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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 17 settembre 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (74)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

La prima vittima dell'ordinanza Alemanno Il ragazzo: "Non voterò più per lui" ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Alitalia: se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?

Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France" ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Express (vettore specializzato nel trasporto aereo regionale) e Volare, entrambe detenute da Alitalia spa, già commissariata. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Express e Volare.

Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"

Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"

Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"

Rom, Italia nel mirino Ue ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo, addio garanzie sugli esuberi". La cordata italiana creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per domani, quando si riunirà l'assemblea dei soci.

Un volo in partenza dal Panero collegherà Albenga e Salerno ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la società che gestisce tramite Alitalia Express i voli charter con cadenza settimanale. I viaggiatiori hanno intanto espresso parere positivo per i collegamenti con Roma del martedì e venerdì (partenza alle 8.40, arrivo alle 10.05 e rientro con partenza alle 18.20 da Roma e atterraggio a Villanova alle 19.

Alitalia, Fantozziconta gli spiccioli ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vecchia Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in "esubero" (che non rientrano negli asset da cedere alla Cai) e assumere i piloti, gli assistenti di volo e i tecnici che servono a farli volare.

Le fiamme gialle nella sede della magliana acquisiscono i bilanci degli ultimi 10 anni ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Roma. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito, su delega della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati con le relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli ultimi dieci anni.

Nella partita Alitalia c'è la centralità dello Stato ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: onere di risolvere la questione Alitalia vendendola ad Air France. Ma non l'ha accettato, anche se offrirla a una cordata di imprenditori italiani, non coinvolti nel settore aereo, era inconsueto e incerto. La ragione è che egli riteneva che la compagnia aerea nazionale in mano ai francesi significava la marginalizzazione dell'Italia sul piano del turismo mondiale.

Commissione Rairiprende la battaglia ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: passando per Alitalia: rapporti sempre più tesi tra maggioranza e opposizione mentre lo scontro a tutto campo si sposta in Parlamento, che da oggi riapre i battenti dei lavori in aula. Si parte oggi con il rebus della Rai. Torna a riunirsi dopo la pausa estiva la commissione di Vigilanza bloccata da mesi sul nome del candidato alla presidenza,

Alitalia, soldi quasi finiti il governo attacca epifani ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sacconi: il leader Cgil ha fatto saltare l'incontro con Cai Alitalia, soldi quasi finiti il governo attacca Epifani ROMA - Ultimi giorni di trattative per Alitalia. Ultimatum del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: le casse della compagnia ormai sono vuote e l'unica alternativa è il fallimento.

Zingaretti "ora la città metropolitana" - laura mari ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Temi su cui i confini territoriali dei singoli Comuni non hanno più senso - ha proseguito Zingaretti - ed è per questo motivo che bisogna avviare quanto prima la nascita della Città metropolitana, un ente che abbia i confini territoriali della Provincia di Roma e che - ha precisato Zingaretti - inglobi al suo interno anche i Municipi della capitale"

Crisi alitalia e nubi austriache voli a rischio per il verdi - su parma.repubblica.it ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina III - Bologna Crisi Alitalia e nubi austriache voli a rischio per il Verdi Lucciole, trans e clienti prime vittime dell'ordinanza Tre giorni del clero ai parroci i depliant su come non far figli Che ne pensate? Traffico, in arrivo 20 nuovi "Stars" per chi brucia il rosso Dite la vostra.

Sciopero al marconi dei servizi a terra rischio caos all'aeroporto - sara scheggia ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vicenda Alitalia a parte, in altri scali italiani sono in atto numerose proteste, anche presso alcune compagnie aeree come Meridiana, che ha però garantito, durante la fascia a rischio, il volo Olbia-Bologna, sia all'andata che al ritorno. I sindacati Cub-Rdb per i dipendenti delle società di Sab, Marconi Handling,

Alipuglia, c'è un piano industriale - (segue dalla prima pagina) piero ricci ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: comunque vada la vicenda Alitalia, apre nuove prospettive per nuovi vettori. Per capire se la cosa funzioni, serve tenere i collegamenti dell'unico aeromobile noleggiato per tre mesi. E poi puntare sui voli estivi. Per i voli di linea il business plan indica come "destinazioni di sicuro interesse" scali come Milano Linate, Parma,

Voli, collegamenti, prezzi ecco il piano di alipuglia - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lo slot di Brindisi liberato da Alitalia è disponibile da subito e a tariffe concorrenziali. E i voli, sei al giorno, fanno da spola tra Roma e Milano. A bordo vige il "no fronzy" che riduce l'equipaggio, magari reclutato dagli esuberi dell'ex compagnia di bandiera, di una hostess ma che lascia il biglietto attorno ai 43 euro.

Omicidio Meredith, via al processo Rito abbreviato per Rudy Guede ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Alitalia: se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?

Alitalia, l'ultimatum di berlusconi "a rischio le garanzie sugli esuberi" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme sulle disponibilità residue di Alitalia: "Nell'immediato - dice - non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia. I soldi però sono pochissimi e stanno per finire". Il piano Fenice, quindi "è l'ultima chiamata per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto - conclude Fantozzi - ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte.

Indagine sui conti della compagnia la finanza sequestra i bilanci - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. L'ordine è arrivato dalla Procura di Roma che ha chiesto alle Fiamme gialle di acquisire i bilanci consolidati degli ultimi 10 anni della compagnia di bandiera. Così ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Roma si sono recati nella sede di via della Magliana con un decreto di acquisizione firmato dal Procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano

Il salvataggio costa 72,5 euro a contribuente ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 9 miliardi Il salvataggio costa 72,5 euro a contribuente ROMA - Quanto costa Alitalia agli italiani? La risposta l'ha provata a dare ieri l'economista Carlo Scarpa, in un editoriale pubblicato su lavoce.info. Nell'articolo sono presentati due possibili scenari, il più ottimista dei quali fa arrivare il "conto" a 2,9 miliardi di euro.

Il cavaliere riapre la porta a parigi "non ho preclusioni su air france" - luca pagni ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Berlusconi ha parlato di Alitalia con Sarkozy. Lunedì aveva manifestato una preferenza per Lufthansa Il Cavaliere riapre la porta a Parigi "Non ho preclusioni su Air France" La compagnia tedesca guadagna posizioni allo scalo di Malpensa LUCA PAGNI MILANO - L'altro giorno in una intervista televisiva, si era espresso a favore di Lufthansa.

Il futuro dell'opposizione, il tripolarismo ( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la cordata Alitalia, la riforma scolastica, la legge finanziaria, il "lodo Alfano", il federalismo fiscale, la riforma giudiziaria, l'ICI, i mutui ipotecari: le cose fatte dal governo o in itinere sono tante. E trascuro provvedimenti minori e non tengo conto delle iniziative internazionali come l'accordo con la Libia e la mediazione sulla Georgia.

Toccata e fuga ( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: " (un po' come l'Alitalia: si attende apposita cordata, in nome dell'italianità delle ville). Il resto è una rassegna di miracoli, da Napoli all'Alitalia, dall'Ici agli straordinari, dall'accordo con quel sincero democratico di Gheddafi. Ogni tanto Al Tappone chiama freudianamente Vespa "dottor Fede".

Napolitano commosso davanti al grande amico ( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con un riferimento non proprio velato alla situazione dell'Alitalia. "Un uomo che non ha mai fatto battaglie di retroguardia". "Trentin - ha insistito Epifani- non ha mai scambiato un miglioramento economico con un peggioramento delle condizioni normative e dei diritti dei lavoratori. È stato un uomo di straordinaria coerenza a cui potevi chiedere di rinunciare a tutto,

Cai, ultima chiamata: accordo entro domani ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'INTERESSE Intanto sul fronte della "vecchia Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in "esubero" e assumere i piloti, gli assistenti di volo ed i tecnici che servono a farli volare.

Sarkò e Berlusconi, un incontro-lampo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'immigrazione e la vicenda Alitalia, con l'apertura del Cavaliere ad un accordo commerciale con Air France. Quasi un'ora di incontro, nella visita-lampo a Parigi del presidente del Consiglio, per un bilaterale tra amici di "vecchia data". È stato il fuori programma del Cavaliere a movimentare la giornata.

Bonsai - sebastiano messina ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal salvataggio dell'Alitalia alla crisi del Milan. Solo su due argomenti non si è pronunciato: il valore dell'antifascismo e la bellezza di Miss Italia. Sul primo ha detto: "Non mi attardo in questi problemi che non mi toccano". Sul secondo: "Il presidente del Consiglio si astiene da giudizi di questo genere".

Il salvataggio della compagnia di bandiera ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fascicolo è stato aperto su denuncia delle associazioni dei consumatori: secondo il Codacons, Alitalia è costata ai contribuenti, in 10 anni, 5 miliardi di euro. Sempre ieri anche Alitalia Express e Volare, detenute da Alitalia spa, sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria. Alle due società, l'Enac ha rilasciato una licenza provvisoria fino al 1º marzo.

Anche la sinistra ora ammette: per Silvio un gradimento record ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come nel caso Alitalia, perché la maggior parte degli italiani vuole il suo salvataggio. Senza dimenticare i consensi ottenuti con il Cdm convocato a Napoli e la sua presenza fisica, in Campania, per superare l'emergenza rifiuti. La gente, infatti, vuole vederlo dal vivo, per strada, per chiedergli consigli ed essere rassicurata".

Il garante Martone: <Ma non ci saranno blocchi selvaggi> ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E i quasi cinquanta voli Alitalia cancellati la settimana scorsa? "Eventi legati a esigenze tecniche. Cinquanta sono pochi rispetto ai 700 di Alitalia, che rappresentano la normale attività quotidiana". Lei tempo fa ha chiesto che aziende e sindacati del settore aereo si diano regole proprie per sugli scioperi.

La commissione Attali de noantri che appassiona solo quattro gatti ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ai bagnanti: non per l'Alitalia, l'inflazione, il carobenzina. No, il vero dilemma esistenziale, al bagno numero cinque di Riccione, doveva essere un altro: "Riusciremo finalmente ad imbastire la nostra commissione Attali? E soprattutto: ma chi è Attali? Forse quell'attore francese che ho visto ieri sera su Rete4?

Le ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili Alitalia, senza intesa nessuna tutela Slitta il confro ( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili "Alitalia, senza intesa nessuna tutela" Slitta il confronto con i sindacati, ultime 48 ore per l'accordo. Fantozzi: soldi quasi finiti.

La crisi della politica di cui tanto si è parlato non si esprime solo nel difficile rapporto tr ( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Non c'è dubbio che in questo caso, come in altri, è la politica che non ha dato risposte adeguate e tempestive alla crisi di uno dei settori più sensibili del sistema paese. Ma è anche vero che stiamo anche verificando come il sindacato, non solo quello "autonomo", non riesca più a coniugare l'interesse delle diverse categorie di lavoratori con l'

ROMA Su Alitalia scatta l'ultimatum di Berlusconi: senza accordo nessuna tutela. La Cgil: paro ( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia Se la trattativa fallisse per un "egoismo irragionevole", il governo non potrebbe "garantire" a tutti i 20 mila lavoratori di Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio e vi dovrebbe essere dunque una "drastica" riduzione di sostegni e rimborsi.

Alitalia, il pressing di Sacconi: "Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi in ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti,

Berlusconi <Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi "Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie" Scontro con la CGIL Salta l'incontro dei nove sindacati. Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Guardia di finanza nella sede della Magliana acquisisce i bilanci degli ultimi dieci anni ROMA. Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo,

<Se Alitalia fallisce, garanzie a rischio> ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia fallisce, garanzie a rischio" di Redazione Berlusconi: "Il Paese condanna chi fa saltare il piano". La Gdf sequestra gli ultimi 10 bilanci Quarantotto ore. Questo il tempo rimasto per salvare Alitalia dal fallimento. Ma mentre salta il tavolo con tutti i sindacati riuniti, il premier parla chiaro: solo tramite un accordo è possibile garantire un certo trattamento per i dipendenti

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,

Esplode la Silviomania: "Santo subito" ( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità. Anche secondo una ricerca Ispo - pubblicata l'altro giorno - il Cavaliere batte il suo governo, e il giudizio sul Presidente passa dal 56% di giugno al 60% attuale.

Alitalia, Matteoli: 'Sciopero da irresponsabili' ( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Articoli correlati: *Scajola: Volare e Alitalia Express commissariate *Trattativa Alitalia: fumata nera *Berlusconi, Alitalia: l'alternativa e' il fallimento Guarda tutti i correlati.

Gli altri parlano, lui lavora ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Aveva promesso la cordata e la cordata è stata; se poi non se ne fa nulla, la colpa è degli altri. La finanziaria? L'ha fatta Tremonti e pure per tre anni. E dove non avvivano i fedelissimi, ecco che interviene in prima persona come fatto in politica estera.

Il clima cambiato ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Scuola e Alitalia Il clima cambiato di Arturo Diaconale Qual'è la differenza tra il governo Berlusconi del '94, quello del 2001 ed il governo attuale del 2008? La diversa esperienza del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri? La maggiore coesione dell'attuale coalizione rispetto a quelle dei centro destra precedenti?

Intervista ad ANTONIO DE POLI/ Udc, pronti a far le barricate per difendere le preferenze alle Europee ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, sono solo alcuni esempi. Gli italiani però sembrano condividere le scelte dell'esecutivo. Come se lo spiega? Sono operazioni che hanno contesti di immagine ma non sono certo la risoluzione dei mali del Paese. Diamo tempo al tempo, in futuro gli italiani sapranno giudicare meglio l'azione del Governo.

L'agenda di Fini e i motori di Veltroni ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: *** Casini "Senza preferenze per le elezioni europee, faremo le barricate": Cesa, porterà tutti gli avvisi di garanzia ricevuti da esponenti Udc. E Pierferdy i suoi book fotografici. *** Veltroni: Berlusconi sbaglia, perché nessuno di noi rema contro l'accordo Alitalia. Da tempo usiamo i motori e sudiamo meno.

La crisi di Wall Street è figlia dello statalismo ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda di Stato decotta come Alitalia (un vero concentrato di privilegi di ogni genere), il sindacalista Raffaele Bonanni è arrivato a parlare di "crollo del liberismo". Un quotidiano italiano a larga diffusione non si è neppure negato la gioia di pubblicare la fotografia di un uomo con una bandiera rossa a Wall Street.

BERLUSCONI ALLA CGIL: INTESA SU ALITALIA O SALTANO LE GARANZIE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi alla Cgil: intesa su Alitalia o saltano le garanzie FRANZESE E SANTONASTASO PAGG. 4 E 5 La protesta degli assistenti di volo e dei piloti Alitalia.

Intervista a MARCO CIPRIANO/ Col nuovo Statuto più consonanza tra l'aula e la Giunta ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel pieno della trattativa sindacale su Alitalia. Quali conseguenze avrà su Linate e Malpensa? Di fronte a vicende così importanti per la Lombardia, il Consiglio Regionale non può limitarsi ad apprendere le decisioni e le scelte dai giornali. Il piano industriale di CAI prevede di fatto la chiusura di Linate perché, con la concorrenza che si avrà tra pochi mesi quando partirà l'

Feltri al Tg4 conquista la top ten ( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: top ten di Lucilla Bicocchi La vicenda Alitalia continua a segnare l'identikit dei Tg insieme alle polemiche sul mondo della scuola. Con il suo intervento al Tg4 è il direttore di "Libero" a conquistare il primo posto della top ten del 15 settembre, un giorno che ha visto insegnanti di molti istituti di tutta Italia accogliere gli alunni con il lutto al braccio e il grembiule nero.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Abu Mazen spera in Tzipi Livni PAGINA 11 ALITALIA | PAGINA 4 Il diktat di Berlusconi: nessuna garanzia se salta la trattativa La Cgil: parole inaccettabili TV | PAGINA 6 Vezzali-Berlusconi, siparietto con annessa polemica UCRAINA | PAGINA 10 Iushenko contro Timoshenko Salta la coalizione arancione, si va verso elezioni anticipate SCUOLA / PAGINA 2 Tutti contro la riforma Gelmini "

Il sovrano alla corte di <Porta a Porta> ( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se ogni giorno i telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto per salvare l'Alitalia, evitando, con una coerenza granitica, di ricordare che si sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche mese fa ha fatto naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche degli italiani, nessuna meraviglia se i sondaggi raccolgono l'opinione unica.

Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel caso della "vertenza" per l'Alitalia Berlusconi, con scarsa fantasia, ha accusato la Cgil di ostacolare un accordo per motivi politici. Sciocchezze. Parla come se ci fosse ancora una cinghia di trasmissione tra il sindacato e un partito! La verità è altra. Negli anni del dopoguerra, grazie ai grandi partiti e a una politica forte,

All'ultimatum del premier su Alitalia ha risposto Epifani: Parole inaccettabili . G ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: All'ultimatum del premier su Alitalia ha risposto Epifani: "Parole inaccettabili". Giovannini, Magri e Minzolini ALLE PAG. 6 E 7.

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.

Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni Il premier: la Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori --> Il premier: la Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori Alitalia, intesa o addio: nuovo ultimatum di Berlusconi ai sindacati, in particolare alla Cgil.

Silvio, fiducia al 60 per cento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: forse vittima del problema Alitalia, negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42% (+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi dal ddl contro la prostituzione.

Sciopero Meridiana, voli a rischio per tutta la giornata ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, hanno confermato che lo sciopero programmato per oggi è di 24 ore e non di 4 come suggerito invece dalla Commissione di garanzia. CAOS NEI CIELI Oggi, dunque, i disagi potrebbero essere ben più consistenti rispetto a quelli annunciati, anche se ieri la compagnia, in un comunicato stampa, ha ricordato che la Commissione di garanzia sugli scioperi ha dato il benestare appunto

<C'era il rischio di collisioni> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fernando Capitani, comandante Alitalia sui Boeing 777 "C'era il rischio di collisioni" L'esperto.. Fernando Capitani, comandante Alitalia sui Boeing 777 --> "Quell'uomo con le sue false indicazioni era un vero pericolo per i voli". Fernando Capitani, 51 anni, romano, è un comandante dell'Alitalia.

In attesa delle strategie d'autunno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: nostrane dei rifiuti di Napoli e della crisi di Alitalia a quelle insorte sul piano internazionale con l'affare georgiano - provoca emulazione nei suoi ministri, che puntano a ottenere effetti visibili e immediati sui vari terreni, dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'

Dai pentiti la verità su un 24enne scomparso: rubò nel covo di Riina, fu ucciso dalla lupara bianca ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [.

La rivelazione di Marta Cecchetto "Io e Luca vogliamo un bambino" ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
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Abstract: Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [.

Paris Hilton: "Il carcere è stato duro, ma ora mi sento molto più forte" ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
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Abstract: Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [.

Michael Douglas è un marito infedele, ma solo per motivi di copione ( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
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Abstract: Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [.

Alitalia, Sacconi."E' giunta l'ora x" ( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cronaca Articoli correlati: *Alitalia, Sacconi."E' giunta l'ora x" *Alitalia, Matteoli: "Sciopero da irresponsabili" *Scajola: Volare e Alitalia Express commissariate Guarda tutti i correlati.

Il Panero apre al Sud nuovo volo per Salerno ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia


Articoli

La prima vittima dell'ordinanza Alemanno Il ragazzo: "Non voterò più per lui" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Un 23enne multato di 200 euro mentre stava contrattando una prestazione sessuale con un trans. Il giovane ha confessato di non essere a conoscenza dell'ordinanza del sindaco

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Il giovane, che di mestiere fa il meccanico, si è mostrato sorpreso. Il ragazzo, come racconta il comandante Di Maggio, ha infatti detto ai vigili di non essere a conoscenza delle nuove misure e si è detto preoccupato che la multa possa essergli recapitata a casa. "Non voterò più per Alemanno" ha detto il ragazzo. Il secondo multato, anche lui poco più che ventenne, è stato invece fermato dai vigili in via Salaria in compagnia di una lucciola. I due clienti dovranno sborsare 200 euro. Giusto multare i clienti? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (89 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (74 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (72 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (72 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (67 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (60 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (38 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (36 commenti) 00:16:31 - Ros però Federer non ha mai giocato 4 tornei consecutivamente e 5 in 6 settimane (almeno da quando è[...] Aspettando Madrid, Parigi e Shanghai i tre rendez-vous autunnali00:02:26 - dimenticavo,il berlusca non e' che ha incotrato nicolas in valle d'aosta o in campania ma a parigi,v[...] Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France"23:56:41 - Non penso che Basilea passi un sottobanco; Stoccolma forse. Ma intanto cinque tornei non MS li deve [...] Aspettando Madrid, Parigi e Shanghai i tre rendez-vous autunnali23:47:40 - ahhhhh,mamma mia,che mi prenda un colpo e'non se' ne parla piu',il berlusca (air france e'sicurament[...] Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France"23:14:04 - allora è razzismo anche quando gli extracom senza motivo ci picchiano e poi ci dicono ceh ci devono [...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale23:09:38 - tifo milan e soprattutto il portoghese mi è antipatico dai tempi inglesi, ma uno come lo monaco, che[...] Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" 22:35:48 - Ancora la colpa la date ai dipendenti, ai governi o ai sindacati? forse ne hanno anche loro ma la ma[...] Alitalia: se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Dita von Teese indossa il nuovo Wonderbra La regina del burlesque indossa il reggiseno più famoso del mondo: guarda le immagini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier da Parigi: "Con Sarkozy abbiamo parlato del futuro della compagnia". Poi si appella al sindacato di Epifani: "Gli italiani condannerebbero i responsabili di una eventuale rottura"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa IL FUTURO DI ALITALIA Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France" Il premier da Parigi: "Con Sarkozy abbiamo parlato del futuro della compagnia". Poi si appella al sindacato di Epifani: "Gli italiani condannerebbero i responsabili di una eventuale rottura" Roma, 16 settembre 1008 - Dopo l'incontro con il presidente Nicolas Sarkozy, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi afferma che anche Air France è una compagnia a cui rivolgere attenzione, senza preclusioni. Della questione Alitalia "con Sarkozy ne abbiamo anche parlato", ha detto Berlusconi e a chi gli chiedeva cosa pensi il presidente francese di una sua supposta preferenza per Lufthansa il premier ha risposto: "No, io ho detto che c'erano alcune cose riguardo alla questione dell'hub (di Malpensa,ndr) ma anche Air France è assolutamente una compagnia cui rivolgere l'attenzione, non c'è nessuna preclusione, nel modo più assoluto". A quanto hanno riferito fonti di Palazzo Chigi, durante l'incontro Sarkozy dopo la illustrazione da parte di Berlusconi della questione Alitalia ha risposto di conoscere il tipo di problemi perchè lui se ne occupò da ministro quando ci fu la crisi di Air France. Nella partita Alitalia è il momento della responsabilità per tutti i protagonisti e gli italiani condannerebbero i responsabili di una eventuale rottura. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti a Parigi dopo una visita alla XXIV Biennale dell'antiquariato. "E' il momento della responsabilità per tutti - ha detto il premier - e auguro veramente, nell'interesse dei collaboratori di Alitalia e, in quello del Paese, e nell'interesse di tutti che ci sia un'assunzione di responsabilità nell'interesse di tutti". "Non voglio neanche pensare che ci siano categorie - ha aggiunto Silvio Berlusconi - che si sottraggono a questo momento di responsabilità. Il giudizio di tutti gli italiani sarebbe di condanna che io penso che nessuno voglia avere addosso". LA GIORNATA Saranno decisive per le sorti di Alitalia le prossime 48 ore: la situazione è molto fluida, nonostante le schiarite venute ieri dai piloti e assistenti di volo che si erano detti pronti a trattare, e le diplomazie sono incessantemente al lavoro. Un vertice intersindacale previsto per stamane è infatti saltato, ma fonti sindacali fanno sapere che le 9 sigle continueranno a lavorare autonomamente e a breve dovrebbe essere convocato una nuova riunione già nella giornata di oggi o domani mattina. Altre fonti sono meno ottimistiche: i vertici delle quattro confederazioni, ieri sera, hanno lasciato il confronto con il governo chiedendo tempo ma, al momento, non c'è stata ancora la disponibilità della Cai ad andare oltre la giornata di giovedì. In questa situazione, spiegano le stesse fonti, non c'è materialmente il tempo per elaborare una posizione comune e aprire il confronto con la Cai. Sembra comunque che le 'diplomazie sotterranee' siano sempre al lavoro, in contatto in particolare con Palazzo Chigi, per cercare di ottenere più tempo, soprattutto per arrivare ad un'intesa sul nuovo contratto di lavoro dei dipendenti che entreranno nella nuova compagnia di bandiera. Intanto, le Fiamme Gialle hanno fatto 'visita' nella sede di via della Magliana, per acquisire su delega della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati con le relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli ultimi dieci anni. L'iniziativa viene dopo la sentenza del tribunale del 5 settembre scorso con cui è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia. L'obiettivo dei magistrati è di ricostruire il quadro di Alitalia e le sue partecipazioni, cosa possibile soltanto attraverso la lettura dei bilanci consolidati, nonchè quello delle imprese che sono state fornitrici esclusive della compagnia aerea. Sul 'caso' Alitalia, è intervenuto nuovamente il premier Silvio Berlusconi che ha avvertito le parti: "Se fallisce, ci saranno meno garanzie per tutti". Le affermazioni del Presidente del Consiglio riguardo i sindacati non sono invece affatto piaciute alla Cgil che, con toni molto critici, ha invitato il Cavaliere ad avere "più rispetto". COMMISSARIATE EXPRESS E VOLARE Il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Express (vettore specializzato nel trasporto aereo regionale) e Volare, entrambe detenute da Alitalia spa, già commissariata. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Express e Volare. SACCONI: CHIUDERE ENTRO MERCOLEDI'" "Il piano Cai non si modifica, e governo e sindacati devono dare una risposta entro mercoledì" Ad affermarlo, in un'intervista su 'Il Messaggero', il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sulla vicenda Alitalia. Il ministro precisa inoltre che sugli esuberi ci sarà una "copertura di sette anni". E avverte che se i piloti dovessero incrociare le braccia rischiano di essere precettati. "L'azienda - dice Sacconi - ritiene esaurito il negoziato anche se qualche timida apertura di piloti e assistenti di volo fa ben sperare. Si tratta di verificare quanti consensi ci sono su due proposte che l'azienda ha presentato in via definitiva". Quanto al piano industriale, quello "inteso come rotte e aerei non è mai stato oggetto di modifiche da parte di Cai che invece si è sempre detta disposta a discutere di perimetro, cioè le funzioni che sono dentro e fuori in outsourcing. O di manutenzione pesante e cargo". Ai piloti che minacciano di bloccare i voli, Sacconi risponde: "la mobilità è tutelata dalla legge e non mi riferisco alle sanzioni del garante, ma alla precettazione. Sarebbe odioso il ricatto di voler prendere in ostaggio il Paese. Io sono convinto che non ci si arriverà e ho fiducia nel senso di responsabilità delle persone, oltre che delle organizzazioni. Però certo esistono strumenti di legge ai quali non esiteremmo a ricorrere". ANGELETTI OTTIMISTA Il leader della Uil, Luigi Angeletti, vede "buone possibilità" che la soluzione prospettata per salvare Alitalia possa andare in porto, ma "non al cento per cento". A margine della conferenza organizzativa della sua confederazione, Angeletti ha ribadito che "per me si chiude quando ci sono le condizioni". E sulle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi, secondo cui un mancato accordo sarebbe addebitabile solo ai sindacati, il numero uno della Uil ha aggiunto: "Vedremo di chi sarà la colpa se non si chiude. Se Berlusconi dice che se la trattativa non va in porto è colpa nostra, allora vuol dire che andrà in porto non sarà merito di Berlusconi, ma merito nostro". Angeletti ha inoltre spiegato che il sindacato chiede alla Compagnia aera italiana (Cai) "affidabilità. Dobbiamo essere sicuri - ha concluso - che noi facciamo sacrifici di fronte a impegni affidabili". IL COMMENTO Se proprio insistono, lasciamoli fallire di Paolo GiacominQuale futuro per Alitalia?Il corteo di piloti e assistenti di volo - La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico 16/09/2008 13:44 gabriele ovvia,ci siamo conosco i polli al 51%, in questo momento,la mia previsione sta' andando in porto.aspettiamo mercoledi sera da voi.e vediamo se mi prendo anche il restante 49%...la salvano,la salvano con tanto denaro fresco,gentilmente dato,da il popolo italiano,one more time...che orgoglio di paese,e' politici,il popolo poeraccio credere,obbedire ,ed combattere,ed off course paga'....saluti 16/09/2008 15:44 alchimista Se nella azienda dove lavoro si dovesse realizzare una situazione come quella di alitalia io una copertura di sette anni me la scordo. 16/09/2008 17:17 roberto Penso anch'io che purtroppo la salvino e si perde il treno per la modernizzazione dell'italia,ovvero..... se si fallisce si va a trovare un'altro lavoro come tutti i comuni mortali. invece se abbiamo al nostro fianco una lobby politico-sindacale si rimane al lavoro oppure senza far niente 7 anni pagati.grazie liberali dei miei stivali,forse è meglio non sperare più nel cambiamento dell'italia. 16/09/2008 20:47 Lucrezia Borgia siamo già a carnevale vero dxdi 16/09/2008 23:47 gabriele ahhhhh,mamma mia,che mi prenda un colpo e'non se' ne parla piu',il berlusca (air france e'sicuramente una compagnia a cui si puo' rivolgere attenzione),lui che tirava il freno con i francesi,lui che disse,deve rimanere italiana,lui con le suo cordate,lui con le sue bugie..che faccia rifatta si di strabronzo,altro che botox..congratulazioni vivissime a quelli inteligentoni che l'hanno votato....auguri cari,fate pauraaaaaaaa.. 17/09/2008 00:02 gabriele dimenticavo,il berlusca non e' che ha incotrato nicolas in valle d'aosta o in campania ma a parigi,volato da lui per aiuto,come dire tiraci fuori dalla.....,ma come non e' l'invincibile?quando disse sono invincibile non specifico ma si riferiva alle sue straroboanti bischerate giornaliere,oltre che ai tacchi delle scarpe piu'alti dell'universo..... Sono presenti 6 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (89 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (74 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (72 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (72 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (67 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (60 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (38 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (36 commenti) 00:16:31 - Ros però Federer non ha mai giocato 4 tornei consecutivamente e 5 in 6 settimane (almeno da quando è[...] Aspettando Madrid, Parigi e Shanghai i tre rendez-vous autunnali00:02:26 - dimenticavo,il berlusca non e' che ha incotrato nicolas in valle d'aosta o in campania ma a parigi,v[...] Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France"23:56:41 - Non penso che Basilea passi un sottobanco; Stoccolma forse. Ma intanto cinque tornei non MS li deve [...] Aspettando Madrid, Parigi e Shanghai i tre rendez-vous autunnali23:47:40 - ahhhhh,mamma mia,che mi prenda un colpo e'non se' ne parla piu',il berlusca (air france e'sicurament[...] Berlusconi: "Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France"23:14:04 - allora è razzismo anche quando gli extracom senza motivo ci picchiano e poi ci dicono ceh ci devono [...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale23:09:38 - tifo milan e soprattutto il portoghese mi è antipatico dai tempi inglesi, ma uno come lo monaco, che[...] Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" 22:35:48 - Ancora la colpa la date ai dipendenti, ai governi o ai sindacati? forse ne hanno anche loro ma la ma[...] Alitalia: se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Dita von Teese indossa il nuovo Wonderbra La regina del burlesque indossa il reggiseno più famoso del mondo: guarda le immagini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>.

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Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 340 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (7 votes, average: 3.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 146 ) " (8 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 36 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 267 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 210 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (244) Ultime discussioni Klaus: Non so tu Luisa, ma io non sono disposto a farmi prendere in giro, quindi non rispondo nemmeno a questo tizio. Cherubino: credo però che si debba distinguere correttamente. Perchè si rischia di essere "più realisti del... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Massimo vicentino Scrive: September 16th, 2008 at 3:39 pm Grazie. Così sui due piedi non... Luisa: Sì, Klaus quando metto in confronto l'ìntolleranza e anche disprezzo verso il rito tridentino e suoi fedeli... Klaus: Tu metti il dito nella vera piaga, cara Luisa..ma si tratta di un laico fortemente appoggiato da alcuni... 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Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 340 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (7 votes, average: 3.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 146 ) " (8 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 36 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 267 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 210 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (244) Ultime discussioni Klaus: Non so tu Luisa, ma io non sono disposto a farmi prendere in giro, quindi non rispondo nemmeno a questo tizio. Cherubino: credo però che si debba distinguere correttamente. Perchè si rischia di essere "più realisti del... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Massimo vicentino Scrive: September 16th, 2008 at 3:39 pm Grazie. Così sui due piedi non... Luisa: Sì, Klaus quando metto in confronto l'ìntolleranza e anche disprezzo verso il rito tridentino e suoi fedeli... Klaus: Tu metti il dito nella vera piaga, cara Luisa..ma si tratta di un laico fortemente appoggiato da alcuni... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"Ragazzo ucciso, i baristi: "E' stata legittima difesa"L'ultima rinascita dell'esagerata Naomi Campbell: "Ho scoperto Dio"Nei sondaggi Ipr il governo vola al 60 per cento: è recordTest, allenamenti e niente urla È la cura Ancelotti per il MilanRe per una notte nella "magica" Venezia Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (9) August 2008 (8) July 2008 (17) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie. Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Il Papa parla del motu proprio ai vescovi francesi Radio France e il segno della pace Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Un saluto da Cagliari Betori a Firenze, annuncio lunedì Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 340 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (7 votes, average: 3.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 146 ) " (8 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 36 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 267 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 210 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. 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Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"Ragazzo ucciso, i baristi: "E' stata legittima difesa"L'ultima rinascita dell'esagerata Naomi Campbell: "Ho scoperto Dio"Nei sondaggi Ipr il governo vola al 60 per cento: è recordTest, allenamenti e niente urla È la cura Ancelotti per il MilanRe per una notte nella "magica" Venezia Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Rom, Italia nel mirino Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La polemica Fischi, magliette e dure prese di posizione contro l'Italia durante il vertice europeo sui rom. Frattini: "Sono disinformati" 17/09/2008 Salta l'incontro dei nove sindacati. Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Guardia di finanza nella sede della Magliana acquisisce i bilanci degli ultimi dieci anni 17/09/2008 ROMA. Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo, addio garanzie sugli esuberi". La cordata italiana creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per domani, quando si riunirà l'assemblea dei soci. Ora ci sarebbe la garanzia di non toccare gli stipendi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità, ma è saltata la riunione di tutti e nove i sindacati. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Finanza ha acquisito i bilanci Alitalia degli ultimi dieci anni. servizio >> 10 17/09/2008 IL CRAC della banca d'affari americana Lehman Brothers in seguito alla crisi dei mutui subprime non ha finito di far tremare il mondo finanziario e assicurativo mondiale. Ora a scricchiolare sono l'Aig, il colosso assicurativo statunitense, primo al mondo, sponsor del Manchester United, e la Goldman Sachs, la banca d'affari Usa il cui titolo ha fatto subito registrare un forte calo alla Borsa di New York. Le banche centrali sono intervenute immettendo liquidità (70 miliardi dalla Bce). E la Federal Reserve, contrariamente alle aspettative, ha lasciato i tassi invariati al 2 per cento, decisione che Wall Street ha accolto accentuando le perdite. cafasso, cresci e pagano >> 3 17/09/2008 la denuncia dei consumatori 17/09/2008 barile sotto i 90 ma benzina ferma 17/09/2008 Roma. Il terremoto innescato dal crac di Lehman Brothers ha trascinato il barile di petrolio sotto i 90 dollari, ma sul prezzo dei carburanti - secondo le associazioni dei consumatori - resta una quota di "speculazione" che ammonta a 7-8 centesimi al litro. La benzina - calcolano - dovrebbe costare 1,38 euro contro la media attuale di 1,45 euro, il gasolio 1,31 euro e non 1,39-1,40. servizio >> 10 17/09/2008.

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Un volo in partenza dal Panero collegherà Albenga e Salerno (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla fine di novembre L'AEROPORTO Panero avrà un nuovo collegamento fra Albenga e Salerno. Prenderà il via il 28 novembre unendo ogni sabato Villanova all'aeroporto di Salerno, Pontecagnano. La tratta consentirà di raggiungere la città campana in un'ora e mezza, con partenza alle 6.45 con arrivo previsto per le 8.15. Il ritorno, sempre con cadenza settimanale, è invece programmato per la domenica. In questo caso la partenza da Salerno è programmata alle 17 con arrivo ad Albenga alle 18.30. La nuova linea era stata richiesta in modo particolare da uomini d'affari che hanno necessità di raggiungere le regioni del sud Italia. La nuova tratta è curata da Explora Italia, la società che gestisce tramite Alitalia Express i voli charter con cadenza settimanale. I viaggiatiori hanno intanto espresso parere positivo per i collegamenti con Roma del martedì e venerdì (partenza alle 8.40, arrivo alle 10.05 e rientro con partenza alle 18.20 da Roma e atterraggio a Villanova alle 19.50). Da ricordare infine che è operativo sino al 28 settembre tutte le domeniche il collegamento da Albenga a Bastia, in Francia. Per quest'ultima tratta la partenza è alle 8 del mattino e l'arrivo a destinazione un'ora dopo, alle 9. Per il rientro si parte da Bastia alle 14, atterraggio nell'aeroporto ponentino alle 14.55. M. S. 17/09/2008.

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Alitalia, Fantozziconta gli spiccioli (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Poche ore per trovare l'accordo Il commissario: soldi agli sgoccioli. Berlusconi: la Cgil sia responsabile ROMA. Poche ore per trovare un accordo: per andare avanti la cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per domani alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei soci. Il confronto sull'ostacolo del nuovo contratto di lavoro ha fatto passi avanti, ci sarebbe la garanzia di non toccare i livelli retributivi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità, e per la Cai, la Compagnia Aerea Italiana fondata dalla cordata, questo sarebbe un punto di arrivo. Come dire che non si tratta più. Intanto il premier Silvio Berlusconi ipotizza un maxi accordo commerciale con Lufthansa ma anche con Air France-Klm "che sancirebbe la nascita di un vero e proprio polo europeo di rilevanza globale". È attesa una nuova convocazione dei sindacati, per un incontro conclusivo. L'ultimo passaggio del cammino fatto solo con i sindacati confederali e l'Ugl, passato prima per la condivisione di un accordo quadro sul piano industriale, e incentrato ora sul confronto per il contratto il cui contenuto sarebbe oramai definito nel dettaglio, in una stesura finale che rimanda al contratto di AirOne come base per i punti su cui non si è raggiunta una intesa. Intanto continua su una strada separata il percorso delle sigle autonome: l'Sdl, i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav: più o meno distanti da un accordo, ma tutti disponibili a trattare. Mentre è saltata la riunione che avrebbe dovuto riportare intorno allo stesso tavolo, per un confronto interno, tutte le nove sigle. "Punto tutto sull'accordo, anche se le posizioni sono ancora molto lontane", dice il leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti: "Rocco Sabelli, l'ad di Cai, ha tenuto una posizione molto seria, ma anche molto rigida - dice Berti - e la soluzione, che ancora è lontana, è possibile solo se ci sono spiragli e se effettivamente si dà la possibilità alla trattativa di partire in modo reale". E se poi la trattativa fallisse per un "egoismo irragionevole", avverte il premier Silvio Berlusconi, il governo non potrebbe garantire il "sostegno robusto" predisposto per gli esuberi con ammortizzatori sociali per sette anni. "Parole inaccettabili" per la Cgil. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, punta a chiudere la trattativa domani,f a sapere che i piloti hanno chiesto l'ampliamento delle rotte e quindi l'assunzione di 265 piloti in più. Richieste che il ministro ha però rigettato: "Niente modifiche alle rotte". Poi parla chiaro ai piloti: non si possono rischiare "effetti drammatici per la mobilità", se ci saranno blocchi scatterà la precettazione. E se "nell'immediato" non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia, dice il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, "i soldi non sono pochi, sono pochissimi, e stanno per finire". Il piano Fenice si conferma come l'ultima chiamata per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto, dice Fantozzi, "ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte, poi faremo quello che dobbiamo fare". Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, le possibilità di raggiungere un'intesa in tempi stretti sono "buone, ma non il 100%". Ottimista anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Spero di chiudere questa vicenda in modo positivo entro 48 ore". Agli occhi della Cgil il cammino appare meno in discesa, ritiene fondamentale continuare a trattare. Intanto sul fronte della "vecchia Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in "esubero" (che non rientrano negli asset da cedere alla Cai) e assumere i piloti, gli assistenti di volo e i tecnici che servono a farli volare. 17/09/2008.

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Le fiamme gialle nella sede della magliana acquisiscono i bilanci degli ultimi 10 anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia Roma. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito, su delega della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati con le relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli ultimi dieci anni. L'attività svoltasi nella sede di via della Magliana, è stata disposta dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai pm Stefano Pesci, Maria Francesca Loy e Gustavo De Marinis nell'ambito del fascicolo (per ora senza indagati né ipotesi di reato) aperto dopo la sentenza del tribunale del 5 settembre con cui è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia. L'obiettivo dei magistrati è di ricostruire il quadro della compagnia e le sue partecipazioni. Oltre ai bilanci consolidati della società capogruppo, la procura ha ordinato l'acquisizione di documenti di sintesi di offerte e gare, come quella fatta da Citygroup, dal momento che Alitalia è stata più volte scandagliata. 17/09/2008.

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Nella partita Alitalia c'è la centralità dello Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gianni baget bozzo Forse Berlusconi poteva lasciare che Prodi assumesse l'onere di risolvere la questione Alitalia vendendola ad Air France. Ma non l'ha accettato, anche se offrirla a una cordata di imprenditori italiani, non coinvolti nel settore aereo, era inconsueto e incerto. La ragione è che egli riteneva che la compagnia aerea nazionale in mano ai francesi significava la marginalizzazione dell'Italia sul piano del turismo mondiale. I francesi sanno bene cosa è una nazione e la loro forza sta proprio in questa fedeltà al principio nazionale che viene dalla loro storia. La sovranità nazionale è nata a Parigi e là rimane la sua residenza. Alitalia si è rivelata il classico esempio di un'industria pubblica legata ai sindacati e alle clientele politiche e si è concretata nell'antieconomicità come criterio di governo. Il radicamento nei partiti e la protezione dei sindacati è stato il criterio di conduzione della compagnia internazionale. La scelta del governo è stata quella di affermare il principio dello Stato nazione che ha interesse a creare le condizioni di una privatizzazione ma a livello nazionale. Così Berlusconi ha ottenuto il consenso di banche e industriali che hanno scelto di credere nel futuro della linea aerea privata italiana che conservasse un suo mercato e, come ora appare chiaro, anche quello intercontinentale e mantenesse cioè il carattere di un servizio aereo di piena competenza. Il mondo che è nato dalla globalizzazione non è semplicemente libero mercato ma in esso opera il sistema Paese. Proprio il mercato mondiale fa sì che le decisioni non possano essere prese soltanto dal mercato finanziario, oggi reso rovinoso dalla grande avventura dei derivati. Si pensava che gli Stati nazione fossero grandi perdenti del mercato mondiale aperto ma invece essi ne sono stati protagonisti: e l'idea di un mondo senza confini, dell'abolizione della politica a favore dell'economia e soprattutto della finanza, si è rivelata un'illusione. E l'Unione europea con la sua politica di liberalizzazione assoluta delle merci e dei servizi si è rivelata impotente di fronte alla sfida asiatica che non conosce il diritto del lavoro. E questo cambiamento, che spinge gli Stati europei a sensibilizzare la Banca di Francoforte e la Bei, verso le esigenze del loro sviluppo nazionale, risponde a questa realtà della politica e dell'istituzione dello Stato nazione a divenire criteri di riferimento delle scelte dell'Unione europea e degli organismi internazionali. Il fatto che un grande conflitto coi paesi di nuovo sviluppo come il Brasile, l'India e il Sudafrica e quello con i paesi più poveri rimanga aperto nel Doha Round indica come il conflitto tra politiche e interessi dei sistemi nazionali sia al centro della società globale. Essa appare più simile ai tempi che l'hanno preceduta, e complicata dalla fine sia del bipolarismo della guerra fredda sia dell'unipolarismo americano. L'idea che il libero commercio conducesse alla pacificazione universale nella componibilità degli interessi economici cede innanzi al fatto che i protagonisti della politica rimangono gli Stati. E le esigenze delle varie economie si fanno sensibili attraverso di essi. L'idea propria del nuovo governo Berlusconi è la centralità dello Stato nazione nella vita interna del Paese come la sua politica economica e la sua politica estera. Il sistema Italia agisce legato al sistema internazionale e all'Unione europea, ma è un'identità, la prima identità. Il valore del lavoro degli italiani varia in funzione del sistema Italia come Paese e sta allo Stato e al governo di presentare questi interessi come permanenti, legati non solo al presente ma anche al futuro. Questo ridisegno dello Stato nazione vale in tutte le opere del governo Berlusconi, dalla politica della scuola, a quella della giustizia a quella del federalismo fiscale. È lo Stato che deve rafforzare l'identità e l'efficacia della società civile e garantire i suoi bisogni e le sue prospettive. Non a caso il tema dell'energia è determinante per la politica italiana. E la figura globale della politica di questo governo Berlusconi, diversamente dal precedente, ha in sé la compattezza e l'unità necessaria per affrontare i problemi del sistema italiano nel mondo e dello Stato in Italia sino ai problemi interni della legalità e dell'immigrazione. È per questo che si spiega la scelta di investire in una compagnia aerea privata italiana, per un Paese che ha nel turismo, nella bellezza e nell'eccellenza la sua maggiore prospettiva economica. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it) è sacerdote, politologo e consigliere di Forza Italia-Pdl. 17/09/2008.

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Commissione Rairiprende la battaglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il rebus della presidenza Roma. Dal dialogo alle barricate. Dalla Rai al voto europeo, passando per Alitalia: rapporti sempre più tesi tra maggioranza e opposizione mentre lo scontro a tutto campo si sposta in Parlamento, che da oggi riapre i battenti dei lavori in aula. Si parte oggi con il rebus della Rai. Torna a riunirsi dopo la pausa estiva la commissione di Vigilanza bloccata da mesi sul nome del candidato alla presidenza, Leoluca Orlando, un fedelissimo di Antonio Di Pietro, proposto dall'Idv, appoggiato da tutta l'opposizione, Pd e Udc, ma osteggiato dalla maggioranza, che non intende consegnare il timone della commissione Rai, competente anche sulle future nomine, nelle mani di un uomo legato all'ex pm, la bestia nera di Silvio Berlusconi. È una sfida che potrebbe spingere il Pdl e Lega a votare un Pd o più probabilmente un Udc (circola il nome del senatore Gianpiero D'Alia), spaccando così il fronte a favore di Orlando. Ma la partenza potrebbe anche essere un'altra, se non si apriranno crepe nella minoranza: quando oggi si riunirà la commissione, la maggioranza può far mancare il numero legale, impedendo per prima cosa l'elezione di Orlando. Le opposizioni non sono disposte a mollare la presa e si attrezzano già per una battaglia campale: "La commissione sarà convocata in permanenza", annuncia Rosy Bindi, vicepresidente del Pd. Si andrà avanti ad oltranza con un braccio di ferro che già si profila durissimo mentre il presidente Rai, Claudio Petruccioli, ricorda che i vertici di viale Mazzini sono scaduti ma non si possono rinnovare finché la Vigilanza non sarà completata. In questa fase di stallo, la maggioranza tenta di aggirare l'ostacolo in Parlamento (il presidente di garanzia è sempre indicato dalle opposizioni), rimettendo al centro della partita il riassetto del vertice Rai auspicato dal leader del Pd, Walter Veltroni. Il sottosegretario Pdl, Paolo Romani, ipotizza un intervento che potrebbe ridefinire i compiti del vertice Rai attribuendo maggiori poteri al direttore generale. L'idea sarebbe quella di un direttore generale forte, come primo passo verso un amministratore unico proposto da Veltroni. Con l'aria che tira, risulta difficile immaginare una trattativa complicata sulla Rai, senza che prima si sblocchi la poltrona della Vigilanza. E, su questo versante, tutto fa pensare che si vada al muro contro muro. L'altra carta che la maggioranza si giocherà in Parlamento è quella di incrinare il fronte, ora in apparenza compatto, delle opposizioni, votando un Pd o un Udc. Ma le grandi manovre non trovano impreparata la minoranza, che è pronta a fare quadrato. "Puntiamo su Orlando. Sappiamo che c'è stato un corteggiamento stretto ma, se fosse eletto un esponente del Pd, si dimetterebbe", avverte Anna Finocchiaro, la capogruppo al Senato. Dello stesso tenore la reazione da parte dell'Udc: "Votiamo Orlando come da accordi e senza defezioni", conferma Roberto Rao, il capogruppo Udc in commissione di Vigilanza. Orlando è convinto che la sua candidatura reggerà alla prova del voto: "Veltroni e Casini mi hanno confermato il loro sostegno. Si tratta di una scelta non negoziabile. Mi hanno chiamato per dirmi che nomi alternativi non esistono". Può darsi. Ma la maggioranza non rinuncerebbe al tentativo di blitz per affondare la corsa dell'ex sindaco di Palermo. L'altro fronte parlamentare caldo è la riforma della legge elettorale per le Europee. La maggioranza conferma le sue proposte: sbarramento al 5 per cento e basta con le preferenze. "Possiamo discutere su una soglia al 4 per cento ma non sulle preferenze", dice Italo Bocchini, vice capogruppo del Pdl. Il Pd però non è d'accordo: "Soglia al 3 per cento e preferenze", è la linea. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 17/09/2008 Pd e Udc non mollano sul nome di Leoluca Orlando. Il Pdl prova lo "sgambetto". Scontro anche sul voto europeo 17/09/2008.

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Alitalia, soldi quasi finiti il governo attacca epifani (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ultimatum di Berlusconi, Sacconi: il leader Cgil ha fatto saltare l'incontro con Cai Alitalia, soldi quasi finiti il governo attacca Epifani ROMA - Ultimi giorni di trattative per Alitalia. Ultimatum del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: le casse della compagnia ormai sono vuote e l'unica alternativa è il fallimento. E il governo sferra un duro attacco a Guglielmo Epifani. Il ministro Sacconi in serata rivela: "Era previsto un vertice tra la Cai e i sindacati confederali per siglare l'accordo, ma il segretario della Cgil l'ha fatto saltare. Era indisponibile". CILLIS, IEZZI E PAGNI ALLE PAGINE 6 E 7.

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Zingaretti "ora la città metropolitana" - laura mari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma Le riforme Zingaretti "Ora la città metropolitana" LAURA MARI Concretizzare l'interdipendenza dei singoli enti territoriali creando un nuovo soggetto politico che dia voce e risposte alle esigenze dei cittadini. E' il proposito bipartisan emerso ieri nell'ambito del convegno "La Città Metropolitana di Roma Capitale", organizzato dall'associazione Le città di Roma e a cui hanno partecipato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti e i deputati del Pdl e dell'Udc Silvano Moffa e Luciano Ciocchetti. "In questi mesi - ha evidenziato il presidente della Provincia Zingaretti - il Comune, la Provincia e la Regione hanno dovuto affrontare i medesimi problemi, tra cui la crisi dell'Alitalia. Temi su cui i confini territoriali dei singoli Comuni non hanno più senso - ha proseguito Zingaretti - ed è per questo motivo che bisogna avviare quanto prima la nascita della Città metropolitana, un ente che abbia i confini territoriali della Provincia di Roma e che - ha precisato Zingaretti - inglobi al suo interno anche i Municipi della capitale". Un'idea appoggiata anche dal deputato del Pdl Silvano Moffa assieme ad altri 29 deputati del centrodestra. E mentre Zingaretti specifica che "in questa fase è necessario evitare una riforma che riguardi solo Roma capitale, come ipotizzato dalla bozza del vicensindaco Cutrufo", il deputato dell'Udc Luciano Ciocchetti parla anche dell'urgenza di "inserire nella riforma la trasformazione del Lazio in una Regione a statuto speciale".

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Crisi alitalia e nubi austriache voli a rischio per il verdi - su parma.repubblica.it (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna Crisi Alitalia e nubi austriache voli a rischio per il Verdi Lucciole, trans e clienti prime vittime dell'ordinanza Tre giorni del clero ai parroci i depliant su come non far figli Che ne pensate? Traffico, in arrivo 20 nuovi "Stars" per chi brucia il rosso Dite la vostra.

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Sciopero al marconi dei servizi a terra rischio caos all'aeroporto - sara scheggia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna La protesta Sciopero al Marconi dei servizi a terra Rischio caos all'aeroporto SARA SCHEGGIA Dopo gli scioperi dei mezzi Atc di lunedì, che ha creato difficoltà nel giorno di riapertura delle scuole, oggi tocca al trasporto aereo del Marconi. Un mercoledì che si preannuncia nero e che rischia di protrarsi per tutta la giornata. Le autorità garanti hanno infatti accordato uno stop di 4 ore, indetto dalle 12 alle 16 di oggi dai lavoratori dei servizi di terra. Ma le sigle organizzatrici della protesta minacciano di restare con le braccia incrociate fino alla mezzanotte di stasera. Lo sciopero bolognese arriva nel giorno in cui, vicenda Alitalia a parte, in altri scali italiani sono in atto numerose proteste, anche presso alcune compagnie aeree come Meridiana, che ha però garantito, durante la fascia a rischio, il volo Olbia-Bologna, sia all'andata che al ritorno. I sindacati Cub-Rdb per i dipendenti delle società di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service rivendicano, oltre a questioni ancora in sospeso come gli scandali dell'ex Doro, il mancato rinnovo dei contratti integrativi e il nuovo piano industriale Sab. Il Marconi rassicura comunque i viaggiatori appellandosi alla commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero, che ha approvato una protesta di sole quattro ore. I disagi, però, ci saranno e alcuni servizi aeroportuali potrebbero non essere garantiti: per informazioni sui voli, si può chiamare l'aeroporto al numero 051-6479615 o consultare il sito www.bologna-airport.it, nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Lo scalo cittadino, intanto, ha inaugurato proprio ieri il nuovo terminal dedicato agli aerei privati. Al taglio del nastro erano presenti molti nomi importanti del mondo della finanza bolognese e, a sorpresa, è arrivato anche il pilota della Ferrari, Felipe Massa.

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Alipuglia, c'è un piano industriale - (segue dalla prima pagina) piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari Il consigliere Giacomo Olivieri illustra la proposta che prevede un investimento di venti milioni di euro Alipuglia, c'è un piano industriale Vertice in Regione: 6 voli al giorno, prezzo medio 43 euro Cauti i sindacati che hanno però espresso interesse per l'iniziativa Per il pareggio si suppone un numero potenziale di 2.000 utenti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) PIERO RICCI (segue dalla prima di cronaca) alipuglia, la compagnia di bandiera regionale che ha già ingolosito una decina di imprenditori baresi, fa rombare i motori. E da ieri, quella di Giacomo Olivieri, consigliere regionale del Pd, non è più solo una boutade estiva. C'è un business plan che s'è fatto prestare dalla Infinity di Bergano, una società che si occupa degli studi di fattibilità aziendale del suo amico Vincenzo Liso. Ventotto pagine fitte fitte di grafici, analisi e statistiche che Olivieri ha presentato ai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil e ai capigruppo al Consiglio regionale. "A ottobre programmeremo altri incontri con gli altri, dalla Confindustria alla Confesercenti, fino agli albergatori e alle agenzie di viaggio perché questa non è solo un'operazione imprenditoriale ma anche un'operazione sociale", promette Olivieri che non fa mistero dell'identità dei primi potenziali investitori: "Hanno mostrato interesse Alviero Antro della Sigi, Lello De Gennaro dell'Interporto di Bari, ma anche a titolo personale Domenico Di Paola, l'amministratore unico di Aeroporti di Puglia e Nicola Canonico. Ma ci sono almeno altri 4 imprenditori seriamente interessati all'investimento - conclude Olivieri - poi sonderemo le possibilità che ci sono nelle province di Brindisi e di Lecce". Alipuglia dovrebbe concentrarsi nei collegamenti con il Lazio, la Lombardia, il Nord Est e la Sicilia ma, sul fronte estero, anche con i Paesi dell'ex Jugoslavia, Albania, Grecia, Romania e Bulgaria. Per decollare servono tre milioni di euro. Basta un Airbus 320 o un MD80 da 180 posti: affittarlo costerebbe 150mila euro al mese: il rientro c'è se sui sei voli giornalieri ci sono almeno 79 passeggeri a volo che pagano una tariffa che oscilla dai 30 ai 60 euro, a seconda delle promozioni. A quei prezzi il mercato potenziale è di due milioni di persone e con 200mila passeggeri già "si supera abbondantemente il punto di pareggio". Il break even point, invece, si può raggiungere con il trasporto di 85 mila passeggeri che Alipuglia dovrebbe essere in grado di far volare già al quinto mese di attività. Il tutto "no fronzy", senza fronzoli: "Bibite, buffet, snack e giornali il passeggero se li compra da solo a terra", osserva Olivieri, smanioso di inserirsi in un mercato che, comunque vada la vicenda Alitalia, apre nuove prospettive per nuovi vettori. Per capire se la cosa funzioni, serve tenere i collegamenti dell'unico aeromobile noleggiato per tre mesi. E poi puntare sui voli estivi. Per i voli di linea il business plan indica come "destinazioni di sicuro interesse" scali come Milano Linate, Parma, Roma Fiumicino, Palermo. I costi di manutenzione, almeno all'inizio, saranno assorbiti dal canone. Bisognerà pagare il carburante, equipaggio, handling che sono i servizi a terra. Olivieri non nasconde il sogno di coinvolgere la Regione Puglia nell'operazione con l'acquisizione di una quota societaria. Ma anche senza questa, si può arrivare anche a un capitale che oscilla tra i 10 e i 20 milioni di euro. Il coinvolgimento pubblico non convince alcuni colleghi: per Tommy Attanasio (An) l'idea imprenditoriale è meritevole di attenzione, ma "non è praticabile una partecipazione pubblica". Perplesso anche Francesco Damone della "Puglia prima di tutto". Favorevoli invece il Movimento per le autonomie, Rifondazione comunista e Pdci. "Il tentativo va fatto - insiste l'esponente del Pd col fiuto per gli affari - perché una nuova compagnia specializzata nel trasporto interregionale a carattere europeo serve a una Puglia caratterizzata da una marcata e continua crescita economica e sviluppo imprenditoriale a cui però manca il supporto di un'adeguata rete di trasporto aereo. Si tratta di un nuovo modello di business - insiste Olivieri - che intende offrire trasporti aerei a carattere interregionale che permettano la copertura di distanze mediamente percorribili con voli di durata compresa tra i 90 e i 120 minuti il tutto a costi contenuti".

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Voli, collegamenti, prezzi ecco il piano di alipuglia - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bari Il progetto Voli, collegamenti, prezzi ecco il piano di Alipuglia PIERO RICCI Lo scenario potrebbe essere questo: lo slot di Brindisi liberato da Alitalia è disponibile da subito e a tariffe concorrenziali. E i voli, sei al giorno, fanno da spola tra Roma e Milano. A bordo vige il "no fronzy" che riduce l'equipaggio, magari reclutato dagli esuberi dell'ex compagnia di bandiera, di una hostess ma che lascia il biglietto attorno ai 43 euro. Il velivolo? Con la dismissione della flotta Alitalia potrebbe anche esserci da scegliere. E da noleggiare. SEGUE A PAGINA II.

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Omicidio Meredith, via al processo Rito abbreviato per Rudy Guede (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

In aula faccia a faccia tra l'ivoriano e Amanda. All'udienza preliminare per l'omicidio della studentessa inglese non si è presentato Raffaele Sollecito. Ressa di fotografi e giornalisti

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Con questa decisione si chiude la prima giornata di udienza preliminare che dovrà decidere, a questo punto, sull'eventuale rinvio a giudizio, per un processo ordinario, dell'americana Amanda Knox e dell'informatico barese, Raffaele Sollecito. La seconda udienza preliminare del caso Meredith, dove prenderà la parola anche il pm Giuliano Mignini, è stata fissata per il prossimo 26 settembre. Il gup Micheli ha accolto le richieste di acquisizione delle deposizioni di altri testimoni, così come avevano sollecitato i difensori di Guede. L'interrogatorio di garanzia di Sollecito è stato ritenuto a norma di legge dal giudice, che dopo una lunga camera di consiglio il giudice ha respinto l'eccezione sollevata dagli avvocati Brusco, Maori e Bongiorno. IL GIORNO DELL'UDIENZA PRELIMINARE Sono arrivati al Palazzo di giustizia a bordo di due cellulari della Polizia penitenziaria e sono stati fatti entrare da un ingresso secondario Rudy Hermann Guede e Amanda Knox, accusati dell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e per i quali è prevista questa mattina l'udienza preliminare, assente invece lo studente pugliese Raffaele Sollecito. Scortati dagli agenti della polizia sono arrivati anche i familiari di Mez, la sorella Stephanie, la madre Arline e il padre John che tramite il loro legale, l'avvocato Francesco Maresca, hanno già annunciato che si costituiranno parte civile nei confronti dei 3 imputati. Intanto, una folla di curiosi si è radunata davanti all'ingresso del Palazzo di giustizia all'interno del quale è stata anche allestita una sala stampa per i cronisti. I DIFENSORI "Discuteremo di questioni tecniche, sarà un'udienza di passaggio". è quanto ha dichiarato l'avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda Knox "Dopo parliamo". Questa la lapidaria dichiarazione dell'avvocato Giulia Bongiorno appena giunta a palazzo di giustizia a Perugia insieme all'avvocato Luca Maori e Marco Brusco del collegio difensivo di Raffaele Sollecito. Un no comment è stato espresso dai legali sulla partecipazione all'udienza di Raffaele Sollecito. DIFESA LUMUMBA ATTACCA AMANDA "Amanda è una ragazza molto intelligente, astuta e spregiudicata nel mentire e spregiudicata nel calunniare". Così l'avvocato Giuseppe Sereni, che assiste Patrick Lumumba Diya, il musicista congolese, accusato dell'omicidio di Meredith Kercher e poi prosciolto. Patrick Lumumba non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, mentre il suo legale ha ribadito l'intenzione di costituirsi parte civile contro la ragazza americana che aveva chiaramente accusato Patrick dell'omicidio. Palestra in carcere: Amanda è in forma - Testimone incastra gli indagatiFOTOSTORY Meredith uccisa in casa - Amanda Knox e Rudy Guede all'udienza preliminare Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (89 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (74 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (72 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" 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Alitalia, l'ultimatum di berlusconi "a rischio le garanzie sugli esuberi" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, l'ultimatum di Berlusconi "A rischio le garanzie sugli esuberi" Sacconi accusa Epifani: ha fatto saltare il vertice sindacati-Cai Alta tensione tra premier e Cgil. Fantozzi avverte: soldi agli sgoccioli. Le aperture di Colaninno sulla flotta al vaglio di Anpac e Unione LUCIO CILLIS ROMA - Il tempo stringe e per Alitalia si profila da stasera un finale da brivido. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che rischiano di acuire i contrasti mai sopiti con la Cgil, appaiono come l'ultima chiamata. Il premier ha ricordato che i rischi di un mancato decollo dell'accordo ricadranno sui lavoratori: "Se la trattativa dovesse fallire non ci potranno essere delle garanzie per gli esuberi, il governo non potrà certo assicurare gli stipendi di 20mila dipendenti". Dura la reazione del leader del Pd Walter Veltroni: "Quello di Alitalia è un pasticcio tra i più gravi della storia dell'Italia. Il governo vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1.300 euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni". Per Veltroni, "il premier rovescia le colpe sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia". In queste ore Cgil, Cisl, Uil, Ugl e alcune sigle delle hostess lavorano per chiudere in positivo la vertenza anche se il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che segue in prima persona la trattativa, non vede degli spiragli: "Ci sono troppe variabili, anche di tipo politico". E ieri il ministro del Welfare Sacconi ha accusato il leader della Cgil Epifani di avere disertato un vertice informale programmato per la serata tra confederali e Cai e di avere frapposto ostacoli "politici" alla trattativa. Per Bonanni (Cisl) tuttavia Epifani "vuole discutere ancora". I piloti, per ora, restano in trincea ma le aperture di Compagnia aerea italiana sulla flotta potrebbero far cambiare idea ai due leader Fabio Berti (Anpac) e Massimo Notaro (Up) che altrimenti rischiano di essere tagliati fuori da una firma tra Cai e confederali. Le risposte, in ogni caso devono arrivare al più tardi entro domattina - come hanno ricordato il governo e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi pronto a precettare i piloti - visto che alle 16 di domani i soci di Cai si riuniranno per decidere se proseguire o meno il cammino. Tuttavia lo stesso Sacconi ieri a "Porta a porta" ha detto che il piano Cai "non è modificabile nella sua struttura". Il commissario Augusto Fantozzi nel frattempo rilancia l'allarme sulle disponibilità residue di Alitalia: "Nell'immediato - dice - non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia. I soldi però sono pochissimi e stanno per finire". Il piano Fenice, quindi "è l'ultima chiamata per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto - conclude Fantozzi - ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte. Poi faremo quello che dobbiamo fare". Sul suo tavolo ieri è arrivata tra l'altro una nuova doppia offerta per gli asset di Alitalia: la compagnia abruzzese ItAli Airlines vuole aerei e relativo personale navigante. Una seconda manifestazione di interesse è arrivata da Investimenti e Sviluppo mediterraneo per Atitech. Nel frattempo l'operatività della compagnia di bandiera non sembra subire scossoni, nonostante le difficoltà. Ritardi e problemi sono nella norma e il personale lavora come se non mancassero poche ore al confronto finale per il salvataggio. Dall'Enac, tra l'altro, arrivano delle rassicurazioni sullo stato della manutenzione di Alitalia e quindi sul suo grado di sicurezza visto l'allarmante stato finanziario. I tecnici dell'Ente di controllo guidato da Vito Riggio, stanno procedendo a improvvisi controlli straordinari, sui velivoli della Magliana.

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Indagine sui conti della compagnia la finanza sequestra i bilanci - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Indagine sui conti della compagnia la Finanza sequestra i bilanci La Procura di Roma esamina l'ipotesi di bancarotta Dopo un esposto del Codacons, sotto la lente le gestioni degli ultimi dieci anni LUCA IEZZI ROMA - Perquisizione della Guardia di finanza nella sede di Alitalia. L'ordine è arrivato dalla Procura di Roma che ha chiesto alle Fiamme gialle di acquisire i bilanci consolidati degli ultimi 10 anni della compagnia di bandiera. Così ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Roma si sono recati nella sede di via della Magliana con un decreto di acquisizione firmato dal Procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano Pesci, Francesca Loy e Gustavo De Marinis. Insieme con la documentazione contabile sono state acquisite le certificazioni di bilancio redatte dalle società di revisione e quelle relative ai rapporti tra Alitalia ed i fornitori. A piazzale Clodio è stato sottolineato che l'attività svolta dalla Guardia di finanza costituisce un atto dovuto ed è il primo tassello per cercare di ricostruire il passato finanziario della compagnia di bandiera, mentre non risultano al momento né reati, né indagati. Il fascicolo è stato aperto subito dopo la dichiarazione d'insolvenza del 5 settembre scorso e l'avvio della gestione commissariale. L'indagine si concentra sul fiume di denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana per verificare se tali risorse siano state usate in maniera congrua nel rispetto della tutela dei creditori e degli azionisti. Per gli inquirenti, infatti, la dichiarazione di insolvenza, è propedeutica al vero e proprio fallimento e quindi, in via d'ipotesi, al reato di bancarotta. Il fascicolo processuale è stato aperto all'inizio di agosto sulla base di un esposto presentato dal Codacons. L'associazione di tutela dei consumatori ha ipotizzato i reati di truffa, in relazione al conseguimento di erogazioni pubbliche (il prestito ponte di 300 milioni di euro) e malversazione. Nell'esposto si stimava che la compagnia di bandiera in un decennio sia costata ai contribuenti 5 miliardi e 187 milioni di euro. Mentre procederà l'analisi dei magistrati, si capirà anche se la normativa sui fallimenti sarà definitivamente derogata secondo il decreto approvato dal governo proprio per Alitalia. Decreto che modifica la legge Marzano sulle grandi aziende in crisi e che inizia oggi il suo percorso di conversione in legge presso le commissioni del Senato. La documentazione acquisita dalla Procura sarà esaminata da due esperti: un contabile ed un economista competente di trasporti. La Procura di Roma l'anno scorso aveva già aperto un fascicolo sulla girandola di voci e compratori che avevano fatto schizzare il titolo Alitalia in Borsa.

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Il salvataggio costa 72,5 euro a contribuente (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il sito "lavoce.info": l'esborso totale sarà di 2,9 miliardi Il salvataggio costa 72,5 euro a contribuente ROMA - Quanto costa Alitalia agli italiani? La risposta l'ha provata a dare ieri l'economista Carlo Scarpa, in un editoriale pubblicato su lavoce.info. Nell'articolo sono presentati due possibili scenari, il più ottimista dei quali fa arrivare il "conto" a 2,9 miliardi di euro. Si tratta di 72 euro e 50 centesimi per ciascuno dei 40 milioni di contribuenti, una cena per due in un ristorante medio-buono. A questa cifra ci si arriva con dei ragionamenti plausibili, ma pur sempre nati da congetture, visto che - come dice Scarpa - "non è concesso nemmeno sapere quale sia l'impatto sui costi pubblici dell'intervento". L'unico numero certo è, infatti, quello dei debiti finanziari, pari a circa 1,2 miliardi, a cui vanno aggiunti i 300 milioni di prestito ponte da restituire allo Stato per evitare di essere sanzionati dall'Europa. Ci sono poi da aggiungere 800 milioni di debiti coi fornitori, che potrebbero diventare 1,5 miliardi se lo Stato decidesse di garantirli tutti interamente e non solo al 50% circa. Ipotizzando esuberi pari a 5.000 lavoratori ed una cassa integrazione uguale all'80% del costo del lavoro, Scarpa calcola poi che il costo degli ammortizzatori sociali potrebbe essere di 1,25 miliardi. Ci sono anche 150 milioni da pagare a tutti i "piccoli" azionisti, definiti come coloro che hanno meno del 2% delle azioni di Alitalia. Per arrivare a 2,9 miliardi basta sottrarre l'attivo dovuto agli asset, stimato, con un po' di ottimismo, a circa 800 milioni. (fer. gi.).

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Il cavaliere riapre la porta a parigi "non ho preclusioni su air france" - luca pagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Berlusconi ha parlato di Alitalia con Sarkozy. Lunedì aveva manifestato una preferenza per Lufthansa Il Cavaliere riapre la porta a Parigi "Non ho preclusioni su Air France" La compagnia tedesca guadagna posizioni allo scalo di Malpensa LUCA PAGNI MILANO - L'altro giorno in una intervista televisiva, si era espresso a favore di Lufthansa. Ieri, al termine dell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi, Silvio Berlusconi non ha escluso un'alleanza tra Alitalia e Air France-Klm: "è assolutamente una compagnia a cui rivolgere l'attenzione, nei loro confronti non c'è alcuna preclusione". Nel giro di poche ore, il presidente del Consiglio riapre, di fatto, il bando per scegliere l'alleato europeo per il rilancio della nuova Alitalia. Con tanto di giallo internazionale: secondo un'agenzia francese, il premier si sarebbe addirittura spinto a proporre un'alleanza a tre. Un grande accordo commerciale a tre che avrebbe proposto personalmente al presidente Nicolas Sarkozy durante i colloqui all'Eliseo. Ipotesi suggestiva ma che appare, a prima, vista poco percorribile. Secondo gli esperti del settore aereo, la partita che ha in palio il futuro partner di Alitalia è soltanto all'inizio. E non potrà che entrare nel vivo soltanto dopo che i sindacati avranno sottoscritto l'accordo con la nuova proprietà. Perché una cosa è certa: la nuova compagnia non potrà decollare senza la presenza nel capitale di un grande gruppo straniero. Ma chi sarà il socio di minoranza di Alitalia? In corsa sono in tre. Anche se alla volata finale dovrebbero partecipare soltanto Air France-Klm e Lufthansa. L'esclusa dovrebbe essere British Airways. è l'opinione prevalente tra gli analisti. E si spiega così: la compagnia inglese è in predicato di fondersi con Iberia e difficilmente potrebbe impegnarsi in un'altra alleanza. "British" ha scelto la società iberica per un maggior interesse nei confronti del mercato spagnolo, prima meta turistica degli inglesi in Europa, e come base per la conquista del Sudamerica e delle sue economie emergenti. Tra gli altri due vettori sarà gara vera. Con Lufthansa in leggero vantaggio sui francesi. Per quale motivo? La compagnia tedesca, sfruttando la riduzione dei voli Alitalia a Malpensa in vigore con il nuovo orario estivo, ha concluso una serie di accordi con la Sea, la società di gestione degli scali milanesi (per l'84% di proprietà del comune di Milano). Accordi che prevedono il posizionamento di sei nuovi voli a Malpensa a partire dal 2009 che diventeranno 10 l'anno successivo e che dal 2011 vedranno l'introduzione anche dei primi voli intercontinentali. Fautore dell'accordo il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, un avvocato di area leghista che in passato è stato anche presidente di Alitalia. Non a caso, durante la puntata di Porta a Porta di due giorni fa, il premier Berlusconi si è lasciato andare a una dichiarazione favorevole proprio ai tedeschi: "Per quanto riguarda il destino di Malpensa noi guardiano a Lufthansa". Una frase che è stata subito interpretata in due modi. Il primo in chiave di politica interna, facendo intendere ai leghisti - ma anche al sindaco Letizia Moratti - che il governo appoggia il piano di rilancio della Malpensa che in questo momento passa dalla compagnia tedesca. Allo stesso tempo, Berlusconi ha mandato un messaggio a Sarkozy e ad Air France, invitandoli, in sostanza, a presentare offerte migliori di quelle tedesche. Il fatto che Lufthansa sia, al momento, meglio posizionata a Malpensa, secondo Parigi non sarebbe un problema. I vertici del vettore francese prima di muoversi, aspettano di conoscere nei dettagli il piano industriale di Colaninno e soci. Solo a quel punto si potrà capire quanto sia profittevole (visto che all'inizio sarà solo una partecipazione finanziaria) e quali sono gli obiettivi di medio-lungo periodo. Per poi studiare le proposte commerciali da proporre, quelle che determineranno la vittoria di una dei due contendenti.

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Il futuro dell'opposizione, il tripolarismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Giuseppe Tamburrano I rifiuti tolti dalle strade di Napoli, la cordata Alitalia, la riforma scolastica, la legge finanziaria, il "lodo Alfano", il federalismo fiscale, la riforma giudiziaria, l'ICI, i mutui ipotecari: le cose fatte dal governo o in itinere sono tante. E trascuro provvedimenti minori e non tengo conto delle iniziative internazionali come l'accordo con la Libia e la mediazione sulla Georgia. Ha fatto molto (il che non vuol dire ovviamente che ha fatto bene). Va avanti come uno schiacciasassi Berlusconi e schiaccia anche grossi sassi come Bossi. A gennaio nascerà il nuovo partito dalla fusione tra Forza Italia e AN: e sarà il primo partito del Paese. Al confronto la minoranza è immobile e rissosa e fa un'opposizione di retroguardia, a rimorchio delle iniziative del governo; i ministri ombra non sono proponenti, ma solo protestanti. E sull'azione del governo, drammaticamente carente, quella in questo momento più importante, la politica sociale, non abbiamo sentito proposte organiche ed alternative dall'opposizione. Su questi temi si concentrerà la campagna d'autunno. Mi auguro che non sia solo manifestazioni di folla, ma anche iniziativa propositiva concreta. La festa del PD a Firenze sembra avere segnato una svolta. Il discorso deciso, determinato di Veltroni, l'accoglienza entusiastica di tantissimo popolo che spera colà convenuto, rivelano che siamo di fronte ad una ripresa unitaria del PD? È un augurio, oppure, come si dice, "passata la festa. ". Il timore è che il PD sia in realtà quello descritto da Giovanni Bachelet (l'Unità 4 settembre '08) in un articolo sugli umori della platea della Festa: ".il PD è dato in blocco per perso, e del PD, di qualunque sua componente non frega più niente a nessuno". Detto così, papale papale, fa venire i brividi che diventano incubi se si leggono i sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera del 9 settembre: Berlusconi e il governo viaggiano verso il 60 per cento e il PD regredisce verso il 26 per cento. Ed è rimasto solo, avendo giustamente rotto con Di Pietro. Tra qualche mese si vota: per l'Europa e per molti enti locali, tra i quali Firenze, Bologna, la provincia di Milano ecc. Sono votazioni nelle quali non può funzionare il "voto utile" che ha fatto riversare molti suffragi sul PD il 13 aprile 2008. Perciò il risultato negativo e pressoché scontato. Ne credo che l'ingresso di importanti personaggi come D'Alema e Marini ai vertici del PD possa cambiare le cose: avremmo altre voci nel dibattito, ma sempre sui mass-media. La verità è che il partito non c'è, ed è questo il punto: ci sono gruppi, correnti, componenti, personalità, fondazioni, associazioni, ecc. Ho ricordato altre volte che i socialisti si unificarono nel 1966, persero le elezioni nel 1968 e al successivo congresso ognuno tornò alla vecchia casa: non si erano realmente fusi: pur venendo da una quasi secolare vicenda comune, le vecchie strutture, i personalismi, i poteri dei vecchi partiti furono più forti delle idee del nuovo. È un precedente significativo? Credo che, in sede di analisi politologia, ci dobbiamo porre alcune questioni e formulare qualche previsione. Personalmente ho l'impressione che dal confuso dibattito nel PD emergano alcune indicazioni, progetti, o, per meglio dire, tendenze iscritte nelle cose. Margherita e DS non si sono realmente fusi. Nati per vincere insieme, sono stati sconfitti e hanno scarse prospettive di rivincita rebus sic stantibus. Rassegnarsi ad essere opposizione permanente non è facile. Ma vi sono vie d'uscita? L'attuale sistema bipolare è una camicia di forza. E le rovine del centro-sinistra fanno intravedere solo vittorie dell'altro polo. Io ho sempre pensato che per la struttura economico-sociale e culturale, per la sua storia, per la presenza della Chiesa, il sistema politico italiano è "vocato" al tripolarismo: una destra, un centro, una sinistra. Poteva nascere tripolare nel 1946-1948 se i socialisti - il secondo partito - fossero rimasti autonomi dal PCI; poteva diventarlo se Craxi ed Occhetto avessero capito..; con la Cosa 2 se D'Alema fosse andato fino in fondo. Oggi mi pare che sia il Papa che lo auspica quando afferma che il mondo del lavoro, dell'economia, della politica necessita di una nuova generazione di laici-cristiani impegnati. Se l'anno prossimo sarà politicamente infausto per il PD, molti di fronte alla prospettiva di una esistenza all'opposizione, cercheranno una "nuova avventura". L'ex Margherita, l'UDC, i tanti DC del PDL, la CISL, insomma "una nuova generazione di laici cristiani impegnati nel mondo del lavoro, dell'economia, della politica" possono tentare di dar vita al Grande Centro. I diessini tenteranno di ricomporre tutta la sinistra dispersa, si riconosceranno nel socialismo europeo e faranno forse nascere il Partito socialista: questa è l'unica luce e la sola speranza che io personalmente vedo nel tunnel. E non è detto che le prospettive sarebbero nere. In realtà, in questo bipolarismo la sinistra è destinata probabilmente all'opposizione. In un sistema tripolare - oltre ovviamente a poter vincere da sola con la sua identità - la sinistra può governare alleata al centro: il centro-sinistra degli anni '60 è stato una importante stagione come ha riconosciuto Veltroni. La storia non si ferma.

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Toccata e fuga (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Marco Travaglio Annunciato con squilli di trombette e rulli di tamburi, la prima della quattordicesima edizione di "Porta a Porta" con Al Tappone trionfante è stato vista da una media di un milione 355 mila telespettatori, appena il 16,62% di quelli davanti al video. Quattro gatti. Strano: a sentire i sondaggi del Cainano, il 70% degli italiani stravedono per lui. Ora, essendo gli italiani 56 milioni, i suoi fans dovrebbero essere grosso modo 35 milioni. Tutti, fra l'altro, in spasmodica crisi di astinenza, se è vero quel che ha detto lui, e cioè che da mesi e mesi rifugge le telecamere. Eppure meno di uno su 30 ha voluto assistere al suo esordio chez Vespa. Gli altri han preferito evitare. Lo adorano, ma preferiscono non vederlo. Lontan dagli occhi, vicino al cuore. Colpa sua o colpa dell'insetto? Diciamo di entrambi. Nonostante la presenza della campionessa di fioretto Valentina Vezzali e della nuova Miss Italia fresca fresca di flop televisivo, nel tentativo disperato di ravvivare il consueto, torrenziale soliloquio del Cainano intervallato di tanto in tanto dagli spot e dalle rarissime domande di De Bortoli e Orfeo, la trasmissione era di una noia mortale. Al Tappone ha fatto di tutto, nel suo piccolo, per ravvivare il mortorio. Un'occhiata furtiva al lato B della Miss. Un siparietto con la Vezzali, versione moderna dell'atleta di regime, una sorta di Primo Carnera in gonnella, anzi in tuta bianca, l'olimpionica gli ha donato il suo fioretto, l'ha ringraziato perché "l'Italia ha tanti problemi, ma con Lei quei problemi possono essere risolti" e gli ha confidato, lei "mamma di famiglia", il suo desiderio di "farmi toccare da Lei, ma veramente, Presidente" (lui però, per il momento, ha preferito evitare). Un annuncio patriottico a proposito dell'acquisto della nuova villa sul lago Maggiore che "apparteneva al patriota Cesare Correnti e rischiava di finire in mani straniere, dunque mi sono sentito in dovere..." (un po' come l'Alitalia: si attende apposita cordata, in nome dell'italianità delle ville). Il resto è una rassegna di miracoli, da Napoli all'Alitalia, dall'Ici agli straordinari, dall'accordo con quel sincero democratico di Gheddafi. Ogni tanto Al Tappone chiama freudianamente Vespa "dottor Fede". L'insetto mellifluamente protesta ("se continua a chiamarmi Fede, la fiducia in questo studio crolla"), ma il premier spiega che "non sono rincretinito, altrimenti Confalonieri mi avrebbe avvertito, a meno che non sia rincretinito anche lui... Il lapsus dipende dalla mia eccessiva velocità di ragionamento". Ecco: quando vede un servo, pensa subito a Fede. Qui però a protestare dovrebbe essere non Bruno, ma Emilio. Forse persino lui si avrebbe esitato qualche istante prima di mandare in onda il servizio sulle ferie della Sacra Famiglia di Arcore amorevolmente riunita in Sardegna, a dispetto delle tante "voci cattive", intorno a "nonno Silvio", anzi a "nonno Superman" come l'ha ribattezzato l'inviato vespiano da riporto. "Come lo vede come nonno?", ha domandato Vespa, ficcante, alla Miss. Lei ha pigolato che magari: averne di nonni così, "è una fortuna averlo come nonno". A quel punto, non potendone più nemmeno lui, il Cainano imbarazzato ha preso le distanze da quel lungo scampolo di piaggeria: "Eh eh, dottor Vespa, lei lo sa che cosa scriverà l'Unità domani di questo suo servizio? Le daranno addosso...". Previsione azzeccata. Intanto l'insetto affonda un altro colpo accendendo sul megaschermo un sole sfavillante: sono "le previsioni del tempo per il governo", meravigliose. E domanda al Cainano: "Lei che voto si dà?" (è tornato il voto in condotta, ma qui se lo dà direttamente l'interessato). Lui, ormai alle corde, replica: "Un buon voto. Con lode. So di avere conquistato molti crediti per l'Aldilà". Ma forse voleva dire "con Lodo". Si può fare di meglio, però: infatti è allo studio una guerra senza quartiere contro i graffitari da strada, categoria pericolosa quant'altre mai. I razzisti che uccidono neri al grido di "muori, negro di merda", invece, non preoccupano: "Il razzismo non c'entra". E i fascistelli di ritorno che elogiano Italo Balbo, il mandante del delitto don Minzoni, non preoccupano: anche perché, a riabilitare Italo Balbo, è stato lui, sempre in nome dell'italianità. Non sia mai che i gerarchi e i quadrumviri finiscano in mani straniere. Dopo quasi due ore di sbadigli, a notte fonda, la musichetta di Via col vento pone fine allo strazio. "Più che Porta a Porta, questa ormai è Bocca a Bocca", ha detto Antonello Piroso qualche giorno fa. Una volta tanto, ne ha detta una giusta. Infatti si è subito scusato. Ora d'Aria.

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Napolitano commosso davanti al grande amico (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Marcella Ciarnelli Ha assistito anche Giorgio Napolitano alla presentazione del libro inedito di Bruno Trentin, quel Diario di guerra dal settembre al novembre del '43, Donzelli editore, che ricostruisce la storia di quei mesi attraverso le impressioni, le notazioni, le curiosità e i giudizi politici di un ragazzo di soli diciassette anni che già ha compiuto pienamente la sua scelta antifascista. Era appena rientrato in Italia con il padre, leader del Partito d'Azione, che si era rifugiato in Francia e poi, nel 1943, era ritornato in patria per lottare con la Resistenza. Scrive in francese il giovane Bruno sotto i suoi occhi scorre una cronaca che è già storia. Solo l'ultima frase è in italiano. "Tempo perduto. E ora all'opra". Non c'è più tempo. Bisogna agire. Nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si sono riuniti a rendere omaggio alla figura del sindacalista e politico, scomparso poco più di un anno fa, molti di quelli hanno diviso negli anni la sua passione politica dalla sua stessa parte ma anche coloro che continuano a non condividerne le idee ma che non hanno mancato di rendere onore ad un avversario sempre leale. Sono state proiettate alcune scene del film di Agosti che, poco prima dell'inizio della cerimonia, ha consegnato al presidente della Repubblica il dvd de Il senso della lotta mentre una delegazione del sindacato gli ha donato una copia del diario. Poi gli interventi. Hanno parlato Stefano Rodotà, Piero Melograni, Claudio Pavone, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani e il presidente del Senato Renato Schifani. "Bruno Trentin è stato un uomo dai principi molto forti, come conferma il suo diario, solidissimo e fermissimo nei principi e gradualista e disponibile nei tempi e nei modi della battaglia sindacale". Così il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dipinge l'ex dirigente del sindacato che ora lui guida. Poco prima Schifani aveva indicato Trentin come un esempio di sindacalista "assai utile proprio in queste ore", con un riferimento non proprio velato alla situazione dell'Alitalia. "Un uomo che non ha mai fatto battaglie di retroguardia". "Trentin - ha insistito Epifani- non ha mai scambiato un miglioramento economico con un peggioramento delle condizioni normative e dei diritti dei lavoratori. È stato un uomo di straordinaria coerenza a cui potevi chiedere di rinunciare a tutto, tranne alla parola data, alla fedeltà ad un principio. Un uomo che non si piegava per un euro". E il presidente Schifani, nel suo intervento ha puntato il dito su un dramma del mondo del lavoro che troppo spesso si ripete ed a cui il Capo dello Stato ha dedicato grande attenzione fin dall'inizio del suo mandato. Una tragedia che coinvolge i destini di intere famiglie che si trovano troppo spesso ancora troppo sole davanti ad un dramma che condiziona futuro e destini. "Non mi stancherò mai di esprimere il mio sgomento per i tanti, troppi, episodi di incidenti sul lavoro e di quelle morti, indegne di un paese civile". Per Schifani "occorre oggi più che mai recuperare il senso costituzionale del lavoro, il suo ruolo fondante, di base del nostro patto costituente, il suo valore insostituibile come strumento di crescita dell'individuo e di promozione di condizioni di giustizia ed uguaglianza sostanziale". Si rincorrono memorie, ricordi, interpretazioni. Il dibattito è andato avanti per un paio d'ore. Alla fine il presidente della Repubblica si è intrattenuto con i due figli di Trentin. Parole affettuose nel ricordo innanzitutto di un amico che ha lasciato un gran ricordo. E un grande vuoto.

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Cai, ultima chiamata: accordo entro domani (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 la trattativa Cai, ultima chiamata: accordo entro domani La trattativa --> ROMA Restano meno di 24 ore per trovare un accordo: per andare avanti la cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la nuova Alitalia vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per giovedì alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei soci. Il confronto sull'ostacolo del nuovo contratto di lavoro ha fatto passi avanti, ci sarebbe la garanzia di non toccare i livelli retributivi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità, e per la Cai, la Compagnia Aerea Italiana fondata dalla cordata, questo sarebbe un punto di arrivo. Come dire che non si tratta più. L'ULTIMO PASSAGGIO È attesa una nuova convocazione dei sindacati, per un incontro conclusivo. L'ultimo passaggio del cammino fatto solo con i sindacati confederali e l'Ugl, passato prima per la condivisione di un accordo quadro sul piano industriale, e incentrato ora sul confronto per il contratto il cui contenuto sarebbe oramai definito nel dettaglio, in una stesura finale che rimanda al contratto di Air One come base per i punti su cui non si è raggiunta una intesa. Intanto continua su una strada separata il percorso delle sigle autonome: l'Sdl, i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e Anpav: più o meno distanti da un accordo, ma tutti disponibili a trattare. Mentre è saltata la riunione che avrebbe dovuto riportare intorno allo stesso tavolo, per un confronto interno, tutte le nove sigle. "Punto tutto sull'accordo, anche se le posizioni sono ancora molto lontane", dice il leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti: "Rocco Sabelli, l'ad di Cai, ha tenuto una posizione molto seria ma anche molto rigida - dice Berti - e la soluzione, che ancora è molto lontana, è possibile solo se ci sono degli spiragli, solo se effettivamente si dà la possibilità alla trattativa di partire in modo reale". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, punta a chiudere la trattativa oggi, e parla chiaro ai piloti: non si possono rischiare "effetti drammatici per la mobilità", se ci saranno blocchi scatterà la precettazione. E se "nell'immediato" non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia, dice il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, "i soldi non sono pochi, sono pochissimi, e stanno per finire". Il piano Fenice si conferma come l'ultima chiamata per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto, dice Fantozzi, "ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte, poi faremo quello che dobbiamo fare". Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, le possibilità di raggiungere un'intesa in tempi stretti sono "buone ma non il 100%". Ed è ottimista anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: "Spero di chiudere questa vicenda in modo positivo entro 48 ore". L'INTERESSE Intanto sul fronte della "vecchia Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in "esubero" e assumere i piloti, gli assistenti di volo ed i tecnici che servono a farli volare. La compagnia, secondo quanto era già stato anticipato da indiscrezioni di stampa, sarebbe interessata a rilevare da 30 a 50 aerei Md80 o Atr, con 300-500 piloti. Così alleggerirebbe il peso degli esuberi previsti dal progetto della Cai. Un'altra manifestazione di interesse è arrivata per le attività di manutenzione pesante dell'Atitech, un fronte caldo per l'incertezza del futuro degli stabilimenti di Napoli: è stata avanzata da Investimenti e Sviluppo Mediterraneo, l'investment company dedicata alle pmi del Centro-Sud, guidata dal presidente degli Industriali di Napoli, Gianni Lettieri.

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Sarkò e Berlusconi, un incontro-lampo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Esteri Pagina 111 Parigi. Nessuna dichiarazione ufficiale ma hanno parlato soprattutto di energia e crisi in Georgia Sarkò e Berlusconi, un incontro-lampo Parigi.. Nessuna dichiarazione ufficiale ma hanno parlato soprattutto di energia e crisi in Georgia --> PARIGI "Bene, bene, siamo vecchi amici": Silvio Berlusconi commenta così l'incontro informale avuto ieri sera all'Eliseo con Nicolas Sarkozy. Sorrisi e strette di mano, al termine dei colloqui, ma niente dichiarazioni ufficiali da parte dei due leader. Anche se fonti della presidenza francese hanno indicato tra i temi al centro dell'incontro la crisi in Georgia, le politiche energetiche, l'immigrazione e la vicenda Alitalia, con l'apertura del Cavaliere ad un accordo commerciale con Air France. Quasi un'ora di incontro, nella visita-lampo a Parigi del presidente del Consiglio, per un bilaterale tra amici di "vecchia data". È stato il fuori programma del Cavaliere a movimentare la giornata. Berlusconi parla alla platea dell'associazione ebraica Keren Hayesod dicende che le minacce di Ahmadinejad contro Israele sono probabilmente solo propaganda, ma bisogna stare attenti perché anche Adolf Hitler all'inizio fu preso per un sincero democratico. Un intervento che viene accolto con applausi scroscianti dai membri dell'organizzazione sionista che ha lo scopo di promuovere l'arrivo di ebrei in Israele. Berlusconi arriva al Pavillon Gabriel, nel cuore di Parigi a due passi da Place de la Concorde, per ritirare il premio "Uomo dell'anno" assegnatogli dall'istituzione ebraica con la motivazione di essersi distinto nella difesa di Israele. E il premier non ha mancato le aspettative, arrivando a dire di "sentirsi israeliano". Ma è il passaggio sull'Iran quello che colpisce di più la platea, che applaude calorosamente il paragone con il fuerer: "Credo che dovremmo avere tutti la massima attenzione nei confronti delle follie di chi, magari solo per ragioni politiche interne, vorrebbe cancellare Israele dalla carta geografica", è la sua premessa. Un riferimento trasparente al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, anche se il presidente del Consiglio non lo nomina. Un richiamo implicito, come lo è quello successivo ad Adolf Hitler: "Già una volta - dice Berlusconi - c'è stato un tal signore che all'inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quello che ha fatto. E voi purtroppo sapete a chi mi riferisco...". Un parallelismo che molti tra i presenti sembrano condividere, annuendo con convinzione. Ma, aggiunge, "guardando al secolo che abbiamo alle spalle, dobbiamo riconoscere di essere fortunati". Perché il Novecento "è stato un secolo insanguinato da due ideologie terribili, comunismo e nazismo. Il primo "credendo di portare la Gerusalemme celeste in terra" ha causato solo "misera, terrore e morte nei Paesi dove è andato al potere". Mentre il secondo, "basandosi sull'assurdo concetto della superiorità razziale, ha provocato gli istinti più bestiali dell'uomo e tragedie di cui voi siete stati le prime vittime".

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Bonsai - sebastiano messina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

BONSAI INDIZI SEBASTIANO MESSINA All'inaugurazione del quattordicesimo ciclo di "Porta a porta", lunedì sera, il presidente del Consiglio ha detto la sua su tutto, dal salvataggio dell'Alitalia alla crisi del Milan. Solo su due argomenti non si è pronunciato: il valore dell'antifascismo e la bellezza di Miss Italia. Sul primo ha detto: "Non mi attardo in questi problemi che non mi toccano". Sul secondo: "Il presidente del Consiglio si astiene da giudizi di questo genere". Dunque dobbiamo capirlo da soli, come la pensa. Del resto, qualche indizio ce l'abbiamo. Quello sguardo fulmineo che si attardava sulle gambe della miss di Acireale rivelava che il problema, per usare le sue parole, lo toccava. E poi, a testimonianza dei suoi gusti, ci sono le famose intercettazioni telefoniche: nelle quali non ricorre assolutamente mai, giura chi le ha lette, la parola "fascismo".

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Il salvataggio della compagnia di bandiera (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 222 del 2008-09-17 pagina 9 Il salvataggio della compagnia di bandiera di Gian Battista Bozzo da Roma Il fronte sindacale è ancora magmatico, ribolle e si muove in diverse direzioni. Un incontro fra le nove sigle impegnate nella vertenza, previsto per ieri, è saltato. Ma la sensazione diffusa è che - tra accelerate e brusche frenate - la pista imboccata per Alitalia sia quella giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la Cai. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere, ma avvisa: "I piloti chiedono 265 assunti in più, ma il numero fissato dalla Cai è legato al piano industriale, che la compagnia non intende modificare". E poi attacca la Cgil: "Mi risulta che la Cai ha tentato un incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil". Alla Magliana, ieri, si è fatta vedere anche la Guardia di finanza. Le Fiamme gialle hanno sequestrato i bilanci consolidati Alitalia degli ultimi dieci anni, su mandato della Procura di Roma che indaga sullo stato di insolvenza della compagnia. L'indagine verte sul passato, precisano fonti giudiziarie, e non ha nulla a che vedere con la trattativa in corso. Il fascicolo è stato aperto su denuncia delle associazioni dei consumatori: secondo il Codacons, Alitalia è costata ai contribuenti, in 10 anni, 5 miliardi di euro. Sempre ieri anche Alitalia Express e Volare, detenute da Alitalia spa, sono state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria. Alle due società, l'Enac ha rilasciato una licenza provvisoria fino al 1º marzo. Al commissario straordinario Augusto Fantozzi arrivano intanto altre manifestazioni di interesse per Atitech - la controllata per la manutenzione degli aeromobili - e per la cessione di aerei ed equipaggi in esubero. A essere interessata ad aeroplani e personale sulla base di un "contratto di servizio pluriennale" è ItAli Airlines spa, società del gruppo Aeroservices con base a Pescara che opera, fra l'altro, nel servizio anti-incendi. Per Atitech, invece, l'interesse è giunto da parte di Investimenti e Sviluppo Mediteraneo, una investment company napoletana. Il commissario ribadisce che i soldi in cassa sono "pochi, anzi pochissimi: stanno per finire". Se l'intesa con Cai salterà, aggiunge, "vedremo se ci sono altre offerte, poi agiremo". Sul fronte sindacale, la trattativa sul piano Cai rivisto e corretto va avanti a singhiozzo. I sindacati prendono tempo per analizzarlo. Nel nuovo progetto, le aperture alle richieste dei dipendenti - soprattutto quelle dei piloti - ci sono: garanzie sui salari, riduzione degli esuberi rispetto alle cifre iniziali, aumento delle destinazioni intercontinentali da 16 a 18 (14 da Malpensa e 4 da Fiumicino), 119 collegamenti nazionali ed europei, pareggio di bilancio entro il 2010. Nulla di concreto sul partner internazionale. Lufthansa ha fatto sapere che "Alitalia è interessante, ma non nella situazione attuale". A questo punto, la Cai ritiene di aver fatto tutto il possibile (e anche qualcosa in più) e passa la palla a governo e sindacati. "Spero di chiudere la vicenda in 48 ore", dice il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, mentre la Cgil attacca Berlusconi per quanto ha detto in tivù sui sindacati che remano contro: "Non scarichi sugli altri responsabilità che sono anche sue". A proposito di chi rema contro, il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, ha detto che il fallimento della compagnia sarebbe una "liberazione". Replica il governatore lombardo Roberto Formigoni: "Non la penso così, l'Italia ha bisogno di una compagnia di bandiera". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Anche la sinistra ora ammette: per Silvio un gradimento record (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 222 del 2008-09-17 pagina 6 Anche la sinistra ora ammette: per Silvio un gradimento record di Vincenzo La Manna L'ultimo sondaggio per "Repubblica" certifica che il premier ha la fiducia del 60 per cento gli italiani da Roma Nessuno lo nega più, neanche a sinistra. E tutti i sondaggisti, o quasi, concordano: la fiducia degli italiani verso Silvio Berlusconi aumenta, settimana dopo settimana. Certo, ognuno dà i propri numeri e ci tiene a rivendicarne la veridicità statistica. Ma alla fine dei conti, un dato è più o meno condiviso: almeno il 60% degli elettori gradisce l'operato del premier. E basta spulciare alcune rilevazioni commissionate negli ultimi giorni dai principali organi di stampa per capire che la luna di miele, tra palazzo Chigi e cittadini, non si è mai interrotta. Anzi, prosegue a gonfie vele. A testimoniare come l'estate abbia portato consensi al governo è anche Repubblica.it, che ha pubblicato ieri l'ultima rilevazione di Ipr Marketing. Chiaro il responso: il 60% degli intervistati afferma di avere fiducia nel Cavaliere, con un incremento secco di 5 punti rispetto allo scorso 14 luglio. Secondo il sito internet del quotidiano diretto da Ezio Mauro, tre i passaggi chiave a favore del presidente del Consiglio e del governo: decreto antiprostituzione, giro di vite sulla sicurezza e riforma scolastica. Numeri eloquenti, insomma. Ma non per tutti. Il Pd, infatti, urla di gioia per i dati d'ascolto (16,61% di share medio) della puntata inaugurale di Porta a porta, con Berlusconi ospite di Bruno Vespa. Un flop, urlano i democratici, nonostante il talk-show sia stato il programma di seconda serata più seguito e la lunga sovrapposizione con l'esordio dell'Isola dei famosi su Raidue e il film in prima tv King Kong su Canale 5. Tanto che da via Teulada spiegano: "Nonostante questo quadro, quando sono terminati i programmi di prima serata, il nostro ascolto ha raggiunto il 30%". Quindi, per la Rai, niente flop tv. Il vero tonfo, semmai, è proprio interno al Pd. Chi lo afferma? Un giornale di destra? No, sempre il sito di Repubblica, dove si legge chiaramente che il partito di Walter Veltroni perde ancora consensi (fiducia in calo dal 34 al 30% negli ultimi due mesi). Ma tant'è, torniamo al premier. Che vola pure negli ultimi sondaggi elaborati da Ispo e Crespi ricerche. Il primo, infatti, pubblicato domenica dal Corriere della Sera, attesta la fiducia al 60%, con una crescita di 4 punti su giugno. Il secondo, invece, diffuso una decina di giorni fa, inquadra il gradimento al 62%. Infine Euromedia research, l'istituto diretto da Alessandra Ghisleri, al quale Berlusconi si affida da anni per tastare l'umore degli italiani. In base al suo ultimo sondaggio, consegnato due giorni fa al premier, la fiducia arriva adesso al 67,3%, dato diffuso proprio dal Cavaliere a Porta a porta. "I cittadini - spiega Ghisleri - apprezzano sempre di più la sicurezza con cui il governo ha operato in questi primi mesi. Premiano Berlusconi, quindi, perché avvertono il suo impegno concreto e diretto nel risolvere le questioni più urgenti per il Paese. Come nel caso Alitalia, perché la maggior parte degli italiani vuole il suo salvataggio. Senza dimenticare i consensi ottenuti con il Cdm convocato a Napoli e la sua presenza fisica, in Campania, per superare l'emergenza rifiuti. La gente, infatti, vuole vederlo dal vivo, per strada, per chiedergli consigli ed essere rassicurata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il garante Martone: <Ma non ci saranno blocchi selvaggi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 222 del 2008-09-17 pagina 9 Il garante Martone: "Ma non ci saranno blocchi selvaggi" di Redazione da Roma Antonio Martone, presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi, la trattativa sembra volgere al bello, ma qualche sindacato potrebbe rimanere fuori dall'intesa. E nei giorni scorsi c'è chi ha minacciato il blocco del trasporto aereo. È possibile? "No, un blocco sicuramente no. Possibile invece che facciano scioperi programmati e nel rispetto delle regole. Cioè con un preavviso di dieci giorni, per una durata di quattro ore la prima volta e di 24 solo a partire dalla seconda, con un intervallo di altri dieci giorni tra una protesta e l'altra. E poi con una serie di collegamenti che devono essere assicurati". E lei pensa siano sufficienti queste regole a garantire un decollo della Cai senza scioperi? "Il problema, in generale, è un altro e cioè di quali strumenti dispone la Commissione. Le nostre sanzioni sono limitate, possono arrivare a 25 mila euro a carico della organizzazione sindacale che non rispetta le regole, fino alla richiesta di sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori". Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha parlato di precettazioni in caso di blocco del traffico aereo. "Infatti, l'altra possibilità è questa. Quando c'è un pericolo grave di lesione dei diritti delle persone, la Commissione può chiedere al ministro o al prefetto la precettazione. In questo caso la sanzione può arrivare a 500 euro a dipendente per ogni giorno di sciopero fuori dalle regole. Spero comunque che questi siano solo discorsi teorici e in astratto. Anche perché fino ad ora i sindacati da questo punto di vista hanno avuto un comportamento responsabile. Le regole sono state rispettate, così come la tregua estiva che si è conclusa il 5 settembre". Ma domani (oggi per chi legge, ndr) è già in programma uno sciopero dei Cub. "Sì, ma è di quattro ore ed è stato programmato da tempo". Ci sono stati casi recenti di precettazione nel settore aereo? "Nel febbraio dell'anno scorso, con le assemblee permanenti a Fiumicino. Chiedemmo la precettazione, ma poi la protesta rientrò. Alcuni casi con i controllori di volo. Lì il problema è che poche decine di addetti alle torri di controllo possono bloccare il trasporto aereo su tutto il territorio nazionale". E i quasi cinquanta voli Alitalia cancellati la settimana scorsa? "Eventi legati a esigenze tecniche. Cinquanta sono pochi rispetto ai 700 di Alitalia, che rappresentano la normale attività quotidiana". Lei tempo fa ha chiesto che aziende e sindacati del settore aereo si diano regole proprie per sugli scioperi. "Sì, il trasporto aereo non si è ancora dato delle regole e quindi valgono quelle provvisorie della commissione". Magari la nascita della Cai potrebbe essere l'occasione giusta? "Per il momento mi pare che la priorità sia che trovino un accordo. Meglio che per ora sindacati Compagnia aerea italiana e azienda si occupino degli altri aspetti del contratto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La commissione Attali de noantri che appassiona solo quattro gatti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 222 del 2008-09-17 pagina 10 La commissione Attali de noantri che appassiona solo quattro gatti di Redazione Il forfeit di Amato a Roma ha interessato pochi giornali e addetti ai lavori. Gli italiani? Se ne fregano Se nessuno, in nessun luogo e in nessun tempo, ha mai eretto un monumento a una commissione, un motivo ci sarà. E non vedo perché dovremmo cominciare oggi con la commissione Amato, morta e sepolta ancor prima di nascere. Monumenti non se li merita: figuriamoci il funerale di Stato con il coro di prefiche che spargono lacrime sulla "storica occasione mancata". Ieri il Corriere della Sera ha allestito una mastodontica cerimonia funebre, con due interi paginoni e richiamo in prima pagina: manco fosse una questione di sicurezza nazionale, che so, l'uragano Gustav che si abbatte su Sabaudia. Diciamocelo: ma è davvero il caso? Ne abbiamo avuto per tutta l'estate con la storia della "Attali de noantri", la commissione bipartisan di Alemanno per lo sviluppo della città di Roma, che per ora ci ha sviluppato soltanto un gran mal di testa. Ma poi, il povero dottor Sottile, che nonostante il tennis non è più un giovanotto: vogliamo parlarne? Gli hanno tirato la giacchetta per settimane, da destra e da sinistra (ma soprattutto da sinistra). Gliel'hanno tirata così tanto, la giacchetta, che alla fine è diventata un cappotto. Ha passato il mese d'agosto a saltellare su e giù dalla poltrona di presidente di commissione. Dentro, fuori, dentro, fuori: la "Amato-dance" è stata senz'altro la hit dell'estate. Sotto gli ombrelloni, la gente la vedevi che si attanagliava nel dubbio: che fa, Amato, accetta o non accetta? L'angoscia gliela leggevi in faccia, ai bagnanti: non per l'Alitalia, l'inflazione, il carobenzina. No, il vero dilemma esistenziale, al bagno numero cinque di Riccione, doveva essere un altro: "Riusciremo finalmente ad imbastire la nostra commissione Attali? E soprattutto: ma chi è Attali? Forse quell'attore francese che ho visto ieri sera su Rete4?". Ci fosse stato un politicante, uno che uno, che si sia preso la briga di spiegare a tutti chi è quest'Attali: che ci vuoi fare, erano troppo impegnati a ritagliarsi il loro quarto d'ora di celebrità. Erano troppo intenti ad accusarsi l'un l'altro di collaborazionismo col nemico. Proprio loro, i democratici paladini del confronto a tutti i costi, hanno alzato le barricate. Rutelli: "La commissione è un pastrocchio". Rosy Bindi: "Per dialogare c'è già il Parlamento". Linda Lanzillotta: "L'avevo detto che Giuliano sta sbagliando". Un fuoco incrociato che ha fatto dire allo stesso Amato: "Sul mio sì ad Alemanno la sinistra è cieca". Detto questo, che diamine: mettiamoci una pietra sopra. Siamo sopravvissuti a pesti e carestie, a due guerre mondiali, all'8 settembre: possiamo cavarcela anche senza la commissione Amato. Anche perché diciamolo: le commissioni da noi sono camere a gas che soffocano le buone idee, o se va bene le lasciano perennemente azzoppate. Uno dice: ma il dialogo? Il dialogo, specie in Italia, è un bene necessario ma non indispensabile. La stessa giunta Attali, promossa da Sarkozy per riformare lo Stato francese (e non un comune, come nel caso di Alemanno), alla fine ha sfornato 316 proposte con una raccomandazione finale: "O saranno applicate tutte, o non avranno alcuna utilità". Il guaio è che alcune di queste proposte cozzano palesemente contro i programmi di Sarkò: per esempio là dove si indica l'immigrazione come "veicolo fondamentale della crescita". Non è tutto oro, l'Attali che luccica. Dunque, siamo sicuri che occorra una commissione per farci felici? In ogni caso è inutile lagnarsi, perché morta una se ne fa un'altra. E poi un'altra, e un'altra ancora. Noi italiani ne abbiamo viste di cotte e di crude, di commissioni: sulla mafia, sulla P2, sull'Iri, sul latte microfiltrato, sulle dentiere, sulle pinete, sull'uranio impoverito. In Calabria ne hanno fatta una sulla "fattibilità delle leggi", in Campania c'è una "commissione sul mare". In questa legislatura ne hanno sfornate 56: si va dalla commissione mista "per l'accesso ai documenti amministrativi" fino a quella consultiva "per le ricompense al merito civile". Senza contare le famose commissioni "antisprechi", quelle che cercano di ridurre l'aria fritta, pur essendone i maggiori produttori. L'Alitalia istituì un comitato di otto esperti solo per decidere il nome degli aeroplani. Ce li immaginiamo intorno a un tavolo, tutti intenti ad arrovellarsi: come lo chiamiamo, questo boeing, Icaro o Tornado? O forse sarebbe meglio Falco Pellegrino? O magati Barone Rosso? E intanto l'azienda andava in cocci. Insomma, ora che il progetto Amato è naufragato, è improbabile che l'italiano medio non ci dorma la notte. Le nostre commissioni abbiamo imparato a conoscerle: decidono di non decidere, e nel caso delegano tutto a una sottocommissione. Anzi, da noi la regola sembra essere questa: una commissione, tutta intera, partorisce decisioni più stupide di ogni singolo membro. Perché tutto ciò? Meglio non chiederselo: altrimenti, per scoprirlo, finisce che ci scappa un'altra commissione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Le ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili Alitalia, senza intesa nessuna tutela Slitta il confro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Le ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili "Alitalia, senza intesa nessuna tutela" Slitta il confronto con i sindacati, ultime 48 ore per l'accordo. Fantozzi: soldi quasi finiti.

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La crisi della politica di cui tanto si è parlato non si esprime solo nel difficile rapporto tr (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

A cittadini e partiti. Si esprime anche nella sfera economica e sociale, come vediamo nella vicenda che ha coinvolto l'Alitalia. Non c'è dubbio che in questo caso, come in altri, è la politica che non ha dato risposte adeguate e tempestive alla crisi di uno dei settori più sensibili del sistema paese. Ma è anche vero che stiamo anche verificando come il sindacato, non solo quello "autonomo", non riesca più a coniugare l'interesse delle diverse categorie di lavoratori con l'interesse generale. Questa crisi di ruolo del sindacato ha motivazioni oggettive dati i mutamenti profondi che si sono verificati nel corpo sociale, soprattutto nella classe operaia, e ha motivazioni soggettive se penso al fatto che i gruppi dirigenti del movimento sindacale non sono stati in grado di dare una risposta valida a questi mutamenti e soprattutto alla corporativizzazione nel campo dei servizi. Un campo in forte espansione proprio per i mutamenti economico-sociali cui ho fatto cenno. Un'espansione che ha determinato anche una "dequalificazione" dei lavoratori e dei "funzionari" che in passato avevano non solo un certo rango sociale ma anche retribuzioni "privilegiate". Pensate alle banche, dove ormai c'è un "proletariato" con salari e una condizione sociale non più equiparabili a quel che in passato era il "bancario". Ma, nella stessa banca, c'è anche un management con alto prestigio sociale e retribuzioni favolose. Tuttavia la corporativizzazione del sindacato nel servizio pubblico ha fatto perdere di vista il fatto che esso è sorto per dare risposte ai problemi a volte drammatici dei cittadini. Insomma, l'ospedale spesso appare a servizio dei medici e degli infermieri o la scuola in funzione dei maestri e dei professori e così via di seguito. Io non penso che questa deriva corporativaa sia dovuta solo ai lavoratori che cercano di difendere i loro diritti e la loro professionalità e carriera. Governi e classi dirigenti hanno incoraggiato il sindacato corporativo. Il quale oggi, lo vediamo anche con i piloti, non riesce a difendere né i suoi associati, né gli interessi dell'azienda, né quelli generali. In Italia, il sindacato confederale, era nato con due obiettivi: la solidarietà "di classe" fra tutti i lavoratori e la necessità di fare prevalere lo sviluppo e l'interesse generale sul particolare. Un grande interprete di questa linea fu certo Giuseppe Di Vittorio. Ricordo il suo impegno per il "piano del lavoro" in un momento particolare del paese, il dopoguerra con una disoccupazione che toccò due milioni di persone, soprattutto nel Mezzogiorno. Al congresso confederale del 1949 Di Vittorio si rivolse ai "suoi" braccianti pugliesi, in quel momento impegnati in uno sciopero per il contratto di lavoro, e nonostante avessero salari da fame disse: se gli agrari si impegnano a investire nei lavori di miglioramento produttivo, possiamo attenuare le richieste salariali. Era in gioco non solo la crescita dell'occupazione, ma la modernizzazione dell'agricoltura e del paese. Nel caso della "vertenza" per l'Alitalia Berlusconi, con scarsa fantasia, ha accusato la Cgil di ostacolare un accordo per motivi politici. Sciocchezze. Parla come se ci fosse ancora una cinghia di trasmissione tra il sindacato e un partito! La verità è altra. Negli anni del dopoguerra, grazie ai grandi partiti e a una politica forte, fu possibile il "miracolo economico" a cui contribuì l'iniziativa pubblica. Nel momento in cui, con la globalizzazione e altri fenomeni, l'economia italiana deve competere su terreni nuovi non c'è guida politica e si ricorre allo Stato solo per pagare i danno provocato dall'impotenza politica. Per l'Alitalia si fa proprio questo. Il sindacato fa politica? No. Spesso non ha una buona politica per contrastare la cattiva politica dei governi e gioca di rimessa. Anche perché il governo pensa che il suo ruolo è quello di tamponare le proprie falle. Il sindacato oggi è forse ancora l'unica forza che aggrega parti importanti della società. Ma se vuole avere un ruolo nel mondo che è cambiato deve riacquisire la cultura dell'interesse generale. Il sindacato corporativo non è la risposta alla modernità ma un ferro vecchio della vecchia politica.

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ROMA Su Alitalia scatta l'ultimatum di Berlusconi: senza accordo nessuna tutela. La Cgil: paro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)

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Le inaccettabili. Situazione di stallo sulla vertenza: restano solo 48 ore per trovare un'intesa. Fantozzi: i soldi ormai sono quasi finiti.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-17 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano La crisi finanziaria Monta l'effetto Lehman Brothers, la banca d'affari americana fallita a seguito della crisi dei mutui subprime, il mondo finanziario e assicurativo ne è squassato. La banca britannica Barclays avrebbe raggiunto un accordo con Lehman per la cessione delle attività americane ma la bufera finanziaria fa ora tremare l'American International Group (Aig) e la Goldman Sachs. Draghi: l'area euro tiene Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi: "La crisi finanziaria che stiamo affrontando è una delle più dure e complesse dei nostri tempi". Ma "la situazione delle banche nell'area euro è fino a questo momento migliore di quella cui stiamo assistendo negli Usa e altrove". Il caso Alitalia Se la trattativa fallisse per un "egoismo irragionevole", il governo non potrebbe "garantire" a tutti i 20 mila lavoratori di Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio e vi dovrebbe essere dunque una "drastica" riduzione di sostegni e rimborsi. Lo ha detto Silvio Berlusconi, a proposito della trattativa su Alitalia. Saltata la riunione tra le nove sigle intersindacali dei lavoratori Alitalia, inizialmente annunciata per ieri. Politica "Mai antifascisti" Dopo le parole di Gianfranco Fini sul valore assoluto dell'antifascismo, la lettera di segno opposto dei giovani di An. Scrive il presidente di Azione giovani Roma e consigliere provinciale del Pdl, Federico Iadicicco di Azione Giovani, "Ce l'ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l'ho proprio trovato. Anzi ne ho trovati molti per non esserlo. A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani". Esteri Un prete sandinista all'Onu Presidente dell'assemblea dell'Onu è un ex prete sandinista, sospeso a divinis da Wojtyla già guerrigliero, che del governo d'ispirazione marxista fu ministro degli Esteri. Attacco a Bush e alle "aggressioni" degli Usa. Cronache Meno soldi alla Chiesa Dall'8 per mille arrivano alla Chiesa cattolica meno fondi. Prevista una perdita di 35 milioni. Ma la Cei avverte: non c'è allarme. Caso Mez, nuovo teste A Perugia il processo per l'omicidio di Meredith "Mez" Kercher, massacrata il 1Ë? novembre dell'anno scorso. C'è un nuovo testimone. Cultura Incontro con la Dunne Esce un nuovo romanzo dell'irlandese Catherine Dunne, "Se stasera siamo qui". Sabella Bossi Fedrigotti la incontra a Dublino: "Le storie delle donne mi sembrano più interessanti di quelle degli uomini". Spettacoli Ficarra e Picone sul set Nuovo film, il terzo, per la coppia comica Ficarra e Picone, dopo il successo di "Il 7 e l'8". Il set è a Catania e dintorni. La trama: due cugini e due famiglie che non si parlano da trent'anni... Sport Una notte di Champions Ieri sera prime partite di Champions League: l'Inter festeggia il ritorno al gol di Adriano (sua la seconda rete del 2-0) espugnando Atene e battendo il Panathinaikos. Male la Roma, che dopo il ko di Palermo cade in casa anche con la matricola Cluj, campione di Romania. Stasera tocca a Fiorentina e Juventus. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "I libri delle Winx" e 7,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "La grande storia dell'uomo" e 2,00; con "L'Europeo" e 8,90; con "Gormiti final evolution" e 7,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "EROS!" e 10,99; con "I Simpson Classici" e 10,99; con "Corriere Easy English" e 15,90; con "Storia dell'Arte Universale" e 13,90; solo in Lombardia con "Strumenti per la scuola" e 15,90. In Liguria, Sardegna, Puglia, Marche e Trentino-Alto Adige con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Alitalia, il pressing di Sacconi: "Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi in (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

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N. 222 del 2008-09-17 pagina 0 Alitalia, il pressing di Sacconi: "Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi in tutto il Paese di Redazione Lo sciopero di quattro ore dei Cub provoca l'annullamento di decine di voli. Entro domani le parti sociali dovranno decidere sull'offerta Cai. Il governo avverte: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. parti La Finanza sequestra gli ultimi dieci bilanci Roma - Saranno decisive per le sorti di Alitalia le prossime ore. I Cub hanno proclamato per oggi quattro ore di sciopero cancellando circa 40 voli e gettando nel disagio tutto il Paese. Ma il destino della compagnia sarà deciso sull'offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano - a detta di Palazzo Chigi - non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. E il governo è pronto a chiedere ai nove sindacati chi ci sta. Lo sciopero indetto dai Cub Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha già previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della compagnia). Il sindacato autonomo critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Le proposte per Alitalia Una nota divulgata dalla Magliana fa sapere che sono arrivate due manifestazioni d'interesse per Alitalia. La prima da parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo Spa (la prima investment company dedicata alle pmi localizzate nel Mezzogiorno d'Italia) è per l'acquisto di Atitech. La seconda, invece, arriva da ItAli Airlines (compagnia regionale abruzzese) per aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero, sulla base di un contratto di servizio pluriennale. Nella nota, si legge che Fantozzi "ha richiesto ad ambedue i predetti soggetti chiarimenti e documentazione per una preliminare valutazione di dette manifestazioni di interesse". Sacconi: "Il piano non cambia" "Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l'ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l'assemblea per decidere se portare avanti l'offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l'acquirente sia Cai, perchè se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale. La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri sera, ha rivelato Sacconi a "Porta a Porta", Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che "non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil". I rapporti tra le parti sociali E' stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a spiegare che Gugliemo Epifani "vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l'unico riferimento per la compagnia". Ecco perché, Bonanni ha ribadito che l'accordo con Cai l'ha già fatto, perchè è ora di chiudere la partita. Ormai Alitalia, dal fallimento della trattativa con Air France, è più indebolita, gli animi sono esasperati e bisogna salvare ventimila persone. Poi si possono migliorare le condizioni. Il suggerimento è anche ai piloti accusati di voler difendere privilegi e che - ha detto Sacconi - chiedono 265 assunzioni in più in Cai. Bonanni dice basta alle corporazioni che tengono in ostaggio l'azienda e del presidente dell'Anpac, Fabio Berti, dice che "è un osso duro ma sarà più duttile". Il leader dell'Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia. Tempo per ulteriore trattativa non c'è e i "tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso", si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato "defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello", per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: "Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico", "alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con logiche bizantine. Mi auguro di essere smentito e spero di rimangiarmi i sospetti". In assenza di altre offerte, ha ribadito Fantozzi, si tirerà avanti cercando qualcuno finchè ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle 10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale. I partner internazionali Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di entrare in Cai "una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di minoranza e contratti di collaborazione", ha spiegato Fantozzi, che oggi ha sentito al telefono i presidenti delle tre compagnie europee a cui ha anche detto che "l'opinione pubblica italiana si aspetta un cavaliere bianco". E il numero uno di Lufthansa ha replicato che "la propria compagnia è una cicogna gialla e non un cavaliere bianco". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi <Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

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Berlusconi "Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie" Scontro con la CGIL Salta l'incontro dei nove sindacati. Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Guardia di finanza nella sede della Magliana acquisisce i bilanci degli ultimi dieci anni ROMA. Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo, addio garanzie sugli esuberi". La cordata italiana creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per domani, quando si riunirà l'assemblea dei soci. Ora ci sarebbe la garanzia di non toccare gli stipendi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità, ma è saltata la riunione di tutti e nove i sindacati. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Finanza ha acquisito i bilanci Alitalia degli ultimi dieci anni. Servizio >> 10 17/09/2008.

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<Se Alitalia fallisce, garanzie a rischio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

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N. 222 del 2008-09-17 pagina 1 "Se Alitalia fallisce, garanzie a rischio" di Redazione Berlusconi: "Il Paese condanna chi fa saltare il piano". La Gdf sequestra gli ultimi 10 bilanci Quarantotto ore. Questo il tempo rimasto per salvare Alitalia dal fallimento. Ma mentre salta il tavolo con tutti i sindacati riuniti, il premier parla chiaro: solo tramite un accordo è possibile garantire un certo trattamento per i dipendenti in esubero. Ma la sensazione diffusa è comunque che - tra accelerate e brusche frenate - la pista imboccata per Alitalia sia quella giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la Cai. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere. Alla Magliana, ieri, si è fatta vedere anche la Guardia di finanza. Che vuol veder chiaro sui bilanci degli ultimi dieci anni della compagnia aerea. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

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Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... 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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez, Amanda in aula Rito abbreviato a GuedeQuando gli stilisti si infuriano con la stampa: "Fuori i cani e i critici"Cantiere record: aperto da 50 anni Ma l'ospedale non è ancora finitoNotte brava dopo Brasile-Bolivia: Ronaldinho a rapporto dal MilanChampions, Ibra resuscita anche Adriano Disastro Roma: battuta 2-1 in casa dal Cluj Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (2) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... 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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo, due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez, Amanda in aula Rito abbreviato a GuedeQuando gli stilisti si infuriano con la stampa: "Fuori i cani e i critici"Cantiere record: aperto da 50 anni Ma l'ospedale non è ancora finitoNotte brava dopo Brasile-Bolivia: Ronaldinho a rapporto dal MilanRe per una notte nella "magica" Venezia Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (2) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Esplode la Silviomania: "Santo subito" (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa consenso in crescita anche nei sondaggi di sinistra Esplode la Silviomania: "Santo subito" C'è chi parla di momento astrale fortunato, chi di spiccato "fattore C"; chi di grande fascino politico, e chi di "eccellente capacità comunicativa". Fatto sta che la figura di Silvio Berlusconi continua a guadagnare consensi tra la gente, arrivando al livello massimo di fiducia ottenuto finora: 60%. Un consenso che oltrepassa i confini della politica, dell'età, della posizione geografica e, anche, delle diverse ideologie. Lo si intuisce snocciolando i sondaggi commissionati sul suo conto. Cambiano le società ma non cambia il risultato finale, dando al premier una fiducia in continua crescita. Nonostante la pausa estiva, l'exploit Berlusconi è andato avanti. Come anche quello della maggioranza, seppur in tono minore. Stando, infatti, al sondaggio (l'ultimo in ordine cronologico) realizzato da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it, il consenso di cui gode l'esecutivo aumenta del 2%. Mentre la figura del Cavaliere registra un incremento di cinque punti percentuali, toccando quota 60%. Sempre secondo l'istituto guidato da Antonio Noto, nello stesso periodo è calata la fiducia nei confronti del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, mentre rimane stabile l'Udc. Il sondaggio (interviste, con il sistema "Tempo Reale", a un campione di 1.000 italiani, rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente) indica, quindi, che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Osservando le pagelle dei ministri, Maroni è il più popolare: 62%, due punti in più rispetto a sessanta giorni fa. Podio per Frattini e Tremonti, che nonostante una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto con il 60 e il 58%. Chi ha registrato l'aumento più significativo è Mara Carfagna, il cui consenso passa dal 38 al 42%, forse in seguito alle nuovi leggi sulla prostituzione. In positivo anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito dal 35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi (-6%), forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità. Anche secondo una ricerca Ispo - pubblicata l'altro giorno - il Cavaliere batte il suo governo, e il giudizio sul Presidente passa dal 56% di giugno al 60% attuale. Andando a ritroso, a luglio, Euromedia dava il premier al 62.8%, e ancora prima, a giugno, l'Ipr lo dava al 59%. Il primo a gongolare del fenonemo "tutti pazzi per Silvio" è lo stesso Berlusconi, sempre più abituato ai bagni di folla, a qualche avance inaspettata, ai siparietti qua e là. L'ultimo l'altra sera, nel corso della registrazione di "Porta a porta". Entrando in studio Renato Mannheimer si dirige verso il premier che alzandosi in piedi gli sorride e gli stringe la mano. "Eccoli - dice il premier parlando di chi fa sondaggi -. Sono loro i padroni. Io lo so come fai i sondaggi, apri la finestra e metti fuori il naso sentendo l'aria che tira. Così - aggiunge ancora - risparmi anche sulle telefonate". Il sondaggista del Corriere della Sera sorride e con una battuta risponde: "Faccio così mentre bevo una tazzina di caffè". In uno scenario di crescente "Silvio-mania" qualcuno ha persino coniato lo slogan delle "3 S: Silvio santo subito". Uno slogan su cui, a luglio, Berlusconi commentava da Napoli: "Accetto per il "santo", non sono affatto d'accordo per il "subito"".

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Alitalia, Matteoli: 'Sciopero da irresponsabili' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)

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Gli altri parlano, lui lavora (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 GIULIO TREMONTI Con la Lega forma l'asse su cui poggia il "governo del fare" voluto dal premier Gli altri parlano, lui lavora di Francesco Blasilli Il mondo politico italiano è definitivamente spaccato in due. Non più destra e sinistra, però, bensì "fare" e "chiacchierare". E in questo periodo di trasformazioni, il mutamento più grande è toccato al premier Silvio Berlusconi, non più istrionico come era fino a qualche mese fa, ma diventato il perfetto opposto del suo amato Milan: niente fronzoli, ma dritti al risultato. Guardando sempre avanti. E il nuovo corso è apparso evidente a Porta a Porta, laddove il vecchio Cavaliere raggiunse il culmine firmando il patto con gli italiani: stavolta niente scherzi, anzi. Non si lascia andare né quando gli portano Miss Italia ("un presidente del consiglio si astiene dal commentare"), ne quando la Vezzali gli da l'assist con un "da lei mi lascerei toccare", ne quando lo invitano a parlare di calcio ("Milan all'ultimo posto? Io mi occupo solo dell'Italia"). Qualcuno dirà che Berlusconi ha capito gli errori del passato, si è calato nei panni del premier e finalmente si comporta come impone il ruolo che ricopre. Forse. In realtà questa è la nuova strategia del Cavaliere, uno che in quanto a tattica non deve imparare da nessuno. "Fatti, non pugnette", per rifarsi allo slogan lanciato dal comico Paolo Cevoli e dal suo assessore Cangini a Zelig. Perché se Forza Italia è nata come il "partito del fare", adesso il suo è un "governo del fare". E la chiave della sua trasformazione sta nella risposta sull'uscita "antifascista" di Fini: "io non guardo al passato". Insomma il Cavaliere non perde tempo in chiacchiere, ma guarda avanti, dritto, deciso, convinto che questa sia la strada giusta. Una convinzione supportata dai sondaggi, che ogni giorno certificano "che la luna di miele prosegue" (Mannheimer sul Corriere) e che anzi aumenta. Stando ad un sondaggio Ipr per Repubblica, infatti, risulta che "due mesi senza attività parlamentare non scalfiscono il consenso di cui gode l'esecutivo, che aumenta del 2 per cento". E segnano "un aumento del gradimento per la figura di Silvio Berlusconi, che registra un incremento di cinque punti percentuali e tocca quota 60 per cento". Insomma è il quotidiano fondato da Scalfari a dare questi numeri da elezioni bulgare, non la Gazzetta di Arcore. Ed addirittura un votante su cinque del centrosinistra si esprime positivamente sull'operato del Cavaliere. E non è un caso che al primo e al terzo posto tra i ministri più amati (al secondo c'è Frattini), ci siano Maroni e Tremonti. Perché è questo l'asse su cui si poggia la politica del fare di Berlusconi: la Lega più il suo superministro all'Economia. E per questo non deve suonare strano che Tremonti e il Carroccio siano riusciti a non far sedere alla tavola dell'expo 2015, che si preannuncia assai bandita, ne la Moratti, ne Formigoni. Ma ormai Berlusconi ha scelto la strada da seguire: poca filosofia politica, tanto pragmatismo. C'è un problema sicurezza? Tocca alla Lega metterci la faccia e le mani. Ci sono da togliere i rifiuti a Napoli? Se li prende la Lombardia. Alitalia? Aveva promesso la cordata e la cordata è stata; se poi non se ne fa nulla, la colpa è degli altri. La finanziaria? L'ha fatta Tremonti e pure per tre anni. E dove non avvivano i fedelissimi, ecco che interviene in prima persona come fatto in politica estera. E gli altri? Gli altri parlano, fanno riferimenti storici, pontificano sui giornali. Certo, l'opera è appena iniziata, forse non siamo neanche a metà, perché c'è molto da fare. C'è quel federalismo fiscale che per molti è solo un vecchio debito saldato alla Lega, mentre per il premier è l'unico tentativo rimasto per fare una reale rivoluzione nella pubblica amministrazione. Poi c'è la questione della riforma della giustizia, una cosa che alla gente ? stando sempre ai sondaggi ? interessa poco, mentre a Berlusconi, anche per motivi personali, moltissimo; di certo, però, non si può sottolineare il fatto che l'attuale giustizia civile danneggia l'economia italiana perché tiene lontani dal nostro paese molti investitori stranieri. Poi, sempre senza perdersi in chiacchiere, ci sarà da intervenire sui salari e sui prezzi, perché quello fatto sinora è importante, ma alla gente interessa arrivare alla fine del mese. E considerando che abbassare le tasse sarà un problema, bisognerà lavorare sulle buste paga, dove si è già fatto qualcosa con gli sgravi sugli straordinari e i premi produzione, ma è ancora poco. Sui prezzi, poi, l'impresa è di quelle ardue, ma le basi ci sono tutte. Il Cavaliere marcia spedito e la gente è con lui. Lo dimostra lo spaventoso calo di consensi di cui è vittima il Pd sceso al 30%, ma anche una fiducia in Di Pietro che non sale più, ma anzi cala. E poco importa se quelli del Pd fanno notare che la puntata di Porta a Porta con Berlusconi ha fatto appena il 16% di share. Questo significa due cose: che dalle parti di Veltroni non è rimasto altro che guardare gli ascolti televisivi e che alla gente non interessa quello che Berlusconi dice, ma quello che Berlusconi fa. In fondo, qualcosa è cambiato veramente. Fino a qualche tempo fa, chi se lo immaginava un Berlusconi imperturbabile davanti a Miss Italia? O addirittura impassibile di fronte all'olimpionica Vezzali disposta "a farsi toccare"?.

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Il clima cambiato (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Scuola e Alitalia Il clima cambiato di Arturo Diaconale Qual'è la differenza tra il governo Berlusconi del '94, quello del 2001 ed il governo attuale del 2008? La diversa esperienza del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri? La maggiore coesione dell'attuale coalizione rispetto a quelle dei centro destra precedenti? La maturazione di personaggi in passato ancora acerbi da un punto di vista politico ed oggi giunti al punto più alto della loro capacità di azione ed elaborazione? L'inserimento nella compagine governativa di persone nuove e giovani che con il loro entusiasmo e la loro determinazione danno slancio alle iniziative dell'esecutivo? Tutte queste differenze esistono e sono sicuramente determinanti. Silvio Berlusconi non è più solo un grande comunicatore ma nel corso degli ultimi quindici anni ha dimostrato di essere un politico di prim'ordine in grado di entrare nella storia del paese come uno statista di rilievo. Personaggi come Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Giulio Tremonti sono sicuramente al massimo della loro parabola politica. Per non parlare poi di personaggi come Renato Brunetta o Mariastella Gelmini che con le loro brillanti iniziative hanno messo pepe e sprint all'attività governativa. Ma la vera e più grande differenza è rappresentata dalla diversa consapevolezza della situazione del paese esistente nell'opinione pubblica italiana. Ciò che nel '94 e nel 2001 sembrava improponibile ed inaccettabile a larghe fasce della società nazionale appare ora necessario se non addirittura indispensabile alla stragrande maggioranza dei cittadini. E' cambiato, in sostanza, il clima. Quel clima che a metà degli anni '90 era giustizialista e mandò in pezzi il primo governo Berlusconi sul decreto Biondi. E, successivamente, consentì alla sinistra ed ai sindacati di mobilitare grandi masse e vincere la battaglia contro la modifica dell'art.18. Oggi, invece, non solo sono gli elettori del centro destra a considerare maturo il tempo per una ampia e profonda riforma della giustizia. Certo, non mancano le resistenze e le proteste dei settori più corporativi o politicizzati della magistratura. Ma il giustizialismo residuo può favorire il disegno di Antonio Di Pietro di strappare consensi al Partito Democratico, ma non può in alcun caso bloccare l'azione riformatrice del governo. E lo stesso vale sul terreno ancora più delicato e significativo come quello sociale. Nella vicenda Alitalia così come in quella della scuola, i sindacati confederali ed autonomi sanno bene di non avere alle spalle il consenso ed il sostegno della maggioranza del paese. I piloti e gli assistenti di volo possono anche tentare di ridurre al massimo i sacrifici imposti dal salvataggio della Compagni di Bandiera. Ma sono perfettamente consapevoli che i tempi in cui il loro diritto di veto consentiva di mantenere intatti i propri privilegi sono definitivamente tramontati. Le maestre, a loro volta, possono anche vestirsi a lutto in difesa della scuola intesa come ammortizzatore sociale e non come strumento di formazione delle nuove generazioni. Ma non ignorano che la loro è una battaglia di retroguardia, che non trova consensi ma suscita solo ironia, sarcasmo ed irritazione. C'è un clima diverso che favorisce l'azione del governo. E questo clima è dato dalla sensazione netta della parte più ampia e responsabile del paese che il momento di cambiare rispetto al passato è arrivato. E se non si cambia ora si finisce inesorabilmente ed irreparabilmente a fondo.

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Intervista ad ANTONIO DE POLI/ Udc, pronti a far le barricate per difendere le preferenze alle Europee (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

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Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Intervista ad ANTONIO DE POLI/ Udc, pronti a far le barricate per difendere le preferenze alle Europee di Marco Castiglioni E' stato un successo l'edizione 2008 di "C'entro in festa". Una grande partecipazione da parte del popolo centrista e tanti gli ospiti intervenuti nella quattro giorni di festa dell'UDC a Chianciano a sottolineare l'attuale vitalità del partito di Casini nonostante l'uscita dalla coalizione di centro destra. Regista della kermesse, l'onorevole Antonio De Poli, Capo della Segreteria Politica del partito, a cui abbiamo chiesto un parere sui principali temi trattati nel corso della festa. Onorevole, abbiamo ascoltato molte lamentele da parte degli amministratori locali per il taglio dell'ICI e per il nuovo patto di stabilità introdotto dall'ultima legge finanziaria. Per contro il Governo annuncia l'accordo per la riforma federalista fiscale del Paese. Non è un controsenso? La riforma federalista dovrà essere necessariamente equa e solidale e quindi il problema è capire quante risorse occorrono e dove prenderle. Non si può certo tagliare l'ICI e poi lasciare i comuni senza i mezzi per dare ai cittadini i servizi essenziali. Non è una questione di colore, riguarda tutte le amministrazioni, non importa se sono di centro, di sinistra o di destra. E' un problema a cui bisogna dare una risposta seria per non creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, tutti devono poter accedere in egual misura ai servizi erogati dalle amministrazioni locali. Se così non fosse il nostro diventerebbe un Paese del terzo mondo. Uno dei dibattiti più intensi a cui abbiamo assistito è stato quello sulla legge elettorale. Berlusconi ha annunciato di voler eliminare le preferenze anche nelle elezioni europee del prossimo anno, l'UDC ha raccolto le firme necessarie per presentare un progetto di legge di iniziativa popolare per reintrodurle nelle elezioni politiche. Quali scenari aprirà questa contrapposizione? Già prima dell'ultimo confronto elettorale questo era uno dei dibattiti primari tra le forze politiche. L'UDC si è opposto allora alla loro eliminazione e continuerà a farlo. Su questo faremo una battaglia molto forte perché riteniamo che chi viene eletto debba essere scelto in primis dai cittadini. Non conosco sistemi democratici migliori rispetto a quello in cui l'elettore scriva il cognome di chi vuole che sia il suo rappresentante all'interno delle istituzioni, per questo stiamo raccogliendo le firme per la reintroduzione delle preferenze. Già qui a Chianciano abbiamo raggiunto le cinquantamila firme necessarie per la presentazione del progetto di legge ma non ci fermiamo perché il messaggio deve giungere chiaro. Nei giorni scorsi Benedetto XVI ha esortato un maggior impegno in politica da parte dei cattolici attraverso una "nuova generazione" di politici, che abbiano "rigore morale" e "competenza". Cosa ne pensa? Credo che il richiamo ai valori cattolici all'interno di uno Stato laico ma non laicista sia di fondamentale importanza. Rappresentano la base su cui ci si può unire indipendentemente dai colori che ognuno di noi rappresenta. Chi disconosce i propri valori solo perché all'interno di un determinato partito, disconosce sé stesso. Credo che sia questo il concetto che sta alla base del richiamo del Santo Padre. In effetti la componente cattolica dei due principali partiti italiani, dopo le ultime elezioni, è molto meno evidente che in passato. E' uno dei motivi che ci ha indotto a correre da soli alle politiche dello scorso aprile. Quello che noi abbiamo voluto rappresentare allora, oggi si dimostra chiaro anche rispetto alle battaglie che stiamo portando avanti come UDC. Lo esprime molto bene anche l'opposizione costruttiva che il partito sta facendo alla maggioranza sui temi e sui valori per noi irrinunciabili. Formigoni, che è governatore della Lombardia ma anche vicepresidente di Forza Italia, intervenendo qui a Chianciano, si è dimostrato disponibile ad un riavvicinamento tra i centristi e il PDL. Berlusconi, dal canto suo, nei giorni scorsi ha affermato che "il distacco dell'UDC dalla Casa delle Libertà è stato doloroso ma ha anche rappresentato un vantaggio". Cosa ne pensa? L'UDC è l'unico partito al di fuori delle due grandi coalizioni che è riuscito ad avere una rappresentanza parlamentare in virtù di una identità politica chiara e ben delineata. Noi sui temi più importanti per il Paese siamo disponibili al confronto, come abbiamo dimostrato riguardo al dibattito sulla giustizia. Staremo a vedere come si evolverà il panorama politico. L'UDC è stata molto critica su numerose scelte in ambito economico fatte dal Governo: ICI, Robin Tax, Alitalia, sono solo alcuni esempi. Gli italiani però sembrano condividere le scelte dell'esecutivo. Come se lo spiega? Sono operazioni che hanno contesti di immagine ma non sono certo la risoluzione dei mali del Paese. Diamo tempo al tempo, in futuro gli italiani sapranno giudicare meglio l'azione del Governo. Uno dei dibattiti più seguiti qui a Chianciano è stato quello sulla scuola. La riforma che il ministro Gelmini sta portando avanti è un ritorno al passato o un'opportunità per migliorare un settore critico del Paese? Credo che riguardo alla scuola serva un dibattito serio, non può essere che ogni Governo, qualunque esso sia, metta mano alla scuola senza un confronto serio con tutte le forze del Paese. Scuola significa civiltà e futuro per una nazione per questo occorre una riforma condivisa, che duri nel tempo e che possa dare educazione e conoscenza ai nostri figli. L'esecutivo sembra intenzionato a rilanciare il nucleare in Italia così come aveva chiesto l'UDC in campagna elettorale. Che stia cambiando qualcosa nella politica energetica del Paese? L'Italia deve cominciare a guardare avanti. Occorre abbandonare la politica dei no e imboccare la strada del fare, ben venga quindi un confronto sul nucleare ma non solo, perché non possiamo più permetterci di dipendere all'80% dagli altri. La nostra opposizione "repubblicana" non può che essere attenta a queste problematiche. Grande interesse ha suscitato anche l'intervento del ministro Brunetta. Segno che gli italiani sentono sempre più il bisogno di uno Stato più moderno ed efficiente? Uno dei problemi più importanti per l'Italia è l'ammodernamento e la semplificazione burocratica dello Stato e di tutti gli enti di governo. Su questo aspetto si è sicuramente messo in moto un contesto positivo, ora non bisogna abbassare la guardia ed avviare quelle riforme che ci consegnino uno Stato che si possa davvero chiamare europeo.

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L'agenda di Fini e i motori di Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

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Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Foto Segnaletiche L'agenda di Fini e i motori di Veltroni di Asterisco Dall'agenda di Gianfranco Fini: Correggere giudizi su Repubblica di Salò - Fare foto nel seggio durante voto referendum Monarchia - Sollecitare ad Achille Lauro consegna scarpa sinistra - Chiedere al barbiere perché anche quest'anno non mi ha regalato il calendario? *** Lo tsunami provocato dal fallimento di Lehman Brothers, approda anche sulle nostre coste: tritati miliardi di dollari, fritti migliaia di investitori, evaporati i titoli in Borsa e bruciati centinaia di impiegati. Polpette avvelenate e ricette finanziarie totalmente sballate. Ma con dirigenti che si chiamano Banchetti, Magnoni e Pignatti, a nessuno era venuto qualche dubbio? *** Casini "Senza preferenze per le elezioni europee, faremo le barricate": Cesa, porterà tutti gli avvisi di garanzia ricevuti da esponenti Udc. E Pierferdy i suoi book fotografici. *** Veltroni: Berlusconi sbaglia, perché nessuno di noi rema contro l'accordo Alitalia. Da tempo usiamo i motori e sudiamo meno.

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La crisi di Wall Street è figlia dello statalismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

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Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Dopo la chiusura della Lehman Brothers La crisi di Wall Street è figlia dello statalismo di Carlo Lottieri In giorni di terribili sofferenze per quanti hanno i loro risparmi nel mercato azionario, non è sorprendente che vi sia chi già parla di una crisi profonda del capitalismo. Tra una riunione e l'altra dedicata a salvare un'azienda di Stato decotta come Alitalia (un vero concentrato di privilegi di ogni genere), il sindacalista Raffaele Bonanni è arrivato a parlare di "crollo del liberismo". Un quotidiano italiano a larga diffusione non si è neppure negato la gioia di pubblicare la fotografia di un uomo con una bandiera rossa a Wall Street. Con le vicende recentissime di Freddie & Fannie, il fallimento della Lehman Brother e l'acquisizione in extremis di Merrill Lynch (ma sono solo gli ultimi episodi di una storia lunga e destinata ad ulteriori sviluppi), si può capire che molti attribuiscano la crisi di oggi al libero mercato. Ma si tratta di una lettura semplicistica: per più di una ragione. Nessuno nega che vi siano stati ? da parte dei responsabili di varie società finanziarie ? comportamenti imprevidenti, talora anche criminali, non di rado semplicemente sbagliati. Se un'intuizione imprenditoriale può dar vita ad un'impresa, l'assenza di idee e di scelte azzeccate può deprimere e perfino condannare un'azienda. Crisi e disfatte sono in qualche modo fisiologiche, poiché è impensabile un'economia senza sbalzi né congiunture. Nel capitalismo vero, alla possibiltà di avere successo deve corrispondere la possibilità dell'insuccesso. E' difficile però accettare la spiegazione data dal premio Nobel Robert M. Solow, per il quale la crisi è figlia di un'eccessiva disponibilità ad assumere rischi. Limitarsi a ciò significa chiudere gli occhi dinanzi alle prime ragioni della "bolla" (oggi immobiliare, ieri informatica, e via dicendo), e quindi rifiutarsi di riconoscere le colpe di una politica monetaria che di liberale non ha proprio nulla. Una moneta di Stato, il dollaro, è stata gestita premendo sull'accelerazione dell'espansione soprattutto grazie a tassi di credito molto bassi, e questo ha favorito il moltiplicarsi di "malinvestments". Ma se il principale attore all'origine del disastro è l'anti-mercato della Fed e del sistema regolatorio americano, bisogna guardarsi dall'immaginare terapie che ripropongano, sotto altra veste, gli errori compiuti fino ad oggi. Nei giorni scorsi, sul "Sole 24 Ore", Luigi Zingales si è detto convinto ? pur dicendosi liberista ? che il salvataggio di Freddie & Fannie era da farsi. Vi sono molti argomenti per dissentire (a partire dalla necessità di non premiare i comportamenti irresponsabili), ma soprattutto quella degli interventi di Stato è una storia chiusa, poiché di fronte al caso Lehman l'argomento del "too big to fail" (troppo grande per fallire) si è convertito in "too big to pay" (poiché 613 miliardi di dollari è una cifra eccessiva per lo stesso Tesoro americano). Questa conversione delle ultime ore lascia ben sperare, e così le dichiarazioni di John McCain e ? ancor più ? di Sarah Palin. L'America è malata di statalismo, ma qualcuno sembra ormai averlo compreso.

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BERLUSCONI ALLA CGIL: INTESA SU ALITALIA O SALTANO LE GARANZIE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)

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Berlusconi alla Cgil: intesa su Alitalia o saltano le garanzie FRANZESE E SANTONASTASO PAGG. 4 E 5 La protesta degli assistenti di volo e dei piloti Alitalia.

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Intervista a MARCO CIPRIANO/ Col nuovo Statuto più consonanza tra l'aula e la Giunta (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

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Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Intervista a MARCO CIPRIANO/ Col nuovo Statuto più consonanza tra l'aula e la Giunta di Marco Castiglioni Marco Cipriano viene eletto per la prima volta Consigliere regionale della Lombardia nel 2000 nella lista "Centrosinistra per Martinazzoli". Segretario della Commissione Ambiente e protezione civile e componente della Commissione Territorio, si è occupato di lotta all'inquinamento, tutela delle aree verdi, politiche per la casa, urbanistica e trasporti. Rieletto nel 2005 nella lista Uniti nell'Ulivo, è diventato Vicepresidente del Consiglio e continua a seguire - in particolare - i temi dell'ambiente e del territorio. Aderisce al movimento Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo e dall'ottobre 2007 è Consigliere nel gruppo di Sinistra Democratica. Presidente, da pochi giorni è entrato in vigore il nuovo Statuto della Regione Lombardia. Qual è il suo giudizio in proposito? Personalmente al momento della votazione mi sono astenuto per due motivi. Innanzitutto perché ritengo che il sistema presidenzialista sia da superare in quanto è espressione solamente di una parte dell'elettorato. Il Consiglio Regionale, invece, racchiudendo tutti i partiti, rappresenta tutti i cittadini che hanno votato. Il presidenzialismo ha fatto si che, nel corso degli anni, il Consiglio sia stato svuotato dei propri poteri e che oggi il 90% delle leggi che vengono approvate sono di iniziativa della Giunta. Questa situazione però non riguarda solamente Regione Lombardia ma è un indirizzo diffuso nelle istituzioni a qualunque livello. Inoltre del nuovo Statuto non ho apprezzato la clausola che ha innalzato a 300 mila le firme necessarie per il ricorso al referendum. Il livello è davvero troppo alto soprattutto se si pensa che per indire un referendum nazionale ne sono richieste 500 mila. In ogni caso il lavoro fatto sullo Statuto è sicuramente positivo, si è evitato di far diventare la "carta costituzionale" della regione una bandiera di propaganda per qualcuno. Il lavoro però non è ancora terminato. Ora il Consiglio deve scrivere i regolamenti applicativi dello Statuto e attuare parti burocratiche importanti per la gestione dell'Ente come il regolamento consigliare e la nuova legge elettorale che, tra le altre cose, deve dare piena rappresentanza a tutti i territori lombardi. La fase attuativa dello Statuto deve essere un'occasione per migliorare il funzionamento del Consiglio e per rafforzarne il ruolo. Ci deve essere più consonanza tra le sollecitazioni dell'aula, che sono di diretto interesse dei cittadini, e le risposte date dalla Giunta. Bisogna evitare inoltre la frammentazione dei gruppi politici che comporta un appesantimento della struttura e un incremento dei costi. Per quanto riguarda la legge elettorale, occorre stare molto attenti a quello che si fa. Coi chiari di luna che ci sono oggi nel Paese, si rischia seriamente di allontanare ulteriormente gli elettori dalle istituzioni. Il premio di maggioranza è utile per garantire la governabilità ma non associato ad uno sbarramento perché troppi paletti rendono la politica ostile ai cittadini. Le preferenze poi sono un tema delicato che incide sui costi della politica. Personalmente sono contrario alle liste bloccate ma un sistema elettorale per funzionare bene deve garantire che non ci sia un incremento delle spese. Siamo nel pieno della trattativa sindacale su Alitalia. Quali conseguenze avrà su Linate e Malpensa? Di fronte a vicende così importanti per la Lombardia, il Consiglio Regionale non può limitarsi ad apprendere le decisioni e le scelte dai giornali. Il piano industriale di CAI prevede di fatto la chiusura di Linate perché, con la concorrenza che si avrà tra pochi mesi quando partirà l'alta velocità, non riuscirà più ad essere competitivo sulla tratta Milano - Roma, l'unica che gli rimarrebbe. Il Consiglio ha il dovere di discutere di questi argomenti, per questo ho chiesto una seduta straordinaria dell'aula affrontare il tema. In Lombardia, come in tutto il Paese, la sinistra italiana sta vivendo un periodo di palese difficoltà. Come uscirne, secondo lei? Credo che dopo il risultato elettorale delle ultime politiche si debba dare vita ad un nuovo centro sinistra più solido rispetto all'esperienza dell'Unione, che si rinnovi veramente e non sia solo una sommatoria di partiti come è oggi. Il PD dovrebbe inoltre abbandonare quella vocazione maggioritaria un po' velleitaria che ha permesso alla destra di vincere le elezioni. Ritiene possibile un avvicinamento del centro sinistra alla Lega e all'UDC? Allo stato attuale non è proponibile un'alleanza organica con l'UDC e tantomeno con la Lega. Si può però ragionare su accordi riguardo singole questioni su cui possiamo trovare un'intesa. Non bisogna inoltre mai smettere di dialogare con le componenti più moderate del panorama politico del Paese. A luglio il Consiglio Regionale ha eletto Giulio De Capitani come suo nuovo Presidente. Cosa ne pensa? Questa legislatura è stata un po' caotica. In poco più di tre anni si sono avvicendati tre presidenti, Prima Fontana, poi Albertoni e ora De Capitani. Tutte persone valide e meritevoli di grande considerazione. Certo si è creata qualche difficoltà rispetto alla continuità. De Capitani lo conosco bene, siamo stati membri della stessa commissione. Penso che si possa arrivare a fine legislatura collaborando fattivamente nel rispetto delle reciproche posizioni.

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Feltri al Tg4 conquista la top ten (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)

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Oggi è Mer, 17 Set 2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Feltri al Tg4 conquista la top ten di Lucilla Bicocchi La vicenda Alitalia continua a segnare l'identikit dei Tg insieme alle polemiche sul mondo della scuola. Con il suo intervento al Tg4 è il direttore di "Libero" a conquistare il primo posto della top ten del 15 settembre, un giorno che ha visto insegnanti di molti istituti di tutta Italia accogliere gli alunni con il lutto al braccio e il grembiule nero. Chiamato a commentare la giornata, Feltri raccoglie il dubbio lanciato dal direttore: "L'opposizione è in crisi?" Sono parole dure le sue: "Questi maestri non sono degni di stare in cattedra", dice, incoraggiando il ministro Gelmini a prendere provvedimenti. E dell'opposizione dice: "E' in crisi profonda, lo dimostra il fatto che di fronte a un'innovazione della scuola si assumono iniziative discutibili come queste, peraltro isolate". Ma "la scuola in lutto" scatena il dibattito politico. Poco dopo, sempre al Tg4, anche il presidente dei senatori del Pdl commenta gli episodi legati alle proteste nella scuola. "Il Governo sta mettendo tutti di fronte alle proprie responsabilità per risolvere i problemi. Il 67% di consenso a Berlusconi, dice Gasparri, nasce dalla spazzatura che non c'è più, dalla riforma della scuola e anche dalla determinazione con cui il Governo sta cercando di risolvere la vicenda Alitalia. E a proposito della fascia nera al braccio di alcuni insegnanti risponde così: "Forse hanno il lutto al braccio perché Veltroni e il loro partito oggi sono in difficoltà, e allora la buttano in rissa". Medaglia di bronzo la guadagna invece il leader della Uil, Angeletti che, dopo un primo accordo raggiunto su Alitalia, si dice soddisfatto per un'intesa che salva il posto di lavoro di molti garantendo un reddito dell'80% a chi perderà il posto. Tra Cronaca e Politica, all'interno dei Tg trova ampio spazio il crac della Lehman Brothers, la quarta banca d'affari statunitense. Se Wall Street ha sofferto una delle peggiori giornate degli ultimi anni, anche nel nostro Paese non mancano ipotesi e previsioni dei prossimi scenari futuri. Se ne discute al Tg5, dove il direttore de "Il Sole 24 Ore" dice che: " La Banca centrale e il tesoro americano non possono offrire garanzie illimitate. Il contribuente americano paga già un prezzo elevato dopo il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. La catena di fallimenti sembra non finire mai, ma finisce anche l'illusione che si possano moltiplicare i capitali a disposizione". Della crisi Alitalia ha parlato anche il premier Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a "Porta a porta". "O si fa così o c'è il fallimento" ha detto il presidente del Consiglio che ha chiesto a tutti senso di responsabilità. "In caso di fallimento la responsabilità sarebbe dei sindacati e di alcune corporazioni". A seguire ecco Myriam Mafai, ospite in studio al TgLa7, mentre al Tg3, Federico Rampini de "La Repubblica", spiega che il Governo americano non ha potuto salvare la Lehman Brothers perché dissanguato dalle ultime operazioni di salvataggio di Fannie Mae e Freddy Mac. Inevitabile, dice, che la crisi del sistema finanziario americano abbia ripercussioni anche in Europa.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)

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ROM Il vertice Ue accusa: "Italia razzista" Polemica aperta contro l'Italia al primo vertice Ue sui rom: prima il presidente Barroso si è detto contro la schedatura su base etnica, poi George Soros ha attaccato il governo Berlusconi, e infine i rom hanno lasciato il summit per protesta mentre parlava il sottosegretario Eugenia Roccella PAGINA 7 AFGHANISTAN Rapporto Onu: un record di civili uccisi Tragico bilancio ufficiale della guerra "umanitaria" che rivede al rialzo la denuncia di Human Right Watch: morti 1445 civili nei primi 8 mesi del 2008 PAGINA 9 ISRAELE Olmert travolto, Kadima diviso. Oggi le primarie Un partito devastato dagli scandali del premier dimissionario. Barak e Netanyahu aspettano. Abu Mazen spera in Tzipi Livni PAGINA 11 ALITALIA | PAGINA 4 Il diktat di Berlusconi: nessuna garanzia se salta la trattativa La Cgil: parole inaccettabili TV | PAGINA 6 Vezzali-Berlusconi, siparietto con annessa polemica UCRAINA | PAGINA 10 Iushenko contro Timoshenko Salta la coalizione arancione, si va verso elezioni anticipate SCUOLA / PAGINA 2 Tutti contro la riforma Gelmini "Quella privata è uguale alla pubblica": la filosofia della ministra a tre giorni dall'inizio. E a Napoli, nel rione della camorra, cosa ne pensano? Dite la vostra sul nostro blog   CINEMA / PAGINA 3 Trentin, parole e immagini "Il senso della lotta", un altro modo per raccontare il '68 e l'autunno caldo attraverso le parole di uno dei più amati leader della Cgil. Un film-intervista di Silvano Agosti  .

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Il sovrano alla corte di <Porta a Porta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)

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TELEVISIONE Il sovrano alla corte di "Porta a Porta" Norma Rangeri Con Silvio Berlusconi nel salotto di Porta a Porta e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria sulla spiaggia dell' Isola dei famosi , il servizio pubblico ha inaugurato il vero anno scolastico, l'unica pedagogia nazionale di massa in grado di trasmettere simboli, valori, modelli al popolo impaurito dalla crisi. Partecipando alla brillante kermesse del talk-show e all'esotico festival del doppio senso, nella stessa serata sugli schermi della Rai, il leader del centrodestra e il transgender dell'estrema sinistra diventano i poteri forti di un immaginario che alimenta e sponsorizza un'idea unica della politica. Trionfa l'immagine di una conversazione pubblica fondata sulla volgarità, sull'ostracismo di ogni critica avanzata fuori dal perimetro della rappresentazione. La trasgressione di Lux (così la Ventura chiama l'ex parlamentare di Rifondazione) accetta la telecamera tra le mutande, le battutacce, il senso comune di una sessuofobia con il belletto dell'emancipazione. Allo stesso modo, ubbidendo alla medesima grammatica, il governo del paese appare tra le gambe di miss Italia e i baci toccanti della campionessa olimpica. Il presidente del consiglio è sembrato persino stupito dall'eccesso di adorazione degli ospiti. Come se il suo corpo sovrano, così desiderato, lo mettesse nella condizione di dover contenere l'onda populista. È lui che deve frenare Vespa-Fede che lo incita ad apprezzare le forme della giovane miss, è sempre lui che si schermisce di fronte alle avance della regina del fioretto. Del resto sa bene qual è la regola: non spetta a lui dover sottolineare l'evidenza, basta il lavoro delle telecamere che sanno dove guardare, cosa suggerire, come commentare. La televisione è una buona maestra. Capace di prolungare la luna di miele del governo, offrendo gli ingredienti necessari ai sondaggi che continuano a beneficarlo. Se ogni giorno i telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto per salvare l'Alitalia, evitando, con una coerenza granitica, di ricordare che si sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche mese fa ha fatto naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche degli italiani, nessuna meraviglia se i sondaggi raccolgono l'opinione unica. Se le domande dei giornalisti diventano ogni giorno più imbarazzanti delle risposte (nella serata di Porta a Porta abbiamo visto due direttori-fantasma), è facile intuire cosa pensa, immagina e vuole il pubblico che legge l'attualità dal video. Siamo solo all'inizio dell'anno televisivo, Berlusconi può rendere più conforme e omogeneo il palinsesto. Non che ne abbia bisogno, il sistema funziona così: Rai vecchia (riesumano persino Carramba ), Mediaset sempre in tiro. Ma la costituzione formale, i regolamenti parlamentari chiedono di nominare un presidente della commissione di Vigilanza, il Cda della Rai è scaduto e si dovrà scegliere un presidente e un direttore generale. Difficile che il centrodestra incontri un'opposizione capace di scoprire il trucco. La recente storia passata (i due governi di centrosinistra) non ha offerto prove confortanti. Il primo governo Prodi fece ammalare la Rai di " ulivite", mentre nella prova d'appello del secondo mandato prodiano, la t v pubblica ha spedito a viale Mazzini un cast dirigente superlottizzato e filoberlusconiano. Nell'attuale afasia dell'opposizione, reagire al regime dell'informazione non sembra una priorità dell'agenda veltroniana. Si scende in piazza per le questioni sociali, senza che un'altra televisione lo diventi mai.

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Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

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Ammettiamolo: aveva ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi (sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi! Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Sep 08 L'altra verità su Sarah e la democrazia di sola immagine Pian pianino sta emergendo un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proiettata finora dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi giudiziari alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e quando cinque mesi fa è rimasta incinta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda. Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti, come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto, sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima, l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 78 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E' trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci. Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo, l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 51 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 L'America sotto ricatto economico è ancora una superpotenza? Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 37 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 33 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 26 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Aug 08 Barack Obama, una promessa o un'illusione? Visto dall'America, dove sono da qualche giorno per seguire le convention democratica e repubblicana, un altro Obama. L'opinione pubblica italiana, come quella europea, subisce ancora il fascino del candidato democratico; qui invece si diffondono i dubbi. Sì , Barack è un grande parlatore ed è molto affascinante. Fino a oggi gli è bastato promettere il cambiamento e invocare la speranza, per incantare gli elettori. Ma in una campagna che dura nove mesi, l'ipnosi collettiva da sola non basta. Occorre che Obama dia contenuto e spessore al proprio programma. Nei primi due giorni della convention questo non è avvenuto e infatti i sondaggi danno i due candidati alla pari. Domani notte Barack pronuncerà il discorso di accettazione: vedremo se riuscirà a imprimere la svolta che molti strateghi invocano. Intanto però la sua figura appare appannata. Nella sua biografia "i sogni di mio padre" , ad esempio, ha raccontato tante frottole proprio su suo padre, come spiego in questo articolo qualche giorno fa. Ma non solo: il mito di Obama che superando le barriere razziali emerge eroicamente in un mondo politico corrotto, appare esagerato e fuorviante. Esaminando l' attività politica svolta finora nel Senato dell'Illinois e in quello del Congresso americano emerge il profilo di un politico alquanto convenzionale; furbo e opportunista più che innovatore. Come fa Obama a proporre un cambiamento che lui stesso non ha mai applicato e, a quanto pare, al di là degli slogan nemmeno progettato? Intanto McCain attacca con spot molto efficaci . Il dubbio c'è: Obama è una promessa o un'illusione? AGGIORNAMENTO: Poco fa è terminato il discorso all'Invesco Field di Denver, Oama è stato spettacolare e arrembante e finalmente ha formulato proposte concrete, ma non ha sviluppato un discorso coerente. Anzi: è emersa la sua anima liberal (socialdemocratica) che certo non gli gioverà: promette più stato, più governo, e al contempo meno tasse per la classe media, ma i soldi dove li trova? Ha pronunciato slogan accattivanti ma poco credibili sulla fine della dipendenza dal petrolio entro dieci anni e ha sferrato attacchi troppo duri contro McCain su un terreno a lui non favorevole, politica estera e sicurezza. Infine: si è comportato da star in una scenografia hollywwodiana con fuochi d'artificio finali, un trionfalismo inopportuno perché prematuto e dunque arrogante. I dubbi su Obama aumentano. Intanto Veltroni e Rutelli vanno a caccia di popolarità a Denver, con risvolti divertenti, come racconto in questo articolo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 69 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù E' capitato, in qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande. Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in Italia, Varie Commenti ( 28 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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D'accordo su tutto. Inoltre il nostro ministro dovrebbe... Franco Parpaiola: Salve rodolfo, va a vedere che Tremonti con le sue uscite sulla Salute del Bel Paese è gIa in... Francesco: Nulla, Tremonti non puo' fare nulla.a meno che.non spieghi finalmente agli italiani in... Franco Parpaiola: Salve, Toh? E da dove sbuca fuori tanto pessimismo Marcello? Ma non diceva un paio di blog fà che... Rodolfo de Trent: Caro Marcello, ci sono domande che non hanno risposte ragionevoli! Forse con tre ave Maria e sei... 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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)

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Un campo in forte espansione proprio per i mutamenti economico-sociali cui ho fatto cenno. Un'espansione che ha determinato anche una "dequalificazione" dei lavoratori e dei "funzionari" che in passato avevano non solo un certo rango sociale ma anche retribuzioni "privilegiate". Pensate alle banche, dove ormai c'è un "proletariato" con salari e una condizione sociale non più equiparabili a quel che in passato era il "bancario". Ma, nella stessa banca, c'è anche un management con alto prestigio sociale e retribuzioni favolose. Tuttavia la corporativizzazione del sindacato nel servizio pubblico ha fatto perdere di vista il fatto che esso è sorto per dare risposte ai problemi a volte drammatici dei cittadini. Insomma, l'ospedale spesso appare a servizio dei medici e degli infermieri o la scuola in funzione dei maestri e dei professori e così via di seguito. Io non penso che questa deriva corporativa sia dovuta solo ai lavoratori che cercano di difendere i loro diritti e la loro professionalità e carriera. Governi e classi dirigenti hanno incoraggiato il sindacato corporativo. Il quale oggi, lo vediamo anche con i piloti, non riesce a difendere né i suoi associati, né gli interessi dell'azienda, né quelli generali. In Italia, il sindacato confederale, era nato con due obiettivi: la solidarietà "di classe" fra tutti i lavoratori e la necessità di fare prevalere lo sviluppo e l'interesse generale sul particolare. Un grande interprete di questa linea fu certo Giuseppe Di Vittorio. Ricordo il suo impegno per il "piano del lavoro" in un momento particolare del Paese, il dopoguerra con una disoccupazione che toccò due milioni di persone, soprattutto nel Mezzogiorno. Al congresso confederale del 1949 Di Vittorio si rivolse ai "suoi" braccianti pugliesi, in quel momento impegnati in uno sciopero per il contratto di lavoro, e nonostante avessero salari da fame disse: se gli agrari si impegnano a investire nei lavori di miglioramento produttivo, possiamo attenuare le richieste salariali. Era in gioco non solo la crescita dell'occupazione, ma la modernizzazione dell'agricoltura e del Paese. Nel caso della "vertenza" per l'Alitalia Berlusconi, con scarsa fantasia, ha accusato la Cgil di ostacolare un accordo per motivi politici. Sciocchezze. Parla come se ci fosse ancora una cinghia di trasmissione tra il sindacato e un partito! La verità è altra. Negli anni del dopoguerra, grazie ai grandi partiti e a una politica forte, fu possibile il "miracolo economico" a cui contribuì l'iniziativa pubblica. Nel momento in cui, con la globalizzazione e altri fenomeni, l'economia italiana deve competere su terreni nuovi non c'è guida politica e si ricorre allo Stato solo per pagare i danni provocati dall'impotenza politica. Per l'Alitalia si fa proprio questo. Il sindacato fa politica? No. Spesso non ha una buona politica per contrastare la cattiva politica dei governi e gioca di rimessa. Anche perché il governo pensa che il suo ruolo è quello di tamponare le proprie falle. Il sindacato oggi è forse ancora l'unica forza che aggrega parti importanti della società. Ma se vuole avere un ruolo nel mondo che è cambiato deve riacquisire la cultura dell'interesse generale. Il sindacato corporativo non è la risposta alla modernità ma un ferro vecchio della vecchia politica. Emanuele Macaluso.

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All'ultimatum del premier su Alitalia ha risposto Epifani: Parole inaccettabili . G (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

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All'ultimatum del premier su Alitalia ha risposto Epifani: "Parole inaccettabili". Giovannini, Magri e Minzolini ALLE PAG. 6 E 7.

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DEBOLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come quelli dei ghiri e tace.

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Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni Il premier: la Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori --> Il premier: la Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori Alitalia, intesa o addio: nuovo ultimatum di Berlusconi ai sindacati, in particolare alla Cgil. Veltroni accusa: un pasticcio storico. ROMA Accordo o fallimento per Alitalia. Da Parigi, Silvio Berlusconi ripete il suo aut-aut. E ammonisce soprattutto la Cgil, riaccendendo lo scontro con il Pd. Il governo ha prodotto "un pasticcio tra i più gravi della storia dell'Italia del dopoguerra e ora si esercita a scaricare le colpe sul sindacato", gli replica secco Walter Veltroni. A DISTANZA Il duello a distanza tra il presidente del Consiglio e il leader del Pd segna così una nuova giornata di tensione e di attesa sul fronte della compagnia di bandiera. La prima mossa è di Berlusconi che ammonisce i sindacati: se salta tutto, per un "egoismo irragionevole", il governo dovrà intervenire "drasticamente". Insomma, non potrà garantire ai 20mila dipendenti della compagnia di bandiera che finiranno per strada gli ammortizzatori sociali che prevede il piano Fenice per i 3.250 esuberi: ammortizzatori sociali "fino a 8 anni, con l'80% dello stipendio e con la possibilità anche di trovare un altro lavoro". TROPPA POLITICA A chi sia rivolto l'appello al "senso di responsabilità" del Cavaliere - accompagnato dal monito che "il giudizio degli italiani sarebbe veramente di condanna" in caso di rottura - lo chiariscono i tanti interventi di dirigenti di Forza Italia che puntano l'indice contro la Cgil. "Non si capisce dove vuole andare a parare", attacca Daniele Capezzone, rivolto al sindacato di Corso Italia. "Fanno politica, stanno davvero esagerando", fa eco Maurizio Lupi. E anche il presidente del Senato Renato Schifani, ricordando Bruno Trentin davanti al capo dello Stato Giorgio Napolitano e allo stesso Guglielmo Epifani, segnala che "la sua lezione, capace di coniugare difesa dei lavoratori e sviluppo del paese, è assai utile proprio in queste ore". E invita a "non arroccarsi in sciocche battaglie di retroguardia". Un riferimento indiretto ma chiaro alla vicenda Alitalia, che Epifani raccoglie quando è il suo turno. "Trentin - dice - non ha mai scambiato un miglioramento economico con un peggioramento delle condizioni normative e dei diritti dei lavoratori". WALTER ATTACCA Dura anche la replica di Veltroni a Berlusconi. "Quello di Alitalia è un pasticcio tra i più gravi della storia dell'Italia del dopoguerra che lascerà i suoi miasmi ancora per molto tempo. Ma ciò che è più insopportabile è che il governo vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1300 euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni. Il premier e molti uomini della sua maggioranza, invece di riconoscere gli errori e i guai causati dalle loro decisioni, si esercitano a rovesciare le colpe sui sindacati, in particolare sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia". Severo con Veltroni, ma morbido con la Cgil si mostra alla fine il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "Da un politico che è stato sindaco della Capitale ed aspira a diventare capo del governo - replica al leader del Pd - non ci si aspetta l'irresponsabilità che trapela nella dichiarazione sulla crisi di Alitalia". A PARIGI La visita di Berlusconi in Francia impone anche una piccola correzione di rotta nei confronti di Air France. Dopo un incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy all'Eliseo, infatti, il presidente del Consiglio riapre al vettore transalpino, sottolineando che le sue parole su Lufthansa di lunedì non "precludono" un ingresso dei francesi nel capitale della futura compagnia italiana. "Con Sarkozy - dice - abbiamo parlato anche di Alitalia ed io ho detto soltanto che c'era questa cosa dell'hub e di Malpensa, ma anche Air France è assolutamente una compagnia cui rivolgere l'attenzione".

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Silvio, fiducia al 60 per cento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica". Cala il Pd Silvio, fiducia al 60 per cento Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica". Cala il Pd --> ROMA Silvio Berlusconi stacca tutti nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Il presidente del Consiglio, a settembre, sale di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello massimo di fiducia raggiunto finora. Cresce anche il governo, seppure di meno (54%, +2%); tra i ministri, Roberto Maroni sale al primo posto con il 62%, davanti a Franco Frattini (60%) e, appaiati al 58%, Giulio Tremonti, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Anche la fiducia nei partiti rafforza al comando il Pdl (53%, +3), mentre vede in difficoltà le opposizioni con Pd e Idv in calo. Il sondaggio indica che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Per quanto riguarda i ministri, il trend registra molte oscillazioni soprattutto nella fiducia di quei ministri che si sono maggiormente esposti nel dibattito estivo o nelle prime misure seguenti la ripresa dell'attività politico-parlamentare. Al primo posto c'è Maroni (+2% rispetto a luglio), mentre Frattini (Esteri) e Tremonti (Economia), nonostante una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto. Ta i ministri che perdono maggiori punti c'è Sacconi (Welfare) che, forse vittima del problema Alitalia, negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42% (+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi dal ddl contro la prostituzione. Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando al 38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima volta, superando la soglia del 50%, arriva al 53%. Il momento positivo per la maggioranza è confermato anche dal risultato stabile della Lega (30%). Mentre sembra essere in difficoltà l'opposizione, con la sola eccezione dell'Udc che rimane stabile al 20%. Infatti il Pd, con un calo del 4%, scende al suo risultato peggiore (30%) e l'Idv, che aveva finora bilanciato i cali del Pd, scende per la prima volta di tre punti, attestandosi al 44%.

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Sciopero Meridiana, voli a rischio per tutta la giornata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 trasporto aereo Trattativa ferma con i piloti Sciopero Meridiana, voli a rischio per tutta la giornata Trasporto aereo. Trattativa ferma con i piloti --> Quattro ore di sciopero e una mezza dozzina di voli cancellati, anche se i disagi potrebbero essere ben più consistenti oggi per i passeggeri Meridiana. L'astensione di 24 ore annunciata dai piloti aderenti ad Apm e Uilt (Anpac si dovrebbe fermare invece solo per quattro ore), infatti, è stata ridotta dalle indicazioni della Commissione di garanzia, che ha deciso di far concentrare il blocco dei voli nella fascia oraria tra le 12 e le 16. Ma ieri sera, dopo una giornata di trattative tra azienda e piloti sulla riorganizzazione della compagnia e sul piano industriale, l'incontro si è chiuso con un nulla di fatto. Non solo. I piloti, che chiedono garanzie anche sul management della società e sui programmi futuri e non vogliono accettare ridimensionamenti in stile Alitalia, hanno confermato che lo sciopero programmato per oggi è di 24 ore e non di 4 come suggerito invece dalla Commissione di garanzia. CAOS NEI CIELI Oggi, dunque, i disagi potrebbero essere ben più consistenti rispetto a quelli annunciati, anche se ieri la compagnia, in un comunicato stampa, ha ricordato che la Commissione di garanzia sugli scioperi ha dato il benestare appunto soltanto sul blocco di quattro ore tra le 12 e le 16. In questa fascia oraria, Meridiana ha già cancellato cinque o sei voli, due da Roma per Cagliari, uno da Fiumicino per Olbia e uno da Linate sempre per Olbia. L'incognita riguarda però le altre fasce orarie. Dovrebbero comunque essere assicurati i collegamenti in fascia di garanzia, quelli previsti tra le 7 e le 10 e tra le 18 e le 21. VOLI A RISCHIO I problemi potrebbero sorgere soprattutto per i voli serali: sono a rischio il Fiumicino-Cagliari delle 21.10, il Linate-Olbia delle 22 e il Roma-Olbia previsto sempre dopo le 22. In ogni caso, la compagnia invita i passeggeri a contattare il call center e avverte che invece, nella fascia tra le 12 e le 16, saranno garantiti i seguenti collegamenti: Bergamo-Cagliari, Bologna-Olbia, Cagliari-Parigi, Catania-Tel Aviv e Olbia-Bologna.

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<C'era il rischio di collisioni> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Regionale Pagina 105 L'esperto. Fernando Capitani, comandante Alitalia sui Boeing 777 "C'era il rischio di collisioni" L'esperto.. Fernando Capitani, comandante Alitalia sui Boeing 777 --> "Quell'uomo con le sue false indicazioni era un vero pericolo per i voli". Fernando Capitani, 51 anni, romano, è un comandante dell'Alitalia. Fa parte della commissione tecnica dell'Anpac (Associazione nazionale piloti aviazione civile e commerciale). Un vero conoscitore di tutto quello che sta in aria grazie a motori, un'esperienza fornita da oltre 14 mila ore di volo fatte alla cloche di Boeing 777 su tratte intercontinentali. Com'è possibile che accadano episodi del genere? "Basta una minima conoscenza di elettrotecnica per riuscire a forzare i dispositivi di protezione delle radio che operano su frequenze aeronautiche. Apparecchi che, è bene ricordarlo, sono in vendita liberamente: ascoltare le comunicazioni tra pilota ed ente di controllo non è reato". Quali sono i pericoli per gli aerei e i suoi passeggeri? "I rischi di collisione in volo sono seri. I controllori impartiscono ordini fondamentali per evitare scontri, potete immaginare quali sono i pericoli nel caso in cui queste disposizioni trovino applicazione". Come evitare queste intrusioni? "I piloti di linea - aggiunge Fernando Capitani - sono sempre all'erta, abbiamo la forza della professionalità che ci consente di individuare i comandi sbagliati. Così come hanno fatto i miei colleghi, in questi casi si fanno i riscontri incrociati, chiedendo conferma ai controllori di volo". Queste interferenze interessavano gli aerei in arrivo o in partenza? "Molti piloti ci hanno segnalato anomalie su voli da e per la Sardegna. Non solo, sono arrivate denunce anche da parte di equipaggi di tratte intercontinentali. Siamo soddisfatti - conclude il comandante Alitalia - per l'azione della Polizia e dell'Ente di controllo". (a. a.).

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In attesa delle strategie d'autunno (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

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Commenti Pagina 316 panorama politico In attesa delle strategie d'autunno Panorama politico di Sergio Soave --> di Sergio Soave Il panorama politico che si presenta alla ripresa dell'attività dopo le ferie estive non si differenzia molto da quello che ha caratterizzato i primi cento giorni del terzo governo di Silvio Berlusconi. Questo significa che l'attesa e pronosticata crisi di consenso sulla quale si fondava la strategia d'autunno annunciata da Walter Veltroni non si è, almeno per ora, verificata. Questo ha provocato due fenomeni diversi nella maggioranza e tra le opposizioni. Le differenze che emergono nella maggioranza, soprattutto per l'esigenza della Lega di affermare il suo ruolo determinante nell'alleanza, hanno l'effetto di spingere verso soluzioni rapide dei problemi sul tappeto. L'esempio dell'attivismo del premier su varie situazioni critiche - da quelle nostrane dei rifiuti di Napoli e della crisi di Alitalia a quelle insorte sul piano internazionale con l'affare georgiano - provoca emulazione nei suoi ministri, che puntano a ottenere effetti visibili e immediati sui vari terreni, dalla riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una differenza che si presenta di carattere meno tattico, questa riguarda l'intenzione della Lega di tallonare il Partito democratico su tematiche specifiche, dalla preoccupazione degli amministratori per l'abolizione dell'Ici a quella della corporazione scolastica sull'abolizione del maestro plurale, allo scopo di sfondare a sud del Po, estendendo gli esiti elettorali imprevistamente incoraggianti ottenuti alle elezioni politiche dal Carroccio in Emilia Romagna. L'aspetto più critico del contesto nazionale, la stasi economica che sta volgendo in recessione, non solleva per ora ondate di protesta sociale considerevoli, perché si sta diffondendo la convinzione che per uscire da questa situazione sia necessario preliminarmente mettere un po' di ordine, riformando radicalmente il sistema contrattuale del settore privato e intervenendo con misure efficientistiche altrettanto, se non più decise, nel settore pubblico. Così la maggioranza si trova a gestire un inedito blocco d'ordine riformatore, difficile da inchiodare su posizioni meramente conservatrici e restauratrici proprio per la sua consonanza anche con le aspettative di trasformazione, che vengono però attese come conseguenza di una iniziativa dall'alto, sostenuta da un consenso prevalentemente passivo e attendista ma tuttora crescente. Sul piano delle relazioni politiche, questa condizione della maggioranza si esprime in una forza di attrazione verso le aree "confinanti" dell'Udc da una parte e della Destra dall'altra, che troveranno una prima importante verifica nella tornata di elezioni amministrative e regionali che a partire dall'autunno abruzzese arriveranno alla primavera, con la verifica generale delle elezioni europee. Il processo innestatosi nelle opposizioni è di segno quasi specularmente opposto. L'attrazione che si prefiggeva di esercitare il Pd, di gran lunga la formazione maggioritaria nella minoranza, non ha trovato modo di realizzarsi effettivamente, né verso l'estrema sinistra che intende reagire alla sconfitta che l'ha estromessa dalle aule parlamentari con una riaffermazione identitaria, né verso l'area socialista e radicale che puntano, seppure per vie diverse, alla riproposizione di temi laicisti sui quali il Partito democratico non è in grado di esercitare un'egemonia culturale, né verso i centristi dell'Udc, condizionati nei fatti dall'alleanza col centrodestra realizzata in Sicilia, dove raccolgono la quota più rilevante di consenso elettorale. La vera difficoltà, però, si è concretizzata nei rapporti con l'unico alleato elettorale esterno (quello con i Radicali si era invece realizzato all'interno delle liste del Pd), l'Italia dei Valori, che ha accentuato, se possibile, la sua tradizionale caratteristica giustizialista e girotondina, mettendosi in aperta concorrenza con il maggiore alleato, puntando a imporgli il suo stile di opposizione, che però contraddice la sua radicalità alla vocazione maggioritaria del Pd. In questa situazione, anche il vantaggio strutturale del Pd, partito ancora con organismi provvisori, sul Popolo delle Libertà, tuttora solo una sigla elettorale in attesa di trasformazione in formazione politica organizzata, non dà il risultato di una maggiore compattezza interna, condizione indispensabile per realizzare una tattica politica non ondeggiante e incerta.

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Dai pentiti la verità su un 24enne scomparso: rubò nel covo di Riina, fu ucciso dalla lupara bianca (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Da 15 anni non si hanno notizie del 24enne Angelo Gullo.  Secondo i pentiti, venne individuato dai sicari, interrogato, picchiato e ucciso dopo la cattura del boss

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Per due volte i magistrati hanno archiviato il caso, per due volte la madre, che si è rivolta anche a 'Chi l'ha visto?', l'ha fatto riaprire. Ora la verità svelata dal quotidiano: Angelo Gullo - scrive il Corsera - sarebbe rimasto vittima della lupara bianca perché avrebbe osato commettere un furto nel covo del boss Totò Riina, all'epoca l'uomo più ricercato d'Italia. Il giovane, secondo il racconto dei pentiti, venne subito individuato dai sicari della famiglia di Pagliarelli, interrogato, picchiato e poi - a distanza di tempo, dopo la cattura del boss - ucciso. Forse il giovane aveva visto qualcosa che non doveva : "In questa storia ci sono delle strane coincidenze ù dice il pm Viola al Corsera ù ma al momento si possono fare solo illazioni. L'inchiesta non è ancora chiusa e ascolteremo ancora altri collaboranti". Al mistero di Gullo si sommano quelli che ruotano attorno al covo di Via Bernini: Riina - sottolinea il Corsera - venne arrestato il 15 gennaio '93, ma fino al 2 febbraio non fu fatto alcun controllo da parte delle forze dell'ordine dando così tempo ai mafiosi di ripulirlo. Il boss dietro le sbarre Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (93 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (79 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" 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Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel caso di "sporco nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i nazisti,[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale Crisi Alitalia, giusto che i dipendenti scioperino?Chi vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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La rivelazione di Marta Cecchetto "Io e Luca vogliamo un bambino" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Continuiamo a darci da fare e speriamo presto di avere dei figli", parola della compagna del calciatore che, durante un'intervista a 'Bild', ha dichiarato che l'idea di un bimbo non è poi così lontana, mentre l'altare può attendere

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa PROGETTI FUTURI La rivelazione di Marta Cecchetto "Io e Luca vogliamo un bambino" "Continuiamo a darci da fare e speriamo presto di avere dei figli", parola della compagna del calciatore che, durante un'intervista a 'Bild', ha dichiarato che l'idea di un bimbo non è poi così lontana, mentre l'altare può attendere Berlino, 17 settembre 2008 - Per Luca Toni è più facile segnare per il Bayern di Monaco che riuscire a fare un figlio. Lo rivela la fidanzata Marta Cecchetto, che ha raccontato alla 'Bild' come i tentativi compiuti non siano stati coronati da successo. "Finora non c'è nessuna novità", dichiara la modella in un'intervista, "continuiamo a darci da fare e speriamo presto di avere dei figli". Esclusa, per il momento, sembra invece l'idea del matrimonio. "Non abbiamo nemmeno il tempo di pensarci- ha spiegato Marta - io e Luca siamo molto occupati, io prendo l'aereo per l'Italia due o tre volte a settimanae ormai ci siamo abituati, ma continuiamo a trovare il tempo per stare insieme". MULTIMEDIA La modella e il calciatore Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (93 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (79 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (76 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [...] Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una via ad Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi commette un omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti. privare un essere u[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari passo. sarà felice il comune di vedere raddoppiati gli in[...] Automobilisti multati a raccolta E' nato un comitato contro il 'videored'16:47:47 - Per me non vincono nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel caso di "sporco nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i nazisti,[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale Crisi Alitalia, giusto che i dipendenti scioperino?Chi vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>.

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Paris Hilton: "Il carcere è stato duro, ma ora mi sento molto più forte" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ereditiera, condannata a 22 giorni di prigione per guida in stato di ebrezza, confessa: "Sono sicura che non mi capiterà più, ho imparato molto dai miei errori". Riguardo al legame sentimentale con il suo Benji la starlette dichiara: "Sono veramente innamorata"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa SBAGLIANDO SI IMPARA Paris Hilton: "Il carcere è stato duro, ma ora mi sento molto più forte" L'ereditiera, condannata a 22 giorni di prigione per guida in stato di ebrezza, confessa: "Sono sicura che non mi capiterà più, ho imparato molto dai miei errori". Riguardo al legame sentimentale con il suo Benji la starlette dichiara: "Sono veramente innamorata" Los Angeles, 17 settembre 2008 - Paris Hilton ha confessato di ricordarsi talmente bene i giorni trascorsi in carcere che il solo pensiero la sconvolge. Lo ha dichiarato la stessa starlette ripercorrendo i suoi 22 giorni di prigione a cui era stata condannata per aver guidato in stato di ebbrezza. "è stato veramente duro per me, ma sono convinta che questa esperienza mi abbia fortificato", ha aggiunto la Hilton, intervistata da 'Entertainment tonight'. "Sono sicura che non mi capiterà più, ho imparato molto dai miei errori" ha concluso. Parlando invece della sua relazione sentimentale con Benji Madden, l'ex ereditiera ha sottolineato che trova il suo fidanzato "un gran bel tipo". "è diventato anche il mio migliore amico - ha proseguito, - lui è leale, dolce e mi ricopre di attenzioni. Sono veramente innamorata". MULTIMEDIA Paris, sempre sotto i riflettori Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (93 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (79 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (76 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [...] Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una via ad Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi commette un omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti. privare un essere u[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari passo. sarà felice il comune di vedere raddoppiati gli in[...] Automobilisti multati a raccolta E' nato un comitato contro il 'videored'16:47:47 - Per me non vincono nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel caso di "sporco nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i nazisti,[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale Crisi Alitalia, giusto che i dipendenti scioperino?Chi vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Michael Douglas è un marito infedele, ma solo per motivi di copione (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La star di Hollywood vestirà i panni di un commerciante d'auto fallito e di un consorte fedifrago. Susan Sarandon, Danny DeVito e Jenna Fischer sono già in trattative per affiancare l'attore nella pellicola

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Spettacoli SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa 'SOLITARY MAN' Michael Douglas è un marito infedele, ma solo per motivi di copione La star di Hollywood vestirà i panni di un commerciante d'auto fallito e di un consorte fedifrago. Susan Sarandon, Danny DeVito e Jenna Fischer sono già in trattative per affiancare l'attore nella pellicola Roma, 17 settembre 2008 - I guasti di una (in)sana e (in)consapevole libidine. Michael Douglas perde il pelo ma non il vizio e, a 64 anni, da compiere il prossimo 25 settembre, manda nuovamente in malora tutto per colpa dei suoi pruriti. Una costante per i suoi personaggi, da 'Attrazione fatale' a 'Basic Instinct'. L'attore sarà un commerciante d'auto fallito e marito fedifrago in 'Solitary Man', il nuovo progetto della Millennium Films. A dirigerlo sarà la coppia di sceneggiatori Brian Koppelman e David Levien, che insieme hanno scritto 'Ocean's Thirteen'. Lo script è proprio di Koppelman, mentre per i partner di Douglas sono in trattative Susan Sarandon, Danny DeVito e Jenna Fischer. Brian Koppelman e David Levien hanno anche scritto 'The Girlfriend Experience', il prossimo lavoro di Steven Soderbergh che, guarda caso, è uno dei produttori del loro film. La coppia di Hollywood a Saint Tropez Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (93 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (79 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (76 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci [...] Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una via ad Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi commette un omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti. privare un essere u[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari passo. sarà felice il comune di vedere raddoppiati gli in[...] Automobilisti multati a raccolta E' nato un comitato contro il 'videored'16:47:47 - Per me non vincono nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel caso di "sporco nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i nazisti,[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale Crisi Alitalia, giusto che i dipendenti scioperino?Chi vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Alitalia, Sacconi."E' giunta l'ora x" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Articoli correlati: *Alitalia, Sacconi."E' giunta l'ora x" *Alitalia, Matteoli: "Sciopero da irresponsabili" *Scajola: Volare e Alitalia Express commissariate Guarda tutti i correlati.

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Il Panero apre al Sud nuovo volo per Salerno (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Alitalia

VILLANOVA DAL 28 NOVEMBRE Il Panero apre al Sud nuovo volo per Salerno Explora Italia, la società che gestisce, tramite il vettore Alitalia Express, voli charter con cadenza settimanale da e per l'aeroporto di Villanova d'Albenga ha aggiunto, varerà dal 28 novembre 2008, un nuovo collegamento. E' quello tra il Panero e l'aeroporto di Salerno-Pontecagnano, con partenza il sabato mattina alle 6,45 da Villanova (arrivo alle 8,15), e ritorno di domenica (partenza da Salerno alle 17 e arrivo al Clemente Panero alle 18,30). Il nuovo volo fa parte di una linea settimanale che consentirà agli sciatori del sud di raggiungere Bolzano partendo appunto da Salerno-Pontecagnano. L'Albenga-Salerno dimostra anche la ricettività del mercato nei confronti di offerte specifiche. Intanto proseguono, con buon riscontro di viaggiatori, i collegamenti con Roma che si effettuano il martedì e il venerdì (partenza alle 8,40 e arrivo alle 10,05; rientro alle 18,20 dalla capitale e arrivo ad Albenga alle 19,50). E' anche operativo sino al 28 settembre, di domenica, il collegamento da Albenga a Bastia (partenza alle 8 e arrivo 9) con rientro ad Albenga (partenza alle 14 e arrivo alle 14,55). Explora Italia prosegue così il suo piano di sviluppo dei collegamenti con voli charter con Roma, Milano e scali aerei minori.

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