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IN EVIDENZA
ROMA - In attesa dell'incontro tra sindacati, azienda e Air France, Tommaso
Padoa-Schioppa riferisce alla Camera sulla trattativa Alitalia, durante
un'audizione davanti alle commissioni Bilancio, Trasporti e Attività
produttive. In quelle che definisce «ore decisive», il ministro dell'Economia,
dopo le polemiche dei giorni scorsi, lancia innanzitutto un ammonimento:
«Sarebbe un ben amaro destino se una compagnia, portata allo stremo da anni di
rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno
sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale».
Poi, entrando nel merito della trattativa, Padoa-Schioppa non usa mezzi
termini: «Oggi non c’è alternativa ad Air France, l'unica alternativa è il
fallimento della compagnia». «Il passaggio all'amministrazione straordinaria -
spiega - non è mai facile, né di certa conclusione, né soprattutto privo di
ricadute sul sistema. In assenza di prospettive di ristrutturazione si converte
in fallimento». Si tratta di una condizione che, prosegue Padoa-Schioppa,
«nessuno può augurarsi: non i viaggiatori, non i dipendenti della società, non
i contribuenti, non la Sea, non la classe politica, non il sindacato, non
l’immagine internazionale dell'Italia». Senza un accordo con Air France «nel
caso di Alitalia è ipotizzabile che le circostanze porterebbero a un ricorso
alla legge Marzano, l'unica in grado di affrontare la crisi di una grande
azienda. La legge - ricorda il minisro - è nata sul caso Parmalat ed è volta a
facilitare il risanamento di un'azienda in grave crisi finanziaria. Alitalia,
però, non è Parmalat: mentre quest'ultima era industrialmente sana e in
gravissima crisi finanziaria, Alitalia ha un indebitamento del tutto
fisiologico ma un conto economico cronicamente in rosso».
PRESTITO PONTE - Rivendicando la bontà delle scelte dell'esecutivo («ha
fatto e farà la sua parte»), il ministro spiega inoltre che il governo può
concedere un prestito ponte ad Alitalia solo in presenza di un accordo con Air
France. Il Tesoro, afferma, «ha comunicato al presidente Prato la propria
disponibilità a concedere un prestito ponte alla società a fronte
dell'effettivo concretizzarsi di una prospettiva di risanamento economico e
industriale, purché, in altri termini, esso risulti l'ultima condizione per
l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm». Il ministro, poi,
aggiunge: «Sia chiaro. Al di fuori di una conclusione positiva del negoziato in
corso, un prestito ponte, anche a prescindere dai chiari profili di
illegittimità comunitaria, non sarebbe praticabile».
RISTRUTTURAZIONE - Padoa-Schioppa puntualizza inoltre che «una cessione
di Alitalia a imprenditori privati è impossibile e comunque non risolutiva se
non è accompagnata da una profonda ristrutturazione industriale che ricostituisca
la capacità di produrre utili». Con sette esercizi in rosso negli ultimi otto
anni, aggiunge il ministro, «Alitalia ha perduto il connotato costitutivo
dell'impresa e in senso tecnico dovremmo definirla come un'azienda di
'consumo', al pari di una famiglia o di un'opera benefica». Nonostante ciò,
ribadisce, «nessuno può augurarsi il suo fallimento» visto che Alitalia è «un
servizo essenziale per il nostro sistema economico e dall'esito delle
trattative dipenderà il funzionamento per molti anni a venire di un servizio
essenziale per il nostro sistema economico e per la vita degli italiani,
oltreché il destino di migliaia di famiglie di lavoratori». Per Padoa-Schioppa,
«la cessione di Alitalia è solo un necessario passo nel tentativo di
salvataggio ora indifferibile». La compagnia, secondo il ministro, «si mantiene
in vita solo grazie a un generoso contributo pagato dalla collettività».
Quindi, «la cessione ai privati non è possibile senza una ristrutturazione
industriale, resa ardua dalle numerose peculiarità del settore in cui la
compagnia opera», come il fatto della presenza di «tante sigle sindacali,
spesso portatori di interessi diversi. Oggi non è più qualificata a sostenere
il supporto dello Stato».
AIR ONE - Padoa-Schioppa afferma inoltre che il piano di Air One per la
privatizzazione di Alitalia avrebbe comportato esuberi «assai maggiori». «Mi
limito a ricordare - aggiunge - che in tema di ricadute occupazionali il piano
presentato da Air France-Klm stimava esuberi sostanzialemente in linea con il
piano di sopravvivenza predisposto nei mesi precedenti da Alitalia, mentre il
progetto industriale predisposto da Ap Holding/Air One avrebbe comportato
esuberi assai maggiori».
02 aprile 2008
Gian
Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante per&#
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gian Enrico
Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante però che - affrontando
altri temi contingenti, come Cina e Alitalia - abbia colto l'occasione per
criticare l'Unione Europea.
Piazza
Affari, grazie alla buona intonazione dei mercati finanziari, chiude col segno
più. Il M ( da "Stampa, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ancora rialzi
per Alitalia (+ 10,42%), positiva anche Telecom Italia (+5,96%), con il
roadshow dell'ad Franco Bernabè negli Usa. Nelle tlc perdono quota Tiscali
(-1,6%) e Fastweb (-1,8%), nel giorno all'assemblea dei soci la capogruppo Swisscom
ha ribadito di non avere allo studio il delisting del titolo da Piazza Affari.
Cv
Alital 1069,008<TD class ( da "Stampa, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cv Alital 10
69,008 67,292 cv B Ifis 09 100,190 100,190 cv Bco Popol 10 100,767 100,613 cv
Beni Sta 11 93,313 93,805 cv BIM 15 89,848 89,848 cv Carige 13 116,704 112,755
cv Mi-A2a 09 116,254 115,377 cv SIAS 17 93,429 94,532 cv Snia 10 100,130
100,150 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,351 110,
Air
France: 200 esuberi in meno ( da "Stampa, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Schioppa e il
collega Alessandro Bianchi riferiranno sul caso Alitalia alla Camera. Oltre ai
vertici di Alitalia e Air France-Klm, al tavolo ci saranno solo (si fa per
dire) otto sigle. La Uil resta sull'Aventino, benché il segretario Luigi
Angeletti apra uno spiraglio: "Se ci fossero reali aperture da parte di
Air France-Klm torneremmo al tavolo".
I
manifestanti bloccano i treni ( da "Stampa, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La protesta I
manifestanti bloccano i treni I lavoratori di Alitalia hanno manifestato ieri,
davanti al quartier generale della Magliana, per la difesa di Alitalia Servizi.
I dipendenti della compagnia hanno occupato il centro elaborazione dati e il
nuovo centro direzionale. Un corteo pacifico, formato da circa 200
manifestanti, è arrivato poi fino alla stazione della Muratella,
L'ultimo
affondo Cgil "Salviamo Az Servizi e Fintecna nel capitale"
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
attuale
Alitalia. Spinetta è stretto fra due fuochi: da un lato i vincoli imposti dai
soci olandesi, ancora memori della fallita fusione del 1998 con Alitalia,
dall'altra una compagine sindacale che il manager sa essere favorevole a un
accordo che toglierebbe argomenti al centro-destra e farebbe svanire lo spettro
del commissariamento.
Alitalia
milioni buttati Sono consapevole che il caso Alitalia è complesso, però
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
visto lo
stato comatoso di Alitalia, è la nomina di un commissario liquidatore alla
Parmalat, che fermi l'emorragia finanziaria della Compagnia di bandiera, che
poi si ribalta sulle finanze pubbliche, e in definitiva sui noi ignari
contribuenti. BRUNO MARDEGAN La quotidiana festa dell'acqua E' ogni giorno la
festa dell'acqua, e chi si limita a dire che è preziosa,
"Fare
squadra se vogliamo partecipare"
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
avvenuta
proprio nel giorno della dismissione di Alitalia da Malpensa, è un segnale
della vivacità del Nord. Da parte nostra abbiamo già avuto un incontro con il
sindaco Letizia Moratti e abbiamo strappato un accordo in base al quale potremo
essere coinvolti. La nostra città deve presentarsi con tutte le carte in regola
completando Broletto e Castello,
MENO
TAGLI PER ALITALIA?giallo su svolta air FRANCE
( da "Secolo
XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ora
si litiga sull'aeroporto di Malpensa
( da "Secolo
XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quello di
Alitalia". Nella babele dei commenti si è inserita la voce di Adriano
Celentano. Sul suo blog (www.clancelentano.it) il Molleggiato da un lato
"gioisce per la grande conquista fatta dall'Italia". Dall'altro si
adombra "sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (sic)
progetti di materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio
per il mondo,
Alitalia,
Berlusconiora è possibilista.E si discute sui tagli
( da "Secolo
XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Giornata
decisiva per Alitalia. Slitta da oggi la trattativa tra i sindacati e il numero
uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, che sarebbe disposto ad ammorbidire i
tagli previsto dal suo piano: sono proposte che, se confermate, porterebbero a
un significativo alleggerimento del numero di lavoratori in esubero, sia tra il
personale di volo che nei servizi a terra.
Bloccati
i binari tra fiumicino e roma ( da "Secolo XIX, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mentrela foto
mostra un'altra manifestazione di protesta dei lavoratori Alitalia, attuata
lunedì. Ieri un gruppo di circa 200 lavoratori dei servizi di Alitalia si è
allontanato dalla sede della compagnia per andare ad occupare la vicina
stazione di Muratella lungo la linea ferroviaria che collega Roma con
l'aeroporto di Fiumicino.
Berlusconi
attacca il Quirinale Il Colle mi farà passare per le forche caudine . Poi
smentisce. Il presidente: Parole gravi . Veltroni: brutta smentita
( da "Unita,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia
si ripromette di telefonare da Palazzo Chigi "agli amici imprenditori che
non possono negare delle fiches di presenza". Elogia il Veltroni
"affabulatore" ma lo fa a capo di "liberali d'accatto".
Dopo 50 minuti tocca a Walter e Silvio riscatta la noia: "Sembra di essere
dal dentista.
Caselle,
l'ombra di malpensa sul 2008 - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008 DIEGO
LONGHIN Malpensa e il caso Alitalia pesano sul futuro di Caselle. Nel nuovo
piano di sviluppo Sagat ipotizza di sfondare il tetto dei quattro milioni di
passeggeri nel 2011, ma il 2008 sarà un anno grigio. La società dovrà impegnarsi
a mantenere le rotte attuali, sostenendole, anche perché le compagnie stanno
rivedendo i collegamenti e il riassetto penalizzerà Torino.
Costruzioni
di slancio ( da "Unita, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Buzzi Unicem
ma soprattutto la "diretta interessata" FieraMilano, quotata al
segmento Star, lungamente sospesa per eccesso di rialzo. Bene anche il comparto
dei bancari, Alitalia e Telecom. In controtendenza Fastweb dopo la smentita del
delisting, ma anche gli industriali Fiat e Pirelli. Contrastati gli energetici.
L'effetto
malpensa frena caselle - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ridimensionamento
di Malpensa e della vendita di Alitalia non si riescono ancora a valutare,
anche se c'è la paura che il riassetto dei collegamenti messo in atto dai
vettori penalizzi proprio Torino. La stima di traffico dei passeggeri nel 2008
è prudente: più 3 per cento. Dal
Bloccata
dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino
( da "Unita,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea Fs per Fiumicino L'assemblea dei
lavoratori dei settori Call Center, Informatica e Amministrazione della sede di
Magliana, indetta questa mattina dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il
problema del destino di questi settori strategici chiedendone il reinserimento
in Alitalia.
Il
mantra di monsieur Spinetta ( da "Unita, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma anche il
bene dell'Alitalia, il futuro dell'Alitalia, il nome dell'Alitalia. E ancora:
fidatevi di me perché io ce l'ho fatta. È una goccia cinese, commenta qualche
sindacalista. Non parla mai italiano, anche se capisce tutto. Ma la trattativa
la fa tutta in francese.
Forse
Air France chiede meno sacrifici Voci di apertura: più occupati, spiraglio per
Ati tech. Berlusconi ci ripensa e fa marcia indietro
( da "Unita,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Informatica e
Amministrazione della sede di Magliana rimasti fuori dal piano francese. Resta
in prima fila ancora il caso Malpensa. La Lega tuona contro Alitalia che
abbandona proprio con l'Expo alle porte. Ma Filippo Penati e Enrico Letta
assicurano: l'aeroporto può essere rilanciato anche senza Alitalia.
L'unica
alternativa ai francesi è il fallimento Epifani non si illude, ma vuole evitare
il peggio. La strada obbligata oggi è la trattativa
( da "Unita,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fotografa
così il difficile passaggio della vicenda del salvataggio di Alitalia. E
aggiunge: "Sono ore molto delicate, siamo nella classica situazione in cui
si può fare o non fare un accordo". Insomma, il leader della Cgil si
attiene alla realtà dei fatti e sottolinea di non essere "in condizioni di
dare un pronostico" sull'esito finale della difficile partita.
Celentano
controcorrente "Riecco catrame e cemento"
( da "Stampa,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Che pure
parla di cordate per Alitalia, ma, avverte Celentano, "per far volare gli
aerei non basta comprarli". E invece "bisogna entrare nell'ordine di
idee di abbattere le cose dove la bellezza non c'è", restituire "alle
città l'identità perduta che per come erano fatte le case, piene di negozi e
insegne luminose, pur essendo delle metropoli,
Camusso:
rilanciare malpensa e proseguire nel gioco di squadra - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è un
tipico esempio". Perché è finita nel tritacarne della campagna elettorale?
"Trovo demenziale che si voglia giocare sulla pelle dei lavoratori. Quando
nel 2004 si discuteva del rifiuto di Alitalia di trasferire la sua base
operativa a Malpensa molti dicevano le stesse cose di oggi.
Le
case dell'AirOne ambizioso ( da "Manifesto, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mentre
Alitalia è stata scientificamente condotta sulla soglia della vendita "a
buon cuore del compratore". La più famosa, e anche credibile, sembrava
quella che aveva come partner "tecnico" AirOne, compagnia low cost
basata in Abruzzo. A conferma, ieri si è rifatta viva con un'intervista al
Messaggero.
Ultime
manovre nella rissa su Alitalia ( da "Manifesto, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
importanza
della posta in gioco si misura dal numero delle manovre sotterranee, beh,
allora la vendita di Alitalia deve essere un affare di prima grandezza.
L'atteso incontro tra azienda, Air France e sindacati, che doveva iniziare ieri
a mezzogiorno è stato improvvisamente spostato alla stessa ora di oggi.
Motivazione ufficiale: "necessità di approfondimenti tecnici".
Alitalia,
spinetta apre su flotta e tagli - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, Spinetta apre su flotta e tagli I sindacati frenano, oggi round
decisivo. Berlusconi: ok se resta compagnia di bandiera La Uil torna al tavolo
del negoziato: trattiamo se cambia il piano LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia,
trattativa ad una svolta.
Esclusiva
a parigi no definitivo al ricorso air one
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la società
aerea di Carlo Toto non è stata discriminata nella corsa ad Alitalia. Ed ora,
in questa fase, è legittima una trattativa esclusiva tra i francesi di Air
France e la stessa Alitalia. Il Consiglio di Stato ricorda che Air One era
stata ammessa, nel 2007, alla gara per l'acquisto di Alitalia, gara poi
fallita.
Alitalia,
apertura di Air France ( da "Messaggero, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Possibili
correzioni su esuberi e flotta. I sindacati: a noi non risultano Alitalia,
apertura di Air France Il governo al Pdl: assieme un decreto anti-rincari. La
replica: presa in giro.
<Ora
diamoci un vincolo: i costi delle opere siano inferiori ai ricavi>
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
colui al
quale il leader del Pdl ha affidato il compito di mettere insieme la cordata
per Alitalia, è stato uno dei "maratoneti" dell'Expo. La sua mission?
Convincere i Paesi del Mediterraneo e gli Emirati Arabi a votare Milano. Bruno
Ermolli di chi è questo successo? "L'Italia ha fatto sistema. è la prima
volta che succede. Vale anche per i milanesi.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
salvataggio
di Alitalia. Si è congedato con una battuta felice: "Avanti il prossimo,
sembra di essere dal dentista". Veltroni si è smarcato da Berlusconi
ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta discontinuità con
il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia seguito le due
conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di Berlusconi l'
Vertice
tra Spinetta e Padoa-Schioppa ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Alitalia La Uil potrebbe tornare al tavolo. Il ministro oggi riferirà alla
Camera sulla trattativa Vertice tra Spinetta e Padoa-Schioppa Manifestazioni e
occupazioni dei dipendenti. Air France apre, i sindacati: non basta Il numero
uno francese ai suoi: non faccio regali Il leader Pdl: favorevole a un accordo
che salvaguardi la compagnia ROMA -
Ora
impazza lo shopping del boiardo ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nessuna
meraviglia dunque se Francesco Mengozzi sia diventato una pedina fondamentale
dell' operazione Air France-Alitalia. Quando Francesco Mengozzi, 59 anni, già
manager in Fincantieri, Iritecna e Ferrovie, lasciò nel 2004 la poltrona di
ammini-stratore delegato di Alitalia, sull'onda delle contestazioni sindacali,
forse mai avrebbe immaginato di doverne rivivere il film.
+10,4%
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27
categoria: BREVI +10,4% è quanto ha chiuso ieri il titolo di Alitalia a Piazza
Affari. Con i guadagni di ieri il titolo nelle ultime due sedute è progredito
del 31,8%.
Corre
il settore del cemento, ok Telecom
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Inoltre
Alitalia è rimasta al centro dell'interesse degli operatori: il titolo è terminato
con un balzo del 10,42% in attesa delle nuove proposte annunciate da Air
France. L'assegnazione a Milano dell'Expo ha favorito soprattutto le società
del comparto cemento e costruzioni, come Buzzi-Unicem (+4,94%) e Italcementi
(+6,
Il
piano di Parigi ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia da parte di Air France-Klm. Il gruppo si è anche impegnato per un
aumento di capitale per 1 miliardo Atitech I servizi di manutenzione offerti da
Alitalia, con Atitech, sarebbero inferiori del 40% rispetto a quelli di Air
France. Da qui un ripensamento ai tagli Cargo In discussione anche l'ipotesi di
una chiusura delle attività full-
Alitalia,
protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
pag: 4
categoria: REDAZIONALE Occupazione Ritardi per i treni dei pendolari Alitalia,
protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella Temono per il loro posto
di lavoro, così ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno protestato duramente.
Prima un corteo e poi l'occupazione della stazione ferroviaria della Muratella.
ALITALIA
( da "Corriere
della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA La
clausola "call" Fra le tante frottole elettorali primeggiano quelle
raccontate al capezzale dell'Alitalia. Probabilmente tutti vorremmo che la
compagnia di bandiera riacquistasse il prestigio del passato e invece siamo
alla sopravvivenza per settimane o al massimo per alcuni mesi, in un contesto
nazionale irto di difficoltà economiche e sociali nonché internazionali che
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia: apertura dei francesi Oggi la riunione tra Air France-Klm e i
sindacati per la trattativa su Alitalia. Spinetta, presenterà aperture su
flotta, cargo a Atitech, ma i sindacati commentano: "Non risultano novità
di rilievo ". A Roma blocchi e proteste.
ROMA
- La sua giornata è finita così, con un faccia a faccia, rigorosam
( da "Messaggero,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lavorato
tutto il giorno fianco a fianco con il presidente di Alitalia, Maurizio Prato.
Ha fatto i necessari approfondimenti anche con i vertici di Fintecna, la
holding che controlla Az Servizi in condominio con Alitalia. In attesa
dell'appuntamento più importante messo in agenda per il tardo pomeriggio al
Tesoro dove ha portato l'ultima versione di piano all'attenzione del ministro.
FIUMICINO
- Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e addetti
all'elaborazi ( da "Messaggero, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se non si
trova con Air France una soluzione soddisfacente per tutti i lavoratori,
compresi quelli di amministrazione, call center ed informatica minaccia in una
nota l'Sdl i lavoratori di Alitalia Servizi e di Alitalia continueranno con
tutte le iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell'integrità della
compagnia aerea".
ROMA
- Air France si arrampica sui tornanti della trattativa coi sindacati e
incoraggia le speranze ( da "Messaggero, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quanto a Toto
che pure coltiva il progetto di acquisire Alitalia, potrebbe accontentarsi di
non restare tagliato completamente fuori - come avverrebbe con Air France - ma
con un ruolo ridimensionato. Air One insomma potrebbe partecipare a una nuova
cordata banche-Aeroflot, prestando gli aeromobili, spuntando alcuni slot e
magari anche mettere un piede in una eventuale newco,
ROMA
Questa volta ci sono "aperture". Ci sarebbero perchè Cgil e Cisl
smenti ( da "Messaggero, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del confronto
che il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta e quello di Alitalia
Maurizio Prato avranno con i sindacati (subito dopo ci sarà un cda). Questa
sera, infatti, scade l'ultimatum negoziale lanciato dai due manager. "E
sarà davvero un prendere o lasciare", fanno intendere dall'entourage
francese. Più verosimilmente l'ultima offerta potrà essere ulteriormente
limata.
Presidente
siamo a un passo dalle elezioni, come giudica
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quando sarò a
Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente
potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese.
Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando
per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha
delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.
Un
invito agli italiani a non lasciare le schede in bianco
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
affrontando
la questione di Alitalia, elencando gli interventi per alleviare la crisi
economica che affligge le famiglie italiane, annunciando il ripristino della
riforma scolastica attuata dall'ex ministro Moratti e la possibilità di larghe
intese per ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione.
Luxottica,
telecom e seat sotto i riflettori
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Seconda
seduta consecutiva in aumento per Alitalia, mentre è slittato ad oggi il
confronto tra società, Air France e sindacati. Il titolo, nonostante le
ripetute sospensioni per eccesso di rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42% a
0,53 euro; in due giorni, il titolo è progredito del 31,8%.
"avanti
il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza -
(segue dalla prima pagina) concita de gregorio
( da "Repubblica,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che
l'immondizia a Napoli non è un problema di ieri e l'Alitalia neppure. Parla di
talenti, di semplicità e di una Bocconi al sud per fare una gioventù migliore.
E' contento, quando esce. "Per me vinciamo, ma vinciamo perché abbiamo un
lavoro da fare e io mi fido degli italiani. Davvero: mi fido di loro.
Alitalia,
i francesi adesso trattano ( da "Tempo, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
evitare un
fallimento che metterebbe in discussione il destino di Alitalia, degli aerei,
ma soprattutto dei lavoratori". Intanto rispunta la compagnia russa
Aeroflot che si è detta pronta ad esaminare eventuali nuove e più vantaggiose
proposte sulla vendita di Alitalia se dovesse fallire la trattativa con Air
France-Klm.
Silvio
Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il Cavaliere
critica i piccoli partiti che "esistono solo per garantire la
sopravvivenza ai loro leader" e ringrazia la Moratti per l'assegnazione a
Milano dell'Expo. Su Alitalia Berlusconi è convinto che "non fallirà
mai" e che "molti imprenditori italiani risponderanno" al suo
appello. Della Pasqua alle pag. 2, 3, 4 e 5.
Alitalia,
pressing francese ( da "Tempo, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Klm sugli
esuberi annunciati Alitalia, pressing francese Air France-Klm cerca di andare
incontro alle richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano
di risanamento di Alitalia e proseguire nell'operazione di vendita. I sindacati
hanno chiesto modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la
flotta, il perimetro di vendita e il settore cargo.
L'assegnazione
a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, i
cui mali affondano le radici in oltre vent'anni di cattiva gestione (pubblica)
della compagnia di bandiera. Vale la pena quindi di dire con chiarezza che la
decisione finale sulla vendità non può spettare a questo governo. Anzi dovrebbero
essere proprio Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa ad ordinare al management
di Alitalia di sospendere ogni trattativa fino all'
Tremonti,
le ricette per risorgere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è anche la
grana Alitalia. "Io penso che bisogna prima decidere qual è la scelta
giusta per l'Italia e poi qual è la scelta giusta per l'Alitalia".
Veltroni si dice pronto ad alleggerire la macchina burocratica. Ha detto che
taglierà cinquemila leggi. "Veltroni mi ricorda chi ammazza i genitori e
poi in Tribunale chiede le attenuanti al giudice:
Air
France rivede il piano su Alitalia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia che
hanno occupato i binari della linea ferroviaria che collega Roma con
l'aeroporto di Fiumicino, bloccato la produzione di Alitalia Maintenance
Systems (società al 60% Alitalia Servizi e al 40% da Lufthansa Technik che si
occupa della revisione di motori della flotta Alitalia e di altre aviolinee) e
occupato il Centro elaborazione dati e il nuovo Centro direzionale di
Cancellati
i voli sardi fino al 21 aprile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accordo
commerciale sulla vendita dei biglietti con Meridiana, che potrà utilizzare
mezzi e personale di Alitalia sui voli tra Cagliari, Roma e Milano. AIR ONE
Intanto, ieri, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro
la trattativa in esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm. Conferma così la
sentenza di primo grado del Tar del Lazio.
Expo
2015, la buona politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La penosa
vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano
fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto
internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si
consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé
che ha dato l'Italia.
Milano
esulta l'Expo e' tuo! ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che si temeva
potesse essere stata rovinata dalle ultime tragedie riguardanti i rifiuti di
Napoli e la figuraccia dell'Alitalia. Invece è stato un ottimo lavoro di
gruppo, bipartisan da parte del Governo e degli enti locali, che collaborerà
con il finanziamento di oltre 1,486 miliardi di euro, mentre 851 milioni sono a
carico di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.
Quel
baratto scellerato per l euro ( da "Padania, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma non
perdiamo d occhio Alitalia. Ecco cosa battono le agenzie di quel giorno:
"Alitalia: Prodi e Jospin affrontano ipotesi accordo Air France". Lo
stesso giorno, da Parigi parte un altro lancio Ansa. Il titolo:
"Trasporti: Alitalia, torna in utile Air France, crisi finita".
ALITALIA,
LA PADANIA NON CI STA FUTURI DISOCCUPATI IN PIAZZA
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ogni posto di
lavoro bruciato dall addio di Alitalia a Malpensa. In testa al corteo le
insegne della Lega Nord, riconosciute ormai come l ultima ancora di salvezza da
chi rischia di pagare in proprio i danni prodotti da altri, altrove. Nel
Varesotto, luogo di nascita e tana del lupo leghista, il trasferimento dei voli
internazionali a Fiumicino ha già prodotto 900 cassaintegrati,
BOSSI:
CI SONO VOLUTI ANNI DI LAVORO. COMPLIMENTI LETIZIA!
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Milano ha
vinto nonostante le mozzarelle e i rifiuti campani, Milano ha vinto nonostante
l addio di Alitalia a Malpensa, Milano ha vinto nonostante Roma e Romano:
Milano ha vinto perché ha creduto di potercela fare da sola. E questo, forse, è
il contributo maggiore di Umberto Bossi: aver rianimato un orgoglio padano da
troppo tempo dimenticato.
Da
Malpensa ai rifiuti: c è poco da ringraziare
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Perchè mentre
c era da vincere la battaglia sull Expo, Prodi andava in giro a svendere
Alitalia e Malpensa ai francesi. ma non solo: il suo Governo ci ricopriva di
rifiuti con il dramma campano. Se questo è l appoggio che Prodi avrebbe dato a
Milano, c è proprio poco da ringraziare. S.G. [Data pubblicazione: 02/04/2008].
Bossi:
una vetrina per le nostre qualità
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
alle prese
con il dramma dei rifiuti campani e la delicata vicenda Alitalia con il
drastico ridimensionamento di Malpensa. Temi oramai all ordine del giorno della
politica nazionale che però sta ignorando - annota Bossi - l altra grande
richiesta: il federalismo fiscale. "Oggi il Nord non può più andare avanti
e indietro da Roma col cappello in mano per poi ottenere l elemosina".
Alitalia,
giallo sulle aperture di Spinetta
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi alle 12
nuovo incontro del tavolo Alitalia, giallo sulle aperture di Spinetta No
comment del board di Air France, i sindacati smentiscono Roma - Vigilia ad alta
tensione in vista del nuovo cruciale incontro tra i vertici di Alitalia e di
Air France-Klm e i sindacati, in programma per oggi alle ore 12.
Castelli:
<Grottesco l abbandono di Malpensa> Berlusconi: <Sono scettico sulle
trattative> ( da "Padania, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
proseguimento
della trattativa con Air France per Alitalia. "Sono molto scettico sul
fatto che questa trattativa possa andare avanti ha detto Silvio Berlusconi a
proposito degli ultimi sviluppi della vicenda Alitalia. "Ma se si tratta
-aggiunge- di arrivare ad un accordo con pari dignità che non faccia sparire l
identità di Alitalia come nostra compagnia di bandiera noi siamo favorevoli.
Il
candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: <Ha faticato con
le ( da "Giornale.it, Il"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
proprio come
la crisi di Alitalia, e quindi nessuno - compreso Berlusconi - può
"permettersi di fischiettare". Quanto a Bassolino, si capisce che
Veltroni vorrebbe (dire che si deve dimettere) ma non può, perché i voti e il
sistema di potere del Governatore contano e Bassolino ha difensori importanti
nel Pd.
<Altro
che Europa... Prodi, ritirati!>
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia...
Questo vuol dire che, per Prodi, il nome giusto per la Commissione Europea
deve, comunque, uscire o dal Bilderberg Club o dalla Trilateral
Commission". Ovvero espressione dei poteri forti, tanto invisi agli
italiani. "Prodi sa bene - sottolinea Borghezio - che la poltrona vacante
riviste un ruolo molto importante nel panorama europeo perchè dovrà gestire i
problemi legati
Bertinotti
sabato scorso ( da "Padania, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per mantenere
un carrozzone come Alitalia, togliendo lavoro al Nord per "dare" al
Sud. E la domanda che mi pongo oggi e che mi ronza nella testa da anni e che
porgo anche a voi è la seguente: qualcuno mi indichi un politico romano, uno, o
un partito romano che nella storia di questa stramaledetta Repubblica delle
banane abbia per una volta una fatto gli interessi del Nord.
Alitalia
confederali sul piede di guerra per Az Servizi
( da "Riformista,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se questo
accordo prevede una pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia
di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti - ha aggiunto Berlusconi - ci sarà
una cordata di imprenditori italiani che potranno dare all'Italia la proprietà
della sua compagnia di bandiera nazionale". Sul tema Alitalia si registra
anche la durissima posizione di Famiglia cristiana ,
Segue
dalla prima attacca il colle ma incassa i veti di bossi
( da "Riformista,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
soldi di una
cordata imprenditoriale per salvare Alitalia dal nemico transalpino. Bensì del
sentimento di "unità nazionale" che, proprio in vista del traguardo
del 13 e 14 aprile, potrebbe diventare un asset decisivo della campagna
veltroniana. L'attacco al Colle più alto, infatti, arriva nel momento in cui il
Cavaliere dà l'idea aver ceduto il fianco al suo alleato più scomodo:
Tg1
perché lo scontro Scalfari-Riotta
( da "Riformista,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Secondo
Scalfari, grazie al caso Alitalia il Cavaliere ha avuto sul Tg1 il doppio tempo
riservato al suo competitor elettorale. Non solo: i servizi non avrebbero
spiegato gli effetti sulla Borsa degli annunci berlusconiani sulla misteriosa
cordata italiana, ossia turbativa di mercato con false notizie.
Think
italy una guerra culturale contro gli errori e gli orrori
( da "Riformista,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
oro vaccino
chiamato mozzarella o da disastrosi commenti sulla gestione dell'affaire
Alitalia, dobbiamo quindi ringranziare gente come Miuccia Prada, alla quale il
New York Times dedica la copertina del suo magazine non come
"modaiola" ma come un personaggio che trasforma il proprio capitale
economico e d'immagine in cultura ed idée.
<Io,
l'osso che Air France vuole spolpare, ieri ho occupato i binari>
( da "Liberazione"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Siamo i
dipendenti del settore informatica, del call center, dell'amministrazione di
Alitalia Servizi. Non ne potevamo più di essere di fatto trasparenti nella
trattativa che riempie i giornali, le televisioni. In questo momento le agenzie
battono trionfalisticamente che si va verso una riduzione degli esuberi, che si
intravede un accordo.
<In
600 rischiamo il posto. Vi spiego perché>
( da "Padania,
La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se il Cargo
Alitalia verrà chiuso, poi, sarà il tracollo". Dicono, monsieur Spinetta,
il signor Prato, il ministro Padoa Schioppa e il premier Prodi, che il Cargo a
Malpensa non rende. "Non rende solo ad Alitalia - ribatte D Andrea -. Noi,
ad esempio, serviamo anche altre due compagnie, la lussemburghese Cargolux e la
coreana CoreanAir,
Presidente
siamo a un passo dalle elezioni, come giudica
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quando sarò a
Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente
potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese.
Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando
per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha
delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.
"I
partitini servono solo a far campare i loro leader"
( da "Tempo,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quando sarò a
Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente
potranno dire di no. Farebbero una pessima figura con me e con il Paese.
Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava comprando
per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia, inoltre, ha
delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo.
Veltrusconi
duello a distanza ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
"Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti
addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci
sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni
compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie
decisioni".
Veltrusconi:
duello a distanza ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
"Lo Stato non può consentire il fallimento di una società con così tanti
addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air France solo se ci
sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie, ma dove ogni
compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie
decisioni".
Alitalia,
giornata decisiva ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air France o
fallimento Alitalia, giornata decisiva Attesa per la riapertura del tavolo dopo
le indiscrezioni di aperture di Spinetta. Padoa Schioppa riferisce in
Parlamento Roma, 2 apr.- Giornata decisiva per la sorte di Alitalia. Riprenderà
in tarda mattinata il confronto con i sindacati sul progetto di rilancio di Air
France-Klm per la compagnia di bandiera.
Alitalia,
Padoa Schioppa 'Air France indispensabile per evitare il fallimento'
( da "Voce
d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
Padoa Schioppa: "Air France indispensabile per evitare il fallimento"
Il ministro alla Camera ammonisce la politica: niente sfruttamento
elettoralistico Roma, 2 apr.- “Al di fuori di una conclusione positiva del
negoziato in corso, un prestito ponte - anche a prescindere dai chiari profili
di illegittimità comunitaria -
Alitalia,
la festa in... oro e diamanti ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008
Strettamente confidenziale Alitalia, la festa in... oro e diamanti di Hush Hush
In attesa che Marco Travaglio o Milena Gabanelli ci facciano vedere o leggere
qualcosa su Alitalia, particolarmente sui due ex amministratori delegati
Francesco Mengozzi e Giancarlo Cimoli, il duetto che ha affossato la compagnia
aerea e l'aereoporto di Milano Malpensa ?
I
due modelli ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Magari
svendendo Alitalia o smantellando Malpensa. Per questo bisogna evitare di
ridurre la questione al dilemma Prodi-Berlusconi. Anche perché, se proprio si
dovesse scegliere tra realismo prodiano ed ambizioni berlusconiane, la partita
della lotta al declino avrebbe una conclusione obbligata.
SIAMO
ANCORA UNA NAZIONE? ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e nel costume
reiterato di svendere il paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto
ciò, restando un esule nel cuore, che Alitalia venga venduta ai francesi non mi
importa nulla, anzi: vuol dire che funzionerà meglio. Ma non vorrei porre
limiti alla provvidenza. Per esempio a quando le FS agli svizzeri?.
Duello
a distanza: Berlusconi leader ( da "Opinione, L'"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il Cavaliere
tocca i temi più spinosi della campagna elettorale, tra cui il caso Alitalia
sempre in primo piano con l'ipotesi della cordata italiana, il nodo pensioni, e
il voto utile consigliato agli elettori. Oltre 31 minuti di parlato Tv per
Berlusconi, che gli valgono la vetta della top ten davanti a Walter Veltroni,
al secondo posto con 25 minuti.
Il
governo del buonsenso non è un pesce d'aprile
( da "Avanti!"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
roba da curva
di ultrà sfiatati: la cordata per Alitalia di Berlusconi, le "centomila
case" di Veltroni, case di paglia come quella dei "Tre
porcellini". Nessuno dei due ha lanciato una proposta programmatica
plausibile, attendibile, sui grandi temi: l'energia, il dimezzamento della
spesa pubblica, lo stop all'immigrazione, la sicurezza.
La
politica e la Rai? Non cambierà mai
( da "Opinione,
L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma dopo la
vicenda Alitalia che sta scorrendo sotto i nostri occhi si può fare veramente
DI TUTTO & DI PIU'. Perché ha ragione il carissimo MUNAFO', che potrebbe
pure raggiungermi qui all'Opinione, tanto scusa Stefano, quale destra e quale
sinistra: l'importante é la libertà di scrivere quello che pensiamo e il in
questo senso la nostra direzione è esemplare,
Lupo
Rattazzi: c'interessa Air One da sola
( da "Giornale.it,
Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma esclude di
poter entrare in una possibile cordata per Alitalia, considerato "un
progetto troppo grande, fuori dalle nostre forze". "C'interessa,
casomai, una quota di Air One se resta da sola". Esclude anche la
possibilità di sinergie con Neos. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
Alitalia
Prato si dimette ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si dimette Il
presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale" Roma, 2
Apr. – Il presidente di Alitalia, Maurizio Prato, si è dimesso. Giornata nera
per la compagnia di bandiera che dopo l'abbandono di Air France si trova
davanti alle dimissioni del suo direttore.
Air
France rinuncia all'acquisto di Alitalia. La compagnia di bandiera verso il
fallimento ( da "Voce d'Italia, La"
del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto di
Alitalia. La compagnia di bandiera verso il fallimento Il numero uno della
compagnia transalpina ha abbandonato il tavolo delle trattative Roma, 2 apr. -
Air France ha abbandonato il tavolo delle trattative per l'acquisto
dell'Alitalia. Lo avrebbe detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril
Spinetta (foto),
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Gian
Enrico Rusconi Manca un'organica politica estera. Interessante però che -
affrontando altri temi contingenti, come Cina e Alitalia - abbia colto
l'occasione per criticare l'Unione Europea.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Ibtel ha terminato
la seduta in rialzo del 2,59% a 24.888 punti, lo S&P/Mib dell 2,84% a
32.513 punti. A guidare i rialzi sono stati i bancari che hanno reagito
positivamente all'addio del presidente di Ubs, Marcel Ospel. In gran spolvero
Bpm (+7,6%), UniCredit (+6,8%) e Banco Popolare (+7,6%). Bene anche Intesa
Sanpaolo (+4%), che ha beneficiato della conferma dei target al 2009 da parte
dell'ad Corrado Passera. Fiera Milano (+27,3%) mette il turbo grazie alla
vittoria di Milano su Smirne, come città candidata ad ospitare l'Expo 2015.
Beneficiano dell'effetto Expo anche i titoli del cemento come Italcementi
(+6,95%) e delle costruzioni, come Impregilo che ha sfiorato il 2%. Ancora rialzi per Alitalia (+
10,42%), positiva anche Telecom Italia (+5,96%), con il roadshow dell'ad Franco
Bernabè negli Usa. Nelle tlc perdono quota Tiscali (-1,6%) e Fastweb (-1,8%),
nel giorno all'assemblea dei soci la capogruppo Swisscom ha ribadito di non
avere allo studio il delisting del titolo da Piazza Affari. Tra le blue
chip debole Fiat (-0,31%), che ha comunicato un calo delle immatricolazioni a
marzo e segno più per Atlantia (+0,55%) ed Eni (+1%). La maglia nera delle pmi
va a Kaitech (-5,58%).
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cv
Alital 10 69,008 67,292 cv B Ifis 09 100,190 100,190 cv Bco Popol 10 100,767
100,613 cv Beni Sta 11 93,313 93,805 cv BIM 15 89,848 89,848 cv Carige 13
116,704 112,755 cv Mi-A2a 09 116,254 115,377 cv SIAS 17 93,429 94,532 cv Snia
10 100,130 100,150 cv Vitt Ass 190,000 190,000 Telecom IT CV 10 110,351 110,259.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rinviata anche la
chiusura dei cargo Cgil, Cisl e Anpac: "Ancora non basta" ROMA Meno
esuberi fra piloti e assistenti di volo (in tutto circa 200 persone), anticipo
dell'ingresso in flotta di almeno un nuovo velivolo per il lungo raggio, forse
tre aerei in meno a terra (da
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La
protesta I manifestanti bloccano i treni I lavoratori di Alitalia hanno
manifestato ieri, davanti al quartier generale della Magliana, per la difesa di
Alitalia Servizi. I dipendenti della
compagnia hanno occupato il centro elaborazione dati e il nuovo centro
direzionale. Un corteo pacifico, formato da circa 200 manifestanti, è arrivato
poi fino alla stazione della Muratella, vicino alla Magliana, e ha bloccato per circa
mezz'ora i binari della linea ferroviaria Fiumicino-Fara Sabina. Organizzato da
Cub, Sdl e Filt-Cgil, il corteo ha protestato contro l'esclusione dal perimetro
aziendale delle divisione informatica, dell'amministrazione e del call center.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Retroscena In campo
anche l'advisor Mengozzi L'ultimo affondo Cgil "Salviamo Az Servizi e
Fintecna nel capitale" ALESSANDRO BARBERA ROMA P rima un vertice all'Hotel
Minerva con i manager di Air France-Klm. Poi Maurizio Prato, un contatto con
Palazzo Chigi e Gianni Letta attraverso il suo advisor ed ex ad di Alitalia Francesco Mengozzi, un incontro a quattr'occhi nel
pomeriggio con Tommaso Padoa-Schioppa. Per Jean-Cyril Spinetta la terza
missione romana del "Progetto Azzurro" si sta rivelando più faticosa
del previsto. Credeva di poter piegare il fronte sindacale con l'ultimo
pacchetto di proposte; credeva che questo avrebbe calmato le esternazioni
elettorali permettendogli di mettere un piede dentro Alitalia
prima di affrontare il nodo Malpensa e l'eventuale governo Berlusconi. Invece
le sigle gli stanno dando filo da torcere. I problemi più grossi sembravano
arrivare dai piloti dell'Anpac, irritatissimi per l'accresciuto numero di
piloti in esubero e ora addolciti dalle concessioni sulla diminuzione del
numero di aerei a terra. Invece la partita si è complicata con i sindacati
confederali, determinati a salvare quanto più possibile dell'attuale Alitalia. Spinetta è stretto fra due fuochi: da un lato i vincoli imposti
dai soci olandesi, ancora memori della fallita fusione del 1998 con Alitalia, dall'altra una compagine sindacale che il manager sa essere
favorevole a un accordo che toglierebbe argomenti al centro-destra e farebbe
svanire lo spettro del commissariamento. Sarà per questo che ieri,
convinti di avere ancora un margine di manovra, Cgil, Cisl e Sdl (le sigle più
forti tra i dipendenti di terra) hanno fatto pervenire al manager francese una
proposta che - garantiscono - chiuderebbe la partita: l'ingresso di Fintecna nel
capitale della nuova Alitalia. L'idea, nata in casa
Cgil, permetterebbe di mantenere tutta Alitalia
Servizi, la società che raccoglie le attività a terra, nella nuova compagnia e,
in futuro, una presenza più forte della componente italiana nella holding Air
France-Klm: non più uno scarso 2%, ma fino al 4%. Prato non è contrario, né ci
sono state obiezioni esplicite di Palazzo Chigi e del Tesoro. Secondo i
confederali la proposta non dispiacerebbe al centro-destra, che lamenta lo
scarso potere dell'Italia dentro al nuovo cda. Negli ambienti berlusconiani
meno ostili alla fusione con Parigi (vedi Gianni Letta e Giulio Tremonti) da
qualche giorno circola l'idea dell'eventuale ingresso nel capitale della nuova Alitalia di un socio privato: da qui l'atteggiamento più
morbido mostrato ieri da Berlusconi. Spinetta non vuole mollare la presa, ma ha
fatto sapere di non poter accettare qualunque richiesta. Una questione di
questo tipo, che modificherebbe la governance della compagnia, fra l'altro
dovrebbe passare almeno dal giudizio di un cda di Air France-Klm. C'è ancora da
risolvere la grana della causa di Sea contro Alitalia
per Malpensa e da costruire con il governo la gestione degli ammortizzatori
sociali per i più di duemila esuberi: di questo ieri Mengozzi avrebbe parlato a
Palazzo Chigi con il braccio destro di Prodi, Daniele De Giovanni. Fino a tarda
notte fra i sindacati, i vertici di Alitalia e Air
France-Klm sono proseguiti i contatti per tentare una mediazione. Per il
momento le parti restano sulle proprie posizioni. "O la va o la
spacca", confida una fonte sindacale. "O la va o la spacca"
conferma una fonte vicina al manager transalpino.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Mi secca di dovere
partecipare alla cordata dei contribuenti che ripianano una perdita di un
milione al giorno. Da qui al 13 aprile, che poi slitterà al 30 aprile per ben
che vada, una soluzione costerà agli italiani almeno 30 milioni di euro,
buttati dalla finestra. Peggio ancora, entrati nelle tasche di dirigenti e
piloti. Preliminare a ogni misura risanatrice, visto lo
stato comatoso di Alitalia, è la nomina di un commissario liquidatore alla Parmalat, che
fermi l'emorragia finanziaria della Compagnia di bandiera, che poi si ribalta
sulle finanze pubbliche, e in definitiva sui noi ignari contribuenti. BRUNO
MARDEGAN La quotidiana festa dell'acqua E' ogni giorno la festa dell'acqua, e
chi si limita a dire che è preziosa, cioè che ha un prezzo, propongo sia
fucilato a vista. E' indispensabile, non può diventare un fatto commerciale, e,
se non è inquinata, come non lo è quella della cantina di Marcolfa (v. Bertoldo
e Bertoldino, di G.C. Croce) "se bevesti tre giorni continui di questo
chiaro liquore (l'acqua, appunto) non v'alteraresti punto... come spesse volte
suole accadere a molti di quelli i quali caricano l'orcia di quei vini grandi e
possenti...". Festeggiamola pure con un buon bicchiere di vino, ma
l'acqua, che non può avere prezzo, è prioritariamente e incommensurabilmente
più importante. GIANFRANCO MORTONI Un oceano di denaro Evviva! Dopo quelle
storiche della Grecia, abbiamo spezzato le reni anche alla Turchia e ci siamo
aggiudicati l'Expo 2015. Ai tanti peana che si sprecano in questi giorni,
vorrei aggiungere una piccola nota di preoccupazione, pensando a quanti si
staranno fregando le mani al pensiero di poter nuotare a mani basse nell'oceano
di denaro che affluirà a breve dalle nostre parti. E non sto parlando solo di
mafia e camorra. CLAUDIO CALZA La fine di Sodoma e Gomorra Hanno scoperto che
Sodoma e Gomorra non sono state distrutte da uno Jahvé irato, ma da un
asteroide. Lo sapevano già gli antichi astronomi sumeri, oggi la scienza ha
detto l'ultima parola. Una strage in meno attribuibile al buon Dio. FILIPPO
TESTA I liberisti alla Bersani A remare contro Veltroni sono i componenti del
governo Prodi, forse indispettiti per essere stati mandati a casa. Dopo il modo
disastroso in cui è stato condotta la questione Alitalia,
ora il ministro Pierluigi Bersani vara in extremis una normativa che impone la
certificazione degli impianti domestici. Dai liberisti come Bersani ci guardi
iddio. LUCA TURATI La sicurezza degli accendini Arettifica di quanto
erroneamente pubblicato sulla Stampa il 12 marzo la società Bic precisa che le
decisioni della Commissione Europea (2006/502/EC dell'11 maggio 2006 e
2007/231/EC del 12 aprile 2007), entrambe recepite dal Dm 10 agosto 2007,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 agosto 2007, n. 198 specificano tre
condizioni: 1 Lo standard di sicurezza ISO 9994 per gli accendini è
obbligatorio: tale standard definisce i parametri di sicurezza degli accendini;
parametri quali la massima altezza della fiamma, la resistenza a temperature
elevate, la resistenza alla caduta, la resistenza ad una combustione continua,
l'estinzione della fiamma, etc. La maggior parte degli accendini di
importazione che sono stati testati da laboratori indipendenti sono stati
dichiarati non conformi allo Standard ISO 9994, come meglio dimostrato da due
studi fatti dal Laboratoire National d'Essai (LNE del Ott-07) e Bureau Veritas
(del Dec-07). 2 Accendini muniti di un dispositivo di sicurezza per bambini
("Child-Resistant"): dall'11 marzo 2008 tutti gli accendini venduti
devono essere muniti di un dispositivo di sicurezza per bambini (ad eccezione
degli accendini di lusso). Un accendino "child-resistant" è un
accendino che è stato appositamente modificato al fine di renderne più
difficile l'utilizzo da parte di un bambino tale da non riuscire ad essere
azionato dall'85% dei bambini al di sotto dei 51 mesi. In relazione agli
accendini Bic®, il dispositivo di sicurezza per bambini utilizzato è una sicura
posta sopra la rotella o un tasto più duro che richiede una forza maggiore per
essere azionato. Un accendino "child-resistant" non è un accendino a
prova di bambino in quanto rimane un 15% di bambini capace di azionare tali
accendini. Questo significa che occorre in ogni caso una adeguata sorveglianza
da parte degli adulti che devono continuare a tenere gli accendini lontano dai
bambini, anche nel caso di accendini dotati di dispositivo di sicurezza. 3
Divieto degli accendini fantasia: la decisione europea, prevede, altresì, il
divieto di commercializzare accendini di fantasia, anche se dotati di un
meccanismo di sicurezza per bambini. Gli accendini fantasia sono quegli
accendini la cui forma assomiglia a "personaggi dei cartoni animati,
giocattoli, armi, orologi, telefoni, strumenti musicali, veicoli, corpi umani o
parti del corpo umano, animali, alimenti o bevande oppure che producano musica,
luci lampeggianti o presentino oggetti in movimento o altri effetti di
svago". Da tale norma sono esplicitamente esclusi gli accendini che sono
stampati o decorati con loghi, etichette, decalcomania, grafiche o plastiche
termo-avvolgenti. Da sempre Bic considera la sicurezza dei consumatori
superiore a tutto e la sicurezza degli accendini è per Bic una condizione
prioritaria. Durante la produzione, ogni accendino Bic è sottoposto a più di 50
controlli al fine di conformarsi alle normative applicabili e i dipendenti
delle fabbriche Bic spendono il 25% del loro tempo in controlli di qualità. In
considerazione di ciò, tutti gli accendini Bic soddisfano o superano i
parametri di sicurezza ISO 9994 e sono rigorosamente conformi ai parametri
inerenti i dispositivi di sicurezza per bambini. Bic non fornisce né produce
accendini fantasia. AVV. SILVIA DE MICHELI LEGAL MANAGER BIC ITALIA SPA.
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel cda Fiera EXPO
2015 "Fare squadra se vogliamo partecipare" Robiglio: "Non
perdere tempo" L'APPUNTAMENTO Evento straordinario. A pochi chilometri di
distanza le due province possono diventare strategiche Novara, con la fiera del
Mobile prove tecniche di accoglienza Politici e imprenditori d'accordo: adesso
dobbiamo essere pronti e lavorare insieme [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA
Adesso dipende solo da Novara. Dalla sua forza di saper cogliere l'opportunità
e cavalcare l'onda. Perchè l'Expo 2015 assegnato a Milano può avere effetti
anche sulla vicina provincia piemontese. Tutti d'accordo: non si può e non si
deve perdere l'occasione per essere coinvolti. "E' un evento a dir poco
straordinario - dice il sindaco Massimo Giordano - . Questa assegnazione, avvenuta proprio nel giorno della dismissione di Alitalia da Malpensa, è un segnale della vivacità del Nord. Da parte
nostra abbiamo già avuto un incontro con il sindaco Letizia Moratti e abbiamo
strappato un accordo in base al quale potremo essere coinvolti. La nostra città
deve presentarsi con tutte le carte in regola completando Broletto e Castello,
la stazione in linea, il Movicentro, la grande viabilità, il sistema
ricettivo". "A beneficiarne saranno le zone del Piemonte orientale ma
anche Torino". Così Roberto Cota, segretario nazionale lega Nord Piemont,
che cagigunge: "ora dovremo lavorare sodo per la Tav, il compeltamento
dell'A4 e il salvataggio dell'hub Malpensa". Mariella Enoc, presidente
Assoindustriali: "E' un'occasione per progettare. Sono decisamente
soddisfatta per questo risultato che può rappresentare grande occasione di
sviluppo. Come vicepresidnete della Fondazione Cariplo ho avuto modo di
condividere direttamente lo sforzo delle istituzioni milanesi. Nel Novarese
dobbiamo avviare un processo di progettazione condivisa". "Il Comune
di Milano sarà felice di condividere le opportunità di una possibile reciproca
collaborazione" con la provincia di Novara". Scriveva così nel
novembre 2006 Letizia Moratti, rispondendo a una lettera inviata dal presidente
della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, che ora ribadisce:
"Riprenderemo subito i contatti già avviati per consentire che il nostro
territorio, tra le province più vicine al Milanese, possa essere coinvolto a
pieno titolo". "Un evento straordinario a due passi da Novara, auguriamoci
che abbia ricadute anche sul nostro territorio" dice il presidente di Cna,
Franco Biondo. "Ci separano appena
( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Slitta a oggi il
match in primo piano2 attualità4 cronache6 dal mondo8 liguria10 economia11
marittimo13 cultura e spettacoli15 lettere e rubriche18 commenti19 genova21
lettere e città27 album28 agenda29 spettacoli30 cinema & teatri31
televisione32 la scuola33 sport34 genova sport37 meteo - lotto39 affari40
02/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Previsti milioni di
turisti Nell'entusiasmo generale, i dubbi di Celentano che teme una colata di
cemento: so da quali mani scaturiscono i progetti 02/04/2008 Milano. Spento il
fragore dei fuochi d'artificio, esauriti i festeggiamenti per la vittoria, si
comincia a ragionare e a fare i conti con l'immane scommessa che attende Milano
nel 2015. ieri a palazzo Chigi un vertice ha messo attorno allo stesso tavolo
il premier, Romano Prodi, Gianni Letta, Emma Bonino, Massimo D'Alema, Bobo
Craxi, Roberto Formigoni, Filippo Penati e il sindaco di Milano, Letizia
Moratti. "Siamo soddisfatti per il risultato di Parigi", aveva
commentato Prodi, prima della riunione. "La stampa internazionale ha
sottolineato il chiaro successo dell'Italia. Milano ha le carte in regola per
far bene, ma il successo non è garantito. Dobbiamo lavorare tutti uniti per
fare bene. Il tempo c'è ma non è mai troppo. Infrasttrutture, università,
ricerca sono tutte cose che hanno bisogno di almeno cinque anni di maturazione.
Sette anni sono sufficienti, ma non sono troppi". La polemica con
Berlusconi sui meriti di governo e opposizione nella costruzione del progetto
vincente sembrano dimenticate."I giornali hanno strumentalizzato come
sempre le mie dichiarazioni - si è difeso Berlusconi, ai microfoni di Radio 24
- La mia ("non è certo per merito di Prodi", ndr) è stata la semplice
risposta ad una provocazione. Sentirmi dire che è solo merito di Prodi ha
portato in me una logica reazione. Io ho dato una mano alla signora Moratti,
intervenendo su moltissimi Paesi e facendo cambiare la propria posizione. Ho
messo in campo la mia amicizia con tutti i Capi di Stato". Berlusconi ha
attribuito il merito maggiore della vittoria a Letizia Moratti. E Gianfranco
Fini, ecumenico: "E' stata una bella giornata, merito, una volta tanto, di
tutto il sistema Paese". Roberto Formigoni ha ammesso che vincere senza
l'impegno del governo sarebbe stato impensabile. "Abbiamo fatto un gioco
di squadra, abbiamo lavorato tutti e ognuno ha fatto la sua parte, anche il
governo", ha detto Formigoni. "Milano e la Lombardia si confermano
come il simbolo dell'Italia che vince, che produce e lavora. Un'Italia di
classe, che ha gusto. Pezzi di questa Italia sono presenti dovunque. Davanti
abbiamo sette anni e il lavoro da fare è tanto". Sette anni e venti
miliardi di euro da spendere. Gli appetiti si scateneranno attorno all'enorme
montagna di denaro stanziata per cambiare la faccia di Milano e proiettarla fra
le metropoli del Terzo Millennio. Già incombono scelte radicali e la vittoria
rilancia il tema Malpensa. Nel corso della registrazione di "Porta a
Porta", Fini ha detto che "discutere oggi delle sorti e della
cancellazione di Malpensa con l'Expo alle porte è qualcosa di lunare, visto che
arriveranno milioni di visitatori. Occorre togliere dal novero delle cose
possibili la cancellazione di Malpensa", e questo "andrebbe fatto
capire anche a Spinetta e compagnia". Il numero 2 del Pd, Dario Franceschini,
ha replicato: "E' infondato dire che Malpensa sta andando incontro ad una
estinzione. Ci sono tutte le possibilità che diventi un grande aeroporto
internazionale, distinguendo il suo futuo da quello di Alitalia". Nella babele dei commenti si è inserita la voce di
Adriano Celentano. Sul suo blog (www.clancelentano.it) il Molleggiato da un
lato "gioisce per la grande conquista fatta dall'Italia". Dall'altro
si adombra "sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (sic)
progetti di materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio
per il mondo, se fosse dato in altre mani, non inclini a speculazioni di
stampo "sfigurativo"". Ottimista la lettura di un altro milanese
illustre, Giorgio Armani:â??"Nel 2015 sarò un vecchio signore e non potrò godere
appieno di Milano come invece farà sicuramente un giovane milanese orgoglioso
della sua città. Il senso dell'orgoglio comunque io comincio a viverlo già
ora... Nel mio intimo ero certo che Milano avrebbe vinto. Milano è una grande
parte dell'Italia e ora lo è anche di più. Questa Italia così discussa in
realtàè un'Italia alla quale il mondo porta rispetto". Renzo Parodi
parodi@ilsecoloxix.it 02/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La vendita Apertura
di Air France sulla riduzione degli esuberiIl Cavaliere: "Sì al piano se
prevede pari dignità" Roma. Giornata decisiva per Alitalia. Slitta da oggi la trattativa tra i sindacati e il numero uno di
Air France, Jean-Cyril Spinetta, che sarebbe disposto ad ammorbidire i tagli
previsto dal suo piano: sono proposte che, se confermate, porterebbero a un
significativo alleggerimento del numero di lavoratori in esubero, sia tra il
personale di volo che nei servizi a terra. Le modifiche filtrate dal
quartier generale della Magliana, dove Spinetta lavora a stretto contatto con i
vertici di Alitalia, non convincono molto Silvio Berlusconi
che si mostra "scettico". Ma la novità politica è un'altra: il
Cavaliere dice di essere disposto a dare il suo ok ad Air France nel caso di un
accordo che preveda "pari dignità" e che "non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera". "In questo
caso, noi siamo favorevoli. Altrimenti ci sarà una cordata di imprenditori
italiani che potrà garantire al paese la proprietà della sua compagnia di
bandiera", rilancia Berlusconi. Ma il sindacato, che oggi chiederà a
Spinetta di scoprire le carte, frena sulle aperture attribuite al patron di Air
France: "Su Alitalia non ci risultano novità di
rilievo né formali né informali", spiegano in una nota congiunta Cgil e
Cisl Trasporti mentre la Uil si è chiamata fuori dalla trattativa. Tuttavia, il
leader della Uil, Luigi Angeletti, fa sapere di essere disposto a sedersi di
nuovo al tavolo se Air France modificherà veramente il piano per acquisire e
rilanciare Alitalia. "Il nostro giudizio può
cambiare solo se Air France è disposta cambiare il piano industriale per ciò
che riguarda gli esuberi e se ci assicura che la trattativa non avrà
un'appendice con il nuovo governo", dice Angeletti. Di fronte alle
richieste dei sindacati, alle proteste dei lavoratori e alle pressioni politiche,
Spinetta sembra pronto a diluire i sacrifici, previsti dal piano in
discussione: sarebbe l'ultima spiaggia offerta ai suoi interlocutori.
"Rifletterò", ha detto l'altra sera il plenipotenziario di Air France
congedandosi dalle otto sigle sindacali presenti alla Magliana. Ma la
trattativa si tinge di giallo perché i sindacati smentiscono le nuove proposte
che Spinetta e il numero uno della Magliana, Maurizio Prato, avrebbero messo a
punto motivando così la sospensione di un giorno della trattativa, che è
slittata a oggi. "Esercitarsi su inutili limature riciclando proposte già
avanzate nei giorni scorsi non aiuta la trattativa", affermano i leader di
Filt Cgil e Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Anche Air France,
del resto, raffredda le attese e smentisce l'arrivo di nuove proposte. E' in
atto un gioco delle parti ma anche un braccio di ferro a distanza, in attesa di
sapere se davvero oggi Spinetta metterà nero su bianco la revisione in meglio
dei tagli proposti: "Non posso fare di più", aveva detto la scorsa
settimana il patron di Air France. Questo spiega la cautela di entrambe le
parti sulle nuove modifiche, che si intrecciano con i tempi strettissimi di un
negoziato sul filo del rasoio: se oggi Air France non confermerà i cambiamento
di rotta, la trattativa con i sindacati non ce la farà a decollare. Se invece
le aperture risulteranno concrete, il negoziato entrerà nel vivo. Sia pure con
il beneficio dell'inventario, la proposta di Air France prevede di anticipare
al
( da "Secolo XIX, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
La protesta ROMA.
Bloccati ieri per qualche ora i convogli ferroviari che da Roma portano a
Fiumicino, mentrela foto mostra un'altra manifestazione di
protesta dei lavoratori Alitalia, attuata lunedì. Ieri un gruppo di circa 200 lavoratori dei
servizi di Alitalia si è allontanato dalla sede della compagnia per andare ad
occupare la vicina stazione di Muratella lungo la linea ferroviaria che collega
Roma con l'aeroporto di Fiumicino. I lavoratori hanno occupato i binari
impedendo il passaggio di un treno proveniente dall'aeroporto. Poi sono stati
bloccati altri due convogli fermi in partenza alla stazione ferroviaria
dell'aeroporto di Fiumicino: un treno diretto a Fara Sabina e di uno no-stop
diretto a Roma Termini. La manifestazione di protesta è terminata verso le
14,30: la circolazione dei treni dall'aeroporto di Fiumicino è ripresa alle
14.45 con il passaggio del treno no-stop per Roma Termini, mentre poco dopo è
stata la volta di quello regionale diretto a Fara Sabina. 02/04/2008.
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Berlusconi attacca il Quirinale "Il Colle mi farà passare
per le forche caudine". Poi smentisce. Il presidente: "Parole
gravi". Veltroni: brutta smentita di Natalia Lombardo / Roma FORCHE
CAUDINE Questa volta ci si è infilato da solo, Silvio Berlusconi: il suo
ennesino attacco al Quirinale non è stato sottovalutato dal Capo dello Stato
che in una nota precisa di non aver mai avuto "pregiudizi ostili nei
confronti di qualsiasi parte politica". Resosi conto della brutta gaffe istituzionale,
l'ex premier ha prima smentito e poi ha telefonato di corsa al presidente
Napolitano per correre ai ripari e "chiarire il senso del suo
intervento". Ovvero che si riferiva a Ciampi e non all'attuale inquilino
del Colle, questo il berlusconi-pensiero. Anzi, parole. Dette pubblicamente
durante il forum nella redazione de Il Tempo, storico quotidiano conservatore
romano. "Sarà molto difficile compiere il ruolo di governo", afferma
Berlusconi, "sappiamo come il consiglio dei ministri non potrà approvare
nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un Capo dello Stato che
sta dall'altra parte. Ricordo il rapporto con Ciampi...". Non è la prima
volta che il leader del Pdl dice queste cose con fastidio, ma stavolta
l'attacco sembra comprendere anche l'attuale presidente. Andare al governo per
Silvio sarà come "portare la croce e non un pranzo di nozze",
lamenta, "avrò tutti contro, il presidente della Repubblica, la Corte
costituzionale..." tutte le istituzioni "occupate" dalla
sinistra. E, nel forum ricorda come "Dio solo sa che fatica ho fatto con
Ciampi: mi rimandava indietro i decreti, il Quirinale chiedeva sempre perché
emanassimo i decreti". Nel frattempo le agenzie avevano già battuto la
notizia sulle "forche caudine". Ma, ancora nella redazione de Il
Tempo il portavoce Paolo Bonaiuti comincia a fare un pressing su Berlusconi
perché dirotti il tiro dal Quirinale. Al che l'ex premier precisa con un altro
sgarbo istituzionale: "Mi riferivo ai cinque anni del mio governo, durante
i quali abbiamo avuto un rapporto dialettico con il presidente Ciampi. Non
c'entra niente il presidente Napolitano, a cui porto rispetto e stima che so
essere condivise". (Per Veltroni è una "brutta smentita: attaccare il
Capo dello Stato ci riporta 15 anni indietro"). Due minuti dopo, alle
19,56, arriva sulle agenzie la nota del Quirinale: "La presidenza della
Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di
garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla costituzione senza mai
sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera
grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi
parte politica". Dal Colle si vuole mettere "un punto fermo" e
di principio per rispondere "a tutti i tentativi di trascinare il Capo
dello Stato nella polemica elettorale". Non solo da parte di Berlusconi, è
il messaggio, ma anche da alcuni personaggi o "editorialisti" (il
pensiero va a Feltri).Il Quirinale, quindi, ribadisce il fondamentale ruolo "di
garanzia delle istituzioni". Il leader del Pdl era a colloquio con
l'editore, Formigoni lo aspettava nel palazzo del Tempo mentre Bonaiuti è
rimasto sulle spine finché non ha comunicato che Berlusconi "ha chiamato
poco fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiarire ancora
meglio il senso del suo intervento". Il Capo dello Stato ha ribadito il
senso della sua nota, e l'ex premier si è profuso in attestati di stima. Come
sempre Berlusconi se la prende con la stampa: "Se tornassi indietro vorrei
capire chi ha inventato i giornali". Eppure attacca Ciampi a ogni comizio
perché non ha permesso il premio di maggioranza nazionale al Senato. A Silvio
non è andata giù e ora ammette che "questa legge elettorale non rende
sicura al Senato una larga maggioranza". Eppure, pesce d'aprile di
Telelombardia a parte, sia la mattina che in serata nella conferenza stampa su
RaiDue, Berlusconi auspica riforme "bipartisan" sulla giustizia e
sullo Stato. O meglio, rispondendo ai "gentili domandatori" (i direttori,
Folli, Riotta, Mazza e Sorgi) spiega che spera sia la sinistra a "votare i
nostri provedimenti dato che il programma del Pd è copiato dal nostro".
Nella conferenza stampa condotta dal direttore delle Tribune Parlamentari,
Giuliana Del Bufalo (Fi) Berlusconi è verboso e ripetitivo. Capello tinto di
troppo, il cavaliere sembra un Big Jim in cravatta. Sul Quirinale conferma:
"è la realtà: la sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni". Su Alitalia si ripromette di telefonare da Palazzo Chigi "agli amici
imprenditori che non possono negare delle fiches di presenza". Elogia il
Veltroni "affabulatore" ma lo fa a capo di "liberali
d'accatto". Dopo 50 minuti tocca a Walter e Silvio riscatta la noia:
"Sembra di essere dal dentista... Avanti il prossimo...".
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Torino
Caselle, l'ombra di Malpensa sul 2008 DIEGO LONGHIN
Malpensa e il caso Alitalia pesano sul futuro di Caselle. Nel nuovo piano di sviluppo Sagat
ipotizza di sfondare il tetto dei quattro milioni di passeggeri nel 2011, ma il
2008 sarà un anno grigio. La società dovrà impegnarsi a mantenere le rotte
attuali, sostenendole, anche perché le compagnie stanno rivedendo i
collegamenti e il riassetto penalizzerà Torino. Il ridimensionamento di
Malpensa potrebbe attirare a Milano nuove compagnie a discapito della Mole.
SEGUE A PAGINA V.
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Costruzioni di slancio La Borsa chiude con un netto rialzo una
seduta positiva per tutti i listini internazionali, grazie agli incoraggianti
dati Usa e al collocamento di quattro miliardi di titoli da parte di Lehman
Brothers per aumentare la liquidità. I mercati azionari hanno reagito dopo aver
archiviato l'altro ieri un trimestre "nero". L'indice Mibtel sale a
fine seduta del 2,59%; a sostenere il listino milanese contribuiscono in
particolare i titoli delle costruzioni, che beneficiano di un "effetto
Expo" dopo l'assegnazione al capoluogo lombardo dell'Expo 2015: sono
infatti salite le quotazioni di Impregilo, Italcementi, Buzzi
Unicem ma soprattutto la "diretta interessata" FieraMilano, quotata
al segmento Star, lungamente sospesa per eccesso di rialzo. Bene anche il
comparto dei bancari, Alitalia e Telecom. In controtendenza Fastweb dopo la smentita del
delisting, ma anche gli industriali Fiat e Pirelli. Contrastati gli energetici.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Torino
L'effetto Malpensa frena Caselle Un
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Bloccata dai lavoratori Alitalia la linea
Fs per Fiumicino L'assemblea dei lavoratori dei settori Call Center,
Informatica e Amministrazione della sede di Magliana, indetta questa mattina
dalla CUB, ha deliberato di porre con forza il problema del destino di questi
settori strategici chiedendone il reinserimento in Alitalia. A
sostegno di questa rivendicazione un gruppo di oltre 500 lavoratori si è recato
in corteo su via della Magliana ed ha occupato la stazione ferroviaria di
Muratella, bloccando la circolazione dei treni. Il blocco del traffico
ferroviario è durato circa mezz'ora, dopodiche il traffico è tornato regolare.
- comunicano le Ferrovie dello Stato - Il blocco ha coinvolto 10 treni
regionali che hanno limitato il loro percorso nella stazione di Roma Tiburtina;
due treni No Stop Roma Termini - Fiumicno Aeroporto sono stati cancellati e
altri due hanno viaggiato con una media di 40 minuti di ritardo.
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IL RETROSCENAIl manager francese avanza come un caterpillar nel
confronto con i sindacati Il mantra di monsieur Spinetta / Roma Quando sceglie
una formula, non la abbandona fino alla fine. Insiste, insiste, insiste.
L'altra sera davanti alle delegazioni sindacali ha ripetuto all'inverosimile:
io metto un miliardo di euro. Come una goccia che scava una roccia:
tic-tic-tic. Jean-Cyril Spinetta affronta le rappresentanze sindacali senza
esitazioni, senza sbandamenti: marcia come un caterpillar. Le sue parole
risuonano come un mantra, nel suo francese avvolgente e frusciante: tra le
parole più ripetute, les salariés , i lavoratori. Ma anche
il bene dell'Alitalia, il futuro dell'Alitalia, il nome dell'Alitalia. E ancora: fidatevi di me perché io ce l'ho fatta. È una goccia
cinese, commenta qualche sindacalista. Non parla mai italiano, anche se capisce
tutto. Ma la trattativa la fa tutta in francese. Per molti suoi
interlocutori è un capoazienda vero, che ha stoffa e rigore. Quando il
rappresentante della Uil ha abbandonato il tavolo, l'altroieri, non ha fatto il
minimo cenno di reazione: una sfinge. Educato, gentile, ma freddo come il
ghiaccio. Anzi, quasi liquidatorio. "Mi scusi, prima che se ne vada voglio
aggiungere questo:...", avrebbe detto proseguendo il suo discorso e non
lasciando alcuno spazio alla controparte. Abituato a incassare sorridendo, ma
forse poco abituato a un confronto come quello a cui lo ha obbligato il sindacato
nostrano. Forse non si aspettava una rappresentanza che parla di scenari e
strategie, di scelte aziendali, di piani di sviluppo. Lui preferisce limitare
tutto agli esuberi e al piano sociale, sbandierato più volte sul tavolo della
trattativa. In questa trasferta romana che si sta prolungando più del previsto
forse Spinetta sta scoprendo anche un'altra cosa: che è molto facile fare il
servitore dello stato, il grande manager pubblico, dove lo stato è forte. Ma
sotto le Alpi tutte le partite si complicano parecchio anche per un ex allievo
della prestigiosa Ecole Nationale d'Administration di Parigi e una lunga
carriera nei Palazzi parigini, prima al ministero del Lavoro poi a quello dei
Trasporti. Una di quelle figure che in Italia scarseggiano. Da noi li chiamano
boiardi, con un'allusione spesso negativa. Spinetta non si presenta certo da
solo al tavolo della trattativa. Tra la numerosa delegazione transalpina (può
arrivare a nove membri) quello che non lo lascia mai neanche per un minuto è
Jean Francois Colin, il responsabile delle risorse umane. Pare che anche lui
abbia una coazione a ripetere. Dice sempre di no: con la testa o con le parole.
"È un no-man" racconta un esponente sindacale. Non dice nulla a parte
quei continui e ripetuti no. L'altro angelo custode del capoazienda è la
"spigolosetta, magretta, tipicamente francese" (sempre parole del
sindacalista) consulente legale. Lei non parla: scrive. Comunica con il capo
con una miriade di messaggini e foglietti. Oggi la prossima puntata. Sarà l'ultima?
b. di g.
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Forse Air France chiede meno sacrifici Voci di apertura: più
occupati, spiraglio per Ati tech. Berlusconi ci ripensa e fa marcia indietro di
Bianca Di Giovanni/ Roma SPIRAGLI Altre 24 ore per cercare un'intesa su Alitalia. L'incontro tra i vertici Air France-Klm e le sigle
sindacali è stato rinviato a oggi, in attesa che si sciolgano alcuni nodi. Di
fatto sono proseguiti i contatti informali che sempre si tengono nel corso
delle trattative. L'atmosfera che si respira nelle stanze sindacali è di cauta
speranza: Jean-Cyril Spinetta ha accettato di valutare alcune proposte. Secondo
alcune fonti avrebbe anche fatto passi avanti, anche se Cgil e Cisl fanno
sapere che ufficialmente non c'è ancora nessun impegno. Insomma, una giornata
densa di lavoro dietro le quinte, lontano dai riflettori. Oggi potrebbe essere
il giorno decisivo per un'intesa di massima (che aprirebbe anche le porte al
prestito ponte), anche se il condizionale è d'obbligo. I nodi da sciogliere
restano quelli del perimetro aziendale (molte realtà nel piano francese restano
fuori), la flotta e dunque anche l'attività cargo. Nel frattempo la politica
infiamma ancora i toni. Silvio Berlusconi non esclude che potrebbe dare il suo
ok, ma a patto che l'integrazione sia paritaria. Niente più cordata allora?
Macché: la cordata c'è, insiste. Bruno Ermolli ci sta lavorando: quelle
smentite - continua il candidato premier - le avrebbe richieste lui. Insomma, è
un profluvio di dichiarazioni-smentite-controsmentite. "Quella del
fallimento è una bufala", attacca ancora Berlusconi, ripetendo che Romano
prodi vuole solo svendere. Evidente che le leggi sul bilancio non sono proprio
il massimo per il cavaliere. Le indiscrezioni poi rettificate da Cgil e Cisl
sulle aperture di Spinetta parlavano di quattro aerei in più, di verifica della
redditività del cargo nel 2009 e del mantenimento della Atitech di Napoli (oggi
fuori dall'azienda). In particolare, sul tavolo ci sarebbe l'ipotesi (sempre da
verificare) di anticipare al 2009, di un anno, l'ingresso nella flotta di Alitalia di un nuovo B777, che porta lavoro per 100
assistenti e 12 piloti. I tagli per i vecchi aerei Md80 potrebbero essere
ridotti da
( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del "L'unica alternativa ai francesi è il fallimento"
Epifani non si illude, ma vuole evitare il peggio. La strada obbligata oggi è
la trattativa di Giampiero Rossi "Oggi non c'è alternativa ad Air France.
L'unica alternativa è il fallimento della compagnia e poiché lo voglio evitare
oggi tratto con Air France". Il segretario generale della Cgil, Guglielmo
Epifani, fotografa così il difficile passaggio della
vicenda del salvataggio di Alitalia. E aggiunge: "Sono ore
molto delicate, siamo nella classica situazione in cui si può fare o non fare
un accordo". Insomma, il leader della Cgil si attiene alla realtà dei
fatti e sottolinea di non essere "in condizioni di dare un
pronostico" sull'esito finale della difficile partita. "Posso solo
dire quello che vogliamo fare - precisa - trovare un'intesa che vada nel senso
di rilanciare la compagnia aerea, di garantire occupazione e di evitare una
situazione di fallimento che renderebbe la nostra compagnia, i nostri aerei e
soprattutto il destino dei lavoratori messo in discussione. Lavoriamo -
concluso Epifani - per trovare una soluzione e una risposta migliore a questo
problema, non dipende tutto da noi, ci sono tante responsabilità in campo, per
quello che ci compete, insieme alle altre organizzazioni che giustamente sono
rimaste al tavolo, lavoriamo in questa direzione". Questo, dunque, è il
pensiero di Guglielmo Epifani sulla vicenda Alitalia,
ma in occasione della conferenza organizzativa della Cgil della Lombardia il
segretario generale fa anche il punto sui rapporti con le altre sigle sindacali
e sull'agenda di riforma delle relazioni industriali. In particolare raccoglie
la sollecitazione del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a proposito della
necessità di trovare un accordo sulle regole della rappresentanza sindacale nei
luoghi di lavoro. "Sono parole che condivido perché è l'esigenza da cui la
stessa Cgil era partita", risponde Epifani, che sottolinea di aver posto
il tema "già da tempo come completamento di una ipotesi di lavoro sul
modello contrattuale". Secondo il leader Cgil, infatti, oltre alla riforma
della contrattazione "ci vuole insieme la parte sulla democrazia e sulla
rappresentanza sindacale". Quanto al documento "fatto dalle tre
segreterie confederali" e sottoscritto solo da Cisl e Uil, secondo Epifani
"non conteneva questa parte, perciò abbiamo detto che non era
completo". Ora, conclude, "ci dobbiamo mettere d'accordo su questa
parte della democrazia e della rappresentanza, poi c'è ancora qualche elemento
del sistema nel suo complesso da rivedere".
( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso Il
"molleggiato" dubbioso sul suo blog Celentano controcorrente
"Riecco catrame e cemento" FRANCESCO SPINI MILANO Come vede l'Expo il
ragazzo della via Gluck, quello che già nei Sessanta cantava che "là dove
c'era l'erba ora c'è una città"? Insomma... Adriano Celentano è dilaniato
dai dubbi e lo scrive nel suo blog: "Mentre da un parte gioisco per la
grande conquista fatta dall'Italia, dall'altra il mio animo si adombra
fortemente, sapendo da quali mani scaturiranno gli schizzo-frenici (proprio
così, ndr) progetti per materializzare un'opera che potrebbe veramente essere
un messaggio per il mondo, se fosse data in altre mani non inclini a
speculazioni di stampo "sfigurativo"". E di chi sono quelle
mani, se non quelle degli architetti, o meglio, degli "archi-carnefici
contemporanei"? Gli stessi che, secondo il Molleggiato, attentano alla
bellezza, "il più bel diamante" che abbiamo, l'unica cosa che
"ci potrà salvare". Dunque "dobbiamo fare presto, prima che
questo angolo di "meraviglia" racchiuso ancora per poco dentro ognuno
di noi, si addormenti definitivamente in un coma irreversibile nel quale ci
stanno trascinando le nuove star dell'architettura, per intenderci i vari
Fuksas, Botta o quelli dei tre grattacieli, Libeskind, Isozaki e Hadid sull'ex fiera
di Milano". Ecco, "allora sarà la fine - è sicuro Celentano - e il
colpo di grazia è già in canna, pronto per la sua "gittata" finale
sull'Expo". Vede nero, il cantante, che sogna invece un'esposizione dove
"il Pianeta ci mostra i suoi oggetti e noi gli mostriamo l'Arte di una
cultura milanese che simboleggi le caratteristiche di costruzione secondo lo
stile non americano, cinese, tedesco o russo, ma quello tipico lombardo del
milleottocento". Perché solo la bellezza, ripete, "ci può salvare".
Ringrazia dunque Rutelli, "so quanto hai lottato per l'approvazione del
tuo "codice speciale anti ecomostri"", e invoca una "nuova
rivoluzione". Il cui primo passo sarà "disertare tutti i programmi
dove si "guadagna"". E qui arriva l'endorsement a Veltroni.
Quello del "perciò caro Walter, mi rivolgo a te prima che a Silvio. Per
lui è più difficile mettere in pratica una politica che va contro il suo stesso
"immobiliarismo"". Del resto, argomenta Adriano, "già
adesso, in nome dei più bisognosi, lo sentiamo parlare di apertura dei
cantieri, e non è difficile immaginare lo sfacelo a cui andremmo incontro se
vincesse lui". Che pure parla di cordate per Alitalia, ma, avverte Celentano, "per far volare gli aerei non basta
comprarli". E invece "bisogna entrare nell'ordine di idee di
abbattere le cose dove la bellezza non c'è", restituire "alle città
l'identità perduta che per come erano fatte le case, piene di negozi e insegne
luminose, pur essendo delle metropoli, non si perdeva il senso del
paese". Scommettere sulla bellezza. Ma quella "da regalare non ai
ricchi egoisti come è avvenuto finora, ma agli operai che sono il motore del
Pianeta" e a cui "ci si deve inchinare per lavargli i piedi come il
Padrone dell'Universo li lavò ai suoi servi". Eccola qui la rivoluzione
"che tu, Silvio, dovresti fare. E io non dubito che tu possa farla. Ma per
te è più difficile. Troppe sono le persone con le quali dovresti combattere e
le tue ricchezze non te lo permettono". Non resta che Veltroni: "Ecco
allora il grande vantaggio di quel Walter che ha avuto la geniale idea di
correre da solo e che giorno dopo giorno sta accorciando la distanza che vi
separa". Certo, conclude il sermone celentanesco, il leader del Partito
Democratico "potrebbe anche non vincere, però ha il vantaggio di essere nelle
condizioni di fare quella rivoluzione che forse anche tu vorresti fare",
caro Silvio, "ma non puoi...".
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Milano
Il segretario regionale Cgil: "Sull'aeroporto sono stati commessi troppi
errori" Camusso: rilanciare Malpensa e proseguire nel gioco di squadra è l'occasione
per far tornare Milano ad essere una vera locomotiva ANDREA MONTANARI Susanna
Camusso, segretaria generale di Cgil Lombardia, che cosa significa per la
Milano del lavoro l'organizzazione dell'Expo 2015? "Una grande occasione.
Non solo per gli investimenti nei cantieri. Ma per rilanciare una città che si
è appannata sul piano della cultura, dell'innovazione e deve ritrovare il senso
si essere una vera locomotiva, non solo la città della finanzia e degli
uffici". Gli errori da evitare? "Abbandonare il gioco di squadra che
ha fatto vincere Milano. Quello di un Paese che sa fare politica estera, ma
anche concertare con le parti sociali". In che senso? "L'Italia è un
paese straordinario. Quando si è trovata di fronte a occasioni straordinarie
come l'ingresso nell'euro, si è spesa e ha trovato le forme di confronto
necessarie. è quando prevalgono le logiche di veto che invece non si è in grado
di vincere le sfide. Alitalia è un tipico esempio". Perché è finita nel tritacarne della
campagna elettorale? "Trovo demenziale che si voglia giocare sulla pelle
dei lavoratori. Quando nel 2004 si discuteva del rifiuto di Alitalia di trasferire la sua base operativa a Malpensa molti dicevano le
stesse cose di oggi. Si parlava di compagnia del Nord, di cordate di imprenditori.
La Regione addirittura di fare un hub a Montichiari, dimenticando che
quell'aeroporto è a poche decine di chilometri dal Catullo di Verona. Al
governo c'era Berlusconi, ma il gioco era lo stesso". Alitalia
e Malpensa sono questioni che devono essere tenute distinte? "Quella su Alitalia è una grande vertenza, ma il destino di Malpensa
non può dipendere da ciò che accade a Fiumicino". La vittoria sull'Expo
non meriterebbe di riaprire la partita? "Il gioco al rilancio può essere
anche bello, ma anche un gioco d'azzardo. è chiaro che deve essere confermata
la vocazione di Malpensa a grande aeroporto intercontinentale. Ma per fare
questo non occorre che resti Alitalia". Tra le
condizioni di Air France per l'acquisto c'è il diritto di veto sugli accordi
internazionali sulle rotte. "L'Italia è un paese democratico, autonomo che
decide di sé e dei suoi spazi aerei. Il governo non può essere condizionato da
un'azienda privata, qualsiasi essa sia, sull'utilizzo del suo territorio e
delle sue infrastrutture. Ma la Sea non può accorgersi solo oggi dopo quattro
anni di avere dei lavoratori precari a cui scade il contratto".
( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cordate Le case
dell'AirOne ambizioso Datemi una cordata e vi solleverò il mondo. Sono
settimane che non si parla d'altro, mentre Alitalia è stata scientificamente condotta sulla soglia della vendita
"a buon cuore del compratore". La più famosa, e anche credibile,
sembrava quella che aveva come partner "tecnico" AirOne, compagnia
low cost basata in Abruzzo. A conferma, ieri si è rifatta viva con un'intervista
al Messaggero. Resta il dubbio: come può comprarsi la molto più grande Alitalia? All'italiana, è ovvio. Pare che il patron, Carlo
Toto, abbia fatto - come molti nelle sue condizioni - il consueto giro delle
sette chiese bancarie. Chiedendo soldi in prestito e offrendo in garanzia
immobili da lui fatti stimare 900 milioni di euro. Le banche sono malfidate, a
volte. Le controperizie sono state comunque cattive: meno del 10% di quella
cifra. E questa era la cordata migliore... fucik.
( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Rinviato a oggi
l'incontro decisivo tra Air France e sindacati. Voci e smentite su nuove
proposte (e meno esuberi) di Spinetta. Berlusconi cambia idea e si dice
disposto ad accettare la vendita ai francesi Francesco Piccioni Se l'importanza della posta in gioco si misura dal numero delle
manovre sotterranee, beh, allora la vendita di Alitalia deve
essere un affare di prima grandezza. L'atteso incontro tra azienda, Air France
e sindacati, che doveva iniziare ieri a mezzogiorno è stato improvvisamente
spostato alla stessa ora di oggi. Motivazione ufficiale: "necessità di
approfondimenti tecnici". Nelle stesse ore veniva visto entrare a
palazzo Chigi Francesco Mengozzi, uno dei tanti ex amministratori delegati cui
l'azionista di maggioranza - lo stato italiano - dovrebbe semmai chiedere i
danni per come ha gestito l'azienda. E' considerato un intimo di Jean-Cyril Spinetta
(presidente di Air France), e il suo arrivo veniva interpretato come una
conferma del frenetico confabulare tra governo e francesi per trovare una via
d'uscita a uno stallo creato soprattutto dall'eccesso di sicumera del
ministro-azionista, Tommaso Padoa Schioppa. Per troppa voglia di costringere
ancora una volta i sindacati a trattare con la pistola puntata alla tempia,
infatti, ha imposto tempi troppo rigidi e ultimativi per una trattativa vera.
Ora - visto che per confrontare sinergie ed eventuali "esuberi" tra
due compagnie così grandi occorre un lasso di tempo ragionevole - o chiude la
porta in faccia al negoziato che tutti dicono di voler portare avanti fino in
fondo (e regala parecchie carte a Berlusconi, azienda compresa), o dilaziona
l'ultimatum da lui stesso fissato per interposta persona (Maurizio Prato,
presidente dell'Alitalia). L'ultimatum scade oggi
stesso. Nel pomeriggio di ieri si sono diffuse voci attribuite ad anonime
"fonti sindacali" secondo cui Spinetta stava preparando modifiche alla
sua proposta: un B777 in più in flotta dal 2009, 3 MD80 in meno da mandare in
pensione, l'Atitech di Napoli (manutenzione "pesante") riportata
entro il perimetro aziendale, verifica della redditività di Cargo posticipata
al 2009 (e quindi anche chiusura posticipata). Più aerei in servizio effettivo
significa meno "esuberi" a tutti i livelli (piloti, assistenti di
volo, personale di terra). Più seriamente, i sindacati avevano chiesto
l'altroieri di riattribuire ad Alitalia i collegamenti
tra sei province "ricche" (Bologna, Torino, Verona, Venezia, Genova,
Trieste) con Parigi, oggi date in monopolio ad Air France; un "regalo
della gestione Mengozzi, non a caso. Significherebbe 10 aerei operativi in più
e 400 esuberi in meno; senza perdite in occupazione francese. Le smentite
arrivavano sia da Air France che dai sindacati. Che qualcosa in più, oggi,
Spinetta debba dire, sembra certo. Che siano proprio quelli indicati i
"punti di caduta" di un possibile accordo, non è affatto detto.
Arrivare al tavolo con attese eccessive (per i lavoratori, più che per i
sindacati) sarebbe rischioso. Altri segnali arrivavano da Berlusconi, che ha
improvvisamente cambiato linea: "resto molto scettico sull'ipotesi di
andare avanti con questa trattativa, ma se l'accordo prevede pari dignità che
non faccia sparire Alitalia come compagnia di
bandiera, noi siamo d'accordo". Anche Luigi Angeletti, segretario generale
della Ui (il sindacato che aveva abbandonato il tavolo solo il giorno prima)
chiudeva la strada ad ogni ipotesi diversa dalla vendita ad Air France:
"non credo che una cordata italiana possa palesarsi dopo le
elezioni". Il suo segretario di categoria, Caronia, restava così
completamente solo nel pretendere di tornare a trattare dopo il 14 aprile. Per
farsi sentire, anche ieri i dipendenti del centro direzionale della Magliana si
sono mobilitati con un corteo che ha prima occupato il Ced e l'amministrazione,
poi andando a bloccare la linea ferroviaria per Fiumicino. Oggi, a mezzogiorno,
tutti gli occhi saranno puntati sulla palazzina della direzione.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, Spinetta apre su flotta e tagli I
sindacati frenano, oggi round decisivo. Berlusconi: ok se resta compagnia di
bandiera La Uil torna al tavolo del negoziato: trattiamo se cambia il piano
LUCIO CILLIS ROMA - Alitalia, trattativa ad
una svolta.
Silvio Berlusconi a tutto campo, dalle nomine nella aziende pubbliche (Eni,
Enel, Finmeccanica e Terna sono condotte egregiamente) fino alla compagnia di
bandiera, rimette in corsa Air France: "Resto molto scettico sull'ipotesi
di andare avanti", ha detto ieri il Cavaliere, "ma se questo accordo
prevede pari dignità che non faccia sparire Alitalia
come compagnia di bandiera, allora noi siamo favorevoli". E ieri l'atteso
secondo round tra il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, e i
sindacati è saltato su richiesta del team francese. Ufficialmente si parla di
"approfondimenti". Ma, come anticipato ieri da Repubblica, il
presidente di Alitalia Maurizio Prato sta giocando il
tutto per tutto per chiudere prima delle elezioni. Dal cappello, Prato, ha
tirato fuori diverse sorprese che permetterebbero ai sindacati di uscire dalla
stanza della trattativa a testa alta: la Atitech, il polo di manutenzione di
Napoli, potrebbe restare per otto anni all'interno del perimetro della nuova Alitalia; il settore cargo non verrebbe chiuso (se non
previo approfondimento di un soggetto terzo che ne comprovi lo stato di salute
finanziaria nel 2010); nel contempo gli aerei da mettere a terra scenderanno da
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La sentenza
Esclusiva a Parigi no definitivo al ricorso Air One ROMA - Air One perde anche
l'ultimo round davanti al Consiglio di Stato. Secondo i giudici, la società aerea di Carlo Toto non è stata discriminata nella
corsa ad Alitalia. Ed ora, in questa fase, è legittima una trattativa esclusiva
tra i francesi di Air France e la stessa Alitalia. Il
Consiglio di Stato ricorda che Air One era stata ammessa, nel 2007, alla gara
per l'acquisto di Alitalia, gara poi fallita. Proprio durante la gara, Air One era
entrata in possesso di copiose informazioni sulla "situazione industriale
e sulle esigenze patrimoniali" della nostra compagnia di bandiera.
Informazioni che si era fatte sempre più dettagliate visto che Air One era
arrivata "a un passo" dalla firma del "contratto di acquisto con
il ministero dell'Economia", azionista di Alitalia.
Quindi Air One - anche in fasi successive, anche a gara ormai naufragata -
poteva presentare nuove offerte per Alitalia, proprio
in forza di tutte quelle notizie. In ogni caso, quando ha poi cercato un
compratore diretto, Alitalia ha continuato a muoversi
in modo trasparente e senza colpire i principi della concorrenza. Anche il
ridimensionamento dell'aeroporto di Malpensa è lecito. La scelta, per quanto
gradita ad Air France perché coerente ai suoi piani, non ha favorito questo o
quel compratore. Si è trattato semmai di una mossa di sopravvivenza, fatta dal
consiglio di amministrazione di Alitalia fin dal 7
settembre. I giudici infine sembrano augurarsi che il dibattito elettorale non
finisca con il condizionare la vicenda Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Possibili
correzioni su esuberi e flotta. I sindacati: a noi non risultano Alitalia, apertura di
Air France Il governo al Pdl: assieme un decreto anti-rincari. La replica:
presa in giro.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La politica e i conti Il presidente di Sinergetica "Ora
diamoci un vincolo: i costi delle opere siano inferiori ai ricavi"
Ermolli: la bellezza dei progetti non basta "L'Italia ha fatto sistema, è
la prima volta che succede. Si vince solo quando si fa squadra, tutti insieme.
Dal punto di vista finanziario bisogna chiudere in utile senza aiuti
politici" MILANO - "Diamoci un vincolo per questa Expo. Uno solo: che
i costi siano inferiori ai ricavi". Bruno Ermolli (foto), presidente di
Promos e di Sinergetica, l'eminenza grigia di Berlusconi, colui
al quale il leader del Pdl ha affidato il compito di mettere insieme la cordata
per Alitalia, è stato uno dei "maratoneti" dell'Expo. La sua
mission? Convincere i Paesi del Mediterraneo e gli Emirati Arabi a votare
Milano. Bruno Ermolli di chi è questo successo? "L'Italia ha fatto
sistema. è la prima volta che succede. Vale anche per i milanesi. Lo
conosce il detto ofelé fa el tò mesté? I milanesi sono noti per lo spirito
individualistico. Invece questa volta è andata in maniera diversa". Tragga
una morale. "Quando si lavora in squadra si vince, gli italiani riescono a
vincere quando lavorano tutti insieme. Purtroppo spesso vogliono fare i solisti
e allora in quel caso il discorso diventa più difficile". Adesso viene la
parte più difficile. La gestione di un avvenimento che vale 20 miliardi di
euro. Come evitare che si ripetano situazioni come quella dei Mondiali '90?
"Diventa fondamentale la gestione del progetto. Finanziariamente dobbiamo
chiudere in utile indipendentemente dalla politica. I costi devono essere
inferiori ai ricavi. Deve essere un vincolo per tutti. Non solo la qualità, la
bellezza del progetto. Quella c'è già, non è una cosa da inventare, ma anche la
compatibilità economica ". Lei credeva in questa affermazione di Milano?
"Assolutamente sì". E se avessimo perso? "Ci saremmo dovuti
guardare dentro e scoprire che siamo riusciti a fare sistema. A volte, a
livello dei funzionari, c'è una competizione forte. In questa occasione abbiamo
lavorato tutti assieme. E visto che lo abbiamo fatto una volta per l'Expo lo
potremo fare altre 10 volte". Lei ha un'idea in testa. Mi dica la seconda
occasione in cui si dovrebbe fare sistema? "Mi sono occupato di Alitalia. Chiaramente non entro nei particolari. Posso solo
dire: tra pubblico e privato ci deve essere unione per fare un sistema
aeroportuale. Non ci può essere campanilismo". Qual è stato il momento più
difficile di questa campagna Expo? "Quando abbiamo capito che gli Stati
Uniti non stavano con noi". La Turchia come ha lavorato? "Ha giocato
a tutto campo. Noi abbiamo dei guard rail, loro no. Noi siamo regolati".
Felice? "Assolutamente sì, ma dobbiamo ricordare che l'Expo è solo
un'opportunità e che il mondo non finisce con l'Expo. Quindi, non riposiamo
sugli allori". M. Gian. GUARDA ivideo e le immagini su www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria:
ALTRI OGGETTI drammatizzato la precarietà dei giovani, non ha irriso
l'avversario (senza mai nominarlo), ha parlato di valori, di rinnovamento, non
ha rinunciato al "ma anche", ha proclamato una lotta alla mafia.
Berlusconi è stato misurato (non si è mai abbandonato all'affronto
folcloristico), è sembrato abbastanza disteso, quasi fosse già investito da
doveri istituzionali. Come nel caso del salvataggio di Alitalia. Si è congedato con una battuta felice: "Avanti il
prossimo, sembra di essere dal dentista". Veltroni si è smarcato da
Berlusconi ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta
discontinuità con il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia
seguito le due conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di
Berlusconi l'abbia portato a casa. Ma in tv vige una regola ferrea, così
riassumibile: all'umiliata location corrisponde un umiliato interprete, cui
corrisponde un umiliato spettatore. Mi spiego: la conferenza stampa della
Tribuna elettorale, diretta da Giuliana Del Bufalo, era immersa in un'atmosfera
di mestizia, di ufficiosità, la perfetta rappresentazione della par condicio.
Che è un capitolo umiliante dell'informazione tv; segno di immaturità delle
istituzioni. Per non saper essere leali, ci facciamo del male. Era triste la
"casalinga" Del Bufalo, erano tristi i quattro moschettieri e i due
candidati, eravamo tristi noi tutti. Sembrava di essere in uno studio dentistico.
Aldo Grasso Incontri digitali in videochat oggi alle 12. Inviate le vostre
domande già dalle 8 Roberto Maroni.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Alitalia La Uil potrebbe tornare al
tavolo. Il ministro oggi riferirà alla Camera sulla trattativa Vertice tra
Spinetta e Padoa-Schioppa Manifestazioni e occupazioni dei dipendenti. Air
France apre, i sindacati: non basta Il numero uno francese ai suoi: non faccio
regali Il leader Pdl: favorevole a un accordo che salvaguardi la compagnia ROMA
- C'era pessimismo ieri sera nella delegazione di Air France-Klm per la
ripresa del negoziato con i sindacati di Alitalia,
prevista per le prossime ore dopo la pausa di 24 ore. Benché il mercato creda
in sviluppi (il titolo della compagnia ha guadagnato il 10%), i margini
negoziali sono strettissimi. Il presidente di Air France-Klm, Jean-Cyril
Spinetta, sarebbe irritato per la politicizzazione dei sindacati italiani, per
le loro ulteriori richieste e perché non comprenderebbero i sacrifici finora
fatti dai francesi. C'è anche preoccupazione per i tempi stretti imposti al
negoziato. Anche per questo Spinetta ieri ha fatto visita al ministro del
Tesoro, Tommaso Padoa- Schioppa, che stamane sarà ascoltato alla Camera sulla
vicenda Alitalia. Le voci emerse ieri circa le
aperture dei francesi sono state smentite da Cgil e Cisl. Forse potrebbe
esserci l'ingresso di un nuovo B777 che porterebbe lavoro a 100 assistenti di
volo e 12 piloti e la riduzione del taglio degli Md80 da
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Gli stranieri e gli affari Ora impazza lo shopping del boiardo ROMA
- In Italia li chiamiamo boiardi di Stato. Sono quei manager che hanno fatto
carriera ai tempi d'oro delle partecipazioni statali, cresciuti all'ombra del
potere politico della Prima Repubblica. Personaggi a volte criticati o quanto
meno considerati non al livello dei manager privati esposti al mercato. In
realtà, come in tutte le definizioni tranchant, c'è l'influenza dei luoghi
comuni. Fatto sta che può capitare che una grande azienda straniera, che abbia
messo gli occhi su un'impresa italiana, si rivolga a un boiardo di Stato, che
magari ha lavorato in quella stessa impresa. Nessuna
meraviglia dunque se Francesco Mengozzi sia diventato una pedina fondamentale
dell' operazione Air France-Alitalia. Quando Francesco Mengozzi,
59 anni, già manager in Fincantieri, Iritecna e Ferrovie, lasciò nel 2004 la
poltrona di ammini-stratore delegato di Alitalia,
sull'onda delle contestazioni sindacali, forse mai avrebbe immaginato di
doverne rivivere il film. Eppure, malgrado quel-l'uscita di scena ancora
gli bruci, Mengozzi non ha esitato, alla fine dello scorso anno, a assumere la
veste di consulente per l'Italia di Air France-Klm per conto di Lehman
Brothers. Anche ieri, nello svolgimento di questa nuova funzione, Mengozzi è
stato visto varcare il portone di palazzo Chigi, dove avrebbe accompagnato uno
dei massimi dirigenti internazionali della banca d'affari per cui lavora. Del
resto per muoversi nei labirinti della politica e degli affari in Italia un buon
Virgilio non guasta. Il cambio di campo non è passato inosservato: è giusto,
anche se è passato del tempo, mettere il know-how acquisito in un'azienda di
Stato al servizio di interessi privati? La domanda dovrebbe essere girata a
tutti quei "boiardi " di Stato che hanno intrapreso la strada di
consulente di banche d'affari: da Goldman Sachs a Morgan Stanley, da Merrill
Lynch a Lehman, tutti grandi istituti che ancora considerano l'Italia un buon
terreno di conquista. Oppure a chi ha assunto il compito di affiancare un
gruppo industriale straniero deciso a fare shopping nel nostro Paese. è il caso
di Pierfranco Faletti, dieci anni nel consiglio d'amministrazione del-l'Enel,
con un momento burrascoso a cavallo tra affari e politica che lo ha visto
coinvolto nelle vicende di Tangentopoli sugli appalti, approdato ora nel board
di E.On Italia. Dello sbarco nella nostra Penisola dell'azienda tedesca, come
acquirente di Endesa Italia, Faletti viene considerato a tutti gli effetti uno
degli artefici. I manager L'ex Alitalia Mengozzi al
fianco di Parigi e Faletti, ex Enel con E.On Francesco Mengozzi A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27
categoria: BREVI +10,4% è quanto ha chiuso ieri il titolo di Alitalia a Piazza
Affari. Con i guadagni di ieri il titolo nelle ultime due sedute è progredito
del 31,8%.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-04-02 num: -
pag: 30 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Giacomo Ferrari Corre il
settore del cemento, ok Telecom Effetto Ubs Bancari in recupero dopo l'operazione
pulizia annunciata dall'istituto svizzero L'effetto Ubs sulle banche e
l'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 hanno messo le ali a Piazza Affari (dove
l'indice Mibtel è cresciuto del 2,59% e l'S&P-Mib del 2,84%). Inoltre Alitalia è rimasta al centro dell'interesse degli operatori: il titolo è
terminato con un balzo del 10,42% in attesa delle nuove proposte annunciate da
Air France. L'assegnazione a Milano dell'Expo ha favorito soprattutto le
società del comparto cemento e costruzioni, come Buzzi-Unicem (+4,94%) e
Italcementi (+6,95%). Oltre naturalmente a Fieramilano, quotata al
segmento Star, che è stata rinviata più volte al rialzo nel corso della
giornata, per poi chiudere con un prezzo di riferimento di 6,67 euro, il 27,37%
in più rispetto alla vigilia, quando già aveva registrato il nuovo massimo
dell'anno. Fuori dall'S&P-Mib, da registrare anche il balzo di Aedes
(società immobiliare interessata ai progetti milanesi legati alla prestigiosa
rassegna internazionale). Nell'ambito dei titoli principali del listino i
maggiori rialzi hanno tuttavia riguardato due titoli bancari, entrambi a forma
cooperativa: si tratta di Banco Popolare e Popolare Milano, cresciuti
rispettivamente del 7,66% e del 7,63%. Nel comparto sono cresciuti
significativamente anche Unicredito (+6,89%) e Intesa-Sanpaolo (+4,03%). Forti
progressi, inoltre, per Seat Pagine Gialle (+7,12%), Luxottica (+6,50%),
StMicroelectronics (+5,89%), Telecom Italia (+5,96%), Fondiaria-Sai (+5,95%) e
Mediolanum (+4,10%). Pochi, invece, i valori in ribasso. A cominciare da
Fastweb (-1,83%) dopo l'ennesima smentita del delisting da parte di Swisscom.
Giù anche Parmalat (-1,44%) e Pirelli (-1,23%).
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-04-02 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Air France Il piano di Parigi Esuberi Nella nuova proposta Air
France-Klm, viene ridimensionato il numero degli esuberi, che scenderebbe dagli
iniziali
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-02 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Occupazione Ritardi per i treni dei
pendolari Alitalia, protesta dei lavoratori Occupata la stazione Muratella Temono
per il loro posto di lavoro, così ieri i lavoratori dell'Alitalia hanno protestato duramente. Prima un corteo e poi l'occupazione
della stazione ferroviaria della Muratella. dove transitano i treni di
collegamento tra Fiumicino e Roma. "Questa iniziativa partecipata in massa
dai lavoratori di Alitalia Servizi e Alitalia - si legge in una nota - ha come obiettivo quello
di ribadire l'assoluta necessità della difesa delle migliaia di posti di lavoro
a rischio". "Se non si trova con Air France una soluzione
soddisfacente per tutti i lavoratori - prosegue la nota - compresi quelli di
amministrazione, Call Center ed Informatica, i lavoratori di Alitalia
Servizi e di Alitalia continueranno con tutte le
iniziative necessarie a difesa dell'occupazione e dell' integrità della
compagnia aerea ". Dopo l'assemblea dei lavoratori preoccupati per
l'esclusione dal perimetro aziendale della divisione informatica,
dell'amministrazione, e del call center si è decisa l'occupazione dei binari I
manifestanti, circa 200, sono partiti in corteo dal centro direzionale della Magliana
e sono giunti alla stazione Muratella dove sono arrivate anche alcune macchine
della polizia e dei carabinieri. Hanno bloccato il transito dei vagoni in
entrambe le direzioni, la manifestazione è stata tranquilla, non c'è stato
alcun problema o incidente. Dopo circa mezz'ora hanno deciso di far riprendere
la circolazione dei convogli, e sono tornati in corteo al piazzale della
Magliana di fronte la sede dell'Alitalia. La giornata
di protesta è stata organizzata da Cub, Sdl e Filt Cgil. "Sono vicino agli
oltre 500 dipendenti dei settori Call center, Informatica e Amministrazione
della sede di Magliana, e sostengo la loro battaglia per il diritto ad un
impiego stabile e per l'internalizzazione dei rispettivi comparti in Alitalia, che li salverebbe dai 2000 esuberi ", ha
dichiarato Giuseppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro della Regione.
Il corteo "Senza una soluzione soddisfacente continueranno le iniziative a
difesa dell'occupazione".
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-02 num: - pag: 35
categoria: BREVI ALITALIA La clausola "call" Fra
le tante frottole elettorali primeggiano quelle raccontate al capezzale dell'Alitalia. Probabilmente tutti vorremmo che la compagnia di bandiera
riacquistasse il prestigio del passato e invece siamo alla sopravvivenza per
settimane o al massimo per alcuni mesi, in un contesto nazionale irto di
difficoltà economiche e sociali nonché internazionali che impongono le
regole di una corretta concorrenza. E le frottole sono da una parte per
l'annunzio che si stanno raccogliendo capitali adeguati per la rinascita. A mio
avviso non si tratta solo di capitali: la gestione di una impresa di navigazione
aerea è fra le più difficili e richiede lunga esperienza e rapporti
internazionali che in trent'anni si sono perduti per la intromettenza della
mala politica e dei nove sindacati dominanti che non sembrano arretrare. La
ricostruzione di una compagnia aerea non si fa in mesi, ma in anni. I capitali
potranno servire per rinnovare la flotta, e tutto il resto, compreso il
comportamento dei sindacati, come si ricompone? L'orgoglio nazionale deve
lasciare spazio alle capacità manageriali, alla saggezza e prudenza. Altre
dichiarazioni ardite sembrano essere l'asserzione del ministro Bianchi,
probabilmente sospinto dai sindacati, per cui Alitalia
avrebbe ancora riserve monetarie per l'intero anno, contraddicendo la denunzia
(ossigeno per poche settimane) del ministro Padoa-Schioppa, ben più competente
anche per il ruolo che svolge. E comunque perché continuare a distruggere il
patrimonio, depauperato per un milione di euro al giorno, con danno per gli
azionisti e ulteriore indebolimento della compagnia nella delicata fase del
"trapasso"? Ripeto, non si risolleva l'Alitalia
con apporti di capitali, ma con una totale riorganizzazione. Di certo è
spiacevole che tale riorganizzazione avvenga ricorrendo a forze capaci, ma
straniere, che probabilmente opereranno in conflitto di interesse privilegiando
quello del Paese di appartenenza: è un comportamento che solitamente si
riscontra nelle multinazionali. Ma nella situazione attuale non ci sono
alternative. Vi è solo da augurarsi un miglioramento delle condizioni, per smussare
l'opposizione dei sindacati. Per una salvaguardia del futuro, potrebbe essere
utile l'inserimento di una clausola di "call" per cui il venditore,
ricorrendo determinate condizioni, possa riacquistare il controllo della
compagnia rimessa in marcia. Call è una clausola talvolta inserita nei
contratti di cessione di azioni. Quindi, in un futuro, se la
"cordata" si realizzasse, vi sarebbe la possibilità di riacquistare
il controllo dell'Alitalia. Comunque nell'affrontare
nei prossimi giorni la via della salvezza, si tenga conto non solo
dell'orgoglio nazionale e dell'interesse dei sindacati, ma soprattutto delle
esigenze dei passeggeri da troppo tempo calpestate. Victor Uckmar, Genova La
sua proposta è molto interessante. Suppongo tuttavia che la clausola "call"
debba essere chiesta dal venditore (il ministero del Tesoro) e che spetterebbe
al vecchio proprietario esercitarla. In linea di principio, nessuna obiezione.
Le regole di Bruxelles non proibiscono allo Stato di essere proprietario di
aziende, purché le gestisca con i criteri e i vincoli a cui deve assoggettarsi
un imprenditore privato. Ma siamo davvero sicuri, alla luce dei precedenti, che
sarebbe utile per il Paese rimettere l'Alitalia ancora
una volta nelle mani dello Stato?.
( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-04-02 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Expo: i poteri alla Moratti Il Consiglio
dei ministri ha varato il Comitato per l'Expo. Pieni poteri al sindaco Letizia
Moratti e riconferma della squadra che ha portato Milano alla vittoria.
Tensione Berlusconi-Quirinale Tensione tra Silvio Berlusconi e Giorgio
Napolitano. Una battuta del Cavaliere sulla presunta ostilità del Quirinale, ai
tempi di Ciampi, verso il centrodestra, ha fatto scattare la reazione della
presidenza della Repubblica. Berlusconi ha telefonato a Napolitano per
spiegarsi. Al seggio cellulari vietati Decreto del Consiglio dei ministri che
vieta, "per la segretezza del voto" di portare in cabina cellulari o
macchine fotografiche. Pena: arresto da
( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - La sua giornata è finita così, con un faccia a faccia, rigorosamente top
secret, con il ministro del Tesoro, Tommaso Padoa-Schioppa. Già. Il numero uno
di Air France, Jean-Cyril Spinetta ha lavorato tutto il
giorno fianco a fianco con il presidente di Alitalia, Maurizio
Prato. Ha fatto i necessari approfondimenti anche con i vertici di Fintecna, la
holding che controlla Az Servizi in condominio con Alitalia. In
attesa dell'appuntamento più importante messo in agenda per il tardo pomeriggio
al Tesoro dove ha portato l'ultima versione di piano all'attenzione del
ministro. Un incontro a due alla vigilia del tavolo cruciale di oggi con
i sindacati che potrebbe portare a un pre-accordo sui principi generali del
piano di Parigi. Oppure accorciare le distanze con il commissariamento. La
trattativa è ancora in salita e Spinetta lo sa bene: non nasconde le sue
preoccupazioni anche al ministro. Sa che le ipotesi di apertura del piano di
Parigi sono state accolte con una certa freddezza dai sindacati. E ora il
manager francese spera in una notte che possa portare consiglio anche a chi
rimane più scettico tra le nove sigle sindacali. Intanto, era fondamentale
condividere con il Tesoro tutti gli ostacoli in pista e tutti i prossimi
passaggi dell'accordo quadro firmato con Alitalia il
15 marzo. A partire dalle sette condizioni sospensive del contratto in scadenza
oggi. Perchè se oggi il tavolo Spinetta-Prato-sindacati riuscirà a produrre
davvero una sorta di accordo quadro sui principi generali del piano di Parigi,
non è ancora finita. Rimarrebbero altre due condizioni, su sette, da rispettare
per rendere efficace l'accordo. Una è il via libera al prestito ponte del
Tesoro da 300 milioni, l'altra è la polizza assicurativa chiesta da Air
France-Klm contro il rischio di contenzioso con la Sea (un miliardo e 250
milioni). La prima è come se fosse già sulla carta, ma rimane condizionata
all'ok dei sindacati oltre che, naturalmente, allo scioglimento del nodo con la
Sea, visto che questo rappresenta un altro paletto dell'accordo. Il che vuol
dire che se anche oggi ci trovasse una sorta di intesa quadro con i sindacati
(da approfondire in seguito), l'efficacia del contratto rimarrebbe ancora
appesa al nodo del contenzioso con la Sea. Come sciogliere anche questo nodo?
"Ritireremo il contenzioso soltanto in caso di sviluppi in favore di
Malpensa", ha ribadito la Sea nei giorni scorsi. Sviluppi che possono
arrivare dalla mediazione del governo. A meno che Air France-Klm non giochi la
carta di una maggiore presenza dei suoi aerei a Malpensa, visto che al momento
sembra improbabile una rinuncia di Parigi a questa condizione. Insomma, la
trattativa Alitalia-Air France-Klm sembra ancora un
mosaico difficile, complicatissimo, da comporre. Anche il passaggio
dell'elezioni è una tessera da non sottovalutare. Intanto, oggi il cda di Alitalia dovrà prendere atto della situazione una volta di
più. E non è scontato un nuovo rinvio della scadenza già slittata a oggi.
( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GIULIO MANCINI
FIUMICINO - Dopo quello dei piloti e dei manutentori, anche telefonisti e
addetti all'elaborazione dati aprono un fronte di rivendicazione. E per farlo
danno un "antipasto" di quelli che potrebbero essere gli strumenti di
lotta delle prossime ore: blocchi estemporanei nelle linee di collegamento tra
Roma e l'aeroporto. E' successo ieri per quasi tre quarti d'ora all'altezza
della stazione "Muratella". A prendere l'iniziativa sono stati i
delegati sindacali di Cub, Cgil e Sdl che dalle
( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di rimonta di altri
pretendenti. I russi di Aeroflot, come anticipato da Il Messaggero, sono
interessati. E ieri sono usciti allo scoperto ("pronti ad esaminare nuove
proposte"). Ma anche Carlo Toto non si dà per vinto e avrebbe rilanciato
l'advisor Goldman Sachs a riprendere nuovi contatti tra i vecchi compagni di
cordata cercando di reclutarne anche di nuovi. Ieri dopo un giro di telefonate
fra le banche sarebbe emerso che molto presto, la banca d'affari Usa potrebbe
incontrare Mediobanca. Piazzetta Cuccia era stata indicata da Silvio Berlusconi
come uno dei perni della cordata italiana tanto conclamata dal candidato
premier del Pdl. Mediobanca ha smentito un coinvolgimento anche se ha mantenuto
contatti con Intesa Sanpaolo che aveva affiancato Toto fino a dicembre scorso.
Ma soprattutto piazzetta Cuccia assiste da tempo Aeroflot che per i buoni
rapporti fra Putin e Berlusconi potrebbe rappresentare il pivot di uno
schieramento alternativo ad Air France con una matrice tricolore. Che verrebbe
alla luce dopo le elezioni. Intesa insiste nel dire che sta alla finestra anche
se ieri davanti ai suoi dirigenti, Corrado Passera, illustrando la strategia di
banca per il Paese al fianco delle imprese, avrebbe fatto riferimento a
un'operazione non riuscita che non frena lo slancio al servizio del sistema
produttivo. Tutti aspettano la fine del negoziato di Jean Cyril Spinetta per
assumere un'iniziativa concreta, su basi nuove. E a condizioni che non ci sia
un imprimatur elettorale. Ecco perchè i rapporti di vecchia data fra Goldman
Sachs e Mediobanca - cementati anche nella partnership in Sintonia al fianco
dei Benetton - potrebbe aprire nuovi spiragli. Quanto a
Toto che pure coltiva il progetto di acquisire Alitalia, potrebbe
accontentarsi di non restare tagliato completamente fuori - come avverrebbe con
Air France - ma con un ruolo ridimensionato. Air One insomma potrebbe
partecipare a una nuova cordata banche-Aeroflot, prestando gli aeromobili,
spuntando alcuni slot e magari anche mettere un piede in una eventuale newco,
con una quota di minoranza. In ambienti bancari nella tarda serata ieri, infine
girava voce di un'iniziativa di un noto imprenditore italiano per sollecitare
Lufthansa a riconsiderare il dossier. Lo scorso anno quando il vettore tedesco
ha scartato l'operazione Alitalia sembra che i
contatti fossero con Roberto Colaninno, patron della Piaggio. r. dim.
( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Questa volta ci sono "aperture". Ci sarebbero perchè Cgil
e Cisl smentiscono: "Per noi non ci sono novità". Comunque se saranno
sufficienti a individuare un accordo-quadro che, in seconda battuta, possa
permettere di giungere ad un'intesa definitiva e condivisa lo si potrà
verificare soltanto questa sera al termine del confronto
che il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta e quello di Alitalia Maurizio Prato avranno con i sindacati (subito dopo ci sarà un
cda). Questa sera, infatti, scade l'ultimatum negoziale lanciato dai due
manager. "E sarà davvero un prendere o lasciare", fanno intendere
dall'entourage francese. Più verosimilmente l'ultima offerta potrà essere
ulteriormente limata. Altrimenti che trattativa sarebbe? E comunque si
sa che le scadenze sono pregiudizialmente indigeste alle organizzazioni
sindacali. Spinetta avrebbe maturato le correzioni tra la scorsa notte e ieri
mattina dopo l'ennesimo colloquio con il suo collega di via della Magliana. La
partita si gioca sulla flessibilità delle "aperture". Sostanzialmente
quattro. La flotta. Entrerebbe in linea un nuovo B-777 dal prossimo anno
anzichè dal 2010-2011. Verrebbe altresì ridotto da
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Presidente
siamo a un passo dalle elezioni, come giudica ... Presidente siamo a un passo
dalle elezioni, come giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si
avvia a una conclusione prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non
ci sono dubbi sul fatto che anche al Senato potremo contare su una buona
maggioranza. Ci spetterà l'onore e l'onere di governare. I toni si sono
mantenuti buoni, qualcuno dice che io ho accelerato nelle critiche al candidato
del Pd, ma non è vero: io critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è
quello delle schede bianche. Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca.
Se non si dovesse fare una scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì
che questa sia utilizzata al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in
certe regioni, si sono verificati soprattutto a causa di questo fatto. La
seconda cosa da fare è spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di
assegnazione dei seggi. Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte
dell'elettorato non ha ancora ben capito il reale sistema di assegnazione dei
seggi. La mia terza preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo
sulla scheda. Il ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda
tutti i simboli di seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere
sulla scheda. è importante che le forze politiche si impegnino a distribuire
dei fac-simile per informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che
in questo finale di campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è
l'alto tasso di inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi
c'è stata la buona notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho
semplicemente detto che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti.
Quindi non è un successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che
ho fatto numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che
Milano abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione
all'importanza di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria
compagnia di bandiera. Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con
Air France perché ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi
di trattative, la compagnia francese ha presentato un'offerta con delle
condizioni irricevibili e offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia in Air France. L'Italia non può rinunciare a una
sua compagnia di bandiera. Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi
economica che coinvolge molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli
accordi con il mondo del commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel
primo Consiglio dei ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare
completamente i premi di produzione e gli straordinari. Questo può cambiare
addirittura il sistema di trattative sui contratti e può stimolare un maggiore
impegno dei lavoratori. Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il
15 per cento in meno dei lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il
tempo lavorato avremo un grande impulso alla produzione, che sarebbe
giustificato da un aumento dei consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma
si tratta di applicare la ricetta liberale e del benessere: meno tasse è uguale
a maggiori consumi, maggiore produzione e più forza lavoro. Ciò significa
maggiori entrate per lo Stato per aiutare famiglie bisognose. In più il
programma prevede la messa sul mercato ogni anno di tanti immobili quanti
potranno essere assorbiti dal mercato stesso. Questo porterà più liquidità
nelle casse dell'Erario con l'impegno che questi soldi verranno utilizzati solo
per ridurre il debito pubblico che sappiamo essere al 104% del Pil e che
intendiamo portare sotto il 100%. Torniamo su Alitalia.
La cordata italiana arriverà in tempo e assicurerà la sopravvivenza di
Malpensa? Non è una questione di tempo. Questi imprenditori formano una
compagine molto folta. Mi sono rivolto ad alcuni colleghi e ho avuto molte
risposte sia dai grandi sia dai medi imprenditori. Quando sarò
a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura
con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava
comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia,
inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho
chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho
consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho
chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa
campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi
anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni?
Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una
pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di
extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i
cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna
elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non
prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce
della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve
pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come
completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha
niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una
campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo
di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che
è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che
avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono
dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha
messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm,
i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la
nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il
diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può
dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che
vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche
caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto
con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un
decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i
disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un
referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci
stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se
vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009
ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par
condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti,
grandi e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge
elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato
viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle
Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che
sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al
Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che
l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo
d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi
d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province
prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su
cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta
maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare
un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo
cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti
gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi
istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A
riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le
spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale.
Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa,
in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica
amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei
neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il
coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la
fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi
volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si
attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma
la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città.
Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli,
soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione.
Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel,
Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome?
Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro
rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel,
Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha
deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La
stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo
il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale
giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti
società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella
del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima.
Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla
preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e
noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che
attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle
Olimpiadi cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri
anche da Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa
Bianca? E come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa
democratico, con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel
quadrante orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi
di vertici in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo
internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a
esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale
moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione
Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un
fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite
siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle
violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo
spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe
sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso
un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è
facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa, chiunque
vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con Clinton,
con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary, durante il mio
intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente, come candidato
premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso pronunciare pronostici a
favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei difficoltà a incontrare in
futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma gli alleati potrebbero
ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della Lega, per esempio,
sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su certi temi? Intanto
la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il nostro lavoro, è un
alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto Bossi e sul caso
dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non sono state
riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli diventare
cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che debbano
conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo il 14
aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so dire.
Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini devono
avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il voto
dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di
successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come
l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno all'opposizione
e gli altri partitini servono solo ai loro leader.
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Un invito
agli italiani a non lasciare le schede in bianco ... Un invito agli italiani a
non lasciare le schede in bianco ma di annullarle in ogni caso per evitare la
possibilità di brogli elettorali. Ha esordito così il leader del Pdl Silvio
Berlusconi, che ieri è stato gradito ospite del forum de Il Tempo. Il Cavaliere
ha risposto alle domande dei giornalisti, affrontando la
questione di Alitalia, elencando gli interventi per alleviare la crisi economica che
affligge le famiglie italiane, annunciando il ripristino della riforma
scolastica attuata dall'ex ministro Moratti e la possibilità di larghe intese
per ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione.
All'incontro hanno preso parte Giuseppe Sanzotta, Roberto Arditti, Alessandro
Usai, Stefano Mannucci, Sarina Biraghi, Fabrizio dell'Orefice, Alberto Di Majo,
Paolo Zappitelli, Laura Della Pasqua, Maurizio Gallo, Fabio Perugia.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Luxottica,
Telecom e Seat sotto i riflettori MILANO - Seduta a tutto gas per Piazza Affari
(+2,59% il Mibtel) in sintonia con gli altri mercati mondiali. A guidare i
rialzi sono stati i titoli bancari (tra le meno brillanti Mps, +3,3% e Banca
Intesa, in rialzo del 4%) e le società variamente coinvolte nell'Expo del 2015.
Denaro anche su Italcementi (+6,95%), Seat Pg (+7%) e Luxottica (+6,5%). Tra
gli altri positiva anche Telecom (+5,96%). Nel comparto delle tlc ha perso
quota invece Fastweb (-1,8%); in altalena Tiscali (-1,6%) dopo i rialzi della
vigilia. Segno più per Autogrill (+3,5%), Impregilo (+1,9%), Eni (+1%) e
Atlantia (+0,55%). Sottotono Saipem (-0,82%) e Parmalat (-1,44%). Seconda seduta consecutiva in aumento per Alitalia, mentre è slittato ad oggi il confronto tra società, Air France
e sindacati. Il titolo, nonostante le ripetute sospensioni per eccesso di
rialzo, ha chiuso con un balzo del 10,42% a 0,53 euro; in due giorni, il titolo
è progredito del 31,8%.
( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere si
presenta in studio con tecnici di fiducia. E per Veltroni quattro assistenti
"Avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a
distanza Walter alla Del Bufalo: "Puoi chiamarmi come vuoi, anche
eccellenza..." Accordi ferrei per evitare l'incontro degli sfidanti nei
corridoi di Saxa Rubra (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CONCITA DE GREGORIO Le
telecamere inquadrano Berlusconi che esce dalla porta sul retro mentre Veltroni
entra da quella davanti, i quattro giornalisti chiamati a intervistarli restano
seduti ai loro posti così come Giuliana Del Bufalo direttore di Rai Parlamento
nella sua giacchetta rossa intonata al tavolo. Sembra una seduta di laurea,
senza applausi però. "Sembra il dentista", si innervosisce Berlusconi
scontento fin dal principio per via della polemica del giorno, quella che lo
oppone al Quirinale: "Sono sempre i giornalisti a strumentalizzare",
si lamenta con gli intervistatori un attimo prima di iniziare: "Anche
sulle donne ero stato così attento, l'altro giorno, a dire che sono domine e
padrone della casa". Perseguitato dalla stampa nemica, ecco come si sente
Berlusconi, e poi circondato da istituzioni ostili: "Confermo, non è
un'opinione è la realtà: sono tutte a sinistra". Inoltre un dettaglio
tecnico per lui non secondario: "Chi va in onda dopo di me avrà il
vantaggio di avermi già ascoltato". Alla stessa ora su altro canale va in
onda Roma-Manchester, circostanza che potrebbe minimizzare la portata della
contesa. Niente affatto invece. Nervosissimo lo staff di Berlusconi presidia il
territorio di Saxa Rubra fin dalle otto, ci sono accordi ferrei per non fare
incontrare i leader e per tenere lontana la stampa non-Rai, la palazzina B dove
si svolge la trasmissione in diretta è trasformata in una specie di Città
proibita alla quale si accede solo fino a mezz'ora prima e su visita guidata,
accompagnati e controllati da alti funzionari. Una troupe di Ballarò gira gli
esterni. David Sassoli e Maurizio Mannoni si affacciano dalle rispettive stanze
scendono a vedere che succede. Tutto il paese Rai esce nei vialetti. Si
vedranno? Si parleranno? Non è mai successo in campagna elettorale: sarà oggi?
Escluso, non è oggi. Veltroni non ha manifestato il desiderio di intrattenersi
con Berlusconi, verrà dunque fatto accomodare qui dove ora c'è un maggiordomo
in livrea che prepara le pizzette e poi fatto salire al primo piano dalla scala
di destra. Berlusconi non ha fatto sapere di volersi fermare a stringere la
mano a Veltroni perciò l'auto lo raccoglierà subito fuori dall'uscita
secondaria. Nessuno dei due ha bisogno di trucco. Berlusconi arriva già
truccato da casa, non si fida di mani ignote né di luci non devote. Ecco
difatti l'ispettore dei faretti, già operatore Mediaset oggi alto collaboratore
del leader. Ecco il regista al seguito quello che firmò negli anni d'oro Colpo
Grosso. Ecco il fotografo personale del leader che si presenta declinando le
generalità: Anticoli Livio. Causa traffico partita arriva con un filo di
ritardo persino il Suv Chevrolet con vetri oscurati e sei body guard con
auricolare a bordo che apre la strada alla berlina del leader del Popolo delle
libertà. Cinque minuti alle nove, si comincia. Berlusconi ha un tappeto di
capelli compatti che gli disegnano sul cranio una sagoma come quella di
Diabolik ed ha cambiato cravatta. Non è più quella a pois degli ultimi dieci
anni, questa è azzurro acceso quasi viola con disegni cachemire rossi, devono
avergli detto che è più giovanile. Tuttavia il taglio della giacca
l'impostazione oratoria, i lunghi monologhi e i sorrisi forzati ne denunciano
ciò che anche Veltroni fra poco non mancherà di ricordare: l'età, lo stile da
imprenditore anni Cinquanta quello che dice con orrore "la sinistra è
radicata nell'ortodossia marxista" e poi si rivolge a Bonaiuti, suo
sottoposto già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, spazientendosi
davanti ai microfoni aperti: "Ma dov'è Bonauti quando serve deve sempre
andare al bagno". Nel merito rilevante solo il passaggio sui precari, che
secondo Berlusconi in Italia non esistono: sono appena il 12 per cento e quasi
tutti (per l'esattezza l'80 per cento del 12) destinati ad essere assunti a
tempo indeterminato. "I giovani siano imprenditori di se stessi",
fine della questione. Unica notizia politica: le porte aperte a Casini ove mai
decidesse di tornare. Lo scambio di accuse ascoltato fin qui esi vede che era
per gioco. Veltroni arriva che Berlusconi sta già parlando da un quarto d'ora.
Lo accompagnano in quattro: Roscani, Verini, Coldagelli e Martino. Al loft c'è
una squadra che sta seguendo la trasmissione, pronta ad intervenire in caso di
bisogno di notizie o suggerimenti. Non mangia pizzette, non passa al trucco,
sale al primo piano a guardare la tv. Ha una giacca più chiara e una cravatta
più scura del suo avversario. I bottoni della camicia slacciati. Se Berlusconi
esce stizzito dicendo sembra di essere dal dentista avanti il prossimo anche
lui entra con una battuta, "ciao Giuliana, come mi devi chiamare? Come
vuoi, anche eccellenza". è disinvolto, parla a bassa voce, guarda in
camera. Dice che i precari esistono, che l'immondizia a
Napoli non è un problema di ieri e l'Alitalia neppure.
Parla di talenti, di semplicità e di una Bocconi al sud per fare una gioventù
migliore. E' contento, quando esce. "Per me vinciamo, ma vinciamo perché
abbiamo un lavoro da fare e io mi fido degli italiani. Davvero: mi fido di
loro. La cosa peggiore che può capitare a questo paese è di continuare
cosi".
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Alitalia, i francesi adesso trattano su esuberi e flotta
Giovanni Lombardo g.lombardo@iltempo.it La minaccia "prendere o
lasciare" lascia posto al negoziato: Air France-Klm cerca di andare
incontro alle richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano
di risanamento di Alitalia e andare avanti
nell'operazione di vendita. I rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto
modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la flotta, il
perimetro di vendita e il settore cargo. E su questi nodi ha lavorato il
presidente e direttore generale della compagnia franco-olandese, Jean-Ciryl
Spinetta, per superare la situazione di muro contro muro. La nuova riunione,
prevista per ieri, è slittata a oggi, termine ultimo fissato dal presidente di Alitalia, Maurizio Prato, per trovare un accordo di massima
con i sindacati. Air France-Klm dovrebbe presentare un'offerta che prevede
interventi sulla flotta: anticipare al 2009, anziché al 2010-
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Silvio
Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo ... Silvio Berlusconi, ospite
al forum de Il Tempo, è certo della vittoria alle elezioni ma non nasconde le
difficoltà che si troverà di fronte. "Ci spetterà l'onore e l'onere di
governare - afferma il leader del Pdl - ma non sarà certo una festa. Servirà un
grande impegno per rimettere in pista il Paese". Il
Cavaliere critica i piccoli partiti che "esistono solo per garantire la
sopravvivenza ai loro leader" e ringrazia la Moratti per l'assegnazione a
Milano dell'Expo. Su Alitalia Berlusconi è convinto che "non fallirà mai" e che
"molti imprenditori italiani risponderanno" al suo appello. Della
Pasqua alle pag. 2, 3, 4 e 5.
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Passo
indietro di Air France-Klm sugli esuberi annunciati Alitalia, pressing francese Air France-Klm cerca di andare incontro alle
richieste dei sindacati per strappare il "sì" al piano di risanamento
di Alitalia e proseguire nell'operazione di vendita. I sindacati hanno
chiesto modifiche su più fronti, in particolare per quanto riguarda la flotta,
il perimetro di vendita e il settore cargo. E su questi nodi i francesi
sembrano pronti a fare un passo indietro tanto da presentare una offerta più
vantaggiosa. Oggi scade il termine per trovare l'accordo. Lombardo a pag. 41.
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
L'assegnazione a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una ... L'assegnazione
a Milano dell'Expo 2015 impone all'Italia una svolta nel senso della serietà e
dell'autorevolezza. In qualche modo infatti saremo ancora più esposti nei
prossimi anni ai giudizi degli osservatori di tutto il mondo, europei testa.
Ecco perché abbiamo bisogno di buone decisioni, ecco perchè abbiamo bisogno di
buona politica. Proprio in questo senso appare di tutta evidenza
l'insopportabilità della situazione venutasi a creare intorno alla vicenda Alitalia, i cui mali affondano le radici in oltre vent'anni di cattiva
gestione (pubblica) della compagnia di bandiera. Vale la pena quindi di dire
con chiarezza che la decisione finale sulla vendità non può spettare a questo
governo. Anzi dovrebbero essere proprio Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa
ad ordinare al management di Alitalia di sospendere ogni
trattativa fino all'insediamento del nuovo esecutivo. Gli italiani hanno
il diritto di vedere prese decisioni da chi è legittimato a prenderle. I
politici hanno il dovere di accettare i limiti del loro mandato. Un governo
dimissionario, sostenuto da una coalizione che si è dissolta in Parlamento e si
presenta divisa alle elezioni, ha il dovere di consegnare un dossier di tanta importanza
al nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Romano Prodi lo sa benissimo, anche se ne
soffre non poco. Colga l'occasione per rendere un servizio al Paese, ordinando
lo stop alle trattative. Anche perché, in fondo, sarà comunque il nuovo governo
a decidere.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 106 Tremonti, le ricette per risorgere Il candidato all'Economia del
Pdl: "Taglieremo le tasse inique" --> Il candidato all'Economia
del Pdl: "Taglieremo le tasse inique" Prova a tenere le carte coperte
("non so se sarò il ministro dell'Economia, come dice Berlusconi") ma
lo sguardo si allunga in fretta verso il palazzo di via Venti Settembre. Via
l'Ici, "una patrimoniale iniqua", via le tasse dagli straordinari
"e, se possibile, anche quelle sulle tredicesime". Nel mirino
finiscono anche i mutui, "che devono diventare più umani per le
famiglie". Giulio Tremonti, vicepresidente di Forza Italia, unico pezzo
fisso nello scacchiere di governo disegnato da Berlusconi, arriva in Sardegna
(Oristano e Cagliari) per rilanciare la campagna elettorale del centrodestra e
tratteggiare "il piano di risanamento" che ha in mente se il voto di
aprile dirà Pdl. C'è anche il tempo per spedire una frecciata verso viale
Trento: "La famosa vertenza entrate è finita con un bilancio deficitario
per la Sardegna. Mi sembra un federalismo all'incontrario". Il voto è
dietro l'angolo. Come stiamo a sondaggi? Il Pd comincia a infastidirvi?
"Secondo i dati di Veltroni, la base degli elettori sarebbe del 120 per
cento. Io cito solo il tempio della democrazia, l'Inghilterra". Cosa
significa? "A Londra c'è Westminster, ma ci sono anche le case per le
scommesse. E le quotazioni si fanno sui sondaggi più veritieri. Veltroni è in
calo costante, il premio per una sua vittoria è in crescita. Questo dice tutto.
Il vero sondaggio sarà in ogni caso il 13 e 14 aprile e noi siamo convinti di
vincere". Se non finisse così? "Gli italiani devono sapere che, se
per caso a qualcuno scappa la mano nell'urna, verranno aumentate le tasse sui
Bot, sui Cct e sui risparmi. L'incompiuta di Prodi sarà compiuta da Veltroni.
Come potrebbe, altrimenti, finanziare le sue promesse? D'altronde è come certi
venditori americani. In ogni piazza una promessa, unguenti miracolosi buoni per
tutto e per tutti. La logica è quella del lie the day, fly the night . Menti di
giorno, scappa di notte". E se non vince nessuno? Come vi muoverete per
evitare una nuova paralisi al Senato? "Non ho il software, sarebbe
arbitrario simulare scenari in questo momento". Esiste lo spazio per una
stagione di larghe intese? "Siamo convinti che sulle riforme costituzionali
ci sia spazio per un'intesa in Parlamento. D'altronde prima che la maggioranza
affossasse il governo, stavamo discutendo la bozza Violante per riformare il
Parlamento, con una sola Camera e metà parlamentari. Mi auguro si prosegua su
questa strada anche con la nuova legislatura". E intese per governare?
"Le riforme costituzionali sono una cosa. Per il resto siamo in campagna
elettorale: chi vince, governa". Ma si doveva andare al voto per forza con
questa legge elettorale? "Dobbiamo essere realisti, la legge è stata fin
troppo demonizzata. La sinistra ha attribuito alle regole elettorali il
fallimento del governo Prodi, basato su una coalizione troppo ampia e
disomogenea. Adesso il Pd è da solo e si ritiene omogeneo. Ma la legge
elettorale è sempre la stessa: vuol dire che il governo Prodi è caduto
semplicemente per un errore politico". L'economia italiana va così male o
c'è lo zampino della campagna elettorale? "Gli ultimi dati li ha diffusi
Prodi. La crescita economica è pari a zero, la pressione fiscale viaggia verso
i massimi storici del 44 per cento. L'inflazione vola tra il 3 e il 5 per
cento. E anche il deficit è vicino alla soglia del 3 per cento fissata
dall'Unione europea. E poi ci sono altri indicatori che parlano chiaro".
Quali? "L'Iva è l'imposta che sta davvero dentro l'economia. Viaggia
intorno al 2 per cento, vuol dire che le cose vanno male. E altrettanto emerge
dal differenziale di rischio tra i titoli pubblici italiani e i bund , quelli
tedeschi. Ai tempi del voto del 2006, fine stagione Berlusconi, era pari a 20.
Ora è salito a 60". Non sarà tutta colpa dei neanche ventun mesi di
governo Prodi? "Quando c'eravamo noi, si è creata una congiuntura
sfavorevole in tutta Europa. La Germania si è piantata, così come la Francia. I
conti sono andati in rosso e dall'Unione europea è arrivata la richiesta di
sanzioni. Ma per noi non c'è stata, e questo la dice tutta. E sapete perché?
Perché? Perché il presidente della Commissione a Bruxelles era Prodi. Se avesse
potuto, non ci avrebbe risparmiato. Abbiamo seminato bene e del raccolto ha
beneficiato in seguito anche il suo governo". Siamo addirittura ai regali?
"Nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 108 Air France rivede il piano su Alitalia
Berlusconi apre: "Sì ai francesi se la compagnia resta italiana"
--> Berlusconi apre: "Sì ai francesi se la compagnia resta
italiana" Oggi sarà il giorno decisivo per la trattativa tra Air France e Alitalia. L'ennesimo incontro con i sindacati servirà per
decidere se andare avanti nella vendita oppure portare i libri in Tribunale.
ROMA Scade oggi il termine fissato da Alitalia e Air
France-Klm per raggiungere un accordo con i sindacati. E dall'esito del
confronto, il consiglio di amministrazione deciderà come procedere. Se chiedere
un prestito ponte al Tesoro o portare i libri in Tribunale. Intanto, da Silvio
Berlusconi arriva una possibile apertura: se ci sarà "un grande gruppo che
mette a frutto le sinergie, ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie
attività e delle proprie decisioni", allora Berlusconi approverebbe
l'accordo con Air France. Il leader del Pdl lo ha detto ieri dagli schermi di
Rai Due, spiegando che Air France aveva avanzato una proposta "che ho già
definito irricevibile e offensiva". Per questo, ha ribadito il Cavaliere
di aver fatto "un appello all'orgoglio" degli imprenditori italiani
per salvare Alitalia. AEROFLOT Una cordata alternativa
però non si è ancora concretizzata mentre guardano l'evolversi della situazione
altri soggetti, come la compagnia russa Aeroflot, pronta a tornare in campo se
non andasse in porto la trattativa con Air France-Klm. Che, nel caso,
perderebbe l'attuale vantaggio e partirebbe alla pari con chi fosse interessato
al ricco mercato aereo italiano. In Borsa Alitalia ha
chiuso ieri con un balzo del 10,42% a 0,53 euro guadagnando in due sedute il
31,8%. Oggi, intanto, è anche attesa l'audizione alla Camera dei ministri
dell'Economia e dei Trasporti Tommaso Padoa-Schioppa e Alessandro Bianchi. A
cui si chiederà anche delle prospettive di Malpensa, alla luce della vittoria
di Milano per l'Expo 2015. LA TRATTATIVA Dopo lo stallo di lunedì, il negoziato
previsto per ieri è slittato a oggi. Ufficialmente per "necessità di
approfondimenti tecnici", ma secondo indiscrezioni il gruppo
franco-olandese avrebbe preso tempo per cercare aperture al piano di
acquisizione di Alitalia che non è piaciuto ai
sindacati. I quali, comunque, non intendono affatto abbandonare il tavolo del
negoziato consapevoli che l'alternativa è il fallimento. E ci sarà anche la
Uil, che ieri aveva abbandonato la trattativa, se ci saranno modifiche.
Giornata intensa, ieri, per il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta,
che assieme al presidente di Alitalia Maurizio Prato
ha cercato di trovare margini per ridurre gli esuberi e reintegrare tutte le
attività di terra di Alitalia servizi. Si è ragionato
di anticipare di un anno, al
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 108 Continuità territoriale Cancellati i voli sardi fino al 21 aprile
Continuità territoriale --> Ieri il cda di Alitalia
avrebbe dovuto esaminare la bozza di accordo messa a punto con Meridiana sulla
continuità territoriale sarda. Le questioni sulla trattativa, tuttavia, hanno
fatto passare in secondo piano i voli sardi. Fino a tarda serata nulla è
trapelato dalla Magliana, anche se ieri pomeriggio la compagnia pubblica
avrebbe bloccato la vendita dei biglietti anche dopo il 7 aprile e almeno fino
al 21. Potrebbe dunque essere il segnale che conferma la volontà di accettare
l'ipotesi prospettata lunedì al ministero dei Trasporti: accordo
commerciale sulla vendita dei biglietti con Meridiana, che potrà utilizzare
mezzi e personale di Alitalia sui voli tra Cagliari, Roma e Milano. AIR ONE Intanto, ieri, il
Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Air One contro la trattativa in
esclusiva tra Alitalia e Air France-Klm. Conferma così la sentenza di primo grado del
Tar del Lazio. La sentenza di merito del Consiglio di Stato, che segue
l'ordinanza dell'11 marzo che bocciava la richiesta di sospensiva, conferma la
legittimità della trattativa in esclusiva che ha portato al lancio di
un'offerta di Air France-Klm per Alitalia. Un nuovo no
ad Air One che contestava la procedura.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
SERGIO SCALPELLI Se
avessimo perso avrei scritto della forza di Milano, della sua capacità di
farcela da sola, delle energie che ha dentro di sé. Della bontà di un progetto
che per la prima volta, dopo tre decenni di chiacchiere sulla "città
metropolitana", è stato effettivamente pensato in chiave metropolitana.
Avrei scritto che dai vituperati anni Ottanta non si vedevano, a Milano, andare
a braccetto politica ed economia. Avrei anche scritto che, nonostante il
risultato, una città che non aveva negli ultimi due decenni mostrato alcuna
voglia di partecipare neppure a una corsa dei sacchi, aveva saputo tirare fuori
le unghie. Le stesse cose le scrivo ora che la città ha vinto. Ma, aggiungo,
hanno vinto la vocazione internazionale di Milano e la capacità della politica,
quando vuole, di riconoscere, interpretare e rappresentare gli interessi del
paese. La vocazione di Milano nel mondo è quella di riconoscersi lungo l'asse
che da Lisbona arriva a Budapest e da Stoccolma scende al Mediterraneo, di
scorgere in sé una centralità geografica, economica e culturale, di c a p i t a
l e d'area, un'area ricchissima e vivacissima. Saranno scritte molte parole,
vedrete, sulla rinascita di Milano nelle prossime settimane e nei prossimi
mesi. Muterà di segno anche il destino di Malpensa. La
penosa vicenda di Alitalia, che da tempo avrebbe dovuto essere risolta con un sano
fallimento, non impedirà di reinventare il ruolo di grande aeroporto
internazionale di cui questo territorio non può fare a meno. Ma oggi si
consenta a noi, che amiamo la bella politica, di esultare per la prova di sé
che ha dato l'Italia. Città, governo, regione, provincia, sistema della
cultura, università, imprese. Eccole qua, capaci di mostrare che esistono
"gli interessi generali del paese", capaci di conquistare rispetto e
credibilità generale in una fase di debolezza delle élite italiane. Capaci di
dire a se stesse, prima ancora che al mondo, che quando non ci lasciamo
attorcigliare dalle faziosità, sappiamo vincere. È una bella vittoria di
Letizia Moratti e della sua tenacia, è una bella vittoria di Milano, della
Lombardia, dell'Italia. Ed è un bel successo di una buona politica che si è
ricordata che siamo pur sempre una grande nazione.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Cronaca di
una vittoria annunciata ma sofferta Milano esulta: l'Expo e' tuo! Ecco come
cambiera' la citta' per l'esposizione 2015 Parigi, 1 apr. – Era il 2 novembre
del 2006 quando Milano e Smirne eliminano le altre candidate ad ospitare l'Expo
2015 e incominciano a darsi battaglia a fase di progetti, pubblicità e ricerca
di voti in giro per il mondo. In quella data i Paesi votanti al Bureau
International des Exposition erano
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stefania piazzo La
svendita di Alitalia a Malpensa ha già compiuto 11
anni. Almeno. Tutto era nei piani, tentati ma poi rallentati dalle alterne
sconfitte della sinistra al governo. Bisogna fare un passo indietro nella
storia, che sembra quasi preistoria politica, ovvero quando nel 1996 Romano
Prodi guida il suo primo governo. E quando, un anno dopo, il socialista Lionel
Jospin diventa premier. I destini politici ed economici di Italia e Francia,
diventano un cuor solo, un anima sola. Culo e camicia. Fissate bene questa
data. È il 3 ottobre 1997 e si consuma a Chambery il diciassettesimo vertice
franco-italiano. Ma siamo già in piena crisi del Governo Prodi, che cerca le
stampelle politiche della Francia socialista per soddisfare le rivendicazioni
della sinistra sulle politiche sociali. Ma non perdiamo d
occhio Alitalia. Ecco cosa battono le agenzie di quel giorno: "Alitalia: Prodi e Jospin affrontano ipotesi accordo Air France". Lo
stesso giorno, da Parigi parte un altro lancio Ansa. Il titolo:
"Trasporti: Alitalia, torna in utile Air France, crisi finita". E nel testo
si legge: "Air France, la compagnia di bandiera francese che è possibile
partner strategico di Alitalia, è un gigante dei cieli
che sta uscendo da una lunga malattia". Il risanamento porta la firma di
Christian Blanc che però deve "cedere la guida a Jean-Cyril Spinetta per
dissidi con il governo sul futuro assetto della compagnia". Sono le
agenzie a parlare. Carta canta. E canta parecchio: "L eventualità di un
accordo tra l Alitalia e l Air France è stata oggetto
delle discussioni di questa mattina tra il presidente del Consiglio Romano
Prodi e il primo ministro Lionel Jospin, nonché del colloquio con il presidente
francese Francois Mitterrand. Lo hanno riferito fonti italiane, prima della
fine dell incontro. Le stesse fonti hanno precisato che naturalmente la scelta
spetta all azienda e che una possibile intesa con Air France resta una delle
possibilità sul tappeto. Sono infatti in corso colloqui, avanzati, con l
olandese Klm ed anche con la Swissair". E andiamo a vedere che si dice di
Klm, peraltro futura sposa di Air France. Altra agenzia, questa volta da Roma,
sempre quel 3 ottobre, lunga eco dal vertice di Chambery. Titolo
inequivocabile: "Trasporti: Alitalia, i
pretendenti alla sposa italiana". Leggiamo con attenzione: "La data
fatidica è stata indicata, ma il nome del partner europeo che accompagnerà l Alitalia all altare resta ancora un mistero. Sul matrimonio
di suspence che si prospetta per la compagnia di bandiera i riflettori si sono
accesi nuovamente oggi, in occasione dell incontro fra il presidente del
Consiglio Prodi ed il primo ministro francese Jospin che a Chambery, nel quale
è stata affrontata l eventualità di una intesa Alitalia-Air
France". Più si entra nel dettaglio più la questione si fa intrigante:
"Dato ormai per scontato che la compagnia tricolore dovrà - entro l anno -
aver individuato, il vettore con il quale stringere alleanze per affrontare la
concorrenza internazionale, tra i pretendenti la pole position sembra assegnata
con grandi probabilità ad Air France o Klm. (...). Restano quindi due le più
papabili: Air France e Klm. La compagnia olandese, in particolare, porterebbe
in dote un bilancio sano con utile netto di 106 miliardi (...). Infine Air
France: come Alitalia è in piena ristrutturazione in
vista della privatizzazione e prevede di ritornare in attivo con il prossimo
bilancio, puntando ad un utile di 15 miliardi di lire. Il vettore francese ha
tra l altro già in corso con Alitalia un accordo di
cooperazione commerciale sui collegamenti Italia-Francia". Eccetera... Che
Prodi e Jospin volessero fare subito sul serio era non solo chiaro. Era
smaccatamente evidente. Ma il piano di vendita di Alitalia
non era che una delle mosse di Prodi. Ce ne dà un illuminante prospettiva
ancora un Ansa del fatidico 3 ottobre. "Governo: Italia-Francia; per Prodi
uno spiraglio anticrisi". L antefatto è un governo sull orlo di una crisi,
prigioniero dei ricatti dei suoi estremi. Ma arriva il cugino Lionel a dare,
accanto all offerta per Alitalia pronta e
infiocchettata da portare come trofeo al ritorno di Prodi in patria, un altro
aiutino. Torniamo a leggere la storia. Recita l agenzia: "C è voluto l
intervento della Francia per aprire un piccolissimo spiraglio di luce nel buio
che avvolge la situazione politica italiana. Un documento congiunto sul lavoro
- formalizzato oggi dal vertice italo-francese di Chambery - ha per la prima
volta messo nero su bianco la volontà di Roma e Parigi di arrivare ad una
riduzione dell orario di lavoro, una richiesta storica di Rifondazione
comunista (...)". E, ancora: "Un accordo di ferro, ha sottolineato
Prodi, proprio con la Francia socialista che Bertinotti da mesi cita come
modello. Anzi di più: il testo del documento congiunto è stato scritto proprio
da Jean Claude Gayssot, ministro comunista del lavoro del Governo socialista di
Jospin". Di fatto, Prodi torna da Chambery con in tasca due fatti: aver
ipotecato la vendita di Alitalia ad Air France, aver
siglato il documento col ministro francese Martin Aubry sulle 35 ore per
ipotecare la sua permanenza a Palazzo Chigi. L allora presidente Oscar Luigi
Scalfaro ammonisce: "C è un interesse nazionale e l Italia non può cadere
quando sta arrivando un risultato". Il risultato, oltre alla vendita di Alitalia, allora si chiamava ingresso nell euro. Con una
prima crisi di governo, italiana, nell epoca della moneta unica. Una figuraccia
mai vista prima. Intanto sulla vendita di Alitalia
arrivavano prime conferme sull asse franco-italiano. È il 14 ottobre 1997 e l
Ansa batte la notizia: "Alitalia: Klm, contatti
sono ancora nel campo dei se ". Infatti: Ancora nulla di fatto sull
eventuale partecipazione di Klm alla privatizzazione di Alitalia.
Con Alitalia siamo ancora nel campo dei se, non si è nemmeno
discusso del come - ha affermato Marco Sansavini, responsabile del marketing
Klm nel sud est Europa. (...) I rapporti tra le due compagnie non si sono
interrotti, ma sono diventati più complicati dopo il vertice italo-francese di
Chambery del 3 ottobre e il dialogo avviato su Alitalia
e Air France dai presidenti Prodi e Jospin". Quanto basta. Ma non ce n è
mai abbastanza. Il 16 dicembre in agenzia si leggeva così: "Alitalia: partner; domani scelta". E di seguito:
"Klm ampiamente favorita nella corsa ad aggiudicarsi il ruolo di partner
dell Alitalia, con l Air France determinata a giocarsi
tutte le carte (politiche) possibili fino all'ultimo istante. (...). È questo
lo scenario alla vigilia dell Alitalia day. Domani
pomeriggio, infatti, si riuniranno i consigli di amministrazione dell azionista
Iri e, a seguire, della stessa compagnia di bandiera, per prendere la decisione
definitiva. Per venerdì, infine, gli uomini dell'Alitalia
stanno già lavorando ad allestire una conferenza stampa di presentazione tecnica'
del neo-alleato. Tutto pronto quindi fin nei dettagli, ad eccezione del
pronunciamento ufficiale sul quale gravano ancora incertezze di carattere
politico. Alla preferenza per l opzione olandese, manifestata da tempo dal
management dell Alitalia, l Air France si è sempre
contrapposta utilizzando anche canali istituzionali (con ripetuti contatti a
livello governativo che hanno visto protagonisti anche il Presidente del
Consiglio Romano Prodi ed il premier francese Lionel Jospin) e inattesi alleati
politici nel Parlamento italiano". Insomma, tutti i canali politici
necessari per comperare Alitalia, è scritto
chiarissimo. Serve altro per maturare la convinzione che i giochi erano già in
ogni caso decisi? Massì, aggiungiamo anche la spina nel fianco di Rifondazione
che, dopo il successo del documento sulle 35 ore, asseconda il piano.
"Proprio le pressioni di Rifondazione comunista, che in queste ultime ore
è tornata a manifestare esplicitamente la sua preferenza per il vettore
francese, impongono ancora un margine di incertezza". (1 - continua) [Data
pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
ALESSANDRO MONTANARI
Migliaia di fiaccole sfilano per le vie di Gallarate e l equazione viene quasi
automatica: una fiammella per ogni posto di lavoro bruciato
dall addio di Alitalia a Malpensa. In testa al corteo le insegne della Lega Nord,
riconosciute ormai come l ultima ancora di salvezza da chi rischia di pagare in
proprio i danni prodotti da altri, altrove. Nel Varesotto, luogo di nascita e
tana del lupo leghista, il trasferimento dei voli internazionali a Fiumicino ha
già prodotto 900 cassaintegrati, 300 prepensionamenti e 400 mancati
rinnovi di contratti a tempo determinato. Tutto sul conto di Sea. Ciò che si
teme di più, però, è l effetto domino sull indotto, che potrebbe facilmente
portare il computo totale dei senza lavoro a quota 8mila. Poi ci sono le
aziende dell export, che vedranno lievitare i costi e i tempi necessari a
spedire nel mondo le proprie merci. Si tradurrano anche quelli in contrazioni
del personale? Nel migliore dei casi in mancati investimenti e mancate
assunzioni. Marco Reguzzoni, che la provincia di Varese l ha amministrata per 7
anni, sa bene cosa voglia dire Malpensa per l economia locale. Nel 2006, quando
si ricandidò alla guida di Villa Recalcati, raccolse il 68% dei voti enunciando
un programma di tre sole parole: "Malpensa, Malpensa e ancora
Malpensa!". Oggi è tra i più determinati a portare avanti la linea dura
perché - spiega - "bisogna dire no a questo ennesimo schiaffo coloniale di
Roma Ladrona": "Abbiamo organizzato questa fiaccolata per dare
visibilità alla protesta del Nord. Vogliamo che chi nelle prossime ore metterà
la propria firma sul definitivo divorzio tra Alitalia
e Malpensa e sulla perdita di così tanti posti di lavoro possa vedere come la
pensano la nostra gente e le nostre imprese". "Quello che forse siamo
ancora in tempo a fare, - aggiunge il candidato del Carroccio alla Camera - è
evitare che, insieme ad Alitalia, il Governo non
svenda anche Malpensa". Su Palazzo Chigi Reguzzoni spara a pallettoni:
"Noi padani - dice - ci diamo sempre da fare per sostenere l immagine del
Paese nel mondo e spesso, come nel caso dell assegnazione dell Expo a Milano,
ci riusciamo contro tutto e contro tutti. E questo Governo, che ha provato
anche ad appropriarsi del successo dell esposizione universale, ci ripaga in
questo modo: smantellando il nostro hub". Nel corteo verde padano, tra gli
altri esponenti leghisti, c è anche Roberto Calderoli. La sua presenza, spiega
l ex ministro delle Riforme, vuole avere un significato politico molto preciso.
"Sono qua - dice - per dimostrare che quello di Malpensa non è solo un
problema di Varese o di Milano, come qualcuno sta tentando di far credere.
Quello di Malpensa è un problema di tutto il Nord". Secondo Calderoli la
Padania che vuole liberarsi dai lacci e lacciuoli del centralismo dà molto
fastidio. Troppo fastidio. "La vicenda di Malpensa indica che c è una
manovra politica in atto contro il Nord che vuole rendersi indipendente.
Vogliono obbligarci a continuare a passare per le Forche Caudine dei Palazzi
Romani". Quanto alla vicenda Alitalia, Calderoli
ritiene che l assegnazione dell Expo apra "nuovi scenari":
"Trenta milioni di visitatori più l indotto da qui alla manifestazione
rappresentano un attrattiva irresistibile per vettori stranieri o per una nuova
compagnia aerea. Sono maturi i tempi perché gli imprenditori del Nord, gli enti
locali e i soggetti istituzionali investano su Malpensa per fare in modo che la
Padania possa essere finalmente indipendente da Roma". [Data
pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
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"Grazie, Letizia".
"Grazie, Umberto". Milano si è appena aggiudicata l Expo 2015
battendo la concorrenza della turca Smirne e dopo gli abbracci, le strette di
mano e qualche lacrima con i propri collaboratori il cellulare del sindaco di
Milano comincia a squillare. Tra i primi a chiamarla è Umberto Bossi.
"Questa - le dice - è una grande vittoria per tutte le imprese e le
famiglie del Nord. Grazie, Letizia". Il Segretario non fa come altri
politici che si sono fiondati sul successo milanese senza pudore, ma riconosce
subito gli indiscutibili meriti del primo cittadino. "Ha lavorato
tantissimo - spiega brindando in via Bellerio con calici di coca cola -,
girando tutto il mondo a caccia di voti". Quella del Senatur, però, è una
riconoscenza ampiamente contraccambiata dal Sindaco Moratti che ha ringraziato
Bossi e la Lega per il sostegno sempre garantito al progetto. Un progetto d
importanza vitale, che porterà in Lombardia 24 miliardi di euro, soldi che
finalmente potranno finanziare tutte quelle opere che Milano, costretta a
dipendere da Roma, sogna invano da anni. Adesso sì che per l economia, le
infrastrutture, il turismo e la cultura del Nord c è davvero la possibilità di
una svolta epocale. E la Lega, lasciatecelo dire con orgoglio, è tra le forze
che hanno saputo, con tenacia e pazienza, creare questa occasione per il
territorio. È successo, su scala molto più grande, quello che è successo per l
assegnazone dei Mondiali di ciclismo a Varese: un intero territorio ha fatto
sistema per raggiungere un obiettivo strategico comune. L Expo 2015, però, è
una vittoria speciale non solo per la posta in palio, ma anche per il modo in
cui è stata conseguita: lottando, contro tutto e contro tutti. Milano ha vinto nonostante le mozzarelle e i rifiuti campani,
Milano ha vinto nonostante l addio di Alitalia a
Malpensa, Milano ha vinto nonostante Roma e Romano: Milano ha vinto perché ha
creduto di potercela fare da sola. E questo, forse, è il contributo maggiore di
Umberto Bossi: aver rianimato un orgoglio padano da troppo tempo dimenticato.
[Data pubblicazione: 01/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
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Uno straordinario
opportunista. E anche questo Romano Prodi, ritratto in prima pagina dal
quotidiano l Unità, mentre festeggia alzando il braccio al cielo per la
vittoria di Milano su Smirne per l Expo 2015. Perchè è soprattutto merito del
suo Governo se il capoluogo lombardo potrà beneficiare di questo grande evento
mondiale. Eppure la realtà sembra raccontarci una storia diversa. Una storia
fatta di sgambetti, più o meno robusti, di menefreghismo romano, di discese in
campo quantomeno maldestre. Perchè mentre c era da vincere
la battaglia sull Expo, Prodi andava in giro a svendere Alitalia e Malpensa ai francesi. ma non solo: il suo Governo ci ricopriva
di rifiuti con il dramma campano. Se questo è l appoggio che Prodi avrebbe dato
a Milano, c è proprio poco da ringraziare. S.G. [Data pubblicazione:
02/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
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SEGUE DALLA PRIMA
PAgina Bossi: una vetrina per le nostre qualità SIMONE GIRARDIN "Abbiamo
una grande occasione: quella di far vedere al mondo intero non solo che Milano
è una grande capitale europea ma anche la straordinaria capacità del Nord di produrre.
E ne avevamo bisogno dopo i rifiuti di Napoli...". Ai microfoni del Tg1,
Umberto Bossi torna a parlare della vittoria di Milano su Smirne per l Expo
2015. E lo fa ricordando la significativa opportunità rappresentata dall evento
mondiale. Sarà la possibilità - secondo il Senatur - di mostrare a tutti le
qualità produttive del Nord e "della sua grande civiltà". Una
vittoria, quella del capoluogo lombardo, che arriva nonostante il Paese sia alle prese con il dramma dei rifiuti campani e la delicata
vicenda Alitalia con il drastico ridimensionamento di Malpensa. Temi oramai all
ordine del giorno della politica nazionale che però sta ignorando - annota
Bossi - l altra grande richiesta: il federalismo fiscale. "Oggi il Nord
non può più andare avanti e indietro da Roma col cappello in mano per poi
ottenere l elemosina". E sul voto agli immigrati a cui Berlusconi
si sarebbe detto favorevole, il leader leghista replica secco: "Conosco
bene Silvio. Non è così matto da dare il voto al primo che arriva nel nostro
Paese". SIMONE GIRARDIN Sarà ma forse non è un caso che il primo a
telefonare al sindaco di Milano, Letizia Moratti, per complimentarsi della
vittoria su Smirne per l Expo 2015 sia stato Umberto Bossi. Un rapporto quello
tra il Senatur e la Moratti che arriva da lontano. Di stima e di rispetto
reciproco. Un amicizia che si è rafforzata nelle elezioni comunali quando la
Lega sostenne con forza la candidatura a sindaco dell ex ministro dell
Istruzione, a volte anche... ... mettendo da parte le proprie peculiarità politiche,
sacrificando la propria visibilità e senza alla fine chiedere poltrone di peso
come invece avrebbe potuto. Milano doveva avere un sindaco di centrodestra.
Così è stato. Una scelta oggi pienamente ripagata con il capoluogo lombardo che
ospiterà nel 2015 un evento mondiale come l Expo. Perché anche qui la Lega ha
messo tanto del suo, appoggiando fin da subito l intenzione del sindaco di fare
della città la meta finale dell Expo 2015. E l ha fatto con il sostegno dei
vertici leghisti lombardi, con il presidente di Sviluppo Sistema Fiere (la
società del polo fieristico milanese che ha lavorato al programma per l Expo),
Marco Reguzzoni, con l assessore al Marketing territoriale di Milano,
Massimiliano Orsatti. Tutti insieme a lavorare per Milano, per il Nord, per il
Paese. Un impegno che ha racchiuso le forze e le competenze di tutte le
eccellenze del mondo accademico, istituzionale e della società civile. Lo
ricorda lo stesso Reguzzoni, in prima fila l altra sera a Parigi. "Non me
ne voglia nessuno ma è una vittoria che sa tanto di Lega - spiega Reguzzoni -.
Lo è per tutta la filosofia che sta dietro l offerta e l organizzazione di
questo grande evento". "Penso al Marketing del territorio, al
progetto delle vie d acqua con i Navigli già pensata a suo tempo da Bossi, al
rispetto del territorio". Reguzzoni non vuole fare torti a nessuno ma non
si nasconde: "E un Expo leghista. C è il tema delle infrastrutture per il
Nord, il progetto di solidarietà vero con lo sviluppo dell economia direttamente
nei paesi più bisognosi. Ma non solo: l Expo è un grande sguardo verso i
giovani, l ambiente, un genuino scambio di culture tra i popoli. Insomma più
leghista di così...". Una vittoria che è arrivata "nonostante alcune
situazioni che rischiavano di farci perdere l Expo", affonda Reguzzoni.
"Penso al casino della mozzarella di bufala fino ai rifiuti di Napoli e a
Malpensa. Noi spiegavamo la facilità di raggiungere Milano grazie alla presenza
di un hub e il Governo intanto lo stava smontando...". [Data
pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
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Oggi
alle 12 nuovo incontro del tavolo Alitalia, giallo sulle
aperture di Spinetta No comment del board di Air France, i sindacati
smentiscono Roma - Vigilia ad alta tensione in vista del nuovo cruciale
incontro tra i vertici di Alitalia e di Air
France-Klm e i sindacati, in programma per oggi alle ore 12. Incontro che avrebbe dovuto
svolgersi ieri ma che, poi, a poco meno di un ora dal suo inizio, è stato
rinviato di 24 ore. Il motivo del rinvio, come hanno spiegato fonti
industriali, è da attribuirsi ad "approfondimenti tecnici" necessari
per entrare nella vera e propria fase negoziale e tentare l affondo per
arrivare a un ipotesi di accordo prima che scada il nuovo termine negoziale,
quello del 2 aprile, posto l altroieri sera dal cda di Alitalia.
Quella di ieri è stata, dunque, una giornata di intenso lavoro dietro le quinte
che si è tinta anche di giallo con le voci di possibili aperture di Air
France-Klm e successive smentite. Ad agitare le acque, sono state, infatti, le
notizie diffuse da alcune fonti sindacali secondo le quali il numero uno del
gruppo franco-olandese avrebbe individuato possibili interventi correttivi del
piano, presentato ai sindacati venerdì scorso, in materia di flotta, perimetro
aziendale e cargo con la conseguente riduzione del numero degli esuberi.
Indiscrezioni, successivamente, smentite da note e dichiarazioni ufficiali da
parte di alcuni sindacalisti mentre Air France-Klm si è trincerata dietro un
secco no comment . Secondo queste indiscrezioni, Air France-Klm avrebbe preso
in considerazione una rimodulazione degli interventi sulla flotta anticipando
al 2009, anzichè al 2010-
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
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L EXPO, IL FUTURO
DELL HUB E DELLA COMPAGNIA Castelli: "Grottesco l abbandono di
Malpensa" Berlusconi: "Sono scettico sulle trattative" Roma -
Per Castelli l addio a Malpensa nel giorno dell Expo 2015 è
"grottesco", mentre Berlusconi è "scettico" sul proseguimento della trattativa con Air France per Alitalia. "Sono molto scettico sul fatto che questa trattativa possa
andare avanti ha detto Silvio Berlusconi a proposito degli ultimi sviluppi
della vicenda Alitalia. "Ma se si tratta -aggiunge- di arrivare ad un accordo con
pari dignità che non faccia sparire l identità di Alitalia come
nostra compagnia di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti credo che
ci saranno imprenditori italiani che potranno entrare in Alitalia
e mantenere la compagnia di bandiera. Con l assegnazione dell Expo -conclude
Berlusconi a chi gli chiede se questo potrà influire sui destini di Malpensa- è
ancora più importante che non si rinunci alla nostra compagnia di
bandiera". Roberto Castelli, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, ha da parte
sua definito "grottesca la decisione di Alitalia
di abbandonare Malpensa". "Nel momento in cui la Lombardia e Milano
si apprestano a diventare uno dei punti focali del mondo - spiega Castelli - la
compagnia di bandiera italiana l'abbandona al proprio destino. È un altro
paradosso italiano, degno di un sociologo o di un antropologo, piuttosto che di
un politico". In occasione dell Expo 2015, rileva Castelli,
"prevediamo circa 25 milioni di visitatori e di fatto Alitalia
brucia il suo aeroporto che dovrebbe essere destinato nei prossimi anni a
diventare il più importante. Di solito - sottolinea - le compagnie aeree, come
tutte le compagnie commerciali che vendono qualcosa, vanno ad operare dove c'è
mercato, in questo caso accade esattamente il contrario". Il problema
fondamentale, aggiunge Castelli, "è che Alitalia
si ritira da Malpensa ma tiene occupati i diritti di rotta, quindi nessuno può
subentrare. Mi risulta che l Enac ha rinnovato questi diritti pochi giorni fa.
Questa - conclude - è una delle condizioni che vuole Air France perché
evidentemente vuole uccidere Malpensa e a questo ovviamente non siamo
disposti". Per tornare a Berlusconi, ieri ha annunciato di aver dato
mandato "a Bruno Ermolli e alla sua società di consulenza di tenere
rapporti con gli imprenditori; sento Bruno Ermolli ogni due o tre giorni e lui
è assolutamente tranquillo sul fatto che ci saranno imprenditori che
oltrepasseranno, viste le dichiarazioni che gli hanno reso, il capitale
necessario per mettere in piedi la compagine per rilevare Alitalia".
Quanto ai nomi circolati nei giorni scorsi "io stesso -ha spiegato il
Cavaliere - ho chiesto a nessuno di non appalesarsi, perchè non voglio che ci
sia della gente che venga presa di mira, non lasciata più vivere con una serie
di domande. Ai nomi che sono venuti fuori ho consigliato di dire che non c'è in
questo momento una situazione di questo genere". Berlusconi ha poi
ribadito che se dovesse andare al governo chiamerà gli imprenditori chiedendo
loro di rilevare Alitalia. "Air France la stava
comprando per nulla e Prodi, more solito, come fece e io non glielo lo feci
fare con la Sme, la stava svendendo", ha concluso. [Data pubblicazione:
02/04/2008].
( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
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N. 79 del 2008-04-02
pagina 2 Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: "Ha
faticato con le categorie produttive. Va apprezzato il lavoro del premier, però
la sua maggioranza non era riformista". Poi si inceppa su Bassolino di
Laura Cesaretti da Roma Esordisce da par suo, stringendo la mano a ogni
giornalista presente e salutandolo per nome, "Ciao Marcello",
"Ciao Stefano". "Mi chiami eccellenza", scherza quando la
direttrice delle Tribune, Giuliana Del Bufalo, gli chiede "come la devo
chiamare?". D'altronde anche Berlusconi, seduto poco prima in quello stesso
salotto catodico, gli aveva riconosciuto di essere "un grandissimo
comunicatore". Quello che va in onda non è l'agognato confronto col
Cavaliere, ma è la diretta tv che apre il rush finale della campagna
elettorale, e si capisce che Walter Veltroni ci tenga a cominciare bene.
Nonostante qualche nervosismo ben mascherato dietro al sorriso tranquillo. Che
si spegne un po' quando gli viene rigirata una delle sue spine nel fianco, la
Campania di Bassolino. "Lo vorrà sul palco del suo comizio a Napoli?",
chiede perfido il direttore del Tg2 Mauro Mazza, e lui non se l'aspetta ed
esita, non dice né sì né no: "Francamente non ho pensato al palco".
Poi gioca in difesa: l'immondizia "non nasce da oggi", proprio come la crisi di Alitalia, e quindi
nessuno - compreso Berlusconi - può "permettersi di fischiettare".
Quanto a Bassolino, si capisce che Veltroni vorrebbe (dire che si deve
dimettere) ma non può, perché i voti e il sistema di potere del Governatore
contano e Bassolino ha difensori importanti nel Pd. E allora dice no
"alla crocefissione", anche perché ci sono "responsabilità
diffuse". Ma "gli amministratori devono stare lì finché dura
l'emergenza, e poi si deve aprire una fase nuova". La parola dimissioni
non viene pronunciata. Tira un sospiro di sollievo quando da Napoli si passa a
Milano e al suo Expò: quello sì che "è un modello di come ci si deve
comportare, lavorando tutti insieme per il bene del Paese". Perché, spiega
patriottico, "right or wrong, it's my country". Ha sulle spalle
un'eredità pesante, Veltroni, e non è facile prenderne le distanze senza fare
strappi violenti. E così, dopo la domanda su Bassolino arriva puntuale quella
su Prodi, e su cosa si può salvare del prodismo. E anche questa non è una
risposta facile. "Prodi ha trovato un Paese devastato, al di là delle
chiacchiere", ricorda. E ha fatto "il risanamento finanziario"
necessario, dunque "il suo lavoro di uomo di Stato va salvaguardato".
Ciò che va buttato, invece è l'Unione, la maggioranza che aveva", una coalizione
che "faticava a comunicare con le categorie produttive perché metteva in
manifesti con scritto che i ricchi devono piangere". E d'altronde,
riconosce a Prodi, "se si è inventato, e io ero con lui, il Partito
democratico, è perché sapeva che non si può governare così, con queste
coalizioni che noi abbiamo cercato di superare". Come? Con quello che
Veltroni rivendica come "un atto di coraggio", la rottura con la
sinistra radicale e la scelta di "andare da soli", per uscire "dagli
schemi di questo quindicennio" e produrre "uno choc di
innovazione". Vincere, spiega, "è un mezzo, non un fine. Eravamo a 22
punti di differenza, ora siamo lì, a un'incollatura, e grazie a una scelta di
coraggio politico. Ci sarà un solo gruppo parlamentare, ed è una cosa che non è
mai successa in Italia, e per la prima volta se vince il Pd non ci saranno più
quei terribili vertici di maggioranza che divertono voi giornalisti ma per i
cittadini sono micidiali". Dunque, è il messaggio ai tanti indecisi,
bisogna votare "per aprire un nuovo ciclo politico", come succede
"in tutte le democrazie europee". E coglie l'occasione per ricordare
che la novità è lui, non il "vecchio" Berlusconi: "Io ho più o
meno l'età di tutti i premier europei". Ripete il suo no alle larghe
intese, "chi ha un voto di più deve governare", ma poi "le
regole del gioco si discutono insieme", e le riforme andranno fatte. E le
prese di distanza che arrivano da dentro il Pd? La critica di D'Alema allo
slogan "moscio" è "una valutazione estetica, quindi opinabile, perché
quello slogan ha funzionato e nelle piazze viene ripetuto", assicura
Veltroni. Quanto alla richiesta di un "colpo di reni" di Bersani,
"c'è una totale condivisione della campagna, nessuna contraddizione tra
noi. E penso - conclude ottimista - che il risultato elettorale ci darà grandi
sorprese. È successo anche nel 2006, con i sondaggi che davano Berlusconi sotto
di 6 punti che all'improvviso cambiarono". Ma quella volta il Cavaliere
perse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
L europarlamentare
Borghezio contro il romano pigliatutto "Altro che Europa... Prodi,
ritirati!" "Pretende di essere lui a scegliere il nuovo commissario
Ue al posto di Frattini" PAOLA PELLAI Insaziabile il Romano... Prodi ha
disfatto tutto quello che c era da disfare, ma ancora vuole metterci il naso.
Anzi di più. Vuole fare il padrone pure all Europarlamento dove si gioca una
partita importante: un posto da commissario Ue, visto che Franco Frattini è
destinato ad altre poltrone. Prodi sta facendo il possibile, e anche l
impossibile, per fare in modo che il match si chiuda prima del responso delle
urne. Insomma il Romano non vuole farsi scappare l opportunità di nominare (e
quindi decidere) il nuovo commissario Ue. Le nomination sono già un programma:
prima gli occhi dolci su Giuliano Amato, ora la folgorazione per Tommaso Padoa
Schioppa. "L unica cosa che deve fare Prodi - tuona Mario Borghezio, capo
delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo - è farsi dimenticare dai
padani. Si ritiri in buon ordine. Ha deluso la nostra gente, di guai ne ha
fatti abbastanza". Borghezio insiste: "Totalmente silente e
silenziato dal centrosinistra per tutta la campagna elettorale, Prodi rimane
attivissimo nel suo settore preferito, ovviamente dopo le svendite: le nomine.
Pretende infatti di essere ancora lui a scegliere il nuovo Frattini, quando
invece è logico - e legittimo - che sia il nuovo governo a scegliere chi andrà
a ricoprire una carica di tale rilievo per il Paese". Non a caso i nomi
sui quali punta sono due garanzie di fallimento: "Dopo Amato è curioso che
indichi Padoa Schioppa, reduce dai trionfi di Alitalia... Questo
vuol dire che, per Prodi, il nome giusto per la Commissione Europea deve,
comunque, uscire o dal Bilderberg Club o dalla Trilateral Commission".
Ovvero espressione dei poteri forti, tanto invisi agli italiani. "Prodi sa
bene - sottolinea Borghezio - che la poltrona vacante riviste un ruolo molto
importante nel panorama europeo perchè dovrà gestire i problemi legati
alla giustizia, all immigrazione e alla sicurezza. E così insiste per far
passare il principio che sia il vecchio assetto politico a gestire il gioco e
non invece la prossima coalizione vincente". Prodi perde il pelo, ma non
il vizio. [Data pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo stupore di
Bertinotti PAOLO Rovigo Bertinotti sabato scorso ha detto che non è giusto che
la liquidazione di un amministratore Telecom equivalga a mille anni di
stipendio di un normale lavoratore dipendente! Ma se n'è reso conto solo ora
che è in campagna elettorale? Bella faccia tosta. Le cooperative (rosse)
impazzano ROBERTO MANZONI Milano La Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti) di
Ravenna e la Ccc (Consorzio Cooperative Costruzioni) di Bologna insieme si sono
aggiudicate l'appalto principale per la costruzione della nuova Base Nato di
Vicenza, la nota Dal Molin . Appalto del valore di 245milioni di euro! Le due
Coop Rosse realizzeranno la pista dell'aeroporto dalla quale decolleranno i
bombardieri americani impegnati a portare distruzione e morte in ogni parte del
mondo ovvero contribuiranno alla realizzazione di una delle "Basi di
Morte" del neo-imperialismo americano! Sbaglio o la sinistra si è sempre
vantata di essere "per la pace " ovunque comunque senza se e senza
ma... Pare che però un ma ci sia , ovvero: quando si tratta di 245 milioni di
euro si può anche chiudere un occhio. Piccola nota di colore ( rosso), tra i
Presidenti di Cmc c'è anche tale " Pier Luigi Bersani "... lo stesso
che fa anche il Ministro per lo Sviluppo Economico? Il fustigatore dei
tassisti, dei farmacisti e del lavoro autonomo in generale. Il paladino delle
liberalizzazioni? È forse solo un caso di omonimia? Non credo, del resto i
soldi non puzzano e non sanguinano, dipende sempre da chi li maneggia. Il Tibet
chiede libertà e rispetto ALBERTO VISCHIO militante leghista di Verona Il Dalai
Lama ha accusato la Cina di "aggressione demografica" ai danni del
Tibet, dove la popolazione immigrata dalle altre regioni della Repubblica
popolare sarebbe in forte aumento. Secondo il leader religioso tibetano, in
esilio in India, "esistono le prove" che nell'altipiano la
popolazione cinese sia "in crescita mese dopo mese". Il Dalai Lama
afferma che a Lhasa i tibetani sono appena 100mila, circa la metà degli
immigrati cinesi e ha chiesto l'aiuto della comunità internazionale per
risolvere la crisi del Tibet. "Non abbiamo altro in nostro potere che
giustizia, verità, sincerità... Questo è il motivo per cui chiedo alla comunità
internazionale, per favore, aiutateci", ha detto l'immagine-simbolo del
buddismo nel mondo. "Sono qui inerme, posso solo pregare", ha
aggiunto il leader spirituale dei tibetani durante la visita in India recandosi
sul luogo in cui furono cremate le spoglie del Mahatma Gandhi. Successivamente,
incontrando i giornalisti in una conferenza stampa, il Dalai Lama ha ripetuto
di volere aprire un canale di dialogo con le autorità cinesi: "siamo
pronti...e in attesa", ha detto. Dal canto suo la Cina ha offerto di
pagare risarcimenti alle famiglie dei civili che sono morti nelle violenze dei
giorni scorsi a Lhasa e cure mediche gratuite per i feriti, secondo quanto
scrive l'agenzia 'Nuova Cina'. Le famiglie dei morti nei disordini tibetani -
che le autorità di Pechino li quantifica ufficialmente in 18 mentre per il
governo in esilio del Dalai Lama sono almeno 140 - riceveranno ciascuna 200.000
yuan (poco più di 18.000 euro), dice 'Nuova Cina' citando il governo regionale
del Tibet. "Le misure sono finalizzate ad aiutare la gente a ricostruire
le loro case e i loro negozi danneggiati nei disordini o a costruirne di
nuovi", si legge nell'annuncio. La Cina ha dato la colpa degli incidenti a
quella che ha definito la "cricca" separatista del Dalai Lama.
Quest'ultimo, nell'offrire dialogo al governo cinese, ha criticato Pechino per
aver diffuso sui media di stato "menzogne e immagini distorte", mostrando,
dice, solo i cinesi attaccati dalla violenza dei tibetani. In pratica i cinesi
continuano a mandare immigrati cinesi in Tibet per far scomparire popolo e
cultura tibetani. Cina ladrona e centralista come Roma. Ma il sangue non si
cancella facilmente. Il Tibet, come la Padania e il Veneto, chiede solo libertà
e rispetto delle proprie tradizioni. Pechino>Roma Tibet libero, Veneto
libero, Padania libera. Al seggio scegliamoli preparati LEOPOLDO CHIAPPINI
GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Egregio Direttore, per il centrodestra
ho coordinato (oltre dieci anni) anche i rappresentanti di seggio del partito (
incarico ricoperto da volontari non retribuiti), che hanno il compito di
assistere all'apertura delle urne ed all'assegnazione del voto della scheda o
della scheda nulla o bianca. Un seggio elettorale ha circa 600 elettori: se il
presidente, uno scrutatore o un rappresentante contesta, il gioco è fatto. Il
Presidente formalmente è sorteggiato dalla Corte d'Appello, ma in pratica ha la
riconferma della presidenza se il suo precedente incarico elettorale non ha
avuto grane. E qui è il trucco: la contestazione, per alcune forze politiche, è
una professione e basta strappare 6-7 voti a proprio vantaggio in un seggio (
in tutta Italia abbiamo più o meno 70.000 seggi) e.. circa 500.000 voti, ripeto
500mila voti, cambiano colore! Conclusione: i rappresentanti di seggio vanno
scelti tra persone esperte, serie, preparate e che non si lascino influenzare
dall'atmosfera. L'arma di difesa è verbalizzare, verbalizzare, verbalizzare: se
non si condivide l'interpretazione data ad una scheda verbalizzare, ma a tale
compito, con superficialità, i partiti di centrodestra mettono spesso, molto
spesso, persone giovani, impreparate ed influenzabili! Politica di Roma lontana
dalla gente GUIDO F. MANFRIN Biassono (MB) Gentilissimi, ogni volta in cui vedo
i partiti romani agitarsi e accapigliarsi andando a raccontare nei vari comizi
in giro per l' Italia con i pullman panzane di bonus pensione, piuttosto che di
leggi sul precariato (non nel senso che era già cariato...) o di soccorso in
difesa di cardinali da parte di questo o di quel personaggio politico mi viene
veramente da ridere per non piangere. E mi sento terribilmente preso per il
culo! Questi fanno a gara a chi la spara più grossa ma dalla lotta
all'inflazione, costo della vita reale, mutui casa troppo elevati, costi di
assicurazioni, costo dei prodotti petroliferi, bollette di gas, luce sicurezza
per strada e in casa propria, lotta alla criminalità, alla droga, alla
giustizia che non funziona un c.... & di tutto quanto vive una crista di
famiglia normalissima nemmeno una parola, tutto tace. L' importante è sparare
cazzate ma ancora più importante capire quanto la politica di Roma sia distante
dai problemi reali della gente, soprattutto quella del Nord. Chiacchiere, fumo
nero, sempre più nero pur di confondere le idee delle persone. L' esempio
lampante è stato togliere a Malpensa per dare a Roma, per
mantenere un carrozzone come Alitalia, togliendo lavoro al Nord
per "dare" al Sud. E la domanda che mi pongo oggi e che mi ronza
nella testa da anni e che porgo anche a voi è la seguente: qualcuno mi indichi
un politico romano, uno, o un partito romano che nella storia di questa
stramaledetta Repubblica delle banane abbia per una volta una fatto gli
interessi del Nord. Chi me lo indica? E con questa domanda nel
cervellino dovremo andare a votare il 13 aprile. E se non siamo proprio scemi
la risposta da dare la sappiamo, e bene anche. Coraggio fratelli padani, avanti
senza paura. C è chi gira l Italia a raccontar bugie... LEONARDO CECCA Rivalta
di Gazzola PC Caro Direttore, nel vedere ai telegiornali Veltroni che, girando
per le città italiane, promette ogni ben di Dio, che si straccia le vesti per
come è stata ridotta l'Italia (è stato sempre in Africa a spese della
collettività?), che si affanna a convincere le platee e quasi giura loro di
avere la bacchetta magica per ogni problema, mi viene quasi da incazzarmi non
tanto per le fandonie che vengono dette, quanto per chi le dice. Le dice chi ha
appoggiato il governo che ha ridotto l'Italia in questo stato pietoso e Roma,
della quale è stato sindaco, in un bivacco di extracomunitari. Sarebbe buona
cosa che Veltroni, invece di girare per l'Italia, si soffermasse in Campania,
regione tra le più belle d'Italia e ridotta per colpa dei suoi compari di
coalizione in uno stato vergognoso. Vada in Campania e dica ai campani chi sono
gli artefici di tale disastro che ora, tra l'altro, con la complicità del
baffetto nazionale si atteggiano a vittime. Dica ai campani che
"godono" di un pessimo servizio sanitario, quante sono le spese pazze
fatte dalla Regione e dal Comune, spieghi loro quante persone sono impiegate in
regione (oltre il doppio di quelle della Lombardia che tra l'altro ha circa il
doppio di abitanti). Spieghi loro, inoltre, che la "monezza" che
producono non devono mandarla in Germania a spese degli italiani, ma devono
smaltirla con i termovalorizzarori, quelli, tanto per capirci, che l'attuale
governo di sinistra e le amministrazioni amiche non hanno voluto realizzare.
Veltroni avrebbe tanto da fare in Campania. Per discutere dei danni fatti dalla
sua corrente politica avrebbe bisogno non di un mese, quello che si dedica alla
campagna elettorale, ma di anni e forse è per questo che preferisce, da pensionato
con oltre 5.000 euro al mese, girare l'Italia a raccontare panzane. [Data
pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia confederali sul piede di guerra
per Az Servizi Lo zuccherino di Spinetta ancora non basta L'apertura di
Berlusconi sulla trattativa con Air France Lo zuccherino di Jean Cyril Spinetta
per addolcire la pillola della dolorosa ristrutturazione di Alitalia
dunque c'è. Dopo le anticipazioni del Riformista di sabato, le agenzie di
stampa hanno dato ieri notizia, citando però fonti sindacali, che il numero uno
di AirFrance-Klm starebbe effettivamente lavorando ad alcune modifiche al piano
che verrebbero incontro alle richieste dei sindacati su tre nodi critici:
flotta, cargo e Atitech. Le novità sono emerse dopo un incontro riservatissimo
della mattina con il top manager francese e un gruppo ristrettissimo di
rappresentanti delle nove sigle. La novità di ieri è anche la parziale apertura
del candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, all'ipotesi francese:
"Resto molto scettico sull'ipotesi di andare avanti con questa
trattativa", ha ribadito, aggiungendo però che "se
questo accordo prevede una pari dignità che non faccia sparire Alitalia come compagnia di bandiera noi siamo favorevoli. Altrimenti - ha
aggiunto Berlusconi - ci sarà una cordata di imprenditori italiani che potranno
dare all'Italia la proprietà della sua compagnia di bandiera nazionale".
Sul tema Alitalia si registra anche la durissima posizione di Famiglia cristiana ,
che parla di "bufala", puntando il dito contro i partiti e gli
amministratori locali che hanno eretto nelle ultime settimane le barricate
contro la cessione di Alitalia ad AirFrance-Klm, nel
nome del salvataggio di Malpensa: "ma in tutti questi anni - scrive il
settimanale - dov'era il governatore della Lombardia (e anche la Lega)?
Formigoni si lamenta e contesta gli accordi Alitalia-Air
France: perché non ha provveduto, a tempo, a fare di Malpensa uno scalo
realmente internazionale?" Tornando alla cronaca: se Spinetta confermasse
le indiscrezioni, i numeri per concludere un accordo-quadro tra AirFrance-Klm, Alitalia e i sindacati, già alla riunione riconvocata per
oggi, ci sarebbero. Anche la Uil, che aveva frettolosamente abbandonato la
riunione di lunedì, ha dimostrato disponibilità a tornare al tavolo. Ma tra le
quinte è montato un nuovo caso, che rischia di bloccare la trattativa. C'è un
caso Az Servizi, che ieri mattina è stato anche al centro della riunione tra i
sindacati e Spinetta e, nel pomeriggio, di un colloquio tra il presidente del
Consiglio uscente, Romano Prodi, e il numero uno di Alitalia,
Maurizio Prato. È sul reintegro di Az Servizi in Az Fly, che i sindacati di
categoria dei confederali, ovvero la Filt-Cgil e della Fit-Cisl, sono tornati
ad alzare la voce. Non a caso, l'unica risposta gelida alle fughe di notizie di
ieri è stata quella dei due segretari generali di categoria, Fabrizio Solari e
Claudio Claudiani, che hanno sottolineato in una nota che "sulla vicenda Alitalia non ci risultano novità di rilevo, né formali né
informali" e che "esercitarsi su inutili limature riciclando proposte
già avanzate nei giorni scorsi non aiuta l'avanzamento della trattativa".
I due sindacati di categoria puntano a ottenere anche un riassorbimento di Az
Servizi, separata tre anni fa da Alitalia, nel perimetro
della capogruppo. Ad oggi è controllata al 49% da Fintecna e al 51% da Az Fly,
ma nelle intenzioni di Spinetta - almeno secondo quanto era filtrato dal primo
incontro con le nove sigle sindacali - la quota di Fintecna dovrebbe aumentare,
forse fino all'80%. I sindacati chiedono invece di invertire il processo. Non a
caso, poco dopo il comunicato, Filt, Fit e Sdl hanno annunciato il blocco
totale della produzione dell'Alitalia Maintenance
Systems (specializzata in revisione dei motori, partecipata al 60% da Alitalia Servizi), fino alla risoluzione della vertenza con
AirFrance, che secondo i rappresentanti dei lavoratori "dovrà
necessariamente vedere collocata Ams all'interno del Gruppo stesso".
Altrimenti "non si esclude un'escalation ulteriore e massiccia delle
iniziative fino alla sospensione dei transiti dei vettori sullo scalo di
Fiumicino". La questione sarebbe stata anche al centro del colloquio tra
Prodi e Prato: l'amministratore delegato di Alitalia è
convinto - lo avrebbe spiegato anche al premier - che il rientro di Az Servizi
nel perimetro della compagnia di bandiera è ormai un obiettivo impossibile,
anche perché la decisione di collocarla fuori è stata presa ben tre anni fa. In
ogni caso, le modifiche all'ultima versione del piano dei francesi
riguarderebbero anzitutto la flotta: AirFrance-Klm sarebbe disponibile ad
anticipare al 2009, rispetto al
( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
attacca il colle ma incassa i veti di bossi Ora Silvio rischia sul terreno
dell'"italianità" Il Cavaliere ha aggiunto: "Mi ricordo il
rapporto con Ciampi: i decreti legge, le guerre che si facevano per far passare
un decreto legge perché si discuteva, non c'era nulla che sembrasse necessitato
e urgente". Avvertito dal suo staff del risalto che le agenzie di stampa
stavano dando alla notizia, Berlusconi ha tentato di arginare la gaffe .
Napolitano? "Io mi riferivo ai cinque anni del mio governo durante i quali
abbiamo avuto un rapporto dialettico con il presidente Ciampi. A questo mi
riferivo. Nulla di più". Non c'entra niente, ha aggiunto il Cavaliere,
"il presidente Napolitano, a cui porto rispetto e stima che so essere
condivise". Nel frattempo, la cabina di regia quirinalizia - come Paolo
Bonaiuti ben sapeva - aveva praticamente già approntato una nota
"istituzionale". "La Presidenza della Repubblica, chiunque ne
fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito
delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a
interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le
si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte
politica". Con il primo inciso - chiunque ne fosse il titolare - dal Colle
hanno inteso chiarire che la presidenza della Repubblica "era, è e sarà -
a prescindere dall'inquilino - un'istituzione super partes ".
Un'istituzione che "va tenuta al riparo", in particolar modo durante
una campagna elettorale, dalle "strumentalizzazioni di parte". Prima
che le agenzie mandassero in rete il comunicato, il Cavaliere era già al
telefono con Napolitano. A darne notizia, stavolta, un comunicato diramato
dallo staff berlusconiano. Il leader del Pdl - parole di Bonaiuti - "ha
poco fa telefonato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiarire
meglio, ancora una volta, il senso del suo intervento". Traduzione: il
leader del Pdl ha ribadito che il bersaglio delle sue critiche era Ciampi. Di
conseguenza, il senso del messaggio quirinalizio - e il tema della tensione
Napolitano-Berlusconi - sembra quindi "reggere" anche alla luce del
dietrofront del Cavaliere. È possibile che la voce fuggita dal sen di
Berlusconi avesse davvero come obiettivo Carlo Azeglio Ciampi. A quest'ultimo,
il leader del Pdl continua a imputare "la distorsione" della legge elettorale
del Senato. All'epoca, il Cavaliere avrebbe voluto un premio di maggioranza
nazionale anche per l'elezione dei membri di palazzo Madama; operazione che la
presidenza della Repubblica - Costituzione alla mano - bloccò sul nascere. I
rapporti tra il leader azzurro e l'ex inquilino del Colle, poi, non sono certo
migliorati con l'ultima legislatura, che ha visto Ciampi seduto sui banchi del
Senato e il Cavaliere perennemente all'attacco della "pattuglia" dei
senatori a vita. Le parole di Silvio sul Quirinale, a differenza della
smentita, restano agli atti della campagna elettorale, E rischiano, proprio in
prossimità dell'ultimo chilometro, di lasciare il Pdl scoperto proprio sul tema
dell'italianità . Stavolta non si tratta del (tri)colore dei soldi di una cordata imprenditoriale per salvare Alitalia dal nemico transalpino. Bensì del sentimento di "unità
nazionale" che, proprio in vista del traguardo del 13 e 14 aprile,
potrebbe diventare un asset decisivo della campagna veltroniana. L'attacco al
Colle più alto, infatti, arriva nel momento in cui il Cavaliere dà l'idea aver
ceduto il fianco al suo alleato più scomodo: Umberto Bossi. Ancora ieri,
proprio mentre era il corso il balletto di dichiarazioni tra palazzo Grazioli e
il Quirinale, il leader del Carroccio, intervistato dal Tg1, diceva: "Il
voto agli immigrati? È un capitolo chiuso, anche per Berlusconi. Lo conosco
bene Berlusconi. Non è così matto da dare il voto agli immigrati, a chi entra
così". Morale? L'immagine del Cavaliere che se la prende con Napolitano e
Ciampi ma che incassa senza combattere i veti dell'Umberto in camicia verde
possono diventare un boomerang rischioso per tutto il Pdl. Non è tutto. Non è
la prima volta che, in questa campagna elettorale, Berlusconi pone l'accento
sulle "difficoltà" che attendono il prossimo premier sul soglio di
palazzo Chigi. Per non parlare del successore di Padoa-Schioppa. Così Giulio
Tremonti, proprio ieri, s'è lasciato andare a una dichiarazione più che
sibillina: "Non so se farò il ministro dell'Economia, come ha detto
Berlusconi, ma sicuramente la questione dei mutui è fondamentale ed è la prima
cosa che faremo, è già nella norma". Un messaggio con una notizia e una
smentita inviata all'indirizzo di Silvio. 02/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Tg1 perché lo
scontro Scalfari-Riotta Caccia ai "traditori" tra gli amici di Prodi
Ultima lettera in basso a destra. La vera notizia, ieri su Repubblica , era a
pagina trentaquattro. Una manciata di righe vergate dal segretario di redazione
del Tg1, Pino Caserta, nome sconosciuto ai più, per rispondere al piccato
editoriale scalfariano di domenica scorsa, in cui il fondatore di Repubblica ha
sparato ad alzo zero contro il telegiornale diretto dall'ex prodiano, ormai,
Gianni Riotta. Motivo? Secondo Scalfari, grazie al caso Alitalia il Cavaliere ha avuto sul Tg1 il doppio tempo riservato al suo
competitor elettorale. Non solo: i servizi non avrebbero spiegato gli effetti
sulla Borsa degli annunci berlusconiani sulla misteriosa cordata italiana,
ossia turbativa di mercato con false notizie. Perdipiù, ha poi concluso
Scalfari, in precedenza il telegiornale di Riotta ha anche criticato la legge
sulla par condicio senza tenere conto del conflitto d'interessi del
proprietario di Mediaset datosi alla politica. Risultato: senza badare alla sua
reputazione, Riotta si sta riposizionando in previsione di una scontata
vittoria elettorale del centrodestra. Insomma, una querelle tutta interna a un
preciso campo politico che risalta ancora di più se si pensa che più di dieci
giorni fa lo stesso Riotta aveva portato a casa uno scoop notevole:
un'intervista a Carlo De Benedetti, presidente tra l'altro del gruppo
Espresso-Repubblica . A Riotta, l'Ingegnere aveva consegnato tre messaggi
forti: le critiche pesanti a Prodi per la trattativa Alitalia,
l'elogio a Montezemolo per la Confindustria schierata contro la mafia (strano,
visti i rapporti mai buoni tra i due), infine i pericoli che derivano dalla
sindrome del ventinovismo. Riassumendo: da un lato la Tessera Numero Uno del Pd
veltroniano (l'Ingegnere), dall'altro l'ultimo strenuo difensore del prodismo
(il Fondatore). E in mezzo Riotta che starebbe transitando da una sponda
all'altra. La verità, infatti, è che in previsione del regime change di metà
aprile, il coté prodiano starebbe censendo tutti i "traditori". Tutti
coloro, cioè, che pur avendo goduto della stima dell'attuale premier ancora in
carica (tra questi, Riotta, nominato al Tg1), adesso sarebbero pronti per farsi
risucchiare dalla trappola berlusconian-veltroniana della Grande coalizione o
quantomeno a cedere alle sirene di un eventuale berlusconismo inclusivo
travestito da commissione bipartisan modello Attali. Un cruccio, questo, che
accomunerebbe il Professore, Padoa-Schioppa, Scalfari ma anche il banchiere
Giovanni Bazoli (e qui si aprirebbe un ragionamento su Via Solferino se il
recente Patto Rcs non avesse blindato Mieli), tutti allergici alla prospettiva
che quelle che ritengono le migliori intelligenze del paese collaborino dopo il
voto con il nemico di Arcore. Non a caso, l'attacco a Riotta, negli ambienti
neoattaliani di casa nostra, viene interpretato come un monito alle altre
"intelligenze", anche finanziarie, in procinto di
"tradire". Ovviamente il presunto riposizionamento del direttore del
Tg1 non è passato inosservato dalle parti di Palazzo Grazioli, residenza romana
del Cavaliere. Ma qui il discorso si appiattisce sugli scenari post-elettorali
per viale Mazzini, ancora da definire. Le varianti prese in considerazione sono
due: vittoria netta del Pdl e quasi pareggio per via del Senato. In ogni caso,
l'asse Fi-An del Pdl dà per scontata la partenza di Riotta. Nella prima
ipotesi, vittoria netta, lo schema prevederebbe a fine giugno l'insediamento
della nuova Vigilanza Rai con Paolo Gentiloni presidente. Poi a luglio il nuovo
cda, dove non è esclusa la riconferma di Claudio Petruccioli alla guida del
consiglio. A questo punto per assegnare le tre direzioni più pesanti (generale,
Raiuno e Tg1) bisognerà vedere di che colore sarà la casella di viceministro
delle Comunicazioni (con il ritorno della Bassanini le tlc perderanno il rango
di ministero). Al momento il posto viene dato in quota ad An o Lega. Ergo, alla
direzione generale andrebbe un berlusconiano. Fonti informate sostengono che
Berlusconi prediligerebbe come al solito una soluzione esterna (il Cattaneo di
turno per intenderci). Se poi dovesse ripiegare su quella interna, anche per
motivi economici, il nome è uno solo: Fabrizio Del Noce, da sei anni alla testa
di Raiuno. 02/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Think italy una
guerra culturale contro gli errori e gli orrori Non solo Prada e Piano. Alemani
conquista Bloomberg Se per l'America l'impegno principale rimane la lotta al
terrorismo per l'Italia l'obiettivo direi unico dovrebbe essere la lotta
all'"errorismo", sia di destra che di sinistra che di centro. Ovvero
chi avrà la gatta da pelare di governare il nostro paese dovrà concentrarsi
sull'eliminazione spietata degli errori e degli orrori che la nostra cultura è
stata capace di costruire negli ultimi 40 anni. Testimoni esterni dell'immagine
italiana più recente nel mondo non possiamo che provare un costante senso di
angoscia, come se l'Italia fosse una lavagna e qualcuno continuasse a
strusciarsi sopra con le unghie. Saturati da immagini spazzatura, notizie sulla
diossina nell'oro vaccino chiamato mozzarella o da
disastrosi commenti sulla gestione dell'affaire Alitalia, dobbiamo
quindi ringranziare gente come Miuccia Prada, alla quale il New York Times
dedica la copertina del suo magazine non come "modaiola" ma come un
personaggio che trasforma il proprio capitale economico e d'immagine in cultura
ed idée. O Renzo Piano, al quale l'inserto domenicale del Financial
Times dedica un lungo articolo in occasione del suo nuovo progetto; la
trasformazione del quartiere degradato londinese St Giles. Non solo, al di là
dei gusti personali, il numero di musei ed edifici che Piano ha costruito e sta
costruendo (non soltanto progettato) nel mondo è imbarazzante per il nostro
paese. Me ne vengono in mente almeno sei solo negli Stati Uniti; dall'edificio
della Menil Collection a Houston, alla nuova sede del New York Times ,
all'ampliamento della Morgan Library sempre a New York, al nuovo benché
criticatissimo Broad Contemporary Art Museum a Los Angeles, alla nuova
gigantesca ala del Art Institute di Chicago, al progetto di un edificio ex novo
per il Whitney Museum of America Art vicino al Greenwich Village. A Torino dove
la Banca San Paolo Imi ha incaricato l'architetto ligure di progettare un nuovo
grattacielo per la loro sede è già scoppiato il finimondo. Subito sono esplose
le proteste e i veti incrociati di ambientalisti, preservazionisti, opposizioni
varie, animalisti che temono che i volatili ci si schiantino sopra, condomini
ai quali vengono tolti
( da "Liberazione" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Protesta a
Fiumicino. Spinetta si fa tenero, dice, sugli esuberi "Io, l'osso che Air
France vuole spolpare, ieri ho occupato i binari" Oggi ho occupato i
binari, ho interrotto un pubblico servizio. Per circa un'ora nessun treno,
proveniente o diretto all'aeroporto di Fiumicino, è transitato per la stazione
di Muratella a Roma. Non sono uno scalmanato o un hooligan. E non lo sono le
300 persone che erano con me. Sono, siamo dipendenti della compagnia di bandiera
che Air France vuole comprare, inglobare, fagocitare sputando poi l'osso. Ecco
io, noi siamo l'osso. Siamo i dipendenti del settore
informatica, del call center, dell'amministrazione di Alitalia Servizi.
Non ne potevamo più di essere di fatto trasparenti nella trattativa che riempie
i giornali, le televisioni. In questo momento le agenzie battono
trionfalisticamente che si va verso una riduzione degli esuberi, che si
intravede un accordo. Purtroppo l'accordo non ci riguarda, non siamo
neanche contabilizzati tra gli esuberi. Noi saremo fuori, espulsi, appoggiati
in società esterne senza attività da svolgere. Non ne potevamo più della
politica, delle cordate fantasma, della campagna elettorale che da giorni non
parla che della nostra azienda ma si fosse visto qui un politico di qualsiasi
livello istituzionale. Non ne potevamo più di essere per l'opinione pubblica
dei lavoratori privilegiati, quando tra di noi ci sono decine di ragazzi
precari e gli stipendi sono al palo da anni. Tutto questo mentre i veri responsabili
di questo scempio sono qui, ai piani alti della Magliana, e se manifestiamo per
renderci visibili si affacciano alla finestra a farci le foto, come fossimo
folklore. Non ne potevamo più dell'indifferenza dei colleghi che si sentono al
sicuro perché sono all'interno delle attività che Air France comprerà. Colleghi
che continuano a lavorare insieme a te, che ti scrivono mail di lavoro, che
organizzano riunioni ma, quando c'è l'assemblea nel piazzale, ti sfilano
accanto per andare a mensa senza neanche degnarti di uno sguardo. Colleghi che
arrivano a raccogliere firme per invitare l'azienda a non curarsi delle
proteste e ad andare avanti nella trattativa e "anche se ciò richiederà
delle scelte dolorose". Tanto, basta che il dolore lo sentano gli altri...
Non ne potevamo più di essere gestiti da un management inetto se non corrotto,
composto, a volte, da pre-pensionati riassunti come consulenti strapagati, di
"yes men" ingaggiati per chiudere rami d'azienda. Mentre noi,
dipendenti inutili, spesso laureati, dobbiamo attenerci a direttive volte a non
farci produrre nulla. Così oggi ci siamo radunati sul piazzale, uscendo dalle
nostre attività, convincendo chi non era convinto, chi titubava. Litigando
anche con chi invece restava attaccato ad un posto di lavoro traballante.
Qualcuno ha urlato "Facciamoci vedere!" e allora siamo partiti a
piedi, senza credere molto in quello che facevamo, verso la stazione. E' stato
più facile di quello che pensavamo, i lavoratori delle Ferrovie ci hanno appoggiato,
le forze dell'ordine ci hanno espresso solidarietà. Per un attimo siamo usciti
dall'ombra. E' stato solo un attimo ma adesso sappiamo come fare? 02/04/2008.
( da "Padania, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Nel corteo un
centinaio di dipendenti di una ditta del cargo "In 600 rischiamo il posto.
Vi spiego perché" Gallarate - Il messaggio nella bottiglia ci arriva
tramite mail: "Sono un rappresentante sindacale di una delle tante aziende
che operano su Malpensa. Lavoriamo con Alitalia nel
settore merci da dieci anni e ci piacerebbe far sapere all opinione pubblica
quello che stiamo passando in questo periodo di crisi". Vincenzo D Andrea,
delegato sindacale Uil della Ala Airport di Malpensa, è tra le migliaia di
partecipanti alla fiaccolata leghista di Gallarate insieme a un centinaio di
colleghi. "Siete la nostra ultima speranza" - ci aveva scritto nella
mail. Con quel nostra , scopriamo, il sindaclista D Andrea non si riferiva a
50, 100 o 200 perdone, ma a 600. "Come personale di Ala - racconta - siamo
all incirca 350, poi all interno dell azienda ci sono altre società di servizi
che fanno salire il computo totale del personale a rischio a 600 unità".
Sono i famosi danni collaterali dell indotto. Danni assurdi, se si considera il
contesto. "Noi - ci spiega D Andrea -gestiamo i Cargo di Alitalia da un decennio. Gli aerei adesso sono 5, presto
diventeranno 3 e nel 2010 verrà portato via tutto". Dove? A Fiumicino,
come tutto il resto. E che ne sarà della Ala e delle 600 famiglie che grazie ad
essa vivono? "A giorni, tempo qualche settimana, partirà una prima tranche
di cassaintegrazione a zero ore per 98 dipendenti e gli interinali, piano
piano, stanno già rimanendo a casa. Se il Cargo Alitalia verrà chiuso, poi, sarà il tracollo". Dicono, monsieur
Spinetta, il signor Prato, il ministro Padoa Schioppa e il premier Prodi, che
il Cargo a Malpensa non rende. "Non rende solo ad Alitalia - ribatte D Andrea -. Noi, ad esempio, serviamo anche altre due
compagnie, la lussemburghese Cargolux e la coreana CoreanAir, che
guardacaso non hanno nessun problema. Anzi". Se Alitalia
Cargo non funziona, infatti, è perché ha sempre avuto un modo tutto particolare
di gestire il servizio. Diciamo sui generis. "Cose strane - riferisce il
sindacalista della Uil - in Alitalia si sono sempre
viste, ma mai come adesso. In questi giorni, per esempio, si sta verificando
una situazione piuttosto curiosa". Quanto curiosa è presto detto.
"Stamattina ci è arrivato un cargo da Bombay con destinazione Madrid.
Arrivata a Malpensa, la merce non è ripartita con un altro volo per Madrid, ma
abbiamo dovuto scaricarla su un camion e farla arrivare, su gomma, a Fiumicino.
Da dove poi è decollata alla volta della capitale spagnola. E lo stesso -
riprende D Andrea - succede se la merce spedita dall India o dall America deve
andare a Bologna: fa tappa a Malpensa, qui la carichiamo su un camion per
Fiumicino e da lì viene rimessa su un aereo che la porta a Bologna".
Adesso capite perché il Cargo Alitalia a Malpensa non
rende? Sì? Allora capirete anche la frustrazione di chi rischia di pagare con
il proprio stipendio le bizzarrie gestionali della compagnia di bandiera.
"Siamo qui per lanciare un appello -conclude D Andrea -. Non possiamo
credere che Malpensa, che è sempre stato un hub, possa essere ridotto a un
aeroporto regionale. Non è possibile". Soprattutto, non è logico. A.Mon.
[Data pubblicazione: 02/04/2008].
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa il cavaliere
ospite de il tempo "I partitini servono solo a far campare i loro
leader" Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo della
vittoria alle elezioni ma non nasconde le difficoltà che si troverà di fronte.
"Ci spetterà l'onore e l'onere di governare - afferma il leader del Pdl -
ma non sarà certo una festa. Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come
giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si avvia a una conclusione
prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non ci sono dubbi sul fatto
che anche al Senato potremo contare su una buona maggioranza.Ci spetterà
l'onore e l'onere di governare. I toni si sono mantenuti buoni, qualcuno dice
che io ho accelerato nelle critiche al candidato del Pd, ma non è vero: io
critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è quello delle schede bianche.
Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca. Se non si dovesse fare una
scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì che questa sia utilizzata
al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in certe regioni, si sono
verificati soprattutto a causa di questo fatto. La seconda cosa da fare è
spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di assegnazione dei seggi.
Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte dell'elettorato non ha ancora
ben capito il reale sistema di assegnazione dei seggi. La mia terza
preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo sulla scheda. Il
ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda tutti i simboli di
seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere sulla scheda. è
importante che le forze politiche si impegnino a distribuire dei fac-simile per
informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che in questo finale di
campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è l'alto tasso di
inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi c'è stata la buona
notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho semplicemente detto
che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti. Quindi non è un
successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che ho fatto
numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che Milano
abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione all'importanza
di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria compagnia di bandiera.
Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con Air France perché
ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi di trattative, la
compagnia francese ha presentato un'offerta con delle condizioni irricevibili e
offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia
in Air France. L'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera.
Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi economica che coinvolge
molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli accordi con il mondo del
commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel primo Consiglio dei
ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare completamente i premi di
produzione e gli straordinari. Questo può cambiare addirittura il sistema di
trattative sui contratti e può stimolare un maggiore impegno dei lavoratori.
Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il 15 per cento in meno dei
lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il tempo lavorato avremo un
grande impulso alla produzione, che sarebbe giustificato da un aumento dei
consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma si tratta di applicare la
ricetta liberale e del benessere: meno tasse è uguale a maggiori consumi,
maggiore produzione e più forza lavoro. Ciò significa maggiori entrate per lo
Stato per aiutare famiglie bisognose. In più il programma prevede la messa sul
mercato ogni anno di tanti immobili quanti potranno essere assorbiti dal mercato
stesso. Questo porterà più liquidità nelle casse dell'Erario con l'impegno che
questi soldi verranno utilizzati solo per ridurre il debito pubblico che
sappiamo essere al 104% del Pil e che intendiamo portare sotto il 100%.
Torniamo su Alitalia. La cordata italiana arriverà in
tempo e assicurerà la sopravvivenza di Malpensa? Non è una questione di tempo.
Questi imprenditori formano una compagine molto folta. Mi sono rivolto ad
alcuni colleghi e ho avuto molte risposte sia dai grandi sia dai medi imprenditori.
Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro di puntare una
fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura
con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava
comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia,
inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho
chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho
consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho
chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa
campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi
anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni?
Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una
pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di
extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i
cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna
elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non
prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce
della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve
pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come
completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha
niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una
campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo
di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che
è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che
avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono
dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha
messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm,
i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la
nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il
diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può
dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che
vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche
caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto
con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un
decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i
disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un
referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci
stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se
vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009
ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par
condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti, grandi
e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge
elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato
viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle
Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che
sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al
Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che
l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo
d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi
d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province
prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su
cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta
maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare
un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo
cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti
gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi
istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A
riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le
spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale.
Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa,
in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica
amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei
neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il
coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la
fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi
volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si
attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma
la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città.
Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli,
soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione.
Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel,
Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome?
Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro
rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel,
Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha
deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La
stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo
il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale
giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti
società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella
del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima.
Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla
preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e
noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che
attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle Olimpiadi
cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri anche da
Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa Bianca? E
come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa democratico,
con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel quadrante
orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi di vertici
in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo
internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a
esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale
moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione
Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un
fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite
siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle
violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo
spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe
sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso
un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è
facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa,
chiunque vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con
Clinton, con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary,
durante il mio intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente,
come candidato premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso
pronunciare pronostici a favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei
difficoltà a incontrare in futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma
gli alleati potrebbero ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della
Lega, per esempio, sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su
certi temi? Intanto la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il
nostro lavoro, è un alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto
Bossi e sul caso dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non
sono state riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli
diventare cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che
debbano conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo
il 14 aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so
dire. Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini
devono avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il
voto dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di
successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come
l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno
all'opposizione e gli altri partitini servono solo ai loro leader.
( da "Tempo, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa il cavaliere
ospite de il tempo "I partitini servono solo a far campare i loro
leader" Silvio Berlusconi, ospite al forum de Il Tempo, è certo della
vittoria alle elezioni ma non nasconde le difficoltà che si troverà di fronte.
"Ci spetterà l'onore e l'onere di governare - afferma il leader del Pdl -
ma non sarà certo una festa. Presidente siamo a un passo dalle elezioni, come
giudica questa campagna elettorale? Una campagna che si avvia a una conclusione
prevedibile. I sondaggi, gli ultimi, li conoscete e non ci sono dubbi sul fatto
che anche al Senato potremo contare su una buona maggioranza.Ci spetterà
l'onore e l'onere di governare. I toni si sono mantenuti buoni, qualcuno dice
che io ho accelerato nelle critiche al candidato del Pd, ma non è vero: io
critico i suoi risultati. Il pericolo vero, ora, è quello delle schede bianche.
Ho suggerito di non lasciare mai la scheda bianca. Se non si dovesse fare una
scelta, il suggerimento è annullarla per non far sì che questa sia utilizzata
al di là della volontà dell'elettore. I brogli, in certe regioni, si sono
verificati soprattutto a causa di questo fatto. La seconda cosa da fare è
spiegare ancora la legge elettorale e il sistema di assegnazione dei seggi.
Insistiamo perché abbiamo notato come gran parte dell'elettorato non ha ancora
ben capito il reale sistema di assegnazione dei seggi. La mia terza
preoccupazione è quella dell'individuazione del simbolo sulla scheda. Il
ministero degli Interni ha deciso di mettere sulla scheda tutti i simboli di
seguito e sarà difficile individuare il simbolo da scegliere sulla scheda. è
importante che le forze politiche si impegnino a distribuire dei fac-simile per
informare gli elettori. Ampliando l'analisi, mi sembra che in questo finale di
campagna non ci siano novità importanti. L'ultima notizia è l'alto tasso di
inflazione e l'aumento del prezzo dei generi alimentari. Poi c'è stata la buona
notizia dell'Expo e la mia sorpresa per le polemiche. Io ho semplicemente detto
che il merito spettava, e spetta, alla signora Letizia Moratti. Quindi non è un
successo solo del governo Prodi, ma anche del sindaco e mio che ho fatto
numerosi interventi per raggiungere questo risultato. Ma il fatto che Milano
abbia questa grande opportunità aggiunge un'altra considerazione all'importanza
di mantenere un hub a Malpensa e a difendere la propria compagnia di bandiera.
Io mi ero astenuto dall'intervenire nelle trattative con Air France perché
ritenevo si andasse verso un accordo. Invece, dopo molti mesi di trattative, la
compagnia francese ha presentato un'offerta con delle condizioni irricevibili e
offensive che volevano la incorporazione totale di Alitalia
in Air France. L'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera.
Qual è il progetto concreto per affrontare la crisi economica che coinvolge
molte famiglie italiane? Dobbiamo sottoscrivere degli accordi con il mondo del
commercio e con le grandi catene di distribuzione. Nel primo Consiglio dei
ministri toglieremo l'Ici. La seconda cosa è detassare completamente i premi di
produzione e gli straordinari. Questo può cambiare addirittura il sistema di
trattative sui contratti e può stimolare un maggiore impegno dei lavoratori.
Sappiamo che i dipendenti statali lavorano in media il 15 per cento in meno dei
lavoratori autonomi. Se riuscissimo a far salire il tempo lavorato avremo un
grande impulso alla produzione, che sarebbe giustificato da un aumento dei
consumi. Non c'è una ricetta miracolistica, ma si tratta di applicare la ricetta
liberale e del benessere: meno tasse è uguale a maggiori consumi, maggiore
produzione e più forza lavoro. Ciò significa maggiori entrate per lo Stato per
aiutare famiglie bisognose. In più il programma prevede la messa sul mercato
ogni anno di tanti immobili quanti potranno essere assorbiti dal mercato
stesso. Questo porterà più liquidità nelle casse dell'Erario con l'impegno che
questi soldi verranno utilizzati solo per ridurre il debito pubblico che
sappiamo essere al 104% del Pil e che intendiamo portare sotto il 100%.
Torniamo su Alitalia. La cordata italiana arriverà in
tempo e assicurerà la sopravvivenza di Malpensa? Non è una questione di tempo.
Questi imprenditori formano una compagine molto folta. Mi sono rivolto ad
alcuni colleghi e ho avuto molte risposte sia dai grandi sia dai medi
imprenditori. Quando sarò a Palazzo Chigi e chiederò loro
di puntare una fiche su Alitalia difficilmente potranno dire di no. Farebbero una pessima figura
con me e con il Paese. Alitalia non richiede grandi capitali, del resto Air France la stava
comprando per nulla e Prodi la stava svendendo come con la Sme. La compagnia,
inoltre, ha delle obbligazioni che si possono pagare nel tempo. Ho
chiesto io che non ci fossero imprenditori che si appalesassero e ho
consigliato di dire che in questo momento non c'è nulla sul tavolo. Però ho
chiesto a Bruno Ermolli di tenere le fila della trattativa. Più volte in questa
campagna ha chiamato in causa Prodi che, ultimamente, è tornato a scontrarsi
anche con lei. Nei prossimi giorni si confronterà più con lui o con Veltroni?
Questo governo ci lascia un'eredità che è fatta di 110 tasse in più e una
pressione fiscale record al 44 per cento. Inoltre un numero imprecisato di
extracomunitari con una caduta verticale della sicurezza dei cittadini, tutti i
cantieri chiusi e la tragedia della Campania: ci mancherebbe che in campagna
elettorale il leader dell'opposizione non dichiari l'eredità che riceve e non
prenda le distanze dall'operato di questo governo. Ed è chiaro, anche alla luce
della sua rinuncia di fare la conferenza stampa finale, che Prodi riceve
pressioni disperate da parte di chi vuole presentare la sinistra come
completamente nuova. Proprio Veltroni va dagli italiani a spiegare che non ha
niente a che fare con questo governo. Quindi è difficile portare avanti una
campagna senza citare un esecutivo che è stato incapace di governare. Io credo
di aver fatto una campagna tranquilla, prudente, sulla situazione italiana che
è difficilissima. Andando a Palazzo Chigi non andiamo a una festa, sappiamo che
avremo degli impegni difficilissimi e, in più, delle istituzioni che sono
dall'altra parte. La sinistra, pur non avendo vinto le scorse elezioni, ha
messo le mani su tutto il Paese. Avremo contro la Corte costituzionale, il Csm,
i sindacati. Sarà molto molto difficile. Anche ricordando che hanno bocciato la
nostra riforma costituzionale e che il presidente del Consiglio ha solo il
diritto di formulare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri. Non può
dire a un ministro di non fare una conferenza stampa: oggi può fare quello che
vuole. Il premier non può approvare nulla che non debba passare sotto le forche
caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Mi ricordo il rapporto
con Ciampi, i decreti legge e le guerre che si facevano per far passare un
decreto. Con un Parlamento, poi, fatto di due Camere che si rimpallano i
disegni di legge. Noi avevamo posto rimedio a questo, ma la sinistra con un
referendum è riuscita ad abrogare tutto. Sono molto, molto preoccupato. Ci
stiamo assumendo una grande responsabilità. è entrato in tema riforme. Se
vincerà le elezioni modificherà anche la legge elettorale, visto che nel 2009
ci sarà il referendum? La prima cosa che farò sarà abolire la legge sulla par
condicio, una legge illiberale e liberticida che assegna a tutti i partiti,
grandi e piccoli, lo stesso spazio in televisione. Per quanto riguarda la legge
elettorale attuale, per una interpretazione, il premio di maggioranza al Senato
viene attribuito a livello regionale e questo è un grosso guaio. Ci sono delle
Regioni "rosse" che andranno sicuramente alla sinistra, altre che
sono "moderate" e andranno a noi, altre in bilico. E per questo al
Senato è difficile realizzare una larga maggioranza. Ma noi sono sicuro che
l'avremo. Per il resto non conosco una legge elettorale perfetta. Noi eravamo
d'accordo anche sulla bozza Bianco, poi la sinistra non è riuscita a mettersi
d'accordo. Parliamo di costi della politica. Ritiene utile tagliare le Province
prima di tante altre agenzie? I costi della politica sono un qualche cosa su
cui sarà molto difficile intervenire ed è per questo che auspico una vasta
maggioranza della nostra parte politica in Parlamento. Sarebbe bello poter fare
un intervento bipartisan, Dio lo volesse! Ci sono molte cose che potremo
cambiare insieme, migliorando la situazione dei costi dello Stato. Sono tanti
gli Enti che vanno eliminati: si deve fare un bel bucato, perché ci sono troppi
istituti inutili. Ma soprattutto bisogna fare pulizia sulle consulenze. A
riguardo ho fatto un rimprovero all'ex sindaco di Roma Veltroni, visto che le
spese in consulenza, con lui, sono aumentate di oltre il 240% nella Capitale.
Come pensa di riassorbire gli oltre 60 mila dipendenti delle Province? Come sa,
in due anni andranno in pensione settantamila dipendenti della pubblica
amministrazione. Gli impiegati delle Province prenderanno in posto dei
neo-pensionati. Come valuta il modello Roma di Veltroni? Oggi (ieri, ndr) il
coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, ha scritto ai romani che lei è la
fotocopia di Bossi che voleva bruciare il Colosseo. Non mi risulta che Bossi
volesse bruciare il Colosseo. Credo che quando non si hanno argomenti ci si
attacca a tutto. Veltroni ha voluto vendere il modello Roma come efficace, ma
la sua è stata un'amministrazione che non si è occupata di migliorare la città.
Nel libro che abbiamo mandato ai romani abbiamo raccolto tantissimi titoli,
soprattutto di "Repubblica", che confermano questa valutazione.
Presidente, se salirà al governo a lei spetteranno le nomine Eni, Enel,
Finmaccanica, Terna e le scelte sui nomi dei ministri. Può fare qualche nome?
Il governo avrà 60 protagonisti, i ministri saranno 12 e ci saranno quattro
rappresentanti del gentil sesso. Sulle nomine devo dire che Eni, Enel,
Finmeccanica e Terna sono egregiamente condotte. So che il presidente di Eni ha
deciso di lasciare e la società mi sembra faccia risultati straordinari. La
stessa cosa posso dire di Enel, di Finmeccanica e di Terna e anche per questo
il governo attuale non ha ritenuto di intervenire in quanto c'è un generale
giudizio, anche delle Borse, della condizione positiva di queste importanti
società. Ogni esecutivo fa una sua riforma della scuola. Cancellerete quella
del centrosinistra? Abbiamo fatto la riforma Moratti che è stata ottima.
Puntava sull'informatizzazione, sull'antinozionismo inutile e sulla
preparazione dei giovani al mondo del lavoro. La sinistra l'ha accantonata e
noi la ripristineremo. In politica estera, almeno due sono le strettoie che
attendono il nuovo governo nel 2008. La polveriera Tibet incombe sulle
Olimpiadi cinesi. Come valuta l'ipotesi di boicottaggio avanzata tra gli altri
anche da Sarkozy? Quanto agli Stati Uniti, chi vedrebbe con favore alla Casa
Bianca? E come cambierebbe l'atteggiamento italiano con un presidente Usa
democratico, con particolare riferimento alla nostra presenza militare nel
quadrante orientale del mondo? L'Unione europea, da quando sono avvenuti cambi
di vertici in alcuni Paesi importanti, non è stata più protagonista in campo
internazionale. Ora, con me al fianco di Sarkozy e Brown, deve tornare a
esserlo perché il Vecchio Continente è portatore di una politica liberale
moderata. Mi impegnerò per far riavvicinare l'Europa e gli Usa alla Federazione
Russa: lo spera anche Putin, che in molte circostanze mi ha consultato come un
fratello magggiore. Sul Tibet penso che l'Europa, gli Usa e le Nazioni Unite
siano stati troppo tempo silenti. Si doveva inviare un energico alt alle
violenze e una richiesta precisa alla Cina di aprire un dialogo con il capo
spirituale del Tibet, il Dalai Lama, che non vuole l'indipendenza. E sarebbe
sbagliato boicottare le Olimpiadi che devono essere una grande occasione verso
un ambiente che sta cercando di uscire dal totalitarismo ma la strada non è
facile perché la situazione precedente era disastrosa. Quanto agli Usa,
chiunque vinca per noi non cambierà nulla. Ho avuto rapporti gradevolissimi con
Clinton, con cui sono ancora in contatto. Ricordo ancora quando Hillary,
durante il mio intervento al congresso, si spellava le mani. Evidentemente,
come candidato premier di un Paese alleato agli Stati Uniti non posso
pronunciare pronostici a favore dell'uno o dell'altro candidato, perché avrei
difficoltà a incontrare in futuro il vincente. Le anime del Pdl sono unite, ma
gli alleati potrebbero ostacolare il lavoro considerando alcune posizione della
Lega, per esempio, sull'immigrazione. C'è il pericolo di rimanere imballati su
certi temi? Intanto la Lega in 5 anni di governo non si è mai posta contro il
nostro lavoro, è un alleato leale. Io ho uno splendido rapporto con Umberto
Bossi e sul caso dell'immigrazione c'è stato un fraintendimento, in quanto non
sono state riportate le mie parole in modo corretto. Sugli immigrati, per farli
diventare cittadini italiani, oltre alle attuali leggi sono convinto che
debbano conoscere la lingua italiana, le nostre leggi e i nostri valori. Dopo
il 14 aprile potrà esserci una ricomposizione con gli ex alleati? Non lo so
dire. Dipende, francamente, da loro. Io ribadisco, tuttavia, che i cittadini
devono avere la consapevolezza di come vengono eletti i parlamentari. E che il
voto dato ai partiti minori del centrodestra potrebbe togliere il risultato di
successo pieno al Pdl e fare così il gioco della sinistra. Un Paese come
l'Italia ha bisogno di avere due grandi partiti uno al governo e uno
all'opposizione e gli altri partitini servono solo ai loro leader.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica I temi:
precariato, tasse, pensioni Veltrusconi: duello a distanza I due candidati
premier si sono mancati per poco. Share maggiore per Walter Roma - Non poteva
manca il tema della precarietà del lavoro. Secondo il cavaliere: "Non è il
male assoluto della nostra gioventù", mentre per Walter, "è il dramma
più grande di questo paese". Anche questa volta i due avversari non si
sono scontrati direttamente nel tanto discusso duello tv, i due hanno sfilato
uno dopo l'altro alla trasmissione 'Conferenza stampa' di Rai Due. E Silvio, al
solito, non rinuncia alla battuta: "Avanti il prossimo, sembra di essere
dal dentista" e ancora, "è assurdo però che i due principali
candidati al governo del paese debbano essere stati estratti a sorte per una
sovrapposizione invece di poterci effettivamente incontrare - Il Silvione
nazionale -. Ma è la legge che lo impedisce". Berlusconi - Giovani e
lavoro in primis: "Non avverto l'allarme della sinistra che vede la precarietà
come il male assoluto della nostra gioventù. Bisogna partire dalla scuola e
dalla ricerca". Poi le pensioni: "Adeguare al costo della vita le
pensioni sotto i mille euro al mese e far sì che chi assiste un familiare non
autosufficiente di andare in pensione cinque anni in anticipo". Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società
con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air
France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie,
ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie
decisioni". Non manca un messaggio esplicito all'Udc e ai moderati:
"Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma
spalancate". E ancora: "Mi auguro che anche quei moderati che non
hanno aderito al progetto del Popolo della Libertà per convenienza o per
egoismo dei propri leader, si uniscano a noi per dare all'Italia un grande
partito dei moderati". Il Cav guarda al futuro con occhio piu' sereno e se
poche ore prima di chiarava che "Questa legge elettorale non rende sicura
al Senato una larga maggioranza", ora sostiene che "Non ho dubbi che
avremo la maggioranza al Senato". Veltroni - Avanti un'altro, tocca al
leader del Pd, che non perde tempo e risponde subito sul tema della precarieta':
"Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento
avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese",
sottolineando la necessità per l'Italia di "tornare a crescere".
"La prima cosa che si deve fare è un intervento sui prezzi, sui salari,
sugli stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento,
le risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come
extragettito". "Non intendiamo aumentare la tassazione delle rendite
finanziarie - ha detto Walter -. Dovremmo invece fare un intervento per mettere
sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi
benefit sulle stock option". Della criminalità organizzata dice: "Una
delle condizione affinché questo Paese si rialzi è che il Sud si liberi da
questi 'succhiasangue'". Expo: "Milano è tutta l'Italia. Il Paese
viene prima di tutto". Veltroni non cita mai l'avversario perché vuole
"uscire fuori da questo quindicennio" e si esprime sempre con la
formula "il principale esponente dello schieramento avversario".
"Non voglio fare una campagna elettorale di contrapposizione" spiega
il leader del Pd, togliendosi però un sassolino dalla scarpa: "La smentita
di oggi è una brutta smentita - dice in merito Berlusconi Vs Quirinale -.
Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta
indietro". Ma secondo il Cav. "non c'era nulla da chiarire",
"Con questo presidente della Repubblica ho manifestato rispetto e stima e
sono sicuro che ci sono gli stessi sentimenti da parte del capo dello
Stato". Share piu' alto per Veltroni - Il numero di telespettatori ha
premiato Walter Veltroni. Nella prima e unica conferenza stampa dei due leader
su Raidue, il risultato degli ascolti tv di martedì, ha dato vincitore Walter.
Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati
3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle
22.35, 3.836.000, share 13,91%.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica I temi:
precariato, tasse, pensioni Veltrusconi: duello a distanza I due candidati
premier si sono mancati per poco. Share maggiore per Walter Roma - Non poteva
manca il tema della precarietà del lavoro. Secondo il cavaliere: "Non è il
male assoluto della nostra gioventù", mentre per Walter, "è il dramma
più grande di questo paese". Anche questa volta i due avversari non si sono
scontrati direttamente nel tanto discusso duello tv, i due hanno sfilato uno
dopo l'altro alla trasmissione 'Conferenza stampa' di Rai Due. E Silvio, al
solito, non rinuncia alla battuta: "Avanti il prossimo, sembra di essere
dal dentista" e ancora, "è assurdo però che i due principali
candidati al governo del paese debbano essere stati estratti a sorte per una
sovrapposizione invece di poterci effettivamente incontrare - Il Silvione
nazionale -. Ma è la legge che lo impedisce". Berlusconi - Giovani e
lavoro in primis: "Non avverto l'allarme della sinistra che vede la
precarietà come il male assoluto della nostra gioventù. Bisogna partire dalla
scuola e dalla ricerca". Poi le pensioni: "Adeguare al costo della
vita le pensioni sotto i mille euro al mese e far sì che chi assiste un
familiare non autosufficiente di andare in pensione cinque anni in
anticipo". Alitalia: "Lo Stato non può consentire il fallimento di una società
con così tanti addetti e che è una compagnia di bandiera". Sì ad Air
France solo se ci sarà "un grande gruppo che mette a frutto le sinergie,
ma dove ogni compagnia rimane padrona delle proprie attività e delle proprie
decisioni". Non manca un messaggio esplicito all'Udc e ai moderati:
"Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma
spalancate". E ancora: "Mi auguro che anche quei moderati che non
hanno aderito al progetto del Popolo della Libertà per convenienza o per
egoismo dei propri leader, si uniscano a noi per dare all'Italia un grande
partito dei moderati". Il Cav guarda al futuro con occhio piu' sereno e se
poche ore prima di chiarava che "Questa legge elettorale non rende sicura
al Senato una larga maggioranza", ora sostiene che "Non ho dubbi che
avremo la maggioranza al Senato". Veltroni - Avanti un'altro, tocca al leader
del Pd, che non perde tempo e risponde subito sul tema della precarieta':
"Al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento
avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo paese",
sottolineando la necessità per l'Italia di "tornare a crescere". "La
prima cosa che si deve fare è un intervento sui prezzi, sui salari, sugli
stipendi, sulle pensioni. Abbiamo la possibilità di fare un intervento, le
risorse ci sono: 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito".
"Non intendiamo aumentare la tassazione delle rendite finanziarie - ha
detto Walter -. Dovremmo invece fare un intervento per mettere sullo stesso
piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle
stock option". Della criminalità organizzata dice: "Una delle condizione
affinché questo Paese si rialzi è che il Sud si liberi da questi
'succhiasangue'". Expo: "Milano è tutta l'Italia. Il Paese viene
prima di tutto". Veltroni non cita mai l'avversario perché vuole
"uscire fuori da questo quindicennio" e si esprime sempre con la
formula "il principale esponente dello schieramento avversario".
"Non voglio fare una campagna elettorale di contrapposizione" spiega
il leader del Pd, togliendosi però un sassolino dalla scarpa: "La smentita
di oggi è una brutta smentita - dice in merito Berlusconi Vs Quirinale -.
Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, è qualcosa che ci riporta
indietro". Ma secondo il Cav. "non c'era nulla da chiarire",
"Con questo presidente della Repubblica ho manifestato rispetto e stima e
sono sicuro che ci sono gli stessi sentimenti da parte del capo dello
Stato". Share piu' alto per Veltroni - Il numero di telespettatori ha
premiato Walter Veltroni. Nella prima e unica conferenza stampa dei due leader
su Raidue, il risultato degli ascolti tv di martedì, ha dato vincitore Walter.
Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati
3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle
22.35, 3.836.000, share 13,91%.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Accordo
sindacati-Air France o fallimento Alitalia, giornata
decisiva Attesa per la riapertura del tavolo dopo le indiscrezioni di aperture
di Spinetta. Padoa Schioppa riferisce in Parlamento Roma, 2 apr.- Giornata
decisiva per la sorte di Alitalia. Riprenderà in tarda mattinata il confronto con i sindacati sul
progetto di rilancio di Air France-Klm per la compagnia di bandiera.
Sempre oggi in mattinata si terrà l'audizione del ministro dell'Economia
Tommaso Padoa-Schioppa e del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Oggi,
infatti, scade il termine indicato dai due gruppi aerei per raggiungere un
accordo quadro con i sindacati. E dall'esito del confronto, il consiglio di
amministrazione deciderà come procedere. Gli spiragli per un accordo sono
ancora aperti ma la strada sembra in salita. Secondo indiscrezioni, trapelate
ieri, Air France-Klm starebbe valutando aperture sui nodi flotta, cargo e
Atitech e potrebbero comportare una riduzione degli esuberi precedentemente
fissati, per superare la situazione di muro contro muro con i sindacati sul
documento presentato nei giorni scorsi dal gruppo franco-olandese. Su queste
anticipazioni sono rimasti cauti però i segretari generali della Filt Cgil e
della Fit Cisl, Fabrizio Solari e Claudio Claudiani. Le aperture del numero uno
di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta “sono assolutamente marginali, di merito
non c'è nulla”. “Con gli ultimatum - ha aggiunto Claudiani - non si fa molta
strada e se si continua a minacciare il negoziato non si fanno passi avanti”.
Intanto questa mattina verso le 10.30 è attesa l'audizione alla Camera dei
ministri dell'Economia e dei Trasporti Tommaso Padoa-Schioppa e Alessandro
Bianchi che riferiranno sugli sviluppi del caso Alitalia,
in attesa dell'esito del confronto che, se si concludesse con un nulla di
fatto, causerebbe il fallimento della compagnia di bandiera.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"prestito ponte solo se si cede alla compagnia franco-olandese" Alitalia, Padoa Schioppa: "Air France indispensabile per evitare il
fallimento" Il ministro alla Camera ammonisce la politica: niente
sfruttamento elettoralistico Roma, 2 apr.- “Al di fuori di una conclusione
positiva del negoziato in corso, un prestito ponte - anche a prescindere dai
chiari profili di illegittimità comunitaria - non sarebbe praticabile”.
E' quanto puntualizza con estrema chiarezza il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa-Schioppa, nel corso della sua audizione alla Camera dinanzi le
Commissioni riunite Bilancio, Attività Produttive e Trasporti. Il Tesoro, ha
spiegato, “Ha comunicato al presidente Prato la propria disponibilità a
concedere un prestito ponte alla società a fronte dell'effettivo concretizzarsi
di una prospettiva di risanamento economico e industriale, purchè, in altri
termini, esso risulti l'ultima condizione per l'efficacia dell'accordo tra Alitalia e Air France-Klm”. Il ministro dell'Economia è
convinto del fatto che nessuno possa augurarsi il fallimento della compagnia di
bandiera. “Eventuali iniziative di discontinuità che gli amministratori della
società si vedessero costretti a prendere nella loro autonoma responsabilità
-ha spiegato- segnerebbero l'ingresso in una condizione che nessuno può
augurarsi: non i viaggiatori, non i dipendenti della società, non i
contribuenti, non la Sea, non la classe politica, non il sindacato, non
l'immagine internazionale dell'Italia”. “Se l'offerta di Air France dovesse
decadere -ha continuato- verrebbe meno l'unica proposta di acquisto. Il consiglio
di amministrazione dovrebbe deliberare sul da farsi, esercitando in piena
autonomia le responsabilità che la legge le attribuisce”. Padoa Schioppa
considera quindi indispensabile il passaggio di Alitalia
alla compagnia franco olandese. “La cessione è solo un passaggio per una
ineludibile, e purtroppo dolorosa, ristrutturazione della Società”. “La
ristrutturazione - ha precisato il ministro - a sua volta, non è possibile
senza un accordo con le organizzazioni sindacali”. “Sarebbe un ben amaro
destino -ha concluso Padoa Schioppa- se una compagnia, portata allo stremo da
anni di rapporto perverso con la politica, ricevesse il colpo mortale da uno
sfruttamento elettoralistico dei suoi mali o da una mancata intesa sindacale”,
ha affermato il ministro riferendosi alle polemiche degli ultimi giorni che
avevano portato il caso Alitalia al centro del
dibattito pre-elettorale.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
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Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Strettamente confidenziale Alitalia, la festa in... oro e diamanti di Hush Hush In attesa che Marco
Travaglio o Milena Gabanelli ci facciano vedere o leggere qualcosa su Alitalia, particolarmente sui due ex amministratori delegati Francesco
Mengozzi e Giancarlo Cimoli, il duetto che ha affossato la compagnia aerea e
l'aereoporto di Milano Malpensa ? giusto perché dipendenti e cassa
integrati se lo ricordino domenica 13 e lunedì 14 aprile quando saranno nella
gabina elettorale: uno è del centro sinistra sinistra, l'altro è del centro
sinistra destra, nel senso che lo ha fatto nominare a suo tempo Gianni Letta,
quando era sottosegretario a palazzo Chigi con Berlusconi-, giusto qualche
notiziola ancora, riportata qua e là anche dal settimanale Panorama.
Proseguiamo dunque con i soldi buttati da Alitalia
nella comunicazione e nelle relazioni esterne, ossia nel lavoro di oliatura dei
giornalisti e dei politici: centinaia di migliaia di euro buttati per
sponsorizzare lo spettacolo Barocco a Gallipoli, ripreso, manco a dirlo da Rai
Uno, e quindi trasmesso; per sponsorizzare il torneo di rugby della Perdonanza
all'Aquila (non per fare o dire nulla, solo per il ragionamento del cronista:
l'Aquila è in Abruzzo, Marini, il presidente del Senato uscente è dell'Abruzzo
ed è stato segretario generale della Cisl, che è di gran lunga il sindacato che
conta più iscritti in Alitalia e anche Bonanni è
abruzzese; per sponsorizzare la Nuova Viola Basket di Reggio Calabria
patrocinata - come scrive Panorama - dal diessino Marco Minniti. Poi incarichi
alla signora Cristina Martini (e alla sua società di pr), consorte del
comandante Luigi Martini, pilota Alitalia, fondatore e
leader dell'Anpac, ossia del sindacato piloti che ha affossato Malpensa nonché
responsabile del settore areotrasportistico di Allenaza Nazionale. E soldi,
molti soldi, persino ad una signora, tale Rita Farnitano della Compagnia
Italiana Comunicazioni, che ha patteggiato un anno di condanna per sfruttamento
della prostituzione finalizzata alla stipula di lucrosi contratticon varie
aziende, fra cui, appunto, Alitalia. Di questa
porcilaia la vasca è rappresentata dalla rivista Ulisse, quella che viene messa
a bordo degli aerei, su cui ci siamo già intrattenuti ieri. Oggi aggiungiamo
solo che la rivista è affidata alle cure di Ilaria Bramezza, ex city manager di
Venezia con il sindaco del Pd Paolo Costa, che è anche europarlamentare e,
chissà perché, sempre pronto ad intervenire quando c'é qualcosa che rigaurda il
settore aereo. La signora Ilaria Bramezza si è a sua volta messa nelle mani
della società Ince di Pino Insegno, attore del PD, ovviamente, che ha pensato
bene di mettere su Ulisse,come prima cosa,la pubblicita' dei suoi dvd. Nel
frattempo che arrivasse Insegno, la rivista Ulisse l'aveva avuta in cura, Regno
di Cimoli, la signora Stella Locci: stipendio record in oni e inserzionisti di
prodotti per cani nelle pagine patinate, nonstante fosse odiata da Daniela
Scurto,l a potentissima capa delle relazioni esterne dei tempi cimoliani ed ora
a capo di una società di cacciatori di teste. Infine, per i sessant'anni della
compagnia fallita sono state organizzate due mega feste, una al Bagaglino di
Roma e una a New york, titolate "Oro e diamanti". Ne siamo sicuri,
oro e diamanti per i soliti noti, cassa integrazione invece a Malpensa.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
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Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Declino ed Expò I due modelli di Arturo
Diaconale Ha un doppio significato la vittoria di Milano su Smirne per l'Expò
del 2015. Il primo è che nel votare a favore del capoluogo lombardo la
maggioranza dei rappresentanti dei paesi aderenti al Bureau International des
Expositions non ha avuto paura di deludere le attese di un paese laico ma di
religione islamica come la Turchia. Il secondo è che a far superare il timore
di poter compiere un gesto interpretabile come una sorta di provocazione da
parte dei fondamentalisti islamici, ha contribuito la fiducia nella capacità
dell'Italia di poter organizzare al meglio l'Expò 2015. Cioè di essere in grado
di essere all'altezza della situazione e di poter superare la crisi e la fase
di declino in cui sembra essere incappata. Questo doppio significato alimenta
un grande ottimismo. In primo luogo dimostra come la stragrande maggioranza dei
paesi del pianeta non sia disposta ad arrendersi alle minacce di guerra di
religione e di civiltà che vengono in continuazione lanciate dai terroristi. In
secondo luogo perché costituisce una sorta di potente tonico contro quei segni
di depressione che sono fin troppo evidenti nella società italiana.
Naturalmente, la concomitanza della vittoria di Milano su Smirne con la
campagna elettorale ha subito offuscato questa doppia iniezione di ottimismo e
di fiducia. Ma le polemiche su chi abbia il merito di aver conseguito la
vittoria, se Letizia Moratti, il centro destra e Silvio Berlusconi, o Romano
Prodi ed i suoi ministri D'Alema e Bonino, sono destinate ad avere vita breve.
Passato il 13 aprile non rimarranno tracce di queste baruffe elettoralistiche.
Resterà solo l'esigenza di organizzare al meglio un evento che, come tutti i
grandi Expò del passato, non servirà solo a migliorare l'immagine di Milano, a
risolvere questioni complesse come quelle di Malpensa o a rilanciare le
attività economiche degli imprenditori lombardi, ma dovrà costituire un grande
volano per una generale ripresa dell'economia nazionale e del ruolo del nostro
paese nel contesto internazionale. Come cogliere questa occasione? Di sicuro
non con beghe meschine tra le forze politiche o con una visione esclusivamente
localistica e provinciale dell'avvenimento. Ma, altrettanto di sicuro, con la
consapevolezza che per cogliere appieno l'occasione offerta dalla fiducia e
dall'ottimismo di 86 paesi sia necessario tornare a definire come l'Italia deve
collocarsi nel mondo globalizzato. Antonio Polito, forse perché un po' troppo
coinvolto nel clima elettorale di questi giorni, ha sostenuto che due sono i
modelli tra cui scegliere. Quello realistico alla Prodi, che prevede per
l'Italia un ruolo regionale, mediterraneo, di semplice cerniera tra Europa e
paesi arabi. E quello più avventuroso della cosiddetta "grandeur" di
Silvio Berlusconi che potrebbe far scivolare il paese in uno stato di
irrealistica allucinazione. Se questo è l'approccio all'interrogativo su come
sfruttare l'occasione dell'Expò va detto senza mezzi termini che si tratta di
un approccio sbagliato. Il dilemma non è rimanere con i piedi per terra,
ancorarsi al Mediterraneo e rispettare la tradizionale politica di appeasement
con il mondo arabo oppure illudersi di essere una potenza di prima grandezza in
grado di competere da pari a pari con i "grandi". Il dilemma, al
contrario, è se sfruttare l'Expò per tentare di invertire il processo di
declino del paese o se rassegnarsi all'ineluttabile gestendo l'evento
all'insegna del piccolo cabotaggio o, peggio, della rinuncia dell'interesse
nazionale a favore degli interessi nazionali altrui. Magari
svendendo Alitalia o smantellando Malpensa. Per questo bisogna evitare di ridurre
la questione al dilemma Prodi-Berlusconi. Anche perché, se proprio si dovesse
scegliere tra realismo prodiano ed ambizioni berlusconiane, la partita della
lotta al declino avrebbe una conclusione obbligata. Non si raggiunge un
grande traguardo senza una ambizione adeguata.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 SIAMO ANCORA UNA NAZIONE? di Romano Bracalini
Una nazione, dice Ernest Renan, è una comunità che basa la propria esistenza su
tre elementi che la distinguono da qualunque altra: la lingua, la bandiera, la
moneta. Esse rappresentano un patrimonio d'affetti e di speranze. Formano
l'orgoglio, la tradizione, la storia di una nazione. Se viene a mancare anche
uno solo di questi elementi, una nazione non può più dirsi sovrana. Nel 1943,
con l'invasione anglo-americana, nel paese vinto venne imposta la moneta
d'occupazione, le Amlire. In quel preciso momento l'Italia cessava d'essere una
nazione indipendente e sovrana. Qualcosa di simile sta accadendo oggi. Goethe,
nel suo viaggio in Italia, spiegava che "Napoli è un paradiso abitato da
diavoli", e oggi non cambierebbe parere, e la Calabria un luogo dove
"i gendarmi arrostivano vivi i briganti che a loro volta arrostivano vive
le loro vittime". Il tradimento e la spazzatura sembravano piuttosto il
portato di una rinuncia o di una inadeguatezza. C'era alla base una carenza di
civiltà. Poeti e viaggiatori stranieri descrivevano l'Italia come un paese
certo affascinante e unico per varietà e ricchezza di memorie storiche, ma
anche come un luogo infido abitato da gente ingannevole e violenta, al punto
che l'inglese John Murray, autore del libro "Leading the blind"
(Guidare il cieco), raccomandava a tutti di fare testamento prima di mettersi
in viaggio. Una raccomandazione valida ancora oggi. I giornali stranieri sono tornati
a descrivere l'Italia come un paese triste, caotico e violento. Ce la mettiamo
tutta per confermare il quadro. La peggiore immigrazione sceglie l'Italia
perché altrove non sarebbe ammessa. Gli stranieri che dall'Italia tentano di
passare in Francia vengono bloccati alla frontiera. D'accordo, Milano ha vinto
la gara per l'Expo. Ma una rondine non fa primavera. Da un quindicennio
l'Italia è entrata in una profonda crisi istituzionale e morale in cui regole,
leggi, educazione e senso civico hanno perduto ogni significato originario e
non c'è più verso di frenare il malcostume dilagante, il disprezzo d'ogni
convenzione, la brutalità della nostra vita associata. La naturale e forse
mitica "gentilezza italiana" è scomparsa del tutto. Il senatore
Cossiga vorrebbe introdurre l'alza bandiera nelle scuole. Bisognerebbe prima
insegnare cos'è una nazione e i principi basilari di educazione civica. Sono
reduce da un soggiorno in Francia (paese ideale per noi "esuli" in
patria). La differenza si vede già nel rispetto per il pedone che attraversa la
strada senza rischiare la vita. Chi sgarra paga. Non trova un magistrato che
restituisce la patente al recidivo. Se a sgarrare è uno straniero lo si
accompagna tra due gendarmi alla frontiera. A Parigi le donne anziane non
temono di uscire di casa da sole. Si siedono al Caffè a godersi il timido sole.
La sicurezza è un dovere garantito al cittadino. La Francia è "l'etat des
citoyenne", lo stato dei cittadini. Dovrebbe esserlo anche l'Italia
formatasi sul modello francese. Ma così non è. Siamo impotenti davanti alle
vessazioni della burocrazia "sovietica" italiana. Lo spettacolo
quotidiano della nostra vita pubblica è deprimente. Si guardino i nostri
giardini pubblici. Un ricettacolo di commerci illeciti, sporcizia e escrementi
di cani. In Francia i cani non sono ammessi nei giardini e nei parchi: nemmeno
al guinzaglio. Si viaggia sicuri. Da noi l'ubriachezza al volante è in aumento
quasi per un senso di emulazione che fa strage. L'autista del pullman juventino
che ha investito e ammazzato il tifoso del Parma ha obbedito a un impulso di
paura. Lo ha detto lui. La partita aveva esasperato gli animi e inferocito le
opposte fazioni. Ha temuto d'essere aggredito e ha premuto l'acceleratore: è
come se avesse premuto il grilletto. Il capo della polizia Manganelli ha detto:
"Non c'è emergenza". Ennio Flaiano avrebbe eccepito: "La
situazione è grave ma non seria". Non solo stentiamo a diventare un popolo
ordinato e civile, ma restiamo i peggiori nemici di noi stessi. La nostra
debolezza di carattere ci viene dai secoli della decadenza. Per secoli l'Italia
è stata campo di battaglia d'eserciti stranieri che uccidevano e razziavano. Il
declino d'oggi lo riscontriamo nei comportamenti d'ordinaria barbarie, nella
latitanza d'ogni principio di giustizia, e nel costume
reiterato di svendere il paese allo straniero come cinque secoli fa. Con tutto
ciò, restando un esule nel cuore, che Alitalia venga
venduta ai francesi non mi importa nulla, anzi: vuol dire che funzionerà
meglio. Ma non vorrei porre limiti alla provvidenza. Per esempio a quando le FS
agli svizzeri?.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Duello a distanza: Berlusconi leader di Lucilla
Bicocchi Ci sono ottimismo e preoccupazione nelle parole di Silvio Berlusconi
al forum Confagricoltura a Taormina. Convinto che nella difficile situazione
economica in cui si trova il Paese toccherà ancora a lui governare, il leader
del Pdl critica la par condicio che potrebbe fargli perdere consensi nelle
ultime settimane di campagna elettorale. Ma nei tre giorni in considerazione,
dal 27 al 29 marzo, il Cavaliere tocca i temi più spinosi
della campagna elettorale, tra cui il caso Alitalia sempre in
primo piano con l'ipotesi della cordata italiana, il nodo pensioni, e il voto
utile consigliato agli elettori. Oltre 31 minuti di parlato Tv per Berlusconi,
che gli valgono la vetta della top ten davanti a Walter Veltroni, al secondo
posto con 25 minuti. Ma la risposta al leader del PdL non si fa
attendere. Il duello a distanza continua in Sicilia e Calabria, dove fa tappa
il tour di Walter Veltroni. E' ancora Alitalia a
dominare il pensiero del numero uno del Partito democratico, ma nei suoi
discorsi agli elettori siciliani si punta l'indice anche contro la criminalità
organizzata; "La mafia, la camorra e la 'ndrangheta decidano di non votare
per il PD. Se andremo al Governo la priorità sarà combattere le organizzazioni
criminali", dice Veltroni a Catanzaro, mentre a Siracusa, sotto una
pioggia battente, ricorda che la campagna elettorale non è una guerra e che
quindi non risponderà alle provocazioni. Abbonda di esponenti politici il
ranking di questi tre giorni. In terza posizione ecco il leader di centro
Casini, sempre più convinto che il suo partito sarà determinante al Senato,
mentre intanto crescono i toni della polemica con Berlusconi. Dalla piazza di Napoli
Casini attacca il cavaliere sull'uso strumentale che il leader del Pdl fa della
Chiesa e delle persone. Sulla questione del confronto in Tv invece è lapidario:
"Il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni"? E' un problema loro".
Al centro della classifica tempo di parola per Bertinotti, Buontempo e Boselli.
Se la Sinistra Arcobaleno presenta il suo programma a Milano nella storica
Camera del Lavoro, il leader de La Destra, ospite il 28 marzo negli studi del
TgLa7, commenta la vicenda Alitalia e l'allarme diossina
nelle mozzarelle, ma in vista del voto ormai alle porte, parla di brogli
elettorali, sperando in maggiori controlli da parte del ministero dell'Interno.
Se a Boselli bastano sei minuti per tornare sulla par condicio e annunciare
l'apertura del suo blog, è duro il giudizio di Marco Ferrando. Microfoni accesi
per lui al TgLa7 dove dice: "Questa campagna elettorale è una serie di
ipocrisie, c'è un campionato di serie A e uno di serie B. In serie A giocano
due partiti che fingono di combattersi, ma in realtà hanno lo stesso programma
di fondo, il Pdl e il Pd". La Destra conquista anche la decima posizione
con Daniela Santanchè che, dopo aver detto no a qualunque accordo post
elettorale, rivendica il ruolo del suo partito come maggiore garanzia per la
sicurezza nelle città.
( da "Avanti!" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
UN ESECUTIVO CON IL
CAV, CACCIARI E MONTI? MAGARI Il governo del buonsenso non è un pesce d'aprile
02/04/2008 Alla fine di questa assolutamente ignobile campagna elettorale era
apparsa una novità, uno scoop, finalmente degno di attenzione: Berlusconi, scrivevano
le agenzie, aveva dichiarato possibile un governo di buonsenso, e aveva perfino
azzardato due nomi: Cacciari e Monti. Troppo bello per esser vero: era un
"pesce d'aprile", un falso, uno scherzo, un lampo d'intelligenza nel
mezzo di una politica annegata fra chiacchiere e barzellette cretine. Peccato.
Peccato perché il "governo del buonsenso" sarebbe la sola cosa
decente che i due capoccia della nostra politica, quello "agé" e
quello della nuova speranza, possano, anzi debbano fare dopo il 15 aprile. E
non solo se il risultato fosse di parità al Senato, "ma anche" se uno
dei due, prevedibilmente Berlusconi, fosse in leggero vantaggio. E ciò per la
preminente ragione, che nessuno dei due grandi pseudopartiti (e tanto meno dei
piccoli e dei mediani) ha la forza politica per reggere a quel disastro
politico, economico e sociale (e morale) che è l'Italia di oggi, dopo quindici
anni di deriva e due anni di debacle prodiana. Berlusconi può darci, forse, un
governo di buonsenso condito da qualche scatto di genialità: Veltroni, figlio
tardivo della spaventosa mediocrità della sinistra italiana, non può darci
nemmeno quello. Si spegne questa campagna elettorale con gli ultimi petardi, roba da curva di ultrà sfiatati: la cordata per Alitalia di Berlusconi, le "centomila case" di Veltroni, case
di paglia come quella dei "Tre porcellini". Nessuno dei due ha
lanciato una proposta programmatica plausibile, attendibile, sui grandi temi:
l'energia, il dimezzamento della spesa pubblica, lo stop all'immigrazione, la
sicurezza. Nessuno dei due ha affrontato il tema grandissimo della
caduta del Meridione d'Italia nell'abisso della delinquenza politica . La sola
che abbia coraggiosamente affrontato il tema è la Milena Gabanelli di
"Report" su Rai Tre. Che Berlusconi lo abbia o no detto, il governo
del buonsenso è dunque essenziale: un governo numericamente piccolo, ma
autorevole e aperto, con uomini di disinteresse e di valore al servizio della
Nazione. Ma ormai, il buonsenso, per quanto essenziale, non basta più. Il
buonsenso poteva bastare fino a qualche anno fa: ora non basterà, se non sarà
accompagnato da un'altra necessaria virtù: il coraggio. Il coraggio di mandare
a farsi fottere le congregazioni, le corporazioni, I sindacati e,
all'occorrenza, anche la Chiesa, ma soprattutto la Casta. E rivolgersi spesso,
direttamente, agli italiani: i quali capiscono benissimo, senza bisogno di
barzellette o di favole. Dire in cinque minuti, alla televisione, quello che si
può fare e quello che non si può. È appunto questo il tipo di comunicazione che
è mancato al popolo italiano, sia nei due anni di Prodi, sia nei precedenti
cinque di Berlusconi. Ci vuole un Roosvelt che parli al caminetto del salotto
di Palazzo Chigi. Ma non per raccontar frottole, ma per esporre i problemi seri
e duri che avremo nei prossimi anni. Il governo del buonsenso non è un pesce
d'aprile, ma ciò di cui hanno bisogno gli italiani.
( da "Opinione, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 02 Apr
2008 Edizione 64 del 02-04-2008 Il Grillo Sparlante La politica e la Rai? Non
cambierà mai di Il Grillo Sparlante Per cominciare subito una bella news: i
miei lettori sono stati di nuovo certificati, siamo a quota 49 e la
certificazione è avvenuta grazie ad una partecipata della holding "LA
RESPONSABILITA' ETICA DELL'IMPRESA", con sede a VADUZ, LICHENSTEIN, dove
si è ricongiunta, grazie agli sforzi di imprenditori, giornalisti, vallette,
presentatori e cantanti, nonché dei di lor figlioli e figliole, con la già nota
snc "TRASPA Mme RENZA", en provenance dall'Austria e della Svizzera,
dove si giocheranno gli europei di calcio e quindi c'era un pò di affollamento.
Lo stesso affollamento che si ritrova nelle zucche delle mie FONTI nel Cavallo
morente, alla Rai, dove mi annunciano NOMINE per il 18 maggio, con il cambio
del DIRETTORE DI RAI UNO DEL NOCE, altro appassionato di orologi, e del
DIRETTORE DEL TG3 DI BELLA, bella villa in Svizzera nonché grande amico del
Cav. "TI RICORDI TONINO QUANDO DA PICCOLO SGAMBETTAVI A PORTOFINO TRA LE
MIE GAMBE", eh come no, bei tempi, con i VENERABILI MAESTRI e le GNOCCHE
MAESTRE. Il problema, però, è che il 18 maggio cade di domenica e quindi sarà
difficile riunire il CIDIA e fare delle nomine; poco male, si può rimediare il
mercoledì 21. Intanto il PARTITO RAI auspica la riforma bi-partisan
dell'A'Zienda e non sanno di far ridere tutto il mondo: già delle sorti del
Cavallo morente non fregava un cazzo a nessuno, ma dopo la
vicenda Alitalia che sta scorrendo sotto i nostri occhi si può fare veramente DI
TUTTO & DI PIU'. Perché ha ragione il carissimo MUNAFO', che potrebbe pure
raggiungermi qui all'Opinione, tanto scusa Stefano, quale destra e quale sinistra:
l'importante é la libertà di scrivere quello che pensiamo e il in questo senso
la nostra direzione è esemplare, una garanzia, quindi giungi
rapidamente,nel frattempo, dicevo, ha ragionen il caraissimo Stefano Munafò che
sull'Arancione Riformista, tornato finalmente nelle capaci mani di Antonio
Polito, ha scritto che non c'è differnza fra i canali Rai e quelli Mediaset,
salvo che per Rai Tre, che a me pare tuttavia come il Partito dei Contadini
nella Dieta Polacca di Gomulka o Gierek. Comunque, scrive Munafò, Rai e
Mediaset sono uguali e se la politica non ha lasciato la presa sull'Alitalia, quando mai lo farà sulla Rai. E' vero, io che sono
Grillo e non grullo confermo anche la conclusione di Munafò e cioé: ma alla
fine ce ne siamo fatti una ragione. Appunto, CHISSENEFREGA, come disse il MAGO
ALLA STREGA. Buona giornata. E buona fortuna.
( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 79 del 2008-04-02
pagina 19 Lupo Rattazzi: c'interessa Air One da sola di Redazione Lupo
Rattazzi, presidente di Neos (la compagnia aerea di proprietà del gruppo
Alpitour), conferma che un interesse per l'ingresso nel capitale di Air One è
uno dei temi d'interesse di GL Investimenti, costituita insieme a Giovanni
Malagò. Nella nuova società Malagò apporterà la sua quota del 2,2% circa in
Maire Tecnimont mentre Lupo Rattazzi conferirà a titolo personale l'equivalente
in liquidità, circa 24 milioni di euro. "Il primo settore di nostro
interesse è quello a cui appartiene Maire (chimica e ingegneria, ndr), poi
potrebbe esserci il trasporto aereo" spiega Rattazzi, che in passato è stato
uno degli azionisti di Air Europe. Sottolinea "i rapporti di affinità con
Air One e con il suo proprietario Carlo Toto", ma
esclude di poter entrare in una possibile cordata per Alitalia,
considerato "un progetto troppo grande, fuori dalle nostre forze".
"C'interessa, casomai, una quota di Air One se resta da sola".
Esclude anche la possibilità di sinergie con Neos. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Giornata nera per la compagnia di bandiera Alitalia: Prato si
dimette Il presidente: "Ho fallito e devo dare un segnale personale"
Roma, 2 Apr. – Il presidente di Alitalia, Maurizio
Prato, si è dimesso. Giornata nera per la compagnia di bandiera che dopo
l'abbandono di Air France si trova davanti alle dimissioni del suo direttore. Prato, dopo le dimissioni di
Berardino Libonati, era stato nominato dal ministero del Tesoro, l'estate
scorsa. E' stato incaricato di "cedere il controllo della società" e
di individuare soggetti industriali e finanziari interessati. Prima di
annunciare le sue dimissioni il presidente: "Questa azienda ha una maledizione,
soltanto un esorcista può salvarla. Ho fallito e devo dare un segnale
personale". "Non si può trascinare la situazione stancamente per
qualche giorno – ha poi aggiunto Prato - nè il governo nè il Paese si
renderebbero conto di quanto le interferenze continue del sistema hanno
avvelenato la situazione di un'azienda quotata in Borsa". Prima di
arrivare ai vertici di Alitalia era presidente e
amministratore delegato di Fintecna e presidente di Grandi Stazioni. Ricopre
incarichi direttivi in società pubbliche, dal 1978. Dal 1989 al 1998 è stato
condirettore generale Italstat, vicepresidente Autostrade e amministratore
delegato di Autostrade international e di Bonifica. Dopo essere stato direttore
generale di Iritecna, nel momento di fusione tra Italstat e Italimpianti, è
stato responsabile della direzione pianificazione e controllo Iri in qualità di
consigliere di amministrazione e di componente di comitato esecutivo delle
principali controllate: Alitalia, Finmeccanica,
Fincantieri, Cofiri, Stet, Telecom, Iri management. Fino al
( da "Voce d'Italia, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Spinetta:
"Le proposte dei sindacati sono inaccettabili". Air France rinuncia
all'acquisto di Alitalia. La
compagnia di bandiera verso il fallimento Il numero uno della compagnia
transalpina ha abbandonato il tavolo delle trattative Roma, 2 apr. - Air France
ha abbandonato il tavolo delle trattative per l'acquisto dell'Alitalia. Lo avrebbe detto il numero uno di Air France-Klm, Jean Cyril
Spinetta (foto), ritenendo la proposta dei sindacati inaccettabile.
Spinetta ha aggiunto di essere anche "contrario a livello personale".
Quindi, "finisce qui", ha concluso alzandosi dal tavolo e andando via
assieme al suo staff. Il presidente del gruppo franco-olandese dubiterebbe del
fatto chela compagnia "possa accogliere la proposta" presentata dai
sindacati, ed ha indicato che verrà comunque portata all' esame del consiglio
di amministrazione", premettendo che la richiesta dei sindacati "non
rientra" nel suo mandato. E' una proposta che difficilmente può essere
accolta, avrebbe detto Spinetta, "perché ci vorrebbero molti mesi di
lavoro e riflessioni, e questo Alitalia non lo può
sostenere perché i problemi della compagnia italiana vanno affrontati
oggi". Lo spettro del fallimento, per Atalia, è sempre più vicino, e il
presidente potrebbe proporre al Consiglio di amministrazione di portare i libri
in tribunale già la settimana prossima.