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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL  2-4-2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

Il ministro: «Ormai è un'azienda di consumo. Prestito ponte solo in caso di accordo con AF »

«amaro destino se la compagnia ricevesse il colpo mortale dalla campagna elettorale» Padoa-Schioppa su Alitalia: «Nessuna alternativa ad Air France» (Il Corriere della Sera 2-4-2008)

 

ROMA - In attesa dell'incontro tra sindacati, azienda e Air France, Tommaso Padoa-Schioppa riferisce alla Camera sulla trattativa Alitalia, durante un'audizione davanti alle commissioni Bilancio, Trasporti e Attività produttive. In quelle che definisce «ore decisive», il ministro dell'Economia, dopo le polemiche dei giorni scorsi, lancia innanzitutto un ammonimento: «Sarebbe un ben amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale». Poi, entrando nel merito della trattativa, Padoa-Schioppa non usa mezzi termini: «Oggi non c’è alternativa ad Air France, l'unica alternativa è il fallimento della compagnia». «Il passaggio all'amministrazione straordinaria - spiega - non è mai facile, né di certa conclusione, né soprattutto privo di ricadute sul sistema. In assenza di prospettive di ristrutturazione si converte in fallimento». Si tratta di una condizione che, prosegue Padoa-Schioppa, «nessuno può augurarsi: non i viaggiatori, non i dipendenti della società, non i contribuenti, non la Sea, non la classe politica, non il sindacato, non l’immagine internazionale dell'Italia». Senza un accordo con Air France «nel caso di Alitalia è ipotizzabile che le circostanze porterebbero a un ricorso alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una grande azienda. La legge - ricorda il minisro - è nata sul caso Parmalat ed è volta a facilitare il risanamento di un'azienda in grave crisi finanziaria. Alitalia, però, non è Parmalat: mentre quest'ultima era industrialmente sana e in gravissima crisi finanziaria, Alitalia ha un indebitamento del tutto fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso».

PRESTITO PONTE - Rivendicando la bontà delle scelte dell'esecutivo («ha fatto e farà la sua parte»), il ministro spiega inoltre che il governo può concedere un prestito ponte ad Alitalia solo in presenza di un accordo con Air France. Il Tesoro, afferma, «ha comunicato al presidente Prato la propria disponibilità a concedere un prestito ponte alla società a fronte dell'effettivo concretizzarsi di una prospettiva di risanamento economico e industriale, purché, in altri termini, esso risulti l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm». Il ministro, poi, aggiunge: «Sia chiaro. Al di fuori di una conclusione positiva del negoziato in corso, un prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria, non sarebbe praticabile».

RISTRUTTURAZIONE - Padoa-Schioppa puntualizza inoltre che «una cessione di Alitalia a imprenditori privati è impossibile e comunque non risolutiva se non è accompagnata da una profonda ristrutturazione industriale che ricostituisca la capacità di produrre utili». Con sette esercizi in rosso negli ultimi otto anni, aggiunge il ministro, «Alitalia ha perduto il connotato costitutivo dell'impresa e in senso tecnico dovremmo definirla come un'azienda di 'consumo', al pari di una famiglia o di un'opera benefica». Nonostante ciò, ribadisce, «nessuno può augurarsi il suo fallimento» visto che Alitalia è «un servizo essenziale per il nostro sistema economico e dall'esito delle trattative dipenderà il funzionamento per molti anni a venire di un servizio essenziale per il nostro sistema economico e per la vita degli italiani, oltreché il destino di migliaia di famiglie di lavoratori». Per Padoa-Schioppa, «la cessione di Alitalia è solo un necessario passo nel tentativo di salvataggio ora indifferibile». La compagnia, secondo il ministro, «si mantiene in vita solo grazie a un generoso contributo pagato dalla collettività». Quindi, «la cessione ai privati non è possibile senza una ristrutturazione industriale, resa ardua dalle numerose peculiarità del settore in cui la compagnia opera», come il fatto della presenza di «tante sigle sindacali, spesso portatori di interessi diversi. Oggi non è più qualificata a sostenere il supporto dello Stato».

AIR ONE - Padoa-Schioppa afferma inoltre che il piano di Air One per la privatizzazione di Alitalia avrebbe comportato esuberi «assai maggiori». «Mi limito a ricordare - aggiunge - che in tema di ricadute occupazionali il piano presentato da Air France-Klm stimava esuberi sostanzialemente in linea con il piano di sopravvivenza predisposto nei mesi precedenti da Alitalia, mentre il progetto industriale predisposto da Ap Holding/Air One avrebbe comportato esuberi assai maggiori».
02 aprile 2008


Report "Alitalia 2"

Gian Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante per&# ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gian Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante però che - affrontando altri temi contingenti, come Cina e Alitalia - abbia colto l'occasione per criticare l'Unione Europea.

Piazza Affari, grazie alla buona intonazione dei mercati finanziari, chiude col segno più. Il M ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ancora rialzi per Alitalia (+ 10,42%), positiva anche Telecom Italia (+5,96%), con il roadshow dell'ad Franco Bernabè negli Usa. Nelle tlc perdono quota Tiscali (-1,6%) e Fastweb (-1,8%), nel giorno all'assemblea dei soci la capogruppo Swisscom ha ribadito di non avere allo studio il delisting del titolo da Piazza Affari.

Cv Alital 1069,008<TD class ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cv Alital 10 69,008 67,292 cv B Ifis 09 100,190 100,190 cv Bco Popol 10 100,767 100,613 cv Beni Sta 11 93,313 93,805 cv BIM 15 89,848 89,848 cv Carige 13 116,704 112,755 cv Mi-A2a 09 116,254 115,377 cv SIAS 17 93,429 94,532 cv Snia 10 100,130 100,150 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,351 110,

Air France: 200 esuberi in meno ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Schioppa e il collega Alessandro Bianchi riferiranno sul caso Alitalia alla Camera. Oltre ai vertici di Alitalia e Air France-Klm, al tavolo ci saranno solo (si fa per dire) otto sigle. La Uil resta sull'Aventino, benché il segretario Luigi Angeletti apra uno spiraglio: "Se ci fossero reali aperture da parte di Air France-Klm torneremmo al tavolo".

I manifestanti bloccano i treni ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La protesta I manifestanti bloccano i treni I lavoratori di Alitalia hanno manifestato ieri, davanti al quartier generale della Magliana, per la difesa di Alitalia Servizi. I dipendenti della compagnia hanno occupato il centro elaborazione dati e il nuovo centro direzionale. Un corteo pacifico, formato da circa 200 manifestanti, è arrivato poi fino alla stazione della Muratella,

L'ultimo affondo Cgil "Salviamo Az Servizi e Fintecna nel capitale" ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale Alitalia. Spinetta è stretto fra due fuochi: da un lato i vincoli imposti dai soci olandesi, ancora memori della fallita fusione del 1998 con Alitalia, dall'altra una compagine sindacale che il manager sa essere favorevole a un accordo che toglierebbe argomenti al centro-destra e farebbe svanire lo spettro del commissariamento.

Alitalia milioni buttati Sono consapevole che il caso Alitalia è complesso, però ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: visto lo stato comatoso di Alitalia, è la nomina di un commissario liquidatore alla Parmalat, che fermi l'emorragia finanziaria della Compagnia di bandiera, che poi si ribalta sulle finanze pubbliche, e in definitiva sui noi ignari contribuenti. BRUNO MARDEGAN La quotidiana festa dell'acqua E' ogni giorno la festa dell'acqua, e chi si limita a dire che è preziosa,

"Fare squadra se vogliamo partecipare" ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avvenuta proprio nel giorno della dismissione di Alitalia da Malpensa, è un segnale della vivacità del Nord. Da parte nostra abbiamo già avuto un incontro con il sindaco Letizia Moratti e abbiamo strappato un accordo in base al quale potremo essere coinvolti. La nostra città deve presentarsi con tutte le carte in regola completando Broletto e Castello,

MENO TAGLI PER ALITALIA?giallo su svolta air FRANCE ( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Ora si litiga sull'aeroporto di Malpensa ( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quello di Alitalia". Nella babele dei commenti si è inserita la voce di Adriano Celentano. Sul suo blog (www.clancelentano.it) il Molleggiato da un lato "gioisce per la grande conquista fatta dall'Italia". Dall'altro si adombra "sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (sic) progetti di materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo,

Alitalia, Berlusconiora è possibilista.E si discute sui tagli ( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giornata decisiva per Alitalia. Slitta da oggi la trattativa tra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, che sarebbe disposto ad ammorbidire i tagli previsto dal suo piano: sono proposte che, se confermate, porterebbero a un significativo alleggerimento del numero di lavoratori in esubero, sia tra il personale di volo che nei servizi a terra.

Bloccati i binari tra fiumicino e roma ( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentrela foto mostra un'altra manifestazione di protesta dei lavoratori Alitalia, attuata lunedì. Ieri un gruppo di circa 200 lavoratori dei servizi di Alitalia si è allontanato dalla sede della compagnia per andare ad occupare la vicina stazione di Muratella lungo la linea ferroviaria che collega Roma con l'aeroporto di Fiumicino.

Berlusconi attacca il Quirinale Il Colle mi farà passare per le forche caudine . Poi smentisce. Il presidente: Parole gravi . Veltroni: brutta smentita ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia si ripromette di telefonare da Palazzo Chigi "agli amici imprenditori che non possono negare delle fiches di presenza". Elogia il Veltroni "affabulatore" ma lo fa a capo di "liberali d'accatto". Dopo 50 minuti tocca a Walter e Silvio riscatta la noia: "Sembra di essere dal dentista.

Caselle, l'ombra di malpensa sul 2008 - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 DIEGO LONGHIN Malpensa e il caso Alitalia pesano sul futuro di Caselle. Nel nuovo piano di sviluppo Sagat ipotizza di sfondare il tetto dei quattro milioni di passeggeri nel 2011, ma il 2008 sarà un anno grigio. La società dovrà impegnarsi a mantenere le rotte attuali, sostenendole, anche perché le compagnie stanno rivedendo i collegamenti e il riassetto penalizzerà Torino.

Costruzioni di slancio ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Buzzi Unicem ma soprattutto la "diretta interessata" FieraMilano, quotata al segmento Star, lungamente sospesa per eccesso di rialzo. Bene anche il comparto dei bancari, Alitalia e Telecom. In controtendenza Fastweb dopo la smentita del delisting, ma anche gli industriali Fiat e Pirelli. Contrastati gli energetici.

L'effetto malpensa frena caselle - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ridimensionamento di Malpensa e della vendita di Alitalia non si riescono ancora a valutare, anche se c'è la paura che il riassetto dei collegamenti messo in atto dai vettori penalizzi proprio Torino. La stima di traffico dei passeggeri nel 2008 è prudente: più 3 per cento. Dal 2009 in poi i ritmi dovrebbero essere più sostenuti, "stimolando le compagnie che già operano a incrementare i voli,

Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino L'assemblea dei lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia.

Il mantra di monsieur Spinetta ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma anche il bene dell'Alitalia, il futuro dell'Alitalia, il nome dell'Alitalia. E ancora: fidatevi di me perché io ce l'ho fatta. È una goccia cinese, commenta qualche sindacalista. Non parla mai italiano, anche se capisce tutto. Ma la trattativa la fa tutta in francese.

Forse Air France chiede meno sacrifici Voci di apertura: più occupati, spiraglio per Ati tech. Berlusconi ci ripensa e fa marcia indietro ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Informatica e Amministrazione della sede di Magliana rimasti fuori dal piano francese. Resta in prima fila ancora il caso Malpensa. La Lega tuona contro Alitalia che abbandona proprio con l'Expo alle porte. Ma Filippo Penati e Enrico Letta assicurano: l'aeroporto può essere rilanciato anche senza Alitalia.

L'unica alternativa ai francesi è il fallimento Epifani non si illude, ma vuole evitare il peggio. La strada obbligata oggi è la trattativa ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fotografa così il difficile passaggio della vicenda del salvataggio di Alitalia. E aggiunge: "Sono ore molto delicate, siamo nella classica situazione in cui si può fare o non fare un accordo". Insomma, il leader della Cgil si attiene alla realtà dei fatti e sottolinea di non essere "in condizioni di dare un pronostico" sull'esito finale della difficile partita.

Celentano controcorrente "Riecco catrame e cemento" ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che pure parla di cordate per Alitalia, ma, avverte Celentano, "per far volare gli aerei non basta comprarli". E invece "bisogna entrare nell'ordine di idee di abbattere le cose dove la bellezza non c'è", restituire "alle città l'identità perduta che per come erano fatte le case, piene di negozi e insegne luminose, pur essendo delle metropoli,

Camusso: rilanciare malpensa e proseguire nel gioco di squadra - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un tipico esempio". Perché è finita nel tritacarne della campagna elettorale? "Trovo demenziale che si voglia giocare sulla pelle dei lavoratori. Quando nel 2004 si discuteva del rifiuto di Alitalia di trasferire la sua base operativa a Malpensa molti dicevano le stesse cose di oggi.

Le case dell'AirOne ambizioso ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mentre Alitalia è stata scientificamente condotta sulla soglia della vendita "a buon cuore del compratore". La più famosa, e anche credibile, sembrava quella che aveva come partner "tecnico" AirOne, compagnia low cost basata in Abruzzo. A conferma, ieri si è rifatta viva con un'intervista al Messaggero.

Ultime manovre nella rissa su Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: importanza della posta in gioco si misura dal numero delle manovre sotterranee, beh, allora la vendita di Alitalia deve essere un affare di prima grandezza. L'atteso incontro tra azienda, Air France e sindacati, che doveva iniziare ieri a mezzogiorno è stato improvvisamente spostato alla stessa ora di oggi. Motivazione ufficiale: "necessità di approfondimenti tecnici".

Alitalia, spinetta apre su flotta e tagli - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, Spinetta apre su flotta e tagli I sindacati frenano, oggi round decisivo. Berlusconi: ok se resta compagnia di bandiera La Uil torna al tavolo del negoziato: trattiamo se cambia il piano LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia, trattativa ad una svolta.

Esclusiva a parigi no definitivo al ricorso air one ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la società aerea di Carlo Toto non è stata discriminata nella corsa ad Alitalia. Ed ora, in questa fase, è legittima una trattativa esclusiva tra i francesi di Air France e la stessa Alitalia. Il Consiglio di Stato ricorda che Air One era stata ammessa, nel 2007, alla gara per l'acquisto di Alitalia, gara poi fallita.

Alitalia, apertura di Air France ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possibili correzioni su esuberi e flotta. I sindacati: a noi non risultano Alitalia, apertura di Air France Il governo al Pdl: assieme un decreto anti-rincari. La replica: presa in giro.

<Ora diamoci un vincolo: i costi delle opere siano inferiori ai ricavi> ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: colui al quale il leader del Pdl ha affidato il compito di mettere insieme la cordata per Alitalia, è stato uno dei "maratoneti" dell'Expo. La sua mission? Convincere i Paesi del Mediterraneo e gli Emirati Arabi a votare Milano. Bruno Ermolli di chi è questo successo? "L'Italia ha fatto sistema. è la prima volta che succede. Vale anche per i milanesi.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: salvataggio di Alitalia. Si è congedato con una battuta felice: "Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista". Veltroni si è smarcato da Berlusconi ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta discontinuità con il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia seguito le due conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di Berlusconi l'

Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia La Uil potrebbe tornare al tavolo. Il ministro oggi riferirà alla Camera sulla trattativa Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa Manifestazioni e occupazioni dei dipendenti. Air France apre, i sindacati: non basta Il numero uno francese ai suoi: non faccio regali Il leader Pdl: favorevole a un accordo che salvaguardi la compagnia ROMA -

Ora impazza lo shopping del boiardo ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuna meraviglia dunque se Francesco Mengozzi sia diventato una pedina fondamentale dell' operazione Air France-Alitalia. Quando Francesco Mengozzi, 59 anni, già manager in Fincantieri, Iritecna e Ferrovie, lasciò nel 2004 la poltrona di ammini-stratore delegato di Alitalia, sull'onda delle contestazioni sindacali, forse mai avrebbe immaginato di doverne rivivere il film.

+10,4% ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: BREVI +10,4% è quanto ha chiuso ieri il titolo di Alitalia a Piazza Affari. Con i guadagni di ieri il titolo nelle ultime due sedute è progredito del 31,8%.

Corre il settore del cemento, ok Telecom ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Inoltre Alitalia è rimasta al centro dell'interesse degli operatori: il titolo è terminato con un balzo del 10,42% in attesa delle nuove proposte annunciate da Air France. L'assegnazione a Milano dell'Expo ha favorito soprattutto le società del comparto cemento e costruzioni, come Buzzi-Unicem (+4,94%) e Italcementi (+6,

Il piano di Parigi ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm. Il gruppo si è anche impegnato per un aumento di capitale per 1 miliardo Atitech I servizi di manutenzione offerti da Alitalia, con Atitech, sarebbero inferiori del 40% rispetto a quelli di Air France. Da qui un ripensamento ai tagli Cargo In discussione anche l'ipotesi di una chiusura delle attività full-

Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 4 categoria: REDAZIONALE Occupazione Ritardi per i treni dei pendolari Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella Temono per il loro posto di lavoro, così ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno protestato duramente. Prima un corteo e poi l'occupazione della stazione ferroviaria della Muratella.

ALITALIA ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA La clausola "call" Fra le tante frottole elettorali primeggiano quelle raccontate al capezzale dell'Alitalia. Probabilmente tutti vorremmo che la compagnia di bandiera riacquistasse il prestigio del passato e invece siamo alla sopravvivenza per settimane o al massimo per alcuni mesi, in un contesto nazionale irto di difficoltà economiche e sociali nonché internazionali che

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia: apertura dei francesi Oggi la riunione tra Air France-Klm e i sindacati per la trattativa su Alitalia. Spinetta, presenterà aperture su flotta, cargo a Atitech, ma i sindacati commentano: "Non risultano novità di rilievo ". A Roma blocchi e proteste.

ROMA - La sua giornata è finita così, con un faccia a faccia, rigorosam ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lavorato tutto il giorno fianco a fianco con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Ha fatto i necessari approfondimenti anche con i vertici di Fintecna, la holding che controlla Az Servizi in condominio con Alitalia. In attesa dell'appuntamento più importante messo in agenda per il tardo pomeriggio al Tesoro dove ha portato l'ultima versione di piano all'attenzione del ministro.

FIUMICINO - Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti all'elaborazi ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori, compresi quelli di amministrazione, call center ed informatica minaccia in una nota l'Sdl i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell'integrità della compagnia aerea".

ROMA - Air France si arrampica sui tornanti della trattativa coi sindacati e incoraggia le speranze ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quanto a Toto che pure coltiva il progetto di acquisire Alitalia, potrebbe accontentarsi di non restare tagliato completamente fuori - come avverrebbe con Air France - ma con un ruolo ridimensionato. Air One insomma potrebbe partecipare a una nuova cordata banche-Aeroflot, prestando gli aeromobili, spuntando alcuni slot e magari anche mettere un piede in una eventuale newco,

ROMA Questa volta ci sono "aperture". Ci sarebbero perchè Cgil e Cisl smenti ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del confronto che il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta e quello di Alitalia Maurizio Prato avranno con i sindacati (subito dopo ci sarà un cda). Questa sera, infatti, scade l'ultimatum negoziale lanciato dai due manager. "E sarà davvero un prendere o lasciare", fanno intendere dall'entourage francese. Più verosimilmente l'ultima offerta potrà essere ulteriormente limata.

Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.

Un invito agli italiani a non lasciare le schede in bianco ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: affrontando la questione di Alitalia, elencando gli interventi per alleviare la crisi economica che affligge le famiglie italiane, annunciando il ripristino della riforma scolastica attuata dall'ex ministro Moratti e la possibilità di larghe intese per ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione.

Luxottica, telecom e seat sotto i riflettori ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Seconda seduta consecutiva in aumento per Alitalia, mentre è slittato ad oggi il confronto tra società, Air France e sindacati. Il titolo, nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro; in due giorni, il titolo è progredito del 31,8%.

"avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che l'immondizia a Napoli non è un problema di ieri e l'Alitalia neppure. Parla di talenti, di semplicità e di una Bocconi al sud per fare una gioventù migliore. E' contento, quando esce. "Per me vinciamo, ma vinciamo perché abbiamo un lavoro da fare e io mi fido degli italiani. Davvero: mi fido di loro.

Alitalia, i francesi adesso trattano ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: evitare un fallimento che metterebbe in discussione il destino di Alitalia, degli aerei, ma soprattutto dei lavoratori". Intanto rispunta la compagnia russa Aeroflot che si è detta pronta ad esaminare eventuali nuove e più vantaggiose proposte sulla vendita di Alitalia se dovesse fallire la trattativa con Air France-Klm.

Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Cavaliere critica i piccoli partiti che "esistono solo per garantire la sopravvivenza ai loro leader" e ringrazia la Moratti per l'assegnazione a Milano dell'Expo. Su Alitalia Berlusconi è convinto che "non fallirà mai" e che "molti imprenditori italiani risponderanno" al suo appello. Della Pasqua alle pag. 2, 3, 4 e 5.

Alitalia, pressing francese ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Klm sugli esuberi annunciati Alitalia, pressing francese Air France-Klm cerca di andare incontro alle richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano di risanamento di Alitalia e proseguire nell'operazione di vendita. I sindacati hanno chiesto modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la flotta, il perimetro di vendita e il settore cargo.

L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, i cui mali affondano le radici in oltre vent'anni di cattiva gestione (pubblica) della compagnia di bandiera. Vale la pena quindi di dire con chiarezza che la decisione finale sulla vendità non può spettare a questo governo. Anzi dovrebbero essere proprio Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa ad ordinare al management di Alitalia di sospendere ogni trattativa fino all'

Tremonti, le ricette per risorgere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è anche la grana Alitalia. "Io penso che bisogna prima decidere qual è la scelta giusta per l'Italia e poi qual è la scelta giusta per l'Alitalia". Veltroni si dice pronto ad alleggerire la macchina burocratica. Ha detto che taglierà cinquemila leggi. "Veltroni mi ricorda chi ammazza i genitori e poi in Tribunale chiede le attenuanti al giudice:

Air France rivede il piano su Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia che hanno occupato i binari della linea ferroviaria che collega Roma con l'aeroporto di Fiumicino, bloccato la produzione di Alitalia Maintenance Systems (società al 60% Alitalia Servizi e al 40% da Lufthansa Technik che si occupa della revisione di motori della flotta Alitalia e di altre aviolinee) e occupato il Centro elaborazione dati e il nuovo Centro direzionale di

Cancellati i voli sardi fino al 21 aprile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo commerciale sulla vendita dei biglietti con Meridiana, che potrà utilizzare mezzi e personale di Alitalia sui voli tra Cagliari, Roma e Milano. AIR ONE Intanto, ieri, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm. Conferma così la sentenza di primo grado del Tar del Lazio.

Expo 2015, la buona politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia.

Milano esulta l'Expo e' tuo! ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che si temeva potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.

Quel baratto scellerato per l euro ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma non perdiamo d occhio Alitalia. Ecco cosa battono le agenzie di quel giorno: "Alitalia: Prodi e Jospin affrontano ipotesi accordo Air France". Lo stesso giorno, da Parigi parte un altro lancio Ansa. Il titolo: "Trasporti: Alitalia, torna in utile Air France, crisi finita".

ALITALIA, LA PADANIA NON CI STA FUTURI DISOCCUPATI IN PIAZZA ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ogni posto di lavoro bruciato dall addio di Alitalia a Malpensa. In testa al corteo le insegne della Lega Nord, riconosciute ormai come l ultima ancora di salvezza da chi rischia di pagare in proprio i danni prodotti da altri, altrove. Nel Varesotto, luogo di nascita e tana del lupo leghista, il trasferimento dei voli internazionali a Fiumicino ha già prodotto 900 cassaintegrati,

BOSSI: CI SONO VOLUTI ANNI DI LAVORO. COMPLIMENTI LETIZIA! ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano ha vinto nonostante le mozzarelle e i rifiuti campani, Milano ha vinto nonostante l addio di Alitalia a Malpensa, Milano ha vinto nonostante Roma e Romano: Milano ha vinto perché ha creduto di potercela fare da sola. E questo, forse, è il contributo maggiore di Umberto Bossi: aver rianimato un orgoglio padano da troppo tempo dimenticato.

Da Malpensa ai rifiuti: c è poco da ringraziare ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perchè mentre c era da vincere la battaglia sull Expo, Prodi andava in giro a svendere Alitalia e Malpensa ai francesi. ma non solo: il suo Governo ci ricopriva di rifiuti con il dramma campano. Se questo è l appoggio che Prodi avrebbe dato a Milano, c è proprio poco da ringraziare. S.G. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

Bossi: una vetrina per le nostre qualità ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alle prese con il dramma dei rifiuti campani e la delicata vicenda Alitalia con il drastico ridimensionamento di Malpensa. Temi oramai all ordine del giorno della politica nazionale che però sta ignorando - annota Bossi - l altra grande richiesta: il federalismo fiscale. "Oggi il Nord non può più andare avanti e indietro da Roma col cappello in mano per poi ottenere l elemosina".

Alitalia, giallo sulle aperture di Spinetta ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi alle 12 nuovo incontro del tavolo Alitalia, giallo sulle aperture di Spinetta No comment del board di Air France, i sindacati smentiscono Roma - Vigilia ad alta tensione in vista del nuovo cruciale incontro tra i vertici di Alitalia e di Air France-Klm e i sindacati, in programma per oggi alle ore 12.

Castelli: <Grottesco l abbandono di Malpensa> Berlusconi: <Sono scettico sulle trattative> ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proseguimento della trattativa con Air France per Alitalia. "Sono molto scettico sul fatto che questa trattativa possa andare avanti ha detto Silvio Berlusconi a proposito degli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia. "Ma se si tratta -aggiunge- di arrivare ad un accordo con pari dignità che non faccia sparire l identità di Alitalia come nostra compagnia di bandiera noi siamo favorevoli.

Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: <Ha faticato con le ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proprio come la crisi di Alitalia, e quindi nessuno - compreso Berlusconi - può "permettersi di fischiettare". Quanto a Bassolino, si capisce che Veltroni vorrebbe (dire che si deve dimettere) ma non può, perché i voti e il sistema di potere del Governatore contano e Bassolino ha difensori importanti nel Pd.

<Altro che Europa... Prodi, ritirati!> ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia... Questo vuol dire che, per Prodi, il nome giusto per la Commissione Europea deve, comunque, uscire o dal Bilderberg Club o dalla Trilateral Commission". Ovvero espressione dei poteri forti, tanto invisi agli italiani. "Prodi sa bene - sottolinea Borghezio - che la poltrona vacante riviste un ruolo molto importante nel panorama europeo perchè dovrà gestire i problemi legati

Bertinotti sabato scorso ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per mantenere un carrozzone come Alitalia, togliendo lavoro al Nord per "dare" al Sud. E la domanda che mi pongo oggi e che mi ronza nella testa da anni e che porgo anche a voi è la seguente: qualcuno mi indichi un politico romano, uno, o un partito romano che nella storia di questa stramaledetta Repubblica delle banane abbia per una volta una fatto gli interessi del Nord.

Alitalia confederali sul piede di guerra per Az Servizi ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se questo accordo prevede una pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti - ha aggiunto Berlusconi - ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potranno dare all'Italia la proprietà della sua compagnia di bandiera nazionale". Sul tema Alitalia si registra anche la durissima posizione di Famiglia cristiana ,

Segue dalla prima attacca il colle ma incassa i veti di bossi ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soldi di una cordata imprenditoriale per salvare Alitalia dal nemico transalpino. Bensì del sentimento di "unità nazionale" che, proprio in vista del traguardo del 13 e 14 aprile, potrebbe diventare un asset decisivo della campagna veltroniana. L'attacco al Colle più alto, infatti, arriva nel momento in cui il Cavaliere dà l'idea aver ceduto il fianco al suo alleato più scomodo:

Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Secondo Scalfari, grazie al caso Alitalia il Cavaliere ha avuto sul Tg1 il doppio tempo riservato al suo competitor elettorale. Non solo: i servizi non avrebbero spiegato gli effetti sulla Borsa degli annunci berlusconiani sulla misteriosa cordata italiana, ossia turbativa di mercato con false notizie.

Think italy una guerra culturale contro gli errori e gli orrori ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: oro vaccino chiamato mozzarella o da disastrosi commenti sulla gestione dell'affaire Alitalia, dobbiamo quindi ringranziare gente come Miuccia Prada, alla quale il New York Times dedica la copertina del suo magazine non come "modaiola" ma come un personaggio che trasforma il proprio capitale economico e d'immagine in cultura ed idée.

<Io, l'osso che Air France vuole spolpare, ieri ho occupato i binari> ( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Siamo i dipendenti del settore informatica, del call center, dell'amministrazione di Alitalia Servizi. Non ne potevamo più di essere di fatto trasparenti nella trattativa che riempie i giornali, le televisioni. In questo momento le agenzie battono trionfalisticamente che si va verso una riduzione degli esuberi, che si intravede un accordo.

<In 600 rischiamo il posto. Vi spiego perché> ( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se il Cargo Alitalia verrà chiuso, poi, sarà il tracollo". Dicono, monsieur Spinetta, il signor Prato, il ministro Padoa Schioppa e il premier Prodi, che il Cargo a Malpensa non rende. "Non rende solo ad Alitalia - ribatte D Andrea -. Noi, ad esempio, serviamo anche altre due compagnie, la lussemburghese Cargolux e la coreana CoreanAir,

Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.

"I partitini servono solo a far campare i loro leader" ( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.

Veltrusconi duello a distanza ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni".

Veltrusconi: duello a distanza ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni".

Alitalia, giornata decisiva ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France o fallimento Alitalia, giornata decisiva Attesa per la riapertura del tavolo dopo le indiscrezioni di aperture di Spinetta. Padoa Schioppa riferisce in Parlamento Roma, 2 apr.- Giornata decisiva per la sorte di Alitalia. Riprenderà in tarda mattinata il confronto con i sindacati sul progetto di rilancio di Air France-Klm per la compagnia di bandiera.

Alitalia, Padoa Schioppa 'Air France indispensabile per evitare il fallimento' ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Padoa Schioppa: "Air France indispensabile per evitare il fallimento" Il ministro alla Camera ammonisce la politica: niente sfruttamento elettoralistico Roma, 2 apr.- “Al di fuori di una conclusione positiva del negoziato in corso, un prestito ponte - anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria -

Alitalia, la festa in... oro e diamanti ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Strettamente confidenziale Alitalia, la festa in... oro e diamanti di Hush Hush In attesa che Marco Travaglio o Milena Gabanelli ci facciano vedere o leggere qualcosa su Alitalia, particolarmente sui due ex amministratori delegati Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, il duetto che ha affossato la compagnia aerea e l'aereoporto di Milano Malpensa ?

I due modelli ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Magari svendendo Alitalia o smantellando Malpensa. Per questo bisogna evitare di ridurre la questione al dilemma Prodi-Berlusconi. Anche perché, se proprio si dovesse scegliere tra realismo prodiano ed ambizioni berlusconiane, la partita della lotta al declino avrebbe una conclusione obbligata.

SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e nel costume reiterato di svendere il paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto ciò, restando un esule nel cuore, che Alitalia venga venduta ai francesi non mi importa nulla, anzi: vuol dire che funzionerà meglio. Ma non vorrei porre limiti alla provvidenza. Per esempio a quando le FS agli svizzeri?.

Duello a distanza: Berlusconi leader ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Cavaliere tocca i temi più spinosi della campagna elettorale, tra cui il caso Alitalia sempre in primo piano con l'ipotesi della cordata italiana, il nodo pensioni, e il voto utile consigliato agli elettori. Oltre 31 minuti di parlato Tv per Berlusconi, che gli valgono la vetta della top ten davanti a Walter Veltroni, al secondo posto con 25 minuti.

Il governo del buonsenso non è un pesce d'aprile ( da "Avanti!" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: roba da curva di ultrà sfiatati: la cordata per Alitalia di Berlusconi, le "centomila case" di Veltroni, case di paglia come quella dei "Tre porcellini". Nessuno dei due ha lanciato una proposta programmatica plausibile, attendibile, sui grandi temi: l'energia, il dimezzamento della spesa pubblica, lo stop all'immigrazione, la sicurezza.

La politica e la Rai? Non cambierà mai ( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma dopo la vicenda Alitalia che sta scorrendo sotto i nostri occhi si può fare veramente DI TUTTO & DI PIU'. Perché ha ragione il carissimo MUNAFO', che potrebbe pure raggiungermi qui all'Opinione, tanto scusa Stefano, quale destra e quale sinistra: l'importante é la libertà di scrivere quello che pensiamo e il in questo senso la nostra direzione è esemplare,

Lupo Rattazzi: c'interessa Air One da sola ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma esclude di poter entrare in una possibile cordata per Alitalia, considerato "un progetto troppo grande, fuori dalle nostre forze". "C'interessa, casomai, una quota di Air One se resta da sola". Esclude anche la possibilità di sinergie con Neos. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Alitalia Prato si dimette ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma, 2 Apr. – Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore.

Air France rinuncia all'acquisto di Alitalia. La compagnia di bandiera verso il fallimento ( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisto di Alitalia. La compagnia di bandiera verso il fallimento Il numero uno della compagnia transalpina ha abbandonato il tavolo delle trattative Roma, 2 apr. - Air France ha abbandonato il tavolo delle trattative per l'acquisto dell'Alitalia. Lo avrebbe detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta (foto),


Articoli

Gian Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante per&# (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

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Gian Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante però che - affrontando altri temi contingenti, come Cina e Alitalia - abbia colto l'occasione per criticare l'Unione Europea.

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Piazza Affari, grazie alla buona intonazione dei mercati finanziari, chiude col segno più. Il M (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Ibtel ha terminato la seduta in rialzo del 2,59% a 24.888 punti, lo S&P/Mib dell 2,84% a 32.513 punti. A guidare i rialzi sono stati i bancari che hanno reagito positivamente all'addio del presidente di Ubs, Marcel Ospel. In gran spolvero Bpm (+7,6%), UniCredit (+6,8%) e Banco Popolare (+7,6%). Bene anche Intesa Sanpaolo (+4%), che ha beneficiato della conferma dei target al 2009 da parte dell'ad Corrado Passera. Fiera Milano (+27,3%) mette il turbo grazie alla vittoria di Milano su Smirne, come città candidata ad ospitare l'Expo 2015. Beneficiano dell'effetto Expo anche i titoli del cemento come Italcementi (+6,95%) e delle costruzioni, come Impregilo che ha sfiorato il 2%. Ancora rialzi per Alitalia (+ 10,42%), positiva anche Telecom Italia (+5,96%), con il roadshow dell'ad Franco Bernabè negli Usa. Nelle tlc perdono quota Tiscali (-1,6%) e Fastweb (-1,8%), nel giorno all'assemblea dei soci la capogruppo Swisscom ha ribadito di non avere allo studio il delisting del titolo da Piazza Affari. Tra le blue chip debole Fiat (-0,31%), che ha comunicato un calo delle immatricolazioni a marzo e segno più per Atlantia (+0,55%) ed Eni (+1%). La maglia nera delle pmi va a Kaitech (-5,58%).

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Cv Alital 1069,008<TD class (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cv Alital 10 69,008 67,292 cv B Ifis 09 100,190 100,190 cv Bco Popol 10 100,767 100,613 cv Beni Sta 11 93,313 93,805 cv BIM 15 89,848 89,848 cv Carige 13 116,704 112,755 cv Mi-A2a 09 116,254 115,377 cv SIAS 17 93,429 94,532 cv Snia 10 100,130 100,150 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,351 110,259.

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Air France: 200 esuberi in meno (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rinviata anche la chiusura dei cargo Cgil, Cisl e Anpac: "Ancora non basta" ROMA Meno esuberi fra piloti e assistenti di volo (in tutto circa 200 persone), anticipo dell'ingresso in flotta di almeno un nuovo velivolo per il lungo raggio, forse tre aerei in meno a terra (da 37 a 34), rinvio momentaneo di ogni decisione sulla chiusura di cargo, mantenimento del 49% di Atitech nella nuova Alitalia. Sarà probabilmente questo l'ultimo pacchetto di modifiche al piano di fusione con la compagnia che Air France-Klm oggi proporrà ai sindacati. Nonostante lo stop di 24 ore chiesto da Parigi per "approfondire il dossier", ieri le parti si sono consultate per arrivare all'incontro con la strada spianata. Il percorso resta invece in salita: Cgil, Cisl, Sdl e Anpac commentano le ipotesi con freddezza: "Non ci risultano novità di rilevo, ne formali né informali". Un modo diplomatico per dire: ancora non basta. Ma quali siano i reali margini di trattativa si capirà solo a mezzogiorno di oggi, quando le due parti si siederanno di nuovo al tavolo dopo contatti febbrili che ieri sono proseguiti fino a tarda ora. Molto dipenderà anche dall'atteggiamento del Governo: stamattina, prima dell'incontro, Tommaso Padoa-Schioppa e il collega Alessandro Bianchi riferiranno sul caso Alitalia alla Camera. Oltre ai vertici di Alitalia e Air France-Klm, al tavolo ci saranno solo (si fa per dire) otto sigle. La Uil resta sull'Aventino, benché il segretario Luigi Angeletti apra uno spiraglio: "Se ci fossero reali aperture da parte di Air France-Klm torneremmo al tavolo". Non è detto che l'incontro, in teoria l'ultimo a disposizione per chiudere un primo accordo di massima, sarà sufficiente. Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, è pronto in qualunque momento a disporre attraverso il consiglio di amministrazione una ulteriore mini-proroga al termine del 2 aprile. D'altra parte né il Governo, né le due aziende, né tantomeno i sindacati vogliono tirare troppo per le lunghe la trattativa. Tutti sono consapevoli che se non si chiuderà l'accordo prima delle elezioni, farlo dopo sarebbe molto difficile. Lo conferma Fabio Berti, leader dei piloti dell'Anpac: "Noi non abbiamo fretta, ma il massimo sarebbe chiudere presto e bene". Se dalle urne uscisse una chiara maggioranza a favore del centro-destra, un eventuale accordo renderebbe più facile il compito anche a quella parte del Pdl che guarda con preoccupazione alle fughe in avanti del leader Silvio Berlusconi. E però il Cavaliere, dopo una martellante campagna a favore di una futura cordata italiana ieri (è la seconda volta che accade), ha riaperto uno spiraglio a favore dei franco-olandesi: "Resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa. Tuttavia se questo accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera, noi siamo favorevoli". Se così non sarà, ha aggiunto, "ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potranno dare all'Italia la proprietà della sua compagnia nazionale". Berlusconi bolla, poi, come "bufale" l'accusa che gli proviene da sinistra di voler regalare Alitalia a qualche imprenditore amico per un tozzo di pane, magari dopo il commissariamento: "Per salvarla non servono grandi capitali". Air France-Klm "la stava comprando per nulla" e inoltre "le obbligazioni si possono pagare nel tempo". Semmai ci vuole "una flotta nuova: Air One ha ordinato 90 nuovi aeroplani". Ciò che il Cavaliere non dice è che se il salvataggio della compagnia si può fare con poche centinaia di milioni, altra cosa è il rilancio e l'acquisto dei nuovi aerei per una compagnia con una flotta molto vecchia come quella di Alitalia: i sindacati considerano ad esempio insufficiente l'impegno di Air France-Klm ad investire un miliardo di euro entro il 2010. Da qui l'offerta dei franco-olandesi di aggiungere entro breve un nuovo velivolo a lungo raggio, il tipo di aereo più difficile da ottenere: poiché i produttori al mondo sono solo due (Boeing ed Airbus) dal momento dell'ordine alla materiale consegna possono passare più di sette anni. Il titolo in Borsa intanto prosegue la sua inarrestabile risalita, segno che gli investitori scommettono in tempi lunghi per concludere l'affare: +10,42% a 0,53 euro ad azione. \.

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I manifestanti bloccano i treni (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La protesta I manifestanti bloccano i treni I lavoratori di Alitalia hanno manifestato ieri, davanti al quartier generale della Magliana, per la difesa di Alitalia Servizi. I dipendenti della compagnia hanno occupato il centro elaborazione dati e il nuovo centro direzionale. Un corteo pacifico, formato da circa 200 manifestanti, è arrivato poi fino alla stazione della Muratella, vicino alla Magliana, e ha bloccato per circa mezz'ora i binari della linea ferroviaria Fiumicino-Fara Sabina. Organizzato da Cub, Sdl e Filt-Cgil, il corteo ha protestato contro l'esclusione dal perimetro aziendale delle divisione informatica, dell'amministrazione e del call center.

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L'ultimo affondo Cgil "Salviamo Az Servizi e Fintecna nel capitale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Retroscena In campo anche l'advisor Mengozzi L'ultimo affondo Cgil "Salviamo Az Servizi e Fintecna nel capitale" ALESSANDRO BARBERA ROMA P rima un vertice all'Hotel Minerva con i manager di Air France-Klm. Poi Maurizio Prato, un contatto con Palazzo Chigi e Gianni Letta attraverso il suo advisor ed ex ad di Alitalia Francesco Mengozzi, un incontro a quattr'occhi nel pomeriggio con Tommaso Padoa-Schioppa. Per Jean-Cyril Spinetta la terza missione romana del "Progetto Azzurro" si sta rivelando più faticosa del previsto. Credeva di poter piegare il fronte sindacale con l'ultimo pacchetto di proposte; credeva che questo avrebbe calmato le esternazioni elettorali permettendogli di mettere un piede dentro Alitalia prima di affrontare il nodo Malpensa e l'eventuale governo Berlusconi. Invece le sigle gli stanno dando filo da torcere. I problemi più grossi sembravano arrivare dai piloti dell'Anpac, irritatissimi per l'accresciuto numero di piloti in esubero e ora addolciti dalle concessioni sulla diminuzione del numero di aerei a terra. Invece la partita si è complicata con i sindacati confederali, determinati a salvare quanto più possibile dell'attuale Alitalia. Spinetta è stretto fra due fuochi: da un lato i vincoli imposti dai soci olandesi, ancora memori della fallita fusione del 1998 con Alitalia, dall'altra una compagine sindacale che il manager sa essere favorevole a un accordo che toglierebbe argomenti al centro-destra e farebbe svanire lo spettro del commissariamento. Sarà per questo che ieri, convinti di avere ancora un margine di manovra, Cgil, Cisl e Sdl (le sigle più forti tra i dipendenti di terra) hanno fatto pervenire al manager francese una proposta che - garantiscono - chiuderebbe la partita: l'ingresso di Fintecna nel capitale della nuova Alitalia. L'idea, nata in casa Cgil, permetterebbe di mantenere tutta Alitalia Servizi, la società che raccoglie le attività a terra, nella nuova compagnia e, in futuro, una presenza più forte della componente italiana nella holding Air France-Klm: non più uno scarso 2%, ma fino al 4%. Prato non è contrario, né ci sono state obiezioni esplicite di Palazzo Chigi e del Tesoro. Secondo i confederali la proposta non dispiacerebbe al centro-destra, che lamenta lo scarso potere dell'Italia dentro al nuovo cda. Negli ambienti berlusconiani meno ostili alla fusione con Parigi (vedi Gianni Letta e Giulio Tremonti) da qualche giorno circola l'idea dell'eventuale ingresso nel capitale della nuova Alitalia di un socio privato: da qui l'atteggiamento più morbido mostrato ieri da Berlusconi. Spinetta non vuole mollare la presa, ma ha fatto sapere di non poter accettare qualunque richiesta. Una questione di questo tipo, che modificherebbe la governance della compagnia, fra l'altro dovrebbe passare almeno dal giudizio di un cda di Air France-Klm. C'è ancora da risolvere la grana della causa di Sea contro Alitalia per Malpensa e da costruire con il governo la gestione degli ammortizzatori sociali per i più di duemila esuberi: di questo ieri Mengozzi avrebbe parlato a Palazzo Chigi con il braccio destro di Prodi, Daniele De Giovanni. Fino a tarda notte fra i sindacati, i vertici di Alitalia e Air France-Klm sono proseguiti i contatti per tentare una mediazione. Per il momento le parti restano sulle proprie posizioni. "O la va o la spacca", confida una fonte sindacale. "O la va o la spacca" conferma una fonte vicina al manager transalpino.

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Alitalia milioni buttati Sono consapevole che il caso Alitalia è complesso, però (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Mi secca di dovere partecipare alla cordata dei contribuenti che ripianano una perdita di un milione al giorno. Da qui al 13 aprile, che poi slitterà al 30 aprile per ben che vada, una soluzione costerà agli italiani almeno 30 milioni di euro, buttati dalla finestra. Peggio ancora, entrati nelle tasche di dirigenti e piloti. Preliminare a ogni misura risanatrice, visto lo stato comatoso di Alitalia, è la nomina di un commissario liquidatore alla Parmalat, che fermi l'emorragia finanziaria della Compagnia di bandiera, che poi si ribalta sulle finanze pubbliche, e in definitiva sui noi ignari contribuenti. BRUNO MARDEGAN La quotidiana festa dell'acqua E' ogni giorno la festa dell'acqua, e chi si limita a dire che è preziosa, cioè che ha un prezzo, propongo sia fucilato a vista. E' indispensabile, non può diventare un fatto commerciale, e, se non è inquinata, come non lo è quella della cantina di Marcolfa (v. Bertoldo e Bertoldino, di G.C. Croce) "se bevesti tre giorni continui di questo chiaro liquore (l'acqua, appunto) non v'alteraresti punto... come spesse volte suole accadere a molti di quelli i quali caricano l'orcia di quei vini grandi e possenti...". Festeggiamola pure con un buon bicchiere di vino, ma l'acqua, che non può avere prezzo, è prioritariamente e incommensurabilmente più importante. GIANFRANCO MORTONI Un oceano di denaro Evviva! Dopo quelle storiche della Grecia, abbiamo spezzato le reni anche alla Turchia e ci siamo aggiudicati l'Expo 2015. Ai tanti peana che si sprecano in questi giorni, vorrei aggiungere una piccola nota di preoccupazione, pensando a quanti si staranno fregando le mani al pensiero di poter nuotare a mani basse nell'oceano di denaro che affluirà a breve dalle nostre parti. E non sto parlando solo di mafia e camorra. CLAUDIO CALZA La fine di Sodoma e Gomorra Hanno scoperto che Sodoma e Gomorra non sono state distrutte da uno Jahvé irato, ma da un asteroide. Lo sapevano già gli antichi astronomi sumeri, oggi la scienza ha detto l'ultima parola. Una strage in meno attribuibile al buon Dio. FILIPPO TESTA I liberisti alla Bersani A remare contro Veltroni sono i componenti del governo Prodi, forse indispettiti per essere stati mandati a casa. Dopo il modo disastroso in cui è stato condotta la questione Alitalia, ora il ministro Pierluigi Bersani vara in extremis una normativa che impone la certificazione degli impianti domestici. Dai liberisti come Bersani ci guardi iddio. LUCA TURATI La sicurezza degli accendini Arettifica di quanto erroneamente pubblicato sulla Stampa il 12 marzo la società Bic precisa che le decisioni della Commissione Europea (2006/502/EC dell'11 maggio 2006 e 2007/231/EC del 12 aprile 2007), entrambe recepite dal Dm 10 agosto 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 agosto 2007, n. 198 specificano tre condizioni: 1 Lo standard di sicurezza ISO 9994 per gli accendini è obbligatorio: tale standard definisce i parametri di sicurezza degli accendini; parametri quali la massima altezza della fiamma, la resistenza a temperature elevate, la resistenza alla caduta, la resistenza ad una combustione continua, l'estinzione della fiamma, etc. La maggior parte degli accendini di importazione che sono stati testati da laboratori indipendenti sono stati dichiarati non conformi allo Standard ISO 9994, come meglio dimostrato da due studi fatti dal Laboratoire National d'Essai (LNE del Ott-07) e Bureau Veritas (del Dec-07). 2 Accendini muniti di un dispositivo di sicurezza per bambini ("Child-Resistant"): dall'11 marzo 2008 tutti gli accendini venduti devono essere muniti di un dispositivo di sicurezza per bambini (ad eccezione degli accendini di lusso). Un accendino "child-resistant" è un accendino che è stato appositamente modificato al fine di renderne più difficile l'utilizzo da parte di un bambino tale da non riuscire ad essere azionato dall'85% dei bambini al di sotto dei 51 mesi. In relazione agli accendini Bic®, il dispositivo di sicurezza per bambini utilizzato è una sicura posta sopra la rotella o un tasto più duro che richiede una forza maggiore per essere azionato. Un accendino "child-resistant" non è un accendino a prova di bambino in quanto rimane un 15% di bambini capace di azionare tali accendini. Questo significa che occorre in ogni caso una adeguata sorveglianza da parte degli adulti che devono continuare a tenere gli accendini lontano dai bambini, anche nel caso di accendini dotati di dispositivo di sicurezza. 3 Divieto degli accendini fantasia: la decisione europea, prevede, altresì, il divieto di commercializzare accendini di fantasia, anche se dotati di un meccanismo di sicurezza per bambini. Gli accendini fantasia sono quegli accendini la cui forma assomiglia a "personaggi dei cartoni animati, giocattoli, armi, orologi, telefoni, strumenti musicali, veicoli, corpi umani o parti del corpo umano, animali, alimenti o bevande oppure che producano musica, luci lampeggianti o presentino oggetti in movimento o altri effetti di svago". Da tale norma sono esplicitamente esclusi gli accendini che sono stampati o decorati con loghi, etichette, decalcomania, grafiche o plastiche termo-avvolgenti. Da sempre Bic considera la sicurezza dei consumatori superiore a tutto e la sicurezza degli accendini è per Bic una condizione prioritaria. Durante la produzione, ogni accendino Bic è sottoposto a più di 50 controlli al fine di conformarsi alle normative applicabili e i dipendenti delle fabbriche Bic spendono il 25% del loro tempo in controlli di qualità. In considerazione di ciò, tutti gli accendini Bic soddisfano o superano i parametri di sicurezza ISO 9994 e sono rigorosamente conformi ai parametri inerenti i dispositivi di sicurezza per bambini. Bic non fornisce né produce accendini fantasia. AVV. SILVIA DE MICHELI LEGAL MANAGER BIC ITALIA SPA.

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"Fare squadra se vogliamo partecipare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel cda Fiera EXPO 2015 "Fare squadra se vogliamo partecipare" Robiglio: "Non perdere tempo" L'APPUNTAMENTO Evento straordinario. A pochi chilometri di distanza le due province possono diventare strategiche Novara, con la fiera del Mobile prove tecniche di accoglienza Politici e imprenditori d'accordo: adesso dobbiamo essere pronti e lavorare insieme [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Adesso dipende solo da Novara. Dalla sua forza di saper cogliere l'opportunità e cavalcare l'onda. Perchè l'Expo 2015 assegnato a Milano può avere effetti anche sulla vicina provincia piemontese. Tutti d'accordo: non si può e non si deve perdere l'occasione per essere coinvolti. "E' un evento a dir poco straordinario - dice il sindaco Massimo Giordano - . Questa assegnazione, avvenuta proprio nel giorno della dismissione di Alitalia da Malpensa, è un segnale della vivacità del Nord. Da parte nostra abbiamo già avuto un incontro con il sindaco Letizia Moratti e abbiamo strappato un accordo in base al quale potremo essere coinvolti. La nostra città deve presentarsi con tutte le carte in regola completando Broletto e Castello, la stazione in linea, il Movicentro, la grande viabilità, il sistema ricettivo". "A beneficiarne saranno le zone del Piemonte orientale ma anche Torino". Così Roberto Cota, segretario nazionale lega Nord Piemont, che cagigunge: "ora dovremo lavorare sodo per la Tav, il compeltamento dell'A4 e il salvataggio dell'hub Malpensa". Mariella Enoc, presidente Assoindustriali: "E' un'occasione per progettare. Sono decisamente soddisfatta per questo risultato che può rappresentare grande occasione di sviluppo. Come vicepresidnete della Fondazione Cariplo ho avuto modo di condividere direttamente lo sforzo delle istituzioni milanesi. Nel Novarese dobbiamo avviare un processo di progettazione condivisa". "Il Comune di Milano sarà felice di condividere le opportunità di una possibile reciproca collaborazione" con la provincia di Novara". Scriveva così nel novembre 2006 Letizia Moratti, rispondendo a una lettera inviata dal presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, che ora ribadisce: "Riprenderemo subito i contatti già avviati per consentire che il nostro territorio, tra le province più vicine al Milanese, possa essere coinvolto a pieno titolo". "Un evento straordinario a due passi da Novara, auguriamoci che abbia ricadute anche sul nostro territorio" dice il presidente di Cna, Franco Biondo. "Ci separano appena 40 chilometri - aggiunge il direttore Elio Medina - le nostre istituzioni devono intervenire per tempo". Gianfredo Comazzi, presidente Camera di Commercio e Comitato Malpensa: "L'Expo deve rappresentare un incoraggiamento per quanti - e penso soprattutto ai vertici della Sea - stanno lavorando per ridefinire la mission e il piano industriale di Malpensa. Per noi è il momento di fare tesoro di questa vicinanza: la Camera di Commercio di Novara si candida a lavorare affinchè imprese, associazioni di categoria e istituzioni, possano fare sistema per far sì che i vantaggi non si limitino a lambire il Novarese"."Dovrà essere un evento che crea indotto anche per Novara": ne è fermamente convinto Romeo Robiglio, il novarese che per il secondo mandato consecutivo rappresenta la Fondazione Cariplo all'interno del consiglio di amministrazione della Fiera di Milano. "Per il 2015 l'intera tratta dell'Alta velocità tra Milano e Torino sarà una consolidata realtà operativa - sottolinea Robiglio - dunque diventa un'esigenza inderogabile ed indispensabile avere i convogli che sostino anche alla stazione di Novara. E' importante non perdere tempo. Impostare strategie e linee d'azione con adeguato preavviso diventa una priorità. Ecco perchè nel cda della Fiera di venerdì si discuterà anche di questa tematica". Un'occasione da non lasciare sulla carta. Novara vicina a Malpensa, con alberghi da "tutto esaurito" la prossima settimana, in occasione della Fiera internazionale del Mobile di Rho. Novara e gli albergatori che guardanocon speranza al mercato, forti di hotel ristrutturati e di nuovi posti letto. Alberto Fortina, presidente del consorzio turistico Promonovara è in missione in Svezia con il Consorzio in questi giorni: "Speriamo che non sia una meteora. Le trasferte in Svezia, Cina, Russia, sono punti di forza per far capire al mondo che noi siamo vicini a Milano. A tutti ripetiamo e ripeteremo che siamo vicini a Malpensa. Pensiamo di essere utili agli amministratori che vogliono far conoscere il nostro territorio. A Stoccolma in questi giorni stiamo presentando i prodotti del territorio, con degustazioni e depliant che illustrano il territorio". Chi andrà da Novara a bussare a palazzo Marino per ricordare tutto questo? "Non saremo solo noi, credo che Torino farà la sua parte e cercherà di agganciare questa manifestazione. Stiamo cercando di far cambiare rotta: di solito chi va a Milano difficilmente torna indietro, a Novara proponiano una città vivibile e gradevole". La prossima settimana ci sarà a Rho la Fiera del Mobile. Fortina: "Abbiamo venduto le camere a italiani e stranieri a prezzo pieno, da due a quattro notti. E' un piccolo antipasto di quanto avverrà con l'Expo, dato che muove una massa di gente. Un regalo che i lombardi ci hanno fatto senza volerlo è questo: la vicinanza a Malpensa".

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MENO TAGLI PER ALITALIA?giallo su svolta air FRANCE (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Slitta a oggi il match in primo piano2 attualità4 cronache6 dal mondo8 liguria10 economia11 marittimo13 cultura e spettacoli15 lettere e rubriche18 commenti19 genova21 lettere e città27 album28 agenda29 spettacoli30 cinema & teatri31 televisione32 la scuola33 sport34 genova sport37 meteo - lotto39 affari40 02/04/2008.

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Ora si litiga sull'aeroporto di Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Previsti milioni di turisti Nell'entusiasmo generale, i dubbi di Celentano che teme una colata di cemento: so da quali mani scaturiscono i progetti 02/04/2008 Milano. Spento il fragore dei fuochi d'artificio, esauriti i festeggiamenti per la vittoria, si comincia a ragionare e a fare i conti con l'immane scommessa che attende Milano nel 2015. ieri a palazzo Chigi un vertice ha messo attorno allo stesso tavolo il premier, Romano Prodi, Gianni Letta, Emma Bonino, Massimo D'Alema, Bobo Craxi, Roberto Formigoni, Filippo Penati e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. "Siamo soddisfatti per il risultato di Parigi", aveva commentato Prodi, prima della riunione. "La stampa internazionale ha sottolineato il chiaro successo dell'Italia. Milano ha le carte in regola per far bene, ma il successo non è garantito. Dobbiamo lavorare tutti uniti per fare bene. Il tempo c'è ma non è mai troppo. Infrasttrutture, università, ricerca sono tutte cose che hanno bisogno di almeno cinque anni di maturazione. Sette anni sono sufficienti, ma non sono troppi". La polemica con Berlusconi sui meriti di governo e opposizione nella costruzione del progetto vincente sembrano dimenticate."I giornali hanno strumentalizzato come sempre le mie dichiarazioni - si è difeso Berlusconi, ai microfoni di Radio 24 - La mia ("non è certo per merito di Prodi", ndr) è stata la semplice risposta ad una provocazione. Sentirmi dire che è solo merito di Prodi ha portato in me una logica reazione. Io ho dato una mano alla signora Moratti, intervenendo su moltissimi Paesi e facendo cambiare la propria posizione. Ho messo in campo la mia amicizia con tutti i Capi di Stato". Berlusconi ha attribuito il merito maggiore della vittoria a Letizia Moratti. E Gianfranco Fini, ecumenico: "E' stata una bella giornata, merito, una volta tanto, di tutto il sistema Paese". Roberto Formigoni ha ammesso che vincere senza l'impegno del governo sarebbe stato impensabile. "Abbiamo fatto un gioco di squadra, abbiamo lavorato tutti e ognuno ha fatto la sua parte, anche il governo", ha detto Formigoni. "Milano e la Lombardia si confermano come il simbolo dell'Italia che vince, che produce e lavora. Un'Italia di classe, che ha gusto. Pezzi di questa Italia sono presenti dovunque. Davanti abbiamo sette anni e il lavoro da fare è tanto". Sette anni e venti miliardi di euro da spendere. Gli appetiti si scateneranno attorno all'enorme montagna di denaro stanziata per cambiare la faccia di Milano e proiettarla fra le metropoli del Terzo Millennio. Già incombono scelte radicali e la vittoria rilancia il tema Malpensa. Nel corso della registrazione di "Porta a Porta", Fini ha detto che "discutere oggi delle sorti e della cancellazione di Malpensa con l'Expo alle porte è qualcosa di lunare, visto che arriveranno milioni di visitatori. Occorre togliere dal novero delle cose possibili la cancellazione di Malpensa", e questo "andrebbe fatto capire anche a Spinetta e compagnia". Il numero 2 del Pd, Dario Franceschini, ha replicato: "E' infondato dire che Malpensa sta andando incontro ad una estinzione. Ci sono tutte le possibilità che diventi un grande aeroporto internazionale, distinguendo il suo futuo da quello di Alitalia". Nella babele dei commenti si è inserita la voce di Adriano Celentano. Sul suo blog (www.clancelentano.it) il Molleggiato da un lato "gioisce per la grande conquista fatta dall'Italia". Dall'altro si adombra "sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (sic) progetti di materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo, se fosse dato in altre mani, non inclini a speculazioni di stampo "sfigurativo"". Ottimista la lettura di un altro milanese illustre, Giorgio Armani:â??"Nel 2015 sarò un vecchio signore e non potrò godere appieno di Milano come invece farà sicuramente un giovane milanese orgoglioso della sua città. Il senso dell'orgoglio comunque io comincio a viverlo già ora... Nel mio intimo ero certo che Milano avrebbe vinto. Milano è una grande parte dell'Italia e ora lo è anche di più. Questa Italia così discussa in realtàè un'Italia alla quale il mondo porta rispetto". Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 02/04/2008.

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Alitalia, Berlusconiora è possibilista.E si discute sui tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La vendita Apertura di Air France sulla riduzione degli esuberiIl Cavaliere: "Sì al piano se prevede pari dignità" Roma. Giornata decisiva per Alitalia. Slitta da oggi la trattativa tra i sindacati e il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, che sarebbe disposto ad ammorbidire i tagli previsto dal suo piano: sono proposte che, se confermate, porterebbero a un significativo alleggerimento del numero di lavoratori in esubero, sia tra il personale di volo che nei servizi a terra. Le modifiche filtrate dal quartier generale della Magliana, dove Spinetta lavora a stretto contatto con i vertici di Alitalia, non convincono molto Silvio Berlusconi che si mostra "scettico". Ma la novità politica è un'altra: il Cavaliere dice di essere disposto a dare il suo ok ad Air France nel caso di un accordo che preveda "pari dignità" e che "non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera". "In questo caso, noi siamo favorevoli. Altrimenti ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potrà garantire al paese la proprietà della sua compagnia di bandiera", rilancia Berlusconi. Ma il sindacato, che oggi chiederà a Spinetta di scoprire le carte, frena sulle aperture attribuite al patron di Air France: "Su Alitalia non ci risultano novità di rilievo né formali né informali", spiegano in una nota congiunta Cgil e Cisl Trasporti mentre la Uil si è chiamata fuori dalla trattativa. Tuttavia, il leader della Uil, Luigi Angeletti, fa sapere di essere disposto a sedersi di nuovo al tavolo se Air France modificherà veramente il piano per acquisire e rilanciare Alitalia. "Il nostro giudizio può cambiare solo se Air France è disposta cambiare il piano industriale per ciò che riguarda gli esuberi e se ci assicura che la trattativa non avrà un'appendice con il nuovo governo", dice Angeletti. Di fronte alle richieste dei sindacati, alle proteste dei lavoratori e alle pressioni politiche, Spinetta sembra pronto a diluire i sacrifici, previsti dal piano in discussione: sarebbe l'ultima spiaggia offerta ai suoi interlocutori. "Rifletterò", ha detto l'altra sera il plenipotenziario di Air France congedandosi dalle otto sigle sindacali presenti alla Magliana. Ma la trattativa si tinge di giallo perché i sindacati smentiscono le nuove proposte che Spinetta e il numero uno della Magliana, Maurizio Prato, avrebbero messo a punto motivando così la sospensione di un giorno della trattativa, che è slittata a oggi. "Esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già avanzate nei giorni scorsi non aiuta la trattativa", affermano i leader di Filt Cgil e Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Anche Air France, del resto, raffredda le attese e smentisce l'arrivo di nuove proposte. E' in atto un gioco delle parti ma anche un braccio di ferro a distanza, in attesa di sapere se davvero oggi Spinetta metterà nero su bianco la revisione in meglio dei tagli proposti: "Non posso fare di più", aveva detto la scorsa settimana il patron di Air France. Questo spiega la cautela di entrambe le parti sulle nuove modifiche, che si intrecciano con i tempi strettissimi di un negoziato sul filo del rasoio: se oggi Air France non confermerà i cambiamento di rotta, la trattativa con i sindacati non ce la farà a decollare. Se invece le aperture risulteranno concrete, il negoziato entrerà nel vivo. Sia pure con il beneficio dell'inventario, la proposta di Air France prevede di anticipare al 2009 l'entrata in servizio di un nuovo B777 che porta lavoro per 100 assistenti e 12 piloti. I tagli per i vecchi Md80 sarebbero ridotti da 16 a 13, evitando così di togliere il lavoro ad altri 60 assistenti e 30 piloti. Non sarebbe definitiva la decisione di chiudere l'attività cargo nel 2010. E anche l'Atitech di Napoli, che si occupa della manutenzione pesante, tornerebbe in gioco e potrebbe essere acquisita dai francesi. Se le cose stanno così, la nuova offerta di Spinetta prevede più aerei in servizio e meno lavoratori in esubero, rispetto ai 2 mila 100 indicati in partenza. A queste nuove condizioni, i sindacati non potrebbero alzarsi dal tavolo di una trattativa giunta a un bivio decisivo. "L'unica alternativa ad Air France è il fallimento della compagnia. Sono ore delicate, siamo nella classica situazione in cui si può fare o non fare l'accordo", spiega il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. Berlusconi però non la pensa così: "Alitalia non può fallire per definizione perché vorrebbe dire lasciare casa migliaia di dipendenti. Non esiste. Il ventilato fallimento è una bufala". L'arma di riserva del Cavaliere rimane la cordata italiana. E si dice che il patron di Air One, Carlo Toto, stia cercando partner e lavorando al progetto, con banche e advisor. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 02/04/2008 ' 02/04/2008 Una nuova fasedelle trattativeNon posso fare molto di più. In ogni caso rifletterò sulla situazione di Alitalia jean-cyril spinettapresidente di Air France 02/04/2008.

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Bloccati i binari tra fiumicino e roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

La protesta ROMA. Bloccati ieri per qualche ora i convogli ferroviari che da Roma portano a Fiumicino, mentrela foto mostra un'altra manifestazione di protesta dei lavoratori Alitalia, attuata lunedì. Ieri un gruppo di circa 200 lavoratori dei servizi di Alitalia si è allontanato dalla sede della compagnia per andare ad occupare la vicina stazione di Muratella lungo la linea ferroviaria che collega Roma con l'aeroporto di Fiumicino. I lavoratori hanno occupato i binari impedendo il passaggio di un treno proveniente dall'aeroporto. Poi sono stati bloccati altri due convogli fermi in partenza alla stazione ferroviaria dell'aeroporto di Fiumicino: un treno diretto a Fara Sabina e di uno no-stop diretto a Roma Termini. La manifestazione di protesta è terminata verso le 14,30: la circolazione dei treni dall'aeroporto di Fiumicino è ripresa alle 14.45 con il passaggio del treno no-stop per Roma Termini, mentre poco dopo è stata la volta di quello regionale diretto a Fara Sabina. 02/04/2008.

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Berlusconi attacca il Quirinale Il Colle mi farà passare per le forche caudine . Poi smentisce. Il presidente: Parole gravi . Veltroni: brutta smentita (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi attacca il Quirinale "Il Colle mi farà passare per le forche caudine". Poi smentisce. Il presidente: "Parole gravi". Veltroni: brutta smentita di Natalia Lombardo / Roma FORCHE CAUDINE Questa volta ci si è infilato da solo, Silvio Berlusconi: il suo ennesino attacco al Quirinale non è stato sottovalutato dal Capo dello Stato che in una nota precisa di non aver mai avuto "pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Resosi conto della brutta gaffe istituzionale, l'ex premier ha prima smentito e poi ha telefonato di corsa al presidente Napolitano per correre ai ripari e "chiarire il senso del suo intervento". Ovvero che si riferiva a Ciampi e non all'attuale inquilino del Colle, questo il berlusconi-pensiero. Anzi, parole. Dette pubblicamente durante il forum nella redazione de Il Tempo, storico quotidiano conservatore romano. "Sarà molto difficile compiere il ruolo di governo", afferma Berlusconi, "sappiamo come il consiglio dei ministri non potrà approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un Capo dello Stato che sta dall'altra parte. Ricordo il rapporto con Ciampi...". Non è la prima volta che il leader del Pdl dice queste cose con fastidio, ma stavolta l'attacco sembra comprendere anche l'attuale presidente. Andare al governo per Silvio sarà come "portare la croce e non un pranzo di nozze", lamenta, "avrò tutti contro, il presidente della Repubblica, la Corte costituzionale..." tutte le istituzioni "occupate" dalla sinistra. E, nel forum ricorda come "Dio solo sa che fatica ho fatto con Ciampi: mi rimandava indietro i decreti, il Quirinale chiedeva sempre perché emanassimo i decreti". Nel frattempo le agenzie avevano già battuto la notizia sulle "forche caudine". Ma, ancora nella redazione de Il Tempo il portavoce Paolo Bonaiuti comincia a fare un pressing su Berlusconi perché dirotti il tiro dal Quirinale. Al che l'ex premier precisa con un altro sgarbo istituzionale: "Mi riferivo ai cinque anni del mio governo, durante i quali abbiamo avuto un rapporto dialettico con il presidente Ciampi. Non c'entra niente il presidente Napolitano, a cui porto rispetto e stima che so essere condivise". (Per Veltroni è una "brutta smentita: attaccare il Capo dello Stato ci riporta 15 anni indietro"). Due minuti dopo, alle 19,56, arriva sulle agenzie la nota del Quirinale: "La presidenza della Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Dal Colle si vuole mettere "un punto fermo" e di principio per rispondere "a tutti i tentativi di trascinare il Capo dello Stato nella polemica elettorale". Non solo da parte di Berlusconi, è il messaggio, ma anche da alcuni personaggi o "editorialisti" (il pensiero va a Feltri).Il Quirinale, quindi, ribadisce il fondamentale ruolo "di garanzia delle istituzioni". Il leader del Pdl era a colloquio con l'editore, Formigoni lo aspettava nel palazzo del Tempo mentre Bonaiuti è rimasto sulle spine finché non ha comunicato che Berlusconi "ha chiamato poco fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiarire ancora meglio il senso del suo intervento". Il Capo dello Stato ha ribadito il senso della sua nota, e l'ex premier si è profuso in attestati di stima. Come sempre Berlusconi se la prende con la stampa: "Se tornassi indietro vorrei capire chi ha inventato i giornali". Eppure attacca Ciampi a ogni comizio perché non ha permesso il premio di maggioranza nazionale al Senato. A Silvio non è andata giù e ora ammette che "questa legge elettorale non rende sicura al Senato una larga maggioranza". Eppure, pesce d'aprile di Telelombardia a parte, sia la mattina che in serata nella conferenza stampa su RaiDue, Berlusconi auspica riforme "bipartisan" sulla giustizia e sullo Stato. O meglio, rispondendo ai "gentili domandatori" (i direttori, Folli, Riotta, Mazza e Sorgi) spiega che spera sia la sinistra a "votare i nostri provedimenti dato che il programma del Pd è copiato dal nostro". Nella conferenza stampa condotta dal direttore delle Tribune Parlamentari, Giuliana Del Bufalo (Fi) Berlusconi è verboso e ripetitivo. Capello tinto di troppo, il cavaliere sembra un Big Jim in cravatta. Sul Quirinale conferma: "è la realtà: la sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni". Su Alitalia si ripromette di telefonare da Palazzo Chigi "agli amici imprenditori che non possono negare delle fiches di presenza". Elogia il Veltroni "affabulatore" ma lo fa a capo di "liberali d'accatto". Dopo 50 minuti tocca a Walter e Silvio riscatta la noia: "Sembra di essere dal dentista... Avanti il prossimo...".

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Caselle, l'ombra di malpensa sul 2008 - diego longhin (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Torino Caselle, l'ombra di Malpensa sul 2008 DIEGO LONGHIN Malpensa e il caso Alitalia pesano sul futuro di Caselle. Nel nuovo piano di sviluppo Sagat ipotizza di sfondare il tetto dei quattro milioni di passeggeri nel 2011, ma il 2008 sarà un anno grigio. La società dovrà impegnarsi a mantenere le rotte attuali, sostenendole, anche perché le compagnie stanno rivedendo i collegamenti e il riassetto penalizzerà Torino. Il ridimensionamento di Malpensa potrebbe attirare a Milano nuove compagnie a discapito della Mole. SEGUE A PAGINA V.

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Costruzioni di slancio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Costruzioni di slancio La Borsa chiude con un netto rialzo una seduta positiva per tutti i listini internazionali, grazie agli incoraggianti dati Usa e al collocamento di quattro miliardi di titoli da parte di Lehman Brothers per aumentare la liquidità. I mercati azionari hanno reagito dopo aver archiviato l'altro ieri un trimestre "nero". L'indice Mibtel sale a fine seduta del 2,59%; a sostenere il listino milanese contribuiscono in particolare i titoli delle costruzioni, che beneficiano di un "effetto Expo" dopo l'assegnazione al capoluogo lombardo dell'Expo 2015: sono infatti salite le quotazioni di Impregilo, Italcementi, Buzzi Unicem ma soprattutto la "diretta interessata" FieraMilano, quotata al segmento Star, lungamente sospesa per eccesso di rialzo. Bene anche il comparto dei bancari, Alitalia e Telecom. In controtendenza Fastweb dopo la smentita del delisting, ma anche gli industriali Fiat e Pirelli. Contrastati gli energetici.

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L'effetto malpensa frena caselle - diego longhin (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Torino L'effetto Malpensa frena Caselle Un 2008 in grigio mette a rischio lo sviluppo dello scalo torinese Sagat: nel piano industriale l'acquisizione di un altro scalo, investimenti e quattro milioni di passeggeri DIEGO LONGHIN (segue dalla prima di cronaca) Nel piano è previsto anche l'acquisto del controllo di un nuovo aeroporto nel secondo semestre del 2009, mettendo sul piatto cento milioni di euro, senza considerare i ventinove che si investiranno su Caselle per migliorare strutture e sicurezza. In più si ipotizza l'acquisto di terreni nell'area sud ovest per un possibile ampliamento. Tutti gli obiettivi sono elencati nel piano messo a punto dal presidente di Sagat, Maurizio Montagnese, e dall'amministratore delegato, Biagio Marinò. Documento di 24 pagine che, dopo il via libera del cda, verrà presentato a fine mese. Ecco cosa prevede. Traffico e sviluppo voli. I vertici vogliono sfruttare al massimo le capacità della nuova aerostazione, che può assorbire più di 5 milioni di passeggeri all'anno. Nei piani si prevede di arrivare nel 2011 a quota 4 milioni e 200 mila, con una crescita media del 4,7 per cento all'anno contro il 3,7 per cento del periodo 2001-2007. Risultato che si dovrà ottenere incrementando i voli. Il 2008, però, non sarà un anno facile. Le compagnie stanno rivedendo i programmi. Cambiamenti che rischiano di penalizzare Caselle, mentre gli effetti del ridimensionamento di Malpensa e della vendita di Alitalia non si riescono ancora a valutare, anche se c'è la paura che il riassetto dei collegamenti messo in atto dai vettori penalizzi proprio Torino. La stima di traffico dei passeggeri nel 2008 è prudente: più 3 per cento. Dal 2009 in poi i ritmi dovrebbero essere più sostenuti, "stimolando le compagnie che già operano a incrementare i voli, sostenendo il mantenimento di alcune rotte strategiche e conquistando nuovi vettori". Ampliamento del network di aeroporti. Il piano prevede di ampliare il nertwork di aeroporti. Operazione che dovrebbe avvenire nel secondo semestre del 2009 e su cui Caselle, attraverso la controllata Aeroporti Holding, investirà 100 milioni di euro. Nel documento non si cita quali siano gli aeroporti che fanno gola alla società, ma in pole position ci sarebbe lo scalo di Praga, così come indicato dai soci privati, Benetton e Intesa-Sanpaolo. Non è da escludere, però, l'interesse verso il Sud Italia, dopo l'operazione su Firenze e la collaborazione con Bologna. L'attenzione potrebbe ricadere su Catania, Lamezia Terme o Bari. Piano investimenti. Anche se il terminal è stato messo a nuovo grazie alle Olimpiadi, il nuovo piano prevede oltre 29 milioni di investimenti per diversi interventi, tutti dettagliati nella bozza che verrà presentata al consiglio di amministrazione. In particolare è prevista una messa in ordine dei piazzali dove sostano gli aeromobili e dei raccordi che portano alla pista. All'interno dell'aerostazione saranno sostituite le scale mobili di collegamento tra gli arrivi e le partenze, verranno sostituite le bussole di ingresso, migliorati i servizi igienici e rifatta la pavimentazione lato arrivi. Fondi anche per aumentare il parco veicoli, per mettere a punto i sistemi di sicurezza e quelli di smistamento bagagli, acquistando un gruppo di continuità per l'alimentazione di sistema. Gruppo che dovrebbe scongiurare black out e disguidi ai passeggeri. è previsto anche l'ampliamento degli attuali punti vendita food & fashion, capitolo da cui la società conta di implementare ricavi e utili, aumentando al massimo gli spazi sfruttabili e gli spazi pubblicitari. Acquisto nuovi terreni Nel piano, tra gli investimenti, si ipotizza entro il 2011 l'acquisizione di aree per una futura espansione dello scalo nell'area sud ovest dell'aeroporto. Vengono inseriti anche lavori per migliorare la viabilità della zona, interventi necessari anche alla luce dei nuovi insediamenti di Alenia Aeronautica nell'area aeroportuale. Risultati economici Montagnese e Marinò ipotizzano che nel 2011 Sagat sfiorerà gli 82 milioni di ricavi, contro i 67 milioni attuali. Ben 51 milioni arriveranno da ricavi del settore aeronautico. L'utile netto sarà di 8 milioni e 600 mila euro contro i 5 milioni e 900 mila euro attuali. Nonostante l'indebitamento previsto per acquistare il nuovo scalo, Sagat è convinta di poter garantire nel corso di tutti gli anni un dividendo ai soci pubblici e privati pari al 30 per cento del risultato netto.

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Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino L'assemblea dei lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia. A sostegno di questa rivendicazione un gruppo di oltre 500 lavoratori si è recato in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di Muratella, bloccando la circolazione dei treni. Il blocco del traffico ferroviario è durato circa mezz'ora, dopodiche il traffico è tornato regolare. - comunicano le Ferrovie dello Stato - Il blocco ha coinvolto 10 treni regionali che hanno limitato il loro percorso nella stazione di Roma Tiburtina; due treni No Stop Roma Termini - Fiumicno Aeroporto sono stati cancellati e altri due hanno viaggiato con una media di 40 minuti di ritardo.

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Il mantra di monsieur Spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL RETROSCENAIl manager francese avanza come un caterpillar nel confronto con i sindacati Il mantra di monsieur Spinetta / Roma Quando sceglie una formula, non la abbandona fino alla fine. Insiste, insiste, insiste. L'altra sera davanti alle delegazioni sindacali ha ripetuto all'inverosimile: io metto un miliardo di euro. Come una goccia che scava una roccia: tic-tic-tic. Jean-Cyril Spinetta affronta le rappresentanze sindacali senza esitazioni, senza sbandamenti: marcia come un caterpillar. Le sue parole risuonano come un mantra, nel suo francese avvolgente e frusciante: tra le parole più ripetute, les salariés , i lavoratori. Ma anche il bene dell'Alitalia, il futuro dell'Alitalia, il nome dell'Alitalia. E ancora: fidatevi di me perché io ce l'ho fatta. È una goccia cinese, commenta qualche sindacalista. Non parla mai italiano, anche se capisce tutto. Ma la trattativa la fa tutta in francese. Per molti suoi interlocutori è un capoazienda vero, che ha stoffa e rigore. Quando il rappresentante della Uil ha abbandonato il tavolo, l'altroieri, non ha fatto il minimo cenno di reazione: una sfinge. Educato, gentile, ma freddo come il ghiaccio. Anzi, quasi liquidatorio. "Mi scusi, prima che se ne vada voglio aggiungere questo:...", avrebbe detto proseguendo il suo discorso e non lasciando alcuno spazio alla controparte. Abituato a incassare sorridendo, ma forse poco abituato a un confronto come quello a cui lo ha obbligato il sindacato nostrano. Forse non si aspettava una rappresentanza che parla di scenari e strategie, di scelte aziendali, di piani di sviluppo. Lui preferisce limitare tutto agli esuberi e al piano sociale, sbandierato più volte sul tavolo della trattativa. In questa trasferta romana che si sta prolungando più del previsto forse Spinetta sta scoprendo anche un'altra cosa: che è molto facile fare il servitore dello stato, il grande manager pubblico, dove lo stato è forte. Ma sotto le Alpi tutte le partite si complicano parecchio anche per un ex allievo della prestigiosa Ecole Nationale d'Administration di Parigi e una lunga carriera nei Palazzi parigini, prima al ministero del Lavoro poi a quello dei Trasporti. Una di quelle figure che in Italia scarseggiano. Da noi li chiamano boiardi, con un'allusione spesso negativa. Spinetta non si presenta certo da solo al tavolo della trattativa. Tra la numerosa delegazione transalpina (può arrivare a nove membri) quello che non lo lascia mai neanche per un minuto è Jean Francois Colin, il responsabile delle risorse umane. Pare che anche lui abbia una coazione a ripetere. Dice sempre di no: con la testa o con le parole. "È un no-man" racconta un esponente sindacale. Non dice nulla a parte quei continui e ripetuti no. L'altro angelo custode del capoazienda è la "spigolosetta, magretta, tipicamente francese" (sempre parole del sindacalista) consulente legale. Lei non parla: scrive. Comunica con il capo con una miriade di messaggini e foglietti. Oggi la prossima puntata. Sarà l'ultima? b. di g.

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Forse Air France chiede meno sacrifici Voci di apertura: più occupati, spiraglio per Ati tech. Berlusconi ci ripensa e fa marcia indietro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Forse Air France chiede meno sacrifici Voci di apertura: più occupati, spiraglio per Ati tech. Berlusconi ci ripensa e fa marcia indietro di Bianca Di Giovanni/ Roma SPIRAGLI Altre 24 ore per cercare un'intesa su Alitalia. L'incontro tra i vertici Air France-Klm e le sigle sindacali è stato rinviato a oggi, in attesa che si sciolgano alcuni nodi. Di fatto sono proseguiti i contatti informali che sempre si tengono nel corso delle trattative. L'atmosfera che si respira nelle stanze sindacali è di cauta speranza: Jean-Cyril Spinetta ha accettato di valutare alcune proposte. Secondo alcune fonti avrebbe anche fatto passi avanti, anche se Cgil e Cisl fanno sapere che ufficialmente non c'è ancora nessun impegno. Insomma, una giornata densa di lavoro dietro le quinte, lontano dai riflettori. Oggi potrebbe essere il giorno decisivo per un'intesa di massima (che aprirebbe anche le porte al prestito ponte), anche se il condizionale è d'obbligo. I nodi da sciogliere restano quelli del perimetro aziendale (molte realtà nel piano francese restano fuori), la flotta e dunque anche l'attività cargo. Nel frattempo la politica infiamma ancora i toni. Silvio Berlusconi non esclude che potrebbe dare il suo ok, ma a patto che l'integrazione sia paritaria. Niente più cordata allora? Macché: la cordata c'è, insiste. Bruno Ermolli ci sta lavorando: quelle smentite - continua il candidato premier - le avrebbe richieste lui. Insomma, è un profluvio di dichiarazioni-smentite-controsmentite. "Quella del fallimento è una bufala", attacca ancora Berlusconi, ripetendo che Romano prodi vuole solo svendere. Evidente che le leggi sul bilancio non sono proprio il massimo per il cavaliere. Le indiscrezioni poi rettificate da Cgil e Cisl sulle aperture di Spinetta parlavano di quattro aerei in più, di verifica della redditività del cargo nel 2009 e del mantenimento della Atitech di Napoli (oggi fuori dall'azienda). In particolare, sul tavolo ci sarebbe l'ipotesi (sempre da verificare) di anticipare al 2009, di un anno, l'ingresso nella flotta di Alitalia di un nuovo B777, che porta lavoro per 100 assistenti e 12 piloti. I tagli per i vecchi aerei Md80 potrebbero essere ridotti da 16 a 13, evitando di togliere lavoro a 60 assistenti e 30 piloti. Insomma, più aerei, più attività e meno esuberi. Ma i sindacati non fanno numeri: quelli arriveranno solo alla fine. La precondizione è che Air France rilanci invece di azzerare le attività. Non è escluso quindi che oggi possa spuntare una proposta innovativa, proprio sul fronte dello sviluppo e del rapporto paritetico tra le due parti. Nessuna reazione dai vertici franco-olandesi alle indiscrezioni di stampa. Si sottolinea comunque che Parigi è determinata ad andare avanti perché crede nel progetto industriale. Alel accuse di colonizzazione risponde con un piano che prevede una holding e tre società distinte, ciascuna con la propria identità. Per i francesi l'intesa resta comunque subordinata all'ok dei sindacati e poi a quello dell'azionista italiano, ovvero del governo in carica al momento delle operazioni di mercato. Mentre vertici e sindacati prendono le misure per proseguire il confronto, i lavoratori manifestano in difesa del posto di lavoro. Un corteo si è tenuto all'Atitech di Napoli e l'altro all'aeroporto di Fiumicino, con tanto di blocco della ferrovia che collega lo scalo con il centro cittadino. Sono i lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana rimasti fuori dal piano francese. Resta in prima fila ancora il caso Malpensa. La Lega tuona contro Alitalia che abbandona proprio con l'Expo alle porte. Ma Filippo Penati e Enrico Letta assicurano: l'aeroporto può essere rilanciato anche senza Alitalia.

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L'unica alternativa ai francesi è il fallimento Epifani non si illude, ma vuole evitare il peggio. La strada obbligata oggi è la trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "L'unica alternativa ai francesi è il fallimento" Epifani non si illude, ma vuole evitare il peggio. La strada obbligata oggi è la trattativa di Giampiero Rossi "Oggi non c'è alternativa ad Air France. L'unica alternativa è il fallimento della compagnia e poiché lo voglio evitare oggi tratto con Air France". Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, fotografa così il difficile passaggio della vicenda del salvataggio di Alitalia. E aggiunge: "Sono ore molto delicate, siamo nella classica situazione in cui si può fare o non fare un accordo". Insomma, il leader della Cgil si attiene alla realtà dei fatti e sottolinea di non essere "in condizioni di dare un pronostico" sull'esito finale della difficile partita. "Posso solo dire quello che vogliamo fare - precisa - trovare un'intesa che vada nel senso di rilanciare la compagnia aerea, di garantire occupazione e di evitare una situazione di fallimento che renderebbe la nostra compagnia, i nostri aerei e soprattutto il destino dei lavoratori messo in discussione. Lavoriamo - concluso Epifani - per trovare una soluzione e una risposta migliore a questo problema, non dipende tutto da noi, ci sono tante responsabilità in campo, per quello che ci compete, insieme alle altre organizzazioni che giustamente sono rimaste al tavolo, lavoriamo in questa direzione". Questo, dunque, è il pensiero di Guglielmo Epifani sulla vicenda Alitalia, ma in occasione della conferenza organizzativa della Cgil della Lombardia il segretario generale fa anche il punto sui rapporti con le altre sigle sindacali e sull'agenda di riforma delle relazioni industriali. In particolare raccoglie la sollecitazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a proposito della necessità di trovare un accordo sulle regole della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro. "Sono parole che condivido perché è l'esigenza da cui la stessa Cgil era partita", risponde Epifani, che sottolinea di aver posto il tema "già da tempo come completamento di una ipotesi di lavoro sul modello contrattuale". Secondo il leader Cgil, infatti, oltre alla riforma della contrattazione "ci vuole insieme la parte sulla democrazia e sulla rappresentanza sindacale". Quanto al documento "fatto dalle tre segreterie confederali" e sottoscritto solo da Cisl e Uil, secondo Epifani "non conteneva questa parte, perciò abbiamo detto che non era completo". Ora, conclude, "ci dobbiamo mettere d'accordo su questa parte della democrazia e della rappresentanza, poi c'è ancora qualche elemento del sistema nel suo complesso da rivedere".

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Celentano controcorrente "Riecco catrame e cemento" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il caso Il "molleggiato" dubbioso sul suo blog Celentano controcorrente "Riecco catrame e cemento" FRANCESCO SPINI MILANO Come vede l'Expo il ragazzo della via Gluck, quello che già nei Sessanta cantava che "là dove c'era l'erba ora c'è una città"? Insomma... Adriano Celentano è dilaniato dai dubbi e lo scrive nel suo blog: "Mentre da un parte gioisco per la grande conquista fatta dall'Italia, dall'altra il mio animo si adombra fortemente, sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (proprio così, ndr) progetti per materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo, se fosse data in altre mani non inclini a speculazioni di stampo "sfigurativo"". E di chi sono quelle mani, se non quelle degli architetti, o meglio, degli "archi-carnefici contemporanei"? Gli stessi che, secondo il Molleggiato, attentano alla bellezza, "il più bel diamante" che abbiamo, l'unica cosa che "ci potrà salvare". Dunque "dobbiamo fare presto, prima che questo angolo di "meraviglia" racchiuso ancora per poco dentro ognuno di noi, si addormenti definitivamente in un coma irreversibile nel quale ci stanno trascinando le nuove star dell'architettura, per intenderci i vari Fuksas, Botta o quelli dei tre grattacieli, Libeskind, Isozaki e Hadid sull'ex fiera di Milano". Ecco, "allora sarà la fine - è sicuro Celentano - e il colpo di grazia è già in canna, pronto per la sua "gittata" finale sull'Expo". Vede nero, il cantante, che sogna invece un'esposizione dove "il Pianeta ci mostra i suoi oggetti e noi gli mostriamo l'Arte di una cultura milanese che simboleggi le caratteristiche di costruzione secondo lo stile non americano, cinese, tedesco o russo, ma quello tipico lombardo del milleottocento". Perché solo la bellezza, ripete, "ci può salvare". Ringrazia dunque Rutelli, "so quanto hai lottato per l'approvazione del tuo "codice speciale anti ecomostri"", e invoca una "nuova rivoluzione". Il cui primo passo sarà "disertare tutti i programmi dove si "guadagna"". E qui arriva l'endorsement a Veltroni. Quello del "perciò caro Walter, mi rivolgo a te prima che a Silvio. Per lui è più difficile mettere in pratica una politica che va contro il suo stesso "immobiliarismo"". Del resto, argomenta Adriano, "già adesso, in nome dei più bisognosi, lo sentiamo parlare di apertura dei cantieri, e non è difficile immaginare lo sfacelo a cui andremmo incontro se vincesse lui". Che pure parla di cordate per Alitalia, ma, avverte Celentano, "per far volare gli aerei non basta comprarli". E invece "bisogna entrare nell'ordine di idee di abbattere le cose dove la bellezza non c'è", restituire "alle città l'identità perduta che per come erano fatte le case, piene di negozi e insegne luminose, pur essendo delle metropoli, non si perdeva il senso del paese". Scommettere sulla bellezza. Ma quella "da regalare non ai ricchi egoisti come è avvenuto finora, ma agli operai che sono il motore del Pianeta" e a cui "ci si deve inchinare per lavargli i piedi come il Padrone dell'Universo li lavò ai suoi servi". Eccola qui la rivoluzione "che tu, Silvio, dovresti fare. E io non dubito che tu possa farla. Ma per te è più difficile. Troppe sono le persone con le quali dovresti combattere e le tue ricchezze non te lo permettono". Non resta che Veltroni: "Ecco allora il grande vantaggio di quel Walter che ha avuto la geniale idea di correre da solo e che giorno dopo giorno sta accorciando la distanza che vi separa". Certo, conclude il sermone celentanesco, il leader del Partito Democratico "potrebbe anche non vincere, però ha il vantaggio di essere nelle condizioni di fare quella rivoluzione che forse anche tu vorresti fare", caro Silvio, "ma non puoi...".

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Camusso: rilanciare malpensa e proseguire nel gioco di squadra - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Milano Il segretario regionale Cgil: "Sull'aeroporto sono stati commessi troppi errori" Camusso: rilanciare Malpensa e proseguire nel gioco di squadra è l'occasione per far tornare Milano ad essere una vera locomotiva ANDREA MONTANARI Susanna Camusso, segretaria generale di Cgil Lombardia, che cosa significa per la Milano del lavoro l'organizzazione dell'Expo 2015? "Una grande occasione. Non solo per gli investimenti nei cantieri. Ma per rilanciare una città che si è appannata sul piano della cultura, dell'innovazione e deve ritrovare il senso si essere una vera locomotiva, non solo la città della finanzia e degli uffici". Gli errori da evitare? "Abbandonare il gioco di squadra che ha fatto vincere Milano. Quello di un Paese che sa fare politica estera, ma anche concertare con le parti sociali". In che senso? "L'Italia è un paese straordinario. Quando si è trovata di fronte a occasioni straordinarie come l'ingresso nell'euro, si è spesa e ha trovato le forme di confronto necessarie. è quando prevalgono le logiche di veto che invece non si è in grado di vincere le sfide. Alitalia è un tipico esempio". Perché è finita nel tritacarne della campagna elettorale? "Trovo demenziale che si voglia giocare sulla pelle dei lavoratori. Quando nel 2004 si discuteva del rifiuto di Alitalia di trasferire la sua base operativa a Malpensa molti dicevano le stesse cose di oggi. Si parlava di compagnia del Nord, di cordate di imprenditori. La Regione addirittura di fare un hub a Montichiari, dimenticando che quell'aeroporto è a poche decine di chilometri dal Catullo di Verona. Al governo c'era Berlusconi, ma il gioco era lo stesso". Alitalia e Malpensa sono questioni che devono essere tenute distinte? "Quella su Alitalia è una grande vertenza, ma il destino di Malpensa non può dipendere da ciò che accade a Fiumicino". La vittoria sull'Expo non meriterebbe di riaprire la partita? "Il gioco al rilancio può essere anche bello, ma anche un gioco d'azzardo. è chiaro che deve essere confermata la vocazione di Malpensa a grande aeroporto intercontinentale. Ma per fare questo non occorre che resti Alitalia". Tra le condizioni di Air France per l'acquisto c'è il diritto di veto sugli accordi internazionali sulle rotte. "L'Italia è un paese democratico, autonomo che decide di sé e dei suoi spazi aerei. Il governo non può essere condizionato da un'azienda privata, qualsiasi essa sia, sull'utilizzo del suo territorio e delle sue infrastrutture. Ma la Sea non può accorgersi solo oggi dopo quattro anni di avere dei lavoratori precari a cui scade il contratto".

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Le case dell'AirOne ambizioso (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cordate Le case dell'AirOne ambizioso Datemi una cordata e vi solleverò il mondo. Sono settimane che non si parla d'altro, mentre Alitalia è stata scientificamente condotta sulla soglia della vendita "a buon cuore del compratore". La più famosa, e anche credibile, sembrava quella che aveva come partner "tecnico" AirOne, compagnia low cost basata in Abruzzo. A conferma, ieri si è rifatta viva con un'intervista al Messaggero. Resta il dubbio: come può comprarsi la molto più grande Alitalia? All'italiana, è ovvio. Pare che il patron, Carlo Toto, abbia fatto - come molti nelle sue condizioni - il consueto giro delle sette chiese bancarie. Chiedendo soldi in prestito e offrendo in garanzia immobili da lui fatti stimare 900 milioni di euro. Le banche sono malfidate, a volte. Le controperizie sono state comunque cattive: meno del 10% di quella cifra. E questa era la cordata migliore... fucik.

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Ultime manovre nella rissa su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Rinviato a oggi l'incontro decisivo tra Air France e sindacati. Voci e smentite su nuove proposte (e meno esuberi) di Spinetta. Berlusconi cambia idea e si dice disposto ad accettare la vendita ai francesi Francesco Piccioni Se l'importanza della posta in gioco si misura dal numero delle manovre sotterranee, beh, allora la vendita di Alitalia deve essere un affare di prima grandezza. L'atteso incontro tra azienda, Air France e sindacati, che doveva iniziare ieri a mezzogiorno è stato improvvisamente spostato alla stessa ora di oggi. Motivazione ufficiale: "necessità di approfondimenti tecnici". Nelle stesse ore veniva visto entrare a palazzo Chigi Francesco Mengozzi, uno dei tanti ex amministratori delegati cui l'azionista di maggioranza - lo stato italiano - dovrebbe semmai chiedere i danni per come ha gestito l'azienda. E' considerato un intimo di Jean-Cyril Spinetta (presidente di Air France), e il suo arrivo veniva interpretato come una conferma del frenetico confabulare tra governo e francesi per trovare una via d'uscita a uno stallo creato soprattutto dall'eccesso di sicumera del ministro-azionista, Tommaso Padoa Schioppa. Per troppa voglia di costringere ancora una volta i sindacati a trattare con la pistola puntata alla tempia, infatti, ha imposto tempi troppo rigidi e ultimativi per una trattativa vera. Ora - visto che per confrontare sinergie ed eventuali "esuberi" tra due compagnie così grandi occorre un lasso di tempo ragionevole - o chiude la porta in faccia al negoziato che tutti dicono di voler portare avanti fino in fondo (e regala parecchie carte a Berlusconi, azienda compresa), o dilaziona l'ultimatum da lui stesso fissato per interposta persona (Maurizio Prato, presidente dell'Alitalia). L'ultimatum scade oggi stesso. Nel pomeriggio di ieri si sono diffuse voci attribuite ad anonime "fonti sindacali" secondo cui Spinetta stava preparando modifiche alla sua proposta: un B777 in più in flotta dal 2009, 3 MD80 in meno da mandare in pensione, l'Atitech di Napoli (manutenzione "pesante") riportata entro il perimetro aziendale, verifica della redditività di Cargo posticipata al 2009 (e quindi anche chiusura posticipata). Più aerei in servizio effettivo significa meno "esuberi" a tutti i livelli (piloti, assistenti di volo, personale di terra). Più seriamente, i sindacati avevano chiesto l'altroieri di riattribuire ad Alitalia i collegamenti tra sei province "ricche" (Bologna, Torino, Verona, Venezia, Genova, Trieste) con Parigi, oggi date in monopolio ad Air France; un "regalo della gestione Mengozzi, non a caso. Significherebbe 10 aerei operativi in più e 400 esuberi in meno; senza perdite in occupazione francese. Le smentite arrivavano sia da Air France che dai sindacati. Che qualcosa in più, oggi, Spinetta debba dire, sembra certo. Che siano proprio quelli indicati i "punti di caduta" di un possibile accordo, non è affatto detto. Arrivare al tavolo con attese eccessive (per i lavoratori, più che per i sindacati) sarebbe rischioso. Altri segnali arrivavano da Berlusconi, che ha improvvisamente cambiato linea: "resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa, ma se l'accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera, noi siamo d'accordo". Anche Luigi Angeletti, segretario generale della Ui (il sindacato che aveva abbandonato il tavolo solo il giorno prima) chiudeva la strada ad ogni ipotesi diversa dalla vendita ad Air France: "non credo che una cordata italiana possa palesarsi dopo le elezioni". Il suo segretario di categoria, Caronia, restava così completamente solo nel pretendere di tornare a trattare dopo il 14 aprile. Per farsi sentire, anche ieri i dipendenti del centro direzionale della Magliana si sono mobilitati con un corteo che ha prima occupato il Ced e l'amministrazione, poi andando a bloccare la linea ferroviaria per Fiumicino. Oggi, a mezzogiorno, tutti gli occhi saranno puntati sulla palazzina della direzione.

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Alitalia, spinetta apre su flotta e tagli - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Spinetta apre su flotta e tagli I sindacati frenano, oggi round decisivo. Berlusconi: ok se resta compagnia di bandiera La Uil torna al tavolo del negoziato: trattiamo se cambia il piano LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia, trattativa ad una svolta. Silvio Berlusconi a tutto campo, dalle nomine nella aziende pubbliche (Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sono condotte egregiamente) fino alla compagnia di bandiera, rimette in corsa Air France: "Resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti", ha detto ieri il Cavaliere, "ma se questo accordo prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera, allora noi siamo favorevoli". E ieri l'atteso secondo round tra il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, e i sindacati è saltato su richiesta del team francese. Ufficialmente si parla di "approfondimenti". Ma, come anticipato ieri da Repubblica, il presidente di Alitalia Maurizio Prato sta giocando il tutto per tutto per chiudere prima delle elezioni. Dal cappello, Prato, ha tirato fuori diverse sorprese che permetterebbero ai sindacati di uscire dalla stanza della trattativa a testa alta: la Atitech, il polo di manutenzione di Napoli, potrebbe restare per otto anni all'interno del perimetro della nuova Alitalia; il settore cargo non verrebbe chiuso (se non previo approfondimento di un soggetto terzo che ne comprovi lo stato di salute finanziaria nel 2010); nel contempo gli aerei da mettere a terra scenderanno da 40 a circa 35, con 3 o 4 Md80 mantenuti in flotta, 3 Md11 cargo in funzione senza limiti temporali se non la verifica tra due anni. Una boccata di ossigeno anche per le sigle professionali di piloti e gli assistenti di volo che porterebbero a casa un discreto successo: dai 507 esuberi calcolati dai francesi tra i comandanti, si scenderebbe a poco più di 360 mentre per il personale di cabina si passerebbe dai 600 esuberi a qualcosa oltre quota 400. Ma le indiscrezioni emerse anche ieri, a sentire Cgil e Cisl, due degli otto sindacati che proseguono il negoziato al netto dell'assenza polemica della Uil (che tratta dietro le quinte e, a sentire il leader Luigi Angeletti "è pronta a tornare al tavolo se cambia il piano"), rischiano di complicare la chiusura di un pre-accordo alle porte. Il timore è che questa bozza, porti allo stallo della trattativa fino a rivelarsi l'ennesimo contratto "prendere o lasciare". Spinetta e la sua squadra di manager sono rimasti in riunione per tutta la giornata. E c'è chi parla di approfondimenti anche sul ghiotto tema dell'Expo di Milano, un affare per le merci e per il trasporto passeggeri. Il Tesoro spinge per chiudere presto, nel giorno dell'audizione del ministro Tommaso Padoa-Schioppa sul tema Alitalia, prevista stamani in Parlamento. Le reazioni dal fronte sindacale sono diverse. Secondo il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani "oggi l'unica alternativa ad Air France è il fallimento della compagnia. E poiché lo voglio evitare oggi tratto con Air France". Se Cgil e Cisl trasporti frenano, le altre sigle puntano su un'accelerazione del negoziato. Per il leader dell'Ugl Traporti, Roberto Panella "in queste ore cruciali siamo tutti impegnati affinché la trattativa su Alitalia possa ripartire da basi maggiormente condivise, tenendo conto delle sollecitazioni poste dal sindacato su questioni rilevanti per il rilancio della compagnia e la tutela dei livelli occupazionali: la trattativa è delicata, in ballo c'è l'intera mobilità del Paese e la sua immagine nel mondo". Infine per il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, "lo slittamento è un fatto positivo: significa che i francesi stanno ragionando".

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Esclusiva a parigi no definitivo al ricorso air one (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La sentenza Esclusiva a Parigi no definitivo al ricorso Air One ROMA - Air One perde anche l'ultimo round davanti al Consiglio di Stato. Secondo i giudici, la società aerea di Carlo Toto non è stata discriminata nella corsa ad Alitalia. Ed ora, in questa fase, è legittima una trattativa esclusiva tra i francesi di Air France e la stessa Alitalia. Il Consiglio di Stato ricorda che Air One era stata ammessa, nel 2007, alla gara per l'acquisto di Alitalia, gara poi fallita. Proprio durante la gara, Air One era entrata in possesso di copiose informazioni sulla "situazione industriale e sulle esigenze patrimoniali" della nostra compagnia di bandiera. Informazioni che si era fatte sempre più dettagliate visto che Air One era arrivata "a un passo" dalla firma del "contratto di acquisto con il ministero dell'Economia", azionista di Alitalia. Quindi Air One - anche in fasi successive, anche a gara ormai naufragata - poteva presentare nuove offerte per Alitalia, proprio in forza di tutte quelle notizie. In ogni caso, quando ha poi cercato un compratore diretto, Alitalia ha continuato a muoversi in modo trasparente e senza colpire i principi della concorrenza. Anche il ridimensionamento dell'aeroporto di Malpensa è lecito. La scelta, per quanto gradita ad Air France perché coerente ai suoi piani, non ha favorito questo o quel compratore. Si è trattato semmai di una mossa di sopravvivenza, fatta dal consiglio di amministrazione di Alitalia fin dal 7 settembre. I giudici infine sembrano augurarsi che il dibattito elettorale non finisca con il condizionare la vicenda Alitalia.

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Alitalia, apertura di Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Possibili correzioni su esuberi e flotta. I sindacati: a noi non risultano Alitalia, apertura di Air France Il governo al Pdl: assieme un decreto anti-rincari. La replica: presa in giro.

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<Ora diamoci un vincolo: i costi delle opere siano inferiori ai ricavi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La politica e i conti Il presidente di Sinergetica "Ora diamoci un vincolo: i costi delle opere siano inferiori ai ricavi" Ermolli: la bellezza dei progetti non basta "L'Italia ha fatto sistema, è la prima volta che succede. Si vince solo quando si fa squadra, tutti insieme. Dal punto di vista finanziario bisogna chiudere in utile senza aiuti politici" MILANO - "Diamoci un vincolo per questa Expo. Uno solo: che i costi siano inferiori ai ricavi". Bruno Ermolli (foto), presidente di Promos e di Sinergetica, l'eminenza grigia di Berlusconi, colui al quale il leader del Pdl ha affidato il compito di mettere insieme la cordata per Alitalia, è stato uno dei "maratoneti" dell'Expo. La sua mission? Convincere i Paesi del Mediterraneo e gli Emirati Arabi a votare Milano. Bruno Ermolli di chi è questo successo? "L'Italia ha fatto sistema. è la prima volta che succede. Vale anche per i milanesi. Lo conosce il detto ofelé fa el tò mesté? I milanesi sono noti per lo spirito individualistico. Invece questa volta è andata in maniera diversa". Tragga una morale. "Quando si lavora in squadra si vince, gli italiani riescono a vincere quando lavorano tutti insieme. Purtroppo spesso vogliono fare i solisti e allora in quel caso il discorso diventa più difficile". Adesso viene la parte più difficile. La gestione di un avvenimento che vale 20 miliardi di euro. Come evitare che si ripetano situazioni come quella dei Mondiali '90? "Diventa fondamentale la gestione del progetto. Finanziariamente dobbiamo chiudere in utile indipendentemente dalla politica. I costi devono essere inferiori ai ricavi. Deve essere un vincolo per tutti. Non solo la qualità, la bellezza del progetto. Quella c'è già, non è una cosa da inventare, ma anche la compatibilità economica ". Lei credeva in questa affermazione di Milano? "Assolutamente sì". E se avessimo perso? "Ci saremmo dovuti guardare dentro e scoprire che siamo riusciti a fare sistema. A volte, a livello dei funzionari, c'è una competizione forte. In questa occasione abbiamo lavorato tutti assieme. E visto che lo abbiamo fatto una volta per l'Expo lo potremo fare altre 10 volte". Lei ha un'idea in testa. Mi dica la seconda occasione in cui si dovrebbe fare sistema? "Mi sono occupato di Alitalia. Chiaramente non entro nei particolari. Posso solo dire: tra pubblico e privato ci deve essere unione per fare un sistema aeroportuale. Non ci può essere campanilismo". Qual è stato il momento più difficile di questa campagna Expo? "Quando abbiamo capito che gli Stati Uniti non stavano con noi". La Turchia come ha lavorato? "Ha giocato a tutto campo. Noi abbiamo dei guard rail, loro no. Noi siamo regolati". Felice? "Assolutamente sì, ma dobbiamo ricordare che l'Expo è solo un'opportunità e che il mondo non finisce con l'Expo. Quindi, non riposiamo sugli allori". M. Gian. GUARDA ivideo e le immagini su www.corriere.it.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: ALTRI OGGETTI drammatizzato la precarietà dei giovani, non ha irriso l'avversario (senza mai nominarlo), ha parlato di valori, di rinnovamento, non ha rinunciato al "ma anche", ha proclamato una lotta alla mafia. Berlusconi è stato misurato (non si è mai abbandonato all'affronto folcloristico), è sembrato abbastanza disteso, quasi fosse già investito da doveri istituzionali. Come nel caso del salvataggio di Alitalia. Si è congedato con una battuta felice: "Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista". Veltroni si è smarcato da Berlusconi ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta discontinuità con il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia seguito le due conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di Berlusconi l'abbia portato a casa. Ma in tv vige una regola ferrea, così riassumibile: all'umiliata location corrisponde un umiliato interprete, cui corrisponde un umiliato spettatore. Mi spiego: la conferenza stampa della Tribuna elettorale, diretta da Giuliana Del Bufalo, era immersa in un'atmosfera di mestizia, di ufficiosità, la perfetta rappresentazione della par condicio. Che è un capitolo umiliante dell'informazione tv; segno di immaturità delle istituzioni. Per non saper essere leali, ci facciamo del male. Era triste la "casalinga" Del Bufalo, erano tristi i quattro moschettieri e i due candidati, eravamo tristi noi tutti. Sembrava di essere in uno studio dentistico. Aldo Grasso Incontri digitali in videochat oggi alle 12. Inviate le vostre domande già dalle 8 Roberto Maroni.

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Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Alitalia La Uil potrebbe tornare al tavolo. Il ministro oggi riferirà alla Camera sulla trattativa Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa Manifestazioni e occupazioni dei dipendenti. Air France apre, i sindacati: non basta Il numero uno francese ai suoi: non faccio regali Il leader Pdl: favorevole a un accordo che salvaguardi la compagnia ROMA - C'era pessimismo ieri sera nella delegazione di Air France-Klm per la ripresa del negoziato con i sindacati di Alitalia, prevista per le prossime ore dopo la pausa di 24 ore. Benché il mercato creda in sviluppi (il titolo della compagnia ha guadagnato il 10%), i margini negoziali sono strettissimi. Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, sarebbe irritato per la politicizzazione dei sindacati italiani, per le loro ulteriori richieste e perché non comprenderebbero i sacrifici finora fatti dai francesi. C'è anche preoccupazione per i tempi stretti imposti al negoziato. Anche per questo Spinetta ieri ha fatto visita al ministro del Tesoro, Tommaso Padoa- Schioppa, che stamane sarà ascoltato alla Camera sulla vicenda Alitalia. Le voci emerse ieri circa le aperture dei francesi sono state smentite da Cgil e Cisl. Forse potrebbe esserci l'ingresso di un nuovo B777 che porterebbe lavoro a 100 assistenti di volo e 12 piloti e la riduzione del taglio degli Md80 da 16 a 13, con il recupero di 60 assistenti di volo e 30 piloti. Ma sarebbe improbabile la cancellazione della chiusura del cargo, imprescindibile per i piloti, e il rientro della manutenzione di Atitech nel perimetro aziendale, atteso dai confederali. Per rivedere questi punti, il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, dovrebbe ripassare dal proprio cda, ma soprattutto smentire le promesse fatte ai propri sindacati. Intanto alla Magliana circa 200 lavoratori dei servizi ieri hanno inscenato una protesta guidata dalla Cub: l'unico sindacato che non siede in trattativa perché non firmatario di contratto. è stato occupato il Centro elaborazione dati, poi i binari del treno Roma-Fiumicino. La protesta, sospesa dopo un paio d'ore, è destinata a continuare. A fermarsi sarà anche Ams: il settore della manutenzione dei motori. La Uilt, che lunedì ha abbandonato il tavolo della trattativa, ha ribadito la propria posizione anche a fronte di dichiarazioni del segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, più concilianti che prospettavano un rientro del sindacato in caso di significative aperture dei francesi. Segno di un dibattito nel sindacato. Silvio Berlusconi ieri ha detto "sì" a Air France a patto che salvaguardi l'italianità di Alitalia. Dietro queste parole in realtà ci sarebbe la convinzione che la vittoria di Milano all'Expo 2015 rilanci Malpensa per l'aumento di traffico previsto. Aumenterebbero così i vantaggi economici di una cordata alternativa, che farebbe capo a Lufthansa (ma Aeroflot è disponibile). Per questo Maurizio Lupi (Pdl) ha chiesto che non vengano ceduti a Air France-Klm i diritti di traffico che finora Alitalia esercitava su Malpensa. Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France Antonella Baccaro.

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Ora impazza lo shopping del boiardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Gli stranieri e gli affari Ora impazza lo shopping del boiardo ROMA - In Italia li chiamiamo boiardi di Stato. Sono quei manager che hanno fatto carriera ai tempi d'oro delle partecipazioni statali, cresciuti all'ombra del potere politico della Prima Repubblica. Personaggi a volte criticati o quanto meno considerati non al livello dei manager privati esposti al mercato. In realtà, come in tutte le definizioni tranchant, c'è l'influenza dei luoghi comuni. Fatto sta che può capitare che una grande azienda straniera, che abbia messo gli occhi su un'impresa italiana, si rivolga a un boiardo di Stato, che magari ha lavorato in quella stessa impresa. Nessuna meraviglia dunque se Francesco Mengozzi sia diventato una pedina fondamentale dell' operazione Air France-Alitalia. Quando Francesco Mengozzi, 59 anni, già manager in Fincantieri, Iritecna e Ferrovie, lasciò nel 2004 la poltrona di ammini-stratore delegato di Alitalia, sull'onda delle contestazioni sindacali, forse mai avrebbe immaginato di doverne rivivere il film. Eppure, malgrado quel-l'uscita di scena ancora gli bruci, Mengozzi non ha esitato, alla fine dello scorso anno, a assumere la veste di consulente per l'Italia di Air France-Klm per conto di Lehman Brothers. Anche ieri, nello svolgimento di questa nuova funzione, Mengozzi è stato visto varcare il portone di palazzo Chigi, dove avrebbe accompagnato uno dei massimi dirigenti internazionali della banca d'affari per cui lavora. Del resto per muoversi nei labirinti della politica e degli affari in Italia un buon Virgilio non guasta. Il cambio di campo non è passato inosservato: è giusto, anche se è passato del tempo, mettere il know-how acquisito in un'azienda di Stato al servizio di interessi privati? La domanda dovrebbe essere girata a tutti quei "boiardi " di Stato che hanno intrapreso la strada di consulente di banche d'affari: da Goldman Sachs a Morgan Stanley, da Merrill Lynch a Lehman, tutti grandi istituti che ancora considerano l'Italia un buon terreno di conquista. Oppure a chi ha assunto il compito di affiancare un gruppo industriale straniero deciso a fare shopping nel nostro Paese. è il caso di Pierfranco Faletti, dieci anni nel consiglio d'amministrazione del-l'Enel, con un momento burrascoso a cavallo tra affari e politica che lo ha visto coinvolto nelle vicende di Tangentopoli sugli appalti, approdato ora nel board di E.On Italia. Dello sbarco nella nostra Penisola dell'azienda tedesca, come acquirente di Endesa Italia, Faletti viene considerato a tutti gli effetti uno degli artefici. I manager L'ex Alitalia Mengozzi al fianco di Parigi e Faletti, ex Enel con E.On Francesco Mengozzi A. Bac.

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+10,4% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: BREVI +10,4% è quanto ha chiuso ieri il titolo di Alitalia a Piazza Affari. Con i guadagni di ieri il titolo nelle ultime due sedute è progredito del 31,8%.

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Corre il settore del cemento, ok Telecom (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-02 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Corre il settore del cemento, ok Telecom Effetto Ubs Bancari in recupero dopo l'operazione pulizia annunciata dall'istituto svizzero L'effetto Ubs sulle banche e l'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 hanno messo le ali a Piazza Affari (dove l'indice Mibtel è cresciuto del 2,59% e l'S&P-Mib del 2,84%). Inoltre Alitalia è rimasta al centro dell'interesse degli operatori: il titolo è terminato con un balzo del 10,42% in attesa delle nuove proposte annunciate da Air France. L'assegnazione a Milano dell'Expo ha favorito soprattutto le società del comparto cemento e costruzioni, come Buzzi-Unicem (+4,94%) e Italcementi (+6,95%). Oltre naturalmente a Fieramilano, quotata al segmento Star, che è stata rinviata più volte al rialzo nel corso della giornata, per poi chiudere con un prezzo di riferimento di 6,67 euro, il 27,37% in più rispetto alla vigilia, quando già aveva registrato il nuovo massimo dell'anno. Fuori dall'S&P-Mib, da registrare anche il balzo di Aedes (società immobiliare interessata ai progetti milanesi legati alla prestigiosa rassegna internazionale). Nell'ambito dei titoli principali del listino i maggiori rialzi hanno tuttavia riguardato due titoli bancari, entrambi a forma cooperativa: si tratta di Banco Popolare e Popolare Milano, cresciuti rispettivamente del 7,66% e del 7,63%. Nel comparto sono cresciuti significativamente anche Unicredito (+6,89%) e Intesa-Sanpaolo (+4,03%). Forti progressi, inoltre, per Seat Pagine Gialle (+7,12%), Luxottica (+6,50%), StMicroelectronics (+5,89%), Telecom Italia (+5,96%), Fondiaria-Sai (+5,95%) e Mediolanum (+4,10%). Pochi, invece, i valori in ribasso. A cominciare da Fastweb (-1,83%) dopo l'ennesima smentita del delisting da parte di Swisscom. Giù anche Parmalat (-1,44%) e Pirelli (-1,23%).

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Il piano di Parigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Air France Il piano di Parigi Esuberi Nella nuova proposta Air France-Klm, viene ridimensionato il numero degli esuberi, che scenderebbe dagli iniziali 2.100 a circa 1.900 Flotta Previsto un anticipo al 2009 per l'ingresso di un nuovo B777, e la riduzione da 16 a 13 degli Md80 che dovrebbero essere messi a terra Capitali è di 138 milioni il valore d'acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm. Il gruppo si è anche impegnato per un aumento di capitale per 1 miliardo Atitech I servizi di manutenzione offerti da Alitalia, con Atitech, sarebbero inferiori del 40% rispetto a quelli di Air France. Da qui un ripensamento ai tagli Cargo In discussione anche l'ipotesi di una chiusura delle attività full-cargo per il 2010. La decisione sarà presa solo dopo l'esame di un advisor esterno.

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Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Occupazione Ritardi per i treni dei pendolari Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella Temono per il loro posto di lavoro, così ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno protestato duramente. Prima un corteo e poi l'occupazione della stazione ferroviaria della Muratella. dove transitano i treni di collegamento tra Fiumicino e Roma. "Questa iniziativa partecipata in massa dai lavoratori di Alitalia Servizi e Alitalia - si legge in una nota - ha come obiettivo quello di ribadire l'assoluta necessità della difesa delle migliaia di posti di lavoro a rischio". "Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori - prosegue la nota - compresi quelli di amministrazione, Call Center ed Informatica, i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell' integrità della compagnia aerea ". Dopo l'assemblea dei lavoratori preoccupati per l'esclusione dal perimetro aziendale della divisione informatica, dell'amministrazione, e del call center si è decisa l'occupazione dei binari I manifestanti, circa 200, sono partiti in corteo dal centro direzionale della Magliana e sono giunti alla stazione Muratella dove sono arrivate anche alcune macchine della polizia e dei carabinieri. Hanno bloccato il transito dei vagoni in entrambe le direzioni, la manifestazione è stata tranquilla, non c'è stato alcun problema o incidente. Dopo circa mezz'ora hanno deciso di far riprendere la circolazione dei convogli, e sono tornati in corteo al piazzale della Magliana di fronte la sede dell'Alitalia. La giornata di protesta è stata organizzata da Cub, Sdl e Filt Cgil. "Sono vicino agli oltre 500 dipendenti dei settori Call center, Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi ", ha dichiarato Giuseppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione. Il corteo "Senza una soluzione soddisfacente continueranno le iniziative a difesa dell'occupazione".

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ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-02 num: - pag: 35 categoria: BREVI ALITALIA La clausola "call" Fra le tante frottole elettorali primeggiano quelle raccontate al capezzale dell'Alitalia. Probabilmente tutti vorremmo che la compagnia di bandiera riacquistasse il prestigio del passato e invece siamo alla sopravvivenza per settimane o al massimo per alcuni mesi, in un contesto nazionale irto di difficoltà economiche e sociali nonché internazionali che impongono le regole di una corretta concorrenza. E le frottole sono da una parte per l'annunzio che si stanno raccogliendo capitali adeguati per la rinascita. A mio avviso non si tratta solo di capitali: la gestione di una impresa di navigazione aerea è fra le più difficili e richiede lunga esperienza e rapporti internazionali che in trent'anni si sono perduti per la intromettenza della mala politica e dei nove sindacati dominanti che non sembrano arretrare. La ricostruzione di una compagnia aerea non si fa in mesi, ma in anni. I capitali potranno servire per rinnovare la flotta, e tutto il resto, compreso il comportamento dei sindacati, come si ricompone? L'orgoglio nazionale deve lasciare spazio alle capacità manageriali, alla saggezza e prudenza. Altre dichiarazioni ardite sembrano essere l'asserzione del ministro Bianchi, probabilmente sospinto dai sindacati, per cui Alitalia avrebbe ancora riserve monetarie per l'intero anno, contraddicendo la denunzia (ossigeno per poche settimane) del ministro Padoa-Schioppa, ben più competente anche per il ruolo che svolge. E comunque perché continuare a distruggere il patrimonio, depauperato per un milione di euro al giorno, con danno per gli azionisti e ulteriore indebolimento della compagnia nella delicata fase del "trapasso"? Ripeto, non si risolleva l'Alitalia con apporti di capitali, ma con una totale riorganizzazione. Di certo è spiacevole che tale riorganizzazione avvenga ricorrendo a forze capaci, ma straniere, che probabilmente opereranno in conflitto di interesse privilegiando quello del Paese di appartenenza: è un comportamento che solitamente si riscontra nelle multinazionali. Ma nella situazione attuale non ci sono alternative. Vi è solo da augurarsi un miglioramento delle condizioni, per smussare l'opposizione dei sindacati. Per una salvaguardia del futuro, potrebbe essere utile l'inserimento di una clausola di "call" per cui il venditore, ricorrendo determinate condizioni, possa riacquistare il controllo della compagnia rimessa in marcia. Call è una clausola talvolta inserita nei contratti di cessione di azioni. Quindi, in un futuro, se la "cordata" si realizzasse, vi sarebbe la possibilità di riacquistare il controllo dell'Alitalia. Comunque nell'affrontare nei prossimi giorni la via della salvezza, si tenga conto non solo dell'orgoglio nazionale e dell'interesse dei sindacati, ma soprattutto delle esigenze dei passeggeri da troppo tempo calpestate. Victor Uckmar, Genova La sua proposta è molto interessante. Suppongo tuttavia che la clausola "call" debba essere chiesta dal venditore (il ministero del Tesoro) e che spetterebbe al vecchio proprietario esercitarla. In linea di principio, nessuna obiezione. Le regole di Bruxelles non proibiscono allo Stato di essere proprietario di aziende, purché le gestisca con i criteri e i vincoli a cui deve assoggettarsi un imprenditore privato. Ma siamo davvero sicuri, alla luce dei precedenti, che sarebbe utile per il Paese rimettere l'Alitalia ancora una volta nelle mani dello Stato?.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-02 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Expo: i poteri alla Moratti Il Consiglio dei ministri ha varato il Comitato per l'Expo. Pieni poteri al sindaco Letizia Moratti e riconferma della squadra che ha portato Milano alla vittoria. Tensione Berlusconi-Quirinale Tensione tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. Una battuta del Cavaliere sulla presunta ostilità del Quirinale, ai tempi di Ciampi, verso il centrodestra, ha fatto scattare la reazione della presidenza della Repubblica. Berlusconi ha telefonato a Napolitano per spiegarsi. Al seggio cellulari vietati Decreto del Consiglio dei ministri che vieta, "per la segretezza del voto" di portare in cabina cellulari o macchine fotografiche. Pena: arresto da 3 a 6 mesi e un'ammenda da 300 a 1.000 euro. Tariffe: il governo propone un decreto bipartisan Tariffe: dal governo l'idea di un decreto per sterilizzare l'Iva su luce e gas (che ad aprile aumenteranno del 4%). d'intesa con l'opposizione. Berlusconi: "Non ne so nulla". Focus Banda larga: Italia in ritardo In Italia solo una piccola parte del territorio potrà beneficiare della banda ultralarga (oltre i 20 Megabit) mentre in alcuni Paesi del mondo, soprattutto asiatici, già si lavora per portare 100 Megabit al 75% della popolazione. Esteri Georgia e Ucraina nella Nato: forte appoggio di Bush Alla vigilia del vertice della Nato che si apre oggi a Bucarest, il presidente Bush ha inviato un messaggio chiaro: gli Usa appoggiano "con forza" le aspirazioni atlantiche di Ucraina e Georgia. Una posizione che acuisce le tensioni con Mosca. Cronache Milano, sgombero dei rom La Curia: diritti umani violati Lo sgombero del campo nomadi di via Bovisasca a Milano con l'abbattimento di 150 baracche in cui abitavano 60 persone provoca la reazione della Diocesi che parla di azione "sotto i limiti stabiliti dai fondamentali diritti umani ". Raciti: nuovo tifoso arrestato è un incensurato di 21 anni, Daniele Micale, e non apparterebbe ad alcun gruppo di tifo organizzato, il secondo giovane arrestato l'altra notte nell'inchiesta sulla morte dell'ispettore Filippo Raciti. Economia Alitalia: apertura dei francesi Oggi la riunione tra Air France-Klm e i sindacati per la trattativa su Alitalia. Spinetta, presenterà aperture su flotta, cargo a Atitech, ma i sindacati commentano: "Non risultano novità di rilievo ". A Roma blocchi e proteste. Cultura Amos Oz, il nuovo romanzo "La vita fa rima con la morte" è il nuovo libro di Amos Oz. Un romanzo che lui ha definito "insolito". è sul processo della scrittura e racconta 8 ore in una notte di Tel Aviv e si sviluppa nella cucina- mente dello scrittore protagonista. Spettacoli I progetti della diva Netrebko Anna Netrebko è diventata il simbolo della bellezza al servizio del talento. Secondo la rivista Usa Time, il soprano russo nel 2007 figurava tra le 100 persone più influenti del mondo. Alla Scala tornerà tra due anni con VillazÓn per L'elisir d'amore. "Ho un progetto preciso con la Scala. Segreto". Sport Roma battuta in Champions Gara d'andata dei quarti di Champions: la Roma battuta all'Olimpico per 2-0 dal Manchester United. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 13,90; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Molise, Sicilia, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Abruzzo, Calabria e nelle province di SA e VE con la Gazzetta dello Sport e 1,00.

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ROMA - La sua giornata è finita così, con un faccia a faccia, rigorosam (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - La sua giornata è finita così, con un faccia a faccia, rigorosamente top secret, con il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa. Già. Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta ha lavorato tutto il giorno fianco a fianco con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato. Ha fatto i necessari approfondimenti anche con i vertici di Fintecna, la holding che controlla Az Servizi in condominio con Alitalia. In attesa dell'appuntamento più importante messo in agenda per il tardo pomeriggio al Tesoro dove ha portato l'ultima versione di piano all'attenzione del ministro. Un incontro a due alla vigilia del tavolo cruciale di oggi con i sindacati che potrebbe portare a un pre-accordo sui principi generali del piano di Parigi. Oppure accorciare le distanze con il commissariamento. La trattativa è ancora in salita e Spinetta lo sa bene: non nasconde le sue preoccupazioni anche al ministro. Sa che le ipotesi di apertura del piano di Parigi sono state accolte con una certa freddezza dai sindacati. E ora il manager francese spera in una notte che possa portare consiglio anche a chi rimane più scettico tra le nove sigle sindacali. Intanto, era fondamentale condividere con il Tesoro tutti gli ostacoli in pista e tutti i prossimi passaggi dell'accordo quadro firmato con Alitalia il 15 marzo. A partire dalle sette condizioni sospensive del contratto in scadenza oggi. Perchè se oggi il tavolo Spinetta-Prato-sindacati riuscirà a produrre davvero una sorta di accordo quadro sui principi generali del piano di Parigi, non è ancora finita. Rimarrebbero altre due condizioni, su sette, da rispettare per rendere efficace l'accordo. Una è il via libera al prestito ponte del Tesoro da 300 milioni, l'altra è la polizza assicurativa chiesta da Air France-Klm contro il rischio di contenzioso con la Sea (un miliardo e 250 milioni). La prima è come se fosse già sulla carta, ma rimane condizionata all'ok dei sindacati oltre che, naturalmente, allo scioglimento del nodo con la Sea, visto che questo rappresenta un altro paletto dell'accordo. Il che vuol dire che se anche oggi ci trovasse una sorta di intesa quadro con i sindacati (da approfondire in seguito), l'efficacia del contratto rimarrebbe ancora appesa al nodo del contenzioso con la Sea. Come sciogliere anche questo nodo? "Ritireremo il contenzioso soltanto in caso di sviluppi in favore di Malpensa", ha ribadito la Sea nei giorni scorsi. Sviluppi che possono arrivare dalla mediazione del governo. A meno che Air France-Klm non giochi la carta di una maggiore presenza dei suoi aerei a Malpensa, visto che al momento sembra improbabile una rinuncia di Parigi a questa condizione. Insomma, la trattativa Alitalia-Air France-Klm sembra ancora un mosaico difficile, complicatissimo, da comporre. Anche il passaggio dell'elezioni è una tessera da non sottovalutare. Intanto, oggi il cda di Alitalia dovrà prendere atto della situazione una volta di più. E non è scontato un nuovo rinvio della scadenza già slittata a oggi.

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FIUMICINO - Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti all'elaborazi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIO MANCINI FIUMICINO - Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti all'elaborazione dati aprono un fronte di rivendicazione. E per farlo danno un "antipasto" di quelli che potrebbero essere gli strumenti di lotta delle prossime ore: blocchi estemporanei nelle linee di collegamento tra Roma e l'aeroporto. E' successo ieri per quasi tre quarti d'ora all'altezza della stazione "Muratella". A prendere l'iniziativa sono stati i delegati sindacali di Cub, Cgil e Sdl che dalle 10,00 a mezzogiorno avevano "occupato" con un'assemblea gli uffici Ced nel quartier generale dell'Alitalia. Finito l'incontro, circa duecento dipendenti si sono incamminati lungo la Portuense per arrivare sino alla stazione della Roma-Fiumicino ed attuare un sit-in lungo i binari. Il blocco ha fermato un treno diretto a Fara Sabina ed un "Leonardo express", navetta no-stop di collegamento rapido con Roma-Termini. I viaggiatori sono stati avvisati e fatti scendere. Intorno alle 14,30 la manifestazione si è sciolta ed il traffico ferroviario ha potuto riprendere regolarmente. "Questa trattativa non può passare sulle nostre teste avverte Silvia Fancello, delegata sindacale Cub Tra addetti al call center, impiegati del Ced e amministrativi stiamo parlando di novecento lavoratori. E nessuno sembra prendersi pena della nostra sorte. Così abbiamo dovuto fare una passeggiata sino alla stazione per dimostrare che esistiamo e che abbiamo pieno diritto di sedere al tavolo della trattativa". Centralinistri ed esperti di elaborazione dati sono sul piede di guerra da diversi giorni. Lunedì sera hanno presidiato il centro direzionale di Magliana sino alle 22 e per stamane si sono dati appuntamento alle 7,00. "Se non si trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori, compresi quelli di amministrazione, call center ed informatica minaccia in una nota l'Sdl i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell'integrità della compagnia aerea".

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ROMA - Air France si arrampica sui tornanti della trattativa coi sindacati e incoraggia le speranze (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di rimonta di altri pretendenti. I russi di Aeroflot, come anticipato da Il Messaggero, sono interessati. E ieri sono usciti allo scoperto ("pronti ad esaminare nuove proposte"). Ma anche Carlo Toto non si dà per vinto e avrebbe rilanciato l'advisor Goldman Sachs a riprendere nuovi contatti tra i vecchi compagni di cordata cercando di reclutarne anche di nuovi. Ieri dopo un giro di telefonate fra le banche sarebbe emerso che molto presto, la banca d'affari Usa potrebbe incontrare Mediobanca. Piazzetta Cuccia era stata indicata da Silvio Berlusconi come uno dei perni della cordata italiana tanto conclamata dal candidato premier del Pdl. Mediobanca ha smentito un coinvolgimento anche se ha mantenuto contatti con Intesa Sanpaolo che aveva affiancato Toto fino a dicembre scorso. Ma soprattutto piazzetta Cuccia assiste da tempo Aeroflot che per i buoni rapporti fra Putin e Berlusconi potrebbe rappresentare il pivot di uno schieramento alternativo ad Air France con una matrice tricolore. Che verrebbe alla luce dopo le elezioni. Intesa insiste nel dire che sta alla finestra anche se ieri davanti ai suoi dirigenti, Corrado Passera, illustrando la strategia di banca per il Paese al fianco delle imprese, avrebbe fatto riferimento a un'operazione non riuscita che non frena lo slancio al servizio del sistema produttivo. Tutti aspettano la fine del negoziato di Jean Cyril Spinetta per assumere un'iniziativa concreta, su basi nuove. E a condizioni che non ci sia un imprimatur elettorale. Ecco perchè i rapporti di vecchia data fra Goldman Sachs e Mediobanca - cementati anche nella partnership in Sintonia al fianco dei Benetton - potrebbe aprire nuovi spiragli. Quanto a Toto che pure coltiva il progetto di acquisire Alitalia, potrebbe accontentarsi di non restare tagliato completamente fuori - come avverrebbe con Air France - ma con un ruolo ridimensionato. Air One insomma potrebbe partecipare a una nuova cordata banche-Aeroflot, prestando gli aeromobili, spuntando alcuni slot e magari anche mettere un piede in una eventuale newco, con una quota di minoranza. In ambienti bancari nella tarda serata ieri, infine girava voce di un'iniziativa di un noto imprenditore italiano per sollecitare Lufthansa a riconsiderare il dossier. Lo scorso anno quando il vettore tedesco ha scartato l'operazione Alitalia sembra che i contatti fossero con Roberto Colaninno, patron della Piaggio. r. dim.

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ROMA Questa volta ci sono "aperture". Ci sarebbero perchè Cgil e Cisl smenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Questa volta ci sono "aperture". Ci sarebbero perchè Cgil e Cisl smentiscono: "Per noi non ci sono novità". Comunque se saranno sufficienti a individuare un accordo-quadro che, in seconda battuta, possa permettere di giungere ad un'intesa definitiva e condivisa lo si potrà verificare soltanto questa sera al termine del confronto che il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta e quello di Alitalia Maurizio Prato avranno con i sindacati (subito dopo ci sarà un cda). Questa sera, infatti, scade l'ultimatum negoziale lanciato dai due manager. "E sarà davvero un prendere o lasciare", fanno intendere dall'entourage francese. Più verosimilmente l'ultima offerta potrà essere ulteriormente limata. Altrimenti che trattativa sarebbe? E comunque si sa che le scadenze sono pregiudizialmente indigeste alle organizzazioni sindacali. Spinetta avrebbe maturato le correzioni tra la scorsa notte e ieri mattina dopo l'ennesimo colloquio con il suo collega di via della Magliana. La partita si gioca sulla flessibilità delle "aperture". Sostanzialmente quattro. La flotta. Entrerebbe in linea un nuovo B-777 dal prossimo anno anzichè dal 2010-2011. Verrebbe altresì ridotto da 16 a 13 il numero degli Md-80 che dovrebbero essere messi a terra. Piloti e assistenti di volo. L'intervento sulla flotta avrebbe evidenti ricadute positive sul personale di cabina perchè l'entrata in linea del B-777 determinerebbe un fabbisogno di 100 assistenti di volo e 12 piloti in più mentre la permanenza dei 3 Md-80 richiederebbe l'impiego di altri 30 piloti e 60 assistenti di volo. Complessivamente 42 "comandanti" in più e 160 assistenti per quanto riguarda il trasporto passeggeri. Cargo. Verrebbe confermata la chiusura per il 2010, ma potrebbe essere presa in considerazione l'ipotesi di andare ad una verifica da parte di un advisor già nel prossimo anno con conseguente possibilità di ritirare il provvedimento. Atitech. Il polo napoletano di manutenzione pesante potrebbe rientrare nel cosiddetto "perimetro" aziendale. In altre parole, i circa 800 dipendenti potrebbero restare al lavoro magari attraverso l'acquisizione da parte del gruppo franco-olandese degli stabilimenti partenopei. Ma lo scenario risulterebbe ancora abbastanza nebuloso. L'impressione è quella che la trattativa possa riprendere, magari si arriverà anche ad un accordo quadro che tuttavia dovrà essere avallato dal nuovo governo (come del resto chiede Air France e una larga parte del sindacato). La Uil, dopo la rottura dell'altro ieri, si è detta pronta a rientrare al tavolo, ma soltanto in caso di effettive "aperture" da parte del gruppo transalpino. Certo arrivare ad confronto con il nuovo esecutivo con un pre-accordo in tasca rafforzerebbe la posizione dei francesi. "Io sono molto scettico - ha argomentato ieri Berlusconi - sul fatto che la trattativa possa andare avanti, ma se fosse con pari dignità che non faccia perdere l'identità di Alitalia come compagnia di bandiera, noi siamo favorevoli". Il fallimento? "Una bufala, una grande azienda non può fallire per definizione". La cordata italiana? "Io chiesto io agli imprenditori di non palesarsi". Ed a proposito di cordate, secondo indiscrezioni si starebbe di nuovo muovendo la russa Aeroflot che si sarebbe detta pronta a subentrare in caso di fallimento del negoziato con Air France. A piazza Affari seconda seduta consecutiva in aumento per il titolo Alitalia che, dopo ripetute sospensioni al rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42%.

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Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica ... Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si avvia a una conclusione prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non ci sono dubbi sul fatto che anche al Senato potremo contare su una buona maggioranza. Ci spetterà l'onore e l'onere di governare. I toni si sono mantenuti buoni, qualcuno dice che io ho accelerato nelle critiche al candidato del Pd, ma non è vero: io critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è quello delle schede bianche. Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca. Se non si dovesse fare una scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì che questa sia utilizzata al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in certe regioni, si sono verificati soprattutto a causa di questo fatto. La seconda cosa da fare è spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di assegnazione dei seggi. Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte dell'elettorato non ha ancora ben capito il reale sistema di assegnazione dei seggi. La mia terza preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo sulla scheda. Il ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda tutti i simboli di seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere sulla scheda. è importante che le forze politiche si impegnino a distribuire dei fac-simile per informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che in questo finale di campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è l'alto tasso di inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi c'è stata la buona notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho semplicemente detto che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti. Quindi non è un successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che ho fatto numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che Milano abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione all'importanza di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria compagnia di bandiera. Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con Air France perché ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi di trattative, la compagnia francese ha presentato un'offerta con delle condizioni irricevibili e offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia in Air France. L'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera. Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi economica che coinvolge molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli accordi con il mondo del commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel primo Consiglio dei ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare completamente i premi di produzione e gli straordinari. Questo può cambiare addirittura il sistema di trattative sui contratti e può stimolare un maggiore impegno dei lavoratori. Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il 15 per cento in meno dei lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il tempo lavorato avremo un grande impulso alla produzione, che sarebbe giustificato da un aumento dei consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma si tratta di applicare la ricetta liberale e del benessere: meno tasse è uguale a maggiori consumi, maggiore produzione e più forza lavoro. Ciò significa maggiori entrate per lo Stato per aiutare famiglie bisognose. In più il programma prevede la messa sul mercato ogni anno di tanti immobili quanti potranno essere assorbiti dal mercato stesso. Questo porterà più liquidità nelle casse dell'Erario con l'impegno che questi soldi verranno utilizzati solo per ridurre il debito pubblico che sappiamo essere al 104% del Pil e che intendiamo portare sotto il 100%. Torniamo su Alitalia. La cordata italiana arriverà in tempo e assicurerà la sopravvivenza di Malpensa? Non è una questione di tempo. Questi imprenditori formano una compagine molto folta. Mi sono rivolto ad alcuni colleghi e ho avuto molte risposte sia dai grandi sia dai medi imprenditori. Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni? Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm, i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009 ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti, grandi e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale. Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa, in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città. Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli, soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione. Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel, Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome? Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima. Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle Olimpiadi cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri anche da Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa Bianca? E come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa democratico, con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel quadrante orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi di vertici in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa, chiunque vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con Clinton, con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary, durante il mio intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente, come candidato premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso pronunciare pronostici a favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei difficoltà a incontrare in futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma gli alleati potrebbero ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della Lega, per esempio, sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su certi temi? Intanto la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il nostro lavoro, è un alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto Bossi e sul caso dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non sono state riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli diventare cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che debbano conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo il 14 aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so dire. Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini devono avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il voto dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno all'opposizione e gli altri partitini servono solo ai loro leader.

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Un invito agli italiani a non lasciare le schede in bianco (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Un invito agli italiani a non lasciare le schede in bianco ... Un invito agli italiani a non lasciare le schede in bianco ma di annullarle in ogni caso per evitare la possibilità di brogli elettorali. Ha esordito così il leader del Pdl Silvio Berlusconi, che ieri è stato gradito ospite del forum de Il Tempo. Il Cavaliere ha risposto alle domande dei giornalisti, affrontando la questione di Alitalia, elencando gli interventi per alleviare la crisi economica che affligge le famiglie italiane, annunciando il ripristino della riforma scolastica attuata dall'ex ministro Moratti e la possibilità di larghe intese per ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione. All'incontro hanno preso parte Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro Usai, Stefano Mannucci, Sarina Biraghi, Fabrizio dell'Orefice, Alberto Di Majo, Paolo Zappitelli, Laura Della Pasqua, Maurizio Gallo, Fabio Perugia.

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Luxottica, telecom e seat sotto i riflettori (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Luxottica, Telecom e Seat sotto i riflettori MILANO - Seduta a tutto gas per Piazza Affari (+2,59% il Mibtel) in sintonia con gli altri mercati mondiali. A guidare i rialzi sono stati i titoli bancari (tra le meno brillanti Mps, +3,3% e Banca Intesa, in rialzo del 4%) e le società variamente coinvolte nell'Expo del 2015. Denaro anche su Italcementi (+6,95%), Seat Pg (+7%) e Luxottica (+6,5%). Tra gli altri positiva anche Telecom (+5,96%). Nel comparto delle tlc ha perso quota invece Fastweb (-1,8%); in altalena Tiscali (-1,6%) dopo i rialzi della vigilia. Segno più per Autogrill (+3,5%), Impregilo (+1,9%), Eni (+1%) e Atlantia (+0,55%). Sottotono Saipem (-0,82%) e Parmalat (-1,44%). Seconda seduta consecutiva in aumento per Alitalia, mentre è slittato ad oggi il confronto tra società, Air France e sindacati. Il titolo, nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro; in due giorni, il titolo è progredito del 31,8%.

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"avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere si presenta in studio con tecnici di fiducia. E per Veltroni quattro assistenti "Avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza Walter alla Del Bufalo: "Puoi chiamarmi come vuoi, anche eccellenza..." Accordi ferrei per evitare l'incontro degli sfidanti nei corridoi di Saxa Rubra (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CONCITA DE GREGORIO Le telecamere inquadrano Berlusconi che esce dalla porta sul retro mentre Veltroni entra da quella davanti, i quattro giornalisti chiamati a intervistarli restano seduti ai loro posti così come Giuliana Del Bufalo direttore di Rai Parlamento nella sua giacchetta rossa intonata al tavolo. Sembra una seduta di laurea, senza applausi però. "Sembra il dentista", si innervosisce Berlusconi scontento fin dal principio per via della polemica del giorno, quella che lo oppone al Quirinale: "Sono sempre i giornalisti a strumentalizzare", si lamenta con gli intervistatori un attimo prima di iniziare: "Anche sulle donne ero stato così attento, l'altro giorno, a dire che sono domine e padrone della casa". Perseguitato dalla stampa nemica, ecco come si sente Berlusconi, e poi circondato da istituzioni ostili: "Confermo, non è un'opinione è la realtà: sono tutte a sinistra". Inoltre un dettaglio tecnico per lui non secondario: "Chi va in onda dopo di me avrà il vantaggio di avermi già ascoltato". Alla stessa ora su altro canale va in onda Roma-Manchester, circostanza che potrebbe minimizzare la portata della contesa. Niente affatto invece. Nervosissimo lo staff di Berlusconi presidia il territorio di Saxa Rubra fin dalle otto, ci sono accordi ferrei per non fare incontrare i leader e per tenere lontana la stampa non-Rai, la palazzina B dove si svolge la trasmissione in diretta è trasformata in una specie di Città proibita alla quale si accede solo fino a mezz'ora prima e su visita guidata, accompagnati e controllati da alti funzionari. Una troupe di Ballarò gira gli esterni. David Sassoli e Maurizio Mannoni si affacciano dalle rispettive stanze scendono a vedere che succede. Tutto il paese Rai esce nei vialetti. Si vedranno? Si parleranno? Non è mai successo in campagna elettorale: sarà oggi? Escluso, non è oggi. Veltroni non ha manifestato il desiderio di intrattenersi con Berlusconi, verrà dunque fatto accomodare qui dove ora c'è un maggiordomo in livrea che prepara le pizzette e poi fatto salire al primo piano dalla scala di destra. Berlusconi non ha fatto sapere di volersi fermare a stringere la mano a Veltroni perciò l'auto lo raccoglierà subito fuori dall'uscita secondaria. Nessuno dei due ha bisogno di trucco. Berlusconi arriva già truccato da casa, non si fida di mani ignote né di luci non devote. Ecco difatti l'ispettore dei faretti, già operatore Mediaset oggi alto collaboratore del leader. Ecco il regista al seguito quello che firmò negli anni d'oro Colpo Grosso. Ecco il fotografo personale del leader che si presenta declinando le generalità: Anticoli Livio. Causa traffico partita arriva con un filo di ritardo persino il Suv Chevrolet con vetri oscurati e sei body guard con auricolare a bordo che apre la strada alla berlina del leader del Popolo delle libertà. Cinque minuti alle nove, si comincia. Berlusconi ha un tappeto di capelli compatti che gli disegnano sul cranio una sagoma come quella di Diabolik ed ha cambiato cravatta. Non è più quella a pois degli ultimi dieci anni, questa è azzurro acceso quasi viola con disegni cachemire rossi, devono avergli detto che è più giovanile. Tuttavia il taglio della giacca l'impostazione oratoria, i lunghi monologhi e i sorrisi forzati ne denunciano ciò che anche Veltroni fra poco non mancherà di ricordare: l'età, lo stile da imprenditore anni Cinquanta quello che dice con orrore "la sinistra è radicata nell'ortodossia marxista" e poi si rivolge a Bonaiuti, suo sottoposto già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, spazientendosi davanti ai microfoni aperti: "Ma dov'è Bonauti quando serve deve sempre andare al bagno". Nel merito rilevante solo il passaggio sui precari, che secondo Berlusconi in Italia non esistono: sono appena il 12 per cento e quasi tutti (per l'esattezza l'80 per cento del 12) destinati ad essere assunti a tempo indeterminato. "I giovani siano imprenditori di se stessi", fine della questione. Unica notizia politica: le porte aperte a Casini ove mai decidesse di tornare. Lo scambio di accuse ascoltato fin qui esi vede che era per gioco. Veltroni arriva che Berlusconi sta già parlando da un quarto d'ora. Lo accompagnano in quattro: Roscani, Verini, Coldagelli e Martino. Al loft c'è una squadra che sta seguendo la trasmissione, pronta ad intervenire in caso di bisogno di notizie o suggerimenti. Non mangia pizzette, non passa al trucco, sale al primo piano a guardare la tv. Ha una giacca più chiara e una cravatta più scura del suo avversario. I bottoni della camicia slacciati. Se Berlusconi esce stizzito dicendo sembra di essere dal dentista avanti il prossimo anche lui entra con una battuta, "ciao Giuliana, come mi devi chiamare? Come vuoi, anche eccellenza". è disinvolto, parla a bassa voce, guarda in camera. Dice che i precari esistono, che l'immondizia a Napoli non è un problema di ieri e l'Alitalia neppure. Parla di talenti, di semplicità e di una Bocconi al sud per fare una gioventù migliore. E' contento, quando esce. "Per me vinciamo, ma vinciamo perché abbiamo un lavoro da fare e io mi fido degli italiani. Davvero: mi fido di loro. La cosa peggiore che può capitare a questo paese è di continuare cosi".

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Alitalia, i francesi adesso trattano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Alitalia, i francesi adesso trattano su esuberi e flotta Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it La minaccia "prendere o lasciare" lascia posto al negoziato: Air France-Klm cerca di andare incontro alle richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano di risanamento di Alitalia e andare avanti nell'operazione di vendita. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la flotta, il perimetro di vendita e il settore cargo. E su questi nodi ha lavorato il presidente e direttore generale della compagnia franco-olandese, Jean-Ciryl Spinetta, per superare la situazione di muro contro muro. La nuova riunione, prevista per ieri, è slittata a oggi, termine ultimo fissato dal presidente di Alitalia, Maurizio Prato, per trovare un accordo di massima con i sindacati. Air France-Klm dovrebbe presentare un'offerta che prevede interventi sulla flotta: anticipare al 2009, anziché al 2010-2011, l'ingresso di un nuovo B777 e ridurre da 16 a 13 il numero degli Md80 che dovrebbero essere messi a terra. Per il cargo, pur confermando la chiusura al 2010, sarebbe prevista una verifica da parte di un ente terzo per valutare la situazione del settore ed eventualmente decidere modifiche al piano. Gli interventi sulla flotta, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, avrebbe un impatto sul numero degli esuberi, contenendone il numero. L'arrivo del B777 determinerebbe un fabbisogno di 100 assistenti e 12 piloti mentre la permanenza dei 3 Md80 richiederebbe 30 piloti e 60 assistenti di volo. Aperture allo studio anche per il perimetro aziendale. Si starebbe, infatti, valutando se reinternalizzare anche lo stabilimento napoletano di Atitech dal momento che già, nel documento, erano previsti contratti per la manutenzione con il sito campano per otto anni. Spinetta vuole avvicinarsi alle richieste dei sindacati, in particolare alla Uil, che dopo avere abbandonato il tavolo delle trattative si è detta disponibile a riprendere il filo del discorso, come ha spiegato il segretario generale Luigi Angeletti, "solo se il gruppo franco-olandese sarà disponibile a modificare il piano per l'acquisto di Alitalia. E solo se ci sarà l'impegno che un eventuale accordo non sarà modificato all'indomani delle elezioni". Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ribadisce che ad "oggi non c'è alternativa a un accordo con Air France, l'alternativa è il fallimento e poiché voglio evitare questa possibilità tratto con i francesi". Epifani ha ricordato che intende "trovare un'intesa che vada nel senso di rilanciare la compagnia, garantire l'occupazione, evitare un fallimento che metterebbe in discussione il destino di Alitalia, degli aerei, ma soprattutto dei lavoratori". Intanto rispunta la compagnia russa Aeroflot che si è detta pronta ad esaminare eventuali nuove e più vantaggiose proposte sulla vendita di Alitalia se dovesse fallire la trattativa con Air France-Klm. In Borsa è stata un'altra giornata spumeggiante: il titolo Alitalia, nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro. In due sedute le quotazioni sono balzate del 31,8%.

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Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo ... Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo della vittoria alle elezioni ma non nasconde le difficoltà che si troverà di fronte. "Ci spetterà l'onore e l'onere di governare - afferma il leader del Pdl - ma non sarà certo una festa. Servirà un grande impegno per rimettere in pista il Paese". Il Cavaliere critica i piccoli partiti che "esistono solo per garantire la sopravvivenza ai loro leader" e ringrazia la Moratti per l'assegnazione a Milano dell'Expo. Su Alitalia Berlusconi è convinto che "non fallirà mai" e che "molti imprenditori italiani risponderanno" al suo appello. Della Pasqua alle pag. 2, 3, 4 e 5.

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Alitalia, pressing francese (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Passo indietro di Air France-Klm sugli esuberi annunciati Alitalia, pressing francese Air France-Klm cerca di andare incontro alle richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano di risanamento di Alitalia e proseguire nell'operazione di vendita. I sindacati hanno chiesto modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la flotta, il perimetro di vendita e il settore cargo. E su questi nodi i francesi sembrano pronti a fare un passo indietro tanto da presentare una offerta più vantaggiosa. Oggi scade il termine per trovare l'accordo. Lombardo a pag. 41.

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L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una ... L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una svolta nel senso della serietà e dell'autorevolezza. In qualche modo infatti saremo ancora più esposti nei prossimi anni ai giudizi degli osservatori di tutto il mondo, europei testa. Ecco perché abbiamo bisogno di buone decisioni, ecco perchè abbiamo bisogno di buona politica. Proprio in questo senso appare di tutta evidenza l'insopportabilità della situazione venutasi a creare intorno alla vicenda Alitalia, i cui mali affondano le radici in oltre vent'anni di cattiva gestione (pubblica) della compagnia di bandiera. Vale la pena quindi di dire con chiarezza che la decisione finale sulla vendità non può spettare a questo governo. Anzi dovrebbero essere proprio Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa ad ordinare al management di Alitalia di sospendere ogni trattativa fino all'insediamento del nuovo esecutivo. Gli italiani hanno il diritto di vedere prese decisioni da chi è legittimato a prenderle. I politici hanno il dovere di accettare i limiti del loro mandato. Un governo dimissionario, sostenuto da una coalizione che si è dissolta in Parlamento e si presenta divisa alle elezioni, ha il dovere di consegnare un dossier di tanta importanza al nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Romano Prodi lo sa benissimo, anche se ne soffre non poco. Colga l'occasione per rendere un servizio al Paese, ordinando lo stop alle trattative. Anche perché, in fondo, sarà comunque il nuovo governo a decidere.

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Tremonti, le ricette per risorgere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

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Politica Italiana Pagina 106 Tremonti, le ricette per risorgere Il candidato all'Economia del Pdl: "Taglieremo le tasse inique" --> Il candidato all'Economia del Pdl: "Taglieremo le tasse inique" Prova a tenere le carte coperte ("non so se sarò il ministro dell'Economia, come dice Berlusconi") ma lo sguardo si allunga in fretta verso il palazzo di via Venti Settembre. Via l'Ici, "una patrimoniale iniqua", via le tasse dagli straordinari "e, se possibile, anche quelle sulle tredicesime". Nel mirino finiscono anche i mutui, "che devono diventare più umani per le famiglie". Giulio Tremonti, vicepresidente di Forza Italia, unico pezzo fisso nello scacchiere di governo disegnato da Berlusconi, arriva in Sardegna (Oristano e Cagliari) per rilanciare la campagna elettorale del centrodestra e tratteggiare "il piano di risanamento" che ha in mente se il voto di aprile dirà Pdl. C'è anche il tempo per spedire una frecciata verso viale Trento: "La famosa vertenza entrate è finita con un bilancio deficitario per la Sardegna. Mi sembra un federalismo all'incontrario". Il voto è dietro l'angolo. Come stiamo a sondaggi? Il Pd comincia a infastidirvi? "Secondo i dati di Veltroni, la base degli elettori sarebbe del 120 per cento. Io cito solo il tempio della democrazia, l'Inghilterra". Cosa significa? "A Londra c'è Westminster, ma ci sono anche le case per le scommesse. E le quotazioni si fanno sui sondaggi più veritieri. Veltroni è in calo costante, il premio per una sua vittoria è in crescita. Questo dice tutto. Il vero sondaggio sarà in ogni caso il 13 e 14 aprile e noi siamo convinti di vincere". Se non finisse così? "Gli italiani devono sapere che, se per caso a qualcuno scappa la mano nell'urna, verranno aumentate le tasse sui Bot, sui Cct e sui risparmi. L'incompiuta di Prodi sarà compiuta da Veltroni. Come potrebbe, altrimenti, finanziare le sue promesse? D'altronde è come certi venditori americani. In ogni piazza una promessa, unguenti miracolosi buoni per tutto e per tutti. La logica è quella del lie the day, fly the night . Menti di giorno, scappa di notte". E se non vince nessuno? Come vi muoverete per evitare una nuova paralisi al Senato? "Non ho il software, sarebbe arbitrario simulare scenari in questo momento". Esiste lo spazio per una stagione di larghe intese? "Siamo convinti che sulle riforme costituzionali ci sia spazio per un'intesa in Parlamento. D'altronde prima che la maggioranza affossasse il governo, stavamo discutendo la bozza Violante per riformare il Parlamento, con una sola Camera e metà parlamentari. Mi auguro si prosegua su questa strada anche con la nuova legislatura". E intese per governare? "Le riforme costituzionali sono una cosa. Per il resto siamo in campagna elettorale: chi vince, governa". Ma si doveva andare al voto per forza con questa legge elettorale? "Dobbiamo essere realisti, la legge è stata fin troppo demonizzata. La sinistra ha attribuito alle regole elettorali il fallimento del governo Prodi, basato su una coalizione troppo ampia e disomogenea. Adesso il Pd è da solo e si ritiene omogeneo. Ma la legge elettorale è sempre la stessa: vuol dire che il governo Prodi è caduto semplicemente per un errore politico". L'economia italiana va così male o c'è lo zampino della campagna elettorale? "Gli ultimi dati li ha diffusi Prodi. La crescita economica è pari a zero, la pressione fiscale viaggia verso i massimi storici del 44 per cento. L'inflazione vola tra il 3 e il 5 per cento. E anche il deficit è vicino alla soglia del 3 per cento fissata dall'Unione europea. E poi ci sono altri indicatori che parlano chiaro". Quali? "L'Iva è l'imposta che sta davvero dentro l'economia. Viaggia intorno al 2 per cento, vuol dire che le cose vanno male. E altrettanto emerge dal differenziale di rischio tra i titoli pubblici italiani e i bund , quelli tedeschi. Ai tempi del voto del 2006, fine stagione Berlusconi, era pari a 20. Ora è salito a 60". Non sarà tutta colpa dei neanche ventun mesi di governo Prodi? "Quando c'eravamo noi, si è creata una congiuntura sfavorevole in tutta Europa. La Germania si è piantata, così come la Francia. I conti sono andati in rosso e dall'Unione europea è arrivata la richiesta di sanzioni. Ma per noi non c'è stata, e questo la dice tutta. E sapete perché? Perché? Perché il presidente della Commissione a Bruxelles era Prodi. Se avesse potuto, non ci avrebbe risparmiato. Abbiamo seminato bene e del raccolto ha beneficiato in seguito anche il suo governo". Siamo addirittura ai regali? "Nel 2006, l'anno in condominio tra noi e loro, la crescita del Pil era all'1,5 per cento e il deficit era sceso al 2,4 per cento. Adesso, ribadisco, abbiamo crescita zero e deficit vicino al 3 per cento". Se andrete al governo, taglierete le tasse? "Dobbiamo capire come vanno i conti pubblici e quindi le spese e le entrate. Ma aboliremo l'Ici, una patrimoniale iniqua, e detasseremo gli straordinari. Ipotizzabile anche la detassazione delle tredicesime, ma solo se ci sarà la possibilità di copertura". Ma quale sarà la prima mossa? "Il problema dei mutui sarà la prima questione che affronteremo. Condizioneremo la detassazione per le banche alla trasformazione dei mutui in qualcosa di più umano per le famiglie. Già con l'ultima Finanziaria avevamo presentato un emendamento in commissione, ma è stato bocciato. Il Pd sta con i banchieri, noi stiamo con i risparmiatori". C'è anche la grana Alitalia. "Io penso che bisogna prima decidere qual è la scelta giusta per l'Italia e poi qual è la scelta giusta per l'Alitalia". Veltroni si dice pronto ad alleggerire la macchina burocratica. Ha detto che taglierà cinquemila leggi. "Veltroni mi ricorda chi ammazza i genitori e poi in Tribunale chiede le attenuanti al giudice: sa, sono orfano . Se c'è un elemento della cultura della sinistra è la legificazione. Veltroni dice di voler tagliare le leggi, ma poi dice che al primo Consiglio dei ministri farà dodici nuove leggi". Facciamo un salto in Sardegna. Nei conti della Regione c'è ancora l'incognita delle entrate fiscali. "Della vertenza ho memoria fino al 2006. Ricordo le proposte formulate dal presidente della Regione: proposte di buon fondamento, discutibili sui tempi e sugli importi, ma erano proposte fondate anche se presentate in modo alterato. Però ho un'impressione". Quale impressione? "I bilanci sono in dare e in avere: quello che è avvenuto in questi due anni è che per la Sardegna è stato solo dare, l'avere non si è visto. Quello che mi impressiona è che all'aggressività del 2006 corrisponde ora la remissività di Soru. C'è quasi un federalismo al contrario". C'è anche un pendenza davanti alla Corte costituzionale sulla legittimità o meno dell'iscrizione delle entrate future in bilancio. "Si tratta solo di attendere. Noi le sentenze non le abbiamo mai discusse". GIULIO ZASSO.

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Air France rivede il piano su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 108 Air France rivede il piano su Alitalia Berlusconi apre: "Sì ai francesi se la compagnia resta italiana" --> Berlusconi apre: "Sì ai francesi se la compagnia resta italiana" Oggi sarà il giorno decisivo per la trattativa tra Air France e Alitalia. L'ennesimo incontro con i sindacati servirà per decidere se andare avanti nella vendita oppure portare i libri in Tribunale. ROMA Scade oggi il termine fissato da Alitalia e Air France-Klm per raggiungere un accordo con i sindacati. E dall'esito del confronto, il consiglio di amministrazione deciderà come procedere. Se chiedere un prestito ponte al Tesoro o portare i libri in Tribunale. Intanto, da Silvio Berlusconi arriva una possibile apertura: se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni", allora Berlusconi approverebbe l'accordo con Air France. Il leader del Pdl lo ha detto ieri dagli schermi di Rai Due, spiegando che Air France aveva avanzato una proposta "che ho già definito irricevibile e offensiva". Per questo, ha ribadito il Cavaliere di aver fatto "un appello all'orgoglio" degli imprenditori italiani per salvare Alitalia. AEROFLOT Una cordata alternativa però non si è ancora concretizzata mentre guardano l'evolversi della situazione altri soggetti, come la compagnia russa Aeroflot, pronta a tornare in campo se non andasse in porto la trattativa con Air France-Klm. Che, nel caso, perderebbe l'attuale vantaggio e partirebbe alla pari con chi fosse interessato al ricco mercato aereo italiano. In Borsa Alitalia ha chiuso ieri con un balzo del 10,42% a 0,53 euro guadagnando in due sedute il 31,8%. Oggi, intanto, è anche attesa l'audizione alla Camera dei ministri dell'Economia e dei Trasporti Tommaso Padoa-Schioppa e Alessandro Bianchi. A cui si chiederà anche delle prospettive di Malpensa, alla luce della vittoria di Milano per l'Expo 2015. LA TRATTATIVA Dopo lo stallo di lunedì, il negoziato previsto per ieri è slittato a oggi. Ufficialmente per "necessità di approfondimenti tecnici", ma secondo indiscrezioni il gruppo franco-olandese avrebbe preso tempo per cercare aperture al piano di acquisizione di Alitalia che non è piaciuto ai sindacati. I quali, comunque, non intendono affatto abbandonare il tavolo del negoziato consapevoli che l'alternativa è il fallimento. E ci sarà anche la Uil, che ieri aveva abbandonato la trattativa, se ci saranno modifiche. Giornata intensa, ieri, per il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che assieme al presidente di Alitalia Maurizio Prato ha cercato di trovare margini per ridurre gli esuberi e reintegrare tutte le attività di terra di Alitalia servizi. Si è ragionato di anticipare di un anno, al 2009, l'ingresso in flotta di un aereo di lungo raggio B777, di ridurre da 16 a 13 gli Md 80 e da tre a due gli aerei full cargo da mettere a terra risparmiando in totale un centinaio di piloti dei 507 previsti e intorno ai 160 assistenti di volo su 594. Sul cargo la chiusura nel 2010 potrebbe non essere più definitiva perché nel 2009 un advisor esterno potrebbe esaminare le prospettive del settore. Nel progetto, si sarebbe studiata la possibilità di far rientrare nel perimetro di Alitalia oltre alla manutenzione sottobordo e leggera di Fiumicino e alle attività aeroportuali anche il polo della manutenzione pesante dell'Atitech di Napoli dove il costo orario è inferiore del 40% circa rispetto ad Air France-Klm. LA PROTESTA Che la tensione sia alta, lo hanno dimostrato ieri una serie di proteste dei lavoratori di Alitalia che hanno occupato i binari della linea ferroviaria che collega Roma con l'aeroporto di Fiumicino, bloccato la produzione di Alitalia Maintenance Systems (società al 60% Alitalia Servizi e al 40% da Lufthansa Technik che si occupa della revisione di motori della flotta Alitalia e di altre aviolinee) e occupato il Centro elaborazione dati e il nuovo Centro direzionale di Magliana.

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Cancellati i voli sardi fino al 21 aprile (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 108 Continuità territoriale Cancellati i voli sardi fino al 21 aprile Continuità territoriale --> Ieri il cda di Alitalia avrebbe dovuto esaminare la bozza di accordo messa a punto con Meridiana sulla continuità territoriale sarda. Le questioni sulla trattativa, tuttavia, hanno fatto passare in secondo piano i voli sardi. Fino a tarda serata nulla è trapelato dalla Magliana, anche se ieri pomeriggio la compagnia pubblica avrebbe bloccato la vendita dei biglietti anche dopo il 7 aprile e almeno fino al 21. Potrebbe dunque essere il segnale che conferma la volontà di accettare l'ipotesi prospettata lunedì al ministero dei Trasporti: accordo commerciale sulla vendita dei biglietti con Meridiana, che potrà utilizzare mezzi e personale di Alitalia sui voli tra Cagliari, Roma e Milano. AIR ONE Intanto, ieri, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm. Conferma così la sentenza di primo grado del Tar del Lazio. La sentenza di merito del Consiglio di Stato, che segue l'ordinanza dell'11 marzo che bocciava la richiesta di sospensiva, conferma la legittimità della trattativa in esclusiva che ha portato al lancio di un'offerta di Air France-Klm per Alitalia. Un nuovo no ad Air One che contestava la procedura.

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Expo 2015, la buona politica (sezione: Alitalia 2)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

SERGIO SCALPELLI Se avessimo perso avrei scritto della forza di Milano, della sua capacità di farcela da sola, delle energie che ha dentro di sé. Della bontà di un progetto che per la prima volta, dopo tre decenni di chiacchiere sulla "città metropolitana", è stato effettivamente pensato in chiave metropolitana. Avrei scritto che dai vituperati anni Ottanta non si vedevano, a Milano, andare a braccetto politica ed economia. Avrei anche scritto che, nonostante il risultato, una città che non aveva negli ultimi due decenni mostrato alcuna voglia di partecipare neppure a una corsa dei sacchi, aveva saputo tirare fuori le unghie. Le stesse cose le scrivo ora che la città ha vinto. Ma, aggiungo, hanno vinto la vocazione internazionale di Milano e la capacità della politica, quando vuole, di riconoscere, interpretare e rappresentare gli interessi del paese. La vocazione di Milano nel mondo è quella di riconoscersi lungo l'asse che da Lisbona arriva a Budapest e da Stoccolma scende al Mediterraneo, di scorgere in sé una centralità geografica, economica e culturale, di c a p i t a l e d'area, un'area ricchissima e vivacissima. Saranno scritte molte parole, vedrete, sulla rinascita di Milano nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Muterà di segno anche il destino di Malpensa. La penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé che ha dato l'Italia. Città, governo, regione, provincia, sistema della cultura, università, imprese. Eccole qua, capaci di mostrare che esistono "gli interessi generali del paese", capaci di conquistare rispetto e credibilità generale in una fase di debolezza delle élite italiane. Capaci di dire a se stesse, prima ancora che al mondo, che quando non ci lasciamo attorcigliare dalle faziosità, sappiamo vincere. È una bella vittoria di Letizia Moratti e della sua tenacia, è una bella vittoria di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Ed è un bel successo di una buona politica che si è ricordata che siamo pur sempre una grande nazione.

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Milano esulta l'Expo e' tuo! (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Cronaca di una vittoria annunciata ma sofferta Milano esulta: l'Expo e' tuo! Ecco come cambiera' la citta' per l'esposizione 2015 Parigi, 1 apr. – Era il 2 novembre del 2006 quando Milano e Smirne eliminano le altre candidate ad ospitare l'Expo 2015 e incominciano a darsi battaglia a fase di progetti, pubblicità e ricerca di voti in giro per il mondo. In quella data i Paesi votanti al Bureau International des Exposition erano 98. A votare ieri erano in 151. E finalmente il verdetto ci sorride: dopo tanto sforzo possono sorridere il Sindaco Letizia Moratti, il Governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni e tutti i milanesi. Questa è la seconda volta per la città degli Sforza: la prima fu nel 1906, e fu un successo con i suoi 7 milioni di visitatori. Quindici milioni di euro erano già stati spesi per la campagna pubblicitaria della candidatura di Milano; si calcola che saranno spesi in tutto altri 20 miliardi, le cifre di una finanziaria. La città cambierà completamente, e in meglio, il suo volto: sarà costruita una torre alte 200 metri, che diventerà il simbolo di questa esposizione, così come lo fu a suo tempo la Torre Eiffel per Parigi; aumenteranno notevolmente le aree verdi, che saranno anche collegate tra loro attraverso una rete d'acqua che ne permetterà la comunicazione: con questa mossa Milano ha ottenuto infatti l'appoggio di numerose associazioni ambientaliste; saranno rafforzati i trasporti, con la costruzione di 3 nuove linee di metropolitana che collegheranno anche la città con l'aeroporto di Linate, tagliandola da est a ovest; nasceranno nuove strutture che ospiteranno, nella zona della Fiera di Rho-Pero, ad ovest della città, le oltre 120 nazioni che prenderanno parte all'esposizione su un'area calcolata in oltre 20 ettari. La città sarà migliorata nel suo aspetto estetico-funzionale, ma anche sotto il profilo dell'impiego: nasceranno oltre 70.000 posti di lavoro che aiuteranno ad accellerare i tempi nei cantieri e nell'organizzazione dell'accoglimento dei 29 milioni di visitatori – cifra minimale calcolata dall'Università Bocconi – che la città ospiterà, in un'area di 1,7 milioni di metri quadrati, nei 6 mesi della manifestazione, da maggio a ottobre. Saranno comunque anche 36.000 i volontari per l'accoglienza turistica. Oltre 7.000 eventi culturali renderanno la città più gradevole sotto il punto di vista turistico e sarà una bella immagine per la tanto bistrattata vita turistica di Milano. Tra le entrate, previsti 522 milioni dalla vendita di biglietti e 219 milioni dagli sponsor. Tutto ciò è stato esposto in oltre 1200 pagine di dossier, coadiuvate da elaborazioni a computer di come sarà la città tra 7 anni, che hanno convinto i 151 votanti ieri a Parigi della bontà del Progetto di Milano contro quello di Smirne. La città turca è stata sconfitta per 85 voti a 66: una vittoria netta e forse anche ampiamente prevista, di cui non si parlava per scaramanzia: Milano ha aveva presentato un progetto più dettagliato e ambizioso; si parla della costruzione anche di un centro di sviluppo sostenibile collegato al sostegno nei confronti di Paesi più poveri del continente africano, nei termini di 10 milioni di euro, perché, così come ha spiegato ieri il Sindaco Moratti:”queste Nazioni possano costruire il futuro sul loro capitale umano, cioè i bambini”. A proposito di bambini, ieri al Teatro Ciak di Milano erano presenti le delegazioni di alcune scuole di Milano e hinterland, che han portato con loro coloro che fra 7 anni saranno la vera anima dell'expo. Perché è l'uomo al centro dell'Esposizione 2015: il simbolo è l'uomo di Leonardo. Gli altri temi su cui Milano ha puntato la sua candidatura sono il tema dell'acqua, riportato sopra, e quello dell'alimentazione: è voluta andare sul sicuro la Moratti, e ha centrato il suo obbiettivo. Domenica 6 Aprile in corso Buenos Aires ci sarà una grande festa e una grande abbuffata per tutti, che ci sarebbe stata anche in caso di sconfitta. Smirne invece proponeva come temi quello della salute e delle cure termali: c'era preoccupazione in casa meneghina che i giudici, che ieri han votato per scrutinio segreto tramite un pulsante su un telecomando, potessero preferire la città turca per avvicinare questa Nazione al mondo occidentale. Così per fortuna non è stato. Verrà invece notevolmente rilanciata l'economia milanese e l'immagine dell'Italia intera, che si temeva potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano. Per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “una vittoria dell'Italia unita”. Per il candidato-premier Berlusconi “ una vittoria che non ha nulla a che vedere con Prodi” che seccamente replica “stia zitto”. “Energia per nutrire il Pianeta”: ecco la formula vincente di Milano. Suo primo sponsor è stato Al Gore, che si è complimentato con il Sindaco Moratti per l'istituzione dell'eco-pass dentro la cerchia dei Bastioni, per ridurre il traffico del centro-città diminuendo così i gas inquinanti, e forse stimolando anche la gente a prendere i mezzi pubblici, ma anche per la valorizzazione dell'ambiente, tema sempre più centrale in Europa. E Milano, con questa vittoria, vuole darsi un nuovo look, un look più europeo e più moderno: un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Andrea Morelli.

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Quel baratto scellerato per l euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stefania piazzo La svendita di Alitalia a Malpensa ha già compiuto 11 anni. Almeno. Tutto era nei piani, tentati ma poi rallentati dalle alterne sconfitte della sinistra al governo. Bisogna fare un passo indietro nella storia, che sembra quasi preistoria politica, ovvero quando nel 1996 Romano Prodi guida il suo primo governo. E quando, un anno dopo, il socialista Lionel Jospin diventa premier. I destini politici ed economici di Italia e Francia, diventano un cuor solo, un anima sola. Culo e camicia. Fissate bene questa data. È il 3 ottobre 1997 e si consuma a Chambery il diciassettesimo vertice franco-italiano. Ma siamo già in piena crisi del Governo Prodi, che cerca le stampelle politiche della Francia socialista per soddisfare le rivendicazioni della sinistra sulle politiche sociali. Ma non perdiamo d occhio Alitalia. Ecco cosa battono le agenzie di quel giorno: "Alitalia: Prodi e Jospin affrontano ipotesi accordo Air France". Lo stesso giorno, da Parigi parte un altro lancio Ansa. Il titolo: "Trasporti: Alitalia, torna in utile Air France, crisi finita". E nel testo si legge: "Air France, la compagnia di bandiera francese che è possibile partner strategico di Alitalia, è un gigante dei cieli che sta uscendo da una lunga malattia". Il risanamento porta la firma di Christian Blanc che però deve "cedere la guida a Jean-Cyril Spinetta per dissidi con il governo sul futuro assetto della compagnia". Sono le agenzie a parlare. Carta canta. E canta parecchio: "L eventualità di un accordo tra l Alitalia e l Air France è stata oggetto delle discussioni di questa mattina tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il primo ministro Lionel Jospin, nonché del colloquio con il presidente francese Francois Mitterrand. Lo hanno riferito fonti italiane, prima della fine dell incontro. Le stesse fonti hanno precisato che naturalmente la scelta spetta all azienda e che una possibile intesa con Air France resta una delle possibilità sul tappeto. Sono infatti in corso colloqui, avanzati, con l olandese Klm ed anche con la Swissair". E andiamo a vedere che si dice di Klm, peraltro futura sposa di Air France. Altra agenzia, questa volta da Roma, sempre quel 3 ottobre, lunga eco dal vertice di Chambery. Titolo inequivocabile: "Trasporti: Alitalia, i pretendenti alla sposa italiana". Leggiamo con attenzione: "La data fatidica è stata indicata, ma il nome del partner europeo che accompagnerà l Alitalia all altare resta ancora un mistero. Sul matrimonio di suspence che si prospetta per la compagnia di bandiera i riflettori si sono accesi nuovamente oggi, in occasione dell incontro fra il presidente del Consiglio Prodi ed il primo ministro francese Jospin che a Chambery, nel quale è stata affrontata l eventualità di una intesa Alitalia-Air France". Più si entra nel dettaglio più la questione si fa intrigante: "Dato ormai per scontato che la compagnia tricolore dovrà - entro l anno - aver individuato, il vettore con il quale stringere alleanze per affrontare la concorrenza internazionale, tra i pretendenti la pole position sembra assegnata con grandi probabilità ad Air France o Klm. (...). Restano quindi due le più papabili: Air France e Klm. La compagnia olandese, in particolare, porterebbe in dote un bilancio sano con utile netto di 106 miliardi (...). Infine Air France: come Alitalia è in piena ristrutturazione in vista della privatizzazione e prevede di ritornare in attivo con il prossimo bilancio, puntando ad un utile di 15 miliardi di lire. Il vettore francese ha tra l altro già in corso con Alitalia un accordo di cooperazione commerciale sui collegamenti Italia-Francia". Eccetera... Che Prodi e Jospin volessero fare subito sul serio era non solo chiaro. Era smaccatamente evidente. Ma il piano di vendita di Alitalia non era che una delle mosse di Prodi. Ce ne dà un illuminante prospettiva ancora un Ansa del fatidico 3 ottobre. "Governo: Italia-Francia; per Prodi uno spiraglio anticrisi". L antefatto è un governo sull orlo di una crisi, prigioniero dei ricatti dei suoi estremi. Ma arriva il cugino Lionel a dare, accanto all offerta per Alitalia pronta e infiocchettata da portare come trofeo al ritorno di Prodi in patria, un altro aiutino. Torniamo a leggere la storia. Recita l agenzia: "C è voluto l intervento della Francia per aprire un piccolissimo spiraglio di luce nel buio che avvolge la situazione politica italiana. Un documento congiunto sul lavoro - formalizzato oggi dal vertice italo-francese di Chambery - ha per la prima volta messo nero su bianco la volontà di Roma e Parigi di arrivare ad una riduzione dell orario di lavoro, una richiesta storica di Rifondazione comunista (...)". E, ancora: "Un accordo di ferro, ha sottolineato Prodi, proprio con la Francia socialista che Bertinotti da mesi cita come modello. Anzi di più: il testo del documento congiunto è stato scritto proprio da Jean Claude Gayssot, ministro comunista del lavoro del Governo socialista di Jospin". Di fatto, Prodi torna da Chambery con in tasca due fatti: aver ipotecato la vendita di Alitalia ad Air France, aver siglato il documento col ministro francese Martin Aubry sulle 35 ore per ipotecare la sua permanenza a Palazzo Chigi. L allora presidente Oscar Luigi Scalfaro ammonisce: "C è un interesse nazionale e l Italia non può cadere quando sta arrivando un risultato". Il risultato, oltre alla vendita di Alitalia, allora si chiamava ingresso nell euro. Con una prima crisi di governo, italiana, nell epoca della moneta unica. Una figuraccia mai vista prima. Intanto sulla vendita di Alitalia arrivavano prime conferme sull asse franco-italiano. È il 14 ottobre 1997 e l Ansa batte la notizia: "Alitalia: Klm, contatti sono ancora nel campo dei se ". Infatti: Ancora nulla di fatto sull eventuale partecipazione di Klm alla privatizzazione di Alitalia. Con Alitalia siamo ancora nel campo dei se, non si è nemmeno discusso del come - ha affermato Marco Sansavini, responsabile del marketing Klm nel sud est Europa. (...) I rapporti tra le due compagnie non si sono interrotti, ma sono diventati più complicati dopo il vertice italo-francese di Chambery del 3 ottobre e il dialogo avviato su Alitalia e Air France dai presidenti Prodi e Jospin". Quanto basta. Ma non ce n è mai abbastanza. Il 16 dicembre in agenzia si leggeva così: "Alitalia: partner; domani scelta". E di seguito: "Klm ampiamente favorita nella corsa ad aggiudicarsi il ruolo di partner dell Alitalia, con l Air France determinata a giocarsi tutte le carte (politiche) possibili fino all'ultimo istante. (...). È questo lo scenario alla vigilia dell Alitalia day. Domani pomeriggio, infatti, si riuniranno i consigli di amministrazione dell azionista Iri e, a seguire, della stessa compagnia di bandiera, per prendere la decisione definitiva. Per venerdì, infine, gli uomini dell'Alitalia stanno già lavorando ad allestire una conferenza stampa di presentazione tecnica' del neo-alleato. Tutto pronto quindi fin nei dettagli, ad eccezione del pronunciamento ufficiale sul quale gravano ancora incertezze di carattere politico. Alla preferenza per l opzione olandese, manifestata da tempo dal management dell Alitalia, l Air France si è sempre contrapposta utilizzando anche canali istituzionali (con ripetuti contatti a livello governativo che hanno visto protagonisti anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi ed il premier francese Lionel Jospin) e inattesi alleati politici nel Parlamento italiano". Insomma, tutti i canali politici necessari per comperare Alitalia, è scritto chiarissimo. Serve altro per maturare la convinzione che i giochi erano già in ogni caso decisi? Massì, aggiungiamo anche la spina nel fianco di Rifondazione che, dopo il successo del documento sulle 35 ore, asseconda il piano. "Proprio le pressioni di Rifondazione comunista, che in queste ultime ore è tornata a manifestare esplicitamente la sua preferenza per il vettore francese, impongono ancora un margine di incertezza". (1 - continua) [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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ALITALIA, LA PADANIA NON CI STA FUTURI DISOCCUPATI IN PIAZZA (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

ALESSANDRO MONTANARI Migliaia di fiaccole sfilano per le vie di Gallarate e l equazione viene quasi automatica: una fiammella per ogni posto di lavoro bruciato dall addio di Alitalia a Malpensa. In testa al corteo le insegne della Lega Nord, riconosciute ormai come l ultima ancora di salvezza da chi rischia di pagare in proprio i danni prodotti da altri, altrove. Nel Varesotto, luogo di nascita e tana del lupo leghista, il trasferimento dei voli internazionali a Fiumicino ha già prodotto 900 cassaintegrati, 300 prepensionamenti e 400 mancati rinnovi di contratti a tempo determinato. Tutto sul conto di Sea. Ciò che si teme di più, però, è l effetto domino sull indotto, che potrebbe facilmente portare il computo totale dei senza lavoro a quota 8mila. Poi ci sono le aziende dell export, che vedranno lievitare i costi e i tempi necessari a spedire nel mondo le proprie merci. Si tradurrano anche quelli in contrazioni del personale? Nel migliore dei casi in mancati investimenti e mancate assunzioni. Marco Reguzzoni, che la provincia di Varese l ha amministrata per 7 anni, sa bene cosa voglia dire Malpensa per l economia locale. Nel 2006, quando si ricandidò alla guida di Villa Recalcati, raccolse il 68% dei voti enunciando un programma di tre sole parole: "Malpensa, Malpensa e ancora Malpensa!". Oggi è tra i più determinati a portare avanti la linea dura perché - spiega - "bisogna dire no a questo ennesimo schiaffo coloniale di Roma Ladrona": "Abbiamo organizzato questa fiaccolata per dare visibilità alla protesta del Nord. Vogliamo che chi nelle prossime ore metterà la propria firma sul definitivo divorzio tra Alitalia e Malpensa e sulla perdita di così tanti posti di lavoro possa vedere come la pensano la nostra gente e le nostre imprese". "Quello che forse siamo ancora in tempo a fare, - aggiunge il candidato del Carroccio alla Camera - è evitare che, insieme ad Alitalia, il Governo non svenda anche Malpensa". Su Palazzo Chigi Reguzzoni spara a pallettoni: "Noi padani - dice - ci diamo sempre da fare per sostenere l immagine del Paese nel mondo e spesso, come nel caso dell assegnazione dell Expo a Milano, ci riusciamo contro tutto e contro tutti. E questo Governo, che ha provato anche ad appropriarsi del successo dell esposizione universale, ci ripaga in questo modo: smantellando il nostro hub". Nel corteo verde padano, tra gli altri esponenti leghisti, c è anche Roberto Calderoli. La sua presenza, spiega l ex ministro delle Riforme, vuole avere un significato politico molto preciso. "Sono qua - dice - per dimostrare che quello di Malpensa non è solo un problema di Varese o di Milano, come qualcuno sta tentando di far credere. Quello di Malpensa è un problema di tutto il Nord". Secondo Calderoli la Padania che vuole liberarsi dai lacci e lacciuoli del centralismo dà molto fastidio. Troppo fastidio. "La vicenda di Malpensa indica che c è una manovra politica in atto contro il Nord che vuole rendersi indipendente. Vogliono obbligarci a continuare a passare per le Forche Caudine dei Palazzi Romani". Quanto alla vicenda Alitalia, Calderoli ritiene che l assegnazione dell Expo apra "nuovi scenari": "Trenta milioni di visitatori più l indotto da qui alla manifestazione rappresentano un attrattiva irresistibile per vettori stranieri o per una nuova compagnia aerea. Sono maturi i tempi perché gli imprenditori del Nord, gli enti locali e i soggetti istituzionali investano su Malpensa per fare in modo che la Padania possa essere finalmente indipendente da Roma". [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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BOSSI: CI SONO VOLUTI ANNI DI LAVORO. COMPLIMENTI LETIZIA! (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

"Grazie, Letizia". "Grazie, Umberto". Milano si è appena aggiudicata l Expo 2015 battendo la concorrenza della turca Smirne e dopo gli abbracci, le strette di mano e qualche lacrima con i propri collaboratori il cellulare del sindaco di Milano comincia a squillare. Tra i primi a chiamarla è Umberto Bossi. "Questa - le dice - è una grande vittoria per tutte le imprese e le famiglie del Nord. Grazie, Letizia". Il Segretario non fa come altri politici che si sono fiondati sul successo milanese senza pudore, ma riconosce subito gli indiscutibili meriti del primo cittadino. "Ha lavorato tantissimo - spiega brindando in via Bellerio con calici di coca cola -, girando tutto il mondo a caccia di voti". Quella del Senatur, però, è una riconoscenza ampiamente contraccambiata dal Sindaco Moratti che ha ringraziato Bossi e la Lega per il sostegno sempre garantito al progetto. Un progetto d importanza vitale, che porterà in Lombardia 24 miliardi di euro, soldi che finalmente potranno finanziare tutte quelle opere che Milano, costretta a dipendere da Roma, sogna invano da anni. Adesso sì che per l economia, le infrastrutture, il turismo e la cultura del Nord c è davvero la possibilità di una svolta epocale. E la Lega, lasciatecelo dire con orgoglio, è tra le forze che hanno saputo, con tenacia e pazienza, creare questa occasione per il territorio. È successo, su scala molto più grande, quello che è successo per l assegnazone dei Mondiali di ciclismo a Varese: un intero territorio ha fatto sistema per raggiungere un obiettivo strategico comune. L Expo 2015, però, è una vittoria speciale non solo per la posta in palio, ma anche per il modo in cui è stata conseguita: lottando, contro tutto e contro tutti. Milano ha vinto nonostante le mozzarelle e i rifiuti campani, Milano ha vinto nonostante l addio di Alitalia a Malpensa, Milano ha vinto nonostante Roma e Romano: Milano ha vinto perché ha creduto di potercela fare da sola. E questo, forse, è il contributo maggiore di Umberto Bossi: aver rianimato un orgoglio padano da troppo tempo dimenticato. [Data pubblicazione: 01/04/2008].

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Da Malpensa ai rifiuti: c è poco da ringraziare (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Uno straordinario opportunista. E anche questo Romano Prodi, ritratto in prima pagina dal quotidiano l Unità, mentre festeggia alzando il braccio al cielo per la vittoria di Milano su Smirne per l Expo 2015. Perchè è soprattutto merito del suo Governo se il capoluogo lombardo potrà beneficiare di questo grande evento mondiale. Eppure la realtà sembra raccontarci una storia diversa. Una storia fatta di sgambetti, più o meno robusti, di menefreghismo romano, di discese in campo quantomeno maldestre. Perchè mentre c era da vincere la battaglia sull Expo, Prodi andava in giro a svendere Alitalia e Malpensa ai francesi. ma non solo: il suo Governo ci ricopriva di rifiuti con il dramma campano. Se questo è l appoggio che Prodi avrebbe dato a Milano, c è proprio poco da ringraziare. S.G. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Bossi: una vetrina per le nostre qualità (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

SEGUE DALLA PRIMA PAgina Bossi: una vetrina per le nostre qualità SIMONE GIRARDIN "Abbiamo una grande occasione: quella di far vedere al mondo intero non solo che Milano è una grande capitale europea ma anche la straordinaria capacità del Nord di produrre. E ne avevamo bisogno dopo i rifiuti di Napoli...". Ai microfoni del Tg1, Umberto Bossi torna a parlare della vittoria di Milano su Smirne per l Expo 2015. E lo fa ricordando la significativa opportunità rappresentata dall evento mondiale. Sarà la possibilità - secondo il Senatur - di mostrare a tutti le qualità produttive del Nord e "della sua grande civiltà". Una vittoria, quella del capoluogo lombardo, che arriva nonostante il Paese sia alle prese con il dramma dei rifiuti campani e la delicata vicenda Alitalia con il drastico ridimensionamento di Malpensa. Temi oramai all ordine del giorno della politica nazionale che però sta ignorando - annota Bossi - l altra grande richiesta: il federalismo fiscale. "Oggi il Nord non può più andare avanti e indietro da Roma col cappello in mano per poi ottenere l elemosina". E sul voto agli immigrati a cui Berlusconi si sarebbe detto favorevole, il leader leghista replica secco: "Conosco bene Silvio. Non è così matto da dare il voto al primo che arriva nel nostro Paese". SIMONE GIRARDIN Sarà ma forse non è un caso che il primo a telefonare al sindaco di Milano, Letizia Moratti, per complimentarsi della vittoria su Smirne per l Expo 2015 sia stato Umberto Bossi. Un rapporto quello tra il Senatur e la Moratti che arriva da lontano. Di stima e di rispetto reciproco. Un amicizia che si è rafforzata nelle elezioni comunali quando la Lega sostenne con forza la candidatura a sindaco dell ex ministro dell Istruzione, a volte anche... ... mettendo da parte le proprie peculiarità politiche, sacrificando la propria visibilità e senza alla fine chiedere poltrone di peso come invece avrebbe potuto. Milano doveva avere un sindaco di centrodestra. Così è stato. Una scelta oggi pienamente ripagata con il capoluogo lombardo che ospiterà nel 2015 un evento mondiale come l Expo. Perché anche qui la Lega ha messo tanto del suo, appoggiando fin da subito l intenzione del sindaco di fare della città la meta finale dell Expo 2015. E l ha fatto con il sostegno dei vertici leghisti lombardi, con il presidente di Sviluppo Sistema Fiere (la società del polo fieristico milanese che ha lavorato al programma per l Expo), Marco Reguzzoni, con l assessore al Marketing territoriale di Milano, Massimiliano Orsatti. Tutti insieme a lavorare per Milano, per il Nord, per il Paese. Un impegno che ha racchiuso le forze e le competenze di tutte le eccellenze del mondo accademico, istituzionale e della società civile. Lo ricorda lo stesso Reguzzoni, in prima fila l altra sera a Parigi. "Non me ne voglia nessuno ma è una vittoria che sa tanto di Lega - spiega Reguzzoni -. Lo è per tutta la filosofia che sta dietro l offerta e l organizzazione di questo grande evento". "Penso al Marketing del territorio, al progetto delle vie d acqua con i Navigli già pensata a suo tempo da Bossi, al rispetto del territorio". Reguzzoni non vuole fare torti a nessuno ma non si nasconde: "E un Expo leghista. C è il tema delle infrastrutture per il Nord, il progetto di solidarietà vero con lo sviluppo dell economia direttamente nei paesi più bisognosi. Ma non solo: l Expo è un grande sguardo verso i giovani, l ambiente, un genuino scambio di culture tra i popoli. Insomma più leghista di così...". Una vittoria che è arrivata "nonostante alcune situazioni che rischiavano di farci perdere l Expo", affonda Reguzzoni. "Penso al casino della mozzarella di bufala fino ai rifiuti di Napoli e a Malpensa. Noi spiegavamo la facilità di raggiungere Milano grazie alla presenza di un hub e il Governo intanto lo stava smontando...". [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Alitalia, giallo sulle aperture di Spinetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi alle 12 nuovo incontro del tavolo Alitalia, giallo sulle aperture di Spinetta No comment del board di Air France, i sindacati smentiscono Roma - Vigilia ad alta tensione in vista del nuovo cruciale incontro tra i vertici di Alitalia e di Air France-Klm e i sindacati, in programma per oggi alle ore 12. Incontro che avrebbe dovuto svolgersi ieri ma che, poi, a poco meno di un ora dal suo inizio, è stato rinviato di 24 ore. Il motivo del rinvio, come hanno spiegato fonti industriali, è da attribuirsi ad "approfondimenti tecnici" necessari per entrare nella vera e propria fase negoziale e tentare l affondo per arrivare a un ipotesi di accordo prima che scada il nuovo termine negoziale, quello del 2 aprile, posto l altroieri sera dal cda di Alitalia. Quella di ieri è stata, dunque, una giornata di intenso lavoro dietro le quinte che si è tinta anche di giallo con le voci di possibili aperture di Air France-Klm e successive smentite. Ad agitare le acque, sono state, infatti, le notizie diffuse da alcune fonti sindacali secondo le quali il numero uno del gruppo franco-olandese avrebbe individuato possibili interventi correttivi del piano, presentato ai sindacati venerdì scorso, in materia di flotta, perimetro aziendale e cargo con la conseguente riduzione del numero degli esuberi. Indiscrezioni, successivamente, smentite da note e dichiarazioni ufficiali da parte di alcuni sindacalisti mentre Air France-Klm si è trincerata dietro un secco no comment . Secondo queste indiscrezioni, Air France-Klm avrebbe preso in considerazione una rimodulazione degli interventi sulla flotta anticipando al 2009, anzichè al 2010-2011, l ingresso di un nuovo B777 e riducendo da 16 a 13 il numero degli Md80 che dovrebbero essere messi a terra. Per il cargo, poi, pur confermando la chiusura al 2010, sarebbe prevista una verifica da parte di advisor terzo per valutare la situazione del settore ed, eventualmente, decidere modifiche al piano iniziale. Gli interventi sulla flotta individuati avrebbero un impatto sul numero degli esuberi, contenendone il numero. L arrivo del B777 determinerebbe un fabbisogno di 100 assistenti e 12 piloti mentre la permanenza dei 3 Md80 richiederebbe 30 piloti e 60 assistenti di volo. "Sulla vicenda Alitalia non ci risultano novità di rilevo, né formali né informali", è il commento congiunto dei segretari generali della Filt Cgil e della Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani, in merito alle sulle possibili aperture da parte di Air France Klm. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Castelli: <Grottesco l abbandono di Malpensa> Berlusconi: <Sono scettico sulle trattative> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L EXPO, IL FUTURO DELL HUB E DELLA COMPAGNIA Castelli: "Grottesco l abbandono di Malpensa" Berlusconi: "Sono scettico sulle trattative" Roma - Per Castelli l addio a Malpensa nel giorno dell Expo 2015 è "grottesco", mentre Berlusconi è "scettico" sul proseguimento della trattativa con Air France per Alitalia. "Sono molto scettico sul fatto che questa trattativa possa andare avanti ha detto Silvio Berlusconi a proposito degli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia. "Ma se si tratta -aggiunge- di arrivare ad un accordo con pari dignità che non faccia sparire l identità di Alitalia come nostra compagnia di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti credo che ci saranno imprenditori italiani che potranno entrare in Alitalia e mantenere la compagnia di bandiera. Con l assegnazione dell Expo -conclude Berlusconi a chi gli chiede se questo potrà influire sui destini di Malpensa- è ancora più importante che non si rinunci alla nostra compagnia di bandiera". Roberto Castelli, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, ha da parte sua definito "grottesca la decisione di Alitalia di abbandonare Malpensa". "Nel momento in cui la Lombardia e Milano si apprestano a diventare uno dei punti focali del mondo - spiega Castelli - la compagnia di bandiera italiana l'abbandona al proprio destino. È un altro paradosso italiano, degno di un sociologo o di un antropologo, piuttosto che di un politico". In occasione dell Expo 2015, rileva Castelli, "prevediamo circa 25 milioni di visitatori e di fatto Alitalia brucia il suo aeroporto che dovrebbe essere destinato nei prossimi anni a diventare il più importante. Di solito - sottolinea - le compagnie aeree, come tutte le compagnie commerciali che vendono qualcosa, vanno ad operare dove c'è mercato, in questo caso accade esattamente il contrario". Il problema fondamentale, aggiunge Castelli, "è che Alitalia si ritira da Malpensa ma tiene occupati i diritti di rotta, quindi nessuno può subentrare. Mi risulta che l Enac ha rinnovato questi diritti pochi giorni fa. Questa - conclude - è una delle condizioni che vuole Air France perché evidentemente vuole uccidere Malpensa e a questo ovviamente non siamo disposti". Per tornare a Berlusconi, ieri ha annunciato di aver dato mandato "a Bruno Ermolli e alla sua società di consulenza di tenere rapporti con gli imprenditori; sento Bruno Ermolli ogni due o tre giorni e lui è assolutamente tranquillo sul fatto che ci saranno imprenditori che oltrepasseranno, viste le dichiarazioni che gli hanno reso, il capitale necessario per mettere in piedi la compagine per rilevare Alitalia". Quanto ai nomi circolati nei giorni scorsi "io stesso -ha spiegato il Cavaliere - ho chiesto a nessuno di non appalesarsi, perchè non voglio che ci sia della gente che venga presa di mira, non lasciata più vivere con una serie di domande. Ai nomi che sono venuti fuori ho consigliato di dire che non c'è in questo momento una situazione di questo genere". Berlusconi ha poi ribadito che se dovesse andare al governo chiamerà gli imprenditori chiedendo loro di rilevare Alitalia. "Air France la stava comprando per nulla e Prodi, more solito, come fece e io non glielo lo feci fare con la Sme, la stava svendendo", ha concluso. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: <Ha faticato con le (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 79 del 2008-04-02 pagina 2 Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: "Ha faticato con le categorie produttive. Va apprezzato il lavoro del premier, però la sua maggioranza non era riformista". Poi si inceppa su Bassolino di Laura Cesaretti da Roma Esordisce da par suo, stringendo la mano a ogni giornalista presente e salutandolo per nome, "Ciao Marcello", "Ciao Stefano". "Mi chiami eccellenza", scherza quando la direttrice delle Tribune, Giuliana Del Bufalo, gli chiede "come la devo chiamare?". D'altronde anche Berlusconi, seduto poco prima in quello stesso salotto catodico, gli aveva riconosciuto di essere "un grandissimo comunicatore". Quello che va in onda non è l'agognato confronto col Cavaliere, ma è la diretta tv che apre il rush finale della campagna elettorale, e si capisce che Walter Veltroni ci tenga a cominciare bene. Nonostante qualche nervosismo ben mascherato dietro al sorriso tranquillo. Che si spegne un po' quando gli viene rigirata una delle sue spine nel fianco, la Campania di Bassolino. "Lo vorrà sul palco del suo comizio a Napoli?", chiede perfido il direttore del Tg2 Mauro Mazza, e lui non se l'aspetta ed esita, non dice né sì né no: "Francamente non ho pensato al palco". Poi gioca in difesa: l'immondizia "non nasce da oggi", proprio come la crisi di Alitalia, e quindi nessuno - compreso Berlusconi - può "permettersi di fischiettare". Quanto a Bassolino, si capisce che Veltroni vorrebbe (dire che si deve dimettere) ma non può, perché i voti e il sistema di potere del Governatore contano e Bassolino ha difensori importanti nel Pd. E allora dice no "alla crocefissione", anche perché ci sono "responsabilità diffuse". Ma "gli amministratori devono stare lì finché dura l'emergenza, e poi si deve aprire una fase nuova". La parola dimissioni non viene pronunciata. Tira un sospiro di sollievo quando da Napoli si passa a Milano e al suo Expò: quello sì che "è un modello di come ci si deve comportare, lavorando tutti insieme per il bene del Paese". Perché, spiega patriottico, "right or wrong, it's my country". Ha sulle spalle un'eredità pesante, Veltroni, e non è facile prenderne le distanze senza fare strappi violenti. E così, dopo la domanda su Bassolino arriva puntuale quella su Prodi, e su cosa si può salvare del prodismo. E anche questa non è una risposta facile. "Prodi ha trovato un Paese devastato, al di là delle chiacchiere", ricorda. E ha fatto "il risanamento finanziario" necessario, dunque "il suo lavoro di uomo di Stato va salvaguardato". Ciò che va buttato, invece è l'Unione, la maggioranza che aveva", una coalizione che "faticava a comunicare con le categorie produttive perché metteva in manifesti con scritto che i ricchi devono piangere". E d'altronde, riconosce a Prodi, "se si è inventato, e io ero con lui, il Partito democratico, è perché sapeva che non si può governare così, con queste coalizioni che noi abbiamo cercato di superare". Come? Con quello che Veltroni rivendica come "un atto di coraggio", la rottura con la sinistra radicale e la scelta di "andare da soli", per uscire "dagli schemi di questo quindicennio" e produrre "uno choc di innovazione". Vincere, spiega, "è un mezzo, non un fine. Eravamo a 22 punti di differenza, ora siamo lì, a un'incollatura, e grazie a una scelta di coraggio politico. Ci sarà un solo gruppo parlamentare, ed è una cosa che non è mai successa in Italia, e per la prima volta se vince il Pd non ci saranno più quei terribili vertici di maggioranza che divertono voi giornalisti ma per i cittadini sono micidiali". Dunque, è il messaggio ai tanti indecisi, bisogna votare "per aprire un nuovo ciclo politico", come succede "in tutte le democrazie europee". E coglie l'occasione per ricordare che la novità è lui, non il "vecchio" Berlusconi: "Io ho più o meno l'età di tutti i premier europei". Ripete il suo no alle larghe intese, "chi ha un voto di più deve governare", ma poi "le regole del gioco si discutono insieme", e le riforme andranno fatte. E le prese di distanza che arrivano da dentro il Pd? La critica di D'Alema allo slogan "moscio" è "una valutazione estetica, quindi opinabile, perché quello slogan ha funzionato e nelle piazze viene ripetuto", assicura Veltroni. Quanto alla richiesta di un "colpo di reni" di Bersani, "c'è una totale condivisione della campagna, nessuna contraddizione tra noi. E penso - conclude ottimista - che il risultato elettorale ci darà grandi sorprese. È successo anche nel 2006, con i sondaggi che davano Berlusconi sotto di 6 punti che all'improvviso cambiarono". Ma quella volta il Cavaliere perse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Altro che Europa... Prodi, ritirati!> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

L europarlamentare Borghezio contro il romano pigliatutto "Altro che Europa... Prodi, ritirati!" "Pretende di essere lui a scegliere il nuovo commissario Ue al posto di Frattini" PAOLA PELLAI Insaziabile il Romano... Prodi ha disfatto tutto quello che c era da disfare, ma ancora vuole metterci il naso. Anzi di più. Vuole fare il padrone pure all Europarlamento dove si gioca una partita importante: un posto da commissario Ue, visto che Franco Frattini è destinato ad altre poltrone. Prodi sta facendo il possibile, e anche l impossibile, per fare in modo che il match si chiuda prima del responso delle urne. Insomma il Romano non vuole farsi scappare l opportunità di nominare (e quindi decidere) il nuovo commissario Ue. Le nomination sono già un programma: prima gli occhi dolci su Giuliano Amato, ora la folgorazione per Tommaso Padoa Schioppa. "L unica cosa che deve fare Prodi - tuona Mario Borghezio, capo delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo - è farsi dimenticare dai padani. Si ritiri in buon ordine. Ha deluso la nostra gente, di guai ne ha fatti abbastanza". Borghezio insiste: "Totalmente silente e silenziato dal centrosinistra per tutta la campagna elettorale, Prodi rimane attivissimo nel suo settore preferito, ovviamente dopo le svendite: le nomine. Pretende infatti di essere ancora lui a scegliere il nuovo Frattini, quando invece è logico - e legittimo - che sia il nuovo governo a scegliere chi andrà a ricoprire una carica di tale rilievo per il Paese". Non a caso i nomi sui quali punta sono due garanzie di fallimento: "Dopo Amato è curioso che indichi Padoa Schioppa, reduce dai trionfi di Alitalia... Questo vuol dire che, per Prodi, il nome giusto per la Commissione Europea deve, comunque, uscire o dal Bilderberg Club o dalla Trilateral Commission". Ovvero espressione dei poteri forti, tanto invisi agli italiani. "Prodi sa bene - sottolinea Borghezio - che la poltrona vacante riviste un ruolo molto importante nel panorama europeo perchè dovrà gestire i problemi legati alla giustizia, all immigrazione e alla sicurezza. E così insiste per far passare il principio che sia il vecchio assetto politico a gestire il gioco e non invece la prossima coalizione vincente". Prodi perde il pelo, ma non il vizio. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Bertinotti sabato scorso (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo stupore di Bertinotti PAOLO Rovigo Bertinotti sabato scorso ha detto che non è giusto che la liquidazione di un amministratore Telecom equivalga a mille anni di stipendio di un normale lavoratore dipendente! Ma se n'è reso conto solo ora che è in campagna elettorale? Bella faccia tosta. Le cooperative (rosse) impazzano ROBERTO MANZONI Milano La Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) di Ravenna e la Ccc (Consorzio Cooperative Costruzioni) di Bologna insieme si sono aggiudicate l'appalto principale per la costruzione della nuova Base Nato di Vicenza, la nota Dal Molin . Appalto del valore di 245milioni di euro! Le due Coop Rosse realizzeranno la pista dell'aeroporto dalla quale decolleranno i bombardieri americani impegnati a portare distruzione e morte in ogni parte del mondo ovvero contribuiranno alla realizzazione di una delle "Basi di Morte" del neo-imperialismo americano! Sbaglio o la sinistra si è sempre vantata di essere "per la pace " ovunque comunque senza se e senza ma... Pare che però un ma ci sia , ovvero: quando si tratta di 245 milioni di euro si può anche chiudere un occhio. Piccola nota di colore ( rosso), tra i Presidenti di Cmc c'è anche tale " Pier Luigi Bersani "... lo stesso che fa anche il Ministro per lo Sviluppo Economico? Il fustigatore dei tassisti, dei farmacisti e del lavoro autonomo in generale. Il paladino delle liberalizzazioni? È forse solo un caso di omonimia? Non credo, del resto i soldi non puzzano e non sanguinano, dipende sempre da chi li maneggia. Il Tibet chiede libertà e rispetto ALBERTO VISCHIO militante leghista di Verona Il Dalai Lama ha accusato la Cina di "aggressione demografica" ai danni del Tibet, dove la popolazione immigrata dalle altre regioni della Repubblica popolare sarebbe in forte aumento. Secondo il leader religioso tibetano, in esilio in India, "esistono le prove" che nell'altipiano la popolazione cinese sia "in crescita mese dopo mese". Il Dalai Lama afferma che a Lhasa i tibetani sono appena 100mila, circa la metà degli immigrati cinesi e ha chiesto l'aiuto della comunità internazionale per risolvere la crisi del Tibet. "Non abbiamo altro in nostro potere che giustizia, verità, sincerità... Questo è il motivo per cui chiedo alla comunità internazionale, per favore, aiutateci", ha detto l'immagine-simbolo del buddismo nel mondo. "Sono qui inerme, posso solo pregare", ha aggiunto il leader spirituale dei tibetani durante la visita in India recandosi sul luogo in cui furono cremate le spoglie del Mahatma Gandhi. Successivamente, incontrando i giornalisti in una conferenza stampa, il Dalai Lama ha ripetuto di volere aprire un canale di dialogo con le autorità cinesi: "siamo pronti...e in attesa", ha detto. Dal canto suo la Cina ha offerto di pagare risarcimenti alle famiglie dei civili che sono morti nelle violenze dei giorni scorsi a Lhasa e cure mediche gratuite per i feriti, secondo quanto scrive l'agenzia 'Nuova Cina'. Le famiglie dei morti nei disordini tibetani - che le autorità di Pechino li quantifica ufficialmente in 18 mentre per il governo in esilio del Dalai Lama sono almeno 140 - riceveranno ciascuna 200.000 yuan (poco più di 18.000 euro), dice 'Nuova Cina' citando il governo regionale del Tibet. "Le misure sono finalizzate ad aiutare la gente a ricostruire le loro case e i loro negozi danneggiati nei disordini o a costruirne di nuovi", si legge nell'annuncio. La Cina ha dato la colpa degli incidenti a quella che ha definito la "cricca" separatista del Dalai Lama. Quest'ultimo, nell'offrire dialogo al governo cinese, ha criticato Pechino per aver diffuso sui media di stato "menzogne e immagini distorte", mostrando, dice, solo i cinesi attaccati dalla violenza dei tibetani. In pratica i cinesi continuano a mandare immigrati cinesi in Tibet per far scomparire popolo e cultura tibetani. Cina ladrona e centralista come Roma. Ma il sangue non si cancella facilmente. Il Tibet, come la Padania e il Veneto, chiede solo libertà e rispetto delle proprie tradizioni. Pechino>Roma Tibet libero, Veneto libero, Padania libera. Al seggio scegliamoli preparati LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Egregio Direttore, per il centrodestra ho coordinato (oltre dieci anni) anche i rappresentanti di seggio del partito ( incarico ricoperto da volontari non retribuiti), che hanno il compito di assistere all'apertura delle urne ed all'assegnazione del voto della scheda o della scheda nulla o bianca. Un seggio elettorale ha circa 600 elettori: se il presidente, uno scrutatore o un rappresentante contesta, il gioco è fatto. Il Presidente formalmente è sorteggiato dalla Corte d'Appello, ma in pratica ha la riconferma della presidenza se il suo precedente incarico elettorale non ha avuto grane. E qui è il trucco: la contestazione, per alcune forze politiche, è una professione e basta strappare 6-7 voti a proprio vantaggio in un seggio ( in tutta Italia abbiamo più o meno 70.000 seggi) e.. circa 500.000 voti, ripeto 500mila voti, cambiano colore! Conclusione: i rappresentanti di seggio vanno scelti tra persone esperte, serie, preparate e che non si lascino influenzare dall'atmosfera. L'arma di difesa è verbalizzare, verbalizzare, verbalizzare: se non si condivide l'interpretazione data ad una scheda verbalizzare, ma a tale compito, con superficialità, i partiti di centrodestra mettono spesso, molto spesso, persone giovani, impreparate ed influenzabili! Politica di Roma lontana dalla gente GUIDO F. MANFRIN Biassono (MB) Gentilissimi, ogni volta in cui vedo i partiti romani agitarsi e accapigliarsi andando a raccontare nei vari comizi in giro per l' Italia con i pullman panzane di bonus pensione, piuttosto che di leggi sul precariato (non nel senso che era già cariato...) o di soccorso in difesa di cardinali da parte di questo o di quel personaggio politico mi viene veramente da ridere per non piangere. E mi sento terribilmente preso per il culo! Questi fanno a gara a chi la spara più grossa ma dalla lotta all'inflazione, costo della vita reale, mutui casa troppo elevati, costi di assicurazioni, costo dei prodotti petroliferi, bollette di gas, luce sicurezza per strada e in casa propria, lotta alla criminalità, alla droga, alla giustizia che non funziona un c.... & di tutto quanto vive una crista di famiglia normalissima nemmeno una parola, tutto tace. L' importante è sparare cazzate ma ancora più importante capire quanto la politica di Roma sia distante dai problemi reali della gente, soprattutto quella del Nord. Chiacchiere, fumo nero, sempre più nero pur di confondere le idee delle persone. L' esempio lampante è stato togliere a Malpensa per dare a Roma, per mantenere un carrozzone come Alitalia, togliendo lavoro al Nord per "dare" al Sud. E la domanda che mi pongo oggi e che mi ronza nella testa da anni e che porgo anche a voi è la seguente: qualcuno mi indichi un politico romano, uno, o un partito romano che nella storia di questa stramaledetta Repubblica delle banane abbia per una volta una fatto gli interessi del Nord. Chi me lo indica? E con questa domanda nel cervellino dovremo andare a votare il 13 aprile. E se non siamo proprio scemi la risposta da dare la sappiamo, e bene anche. Coraggio fratelli padani, avanti senza paura. C è chi gira l Italia a raccontar bugie... LEONARDO CECCA Rivalta di Gazzola PC Caro Direttore, nel vedere ai telegiornali Veltroni che, girando per le città italiane, promette ogni ben di Dio, che si straccia le vesti per come è stata ridotta l'Italia (è stato sempre in Africa a spese della collettività?), che si affanna a convincere le platee e quasi giura loro di avere la bacchetta magica per ogni problema, mi viene quasi da incazzarmi non tanto per le fandonie che vengono dette, quanto per chi le dice. Le dice chi ha appoggiato il governo che ha ridotto l'Italia in questo stato pietoso e Roma, della quale è stato sindaco, in un bivacco di extracomunitari. Sarebbe buona cosa che Veltroni, invece di girare per l'Italia, si soffermasse in Campania, regione tra le più belle d'Italia e ridotta per colpa dei suoi compari di coalizione in uno stato vergognoso. Vada in Campania e dica ai campani chi sono gli artefici di tale disastro che ora, tra l'altro, con la complicità del baffetto nazionale si atteggiano a vittime. Dica ai campani che "godono" di un pessimo servizio sanitario, quante sono le spese pazze fatte dalla Regione e dal Comune, spieghi loro quante persone sono impiegate in regione (oltre il doppio di quelle della Lombardia che tra l'altro ha circa il doppio di abitanti). Spieghi loro, inoltre, che la "monezza" che producono non devono mandarla in Germania a spese degli italiani, ma devono smaltirla con i termovalorizzarori, quelli, tanto per capirci, che l'attuale governo di sinistra e le amministrazioni amiche non hanno voluto realizzare. Veltroni avrebbe tanto da fare in Campania. Per discutere dei danni fatti dalla sua corrente politica avrebbe bisogno non di un mese, quello che si dedica alla campagna elettorale, ma di anni e forse è per questo che preferisce, da pensionato con oltre 5.000 euro al mese, girare l'Italia a raccontare panzane. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Alitalia confederali sul piede di guerra per Az Servizi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia confederali sul piede di guerra per Az Servizi Lo zuccherino di Spinetta ancora non basta L'apertura di Berlusconi sulla trattativa con Air France Lo zuccherino di Jean Cyril Spinetta per addolcire la pillola della dolorosa ristrutturazione di Alitalia dunque c'è. Dopo le anticipazioni del Riformista di sabato, le agenzie di stampa hanno dato ieri notizia, citando però fonti sindacali, che il numero uno di AirFrance-Klm starebbe effettivamente lavorando ad alcune modifiche al piano che verrebbero incontro alle richieste dei sindacati su tre nodi critici: flotta, cargo e Atitech. Le novità sono emerse dopo un incontro riservatissimo della mattina con il top manager francese e un gruppo ristrettissimo di rappresentanti delle nove sigle. La novità di ieri è anche la parziale apertura del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, all'ipotesi francese: "Resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa trattativa", ha ribadito, aggiungendo però che "se questo accordo prevede una pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti - ha aggiunto Berlusconi - ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potranno dare all'Italia la proprietà della sua compagnia di bandiera nazionale". Sul tema Alitalia si registra anche la durissima posizione di Famiglia cristiana , che parla di "bufala", puntando il dito contro i partiti e gli amministratori locali che hanno eretto nelle ultime settimane le barricate contro la cessione di Alitalia ad AirFrance-Klm, nel nome del salvataggio di Malpensa: "ma in tutti questi anni - scrive il settimanale - dov'era il governatore della Lombardia (e anche la Lega)? Formigoni si lamenta e contesta gli accordi Alitalia-Air France: perché non ha provveduto, a tempo, a fare di Malpensa uno scalo realmente internazionale?" Tornando alla cronaca: se Spinetta confermasse le indiscrezioni, i numeri per concludere un accordo-quadro tra AirFrance-Klm, Alitalia e i sindacati, già alla riunione riconvocata per oggi, ci sarebbero. Anche la Uil, che aveva frettolosamente abbandonato la riunione di lunedì, ha dimostrato disponibilità a tornare al tavolo. Ma tra le quinte è montato un nuovo caso, che rischia di bloccare la trattativa. C'è un caso Az Servizi, che ieri mattina è stato anche al centro della riunione tra i sindacati e Spinetta e, nel pomeriggio, di un colloquio tra il presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, e il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato. È sul reintegro di Az Servizi in Az Fly, che i sindacati di categoria dei confederali, ovvero la Filt-Cgil e della Fit-Cisl, sono tornati ad alzare la voce. Non a caso, l'unica risposta gelida alle fughe di notizie di ieri è stata quella dei due segretari generali di categoria, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani, che hanno sottolineato in una nota che "sulla vicenda Alitalia non ci risultano novità di rilevo, né formali né informali" e che "esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già avanzate nei giorni scorsi non aiuta l'avanzamento della trattativa". I due sindacati di categoria puntano a ottenere anche un riassorbimento di Az Servizi, separata tre anni fa da Alitalia, nel perimetro della capogruppo. Ad oggi è controllata al 49% da Fintecna e al 51% da Az Fly, ma nelle intenzioni di Spinetta - almeno secondo quanto era filtrato dal primo incontro con le nove sigle sindacali - la quota di Fintecna dovrebbe aumentare, forse fino all'80%. I sindacati chiedono invece di invertire il processo. Non a caso, poco dopo il comunicato, Filt, Fit e Sdl hanno annunciato il blocco totale della produzione dell'Alitalia Maintenance Systems (specializzata in revisione dei motori, partecipata al 60% da Alitalia Servizi), fino alla risoluzione della vertenza con AirFrance, che secondo i rappresentanti dei lavoratori "dovrà necessariamente vedere collocata Ams all'interno del Gruppo stesso". Altrimenti "non si esclude un'escalation ulteriore e massiccia delle iniziative fino alla sospensione dei transiti dei vettori sullo scalo di Fiumicino". La questione sarebbe stata anche al centro del colloquio tra Prodi e Prato: l'amministratore delegato di Alitalia è convinto - lo avrebbe spiegato anche al premier - che il rientro di Az Servizi nel perimetro della compagnia di bandiera è ormai un obiettivo impossibile, anche perché la decisione di collocarla fuori è stata presa ben tre anni fa. In ogni caso, le modifiche all'ultima versione del piano dei francesi riguarderebbero anzitutto la flotta: AirFrance-Klm sarebbe disponibile ad anticipare al 2009, rispetto al 2011, l'ingresso di un B-777 che significa impiegare 100 assistenti di volo e dodici piloti. È previsto inoltre il salvataggio di tre Md-80 in più: invece di 16, ne verrebbero messi a riposo solo 13, il che salverebbe 30 piloti e 60 assistenti di volo. Quanto al cargo, Spinetta avrebbe confermato l'intenzione di chiuderla entro il 2010, riservandosi però una verifica nel 2009 per consentite di valutare lo stato di salute della divisione e la sua redditività. Anche perché, raccontano fonti sindacali, la valutazione sul cargo in perdita, i famosi 73 milioni di euro di fatturato in rosso citati in conferenza stampa da Spinetta "si riferivano al 2006, quando gli aerei erano soltanto tre - due erano rotti - e i piloti però erano gli stessi e costavano quindi di più". Poi c'è il problema dei lavoratori napoletani di Atitech: Spinetta starebbe valutando la richiesta dei sindacati di salvarla, anche a fronte dei costi limitati. La manutenzione di Atitech costa il 40 per cento in meno rispetto ai francesi, dicono i rappresentanti dei lavoratori. Il top manager della compagnia transalpina starebbe insomma tentando di venire incontro ai sindacati anzitutto sul piano politico. Non soltanto limando gli esuberi, ma dimostrando con uno sforzo sul rinnovamento della flotta. E dando una chance al settore cargo, se dimostrasse di essere più redditizio che negli anni passati. Fornendo dunque molti dettagli in più, rispetto alle scorse settimane, che dimostrino la reale volontà di rilancio per la compagnia di bandiera italiana. 02/04/2008.

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Segue dalla prima attacca il colle ma incassa i veti di bossi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

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Segue dalla prima attacca il colle ma incassa i veti di bossi Ora Silvio rischia sul terreno dell'"italianità" Il Cavaliere ha aggiunto: "Mi ricordo il rapporto con Ciampi: i decreti legge, le guerre che si facevano per far passare un decreto legge perché si discuteva, non c'era nulla che sembrasse necessitato e urgente". Avvertito dal suo staff del risalto che le agenzie di stampa stavano dando alla notizia, Berlusconi ha tentato di arginare la gaffe . Napolitano? "Io mi riferivo ai cinque anni del mio governo durante i quali abbiamo avuto un rapporto dialettico con il presidente Ciampi. A questo mi riferivo. Nulla di più". Non c'entra niente, ha aggiunto il Cavaliere, "il presidente Napolitano, a cui porto rispetto e stima che so essere condivise". Nel frattempo, la cabina di regia quirinalizia - come Paolo Bonaiuti ben sapeva - aveva praticamente già approntato una nota "istituzionale". "La Presidenza della Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Con il primo inciso - chiunque ne fosse il titolare - dal Colle hanno inteso chiarire che la presidenza della Repubblica "era, è e sarà - a prescindere dall'inquilino - un'istituzione super partes ". Un'istituzione che "va tenuta al riparo", in particolar modo durante una campagna elettorale, dalle "strumentalizzazioni di parte". Prima che le agenzie mandassero in rete il comunicato, il Cavaliere era già al telefono con Napolitano. A darne notizia, stavolta, un comunicato diramato dallo staff berlusconiano. Il leader del Pdl - parole di Bonaiuti - "ha poco fa telefonato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiarire meglio, ancora una volta, il senso del suo intervento". Traduzione: il leader del Pdl ha ribadito che il bersaglio delle sue critiche era Ciampi. Di conseguenza, il senso del messaggio quirinalizio - e il tema della tensione Napolitano-Berlusconi - sembra quindi "reggere" anche alla luce del dietrofront del Cavaliere. È possibile che la voce fuggita dal sen di Berlusconi avesse davvero come obiettivo Carlo Azeglio Ciampi. A quest'ultimo, il leader del Pdl continua a imputare "la distorsione" della legge elettorale del Senato. All'epoca, il Cavaliere avrebbe voluto un premio di maggioranza nazionale anche per l'elezione dei membri di palazzo Madama; operazione che la presidenza della Repubblica - Costituzione alla mano - bloccò sul nascere. I rapporti tra il leader azzurro e l'ex inquilino del Colle, poi, non sono certo migliorati con l'ultima legislatura, che ha visto Ciampi seduto sui banchi del Senato e il Cavaliere perennemente all'attacco della "pattuglia" dei senatori a vita. Le parole di Silvio sul Quirinale, a differenza della smentita, restano agli atti della campagna elettorale, E rischiano, proprio in prossimità dell'ultimo chilometro, di lasciare il Pdl scoperto proprio sul tema dell'italianità . Stavolta non si tratta del (tri)colore dei soldi di una cordata imprenditoriale per salvare Alitalia dal nemico transalpino. Bensì del sentimento di "unità nazionale" che, proprio in vista del traguardo del 13 e 14 aprile, potrebbe diventare un asset decisivo della campagna veltroniana. L'attacco al Colle più alto, infatti, arriva nel momento in cui il Cavaliere dà l'idea aver ceduto il fianco al suo alleato più scomodo: Umberto Bossi. Ancora ieri, proprio mentre era il corso il balletto di dichiarazioni tra palazzo Grazioli e il Quirinale, il leader del Carroccio, intervistato dal Tg1, diceva: "Il voto agli immigrati? È un capitolo chiuso, anche per Berlusconi. Lo conosco bene Berlusconi. Non è così matto da dare il voto agli immigrati, a chi entra così". Morale? L'immagine del Cavaliere che se la prende con Napolitano e Ciampi ma che incassa senza combattere i veti dell'Umberto in camicia verde possono diventare un boomerang rischioso per tutto il Pdl. Non è tutto. Non è la prima volta che, in questa campagna elettorale, Berlusconi pone l'accento sulle "difficoltà" che attendono il prossimo premier sul soglio di palazzo Chigi. Per non parlare del successore di Padoa-Schioppa. Così Giulio Tremonti, proprio ieri, s'è lasciato andare a una dichiarazione più che sibillina: "Non so se farò il ministro dell'Economia, come ha detto Berlusconi, ma sicuramente la questione dei mutui è fondamentale ed è la prima cosa che faremo, è già nella norma". Un messaggio con una notizia e una smentita inviata all'indirizzo di Silvio. 02/04/2008.

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Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

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Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta Caccia ai "traditori" tra gli amici di Prodi Ultima lettera in basso a destra. La vera notizia, ieri su Repubblica , era a pagina trentaquattro. Una manciata di righe vergate dal segretario di redazione del Tg1, Pino Caserta, nome sconosciuto ai più, per rispondere al piccato editoriale scalfariano di domenica scorsa, in cui il fondatore di Repubblica ha sparato ad alzo zero contro il telegiornale diretto dall'ex prodiano, ormai, Gianni Riotta. Motivo? Secondo Scalfari, grazie al caso Alitalia il Cavaliere ha avuto sul Tg1 il doppio tempo riservato al suo competitor elettorale. Non solo: i servizi non avrebbero spiegato gli effetti sulla Borsa degli annunci berlusconiani sulla misteriosa cordata italiana, ossia turbativa di mercato con false notizie. Perdipiù, ha poi concluso Scalfari, in precedenza il telegiornale di Riotta ha anche criticato la legge sulla par condicio senza tenere conto del conflitto d'interessi del proprietario di Mediaset datosi alla politica. Risultato: senza badare alla sua reputazione, Riotta si sta riposizionando in previsione di una scontata vittoria elettorale del centrodestra. Insomma, una querelle tutta interna a un preciso campo politico che risalta ancora di più se si pensa che più di dieci giorni fa lo stesso Riotta aveva portato a casa uno scoop notevole: un'intervista a Carlo De Benedetti, presidente tra l'altro del gruppo Espresso-Repubblica . A Riotta, l'Ingegnere aveva consegnato tre messaggi forti: le critiche pesanti a Prodi per la trattativa Alitalia, l'elogio a Montezemolo per la Confindustria schierata contro la mafia (strano, visti i rapporti mai buoni tra i due), infine i pericoli che derivano dalla sindrome del ventinovismo. Riassumendo: da un lato la Tessera Numero Uno del Pd veltroniano (l'Ingegnere), dall'altro l'ultimo strenuo difensore del prodismo (il Fondatore). E in mezzo Riotta che starebbe transitando da una sponda all'altra. La verità, infatti, è che in previsione del regime change di metà aprile, il coté prodiano starebbe censendo tutti i "traditori". Tutti coloro, cioè, che pur avendo goduto della stima dell'attuale premier ancora in carica (tra questi, Riotta, nominato al Tg1), adesso sarebbero pronti per farsi risucchiare dalla trappola berlusconian-veltroniana della Grande coalizione o quantomeno a cedere alle sirene di un eventuale berlusconismo inclusivo travestito da commissione bipartisan modello Attali. Un cruccio, questo, che accomunerebbe il Professore, Padoa-Schioppa, Scalfari ma anche il banchiere Giovanni Bazoli (e qui si aprirebbe un ragionamento su Via Solferino se il recente Patto Rcs non avesse blindato Mieli), tutti allergici alla prospettiva che quelle che ritengono le migliori intelligenze del paese collaborino dopo il voto con il nemico di Arcore. Non a caso, l'attacco a Riotta, negli ambienti neoattaliani di casa nostra, viene interpretato come un monito alle altre "intelligenze", anche finanziarie, in procinto di "tradire". Ovviamente il presunto riposizionamento del direttore del Tg1 non è passato inosservato dalle parti di Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. Ma qui il discorso si appiattisce sugli scenari post-elettorali per viale Mazzini, ancora da definire. Le varianti prese in considerazione sono due: vittoria netta del Pdl e quasi pareggio per via del Senato. In ogni caso, l'asse Fi-An del Pdl dà per scontata la partenza di Riotta. Nella prima ipotesi, vittoria netta, lo schema prevederebbe a fine giugno l'insediamento della nuova Vigilanza Rai con Paolo Gentiloni presidente. Poi a luglio il nuovo cda, dove non è esclusa la riconferma di Claudio Petruccioli alla guida del consiglio. A questo punto per assegnare le tre direzioni più pesanti (generale, Raiuno e Tg1) bisognerà vedere di che colore sarà la casella di viceministro delle Comunicazioni (con il ritorno della Bassanini le tlc perderanno il rango di ministero). Al momento il posto viene dato in quota ad An o Lega. Ergo, alla direzione generale andrebbe un berlusconiano. Fonti informate sostengono che Berlusconi prediligerebbe come al solito una soluzione esterna (il Cattaneo di turno per intenderci). Se poi dovesse ripiegare su quella interna, anche per motivi economici, il nome è uno solo: Fabrizio Del Noce, da sei anni alla testa di Raiuno. 02/04/2008.

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Think italy una guerra culturale contro gli errori e gli orrori (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

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Think italy una guerra culturale contro gli errori e gli orrori Non solo Prada e Piano. Alemani conquista Bloomberg Se per l'America l'impegno principale rimane la lotta al terrorismo per l'Italia l'obiettivo direi unico dovrebbe essere la lotta all'"errorismo", sia di destra che di sinistra che di centro. Ovvero chi avrà la gatta da pelare di governare il nostro paese dovrà concentrarsi sull'eliminazione spietata degli errori e degli orrori che la nostra cultura è stata capace di costruire negli ultimi 40 anni. Testimoni esterni dell'immagine italiana più recente nel mondo non possiamo che provare un costante senso di angoscia, come se l'Italia fosse una lavagna e qualcuno continuasse a strusciarsi sopra con le unghie. Saturati da immagini spazzatura, notizie sulla diossina nell'oro vaccino chiamato mozzarella o da disastrosi commenti sulla gestione dell'affaire Alitalia, dobbiamo quindi ringranziare gente come Miuccia Prada, alla quale il New York Times dedica la copertina del suo magazine non come "modaiola" ma come un personaggio che trasforma il proprio capitale economico e d'immagine in cultura ed idée. O Renzo Piano, al quale l'inserto domenicale del Financial Times dedica un lungo articolo in occasione del suo nuovo progetto; la trasformazione del quartiere degradato londinese St Giles. Non solo, al di là dei gusti personali, il numero di musei ed edifici che Piano ha costruito e sta costruendo (non soltanto progettato) nel mondo è imbarazzante per il nostro paese. Me ne vengono in mente almeno sei solo negli Stati Uniti; dall'edificio della Menil Collection a Houston, alla nuova sede del New York Times , all'ampliamento della Morgan Library sempre a New York, al nuovo benché criticatissimo Broad Contemporary Art Museum a Los Angeles, alla nuova gigantesca ala del Art Institute di Chicago, al progetto di un edificio ex novo per il Whitney Museum of America Art vicino al Greenwich Village. A Torino dove la Banca San Paolo Imi ha incaricato l'architetto ligure di progettare un nuovo grattacielo per la loro sede è già scoppiato il finimondo. Subito sono esplose le proteste e i veti incrociati di ambientalisti, preservazionisti, opposizioni varie, animalisti che temono che i volatili ci si schiantino sopra, condomini ai quali vengono tolti 24 cm. di panorama, insomma chi meno a da dire più decida e blocchi, fomentando la "miopicrazia" che governa la nostra cultura e di conseguenza il nostro sviluppo. Dicevamo grazie a Prada e Piano per tenerci a galla non nell'ossessione del "made in Italy" ma in quella sottovalutata o addirittura bistrattata del "Think in Italy", del pensare in Italia, dove si realizzano poi le cose non importa. Ma non sono solo le stelle della nostra cultura a impedire l'affondamento dell'Italian Idea, ma anche giovani professionisti che all'estero vengono rispettati nelle loro competenze più che in Italia dove il concetto di "gavetta" è ancora un modo per sottomettere e sfruttare le idee delle generazioni che ci seguono senza però concedergli nessuna opportunità e legittimità. L'azienda di informazione finanziaria Bloomberg L.P. fondata dal attuale sindaco di New York Michael Bloomberg, nei suoi fantastici uffici che sembrano un enorme acquario umano su Lexington avenue a Manhattan ha invitato una giovane curatrice italiana, non ungherese, russa, cinese, tedesca, inglese, giapponese o coreana ma italiana, Cecilia Alemani a presentare opere di giovani artisti contemporanei internazionali fra i computer e le scrivanie dei più di 3000 impiegati. In modo da esporli direttamente alle tendenze culturali ed estetiche del presente, per fargli capire che anche quello che non si capisce subito può essere il seme di un'idea che potremo sfruttare in futuro. Questo concetto è per noi del tutto alieno. Ancora oggi il nostro governo tramite l'Ice e gran parte degli Istituti di Cultura Italiana all'estero continua l'errore perpetuo, diventato vizio se non malattia terminale di nominare responsabili culturali che hanno al loro attivo, appunto, spesso solo lunghe gavette nei sottoboschi dei ministeri o nella televisione di stato. Nominati responsabili culturali a loro volta espongono il pubblico internazionale, esclusi alcuni rari casi, ad un immagine della cultura italiana imbarazzante fatta ancora di Pomodoro, Plessi, Vangi, quando va bene, mentre quando va male cugini e amici dei responsabili culturali delle pagine dell'arte di qualche quotidiano nazionale. Le cellule dormienti dell'errorismo italiano sono molte di più di quello che si possa immaginare. In preda all'errore sono anche gli attuali contendenti alla poltrona di primo ministro. Sia il Veltrusca che il Walsilvio si sono gettati sulla strategia del nome giovane, dell'under 40, cosa che sulla carta sembra non fare una grinza. Ma ecco che anche qui c'è l'errore inevitabile di fondo. L'essere giovane non è di per se garanzia di idea nuova o progetto efficace. Se il giovane diventa soltanto la coccarda del vecchio il rinnovamento diventa praticamente inutile. Se al giovane non viene consentito di portare avanti i propri progetti autonomamente, di prendersi rischi e responsabilità di far dispiacere ai padri e alle madri se non addirittura di ucciderli (simbolicamente s'intende) la caccia all'under 40 è assolutamente inutile. Inutile che i due candidati continuino a praticare l'errorismo generazionale se non offrono al proprio vivaio i palloni per giocare eventualmente da soli o in squadra con chi vogliono loro. Walsilvio e Veltrusca prendano esempio da Prada, Piano, Bloomberg, inizino a pensare. Smettano di sparlare e attaccarsi sul problema Alitalia come se fosse l'Iraq italiano. L'immagine dell'Italia si salva anche mettendo in archivio certe immagini demagogiche come quella della "compagnia di bandiera". Sono fallite la Sabena, la Swiss Air, la Pan-Am, la TWA, il mondo non si è fermato, non si sono verificati suicidi di massa. Quando la bandiera diventa uno straccio siamo all'anticamera della bandiera bianca. Se si vuole combattere l'errorismo sul serio è necessario iniziare ad usare il pensiero. Se vogliamo fare un favore al "Made in Italy" l'unico sistema è investire con coraggio da leoni nel "Think in Italy". Ricordiamoci sempre che è meglio essere agnelli fra i leoni che leone al servizio dei coglioni. 02/04/2008.

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<Io, l'osso che Air France vuole spolpare, ieri ho occupato i binari> (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Protesta a Fiumicino. Spinetta si fa tenero, dice, sugli esuberi "Io, l'osso che Air France vuole spolpare, ieri ho occupato i binari" Oggi ho occupato i binari, ho interrotto un pubblico servizio. Per circa un'ora nessun treno, proveniente o diretto all'aeroporto di Fiumicino, è transitato per la stazione di Muratella a Roma. Non sono uno scalmanato o un hooligan. E non lo sono le 300 persone che erano con me. Sono, siamo dipendenti della compagnia di bandiera che Air France vuole comprare, inglobare, fagocitare sputando poi l'osso. Ecco io, noi siamo l'osso. Siamo i dipendenti del settore informatica, del call center, dell'amministrazione di Alitalia Servizi. Non ne potevamo più di essere di fatto trasparenti nella trattativa che riempie i giornali, le televisioni. In questo momento le agenzie battono trionfalisticamente che si va verso una riduzione degli esuberi, che si intravede un accordo. Purtroppo l'accordo non ci riguarda, non siamo neanche contabilizzati tra gli esuberi. Noi saremo fuori, espulsi, appoggiati in società esterne senza attività da svolgere. Non ne potevamo più della politica, delle cordate fantasma, della campagna elettorale che da giorni non parla che della nostra azienda ma si fosse visto qui un politico di qualsiasi livello istituzionale. Non ne potevamo più di essere per l'opinione pubblica dei lavoratori privilegiati, quando tra di noi ci sono decine di ragazzi precari e gli stipendi sono al palo da anni. Tutto questo mentre i veri responsabili di questo scempio sono qui, ai piani alti della Magliana, e se manifestiamo per renderci visibili si affacciano alla finestra a farci le foto, come fossimo folklore. Non ne potevamo più dell'indifferenza dei colleghi che si sentono al sicuro perché sono all'interno delle attività che Air France comprerà. Colleghi che continuano a lavorare insieme a te, che ti scrivono mail di lavoro, che organizzano riunioni ma, quando c'è l'assemblea nel piazzale, ti sfilano accanto per andare a mensa senza neanche degnarti di uno sguardo. Colleghi che arrivano a raccogliere firme per invitare l'azienda a non curarsi delle proteste e ad andare avanti nella trattativa e "anche se ciò richiederà delle scelte dolorose". Tanto, basta che il dolore lo sentano gli altri... Non ne potevamo più di essere gestiti da un management inetto se non corrotto, composto, a volte, da pre-pensionati riassunti come consulenti strapagati, di "yes men" ingaggiati per chiudere rami d'azienda. Mentre noi, dipendenti inutili, spesso laureati, dobbiamo attenerci a direttive volte a non farci produrre nulla. Così oggi ci siamo radunati sul piazzale, uscendo dalle nostre attività, convincendo chi non era convinto, chi titubava. Litigando anche con chi invece restava attaccato ad un posto di lavoro traballante. Qualcuno ha urlato "Facciamoci vedere!" e allora siamo partiti a piedi, senza credere molto in quello che facevamo, verso la stazione. E' stato più facile di quello che pensavamo, i lavoratori delle Ferrovie ci hanno appoggiato, le forze dell'ordine ci hanno espresso solidarietà. Per un attimo siamo usciti dall'ombra. E' stato solo un attimo ma adesso sappiamo come fare? 02/04/2008.

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<In 600 rischiamo il posto. Vi spiego perché> (sezione: Alitalia 2)

( da "Padania, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Nel corteo un centinaio di dipendenti di una ditta del cargo "In 600 rischiamo il posto. Vi spiego perché" Gallarate - Il messaggio nella bottiglia ci arriva tramite mail: "Sono un rappresentante sindacale di una delle tante aziende che operano su Malpensa. Lavoriamo con Alitalia nel settore merci da dieci anni e ci piacerebbe far sapere all opinione pubblica quello che stiamo passando in questo periodo di crisi". Vincenzo D Andrea, delegato sindacale Uil della Ala Airport di Malpensa, è tra le migliaia di partecipanti alla fiaccolata leghista di Gallarate insieme a un centinaio di colleghi. "Siete la nostra ultima speranza" - ci aveva scritto nella mail. Con quel nostra , scopriamo, il sindaclista D Andrea non si riferiva a 50, 100 o 200 perdone, ma a 600. "Come personale di Ala - racconta - siamo all incirca 350, poi all interno dell azienda ci sono altre società di servizi che fanno salire il computo totale del personale a rischio a 600 unità". Sono i famosi danni collaterali dell indotto. Danni assurdi, se si considera il contesto. "Noi - ci spiega D Andrea -gestiamo i Cargo di Alitalia da un decennio. Gli aerei adesso sono 5, presto diventeranno 3 e nel 2010 verrà portato via tutto". Dove? A Fiumicino, come tutto il resto. E che ne sarà della Ala e delle 600 famiglie che grazie ad essa vivono? "A giorni, tempo qualche settimana, partirà una prima tranche di cassaintegrazione a zero ore per 98 dipendenti e gli interinali, piano piano, stanno già rimanendo a casa. Se il Cargo Alitalia verrà chiuso, poi, sarà il tracollo". Dicono, monsieur Spinetta, il signor Prato, il ministro Padoa Schioppa e il premier Prodi, che il Cargo a Malpensa non rende. "Non rende solo ad Alitalia - ribatte D Andrea -. Noi, ad esempio, serviamo anche altre due compagnie, la lussemburghese Cargolux e la coreana CoreanAir, che guardacaso non hanno nessun problema. Anzi". Se Alitalia Cargo non funziona, infatti, è perché ha sempre avuto un modo tutto particolare di gestire il servizio. Diciamo sui generis. "Cose strane - riferisce il sindacalista della Uil - in Alitalia si sono sempre viste, ma mai come adesso. In questi giorni, per esempio, si sta verificando una situazione piuttosto curiosa". Quanto curiosa è presto detto. "Stamattina ci è arrivato un cargo da Bombay con destinazione Madrid. Arrivata a Malpensa, la merce non è ripartita con un altro volo per Madrid, ma abbiamo dovuto scaricarla su un camion e farla arrivare, su gomma, a Fiumicino. Da dove poi è decollata alla volta della capitale spagnola. E lo stesso - riprende D Andrea - succede se la merce spedita dall India o dall America deve andare a Bologna: fa tappa a Malpensa, qui la carichiamo su un camion per Fiumicino e da lì viene rimessa su un aereo che la porta a Bologna". Adesso capite perché il Cargo Alitalia a Malpensa non rende? Sì? Allora capirete anche la frustrazione di chi rischia di pagare con il proprio stipendio le bizzarrie gestionali della compagnia di bandiera. "Siamo qui per lanciare un appello -conclude D Andrea -. Non possiamo credere che Malpensa, che è sempre stato un hub, possa essere ridotto a un aeroporto regionale. Non è possibile". Soprattutto, non è logico. A.Mon. [Data pubblicazione: 02/04/2008].

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Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il cavaliere ospite de il tempo "I partitini servono solo a far campare i loro leader" Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo della vittoria alle elezioni ma non nasconde le difficoltà che si troverà di fronte. "Ci spetterà l'onore e l'onere di governare - afferma il leader del Pdl - ma non sarà certo una festa. Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si avvia a una conclusione prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non ci sono dubbi sul fatto che anche al Senato potremo contare su una buona maggioranza.Ci spetterà l'onore e l'onere di governare. I toni si sono mantenuti buoni, qualcuno dice che io ho accelerato nelle critiche al candidato del Pd, ma non è vero: io critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è quello delle schede bianche. Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca. Se non si dovesse fare una scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì che questa sia utilizzata al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in certe regioni, si sono verificati soprattutto a causa di questo fatto. La seconda cosa da fare è spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di assegnazione dei seggi. Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte dell'elettorato non ha ancora ben capito il reale sistema di assegnazione dei seggi. La mia terza preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo sulla scheda. Il ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda tutti i simboli di seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere sulla scheda. è importante che le forze politiche si impegnino a distribuire dei fac-simile per informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che in questo finale di campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è l'alto tasso di inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi c'è stata la buona notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho semplicemente detto che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti. Quindi non è un successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che ho fatto numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che Milano abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione all'importanza di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria compagnia di bandiera. Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con Air France perché ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi di trattative, la compagnia francese ha presentato un'offerta con delle condizioni irricevibili e offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia in Air France. L'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera. Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi economica che coinvolge molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli accordi con il mondo del commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel primo Consiglio dei ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare completamente i premi di produzione e gli straordinari. Questo può cambiare addirittura il sistema di trattative sui contratti e può stimolare un maggiore impegno dei lavoratori. Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il 15 per cento in meno dei lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il tempo lavorato avremo un grande impulso alla produzione, che sarebbe giustificato da un aumento dei consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma si tratta di applicare la ricetta liberale e del benessere: meno tasse è uguale a maggiori consumi, maggiore produzione e più forza lavoro. Ciò significa maggiori entrate per lo Stato per aiutare famiglie bisognose. In più il programma prevede la messa sul mercato ogni anno di tanti immobili quanti potranno essere assorbiti dal mercato stesso. Questo porterà più liquidità nelle casse dell'Erario con l'impegno che questi soldi verranno utilizzati solo per ridurre il debito pubblico che sappiamo essere al 104% del Pil e che intendiamo portare sotto il 100%. Torniamo su Alitalia. La cordata italiana arriverà in tempo e assicurerà la sopravvivenza di Malpensa? Non è una questione di tempo. Questi imprenditori formano una compagine molto folta. Mi sono rivolto ad alcuni colleghi e ho avuto molte risposte sia dai grandi sia dai medi imprenditori. Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni? Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm, i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009 ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti, grandi e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale. Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa, in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città. Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli, soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione. Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel, Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome? Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima. Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle Olimpiadi cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri anche da Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa Bianca? E come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa democratico, con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel quadrante orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi di vertici in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa, chiunque vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con Clinton, con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary, durante il mio intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente, come candidato premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso pronunciare pronostici a favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei difficoltà a incontrare in futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma gli alleati potrebbero ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della Lega, per esempio, sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su certi temi? Intanto la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il nostro lavoro, è un alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto Bossi e sul caso dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non sono state riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli diventare cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che debbano conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo il 14 aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so dire. Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini devono avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il voto dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno all'opposizione e gli altri partitini servono solo ai loro leader.

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"I partitini servono solo a far campare i loro leader" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)

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Stampa il cavaliere ospite de il tempo "I partitini servono solo a far campare i loro leader" Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo della vittoria alle elezioni ma non nasconde le difficoltà che si troverà di fronte. "Ci spetterà l'onore e l'onere di governare - afferma il leader del Pdl - ma non sarà certo una festa. Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si avvia a una conclusione prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non ci sono dubbi sul fatto che anche al Senato potremo contare su una buona maggioranza.Ci spetterà l'onore e l'onere di governare. I toni si sono mantenuti buoni, qualcuno dice che io ho accelerato nelle critiche al candidato del Pd, ma non è vero: io critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è quello delle schede bianche. Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca. Se non si dovesse fare una scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì che questa sia utilizzata al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in certe regioni, si sono verificati soprattutto a causa di questo fatto. La seconda cosa da fare è spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di assegnazione dei seggi. Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte dell'elettorato non ha ancora ben capito il reale sistema di assegnazione dei seggi. La mia terza preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo sulla scheda. Il ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda tutti i simboli di seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere sulla scheda. è importante che le forze politiche si impegnino a distribuire dei fac-simile per informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che in questo finale di campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è l'alto tasso di inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi c'è stata la buona notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho semplicemente detto che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti. Quindi non è un successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che ho fatto numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che Milano abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione all'importanza di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria compagnia di bandiera. Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con Air France perché ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi di trattative, la compagnia francese ha presentato un'offerta con delle condizioni irricevibili e offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia in Air France. L'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera. Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi economica che coinvolge molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli accordi con il mondo del commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel primo Consiglio dei ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare completamente i premi di produzione e gli straordinari. Questo può cambiare addirittura il sistema di trattative sui contratti e può stimolare un maggiore impegno dei lavoratori. Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il 15 per cento in meno dei lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il tempo lavorato avremo un grande impulso alla produzione, che sarebbe giustificato da un aumento dei consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma si tratta di applicare la ricetta liberale e del benessere: meno tasse è uguale a maggiori consumi, maggiore produzione e più forza lavoro. Ciò significa maggiori entrate per lo Stato per aiutare famiglie bisognose. In più il programma prevede la messa sul mercato ogni anno di tanti immobili quanti potranno essere assorbiti dal mercato stesso. Questo porterà più liquidità nelle casse dell'Erario con l'impegno che questi soldi verranno utilizzati solo per ridurre il debito pubblico che sappiamo essere al 104% del Pil e che intendiamo portare sotto il 100%. Torniamo su Alitalia. La cordata italiana arriverà in tempo e assicurerà la sopravvivenza di Malpensa? Non è una questione di tempo. Questi imprenditori formano una compagine molto folta. Mi sono rivolto ad alcuni colleghi e ho avuto molte risposte sia dai grandi sia dai medi imprenditori. Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni? Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm, i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009 ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti, grandi e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale. Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa, in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città. Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli, soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione. Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel, Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome? Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima. Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle Olimpiadi cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri anche da Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa Bianca? E come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa democratico, con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel quadrante orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi di vertici in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa, chiunque vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con Clinton, con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary, durante il mio intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente, come candidato premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso pronunciare pronostici a favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei difficoltà a incontrare in futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma gli alleati potrebbero ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della Lega, per esempio, sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su certi temi? Intanto la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il nostro lavoro, è un alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto Bossi e sul caso dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non sono state riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli diventare cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che debbano conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo il 14 aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so dire. Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini devono avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il voto dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno all'opposizione e gli altri partitini servono solo ai loro leader.

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Veltrusconi duello a distanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica I temi: precariato, tasse, pensioni Veltrusconi: duello a distanza I due candidati premier si sono mancati per poco. Share maggiore per Walter Roma - Non poteva manca il tema della precarietà del lavoro. Secondo il cavaliere: "Non è il male assoluto della nostra gioventù", mentre per Walter, "è il dramma più grande di questo paese". Anche questa volta i due avversari non si sono scontrati direttamente nel tanto discusso duello tv, i due hanno sfilato uno dopo l'altro alla trasmissione 'Conferenza stampa' di Rai Due. E Silvio, al solito, non rinuncia alla battuta: "Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista" e ancora, "è assurdo però che i due principali candidati al governo del paese debbano essere stati estratti a sorte per una sovrapposizione invece di poterci effettivamente incontrare - Il Silvione nazionale -. Ma è la legge che lo impedisce". Berlusconi - Giovani e lavoro in primis: "Non avverto l'allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù. Bisogna partire dalla scuola e dalla ricerca". Poi le pensioni: "Adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese e far sì che chi assiste un familiare non autosufficiente di andare in pensione cinque anni in anticipo". Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni". Non manca un messaggio esplicito all'Udc e ai moderati: "Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate". E ancora: "Mi auguro che anche quei moderati che non hanno aderito al progetto del Popolo della Libertà per convenienza o per egoismo dei propri leader, si uniscano a noi per dare all'Italia un grande partito dei moderati". Il Cav guarda al futuro con occhio piu' sereno e se poche ore prima di chiarava che "Questa legge elettorale non rende sicura al Senato una larga maggioranza", ora sostiene che "Non ho dubbi che avremo la maggioranza al Senato". Veltroni - Avanti un'altro, tocca al leader del Pd, che non perde tempo e risponde subito sul tema della precarieta': "Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese", sottolineando la necessità per l'Italia di "tornare a crescere". "La prima cosa che si deve fare è un intervento sui prezzi, sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento, le risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito". "Non intendiamo aumentare la tassazione delle rendite finanziarie - ha detto Walter -. Dovremmo invece fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option". Della criminalità organizzata dice: "Una delle condizione affinché questo Paese si rialzi è che il Sud si liberi da questi 'succhiasangue'". Expo: "Milano è tutta l'Italia. Il Paese viene prima di tutto". Veltroni non cita mai l'avversario perché vuole "uscire fuori da questo quindicennio" e si esprime sempre con la formula "il principale esponente dello schieramento avversario". "Non voglio fare una campagna elettorale di contrapposizione" spiega il leader del Pd, togliendosi però un sassolino dalla scarpa: "La smentita di oggi è una brutta smentita - dice in merito Berlusconi Vs Quirinale -. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta indietro". Ma secondo il Cav. "non c'era nulla da chiarire", "Con questo presidente della Repubblica ho manifestato rispetto e stima e sono sicuro che ci sono gli stessi sentimenti da parte del capo dello Stato". Share piu' alto per Veltroni - Il numero di telespettatori ha premiato Walter Veltroni. Nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue, il risultato degli ascolti tv di martedì, ha dato vincitore Walter. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000, share 13,91%.

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Veltrusconi: duello a distanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica I temi: precariato, tasse, pensioni Veltrusconi: duello a distanza I due candidati premier si sono mancati per poco. Share maggiore per Walter Roma - Non poteva manca il tema della precarietà del lavoro. Secondo il cavaliere: "Non è il male assoluto della nostra gioventù", mentre per Walter, "è il dramma più grande di questo paese". Anche questa volta i due avversari non si sono scontrati direttamente nel tanto discusso duello tv, i due hanno sfilato uno dopo l'altro alla trasmissione 'Conferenza stampa' di Rai Due. E Silvio, al solito, non rinuncia alla battuta: "Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista" e ancora, "è assurdo però che i due principali candidati al governo del paese debbano essere stati estratti a sorte per una sovrapposizione invece di poterci effettivamente incontrare - Il Silvione nazionale -. Ma è la legge che lo impedisce". Berlusconi - Giovani e lavoro in primis: "Non avverto l'allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù. Bisogna partire dalla scuola e dalla ricerca". Poi le pensioni: "Adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese e far sì che chi assiste un familiare non autosufficiente di andare in pensione cinque anni in anticipo". Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie decisioni". Non manca un messaggio esplicito all'Udc e ai moderati: "Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate". E ancora: "Mi auguro che anche quei moderati che non hanno aderito al progetto del Popolo della Libertà per convenienza o per egoismo dei propri leader, si uniscano a noi per dare all'Italia un grande partito dei moderati". Il Cav guarda al futuro con occhio piu' sereno e se poche ore prima di chiarava che "Questa legge elettorale non rende sicura al Senato una larga maggioranza", ora sostiene che "Non ho dubbi che avremo la maggioranza al Senato". Veltroni - Avanti un'altro, tocca al leader del Pd, che non perde tempo e risponde subito sul tema della precarieta': "Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese", sottolineando la necessità per l'Italia di "tornare a crescere". "La prima cosa che si deve fare è un intervento sui prezzi, sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento, le risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito". "Non intendiamo aumentare la tassazione delle rendite finanziarie - ha detto Walter -. Dovremmo invece fare un intervento per mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option". Della criminalità organizzata dice: "Una delle condizione affinché questo Paese si rialzi è che il Sud si liberi da questi 'succhiasangue'". Expo: "Milano è tutta l'Italia. Il Paese viene prima di tutto". Veltroni non cita mai l'avversario perché vuole "uscire fuori da questo quindicennio" e si esprime sempre con la formula "il principale esponente dello schieramento avversario". "Non voglio fare una campagna elettorale di contrapposizione" spiega il leader del Pd, togliendosi però un sassolino dalla scarpa: "La smentita di oggi è una brutta smentita - dice in merito Berlusconi Vs Quirinale -. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta indietro". Ma secondo il Cav. "non c'era nulla da chiarire", "Con questo presidente della Repubblica ho manifestato rispetto e stima e sono sicuro che ci sono gli stessi sentimenti da parte del capo dello Stato". Share piu' alto per Veltroni - Il numero di telespettatori ha premiato Walter Veltroni. Nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue, il risultato degli ascolti tv di martedì, ha dato vincitore Walter. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000, share 13,91%.

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Alitalia, giornata decisiva (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Accordo sindacati-Air France o fallimento Alitalia, giornata decisiva Attesa per la riapertura del tavolo dopo le indiscrezioni di aperture di Spinetta. Padoa Schioppa riferisce in Parlamento Roma, 2 apr.- Giornata decisiva per la sorte di Alitalia. Riprenderà in tarda mattinata il confronto con i sindacati sul progetto di rilancio di Air France-Klm per la compagnia di bandiera. Sempre oggi in mattinata si terrà l'audizione del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Oggi, infatti, scade il termine indicato dai due gruppi aerei per raggiungere un accordo quadro con i sindacati. E dall'esito del confronto, il consiglio di amministrazione deciderà come procedere. Gli spiragli per un accordo sono ancora aperti ma la strada sembra in salita. Secondo indiscrezioni, trapelate ieri, Air France-Klm starebbe valutando aperture sui nodi flotta, cargo e Atitech e potrebbero comportare una riduzione degli esuberi precedentemente fissati, per superare la situazione di muro contro muro con i sindacati sul documento presentato nei giorni scorsi dal gruppo franco-olandese. Su queste anticipazioni sono rimasti cauti però i segretari generali della Filt Cgil e della Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Le aperture del numero uno di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta “sono assolutamente marginali, di merito non c'è nulla”. “Con gli ultimatum - ha aggiunto Claudiani - non si fa molta strada e se si continua a minacciare il negoziato non si fanno passi avanti”. Intanto questa mattina verso le 10.30 è attesa l'audizione alla Camera dei ministri dell'Economia e dei Trasporti Tommaso Padoa-Schioppa e Alessandro Bianchi che riferiranno sugli sviluppi del caso Alitalia, in attesa dell'esito del confronto che, se si concludesse con un nulla di fatto, causerebbe il fallimento della compagnia di bandiera.

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Alitalia, Padoa Schioppa 'Air France indispensabile per evitare il fallimento' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "prestito ponte solo se si cede alla compagnia franco-olandese" Alitalia, Padoa Schioppa: "Air France indispensabile per evitare il fallimento" Il ministro alla Camera ammonisce la politica: niente sfruttamento elettoralistico Roma, 2 apr.- “Al di fuori di una conclusione positiva del negoziato in corso, un prestito ponte - anche a prescindere dai chiari profili di illegittimità comunitaria - non sarebbe praticabile”. E' quanto puntualizza con estrema chiarezza il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nel corso della sua audizione alla Camera dinanzi le Commissioni riunite Bilancio, Attività Produttive e Trasporti. Il Tesoro, ha spiegato, “Ha comunicato al presidente Prato la propria disponibilità a concedere un prestito ponte alla società a fronte dell'effettivo concretizzarsi di una prospettiva di risanamento economico e industriale, purchè, in altri termini, esso risulti l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm”. Il ministro dell'Economia è convinto del fatto che nessuno possa augurarsi il fallimento della compagnia di bandiera. “Eventuali iniziative di discontinuità che gli amministratori della società si vedessero costretti a prendere nella loro autonoma responsabilità -ha spiegato- segnerebbero l'ingresso in una condizione che nessuno può augurarsi: non i viaggiatori, non i dipendenti della società, non i contribuenti, non la Sea, non la classe politica, non il sindacato, non l'immagine internazionale dell'Italia”. “Se l'offerta di Air France dovesse decadere -ha continuato- verrebbe meno l'unica proposta di acquisto. Il consiglio di amministrazione dovrebbe deliberare sul da farsi, esercitando in piena autonomia le responsabilità che la legge le attribuisce”. Padoa Schioppa considera quindi indispensabile il passaggio di Alitalia alla compagnia franco olandese. “La cessione è solo un passaggio per una ineludibile, e purtroppo dolorosa, ristrutturazione della Società”. “La ristrutturazione - ha precisato il ministro - a sua volta, non è possibile senza un accordo con le organizzazioni sindacali”. “Sarebbe un ben amaro destino -ha concluso Padoa Schioppa- se una compagnia, portata allo stremo da anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale”, ha affermato il ministro riferendosi alle polemiche degli ultimi giorni che avevano portato il caso Alitalia al centro del dibattito pre-elettorale.

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Alitalia, la festa in... oro e diamanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Strettamente confidenziale Alitalia, la festa in... oro e diamanti di Hush Hush In attesa che Marco Travaglio o Milena Gabanelli ci facciano vedere o leggere qualcosa su Alitalia, particolarmente sui due ex amministratori delegati Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, il duetto che ha affossato la compagnia aerea e l'aereoporto di Milano Malpensa ? giusto perché dipendenti e cassa integrati se lo ricordino domenica 13 e lunedì 14 aprile quando saranno nella gabina elettorale: uno è del centro sinistra sinistra, l'altro è del centro sinistra destra, nel senso che lo ha fatto nominare a suo tempo Gianni Letta, quando era sottosegretario a palazzo Chigi con Berlusconi-, giusto qualche notiziola ancora, riportata qua e là anche dal settimanale Panorama. Proseguiamo dunque con i soldi buttati da Alitalia nella comunicazione e nelle relazioni esterne, ossia nel lavoro di oliatura dei giornalisti e dei politici: centinaia di migliaia di euro buttati per sponsorizzare lo spettacolo Barocco a Gallipoli, ripreso, manco a dirlo da Rai Uno, e quindi trasmesso; per sponsorizzare il torneo di rugby della Perdonanza all'Aquila (non per fare o dire nulla, solo per il ragionamento del cronista: l'Aquila è in Abruzzo, Marini, il presidente del Senato uscente è dell'Abruzzo ed è stato segretario generale della Cisl, che è di gran lunga il sindacato che conta più iscritti in Alitalia e anche Bonanni è abruzzese; per sponsorizzare la Nuova Viola Basket di Reggio Calabria patrocinata - come scrive Panorama - dal diessino Marco Minniti. Poi incarichi alla signora Cristina Martini (e alla sua società di pr), consorte del comandante Luigi Martini, pilota Alitalia, fondatore e leader dell'Anpac, ossia del sindacato piloti che ha affossato Malpensa nonché responsabile del settore areotrasportistico di Allenaza Nazionale. E soldi, molti soldi, persino ad una signora, tale Rita Farnitano della Compagnia Italiana Comunicazioni, che ha patteggiato un anno di condanna per sfruttamento della prostituzione finalizzata alla stipula di lucrosi contratticon varie aziende, fra cui, appunto, Alitalia. Di questa porcilaia la vasca è rappresentata dalla rivista Ulisse, quella che viene messa a bordo degli aerei, su cui ci siamo già intrattenuti ieri. Oggi aggiungiamo solo che la rivista è affidata alle cure di Ilaria Bramezza, ex city manager di Venezia con il sindaco del Pd Paolo Costa, che è anche europarlamentare e, chissà perché, sempre pronto ad intervenire quando c'é qualcosa che rigaurda il settore aereo. La signora Ilaria Bramezza si è a sua volta messa nelle mani della società Ince di Pino Insegno, attore del PD, ovviamente, che ha pensato bene di mettere su Ulisse,come prima cosa,la pubblicita' dei suoi dvd. Nel frattempo che arrivasse Insegno, la rivista Ulisse l'aveva avuta in cura, Regno di Cimoli, la signora Stella Locci: stipendio record in oni e inserzionisti di prodotti per cani nelle pagine patinate, nonstante fosse odiata da Daniela Scurto,l a potentissima capa delle relazioni esterne dei tempi cimoliani ed ora a capo di una società di cacciatori di teste. Infine, per i sessant'anni della compagnia fallita sono state organizzate due mega feste, una al Bagaglino di Roma e una a New york, titolate "Oro e diamanti". Ne siamo sicuri, oro e diamanti per i soliti noti, cassa integrazione invece a Malpensa.

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I due modelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Declino ed Expò I due modelli di Arturo Diaconale Ha un doppio significato la vittoria di Milano su Smirne per l'Expò del 2015. Il primo è che nel votare a favore del capoluogo lombardo la maggioranza dei rappresentanti dei paesi aderenti al Bureau International des Expositions non ha avuto paura di deludere le attese di un paese laico ma di religione islamica come la Turchia. Il secondo è che a far superare il timore di poter compiere un gesto interpretabile come una sorta di provocazione da parte dei fondamentalisti islamici, ha contribuito la fiducia nella capacità dell'Italia di poter organizzare al meglio l'Expò 2015. Cioè di essere in grado di essere all'altezza della situazione e di poter superare la crisi e la fase di declino in cui sembra essere incappata. Questo doppio significato alimenta un grande ottimismo. In primo luogo dimostra come la stragrande maggioranza dei paesi del pianeta non sia disposta ad arrendersi alle minacce di guerra di religione e di civiltà che vengono in continuazione lanciate dai terroristi. In secondo luogo perché costituisce una sorta di potente tonico contro quei segni di depressione che sono fin troppo evidenti nella società italiana. Naturalmente, la concomitanza della vittoria di Milano su Smirne con la campagna elettorale ha subito offuscato questa doppia iniezione di ottimismo e di fiducia. Ma le polemiche su chi abbia il merito di aver conseguito la vittoria, se Letizia Moratti, il centro destra e Silvio Berlusconi, o Romano Prodi ed i suoi ministri D'Alema e Bonino, sono destinate ad avere vita breve. Passato il 13 aprile non rimarranno tracce di queste baruffe elettoralistiche. Resterà solo l'esigenza di organizzare al meglio un evento che, come tutti i grandi Expò del passato, non servirà solo a migliorare l'immagine di Milano, a risolvere questioni complesse come quelle di Malpensa o a rilanciare le attività economiche degli imprenditori lombardi, ma dovrà costituire un grande volano per una generale ripresa dell'economia nazionale e del ruolo del nostro paese nel contesto internazionale. Come cogliere questa occasione? Di sicuro non con beghe meschine tra le forze politiche o con una visione esclusivamente localistica e provinciale dell'avvenimento. Ma, altrettanto di sicuro, con la consapevolezza che per cogliere appieno l'occasione offerta dalla fiducia e dall'ottimismo di 86 paesi sia necessario tornare a definire come l'Italia deve collocarsi nel mondo globalizzato. Antonio Polito, forse perché un po' troppo coinvolto nel clima elettorale di questi giorni, ha sostenuto che due sono i modelli tra cui scegliere. Quello realistico alla Prodi, che prevede per l'Italia un ruolo regionale, mediterraneo, di semplice cerniera tra Europa e paesi arabi. E quello più avventuroso della cosiddetta "grandeur" di Silvio Berlusconi che potrebbe far scivolare il paese in uno stato di irrealistica allucinazione. Se questo è l'approccio all'interrogativo su come sfruttare l'occasione dell'Expò va detto senza mezzi termini che si tratta di un approccio sbagliato. Il dilemma non è rimanere con i piedi per terra, ancorarsi al Mediterraneo e rispettare la tradizionale politica di appeasement con il mondo arabo oppure illudersi di essere una potenza di prima grandezza in grado di competere da pari a pari con i "grandi". Il dilemma, al contrario, è se sfruttare l'Expò per tentare di invertire il processo di declino del paese o se rassegnarsi all'ineluttabile gestendo l'evento all'insegna del piccolo cabotaggio o, peggio, della rinuncia dell'interesse nazionale a favore degli interessi nazionali altrui. Magari svendendo Alitalia o smantellando Malpensa. Per questo bisogna evitare di ridurre la questione al dilemma Prodi-Berlusconi. Anche perché, se proprio si dovesse scegliere tra realismo prodiano ed ambizioni berlusconiane, la partita della lotta al declino avrebbe una conclusione obbligata. Non si raggiunge un grande traguardo senza una ambizione adeguata.

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SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? di Romano Bracalini Una nazione, dice Ernest Renan, è una comunità che basa la propria esistenza su tre elementi che la distinguono da qualunque altra: la lingua, la bandiera, la moneta. Esse rappresentano un patrimonio d'affetti e di speranze. Formano l'orgoglio, la tradizione, la storia di una nazione. Se viene a mancare anche uno solo di questi elementi, una nazione non può più dirsi sovrana. Nel 1943, con l'invasione anglo-americana, nel paese vinto venne imposta la moneta d'occupazione, le Amlire. In quel preciso momento l'Italia cessava d'essere una nazione indipendente e sovrana. Qualcosa di simile sta accadendo oggi. Goethe, nel suo viaggio in Italia, spiegava che "Napoli è un paradiso abitato da diavoli", e oggi non cambierebbe parere, e la Calabria un luogo dove "i gendarmi arrostivano vivi i briganti che a loro volta arrostivano vive le loro vittime". Il tradimento e la spazzatura sembravano piuttosto il portato di una rinuncia o di una inadeguatezza. C'era alla base una carenza di civiltà. Poeti e viaggiatori stranieri descrivevano l'Italia come un paese certo affascinante e unico per varietà e ricchezza di memorie storiche, ma anche come un luogo infido abitato da gente ingannevole e violenta, al punto che l'inglese John Murray, autore del libro "Leading the blind" (Guidare il cieco), raccomandava a tutti di fare testamento prima di mettersi in viaggio. Una raccomandazione valida ancora oggi. I giornali stranieri sono tornati a descrivere l'Italia come un paese triste, caotico e violento. Ce la mettiamo tutta per confermare il quadro. La peggiore immigrazione sceglie l'Italia perché altrove non sarebbe ammessa. Gli stranieri che dall'Italia tentano di passare in Francia vengono bloccati alla frontiera. D'accordo, Milano ha vinto la gara per l'Expo. Ma una rondine non fa primavera. Da un quindicennio l'Italia è entrata in una profonda crisi istituzionale e morale in cui regole, leggi, educazione e senso civico hanno perduto ogni significato originario e non c'è più verso di frenare il malcostume dilagante, il disprezzo d'ogni convenzione, la brutalità della nostra vita associata. La naturale e forse mitica "gentilezza italiana" è scomparsa del tutto. Il senatore Cossiga vorrebbe introdurre l'alza bandiera nelle scuole. Bisognerebbe prima insegnare cos'è una nazione e i principi basilari di educazione civica. Sono reduce da un soggiorno in Francia (paese ideale per noi "esuli" in patria). La differenza si vede già nel rispetto per il pedone che attraversa la strada senza rischiare la vita. Chi sgarra paga. Non trova un magistrato che restituisce la patente al recidivo. Se a sgarrare è uno straniero lo si accompagna tra due gendarmi alla frontiera. A Parigi le donne anziane non temono di uscire di casa da sole. Si siedono al Caffè a godersi il timido sole. La sicurezza è un dovere garantito al cittadino. La Francia è "l'etat des citoyenne", lo stato dei cittadini. Dovrebbe esserlo anche l'Italia formatasi sul modello francese. Ma così non è. Siamo impotenti davanti alle vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo quotidiano della nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri giardini pubblici. Un ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi di cani. In Francia i cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno al guinzaglio. Si viaggia sicuri. Da noi l'ubriachezza al volante è in aumento quasi per un senso di emulazione che fa strage. L'autista del pullman juventino che ha investito e ammazzato il tifoso del Parma ha obbedito a un impulso di paura. Lo ha detto lui. La partita aveva esasperato gli animi e inferocito le opposte fazioni. Ha temuto d'essere aggredito e ha premuto l'acceleratore: è come se avesse premuto il grilletto. Il capo della polizia Manganelli ha detto: "Non c'è emergenza". Ennio Flaiano avrebbe eccepito: "La situazione è grave ma non seria". Non solo stentiamo a diventare un popolo ordinato e civile, ma restiamo i peggiori nemici di noi stessi. La nostra debolezza di carattere ci viene dai secoli della decadenza. Per secoli l'Italia è stata campo di battaglia d'eserciti stranieri che uccidevano e razziavano. Il declino d'oggi lo riscontriamo nei comportamenti d'ordinaria barbarie, nella latitanza d'ogni principio di giustizia, e nel costume reiterato di svendere il paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto ciò, restando un esule nel cuore, che Alitalia venga venduta ai francesi non mi importa nulla, anzi: vuol dire che funzionerà meglio. Ma non vorrei porre limiti alla provvidenza. Per esempio a quando le FS agli svizzeri?.

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Duello a distanza: Berlusconi leader (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Duello a distanza: Berlusconi leader di Lucilla Bicocchi Ci sono ottimismo e preoccupazione nelle parole di Silvio Berlusconi al forum Confagricoltura a Taormina. Convinto che nella difficile situazione economica in cui si trova il Paese toccherà ancora a lui governare, il leader del Pdl critica la par condicio che potrebbe fargli perdere consensi nelle ultime settimane di campagna elettorale. Ma nei tre giorni in considerazione, dal 27 al 29 marzo, il Cavaliere tocca i temi più spinosi della campagna elettorale, tra cui il caso Alitalia sempre in primo piano con l'ipotesi della cordata italiana, il nodo pensioni, e il voto utile consigliato agli elettori. Oltre 31 minuti di parlato Tv per Berlusconi, che gli valgono la vetta della top ten davanti a Walter Veltroni, al secondo posto con 25 minuti. Ma la risposta al leader del PdL non si fa attendere. Il duello a distanza continua in Sicilia e Calabria, dove fa tappa il tour di Walter Veltroni. E' ancora Alitalia a dominare il pensiero del numero uno del Partito democratico, ma nei suoi discorsi agli elettori siciliani si punta l'indice anche contro la criminalità organizzata; "La mafia, la camorra e la 'ndrangheta decidano di non votare per il PD. Se andremo al Governo la priorità sarà combattere le organizzazioni criminali", dice Veltroni a Catanzaro, mentre a Siracusa, sotto una pioggia battente, ricorda che la campagna elettorale non è una guerra e che quindi non risponderà alle provocazioni. Abbonda di esponenti politici il ranking di questi tre giorni. In terza posizione ecco il leader di centro Casini, sempre più convinto che il suo partito sarà determinante al Senato, mentre intanto crescono i toni della polemica con Berlusconi. Dalla piazza di Napoli Casini attacca il cavaliere sull'uso strumentale che il leader del Pdl fa della Chiesa e delle persone. Sulla questione del confronto in Tv invece è lapidario: "Il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni"? E' un problema loro". Al centro della classifica tempo di parola per Bertinotti, Buontempo e Boselli. Se la Sinistra Arcobaleno presenta il suo programma a Milano nella storica Camera del Lavoro, il leader de La Destra, ospite il 28 marzo negli studi del TgLa7, commenta la vicenda Alitalia e l'allarme diossina nelle mozzarelle, ma in vista del voto ormai alle porte, parla di brogli elettorali, sperando in maggiori controlli da parte del ministero dell'Interno. Se a Boselli bastano sei minuti per tornare sulla par condicio e annunciare l'apertura del suo blog, è duro il giudizio di Marco Ferrando. Microfoni accesi per lui al TgLa7 dove dice: "Questa campagna elettorale è una serie di ipocrisie, c'è un campionato di serie A e uno di serie B. In serie A giocano due partiti che fingono di combattersi, ma in realtà hanno lo stesso programma di fondo, il Pdl e il Pd". La Destra conquista anche la decima posizione con Daniela Santanchè che, dopo aver detto no a qualunque accordo post elettorale, rivendica il ruolo del suo partito come maggiore garanzia per la sicurezza nelle città.

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Il governo del buonsenso non è un pesce d'aprile (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

UN ESECUTIVO CON IL CAV, CACCIARI E MONTI? MAGARI Il governo del buonsenso non è un pesce d'aprile 02/04/2008 Alla fine di questa assolutamente ignobile campagna elettorale era apparsa una novità, uno scoop, finalmente degno di attenzione: Berlusconi, scrivevano le agenzie, aveva dichiarato possibile un governo di buonsenso, e aveva perfino azzardato due nomi: Cacciari e Monti. Troppo bello per esser vero: era un "pesce d'aprile", un falso, uno scherzo, un lampo d'intelligenza nel mezzo di una politica annegata fra chiacchiere e barzellette cretine. Peccato. Peccato perché il "governo del buonsenso" sarebbe la sola cosa decente che i due capoccia della nostra politica, quello "agé" e quello della nuova speranza, possano, anzi debbano fare dopo il 15 aprile. E non solo se il risultato fosse di parità al Senato, "ma anche" se uno dei due, prevedibilmente Berlusconi, fosse in leggero vantaggio. E ciò per la preminente ragione, che nessuno dei due grandi pseudopartiti (e tanto meno dei piccoli e dei mediani) ha la forza politica per reggere a quel disastro politico, economico e sociale (e morale) che è l'Italia di oggi, dopo quindici anni di deriva e due anni di debacle prodiana. Berlusconi può darci, forse, un governo di buonsenso condito da qualche scatto di genialità: Veltroni, figlio tardivo della spaventosa mediocrità della sinistra italiana, non può darci nemmeno quello. Si spegne questa campagna elettorale con gli ultimi petardi, roba da curva di ultrà sfiatati: la cordata per Alitalia di Berlusconi, le "centomila case" di Veltroni, case di paglia come quella dei "Tre porcellini". Nessuno dei due ha lanciato una proposta programmatica plausibile, attendibile, sui grandi temi: l'energia, il dimezzamento della spesa pubblica, lo stop all'immigrazione, la sicurezza. Nessuno dei due ha affrontato il tema grandissimo della caduta del Meridione d'Italia nell'abisso della delinquenza politica . La sola che abbia coraggiosamente affrontato il tema è la Milena Gabanelli di "Report" su Rai Tre. Che Berlusconi lo abbia o no detto, il governo del buonsenso è dunque essenziale: un governo numericamente piccolo, ma autorevole e aperto, con uomini di disinteresse e di valore al servizio della Nazione. Ma ormai, il buonsenso, per quanto essenziale, non basta più. Il buonsenso poteva bastare fino a qualche anno fa: ora non basterà, se non sarà accompagnato da un'altra necessaria virtù: il coraggio. Il coraggio di mandare a farsi fottere le congregazioni, le corporazioni, I sindacati e, all'occorrenza, anche la Chiesa, ma soprattutto la Casta. E rivolgersi spesso, direttamente, agli italiani: i quali capiscono benissimo, senza bisogno di barzellette o di favole. Dire in cinque minuti, alla televisione, quello che si può fare e quello che non si può. È appunto questo il tipo di comunicazione che è mancato al popolo italiano, sia nei due anni di Prodi, sia nei precedenti cinque di Berlusconi. Ci vuole un Roosvelt che parli al caminetto del salotto di Palazzo Chigi. Ma non per raccontar frottole, ma per esporre i problemi seri e duri che avremo nei prossimi anni. Il governo del buonsenso non è un pesce d'aprile, ma ciò di cui hanno bisogno gli italiani.

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La politica e la Rai? Non cambierà mai (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 02 Apr 2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Il Grillo Sparlante La politica e la Rai? Non cambierà mai di Il Grillo Sparlante Per cominciare subito una bella news: i miei lettori sono stati di nuovo certificati, siamo a quota 49 e la certificazione è avvenuta grazie ad una partecipata della holding "LA RESPONSABILITA' ETICA DELL'IMPRESA", con sede a VADUZ, LICHENSTEIN, dove si è ricongiunta, grazie agli sforzi di imprenditori, giornalisti, vallette, presentatori e cantanti, nonché dei di lor figlioli e figliole, con la già nota snc "TRASPA Mme RENZA", en provenance dall'Austria e della Svizzera, dove si giocheranno gli europei di calcio e quindi c'era un pò di affollamento. Lo stesso affollamento che si ritrova nelle zucche delle mie FONTI nel Cavallo morente, alla Rai, dove mi annunciano NOMINE per il 18 maggio, con il cambio del DIRETTORE DI RAI UNO DEL NOCE, altro appassionato di orologi, e del DIRETTORE DEL TG3 DI BELLA, bella villa in Svizzera nonché grande amico del Cav. "TI RICORDI TONINO QUANDO DA PICCOLO SGAMBETTAVI A PORTOFINO TRA LE MIE GAMBE", eh come no, bei tempi, con i VENERABILI MAESTRI e le GNOCCHE MAESTRE. Il problema, però, è che il 18 maggio cade di domenica e quindi sarà difficile riunire il CIDIA e fare delle nomine; poco male, si può rimediare il mercoledì 21. Intanto il PARTITO RAI auspica la riforma bi-partisan dell'A'Zienda e non sanno di far ridere tutto il mondo: già delle sorti del Cavallo morente non fregava un cazzo a nessuno, ma dopo la vicenda Alitalia che sta scorrendo sotto i nostri occhi si può fare veramente DI TUTTO & DI PIU'. Perché ha ragione il carissimo MUNAFO', che potrebbe pure raggiungermi qui all'Opinione, tanto scusa Stefano, quale destra e quale sinistra: l'importante é la libertà di scrivere quello che pensiamo e il in questo senso la nostra direzione è esemplare, una garanzia, quindi giungi rapidamente,nel frattempo, dicevo, ha ragionen il caraissimo Stefano Munafò che sull'Arancione Riformista, tornato finalmente nelle capaci mani di Antonio Polito, ha scritto che non c'è differnza fra i canali Rai e quelli Mediaset, salvo che per Rai Tre, che a me pare tuttavia come il Partito dei Contadini nella Dieta Polacca di Gomulka o Gierek. Comunque, scrive Munafò, Rai e Mediaset sono uguali e se la politica non ha lasciato la presa sull'Alitalia, quando mai lo farà sulla Rai. E' vero, io che sono Grillo e non grullo confermo anche la conclusione di Munafò e cioé: ma alla fine ce ne siamo fatti una ragione. Appunto, CHISSENEFREGA, come disse il MAGO ALLA STREGA. Buona giornata. E buona fortuna.

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Lupo Rattazzi: c'interessa Air One da sola (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 79 del 2008-04-02 pagina 19 Lupo Rattazzi: c'interessa Air One da sola di Redazione Lupo Rattazzi, presidente di Neos (la compagnia aerea di proprietà del gruppo Alpitour), conferma che un interesse per l'ingresso nel capitale di Air One è uno dei temi d'interesse di GL Investimenti, costituita insieme a Giovanni Malagò. Nella nuova società Malagò apporterà la sua quota del 2,2% circa in Maire Tecnimont mentre Lupo Rattazzi conferirà a titolo personale l'equivalente in liquidità, circa 24 milioni di euro. "Il primo settore di nostro interesse è quello a cui appartiene Maire (chimica e ingegneria, ndr), poi potrebbe esserci il trasporto aereo" spiega Rattazzi, che in passato è stato uno degli azionisti di Air Europe. Sottolinea "i rapporti di affinità con Air One e con il suo proprietario Carlo Toto", ma esclude di poter entrare in una possibile cordata per Alitalia, considerato "un progetto troppo grande, fuori dalle nostre forze". "C'interessa, casomai, una quota di Air One se resta da sola". Esclude anche la possibilità di sinergie con Neos. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia Prato si dimette (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

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Economia Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma, 2 Apr. – Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore. Prato, dopo le dimissioni di Berardino Libonati, era stato nominato dal ministero del Tesoro, l'estate scorsa. E' stato incaricato di "cedere il controllo della società" e di individuare soggetti industriali e finanziari interessati. Prima di annunciare le sue dimissioni il presidente: "Questa azienda ha una maledizione, soltanto un esorcista può salvarla. Ho fallito e devo dare un segnale personale". "Non si può trascinare la situazione stancamente per qualche giorno – ha poi aggiunto Prato - nè il governo nè il Paese si renderebbero conto di quanto le interferenze continue del sistema hanno avvelenato la situazione di un'azienda quotata in Borsa". Prima di arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Ricopre incarichi direttivi in società pubbliche, dal 1978. Dal 1989 al 1998 è stato condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti, è stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri in qualità di consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle principali controllate: Alitalia, Finmeccanica, Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Fino al 2003, ha rivestito incarichi in Iri dove era direttore centrale e in Fintecna dove riscopriva la carica di presidente operativo, oltre ad essere stato consigliere di Amministrazione in Rai holding, Finmeccanica e Alitalia. In seguito agli eventi delle ultime ore, probabilmente, per domani mattina la Consob sospenderà il titolo sul listino di Piazza Affari, prima dell'apertura della Borsa. Valentina Pellegrino.

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Air France rinuncia all'acquisto di Alitalia. La compagnia di bandiera verso il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)

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Economia Spinetta: "Le proposte dei sindacati sono inaccettabili". Air France rinuncia all'acquisto di Alitalia. La compagnia di bandiera verso il fallimento Il numero uno della compagnia transalpina ha abbandonato il tavolo delle trattative Roma, 2 apr. - Air France ha abbandonato il tavolo delle trattative per l'acquisto dell'Alitalia. Lo avrebbe detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta (foto), ritenendo la proposta dei sindacati inaccettabile. Spinetta ha aggiunto di essere anche "contrario a livello personale". Quindi, "finisce qui", ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via assieme al suo staff. Il presidente del gruppo franco-olandese dubiterebbe del fatto chela compagnia "possa accogliere la proposta" presentata dai sindacati, ed ha indicato che verrà comunque portata all' esame del consiglio di amministrazione", premettendo che la richiesta dei sindacati "non rientra" nel suo mandato. E' una proposta che difficilmente può essere accolta, avrebbe detto Spinetta, "perché ci vorrebbero molti mesi di lavoro e riflessioni, e questo Alitalia non lo può sostenere perché i problemi della compagnia italiana vanno affrontati oggi". Lo spettro del fallimento, per Atalia, è sempre più vicino, e il presidente potrebbe proporre al Consiglio di amministrazione di portare i libri in tribunale già la settimana prossima.

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