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T ARTICOLI DEL 17 settembre 2008
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Articoli
Alitalia 2 (74)
La
prima vittima dell'ordinanza Alemanno Il ragazzo: "Non voterò più per
lui" ( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
] Alitalia:
se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di
quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia
italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario
scolastico, sei d'accordo?
Berlusconi:
"Cgil, serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France"
( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dello
Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione
straordinaria le società Alitalia Express (vettore specializzato nel trasporto
aereo regionale) e Volare, entrambe detenute da Alitalia spa, già
commissariata. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è
stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Express e Volare.
Il
Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
5 Emails
Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce
meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla
violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al
processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo
Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"
Il
Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
5 Emails
Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce
meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla
violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al
processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo
Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"
Trapianti
e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
5 Emails
Ultime news Alitalia, ItAli vuole esuberi e aerei Il premier: "Se fallisce
meno garanzie"Calcio, Maroni duro: "Punire i dirigenti, istigano alla
violenza"Allarme Cei: in calo le firme per l'8 per milleMeredith, via al
processo Guede: rito abbreviatoPaura per il colosso Aig: si spera nel governo
Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"
Rom,
Italia nel mirino Ue ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per Alitalia
ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo, addio
garanzie sugli esuberi". La cordata italiana creata per far nascere la
"nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per
domani, quando si riunirà l'assemblea dei soci.
Un
volo in partenza dal Panero collegherà Albenga e Salerno
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la società che
gestisce tramite Alitalia Express i voli charter con cadenza settimanale. I
viaggiatiori hanno intanto espresso parere positivo per i collegamenti con Roma
del martedì e venerdì (partenza alle 8.40, arrivo alle 10.05 e rientro con
partenza alle 18.20 da Roma e atterraggio a Villanova alle 19.
Alitalia,
Fantozziconta gli spiccioli ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vecchia
Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia
Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una manifestazione di
interesse per acquistare aerei in "esubero" (che non rientrano negli
asset da cedere alla Cai) e assumere i piloti, gli assistenti di volo e i
tecnici che servono a farli volare.
Le
fiamme gialle nella sede della magliana acquisiscono i bilanci degli ultimi 10
anni ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Roma. Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito, su
delega della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci
consolidati con le relative certificazioni da parte delle società di revisione,
degli ultimi dieci anni.
Nella
partita Alitalia c'è la centralità dello Stato
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
onere di
risolvere la questione Alitalia vendendola ad Air France. Ma non l'ha accettato,
anche se offrirla a una cordata di imprenditori italiani, non coinvolti nel
settore aereo, era inconsueto e incerto. La ragione è che egli riteneva che la
compagnia aerea nazionale in mano ai francesi significava la marginalizzazione
dell'Italia sul piano del turismo mondiale.
Commissione
Rairiprende la battaglia ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
passando per
Alitalia: rapporti sempre più tesi tra maggioranza e opposizione mentre lo scontro
a tutto campo si sposta in Parlamento, che da oggi riapre i battenti dei lavori
in aula. Si parte oggi con il rebus della Rai. Torna a riunirsi dopo la pausa
estiva la commissione di Vigilanza bloccata da mesi sul nome del candidato alla
presidenza,
Alitalia,
soldi quasi finiti il governo attacca epifani
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sacconi: il
leader Cgil ha fatto saltare l'incontro con Cai Alitalia, soldi quasi finiti il
governo attacca Epifani ROMA - Ultimi giorni di trattative per Alitalia.
Ultimatum del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: le casse della
compagnia ormai sono vuote e l'unica alternativa è il fallimento.
Zingaretti
"ora la città metropolitana" - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Temi su cui i confini territoriali dei singoli Comuni non hanno più senso - ha
proseguito Zingaretti - ed è per questo motivo che bisogna avviare quanto prima
la nascita della Città metropolitana, un ente che abbia i confini territoriali
della Provincia di Roma e che - ha precisato Zingaretti - inglobi al suo
interno anche i Municipi della capitale"
Crisi
alitalia e nubi austriache voli a rischio per il verdi - su parma.repubblica.it
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina III -
Bologna Crisi Alitalia e nubi austriache voli a rischio per il Verdi Lucciole,
trans e clienti prime vittime dell'ordinanza Tre giorni del clero ai parroci i
depliant su come non far figli Che ne pensate? Traffico, in arrivo 20 nuovi
"Stars" per chi brucia il rosso Dite la vostra.
Sciopero
al marconi dei servizi a terra rischio caos all'aeroporto - sara scheggia
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vicenda
Alitalia a parte, in altri scali italiani sono in atto numerose proteste, anche
presso alcune compagnie aeree come Meridiana, che ha però garantito, durante la
fascia a rischio, il volo Olbia-Bologna, sia all'andata che al ritorno. I
sindacati Cub-Rdb per i dipendenti delle società di Sab, Marconi Handling,
Alipuglia,
c'è un piano industriale - (segue dalla prima pagina) piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
comunque vada
la vicenda Alitalia, apre nuove prospettive per nuovi vettori. Per capire se la
cosa funzioni, serve tenere i collegamenti dell'unico aeromobile noleggiato per
tre mesi. E poi puntare sui voli estivi. Per i voli di linea il business plan
indica come "destinazioni di sicuro interesse" scali come Milano
Linate, Parma,
Voli,
collegamenti, prezzi ecco il piano di alipuglia - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
lo slot di
Brindisi liberato da Alitalia è disponibile da subito e a tariffe
concorrenziali. E i voli, sei al giorno, fanno da spola tra Roma e Milano. A
bordo vige il "no fronzy" che riduce l'equipaggio, magari reclutato
dagli esuberi dell'ex compagnia di bandiera, di una hostess ma che lascia il
biglietto attorno ai 43 euro.
Omicidio
Meredith, via al processo Rito abbreviato per Rudy Guede
( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
] Alitalia:
se proprio insistono, lasciamoli fallire Ti è piaciuta la Luminara di
quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia
italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario
scolastico, sei d'accordo?
Alitalia,
l'ultimatum di berlusconi "a rischio le garanzie sugli esuberi" -
lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
allarme sulle
disponibilità residue di Alitalia: "Nell'immediato - dice - non ci sono
problemi di operatività per i voli Alitalia. I soldi però sono pochissimi e
stanno per finire". Il piano Fenice, quindi "è l'ultima chiamata per
evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto - conclude
Fantozzi - ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte.
Indagine
sui conti della compagnia la finanza sequestra i bilanci - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
L'ordine è arrivato dalla Procura di Roma che ha chiesto alle Fiamme gialle di
acquisire i bilanci consolidati degli ultimi 10 anni della compagnia di
bandiera. Così ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Roma
si sono recati nella sede di via della Magliana con un decreto di acquisizione
firmato dal Procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano
Il
salvataggio costa 72,5 euro a contribuente
( da "Repubblica,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
9 miliardi Il
salvataggio costa 72,5 euro a contribuente ROMA - Quanto costa Alitalia agli
italiani? La risposta l'ha provata a dare ieri l'economista Carlo Scarpa, in un
editoriale pubblicato su lavoce.info. Nell'articolo sono presentati due possibili
scenari, il più ottimista dei quali fa arrivare il "conto" a 2,9
miliardi di euro.
Il
cavaliere riapre la porta a parigi "non ho preclusioni su air france"
- luca pagni ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Berlusconi ha parlato di Alitalia con Sarkozy. Lunedì aveva manifestato una
preferenza per Lufthansa Il Cavaliere riapre la porta a Parigi "Non ho
preclusioni su Air France" La compagnia tedesca guadagna posizioni allo
scalo di Malpensa LUCA PAGNI MILANO - L'altro giorno in una intervista
televisiva, si era espresso a favore di Lufthansa.
Il
futuro dell'opposizione, il tripolarismo
( da "Unita,
L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la cordata
Alitalia, la riforma scolastica, la legge finanziaria, il "lodo
Alfano", il federalismo fiscale, la riforma giudiziaria, l'ICI, i mutui
ipotecari: le cose fatte dal governo o in itinere sono tante. E trascuro
provvedimenti minori e non tengo conto delle iniziative internazionali come
l'accordo con la Libia e la mediazione sulla Georgia.
Toccata
e fuga ( da "Unita, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
" (un
po' come l'Alitalia: si attende apposita cordata, in nome dell'italianità delle
ville). Il resto è una rassegna di miracoli, da Napoli all'Alitalia, dall'Ici
agli straordinari, dall'accordo con quel sincero democratico di Gheddafi. Ogni
tanto Al Tappone chiama freudianamente Vespa "dottor Fede".
Napolitano
commosso davanti al grande amico ( da "Unita, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
con un
riferimento non proprio velato alla situazione dell'Alitalia. "Un uomo che
non ha mai fatto battaglie di retroguardia". "Trentin - ha insistito
Epifani- non ha mai scambiato un miglioramento economico con un peggioramento
delle condizioni normative e dei diritti dei lavoratori. È stato un uomo di
straordinaria coerenza a cui potevi chiedere di rinunciare a tutto,
Cai,
ultima chiamata: accordo entro domani
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'INTERESSE
Intanto sul fronte della "vecchia Alitalia" l'amministrazione
straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali
Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in
"esubero" e assumere i piloti, gli assistenti di volo ed i tecnici
che servono a farli volare.
Sarkò
e Berlusconi, un incontro-lampo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
l'immigrazione
e la vicenda Alitalia, con l'apertura del Cavaliere ad un accordo commerciale
con Air France. Quasi un'ora di incontro, nella visita-lampo a Parigi del
presidente del Consiglio, per un bilaterale tra amici di "vecchia
data". È stato il fuori programma del Cavaliere a movimentare la giornata.
Bonsai
- sebastiano messina ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dal
salvataggio dell'Alitalia alla crisi del Milan. Solo su due argomenti non si è
pronunciato: il valore dell'antifascismo e la bellezza di Miss Italia. Sul
primo ha detto: "Non mi attardo in questi problemi che non mi
toccano". Sul secondo: "Il presidente del Consiglio si astiene da
giudizi di questo genere".
Il
salvataggio della compagnia di bandiera
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fascicolo è
stato aperto su denuncia delle associazioni dei consumatori: secondo il
Codacons, Alitalia è costata ai contribuenti, in 10 anni, 5 miliardi di euro.
Sempre ieri anche Alitalia Express e Volare, detenute da Alitalia spa, sono
state ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria. Alle due
società, l'Enac ha rilasciato una licenza provvisoria fino al 1º marzo.
Anche
la sinistra ora ammette: per Silvio un gradimento record
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Come nel caso
Alitalia, perché la maggior parte degli italiani vuole il suo salvataggio.
Senza dimenticare i consensi ottenuti con il Cdm convocato a Napoli e la sua
presenza fisica, in Campania, per superare l'emergenza rifiuti. La gente,
infatti, vuole vederlo dal vivo, per strada, per chiedergli consigli ed essere
rassicurata".
Il
garante Martone: <Ma non ci saranno blocchi selvaggi>
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E i quasi
cinquanta voli Alitalia cancellati la settimana scorsa? "Eventi legati a
esigenze tecniche. Cinquanta sono pochi rispetto ai 700 di Alitalia, che
rappresentano la normale attività quotidiana". Lei tempo fa ha chiesto che
aziende e sindacati del settore aereo si diano regole proprie per sugli scioperi.
La
commissione Attali de noantri che appassiona solo quattro gatti
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ai bagnanti:
non per l'Alitalia, l'inflazione, il carobenzina. No, il vero dilemma
esistenziale, al bagno numero cinque di Riccione, doveva essere un altro:
"Riusciremo finalmente ad imbastire la nostra commissione Attali? E
soprattutto: ma chi è Attali? Forse quell'attore francese che ho visto ieri
sera su Rete4?
Le
ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni
sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili Alitalia, senza intesa nessuna
tutela Slitta il confro ( da "Messaggero, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Le ore
cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni
sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili "Alitalia, senza intesa
nessuna tutela" Slitta il confronto con i sindacati, ultime 48 ore per
l'accordo. Fantozzi: soldi quasi finiti.
La
crisi della politica di cui tanto si è parlato non si esprime solo nel
difficile rapporto tr ( da "Messaggero, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia. Non
c'è dubbio che in questo caso, come in altri, è la politica che non ha dato
risposte adeguate e tempestive alla crisi di uno dei settori più sensibili del
sistema paese. Ma è anche vero che stiamo anche verificando come il sindacato,
non solo quello "autonomo", non riesca più a coniugare l'interesse
delle diverse categorie di lavoratori con l'
ROMA
Su Alitalia scatta l'ultimatum di Berlusconi: senza accordo nessuna tutela. La
Cgil: paro ( da "Messaggero, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il caso
Alitalia Se la trattativa fallisse per un "egoismo irragionevole", il
governo non potrebbe "garantire" a tutti i 20 mila lavoratori di
Alitalia quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio e
vi dovrebbe essere dunque una "drastica" riduzione di sostegni e
rimborsi.
Alitalia,
il pressing di Sacconi: "Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi
in ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
segna un
pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco
più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore
del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia,
tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti,
Berlusconi
<Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie>
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
"Se Alitalia fallisce, addio alle garanzie" Scontro con la CGIL Salta
l'incontro dei nove sindacati. Fantozzi: "I soldi stanno per finire".
La Guardia di finanza nella sede della Magliana acquisisce i bilanci degli
ultimi dieci anni ROMA. Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai
sindacati: "Se fallisce l'accordo,
<Se
Alitalia fallisce, garanzie a rischio>
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
fallisce, garanzie a rischio" di Redazione Berlusconi: "Il Paese
condanna chi fa saltare il piano". La Gdf sequestra gli ultimi 10 bilanci
Quarantotto ore. Questo il tempo rimasto per salvare Alitalia dal fallimento.
Ma mentre salta il tavolo con tutti i sindacati riuniti, il premier parla
chiaro: solo tramite un accordo è possibile garantire un certo trattamento per
i dipendenti
Veltroni
"grande elettore" degli immigrati e Fini apre
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il
piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due
vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo,
due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E
Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il
piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due
vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo,
due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E
Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il
piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due
vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo,
due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E
Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il
piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due
vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo,
due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E
Lloyds apre le trattative per comprare HbosMez,
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
1 Emails
Ultime News Alitalia, è sciopero: 40 voli cancellati Sacconi: "Avanti, il
piano non cambia"Yemen, attentato all'ambasciata Usa: almeno due
vittimeCina, latte contaminato: tre neonati morti e 6200 intossicatiBergamo,
due ucraine uccise a coltellateSubprime, il governo Usa salva il colosso Aig E Lloyds
apre le trattative per comprare HbosMez,
Esplode
la Silviomania: "Santo subito"
( da "Tempo,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
forse per via
della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del
presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità. Anche secondo
una ricerca Ispo - pubblicata l'altro giorno - il Cavaliere batte il suo
governo, e il giudizio sul Presidente passa dal 56% di giugno al 60% attuale.
Alitalia,
Matteoli: 'Sciopero da irresponsabili'
( da "Voce
d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Articoli correlati: *Scajola: Volare e Alitalia Express commissariate
*Trattativa Alitalia: fumata nera *Berlusconi, Alitalia: l'alternativa e' il
fallimento Guarda tutti i correlati.
Gli
altri parlano, lui lavora ( da "Opinione, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia?
Aveva promesso la cordata e la cordata è stata; se poi non se ne fa nulla, la
colpa è degli altri. La finanziaria? L'ha fatta Tremonti e pure per tre anni. E
dove non avvivano i fedelissimi, ecco che interviene in prima persona come
fatto in politica estera.
Il
clima cambiato ( da "Opinione, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008 Scuola e
Alitalia Il clima cambiato di Arturo Diaconale Qual'è la differenza tra il
governo Berlusconi del '94, quello del 2001 ed il governo attuale del 2008? La
diversa esperienza del Presidente del Consiglio e dei suoi ministri? La
maggiore coesione dell'attuale coalizione rispetto a quelle dei centro destra
precedenti?
Intervista
ad ANTONIO DE POLI/ Udc, pronti a far le barricate per difendere le preferenze
alle Europee ( da "Opinione, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
sono solo alcuni esempi. Gli italiani però sembrano condividere le scelte
dell'esecutivo. Come se lo spiega? Sono operazioni che hanno contesti di
immagine ma non sono certo la risoluzione dei mali del Paese. Diamo tempo al
tempo, in futuro gli italiani sapranno giudicare meglio l'azione del Governo.
L'agenda
di Fini e i motori di Veltroni ( da "Opinione, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
*** Casini
"Senza preferenze per le elezioni europee, faremo le barricate":
Cesa, porterà tutti gli avvisi di garanzia ricevuti da esponenti Udc. E
Pierferdy i suoi book fotografici. *** Veltroni: Berlusconi sbaglia, perché
nessuno di noi rema contro l'accordo Alitalia. Da tempo usiamo i motori e
sudiamo meno.
La
crisi di Wall Street è figlia dello statalismo
( da "Opinione,
L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
azienda di
Stato decotta come Alitalia (un vero concentrato di privilegi di ogni genere),
il sindacalista Raffaele Bonanni è arrivato a parlare di "crollo del
liberismo". Un quotidiano italiano a larga diffusione non si è neppure
negato la gioia di pubblicare la fotografia di un uomo con una bandiera rossa a
Wall Street.
BERLUSCONI
ALLA CGIL: INTESA SU ALITALIA O SALTANO LE GARANZIE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
alla Cgil: intesa su Alitalia o saltano le garanzie FRANZESE E SANTONASTASO
PAGG. 4 E 5 La protesta degli assistenti di volo e dei piloti Alitalia.
Intervista
a MARCO CIPRIANO/ Col nuovo Statuto più consonanza tra l'aula e la Giunta
( da "Opinione,
L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nel pieno
della trattativa sindacale su Alitalia. Quali conseguenze avrà su Linate e
Malpensa? Di fronte a vicende così importanti per la Lombardia, il Consiglio
Regionale non può limitarsi ad apprendere le decisioni e le scelte dai
giornali. Il piano industriale di CAI prevede di fatto la chiusura di Linate
perché, con la concorrenza che si avrà tra pochi mesi quando partirà l'
Feltri
al Tg4 conquista la top ten ( da "Opinione, L'"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
top ten di
Lucilla Bicocchi La vicenda Alitalia continua a segnare l'identikit dei Tg
insieme alle polemiche sul mondo della scuola. Con il suo intervento al Tg4 è
il direttore di "Libero" a conquistare il primo posto della top ten
del 15 settembre, un giorno che ha visto insegnanti di molti istituti di tutta
Italia accogliere gli alunni con il lutto al braccio e il grembiule nero.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Abu Mazen
spera in Tzipi Livni PAGINA 11 ALITALIA | PAGINA 4 Il diktat di Berlusconi:
nessuna garanzia se salta la trattativa La Cgil: parole inaccettabili TV |
PAGINA 6 Vezzali-Berlusconi, siparietto con annessa polemica UCRAINA | PAGINA
10 Iushenko contro Timoshenko Salta la coalizione arancione, si va verso
elezioni anticipate SCUOLA / PAGINA 2 Tutti contro la riforma Gelmini "
Il
sovrano alla corte di <Porta a Porta>
( da "Manifesto,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Se ogni
giorno i telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto per
salvare l'Alitalia, evitando, con una coerenza granitica, di ricordare che si
sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche mese fa ha fatto
naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche degli italiani, nessuna
meraviglia se i sondaggi raccolgono l'opinione unica.
Aveva
ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza?
( da "Giornale.it,
Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e
Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia
e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma
anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha
portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nel caso
della "vertenza" per l'Alitalia Berlusconi, con scarsa fantasia, ha
accusato la Cgil di ostacolare un accordo per motivi politici. Sciocchezze.
Parla come se ci fosse ancora una cinghia di trasmissione tra il sindacato e un
partito! La verità è altra. Negli anni del dopoguerra, grazie ai grandi partiti
e a una politica forte,
All'ultimatum
del premier su Alitalia ha risposto Epifani: Parole inaccettabili . G
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
All'ultimatum
del premier su Alitalia ha risposto Epifani: "Parole inaccettabili".
Giovannini, Magri e Minzolini ALLE PAG. 6 E 7.
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Compriamo
l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni
giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e
Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della
tinca di Ceresole d'Alba.
Alitalia,
scontro Berlusconi-Veltroni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano
Pagina 102 Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni Il premier: la Cgil non sia
egoista. Walter: lui ammetta gli errori --> Il premier: la Cgil non sia
egoista. Walter: lui ammetta gli errori Alitalia, intesa o addio: nuovo
ultimatum di Berlusconi ai sindacati, in particolare alla Cgil.
Silvio,
fiducia al 60 per cento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
forse vittima
del problema Alitalia, negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64
al 58%, ed ha lasciato a Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi
guadagna il livello maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che
passa dal 38 al 42% (+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta
nei giorni scorsi dal ddl contro la prostituzione.
Sciopero
Meridiana, voli a rischio per tutta la giornata
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
hanno confermato che lo sciopero programmato per oggi è di 24 ore e non di 4
come suggerito invece dalla Commissione di garanzia. CAOS NEI CIELI Oggi,
dunque, i disagi potrebbero essere ben più consistenti rispetto a quelli
annunciati, anche se ieri la compagnia, in un comunicato stampa, ha ricordato
che la Commissione di garanzia sugli scioperi ha dato il benestare appunto
<C'era
il rischio di collisioni> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Fernando
Capitani, comandante Alitalia sui Boeing 777 "C'era il rischio di
collisioni" L'esperto.. Fernando Capitani, comandante Alitalia sui Boeing
777 --> "Quell'uomo con le sue false indicazioni era un vero pericolo
per i voli". Fernando Capitani, 51 anni, romano, è un comandante
dell'Alitalia.
In
attesa delle strategie d'autunno ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nostrane dei
rifiuti di Napoli e della crisi di Alitalia a quelle insorte sul piano
internazionale con l'affare georgiano - provoca emulazione nei suoi ministri,
che puntano a ottenere effetti visibili e immediati sui vari terreni, dalla
riforma federale a quella della burocrazia, dalla scuola alla giustizia, al
contenimento della criminalità, in particolare di quella legata all'
Dai
pentiti la verità su un 24enne scomparso: rubò nel covo di Riina, fu ucciso
dalla lupara bianca ( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vertice fra
Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo
Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di
colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti)
16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali
comportandosi come stanno facendo, ci [.
La
rivelazione di Marta Cecchetto "Io e Luca vogliamo un bambino"
( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vertice fra
Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo
Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di
colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti)
16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali
comportandosi come stanno facendo, ci [.
Paris
Hilton: "Il carcere è stato duro, ma ora mi sento molto più forte"
( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vertice fra
Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo
Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di
colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti)
16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali
comportandosi come stanno facendo, ci [.
Michael
Douglas è un marito infedele, ma solo per motivi di copione
( da "Quotidiano.net"
del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Vertice fra
Berlusconi e i sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo
Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un italiano di
colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30 commenti)
16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i quali
comportandosi come stanno facendo, ci [.
Alitalia,
Sacconi."E' giunta l'ora x"
( da "Voce
d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cronaca
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Matteoli: "Sciopero da irresponsabili" *Scajola: Volare e Alitalia
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Il
Panero apre al Sud nuovo volo per Salerno
( da "Stampa,
La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Un 23enne multato di
200 euro mentre stava contrattando una prestazione sessuale con un trans. Il
giovane ha confessato di non essere a conoscenza dell'ordinanza del sindaco
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa PROSTITUZIONE La prima vittima dell'ordinanza
Alemanno Il ragazzo: "Non voterò più per lui" Un 23enne multato di
200 euro mentre stava contrattando una prestazione sessuale con un trans. Il
giovane ha confessato di non essere a conoscenza dell'ordinanza del sindaco
Roma, 16 settembre 2008 - L'ordinanza antiprostituzione emessa dal sindaco di
Roma Gianni Alemanno miete le prime vittime. Già due clienti, entrambi
giovanissimi, sono stati multati dai vigili urbani dell'VIII gruppo guidato dal
comandante Antonio di Maggio. Il primo a farne le spese è stato un ragazzo di
circa 24 anni, sorpreso in via Longoni, nella zona della Palmiro Togliatti,
mentre contrattava un rapporto sessuale con un trans. Il giovane, che di
mestiere fa il meccanico, si è mostrato sorpreso. Il ragazzo, come racconta il
comandante Di Maggio, ha infatti detto ai vigili di non essere a conoscenza
delle nuove misure e si è detto preoccupato che la multa possa essergli
recapitata a casa. "Non voterò più per Alemanno" ha detto il ragazzo.
Il secondo multato, anche lui poco più che ventenne, è stato invece fermato dai
vigili in via Salaria in compagnia di una lucciola. I due clienti dovranno
sborsare 200 euro. Giusto multare i clienti? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua
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a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (89 commenti) Lo Monaco
(Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (74
commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il ministro: "Protesta
vergognosa" (72 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore
per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (72
commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (67 commenti) Si ammala
mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (60 commenti)
Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati
(38 commenti) L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio
razziale (36 commenti) 00:16:31 - Ros però Federer non ha mai giocato 4 tornei
consecutivamente e
( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier da
Parigi: "Con Sarkozy abbiamo parlato del futuro della compagnia". Poi
si appella al sindacato di Epifani: "Gli italiani condannerebbero i
responsabili di una eventuale rottura"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa IL FUTURO DI ALITALIA Berlusconi: "Cgil,
serve responsabilità Nessuna preclusione per Air France" Il premier da
Parigi: "Con Sarkozy abbiamo parlato del futuro della compagnia". Poi
si appella al sindacato di Epifani: "Gli italiani condannerebbero i
responsabili di una eventuale rottura" Roma, 16 settembre 1008 - Dopo l'incontro
con il presidente Nicolas Sarkozy, il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi afferma che anche Air France è una compagnia a cui rivolgere
attenzione, senza preclusioni. Della questione Alitalia
"con Sarkozy ne abbiamo anche parlato", ha detto Berlusconi e a chi
gli chiedeva cosa pensi il presidente francese di una sua supposta preferenza
per Lufthansa il premier ha risposto: "No, io ho detto che c'erano alcune
cose riguardo alla questione dell'hub (di Malpensa,ndr) ma anche Air France è
assolutamente una compagnia cui rivolgere l'attenzione, non c'è nessuna
preclusione, nel modo più assoluto". A quanto hanno riferito fonti di
Palazzo Chigi, durante l'incontro Sarkozy dopo la illustrazione da parte di
Berlusconi della questione Alitalia ha risposto di
conoscere il tipo di problemi perchè lui se ne occupò da ministro quando ci fu
la crisi di Air France. Nella partita Alitalia è il
momento della responsabilità per tutti i protagonisti e gli italiani
condannerebbero i responsabili di una eventuale rottura. Lo dice il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti a Parigi dopo una
visita alla XXIV Biennale dell'antiquariato. "E' il momento della
responsabilità per tutti - ha detto il premier - e auguro veramente, nell'interesse
dei collaboratori di Alitalia e, in quello del Paese,
e nell'interesse di tutti che ci sia un'assunzione di responsabilità
nell'interesse di tutti". "Non voglio neanche pensare che ci siano
categorie - ha aggiunto Silvio Berlusconi - che si sottraggono a questo momento
di responsabilità. Il giudizio di tutti gli italiani sarebbe di condanna che io
penso che nessuno voglia avere addosso". LA GIORNATA Saranno decisive per
le sorti di Alitalia le prossime 48 ore: la situazione
è molto fluida, nonostante le schiarite venute ieri dai piloti e assistenti di
volo che si erano detti pronti a trattare, e le diplomazie sono incessantemente
al lavoro. Un vertice intersindacale previsto per stamane è infatti saltato, ma
fonti sindacali fanno sapere che le 9 sigle continueranno a lavorare
autonomamente e a breve dovrebbe essere convocato una nuova riunione già nella
giornata di oggi o domani mattina. Altre fonti sono meno ottimistiche: i
vertici delle quattro confederazioni, ieri sera, hanno lasciato il confronto
con il governo chiedendo tempo ma, al momento, non c'è stata ancora la
disponibilità della Cai ad andare oltre la giornata di giovedì. In questa
situazione, spiegano le stesse fonti, non c'è materialmente il tempo per
elaborare una posizione comune e aprire il confronto con la Cai. Sembra
comunque che le 'diplomazie sotterranee' siano sempre al lavoro, in contatto in
particolare con Palazzo Chigi, per cercare di ottenere più tempo, soprattutto
per arrivare ad un'intesa sul nuovo contratto di lavoro dei dipendenti che
entreranno nella nuova compagnia di bandiera. Intanto, le Fiamme Gialle hanno
fatto 'visita' nella sede di via della Magliana, per acquisire su delega della
procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati con le
relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli ultimi dieci
anni. L'iniziativa viene dopo la sentenza del tribunale del 5 settembre scorso
con cui è stato dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia.
L'obiettivo dei magistrati è di ricostruire il quadro di Alitalia
e le sue partecipazioni, cosa possibile soltanto attraverso la lettura dei
bilanci consolidati, nonchè quello delle imprese che sono state fornitrici
esclusive della compagnia aerea. Sul 'caso' Alitalia,
è intervenuto nuovamente il premier Silvio Berlusconi che ha avvertito le
parti: "Se fallisce, ci saranno meno garanzie per tutti". Le
affermazioni del Presidente del Consiglio riguardo i sindacati non sono invece
affatto piaciute alla Cgil che, con toni molto critici, ha invitato il
Cavaliere ad avere "più rispetto". COMMISSARIATE EXPRESS E VOLARE Il
Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha
ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Express (vettore specializzato
nel trasporto aereo regionale) e Volare, entrambe detenute da Alitalia spa, già commissariata. Il
professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Express e Volare.
SACCONI: CHIUDERE ENTRO MERCOLEDI'" "Il piano Cai non si modifica, e
governo e sindacati devono dare una risposta entro mercoledì" Ad
affermarlo, in un'intervista su 'Il Messaggero', il ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi, sulla vicenda Alitalia. Il ministro
precisa inoltre che sugli esuberi ci sarà una "copertura di sette
anni". E avverte che se i piloti dovessero incrociare le braccia rischiano
di essere precettati. "L'azienda - dice Sacconi - ritiene esaurito il
negoziato anche se qualche timida apertura di piloti e assistenti di volo fa
ben sperare. Si tratta di verificare quanti consensi ci sono su due proposte
che l'azienda ha presentato in via definitiva". Quanto al piano
industriale, quello "inteso come rotte e aerei non è mai stato oggetto di
modifiche da parte di Cai che invece si è sempre detta disposta a discutere di
perimetro, cioè le funzioni che sono dentro e fuori in outsourcing. O di
manutenzione pesante e cargo". Ai piloti che minacciano di bloccare i
voli, Sacconi risponde: "la mobilità è tutelata dalla legge e non mi riferisco
alle sanzioni del garante, ma alla precettazione. Sarebbe odioso il ricatto di
voler prendere in ostaggio il Paese. Io sono convinto che non ci si arriverà e
ho fiducia nel senso di responsabilità delle persone, oltre che delle
organizzazioni. Però certo esistono strumenti di legge ai quali non esiteremmo
a ricorrere". ANGELETTI OTTIMISTA Il leader della Uil, Luigi Angeletti,
vede "buone possibilità" che la soluzione prospettata per salvare Alitalia possa andare in porto, ma "non al cento per
cento". A margine della conferenza organizzativa della sua confederazione,
Angeletti ha ribadito che "per me si chiude quando ci sono le
condizioni". E sulle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi, secondo
cui un mancato accordo sarebbe addebitabile solo ai sindacati, il numero uno
della Uil ha aggiunto: "Vedremo di chi sarà la colpa se non si chiude. Se
Berlusconi dice che se la trattativa non va in porto è colpa nostra, allora
vuol dire che andrà in porto non sarà merito di Berlusconi, ma merito
nostro". Angeletti ha inoltre spiegato che il sindacato chiede alla
Compagnia aera italiana (Cai) "affidabilità. Dobbiamo essere sicuri - ha
concluso - che noi facciamo sacrifici di fronte a impegni affidabili". IL
COMMENTO Se proprio insistono, lasciamoli fallire di Paolo GiacominQuale futuro
per Alitalia?Il corteo di piloti e assistenti di volo
- La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico
16/09/2008 13:44 gabriele ovvia,ci siamo conosco i polli al 51%, in questo
momento,la mia previsione sta' andando in porto.aspettiamo mercoledi sera da
voi.e vediamo se mi prendo anche il restante 49%...la salvano,la salvano con
tanto denaro fresco,gentilmente dato,da il popolo italiano,one more time...che
orgoglio di paese,e' politici,il popolo poeraccio credere,obbedire ,ed
combattere,ed off course paga'....saluti 16/09/2008 15:44 alchimista Se nella
azienda dove lavoro si dovesse realizzare una situazione come quella di
alitalia io una copertura di sette anni me la scordo. 16/09/2008 17:17 roberto
Penso anch'io che purtroppo la salvino e si perde il treno per la
modernizzazione dell'italia,ovvero..... se si fallisce si va a trovare un'altro
lavoro come tutti i comuni mortali. invece se abbiamo al nostro fianco una
lobby politico-sindacale si rimane al lavoro oppure senza far niente 7 anni
pagati.grazie liberali dei miei stivali,forse è meglio non sperare più nel
cambiamento dell'italia. 16/09/2008 20:47 Lucrezia Borgia siamo già a carnevale
vero dxdi 16/09/2008 23:47 gabriele ahhhhh,mamma mia,che mi prenda un colpo e'non
se' ne parla piu',il berlusca (air france e'sicuramente una compagnia a cui si
puo' rivolgere attenzione),lui che tirava il freno con i francesi,lui che
disse,deve rimanere italiana,lui con le suo cordate,lui con le sue bugie..che
faccia rifatta si di strabronzo,altro che botox..congratulazioni vivissime a
quelli inteligentoni che l'hanno votato....auguri cari,fate pauraaaaaaaa..
17/09/2008 00:02 gabriele dimenticavo,il berlusca non e' che ha incotrato
nicolas in valle d'aosta o in campania ma a parigi,volato da lui per aiuto,come
dire tiraci fuori dalla.....,ma come non e' l'invincibile?quando disse sono
invincibile non specifico ma si riferiva alle sue straroboanti bischerate
giornaliere,oltre che ai tacchi delle scarpe piu'alti dell'universo..... Sono presenti
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la Gelmini Il ministro: "Protesta vergognosa" (72 commenti)
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ministro è nuda sui calendari!" (72 commenti) Pm contro Guzzanti
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rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (38 commenti) L'aggressione
filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (36 commenti)
00:16:31 - Ros però Federer non ha mai giocato 4 tornei consecutivamente e
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Papa questo
pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare
divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il
quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni
frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha
detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio,
in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito
che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti,
così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente.
Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in
essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie
Commenti ( 340 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog
di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul
Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia
e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the
Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla
figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e
radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa
Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che
solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina,
durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il
cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la
più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda
all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si
danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era
lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per
cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo
ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato
con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia
intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere
grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità
al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni
dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da
rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle
che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (5 votes,
average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa:
"Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio
Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti
delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto
significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si
sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e
di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente,
i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli
dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza,
attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI,
mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"".
La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è
alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in
un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere
antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il
dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a
coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti
nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la
citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle
virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante
giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei
articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (7
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08
Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a
Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di
Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo
trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo
a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla
pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per
liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che
il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le
parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede:
"È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto
di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella
liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un
gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in
una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di
permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede
e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione
tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni
giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa
secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per
la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si
sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque
sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude
una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia
precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da
ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono
conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra,
la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre.
non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della
Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un
atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento,
ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro
tempo". Scritto in Varie Commenti ( 146 ) " (8 votes, average: 4.75
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della
Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo
completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto
con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che,
nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in
occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di
Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il
presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da
una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko
che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a
Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia
riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in
particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non
tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad
essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko,
con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto.
Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura
francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove
mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre
Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà
una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti.
Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a
Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi
Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del
piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti (
238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il
Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze,
al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al
Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre,
festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra
della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il
successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà
attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie
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articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno
su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Papa questo
pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare
divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il
quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni
frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha
detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio,
in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito
che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti,
così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente.
Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in
essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie
Commenti ( 340 ) " (9 votes, average: 4.11 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul
Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia
e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the
Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla
figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e
radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa
Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che
solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina,
durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il
cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la
più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda
all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si
danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era
lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per
cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo
ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato
con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia
intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere
grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità
al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni
dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da
rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle
che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (5 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa:
"Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio
Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti
delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto
significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si
sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e
di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente,
i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli
dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza,
attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI,
mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"".
La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è
alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in
un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere
antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il
dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a
coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti
nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la
citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle
virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante
giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei
articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (7
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Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a
Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di
Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo
trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo
a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla
pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per
liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che
il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le
parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede:
"È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto
di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella
liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un
gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in
una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di
permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede
e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione
tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni
giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa
secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per
la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si
sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque
sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude
una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia
precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da
ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono
conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra,
la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre.
non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della
Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un
atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento,
ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro
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Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo
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con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che,
nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in
occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di
Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il
presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da
una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko
che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a
Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia
riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in
particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non
tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad
essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko,
con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto.
Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura
francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove
mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre
Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà
una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti.
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al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al
Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre,
festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra
della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il
successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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Il Papa questo
pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare
divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il
quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni
frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha
detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio,
in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito
che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti,
così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente.
Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in
essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie
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Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia
e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the
Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla
figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e
radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa
Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che
solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina,
durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il
cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la
più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda
all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si
danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era
lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per
cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo
ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato
con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia
intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere
grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità
al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni
dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da
rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle
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"Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio
Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti
delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto
significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si
sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e
di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente,
i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli
dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza,
attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI,
mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"".
La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è
alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in
un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere
antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il
dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a
coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti
nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la
citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle
virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante
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Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a
Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di
Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo
trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo
a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla
pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per
liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che
il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le
parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede:
"È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto
di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella
liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un
gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in
una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di
permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede
e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione
tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni
giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa
secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per
la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si
sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque
sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude
una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia
precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da
ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono
conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra,
la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre.
non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della
Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un
atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento,
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con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che,
nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in
occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di
Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il
presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da
una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko
che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a
Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia
riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in
particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non
tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad
essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko,
con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto.
Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura
francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove
mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre
Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà
una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti.
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Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi
Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del
piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti (
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Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze,
al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al
Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre,
festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra
della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il
successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà
attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie
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su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La polemica Fischi,
magliette e dure prese di posizione contro l'Italia durante il vertice europeo
sui rom. Frattini: "Sono disinformati" 17/09/2008 Salta l'incontro
dei nove sindacati. Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Guardia
di finanza nella sede della Magliana acquisisce i bilanci degli ultimi dieci
anni 17/09/2008 ROMA. Per Alitalia ultimatum di Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce
l'accordo, addio garanzie sugli esuberi". La cordata italiana creata per
far nascere la "nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per domani,
quando si riunirà l'assemblea dei soci. Ora ci sarebbe la garanzia di
non toccare gli stipendi a fronte di un aumento di produttività e flessibilità,
ma è saltata la riunione di tutti e nove i sindacati. Il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La
Finanza ha acquisito i bilanci Alitalia degli ultimi
dieci anni. servizio >> 10 17/09/2008 IL CRAC della banca d'affari
americana Lehman Brothers in seguito alla crisi dei mutui subprime non ha
finito di far tremare il mondo finanziario e assicurativo mondiale. Ora a
scricchiolare sono l'Aig, il colosso assicurativo statunitense, primo al mondo,
sponsor del Manchester United, e la Goldman Sachs, la banca d'affari Usa il cui
titolo ha fatto subito registrare un forte calo alla Borsa di New York. Le
banche centrali sono intervenute immettendo liquidità (70 miliardi dalla Bce).
E la Federal Reserve, contrariamente alle aspettative, ha lasciato i tassi
invariati al 2 per cento, decisione che Wall Street ha accolto accentuando le
perdite. cafasso, cresci e pagano >> 3 17/09/2008 la denuncia dei
consumatori 17/09/2008 barile sotto i 90 ma benzina ferma 17/09/2008 Roma. Il
terremoto innescato dal crac di Lehman Brothers ha trascinato il barile di petrolio
sotto i 90 dollari, ma sul prezzo dei carburanti - secondo le associazioni dei
consumatori - resta una quota di "speculazione" che ammonta a 7-8
centesimi al litro. La benzina - calcolano - dovrebbe costare 1,38 euro contro
la media attuale di 1,45 euro, il gasolio 1,31 euro e non 1,39-1,40. servizio
>> 10 17/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla fine di
novembre L'AEROPORTO Panero avrà un nuovo collegamento fra Albenga e Salerno.
Prenderà il via il 28 novembre unendo ogni sabato Villanova all'aeroporto di
Salerno, Pontecagnano. La tratta consentirà di raggiungere la città campana in
un'ora e mezza, con partenza alle 6.45 con arrivo previsto per le 8.15. Il
ritorno, sempre con cadenza settimanale, è invece programmato per la domenica.
In questo caso la partenza da Salerno è programmata alle 17 con arrivo ad
Albenga alle 18.30. La nuova linea era stata richiesta in modo particolare da
uomini d'affari che hanno necessità di raggiungere le regioni del sud Italia.
La nuova tratta è curata da Explora Italia, la società che
gestisce tramite Alitalia
Express i voli charter con cadenza settimanale. I viaggiatiori hanno intanto
espresso parere positivo per i collegamenti con Roma del martedì e venerdì
(partenza alle 8.40, arrivo alle 10.05 e rientro con partenza alle 18.20 da
Roma e atterraggio a Villanova alle 19.50). Da ricordare infine che è
operativo sino al 28 settembre tutte le domeniche il collegamento da Albenga a
Bastia, in Francia. Per quest'ultima tratta la partenza è alle 8 del mattino e
l'arrivo a destinazione un'ora dopo, alle 9. Per il rientro si parte da Bastia
alle 14, atterraggio nell'aeroporto ponentino alle 14.55. M. S. 17/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Poche ore per
trovare l'accordo Il commissario: soldi agli sgoccioli. Berlusconi: la Cgil sia
responsabile ROMA. Poche ore per trovare un accordo: per andare avanti la
cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil,
Cisl, Uil e Ugl, per domani alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei
soci. Il confronto sull'ostacolo del nuovo contratto di lavoro ha fatto passi
avanti, ci sarebbe la garanzia di non toccare i livelli retributivi a fronte di
un aumento di produttività e flessibilità, e per la Cai, la Compagnia Aerea
Italiana fondata dalla cordata, questo sarebbe un punto di arrivo. Come dire
che non si tratta più. Intanto il premier Silvio Berlusconi ipotizza un maxi
accordo commerciale con Lufthansa ma anche con Air France-Klm "che
sancirebbe la nascita di un vero e proprio polo europeo di rilevanza
globale". È attesa una nuova convocazione dei sindacati, per un incontro
conclusivo. L'ultimo passaggio del cammino fatto solo con i sindacati
confederali e l'Ugl, passato prima per la condivisione di un accordo quadro sul
piano industriale, e incentrato ora sul confronto per il contratto il cui
contenuto sarebbe oramai definito nel dettaglio, in una stesura finale che
rimanda al contratto di AirOne come base per i punti su cui non si è raggiunta
una intesa. Intanto continua su una strada separata il percorso delle sigle
autonome: l'Sdl, i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di volo di Avia e
Anpav: più o meno distanti da un accordo, ma tutti disponibili a trattare.
Mentre è saltata la riunione che avrebbe dovuto riportare intorno allo stesso
tavolo, per un confronto interno, tutte le nove sigle. "Punto tutto
sull'accordo, anche se le posizioni sono ancora molto lontane", dice il
leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti: "Rocco Sabelli, l'ad di Cai, ha
tenuto una posizione molto seria, ma anche molto rigida - dice Berti - e la
soluzione, che ancora è lontana, è possibile solo se ci sono spiragli e se effettivamente
si dà la possibilità alla trattativa di partire in modo reale". E se poi
la trattativa fallisse per un "egoismo irragionevole", avverte il
premier Silvio Berlusconi, il governo non potrebbe garantire il "sostegno
robusto" predisposto per gli esuberi con ammortizzatori sociali per sette
anni. "Parole inaccettabili" per la Cgil. Il ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi, punta a chiudere la trattativa domani,f a sapere che i piloti
hanno chiesto l'ampliamento delle rotte e quindi l'assunzione di 265 piloti in più.
Richieste che il ministro ha però rigettato: "Niente modifiche alle
rotte". Poi parla chiaro ai piloti: non si possono rischiare "effetti
drammatici per la mobilità", se ci saranno blocchi scatterà la
precettazione. E se "nell'immediato" non ci sono problemi di
operatività per i voli Alitalia, dice il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi, "i soldi non sono pochi, sono pochissimi,
e stanno per finire". Il piano Fenice si conferma come l'ultima chiamata
per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto, dice
Fantozzi, "ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte, poi
faremo quello che dobbiamo fare". Per il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, le possibilità di raggiungere un'intesa in tempi stretti sono
"buone, ma non il 100%". Ottimista anche il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni: "Spero di chiudere questa vicenda in modo positivo entro
48 ore". Agli occhi della Cgil il cammino appare meno in discesa, ritiene
fondamentale continuare a trattare. Intanto sul fronte della "vecchia Alitalia" l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali
Airlines ha presentato una manifestazione di interesse per acquistare aerei in
"esubero" (che non rientrano negli asset da cedere alla Cai) e
assumere i piloti, gli assistenti di volo e i tecnici che servono a farli
volare. 17/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia Roma. Il
nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza ha acquisito, su delega
della procura di Roma, una serie di documenti, tra cui i bilanci consolidati
con le relative certificazioni da parte delle società di revisione, degli
ultimi dieci anni.
L'attività svoltasi nella sede di via della Magliana, è stata disposta dal
procuratore aggiunto Nello Rossi e dai pm Stefano Pesci, Maria Francesca Loy e
Gustavo De Marinis nell'ambito del fascicolo (per ora senza indagati né ipotesi
di reato) aperto dopo la sentenza del tribunale del 5 settembre con cui è stato
dichiarato lo stato di insolvenza di Alitalia.
L'obiettivo dei magistrati è di ricostruire il quadro della compagnia e le sue
partecipazioni. Oltre ai bilanci consolidati della società capogruppo, la
procura ha ordinato l'acquisizione di documenti di sintesi di offerte e gare,
come quella fatta da Citygroup, dal momento che Alitalia
è stata più volte scandagliata. 17/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gianni baget bozzo
Forse Berlusconi poteva lasciare che Prodi assumesse l'onere
di risolvere la questione Alitalia vendendola ad Air France. Ma non l'ha accettato, anche se
offrirla a una cordata di imprenditori italiani, non coinvolti nel settore
aereo, era inconsueto e incerto. La ragione è che egli riteneva che la
compagnia aerea nazionale in mano ai francesi significava la marginalizzazione
dell'Italia sul piano del turismo mondiale. I francesi sanno bene cosa è
una nazione e la loro forza sta proprio in questa fedeltà al principio
nazionale che viene dalla loro storia. La sovranità nazionale è nata a Parigi e
là rimane la sua residenza. Alitalia si è rivelata il
classico esempio di un'industria pubblica legata ai sindacati e alle clientele
politiche e si è concretata nell'antieconomicità come criterio di governo. Il
radicamento nei partiti e la protezione dei sindacati è stato il criterio di
conduzione della compagnia internazionale. La scelta del governo è stata quella
di affermare il principio dello Stato nazione che ha interesse a creare le
condizioni di una privatizzazione ma a livello nazionale. Così Berlusconi ha
ottenuto il consenso di banche e industriali che hanno scelto di credere nel
futuro della linea aerea privata italiana che conservasse un suo mercato e,
come ora appare chiaro, anche quello intercontinentale e mantenesse cioè il
carattere di un servizio aereo di piena competenza. Il mondo che è nato dalla
globalizzazione non è semplicemente libero mercato ma in esso opera il sistema
Paese. Proprio il mercato mondiale fa sì che le decisioni non possano essere
prese soltanto dal mercato finanziario, oggi reso rovinoso dalla grande
avventura dei derivati. Si pensava che gli Stati nazione fossero grandi
perdenti del mercato mondiale aperto ma invece essi ne sono stati protagonisti:
e l'idea di un mondo senza confini, dell'abolizione della politica a favore
dell'economia e soprattutto della finanza, si è rivelata un'illusione. E
l'Unione europea con la sua politica di liberalizzazione assoluta delle merci e
dei servizi si è rivelata impotente di fronte alla sfida asiatica che non
conosce il diritto del lavoro. E questo cambiamento, che spinge gli Stati
europei a sensibilizzare la Banca di Francoforte e la Bei, verso le esigenze
del loro sviluppo nazionale, risponde a questa realtà della politica e
dell'istituzione dello Stato nazione a divenire criteri di riferimento delle
scelte dell'Unione europea e degli organismi internazionali. Il fatto che un
grande conflitto coi paesi di nuovo sviluppo come il Brasile, l'India e il
Sudafrica e quello con i paesi più poveri rimanga aperto nel Doha Round indica
come il conflitto tra politiche e interessi dei sistemi nazionali sia al centro
della società globale. Essa appare più simile ai tempi che l'hanno preceduta, e
complicata dalla fine sia del bipolarismo della guerra fredda sia
dell'unipolarismo americano. L'idea che il libero commercio conducesse alla
pacificazione universale nella componibilità degli interessi economici cede
innanzi al fatto che i protagonisti della politica rimangono gli Stati. E le
esigenze delle varie economie si fanno sensibili attraverso di essi. L'idea
propria del nuovo governo Berlusconi è la centralità dello Stato nazione nella
vita interna del Paese come la sua politica economica e la sua politica estera.
Il sistema Italia agisce legato al sistema internazionale e all'Unione europea,
ma è un'identità, la prima identità. Il valore del lavoro degli italiani varia
in funzione del sistema Italia come Paese e sta allo Stato e al governo di
presentare questi interessi come permanenti, legati non solo al presente ma
anche al futuro. Questo ridisegno dello Stato nazione vale in tutte le opere
del governo Berlusconi, dalla politica della scuola, a quella della giustizia a
quella del federalismo fiscale. È lo Stato che deve rafforzare l'identità e
l'efficacia della società civile e garantire i suoi bisogni e le sue
prospettive. Non a caso il tema dell'energia è determinante per la politica
italiana. E la figura globale della politica di questo governo Berlusconi,
diversamente dal precedente, ha in sé la compattezza e l'unità necessaria per
affrontare i problemi del sistema italiano nel mondo e dello Stato in Italia
sino ai problemi interni della legalità e dell'immigrazione. È per questo che
si spiega la scelta di investire in una compagnia aerea privata italiana, per
un Paese che ha nel turismo, nella bellezza e nell'eccellenza la sua maggiore
prospettiva economica. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it) è
sacerdote, politologo e consigliere di Forza Italia-Pdl. 17/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il rebus della
presidenza Roma. Dal dialogo alle barricate. Dalla Rai al voto europeo, passando per Alitalia: rapporti sempre più tesi tra maggioranza e opposizione mentre
lo scontro a tutto campo si sposta in Parlamento, che da oggi riapre i battenti
dei lavori in aula. Si parte oggi con il rebus della Rai. Torna a riunirsi dopo
la pausa estiva la commissione di Vigilanza bloccata da mesi sul nome del
candidato alla presidenza, Leoluca Orlando, un fedelissimo di Antonio Di
Pietro, proposto dall'Idv, appoggiato da tutta l'opposizione, Pd e Udc, ma
osteggiato dalla maggioranza, che non intende consegnare il timone della
commissione Rai, competente anche sulle future nomine, nelle mani di un uomo
legato all'ex pm, la bestia nera di Silvio Berlusconi. È una sfida che potrebbe
spingere il Pdl e Lega a votare un Pd o più probabilmente un Udc (circola il
nome del senatore Gianpiero D'Alia), spaccando così il fronte a favore di
Orlando. Ma la partenza potrebbe anche essere un'altra, se non si apriranno
crepe nella minoranza: quando oggi si riunirà la commissione, la maggioranza
può far mancare il numero legale, impedendo per prima cosa l'elezione di
Orlando. Le opposizioni non sono disposte a mollare la presa e si attrezzano
già per una battaglia campale: "La commissione sarà convocata in
permanenza", annuncia Rosy Bindi, vicepresidente del Pd. Si andrà avanti
ad oltranza con un braccio di ferro che già si profila durissimo mentre il
presidente Rai, Claudio Petruccioli, ricorda che i vertici di viale Mazzini sono
scaduti ma non si possono rinnovare finché la Vigilanza non sarà completata. In
questa fase di stallo, la maggioranza tenta di aggirare l'ostacolo in
Parlamento (il presidente di garanzia è sempre indicato dalle opposizioni),
rimettendo al centro della partita il riassetto del vertice Rai auspicato dal
leader del Pd, Walter Veltroni. Il sottosegretario Pdl, Paolo Romani, ipotizza
un intervento che potrebbe ridefinire i compiti del vertice Rai attribuendo
maggiori poteri al direttore generale. L'idea sarebbe quella di un direttore
generale forte, come primo passo verso un amministratore unico proposto da
Veltroni. Con l'aria che tira, risulta difficile immaginare una trattativa
complicata sulla Rai, senza che prima si sblocchi la poltrona della Vigilanza.
E, su questo versante, tutto fa pensare che si vada al muro contro muro.
L'altra carta che la maggioranza si giocherà in Parlamento è quella di
incrinare il fronte, ora in apparenza compatto, delle opposizioni, votando un
Pd o un Udc. Ma le grandi manovre non trovano impreparata la minoranza, che è
pronta a fare quadrato. "Puntiamo su Orlando. Sappiamo che c'è stato un
corteggiamento stretto ma, se fosse eletto un esponente del Pd, si
dimetterebbe", avverte Anna Finocchiaro, la capogruppo al Senato. Dello
stesso tenore la reazione da parte dell'Udc: "Votiamo Orlando come da
accordi e senza defezioni", conferma Roberto Rao, il capogruppo Udc in
commissione di Vigilanza. Orlando è convinto che la sua candidatura reggerà
alla prova del voto: "Veltroni e Casini mi hanno confermato il loro
sostegno. Si tratta di una scelta non negoziabile. Mi hanno chiamato per dirmi
che nomi alternativi non esistono". Può darsi. Ma la maggioranza non
rinuncerebbe al tentativo di blitz per affondare la corsa dell'ex sindaco di
Palermo. L'altro fronte parlamentare caldo è la riforma della legge elettorale
per le Europee. La maggioranza conferma le sue proposte: sbarramento al 5 per
cento e basta con le preferenze. "Possiamo discutere su una soglia al 4
per cento ma non sulle preferenze", dice Italo Bocchini, vice capogruppo
del Pdl. Il Pd però non è d'accordo: "Soglia al 3 per cento e
preferenze", è la linea. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
17/09/2008 Pd e Udc non mollano sul nome di Leoluca Orlando. Il Pdl prova lo "sgambetto".
Scontro anche sul voto europeo 17/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ultimatum di
Berlusconi, Sacconi: il leader Cgil ha fatto saltare
l'incontro con Cai Alitalia,
soldi quasi finiti il governo attacca Epifani ROMA - Ultimi giorni di
trattative per Alitalia.
Ultimatum del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: le casse della
compagnia ormai sono vuote e l'unica alternativa è il fallimento. E il
governo sferra un duro attacco a Guglielmo Epifani. Il ministro Sacconi in
serata rivela: "Era previsto un vertice tra la Cai e i sindacati
confederali per siglare l'accordo, ma il segretario della Cgil l'ha fatto
saltare. Era indisponibile". CILLIS, IEZZI E PAGNI ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Roma Le
riforme Zingaretti "Ora la città metropolitana" LAURA MARI
Concretizzare l'interdipendenza dei singoli enti territoriali creando un nuovo
soggetto politico che dia voce e risposte alle esigenze dei cittadini. E' il
proposito bipartisan emerso ieri nell'ambito del convegno "La Città
Metropolitana di Roma Capitale", organizzato dall'associazione Le città di
Roma e a cui hanno partecipato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti
e i deputati del Pdl e dell'Udc Silvano Moffa e Luciano Ciocchetti. "In
questi mesi - ha evidenziato il presidente della Provincia Zingaretti - il
Comune, la Provincia e la Regione hanno dovuto affrontare i medesimi problemi,
tra cui la crisi dell'Alitalia.
Temi su cui i confini territoriali dei singoli Comuni non hanno più senso - ha
proseguito Zingaretti - ed è per questo motivo che bisogna avviare quanto prima
la nascita della Città metropolitana, un ente che abbia i confini territoriali
della Provincia di Roma e che - ha precisato Zingaretti - inglobi al suo
interno anche i Municipi della capitale". Un'idea appoggiata anche
dal deputato del Pdl Silvano Moffa assieme ad altri 29 deputati del
centrodestra. E mentre Zingaretti specifica che "in questa fase è
necessario evitare una riforma che riguardi solo Roma capitale, come ipotizzato
dalla bozza del vicensindaco Cutrufo", il deputato dell'Udc Luciano
Ciocchetti parla anche dell'urgenza di "inserire nella riforma la
trasformazione del Lazio in una Regione a statuto speciale".
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
III - Bologna Crisi Alitalia e nubi austriache voli a rischio
per il Verdi Lucciole, trans e clienti prime vittime dell'ordinanza Tre giorni
del clero ai parroci i depliant su come non far figli Che ne pensate? Traffico,
in arrivo 20 nuovi "Stars" per chi brucia il rosso Dite la vostra.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
La protesta Sciopero al Marconi dei servizi a terra Rischio caos all'aeroporto
SARA SCHEGGIA Dopo gli scioperi dei mezzi Atc di lunedì, che ha creato
difficoltà nel giorno di riapertura delle scuole, oggi tocca al trasporto aereo
del Marconi. Un mercoledì che si preannuncia nero e che rischia di protrarsi
per tutta la giornata. Le autorità garanti hanno infatti accordato uno stop di
4 ore, indetto dalle 12 alle 16 di oggi dai lavoratori dei servizi di terra. Ma
le sigle organizzatrici della protesta minacciano di restare con le braccia
incrociate fino alla mezzanotte di stasera. Lo sciopero bolognese arriva nel
giorno in cui, vicenda Alitalia a parte, in altri scali italiani sono in atto numerose proteste,
anche presso alcune compagnie aeree come Meridiana, che ha però garantito,
durante la fascia a rischio, il volo Olbia-Bologna, sia all'andata che al
ritorno. I sindacati Cub-Rdb per i dipendenti delle società di Sab, Marconi
Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service rivendicano, oltre a questioni
ancora in sospeso come gli scandali dell'ex Doro, il mancato rinnovo dei
contratti integrativi e il nuovo piano industriale Sab. Il Marconi rassicura
comunque i viaggiatori appellandosi alla commissione di garanzia
dell'attuazione della legge sullo sciopero, che ha approvato una protesta di
sole quattro ore. I disagi, però, ci saranno e alcuni servizi aeroportuali
potrebbero non essere garantiti: per informazioni sui voli, si può chiamare
l'aeroporto al numero 051-6479615 o consultare il sito www.bologna-airport.it,
nella pagina relativa ai voli in tempo reale. Lo scalo cittadino, intanto, ha
inaugurato proprio ieri il nuovo terminal dedicato agli aerei privati. Al
taglio del nastro erano presenti molti nomi importanti del mondo della finanza
bolognese e, a sorpresa, è arrivato anche il pilota della Ferrari, Felipe
Massa.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari Il
consigliere Giacomo Olivieri illustra la proposta che prevede un investimento
di venti milioni di euro Alipuglia, c'è un piano industriale Vertice in
Regione: 6 voli al giorno, prezzo medio 43 euro Cauti i sindacati che hanno
però espresso interesse per l'iniziativa Per il pareggio si suppone un numero
potenziale di 2.000 utenti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) PIERO RICCI (segue dalla
prima di cronaca) alipuglia, la compagnia di bandiera regionale che ha già
ingolosito una decina di imprenditori baresi, fa rombare i motori. E da ieri,
quella di Giacomo Olivieri, consigliere regionale del Pd, non è più solo una
boutade estiva. C'è un business plan che s'è fatto prestare dalla Infinity di
Bergano, una società che si occupa degli studi di fattibilità aziendale del suo
amico Vincenzo Liso. Ventotto pagine fitte fitte di grafici, analisi e
statistiche che Olivieri ha presentato ai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl
e Uil e ai capigruppo al Consiglio regionale. "A ottobre programmeremo
altri incontri con gli altri, dalla Confindustria alla Confesercenti, fino agli
albergatori e alle agenzie di viaggio perché questa non è solo un'operazione
imprenditoriale ma anche un'operazione sociale", promette Olivieri che non
fa mistero dell'identità dei primi potenziali investitori: "Hanno mostrato
interesse Alviero Antro della Sigi, Lello De Gennaro dell'Interporto di Bari,
ma anche a titolo personale Domenico Di Paola, l'amministratore unico di
Aeroporti di Puglia e Nicola Canonico. Ma ci sono almeno altri 4 imprenditori
seriamente interessati all'investimento - conclude Olivieri - poi sonderemo le
possibilità che ci sono nelle province di Brindisi e di Lecce". Alipuglia
dovrebbe concentrarsi nei collegamenti con il Lazio, la Lombardia, il Nord Est
e la Sicilia ma, sul fronte estero, anche con i Paesi dell'ex Jugoslavia,
Albania, Grecia, Romania e Bulgaria. Per decollare servono tre milioni di euro.
Basta un Airbus 320 o un MD80 da 180 posti: affittarlo costerebbe 150mila euro
al mese: il rientro c'è se sui sei voli giornalieri ci sono almeno 79
passeggeri a volo che pagano una tariffa che oscilla dai 30 ai 60 euro, a
seconda delle promozioni. A quei prezzi il mercato potenziale è di due milioni
di persone e con 200mila passeggeri già "si supera abbondantemente il
punto di pareggio". Il break even point, invece, si può raggiungere con il
trasporto di 85 mila passeggeri che Alipuglia dovrebbe essere in grado di far
volare già al quinto mese di attività. Il tutto "no fronzy", senza
fronzoli: "Bibite, buffet, snack e giornali il passeggero se li compra da
solo a terra", osserva Olivieri, smanioso di inserirsi in un mercato che, comunque vada la vicenda Alitalia, apre nuove prospettive per nuovi vettori. Per capire se la cosa
funzioni, serve tenere i collegamenti dell'unico aeromobile noleggiato per tre
mesi. E poi puntare sui voli estivi. Per i voli di linea il business plan
indica come "destinazioni di sicuro interesse" scali come Milano
Linate, Parma, Roma Fiumicino, Palermo. I costi di manutenzione, almeno
all'inizio, saranno assorbiti dal canone. Bisognerà pagare il carburante,
equipaggio, handling che sono i servizi a terra. Olivieri non nasconde il sogno
di coinvolgere la Regione Puglia nell'operazione con l'acquisizione di una
quota societaria. Ma anche senza questa, si può arrivare anche a un capitale
che oscilla tra i 10 e i 20 milioni di euro. Il coinvolgimento pubblico non
convince alcuni colleghi: per Tommy Attanasio (An) l'idea imprenditoriale è
meritevole di attenzione, ma "non è praticabile una partecipazione
pubblica". Perplesso anche Francesco Damone della "Puglia prima di
tutto". Favorevoli invece il Movimento per le autonomie, Rifondazione
comunista e Pdci. "Il tentativo va fatto - insiste l'esponente del Pd col
fiuto per gli affari - perché una nuova compagnia specializzata nel trasporto
interregionale a carattere europeo serve a una Puglia caratterizzata da una
marcata e continua crescita economica e sviluppo imprenditoriale a cui però
manca il supporto di un'adeguata rete di trasporto aereo. Si tratta di un nuovo
modello di business - insiste Olivieri - che intende offrire trasporti aerei a
carattere interregionale che permettano la copertura di distanze mediamente
percorribili con voli di durata compresa tra i 90 e i 120 minuti il tutto a
costi contenuti".
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bari Il
progetto Voli, collegamenti, prezzi ecco il piano di Alipuglia PIERO RICCI Lo
scenario potrebbe essere questo: lo slot di Brindisi
liberato da Alitalia è
disponibile da subito e a tariffe concorrenziali. E i voli, sei al giorno,
fanno da spola tra Roma e Milano. A bordo vige il "no fronzy" che
riduce l'equipaggio, magari reclutato dagli esuberi dell'ex compagnia di
bandiera, di una hostess ma che lascia il biglietto attorno ai 43 euro.
Il velivolo? Con la dismissione della flotta Alitalia
potrebbe anche esserci da scegliere. E da noleggiare. SEGUE A PAGINA II.
( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
In aula faccia a
faccia tra l'ivoriano e Amanda. All'udienza preliminare per l'omicidio della
studentessa inglese non si è presentato Raffaele Sollecito. Ressa
di fotografi e giornalisti
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Scommesse Casa IL GIALLO DI PERUGIA Omicidio Meredith, via al processo Rito
abbreviato per Rudy Guede In aula faccia a faccia tra l'ivoriano e Amanda.
All'udienza preliminare per l'omicidio della studentessa inglese non si è
presentato Raffaele Sollecito. Ressa di fotografi e giornalisti Perugia, 16
settembre 2008 - Ci saranno due processi per la morte di Meredith Kercher, la
studentessa inglese uccisa a Perugia la notte tra l'1 e il 2 novembre dello
scorso anno. Il gup umbro Paolo Micheli ha accolto la richiesta di rito
abbreviato per uno dei tre imputati, l'ivoriano Rudy Guede, accogliendo così le
richieste degli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. Con questa decisione
si chiude la prima giornata di udienza preliminare che dovrà decidere, a questo
punto, sull'eventuale rinvio a giudizio, per un processo ordinario,
dell'americana Amanda Knox e dell'informatico barese, Raffaele Sollecito. La
seconda udienza preliminare del caso Meredith, dove prenderà la parola anche il
pm Giuliano Mignini, è stata fissata per il prossimo 26 settembre. Il gup
Micheli ha accolto le richieste di acquisizione delle deposizioni di altri
testimoni, così come avevano sollecitato i difensori di Guede. L'interrogatorio
di garanzia di Sollecito è stato ritenuto a norma di legge dal giudice, che
dopo una lunga camera di consiglio il giudice ha respinto l'eccezione sollevata
dagli avvocati Brusco, Maori e Bongiorno. IL GIORNO DELL'UDIENZA PRELIMINARE
Sono arrivati al Palazzo di giustizia a bordo di due cellulari della Polizia
penitenziaria e sono stati fatti entrare da un ingresso secondario Rudy Hermann
Guede e Amanda Knox, accusati dell'omicidio della studentessa inglese Meredith
Kercher e per i quali è prevista questa mattina l'udienza preliminare, assente
invece lo studente pugliese Raffaele Sollecito. Scortati dagli agenti della
polizia sono arrivati anche i familiari di Mez, la sorella Stephanie, la madre
Arline e il padre John che tramite il loro legale, l'avvocato Francesco
Maresca, hanno già annunciato che si costituiranno parte civile nei confronti
dei 3 imputati. Intanto, una folla di curiosi si è radunata davanti
all'ingresso del Palazzo di giustizia all'interno del quale è stata anche
allestita una sala stampa per i cronisti. I DIFENSORI "Discuteremo di
questioni tecniche, sarà un'udienza di passaggio". è quanto ha dichiarato
l'avvocato Luciano Ghirga, difensore di Amanda Knox "Dopo parliamo".
Questa la lapidaria dichiarazione dell'avvocato Giulia Bongiorno appena giunta
a palazzo di giustizia a Perugia insieme all'avvocato Luca Maori e Marco Brusco
del collegio difensivo di Raffaele Sollecito. Un no comment è stato espresso
dai legali sulla partecipazione all'udienza di Raffaele Sollecito. DIFESA
LUMUMBA ATTACCA AMANDA "Amanda è una ragazza molto intelligente, astuta e
spregiudicata nel mentire e spregiudicata nel calunniare". Così l'avvocato
Giuseppe Sereni, che assiste Patrick Lumumba Diya, il musicista congolese,
accusato dell'omicidio di Meredith Kercher e poi prosciolto. Patrick Lumumba
non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, mentre il suo legale ha ribadito
l'intenzione di costituirsi parte civile contro la ragazza americana che aveva
chiaramente accusato Patrick dell'omicidio. Palestra in carcere: Amanda è in
forma - Testimone incastra gli indagatiFOTOSTORY Meredith uccisa in casa -
Amanda Knox e Rudy Guede all'udienza preliminare Segnala ad un amico Tuo nome:
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( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, l'ultimatum di Berlusconi "A rischio le
garanzie sugli esuberi" Sacconi accusa Epifani: ha fatto saltare il
vertice sindacati-Cai Alta tensione tra premier e Cgil. Fantozzi avverte: soldi
agli sgoccioli. Le aperture di Colaninno sulla flotta al vaglio di Anpac e
Unione LUCIO CILLIS ROMA - Il tempo stringe e per Alitalia
si profila da stasera un finale da brivido. Le dichiarazioni del presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, che rischiano di acuire i contrasti mai sopiti con
la Cgil, appaiono come l'ultima chiamata. Il premier ha ricordato che i rischi
di un mancato decollo dell'accordo ricadranno sui lavoratori: "Se la
trattativa dovesse fallire non ci potranno essere delle garanzie per gli
esuberi, il governo non potrà certo assicurare gli stipendi di 20mila
dipendenti". Dura la reazione del leader del Pd Walter Veltroni:
"Quello di Alitalia è un pasticcio tra i più
gravi della storia dell'Italia. Il governo vuol far pagare i prezzi di questo
pasticcio a lavoratori che guadagnano 1.300 euro al mese o a giovani precari
ormai da molti anni". Per Veltroni, "il premier rovescia le colpe
sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia". In queste ore Cgil, Cisl,
Uil, Ugl e alcune sigle delle hostess lavorano per chiudere in positivo la
vertenza anche se il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che
segue in prima persona la trattativa, non vede degli spiragli: "Ci sono
troppe variabili, anche di tipo politico". E ieri il ministro del Welfare
Sacconi ha accusato il leader della Cgil Epifani di avere disertato un vertice
informale programmato per la serata tra confederali e Cai e di avere frapposto
ostacoli "politici" alla trattativa. Per Bonanni (Cisl) tuttavia Epifani
"vuole discutere ancora". I piloti, per ora, restano in trincea ma le
aperture di Compagnia aerea italiana sulla flotta potrebbero far cambiare idea
ai due leader Fabio Berti (Anpac) e Massimo Notaro (Up) che altrimenti
rischiano di essere tagliati fuori da una firma tra Cai e confederali. Le
risposte, in ogni caso devono arrivare al più tardi entro domattina - come
hanno ricordato il governo e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi pronto a
precettare i piloti - visto che alle 16 di domani i soci di Cai si riuniranno
per decidere se proseguire o meno il cammino. Tuttavia lo stesso Sacconi ieri a
"Porta a porta" ha detto che il piano Cai "non è modificabile
nella sua struttura". Il commissario Augusto Fantozzi nel frattempo rilancia
l'allarme sulle disponibilità residue di Alitalia: "Nell'immediato - dice -
non ci sono problemi di operatività per i voli Alitalia. I soldi però sono pochissimi e stanno per finire". Il
piano Fenice, quindi "è l'ultima chiamata per evitare il fallimento. E se
l'operazione non dovesse andare in porto - conclude Fantozzi - ci guarderemmo
intorno per vedere se ci sono altre offerte. Poi faremo quello che
dobbiamo fare". Sul suo tavolo ieri è arrivata tra l'altro una nuova
doppia offerta per gli asset di Alitalia: la compagnia
abruzzese ItAli Airlines vuole aerei e relativo personale navigante. Una
seconda manifestazione di interesse è arrivata da Investimenti e Sviluppo
mediterraneo per Atitech. Nel frattempo l'operatività della compagnia di
bandiera non sembra subire scossoni, nonostante le difficoltà. Ritardi e
problemi sono nella norma e il personale lavora come se non mancassero poche
ore al confronto finale per il salvataggio. Dall'Enac, tra l'altro, arrivano
delle rassicurazioni sullo stato della manutenzione di Alitalia
e quindi sul suo grado di sicurezza visto l'allarmante stato finanziario. I
tecnici dell'Ente di controllo guidato da Vito Riggio, stanno procedendo a
improvvisi controlli straordinari, sui velivoli della Magliana.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Indagine
sui conti della compagnia la Finanza sequestra i bilanci La Procura di Roma
esamina l'ipotesi di bancarotta Dopo un esposto del Codacons, sotto la lente le
gestioni degli ultimi dieci anni LUCA IEZZI ROMA - Perquisizione della Guardia
di finanza nella sede di Alitalia.
L'ordine è arrivato dalla Procura di Roma che ha chiesto alle Fiamme gialle di
acquisire i bilanci consolidati degli ultimi 10 anni della compagnia di
bandiera. Così ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Roma
si sono recati nella sede di via della Magliana con un decreto di acquisizione
firmato dal Procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano
Pesci, Francesca Loy e Gustavo De Marinis. Insieme con la documentazione
contabile sono state acquisite le certificazioni di bilancio redatte dalle
società di revisione e quelle relative ai rapporti tra Alitalia
ed i fornitori. A piazzale Clodio è stato sottolineato che l'attività svolta
dalla Guardia di finanza costituisce un atto dovuto ed è il primo tassello per
cercare di ricostruire il passato finanziario della compagnia di bandiera,
mentre non risultano al momento né reati, né indagati. Il fascicolo è stato
aperto subito dopo la dichiarazione d'insolvenza del 5 settembre scorso e
l'avvio della gestione commissariale. L'indagine si concentra sul fiume di
denaro pubblico affluito nelle casse di via della Magliana per verificare se
tali risorse siano state usate in maniera congrua nel rispetto della tutela dei
creditori e degli azionisti. Per gli inquirenti, infatti, la dichiarazione di
insolvenza, è propedeutica al vero e proprio fallimento e quindi, in via
d'ipotesi, al reato di bancarotta. Il fascicolo processuale è stato aperto
all'inizio di agosto sulla base di un esposto presentato dal Codacons. L'associazione
di tutela dei consumatori ha ipotizzato i reati di truffa, in relazione al
conseguimento di erogazioni pubbliche (il prestito ponte di 300 milioni di
euro) e malversazione. Nell'esposto si stimava che la compagnia di bandiera in
un decennio sia costata ai contribuenti 5 miliardi e 187 milioni di euro.
Mentre procederà l'analisi dei magistrati, si capirà anche se la normativa sui
fallimenti sarà definitivamente derogata secondo il decreto approvato dal
governo proprio per Alitalia. Decreto che modifica la
legge Marzano sulle grandi aziende in crisi e che inizia oggi il suo percorso
di conversione in legge presso le commissioni del Senato. La documentazione
acquisita dalla Procura sarà esaminata da due esperti: un contabile ed un
economista competente di trasporti. La Procura di Roma l'anno scorso aveva già
aperto un fascicolo sulla girandola di voci e compratori che avevano fatto
schizzare il titolo Alitalia in Borsa.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il sito
"lavoce.info": l'esborso totale sarà di 2,9
miliardi Il salvataggio costa 72,5 euro a contribuente ROMA - Quanto costa Alitalia agli italiani? La risposta l'ha
provata a dare ieri l'economista Carlo Scarpa, in un editoriale pubblicato su
lavoce.info. Nell'articolo sono presentati due possibili scenari, il più
ottimista dei quali fa arrivare il "conto" a 2,9 miliardi di euro.
Si tratta di 72 euro e 50 centesimi per ciascuno dei 40 milioni di
contribuenti, una cena per due in un ristorante medio-buono. A questa cifra ci
si arriva con dei ragionamenti plausibili, ma pur sempre nati da congetture,
visto che - come dice Scarpa - "non è concesso nemmeno sapere quale sia
l'impatto sui costi pubblici dell'intervento". L'unico numero certo è,
infatti, quello dei debiti finanziari, pari a circa 1,2 miliardi, a cui vanno
aggiunti i 300 milioni di prestito ponte da restituire allo Stato per evitare
di essere sanzionati dall'Europa. Ci sono poi da aggiungere 800 milioni di
debiti coi fornitori, che potrebbero diventare 1,5 miliardi se lo Stato
decidesse di garantirli tutti interamente e non solo al 50% circa. Ipotizzando
esuberi pari a 5.000 lavoratori ed una cassa integrazione uguale all'80% del
costo del lavoro, Scarpa calcola poi che il costo degli ammortizzatori sociali
potrebbe essere di 1,25 miliardi. Ci sono anche 150 milioni da pagare a tutti i
"piccoli" azionisti, definiti come coloro che hanno meno del 2% delle
azioni di Alitalia. Per arrivare a 2,9 miliardi basta
sottrarre l'attivo dovuto agli asset, stimato, con un po' di ottimismo, a circa
800 milioni. (fer. gi.).
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Berlusconi ha parlato di Alitalia con Sarkozy.
Lunedì aveva manifestato una preferenza per Lufthansa Il Cavaliere riapre la
porta a Parigi "Non ho preclusioni su Air France" La compagnia
tedesca guadagna posizioni allo scalo di Malpensa LUCA PAGNI MILANO - L'altro
giorno in una intervista televisiva, si era espresso a favore di Lufthansa. Ieri, al termine dell'incontro con
il presidente francese Nicolas Sarkozy a Parigi, Silvio Berlusconi non ha
escluso un'alleanza tra Alitalia e Air France-Klm:
"è assolutamente una compagnia a cui rivolgere l'attenzione, nei loro
confronti non c'è alcuna preclusione". Nel giro di poche ore, il
presidente del Consiglio riapre, di fatto, il bando per scegliere l'alleato
europeo per il rilancio della nuova Alitalia. Con
tanto di giallo internazionale: secondo un'agenzia francese, il premier si
sarebbe addirittura spinto a proporre un'alleanza a tre. Un grande accordo
commerciale a tre che avrebbe proposto personalmente al presidente Nicolas
Sarkozy durante i colloqui all'Eliseo. Ipotesi suggestiva ma che appare, a
prima, vista poco percorribile. Secondo gli esperti del settore aereo, la
partita che ha in palio il futuro partner di Alitalia
è soltanto all'inizio. E non potrà che entrare nel vivo soltanto dopo che i
sindacati avranno sottoscritto l'accordo con la nuova proprietà. Perché una
cosa è certa: la nuova compagnia non potrà decollare senza la presenza nel
capitale di un grande gruppo straniero. Ma chi sarà il socio di minoranza di Alitalia? In corsa sono in tre. Anche se alla volata finale
dovrebbero partecipare soltanto Air France-Klm e Lufthansa. L'esclusa dovrebbe
essere British Airways. è l'opinione prevalente tra gli analisti. E si spiega
così: la compagnia inglese è in predicato di fondersi con Iberia e
difficilmente potrebbe impegnarsi in un'altra alleanza. "British" ha
scelto la società iberica per un maggior interesse nei confronti del mercato
spagnolo, prima meta turistica degli inglesi in Europa, e come base per la
conquista del Sudamerica e delle sue economie emergenti. Tra gli altri due
vettori sarà gara vera. Con Lufthansa in leggero vantaggio sui francesi. Per
quale motivo? La compagnia tedesca, sfruttando la riduzione dei voli Alitalia a Malpensa in vigore con il nuovo orario estivo, ha
concluso una serie di accordi con la Sea, la società di gestione degli scali milanesi
(per l'84% di proprietà del comune di Milano). Accordi che prevedono il
posizionamento di sei nuovi voli a Malpensa a partire dal 2009 che diventeranno
( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Giuseppe Tamburrano
I rifiuti tolti dalle strade di Napoli, la cordata Alitalia, la riforma scolastica, la
legge finanziaria, il "lodo Alfano", il federalismo fiscale, la
riforma giudiziaria, l'ICI, i mutui ipotecari: le cose fatte dal governo o in
itinere sono tante. E trascuro provvedimenti minori e non tengo conto delle
iniziative internazionali come l'accordo con la Libia e la mediazione sulla
Georgia. Ha fatto molto (il che non vuol dire ovviamente che ha fatto
bene). Va avanti come uno schiacciasassi Berlusconi e schiaccia anche grossi
sassi come Bossi. A gennaio nascerà il nuovo partito dalla fusione tra Forza
Italia e AN: e sarà il primo partito del Paese. Al confronto la minoranza è
immobile e rissosa e fa un'opposizione di retroguardia, a rimorchio delle
iniziative del governo; i ministri ombra non sono proponenti, ma solo
protestanti. E sull'azione del governo, drammaticamente carente, quella in
questo momento più importante, la politica sociale, non abbiamo sentito
proposte organiche ed alternative dall'opposizione. Su questi temi si
concentrerà la campagna d'autunno. Mi auguro che non sia solo manifestazioni di
folla, ma anche iniziativa propositiva concreta. La festa del PD a Firenze
sembra avere segnato una svolta. Il discorso deciso, determinato di Veltroni,
l'accoglienza entusiastica di tantissimo popolo che spera colà convenuto,
rivelano che siamo di fronte ad una ripresa unitaria del PD? È un augurio,
oppure, come si dice, "passata la festa. ". Il timore è che il PD sia
in realtà quello descritto da Giovanni Bachelet (l'Unità 4 settembre '08) in un
articolo sugli umori della platea della Festa: ".il PD è dato in blocco
per perso, e del PD, di qualunque sua componente non frega più niente a
nessuno". Detto così, papale papale, fa venire i brividi che diventano
incubi se si leggono i sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera del 9
settembre: Berlusconi e il governo viaggiano verso il 60 per cento e il PD
regredisce verso il 26 per cento. Ed è rimasto solo, avendo giustamente rotto
con Di Pietro. Tra qualche mese si vota: per l'Europa e per molti enti locali,
tra i quali Firenze, Bologna, la provincia di Milano ecc. Sono votazioni nelle
quali non può funzionare il "voto utile" che ha fatto riversare molti
suffragi sul PD il 13 aprile 2008. Perciò il risultato negativo e pressoché
scontato. Ne credo che l'ingresso di importanti personaggi come D'Alema e
Marini ai vertici del PD possa cambiare le cose: avremmo altre voci nel
dibattito, ma sempre sui mass-media. La verità è che il partito non c'è, ed è
questo il punto: ci sono gruppi, correnti, componenti, personalità, fondazioni,
associazioni, ecc. Ho ricordato altre volte che i socialisti si unificarono nel
1966, persero le elezioni nel 1968 e al successivo congresso ognuno tornò alla
vecchia casa: non si erano realmente fusi: pur venendo da una quasi secolare
vicenda comune, le vecchie strutture, i personalismi, i poteri dei vecchi
partiti furono più forti delle idee del nuovo. È un precedente significativo?
Credo che, in sede di analisi politologia, ci dobbiamo porre alcune questioni e
formulare qualche previsione. Personalmente ho l'impressione che dal confuso
dibattito nel PD emergano alcune indicazioni, progetti, o, per meglio dire,
tendenze iscritte nelle cose. Margherita e DS non si sono realmente fusi. Nati
per vincere insieme, sono stati sconfitti e hanno scarse prospettive di
rivincita rebus sic stantibus. Rassegnarsi ad essere opposizione permanente non
è facile. Ma vi sono vie d'uscita? L'attuale sistema bipolare è una camicia di
forza. E le rovine del centro-sinistra fanno intravedere solo vittorie
dell'altro polo. Io ho sempre pensato che per la struttura economico-sociale e
culturale, per la sua storia, per la presenza della Chiesa, il sistema politico
italiano è "vocato" al tripolarismo: una destra, un centro, una
sinistra. Poteva nascere tripolare nel 1946-1948 se i socialisti - il secondo
partito - fossero rimasti autonomi dal PCI; poteva diventarlo se Craxi ed
Occhetto avessero capito..; con la Cosa 2 se D'Alema fosse andato fino in
fondo. Oggi mi pare che sia il Papa che lo auspica quando afferma che il mondo
del lavoro, dell'economia, della politica necessita di una nuova generazione di
laici-cristiani impegnati. Se l'anno prossimo sarà politicamente infausto per
il PD, molti di fronte alla prospettiva di una esistenza all'opposizione,
cercheranno una "nuova avventura". L'ex Margherita, l'UDC, i tanti DC
del PDL, la CISL, insomma "una nuova generazione di laici cristiani
impegnati nel mondo del lavoro, dell'economia, della politica" possono
tentare di dar vita al Grande Centro. I diessini tenteranno di ricomporre tutta
la sinistra dispersa, si riconosceranno nel socialismo europeo e faranno forse
nascere il Partito socialista: questa è l'unica luce e la sola speranza che io
personalmente vedo nel tunnel. E non è detto che le prospettive sarebbero nere.
In realtà, in questo bipolarismo la sinistra è destinata probabilmente
all'opposizione. In un sistema tripolare - oltre ovviamente a poter vincere da
sola con la sua identità - la sinistra può governare alleata al centro: il
centro-sinistra degli anni '60 è stato una importante stagione come ha
riconosciuto Veltroni. La storia non si ferma.
( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Marco Travaglio
Annunciato con squilli di trombette e rulli di tamburi, la prima della
quattordicesima edizione di "Porta a Porta" con Al Tappone trionfante
è stato vista da una media di un milione 355 mila telespettatori, appena il
16,62% di quelli davanti al video. Quattro gatti. Strano: a sentire i sondaggi
del Cainano, il 70% degli italiani stravedono per lui. Ora, essendo gli
italiani 56 milioni, i suoi fans dovrebbero essere grosso modo 35 milioni.
Tutti, fra l'altro, in spasmodica crisi di astinenza, se è vero quel che ha
detto lui, e cioè che da mesi e mesi rifugge le telecamere. Eppure meno di uno
su
( da "Unita, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Marcella
Ciarnelli Ha assistito anche Giorgio Napolitano alla presentazione del libro
inedito di Bruno Trentin, quel Diario di guerra dal settembre al novembre del
'43, Donzelli editore, che ricostruisce la storia di quei mesi attraverso le
impressioni, le notazioni, le curiosità e i giudizi politici di un ragazzo di
soli diciassette anni che già ha compiuto pienamente la sua scelta
antifascista. Era appena rientrato in Italia con il padre, leader del Partito
d'Azione, che si era rifugiato in Francia e poi, nel 1943, era ritornato in
patria per lottare con la Resistenza. Scrive in francese il giovane Bruno sotto
i suoi occhi scorre una cronaca che è già storia. Solo l'ultima frase è in
italiano. "Tempo perduto. E ora all'opra". Non c'è più tempo. Bisogna
agire. Nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani si sono riuniti a rendere
omaggio alla figura del sindacalista e politico, scomparso poco più di un anno
fa, molti di quelli hanno diviso negli anni la sua passione politica dalla sua
stessa parte ma anche coloro che continuano a non condividerne le idee ma che
non hanno mancato di rendere onore ad un avversario sempre leale. Sono state
proiettate alcune scene del film di Agosti che, poco prima dell'inizio della
cerimonia, ha consegnato al presidente della Repubblica il dvd de Il senso
della lotta mentre una delegazione del sindacato gli ha donato una copia del
diario. Poi gli interventi. Hanno parlato Stefano Rodotà, Piero Melograni,
Claudio Pavone, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani e il presidente del
Senato Renato Schifani. "Bruno Trentin è stato un uomo dai principi molto
forti, come conferma il suo diario, solidissimo e fermissimo nei principi e
gradualista e disponibile nei tempi e nei modi della battaglia sindacale".
Così il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, dipinge l'ex dirigente del
sindacato che ora lui guida. Poco prima Schifani aveva indicato Trentin come un
esempio di sindacalista "assai utile proprio in queste ore", con un riferimento non proprio velato alla situazione dell'Alitalia. "Un uomo che non ha mai
fatto battaglie di retroguardia". "Trentin - ha insistito Epifani-
non ha mai scambiato un miglioramento economico con un peggioramento delle
condizioni normative e dei diritti dei lavoratori. È stato un uomo di
straordinaria coerenza a cui potevi chiedere di rinunciare a tutto,
tranne alla parola data, alla fedeltà ad un principio. Un uomo che non si
piegava per un euro". E il presidente Schifani, nel suo intervento ha
puntato il dito su un dramma del mondo del lavoro che troppo spesso si ripete
ed a cui il Capo dello Stato ha dedicato grande attenzione fin dall'inizio del
suo mandato. Una tragedia che coinvolge i destini di intere famiglie che si
trovano troppo spesso ancora troppo sole davanti ad un dramma che condiziona
futuro e destini. "Non mi stancherò mai di esprimere il mio sgomento per i
tanti, troppi, episodi di incidenti sul lavoro e di quelle morti, indegne di un
paese civile". Per Schifani "occorre oggi più che mai recuperare il
senso costituzionale del lavoro, il suo ruolo fondante, di base del nostro
patto costituente, il suo valore insostituibile come strumento di crescita
dell'individuo e di promozione di condizioni di giustizia ed uguaglianza
sostanziale". Si rincorrono memorie, ricordi, interpretazioni. Il
dibattito è andato avanti per un paio d'ore. Alla fine il presidente della
Repubblica si è intrattenuto con i due figli di Trentin. Parole affettuose nel
ricordo innanzitutto di un amico che ha lasciato un gran ricordo. E un grande
vuoto.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 la trattativa Cai, ultima chiamata: accordo entro domani La trattativa
--> ROMA Restano meno di 24 ore per trovare un accordo: per andare avanti la
cordata di imprenditori italiani creata per far nascere la nuova Alitalia vuole il sì dei sindacati, o almeno di Cgil, Cisl,
Uil e Ugl, per giovedì alle 16, quando a Milano si riunirà l'assemblea dei
soci. Il confronto sull'ostacolo del nuovo contratto di lavoro ha fatto passi
avanti, ci sarebbe la garanzia di non toccare i livelli retributivi a fronte di
un aumento di produttività e flessibilità, e per la Cai, la Compagnia Aerea
Italiana fondata dalla cordata, questo sarebbe un punto di arrivo. Come dire
che non si tratta più. L'ULTIMO PASSAGGIO È attesa una nuova convocazione dei
sindacati, per un incontro conclusivo. L'ultimo passaggio del cammino fatto
solo con i sindacati confederali e l'Ugl, passato prima per la condivisione di
un accordo quadro sul piano industriale, e incentrato ora sul confronto per il
contratto il cui contenuto sarebbe oramai definito nel dettaglio, in una
stesura finale che rimanda al contratto di Air One come base per i punti su cui
non si è raggiunta una intesa. Intanto continua su una strada separata il
percorso delle sigle autonome: l'Sdl, i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di
volo di Avia e Anpav: più o meno distanti da un accordo, ma tutti disponibili a
trattare. Mentre è saltata la riunione che avrebbe dovuto riportare intorno
allo stesso tavolo, per un confronto interno, tutte le nove sigle. "Punto
tutto sull'accordo, anche se le posizioni sono ancora molto lontane", dice
il leader dei piloti dell'Anpac, Fabio Berti: "Rocco Sabelli, l'ad di Cai,
ha tenuto una posizione molto seria ma anche molto rigida - dice Berti - e la
soluzione, che ancora è molto lontana, è possibile solo se ci sono degli
spiragli, solo se effettivamente si dà la possibilità alla trattativa di
partire in modo reale". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, punta a
chiudere la trattativa oggi, e parla chiaro ai piloti: non si possono rischiare
"effetti drammatici per la mobilità", se ci saranno blocchi scatterà
la precettazione. E se "nell'immediato" non ci sono problemi di
operatività per i voli Alitalia, dice il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi, "i soldi non sono pochi, sono pochissimi,
e stanno per finire". Il piano Fenice si conferma come l'ultima chiamata
per evitare il fallimento. E se l'operazione non dovesse andare in porto, dice
Fantozzi, "ci guarderemmo intorno per vedere se ci sono altre offerte, poi
faremo quello che dobbiamo fare". Per il segretario generale della Uil,
Luigi Angeletti, le possibilità di raggiungere un'intesa in tempi stretti sono
"buone ma non il 100%". Ed è ottimista anche il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni: "Spero di chiudere questa vicenda in modo positivo entro
48 ore". L'INTERESSE Intanto sul fronte della
"vecchia Alitalia"
l'amministrazione straordinaria è stata allargata ad Alitalia Express e Volare. Mentre Itali Airlines ha presentato una
manifestazione di interesse per acquistare aerei in "esubero" e
assumere i piloti, gli assistenti di volo ed i tecnici che servono a farli
volare. La compagnia, secondo quanto era già stato anticipato da
indiscrezioni di stampa, sarebbe interessata a rilevare da
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Esteri Pagina 111
Parigi. Nessuna dichiarazione ufficiale ma hanno parlato soprattutto di energia
e crisi in Georgia Sarkò e Berlusconi, un incontro-lampo Parigi.. Nessuna
dichiarazione ufficiale ma hanno parlato soprattutto di energia e crisi in
Georgia --> PARIGI "Bene, bene, siamo vecchi amici": Silvio
Berlusconi commenta così l'incontro informale avuto ieri sera all'Eliseo con
Nicolas Sarkozy. Sorrisi e strette di mano, al termine dei colloqui, ma niente
dichiarazioni ufficiali da parte dei due leader. Anche se fonti della
presidenza francese hanno indicato tra i temi al centro dell'incontro la crisi
in Georgia, le politiche energetiche, l'immigrazione e la
vicenda Alitalia, con
l'apertura del Cavaliere ad un accordo commerciale con Air France. Quasi un'ora
di incontro, nella visita-lampo a Parigi del presidente del Consiglio, per un
bilaterale tra amici di "vecchia data". È stato il fuori programma
del Cavaliere a movimentare la giornata. Berlusconi parla alla platea
dell'associazione ebraica Keren Hayesod dicende che le minacce di Ahmadinejad
contro Israele sono probabilmente solo propaganda, ma bisogna stare attenti
perché anche Adolf Hitler all'inizio fu preso per un sincero democratico. Un
intervento che viene accolto con applausi scroscianti dai membri
dell'organizzazione sionista che ha lo scopo di promuovere l'arrivo di ebrei in
Israele. Berlusconi arriva al Pavillon Gabriel, nel cuore di Parigi a due passi
da Place de la Concorde, per ritirare il premio "Uomo dell'anno"
assegnatogli dall'istituzione ebraica con la motivazione di essersi distinto
nella difesa di Israele. E il premier non ha mancato le aspettative, arrivando
a dire di "sentirsi israeliano". Ma è il passaggio sull'Iran quello
che colpisce di più la platea, che applaude calorosamente il paragone con il
fuerer: "Credo che dovremmo avere tutti la massima attenzione nei
confronti delle follie di chi, magari solo per ragioni politiche interne,
vorrebbe cancellare Israele dalla carta geografica", è la sua premessa. Un
riferimento trasparente al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, anche se il
presidente del Consiglio non lo nomina. Un richiamo implicito, come lo è quello
successivo ad Adolf Hitler: "Già una volta - dice Berlusconi - c'è stato
un tal signore che all'inizio sembrava un democratico e che poi ha fatto quello
che ha fatto. E voi purtroppo sapete a chi mi riferisco...". Un
parallelismo che molti tra i presenti sembrano condividere, annuendo con convinzione.
Ma, aggiunge, "guardando al secolo che abbiamo alle spalle, dobbiamo
riconoscere di essere fortunati". Perché il Novecento "è stato un
secolo insanguinato da due ideologie terribili, comunismo e nazismo. Il primo
"credendo di portare la Gerusalemme celeste in terra" ha causato solo
"misera, terrore e morte nei Paesi dove è andato al potere". Mentre
il secondo, "basandosi sull'assurdo concetto della superiorità razziale,
ha provocato gli istinti più bestiali dell'uomo e tragedie di cui voi siete stati
le prime vittime".
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
BONSAI INDIZI
SEBASTIANO MESSINA All'inaugurazione del quattordicesimo ciclo di "Porta a
porta", lunedì sera, il presidente del Consiglio ha detto la sua su tutto,
dal salvataggio dell'Alitalia alla crisi del Milan. Solo su due argomenti non si è pronunciato:
il valore dell'antifascismo e la bellezza di Miss Italia. Sul primo ha detto:
"Non mi attardo in questi problemi che non mi toccano". Sul secondo:
"Il presidente del Consiglio si astiene da giudizi di questo genere".
Dunque dobbiamo capirlo da soli, come la pensa. Del resto, qualche indizio ce
l'abbiamo. Quello sguardo fulmineo che si attardava sulle gambe della miss di
Acireale rivelava che il problema, per usare le sue parole, lo toccava. E poi,
a testimonianza dei suoi gusti, ci sono le famose intercettazioni telefoniche:
nelle quali non ricorre assolutamente mai, giura chi le ha lette, la parola
"fascismo".
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 222 del
2008-09-17 pagina 9 Il salvataggio della compagnia di bandiera di Gian Battista
Bozzo da Roma Il fronte sindacale è ancora magmatico, ribolle e si muove in
diverse direzioni. Un incontro fra le nove sigle impegnate nella vertenza,
previsto per ieri, è saltato. Ma la sensazione diffusa è che - tra accelerate e
brusche frenate - la pista imboccata per Alitalia sia
quella giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la
Cai. E il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere, ma avvisa:
"I piloti chiedono 265 assunti in più, ma il numero fissato dalla Cai è
legato al piano industriale, che la compagnia non intende modificare". E
poi attacca la Cgil: "Mi risulta che la Cai ha tentato un incontro con i
segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che non si è svolto per
indisponibilità del segretario della Cgil". Alla Magliana, ieri, si è
fatta vedere anche la Guardia di finanza. Le Fiamme gialle hanno sequestrato i
bilanci consolidati Alitalia degli ultimi dieci anni,
su mandato della Procura di Roma che indaga sullo stato di insolvenza della
compagnia. L'indagine verte sul passato, precisano fonti giudiziarie, e non ha
nulla a che vedere con la trattativa in corso. Il fascicolo
è stato aperto su denuncia delle associazioni dei consumatori: secondo il
Codacons, Alitalia è
costata ai contribuenti, in 10 anni, 5 miliardi di euro. Sempre ieri anche Alitalia Express e Volare, detenute da Alitalia spa, sono state ammesse alla
procedura di amministrazione straordinaria. Alle due società, l'Enac ha
rilasciato una licenza provvisoria fino al 1º marzo. Al commissario
straordinario Augusto Fantozzi arrivano intanto altre manifestazioni di
interesse per Atitech - la controllata per la manutenzione degli aeromobili - e
per la cessione di aerei ed equipaggi in esubero. A essere interessata ad
aeroplani e personale sulla base di un "contratto di servizio
pluriennale" è ItAli Airlines spa, società del gruppo Aeroservices con base
a Pescara che opera, fra l'altro, nel servizio anti-incendi. Per Atitech,
invece, l'interesse è giunto da parte di Investimenti e Sviluppo Mediteraneo,
una investment company napoletana. Il commissario ribadisce che i soldi in
cassa sono "pochi, anzi pochissimi: stanno per finire". Se l'intesa
con Cai salterà, aggiunge, "vedremo se ci sono altre offerte, poi
agiremo". Sul fronte sindacale, la trattativa sul piano Cai rivisto e
corretto va avanti a singhiozzo. I sindacati prendono tempo per analizzarlo.
Nel nuovo progetto, le aperture alle richieste dei dipendenti - soprattutto
quelle dei piloti - ci sono: garanzie sui salari, riduzione degli esuberi
rispetto alle cifre iniziali, aumento delle destinazioni intercontinentali da
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 222 del
2008-09-17 pagina 6 Anche la sinistra ora ammette: per Silvio un gradimento
record di Vincenzo La Manna L'ultimo sondaggio per "Repubblica"
certifica che il premier ha la fiducia del 60 per cento gli italiani da Roma
Nessuno lo nega più, neanche a sinistra. E tutti i sondaggisti, o quasi,
concordano: la fiducia degli italiani verso Silvio Berlusconi aumenta,
settimana dopo settimana. Certo, ognuno dà i propri numeri e ci tiene a
rivendicarne la veridicità statistica. Ma alla fine dei conti, un dato è più o
meno condiviso: almeno il 60% degli elettori gradisce l'operato del premier. E
basta spulciare alcune rilevazioni commissionate negli ultimi giorni dai
principali organi di stampa per capire che la luna di miele, tra palazzo Chigi
e cittadini, non si è mai interrotta. Anzi, prosegue a gonfie vele. A
testimoniare come l'estate abbia portato consensi al governo è anche
Repubblica.it, che ha pubblicato ieri l'ultima rilevazione di Ipr Marketing.
Chiaro il responso: il 60% degli intervistati afferma di avere fiducia nel
Cavaliere, con un incremento secco di 5 punti rispetto allo scorso 14 luglio.
Secondo il sito internet del quotidiano diretto da Ezio Mauro, tre i passaggi
chiave a favore del presidente del Consiglio e del governo: decreto antiprostituzione,
giro di vite sulla sicurezza e riforma scolastica. Numeri eloquenti, insomma.
Ma non per tutti. Il Pd, infatti, urla di gioia per i dati d'ascolto (16,61% di
share medio) della puntata inaugurale di Porta a porta, con Berlusconi ospite
di Bruno Vespa. Un flop, urlano i democratici, nonostante il talk-show sia
stato il programma di seconda serata più seguito e la lunga sovrapposizione con
l'esordio dell'Isola dei famosi su Raidue e il film in prima tv King Kong su
Canale 5. Tanto che da via Teulada spiegano: "Nonostante questo quadro,
quando sono terminati i programmi di prima serata, il nostro ascolto ha
raggiunto il 30%". Quindi, per la Rai, niente flop tv. Il vero tonfo,
semmai, è proprio interno al Pd. Chi lo afferma? Un giornale di destra? No, sempre
il sito di Repubblica, dove si legge chiaramente che il partito di Walter
Veltroni perde ancora consensi (fiducia in calo dal 34 al 30% negli ultimi due
mesi). Ma tant'è, torniamo al premier. Che vola pure negli ultimi sondaggi
elaborati da Ispo e Crespi ricerche. Il primo, infatti, pubblicato domenica dal
Corriere della Sera, attesta la fiducia al 60%, con una crescita di 4 punti su
giugno. Il secondo, invece, diffuso una decina di giorni fa, inquadra il
gradimento al 62%. Infine Euromedia research, l'istituto diretto da Alessandra
Ghisleri, al quale Berlusconi si affida da anni per tastare l'umore degli
italiani. In base al suo ultimo sondaggio, consegnato due giorni fa al premier,
la fiducia arriva adesso al 67,3%, dato diffuso proprio dal Cavaliere a Porta a
porta. "I cittadini - spiega Ghisleri - apprezzano sempre di più la
sicurezza con cui il governo ha operato in questi primi mesi. Premiano
Berlusconi, quindi, perché avvertono il suo impegno concreto e diretto nel
risolvere le questioni più urgenti per il Paese. Come nel
caso Alitalia, perché la
maggior parte degli italiani vuole il suo salvataggio. Senza dimenticare i
consensi ottenuti con il Cdm convocato a Napoli e la sua presenza fisica, in
Campania, per superare l'emergenza rifiuti. La gente, infatti, vuole vederlo
dal vivo, per strada, per chiedergli consigli ed essere rassicurata".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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N. 222 del
2008-09-17 pagina 9 Il garante Martone: "Ma non ci saranno blocchi
selvaggi" di Redazione da Roma Antonio Martone, presidente della
Commissione di garanzia sugli scioperi, la trattativa sembra volgere al bello,
ma qualche sindacato potrebbe rimanere fuori dall'intesa. E nei giorni scorsi
c'è chi ha minacciato il blocco del trasporto aereo. È possibile? "No, un
blocco sicuramente no. Possibile invece che facciano scioperi programmati e nel
rispetto delle regole. Cioè con un preavviso di dieci giorni, per una durata di
quattro ore la prima volta e di 24 solo a partire dalla seconda, con un
intervallo di altri dieci giorni tra una protesta e l'altra. E poi con una
serie di collegamenti che devono essere assicurati". E lei pensa siano
sufficienti queste regole a garantire un decollo della Cai senza scioperi?
"Il problema, in generale, è un altro e cioè di quali strumenti dispone la
Commissione. Le nostre sanzioni sono limitate, possono arrivare a 25 mila euro
a carico della organizzazione sindacale che non rispetta le regole, fino alla
richiesta di sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori". Il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha parlato di precettazioni in caso di
blocco del traffico aereo. "Infatti, l'altra possibilità è questa. Quando
c'è un pericolo grave di lesione dei diritti delle persone, la Commissione può
chiedere al ministro o al prefetto la precettazione. In questo caso la sanzione
può arrivare a 500 euro a dipendente per ogni giorno di sciopero fuori dalle
regole. Spero comunque che questi siano solo discorsi teorici e in astratto.
Anche perché fino ad ora i sindacati da questo punto di vista hanno avuto un
comportamento responsabile. Le regole sono state rispettate, così come la
tregua estiva che si è conclusa il 5 settembre". Ma domani (oggi per chi
legge, ndr) è già in programma uno sciopero dei Cub. "Sì, ma è di quattro
ore ed è stato programmato da tempo". Ci sono stati casi recenti di
precettazione nel settore aereo? "Nel febbraio dell'anno scorso, con le
assemblee permanenti a Fiumicino. Chiedemmo la precettazione, ma poi la
protesta rientrò. Alcuni casi con i controllori di volo. Lì il problema è che poche
decine di addetti alle torri di controllo possono bloccare il trasporto aereo
su tutto il territorio nazionale". E i quasi cinquanta
voli Alitalia cancellati la
settimana scorsa? "Eventi legati a esigenze tecniche. Cinquanta sono pochi
rispetto ai 700 di Alitalia,
che rappresentano la normale attività quotidiana". Lei tempo fa ha chiesto
che aziende e sindacati del settore aereo si diano regole proprie per sugli
scioperi. "Sì, il trasporto aereo non si è ancora dato delle regole
e quindi valgono quelle provvisorie della commissione". Magari la nascita
della Cai potrebbe essere l'occasione giusta? "Per il momento mi pare che
la priorità sia che trovino un accordo. Meglio che per ora sindacati Compagnia
aerea italiana e azienda si occupino degli altri aspetti del contratto". ©
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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N. 222 del
2008-09-17 pagina 10 La commissione Attali de noantri che appassiona solo
quattro gatti di Redazione Il forfeit di Amato a Roma ha interessato pochi
giornali e addetti ai lavori. Gli italiani? Se ne fregano Se nessuno, in nessun
luogo e in nessun tempo, ha mai eretto un monumento a una commissione, un
motivo ci sarà. E non vedo perché dovremmo cominciare oggi con la commissione
Amato, morta e sepolta ancor prima di nascere. Monumenti non se li merita:
figuriamoci il funerale di Stato con il coro di prefiche che spargono lacrime
sulla "storica occasione mancata". Ieri il Corriere della Sera ha
allestito una mastodontica cerimonia funebre, con due interi paginoni e
richiamo in prima pagina: manco fosse una questione di sicurezza nazionale, che
so, l'uragano Gustav che si abbatte su Sabaudia. Diciamocelo: ma è davvero il
caso? Ne abbiamo avuto per tutta l'estate con la storia della "Attali de
noantri", la commissione bipartisan di Alemanno per lo sviluppo della
città di Roma, che per ora ci ha sviluppato soltanto un gran mal di testa. Ma
poi, il povero dottor Sottile, che nonostante il tennis non è più un
giovanotto: vogliamo parlarne? Gli hanno tirato la giacchetta per settimane, da
destra e da sinistra (ma soprattutto da sinistra). Gliel'hanno tirata così
tanto, la giacchetta, che alla fine è diventata un cappotto. Ha passato il mese
d'agosto a saltellare su e giù dalla poltrona di presidente di commissione.
Dentro, fuori, dentro, fuori: la "Amato-dance" è stata senz'altro la
hit dell'estate. Sotto gli ombrelloni, la gente la vedevi che si attanagliava
nel dubbio: che fa, Amato, accetta o non accetta? L'angoscia gliela leggevi in
faccia, ai bagnanti: non per l'Alitalia, l'inflazione, il carobenzina. No, il vero dilemma esistenziale,
al bagno numero cinque di Riccione, doveva essere un altro: "Riusciremo
finalmente ad imbastire la nostra commissione Attali? E soprattutto: ma chi è
Attali? Forse quell'attore francese che ho visto ieri sera su Rete4?".
Ci fosse stato un politicante, uno che uno, che si sia preso la briga di
spiegare a tutti chi è quest'Attali: che ci vuoi fare, erano troppo impegnati a
ritagliarsi il loro quarto d'ora di celebrità. Erano troppo intenti ad
accusarsi l'un l'altro di collaborazionismo col nemico. Proprio loro, i
democratici paladini del confronto a tutti i costi, hanno alzato le barricate.
Rutelli: "La commissione è un pastrocchio". Rosy Bindi: "Per
dialogare c'è già il Parlamento". Linda Lanzillotta: "L'avevo detto
che Giuliano sta sbagliando". Un fuoco incrociato che ha fatto dire allo
stesso Amato: "Sul mio sì ad Alemanno la sinistra è cieca". Detto
questo, che diamine: mettiamoci una pietra sopra. Siamo sopravvissuti a pesti e
carestie, a due guerre mondiali, all'8 settembre: possiamo cavarcela anche
senza la commissione Amato. Anche perché diciamolo: le commissioni da noi sono
camere a gas che soffocano le buone idee, o se va bene le lasciano perennemente
azzoppate. Uno dice: ma il dialogo? Il dialogo, specie in Italia, è un bene
necessario ma non indispensabile. La stessa giunta Attali, promossa da Sarkozy
per riformare lo Stato francese (e non un comune, come nel caso di Alemanno),
alla fine ha sfornato 316 proposte con una raccomandazione finale: "O
saranno applicate tutte, o non avranno alcuna utilità". Il guaio è che alcune
di queste proposte cozzano palesemente contro i programmi di Sarkò: per esempio
là dove si indica l'immigrazione come "veicolo fondamentale della
crescita". Non è tutto oro, l'Attali che luccica. Dunque, siamo sicuri che
occorra una commissione per farci felici? In ogni caso è inutile lagnarsi,
perché morta una se ne fa un'altra. E poi un'altra, e un'altra ancora. Noi
italiani ne abbiamo viste di cotte e di crude, di commissioni: sulla mafia,
sulla P2, sull'Iri, sul latte microfiltrato, sulle dentiere, sulle pinete,
sull'uranio impoverito. In Calabria ne hanno fatta una sulla "fattibilità
delle leggi", in Campania c'è una "commissione sul mare". In
questa legislatura ne hanno sfornate 56: si va dalla commissione mista
"per l'accesso ai documenti amministrativi" fino a quella consultiva
"per le ricompense al merito civile". Senza contare le famose
commissioni "antisprechi", quelle che cercano di ridurre l'aria
fritta, pur essendone i maggiori produttori. L'Alitalia
istituì un comitato di otto esperti solo per decidere il nome degli aeroplani.
Ce li immaginiamo intorno a un tavolo, tutti intenti ad arrovellarsi: come lo
chiamiamo, questo boeing, Icaro o Tornado? O forse sarebbe meglio Falco
Pellegrino? O magati Barone Rosso? E intanto l'azienda andava in cocci.
Insomma, ora che il progetto Amato è naufragato, è improbabile che l'italiano
medio non ci dorma la notte. Le nostre commissioni abbiamo imparato a
conoscerle: decidono di non decidere, e nel caso delegano tutto a una
sottocommissione. Anzi, da noi la regola sembra essere questa: una commissione,
tutta intera, partorisce decisioni più stupide di ogni singolo membro. Perché
tutto ciò? Meglio non chiederselo: altrimenti, per scoprirlo, finisce che ci
scappa un'altra commissione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Le
ore cruciali della trattativa/Ultimatum di Berlusconi alle organizzazioni
sindacali. La Cgil replica: parole inaccettabili "Alitalia, senza intesa
nessuna tutela" Slitta il confronto con i sindacati, ultime 48 ore per l'accordo.
Fantozzi: soldi quasi finiti.
( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
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A cittadini e
partiti. Si esprime anche nella sfera economica e sociale, come vediamo nella
vicenda che ha coinvolto l'Alitalia. Non c'è dubbio che in questo caso, come in altri, è la politica
che non ha dato risposte adeguate e tempestive alla crisi di uno dei settori
più sensibili del sistema paese. Ma è anche vero che stiamo anche verificando
come il sindacato, non solo quello "autonomo", non riesca più a
coniugare l'interesse delle diverse categorie di lavoratori con l'interesse
generale. Questa crisi di ruolo del sindacato ha motivazioni oggettive dati i
mutamenti profondi che si sono verificati nel corpo sociale, soprattutto nella
classe operaia, e ha motivazioni soggettive se penso al fatto che i gruppi
dirigenti del movimento sindacale non sono stati in grado di dare una risposta
valida a questi mutamenti e soprattutto alla corporativizzazione nel campo dei
servizi. Un campo in forte espansione proprio per i mutamenti economico-sociali
cui ho fatto cenno. Un'espansione che ha determinato anche una
"dequalificazione" dei lavoratori e dei "funzionari" che in
passato avevano non solo un certo rango sociale ma anche retribuzioni
"privilegiate". Pensate alle banche, dove ormai c'è un "proletariato"
con salari e una condizione sociale non più equiparabili a quel che in passato
era il "bancario". Ma, nella stessa banca, c'è anche un management
con alto prestigio sociale e retribuzioni favolose. Tuttavia la
corporativizzazione del sindacato nel servizio pubblico ha fatto perdere di
vista il fatto che esso è sorto per dare risposte ai problemi a volte
drammatici dei cittadini. Insomma, l'ospedale spesso appare a servizio dei
medici e degli infermieri o la scuola in funzione dei maestri e dei professori
e così via di seguito. Io non penso che questa deriva corporativaa sia dovuta
solo ai lavoratori che cercano di difendere i loro diritti e la loro
professionalità e carriera. Governi e classi dirigenti hanno incoraggiato il
sindacato corporativo. Il quale oggi, lo vediamo anche con i piloti, non riesce
a difendere né i suoi associati, né gli interessi dell'azienda, né quelli
generali. In Italia, il sindacato confederale, era nato con due obiettivi: la
solidarietà "di classe" fra tutti i lavoratori e la necessità di fare
prevalere lo sviluppo e l'interesse generale sul particolare. Un grande
interprete di questa linea fu certo Giuseppe Di Vittorio. Ricordo il suo
impegno per il "piano del lavoro" in un momento particolare del
paese, il dopoguerra con una disoccupazione che toccò due milioni di persone,
soprattutto nel Mezzogiorno. Al congresso confederale del 1949 Di Vittorio si
rivolse ai "suoi" braccianti pugliesi, in quel momento impegnati in
uno sciopero per il contratto di lavoro, e nonostante avessero salari da fame
disse: se gli agrari si impegnano a investire nei lavori di miglioramento
produttivo, possiamo attenuare le richieste salariali. Era in gioco non solo la
crescita dell'occupazione, ma la modernizzazione dell'agricoltura e del paese.
Nel caso della "vertenza" per l'Alitalia
Berlusconi, con scarsa fantasia, ha accusato la Cgil di ostacolare un accordo
per motivi politici. Sciocchezze. Parla come se ci fosse ancora una cinghia di
trasmissione tra il sindacato e un partito! La verità è altra. Negli anni del
dopoguerra, grazie ai grandi partiti e a una politica forte, fu possibile il
"miracolo economico" a cui contribuì l'iniziativa pubblica. Nel
momento in cui, con la globalizzazione e altri fenomeni, l'economia italiana
deve competere su terreni nuovi non c'è guida politica e si ricorre allo Stato
solo per pagare i danno provocato dall'impotenza politica. Per l'Alitalia si fa proprio questo. Il sindacato fa politica? No.
Spesso non ha una buona politica per contrastare la cattiva politica dei
governi e gioca di rimessa. Anche perché il governo pensa che il suo ruolo è
quello di tamponare le proprie falle. Il sindacato oggi è forse ancora l'unica
forza che aggrega parti importanti della società. Ma se vuole avere un ruolo
nel mondo che è cambiato deve riacquisire la cultura dell'interesse generale.
Il sindacato corporativo non è la risposta alla modernità ma un ferro vecchio
della vecchia politica.
( da "Messaggero, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Le inaccettabili.
Situazione di stallo sulla vertenza: restano solo 48 ore per trovare un'intesa.
Fantozzi: i soldi ormai sono quasi finiti.
( da "Corriere della Sera" del 17-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-17 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano La crisi finanziaria Monta l'effetto
Lehman Brothers, la banca d'affari americana fallita a seguito della crisi dei
mutui subprime, il mondo finanziario e assicurativo ne è squassato. La banca
britannica Barclays avrebbe raggiunto un accordo con Lehman per la cessione
delle attività americane ma la bufera finanziaria fa ora tremare l'American
International Group (Aig) e la Goldman Sachs. Draghi: l'area euro tiene Il
governatore della Banca d'Italia Mario Draghi: "La crisi finanziaria che
stiamo affrontando è una delle più dure e complesse dei nostri tempi". Ma
"la situazione delle banche nell'area euro è fino a questo momento
migliore di quella cui stiamo assistendo negli Usa e altrove". Il caso Alitalia Se la trattativa fallisse per un "egoismo
irragionevole", il governo non potrebbe "garantire" a tutti i 20
mila lavoratori di Alitalia
quanto promesso ai 3.250 esuberi previsti dal piano di salvataggio e vi
dovrebbe essere dunque una "drastica" riduzione di sostegni e
rimborsi. Lo ha detto Silvio Berlusconi, a proposito della trattativa su
Alitalia. Saltata la riunione tra le nove sigle
intersindacali dei lavoratori Alitalia, inizialmente
annunciata per ieri. Politica "Mai antifascisti" Dopo le parole di
Gianfranco Fini sul valore assoluto dell'antifascismo, la lettera di segno
opposto dei giovani di An. Scrive il presidente di Azione giovani Roma e
consigliere provinciale del Pdl, Federico Iadicicco di Azione Giovani, "Ce
l'ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non
l'ho proprio trovato. Anzi ne ho trovati molti per non esserlo. A questo punto
ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani". Esteri Un
prete sandinista all'Onu Presidente dell'assemblea dell'Onu è un ex prete
sandinista, sospeso a divinis da Wojtyla già guerrigliero, che del governo
d'ispirazione marxista fu ministro degli Esteri. Attacco a Bush e alle "aggressioni"
degli Usa. Cronache Meno soldi alla Chiesa Dall'8 per mille arrivano alla
Chiesa cattolica meno fondi. Prevista una perdita di 35 milioni. Ma la Cei
avverte: non c'è allarme. Caso Mez, nuovo teste A Perugia il processo per
l'omicidio di Meredith "Mez" Kercher, massacrata il 1Ë? novembre
dell'anno scorso. C'è un nuovo testimone. Cultura Incontro con la Dunne Esce un
nuovo romanzo dell'irlandese Catherine Dunne, "Se stasera siamo qui".
Sabella Bossi Fedrigotti la incontra a Dublino: "Le storie delle donne mi
sembrano più interessanti di quelle degli uomini". Spettacoli Ficarra e
Picone sul set Nuovo film, il terzo, per la coppia comica Ficarra e Picone,
dopo il successo di "Il 7 e l'8". Il set è a Catania e dintorni. La
trama: due cugini e due famiglie che non si parlano da trent'anni... Sport Una
notte di Champions Ieri sera prime partite di Champions League: l'Inter
festeggia il ritorno al gol di Adriano (sua la seconda rete del 2-0) espugnando
Atene e battendo il Panathinaikos. Male la Roma, che dopo il ko di Palermo cade
in casa anche con la matricola Cluj, campione di Romania. Stasera tocca a
Fiorentina e Juventus. * Con "Style Magazine" e 3,00; con
"Corriere Enigmistica" e 2,30; con "I libri delle Winx" e
7,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "La grande
storia dell'uomo" e 2,00; con "L'Europeo" e 8,90; con
"Gormiti final evolution" e 7,90; con "Il grande cinema di
Alberto Sordi" e 10,99; con "EROS!" e 10,99; con "I Simpson
Classici" e 10,99; con "Corriere Easy English" e 15,90; con
"Storia dell'Arte Universale" e 13,90; solo in Lombardia con
"Strumenti per la scuola" e 15,90. In Liguria, Sardegna, Puglia,
Marche e Trentino-Alto Adige con La Gazzetta dello Sport e 1,00.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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N. 222 del
2008-09-17 pagina 0 Alitalia, il pressing di Sacconi:
"Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi in tutto il Paese di
Redazione Lo sciopero di quattro ore dei Cub provoca l'annullamento di decine
di voli. Entro domani le parti sociali dovranno decidere sull'offerta Cai. Il
governo avverte: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. parti La
Finanza sequestra gli ultimi dieci bilanci Roma - Saranno decisive per le sorti
di Alitalia le prossime ore. I Cub hanno proclamato
per oggi quattro ore di sciopero cancellando circa 40 voli e gettando nel
disagio tutto il Paese. Ma il destino della compagnia sarà deciso sull'offerta
di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano - a detta di Palazzo Chigi -
non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. E il
governo è pronto a chiedere ai nove sindacati chi ci sta. Lo sciopero indetto
dai Cub Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha
già previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della
compagnia). Il sindacato autonomo critica in particolare l'intesa sottoscritta
dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore
poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del
settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale
di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti,
Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all'operatività dei
voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri
scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge
sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per
il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli
aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Le proposte per Alitalia
Una nota divulgata dalla Magliana fa sapere che sono arrivate due
manifestazioni d'interesse per Alitalia. La prima da
parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo Spa (la prima investment company
dedicata alle pmi localizzate nel Mezzogiorno d'Italia) è per l'acquisto di
Atitech. La seconda, invece, arriva da ItAli Airlines (compagnia regionale
abruzzese) per aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero, sulla
base di un contratto di servizio pluriennale. Nella nota, si legge che Fantozzi
"ha richiesto ad ambedue i predetti soggetti chiarimenti e documentazione
per una preliminare valutazione di dette manifestazioni di interesse".
Sacconi: "Il piano non cambia" "Firmeremo con chi ci sta, e sono
tutti chiamati a rispondere". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi,
avverte che è ormai giunta l'ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16
Cai riunisce l'assemblea per decidere se portare avanti l'offerta per la
compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, auspica che l'acquirente sia Cai, perchè se si ritira la
prospettiva è portare i libri in tribunale. La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri
sera, ha rivelato Sacconi a "Porta a Porta", Cai ha tentato un
incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che
"non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil". I
rapporti tra le parti sociali E' stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a
spiegare che Gugliemo Epifani "vuole discutere ancora, migliorare le
condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far
sparire l'unico riferimento per la compagnia". Ecco perché, Bonanni ha
ribadito che l'accordo con Cai l'ha già fatto, perchè è ora di chiudere la
partita. Ormai Alitalia, dal fallimento della
trattativa con Air France, è più indebolita, gli animi sono esasperati e
bisogna salvare ventimila persone. Poi si possono migliorare le condizioni. Il
suggerimento è anche ai piloti accusati di voler difendere privilegi e che - ha
detto Sacconi - chiedono 265 assunzioni in più in Cai. Bonanni dice basta alle
corporazioni che tengono in ostaggio l'azienda e del presidente dell'Anpac,
Fabio Berti, dice che "è un osso duro ma sarà più duttile". Il leader
dell'Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di
voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e
assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo
nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di
responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi
sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente
sarebbe una pazzia. Tempo per ulteriore trattativa non c'è e i "tatticismi
dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso", si è sfogato Sacconi
parlando di un negoziato "defatigante dopo una settimana vissuta da
pipistrello", per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una
stoccata alla Cgil: "Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non
sindacale ma politico", "alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con
logiche bizantine. Mi auguro di essere smentito e spero di rimangiarmi i
sospetti". In assenza di altre offerte, ha ribadito Fantozzi, si tirerà
avanti cercando qualcuno finchè ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle
10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di
euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale. I
partner internazionali Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di
entrare in Cai "una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di
minoranza e contratti di collaborazione", ha spiegato Fantozzi, che oggi
ha sentito al telefono i presidenti delle tre compagnie europee a cui ha anche
detto che "l'opinione pubblica italiana si aspetta un cavaliere
bianco". E il numero uno di Lufthansa ha replicato che "la propria
compagnia è una cicogna gialla e non un cavaliere bianco". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi
"Se Alitalia fallisce, addio alle
garanzie" Scontro con la CGIL Salta l'incontro dei nove sindacati.
Fantozzi: "I soldi stanno per finire". La Guardia di finanza nella
sede della Magliana acquisisce i bilanci degli ultimi dieci anni ROMA. Per Alitalia ultimatum di
Silvio Berlusconi ai sindacati: "Se fallisce l'accordo, addio garanzie sugli
esuberi". La cordata italiana creata per far nascere la "nuova Alitalia" vuole almeno il sì di Cgil, Cisl, Uil e Ugl,
per domani, quando si riunirà l'assemblea dei soci. Ora ci sarebbe la garanzia
di non toccare gli stipendi a fronte di un aumento di produttività e
flessibilità, ma è saltata la riunione di tutti e nove i sindacati. Il
commissario straordinario, Augusto Fantozzi: "I soldi stanno per
finire". La Finanza ha acquisito i bilanci Alitalia
degli ultimi dieci anni. Servizio >> 10 17/09/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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N. 222 del
2008-09-17 pagina 1 "Se Alitalia fallisce, garanzie a rischio" di Redazione Berlusconi:
"Il Paese condanna chi fa saltare il piano". La Gdf sequestra gli
ultimi 10 bilanci Quarantotto ore. Questo il tempo rimasto per salvare Alitalia dal fallimento. Ma mentre salta
il tavolo con tutti i sindacati riuniti, il premier parla chiaro: solo tramite
un accordo è possibile garantire un certo trattamento per i dipendenti
in esubero. Ma la sensazione diffusa è comunque che - tra accelerate e brusche
frenate - la pista imboccata per Alitalia sia quella
giusta. Oggi dovrebbero incontrarsi tutti i sindacati, il governo e la Cai. E
il ministro del Welfare Maurizio Sacconi punta a chiudere. Alla Magliana, ieri,
si è fatta vedere anche la Guardia di finanza. Che vuol veder chiaro sui
bilanci degli ultimi dieci anni della compagnia aerea. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
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Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa
troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si
passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate.
Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il
ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la
sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la
scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la
Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che
servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su
scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in
condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che
vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa
troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi
il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha
ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il
ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che
servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su
scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in
condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes,
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"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che
anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
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in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore
a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out
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riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre"
si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci
saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08
Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla
(anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro
(leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea
al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il
Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare
tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red"
(prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve
subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle
intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti
interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli
altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito
c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione
dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione
di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto
qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo
strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per
l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia.
Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani",
a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale
(e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare
voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore
sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire
che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il
97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e
l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far
ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise:
dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere
il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire
con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni
temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli
studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
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a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera,
Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di
legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini
"non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non
richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche
candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza.
Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va
alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto
amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e
da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né
come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il
presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia
godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e
Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 )
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31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56
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Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7
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sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e
grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo
di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver
sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era
attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi
affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito.
casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si
smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e
della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo
apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui
comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho
Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti
berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione
di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto
qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo
strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per
l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia.
Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani",
a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare
voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore
sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire
che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il
97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e
l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far
ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise:
dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere
il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire
con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni
temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli
studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati
invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per
contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
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a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni
e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di
precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati
regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire,
come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le
ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando
Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma
reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la
vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del
Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) "
(42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni,
creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo,
tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal
parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere
all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di
un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare
quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e
radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi
insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex
ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni,
in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non
cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e
gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa
troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si
passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate.
Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il
ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che
servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su
scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in
condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes,
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"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione.
E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il
corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di
Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di
scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in
campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto
come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è
certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà.
Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando
Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma
reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la
vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?)
prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 )
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun
08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro
parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre
dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la
linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo"
con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per
cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia
"Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che
invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul
terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due
fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione
e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel
partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova
stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o
una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e
scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di
Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io
e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è
costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere
il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese
provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora
voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre
riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni
città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori
saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd,
dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a
quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione
stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour
servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo
annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà
condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione
maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per
unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di
vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere
lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione
è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano
anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni
abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter
avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al
pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare
un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori
la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie
al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è
che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono
proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che
non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37
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( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa consenso in
crescita anche nei sondaggi di sinistra Esplode la Silviomania: "Santo
subito" C'è chi parla di momento astrale fortunato, chi di spiccato
"fattore C"; chi di grande fascino politico, e chi di
"eccellente capacità comunicativa". Fatto sta che la figura di Silvio
Berlusconi continua a guadagnare consensi tra la gente, arrivando al livello
massimo di fiducia ottenuto finora: 60%. Un consenso che oltrepassa i confini
della politica, dell'età, della posizione geografica e, anche, delle diverse
ideologie. Lo si intuisce snocciolando i sondaggi commissionati sul suo conto.
Cambiano le società ma non cambia il risultato finale, dando al premier una
fiducia in continua crescita. Nonostante la pausa estiva, l'exploit Berlusconi
è andato avanti. Come anche quello della maggioranza, seppur in tono minore.
Stando, infatti, al sondaggio (l'ultimo in ordine cronologico) realizzato da
Ipr Marketing per conto di Repubblica.it, il consenso di cui gode l'esecutivo
aumenta del 2%. Mentre la figura del Cavaliere registra un incremento di cinque
punti percentuali, toccando quota 60%. Sempre secondo l'istituto guidato da
Antonio Noto, nello stesso periodo è calata la fiducia nei confronti del
Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, mentre rimane stabile l'Udc. Il
sondaggio (interviste, con il sistema "Tempo Reale", a un campione di
1.000 italiani, rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della
popolazione maggiorenne residente) indica, quindi, che il livello di fiducia
per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21,
infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la
fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Osservando le pagelle
dei ministri, Maroni è il più popolare: 62%, due punti in più rispetto a
sessanta giorni fa. Podio per Frattini e Tremonti, che nonostante una lieve
flessione, sono al secondo e terzo posto con il 60 e il 58%. Chi ha registrato
l'aumento più significativo è Mara Carfagna, il cui consenso passa dal 38 al 42%,
forse in seguito alle nuovi leggi sulla prostituzione. In positivo anche il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito dal
35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi (-6%),
forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del
Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità. Anche secondo una ricerca Ispo
- pubblicata l'altro giorno - il Cavaliere batte il suo governo, e il giudizio
sul Presidente passa dal 56% di giugno al 60% attuale. Andando a
ritroso, a luglio, Euromedia dava il premier al 62.8%, e ancora prima, a giugno,
l'Ipr lo dava al 59%. Il primo a gongolare del fenonemo "tutti pazzi per
Silvio" è lo stesso Berlusconi, sempre più abituato ai bagni di folla, a
qualche avance inaspettata, ai siparietti qua e là. L'ultimo l'altra sera, nel
corso della registrazione di "Porta a porta". Entrando in studio
Renato Mannheimer si dirige verso il premier che alzandosi in piedi gli sorride
e gli stringe la mano. "Eccoli - dice il premier parlando di chi fa
sondaggi -. Sono loro i padroni. Io lo so come fai i sondaggi, apri la finestra
e metti fuori il naso sentendo l'aria che tira. Così - aggiunge ancora -
risparmi anche sulle telefonate". Il sondaggista del Corriere della Sera
sorride e con una battuta risponde: "Faccio così mentre bevo una tazzina
di caffè". In uno scenario di crescente "Silvio-mania" qualcuno
ha persino coniato lo slogan delle "3 S: Silvio santo subito". Uno
slogan su cui, a luglio, Berlusconi commentava da Napoli: "Accetto per il
"santo", non sono affatto d'accordo per il "subito"".
( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
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( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
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Oggi è Mer, 17 Set
2008 Edizione 195 del 17-09-2008 GIULIO TREMONTI Con la Lega forma l'asse su
cui poggia il "governo del fare" voluto dal premier Gli altri
parlano, lui lavora di Francesco Blasilli Il mondo politico italiano è
definitivamente spaccato in due. Non più destra e sinistra, però, bensì
"fare" e "chiacchierare". E in questo periodo di
trasformazioni, il mutamento più grande è toccato al premier Silvio Berlusconi,
non più istrionico come era fino a qualche mese fa, ma diventato il perfetto
opposto del suo amato Milan: niente fronzoli, ma dritti al risultato. Guardando
sempre avanti. E il nuovo corso è apparso evidente a Porta a Porta, laddove il
vecchio Cavaliere raggiunse il culmine firmando il patto con gli italiani:
stavolta niente scherzi, anzi. Non si lascia andare né quando gli portano Miss
Italia ("un presidente del consiglio si astiene dal commentare"), ne
quando la Vezzali gli da l'assist con un "da lei mi lascerei toccare",
ne quando lo invitano a parlare di calcio ("Milan all'ultimo posto? Io mi
occupo solo dell'Italia"). Qualcuno dirà che Berlusconi ha capito gli
errori del passato, si è calato nei panni del premier e finalmente si comporta
come impone il ruolo che ricopre. Forse. In realtà questa è la nuova strategia
del Cavaliere, uno che in quanto a tattica non deve imparare da nessuno.
"Fatti, non pugnette", per rifarsi allo slogan lanciato dal comico
Paolo Cevoli e dal suo assessore Cangini a Zelig. Perché se Forza Italia è nata
come il "partito del fare", adesso il suo è un "governo del
fare". E la chiave della sua trasformazione sta nella risposta sull'uscita
"antifascista" di Fini: "io non guardo al passato". Insomma
il Cavaliere non perde tempo in chiacchiere, ma guarda avanti, dritto, deciso,
convinto che questa sia la strada giusta. Una convinzione supportata dai
sondaggi, che ogni giorno certificano "che la luna di miele prosegue"
(Mannheimer sul Corriere) e che anzi aumenta. Stando ad un sondaggio Ipr per
Repubblica, infatti, risulta che "due mesi senza attività parlamentare non
scalfiscono il consenso di cui gode l'esecutivo, che aumenta del 2 per
cento". E segnano "un aumento del gradimento per la figura di Silvio
Berlusconi, che registra un incremento di cinque punti percentuali e tocca
quota 60 per cento". Insomma è il quotidiano fondato da Scalfari a dare
questi numeri da elezioni bulgare, non la Gazzetta di Arcore. Ed addirittura un
votante su cinque del centrosinistra si esprime positivamente sull'operato del
Cavaliere. E non è un caso che al primo e al terzo posto tra i ministri più
amati (al secondo c'è Frattini), ci siano Maroni e Tremonti. Perché è questo
l'asse su cui si poggia la politica del fare di Berlusconi: la Lega più il suo
superministro all'Economia. E per questo non deve suonare strano che Tremonti e
il Carroccio siano riusciti a non far sedere alla tavola dell'expo 2015, che si
preannuncia assai bandita, ne la Moratti, ne Formigoni. Ma ormai Berlusconi ha
scelto la strada da seguire: poca filosofia politica, tanto pragmatismo. C'è un
problema sicurezza? Tocca alla Lega metterci la faccia e le mani. Ci sono da
togliere i rifiuti a Napoli? Se li prende la Lombardia. Alitalia? Aveva promesso la cordata e la cordata è stata; se poi non se
ne fa nulla, la colpa è degli altri. La finanziaria? L'ha fatta Tremonti e pure
per tre anni. E dove non avvivano i fedelissimi, ecco che interviene in prima
persona come fatto in politica estera. E gli altri? Gli altri parlano,
fanno riferimenti storici, pontificano sui giornali. Certo, l'opera è appena
iniziata, forse non siamo neanche a metà, perché c'è molto da fare. C'è quel
federalismo fiscale che per molti è solo un vecchio debito saldato alla Lega,
mentre per il premier è l'unico tentativo rimasto per fare una reale rivoluzione
nella pubblica amministrazione. Poi c'è la questione della riforma della
giustizia, una cosa che alla gente ? stando sempre ai sondaggi ? interessa
poco, mentre a Berlusconi, anche per motivi personali, moltissimo; di certo,
però, non si può sottolineare il fatto che l'attuale giustizia civile danneggia
l'economia italiana perché tiene lontani dal nostro paese molti investitori
stranieri. Poi, sempre senza perdersi in chiacchiere, ci sarà da intervenire
sui salari e sui prezzi, perché quello fatto sinora è importante, ma alla gente
interessa arrivare alla fine del mese. E considerando che abbassare le tasse
sarà un problema, bisognerà lavorare sulle buste paga, dove si è già fatto
qualcosa con gli sgravi sugli straordinari e i premi produzione, ma è ancora
poco. Sui prezzi, poi, l'impresa è di quelle ardue, ma le basi ci sono tutte.
Il Cavaliere marcia spedito e la gente è con lui. Lo dimostra lo spaventoso
calo di consensi di cui è vittima il Pd sceso al 30%, ma anche una fiducia in
Di Pietro che non sale più, ma anzi cala. E poco importa se quelli del Pd fanno
notare che la puntata di Porta a Porta con Berlusconi ha fatto appena il 16% di
share. Questo significa due cose: che dalle parti di Veltroni non è rimasto
altro che guardare gli ascolti televisivi e che alla gente non interessa quello
che Berlusconi dice, ma quello che Berlusconi fa. In fondo, qualcosa è cambiato
veramente. Fino a qualche tempo fa, chi se lo immaginava un Berlusconi
imperturbabile davanti a Miss Italia? O addirittura impassibile di fronte
all'olimpionica Vezzali disposta "a farsi toccare"?.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
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Oggi è Mer, 17 Set
2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Scuola e Alitalia Il clima cambiato di Arturo
Diaconale Qual'è la differenza tra il governo Berlusconi del '94, quello del
2001 ed il governo attuale del 2008? La diversa esperienza del Presidente del
Consiglio e dei suoi ministri? La maggiore coesione dell'attuale coalizione
rispetto a quelle dei centro destra precedenti? La maturazione di
personaggi in passato ancora acerbi da un punto di vista politico ed oggi
giunti al punto più alto della loro capacità di azione ed elaborazione?
L'inserimento nella compagine governativa di persone nuove e giovani che con il
loro entusiasmo e la loro determinazione danno slancio alle iniziative
dell'esecutivo? Tutte queste differenze esistono e sono sicuramente
determinanti. Silvio Berlusconi non è più solo un grande comunicatore ma nel
corso degli ultimi quindici anni ha dimostrato di essere un politico di
prim'ordine in grado di entrare nella storia del paese come uno statista di
rilievo. Personaggi come Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Giulio Tremonti sono
sicuramente al massimo della loro parabola politica. Per non parlare poi di
personaggi come Renato Brunetta o Mariastella Gelmini che con le loro brillanti
iniziative hanno messo pepe e sprint all'attività governativa. Ma la vera e più
grande differenza è rappresentata dalla diversa consapevolezza della situazione
del paese esistente nell'opinione pubblica italiana. Ciò che nel '94 e nel 2001
sembrava improponibile ed inaccettabile a larghe fasce della società nazionale
appare ora necessario se non addirittura indispensabile alla stragrande
maggioranza dei cittadini. E' cambiato, in sostanza, il clima. Quel clima che a
metà degli anni '90 era giustizialista e mandò in pezzi il primo governo
Berlusconi sul decreto Biondi. E, successivamente, consentì alla sinistra ed ai
sindacati di mobilitare grandi masse e vincere la battaglia contro la modifica
dell'art.18. Oggi, invece, non solo sono gli elettori del centro destra a
considerare maturo il tempo per una ampia e profonda riforma della giustizia.
Certo, non mancano le resistenze e le proteste dei settori più corporativi o
politicizzati della magistratura. Ma il giustizialismo residuo può favorire il
disegno di Antonio Di Pietro di strappare consensi al Partito Democratico, ma
non può in alcun caso bloccare l'azione riformatrice del governo. E lo stesso
vale sul terreno ancora più delicato e significativo come quello sociale. Nella
vicenda Alitalia così come in quella della scuola, i
sindacati confederali ed autonomi sanno bene di non avere alle spalle il
consenso ed il sostegno della maggioranza del paese. I piloti e gli assistenti
di volo possono anche tentare di ridurre al massimo i sacrifici imposti dal
salvataggio della Compagni di Bandiera. Ma sono perfettamente consapevoli che i
tempi in cui il loro diritto di veto consentiva di mantenere intatti i propri
privilegi sono definitivamente tramontati. Le maestre, a loro volta, possono
anche vestirsi a lutto in difesa della scuola intesa come ammortizzatore
sociale e non come strumento di formazione delle nuove generazioni. Ma non
ignorano che la loro è una battaglia di retroguardia, che non trova consensi ma
suscita solo ironia, sarcasmo ed irritazione. C'è un clima diverso che
favorisce l'azione del governo. E questo clima è dato dalla sensazione netta
della parte più ampia e responsabile del paese che il momento di cambiare
rispetto al passato è arrivato. E se non si cambia ora si finisce inesorabilmente
ed irreparabilmente a fondo.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 17 Set
2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Intervista ad ANTONIO DE POLI/ Udc, pronti a
far le barricate per difendere le preferenze alle Europee di Marco Castiglioni
E' stato un successo l'edizione 2008 di "C'entro in festa". Una
grande partecipazione da parte del popolo centrista e tanti gli ospiti
intervenuti nella quattro giorni di festa dell'UDC a Chianciano a sottolineare
l'attuale vitalità del partito di Casini nonostante l'uscita dalla coalizione
di centro destra. Regista della kermesse, l'onorevole Antonio De Poli, Capo
della Segreteria Politica del partito, a cui abbiamo chiesto un parere sui
principali temi trattati nel corso della festa. Onorevole, abbiamo ascoltato
molte lamentele da parte degli amministratori locali per il taglio dell'ICI e
per il nuovo patto di stabilità introdotto dall'ultima legge finanziaria. Per
contro il Governo annuncia l'accordo per la riforma federalista fiscale del
Paese. Non è un controsenso? La riforma federalista dovrà essere
necessariamente equa e solidale e quindi il problema è capire quante risorse
occorrono e dove prenderle. Non si può certo tagliare l'ICI e poi lasciare i
comuni senza i mezzi per dare ai cittadini i servizi essenziali. Non è una
questione di colore, riguarda tutte le amministrazioni, non importa se sono di
centro, di sinistra o di destra. E' un problema a cui bisogna dare una risposta
seria per non creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, tutti devono
poter accedere in egual misura ai servizi erogati dalle amministrazioni locali.
Se così non fosse il nostro diventerebbe un Paese del terzo mondo. Uno dei
dibattiti più intensi a cui abbiamo assistito è stato quello sulla legge
elettorale. Berlusconi ha annunciato di voler eliminare le preferenze anche
nelle elezioni europee del prossimo anno, l'UDC ha raccolto le firme necessarie
per presentare un progetto di legge di iniziativa popolare per reintrodurle
nelle elezioni politiche. Quali scenari aprirà questa contrapposizione? Già
prima dell'ultimo confronto elettorale questo era uno dei dibattiti primari tra
le forze politiche. L'UDC si è opposto allora alla loro eliminazione e
continuerà a farlo. Su questo faremo una battaglia molto forte perché riteniamo
che chi viene eletto debba essere scelto in primis dai cittadini. Non conosco
sistemi democratici migliori rispetto a quello in cui l'elettore scriva il
cognome di chi vuole che sia il suo rappresentante all'interno delle
istituzioni, per questo stiamo raccogliendo le firme per la reintroduzione
delle preferenze. Già qui a Chianciano abbiamo raggiunto le cinquantamila firme
necessarie per la presentazione del progetto di legge ma non ci fermiamo perché
il messaggio deve giungere chiaro. Nei giorni scorsi Benedetto XVI ha esortato
un maggior impegno in politica da parte dei cattolici attraverso una
"nuova generazione" di politici, che abbiano "rigore
morale" e "competenza". Cosa ne pensa? Credo che il richiamo ai
valori cattolici all'interno di uno Stato laico ma non laicista sia di
fondamentale importanza. Rappresentano la base su cui ci si può unire
indipendentemente dai colori che ognuno di noi rappresenta. Chi disconosce i
propri valori solo perché all'interno di un determinato partito, disconosce sé
stesso. Credo che sia questo il concetto che sta alla base del richiamo del
Santo Padre. In effetti la componente cattolica dei due principali partiti
italiani, dopo le ultime elezioni, è molto meno evidente che in passato. E' uno
dei motivi che ci ha indotto a correre da soli alle politiche dello scorso
aprile. Quello che noi abbiamo voluto rappresentare allora, oggi si dimostra
chiaro anche rispetto alle battaglie che stiamo portando avanti come UDC. Lo
esprime molto bene anche l'opposizione costruttiva che il partito sta facendo
alla maggioranza sui temi e sui valori per noi irrinunciabili. Formigoni, che è
governatore della Lombardia ma anche vicepresidente di Forza Italia,
intervenendo qui a Chianciano, si è dimostrato disponibile ad un
riavvicinamento tra i centristi e il PDL. Berlusconi, dal canto suo, nei giorni
scorsi ha affermato che "il distacco dell'UDC dalla Casa delle Libertà è
stato doloroso ma ha anche rappresentato un vantaggio". Cosa ne pensa?
L'UDC è l'unico partito al di fuori delle due grandi coalizioni che è riuscito
ad avere una rappresentanza parlamentare in virtù di una identità politica
chiara e ben delineata. Noi sui temi più importanti per il Paese siamo
disponibili al confronto, come abbiamo dimostrato riguardo al dibattito sulla
giustizia. Staremo a vedere come si evolverà il panorama politico. L'UDC è
stata molto critica su numerose scelte in ambito economico fatte dal Governo:
ICI, Robin Tax, Alitalia, sono
solo alcuni esempi. Gli italiani però sembrano condividere le scelte
dell'esecutivo. Come se lo spiega? Sono operazioni che hanno contesti di
immagine ma non sono certo la risoluzione dei mali del Paese. Diamo tempo al
tempo, in futuro gli italiani sapranno giudicare meglio l'azione del Governo.
Uno dei dibattiti più seguiti qui a Chianciano è stato quello sulla scuola. La
riforma che il ministro Gelmini sta portando avanti è un ritorno al passato o
un'opportunità per migliorare un settore critico del Paese? Credo che riguardo
alla scuola serva un dibattito serio, non può essere che ogni Governo,
qualunque esso sia, metta mano alla scuola senza un confronto serio con tutte
le forze del Paese. Scuola significa civiltà e futuro per una nazione per
questo occorre una riforma condivisa, che duri nel tempo e che possa dare
educazione e conoscenza ai nostri figli. L'esecutivo sembra intenzionato a
rilanciare il nucleare in Italia così come aveva chiesto l'UDC in campagna
elettorale. Che stia cambiando qualcosa nella politica energetica del Paese?
L'Italia deve cominciare a guardare avanti. Occorre abbandonare la politica dei
no e imboccare la strada del fare, ben venga quindi un confronto sul nucleare
ma non solo, perché non possiamo più permetterci di dipendere all'80% dagli
altri. La nostra opposizione "repubblicana" non può che essere
attenta a queste problematiche. Grande interesse ha suscitato anche
l'intervento del ministro Brunetta. Segno che gli italiani sentono sempre più
il bisogno di uno Stato più moderno ed efficiente? Uno dei problemi più
importanti per l'Italia è l'ammodernamento e la semplificazione burocratica dello
Stato e di tutti gli enti di governo. Su questo aspetto si è sicuramente messo
in moto un contesto positivo, ora non bisogna abbassare la guardia ed avviare
quelle riforme che ci consegnino uno Stato che si possa davvero chiamare
europeo.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Foto Segnaletiche L'agenda di Fini e i motori
di Veltroni di Asterisco Dall'agenda di Gianfranco Fini: Correggere giudizi su
Repubblica di Salò - Fare foto nel seggio durante voto referendum Monarchia -
Sollecitare ad Achille Lauro consegna scarpa sinistra - Chiedere al barbiere
perché anche quest'anno non mi ha regalato il calendario? *** Lo tsunami
provocato dal fallimento di Lehman Brothers, approda anche sulle nostre coste:
tritati miliardi di dollari, fritti migliaia di investitori, evaporati i titoli
in Borsa e bruciati centinaia di impiegati. Polpette avvelenate e ricette
finanziarie totalmente sballate. Ma con dirigenti che si chiamano Banchetti,
Magnoni e Pignatti, a nessuno era venuto qualche dubbio? ***
Casini "Senza preferenze per le elezioni europee, faremo le
barricate": Cesa, porterà tutti gli avvisi di garanzia ricevuti da
esponenti Udc. E Pierferdy i suoi book fotografici. *** Veltroni: Berlusconi
sbaglia, perché nessuno di noi rema contro l'accordo Alitalia. Da tempo usiamo i motori e sudiamo meno.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Dopo la chiusura della Lehman Brothers La
crisi di Wall Street è figlia dello statalismo di Carlo Lottieri In giorni di
terribili sofferenze per quanti hanno i loro risparmi nel mercato azionario,
non è sorprendente che vi sia chi già parla di una crisi profonda del
capitalismo. Tra una riunione e l'altra dedicata a salvare un'azienda di Stato decotta come Alitalia (un vero concentrato di privilegi di ogni genere), il
sindacalista Raffaele Bonanni è arrivato a parlare di "crollo del
liberismo". Un quotidiano italiano a larga diffusione non si è neppure
negato la gioia di pubblicare la fotografia di un uomo con una bandiera rossa a
Wall Street. Con le vicende recentissime di Freddie & Fannie, il
fallimento della Lehman Brother e l'acquisizione in extremis di Merrill Lynch
(ma sono solo gli ultimi episodi di una storia lunga e destinata ad ulteriori
sviluppi), si può capire che molti attribuiscano la crisi di oggi al libero
mercato. Ma si tratta di una lettura semplicistica: per più di una ragione.
Nessuno nega che vi siano stati ? da parte dei responsabili di varie società
finanziarie ? comportamenti imprevidenti, talora anche criminali, non di rado
semplicemente sbagliati. Se un'intuizione imprenditoriale può dar vita ad
un'impresa, l'assenza di idee e di scelte azzeccate può deprimere e perfino
condannare un'azienda. Crisi e disfatte sono in qualche modo fisiologiche,
poiché è impensabile un'economia senza sbalzi né congiunture. Nel capitalismo
vero, alla possibiltà di avere successo deve corrispondere la possibilità
dell'insuccesso. E' difficile però accettare la spiegazione data dal premio
Nobel Robert M. Solow, per il quale la crisi è figlia di un'eccessiva
disponibilità ad assumere rischi. Limitarsi a ciò significa chiudere gli occhi
dinanzi alle prime ragioni della "bolla" (oggi immobiliare, ieri
informatica, e via dicendo), e quindi rifiutarsi di riconoscere le colpe di una
politica monetaria che di liberale non ha proprio nulla. Una moneta di Stato,
il dollaro, è stata gestita premendo sull'accelerazione dell'espansione
soprattutto grazie a tassi di credito molto bassi, e questo ha favorito il
moltiplicarsi di "malinvestments". Ma se il principale attore
all'origine del disastro è l'anti-mercato della Fed e del sistema regolatorio
americano, bisogna guardarsi dall'immaginare terapie che ripropongano, sotto
altra veste, gli errori compiuti fino ad oggi. Nei giorni scorsi, sul
"Sole 24 Ore", Luigi Zingales si è detto convinto ? pur dicendosi
liberista ? che il salvataggio di Freddie & Fannie era da farsi. Vi sono
molti argomenti per dissentire (a partire dalla necessità di non premiare i
comportamenti irresponsabili), ma soprattutto quella degli interventi di Stato
è una storia chiusa, poiché di fronte al caso Lehman l'argomento del "too
big to fail" (troppo grande per fallire) si è convertito in "too big
to pay" (poiché 613 miliardi di dollari è una cifra eccessiva per lo
stesso Tesoro americano). Questa conversione delle ultime ore lascia ben
sperare, e così le dichiarazioni di John McCain e ? ancor più ? di Sarah Palin.
L'America è malata di statalismo, ma qualcuno sembra ormai averlo compreso.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi
alla Cgil: intesa su Alitalia o saltano le garanzie FRANZESE E
SANTONASTASO PAGG. 4 E 5 La protesta degli assistenti di volo e dei piloti Alitalia.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Intervista a MARCO CIPRIANO/ Col nuovo Statuto
più consonanza tra l'aula e la Giunta di Marco Castiglioni Marco Cipriano viene
eletto per la prima volta Consigliere regionale della Lombardia nel 2000 nella
lista "Centrosinistra per Martinazzoli". Segretario della Commissione
Ambiente e protezione civile e componente della Commissione Territorio, si è
occupato di lotta all'inquinamento, tutela delle aree verdi, politiche per la
casa, urbanistica e trasporti. Rieletto nel 2005 nella lista Uniti nell'Ulivo,
è diventato Vicepresidente del Consiglio e continua a seguire - in particolare
- i temi dell'ambiente e del territorio. Aderisce al movimento Sinistra
Democratica per il Socialismo Europeo e dall'ottobre 2007 è Consigliere nel
gruppo di Sinistra Democratica. Presidente, da pochi giorni è entrato in vigore
il nuovo Statuto della Regione Lombardia. Qual è il suo giudizio in proposito?
Personalmente al momento della votazione mi sono astenuto per due motivi.
Innanzitutto perché ritengo che il sistema presidenzialista sia da superare in
quanto è espressione solamente di una parte dell'elettorato. Il Consiglio
Regionale, invece, racchiudendo tutti i partiti, rappresenta tutti i cittadini
che hanno votato. Il presidenzialismo ha fatto si che, nel corso degli anni, il
Consiglio sia stato svuotato dei propri poteri e che oggi il 90% delle leggi
che vengono approvate sono di iniziativa della Giunta. Questa situazione però
non riguarda solamente Regione Lombardia ma è un indirizzo diffuso nelle
istituzioni a qualunque livello. Inoltre del nuovo Statuto non ho apprezzato la
clausola che ha innalzato a 300 mila le firme necessarie per il ricorso al
referendum. Il livello è davvero troppo alto soprattutto se si pensa che per
indire un referendum nazionale ne sono richieste 500 mila. In ogni caso il
lavoro fatto sullo Statuto è sicuramente positivo, si è evitato di far
diventare la "carta costituzionale" della regione una bandiera di
propaganda per qualcuno. Il lavoro però non è ancora terminato. Ora il
Consiglio deve scrivere i regolamenti applicativi dello Statuto e attuare parti
burocratiche importanti per la gestione dell'Ente come il regolamento
consigliare e la nuova legge elettorale che, tra le altre cose, deve dare piena
rappresentanza a tutti i territori lombardi. La fase attuativa dello Statuto
deve essere un'occasione per migliorare il funzionamento del Consiglio e per
rafforzarne il ruolo. Ci deve essere più consonanza tra le sollecitazioni dell'aula,
che sono di diretto interesse dei cittadini, e le risposte date dalla Giunta.
Bisogna evitare inoltre la frammentazione dei gruppi politici che comporta un
appesantimento della struttura e un incremento dei costi. Per quanto riguarda
la legge elettorale, occorre stare molto attenti a quello che si fa. Coi chiari
di luna che ci sono oggi nel Paese, si rischia seriamente di allontanare
ulteriormente gli elettori dalle istituzioni. Il premio di maggioranza è utile
per garantire la governabilità ma non associato ad uno sbarramento perché
troppi paletti rendono la politica ostile ai cittadini. Le preferenze poi sono
un tema delicato che incide sui costi della politica. Personalmente sono
contrario alle liste bloccate ma un sistema elettorale per funzionare bene deve
garantire che non ci sia un incremento delle spese. Siamo nel
pieno della trattativa sindacale su Alitalia. Quali conseguenze avrà su Linate e Malpensa? Di fronte a
vicende così importanti per la Lombardia, il Consiglio Regionale non può
limitarsi ad apprendere le decisioni e le scelte dai giornali. Il piano
industriale di CAI prevede di fatto la chiusura di Linate perché, con la
concorrenza che si avrà tra pochi mesi quando partirà l'alta velocità,
non riuscirà più ad essere competitivo sulla tratta Milano - Roma, l'unica che
gli rimarrebbe. Il Consiglio ha il dovere di discutere di questi argomenti, per
questo ho chiesto una seduta straordinaria dell'aula affrontare il tema. In
Lombardia, come in tutto il Paese, la sinistra italiana sta vivendo un periodo
di palese difficoltà. Come uscirne, secondo lei? Credo che dopo il risultato
elettorale delle ultime politiche si debba dare vita ad un nuovo centro
sinistra più solido rispetto all'esperienza dell'Unione, che si rinnovi
veramente e non sia solo una sommatoria di partiti come è oggi. Il PD dovrebbe
inoltre abbandonare quella vocazione maggioritaria un po' velleitaria che ha
permesso alla destra di vincere le elezioni. Ritiene possibile un avvicinamento
del centro sinistra alla Lega e all'UDC? Allo stato attuale non è proponibile
un'alleanza organica con l'UDC e tantomeno con la Lega. Si può però ragionare
su accordi riguardo singole questioni su cui possiamo trovare un'intesa. Non
bisogna inoltre mai smettere di dialogare con le componenti più moderate del
panorama politico del Paese. A luglio il Consiglio Regionale ha eletto Giulio
De Capitani come suo nuovo Presidente. Cosa ne pensa? Questa legislatura è
stata un po' caotica. In poco più di tre anni si sono avvicendati tre
presidenti, Prima Fontana, poi Albertoni e ora De Capitani. Tutte persone
valide e meritevoli di grande considerazione. Certo si è creata qualche
difficoltà rispetto alla continuità. De Capitani lo conosco bene, siamo stati
membri della stessa commissione. Penso che si possa arrivare a fine legislatura
collaborando fattivamente nel rispetto delle reciproche posizioni.
( da "Opinione, L'" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 17 Set
2008 Edizione 195 del 17-09-2008 Feltri al Tg4 conquista la top ten di Lucilla Bicocchi La vicenda Alitalia continua a segnare l'identikit dei Tg insieme alle polemiche sul
mondo della scuola. Con il suo intervento al Tg4 è il direttore di
"Libero" a conquistare il primo posto della top ten del 15 settembre,
un giorno che ha visto insegnanti di molti istituti di tutta Italia accogliere
gli alunni con il lutto al braccio e il grembiule nero. Chiamato a
commentare la giornata, Feltri raccoglie il dubbio lanciato dal direttore:
"L'opposizione è in crisi?" Sono parole dure le sue: "Questi
maestri non sono degni di stare in cattedra", dice, incoraggiando il
ministro Gelmini a prendere provvedimenti. E dell'opposizione dice: "E' in
crisi profonda, lo dimostra il fatto che di fronte a un'innovazione della
scuola si assumono iniziative discutibili come queste, peraltro isolate".
Ma "la scuola in lutto" scatena il dibattito politico. Poco dopo,
sempre al Tg4, anche il presidente dei senatori del Pdl commenta gli episodi
legati alle proteste nella scuola. "Il Governo sta mettendo tutti di
fronte alle proprie responsabilità per risolvere i problemi. Il 67% di consenso
a Berlusconi, dice Gasparri, nasce dalla spazzatura che non c'è più, dalla
riforma della scuola e anche dalla determinazione con cui il Governo sta
cercando di risolvere la vicenda Alitalia. E a
proposito della fascia nera al braccio di alcuni insegnanti risponde così:
"Forse hanno il lutto al braccio perché Veltroni e il loro partito oggi
sono in difficoltà, e allora la buttano in rissa". Medaglia di bronzo la
guadagna invece il leader della Uil, Angeletti che, dopo un primo accordo
raggiunto su Alitalia, si dice soddisfatto per
un'intesa che salva il posto di lavoro di molti garantendo un reddito dell'80%
a chi perderà il posto. Tra Cronaca e Politica, all'interno dei Tg trova ampio
spazio il crac della Lehman Brothers, la quarta banca d'affari statunitense. Se
Wall Street ha sofferto una delle peggiori giornate degli ultimi anni, anche
nel nostro Paese non mancano ipotesi e previsioni dei prossimi scenari futuri.
Se ne discute al Tg5, dove il direttore de "Il Sole 24 Ore" dice che:
" La Banca centrale e il tesoro americano non possono offrire garanzie
illimitate. Il contribuente americano paga già un prezzo elevato dopo il
salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. La catena di fallimenti sembra non
finire mai, ma finisce anche l'illusione che si possano moltiplicare i capitali
a disposizione". Della crisi Alitalia ha parlato
anche il premier Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a "Porta a porta".
"O si fa così o c'è il fallimento" ha detto il presidente del
Consiglio che ha chiesto a tutti senso di responsabilità. "In caso di
fallimento la responsabilità sarebbe dei sindacati e di alcune
corporazioni". A seguire ecco Myriam Mafai, ospite in studio al TgLa7,
mentre al Tg3, Federico Rampini de "La Repubblica", spiega che il
Governo americano non ha potuto salvare la Lehman Brothers perché dissanguato dalle
ultime operazioni di salvataggio di Fannie Mae e Freddy Mac. Inevitabile, dice,
che la crisi del sistema finanziario americano abbia ripercussioni anche in
Europa.
( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ROM Il vertice Ue
accusa: "Italia razzista" Polemica aperta contro l'Italia al primo
vertice Ue sui rom: prima il presidente Barroso si è detto contro la schedatura
su base etnica, poi George Soros ha attaccato il governo Berlusconi, e infine i
rom hanno lasciato il summit per protesta mentre parlava il sottosegretario
Eugenia Roccella PAGINA 7 AFGHANISTAN Rapporto Onu: un record di civili uccisi
Tragico bilancio ufficiale della guerra "umanitaria" che rivede al
rialzo la denuncia di Human Right Watch: morti 1445 civili nei primi 8 mesi del
2008 PAGINA 9 ISRAELE Olmert travolto, Kadima diviso. Oggi le primarie Un
partito devastato dagli scandali del premier dimissionario. Barak e Netanyahu
aspettano. Abu Mazen spera in Tzipi Livni PAGINA 11
ALITALIA | PAGINA 4 Il diktat di Berlusconi: nessuna garanzia se salta la
trattativa La Cgil: parole inaccettabili TV | PAGINA 6 Vezzali-Berlusconi,
siparietto con annessa polemica UCRAINA | PAGINA 10 Iushenko contro Timoshenko
Salta la coalizione arancione, si va verso elezioni anticipate SCUOLA / PAGINA
2 Tutti contro la riforma Gelmini "Quella privata è uguale alla
pubblica": la filosofia della ministra a tre giorni dall'inizio. E a
Napoli, nel rione della camorra, cosa ne pensano? Dite la vostra sul nostro
blog CINEMA / PAGINA 3 Trentin, parole e immagini "Il senso della
lotta", un altro modo per raccontare il '68 e l'autunno caldo attraverso
le parole di uno dei più amati leader della Cgil. Un film-intervista di Silvano
Agosti .
( da "Manifesto, Il" del 17-09-2008)
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TELEVISIONE Il
sovrano alla corte di "Porta a Porta" Norma Rangeri Con Silvio
Berlusconi nel salotto di Porta a Porta e l'ex parlamentare Vladimir Luxuria
sulla spiaggia dell' Isola dei famosi , il servizio pubblico ha inaugurato il
vero anno scolastico, l'unica pedagogia nazionale di massa in grado di
trasmettere simboli, valori, modelli al popolo impaurito dalla crisi.
Partecipando alla brillante kermesse del talk-show e all'esotico festival del
doppio senso, nella stessa serata sugli schermi della Rai, il leader del
centrodestra e il transgender dell'estrema sinistra diventano i poteri forti di
un immaginario che alimenta e sponsorizza un'idea unica della politica. Trionfa
l'immagine di una conversazione pubblica fondata sulla volgarità,
sull'ostracismo di ogni critica avanzata fuori dal perimetro della
rappresentazione. La trasgressione di Lux (così la Ventura chiama l'ex
parlamentare di Rifondazione) accetta la telecamera tra le mutande, le
battutacce, il senso comune di una sessuofobia con il belletto dell'emancipazione.
Allo stesso modo, ubbidendo alla medesima grammatica, il governo del paese
appare tra le gambe di miss Italia e i baci toccanti della campionessa
olimpica. Il presidente del consiglio è sembrato persino stupito dall'eccesso
di adorazione degli ospiti. Come se il suo corpo sovrano, così desiderato, lo
mettesse nella condizione di dover contenere l'onda populista. È lui che deve
frenare Vespa-Fede che lo incita ad apprezzare le forme della giovane miss, è
sempre lui che si schermisce di fronte alle avance della regina del fioretto.
Del resto sa bene qual è la regola: non spetta a lui dover sottolineare
l'evidenza, basta il lavoro delle telecamere che sanno dove guardare, cosa
suggerire, come commentare. La televisione è una buona maestra. Capace di
prolungare la luna di miele del governo, offrendo gli ingredienti necessari ai
sondaggi che continuano a beneficarlo. Se ogni giorno i
telegiornali raccontano che Berlusconi sta facendo di tutto per salvare l'Alitalia, evitando, con una coerenza granitica,
di ricordare che si sta parlando dello stesso Berlusconi che solo qualche mese
fa ha fatto naufragare un accordo più vantaggioso per le tasche degli italiani,
nessuna meraviglia se i sondaggi raccolgono l'opinione unica. Se le
domande dei giornalisti diventano ogni giorno più imbarazzanti delle risposte
(nella serata di Porta a Porta abbiamo visto due direttori-fantasma), è facile
intuire cosa pensa, immagina e vuole il pubblico che legge l'attualità dal
video. Siamo solo all'inizio dell'anno televisivo, Berlusconi può rendere più
conforme e omogeneo il palinsesto. Non che ne abbia bisogno, il sistema
funziona così: Rai vecchia (riesumano persino Carramba ), Mediaset sempre in
tiro. Ma la costituzione formale, i regolamenti parlamentari chiedono di nominare
un presidente della commissione di Vigilanza, il Cda della Rai è scaduto e si
dovrà scegliere un presidente e un direttore generale. Difficile che il
centrodestra incontri un'opposizione capace di scoprire il trucco. La recente
storia passata (i due governi di centrosinistra) non ha offerto prove
confortanti. Il primo governo Prodi fece ammalare la Rai di "
ulivite", mentre nella prova d'appello del secondo mandato prodiano, la t
v pubblica ha spedito a viale Mazzini un cast dirigente superlottizzato e
filoberlusconiano. Nell'attuale afasia dell'opposizione, reagire al regime
dell'informazione non sembra una priorità dell'agenda veltroniana. Si scende in
piazza per le questioni sociali, senza che un'altra televisione lo diventi mai.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ammettiamolo: aveva
ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In
un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers,
che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E non è il principio
della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare
la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta.
Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema
di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che
"sulla finanza e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice
ottimista sul futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura
d'Europa dopo la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più
solido rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo
abbastanza solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che
altrove. Le famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine
del consumo a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia
"dopo la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e
più forte degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così
facile ricreare ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1)
Il nostro sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un
debito pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che
impongono una severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani
legate e comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti
pubblici) è alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in
rapporto al reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato
dimezzato dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre,
sebbene il credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran
Bretagna è tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo
l'incidenza dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa
(problema di cui nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è
drammaticamente crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era
investito in Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere
anche da noi (sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran
Bretagna) e ci vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot
mettono al riparo dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno
l'inflazione, chi aveva investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni
sono crollate. Tra il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il
livello di risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma
non certo dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la
concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di
fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i
consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi!
Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente
per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers,
annaspa Alitalia e
probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma
anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha
portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego:
sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza
alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche
in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha
incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità
predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa
globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello
di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente
anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole
dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di
portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i
mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto
deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello
che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai
contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare
Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e
iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una
mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un
mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una
soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che
il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e
l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro
canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto
importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica
soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non
esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si
esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di
regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo
quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente
prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida
di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e
senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie
e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in
globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) "
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Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Un campo in forte
espansione proprio per i mutamenti economico-sociali cui ho fatto cenno.
Un'espansione che ha determinato anche una "dequalificazione" dei
lavoratori e dei "funzionari" che in passato avevano non solo un
certo rango sociale ma anche retribuzioni "privilegiate". Pensate
alle banche, dove ormai c'è un "proletariato" con salari e una condizione
sociale non più equiparabili a quel che in passato era il "bancario".
Ma, nella stessa banca, c'è anche un management con alto prestigio sociale e
retribuzioni favolose. Tuttavia la corporativizzazione del sindacato nel
servizio pubblico ha fatto perdere di vista il fatto che esso è sorto per dare
risposte ai problemi a volte drammatici dei cittadini. Insomma, l'ospedale
spesso appare a servizio dei medici e degli infermieri o la scuola in funzione
dei maestri e dei professori e così via di seguito. Io non penso che questa
deriva corporativa sia dovuta solo ai lavoratori che cercano di difendere i
loro diritti e la loro professionalità e carriera. Governi e classi dirigenti
hanno incoraggiato il sindacato corporativo. Il quale oggi, lo vediamo anche con
i piloti, non riesce a difendere né i suoi associati, né gli interessi
dell'azienda, né quelli generali. In Italia, il sindacato confederale, era nato
con due obiettivi: la solidarietà "di classe" fra tutti i lavoratori
e la necessità di fare prevalere lo sviluppo e l'interesse generale sul
particolare. Un grande interprete di questa linea fu certo Giuseppe Di
Vittorio. Ricordo il suo impegno per il "piano del lavoro" in un
momento particolare del Paese, il dopoguerra con una disoccupazione che toccò
due milioni di persone, soprattutto nel Mezzogiorno. Al congresso confederale
del 1949 Di Vittorio si rivolse ai "suoi" braccianti pugliesi, in
quel momento impegnati in uno sciopero per il contratto di lavoro, e nonostante
avessero salari da fame disse: se gli agrari si impegnano a investire nei
lavori di miglioramento produttivo, possiamo attenuare le richieste salariali.
Era in gioco non solo la crescita dell'occupazione, ma la modernizzazione
dell'agricoltura e del Paese. Nel caso della
"vertenza" per l'Alitalia Berlusconi, con scarsa fantasia, ha accusato la Cgil di
ostacolare un accordo per motivi politici. Sciocchezze. Parla come se ci fosse
ancora una cinghia di trasmissione tra il sindacato e un partito! La verità è
altra. Negli anni del dopoguerra, grazie ai grandi partiti e a una politica
forte, fu possibile il "miracolo economico" a cui contribuì
l'iniziativa pubblica. Nel momento in cui, con la globalizzazione e altri
fenomeni, l'economia italiana deve competere su terreni nuovi non c'è guida
politica e si ricorre allo Stato solo per pagare i danni provocati
dall'impotenza politica. Per l'Alitalia si fa proprio
questo. Il sindacato fa politica? No. Spesso non ha una buona politica per
contrastare la cattiva politica dei governi e gioca di rimessa. Anche perché il
governo pensa che il suo ruolo è quello di tamponare le proprie falle. Il
sindacato oggi è forse ancora l'unica forza che aggrega parti importanti della
società. Ma se vuole avere un ruolo nel mondo che è cambiato deve riacquisire
la cultura dell'interesse generale. Il sindacato corporativo non è la risposta
alla modernità ma un ferro vecchio della vecchia politica. Emanuele Macaluso.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
All'ultimatum
del premier su Alitalia ha risposto Epifani: "Parole
inaccettabili". Giovannini, Magri e Minzolini ALLE PAG. 6 E 7.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni
giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e
Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della
tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro
Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi
più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si
chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta
che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo.
Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del
Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca
intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non
perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce
l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un
piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre
le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla
grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un
cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili
e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma
per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà
adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E
Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma
pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far
pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e
Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che
se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata
alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure
i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la
gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che
dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo,
e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno
alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa:
"Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto,
infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la
prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a
parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi
faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il
disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si
capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo
dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno
lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma
che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse
capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi
sporgenti come quelli dei ghiri e tace.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Alitalia, scontro Berlusconi-Veltroni Il premier:
la Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori --> Il premier: la
Cgil non sia egoista. Walter: lui ammetta gli errori Alitalia,
intesa o addio: nuovo ultimatum di Berlusconi ai sindacati, in particolare alla
Cgil. Veltroni accusa: un pasticcio storico. ROMA Accordo o fallimento per Alitalia. Da Parigi, Silvio Berlusconi ripete il suo
aut-aut. E ammonisce soprattutto la Cgil, riaccendendo lo scontro con il Pd. Il
governo ha prodotto "un pasticcio tra i più gravi della storia dell'Italia
del dopoguerra e ora si esercita a scaricare le colpe sul sindacato", gli
replica secco Walter Veltroni. A DISTANZA Il duello a distanza tra il presidente
del Consiglio e il leader del Pd segna così una nuova giornata di tensione e di
attesa sul fronte della compagnia di bandiera. La prima mossa è di Berlusconi
che ammonisce i sindacati: se salta tutto, per un "egoismo
irragionevole", il governo dovrà intervenire "drasticamente".
Insomma, non potrà garantire ai 20mila dipendenti della compagnia di bandiera
che finiranno per strada gli ammortizzatori sociali che prevede il piano Fenice
per i 3.250 esuberi: ammortizzatori sociali "fino a 8 anni, con l'80%
dello stipendio e con la possibilità anche di trovare un altro lavoro".
TROPPA POLITICA A chi sia rivolto l'appello al "senso di
responsabilità" del Cavaliere - accompagnato dal monito che "il
giudizio degli italiani sarebbe veramente di condanna" in caso di rottura
- lo chiariscono i tanti interventi di dirigenti di Forza Italia che puntano
l'indice contro la Cgil. "Non si capisce dove vuole andare a parare",
attacca Daniele Capezzone, rivolto al sindacato di Corso Italia. "Fanno
politica, stanno davvero esagerando", fa eco Maurizio Lupi. E anche il
presidente del Senato Renato Schifani, ricordando Bruno Trentin davanti al capo
dello Stato Giorgio Napolitano e allo stesso Guglielmo Epifani, segnala che
"la sua lezione, capace di coniugare difesa dei lavoratori e sviluppo del
paese, è assai utile proprio in queste ore". E invita a "non
arroccarsi in sciocche battaglie di retroguardia". Un riferimento
indiretto ma chiaro alla vicenda Alitalia, che Epifani
raccoglie quando è il suo turno. "Trentin - dice - non ha mai scambiato un
miglioramento economico con un peggioramento delle condizioni normative e dei
diritti dei lavoratori". WALTER ATTACCA Dura anche la replica di Veltroni
a Berlusconi. "Quello di Alitalia è un pasticcio
tra i più gravi della storia dell'Italia del dopoguerra che lascerà i suoi
miasmi ancora per molto tempo. Ma ciò che è più insopportabile è che il governo
vuol far pagare i prezzi di questo pasticcio a lavoratori che guadagnano 1300
euro al mese o a giovani precari ormai da molti anni. Il premier e molti uomini
della sua maggioranza, invece di riconoscere gli errori e i guai causati dalle
loro decisioni, si esercitano a rovesciare le colpe sui sindacati, in
particolare sulla Cgil, e sui dipendenti della compagnia". Severo con
Veltroni, ma morbido con la Cgil si mostra alla fine il ministro delle
Infrastrutture Altero Matteoli. "Da un politico che è stato sindaco della
Capitale ed aspira a diventare capo del governo - replica al leader del Pd -
non ci si aspetta l'irresponsabilità che trapela nella dichiarazione sulla
crisi di Alitalia". A PARIGI La visita di
Berlusconi in Francia impone anche una piccola correzione di rotta nei
confronti di Air France. Dopo un incontro con il presidente francese Nicolas
Sarkozy all'Eliseo, infatti, il presidente del Consiglio riapre al vettore
transalpino, sottolineando che le sue parole su Lufthansa di lunedì non
"precludono" un ingresso dei francesi nel capitale della futura
compagnia italiana. "Con Sarkozy - dice - abbiamo parlato anche di Alitalia ed io ho detto soltanto che c'era questa cosa
dell'hub e di Malpensa, ma anche Air France è assolutamente una compagnia cui
rivolgere l'attenzione".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica". Cala il Pd
Silvio, fiducia al 60 per cento Record nel sondaggio commissionato da
"Repubblica". Cala il Pd --> ROMA Silvio Berlusconi stacca tutti
nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per Repubblica.it
sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Il presidente del Consiglio, a
settembre, sale di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello massimo di
fiducia raggiunto finora. Cresce anche il governo, seppure di meno (54%, +2%);
tra i ministri, Roberto Maroni sale al primo posto con il 62%, davanti a Franco
Frattini (60%) e, appaiati al 58%, Giulio Tremonti, Renato Brunetta e Maurizio
Sacconi. Anche la fiducia nei partiti rafforza al comando il Pdl (53%, +3),
mentre vede in difficoltà le opposizioni con Pd e Idv in calo. Il sondaggio
indica che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e
ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e
settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8
rimane invariata. Per quanto riguarda i ministri, il trend registra molte
oscillazioni soprattutto nella fiducia di quei ministri che si sono
maggiormente esposti nel dibattito estivo o nelle prime misure seguenti la
ripresa dell'attività politico-parlamentare. Al primo posto c'è Maroni (+2%
rispetto a luglio), mentre Frattini (Esteri) e Tremonti (Economia), nonostante
una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto. Ta i ministri che perdono
maggiori punti c'è Sacconi (Welfare) che, forse vittima del
problema Alitalia, negli
ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a
Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello
maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42%
(+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi
dal ddl contro la prostituzione. Anche il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia
del 3% e passando al 38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai
partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di
voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo
posto e per la prima volta, superando la soglia del 50%, arriva al 53%. Il momento
positivo per la maggioranza è confermato anche dal risultato stabile della Lega
(30%). Mentre sembra essere in difficoltà l'opposizione, con la sola eccezione
dell'Udc che rimane stabile al 20%. Infatti il Pd, con un calo del 4%, scende
al suo risultato peggiore (30%) e l'Idv, che aveva finora bilanciato i cali del
Pd, scende per la prima volta di tre punti, attestandosi al 44%.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
trasporto aereo Trattativa ferma con i piloti Sciopero Meridiana, voli a
rischio per tutta la giornata Trasporto aereo. Trattativa ferma con i piloti
--> Quattro ore di sciopero e una mezza dozzina di voli cancellati, anche se
i disagi potrebbero essere ben più consistenti oggi per i passeggeri Meridiana.
L'astensione di 24 ore annunciata dai piloti aderenti ad Apm e Uilt (Anpac si
dovrebbe fermare invece solo per quattro ore), infatti, è stata ridotta dalle
indicazioni della Commissione di garanzia, che ha deciso di far concentrare il
blocco dei voli nella fascia oraria tra le 12 e le 16. Ma ieri sera, dopo una
giornata di trattative tra azienda e piloti sulla riorganizzazione della
compagnia e sul piano industriale, l'incontro si è chiuso con un nulla di
fatto. Non solo. I piloti, che chiedono garanzie anche sul management della
società e sui programmi futuri e non vogliono accettare ridimensionamenti in
stile Alitalia, hanno confermato
che lo sciopero programmato per oggi è di 24 ore e non di 4 come suggerito
invece dalla Commissione di garanzia. CAOS NEI CIELI Oggi, dunque, i disagi
potrebbero essere ben più consistenti rispetto a quelli annunciati, anche se
ieri la compagnia, in un comunicato stampa, ha ricordato che la Commissione di
garanzia sugli scioperi ha dato il benestare appunto soltanto sul blocco
di quattro ore tra le 12 e le
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Regionale
Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
17-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina 316
panorama politico In attesa delle strategie d'autunno Panorama politico di
Sergio Soave --> di Sergio Soave Il panorama politico che si presenta alla
ripresa dell'attività dopo le ferie estive non si differenzia molto da quello
che ha caratterizzato i primi cento giorni del terzo governo di Silvio
Berlusconi. Questo significa che l'attesa e pronosticata crisi di consenso
sulla quale si fondava la strategia d'autunno annunciata da Walter Veltroni non
si è, almeno per ora, verificata. Questo ha provocato due fenomeni diversi
nella maggioranza e tra le opposizioni. Le differenze che emergono nella
maggioranza, soprattutto per l'esigenza della Lega di affermare il suo ruolo
determinante nell'alleanza, hanno l'effetto di spingere verso soluzioni rapide
dei problemi sul tappeto. L'esempio dell'attivismo del premier su varie
situazioni critiche - da quelle nostrane dei rifiuti di
Napoli e della crisi di Alitalia a quelle insorte sul piano internazionale con l'affare georgiano
- provoca emulazione nei suoi ministri, che puntano a ottenere effetti visibili
e immediati sui vari terreni, dalla riforma federale a quella della burocrazia,
dalla scuola alla giustizia, al contenimento della criminalità, in particolare
di quella legata all'immigrazione clandestina e al nomadismo. Se c'è una
differenza che si presenta di carattere meno tattico, questa riguarda
l'intenzione della Lega di tallonare il Partito democratico su tematiche
specifiche, dalla preoccupazione degli amministratori per l'abolizione dell'Ici
a quella della corporazione scolastica sull'abolizione del maestro plurale,
allo scopo di sfondare a sud del Po, estendendo gli esiti elettorali
imprevistamente incoraggianti ottenuti alle elezioni politiche dal Carroccio in
Emilia Romagna. L'aspetto più critico del contesto nazionale, la stasi
economica che sta volgendo in recessione, non solleva per ora ondate di
protesta sociale considerevoli, perché si sta diffondendo la convinzione che
per uscire da questa situazione sia necessario preliminarmente mettere un po'
di ordine, riformando radicalmente il sistema contrattuale del settore privato
e intervenendo con misure efficientistiche altrettanto, se non più decise, nel
settore pubblico. Così la maggioranza si trova a gestire un inedito blocco
d'ordine riformatore, difficile da inchiodare su posizioni meramente
conservatrici e restauratrici proprio per la sua consonanza anche con le
aspettative di trasformazione, che vengono però attese come conseguenza di una
iniziativa dall'alto, sostenuta da un consenso prevalentemente passivo e
attendista ma tuttora crescente. Sul piano delle relazioni politiche, questa
condizione della maggioranza si esprime in una forza di attrazione verso le
aree "confinanti" dell'Udc da una parte e della Destra dall'altra,
che troveranno una prima importante verifica nella tornata di elezioni
amministrative e regionali che a partire dall'autunno abruzzese arriveranno
alla primavera, con la verifica generale delle elezioni europee. Il processo
innestatosi nelle opposizioni è di segno quasi specularmente opposto.
L'attrazione che si prefiggeva di esercitare il Pd, di gran lunga la formazione
maggioritaria nella minoranza, non ha trovato modo di realizzarsi
effettivamente, né verso l'estrema sinistra che intende reagire alla sconfitta
che l'ha estromessa dalle aule parlamentari con una riaffermazione identitaria,
né verso l'area socialista e radicale che puntano, seppure per vie diverse,
alla riproposizione di temi laicisti sui quali il Partito democratico non è in
grado di esercitare un'egemonia culturale, né verso i centristi dell'Udc,
condizionati nei fatti dall'alleanza col centrodestra realizzata in Sicilia,
dove raccolgono la quota più rilevante di consenso elettorale. La vera
difficoltà, però, si è concretizzata nei rapporti con l'unico alleato
elettorale esterno (quello con i Radicali si era invece realizzato all'interno
delle liste del Pd), l'Italia dei Valori, che ha accentuato, se possibile, la
sua tradizionale caratteristica giustizialista e girotondina, mettendosi in
aperta concorrenza con il maggiore alleato, puntando a imporgli il suo stile di
opposizione, che però contraddice la sua radicalità alla vocazione
maggioritaria del Pd. In questa situazione, anche il vantaggio strutturale del
Pd, partito ancora con organismi provvisori, sul Popolo delle Libertà, tuttora
solo una sigla elettorale in attesa di trasformazione in formazione politica
organizzata, non dà il risultato di una maggiore compattezza interna,
condizione indispensabile per realizzare una tattica politica non ondeggiante e
incerta.
( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Da 15 anni non si
hanno notizie del 24enne Angelo Gullo. Secondo i pentiti, venne
individuato dai sicari, interrogato, picchiato e ucciso dopo la cattura del
boss
"
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24enne scomparso: rubò nel covo di Riina, fu ucciso dalla lupara bianca Da 15
anni non si hanno notizie del 24enne Angelo Gullo. Secondo i pentiti, venne
individuato dai sicari, interrogato, picchiato e ucciso dopo la cattura del
boss Roma, 17 settembre 2008 - Era un mistero, perché di lui, non si sa più
nulla da 15 anni, ma ora i pentiti hanno svelato ai pm di Palermo il mistero:
il 24enne Angelo Gullo, è morto, ucciso perché rubò nella villa di Totò Riina.
Lo rivela il Corriere della sera. La madre non ha mai perso le speranze e crede
che suo figlio, 24enne al momento della scomparsa, sia ancora vivo, anche se di
lui non si hanno più notizie da 15 anni. Per due volte i magistrati hanno
archiviato il caso, per due volte la madre, che si è rivolta anche a 'Chi l'ha
visto?', l'ha fatto riaprire. Ora la verità svelata dal quotidiano: Angelo
Gullo - scrive il Corsera - sarebbe rimasto vittima della lupara bianca perché
avrebbe osato commettere un furto nel covo del boss Totò Riina, all'epoca
l'uomo più ricercato d'Italia. Il giovane, secondo il racconto dei pentiti,
venne subito individuato dai sicari della famiglia di Pagliarelli, interrogato,
picchiato e poi - a distanza di tempo, dopo la cattura del boss - ucciso. Forse
il giovane aveva visto qualcosa che non doveva : "In questa storia ci sono
delle strane coincidenze ù dice il pm Viola al Corsera ù ma al momento si
possono fare solo illazioni. L'inchiesta non è ancora chiusa e ascolteremo
ancora altri collaboranti". Al mistero di Gullo si sommano quelli che
ruotano attorno al covo di Via Bernini: Riina - sottolinea il Corsera - venne
arrestato il 15 gennaio '93, ma fino al 2 febbraio non fu fatto alcun controllo
da parte delle forze dell'ordine dando così tempo ai mafiosi di ripulirlo. Il
boss dietro le sbarre Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio
razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari passo. sarà
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nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo
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volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo
"Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel
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sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per
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"Continuiamo a
darci da fare e speriamo presto di avere dei figli", parola della compagna
del calciatore che, durante un'intervista a 'Bild',
ha dichiarato che l'idea di un bimbo non è poi così lontana, mentre l'altare può
attendere
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Scommesse Casa PROGETTI FUTURI La rivelazione di Marta Cecchetto "Io e
Luca vogliamo un bambino" "Continuiamo a darci da fare e speriamo
presto di avere dei figli", parola della compagna del calciatore che,
durante un'intervista a 'Bild', ha dichiarato che l'idea di un bimbo non è poi
così lontana, mentre l'altare può attendere Berlino, 17 settembre 2008 - Per
Luca Toni è più facile segnare per il Bayern di Monaco che riuscire a fare un
figlio. Lo rivela la fidanzata Marta Cecchetto, che ha raccontato alla 'Bild' come
i tentativi compiuti non siano stati coronati da successo. "Finora non c'è
nessuna novità", dichiara la modella in un'intervista, "continuiamo a
darci da fare e speriamo presto di avere dei figli". Esclusa, per il
momento, sembra invece l'idea del matrimonio. "Non abbiamo nemmeno il
tempo di pensarci- ha spiegato Marta - io e Luca siamo molto occupati, io
prendo l'aereo per l'Italia due o tre volte a settimanae ormai ci siamo
abituati, ma continuiamo a trovare il tempo per stare insieme". MULTIMEDIA
La modella e il calciatore Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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Governo farà il possibile (93 commenti) Maestre in lutto contro la Gelmini Il
ministro: "Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania)
contro Mourinho "E' uno da bastonare nei denti" (79 commenti)
Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il
ministro è nuda sui calendari!" (76 commenti) L'aggressione filmata dalla
telecamere Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da
lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i
sindacati (39 commenti) L'Alitalia è appesa a un filo Berlusconi: "O accordo o
fallimento" (31 commenti) Un italiano di colore ucciso a sprangate Fermati
i due presunti aggressori (30 commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie
Veltroni e a tutti i comuinisti i quali comportandosi come stanno facendo, ci
[...] Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione
con la sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una
via ad Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione
filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi
commette un omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti.
privare un essere u[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non
contesta l'odio razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari
passo. sarà felice il comune di vedere raddoppiati gli in[...] Automobilisti
multati a raccolta E' nato un comitato contro il 'videored'16:47:47 - Per me
non vincono nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish
al suo posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido
di volersi ritirare da un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo
"Il giallo deve durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel
caso di "sporco nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i
nazisti,[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio
razziale Crisi Alitalia, giusto che i dipendenti
scioperino?Chi vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di
quest'anno?Pensi che la crisi americana avrà riflessi sull'economia
italiana?Ancona, Madonna sui murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario
scolastico, sei d'accordo?Fini: "La destra si riconosca nei valori
dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge
Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula
televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei
d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il
derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri
sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per
chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei
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( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ereditiera,
condannata a 22 giorni di prigione per guida in stato di ebrezza, confessa:
"Sono sicura che non mi capiterà più, ho imparato molto dai miei
errori". Riguardo al legame sentimentale con il suo Benji la starlette
dichiara: "Sono veramente innamorata"
"
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Scommesse Casa SBAGLIANDO SI IMPARA Paris Hilton: "Il carcere è stato
duro, ma ora mi sento molto più forte" L'ereditiera, condannata a 22
giorni di prigione per guida in stato di ebrezza, confessa: "Sono sicura
che non mi capiterà più, ho imparato molto dai miei errori". Riguardo al
legame sentimentale con il suo Benji la starlette dichiara: "Sono
veramente innamorata" Los Angeles, 17 settembre 2008 - Paris Hilton ha
confessato di ricordarsi talmente bene i giorni trascorsi in carcere che il
solo pensiero la sconvolge. Lo ha dichiarato la stessa starlette ripercorrendo
i suoi 22 giorni di prigione a cui era stata condannata per aver guidato in
stato di ebbrezza. "è stato veramente duro per me, ma sono convinta che
questa esperienza mi abbia fortificato", ha aggiunto la Hilton,
intervistata da 'Entertainment tonight'. "Sono sicura che non mi capiterà
più, ho imparato molto dai miei errori" ha concluso. Parlando invece della
sua relazione sentimentale con Benji Madden, l'ex ereditiera ha sottolineato
che trova il suo fidanzato "un gran bel tipo". "è diventato
anche il mio migliore amico - ha proseguito, - lui è leale, dolce e mi ricopre
di attenzioni. Sono veramente innamorata". MULTIMEDIA Paris, sempre sotto
i riflettori Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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"Protesta vergognosa" (84 commenti) Lo Monaco (Catania) contro
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Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli
a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati (39
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a un filo Berlusconi: "O accordo o fallimento" (31 commenti) Un
italiano di colore ucciso a sprangate Fermati i due presunti aggressori (30
commenti) 16:56:25 - Bravo Silvio e grazie Veltroni e a tutti i comuinisti i
quali comportandosi come stanno facendo, ci [...] Il premier:
"Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la
sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una via ad
Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione filmata
dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi commette un
omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti. privare un
essere u[...] L'aggressione filmata dalla telecamere Il pm non contesta l'odio
razziale16:47:50 - Quando arroganza e stupidità vanno di pari passo. sarà
felice il comune di vedere raddoppiati gli in[...] Automobilisti multati a
raccolta E' nato un comitato contro il 'videored'16:47:47 - Per me non vincono
nessun match. Spagna in finale sul velluto.[...] Bob Bryan out Fish al suo posto16:46:14
- In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di volersi ritirare da
un provvedimento, una [...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve
durare 5 secondi"16:46:05 - (contnua) Insomma, nel caso di "sporco
nazista" uno può essere giustificato a disprezzare i nazisti,[...]
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Alitalia, giusto che i dipendenti scioperino?Chi
vincerà la Champions League?Ti è piaciuta la Luminara di quest'anno?Pensi che
la crisi americana avrà riflessi sull'economia italiana?Ancona, Madonna sui
murales: cosa ne pensi?Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini:
"La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei
d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla
prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del
concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa,
sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare
il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per
i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei
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( da "Quotidiano.net" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La star di Hollywood
vestirà i panni di un commerciante d'auto fallito e di un consorte
fedifrago. Susan Sarandon, Danny DeVito e Jenna Fischer sono già in
trattative per affiancare l'attore nella pellicola
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa 'SOLITARY MAN' Michael Douglas è un marito
infedele, ma solo per motivi di copione La star di Hollywood vestirà i panni di
un commerciante d'auto fallito e di un consorte fedifrago. Susan Sarandon, Danny
DeVito e Jenna Fischer sono già in trattative per affiancare l'attore nella
pellicola Roma, 17 settembre 2008 - I guasti di una (in)sana e (in)consapevole
libidine. Michael Douglas perde il pelo ma non il vizio e, a 64 anni, da
compiere il prossimo 25 settembre, manda nuovamente in malora tutto per colpa
dei suoi pruriti. Una costante per i suoi personaggi, da 'Attrazione fatale' a
'Basic Instinct'. L'attore sarà un commerciante d'auto fallito e marito
fedifrago in 'Solitary Man', il nuovo progetto della Millennium Films. A
dirigerlo sarà la coppia di sceneggiatori Brian Koppelman e David Levien, che
insieme hanno scritto 'Ocean's Thirteen'. Lo script è proprio di Koppelman,
mentre per i partner di Douglas sono in trattative Susan Sarandon, Danny DeVito
e Jenna Fischer. Brian Koppelman e David Levien hanno anche scritto 'The
Girlfriend Experience', il prossimo lavoro di Steven Soderbergh che, guarda
caso, è uno dei produttori del loro film. La coppia di Hollywood a Saint Tropez
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rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è
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Il pm non contesta l'odio razziale (52 commenti) Fantozzi: "Da lunedì voli
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quali comportandosi come stanno facendo, ci [...] Il premier:
"Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la
sinistra"16:56:03 - Il comune di Ancona ha deciso di dedicare una via ad
Abudal, a prescindere dalla brutta morte che ha[...] L'aggressione filmata
dalla telecamere Il pm non contesta l'odio razziale16:54:42 - chi commette un
omicidio deve pagare a termine di legge non esistono attenuanti. privare un
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posto16:46:14 - In ogni caso mi dispiace che il Sindaco è così trepido di
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( da "Voce d'Italia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
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( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Alitalia
VILLANOVA DAL 28
NOVEMBRE Il Panero apre al Sud nuovo volo per Salerno Explora Italia, la
società che gestisce, tramite il vettore Alitalia Express, voli charter con
cadenza settimanale da e per l'aeroporto di Villanova d'Albenga ha aggiunto,
varerà dal 28 novembre 2008, un nuovo collegamento. E' quello tra il Panero e
l'aeroporto di Salerno-Pontecagnano, con partenza il sabato mattina alle 6,45
da Villanova (arrivo alle 8,15), e ritorno di domenica (partenza da
Salerno alle 17 e arrivo al Clemente Panero alle 18,30). Il nuovo volo fa parte
di una linea settimanale che consentirà agli sciatori del sud di raggiungere
Bolzano partendo appunto da Salerno-Pontecagnano. L'Albenga-Salerno dimostra
anche la ricettività del mercato nei confronti di offerte specifiche. Intanto proseguono,
con buon riscontro di viaggiatori, i collegamenti con Roma che si effettuano il
martedì e il venerdì (partenza alle 8,40 e arrivo alle 10,05; rientro alle
18,20 dalla capitale e arrivo ad Albenga alle 19,50). E' anche operativo sino
al 28 settembre, di domenica, il collegamento da Albenga a Bastia (partenza
alle 8 e arrivo 9) con rientro ad Albenga (partenza alle 14 e arrivo alle
14,55). Explora Italia prosegue così il suo piano di sviluppo dei collegamenti
con voli charter con Roma, Milano e scali aerei minori.