro fine anno Accordo tra le categorie e la Regione La richiesta di maggior coinvolgimento e meno burocrazia accolta dall'assessore Lenna UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore regionale per ambiente, lavori pubblici e protezione civile Vanni Lenna nella sede udinese della Camera di Commercio. Richieste che l'assessore ha accolto, promettendo dialogo con le categorie e un'azione orientata alla sburocratizzazione per quanto concerne i temi toccati, incentrati prevalentemente su ambiente e lavoro. I rappresentanti delle categorie hanno infatti chiesto maggior chiarezza sui temi ambientali, progettazione intelligente delle infrastrutture, apertura alle nuove fonti di energia rinnovabile, attenzione al tema dei rifiuti, semplificazione normativa, campagne promozionali volte all'educazione al risparmio energetico. Un insieme di richieste che l'assessore Lenna ha fronteggiato sottolineando la disponibilità della Giunta Tondo al colloquio. All'incontro, coordinato dal presidente della Cciaa Giovanni Da Pozzo, hanno partecipato fra gli altri Adriano Luci e Adalberto Valduga, per Assindustria, Rosanna Clochiatti per Coldiretti, Ennio Benedetti per la Cia e Giorgio Pasti per Confagricoltura, Salvatore Cane per Confartigianato, Luciano Snidar (presidente del gruppo servizi di Confcommercio Udine) e Sergio Marini di Confesercenti. Per quanto riguarda l'Ambiente, Lenna ha preso spunto dalle linee guida del nuovo piano regionale per i rifiuti, in fase di redazione, per anticipare che questo conterrà gli elementi per un quadro di indicazione strategica che vedrà le Province in prima linea nella fase attuativa. L'assessore ha inoltre annunciato che a settembre convocherà un meeting con gli operatori del settore per delineare nuove strategie in materia di rifiuti: la parole d'ordine è "basta camini e basta discariche", sinonimo di evoluzione tecnologica per utilizzare e riutilizzare al meglio le risorse già disponibili. Lenna ha ribadito l'impegno della Giunta per lo sviluppo delle energie alternative: sì al rigassificatore, e sì anche al nucleare. In risposta alle richieste delle categorie ha promesso maggiore attenzione alle fonti di energia geotermica, uno degli elementi, come ha sottolineato, sui quale la Regione punta nel quadro di una progressiva apertura alle energie rinnovabili. L'assessore si è inoltre soffermato sulla direttiva nitrati, la cui attuazione rischia secondo le categorie di bloccare il sistema agricolo friulano: la soluzione prospettata potrebbe quindi essere l'utilizzo del piano d'azione che, unico al piano di sviluppo agricolo, renda maggiormente competitive le aziende penalizzate. L'assessore è poi intervenuto sul tema del Lavoro, rimarcando la necessità di accordi di programma su cui basarsi per attuare uno sviluppo produttivo del territorio per quanto riguarda i lavori pubblici. Da abrogare la legge 5: al suo posto sarà costruito un corpo transitorio di leggi per dare operatività a Comuni e privati in attesa di una nuova legge che vedrà la Regione indirizzare e controllare i privati, vero motore del sistema nel quadro di un generale snellimento delle procedure. Da verificare anche la legge sugli appalti, al momento congelata in quanto difficile da capire ed interpretare. Anche per quanto concerne le costruzioni, Lenna ha dichiarato di voler attivare, incentivare e rendere più flessibile il mercato: le infrastrutture vanno quindi realizzate ma senza sprecare il territorio che rappresenta di per sé una risorsa. Greta Sclaunich.

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La legge blocca lo sviluppo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre "La legge blocca lo sviluppo" Critiche alla Regione: "Imprese agricole frenate" OLBIA. Il mondo delle campagne pensato dalla città. Il pericolo di trasformare tutto il territorio in uno sconfinato giardino da non toccare, né utilizzare si materializza nella nuova legge regionale. Ne sono convinti il presidente del consiglio Comunale, Tonino Pizzadili (in alto a sinistra), di professione agronomo, e il consigliere Antonio Appeddu (a destra), vice presidente dell'ordine degli agronomi. Il convegno organizzato nel week-end è servito per confrontarsi sulle prospettive di sviluppo del mondo delle campagne con i limiti imposti dalla nuova legge urbanistica. Sul tavolo dei relatori mancava l'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Foddis. Assenza pesantissima davanti a una platea che forse aspettava solo lui. "La nuova legge ha dei forti limiti - spiega Appeddu -. Rende in pratica impossibile il miglioramento fondiario. Per un attività burocrazia e costi diventano insostenibili e spesso l'azienda agricola rinuncia. Vengono richieste forti fideiussioni e progetti da registrare con il notaio. Il rischio è la trasformazione in un unico parco che svuota le campagne e riempie le città. In questo modo l'agricoltura muore. Con questa legge diventa impossibile costruire un fienile. Le imprese restano bloccate, perché non hanno la possibilità di crescere. Si richiede un piano generale dell'azienda, un piano di miglioramento fondiario che deve essere allegato agli atti. Poi si va a convenzione. In questo modo per troppi diventa impossibile andare avanti". Pizzadili mette l'accento anche su un altro aspetto importante. "In questa legge vengono trascurati i borghi rurali - spiega -. Errore che ha notato anche l'assessore. I borghi sono tipici della Gallura e fanno parte di quella parte del territorio che non si identifica con la città. Con il Ppr è impossibile intervenire anche nei borghi. Il destino per questi pezzi fondamentali di urbanesimo è scomparire. Se non si può costruire un bagno, o un fienile in campagna, con una legge che cristallizza e congela qualsiasi attività, è chiaro che le campagne sono destinate a svuotarsi. Gli incendi a moltiplicarsi, le campagne a crescere. L'agricoltura deve essere sostenuta. Le speculazioni non si combattono con il divieto di migliorare le imprese. Basta verificare se i progetti vengono realizzati, come ha fatto il Comune di Olbia, che nel suo organico ha un agronomo. Il suo compito è andare nei campi e controllare progetti e fabbricati. Vorrei che la Regione ascoltasse con maggiore attenzione chi ha le professionalità e le competenze e non continui con il suo atteggiamento accentratore". (l.roj.).

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Ardara, morto l'operaio caduto da un tetto (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari Ardara, morto l'operaio caduto da un tetto ARDARA. è morto dopo sei giorni di agonia. Una morte alla quale i familiari avrebbero voluto dare un senso, ma che la burocrazia ha impedito. E così Giorgio Burrai, 64 anni, originario di Bitti ma da lungo tempo residente ad Ardara non ha potuto donare i suoi organi ad altre persone che soffrono e a cui lui avrebbe potuto restituire la speranza e la gioia di vivere. Un problema burocratico legato all'incidente, per le cui conseguenze è morto, ha impedito l'espianto dei suoi organi. I funerali di Giorgio Burrai saranno celebrati oggi alle ore 18 nella basilica di Nostra Signora del Regno. L'incidente sul lavoro in cui ha perso la vita l'operaio era accaduto il primo luglio in una azienda agricola nel territorio di Ardara. Giorgio Burrai era caduto dal tetto di un capannone dove stava eseguendo dei lavori, battendo con violenza la testa sul selciato. L'allarme era stato immediato e il medico del 118 di Ozieri, constatata la gravità, aveva sollecitato l'intervento dell'elicottero con il quale il ferito era stato trasferito all'ospedale di Nuoro, visto che a Sassari la Neurochirurgia è chiusa. E Burrai è morto a Nuoro dopo alcuni giorni d'agonia.

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Servono altre mille case popolari (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La firma del protocollo. Un accordo tra Comuni, Ater e costruttori per anticipare la legge in arrivo "Servono altre mille case popolari" Un piano per far ripartire l'edilizia sociale ferma da tempo Centi: l'Ater apre una strada nuova per tutti gli interventi CHIETI. Costituire un gruppo di lavoro per definire concretamente, in sinergia, gli indirizzi delle politiche abitative attuando le direttive nazionali. E' l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato ieri dall'Ater di Chieti, dall'associazione Comuni d'Italia (Anci) Abruzzo e dall'associazione costruttori edili (Ance) di Chieti. "L'accordo firmato", spiega Paolo Sperduti, presidente dell'Ater, "ci permette di muoverci in anticipo rispetto alla legge nazionale sulle case popolari che sta per entrare in vigore". "Inoltre diamo seguito ad una delibera di programmazione dell'azienda che risale allo scorso anno". Urge ricorrere a tutte le forze degli enti e dei privati per risolvere i problemi relativi all'edilizia popolare. Penalizzata dai tagli di finanziamenti pubblici e da una crescente richiesta di alloggi. L'Ater di Chieti ha un patrimonio di 3200 case popolari dislocate nei 28 Comuni di competenza. Secondo una stima dei tecnici nei prossimi dieci anni occorrerà costruire nel comprensorio teatino altri mille alloggi per scongiurare un'emergenza abitativa che gli analisi prevedono. Le proposte degli imprenditori non mancano ma bisogna saper scegliere in linea con le nuove prescrizioni nazionali. Non a caso l'Ater sta seguendo, da mesi, un progetto di collaborazione con l'università "Gabriele d'Annunzio" per favorire la creazione di modelli socio-economici corretti a cui far riferimento. In questo contesto si inserisce l'importanza di un protocollo d'intesa che porterà, a settembre, all'istituzione di un tavolo di lavoro su base regionale e all'organizzazione di un incontro tra gli Ater regionali, l'Anci, l'Ance e l'assessore alle politiche della casa Srour. "L'Ater di Chieti", afferma Antonio Centi, presidente Anci Abruzzo, "oggi apre una strada nuova per pianificare e rendere attuabili a livello locale tutte le norme a disposizione in materia di edilizia sociale". Secondo Paolo Primavera, presidente dell'Ance di Chieti, il protocollo d'intesa sottoscritto dovrà snellire la burocrazia e permettere ai Comuni di investire nell'edilizia sociale. "La verità è che ci sono molti stanziamenti, per circa un miliardo di euro, bloccati in Regione. Vogliamo essere uno strumento operativo", dice Primavera, "per far ripartire il settore dell'edilizia sociale attualmente fermo al palo". Colpa, a detta di Primavera, di piani regolatori troppo statici per le dinamiche abitative in costante movimento su un territorio. "Spesso passano decenni per redigere un prg. Al contrario servono piani strategici immediati", propone il presidente dei costruttori, "in grado di non imbavagliare i Comuni e di non ingessare i privati". (j.o.).

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I sindacati: attaccati i diritti dei dipendenti (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone I sindacati: attaccati i diritti dei dipendenti RIFORMA BRUNETTA Attacco ai diritti dei dipendenti pubblici. E' questa la chiave di lettura della Fp Cgil rispetto ai provvedimenti assunti dal Governo con il decreto legge 112/2008. E il "gradimento" del decreto è intuibile nella convocazione delle assemblee sui luoghi di lavoro convocate dall'organizzazione sindacale "in preparazione di iniziative unitarie, territoriali e nazionali". Tante le ragioni di contestazione rispetto alle disposizioni del provvedimento caro al ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Si va dalla sicurezza, "dove si limita il diritto al riposo settimanale", alla burocrazia "dove le certificazioni di malattia si faranno in Azienda sanitaria", dai costi eccessivi "con accertamenti fiscali obbligatori dal primo giorno e nessun taglio alle consulenze", alla tutela ai più deboli: "ti ammali? Tagli alle indennità fisse". Più tutela alle famiglie? "Il part time non è più un diritto; meno 50% di retribuzione; nessun trattamento aggiuntivo per chi richiede l'esonero per infermità dipendente da causa di servizio". Servizi più efficienti? "Riducendo gli organici - replica la Fp Cgil -, bloccando le assunzioni e fermando la stabilizzazione dei precari". Si dice che si intende difendere il sistema pubblico "e invece ripartono le esternalizzazioni dei servizi". Meno discrezionalità nelle decisioni? "Si può spedire in pensione chi ha più di 40 anni di servizio al di là dell'età anagrafica". Per contro si stabilisce il tasso di inflazione per il 2008 all'1,7%, all'1,5% nel 2009, mentre i dati Istat segnalano un'inflazione reale del 3,8% per quest'anno. Lo slogan scelto dalla Fp Cgil non ha ambiguità: "Fermiamoli, prima che trasformino il decreto in legge". (e.d.g.).

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Pressing per i rimborsi della ztl adiconsum: spreco sulle telecamere - sara scarafia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Palermo Pressing per i rimborsi della Ztl Adiconsum: spreco sulle telecamere Il Pd chiede che sia Ceraulo a rispondere in aula Vaglia o assegno Comune incerto Tremila euro al mese per tenere accesi i video SARA SCARAFIA Vaglia postale o assegno bancario. A due settimane dalla sentenza del Tar che ha annullato l'operazione pass i rimborsi promessi dal sindaco Diego Cammarata ai 300 mila palermitani che hanno pagato il permesso non sono ancora partiti. E intanto il Consiglio comunale si prepara ad affrontare tra una settimana un dibattito in aula sulla questione Ztl: dai misteri del bando al rilascio dei permessi, dalla sentenza del Tar alla questione rimborsi. Tre giorni: era questa la scadenza fissata una settimana fa durante un mega-vertice che ha messo attorno a un tavolo tutta la burocrazia comunale. Entro tre giorni dovevano essere messe nero su bianco le modalità attraverso le quali restituire i soldi ai cittadini. Ma di giorni ne sono passati ormai otto e di rimborsi non si è ancora sentito parlare. Il Comune infatti sta facendo i conti: restituire i soldi del permesso costerà almeno 8 milioni di euro. "Tra i palermitani comincia a serpeggiare il dubbio che i soldi del pass non verranno rimborsati più - dice Lillo Vizzini di Federconsumatori - o che verranno restituiti in tempi biblici. I nostri uffici ricevono ogni giorno decine di telefonate di persone che vogliono certezze. Il Comune faccia chiarezza". Intanto, mentre il comando di polizia municipale studia un provvedimento di autotutela per l'annullamento delle multe elevate dentro alle zone a traffico limitato, le telecamere, come spiegano da via Dogali, "sono ancora accese ma non registrano". Le bollette da tremila euro a bimestre, quindi, continuano a correre. "Ma perché non spengono le telecamere? - dice Benedetto Romano di Adiconsum - è la dimostrazione che questa amministrazione non ha alcun interesse a risparmiare. Tanto pagano i cittadini. A due settimane dalla sentenza del Tar il sindaco non ci ha né convocati, come noi abbiamo chiesto affinché venga subito messa in campo una nuova misura contro lo smog, né ha ancora avviato le procedure di rimborso". Sala delle Lapidi, intanto, si prepara ad affrontare il tema Ztl. Oggi, durante la conferenza dei capigruppo, si stabilirà la data del dibattito che sarà fissato probabilmente per mercoledì prossimo: sarà invitato in aula il neo-assessore al Traffico Mario Milone, che ha preso il posto di Lorenzo Ceraulo che ha lasciato la delega pochi giorni fa. "Non vogliamo sottrarci al confronto - dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo - vogliamo che Milone sia in aula per rispondere alle domande dei consiglieri. Però, visto che è stato appena nominato, gli chiederemo di farsi accompagnare da qualcuno degli uffici che potrà aiutarlo nelle risposte più tecniche". Ma il Pd non ci sta e chiede che in aula ci sia anche l'ex assessore Ceraulo: "Questo dibattito non deve essere una inutile passerella - dice il capogruppo Davide Faraone - ma un momento di confronto reale. Bisogna chiarire innanzitutto la vicenda dell'appalto: ci sono troppi punti oscuri e su questo ho anche presentato una interrogazione. E poi deve essere un momento di confronto su tutto il tema della mobilità: dalle zone blu dell'Apcoa alle grandi infrastrutture ferme al palo".

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Niente numero chiuso. L'affollamento farà il buon avvocato (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Niente numero chiuso. L'affollamento farà il buon avvocato" da Finanza&Mercati del 08-07-2008 Da qualche giorno si sono conclusi gli scritti per l'esame di avvocato, dove almeno a Milano il 65% degli iscritti ha superato la prova (gli scritti sono stati corretti a Bari). La percentuale di promossi non ha mancato di riportare a galla una polemica che da tempo anima il mondo legale. E sulla quale, tempo fa, è intervenuto lo stesso presidente dell'Ordine di Milano Paolo Giuggioli (vedi F&M del 6 maggio), ribadendo l'allarme sull'eccessivo numero di avvocati. Una posizione condivisa da molti colleghi, ma che vede anche pareri discordanti, se non opposti. Come quello di Claudio Novebaci, vice presidente dell'Associazione Italiana Avvocati d'Impresa, name partner di Martinez e Novebaci. Numero elevato di promossi e sovraffollamento sono una minaccia per la professione? Non sono d'accordo, è un falso problema. È il mercato che detta le regole e che premia o punisce chi non lo merita. La competizione si sviluppa molto di più quanto più alto è il numero dei soggetti. La limitazione al numero degli iscritti, al contrario, porta a rendite di posizione e pigrizia mentale, scarsa propensione all'approfondimento e all'innovazione della professione. Per esempio? Emblematico il caso della professione notarile, superprotetta. L'eccesso di burocrazia a tutela preventiva può generare impatti negativi sulla realtà economica. Per esempio, un notaio ha rifiutato a un mio cliente un contratto di cessione di quote di una società estera, sul presupposto che non poteva essere perfezionato l'atto di compravendita perché la procura rilasciata al procuratore non era idonea nonostante l'atto venisse da notaio inglese e fosse regolarmente postillato. Richiedeva la procura in lingua originale dopodiché una traduzione asseverata in italiano nonostante la procura fosse stata predisposta in italiano già dal notaio inglese. È favorevole al numero chiuso? No. Per la legge darwiniana che in un mercato competitivo e affollato, emergono i più bravi. L'afflusso di nuovi giovani può solo essere uno stimolo al rinnovo. Gli Usa, per esempio, hanno una popolazione forense assai superiore all'Italia e all'Europa. Eppure il livello dei professionisti e la qualità generale è altissima. Vorrei dare un segnale incoraggiante: in Italia c'è ancora spazio enorme per gli avvocati. Nonostante la difficile congiuntura? Guardi, c'è bisogno di riconsegnare agli avvocati la loro funzione originaria, ovvero quella di guardiani del diritto. Questo lo si può fare solo attribuendo loro gli strumenti di coazione a presidio della società civile quale civiltà del diritto. Guardiani non solo dei diritti patrimoniali ma anche di quelli civili. Concetti come responsabilità, trasparenza delle regole, tutela del contraente debole, lotta all'abuso di posizioni dominanti, comportamenti etici dell'impresa assumeranno un ruolo sempre più importante e gli avvocati dovranno mostrarsi sempre più sensibili alla tutela di tali principi. L'avvocato ha il dovere di presidiare questi valori, anche aprendo a strumenti come la Class Action che in Italia nasce già monca. Si spieghi meglio. Qui manca una cosa fondamentale: il concetto di danno punitivo, per cui chi viola le regole e genera un danno al contraente debole dovrebbe essere sanzionato per il solo fatto di aver violato la norma, e non necessariamente essere condannato sulla base di un nesso causale tra comportamento e danno. Ben venga, quindi, un numero elevato di avvocati, se il sistema è in grado di metabolizzarli anche attraverso la creazione di norme idonee. Negli Usa, per esempio, il sistema legittima durissime azioni legali per il solo fatto che vi sia stata una violazione del protocollo di responsabilità e controllo, con l'onere della prova sempre a carico di chi ha violato i codici. Si pensi alla class action. C'è qualche speranza per il sistema Italia? Sì, se si andrà verso un sistema che tenda a privilegiare celerità e oralità dei processi. Gli studi dovranno dotarsi di strutture e professionisti in numero adeguato. In altri termini, il problema non è quello di limitare il numero degli avvocati, ma quello di creare un sistema giustizia veloce, efficiente. Inoltre, sempre più spesso è richiesto un approccio globale e una conoscenza interdisciplinare che si può garantire solo attraverso studi professionali articolati. Sarà sempre di più il tempo dei grandi studi. Talvolta il richiamo all'eccessivo numero di professionisti è stato un pretesto per legittimare rendite di posizione. Spesso con incarichi non gestiti con la dovuta professionalità. L'avvocato del futuro dovrà essere un professionista in grado di leggere e interpretare i bilanci di una società, che possa sedersi all'interno di un consiglio di amministrazione o di un consiglio di sorveglianza. Che parli correntemente le lingue, soprattutto l'inglese, e abbia la visione di un advisor globale.

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Accoltellata dall'ex marito trentenne ricoverata in fin di vita - giuseppe filetto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VI - Genova Accoltellata dall'ex marito trentenne ricoverata in fin di vita La violenza A marzo un primo ferimento: colpita a un fianco. Salvata dal giubbotto GIUSEPPE FILETTO AVEVA provato ad ammazzarla già lo scorso marzo. "Solo per fortuna, perché Sara quel giorno indossava un giubbotto piuttosto spesso, non c'era riuscito, l'aveva ferita ad un fianco", racconta la madre. Perseguitava la moglie notte e giorno, la minacciava di morte perché lei non voleva più saperne di quell'uomo prima gentile ed affettuoso, diventato di colpo violento, e la scorsa settimana al telefono aveva detto alla suocera "Ti farò piangere". C'è riuscito. "Anche se in passato abbiamo presentato 5 denunce, abbiamo chiesto protezione per la nostra unica figlia - ripete la donna - ma i carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana non permette di muovere un dito". Ieri, il tunisino di 40 anni, l'uomo di cui Sara Pavesi si era invaghita nel 2005, incontrandolo al "Suq", e che aveva sposato, ha tentato per la seconda volta di farla fuori. L'ha accoltellata sul pianerottolo del primo piano, in quel caseggiato dove lo scorso anno avevano preso un appartamento ed avevano deciso di vivere insieme. Due colpi profondi, dati per uccidere, che hanno squarciato l'addome; uno ha perforato il fegato. Le condizioni della ventinovenne sono gravissime, è ricoverata in Rianimazione dopo un delicato intervento chirurgico durato due ore. I medici si riservano di parlare dopo che saranno trascorse almeno 48 ore. L'aggressione al 25 di via Asilo Garbarino, dove ieri la polizia ha cercato l'arma del delitto. "Non so perché mia figlia a quell'ora si trovasse in quella casa, dove non doveva esserci - ripete la mamma - ci eravamo lasciati il giorno prima, ho raggiunto mio marito in campagna, e mi aveva detto di avere un appuntamento di lavoro in un altro posto". Sara, che aveva studiato all'alberghiero Marco Polo e si è avvicinata al buddismo, ha imparato la professione di massaggiatrice, anche se non ha mai trovato un lavoro stabile. Ieri, alle 11.30, gli inquilini del caseggiato hanno sentito le urla. "Aiuto, aiuto, ho tenuto che mia madre fosse caduta dalle scale - dice Giuliana - mi sono affacciata ed ho visto quella ragazza stesa per terra, in un lago di sangue". Più di un testimone ha visto scappare il marito, ora braccato da polizia e carabinieri. L'uomo non si rassegnava alla decisione presa dalla moglie, di lasciarlo. I due hanno in corso la causa di separazione: di un matrimonio fallito e dal quale, per fortuna, non sono nati figli. A novembre del 2006 le nozze, ma da quell'appartamento sulle alture di San Teodoro, a tutte le ore i vicini sentivano urla e liti. Sara a gennaio del 2007 è tornata a casa dai genitori, in via Marzabotto. Non è chiaro se ieri i due avessero deciso di vedersi al quarto piano, all'interno 14 del palazzo: forse per discutere la separazione o per prendere qualcosa rimasto lì. "Non credo - afferma la mamma - mia figlia non l'avrebbe incontrato; lui aveva l'obbligo di non avvicinarla". Forse il tunisino ha seguito la moglie, l'ha aspettata nell'atrio. Quando lei si è accorta della presenza del marito, ha cercato di risalire le scale, ma è stata raggiunta e colpita. Gli stessi inquilini hanno chiamato il "118" e la polizia. Sul posto è giunta un'ambulanza, ma anche un medico. Le condizioni sono apparse disperate: la giovane è stata intubata e trasferita al vicino ospedale di Sampierdarena. Pochi minuti e la donna è passata alla sala operatoria. "è un caso molto serio", si limita a dire Mauro Zanna, il primario del pronto soccorso. Le indagini sono affidate alla Sezione Omicidi della Squadra Mobile, che risulta all'oscuro delle ripetute denunce per minacce e violenze, presentate dalla famiglia Pavesi. Il sostituto procuratore Maura Macciò, in attesa di capire quali saranno gli sviluppi investigativi della vicenda e soprattutto le condizioni cliniche della giovane donna, ha aperto un fascicolo per tentato omicidio aggravato.

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Sant'ilario, dietro la strada spunta il business "una grande famiglia ha acquistato i terreni" - raffaele niri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Genova Nella vicenda che ha scatenato le proteste del quartiere e della scuola Marsano entra in scena il mattone: dura accusa di Legambiente Sant'Ilario, dietro la strada spunta il business "Una grande famiglia ha acquistato i terreni" Agostini: "Una variante di salvaguardia per bloccare ogni speculazione" Quelle aree oggi valgono zero ma con la strada diventano una vera miniera RAFFAELE NIRI "Una nota famiglia genovese, molto attiva sul piano edilizio in tutto il Levante, ha comperato ampie porzioni dei terreni di Sant'Ilario, non certo per pascolare le proprie greggi. Un'area agricola abbandonata, se raggiungibile con una strada (a spese del Comune) diventa una miniera d'oro: da un valore pari pressochè a zero va a 10-16mila a metro quadro". Nel grande Monopoli di Sant'Ilario - disegnato da Repubblica, con una denuncia in più puntate - mancava ancora una casella: quella del mattone. Adesso, spiega una denuncia del presidente del circolo "Nuova Ecologia" di Legambiente, Andrea Agostini "stiamo censendo decine di interventi che noi chiamiamo abusi edilizi e che la burocrazia comunale chiama riqualificazioni, ricuciture, recupero: è la selva di trasformazioni (tutte consentite dall'Amministrazione comunale) che hanno fatto trasformare i pollai e i fienili in residenze, le strade tra i poderi in rampe d'accesso per le ville". La "nota famiglia genovese" ha acquistato i terreni nella zona sul lato ovest di Sant'Ilario, verso San Rocco, lì dove la strada è stata appena realizzata "ma ci sono numerose trattative private per terreni e cascinali diroccati anche dall'altra parte, verso Sessarego, lì dove la strada che il Comune ha intenzione di costruire, passando attraverso la scuola agraria, dovrebbe sfociare" come denuncia il Comitato degli abitanti di Sant'Ilario alta. In questa cornice, spiega Andrea Agostini "appare molto credibile che la strada a Sant'Ilario est farebbe da apripista alla speculazione come la strada ad ovest. E che si usi denaro pubblico per favorire la speculazione immobiliare è (in particolare di questi tempi) un insulto alla ragione: molte aree la cui destinazione d'uso in termini di infrastrutture non è definita dal Puc diventerebbero luogo di interventi valutati caso per caso col sistema delle varianti, favorendo pratiche speculative e una distorsione dell'uso del suolo urbano". Una soluzione a costo zero - che da un lato permetterebbe di costruire la strada e dall'altra garantirebbe l'alt ad ogni possibile speculazione - in realtà esiste: una variante di salvaguardia al Puc (piano urbanistico comunale) avrebbe il pregio di bloccare ogni possibile edificazione fino alla stesura del nuovo Piano regolatore generale che è stato annunciato dal sindaco Marta Vincenzi "nel giro di un paio d'anni". "Un altro intervento semplice e a costo zero - aggiungono a Legambiente - sarebbe richiamare ai proprio doveri i proprietari fondiari delle centinaia di ettari di aree ex agricole presenti nel Comune, aree che sono inutilizzate e fonti di guai, incendi, crolli, smottamenti. E' evidente che la richiesta di tenere i propri terreni in condizioni compatibili con interesse pubblico (magari con l'addebito dei costi per gli interventi pubblici a salvaguardia del territorio) ridurrebbe di molto l'abbandono di terre che diventerebbero fonte di reddito per molte persone. Proprio a Sant'Ilario e in particolare nella zona ovest ci sono moltissime di queste aree e gli incendi (che come si sa non nascono dal nulle e anche recentemente hanno colpito una vasta area ex agricola dove, guarda caso, arriverebbe la strada) sono frutto di quell'abbandono che i proprietari fondiari hanno decretato e che le autorità politiche hanno sin qui tollerato". La vicenda della strada nella zona ovest di Sant'Ilario è stata raccontata da Repubblica a partire dalla raccolta di firme, all'interno della scuola Marsano, contro la costruzione della strada che dovrebbe passare proprio dentro la scuola agraria. Il progetto - cofinanziato dalla Regione Liguria - è stato corredato, dal sindaco Vincenzi, da quattro diverse ipotesi di strada. Per ora, tutte respinte.

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Non piacciono i tabelloni senza voti (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Non piacciono i tabelloni senza voti Maturità. L'ira di Nespoli: "Un provvedimento contro la trasparenza" Risultati in linea con l'anno passato: un respinto al Cicognini 3 al Datini, uno al Buzzi PRATO. Risultati della maturità senza voti e burocrazia in più per le segreterie scolastiche. Quest'anno i candidati al momento della resa dei conti, hanno trovato sui tabelloni, accanto al nome dell'allievo, solo la mera dicitura "esito negativo" o "esito positivo", senza più valutazioni in centesimi. Un'approssimazione, figlia del rispetto della privacy, che senza dubbio ha penalizzato le segreterie didattiche, subissate di richieste, togliendo inoltre momenti di gloria ai più meritevoli, usciti con il massimo dei voti. In questi giorni le scuole superiori pratesi sono alle prese con le ultime battute degli orali, anche se qualche istituto ha già affisso i quadri. Le reazioni al nuovo provvedimento - ribadito da una circolare, fatta girare nelle scuole poco prima dell'inizio delle prove - sono state le più disparate. Una cosa è certa, le segreterie scolastiche, già prese d'assalto di questi tempi per le iscrizioni, non ci hanno guadagnato. Per conoscere i propri voti gli studenti si sono infatti dovuti rivolgere alla didattica, firmando un'apposita autorizzazione. Ma andiamo a vedere quali scuole hanno già esposto i risultati. Tra queste ci sono l'istituto tecnico industriale Tullio Buzzi (con un solo studente respinto dopo gli esami); l'istituto professionale Datini (3 respinti tra gli studenti della scuola e 4 nella sezione costituita per i candidati esterni che hanno sostenuto l'esame in questa sede) e infine 2 non diplomati tra le fila del Cicognini Rodari (risultato parziale). Un trend in linea con i quadri dello scorso anno. Ma se i ragazzi e le famiglie si sono adeguati alla nuova prassi per conoscere in numeri l'esito degli esami, qualcuno tra gli attori della scuola ha storto il naso di fronte all'ennesimo "provvedimento inutile in ossequio della divina privacy". Sono le parole del preside dei licei Cicognini Rodari Luigi Nespoli, allibito per la nuova e approssimativa formula di comunicazione dei risultati finali. "Una disposizione contro la trasparenza - commenta il preside Nespoli - quando nel mondo della scuola tutto dovrebbe essere il più trasparente possibile. Le valutazioni in numeri sono sempre state esposte sui tabelloni senza nessun problema. Non capisco perché i commissari abbiano aderito, tanto più perché la comunicazione è avvenuta con una semplice circolare, informale per giunta. Io quest'anno non ho fatto esami, altrimenti non credo avrei accettato questo assurdo procedere per vie segrete". "Il provvedimento ha inoltre creato disagio alle segreterie didattiche - aggiunge Nespoli - che si sono trovate a fare i conti con ulteriore burocrazia e code di studenti". Più mite il giudizio del preside del Buzzi Francesco Rossi. "Ormai siamo avvezzi ai cambiamenti - commenta il preside - ma la nuova disposizione non ha creato disagi né particolari malcontenti. I ragazzi hanno fatto tappa in segreteria didattica adeguandosi alla nuova norma. Alla fine ciò che conta è l'esame e il conseguimento del diploma. Che lo comunichino in numeri o in cifre, basta arrivare al traguardo". Miriam Monteleone.

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Nel dicembre dell'84 una fuga di gas tossici dall'impianto uccise all'istante tremila persone tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli orrori. e bambini deformi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel dicembre dell'84 una fuga di gas tossici dall'impianto uccise all'istante tremila persone Tonnellate di scorie restano nell'area della fabbrica degli orrori. E bambini deformi ne pagano il prezzo L'industria è stata ceduta e il nuovo proprietario non vuole accollarsi i costi di bonifica Il deposito dei residui chimici oggi è una pozza usata per fare il bagno d'estate SOMINI SENGUPTA BHOPAL (INDIA) Centinaia di tonnellate di rifiuti sono ancora qui, dentro a un deposito col tetto di lamiera, dove sorgeva la fabbrica di pesticidi della Union Carbide a Bhopal. è passato un quarto di secolo da quando la fuoriuscita di un gas velenoso uccise migliaia di persone e trasformò questa antica città nel simbolo delle catastrofi industriali. Le scorie tossiche devono ancora essere portate via. Nessuno ha studiato fino a che punto, negli oltre vent'anni in cui sono rimaste qui, abbiano contaminato l'acqua e il suolo. Ci sono stati solo i saltuari controlli di un ente governativo per la difesa dell'ambiente, da cui è emersa la presenza nei pozzi d'acqua di concentrazioni di pesticidi di gran lunga superiori ai livelli consentiti. Nessuno si è preoccupato neanche di dare una risposta ai timori delle persone che hanno bevuto quell'acqua e coltivato orti su quei terreni. A loro ora si affianca la seconda generazione delle vittime di Bhopal: quei figli affetti da malattie congenite come palatoschisi e ritardi mentali. Perché c'è voluto tanto tempo per affrontare il disastro? Colpa dell'inefficienza della burocrazia indiana e dell'incapacità del governo di costringere i proprietari a ripulire il sudiciume che hanno lasciato. Ma l'interrogativo su chi dovrà pagare per ripulire i 4,5 ettari dell'area dove sorgeva lo stabilimento ha assunto una nuova urgenza in un paese sempre più smanioso di attirare investimenti esteri. Fu qui che il 3 dicembre del 1984, da un serbatoio all'interno dello stabilimento, fuoriuscirono 40 tonnellate di isocianato di metile, uccidendo tutti quelli che lo inalarono nel sonno. All'epoca, il disastro di Bhopal fu definito il più catastrofico incidente industriale di tutti i tempi. Almeno 3.000 persone rimasero uccise all'istante. Altre migliaia sono morte successivamente, ma il bilancio delle vittime non è mai stato stabilito con certezza. Oltre 500mila persone furono inserite nella lista dei danneggiati e ricevettero una compensazione in media di 550 dollari. Alcune delle vittime dicono di non aver visto ancora un soldo. Gli sforzi per ottenere l'estradizione dagli Stati Uniti di Warren M. Anderson, all'epoca amministratore delegato della Union Carbide, proseguono ancora oggi, anche se, a quanto sembra, con minor vigore. Le associazioni che difendono i cittadini della zona continuano a tampinare l'azienda e il governo indiano. Un giorno si incatenano alla residenza del primo ministro, un altro giorno si presentano all'assemblea degli azionisti. Rifiutano di lasciare che Bhopal scivoli nell'oblio. Insistono che la Dow Chemical Co., che ha comprato la Union Carbide nel 2001, ha acquistato sia gli attivi che i passivi. Devono essere loro quindi a pagare la bonifica del sito. "Se i rifiuti tossici fossero stati portati via, la falda non sarebbe stata contaminata" dice Mira Shiva, medico che dirige la Voluntary Health Association. "La Dow ha commesso un crimine. Un altro lo ha commesso la negligenza del governo". La Dow Chemical, che ha sede in Michigan, dice di non sentirsi responsabile per un pasticcio che non ha provocato. "Non essendo noi i proprietari all'epoca, non abbiamo nessun obbligo per la tragedia di Bhopal" dice in un'e-mail Scott Wheeler, portavoce dell'azienda. Il governo stesso è invischiato in una polemica su chi deve pagare. Il dibattito si sarebbe svolto a porte chiuse se non fosse stato per le richieste di trasparenza avanzate dalle associazioni di cittadini. è emerso che il Ministero della chimica e petrolchimica, incaricato della bonifica, ha chiesto alla Dow 25 milioni di dollari per contribuire alle spese. Ma altri funzionari dell'esecutivo hanno fatto notare che forzare la mano all'azienda americana avrebbe pregiudicato futuri investimenti nel paese. Al di là del problema di chi dovrà pagare per la bonifica, l'interrogativo è perché 425 tonnellate di rifiuti pericolosi siano ancora in quel luogo 24 anni dopo l'incidente. Le risposte sono molte. Fu consentito all'azienda di liberarsi del terreno cedendolo al governo prima di effettuare la bonifica. Le cause intentate dai gruppi di difesa delle vittime del disastro sono ancora in corso. E una rete di organismi pubblici spesso letargici appaiono indifferenti, mal coordinati tra loro. Il risultato è una discarica nel cuore della città. I terreni del vecchio stabilimento, congelati nel tempo, sono una foresta di 4,5 ettari di tubature e serbatoi corrosi dove si sente il rumore delle cicale, il bestiame va a pascolare e le donne rovistano alla ricerca di qualche ramoscello per cucinare la cena. Appena oltre il muro della fabbrica c'è un pozzo a cielo aperto di colore blu e nero. Una volta era il deposito dei residui chimici prodotti dall'impianto, ora è una pozza dove i bambini delle baraccopoli e i cani si tuffano nei pomeriggi caldi. Ai suoi bordi si è formata una latrina a cielo aperto che nella stagione delle piogge tracima invadendo le stradine fangose della bidonville. La baraccopoli è venuta su poco dopo la fuga di gas. I poveri sono accorsi qui a frotte alla caccia di terra a buon mercato e hanno costruito le loro case proprio sul margine della palude di scorie. Un tempo la pozza era sigillata con plastica e cemento. Ma col caldo soffocante che fa da queste parti, la copertura di cemento alla fine è crollata. Le scorie rimaste a Bhopal dovevano essere trasferite in un inceneritore nello stato del Gujarat, ma il governo non è ancora riuscito a trovare una società appaltatrice disposta a impacchettarlo in balle trasportabili. Ajay Vishoni, ministro del gas e della sanità, è convinto che le scorie non siano più pericolose e dice che nessuno finora ha saputo fornirgli una prova convincente che siano stati questi residui a provocare la contaminazione della faglia. "Si fa troppo chiasso su questa faccenda" dice Vishoni. Nel 2005 uno studio finanziato dallo Stato ha raccomandato di svolgere esami epidemiologici a lungo termine per capire meglio l'impatto delle scorie sull'acqua potabile, concludendo che mentre i livelli di contaminanti tossici non sono elevatissimi, l'inquinamento dell'acqua e del terreno ha provocato un incremento dei disturbi respiratori e gastrointestinali. Nella baraccopoli di Shiv Nagar, a circa mezzo miglio di distanza dalla fabbrica, c'è un ragazzo, Akash, che è nato con un'orbita vuota al posto dell'occhio sinistro. Oggi ha sei anni e non è in grado di vedere o parlare come si deve. è un bambino allegro che gioca nelle stradine intorno alla sua casa. Il padre, Shobha Ram, un fabbricante di dolciumi che ha comprato il terreno qui molti anni dopo l'incidente costruendosi con le sue mani una casa di due stanze, dice che i problemi del figlio sono stati causati dal pozzo con la pompa manuale da cui lui e la sua famiglia per anni hanno attinto l'acqua, vicino al bordo dello stagno di scorie. Ram dice che non gli era venuto in mente che l'acqua potesse essere contaminata dai pesticidi. "Sapevamo che c'era stato l'incidente col gas", dice. "Ma non abbiamo mai pensato che l'acqua contaminata sarebbe arrivata fino a casa nostra". (Copyright New York Times/ La Repubblica Traduzione di Fabio Galimberti).

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LECCO L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuo (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LECCO: PRIMO PIANO pag. 3 ? LECCO ? L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuo... ? LECCO ? L'INDUSTRIA LECCHESE è in difficoltà. I nuovi assetti societari dell'economia imprenditoriale, gli enormi aumenti dei costi delle materie prime, il ricambio generazionale, non sempre positivo, la mancanza di infrastrutture adeguate e la burocrazia sono le cause principali di questa grave situazione che sta mettendo in ginocchio tutto il tessuto economico e crea allarmismi per l'occupazione. Di questo se ne rende conto anche l'amministrazione provinciale di Villa Locatelli che ieri sera in apertura della seduta del "parlamentino" l'ha voluto rimarcare per bocca del vice presidente e assessore alle politiche economiche Italo Bruseghini la difficile situazione che vivono in particolare le aziende Riello, Leuci Relco, Regina Catene Calibrate, Moto Guzzi, la Greppi Holding, la Boselli. "Ma ce ne sono molte altre - ha sottolineato Bruseghini -. Per ulteriore chiarezza diciamo invece che tutte le crisi aziendali affrontate vedono il coinvolgimento della Provincia ma prima di tutto i sindaci dove la crisi o situazioni difficili esistono come il caso di Mandello Lario dove la Moto Guzzi ha deciso di spostare la produzione delle due ruote a Noale (Ve) con evidenti ripercussioni sull'occupazione". Ma non solo.Sempre sul lago preoccupa la situazione della Regina Catene a Dervio. Sempre Bruseghini: "C'è la volontà da parte della società di accentrare la propria produzione articolata oggi in tre stabilimenti. Dervio perderebbe una sua realtà e i 130 lavoratori dello stabilimento di Olginate resteranno senza impiego". ANCHE PER LA BOSELLI di Garbagnate Monastero rischio per la chiusura. Dal 3 aprile 35 lavoratori sono in casa integrazione straordinaria e 33 donne con la Provincia frequentano corso di riqualificazione professionale ovvero il non più ritorno in fabbrica. "Se purtroppo anche la Boselli ha delocalizzato parte della produzione di filati in Slovacchia la Provincia ha svolto un ruolo importante con la Confindustria perchè l'intenzione dell'azienda era di cessare tutta l'attività". Le difficoltà che vivono le aziende fanno soffrire e in particolare le cooperative sociali legate nell'indotto. E proprio su quest'aspetto Bruseghini si è soffermato: "In queste crisi aziendali purtroppo vengono coinvolte pesantemente. Come si sa suppliscono al grave problema dell'inserimento nel mondo del lavoro delle categorie socialmente disagiate: deboli e disabili. Di questo ne soffre la Cooperativa Solidarietà Nuova di Maresso di Missaglia che chiude la propria attività. Per 23 normodotati cassa integrazione fino a settembre e per 20 disabili trasferimento a Triuggio. "Il ruolo della Provincia non vuole essere solo di pronto soccorso ma di protagonista nelle condizioni di capire le situazioni di difficoltà" il commento del presidente Virginio Brivio. Gianni Riva.

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Pioggia e grandine, statale in tilt La Regina chiusa per smottamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Giorno, Il (Como)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

LAGO E VALLI pag. 5 Pioggia e grandine, statale in tilt La Regina chiusa per smottamenti SAN SIRO ALTRO STOP IERI POMERIGGIO CON LUNGHE CODE ? SAN SIRO ? "È UNA SITUAZIONE difficile. stiamo lavorando per porvi rimedio nel più breve tempo possibile ma il territorio del nostro comune oggi è stato interessato da ben tre movimenti franosi, uno dei quali ha provocato la chiusura della statale Regina". Così poco dopo le 18 di ieri un indaffaratissimo Claudio Raveglia, vicesindaco di San Siro. Tutto questo dopo che un valletto, a causa del violentissimo temporale di ieri pomeriggio, costruito all'altezza della farmacia di Santa Maria Rezzonico ha riversato lungo la Regina una pioggia di fango e sassi. Un secondo smottamento a nemmeno 24 ore da quello avvenuto domenica poco dopo le 17 a Gravedona. Il cedimento di un muro a bordo Regina, non lontano da Palazzo Gallio, sede della Cm, che ha provocato una "pioggia" di sassi e fanghiglia sulla sede stradale. Fortunatamente in quel momento non transitava nessuno in quel tratto di Regina, solitamente trafficatissimo. Alberi in mezzo alla strada ieri poco dopo le 15 anche a Laglio sul rettilineo del San Marino. IL RIENTRO dalla "gita fuori porta", la domenica pomeriggio, è una sorta di rito lungo la statale 340. "L'Anas ha promesso un intervento di "somma urgenza" - assicura il sindaco di Gravedona, già presidente del Consiglio provinciale, Fiorenzo Bongiasca -. Non è escluso che i lavori di messa in sicurezza possano iniziare domani mattina (oggi ndr). Da domenica sera è stato istituito un senso unico alternato semaforico. Nelle ore di punta, i nostri due agenti della Polizia locale cercano di garantire una maggiore fluidità del traffico. Domenica, si è cercato di intervenire nel minor tempo possibile. Quel muro (una trentina di metri ndr) avrebbe già dovuto essere oggetto di un intervento, con annessa realizzazione di un marciapiede, tempo fa. Purtroppo, siamo stati frenati dalle lungaggini della burocrazia. I soldi c'erano e ci sono tuttora". "L'Anas ha iniziato la scorsa settimana le procedure per l'appalto dell'opera - continua Bongiasca -. Vedremo. Sicuramente, il nostro sarà un pressing costante. La stagione e l'importanza di un'arteria come la Regina ci impongono tempi stretti d'azione". E la nuova ondata di maltempo di ieri, con qualche chicco di grandine, ha mandato in tilt in alcuni comuni della Val d'Intelvi alcuni operatori di telefonia mobile. Il disagio è durato oltre mezzora. Marco Palumbo.

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Di ANGELA M. FRUZZETTI <RIDATEMI la mia bambina si sfoga una mamma (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 3 di ANGELA M. FRUZZETTI "RIDATEMI la mia bambina ? si sfoga una mamma... di ANGELA M. FRUZZETTI "RIDATEMI la mia bambina ? si sfoga una mamma apuana ?, sono in grado di poterla tenere con me: ho un lavoro, sto acquistando casa e sono completamente guarita". Anna, un nome di fantasia che utilizziamo per proteggere l'identità della minore coinvolta nella vicenda, ha avuto un passato difficile e tormentato, imprigionata nel tunnel della tossicodipendenza. E quando è nata Luce, nove anni fa, le sue aspettative erano quelle di una vita migliore, sia per lei, sia e soprattutto per la bambina, la sua 'Luce' (anche questo, ovviamente, è un nome di fantasia). SEGNALATA e seguita dai servizi sociali, la donna fu considerata, al momento del parto, incapace di prendersi cura della piccola, che fu quindi trattenuta in ospedale. "Non volevano darmela e non capivo perché ? racconta la madre ?. Dicevano che era sottopeso, ma non era vero. Ogni giorno ero da lei, davanti alla sua culla. Non vedevo l'ora di portare a casa quel batuffolino meraviglioso. Ma un terribile giorno, arrivai e la culla non c'era più. Lì per lì fui presa dal panico, poi provai a pensare che, magari, l'avevano spostata. Chiesi di lei: la mia bambina non c'era più e nemmeno mi dissero dove era stata portata". IL CUORE di Anna, per un momento, sembrò non reggere al colpo, ma una madre ferita diventa una belva. Anna reagisce e avvia la sua battaglia: dopo sei mesi riesce a scoprire che la sua bambina si trova in una città della Liguria, è in buone condizioni ed è seguita, per tutte le sue necessità, da una famiglia affidataria. "Non dovevano punirmi in questo modo ? continua la madre ?. Sì, avevo dei problemi, ma avrebbero dovuto aiutarmi e non togliermi mia figlia. Non si portano via i bambini alle mamme e nemmeno le mamme ai bambini. E' una violenza che segna l'intera esistenza". Anna chiede aiuto ai legali, s'informa sulle procedure da seguire per cercare di riavere la bambina. "Tutti i giorni ero a Genova, al tribunale dei minori ? va avanti ?. Partivo con il solo biglietto del treno, senza un centesimo in tasca. Partivo e basta. Senza fissare appuntamenti, mossa soltanto dal desiderio disperato di riabbracciare la mia piccola. "BUSSAVO alle porte, entravo, volevo essere ascoltata, volevo riprendermi mia figlia". Anna ottiene l'autorizzazione per poterla vedere tre giorni la settimana: centinaia di chilometri ogni volta per trascorrere due ore con la piccola. Per lei questo significa anche lasciare indietro il lavoro e senza lavoro non si vive. "Me la lasciavano vedere all'interno di una comunità di suore ? riprende la madre ?. Quella bellissima bambina impaurita, confusa. Nessuno mi disse che avrei dovuto firmare un registro prima di ogni incontro e così al giudice risultò che io non andavo agli appuntamenti. Fortunatamente avevo tutti i biglietti del treno, a dimostrazione della mia costante presenza, ogni volta e nonostante le difficoltà. Ma servì a poco: gli incontri vennero limitati a un solo appuntamento settimanale". Tutt'oggi Anna una volta la settimana, il sabato, nel suo giorno libero (lavora in una scuola del comprensorio) va nella città dove oggi vive la bambina, per passare un paio d'ore con Luce. Inoltre, essendo un affido che coinvolge nel percorso entrambe le famiglie, una volta al mese la bambina raggiunge la sua famiglia d'origine per alcuni giorni, per poi fare rientro nella città ligure. "Durante l'estate ? spiega Anna ? il lavoro mi occupa anche nella giornata di sabato e ho chiesto ai servizi sociali maggiore elasticità per poter avere più giorni la bambina da me, almeno nel periodo estivo. Ma ad ogni richiesta incontro un muro". "SONO ESASPERATA ? si sfoga la madre ?. Non capisco perché mia figlia sia costretta a vivere ancora con la famiglia affidataria, mentre ci sono tutti i presupposti perché possa rientrare nella sua famiglia d'origine. In questi nove anni ho inviato al tribunale oltre un centinaio di lettere, chiedendo spiegazioni e soprattutto chiedendo di riavere la bambina con me. I giudici si susseguono, e i fascicoli si ammucchiano negli uffici. Quando ho chiesto al Giudice il motivo della lentezza burocratica, mi ha indicato il "mucchio di fascicoli": quelli non sono fascicoli ? gli ho fatto notare ? sono bambini, tra cui mia figlia. La burocrazia frena le procedure e intanto gli anni passano velocemente. Mia figlia ha nove anni, mi vuole bene ma, comprensibilmente, ha troppe incertezze. Mi batterò fino in fondo per riaverla". Sicuramente, Anna riavrà la sua 'Luce', ma nessuno potrà mai restituire né a lei né alla sua bambina, gli anni più belli dell'infanzia.

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Cinema d'estate parte in ritardo per burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PISTOIA pag. 1 Cinema d'estate parte in ritardo per burocrazia IL CASO SOPRALLUOGHI, arrivo di permessi e qualche distrazione per cercare sostegni al "Pistoia Festival": quest'anno il cinema sotto le stelle è partito ieri sera all'Ambrogi e inizierà domani alla Fortezza Santa Barbara.

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CRISI ALIMENTARE: COME NUTRIRE IL MONDO INTERO? (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

08 Luglio 2008 CRISI ALIMENTARE: COME NUTRIRE IL MONDO INTERO? Nei prossimi quarant'anni la popolazione mondiale raggiungerà quota nove miliardi. Il prezzo dei generi alimentari di prima necessità, come riso e mais, continua a crescere ogni anno, con punte che arrivano al 70%. Gli europarlamentari e il governo francese, riuniti al Parlamento europeo si sono chiesti: "Chi nutrirà il mondo?". Questo infatti il titolo che ha marcato il seminario del 3 luglio a Bruxelles, a cui hanno partecipato anche rappresentati accademici e figure politiche africane. Le cifre della crisi - Il Presidente del Parlamento europeo Hans-gert Pöttering ha aperto l'incontro ricordando che "a soffrire di sete e malnutrizione sono 850 milioni di persone nel mondo", fra i quali 170 milioni bambini e ogni anno "5,6 milioni di bambini muoiono di fame". Pöttering ha ricordato come l'obiettivo sia quello di adempiere agli "Obiettivi del Millennio", cioè ridurre drasticamente i prezzi delle derrate e garantire un sostentamento alle popolazioni in crescita entro il 2015. Secondo i dati della Banca Mondiale, nei paesi in via di sviluppo sono 100 milioni le persone che cadranno oltre la soglia della povertà. "A causa del costo dei prodotti alimentari, nel 2007, sono 50 milioni in più le persone che soffrono la denutrizione", questi i dati forniti da Jaques Diouf, direttore generale della Fao. Il punto di vista europeo - Il deputato spagnolo Josep Borrell del gruppo socialista (Pse) e presidente della commissione parlamentare per lo sviluppo, sostiene che per aumentare la produzione alimentare siano necessari ulteriori investimenti. Nei paesi in via di sviluppo, infatti, "solo il 4% delle spese pubbliche sono riservate al settore primario. È sull'industria che si ha la tendenza a investire e questo rende le nostre città mostruose", ha dichiarato. La commissaria europea per l'Agricoltura, Mariann Fisher Boel, sostiene che l'Europa abbia già adottato delle misure per incoraggiare la produzione di latte, per disporre più terre da coltivare e abolire i dazi all'importazione. "Non escludo, ha affermato, che per risolvere questo problema si debba ricorrere agli Ogm, d'altronde, la soia importata in Europa é per l'80% geneticamente modificata". Ma l'impegno dei politici europei é volto soprattutto all'Africa: "Aiuti per avviare l'agricoltura tramite sementi e fertilizzanti e una politica anti-protezionista", è quello che si dovrebbe fare per commissario europeo allo sviluppo Louis Michel. "1 dollaro o 1 euro investito in agricoltura é il modo più efficiente per contrastare la povertà", ha proposto il ministro dell'agricoltura francese Michel Barnier. La mietitura di una nuova agricoltura - Secondo Neil Parish, eurodeputato britannico e presidente della commissione parlamentare per l'agricoltura del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (Ppe-de), "é necessario liberare gli agricoltori europei dai lacciuoli della burocrazia, sostenere il mercato attraverso sovvenzioni e permettere loro di poter finalmente nutrire il mondo". "Giocano un ruolo cruciale i giovani agricoltori", gli ha fatto eco Keti Partanen presidente della federazione internazionale dei produttori agricoli (Ifap), che ha ricordato come "bisogna puntare su di loro perché attenti alla qualità dei prodotti, allo sviluppo a livello locale e all'innovazione del settore". Una visione pessimistica invece quella avanzata da Michel Griffon, direttore generale dell'agenzia nazionale francese per la ricerca: "Non ci sarà abbastanza spazio sulla Tterra nei prossimi 40 anni se la domanda alimentare dovesse rimanere su questi standard". Poi si è chiesto: "Le sfide future? Bisogna per forza partire dai cambiamenti climatici, ridurre l'emissione di Co2, risolvere il problema della desertificazione e della scarsità d'acqua". Mal d'Africa - Circa 450 milioni di agricoltori coltivano meno di due ettari di terra, e questa cifra rappresenta un terzo dei coltivatori mondiali. Il ministro dell'agricoltura del Marocco Aziz Akhannouch, ha spiegato che il 45% della popolazione marocchina è impiegata nel settore rurale, ma la siccità rappresenta un problema che incrementa la povertà. Questa crisi, sostiene Akhannouch, può essere risolta soltanto attraverso aiuti, investimenti e scambi commerciali. Ousseni Salifou, commissario per l'agricoltura della comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, lancia l'allarme sulla necessità di aiuti contro la povertà estrema nei suoi territori, e con orgoglio dichiara: "Il potenziale é qui in Africa". . <<BACK.

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SI E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amminis (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PRIMO PIANO pag. 13 SI E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amminis... SI E' TENUTO l'atteso incontro fra l'amministrazione comunale di Montecatini e il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. La città termale era rappresentata dal sindaco Ettore Severi e dall'assessore all'urbanistica Alessandro Sartoni. Il summit, che si è svolto a Firenze nei locali del gruppo di Alleanza Nazionale alla Regione, era stato richiesto dallo stesso Comune di Montecatini ed era centrato sugli ultimi aspetti da definire in merito alla progettazione e al finanziamento dei lavori necessari a raddoppiare i binari nella tratta Firenze-Lucca, con i contestuali rilevanti interventi infrastrutturali che interesserebbero alcuni territori comuni, fra qui appunto quello montecatinese. Da troppo tempo infatti l'area metropolitana, fermandosi a Pistoia, taglia fuori la Valdinievole da una irrinunciabile modernizzazione dei trasporti pubblici. "DA LUNGO TEMPO ? dichiara l'assessore Sartoni ? è noto l'impegno della Destra in città per l'interramento della ferrovia quale passaggio obbligato non soltanto per perseguire l'obiettivo di una più moderna rete infrastrutturale, ma anche per ricucire un abitato cittadino tagliato sull'asse est-ovest sia della linea ferroviaria che da quella autostradale; per snellire il traffico veicolare che anche a causa del Memorario imposto dalla Regione va in tilt in corrispondenza dei passaggi a livello più volte al giorno, migliorando conseguentemente la qualità dell'aria. Il ministro Matteoli ? prosegue Sartoni ? consapevole delle attese da parte montecatinese, ha assicurato la delegazione comunale che nel giro di alcuni giorni avrà un incontro sul tema coi massimi vertici delle Ferrovie dello Stato al fine di avere un quadro ben definito della questione". ULTERIORE ARGOMENTO di incontro e confronto fra Montecatini e Matteoli dovrà essere, nelle prossime settimane, il caso del complesso ex-Paradiso a Montecatini Alto, l'ecomostro che sopravvive a ogni tentativo di demolizione o modifica grazie a una burocrazia medievale e alla ben nota lentezza della giustizia. Mai.

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Cimitero al completo, vietato morire (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Cagliari Pagina 1021 Senorbì. Il Comune scrive alla Regione per poter superare le difficoltà urbanistiche Cimitero al completo, vietato morire Senorbì.. Il Comune scrive alla Regione per poter superare le difficoltà urbanistiche Costruzione di nuovi loculi bloccata dal Piano paesaggistico --> Costruzione di nuovi loculi bloccata dal Piano paesaggistico Non ci sono più loculi e il Comune vorrebbe poter ingrandire il cimitero, ma il Piano paesaggistico regionale lo impedisce. A Senorbì è vietato morire. Non ci sono più spazi liberi in cimitero e non si possono realizzare nuovi loculi: a impedirlo è una norma inserita nel piano paesaggistico regionale. Il Ppr classifica le aree cimiteriali come beni paesaggistici (articolo 48) e di conseguenza (articolo 49) ne vieta "qualunque edificazione o altra azione che possa comprometterne la tutela". Un bell'impiccio. La Giunta comunale, il 6 giugno ha approvato il progetto per la realizzazione di 120 nuovi loculi, ma appena gli uffici tecnici si sono messi a esaminare il progetto è saltato fuori il vincolo. È incredulo il sindaco Adalberto Sanna che si lascia andare ad una battuta sarcastica: "Vorrà dire che seppelliremo i nostri cari in collina come gli antichi indiani". Nel nuovo camposanto ci sono solo dieci loculi a disposizione. Tre di questi risultano "prenotati" da cittadini che hanno espresso il desiderio di essere seppelliti vicino ai loro familiari quando arriverà il momento, ma in caso di necessità il diritto di prelazione viene meno. E dopo? "Massimo tre mesi e il problema esploderà in tutta la sua drammaticità", continua Sanna, "di questo passo la burocrazia ci impedirà di morire e persino di vivere". Una lettera con richiesta di chiarimenti è stata inviata al presidente della Giunta Renato Soru, agli assessori agli Enti locali e alla Sanità Gianvalerio Sanna e Nerina Dirindin, al direttore della Asl di Cagliari Gino Gumirato e al prefetto Salvatore Gullotta. "Riteniamo doveroso rappresentare la gravità delle conseguenze, sia di ordine pubblico che di salute pubblica, che possono derivare dalla mancata realizzazione delle opere cimiteriali", si legge nella richiesta di chiarimenti firmata dal sindaco Adalberto Sanna e dal geometra Giovanni Pireddu, responsabile del procedimento. "È necessario un chiarimento sulla corretta interpretazione delle norme e se effettivamente sia precluso realizzare nuovi loculi e in tal caso quali misure di emergenza adottare per le salme che non possono essere tumulate". Per non perdere tempo l'amministrazione ha anche informato un legale. "È una situazione kafkiana", commenta l'avvocato Silvana Congiu. "Attendiamo il parere della Regione. Se non dovesse arrivare il nulla osta paesaggistico sarà inevitabile il ricorso al Tar". Resta una speranza legata a una diversa interpretazione delle norme: la realizzazione di nuovi loculi potrebbe non essere considerata edificazione e a quel punto il Comune avrebbe mano libera. SEVERINO SIRIGU.

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Kakà, 94 milioni dal Chelsea. Ma Galliani nega (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il club inglese pronto a investire sul brasiliano i soldi di Moratti, che sta per chiudere per Lampard e Drogba È cominciata la settimana dell'Inter. Lampard , Mancini , Quaresma e forse pure Drogba . Branca, è pronto a partire per Londra, dove si è radunato il Chelsea, e chiudere l'affare Lampard per otto milioni e mezzo. La situazione non è facile, anche perché Lampard avrebbe invece già fatto sapere al Chelsea di volere andare via. Di certo non vuole rinnovare il contratto potendo lasciare Londra la prossima stagione a parametro zero. All'interno della trattativa per Lampard se ne potrebbe sviluppare un'altra, quella per portare anche Drogba alla corte di Mourinho. Le prossime ore saranno decisive anche per Mancini, i nerazzurri si incontreranno con la Roma e tra i 12 e i 13 milioni si dovrebbe trovare l'accordo per arrivare alla fumata bianca. Entro fine settimana, stando a quanto riferisce la stampa portoghese, anche Quaresma sarà un giocatore dell'Inter. Al Porto andrebbe una parte in cash più Julio Cruz , contropartita in grado di fare sborsare all'Inter meno soldi possibile. Tuttavia l'agente del giocatore, Jorge Czysterpiller, ha smentito l'ipotesi di un trasferimento del suo assistito: "Cruz non si muove dall'Inter. Resterà al cento per cento". Non si muoverà da Milano nemmeno Kakà . Il Chelsea, secondo la stampa inglese, avrebbe avanzato un'offerta da 94 milioni di euro ma sia il club inglese che, soprattutto, il Milan hanno negato. In particolare Galliani ha spiegato: "Posso confermare che il Chelsea ci ha dichiarato il suo interessamento per Kakà ma io ho risposto che il Milan non è interessato a cederlo. Ho stoppato tutto prima che arrivasse un'offerta, quindi non so se ci avrebbero fatto un'offerta da 94 milioni di euro". Incedibile è anche Emmanuel Adebayor , il sogno rossonero per l'attacco: "Noi vogliamo che Adebayor resti, di sicuro", ha detto il presidente dell'Arsenal, Peter Hill-Wood. Anche Adrian Mutu non si muoverà, resterà alla Fiorentina e la Roma dovrà cercare altrove per regalare a Spalletti l'attaccante desiderato. Per quanto riguarda il mercato in entrata dei viola, l'unico arrivo potrebbe essere a centrocampo ma difficilmente sarà Almiron : "Il fatto è che la Juve lo darebbe in comproprietà. La Samp è la squadra favorita per acquistarlo perchè è disposta ad accontentare le richieste dei bianconeri riguardo alla formula del trasferimento - ha detto l'agente dell'argentino, Claudio Vagheggi -. La Fiorentina invece sarebbe orientata verso un prestito". Cerca a centrocampo anche la Lazio: "Stiamo seguendo Fernandez - ha detto il presidente Lotito - ma aspettiamo ormai da un mese e mezzo il passaporto comunitario e stavolta, dopo l'esperienza Carrizo, evitiamo di confidare nella burocrazia e lasciamo perdere l'operazione una volta per tutte". Al momento i biancocelesti non prevedono alcun ingresso in difesa, sembra tramontata l'ipotesi Cosmin Moti tanto che lo stesso romeno dal ritiro della Dinamo Bucarest ha detto: "Non posso dire se il passaggio alla Lazio sarebbe stata una bella o una cattiva cosa, dico solo che non voglio più pensare alla Lazio".

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Genova, accoltellata dal marito "lo avevamo denunciato 5 volte" - giuseppe filetto (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca La ragazza è grave, l'uomo, tunisino, in fuga. La madre: la minacciava ma i carabinieri non hanno fatto niente Genova, accoltellata dal marito "Lo avevamo denunciato 5 volte" GIUSEPPE FILETTO GENOVA - Due coltellate all'addome, sull'uscio di casa, al termine di una lite. E ora Sara Pavesi, 29 anni, è in gravissime condizioni nel reparto Rianimazione dell'ospedale Villa Scassi, mentre la polizia dà la caccia al mancato omicida in fuga, il marito tunisino della ragazza. "La scorsa settimana aveva giurato che mi avrebbe fatto piangere", dice la madre di Sara. Ieri l'uomo di 40 anni, che nel novembre del 2006 aveva sposato la ragazza per ottenere il permesso di soggiorno ed ora voleva la cittadinanza italiana, ha mantenuto la promessa. "è riuscito a farmi piangere - ripete la donna - anche se in passato abbiamo presentato 5 denunce, chiesto protezione per la nostra unica figlia, ma i carabinieri ci hanno detto che purtroppo la burocrazia e la giustizia italiana non permette di muovere un dito". Una vicenda che ricorda quella di Luca Delfino, che nell'agosto del 2007 ammazzò a Sanremo l'ex fidanzata, Maria Antonietta Multari. L'uomo, disoccupato, non si rassegnava alla decisione della moglie, che aveva iniziato le pratiche di separazione. Un matrimonio finito in 3 mesi e che lo scorso marzo aveva avuto un altro epilogo: il nordafricano ha tentato di ammazzare la moglie, sempre in quell'appartamento dove avevano deciso di andare a vivere: a San Teodoro, quartiere operaio situato alle spalle della Stazione Principe. "Quel giorno Sara indossava un giubbotto pesante e lui non c'era riuscito ad ammazzarla", racconta la madre. Lui che perseguitava la moglie notte e giorno, la minacciava di morte, perché lei non voleva più saperne di quell'uomo prima gentile ed affettuoso, però diventato violento dopo il matrimonio.

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Così la burocrazia ostacola l'integrazione (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tempi lunghissimi per i permessi di soggiorno. Pelleriti (Cisl): ritardi fuori dalle regole Sindacati e Confindustria Bergamo scrivono al ministro Maroni e al prefetto Andreana Un anno. È il tempo che G. S., diciassettenne boliviana, deve attendere per la convocazione in Questura per impronte e foto, così da rinnovare il permesso di soggiorno. Scaduto lo scorso aprile, a maggio G. S. si è rivolta alla Cisl per inoltrare richiesta di rinnovo. Lo scorso 16 giugno è arrivata la raccomandata di convocazione in Questura: 27 maggio 2009. Ma la sua "Odissea nello spazio della burocrazia" non avrà termine in quel giorno. Dovranno passare altri mesi, se non un anno - vista l'attuale tempistica - prima di ricevere la carta di soggiorno, richiesta attraverso la domanda della madre, che condivide l'identica situazione. Per più di un anno la ricevuta delle Poste garantirà ad entrambe la "regolarità" sul territorio italiano, esclusa la possibilità di espatrio. Arrivata quattro anni fa in Italia per ricongiungimento familiare con la madre, badante da sei anni a Bergamo, G. S., al secondo anno del corso servizi per l'impresa dell'Enaip, preferisce rimanere nell'anonimato. Teme che denunciando la lentezza burocratica possa subire ripercussioni. La situazione sembra deviata: paura nell'esprimere la necessità di ricevere un diritto. "Sulle regolarizzazione non si scherza ? afferma Mimma Pelleriti, segretario confederale Cisl ?. Purtroppo la storia di G. S. è la normalità e non dovrebbe esserlo. Un calvario, fuori dalle regole. Non ci sono voci governative che affrontino questo problema. Sulla sicurezza si spendono parole, sulla lentezza molti silenzi. Questo provoca uno stato di precarietà sociale. Gli stranieri in regola vengono messi sullo stesso piano degli irregolari. Timore di esporsi, di muoversi. Per raggiungere un benessere di convivenza tra stranieri e bergamaschi bisogna agire su piani di reciprocità dei diritti e dei doveri. La regolarizzazione è il primo passo per il riconoscimento della persona e l'attivazione di una politica d'inclusione e d'integrazione. Vuol dire riconoscimento di diritti civili elementari: affitto, lavoro regolari, assistenza sanitaria, con conseguente assunzione di responsabilità da parte degli stessi immigrati. Ma la lentezza burocratica ostacola questo salto in avanti. Ad essa si aggiunge poi una carenza di personale e di mezzi da parte degli sportelli della Prefettura e della Questura, competenti per le procedure amministrative di rinnovo dei permessi di soggiorno, d'ingresso degli stranieri per motivi di lavoro e ricongiungimento familiare". Tale disagio è stato trasmesso al ministero dell'Interno e al prefetto Camillo Andreana attraverso una lettera congiunta scritta il 10 giugno scorso da Cisl, Cgil, Uil e Confindustria Bergamo. Nella lettera si è sollecitato l'intervento delle autorità per agevolare il rispetto delle tempistiche previste dalla normativa nel rilascio dei documenti. I ritardi creano problemi sociali, occupazionali e aziendali. La presenza straniera è ormai consolidata sul territorio. Secondo i dati dell'ultimo rapporto dell'Osservatorio provinciale, al 1° gennaio 2007, sarebbero 92 mila gli stranieri, di cui il 15% irregolare, a dispetto dei 38.800 immigrati presenti nel 2001. La popolazione migrante è per il 56% composta da uomini, il 70% dei regolari ha un'età compresa tra i 15 e i 44 anni e la loro natalità è doppia (3,1%) rispetto ai bergamaschi (1,5%). Come sottolineato nella conferenza dello scorso maggio "Diritti al cambiamento. Conferenza Cisl, Cgil, Uil a Bergamo su sviluppo occupazionale e politiche territoriali", la presenza costante degli stranieri nel sistema produttivo, dei servizi ha un conseguente impatto su politiche del lavoro e sociali da rivedere in relazione al fenomeno migratorio. "È necessaria una revisione della Bossi-Fini per tornare alla normalità e creare le condizioni idonee per l'integrazione. È comprensibile discutere di sicurezza, preoccuparsi di disordine pubblico, ma bisogna anche capire le cause e le crepe del tessuto sociale in cui si genera l'illegalità ? continua Pelleriti ?. Tra le crepe anche quella istituzionale della lentezza burocratica, che pone lo straniero con le spalle al muro. La lentezza può generare sia forme di intolleranza, come l'illegalità, sia di timore, come l'esclusione sociale, per cui lo straniero non si sente parte attiva del territorio, condizione indispensabile per l'inclusione". Pertanto a livello nazionale, Cgil, Cisl e Uil, lo scorso 25 giugno, hanno scritto al ministro dell'Interno Roberto Maroni per chiedere un incontro. Per ora ancora nessuna risposta da parte del Governo. Ma i sindacati avanzano l'urgenza di approfondire alcuni temi in materia d'immigrazione, tra cui le domande valide eccedenti le quote flussi 2007 e i tempi lunghi d'attesa, oltre i termini consentiti dalla legge, nella consegna e nel rinnovo dei permessi di soggiorno. Daniela Morandi.

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Peghin: <Contratto con il Nord> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Peghin: "Contratto con il Nord" Confindustria: i parlamentari veneti firmino un impegno per il federalismo Marcegaglia: riforma ineludibile ma evitiamo di gonfiare le burocrazie L'assemblea di Padova: "Il Veneto diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova, un tipo spesso placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare l'elmetto, di far titolare "Italia spaccata" l'assemblea generale della sua associazione e di usare toni ultimativi nella sua relazione: federalismo subito, nessuna pietà con chi saccheggia le risorse pubbliche e zavorra la parte più virtuosa del Paese. Applaudito con convinzione in platea dai colleghi, dalla prima linea confindustriale veneta e nazionale (da Andrea Riello a Emma Marcegaglia), Peghin propone un "Contratto per il Nord" per l'attuazione dell'autonomia entro dicembre, lo sottopone non solo al governo, non solo ai veneti "ma ai parlamentari di tutto il Nord e di entrambi gli schieramenti". Una sorta di impegno solenne e formale, con questo territorio che si candida "a terreno di sperimentazione del federalismo ", in cui il Veneto "chiede per sé un sistema di finanziamento delle proprie competenze, con un'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione ". è il metodo, insomma, del federalismo a velocità varibile, "il modo di risolvere la questione settentrionale, così diversa ma così dipendente da quella meridionale". Ci sono perfino sonore bacchettate per la Corte Costituzionale, definita "compiacente" a proposito della recente sentenza con cui ha respinto un ricorso di Veneto e Lombardia sul ripianamento dell'extradeficit sanitario di cinque regioni del Centro Sud. Parole dure, accompagnate dall'invito a usare il "commissariamento, le elezioni e l'ineleggibilità degli amministratori "falliti"", cioé quelli che moltiplicano a livello locale sprechi e costi pubblici. Un assist per Maurizio Sacconi, il ministro trevigiano ospite d'onore, che promette: "Dobbiamo liberare il Paese dal peso di amministrazioni pubbliche ineffficienti. Sapete che ho proposto al Consiglio dei ministri, insieme al ministro Tremonti, il commissariamento del Lazio. Questo vale per tutte le Regioni: chi non osserva i piani di rientro sulla spesa sanitaria sarà commissariato. E questo è solo un anticipo di quello che sarà il federalismo fiscale: oltre una certa soglia scatta il "fallimento politico" " con tanto di sanzioni. Emma Marcegaglia, che chiude l'assemblea, è certamente più convinta del suo predecessore Luca di Montezemolo, sempre piuttosto tiepido sull'argomento: la mantovana parla di "riforma ineludibile " per poter consentire a "territori omogenei di poter rispondere meglio alle logiche della globalizzazione". Ma con la solita avvertenza: "Il decentramento finora è stato fatto molto male". Quindi no a operazioni "che aumentino i centri di costo e la burocrazia, il federalismo va fatto alleggerendo lo Stato". In primo piano anche la stretta attualità economica: la "minaccia" di autunno caldo in arrivo da Guglielmo Epifani, che ha attaccato a testa bassa il governo, è una novità di giornata. Maurizio Sacconi replica secco: "Non ci credo. Piuttosto, c'è il rischio di un autunno gelido", tra crisi della finanza mondiale e inflazione, per cui "non è eccessivo ipotizzare una recessione mondiale ". Sembra dargli ragione Marcegaglia: "Anche nel 2009 prevediamo una crescita dello 0,6%. Cioè molto meno del previsto. Non credo che siamo condannati a non crescere per sempre, ma c'è una situazione di urgenza che va affrontata subito, perchè non c'è più tempo ". Claudio Trabona (Altro servizio nel Corriere della Sera) Appello a Roma Francesco Peghin con il ministro del Welfare, il trevigiano Maurizio Sacconi.

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Ty: <Cda moltiplicati> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria: BREVI ty: "Cda moltiplicati" l'"attrazione fatale" delle amministrazioni locali per le "municipalizzate" Galan, tra lo stupore dei diretti interessati, comodamente seduti tra il pubblico in prima fila, spara quello che nessuno si aspettava. "Per rimanere sul locale - spiega tranquillo il presidente -, mi pare esemplare quello che è successo con Aps. A onor del vero bisogna dire che a Nordest è l'unica azienda che ha avuto il coraggio di affrontare una fusione ". "Nel portare avanti l'operazione prima la Destro e poi Zanonato - affonda il colpo -, non hanno esitato a tener in vita e a creare ex novo nuove società collegate, con nuovi cda, nuove strutture, nuovi presidenti. Mi chiedo che senso abbia che una multiutility si occupi di pubblicità o di sicurezza variamente declinata". Il governatore, anche se non lo nomina mai indirettamente non rinuncia ad una punzecchiatura al suo rivale più acceso: il presidente della Provincia Vittorio Casarin. E ancora una volta lo fa sul terreno a lui più congeniale: la società Autostrade Brescia -Padova di cui Casarin è componente del cda. "Ma è lecito - si è chiesto Galan - che una società come l'autostrada Brescia-Pad ova metta in piedi un'azienda che si chiama "Serenissima Costruzioni" e che affidi a questa opere che vanno dalle costruzioni alla scelta e messa a dimora di piante a bordo strada, senza che ci sia modo di porre in concorrenza fornitori diversi? Credo che Confindustria dovrebbe battersi contro un modello culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se stessa". Il presidente torna anche sulla querela annunciata dal numero uno di palazzo Santo Stefano dopo l'uscita della prima fatica letteraria "galaniana" Il Nordest sono io. "Non è ancora arrivato nulla. Io però attendo fiducioso. Intanto mi godo il successo del libro. Le vendite vanno benissimo, anche se il mio avvocato dice che questa potrebbe essere un'aggravante ". Le esternazioni a tutto campo del governatore non potevano poi soprassedere dal toto candidato del centrodestra che dovrà sfidare Zanonato la prossima primavera. "So che qualcuno ha fatto il mio nome, ma sinceramente nessuno mi ha chiesto nulla" commenta sardonico. E se la richiesta dovesse arrivare? "In tanti mi danno candidato anche a Venezia - conclude ridendo -, eventualmente potrei diventare sindaco pro tempore. Un po' in Laguna e un po' a Padova". Alberto Rodighiero.

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Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: ECONOMIA - data: 2008-07-08 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Panorama Aiuti alle imprese, meno burocrazia per i finanziamenti "Semplificazione". E' la parola d'ordine per gli aiuti alle imprese previsti per il ciclo dei fondi strutturali 2007-13 e presentati ieri a Bari da Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico, in un incontro organizzato dall'Arti. Come anticipato dal Corriere, dai 17 interventi della passata programmazione si passa a 5. "E' stata realizzata - ha chiarito Frisullo - una novità importante che renderà il sistema più efficiente. L'obiettivo è canalizzare le domande verso sportelli permanenti". Cdc di Bari, "spiega" l'energia Uno sportello per l'energia e per l'ambiente che accompagni le imprese della provincia di Bari a utilizzare meglio nelle politiche energetiche. Sorgerà presso l'Aicai (azienda speciale della Camera di commercio di Bari) il nuovo servizio dedicato alla consulenza. "Lo sportello per l'energia – spiega Luigi Farace (nella foto), presidente dell'ente camerale - si propone di rappresentare anche il punto di contatto per le relazioni con l'Ue e di intermediazione verso gli altri attori locali, regionali e nazionali. Si offriranno alle aziende una gamma di servizi di assistenza, dalla diffusione di buone pratiche alla ricerca di finanziamenti, si farà formazione e informazione, nella consapevolezza della necessità di promuovere uno sviluppo quanto più sostenibile possibile e a minor impatto ambientale". Pop Bari, concluso master E' terminato, con l'assegnazione dei diplomi, il II master in "Financial & Relationship banking" organizzato da Banca Popolare di Bari insieme alla facoltà di economia dell'Università di Bari e con la partnership tecnica di Spegea. "Abbiamo voluto ripetere questa esperienza - ha detto Marco Jacobini, amministratore delegato della Pop di Bari - perché crediamo nei giovani". Portaccio, nuovo presidente giovani industriali di Lecce Vincenzo Portaccio, imprenditore del settore turistico, è il nuovo presidente del gruppo giovani di Confindustria Lecce. E' stato eletto all'unanimità e raccoglie l'eredità di Ennio Montinaro.

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Parma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)

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PARMA 08-07-2008 Parma Il rilancio dell'economia La leader degli industriali ieri al Regio per l'assemblea dell'Upi: "Puntiamo a un accordo con il sindacato entro il 30 settembre" Marcegaglia: no alla rincorsa tra prezzi e salari "Per combattere l'inflazione occorre che produttività e stipendi marcino di pari passo" Aldo Tagliaferro H a le idee chiare. Molto chiare. E' aperta al dialogo ma è anche consapevole che questo Paese ha fretta. E quindi "non può permettersi un autunno caldo. Serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti". Emma Marcegaglia - presidente di Confindustria - affronta la platea del Regio con un piglio deciso e si rivolge tanto ai colleghi riuniti per la 63" assemblea dell'Unione parmense degli industriali quanto a Guglielmo Epifani, l'interlocutore con cui l'Upi ha coraggiosamente allargato la sfera del dibattito. E proprio al numero uno della Cgil la Marcegaglia ha voluto ricordare come la produttività, "che non è uno slogan vuoto", e i salari debbano necessariamente andare insieme: "Riconosco che c'è un problema dei salari, ma queste due parole devono essere unite". "Nel 1996 - aggiunge - il reddito pro capite in Italia era superiore del 5% alla media europea, oggi è inferiore del 7%. Per questo abbiamo aperto un tavolo con i sindacati e intendiamo arrivare ad un accordo entro il 30 settembre". Perché di tempo - sembra di capire - se ne è perso anche troppo. E a Epifani la Marcegaglia ricorda anche che nel 3,8% di inflazione circa la metà è importata e "le imprese pagano un costo. Non possiamo caricarci due volte il costo dell'inflazione importata perché questo problema non si risolve aumentando il peso sulle imprese". Dunque no all'indicizzazione che produrrebbe un danno enorme di competitività se stretto nella corsa perversa fra prezzi e salari. "Se tornassimo alla scala mobile - taglia corto - l'inflazione schizzerebbe all'8%". Il cahiers de doleance si allunga. E la Marcegaglia ne ha per tutti. Prendiamo la scena internazionale, dove l'imprenditrice bolla come "delinquenziale" il modo con il quale il mondo della finanza ha scaricato su risparmiatori e imprese un sistema di castelli di carta; quanto alle materie prime che crescono anche del 100% anno dopo anno "c'è un sistema di prodotti finanziari che fa crescere i prezzi molto di più rispetto alla naturale dialettica tra domanda e offerta". La bordata più potente arriva all'Eurotower (e qui è in sintonia con Epifani): l'aumento del costo del denaro peggiora la situazione. Bruxelles farebbe meglio ad occuparsi dei mercati internazionali pretendendo regole uguali per tutti. Quanto all'Italia Emma Marcegaglia legge con tutta evidenza una crescita minima (+0,1% nel 2008) e soprattutto nota come "in dieci anni siamo cresciuti dell'1% in meno rispetto alla media europea. Con il risultato che oggi ci mancano 150 miliardi ". Che fare, allora? La ricetta utilizza gli stessi ingredienti scelti da Daniele Pezzoni, presidente dell'Upi: cultura d'impresa, meritocrazia, investimenti nella scuola, nell'università e nel mondo del sapere "perché qui ci giochiamo il futuro". E' chiaro comunque che il problema del potere d'acquisto è oggi quello più pressante. Sul decreto del governo che prevede la detassazione degli straordinari la Marcegaglia esprime un giudizio positivo e anzi rilancia al ministro Sacconi, seduto in prima fila dopo il faccia a faccia con Epifani, di "renderlo non solo sperimentale ma stabile e solido aumentando la platea di chi può beneficiarne sia in termini di reddito che di valore dei premi e dello straordinario soggetto a detassazione ". Ed è sostanzialmente positivo anche il giudizio sulla manovra illustrata a metà giugno. La presidente di Confindustria accoglie con favore l'idea della stabilizzazione della finanza pubblica, l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011 ottenuto grazie a tagli della spesa anziché all'inasprimento fiscale. In particolare va nella giusta direzione la riduzione della spesa corrente ("da noi è salita del 2,1% mentre in Francia e Germania si è progressivamente ridotta") così come la ricerca di maggiore efficienza nella macchina dello Stato. Il Regio applaude convinto e sono molti gli imprenditori che annuiscono quando la Marcegaglia parla di riduzione della burocrazia e degli oneri alle imprese, liberalizzazione dei servizi pubblici, ritorno al nucleare. "L'importante - sottolinea rivolta a Sacconi - è andare fino in fondo anche quando le scelte sono impopolari. Troppe volte abbiamo visto leggi ben scritte che non si traducono poi in realtà". Ma poi la Marcegaglia si toglie qualche sassolino anche nei confronti dell'azione di governo. Sono due i punti deboli individuati da Confindustria: le infrastrutture e la pressione fiscale. "A parte la banda larga - sostiene la Marcegaglia relativamente alla primo questione - c'è ben poco sulle infrastrutture materiali, vittime di una drammatica gestione del consenso per cui le cose da noi si fanno in vent'anni e in Spagna in un anno ". Sulla condanna dell'"Italia dei veti" piove un altro applauso, seguito da uno ancora più convinto in materia fiscale: "La pressione è ai massimi storici, il 43,3% del Pil che diventa oltre il 52% su chi paga davvero. E il total tax rate è del 76% contro il 57% della Germania e il 46% degli Stati Uniti. E' giusto combattere l'evasione fiscale, ma il denaro recuperato va usato non per abbattere le spese correnti ma per diminuire la stretta fiscale. E poi va abbattuta l'Irap, una tassa che deve essere deducibile dalle altre tasse". Insomma, il quadro non è idilliaco ma la Marcegaglia saluta con un messaggio di ottimismo che ricorda tanto Montezemolo: "I problemi sono tanti, ma non sono rassegnata". "L'aumento del costo del denaro peggiora la situazione" Marcegaglia Durante il suo intervento e sotto con il ministro Sacconi.

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Gli imprenditori promuovono Emma (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PARMA 08-07-2008 I COMMENTI GRECI: "MOLTO CONCRETA". RODELLI GIAVARINI: "SERVE UN LAVORO DI SQUADRA" Gli imprenditori promuovono Emma Rosi: "E' arrivata l'ora delle decisioni" Pizzarotti: "Servono infrastrutture" II Per Gilberto Greci non ci sono dubbi: nell'assemblea annuale dell'Upi "si è finalmente parlato di argomenti concreti". Il confronto tra i rappresentanti degli imprenditori e dei lavoratori ha fatto emergere che "i problemi sono molto delicati. Interessa che ci sia uno sforzo importante da parte di tutti di far crescere il Paese. L'intervento della Marcegaglia? Molto concreto". Marco Rosi esprime un "grande apprezzamento" per le dichiarazioni del ministro Sacconi. "Spiace - aggiunge il presidente della Parmacotto - che Epifani abbia eluso la richiesta di un atteggiamento di complicità da assumere in futuro. L'intervento di Emma Marcegaglia come sempre è stato molto incisivo e puntuale. Ottima anche la relazione del presidente Pezzoni. La situazione del Paese? Siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più dilazionare le risposte. E davvero arrivato il momento in cui si devono prendere le decisioni, per quanto debbano essere ponderate. I temi da affrontare? Infrastrutture, burocrazia, rendimento del lavoro e della produttività. Tutti temi che si rinviano da trent'anni perchè ogni volta si è dovuto accontentare qualcuno. L'Alitalia è l'esempio di come i sindacati con maggiore responsabilità di altri hanno portato quest'azienda straordinaria al tracollo ". Infrastrutture: secondo Paolo Pizzarotti è questo il tema principale da affrontare per lo sviluppo del Paese. "Si dice sempre che sono indispensabili e poi non si fanno - dichiara l'imprenditore - Nel '92 abbiamo organizzato a Parma un convegno nazionale di Confindustria sulle infrastrutture. Da allora ad oggi non si è fatto nulla. Si succedono i governi, le ricette sono sempre le stesse, ma restano sulla carta. Se non ci diamo una mossa diventiamo l'ultimo Paese d'Europa e il primo dell'Africa". Rossella Rodelli Giavarini definisce "ottimo" l'intervento della Marcegaglia: "Ha dato molti spunti sull'importanza di un lavoro di squadra. Un esempio? La riduzione della pressione fiscale: è importante non solo a livello di impresa, ma per tutto il Paese. Come Confindustria stiamo portando avanti un discorso molto nuovo: l'interesse dell'impresa e dei lavoratori devono marciare insieme pur coincidendo con gli interessi generali di tutto il Paese ". mar.fed. Imprenditori in platea. Guido Barilla, Paolo Pizzarotti, Marco Rosi e Alberto Chiesi.

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Tremila posti ma solo mille domande evase (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-07-08 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE I flussi immigrati Tremila posti ma solo mille domande evase TREVISO - Quasi 16 mila domande, poco meno di 3 mila posti a disposizione e la macchina della burocrazia che gira a regime ridotto. Sono i dati relativi alle richieste per il decreto flussi 2007 nella provincia di Treviso: oltre alle migliaia di datori di lavoro che non verranno per forza di cose accettata la loro domanda, sono ancora migliaia le pratiche da esaminare. Per gli oltre 2.800 posti di lavoro subordinato assegnabili con le quote, le domande esaminate sono state circa il 30 per cento, quindi meno di mille: ad immigrati e datori di lavoro, non resta che aspettare. A puntare il dito contro le lungaggini burocratiche i sindacati, ieri presenti alla riunione del Consiglio Territoriale per l'immigrazione in prefettura: "Un'emergenza molto grave a Treviso – spiega Franco Marcuzzo, Anolf-Cisl - riguarda anche i neonati immigrati, le cui famiglie devono aspettare mesi prima di ottenere il permesso di soggiorno". "Che venga personale in aiuto da altre province dove la situazione non è così critica", l'appello del segretario della Cgil Paolino Barbiero. Circostanza che verrà discussa la prossima settimana in prefettura, per porre nei limiti del possibile un rimedio alla carenza d'organico dell'ufficio stranieri in questura e allo sportello unico in prefettura. Sebastiano Pozzobon.

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Pezzoni: il sistema Parma funziona bene (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA 08-07-2008 SUMMIT DEGLI INDUSTRIALI ASSEMBLEA ANNUALE DELL'UPI Il presidente dell'Upi "I vizi italiani? Eccesso di pressione fiscale e di burocrazia". I punti cardine del discorso inaugurale dell'assemblea al Regio Pezzoni: il sistema Parma funziona bene "Positivi i dati su produttività e occupazione Ma bisogna superare le logiche di campanile" Aldo Tagliaferro R uota intorno all'etica del lavoro come elemento fondante della società e di affermazione dell'uomo il discorso con cui Daniele Pezzoni inaugura la "prima" dell'Upi al Teatro Regio. La 63" assemblea degli industriali di Parma riporta al centro del palcoscenico i valori della responsabilità d'impresa, del dialogo e dell'etica del lavoro per affrontare una fase che - Pezzoni non lo nasconde - danza pericolosamente tra la crisi finanziaria internazionale e la folle corsa speculativa delle materie prime. Certo, l'isola di Parma è ancora abbastanza felice da consentirci numeri migliori della media nazionale e regionale, ma le tensioni della globalizzazione arrivano anche qui. Arrivano dalla crisi del credito negli Usa, dal "no" irlandese all'Europa di Lisbona (che Pezzoni condanna pur riconoscendo che è alimentato "dai tanti vincoli e limiti posti dall'Unione Europea"), dalle regole internazionali del mercato che non tutelano a sufficienza la competitività del Made in Italy. I vizi italiani Ma ci mette del suo anche l'Italia, dove "la pressione fiscale - sottolinea Pezzoni - è ai massimi storici, la burocrazia non si è alleggerita e l'intervento pubblico in economia si è addirittura dilatato". Le pastoie della politica e dei veti incrociati sono piaghe che hanno prodotto disastri come quello dell'Alitalia, e il presidente dell'Unione Industriali punta il dito contro "la prima emergenza italiana, e cioè l'"incapacità di decidere"" e contro un sistema "dove le risorse non vanno quasi mai a premiare chi produce efficienza, ma vengono invece distribuite a cascata con criteri spesso automatici in cui l'unica variabile meritocratica pare essere quella del saper invecchiare ". Serve, insomma, un'Italia che creda nella meritocrazia, nella condivisione degli obiettivi e nel riconoscimento del lavoro come espressione dell'identità nazionale. Non stupiamoci, altrimenti, se negli ultimi vent'anni non è cresciuta la presenza di multinazionali in Italia o se ci sono più di duecento opere pubbliche bloccate: in Italia regna "la paura del nuovo - continua Pezzoni - e tutti desiderano, a parole, progresso e modernità ma nessuno è disposto a rinunciare alle proprie comodità o a pagare i "costi" che tali processi comportano ". Un banco di prova importante è l'attesa riforma della contrattazione aziendale, per la quale Pezzoni nutre fiducia anche per il cambio di atteggiamento da parte del sindacato. L'agenda delle urgenze Ma è lunga la lista delle priorità. Pezzoni indica alcune direttrici di lavoro imprescindibili, come la necessità di un sistema scolastico allineato agli standard europei; e poi la lotta agli infortuni sul lavoro che non può risolversi con norme più restrittive ma implica maggiore informazione, formazione e assunzione di responsabilità. E ancora: il welfare, fossilizzato sul dibattito pensionistico e gravato dal peso di una "inossidabile gerontocrazia tanto di potere quanto di idee". "Occorre quindi - sintetizza Pezzoni - che emerga nel Paese una consapevolezza che solo guardando avanti con realismo e non indietro con nostalgia si potranno affrontare e vincere le sfide che il nostro Paese è chiamato ad affrontare". Il sistema Parma Ma veniamo a Parma, dove "il sistema a filiera tipico del nostro territorio ha conseguito, in molti comparti, un aumento di produttività ed invidiabili dati sull'occupazione ". Pezzoni può ricordare con orgoglio il tasso di disoccupazione più basso d'Italia, una percentuale di lavoro femminile che supera di ben quattro punti gli obiettivi di Lisbona, la crescita dell'impiantistica alimentare, del meccanico e dell'alimentare "che è riuscito a destreggiarsi tra rialzi delle materie prime e "caro euro" mettendo a segno, con un incremento del 6,3%, la maggior crescita degli ultimi anni sostenuta dal miglior incremento dell'export degli ultimi dieci anni". E sono positivi anche i risultati del vetro (+6% dopo anni di crisi), della chimica farmaceutica, mentre qualche preoccupazione deriva dal comparto dei materiali da costruzione e dalle quotazioni poco remunerative dei nostri prodotti tipici. Ma non sono soltanto i numeri a promuovere il sistema Parma. La capacità di innovare per contrastare le imitazioni del Far East, il dialogo con le amministrazioni del territorio, la crescita del sistema bancario, le prospettive legate a Efsa, Fiere, Collegio Europeo, Aeroporto, Spip, Soprip, Cepim sono tutte chiavi di lettura di una realtà che per Pezzoni trova il punto di equilibrio nel "lavoro comune". L'importante - sottolinea il presidente degli industriali - è comprendere che "i confini provinciali e le forze espressione del territorio sembrano ormai non essere più sufficienti. Il territorio deve sempre più essere visto e vissuto come una vasta area interprovinciale accomunata da interessi economici di settore omogenei, da analoghe culture e da un realistico progetto di sviluppo strategico condiviso dalle forze politiche ed economiche". Su questa strada si stanno già muovendo le Fiere di Parma e Enìa. L'auspicio - conclude Pezzoni - è quello che in tutti i settori il "campanile" lasci sempre più posto alla collaborazione con realtà complementari. "Giusto guardare oltre i confini della provincia come fanno le Fiere ed Enìa" Il presidente Upi, Daniele Pezzoni Con Emma Marcegaglia, durante il suo intervento e con il ministro Sacconi.

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ROMA - Più che acquistare, ora bisogna cercare di vendere... . L'ammiss (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

08 Luglio 2008 Chiudi di DANIELE MAGLIOCCHETTI ROMA - "Più che acquistare, ora bisogna cercare di vendere...". L'ammissione è del presidente della Lazio Claudio Lotito che ieri, mentre si godeva il primo giorno di Carrizo, ha fatto il punto della situazione. "La rosa è ampia ma di qualità e mi si può dire di tutto, tranne che spendo poco per la squadra. Basta vedere che alla voce entrate c'è lo 0. Anche se adesso bisogna provare a sistemare alcune situazioni". E' Rossi che preme in questo senso, anche perché al momento la rosa è composta da 40 giocatori che si dovrà portare in ritiro. La situazione più urgente è legata a Zauri. Con la Fiorentina c'è stata una frenata, anche se al club viola il terzino interessa ancora. Stesso dicasi per il Napoli. Resta in piedi lo scambio con l'Udinese per Stendardo-Pinzi, ma si deve fare in fretta. La Sampdoria sta pressando il centrocampista e vorrebbe chiudere l'operazione tra oggi e domani. La società genovese sarebbe interessata anche a Mutarelli, anche se sono diversi giorni che non si fa sentire. Per Bonetto al Livorno si sta solo aspettando l'annuncio, con il giocatore che andrà in Toscana con la formula della comproprietà. Per quanto riguarda le entrate, il presidente ha assicurato che la Lazio farà altri colpi, forse un paio. Il primo sulla lista è senza dubbio Matias Augusto Fernandez. E ieri per la prima volta il patron laziale ha ammesso che l'interesse c'è eccome. "Stiamo seguendo questo ragazzo da tempo, ma aspettiamo ormai da un mese e mezzo il passaporto comunitario e stavolta, dopo l'esperienza Carrizo, evitiamo di confidare nella burocrazia", le parole di Lotito. Di sicuro se Ledesma dovesse diventare comunitario, allora le cose diventerebbero più semplici. A proposito dell'argentino dovrebbe essere per giovedì l'appuntamento per il rinnovo. Infine c'è il romeno Moti che con un po' di rammarico dice: "La Lazio? Non ne voglio più parlare, ora penso solo alla Dinamo".

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<Sòla> estate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-07-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-07-08 num: - pag: 12 categoria: BREVI "Sòla" estate d' Un rumore, un incidente, l'indennizzo... "Kammerspiel" con truffa finale di ALESSANDRO PIVA SEGUE DALLA PRIMA Nato a Salerno nel 1966, cresciuto a Bari, Alessandro Piva vive da molti anni a Torrimpietra, vicino Roma. Regista di cinema e di teatro, ha all'attivo due film: "LaCapagira" e "Mio cognato" Forse ho combinato un danno, solo una settimana fa ho strisciato un furgone in manovra di parcheggio e avevo torto. Rallento, mi fermo alla prima piazzola utile seguito dall'altra auto. All'interno ci sono tre persone, due uomini e una donna - che noto ha una mano sulla guancia, come se fosse dolorante ai denti. I primi due scendono, l'altra rimane dentro. I due sono malmessi, fisicamente almeno, ma vestiti al meglio delle loro possibilità. Questa è la prima impressione. In particolare uno ha la carnagione scura e i denti finti, un perfetto Rom italianizzato, l'altro sembra invece albanese. Ma non ci potrei giurare. In ogni caso non mi scompongo troppo e provo a tagliar corto: "Non vi siete fatti niente, vero?". Quello con la carnagione olivastra ribatte: "Come niente? Mi hai rotto lo specchietto! " e mi chiede se ho il Cid. Io dico di no. Lui dice che hanno fretta perché loro cugina sta male e devono portarla in ospedale, quindi va a vedere in macchina se hanno un modulo blu. Nel frattempo noto che l'altro sta osservando il mio specchietto. Il primo ritorna e dice che nemmeno loro hanno il Cid, quindi mi chiede cosa preferisco fare. Io gli spiego che ho un impegno urgente. Sarà già suonata la campanella?, mi chiedo. Lui mi prospetta due opzioni: mettere in mezzo l'assicurazione oppure dargli un risarcimento immediato e chiuderla lì. Io ci penso un po' su, in un attimo un'immagine: i miei pupi in grembiule, tutti soli, con l'entusiasmo che si spegne mentre i genitori degli altri portano via i propri piccoli. Ma loro padre non c'è, in attesa dei vigili e di tutto il resto. La fretta prende il sopravvento e butto là: "C'ho trenta euro subito, se vuoi." L'altro: "Trenta euro te li regalo io!" "Allora facciamo cinquanta", ribatto io. "Cinquanta va bene, ma devi ringraziare che mia cugina sta così." "Comunque avete rotto anche l'altro specchietto" faccio io. "Sì, è successo ieri in garage, mi sa che la sfortuna ci insegue ", ribatte lui. In breve se ne vanno. Io mi credo contento di aver risolto il problema da uomo pratico, senza passare per le lungaggini della burocrazia. Decido di mettermi di fronte alla targa mentre si allontanano, per evitare che trascrivano i numeri e, cambiando idea qualche giorno dopo, tornino all'attacco con altre pretese. E' in questo istante che ho la sensazione che tutto è successo troppo velocemente. La faccia del rom sbiancata. L'altro, muto come una mummia ma attento a ispezionare il mio specchietto. La donna, presunta cugina, col presunto mal di denti. Una perfetta messa in scena. Una recita a soggetto recitata con più verve e credibilità di quanto avrebbe fatto qualsiasi attore professionista. A conferma che la fame e la strada sono le due migliori accademie di arte drammatica su questo mondo. Vado a verificare lo stato del mio specchietto. Ci sono dei segni bianchi. Ma la loro auto era nera! Capisco che il tipo stava semplicemente segnando delle tracce con un gessetto mentre l'altro mi intratteneva, per rendere più credibile la dinamica dell'urto. Penso però che il rumore c'era davvero, e che in qualche modo devono averlo prodotto. Il Rom ha avuto la sagacia di lasciarmi la possibilità di scegliere l'opzione a lui più gradita. Insomma ho infine afferrato il senso bruciante della "sòla" - il bidone, come lo chiamano a Roma - ma cionostante sono riuscito ad apprezzare questa messa in scena - una sorta di kammerspiel con finalità a delinquere. Il mio biglietto l'ho pagato: circa 15 euro per ciascun attore. Una compagnia girovaga che ha congegnato a perfezione un quadro a tre destinato ad innumerevoli repliche. Per fortuna questo mestiere mi permette di capitalizzare anche queste piccole storie, per raccontarle chissà dove e chissà quando. E allora mi convinco che quei cinquanta euro sono un investimento. Non posso smettere di pensarci mentre incredibilmente al suono della campanella sono proprio Alessandro Piva dietro la macchina da presa lì, nel cortile della scuola. Un attimo dopo Leone e Augusto, i miei figli, corrono a perdifiato mostrando orgogliosi ai compagni il loro papà. Questo è un regalo tutto per me, il più bel regalo che io posso ricevere oggi. Fa niente se mi è costato cinquanta euro. Mi guardo indietro e realizzo che in fondo le uniche tre vere "sòle" subite per strada sono localizzate tutte a Roma Capoccia. Una puntata al gioco delle tre carte da adolescente, un telefonino finto e questi cinquanta euro. Tutto sommato un bilancio ragionevole per questi quarant'anni di vita senza troppe blindature. No, a pensarci meglio una "sòla" ben più grande rischio di essermela beccata in provincia di Bari, ma questa è un'altra storia.

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L'Ater di Chieti, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale avrebbe bisogno di almeno mille (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

08 Luglio 2008 Chiudi L'Ater di Chieti, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale avrebbe bisogno di almeno mille nuovi alloggi nei prossimi dieci anni per rispondere alla domanda di carattere abitativo, con un investimento annuo pari, a 50, 60 milioni di euro. Somme ingenti, spesso bloccate dalla burocrazia e ferme nelle casse pubbliche. Ed ecco allora che per avviare una politica più dinamica nell'edilizia sociale, che aiuti a spendere i fondi pubblici bloccati ma anche a reperire investimenti che arrivano da soggestti esterni, restituendo slancio ad un'edilizia privata che vive una fase di profonda crisi, si e' pensato ad un protocollo d'intesa. L'accordo vede insieme l'Ater, Anci Abruzzo, ovvero l'associazione nazionale dei comuni, e l'Ance di Chieti, Associazione che raggruppa i costruttori edili aderenti a Confindustria. Il documento sottoscritto ieri mattina e presentato nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la Casina dei tigli dal presidente dell'Ater Paolo Sperduti, dal presidente di Anci Abruzzo Antonio Centi e dal presidente dell'Ance Paolo Primavera, sancisce di fatto la nascita di un gruppo di lavoro congiunto che dovrà definire indirizzi comuni in tema di politiche abitative e, in particolare, di housing sociale. Sperduti, nel sottolineare la necessità di costruire almeno mille alloggi, ha evidenziato come la relativa programmazione vada condivisa con gli enti locali e con i privati. "Questo protocollo - ha detto - dà corpo a un gruppo operativo che deve individuare i progetti più importanti e necessari: in una parola stabilire dove e quando si costruisce". Per il presidente di Ance Chieti Primavera, che ha ribadito l'opportunità di una programmazione non più legata ai Piani regolatori, la cui approvazione si trascina spesso anche per 20 e 30 anni, l'accordo siglato oggi è il punto di partenza verso piani di intervento più dinamici, da realizzare in tempi brevi, che si adattano alle esiegenze dei territori. Secondo Centi, infine, quella di Chieti è un'iniziativa che fa da apripista per tutte le altre Ater abruzzesi e potrebbe essere allargata già a settembre prossimo con l'istituzione di un tavolo regionale. Inziativa, quest'ultima, già fatta propria dal presidente Sperduti.

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<Leggete le cartelle cliniche provano che sono innocente> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-08 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista Colombo Taranto, il medico del Gemelli "Leggete le cartelle cliniche provano che sono innocente" "Dormo sonni tranquilli. Non ho fatto niente di male. Ho fatto solo il mio lavoro nel modo più giusto e più corretto. E se qualcuno non ci crede, vada pure a vedere le cartelle cliniche. Penseranno loro a fugare tutti i dubbi su me e sul mio operato. Sono un medico: non mi interessa chi è il buono e chi il cattivo, devo dare assistenza a chi ne ha bisogno". Parla chiaro Colombo Taranto, 49 anni, da venti strutturato come ricercatore di psichiatria al policlinico Agostino Gemelli. E si difende dalle accuse di corruzione e falso che gli muove il pm Diana De Martino della Procura di Roma. "Tempo fa sono iniziate le indagini e sabato mattina mi è stato comunicato che l'inchiesta stava proseguendo. Dicono che alcune persone hanno avuto vantaggi dai nostri certificati medici ". Che tipo di vantaggi? "Per esempio che dalla detenzione in carcere sono finite ai domiciliari o che dai domiciliari sono state mandate nelle comunità terapeutiche". E non è vero? "Prendano pure le cartelle cliniche dei pazienti e vedranno che non ci sono irregolarità. Tutto è fondato su certezze, i dati sono incontrovertibi". In che senso è tutto basato su certezze? Non sono perizie psichiatriche? "Ci sono anche quelle, ma mi riferivo a dati di laboratorio, e quelli sono veri. Sto parlando di risultati di analisi del sangue, delle urine e soprattutto del capello che sono le più attendibili. Dalla lunghezza si riesce a capire da quanto tempo una persona è tossicodipendente. è tutto scritto nero su bianco". Sarebbe pronto a confermare anche oggi che è sotto inchiesta che il regime carcerario è incompatibile con lo stato di salute di quei detenuti? "Alcuni hanno depressioni gravi legate alle condizioni di salute. Uno ha subito un trapianto ed è a rischio di rigetto. Un altro ha un tumore epatico ed è in lista di attesa per ricevere un nuovo fegato. è naturale che siano depressi. Per me questi sono casi di pazienti eclatanti e per cui è impossibile ogni tipo di contestazione". Eppure contestazione c'è... "Ma come si fa a tenere in carcere un uomo che aspetta un trapianto di fegato? Foss'anche solo per i tempi tecnici. E se poi per sbrigare tutte le pratiche richieste dalla burocrazia il paziente, per quanto detenuto, dovesse morire?". Alza il ricevitore di casa anche l'altro psichiatra indagato nell'inchiesta, Armando Urbani. Ma è laconico. "Non ho niente a che fare con questa storia e con il Gemelli". Quindi non è agli arresti domiciliari? "No". E mette giù. Clarida Salvatori.

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Padova, patto sul federalismo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-08 - pag: 19 autore: Industria. Il presidente degli imprenditori Francesco Peghin lancia un appello ai parlamentari del Nord Padova, patto sul federalismo "L'autonomia fiscale è il primo passo per agevolare lo sviluppo" Claudio Pasqualetto PADOVA E se vivessimo in un Paese normale? Confindustria Padova lancia quella che in teoria dovrebbe essere tutt'altro che una provocazione alla sua assemblea annuale e il discorso si sposta subito, oltre che sui temi di sempre, dal fisco alla burocrazia, sul federalismo, oggi considerato dalle imprese come una sorta di ultima frontiera per conquistare spazi di competitività. Francesco Peghin, presidente di Confindustria Padova, non è andato per il sottile affermando che "siamo sul ponte del Titanic eppure sottocoperta continuano le danze". Le imprese devono essere messe nelle condizioni per poter tornare alla crescita e per farlo occorre porre fine all'autolesionismo che sembra caratterizzare l'Italia. La strada indicata da Peghin è quella di un federalismo che "è ineludibile per una vera trasformazione del Paese ", dove chi decide risponda di quanto deciso, senza spazi per l'egoismo ma con una autonomia ed una responsabilizzazione che coincidano con gli interessi nazionali. "Il Veneto- ha affermato - può e deve candidarsi a terreno di sperimentazione del federalismo. Chiedo ai parlamentari di entrambi gli schieramenti e dell'intero Nord di sottoscrivere pubblicamente un contratto per l'attuazione del federalismo fiscale entro dicembre". Peghin ha invocato anche atti concreti. "Non possiamo continuare a ripianare a piè di lista i deficit fallimentari di Lazio, Campania, Sicilia. Mandiamo a casa i governatori ed i sindaci che portano al fallimento gli Enti che governano. Dobbiano arrivare al fallimento politico analogo a quello civilistico, con i commissariamenti, le elezioni e l'ineleggibilità degli amministratori falliti". Parole che hanno trovato immediato riscontro nella tavola rotonda, moderata da Ferruccio de Bortoli, alla quale hanno partecipato il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, il governatore del Veneto Giancarlo Galan ed il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Per tutti, in sostanza, occorre prendere atto dell'esistenza di una "sana diseguaglianza" fra le regioni italiane ed agire di conseguenza, assicurando un minimo di servizi essenziali a tutti ma lasciando anche alle regioni più produttive la possibilità di godere di adeguati benefici a sostegno del sociale ma anche, ovviamente, dell'economia e delle imprese. Proprio da qui bisogna ripartire, secondo Peghin, dall'abbandono di logiche superate per trovare risorse a sostegno di imprese come quelle padovane che, giusto per fare un esempio, negli ultimi due anni hanno creato nel solo manifatturiero 9mila nuovi occupati. "Abbiamo una disoccupazione al 3,2% - ha ricordato il presidente di Confindustria Padova - il reddito pro capite in provincia è del 24% superiore alla media nazionale, nel 2007 abbiamo contribuito per il 20%, con 30 miliardi di euro, al valore aggiunto prodotto nel Veneto ed abbiamo esportato per 8 miliardi". "Certamente avvertiamo i segnali di crisi che si avvertono sullo scenario globale- ha aggiunto- ma nonostante i ritardi del Paese siamo riusciti a rimanere saldamente agganciati ai mercati ed alle economie che trainano la crescita mondiale". Per il ritorno alla crescita senza condizionamenti Peghin ha indicato il percorso di cui s'è detto, spiegando che il federalismo non è né di destra né di sinistra ma può essere il motore di un progresso e di un progetto di sviluppo che riguarda l'intera Italia. "Serve un federalismo vero ha precisato nelle sue conclusioni la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia - che si traduca in competitività e che permetta ad un'area come Padova di sviluppare a pieno tutto il suo straordinario potenziale fatto di eccellenze nell'industria, nei servizi ma anche nella cultura e nella scienza". OCCUPAZIONE E RICCHEZZA Nell'ultimo biennio il settore manifatturiero ha creato 9mila posti di lavoro Il reddito pro capite supera del 24% la media nazionale Padova. Francesco Peghin.

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Abano Terme (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-07-08 num: - pag: 8 categoria: BREVI Abano Terme Edilizia privata Pratiche on line ABANO - Si tratta di un nuovo servizio on line innovativo, studiato per il cittadino e il professionista. Servirà a consultare a distanza le informazioni relative all'edilizia privata. E' l'ultima novità via web presentata dal Comune di Abano. Una pagina, linkata nel sito del Comune (www.abanoterme.net) che ha tutto il vantaggio di snellire la burocrazia delle pratiche edilizie.

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Tasse tedesche, cure italiane (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-07-08 - pag: 29 autore: Il Fisco degli altri Tasse tedesche, cure italiane di Andrea Malan I l Fisco tedesco, già ritenuto uno dei più severi con il contribuente, prepara un'altra misura antievasione: il ministro delle Finanze, il socialdemocratico Peer Steinbruck, sta studiando l'introduzione dell'obbligo per i commercianti al dettaglio di inserire nei loro registratori di cassa un microchip che registri in tempo reale fatturato e Iva, e che possa essere controllato dal Fisco. La misura è parte di un più ampio provvedimento di modifica della normativa sociale per combattere il lavoro nero e dovrebbe essere approvata dal Governo di coalizione cristiano democratico-socialdemocratico il prossimo 30 luglio. La proposta ha naturalmente provocato le reazioni dei commercianti: Birgit Mueller, dell'associazione di categoria Hde, ha parlato di "spese e investimenti nella burocrazia che superano ogni limite". Tutte le altre associazioni di categoria si associano alla protesta, che è rivolta anche contro gli attuali progetti di riduzione della burocrazia, che non sarebbero abbastanza decisi e viceversa lascerebbero troppo poco tempo e spazio alle proposte delle categorie. Anche la stampa economica ha preso posizione contro il progetto, con editoriali che sfiorano il paradosso. Il quotidiano "Handelsblatt" ha avvertito infatti il Governo del rischio di trasformare il Fisco tedesco in... una versione di quello italiano. Dopo l'introduzione del chip nel registratore di cassa – scrive Handelsblatt – "il prossimo passo logico sarà la trasformazione della dogana in una vera e propria Guardia di finanza all'italiana. Così la Germania importerebbe anchei problemi dell'Italia: lì le imposte vengono pagate quasi solamente quando si è sicuri della visita della Finanza". Le aziende tedesche, prosegue Donata Riedel, autrice dell'articolo, si sentono già sospettate di non pagare le tasse e ingiustamente perseguitate. Il nuovo provvedimento non promuove il fatto che sia giusto pagare le tasse, ma rischia di creare una spirale di sfiducia reciproca tra Statoe contribuenti che "potrebbe portare alla fine di qualsiasi morale in campo fiscale – e perfino a comportamenti all'italiana".

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Spiagge, allarme erosione (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Crisi Da 20 anni gli stabilimenti balneari perdono file di ombrelloni Spiagge, allarme erosione Il Lazio perde i suoi lidi Il fenomeno riguarda il 54 per cento delle coste Col 90,9 il Molise è la regione italiana più colpita Andrea Riccardi Con una percentuale media di erosione delle coste pari al 54 per cento, il Lazio è una delle regioni più a rischio della Penisola, pur sempre lontana dalla devastante invadenza del mare in Molise, dove si registra una percentuale del 90,9 per cento. Da Montalto di Castro a Scauri gli stabilimenti balneari continuano ogni anno a perdere file di ombrelloni, abbonamenti stagionali e denaro. Le mareggiate, d'inverno, infliggono colpi letali agli arenili, portando via cabine, chioschi, devastando gioielli come la spiaggia di Chiaia di luna a Ponza. Da 20 anni i gestori laziali difendono i propri lidi con le unghie e con i denti. Chi, pagando di tasca propria, come succede a Nettuno, ogni anno compra sabbia per allungare il proprio bagnasciuga. C'è chi, un anno e mezzo fa, ha visto il proprio stabilimento spazzato via dai cavalloni, come Tony Quaranta, del "Quaranta gradi all'ombra", a Fiumicino. Chi ha visto e continua a vedere il mare mangiarsi metro dopo metro la sua spiaggia e ancora spera in un intervento della Regione. Chi, come Ugo Boratto, gestore dello stabilimento "El pareo", a Marina di San Nicola, ha invece vinto la propria battaglia contro il mare e la burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge. Basti pensare al litorale di Ostia, colpito per tutta la sua lunghezza dall'erosione ma che per uno strano gioco di correnti che si muovono davanti agli arenili, in alcuni tratti l'ha subita più intensamente che in altri. Stessa situazione "a tratti" vissuta dai gestori degli stabilimenti di Fregene, Focene e Fiumicino, da quelli di Santa Marinella e dai colleghi di Ladispoli. Diverso ciò che accade ad Anzio, a Nettuno e a Lavinio, località tra le più colpite dal fenomeno. Qui, dove si è già intervenuti con la costruzione di 10 dighe e con operazioni di dragaggio e ripascimento morbido, la situazione, in alcuni casi, è addirittura peggiorata. Mentre l'antico porto neroniano di Anzio si inabissa, nella zona di Cretarossa, a Nettuno, le onde continuano a buttare giù ombrelloni in una sfiancante partita a bowling. E la rabbia dei gestori sale, soprattutto nei confronti dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio, che dal 2001 cerca, con modesti risultati, di far fronte all'emergenza. Basta ascoltare il signor Savino, dello stabilimento "Sette fiori blu" di Nettuno, o Daniela Di Renzoni, del "Rivazzurra", che qualche anno fa è stata costretta a "traslocare" bar, sdraio e ombrelloni. O Ruggero Barbadoro della Fiba, che gestisce a Ostia lo storico lido "Il Venezia", di fronte al quale, sott'acqua, s'intervenne con un sistema di tubi "bms" "che - spiega Barbadoro - non sono serviti a niente tanto che ora bisogna intervenire di nuovo". L'erosione della costa, provocata un po' dall'innalzamento del livello dei mari, un po' dalle secche dei fiumi, non è comunque un problema recente. Nel 2001, per esempio, in una delibera di giunta regionale, già si parlava di interventi per la difesa e la ricostruzione del tratto di costa compreso tra Tor Caldara e Capo d'Anzio mediante ripascimento morbido. Nel 2007, con una nuova delibera, sono stati stanziati 2 milioni e 400 mila euro per la salvaguardia dello stesso tratto, questa volte mediante un sistema di pennelli e attraverso altri progetti, a causa del fallimento dei precedentui interventi. La Regione, ora, si prepara ad arginare il fenomeno con una nuova ondata di stanziamenti "che la giunta Marrazzo approverà entro la fine del mese", dicono fonti vicine all'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti. "E ci sarà una pioggia di fondi per salvare Ostia", specificano dall'assessorato Verde. "Ma non per le dune Capocotta", spiegano ancora, "che essendo comprese nella Riserva Naturale Statale Litorale Romano necessitano di un iter burocratico più tortuoso". Per quanto riguarda Ostia si fa probabilmente riferimento al programma di protezione globale, nato da un progetto scientifico presentato dal presidente dell'Assobalneari Renato Papagni all'assessorato e che costerà 8 mioni di euro. "Si tratta di un intervento volto a riarmare le barriere sostenute nella vicinanza del porto, che metterà in sicurezza l'area di Ostia centro con la messa in quota di tutte le barriere sorrette e l'attivazione permanente del bms", spiega Papagni. "Ostia è stata per anni "terra" di sperimentazione - continua Papagni - ora finalmente avremo un progetto globale per mettere definitivamente in sicurezza tutto il litorale".

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Una marcia in più ma manca la regia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO E MERCATI data: 2008-07-08 - pag: 26 autore: INTERVISTA Stefania Craxi "Una marcia in più ma manca la regia" Sara Cristaldi "Il rinnovato dialogo è un avvenimento di grande importanza. L'iniziativa francese ha l'appoggio dell'Italia che però vuole giocare un ruolo anche un po' competitivo con Parigi, considerata l'importanza strategica che la Sponda Sud riveste per il nostro Paese". Così Stefania Craxi saluta l'Unione per il Mediterraneo (Umed) al cui solenne varo parteciperà, nel fine settimana a Parigi, avendo seguito come sottosegretario agli Esteri la preparazione del progetto voluto da Nicolas Sarkozy. Certo, rispetto alla Francia, export e investimenti diretti nell'area vedono l'Italia in forte ritardo. Non è troppo velleitario voler giocare un ruolo competitivo? Finora abbiamo avuto un ruolo modesto. L'Italia in questi anni si è avviluppata in posizioni di retroguardia. è stato un periodo difficile e doloroso di ristrutturazione. Così esiste ancora uno scarso coordinamento tra le pur tante risorse investite sul Mediterraneo. Difficile quindi agire con peso politico. è un problema che pongo con forza, per arrivare a un coordinamento tra tutte le risorse, pubbliche e private. è la battaglia che mi accingo a combattere. Intanto cominciamo col sostenere l'iniziativa francese. Anche perché, dopo l'impantanamento del processo di Barcellona per burocrazia ed eurocentrismo, l'Umed si muove in un ottica di maggior co-ownership. Di responsabilità condivise come dimostra la co-presidenza offerta (e accettata) al presidente egiziano Mubarak. Altri in Europa però non sembrano così entusiasti dell'Umed. Ai Paesi che preferirebbero continuare a investire a Est dico: riusciremo a portare a casa qualcosa. Faccio un ragionamento politico. Dal Mediterraneo arrivano grandi problemi per la Ue: le emigrazioni dall'Africa affamata, l'estremismo islamico, la bomba del Medio Oriente. L'unica arma per rispondere è sostenere questi Paesi e incoraggiare gli affari. Non c'è pace dove si muore di fame. Sviluppo a Sud, quindi, nel quadro di processi che devono maturare con i loro tempi. Anche per questo l'Italia ripropone la necessità di dar vita a una grande Banca del Mediterraneo. Ma la Ue non ha già perso la partita a fronte dei forti investimenti in arrivo sulla Sponda Sud da Golfo e Cina? No. Vedo con favore l'ingresso delle nuove potenze mondiali nel gioco economico e politico. Penso che abbiano un ruolo geo-strategico molto importante da giocare. Ma per la Sponda Sud può valere di più la nostra vicinanza geografica e culturale: il modello delle Pmi, ad esempio, è quello che più si adatta alle realtà economiche e sociali di quest'area. sara.cristaldi@ilsole24ore.com "Per competere possiamo far valere la nostra vicinanza geografica e culturale" LAPRESSE Sottosegretario. Stefania Craxi.

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<Emma, cosa fai contro i monopolisti locali?> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Polemica Galan: Confindustria si batta. La leader: lo faremo con forza "Emma, cosa fai contro i monopolisti locali?" PADOVA - "Un'associazione come Confindustria deve sentirsi in dovere di affrontare questa battaglia culturale". è la stoccata che Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto, ha indirizzato ieri ad Emma Marcegaglia dal palco dell'assemblea generale di Confindustria Padova. La battaglia a cui allude il governatore è quella contro le ex municipalizzate che giocano di sponda per aggirare le gare d'appalto ed affidare certi ghiotti incarichi ai propri "cari". "Ma è lecito - si è chiesto Galan - che una società come l'autostrada Brescia-Padova metta in piedi un'azienda che si chiama "Serenissima Costruzioni" e che affidi a questa opere che vanno dalle costruzioni alla scelta e messa a dimora di piante a bordo strada, senza che ci sia modo di porre in concorrenza fornitori diversi? Credo che Confindustria dovrebbe battersi contro un modello culturale che è un sistema della burocrazia politica di mantenere se stessa". "Mi piace che nelle intenzioni del governo ci sia la volontà di riprendere le liberalizzazioni - ha replicato, concludendo l'incontro pubblico, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - e sono molto d'accordo sul fatto che non occorra solo liberalizzare ma che è importantissimo privatizzare. Voglio rassicurare Galan: ho preso questo impegno molto sul serio ed a questo fine ho incaricato il mio vicepresidente Antonio Costato, che è uno che non molla l'osso". Gianni Favero.

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Gli industriali: <Contratto con il Nord> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 08-07-2008)

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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: ECOVUOTA - data: 2008-07-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Gli industriali: "Contratto con il Nord" Peghin: i parlamentari veneti firmino un impegno per il federalismo subito Marcegaglia: riforma ineludibile ma non moltiplichiamo le burocrazie Il presidente di Confindustria Padova attacca la Corte costituzionale e i politici del Sud. "E il Veneto diventi terreno di sperimentazione dell'autonomia" PADOVA - Deve esserci davvero qualcosa che turba il sonno degli imprenditori se Francesco Peghin, presidente degli industriali di Padova, un tipo spesso placido nella forma e anche nella sostanza, decide di indossare l'elmetto, di far titolare "Italia spaccata " l'assemblea generale della sua associazione e di usare toni ultimativi nella sua relazione: federalismo subito, nessuna pietà con chi saccheggia le risorse pubbliche e zavorra la parte più virtuosa del Paese. Applaudito con convinzione in platea dai colleghi, dalla prima linea confindustriale veneta e nazionale (da Andrea Riello a Emma Marcegaglia), Peghin propone un "Contratto per il Nord" per l'attuazione dell'autonomia entro dicembre, lo sottopone non solo al governo, non solo ai veneti "ma ai parlamentari di tutto il Nord e di entrambi gli schieramenti". Una sorta di impegno solenne e formale, con questo territorio che si candida "a terreno di sperimentazione del federalismo", in cui il Veneto "chiede per sé un sistema di finanziamento delle proprie competenze, con un'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione". è il metodo, insomma, del federalismo a velocità varibile, "il modo di risolvere la questione settentrionale, così diversa ma così dipendente da quella meridionale". Ci sono perfino sonore bacchettate per la Corte Costituzionale, definita "compiacente" a proposito della recente sentenza con cui ha respinto un ricorso di Veneto e Lombardia sul ripianamento dell'extradeficit sanitario di cinque regioni del Centro Sud. Parole dure, accompagnate dall'invito a usare il "commissariamento, le elezioni e l'ineleggibilità degli amministratori "falliti"", cioé quelli che moltiplicano a livello locale sprechi e costi pubblici. Un assist per Maurizio Sacconi, il ministro trevigiano ospite d'onore, che promette: "Dobbiamo liberare il Paese dal peso di amministrazioni pubbliche inefficienti. Sapete che ho proposto al Consiglio dei ministri, insieme al ministro Tremonti, il commissariamento del Lazio. Questo vale per tutte le Regioni: chi non osserva i piani di rientro sulla spesa sanitaria sarà commissariato. E questo è solo un anticipo di quello che sarà il federalismo fiscale: oltre una certa soglia scatta il "fallimento politico"" con tanto di sanzioni. Emma Marcegaglia, che chiude l'assemblea, è certamente più convinta del suo predecessore Luca di Montezemolo, sempre piuttosto tiepido sull'argomento: la mantovana parla di "riforma ineludibile" per poter consentire a "territori omogenei di poter rispondere meglio alle logiche della globalizzazione". Ma con la solita avvertenza: "Il decentramento finora è stato fatto molto male". Quindi no a operazioni "che aumentino i centri di costo e la burocrazia, il federalismo va fatto alleggerendo lo Stato". In primo piano anche la stretta attualità economica: la "minaccia" di autunno caldo in arrivo da Guglielmo Epifani, che ha attaccato a testa bassa il governo, è una novità di giornata. Maurizio Sacconi replica secco: "Non ci credo. Piuttosto, c'è il rischio di un autunno gelido", tra crisi della finanza mondiale e inflazione, per cui "non è eccessivo ipotizzare una recessione mondiale". Sembra dargli ragione Marcegaglia: "Anche nel 2009 prevediamo una crescita dello 0,6%. Cioè molto meno del previsto. Non credo che siamo condannati a non crescere per sempre, ma c'è una situazione di urgenza che va affrontata subito, perchè non c'è più tempo". Claudio Trabona (Altro servizio nel Corriere della Sera) Assise L'assemblea di Confindustria Padova. A centro pagina, Francesco Peghin con Maurizio Sacconi.

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DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in consiglio, co (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA LIVORNO pag. 5 DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in consiglio, co... DOVEVA essere discussa dalle commissioni provinciali per poi arrivare in consiglio, così come avvenuto in Comune, l'accordo procedurale per il Piano regolatore del porto di Livorno. L'imperfetto è d'obbligo dato che ieri, dopo la presentazione da parte dell'assessore Mauro Penco dell'accordo, passaggio fondamentale per dare il via al nuovo piano regolatore atteso da decenni, qualcuno ha fatto notare che entro il 10 luglio, data fissata dalla Regione per la firma con la Provincia, il Comune e l'Autorità Portuale, non è possibile convocare un consiglio provinciale. La burocrazia amministrativa e quella della politica hanno i loro tempi. Le forze di opposizione, Popolo delle Libertà e Rifondazione, hanno sottolineato l'inadeguatezza di certi comportamenti da parte delle istituzioni. Si professa la democrazia per poi bruciare decenni di attesa in pochi minuti di dibattito. A chiedere venia, ed anche l'ok all'accordo preliminare, ci ha pensato il presidente Kutufà: "Ci vorranno almeno tre anni di lavoro per dare il via ai bandi. Cerchiamo di non ostacolare questo percorso. Mi appello al vostro buon senso per non far slittare la firma del documento". Le opposizioni accusano il cattivo funzionamento della macchina amministrativa. "Avete problemi interni alla maggioranza ? dicono Maurizio Zingoni FI e Benito Gragnoli An ? ed i ritardi nell'elezione del presidente del consiglio ne sono la testimonianza". Michela Berti.

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Categorie economiche: accordo con la regione (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-07-2008)

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Prima Pagina Categorie economiche: accordo con la Regione UDINE. Più coinvolgimento, meno burocrazia: sono queste, in sintesi, le richieste delle categorie economiche friulane ieri al tavolo di confronto con l'assessore regionale Vanni Lenna. IL SERVIZIO A PAGINA 5.

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Google, malcontento fra i dipendenti per caro-asilo (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 08-07-2008)

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SAN FRANCISCO (Reuters) - Google è finita sotto accusa per opera di un gruppo di genitori che lavorano negli uffici della società della Silicon Valley a causa dell'aumento dei prezzi dei servizi degli asili infantili. Lo ha riportato il New York Times. Il Times descrive le proteste sui cambiamenti nella politica degli asili infantili del leader dei motori di ricerca Internet come uno dei problemi che stanno venendo fuori con la rapida crescita dell'azienda, fra i quali l'aumento della burocrazia interna e il fatto che alcuni degli impiegati se ne siano andati per essere assunti in società start-up. Il portavoce di Google Matt Furman ha detto che i cambiamenti nella politica aziendale per gli asili e l'aumento dei prezzi sono prima di tutto finalizzati a sostenere una crescita significativa degli asili per i bambini dei dipendenti di Google che lavorano nel quartier generale di Mountain View. "Abbiamo una situazione in cui forniamo il servizio di asilo infantile a 200 bambini e altri 700 non possono accedervi", ha detto Furnam. "La premessa a questi cambiamenti è quella di eliminare una lista di attesa di 700 persone". Secondo i cambiamenti dei prezzi che saranno scaglionati nei prossimi cinque trimestri, i genitori di un bambino in età pre-scolare possono attendersi di pagare 1.116 dollari al mese (711 euro) entro ottobre di quest'anno e 1.710 dollari (1.089 euro) entro ottobre 2009.

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Sud: scacco matto per il rilancio in quattro mosse (sezione: Burocrazia)

( da "Denaro, Il" del 08-07-2008)

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Mediterraneo area med Sud: scacco matto per il rilancio in quattro mosse Realizzare quanto prima un'area di libero scambio e puntare su sicurezza, ambiente, infrastrutture, energia. Solo in questo modo Napoli e la Campania possono ricoprire un ruolo fondamentale nel Mediterraneo. E ancora, prepararsi al Forum universale delle Culture che si svolgerà a Napoli nel 2013 e che avrà come tema principale il Mediterraneo.Se ne è discusso ieri a Napoli presso la sede della Fondazione Mediterraneo Maison de la Mediterranee, in un convegno internazionale sul tema "Il Mezzogiorno d'Italia tra Globalizzazione e Nuova Geo-Politica del Mediterraneo", organizzato dalla stessa Fondazione in collaborazione con la Fondazione Craxi. Nadia Pedicino Rilanciare il Mezzogiorno d'Italia nella prospettiva del nuovo progetto dell'Unione per il Mediterraneo, lanciato dal presidente francese Sarkozy e di cui si parlerà domenica 13 luglio a Parigi. E' questo l'obiettivo prioritario dell'incontro svoltosi ieri presso la sede della Fondazione Mediterraneo Maison de la Mediterranee, in un convegno internazionale sul tema "Il Mezzogiorno d'Italia tra Globalizzazione e Nuova Geo-Politica del Mediterraneo", organizzato dalla stessa Fondazione in collaborazione con la Fondazione Craxi. "Il progetto spiega Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo - vuole mettere insieme le due rive del Mare Nostrum al fine di costituire un polo economico e socio-culturale in grado di fare concorrenza al gigante asiatico: non più gli uni contro gli altri, ma gli uni con gli altri per realizzare un partenariato concreto che vede gli attori economici, specialmente i privati, nuovi protagonisti di questa azione". "L'auspicio prosegue è che l'evento di oggi possa trasformarsi in un tavolo permanente di ascolto e monitoraggio anche in vista di due eventi importanti per l'Italia e per la regione mediterranea: il Forum universale delle Culture, in programma a Napoli nel 2013 e l'Expo universale di Milano nel 2015 che vede i paesi della riva Sud insieme per promuovere al meglio le loro eccellenze e le loro potenzialità". Dello stesso parere è Stefania Craxi sottosegretario di Stato al ministero degli Affari Esteri italiano per il Mediterraneo, Medio Oriente e Asia. "A tredici anni dall'avvio del processo di Barcellona considera - molte risorse sono state sprecate e l'Europa non è riuscita a dialogare nemmeno con quella parte del mondo arabo definita moderata. Il Mediterraneo sostiene - deve diventare una grande area di pace, uno dei grandi punti di passaggio e di incontro tra i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo, tra la cultura occidentale e quella islamica. In questa direzione, grande potrebbe essere il ruolo dell'Italia e del Mezzogiorno in particolare, dove buona parte può avere il settore privato". Rilanciare il Mezzogiorno, puntando su quattro macroaree: sicurezza, ambiente, infrastrutture, energia, è l'opinione di Antonio D'Amato già presidente di Confindustria, il quale afferma: "Dobbiamo sfruttare al massimo la posizione dell'Italia nella nuova Europa allargata, ma soprattutto avvantaggiarci delle enormi potenzialità che il Mezzogiorno d'Italia è in grado di offrire e portare avanti delle riforme che alleggeriscano la burocrazia, ostacolo allo sviluppo di un territorio". Un'idea sostenuta anche dal coordinatore per il ministero degli Esteri del Partenariato Euromed, Cosimo Risi, secondo il quale "il mondo dell'impresa deve poter contare su un sistema di scambi più funzionale perchè del resto i tempi dell'economia sono sempre più rapidi di quelli della politica". In questo contesto, secondo Antonio Badini già direttore generale per il Mediterraneo e Medio Oriente del ministero degli Affari Esteri italiano, il ruolo delle piccole e medie imprese è quello di riscoprire la propria identità e originalità, evitando le standardizzazioni. Mentre per Claudio Azzolini presidente di Europa Mediterranea, "l'impresa pubblica può avere un ruolo trainante, ma quella privata se alimentata da risorse finalizzate e da un forte management è la strada migliore da intraprendere per contribuire allo sviluppo del Mezzogiorno". "Uno sviluppo aggiunge Caterina Arcidiacono vicepresidente della Fondazione Mediterraneo - che non potrebbe esistere senza l'apporto fondamentale della donna". Che il Mediterraneo sia un'area su cui puntare è anche l'opinione di Gennaro Ferrara rettore Università "Parthenope" di Napoli che ricorda: "I paesi del Mare nostrum rappresentano delle aree strategiche per l'abbondanza di materie prime, quali gas, petrolio, fosfati, ma anche per le valide risorse umane". Ma non c'è crescita senza una giusta conoscenza del mercato in cui si vuole andare ad investire. Maggiore informazione sulla cultura e le potenzialità del paese da conquistare è quindi il consiglio di Diego Guida del Centro Studi dell'Unione industriali di Napoli. "Ed è proprio per questa mancanza di informazione che osserva Antonio Cirino Pomicino console onorario del Marocco a Napoli alle missioni imprenditoriali organizzate in paesi stranieri, l'affluenza degli operatori campani è esigua". del 08-07-2008 num.

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LA CINA (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-07-2008)

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8 Luglio 2008 IN LIBRERIA. NERI POZZA PUBBLICA "UNA VITA LIBERA",IL BESTSELLER DELLO SCRITTORE , ORA RESIDENTE IN AMERICA, DI CUI HA EDITO NEL 2005, "WAR TRASH" LA CINA CHE MI HA TRADITO "Il mio Paese tratta i cittadini come fossero bambini creduloni pretendendo soltanto obbedienza e cieca sottomissione" Il tema dell'esilio, lo sradicamento e lo stordimento sono ricorrenti. Il "prezzo" della libertà     Paola Azzolini Gli uomini sono come le piante: se li sradichi dal terreno dove sono cresciuti, corrono il rischio di morire e se sopravvivono, lo fanno dopo un periodo lungo e faticoso di adattamento al nuovo ambiente. E' questa la storia che racconta Ha Jin, lo scrittore di origine cinese, oggi famoso in Usa per i suoi libri, molti tradotti in Italia da Neri Pozza, in quest'ultimo romanzo, "Una vita libera". Il tema che ritorna nelle sue storie è proprio quello dell'esilio e della pace, sogno di ogni uomo che abbia conosciuto gli orrori della guerra e della dittatura. Un importante libro pacifista era stato il precedente "War trash" , sui campi di prigionia cinesi a Taiwan (Neri Pozza , 2005). In quest'ultimo si narra la storia di Nan Wu , il protagonista, un alter ego dell'autore, che ha lasciato la Cina per l'America dopo il massacro di Tiananmen. Sono passati anni, ma il clima in patria non è cambiato. Il peso del regime grava su tutto e su tutti. Nan dichiara che ora che si trova in un paese diverso, la Cina non è più la sua terra: "La disprezzo, perché tratta i suoi cittadini come fossero bambini creduloni, impedendo loro di diventare veri individui. Pretende solo obbedienza. Per me la lealtà è un strada doppio senso. La Cina mi ha tradito,per ciò io mi rifiuto di continuare ad essere suo cittadino". Ormai il problema della sua nazionalità non lo preoccupa più : "Indosso la mia nazionalità come se fosse un cappotto". Però il distacco non è così semplice. Il vecchio io cinese rimane come un doppio scomodo con cui fare i conti ad ogni passo. La prima realtà che si impone al cittadino cinese in esilio nel nuovo paese, è proprio la libertà. Libertà che il vecchio regime cinese aveva eliminato accompagnando i suoi cittadini dalla nascita alla morte, scoraggiando qualsiasi iniziativa individuale, imbrigliando tutti nelle regole e nella burocrazia asfissiante. Il minimo vitale era assicurato, ma nient'altro. Soprattutto ogni individuo, per piacere al regime, doveva mentire a se stesso e agli altri, rifarsi una personalità che fosse gradita ai potenti. L'America è il luogo invece della libertà e del rischio, ogni cosa dipende dall'individuo, ognuno, se ci riesce , è artefice del proprio destino. Han Wu è un intellettuale, un professore che , come tanti altri cinesi in esilio, si adatta a tutti i mestieri e infine si scopre cuoco abile provetto. Accanto a lui la moglie Ping ping e il figlioletto Taotao che vivono ciascuno a suo modo l'esperienza dello sradicamento. Il lavoro e il risparmio alla fine hanno la meglio sulle difficoltà: i Wu si comprano una casa vicino ad un laghetto, in Georgia, e un ristorante che rende bene. Il problema più grave è l'assicurazione per le malattie: solo così è possibile essere curati, perché le spese mediche e ospedaliere sono altissime. Poi ci sono le altre realtà estranee del nuovo paese. la più grave è la solitudine. La famigliola dei Wu vive tra casa e lavoro, con sporadici contatti con altri cinesi in esilio. L'esperienza della separatezza, dell'isolamento è complicata ancora di più dal problema della lingua: imparare l'inglese è fondamentale anche per il lavoro e così per tutto il lungo racconto delle vicende di questi sradicati si snoda l'affanno di Nan che legge e studia il dizionario, si esercita a memorizzare vocaboli e espressioni idiomatiche. e soprattutto scrive. O meglio vorrebbe scrivere. Ma in quale lingua? La sua vocazione sarebbe la poesia e anche in questo la sua attenzione oscilla tra i poeti della Cina e quelli americani e inglesi. Man mano che l'integrazione procede, Nan si accorge che ormai non solo non scrive più in cinese, ma pensa le poesie in americano. E alla fine ne scrive una per la moglie Pingping che gli sempre rimasta accanto come una fedele e fidata compagna. Il ritorno alla poesia è il segno della riacquistata individualità. Il tema della lingua e della creatività si rivela così il filo rosso di questa rinascita e si snoda lento, ma visibile accompagnando il ritmo del racconto, che è simile all'acqua tranquilla di un fiume che scorre, il ritmo della vita, del quotidiano. Non è difficile leggendo, lasciarsi prendere dal lento fluire del fiume. In queste più che cinquecento pagine non ci sono avvenimenti straordinari, ma l'avventura continua e miracolosa della sopravvivenza e del ritrovare se stessi, rinascere dopo l'oppressione, con il proprio volto, libero dalla maschera che la dittatura aveva costretto a indossare. Ha Jin, Una vita libera, Vicenza, Neri Pozza, 2008, pp.703, Euro22.00  .

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<I finanziamenti vadano a imprese agricole vere> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 08-07-2008)

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8 Luglio 2008 IL CONVEGNO. Il ministro per le Politiche agricole è intervenuto ieri all'incontro organizzato da Fedagri Veneto "I finanziamenti vadano a imprese agricole vere" Zaia sempre critico con l'Ue "Con il sistema concepito così, l'80% delle risorse va a chi non vive di agricoltura"   Matteo Guarda LONIGO Nel mutamento degli scenari economici le imprese agricole dovranno rispondere a nuove sfide in cui l'aggregazione, nella forma cooperativa e dell'associazionismo tra produttori, si dimostra ancora, a 50 anni dal suo affermarsi, una valida soluzione. Se ne è parlato ieri nella sede delle Cantine dei Colli Berici al convegno sul ruolo della cooperazione nel settore agroalimentare nello sviluppo del territorio veneto, organizzato da Fedagri Veneto, l'associazione aderente alla Confcooperative che rappresenta 355 imprese cooperative e 71.950 soci, con 9.424 addetti e un fatturato che sfiora i 4 miliardi di euro. Luca Zaia, ministro per le Politiche agricole, ha delineato le iniziative a livello europeo per il rilancio dell'agricoltura italiana, e del Veneto, nel quadro di riforma della Pac, che in questi mesi verrà ridisegnata per il dopo 2013, quando i finanziamenti di Bruxelles saranno redistribuiti tenendo conto dei nuovi Stati membri. "Occorre far guadagnare all'Italia posizioni di maggior prestigio ? ha dichiarato Zaia - e all'altezza delle nuove sfide". Tra queste le maggiori riguardano il sistema dei contributi all'agricoltura, la dimensione produttiva delle aziende e la concorrenza delle importazioni a basso costo. "I finanziamenti dovranno arrivare soltanto alle imprese veramente agricole, nel modo in cui il sistema è concepito; ora l'80% delle risorse è destinato a soggetti che non vivono di agricoltura. Questo incide sui costi variabili dei prodotti agricoli, mentre se si pensa che la media delle imprese venete arriva a una massimo di 2,84 ettari di superficie a Verona, Vicenza, col 2,24, è al terzo posto, emerge una situazione in cui anche i costi fissi non possono essere adeguatamente spalmati, col risultato di diventare il 30% superiori a quelli delle aziende d'Oltralpe e di esporci alla concorrenza di prodotti d'importazione di bassa qualità. Per evitarlo occorre difendersi introducendo dazi doganali, altrimenti le nostre imprese rischiano di non essere più in grado di competere con i prodotti cinesi o thailandesi che hanno costi del lavoro irrisori ed è dubbio il rispetto delle norme sulla sicurezza alimentare". Anche il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, ha sottolineato la necessità che i prodotti importati rispettino gli stessi standard di sicurezza richiesti per le produzioni italiane destinate all'esportazione. "Siamo stufi - ha rimarcato Bruni - di vedere gli scaffali della distribuzione occupati da prodotti di cui non abbiamo certezza degli standard di sicurezza alimentare, mentre per i nostri prodotti vengono chieste certificazioni su certificazioni". "La Regione ? ha concluso il vicepresidente del Veneto e assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato ? rimarrà vicina alle imprese agricole ma finanzierà, in una visione strategica, solo ciò che è legato alla redditività. Le linee guida saranno la valorizzazione del turismo nel suo rapporto col territorio, con la creazione dello sportello unico e di una cabina di regia in chiave di un minor impatto della burocrazia. Il prossimo passo sarà lo studio di un marchio unico".  .

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Trovato il corpo nudo in un parcheggio: è lei (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 161 del 2008-07-08 pagina 9 Trovato il corpo nudo in un parcheggio: è lei di Gabriele Villa Morta per asfissia o per un colpo alla testa, nessuna ferita da arma da fuoco. Gli inquirenti: "Non è stata uccisa qui" nostro inviato a Lloret de Mar (Barcellona) Sotto gli occhi di tutti e di nessuno. Nel cuore della città. A ottocento metri dal commissariato di polizia. È finita nel peggiore dei modi la vacanza al massimo che sognava di fare qui, nella capitale della movida iberica, Federica Squarise. L'hanno trovata ieri mattina in una scarpata che scivola da un terrapieno. Giù, tra le sterpaglie, verso un parcheggio. Un parcheggio pubblico frequentato da gente che va a far la spesa al mercato municipale o si infila in una delle tante palazzine popolari di Anvinguda del Puig de Castellet o di Calle di Barcellona. Appena sopra, sul terrapieno, dove passa e ripassa la gente per bene, che porta a spasso i bambini o fa scorrazzare i cani, è il giardino pubblico che incornicia Can Xardò, il museo archeologico cittadino. Il luogo dove presumibilmente il cadavere della ragazza è stato scaricato e fatto rotolare per qualche metro. Giusto "quel qualche metro" che lo separava dalla prima auto parcheggiata. Assurdo. Era circa mezzogiorno, ieri, quando un giovane operaio morisco che lavora nella villotta del Comune come manutentore, ha incespicato nel corpo nudo di una giovane donna, mentre scendeva per raggiungere la sua auto. "Un corpo già con i segni di una parziale decomposizione, che farebbe risalire la morte ad almeno tre, quattro giorni prima. Un corpo con dei tatuaggi come quelli che si era fatta fare Federica", dirà più tardi, quattro ore più tardi, l'ispettore Jorgi Bascompte dell'Area Teritorial Investigativa de Girona. Nel linguaggio particolarmente cerrado della polizia iberica è la fine del mistero sulla chica italiana scomparsa. Quel cadavere è in realtà una sorta di mummia prosciugata dal clima torrido e impregnata di quella polvere d'argilla. Perciò il riconoscimento ufficiale da parte dei fratelli, asserragliati all'hotel Flamingo, dove la vacanza di Federica era cominciata, viene più volte rinviato. Trasportato il corpo in obitorio, bisogna attendere il verdetto del Dna prima di pronunciarsi, oggi, su questa strana morte che cerca un colpevole. Ma è soltanto un prezzo da pagare all'ufficialità che, in faccende simili, trafigge il dolore dei familiari e diventa asettica burocrazia, navigando negli asfittici canali dei consolati. Perché la conferma che il cadavere sia purtroppo quello giusto arriva già dalle uniche trasgressioni che Federica si era concessa in patria, nel paesino di San Giorgio delle Pertiche: il brillantino che aveva fatto incastonare su un dente e due tatuaggi, sulla caviglia un fiore, dietro un orecchio tre stelle. Su quel corpo nudo e decomposto, buttato come un sacco d'immondizia, questi innocui vezzi ci sono. E quindi resta solo da chiarire la morte. Una morte che si è consumata, o quanto meno è maturata, in un tratto di cento metri, in Avinguda De Just Marles, tra il Beach & Friends, il bar dell'aperitivo preso in compagnia dell'amica Stefania e dei primi brindisi per festeggiare un compleanno, e l'Hard Rock Cafè Yates, la disco dove Federica e Stefania hanno trascorso la notte del 30 giugno per poi prendere strade differenti. In mezzo alla folla chiassosa e alticcia che soffoca Lloret de Mar ogni notte. Che sciama da un discoteca all'altra. Che butta giù piruleta e cucharacha, i cocktail più diffusi nelle discoteche lungo il Passeig Maritim, in cui la droga si mescola con l'alcol. Ma come è morta Federica? Chi l'ha uccisa? Di chi si è fidata questa giovane di 23 anni che non parlava spagnolo né inglese? Uno dei curiosi che si assiepano dietro la cintura stesa dagli agenti sostiene di aver visto una Golf nera, con targa di Madrid sulla quale, un paio di notti fa, una ragazza sembrava dormire. Sotto i nostri occhi la polizia ispeziona così ogni auto in uscita dal parcheggio, ne prende la targa e controlla i documenti dei conducenti. E poi c'è una traccia vera: la maglietta che Federica indossava quella sera, ritrovata avant'ieri sulla spiaggia, non lontano dal chiosco del Volamar, dove al tramonto, davanti alle batidas del dopo bagno, i ragazzi de todo el mundo fanno i progetti per la sera e soprattutto per la notte. Una traccia, quella della maglietta, per la quale, dopo un lungo interrogatorio e il prelievo del Dna, Victor, il barista uruguaiano, è stato raggiunto da un ordine di comparizione (provvedimento che in Spagna non ha alcuna valenza restrittiva) insieme al proprietario tedesco del Beach & Friends. Victor era infatti l'accompagnatore di Federica all'uscita dalla discoteca e la sua versione dei fatti ha sempre presentato contraddizioni. Il corpo, dalle prime analisi, non avrebbe alcuna ferita da arma da taglio o da fuoco. Si sospetterebbe l'asfissia o un colpo alla testa. "Seguramente non es muerta aqui", di sicuro non è morta qui. Né ai giardini né sul terrapieno che conduce al parcheggio. È la riposta all'unisono della gente di questo quartiere. La stessa gente dell'edificio Barna, al numero 2 di Carrer de Barcelona, che ci fa salire sulla terrazza di casa e vedere ciò che giù, dietro i cordoni stesi dai Mossos d'Esquadra non si può vedere. È lo spettacolo macabro di un corpo che, sono le 14 e 44 minuti, viene issato da quattro portantini lungo la scarpata, infilato in una bara di zinco e portato all'obitorio. Invano i lenzuoloni blu alzati dagli agenti cercano di proteggere l'epilogo di questa vicenda. Che trova i suoi labili confini nel vuoto pneumatico di questa città-giostra dove tutto è lecito. Dove tutto, persino la morte e la vita, passano inosservati nella lucidità che annega in un beverone venefico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Lazio perde i suoi lidi, il Molise la regione italiana più colpita (sezione: Burocrazia)

( da "Tempo, Il" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stampa Spiagge, allarme erosione Il Lazio perde i suoi lidi, il Molise la regione italiana più colpita Con una percentuale media di erosione delle coste pari al 54 per cento, il Lazio è una delle regioni più a rischio della Penisola, pur sempre lontana dalla devastante invadenza del mare in Molise, con una percentuale del 90,9 per cento. Da Montalto di Castro a Scauri gli stabilimenti balneari continuano ogni anno a perdere file di ombrelloni, abbonamenti stagionali e denaro. Le mareggiate, d'inverno, infliggono colpi letali agli arenili, portando via cabine, chioschi, devastando gioielli come la spiaggia di Chiaia di luna a Ponza. Da 20 anni i gestori laziali difendono i propri lidi con le unghie e con i denti. Chi, pagando di tasca propria, come succede a Nettuno, ogni anno compra sabbia per allungare il proprio bagnasciuga. C'è chi, un anno e mezzo fa, ha visto il proprio stabilimento spazzato via dai cavalloni, come Tony Quaranta, del "Quaranta gradi all'ombra", a Fiumicino. Chi ha visto e continua a vedere il mare mangiarsi metro dopo metro la sua spiaggia e ancora spera in un intervento della Regione. Chi, come Ugo Boratto, gestore dello stabilimento "El pareo", a Marina di San Nicola, ha invece vinto la propria battaglia contro il mare e la burocrazia e ha visto la sua sabbia aumentare grazie a un intervento in extremis del Comune di Ladispoli. Ci sono imprenditori meno sfortunati che vuoi per il posto, vuoi per interventi di salvaguardia della costa riusciti, il problema dell'erosione l'hanno vissuto più di riflesso, ascoltando le invettive dei colleghi che gestiscono lidi a poche centinaia di metri dalle loro spiagge. Basti pensare al litorale di Ostia, colpito per tutta la sua lunghezza dall'erosione ma che per uno strano gioco di correnti che si muovono davanti agli arenili, in alcuni tratti l'ha subita più intensamente che in altri. Stessa situazione "a tratti" vissuta dai gestori degli stabilimenti di Fregene, Focene e Fiumicino, da quelli di Santa Marinella e dai colleghi di Ladispoli. Diverso ciò che accade ad Anzio, a Nettuno e a Lavinio, località tra le più colpite dal fenomeno. Qui, dove si è già intervenuti con la costruzione di 10 dighe e con operazioni di dragaggio e ripascimento morbido, la situazione, in alcuni casi, è addirittura peggiorata. Mentre l'antico porto neroniano di Anzio si inabissa, nella zona di Cretarossa, a Nettuno, le onde continuano a buttare giù ombrelloni in una sfiancante partita a bowling. E la rabbia dei gestori sale, soprattutto nei confronti dell'assessorato all'Ambiente della Regione Lazio, che dal 2001 cerca, con modesti risultati, di far fronte all'emergenza. Basta ascoltare il signor Savino, dello stabilimento "Sette fiori blu" di Nettuno, o Daniela Di Renzoni, del "Rivazzurra", che qualche anno fa è stata costretta a "traslocare" bar, sdraio e ombrelloni. O Ruggero Barbadoro della Fiba, che gestisce a Ostia lo storico lido "Il Venezia", di fronte al quale, sott'acqua, s'intervenne con un sistema di tubi "bms" "che - spiega Barbadoro - non sono serviti a niente tanto che ora bisogna intervenire di nuovo". L'erosione della costa, provocata un po' dall'innalzamento del livello dei mari, un po' dalle secche dei fiumi, non è comunque un problema recente. Nel 2001, per esempio, in una delibera di giunta regionale, già si parlava di interventi per la difesa e la ricostruzione del tratto di costa compreso tra Tor Caldara e Capo d'Anzio mediante ripascimento morbido. Nel 2007, con una nuova delibera, sono stati stanziati 2 milioni e 400 mila euro per la salvaguardia dello stesso tratto, questa volte mediante un sistema di pennelli e attraverso altri progetti, a causa del fallimento dei precedentui interventi. La Regione, ora, si prepara ad arginare il fenomeno con una nuova ondata di stanziamenti "che la giunta Marrazzo approverà entro la fine del mese", dicono fonti vicine all'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti. "E ci sarà una pioggia di fondi per salvare Ostia", specificano dall'assessorato Verde. "Ma non per le dune Capocotta", spiegano ancora, "che essendo comprese nella Riserva Naturale Statale Litorale Romano necessitano di un iter burocratico più tortuoso". Per quanto riguarda Ostia si fa probabilmente riferimento al programma di protezione globale, nato da un progetto scientifico presentato dal presidente dell'Assobalneari Renato Papagni all'assessorato e che costerà 8 mioni di euro. "Si tratta di un intervento volto a riarmare le barriere sostenute nella vicinanza del porto, che metterà in sicurezza l'area di Ostia centro con la messa in quota di tutte le barriere sorrette e l'attivazione permanente del bms", spiega Papagni. "Ostia è stata per anni "terra" di sperimentazione - continua Papagni - ora finalmente avremo un progetto globale per mettere definitivamente in sicurezza tutto il litorale".

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SOLDI PER LA DROGA, PICCHIA CON IL BASTONE I GENITORI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Soldi per la droga, picchia con il bastone i genitori CAPRI Carte di credito false, arrestato Un russo, Sergei Andreev, di 30 anni, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di avere acquistato in una gioielleria in via Vittorio Emanuele un costoso orologio da polso, utilizzando una carta di credito falsificata. Bloccato all'uscita della gioielleria il russo è stato condotto in commissariato dove è stato trovato in possesso di ben 7 carte di credito false, con il nominativo corrispondente a una carta di identità anch'essa falsa. Inoltre l'uomo è destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Viterbo. CASTELLAMMARE Chiude "Finestre sul mondo" Una rassegna cinematografica dedicata al tema, sempre più problematico e controverso, dell'immigrazione. Quattro appuntamenti sotto le stelle per "Finestre sul Mondo" organizzata sulla banchina di Zi Catiello in villa comunale. Si è conclusa l'altra sera, con successo, la manifestazione culturale promossa dall'assessorato alla pace e immigrazione del Comune stabiese. MASSA LUBRENSE Diritti del cittadino, apre lo sportello Inaugurato lo sportello dei diritti del cittadino, con sede nel centro Benessere, coordinato da Luigi Terminiello, coadiuvato da Michelina De Turris. Obiettivo è quello di aiutare i cittadini a districarsi nella giungla delle burocrazie che alimentano speculazioni e clientelismi. Sarà aperto un giorno alla settimana (il giovedì nel periodo estivo, dalle 18 alle 20. TORRE DEL GRECO/1 Incontro con l'arcivescovo Sepe È tutto pronto nella parrocchia di Santa Maria del Principio per accogliere oggi alle 19 il cardinale Crescenzio Sepe. L'arcivescovo di Napoli farà visita alla comunità di fedeli guidata dal parroco don Luigi Magliulo in occasione del 50esimo anniversario dall'incoronazione dell'immagine della Vergine del Principio, e dei festeggiamenti per le attività dell'oratorio estivo nell'ambito del progetto "Estate insieme". Dopo l'incontro con i giovani, il cardinale Sepe celebrerà la messa solenne alle 19. TORRE DEL GRECO/2 Rischio Vesuvio, un convegno Sarà presentato venerdì alle 11 nel palazzo Baronale l'incontro per discutere del rischio Vesuvio e del piano nazionale di emergenza: un momento per approfondire l'impatto socio-economico dell'eventuale trasferimento dei cittadini dei 18 comuni della "zona rossa" in altre regioni in caso di eruzione. Il convegno, promosso dalla Confindustria di Caserta, è in programma lunedì 14 luglio in Terra di Lavoro. TRECASE Merano Wine Festival: selezioni e menu Una goccia di Mediterraneo per il Merano International Wine Festival: è l'iniziativa del patron della Cantina turistica "Podere del Tirone" di Trecase, con gli chef dei ristoranti "Da Filippo" di Sorrento e "A Taverna do Re" di Napoli. Domani sera il primo appuntamento a Sorrento con la partecipazione di giornalisti ed esperti del settore enogastronomico per selezionare i piatti da presentare ai visitatori del Festival di Merano, previsto dall'8 al 10 novembre in Trentino Alto Adige. Una manifestazione con doppia cena a base di pesce azzurro e Vesuvo doc. SORRENTO Coltiva marijuana in giardino, preso Gaetano Cocurullo, 38enne, di Meta di Sorrento, è stato arrestato dagli agenti del commissariato locale per il reato di coltivazione di sostanze stupefacenti. I poliziotti hanno effettuato un controllo nell'abitazione dell'uomo dove aveva avviato nel giardino retrostante l'abitazione una mini-piantagione di marijuana. Gli agenti hanno trovato in una piccola serra nel viale d'ingresso della casa 4 piante per un peso di circa 170 grammi di marijuana e oltre 200 semi della stessa sostanza nascosti in un vasetto di vetro nel salotto.

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"La bonifica di Pieve dev'essere sbloccata" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Troppa burocrazia e troppi ritardi. L'interessamento del gruppo veneto potrebbe svanire, mettendo la parola fine allo stabilimento chimico di Pieve Vergonte". Così pochi mesi fa le organizzazioni sindacali lanciavano un sos, preoccupate per i lunghi tempi della bonifica di Tessenderlo che mettono a rischio l'interessamento della Newco, il gruppo veneto che vorrebbe rilevare il sito investendo 32 milioni di euro. Ieri inaspettatamente è arrivato in Ossola Angelo Alessandri, presidente della commissione ambiente alla Camera dei deputati, su invito del senatore leghista Enrico Montani. Montani e Alessandri hanno incontrato il sindaco di Pieve Vergonte, Maria Grazia Medali, che ha fatto il punto sulla questione Tessenderlo. "Vogliamo trovare il modo di sbloccare la situazione che si è venuta a creare allo stabilimento chimico" commenta Montani. I due parlamentari leghisti hanno fatto una visita allo stabilimento chimico e nel pomeriggio hanno incontrato gli amministratori della Provincia. "Occorre dare il via alla bonifica - dice Montani - ma soprattutto capire perché non sta andando un buon fine l'ingresso del nuovo gruppo industriale veneto. Vedremo di fare un po' di pressione affinché si arrivi ad una soluzione definitiva".

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Economia e imprese Camera di Commercio di Modena, Torreggiani nuovo presidente Direttore di Cna Mode... (sezione: Burocrazia)

( da "Emilianet" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia e imprese Camera di Commercio di Modena, Torreggiani nuovo presidente Direttore di Cna Modena, è stato eletto nella seduta di insediamento del consiglio, rinnovato per il quinquennio 2008-2013                     Maurizio Torreggiani MOEDNA, 8 LUG. 2008 - Questa mattina si è insediato il nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Modena. Composto di 32 membri in rappresentanza delle diverse componenti dell'economia provinciale,  il Consiglio ha provveduto all'elezione del Presidente della Camera per il quinquennio 2008-2013. In prima votazione - in cui era necessaria una maggioranza qualificata di due terzi dei componenti - è stato nominato con voto unanime Maurizio Torreggiani, già Vice Presidente dell'Ente camerale nel precedente mandato. Il Consiglio si riunirà nuovamente il giorno 24 luglio per l'elezione della Giunta, la quale provvederà successivamente a nominare al proprio interno un Vice Presidente. "Desidero innanzitutto ringraziare i componenti del Consiglio per la fiducia accordatami. Il compito che ci aspetta come Amministratori della Camera ha dichiarato il Presidente Maurizio Torreggiani non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di grave crisi e il nostro compito sarà dunque quello di supportare le imprese modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa ragione sarà indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di crescita delle nostre aziende. Le criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti. L'economia modenese ha comunque grandissime potenzialità ed è molto importante che vengano costantemente elaborati programmi ed iniziative che ne favoriscano la piena espressione, puntando in particolare su qualità ed innovazione, fattori indispensabili per consentire alle nostre imprese, in un mercato ormai globalizzato, di mantenere alto il livello di competitività. Per l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con le Associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Il mio mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il tempo delle scelte, in un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e soprattutto condivise. Non è un caso che, per la prima volta nella storia della Camera, è stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali".

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Allarme rosso per l'alga naccio (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

@@Al via le rilevazioni della nave Teti dell'Arpa sui fondali del Canale di Sicilia "Chiuso per mancanza d'acqua". E' questo il cartello affisso sulla porta dei servizi igienici di tanti bar del centro urbano. Un pessimo biglietto da visita per una città che conta circa 50mila residenti, e che allontana i turisti che arrivano dal vicino villaggio turistico. L'ennesima crisi idrica ha messo a rischio il settore turistico e sta creando problemi di natura sanitaria. Si sta allargando a macchio d'olio il fenomeno della vendita di acqua di dubbia provenienza. "Abbiamo fiducia nel neo sindaco quando afferma che il primo problema che affronterà sarà quello dell'acqua ? ha detto Carmela Malfitano, residente nel quartiere di via Salso -. È questa la prima vera necessità". Sull' argomento è intervenuto anche Tony Licata, sindacalista, che in una lettera aperta ha criticato la burocrazia e gli assessori regionali competenti della crisi idrica. "È una vergogna ? ha detto Licata ?, tanti cittadini soffrono la sete a Licata, come negli altri comuni dela provincia, si chiudono attività lavorative per mancanza di acqua e gli apparati burocratici regionali si attardano a rilasciare la documentazione necessaria per consentire l' avvio dei lavori del secondo modulo di potabilizzazione a Gela. Ciò consentirebbe di avere a disposizione altri 170 litri al secondo di acqua. Queste problematiche ? ha aggiunto ? potranno continuare ed addirittura aggravarsi se dovesse fermarsi anche il terzo dei vecchi tre moduli attualmente in servizio, dato che si è superato abbondantemente, per questi impianti l' aspettativa di vita. È da un anno che continuiamo a dare l'allarme, ma il problema sta a cuore solamente a pochi e non a chi avrebbe dovuto farsene opportunamente carico". F.C.

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<Turista e anziani più sicuri con i consigli della Questura> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Turista e anziani più sicuri con i consigli della Questura" Non c'è giorno che scorre senza che le cronache non riportino notizie di aggressioni, furti, scippi o rapine ai danni di coloro i quali sono in visita nella nostra città. Tant'è vero che nei siti internet in cui i turisti sono soliti scambiarsi informazioni sui luoghi luoghi di vacanza, Catania viene sconsigliata o, comunque, maltrattata proprio a causa del fattore criminalità. Si tratta di una sorta di tam tam attraverso il quale chi ha avuto la sventura di incappare nei delinquenti di casa nostra prova a mettere in guardia gli altri vacanzieri, ma non sempre ciò risulta sufficiente. Tant'è vero che la questura di Catania, di concerto con la Federalberghi Catania e con Confindustria Alberghi, ha deciso di stampare e diffondere 50 mila pieghevoli destinati principalmente ai visitatori della nostra città, nonché agli anziani, spesso vittime di questi malfattori al pari dei turisti. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina in questura, nel corso di un incontro cui hanno preso parte il questore Michele Capomacchia, il vece presidente nazionale di Confindustria Alberghi, Ugo Rendo, nonché il presidente di Federalberghi Catania, Nico Torrisi. "Le vittime di questi episodi di microcriminalità - spiega il questore - pagano spesso la mancanza di informazioni su dove devono andare e su come fronteggiare questo problema. Per tale motivo abbiamo deciso di creare questo pieghevole, le cui vignette - con didascalie in italiano e inglese - sono state disegnate, fra l'altro, proprio da un nostro agente". "I pieghevoli - puntualizza il questore - saranno distribuiti negli alberghi e nelle stazioni. Inoltre abbiamo già raggiunto un intesa con le compagnie di navigazione che fanno scalo a Catania, che si faranno carico delle spese di stampa e di distribuzione dei pieghevoli ai loro clienti. Lo stesso risultato contiamo di ottenere con l'aeroporto e con le agenzie per il noleggio auto". "Si tratta di un passo importante - ha commentato Ugo Rendo - che può portare a risultati di rilievo. Il turista è impreparato a questo genere di aggressioni e per questo diventa facile preda dei delinquenti. Un peccato, perché si rovina l'immagine della città: figurarsi che un mio conoscente - un catanese che ha fatto fortuna in America - mi ha riferito che non riesce a portare investitori qui perché si teme la burocrazia italiana e la mafia". Nico Torrisi: "Ringrazio il questore per avere avviato un dialogo con la nostra categoria, a differenza di ciò che accadeva in passato. Lo ringrazio anche perché è vero che qui, come altrove, si registrano gli scippi, ma è anche vero che a Catania la risposta dello Stato si fa sentire: proseguiremo questa collaborazione". C. M.

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Assessori, il sindaco ha distribuito le deleghe (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Camporotondo etneo Assessori, il sindaco ha distribuito le deleghe Se ne parla dal secolo scorso, gli effetti della sua mancata realizzazione spingono giornalmente gli automobilisti a lanciare improperi contro le lentezze della burocrazia e l'incompiuta bretella di Ficarazzi torna spesso alla ribalta per le difficoltà che costellano il cammino della sua "gravidanza" verso una nascita che farà davvero gioire non poco tutti quelli che giornalmente sono costretti ad incanalarsi nello stretto budello di via Tripoli sulla Catania-Acireale nord (cioè la strada che va verso Aci S. Filippo e Acicatena). Giovedì sera sarà alla ribalta ancora del Consiglio comunale non per inghippi burocratici ma perché 8 consiglieri (4 di Ficarazzi) ne hanno chiesto la convocazione in quanto vogliono vedere chiaro nelle vicende della gara d'appalto dei lavori che, indetta nei mesi scorsi, è stata ora nuovamente bandita (il 27 scorso) perché ci sarebbero stati errori nel precedente bando. Questa bretella è una sorta di circonvallazione a sud est di Ficarazzi, che s'inizierà dall'innesto della via Parafera (la strada che sale da Cannizzaro) su via Tripoli e, parallelamente a quest'ultima via, confluirà su via Aci Castello, all'altezza della curva a gomito delle case popolari, permettendo di proseguire per S. Gregorio o per Aci S. Filippo o per Aci Castello (e viceversa). Nello stesso Consiglio poi, per un caso fortuito, si dovrà trattare anche di un argomento che si lega a questa realizzazione: è l'approvazione di una variante al Piano regolatore per permettere l'allargamento di un tratto della sp. 41 nella zona (Cerza - Ficarazzi) immediatamente precedente l'innesto della futura bretella. Quest'ultimo progetto è della Protezione civile e, se non sarà approvato dal Consiglio, spingerà l'Amministrazione provinciale a chiedere la nomina di un commissario. Il progetto della bretella prevede la spesa di 3.271.000 euro; la corsia di marcia sarà di 10 metri con i marciapiedi in ambedue i lati e l'illuminazione. Ci saranno due grandi posteggi, che serviranno anche da aree attrezzate per la Protezione civile e i collegamenti con le vie che si dipartono da Via Tripoli (cioè vico Billi e vie Martoglio e Cavallaro). Enrico Blanco.

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Evitato lo scontroora collaborazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Evitato lo scontro ora collaborazione Giovanni Ciancimino L'emendamento Calderoli che ripristina lo "statu quo" dello Statuto rispetto al saccheggio del decreto taglia-leggi rallenta la tensione. Non chiude, tuttavia, la vertenza Stato-Regione. Ma, se è vero che "chi ben comincia è a metà dell'opra", possiamo dire che Raffaele Lombardo con la sua attenta guardia in difesa dello Statuto speciale sta dando segnali importanti ai Palazzi romani. Non solo della politica, ma anche e soprattutto della burocrazia. Gli attentati al nostro Statuto e quindi agli interessi della Sicilia, prima che dai governi arrivano sempre dagli uffici della capitale. Paradossalmente, i governi eseguono i suggerimenti e (perché no?) le direttive della burocrazia romana che vede il nostro Statuto come fumo negli occhi. E, quando può lo piccona. Anche se poi in sede politica a volte le cose, come si suol dire, si "aggiustano". In ogni caso, i compromessi difficilmente sono esaustivi dei problemi sul tappeto. Quel che è successo in occasione del decreto taglia-leggi va imputato al Consiglio dei Ministri per la sua disattenzione, ma è stato preparato dalla burocrazia. Ergo... Ed allora, occorre vigilare a Palermo per non farsi schiacciare a Roma. Invero, dopo la riforma che ha istituito l'elezione diretta del governatore, i cui poteri si sono rafforzati, la Regione - Cuffaro presidente - ha rivendicato i suoi diritti con più determinazione. Spesso senza successo. Ne sono testimonianza i numerosi ricorsi alla Consulta, proposti nella passata legislatura regionale che coincise con quella nazionale del governo Prodi. Lo confermano anche quelli che si annunciano in questi giorni. Aspettiamo i fatti, prima di dare un giudizio definitivo. Anche se in politica il definitivo non c'è. E purtroppo non ci si può fidare neppure delle certezze giuridiche. Ma non si può ignorare che per la prima volta, un presidente del Senato, parliamo di Renato Schifani, interviene sul governo centrale per l'apertura di un tavolo di confronto con la Regione Siciliana sui temi dell'Autonomia. Un'iniziativa che, se avrà un seguito, potrà rallentare la quasi perenne conflittualità nel quadro di una collaborazione ragionevole anche sul piano politico. Schifani ha agito da siciliano, sostenitore dell'Autonomia speciale, di cui conosce bene lo Statuto per avere dato, nel 2001, un contributo determinante in occasione della sua prima importante riforma. Ma quanti altri siciliani sbarcati a Fiumicino si ricordano della loro terra con relative istituzioni? Pochi, rari come le mosche bianche. A parte che alcuni vengono eletti in Sicilia, ma siciliani non sono: figurarsi cosa importano loro i nostri problemi e lo Statuto speciale che non conoscono. Anzi, non lo conoscono neppure molti parlamentari nazionali e regionali figli della Sicilia. Un motivo in più perché non bisogna abbassare la guardia. E Lombardo ne è consapevole. Sa bene che a goccia a goccia si scava la pietra. Come dire che a piccoli ed insistenti colpi a Roma si tenta di svuotare lo Statuto della nostra Regione. Ci sarà da affrontare ancora serie battaglie per la parte più delicata che da anni si porta dietro un'interminabile vertenza finanziaria. A volte chiusa per finta con mortificanti elemosine. Vedi abbandono quasi per memoria dell'art.38: Fondo di solidarietà nazionale. E non solo. In primis resta ancora aperto il problema della partecipazione del presidente della Regione Consiglio dei ministri quando si affrontano problemi siciliani. Sotto questo aspetto, se con l'emendamento Calderoli ci sarà restituito il mal tolto, sul decreto taglia leggi continua a pesare il vizio di costituzionalità. Certo non si vuole la guerra. Collaborazione sì.

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<Più cultura e meno burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Molinaro illustra a sindaci e assessori del settore i progetti del nuovo governo regionale "Più cultura e meno burocrazia" L'assessore regionale alla Cultura, Roberto Molinaro, ha incontrato ieri, nella sede della Provincia di Pordenone, sindaci e assessori comunali alla Cultura del Friuli Occidentale. L'incontro, che era stato preceduto tempo fa da una riunione con i rappresentanti delle maggiori associazioni culturali, era teso a conoscere la variegata e ricca realtà locale in fatto di cultura e a illustrare ciò che il nuovo governo regionale intende fare in un settore così importante, ma "soprattutto per ascoltare esigenze e proposte da chi è più vicino ai cittadini e all'associazionismo". Salutato e introdotto dal presidente vicario, Alessandro Ciriani, e dall'assessore provinciale alla cultura, Lorenzo Cella, presente il vicepresidente del Consiglio regionale Maurizio Salvador, Molinaro ha fatto riferimento alla situazione normativa attuale che si è incrociata con la legge sulla devoluzione di competenze, creando qualche problema e non consentendo che le Province esprimessero a pieno il loro ruolo.Non solo, "ma la revisione delle norme - ha detto l'assessore - non è stata completata: la stessa legge regionale 68/81 che regola le attività culturali è stata rivista in parte ed è in attesa dei regolamenti di attuazione. Il quadro appare valido in generale, ma forse troppo dettagliato e burocratico". Da qui la volontà del nuovo governo regionale di riflettere su alcuni punti per poi giungere a una nuova formulazione normativa in materia avendo come obiettivo un ruolo più incisivo delle Province, che costituiranno l'"area vasta" di riferimento per i Comuni, mentre alla Regione spetterà un ruolo di indirizzo e di sostegno diretto dei progetti a più alto livello e di valenza regionale, nazionale o internazionale. Si tratta, allora, di agire sul rapporto tra i vari livelli istituzionali all'interno del sistema Regione; di trovare il modo perché gli interventi regionali possano garantire sicurezza e stabilità alle iniziative almeno nel triennio; di giungere a una legislazione organica che faccia chiarezza di competenze e semplifichi le procedure. "Non vogliamo - ha affermato Molinaro - imporre un modello regionale di politica culturale, ma nell'ambito della discrezionalità della Regione proporre un indirizzo che privilegi la ricaduta delle varie attività sul territorio e riconosca e quindi sostenga la "risorsa cultura" come elemento fondamentale di sviluppo del territorio stesso". Numerosi amministratori locali hanno quindi dato vita a un dibattito dal quale sono emersi problemi, aspettative ed esigenze del settore.

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Provinciale bloccata dai pali dell'Enel (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MANSUÈ Il sindaco Vizzotto imbufalito punta il dito Provinciale bloccata dai pali dell'Enel Mansuè(a.f.) I pali dell'Enel bloccano il termine dei lavori della strada complanare alla provinciale "Oderzo-Pordenone". Ha un diavolo per capello il sindaco Giuseppe Vizzotto. Il cantiere potrebbe essere concluso da parecchio tempo ormai, invece i vecchi pali che sostenevano il cavo della corrente elettrica, divenuti inutili perché la linea stata interrata sono tutt'ora al loro posto. Nonostante le richieste di rimozione inoltrate dal Comune. "Siamo alla solita, vecchia ed insopportabile storia - dice rammaricato Vizzotto - quella della burocrazia che frena i lavori e, di riflesso, si ripercuote sui cittadini". Quello della strada complanare è un lavoro importante che è stato realizzato nell'ambito del corposo progetto di messa in sicurezza della strada provinciale Oderzo-Pordenone. Le opere più evidenti sono le due rotatorie realizzate: quella all'ingresso della zona industriale di via Conche e quella all'ingresso del centro abitato di Mansuè. Il progetto ha comportato pure la chiusura, che ancora è ben lungi dall'essere accettata dalla popolazione dello storico ingresso al paese dalla strada provinciale attraverso via Pordenone. Anche in questo tratto comunque i lavori non sono conclusi, dovendo essere realizzata una seconda complanare che dovrebbe migliorare la viabilità nell'intera zona. Tornando alla complanare di via Basalghelle il cantiere potrebbe essere già terminato. "Quando una linea elettrica viene interrata - spiega il sindaco Vizzotto - l'intervento deve essere comunicato ad un'apposita commissione che si occupa degli elettrodotti. Ecco, le cose si sono arenate in questo punto. E' stato effettuato un intervento migliorativo e quindi ci si aspetta che la questione venga affrontata velocemente, invece accade l'esatto contrario. Si parla tanto di federalismo, purtroppo noi sindaci siamo "ingessati". Una cosa che non accade negli altri paesi europei".

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Lenna: useremo i rifiuti per produrre energia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il titolare dell'Ambiente a confronto con le categorie : punta sulle energie rinnovabili, ma anche sul rigassificatore. E non dice no al nucleare Lenna: useremo i rifiuti per produrre energia L'assessore regionale: "A settembre un confronto con tutti gli attori, poi il piano entro l'anno" UdineRendere più competitive le aziende agricole che si trovano nelle aree interessate dal problema nitrati; produrre un nuovo piano regionale dei rifiuti, o quantomeno integrare quello esistente entro il 2008; investire sulle energie rinnovabili ma anche realizzare il rigassificatore ed essere disponibili al nucleare; sviluppare accordi di programma per area vasta; abrogare la legge regionale sull'urbanistica costruendo un corpo di leggi transitorie per consentire l'operatività ai Comuni e ai privati; rivedere la legge regionale sugli appalti. Sono, a grandi linee, gli impegni che l'assessore regionale all'ambiente e alla protezione civile Vanni Lenna intende perseguire e che ha illustrato ai rappresentanti delle categorie economiche riunite a Udine.Ha introdotto i lavori partendo dal tema della burocrazia il presidente della Cciaa, Giovanni Da Pozzo, "padrone di casa": "burocrazia con la quale ha detto serve un rapporto più semplice e chiaro, oltre a una lettura interpretativa più flessibile. Il presidente della Regione Tondo, consapevole dell'onere sopportato dalle imprese, non a caso è partito da qui e questo fa ben sperare".Adriano Luci e Adalberto Valduga, per Assindustria, hanno chiesto rispettivamente una maggiore responsabilizzazione dei funzionari regionali ("bravi a trovare tutti i modi per dire che una certa cosa non si deve fare, piuttosto che assumersi una responsabilità") il primo e una maggiore attenzione a chi lavora per far crescere il territorio rispetto "a chi dice no a qualsiasi cosa", il secondo.Rosanna Clocchiatti per Coldiretti, Ennio Benedetti per la Cia e Giorgio Pasti per Confagricoltura hanno messo sul tavolo il problema dei nitrati, che rischia di far scomparire molte imprese agricole, chiedendo maggior concertazione anche riguardo alla realizzazione delle infrastrutture e una diversa politica in materia di rifiuti "perché ha sottolineato Benedetti non è possibile che la consegna in ritardo di un certificato come il Mud comporti una sanzione di 5mila euro".Luciano Snidar (Confcommercio e con lui Salvatore Cane per Confartigianato, che ha insistito in particolare sui temi legati all'edilizia) ha sollevato il problema della legge urbanistica "che va quanto meno migliorata", mentre Rita Bertossi, di Federconsumatori, ha chiesto politiche didattico/educative finalizzate al risparmio energetico e rivalutazione dell'energia geotermica, di cui è ricca la Bassa Friulana, concetti rilanciati anche da Sergio Marini di Confesercenti. Il mondo della cooperazione, rappresentato da Loris Asquini per Legacoop e Marco Lazzarato per Assocoop, ha segnalato la necessità di valorizzare le imprese cooperative e di rilanciare il tavolo di concertazione che riuniva tutte le categorie economiche, "ottimo strumento di dialogo e di confronto". Sollecitazioni raccolte da Lenna, che si è riservato di farsi portavoce, per le problematiche non di sua competenza, presso i colleghi di Giunta.Lenna si è concentrato soprattutto sul tema dei rifiuti, annunciando di voler organizzare, per settembre, un confronto con i principali attori del comparto: "Gli atti del meeting ha detto serviranno da base per elaborare le strategie della Regione e saranno condivise. Non più camini per disperdere in atmosfera ha detto né buche per coprire i rifiuti. Le nuove tecnologie, oggi, consentono di riutilizzare anche le discariche per produrre energia e noi dobbiamo andare in questa direzione".Sempre in tema di rifiuti, c'è stata anche una risposta in diretta. L'assessore provinciale al Turismo Franco Mattiussi, ha telefonato al collega Enio De Corte, assessore all'Ambiente per avere lumi su una questione sollevata da Benedetti (Cia): "Il protocollo rifiuti ha detto ha trovato scarso interesse da parte vostra, ma se ritenete che sia uno strumento valido, De Corte è a disposizione da domani per riprendere il dialogo".

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Gli imprenditori: Meno pubblico nell'economia (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> Il vertice Il Coordinamento ha incontrato ieri i parlamentari trentini Gli imprenditori: Meno pubblico nell'economia TRENTO - Meno pubblico nell'economia, più infrastrutture, meno burocrazia. Ok al governo per quanto riguarda i provvedimenti che vanno in questa direzione. Il Coordinamento imprenditori, ieri pomeriggio, ha illustrato le proprie idee in materia di politica economica ai parlamentari trentini (presenti, a quanto pare, solo quelli del centrodestra per impegni dei rappresentanti dell'opposizione). Per quanto riguarda l'azione del governo nazionale, spiega il presidente degli Artigiani Dario Denicolò (foto) , "ci pare che stia andando nella direzione giusta". Apprezzate, dal responsabile delle piccole e piccolissime imprese del Trentino, la rapidità nell'avviare l'iter per approvare una sorta di Finanziaria anticipata entro l'estate. Sul piano provinciale, continua Denicolò, c'è la richiesta di una "riduzione della presenza della politica nell'economia, di dare impulso alla costruzione di nuove infrastrutture e di togliere una parte del peso della burocrazia". 08/07/2008.

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17:13 AGRICOLTURA TOSCANA IN GINOCCHIO, VIA A MOBILITAZIONE CIA (sezione: Burocrazia)

( da "Agi" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Firenze AGRICOLTURA TOSCANA IN GINOCCHIO, VIA A MOBILITAZIONE CIA (AGI) - Firenze, 8 lug. - Una ferita culturale e politica, un vero macigno ai danni degli agricoltori che va rimosso". Le parole sono del presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, che intervenendo all'assemblea della Cia regionale ha fatto riferimento alle norme urbanistiche che tanti danni stanno creando alle aziende agricole toscane come da tempo denunciato dalla Cia. "Gia' ieri la Regione ha inviato una circolare a tutti i comuni toscani che sblocca le fidejussioni (da pagare per gli annessi agricoli) - ha aggiunto Martini -, mi prendo personalmente la responsabilita', erano state sottovalutate le dimensioni del problema. Mi impegno - ha detto Martini alla platea della Cia - ad uscire dal tunnel, lavoriamoci sapendo che ci sono dei problemi sul campo, ed insieme troveremo la strada per non bloccare lo sviluppo delle nostre imprese". Molte le richieste e le preoccupazioni rivolte al presidente Martini: dal tema della governance, ai problemi della burocrazia; dalla questione della risorsa idrica, "e' meglio fare dieci invasi piuttosto che un altro Bilancino" - ha detto Martini, fino al dramma degli ungulati su cui "bisogna programmare interventi di tipo straordinario". Oltre agli impegni di Martini, il quadro che e' emerso e' di un'agricoltura toscana in pericolo. Il grido da allarme viene dalla Confederazione italiana agricoltori della Toscana; per questo partira' una mobilitazione della Cia regionale. Forte preoccupazione per i redditi degli agricoltori, che sono diminuiti dal 2000 al 2007 del 18 per cento (contro un +16% della media europea), mentre nello stesso periodo i prezzi degli alimenti al consumo sono aumentati del 28 per cento. Nel 2007 i costi di produzione sono aumentati del 6%; e' aumentata l'incertezza produzioni a causa dei cambiamenti climatici; si moltiplicano i vincoli e condizionamenti dell'attivita' agricola e il costo della burocrazia soffoca, sempre piu', le imprese. Fra le piaghe piu' grosse quella della burocrazia: ogni azienda agricola dedica 100 giorni all'anno per risolvere le pratiche amministrative e burocratiche anziche' per lavorare nei campi. (AGI).

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L'ultimatum si avvicina ma la sede resta un miraggio (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

La Croce Rossa verso l'"arrivederci" L'ultimatum si avvicina ma la sede resta un miraggio La Croce Rossa potrebbe mantenere a Sanremo un semplice presidio, assicurare i servizi d'emergenza alla città, ma ridimensionare il suo ruolo almeno fino a quando non avrà una nuova sede. Il presidente provinciale Vincenzo Palmero non si pronuncia ma le "grandi manovre" delle ultime ore non hanno portato alla luce novità degne di nota in vita dell'ultimatum del 25 luglio (per il quale ci si augura che non debba intervenire la forza pubblica). Si lavora ancora intorno all'opzione relativa all'area della nuova stazione ma ogni euro speso, in vista di un'altra soluzione definitiva, in pratica sarebbe un euro sprecato. Insomma la Cri potrebbe davvero dare un "arrivederci" a Sanremo, mantenere dipendenti e volontari al servizio attivo e appoggiarsi quantomeno per la logistica ai comitati del resto della provincia. Intanto, mancano 18 giorni al ritorno dell'ufficiale giudiziario in via Pisacane: un'eternità se ad agire potessero essere solo volontariato e buona volontà, ma niente se si pensa alla burocrazia. \.

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Storico battello La Famiglia Comasca si batte per il <Patria> Mi riferisco alla lettera pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il <Patria> (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Storico battello La Famiglia Comasca si batte per il "Patria" Mi riferisco alla lettera pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il "Patria" Storico battello La Famiglia Comasca si batte per il "Patria" Mi riferisco alla lettera pubblicata il 22 giugno a firma Isabella Introzzi; argomento il "Patria". Da 18 anni la Famiglia Comasca si sta battendo per il nostro amato battello ed ha raccolto ben 20.000 firme che, alla resa dei conti, non interessano ai politici. Non è questo il posto più adatto per raccontare la storia di questi 18 anni passati fra speranze, delusioni e amarezze. Possiamo solo dire che l'arrivo in Amministrazione provinciale di Leonardo Carioni con il suo entusiasmo per il Patria ci ha dato buone speranze: fra l'altro, ha acquistato la proprietà del battello, ha ottenuto fondi per circa 1.300/m di euro, poi ci siamo visti accantonati. Anche noi sapevamo che a giugno preventivi, ecc. sarebbero stati pronti. Forse la burocrazia rema ancora una volta contro. Noi della Famiglia Comasca non abbiamo nessuna intenzione di "mollare" e continueremo a batterci per il nostro battello. Piercesare Bordoli Presidente della Famiglia Comasca Giusto merito alla Famiglia Comasca per la lunga battaglia a difesa di un simbolo della Navigazione del lago di Como. il dibattito Anche noi lecchesi siamo clandestini Gentile Direttore, C'è sui muri di questa nostra città, in questi giorni, un manifesto dal titolo "Siamo tutti clandestini". Quando l'abbiamo pensato e fatto girare tra amici, via e-mail, la scritta che lo accompagnava è stata: perché quando per legge diventa obbligatoria la stella gialla, l'unico modo per renderla innocua è indossarla tutti. L'abbiamo fatto perché siamo preoccupati di quanto sta accadendo in questo nostro Paese. Non vogliamo fare paragoni storici illeciti, non neghiamo che ci siano questioni da affrontare, che servano leggi che regolamentino e certezza di pena. Ma ci chiediamo perché discriminare, perché invece che pensare a un diritto che valga per tutti e che sanzioni le violazioni delle norme si agisca per categorie sociali, per etnie, andando a colpire i più deboli, i meno tutelati. Vede direttore, prendersela con dei bambini solo perché sono rom, cacciare mendicanti e lavavetri dalle nostre città (Bologna, Assisi?), rinchiudere profughi e farabutti, tutti insieme nello stesso carcere-cpt, solo perché colpevoli di un fantomatico ?reato di clandestinità?, inesistente nei codici civili nazionali, ci pare operazione demagogica e violenta, inutile. Se ci sono persone che violano le norme, li si persegua per quello, con la forza del diritto e delle norme che lo regolamentano. Perseguire categorie sociali, giocare all'untore, scaricare le nostre paure e le nostre frustrazioni di cittadini sempre meno tutelati (lo sa quanti sono gli operai che a Lecco nei prossimi mesi saranno ?lasciati a casa? per chiusura o delocalizzazione delle aziende?) non serve a costruire un'Italia migliore, un Paese migliore. Fare i forti con i deboli e i deboli con i forti, ce lo lasci dire, è da vigliacchi. Perciò, magari un po' provocatoriamente, abbiamo scelto di dichiararci tutti Clandestini, venuti al mondo senza documenti. Chiediamo tutti e solo di vivere, il meglio che sia possibile, e se nel farlo qualcuno commette reato, che lo si persegua, per quello però, non perché è nato, bianco, nero, rom o cavaliere. Ringraziandola per l'attenzione la saluto, Mariacarla Castagna Lecco politica Berlusconi ha diritto di governare come vuole Egregio signor direttore, il settimanale "Gente" del 12 giugno 2008 riporta un'intervista del presidente della Camera Fini. Egli, tra l'altro, affermato: "E' finalmente mutato il dialogo tra Governo e opposizione. Era una esigenza molto sentita dal nostro Paese. Ora bisogna garantire la sicurezza e la certezza della pena". Il presidente Fini su quale pianeta vive? Il clima, come tutti i cittadini hanno constatato e constatano, tra Governo e opposizione non è mai stato idilliaco. In questi ultimi tempi lo scontro ha superato i limiti di guardia. Un dialogo con Berlusconi sarebbe stato possibile se l'opposizione avesse accettato tutte le sue iniziative. Berlusconi non accettò mai quanto proposto dall'opposizione. Successe con la bicamerale, con la legge elettorale, con la riforma della Costituzione e con tante altre leggi approvate a colpi di maggioranza e definite "ad personam". Veltroni ha detto che il dialogo con la maggioranza "è definitivamente chiuso". Che io sappia non è mai iniziato. Qualcuno l'ha visto iniziare Veltroni non si è reso conto dell'acume politico e personale di Berlusconi, tanto mite e dolce prima delle elezioni, quanto aggressivo e caparbio al potere. "Ora bisogna garantire la sicurezza e la certezza della pena". Tanto ha affermato Fini nel corso dell'intervista. Anche Berlusconi durante la campagna elettorale promise agli elettori la sicurezza e la certezza della pena che la sinistra non fu in grado di assicurare. Gli elettori si chiesero: "Berlusconi è cambiato. Oggi non voterebbe più le leggi relative all'indulto? Non sosterrebbe più Previti che avrebbe dovuto scontare sei anni di reclusione (cui fu condannato definitivamente) in carcere invece vi rimase soltanto un giorno? "Lo stesso interrogativo (relativamente a Previti) vale anche per Fini che mai si dissociò dall'allora e di oggi premier. Oggi quanti sono gli elettori di Berlusconi delusi? Sono passati circa due mesi dal giorno delle elezioni e in Parlamento si discutono, in prevalenza, leggi che favoriscono anche lo stesso premier. Lui ha vinto! O bene o male ha il diritto di governare. Il giudizio sarà espresso alle prossime elezioni. Francesco Bertagna intercettazioni Tra Berlusconi e Saccà telefonate sconcertanti Si dice che le telefonate intercorse tra Belusconi e Saccà ? come quelle intercettate tra dirigenti, uomini politici e di affari ? non andrebbero pubblicate perché ?penalmente irrilevanti?. Ma dal punto di vista morale, culturale, del costume, della mentalità sono molto rilevanti: esse rivelano volgarità, cinismo, disprezzo della donna, del bene comune, spregiudicatezza nella gestione del potere e della cosa pubblica tutta usata a interessi di parte o personale. Se queste cose diventano moralmente e politicamente irrilevanti, anzi guadagnano consensi e approvazione e legittimazione popolare, vuol dire che siamo in una situazione talmente degradata da lasciare del tutto sgomenti e senza parola. Luigi Fioravanti punti di vista Io chiedo che ritorni il servizio militare Ho letto con estremo interesse la lettera di Bettini e ne condivido pienamente i contenuti. Senza timore di smentite mi sento di affermare tranquillamente che l'architetto tiranese è attualmente uno dei più prestigiosi rappresentanti della cultura valtellinese. Erudito e competente ha conoscenze nella politica e nell'imprenditoria italiana ad altissimo livello. Proprio alla luce di queste considerazioni chiedo a lui e ai suoi influenti amici di fare i passi necessari per far ripristinare quel sacrosanto diritto dovere che la sinistra più ottusa ha avuto la barbarie di abolire, il servizio militare obbligatorio. Parlando con persone più varie ho constatato che quasi tutti lo rimpiangono e la stragrande maggioranza dei giovani sarebbero più che contenti del suo ristabilimento. La prova sta nella quantità di domande che le forze armate recepiscono ad ogni bando. Superando di venti volte i posti messi a disposizione. Altra prova incontrovertibile sono le adunanze oceaniche che periodicamente si possono vedere in occasione delle varie adunate di ex militari, vedi Bassano del Grappa. Si dia da fare dunque caro architetto. Fondi un comitato ad hoc e coinvolga le sue influenti amicizie. Sono più che sicuro che questo governo darà seguito ad una simile iniziativa. Abbiamo la necessità di riconquistare quel prestigio internazionale che la sinistra ci ha fatto perdere. Se poi i nostri alleati saranno costretti a dare una lezione all'Iran non potremmo certo tirarci indietro. Altro valido motivo per avere un esercito motivato e numeroso e che sia, come lei stesso ha avuto occasione di affermare, maestro di vita e difensore delle nostre famiglie. Marte Bellumi 08/07/2008.

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Sicurezza a scuola: Lavori in corso ha una mozione (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Como, La" del 08-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CANTU' (s.cat) Con la sicurezza ? e con i documenti che la attestano ufficialmente - non si scherza, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini. Tanto che la coalizione civica di Lavori in corso, di fronte a qualche bacheca scolastica troppo poco aggiornata, ha deciso di prendere carta e penna e di presentare una mozione al consiglio comunale. La questione nasce dall'esperienza diretta di una componente del gruppo guidato da Claudio Bizzozero, che, durante una riunione fra insegnati e genitori alla scuola media Pellegrino Tibaldi, l'anno passato, notò con apprensione che il piano sicurezza della scuola mancava di numerosi documenti. La modulistica relativa, appesa in bacheca, aumentò ancora di più l'apprensione, dato che accanto a molte certificazioni - dal collaudo dell'impianto a quello di agibilità alla verifica degli impianti alla manutenzione della caldaia ? c'era solo la scritta ?manca?. Situazione analoga, verificò, alle scuole elementari di via Colombo. Interpellato, l'ufficio tecnico comunale spiegò che la documentazione in questione non era mancante, ma necessitava di essere aggiornata, aggiornamento ancora latitante al 17 maggio scosto. Da qui la richiesta di Lavori in corso di provvedere quanto prima a verificare le effettive condizioni dei piani della sicurezza di tutte le scuole canturine e di provvedere urgentemente, dove necessario, ad adeguarli e aggiornarli producendo poi la relativa documentazione. Una questione legata alla burocrazia, secondo l'assessore ai lavori pubblici Umberto Cappelletti, e non al reale adempimento delle normative: "Verificherò quanto prima la situazione, ma le prove e i collaudi vengono effettuati regolarmente e le scuole cittadine sono tutte in sicurezza. Le carte sono certo importanti e l'iter burocratico laborioso, ma lo è di più effettuare concretamente gli interventi, e su questo gli uffici comunali sono sempre molto attenti". 08/07/2008.

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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani: Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani: Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani: Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani: Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (31 votes, average: 3.71 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (29 votes, average: 3.52 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) " (32 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 114 ) " (31 votes, average: 3.42 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (33 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (53 votes, average: 3.51 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (118 votes, average: 1.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (57 votes, average: 2.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (32 votes, average: 2.72 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 72 ) " (55 votes, average: 2.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (42) Ultime discussioni Alberto Taliani: Due parole per Lorenzino 81 sulla stampa straniera che secondo lui scrive sempre e solo la verità.... Alberto Taliani: Caro Ambrogio, guardi che i lavori e il dibattito sul lodo e la blocca-processi li seguiamo... Lorenzino81: @Wolf vedo che viaggiando molto non conosci bene i giornali stranieri. Io, che viaggio poco ma mi... Pascuale: Cuesti ciudici anno rotto le scatole (e mi trattenco pecche vorrei dire palle!). Ma come? qua gli taliani... Ambrogio: Caro sig.Taliani, se ha passato tutto il giorno davanti al compiuter forse non è riuscito a seguire i... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tribianon I malviventi volevano fuggire con 50 quintali di "oro rosso", acciaio e ottone ma ne hanno portati via "solo" 12 (sezione: Burocrazia)

( da "Cittadino, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Capannone razziato dai ladri di rame Commando penetra in una ditta di metalli: colpo da 8mila euro TRIBIANO L'azienda era stata chiusa sabato. Via i titolari all'interno del capannone di Dedè Commercio metalli, probabilmente nella notte di lunedì, si sono intrufolati i ladri di rame che hanno tentato di prendersi 50 quintali di rame e altri metalli tra cui ottone e acciaio ma sono usciti con 12 quintali. Nel bottino è finito pure il computer, con i dati dell'impresa.Non sono riusciti invece a manomettere il camioncino ragno all'interno dello stabile, con il quale volevano probabilmente movimentare i materiali. Sono arrivati i carabinieri ai quali il titolare ha sporto denuncia contro ignoti. I danni che i ladri di metalli hanno provocato ammontano a 10mila euro; i predatori dell'oro rosso ci hanno guadagnato un po' meno: forse 8 mila euro.Il commando era costituito da almeno 3 persone, a giudicare dai segni lasciati. Ed ha agito col favore della notte; il furto è stato probabilmente studiato a tavolino e poi messo in atto lunedì, tra le 21 e le 7, in via Alessando Volta dove ci sono anche altri insediamenti artigianali.Il titolare se n'è accorto lo stesso giorno, quando è giunto sul posto per aprire. "Ho visto il cancello aperto e un bancale appoggiato sulla rete verso la proprietà vicina, probabilmente per prepararsi una via di fuga alternativa. Ho capito quello che era successo. Orami sono un esperto: in cinque anni sono già venuti quattro volte". Secondo una prima ricostruzione, i ladri sono entrati nell'azienda di Renato Dedè prima attraverso il cancello centrale che perimetra l'area dove ci sono altri capannoni. Hanno smagnetizzato l'ingresso elettronico e con il furgonciano si sono diretti verso il bersaglio. Strappata la catena e aperto il cancello, hanno manomesso il portone del capannone della ditta. Raggiunto l'interno, è stato con ogni probabilità fatto entrare nel capannone un mezzo pesante che è stato caricato di lastre di rame, di ottone e acciaio."Probabilmente hanno cercato di utilizzare il mio ragno per muovere i metalli - spiega Renato Dedé -: ho visto la chiave nel quadro. Poi però hanno desistito. Hanno rovesciato a terra i bidoni e probabilmente con una pala, che non era al suo posto, hanno riempito il loro mezzo".Hanno rovistato dappertutto, e infine hanno sfilato al legittimo proprietario anche il monitor e la tastiera del pc aziendale. Poi la fuga precipitosa all'esterno. Dell'accaduto si è accorto il titolare giunto in mattinata per aprire i cancelli dell'azienda. Dopo un primo sommario inventario, al titolare non è rimasto altro che sporgere denuncia alle forze dell'ordine. "Purtroppo qui non si può più stare tranquilli - confessa -, c'è d'aspettarsi che qualcuno entri e ti porti via tutto. Siamo vittime dei ladri e della burocrazia. Io adesso, quando ho grossi quantitativi per un valore elevato, nemmeno li lascio al capannone. Evito che qualcuno entri e se li rubi".

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Torreggiani è il nuovo presidente (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Davide Berti Torreggiani è il nuovo presidente "Siamo uniti per far crescere Modena nella competizione" Stefano Torreggiani, attuale direttore generale di Cna, è il nuovo presidente della Camera di Commercio per il quinquennio 2008-2013. Ieri mattina si è insediato il nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Modena. Composto di 32 membri in rappresentanza delle diverse componenti dell'economia provinciale, il consiglio ha provveduto all'elezione di Torreggiani (nella foto e, accanto, il consiglio), in prima votazione e con voto unanime. Torreggiani era già vicepresidente dell'ente camerale. Il consiglio si riunirà nuovamente il giorno 24 luglio per l'elezione della Giunta, la quale provvederà successivamente a nominare un vicepresidente, ma pare certo che i voti andranno ad Amedeo Faenza di Confcommercio. L'elezione di Torreggiani era annunciata da tempo e ieri è arrivata l'ufficialità. Per la Camera di Commercio si tratta certamente di una svolta verso un percorso di rinnovamento e condivisione durato alcuni mesi, che ha portato anche a superare alcuni strappi con Confindustria per la scelta di un nome che certamente non incarna in pieno via Bellinzona ma piuttosto la fitta rete delle piccole e medie imprese del nostro territorio. Torreggiani, che rimarrà direttore di Cna, è visto come l'uomo del consenso in grado di fare squadra e nel suo primo giorno da presidente comincia con i ringraziamenti: "Desidero innanzitutto ringraziare i componenti del Consiglio per la fiducia accordatami. Il compito che ci aspetta come Amministratori della Camera - ha dichiarato il presidente Maurizio Torreggiani - non è facile. L'economia mondiale sta attraversando un momento di grave crisi e il nostro compito sarà dunque quello di supportare le imprese modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa ragione sarà indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di crescita delle nostre aziende". Torreggiani ha già una lista di priorità: "Le criticità su cui occorrerà lavorare e sulle quali dovrà concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficoltà di accesso al credito. La Camera dovrà inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attività con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti". Torreggiani nel suo discorso ha usato una metafora per dipingere Modena e il suo futuro, con le sfide che la attendono: "La nostra città deve lasciare la vecchia provinciale e imboccare l'autostrada potendo contare su un'automobile veloce, affidabile e in grado di fare tanta strada. L'economia modenese ha grandissime potenzialità ed è molto importante che vengano costantemente elaborati programmi ed iniziative che ne favoriscano la piena espressione, puntando in particolare su qualità ed innovazione, fattori indispensabili per consentire alle nostre imprese, in un mercato ormai globalizzato, di mantenere alto il livello di competitività. Per l'attuazione dei propri programmi, la Camera non dovrà agire da sola, ma in stretta sinergia con le Associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Il mio mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il tempo delle scelte, in un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e soprattutto condivise. Non è un caso che, per la prima volta nella storia della Camera, è stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituirà il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali". Ed è proprio su quest'ultimo punto che Torreggiani ha voluto insistere, rispondendo direttamente alla querelle con Confindustria: "Modena è una città intelligente che deve saper collaborare e competere. Ecco perché ha saputo convergere su questo documento per il bene comune: l'ente camerale è di tutti e tutti si devono sentire rappresentati. In questo senso mi sembra che le premesse siano ottime e il consenso unanime che si è creato accresce ulteriormente le responsabilità di una squadra che deve prima di tutto essere orgogliosa del proprio territorio".

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Porteremo il modello Google in Trentino (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pierluigi Depentori "Porteremo il modello Google in Trentino" Parla il neo presidente dei giovani industriali, Luca Cattoi: "Più cultura digitale" In pochi anni ha creato dal nulla "Linea Web Graffiti 2000", capace di fatturare 1,3 milioni di euro e di dare lavoro a venti dipendenti La mission? Il design dei siti e un'agenzia di comunicazione TRENTO. Parla di cultura digitale e wellness aziendale, mastica byte & broadband come fossero pane, e vuole portare il "modello Google" in Trentino, "perché fare impresa non è solo creare ricchezza economica, ma anche ricchezza sociale". Per chi pensasse ancora che internet è un azzardo e che farci i soldi per davvero è "roba da americani", ecco Luca Cattoi. Trentanove anni, rivano doc, con la sua Linea Web Graffiti 2000 è a capo di un vero e proprio miracolo trentino, capace di dare lavoro a una ventina di dipendenti e di fatturare 1,3 milioni di euro. Da venerdì scorso Cattoi non è più "solo" un imprenditore di successo, ma è stato eletto presidente dell'associazione dei giovani industriali del Trentino. Una elezione che sa di piccola rivoluzione, che catapulta Palazzo Stella nell'era della "industria 2.0" e che fa capire come anche in una terra votata alla tradizione come il Trentino e le sue industrie ci possono essere delle spinte in avanti importanti, forse decisive. "Voglio potenziare il nostro progetto scuola, andare a dialogare nelle classi utilizzando multimedia e nuove tecnologie, simulando con i ragazzi un colloquio di lavoro, negoziazioni coi clienti, la redazione di un bilancio. Insomma, far capire loro che con una buona idea in testa e spirito di sacrificio si può fare impresa partendo da zero. Anche nella nostra provincia". Per Luca Cattoi è stato proprio così. E per spiegare il suo programma da neo presidente, usa una frase che nel linguaggio della new generation è gettonata assai: "Contaminare il Trentino". Cattoi, quale significato ha la sua elezione? Sono felice ed entusiasta per questa nuova sfida. Il mondo dei giovani imprenditori ha sempre avuto una grande attenzione al mondo delle nuove tecnologie. Però un presidente che viene dal mondo del web non c'è mai stato... E' vero. Cercherò di portare la mia esperienza di "imprenditore digitale". Dici web e subito il mondo dei giovani si rianima. Sarà la chiave di volta per convincere i ragazzi trentini che si può rischiare, che nella vita non ci sono solo i colletti bianchi che sognano il posto fisso in Provincia? Lo spero, anche perché uno dei nostri obiettivi è proprio quello di portare la cultura d'impresa nelle scuole. Negli ultimi tre anni abbiamo incontrato più di mille studenti delle scuole superiori trentine. Cercherò di potenziare questo progetto, per fare "cultura digitale" in Trentino. Trentino e tecnologia sono agli antipodi? Niente affatto, come infrastrutture tecnologiche e broadband siamo tra i migliori al mondo, ma poi se guardiamo all'utilizzo di queste infrastrutture ecco che siamo al livello del Camerun. Abbiamo una Ferrari ma la usiamo come se fosse un motorino... Già, proprio così. Lei è il perfetto esempio del "self made man" degli anni Duemila... Ho iniziato per caso, nel 1995, quando il mondo di internet iniziava a fare i primi passi in America. Ero curioso, e così mi sono procurato uno dei primi modem per navigare sul web. Dopo poco, ho iniziato a fare i primi esperimenti di creazione di pagine. Uno "stilista" del web. Mi divertivo un sacco. Utilizzavo un programmino messo a punto dai tecnici della Microsoft. Quando l'hobby si è trasformato in lavoro? Ho mandato le mie pagine alla sede centrale di Redmond. All'indomani ero sulla home page di Microsoft dedicata allo sviluppo dei siti. Tempo qualche giorno, e sono stato contattato dai vertici di Microsoft Italia. "Abbiamo bisogno di giovani che sappiano usare al meglio le nostre tecnologie", mi hanno detto. E mi hanno mandato a seguire i processi di sviluppo in giro per l'Italia, nelle sedi delle più grandi aziende. Qualche nome? Due su tutte: Tim e Rai. E poi? Dopo pochi mesi decido di tornare a respirare l'aria del Garda. Il primo gennaio del 1996 fondo la "Graffiti 2000", per sviluppare siti web. Oggi quanti dipendenti ha? Qual è il suo fatturato? Ho una ventina di dipendenti, e il fatturato del 2007 è stato di 1,3 milioni di euro. E l'azienda che sviluppo ha avuto dal 1996? C'è sempre quella che chiamo "anima web", ma Graffiti 2000 è diventata anche un'agenzia di comunicazione, in modo da integrare internet e pubblicità, web e marketing, con grafici e designer che lavorano fianco a fianco. Quali sono i problemi di un giovane imprenditore? Avere un punto di riferimento per partire col piede giusto: saper creare un business plan, saper redarre un bilancio, riuscire a districarsi con la burocrazia. Metteremo a punto un sito internet con tutte le informazioni di base. Lei, assieme agli altri giovani imprenditori, sta girando le scuole del Trentino. Che giovani trova? Onestamente non mi sembra di vedere in giro un grandissimo entusiasmo. I ragazzi vanno stimolati di continuo, il nostro sforzo maggiore sarà quello di provare a sintonizzarci sulle loro frequenze. E vogliamo far capire loro che nel mondo del lavoro, anche in Trentino, si deve puntare sulla meritocrazia, che va vista come valore di base. Da Montezemolo alla Marcegaglia, su questo Assindustria è tutta d'accordo. In Trentino servono più infrastrutture o serve più ricerca? Tutte e due, perché senza infrastrutture è più difficile che la ricerca vada a buon fine. Il Trentino ha una buona dotazione di base, ci sono le infrastrutture e c'è pure molta ricerca. Credo che si possa essere positivi e fiduciosi. Un "presidente internet" che messaggio vuol dare ai suoi associati? Quelli del programma con cui mi sono presentato: wellness aziendale e cultura digitale. Un Trentino con la "formula Google", dunque... A dirlo non sono io, ma uno degli imprenditori italiani più importanti come Nerio Alessandri di Technogym. Cito testualmente: "L'imprenditore è colui che crea anche la ricchezza sociale, non solo quella economica". Sempre meno giacca e cravatta, nell'impresa trentina? Anche l'impresa trentina sta cambiando pelle, ed è pronta ad affrontare nuove sfide. Nel mio piccolo, cercherò di essere utile alla causa.

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Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

INQUILINI Contributi alloggiativi i ritardi della burocrazia DI LIBORIO DE SIMONE " L'ultima volta che ho parlato dei contributi alloggiativi era il 30 aprile scorso e da poco era stata approvata la graduatoria definitiva per la cittá di Salerno. Da allora i cittadini interessati sono ancora in attesa dei soldi. Quasi quotidianamente abbiamo chiamato gli uffici regionali deputati allíinvio delle somme e, saputo il motivo del ritardo, abbiamo sollecitato gli amministratori comunali per risolvere il problema. In prima istanza abbiamo ricevuto risposte confuse, poi appurata la questione si è proceduto a rimuovere l'ostacolo. Oggi siamo, finalmente, in attesa del mandato regionale, che dovrebbe permettere agli uffici comunali di Salerno di erogare i contributi per la prossima settimana. Sono passati quasi tre mesi dalla graduatoria definitiva e più di un anno dal bando e se gli interessati avessero dovuto pagare il fitto con l'aiuto del contributo, sarebbero stati tutti sfrattati per morositá. Si pone, dunque, il problema delle procedure di assegnazione dei fondi e ancor più la questione di eliminare la burocrazia degli uffici. " Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto centinaia di telefonate dai cittadini salernitani, che chiedevano notizie sui contributi. A questi abbiamo fornito le notizie in nostro possesso, ma non abbiamo potuto evitare di condividere una situazione, a volte, drammatica. Ci siamo sentiti impotenti e rabbiosi. Quando ci chiedevano perchè i proprietari di case non dovevano più pagare l'Ici e gli inquilini dovevano attendere anni per vedersi riconosciuto un loro diritto, non abbiamo saputo rispondere. Poi, riflettendoci bene la riposta l'abbiamo trovata. La politica è una questione di rapporti di forza. Evidentemente i proprietari di case sono più forti degli inquilini. " In questi giorni si parla di provvedimenti governativi e regionali a favore degli locatari Piani casa che prevedono la costruzione di centinaia di migliaia di alloggi. " Io credo che il primo impegno da richiedere ai nostri politici è di applicare al meglio le leggi vigenti. Sarebbe una grande rivoluzione e permetterebbe agli affittuari di avere condizioni minime di sopravvivenza. E' giusto che su questo si sviluppi una riflessione e , passata l'estate, un movimento, che tenti di superare i le difficoltá per una celere applicazione della legge. * segretario provinciale Sunia liboriodesimone@virgilio.it.

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Creiamo impresa , idee alternative (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Valli del Noce. Buona risposta allo sportello attivato a Cles: c'è voglia di altro rispetto a mele e turismo "Creiamo impresa", idee alternative In venti giorni sono stati presentati bem quindici progetti VALLI DEL NOCE. In venti giorni sono state quindici le idee d'impresa presentate allo sportello attivato al Comprensorio della valle di Non nell'ambito dell'iniziativa, che coinvolge le due valli del Noce, "Creiamo impresa". "Questo indica la necessità, la voglia di cambiare e di misurarsi anche in queste valli dominate da una monocultura, agricola in val di Non, turistica in val di Sole" commenta la coordinatrice dell'iniziativa Marina Pasolli. "Creiamo impresa", promosso dalla Provincia e cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, si inserisce nell'ambito dell'iniziativa comunitaria Equal che promuove la sperimentazione di approcci e politiche innovative per contrastare il fenomeno della discriminazione e della disuguaglianza nel mercato del lavoro. "L'iniziativa vuole rispondere ad un'esigenza di sviluppo locale e sociale tentando di incrementare l'occupazione in generale, ed in particolare quella femminile, attraverso azioni di microimprenditorialità" spiega Pasolli. Durante la sperimentazione è stata svolta una ricerca per individuare le opportunità imprenditoriali nelle due valli. "Si è visto che quello del finanziamento è un problema relativo nella creazione d'impresa. Ciò che manca è la possibilità o capacità di orientarsi attraverso la burocrazia" sottolinea Pasolli. I progetti potevano riguardare settori come i servizi alla persona, il commercio di prossimità, il turismo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale, lo sport, le nuove tecnologie informatiche e della comunicazione ed i servizi per l'ambiente. Conclusasi la sperimentazione, "Creiamo impresa" ora vuole diventare un servizio stabile in grado di offrire un supporto gratuito a coloro che vogliono intraprendere un'attività imprenditoriale sul territorio delle valli del Noce, accompagnandola dalla fase di progettazione a quella della realizzazione vera e propria e anche oltre. Per questo anche al Comprensorio della val di Sole dovrebbe essere presto attivato uno sportello a cui ci si potrà rivolgere anche su appuntamento. "Il servizio dovrebbe diventare, oltre che un raccoglitore di idee, un raccordo tra i potenziali imprenditori e tutto il ventaglio di possibilità intese in termini di competenze presenti sia a livello provinciale sia a livello di territorio di valle. Una volta che l'idea è stata studiata ed analizzata e trova riscontro in una fattibilità seria e duratura, c'è l'aiuto anche nel cercare delle linee di finanziamento, ove sia possibile" aggiuge Pasolli che poi conclude: "Stiamo valutando insieme a tutti gli attori istituzionali presenti sul territorio, dalla Provincia, ai Comprensori, al Bim di trovare un sistema per portare pienamente a regime e radicare finalmente sul territorio questo sportello aiutando così lo sviluppo di una cultura imprenditoriale diversa nelle valli del Noce".

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De Poli, ultimatum per S.Margherita (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grandi esposizioni, il presidente di Fondazione Cassamarca attacca lo Stato e svela i piani sull'ex chiesa: acquisto entro il 2009, poi restauro De Poli, ultimatum per S.Margherita "Ce l'hanno promessa da anni, bisogna chiudere: lì la mostra 2011 sul Tibet" Il complesso iter burocratico con il Demanio Proseguono i grandi impegni culturali di Fondazione Cassamarca, ma mancano strutture adatte. E' l'allarme di Dino De Poli presentando le prossime mostre: Canaletto quest'autunno, la civiltà cinese, il Tibet e l'India nel futuro. Il presidente stringe per Santa Margherita: "Ce l'hanno promessa sin dal 2006, speravo di portarci Canaletto, ma ora conto di chiudere la trattativa". Il sogno è di stringere i tempi, per chiudere l'operazione entro il 2010 e poter avviare il restauro dell'ex chiesa, storica "culla" degli affreschi di Tomaso. "Chissà che nel 2011, per l'esposizione sul Tibet, si possano sfruttare gli ampi spazi di Santa Margherita". E' l'auspicio del numero uno di Fondazione, che pure due anni fa aveva ottenuto la promessa del trasferimento della Chiesa sconsacrata; ma il desiderio di inaugurare la nuova struttura con Canaletto è caduto, per i tempi burocratici. E Canaletto, con le opere straordinarie che giungeranno a Treviso, rischia di perdere parte del proprio fascino dovendo fare i conti con gli spazi di Ca' dei Carraresi, non proprio il "tempio" per tele di grandi dimensioni. Così come a novembre 2009, all'apertura del ciclo "La Via della Seta e la Civiltà Cinese", curata da Madaro. De Poli, scottato dall'esperienza dell'ex distretto Militare (oltre 7 anni di iter) non ha risparmiato i suoi strali, ieri: "La burocrazia civile è anche peggiore di quella militare, perché se la prima fa perdere le guerre. La seconda fa perdere grandi occasioni anche in tempo di pace". Parole rassegnate Il progetto originario, prevedeva l'acquisizione in tempi brevi di Santa Margherita dal Demanio, per completare lo straordinario restauro dell'area del distretto. Era spuntata persino l'idea di ricostruire l'antico ponte coperto in muratura che in passato collegava la chiesa con il convento di San Paolo, una sorta di "Ponte dei Sospiri" a pochi metri dal Sile: un progetto che oggi, viste le lungaggini, sembra tramontare. Ma De Poli non si arrende: vuole inaugurare il nuovo spazio espositivo con Tibet e India, in programma dal 2011 al 2014, con le affascinanti gigantografie dei templi e dell'architettura orientale. E Fondazione intanto procede sulla strada per realizzare un'altra grande opera pubblica, l'auditorium da 2500 posti vicino a villa Frenchetti, affidata al grande architetto spagnolo Rafael Moneo. (Chiara Ferretto).

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E a roseto in diecimila centrano il guinness (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il nuovo record. Folla in pista su ritmi latino-americani per la sfida collettiva lanciata da Giuliano E a Roseto in diecimila centrano il guinness ROSETO. La città delle Rose entra nel libro mondiale dei primati grazie alla buona riuscita del ballo con la maggiore partecipazione di ballerini contemporaneamente. All'appello lanciato da Luca Giuliano, il vulcanico organizzatore dell'evento, hanno infatti risposto oltre 10 mila (10.055, per l'esattezza) persone, tutte regolarmente registrate, le quali hanno ballato tutte insieme al ritmo latino-americano. Il colpo d'occhio è stato di quelli da mozzare il fiato. Vedere tanta gente, quasi la metà degli abitanti di Roseto, ballare tutta insieme ha dato l'impressione di trovarsi al Carnevale di Rio. Passata la fase, per così dire, esecutiva, è ora il momento di dare la parola alla burocrazia. "Questa mattina sarà in Comune per la vidimazione di tutte le firme raccolte dai nostri addetti", dice l'organizzatore, "poi tutto insieme sarà spedito a Londra, dove c'è la sede del Guinness, dove alcuni giudici valuteranno sulla base sia delle stesse firme che dei filmati e le foto che allegheremo al materiale da inviare". A quel punto, passeranno circa 40 giorni che ottenere la certificazione del primato, ma si può dire che ormai gli organizzatori il record personale lo hanno già raggiunto. (f.ce.).

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I militari? così inutili (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre I MILITARI? COSì INUTILI SEGUE DALLA PRIMA Se danno l'impressione di funzionare di meno è perché la loro gestione è dissennata. Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza spesso si pestano i calli e non svolgono se non saltuariamente operazioni congiunte. Se a capo della provincia c'è un prefetto capace, il coordinamento può nascere e reggere, pur con qualche mugugno. L'esperienza testimonia che non sempre è così, e comunque non si può mettere in capo alla discrezionalità e al buon senso dei prefetti una questione che è in capo allo Stato. Le nostre forze dell'ordine sono orgogliosamente separate per tradizioni e per spirito. Guadagnano poco e sono, a parte i corpi scelti e le eccellenze, male in arnese, con macchine scassate e senza carburante, dotazioni obsolete e scarsa capacità investigativa. Hanno un deficit di formazione professionale, mancano di strumenti informatici, sono assillate dalla burocrazia, sono alloggiate in stabili angusti, inadeguati, cadenti. Perfino il nuovo comando dei carabinieri, appena costruito in via Rismondo, fa acqua. Molti poliziotti sono confinati in ufficio a fare fotocopie, redigere statistiche, compilare relazioni dalle quali vien fuori, sempre, che i crimini sono in diminuzione. Anche ammesso che sia così, cioè che gli atti violenti siano in calo, le statistiche non tengono conto della sensazione di insicurezza che qui, nella parte ricca, colta, viziata, isterica del Paese conta molto di più del numero delle rapine e degli omicidi. Ogni casa è potenzialmente violabile. Non esiste azienda, ufficio, garage che non possa essere scardinato. Non è sempre stato così e questa differenza col passato ci angustia. Dunque, se il pattugliamento risponde al bisogno di contenere la pulsione emotiva dell'insicurezza questa è la sola ragione che riesco a trovare alla bischerata dell'esercito di pattuglia nelle città. Non ve n'è nessun'altra. E' una operazione di immagine, e come tale durerà l'espace d'un matin. Sotto il profilo economico la scelta, come sanno bene i rappresentanti sindacali delle forze dell'ordine, è un'altra zappata che ci diamo sui piedi. I militari vanno alloggiati, rifocillati e pagati per la missione. Tutti costi aggiuntivi per la macchina della pubblica sicurezza italiana, che non ha bisogno di ingenti finanziamenti ma di corpose aggiustate organizzative. I ministeri sono pieni di agenti e di militari sotto utilizzati o semplicemente utilizzati male. Quante volte avete sentito parlare dell'abuso delle scorte? E quante volte è stato promesso che sarebbero state assottigliate assieme al vasto parco di auto blu? Costa molto di più, in termini di fatica, obbligare i Corpi di pubblica sicurezza a finire sotto uno stesso ministero, ad esempio. O accorpare le caserme e liberare immensi spazi imprigionati dentro le città. Perché i carabinieri devono stare nei capoluoghi quando c'è già la polizia? Eppure avrebbe più senso lasciare il territorio all'Arma e mantenere nella città solo le Questure. E' un tema inaffrontabile. Nessun ministro ha il coraggio di parlarne, né a destra né a sinistra. Infine, due conti, giusto per chiarire. Il ministro promette tremila militari. Duemila se ne andranno per togliere gli agenti dagli uffici. Mille verranno spalmati su dieci città (si parte con Milano, Napoli e Padova, ma dopo tocca ad altre sette). Vuol dire una media di cento militari a città. In realtà, pare che a Padova ne arriveranno una quarantina. Messi di pattuglia, rispettando i riposi e il cosiddetto turno di quinta, saranno per strada a gruppi di cinque o otto militari alla volta. Chi sproloquia sulla militarizzazione delle città stia tranquillo. Non ce ne accorgeremo neppure. Omar Monestier.

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Un'odissea per riavere tiziano (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONCORDIA. Mentre ieri è stata eseguita l'autopsia, l'iter burocratico in Slovenia rallenta il rientro della salma Un'odissea per riavere Tiziano Forse sabato i funerali. Lo strazio dei famigliari e degli amici CONCORDIA. L'assolvimento delle pratiche burocratiche per il trasporto della salma, ritarda ancora il ritorno in patria di Tiziano Padovese, il giovane di 27 anni deceduto domenica mattina a Pirano, in Slovenia. Ieri è stata eseguita l'autopsia, i medici non confermano ancora con assoluta certezza la morte del ragazzo per infarto, il risultato definitivo arriverà solo tra diversi giorni. I medici sloveni hanno voluto svolgere esami approfonditi, per valutare sia problemi cardiaci che neurologici. L'autopsia sul corpo del povero ragazzo si è estesa anche alla testa, i medici potrebbero quindi avere sospetti su un possibile danno neurologico. Per i parenti oltre alla sofferenza per l'improvviso decesso del ragazzo, anche lo strazio di dover attendere dei giorni per poterlo seppellire. Il nulla osta è pronto, dal Consolato ora si attende il via libera per il trasporto di Tiziano oltre il confine sloveno. Anche ieri i familiari del giovane si sono recati sul posto, ora attendono pazientemente di poter procedere con la celebrazione dei funerali. Se le pratiche saranno assolte velocemente, forse già giovedì o venerdì la salma potrà arrivare in Italia, il funerale potrebbe quindi svolgersi sabato. Le esequie verranno celebrate presso la cattedrale di Concordia. Tiziano Padovese, insieme alla fidanzata ed ad alcuni amici, si era recato domenica mattina in Slovenia per passare una giornata al mare. Intorno a mezzogiorno, mentre la compagnia era in spiaggia, lui si era allontanato un attimo per prendere qualcosa da bere in un bar vicino. E' andato alla toilette, e lì è stato colto dal malore che non gli ha lasciato scampo. Lo ha trovato privo di vita una cameriera del locale. Da circa un mese il ragazzo lamentava dei dolori al petto, i dottori però gli avevano detto che non si trattava di nulla di preoccupante. Per amici e familiari il dolore è inconsolabile, i ritardi e la farraginosa ma necessaria burocrazia non fanno che acuire la sofferenza. "Ci hanno sbattuto tra Pirano ed Isola, non volevano farcelo vedere - si lamenta lo zio Livio, che ieri si è recato con la sorella e madre di Tiziano, Anna, in Slovenia - alla fine dopo molte insistenze siamo riusciti a vederlo. Ma ci siamo sentiti presi in giro. Speriamo che tra qualche giorno Tiziano possa tornare a casa".

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Latisana, appello dell'ulivo: carte d'identità dai tabaccai (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Latisana, appello dell'Ulivo: carte d'identità dai tabaccai LATISANA. La questione del rilascio delle carte d'identità vede ancora il capogruppo dell'Ulivo, Ernesto De Marchi firmatario di un ordine del giorno legato al progetto del ministro per la funzione pubblica denominato "Reti amiche" che ha l'intento di semplificare attraverso un diffuso e razionale uso delle possibilità offerte dalla tecnologia informatica il rapporto dei cittadini con le amministrazione pubbliche, facilitandone l'accesso ai servizi che le stesse sono tenute a fornire. "Invito il consiglio comunale a formulare un appello al ministro Brunetta affinché, prima dell'avvio del suo progetto, verifichi se sussiste la possibilità di consentire ai tabaccai di Latisana anche l'eventuale compilazione delle carte di identità, consentendo così di raggiungere come negli altri comuni l'obbiettivo di fornire ordinariamente e non solo nei casi urgenti, un documento di identità in pochi minuti a tutti i cittadini di Latisana che ne facciano richiesta". "Il progetto del ministro - scrive il consigliere De Marchi nel suo ordine del giorno - si propone di utilizzare in maniera sinergica l'insieme delle reti informatiche presenti a livello nazionale in vari settori (amministrazioni pubbliche, poste, tabaccai ecc. .) che se adeguatamente sfruttate potrebbero contribuire a ridurre le perdite di tempo e anche una parte dei costi sopportati dai cittadini e dal mondo del lavoro a causa delle lentezze della burocrazia". "A breve quindi - scrive De Marchi - i terminali dei tabaccai potrebbero diventare uno sportello di servizi in grado di garantire l'erogazione di pensioni, vitalizi dello Stato e anche di fornire certificazioni anagrafiche". Paola Mauro.

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Dodici rose bianche alla morellato l'emozione e i ricordi di amici e colleghi - giusy andreoli (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-07-2008)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)

Argomenti: Burocrazia

Primo Piano DODICI ROSE BIANCHE Alla Morellato l'emozione e i ricordi di amici e colleghi Il direttore Girotto Era una ragazza capace seria, intelligente, sul lavoro dava tutto, in questa vacanza cercava solo un po' di relax GIUSY ANDREOLI SAN GIORGIO DELLE PERTICHE. Dodici boccioli di rose bianche sulla scrivania di Federica alla Morellato & Sector. Un atto d'amore da parte di chi ha condiviso giorni, settimane, anni di lavoro. Ma anche amicizia, emozioni e sogni. Le colleghe più vicine a Federica non se la sentono di commentare la tragedia. Di fronte a tanto strazio non ci sono parole se non quelle della pietà e del ricordo. "Siamo tutti molto scossi", afferma Federico Girotto, direttore finanziario dell'azienda di Massimo Carraro "purtroppo l'evoluzione della vicenda ha dato corpo a quello che era lo scenario peggiore, che tutti temevamo". A lui l'azienda affida il ricordo di Federica: "Una ragazza con la testa sulle spalle, non desiderava altro che un sano momento di pausa, tranquillità e riposo dopo un anno di lavoro dove aveva dato tutto. Aspettava con ansia la settimana di ferie, ne parlava con entusiasmo. Non meritava di essere oltraggiata a quel modo. In queste ore tutti la ricordiamo per quello che realmente era, per la Federica che abbiamo conosciuto: una persona brillante, intelligente, dotata di grande serietà e professionalità". "L'azienda", conclude "esprime alla famiglia il proprio cordoglio per questa tragedia e partecipa al difficile momento che sta vivendo". Chi ancora non trova la forza di parlare è Stefania Perin. L'unica, probabilmente, dalla quale l'opinione pubblica si attende una qualsiasi dichiarazione. Ma lei tace, tanto che molti si chiedono se il suo cuore non celi qualche scomoda verità, qualche possibile rimorso. "Non se la sente ancora di affrontare la gente", spiega il fratello Demis "non ha ripreso nemmeno a lavorare". Solo con gli amici più intimi Stefania esterna il suo malessere. Loro, ne è certa, la comprendono. Anche i coniugi Squarise tacciono. Chiusi nella loro villetta di via Trieste si sorreggono a vicenda. Soprattutto la madre, Maria Grazia, cerca conforto nella preghiera. Entrambi sono assistiti dal medico di famiglia, che ha prescritto loro dei sedativi. Partiti per la Spagna l'avvocato Aldo Pardo, il collega Belsito e un terzo collaboratore, a dividersi in quattro per fare da tramite tra la famiglia e il resto del mondo rimane l'avvocato Stefano Squarise, il cugino: "Quando i genitori di Federica se la sentiranno, quando l'incertezza finirà, parleranno alla stampa", assicura. Alcune notizie però trapelano dalla cerchia di fedelissimi: "Speriamo che non abbia sofferto", hanno sussurrato i genitori. Che sono molto contrariati per il fatto di essere tenuti all'oscuro di ogni particolare che riguardi la loro figlia. "L'unico collegamento che hanno in Spagna è con la figlia Roberta", dice un parente "ma anche a lei non è che dicano tanto. Ho l'impressione che si faccia veramente poco per questi poveri genitori straziati". A far visita ai coniugi, fra gli altri, anche il parroco di San Giorgio, don Riccardo Poletto. "Cosa possiamo dire, a guardarsi attorno sembra che le cose nella vita non vadano mai come vorremmo noi", sospira il sacerdote "purtroppo il padre e la madre di Federica non hanno ancora ricevuto la conferma ufficiale che la giovane ritrovata sia proprio la loro figliola, anche se al 99,99% il corpo è suo. Ho lasciato la loro casa ieri sera e non avevano ancora detto loro nulla. Oltre al dolore si trovano a fare i conti anche con la burocrazia". La mamma avrebbe manifestato l'intenzione di recarsi anche lei in Spagna. In serata la comunità si è ritrovata in parrocchia per recitare il rosario in memoria di Federica. Anche se l'estrema rigidità degli inquirenti spagnoli rallentano ogni certezza e blindano la verità, a San Giorgio tutti hanno ormai capito che la povera vittima è proprio la loro compaesana.

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Allarme rosso per le progettazioni: colpa dei tagli alla p.a (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 162, pag. 15 del 9/7/2008 Autore: di Marco Solaia Visualizza la pagina in PDF       Ingegneria: in calo a giugno numero e valore dei bandi. meno avvisi di project finance Allarme rosso per le progettazioni: colpa dei tagli alla p.a. Allarme rosso per i bandi di progettazione; a giugno, rispetto all'anno precedente, calano di un terzo e del 70% in valore; negativo anche il saldo su maggio con un 10% in meno nel numero e un 60% in meno in valore; dimezzati gli avvisi per il project financing nei primi sei mesi del 2008. è questo il preoccupante quadro generale rilevato dall'osservatorio Oice-Informatel sugli appalti pubblici di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica che, con un vero e proprio crollo, segna una severa battuta di arresto rispetto alla tendenza di moderata crescita del valore posto a base di gara nei primi cinque mesi dell'anno. Complessivamente è meno drammatico il confronto con il primo semestre 2007 che mostra una flessione del 21,0% in numero (+22,4% sopra soglia e -24,4% sotto soglia), con una crescita, però, del 13,3% in valore (+29,0% bandi sopra soglia e -15,3% sotto soglia). Viene invece confermata la tendenza, ormai costante da due anni, all'aumento dei ribassi con cui vengono aggiudicate le gare: per quelle indette nel 2007 il ribasso medio è stato del 29,3%, in netto aumento rispetto alle gare indette nel 2006 (24,9%), con punte massime dell'ordine del 60-70%. Particolarmente allarmato è Braccio Oddi Baglioni. "I dati di giugno sono preoccupanti", ha dichiarato, "non si può nascondere il timore che si stiano manifestando i primi riflessi della riduzione delle risorse destinate agli investimenti pubblici, annunciata dal Dpef deliberato dal Consiglio dei ministri il 18 giugno scorso, che si accompagna, per le amministrazioni comunali, alle difficoltà di quadratura dei bilanci connesse alla riduzione del gettito Ici. A questa situazione di difficoltà economico-finanziaria si aggiunge anche la situazione di incertezza normativa che caratterizza il settore e che alla lunga potrebbe creare ulteriori problemi. La recente approvazione, in via preliminare, del terzo decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici, avvenuta in tutta fretta per rispettare il termine di scadenza del 30 giugno, riteniamo che non affronti tutti gli aspetti sui quali sarebbe stato opportuno intervenire. C'è pertanto il rischio di successive e nuove modifiche. Noi avremmo invece preferito", ha continuato Braccio Oddi Baglioni, "che il Codice si riformasse una sola volta e in modo organico, con una nuova norma di delega, ma ciò non è avvenuto. A questo punto l'auspicio è che si completi rapidamente il quadro normativo (anche con il regolamento del Codice) in maniera da chiudere il cerchio e ridare stabilità alle amministrazioni e agli operatori. Nel merito del decreto correttivo apprezziamo comunque le modifiche sulla finanza di progetto, che potrebbero rilanciare questi interventi con una semplificazione procedurale più che opportuna, nonché il chiarimento sui corrispettivi di progettazione, che non sono ribassabili del 20% da parte delle amministrazioni. Infine", ha concluso Braccio Oddi Baglioni, "siamo molto soddisfatti che il governo abbia accolto in pieno la giusta richiesta Oice di stralciare dal testo del decreto correttivo le disposizioni che avrebbero incentivato l'in-house all'interno degli enti pubblici remunerando la burocrazia tecnica oltre il livello di mercato per le attività di validazione dei progetti e di coordinamento dei lavori". Tornando ai dati, nel mese di giugno 2008 sono stati quindi 344 gli avvisi di gara per un valore complessivo pari a 32.660.356 euro, con un valore medio a bando di 94.943 euro; di questi 27 sono i bandi pubblicati nella gazzetta comunitaria per un valore complessivo di 18.211.844 euro, rispetto al totale costituiscono il 7,8% in numero e il 55,8% in valore. Per quel che riguarda il project financing, gli avvisi per sollecitare proposte da promotori, nel primo semestre del 2008 sono stati 166, nel 2007 erano stati 358: un vero e proprio tracollo. Le gare su proposta del promotore sono state 77 (71 nel 2007), le aggiudicazioni 42 (66 nel 2007). I bandi per appalti integrati rilevati nel primo semestre del 2008 sono stati 259, contro i 376 dello stesso periodo del 2007; anche in questo caso, quindi, il calo è di quasi un terzo rispetto ai sei mese del 2007; un po' meno grave il calo dei bandi per appalto concorso che sono stati 37 ed erano stati 49 nel primo semestre 2007.

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La giunta azzera la riforma viero superpoteri a tondo (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CAMBI AL VERTICE DELLA REGIONE La giunta azzera la riforma Viero Superpoteri a Tondo Critico il Pd: la direzione generale garantiva la separazione tra politica e burocrazia lRoberto Urizio a pagina 7 TRIESTE Si annuncia una rivoluzione ai vertici della macchina amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della "rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E i primi a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata legislatura, ovvero quella Generale e quella alla Comunicazione, che passano così da 14 a 12, mentre scatta anche la redistribuzione di funzioni e deleghe per gli assessorati, e si delinea una "superpresidenza" di Renzo Tondo che acquisisce nuove competenze su affari internazionali, famiglia, semplificazione legislativa, pari opportunità e sport. Nuovi poteri che il governatore delegherà poi ai singoli assessori.

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Ci siamo attivati per grossi (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Franchini (An) e il vivaista "Ci siamo attivati per Grossi" PESCIA. "Non è vero che l'imprenditore Maurizio Grossi non è stato aiutato". Lo afferma il capogruppo di An verso il Pdl in consiglio provinciale Roberto Franchini circa il caso del vivaista danneggiato da una tromba d'aria di cui abbiamo scritto nell'edizione di ieri. "Raccogliendo le lamentele dell'imprenditore Maurizio Grossi dell'omonima azienda florovivaistica per gli ingenti danni subiti dal suo vivaio a causa di una tromba d'aria, che si abbatté nella zona di Pescia nella notte tra il 17 e 18 aprile scorso, ho subito sollevato il caso in consiglio provinciale, ricevendo pronta risposta dal presidente Gianfranco Venturi, e constatando il fattivo impegno di quest'ultimo e dei competenti uffici provinciali. Gli uffici provinciali, nel rispetto delle leggi vigenti, hanno cercato il modo più celere per attivare gli indennizzi di legge. Ho prontamente coinvolto il consigliere regionale di An Roberto Benedetti affinché portasse il problema all'attenzione della Regione che sta verificando la possibilità di utilizzare, al fine degli indennizzi, i residui che aveva chiesto indietro alla Provincia, relativi ai fondi europei per gli eventi calamitosi. Nel frattempo il presidente Venturi, da me nuovamente sollecitato, ha evidenziato alla Regione la disponibilità dell'ente Provincia a mettere a disposizione alcune economie, da precedenti calamità, che sarebbero sufficienti a indennizzare l'azienda in questione e che, quindi, non provocherebbero spesa aggiuntiva per il bilancio statale. La morale è che, spesso, è la burocrazia amministrativa a rallentare i processi. In questa vicenda, comunque, posso assicurare che non è mancata la volontà politica di aiutare un'azienda in oggettiva difficoltà".

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Tamara ra em, musicista e arciera: l'arco e il pianoforte sono simili (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

STORIE DI TRIESTINE Tamara Ra?em, musicista e arciera: "L'arco e il pianoforte sono simili" I RACCONTI, LE TESTIMONIANZE, LA VITA DELLE DONNE "Allegromanontroppo": la sua agenzia è la prima fondata in regione per seguire cantanti lirici e artisti di musica classica Quattro titoli nazionali e vicecampionessa europea. In Corea del Nord nel 2005 ha suonato per la festa del dittatore Kim Jong II Tamara Ra?em, trentacinquenne pianista triestina con una brillante carriera artistica costellata da successi in Italia e all'estero, sovverte senza dubbio il cliché dell'artista tormentato e introverso, tendente alla malinconia: sin dal primo incontro con questa giovane donna dalle chiome ribelli si è colpiti dalla vivacità dello sguardo e dalla verve spumeggiante, mentre racconta come si è lanciata nel mondo del management della musica classica assieme alla soprano Ilaria Zanutti. La prima agenzia specializzata nella promozione di strumentisti classici e cantanti lirici del Friuli Venezia Giulia porta un nome che richiama il mondo delle note, ma nasconde all'interno pure un piccolo divertissement linguistico per valorizzare la componente femminile di questa coraggiosa sfida imprenditoriale in rosa. "Allegromanontroppo", infatti, oltre a essere il tempo di un brano musicale, racchiude anche uno dei personaggi femminili più affascinanti del repertorio lirico: la seducente Manon Lescaut di Giacomo Puccini. "Da noi gli artisti si devono sempre arrangiare da soli per cercare gli ingaggi, partecipare ad audizioni, sbrigare la burocrazia contrattuale, tenersi informati sulle rassegne musicali e via discorrendo - spiega con foga Tamara - l'ho fatto ovviamente anch'io; però è un grande dispendio di energie che toglie tempo e concentrazione allo studio e alle prove". E così, dopo anni passati a gestire in prima persona la sua carriera artistica e quella del marito Damian Locatelli, baritono solista e del coro del Teatro Verdi, decide di sviluppare in modo professionale l'innata capacità organizzativa. Nasce così l'agenzia di management per musicisti classici, che va ad affiancarsi alla carriera concertistica e di insegnante di pianoforte alla Scuola statale di musica di Se?ana. Tamara, nonostante il carattere esuberante, siede per la prima volta al pianoforte a sei anni e inizia a studiare con un impegno inconsueto per una bimba di quell'età, senza peraltro rinunciare al gioco e allo sport, passione che l'accompagnerà di pari passo fino ai diciassette anni quando sarà costretta a fare una scelta ben precisa. Infatti, lo sport cui si dedicava con grande soddisfazione e nel quale parimenti brillava, era il tiro con l'arco. Cosa avranno mai in comune il pianoforte e le lunghe ore passate a fare scale, con l'antica pratica arciera che rese famoso Robin Hood? La concentrazione assoluta, condizione mentale essenziale in tutte e due le discipline. La bionda arciera di Basovizza, introdotta alla pratica del tiro di precisione dal padre allenatore, conquista i primi allori a tredici anni partecipando ai Giochi della gioventù. Seguono quattro record nazionali sulla distanza, e ciliegina sulla torta ma anche spartiacque del futuro, il titolo di vice campionessa conquistato ai campionati europei a Riva del Garda nel 1990. "Mi allenavo al tiro dalle cinque alle sette del mattino prima di andare a scuola - spiega con un po' di nostalgia - nel pomeriggio studiavo piano e poi, verso sera, nuovamente arco e frecce, non era pensabile continuare così". Archiviata, seppure a malincuore, la carriera di arciera, dopo il diploma al Conservatorio Tartini, Tamara s'immerge totalmente nella carriera concertistica, nell'insegnamento e cura la propria crescita artistica frequentando masterclass di perfezionamento sotto la guida di maestri del calibro di Riccardo Risaliti, Igor Lasko, Franco Scala e del pianista russo Siavush Gadjiev. Una vita con la valigia sempre pronta che nel 2005 porta la talentuosa pianista fino alla lontana Corea del Nord per rappresentare l'Italia al festival in occasione del compleanno del dittatore Kim Jong II. Sul palcoscenico appare rilassata e sicura di sé, elegante in abito lungo e tacchi alti, tuttavia, come ricorda ancora con orgoglio, due anni fa ha provato anche lei la tremarella alle ginocchia, quando ha diretto l'orchestra sinfonica di Novo Mesto di fronte a duemila persone. Della scuderia di Allegromanontroppo fanno parte musicisti classici della nostra regione, come il violinista triestino Crtomir ?i?kovic, la prima arpa dell'Orchestra Sinfonica della Rai di Torino Jasna Corrado Merlak e il direttore d'orchestra Marco Ozbic, ma anche artisti da fuori, come i "Fiati di San Carlo" di Napoli, il maestro Francesco Rosa, il cantante lirico barese Pietro Naviglio e la pianista slovena Aleksandra Ce?njevar. Poteva mancare il colore rosa nella rutilante vita di Tamara? No, e infatti, la giovane pianista e manager musicale, è sposatissima e innamoratissima: "Come il giorno che ci siamo conosciuti - racconta fiera con gli occhi che le brillano - un vero colpo di fulmine". Un matrimonio lampo, deciso e confezionato a soli due mesi dal fatale incontro che dura inossidabile da dieci anni. La prossima sfida cui sta pensando seriamente il sodalizio artistico-coniugale Damian e Tamara, è allargare la famiglia: magari in un futuro non troppo lontano, tra una tournée e l'altra, la cicogna potrebbe portare un bebè. Patrizia Piccione.

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L'ospedale è a posto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia "L'ospedale è a posto" Gorizia: sopralluogo di Tondo al San Giovanni di Dio "Nessun problema strutturale, rinvii per la burocrazia" IL SERVIZIO IN CRONACA GORIZIA. "Non esiste alcun problema di carattere strutturale per il nuovo ospedale di Gorizia - ha detto il presidente della Regione, Tondo -, i ritardi sono solo di ordine burocratico".

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La crisi colpisce, la burocrazia uccide (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Marta Quilici "La crisi colpisce, la burocrazia uccide" L'allarme di Donnini alla convention annuale di Confartigianato PISTOIA. Meno burocrazia, rispetto della legalità, abbassamento delle tariffe, rinnovo della classe dirigente per ridare vigore alla piccola impresa locale. Queste sono alcune delle proposte emerse lunedì pomeriggio alla convention annuale di Confartigianato dal titolo "Impresa, lavoro, famiglia nell'economia globalizzata". La giornata, svoltasi a Villa Cappugi, è iniziata alle 16 con l'assemblea annuale dei soci. Poi è iniziato l'incontro pubblico al quale sono intervenuti il presidente di Confartigianato Imprese Pistoia Massimo Donnini, l'assessore regionale Agostino Fragai, il presidente della Provincia di Pistoia Gianfranco Venturi, il vicario generale della diocesi di Pistoia monsignor Paolo Palazzi e il presidente della Banca di Pistoia Piergiorgio Caselli. Ospiti d'eccezione sono stati inoltre il presidente della XI commissione Lavoro della Camera dei deputati Stefano Saglia e il segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli. Sono intervenuti anche Claudia Venturini, presidente Donne Impresa, Simone Balli, presidente dei giovani, e Luigi Di Grazia, presidente dell'Anap. Tema caldo della convention è stato il problema relativo all'emergere di nuove povertà dovute alle sempre maggiori difficoltà economiche che le famiglie si trovano ad affrontare. Fattore che è strettamente legato al destino delle numerose piccole imprese del territorio, per la maggioranza a carattere familiare, che caratterizzano il tessuto economico locale. Un'inflazione che a Pistoia (4,7%) supera di quasi un punto il valore ufficiale nazionale (3,8%), il rincaro delle materie prime (+57%), del petrolio (+98%), dell'energia (+48,2% dal 2000 al 2007), un'eccessiva burocratizzazione, l'aumento della pressione fiscale, la concorrenza sleale: sono questi gli ostacoli contro cui lottano quotidianamente gli artigiani pistoiesi. "Nonostante l'evidente crisi - afferma Donnini - non sono ancora abbastanza gli sforzi fatti per rialzare le sorti della piccola impresa: gli ostacoli sono ancora troppi. Basti pensare allo scoraggiante iter burocratico che un giovane imprenditore deve percorrere per arrivare ad aprire un'impresa: deve presentarsi in troppi uffici e presentare troppe pratiche". Inoltre a Pistoia si verifica la tendenza alla terziarizzazione, cioè il proliferare di aziende che offrono servizi alle imprese e alle persone. Il problema è che queste aziende si scontrano sempre più spesso con un progressivo impoverimento delle persone e la chiusura delle aziende a cui si offrono i servizi. L'appello di Donnini per risollevare il mondo della piccola impresa è rivolto anche alle istituzioni locali. Da un punto di vista economico e sociale, la necessità è quella di creare infrastrutture per lo sviluppo economico, portare avanti la lotta alla concorrenza sleale a favore della legalità, la sburocratizzazione; da un punto di vista politico, l'impegno deve ricadere sul rinnovo delle classi dirigenti.

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Nuova chiusura per il Corsara beachlotta contro il tempo e la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso agibilità Alassio. Ancora un contrordine, e il Corsara deve chiudere. Non accenna a concludersi la vicenda dei locali alassini. Ieri mattina l'ufficio commercio del comune ha deciso la chiusura coatta del locale, in seguito alla sequela di esposti e controesposti tra il titolare Nanni Banchio e il suo vicino e "nemico", l'ambasciatore del Belize, Nunzio Alfredo Dangeri. Il motivo della chiusura sarebbe legato sempre alla mancanza del titolo di agibilità, che peraltro il Corsara non dovrebbe avere difficoltà ad ottenere. Proprio in queste ore, infatti, la commissione edilizia dovrebbe recepire il parere della soprintendenza e concedere la variante in sanatoria per le tettoie contestate. Il problema, però, è che i tempi previsti sono di sessanta giorni, e se non ci sarà una corsia preferenziale il Corsara rischia di rimanere chiuso fino a settembre. 09/07/2008.

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Riforma viero azzerata, più poteri a tondo (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

AVVIATA LA REVISIONE DELLA MACCHINA BUROCRATICA DELEGHE PERPLESSITA' Riforma Viero azzerata, più poteri a Tondo Tagliate due Direzioni. Al presidente anche esteri, famiglia e semplificazione Il Pd: la Direzione generale garantiva separatezza fra gestione politica e burocrazia Il governatore potrà trasferire alcune funzioni agli assessori: lo sport a De Anna TRIESTE Parte la "controriforma" della macchina amministrativa della Regione. Il centrodestra avvia l'azzeramento della "rivoluzione Viero", l'ex direttore generale dell'era Illy. E i primi a farne le spese sono proprio le due direzioni della passata legislatura, ovvero quella Generale e quella alla Comunicazione, che passano così da 14 a 12, mentre scatta anche la redistribuzione di funzioni e deleghe per gli assessorati, e si delinea una "superpresidenza" di Renzo Tondo che acquisisce nuove competenze su affari internazionali, famiglia, semplificazione legislativa, pari opportunità e sport. Nuovi poteri che il governatore delegherà poi ai singoli assessori, a seconda delle necessità. Ieri c'è stato il primo sì alla controriforma, passata anche in I Commissione, dopo la delibera della scorsa settimana in giunta. Ora il documento deve solo passare per il vaglio definitivo dell'esecutivo per entrare in vigore a tutti gli effetti. Con il voto favorevole di tutta la maggioranza e l'astensione dei gruppi di opposizione, le modifiche al regolamento hanno ottenuto il via libera dalla Commissione consiliare competente. Cancellate le due direzioni in cui c'erano i più 'illyani' tra i dirigenti (lo stesso Viero e Fabio De Visentini), niente più riferimenti alla pace nella direzione centrale cultura e istruzione che fa capo all'assessore Roberto Molinaro il quale si prende anche la formazione professionale, accorpata con la direzione al lavoro nella precedente Giunta. Il 'maquillage' coinvolge poi anche la pianificazione territoriale che passa dalla direzione infrastrutture, sotto l'assessore Riccardo Riccardi, a quella degli enti locali, facente capo a Federica Seganti, dove compare anche il capitolo sicurezza e da cui spariscono le relazioni internazionali che vanno sotto diretta competenza del presidente Renzo Tondo. Il governatore avrà sotto di sè una folta schiera di direzioni e servizi, dal segretariato generale all'avvocatura della Regione, dall'Ufficio di Gabinetto all'Ufficio stampa e portavoce per arrivare alla Protezione Civile; fin qui tutte competenze che erano già del suo predecessore. In più il presidente avoca a sè, come detto, i servizi relativi alla qualità della legislazione e semplificazione, al coordinamento delle politiche per la montagna, alle politiche per la famiglia (che in un secondo momento dovrebbero andare sotto l'egida di Molinaro), alla pari opportunità e politiche giovanili (in predicato di passare all'assessore Rosolen) e all'attività ricreativa e sportiva che l'assessore De Anna, come annunciato ieri durante lavori della Commissione, avrà sotto la sua cura. "Due direzioni tagliate significano risparmi per l'amministrazione - ha affermato De Anna - e ad autunno prevediamo una riorganizzazione complessiva della macchina con trasferimento di funzioni, e relative risorse finanziarie e umane, agli enti locali. La Regione deve occuparsi di legiferazione ed alta programmazione". Perplessità da parte dell'opposizione sul taglio della direzione generale che, secondo il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton, "garantiva separatezza tra la gestione politica e l'apparato burocratico" anche se, sottolinea Giorgio Baiutti (Pd) "non sono mancate zone d'ombra in questo senso nel quinquennio precedente". Pietro Colussi, capogruppo di Idv-Cittadini, nutre dubbi sul fatto che "molti servizi vengano incardinati nella struttura della Presidenza della Giunta. Una decisione incomprensibile se la logica è quella della funzionalità della macchina amministrativa, comprensibilissima, invece, se è dovuta alle difficoltà della maggioranza nel trovare un giusto equilibrio al suo interno". Qualche perplessità in questo senso è stata sollevata anche in seno alla maggioranza dai consiglieri Roberto Asquini e Alessandro Colautti: quest'ultimo ha anche indicato l'opportunità di un periodo di sperimentazione per monitorare eventuali "nuovi feudi" creati con la nuova organizzazione. Soddisfattoil capogruppo dell'Udc, Edoardo Sasco, plaude alla delega sulla famiglia in capo al presidente e sostiene come "la politica riprende il suo proprio ruolo e si va a realizzare un primo passo sul riequilibrio dei poteri tra Presidenza, Giunta e Consiglio, eliminando una direzione centrale simbolo dell'accentramento di potere della precedente amministrazione". Roberto Urizio.

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Tutela e fruizione dei beni culturali - pasquale hamel (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XXIII - Palermo TUTELA E FRUIZIONE DEI BENI CULTURALI PASQUALE HAMEL N ella nostra Regione lo sport più praticato è la polemica. Al "fare", quello che a detta del Gattopardo i siciliani odiano, si sostituisce la contumelia, la verbosità inutile che consolida l'immobilismo. Dico questo perché, nonostante mi sforzi di individuare accenni di sbocchi al dramma dell'inazione, constato desolatamente che si continua a stare fermi e, al più, a trastullarsi nella migliore ipotesi in discussioni sui massimi sistemi. Per non cadere anch'io in questo orribile vizio siculo, vado subito al dunque. In questi giorni, nell'immobilismo complessivo della proposta politica, è stato forse maldestramente lanciato un sasso: mi riferisco alla proposta del neo assessore regionale per i Beni Culturali di "privatizzare" ? ma il termine non è affatto corretto ? alcuni beni culturali come la Valle dei templi che costituiscono patrimonio d'inestimabile valore di questa nostra Isola. Una proposta che ha sconvolto i benpensanti e che, come al solito, è stata utilizzata per dare un'immagine degradata della qualità non solo delle classi politiche che li rappresentano, ma certamente di tutti i siciliani. Da anni personalmente combatto battaglie per affermare che queste meravigliose, e forse immeritate, eredità del passato debbono costituire non solo orgoglio delle nostre popolazioni ma anche il mezzo per trovare una via allo sviluppo della nostra terra. Da anni, non solo io ma tanti, ci battiamo perché queste risorse non vengano sprecate, perché si fermi il degrado a cui gli stessi beni sono sottoposti dallo scorrere del tempo e per l'offesa che la diffusa incultura arreca loro. Da anni faccio discorsi sulla tutela e sulla valorizzazione di tali beni magari prendendomi qualche richiamo dai soliti saccenti. E tuttavia proprio questo mi induce a riflettere con la serietà che il caso richiede sulla proposta che oggi fa scandalo e trova spazio nelle pagine dei giornali. Non conosco, naturalmente, nei particolari cosa intende l'assessore Antinoro, e a lui fa eco il presidente Lombardo, per "privatizzazione". Ricordo invece quanto, in un periodo di grande produttività e qualità legislativa, un illuminato ? in quel caso non si esagera ad usare questo termine - legislatore regionale ebbe a scrivere in una di quelle leggi che fanno onore al Parlamento regionale. Ricordo che in quella legge non si pose solo il problema serio della "tutela" dei beni culturali, fatto importante di fronte al disinteresse spesso generale, ma si pose anche il tema della cosiddetta "fruizione" dei beni culturali, tema esplosivo in un tempo in cui la prevalenza degli aspetti difensivi e l'attribuzione al pubblico di questa stessa difesa era l'idea prevalente. Quella legge ebbe due padri politici, l'uno era l'onorevole Cagnes, comunista reso celebre dalla sua opposizione pubblica contro l'installazione dei missili Cruise nella base di Comiso, l'altro era l'assessore del tempo, il democristiano Ordile. dietro loro ci stava l'elaborazione di un burocrate eccellente come Francesco Bombace. "Fruizione" secondo il mio vocabolario significa non solo contemplazione statica o estetica dei beni, ma vera messa in circolo degli stessi per creare frutti economici, per farne risorse per lo sviluppo di questa terra. Di quel pericoloso termine, travolti dalle solite ipocrite tentazioni che orripilano di fronte al "fare", non se ne è fatto niente, è rimasta la nuda tutela, la mummificazione dei beni stessi, sostenuta da una politica incapace di guardare avanti confortata molto spesso da certa burocrazia indolente e in tanti casi non all'altezza del compito a cui è chiamata. Questo ragionamento mi induce, di fronte alla proposta Antinoro, a non attestarmi sulle aprioristiche barricate giacobine del no, ma su quelle più laiche e razionali del pensarci un po' su per vedere se tutela e messa in circuito economico delle risorse culturali, naturalmente con le dovute cautele, possa essere un binomio tuttavia praticabile per il bene della nostra collettività.

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Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 09-07-2008)

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INCONTRO. Summit sulla competitività Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali Gli imprenditori veneti preferiscono le detrazioni fiscali ai finanziamenti. L'hanno ribadito al direttore delle politiche regionali dell'Ue Raoul Prado, all'onorevole Fabio Gava, in commissione Attività produttive della Camera, e al presidente del Veneto Giancarlo Galan. Doppia l'occasione, promossa dal Salone d'Impresa e Unioncamere al Molino Stucki di Venezia: un dibattito su "Sviluppo economico e competitività d'impresa" con Regione Veneto e categorie economiche e una tavola rotonda su "Nuovi mercati, ricerca, innovazione e sviluppo", che ha avuto, tra gli altri protagonisti, oltre a Gava e Prado, docenti come Ferdinando Azzariti e Giorgio Brunetti e poi industriali come Giovanni Rana, Mario Moretti Polegato, Mario Carraro e Matteo Marzotto. Tutti hanno chiesto la leva fiscale piuttosto che quella monetaria (anche se il moderatore Alan Friedman sosteneva che il vero imprenditore non ha bisogno dei soldi dello Stato), per far emergere ricerca e innovazione in un Paese, come ha ricordato nella prima sessione Paolo Feltrin dell'università di Trieste, in declino per carenza di produttività, pur a fronte di un export che cresce, di una buona produttività delle imprese e di una crescita occupazionale. Le regole per il futuro sono state suggerite da Enzo Rullani (università di Venezia), che ha recuperato il concetto di un'economia veneta paragondola al calabrone che, se sapesse quanto pesa, non potrebbe volare. Invece l'impresa veneta (oberata per di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per arrivare, con la programmazione, al 2013). I comuni Veronesi interessati al riequilibrio delle aree (e in larga parte l'obiettivo è stato raggiunto) vanno dalla Bassa alla Lessinia. Si tratta di Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi S.Anna, Casaleone, Castagnaro, parte di Cerea, Concamarise, Boscochiesanuova, Brentino B., Dolcè, Erbezzo, Ferrara Monte Baldo, Fumane, Roverè, San Zeno M., S. Anna d'Alfaedo, Selva, Velo, Vestenanova, in parte Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Terrazzo e Villabartolomea. A fronte di una spesa pubblica programmata di 596,9 milioni di euro, nei sei anni, si sono registrati impegni per 817,5 milioni (il 136,9%), si sono effettuati pagamenti per 661,7 milioni, quindi pari al 109,5% del programmato. Questo ha indotto investimenti nel sistema delle zone svantaggiate del Veneto ben superiori ai 2 miliardi di euro. È stato possibile grazie anche al fatto che la Regione ha integrato i finanziamenti con 220 milioni. Ora l'obiettivo, d'intesa con l'Ue, è di fare del 2010 l'anno della grande sfida: piena occupazione, allargamento dei mercati e nuova coesione sociale. Il Veneto, in definitiva, sarà protagonista anche nel sessennio da poco avviato, puntando anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale la difesa del territorio e dell'ambiente, il turismo, le infrastrutture. E la conoscenza ancora più fondamentale per l'economia, con i rapporti con il mondo della ricerca, con la formazione in prima fila.

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Accordo sull'handicap per assegnare insegnanti di sostegno (sezione: Burocrazia)

( da "Arena, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca pag. 8 Accordo sull'handicap per assegnare insegnanti di sostegno Per le tante persone con handicap, quasi sempre, per farsi riconoscere i propri diritti e applicare le leggi a favore, la burocrazia diventa un ulteriore ostacolo, a volte insormontabile. Di recente, all'Ufficio scolastico provinciale di Verona, grazie all'iniziativa dell'Ufficio Interventi Educativi, con la presenza della dottoressa Laura Donà e del professor Roberto Grison, è stato firmato un accordo sulla certificazione dell'handicap, che costituisce un significativo passo in avanti per l'integrazione scolastica, in altre parole per assegnare gli insegnanti di sostegno. L'accordo riguarda "Le modalità e i tempi per attivare le certificazioni dei soggetti in situazione di handicap affinché siano analoghe le scadenze e le procedure per le famiglie e le scuole", in applicazione di un recente decreto (Dpcm 185/06), attuativo della legge quadro sull'handicap seguito dalla delibera regionale 4588/2007. A firmare l'accordo, il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara, e i direttori sanitari e dei Servizi sociali delle Ulss 20, 21, 22: Brugnettini, De Cristan, Buonocore, Grottola, Tessari e Castagnini. A essere interessati a questo accordo sono le famiglie con figli handicappati, insegnanti e dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado. Si parla, per le nuove certificazioni (Verona e provincia), di circa 150 handicappati in tutte le scuole. In totale le certificazioni di handicap, sempre nel Veronese, sono 2.340, su 103.862 studenti complessivi per l'anno scolastico prossimo. Spiega la dottoressa Laura Donà, promotrice dell'iniziativa: "La normativa sull'handicap del 2006 ha cambiato le regole per l'accertamento di "persona con handicap", demandandola non più a un singolo specialista, ma a una commissione collegiale. Così, ci siamo messi attorno a un tavolo con gli operatori socio-sanitari per cercare regole comuni su tutto il territorio, tra famiglie, Ulss e mondo della scuola. Abbiamo deciso, quindi, modalità e scadenze uguali per tutti per poter organizzare al meglio questa novità. È stata prevista una procedura simile per tutta la provincia nel rilasciare la documentazione necessaria per attivare gli insegnanti di sostegno nelle scuole". L'accordo è arrivato dopo cinque incontri con psicologi, foniatri, fisiatri, oculisti dei diversi servizi Ulss, anche con la presenza del Servizio di assistenza sulle disabilità sensoriali della Provincia. Andrà a regime dal settembre prossimo, con l'inizio del nuovo anno scolastico, e sarà possibile verificare le funzionalità nel corso dell'anno.E.CERP.

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Sicurezza, 46 aziende in prima linea (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

A cinque mesi dal protocollo firmato da Confindustria e sindacati Il Protocollo Piacenza sulle "Otto ore più sicure della giornata" parte bene. A quasi cinque mesi dalla firma dell'intesa fra Confindustria e rappresentanze sindacali, il primo bilancio sul coinvolgimento delle aziende viene giudicato con molto favore dai promotori: entro fine giugno hanno aderito 46 imprese per un totale di 3.200 lavoratori. Questo insieme di realtà produttive ha registrato lo scorso anno 180 infortuni sul lavoro, pari ad tasso di incidenza 5,59 per cento, inferiore a quello degli infortuni del tempo libero che è pari a 6,42 per cento (dati Istat). L'obiettivo è di migliorare sensibilmente nei prossimi tre anni. Per Emilio Bolzoni, presidente della Bolzoni Spa, che ha lavorato a lungo per definire questo progetto congiunto i primi numeri sono importanti: "L'attenzione da parte delle aziende c'è tutta, anche più del previsto". Ma si attendono altre adesioni. L'incidenza del 5,5 per cento non va interpretata come lo zoccolo duro sotto il quale è difficile scendere: "non è mai così, non esiste il limite minimo o fisiologico quando si parla di incidenti sul lavoro, sono convinto che questi dati siano assolutamente migliorabili". Qualunque incidente - argomenta Bolzoni - ha un motivo, una ragione scatenante che va analizzata. "Il nostro dato è già migliore di quello relativo all'incidentalità del tempo libero. L'obiettivo è di andare avanti su questa strada" insiste. Si attendono anche ulteriori ingressi di imprese nel protocollo, non ancora tutte le aziende significative del territorio hanno aderito, alcune si faranno avanti nelle prossime settimane, ma fin d'ora c'è un certo assortimento dei vari settori. E non manca una rappresentanza di imprese edili, fra le più esposte agli incidenti. "Avremo un ritmo di verifica semestrale sui risultati ottenuti - prosegue Bolzoni - e sono previsti incontri fra addetti nonché un convegno insieme al sindacato, entro l'anno". Sul tema "caldo" del testo unico per la sicurezza e sul suo impianto sanzionatorio, oggetto di critiche da parte di Confindustria nazionale, Bolzoni ha una posizione chiara: "Stiamo mettendo insieme imprenditori seri che fanno il loro dovere con il massimo impegno, per noi la sicurezza dei lavoratori è un problema in primo piano. Ma ci sono imprenditori poco seri e qui va indirizzato il massimo di energia per sanzionare, distinguendo chi mette a rischio la salute dei lavoratori da chi con grande attenzione svolge la sua attività professionale". Le nuove regole stanno però "complicando" la vita di tutte le aziende, con un forte incremento della burocrazia dedicata alla sicurezza, che per Bolzoni serve a poco. Il Protocollo Piacenza, si fa notare, tra le sue peculiarità ha quella di chiedere investimenti su ispezioni e ispettori come importanti strumenti per aiutare ad individuare dove stia esattamente il problema. E' bene che qui vengano orientati gli sforzi dell'apparato ispettivo. pat.sof. 09/07/2008.

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Auditorium, replica il sindaco <Più rispetto, basta offese> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Auditorium, replica il sindaco "Più rispetto, basta offese" È stata data nell'ultima seduta del Consiglio comunale la risposta dell'Amministrazione comunale di Calvenzano all'ennesimo attacco portato dal locale "Comitato contro lo spreco di denaro pubblico" nei confronti delle opere in fase di costruzione in largo XXV Aprile (per una spesa di 1.750.000 euro circa), prima con un manifesto affisso nelle bacheche pubbliche del paese poi con un sit-in di protesta. Giovanni Battista Blini, della maggioranza della Lista per Calvenzano, ha letto un ordine del giorno in cui il gruppo civico che fa capo al sindaco Natale Molinari deplora il contenuto del manifesto, considerato "offensivo e non veritiero". Vivace il dibattito che ne è seguito. Le liste civiche di minoranza "Idea Paese" e "Patto con i Cittadini" hanno giudicato inopportuno l'ordine del giorno non ritenendo affatto offensivo il contenuto del manifesto, mentre la minoranza leghista ha preferito non commentare. Numerosi consiglieri di maggioranza sono intervenuti a difesa dell'operato dell'Amministrazione e della loro autonomia decisionale nel caso di largo XXV Aprile (da sempre vengono accusati dagli avversari politici di essere succubi del sindaco), e dopo tanti "no comment" anche Natale Molinari ha deciso di dire la sua. "Le istituzioni ? ha esordito il primo cittadino ? vanne rispettate. Già il nome del Comitato, contenente la parola spreco, appare come un'offesa perché non stiamo sprecando nulla. Abbiamo recepito la volontà di fare un auditorium che esisteva già negli Anni Ottanta e anche in seguito, negli anni dell'Amministrazione Blini ('95-2004), che voleva ricavare tale struttura nell'ex asilo e che ha speso dei soldi per un progetto di cui poi non è stato fatto più nulla. Ci viene detto ? ha proseguito ? che non abbiamo aspettato lo svolgimento del referendum fra i cittadini chiesto dal Comitato per far partire i lavori: ma come sarebbe stata possibile una simile concessione quando la burocrazia già di per sé, con i suoi tempi, rallenta le iniziative dei Comuni? Non avremmo fatto più alcun lavoro, visto che il nostro mandato scade fra un anno. E comunque il vero referendum su largo XXV Aprile c'è stato il 21 giugno, quando alla manifestazione promossa dal Comitato non c'era nessuno. Ci auguriamo ? ha concluso ? che la cosa finisca qui. Vorremmo che l'Amministrazione venga maggiormente rispettata, specie se è un'Amministrazione che lavora". Luca Maestri.

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I PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è (sezione: Burocrazia)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

CRONACA PISTOIA pag. 4 I PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è... I PROBLEMI della famiglia e delle imprese: questo il tema che è stato discusso lunedì pomeriggio nel corso della settimana convention della Confartigianato, che si è svolta a Villa Cappuggi, alla presenza degli associati e dei rappresentanti delle istituzioni. Erano presenti il presidente della commissione lavoro della Camera, Stefano Scaglia, il segretario nazionale dell'associazione, Cesare Fumagalli, l'assessore regionale Agostino Fragai, il presidente della Provincia Gianfranco Venturi, il vicario generale della Diocesi, monsignor Paolo Palazzi, il presidente della Banca di Pistoia, Piergiorgio Caselli. A conclusione della manifestazione è stato consegnato un premio agli artigiani "storici" e ad alcune personalità pistoiesi. LA RELAZIONE introduttiva è stata illustrata dal presidente dell'associazione Massimo Donnini che ha tracciato un quadro generale dell' attuale situatzione, strettamente legata all'economia globalizzata. E' quindi entrato nello specifico della realtà pistoiese. Donnini ha fatto rilevare in primo luogo che sta crescendo la terziarizzazione anche nel nostro territorio, con un numero crescente di aziende che offrono servizi alle imprese, le quali invece stanno riducendosi progressivamente di numero. Secondo il presidente di Confartigianato è necessario agire, passare all'azione, individuando strategie che siano condivise dai diretti interessati. "In questo senso ? ha aggiunto ? se da una parte apprezziamo lo sforzo di Assindustria e dei sindacati dei lavoratori per attrarre nuovi insendiamenti produttivi a Pistoia, dall'altra dobbiamo manifestare una certa apprensione perché questo "Progetto per Pistoia" esclude le rappresentanze di quella realtà che costituisce il grosso del tessuto imprenditoriale locale. Parlo, ovviamente, di quella stessa piccola impresa cui l'attuale governo dice di guardare come modello". DONNINI HA poi affondato la critica: "D'altra parte, questa esclusione ci porta a riflettere sul meccanismo di relazione tra le parti sociali che, da noi, non è certamente ben oliato. Esistono ancora oggi fratture e incomprensioni (e non mi riferisco, qui, particolarmente agli attori del "Patto") che trovano terreno fertile in un quadro politico ancora troppo viziato da incertezze, personalismi e un conservatorismo che è ben lontano dall'idea di politica al servizio della polis". DONNINI HA poi parlato delle zavorre, anche di carattere locale, che impediscono alle aziende di decollare, ed ha citato la tassazione e la tariffazione locale, un eccesso di burocrazia, la presenza di monopoli. Secondo Donnini la ricetta della rinascita sta nel buonsenso e nel coraggio di operare le scelte, anche se è necessario intervenire con urgenza su due versanti, uno economico sociale e uno politico. Per il primo ha citato: la creazione di infrastrutture materiali e immateriali a servizio dello sviluppo, la sburocratizzazione, il taglio del monopolio delle Spa pubbliche, l'abbassamento di tributi e tariffe, la razionalizzazione della spesa pubblica, la lotta per il rispetto della legalità. Per il secondo ha parlato invece di rinnovo della classe dirigente e superamento delle vecchie oligarchie con una concertazione reale. P. M.

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A CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciar (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIMINI PRIMO PIANO pag. 2 A CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciar... A CORIANO tra meno di un anno dovrebbero già cominciare a lavori. Ma anche San Clemente è in dirittura d'arrivo, ed entro il 2009 dovrebbe avviare il cantiere. A conti fatti, quella più indietro è la zona tra Santarcangelo e Rimini, il cosiddetto 'triangolone': ancora non c'è l'accordo con tutti i proprietari dei terreni. Che prima di vendere, reclamano nuove aree edificabili. UN PROBLEMA non da poco per le imprese artigiane e industriali che da anni (anzi, diciamo da decenni) chiedono nuovi spazi per rinnovarsi e ampliarsi. Ma per Alberto Rossini, che ieri in consiglio provinciale ha fatto il punto sulle 3 nuove aree produttive destinate a essere realizzate nel Riminese, la situazione "sta cambiando, anche se con i tempi della burocrazia". "Fughe come quelle dell'azienda Celli, da Rimini a San Giovanni in Marignano, o di altre ditte che hanno addirittura preferito lasciare i confini della provincia riminese, non ne vogliamo più", ha ribadito ieri pomeriggio l'assessore alla Pianificazione territoriale. Ecco allora che il cantiere per due delle tre aree produttive dovrebbe iniziare già entro il 2009, mentre Santarcangelo purtroppo stenta ancora a decollare. "Per l'area di Raibano, quasi un milione di metri quadrati distribuiti tra Coriano, Misano e Riccione, siamo a un ottimo punto. Si sta lavorando al nuovo accordo di programma tra tutti gli enti e i soggetti interessati, inoltre abbiamo già iniziato a ragionare di tutte le infrastrutture necessarie: parcheggi, strade, vasche per la raccolta acque, sottoservizi. Entro la primavera 2009 vogliamo affidare l'appalto per il primo stralcio delle opere". ANCHE l'area di San Clemente (circa 800mila metri quadrati) è a un buon punto. "E' stata costituita la società che realizzerà la nuova area, formata da Comune di San Clemente, Provincia di Rimini e Camera di commercio. La prossima settimana firmeremo l'accordo di programma, poi il Comune di San Clemente dovrà fare la variante". Tradotto dal burocratese servirà almeno un anno e mezzo prima di vedere partire il cantiere, "ma ormai ci siamo". Sta molto peggio il 'triangolone', la nuova area da 900mila metri che deve sorgere tra Santarcangelo e Rimini, vicino all'autostrada. "Qui il Comune di Santarcangelo ha formato con le associazioni di categoria un consorzio per acquistare direttamente tutte le aree dai privati. Finora sono stati opzionati l'80% dei terreni...". Gli altri, quelli che ancora non hanno mollato, prima di disfarsi dei loro terreni pretendono la garanzia di nuove aree edificabili a Santarcangelo. Manuel Spadazzi.

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Diportisti in rivolta dopo lo sfratto dal molo turistico (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7033 Porto Torres Protesta davanti al Comune Diportisti in rivolta dopo lo sfratto dal molo turistico Porto Torres. Protesta davanti al Comune --> La burocrazia e le ruspe tengono i diportisti lontani dallo scalo turritano. Non dalla piazza del Comune, invasa pacificamente per protesta dai cinquantacinque proprietari delle barche in secca. Lo sfratto esecutivo dopo l'avvio dei lavori per il porto turistico, quattro mesi fa, si è trasformato in una sentenza di condanna: la promessa dell'amministrazione, che si era impegnata a trovare un approdo per le barche, è caduta nel vuoto subito dopo l'ingresso di Porto Torres nell'autorità di Olbia e Golfo Aranci. Spetta all'autorità portuale, infatti, l'ultima parola per il posizionamento e la gestione di un pontile riservato alle piccole barche. La dilatazione dei tempi ha scatenato un maremoto: i diportisti hanno trasferito sotto il palazzo comunale tutta la loro rabbia, scandita da striscioni colorati e coloriti con slogan contro sindaco, giunta e consiglieri. Si sono mossi in corteo in direzione piazza Umberto I, dove c'è la sede del Comune, partendo dalla banchina che ospita i natanti della piccola pesca, la stessa in cui già da aprile doveva essere posizionato l'approdo provvisorio. Il dente d'attracco è al centro di un rebus, in ostaggio dei passaggi di competenze e di quella che i diportisti ritengono un'autentica speculazione dell'emergenza che si è venuta a creare dopo l'avvio del cantiere del nuovo porto turistico. Per la gestione dell'ormeggio è stata presentata nei mesi scorsi, proprio in Capitaneria, una richiesta da parte di una società privata. L'azienda è la Motomar Sarda. Gli uffici della Guardia costiera hanno espresso parere positivo, ma ora se ne deve occupare l'autorità di Olbia e Golfo Aranci che da qualche mese ingloba anche Porto Torres. "Pensavamo che dovesse essere il Comune a occuparsi di tutto. Ci era stata presentata una buona soluzione, con tempi stretti, grazie al posizionamento dei pontili galleggianti. Per questo motivo avevamo deciso di traslocare senza intralciare l'attività del cantiere. Ma ora abbiamo l'impressione che qualcuno stia cercando di speculare sulla nostra pelle", afferma Angelo Dedola, portavoce dei diportisti, i quali non vedono di buon occhio l'intromissione nella vicenda di un imprenditore privato. "Noi non siamo nababbi, le nostre barche sono piccole e le usiamo durante il tempo libero. Qualcuno sta facendo male i propri conti. Chiunque si aggiudicherà la gestione dovrà tenere conto sia di ciò che delle tariffe ridotte per i residenti, come accade nei comuni vicini", conclude. SAMUELE SCHIRRA.

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ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli u (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

FORLI' CRONACA pag. 4 ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli u... ORE E ORE di fila. Attese, domande e anche un po' di rabbia da parte degli utenti. Magari come chi si è dovuto prendere un permesso dal lavoro per potere sbrigare le pratiche per il permesso sosta dei residenti del centro storico. Da giovedì 3 luglio (fino a martedì 15) si può, anzi si deve, rinnovare il proprio permesso per parcheggiare, a seguito dell'approvazione del nuovo 'disciplinare'. Bisogna andare nell'ufficio Atr in via Volta 1, a fianco della stazione. Dalle ore 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30: si deve consegnare il permesso in scadenza, avere un documento di riconoscimento valido e il libretto di circolazione del veicolo. Solo ieri mattina sono stati rilasciati 90 permessi, dall'inzio più di 800. "ABBIAMO spedito a casa degli interessati le lettere informative ? spiega Fausta Emiliani dall'Atr ?, il lavoro è tanto, noi facciamo il possibile ma qualche disagio è inevitabile per il cittadino". In questa prima 'ondata' sono più di 4mila i forlivesi che dovranno recarsi allo sportello sosta dell'Atr per prendere il nuovo tagliando se non vorranno incorrere in una multa salata. Poi toccherà a varie categorie: medici, volontari, operatori del pronto intervento e via dicendo. "SONO ARRIVATO alle 10 ? racconta Giorgio S. ? e sono uscito dopo un'ora e mezza, alle 11.30. E' mai possibile perdere tanto tempo per un foglio di carta, non è più semplice e veloce spedirlo a casa dopo avere fatto le verifiche del caso? Il problema è che in Italia c'è sempre troppa burocrazia, bisogna seguire l'esempio degli altri Paesi europei, come per esempio la Svezia". "Questo è un sopruso ? sbotta un anziano che però preferisce rimanere anonimo ?: parcheggiare dove si abita è un diritto di tutti e ci obbligano a fare code ogni anno e con questo caldo africano è una sofferenza. Anche mia figlia deve venire a prendere il suo permesso, ma non sa come fare perché lavora fuori Forlì e non ha tempo". Matteo Alvisi.

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Torreggiani nuovo presidente <Così darò sostegno alle aziende> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA ECONOMIA pag. 6 Torreggiani nuovo presidente "Così darò sostegno alle aziende" Eletto all'unanimità. "Il futuro è nell'internazionalizzazione" PASSAGGIO di testimone alla Camera di commercio di Modena, come da copione già previsto nei mesi scorsi: Maurizio Torreggiani (foto) e' da ieri presidente dell'ente di via Ganaceto. L'elezione e' avvenuta all'unanimita' da parte dei 32 membri del consiglio rispettando cosi' quelle che erano le previsioni della vigilia dopo un accordo fra le associazioni anche se nei mesi scorsi gli industriali avevano fatto sapere di preferire un imprenditore al vertice. Torreggiani, gia' direttore generale della Cna di Modena e vice presidente della Camera di Commercio nello scorso mandato, succede ad Alberto Mantovani (ora presidente di Democenter-Sipe) e restera' in carica per cinque anni. "Il nostro compito- dice Torreggiani dopo l'elezione- sara' quello di supportare le imprese modenesi in un contesto non certo favorevole. Per questa ragione sara' indispensabile operare per consentire al nostro sistema economico di superare quei nodi strutturali che rischiano di frenare il potenziale di crescita delle nostre aziende. Le criticita' su cui occorrera' lavorare e sulle quali dovra' concentrarsi la politica camerale hanno nomi ben precisi; si chiamano ritardo infrastrutturale, lentezza della giustizia civile, peso della burocrazia sulle imprese, difficolta' di accesso al credito". La Camera, prosegue Torreggiani, "dovra' inoltre proseguire nella strutturazione di azioni ed iniziative volte a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese della provincia. In questo campo l'Ente necessita comunque di una profonda revisione degli obiettivi e delle attivita' con l'intento di razionalizzare e coordinare gli interventi, in una logica di collaborazione e non di competizione tra soggetti". Per l'attuazione dei propri programmi, "la Camera non dovra' agire da sola, ma in stretta sinergia con le associazioni imprenditoriali e con gli altri attori dello sviluppo. Il mio mandato e quello dell'intero consiglio coincide con il tempo delle scelte, in un momento molto particolare. Abbiamo il compito di dare il nostro contributo a questa economia con decisioni coerenti e soprattutto condivise". Non e' un caso, conclude, "che, per la prima volta nella storia della Camera, e' stato siglato da tutte le organizzazioni un documento programmatico che costituira' il tracciato intorno al quale andremo a costruire i bilanci poliennali e quelli annuali". Fra i messaggi di congratulazioni a Torreggiani è giunto anche quello di Stefano Bonaccini, segretario provinciale Pd. "Il voto unanime del Consiglio camerale attorno al nome di Torreggiani ? commenta Bonaccini ? testimonia il vasto consenso di cui gode il neopresidente nel mondo economico e sindacale modenese. Al presidente uscente Mantovani il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni con serietà e competenza". Image: 20080709/foto/6047.jpg.

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<Ho alleggerito la burocrazia per le imprese> (sezione: Burocrazia)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

MODENA ECONOMIA pag. 6 "Ho alleggerito la burocrazia per le imprese" L'INTERVISTA IL PRESIDENTE USCENTE ALBERTO MANTOVANI TRACCIA IL BILANCIO DEL SUO MANDATO Alberto Mantovani lascia la Camera di commercio dopo dieci anni di WALTER BELLISI ALBERTO MANTOVANI, dopo dieci anni di presidenza, lascia la Camera di commercio di Modena, ma non resterà con le mani in mano. Oltre a seguire più da vicino le aziende della famiglia amministrate dai figli, dedicherà gran parte del suo tempo a fare il banchiere. Sì, perché Mantovani è anche presidente della Banca Modenese, un giovane istituto di credito con sette sportelli in provincia di Modena, partecipato per l'82 per cento dalla Cassa di risparmio di Ferrara: "Sentirete parlare sempre più di Banca Modenese, una banca che sta crescendo. In settembre apriremo uno sportello a Carpi e poi un altro nella Bassa". Qual è la Camera di commercio che lei lascia a Torreggiani? "Quando assunsi la carica di presidente presi l'impegno di sburocratizzare la Camera di commercio e oggi è una della più informatizzate d'Italia. Sono soddisfatto perché lascio un ente efficiente. Abbiamo ridotto il personale del 20 per cento e migliorato i servizi". Uno dei suoi cavalli di battaglia è stata anche l'internazionalizzazione? "Sì, questo è uno dei tre filoni fondamentali sui quali abbiano investito. Gli altri due sono il Consorzi fidi per l'abbattimento dei tassi a carico delle imprese, che ha assorbito quasi un terzo del nostro bilancio, e l'innovazione tecnologica. Come si inserisce in questa prospettiva Democenter? "Con la fusione, abbiamo anche rimesso in piedi il Democenter - Sipe. Ci siamo riusciti e adesso funziona bene. E' un importante centro che trasferisce alle nostre imprese le innovazioni messe a disposizione dalle università. Con l'Università abbiamo ottimi rapporti, abbiano fatto innovazione assieme. Durante questi dieci anni è mutato anche il rapporto con gli enti locali, che è buono, molto sincero, franco". Quali sono le iniziative promosse durante il suo mandato che lei ricorda con soddisfazione? "Sono proprio tante. Io sono soddisfatto di aver potuto realizzare Gusto Balsamico. Era indispensabile raggruppare le manifestazioni sparse in una sola di livello internazionale". Conosce il metodo di lavoro di Torreggiani? "Torreggiani ha vissuto con me alla Camera di commercio dieci anni da vice presidente e ha condiviso le scelte fatte. Lui conosce molto bene la Camera di commercio e io conosco molto bene lui: dalle parole che ho sentito penso voglia continuare sulla strada tracciata assieme. Penso che sarà una continuità nella diversificazione". Image: 20080709/foto/6043.jpg.

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Ma alla Camera salta il pilastro delle royalty (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-09 - pag: 5 autore: Nel decreto manovra. Emendamento ad hoc Ma alla Camera salta il pilastro delle royalty Federico Rendina ROMA Il Robin Hood fiscale rimane vivo e vegeto nonostante le polemiche e gli annunci di eutanasia lanciati in Parlamento ma subito smentiti direttamente da Tremonti lunedì a tarda sera. Ma intanto il nostro Robin perde una gamba. Quella che poggiava sull'inasprimento delle royalty sull'estrazione petrolifera in Italia. In uno dei tanti emendamenti al decreto economico è lo stesso Governo a voler cassare la misura. Per il resto l'impianto della tassa rimane (per ora) sostanzialmente confermato, tranne aggiustamenti tecnici che non prevedono altri stravolgimenti di sostanza. A corroborare almeno in parte la Robin Tax rimane l'aumento dal 27,5 al 33% dell'Ires sulle imprese che hanno direttamente a che fare con la produzione ma anche con il commercio di energia, compresi i produttori elettrici, ma escluse (prevede un altro emendamento) le produzioni da energia rinnovabile. Salve anche le imprese che pur superando la soglia dei 25 milioni di euro di fatturato annuo prevista per l'Ires maggiorata non hanno un'attività "prevalente" nell'energia. Rimane comunque intatto il maggior prelievo fiscale garantito daldiverso metodo di contabilizzazione delle scorte di prodotti petroliferi, per far emergere le plusvalenze realizzate sul valore delle partite acquistate a prezzo più basso di ciò che si incassa con la rivendita. Per il controverso provvedimento di redistribuzione "sociale" dei presunti extraprofitti da caro greggio non si escludono comunque altri aggiustamenti in corso d'opera. Anche se quella delle royalty era evidentemente la questione più urgente da risolvere, vista la raffica di altolà degli analisti: la progressività del meccanismo di maggiorazione delle royalty, così come congegnato, avrebbe drenato addirittura per intero i profitti delle imprese nel caso le quotazioni del barile superassero significativamente (nessuno lo esclude) i 200 dollari. E comunque la maggiorazione avrebbe finito per negare un altro provvedimento annunciato (senza peraltro specificare i passi operativi) nella manovra: la promozione della ricerca sulle fonti nazionali di olio e gas bloccate dalla burocrazia e dai veti, a cominciare dalle riserve in Alto Adriatico. Intanto gli emendamenti presentati dal Governo nell'iter parlamentare del decreto ci si è doverosamente preoccupati di sostituire il gettito tagliato dalla rinuncia a inasprire i diritti di estrazione di idrocarburi, che già era stato finalizzato alla copertura dei 200 milioni di euro necessari per varare la card sociale. I 200 milioni subito necessari al "fondo per i meno abbienti" verranno "dalle somme acquisite per effetto del recupero delle maggiori imposte sostitutive dovute dalle banche in relazione al riallineamento dei valori civilistici emersi per effetto del conferimento delle aziende bancarie", attuando così – viene precisato – le disposizioni della Ue sul recupero degli aiuti di Stato. Con la gamba delle royalty la Robin Tax perderà anche parte dell'introito globale?Tremonti sembra convinto di no. Il ministro dell'Economia conta molto sulla parte non coercitiva della manovra, e cioè sul richiamo alle contribuzioni aggiuntive "volontarie" lanciato direttamente nel decreto. L'azienda a controllo pubblico Eni, come noto, ha immediatamente aderito garantendo 200 milioni extra al fondo di solidarietà promesso nel decreto (guarda caso quelli che corrispondono alle necessità di avvio della card sociale). Da segnalare che oltre ad ammorbidire la Robin tax gli emendamenti del Governo propongono di trasferire nel decreto molte norme sull'energia previste invece nel Ddl. è il caso della corsia preferenziale per il ritorno del nucleare in Italia, con la definizione entro l'anno dei criteri per individuare i siti. Ma anche delle misure per disinnescare la procedura di infrazione Ue per i ritardi nella liberalizzazione della rete dei carburanti. LA COPERTURA I 200 milioni di mancati introiti saranno sostituiti da una stretta sulle banche: recupero immediato degli aiuti di Stato.

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I prezzi dell'elettricità salgono ai massimi storici (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-07-09 - pag: 17 autore: Energia. Mille chilowattora quotati a 104,69 euro (+6,1% in una settimana) I prezzi dell'elettricità salgono ai massimi storici Domanda record di corrente: in deficit undici regioni Jacopo Giliberto Primato del chilowattora alla Borsa elettrica. Il Gestore del mercato elettrico ha rilevato la settimana scorsa il prezzo medio di 104,69 euro per mille chilowattora, con una crescita del 6,1% rispetto alla settimana precedente. Ieri una nuova conferma dei prezzi da primato: per le forniture di oggi attorno alle 11 e alle 12 di stamane sono stati toccati i 192,26 euro per mille chilowattora (19,2 centesimi al chilowattora), con la punta di 234 euro per la produzione delle centrali siciliane. Primato anche per la domanda di corrente: Terna – la Spa che governa i flussi dell'alta tensione – ha calcolato che l'anno scorso la richiesta di elettricità sia cresciuta di un fisiologico 0,7% rispetto al 2006, ma raggiungendo il primato di 339,9 miliardi di chilowattora. Undici regioni sono in deficit e per questo motivo l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, sottolinea l'importanza di investire in nuove linee di alta tensione. Prezzi da primato Secondo il Gestore del mercato elettrico, nella settimana tra lunedì 30 giugno e domenica 6 luglio il prezzo medio di acquisto della corrente elettrica ha segnato un aumento di 6,06 euro per mille chilowattora, toccando il massimo storico. In crescita anche i volumi di energia elettrica scambiati in Borsa, pari a 5,1 miliardi di chilowattora (+2,4%). La media va dai 93,05 euro dell'Alta Italia ai 157,86 della Sicilia. Confronto europeo Impietoso il confronto con i prezzi europei. Ieri alla Borsa elettrica olandese Apx i mille chilowattora sono arrivati a 92,37 euro: e l'Olanda è molto simile all'Italia perché le loro centrali elettriche usano soprattutto metano ( 50%) e carbone. Nella Francia tutta nucleare il prezzo massimo di oggi è gemello a quello dell'Olanda che va a gas e carbone, 92,36 euro. In Germania (dove si usano soprattutto carbone e gas, con un importante contributo nucleare) il picco rilevato dalla Borsa elettrica Eex di Lipsia è più alto, di 104,69 per le 11 e le 12 di mattina. In Austria ( Paese che non ha il nucleare) per le 12 di oggi viene raggiunto alla Borsa Eea il prezzo di 112,97 euro. La Gran Bretagna (gas e carbone, con una buona quota nucleare) ha per oggi il picco di 126,88 euro. Nell'Italiasalatissima si usano soprattutto l'efficiente metano ( 66%)e l'economico carbone (15%). In altre parole, la tecnologia delle centrali non sembra avere effetti sui prezzi della corrente. La domanda del 2007 Con 339,9 miliardi di chilowattora "bruciati" l'anno scorso, Terna ha censito "il valore più alto mai registrato in Italia". Il contributo principale è delle centrali a metano con ciclo combinato, 167,9 miliardi di chilowattora (+9,3% sul 2006). Le piogge scarse dell'anno passato (poi ampiamente ricompensate nell'umidissima primavera 2008) hanno ridotto la produzione idroelettrica. Cresce del 36,1% l'eolico. Le importazioni di corrente, soprattutto francese, hanno contribuito per il 13,6%. Nuove linee di alta tensione "I dati confermano quanto sosteniamo da anni: l'importanza dei nuovi collegamenti elettrici con l'estero per ridurre la dipendenza energetica e migliorare il mix delle fonti", sottolinea Flavio Cattaneo, e per questo motivo "è necessaria un'accelerazione nel rilascio delle autorizzazioni ". Purtroppo 1,4 miliardi di euro "giacciono negli uffici delle amministrazioni". L'INFRASTRUTTURA Cattaneo (Terna): potenziare le linee ad alta tensione è una priorità assoluta, ma la burocrazia blocca il rilascio delle autorizzazioni.

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La mossa della Sec: regole più snelle per restare in gioco (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-07-09 - pag: 34 autore: La mossa della Sec: regole più snelle per restare in gioco MILANO Costi più bassi, ma anche meno burocrazia. Con un obiettivo: vincere "la guerra dei millisecondi". Sembra un po'questo il senso della proposta varata in questi giorni dalla Sec, l'autorità di vigilanza dei mercati americani. Il documento, appena depositato, prevede una semplificazione delle procedure per modificare le norme interne di tutti gli organi di "autogoverno" dei mercati: da quelli di Wall Street alle associazioni di professionisti che hanno potere di auto-regolamentazione. Tradizionalmente qualsiasi modifica della regolamentazione interna di tali organismi doveva passare l'esame della Sec. Dopo il nulla osta le norme automaticamente entravano in vigore. Secondo il nuovo rego-lamento, che punta "ad aumentare la competitività dei mercati Usa", i tempi di approvazione saranno accorciati drasticamente per velocizzare l'iter. In un periodo in cui le transazioni sono misurate in millesecondi e in cui solo le piattaforme più veloci vincono la competizione, è infatti necessario che anche regole e le procedure per cambiarle siano altrettanto snelle. La riforma appena varata dalla Sec dà il senso di quanto sia combattuta la guerra tra i mercati finanziari. Una guerra in cui tutti cercano di partecipare e di farsi trovare pronti: da un lato ci sono le Borse (che con le molteplici aggregazioni cercano di creare sempre maggiori sinergie), dall'altro ci sono gli organismi regolamentari (il caso della Sec è emblematico), infine ci sono le Borse alternative (quelle create da banche e broker per far concorrenza alle Borse tradizionali). L'esito di questa battaglia è ancora incerto. Ed è per questo che molte banche sono contemporaneamente azioniste delle Borse tradizionali e di molteplici listini alternativi. Insomma: non sapendo come si evolverà lo scenario futuro, tante grandi istituzioni stanno mettendo un piede in tutti i principali listini sperando di trovarsi – in futuro – in quello giusto. Si pensi al famoso (ma ancora non decollato) progetto Turquoise. Nel novembre 2006 sette grandi banche internazionali (da Citigroup a Merrill Lynch, da Goldman a Credit Suisse) annunciarono la creazione di una nuova piattaforma per quotare azioni europee.L'operatività sarebbe dovuta partire quando la direttiva Mifid avrebbe aperto la reale concorrenza sui mercati finanziari. L'obiettivo,dichiarato allora, era di offrire agli investitori la possibilità di scambiare azioni a un prezzo dimezzato rispetto alla borsa più economica. La direttiva Mifid (che ha abolito l'obbligo di concentrazione degli scambi e ha stabilito il principio della best execution) è entrata in vigore a gennaio, ma Turquoise ancora non è partito. Ma quando decollerà, si dice a settembre, la sua speranza è di "strappare" il 5% dei volumi alle Borse in pochi mesi. Già attiva è invece Chi-X Europe (detenuto da Instinet della banca Nomura), che offre la compravendita di azioni "fino a dieci volte più in fretta e con costi fino a dieci volte più contenuti rispetto alle Borse tradizionali ". Il listino ha già strappato consistenti quote di mercato alle Borse: per esempio il 13% degli scambi su azioni inglesi. Edè per questo che, per non trovarsi nella "scarpa" sbagliata, alcune banche come Citigroup e Credit Suisse già presenti in Turquoise hanno rilevato anche una quota di minoranza anche di Chi-X. Ci sono poi tanti altri listini alternativi: da Plus Market all'italiano Tlx, da Bats Europe a Liquidnet Europe. Per tutti la Mifid, in Europa, ha aperto varchi importanti. Anche per questo le Borse tradizionali sono corse ai ripari. My.L. Mar.Man. LE ALTRE PIATTAFORME Da Turquoise a Chi-X, dopo la Mifid si moltiplicano i circuiti alternativi che fanno concorrenza a quelli tradizionali.

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<Noi, diploma in tasca e rischio di espulsione> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Seconda generazione Yamina e gli altri: ragazzi islamici a Roma "Noi, diploma in tasca e rischio di espulsione" Dopo la "x", arrivano i "g2". Tradotto: seconde generazioni. Sono i figli degli stranieri, nati in Italia o immigrati in età pre-scolare. A Roma, nel 2006 la fascia 6-17 anni sfiorava quota 22.500. Nel 2020, si stima che gli under 15 aumenteranno tra il 14 e il 18 per cento. "Su questo terreno si misurano le politiche dell'integrazione: serve un provvedimento legislativo, in sinergia con le associazioni", ha ribadito di recente il sottosegretario al Lavoro, Eugenia Roccella, nel suo intervento alla "Giornata del minore " organizzata dal Centro Averroè. "Bisogna cambiare mentalità - sottolinea Karima Moual, presidente dell'associazione "Genemaghrebina" -. Questi ragazzi non vogliono diventare italiani, sono italiani al cento per cento". Cadenza romana, Fatema conferma: "Ci sono nata, il mio futuro è qui". Sembrerebbe scontato, ma a 19 anni non ha ancora il permesso di soggiorno. "Mio padre è scappato in Egitto: senza la sua firma non mi rilasciano il passaporto. Per ora ho il titolo di viaggio, come i rifugiati". Algerina, Yamina vive a Roma dall'età di due mesi. Anche lei vittima della burocrazia: "Mio padre ci ha abbandonato, sono stata in collegio e nelle case occupate. Tra poco sarò maggiorenne, vorrei diplomarmi, ma senza documenti rischio l'espulsione". Mai un viaggio all'estero, è curiosa di conoscere le sue radici: "Non mi sento italiana né algerina: sono una via di mezzo. Mi hanno sempre rispettato, ma non mi piace quando ci attaccano per il solo fatto di essere stranieri". Contro il pregiudizio, la solidarietà femminile può fare molto: "Difendere i diritti delle donne - ha ricordato la Roccella - è la migliore garanzia d'integrazione". Proprio come insegnano alla scuola Di Donato, rione Esquilino, modello d'intercultura. "Con i corsi d'italiano si rompe il ghiaccio, poi scatta l'invito a pranzo ", spiega Francesca, presidente dell'Associazione genitori, che passerà le vacanze con una famiglia siriana. Nell'enclave protetta delle amicizie scolastiche anche loro, i "g2", imparano a conoscersi. "Quando esco, vado a casa delle mie compagne di classe", dice Sara, tredicenne di Damasco. Riccioli biondi e occhi blu, si prepara a indossare l'hijab. Dispiaciuta? "L'ho accettato, penso sia normale". A suo agio persino durante il ramadan, la religione non è un ostacolo: con i coetanei ha altre affinità, dal look d'ordinanza - jeans e sneakers - alla passione per "I Cesaroni". Capelli lunghi e pantaloni oversize, allo studio Sepehr preferisce lo skate-board. Iraniano, è un fan della fiction più amata dagli adolescenti, ma "dopo l'ultima pagella - confessa - niente tv". Seduttore nato, per fare colpo gli basta scrivere: "Vuoi fare txt?" (scambiare messaggi con il cellulare, ndr). "Rispondono tutte ", assicura. Disinvolto anche nell'approccio alla religione, si professa "teista". Ovvero: "Credo nel dio amico". Nessuna deroga, invece, per i giovani che la domenica frequentano la moschea di Centocelle: il Corano non si discute. "Oltre a pregare, parliamo di adolescenza e integrazione ", spiega Imen, la coordinatrice. Velo e abiti scuri, Takoua li indossa anche al mare: "Ci vado di notte, di giorno è troppo affollato". Feste? "Solo tra ragazze: balliamo il reggaeton e ascoltiamo musica napoletana". Quindici anni, egiziana, Susanna indossa l'hijab da quando ne aveva cinque. Mai provato imbarazzo? "All'inizio i compagni erano curiosi, poi hanno capito che è un pilastro dell'Islam e lo rispettano ". Stesso rigore per i ragazzi: "Frequento le case dei miei amici arabi ed esco solo per giocare a calcio", dice Omar. Il suo rapporto con Allah? "Mi guida verso il bene, al rispetto dell'altro e a impegnarmi nello studio. Teniamo molto agli adolescenti, a differenza di altre religioni: i miei ex compagni delle medie fumano, si drogano ". Delusa dall'Occidente, a ventuno anni Aisha ha riscoperto le sue radici. Padre romano e madre musulmana, dice: "Ero troppo integrata e ho sentito il bisogno di riavvicinarmi alla tradizione. Sto pensando di indossare il velo, ma prima devo rafforzare la mia fede". Velo, skateboard e Garbatella story Sara, famiglia di Damasco: "Fuori metto l'hijab, l'ho accettato. Con le mie compagne guardiamo i Cesaroni" Maria Egizia Fiaschetti.

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Via libera al piano sulle energie rinnovabili (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

TOSCANA · Unione compatta in consiglio regionale Via libera al piano sulle energie rinnovabili Riccardo Chiari "È un passo in avanti che porta la Toscana ai livelli europei, e per farlo punta a un fortissimo sviluppo delle rinnovabili. Perché lo sviluppo della Toscana deve fondarsi sulla qualità anche sul fronte energetico". Un soddisfatto Claudio Martini incassa il via libera del Consiglio regionale al Piano triennale di indirizzo energetico 2008-10. Con uno sguardo strategico anche verso il 2020, teso ad una riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica, e un uguale aumento in percentuale dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. Un obiettivo ambizioso ma raggiungibile nei progetti della maggioranza unionista che governa la Regione. E che ha anche il pregio politico di segnare la capacità di governo del centrosinistra, compatto nell'approvare un pacchetto di interventi di fronte ai quali storce la bocca sia il centrodestra che vota contro, sia la Confindustria regionale che si fa paladina del "carbone pulito" bandito invece nel Pier. "Abbiamo scelto di dare un forte impulso alla produzione di energia da fonti rinnovabili - spiega ancora il presidente regionale, che sembra rispondere agli industriali - in modo da favorire anche la crescita di una vera e propria industria delle rinnovabili, grazie a incentivi e finanziamenti a settori innovativi come l'idrogeno e il fotovoltaico". Un solo dato basta a spiegare la complessità e l'ambizione del piano energetico regionale: se verrà interamente realizzato, nel 2020 saranno stati investiti complessivamente 2,4 miliardi di euro, sia pubblici che privati, per lo sviluppo delle rinnovabili e per l'efficienza energetica. Con novità che parlano di futuri parchi eolici da costruire al largo delle coste; di sportelli unici per l'energia in modo da evitare l'eccesso di burocrazia; e di un monitoraggio semestrale degli effetti attesi e dei progressi energetici registrati nei vari settori. "Inoltre puntiamo sulla creazione di una cultura del risparmio e dell'efficienza - osserva l'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini - a partire dall'adeguamento ecosostenibile di scuole campione, in modo da fornire esempi pratici sia al comparto pubblico che alle giovani generazioni". Naturalmente soddisfatti i principali artefici del Pier. Ecco il presidente della commissione regionale Territorio ambiente Erasmo D'Angelis del Pd: "Si apre una stagione importante, con il nuovo Pier possiamo fare tranquillamente a meno del nucleare e del ricorso al carbone". Al tempo stesso non manca, da sinistra, una osservazione critica: "E' un piano ambizioso e da attuare con coraggio, trasparenza e partecipazione - commenta Monica Sgherri di Rifondazione comunista - e che in un quadro complessivamente positivo presenta però due punti critici. Il primo è quello dell'impianto gas offshore di Livorno, che viene riportato nel Pier nonostante che il problema in Toscana non sia tanto la mancanza di gas, quanto la non volontà di Enel di riconvertire le due centrali ad olio combustibile di Livorno e Piombino, secondo punto critico. Sull'impianto off shore di Livorno peraltro è proprio sull'impegno della Regione sulla sicurezza del rigassificatore che si potrà conquistare il consenso della popolazione. Questo se la sicurezza sarà certificata. Perché se non lo sarà decadrà l'intero progetto, tanto più se si tiene conto che l'impianto non risponde a nessuna priorità effettiva". Ma serve a fare affari pronta cassa. Prova ne è che Confindustria ne vorrebbe addirittura un altro.

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Il parroco alla veglia: <Qui ogni sera> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-07-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il paese Appello degli amici su Facebook: aiutateci a scoprire la verità Il parroco alla veglia: "Qui ogni sera" SAN GIORGIO DELLE PERTICHE - é stata una veglia di speranza, quella che ieri sera nella parrocchiale di San Giorgio ha radunato, pensando a Federica Squarise, più di duecento persone. Una speranza guidata dalla fede e pronta comunque a credere nell'impossibile: "Perché adesso, nel momento in cui ci troviamo qui, dalla Spagna non arrivano notizie, non sappiamo nemmeno con assoluta certezza se il corpo che è stato ritrovato in quel parco sia davvero quello di Federica - ha detto, con la voce rotta dall'emozione, il parroco don Riccardo Poletto, con accanto al leggio, come a fronteggiare la morte, l'albero della vita realizzato dai ragazzi del centro estivo - . Noi possiamo solo pregare e consegnarci al progetto che Dio ha per noi e per Federica". Gli amici della ragazza siedono in fondo alla chiesa, quasi a tenere l'orecchio all'esterno, in attesa di notizie e nuove speranze da LLoret de Mar. Nei primi banchi, invece, gli anziani del paese, gli uomini che dal bar Centrale si sono raccolti qui, con accanto le mogli, a piangere con il rosario in mano. E poi tante suore e sacerdoti. La gente di San Giorgio delle Pertiche, ma anche del vicino paese di Villa del Conte, quello di Stefania Perin, l'amica con cui Federica stava trascorrendo la vacanza in Costa Brava. C'era anche lei alla veglia di speranza, abbronzata, gli occhi gonfi dal pianto, camicetta nera e jeans chiari strappati. La prima a entrare e l'ultima a uscire, la testa raccolta tra le mani e l'abbraccio di tante coetanee a stringerla forte. Alla fine, per sfuggire ai flash dei fotografi e alle telecamere, Stefania è scappata via sgommando a bordo di un'auto guidata da un amico, forse a voler dimenticare o proteggere quello che sa della vicenda. "Pensiamo adesso ai genitori e ai fratelli di Federica - ha continuato don Poletto, dopo avere recitato i misteri della fede -, famiglia della nostra comunità che in queste ore non dorme, e che sta cercando, forse invano, una spiegazione a quello che è successo. Chissà per quanto tempo vivranno nell'ansia e nello stupore, senza capire chi e come ha portato via la loro Chicca. In attesa che la burocrazia italiana e spagnola si mettano d'accordo - ha detto ancora il parroco - non sappiamo ancora se e quando potrà essere celebrato un funerale. Comunque, se lo vorrete, ci ritroveremo qui ogni sera a pregare per noi e per Federica, per la vita e non sulla morte". Intanto, su Facebook, è stata aperta una pagina di discussione che si intitola "Per quelli che cercano la giustizia nel mondo globale". L'appello lanciato in rete è il seguente: "Aiutateci a trovare informazioni, collegamenti o qualsiasi informazioni per raggiungere la verità sulla scomparsa di Federica Squarise". Anche Internet può rivelarsi utile a scoprire la verità. Davide D'Attino.

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ECOPASS (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-09 num: - pag: 9 categoria: BREVI ECOPASS In regola, ma multato Ho pagato l'Ecopass per residenti il 6 gennaio scorso sul sito del Comune e sto ricevendo ora, a luglio, verbali relativi a passaggi di febbraio. Dopo numerose telefonate, mail e promesse che sarei stato richiamato, riesco finalmente a parlare con una gentile assistente che mi dice che l'Ecopass andava attivato (cosa che il 6 gennaio non era prevista nelle istruzioni del sito) e me lo attiva retroattivamente al 1Ë? aprile dicendomi che: 1) rileva altri passaggi anche a marzo e di conseguenza continuerò a ricevere verbali; 2) di aspettare ad averne un po' prima di andare in via Friuli a farmi annullare le sanzioni, perché il sistema non le consente di farlo per via telematica. Ieri mi sono presentato in via Friuli dove ho scoperto che dovrei dedicare un' intera mattinata per risolvere, solo parzialmente, un problema creato non da me. Mi chiedo come mai, in epoca telematica e nella città dell' Expo, la burocrazia imponga al cittadino di perdere mezze giornate di lavoro per risolvere anche questi problemi. Edoardo Beltrame.

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L'irresistibile ascesa di Spa e Srl (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2008-07-09 - pag: 4 autore: Sviluppo. Dal 2000 al 2008 società di capitali aumentate del 54,4% contro il +5,8% del totale imprese L'irresistibile ascesa di Spa e Srl I maggiori incrementi a Rimini (+82,9%) e Ferrara (+82,8%) Mariangela Latella BOLOGNA Boom delle società di capitali in Emilia-Romagna che, tra il 2000 e il 2008, sono cresciute del 54,4% (contro il 5,8% della crescita totale delle imprese). L'aumento di queste aziende, che hanno raggiunto il numero di 71.864 su un totale di 430.589 con un incremento del 16,7%, rivela un processo di strutturazione delle aziende della regione che riguarda trasversalmente tutti (o quasi) i settori. "è inatto –spiega Guido Caselli, direttore Area studi Unioncamere Emilia-Romagna – un profondo processo di trasformazione e rafforzamento della struttura produttiva regionale. In parte lo cogliamo attraverso i numeri, in parte sfugge alle statistiche perché agisce su fattori difficilmente quantificabili quali le relazioni, la formazione, la capacità innovativa ". L'incremento della strutturazione è comunque visto come un passaggio reso necessario dalla sempre più accesa competizione nei mercati globalizzati, ma anche come indice di tenuta di un sistema produttivo costituito da una rete di piccole imprese che, organizzandosi meglio, riescono a spuntare performance produttive migliori. Le province in cui si è avuta la maggiore crescita di società di capitali sono state Rimini (+82,9% che però ha riguardato 4.907 aziende contro le 18.294 di Bologna, le 14.430 di Modena, le 8.298 di Reggio e le 7.991 di Parma), Ferrara (+82,8% con 3.988 società di ca-pitali), Forlì-Cesena (+78,7%, a quota 5mila), Piacenza (+63,8%, a quota 3.990) e Ravenna (+55,6%, a quota 4.962 ) anche in considerazione del fatto che in queste aree si partiva da dati numerici inferiori. Tuttavia l'incremento ha riguardato tutto il territorio: +54,2% a Modena; +54,1% a Parma; +47,4% a Reggio; +39,7% a Bologna. "Il dato di crescita delle società di capitali – spiega Maurizio Focchi, presidente di Confindustria Rimini – è in linea con il numero di associati a Confindustria. Associarsi vuol dire fare uno sforzo organizzativo: maggiori contatti, formazione e organizzazione. In una parola: maggiore strutturazione". Con riferimento ai settori è quello della produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua che registra un vero e proprio boom (+121,7%). Si tratta di un mercato molto ristretto in cui operano in tutto 215 aziende di cui la maggior parte sono società di capitali (62%) molte delle quali Spa. Al secondo posto segue la ristorazione che raddoppia le società di capitali (+97%), quindi l'istruzione (+85%), le attività immobiliari (+83,4%) e le costruzioni (+82,9%). In questi ultimi due casi, però, la dinamica che si rivela potrebbe essere più di tipo tecnico- fiscale che propriamente economica vista la forte presenza di società di comodo create in funzione strumentale all'interno del settore immobiliare. Nelle costruzioni, invece, la crescita potrebbe essere in parte determinata dalla prassi di indurre i dipendenti a costituirsi a loro volta in società onde evitare gli eccessivi costi del lavoro dipendente. Più contenuta la crescita nel manifatturiero (+32,4%). Su questo punto le visioni degli industriali sono divergenti. Da un lato, come evidenziano da Unindustria Bologna, il dato rivela "una fase importante di riposizionamento e di trasformazione che ci ha consentito di collocarci nei segmenti superiori del mercato, in particolare quelli a più alta specializzazione ". D'altro canto, spiega Alberto Zambianchi, direttore di Confindustria Forlì-Cesena "il dato rivela anche che fare manifattura in Emilia-Romagna, e in Italia, è più difficile che altrove per gli eccessivi costi e per la troppa burocrazia". "Per questo l'incremento delle società di capitali – continua Focchi – non è elemento sufficiente per la crescita economica. Occorrono altri fattori come, ad esempio, la realizzazione di infrastrutture". I SETTORI Boom di crescita nella distribuzione di energia (+121,7%), ristorazione (+97%) e istruzione (+85%).

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<Il Festival per le famiglie? Sarà una provocazione> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 162 del 2008-07-09 pagina 31 "Il Festival per le famiglie? Sarà una provocazione" di Michele Anselmi Dal 28 luglio a Fiuggi la prima edizione della rassegna da Roma "Come reagisco quando mi definiscono, per denigrarmi, "regista cattolico"? Bene. Sono orgoglioso di esserlo. Anzi, sono un cattolico praticante, sia pure con una fede incerta". Dal 28 luglio al 3 agosto Pupi Avati sarà a Fiuggi, non per girare un nuovo film e neanche per ritemprarsi alle terme. Guiderà la giuria del primo Family festival. Giuria atipica: insieme a sei famiglie di varia estrazione sociale e consistenza filiale, il regista bolognese valuterà i nove titoli in gara e magari gusterà anche il resto del menù, dove spiccano le anteprime di DonkeyXote, Ben 10, Narnia: il principe Caspian e Entre les murs. Slogan della manifestazione, creata da Gianni Astrei: "Quest'estate c'è un luogo dove il cinema è di casa per tutti". Naturalmente sono già messe in conto le ironie, essendo il Fiuggi Family festival filiazione di quel Forum delle associazioni familiari che organizzò il Family day. Insomma, secondo alcuni, una roba conservatrice, magari bigotta, che profuma di incenso e tende a destra. Avati, dubbi nell'accettare l'incarico? "Nessuno. Ho detto subito di sì, con intimo piacere, perché mi esponeva ai rischi della derisione che comporta tutto ciò che è family. A suo modo, un'iniziativa provocatoria. Perché di solito i festival si consolidano attraverso film-scandalo, che poi i temi siano la politica, il sesso o la violenza poco importa. Altrimenti nessuno ne parla. Oppure arrivano gli sfottò. Com'è accaduto quando ho realizzato per Sat 2000 un servizio sul Family day seguendo i percorsi di cinque famiglie. In verità, sapevo benissimo di essere l'unico regista in quella piazza". Non c'è il rischio, tra un omaggio all'orso Yoghi e un dibattito sui "transgender", di proporre un'immagine troppo stereotipata e rassicurante della famiglia? "Guardi, non so come devono essere i film destinati alla famiglia, ma so come non devono essere. Non dovrebbero proporre, in modo seducente, modelli negativi di comportamento sociale. Bisogna dire la verità, senza addolcire i contrasti, ma in troppi casi cinismo e intelligenza sono diventati sinonimi. Prenda Cogne. Su quella morte hanno vissuto parassitariamente in tanti, so io quanta gente s'è comprata appartamenti. La madre che uccide rende. La madre che muore salvando i figli, com'è successo giorni fa a Fano, no". La famiglia secondo lei. "La famiglia non soffre solo di problemi economici come credono i governi di centrodestra e di centrosinistra. Il supporto migliore viene dai modelli. Io sono un modello. Mi spiego. Faccio due dei mestieri più difficili del mondo: il regista da 40 anni, il marito da 44. Parliamo del marito. Ho commesso tanti errori, una volta ho vissuto fuori casa per otto mesi, ci sono stati torti, litigi e tradimenti. Ma alla fine sono tornato da mia moglie. Non potevo pensare di privare i miei figli di una delle due figure centrali della loro esistenza. Poi non c'è niente di più bello del riconquistare tua moglie. Per le nozze d'oro credo che la risposerò". Però chi vuole divorziare... "Ma certo. Dico solo che oggi ci si sposa e ci si lascia troppo allegramente, si fanno le prove. Vivere insieme non è uno sport facile. È bello un patto che trasforma la passione e l'erotismo degli inizi in un sentimento che attiene all'ineffabile. Quanto alla paternità, altro mestiere complicato, sono stato un padre scadente, un po' come l'Abatantuono di La cena per farli conoscere. Con Il papà di Giovanna, ho inventato un padre meraviglioso, come mai sarei potuto essere. Silvio Orlando è magnifico". Dica la verità su Venezia. "Non ho timore di dire che ho mostrato il film a Müller. Spero sia piaciuto. In concorso - solo in concorso - andrei volentieri. Ma fino ad ora, lo giuro su ciò che ho di più caro, non ho ricevuto conferme". È vero che vuole raccontare una storia di adozione? "Sì. Mia figlia ci ha messo sette anni per non avere il bambino che la burocrazia le aveva promesso. Si sarebbe uccisa, quel giorno. Esistono tanti bambini con problemi e tante famiglie che desiderano dei figli. Perché non aiutarli sveltendo le pratiche? Sul tema ho scritto una serie tv, l'ho proposta sia a Mediaset sia a Raifiction: due no". Ha capito perché? "Non sarà in linea con i gusti correnti. Si chiama Un matrimonio, cinque puntate, ciascuna delle quali rievoca dieci anni di una famiglia, dal 1958 al 2008, attraverso gli occhi una bambina paraplegica adottata. Ma se le gambe sono deboli, la sua testa è fortissima". Cosa pensa di quei politici che si ergono a difensori della famiglia tradizionale pur essendo divorziati? "Che sono delegittimati. Per farlo bisognerebbe vantare almeno 44 anni e 2 mesi di matrimonio, come il sottoscritto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ecco chi beneficia degli aiuti del Comune> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

9 Luglio 2008 CASTREZZATO. Polemica iniziativa di Pierluigi Treccani che ha pubblicato l'elenco sul periodico comunale "Ecco chi beneficia degli aiuti del Comune" Il sindaco: "Tutti italiani, così la finiamo con la storia degli immigrati..." E sulla Bossi-Fini: "Troppa burocrazia che si riversa sul Comune"  .

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INCONTRO. Summit sulla competitività (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

9 Luglio 2008 INCONTRO. Summit sulla competitività Gli imprenditori: Sviluppo? Meglio gli sgravi fiscali Veneto regione virtuosa per i fondi strutturali Ue   Gli imprenditori veneti preferiscono le detrazioni fiscali ai finanziamenti. L'hanno ribadito al direttore delle politiche regionali dell'Ue Raoul Prado, all'onorevole Fabio Gava, in commissione Attività produttive della Camera, e al presidente del Veneto Giancarlo Galan. Doppia l'occasione, promossa dal Salone d'Impresa e Unioncamere al Molino Stucki di Venezia: un dibattito su "Sviluppo economico e competitività d'impresa" con Regione Veneto e categorie economiche e una tavola rotonda su "Nuovi mercati, ricerca, innovazione e sviluppo", che ha avuto, tra gli altri protagonisti, oltre a Gava e Prado, docenti come Ferdinando Azzariti e Giorgio Brunetti e poi industriali come Giovanni Rana, Mario Moretti Polegato, Mario Carraro e Matteo Marzotto. Tutti hanno chiesto la leva fiscale piuttosto che quella monetaria (anche se il moderatore Alan Friedman sosteneva che il vero imprenditore non ha bisogno dei soldi dello Stato), per far emergere ricerca e innovazione in un Paese, come ha ricordato nella prima sessione Paolo Feltrin dell'università di Trieste, in declino per carenza di produttività, pur a fronte di un export che cresce, di una buona produttività delle imprese e di una crescita occupazionale. Le regole per il futuro sono state suggerite da Enzo Rullani (università di Venezia), che ha recuperato il concetto di un'economia veneta paragondola al calabrone che, se sapesse quanto pesa, non potrebbe volare. Invece l'impresa veneta (oberata per di più da due pesi come la burocrazia e la carenza infrastrutturale, rimarcate da Confartigianato), come il calabrone, vola. E il Veneto è regione virtuosa, come dimostra anche per la capacità di utilizzare i fondi strutturali dell'Ue, in particolare attraverso l'Obiettivo 2 negli anni 2000-2006 (ed ora si guarda al progetto per arrivare, con la programmazione, al 2013). I comuni Veronesi interessati al riequilibrio delle aree (e in larga parte l'obiettivo è stato raggiunto) vanno dalla Bassa alla Lessinia. Si tratta di Angiari, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi S.Anna, Casaleone, Castagnaro, parte di Cerea, Concamarise, Boscochiesanuova, Brentino B., Dolcè, Erbezzo, Ferrara Monte Baldo, Fumane, Roverè, San Zeno M., S. Anna d'Alfaedo, Selva, Velo, Vestenanova, in parte Legnago, Minerbe, Sanguinetto, Terrazzo e Villabartolomea. A fronte di una spesa pubblica programmata di 596,9 milioni di euro, nei sei anni, si sono registrati impegni per 817,5 milioni (il 136,9%), si sono effettuati pagamenti per 661,7 milioni, quindi pari al 109,5% del programmato. Questo ha indotto investimenti nel sistema delle zone svantaggiate del Veneto ben superiori ai 2 miliardi di euro. È stato possibile grazie anche al fatto che la Regione ha integrato i finanziamenti con 220 milioni. Ora l'obiettivo, d'intesa con l'Ue, è di fare del 2010 l'anno della grande sfida: piena occupazione, allargamento dei mercati e nuova coesione sociale. Il Veneto, in definitiva, sarà protagonista anche nel sessennio da poco avviato, puntando anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale la difesa del territorio e dell'ambiente, il turismo, le infrastrutture. E la conoscenza ancora più fondamentale per l'economia, con i rapporti con il mondo della ricerca, con la formazione in prima fila.  .

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Una sola ambulanza disponibile per il 118 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il problema è molto serio. La Cri, malgrado la convenzione scaduta, continua a collaborare Una sola ambulanza disponibile per il 118 Dei due mezzi quello riservato alle emergenze non è in piena efficienza FOSSOMBRONE Problemi seri per il 118 di Fossombrone. Ha a disposizione due sole ambulanze. La prima per far fronte alle emergenze. La seconda per i trasporti secondari. Dove sta il problema? Che il primo mezzo non sembra essere pienamente efficiente. L'impianto elettrico ha già dato diversi problemi. In caso di chiamata concomitante cosa succede? A giugno è scaduta la convenzione con il comitato locale della Cri. Convenzione che a tutt'oggi non è stata rinnovata nonostante i continui solleciti. La Cri mette a disposizione i suoi mezzi. Situazione di totale precarietà aggravata dal fatto che si segnala, sempre per quanto riguarda il 118, la carenza di un autista. Il cui posto non è stato ricoperto. Turni massacranti per gli operatori in servizio. E il terrore incombente di non riuscire ad arrivare dappertutto. In effetti le chiamate sono tante nel corso della giornata. Spetta all'Asur di Fano sbloccare la situazione. Cosa rispondono alla Cri? Che la convenzione è scaduta ma che ancora i mezzi necessari vengono garantiti. Rispetto ad una burocrazia che lascia a desiderare prevale il buon senso di chi sa bene che di mezzo c'è la salute di chi viene soccorso. Questioni di fronte alle quali è sempre meglio agire secondo coscienza. Il comitato provinciale della Cri ha chiesto da tempo la situazione economica in ordine alle convenzioni in essere. Per quanto riguarda l'Asur di Fano spunta una nuova sorpresa. Rispetto a Pesaro e a Urbino non ha fatto pervenire alcun dato. Stavolta la segnalazione della precarietà del 118 non arriva, come in altre occasioni, per bocca di un politico. Ma dagli stessi pazienti. E' stato sufficiente verificare per rendersi conto della verità. Gli stessi commenti dei volontari della Cri risultano improntati al pessimismo. Non è il caso di imbastire alcuna polemica. Ma di ribadire con forza ed immediatezza che anche dallo stesso Comune parta seduta stante la pretesa immediata che si faccia fronte ad una precarietà che non può essere lasciata allo stato attuale. Visto e considerato che sembra di voler ferire qualche residente nel mitico Olimpo ogniqualvolta si segnala ciò che non funziona in ambito ospedaliero a dire il vero sono giunte altre segnalazioni di disfunzioni ma si resta ancora in attesa di chiarimenti già richiesti ma rimasti lettera morta non essendoci alcun capro espiatorio con il quale prendersela sarà doveroso per tutti entrare subito in azione. I pazienti e gli stessi operatori, in verità, possono essere stanchi già da tempo di sentirsi sempre messi nel vicolo cieco. Adesso conta solo che il 118 sia messo nelle condizioni migliori per poter funzionare. GI.R.,.

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MATURITà CON IL RIGORE NECESSARIO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIFLESSIONI Maturità con il rigore necessario Lucio D'Alessandro Quando nel 1861, dopo guerre, battaglie, insurrezioni, speranze e delusioni, si poté dichiarare finalmente "Fatta l'Italia" con la proclamazione dello Stato unitario, si pose, immediatamente, il non meno arduo problema di "Fare gli italiani". Si trattava di dare agli italiani, oltre ad una lingua e a un vocabolario comuni, anche un insieme di idee, una base culturale, un ethos collettivo, che potesse caratterizzarne l'"esserci insieme" e l'"essere nel mondo" proprio come italiani. Si trattava anche di costruire, combattendo tra l'altro il diffuso analfabetismo (non solo meridionale) una solida base culturale su cui far progredire il Paese. Come si poteva infatti pensare di far assumere all'Italia quella dimensione di grande potenza europea o mondiale cui ormai poteva ambire per storia e dimensione territoriale, senza un salto culturale della sua popolazione? Si sapeva infatti bene, anche allora, che la vera forza di sviluppo di uno Stato moderno consiste nella somma dei saperi dei suoi abitanti. Come si poteva sperare di avere un buon esercito, una efficiente burocrazia, una classe imprenditoriale capace e intraprendente, se non partendo da una popolazione mediamente alfabetizzata, tecnicamente informata ed a tratti colta? Come del resto era da attendersi dal paese che aveva dato uno dei maggiori contributi alla cultura, all'arte ed alla scienza del mondo. SEGUE A PAG. 43.

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PORTICI EQUITALIA, POLEMICHE CON IL COMUNE NON CI STA IL SINDACO DI PORTICI VINCENZO CUOMO A P (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

PORTICI Equitalia, polemiche con il Comune Non ci sta il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo a passare come il responsabile della prossima chiusura degli sportelli Equitalia, la società che si occupa in città della riscossione delle cartelle esattoriali che da settembre chiuderà gli uffici di via Libertà perché troppo piccoli per svolgere tale attività, trasferendosi nel comune di Torre del Greco. Il sindaco Cuomo ha intanto annunciato che alla scadenza dell'accordo Comune-Gestline, il rapporto non verrà rinnovato. SAN GIORGIO/1 Documenti, burocrazia più snella Il comune di San Giorgio è entrato a far parte del Centro servizi territoriali della Provincia di Napoli. L'accordo permetterà ai cittadini che devono richiedere documenti di risparmiare tempo e soldi. Lo stesso vale per l'amministrazione che da oggi potrà scambiare documenti con la Provincia, e con i Comuni che già fanno parte del Cst, più velocemente evitando le lungaggini burocratiche. Inoltre, l'entrata a far parte del Cst consentirà all'amministrazione di ottimizzare i fondi destinati all'acquisto e all'uso delle nuove tecnologie. San Giorgio è la seconda città, tra le quattro che fanno parte del Miglio d'oro, ad aderire all'iniziativa e la 30esima in tutta la Provincia. "Siamo soddisfatti dell'accordo raggiunto - spiega l'assessore provinciale alle risorse umane e alle reti Pino papasso - l'obiettivo è quello di coinvolgere nel progetto tutti i comuni della provincia napoletana". SAN GIORGIO/2 Città solidali, incontro in prefettura Questa mattina in prefettura si terrà un incontro con il sindaco Mimmo Giorgiano e gli esponenti dei sindacati che rappresentano i dipendenti di Città Solidali, partecipata in liquidazione, che aspettano delle risposte sul loro futuro. I lavoratori chiedono che dopo la chiusura della partecipata prevista per fine luglio, sia garantita loro la continuità dello stipendio fino a quando il comune non affiderà i servizi, come l'assistenza a disabili e anziani e la sosta a pagamento, a ditte private. "Ci aspettiamo delle risposte certe - dicono operai - e soprattutto che ci garantiscano la continuità lavorativa anche dopo l'affidamento dei servizi. Aspettiamo la riunione di oggi per avere degli elementi certi, fino a ora ognuno ha detto la sua sulla vicenda confondendoci le idee". I licenziamenti previsti, intanto, sono stati sospesi. TORRE DEL GRECO Contributi per i fitti, ecco il bando C'è tempo fino al 31 luglio per presentare domanda per beneficiare dei contributi integrativi ai canoni di locazione per gli anni 2005 e 2006. Il Comune ha pubblicato i bandi in favore di residenti, titolari di contratti a uso abitativo, regolarmente registrati, di alloggi ubicati sul territorio comunale e che non siano di edilizia residenziale pubblica. Circa 485mila euro per il 2005 e 534mila per il 2006: le risorse assegnate dalla Regione Campania. L'entità del contributo è calcolato sulla base dell'incidenza del canone annuo, al netto degli oneri accessori, sul valore Ise (indicatore situazione economica). Per i nuclei familiari inseriti nella fascia A (valore Ise non superiore a 10.716,68 euro, l'importo massimo del contributo è di 2mila euro); per i nuclei familiari inseriti nella fascia B (valore Ise non superiore ad euro 15.000,00, l'importo massimo è di 1.800 euro). I modelli di domanda da inviare al Comune, ufficio Protocollo, largo Del Plebiscito, a mezzo raccomandata postale, sono disponibili tutti i giorni, tranne il sabato (08,30-13,30 e 14,30-15,30) presso l'Urp - palazzo La Salle; Servizi sociali, via Delle Forze Armate; Informagiovani, largo Annunciazione; Biblioteca Comunale, via Nazionale; ufficio Casa, complesso molini Marzoli, o sul sito www.comune.torredelgreco.na.it.

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Emergenza finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

TERZO SETTORE 15.1509/07/2008 Emergenza finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus Risorse ridotte del 40% dal 1999: ''Impossibile provvedere a una solida programmazione''. E si pensa alla modifica del nome in Agenzia per il Terzo settore. Marelli (Ong italiane): ''Settore vitale per il welfare'' ROMA ? Emergenza finanziamenti per l'Agenzia per le Onlus. L'annunciata conferenza stampa di questa mattina a palazzo Chigi dove il presidente Stefano Zamagni avrebbe dovuto presentare la Relazione annuale sull'attività svolta dall'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale è stata annullata. Ai giornalisti è stata poi distribuita la copia della Relazione nella quale si ripropone un'analisi di tutto il Terzo settore e del volontariato (dati 2001) e soprattutto un exursus sui problemi giuridici e organizzativi che devono ancora essere risolti. Il primo problema che viene reso esplicito dalla Relaziolne riguarda il finanziamento per l'Agenzia, che si è ridotto progressivamente negli ultimi anni del 40%: dai 2,5 milioni di euro stabiliti nel 1999 si è passati a 1.343.120 euro del 2008. "Al momento ? si legge nella relazione ? prevale per l'Agenzia l'impossibilità di provvedere a una solida programmazione". L'Agenzia per le Onlus propone anche al Parlamento una modifica del nome: si potrebbe chiamare Agenzia per il Terzo settore. La dotazione annuale dell'Agenzia ? si legge sempre nella Relazione ? indicata nella legge 133/99 entro il tetto di due milioni e 582 mila euro, che nei primi anni di vita dell'Agenzia è stata corrisposta nella sua interezza, è stata gradatamente ridotta, tale che per l'anno 2007 è stato erogato un finanziamento complessivo di 1.398.534,92 euro. Oltre alla richiesta di affrontare il problema dei finanziamenti e della certezza dell'erogazione, il presidente dell'Agenzia Zamagni avanza la proposta di trasformare l'agenzia in una vera authority che possa vigilare su tutto il Terzo settore. Da Toyaco, a margine dei lavori del G8, in occasione dell'incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta con il Presidente dell'Agenzia per le Onlus, Stefano Zamagni, che si è tenuto oggi a Roma a Palazzo Chigi, gli ha risposto il presidente dell'Associazione delle Ong Italiane, Sergio Marelli, che sottolinea l'utilità dell'Agenzia "per la promozione e il sostegno del ruolo fondamentale del terzo settore in Italia". Un settore che "nel nostro Paese ? spiega Marelli - è vitale per il welfare e sempre più rilevante anche come soggetto economico. Ecco perché sostenere adeguatamente il terzo settore con finanziamenti e facilitazioni adeguate e anche potenziando le capacità e le risorse dell'Agenzia il governo potrebbe facilitare l'uscita dalla crisi economica che sta colpendo il Paese". "Da parte dell'Associazione Ong Italiane - continua Marelli - l'interlocuzione con l'Agenzia è stata di alto livello nei due anni della gestione Zamagni. Oggi come associazione siamo impegnati anche sul complesso versante della riflessione su strumenti e linee guida per la trasparenza contabile e la raccolta fondi. Al riguardo, sarebbe un bene che l'Agenzia lavorasse con noi su queste materie perchè scopo comune è quello della sempre maggior trasparenza delle Ong, della eventuale individuazione di pratiche scorrette e devianti che vanno isolate per non danneggiare la reputazione di tutti. Questo, naturalmente senza aggravare di inutili burocrazie e appesantimenti un settore che ha nel volontariato e nella flessibilità due elementi caratterizzanti la sua efficacia ed efficienza". Per questo le Ong esprimono "pieno appoggio alla richiesta di Zamagni di trasformare l'Agenzia in una vera e propria Authority". (pan) (vedi lancio successivo).

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La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile La vita dei rifugi di montagna è dura, se ci si mette il maltempo diventa impossibile. Sergio Rosi, gestore del "Passo Principe" sul Catinaccio e vicepresidente dell'Associazione gestori rifugi, lancia l'allarme e chiede agevolazioni fiscali e meno burocrazia. G. PASQUALINI A PAGINA 19 09/07/2008.

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Sos dei rifugi: sgravi fiscali e meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> Sos dei rifugi: sgravi fiscali e meno burocrazia.

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La tragedia di una ragazza normale (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

SEGUE DALLA PRIMA La tragedia di una ragazza normale Ha appena fatto la stessa cosa davanti a due ragazzine, una inglese l'altra olandese, che si sono gettate dai balconi dell'albergo. Quasi che dove ci si diverte sia vietato morire. Quelli sono posti per ridere, non per soffrire di disperazione. Anche il corpo di Federica stonava tra discoteche e spiagge, meglio buttarlo in un vecchio giardino, dove la capitale del turismo lascia il posto ai palazzi della burocrazia. La stampa locale è stata persino inclemente, barbaramente cinica: Federica se l'era cercata! Non si conosce ancora se Federica abbia subito violenza, nè come sia morta. C'è spazio per nuovi sospetti.Forse Federica ha avuto troppa fiducia negli altri, nel mondo, nella felicità dei vent'anni. Si è fidata, tra giovani è facile. Forse non doveva separarsi dall'amica, assieme ci si difende meglio. Forse Federica è rimasta vittima della più antica presunzione dell'uomo che vuole avere tutto e quando decide lui. C'è chi pensa di poter profittare di una ragazza solo perché oggi appare più libera e più disinvolta. E se lei si oppone, allora si usa la violenza in qualsiasi modo: fisica, psicologica, indotta con droghe o altro. Solo se la donna è docile certi maschi si sentono forti.Nonostante i tempi siano cambiati, nonostante le ragazze possano giustamente andare e tornare quando vogliono, molti uomini guardano ancora alla donna come oggetto di cui servirsi a piacimento. La donna si è emancipata, ritiene di avere gli stessi diritti, solo che molti uomini non lo riconoscono. Federica pensava di essere una donna del Duemila, cresciuta in una società libera ma non permissiva, di avere diritto a una sana voglia di vacanza a una sana voglia di divertimento. È sconcertante che proprio tra i giovani sia diffusa la mentalità che nega questi diritti sino all'orrore. E quando l'orrore è già avanzato, come quel corpo in decomposizione, allora si cercano giustificazioni assurde nella morale, nel costume, nel peccato.Federica aveva i vizi della sua età e non raccontava in giro di essere santa Maria Goretti. A lei è capitato di essere ammazzata brutalmente, come purtroppo capita non solo alle ragazze in vacanza. Il problema della violenza alle donne esiste; come esiste l'indifferenza con la quale decine di persone assistono senza intervenire a una violenza in pieno centro (è accaduto a Pordenone, a Bologna e in altre città). Quella sulle donne è la violenza dei vigliacchi e rimane spesso impunita perché non denunciata. C'è attorno all'argomento ancora paura, vergogna, ipocrisia. La donna violentata quasi sempre rischia una seconda violenza, quando denuncia il fatto e quando si arriva a un processo nel quale a doversi scagionare è più la vittima che l'imputato. Le cifre sono terribile e difficili da smentire. Secondo l'autorevole indagine promossa dalla Presidenza del Consiglio e dall'Istat, 7.743.000 italiane (31,9\%) hanno subito nella loro vita, tra 16 e 70 anni, violenza fisica o sessuale. Nell'ultimo anno si sono verificate 1.150.000 violenze fisiche o sessuali e 74 mila tentati stupri. Nel 94\% dei casi la violenza non è stata denunciata.Spesso la violenza supera se stessa, si trasforma in possesso sino alla morte: all'sucita di una stazione, fuori dalla discoteca, su una spiaggia. E non conosce latitudine parla tutte le lingue.Federica si è allontanata da San Giorgio delle Pertiche, paesone di quasi diecimila abitanti nel Padovano, per rincorrere ingenuamente il sogno di una vacanza ideale. Nel suo paese tutti si chiamano Ruzzato o Betto o Cavinato. Squarise faceva eccezione, ma Federica no, era la più normale tra il campanile, la fabbrica e il bar dello spritz. Credeva di controllare il mondo, non immaginava che ovunque la violenza ha la stessa maschera. Dicono che un barista uruguayano detto "El Gordo", il grassone, e un ragazzo tedesco senza soprannome forse conoscano la verità. Dicono tante cose.C'era un fiore tatuato sul collo del piede di Federica. C'era un mazzo di fiori poveri con un lillà a colorare il viottolo polveroso sotto l'albero al quale avevano incollato il ritratto di Federica "Chica desaparecida". Non è più scomparsa. Hanno trovato il cadavere.Edoardo Pittalis.

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Treviso, campo base per il Tibet e l'India (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Oltre la Cina: presentate ieri le quattro nuove grandi mostre programmate dalla Fondazione Cassamarca tra il 2011 e il 2015 Treviso, campo base per il Tibet e l'India Uno sguardo all'Asia, che secondo il presidente De Poli è il nostro futuro: "La luce viene dall'Oriente, l'Occidente la consuma" TrevisoNOSTRO SERVIZIODal dragone all'elefante. La grandi mostre trevigiane di Ca' dei Carraresi proseguono la loro esplorazione dell'Asia: dopo la Cina, ecco l'altro gigante, l'India. Completata con le esposizioni del prossimo biennio (anticipate di un anno) la riscoperta della Via della seta e del Celeste impero, la rassegne griffate Fondazione Cassamarca valicheranno l'Himalaya e dilagheranno nel "Subcontinente". Un programma serrato, una tappa all'anno dal 2011 al 2014, per "sdoganare" la millenaria civiltà indiana, al di là degli stereotipi sui santoni e la giungla salgariana.Il presidente Dino De Poli detta la linea: "La luce viene dall'Oriente, l'Occidente la consuma. L'Asia è il nostro futuro. Non solo la Cina, anche l'India è vicina. Ed è pochissimo conosciuta: c'è solo un po' di turismo d'élite. Noi offriamo un'occasione unica: queste mostre saranno come caviale". E allora occorre avvicinarsi un po' di più a quella sorgente di luce.A fare da collegamento tra i due cicli sarà il Tibet. Tutt'altro che un caso: gli alti valichi del "Tetto del mondo" nei secoli hanno fatto da transito per genti, merci e persino religioni tra i due colossali "vicini". L'antica residenza dei Da Carrara, dal 22 ottobre 2011 al 6 maggio 2012 diventerà una dependance del Potala, il palazzo-tempio del Dalai Lama a Lhasa (dove gli appartamenti privati sono rimasti ancora al 16 marzo del 1959 quando il leader tibetano si incamminò verso l'esilio di fronte ai blindati di Mao) e dei monasteri di Shigatsé e Gyantsé: le statue delle divinità, i "tangke" - i tradizionali dipinti sacri -, gli altari d'argento daranno un saggio della spiritualità enigmatica del "Paese delle nevi perenni".Da qui parte la discesa a valle verso l'ex "Perla della Corona" inglese. "Tre rassegne che risponderanno più ad un criterio geografico che ad un ordine cronologico", spiega Adriano Madaro ("Il nostro ginecologo", lo definisce De Poli), che, dopo quello cinese, curerà anche questo filone. E allora incombe per prima, dal 21 ottobre 2012 al 5 maggio 2013, l'ombra dei colossi himalayani in cui fiorirono le prime culture organizzate del Subcontinente, dalle sponde dal Mar Arabico e dalle influenze islamiche al Golfo del Bengala e all'Estremo Oriente. Poi, dal 20 ottobre 2013 al 4 maggio 2014, il sacro Gange e i grandi fiumi e le grandi città: Benares, Delhi, Calcutta con i loro imponenti templi. E infine, dal 19 ottobre 2014 al 10 maggio 2015, la meraviglia dell'India dei Maharaja, l'India centro meridionale dei nababbi, dei principati fiabeschi, delle regge sfarzose.Reperti archeologici, sculture, immagini e modelli delle architetture e dei monumenti, tessuti, abiti, gioielli, oggetti di uso quotidiano per testimoniare una storia che si dipana dal III millennio avanti Cristo con i Dravidi e la civiltà della valle dell'Indo, all'invasione degli "Arya", più noti come Ariani o Indoeuropei, all'effimera conquista di Alessandro Magno, ai regni della dinastia Maurya fino all'Impero musulmano del Gran Moghul, arrestandosi alla soglia dello sbarco della Compagnia delle Indie e della colonizzazione britannica. "Finora non c'è mai stata in Occidente - sottolinea Madaro - nessuna esposizione che abbia indagato in modo organico la variegata realtà storica e culturale della civiltà indiana".Già avviati i contatti con musei ed istituzioni culturali indiane, oltre che con l'ambasciata di New Delhi a Roma e con esperti e studiosi per i contributi ai cataloghi, "appendice" fondamentale e duratura delle mostre. Negoziati, su un altro fronte ben più nostrano, stanno andando avanti con la burocrazia demaniale per ottenere la chiesa sconsacrata di Santa Margherita, nei pressi del complesso dell'università e dell'ex distretto militare già acquisiti dalla Fondazione: qui potrebbero trovare adeguata collocazione i reperti di più ampie dimensioni e le gigantografie degli complessi religiosi indiani. Comunque vada, alcuni di questi pannelli, ricavati dal ricchissimo archivio dei fotografi torinesi Tiziana e Gianni Baldissone, costituiranno un percorso "introduttivo" alle rassegne per vie e piazze cittadine.Ma a Ca' Spineda già si guarda al dopo 2015: Giappone, repubbliche centrali, Corea, penisola Arabica, la galassia asiatica ha parecchia ancora luce da irradiare.Mattia Zanardo.

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09/07/2008 18:11 FRANCIA: CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO (sezione: Burocrazia)

( da "ITnews.it" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parigi, 9 lug. (Adnkronos) - La 'premiere dame' di Francia, Carla Bruni, ha ottenuto la cittadinanza francese. Ed e' ''in attesa del passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.

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FRANCIA: CARLA BRUNI, SONO NATURALIZZATA FRANCESE E IN ATTESA PASSAPORTO (sezione: Burocrazia)

( da "ADN Kronos" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ESTERI Parigi, 9 lug. (Adnkronos) - La 'premiere dame' di Francia, Carla Bruni, ha ottenuto la cittadinanza francese. Ed e' ''in attesa del passaporto'', come lei stessa conferma in una intervista a France Inter. ''Ma cosa aspetta la burocrazia francese'' afferma ironica, l'ex modella ora signora Sarkozy, nell'intervista concessa nella sua versione di cantante in cui precisa ancora una volta di ''non aver alcun ruolo politico al fianco del marito.

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RIFIUTI/ DA GIUNTA CAMPANA 150 MLN PER IMPIANTI E (sezione: Burocrazia)

( da "Virgilio Notizie" del 09-07-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIFFERENZIATA A beneficiare dei fondi 34 grandi Comuni e centinaia di piccoli postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Napoli, 9 lug. (Apcom) - Dalla Regione Campania fondi per incrementare la raccolta differenziata e per favorire la creazione di impianti di compostaggio. Con due delibere di giunta sono stati, infatti, stanziati 50 milioni di euro per i piani di differenziazione dei rifiuti nei Comuni con più di 30mila abitanti e varato un bando di gara per impianti che tratteranno l'umido mettendo a disposizione degli enti locali 100 milioni di euro. "Oggi facciamo un passo in avanti importante - ha detto il presidente Antonio Bassolino in conferenza stampa - per la differenziata, un anello decisivo della catena che vede raccolta differenziata, termovalorizzatori e discariche a norma come i tre pilastri della strategia che abbiamo sempre sostenuto e che stiamo tentando di portare avanti con forte spirito di collaborazione sia con Comuni e Province ma anche con il sottosegretario Bertolaso". A beneficiare dei fondi saranno 34 grandi Comuni a cui andranno 20 dei 50 milioni stanziati (tra questi Avellino, Benevento, Santa Maria Capua Vetere, Acerra, Torre del Greco, Torre Annunziata, Ercolano, Portici, Pozzuoli, Pomigliano d'Arco, Salerno, Nola e Giugliano) e centinaia di piccoli comuni. I restanti 30 milioni saranno, invece, destinati a Napoli e a Caserta "per le quali città è in corso un maggior approfondimento perché ci sia un piano più dettagliato e specifico". I fondi saranno utilizzati per acquistare tutto il materiale necessario a rendere efficace la raccolta, compreso automezzi, contenitori, sacchi e sacchetti oltre alle 'compostiere' domestiche. "Se lavoriamo con serenità e determinazione questo può essere davvero un passo in avanti. La raccolta deve proseguire insieme ai termovalorizzatori e alle discariche a norma che - ha ribadito Bassolino - devono avere una capienza superiore alla produzione giornaliera dei rifiuti che c'è in Campania in maniera tale che non si corra il rischio di nuove crisi. Il sistema, infatti, è così complesso che se un anello salta per un qualunque motivo, si può tornare in emergenza". Per quanto riguarda il bando per gli impianti di compostaggio da realizzare sul proprio territorio, i Comuni hanno tempo fino al 20 agosto per poter presentare i propri piani che saranno esaminati da una commissione mista Regione-amministrazioni provinciali entro il prossimo 10 settembre. Poi sarà dato il via alle gare per gli appalti. "Non è stato semplice concludere l'iniziativa - ha aggiunto l'assessore regionale all'Ambiente, Walter Ganapini - Si è lavorato molto ma è necessaria un'operazione di burocrazia intelligente". Ganapini ha poi lodato molti dei piani già presentati dai Comuni che hanno elaborato strategie ottimali. "E' ovvio che non tutti i progetti saranno accolti anche perché la Campania ha bisogno, al massimo di 12-15 impianti di compostaggio. Quantità più che sufficiente per dare risultati importanti".

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