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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL  1-2 luglio 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (27)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

L'esperto: "non basta il socio di mestiere la salvezza arriva dalle nuove compagnie" - luigi pastore ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il monopolio di Alitalia è stata la prima causa del disastro Ora basta" "Tra le scelte possibili puntare sul mercato del Sud mediterraneo" LUIGI PASTORE "L'ingresso di un socio di mestiere è senza dubbio un passaggio opportuno. Ma non può bastare per invertire il trend di un aeroporto in calo continuo di traffici da ormai molti anni".

Alitalia tira il fiato con il prestito ponte - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia tira il fiato con il prestito ponte Meno debiti, in cassa 388 milioni. Ma Intesa prende tempo sul salvataggio Scajola: "Gli esuberi? Dobbiamo dare basi solide alla compagnia" ETTORE LIVINI MILANO - Effetto-prestito ponte sui conti Alitalia.

Decidiamo noi quando andare in piazza Veltroni stoppa Di Pietro. Non facciamo regali, governo in caduta, la luna di miele sta finendo ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: produttività in discesa, crisi Alitalia senza soluzione, un governo che sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio". "Sono pessimista guardando il paese, che appare intimorito, affannato e angosciato, come nemmeno al tempo del terrorismo".

I fantasmi invadono Fiumicino ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del ALITALIA I "fantasmi" invadono Fiumicino MASCHERATI da fantasmi, per denunciare lo stato di precarietà, che in diversi casi arriva sino ad oltre otto anni. Così una decina di lavoratori precari di Alitalia, rappresentanti del movimento "Mobasta" e della Sdl Intercategoriale, hanno dato vita, dinanzi al varco equipaggi dell'

Il prestito ponte allevia l'indebitamento di Alitalia A fine maggio la liquidità risale a 388 milioni. Lavoratori preoccupati per un piano industriale con migliaia di esuberi ( da "Unita, L'" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: indebitamento di Alitalia A fine maggio la liquidità risale a 388 milioni. Lavoratori preoccupati per un piano industriale con migliaia di esuberi / Milano Liquidità di Alitalia in aumento, dopo il prestito ponte di 300 milioni: al 31 maggio, si legge in una nota del gruppo, è ammontata a 388 milioni (al 30 aprile 2008 era pari a 174 milioni)

La tua opinione ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it 4000 esuberi per Alitalia. Il governo deve andare avanti? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 75,1 No R 24,9 La domanda di oggi Accordo sull'Alta velocità Torino-Lione Siete favorevoli? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

Alitalia, cala il debito Consiglio, esce Santini ( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Attesa sul piano Alitalia, cala il debito Consiglio, esce Santini ROMA - Con il prestito ponte da 300 milioni concesso dal governo, la situazione finanziaria dell'Alitalia si risolleva, ma solo leggermente. A fine maggio la disponibilità di cassa era salita a 388 milioni di euro (era di 174 milioni a fine aprile).

Roberto Farneti Ancora un po' di pazienza e le voci sul futuro dell'Alitalia finalmente cederanno il posto a indicazioni concrete ( da "Liberazione" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si parla infatti di oltre 4mila esuberi per l'intera Alitalia spa, vale a dire tra Az Fly (volo) e Az Service (servizi a terra). Una cura dimagrante che verrebbe realizzata mediante la creazione di una "newco" dentro cui far confluire una Alitalia fortemente ridimensionata assieme ad Air One. Escluso, invece, l'ingresso di Meridiana.

Giustizia, Berlusconi: "Vado avanti" ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aggiunga la crisi di Alitalia che dopo mesi non ha ancora una soluzione e i quattromila esuberi prospettati. Ieri ho parlato di un Paese che è sull'orlo di un tracollo e questi dati confermano quella valutazione. Il governo - attacca il segretario del Pd - sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio.

Anche nelle moto incentivi flop ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ipotesi che il numero uno Roberto Colaninno accettasse la sfida per Alitalia. "Gli sforzi fatti dal gruppo di Pontedera - ha osservato Guidi - sono stati coronati dal successo. Non faccio valutazioni su Alitalia. Dico solo che Piaggio è una realtà in cui la famiglia Colaninno è molto impegnata. Non vedo i due soggetti contrapposti".

La metamorfosi di Tremonti, il professore padano-napoletano ( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Anche in questo caso si tratta di una scelta non ortodossa, fatta però nella convinzione che il bene da salvare sia più rilevante della necessità di un'informazione puntuale sullo stato di avanzamento dei lavori. Se l'aspetto "padano" della nouvelle vague tremontiana non stupisce, è la napoletanità dimostrata nella gestione della Robin Hood Tax a segnare la differenza rispetto

Decollano i voli dal Panero ( da "Stampa, La" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla società di viaggi Explora Italia e la gestione dei tragitti sarà curata da Alitalia Express. Le due novità sono state annunciate ieri sera da Pietro Balestra, presidente dell'aeroporto Clemente Panero, da dove atterreranno e decolleranno gli Atr 72 con sessantasei passeggeri. "Ho avuto la conferma dell'inaugurazione per lunedì 14 luglio da Ciro My, presidente di Explora Italia,

Sono in viaggio ( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France ( da "Unita, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: utile ripetere che la famosa e fumosa cordata per Alitalia non solo non esiste, ma il solo miraggio è già costato al popolo italiano, ivi compresi gli elettori del cavaliere, i primi 300 milioni trasformati da prestito in capitale sociale, l'esubero di posti di lavoro è raddoppiato a fronte delle previsioni dell'Air France, mentre ancora il ministero degli esteri "sta selezionando"

La Fondiaria, condannati Ligresti e Mediobanca. Dopo sette anni ( da "Unita, L'" del 02-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia stava trattando con Klm, Mediobanca e Premafin tramavano per conquistare Fondiaria. Ora, dopo sette anni, il Tribunale di Milano ha riconosciuto che quest'ultima operazione, con la quale Mediobanca dirottò nelle mani amiche di Salvatore Ligresti l'assicurazione fiorentina, fu fatta violando la legge,

Mediobanca e Sai prima condanna su Opa Fondiaria ( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: SCAJOLA: ALITALIA SOLUZIONE VICINA "Sarà una compagnia aerea importante a capitale italiano" a risolvere la questione Alitalia. Lo ha dichiarato ieri il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ( nella foto) che ha aggiunto: "si arriverà a una soluzione nelle prossime settimane".

Il governo fa rotta su Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: declassato dalle decisioni di Alitalia. All'ordine del giorno il futuro della compagnia di bandiera. Un modo per spostare verso Nord il baricentro del governo, che la base lumbard vede un po' troppo attento ai problemi della Campania. Il ministro delle Riforme ha anche socchiuso le porte della Lombardia alla spazzatura in arrivo da Napoli ma chiede che il conto sia saldato in fretta (


Articoli

L'esperto: "non basta il socio di mestiere la salvezza arriva dalle nuove compagnie" - luigi pastore (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Genova Dario Balotta, studioso di trasporti: il caso Ryanair su Bergamo e Pisa dimostra che quella è l'unica strada L'esperto: "Non basta il socio di mestiere la salvezza arriva dalle nuove compagnie" "Il monopolio di Alitalia è stata la prima causa del disastro Ora basta" "Tra le scelte possibili puntare sul mercato del Sud mediterraneo" LUIGI PASTORE "L'ingresso di un socio di mestiere è senza dubbio un passaggio opportuno. Ma non può bastare per invertire il trend di un aeroporto in calo continuo di traffici da ormai molti anni". Non ha dubbi, Dario Balotta, esperto di trasporti e infrastrutture, già segretario regionale lombardo della Fit-Cisl: "I problemi stanno da un'altra parte, non tanto nell'azionariato. E sono problemi che vengono da lontano". Ossia? "In primo luogo, ed è un problema generale del sistema aeroportuale italiano, la cappa che ha generato la presenza di Alitalia, un vero e proprio tappo allo sviluppo, al quale non si è riusciti a porre rimedio neppure con una dotazione aeroportuale superiore a tutti gli altri Paesi europei, rispetto ai quali abbiamo più aeroporti e meno passeggeri. Un monopolio, quello della compagnia di bandiera, che ha fatto male a tutti. Basti vedere i danni che ha lasciato sul terreno e non solo sotto il profilo occupazionale". Cioè? "I sussidi mascherati dello Stato all'Alitalia. Grandi investimenti e spesa corrente con aiuti di Stato, nonostante questo sistema sotto sviluppato. I risultati: compagnie sottocapitalizzate o in una qualche difficoltà tutte, basti pensare a Meridiana che se la cava con Eurofly, Air one sul filo del rasoio: Ma c'è chi è riuscito a passare oltre è chi ha guardato più avanti". Ad esempio? "A Pisa c'è Ryanair a Bergamo anche. Questi aeroporti hanno dovuto rinunciare ad un'enorme rendita di posizione monopolistica ma in cambio hanno fatto registrare uno sviluppo decisivo. è questo il nodo per Genova". Voltare pagina completamente? Ma come? "Questi aeroporti che ho citato, non a caso hanno rinunciato alle garanzie tradizionali. Devi cambiare completamente politica commerciale, non basta un socio di mestiere, sapendo che Nizza è un concorrente insidioso a due passi da casa, che hai sempre vicini Linate e Malpensa con un ruolo significativo, e che Pisa copre brillantemente l'aerea di La Spezia". Quindi, in concreto? "Quindi, in concreto, serve un management professionale e qualificato, che sappia cosa deve fare: primo abbassare le tariffe aeroportuali, secondo attirare di conseguenza queste compagnie, terzo puntare su mercati nuovi e non saturi, come ad esempio, quello etnico, vista la buona dose di immigrazione, che caratterizza Genova nel cuore del mediterraneo. Per fare questo serve una politica commerciale completamente nuova. E se a costruirla c'è un socio di mestiere, allora tanto meglio".

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Alitalia tira il fiato con il prestito ponte - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia tira il fiato con il prestito ponte Meno debiti, in cassa 388 milioni. Ma Intesa prende tempo sul salvataggio Scajola: "Gli esuberi? Dobbiamo dare basi solide alla compagnia" ETTORE LIVINI MILANO - Effetto-prestito ponte sui conti Alitalia. Il salvagente da 300 milioni garantito da Governo e poi trasformato in capitale del gruppo per evitare il fallimento ha risistemato (provvisoriamente) la situazione finanziaria del gruppo. Malgrado le cifre confermino che la compagnia continua a bruciare molta cassa. A fine maggio la posizione finanziaria netta del gruppo è calata a 1,12 miliardi, 237 meno del mese precedente, grazie appunto all'iniezione di capitali pubblici. Stesso discorso per la liquidità disponibile ritornata sopra il livello di galleggiamento a quota 388 milioni dai 174 di aprile. Soldi che dovrebbero regalare all'Alitalia qualche mese in più per cercare di mettere a punto un piano di salvataggio. I tempi per la soluzione della crisi però (se soluzione ci sarà) sembrano destinati ad allungarsi di qualche giorno. L'ottimismo del ministro alle infrastrutture Altero Matteoli ("forse una soluzione potrebbe arrivare in settimana") ben difficilmente troverà conferma nella realtà. I tecnici di Banca Intesa starebbero infatti ancora lavorando per capire se esistono davvero le condizioni per rilanciare la compagnia e con ogni probabilità utilizzeranno quasi tutti i due mesi a loro disposizione (la scadenza del mandato è a inizio agosto) prima di dare il loro responso definitivo. "C'è chi sta lavorando e sta lavorando bene - ha liquidato la questione il ministro alle attività produttive Claudio Scajola - speriamo si possa arrivare a una buona soluzione presto. L'unica certezza al momento è che l'eventuale piano di salvataggio Alitalia sarà piuttosto severo. Le ultime indiscrezioni, accompagnate già dalle polemiche sindacali, parlano di oltre 4mila esuberi. "Un'azienda per essere messa nelle condizioni di avere un futuro deve partire con basi solide". "La situazione pare ben più drammatica di quel che sembrava e di difficile gestione ? ha sostenuto Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav (assistenti di volo) ? il Governo dovrebbe esprimersi subito sugli ammortizzatori sociali". Di certezze sul piano Alitalia ce n'è dunque a oggi solo una: il rilancio partirà da un consolidamento del mercato interno (la Magliana oggi è poco sopra il 40% del traffico domestico) grazie alla fusione con Air One, che riporterebbe la quota nazionale all'80% circa, più o meno come Lufthansa in Germania e Air France oltralpe. Poi ? se i numeri staranno in piedi e il greggio non farà altri scherzi, capitolo cui si sta lavorando in questi giorni ? si procederà a disegnare il piano industriale su cui aggregare il consenso dei nuovi soci. Disposti tra l'altro a metter mano al portafoglio solo davanti a un piano che dia ragionevoli certezze di non bruciare in pochi mesi i loro soldi, come rischia di succedere ai 300 milioni dei contribuenti italiani trasformati in patrimonio del gruppo per evitare il crac. Forma del salvataggio, accordi sindacali e struttura finanziaria dell'operazione sono solo l'ultimo passaggio (peraltro fondamentale) che si affronterà solo quando sul piatto ci sarà un progetto industriale "serio e credibile". Ieri intanto ha dato le sue dimissioni dal cda Alitalia il consigliere Carlo Santini. Un addio che non dovrebbe avere riflessi operativi immediati visto che il cda appena ricostituito a cinque membri ha lo stesso tutti i numeri necessari per lavorare.

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Decidiamo noi quando andare in piazza Veltroni stoppa Di Pietro. Non facciamo regali, governo in caduta, la luna di miele sta finendo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Decidiamo noi quando andare in piazza" Veltroni stoppa Di Pietro. "Non facciamo regali, governo in caduta, la luna di miele sta finendo" di Bruno Miserendino / Roma "IL GOVERNO pensi ai prezzi e ai salari, invece che al lodo Schifani, avevo detto che il paese è al tracollo e i dati mi danno ragione". Veltroni attacca il premier all'ora di pranzo e subito una valanga di dichiarazioni del Pdl inonda le agenzie per dire che il segretario del Pd è ormai succube di Di Pietro. Ma a sera Veltroni attacca ancora, e non solo il premier. Vede in dirittura finale la luna di miele tra governo e paese, cita sondaggi che vedono il gradimento dell'esecutivo in discesa, ma critica Di Pietro, "che con gli insulti fa un favore a Berlusconi", e spiega perchè il Pd non sarà l'8 luglio a piazza Navona con il leader dell'Idv e gli amici di Grillo: "Non partecipiamo a manifestazioni dove ci si conosce per nome". Lancia una stoccata anche a Casini: "Con tutto il rispetto e l'affetto, gli dico che anzichè preoccuparsi del governo ombra io sarei più preoccupato di pezzi dell'Udc che, come in Sicilia, se ne vanno con il centrodestra". Lancia soprattutto un altolà ai critici interni: "Ci sono alcuni di noi che se per una volta dicono una cosa contro la destra mi fanno una cortesia...". Come dire, il governo fa acqua, l'Italia è allo stremo e serve un Pd forte, non ripiegato su se stesso. Inatteso Veltroni? No, dicono i suoi, è chiaro che il segretario ha deciso di rompere l'assedio, e che si prepara alla campagna d'autunno: ci sarà la grande manifestazione di ottobre e lui andrà di nuovo in giro per l'Italia per parlare al paese e al Pd. Un no al logoramento, se si vuole. "Dobbiamo smettere di considerare i nostri avversari come una invincibile armata - dice il segretario sferzando i critici interni - ci faremo del male da soli, invece c'è solo un residuo di luna di miele tra governo e paese, ma si sta consumando". Veltroni ricorda i fatti: "L'inflazione che sale come non accadeva da anni, salari bassi, produttività in discesa, crisi Alitalia senza soluzione, un governo che sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio". "Sono pessimista guardando il paese, che appare intimorito, affannato e angosciato, come nemmeno al tempo del terrorismo". "Noi - insiste Veltroni - dobbiamo avere maggiore capacità di sentire l'ansia della gente, il governo è assolutamente lontano da questo e il Paese inizia a sentirlo". Il leader del Pd cita alcuni esempi, tra cui la norma sui mutui: "I cittadini stanno iniziando a capire che non è vero che diminuiscono, ma aumentano". Le tasse, ribadisce Veltroni, aumenteranno, non diminuiranno. "Il Paese sta facendo l'esame al governo e capisce che le promesse fatte, le priorità del premier e le priorità del Paese sono tre cose che non stanno insieme". Conclusione sul punto: "Noi abbiamo tutte le condizioni per fare la nostra opposizione, che è l'unica risorsa per il Paese e l'unica alternativa alla Destra". Cita sondaggi: "In un mese il consenso del governo è sceso del 5,2% con un'accelerazione nelle ultime due settimane, io so che serve il respiro lungo e che non è utile l'idea della spallata ma non pensavo che dopo un mese il governo si sarebbe trovato in questa situazione". In sostanza, dice il segretario, non inseguiremo l'agenda di Berlusconi, "non discuteremo del lodo Alfano, ma metteremo in campo proposte su salari e pensioni". Parte qui la stoccata a Di Pietro: "I suoi toni sono i preferiti del centrodestra, è un regalo a Berlusconi col fiocco, lo dico a chi ci dà lezioni sulla qualità dell'opposizione". Manifestare con Grillo, fresco reduce da Porto Cervo? "Non ci si invita a manifestazioni fatte da altri, senza discutere con noi della piattaforma, oi siamo un partito di una certa dimensione...". "Noi - conferma - faremo una grande manifestazione di popolo, che comprenda i grandi temi sociali, e non una di quelle manifestazioni dove ci si conosce per nome". Veltroni è duro con chi parla solo di leadership: "A forza di dire che il partito si logora rischiano di produrre una profezia che si autoavvera, la discussione va bene, non conosco altri partiti in cui si discute così tanto, purchè sia un mezzo, non un fine. Almeno per chi si preoccupa di far crescere il consenso. Per chi ha altri obiettivi, non so...".

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I fantasmi invadono Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del ALITALIA I "fantasmi" invadono Fiumicino MASCHERATI da fantasmi, per denunciare lo stato di precarietà, che in diversi casi arriva sino ad oltre otto anni. Così una decina di lavoratori precari di Alitalia, rappresentanti del movimento "Mobasta" e della Sdl Intercategoriale, hanno dato vita, dinanzi al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino, ad un presidio di protesta durato l'intera giornata.

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Il prestito ponte allevia l'indebitamento di Alitalia A fine maggio la liquidità risale a 388 milioni. Lavoratori preoccupati per un piano industriale con migliaia di esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il "prestito ponte" allevia l'indebitamento di Alitalia A fine maggio la liquidità risale a 388 milioni. Lavoratori preoccupati per un piano industriale con migliaia di esuberi / Milano Liquidità di Alitalia in aumento, dopo il prestito ponte di 300 milioni: al 31 maggio, si legge in una nota del gruppo, è ammontata a 388 milioni (al 30 aprile 2008 era pari a 174 milioni). In calo l'indebitamento netto che si posiziona a 1.121 milioni (con un decremento di 237 milioni, pari al 17,5%): l'aviolinea precisa che il prestito ponte non è però incluso in questa voce. Intanto le prime indiscrezioni sul piano industriale per Alitalia, in preparazione da parte dell'advisor Intesa SanPaolo, che prevederbbe 4.000 esuberi, ha suscitato le oprime preoccupata reazione da parte delle organizaaziooni dei lavoratori. Il numero degli esuberi ipotizzati, scrive Massimo Muccioli, il presidente dell'Associazione degli assistenti di volo (Anpav), "determinerebbe una situazione di difficile gestione sociale e riteniamo prioritario che il Governo si esprima subito sulla portata degli strumenti di ammortizzazione sociale previsti". Purtroppo, prosegue l'Anpav, "come avevamo previsto, la soluzione alternativa alla proposta Air France si sta rivelando molto più gravosa in termini di ricadute occupazionali, e le intransigenze espresse a suo tempo nei confronti delle proposte francesi si stanno rivelando oggi fatali". Critico anche il senatore del Pd Achille Passoni, componente della Commissione Lavoro di Palazzo Madama. "Berlusconi - ha dichiarato l'ex sindacalista della Cgil - ha usato la drammatica vicenda dei lavoratori Alitalia come mezzo di propaganda elettorale parlando per settimane di cordate imminenti rivelatesi poi del tutto infondate. Adesso, dopo aver fato fuggire Air France gigante del settore che poteva dare un respiro industriale ad Alitalia, si parla di un piano industriale con 4000 esuberi che renderebbe la compagnia di bandiera un moscerino incapace di concorrere sui mercati internazionali". È tornato intanto a quattro membri il consiglio di amministrazione di Alitalia. Ieri infatti si è dimesso Carlo Santini, che era entrato nel board il 22 febbraio 2007 come amministratore indipendente e non esecutivo, su indicazione dell'azionista Tesoro assieme a Berardino Libonati che era stato nominato presidente e Aristide Police (attuale presidente), Luciano Vannozzi e Giovanni Sabatini. Sabato scorso, l'assemblea degli azionisti di Alitalia aveva riportato a cinque il numero dei componenti del cda, nominando Nunzio Guglielmino e Tommaso Vincenzo Milanese, su indicazione del Tesoro. Il board si era ridotto a tre componenti - il presidente Aristide Police, Carlo Santini e Luciano Vannozzi - dopo le dimissioni di Maurizio Prato nell'aprile scorso e di Giovanni Sabatini in maggio.

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La tua opinione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-07-01 num: - pag: 38 categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it 4000 esuberi per Alitalia. Il governo deve andare avanti? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 75,1 No R 24,9 La domanda di oggi Accordo sull'Alta velocità Torino-Lione Siete favorevoli? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

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Alitalia, cala il debito Consiglio, esce Santini (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-07-01 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE Attesa sul piano Alitalia, cala il debito Consiglio, esce Santini ROMA - Con il prestito ponte da 300 milioni concesso dal governo, la situazione finanziaria dell'Alitalia si risolleva, ma solo leggermente. A fine maggio la disponibilità di cassa era salita a 388 milioni di euro (era di 174 milioni a fine aprile). L'indebitamento netto della compagnia aerea, sul quale il prestito non ha avuto impatto, si è ridotto in modo consistente. A fine maggio era pari a 1.121 milioni di euro, dei quali 173 a breve termine, con un calo complessivo del 17,5% rispetto al mese precedente. Il quadro finanziario migliora, ma sul piano di salvataggio e privatizzazione messo in piedi dal governo ed affidato all'advisor Intesa Sanpaolo non ci sono novità, benché il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, non le escluda nel corso della settimana. Nel frattempo, dal consiglio di amministrazione della compagnia, ieri si è dimesso Carlo Santini, nominato dal Tesoro come indipendente e privo di incarichi esecutivi. Già da qualche tempo Santini aveva manifestato l'intenzione di lasciare l'Alitalia, ma non ha potuto farlo prima di ieri per evitare la decadenza dell'intero consiglio, visto che prima di lui si erano già dimessi due dei cinque membri di cui è composto. Sabato l'assemblea ha reintegrato il consiglio sostituendo Maurizio Prato e Giovanni Sabbatini con Tommaso Milanese e Nunzio Guglielmino, e la porta di Alitalia si è aperta per Santini. In attesa di notizie del piano industriale, intanto, i sindacati protestano, preoccupatissimi dalle indiscrezioni che parlano di 4-5 mila esuberi, mentre Confindustria sprona il governo. "Si prendano decisioni e si vada avanti" dice Emma Marcegaglia. Al vertice Il presidente dell'Alitalia, Aristide Police. Entro qualche settimana Intesa concluderà il suo lavoro di advisor per il salvataggio della compagnia di bandiera M. Sen.

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Roberto Farneti Ancora un po' di pazienza e le voci sul futuro dell'Alitalia finalmente cederanno il posto a indicazioni concrete (sezione: Alitalia 2)

( da "Liberazione" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Roberto Farneti Ancora un po' di pazienza e le voci sul futuro dell'Alitalia finalmente cederanno il posto a indicazioni concrete. Il governo aveva fissato la scadenza alla fine di luglio ma ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha detto che "forse" già entro questa settimana potrebbe essere presentato il piano di rilancio della compagnia messo a punto dall'advisor Banca Intesa. I lavoratori ovviamente si augurano che le indiscrezioni riportate in questi giorni da alcuni organi di stampa siano infondate. Si parla infatti di oltre 4mila esuberi per l'intera Alitalia spa, vale a dire tra Az Fly (volo) e Az Service (servizi a terra). Una cura dimagrante che verrebbe realizzata mediante la creazione di una "newco" dentro cui far confluire una Alitalia fortemente ridimensionata assieme ad Air One. Escluso, invece, l'ingresso di Meridiana. In contemporanea con l'uscita totale dello Stato dal capitale, ci sarebbe l'entrata di nuovi soggetti industriali e finanziari che fornirebbero i soldi per la ricapitalizzazione. Dopodiché, inizierebbe la ricerca di un partner internazionale. In allarme i sindacati, a cui non piace l'idea di dover trattare a partire da un numero di esuberi così alto. "Se fossero vere queste cifre, il piano sarebbe morto in partenza", taglia corto il comandante Fabio Berti, presidente dei piloti dell'Anpac. Mostra i muscoli la Uil Trasporti: "Se si prevedono 4mila esuberi - avverte Giuseppe Caronia - neppure ci sediamo al tavolo". Coglie la palla al balzo l'ex ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, per riproporre l'operazione "nostalgia" nei confronti di Air France. Secondo il ministro ombra del Pd, il piano Spinetta era ottimo sia dal punto di vista finanziario che occupazionale: "Poco più di 2mila esuberi - ricostruisce Bersani - praticamente tutti accompagnabili alla pensione. Perfino il problema dei 133 piloti per 5 aerei cargo veniva diluito nel tempo. Quanto ai soldi: scambio azionario, un miliardo di ricapitalizzazione, mezzo miliardo per le obbligazioni, impegno per tre miliardi di investimenti dal 2009. Questa offerta - si lamenta il dirigente del Pd - fu definita una svendita, un disastro, un massacro". Una ricostruzione assolutamente parziale: "E' bene chiarire - ribatte Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale di SdL Intercategoriale - che Air France prevedeva i 2mila esuberi solo per la parte operativa legata all'attività di volo (circa il 50% del personale), lasciando quindi ad altri il problema di gestire gli esuberi di AZ Servizi al cui interno si trova il restante 50% del personale". In più, tra quelli da tagliare, rileva Tomaselli, "non venivano neanche inseriti i circa mille lavoratori a tempo determinato che effettuano "stagioni" da almeno 8 anni". Proprio ieri mattina alcuni precari vestiti da fantasmi hanno dato vita a un presidio di protesta al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiumicino. Presidio proseguito, nel corso della giornata, presso la palazzina Alitalia, nell'area tecnica dello scalo. In sostanza, la cifra complessiva degli esuberi del piano Air France si aggirava sui 7mila addetti. Anche il numero uno della Filt Cgil, Fabrizio Solari, scuote la testa: "E' avvilente - osserva Solari - che ancora oggi una buona parte della classe dirigente del Paese, ivi compresi autorevoli commentatori, non trovino di meglio che rimpiangere l'ipotesi di acquisto da parte di Air France e tra l'altro questa ipotesi non è mai stata realmente sul tavolo, a causa delle diverse precondizioni poste da Air France". In ogni caso, i sindacati non faranno sconti neanche a Banca Intesa: "Prima si discute di rilancio dell'azienda, della sua flotta, dell'attività industriale che deve svolgere nelle sue varie articolazioni, poi - sottolinea ancora Tomaselli di SdL - si potranno prendere in esame eventuali esuberi". Il tempo per condurre una vera trattativa c'è. Grazie al prestito ponte di 300 milioni di euro, la liquidità del gruppo Alitalia - al 31 maggio 2008 - è salita a 388 milioni, rispetto ai 174 milioni del 30 aprile 2008, mentre l'indebitamento netto scende da 1.358 milioni a 1.121 milioni. 01/07/2008.

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Giustizia, Berlusconi: "Vado avanti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 155 del 2008-07-01 pagina 0 Giustizia, Berlusconi: "Vado avanti" di Redazione Il premier: "Tante polemiche strumentali finiscono con il mettere in secondo piano l'interesse collettivo". Poi assicura: "Proseguiremo con la volontà di ridare efficienza e forza credibile alla giustizia". Il leader del Pd: "Il governo non si occupi solo dei problemi del Cavaliere" Roma - "Tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo. è certo, però, che profonderemo ogni sforzo perché l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti". Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un messaggio inviato in occasione di un convegno della Federazione italiana tabaccai. Berlusconi, nel messaggio, assicura che si proseguirà nella direzione che era indicata nei programmi e che "si incarna nella nostra azione". Il governo, scrive Berlusconi, "ha scelto di mettere la sicurezza e l'ordine pubblico tra le priorità della propria azione compresa la volontà di ridare efficienza e forza credibile a una giustizia che, troppo spesso, delude le aspettative in essa legittimamente riposte". La risposta di Veltroni Il governo si occupi di un Paese sempre più sull'orlo del baratro, piuttosto che dei problemi del presidente del Consiglio. è il duro affondo di Walter Veltroni, che in una nota osserva: "L'inflazione sale come non accadeva da anni. I prezzi al consumo hanno raggiunto valori che non vedevamo da dodici anni e a salire sono soprattutto quelli del pane, della pasta e degli altri generi di prima necessità. Salgono i prezzi alla produzione del 7,5%. Frena il mercato dell'auto e la produttività del Paese continua a decrescere. A questo si aggiunga la crisi di Alitalia che dopo mesi non ha ancora una soluzione e i quattromila esuberi prospettati. Ieri ho parlato di un Paese che è sull'orlo di un tracollo e questi dati confermano quella valutazione. Il governo - attacca il segretario del Pd - sembra invece non accorgersi della gravità della situazione ed è preoccupato solo dei problemi del presidente del Consiglio. Noi chiediamo immediatamente un intervento a sostegno di salari, stipendi e pensioni. è questa la vera priorità del Paese e non il lodo Schifani". Bonaiuti a Veltroni: "Non faccia prediche" Walter Veltroni ha "portato al disastro il Comune di Roma" per cui non può fare "prediche" su "salari e stipendi" degli italiani. Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, punta il dito contro il leader democratico: "Da che pulpito viene la solita predica di Walter Veltroni? Non può parlare di salari, stipendi e pensioni degli italiani chi ha portato al disastro il Comune di Roma che è la capitale d'Italia". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Anche nelle moto incentivi flop (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

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N. 155 del 2008-07-01 pagina 24 Anche nelle moto incentivi flop di Redazione da Milano Incentivi flop anche per le due ruote, lo spettro della cassa integrazione se la situazione non dovesse cambiare a breve, le difficoltà delle aziende della componentistica e il cambio di proprietà all'orizzonte per la Mv Agusta di Claudio Castiglioni, sempre più vicina alla Harley Davidson. Tutti temi "caldi" sui quali Guidalberto Guidi, presidente di Confindustria Ancma, si è soffermato ieri con il Giornale. "Sul fronte Mv Agusta - afferma Guidi - spero che Castiglioni trovi presto una soluzione. Moto belle come quelle prodotte a Schiranna in pochi le sanno fare. L'importante è che la testa e il cuore dell'azienda restino in Italia (così, del resto, prevederebbero gli accordi con la casa americana, qualora l'operazione venisse definita; offerte, a Castiglioni, sono arrivate anche dall'India, ndr)". Guidi, che ieri ha presieduto l'assemblea di Confindustria Ancma (costruttori moto, bici e accessori) con al suo fianco il direttore generale Costantino Ruggiero e il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, intervenuto per la conferenza stampa, ha risposto anche a una domanda sul futuro della Piaggio nell'ipotesi che il numero uno Roberto Colaninno accettasse la sfida per Alitalia. "Gli sforzi fatti dal gruppo di Pontedera - ha osservato Guidi - sono stati coronati dal successo. Non faccio valutazioni su Alitalia. Dico solo che Piaggio è una realtà in cui la famiglia Colaninno è molto impegnata. Non vedo i due soggetti contrapposti". Tema centrale dell'assise era comunque il mercato delle due ruote alle prese con un periodo difficile, complice anche il maltempo che ha caratterizzato la primavera. Nonostante l'Italia si confermi il Paese degli scooteristi, dove circola il 60% di tutti i mezzi europei, i dati dei primi cinque mesi segnano una flessione del comparto delle due ruote a motore dell'8,2% rispetto al 2007. Sempre da gennaio i veicoli immatricolati si sono fermati (meno 10,6%), mentre è stata definita grave la crisi che attanaglia il mercato delle biciclette ("è necessario creare sistemi viabilistici dedicati, che colleghino i punti strategici delle città, in modo che la bici possa diventare una vera alternativa ai mezzi a motore"). La situazione, comunque, preoccupa Guidi: "A soffrire - spiega il presidente al Giornale - è soprattutto la componentistica". E lo stesso numero uno di Ancma non esclude, in caso di peggioramento della congiuntura, il ricorso del settore alla cassa integrazione. C'è poi il capitolo incentivi che, come sta accadendo per l'auto, non hanno garantito l'atteso ritorno ai costruttori. "Il passato governo li ha proposti - aggiunge Guidi - in un modo eccessivamente complesso e burocratico. Ho parlato con il ministro dell'Ambiente, auspicando una formulazione in grado di ridare slancio al settore". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La metamorfosi di Tremonti, il professore padano-napoletano (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 01-07-2008)

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Stampa il ritratto La metamorfosi di Tremonti, il professore padano-napoletano La nouvelle vague di Giulio Tremonti è molto diversa, nei toni e nello stile, dal registro cui il Ministro aveva abituato gli italiani nelle passate esperienze di Governo. Non solo sono stati dismessi i toni aspri che hanno contraddistinto in passato la battaglia sulla revisione dell'articolo 18 o la sua campagna contro le fondazioni bancarie, che, tra l'altro, rappresenta una delle sue maggiori sconfitte politiche, ma è anche cambiato radicalmente lo stile comunicativo del professore. Le cronache dell'introduzione della Robin Hood Tax e della polemica con le banche sulla necessità di rinegoziare i mutui hanno mostrato un Tremonti diverso, il cui atteggiamento, volendolo stereotipare, potrebbe essere definito come padano-napoletano. Padano perché, nella migliore tradizione leghista (partito cui Tremonti è molto vicino, tanto da essere descritto da molti come l'ufficiale di collegamento fra Carroccio e Forza Italia), propone soluzioni pratiche, benchè a volte non ortodosse, a problemi reali. La proposta di imporre alle banche la rinegoziazione dei mutui a tassi precedenti il 2006, allungandone la durata, ha infatti fatto storcere il naso a più di un accademico. La critica che veniva da ambienti universitari era semplice (o forse semplicistica): questa misura viola la libera concorrenza e sterilizza la portata rivoluzionaria della portabilità dei mutui introdotta da Pierluigi Bersani. Il problema, di cui Tremonti si è reso conto mentre in ambienti accademici è passato inosservato, è che il dettato delle liberalizzazioni volute da Bersani è rimasto lettera morta. I recenti richiami del governatore di Bankitalia Mario Draghi e del presidente dell'Antitrust hanno istituzionalizzato il problema. Tremonti ha proposto una soluzione in grado di dare beneficio ai cittadini stremati dalla rata del mutuo. Che in tutto ciò vi sia una robusta dose di populismo è vero, ma è anche vero che la rinegoziazione dei mutui avrebbero dovuto proporla per primi gli istituti di credito. Non bisogna scomodare William Shakespeare e il suo Mercante di Venezia per comprendere che chi accende un mutuo offre maggiori garanzie della media, e quindi va maggiormente tutelato. Di norma le banche erogano un finanziamento massimo per l'acquisto di una casa pari all'80% del suo valore e come garanzia hanno un'ipoteca sull'intero immobile. La pretesa di avere ad ogni costo "la libbra di carne", spiegano in ambienti tremontiani, non solo è sbagliata "eticamente" ma non ha neanche molto senso industriale. Chi accende un mutuo, di solito, sposta nella banca che glielo eroga tutto il suo pacchetto finanziario: conto corrente, deposito titoli etc., aumentando il suo apporto in termini di revenues al conto economico della banca. La padanità tremontiana non ha mancato naturalmente di sollevare critiche. Eugenio Scalfari, in un suo recente editoriale, ha definito Tremonti un "dittatore" dopo la scelta di procedere a fari spenti nell'operazione di salvataggio di Alitalia. Anche in questo caso si tratta di una scelta non ortodossa, fatta però nella convinzione che il bene da salvare sia più rilevante della necessità di un'informazione puntuale sullo stato di avanzamento dei lavori. Se l'aspetto "padano" della nouvelle vague tremontiana non stupisce, è la napoletanità dimostrata nella gestione della Robin Hood Tax a segnare la differenza rispetto al passato. Attaccare banchieri, petrolieri e, in misura minore, assicuratori avrebbe potuto avere effetti dirompenti sul consenso del Governo. Le tre categorie sono portatrici di interessi che Silvio Berlusconi intende avere al suo fianco, soprattutto nella campagna di rilancio delle infrastrutture. Tremonti ha dimostrato la capacità di attaccarle senza che queste si compattassero e quindi ottenendo l'effetto populistico del "togliere ai ricchi per dare ai poveri" senza avere contro di sé i poteri forti. Un esempio illuminante lo si ha con le società petrolifere. La Robin Hood Tax, agendo sull'Ires (l'imposta sul reddito delle società), colpisce maggiormente le società che producono la maggior parte dei loro utili in Italia. In particolare, secondo le prime stima degli analisti, saranno Saras ed Erg a sopportare gli oneri maggiori mentre Eni, che tra l'altro è controllata dal ministero dell'Economia, subirà un impatto decisamente minore. Nella gestione dello scontento dei petrolieri la napoletanità tremontiana ha sfiorato il sublime. I maggiori oneri in capo a Saras rischiavano di aprire un caso politico all'interno del PdL. La società infatti fa capo ai fratelli Moratti e, in qualche modo, è un capolavoro bipartisan. GianMarco, marito del sindaco di Milano Letizia, è vicino al centrodestra, mentre Massimo, marito di Milly (consigliere comunale di Milano di centrosinistra), è in area Pd. A lamentarsi del provvedimento è stato GianMarco, definendolo un'iniziativa "demagogica" ma Tremonti ha risposto a Massimo, spiegando che dovrà pagare un po' meno il neo allenatore dell'Inter Jose Mourinho. Non si può parlare dell'"ultimo" Tremonti senza fare riferimento al suo pamphlet "La paura e la speranza", definito da molti come la marcia in più della campagna elettorale di Berlusconi. Tremonti per descrivere la patologia del libero mercato che ha portato all'attuale crisi dei mercati ha coniato il termine mercatismo, in tempi non sospetti. Mario Monti è stato l'ultimo in ordine di tempo a polemizzare contro questa parola e contro il suo autore. Dietro l'ostilità di Monti (e di altri accademici) c'è la stizza che le tesi tremontiane, anche le più eretiche, come quella sulla necessità della creazione di una nuova Bretton woods, trovino eco anche fuori dai confini italici. "Tremonti - spiega un bocconiano autorevole - non ha il curriculum per potere fare di queste proposte". Ciò che in realtà disturba molti suoi critici è l'oggettivo ruolo che il professore si sta ritagliando, un ruolo ormai ampiamento riconosciuto anche all'estero. E non privo di sviluppi in futuro.

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Decollano i voli dal Panero (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 01-07-2008)

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VILLANOVA D'ALBENGA CON LA COMPAGNIA EXPLORA ITALIA Decollano i voli dal Panero [FIRMA]ANGELO FRESIA VILLANOVA D'ALBENGA Partiranno tra due settimane i voli charter allestiti dalla società di viaggi Explora Italia e la gestione dei tragitti sarà curata da Alitalia Express. Le due novità sono state annunciate ieri sera da Pietro Balestra, presidente dell'aeroporto Clemente Panero, da dove atterreranno e decolleranno gli Atr 72 con sessantasei passeggeri. "Ho avuto la conferma dell'inaugurazione per lunedì 14 luglio da Ciro My, presidente di Explora Italia, e credo che questa volta sia davvero quella giusta", ha dichiarato Balestra, riferendosi agli ultimi rinvii per l'apertura del servizio, il cui inizio era stato fissato inizialmente per lunedì 2 giugno. "In un primo momento il Panero sarà collegato agli aeroporti di Tortoli in Sardegna, Roma Fiumicino e Bastia in Corsica. Successivamente saranno organizzate percorrenze settimanali verso Pontecagnano e Malpensa. È un avvio in formato ridotto rispetto a quanto pensavamo inizialmente, ma l'importante è partire, perché i voli charter hanno una vasta clientela potenziale e col tempo sarà possibile attrarre nuove fette di mercato", dichiara il presidente dello scalo villanovese. L'accordo tra la società Explora e l'aeroporto di Villanova prevede un progetto triennale di voli charter tra il ponente savonese e altre città italiane. Nelle prime intenzioni dell'agenzia milanese, il Clemente Panero avrebbe dovuto vedere il transito annuale di circa centomila passeggeri. L'ipotesi di partenza sembra però essersi drasticamente ridimensionata rispetto ai propositi della Explora. Dei quaranta voli settimanali annunciati ad aprile, il piano dell'impresa ne ha mantenuti finora circa la metà, dopo alcuni tagli causati da motivi organizzativi. Del resto, la carta della Explora resta l'unica (e forse l'ultima) in mano alla dirigenza del Panero per dimostrare al mondo economico locale di essere in grado di attrarre il pubblico del mercato aeronautico privato nel ponente ligure. Alla riuscita dell'iniziativa imprenditoriale sono dunque legate le sorti dell'aeroporto e anche la sua eventuale privatizzazione. Sempre in materia di voli, secondo la presidenza dell'infrastruttura dovrebbe riprendere a settembre il collegamento quotidiano con Roma. "Mancano solo alcune firme ai documenti per la procedura di appalto con cui sarà scelta la ditta aerea incaricata di gestire il volo, ottenendo in cambio i finanziamenti della legge di continuità territoriale", ha affermato Balestra.

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Sono in viaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 01-07-2008)

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E, con mio rammarico, scopro le connessioni Internet funzionano peggio di quanto supponessi. Cercherò di scrivere dei post, ma non posso prevedere con quale frequenza. In ogni caso tornerò a pieno regime a partire dal 19 luglio. Grazie per la comprensione e tanti cari saluti a tutti voi. Scritto in giornalismo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Jun 08 Nomadi, ha ragione Maroni (e con lui Cacciari) Dunque, secondo alcuni media Maroni vuole schedare i bambini rom, prendendo loro le impronte digitali; dunque il ministro, leghista, avrebbe sotto sotto intenzioni razziste. In realtà il ministro degli Interni ha elaborato un piano tutt'altro che impulsivo e men che meno razzista . Infatti: 1) Non è una schedatura, ma un censimento più che mai necessario perché non si sa quanti nomadi ci siano oggi in Italia da dove vengano e quanti figli abbiano. Maroni dice: "Voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo è con il censimento. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dar loro un documento e fissare regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti". 2) La Ue ha approvato una norma che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno. Siccome non si sa con certezza se i nomadi in Italia siano o no extracomunitari la misura è plausibile. Tra l'altro oggi arrivando in un aeroporto americano prendono a ogni straniero le impronte digitali e quelle dell'iride; la pratica, insomma, è diffusa. 3) Il censimento è necessario perché i bambini sfruttati per compiere reati vengono spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli. Con le impronte invece si riuscirà sempre a sapere chi sono, combattendo efficacemente gli sfruttattori e tentando di garantire a questi fanciulli un'educazione adeguata. Maroni mi ha sempre dato l'impressione di una persona perbene e ragionevole. In questo caso mi sembra che intenda porre fine a una grande ingiustizia umana e legale. Non è un caso che anche una personalità di spicco della sinistra, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, abbia elogiato le dichiarazioni di Maroni affermando che: "A chi ha diritto di stare in Italia, specialmente se cittadino italiano, deve essere garantito di vivere in condizioni decorose e decenti, e non in campi che sono una vergogna, alla quale bisogna porre fine". Razzista anche Cacciari? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 107 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Galimberti, filosofo copia e incolla, continua a pontificare. Umberto Galimberti è considerato negli ambienti colti della sinistra un guru, uno di quei filosofi profondi, seri e pensosi che dall'alto della propria cultura sanno analizzare con amara precisione il disagio esistenziale della nostra società. Confesso che fino a qualche tempo fa mi capitava di apprezzare qualche suo articolo, ma ora non riesco proprio a prenderlo sul serio. Non che Galimberti sia improvvisamente rimbecillito. Al contrario, è troppo intelligente; anzi troppo italianamente furbo. Il Giornale ha infatti scoperto che l'Umberto ha l'abitudine di copiare testi altrui, senza virgolettarli, senza citare la fonte. Nei giorni scorsi Roberto Farneti e Matteo Sacchi hanno scoperto ben quattro casi di plagio. Dico quattro casi. Stamane nuovo scoop, a firma di Sacchi: il filosofo ottenne la cattedra di filosofia a Venezia presentando, tra gli altri, due testi clonati. La vicenda ispira diverse considerazioni: 1) Con quale credibilità un professore che copia intere pagine può continuare a insegnare? Oggi il rettore dell'Università Ca Foscari di Venezia afferma che non spetta a lui prendere provvedimenti e che bisognerebbe creare un giurì per valutare l'accaduto. Come dire: meglio soprassedere; il che la dice lunga sugli standard etici di certi ambienti accademici italiani (non di tutti, per fortuna). 2) Diversi giornali, tra cui Corriere della Sera, Foglio, Avvenire, hanno ripreso le denunce del Giornale, sollecitando un chiarimento pubblico di Galimberti, che invece continua a tacere. O meglio: si è scusato controvoglia in un'intervista con il Giornale solo dopo il primo scoop, ma dopo si è chiuso nel silenzio. 3) La Repubblica non ha scritto una riga sulla vicenda. Di fatto i lettori del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari non sono al corrente delle gravi e documentate accuse rivolte contro il filosofo, il cui ultimo libro continua infatti a vendere moltissimo. Non solo: la Repubblica continua a pubblicare i suoi editoriali in prima pagina, densi di giudizi morali sulla nostra società così corrotta e insincera. Insomma, anziché distanziarsi da un personaggio perlomeno imbarazzante, ne alimenta il mito. Un po' di decoro, a cominciare proprio da Galimberti, no? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 74 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 L'immigrazione? E' come un domino.. Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione Commenti ( 21 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 54 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 86 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.45 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (12 voti, il voto medio è: 2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 360 ) " (50 voti, il voto medio è: 1.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... 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Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Le impronte ai rom e l'attacco di Famiglia Cristiana Lo dico senza remore, era ora che qualche cristiano alzasse la voce su questo argomento. Finalmente "Famiglia Cristiana" rompe gli indugi e attacca in modo chiaro e deciso quello che è un provvedimento razzista senza precedenti nella storia democratica del nostro paese e che invece, purtroppo, ha dei precedenti nel periodo più orrido della nostra storia d'Italia, ovvero il Fascismo. L'idea di schedare e catalogare delle persone solo perché appartenenti ad un'etnia è quanto di più razzista e vergognoso si possa concepire; il tutto con la foglia di fico dell'emergenza sicurezza a cui ormai, dopo le pubblicazioni dei reali dati Istat, possono credere solo gli "ingenui" Ovviamente questo attacco del settimanale paolino non può che far sorgere domande sempre più attuali su cosa (e chi) dovremmo considerare cristiano e cosa (e chi) invece no. È opportuno infatti ricordare alcune cose. Ad esempio che il ministro Maroni, oggetto dell'attacco, fa parte di un partito che da diverso tempo si è assunto difensore e baluardo della cultura cristiana. Che il capo del governo, di cui Maroni è uno dei massimi esponenti, è stato ricevuto in pompa magna da Papa Ratzinger poco tempo fa, incassando in pratica una benedizione senza precedenti al suo operato politico. Che tanti cristiani cattolici praticanti hanno votato in massa per la coalizione a cui appartiene Maroni invocando proprio questo tipo di misure razziste. Allora, come si fa a sapere cosa è cristiano e cosa non lo è? Forse è il Papa ad essere poco cristiano quando avalla un governo che si sta comportando in maniera dichiaratamente razzista? Si fa veramente presto a dirsi "cristiano". Il problema poi è capire che tipo di cristiano! Personalmente non riesco davvero a capire che senso abbia dichiararsi appartenenti ad una Chiesa al cui interno c'è tutto è il contrario di tutto; e pensare che c'è chi taccia noi laici di incoerenza perché a volte siamo d'accordo con i cristiani... quando sono i cristiani a non essere d'accordo fra di loro neanche sul cosa significa essere cristiani. Alessandro Chiometti Impronte ai rom: una azione immorale Cara Unità, esistono azioni che non necessitano di alcun ragionamento per spiegarne la moralità o l'immoralità, salvo che non ci si trovi davanti a persona sciocca o malata. Nessuno deve affannarsi a spiegare, ad esempio, che l'omicidio è un male, così come non c'è bisogno di spiegare che difendere i deboli è azione buona. Non tutti invece, pur non essendo sciocchi, comprendono immediatamente che è un male, ad esempio, evadere le tasse. Prendere le impronte digitali ai bambini rom, è un'azione che non ha bisogno di spiegazioni per dimostrarne l'immoralità. Elisa Merlo Che fine hanno fatto le promesse di Berlusconi? Non facciamoci dividere da contrasti ideologici. È questo l'accorato appello del Presidente della Repubblica, ma si tratta di un appello molto ottimista; dico ottimista perché prevede l'esistenza di "contrasti ideologici", nobilitando, così, la reale portata dei contrasti, che nulla hanno di ideologico, ma scadono, bensì, a livello di rifiuti senza una raccolta differenziata. Il contrasto, tutt'altro che ideologico, verte sulla dinamica che corre tra "il dire e il fare", cioè, per volere affrontare brutalmente l'andazzo attuale, tra le promesse elettorali e la tristissima forma di affrontare le emergenze nazionali. Ripetersi è noioso, ma, purtroppo, non basta mai. Nessuna delle promesse elettorali è stata portata a termine o, quanto meno, avviata. È utile ripetere che la famosa e fumosa cordata per Alitalia non solo non esiste, ma il solo miraggio è già costato al popolo italiano, ivi compresi gli elettori del cavaliere, i primi 300 milioni trasformati da prestito in capitale sociale, l'esubero di posti di lavoro è raddoppiato a fronte delle previsioni dell'Air France, mentre ancora il ministero degli esteri "sta selezionando" le compagnie internazionali interessate a Malpensa; fumo negli occhi, illusioni, menzogne e prese in giro, non certo contrasti ideologici. L'aumento delle pensioni a 1000 euro al mese, si è trasformato in una patente di povertà di 400 euro annui, ma non tangibili e spendibili, bensì virtuali, utili ad ottenere sconti dai commercianti convenzionati; fumo negli occhi, illusioni, menzogne e prese in giro, non certo contrasti ideologici. L'emergenza sicurezza si è trasformata per incanto in emergenza immunità per il capo, imputato di corruzione in atti giudiziari; fumo negli occhi, illusioni, menzogne e prese in giro, interesse privato in atti di ufficio e non certo contrasti ideologici. È chiaro che tra il dire e il fare, tra le emergenze e le attività per affrontarle, non c'è il mare ma solo una pozzanghera dentro la quale si è infilato tutto il CdM mentre cerca di stornare l'attenzione degli italiani vantando fatti, ma solo per coprire i misfatti del presidente del Consiglio. Rosario Amico Roxas Ministro Tremonti come fa un disabile a vivere con 711 euro? Gentilissimo Ministro On. Giulio Tremonti, sono il Dott. Luca Faccio da Bassano del Grappa (VI). Le scrivo per sottoporre alla sua attenzione la condizione economica in cui sono costrette a vivere le persone invalide che percepiscono la pensione più l'assegno d'accompagnamento. Una persona disabile con invalidità civile al 100%, come nel mio caso, riceve dallo stato 711,82 euro al mese, di cui: - 246,73 euro di pensione che dovrebbero essere sufficienti alla persona disabile per vivere, compreso pagare le bollette; - 465,09 euro di assegno d'accompagnamento che dovrebbe servire perché la persona disabile o la famiglia si paghino una badante che la possa accudire o che supporti la famiglia in tal senso, da notare che una badante costa in media 800 ? mensili più i contributi. Le sembra che le persone disabili possano vivere una vita dignitosa a livello economico con 711,82 euro mensili? Credo che lei come "nostro dipendente" abbia uno stipendio più alto di 711,82 euro al mese o mi sbaglio? Ritengo che se il governo pensa che per risanare bisogna compiere dei tagli non credo si debbano penalizzare ulteriormente i disabili gli anziani e i servizi sanitari, non crede? Penso che i primi tagli debbano essere effettuati verso gli stipendi dei "nostri dipendenti". In attesa di una sua risposta la ringrazio anticipatamente. Luca Faccio Una eventuale sua risposta sarà pubblicata sul mio blog www.lucafaccio.it Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.

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La Fondiaria, condannati Ligresti e Mediobanca. Dopo sette anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 02-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL GIUDIZIOL'Istituto di piazzetta Cuccia e il costruttore evitarono di lanciare un'offerta pubblica di acquisto sulla compagnia La Fondiaria, condannati Ligresti e Mediobanca. Dopo sette anni Roberto Rossi Sette anni fa l'Italia si stava preparando al mondiale per la Corea, sulla panchina azzurra c'era Trapattoni, e in estate non faceva così caldo. Politicamente invece, il Berlusconi II, oggi siamo al IV, si apprestava a governare per cinque lunghi anni, Walter Veltroni a fare il sindaco di Roma, Prodi troneggiava a Bruxelles, l'attuale governatore Mario Draghi stava abbandonando la Direzione generale del Tesoro per mettersi al soldo, nel giro di qualche mese, di Goldman Sachs, quarta banca d'affari al mondo. Sette anni fa il creativo Giulio Tremonti si stava dilettando tra finanza e cartolarizzazioni, Alitalia stava trattando con Klm, Mediobanca e Premafin tramavano per conquistare Fondiaria. Ora, dopo sette anni, il Tribunale di Milano ha riconosciuto che quest'ultima operazione, con la quale Mediobanca dirottò nelle mani amiche di Salvatore Ligresti l'assicurazione fiorentina, fu fatta violando la legge, in particolare il Testo unico sulla finanza che porta il nome di Draghi, e truffando i piccoli risparmiatori, quello che un tempo era chiamato il parco buoi. Sette anni fa, quindi, Mediobanca, che era guidata da Vincenzo Maranghi, si fece promotrice di una cordata che rilevò il controllo di Fondiaria, che stava trattando con la società Toro, aggirando l'obbligo di lanciare una costosa offerta di pubblico acquisto. Per Mediobanca, scrivono oggi i giudici, "l'acquisizione di Fondiaria da parte di Sai non costituiva solo lo strumento per difendere la partecipazione di Fondiaria in Mediobanca e in Generali, ma per rafforzare la sua posizione dominante in un campo dove esercitava già un'enorme influenza tramite il sostanziale controllo di Generali". Per Premafin, infine, l'acquisizione rappresentava "lo strumento per dare vita al più importante gruppo assicurativo italiano nel ramo danni, in una logica di gestione famigliare riconducibile alla famiglia Ligresti". Giusto, giustissimo. Peccato che siano passati solo sette anni dal fatto. Molti attori di quella operazione non ci sono più. Non c'è Vincenzo Maranghi, l'erede di Enrico Cuccia, scomparso alcuni mesi fa, non c'è più neanche la Montedison, che prese parte all'operazione e che dopo varie passaggi è stata trasformata in Edison e ceduta ai francesi di Edf, anche la Toro non è più quella di prima. Nel 2006 è stata ceduta e oggi fa parte del gruppo Generali, orbita Mediobanca. In sette anni la galassia della finanza è totalmente cambiata. Quell'operazione andava fermata prima. Sette anni dopo non ha più senso. Avrebbe senso per i sessanta azionisti che hanno intentato la causa con l'appoggio di Denimor, società indipendente di consulenza in materia di governance e tutela dei piccoli azionisti). Secondo il Tribunale Mediobanca a Sai dovrebbero risarcire 2,38 euro per azione. 20 milioni in totale. C'è da scommettere che contro la sentenza si andrà in appello. Altri sette anni?.

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Mediobanca e Sai prima condanna su Opa Fondiaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 02-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-07-02 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Panorama Mediobanca e Sai prima condanna su Opa Fondiaria Condannate a risarcire 20 milioni ai soci di minoranza per la mancata Opa su Fondiaria. Così ha deciso il Tribunale di Milano in primo grado sulla causa promossa da Liverpool partnership e altri azionisti contro Fonsai e Mediobanca. BURANI VERSO L'OPA Il gruppo del lusso ha confermato il progetto di un'Opa volontaria sulla società da parte di un veicolo controllato dalla famiglia Burani e partecipato da investitori strategici industriali. SCAJOLA: ALITALIA SOLUZIONE VICINA "Sarà una compagnia aerea importante a capitale italiano" a risolvere la questione Alitalia. Lo ha dichiarato ieri il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola ( nella foto) che ha aggiunto: "si arriverà a una soluzione nelle prossime settimane". BNL, GALLIA NUOVO AMMINISTRATORE è Fabio Gallia il nuovo amministratore delegato di Bnl, gruppo Bnp Paribas, che prenderà da settembre il posto di Jean-Laurent Bonnafè. SIMEST: 2 MILIARDI PER L'EXPORT è la somma gestita da Simest per promuovere l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Lo ha detto ieri a Milano il presidente Giancarlo Lanna alla Conferenza annuale del Laboratorio Euro-Mediterraneo.

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Il governo fa rotta su Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 02-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 156 del 2008-07-02 pagina 10 Il governo fa rotta su Malpensa di Redazione Dopo i rifiuti di Napoli, quel che resta di Malpensa. Umberto Bossi annuncia in un'intervista ad Affari Italiani che tra due settimane il consiglio dei ministri si riunirà nell'aeroporto intercontinentale lombardo declassato dalle decisioni di Alitalia. All'ordine del giorno il futuro della compagnia di bandiera. Un modo per spostare verso Nord il baricentro del governo, che la base lumbard vede un po' troppo attento ai problemi della Campania. Il ministro delle Riforme ha anche socchiuso le porte della Lombardia alla spazzatura in arrivo da Napoli ma chiede che il conto sia saldato in fretta (se possibile in anticipo) anche a Malpensa. Resta da capire che cosa risponderà chi avrebbe preferito avere il governo a Milano. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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